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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL   3-4-2008     #TOP


Report "Burocrazia"

Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia ( da "Gazzetta di Parma, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia Le cause? Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi Francesco Bandini II Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl continuava a pagare i medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni scorsi, che ha stupito anche per i numeri che la caratterizzano: 1.

ALITALIA: PRATO E SPINETTA,I PROTAGONISTI DEL NEGOZIATO/ANSA ( da "Wall Street Italia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia francese, l'Ecole Nationale d'Administration di Parigi, Spinetta dal 1972 è responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del Ministero dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il ruolo di capo dello staff al Ministero del Lavoro e successivamente a quello

I 738 volontari del soccorso hanno un nuovo presidente ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo anni di burocrazia, di essere più operativo - commenta Cometto -. Ho cominciato da volontario a 18 anni; negli anni di presidenza ho lavorato per dare alla federazione la giusta veste istituzionale. Ora, a 36 anni, lavorerò sul campo; il numero dei volontari è aumentato e non è più conciliabile il coordinamento amministrativo con l'

Assistenza, futuro grigio ( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: psicologi ed esperti di burocrazia per ottenere sussidi o permessi sul lavoro sino al letto medicalizzato. Adesso c'è il pellegrinaggio da un ufficio all'altro mentre è in fase di rodaggio il lavoro di un assistente sociale in servizio al Policlinico e all'ospedale di Baggiovara che permette ai famigliari di ottenere informazioni e certificati in tempi brevi.

L'ambasciatore Usa alla Lub Vi invito a Silicon Valley ( da "Alto Adige" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è colpa di questo o quel governo ma di tutti: se ci sono troppe regole, troppa burocrazia, le imprese segnano il passo. E da fuori non vengono in Italia. E l'America? Può piacere o no ma abbiamo qualche decennio in più di esperienza nella semplificazione delle norme E poi le infrastrutture e l'attrattività del sistema bancario.

Burocrazia lampo: per l'impresa basta un'ora Provata sul campo a Ravenna la nuova normativa che accelera le pratiche per l'avvio di un'attività ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IL NOSTRO TEST Burocrazia lampo: per l'impresa basta un'ora Provata sul campo a Ravenna la nuova normativa che accelera le pratiche per l'avvio di un'attività - -->.

Dall'inviato LORENZO SANI - FAENZA (Ravenna) - LA BELLA noti ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quello governato dal Moloch della burocrazia. In un giorno, o al massimo entro cinque è possibile far nascere un'impresa. Ma ieri a Faenza tutto l'iter burocratico è stato assolto addirittura in meno di un'ora. Dallo scorso 19 febbraio, infatti, è partita in dieci province pilota la fase sperimentale della cosiddetta Comunicazione unica: basta una mail per iniziare (

In arrivo 11 milioni per il trasporto. Anav: Rispettare gli impegni ( da "MF Sicilia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: garantiscono comunque i collegamenti nonostante gli annosi ritardi della burocrazia regionale". "L'Anav Sicilia", ha concluso Graffagnini, "continuerà a pressare affinché con lo stesso senso di responsabilità l'assessorato avvii l'istruzione delle pratiche giacenti da tanto tempo ed eroghi il resto delle somme dovute per le altre voci (contributi di esercizio, rinnovo parco mezzi,

In sanità vogliamo contare di più ( da "Giornale di Brescia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dimissioni anticipate e burocrazia Il presidente dell'Ordine dei medici di Brescia, Raffaello Mancini e, a destra, l'immagine di un medico "decapitato", una figura che, secondo l'Ordine, "ha perso il ruolo di protagonista nella gestione della salute del paziente" L'Ordine professionale è pronto a prendere posizione affinché si ritorni alla priorità del medico in medicina:

Legacoop sui beni confiscati, iter più snelli per riconvertirli ( da "MF Sicilia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di riformare la burocrazia, di creare una politica progettuale". "Adesso", ha dichiarato il presidente della coop Pio La Torre, Salvatore Gibiino, "occorre abbreviare i tempi che intercorrono tra il sequestro dei beni, la confisca e l'assegnazione alle cooperative perché il bene confiscato rappresenta una risorsa e un'opportunità occupazionale"

Fatti e non parole per rilanciare il turismo ( da "Italia Oggi (Turismo Oggi)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: regole stabilite non tanto dalla legislazione quanto dalle intuizioni di una burocrazia che sembra conoscere poco del fenomeno e, pertanto, provoca spesso dannosi effetti dicotomici, l'improvvisazione e la speculazione condizionano l'ordinato sviluppo del settore e lo condannano ai margini del mercato. La farragine legislativa e l'opinabilità dei regolamenti imposti dalla burocrazia,

Cercavo un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro Il prof delle Superiori ha fatto politica in Zona 8 ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una grande mole di burocrazia inutile. Poi è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si insegna per educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che nell'istituto Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che ripercussione abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del lavoro?

Costruttori, riscrivere le regole ( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non sono mancati attacchi ai tempi della burocrazia. "C'è un sistema di leggi, regolamenti, burocrazia, ma anche mentalità", ha aggiunto il leader del Pdl, "difficile da superare per l'ostilità preconcetta della sinistra italiana verso ciò che è privato e che non riesce a regolamentare, a controllare, a dominare.

Poche nuove regole per gli agenti ( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, il clientelismo e combattendo con provvedimenti concreti il malaffare. In caso contrario non ci sarà speranza di raddrizzare una barca che fa acqua da tutte le parti. Occorre recuperare il passo dei paesi più moderni, privilegiando e incentivando il merito e i sacrifici durissimi di chi è impegnato ad accrescere la produttività e la competitività delle nostre aziende,

Berlusconi<Evadereè giustificato> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Silvio Berlusconi e Walter Veltroni hanno dato vita ieri ad un forsennato dibattito a distanza che è saltellato dalle tasse alla burocrazia, dai mutui alla intercettazioni ("Se usciranno fuori le intercettazionid elle mie telefonate, lascerò questo paese", ha annunciato il Cavaliere), passando attraverso battute, colpi più o meno sotto la cintura, speculazioni assortite.

In attesa del risanamento il ghetto va in briciole ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia romana sono quelli che sono". Così spiega Giovanni Giudice di Arred, agenzia regionale recupero edilizio, che entro 13 mesi dovrebbe iniziare i lavori per risanare un buon numero di edifici del ghetto. Diventeranno alloggi per studenti in parte, in parte l'architetto Giudice dice che si tratterà di una sperimentazione innovativa offrendo questa case recuperate ad "

IL PROFILO Jean-Cyril Spinetta, presidente e ad dell'Air France-Klm, e laureato alla scuola ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alta burocrazia francese, dal 1972 è stato responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del ministero dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il ruolo di capo dello staff al ministero del Lavoro e successivamente a quello degli Affari sociali e trasporti.

Recupero il tempo perduto, grazie Prodi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito, nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto,

Campofontana un paese sugli sci ( da "Arena, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma dalla burocrazia, che blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga Lobbia. Uno spazio per gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza come quest'anno, è il meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa quotidianamente per restare in montagna e permettere ai propri figli l'unica soddisfazione che li ricompensa di tanti sacrifici.

E a settembre apre la nuova sede ( da "Provincia di Cremona, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assistenza necessaria per districarsi nel fitto dedalo della burocrazia italiana; dai rapporti con gli istituti di credito alle normative sulla sicurezza. Infine una novità di carattere logistico. Da quest'autunno (inaugurazione prevista settembre) Cna avrà una nuova sede, dove c'è il consorzio Fidi, di fronte alla Fir.

Si vota, tutti a promettere ( da "Centro, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con gli ospedali che funzionano e la burocrazia che non sarà più la "burocrazia" che tutto rallenta. Imprenditori e operai lavoreranno spalla a spalla per il progresso dell'impresa e quindi per il benessere di tutto il Paese. Mi scordavo un particolare, ma temo che se lo siano dimenticato pure Veltroni e Berlusconi.

Pescatori sardi sul piede di guerra: strascico e burocrazia ci bloccano - pier giorgio pinna ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sardegna Pescatori sardi sul piede di guerra: strascico e burocrazia ci bloccano Parla Gianni Usai, rappresentante della categoria e attore nel film "Le ragioni dell'aragosta". Lagune inquinate, moria di pesci, vincoli applicati senza discernimento PIER GIORGIO PINNA CABRAS. La pesca va a picco. Spazzata da onde minacciose.

Il cacciatore di aquiloni ( da "Nuova Venezia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre

Peghin: le dimissioni on line? troppi cavilli ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso penalizzante di burocrazia con incertezza e confusione tra gli operatori". La nuova legge che regola la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori, abolendo la classica lettera "a mano" e introducendo l'obbligo dell'utilizzo di un protocollo informatico, è, secondo Peghin "Un provvedimento inopportuno e penalizzante per le imprese oneste e rispettose delle regole,

L'api ai candidati "tagliate le tasse" ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dell'internazionalizzazione e della burocrazia. è su questi temi che le Pmi chiedono risposte chiare alla politica". Lo ha detto ieri Claudia Porchietto, presidente dell'Api torinese, nell'incontro organizzato con i leader piemontesi dei due maggiori partiti, Guido Crosetto (Pdl) e Gianfranco Morgando (Pd).

Veltroni fa il pieno ma il trionfo è anche di soru - enrico gaviano ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la battaglia per neutralizzare le storture della burocrazia, l'aiuto alle fasce più deboli del paese, giovani, donne, anziani. "Aumentare gli stipendi e i salari, il loro valore, si può fare - dice -. Già il governo Prodi ha realizzato un extra gettito che consentirà di abbassare la percentuale da tassare.

La burocrazia spranga le celle della rotonda - tonio biosa ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Olbia La burocrazia spranga le celle della Rotonda Antonello Pintus polemizza con il provveditore regionale Francesco Massidda "Il Comune ha inviato tutti i documenti, ora riaprite l'istituto" TONIO BIOSA TEMPIO. "Appare poco credibile l'atteggiamento del Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria,

In biblioteca a grado presentazione del libro di poian il ventisette ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dipendenti rassegnati alla tragica noia della burocrazia, casalinghe prestate alla scrivania, tutti spuntano il calendario in attesa del ventisette. Ma oggi, all'Ufficio analisi pratiche reclamate, nel fuggi fuggi verso la banca, qualcuno ha dimenticato una porta chiusa. E la furia degli utenti esplode contro la più odiata delle categorie: quella dei Dipendenti pubblici.

Piccola distanza, grandi avventure ( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una sorta di sportello servizi pensato per facilitare agli albanesi l'impatto con la burocrazia italiana. Attualmente l' associazione vanta 1600 iscritti. Quanto alle festività, la più importante è l'indipendenza dell'Albania dall'Impero Ottomano (1912); festeggiata il 28 novembre anche dalla comunità presente a Prato. Miriam Monteleone.

Per la nautica nuove aree. al comparini ( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo la burocrazia, tocca all'annoso problema dell'insabbiamento: "Appena c'è un'onda o un po' di vento sei costretto a rinviare la prova delle barche, con conseguenti ritardi nella consegna. Mi piacerebbe davvero sapere quanto Viareggio ci tiene o meno ad avere ancora la nautica.

<Libere professioni, sì alla riforma> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: funzionamento della giustizia e per la semplificazione della burocrazia: gli ordini professionali di Bergamo hanno incontrato ieri alla Borsa Merci i candidati alle elezioni per presentare problemi ed esigenze delle categorie. Sono intervenuti Alberto Carrara, presidente dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Ettore Tacchini, presidente dell'ordine degli avvocati,

Artigiani: la ricetta per crescere ( da "Nuova Ferrara, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cosa da fare dovrà essere una drastica riduzione della burocrazia". Dito verso contro "la revisione degli studi di settore fatta nell'ultima finanziaria che ha innalzato le tasse attraverso l'aumento degli imponibili per le imprese". Per il segretario generale locale, Giuseppe Vancini, "serve un progetto serio per il territorio che attualmente sta vivendo una fase di mediocrità.

Dalla Sardegna Veltroni lancia lo sprint ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È il disegno di un'Italia più libera dalla burocrazia e anche dalla cattiva politica, "che ha bloccato questo Paese e che non deve più condizionare la sanità pubblica. Oggi si diventa manager delle Asl non si sa perché, io chiedo che si facciano i concorsi, le audizioni, e sia tutto pubblico, consultabile su internet".

Quercia, cantieri fermi al Palio pista vecchia ( da "Adige, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per anni vicepresidente nazionale della Fidal è riuscito a smuovere la burocrazia romana e a velocizzare almeno il Coni. Ora si limita a dire: "Per noi l'importante è tutelare una manifestazione sportiva che fuori ombra di dubbio è la più importante della città". Chi è pratico del Quercia non avrà mancato di notare che operai e macchinari sono intervenuti recentemente nello stadio.

Camera di commercio e imprese, meno burocrazia e procedure più facili ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oristano Pagina 4016 Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi Camera di commercio e imprese, meno burocrazia e procedure più facili Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi --> Sarà più facile per le oltre 15 mila imprese della provincia dialogare con gli uffici della Camera di commercio di Oristano e più in generale col sistema camerale regionale.

L'eterno male oscuro dell'AMERICA LATINA ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: organizzavano la burocrazia, amministravano imperi e regni. L'intero tessuto sociale era frammentato", dunque impedito di produrre spontaneamente, dal basso, le forme di società che avrebbero agevolato il progresso. Sono stati così distorti, per cinque secoli fino al presente, tutti i modelli importati dall'Europa e, più tardi,

Giubileo, cerimonie di alta classe per celebrare la storia di una vita ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Devono fronteggiare una burocrazia articolata, preparare documenti, fissare orari, predisporre tutto affinché la cerimonia funebre si svolga nel migliore dei modi". Per le famiglie, invece, il "volto" di Giubileo è quello dei funzionari cui spetta il primo incontro, quello in cui si mettono a fuoco le caratteristiche della cerimonia funebre,

Picchetto e striscioni contro la preside: "Ci nega qualunque cosa" ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qui tutto è burocrazia: ci è stato detto che avrebbe dovuto esserci l'insegnante di educazione fisica", spiega Davide Agazzi, rappresentante degli studenti. "La preside ci ha ricevuti dopo due settimane", dice Lorenzo Li Veli. Marco Lombardo: "Viviamo assurdità come il non poter andare in cortile durante l'intervallo: non vogliono che si fumi,

Tombe pronte, il regolamento no ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La rabbia di chi ha già acquistato in vita gli spazi nel cimitero comunale La burocrazia impedisce i seppellimenti nella nuova ala --> La burocrazia impedisce i seppellimenti nella nuova ala Il sindaco Marongiu assicura che entro venti giorni i lotti verranno assegnati definitivamente a chi li ha prenotati e pagati sei mesi fa.

<Cercavo un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una grande mole di burocrazia inutile. Poi è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si insegna per educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che nell'istituto Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che ripercussione abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del lavoro?

Di RENATA ORTOLANI PROFESSOR Braga, lei gareggerà per la poltrona di ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi c'è un sovraccarico di burocrazia. I guai che alcuni direttori di dipartimento hanno avuto con la Corte dei conti sono emblematici della difficoltà di mettere in atto una supervisione, per limiti oggettivi". Troppa burocazia? "Sì. Io dico sempre che è come il colesterolo: c'è quello 'buono' e quello che fa ammalare.

È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente bipartisan ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia ministeriale e della diplomazia, delle università e delle imprese. La collaborazione, insomma, ha funzionato ancora una volta. E non si può fare a meno di pensare a quanto tutto ciò potrebbe rivelarsi utile per la soluzione di alcuni casi spinosi, come oggi il nodo Alitalia-Malpensa o l'emergenza-rifiuti e domani la Tav:

E' l'odissea di due anziani coniugi di Frosinone. Due anziani che, oltre all'età ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mali della burocrazia e dei ritardi dell'Ater (l'Istituto che amministra le Case popolari). La loro storia è fatta di richieste di riparazioni e sollecitazioni. Che mai, però, hanno avuto risposta. In particolare la situazione si è aggravata quando la donna, 69 anni, si è ammalata di tumore ed è, quindi, è oggi costretta a frequenti visite con sedute di chemioterapia in ospedale.

L'irresistibile ascesa di Blackwater Esercito privato agli ordini di Bush ( da "Liberazione" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: privatizzare la burocrazia militare, uno studio che ha creato il terreno per l'incredibile prosperità dei profitti di guerra attuali. Durante gli anni di Clinton Erik Prince capì che poteva approfittare della privatizzazione dei servizi militari infilandosi nel proficuo mondo dell'outsourcing: un'ascesa molto rapida se si pensa che Blackwater venne fondata nel 1996 come una struttura per l'

Tutti a lezione dai Comuni più ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: segue i tempi della politica e della burocrazia. E intanto gli imprenditori, in un periodo traballante per l'economia italiana, chiedono risposte concrete e soluzioni (anche al costo, altissimo, dell'energia in Italia). E DI SOLUZIONI ed esempi concreti (ed 'esportabili'?) sul tavolo della Conferenza europea ne sono stati messi parecchi: "Lo scopo di questi tre giorni di dibattito ?

Ubaldi: il voto dato a me vale solo per me ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia asfissiante, il peso fiscale sui cittadini, sulle famiglie e sulle imprese e la non autosufficienza energetica, che ci costringe a pagare prezzi salatissimi, come si vede anche in questi giorni con l'aumento delle bollette". "Se verrò eletto, nel mio lavoro in Parlamento applicherò - promette Ubaldi - lo stesso impegno di contenuti e di metodo che ho profuso nei nove anni

<Lunghe code per la Tarsu Gli utenti attendono in ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aumento della Tarsu e per far correggere varie tipologie di errori che la burocrazia genera. Da candidato della lista civica dei "Grilli Massesi", mi chiedo per quale motivo una società che fattura diversi milioni di euro all'anno non possa, in questo momento di grosso carico lavorativo, effettuare orari più estesi, iniziando alle ore 8 invece che alle ore 9 ed evitando, così,

Energia pulita, la Saf <sposa> il fotovoltaico ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia che impedisce, all'impianto pronto, di iniziare a produrre in tempi brevi". I titolari della ditta hanno installato un impianto con una potenzialità produttiva da 19,80 kWp, costituito da 90 pannelli in silicio posizionati sul tetto che occupano uno spazio di circa 150 metri quadrati e da 3 inverter che trasformano la corrente da continua ad alternata.

Bianchi e La Grotteria danno forfait: è quasi completo il puzzle per ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dalla burocrazia al campo, proseguono gli allenamenti dei biancazzurri in vista della trasferta in programma domenica a Giulianova. E' ormai praticamente certo il forfait del gaucho La Grotteria che, da un paio di giorni, ha ripreso ad allenarsi con un lavoro differenziato.

Piccole e medie imprese, la sfida dei 'volonterosi': <Non chiediamo solo meno tasse e ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I CANDIDATI AL PARLAMENTO CHIEDONO MENO tasse e meno burocrazia, ma anche di dare più chances ai... volonterosi e di semplificare il panorama delle associazioni di categoria. Dai vertici di Confartigianato, richieste a tutto campo alla politica, nazionale e locale. Sabato in via Veneziani si svolge il congresso provinciale, che vedrà l'elezione del nuovo Consiglio territoriale (

Primo duello, illy e tondo divisi su tutto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione del peso della burocrazia e "il consolidamento dello sviluppo economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550 milioni in più di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che economia e occupazione stanno bene". Tre "I" sono invece la bussola per Tondo che ha detto di voler ripartire dal 2003,

La Sicilia alza la posta sul turismo ( da "TTG Italia" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi arriva anche lo strale: "Bisogna battere la burocrazia - insiste l'assessore - e accelerare sui tempi perché l'operatore deve avere la certezza dell'investimento e programmare in tempi razionali le proprie strategie". La Sicilia è una destinazione che piace e che sta crescendo bene sul piano internazionale.

E il Pd fa l'elemosina famiglie, buono spesa di 600 euro l'anno ( da "Campanile, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anno Dopo i grandi numeri su burocrazia e edilizia popolare, Veltroni sul sostegno ai nuclei a basso reddito vola basso e annuncia un bonus di 50 euro al mese per chi ha due figli a carico e non supera i 18mila euro Un buono spesa di 600 euro per ogni famiglia con due figli a carico e un reddito non superiore a 18mila euro l'anno.

La preside boicotta il calcetto e al Cavour esplode la rivolta ( da "CronacaQui.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e la burocrazia interna non funziona. E il risultato è che negli ultimi anni gli iscritti sono diminuiti". Nel primo pomeriggio gli studenti sono stati ricevuti dalla preside, e hanno ricevuto un po' a sorpresa il consenso di molti professori. "Si può discutere sulle modalità della protesta, ma è certo che all'interno della scuola manca la comunicazione,

Fossano: A.P.A., un Bilancio positivo con un grande progetto ( da "Targatocn.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli imprenditori devono affrontare nel gestire la burocrazia delle aziende agricole. Sono questi, in sintesi, secondo il presidente dell'APA di Cuneo, Roberto Chialva i principali problemi di un comparto in cui lavorano sempre meno giovani. In questo contesto la provincia di Cuneo si salva grazie all'alto numero di associati (2500) e all'allevamento dei bovini di razza piemontese:

Campofontana un paese sugli sci ( da "Arena.it, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma dalla burocrazia, che blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga Lobbia. Uno spazio per gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza come quest'anno, è il meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa quotidianamente per restare in montagna e permettere ai propri figli l'unica soddisfazione che li ricompensa di tanti sacrifici.

<Recupero il tempo perduto, grazie Prodi> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito, nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto,

ELEZIONI. Voto a domicilio, dopo la denuncia di MDC è possibile anche in Sicilia ( da "HelpConsumatori" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 09 Casi emblematici della burocrazia italiana. Fino a pochi giorni fa i cittadini siciliani che, essendo attaccati a macchine elettromedicali, chiedevano di votare a casa potevano farlo solo per le elezioni nazionali e comunali, ma non per le regionali. Ma oggi, a seguito di una vicenda portata alla luce dal Movimento Difesa del Cittadino,

I must, Usa e Polinesia ( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per la cerimonia, l'affitto dei vestiti, l'organizzazione della festa e l'ospitalità in altri alberghi per gli invitati. I grandi alberghi offrono anche pacchetti matrimonio intonati al tema del resort: ad esempio al Las Vegas Hilton, sede dell'attrazione Star Trek - The Experience, è possibile sposarsi su di una riproduzione del ponte dell'

Bra: ieri incontro del Popolo delle Libertà con gli ex UDC ( da "Targatocn.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sprechi e lo sfoltimento di leggi e burocrazia si è soffermato il deputato uscente Enrico Costa mentre Lucio Stanca, ministro dell'Innovazione nel governo Berlusconi ha ricordato i danni d'immagine derivanti dalla vicenda Alitalia e dalla crisi dei rifiuti a Napoli. Critico sulle scelte di Casini è dell'UDC è stato anche Carlo Giovanardi che ha invitato i cattolici passati al PDL "

IACONO (PSI). IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE POVERA DI CONTENUTI L'UNICO OBIETTIVO SEMBRA ( da "Mattino, Il (City)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie, abusi di potere, arroganza, indifferenza. La mia scommessa è nel ritorno della politica, una buona politica che sappia rimettere al centro dell'azione anche questo". Mazzoni (Udc). "Le infrastrutture sono una priorità. L'impresa campana paga un costo tre volte superiore a quello di una impresa del nord Italia.

MADDALONI A LUTTO, CHIUDONO GLI UFFICI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che la vedova e gli eredi di Sposito De Lucia non diventino pure vittime della burocrazia. Come purtroppo è già avvenuto per altre vittime del lavoro in provincia di Caserta". La protesta sembra aver fatto centro. Per questo motivo, e da oggi adesso ufficialmente, l'assessore provinciale al lavoro Enrico Milani ha promesso "procedure più che celeri".

IMMIGRATI E VOTO ( da "Azione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza.

<La politica non trascuri il mondo rurale> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A partire da una drastica riduzione della burocrazia e da un aumento della nostra capacità di negoziazione. "Sia in sede internazionale che in sede comunitaria, le scelte fatte finora sono state subordinate alle regole del più forte" osserva Casalini. E aggiunge: "Si oscilla tra l'acquiescenza verso ciò che dice Bruxelles e i tentativi di imporre scelte nazionali.

<In pensione più tardi per aiutare i giovani> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Regioni ed Enti locali per alleggerire il carico di burocrazia. Sicurezza di ordine pubblico, ma anche nei luoghi di lavoro e nella protezione civile. Infine, solidarietà - dice Crema - una politica verso gli immigrati che salvaguardi le richieste del mondo del lavoro e che faciliti l'integrazione respingendo l'illegalità".

