HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DEL 3-4-2008 #TOP
Ausl
e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia Le cause? Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi Francesco Bandini II Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl continuava a pagare i medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni scorsi, che ha stupito anche per i numeri che la caratterizzano: 1.
ALITALIA:
PRATO E SPINETTA,I PROTAGONISTI DEL NEGOZIATO/ANSA
( da "Wall
Street Italia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia francese, l'Ecole Nationale d'Administration di Parigi, Spinetta dal 1972 è responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del Ministero dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il ruolo di capo dello staff al Ministero del Lavoro e successivamente a quello
I
738 volontari del soccorso hanno un nuovo presidente
( da "Stampa,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dopo anni di burocrazia, di essere più operativo - commenta Cometto -. Ho cominciato da volontario a 18 anni; negli anni di presidenza ho lavorato per dare alla federazione la giusta veste istituzionale. Ora, a 36 anni, lavorerò sul campo; il numero dei volontari è aumentato e non è più conciliabile il coordinamento amministrativo con l'
Assistenza,
futuro grigio ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: psicologi ed esperti di burocrazia per ottenere sussidi o permessi sul lavoro sino al letto medicalizzato. Adesso c'è il pellegrinaggio da un ufficio all'altro mentre è in fase di rodaggio il lavoro di un assistente sociale in servizio al Policlinico e all'ospedale di Baggiovara che permette ai famigliari di ottenere informazioni e certificati in tempi brevi.
L'ambasciatore
Usa alla Lub Vi invito a Silicon Valley
( da "Alto
Adige" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non è colpa di questo o quel governo ma di tutti: se ci sono troppe regole, troppa burocrazia, le imprese segnano il passo. E da fuori non vengono in Italia. E l'America? Può piacere o no ma abbiamo qualche decennio in più di esperienza nella semplificazione delle norme E poi le infrastrutture e l'attrattività del sistema bancario.
Burocrazia
lampo: per l'impresa basta un'ora Provata sul campo a Ravenna la nuova
normativa che accelera le pratiche per l'avvio di un'attività
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: IL NOSTRO TEST Burocrazia lampo: per l'impresa basta un'ora Provata sul campo a Ravenna la nuova normativa che accelera le pratiche per l'avvio di un'attività - -->.
Dall'inviato
LORENZO SANI - FAENZA (Ravenna) - LA BELLA noti
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quello governato dal Moloch della burocrazia. In un giorno, o al massimo entro cinque è possibile far nascere un'impresa. Ma ieri a Faenza tutto l'iter burocratico è stato assolto addirittura in meno di un'ora. Dallo scorso 19 febbraio, infatti, è partita in dieci province pilota la fase sperimentale della cosiddetta Comunicazione unica: basta una mail per iniziare (
In
arrivo 11 milioni per il trasporto. Anav: Rispettare gli impegni
( da "MF
Sicilia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: garantiscono comunque i collegamenti nonostante gli annosi ritardi della burocrazia regionale". "L'Anav Sicilia", ha concluso Graffagnini, "continuerà a pressare affinché con lo stesso senso di responsabilità l'assessorato avvii l'istruzione delle pratiche giacenti da tanto tempo ed eroghi il resto delle somme dovute per le altre voci (contributi di esercizio, rinnovo parco mezzi,
In
sanità vogliamo contare di più ( da "Giornale di Brescia"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dimissioni anticipate e burocrazia Il presidente dell'Ordine dei medici di Brescia, Raffaello Mancini e, a destra, l'immagine di un medico "decapitato", una figura che, secondo l'Ordine, "ha perso il ruolo di protagonista nella gestione della salute del paziente" L'Ordine professionale è pronto a prendere posizione affinché si ritorni alla priorità del medico in medicina:
Legacoop
sui beni confiscati, iter più snelli per riconvertirli
( da "MF
Sicilia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di riformare la burocrazia, di creare una politica progettuale". "Adesso", ha dichiarato il presidente della coop Pio La Torre, Salvatore Gibiino, "occorre abbreviare i tempi che intercorrono tra il sequestro dei beni, la confisca e l'assegnazione alle cooperative perché il bene confiscato rappresenta una risorsa e un'opportunità occupazionale"
Fatti
e non parole per rilanciare il turismo
( da "Italia
Oggi (Turismo Oggi)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: regole stabilite non tanto dalla legislazione quanto dalle intuizioni di una burocrazia che sembra conoscere poco del fenomeno e, pertanto, provoca spesso dannosi effetti dicotomici, l'improvvisazione e la speculazione condizionano l'ordinato sviluppo del settore e lo condannano ai margini del mercato. La farragine legislativa e l'opinabilità dei regolamenti imposti dalla burocrazia,
Cercavo
un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro Il prof delle
Superiori ha fatto politica in Zona 8
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è una grande mole di burocrazia inutile. Poi è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si insegna per educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che nell'istituto Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che ripercussione abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del lavoro?
Costruttori,
riscrivere le regole ( da "Italia Oggi"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non sono mancati attacchi ai tempi della burocrazia. "C'è un sistema di leggi, regolamenti, burocrazia, ma anche mentalità", ha aggiunto il leader del Pdl, "difficile da superare per l'ostilità preconcetta della sinistra italiana verso ciò che è privato e che non riesce a regolamentare, a controllare, a dominare.
Poche
nuove regole per gli agenti ( da "Italia Oggi"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, il clientelismo e combattendo con provvedimenti concreti il malaffare. In caso contrario non ci sarà speranza di raddrizzare una barca che fa acqua da tutte le parti. Occorre recuperare il passo dei paesi più moderni, privilegiando e incentivando il merito e i sacrifici durissimi di chi è impegnato ad accrescere la produttività e la competitività delle nostre aziende,
Berlusconi<Evadereè
giustificato> ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Silvio Berlusconi e Walter Veltroni hanno dato vita ieri ad un forsennato dibattito a distanza che è saltellato dalle tasse alla burocrazia, dai mutui alla intercettazioni ("Se usciranno fuori le intercettazionid elle mie telefonate, lascerò questo paese", ha annunciato il Cavaliere), passando attraverso battute, colpi più o meno sotto la cintura, speculazioni assortite.
In
attesa del risanamento il ghetto va in briciole
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia romana sono quelli che sono". Così spiega Giovanni Giudice di Arred, agenzia regionale recupero edilizio, che entro 13 mesi dovrebbe iniziare i lavori per risanare un buon numero di edifici del ghetto. Diventeranno alloggi per studenti in parte, in parte l'architetto Giudice dice che si tratterà di una sperimentazione innovativa offrendo questa case recuperate ad "
IL
PROFILO Jean-Cyril Spinetta, presidente e ad dell'Air France-Klm, e laureato
alla scuola ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alta burocrazia francese, dal 1972 è stato responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del ministero dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il ruolo di capo dello staff al ministero del Lavoro e successivamente a quello degli Affari sociali e trasporti.
Recupero
il tempo perduto, grazie Prodi ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito, nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto,
Campofontana
un paese sugli sci ( da "Arena, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma dalla burocrazia, che blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga Lobbia. Uno spazio per gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza come quest'anno, è il meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa quotidianamente per restare in montagna e permettere ai propri figli l'unica soddisfazione che li ricompensa di tanti sacrifici.
E
a settembre apre la nuova sede ( da "Provincia di Cremona, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assistenza necessaria per districarsi nel fitto dedalo della burocrazia italiana; dai rapporti con gli istituti di credito alle normative sulla sicurezza. Infine una novità di carattere logistico. Da quest'autunno (inaugurazione prevista settembre) Cna avrà una nuova sede, dove c'è il consorzio Fidi, di fronte alla Fir.
Si
vota, tutti a promettere ( da "Centro, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con gli ospedali che funzionano e la burocrazia che non sarà più la "burocrazia" che tutto rallenta. Imprenditori e operai lavoreranno spalla a spalla per il progresso dell'impresa e quindi per il benessere di tutto il Paese. Mi scordavo un particolare, ma temo che se lo siano dimenticato pure Veltroni e Berlusconi.
Pescatori
sardi sul piede di guerra: strascico e burocrazia ci bloccano - pier giorgio
pinna ( da "Nuova Sardegna, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sardegna Pescatori sardi sul piede di guerra: strascico e burocrazia ci bloccano Parla Gianni Usai, rappresentante della categoria e attore nel film "Le ragioni dell'aragosta". Lagune inquinate, moria di pesci, vincoli applicati senza discernimento PIER GIORGIO PINNA CABRAS. La pesca va a picco. Spazzata da onde minacciose.
Il
cacciatore di aquiloni ( da "Nuova Venezia, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre
Peghin:
le dimissioni on line? troppi cavilli
( da "Mattino
di Padova, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso penalizzante di burocrazia con incertezza e confusione tra gli operatori". La nuova legge che regola la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori, abolendo la classica lettera "a mano" e introducendo l'obbligo dell'utilizzo di un protocollo informatico, è, secondo Peghin "Un provvedimento inopportuno e penalizzante per le imprese oneste e rispettose delle regole,
L'api
ai candidati "tagliate le tasse"
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dell'internazionalizzazione e della burocrazia. è su questi temi che le Pmi chiedono risposte chiare alla politica". Lo ha detto ieri Claudia Porchietto, presidente dell'Api torinese, nell'incontro organizzato con i leader piemontesi dei due maggiori partiti, Guido Crosetto (Pdl) e Gianfranco Morgando (Pd).
Veltroni
fa il pieno ma il trionfo è anche di soru - enrico gaviano
( da "Nuova
Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la battaglia per neutralizzare le storture della burocrazia, l'aiuto alle fasce più deboli del paese, giovani, donne, anziani. "Aumentare gli stipendi e i salari, il loro valore, si può fare - dice -. Già il governo Prodi ha realizzato un extra gettito che consentirà di abbassare la percentuale da tassare.
La
burocrazia spranga le celle della rotonda - tonio biosa
( da "Nuova
Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Olbia La burocrazia spranga le celle della Rotonda Antonello Pintus polemizza con il provveditore regionale Francesco Massidda "Il Comune ha inviato tutti i documenti, ora riaprite l'istituto" TONIO BIOSA TEMPIO. "Appare poco credibile l'atteggiamento del Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria,
In
biblioteca a grado presentazione del libro di poian il ventisette
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dipendenti rassegnati alla tragica noia della burocrazia, casalinghe prestate alla scrivania, tutti spuntano il calendario in attesa del ventisette. Ma oggi, all'Ufficio analisi pratiche reclamate, nel fuggi fuggi verso la banca, qualcuno ha dimenticato una porta chiusa. E la furia degli utenti esplode contro la più odiata delle categorie: quella dei Dipendenti pubblici.
Piccola
distanza, grandi avventure ( da "Tirreno, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una sorta di sportello servizi pensato per facilitare agli albanesi l'impatto con la burocrazia italiana. Attualmente l' associazione vanta 1600 iscritti. Quanto alle festività, la più importante è l'indipendenza dell'Albania dall'Impero Ottomano (1912); festeggiata il 28 novembre anche dalla comunità presente a Prato. Miriam Monteleone.
Per
la nautica nuove aree. al comparini
( da "Tirreno,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dopo la burocrazia, tocca all'annoso problema dell'insabbiamento: "Appena c'è un'onda o un po' di vento sei costretto a rinviare la prova delle barche, con conseguenti ritardi nella consegna. Mi piacerebbe davvero sapere quanto Viareggio ci tiene o meno ad avere ancora la nautica.
<Libere
professioni, sì alla riforma> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: funzionamento della giustizia e per la semplificazione della burocrazia: gli ordini professionali di Bergamo hanno incontrato ieri alla Borsa Merci i candidati alle elezioni per presentare problemi ed esigenze delle categorie. Sono intervenuti Alberto Carrara, presidente dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Ettore Tacchini, presidente dell'ordine degli avvocati,
Artigiani:
la ricetta per crescere ( da "Nuova Ferrara, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cosa da fare dovrà essere una drastica riduzione della burocrazia". Dito verso contro "la revisione degli studi di settore fatta nell'ultima finanziaria che ha innalzato le tasse attraverso l'aumento degli imponibili per le imprese". Per il segretario generale locale, Giuseppe Vancini, "serve un progetto serio per il territorio che attualmente sta vivendo una fase di mediocrità.
Dalla
Sardegna Veltroni lancia lo sprint
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: È il disegno di un'Italia più libera dalla burocrazia e anche dalla cattiva politica, "che ha bloccato questo Paese e che non deve più condizionare la sanità pubblica. Oggi si diventa manager delle Asl non si sa perché, io chiedo che si facciano i concorsi, le audizioni, e sia tutto pubblico, consultabile su internet".
Quercia,
cantieri fermi al Palio pista vecchia
( da "Adige,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per anni vicepresidente nazionale della Fidal è riuscito a smuovere la burocrazia romana e a velocizzare almeno il Coni. Ora si limita a dire: "Per noi l'importante è tutelare una manifestazione sportiva che fuori ombra di dubbio è la più importante della città". Chi è pratico del Quercia non avrà mancato di notare che operai e macchinari sono intervenuti recentemente nello stadio.
Camera
di commercio e imprese, meno burocrazia e procedure più facili
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Oristano Pagina 4016 Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi Camera di commercio e imprese, meno burocrazia e procedure più facili Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi --> Sarà più facile per le oltre 15 mila imprese della provincia dialogare con gli uffici della Camera di commercio di Oristano e più in generale col sistema camerale regionale.
L'eterno
male oscuro dell'AMERICA LATINA ( da "Giornale.it, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: organizzavano la burocrazia, amministravano imperi e regni. L'intero tessuto sociale era frammentato", dunque impedito di produrre spontaneamente, dal basso, le forme di società che avrebbero agevolato il progresso. Sono stati così distorti, per cinque secoli fino al presente, tutti i modelli importati dall'Europa e, più tardi,
Giubileo,
cerimonie di alta classe per celebrare la storia di una vita
( da "Stampa,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Devono fronteggiare una burocrazia articolata, preparare documenti, fissare orari, predisporre tutto affinché la cerimonia funebre si svolga nel migliore dei modi". Per le famiglie, invece, il "volto" di Giubileo è quello dei funzionari cui spetta il primo incontro, quello in cui si mettono a fuoco le caratteristiche della cerimonia funebre,
Picchetto
e striscioni contro la preside: "Ci nega qualunque cosa"
( da "Stampa,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Qui tutto è burocrazia: ci è stato detto che avrebbe dovuto esserci l'insegnante di educazione fisica", spiega Davide Agazzi, rappresentante degli studenti. "La preside ci ha ricevuti dopo due settimane", dice Lorenzo Li Veli. Marco Lombardo: "Viviamo assurdità come il non poter andare in cortile durante l'intervallo: non vogliono che si fumi,
Tombe
pronte, il regolamento no ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La rabbia di chi ha già acquistato in vita gli spazi nel cimitero comunale La burocrazia impedisce i seppellimenti nella nuova ala --> La burocrazia impedisce i seppellimenti nella nuova ala Il sindaco Marongiu assicura che entro venti giorni i lotti verranno assegnati definitivamente a chi li ha prenotati e pagati sei mesi fa.
<Cercavo
un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è una grande mole di burocrazia inutile. Poi è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si insegna per educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che nell'istituto Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che ripercussione abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del lavoro?
Di
RENATA ORTOLANI PROFESSOR Braga, lei gareggerà per la poltrona di
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poi c'è un sovraccarico di burocrazia. I guai che alcuni direttori di dipartimento hanno avuto con la Corte dei conti sono emblematici della difficoltà di mettere in atto una supervisione, per limiti oggettivi". Troppa burocazia? "Sì. Io dico sempre che è come il colesterolo: c'è quello 'buono' e quello che fa ammalare.
È
VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente
bipartisan ( da "Messaggero, Il (Viterbo)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia ministeriale e della diplomazia, delle università e delle imprese. La collaborazione, insomma, ha funzionato ancora una volta. E non si può fare a meno di pensare a quanto tutto ciò potrebbe rivelarsi utile per la soluzione di alcuni casi spinosi, come oggi il nodo Alitalia-Malpensa o l'emergenza-rifiuti e domani la Tav:
E'
l'odissea di due anziani coniugi di Frosinone. Due anziani che, oltre all'età
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mali della burocrazia e dei ritardi dell'Ater (l'Istituto che amministra le Case popolari). La loro storia è fatta di richieste di riparazioni e sollecitazioni. Che mai, però, hanno avuto risposta. In particolare la situazione si è aggravata quando la donna, 69 anni, si è ammalata di tumore ed è, quindi, è oggi costretta a frequenti visite con sedute di chemioterapia in ospedale.
L'irresistibile
ascesa di Blackwater Esercito privato agli ordini di Bush
( da "Liberazione"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: privatizzare la burocrazia militare, uno studio che ha creato il terreno per l'incredibile prosperità dei profitti di guerra attuali. Durante gli anni di Clinton Erik Prince capì che poteva approfittare della privatizzazione dei servizi militari infilandosi nel proficuo mondo dell'outsourcing: un'ascesa molto rapida se si pensa che Blackwater venne fondata nel 1996 come una struttura per l'
Tutti
a lezione dai Comuni più ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: segue i tempi della politica e della burocrazia. E intanto gli imprenditori, in un periodo traballante per l'economia italiana, chiedono risposte concrete e soluzioni (anche al costo, altissimo, dell'energia in Italia). E DI SOLUZIONI ed esempi concreti (ed 'esportabili'?) sul tavolo della Conferenza europea ne sono stati messi parecchi: "Lo scopo di questi tre giorni di dibattito ?
Ubaldi:
il voto dato a me vale solo per me
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia asfissiante, il peso fiscale sui cittadini, sulle famiglie e sulle imprese e la non autosufficienza energetica, che ci costringe a pagare prezzi salatissimi, come si vede anche in questi giorni con l'aumento delle bollette". "Se verrò eletto, nel mio lavoro in Parlamento applicherò - promette Ubaldi - lo stesso impegno di contenuti e di metodo che ho profuso nei nove anni
<Lunghe
code per la Tarsu Gli utenti attendono in
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aumento della Tarsu e per far correggere varie tipologie di errori che la burocrazia genera. Da candidato della lista civica dei "Grilli Massesi", mi chiedo per quale motivo una società che fattura diversi milioni di euro all'anno non possa, in questo momento di grosso carico lavorativo, effettuare orari più estesi, iniziando alle ore 8 invece che alle ore 9 ed evitando, così,
Energia
pulita, la Saf <sposa> il fotovoltaico
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
troppa
burocrazia che impedisce, all'impianto pronto, di iniziare a produrre in tempi
brevi". I titolari della ditta hanno installato un impianto con una
potenzialità produttiva da 19,80 kWp, costituito da 90 pannelli in silicio
posizionati sul tetto che occupano uno spazio di circa
Bianchi
e La Grotteria danno forfait: è quasi completo il puzzle per
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dalla burocrazia al campo, proseguono gli allenamenti dei biancazzurri in vista della trasferta in programma domenica a Giulianova. E' ormai praticamente certo il forfait del gaucho La Grotteria che, da un paio di giorni, ha ripreso ad allenarsi con un lavoro differenziato.
Piccole
e medie imprese, la sfida dei 'volonterosi': <Non chiediamo solo meno tasse
e ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I CANDIDATI AL PARLAMENTO CHIEDONO MENO tasse e meno burocrazia, ma anche di dare più chances ai... volonterosi e di semplificare il panorama delle associazioni di categoria. Dai vertici di Confartigianato, richieste a tutto campo alla politica, nazionale e locale. Sabato in via Veneziani si svolge il congresso provinciale, che vedrà l'elezione del nuovo Consiglio territoriale (
Primo
duello, illy e tondo divisi su tutto
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione del peso della burocrazia e "il consolidamento dello sviluppo economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550 milioni in più di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che economia e occupazione stanno bene". Tre "I" sono invece la bussola per Tondo che ha detto di voler ripartire dal 2003,
La
Sicilia alza la posta sul turismo
( da "TTG
Italia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poi arriva anche lo strale: "Bisogna battere la burocrazia - insiste l'assessore - e accelerare sui tempi perché l'operatore deve avere la certezza dell'investimento e programmare in tempi razionali le proprie strategie". La Sicilia è una destinazione che piace e che sta crescendo bene sul piano internazionale.
E
il Pd fa l'elemosina famiglie, buono spesa di 600 euro l'anno
( da "Campanile,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anno Dopo i grandi numeri su burocrazia e edilizia popolare, Veltroni sul sostegno ai nuclei a basso reddito vola basso e annuncia un bonus di 50 euro al mese per chi ha due figli a carico e non supera i 18mila euro Un buono spesa di 600 euro per ogni famiglia con due figli a carico e un reddito non superiore a 18mila euro l'anno.
La
preside boicotta il calcetto e al Cavour esplode la rivolta
( da "CronacaQui.it"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e la burocrazia interna non funziona. E il risultato è che negli ultimi anni gli iscritti sono diminuiti". Nel primo pomeriggio gli studenti sono stati ricevuti dalla preside, e hanno ricevuto un po' a sorpresa il consenso di molti professori. "Si può discutere sulle modalità della protesta, ma è certo che all'interno della scuola manca la comunicazione,
Fossano:
A.P.A., un Bilancio positivo con un grande progetto
( da "Targatocn.it"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli imprenditori devono affrontare nel gestire la burocrazia delle aziende agricole. Sono questi, in sintesi, secondo il presidente dell'APA di Cuneo, Roberto Chialva i principali problemi di un comparto in cui lavorano sempre meno giovani. In questo contesto la provincia di Cuneo si salva grazie all'alto numero di associati (2500) e all'allevamento dei bovini di razza piemontese:
Campofontana
un paese sugli sci ( da "Arena.it, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma dalla burocrazia, che blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga Lobbia. Uno spazio per gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza come quest'anno, è il meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa quotidianamente per restare in montagna e permettere ai propri figli l'unica soddisfazione che li ricompensa di tanti sacrifici.
<Recupero
il tempo perduto, grazie Prodi>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito, nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto,
ELEZIONI.
Voto a domicilio, dopo la denuncia di MDC è possibile anche in Sicilia
( da "HelpConsumatori"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 09 Casi emblematici della burocrazia italiana. Fino a pochi giorni fa i cittadini siciliani che, essendo attaccati a macchine elettromedicali, chiedevano di votare a casa potevano farlo solo per le elezioni nazionali e comunali, ma non per le regionali. Ma oggi, a seguito di una vicenda portata alla luce dal Movimento Difesa del Cittadino,
I
must, Usa e Polinesia ( da "Agenzia di Viaggi, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia per la cerimonia, l'affitto dei vestiti, l'organizzazione della festa e l'ospitalità in altri alberghi per gli invitati. I grandi alberghi offrono anche pacchetti matrimonio intonati al tema del resort: ad esempio al Las Vegas Hilton, sede dell'attrazione Star Trek - The Experience, è possibile sposarsi su di una riproduzione del ponte dell'
Bra:
ieri incontro del Popolo delle Libertà con gli ex UDC
( da "Targatocn.it"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sprechi e lo sfoltimento di leggi e burocrazia si è soffermato il deputato uscente Enrico Costa mentre Lucio Stanca, ministro dell'Innovazione nel governo Berlusconi ha ricordato i danni d'immagine derivanti dalla vicenda Alitalia e dalla crisi dei rifiuti a Napoli. Critico sulle scelte di Casini è dell'UDC è stato anche Carlo Giovanardi che ha invitato i cattolici passati al PDL "
IACONO
(PSI). IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE POVERA DI CONTENUTI L'UNICO OBIETTIVO
SEMBRA ( da "Mattino, Il (City)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie, abusi di potere, arroganza, indifferenza. La mia scommessa è nel ritorno della politica, una buona politica che sappia rimettere al centro dell'azione anche questo". Mazzoni (Udc). "Le infrastrutture sono una priorità. L'impresa campana paga un costo tre volte superiore a quello di una impresa del nord Italia.
MADDALONI
A LUTTO, CHIUDONO GLI UFFICI ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che la vedova e gli eredi di Sposito De Lucia non diventino pure vittime della burocrazia. Come purtroppo è già avvenuto per altre vittime del lavoro in provincia di Caserta". La protesta sembra aver fatto centro. Per questo motivo, e da oggi adesso ufficialmente, l'assessore provinciale al lavoro Enrico Milani ha promesso "procedure più che celeri".
IMMIGRATI
E VOTO ( da "Azione, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza.
<La
politica non trascuri il mondo rurale>
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A partire da una drastica riduzione della burocrazia e da un aumento della nostra capacità di negoziazione. "Sia in sede internazionale che in sede comunitaria, le scelte fatte finora sono state subordinate alle regole del più forte" osserva Casalini. E aggiunge: "Si oscilla tra l'acquiescenza verso ciò che dice Bruxelles e i tentativi di imporre scelte nazionali.
<In
pensione più tardi per aiutare i giovani>
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Regioni ed Enti locali per alleggerire il carico di burocrazia. Sicurezza di ordine pubblico, ma anche nei luoghi di lavoro e nella protezione civile. Infine, solidarietà - dice Crema - una politica verso gli immigrati che salvaguardi le richieste del mondo del lavoro e che faciliti l'integrazione respingendo l'illegalità".
Uno
Stato più "snello" con le imprese
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: democratico Paolo Giaretta in corsa al Senato annuncia le novità in economia Uno Stato più "snello" con le imprese Meno burocrazia. Ed ogni "complicazione" in più sarà deducibile al fisco per il 50 per cento È l'uomo politico con la maggiore esperienza in città. Paolo Giaretta, 61 anni, è stato sindaco dal 1987 al 1993 e poi nel 1996 è stato eletto senatore nelle liste dell'Ulivo.
Un
giovane lariano insegna marketing ai cinesi
( da "Corriere
Di Como, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la rapida ascesa dei costi di produzione e per l'eccessiva burocrazia. Ma credo che rispetto ad alcuni anni fa nessuno ormai sottovaluti la Cina. Anzi credo che ci sia una controtendenza e si sottovaluti il potenziale del Paese a breve termine. Ormai non si contano più le statistiche sulla quantità di milionari e miliardari cinesi.
La
fusione è più vicina ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: minor burocrazia e più servizi per i cittadini. Un'esperienza simile alla fusione si è vissuta per quattro anni, dal 2000 al 2004, quando le amministrazioni comunali di Arzene e San Martino formarono l'Unione. Valvasone si era però chiamata fuori. "La tempistica per decidere di aderire all'Unione era oggettivamente troppo breve e non si è potuto pianificare bene il progetto,
Tondo:
Regione indebitata. Illy: siamo tra le migliori
( da "Gazzettino,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attuazione delle misure sulla protezione sociale, il bilancio ecologico, la riduzione del peso della burocrazia, le infrastrutture e "il consolidamento dello sviluppo economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550 milioni in più di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che economia e occupazione stanno bene".
La
casa invasa dai pannoloni, ma l'anziana madre non ha assistenza
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dalla Usl vedo un mare di burocrazia ed una generale disorganizzazione ed inefficienza, si pensi che c'è una sola fisiatra per tutta la Usl per l'assistenza domiciliare. L'efficienza c'è stata finora nella consegna dei pannolini: mi hanno invaso la casa. Ne ho ben 27 scatoloni del peso complessivo di qualche quintale.
Udine
(loma) <Sono stato assessore ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 03-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificare burocrazia e funzionamento, verificando la bontà delle riforme. Con la riduzione delle aziende sanitarie, metteremo ancora di più in sinergia gli ospedali, con ulteriori risparmi. I posti letto sono giusti e non vanno tagliati. Ma con le aree vaste, risponderemo alle esigenze locali e allo stesso tempo offriremo servizi migliori.
LAVORO/
ANCE: DECRETO SICUREZZA AUMENTA BUROCRAZIA E PENE
( da "Virgilio
Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: porti ad un aumento della burocrazia e a un inasprimento delle pene, senza intervenire in modo efficace sulla formazione e la prevenzione, che sono gli elementi fondamentali per risolvere il problema della sicurezza sul posto di lavoro. "Con il Decreto sicurezza c'è stato un inasprimento delle pene e un aumento della carta e della burocrazia,
Intervista
a SOUAD SBAI / "Per gli immigrati una carta verde sul modello
americano" ( da "Opinione, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ci deve essere solo una burocrazia dell'immigrazione. Però su queste basi vorrei poi vedere chi direbbe di no. E' vero anche che in Italia esiste pure un'altra fattispecie di immigrato, spesso di religione islamica, che segrega la moglie in casa, poligamo, che frequenta luoghi di indottrinamento all'odio anti occidentale spacciati per moschee.
ENTI
LOCALI: LEGAUTONOMIE ED UNCEM TOSCANA AVVIANO UNIONE
( da "Agi"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: obiettivo dichiarato e' quello di 'snellire' la politica da burocrazia e costi, razionalizzando obiettivi e servizi. La Confederazione, nelle sue intenzioni, apre la strada al 'federalismo', puntando sull'unione delle forze degli Enti e su un loro preciso impegno in relazione ad elementi qualificanti ed attuativi del processo federalista.
ELEZIONI/
FINOCCHIARO SCRIVE A TECNICI PROFESSIONISTI SICILIANI
( da "Virgilio
Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Servono bandi trasparenti e meno burocrazia" Palermo, 3 apr. (Apcom) - Anna Finocchiaro, candidata da Pd, Idv e Sinistra l'Arcobaleno, alla presidenza della regione Siciliana ha scritto una lettera ai tecnici professionisti siciliani. Fra i principali punti della missiva inviata ad agronomi, architetti, forestali, geologi, geometri, ingegneri e periti industriali,
Malati
di burocrazia terminale ( da "Blog Beppe Grillo"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ammastellati" firme per "Forza Clementina" --> 3 Aprile 2008 Malati di burocrazia terminale Clicca il video La burocrazia italiana è cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato, un pezzo di carne urlante, un pazzo che cerca vendetta.
"Si
parla poco del comparto agricolo"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: competitività delle imprese agricole che hanno il loro bel da farsi anche con la burocrazia. Bisogna eliminare tutti quei passaggi inutili e ripetitivi che tolgono energia all'attività economica principale e che spesso ne limitano la crescita. Ma c'è anche da garantire una certa stabilità fiscale . Non si può, ogni anno, rivedere quelle norme che determinano aliquote ridotte per Irap,
Malati
di burocrazia terminale ( da "KataWeb News"
del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: it - 0 commenti Clicca il video La burocrazia italiana è cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato , un pezzo di carne urlante, un pazzo che cerca vendetta.
Franceschini
guarda a Lecco <Aiuterò le piccole imprese>
( da "Provincia
di Lecco, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: reti tentacolari della burocrazia, che le affannano e impediscono loro di lavorare con efficienza". Ma sarà un bel vantaggio anche per le famiglie, perché anche la loro quotidianità è inevitabilmente rallentata dalla goffa onnipresenza della macchina burocratica. La certezza di avere maturato gli strumenti per cambiare le cose anche nei confronti delle politiche della sicurezza:
Lavori
al Rigamonti, arriva il solito rinvio
( da "Provincia
di Lecco, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia mette a dura prova qualsiasi impresa), e della loro regolarità. Dopo di che si potrà cominciare a fornire qualche ipotesi sull'inizio del cantiere e, dunque, sulla sua chiusura. Davvero una ?never ending story? quella dello stadio di Lecco che sembrava essere iniziata nel migliore dei modi quando la Calcio Lecco,
ELEZIONI/
MICCICHE' CONSEGNA A LOMBARDO DDL PER RINNOVARE L'ISOLA
( da "Virgilio
Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riforma della burocrazia, la trasparenza e programmazione contabile, l'innovazione. "E' un pacchetto di proposte - ha detto Lombardo - che il governo farà proprio e offrirà all'esame dell'assemblea regionale siciliana". "Il testo del Ddl - ha sottolineato Micciché - è il frutto di mesi di lavoro di quest'ultima legislatura e mira ridurre gli iter burocratici"
( da "Gazzetta di Parma, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA VICENDA DEI
MEDICI PAGATI PER PERSONE DECEDUTE: ECCO COME FUNZIONA IL
"MECCANISMO" SANITA' LA VICENDA DEI MEDICI PAGATI PER PERSONE
DECEDUTE: ECCO COME FUNZIONA IL "MECCANISMO" Ausl
e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia Le cause? Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi
Francesco Bandini II Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl
continuava a pagare i medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni
scorsi, che ha stupito anche per i numeri che la caratterizzano: 1.584
casi fra Parma e provincia. La spiegazione? Spesso è nei problemi di
trasmissione delle informazioni, ma anche in dati archiviati in modo errato. Ma
in che modo l'Ausl viene a conoscenza dell'avvenuto decesso di un paziente?
Queste informazioni l'azienda sanitaria le riceve dai Comuni della provincia.
Ma non tutti i Comuni mettono a disposizione queste informazioni nello stesso
modo. Solo Parma dà all'Ausl la possibilità di accedere in modo diretto (e
protetto) alla propria banca dati anagrafica tramite collegamento informatico.
Tutti gli altri Comuni, invece, si affidano ancora alla comunicazione cartacea,
tramite l'invio della cosiddetta "notifica di morte". continua... Per
leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo
"sfogliatore" online.