Uno Stato più "snello" con le imprese ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: democratico Paolo Giaretta in corsa al Senato annuncia le novità in economia Uno Stato più "snello" con le imprese Meno burocrazia. Ed ogni "complicazione" in più sarà deducibile al fisco per il 50 per cento È l'uomo politico con la maggiore esperienza in città. Paolo Giaretta, 61 anni, è stato sindaco dal 1987 al 1993 e poi nel 1996 è stato eletto senatore nelle liste dell'Ulivo.

Un giovane lariano insegna marketing ai cinesi ( da "Corriere Di Como, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la rapida ascesa dei costi di produzione e per l'eccessiva burocrazia. Ma credo che rispetto ad alcuni anni fa nessuno ormai sottovaluti la Cina. Anzi credo che ci sia una controtendenza e si sottovaluti il potenziale del Paese a breve termine. Ormai non si contano più le statistiche sulla quantità di milionari e miliardari cinesi.

La fusione è più vicina ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: minor burocrazia e più servizi per i cittadini. Un'esperienza simile alla fusione si è vissuta per quattro anni, dal 2000 al 2004, quando le amministrazioni comunali di Arzene e San Martino formarono l'Unione. Valvasone si era però chiamata fuori. "La tempistica per decidere di aderire all'Unione era oggettivamente troppo breve e non si è potuto pianificare bene il progetto,

Tondo: Regione indebitata. Illy: siamo tra le migliori ( da "Gazzettino, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attuazione delle misure sulla protezione sociale, il bilancio ecologico, la riduzione del peso della burocrazia, le infrastrutture e "il consolidamento dello sviluppo economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550 milioni in più di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che economia e occupazione stanno bene".

La casa invasa dai pannoloni, ma l'anziana madre non ha assistenza ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dalla Usl vedo un mare di burocrazia ed una generale disorganizzazione ed inefficienza, si pensi che c'è una sola fisiatra per tutta la Usl per l'assistenza domiciliare. L'efficienza c'è stata finora nella consegna dei pannolini: mi hanno invaso la casa. Ne ho ben 27 scatoloni del peso complessivo di qualche quintale.

Udine (loma) <Sono stato assessore ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificare burocrazia e funzionamento, verificando la bontà delle riforme. Con la riduzione delle aziende sanitarie, metteremo ancora di più in sinergia gli ospedali, con ulteriori risparmi. I posti letto sono giusti e non vanno tagliati. Ma con le aree vaste, risponderemo alle esigenze locali e allo stesso tempo offriremo servizi migliori.

LAVORO/ ANCE: DECRETO SICUREZZA AUMENTA BUROCRAZIA E PENE ( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: porti ad un aumento della burocrazia e a un inasprimento delle pene, senza intervenire in modo efficace sulla formazione e la prevenzione, che sono gli elementi fondamentali per risolvere il problema della sicurezza sul posto di lavoro. "Con il Decreto sicurezza c'è stato un inasprimento delle pene e un aumento della carta e della burocrazia,

Intervista a SOUAD SBAI / "Per gli immigrati una carta verde sul modello americano" ( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ci deve essere solo una burocrazia dell'immigrazione. Però su queste basi vorrei poi vedere chi direbbe di no. E' vero anche che in Italia esiste pure un'altra fattispecie di immigrato, spesso di religione islamica, che segrega la moglie in casa, poligamo, che frequenta luoghi di indottrinamento all'odio anti occidentale spacciati per moschee.

ENTI LOCALI: LEGAUTONOMIE ED UNCEM TOSCANA AVVIANO UNIONE ( da "Agi" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo dichiarato e' quello di 'snellire' la politica da burocrazia e costi, razionalizzando obiettivi e servizi. La Confederazione, nelle sue intenzioni, apre la strada al 'federalismo', puntando sull'unione delle forze degli Enti e su un loro preciso impegno in relazione ad elementi qualificanti ed attuativi del processo federalista.

ELEZIONI/ FINOCCHIARO SCRIVE A TECNICI PROFESSIONISTI SICILIANI ( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Servono bandi trasparenti e meno burocrazia" Palermo, 3 apr. (Apcom) - Anna Finocchiaro, candidata da Pd, Idv e Sinistra l'Arcobaleno, alla presidenza della regione Siciliana ha scritto una lettera ai tecnici professionisti siciliani. Fra i principali punti della missiva inviata ad agronomi, architetti, forestali, geologi, geometri, ingegneri e periti industriali,

Malati di burocrazia terminale ( da "Blog Beppe Grillo" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ammastellati" firme per "Forza Clementina" --> 3 Aprile 2008 Malati di burocrazia terminale Clicca il video La burocrazia italiana è cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato, un pezzo di carne urlante, un pazzo che cerca vendetta.

"Si parla poco del comparto agricolo" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: competitività delle imprese agricole che hanno il loro bel da farsi anche con la burocrazia. Bisogna eliminare tutti quei passaggi inutili e ripetitivi che tolgono energia all'attività economica principale e che spesso ne limitano la crescita. Ma c'è anche da garantire una certa stabilità fiscale . Non si può, ogni anno, rivedere quelle norme che determinano aliquote ridotte per Irap,

Malati di burocrazia terminale ( da "KataWeb News" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it - 0 commenti Clicca il video La burocrazia italiana è cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato , un pezzo di carne urlante, un pazzo che cerca vendetta.

Franceschini guarda a Lecco <Aiuterò le piccole imprese> ( da "Provincia di Lecco, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: reti tentacolari della burocrazia, che le affannano e impediscono loro di lavorare con efficienza". Ma sarà un bel vantaggio anche per le famiglie, perché anche la loro quotidianità è inevitabilmente rallentata dalla goffa onnipresenza della macchina burocratica. La certezza di avere maturato gli strumenti per cambiare le cose anche nei confronti delle politiche della sicurezza:

Lavori al Rigamonti, arriva il solito rinvio ( da "Provincia di Lecco, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia mette a dura prova qualsiasi impresa), e della loro regolarità. Dopo di che si potrà cominciare a fornire qualche ipotesi sull'inizio del cantiere e, dunque, sulla sua chiusura. Davvero una ?never ending story? quella dello stadio di Lecco che sembrava essere iniziata nel migliore dei modi quando la Calcio Lecco,

ELEZIONI/ MICCICHE' CONSEGNA A LOMBARDO DDL PER RINNOVARE L'ISOLA ( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riforma della burocrazia, la trasparenza e programmazione contabile, l'innovazione. "E' un pacchetto di proposte - ha detto Lombardo - che il governo farà proprio e offrirà all'esame dell'assemblea regionale siciliana". "Il testo del Ddl - ha sottolineato Micciché - è il frutto di mesi di lavoro di quest'ultima legislatura e mira ridurre gli iter burocratici"


Articoli

Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA VICENDA DEI MEDICI PAGATI PER PERSONE DECEDUTE: ECCO COME FUNZIONA IL "MECCANISMO" SANITA' LA VICENDA DEI MEDICI PAGATI PER PERSONE DECEDUTE: ECCO COME FUNZIONA IL "MECCANISMO" Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia Le cause? Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi Francesco Bandini II Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl continuava a pagare i medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni scorsi, che ha stupito anche per i numeri che la caratterizzano: 1.584 casi fra Parma e provincia. La spiegazione? Spesso è nei problemi di trasmissione delle informazioni, ma anche in dati archiviati in modo errato. Ma in che modo l'Ausl viene a conoscenza dell'avvenuto decesso di un paziente? Queste informazioni l'azienda sanitaria le riceve dai Comuni della provincia. Ma non tutti i Comuni mettono a disposizione queste informazioni nello stesso modo. Solo Parma dà all'Ausl la possibilità di accedere in modo diretto (e protetto) alla propria banca dati anagrafica tramite collegamento informatico. Tutti gli altri Comuni, invece, si affidano ancora alla comunicazione cartacea, tramite l'invio della cosiddetta "notifica di morte". continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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ALITALIA: PRATO E SPINETTA,I PROTAGONISTI DEL NEGOZIATO/ANSA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 2 APR - La trattativa per la cessione di Alitalia che si è conclusa oggi con l'abbandono del tavolo delle trattative da parte del presidente di Air France, ha visto contrapposti in questa vicenda Maurizio Prato, presidente di Alitalia dimessosi stasera, e il numero uno della compagnia francese, Jean-Cyril Spinetta. Maurizio Prato è un manager dell'Iri chiamato dal ministero del Tesoro a traghettare la compagnia di bandiera verso un nuovo assetto con il compito di individuare soggetti industriali interessati al controllo della società. Prato è salito ai vertici di Alitalia la scorsa estate, dopo le dimissioni di Berardino Libonati e una carriera impegnata nell'universo Iri. Classe 1941, sposato e con due figli, Prato nasce a Foligno, si laurea in Giurisprudenza e Economia e Commercio e dal 1978 in poi ricopre numerosi incarichi direttivi in società pubbliche. La sua carriera di manager Iri inizia nell'Italstat, dove ricopre l'incarico di vice direttore generale. Poi passa alla Sifa, società del Gruppo Iri operante nel settore immobiliare, finanziario, del capital market e del merchant banking. Fra queste due società trascorre gli anni che vanno dal 1978 al 1989. Dal 1989 al 1998 è stato condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore delegato di Autostrade international e di Bonifica. Dopo essere stato direttore generale di Iritecna, nel momento di fusione tra Italstat e Italimpianti è stato responsabile della direzione pianificazione e controllo Iri ricoprendo cariche di consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle principali aziende controllate: Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Negli anni successivi, fino al 2003, ha rivestito incarichi al vertice di Iri (direttore centrale) e di Fintecna, presidente operativo, oltre ad essere stato consigliere di Amministrazione in Rai holding, Finmeccanica e Alitalia. Prima di arrivare ai vertici di Alitalia era presidente e amministratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni. Jean-Cyril Spinetta è nato a Parigi il 4 ottobre del 1943. Sbarca in Air France il 23 settembre del 1997 con la carica di presidente e amministratore delegato della compagnia aerea. Sette anni dopo, il 15 settembre del 2004 diventa amministratore delegato del gruppo Air France-KLM. Laureato alla scuola dell'alta burocrazia francese, l'Ecole Nationale d'Administration di Parigi, Spinetta dal 1972 è responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del Ministero dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il ruolo di capo dello staff al Ministero del Lavoro e successivamente a quello degli Affari Sociali e Trasporti. Dal 1990 intraprende la carriera manageriale, ricoprendo il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato della compagnia Air Inter fino al 1993. Dal 1994 al 1995, è stato consigliere del presidente francese per gli affari industriali. Nel gennaio del 1996 entra a far parte dello staff del Commissario europeo responsabile della scienza, ricerca ed educazione. Nel 1997 viene nominato presidente e amministratore delegato della prima compagnia aerea del Paese, Air France. Per cinque anni, dal 2002 al gennaio del 2007, Spinetta ha fatto parte del consiglio di amministrazione di Alitalia in virtù dello scambio azionario del 2% tra le due aziende, sancito al momento dell'accordo commerciale. (ANSA).

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I 738 volontari del soccorso hanno un nuovo presidente (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAMBIO AL VERTICE.DECISO DALL'ASSEMBLEA I 738 volontari del soccorso hanno un nuovo presidente Mauro Cometto dopo otto anni lascia il posto a Paolo Ferrero [FIRMA]DANIELA GIACHINO AOSTA Dopo 8 anni Mauro Cometto, di Châtillon, ha lasciato la presidenza della Federazione regionale delle associazioni di volontariato del soccorso. Al suo posto, l'ente che riunisce 18 gruppi ha scelto Paolo Ferrero, dei Volontari del soccorso di Saint-Marcel. A eleggerlo è stata nei giorni scorsi l'assemblea dei soci. Le altre cariche associative sono state distribuite a Federico Menean, vice presidente; Franco Caironi, Luca Chamonin, Davide Duroux, Claudio Obert, Sigfredo Chiara, tutti componenti del direttivo. Mauro Cometto è stato nominato coordinatore tecnico. "Un ruolo di responsabilità che mi consente, dopo anni di burocrazia, di essere più operativo - commenta Cometto -. Ho cominciato da volontario a 18 anni; negli anni di presidenza ho lavorato per dare alla federazione la giusta veste istituzionale. Ora, a 36 anni, lavorerò sul campo; il numero dei volontari è aumentato e non è più conciliabile il coordinamento amministrativo con l'operatività". I numeri: a fine 2007 erano 738 (un terzo donne) i volontari che avevano erogato 18 mila prestazioni nell'anno, percorrendo circa 800 mila chilometri in 200 mila ore di lavoro. Negli anni la federazione ha subito profondi mutamenti. "I volontari del soccorso erogano un servizio per conto dell'ente pubblico, nel sistema organizzato del 118 - spiega Cometto -. Oggi il volontariato è definito "professionale" perché i servizi prestati richiedono un alto livello di competenza che si ottiene con una formazione permanente e con la pratica". Negli ultimi anni, con la consapevolezza che tutto ciò che avviene entro la prima ora ha ripercussioni dirette sulla prognosi, il soccorso non è più interpretato come l'ospedalizzazione veloce del paziente, ma come un'assistenza qualificata da fornire subito, sul posto. "In questi anni abbiamo anche ottenuto un capo di abbigliamento, unico per tutta la Valle, che ci identifica - conclude Cometto -. Abbiamo informatizzato, con il supporto del Centro servizi per il volontariato, tutte le sedi. Ci manca una sede istituzionale, che so di non facile realizzo; per ora siamo ospiti dei Volontari di Châtillon. In futuro dovremo aderire all'Anpas (Associazione nazionale pubblica assistenza, ndr) per diventare interlocutori del governo centrale e confrontarci con altre realtà a livello nazionale".

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Assistenza, futuro grigio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Assistenza, futuro grigio" Il sindaco: "Non potremo mantenere questi livelli" Il bilancio del Piano di zona è di 113 miliardi e 138 tipi d'intervento 'Giovani, nuovi poveri' Grazie ai fondi del governo per le famiglie non autosufficienti per la prima volta la spesa del Comune per l'assistenza sociale supera la soglia del 51%, almeno per quanto riguarda la parte corrente. Una definizione molto ampia quella del welfare che va dalle iniezioni gratuite ai contributi per l'affitto, passando dall'assistenza domiciliare per i malati più gravi. In tutto, com'è stato ripetuto ieri in conferenza stampa dal sindaco Pighi e dall'assessore Francesca Maletti, si tratta di 113 milioni di euro distribuiti su 138 servizi in cui la parte più rilevante è quella che riguarda anziani e disabili anche se la gerarchia delle priorità cambia a una velocità vertiginosa. Nuovi poveri. "I genitori con i figli piccoli stanno diventando i nuovi poveri - ha fatto l'esempio Silvana Borsari, direttore di distretto dell'Ausl - Sia che si tratti di coppie con un bebè magari con un solo reddito e l'affitto da pagare o di genitori single con un piccolo a carico, il bisogno diventa subito acuto. Il numero di persone in queste condizioni è in fortissimo aumento perchè il costo della vita non garantisce più l'autosufficienza". Anche questi problemi finiscono per riversarsi sui tavoli di chi si occupa di assistenza e si sommano a tutti gli altri e che finiscono per far lievitare la spesa pubblica. Se per il 2008 l'incremento è stato di 3 milioni di euro questo lo si deve sostanzialmente all'arrivo dei fondi statali e regionali che l'anno scorso non c'erano. Così, mentre l'anno scorso la scelta fu all'ultimo euro, se privilegiare gli anziani o i minori nell'ultimo sprint di bilancio, quest'anno sono questi ultimi che potranno avere più fondi a disposizione. "Visione unitaria". "Il Piano di zona - ha riassunto il sindaco - è un modo per tenere sotto controllo la spesa mettendo insieme tutte le necessità in campo sanitario e sociale. Dietro a questo obbiettivo c'è una miriade di interventi di sostegno. Si tratta di mettere insieme culture ed esperienze diverse al servizio del medesimo utente e possibilmente senza sovrapposizioni. Detto così sembra semplice; ma affiancare dipendenti e metodi del settore pubblico, del privato sociale o del privato implica un grosso sforzo". Il lavoro da fare è molto, moltissimo; i primi ad ammetterlo sono gli stessi responsabili amministrativi che mettono le mani avanti già ipotizzando prossimi tagli. "Con l'aumento della popolazione anziana, l'aumento dei bisogni e del numero di persone che chiedono aiuto - ha sintetizzato il sindaco - non è pensabile che riusciremo a mantenere lo stesso livello di assistenza per tutti come abbiamo garantito sinora. Soprattutto in un quadro di risorse in calo. Ma sinora siamo quelli che più spendiamo in Italia per l'assistenza pro-capite". I problemi restano. Se in piazza Grande non alzano bandiera bianca ma anzi gonfiano il petto d'orgoglio mettendo nello stesso piatto ogni canale di finanziamento, è anche vero che pare arrivato il fondo del barile anche perchè molte spese sociali hanno investimenti edilizi massicci. E' il caso delle residenze per anziani e di quelle protette per i disabili gravi, questi ultimi in aumento per effetto delle cure migliori. Un esempio su quello che significa assistenza integrata? Un infarto, un ictus piuttosto che un sinistro stravolgono la vita di chi sopravvive e dei famigliari che dalla sera alla mattina devono improvvisarsi infermieri, psicologi ed esperti di burocrazia per ottenere sussidi o permessi sul lavoro sino al letto medicalizzato. Adesso c'è il pellegrinaggio da un ufficio all'altro mentre è in fase di rodaggio il lavoro di un assistente sociale in servizio al Policlinico e all'ospedale di Baggiovara che permette ai famigliari di ottenere informazioni e certificati in tempi brevi. (Saverio Cioce).

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L'ambasciatore Usa alla Lub Vi invito a Silicon Valley (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ambasciatore Usa alla Lub "Vi invito a Silicon Valley" IL DIPLOMATICO RONALD SPOGLI IN CITTA' PAOLO CAMPOSTRINI BOLZANO. Le sue Italie erano solo due. Una è Gubbio, che è il paese della famiglia. Poi la val Badia, divisa equamente tra San Cassiano e Corvara che sono invece i paesi delle sue vacanze. "Soprattutto d'estate" dice Ronald Spogli che ora di lavoro fa l'ambasciatore degli Stati Uniti. E che da quando c'è Bush a Washington ha aggiunto alle sue case italiane anche la sede ufficiale di via Veneto, a Roma, proprio all'inizio dei marciapiedi della Dolce vita. E anche se adesso gira più scortato di Napolitano, dolce gli è rimasta l'Italia: "il Paese che amo di più dopo il mio". Che ha lasciato per la diplomazia dopo gli impegni professionali nella finanza e nella gestione degli investimenti. Ed è da lì, da quella sua esperienza economica, che arriva l'idea che ha illustrato anche ieri a Bolzano, all'Università: "Investire sui giovani cervelli perchè possano immaginare un mondo più dinamico e aggiornato. Offrendo a chi ne ha voglia un'esperienza sul campo a Silicon Valley". E porta aperta, dopo una selezione, anche ai laureati bolzanini che vogliono fare l'impresa nel distretto più futuribile del pianeta. Perchè l'economia? Perchè è lì che l'Italia arranca. E' almeno 25 anni che il pil non sale come nel resto d'Europa. Per colpa dell'economia o della politica? Per colpa del sistema-Paese. La chiave è attirare investimenti. E dall'estero non vogliono rischiare i loro soldi dove tutto è più difficile. Non è colpa di questo o quel governo ma di tutti: se ci sono troppe regole, troppa burocrazia, le imprese segnano il passo. E da fuori non vengono in Italia. E l'America? Può piacere o no ma abbiamo qualche decennio in più di esperienza nella semplificazione delle norme E poi le infrastrutture e l'attrattività del sistema bancario. E abbiamo tanta ricerca. Altra chiave. Che qui ha il fiatone. Ma c'è. Ed è spesso di altissimo livello. Ma non è finanziata come dovrebbe. Quindi ci offrite un viaggio studio per laureati oppure siete a caccia di cervelli? Intanto è un'opportunità per chi vuole confrontarsi con il futuro in uno dei più straordinari distretti economici del mondo. Poi ognuno è libero di fare quello che vuole... E l'Alto Adige? Qui state bene. Ma stare bene non è tutto. Iniziano ad arrivare i primi flussi di immigrati. Anche voi dovrete confrontarvi con problemi globali. E sarà necessario aprirsi alle altre esperienze, cambiare prospettiva. E poi lei ci conosce. Da anni. Ma non fatemi un esame di Pacchetto. Sono salito in val Badia che era d'estate e lì ci sono posti che lasciano senza parole. Tra San Cassiano e Corvara sono tutti così gentili. Forse perchè sono... Ladini? No, perchè sono ospitali. Qui da qualche tempo si fa un gran parlare di Tibet. Perchè arriva spesso il Dalai Lama, che è un amico dell'Alto Adige e il modello altoatesino potrebbe essere l'ideale per quel paese. Autonomia e convivenza. Anche l'America sostiene il Dalai Lama. E' un grande uomo. Cerchiamo di lavorare per il dialogo e speriamo che si arrivi ad una soluzione pacifica. C'è chi non vuole andare ai Giochi. Potrebbe essere pericoloso. In questa fase un irrigidimento della Cina, maggiore tensione nei rapporti con le democrazie occidentali in Europa o in America potrebbe non favore il dialogo. Occorre procedere in parallelo: pressioni ma porte aperte. L'autonomia, il federalismo sono soluzioni? Certo, e non solo per il Tibet. Gli Stati Uniti sono nati per una scelta federale e in opposizione ad un potere centrale troppo forte. In Alto Adige il potere centrale è stemperato se non sostituito da quello locale che è il centro delle decisioni. Nel giusto equilibrio può essere una soluzione. E l'Italia? Per la prima volta chiunque vinca le elezioni è amico dell'America. Non ci sono più neppure i comunisti nel Pd. Veltroni è kennedyano, Berlusconi repubblicano. Comunque amici. Comunque. Io sono l'ambasciatore e non faccio politica ma resta il fatto che pur transitando l'Italia da destra a sinistra o viceversa resta il fatto che si è alleati da quasi sessant'anni. Sarà ancora così. L'Italia è un grande Paese. Fa cose importanti in Kossovo, in Afghanistan, soprattutto in Libano. Ma per farle deve pagarle. E quindi deve muovere l'economia. Anche per questo è qui? Anche. Vorrei invitare i giovani italiani e bolzanini a venire in America a studiare da imprenditori. Per questo ho incontrato la Franceschini.

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Burocrazia lampo: per l'impresa basta un'ora Provata sul campo a Ravenna la nuova normativa che accelera le pratiche per l'avvio di un'attività (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL NOSTRO TEST Burocrazia lampo: per l'impresa basta un'ora Provata sul campo a Ravenna la nuova normativa che accelera le pratiche per l'avvio di un'attività - -->.

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Dall'inviato LORENZO SANI - FAENZA (Ravenna) - LA BELLA noti (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dall'inviato LORENZO SANI ? FAENZA (Ravenna) ? LA BELLA notizia è che c'è anche un'Italia che funziona. Ci sono voluti undici anni, da quando l'allora ministro Bassanini emanò la legge del 15 maggio 1997 sulle "Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa dei procedimenti di decisione e controllo", ma per certi versi l'Italia che non ti aspetti affronta a vele spiegate proprio uno dei terreni convenzionalmente più critici e consegnato all'iconografia stereotipata del Bel Paese, quello governato dal Moloch della burocrazia. In un giorno, o al massimo entro cinque è possibile far nascere un'impresa. Ma ieri a Faenza tutto l'iter burocratico è stato assolto addirittura in meno di un'ora. Dallo scorso 19 febbraio, infatti, è partita in dieci province pilota la fase sperimentale della cosiddetta Comunicazione unica: basta una mail per iniziare (e in un secondo tempo per, modificare o chiudere) un'attività imprenditoriale. La Comunicazione unica, prevista dal decreto Bersani, convertito nella legge 40/2007 sulle liberalizzazioni, è uno nuovo strumento on-line che permette di snellire le procedure obbligatorie per avviare una nuova impresa, garantendo un notevole risparmio di tempo, ma anche una sensibile diminuzione dei costi, scesi a 17.50 euro di bollo e 18 euro per i diritti di segreteria: per le domande cartacee, oltre a una spesa maggiore (31 e 14.62 euro) i tempi possono ancora oscillare da 10 a 30 giorni. CON LA possibilità di sfruttare invece i corridoi informatici e l'esperienza delle associazioni di categoria, il Registro delle imprese della Camera di Commercio sarà l'unico ufficio a cui fare riferimento e si occuperà di smistare tutta la documentazione agli altri enti coinvolti, vale a dire Inail, Inps e Agenzia delle Entrate. Franco Rossi, artigiano edile di Faenza, 57 anni, si è presentato ieri mattina alla Cna ? che lo ha affiancato durante la procedura ? e quando ne è uscito, meno di un'ora più tardi, era nelle condizioni di partire con la nuova attività: la sua domanda, inoltrata alle 10.58 dagli uffici della Cna faentina, ha ricevuto alle 11. 50, sempre via e-mail, l'attestato che dava il via libera alla sua nuova impresa edile individuale. Aveva già ottenuto codice fiscale e partiva Iva, era regolarizzata la posizione Inail e l'iscrizione al registro imprese. Tempo reale trascorso e documentato dal tracciato informatico 52 minuti. Franco Rossi, assistito da Franca Ferrari, coordinatrice provinciale Affari generali di Cna e dalla consulente di Infocamere Silvia Agnolucci, non ha nascosto la propria soddisfazione. "Da imprenditore non ho mai avuto diffidenza verso le novità, anzi, caso mai mi incuriosiscono ? ha detto ? e questa opportunità si è rivelata davvero inimmaginabile, pensando al passato". LA GENESI della Comunicazione Unica è stata lunga e per taluni aspetti tormentata: dopo il varo embrionale voluto da Bassanini, il testo è stato integrato nel 2000, con l'obiettivo di semplificare le procedure e abbattere i tempi sfruttando l'informatica per arrivare a creare uno sportello unico per le imprese. Infocamere, la società informatica delle Camere di Commercio, ha predisposto il software per compilare la comunicazione unica che, per essere valida ai fini fiscali, previdenziali e assistenziali deve essere firmata digitalmente e richiede il domicilio di posta elettronica certificata dell'impresa. Franco Rossi, ottenuta la smart card per la firma digitale e la casella di posta elettronica dedicata, è uno dei circa 150 imprenditori delle dieci province pilota (Torino, Venezia, Padova, Prato, Pescara, Ravenna, Milano, Napoli, Cagliari e Taranto) che hanno finora beneficiato del nuovo servizio. Pare fantascienza, se si pensa che, in tutt'altro campo, la notifica di una contravvenzione ancora oggi, in base all'articolo 210 del codice della strada, può avvenire entro 150 giorni, dall'accertamento dell'infrazione. I sei mesi del periodo transitorio e sperimentale della Comunicazione unica scadranno il 20 agosto, data in cui il servizio sarà operativo su scala nazionale. - -->.