( da "Wall Street Italia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANSA -
-->(ANSA) - ROMA, 2 APR - La trattativa per la cessione di Alitalia che si è
conclusa oggi con l'abbandono del tavolo delle trattative da parte del
presidente di Air France, ha visto contrapposti in questa vicenda Maurizio
Prato, presidente di Alitalia dimessosi stasera, e il numero uno della
compagnia francese, Jean-Cyril Spinetta. Maurizio Prato è un manager dell'Iri
chiamato dal ministero del Tesoro a traghettare la compagnia di bandiera verso
un nuovo assetto con il compito di individuare soggetti industriali interessati
al controllo della società. Prato è salito ai vertici di Alitalia la scorsa
estate, dopo le dimissioni di Berardino Libonati e una carriera impegnata
nell'universo Iri. Classe 1941, sposato e con due figli, Prato nasce a Foligno,
si laurea in Giurisprudenza e Economia e Commercio e dal
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAMBIO AL VERTICE.DECISO
DALL'ASSEMBLEA I 738 volontari del soccorso hanno un nuovo presidente Mauro
Cometto dopo otto anni lascia il posto a Paolo Ferrero [FIRMA]DANIELA GIACHINO
AOSTA Dopo 8 anni Mauro Cometto, di Châtillon, ha lasciato la presidenza della
Federazione regionale delle associazioni di volontariato del soccorso. Al suo
posto, l'ente che riunisce 18 gruppi ha scelto Paolo Ferrero, dei Volontari del
soccorso di Saint-Marcel. A eleggerlo è stata nei giorni scorsi l'assemblea dei
soci. Le altre cariche associative sono state distribuite a Federico Menean,
vice presidente; Franco Caironi, Luca Chamonin, Davide Duroux, Claudio Obert,
Sigfredo Chiara, tutti componenti del direttivo. Mauro Cometto è stato nominato
coordinatore tecnico. "Un ruolo di responsabilità che mi consente, dopo anni di burocrazia, di essere più operativo - commenta Cometto -. Ho cominciato da
volontario a 18 anni; negli anni di presidenza ho lavorato per dare alla
federazione la giusta veste istituzionale. Ora, a 36 anni, lavorerò sul campo;
il numero dei volontari è aumentato e non è più conciliabile il coordinamento
amministrativo con l'operatività". I numeri: a fine 2007 erano 738
(un terzo donne) i volontari che avevano erogato 18 mila prestazioni nell'anno,
percorrendo circa 800 mila chilometri in 200 mila ore di lavoro. Negli anni la
federazione ha subito profondi mutamenti. "I volontari del soccorso
erogano un servizio per conto dell'ente pubblico, nel sistema organizzato del
118 - spiega Cometto -. Oggi il volontariato è definito "professionale"
perché i servizi prestati richiedono un alto livello di competenza che si
ottiene con una formazione permanente e con la pratica". Negli ultimi
anni, con la consapevolezza che tutto ciò che avviene entro la prima ora ha
ripercussioni dirette sulla prognosi, il soccorso non è più interpretato come
l'ospedalizzazione veloce del paziente, ma come un'assistenza qualificata da
fornire subito, sul posto. "In questi anni abbiamo anche ottenuto un capo
di abbigliamento, unico per tutta la Valle, che ci identifica - conclude
Cometto -. Abbiamo informatizzato, con il supporto del Centro servizi per il
volontariato, tutte le sedi. Ci manca una sede istituzionale, che so di non
facile realizzo; per ora siamo ospiti dei Volontari di Châtillon. In futuro dovremo
aderire all'Anpas (Associazione nazionale pubblica assistenza, ndr) per
diventare interlocutori del governo centrale e confrontarci con altre realtà a
livello nazionale".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Assistenza,
futuro grigio" Il sindaco: "Non potremo mantenere questi
livelli" Il bilancio del Piano di zona è di 113 miliardi e 138 tipi
d'intervento 'Giovani, nuovi poveri' Grazie ai fondi del governo per le
famiglie non autosufficienti per la prima volta la spesa del Comune per
l'assistenza sociale supera la soglia del 51%, almeno per quanto riguarda la
parte corrente. Una definizione molto ampia quella del welfare che va dalle
iniezioni gratuite ai contributi per l'affitto, passando dall'assistenza
domiciliare per i malati più gravi. In tutto, com'è stato ripetuto ieri in
conferenza stampa dal sindaco Pighi e dall'assessore Francesca Maletti, si tratta
di 113 milioni di euro distribuiti su 138 servizi in cui la parte più rilevante
è quella che riguarda anziani e disabili anche se la gerarchia delle priorità
cambia a una velocità vertiginosa. Nuovi poveri. "I genitori con i figli
piccoli stanno diventando i nuovi poveri - ha fatto l'esempio Silvana Borsari,
direttore di distretto dell'Ausl - Sia che si tratti di coppie con un bebè
magari con un solo reddito e l'affitto da pagare o di genitori single con un
piccolo a carico, il bisogno diventa subito acuto. Il numero di persone in
queste condizioni è in fortissimo aumento perchè il costo della vita non
garantisce più l'autosufficienza". Anche questi problemi finiscono per
riversarsi sui tavoli di chi si occupa di assistenza e si sommano a tutti gli
altri e che finiscono per far lievitare la spesa pubblica. Se per il
( da "Alto Adige" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ambasciatore Usa
alla Lub "Vi invito a Silicon Valley" IL DIPLOMATICO RONALD SPOGLI IN
CITTA' PAOLO CAMPOSTRINI BOLZANO. Le sue Italie erano solo due. Una è Gubbio,
che è il paese della famiglia. Poi la val Badia, divisa equamente tra San
Cassiano e Corvara che sono invece i paesi delle sue vacanze. "Soprattutto
d'estate" dice Ronald Spogli che ora di lavoro fa l'ambasciatore degli
Stati Uniti. E che da quando c'è Bush a Washington ha aggiunto alle sue case
italiane anche la sede ufficiale di via Veneto, a Roma, proprio all'inizio dei
marciapiedi della Dolce vita. E anche se adesso gira più scortato di
Napolitano, dolce gli è rimasta l'Italia: "il Paese che amo di più dopo il
mio". Che ha lasciato per la diplomazia dopo gli impegni professionali
nella finanza e nella gestione degli investimenti. Ed è da lì, da quella sua
esperienza economica, che arriva l'idea che ha illustrato anche ieri a Bolzano,
all'Università: "Investire sui giovani cervelli perchè possano immaginare
un mondo più dinamico e aggiornato. Offrendo a chi ne ha voglia un'esperienza
sul campo a Silicon Valley". E porta aperta, dopo una selezione, anche ai
laureati bolzanini che vogliono fare l'impresa nel distretto più futuribile del
pianeta. Perchè l'economia? Perchè è lì che l'Italia arranca. E' almeno 25 anni
che il pil non sale come nel resto d'Europa. Per colpa dell'economia o della
politica? Per colpa del sistema-Paese. La chiave è attirare investimenti. E
dall'estero non vogliono rischiare i loro soldi dove tutto è più difficile. Non è colpa di questo o quel governo ma di tutti: se ci sono
troppe regole, troppa burocrazia, le imprese segnano il passo. E da fuori non vengono in Italia.
E l'America? Può piacere o no ma abbiamo qualche decennio in più di esperienza
nella semplificazione delle norme E poi le infrastrutture e l'attrattività del
sistema bancario. E abbiamo tanta ricerca. Altra chiave. Che qui ha il
fiatone. Ma c'è. Ed è spesso di altissimo livello. Ma non è finanziata come
dovrebbe. Quindi ci offrite un viaggio studio per laureati oppure siete a
caccia di cervelli? Intanto è un'opportunità per chi vuole confrontarsi con il
futuro in uno dei più straordinari distretti economici del mondo. Poi ognuno è
libero di fare quello che vuole... E l'Alto Adige? Qui state bene. Ma stare
bene non è tutto. Iniziano ad arrivare i primi flussi di immigrati. Anche voi
dovrete confrontarvi con problemi globali. E sarà necessario aprirsi alle altre
esperienze, cambiare prospettiva. E poi lei ci conosce. Da anni. Ma non fatemi
un esame di Pacchetto. Sono salito in val Badia che era d'estate e lì ci sono
posti che lasciano senza parole. Tra San Cassiano e Corvara sono tutti così
gentili. Forse perchè sono... Ladini? No, perchè sono ospitali. Qui da qualche
tempo si fa un gran parlare di Tibet. Perchè arriva spesso il Dalai Lama, che è
un amico dell'Alto Adige e il modello altoatesino potrebbe essere l'ideale per
quel paese. Autonomia e convivenza. Anche l'America sostiene il Dalai Lama. E'
un grande uomo. Cerchiamo di lavorare per il dialogo e speriamo che si arrivi
ad una soluzione pacifica. C'è chi non vuole andare ai Giochi. Potrebbe essere
pericoloso. In questa fase un irrigidimento della Cina, maggiore tensione nei
rapporti con le democrazie occidentali in Europa o in America potrebbe non
favore il dialogo. Occorre procedere in parallelo: pressioni ma porte aperte.
L'autonomia, il federalismo sono soluzioni? Certo, e non solo per il Tibet. Gli
Stati Uniti sono nati per una scelta federale e in opposizione ad un potere
centrale troppo forte. In Alto Adige il potere centrale è stemperato se non
sostituito da quello locale che è il centro delle decisioni. Nel giusto
equilibrio può essere una soluzione. E l'Italia? Per la prima volta chiunque
vinca le elezioni è amico dell'America. Non ci sono più neppure i comunisti nel
Pd. Veltroni è kennedyano, Berlusconi repubblicano. Comunque amici. Comunque.
Io sono l'ambasciatore e non faccio politica ma resta il fatto che pur
transitando l'Italia da destra a sinistra o viceversa resta il fatto che si è
alleati da quasi sessant'anni. Sarà ancora così. L'Italia è un grande Paese. Fa
cose importanti in Kossovo, in Afghanistan, soprattutto in Libano. Ma per farle
deve pagarle. E quindi deve muovere l'economia. Anche per questo è qui? Anche.
Vorrei invitare i giovani italiani e bolzanini a venire in America a studiare
da imprenditori. Per questo ho incontrato la Franceschini.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL NOSTRO TEST
Burocrazia lampo: per l'impresa basta un'ora Provata sul campo a Ravenna la
nuova normativa che accelera le pratiche per l'avvio di un'attività - -->.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dall'inviato LORENZO
SANI ? FAENZA (Ravenna) ? LA BELLA notizia è che c'è anche un'Italia che
funziona. Ci sono voluti undici anni, da quando l'allora ministro Bassanini
emanò la legge del 15 maggio 1997 sulle "Misure urgenti per lo snellimento
dell'attività amministrativa dei procedimenti di decisione e controllo",
ma per certi versi l'Italia che non ti aspetti affronta a vele spiegate proprio
uno dei terreni convenzionalmente più critici e consegnato all'iconografia
stereotipata del Bel Paese, quello governato dal Moloch
della burocrazia. In un giorno,
o al massimo entro cinque è possibile far nascere un'impresa. Ma ieri a Faenza
tutto l'iter burocratico è stato assolto addirittura in meno di un'ora. Dallo
scorso 19 febbraio, infatti, è partita in dieci province pilota la fase
sperimentale della cosiddetta Comunicazione unica: basta una mail per iniziare
(e in un secondo tempo per, modificare o chiudere) un'attività
imprenditoriale. La Comunicazione unica, prevista dal decreto Bersani,
convertito nella legge 40/2007 sulle liberalizzazioni, è uno nuovo strumento
on-line che permette di snellire le procedure obbligatorie per avviare una
nuova impresa, garantendo un notevole risparmio di tempo, ma anche una
sensibile diminuzione dei costi, scesi a 17.50 euro di bollo e 18 euro per i
diritti di segreteria: per le domande cartacee, oltre a una spesa maggiore (31
e 14.62 euro) i tempi possono ancora oscillare da
( da "MF Sicilia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia In arrivo
11 milioni per il trasporto. Anav: "Rispettare gli impegni" Tra i
provvedimenti adottati dalla giunta regionale c'è anche lo stanziamento di 11
milioni di euro alle aziende di trasporto pubblico locale come
compartecipazione agli oneri contrattuali per il personale. Nei giorni scorsi
l'Anav Sicilia, l'associazione delle autolinee in concessione, aveva lanciato
l'allarme sui ritardi dei pagamenti. "L'assessore Misuraca e il dirigente
generale Vincenzo Falgares hanno mantenuto l'impegno di sbloccare questo
credito vantato dalle aziende", ha dichiarato Antonio Graffagnini,
presidente dell'Anav Sicilia, "ci auguriamo che ora la materiale
erogazione delle somme avvenga in tempi altrettanto rapidi, considerata la
gravissima mancanza di liquidità delle imprese che garantiscono
comunque i collegamenti nonostante gli annosi ritardi della burocrazia regionale". "L'Anav
Sicilia", ha concluso Graffagnini, "continuerà a pressare affinché
con lo stesso senso di responsabilità l'assessorato avvii l'istruzione delle
pratiche giacenti da tanto tempo ed eroghi il resto delle somme dovute per le
altre voci (contributi di esercizio, rinnovo parco mezzi, ecc.) pari a
circa 25 milioni di euro". Secondo i dati forniti dall'Anav il
dipartimento regionale dei trasporti deve in tutto alle imprese 36 milioni di
euro per i servizi resi dal
( da "Giornale di Brescia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 03/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' L'Ordine dei Medici e
Odontoiatri di Brescia lancia un "grido d'allarme" per la perdita di
ruolo del professionista della salute "In sanità vogliamo contare di
più" Iniziata la battaglia contro precariato, dimissioni
anticipate e burocrazia Il
presidente dell'Ordine dei medici di Brescia, Raffaello Mancini e, a destra,
l'immagine di un medico "decapitato", una figura che, secondo
l'Ordine, "ha perso il ruolo di protagonista nella gestione della salute
del paziente" L'Ordine professionale è pronto a prendere posizione
affinché si ritorni alla priorità del medico in medicina: non è
possibile che esso prenda solo ordini da politici e amministratori che, pur
nella loro grande preparazione, non possono conoscere gli aspetti tecnici e le
esigenze della professione. Un Ordine che intende rilanciare la figura del
medico e creare un'alleanza con i pazienti, perché è convinto che in Medicina
non si possa ragionare per schemi. Un grido d'allarme, quello lanciato ieri
nella sede dell'Ordine professionale dal suo presidente Raffaello Mancini,
dalla vice Luisa Antonini e dai consiglieri Francesco Puccio, Bruno Platto e
Roberto Stellini e Luigi Veronesi dell'Albo degli Odontoiatri. Grido lanciato
alla vigilia dell'Assemblea annuale dell'Ordine, in programma per la mattinata
di domenica 6 aprile nella sede di via Lamarmora 167. Molti i sassolini che i
componenti del Consiglio direttivo dell'Ordine si sono tolti ieri dalle scarpe.
Molti, ma solo una parte, perché saranno ancora più espliciti al prossimo
appuntamento - la data è ancora da fissare - rivolto alla cittadinanza e
durante il quale si comincerà a porre le basi di "un'alleanza tra medici e
pazienti, perché la sanità è fatta da questa coppia, altrimenti il rischio è
che essa non risponda più ai bisogni di salute della popolazione. Un rischio
reale - secondo Mancini - è dato dalla 'casa della salute' dove lavora un
insieme di professionisti e il paziente non ha più il punto di riferimento di
cui ha bisogno. In queste condizioni, la comunicazione e l'attenzione
all'aspetto psicologico vengono ulteriormente meno". Se i professionisti affermati
rivendicano un ruolo da protagonisti nella sanità, nella quale si trovano
"limitati in rigidi steccati burocratici e amministrativi", non
migliore è la situazione per i giovani medici. "Sapete che chi si
specializza in chirurgia, dunque sei anni di corso di laurea e sei anni di
specializzazione, trova solo un lavoro precario, che spesso dura a lungo,
pagato 1400 euro al mese?", ha sottolineato Puccio. Ed anche: "Perché
chi decide a livello di Regione o di Asl non programma la sanità nella nostra
provincia: si assiste spesso all'apertura di ambulatori e di reparti di
oncologia dove già ne esistono a sufficienza, mentre mancano servizi necessari,
come quelli che assistono - garantendo continuità di cura tra ospedale e
territorio - le persone traumatizzate. E sì che, a onor del vero, nella nostra
provincia, grazie allo sforzo congiunto e non certo facile di medici
ospedalieri e medici di medicina generale, è in gran parte garantita la
continuità assistenziale tra ospedale e territorio". Appunti. Appunti per
segnalare che - come ha detto Luisa Antonini - "è certo vero che la sanità
lombarda non è messa male, ma è altrettanto vero che non gode di ottima
salute". Burocrazia, tecnologie verso le quali si è concentrata la fiducia
dei malati, perdita di etica professionale: questi i lati spigolosi di una
professione che, solo nel Bresciano, viene praticata da 5634 medici chirurghi e
da 1109 odontoiatri. "Il risultato di tutto questo è che il malato ha
perso fiducia nel medico perché lo considera fragile e incapace di offrirgli
sostegno, ma anche perché si è reso conto che il medico può sbagliare e questo
è difficile da ammettere in una società che rimuove la morte e si aspetta
l'eternità dalla medicina", ha sottolineato Mancini. Come fare per
ripristinare un rapporto più soddisfacente tra medici e pazienti? Secondo il
presidente dell'Ordine, i suoi colleghi "dovrebbero aumentare l'attitudine
alla comunicazione, cercando l'empatia con la persona da curare". "I
malati, da parte loro, tralasciando la pseudo-cultura sanitaria in base alla
quale sono convinti che basti collegarsi ad internet per sapere tutto di una
malattia, dalla diagnosi alla terapia fino alla prognosi, dovrebbero
riaffidarsi al medico, consapevoli dei suoi inevitabili limiti e delle sue
possibilità. Infine, medici e pazienti dovrebbero incontrarsi di più, in luoghi
pubblici, per confrontarsi e insieme correggere ciò che non va del loro
rapporto e della sanità in senso più ampio". Anna Della Moretta.
( da "MF Sicilia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia Legacoop
sui beni confiscati, iter più snelli per riconvertirli Legacoop propone in
Sicilia un patto tra le organizzazioni imprenditoriali nel segno della legalità
e chiede al prossimo governo nuovi strumenti legislativi per contrastare le
attività criminali. L'organizzazione cooperativa ritiene, inoltre, necessario
superare le normative che ostacolano il pieno utilizzo a fini produttivi dei
patrimoni confiscati e lancia la proposta di una campagna nelle scuole per
diffondere la cultura della legalità e dell'imprenditorialità. è quanto emerge
dall'incontro tra il direttivo regionale e la presidenza nazionale, svoltosi
ieri a Corleone, nei locali dell'immobile confiscato a Totò Riina, che presto
diventerà un agriturismo affidato alla cooperativa giovanile "Pio La
Torre".Legacoop intende contribuire allo sviluppo dell'intero tessuto
produttivo siciliano attraverso la creazione di un mercato libero dalle
infiltrazioni mafiose, ma anche dalle imprese che lavorano senza rispettare le
condizioni contrattuali e di sicurezza dei lavoratori. La strategia
dell'organizzazione ha puntato sulla presenza di grandi cooperative di altre
regioni per la realizzazione di investimenti importanti, dall'agroalimentare ai
servizi, dalle costruzioni alla Gdo. Legacoop ha anche avviato una stretta
collaborazione con Libera Terra per affidare ai giovani la gestione dei beni
confiscati alla mafia. A tal proposito Coopfond, fondo mutualistico, ha erogato
50 mila euro a ciascuna cooperativa. "Adesso", ha dichiarato il
numero uno di Legacoop, Giuliano Poletti, "occorre agire sul versante
normativo per evitare la lentezza nelle procedure di assegnazione e il rischio
di revoca dei beni che rappresentano un grave ostacolo alla possibilità per i
soci di progettare il futuro dell'impresa. è necessario anche risolvere il
problema del reperimento delle risorse finanziarie per investimenti produttivi.
Infatti i beni assegnati alle cooperative sono iscritti al patrimonio
indisponibile dei Comuni e pertanto non possono essere messi in garanzia per il
credito". "L'organizzazione", ha aggiunto il presidente di
Legacoop Sicilia, Elio Sanfilippo, "ha investito in Sicilia per impostare
un processo di sviluppo della cooperazione, ma prima bisogna agire sulle cause
che impediscono la crescita del territorio. Si tratta di creare condizioni di
sicurezza, di riformare la burocrazia, di creare una politica progettuale". "Adesso",
ha dichiarato il presidente della coop Pio La Torre, Salvatore Gibiino,
"occorre abbreviare i tempi che intercorrono tra il sequestro dei beni, la
confisca e l'assegnazione alle cooperative perché il bene confiscato
rappresenta una risorsa e un'opportunità occupazionale".
(riproduzione riservata)Claudio Cirà MF Sicilia - Sicilia Territorio
& Impresa Numero 067, pag. 4 del 3/4/2008 Autore: Claudio Cirà.
( da "Italia Oggi (Turismo Oggi)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - turismo Numero 080, pag. 16 del 3/4/2008 Autore:
Giuseppe Loy-Puddu Visualizza la pagina in PDF
L'Intervento Fatti e non parole per rilanciare il turismo Per quanto i
comunicati della politica siano stati particolarmente rassicuranti, la Pasqua
2008 è andata come è andata. Lo scandalo della "mondezza" in quella
che fu la "Campania Felix", ampiamente diffuso dalle televisioni di
tutto il mondo, non doveva preoccupare più di tanto perché, come affermavano
quei comunicati, "non ha intaccato l'immagine dell'Italia
all'estero". A rassicurare il mercato interno avrebbe provveduto una vasta
e mirata campagna promo-pubblicitaria dell'assessorato al turismo della regione
più danneggiata. Ora, preoccupati per l'imminente stagione turistica, gli
operatori attendono fatti e non rassicuranti, quanto inutili dichiarazioni, che
lasciano il tempo che trovano. Alcuni di loro hanno constatato direttamente il
contrasto tra le comunicazioni ufficiali e le realtà che hanno dovuto
affrontare per limitarne i danni. In vista del lungo ponte pasquale grandi
complessi alberghieri di Roma sono stati contattati telefonicamente anche dagli
Stati Uniti per sapere addirittura se nella città eterna ci fosse pericolo di
contagi per quanto accadeva nel Napoletano. Le preoccupazioni
dell'imprenditoria direttamente interessata (e dell'indotto altrettanto interessato
e preoccupato) è dunque giustificata: l'improvvisazione (che fa rima quasi
sempre con impreparazione) con cui è stata affrontata l'emergenza rifiuti è la
stessa che il sistema esecutivo manifesta verso il turismo. Per quest'ultimo
anzi, la politica conferma il suo scarso interesse, salvo quando vuole apparire
di fronte agli obiettivi della varie televisioni, declamando le proprie stantie
ovvietà. Purtroppo, l'esperienza insegna che le cose non cambiano chiunque
tenga la barra del timone del settore. Neanche il clima elettorale è stato in
grado di sollecitare almeno un poco di creatività tanto di destra e che di
sinistra. Ancora in occasione della recente edizione della Bit di Milano chi ha
parlato per la prima, l'attuale opposizione, si è limitato a elencare gli
arcinoti mali del nostro turismo: l'Iva, la scarsa qualità dei servizi, i
prezzi non competitivi, la cronica scarsità dei mezzi a disposizione per una
competitività adeguata alla dinamica del mercato, recitando l'arcinota litania
di sempre e, come sempre, trascurando di avanzare qualche proposta risolutiva.
L'altro, quello di sinistra (l'attuale maggioranza), non ha detto neanche una
parola, perché, come sottolineato dall'imbarazzato intervistatore televisivo,
non è stato rintracciato! Come è stato ripetutamente denunciato se, a destra
c'è chi, ignaro delle delicate funzioni del portiere d'albergo, propone di
inserire nel difficile ruolo dell'accoglienza alberghiera gli extracomunitari
in cerca di occupazione, a sinistra c'è chi, autorevolmente, afferma che il
turismo non è strategico per il paese. E ci sono anche quelli che, ignorando le
possibilità economiche e sociali offerte dallo sviluppo di un turismo
sostenibile, considerano il comparto come un'insieme di attività parassitarie
volto soltanto al consumo di risorse ambientali e culturali. Così, in assenza
di una politica per il turismo, cullati nella cultura della rendita di
posizione, costretti entro vessatorie regole stabilite non
tanto dalla legislazione quanto dalle intuizioni di una burocrazia che sembra conoscere poco del
fenomeno e, pertanto, provoca spesso dannosi effetti dicotomici,
l'improvvisazione e la speculazione condizionano l'ordinato sviluppo del
settore e lo condannano ai margini del mercato. La farragine legislativa e
l'opinabilità dei regolamenti imposti dalla burocrazia, unite alla confusione delle competenze che conducono a
conflitti tra comuni, province e regioni, forniscono lo stato di quello che è
il nostro "sistema turismo". Lo scarso rilievo della voce
"turismo" nel sito della presidenza del consiglio dei ministri e in
quello del vicepresidente con la delega per il comparto conferma il modesto
interesse che la politica dedica al settore. Un paese come il nostro, che non
fa ricerca e produce poco di nuovo, potrebbe utilizzare le risorse naturali e i
beni culturali che conserva nei tanti inutilizzati contenitori sparsi nel suo
territorio (senza dubbio quello a più forte vocazione turistica del mondo) per
sviluppare una grande e altamente competitiva industria delle vacanze capace di
incrementare di qualche punto il pil nazionale. Ma, chissà perché, la politica
sembra non percepire l'allarme per la caduta di immagine nazionale; di
conseguenza, la sua perdita di competitività. Per rimettere in moto la macchina
del nostro turismo, che può contare non soltanto sui beni ambientali e
culturali del paese ma anche sulla passione e sulla professionalità di chi
opera nel settore, si potrebbe cominciar a lavorare per dare un valido e
concreto significato allo slogan in epigrafe nel sito della presidenza del
consiglio dei ministri: "L'Italia lascia il segno", che accompagna il
progetto denominato "riportare l'Italia ai vertici del turismo".
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Cercavo un mio
spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro" Il prof delle
Superiori ha fatto politica in Zona 8 di LUISA CIUNI ? MILANO ? IL SUO PROBLEMA
è la par condicio. Ma non in senso polemico, contro questo o quell'organo di
informazione. Ma nel senso di vedersi negata ogni forma di accesso al mondo
dell'informazione. Allora lui, Silvio Vartolo (nella foto), professore alle
superiori, 39 anni, consigliere di circoscrizione e - ultimo ma non da ultimo -
candidato alla Camera nella lista Lombardia 1 con Antonio Di Pietro, per
l'Italia dei Valori, ha preso carta e penna e ha mandato in giro un fax, in cui
spiega di essere a disposizione di coloro che desiderano rivolgergli domande
sul suo impegno politico. "Ma non è che chiamino in molti" spiega,
mentre racconta la sua storia. "Ho iniziato in Circoscrizione 8 con An,
poi ne sono uscito per aderire al Gruppo Misto e ora sono con Di Pietro, perché
ne apprezzo le opinioni sulla legalità e la giustizia. Mi trovo d'accordo.
Nell'Italia dei Valori, inoltre, c'è spazio per la società civile, per i
consumatori, per la lotta alla mafia e varie altre battaglie. Io sento di più
quella sulla riduzione dei gradi di giudizio". Lei adesso si candida, ma
prima, che lavoro faceva? "Insegno tecnica e tecnologia alberghiera a
Milano e dato che in lista sono il numero 29, lo so che non è proprio facile
che sia eletto. Ma mi sono candidato e siccome lavoro sul territorio, questo
era un modo interessante per dare voce ai miei progetti e darmi
visibilità". Candidatura di bandiera? "Sì, proprio così. Non cerco un
posto al Parlamento ma uno spazio per le idee, non sono certo andato a cercarmi
il posto in lista". Come insegnante, quali sono i principali problemi
della scuola? "C'è una totale mancanza di rigore e di disciplina, cosa non
buona come preparazione del cittadino. C'è una grande mole
di burocrazia inutile. Poi
è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si insegna per
educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che nell'istituto
Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che ripercussione
abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del lavoro?".
Le sue proposte, quindi, quali sono? "Sulla scuola, per prima cosa, un
rafforzamento delle attività di laboratorio, di cucina, di sala e anche di
storia dell'arte ed educazione civica, il fanalino di coda dell'istruzione
italiana. È il colmo dei colmi che si arrivi alla fine degli studi senza
saperne nulla!". Non è che così vada a posto il problema della scuola
italiana. "No di certo, difatti bisogna prendere in esame lo stato di
vecchiaia e le condizioni disastrose della grande parte degli istituti e i
problemi di sicurezza che ne derivano. Non parliamo poi di quanto sia difficile
fare restaurare un edificio a seconda che dipenda dal Comune, dalla Provincia o
dalla Regione..." Una richiesta su tutte. Risolvere il problema
dell'orario del personale non insegnante e cercare di fare classi più piccole
delle attuali. Abbiamo 29/30 ragazzi per aula e non si riescono a seguire a
dovere". Cosa pensa che succederà dopo il voto? "Che alla Camera
vincerà il Popolo delle Libertà di Berlusconi mentre non sono altrettanto
convinto che questo accada anche al Senato. E che poi magari si arrivi ad un
governo di larghe intese. Perché solo un governo di larghe intese può risolvere
il problema giustizia". - -->.
( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)
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ItaliaOggi
ItaliaOggi - economia e politica Numero 080, pag. 13 del
3/4/2008 Autore: di Antonio Ranalli Visualizza la pagina in PDF
Il presidente Ance, Paolo Buzzetti, ha chiesto ai leader di Pdl e Udc
meno fisco e burocrazia Costruttori, riscrivere le
regole Berlusconi: 75 miliardi il costo delle mancate infrastrutture
Riequilibrare il gap infrastrutturale che divide l'Italia dagli altri paesi
europei, detassazione degli straordinari, certezza nei tempi delle opere
pubbliche e liberalizzazione dei subappalti. Silvio Berlusconi sposa in pieno
le richieste dell'associazione nazionale costruttori edili che, ieri hanno
incontrato il candidato premier del Pdl e, nel pomeriggio, quello dell'Udc,
Pierferdinando Casini. In apertura il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti ha
rilanciato il progetto di un partenariato pubblico-privato e ricordato che è
"fondamentale una semplificazione amministrativa: per aprire un cantiere
ci vogliono 50 permessi e ci sono otto enti che intervengono su questo. Il
certificato antimafia è carta straccia: per cautelare gli imprenditori la
nostra proposta è che la scelta la faccia la prefettura con degli elenchi di
fornitori ai quali l'imprenditore attinga". Berlusconi, che un po' giocava
in casa, ha esordito ricordando che "sono un collega: ho fatto questo
mestiere per anni e ho costruito città insuperate nell'urbanistica, soprattutto
dal punto di vista della viabilità". E ha spiegato i punti su cui bisogna
intervenire. "Siamo in una grave difficoltà per il futuro", ha
spiegato Silvio Berlusconi, "ma anche adesso la sottoinfrastrutturazione
ci costa 4,6 punti di Pil, cioè 75 miliardi di euro. La grave difficoltà che
vive l'Italia, sul versante delle infrastrutture, ci porta ad avere un gap
rispetto agli altri principali paesi europei di circa il 50%. Siamo tributari
verso l'estero dell'energia e la paghiamo molto di (il 35%) più degli
altri". Non sono mancati attacchi ai tempi della burocrazia. "C'è un sistema di
leggi, regolamenti, burocrazia, ma anche mentalità", ha aggiunto il leader del Pdl, "difficile
da superare per l'ostilità preconcetta della sinistra italiana verso ciò che è
privato e che non riesce a regolamentare, a controllare, a dominare. Ho
studiato con attenzione i risultati della vostra ricerca sui tempi di
realizzazione delle infrastrutture. Dobbiamo intervenire sui tempi,
lunghissimi. Bisogna riscrivere tutto da capo come avevamo già cominciato a
fare. Il nostro è un male vasto, ivi compreso l'ordine giudiziario per la
soluzione delle cause". Numerosi i punti in comune con le proposte dei
costruttori edili. "Gli investimenti in infrastrutture,
fondamentali", ha affermato, "si può prendere dai conti pubblici la
necessaria quota di finanziamento ma anche attraverso la vendita di beni
inattivi del patrimonio dello stato. Penso ad esempio alle caserme nelle città,
che possono diventare centri commerciali e direzionali e che attualmente non
producono reddito nella mano pubblica. Anche la liberalizzazione dei servizi
pubblici locali va nella vostra direzione". Berlusconi torna sul Ponte di
Messina spiegando di "avere l'orgoglio di realizzare un'opera così
importante, tutta con il lavoro italiano. Sono riuscito ad avere il 20% dei
finanziamenti dall'Unione europea, ma lo abbiamo perso. Spero di poterlo
riavere". Favorevole anche alla proposta di far tenere alla prefettura
elenchi di fornitori ai quali l'imprenditore si può rivolgere, ma nello stesso
tempo "liberalizzare i subappalti, lasciando all'imprenditore la
responsabilità di gestire i fattori della produzione". Nel pomeriggio gli
associati dell'Ance hanno incontrato il candidato premier dell'Udc,
Pierferdinando Casini. "In Italia c'è una veterocultura che ha bloccato lo
sviluppo del nostro paese", ha commentato l'esponente centrista, "e
Pecoraro Scanio la simboleggia in modo esemplare. Per modernizzare il paese
bisognerebbe fare il contrario di quello che dice lui. In Italia esiste una
cultura dei no e dei veti che ha bloccato il processo di modernizzazionedel
paese. Si propongono le infrastrutture e pare che si vuole fare una lesa maestà".
Casini è poi intervenuto sulla questione dell'autonomia energetica "punto
fondamentale e continuiamo a non averla perché non si discute sul nucleare come
sui rigassificatori e sui termovalorizzatori".
( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)
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ItaliaOggi
ItaliaOggi - Agenti di Commercio Numero 080, pag. 50 del 3/4/2008
Autore: di Fulvio De Gregorio* *segretario generale della Federagenti Cisal
Visualizza la pagina in PDF Le questioni più urgenti per
la categoria alla vigilia del terzo congresso nazionale Federagenti Poche nuove
regole per gli agenti Servono tutele ed è da rivedere il sistema di
rappresentanza Il congresso della nostra associazione si celebra in un momento
di grave crisi del sistema paese dovuta certamente a contingenze
internazionali, ma su cui pesano come un macigno i tanti errori della classe
politica. Il governo che uscirà dalle prossime elezioni dovrà avere la capacità
di ridare fiato all'economia eliminando i troppi balzelli, la ridondante burocrazia, il clientelismo e
combattendo con provvedimenti concreti il malaffare. In caso contrario non ci
sarà speranza di raddrizzare una barca che fa acqua da tutte le parti. Occorre
recuperare il passo dei paesi più moderni, privilegiando e incentivando il
merito e i sacrifici durissimi di chi è impegnato ad accrescere la produttività
e la competitività delle nostre aziende, presupposto indispensabile per
un aumento duraturo dell'occupazione. Occorre, insomma, avviare finalmente una
seria politica per i giovani, i precari e gli anziani, reperendo le risorse
negli sprechi enormi che caratterizzano la gestione pubblica, sanità ed enti
locali in primo luogo. In proposito i principali attori, le forze politiche e
parte del mondo sindacale e imprenditoriale, non possono più ignorare la
necessità di disboscare odiosi privilegi e vantaggi corporativi di cui la casta
è solo la punta dell'iceberg. Più considerazione. In questo difficile contesto
i 300 mila agenti e rappresentanti di commercio, attraverso la cui penna
passano i 2/3 del prodotto lordo del paese, sono disposti a fare la loro parte
e chiedono unicamente poche nuove regole, ma che siano chiare e abbiano un
senso compiuto. Si pensi solo al fatto che oggi chi vuole intraprendere la
professione di agente/rappresentante non sa (sarebbero questi i benefici del
decreto Bersani?) come regolarsi, perché l'iscrizione al ruolo agenti previsto
dalla superata legge n. 204/85 resta un atto dovuto per alcune camere di
commercio, mentre per altre occorre il superamento di esami o il possesso di
titoli, per altre ancora si può operare senza l'iscrizione. Tutto questo
avviene senza che il ministero dello sviluppo economico e delle attività
produttive sia stato in grado di imporre una regolamentazione uniforme,
rispettosa della liberalizzazione delle professioni voluta dall'Unione europea.
In merito alle problematiche che ostacolano lo svolgimento dell'attività è poi
meglio stendere un velo pietoso, perché il legislatore e la giurisprudenza
ancora non hanno dato una collocazione giuridica univoca alla figura
dell'agente di commercio, il quale è lasciato in balia delle esigenze del fisco
o dell'Inps, che lo trattano, a seconda dei casi, come un lavoratore autonomo,
un professionista, un lavoratore parasubordinato o un piccolo imprenditore.
Queste contraddizioni tra la normativa fiscale e quella civilistica impongono,
ed è questo uno dei temi fondamentali che dibatterà il nostro congresso, un
intervento urgente del legislatore per coordinare l'intera materia eliminando
quella assimilazione tra gli agenti di commercio e i commercianti che arreca
solo danni alla categoria, sia sotto l'aspetto fiscale (studi di settore) sia
sotto quello previdenziale. Sotto quest'ultimo aspetto mantenere oggi per gli
agenti di commercio la gestione obbligatoria Inps dei commercianti e,
contemporaneamente, quella Enasarco porta, unico caso in Italia, a una doppia
contribuzione obbligatoria, due regimi pensionistici, doppie spese di gestione,
una pensione complessiva che rischia comunque di essere insufficiente. Insomma,
un esempio di "sprecopoli" che dovrebbe imporre alle parti sociali di
trovare in tempi rapidi una soluzione adeguata vista l'equiparazione dei
sistemi contributivo e pensionistico in vigore dall'1/1/2004. Più mandati. Il
mercato globale ha fatto temere a molti la scomparsa della figura dell'agente e
rappresentante di commercio, ma fortunatamente non è stato così. I dati delle
iscrizioni dei neoagenti presso le camere di commercio e la Fondazione Enasarco
confermano un trend positivo e, comunque, non decrescente. La Federagenti,
nella convinzione che il mercato abbia sempre più necessità di professionisti
della vendita, ha avviato dallo scorso anno con grande successo l'iniziativa
del censimento degli agenti e rappresentanti di commercio
(www.censimentoagenti.it) e ha promosso in varie città, Bologna, Firenze,
Milano e Roma, alcuni riusciti workshop, limitati per ora alle aziende estere.