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In arrivo 11 milioni per il trasporto. Anav: Rispettare gli impegni (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia In arrivo 11 milioni per il trasporto. Anav: "Rispettare gli impegni" Tra i provvedimenti adottati dalla giunta regionale c'è anche lo stanziamento di 11 milioni di euro alle aziende di trasporto pubblico locale come compartecipazione agli oneri contrattuali per il personale. Nei giorni scorsi l'Anav Sicilia, l'associazione delle autolinee in concessione, aveva lanciato l'allarme sui ritardi dei pagamenti. "L'assessore Misuraca e il dirigente generale Vincenzo Falgares hanno mantenuto l'impegno di sbloccare questo credito vantato dalle aziende", ha dichiarato Antonio Graffagnini, presidente dell'Anav Sicilia, "ci auguriamo che ora la materiale erogazione delle somme avvenga in tempi altrettanto rapidi, considerata la gravissima mancanza di liquidità delle imprese che garantiscono comunque i collegamenti nonostante gli annosi ritardi della burocrazia regionale". "L'Anav Sicilia", ha concluso Graffagnini, "continuerà a pressare affinché con lo stesso senso di responsabilità l'assessorato avvii l'istruzione delle pratiche giacenti da tanto tempo ed eroghi il resto delle somme dovute per le altre voci (contributi di esercizio, rinnovo parco mezzi, ecc.) pari a circa 25 milioni di euro". Secondo i dati forniti dall'Anav il dipartimento regionale dei trasporti deve in tutto alle imprese 36 milioni di euro per i servizi resi dal 2004 a oggi. A rischio liquidità ci sarebbero 120 imprese private che operano nel trasporto pubblico locale (Tpl). MF Sicilia  - Sicilia Palazzi & Denaro Numero 067, pag. 3 del 3/4/2008 Autore:.

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In sanità vogliamo contare di più (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 03/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' L'Ordine dei Medici e Odontoiatri di Brescia lancia un "grido d'allarme" per la perdita di ruolo del professionista della salute "In sanità vogliamo contare di più" Iniziata la battaglia contro precariato, dimissioni anticipate e burocrazia Il presidente dell'Ordine dei medici di Brescia, Raffaello Mancini e, a destra, l'immagine di un medico "decapitato", una figura che, secondo l'Ordine, "ha perso il ruolo di protagonista nella gestione della salute del paziente" L'Ordine professionale è pronto a prendere posizione affinché si ritorni alla priorità del medico in medicina: non è possibile che esso prenda solo ordini da politici e amministratori che, pur nella loro grande preparazione, non possono conoscere gli aspetti tecnici e le esigenze della professione. Un Ordine che intende rilanciare la figura del medico e creare un'alleanza con i pazienti, perché è convinto che in Medicina non si possa ragionare per schemi. Un grido d'allarme, quello lanciato ieri nella sede dell'Ordine professionale dal suo presidente Raffaello Mancini, dalla vice Luisa Antonini e dai consiglieri Francesco Puccio, Bruno Platto e Roberto Stellini e Luigi Veronesi dell'Albo degli Odontoiatri. Grido lanciato alla vigilia dell'Assemblea annuale dell'Ordine, in programma per la mattinata di domenica 6 aprile nella sede di via Lamarmora 167. Molti i sassolini che i componenti del Consiglio direttivo dell'Ordine si sono tolti ieri dalle scarpe. Molti, ma solo una parte, perché saranno ancora più espliciti al prossimo appuntamento - la data è ancora da fissare - rivolto alla cittadinanza e durante il quale si comincerà a porre le basi di "un'alleanza tra medici e pazienti, perché la sanità è fatta da questa coppia, altrimenti il rischio è che essa non risponda più ai bisogni di salute della popolazione. Un rischio reale - secondo Mancini - è dato dalla 'casa della salute' dove lavora un insieme di professionisti e il paziente non ha più il punto di riferimento di cui ha bisogno. In queste condizioni, la comunicazione e l'attenzione all'aspetto psicologico vengono ulteriormente meno". Se i professionisti affermati rivendicano un ruolo da protagonisti nella sanità, nella quale si trovano "limitati in rigidi steccati burocratici e amministrativi", non migliore è la situazione per i giovani medici. "Sapete che chi si specializza in chirurgia, dunque sei anni di corso di laurea e sei anni di specializzazione, trova solo un lavoro precario, che spesso dura a lungo, pagato 1400 euro al mese?", ha sottolineato Puccio. Ed anche: "Perché chi decide a livello di Regione o di Asl non programma la sanità nella nostra provincia: si assiste spesso all'apertura di ambulatori e di reparti di oncologia dove già ne esistono a sufficienza, mentre mancano servizi necessari, come quelli che assistono - garantendo continuità di cura tra ospedale e territorio - le persone traumatizzate. E sì che, a onor del vero, nella nostra provincia, grazie allo sforzo congiunto e non certo facile di medici ospedalieri e medici di medicina generale, è in gran parte garantita la continuità assistenziale tra ospedale e territorio". Appunti. Appunti per segnalare che - come ha detto Luisa Antonini - "è certo vero che la sanità lombarda non è messa male, ma è altrettanto vero che non gode di ottima salute". Burocrazia, tecnologie verso le quali si è concentrata la fiducia dei malati, perdita di etica professionale: questi i lati spigolosi di una professione che, solo nel Bresciano, viene praticata da 5634 medici chirurghi e da 1109 odontoiatri. "Il risultato di tutto questo è che il malato ha perso fiducia nel medico perché lo considera fragile e incapace di offrirgli sostegno, ma anche perché si è reso conto che il medico può sbagliare e questo è difficile da ammettere in una società che rimuove la morte e si aspetta l'eternità dalla medicina", ha sottolineato Mancini. Come fare per ripristinare un rapporto più soddisfacente tra medici e pazienti? Secondo il presidente dell'Ordine, i suoi colleghi "dovrebbero aumentare l'attitudine alla comunicazione, cercando l'empatia con la persona da curare". "I malati, da parte loro, tralasciando la pseudo-cultura sanitaria in base alla quale sono convinti che basti collegarsi ad internet per sapere tutto di una malattia, dalla diagnosi alla terapia fino alla prognosi, dovrebbero riaffidarsi al medico, consapevoli dei suoi inevitabili limiti e delle sue possibilità. Infine, medici e pazienti dovrebbero incontrarsi di più, in luoghi pubblici, per confrontarsi e insieme correggere ciò che non va del loro rapporto e della sanità in senso più ampio". Anna Della Moretta.

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Legacoop sui beni confiscati, iter più snelli per riconvertirli (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Legacoop sui beni confiscati, iter più snelli per riconvertirli Legacoop propone in Sicilia un patto tra le organizzazioni imprenditoriali nel segno della legalità e chiede al prossimo governo nuovi strumenti legislativi per contrastare le attività criminali. L'organizzazione cooperativa ritiene, inoltre, necessario superare le normative che ostacolano il pieno utilizzo a fini produttivi dei patrimoni confiscati e lancia la proposta di una campagna nelle scuole per diffondere la cultura della legalità e dell'imprenditorialità. è quanto emerge dall'incontro tra il direttivo regionale e la presidenza nazionale, svoltosi ieri a Corleone, nei locali dell'immobile confiscato a Totò Riina, che presto diventerà un agriturismo affidato alla cooperativa giovanile "Pio La Torre".Legacoop intende contribuire allo sviluppo dell'intero tessuto produttivo siciliano attraverso la creazione di un mercato libero dalle infiltrazioni mafiose, ma anche dalle imprese che lavorano senza rispettare le condizioni contrattuali e di sicurezza dei lavoratori. La strategia dell'organizzazione ha puntato sulla presenza di grandi cooperative di altre regioni per la realizzazione di investimenti importanti, dall'agroalimentare ai servizi, dalle costruzioni alla Gdo. Legacoop ha anche avviato una stretta collaborazione con Libera Terra per affidare ai giovani la gestione dei beni confiscati alla mafia. A tal proposito Coopfond, fondo mutualistico, ha erogato 50 mila euro a ciascuna cooperativa. "Adesso", ha dichiarato il numero uno di Legacoop, Giuliano Poletti, "occorre agire sul versante normativo per evitare la lentezza nelle procedure di assegnazione e il rischio di revoca dei beni che rappresentano un grave ostacolo alla possibilità per i soci di progettare il futuro dell'impresa. è necessario anche risolvere il problema del reperimento delle risorse finanziarie per investimenti produttivi. Infatti i beni assegnati alle cooperative sono iscritti al patrimonio indisponibile dei Comuni e pertanto non possono essere messi in garanzia per il credito". "L'organizzazione", ha aggiunto il presidente di Legacoop Sicilia, Elio Sanfilippo, "ha investito in Sicilia per impostare un processo di sviluppo della cooperazione, ma prima bisogna agire sulle cause che impediscono la crescita del territorio. Si tratta di creare condizioni di sicurezza, di riformare la burocrazia, di creare una politica progettuale". "Adesso", ha dichiarato il presidente della coop Pio La Torre, Salvatore Gibiino, "occorre abbreviare i tempi che intercorrono tra il sequestro dei beni, la confisca e l'assegnazione alle cooperative perché il bene confiscato rappresenta una risorsa e un'opportunità occupazionale". (riproduzione riservata)Claudio Cirà MF Sicilia  - Sicilia Territorio & Impresa Numero 067, pag. 4 del 3/4/2008 Autore: Claudio Cirà.

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Fatti e non parole per rilanciare il turismo (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi (Turismo Oggi)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - turismo Numero 080, pag. 16 del 3/4/2008 Autore: Giuseppe Loy-Puddu Visualizza la pagina in PDF       L'Intervento Fatti e non parole per rilanciare il turismo Per quanto i comunicati della politica siano stati particolarmente rassicuranti, la Pasqua 2008 è andata come è andata. Lo scandalo della "mondezza" in quella che fu la "Campania Felix", ampiamente diffuso dalle televisioni di tutto il mondo, non doveva preoccupare più di tanto perché, come affermavano quei comunicati, "non ha intaccato l'immagine dell'Italia all'estero". A rassicurare il mercato interno avrebbe provveduto una vasta e mirata campagna promo-pubblicitaria dell'assessorato al turismo della regione più danneggiata. Ora, preoccupati per l'imminente stagione turistica, gli operatori attendono fatti e non rassicuranti, quanto inutili dichiarazioni, che lasciano il tempo che trovano. Alcuni di loro hanno constatato direttamente il contrasto tra le comunicazioni ufficiali e le realtà che hanno dovuto affrontare per limitarne i danni. In vista del lungo ponte pasquale grandi complessi alberghieri di Roma sono stati contattati telefonicamente anche dagli Stati Uniti per sapere addirittura se nella città eterna ci fosse pericolo di contagi per quanto accadeva nel Napoletano. Le preoccupazioni dell'imprenditoria direttamente interessata (e dell'indotto altrettanto interessato e preoccupato) è dunque giustificata: l'improvvisazione (che fa rima quasi sempre con impreparazione) con cui è stata affrontata l'emergenza rifiuti è la stessa che il sistema esecutivo manifesta verso il turismo. Per quest'ultimo anzi, la politica conferma il suo scarso interesse, salvo quando vuole apparire di fronte agli obiettivi della varie televisioni, declamando le proprie stantie ovvietà. Purtroppo, l'esperienza insegna che le cose non cambiano chiunque tenga la barra del timone del settore. Neanche il clima elettorale è stato in grado di sollecitare almeno un poco di creatività tanto di destra e che di sinistra. Ancora in occasione della recente edizione della Bit di Milano chi ha parlato per la prima, l'attuale opposizione, si è limitato a elencare gli arcinoti mali del nostro turismo: l'Iva, la scarsa qualità dei servizi, i prezzi non competitivi, la cronica scarsità dei mezzi a disposizione per una competitività adeguata alla dinamica del mercato, recitando l'arcinota litania di sempre e, come sempre, trascurando di avanzare qualche proposta risolutiva. L'altro, quello di sinistra (l'attuale maggioranza), non ha detto neanche una parola, perché, come sottolineato dall'imbarazzato intervistatore televisivo, non è stato rintracciato! Come è stato ripetutamente denunciato se, a destra c'è chi, ignaro delle delicate funzioni del portiere d'albergo, propone di inserire nel difficile ruolo dell'accoglienza alberghiera gli extracomunitari in cerca di occupazione, a sinistra c'è chi, autorevolmente, afferma che il turismo non è strategico per il paese. E ci sono anche quelli che, ignorando le possibilità economiche e sociali offerte dallo sviluppo di un turismo sostenibile, considerano il comparto come un'insieme di attività parassitarie volto soltanto al consumo di risorse ambientali e culturali. Così, in assenza di una politica per il turismo, cullati nella cultura della rendita di posizione, costretti entro vessatorie regole stabilite non tanto dalla legislazione quanto dalle intuizioni di una burocrazia che sembra conoscere poco del fenomeno e, pertanto, provoca spesso dannosi effetti dicotomici, l'improvvisazione e la speculazione condizionano l'ordinato sviluppo del settore e lo condannano ai margini del mercato. La farragine legislativa e l'opinabilità dei regolamenti imposti dalla burocrazia, unite alla confusione delle competenze che conducono a conflitti tra comuni, province e regioni, forniscono lo stato di quello che è il nostro "sistema turismo". Lo scarso rilievo della voce "turismo" nel sito della presidenza del consiglio dei ministri e in quello del vicepresidente con la delega per il comparto conferma il modesto interesse che la politica dedica al settore. Un paese come il nostro, che non fa ricerca e produce poco di nuovo, potrebbe utilizzare le risorse naturali e i beni culturali che conserva nei tanti inutilizzati contenitori sparsi nel suo territorio (senza dubbio quello a più forte vocazione turistica del mondo) per sviluppare una grande e altamente competitiva industria delle vacanze capace di incrementare di qualche punto il pil nazionale. Ma, chissà perché, la politica sembra non percepire l'allarme per la caduta di immagine nazionale; di conseguenza, la sua perdita di competitività. Per rimettere in moto la macchina del nostro turismo, che può contare non soltanto sui beni ambientali e culturali del paese ma anche sulla passione e sulla professionalità di chi opera nel settore, si potrebbe cominciar a lavorare per dare un valido e concreto significato allo slogan in epigrafe nel sito della presidenza del consiglio dei ministri: "L'Italia lascia il segno", che accompagna il progetto denominato "riportare l'Italia ai vertici del turismo".

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Cercavo un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro Il prof delle Superiori ha fatto politica in Zona 8 (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Cercavo un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro" Il prof delle Superiori ha fatto politica in Zona 8 di LUISA CIUNI ? MILANO ? IL SUO PROBLEMA è la par condicio. Ma non in senso polemico, contro questo o quell'organo di informazione. Ma nel senso di vedersi negata ogni forma di accesso al mondo dell'informazione. Allora lui, Silvio Vartolo (nella foto), professore alle superiori, 39 anni, consigliere di circoscrizione e - ultimo ma non da ultimo - candidato alla Camera nella lista Lombardia 1 con Antonio Di Pietro, per l'Italia dei Valori, ha preso carta e penna e ha mandato in giro un fax, in cui spiega di essere a disposizione di coloro che desiderano rivolgergli domande sul suo impegno politico. "Ma non è che chiamino in molti" spiega, mentre racconta la sua storia. "Ho iniziato in Circoscrizione 8 con An, poi ne sono uscito per aderire al Gruppo Misto e ora sono con Di Pietro, perché ne apprezzo le opinioni sulla legalità e la giustizia. Mi trovo d'accordo. Nell'Italia dei Valori, inoltre, c'è spazio per la società civile, per i consumatori, per la lotta alla mafia e varie altre battaglie. Io sento di più quella sulla riduzione dei gradi di giudizio". Lei adesso si candida, ma prima, che lavoro faceva? "Insegno tecnica e tecnologia alberghiera a Milano e dato che in lista sono il numero 29, lo so che non è proprio facile che sia eletto. Ma mi sono candidato e siccome lavoro sul territorio, questo era un modo interessante per dare voce ai miei progetti e darmi visibilità". Candidatura di bandiera? "Sì, proprio così. Non cerco un posto al Parlamento ma uno spazio per le idee, non sono certo andato a cercarmi il posto in lista". Come insegnante, quali sono i principali problemi della scuola? "C'è una totale mancanza di rigore e di disciplina, cosa non buona come preparazione del cittadino. C'è una grande mole di burocrazia inutile. Poi è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si insegna per educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che nell'istituto Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che ripercussione abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del lavoro?". Le sue proposte, quindi, quali sono? "Sulla scuola, per prima cosa, un rafforzamento delle attività di laboratorio, di cucina, di sala e anche di storia dell'arte ed educazione civica, il fanalino di coda dell'istruzione italiana. È il colmo dei colmi che si arrivi alla fine degli studi senza saperne nulla!". Non è che così vada a posto il problema della scuola italiana. "No di certo, difatti bisogna prendere in esame lo stato di vecchiaia e le condizioni disastrose della grande parte degli istituti e i problemi di sicurezza che ne derivano. Non parliamo poi di quanto sia difficile fare restaurare un edificio a seconda che dipenda dal Comune, dalla Provincia o dalla Regione..." Una richiesta su tutte. Risolvere il problema dell'orario del personale non insegnante e cercare di fare classi più piccole delle attuali. Abbiamo 29/30 ragazzi per aula e non si riescono a seguire a dovere". Cosa pensa che succederà dopo il voto? "Che alla Camera vincerà il Popolo delle Libertà di Berlusconi mentre non sono altrettanto convinto che questo accada anche al Senato. E che poi magari si arrivi ad un governo di larghe intese. Perché solo un governo di larghe intese può risolvere il problema giustizia". - -->.

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Costruttori, riscrivere le regole (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)

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ItaliaOggi     ItaliaOggi  - economia e politica Numero 080, pag. 13 del 3/4/2008 Autore: di Antonio Ranalli Visualizza la pagina in PDF       Il presidente Ance, Paolo Buzzetti, ha chiesto ai leader di Pdl e Udc meno fisco e burocrazia Costruttori, riscrivere le regole Berlusconi: 75 miliardi il costo delle mancate infrastrutture Riequilibrare il gap infrastrutturale che divide l'Italia dagli altri paesi europei, detassazione degli straordinari, certezza nei tempi delle opere pubbliche e liberalizzazione dei subappalti. Silvio Berlusconi sposa in pieno le richieste dell'associazione nazionale costruttori edili che, ieri hanno incontrato il candidato premier del Pdl e, nel pomeriggio, quello dell'Udc, Pierferdinando Casini. In apertura il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti ha rilanciato il progetto di un partenariato pubblico-privato e ricordato che è "fondamentale una semplificazione amministrativa: per aprire un cantiere ci vogliono 50 permessi e ci sono otto enti che intervengono su questo. Il certificato antimafia è carta straccia: per cautelare gli imprenditori la nostra proposta è che la scelta la faccia la prefettura con degli elenchi di fornitori ai quali l'imprenditore attinga". Berlusconi, che un po' giocava in casa, ha esordito ricordando che "sono un collega: ho fatto questo mestiere per anni e ho costruito città insuperate nell'urbanistica, soprattutto dal punto di vista della viabilità". E ha spiegato i punti su cui bisogna intervenire. "Siamo in una grave difficoltà per il futuro", ha spiegato Silvio Berlusconi, "ma anche adesso la sottoinfrastrutturazione ci costa 4,6 punti di Pil, cioè 75 miliardi di euro. La grave difficoltà che vive l'Italia, sul versante delle infrastrutture, ci porta ad avere un gap rispetto agli altri principali paesi europei di circa il 50%. Siamo tributari verso l'estero dell'energia e la paghiamo molto di (il 35%) più degli altri". Non sono mancati attacchi ai tempi della burocrazia. "C'è un sistema di leggi, regolamenti, burocrazia, ma anche mentalità", ha aggiunto il leader del Pdl, "difficile da superare per l'ostilità preconcetta della sinistra italiana verso ciò che è privato e che non riesce a regolamentare, a controllare, a dominare. Ho studiato con attenzione i risultati della vostra ricerca sui tempi di realizzazione delle infrastrutture. Dobbiamo intervenire sui tempi, lunghissimi. Bisogna riscrivere tutto da capo come avevamo già cominciato a fare. Il nostro è un male vasto, ivi compreso l'ordine giudiziario per la soluzione delle cause". Numerosi i punti in comune con le proposte dei costruttori edili. "Gli investimenti in infrastrutture, fondamentali", ha affermato, "si può prendere dai conti pubblici la necessaria quota di finanziamento ma anche attraverso la vendita di beni inattivi del patrimonio dello stato. Penso ad esempio alle caserme nelle città, che possono diventare centri commerciali e direzionali e che attualmente non producono reddito nella mano pubblica. Anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali va nella vostra direzione". Berlusconi torna sul Ponte di Messina spiegando di "avere l'orgoglio di realizzare un'opera così importante, tutta con il lavoro italiano. Sono riuscito ad avere il 20% dei finanziamenti dall'Unione europea, ma lo abbiamo perso. Spero di poterlo riavere". Favorevole anche alla proposta di far tenere alla prefettura elenchi di fornitori ai quali l'imprenditore si può rivolgere, ma nello stesso tempo "liberalizzare i subappalti, lasciando all'imprenditore la responsabilità di gestire i fattori della produzione". Nel pomeriggio gli associati dell'Ance hanno incontrato il candidato premier dell'Udc, Pierferdinando Casini. "In Italia c'è una veterocultura che ha bloccato lo sviluppo del nostro paese", ha commentato l'esponente centrista, "e Pecoraro Scanio la simboleggia in modo esemplare. Per modernizzare il paese bisognerebbe fare il contrario di quello che dice lui. In Italia esiste una cultura dei no e dei veti che ha bloccato il processo di modernizzazionedel paese. Si propongono le infrastrutture e pare che si vuole fare una lesa maestà". Casini è poi intervenuto sulla questione dell'autonomia energetica "punto fondamentale e continuiamo a non averla perché non si discute sul nucleare come sui rigassificatori e sui termovalorizzatori".