Il congresso dovrà decidere se estendere questo settore di attività al fine di
promuovere un incontro tra chi cerca nuovi agenti sul territorio e chi vuole
nuove occasioni di lavoro, sia in Italia sia all'estero. La stampa
specializzata e i nostri siti dedicati saranno un veicolo essenziale per dare
continuità a un'iniziativa che la categoria ha mostrato di apprezzare. Più
qualità. Non c'era bisogno di organizzare workshop per rendersi conto che le mandanti
sono interessate alla ricerca di agenti qualificati e professionalmente
preparati. In un mercato globale ad alta competitività, infatti, il ruolo del
venditore diventa essenziale per esaltare le caratteristiche dei prodotti.
L'agente di commercio deve quindi aumentare la propria professionalità, non
solo offrendo un'organizzazione funzionale e moderna (software gestionali,
rispetto legge privacy, monitoraggio clientela, informatizzazione, lingue
ecc.), ma anche predisponendosi a frequentare corsi di formazione in modo da
essere al passo con le nuove sfide. Infatti, solo trasformandosi in consulente
a tutto campo della mandante e dei clienti potrà trattare in modo paritario le
condizioni del proprio contratto e dare un futuro certo alla propria attività.
Per questo motivo l'avvio della certificazione di qualità, nel senso di un
attestato che valuti nel dettaglio la professionalità, sia essa acquisita sul
campo sia attraverso corsi di formazione/specializzazione, è un obiettivo
prioritario che la Federagenti intende sottoporre all'attenzione del congresso,
nella consapevolezza che questo rappresenta un punto fondamentale per la
crescita della categoria. Più tutela. Gli accordi economi collettivi sono
ancora utili? O, meglio, quali maggiori garanzie possono offrire dopo che il
legislatore italiano ha finalmente recepito la disciplina dettata sul contratto
di agenzia dalla normativa europea attraverso le modifiche del codice civile,
come dimostrano anche le recenti sentenze della Cassazione in materia di indennità
di fine rapporto? Francamente sembrano molto lontani i tempi in cui gli accordi
economici collettivi svolgevano una funzione normativa assai rilevante anche in
relazione allo specifico rinvio che il codice civile faceva per molteplici
aspetti alla disciplina pattizia. Oggi le tutele e le garanzie sono cambiate e,
soprattutto, la regolamentazione dell'indennità di fine rapporto regolata dagli
accordi economici collettivi stipulati dall'Usarci, dalla Fnaarc e dalla Fiarc
con Confcommercio/Confindustria/Confesercenti è stata dichiarata illegittima
dal giudice europeo e dalla Cassazione, nei casi in cui si manifesta meno
favorevole rispetto all'indennità europea prevista dal codice civile, proprio
come da sempre aveva sostenuto la Federagenti. In proposito, per onestà
intellettuale, va detto con chiarezza che né la sottoscrizione di clausole
contrattuali individuali né l'adesione ad accordi economici collettivi
sottoscritti tra le associazioni di categoria e quelle datoriali, compreso
quello Federagenti del 2001, certamente più in linea con la disciplina europea,
sono da considerarsi vincolanti per i colleghi che, avendone i requisiti
previsti dalla legge, intendano metterli in discussione davanti al giudice. In
questo contesto ancora più complesso sotto i profili dell'opportunità e della
legittimità appare mantenere l'istituto del Firr e le previsioni contenute
nell'articolo 2 degli accordi stipulati tra le associazioni sopra citate, ma
non da Federagenti. Infatti, senza questo articolo le mandanti non potrebbero
modificare con un semplice preavviso zona, clienti e provvigioni fino al 20%
del contenuto economico del rapporto perché tale previsione, se inserita in un
contratto di agenzia individuale, è ritenuta nulla dalla Cassazione. Come si
vede l'utilità degli accordi è messa a dura prova e sarà il congresso a
definire la migliore strategia su questo argomento delicato e controverso. Più
democrazia. La Federagenti ritiene che le associazioni sindacali debbano
svolgere un ruolo propositivo nelle future scelte del paese, ma per fare ciò
occorre che le istituzioni garantiscano la pari dignità di tutte le sigle. In
Italia solo in campagna elettorale si affronta e si dibatte il tema della par
condicio, ignorando il fatto che una disparità di trattamento non esiste solo
per i partiti politici, ma anche per le associazioni sindacali e, non solo, per
il rapporto con i media, ma anche per i rapporti con i rappresentanti del
governo. Un esempio per tutti: il silenzio che la tv pubblica riserva alle
iniziative del mondo sindacale autonomo, cui viene negato sistematicamente nei
telegiornali e nelle rubriche informative qualsiasi spazio per far conoscere le
proprie tesi sui temi del lavoro, della previdenza, dei giovani e delle donne.
Almeno il servizio pubblico dovrebbe, per definizione, farsi carico di
rispettare gli interessi e le opinioni dei cittadini che pagano il canone e,
tra questi, non solo di quelli che si sentono rappresentati da Cgil, Cisl e
Uil, ma anche dei tantissimi che si riconoscono nelle linee del sindacalismo
autonomo. Qui non parliamo di piccole realtà, ma di intere confederazioni che,
come la Cisal, cui la Federagenti aderisce, organizzano diversi sindacati di
categoria riconosciuti da anni maggiormente rappresentativi nei rispettivi
settori dagli organi competenti o direttamente dai lavoratori nei casi in cui è
consentito il ricorso al voto, come per esempio nel pubblico impiego. La
riorganizzazione e la messa a punto di un moderno sistema di rappresentanza che
riconosca a ciascun sindacato il diritto alla difesa degli interessi dei propri
iscritti garantito dalla Costituzione sono da tempo una priorità della nostra
democrazia, ma finora tutti i governi hanno evitato di darvi attuazione
preferendo assecondare quelle associazioni datoriali e sindacali che,
rappresentando soltanto una parte del mondo del lavoro, cercano di perpetuare
l'esistenza di un sistema blindato e autoreferenziale. Emblematico al riguardo,
come ben sanno tutti gli agenti di commercio, è il "caso Enasarco",
dove per statuto agli iscritti è impedito di scegliersi i propri
rappresentanti, nonostante il commissario straordinario Giovanni Pollastrini
abbia segnalato al ministro Cesare Damiano che la Fondazione ha da tempo perso
la propria "mission" di ente previdenziale proprio a causa dell'assenza
di un sistema trasparente che solo le elezioni dirette possono garantire. In
relazione a ciò, spetterà al congresso della Federagenti avviare il dibattito
sulla necessità di proporre una riforma di libertà che garantisca a tutti i
lavoratori e alle forze imprenditoriali di vedere riconosciuta la propria
rappresentatività attraverso un sistema che non sia il frutto di scelte
oligarchiche, ma di una concertazione svolta tra le istituzioni e tutte le
parti sociali, regolando anche il tema fondamentale dell'accesso ai mezzi di
informazione. La mozione finale del congresso Federagenti, articolata secondo
le decisioni che i delegati di tutta Italia assumeranno, sarà quindi sottoposta
all'attenzione dell'8° congresso nazionale della Cisal che si terra al Palaterme
di Fiuggi nei giorni 6, 7 e 8 giugno, al fine di coinvolgere la classe politica
e l'opinione pubblica su temi essenziali per il futuro del paese.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Berlusconi"Evadereè
giustificato" Poi si corregge: criticavo le tasse troppo alteDuello su
RaiDue, audience più alta per Veltroni Roma. Si sono inseguiti a distanza, incalzati
a tuttocampo, rimbeccati, reciprocamente delegittimati, non insultati perché il
politically correct non lo consente. Silvio Berlusconi e
Walter Veltroni hanno dato vita ieri ad un forsennato dibattito a distanza che
è saltellato dalle tasse alla burocrazia, dai mutui alla intercettazioni ("Se usciranno fuori le
intercettazionid elle mie telefonate, lascerò questo paese", ha annunciato
il Cavaliere), passando attraverso battute, colpi più o meno sotto la cintura,
speculazioni assortite. Un fuoriprogramma in coda al confronto
televisivo su Rai2 sterilizzato in due distinte conferenze-stampa, martedì
sera, che ha visto Veltroni prevalere di due punti negli ascolti: 11,02% lo
share del Cavaliere (3 milioni 100 mila telespettatori), in onda dalle 21,06 alle
21,40; 13,91% lo share del segretario del Pd, che ha tenuto ai teleschermi 3
milioni 836 mila spettatori. Ha acceso la miccia Berlusconi, da Ancona:
"C'è una norma di diritto naturale: se lo Stato ti chiede un terzo di
quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti
chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per molte imprese, ti sembra
una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto
procedure di elusione e a volte anche di evasione". Poche ore dopo,
Berlusconi si è corretto, argomentando di essere stato frainteso:
"L'evasione è sempre ingiusta, ma a volte lo Stato tende ad essere
criminogeno e tende a far sentire i cittadini autorizzati a non pagare le tasse
che ritengono ingiuste. Quindi, aliquote giuste, contribuenti onesti ".
Veltroni ha colto la palla al balzo: "Mi ero sorpreso che Berlusconi
avesse detto che bisognava contrastare l'evasione fiscale. Oggi, evidentemente
spaventato dall'aver detto una cosa ovvia, ha detto che l'evasione è legittima.
La nostra posizione è di grande equilibrio: pagare meno e pagare tutti".
La stilettata contro quello che il segretario del Pd definisce regolarmente
"il principale leader dello schieramento avverso" si è incrociata con
la correzione di rotta da parte di Berlusconi, che si è lamentato del
linguaggio del rivale. "Per Veltroni sono il signor nessuno". Sulle
tasse, il Cavaliere ha riproposto la detassazione degli straordinari. "La
faremo nel primo consiglio dei ministri. La situazione previdenziale e i conti
dello Stato non permettono di intervenire, però, con una decontribuzione".
"Quando torneremo al governo dovremo fare una guerra contro la burocrazia. Dovremo ridurre di un terzo i costi
dell'amministrazione dello Stato". Si farà la digitalizzazione "con
un risparmio di tre miliardi di euro l'anno". Ha decretato la fine
dell'era del petrolio e preconizzato l'avvento del nucleare. Ha ribadito il
vantaggio del PdL nei sondaggi: "Ci danno 8-10 punti di vantaggio sul Pd e
quindi dovremmo raggiungere la vittoria, salvo questa attività di brogli che
dovremo assolutamente scongiurare". Niente larghe intese, al Senato non ci
sarà pareggio. "Vinceremo noi. Cercheremo l'accordo con l'opposizione,
come è giusto, sulla riforma delle regole e delle istituzioni. Ma solo su
quello". "Il re Walter è nudo, non è riuscito ad ingannare gli
elettori", ha urlato il signore di Arcore. "Veltroni è un signore
belloccio, un affabulatore, un incantatore e un diplomato in fiction.
L'apprendista Veltroni ha cercato di fare un gioco da incantatore facendo
credere che il comunismo non è mai esistito". Veltroni ha indirizzato una
lettera alle associazioni degli ambientalisti, per la giornata del Sole (7
aprile). "Energie rinnovabili per rottamare il petrolio, potenziare le infrastrutture,
a cominciare da ferrovie e acquedotti, raccolta differenziata e reati
ambientali nel codice penale". Infine, un buono spesa di 600 euro per
famiglia con due figli a carico e un reddito non superiore ai 18 mila euro.
Renzo Parodi parodi@ilsecoloxix.it 03/04/2008 ' 03/04/2008 Il Cavaliere vuole
evadereEro sorpreso che Berlusconi avesse detto: bisogna pagare le tasse. Oggi
ha detto che si può evaderle Walter Veltronileader del Pd 03/04/2008 '
03/04/2008 Il re Walterora è nudoVeltroni è un signore belloccio, un
affabulatore, un incantatore. Ma ora re Walter è nudo Silvio BerlusconiLeader
del PdL 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MAI RISTRUTTURATO
DAL QUATTROCENTO Dieci milioni stanziati con la formula dei contratti di
quartiere: ma gli alloggi per studenti finora sono rimasti sulla carta
03/04/2008 FONDATO nel Quattrocento, sopraelevato nel Settecento, mai
ristrutturato. Meglio dire che nel ghetto, a parte i pochi residenti, non ci
entra mai nessuno, se non i transessuali - circa una quarantina, che in parte
vi abitano in parte solo esercitano - e i loro clienti. Nel ghetto, quartiere a
suo tempo dei potentissimi Adorno, non c'è un negozio, né un consultorio, né un
presidio di forze dell'ordine o di distretti sociali. Forse c'è un bar. È il
triangolo della più nera desolazione urbanistica e sociale che ha per perimetro
la smagliante città in pieno recupero, in questi ultimi anni di imponenti
finanziamenti. Ma milioni di euro sono stati destinati anche al ghetto: una
decina circa, finanziamenti statali, per sostenere il recupero secondo la
formula del contratto di quartiere. Il denaro, stanziato anni fa, però, non è
ancora stato utilizzato perché"i tempi della burocrazia romana sono quelli che
sono". Così spiega Giovanni Giudice di Arred, agenzia regionale recupero
edilizio, che entro 13 mesi dovrebbe iniziare i lavori per risanare un buon
numero di edifici del ghetto. Diventeranno alloggi per studenti in parte, in
parte l'architetto Giudice dice che si tratterà di una sperimentazione
innovativa offrendo questa case recuperate ad "operatori della
cultura". Intanto i palazzi vacillano, crollano. Vi abitano decine di
transessuali e prostitute. Quasi tutte proprietarie dei bassi in cui lavorano,
che qualche anno fa avevano aderito con entusiasmo al progetto di recupero
delle facciate. Dovevano essere le imprese della Uel ad intervenire a tal punto
che si era arrivati ad un accordo per adattare gli orari dei cantieri agli
orari dei bassi. Aveva gestito questa singolare situazione lo stesso presidente
della Uel, Lorenzo Romis, il quale, oggi, testimonia che i lavori, per quel che
riguarda le loro imprese, non sono mai partiti. Tutto fermo, tutto arenato.
L'architetto Giovanni Giudice invece dice che qualche privato ha iniziato a
ristrutturare e che il "pubblico" appunto, confermati i
finanziamenti, comincerà a fine anno. Si interverrà anche sulla Casa della
Giovane di piazza San Sabina, e questa è una partita tutta comunale. Al termine
dei lavori ci saranno alloggi per giovani donne gestiti sia dal Comune che
dalla Caritas. Ma intanto il ghetto, composto in parte da ruderi e da spezzoni
di case, si sbriciola. Anche il Comune si era impegnato ad allargare al ghetto
l'iniziativa dell'incubatore di imprese che ha aiutato alcune strade del centro
storico a ritrovare nuova vita attraverso negozi ed esercizi pubblici, ma
sembra che nel ghetto nessuno intenda avventurarsi. Solo gli studenti della
facoltà di architettura in questi anni hanno stretto con queste strade e i loro
abitanti un vero sodalizio. Tempo fa hanno trasformato questo quartiere in un
laboratorio, arrivando alla provocazione di immaginarvi e progettarvi un vero e
proprio quartiere a luci rosse. Ma organizzato, rifondato. Hanno detto e
scritto. "Questa è una fetta di città esclusa da ogni civiltà urbanistica
e sociale, senza servizi e sottoservizi... non l'acqua diretta, non una conduttura
in ordine, nulla di nulla a norma". Il lavoro di questa squadra di
studenti seguiti dal docente Andrea Buti alla fine aveva proposto la
costruzione di un tunnel tecnologico che raccogliesse tutti i servizi
permettendo l'ispezione. E quanto all'inserimento degli studenti come ideali
abitanti il professor Buti aveva commentato: "Ottima iniziativa. Può
essere un inizio di recupero partendo dal tessuto sociale ma gli studenti non
sono carne da macello". Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 03/04/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nazionale pag. 2 IL
PROFILO Jean-Cyril Spinetta, presidente e ad dell'Air France-Klm, e laureato
alla scuola IL PROFILO Jean-Cyril Spinetta, presidente e ad dell'Air
France-Klm, e laureato alla scuola dell'alta burocrazia francese, dal 1972 è stato
responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del ministero
dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo
ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il
ruolo di capo dello staff al ministero del Lavoro e successivamente a quello
degli Affari sociali e trasporti. Dal 1990 diventa manager, ricoprendo
il ruolo di presidente e amministratore delegato della compagnia Air Inter. Nel
1997 con la stessa carica trasloca alla guida dell'Air France. Dal 2004 è presidente
e ad anche della nuova compagnia nata dopo la fusione con Klm. Dal 2002 siede
anche nel cda dell'Alitalia in virtù dello scambio azionario del 2 per cento
tra le due aziende, sancito al momento dell'accordo commerciale.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MAURIZIO CASTRO (Popolo
della libertà). Doveva essere in Parlamento due anni fa, ci arriva adesso:
posto sicuro al Senato nella lista bloccata di Berlusconi & Fini
"Recupero il tempo perduto, grazie Prodi" di Antonio Trentin Qualcuno
racconta che la candidatura di Maurizio Castro al Senato è la risposta - una
delle risposte - del Popolo della libertà a Massimo Calearo capolista
veltroniano del Partito democratico, neonato e in cerca di spazi nel Veneto. I
due si conoscono da anni: supermanager Castro, imprenditore Calearo, entrambi
in Federmeccanica quando il secondo ne era vicepresidente. Per dire: il
penultimo contratto della categoria aveva la loro, tra le cento altre firme. Ma
in realtà il ritorno vincente di Castro - adeguatamente piazzato tra i
prescelti di Berlusconi & Fini per il Veneto - viene almeno da un paio
d'anni fa. Da quando lui, all'epoca in quota Gianni Alemanno dentro An e
tecnico nominato in uno degli enti "sociali" spettanti alla Destra
(l'Inail), era rimasto fuori per poco dal plotone degli eletti. Avesse vinto la
Casa delle libertà nel 2006, sarebbe stato onorevole a Roma e non sarebbe
passato per via dell'Oreficeria e per la Fiera vicentina, dov'è direttore
generale. Stavolta l'elezione è certa e lui la Fiera sta per lasciarla.
[\FIRMA]Nel 2006, per il meccanismo delle liste bloccate, il Parlamento era
rimasto ad attenderla. Da castigato prima e beneficiato oggi dalla legge
Calderoli, pensa che vada cambiata? Ho una brutta abitudine, quella di essere
coerente. Non ho mai criticato la legge Calderoli per aver cancellato le
preferenze, perchè le considero un fattore di distorsione personalistica nella
competizione fra i progetti alternativi di un modello bipolare in cui credo.
Oltre che per la moltiplicazionr dei costi della politica. Ringrazio Prodi di aver
governato così male da consentirmi così in fretta di recuperare il tempo
perduto... Che cosa porterà a Roma dell'esperienza come manager in Fiera?
Porterò la convinzione che la grandi tradizioni industriali di Vicenza, a
cominciare dall'oro, vadano difese con provvedimenti energici per innalzare la
loro qualità competitiva. Quindi, come? Favorendo le concentrazioni,
proteggendo le produzioni dalla concorrenza sleale, migliorando le
infrastrutture e i servizi pubblici, abbassando i costi. Restiamo in zona
Fiera: come può incidere la legislazione nazionale sul "fare sistema"
degli enti promozionali? Impedendo scelte parcellizzate e mediocri. E
costringendo perciò le fiere italiane, che sono troppe, troppo piccole e troppo
"campionarie", a diventare nel giro di qualche anno tutte private,
sulla base di missioni strategiche di specializzazione e di presidio dei
mercati vocazionali. A ciascuna la sua vocazione... Rischio di campanilismo,
come qualche volta si è visto nel Veneto? L'obiettivo è incentivare l'integrazione
o l'alleanza. Un'occhiata nel campo avversario: lei che li frequenta, che cosa
sente dire dagli imprenditori vicentini sulla candidatura di Calearo con
Veltroni? Sono un amico leale di Massimo, e dunque non riferisco le perfidie.
Però tutti si chiedono come possa trovarsi a suo agio parlando d'impresa e di
lavoro non al fianco dei Sartor, dei Riello, dei Castro, con cui ha condiviso
vent'anni di battaglie modernizzatrici, ma al fianco di Paolo Nerozzi della
Cgil, nemico della Biagi, cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei
doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader
Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito,
nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue
istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto, decidere come
esercitare la funzione di indirizzo e di controllo della gestione. Ma è proprio
così difficile applicare il motto da tutti proclamato "largo alle
competenze"? Quel che conta è che in Aim ci sia una robusta competenza
tecnica nel management. Nel consiglio d'amministrazione non servono gli
specialisti, serve gente brava, cioè sveglia e onesta. Ci si deve muovere in
fretta: un gigante industriale come Vicenza non può tollerare a lungo di
alimentare il suo sviluppo con una multiutility gracile e smarrita. Quesito,
utile per informazione degli elettori : quale primo provvedimento firmerà? Se
ho accettato di candidarmi, è per un debito verso Marco Biagi. E allora mi
impegno per riformare il diritto del lavoro: incentivare la contrattazione
aziendale come motore competitivo, il lavoro flessibile come veicolo di
emersione e stabilità, la sicurezza premiando la responsabilità sociale.
( da "Arena, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPORT INVERNALI. SU
80 RESIDENTI, 55 SONO ISCRITTI AL CLUB Campofontana un paese sugli sci di
Vittorio Zambaldo Ci sono ottanta residenti in paese e 55 iscritti all'Unione
sportiva Campofontana, lo sci club più alto della montagna veronese, che ha
chiuso con la gara sociale una stagione invernale ricca di soddisfazioni per le
medaglie in campo nazionale e regionale conquistate grazie ai fratelli Debora e
Antonio Roncari, figli di Bruno, che è anche presidente dello sci club.
Premiati dal sindaco di Selva di Progno, Silvano Valcasara, e applauditi da
numerosi spettatori, i più piccoli atleti del sodalizio hanno ancora mostrato
la loro grinta su un tratto della pista Malga Lobbia che ha conservato neve
sufficiente per la manifestazione. L'Us Campofontana, grazie ai suoi fondisti
Baby e Cuccioli, si è classificata al quinto posto nella gara finale regionale
del Trofeo Lattebusche sul Monte Nevegal, superando 21 società sciistiche,
compreso il blasonato sci club di Cortina d'Ampezzo, e ottenendo l'oro tra i
Cuccioli con Antonio Roncari, primo fra sessanta atleti. Le noti dolenti,
secondo il presidente Roncari, non arrivano dai risultati, ma
dalla burocrazia, che
blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga Lobbia. Uno spazio per
gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza come quest'anno, è il
meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa quotidianamente per restare
in montagna e permettere ai propri figli l'unica soddisfazione che li
ricompensa di tanti sacrifici. I piccoli atleti sono stati premiati, non
con costose e luccicanti coppe, ma con bellissime ed ecologiche medaglie di
legno, di costruzione artigianale, dipinte e decorate dagli stessi bambini,
protagonisti di questa bella realtà sportiva della nostra provincia.
( da "Provincia di Cremona, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Giovedì
3 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl E a settembre apre la nuova sede È sempre
maggiore l'ingresso di imprenditori stranieri. Ed è per questo che è stata
attivata l'iniziativa 'Cna World'. Già partita a Cremona, verrà presto avviata,
coinvolgendo tutte le etnie presenti, anche per il territorio casalasco. Si
tratta di uno sportello appositamente studiato per gli artigiani stranieri che
si mettono in proprio. Verrà fornita loro tutta l'assistenza
necessaria per districarsi nel fitto dedalo della burocrazia italiana; dai rapporti con gli istituti di credito alle
normative sulla sicurezza. Infine una novità di carattere logistico. Da
quest'autunno (inaugurazione prevista settembre) Cna avrà una nuova sede, dove
c'è il consorzio Fidi, di fronte alla Fir.
( da "Centro, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina Aperta Si
vota, tutti a promettere Si vota, tutti a promettere il paese di Bengodi Che
strana campagna elettorale questa per le politiche del 13 aprile! A destra si
strilla contro il leader del Partito democratico, Veltroni, che li starebbe
copiando nel programma di politica economica e sociale; a sinistra e
centrosinistra non sono certo da meno. Nel mio piccolo, facendo la somma delle
proposte prelettorali che arrivano ogni giorno da tutti i leader degli opposti
schieramenti, se ben mi ricordo, avremo case per tutti e anche per le giovani
coppie e per i disoccupati, con un sussidio di mille euro al mese: quasi quasi
conviene licenziarsi per stare meglio. E sulle case non pagheremo l'Ici. I
pensionati potranno andare in vacanza, grazie agli aumenti che si annunciano
ogni giorno e ogni giorno di più. I giovani avranno posti fissi, tanto sognati
e mai trovati; addio impieghi precari, così da poter stare a casa dal lavoro e
mettersi in malattia quando avranno l'influenza e altri guai fisici che colpiscono
noi mortali. Sì, mi pare di vedere già l'Italia del dopo elezioni: con gente
saltellante per la gioia nelle strade, con i politici stimati e benedetti da
tutti, con gli ospedali che funzionano e la burocrazia che non sarà più la "burocrazia" che tutto rallenta.
Imprenditori e operai lavoreranno spalla a spalla per il progresso dell'impresa
e quindi per il benessere di tutto il Paese. Mi scordavo un particolare, ma
temo che se lo siano dimenticato pure Veltroni e Berlusconi. Dove
trovano i soldi per far tutto questo? La crescita economica per il 2008 sarà
solo, se tutto andrà bene, dello 0,5% del nostro prodotto interno lordo: è una
miseria che solo nei periodo di guerra si aveva in Italia, negli ultimi cento
anni. Abbiamo ancora un bel po' per cento sul Pil di debito da pagare e si fa
sempre fatica a contenere la spesa pubblica, gli interessi. Fare la spesa costa
un occhio, la benzina non ne parliamo, negli uffici pubblici si contano i fogli
di carta che si danno agli impiegati per scrivere. Nelle scuole non ci sono
materiali didattici, la spesa per la salute cresce, le Regioni hanno bilanci in
rosso da bancarotta per non dover chiudere ospedali e ambulatori. Adriano Rossi
E.mail Pescara, che fine ha fatto il piano traffico? Signor direttore, c'era
una volta la democrazia: parola dove c'è dentro di tutto e di più. Sono tutti
pronti a riempirsene la bocca, ma viceversa sono veramente pochi pronti a
rispettarla. Non sarà forse il caso di eliminarla e far finire questa
pantomima? Nel caso specifico, mi riferisco ad un certo referendum effettuato a
Pescara sul piano traffico (piano molto discusso e contestato dai cittadini) e
che è stato annullato dal Partito democratico (dico Democratico, ci
credereste?), nonostante che la bellezza di 21 mila cittadini abbiano vinto con
il "no" e il piano traffico andasse revocato. E' possibile? Delle due
una: o sono reazionari i cittadini che forse rinunciando a una gita fuori porta
sono andati a votare, o è reazionario il Partito democratico di Luciano
D'Alfonso, l'assesore Mancini e compagni. Dicono, nascondendosi dietro a un
dito, che 21 mila voti sono pochi per revocare il piano traffico. E quanti ne
volevano per una città di 120.000 abitanti per un referendum che toccava un
singolo argomento, quasi di quartiere? In Svizzera fanno referendum anche per i
cassonetti della spazzatura! Se avevano questa intenzione potevano fare a meno
di indirlo. La verità è che pensavano di vincere a mani basse e invece sono
rimasti con un palmo di naso. E adesso non hanno il coraggio di ammettere la
sconfitta. Un parallelo si potrebbe fare con il porto: il porto vecchio, è
stato costruito dal re Vittorio Emanuele II nell'800 ed ha funzionato per oltre
un secolo, il porto nuovo è stato costruito dalla democrazia ed è tutto
insabbiato e chiuso al traffico. Allora: viva la monarchia? Antonio Spina
Pescara Mille euro ai nati nel 2008 bravo il Comune di Atessa Il consiglio
comunale di Atessa, nella seduta del 20 marzo scorso, ha previsto
l'assegnazione di una somma di mille euro per i nati dal primo gennaio 2008,
secondo termini e modalità previste da un apposito regolamento. Un impegno
importante, perchè il problema delle nascite, già molto sentito a livello
nazionale, è avverto anche in Atessa, dove in media ogni anno le nascite sono
il 22,3 per cento in meno rispetto ai decessi. Un virtuosismo quello del Comune
di Atessa passato sotto silenzio e che, per l'Abruzzo, come Cipas (Centro
italiano di proposta sociale) e Ciis (Coordinamento italiano dell'impresa
sociale) ci fa piacere sottolineare quale segno di un'azione incisivamente
positiva da parte di un'assise civica. Lode e merito, dunque, al sindaco di
Atessa e alla sua amministrazione comunale. Un buon viatico, certamente, per
una strategia sistematica a favore della famiglia. Ricordiamo, infatti, che il
nucleo familiare necessità di una politica a 360º, capace di instaurare un
circuito virtuoso. Di certo, non ci nascondiamo, ovviamente, che tale politica
deve essere impegno "in primis" del governo nazionale. In ogni caso,
l'atto del comune di Atessa è di esempio ed incentivo ad agire in tal senso ad
altri comuni abruzzesi, come anche alla regione ed al futuro governo nazionale.
Donato Fioriti Presidente Cipas Abruzzo (Centro italiano di proposta sociale).
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sardegna
Pescatori sardi sul piede di guerra: strascico e burocrazia ci bloccano
Parla Gianni Usai, rappresentante della categoria e attore nel film "Le
ragioni dell'aragosta". Lagune inquinate, moria di pesci, vincoli
applicati senza discernimento PIER GIORGIO PINNA CABRAS. La pesca va a picco.
Spazzata da onde minacciose. Le alimentano criminali dello strascico, burocrati della
Ue e della Regione, inquinatori delle lagune. Oggi gli addetti di tutta
l'isola, in un incontro a Oristano, spiegano le strategie di contrattacco. In
quest'intervista Gianni Usai, rapresentante della categoria, attore nel film
"Le ragioni dell'aragosta", chiarisce i perché della crisi. - Quali
sono i guai da eliminare? "Lo strascico, innanzitutto. Lo praticano entro
la fascia a
( da "Nuova Venezia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte IL
CACCIATORE DI AQUILONI IL CACCIATORE DI AQUILONI (Usa 2007), drammatico di Marc
Forster con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Zekiria
Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a San Francisco, dove ha
realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e di sposare la donna
che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra di origine, così
decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia e Hong Kong 2007)
drammatico di Kar Wai Wong, con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie
Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad
R. Davis Dopo la dolorosa rottura di una relazione, Elizabeth parte per un
viaggio attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera in un bar,
dove conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008),
commedia di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano,
Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fracasso, Elena
Arvigo Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center di un'azienda che
commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura così in mondo
fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati, danze
motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate.
L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa 2007), commedia di Peter Hedges,
con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John
Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica
Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre figlie adolescenti, rifugge da
qualsiasi possibilità di intraprendere delle nuove storie d'amore. Un giorno
però incontra la bella Marie e scocca la scintilla. Dan scopre però che la
donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007),
commedia di Luc Jacquet, con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas
Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso
mondo della natura. Conosce una volpe, e nasce un'amicizia. COLPO D'OCCHIO
(Italia 2007), drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola
Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un
giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel
mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una
collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane
studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce
subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008), commedia di Anne Fletcher con
Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora
Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27
matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova
con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo
che ormai le appartiene. LA BANDA (Israele e Francia 2007), commedia di Eran
Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva
Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety Una piccola banda musicale
della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una
cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto
nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di
Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono,
Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo
Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre
storie parallele. Nella prima, Leo e la sua famiglia si svegliano di buon'ora
per partecipare a un raduno di boyscout; Callisto Cagnato, temuto professore
universitario, preoccupato dal fatto che il figlio non riesce con le ragazze,
decide di fargli conoscere una studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia
benestante ma un po' rozza in vacanza a Taormina.
( da "Mattino di Padova, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFINDUSTRIA
Peghin: "Le dimissioni on line? Troppi cavilli" Dimissioni on line?
Troppi cavilli burocratici soffocano le imprese. E' severo il giudizio del
presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, sulla nuova normativa che
regolamenta l'interruzione volontaria del rapporto di lavoro con precisi
obblighi: "Nonostante le correzioni introdotte dal ministero del Lavoro,
la nuova procedura obbligatoria on line per licenziarsi presenta ancora molte
complicazioni e criticità. Ancora una volta l'invadenza delle leggi e l'interventismo
pubblico nell'economia di mercato rischiano di creare un eccesso
penalizzante di burocrazia
con incertezza e confusione tra gli operatori". La nuova legge che regola
la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori, abolendo la classica
lettera "a mano" e introducendo l'obbligo dell'utilizzo di un
protocollo informatico, è, secondo Peghin "Un provvedimento inopportuno e
penalizzante per le imprese oneste e rispettose delle regole, che sono
la stragrande maggioranza, e foriero di ulteriori burocratizzazioni superflue
in un atto da sempre riconducibile alla libera determinazione del lavoratore e
tutelato da specifici strumenti giuridici". Su sollecitazione di
Confindustria, nei giorni scorsi il ministero ha fatto un passo indietro, abolendo
quantomeno l'obbligo della validazione del modulo di dimissioni da parte di
terzi (Direzioni provinciali del lavoro, Centri per l'Impiego, Patronati e
Comuni) che di fatto evidenziava una assurda e inspiegabile presunzione di
colpevolezza da parte dell'azienda stigmatizzata nelle leggi statali. Ora,
invece, il lavoratore può scaricare il modulo, valido 15 giorni, dal sito del
ministero, compilarlo autonomamente e consegnarlo al datore di lavoro senza
l'obbligo di confermare la propria volontà davanti ad uno dei soggetti
abilitati all'assistenza telematica. Ma la strada per snellire l'iter è ancora
lunga. Per questo il numero uno degli industriali lancia un messaggio: "In
questo periodo di campagna elettorale", conclude Francesco Peghin "si
moltiplicano le promesse di disemplificazione burocratica da parte dei
candidati premier, soprattutto dei due schieramenti maggiori. Noi imprenditori
ne faremo buona memoria e vigileremo affinché non cadano nel cimitero delle
promesse elettorali, ma diventino una reale priorità dei programmi di
Governo". (Massimo Nardin).