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Poche nuove regole per gli agenti (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Agenti di Commercio Numero 080, pag. 50 del 3/4/2008 Autore: di Fulvio De Gregorio* *segretario generale della Federagenti Cisal Visualizza la pagina in PDF       Le questioni più urgenti per la categoria alla vigilia del terzo congresso nazionale Federagenti Poche nuove regole per gli agenti Servono tutele ed è da rivedere il sistema di rappresentanza Il congresso della nostra associazione si celebra in un momento di grave crisi del sistema paese dovuta certamente a contingenze internazionali, ma su cui pesano come un macigno i tanti errori della classe politica. Il governo che uscirà dalle prossime elezioni dovrà avere la capacità di ridare fiato all'economia eliminando i troppi balzelli, la ridondante burocrazia, il clientelismo e combattendo con provvedimenti concreti il malaffare. In caso contrario non ci sarà speranza di raddrizzare una barca che fa acqua da tutte le parti. Occorre recuperare il passo dei paesi più moderni, privilegiando e incentivando il merito e i sacrifici durissimi di chi è impegnato ad accrescere la produttività e la competitività delle nostre aziende, presupposto indispensabile per un aumento duraturo dell'occupazione. Occorre, insomma, avviare finalmente una seria politica per i giovani, i precari e gli anziani, reperendo le risorse negli sprechi enormi che caratterizzano la gestione pubblica, sanità ed enti locali in primo luogo. In proposito i principali attori, le forze politiche e parte del mondo sindacale e imprenditoriale, non possono più ignorare la necessità di disboscare odiosi privilegi e vantaggi corporativi di cui la casta è solo la punta dell'iceberg. Più considerazione. In questo difficile contesto i 300 mila agenti e rappresentanti di commercio, attraverso la cui penna passano i 2/3 del prodotto lordo del paese, sono disposti a fare la loro parte e chiedono unicamente poche nuove regole, ma che siano chiare e abbiano un senso compiuto. Si pensi solo al fatto che oggi chi vuole intraprendere la professione di agente/rappresentante non sa (sarebbero questi i benefici del decreto Bersani?) come regolarsi, perché l'iscrizione al ruolo agenti previsto dalla superata legge n. 204/85 resta un atto dovuto per alcune camere di commercio, mentre per altre occorre il superamento di esami o il possesso di titoli, per altre ancora si può operare senza l'iscrizione. Tutto questo avviene senza che il ministero dello sviluppo economico e delle attività produttive sia stato in grado di imporre una regolamentazione uniforme, rispettosa della liberalizzazione delle professioni voluta dall'Unione europea. In merito alle problematiche che ostacolano lo svolgimento dell'attività è poi meglio stendere un velo pietoso, perché il legislatore e la giurisprudenza ancora non hanno dato una collocazione giuridica univoca alla figura dell'agente di commercio, il quale è lasciato in balia delle esigenze del fisco o dell'Inps, che lo trattano, a seconda dei casi, come un lavoratore autonomo, un professionista, un lavoratore parasubordinato o un piccolo imprenditore. Queste contraddizioni tra la normativa fiscale e quella civilistica impongono, ed è questo uno dei temi fondamentali che dibatterà il nostro congresso, un intervento urgente del legislatore per coordinare l'intera materia eliminando quella assimilazione tra gli agenti di commercio e i commercianti che arreca solo danni alla categoria, sia sotto l'aspetto fiscale (studi di settore) sia sotto quello previdenziale. Sotto quest'ultimo aspetto mantenere oggi per gli agenti di commercio la gestione obbligatoria Inps dei commercianti e, contemporaneamente, quella Enasarco porta, unico caso in Italia, a una doppia contribuzione obbligatoria, due regimi pensionistici, doppie spese di gestione, una pensione complessiva che rischia comunque di essere insufficiente. Insomma, un esempio di "sprecopoli" che dovrebbe imporre alle parti sociali di trovare in tempi rapidi una soluzione adeguata vista l'equiparazione dei sistemi contributivo e pensionistico in vigore dall'1/1/2004. Più mandati. Il mercato globale ha fatto temere a molti la scomparsa della figura dell'agente e rappresentante di commercio, ma fortunatamente non è stato così. I dati delle iscrizioni dei neoagenti presso le camere di commercio e la Fondazione Enasarco confermano un trend positivo e, comunque, non decrescente. La Federagenti, nella convinzione che il mercato abbia sempre più necessità di professionisti della vendita, ha avviato dallo scorso anno con grande successo l'iniziativa del censimento degli agenti e rappresentanti di commercio (www.censimentoagenti.it) e ha promosso in varie città, Bologna, Firenze, Milano e Roma, alcuni riusciti workshop, limitati per ora alle aziende estere. Il congresso dovrà decidere se estendere questo settore di attività al fine di promuovere un incontro tra chi cerca nuovi agenti sul territorio e chi vuole nuove occasioni di lavoro, sia in Italia sia all'estero. La stampa specializzata e i nostri siti dedicati saranno un veicolo essenziale per dare continuità a un'iniziativa che la categoria ha mostrato di apprezzare. Più qualità. Non c'era bisogno di organizzare workshop per rendersi conto che le mandanti sono interessate alla ricerca di agenti qualificati e professionalmente preparati. In un mercato globale ad alta competitività, infatti, il ruolo del venditore diventa essenziale per esaltare le caratteristiche dei prodotti. L'agente di commercio deve quindi aumentare la propria professionalità, non solo offrendo un'organizzazione funzionale e moderna (software gestionali, rispetto legge privacy, monitoraggio clientela, informatizzazione, lingue ecc.), ma anche predisponendosi a frequentare corsi di formazione in modo da essere al passo con le nuove sfide. Infatti, solo trasformandosi in consulente a tutto campo della mandante e dei clienti potrà trattare in modo paritario le condizioni del proprio contratto e dare un futuro certo alla propria attività. Per questo motivo l'avvio della certificazione di qualità, nel senso di un attestato che valuti nel dettaglio la professionalità, sia essa acquisita sul campo sia attraverso corsi di formazione/specializzazione, è un obiettivo prioritario che la Federagenti intende sottoporre all'attenzione del congresso, nella consapevolezza che questo rappresenta un punto fondamentale per la crescita della categoria. Più tutela. Gli accordi economi collettivi sono ancora utili? O, meglio, quali maggiori garanzie possono offrire dopo che il legislatore italiano ha finalmente recepito la disciplina dettata sul contratto di agenzia dalla normativa europea attraverso le modifiche del codice civile, come dimostrano anche le recenti sentenze della Cassazione in materia di indennità di fine rapporto? Francamente sembrano molto lontani i tempi in cui gli accordi economici collettivi svolgevano una funzione normativa assai rilevante anche in relazione allo specifico rinvio che il codice civile faceva per molteplici aspetti alla disciplina pattizia. Oggi le tutele e le garanzie sono cambiate e, soprattutto, la regolamentazione dell'indennità di fine rapporto regolata dagli accordi economici collettivi stipulati dall'Usarci, dalla Fnaarc e dalla Fiarc con Confcommercio/Confindustria/Confesercenti è stata dichiarata illegittima dal giudice europeo e dalla Cassazione, nei casi in cui si manifesta meno favorevole rispetto all'indennità europea prevista dal codice civile, proprio come da sempre aveva sostenuto la Federagenti. In proposito, per onestà intellettuale, va detto con chiarezza che né la sottoscrizione di clausole contrattuali individuali né l'adesione ad accordi economici collettivi sottoscritti tra le associazioni di categoria e quelle datoriali, compreso quello Federagenti del 2001, certamente più in linea con la disciplina europea, sono da considerarsi vincolanti per i colleghi che, avendone i requisiti previsti dalla legge, intendano metterli in discussione davanti al giudice. In questo contesto ancora più complesso sotto i profili dell'opportunità e della legittimità appare mantenere l'istituto del Firr e le previsioni contenute nell'articolo 2 degli accordi stipulati tra le associazioni sopra citate, ma non da Federagenti. Infatti, senza questo articolo le mandanti non potrebbero modificare con un semplice preavviso zona, clienti e provvigioni fino al 20% del contenuto economico del rapporto perché tale previsione, se inserita in un contratto di agenzia individuale, è ritenuta nulla dalla Cassazione. Come si vede l'utilità degli accordi è messa a dura prova e sarà il congresso a definire la migliore strategia su questo argomento delicato e controverso. Più democrazia. La Federagenti ritiene che le associazioni sindacali debbano svolgere un ruolo propositivo nelle future scelte del paese, ma per fare ciò occorre che le istituzioni garantiscano la pari dignità di tutte le sigle. In Italia solo in campagna elettorale si affronta e si dibatte il tema della par condicio, ignorando il fatto che una disparità di trattamento non esiste solo per i partiti politici, ma anche per le associazioni sindacali e, non solo, per il rapporto con i media, ma anche per i rapporti con i rappresentanti del governo. Un esempio per tutti: il silenzio che la tv pubblica riserva alle iniziative del mondo sindacale autonomo, cui viene negato sistematicamente nei telegiornali e nelle rubriche informative qualsiasi spazio per far conoscere le proprie tesi sui temi del lavoro, della previdenza, dei giovani e delle donne. Almeno il servizio pubblico dovrebbe, per definizione, farsi carico di rispettare gli interessi e le opinioni dei cittadini che pagano il canone e, tra questi, non solo di quelli che si sentono rappresentati da Cgil, Cisl e Uil, ma anche dei tantissimi che si riconoscono nelle linee del sindacalismo autonomo. Qui non parliamo di piccole realtà, ma di intere confederazioni che, come la Cisal, cui la Federagenti aderisce, organizzano diversi sindacati di categoria riconosciuti da anni maggiormente rappresentativi nei rispettivi settori dagli organi competenti o direttamente dai lavoratori nei casi in cui è consentito il ricorso al voto, come per esempio nel pubblico impiego. La riorganizzazione e la messa a punto di un moderno sistema di rappresentanza che riconosca a ciascun sindacato il diritto alla difesa degli interessi dei propri iscritti garantito dalla Costituzione sono da tempo una priorità della nostra democrazia, ma finora tutti i governi hanno evitato di darvi attuazione preferendo assecondare quelle associazioni datoriali e sindacali che, rappresentando soltanto una parte del mondo del lavoro, cercano di perpetuare l'esistenza di un sistema blindato e autoreferenziale. Emblematico al riguardo, come ben sanno tutti gli agenti di commercio, è il "caso Enasarco", dove per statuto agli iscritti è impedito di scegliersi i propri rappresentanti, nonostante il commissario straordinario Giovanni Pollastrini abbia segnalato al ministro Cesare Damiano che la Fondazione ha da tempo perso la propria "mission" di ente previdenziale proprio a causa dell'assenza di un sistema trasparente che solo le elezioni dirette possono garantire. In relazione a ciò, spetterà al congresso della Federagenti avviare il dibattito sulla necessità di proporre una riforma di libertà che garantisca a tutti i lavoratori e alle forze imprenditoriali di vedere riconosciuta la propria rappresentatività attraverso un sistema che non sia il frutto di scelte oligarchiche, ma di una concertazione svolta tra le istituzioni e tutte le parti sociali, regolando anche il tema fondamentale dell'accesso ai mezzi di informazione. La mozione finale del congresso Federagenti, articolata secondo le decisioni che i delegati di tutta Italia assumeranno, sarà quindi sottoposta all'attenzione dell'8° congresso nazionale della Cisal che si terra al Palaterme di Fiuggi nei giorni 6, 7 e 8 giugno, al fine di coinvolgere la classe politica e l'opinione pubblica su temi essenziali per il futuro del paese.

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Berlusconi<Evadereè giustificato> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Berlusconi"Evadereè giustificato" Poi si corregge: criticavo le tasse troppo alteDuello su RaiDue, audience più alta per Veltroni Roma. Si sono inseguiti a distanza, incalzati a tuttocampo, rimbeccati, reciprocamente delegittimati, non insultati perché il politically correct non lo consente. Silvio Berlusconi e Walter Veltroni hanno dato vita ieri ad un forsennato dibattito a distanza che è saltellato dalle tasse alla burocrazia, dai mutui alla intercettazioni ("Se usciranno fuori le intercettazionid elle mie telefonate, lascerò questo paese", ha annunciato il Cavaliere), passando attraverso battute, colpi più o meno sotto la cintura, speculazioni assortite. Un fuoriprogramma in coda al confronto televisivo su Rai2 sterilizzato in due distinte conferenze-stampa, martedì sera, che ha visto Veltroni prevalere di due punti negli ascolti: 11,02% lo share del Cavaliere (3 milioni 100 mila telespettatori), in onda dalle 21,06 alle 21,40; 13,91% lo share del segretario del Pd, che ha tenuto ai teleschermi 3 milioni 836 mila spettatori. Ha acceso la miccia Berlusconi, da Ancona: "C'è una norma di diritto naturale: se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per molte imprese, ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione". Poche ore dopo, Berlusconi si è corretto, argomentando di essere stato frainteso: "L'evasione è sempre ingiusta, ma a volte lo Stato tende ad essere criminogeno e tende a far sentire i cittadini autorizzati a non pagare le tasse che ritengono ingiuste. Quindi, aliquote giuste, contribuenti onesti ". Veltroni ha colto la palla al balzo: "Mi ero sorpreso che Berlusconi avesse detto che bisognava contrastare l'evasione fiscale. Oggi, evidentemente spaventato dall'aver detto una cosa ovvia, ha detto che l'evasione è legittima. La nostra posizione è di grande equilibrio: pagare meno e pagare tutti". La stilettata contro quello che il segretario del Pd definisce regolarmente "il principale leader dello schieramento avverso" si è incrociata con la correzione di rotta da parte di Berlusconi, che si è lamentato del linguaggio del rivale. "Per Veltroni sono il signor nessuno". Sulle tasse, il Cavaliere ha riproposto la detassazione degli straordinari. "La faremo nel primo consiglio dei ministri. La situazione previdenziale e i conti dello Stato non permettono di intervenire, però, con una decontribuzione". "Quando torneremo al governo dovremo fare una guerra contro la burocrazia. Dovremo ridurre di un terzo i costi dell'amministrazione dello Stato". Si farà la digitalizzazione "con un risparmio di tre miliardi di euro l'anno". Ha decretato la fine dell'era del petrolio e preconizzato l'avvento del nucleare. Ha ribadito il vantaggio del PdL nei sondaggi: "Ci danno 8-10 punti di vantaggio sul Pd e quindi dovremmo raggiungere la vittoria, salvo questa attività di brogli che dovremo assolutamente scongiurare". Niente larghe intese, al Senato non ci sarà pareggio. "Vinceremo noi. Cercheremo l'accordo con l'opposizione, come è giusto, sulla riforma delle regole e delle istituzioni. Ma solo su quello". "Il re Walter è nudo, non è riuscito ad ingannare gli elettori", ha urlato il signore di Arcore. "Veltroni è un signore belloccio, un affabulatore, un incantatore e un diplomato in fiction. L'apprendista Veltroni ha cercato di fare un gioco da incantatore facendo credere che il comunismo non è mai esistito". Veltroni ha indirizzato una lettera alle associazioni degli ambientalisti, per la giornata del Sole (7 aprile). "Energie rinnovabili per rottamare il petrolio, potenziare le infrastrutture, a cominciare da ferrovie e acquedotti, raccolta differenziata e reati ambientali nel codice penale". Infine, un buono spesa di 600 euro per famiglia con due figli a carico e un reddito non superiore ai 18 mila euro. Renzo Parodi parodi@ilsecoloxix.it 03/04/2008 ' 03/04/2008 Il Cavaliere vuole evadereEro sorpreso che Berlusconi avesse detto: bisogna pagare le tasse. Oggi ha detto che si può evaderle Walter Veltronileader del Pd 03/04/2008 ' 03/04/2008 Il re Walterora è nudoVeltroni è un signore belloccio, un affabulatore, un incantatore. Ma ora re Walter è nudo Silvio BerlusconiLeader del PdL 03/04/2008.

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In attesa del risanamento il ghetto va in briciole (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MAI RISTRUTTURATO DAL QUATTROCENTO Dieci milioni stanziati con la formula dei contratti di quartiere: ma gli alloggi per studenti finora sono rimasti sulla carta 03/04/2008 FONDATO nel Quattrocento, sopraelevato nel Settecento, mai ristrutturato. Meglio dire che nel ghetto, a parte i pochi residenti, non ci entra mai nessuno, se non i transessuali - circa una quarantina, che in parte vi abitano in parte solo esercitano - e i loro clienti. Nel ghetto, quartiere a suo tempo dei potentissimi Adorno, non c'è un negozio, né un consultorio, né un presidio di forze dell'ordine o di distretti sociali. Forse c'è un bar. È il triangolo della più nera desolazione urbanistica e sociale che ha per perimetro la smagliante città in pieno recupero, in questi ultimi anni di imponenti finanziamenti. Ma milioni di euro sono stati destinati anche al ghetto: una decina circa, finanziamenti statali, per sostenere il recupero secondo la formula del contratto di quartiere. Il denaro, stanziato anni fa, però, non è ancora stato utilizzato perché"i tempi della burocrazia romana sono quelli che sono". Così spiega Giovanni Giudice di Arred, agenzia regionale recupero edilizio, che entro 13 mesi dovrebbe iniziare i lavori per risanare un buon numero di edifici del ghetto. Diventeranno alloggi per studenti in parte, in parte l'architetto Giudice dice che si tratterà di una sperimentazione innovativa offrendo questa case recuperate ad "operatori della cultura". Intanto i palazzi vacillano, crollano. Vi abitano decine di transessuali e prostitute. Quasi tutte proprietarie dei bassi in cui lavorano, che qualche anno fa avevano aderito con entusiasmo al progetto di recupero delle facciate. Dovevano essere le imprese della Uel ad intervenire a tal punto che si era arrivati ad un accordo per adattare gli orari dei cantieri agli orari dei bassi. Aveva gestito questa singolare situazione lo stesso presidente della Uel, Lorenzo Romis, il quale, oggi, testimonia che i lavori, per quel che riguarda le loro imprese, non sono mai partiti. Tutto fermo, tutto arenato. L'architetto Giovanni Giudice invece dice che qualche privato ha iniziato a ristrutturare e che il "pubblico" appunto, confermati i finanziamenti, comincerà a fine anno. Si interverrà anche sulla Casa della Giovane di piazza San Sabina, e questa è una partita tutta comunale. Al termine dei lavori ci saranno alloggi per giovani donne gestiti sia dal Comune che dalla Caritas. Ma intanto il ghetto, composto in parte da ruderi e da spezzoni di case, si sbriciola. Anche il Comune si era impegnato ad allargare al ghetto l'iniziativa dell'incubatore di imprese che ha aiutato alcune strade del centro storico a ritrovare nuova vita attraverso negozi ed esercizi pubblici, ma sembra che nel ghetto nessuno intenda avventurarsi. Solo gli studenti della facoltà di architettura in questi anni hanno stretto con queste strade e i loro abitanti un vero sodalizio. Tempo fa hanno trasformato questo quartiere in un laboratorio, arrivando alla provocazione di immaginarvi e progettarvi un vero e proprio quartiere a luci rosse. Ma organizzato, rifondato. Hanno detto e scritto. "Questa è una fetta di città esclusa da ogni civiltà urbanistica e sociale, senza servizi e sottoservizi... non l'acqua diretta, non una conduttura in ordine, nulla di nulla a norma". Il lavoro di questa squadra di studenti seguiti dal docente Andrea Buti alla fine aveva proposto la costruzione di un tunnel tecnologico che raccogliesse tutti i servizi permettendo l'ispezione. E quanto all'inserimento degli studenti come ideali abitanti il professor Buti aveva commentato: "Ottima iniziativa. Può essere un inizio di recupero partendo dal tessuto sociale ma gli studenti non sono carne da macello". Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 03/04/2008.

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IL PROFILO Jean-Cyril Spinetta, presidente e ad dell'Air France-Klm, e laureato alla scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nazionale pag. 2 IL PROFILO Jean-Cyril Spinetta, presidente e ad dell'Air France-Klm, e laureato alla scuola IL PROFILO Jean-Cyril Spinetta, presidente e ad dell'Air France-Klm, e laureato alla scuola dell'alta burocrazia francese, dal 1972 è stato responsabile del dipartimento investimento e sviluppo del ministero dell'Educazione. Nel 1981 è a capo del dipartimento informazione del primo ministro. Dal 1984 si lega al politico Michel Delebarre di cui ricoprirà il ruolo di capo dello staff al ministero del Lavoro e successivamente a quello degli Affari sociali e trasporti. Dal 1990 diventa manager, ricoprendo il ruolo di presidente e amministratore delegato della compagnia Air Inter. Nel 1997 con la stessa carica trasloca alla guida dell'Air France. Dal 2004 è presidente e ad anche della nuova compagnia nata dopo la fusione con Klm. Dal 2002 siede anche nel cda dell'Alitalia in virtù dello scambio azionario del 2 per cento tra le due aziende, sancito al momento dell'accordo commerciale.

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Recupero il tempo perduto, grazie Prodi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MAURIZIO CASTRO (Popolo della libertà). Doveva essere in Parlamento due anni fa, ci arriva adesso: posto sicuro al Senato nella lista bloccata di Berlusconi & Fini "Recupero il tempo perduto, grazie Prodi" di Antonio Trentin Qualcuno racconta che la candidatura di Maurizio Castro al Senato è la risposta - una delle risposte - del Popolo della libertà a Massimo Calearo capolista veltroniano del Partito democratico, neonato e in cerca di spazi nel Veneto. I due si conoscono da anni: supermanager Castro, imprenditore Calearo, entrambi in Federmeccanica quando il secondo ne era vicepresidente. Per dire: il penultimo contratto della categoria aveva la loro, tra le cento altre firme. Ma in realtà il ritorno vincente di Castro - adeguatamente piazzato tra i prescelti di Berlusconi & Fini per il Veneto - viene almeno da un paio d'anni fa. Da quando lui, all'epoca in quota Gianni Alemanno dentro An e tecnico nominato in uno degli enti "sociali" spettanti alla Destra (l'Inail), era rimasto fuori per poco dal plotone degli eletti. Avesse vinto la Casa delle libertà nel 2006, sarebbe stato onorevole a Roma e non sarebbe passato per via dell'Oreficeria e per la Fiera vicentina, dov'è direttore generale. Stavolta l'elezione è certa e lui la Fiera sta per lasciarla. [\FIRMA]Nel 2006, per il meccanismo delle liste bloccate, il Parlamento era rimasto ad attenderla. Da castigato prima e beneficiato oggi dalla legge Calderoli, pensa che vada cambiata? Ho una brutta abitudine, quella di essere coerente. Non ho mai criticato la legge Calderoli per aver cancellato le preferenze, perchè le considero un fattore di distorsione personalistica nella competizione fra i progetti alternativi di un modello bipolare in cui credo. Oltre che per la moltiplicazionr dei costi della politica. Ringrazio Prodi di aver governato così male da consentirmi così in fretta di recuperare il tempo perduto... Che cosa porterà a Roma dell'esperienza come manager in Fiera? Porterò la convinzione che la grandi tradizioni industriali di Vicenza, a cominciare dall'oro, vadano difese con provvedimenti energici per innalzare la loro qualità competitiva. Quindi, come? Favorendo le concentrazioni, proteggendo le produzioni dalla concorrenza sleale, migliorando le infrastrutture e i servizi pubblici, abbassando i costi. Restiamo in zona Fiera: come può incidere la legislazione nazionale sul "fare sistema" degli enti promozionali? Impedendo scelte parcellizzate e mediocri. E costringendo perciò le fiere italiane, che sono troppe, troppo piccole e troppo "campionarie", a diventare nel giro di qualche anno tutte private, sulla base di missioni strategiche di specializzazione e di presidio dei mercati vocazionali. A ciascuna la sua vocazione... Rischio di campanilismo, come qualche volta si è visto nel Veneto? L'obiettivo è incentivare l'integrazione o l'alleanza. Un'occhiata nel campo avversario: lei che li frequenta, che cosa sente dire dagli imprenditori vicentini sulla candidatura di Calearo con Veltroni? Sono un amico leale di Massimo, e dunque non riferisco le perfidie. Però tutti si chiedono come possa trovarsi a suo agio parlando d'impresa e di lavoro non al fianco dei Sartor, dei Riello, dei Castro, con cui ha condiviso vent'anni di battaglie modernizzatrici, ma al fianco di Paolo Nerozzi della Cgil, nemico della Biagi, cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito, nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto, decidere come esercitare la funzione di indirizzo e di controllo della gestione. Ma è proprio così difficile applicare il motto da tutti proclamato "largo alle competenze"? Quel che conta è che in Aim ci sia una robusta competenza tecnica nel management. Nel consiglio d'amministrazione non servono gli specialisti, serve gente brava, cioè sveglia e onesta. Ci si deve muovere in fretta: un gigante industriale come Vicenza non può tollerare a lungo di alimentare il suo sviluppo con una multiutility gracile e smarrita. Quesito, utile per informazione degli elettori : quale primo provvedimento firmerà? Se ho accettato di candidarmi, è per un debito verso Marco Biagi. E allora mi impegno per riformare il diritto del lavoro: incentivare la contrattazione aziendale come motore competitivo, il lavoro flessibile come veicolo di emersione e stabilità, la sicurezza premiando la responsabilità sociale.

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Campofontana un paese sugli sci (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT INVERNALI. SU 80 RESIDENTI, 55 SONO ISCRITTI AL CLUB Campofontana un paese sugli sci di Vittorio Zambaldo Ci sono ottanta residenti in paese e 55 iscritti all'Unione sportiva Campofontana, lo sci club più alto della montagna veronese, che ha chiuso con la gara sociale una stagione invernale ricca di soddisfazioni per le medaglie in campo nazionale e regionale conquistate grazie ai fratelli Debora e Antonio Roncari, figli di Bruno, che è anche presidente dello sci club. Premiati dal sindaco di Selva di Progno, Silvano Valcasara, e applauditi da numerosi spettatori, i più piccoli atleti del sodalizio hanno ancora mostrato la loro grinta su un tratto della pista Malga Lobbia che ha conservato neve sufficiente per la manifestazione. L'Us Campofontana, grazie ai suoi fondisti Baby e Cuccioli, si è classificata al quinto posto nella gara finale regionale del Trofeo Lattebusche sul Monte Nevegal, superando 21 società sciistiche, compreso il blasonato sci club di Cortina d'Ampezzo, e ottenendo l'oro tra i Cuccioli con Antonio Roncari, primo fra sessanta atleti. Le noti dolenti, secondo il presidente Roncari, non arrivano dai risultati, ma dalla burocrazia, che blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga Lobbia. Uno spazio per gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza come quest'anno, è il meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa quotidianamente per restare in montagna e permettere ai propri figli l'unica soddisfazione che li ricompensa di tanti sacrifici. I piccoli atleti sono stati premiati, non con costose e luccicanti coppe, ma con bellissime ed ecologiche medaglie di legno, di costruzione artigianale, dipinte e decorate dagli stessi bambini, protagonisti di questa bella realtà sportiva della nostra provincia.

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E a settembre apre la nuova sede (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Giovedì 3 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl E a settembre apre la nuova sede È sempre maggiore l'ingresso di imprenditori stranieri. Ed è per questo che è stata attivata l'iniziativa 'Cna World'. Già partita a Cremona, verrà presto avviata, coinvolgendo tutte le etnie presenti, anche per il territorio casalasco. Si tratta di uno sportello appositamente studiato per gli artigiani stranieri che si mettono in proprio. Verrà fornita loro tutta l'assistenza necessaria per districarsi nel fitto dedalo della burocrazia italiana; dai rapporti con gli istituti di credito alle normative sulla sicurezza. Infine una novità di carattere logistico. Da quest'autunno (inaugurazione prevista settembre) Cna avrà una nuova sede, dove c'è il consorzio Fidi, di fronte alla Fir.

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Si vota, tutti a promettere (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina Aperta Si vota, tutti a promettere Si vota, tutti a promettere il paese di Bengodi Che strana campagna elettorale questa per le politiche del 13 aprile! A destra si strilla contro il leader del Partito democratico, Veltroni, che li starebbe copiando nel programma di politica economica e sociale; a sinistra e centrosinistra non sono certo da meno. Nel mio piccolo, facendo la somma delle proposte prelettorali che arrivano ogni giorno da tutti i leader degli opposti schieramenti, se ben mi ricordo, avremo case per tutti e anche per le giovani coppie e per i disoccupati, con un sussidio di mille euro al mese: quasi quasi conviene licenziarsi per stare meglio. E sulle case non pagheremo l'Ici. I pensionati potranno andare in vacanza, grazie agli aumenti che si annunciano ogni giorno e ogni giorno di più. I giovani avranno posti fissi, tanto sognati e mai trovati; addio impieghi precari, così da poter stare a casa dal lavoro e mettersi in malattia quando avranno l'influenza e altri guai fisici che colpiscono noi mortali. Sì, mi pare di vedere già l'Italia del dopo elezioni: con gente saltellante per la gioia nelle strade, con i politici stimati e benedetti da tutti, con gli ospedali che funzionano e la burocrazia che non sarà più la "burocrazia" che tutto rallenta. Imprenditori e operai lavoreranno spalla a spalla per il progresso dell'impresa e quindi per il benessere di tutto il Paese. Mi scordavo un particolare, ma temo che se lo siano dimenticato pure Veltroni e Berlusconi. Dove trovano i soldi per far tutto questo? La crescita economica per il 2008 sarà solo, se tutto andrà bene, dello 0,5% del nostro prodotto interno lordo: è una miseria che solo nei periodo di guerra si aveva in Italia, negli ultimi cento anni. Abbiamo ancora un bel po' per cento sul Pil di debito da pagare e si fa sempre fatica a contenere la spesa pubblica, gli interessi. Fare la spesa costa un occhio, la benzina non ne parliamo, negli uffici pubblici si contano i fogli di carta che si danno agli impiegati per scrivere. Nelle scuole non ci sono materiali didattici, la spesa per la salute cresce, le Regioni hanno bilanci in rosso da bancarotta per non dover chiudere ospedali e ambulatori. Adriano Rossi E.mail Pescara, che fine ha fatto il piano traffico? Signor direttore, c'era una volta la democrazia: parola dove c'è dentro di tutto e di più. Sono tutti pronti a riempirsene la bocca, ma viceversa sono veramente pochi pronti a rispettarla. Non sarà forse il caso di eliminarla e far finire questa pantomima? Nel caso specifico, mi riferisco ad un certo referendum effettuato a Pescara sul piano traffico (piano molto discusso e contestato dai cittadini) e che è stato annullato dal Partito democratico (dico Democratico, ci credereste?), nonostante che la bellezza di 21 mila cittadini abbiano vinto con il "no" e il piano traffico andasse revocato. E' possibile? Delle due una: o sono reazionari i cittadini che forse rinunciando a una gita fuori porta sono andati a votare, o è reazionario il Partito democratico di Luciano D'Alfonso, l'assesore Mancini e compagni. Dicono, nascondendosi dietro a un dito, che 21 mila voti sono pochi per revocare il piano traffico. E quanti ne volevano per una città di 120.000 abitanti per un referendum che toccava un singolo argomento, quasi di quartiere? In Svizzera fanno referendum anche per i cassonetti della spazzatura! Se avevano questa intenzione potevano fare a meno di indirlo. La verità è che pensavano di vincere a mani basse e invece sono rimasti con un palmo di naso. E adesso non hanno il coraggio di ammettere la sconfitta. Un parallelo si potrebbe fare con il porto: il porto vecchio, è stato costruito dal re Vittorio Emanuele II nell'800 ed ha funzionato per oltre un secolo, il porto nuovo è stato costruito dalla democrazia ed è tutto insabbiato e chiuso al traffico. Allora: viva la monarchia? Antonio Spina Pescara Mille euro ai nati nel 2008 bravo il Comune di Atessa Il consiglio comunale di Atessa, nella seduta del 20 marzo scorso, ha previsto l'assegnazione di una somma di mille euro per i nati dal primo gennaio 2008, secondo termini e modalità previste da un apposito regolamento. Un impegno importante, perchè il problema delle nascite, già molto sentito a livello nazionale, è avverto anche in Atessa, dove in media ogni anno le nascite sono il 22,3 per cento in meno rispetto ai decessi. Un virtuosismo quello del Comune di Atessa passato sotto silenzio e che, per l'Abruzzo, come Cipas (Centro italiano di proposta sociale) e Ciis (Coordinamento italiano dell'impresa sociale) ci fa piacere sottolineare quale segno di un'azione incisivamente positiva da parte di un'assise civica. Lode e merito, dunque, al sindaco di Atessa e alla sua amministrazione comunale. Un buon viatico, certamente, per una strategia sistematica a favore della famiglia. Ricordiamo, infatti, che il nucleo familiare necessità di una politica a 360º, capace di instaurare un circuito virtuoso. Di certo, non ci nascondiamo, ovviamente, che tale politica deve essere impegno "in primis" del governo nazionale. In ogni caso, l'atto del comune di Atessa è di esempio ed incentivo ad agire in tal senso ad altri comuni abruzzesi, come anche alla regione ed al futuro governo nazionale. Donato Fioriti Presidente Cipas Abruzzo (Centro italiano di proposta sociale).

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Pescatori sardi sul piede di guerra: strascico e burocrazia ci bloccano - pier giorgio pinna (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sardegna Pescatori sardi sul piede di guerra: strascico e burocrazia ci bloccano Parla Gianni Usai, rappresentante della categoria e attore nel film "Le ragioni dell'aragosta". Lagune inquinate, moria di pesci, vincoli applicati senza discernimento PIER GIORGIO PINNA CABRAS. La pesca va a picco. Spazzata da onde minacciose. Le alimentano criminali dello strascico, burocrati della Ue e della Regione, inquinatori delle lagune. Oggi gli addetti di tutta l'isola, in un incontro a Oristano, spiegano le strategie di contrattacco. In quest'intervista Gianni Usai, rapresentante della categoria, attore nel film "Le ragioni dell'aragosta", chiarisce i perché della crisi. - Quali sono i guai da eliminare? "Lo strascico, innanzitutto. Lo praticano entro la fascia a 50 metri dalla costa. Così danneggiano i fondali. Fanno scempio dell'ambiente. Catturano il novellame. E spesso rompono o trascinano via gli attrezzi lasciati in mare da tutti quelli che lavorano rispettando la legge". - Chi sono i responsabili: siciliani, come si mormora di frequente? "Ci saranno anche loro, così come altri arrivati da regioni diverse ancora. Ma le maggioranza sono sardi: sistematicamente violano ogni norma elementare di condotta nel settore". - Sicuro? "Come no. Spiace sottolinearlo, ma è proprio così. Non c'è alcun dubbio: sono proprio pescatori sardi". - Altri fattori di crisi? "L'applicazione rigida e senza un esame preventivo di alcune direttive europee. Perché la Regione non tiene conto delle specificità locali prima di vararle in maniera tanto asettica". - A che cosa si riferisce? "Di recente è stata emanata una nuova disposizione: finora era possibile catturare aragoste della lunghezza di almeno 24 centimetri, adesso il limite minimo è stato spostato a 26". - Qual è il problema? "In questo modo c'impediscono di pescare l'80-90 per cento degli esemplari. Sarebbe come se ai pastori sardi, all'improvviso, dicessero: d'ora in poi non potrete macellare gli agnellini di cinque chili, per farlo dovrete aspettare che ne pesino almeno 20. Che cosa farebbero gli allevatori nel frattempo". - Come nel film di Sabina Guzzanti nessuno tiene conto delle ragioni dell'aragosta. "Esatto. Ma un film è un film. La cooperativa di cui faccio parte è tra le più impegnate nel ripopolamento. In realtà le ragioni dell'aragosta sono quelle di tutti coloro che non si sentono rappresentati. E noi pescatori in questo momento stiamo male perché il mare sta male". - Per quali ragioni? "Prendiamo per esempio il caso delle lagune. Ci sono aree, come a Santa Giusta, dove in acqua continuano a finire liquami fognari. Ce ne sono altre, come a Cabras, nelle quali si verificano frequenti morìe di pesci". - Altre difficoltà per la categoria? "I cormorani, a migliaia, mangiano i pesci nelle nostre zone, ma gli indennizzi sono spesso soggetti a ritardi. E intanto noi come campiamo". - Che farete adesso? "Ecco, questo è l'aspetto più importante: qui c'è un'intera categoria mobilitata, e io parlo perché ne faccio parte. Con il film mi sono state fatte tante interviste, c'è stato il rischio di una sovraesposizione personale. Ma in questo caso è del futuro di tantissima gente che si deve parlare, non certo di me". - Quali, dunque, le azioni di protesta? "Per lunedì pomeriggio abbiamo organizzato una manifestazione davanti alla sede cagliaritana dell'assessorato regionale all'Agricoltura, da cui dipende anche il nostro comparto. Questo pomeriggio gli amici e colleghi parleranno poi delle altre iniziative". - Alla mobilitazione aderiscono i pescatori di tutta l'isola? "Sì. Siamo più di 400 ad avere sottoscritto con nome e cognome i documenti alla base della nostra azione. Credo che i dati sulla diminuzione del prodotto pescato nel mare della Sardegna dovrebbero cominciare a far riflettere tutti".

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Il cacciatore di aquiloni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte IL CACCIATORE DI AQUILONI IL CACCIATORE DI AQUILONI (Usa 2007), drammatico di Marc Forster con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Zekiria Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a San Francisco, dove ha realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e di sposare la donna che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra di origine, così decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia e Hong Kong 2007) drammatico di Kar Wai Wong, con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad R. Davis Dopo la dolorosa rottura di una relazione, Elizabeth parte per un viaggio attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera in un bar, dove conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008), commedia di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fracasso, Elena Arvigo Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center di un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura così in mondo fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa 2007), commedia di Peter Hedges, con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre figlie adolescenti, rifugge da qualsiasi possibilità di intraprendere delle nuove storie d'amore. Un giorno però incontra la bella Marie e scocca la scintilla. Dan scopre però che la donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007), commedia di Luc Jacquet, con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo della natura. Conosce una volpe, e nasce un'amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007), drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008), commedia di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. LA BANDA (Israele e Francia 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety Una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre storie parallele. Nella prima, Leo e la sua famiglia si svegliano di buon'ora per partecipare a un raduno di boyscout; Callisto Cagnato, temuto professore universitario, preoccupato dal fatto che il figlio non riesce con le ragazze, decide di fargli conoscere una studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia benestante ma un po' rozza in vacanza a Taormina.

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Peghin: le dimissioni on line? troppi cavilli (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFINDUSTRIA Peghin: "Le dimissioni on line? Troppi cavilli" Dimissioni on line? Troppi cavilli burocratici soffocano le imprese. E' severo il giudizio del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, sulla nuova normativa che regolamenta l'interruzione volontaria del rapporto di lavoro con precisi obblighi: "Nonostante le correzioni introdotte dal ministero del Lavoro, la nuova procedura obbligatoria on line per licenziarsi presenta ancora molte complicazioni e criticità. Ancora una volta l'invadenza delle leggi e l'interventismo pubblico nell'economia di mercato rischiano di creare un eccesso penalizzante di burocrazia con incertezza e confusione tra gli operatori". La nuova legge che regola la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori, abolendo la classica lettera "a mano" e introducendo l'obbligo dell'utilizzo di un protocollo informatico, è, secondo Peghin "Un provvedimento inopportuno e penalizzante per le imprese oneste e rispettose delle regole, che sono la stragrande maggioranza, e foriero di ulteriori burocratizzazioni superflue in un atto da sempre riconducibile alla libera determinazione del lavoratore e tutelato da specifici strumenti giuridici". Su sollecitazione di Confindustria, nei giorni scorsi il ministero ha fatto un passo indietro, abolendo quantomeno l'obbligo della validazione del modulo di dimissioni da parte di terzi (Direzioni provinciali del lavoro, Centri per l'Impiego, Patronati e Comuni) che di fatto evidenziava una assurda e inspiegabile presunzione di colpevolezza da parte dell'azienda stigmatizzata nelle leggi statali. Ora, invece, il lavoratore può scaricare il modulo, valido 15 giorni, dal sito del ministero, compilarlo autonomamente e consegnarlo al datore di lavoro senza l'obbligo di confermare la propria volontà davanti ad uno dei soggetti abilitati all'assistenza telematica. Ma la strada per snellire l'iter è ancora lunga. Per questo il numero uno degli industriali lancia un messaggio: "In questo periodo di campagna elettorale", conclude Francesco Peghin "si moltiplicano le promesse di disemplificazione burocratica da parte dei candidati premier, soprattutto dei due schieramenti maggiori. Noi imprenditori ne faremo buona memoria e vigileremo affinché non cadano nel cimitero delle promesse elettorali, ma diventino una reale priorità dei programmi di Governo". (Massimo Nardin).

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L'api ai candidati "tagliate le tasse" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Torino Il convegno L'Api ai candidati "Tagliate le tasse" "Senza una seria riduzione della pressione fiscale le piccole e medie imprese non possono più sopravvivere, in Piemonte come nel resto d'Italia. Il problema è avere una politica economica che davvero sia in grado di affrontare i nodi del fisco i problemi della spesa pubblica, dell'internazionalizzazione e della burocrazia. è su questi temi che le Pmi chiedono risposte chiare alla politica". Lo ha detto ieri Claudia Porchietto, presidente dell'Api torinese, nell'incontro organizzato con i leader piemontesi dei due maggiori partiti, Guido Crosetto (Pdl) e Gianfranco Morgando (Pd). A sostegno delle richieste dei piccoli imprenditori era stato chiamato anche il sociologo Luca Ricolfi, che "facendo la punta" ai dati ufficiali ha sostenuto che solo una riduzione delle imposte alle imprese, oggi "ostaggio dello Stato" può far uscire l'Italia dalla crisi. Sia Morgando che Crosetto si sono detti d'accordo. Come ottenere però il denaro per diminuire le tasse? Crosetto propone: "Occorre che la politica sia responsabilizzata nei confronti della cosa pubblica e cioè che se un assessore o un presidente di regione lasciano una grave buco di bilancio non possano più ricandidarsi". "Una proposta che mi trova d'accordo - ha replicato Morgando - è necessario però anche riformare i meccanismi con cui si fanno le leggi finanziarie: ci vuole un patto bipartisan per controllare la spesa pubblica. Oggi è impossibile tagliare veramente, sono troppi gli interessi particolari che alla fine prevalgono".

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Veltroni fa il pieno ma il trionfo è anche di soru - enrico gaviano (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Veltroni fa il pieno ma il trionfo è anche di Soru Il leader del Pd chiama al suo fianco il Governatore: applausi a scena aperta La manifestazione aperta dall'intervento di una precaria ENRICO GAVIANO OLBIA. Walter Veltroni fa il pieno a Olbia. Tremila persone almeno per accogliere il leader del Partito democratico. Una folla mai vista in una manifestazione politica in Gallura, roba da far diventare verde d'invidia "l'esponente dell'altro schieramento", come ha ripetuto diverse volte il candidato premier del Pd, evitando accuratamente di nominare Berlusconi. Ma c'è anche un altro trionfatore della serata all'hotel Melià: Renato Soru. Quando Veltroni lo cita fra i presenti alle sue spalle, la gente applaude freneticamente, sino a regalare al presidente della Regione, visibilmente emozionato, una "standing ovation". La sala stracolma del Melià fa notizia al Tg3 delle 19.30: collegamento in diretta e immagini che rimbalzano in tutta Italia. Entusiasmo, bandiere, cartelli verdi con il simbolo del Pd e la scritta "Si può fare". Veltroni aveva appena iniziato il suo discorso, preceduto però dall'apertura della manifestazione affidata a una giovane precaria di Meridiana. Antonella Falchi, bella e per niente intimorita dalla folla che le sta davanti, parla delle difficoltà della sua condizione, comune a tantissimi giovani. "Non possiamo pensare al futuro - urla al microfono la ragazza -, non abbiamo il diritto di acquistare una casa o una automobile. Occorre un radicale cambiamento. Io ho scelto di votare Pd, Walter, mi fido di te". Già, mi fido di te, che è il ritornello della canzone di Jovanotti che risuona in sala prima dell'ingresso di Veltroni. Il candidato premier del Partito democratico parla con la voce roca, ogni tanto tossisce. Corde vocali un po' logore ma sempre in grado di raccontare il futuro che il Pd vuole disegnare per il Paese. Corde vocali affaticate, perché "ho iniziato a Pescara il 17 febbraio, e questa è la novantesima tappa. Sì, la numero 90, che nella smorfia napoletana significa paura, ma qui non c'è paura, anzi. C'è l'ennesima conferma che qualcosa sta cambiando. In ogni piazza, in ogni teatro, ho trovato sempre il pienone. Finirò per fare tutte le 110 province italiane. Manco Coppi e Bartali possono vantare un giro d'Italia così. Di certo, se andremo al governo - e strappa il sorriso di tutti - non istituiremo nuove province". Snocciola il programma, gli obiettivi, la voglia di cambiare. E le certezze. "Se andremo a governare - assicura Veltroni -, potremo realizzare quanto promesso agli elettori. Perchè la nostra scelta, rivoluzionaria, di presentarci da soli, ci consente di poter dire che non saranno necessari vertici di coalizione, riunioni fra leader di partiti. Decideremo noi, seguendo punto per punto il programma". In ogni caso, la scelta di correre da soli produrrà comunque un effetto. "Nel prossimo parlamento ci saranno solo 5-6 partiti rappresentati, invece del numero massiccio che ha sempre contraddistinto le due Camere. E questo sarà merito esclusivamente nostro". Veltroni tocca i temi più cari della sua campagna elettorale: la voglia di un paese semplice, la battaglia per neutralizzare le storture della burocrazia, l'aiuto alle fasce più deboli del paese, giovani, donne, anziani. "Aumentare gli stipendi e i salari, il loro valore, si può fare - dice -. Già il governo Prodi ha realizzato un extra gettito che consentirà di abbassare la percentuale da tassare. Come pure si possono aumentare le pensioni". Il governo Prodi, già. Lo cita ancora il leader del Pd. "Ha fatto i miracoli. Del resto, che cosa si poteva chiedere a una coalizione che andava da Caruso a Dini"? E quì la gente inizia a fischiare contro Dini, ma Veltroni stoppa le contestazioni. "No, noi non fischiamo nessuno, per favore". E continua con il tono dolce, ma deciso, l'intervento. E' la volta degli avversari. "Si candidano gli stessi che hanno già governato per sei anni. Non hanno mai mantenuto le promesse, a parte quella di eliminare le tasse di successione. Nell'ultimo quinquennio Berlusconi ci sono stati 23 ministri dimissionari. E ora continuano a litigare, minacciano crisi di governo. Ma come, dobbiamo ancora votare e già il governo sta cadendo?" La politica estera. "Il predecessore di Parisi agli esteri dice che bisogna ritirarsi dal Libano, ma tornare in Iraq, da dove stanno andando via tutti, anche gli americani". In questo modo, Veltroni, ha anche la possibilità di citare appunto Arturo Parisi, insieme agli altri big sardi del Pd: con i due candidati galluresi (Giulio Calvisi e Gian Piero Scanu), ci sono anche Antonello Soro e Antonello Cabras. Applausi per tutti. Poi arriva il turno di chiamare Soru. E la sala rimbomba per l'ovazione della folla. Forse aver evitato lo scorso anno, durante le comunali di Olbia, di chiamare anche il Governatore della Sardegna a sostegno del centrosinistra, è stato un errore.

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La burocrazia spranga le celle della rotonda - tonio biosa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia La burocrazia spranga le celle della Rotonda Antonello Pintus polemizza con il provveditore regionale Francesco Massidda "Il Comune ha inviato tutti i documenti, ora riaprite l'istituto" TONIO BIOSA TEMPIO. "Appare poco credibile l'atteggiamento del Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, improntato ad una condotta estremamente burocratica e apparentemente tesa a dilatare oltre ogni limite il momento della presa in consegna delle opere eseguite nel carcere". Il sindaco di Tempio Antonello Pintus non ci sta a far passare la sua amministrazione comunale come la unica responsabile dei ritardi nella riapertura, dopo la conclusione dei prescritti lavori di ristrutturazione, della carcere della "Rotonda". E apre una polemica a distanza con il provveditore Francesco Massidda. Una riapertura annunciata ed attesa da mesi, ora sollecitata da diverse parti fra gli operatori della Giustizia. Dopo un intervento in pieno consiglio comunale, sollecitato da un'interrogazione del consigliere Giovanni Pala, e dopo una lettera ufficiale inviata al Provveditore regionale Francesco Massida, il sindaco ha reagito. La riapertura del carcere mandamentale gallurese, secondo la lettara di Francesco Massida, sarebbe rimandata nel tempo a causa del mancato invio da parte del comune di Tempio della documentazione richiesta. "Quando l'Istituto sarà riconsegnato in modo formale e non con articoli di stampa - aveva scritto il Provveditore - l'Amministrazione si riserva di procedere all'apertura nei tempi tecnici previsti dalle norme di trasferimento del personale dalla Penisola, ovvero nel giro di 20/30 giorni". Nel suo intervento in aula consiliare Antonello Pintus non ha mancato di ricordare l'immane impegno finanziario del comune di Tempio, non senza il prezioso contributo della Regione e del comune di Olbia, per ristrutturare la "Rotonda". Nella lettera al dottor Massidda invece egli parte ricordando che già nel novembre del 2007 "l'Amministrazione comunale ha comunicato al Provveditore regionale la disponibilità alla riconsegna dello stabile, in quanto tutti i lavori erano stati ultimati e sussistevano le condizioni tecniche ed amministrative per l'utilizzo in tutta sicurezza dell'immobile". Il sindaco prosegue ricordando il botta e risposta fra Provveditorato e Comune fatto da richieste di documenti e certificazioni da parte del primo e di immediati invii da parte del secondo e conclusosi nel marzo scorso allorché l'Ufficio tecnico comunale esaudiva ogni ulteriore richiesta trasmettendo al Provveditorato la ponderosa documentazione richiesta. Ed ecco l'affondo finale del sindaco di Tempio: "Tenuto conto delle premesse con le quali il lavoro è stato finanziato, progettato e realizzato grazie ad un'azione dell'Amministrazione comunale, sostenuta dal comune di Olbia e dalla Regione, volta ad adeguare e mettere in sicurezza una struttura penitenziaria dello Stato in condizioni fatiscenti, appare poco credibile l'atteggiamento del Provveditorato Regionale improntato ad una condotta estremamente burocratica e tesa a dilatare oltre ogni limite il momento della presa in consegna delle opere eseguite all'interno del carcere".