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Torino
Il convegno L'Api ai candidati "Tagliate le tasse" "Senza una
seria riduzione della pressione fiscale le piccole e medie imprese non possono
più sopravvivere, in Piemonte come nel resto d'Italia. Il problema è avere una
politica economica che davvero sia in grado di affrontare i nodi del fisco i
problemi della spesa pubblica, dell'internazionalizzazione
e della burocrazia. è su
questi temi che le Pmi chiedono risposte chiare alla politica". Lo ha
detto ieri Claudia Porchietto, presidente dell'Api torinese, nell'incontro
organizzato con i leader piemontesi dei due maggiori partiti, Guido Crosetto
(Pdl) e Gianfranco Morgando (Pd). A sostegno delle richieste dei piccoli
imprenditori era stato chiamato anche il sociologo Luca Ricolfi, che
"facendo la punta" ai dati ufficiali ha sostenuto che solo una
riduzione delle imposte alle imprese, oggi "ostaggio dello Stato" può
far uscire l'Italia dalla crisi. Sia Morgando che Crosetto si sono detti
d'accordo. Come ottenere però il denaro per diminuire le tasse? Crosetto
propone: "Occorre che la politica sia responsabilizzata nei confronti
della cosa pubblica e cioè che se un assessore o un presidente di regione
lasciano una grave buco di bilancio non possano più ricandidarsi".
"Una proposta che mi trova d'accordo - ha replicato Morgando - è
necessario però anche riformare i meccanismi con cui si fanno le leggi
finanziarie: ci vuole un patto bipartisan per controllare la spesa pubblica.
Oggi è impossibile tagliare veramente, sono troppi gli interessi particolari che
alla fine prevalgono".
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia Veltroni fa il
pieno ma il trionfo è anche di Soru Il leader del Pd chiama al suo fianco il
Governatore: applausi a scena aperta La manifestazione aperta dall'intervento
di una precaria ENRICO GAVIANO OLBIA. Walter Veltroni fa il pieno a Olbia. Tremila
persone almeno per accogliere il leader del Partito democratico. Una folla mai
vista in una manifestazione politica in Gallura, roba da far diventare verde
d'invidia "l'esponente dell'altro schieramento", come ha ripetuto
diverse volte il candidato premier del Pd, evitando accuratamente di nominare
Berlusconi. Ma c'è anche un altro trionfatore della serata all'hotel Melià:
Renato Soru. Quando Veltroni lo cita fra i presenti alle sue spalle, la gente
applaude freneticamente, sino a regalare al presidente della Regione,
visibilmente emozionato, una "standing ovation". La sala stracolma
del Melià fa notizia al Tg3 delle 19.30: collegamento in diretta e immagini che
rimbalzano in tutta Italia. Entusiasmo, bandiere, cartelli verdi con il simbolo
del Pd e la scritta "Si può fare". Veltroni aveva appena iniziato il
suo discorso, preceduto però dall'apertura della manifestazione affidata a una
giovane precaria di Meridiana. Antonella Falchi, bella e per niente intimorita
dalla folla che le sta davanti, parla delle difficoltà della sua condizione,
comune a tantissimi giovani. "Non possiamo pensare al futuro - urla al
microfono la ragazza -, non abbiamo il diritto di acquistare una casa o una
automobile. Occorre un radicale cambiamento. Io ho scelto di votare Pd, Walter,
mi fido di te". Già, mi fido di te, che è il ritornello della canzone di
Jovanotti che risuona in sala prima dell'ingresso di Veltroni. Il candidato
premier del Partito democratico parla con la voce roca, ogni tanto tossisce.
Corde vocali un po' logore ma sempre in grado di raccontare il futuro che il Pd
vuole disegnare per il Paese. Corde vocali affaticate, perché "ho iniziato
a Pescara il 17 febbraio, e questa è la novantesima tappa. Sì, la numero 90,
che nella smorfia napoletana significa paura, ma qui non c'è paura, anzi. C'è
l'ennesima conferma che qualcosa sta cambiando. In ogni piazza, in ogni teatro,
ho trovato sempre il pienone. Finirò per fare tutte le 110 province italiane.
Manco Coppi e Bartali possono vantare un giro d'Italia così. Di certo, se
andremo al governo - e strappa il sorriso di tutti - non istituiremo nuove
province". Snocciola il programma, gli obiettivi, la voglia di cambiare. E
le certezze. "Se andremo a governare - assicura Veltroni -, potremo
realizzare quanto promesso agli elettori. Perchè la nostra scelta,
rivoluzionaria, di presentarci da soli, ci consente di poter dire che non
saranno necessari vertici di coalizione, riunioni fra leader di partiti.
Decideremo noi, seguendo punto per punto il programma". In ogni caso, la
scelta di correre da soli produrrà comunque un effetto. "Nel prossimo
parlamento ci saranno solo 5-6 partiti rappresentati, invece del numero
massiccio che ha sempre contraddistinto le due Camere. E questo sarà merito
esclusivamente nostro". Veltroni tocca i temi più cari della sua campagna
elettorale: la voglia di un paese semplice, la battaglia
per neutralizzare le storture della burocrazia, l'aiuto alle fasce più deboli del paese, giovani, donne,
anziani. "Aumentare gli stipendi e i salari, il loro valore, si può fare -
dice -. Già il governo Prodi ha realizzato un extra gettito che consentirà di
abbassare la percentuale da tassare. Come pure si possono aumentare le
pensioni". Il governo Prodi, già. Lo cita ancora il leader del Pd.
"Ha fatto i miracoli. Del resto, che cosa si poteva chiedere a una
coalizione che andava da Caruso a Dini"? E quì la gente inizia a fischiare
contro Dini, ma Veltroni stoppa le contestazioni. "No, noi non fischiamo
nessuno, per favore". E continua con il tono dolce, ma deciso, l'intervento.
E' la volta degli avversari. "Si candidano gli stessi che hanno già
governato per sei anni. Non hanno mai mantenuto le promesse, a parte quella di
eliminare le tasse di successione. Nell'ultimo quinquennio Berlusconi ci sono
stati 23 ministri dimissionari. E ora continuano a litigare, minacciano crisi
di governo. Ma come, dobbiamo ancora votare e già il governo sta cadendo?"
La politica estera. "Il predecessore di Parisi agli esteri dice che
bisogna ritirarsi dal Libano, ma tornare in Iraq, da dove stanno andando via
tutti, anche gli americani". In questo modo, Veltroni, ha anche la
possibilità di citare appunto Arturo Parisi, insieme agli altri big sardi del
Pd: con i due candidati galluresi (Giulio Calvisi e Gian Piero Scanu), ci sono
anche Antonello Soro e Antonello Cabras. Applausi per tutti. Poi arriva il
turno di chiamare Soru. E la sala rimbomba per l'ovazione della folla. Forse
aver evitato lo scorso anno, durante le comunali di Olbia, di chiamare anche il
Governatore della Sardegna a sostegno del centrosinistra, è stato un errore.
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia
La burocrazia spranga le celle della Rotonda Antonello Pintus
polemizza con il provveditore regionale Francesco Massidda "Il Comune ha
inviato tutti i documenti, ora riaprite l'istituto" TONIO BIOSA TEMPIO.
"Appare poco credibile l'atteggiamento del Provveditorato regionale
dell'Amministrazione Penitenziaria, improntato ad una condotta estremamente burocratica e
apparentemente tesa a dilatare oltre ogni limite il momento della presa in
consegna delle opere eseguite nel carcere". Il sindaco di Tempio Antonello
Pintus non ci sta a far passare la sua amministrazione comunale come la unica
responsabile dei ritardi nella riapertura, dopo la conclusione dei prescritti
lavori di ristrutturazione, della carcere della "Rotonda". E apre una
polemica a distanza con il provveditore Francesco Massidda. Una riapertura
annunciata ed attesa da mesi, ora sollecitata da diverse parti fra gli
operatori della Giustizia. Dopo un intervento in pieno consiglio comunale,
sollecitato da un'interrogazione del consigliere Giovanni Pala, e dopo una
lettera ufficiale inviata al Provveditore regionale Francesco Massida, il
sindaco ha reagito. La riapertura del carcere mandamentale gallurese, secondo
la lettara di Francesco Massida, sarebbe rimandata nel tempo a causa del mancato
invio da parte del comune di Tempio della documentazione richiesta.
"Quando l'Istituto sarà riconsegnato in modo formale e non con articoli di
stampa - aveva scritto il Provveditore - l'Amministrazione si riserva di
procedere all'apertura nei tempi tecnici previsti dalle norme di trasferimento
del personale dalla Penisola, ovvero nel giro di 20/30 giorni". Nel suo
intervento in aula consiliare Antonello Pintus non ha mancato di ricordare
l'immane impegno finanziario del comune di Tempio, non senza il prezioso
contributo della Regione e del comune di Olbia, per ristrutturare la
"Rotonda". Nella lettera al dottor Massidda invece egli parte
ricordando che già nel novembre del 2007 "l'Amministrazione comunale ha
comunicato al Provveditore regionale la disponibilità alla riconsegna dello
stabile, in quanto tutti i lavori erano stati ultimati e sussistevano le
condizioni tecniche ed amministrative per l'utilizzo in tutta sicurezza
dell'immobile". Il sindaco prosegue ricordando il botta e risposta fra Provveditorato
e Comune fatto da richieste di documenti e certificazioni da parte del primo e
di immediati invii da parte del secondo e conclusosi nel marzo scorso allorché
l'Ufficio tecnico comunale esaudiva ogni ulteriore richiesta trasmettendo al
Provveditorato la ponderosa documentazione richiesta. Ed ecco l'affondo finale
del sindaco di Tempio: "Tenuto conto delle premesse con le quali il lavoro
è stato finanziato, progettato e realizzato grazie ad un'azione
dell'Amministrazione comunale, sostenuta dal comune di Olbia e dalla Regione,
volta ad adeguare e mettere in sicurezza una struttura penitenziaria dello
Stato in condizioni fatiscenti, appare poco credibile l'atteggiamento del
Provveditorato Regionale improntato ad una condotta estremamente burocratica e
tesa a dilatare oltre ogni limite il momento della presa in consegna delle
opere eseguite all'interno del carcere".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi alle 18
presente l'autore In biblioteca a Grado presentazione del libro di Poian
"Il ventisette" GRADO - Oggi alle 18, alla biblioteca civica
"Falco Marin" di Grado, sarà presentato, alla presenza dell'autore,
il libro di Tullio Poian "Il Ventisette" a cura di Tiziano
Pizzamiglio. Ventisette, numero magico, giorno di stipendio. Onesti lavoratori,
lavativi e scansafatiche, solerti neofiti freschi di laurea, dipendenti rassegnati alla tragica noia della burocrazia, casalinghe prestate alla
scrivania, tutti spuntano il calendario in attesa del ventisette. Ma oggi,
all'Ufficio analisi pratiche reclamate, nel fuggi fuggi verso la banca,
qualcuno ha dimenticato una porta chiusa. E la furia degli utenti esplode
contro la più odiata delle categorie: quella dei Dipendenti pubblici.
Questo il contenuto del libro di Tullio Poian, chimico, tenente in congedo
degli alpini che a livello lavorativo è passato da direttore di stabilimento a
dipendente pubblico.
( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Piccola
distanza, grandi avventure Cresce la presenza albanese, tanti lavorano
nell'edilizia e nel tessile E' ormai la seconda comunità straniera Il primo
esodo risale agli anni '90 La cattiva fama e il problema criminalità PRATO. Il
primo esodo della comunità albanese a Prato - circa trenta persone - risale
agli inizi degli anni '90. I più erano rifugiati politici sbarcati in Italia
con gommoni o altri mezzi di fortuna. Da allora con i successivi arrivi, con la
crescita dell'occupazione albanese nel tessile e nell'edilizia e con i sempre
più frequenti ricongiungimenti familiari, la presenza di questa comunità nel
nostro territorio è cresciuta notevolmente. Oggi gli albanesi - in maggioranza
provenienti dalle città di Valona, Fier, Lushnje e Durazzo - sono circa 4.000 e
costituiscono la seconda comunità straniera, dopo quella cinese, presente a
Prato. Ma se inizialmente l'immigrazione aveva interessato solo singoli, in
prevalenza uomini, in seguito con l'approvazione dei decreti sul
ricongiungimento familiare, il fenomeno ha coinvolto anche donne e minori. La
comunità. A parlare degli albanesi presenti a Prato è Roland Jace, consulente
negli uffici dell'assessorato alla Multiculturalità del Comune, di nazionalità
albanese anche lui. "Gli albanesi che agli inizi degli anni '90 si insediarono
in città - spiega il consulente - chiamarono a raccolta altri connazionali che
si trovavano già in Italia. Una seconda ondata, la più consistente, è arrivata
invece qualche anno dopo con i ricongiungimenti. A Prato gli albanesi sono gli
stranieri più integrati - continua Jace - perchè animati da una grande volontà
di integrazione, raramente rimangono legati alle tradizioni albanesi. I motivi
di questa facile integrazione sono legati alla loro indole socievole e alla
lingua (un po' d'italiano si parla anche in alcune zone dell'Albania). Anche
sul fronte religioso come popolo non sono ancorati a pratiche o credi
autoctoni, la maggior parte è atea". L'occupazione. Ormai circa il 70%
degli albanesi presenti sul nostro territorio lavora come dipendente o autonomo.
In particolare sul fronte imprenditoriale, ad andare per la maggiore è il
settore delle costruzioni, anche se negli ultimi anni pure nel manifatturiero e
nella ristorazione le aziende sono cresciute di molte unità. Recente anche la
comparsa di nuove ditte di trasporti, telecomunicazioni e servizi
professionali. "La comunità albanese sul piano occupazionale si è molto
evoluta - commenta Quamil Zejnati, sindacalista di nazionalità albanese della
Uil - All'inizio gli immigrati avevano come unica chance il lavoro dipendente,
soprattutto la manovalanza, non sempre ben pagata. Oggi possiamo trovarli
occupati un po' in tutti i settori, anche come autonomi. Accanto all'edilizia,
ci sono il manifatturiero (tessiture e filature) e i servizi. Lo scorso
febbraio - aggiunge il sindacalista - la tessitura Paitex sas di Mema Indrit,
che si trova al Macrolotto, ha anche ottenuto un riconoscimento nel settore. Un
segno che l'azienda ha ingranato e un perfetto esempio di integrazione: vi
lavorano 17 operai albanesi e 4 italiani. Per quanto riguarda le donne -
conclude Zejnat - molte lavorano nei servizi domestici o nelle imprese di
pulizia. In crescita anche i diplomati e i laureati albanesi. All'ospedale di
Careggi ad esempio esercitano alcuni medici". Disagi e cattiva fama. A
causa della presenza in città, soprattutto nei primi anni di immigrazione di
piccoli, ma diffusi gruppi di malviventi albanesi, legati ad attività illecite,
come la prostituzione e i furti, nei confronti dei cittadini albanesi si è
creata una certa diffidenza e paura che ha contribuito a creare intorno a loro
un'immagine negativa. Il fenomeno in passato è stato legato anche alla presenza
di minori non accompagnati, facilmente assunti dalle organizzazioni della
malavita. Oggi l'allarmismo tra i pratesi è rientrato grazie al crescente
inserimento attivo nella società degli immigrati albanesi, nel mondo del lavoro
e della formazione professionale. Le tradizioni e l'associazionismo. Pur non
essendo rimasti troppo ancorati alle tradizioni e agli usi dell'Albania, gli
albanesi presenti in città, proprio per venire incontro ai nuovi connazionali,
hanno dato vita ad alcune associazioni. Nella sede della Uil in via S. Trinita
ad esempio dal
( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio "Per
la nautica nuove aree. Al Comparini" è la richiesta della Cna
nell'incontro col ministro Chiti I sindacati: sulla sicurezza industriali
barricati Gli imprenditori: in Darsena caos traffico e guerra per i parcheggi
VIAREGGIO. Silenzio, parla la nautica. Davanti al ministro Vannino Chiti, in
città per sostenere Andrea Palestini, candidato a sindaco del Pd. L'occasione,
per sindacati e imprese, era ghiotta. E non se la sono lasciata scappare. A
cominciare dalla Cna, il cui direttore Stephano Tesi, ha snocciolato tutto d'un
fiato un rosario di richieste precise e dirette. Prima fra tutte quella
"per nuove aree, da individuare per esempio nella zona del Comparini, dove
collocare le imprese che ne abbiano necessità". "Con il passaggio di
competenze demaniali - ha ricordato Tesi - le cose si sono complicate. Ma le
aziende non possono attendere i tempi biblici degli uffici pubblici.".
Nota dolente, quella delle "scartoffie", sulla quale ha volto far
sentire la propria voce anche il cantiere navale "Sanlorenzo". Sul
banco degli imputati l'amministrazione comunale uscente: "Siamo tornati a
Viareggio dopo dieci anni e negli ultimi due anni abbiamo assunto cinquanta
dipendenti diretti. Bene, da parte delle autorità competenti - ha detto il
rappresentante dell'impresa navale - abbiamo trovato solo ostacoli. Nello
stesso periodo avremo preso dieci denunce solo per ritardi dovuti a poca
competenza degli uffici e mania di protagonismo dei dirigenti". Dopo la burocrazia, tocca all'annoso problema dell'insabbiamento: "Appena c'è
un'onda o un po' di vento sei costretto a rinviare la prova delle barche, con
conseguenti ritardi nella consegna. Mi piacerebbe davvero sapere quanto
Viareggio ci tiene o meno ad avere ancora la nautica...". Più
ottimista, ma solo per l'insabbiamento, Paolo Landucci dell'omonima agenzia
marittima: "I problemi in questo senso sono quasi del tutto risolti".
Il tema della mancanza delle infrastrutture (dalla banda larga su cui fa
viaggiare le informazioni all'Asse di penetrazione, dal quale far passare i
mezzi pesanti) è risuonato a gran voce. Nelle parole di Musetti, presidente
della "Elettronavale" ("la Darsena è invivibile, assediata dal
traffico e con pochi parcheggi. Nelle ore di punta si impiegano 35-40 minuti da
via dei Pescatori alla rotonda del ponte di Pisa") e in quelle di Andrea
Giannecchini, titolare di un'azienda tecnologica con 9 dipendenti che spiega:
"Siamo stati costretti a trasferirci in un territorio limitrofo per i
problemi di traffico in Darsena". Per Sergio Micheli, presidente del
neonato consorzio "Navigo", "la Darsena ha bisogno di modelli di
governance che producano risultati condivisi da tutti". Impossibile non
ricordare come si sia arenata la trattativa sulla sicurezza al tavolo
dell'amministrazione comunale e quali siano le partite sindacali in ballo. I
sindacati. Anche su questo, prima dell'incontro con gli imprenditori, Chiti ha
ascoltato i sindacati (Cgil, con la Fiom, e Fim-Cisl). Antonioli, Pocai e
Cinquini hanno raccontato la nautica viareggina vista dai lavoratori: precari,
in appalto, spesso alle dipendenze "di azienda che non hanno neppure un
numero di telefono". All'amministrazione entrante, quale che sia, Fiom e
Fim chiedono già da ora di dare la massima priorità "alla riapertura del
confronto sulla sicurezza". L'obiettivo di tutti - ha detto Cinquini -
"deve essere quello di tornare a casa la sera, sani e salvi. Per questo
chiediamo alla Cna e agli industriali tutti di non barricarsi su questioni che
niente hanno a che fare con questo obiettivo". Al ministro Chiti, Lamberto
Pocai ha chiesto attenzione al tema delle malattie professionali: quelle del
futuro ("i rapporti della Asl danno dati preoccupanti sulle lavorazioni in
vetroresina") e quelle del passato, prima fra tutte le patologie scatenate
dall'amianto. "Con il quale - ha spiegato il sindacalista - a Viareggio si
è lavorato fino al 2000". Vannino Chiti, nel rispondere alle domande
poste, ha citato l'intervento del segretario della Camera del lavoro, Andrea
Antonioli: "Sono rimasto molto colpito - ha detto - dall'affermazione per
cui nella nautica si correrebbero rischi maggiori che nel lapideo. Mi sembra
una contraddizione sulla quale ci sia da intervenire". Anche perché la
cantieristica viareggina "è al centro di un polo della nautica che tale
deve essere considerato, con tutte le contraddizioni e le potenzialità, e deve
ottenere il riconoscimento in questo senso a livello nazionale. Compreso tutto
ciò che riguarda il peso che la ricerca pubblica deve avere nel settore".
Non ultimo tra gli argomenti sul tavolo quello dello sviluppo del porto
turistico: "Credo - ha detto Chiti - che a Viareggio si possa fare molto e
bene". Donatella Francesconi.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Libere
professioni, sì alla riforma" Concertazione e confronto tra addetti ai
lavori e mondo politico per riformare il sistema delle professioni e degli
studi di settore, per affrontare i problemi, anche locali, del funzionamento della giustizia e per la semplificazione della burocrazia: gli ordini professionali di
Bergamo hanno incontrato ieri alla Borsa Merci i candidati alle elezioni per
presentare problemi ed esigenze delle categorie. Sono intervenuti Alberto
Carrara, presidente dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti
contabili, Ettore Tacchini, presidente dell'ordine degli avvocati, Pier
Luigi Fausti, presidente del consiglio notarile, Simona Bonomelli, presidente
dell'Unione giovani dottori commercialisti, Paolo Savoldi, presidente
dell'associazione italiana giovani avvocati. Se la riforma delle libere
professioni e degli studi di settore è stata al centro dell'intervento di
Carrara, Tacchini ha allargato il discorso ai problemi della giustizia
sottolineando la mancanza di mezzi e personale anche a livello locale:
"siamo quasi al collasso: i candidati devono farsi carico di questi
problemi che sono problemi di tutti i cittadini". Fausti ha, tra l'altro,
espresso la necessità di una semplificazione legislativa e burocratica: un
processo da attuare con competenza e per "tornare ad una condizione di
ragionevolezza". Le sollecitazioni sono state raccolte dai candidati
Giorgio Jannone e Alessandra Gallone del Pdl, Giovanni Sanga e Antonio Misiani
del Pd, Ettore Pirovano della Lega e Sergio Piffari dell'Italia dei valori. Al
confronto è intervenuto anche Luciano Ongaro della Sinistra Arcobaleno che ha
affrontato, tra l'altro, il problema della crisi della giustizia. Tutti i
candidati hanno condiviso la necessità di un lavoro congiunto, oltre gli
schieramenti politici, per affrontare i problemi del nostro territorio.
"Nella prossima legislatura ? ha rimarcato Jannone ? occorrererà un forte
impegno comune per la difesa delle professioni e per affrontare le questioni
locali: servirà un lavoro di squadra e bisognerà evitare contrasti".
Pirovano, rilanciando il tema del federalismo fiscale, ha posto l'accento sulla
necessità di "una riforma delle professioni e degli studi di settore con
lo scrupolo di tutelare i diritti dei cittadini. Serve più collaborazione tra
il mondo della giustizia e gli enti locali. Dobbiamo poter disporre in rapporto
a quanto diamo allo Stato". Sanga e Misiani, dopo aver ricordato lo sforzo
nell'ultima legislazione per una modernizzazione delle professioni, hanno
rimarcato la necessità di perfezionare gli studi di settore, di semplificare il
sistema burocratico e di arrivare ad una riforma degli ordini professionali che
sia condivisa e concertata. Gallone ha posto l'accento sulla necessità di una
riduzione delle tasse, degli adempimenti fiscali e burocratici e di una riforma
degli studi di settori che parta da un confronto con le associazioni di
categoria. Piffari ha ricordato la proposta del suo partito per una riduzione a
due dei gradi di giudizio e per una razionalizzazione delle forze dell'ordine.
"Le riforme di sistema ? ha concluso Carrara dicendosi d'accordo sul
metodo della concertazione ? relative alle professioni, agli studi di settore,
alla giustizia, agli adempimenti burocratici devono essere condivise perché
incidono non solo sugli ordini professionali, ma anche sul sistema
sociale". Gianluigi Ravasio.
( da "Nuova Ferrara, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si svolgerà sabato
presso la sede provinciale in via Veneziani, l'assemblea congressuale di Confartigianato
Ferrara, nel corso della quale verranno eletti gli organi statutari
dell'associazione. Alle 11 prenderà il via la tavola rotonda sul tema
"Strategie per lo sviluppo della piccola e media impresa", moderata
dal giornalista Corrado Piffanelli e alla quale parteciperanno Cesare
Fumagalli, segretario generale di Confartigianato, Giuliano Cazzola, candidato
alla Camera per il Pdl, un esponente del Pd e l'onorevole Gianluca Galletti
dell'Udc. Successivamente all'hotel Duca d'Este interverrà per un saluto il
ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani. "C'è molta
attenzione da parte nostra alla prossima tornata elettorale - ha spiegato il
presidente Aleandro Capatti - Le piccole e medie imprese sono in forte
difficoltà e la prima cosa da fare dovrà essere una
drastica riduzione della burocrazia". Dito verso contro "la revisione degli studi di
settore fatta nell'ultima finanziaria che ha innalzato le tasse attraverso
l'aumento degli imponibili per le imprese". Per il segretario generale
locale, Giuseppe Vancini, "serve un progetto serio per il territorio che
attualmente sta vivendo una fase di mediocrità. In particolare
occorrerebbe una minore frammentazione delle associazioni di categoria con la
nascita di un patto federativo denominato Ferrara Imprese". (f.zol.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo Piano Pagina
105 Dalla Sardegna Veltroni lancia lo sprint "Eravamo sotto di 22 punti,
ora siamo quasi pari: si può fare" --> "Eravamo sotto di 22 punti,
ora siamo quasi pari: si può fare" DAL NOSTRO INVIATO GIUSEPPE MELONI
SASSARI Veltrusconi? No, culurgionis. Il leader del Pd mostra di gradire la
cucina ogliastrina, ospite a pranzo di una famiglia di Villagrande Strisaili.
Invece nel resto della sua prima giornata sarda Walter Veltroni conferma di
apprezzare sempre meno "il leader dello schieramento avversario"
(sarebbe Berlusconi, ma lui non lo cita mai esplicitamente). Anzi, lo attacca
più volte su diverse questioni, benché sempre con calibrato self control. Forse
proprio per allontanare l'idea del patto scellerato, della sostanziale
convergenza di intenti tra Pd e Pdl, sintetizzata appunto dall'intreccio
beffardo dei cognomi dei due leader. IL PROGETTO È il Veltroni che ti aspetti,
tutto sommato: che insiste soprattutto sulle proposte del suo partito, e fa
appello a un voto per cambiare l'Italia "e aprire una fase nuova, rendere
questo nostro Paese più simile a una democrazia europea". Ma anche con un
compiacimento, sconosciuto fino a pochi giorni fa, per la polemica nei
confronti del Cavaliere. Per dirne una: "Continuano a parlare di
stalinismo", ripete Veltroni nei suoi comizi a Nuoro, Olbia, Sassari,
"ogni giorno vengo coperto da insulti di questo genere. I miei
collaboratori mi passano le agenzie di stampa in cui dicono queste cose, e io
le metto da parte e non replico". Non per porgere l'altra guancia ma "perché
io sto facendo la campagna elettorale del 2008, non quella del '94. Chi vuole
fare ancora quella del '94 ne risponda agli elettori". L'ACCOGLIENZA A
proposito di elettori. Quelli sardi non tradiscono: sarà pure una campagna
elettorale moscia, ma alle varie tappe del candidato premier del Pd non fanno
mancare un buon colpo d'occhio di folla. Anche se l'accoglienza più speciale
Veltroni la riceve in privato: dalla famiglia Scudu, scelta per imbandire il
pranzo all'illustre ospite e a sua moglie Flavia. Nella casa di Villagrande c'è
una delle elettrici da record del Pd: la signora Eleonora Ladu, 100 anni la
prossima settimana, pochi giorni prima delle elezioni (salvo rinvio per colpa
della Dc: "Su questo sono contrarissimo", precisa il candidato
democratico, "e poi qualcuno potrebbe pensare a una manovra della destra
rispetto a un voto non più scontato"). A tavola i culurgionis sono
l'anello di congiunzione tra un antipasto a base di prosciutto locale e un
secondo di maialetto arrosto: se anche i coniugi Veltroni si fossero
dimenticati per un attimo dove li ha paracadutati il bus verde, avrebbero
ritrovato l'orientamento solo guardando il menu. LE PIAZZE Dopo il caffè l'ex
sindaco di Roma si concede per un rapido comizio con la popolazione di
Villagrande, poi fa rotta verso Nuoro. Tutte le tappe faranno registrare numeri
che soddisfano i vertici del Pd sardo: "Mai vista piazza Vittorio Emanuele
così piena", dice nel capoluogo barbaricino Tore Ladu, senatore uscente.
"A Olbia ci saranno state mille persone che non sono riuscite a entrare
all'hotel Melià", testimonia poche ore dopo l'ex leader Ds Giulio Calvisi,
"abbiamo dovuto allestire fuori un maxischermo". Anche Sassari,
ultima fatica della giornata, fa la sua parte: piazza d'Italia non è forse
piena come nelle occasioni record ma quasi, malgrado l'ora tarda e il freddo
ostile. IL CONTORNO Proprio a Sassari il buio consente all'organizzazione di
sfoderare una fiction che, in attesa del comizio, intrattiene il pubblico
raccontando il duro fine mese di una coppia di precari. Per qualcuno è un po'
di dubbio gusto, ma serve a puntare l'attenzione sul problema dei lavori
atipici. Per il resto pochi fronzoli, Veltroni conta sull'impatto delle sue
parole e sul fervore dei suoi sostenitori. Che gli chiedono autografi come a una
rockstar (avessero provato a farlo con Berlinguer...): ma del resto uno che
sceglie Jovanotti - "Mi fido di te" - come colonna sonora lo mette in
conto. A Nuoro un autografo lo fa addirittura su un gesso, quello che
momentaneamente appesantisce il braccio di Mirko Putzu, di Teti, militante
giovane ed entusiasta. A Sassari invece un altro giovane si rivela fin troppo
entusiasta: interrompe l'oratore appena inizia a raccontare l'apologo di un
agricoltore di Bologna, "sono anch'io un agricoltore", urla,
"Walter parlaci della Sardegna". Sembra una contestazione, ma il
ragazzo-interruttore precisa: "Walter, io sono con te". Fatto sta che
Walter lo zittisce, per altro aiutato dai presenti. LA MISSIONE Così Veltroni
può concentrarsi sui contenuti del suo discorso, ovviamente abbastanza simile
nelle varie tappe. Il fulcro è la richiesta di segnare una pagina nuova nella
politica italiana: non solo perché "possiamo fare la rimonta più grande
della nostra storia" (e per farsi capire meglio il candidato unisce gli
indici e dice "siamo qui, a un'incollatura, mentre a settembre eravamo
sotto di 22 punti"). La novità è soprattutto presentarsi alle urne
"non soli, ma liberi di fare le cose necessarie per cambiare l'Italia,
senza vertici di coalizione con dodici partiti, da Dini a Caruso". Al
Paese, riflette il leader del Pd, serve "una nuova missione collettiva,
che manca da quando Romano Prodi tra il '96 e il '98 ci portò in Europa contro
ogni previsione". Per Prodi il tributo è costante, in ogni discorso. Così
come, a ogni tappa, il candidato premier non si dimentica di
"chiamare" dalla platea un applauso per il presidente della Regione
Renato Soru, presente sul palco insieme ad Antonello Cabras, Arturo Parisi,
Antonello Soro e altri leader del Pd sardo. LE PROMESSE "Dico solo cose
che faremo davvero", giura Veltroni quando illustra il programma del suo
governo. I primi provvedimenti riguarderanno l'aumento di salari e stipendi
minimi, l'adeguamento delle pensioni, la lotta al precariato. E l'ultima
proposta, resa nota proprio ieri: un buono spesa annuale da 600 euro, da
distribuire a partire da luglio 2008 alle famiglie con almeno due figli a
carico e un reddito non superiore a 18mila euro. Poi gli impegni in favore di
chi vuole creare imprese: "Oggi lo Stato prima di darti un permesso ti
chiede anche la mappa del genoma di tuo nonno, poi però per chi sgarra fa i
condoni. Io penso a un Paese in cui lo Stato si fidi e conceda di avviare
un'impresa in un giorno. E così avrà anche il titolo morale per essere severo
con chi viola le regole". È il disegno di un'Italia
più libera dalla burocrazia
e anche dalla cattiva politica, "che ha bloccato questo Paese e che non
deve più condizionare la sanità pubblica. Oggi si diventa manager delle Asl non
si sa perché, io chiedo che si facciano i concorsi, le audizioni, e sia tutto
pubblico, consultabile su internet". E con un'agenzia nazionale di
valutazione della qualità degli ospedali. Solo così può ripartire un'Italia
ferma da quindici anni. LE TAPPE DI OGGI Riparte anche Veltroni, che oggi sarà
a Oristano (
( da "Adige, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ritardi per colpa di
aeronautica e Coni DANIELE BATTISTEL d.battistel@ladige.it Per colpa delle
regole dell'aviazione gli uomini jet rischiano di non poter planare, almeno per
quest'anno, sulle piste dello stadio Quercia. O meglio, dovranno correre,
evitando dossi e avallamenti, sulla pista vecchia mettendo a dura prova
garretti e caviglie. Nonostante tutti i proclami e le promesse la 44ª edizione
del Palio, in calendario per il 10 settembre, non si correrà sull'innovativa
pista realizzata dalla Mondo, del tutto simile a quella che gli sprinter più
forti al mondo calcheranno il prossimo agosto a Pechino. La pista
"olimpionica" di Rovereto rimarrà, ancora per un anno, una chimera.
Questo perché i lavori di rifacimento della pista devono ancora cominciare. Il
progetto è a posto, il finanziamento provinciale c'è, ma il cantiere non parte.
Perché? Perché le ultime autorizzazioni necessarie per far entrare le ruspe
sono arrivate da Roma soltanto nei giorni scorsi e non c'è più il tempo fisico
per ultimare i lavori entro fine agosto. Si tratta del via libera del Coni
(Comitato olimpico nazionale italiano) e dell'Enac (Ente nazionale per
l'aviazione civile). Sembrerà strano, ma per rifare un campo d'atletica serve
il parere vincolante dell'autorità di vigilanza aeronautica. "Noi non c'entriamo.
Il fatto è - spiegava ieri l'assessore allo sport del Comune Cristian Sala -
che si tratta di torri faro molto alte ed era necessario l'okay
dell'Enac". Nemmeno il presidente della Quercia Carlo Giordani, che è
stato per anni vicepresidente nazionale della Fidal è
riuscito a smuovere la burocrazia romana e a velocizzare almeno il Coni. Ora si limita a dire:
"Per noi l'importante è tutelare una manifestazione sportiva che fuori
ombra di dubbio è la più importante della città". Chi è pratico del Quercia
non avrà mancato di notare che operai e macchinari sono intervenuti
recentemente nello stadio. I lavori di allargamento della recinzione
(700 mila euro) per fare spazio alle due nuove corsie della pista d'atletica e
la sistemazione di muretti e della parte esterna erano cominciati nel corso
dell'anno passato e si sono conclusi prima dell'inverno. Poi, secondo quanto
prevedevano i progettisti, qualche settimana fa si sarebbe dovuti partire con
il rifacimento del manto. Il tutto con una certa velocità (e non lo diciamo
soltanto perché si parla di un campo d'atletica) in modo da essere pronti per
fine estate. La pista, infatti, è ora in condizioni precarie. O meglio, per il
resto del mondo andrebbe più che bene ma per il Trentino, dove tutto dev'essere
nuovo e scintillante, era da rifare. Realizzata per la prima volta nel 1979 con
un sottofondo in cemento, subì un'operazione di retopping una quindicina di
anni fa, quando venne sostituito il vecchio strato di sportflex . Il problema è
che il manto inferiore, con l'andare del tempo, si è rovinato e sulla pista
sono comparsi pericolosi avallamenti. Per questo, dopo insistenti richieste, lo
scorso anno la Provincia - convinta anche dalle buone risposte fornite
dall'appena ristrutturato campo Coni di Trento - diede il via libera al
rifacimento completo della pista roveretana. E così per la disputa del Palio e
di qualche altra gara minore Piazza Dante ha messo a disposizione altri 1,7
milioni. Ed invece velocisti ed ostacolisti dovranno aspettare ancora un anno
per correre su una pista nuova. Un vero peccato, anche perché tutti gli
appassionati di atletica speravano che il manto nuovo e l'aumento del numero di
corsie (da
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Oristano Pagina
4016 Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi Camera di
commercio e imprese, meno burocrazia e procedure più
facili Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi --> Sarà più
facile per le oltre 15 mila imprese della provincia dialogare con gli uffici
della Camera di commercio di Oristano e più in generale col sistema camerale
regionale. Da martedì, nelle quattro Camere di commercio sarde è stata adottata
una guida comune che va ad uniformare le procedure amministrative dei quattro
Registri delle imprese. Inoltre, è stato attivato un call center regionale per
un supporto all'utenza ed è prossima l'adozione delle nuove procedure che
snelliscono i passaggi burocratici per le imprese di nuova costituzione, grazie
al progetto Impresa in un giorno, al quale prima dell'estate anche Oristano
aderirà. Gli uffici delle quattro Camere di commercio della Sardegna hanno
compiuto un'attenta disamina delle varie procedure amministrative che attengono
ai rapporti col Registro imprese. Da questo lavoro si è partiti per la
scrittura e la definzione di procedure unitarie contenute in una dettagliata
guida. "L'uniformità di comportamenti consentirà agli uffici del Registro
imprese di confrontarsi con l'utenza in modo unitario a livello regionale",
spiega il segretario della Camera di commercio di Oristano Enrico Massidda. A
supporto di questa procedura unificata, la Camera di commercio ha attivato
anche un servizio di call center regionale. Gli utenti possono utilizzarlo dal
lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Il numero è 199 500 010. La chiamata ha un
costo a carico dell'utente, che viene indicato in apertura della comunicazione.
"Gli ambiti di assistenza da parte del call center riguardano il Registro
imprese e il Diritto annuale", spiega ancora Massidda. Prima dell'estate
infine anche Oristano avvierà la sperimentazione delle procedure contenute nel
pacchetto "Impresa in un giorno", uno snellimento burocratico per le
imprese che avranno nello sportello del Registro imprese l'unico riferimento, evitando
così di doversi rivolgere anche all'Agenzia delle entrate, all'Inps e
all'Inail.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
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N. 80 del 2008-04-03
pagina
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
UN LEADER NEGLI
ONORI FUNEBRI Funerali di classe per chi pensa all' importanza del servizio
prima che al prezzo Il simbolo dell'impresa è diventato ormai sinonimo di
qualità, rispetto e attenzione Giubileo, cerimonie di alta classe per celebrare
la storia di una vita Tributare onori funebri: un compito che Giubileo ha fatto
proprio, e che è ben diverso dal garantire un semplice trasporto dei defunti
verso il cimitero. C'è questo concetto alla base dell'intero operato
dell'azienda di corso Bramante: offrirsi alle famiglie come punto di
riferimento per tributare alle persone scomparse un estremo saluto che sia
impeccabile sul piano formale e ricco di significato su quello degli affetti.
Ed è per questo motivo che, nel tempo, Giubileo è diventato a Torino sinonimo
di cerimonie funebri di livello elevato, destinate a chi considera prevalente
l'aspetto della qualità su quello del prezzo. Percorrendo la propria strada,
Giubileo sta dunque offrendo un modello di impresa di onoranze funebri moderna:
vera e propria società di servizi perché concentrata più sulle capacità umane e
professionali che non sul semplice "prodotto", e in quanto tale
capace di offrire assai di più che non il tradizionale trasporto delle salme.
"A questo obiettivo è stato possibile giungere grazie a notevoli
investimenti sulla formazione del personale - spiegano all'impresa di corso
Bramante -. Pur con le caratteristiche peculiari di ciascun ruolo, ogni addetto
dell'azienda sa di dover essere ambasciatore dello "stile Giubileo",
che abbina a una rigorosa professionalità anche l'attenzione nei confronti
delle persone con le quali si entra in contatto". Avere a che fare con chi
si trova nelle prime fasi del lutto, infatti, implica conoscenze specifiche che
vanno ben oltre le competenze professionali legate al proprio ruolo: "Ed è
per questo motivo che la nostra sede è anche attrezzata per ospitare i
periodici corsi di formazione per il personale, che spaziano dalle materie
tecniche, tipiche di ciascuna mansione, per arrivare alle discipline psicologico-comportamentali".
E' infatti il personale la vera forza di Giubileo: conta più delle forniture di
alta qualità, o delle auto funebri caratterizzate da un design di particolare
eleganza. Ed è un aspetto, quello delle risorse umane, che talvolta non viene
colto nella sua interezza: un fatto che, per paradosso, significa che tutti
hanno lavorato al meglio. "Alludiamo in particolare al ruolo del personale
d'ufficio - spiegano al Giubileo -: il loro è un compito impegnativo, perché
alla complessità si aggiunge il vincolo di una tempistica molto stretta. Devono fronteggiare una burocrazia articolata, preparare documenti, fissare orari, predisporre
tutto affinché la cerimonia funebre si svolga nel migliore dei modi". Per
le famiglie, invece, il "volto" di Giubileo è quello dei funzionari
cui spetta il primo incontro, quello in cui si mettono a fuoco le
caratteristiche della cerimonia funebre, ma anche quello degli addetti
che si preoccupano della preparazione della salma, dell'accompagnamento in
chiesa e al cimitero. "Le cerimonie che organizziamo sono il risultato
dello sforzo concorde di più persone - concludono al Giubileo -. Il fatto di
definirle "persone" vuole sottolineare la componente umana, oltre che
professionale, del loro impegno, che concorre a quella che per noi è l'arte
dell'ultimo saluto".
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
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Protesta In duecento
disertano le lezioni Picchetto e striscioni contro la preside: "Ci nega
qualunque cosa" MARIA TERESA MARTINENGO Anni improbabili, questi, per
proteste nelle scuole. Le occupazioni, diventate autogestioni, e poi
"giornate degli studenti" vengono per lo più organizzate con
l'antagonista d'un tempo, il preside. Così, colpisce la manifestazione
inscenata ieri da 200 allievi del liceo classico "Cavour", il più
severo e "controllato". I ragazzi sono rimasti fuori dalla scuola, un
esplicito e sintetico striscione appeso sul portone: "Diciamo basta".
"Basta" alla mancanza di comunicazione con la preside Maria Clelia
Zanini e basta all'"indifferenza che dimostra per le iniziative e le
esigenze degli alunni", hanno scritto gli studenti in un volantino
intitolato "Malcontento generale... Voglia di cambiare". In pratica,
dando voce dall'interno a un clima che si esprime all'esterno con studenti che,
in corso d'anno o in estate, bussano alla porta di altri licei. "L'anno prossimo
perdiamo tre IV ginnasio", dicevano ieri i ragazzi. La presenza di
numerose famiglie della vicinissima media "Nigra" all'estrazione del
"D'Azeglio" per selezionare i fuori zona conferma un clima definito
"arido", dove "educazione fa spesso rima con umiliazione".
La scintilla che ha fatto scattare la protesta è stato il "no" a un
laboratorio di danza e un a partita a calcetto programmati per il pomeriggio di
martedì, secondo giorno delle "giornate dello studente", rimediate
dai ragazzi solo riunendo le due assemblee di marzo e aprile, previste dal
regolamento. Negato, poi, il terzo giorno, nel quale i ragazzi avrebbero speso
l'assemblea di maggio. "Qui tutto è burocrazia: ci è stato detto che avrebbe
dovuto esserci l'insegnante di educazione fisica", spiega Davide Agazzi,
rappresentante degli studenti. "La preside ci ha ricevuti dopo due
settimane", dice Lorenzo Li Veli. Marco Lombardo: "Viviamo assurdità
come il non poter andare in cortile durante l'intervallo: non vogliono che si
fumi, ma così chi fuma lo fa nei bagni". Ilaria: "In quale
altra scuola non si può neppure prendere un raggio di sole". Lorenzo, di
II liceo, è amaro: "Eravamo in 24, siamo rimasti 12. Di qui se ne va anche
chi ha voti buoni". I docenti? Molti no comment. Ma Francesco Bianco
(latino e greco al biennio) parla: "Da mesi anche noi sentiamo disagio per
la mancanza totale di dialogo con la preside". I ragazzi hanno scritto le
loro ragioni in un lunga lettera alla dirigente. Tra le altre: "Difficoltà
sempre maggiori nell'organizzare assemblee e comitati, sminuiti e talvolta
negati; minacce da parte di alcuni professori verso chi partecipa alle
iniziative studentesche con abbassamento di voti, interrogazioni e compiti
straordinari; disorganizzazione, inadeguata applicazione delle offerte
formative nelle sezioni sperimentali. Vogliamo il ripristino, come fino a 4
anni fa, del test anonimo di valutazione dei docenti, importante per riflettere
sui problemi dell'istituto". A fine mattinata la preside, al terzo anno in
corso Tassoni, ha ricevuto gli studenti. Poi ha inviato un comunicato ai
giornali: "Relativamente all'espressione di malcontento manifestata...
sono stati forniti chiarimenti ed è stata garantita disponibilità all'ascolto e
ad interventi, ove necessari". Sic.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
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Prov Medio Camp Pagina
3035 Serramanna. La rabbia di chi ha già acquistato in vita gli spazi nel
cimitero comunale Tombe pronte, il regolamento no Serramanna.. La rabbia di chi
ha già acquistato in vita gli spazi nel cimitero comunale La burocrazia
impedisce i seppellimenti nella nuova ala --> La burocrazia
impedisce i seppellimenti nella nuova ala Il sindaco Marongiu assicura che
entro venti giorni i lotti verranno assegnati definitivamente a chi li ha
prenotati e pagati sei mesi fa. "Dobbiamo adeguare il regolamento, ma nell'attesa
stiamo predisponendo un progetto transitorio per dare modo a chi ha acquistato
l'area nel camposanto di potervi seppellire i propri cari". Il sindaco,
Alessandro Marongiu, risponde così alle polemiche sorte attorno alla nuova ala
del cimitero, dove le aree per le sepolture concesse sono inutilizzabili. Il
cavillo, esclusivamente burocratico, ha risvolti umani delicati. Tutto è
cominciato sei mesi fa. Bastava versare 2.500 euro per avere diritto alla
sepoltura in terra in poco meno di tre metri quadri nel nuovo cimitero
comunale. A distanza di quasi un anno dall'assegnazione, delle tombe nemmeno
l'ombra. Gli assegnatari sono entrati in possesso delle aree cimiteriali solo
formalmente, evidentemente. Per certi slitta la desiderata costruzione (in vita)
della tomba mentre per chi, invece, nel frattempo è passato a miglior vita, la
sepoltura esclusiva continua ad essere quella dei loculi sopra terra. IL LOCULO
"Se avessimo voluto un loculo, avremmo fatto quella scelta. Invece, pur
avendo optato e pagato per la sepoltura in terra, per ora non ne abbiamo potuto
disporre", è il coro delle proteste. Figli per i loro genitori, ma anche
vedove che da questo mondo progettano la sistemazione definitiva per l'aldilà a
fianco dell'amato. Un desiderio, estremo, per il quale in molti hanno fatto
economia ma che si infrange davanti alla burocrazia.
LA BUROCRAZIA "Mia madre aveva acquistato l'area dove costruire una tomba
per lei e mio padre, deceduto oltre 5 anni fa e seppellito nei loculi", è
il racconto di Mariella Fusco, una delle serramnanesi in lotta per la tomba
negata. "Ora anche mia madre è morta", aggiunge la donna che combatte
per riunire almeno dopo morti i genitori. Finche morte non vi separi , recita
la formula del matrimonio religioso. È così è davvero per i defunti serrmannesi
che, in vita, si erano illusi per una "riunione", seppure dentro una
tomba. "Qual è il problema? Vorremmo saperlo anche noi", dicono
Luciana e Luisa Abis, "vogliamo dare pace alla collera di nostro padre,
che vorrebbe vedere realizzata la dimora dove riposare con nostra madre".
Anche in questo caso terreno pagato, prima dell'assegnazione, e tomba
matrimoniale rimasta un sogno. "E dire che nella delibera di assegnazione
ci imponevano di realizzare la sepoltura entro un anno", continuano
Luciana e Luisa Abis. Il sindaco chiede pazienza: "Tempo venti giorni e i
20 assegnatari potranno disporre delle aree cimiteriali". IGNAZIO PILLOSU.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-04-2008)
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CRONACA MILANO pag.
6 "Cercavo un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di
Pietro" Il prof delle Superiori ha fatto politica in Zona di LUISA CIUNI ?
MILANO ? IL SUO PROBLEMA è la par condicio. Ma non in senso polemico, contro
questo o quell'organo di informazione. Ma nel senso di vedersi negata ogni
forma di accesso al mondo dell'informazione. Allora lui, Silvio Vartolo (nella
foto), professore alle superiori, 39 anni, consigliere di circoscrizione e -
ultimo ma non da ultimo - candidato alla Camera nella lista Lombardia 1 con
Antonio Di Pietro, per l'Italia dei Valori, ha preso carta e penna e ha mandato
in giro un fax, in cui spiega di essere a disposizione di coloro che desiderano
rivolgergli domande sul suo impegno politico. "Ma non è che chiamino in
molti" spiega, mentre racconta la sua storia. "Ho iniziato in
Circoscrizione 8 con An, poi ne sono uscito per aderire al Gruppo Misto e ora
sono con Di Pietro, perché ne apprezzo le opinioni sulla legalità e la
giustizia. Mi trovo d'accordo. Nell'Italia dei Valori, inoltre, c'è spazio per
la società civile, per i consumatori, per la lotta alla mafia e varie altre
battaglie. Io sento di più quella sulla riduzione dei gradi di giudizio".
Lei adesso si candida, ma prima, che lavoro faceva? "Insegno tecnica e
tecnologia alberghiera a Milano e dato che in lista sono il numero 29, lo so
che non è proprio facile che sia eletto. Ma mi sono candidato e siccome lavoro
sul territorio, questo era un modo interessante per dare voce ai miei progetti
e darmi visibilità". Candidatura di bandiera? "Sì, proprio così. Non
cerco un posto al Parlamento ma uno spazio per le idee, non sono certo andato a
cercarmi il posto in lista". Come insegnante, quali sono i principali
problemi della scuola? "C'è una totale mancanza di rigore e di disciplina,
cosa non buona come preparazione del cittadino. C'è una
grande mole di burocrazia
inutile. Poi è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si
insegna per educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che
nell'istituto Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che
ripercussione abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del
lavoro?". Le sue proposte, quindi, quali sono? "Sulla scuola,
per prima cosa, un rafforzamento delle attività di laboratorio, di cucina, di
sala e anche di storia dell'arte ed educazione civica, il fanalino di coda
dell'istruzione italiana. È il colmo dei colmi che si arrivi alla fine degli
studi senza saperne nulla!". Non è che così vada a posto il problema della
scuola italiana. "No di certo, difatti bisogna prendere in esame lo stato
di vecchiaia e le condizioni disastrose della grande parte degli istituti e i
problemi di sicurezza che ne derivano. Non parliamo poi di quanto sia difficile
fare restaurare un edificio a seconda che dipenda dal Comune, dalla Provincia o
dalla Regione..." Una richiesta su tutte. Risolvere il problema
dell'orario del personale non insegnante e cercare di fare classi più piccole
delle attuali. Abbiamo 29/30 ragazzi per aula e non si riescono a seguire a
dovere". Cosa pensa che succederà dopo il voto? "Che alla Camera
vincerà il Popolo delle Libertà di Berlusconi mentre non sono altrettanto
convinto che questo accada anche al Senato. E che poi magari si arrivi ad un
governo di larghe intese. Perché solo un governo di larghe intese può risolvere
il problema.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLITICA pag. 11 di
RENATA ORTOLANI PROFESSOR Braga, lei gareggerà per la poltrona di rettore?
"Sì. Ho già incontrato 350 colleghi, ho aperto anche un forum, perché
voglio parlare personalmente con quanta più gente è possibile. E' importante
che chi vuole governare l'Ateneo sappia cosa fa e cosa pensa il popolo
dell'Università. Che ambizioni nutre, che difficoltà incontra, che
soddisfazioni ha o non ha". Una prima idea se l'è fatta? "Direi di
sì. La frase che più spesso mi sono sentito ripetere in questi mesi è stata
'nonostante tutto...'". Nonostante la mancanza di finanziamenti di cui
tanto si parla? "No, non è di quello che si lamentano ordinari,
ricercatori e associati. Sentono, prima ancora, la mancanza di tempo per fare
il loro lavoro, che è insegnare, fare ricerca, e - per i medici - anche assistenza".
Una criticità peculiare dell'Alma Mater o una disfunzione di tutto il sistema
accademico? "E' un elemento di fragilità legato allo stato di riforma
permanente in cui gli atenei vivono a causa dei provvedimenti nazionali. Poi c'è un sovraccarico di burocrazia. I guai che alcuni direttori di dipartimento hanno avuto con la
Corte dei conti sono emblematici della difficoltà di mettere in atto una
supervisione, per limiti oggettivi". Troppa burocazia? "Sì. Io dico
sempre che è come il colesterolo: c'è quello 'buono' e quello che fa ammalare.
Noi soffriamo di un tasso di burocrazia
eccessivo". Quali altre fragilità vede nel funzionamento dell'Alma Mater?
"Abbiamo poca attrattività rispetto a studenti e docenti stranieri, poco
ricambio a livello della governance: ci sono persone che da anni si permutano
in ruoli di vertice, il che impedisce la formazione di una nuova classe
dirigente. Io vedrei la nomenclatura accademica fatta invece di studiosi
'prestati', pro tempore, al governo dell'Ateneo. Al massimo per sei anni. Siamo
deboli, inoltre, quanto a servizi e condizioni ambientali per docenti e
studenti; manchiamo di asili, mense, modalità di supporto per chi lavora in
Ateneo e per chi viene da fuori a insegnare o studiare qui. Trovo infine che
l'Alma Mater abbia dimostrato una scarsa capacità di risposta al degrado".
E i suoi punti di forza? "Il marchio Unibo 'tira' ancora, e avere un
bilancio in ordine è importante". Come cambierebbe il governo dell'Ateneo
se diventasse rettore? "Intanto io vedo la figura del rettore come quella
di un primo ministro affiancato da esperti... Ci vogliono più chiarezza e
distinzione di ruoli fra senato e cda: il primo deve definire la politica
dell'Università, il secondo deve saper gestire i conti. Niente più rettori
monocratici, insomma, né tuttologhi. E nemmeno rettori-manager. A Bologna ci
sono economisti e amministrativisti di grande valore ai quali chiederei aiuto.
Poi c'è il nodo della ricerca. Se diventassi rettore creerei un pro-rettore ad
hoc, uno scienziato che si muova in sintonia con l'amministrazione, ma che sia
in grado di dire 'alt, questo è il terreno dell'Università. Quella è l'area
amministrativa'". Lo statuto: revisionarlo subito o dopo, a nuovo rettore
insediato? "Lo statuto dell'Alma Mater fa docenza nel Paese, non possiamo
rimaneggiarlo a pezzi. Se la commissione che è stata istituita riesce a fare
quello nuovo in due mesi, bene. Altrimenti il nuovo statuto sarà la prima cosa
che dovrà fare il prossimo rettore. Cioè... io (lo dice ridendo; ndr.)". Calzolari
chiede di far votare per il rettore anche il personale tecnico-amministrativo:
lei che ne pensa? "Un livello di coinvolgimento lo ritengo utile, ma io
farei soprattutto votare i ricercatori. E i loro rappresentanti li vorrei nel
senato accademico, come pure le scuole di dottorato, le rappresentanze degli
studenti, i dottorandi e gli assegnisti". Si faccia l'autoritratto
elettorale. "Io non ho appartenenze di quelle considerate necessarie a
Bologna. La mia scommessa è sul fatto che sono entrati tanti giovani: un fatto
positivo per cui certi vecchi schemi non sono più in grado di risultare Image:
20080403/foto/877.jpg.
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di GIOVANNI
SABBATUCCI È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo
rigorosamente bipartisan seguìta all'annuncio della vittoria di Milano nella
gara per l'Expo 2015 è durata, per i nostri politici, non più di un paio d'ore.
Il tempo necessario per farci assistere allo spettacolo, edificante quanto
inusuale, dei leader di opposti schieramenti che si scambiano sorrisi,
complimenti e addirittura abbracci. Poi la immancabile coda polemica tra Silvio
Berlusconi e Romano Prodi. E lo scontro è ripreso in un crescendo di virulenza,
come del resto era inevitabile a meno di due settimane dal voto. Eppure, al di
là delle note di colore e degli eccessi verbali, la vittoria sull'Expo che
segue di pochi mesi l'altro successo conseguito all'Assemblea generale dell'Onu
con la moratoria sulla pena di morte lascerà molto probabilmente una traccia
positiva negli scenari del dopo-elezioni e potrà anche rappresentare un
precedente significativo, un modello di gestione comune di alcune questioni di
interesse nazionale.È infatti evidente che se l'obiettivo è stato raggiunto,
ciò si deve a un lavoro di gruppo che ha visto collaborare, in una fase
particolarmente conflittuale della politica italiana, uomini della maggioranza
e dell'opposizione, del governo e delle amministrazioni locali, della burocrazia ministeriale e della diplomazia, delle università e delle
imprese. La collaborazione, insomma, ha funzionato ancora una volta. E non si
può fare a meno di pensare a quanto tutto ciò potrebbe rivelarsi utile per la
soluzione di alcuni casi spinosi, come oggi il nodo Alitalia-Malpensa o
l'emergenza-rifiuti e domani la Tav: casi in cui sinora hanno prevalso
le strumentalizzazioni polemiche, gli sgambetti reciproci, i rilanci
propagandistici. È allora possibile sperare che il metodo-Expo venga riproposto
nella prossima legislatura, una volta sbolliti gli eccessi polemici da campagna
elettorale e una volta placatosi il fuoco di fila delle promesse sparate come
fuochi d'artificio da ambo le parti (più salari e meno tasse, meno leggi e più
sicurezza, pensioni più alte e istruzione gratuita per tutti), senza troppo
riguardo alle indispensabili valutazioni di fattibilità e di compatibilità
finanziaria. Non sto parlando sia ben chiaro di una grande coalizione come
panacea di tutti i mali italiani.
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
03-04-2008)
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E alle malattie,
devono sopportare anche i mali della burocrazia e dei ritardi dell'Ater (l'Istituto
che amministra le Case popolari). La loro storia è fatta di richieste di
riparazioni e sollecitazioni. Che mai, però, hanno avuto risposta. In
particolare la situazione si è aggravata quando la donna, 69 anni, si è
ammalata di tumore ed è, quindi, è oggi costretta a frequenti visite con sedute
di chemioterapia in ospedale. Ma il guaio è che i due coniugi abitano al
quarto piano del Casermone e... l'ascensore è rotto. Così il marito, 69 anni
compiuti, ogni volta è costretto a prendere in braccio la moglie e a fare 4
piani di scale in discesa e in salita. "L'ascensore è rotto da tempo e
malgrado lettere e diffide l'Ater non ha mai risposto" protestano i due
anziani coniugi. Così ieri sono andati dall'avvocato, Giuseppe dell'Aversano,
ed hanno firmato una citazione all'Ater. La disavventura dei due anziani
finirà, dunque, davanti ad un giudice. "Ma l'aspetto più inquietante -
aggiunge l'avv. Dell'Aversano - è che i due coniugi non hanno mai avuto
risposte ai loro problemi. Da mesi, infatti, subiscono una infiltrazione nel
soffitto che proviene dal terrazzo sovrastante. E anche in questo caso non c'è
stato, finora, alcun intervento". In verità pare che l'Ater abbia
considerato il guasto facendolo derivare dalla rottura di un tubo ma, avendolo
definito come un "atto vandalico", se ne è lavato le mani. "E'
evidente che anche per queste infiltrazioni dell'acqua chiederemo i danni"
confermano i due coniugi che concludono: "In fondo, per colpa
dell'ascensore rotto, mica possiamo essere condannati a restare per sempre
dentro casa...".
( da "Liberazione" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grandi storie che i
media censurano. Come (e perché) una firm di contractors diventa l'armata
parallela della Casa Bianca L'irresistibile ascesa di Blackwater Esercito
privato agli ordini di Bush Censored! Ogni anno il New York Times pubblica
l'elenco delle storie più censurate dai grandi media, storie più o meno attuali
con un tratto in comune: contraddicono o quanto meno sollevano dubbi sulla
tenuta delle "versioni ufficiali". Liberazione racconterà a partire
da oggi le più interessanti. Sabina Morandi L'11 settembre del 2007 un
convoglio di guardie private che stavano scortando alcuni funzionari
dell'ambasciata americana nel quartiere Mansour di Baghdad temendo un'imboscata
fece fuoco su un gruppo di automobili uccidendo 11 civili tra cui un bambino.
L'episodio costrinse perfino il conservatore New York Post a rendere conto
dell'ennesimo episodio di "grilletto facile" a carico della
Blackwater, la più grande compagnia di sicurezza privata del mondo, e il
ministro della Difesa statunitense Robert Gates dovette ordinare un'inchiesta.
Naturalmente il rapporto non venne reso pubblico ma, secondo indiscrezioni
raccolte dal New York Times, il "tasso d'incidenti" della
multinazionale è almeno il doppio di quello di altre società di mercenari come
la DynCorp International e Triple Canopy. Il perché è presto detto: a
differenza delle concorrenti Blackwater si serve di lavoratori a contratto,
spesso poco addestrati e pescati nel mucchio, ma può vantare nell'appoggio
incondizionato dell'amministrazione Bush. Anche questa notizia, come tutte
quelle che riguardano la Blackwater, è sparita nel rumore di fondo dei media
globali, ed è per questo che il New York Times l'ha messa nella lista delle
storie più censurate dell'anno. Eppure, come ha scritto Jeremy Scahill su
Democracy Now! , "è la compagnia che incarna maggiormente la
privatizzazione del complesso militar-industriale - premessa fondamentale per
l'attuazione del Progetto per un Nuovo Secolo Americano e della rivoluzione dei
neoconservatori". Blackwater è infatti la più potente compagnia di
mercenari del pianeta con 20 mila soldati, una flotta composta da trenta aerei,
svariati elicotteri da combattimento e perfino una divisione di intelligence
privata. Inoltre la compagnia è ormai perfino in grado di fabbricare nei propri
stabilimenti sistemi di puntamento e dirigibili di sorveglianza e dispone della
base militare (privata) più grande del mondo. Inventore e capo indiscusso di
questo vero e proprio esercito privato c'è Erik Prince, un tipo che si è fatto
le ossa nei Navy Seal, i corpi d'elite della marina statunitense, ed è noto per
la sua visione decisamente fondamentalista - e suprematista - del Cristianesimo
che gli ha conquistato l'appoggio incondizionato dei neocon. L'ultimo appello
di Bush rivolto ai "corpi militari di volontari civili"
(l'espressione inventata per evitare al presidente l'imbarazzo di pronunciare
la parola "mercenari") affinché diano una mano alla controffensiva
americana in Iraq, per la Blackwater si traduce in un altro mezzo miliardo di
dollari in contratti federali. Grazie ai colpi di coda del presidente uscente
Prince ha un esercito privato in grado di difendere la Cristianità ovunque nel
mondo, da schierare contro i musulmani e chiunque altro osi minacciarla.
Bisogna dire che l'ascesa di Blackwater parte da lontano. Una delle ultime cose
che Dick Cheney fece prima di lasciare il suo posto di ministro della Difesa
sotto Bush padre, fu proprio di commissionare uno studio alla Halliburton per
capire come privatizzare la burocrazia militare, uno studio che ha creato il terreno per l'incredibile
prosperità dei profitti di guerra attuali. Durante gli anni di Clinton Erik
Prince capì che poteva approfittare della privatizzazione dei servizi militari
infilandosi nel proficuo mondo dell'outsourcing: un'ascesa molto rapida se si
pensa che Blackwater venne fondata nel 1996 come una struttura per l'addestramento
militare in North Carolina (in una località nota come Grande Palude Triste) con
un consiglio d'amministrazione composto da ex dei Navy Seals e di altre forze
speciali. Grazie alla privatizzazione accelerata voluta da Cheney, dieci anni
dopo era già la più potente società di mercenari del mondo, incarnando appieno
quella che l'amministrazione Bush considera come "la necessaria
rivoluzione degli affari militari" ovvero, appunto l'esternalizzazione
della maggior parte dei compiti delle forze armate cominciata con la logistica
e finita con l'inglobare ogni altra funzione. Nel suo discorso sullo Stato
dell'Unione del 2007 Bush chiese al Congresso di autorizzare l'aumento degli
effettivi della marina e dell'esercito di almeno 92 mila uomini entro i
prossimi cinque anni. "Un altro compito che dobbiamo darci" aggiunse
"è istituire dei corpi di civili volontari che possono funzionare come la
nostra riserva. Questo potrebbe permetterci di alleggerire le Forze Armate
assumendo civili con particolari capacità che possono servire nelle missioni
all'estero quando l'America ne ha bisogno". In realtà questo è esattamente
quello che l'amministrazione ha già fatto alle spalle dei cittadini americani
cui nulla è stato detto sull'argomento anche se, ovviamente, è dalle loro tasse
che proviene il fiume di soldi che finisce nelle casse delle compagnie. Di
fatto ormai i contractors privati - altro eufemismo per i mercenari - costituiscono
la seconda più grande "forza" in Iraq: secondo le ultime stime del
Government Accountability Office nel paese ci sono circa 100 mila contractors
di cui almeno 48 mila soldati. Questi soldati privati hanno operato finora
praticamente senza alcuna supervisione né limiti legali, visto che né
l'esercito Usa né la giustizia irachena hanno alcuna autorità su di loro, ma
costituiscono un importante espediente politico: visto che le loro morti non
vengono conteggiate nelle stime ufficiali, i mercenari sono facilmente
"spendibili" senza il pericolo di fornire argomenti a un'opinione
pubblica sempre più critica. La richiesta di creare una vera e propria
"brigata di contractors", che Prince ha rivolto alle autorità
militari, fornisce all'amministrazione Bush un'uscita di sicurezza in un
momento molto critico nella gestione della guerra. Anzi, forse sarebbe più
esatto dire che Prince tiene aperta un'entrata sul retro: le truppe vere
vengono ridotte (di pochissimo) mentre continuano ad affluire quelle a
pagamento. In sostanza è un modo per ampliare l'occupazione militare senza
dichiararlo e di ridurre la presenza dei militari veri, che hanno anche il
difetto di essere meno compiacenti e spesso estremamente critici sulla
conduzione delle operazioni militari. Attualmente il personale Blackwater è
dislocato in nove paesi e sta aggressivamente espandendo la propria presenza
anche all'interno dei confini statunitensi. La compagnia fornisce i servizi di
sicurezza per i diplomatici Usa in Iraq, da Paul Bremer a John Negroponte fino
all'ambasciatore di oggi, Zalmay Khalilzad, ma è anche presente in Afghanistan,
dove addestra le truppe, e sul Caspio, dove ha istallato una base per le forze
speciali a pochi chilometri dal confine iraniano. Secondo alcuni rapporti
Blackwater sta anche conducendo negoziati direttamente con il governo regionale
del Sud Sudan per addestrare dei reggimenti cristiani da utilizzare contro il
governo centrale (musulmano). Le connessioni di Blackwater sono impressionanti.
Joseph Schmitz, ex Ispettore generale del Pentagono il cui compito era proprio
quello di indagare sulla manna dei contratti federali, è diventato
vicepresidente del Prince Group, una consociata della Blackwater, ed è anche
consulente di alto livello della compagnia. Ma le porte girevoli, come le
chiamano gli americani, funzionano anche al contrario: Bush ha appena assunto
un ex avvocato della compagnia, Fred Fielding, per rimpiazzare il capo del suo
ufficio legale, mentre Ken Starr, il procuratore che lavorò attivamente
all'impeachment di Clinton, è ora consulente di Blackwater ma continua a
lavorare con la Corte Suprema per smontare le cause legali relative alle
uccisioni indiscriminate che stanno piovendo sulla compagnia. Uno dei manager
operativi più potenti è Cofer Black, ex direttore del centro controterrorismo
della Cia che, sembra, è stato l'architetto del programma di "consegne
straordinarie" nato dopo l'11 settembre. 03/04/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 4 Tutti a lezione dai Comuni più Si è aperto ieri il summit organizzato da
Iclei. Protagonista il CONFERENZA EUROPEA SUL CLIMA di MARISTELLA CARBONIN
FUORI le bandiere e i no degli ambientalisti, al grido "Provincia di
Rovigo: clima killer". Dentro comuni, università, associazioni non
governative riuniti nel summit che Iclei (Local Governments for Sustainability,
una delle maggiori associazioni internazionali che riunisce oltre 750 governi
locali di 68 paesi diversi) ha scelto di organizzare proprio nel capoluogo
polesano. Si è aperta ieri al CenSer la Conferenza Europea sul clima dedicata
al tema: 'Protezione del clima ed energia rinnovabile: i piccoli e medi comuni
affrontano la sfida'. Un evento di portata internazionale che andrà avanti fino
a domani e che ha portato a Rovigo i rappresentanti di moltissimi Paesi: dalla
Danimarca al Giappone, dagli Stati Uniti allo Yemen, dalla Francia alla
Norvegia. Quasi quaranta Paesi rappresentati, oltre 50 relatori che prenderanno
la parola in questa 'tre giorni' dedicata all'ambiente e 124 governi locali:i
numeri, evidentemente, valicano i confini internazionali. A CATTURARE i riflettori
ieri, nella giornata di apertura, è stato il ministro all'Ambiente Alfonso
Pecoraro Scanio: arrivato con un'oretta di ritardo sulla tabella di marcia, ha
strappato comunque qualche minuto al suo 'cronoprogramma' per scambiare qualche
battuta con gli ambientalisti fuori dal CenSer. Una stretta di mano e poi la
'preghiera': "Ministro, sul carbone li faccia neri"; "ci hanno
già fatto neri loro col Cip sei", ha risposto pronto l'onorevole Pecoraro
Scanio. Che, di fronte alla platea del CenSer, ha ribadito il suo secco no alla
riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini: "La strada ?
ha detto il ministro ? è quella di puntare sul metano, di superare la
dipendenza del petrolio, e di puntare sull'efficienza dell'energia elettrica e
sul solare". Una 'ricetta', quella del metano, sventolata in più occasioni
e da più voci, a dire il vero. Ma realizzabile? Enel, lo ha ribadito più volte,
non ne vuole sentire parlare. E intanto aspetta la risposta della nuova
commissione nazionale di Via, che, come ha anticipato il ministro, "si è
messa al lavoro e in un anno darà la risposta". Insomma, la clessidra, a
Roma, segue i tempi della politica e della burocrazia. E intanto gli imprenditori,
in un periodo traballante per l'economia italiana, chiedono risposte concrete e
soluzioni (anche al costo, altissimo, dell'energia in Italia). E DI SOLUZIONI
ed esempi concreti (ed 'esportabili'?) sul tavolo della Conferenza europea ne
sono stati messi parecchi: "Lo scopo di questi tre giorni di dibattito ?
ha messo in evidenza Gino Van Gegin, direttore regionale per l'Europa del Local
Governments for Sustainability (Iclei), appunto l'associazione organizzatrice
del summit ? è quello di fornire ai comuni di dimensioni più piccole gli
strumenti necessari ad adottare politiche di protezione del clima adeguate,
grazie ad una costante ed aggiornata condivisione delle conoscenze con le
realtà più all'avanguardia". Infatti sono stati presentati oltre 30 casi
di studio che propongono le più innovative soluzioni per quanto concerne
energie rinnovabili ed utilizzo sostenibile delle risorse territoriali. Una
mappa ideale ma molto concreta che collega gli esempi virtuosi di tutta Europa
nei quali sono già in atto progetti a favore della tutela del clima. Si va
dalla Serbia all'Olanda, dalla Finlandia alla Svezia, dalla Spagna all'Italia.