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In biblioteca a grado presentazione del libro di poian il ventisette (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi alle 18 presente l'autore In biblioteca a Grado presentazione del libro di Poian "Il ventisette" GRADO - Oggi alle 18, alla biblioteca civica "Falco Marin" di Grado, sarà presentato, alla presenza dell'autore, il libro di Tullio Poian "Il Ventisette" a cura di Tiziano Pizzamiglio. Ventisette, numero magico, giorno di stipendio. Onesti lavoratori, lavativi e scansafatiche, solerti neofiti freschi di laurea, dipendenti rassegnati alla tragica noia della burocrazia, casalinghe prestate alla scrivania, tutti spuntano il calendario in attesa del ventisette. Ma oggi, all'Ufficio analisi pratiche reclamate, nel fuggi fuggi verso la banca, qualcuno ha dimenticato una porta chiusa. E la furia degli utenti esplode contro la più odiata delle categorie: quella dei Dipendenti pubblici. Questo il contenuto del libro di Tullio Poian, chimico, tenente in congedo degli alpini che a livello lavorativo è passato da direttore di stabilimento a dipendente pubblico.

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Piccola distanza, grandi avventure (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Piccola distanza, grandi avventure Cresce la presenza albanese, tanti lavorano nell'edilizia e nel tessile E' ormai la seconda comunità straniera Il primo esodo risale agli anni '90 La cattiva fama e il problema criminalità PRATO. Il primo esodo della comunità albanese a Prato - circa trenta persone - risale agli inizi degli anni '90. I più erano rifugiati politici sbarcati in Italia con gommoni o altri mezzi di fortuna. Da allora con i successivi arrivi, con la crescita dell'occupazione albanese nel tessile e nell'edilizia e con i sempre più frequenti ricongiungimenti familiari, la presenza di questa comunità nel nostro territorio è cresciuta notevolmente. Oggi gli albanesi - in maggioranza provenienti dalle città di Valona, Fier, Lushnje e Durazzo - sono circa 4.000 e costituiscono la seconda comunità straniera, dopo quella cinese, presente a Prato. Ma se inizialmente l'immigrazione aveva interessato solo singoli, in prevalenza uomini, in seguito con l'approvazione dei decreti sul ricongiungimento familiare, il fenomeno ha coinvolto anche donne e minori. La comunità. A parlare degli albanesi presenti a Prato è Roland Jace, consulente negli uffici dell'assessorato alla Multiculturalità del Comune, di nazionalità albanese anche lui. "Gli albanesi che agli inizi degli anni '90 si insediarono in città - spiega il consulente - chiamarono a raccolta altri connazionali che si trovavano già in Italia. Una seconda ondata, la più consistente, è arrivata invece qualche anno dopo con i ricongiungimenti. A Prato gli albanesi sono gli stranieri più integrati - continua Jace - perchè animati da una grande volontà di integrazione, raramente rimangono legati alle tradizioni albanesi. I motivi di questa facile integrazione sono legati alla loro indole socievole e alla lingua (un po' d'italiano si parla anche in alcune zone dell'Albania). Anche sul fronte religioso come popolo non sono ancorati a pratiche o credi autoctoni, la maggior parte è atea". L'occupazione. Ormai circa il 70% degli albanesi presenti sul nostro territorio lavora come dipendente o autonomo. In particolare sul fronte imprenditoriale, ad andare per la maggiore è il settore delle costruzioni, anche se negli ultimi anni pure nel manifatturiero e nella ristorazione le aziende sono cresciute di molte unità. Recente anche la comparsa di nuove ditte di trasporti, telecomunicazioni e servizi professionali. "La comunità albanese sul piano occupazionale si è molto evoluta - commenta Quamil Zejnati, sindacalista di nazionalità albanese della Uil - All'inizio gli immigrati avevano come unica chance il lavoro dipendente, soprattutto la manovalanza, non sempre ben pagata. Oggi possiamo trovarli occupati un po' in tutti i settori, anche come autonomi. Accanto all'edilizia, ci sono il manifatturiero (tessiture e filature) e i servizi. Lo scorso febbraio - aggiunge il sindacalista - la tessitura Paitex sas di Mema Indrit, che si trova al Macrolotto, ha anche ottenuto un riconoscimento nel settore. Un segno che l'azienda ha ingranato e un perfetto esempio di integrazione: vi lavorano 17 operai albanesi e 4 italiani. Per quanto riguarda le donne - conclude Zejnat - molte lavorano nei servizi domestici o nelle imprese di pulizia. In crescita anche i diplomati e i laureati albanesi. All'ospedale di Careggi ad esempio esercitano alcuni medici". Disagi e cattiva fama. A causa della presenza in città, soprattutto nei primi anni di immigrazione di piccoli, ma diffusi gruppi di malviventi albanesi, legati ad attività illecite, come la prostituzione e i furti, nei confronti dei cittadini albanesi si è creata una certa diffidenza e paura che ha contribuito a creare intorno a loro un'immagine negativa. Il fenomeno in passato è stato legato anche alla presenza di minori non accompagnati, facilmente assunti dalle organizzazioni della malavita. Oggi l'allarmismo tra i pratesi è rientrato grazie al crescente inserimento attivo nella società degli immigrati albanesi, nel mondo del lavoro e della formazione professionale. Le tradizioni e l'associazionismo. Pur non essendo rimasti troppo ancorati alle tradizioni e agli usi dell'Albania, gli albanesi presenti in città, proprio per venire incontro ai nuovi connazionali, hanno dato vita ad alcune associazioni. Nella sede della Uil in via S. Trinita ad esempio dal 2000 ha sede l'associazione "Sopoti", diretta da Qamil Zejnati. Una sorta di sportello servizi pensato per facilitare agli albanesi l'impatto con la burocrazia italiana. Attualmente l' associazione vanta 1600 iscritti. Quanto alle festività, la più importante è l'indipendenza dell'Albania dall'Impero Ottomano (1912); festeggiata il 28 novembre anche dalla comunità presente a Prato. Miriam Monteleone.

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Per la nautica nuove aree. al comparini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio "Per la nautica nuove aree. Al Comparini" è la richiesta della Cna nell'incontro col ministro Chiti I sindacati: sulla sicurezza industriali barricati Gli imprenditori: in Darsena caos traffico e guerra per i parcheggi VIAREGGIO. Silenzio, parla la nautica. Davanti al ministro Vannino Chiti, in città per sostenere Andrea Palestini, candidato a sindaco del Pd. L'occasione, per sindacati e imprese, era ghiotta. E non se la sono lasciata scappare. A cominciare dalla Cna, il cui direttore Stephano Tesi, ha snocciolato tutto d'un fiato un rosario di richieste precise e dirette. Prima fra tutte quella "per nuove aree, da individuare per esempio nella zona del Comparini, dove collocare le imprese che ne abbiano necessità". "Con il passaggio di competenze demaniali - ha ricordato Tesi - le cose si sono complicate. Ma le aziende non possono attendere i tempi biblici degli uffici pubblici.". Nota dolente, quella delle "scartoffie", sulla quale ha volto far sentire la propria voce anche il cantiere navale "Sanlorenzo". Sul banco degli imputati l'amministrazione comunale uscente: "Siamo tornati a Viareggio dopo dieci anni e negli ultimi due anni abbiamo assunto cinquanta dipendenti diretti. Bene, da parte delle autorità competenti - ha detto il rappresentante dell'impresa navale - abbiamo trovato solo ostacoli. Nello stesso periodo avremo preso dieci denunce solo per ritardi dovuti a poca competenza degli uffici e mania di protagonismo dei dirigenti". Dopo la burocrazia, tocca all'annoso problema dell'insabbiamento: "Appena c'è un'onda o un po' di vento sei costretto a rinviare la prova delle barche, con conseguenti ritardi nella consegna. Mi piacerebbe davvero sapere quanto Viareggio ci tiene o meno ad avere ancora la nautica...". Più ottimista, ma solo per l'insabbiamento, Paolo Landucci dell'omonima agenzia marittima: "I problemi in questo senso sono quasi del tutto risolti". Il tema della mancanza delle infrastrutture (dalla banda larga su cui fa viaggiare le informazioni all'Asse di penetrazione, dal quale far passare i mezzi pesanti) è risuonato a gran voce. Nelle parole di Musetti, presidente della "Elettronavale" ("la Darsena è invivibile, assediata dal traffico e con pochi parcheggi. Nelle ore di punta si impiegano 35-40 minuti da via dei Pescatori alla rotonda del ponte di Pisa") e in quelle di Andrea Giannecchini, titolare di un'azienda tecnologica con 9 dipendenti che spiega: "Siamo stati costretti a trasferirci in un territorio limitrofo per i problemi di traffico in Darsena". Per Sergio Micheli, presidente del neonato consorzio "Navigo", "la Darsena ha bisogno di modelli di governance che producano risultati condivisi da tutti". Impossibile non ricordare come si sia arenata la trattativa sulla sicurezza al tavolo dell'amministrazione comunale e quali siano le partite sindacali in ballo. I sindacati. Anche su questo, prima dell'incontro con gli imprenditori, Chiti ha ascoltato i sindacati (Cgil, con la Fiom, e Fim-Cisl). Antonioli, Pocai e Cinquini hanno raccontato la nautica viareggina vista dai lavoratori: precari, in appalto, spesso alle dipendenze "di azienda che non hanno neppure un numero di telefono". All'amministrazione entrante, quale che sia, Fiom e Fim chiedono già da ora di dare la massima priorità "alla riapertura del confronto sulla sicurezza". L'obiettivo di tutti - ha detto Cinquini - "deve essere quello di tornare a casa la sera, sani e salvi. Per questo chiediamo alla Cna e agli industriali tutti di non barricarsi su questioni che niente hanno a che fare con questo obiettivo". Al ministro Chiti, Lamberto Pocai ha chiesto attenzione al tema delle malattie professionali: quelle del futuro ("i rapporti della Asl danno dati preoccupanti sulle lavorazioni in vetroresina") e quelle del passato, prima fra tutte le patologie scatenate dall'amianto. "Con il quale - ha spiegato il sindacalista - a Viareggio si è lavorato fino al 2000". Vannino Chiti, nel rispondere alle domande poste, ha citato l'intervento del segretario della Camera del lavoro, Andrea Antonioli: "Sono rimasto molto colpito - ha detto - dall'affermazione per cui nella nautica si correrebbero rischi maggiori che nel lapideo. Mi sembra una contraddizione sulla quale ci sia da intervenire". Anche perché la cantieristica viareggina "è al centro di un polo della nautica che tale deve essere considerato, con tutte le contraddizioni e le potenzialità, e deve ottenere il riconoscimento in questo senso a livello nazionale. Compreso tutto ciò che riguarda il peso che la ricerca pubblica deve avere nel settore". Non ultimo tra gli argomenti sul tavolo quello dello sviluppo del porto turistico: "Credo - ha detto Chiti - che a Viareggio si possa fare molto e bene". Donatella Francesconi.

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<Libere professioni, sì alla riforma> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Libere professioni, sì alla riforma" Concertazione e confronto tra addetti ai lavori e mondo politico per riformare il sistema delle professioni e degli studi di settore, per affrontare i problemi, anche locali, del funzionamento della giustizia e per la semplificazione della burocrazia: gli ordini professionali di Bergamo hanno incontrato ieri alla Borsa Merci i candidati alle elezioni per presentare problemi ed esigenze delle categorie. Sono intervenuti Alberto Carrara, presidente dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Ettore Tacchini, presidente dell'ordine degli avvocati, Pier Luigi Fausti, presidente del consiglio notarile, Simona Bonomelli, presidente dell'Unione giovani dottori commercialisti, Paolo Savoldi, presidente dell'associazione italiana giovani avvocati. Se la riforma delle libere professioni e degli studi di settore è stata al centro dell'intervento di Carrara, Tacchini ha allargato il discorso ai problemi della giustizia sottolineando la mancanza di mezzi e personale anche a livello locale: "siamo quasi al collasso: i candidati devono farsi carico di questi problemi che sono problemi di tutti i cittadini". Fausti ha, tra l'altro, espresso la necessità di una semplificazione legislativa e burocratica: un processo da attuare con competenza e per "tornare ad una condizione di ragionevolezza". Le sollecitazioni sono state raccolte dai candidati Giorgio Jannone e Alessandra Gallone del Pdl, Giovanni Sanga e Antonio Misiani del Pd, Ettore Pirovano della Lega e Sergio Piffari dell'Italia dei valori. Al confronto è intervenuto anche Luciano Ongaro della Sinistra Arcobaleno che ha affrontato, tra l'altro, il problema della crisi della giustizia. Tutti i candidati hanno condiviso la necessità di un lavoro congiunto, oltre gli schieramenti politici, per affrontare i problemi del nostro territorio. "Nella prossima legislatura ? ha rimarcato Jannone ? occorrererà un forte impegno comune per la difesa delle professioni e per affrontare le questioni locali: servirà un lavoro di squadra e bisognerà evitare contrasti". Pirovano, rilanciando il tema del federalismo fiscale, ha posto l'accento sulla necessità di "una riforma delle professioni e degli studi di settore con lo scrupolo di tutelare i diritti dei cittadini. Serve più collaborazione tra il mondo della giustizia e gli enti locali. Dobbiamo poter disporre in rapporto a quanto diamo allo Stato". Sanga e Misiani, dopo aver ricordato lo sforzo nell'ultima legislazione per una modernizzazione delle professioni, hanno rimarcato la necessità di perfezionare gli studi di settore, di semplificare il sistema burocratico e di arrivare ad una riforma degli ordini professionali che sia condivisa e concertata. Gallone ha posto l'accento sulla necessità di una riduzione delle tasse, degli adempimenti fiscali e burocratici e di una riforma degli studi di settori che parta da un confronto con le associazioni di categoria. Piffari ha ricordato la proposta del suo partito per una riduzione a due dei gradi di giudizio e per una razionalizzazione delle forze dell'ordine. "Le riforme di sistema ? ha concluso Carrara dicendosi d'accordo sul metodo della concertazione ? relative alle professioni, agli studi di settore, alla giustizia, agli adempimenti burocratici devono essere condivise perché incidono non solo sugli ordini professionali, ma anche sul sistema sociale". Gianluigi Ravasio.

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Artigiani: la ricetta per crescere (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si svolgerà sabato presso la sede provinciale in via Veneziani, l'assemblea congressuale di Confartigianato Ferrara, nel corso della quale verranno eletti gli organi statutari dell'associazione. Alle 11 prenderà il via la tavola rotonda sul tema "Strategie per lo sviluppo della piccola e media impresa", moderata dal giornalista Corrado Piffanelli e alla quale parteciperanno Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato, Giuliano Cazzola, candidato alla Camera per il Pdl, un esponente del Pd e l'onorevole Gianluca Galletti dell'Udc. Successivamente all'hotel Duca d'Este interverrà per un saluto il ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani. "C'è molta attenzione da parte nostra alla prossima tornata elettorale - ha spiegato il presidente Aleandro Capatti - Le piccole e medie imprese sono in forte difficoltà e la prima cosa da fare dovrà essere una drastica riduzione della burocrazia". Dito verso contro "la revisione degli studi di settore fatta nell'ultima finanziaria che ha innalzato le tasse attraverso l'aumento degli imponibili per le imprese". Per il segretario generale locale, Giuseppe Vancini, "serve un progetto serio per il territorio che attualmente sta vivendo una fase di mediocrità. In particolare occorrerebbe una minore frammentazione delle associazioni di categoria con la nascita di un patto federativo denominato Ferrara Imprese". (f.zol.).

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Dalla Sardegna Veltroni lancia lo sprint (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 105 Dalla Sardegna Veltroni lancia lo sprint "Eravamo sotto di 22 punti, ora siamo quasi pari: si può fare" --> "Eravamo sotto di 22 punti, ora siamo quasi pari: si può fare" DAL NOSTRO INVIATO GIUSEPPE MELONI SASSARI Veltrusconi? No, culurgionis. Il leader del Pd mostra di gradire la cucina ogliastrina, ospite a pranzo di una famiglia di Villagrande Strisaili. Invece nel resto della sua prima giornata sarda Walter Veltroni conferma di apprezzare sempre meno "il leader dello schieramento avversario" (sarebbe Berlusconi, ma lui non lo cita mai esplicitamente). Anzi, lo attacca più volte su diverse questioni, benché sempre con calibrato self control. Forse proprio per allontanare l'idea del patto scellerato, della sostanziale convergenza di intenti tra Pd e Pdl, sintetizzata appunto dall'intreccio beffardo dei cognomi dei due leader. IL PROGETTO È il Veltroni che ti aspetti, tutto sommato: che insiste soprattutto sulle proposte del suo partito, e fa appello a un voto per cambiare l'Italia "e aprire una fase nuova, rendere questo nostro Paese più simile a una democrazia europea". Ma anche con un compiacimento, sconosciuto fino a pochi giorni fa, per la polemica nei confronti del Cavaliere. Per dirne una: "Continuano a parlare di stalinismo", ripete Veltroni nei suoi comizi a Nuoro, Olbia, Sassari, "ogni giorno vengo coperto da insulti di questo genere. I miei collaboratori mi passano le agenzie di stampa in cui dicono queste cose, e io le metto da parte e non replico". Non per porgere l'altra guancia ma "perché io sto facendo la campagna elettorale del 2008, non quella del '94. Chi vuole fare ancora quella del '94 ne risponda agli elettori". L'ACCOGLIENZA A proposito di elettori. Quelli sardi non tradiscono: sarà pure una campagna elettorale moscia, ma alle varie tappe del candidato premier del Pd non fanno mancare un buon colpo d'occhio di folla. Anche se l'accoglienza più speciale Veltroni la riceve in privato: dalla famiglia Scudu, scelta per imbandire il pranzo all'illustre ospite e a sua moglie Flavia. Nella casa di Villagrande c'è una delle elettrici da record del Pd: la signora Eleonora Ladu, 100 anni la prossima settimana, pochi giorni prima delle elezioni (salvo rinvio per colpa della Dc: "Su questo sono contrarissimo", precisa il candidato democratico, "e poi qualcuno potrebbe pensare a una manovra della destra rispetto a un voto non più scontato"). A tavola i culurgionis sono l'anello di congiunzione tra un antipasto a base di prosciutto locale e un secondo di maialetto arrosto: se anche i coniugi Veltroni si fossero dimenticati per un attimo dove li ha paracadutati il bus verde, avrebbero ritrovato l'orientamento solo guardando il menu. LE PIAZZE Dopo il caffè l'ex sindaco di Roma si concede per un rapido comizio con la popolazione di Villagrande, poi fa rotta verso Nuoro. Tutte le tappe faranno registrare numeri che soddisfano i vertici del Pd sardo: "Mai vista piazza Vittorio Emanuele così piena", dice nel capoluogo barbaricino Tore Ladu, senatore uscente. "A Olbia ci saranno state mille persone che non sono riuscite a entrare all'hotel Melià", testimonia poche ore dopo l'ex leader Ds Giulio Calvisi, "abbiamo dovuto allestire fuori un maxischermo". Anche Sassari, ultima fatica della giornata, fa la sua parte: piazza d'Italia non è forse piena come nelle occasioni record ma quasi, malgrado l'ora tarda e il freddo ostile. IL CONTORNO Proprio a Sassari il buio consente all'organizzazione di sfoderare una fiction che, in attesa del comizio, intrattiene il pubblico raccontando il duro fine mese di una coppia di precari. Per qualcuno è un po' di dubbio gusto, ma serve a puntare l'attenzione sul problema dei lavori atipici. Per il resto pochi fronzoli, Veltroni conta sull'impatto delle sue parole e sul fervore dei suoi sostenitori. Che gli chiedono autografi come a una rockstar (avessero provato a farlo con Berlinguer...): ma del resto uno che sceglie Jovanotti - "Mi fido di te" - come colonna sonora lo mette in conto. A Nuoro un autografo lo fa addirittura su un gesso, quello che momentaneamente appesantisce il braccio di Mirko Putzu, di Teti, militante giovane ed entusiasta. A Sassari invece un altro giovane si rivela fin troppo entusiasta: interrompe l'oratore appena inizia a raccontare l'apologo di un agricoltore di Bologna, "sono anch'io un agricoltore", urla, "Walter parlaci della Sardegna". Sembra una contestazione, ma il ragazzo-interruttore precisa: "Walter, io sono con te". Fatto sta che Walter lo zittisce, per altro aiutato dai presenti. LA MISSIONE Così Veltroni può concentrarsi sui contenuti del suo discorso, ovviamente abbastanza simile nelle varie tappe. Il fulcro è la richiesta di segnare una pagina nuova nella politica italiana: non solo perché "possiamo fare la rimonta più grande della nostra storia" (e per farsi capire meglio il candidato unisce gli indici e dice "siamo qui, a un'incollatura, mentre a settembre eravamo sotto di 22 punti"). La novità è soprattutto presentarsi alle urne "non soli, ma liberi di fare le cose necessarie per cambiare l'Italia, senza vertici di coalizione con dodici partiti, da Dini a Caruso". Al Paese, riflette il leader del Pd, serve "una nuova missione collettiva, che manca da quando Romano Prodi tra il '96 e il '98 ci portò in Europa contro ogni previsione". Per Prodi il tributo è costante, in ogni discorso. Così come, a ogni tappa, il candidato premier non si dimentica di "chiamare" dalla platea un applauso per il presidente della Regione Renato Soru, presente sul palco insieme ad Antonello Cabras, Arturo Parisi, Antonello Soro e altri leader del Pd sardo. LE PROMESSE "Dico solo cose che faremo davvero", giura Veltroni quando illustra il programma del suo governo. I primi provvedimenti riguarderanno l'aumento di salari e stipendi minimi, l'adeguamento delle pensioni, la lotta al precariato. E l'ultima proposta, resa nota proprio ieri: un buono spesa annuale da 600 euro, da distribuire a partire da luglio 2008 alle famiglie con almeno due figli a carico e un reddito non superiore a 18mila euro. Poi gli impegni in favore di chi vuole creare imprese: "Oggi lo Stato prima di darti un permesso ti chiede anche la mappa del genoma di tuo nonno, poi però per chi sgarra fa i condoni. Io penso a un Paese in cui lo Stato si fidi e conceda di avviare un'impresa in un giorno. E così avrà anche il titolo morale per essere severo con chi viola le regole". È il disegno di un'Italia più libera dalla burocrazia e anche dalla cattiva politica, "che ha bloccato questo Paese e che non deve più condizionare la sanità pubblica. Oggi si diventa manager delle Asl non si sa perché, io chiedo che si facciano i concorsi, le audizioni, e sia tutto pubblico, consultabile su internet". E con un'agenzia nazionale di valutazione della qualità degli ospedali. Solo così può ripartire un'Italia ferma da quindici anni. LE TAPPE DI OGGI Riparte anche Veltroni, che oggi sarà a Oristano (10.30 in piazza Corrias), Pula (13.30 al centro Polaris), Portovesme (16.30 allo stabilimento Alcoa), Villacidro (18.30 in piazza Lavatoio) per concludere il tour sardo a Cagliari, in piazza Garibaldi (inizio previsto alle 20.30-21). Sono le 23 quando saluta il pubblico di Sassari: che - come in precedenza a Nuoro e Olbia - non lascia solo il suo Walter neppure al momento di cantare l'inno nazionale, che nel nuovo stile veltroniano segna il commiato. E chissà se è un segno di entusiasmo o solo un segno dei tempi strani che viviamo, ma l'inno lo cantano proprio tutti. Non si fanno mancare neppure, tra una strofa e l'altra, di solfeggiare il poropò-poppò-poppò . Poco ortodosso? Forse: ma ormai, si può fare.

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Quercia, cantieri fermi al Palio pista vecchia (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ritardi per colpa di aeronautica e Coni DANIELE BATTISTEL d.battistel@ladige.it Per colpa delle regole dell'aviazione gli uomini jet rischiano di non poter planare, almeno per quest'anno, sulle piste dello stadio Quercia. O meglio, dovranno correre, evitando dossi e avallamenti, sulla pista vecchia mettendo a dura prova garretti e caviglie. Nonostante tutti i proclami e le promesse la 44ª edizione del Palio, in calendario per il 10 settembre, non si correrà sull'innovativa pista realizzata dalla Mondo, del tutto simile a quella che gli sprinter più forti al mondo calcheranno il prossimo agosto a Pechino. La pista "olimpionica" di Rovereto rimarrà, ancora per un anno, una chimera. Questo perché i lavori di rifacimento della pista devono ancora cominciare. Il progetto è a posto, il finanziamento provinciale c'è, ma il cantiere non parte. Perché? Perché le ultime autorizzazioni necessarie per far entrare le ruspe sono arrivate da Roma soltanto nei giorni scorsi e non c'è più il tempo fisico per ultimare i lavori entro fine agosto. Si tratta del via libera del Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) e dell'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile). Sembrerà strano, ma per rifare un campo d'atletica serve il parere vincolante dell'autorità di vigilanza aeronautica. "Noi non c'entriamo. Il fatto è - spiegava ieri l'assessore allo sport del Comune Cristian Sala - che si tratta di torri faro molto alte ed era necessario l'okay dell'Enac". Nemmeno il presidente della Quercia Carlo Giordani, che è stato per anni vicepresidente nazionale della Fidal è riuscito a smuovere la burocrazia romana e a velocizzare almeno il Coni. Ora si limita a dire: "Per noi l'importante è tutelare una manifestazione sportiva che fuori ombra di dubbio è la più importante della città". Chi è pratico del Quercia non avrà mancato di notare che operai e macchinari sono intervenuti recentemente nello stadio. I lavori di allargamento della recinzione (700 mila euro) per fare spazio alle due nuove corsie della pista d'atletica e la sistemazione di muretti e della parte esterna erano cominciati nel corso dell'anno passato e si sono conclusi prima dell'inverno. Poi, secondo quanto prevedevano i progettisti, qualche settimana fa si sarebbe dovuti partire con il rifacimento del manto. Il tutto con una certa velocità (e non lo diciamo soltanto perché si parla di un campo d'atletica) in modo da essere pronti per fine estate. La pista, infatti, è ora in condizioni precarie. O meglio, per il resto del mondo andrebbe più che bene ma per il Trentino, dove tutto dev'essere nuovo e scintillante, era da rifare. Realizzata per la prima volta nel 1979 con un sottofondo in cemento, subì un'operazione di retopping una quindicina di anni fa, quando venne sostituito il vecchio strato di sportflex . Il problema è che il manto inferiore, con l'andare del tempo, si è rovinato e sulla pista sono comparsi pericolosi avallamenti. Per questo, dopo insistenti richieste, lo scorso anno la Provincia - convinta anche dalle buone risposte fornite dall'appena ristrutturato campo Coni di Trento - diede il via libera al rifacimento completo della pista roveretana. E così per la disputa del Palio e di qualche altra gara minore Piazza Dante ha messo a disposizione altri 1,7 milioni. Ed invece velocisti ed ostacolisti dovranno aspettare ancora un anno per correre su una pista nuova. Un vero peccato, anche perché tutti gli appassionati di atletica speravano che il manto nuovo e l'aumento del numero di corsie (da 6 a 8) potessero ridare slancio ad un meeting che - oggettivamente - negli ultimi ha ha visto calare la presenza di stelle di assoluta grandezza internazionale. La Mondo, azienda leader a livello internazionale nel settore delle pavimentazioni sportive in gomma e che ha fornito le piste per le Olimpiadi di Pechino, si era infatti riservata quattro mesi di tempo per realizzare le corsie. "Ma sinceramente noi - continua Sala - assieme alla società abbiamo valutato e ci sembrava rischioso arrivare a fine lavori proprio a ridosso della gara. Sarebbero bastati alcuni giorni di pioggia durante l'estate per vanificare tutti gli sforzi". E allora? "Allora cominceremo subito con una parte dei lavori, ma la pista la rifaremo dopo il Palio" risponde l'assessore. Nelle prossime settimane si provvederà al montaggio delle nuove torri faro, più alte e più potenti, per una spesa di circa 200 mila euro. Il nuovo sistema di illuminazione sarà pronto per il Palio di settembre, per la gioia delle troupe Rai che da sempre si lamentavano per la scarsa luminosità dello stadio. I vecchi pali saranno smontati in seguito, permettendo così il normale svolgimento di attività sportiva notturna durante tutta l'estate. "Il giorno dopo il Palio - afferma ancora Sala - cominceremo con il cantiere della pista. Ritengo che tutto sommato sia meglio così perché si evita di interrompere l'attività dell'atletica in mezzo alla stagione". Di sicuro c'è che bisognerà essere pronti per il settembre dell'anno prossimo, se non altro per rispettare le regole poste dalla Federazione internazionale. 03/04/2008.

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Camera di commercio e imprese, meno burocrazia e procedure più facili (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Oristano Pagina 4016 Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi Camera di commercio e imprese, meno burocrazia e procedure più facili Al via una rivoluzione per le 15 mila aziende oristanesi --> Sarà più facile per le oltre 15 mila imprese della provincia dialogare con gli uffici della Camera di commercio di Oristano e più in generale col sistema camerale regionale. Da martedì, nelle quattro Camere di commercio sarde è stata adottata una guida comune che va ad uniformare le procedure amministrative dei quattro Registri delle imprese. Inoltre, è stato attivato un call center regionale per un supporto all'utenza ed è prossima l'adozione delle nuove procedure che snelliscono i passaggi burocratici per le imprese di nuova costituzione, grazie al progetto Impresa in un giorno, al quale prima dell'estate anche Oristano aderirà. Gli uffici delle quattro Camere di commercio della Sardegna hanno compiuto un'attenta disamina delle varie procedure amministrative che attengono ai rapporti col Registro imprese. Da questo lavoro si è partiti per la scrittura e la definzione di procedure unitarie contenute in una dettagliata guida. "L'uniformità di comportamenti consentirà agli uffici del Registro imprese di confrontarsi con l'utenza in modo unitario a livello regionale", spiega il segretario della Camera di commercio di Oristano Enrico Massidda. A supporto di questa procedura unificata, la Camera di commercio ha attivato anche un servizio di call center regionale. Gli utenti possono utilizzarlo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Il numero è 199 500 010. La chiamata ha un costo a carico dell'utente, che viene indicato in apertura della comunicazione. "Gli ambiti di assistenza da parte del call center riguardano il Registro imprese e il Diritto annuale", spiega ancora Massidda. Prima dell'estate infine anche Oristano avvierà la sperimentazione delle procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno", uno snellimento burocratico per le imprese che avranno nello sportello del Registro imprese l'unico riferimento, evitando così di doversi rivolgere anche all'Agenzia delle entrate, all'Inps e all'Inail.

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L'eterno male oscuro dell'AMERICA LATINA (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 30 L'eterno male oscuro dell'AMERICA LATINA di Alberto Pasolini Zanelli Il nuovo saggio di Alvaro Vargas Llosa su un continente che abbandona il liberalismo e torna vecchio e statalista Agli inizi del Duemila il cabarettista più alla moda a Rio de Janeiro si è scelto come nome d'arte "Lenin". Nel vicino Uruguay era appena salito al potere Tabaré Vázquez alla testa del Frente Amplio, che comprende i figli e i nipoti dei Tupamaros. Il Parlamento del Venezuela si è riunito in una piazza di Caracas per votare, entusiasticamente e all'unanimità, ulteriori pieni poteri al presidente Hugo Chávez, portandolo più vicino di un altro passo alla dittatura mentre lui si trovava a Cuba a far le solite quattro chiacchiere con il suo amico Fidel Castro. Il Parlamento dell'Ecuador, in cui è maggioranza l'opposizione moderata, è stato invaso e devastato dai sostenitori del presidente Rafael Correa, amico e imitatore di Chávez, scesi in piazza a Quito a reclamare pieni poteri anche per lui. In Bolivia è venuto fuori che il "direttore delle comunicazioni" del presidente Evo Morales, un grande amico di Chávez e di Castro venuto dal Perù, è sotto inchiesta per la sua passata militanza nella branca peruviana dei Tupamaros, una delle più famose e antiche organizzazioni terroristiche dell'America latina. I figli, o nipoti dei Tupamaros, del resto, fanno parte della coalizione di governo in Uruguay. In Nicaragua è appena tornato al potere attraverso libere elezioni l'ex dittatore sandinista Daniel Ortega. In Brasile, certo, non comanda il cabarettista ma un veterano della Sinistra democratica come Luiz Inácio Lula da Silva che, nonostante i modi e il passato pittoreschi, cerca di attenersi al riconoscimento delle realtà economiche e politiche; ma anch'egli è sotto pressione da parte dell'ala più radicale della coalizione che lo ha portato alla presidenza. L'Argentina, infine, è tornata all'egemonia peronista, anacronistica già nel nome, nella sua versione di sinistra preferita da Nestor Kirchner, dopo il fallimento politico dell'ambizioso progetto di riforma dell'economia che avrebbe dovuto condurre Buenos Aires al posto che storicamente le spetterebbe, accanto all'Europa e al Nord del mondo. La sinistra nelle sue varie sfumature controlla più di 300 milioni dei meno di 400 milioni di abitanti dell'America latina e il numero non accenna a diminuire. Si sono "salvati" in controtendenza, fra i Paesi più importanti, il Messico e il Perù; oltre naturalmente al Cile, che è un caso completamente a parte. Queste le somme. La Ibero-America è in piena crisi di rigetto degli esperimenti liberali e liberisti tentati negli ultimi anni un po' dovunque nel mondo. Dopo decenni di protezionismo, nazionalismo, guerriglia e dittature il continente era parso imboccare con fiducia la strada del mercato e della democrazia. E poi ha cominciato a tornare indietro. È un'onda rabbiosa e probabilmente anche un'onda lunga. Non è la prima volta che ciò accade. Ci provarono, più di un secolo fa, dei politici di scuola positivista, "los cientificos", ispirati dalla filosofia positivista di Auguste Comte con la sua fiducia illimitata nell' "Ordine e nel Progresso" (due parole che finirono addirittura, e ancora stanno, al centro della bandiera del Brasile). Ci riprovarono cinquant'anni dopo e di nuovo più di recente, cercando in sostanza di estrapolare la parte economica del "modello cileno" (reso possibile dalla dittatura di Pinochet ma pienamente assorbito dopo il ritorno al sistema costituzionale). Coniugandolo con l'espansione della democrazia e si è riusciti, in effetti, a scrollarsi di dosso le anacronistiche dittature militari, in parte sopravvissute alla Guerra fredda; ma evidentemente funziona bene solo in Cile. E allora i popoli dell'America latina si sono convinti che bisognava cambiare di nuovo ricetta. Constatando però che di medicine sul mercato mondiale non ce ne sono, subiscono la tentazione di ritornare in qualche modo ai falliti esperimenti del passato: copiandoli ciecamente, come i tanti Chávez, o cercando, altri, di rinverdire gli slogan e il linguaggio "rivoluzionario" ma non la rivoluzione. Una dicotomia che salva dal peggio Paesi come il Brasile ma accentua ancora di più la confusione e contribuisce a rinviare ogni serio riesame. Mentre si dilata a macchia d'olio dal Venezuela il "castrismo del Duemila" incarnato da un Chávez che non solo parla ma comincia ad agire come il suo modello degli anni Cinquanta e Sessanta. Con la differenza che Castro ha predicato e agito in un'isola povera che il suo esperimento ha ulteriormente impoverito, mentre Chávez controlla uno dei maggiori Paesi produttori di petrolio nel mondo, e può dunque permettersi di fare suoi tutti gli slogan dell'estrema sinistra latinoamericana, quella variegata e spesso arcaica, sempre emotiva, che in lui crede di aver trovato, o finge di trovare, il continuatore del "Che" Guevara. Queste le somme. Ora ci si interroga sulle cause di tale involuzione. Se un modello non attecchisce in un terreno, è colpa del modello o della sua applicazione, del seme o del terreno? La prima spiegazione è la più diffusa, anche non tiene conto abbastanza della realtà degli straordinari successi dell'esperimento neoliberale verso la fine del secolo scorso, soprattutto in Asia. La seconda. interpretazione è avanzata ora da Alvaro Vargas Llosa, peruviano di nascita (è figlio di Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura e sfortunato candidato alla presidenza a Lima), Alvaro non è un romanziere ma un economista liberale. Egli dedica il suo ultimo saggio, Libertà per l'America latina (che in Italia esce per i tipi dell'Editore Leonardo Facco, pagg. 307, euro 15), a un appello e a una formula: "come mettere fine a cinquecento anni di oppressione di Stato", ma parte dall'esplorazione di un passato più lontano per individuare le cause dei malanni del passato recente e del presente. Va a esplorare, insomma, il "male oscuro" dell'America latina. La sonda va nel profondo. Una delle maggiori originalità del pensiero di Vargas Llosa è il rifiuto del luogo comune secondo cui i malanni latinoamericani sono retaggio della "conquista" europea. L'autore dimostra che i Conquistadores, con tutti i loro difetti, colpe e delitti, si trovarono a operare in un terreno già malato. Gli Stati più sviluppati dell'America precolombiana si reggevano su "cinque prìncipi di organizzazione sociale, economica e politica che opprimevano l'individuo: corporativismo, mercantilismo di Stato, privilegio, trasferimento della ricchezza e legge politicizzata". Quegli Stati avevano in comune la caratteristica che "le leggi e il potere non si riferivano alle persone ma ai gruppi, determinate dalle loro funzioni". Dunque non esistevano nell'interesse della gente ma invece "richiedevano che la grande maggioranza devolvesse i suoi sforzi al mantenimento e all'arricchimento di una classe privilegiata"; oppressione ulteriormente accentuata dalla "natura sacra dell'autorità, incarnata in un Governante supremo che era o un discendente degli dei o una figura divinizzata". Una persona non era una persona. Era un ingranaggio in una macchina. Esisteva solo in quanto appartenente a un'entità collettiva. La grande maggioranza era incatenata al lavoro agricolo, le élite "organizzavano la burocrazia, amministravano imperi e regni. L'intero tessuto sociale era frammentato", dunque impedito di produrre spontaneamente, dal basso, le forme di società che avrebbero agevolato il progresso. Sono stati così distorti, per cinque secoli fino al presente, tutti i modelli importati dall'Europa e, più tardi, dagli Stati Uniti fino al marxismo. L'Europa aveva inventato l'"America" come utopia e l'America, quella ispanica, ci restituiva facendo di noi la sua utopia. Assorbendo soprattutto i nostri sogni più torbidi. Questa la radice di una lunga tragedia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Giubileo, cerimonie di alta classe per celebrare la storia di una vita (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

UN LEADER NEGLI ONORI FUNEBRI Funerali di classe per chi pensa all' importanza del servizio prima che al prezzo Il simbolo dell'impresa è diventato ormai sinonimo di qualità, rispetto e attenzione Giubileo, cerimonie di alta classe per celebrare la storia di una vita Tributare onori funebri: un compito che Giubileo ha fatto proprio, e che è ben diverso dal garantire un semplice trasporto dei defunti verso il cimitero. C'è questo concetto alla base dell'intero operato dell'azienda di corso Bramante: offrirsi alle famiglie come punto di riferimento per tributare alle persone scomparse un estremo saluto che sia impeccabile sul piano formale e ricco di significato su quello degli affetti. Ed è per questo motivo che, nel tempo, Giubileo è diventato a Torino sinonimo di cerimonie funebri di livello elevato, destinate a chi considera prevalente l'aspetto della qualità su quello del prezzo. Percorrendo la propria strada, Giubileo sta dunque offrendo un modello di impresa di onoranze funebri moderna: vera e propria società di servizi perché concentrata più sulle capacità umane e professionali che non sul semplice "prodotto", e in quanto tale capace di offrire assai di più che non il tradizionale trasporto delle salme. "A questo obiettivo è stato possibile giungere grazie a notevoli investimenti sulla formazione del personale - spiegano all'impresa di corso Bramante -. Pur con le caratteristiche peculiari di ciascun ruolo, ogni addetto dell'azienda sa di dover essere ambasciatore dello "stile Giubileo", che abbina a una rigorosa professionalità anche l'attenzione nei confronti delle persone con le quali si entra in contatto". Avere a che fare con chi si trova nelle prime fasi del lutto, infatti, implica conoscenze specifiche che vanno ben oltre le competenze professionali legate al proprio ruolo: "Ed è per questo motivo che la nostra sede è anche attrezzata per ospitare i periodici corsi di formazione per il personale, che spaziano dalle materie tecniche, tipiche di ciascuna mansione, per arrivare alle discipline psicologico-comportamentali". E' infatti il personale la vera forza di Giubileo: conta più delle forniture di alta qualità, o delle auto funebri caratterizzate da un design di particolare eleganza. Ed è un aspetto, quello delle risorse umane, che talvolta non viene colto nella sua interezza: un fatto che, per paradosso, significa che tutti hanno lavorato al meglio. "Alludiamo in particolare al ruolo del personale d'ufficio - spiegano al Giubileo -: il loro è un compito impegnativo, perché alla complessità si aggiunge il vincolo di una tempistica molto stretta. Devono fronteggiare una burocrazia articolata, preparare documenti, fissare orari, predisporre tutto affinché la cerimonia funebre si svolga nel migliore dei modi". Per le famiglie, invece, il "volto" di Giubileo è quello dei funzionari cui spetta il primo incontro, quello in cui si mettono a fuoco le caratteristiche della cerimonia funebre, ma anche quello degli addetti che si preoccupano della preparazione della salma, dell'accompagnamento in chiesa e al cimitero. "Le cerimonie che organizziamo sono il risultato dello sforzo concorde di più persone - concludono al Giubileo -. Il fatto di definirle "persone" vuole sottolineare la componente umana, oltre che professionale, del loro impegno, che concorre a quella che per noi è l'arte dell'ultimo saluto".

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Picchetto e striscioni contro la preside: "Ci nega qualunque cosa" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Protesta In duecento disertano le lezioni Picchetto e striscioni contro la preside: "Ci nega qualunque cosa" MARIA TERESA MARTINENGO Anni improbabili, questi, per proteste nelle scuole. Le occupazioni, diventate autogestioni, e poi "giornate degli studenti" vengono per lo più organizzate con l'antagonista d'un tempo, il preside. Così, colpisce la manifestazione inscenata ieri da 200 allievi del liceo classico "Cavour", il più severo e "controllato". I ragazzi sono rimasti fuori dalla scuola, un esplicito e sintetico striscione appeso sul portone: "Diciamo basta". "Basta" alla mancanza di comunicazione con la preside Maria Clelia Zanini e basta all'"indifferenza che dimostra per le iniziative e le esigenze degli alunni", hanno scritto gli studenti in un volantino intitolato "Malcontento generale... Voglia di cambiare". In pratica, dando voce dall'interno a un clima che si esprime all'esterno con studenti che, in corso d'anno o in estate, bussano alla porta di altri licei. "L'anno prossimo perdiamo tre IV ginnasio", dicevano ieri i ragazzi. La presenza di numerose famiglie della vicinissima media "Nigra" all'estrazione del "D'Azeglio" per selezionare i fuori zona conferma un clima definito "arido", dove "educazione fa spesso rima con umiliazione". La scintilla che ha fatto scattare la protesta è stato il "no" a un laboratorio di danza e un a partita a calcetto programmati per il pomeriggio di martedì, secondo giorno delle "giornate dello studente", rimediate dai ragazzi solo riunendo le due assemblee di marzo e aprile, previste dal regolamento. Negato, poi, il terzo giorno, nel quale i ragazzi avrebbero speso l'assemblea di maggio. "Qui tutto è burocrazia: ci è stato detto che avrebbe dovuto esserci l'insegnante di educazione fisica", spiega Davide Agazzi, rappresentante degli studenti. "La preside ci ha ricevuti dopo due settimane", dice Lorenzo Li Veli. Marco Lombardo: "Viviamo assurdità come il non poter andare in cortile durante l'intervallo: non vogliono che si fumi, ma così chi fuma lo fa nei bagni". Ilaria: "In quale altra scuola non si può neppure prendere un raggio di sole". Lorenzo, di II liceo, è amaro: "Eravamo in 24, siamo rimasti 12. Di qui se ne va anche chi ha voti buoni". I docenti? Molti no comment. Ma Francesco Bianco (latino e greco al biennio) parla: "Da mesi anche noi sentiamo disagio per la mancanza totale di dialogo con la preside". I ragazzi hanno scritto le loro ragioni in un lunga lettera alla dirigente. Tra le altre: "Difficoltà sempre maggiori nell'organizzare assemblee e comitati, sminuiti e talvolta negati; minacce da parte di alcuni professori verso chi partecipa alle iniziative studentesche con abbassamento di voti, interrogazioni e compiti straordinari; disorganizzazione, inadeguata applicazione delle offerte formative nelle sezioni sperimentali. Vogliamo il ripristino, come fino a 4 anni fa, del test anonimo di valutazione dei docenti, importante per riflettere sui problemi dell'istituto". A fine mattinata la preside, al terzo anno in corso Tassoni, ha ricevuto gli studenti. Poi ha inviato un comunicato ai giornali: "Relativamente all'espressione di malcontento manifestata... sono stati forniti chiarimenti ed è stata garantita disponibilità all'ascolto e ad interventi, ove necessari". Sic.

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Tombe pronte, il regolamento no (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3035 Serramanna. La rabbia di chi ha già acquistato in vita gli spazi nel cimitero comunale Tombe pronte, il regolamento no Serramanna.. La rabbia di chi ha già acquistato in vita gli spazi nel cimitero comunale La burocrazia impedisce i seppellimenti nella nuova ala --> La burocrazia impedisce i seppellimenti nella nuova ala Il sindaco Marongiu assicura che entro venti giorni i lotti verranno assegnati definitivamente a chi li ha prenotati e pagati sei mesi fa. "Dobbiamo adeguare il regolamento, ma nell'attesa stiamo predisponendo un progetto transitorio per dare modo a chi ha acquistato l'area nel camposanto di potervi seppellire i propri cari". Il sindaco, Alessandro Marongiu, risponde così alle polemiche sorte attorno alla nuova ala del cimitero, dove le aree per le sepolture concesse sono inutilizzabili. Il cavillo, esclusivamente burocratico, ha risvolti umani delicati. Tutto è cominciato sei mesi fa. Bastava versare 2.500 euro per avere diritto alla sepoltura in terra in poco meno di tre metri quadri nel nuovo cimitero comunale. A distanza di quasi un anno dall'assegnazione, delle tombe nemmeno l'ombra. Gli assegnatari sono entrati in possesso delle aree cimiteriali solo formalmente, evidentemente. Per certi slitta la desiderata costruzione (in vita) della tomba mentre per chi, invece, nel frattempo è passato a miglior vita, la sepoltura esclusiva continua ad essere quella dei loculi sopra terra. IL LOCULO "Se avessimo voluto un loculo, avremmo fatto quella scelta. Invece, pur avendo optato e pagato per la sepoltura in terra, per ora non ne abbiamo potuto disporre", è il coro delle proteste. Figli per i loro genitori, ma anche vedove che da questo mondo progettano la sistemazione definitiva per l'aldilà a fianco dell'amato. Un desiderio, estremo, per il quale in molti hanno fatto economia ma che si infrange davanti alla burocrazia. LA BUROCRAZIA "Mia madre aveva acquistato l'area dove costruire una tomba per lei e mio padre, deceduto oltre 5 anni fa e seppellito nei loculi", è il racconto di Mariella Fusco, una delle serramnanesi in lotta per la tomba negata. "Ora anche mia madre è morta", aggiunge la donna che combatte per riunire almeno dopo morti i genitori. Finche morte non vi separi , recita la formula del matrimonio religioso. È così è davvero per i defunti serrmannesi che, in vita, si erano illusi per una "riunione", seppure dentro una tomba. "Qual è il problema? Vorremmo saperlo anche noi", dicono Luciana e Luisa Abis, "vogliamo dare pace alla collera di nostro padre, che vorrebbe vedere realizzata la dimora dove riposare con nostra madre". Anche in questo caso terreno pagato, prima dell'assegnazione, e tomba matrimoniale rimasta un sogno. "E dire che nella delibera di assegnazione ci imponevano di realizzare la sepoltura entro un anno", continuano Luciana e Luisa Abis. Il sindaco chiede pazienza: "Tempo venti giorni e i 20 assegnatari potranno disporre delle aree cimiteriali". IGNAZIO PILLOSU.