Per fare un esempio concreto, in Serbia, in un piccolo comune chiamato
Varvarin, è stato avviato un piano per il miglioramento dell'efficienza
dell'illuminazione pubblica il cui risultato è sotto gli occhi di tutta la
cittadinanza grazie ad un pannello affisso sul palazzo del municipio che
visualizza e aggiorna costantemente i dati sul risparmio energetico e quindi il
risparmio economico. A Stoccolma invece, grazie ad una serie di misure, le
emissioni sono state ridotte già del 25% ed entro il
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 03-04-2008
UDC IL CANDIDATO AL SENATO Ubaldi: il voto dato a me vale solo per me II
"Il voto dato a me al Senato è solo per me". Attaccato (e temuto)
negli ultimi giorni da sinistra e da destra, Elvio Ubaldi chiarisce in modo
netto la propria posizione di capolista al Senato per l'Unione di Centro in
Emilia Romagna alle imminenti elezioni. "Ho scelto di candidarmi al Senato
come capolista - spiega l'ex sindaco - perché in questo modo il voto dato a me
è solo per me e non può andare a nessun altro candidato di altre regioni. In
base alla legge elettorale del Senato, infatti, i voti espressi vanno solo ai
candidati della lista a iniziare dal capolista". In altre parole, mette in
chiaro Ubaldi, i voti per le liste al Senato vengono conteggiati solo a livello
regionale per l'assegnazione dei seggi e quindi solo qui contribuiscono
all'elezione dei candidati. "Voglio rappresentare le persone raccogliendo
il disagio e la protesta dei cittadini - continua Ubaldi - nei confronti di una
politica inconcludente, sicuramente più attenta ai propri privilegi che alle
esigenze della gente. Questa politica malata non affronta i problemi della
sicurezza, basti pensare alla mancata applicazione rigorosa delle norme e delle
pene, e poi non vuole nemmeno tentare di risolvere le questioni urgenti del
Paese, quali la burocrazia
asfissiante, il peso fiscale sui cittadini, sulle famiglie e sulle imprese e la
non autosufficienza energetica, che ci costringe a pagare prezzi salatissimi,
come si vede anche in questi giorni con l'aumento delle bollette".
"Se verrò eletto, nel mio lavoro in Parlamento applicherò - promette
Ubaldi - lo stesso impegno di contenuti e di metodo che ho profuso nei nove
anni in cui sono stato sindaco di Parma ".
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA MASSA pag. 6
"Lunghe code per la Tarsu Gli utenti attendono in LA PROTESTA I 'GRILLI
MASSESI' ALL'ATTACCO ? MASSA ? "TARSU": lunghe code davanti a
"Massa Servizi", nei giorni scorsi, anche all'esterno dell'edificio
fra disagi e difficoltà. A segnalarlo è Giuseppe Orofino, candidato al consiglio
comunale della lista "Grilli Massesi" che sostiene il candidato a
sindaco Michele D'Agostino. "Da ormai due settimane ? ci ha detto ieri
Orofino, che lavora vicino alla sede di "Massa Servizi" ? tutte le
mattine vedo una lunga fila di persone che aspettano l'apertura degli uffici
della Tarsu. Ho cominciato a domandare e mi è stato riferito che quelli sono
tutti cittadini che aspettano in piedi perché la sala d'aspetto dell'ufficio ha
meno di dieci posti a sedere. Gli utenti sono lì per avere chiarimenti sul
perché dell'aumento della Tarsu e per far correggere varie
tipologie di errori che la burocrazia genera. Da candidato della lista civica dei "Grilli
Massesi", mi chiedo per quale motivo una società che fattura diversi
milioni di euro all'anno non possa, in questo momento di grosso carico
lavorativo, effettuare orari più estesi, iniziando alle ore 8 invece che alle
ore 9 ed evitando, così, un'ora di attesa a chi arriva presto. Non tutti
hanno la mattinata da perdere in coda e c'è chi in coda non ci può proprio
stare perché non può prendere mezza giornata di permesso. Alla fine, ad un
servizio di riscossione veramente caro non corrisponde un adeguato servizio ai
cittadini. Insomma, come al solito: becchi e bastonati". Abbiamo
contattato il presidente della società, Ezio Fornesi, per una replica. "Il
servizio va valutato nel corso di tutto l'anno ? ci ha detto ? e non nei giorni
precedenti scadenze importanti. Il nostro front-office è addirittura
sovradimensionato rispetto alle esigenze normali, con dieci persone per Ici e
Tarsu e con sale d'aspetto per venti persone complessivamente. E' vero che in
alcuni giorni dell'anno, corrispondenti alle scadenze, forse non bastano: ma in
tutto il resto dell'anno sono vuote, tant'è che con il superamento della prima
scadenza della Tarsu è crollata la presenza di utenti". Marzio Image:
20080403/foto/4583.jpg.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA 03-04-2008
AMBIENTE L'IMPIANTO PRODURRA' ENERGIA ELETTRICA Energia pulita, la Saf
"sposa" il fotovoltaico MEDESANO II La ditta "Saf
Costruzioni" ha installato sulla copertura dell'edificio una serie di
pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Nel comune di
Medesano è il primo impianto del genere. "Motivati dal fatto di poter
produrre energia senza qualsiasi tipo di emissioni inquinanti - ci racconta
Damiano Sanelli, direttore tecnico della ditta - e dal fatto, non trascurabile,
di poterci finalmente dotare di una tariffa di vendita incentivante che
permette, anche, un ritorno economico, abbiamo deciso di intraprendere questa
iniziativa. Purtroppo non è tutto semplice e facile come dovrebbe e come si
potrebbe pensare. In Italia, come sempre, si è sottoposti ancora a tanta, troppa burocrazia che impedisce, all'impianto pronto, di iniziare a produrre in
tempi brevi". I titolari della ditta hanno installato un impianto con una
potenzialità produttiva da 19,80 kWp, costituito da 90 pannelli in silicio
posizionati sul tetto che occupano uno spazio di circa
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPORT pag. 23 Bianchi
e La Grotteria danno forfait: è quasi completo il puzzle per L'APPUNTAMENTO DI
OGGI è fissato già da alcuni giorni, coinvolgerà la dirigenza della Spal ed i
rappresentanti del Comune. L'argomento? Due questioni che stanno molto a cuore
ad entrambe le parti in gioco: i lavori per la messa a norma e per il rinnovo
della convenzione gestionale dello stadio Paolo Mazza e del centro di
addestramento di via Copparo. Nella speranza che si possa giungere nel modo più
rapido ed indolore possibile ad una comune intesa. Dalla burocrazia al campo, proseguono gli
allenamenti dei biancazzurri in vista della trasferta in programma domenica a
Giulianova. E' ormai praticamente certo il forfait del gaucho La Grotteria che,
da un paio di giorni, ha ripreso ad allenarsi con un lavoro differenziato.
Ieri allenamento a parte anche per Mauro Bianchi dolorante ad un tallone a
seguito di una botta rimediata nell'amichevole di sabato con il Carpenedolo. In
forse la presenza del difensore mancino per la gara di domenica: le sue
condizioni saranno valutate nei prossimi giorni. Se non dovesse farcela spazio
a Mirco Giorgi.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA ECONOMIA E
POLITICA pag. 9 Piccole e medie imprese, la sfida dei 'volonterosi': "Non
chiediamo solo meno tasse e CONFARTIGIANATO SABATO CONGRESSO PROVINCIALE E
CONFRONTO CON I CANDIDATI AL PARLAMENTO CHIEDONO MENO tasse
e meno burocrazia, ma anche
di dare più chances ai... volonterosi e di semplificare il panorama delle
associazioni di categoria. Dai vertici di Confartigianato, richieste a tutto
campo alla politica, nazionale e locale. Sabato in via Veneziani si svolge il
congresso provinciale, che vedrà l'elezione del nuovo Consiglio territoriale (che
successivamente confermerà Aleandro Capatti nella carica di presidente per il
prossimo quadriennio), ma che soprattutto vivrà un momento di confronto con
esponenti del mondo politico. A tavola rotonda, sul tema "Strategie per lo
sviluppo della piccola e media impresa", ci saranno il segretario generale
di Confartigianato Cesare Fumagalli, l'economista bolognese Giuliano Cazzola
(candidato del Pdl alla Camera), il consigliere regionale del Pd Giancarlo
Muzzarelli e l'on. Gianluca Galletti, candidato a Montecitorio per l'Udc. Su
scala nazionale, le istanze riguardano "l'esigenza di liberare le imprese
dall'onerosità del fisco e dalle pastoie della burocrazia
? afferma Aleandro Capatti ?; non si tratta di richieste rituali ma... vitali,
soprattutto alla luce delle difficoltà rese estreme dal ritocco e
dall'appesantimento degli 'studi di settore'. Da quel momento, ci siamo
ritrovati a fare i conti con imponibili molto più alti della realtà...". I
problemi ed una sorta di disattenzione verso le piccole e medie imprese,
incalza Capatti, "non sono confinabili soltanto agli ultimi due anni di
governo del paese: serve comunque un'azione di lunga lena per invertire la
tendenza". Il tessuto imprenditoriale, anche su scala locale, si è
indebolito: "In numeri assoluti, la consistenza delle imprese non ha
registrato tracolli ? sottolinea il presidente di Confartigianato ?, ma è
aumentata la marginalità ed è regredita la qualità di molte ditte e di
conseguenza del lavoro". Di qui l'idea di chiedere un impegno più serrato
ai parlamentari ferraresi che saranno eletti il 13-14 aprile; di qui anche le
proposte su scala locale, che scaturiranno dall'assise che radunerà sabato 104
delegati in rappresentanza di oltre 3100 imprese aderenti alla confederazione
di via Veneziani. "Noi abbiamo lanciato da tempo l'idea di un 'tavolo dei
volonterosi' ? sorride il segretario provinciale Giuseppe Vancini ?, che metta
a fuoco 2-3 progetti chiave per il rilancio di Ferrara, su cui le forze
migliori dell'imprenditoria locale possano agire in modo concreto". Per
quanto riguarda invece il panorama associativo, Vancini guarda con interesse
all'annunciata fusione tra Confindustria e Api e propone di dar vita "ad
una sorta di... federazione che potremmo chiamare 'Ferrara Imprese': un patto,
anche trasversale, che raggruppi gli attuali organismi di rappresentanza dando
più snellezza e vigore alle proposte e, quando occorre, alle critiche del
panorama associativo". Più complicata invece, anche se affascinante,
l'idea di "partecipare da protagonisti e non solo da utenti, magari...
mazziati ? conclude Vancini ? ai servizi pubblici locali. In epoca non sospetta,
già al tempo della fusione tra Agea e Hera, auspicavamo che le piccole e medie
imprese artigiane potessero essere chiamate a lavorare, nelle manutenzioni, per
gli allacciamenti, nei servizi. Non è successo. Crediamo ancora possibile che
queste 'piccole Iri' possano invece dar vita ad un network per l'imprenditoria
locale". Stefano.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il leader di Id
difende il taglio delle Ass, il deputato promette sconti alle mamme Scambio di
accuse sulla spesa: il carnico: "Troppi debiti" La replica:
"Migliorato il rating" Braccio di ferro sul passante e sui ritardi
della terza corsia Scontro anche sul commissario Il forzista boccia il reddito
di base: "Ti ricatta Rc" "No, è un aiuto ai deboli" Primo
duello, Illy e Tondo divisi su tutto Il deputato: "Se perdo guido
l'opposizione". Il governatore: "Io lascerei, non cerco stipendi
politici" dall'inviato TOMMASO CERNO TRIESTE. Renzo Tondo ha scelto il
modello Berlusconi, ha promesso pannoloni e latte in polvere per tutti, e ha
cavalcato gli slogan nazionali di un Pdl alla prova del voto anti-Prodi:
famiglia da difendere, sicurezza da garantire e il fantasma di una sinistra,
che fa paura, da scacciare. Promettendo che in caso di sconfitta resterà in
Consiglio a guidare l'opposizione. Riccardo Illy gli ha risposto a modo suo:
declinando leggi e cifre, citate fino al centesimo, di cinque anni di governo.
E spostando così la campagna elettorale da Roma alla Regione: infrastrutture,
sanità, euroregione e sostegno alle imprese. "Sono un imprenditore
prestato alla politica - ha aggiunto -, in caso di sconfitta non resterei in
Consiglio, me ne tornerei a fare l'imprenditore a tempo pieno. Non ho bisogno
di prendere lo stipendio di consigliere che invece necessita a chi fa di
mestiere il politico". Sta tutta qui la formula del primo faccia a faccia
fra i due candidati alla poltronissima di governatore organizzato ieri
dall'Ande, l'associazione delle donne elettrici presieduta da Etta Carignani e
moderato dal giornalista Roberto Morelli. Sullo sfondo di una platea di livello
che ha gremito il Ridotto del teatro Verdi a Trieste, ma soprattutto sullo
sfondo della polemica nazionale sull'ipotesi di un rinvio delle elezioni
politiche dopo la riammissione della Dc di Pizza, i due leader mostrano le
carte. Dopo un mese e mezzo di campagna elettorale virtuale, Illy e Tondo se le
sono date di santa ragione su debiti e infrastrutture. Accompagnati da applausi
a volte spontanei, altre volte orchestrati da gruppetti politici sistemati
nelle ultime file. Il carnico ? in gessato e cravatta chiara ? ha accusato il
governatore di avere aumentato i mutui fino all'"emergenza finanziaria con
debiti che sono passati dai 706 milioni di euro del 2002 ? denuncia Tondo ? ai
1657 di oggi. E se si sommano le obbligazioni siamo a 5307 milioni di
euro". Cifre che fanno strabuzzare gli occhi a Illy, in scuro e rigorosamente
senza cravatta, che ribatte punto per punto: "Sono numeri costruiti
mescolando debiti contratti e previsioni future ? dice il presidente ?. Il
debito del '98 era di 303 milioni di euro, portato a oltre 800 milioni dalla
giunta di centro-destra a fronte di entrate uguali. Noi, invece, abbiamo
incrementato le entrate a supporto degli investimenti, tanto che i maggiori
istituti di rating attestano che siamo migliorati". Botta e risposta fra i
due sfidanti anche in tema di infrastrutture: per Tondo non sono state
realizzate ancora quelle che necessitano, mentre per Illy si è fatto tutto il
possibile e entro breve si avrà l'avvio delle terza corsia sulla
Trieste-Venezia ed entro un anno si avrà anche il passante di Mestre
"collo di bottiglia per la Trieste-Venezia". Per il carnico, però, è
merito di Berlusconi se il Passante sarà realizzato, pur con alcuni ritardi,
entro il 2009, così come ? accusa il deputato azzurro - la Regione ha perso
l'occasione di partecipare alla società che lo sta realizzando. Una critica che
Illy ha respinto, spiegando come Autovie venete avrebbe accusato delle perdite
in quell'operazione, "per cui la Regione è più che felice che non vi abbia
partecipato", ha aggiunto il presidente della Regione denunciando la politica
degli annunci, a centro-destra, dove "va rilevato che con Berlusconi
sull'A4 non si è mosso nulla". Ma sull'autostrada Tondo ha sollecitato
anche la nomina di un commissario, anche se per Illy il commissario lo si avrà
solamente nel momento in cui sarà necessario. "Nel 2009 avremo il primo
cantiere per la terza corsia ? ha aggiunto ? e nel 2013 la Villesse-Gorizia
sarà un'autostrada". Su Ronchi Illy ha puntato di nuovo il dito sul
consorzio, che detiene la maggioranza delle azioni, pur ricordando che la
Regione ha finanziato e cercato le nuove rotte portando Air One e altri vettori
internazionali ad atterrare sulla pista friulana. Ma se il governatore ritiene
positivo l'acquisto di Alitalia da parte di Air France anche nell'ottica di un
potenziamento dei voli a Ronchi verso Milano Linate, oggi impossibili perché
Malpensa è un Hub, Tondo spinge per la cordata italiana sostenuta da Berlusconi
e immagina un futuro aeroportuale per il Fvg più in sinergia con lo scalo di
Venezia. Il presidente uscente ha evidenziato gli obiettivi principali del suo
programma, fra i quali l'attuazione delle misure sulla protezione sociale, il
bilancio ecologico, la riduzione del peso della burocrazia e "il consolidamento
dello sviluppo economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550
milioni in più di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che
economia e occupazione stanno bene". Tre "I" sono invece la
bussola per Tondo che ha detto di voler ripartire dal 2003, quando dopo
due anni di presidenza non venne ricandidato: innovazione,
internazionalizzazione, infrastrutture. "Io - ha detto - rappresento
alcuni valori, elementi e proposte tipici del centrodestra; dall'altra parte
c'è un candidato che sostiene una coalizione con forze fortemente alternative".
Sul fondale del dibattito anche le elezioni politiche e le accuse, mosse ieri
da Fini sull'alleanza fra Illy e il centro-sinistra regionale, che il leader di
An ritiene contraddittoria. Illy ha risposto che "i fatti di 5 anni di
governo e i programmi dimostrano che questo problema è semplicemente
inesistente", replicando anche sul rapporto con il leader del Pd Veltroni:
"Fini è così bene informato su quanto accade in questa regione che mi ha
attribuito la partecipazione alle iniziative di Veltroni, alle quali io non ho
mai partecipato". Per Tondo, però, la "sinistra ha pesantemente
interferito su scelte che hanno a che fare con i valori". Il carnico ha
poi battuto sul reddito di cittadinanza, denunciando una visione "di
sinistra", dove "si paga con i soldi pubblici chi non lavora, anche
quando ha rifiutato di farlo per due volte. Noi faremo scelte che premiano e
aiutano le famiglie ? rilancia ? a partire dagli sconti per i pannoloni e il
latte in polvere, che costano tanto, anche 150 euro. Li ridurremo del 20-25%".
Diversa la visione di Illy sul tema del welfare su cui la Regione ha puntato
aumentando i contributi alle famiglie e i posti negli asili nido: "Si
tratta di un reddito di base e non di cittadinanza ? dice ? che tiene conto
proprio del reddito famigliare e delle eventuali proprietà, andando ad aiutare
per un breve periodo chi si trova senza lavoro o in difficoltà". A chi lo
accusa di dare più peso all'immagine che alla sostanza, Illy ha detto che
questo appunto "non meriterebbe nemmeno una risposta" e ha citato due
opere che, "seppure completate non sono state inaugurate": l'impianto
Varmost a Forni di Sopra e la sede della Regione a Trieste. Sull'euroregione il
governatore è pronto a partire, appena il Parlamento voterà la leggina ?
chiesta dal consiglio di Stato ? per attuare il regolamento Gect". Più
acceso il botta e risposta sui temi sanitari e sul progetto di riduzione delle
Ass. "Ritengo che non sia positiva la riorganizzazione in tre
aziende" denuncia Tondo che ha lamentato una "decadenza dei
servizi" e ha richiamato "la necessità di rispettare i territori
storici del Friuli e di Trieste". Una visione che Illy ritiene superata e
poco sostenibile sul piano dei servizi, confermando così la scelta di una
riduzione a tre delle ass che "permetterà una riduzione dei costi
amministrativi. Abbiamo realizzato - ha aggiunto - cambiamenti strutturali
rilevanti, fra i quali il Centro servizi condivisi, che permette un risparmio
per 20 milioni". D'accordo infine sia Illy sia Tondo sul fatto che l'Expo
( da "TTG Italia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Iniziative sulla qualità
e sul ritorno degli eventi internazionali per dare impulso all'inbound La prima
eredità che Dore Misuraca lascia al successore è un diktat: "Bisogna
essere forti attrattori turistici nazionali e non solo". L'assessore al
Turismo della Regione Sicilia (nella foto a destra) non ha alcuna intenzione di
passare il testimone, in vista delle elezioni politiche, senza prima aver
ribadito la serie di progetti e azioni messi a bersaglio durante il proprio
mandato. "I consuntivi - illustra Pier Carmelo Russo, dirigente generale
dell'assessorato regionale al Turismo, alle Comunicazione e ai Trasporti - sono
difficili da fare, ma occorre valutare come, in un lasso di tempo piuttosto
limitato, siamo riusciti, con tutto il dipartimento, a portare a casa un buon risultato".
Prima di tutto aver posizionato, sull'Asse 3, con l'approvazione della
Commissione Ue del Por Sicilia 2007/13, un finanziamento da 890 milioni di euro
per il piano settennale 2007-2013. Obiettivo: valorizzare le identità culturali
e le risorse paesaggistico-ambientali per l'attrattività e lo sviluppo.
"Abbiamo voluto destinare le risorse comunitarie proprio al turismo -
evidenzia Misuraca -. A chi verrà dopo di noi dobbiamo far capire come
continuare sulla strada che abbiamo tracciato". Poi
arriva anche lo strale: "Bisogna battere la burocrazia - insiste l'assessore - e accelerare sui tempi perché
l'operatore deve avere la certezza dell'investimento e programmare in tempi
razionali le proprie strategie". La Sicilia è una destinazione che piace e
che sta crescendo bene sul piano internazionale. L'apprezzamento non è
segreto, ed è già una realtà la domanda che dall'estero sta generando ottimismo
tra le fila dell'incoming regionale. "Per il secondo anno la Sicilia ha
ricevuto il premio di regione più ambita dai potenziali viaggiatori - riferisce
Misuraca -. E agli operatori del settore non rimane che sfruttare questa
immagine e declinare gli aspetti fondamentali per trasformare i desideri in
realtà". Sarà soprattutto la qualità a delineare il sentiero di guida,
come fattore imprescindibile per sviluppare un'offerta capace di calamitare
l'attenzione del mondo. "Ci deve essere una strada del miglioramento della
qualità dell'ospitalità" è la regola dettata con veemenza da Misuraca, che
non manca di sottolineare come sia già stato innalzato anche il livello di
selezione degli eventi per il nuovo calendario. E a questo proposito la Regione
sfila l'asso dalla manica, l'annuncio di un felice ritorno: "Abbiamo
considerato lo sport come grande evento per il settore, e grazie a questo
tornerà sull'isola, dopo vent'anni di assenza, il Giro d'Italia. Non sarà
soltanto un momento legato allo sport puro, ma un ingresso forte della Sicilia
nei grandi circuiti di visibilità internazionale". Appuntamento per il 10
maggio prossimo, dunque, data in cui partirà da Palermo la gara ciclistica
nazionale, e tra le più importanti nel mondo; un itinerario lungo un percorso
che in due giorni porterà sino alle falde dell'Etna. Il calendario 2008 della
regione punta molto sui grandi eventi sportivi e culturali oltre che sulla
tradizione regionale. "Un programma che coniuga il presente e il passato -
puntualizza Misuraca - per rispondere alle esigenze dei mercati turistici
sempre più competitivi e in rapida evoluzione". E a rinforzare il tutto
anche la nuova partnership nel trasporto aereo, che faciliterà i collegamenti
sulla Sicilia da un mercato di prossimità. Wind Jet e Xl-Airways hanno sancito
un patto sull'asse Catania-Parigi. L'accordo prevede voli tra i due scali
operati in codeshare dalle due compagnie, con A320 e
( da "Campanile, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lea Vendramel E il
Pd fa l'elemosina famiglie, buono spesa di 600 euro l'anno
Dopo i grandi numeri su burocrazia e edilizia popolare, Veltroni sul sostegno ai nuclei a basso
reddito vola basso e annuncia un bonus di 50 euro al mese per chi ha due figli
a carico e non supera i 18mila euro Un buono spesa di 600 euro per ogni
famiglia con due figli a carico e un reddito non superiore a 18mila euro
l'anno. È questa la proposta del Pd per sostenere le famiglie. Il buono
sarà erogato, in quote mensili da 50 euro, tenendo conto "non solo del
reddito, perché questo non terrebbe conto del patrimonio o dei risparmi
accumulati, ma si farà riferimento alla "condizione economica
equivalente", ossia al parametro Isee, che le famiglie già usano per la
richiesta di tariffe agevolate per gli asili nido o per i servizi di
assistenza", spiega il candidato premier del Pd, Walter Veltroni. Il costo
del bonus famiglia è di 1,4 miliardi di euro l'anno e la misura, spiegano a piazza
Sant'Anastasia, "rientra nelle azioni previste a sostegno degli incapienti
che possono essere realizzate solo con trasferimenti e non con riduzioni di
tasse perché le imposte che dovrebbero versare sono comunque inferiori alle
detrazioni di cui beneficiano". La copertura c'è, assicurano, visto che
"si tratta di misure già previste dal disegno di legge sul fisco, per le
quali è stata quindi già individuata". Ma credono veramente che con 50
euro al mese risolveranno le difficoltà delle famiglie che non arrivano alla
fine del mese? Forse delle proposte utopiche lanciate negli ultimi giorni dal
leader democratico, questa è davvero la meno eclatante. Dopo i grandi numeri
sbandierati parlando di lotta alla burocrazia e
rilancio dell'edilizia popolare, con la proposta di cinquemila leggi in meno
entro quest'anno e centomila nuovi alloggi, questi seicento euro concessi alle
famiglie a basso reddito sembrano davvero poca cosa. Ma Veltroni ne va fiero,
forte anche dei maggiori ascolti registrati nel corso della conferenza stampa
di martedì sera su Raidue. Nonostante il Cavaliere sia andato in onda per
primo, per lui gli spettatori sono stati 3.100.000, con uno share pari
all'11,02 per cento, mentre nello spazio occupato dal leader del Pd sono saliti
a 3.836.000, il 13,91 per cento di share. Numeri che secondo il vincitore di
questo confronto a distanza evidenziano che "il Paese è stanco di sentir
dire le stesse cose da quindici anni e probabilmente è più incuriosito di
sentire ciò che può riguardare il futuro e non il passato". Insomma,
insiste Veltroni, "questi dati confermano un clima che noi avvertiamo, la
fiducia crescente e la sensazione che stia cambiando qualcosa". Intanto,
rientra anche la polemica tutta interna ai democratici circa la possibile messa
in discussione della leadership in caso di sconfitta elettorale. Il ministro
degli Esteri uscente, Massimo D'Alema, in un'intervista pubblicata ieri
dall'Unità, non solo smentisce le "teorie strampalate" secondo cui se
il Pd non dovesse ottenere almeno il 35 per cento delle preferenze si aprirebbe
una vera e propria "resa dei conti", ma minimizza anche le polemiche
circa il suo scetticismo sullo slogan democratico "Si può fare".
"Io l'avrei tradotto con "Sì, possiamo"", ma "importare
lo slogan di Obama è stato geniale", assicura. (03-04-2008).
( da "CronacaQui.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
All'annullamento di
un torneo gli studenti rispondono occupando il liceo La preside boicotta il
calcetto e al Cavour esplode la rivolta TORINO - (TORINO)La goccia che ha fatto
traboccare il vaso è stato l'annullamento del torneo di calcetto, in programma
martedì pomeriggio. Ma la pazienza degli alunni del Cavour nei confronti della
preside, Maria Clelia Zanini, era da tempo agli sgoccioli. Così ieri mattina
250 studenti hanno deciso di non presentarsi a lezione, innescando una pacifica
ma rumorosa protesta davanti al liceo classico di corso Tassoni. "Diciamo
basta", "Io protesto", "La scuola a nostra immagine"
sono alcuni degli striscioni e degli slogan urlati per tutta la mattina dagli
studenti assiepati sulle gradinate del Cavour. "Diciamo basta
all'atteggiamento della preside, che da inizio anno boicotta di proposito tutte
le nostre iniziative - spiega Andrea -. Abbiamo grandi difficoltà ad
organizzare le assemblee, che spesso vengono limitate e talvolta anche negate.
Inoltre alcuni professori, non tutti sia chiaro, minacciano velatamente
ripercussioni nei confronti di chi partecipa ai collettivi".
Insufficienze, interrogazioni a sorpresa, compiti in classe su argomenti
spiegati durante i collettivi "Il torneo di calcetto è stato annullato
all'ultimo minuto perché mancava l'insegnante di educazione fisica - racconta
Matteo Attadio, rappresentante degli studenti -, ma si tratta chiaramente di un
motivo pretestuoso, visto che avevamo trovato altri insegnanti disposti a
"controllarci"". Gli studenti lamentano soprattutto una mancanza
di comunicazione. "Sembra quasi che la preside non si interessi dei nostri
problemi - dice Sofia -. Non riusciamo mai a parlarle e anche oggi, con mezza
scuola in subbuglio, non si è fatta vedere fino all'una, ed è entrata passando
dal retro". Il malcontento riguarda anche la chiusura del cortile durante
gli intervalli e la mancanza di una biblioteca. "Com'è possibile che uno
degli istituti più prestigiosi di Torino non abbia una vera e propria
biblioteca? La chiediamo da tempo, ma fin ora tutto è stato vano - spiega
Giulia -. I corsi di recupero sono disorganizzati, così come la programmazione
delle gite, e la burocrazia interna non funziona. E il risultato è che negli ultimi anni gli
iscritti sono diminuiti". Nel primo pomeriggio gli studenti sono stati
ricevuti dalla preside, e hanno ricevuto un po' a sorpresa il consenso di molti
professori. "Si può discutere sulle modalità della protesta, ma è certo
che all'interno della scuola manca la comunicazione, il malcontento è
diffuco - dice Francesco Bianco, docente di Latino e Greco al ginnasio -. E il
problema esiste non solo tra presidenza e studenti, ma anche tra la preside e
noi docenti, che facciamo fatica ad essere ascoltati". Stamattina
comunque, tutto tornerà alla normalità. Almeno fino al prossimo torneo di
calcetto. Andrea Magri 03/04/2008.
( da "Targatocn.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si è tenuta giovedì
27 marzo, nella sala conferenze del ristorante 'Giardino dei tigli' di Fossano,
l'annuale assemblea dell'APA (Associazione Provinciale Allevatori di Cuneo). E'
un bilancio positivo quello dell'Apa di Cuneo, un dato significativo tenendo
conto che il settore zootecnico, anche a livello nazionale, non sta
attraversando un buon periodo: le tensioni del mercato legate all'aumento dei
costi delle materie prime, la preoccupante ripresa delle importazioni di carne
dall'estero e la forte crisi di alcuni comparti specifici, come quello
suinicolo. E ancora il problema delle quote latte, senza contare l'impegno
gravoso che gli imprenditori devono affrontare nel gestire
la burocrazia delle aziende
agricole. Sono questi, in sintesi, secondo il presidente dell'APA di Cuneo,
Roberto Chialva i principali problemi di un comparto in cui lavorano sempre
meno giovani. In questo contesto la provincia di Cuneo si salva grazie all'alto
numero di associati (2500) e all'allevamento dei bovini di razza piemontese:
1.665 allevamenti, pari a circa il 65% della produzione regionale. Un giro
d'affari complessivo da 200 milioni di euro fra mercato della carne e del
latte. "In questo quadro di insieme - ha commentato il presidente - il
2007 si è chiuso in maniera non esaltante per l'agricoltura italiana".
Secondo le stime di Eurostat, infatti la situazione è preoccupante se
confrontata con i nostri partners europei vecchi e nuovi. Frena in particolare
la domanda interna, anche se la spesa alimentare è rimasta invariata per
effetto dell'aumento dei prezzi le quantità si sono ridotte del 1,3% ed il 70%
delle famiglie italiane ha cambiato abitudini alimentari: più pollo, frittate
meno carne bovina, vino ma anche pasta e pane, e nel prossimo futuro a detta
degli esperti non ci sarà un'inversione di tendenza. "E' nel 'sistema AIA'
- propone Chialva - che si devono cercare delle soluzioni a largo respiro per
supportare e sostenere la zootecnia italiana giocando il nostro ruolo che è
essenzialmente tecnico-economico lasciando ad altre rappresentanze il ruolo
politico sindacale". Durante il discorso, il presidente ha ricordato il
progetto ITALIALLEVA che sta muovendo i primi passi anche nella nostra
Provincia e che ha visto fin da subito l'adesione dell'APA di Cuneo. Il
progetto nasce nel 2006 e si propone di mettere al servizio del consumatore il
lavoro che i 2500 tecnici e veterinari del sistema AIA compiono quotidianamente
nelle stalle italiane. Presupposti fondamentali del progetto sono la
tracciabilità, sicurezza alimentare e benessere animale, garantendo così
l'origine italiana del prodotto, tutelando nello stesso tempo allevatore e
consumatore. Un duplice vantaggio, che comporta costi contenuti, riducendo
anche al minimo gli adempimenti burocratici per le aziende. In conclusione
Chialva ha illustrato il progetto della nuova Sede staccata a Monasterolo di
Savigliano, dove sta sorgendo una struttura moderna ed efficiente che
accoglierà i controllori e sarà a disposizione dei Soci per il disbrigo delle
pratiche e per altre necessità. Una struttura di circa 200 mq di uffici con a
fianco un'area servizi per le attività speciali, l'inaugurazione è prevista
entro il prossimo giugno. Al termine della relazione vi sono stati interventi
da parte dell'assessore provinciale all'agricoltura Sebastiano Massa che si è
complimentato con il Presidente e il Direttore per il lavoro svolto, e dal
presidente della Coldiretti di Cuneo Marcello Gatto che ha rimarcato
l'importanza del progetto ITALIALLEVA e della stretta collaborazione esistente
tra la COLDIRETTI e l'APA. A conclusione dei lavori l'assemblea ha approvato
all'unanimità il bilancio 2007. Nella foto, il presidente dell'APA di Cuneo,
Roberto Chialva .
( da "Arena.it, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPORT INVERNALI. SU
80 RESIDENTI, 55 SONO ISCRITTI AL CLUB Campofontana un paese sugli sci Debora e
Antonio Roncari hanno regalato le maggiori soddisfazioni alla società quinta
nel "Lattebusche" Vittorio Zambaldo Ci sono ottanta
residenti in paese e 55 iscritti all'Unione sportiva Campofontana, lo sci club
più alto della montagna veronese, che ha chiuso con la gara sociale una
stagione invernale ricca di soddisfazioni per le medaglie in campo nazionale e
regionale conquistate grazie ai fratelli Debora e Antonio Roncari, figli di
Bruno, che è anche presidente dello sci club. Premiati dal sindaco di Selva di
Progno, Silvano Valcasara, e applauditi da numerosi spettatori, i più piccoli
atleti del sodalizio hanno ancora mostrato la loro grinta su un tratto della
pista Malga Lobbia che ha conservato neve sufficiente per la manifestazione.
L'Us Campofontana, grazie ai suoi fondisti Baby e Cuccioli, si è classificata
al quinto posto nella gara finale regionale del Trofeo Lattebusche sul Monte
Nevegal, superando 21 società sciistiche, compreso il blasonato sci club di
Cortina d'Ampezzo, e ottenendo l'oro tra i Cuccioli con Antonio Roncari, primo
fra sessanta atleti. Le noti dolenti, secondo il presidente Roncari, non
arrivano dai risultati, ma dalla burocrazia, che blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga
Lobbia. Uno spazio per gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza
come quest'anno, è il meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa
quotidianamente per restare in montagna e permettere ai propri figli l'unica
soddisfazione che li ricompensa di tanti sacrifici. I piccoli atleti
sono stati premiati, non con costose e luccicanti coppe, ma con bellissime ed
ecologiche medaglie di legno, di costruzione artigianale, dipinte e decorate
dagli stessi bambini, protagonisti di questa bella realtà sportiva della nostra
provincia.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MAURIZIO CASTRO (Popolo
della libertà). Doveva essere in Parlamento due anni fa, ci arriva adesso:
posto sicuro al Senato nella lista bloccata di Berlusconi & Fini
"Recupero il tempo perduto, grazie Prodi" Fare sistema per le fiere:
"Troppe e troppo piccole Tutte private in pochi anni e con vocazioni
specifiche" Nel 2006, per il meccanismo delle liste bloccate, il
Parlamento era rimasto ad attenderla. Da castigato prima e beneficiato oggi
dalla legge Calderoli, pensa che vada cambiata? Ho una brutta abitudine, quella
di essere coerente. Non ho mai criticato la legge Calderoli per aver cancellato
le preferenze, perchè le considero un fattore di distorsione personalistica
nella competizione fra i progetti alternativi di un modello bipolare in cui
credo. Oltre che per la moltiplicazionr dei costi della politica. Ringrazio
Prodi di aver governato così male da consentirmi così in fretta di recuperare
il tempo perduto... Che cosa porterà a Roma dell'esperienza come manager in
Fiera? Porterò la convinzione che la grandi tradizioni industriali di Vicenza,
a cominciare dall'oro, vadano difese con provvedimenti energici per innalzare
la loro qualità competitiva. Quindi, come? Favorendo le concentrazioni,
proteggendo le produzioni dalla concorrenza sleale, migliorando le infrastrutture
e i servizi pubblici, abbassando i costi. Restiamo in zona Fiera: come può
incidere la legislazione nazionale sul "fare sistema" degli enti
promozionali? Impedendo scelte parcellizzate e mediocri. E costringendo perciò
le fiere italiane, che sono troppe, troppo piccole e troppo
"campionarie", a diventare nel giro di qualche anno tutte private,
sulla base di missioni strategiche di specializzazione e di presidio dei
mercati vocazionali. A ciascuna la sua vocazione... Rischio di campanilismo, come
qualche volta si è visto nel Veneto? L'obiettivo è incentivare l'integrazione o
l'alleanza. Un'occhiata nel campo avversario: lei che li frequenta, che cosa
sente dire dagli imprenditori vicentini sulla candidatura di Calearo con
Veltroni? Sono un amico leale di Massimo, e dunque non riferisco le perfidie.
Però tutti si chiedono come possa trovarsi a suo agio parlando d'impresa e di
lavoro non al fianco dei Sartor, dei Riello, dei Castro, con cui ha condiviso
vent'anni di battaglie modernizzatrici, ma al fianco di Paolo Nerozzi della
Cgil, nemico della Biagi, cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei
doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader
Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito,
nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue
istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto, decidere come
esercitare la funzione di indirizzo e di controllo della gestione. Ma è proprio
così difficile applicare il motto da tutti proclamato "largo alle
competenze"? Quel che conta è che in Aim ci sia una robusta competenza
tecnica nel management. Nel consiglio d'amministrazione non servono gli
specialisti, serve gente brava, cioè sveglia e onesta. Ci si deve muovere in
fretta: un gigante industriale come Vicenza non può tollerare a lungo di
alimentare il suo sviluppo con una multiutility gracile e smarrita. Quesito,
utile per informazione degli elettori : quale primo provvedimento firmerà? Se
ho accettato di candidarmi, è per un debito verso Marco Biagi. E allora mi
impegno per riformare il diritto del lavoro: incentivare la contrattazione
aziendale come motore competitivo, il lavoro flessibile come veicolo di
emersione e stabilità, la sicurezza premiando la responsabilità sociale.
Antonio Trentin Qualcuno racconta che la candidatura di Maurizio Castro al
Senato è la risposta - una delle risposte - del Popolo della libertà a Massimo
Calearo capolista veltroniano del Partito democratico, neonato e in cerca di
spazi nel Veneto. I due si conoscono da anni: supermanager Castro, imprenditore
Calearo, entrambi in Federmeccanica quando il secondo ne era vicepresidente.
Per dire: il penultimo contratto della categoria aveva la loro, tra le cento
altre firme. Ma in realtà il ritorno vincente di Castro - adeguatamente
piazzato tra i prescelti di Berlusconi & Fini per il Veneto - viene almeno
da un paio d'anni fa. Da quando lui, all'epoca in quota Gianni Alemanno dentro
An e tecnico nominato in uno degli enti "sociali" spettanti alla
Destra (l'Inail), era rimasto fuori per poco dal plotone degli eletti. Avesse
vinto la Casa delle libertà nel 2006, sarebbe stato onorevole a Roma e non
sarebbe passato per via dell'Oreficeria e per la Fiera vicentina, dov'è
direttore generale. Stavolta l'elezione è certa e lui la Fiera sta per
lasciarla.
( da "HelpConsumatori" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
News ELEZIONI. Voto
a domicilio, dopo la denuncia di MDC è possibile anche in Sicilia 03/04/2008 -
12:09 Casi emblematici della burocrazia italiana. Fino a pochi giorni fa i cittadini siciliani che,
essendo attaccati a macchine elettromedicali, chiedevano di votare a casa
potevano farlo solo per le elezioni nazionali e comunali, ma non per le
regionali. Ma oggi, a seguito di una vicenda portata alla luce dal Movimento
Difesa del Cittadino, una circolare ha permesso di eliminare quest'anomalia.
Il paradosso è stato reso noto grazie al caso della sig.ra G.T., figlia del
sig.O., un cittadino di Modica (Rg) affetto da sclerosi multipla amiotrofica.
Fino ad una settimana fa il presidente del seggio elettorale di competenza
aveva concesso la possibilità di voto domiciliare, ma non per le votazioni
regionali. Ora, in base alla nuova circolare del 27 marzo, è stato risolto il
controsenso. Secondo il provvedimento i pazienti che dipendono 24 ore su 24 da
apparecchi elettromedicali a causa di malattie che impediscono loro la
deambulazione possono votare anche per le regionali, direttamente al loro
domicilio. A condizione, però, che l'elettore risieda nella medesima regione
dove è abilitato a esercitare il proprio diritto-dovere di voto. La circolare è
stata recepita cinque giorni fa da parte delle varie prefetture siciliane. 2008
- redattore: AA.
( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPECIALI I must, Usa
e Polinesia Sale il prezzo del petrolio, scende il valore del dollaro, arriva
al top la destinazione Usa. Quest'anno i giovani sposi in luna di miele volano
in America e in particolare a New York. Passeggiare tra le luci sfavillanti di
Times Square o lungo i viali del Central Park, guardare la metropoli dall'alto,
in cima all'Empire State Building che, dopo la tragica fine delle Torri
Gemelle, è ridiventato protagonista dello skyland di Manhattan. E, con il
dollaro in ribasso, cresce la voglia di fare shopping: Macy's e Bloomingdale's,
storici grandi magazzini della grande mela, sono le mete predilette dagli
sposini, che riempiono le valige di prodotti americani e, se li trovano a buon
prezzo, anche italiani. Anche Las Vegas fa sognare gli sposi novelli e chi
vuole sposarsi negli Usa. Famosa per essere una capitale del divertimento,
dello shopping e del gioco d'azzardo, Las Vegas è soprannominata Sin City,
ovvero Città del peccato, ma l'amministrazione locale e l'ufficio del turismo
preferiscono di gran lunga The Entertainment Capital of the World. Las Vegas è
anche una delle capitali nel campo dei matrimoni contratti con poche formalità
burocratiche. In città si celebrano più di 144.000 matrimoni civili ogni anno.
Si moltiplicano le wedding chapel, cappelle sia laiche che religiose, di varie
confessioni. Esistono pacchetti per il Wedding a Las Vegas, che includono il
volo, l'albergo, la (poca) burocrazia per la cerimonia, l'affitto dei vestiti, l'organizzazione della
festa e l'ospitalità in altri alberghi per gli invitati. I grandi alberghi
offrono anche pacchetti matrimonio intonati al tema del resort: ad esempio al
Las Vegas Hilton, sede dell'attrazione Star Trek - The Experience, è possibile
sposarsi su di una riproduzione del ponte dell'Enterprise, con tanto di
figuranti vestiti da Klingon. I Caraibi Oggi le nozze si possono celebrare
anche all'estero e molto spesso agli Stati Uniti le coppie abbinano un
soggiorno al mare, ovvero ai Caraibi: Barbados, Isole Vergini, Jamaica, Cayman,
Repubblica Dominicana. Molti resort, infatti, offrono pacchetti ad hoc per le
coppie che desiderano sposarsi ai Caraibi con una cerimonia in stile locale.
Uno staff di professionisti organizza la cerimonia e si prende cura di ogni
dettaglio: dal giudice di pace al sacerdote, dai documenti al fotografo. E
pensa pure alla festa, alla musica, ai fiori, alla torta e allo champagne. La
cerimonia si può celebrare in riva al mare o sotto le stelle. Alle coppie è
richiesto soltanto di giungere sul luogo delle nozze almeno tre giorni prima
della data fissata per il matrimonio, che è poi un'ottima opportunità per
prendere un po' di sole e essere in forma il fatidico giorno. Per ottenere la
licenza di matrimonio è necessario essere in possesso del passaporto, di un
certificato di nascita, di un affidavit che documenti lo status di celibato o
di un atto di divorzio. La Polinesia Francese Stati Uniti più mare vuol dire
anche, per chi ha un budget elevato e 3-4 settimane a disposizione, New York, i
Parchi, San Francisco e Los Angeles e poi, la Polinesia Francese. Centodiciotto
isole disseminate in 5 differenti arcipelaghi, di cui il più battuto dal
turismo è quello delle Isole della Società, con Tahiti, Morea e Bora Bora. Qui
Gauguin, il grande pittore, trascorse i suoi anni più fecondi e Stevenson,
l'autore dell'Isola del Tesoro, venne a viverci e ci morì, la sua tomba ancora
oggi è meta di pellegrinaggi. Ci sono, poi, le montagnose e selvagge Isole
Marchesi, attraversate dall'equatore, e le remote Gambier, atolli nelle cui
lagune si coltivano le perle. Le Australi, a sud, sotto il tropico del cancro,
sono le più lontane da Tahiti, le meno turisticizzate e le più autentiche. I
nativi, molto ospitali, praticano ancora i riti, le danze e i canti della loro
antica religione. Infine vi sono le Tuamotu, sottilissimi anelli corallini che
custodiscono al loro interno una laguna. Ideali per il diving, lo snorkeling e
la pesca subacquea, ancora oggi mantengono il fascino di un paradiso perduto.
Anche laggiù è possibile organizzare un matrimonio. Affidandosi a un travel
designer, si potrà approdare in un resort di lusso e celebrare un matrimonio,
valido anche in Italia, sulla spiaggia, al tramonto, cullati dal ritmo dolce
del tamuré, dalle danze e dai canti rituali. La cerimonia sarà corredata da un
servizio fotografico e da un video. Seguirà una cena romantica, allietata dalla
musica dal vivo. Marco Colli NUMERO: 64-65 Speciale Viaggi di Nozze DATA:
03-04-2008 CATEGORIA: .Viaggi di Nozze.
( da "Targatocn.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ieri sera a Bra, di fronte
ad una platea di quasi 400 persone, il PDL ha tenuto una conferenza in cui sono
stati presentati alcuni dei principali candidati cuneesi alle elezioni del 13 e
14 aprile. Alla conferenza hanno presenziato anche alcuni degli esponenti
politici che hanno abbandonato l'UDC in disaccordo con la linea di Casini,
aderendo al PDL tramite il Movimento dei Cattolici Liberali. Dopo il saluto del
sindaco di Bra Camillo Scimone ha preso la parola Guido Crosetto: "La
semplificazione del sistema politico avvenuta per iniziativa del Pd e del
Popolo della libertà è l'occasione per i cittadini di dare al Paese un governo
veramente stabile, capace di risollevare la situazione economica e sociale e
dare finalmente risposte certe su questioni come le infrastrutture, la sicurezza
e il fisco. E' per questo che invitiamo gli elettori a non sprecare il loro
voto assegnandolo a quei partiti minori che non riusciranno a superare la
soglia del 4% alla Camera e dell'8% al Senato. L'Udc ha fatto una scelta che
non comprendiamo e che favorisce la sinistra" ?ha detto. Sull'argomento si
è soffermato anche Tommaso Zanoletti che ha ribadito le motivazioni alla base
della scelta di lasciare l'UDC: "Il Popolo della libertà ? ha detto - è a
tutti gli effetti la casa comune dei moderati, in cui senza perdere la loro
identità i cattolici democratici possono difendere e far prevalere i valori che
ne hanno caratterizzato negl'anni l'azione politica: la centralità della
famiglia, il primato della solidarietà, la dignità della vita umana in ogni fase
del suo sviluppo". Mentre l'ex Presidente della Regione Enzo Ghigo ha
invitato, soprattutto a Torino, ad una "straordinaria unità del
centrodestra" per battere il Pd, il Senatore Beppe Menardi ha ricordato
l'impegno del centro destra sul fronte degli investimenti per le
infrastrutture. Un tema affrontato anche dal Presidente della Provincia Costa
che ha fatto presente come la Granda attenda ancora il via libera al nuovo
tunnel del Tenda, il completamento dell'Asti-Cuneo e il raddoppio della linea
ferroviaria Cuneo-Fossano. "In questi due anni le relazioni con Roma sono
state difficili e insufficienti; occorre superare i ritardi della
sinistra" ?ha detto. Sulla eliminazione degli sprechi
e lo sfoltimento di leggi e burocrazia si è soffermato il deputato uscente Enrico Costa mentre Lucio
Stanca, ministro dell'Innovazione nel governo Berlusconi ha ricordato i danni
d'immagine derivanti dalla vicenda Alitalia e dalla crisi dei rifiuti a Napoli.
Critico sulle scelte di Casini è dell'UDC è stato anche Carlo Giovanardi che ha
invitato i cattolici passati al PDL "a portare avanti il progetto
avviato quattordici anni fa, ovvero la creazione di una casa dei moderati che
costituisca l'asse portante del Partito Popolare Europeo in Italia".
Giovanardi si è soffermato poi su alcuni temi che devono essere privilegiati
dalla coalizione giudicando su questi temi contraddittorie le posizioni emerse
in seno al Partio Democratico. P. L. Immagini relative alla notizia.
( da "Mattino, Il (City)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Iacono (Psi). "In
questa campagna elettorale povera di contenuti l'unico obiettivo sembra il
risultato. Da qui il tormentone del voto utile, che dura, nonostante il monito
responsabile del presidente Napolitano. Sono certo che gli elettori capiranno
che il voto è utile quando determina il rafforzamento della democrazia, che può
avvenire solo attraverso il recupero di ideali, valori e identità". Sodano
(Sa). "L'ambientalismo del Pd lo conosciamo bene, ed è quello degli
inceneritori e dei Cip 6, i contributi che i cittadini hanno pagato con la
bolletta della luce sotto la voce fonti rinnovabili. Veltroni in particolare
dovrebbe tacere, dal momento che è stato sindaco di Roma, dove la raccolta
differenziata è al 10 per cento. Il cosiddetto ambientalismo del fare del
partito democratico è ancora subalterno all'industria e non si pone il problema
di un cambiamento radicale dei consumi e degli stili di vita". Di Nardo
(Idv). "La legalità è un impegno morale che non può essere perseguito a
giorni alterni, ma nella quotidianità, nell'azione comune, a cominciare dal
malcostume della macchina lasciata in divieto di sosta fino al difendere il
territorio dagli attacchi ingiustificati di speculatori senza scrupoli. C'è un
notevole benessere economico e sociale, non ci sono grandissime criticità
diffuse. Ma va fatta attenzione alla camorra dei colletti bianchi, l'usura è
una piaga e mette in ginocchio troppi commercianti. Un discorso a parte invece
merita il problema della casa per i meno abbienti e per i lavoratori, molti dei
quali si sono dovuti risolvere il problema da soli, quando è stato possibile,
vista la lontananza delle istituzioni dalle loro istanze. Su questo vigileremo
come Italia dei Valori. E chiediamo che, da subito, alle forze dell'ordine
siano dati quelle disponibilità e quelle dotazioni che le mettano in condizione
di svolgere una deterrenza efficace". De Vizio (Pd). "La mia
candidatura e l'impegno in politica vengono dall'essere stata ed essere una
mamma in difficoltà. Il lavoro con una rete di donne con un problema simile al
mio ha consentito di portare in prima linea il problema dell'handicap che è
l'ostacolo per i figli di alcuni di noi. Da mamma ho sperimentato file, burocrazie, abusi di potere, arroganza, indifferenza. La mia
scommessa è nel ritorno della politica, una buona politica che sappia rimettere
al centro dell'azione anche questo". Mazzoni (Udc). "Le
infrastrutture sono una priorità. L'impresa campana paga un costo tre volte
superiore a quello di una impresa del nord Italia. Per rilanciare la
nostra economia è necessario rendere all'altezza il sistema di trasporti di
persone e merci nella nostra regione. In quanto alle liberalizzazioni per noi
non sono quei provvedimenti punitivi nei confronti di specifiche categorie
(tassisti, farmacisti, avvocati..) che ha proposto Bersani ma la rottura dei
monopoli privati".
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA TRAGEDIA DEL
LAVORO, OGGI I FUNERALI ALL'ANNUNZIATA Maddaloni a lutto, chiudono gli uffici
GIUSEPPE MIRETTO Maddaloni. Tutti fermi per un'ora. Stamane, dalle ore 9 alle
10, sarà lutto cittadino. Uffici comunali, dell'Asl Ce1 e negozi in centro
chiuderanno i battenti per celebrare la memoria di Michele Sposito Di Lucia,
l'operaio di 39 anni vittima di un incidente sul lavoro. La manifestazione,
rinviata per motivi procedurali, è stata fortemente voluta dal sindaco.
"C'è un tempo - dice Farina - per esprimere la propria indignazione e un
tempo per testimoniare la solidarietà. L'indignazione l'abbiamo espressa nel
consiglio comunale monotematico. La nostra solidarietà la manifesteremo
assiepando la chiesa e non lasciando soli i supersiti: la vedova e i giovanissimi
figli". Alle 15.30, presso la chiesa dell'Annunziata (una delle poche
capaci di accogliere grandi folle), a un tiro di schioppo dal Comune, si terrà
un rito funebre solenne a cui parteciperanno la giunta, il consiglio comunale e
tutta la forania di Maddaloni. La solidarietà del Comune, oltre al cordoglio
funebre, si esprimerà in fatti molto concreti. È stato messo a disposizione un
loculo comunale al cimitero. In più, l'amministrazione comunale ha deciso di
deliberare un contributo economico a sostegno della famiglia. "È un aiuto
indispensabile - precisa il vicesindaco Carlo D'Angelo - in questo momento
delicato. Un ausilio per vincere lo smarrimento innescato dagli iter
burocratici necessari che bisogna avviare per arrivare a deliberare sussidi per
i minori". E su questa, che sembra una questione marginale, già c'è stata
una mobilitazione di piazza. Silenziosa, arrabbiata e polemica. "Uno degli
obiettivi - spiega Giosuè Bove, segretario provinciale di Rifondazione
comunista - del presidio organizzato a Caserta nel giorno stesso del decesso
(alla presenza del fratello di Michele) era proprio quello di ottenere l'avvio
urgente di un'azione di tutela previdenziale e finanziaria destinata ai giovani
orfani, fino al compimento della maggiore età". Sulla scorta di analoghe
esperienze drammatiche, è certo che la commozione passa ma gli impedimenti
burocratici restano. "È nostra ferma volontà - conclude Bove - che la vedova e gli eredi di Sposito De Lucia non diventino pure
vittime della burocrazia.
Come purtroppo è già avvenuto per altre vittime del lavoro in provincia di
Caserta". La protesta sembra aver fatto centro. Per questo motivo, e da
oggi adesso ufficialmente, l'assessore provinciale al lavoro Enrico Milani ha
promesso "procedure più che celeri". Il nodo è nelle
competenze procedurali. I fondi previdenziali straordinari per le vittime del
lavoro sono sia garantiti dalla provincia che dalla regione. C'è una
sovrapposizione di ruoli. E ovviamente nonostante il dramma dei familiari
superstiti è aperto un conflitto. Non è chiaro, al momento, a chi spetti la
competenza ultima per erogare i pagamenti mensili.
( da "Azione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale
siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune
amministrazioni locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile accendere
i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati
nella partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per il quale
contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di
abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario
nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare
sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine
di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono
risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare
il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di
coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente
gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo
biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due
anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo
indefinito, ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche
qui servono fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a
richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che
arrivano normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il
diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli
immigrati, non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché
altre per loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in
Italia senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle
autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il
desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di
ogni ostile burocrazia che
disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così
anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei
diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole
certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di
integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte
comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle
elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione
attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la
costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti
cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza.
Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione.
Segretario generale Cisl Treviso.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fra le priorità
indicate da Confagricoltura la lotta al cuneo salino, la tutela e lo sviluppo
del Parco del Delta "La politica non trascuri il mondo rurale" Il presidente
Casalini sottolinea la necessità di rimettere il settore primario al centro
dell'economia "Bisogna mettere l'agricoltura al centro dell'economia
italiana per salvaguardare non solo l'imprenditorialità e le produzioni, ma
anche l'intero sistema dell'agroindustria, che è considerato il settore più
importante dell'economia italiana".Il presidente di Confagricoltura Rovigo
Stefano Casalini, nell'incontrare i rappresentanti politici dei diversi
schieramenti in vista delle elezioni, ha ribadito innanzitutto la necessità di
mantenere per il nostro Paese la possibilità di produrre derrate alimentari.
"La politica agricola di un Paese non può essere delegata al ministero
dell'Agricoltura: va inserita nelle priorità della politica economica", ha
aggiunto."Gli agricoltori - ha proseguito - si attengono alle regole e ai
controlli, stabiliti dalla Ue, che portano a produzioni di qualità. Uno dei
rischi della riforma Pac è che le attività agricole perdano le caratteristiche
legate alla produzione di derrate alimentari per trasformarsi sempre più in
attività di salvaguardia dell'ambiente. Ma la tutela dell'ambiente, pure molto
importante, non deve soffocare la principale vocazione dell'attività
agricola". Per Confagricoltura Rovigo questa lenta ma continua trasformazione
non è un bene, è un pericolo: "Perché se la nostra agricoltura non sarà
più "produttiva", noi saremo costretti a importare da Paesi nei quali
le nostre regole comunitarie e i nostri controlli, sui metodi di produzione e
sull'igiene per esempio, non esistono. E, quanto ai prezzi, dovremo soggiacere
ai prezzi imposti da altri Paesi".Per Confagricoltura Rovigo la centralità
del settore primario italiano va perciò sostenuta e rafforzata, sia in Italia,
sia a livello comunitario e internazionale. A partire da
una drastica riduzione della burocrazia e da un aumento della nostra capacità di negoziazione. "Sia
in sede internazionale che in sede comunitaria, le scelte fatte finora sono
state subordinate alle regole del più forte" osserva Casalini. E aggiunge:
"Si oscilla tra l'acquiescenza verso ciò che dice Bruxelles e i tentativi
di imporre scelte nazionali. Serve una considerazione piena del valore
strategico del settore ed un'assunzione di impegno rispetto alla necessità che
l'agroalimentare italiano, quando si negozia il suo futuro, a livello
comunitario e internazionale, sia rappresentato dal governo ai massimi livelli,
per testimoniare l'importanza che il nostro Paese riconosce al settore".
Stabilità fiscale, credito, politiche del lavoro, ricerca, fonti energetiche
alternative: questi i principali temi di carattere generale posti
all'attenzione dei rappresentanti politici locali. A livello locale,
Confagricoltura Rovigo ha espresso le proprie priorità nel Documento
programmatico per le Pmi, richiamando l'attenzione sulle questioni riguardanti
il cuneo salino e il Parco del Delta del Po. "Le produzioni ottenibili
nella zona del Delta - ha sottolineato Casalini - vanno mantenute attraverso
una corretta e innovativa gestione delle acque. L'Autorità di bacino è
un'istituzione i cui poteri devono essere resi realmente efficaci, sia per
quanto riguarda lo stanziamento dei fondi per la salvaguardia ambientale, sia
attraverso una legge speciale per gli interventi collegati allo specifico
problema della risalita del cuneo salino. Quanto al Parco del Delta, gli
interventi in questa delicata area del Polesine devono essere pensati come
elementi apportatori di sviluppo economico-sociale, privi di vincoli che
ostacolino lo sviluppo stesso. Il Parco deve poi mantenere il carattere
regionale entro i termini di superficie della Legge regionale 36/1997".
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"In pensione
più tardi per aiutare i giovani" La proposta socialista in parlamento
Finanziare la "Flex security" attraverso il salario d'ingresso,
contribuendo alla deprecarizzazione del lavoro giovanile con un aumento
dell'età pensionabile. E' la proposta uscita dai socialisti bellunesi
nell'incontro di qualche giorno fa alla sala "Ocri" di Feltre. Una
mozione con la quale chiederanno agli eletti di portare la proposta in
Parlamento. "Tutto è nato dal dibattito nel corso della serata feltrina -
spiega Giorgio Azzalini, candidato socialista alle prossime elezioni politiche
- quando un ragazzo, lavoratore precario, ha proposto ad una lavoratrice con 30
anni di lavoro di pensare ad un pensionamento posticipato di due anni per
finanziare la Flex security. Ne è nato un confronto serrato - riferisce
Azzalini - che è sfociata per l'appunto nella proposta ai colleghi
candidati". Scelta "stoica", in contrapposizione ai
"sofismi" di Veltroni. "Correre da soli - afferma Azzalini - è
un dovere nel momento in cui si verifica la grande diversità di approccio al
futuro politico del paese. Da una parte le promesse di aumenti di pensioni e
tagli alle aliquote fiscali, dall'altra, la nostra, una sorta di real politik
alla Willy Brandt anni '70, emersa come valore distintivo dei due gruppi della
sinistra italiana". E, sempre dall'area socialista bellunese, arrivano le
tre "S" dell'on. Giovanni Crema per la provincia di Belluno.
"Semplificazione, sicurezza e solidarietà - con un'intesa tra Stato, Regioni ed Enti locali per alleggerire il carico di burocrazia. Sicurezza di ordine
pubblico, ma anche nei luoghi di lavoro e nella protezione civile. Infine,
solidarietà - dice Crema - una politica verso gli immigrati che salvaguardi le
richieste del mondo del lavoro e che faciliti l'integrazione respingendo
l'illegalità".Stamattina Crema con Emilio Isotton, Antonella
Ferrazzi, Giuseppe Pellegrinon e Giorgio Azzalini saranno presenti al mercato
di Sedico dove incontreranno i cittadini, mentre Daniela Larese Filon sarà al
mercato di Auronzo. Stasera alle
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viaggio tra i
candidati/13 Partito democratico Paolo Giaretta in corsa al
Senato annuncia le novità in economia Uno Stato più "snello" con le
imprese Meno burocrazia. Ed
ogni "complicazione" in più sarà deducibile al fisco per il 50 per
cento È l'uomo politico con la maggiore esperienza in città. Paolo Giaretta, 61
anni, è stato sindaco dal 1987 al 1993 e poi nel 1996 è stato eletto senatore
nelle liste dell'Ulivo. Confermato nel
( da "Corriere Di Como, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Solari: "Molti
comaschi ora investono. Ma il turismo deve fare sistema e intensificare la
visibilità" C'è un comasco che insegna marketing ai cinesi. È Daniele
Solari, che a 17 anni, 10 anni fa, ha passato un anno come borsista di
Intercultura a Hong Kong, per poi seguire un master alla School of Oriental and
African Studies di Londra. Dal 2005 è manager dell'ufficio Promoest che si
occupa di eventi, fiere e business travel. Il mese scorso ha tenuto una lezione
a 70 studenti della Shanghai Normal University per illustrare le varie fasi del
processo di organizzazione di un evento. Sempre il mese scorso ha partecipato
in qualità di giudice a un concorso nazionale di giovani studenti di fashion
design alla Shanghai University of Engineering and Science, a Songjiang, presso
Shanghai. I concorrenti provenivano da tutte le Università della Cina. Solari
insieme ad altri giurati (accademici ed esperti del settore) ha assistito a 3
giorni intensi di sfilate dei futuri designer e dato i voti alle loro
creazioni. Il giovane comasco ha insomma una lunga esperienza maturata in Cina.
Como e l'Italia stanno a suo avviso sottovalutando sotto il profilo economico
il gigante cinese' Dal suo punto di vista lei vede la Cina più come
un'opportunità o una minaccia' "La Cina - risponde Solari - è un mercato
enorme. Costituisce una minaccia per l'instabilità sociale, per le ripetute
violazioni alla proprietà intellettuale, per la rapida
ascesa dei costi di produzione e per l'eccessiva burocrazia. Ma credo che rispetto ad alcuni anni fa nessuno ormai
sottovaluti la Cina. Anzi credo che ci sia una controtendenza e si sottovaluti
il potenziale del Paese a breve termine. Ormai non si contano più le
statistiche sulla quantità di milionari e miliardari cinesi. Occorre
però fare attenzione all'attendibilità di questi dati, perché è difficile avere
statistiche certe vista la mancanza di trasparenza. Complici queste cifre, e la
prospettiva di un differenziale di un decimo nei costi di produzione, anche le
imprese della nostra zona si sono riorganizzate. Conosco vari imprenditori
comaschi che oggi investono in Cina, lasciandosi alle spalle diffidenze e
timori che per molto tempo hanno caratterizzato la visione dell'imprenditoria
nostrana". Crede che per i prodotti del Made in Como come seta e
legno-arredo ci siano prospettive nel Paese in cui ora lavora' "Si
classificano come prodotti di alta qualità e di design creativo e originale. La
maggior parte dei cinesi non conosce i nostri prodotti ma i grandi marchi del
Made in Italy: i noti clienti delle nostre aziende. L'opportunità concreta
esiste per i nostri prodotti, tuttavia non nasce da sola, e non è a breve
termine: occorre essere propositivi e al tempo stesso pazienti. Occorre creare
opportunità attraverso un'attività di ricerca sul territorio, un tessuto di
relazioni, la consapevolezza sempre chiara dei propri limiti e dei propri
obiettivi. Credo che, progressivamente, la situazione attuale sia destinata a
capovolgersi: la produzione di semilavorati in Cina o l'importazione di materia
prima locale saranno sempre meno convenienti mentre ci sarà più spazio per i
nostri prodotti di esportazione". Un altro asso nella manica dei comaschi
è il turismo. Ci sono attrattive per i cinesi' "Como non è ancora tra le
mete più frequentate dal turismo cinese. I grandi numeri (gruppi di 30-40) sono
costituiti da persone che visitano Roma, Firenze, Milano e Venezia, in quattro
giorni al massimo. I cinesi però amano il Lago di Como come luogo di
tranquillità e di riposo, lontano dal caos e dall'inquinamento delle metropoli.
Non per nulla la città cinese di Hangzhou con il suo famoso West Lake è
considerata un vero paradiso terrestre. Il potenziale di Como come meta
turistica per i cinesi facoltosi dipende molto dalla capacità di adattare le
strutture e i servizi alle esigenze cinesi: serviranno ad esempio interpreti e
una segnaletica adeguata (la gran parte dei turisti cinesi non parla una
seconda lingua) e accorgimenti semplici ma efficaci come la disponibilità di
bollitori d'acqua nelle camere d' albergo (i cinesi prediligono le bevande
calde e amano cucinare in camera i loro tradizionali spaghetti). Inoltre Como
deve intensificare la propria visibilità presso i tour operator cinesi,
sottolineando il prezioso binomio tra shopping di lusso e bellezze
paesaggistiche. Sempre molto importante per addentrarsi nel mercato cinese è a
mio avviso fare sistema: agire tramite un consorzio, partecipare alle fiere del
settore turistico (dove purtroppo finora si è notata l'assenza italiana
all'ombra dei mastodontici padiglioni spagnoli, greci e francesi), e
organizzare eventi organizzati e viaggi promozionali". Nella foto:
L'esperto comasco di marketing Daniele Solari con alcune studentesse di fashion
design vincitrici del concorso di Songjiang Home Guglielmi: "Potenzieremo
le pattuglie" Il Vangelo 'torna' nelle case di cinquemila comaschi
Tschang: "Il concorrente di ieri è diventato il cliente di oggi"
Nucleare, sfida europea per l'Italia Letta: "Pd al 30% sul Lario" Poi
striglia Como per l'Expo Molteni, assaggio di "bufala" in tv Voto,
rischio beffa per 31mila comaschi Due banditi armati assaltano l'ambulatorio
Carpentiere scomparso nel nulla da 4 giorni.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALVASONE Entro luglio
sarà pronto lo studio di fattibilità. Poi ci sarà il referendum La fusione è
più vicina Passo avanti per l'unione con i Comuni di Arzene e San Martino
ValvasonePassi avanti per la fusione dei tre Comuni. Lunedì sera si è tenuta la
riunione della I. Commissione di studio per il progetto di fusione di Arzene,
San Martino e Valvasone (composta da tre delegati per singolo comune) che ha il
compito di coordinare e verificare gli aspetti tecnici del progetto. Premessa
all'iniziativa sono i contributi regionali messi a disposizione per la
riorganizzazione degli enti comunali. Lo scorso anno è stato dato l'incarico a
un professionista di redigere uno studio tecnico, e quindi per valutare la
convenienza o meno di una fusione dei tre Comuni. Nel caso venisse dimostrata,
lo studio diventerà l'asse portante da seguire per arrivare a fondere i tre
paesi. È stato quindi presentato lunedì il percorso che si dovrà compiere per
arrivare ad un'analisi approfondita del territorio. La scadenza di consegna
dello studio è stata fissata al 31 luglio. "Dopodiché - spiega il vice
sindaco Enzo Gisonni - il documento sarà pronto per i passaggi politici
attraverso i singoli consigli comunali che potranno muoversi in modo
autonomo".Se sul piano amministrativo il percorso continua, su quello
dell'opinione pubblica verrà indetto un referendum per verificare la volontà
della popolazione. "Non è escluso, però, che si possa fare, in via
preliminare, anche un sondaggio conoscitivo tra la gente, prima delle elezioni
amministrative del prossimo anno".L'idea di riunificare i tre Comuni non è
certamente nuova. Se ne parla da decenni con le stesse motivazioni: minor burocrazia e più servizi per i cittadini. Un'esperienza simile alla fusione
si è vissuta per quattro anni, dal 2000 al 2004, quando le amministrazioni
comunali di Arzene e San Martino formarono l'Unione. Valvasone si era però
chiamata fuori. "La tempistica per decidere di aderire all'Unione era
oggettivamente troppo breve e non si è potuto pianificare bene il progetto,
un fatto che ha poi innescato una serie di problemi". Qual è la differenza
con il percorso di fusione odierna? "C'è sicuramente differenza risponde
Gisonni - perché la volontà è di seguire un progetto che non segua un'onda
emozionale ma che si basi su elementi concreti". Il vice sindaco annuncia
quindi un impegno costante con incontri mensili per seguire passo per passo lo
studio di fusione puntando ad un reale coinvolgimento tra le parti. "E
l'attuale Associazione dei tre Comuni aggiunge l'esponente dell'Amministrazione
Bellot - può essere considerato un aspetto propedeutico alla
fusione".Em.Mi.
( da "Gazzettino, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il bilancio del
Friuli Venezia Giulia al centro del primo faccia a faccia tra il presidente
uscente e ricandidato dal Pd e lo sfidante del Pdl TriesteNOSTRO SERVIZIOSono
state le infrastrutture, la sanità e la situazione finanziaria della Regione i
temi principali sui quali si sono confrontati nel primo faccia a faccia
pubblico i candidati per la presidenza del Friuli Venezia Giulia, l'uscente
Riccardo Illy (Centrosinistra) e lo sfidante Renzo Tondo (Centrodestra).
Organizzato dall'Associazione donne elettrici, il dibattito - moderato dal
giornalista Roberto Morelli - si è svolto nel Ridotto del teatro Verdi di
Trieste.Nelle prime battute Illy ha soprattutto sottolineato i risultati di
cinque anni di amministrazione e alcuni aspetti del programma per la prossima
legislatura, mentre Tondo ha sostenuto la necessità di "fare una scelta di
campo" rispetto al quadro politico nazionale.Il presidente uscente ha così
evidenziato gli obiettivi principali del suo programma, fra i quali l'attuazione delle misure sulla protezione sociale, il bilancio
ecologico, la riduzione del peso della burocrazia, le infrastrutture e "il consolidamento dello sviluppo
economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550 milioni in più
di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che economia e
occupazione stanno bene".Tre "I" sono invece la 'bussola'
per Tondo che ha detto di voler ripartire dal 2003, quando dopo due anni di
presidenza non venne ricandidato: "innovazione, internazionalizzazione,
infrastrutture. Io - ha sottolineato - rappresento alcuni valori, elementi e
proposte tipiche del centrodestra; dall'altra parte c'è un candidato che
sostiene una coalizione con forze fortemente alternative".A scaldare il
dibattito è stato il confronto sulle cifre dell'indebitamento della Regione.
Tondo ha parlato di un' "emergenza finanziaria in questa regione che si
ritrova con un debito che non ha precedenti" ed è "la Regione stessa
a scrivere sul suo sito che è necessario evitare il declassamento", ha
detto illustrando una serie di dati sul debito. Dati contestati da Illy che ha
assicurato che "non c'è nessun problema.Le società di rating hanno
migliorato il rating proprio lo scorso anno. Siamo fra le Regioni migliori. Che
questa accusa venga da chi non è stato capace nemmeno di rispettare i parametri
di Maastricht è grottesco".Illy ha poi risposto sul rapporto con la
sinistra affermando che "i fatti di cinque anni di governo e i programmi
dimostrano che questo problema è semplicemente inesistente". Per Tondo,
invece, la "sinistra ha pesantemente interferito su scelte che hanno a che
fare con i valori". A chi lo accusa di dare più peso all'immagine che alla
sostanza, Illy ha detto che questo appunto "non meriterebbe nemmeno una
risposta" e ha citato due opere che, "seppure completate non sono
state inaugurate": l'impianto Varmost a Forni di Sopra e la sede della
Regione a Trieste.Molto spazio nel dibattito ha occupato il tema delle
infrastrutture. Tondo ha ricordato che da presidente, insieme al Veneto,
ottenne lo sblocco del passante di Mestre e ha rimarcato la necessità di un
commissario per le grandi opere. Illy invece ha precisato che il commissario è
già previsto nel Protocollo d'Intesa con il Governo e che che per quanto
riguarda la Terza corsia è stata avviata la gara per la progettazione. Oltre a
qualche battuta sull'aeroporto e l'Euroregione, il confronto ha riguardato
anche i temi sanitari, con particolare riferimento alle Aziende dei servizi
sanitari. "Ritengo che non sia positiva la riorganizzazione in tre aziende
sanitarie regionali" ha affermato Tondo che ha lamentato una
"decadenza dei servizi". Per Illy invece la riduzione a tre Ass
permetterà una riduzione dei costi amministrativi. "Abbiamo realizzato -
ha aggiunto - cambiamenti strutturali rilevanti, fra i quali il Centro servizi
condivisi, che permette un risparmio per 20 milioni". D'acccordo infine
sia Illy che Tondo sul fatto che l'Expo
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Miane, il caso di
una 92enne La casa invasa dai pannoloni, ma l'anziana madre non ha assistenza
Miane(Ma.C.) Eletta cavaliere al merito della Repubblica Italiana solo lo
scorso febbraio si ritrova ad essere inconsapevole protagonista di un'odissea.
Quella della sua assistenza sanitaria e sociale. È la storia triste e amara di
Angela Morona, 92enne di Miane, emblema e metafora di mille altre realtà
sommerse simili e peggiori della sua. Realtà che non più tardi di una settimana
fa sono state denunciate proprio in consiglio comunale da un anziano, Antonio
Dal Toè.Eppure a Miane il disagio cresce e l'allarme pure. E così può pure
accadere che assistere una madre malata diventi una vera e drammatica odissea.
Un'odissea che per il malcapitato cittadino di Miane inizia il 22 febbraio,
giorno in cui la madre viene dimessa dall'ospedale, e prosegue fino ad oggi,
sconfinando nell'assurdo: un'intera stanza invasa da quintali di pannoloni. E
una minaccia: se non ve li riprendete, questa settimana ve li scarico nel
piazzale. "Da oltre un mese - spiega il figlio Luciano - sono costretto ad
assisterla dalle sette del mattino alle otto di sera. Ho cercato di bussare
tutte le porte della Usl 7 per chiedere aiuto. Ho compilato un sacco di moduli,
sono venute persone che hanno compilato altrettanti moduli, ho ricevuto
promesse ed assicurazioni. Concretamente mi devo arrangiare come meglio posso.
Dal Comune di Miane l'assistenza è pari allo zero. Dalla
Usl vedo un mare di burocrazia ed una generale disorganizzazione ed inefficienza, si pensi che
c'è una sola fisiatra per tutta la Usl per l'assistenza domiciliare.
L'efficienza c'è stata finora nella consegna dei pannolini: mi hanno invaso la
casa. Ne ho ben 27 scatoloni del peso complessivo di qualche quintale.
Ho saputo che potevo avere dei teli assorbenti, li ho chiesti in cambio dei
pannolini in esubero. Mi è stato risposto che non si può fare fino a maggio
perché così prevede il programma stabilito, da chi e quando non è dato di
sapere. Se non mi svuotano la casa - conclude - ho minacciato che li poterò nel
piazzale della Usl a Pieve. Vivo in casa con altre due persona handicappate,
mia sorella e mio nipote, da poco ho saputo che potrei chiedere almeno la
fornitura anche temporanea di pasti caldi. Staremo a vedere. Per il momento
tengo duro ma fino a quando ce la farò". Una situazione denunciata a più
livelli con lettere e fax, ma che al tutt'oggi pare rimanere senza soluzione,
nonostante le tante promesse ricevute. "Nei due incontri avuti con il
responsabile dell'Usl - spiega Luciano - mi era stato prospettato l'assistenza
giornaliera di un'infermiera, visita e assistenza di una fisiatra, verifica con
il medico di base e l'assistente sociale del Comune delle eventuali altre forme
di assistenza. Ma al momento ho solo il problema di dove mettere tutti questi
pannoloni".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-04-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))
Argomenti: Burocrazia
Udine (loma)
"Sono stato assessore ... Udine(loma) "Sono stato assessore regionale
alla Sanità per 4 anni. Per ricordare un altro politico ad esser stato in
carica così a lungo bisogna risalire ai tempi di Gabriele Renzulli. Con il
centrodestra, un assessore rimaneva in carica un anno e mezzo al massimo,
cosicchè il sistema era retto dai tecnici e la politica non aveva compiti di
pianificazione. Ma nella sanità va governata con lungimiranza guardando ai
prossimi dieci anni, sapendo che i risultati arrivano un poco alla volta".
Così Ezio Beltrame spiega l'azione avviata dall'amministrazione Illy.- Assessore,
la sanità impegna metà del bilancio regionale. Come si può gestire il
sistema?"Abbiamo cercato di impiegare bene le risorse a nostra
disposizione, riducendo le spese per il settore tecnico-amministrativo e
destinandole alla salute e al sociale. Per esempio, il fondo per la non
autosufficienza dispone di fondi 4 volte superiori al vecchio assegno di
acocmpagnamento; abbiamo realizzato 2mila posti in più per gli asili nido, il
reddito di cittadinanza, la carta famiglia. Ed ancora, destinato risorse ai
Comuni e avviato screening di prevenzione di massa".- In 5 anni, la giunta
Illy ha proposto numerose riforme. Spieghi il loro significato."In una
regione di 1,2 milioni di abitanti abbiamo cercato di coordinare il sistema e
puntare alla sussidiarietà, coinvolgendo gli enti locali, il terzo settore,
l'università e la ricerca. La Direzione alla Salute tiene i rapporti con Roma,
gli enti locali e disegna le strategie; l'Agenzia per la sanità le mette
tecnicamente in atto e monitora il settore; il Centro acquisti condiviso
permette di creare economie di scala nell'acquisto di materiali, beni e
servizi. Il fondo immobiliare, se otterrà il via libera da Banca d'Italia e
Consob, gestirà invece il piano edilizio avviato negli ospedali di tutto il
territorio, con un team tecnico in grado di gestire tutte le gare e seguire i
lavori".- Come rimediare al saldo demografico negativo? "Quello della
natalità è un problema che risale ancora agli anni '60, mai affrontato in
maniera organica. Non servono slogan, ma pianificazione. Dal 2004, abbiamo
avuto un leggero aumento delle nascite, non solo per via degli stranieri
residenti, tanto che registriamo 18mila abitanti in più. Bisogna mettere
servizi più efficienti a disposizione delle famiglie, con rette per gli asili
nido più basse, ma anche dare maggiori opportunità ai giovani. Ad esempio, il
fondo sociale opera anche come garanzia alle banche per la solvibilità dei
mutui per chi non ha un lavoro stabile, magari con prestiti che permettono di
arredare la casa. Eppoi c'è il fondo per la stabilizzazione del lavoro
precario, che ha già portato a 4mila assunzioni a tempo indeterminato. Certo
che anche lo Stato deve fare la sua parte".- Una novità introdotta da
Intesa democratica è il reddito di cittadinanza. Come funziona?"Al 10
marzo ne hanno usufruito 835 famiglie. Se il Centrodestra li considera
fannulloni, significa che con questo numero siamo messi bene. In realtà, un
quinto degli aventi diritto sono anziani, il resto famiglie con figli minori.
L'intervento consiste in un patto siglato dalla Regione e chi ne usufruisce,
con diritti e doveri, tra cui l'obbligo di presentarsi ai colloqui di lavoro
fissati, partecipare a corsi di formazione, accettare le offerte di assunzione.
Invece di polemizzare, il centrodestra dovrebbe capire il dramma di persone che
con figli a carico, si trovano all'improvviso prive di sostentamento. Noi le
aiutiamo a rialzarsi: la dignità di una persona è guadagnare da vivere con il
lavoro, non con l'assistenza. Ma non si può negare l'aiuto a chi vuole darsi da
fare".- Cosa bisognerà fare nei prossimi cinque anni di governo
regionale?"Il percorso è ormai chiuso. Bisogna gestire il sistema, semplificare burocrazia e funzionamento, verificando la bontà delle riforme. Con la
riduzione delle aziende sanitarie, metteremo ancora di più in sinergia gli
ospedali, con ulteriori risparmi. I posti letto sono giusti e non vanno
tagliati. Ma con le aree vaste, risponderemo alle esigenze locali e allo stesso
tempo offriremo servizi migliori. Ad esempio, un bravo professionista
dell'ospedale di Tolmezzo potrà curare interventi anche a Udine, dipendendo
dalla stessa azienda, senza vincoli burocratici".
( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
03-04-2008 13:17
"Necessario intervenire su formazione e prevenzione" Milano, 3 apr.
(Apcom) - L'Ance ritiene che il decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei
ministri, porti ad un aumento della burocrazia e a un inasprimento delle
pene, senza intervenire in modo efficace sulla formazione e la prevenzione, che
sono gli elementi fondamentali per risolvere il problema della sicurezza sul
posto di lavoro. "Con il Decreto sicurezza c'è stato un inasprimento delle
pene e un aumento della carta e della burocrazia, ma noi abbiamo sempre chiesto una maggior formazione per
incidere di più sulla capacità di prevenire gli incidenti", ha dichiarato
il presidente dell'Ance Lombardia, Luigi Colombo, durante la presentazione
della seconda edizione del rapporto congiunturale sull'industria delle
costruzioni in Lombardia. Secondo Colombo i problemi della sicurezza "si
risolvono a monte con la prevenzione e il controllo, ma non di tipo burocratico
e una giusta informazione".
( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 03 Apr
2008 Edizione 65 del 03-04-2008 Intervista a SOUAD SBAI / "Per gli
immigrati una carta verde sul modello americano" di Dimitri Buffa Silvio
Berlusconi apre al voto agli immigrati ed è subito polemica fra le forze
politiche. La Lega Nord non ne vuole sapere mentre addirittura entusiastiche
sono state le reazioni di Moustapha Manosuri, presidente del Partito degli
immigrati secondo cui "il voto alle amministrative è essenziale, anche
perché è l'Unione Europea che lo prevede, quindi è solo una questione di
adeguarsi alle direttive attualmente vigenti". E aggiunge che "questo
deve essere il primo passo verso il riconoscimento di tutti i diritti politici
a quei nuovi cittadini italiani che lavorano onestamente e contribuiscono alla
ricchezza del Paese". Secondo la candidata del Popolo della Libertà Souad
Sbai, una vita spesa per integrare gli immigrati, specie di religione islamica,
nel nostro paese, le cose andrebbero inquadrate differentemente. E il
dibattito, insieme alla polemica, "andrebbero dirottati sul diritto di
cittadinanza con i relativi doveri". Souad Sbai, lei come giudica le
barricate della Lega Nord sull'apertura di Silvio Berlusconi al voto degli
immigrati? Non vanno né ingigantite, né criminalizzate o strumentalizzate come
è stato fatto ieri da parte di tanti giornali. Le differenze esistono, le
polemiche pure, ma ciò fa parte della dialettica interna a un partito
democratico. Lei sarebbe favorevole al voto amministrativo agli immigrati come
proposto dal Partito Democratico? Io sono favorevole al voto concesso a
qualunque tipo di elezioni si svolgano in Italia per chi è diventato cittadino
italiano. Immigrato o non immigrato. Il problema è sveltire, con criteri certi
e inderogabili, il processo dell'acquisizione della nazionalità italiana, non
un diritto a votare concesso a metà, solo alle amministrative, che sa tanto di
voto di scambio. Proposte? Una "green card" italiana sul modello
statunitense credo che troverebbe d'accordo anche i leghisti che per esempio al
Nord per me hanno lavorato molto lealmente. Si tratta di concedere questa carta
a quegli immigrati presenti in maniera positiva sul suolo nazionale italiano da
alcuni anni, certo non uno o due solamente, ma cinque come minimo. Un criterio
solo temporale? No, chi vuole la carta verde deve dimostrare di essersi
integrato, di lavorare e non delinquere e magari deve firmare anche la carta
dei valori costituzionali come quella proposta a suo tempo dalla Consulta
islamica. Inoltre dovrà conoscere la lingua del nostro paese e in genere essere
considerabile da parte dello stato italiano come una persona che contribuisce
alla crescita del paese rispettandone tutte le leggi. Ovviamente l'onere di
dimostrazione di questi criteri, anzi di queste "conditiones sine qua
non", sarebbe a carico del singolo, mica ci può essere il silenzio assenso
dell'amministrazione come per le licenze edilizie, non crede? D'accordissimo
anche su ciò. Non ci deve essere solo una burocrazia dell'immigrazione. Però su
queste basi vorrei poi vedere chi direbbe di no. E' vero anche che in Italia
esiste pure un'altra fattispecie di immigrato, spesso di religione islamica,
che segrega la moglie in casa, poligamo, che frequenta luoghi di
indottrinamento all'odio anti occidentale spacciati per moschee. Come la
mettiamo con quelli come lui? Possono anche tornare a casa propria. Il Viminale
dovrebbe monitorarli e schedarli e quindi anche espellerli. Io non sono per
ripetere gli errori della Danimarca, dell'Inghilterra e dell'Olanda con i
ghetti multiculturali dove ognuno si fa la propria legge. D'altra parte non
credo nemmeno che certi slogan identitari della Lega, fatti per prendere voti
in certe zone del Nord dove il problema sicurezza è evidente, condizioneranno
il lavoro ragionevole di Berlusconi e del suo futuro governo su questo delicato
settore. Insomma c'è una Lega Nord reale e una "percepita"? Più o
meno, i leghisti che ho conosciuto personalmente sono molto più ragionevoli di
quelli percepiti solo dai loro slogan elettorali.
( da "Agi" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firenze ENTI LOCALI:
LEGAUTONOMIE ED UNCEM TOSCANA AVVIANO UNIONE (AGI) - Firenze, 3 apr -
Legautonomie ed Uncem (Comunita' Montane) della Toscana si uniscono in una
confederazione. Il documento ufficiale - primo in Italia nel suo genere - che
avvia il percorso di 'fusione' tra le due realta' e' stato siglato a Firenze
dal Presidente di Legautonomie, Andrea Barducci e dal quello dell'Uncem, Oreste
Giurlani. L'obiettivo dichiarato e' quello di 'snellire' la
politica da burocrazia e
costi, razionalizzando obiettivi e servizi. La Confederazione, nelle sue
intenzioni, apre la strada al 'federalismo', puntando sull'unione delle forze
degli Enti e su un loro preciso impegno in relazione ad elementi qualificanti
ed attuativi del processo federalista. I primi obiettivi annunciati sono
quelli del federalismo finanziario e di quello fiscale, "per - hanno detto
Barducci e Giurlani - abbandonare la logica dei trasferimenti statali e
responsabilizzare ciascun livello istituzionale". (AGI).
( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
03-04-2008 16:53
"Servono bandi trasparenti e meno burocrazia" Palermo, 3 apr. (Apcom)
- Anna Finocchiaro, candidata da Pd, Idv e Sinistra l'Arcobaleno, alla
presidenza della regione Siciliana ha scritto una lettera ai tecnici
professionisti siciliani. Fra i principali punti della missiva inviata ad
agronomi, architetti, forestali, geologi, geometri, ingegneri e periti
industriali, liberi professionisti l'invito ad "incentivare, anche
con contributi regionali e nel rispetto della legge Bersani, la costituzione di
società o associazioni professionali interdisciplinari, per aiutare gli studi
professionali siciliani a competere con i grossi studi italiani ed europei. E
soprattutto rendere più snelle e trasparenti tutte le procedure autorizzative
dei progetti, dando certezza sui tempi di approvazione ed eliminando inutili
passaggi burocratici". "Sono consapevole delle difficoltà che vivete
quotidianamente in un mercato sempre più caratterizzato da distorsioni ed
ingiustizie. E nonostante siate una delle colonne portanti dell'economia
siciliana - continua Finocchiaro, rivolgendosi ai tecnici professionisti
siciliani - in questi anni ho colto una generale indifferenza del governo
Cuffaro e del Parlamento regionale verso le vostre legittime richieste ed
aspettative. In questo senso ritengo assolutamente indispensabile intervenire
con la dovuta concertazione con le rappresentanze istituzionali e le associazioni
di categoria, per dare ordine, trasparenza ma soprattutto impulso ad un settore
estremamente importante per uno sviluppo sostenibile della Sicilia". Fra
le proposte di Anna Finocchiaro: le gare di progettazione debbono essere
bandite ponendo sempre a base di gara l'importo reale della parcella desunto
dai minimi tariffari previsti dalla normativa vigente; il concorso di idee e di
progettazione deve diventare lo strumento preferenziale per la scelta del
progetto, anche per favorire i giovani Professionisti; rendere costante
l'apporto dei Liberi Professionisti nella programmazione e verifica
sull'impiego dei fondi comunitari 2007-2013; elaborazione di una legge quadro
sul governo del territorio e di riordino nel settore dell'urbanistica che
promuova e garantisca la tutela delle risorse ambientali, monumentali,
archeologiche, geologiche e paesaggistiche del territorio, che favorisca la
tutela, il restauro e la valorizzazione dei centri storici siciliani, anche
tramite agevolazioni fiscali per i proprietari privati.
( da "Blog Beppe Grillo" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Persone in marcia
per il V2-Day firme per il WiMax firme per "Ammastellati" firme per
"Forza Clementina" --> 3 Aprile 2008 Malati di burocrazia
terminale Clicca il video La burocrazia italiana è
cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle
spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato, un pezzo di
carne urlante, un pazzo che cerca vendetta. La burocrazia
terminale è il vero fiore all'occhiello della nostra classe politica. Gente che
non saprebbe gestire un bagno pubblico diventa sindaco, sottosegretario,
ministro, assessore. Promossa fino al massimo delle sue incapacità. Mai
responsabile di nulla verso il cittadino. Colui che gli paga lo stipendio.
L'unica difesa è evitare ogni contatto. Ignorarla, far finta che la burocrazia non esista, che sia una pagliacciata per pagare
lo stipendio a qualche milione di italiani integrati con il Sistema. Quando ciò
non è possibile, come per Alessandro, ci aspetta il buco nero. "Mi iscrivo
all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) tramite il Consolato alla
fine di Novembre dell'anno scorso. Agli inizi di quest'anno il Consolato mi
richiama per dirmi, che dopo aver consultato il Ministero degli Esteri per casi
simili al mio si sono sentiti rispondere che c'e' bisogno di una prova della
residenza e non solo l'autocertificazione. Nel mio caso la Permanent Resident
Card. Ho inviato via fax la richiesta al Consolato come da loro richiesto. Li
ho richiamati per accertarmene. Mi hanno confermato la ricezione. Qualche
giorno fa, esattamente il 27 di marzo, dopo il fatidico giorno 26, termine
ultimo per i Consolati per dover spedire le buste per il voto, mi sento
rispondere che sono si iscritto all'AIRE, ma non alle liste elettorali. Devono
faxare la richiesta al mio comune di residenza in Italia. Il giorno stesso
faxano la richiesta. Il comune, che dovrebbe rispondere nelle 24 ore, non
risponde. Rifaxano. Niente da fare. A questo punto chiamo io direttamente il
comune. Mi indicano un altro numero di fax. Tutto sembra procedere per il
meglio se non fosse che il Comune non rilascia l'autorizzazione al Consolato
per farmi votare all'estero. Siamo fuori dai tempi massimi dicono. Richiamo il
Comune. Conferma la versione. Scarica la colpa sul Consolato perchè non avrebbe
mandato il fax in tempo. Si scopre che oltre alla richiesta di elettorato lo stesso
Consolato avrebbe per la prima volta mandato al Comune la richiesta di
iscrizione all'AIRE (che appunto avevo fatto a fine novembre dell'anno
precedente). Il Comune per una direttiva del Ministero degli Interni non può
fare più niente. C'e' anche una direttiva del Ministero degli Esteri che
perrmetterebbe ai Comuni più di "manica larga" di accettare le
richieste dell'ultimo momento. Comprendo tutti i problemi burocratici, non
comprendo però perchè il cittadino non possa godere del diritto di votare.Dovrei
tornarmene in Italia, cosa che non ha senso e che è ovviamente onerosissima. Mi
sono sentito un cittadino di serie B per due motivi: - sono stato residente nel
comune sbagliato. Se lo fossi stato in un altro comune forse mi avrebbe dato il
permesso di votare, come ho visto succedere - non sono uguale nei diritti agli
altri italiani perche' de facto non posso votare e magari mi sento dire che non
e' bello che non si vada a votare. Io voglio votare, non per concessione, ma
per dirittto. Voglio anche scegliere di non votare, ma la busta per votare mi
deve arrivare a casa, altrimenti non mi sento trattato come un cittadino."
Alessandro Calia, Devon, Pennsylvania Diffondi la marcia: Copia e incolla il
codice V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera: 1. Inserisci le tue foto
su www.flickr.com con il tag V2-day 2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com
con il tag V2-day 3. Sostieni il V2 day 4. Scarica il volantino del V2-day
Clicca l'immagine.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vincenzo Speziali,
candidato al Senato del PdL, sottolinea l'importanza del settore per l'economia
calabrese "C'è una grave lacuna nei discorsi elettorali che sto ascoltando
e leggendo e riguarda l'agricoltura. Non mi sembra infatti che, fino a oggi, ci
siano stati candidati che abbiano speso parole, in termini di idee e proposte,
per un settore trainante dell'economia calabrese". E' quanto afferma il
candidato al Senato del Popolo della Libertà Vincenzo Speziali. "Mi
sorprende questa dimenticanza consideratdo che la Calabria risulta una regione
in cui l'incidenza dell'agricoltura è importante e comunque superiore a quella
mediamente registrata in altre parti d'Italia. E mi sorprende anche perché ?
prosegue Speziali ? nella nostra regione si sono affermate delle aziende
agricole capaci di competere con quelle che operano nel Nord e che, tuttavia,
avrebbero bisogno di aiuti di natura legislativa per produrre meglio e creare
nuova occupazione. Una boccata d'ossigeno per queste aziende ? ma anche per
quelle che operano in altre aree del Paese ? potrebbe arrivare da una riduzione
dei costi di produzione e in particolare quelli previdenziali e del costo del
lavoro che nel resto d'Europa sono molto più bassi. Si tratta - ritiene il
candidato del PdL - di un intervento che garantirebbe maggiore competitività delle imprese agricole che hanno il loro bel da
farsi anche con la burocrazia. Bisogna eliminare tutti quei passaggi inutili e ripetitivi che
tolgono energia all'attività economica principale e che spesso ne limitano la
crescita. Ma c'è anche da garantire una certa stabilità fiscale . Non si può,
ogni anno, rivedere quelle norme che determinano aliquote ridotte per Irap,
gli acquisti dei terreni e l'impiego di carburante agricolo. Sarebbe utile che
il regime dell'Irap ridotta - afferma Speziali - diventasse una norma
strutturale. Anche in questo comparto, poi, è d'obbligo adeguare gli strumenti
creditizi a quella che è la nuova agricoltura, fatta di innovazione e
tecnologia. Le banche non possono sottovalutare le esigenze di questo mondo
così variegato e offrire soltanto quelli che sono strumenti tradizionali di
accesso al credito. Ritengo che corporate finance, fondi di investimento,
mercato dei futures, venture capital devono entrare in agricoltura. Per quanto
riguarda più in dettaglio il comparto agro-alimentare, penso che sia arrivato
il momento di superare la debolezza strutturale e organizzativa del settore.
Questo sarà possibile solo ricorrendo a forme di gestione associata che diano
più respiro alle unità produttive calabresi, nella maggior parte dei casi di
media dimensione. Sarà utile promuovere strategie efficaci di marketing di
filiera, integrando le filiere produttive stesse e migliorando l'efficienza
negli scambi. E poi bisogna ragionare in un ottica di distretto rurale e
agroalimentare che costituisce una realtà economica tra le più importanti e dinamiche
degli strumenti di sviluppo disponibili. Il distretto potrà fornire servizi per
il miglioramento e il potenziamento della produzione e il suo peso sarà
rilevante sia nelle esportazioni sia nell'indotto. Solo così si potrà
affronterà il mercato globale, solo così faremo della agricoltura calabrese un
punto di forza per la nostra debole economia. Da parte mia - conclude Speziali
- ci sarà il massimo impegno intanto per ascoltare altre proposte e poi perché
queste idee, penso condivise da tutti coloro che operano nel comparto, possano
trovare piena attuazione".
( da "KataWeb News" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alle 20:15 - Fonte:
beppegrillo.it - 0 commenti Clicca il video La burocrazia italiana è cresciuta come un
immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa.
Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato , un pezzo di carne urlante, un
pazzo che cerca vendetta.
( da "Provincia di Lecco, La" del 03-04-2008)
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Franceschini guarda
a Lecco "Aiuterò le piccole imprese" Il vicesegretario del Partito
Democratico ieri in piazza XX Settembre "La riduzione della pressione
fiscale attraverso la lotta all'evasione" Una campagna elettorale vissuta
nelle piazze. A Tv spenta, guardandosi negli occhi, per dimostrare la voglia di
ripartire con fiducia e coraggio per cambiare il futuro del paese. Dario
Franceschini, vicesegretario del Pd, ha scelto la lecchese piazza XX settembre
per uno degli ultimi appuntamenti di questa campagna elettorale vissuta in
mezzo alla gente. "Lecco è una città che conosce la propria storia, ma è
capace di investire sul futuro. Le sue priorità corrispondono a quelle del
Pd". La platea democratica cittadina, dopo l'appuntamento di qualche
settimana fa con il leader Veltroni, si è radunata tra i tavolini del caffè
Frigerio per esprimere il suo sostegno a Franceschini, incurante del vento
freddo e del cielo color tempesta. Seduto accanto ai candidati locali Lucia
Codurelli e Antonio Rusconi, il numero due dei democratici ha iniziato
ammettendo con franchezza "Gli errori del passato, il tentare di mettere
insieme interessi troppo diversi che ha paralizzato il lavoro del governo
Prodi. Lo stesso sbaglio, figlio di un modo di fare politica logoro e senza sbocchi,
in cui sta incappando adesso Berlusconi, che tra Fini, Bossi, Ciarrapico e
Fabris ha messo insieme un gruppo dal tasso di litigiosità proibitivo".
"L'Italia ha dato al centro-sinistra l'ultima occasione per cambiare e
ripartire; non l'abbiamo sprecata, abbiamo realizzato un programma basato su
contenuti concreti" ha continuato il vice di Veltroni "I nostri punti
rispecchiano le esigenze della città di Lecco. Come il sostegno alle piccole e
medie imprese che sono la forza del territorio. L'innovazione, la crescita, la
conquista dei grandi mercati sono obiettivi possibili se c'è una forte volontà
statale di investire nel settore e di valorizzare l'operato delle aziende. Lo
strumento privilegiato sarà la riduzione della pressione fiscale, possibile
continuando ad insistere sulla strada della lotta all'evasione. Altri rientri
economici verranno dalla riduzione dei costi burocratici, che passerà anche
dall'abrogazione delle leggi inutili e ridondanti. E questo costituirà un
ulteriore vantaggio per le imprese, che oggi sono soffocate dalle reti tentacolari della burocrazia, che le affannano e impediscono loro di lavorare con
efficienza". Ma sarà un bel vantaggio anche per le famiglie, perché anche
la loro quotidianità è inevitabilmente rallentata dalla goffa onnipresenza
della macchina burocratica. La certezza di avere maturato gli strumenti per
cambiare le cose anche nei confronti delle politiche della sicurezza:
"Siamo pronti alla battaglia contro la micro-criminalità, pensiamo al
problema della sicurezza nelle città del nord. Ma abbiamo anche detto al
mezzogiorno che i voti della mafia non li vogliamo" e qui il pubblico di
piazza XX settembre, sferzato dalle raffiche di vento, si è sciolto in un
applauso "Per quanto riguarda l'immigrazione, tenendo salda la necessità
della lotta alla clandestinità, siamo convinti che spiegare le buone ragioni
dell'integrazione sia la strada più produttiva per una società di cui gli
stranieri sono ormai parte integrante e forza lavoro insostituibile". Il
tema delle infrastrutture: "Siamo promotori di un ambientalismo del fare.
Perché un'Italia che non rimanga periferia dell'Europa, ma sia integrata nel
sistema dei trasporti si può fare, anche senza catastrofi ecologiche. A partire
dal trasferimento dei trasporti dalla gomma al ferro, con il potenziamento
della ferrovia". Piazza XX settembre, dubbi non ne ha. E Franceschini
rilancia: "Avete la possibilità di scegliere il vostro premier, i
candidati sono due. Guardateli in faccia. Di chi vi potete fidare?"
Federica Cominetti 03/04/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Slitta di una settimana
l'apertura delle buste: prima di vedere le ruspe in azione allo stadio, dovrà
passare ancora del tempo La telenovela continua. Questa volta è una banale
indisponibilità di un commissario a interrompere l'iter previsto per l'apertura
della gara sull'assegnazione dei lavori allo stadio ?Rigamonti-Ceppi?. Erano
stati tutti avvisati, i partecipanti al bando, ma è stato comunque un piccolo
smacco per la Calcio Lecco dover assistere all'ennesimo rinvio della data di
inizio lavori. Anzi, della data in cui si sarebbe saputo chi questi lavori li
dovrà fare. Poco male: ritardo più, ritardo meno, aspettare le 10 di mattina di
mercoledì 9 (nuova data di apertura delle offerte) non scandalizza nessuno.
Tranne quanti ricordano che - non più tardi di fine giugno 2007 - si assicurava
che a fine gennaio l'adeguamento dello stadio sarebbe stata cosa fatta. Ma, nel
settore pubblico, un ritardo tira l'altro, come le ciliege. Comunque sia, e
passato a parte, mercoledì alle 10 verranno aperte le buste contenenti le offerte
in ribasso su una base di circa un milione e centomila euro (per la precisione
1.087.268,89 euro). Quando le buste saranno state aperte, la commissione potrà
stabilire chi è l'aggiudicatario provvisorio dei lavori, prima di arrivare
all'aggiudicazione definitiva e alla stipula del contratto vero e proprio. Non
è detto, però, che tutto sia così semplice: alla ?proclamazione?
dell'aggiudicatario, infatti, dovrà seguire la verifica di tutti i documenti
presentati (la burocrazia mette a dura prova qualsiasi impresa), e della loro regolarità.
Dopo di che si potrà cominciare a fornire qualche ipotesi sull'inizio del
cantiere e, dunque, sulla sua chiusura. Davvero una ?never ending story? quella
dello stadio di Lecco che sembrava essere iniziata nel migliore dei modi quando
la Calcio Lecco, in poco più di un mese, era riuscita a consegnare alla
città una curva Sud (quella destinata agli ospiti) nuova di zecca. Certo, non
c'era stato bisogno né di una gara d'appalto né, tantomeno, di accendere un
mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti di Roma (con relativa produzione di
montagne di documenti da mandare nell'Urbe e ritorno). Fatto sta che la ditta
facente capo a Marco Romano, su progetto dell'ingegnere bluceleste Raoul
Cassinelli, aveva iniziato i lavori a luglio; a fine agosto tali lavori erano
finiti. Il resto dello stadio? Avrebbe dovuto essere riqualificato a partire da
settembre, poi da gennaio, quindi a marzo-aprile. Ora, forse per non essere
scambiati per novelli cartomanti, di date nessuno osa più farne. 03/04/2008.
( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
03-04-2008 20:32 Serviranno
a semplificare gli iter amministrativi Palermo, 3 apr. (Apcom) - Il presidente
dell'assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché questa sera, a palazzo
dei Normanni a Palermo al candidato governatore Raffaele Lombardo, quattro
progetti di legge per la semplificazione amministrativa della Regione
siciliana. Il Ddl contiene norme per la semplificazione amministrativa, la riforma della burocrazia, la trasparenza e programmazione contabile, l'innovazione.
"E' un pacchetto di proposte - ha detto Lombardo - che il governo farà
proprio e offrirà all'esame dell'assemblea regionale siciliana". "Il
testo del Ddl - ha sottolineato Micciché - è il frutto di mesi di lavoro di
quest'ultima legislatura e mira ridurre gli iter burocratici".