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<Cercavo un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MILANO pag. 6 "Cercavo un mio spazio per realizzare progetti: l'ho trovato con Di Pietro" Il prof delle Superiori ha fatto politica in Zona di LUISA CIUNI ? MILANO ? IL SUO PROBLEMA è la par condicio. Ma non in senso polemico, contro questo o quell'organo di informazione. Ma nel senso di vedersi negata ogni forma di accesso al mondo dell'informazione. Allora lui, Silvio Vartolo (nella foto), professore alle superiori, 39 anni, consigliere di circoscrizione e - ultimo ma non da ultimo - candidato alla Camera nella lista Lombardia 1 con Antonio Di Pietro, per l'Italia dei Valori, ha preso carta e penna e ha mandato in giro un fax, in cui spiega di essere a disposizione di coloro che desiderano rivolgergli domande sul suo impegno politico. "Ma non è che chiamino in molti" spiega, mentre racconta la sua storia. "Ho iniziato in Circoscrizione 8 con An, poi ne sono uscito per aderire al Gruppo Misto e ora sono con Di Pietro, perché ne apprezzo le opinioni sulla legalità e la giustizia. Mi trovo d'accordo. Nell'Italia dei Valori, inoltre, c'è spazio per la società civile, per i consumatori, per la lotta alla mafia e varie altre battaglie. Io sento di più quella sulla riduzione dei gradi di giudizio". Lei adesso si candida, ma prima, che lavoro faceva? "Insegno tecnica e tecnologia alberghiera a Milano e dato che in lista sono il numero 29, lo so che non è proprio facile che sia eletto. Ma mi sono candidato e siccome lavoro sul territorio, questo era un modo interessante per dare voce ai miei progetti e darmi visibilità". Candidatura di bandiera? "Sì, proprio così. Non cerco un posto al Parlamento ma uno spazio per le idee, non sono certo andato a cercarmi il posto in lista". Come insegnante, quali sono i principali problemi della scuola? "C'è una totale mancanza di rigore e di disciplina, cosa non buona come preparazione del cittadino. C'è una grande mole di burocrazia inutile. Poi è stato levato il voto in condotta per bocciare, una follia, se si insegna per educare. C'è quindi il problema dei programmi. Ma lo sa che nell'istituto Alberghiero non si studia geografia turistica? Ha idea di che ripercussione abbia questo sui giovani che devono entrare nel mercato del lavoro?". Le sue proposte, quindi, quali sono? "Sulla scuola, per prima cosa, un rafforzamento delle attività di laboratorio, di cucina, di sala e anche di storia dell'arte ed educazione civica, il fanalino di coda dell'istruzione italiana. È il colmo dei colmi che si arrivi alla fine degli studi senza saperne nulla!". Non è che così vada a posto il problema della scuola italiana. "No di certo, difatti bisogna prendere in esame lo stato di vecchiaia e le condizioni disastrose della grande parte degli istituti e i problemi di sicurezza che ne derivano. Non parliamo poi di quanto sia difficile fare restaurare un edificio a seconda che dipenda dal Comune, dalla Provincia o dalla Regione..." Una richiesta su tutte. Risolvere il problema dell'orario del personale non insegnante e cercare di fare classi più piccole delle attuali. Abbiamo 29/30 ragazzi per aula e non si riescono a seguire a dovere". Cosa pensa che succederà dopo il voto? "Che alla Camera vincerà il Popolo delle Libertà di Berlusconi mentre non sono altrettanto convinto che questo accada anche al Senato. E che poi magari si arrivi ad un governo di larghe intese. Perché solo un governo di larghe intese può risolvere il problema.

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Di RENATA ORTOLANI PROFESSOR Braga, lei gareggerà per la poltrona di (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLITICA pag. 11 di RENATA ORTOLANI PROFESSOR Braga, lei gareggerà per la poltrona di rettore? "Sì. Ho già incontrato 350 colleghi, ho aperto anche un forum, perché voglio parlare personalmente con quanta più gente è possibile. E' importante che chi vuole governare l'Ateneo sappia cosa fa e cosa pensa il popolo dell'Università. Che ambizioni nutre, che difficoltà incontra, che soddisfazioni ha o non ha". Una prima idea se l'è fatta? "Direi di sì. La frase che più spesso mi sono sentito ripetere in questi mesi è stata 'nonostante tutto...'". Nonostante la mancanza di finanziamenti di cui tanto si parla? "No, non è di quello che si lamentano ordinari, ricercatori e associati. Sentono, prima ancora, la mancanza di tempo per fare il loro lavoro, che è insegnare, fare ricerca, e - per i medici - anche assistenza". Una criticità peculiare dell'Alma Mater o una disfunzione di tutto il sistema accademico? "E' un elemento di fragilità legato allo stato di riforma permanente in cui gli atenei vivono a causa dei provvedimenti nazionali. Poi c'è un sovraccarico di burocrazia. I guai che alcuni direttori di dipartimento hanno avuto con la Corte dei conti sono emblematici della difficoltà di mettere in atto una supervisione, per limiti oggettivi". Troppa burocazia? "Sì. Io dico sempre che è come il colesterolo: c'è quello 'buono' e quello che fa ammalare. Noi soffriamo di un tasso di burocrazia eccessivo". Quali altre fragilità vede nel funzionamento dell'Alma Mater? "Abbiamo poca attrattività rispetto a studenti e docenti stranieri, poco ricambio a livello della governance: ci sono persone che da anni si permutano in ruoli di vertice, il che impedisce la formazione di una nuova classe dirigente. Io vedrei la nomenclatura accademica fatta invece di studiosi 'prestati', pro tempore, al governo dell'Ateneo. Al massimo per sei anni. Siamo deboli, inoltre, quanto a servizi e condizioni ambientali per docenti e studenti; manchiamo di asili, mense, modalità di supporto per chi lavora in Ateneo e per chi viene da fuori a insegnare o studiare qui. Trovo infine che l'Alma Mater abbia dimostrato una scarsa capacità di risposta al degrado". E i suoi punti di forza? "Il marchio Unibo 'tira' ancora, e avere un bilancio in ordine è importante". Come cambierebbe il governo dell'Ateneo se diventasse rettore? "Intanto io vedo la figura del rettore come quella di un primo ministro affiancato da esperti... Ci vogliono più chiarezza e distinzione di ruoli fra senato e cda: il primo deve definire la politica dell'Università, il secondo deve saper gestire i conti. Niente più rettori monocratici, insomma, né tuttologhi. E nemmeno rettori-manager. A Bologna ci sono economisti e amministrativisti di grande valore ai quali chiederei aiuto. Poi c'è il nodo della ricerca. Se diventassi rettore creerei un pro-rettore ad hoc, uno scienziato che si muova in sintonia con l'amministrazione, ma che sia in grado di dire 'alt, questo è il terreno dell'Università. Quella è l'area amministrativa'". Lo statuto: revisionarlo subito o dopo, a nuovo rettore insediato? "Lo statuto dell'Alma Mater fa docenza nel Paese, non possiamo rimaneggiarlo a pezzi. Se la commissione che è stata istituita riesce a fare quello nuovo in due mesi, bene. Altrimenti il nuovo statuto sarà la prima cosa che dovrà fare il prossimo rettore. Cioè... io (lo dice ridendo; ndr.)". Calzolari chiede di far votare per il rettore anche il personale tecnico-amministrativo: lei che ne pensa? "Un livello di coinvolgimento lo ritengo utile, ma io farei soprattutto votare i ricercatori. E i loro rappresentanti li vorrei nel senato accademico, come pure le scuole di dottorato, le rappresentanze degli studenti, i dottorandi e gli assegnisti". Si faccia l'autoritratto elettorale. "Io non ho appartenenze di quelle considerate necessarie a Bologna. La mia scommessa è sul fatto che sono entrati tanti giovani: un fatto positivo per cui certi vecchi schemi non sono più in grado di risultare Image: 20080403/foto/877.jpg.

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È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente bipartisan (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di GIOVANNI SABBATUCCI È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente bipartisan seguìta all'annuncio della vittoria di Milano nella gara per l'Expo 2015 è durata, per i nostri politici, non più di un paio d'ore. Il tempo necessario per farci assistere allo spettacolo, edificante quanto inusuale, dei leader di opposti schieramenti che si scambiano sorrisi, complimenti e addirittura abbracci. Poi la immancabile coda polemica tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. E lo scontro è ripreso in un crescendo di virulenza, come del resto era inevitabile a meno di due settimane dal voto. Eppure, al di là delle note di colore e degli eccessi verbali, la vittoria sull'Expo che segue di pochi mesi l'altro successo conseguito all'Assemblea generale dell'Onu con la moratoria sulla pena di morte lascerà molto probabilmente una traccia positiva negli scenari del dopo-elezioni e potrà anche rappresentare un precedente significativo, un modello di gestione comune di alcune questioni di interesse nazionale.È infatti evidente che se l'obiettivo è stato raggiunto, ciò si deve a un lavoro di gruppo che ha visto collaborare, in una fase particolarmente conflittuale della politica italiana, uomini della maggioranza e dell'opposizione, del governo e delle amministrazioni locali, della burocrazia ministeriale e della diplomazia, delle università e delle imprese. La collaborazione, insomma, ha funzionato ancora una volta. E non si può fare a meno di pensare a quanto tutto ciò potrebbe rivelarsi utile per la soluzione di alcuni casi spinosi, come oggi il nodo Alitalia-Malpensa o l'emergenza-rifiuti e domani la Tav: casi in cui sinora hanno prevalso le strumentalizzazioni polemiche, gli sgambetti reciproci, i rilanci propagandistici. È allora possibile sperare che il metodo-Expo venga riproposto nella prossima legislatura, una volta sbolliti gli eccessi polemici da campagna elettorale e una volta placatosi il fuoco di fila delle promesse sparate come fuochi d'artificio da ambo le parti (più salari e meno tasse, meno leggi e più sicurezza, pensioni più alte e istruzione gratuita per tutti), senza troppo riguardo alle indispensabili valutazioni di fattibilità e di compatibilità finanziaria. Non sto parlando sia ben chiaro di una grande coalizione come panacea di tutti i mali italiani.

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E' l'odissea di due anziani coniugi di Frosinone. Due anziani che, oltre all'età (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

E alle malattie, devono sopportare anche i mali della burocrazia e dei ritardi dell'Ater (l'Istituto che amministra le Case popolari). La loro storia è fatta di richieste di riparazioni e sollecitazioni. Che mai, però, hanno avuto risposta. In particolare la situazione si è aggravata quando la donna, 69 anni, si è ammalata di tumore ed è, quindi, è oggi costretta a frequenti visite con sedute di chemioterapia in ospedale. Ma il guaio è che i due coniugi abitano al quarto piano del Casermone e... l'ascensore è rotto. Così il marito, 69 anni compiuti, ogni volta è costretto a prendere in braccio la moglie e a fare 4 piani di scale in discesa e in salita. "L'ascensore è rotto da tempo e malgrado lettere e diffide l'Ater non ha mai risposto" protestano i due anziani coniugi. Così ieri sono andati dall'avvocato, Giuseppe dell'Aversano, ed hanno firmato una citazione all'Ater. La disavventura dei due anziani finirà, dunque, davanti ad un giudice. "Ma l'aspetto più inquietante - aggiunge l'avv. Dell'Aversano - è che i due coniugi non hanno mai avuto risposte ai loro problemi. Da mesi, infatti, subiscono una infiltrazione nel soffitto che proviene dal terrazzo sovrastante. E anche in questo caso non c'è stato, finora, alcun intervento". In verità pare che l'Ater abbia considerato il guasto facendolo derivare dalla rottura di un tubo ma, avendolo definito come un "atto vandalico", se ne è lavato le mani. "E' evidente che anche per queste infiltrazioni dell'acqua chiederemo i danni" confermano i due coniugi che concludono: "In fondo, per colpa dell'ascensore rotto, mica possiamo essere condannati a restare per sempre dentro casa...".

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L'irresistibile ascesa di Blackwater Esercito privato agli ordini di Bush (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grandi storie che i media censurano. Come (e perché) una firm di contractors diventa l'armata parallela della Casa Bianca L'irresistibile ascesa di Blackwater Esercito privato agli ordini di Bush Censored! Ogni anno il New York Times pubblica l'elenco delle storie più censurate dai grandi media, storie più o meno attuali con un tratto in comune: contraddicono o quanto meno sollevano dubbi sulla tenuta delle "versioni ufficiali". Liberazione racconterà a partire da oggi le più interessanti. Sabina Morandi L'11 settembre del 2007 un convoglio di guardie private che stavano scortando alcuni funzionari dell'ambasciata americana nel quartiere Mansour di Baghdad temendo un'imboscata fece fuoco su un gruppo di automobili uccidendo 11 civili tra cui un bambino. L'episodio costrinse perfino il conservatore New York Post a rendere conto dell'ennesimo episodio di "grilletto facile" a carico della Blackwater, la più grande compagnia di sicurezza privata del mondo, e il ministro della Difesa statunitense Robert Gates dovette ordinare un'inchiesta. Naturalmente il rapporto non venne reso pubblico ma, secondo indiscrezioni raccolte dal New York Times, il "tasso d'incidenti" della multinazionale è almeno il doppio di quello di altre società di mercenari come la DynCorp International e Triple Canopy. Il perché è presto detto: a differenza delle concorrenti Blackwater si serve di lavoratori a contratto, spesso poco addestrati e pescati nel mucchio, ma può vantare nell'appoggio incondizionato dell'amministrazione Bush. Anche questa notizia, come tutte quelle che riguardano la Blackwater, è sparita nel rumore di fondo dei media globali, ed è per questo che il New York Times l'ha messa nella lista delle storie più censurate dell'anno. Eppure, come ha scritto Jeremy Scahill su Democracy Now! , "è la compagnia che incarna maggiormente la privatizzazione del complesso militar-industriale - premessa fondamentale per l'attuazione del Progetto per un Nuovo Secolo Americano e della rivoluzione dei neoconservatori". Blackwater è infatti la più potente compagnia di mercenari del pianeta con 20 mila soldati, una flotta composta da trenta aerei, svariati elicotteri da combattimento e perfino una divisione di intelligence privata. Inoltre la compagnia è ormai perfino in grado di fabbricare nei propri stabilimenti sistemi di puntamento e dirigibili di sorveglianza e dispone della base militare (privata) più grande del mondo. Inventore e capo indiscusso di questo vero e proprio esercito privato c'è Erik Prince, un tipo che si è fatto le ossa nei Navy Seal, i corpi d'elite della marina statunitense, ed è noto per la sua visione decisamente fondamentalista - e suprematista - del Cristianesimo che gli ha conquistato l'appoggio incondizionato dei neocon. L'ultimo appello di Bush rivolto ai "corpi militari di volontari civili" (l'espressione inventata per evitare al presidente l'imbarazzo di pronunciare la parola "mercenari") affinché diano una mano alla controffensiva americana in Iraq, per la Blackwater si traduce in un altro mezzo miliardo di dollari in contratti federali. Grazie ai colpi di coda del presidente uscente Prince ha un esercito privato in grado di difendere la Cristianità ovunque nel mondo, da schierare contro i musulmani e chiunque altro osi minacciarla. Bisogna dire che l'ascesa di Blackwater parte da lontano. Una delle ultime cose che Dick Cheney fece prima di lasciare il suo posto di ministro della Difesa sotto Bush padre, fu proprio di commissionare uno studio alla Halliburton per capire come privatizzare la burocrazia militare, uno studio che ha creato il terreno per l'incredibile prosperità dei profitti di guerra attuali. Durante gli anni di Clinton Erik Prince capì che poteva approfittare della privatizzazione dei servizi militari infilandosi nel proficuo mondo dell'outsourcing: un'ascesa molto rapida se si pensa che Blackwater venne fondata nel 1996 come una struttura per l'addestramento militare in North Carolina (in una località nota come Grande Palude Triste) con un consiglio d'amministrazione composto da ex dei Navy Seals e di altre forze speciali. Grazie alla privatizzazione accelerata voluta da Cheney, dieci anni dopo era già la più potente società di mercenari del mondo, incarnando appieno quella che l'amministrazione Bush considera come "la necessaria rivoluzione degli affari militari" ovvero, appunto l'esternalizzazione della maggior parte dei compiti delle forze armate cominciata con la logistica e finita con l'inglobare ogni altra funzione. Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione del 2007 Bush chiese al Congresso di autorizzare l'aumento degli effettivi della marina e dell'esercito di almeno 92 mila uomini entro i prossimi cinque anni. "Un altro compito che dobbiamo darci" aggiunse "è istituire dei corpi di civili volontari che possono funzionare come la nostra riserva. Questo potrebbe permetterci di alleggerire le Forze Armate assumendo civili con particolari capacità che possono servire nelle missioni all'estero quando l'America ne ha bisogno". In realtà questo è esattamente quello che l'amministrazione ha già fatto alle spalle dei cittadini americani cui nulla è stato detto sull'argomento anche se, ovviamente, è dalle loro tasse che proviene il fiume di soldi che finisce nelle casse delle compagnie. Di fatto ormai i contractors privati - altro eufemismo per i mercenari - costituiscono la seconda più grande "forza" in Iraq: secondo le ultime stime del Government Accountability Office nel paese ci sono circa 100 mila contractors di cui almeno 48 mila soldati. Questi soldati privati hanno operato finora praticamente senza alcuna supervisione né limiti legali, visto che né l'esercito Usa né la giustizia irachena hanno alcuna autorità su di loro, ma costituiscono un importante espediente politico: visto che le loro morti non vengono conteggiate nelle stime ufficiali, i mercenari sono facilmente "spendibili" senza il pericolo di fornire argomenti a un'opinione pubblica sempre più critica. La richiesta di creare una vera e propria "brigata di contractors", che Prince ha rivolto alle autorità militari, fornisce all'amministrazione Bush un'uscita di sicurezza in un momento molto critico nella gestione della guerra. Anzi, forse sarebbe più esatto dire che Prince tiene aperta un'entrata sul retro: le truppe vere vengono ridotte (di pochissimo) mentre continuano ad affluire quelle a pagamento. In sostanza è un modo per ampliare l'occupazione militare senza dichiararlo e di ridurre la presenza dei militari veri, che hanno anche il difetto di essere meno compiacenti e spesso estremamente critici sulla conduzione delle operazioni militari. Attualmente il personale Blackwater è dislocato in nove paesi e sta aggressivamente espandendo la propria presenza anche all'interno dei confini statunitensi. La compagnia fornisce i servizi di sicurezza per i diplomatici Usa in Iraq, da Paul Bremer a John Negroponte fino all'ambasciatore di oggi, Zalmay Khalilzad, ma è anche presente in Afghanistan, dove addestra le truppe, e sul Caspio, dove ha istallato una base per le forze speciali a pochi chilometri dal confine iraniano. Secondo alcuni rapporti Blackwater sta anche conducendo negoziati direttamente con il governo regionale del Sud Sudan per addestrare dei reggimenti cristiani da utilizzare contro il governo centrale (musulmano). Le connessioni di Blackwater sono impressionanti. Joseph Schmitz, ex Ispettore generale del Pentagono il cui compito era proprio quello di indagare sulla manna dei contratti federali, è diventato vicepresidente del Prince Group, una consociata della Blackwater, ed è anche consulente di alto livello della compagnia. Ma le porte girevoli, come le chiamano gli americani, funzionano anche al contrario: Bush ha appena assunto un ex avvocato della compagnia, Fred Fielding, per rimpiazzare il capo del suo ufficio legale, mentre Ken Starr, il procuratore che lavorò attivamente all'impeachment di Clinton, è ora consulente di Blackwater ma continua a lavorare con la Corte Suprema per smontare le cause legali relative alle uccisioni indiscriminate che stanno piovendo sulla compagnia. Uno dei manager operativi più potenti è Cofer Black, ex direttore del centro controterrorismo della Cia che, sembra, è stato l'architetto del programma di "consegne straordinarie" nato dopo l'11 settembre. 03/04/2008.

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Tutti a lezione dai Comuni più (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 4 Tutti a lezione dai Comuni più Si è aperto ieri il summit organizzato da Iclei. Protagonista il CONFERENZA EUROPEA SUL CLIMA di MARISTELLA CARBONIN FUORI le bandiere e i no degli ambientalisti, al grido "Provincia di Rovigo: clima killer". Dentro comuni, università, associazioni non governative riuniti nel summit che Iclei (Local Governments for Sustainability, una delle maggiori associazioni internazionali che riunisce oltre 750 governi locali di 68 paesi diversi) ha scelto di organizzare proprio nel capoluogo polesano. Si è aperta ieri al CenSer la Conferenza Europea sul clima dedicata al tema: 'Protezione del clima ed energia rinnovabile: i piccoli e medi comuni affrontano la sfida'. Un evento di portata internazionale che andrà avanti fino a domani e che ha portato a Rovigo i rappresentanti di moltissimi Paesi: dalla Danimarca al Giappone, dagli Stati Uniti allo Yemen, dalla Francia alla Norvegia. Quasi quaranta Paesi rappresentati, oltre 50 relatori che prenderanno la parola in questa 'tre giorni' dedicata all'ambiente e 124 governi locali:i numeri, evidentemente, valicano i confini internazionali. A CATTURARE i riflettori ieri, nella giornata di apertura, è stato il ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: arrivato con un'oretta di ritardo sulla tabella di marcia, ha strappato comunque qualche minuto al suo 'cronoprogramma' per scambiare qualche battuta con gli ambientalisti fuori dal CenSer. Una stretta di mano e poi la 'preghiera': "Ministro, sul carbone li faccia neri"; "ci hanno già fatto neri loro col Cip sei", ha risposto pronto l'onorevole Pecoraro Scanio. Che, di fronte alla platea del CenSer, ha ribadito il suo secco no alla riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini: "La strada ? ha detto il ministro ? è quella di puntare sul metano, di superare la dipendenza del petrolio, e di puntare sull'efficienza dell'energia elettrica e sul solare". Una 'ricetta', quella del metano, sventolata in più occasioni e da più voci, a dire il vero. Ma realizzabile? Enel, lo ha ribadito più volte, non ne vuole sentire parlare. E intanto aspetta la risposta della nuova commissione nazionale di Via, che, come ha anticipato il ministro, "si è messa al lavoro e in un anno darà la risposta". Insomma, la clessidra, a Roma, segue i tempi della politica e della burocrazia. E intanto gli imprenditori, in un periodo traballante per l'economia italiana, chiedono risposte concrete e soluzioni (anche al costo, altissimo, dell'energia in Italia). E DI SOLUZIONI ed esempi concreti (ed 'esportabili'?) sul tavolo della Conferenza europea ne sono stati messi parecchi: "Lo scopo di questi tre giorni di dibattito ? ha messo in evidenza Gino Van Gegin, direttore regionale per l'Europa del Local Governments for Sustainability (Iclei), appunto l'associazione organizzatrice del summit ? è quello di fornire ai comuni di dimensioni più piccole gli strumenti necessari ad adottare politiche di protezione del clima adeguate, grazie ad una costante ed aggiornata condivisione delle conoscenze con le realtà più all'avanguardia". Infatti sono stati presentati oltre 30 casi di studio che propongono le più innovative soluzioni per quanto concerne energie rinnovabili ed utilizzo sostenibile delle risorse territoriali. Una mappa ideale ma molto concreta che collega gli esempi virtuosi di tutta Europa nei quali sono già in atto progetti a favore della tutela del clima. Si va dalla Serbia all'Olanda, dalla Finlandia alla Svezia, dalla Spagna all'Italia. Per fare un esempio concreto, in Serbia, in un piccolo comune chiamato Varvarin, è stato avviato un piano per il miglioramento dell'efficienza dell'illuminazione pubblica il cui risultato è sotto gli occhi di tutta la cittadinanza grazie ad un pannello affisso sul palazzo del municipio che visualizza e aggiorna costantemente i dati sul risparmio energetico e quindi il risparmio economico. A Stoccolma invece, grazie ad una serie di misure, le emissioni sono state ridotte già del 25% ed entro il 2050 l'obbiettivo è di rendere la città 'fossil free'. TRA I CASI d'eccellenza italiani che verranno presentati alla Conferenza Europea sul Clima ci sono ad esempio Venezia e Bolzano. A presentare l'esempio tutto particolare di Almese, piccolo comune della Val di Susa è stato Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana (protagonista della trasmissione di Fabio Fazio 'Che tempo che fa'): l'amministrazione locale, grazie all'installazione di pannelli solari ha avuto un risparmio nel bilancio della propria spesa energetica del 20%. "Bisogna far sì ? ha detto il ministro Pecoraro Scanio ? che ci sia un'azione mondiale contro il cambiamento climatico e convincere i ministri all'Economia a trovare le risorse per progetti virtuosi, che vadano dal solare alla mobilità sostenibile". Anche il presidente della Provincia di Rovigo Federico Saccardin ha sottolineato il ruolo attivo delle amministrazioni locali nelle strategie di riduzione delle emissioni: "L'obiettivo di raggiungere entro il 2020 di energia da fonti rinnovabili impone una visione globale per raggiungere soluzioni ragionevoli". D'accordo anche l'assessore all'Ambiente Giancarlo Chinaglia: "Da questo evento ? ha detto ? ci aspettiamo di conoscere ciò che in Europa si sta facendo per contrastare.

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Ubaldi: il voto dato a me vale solo per me (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 03-04-2008 UDC IL CANDIDATO AL SENATO Ubaldi: il voto dato a me vale solo per me II "Il voto dato a me al Senato è solo per me". Attaccato (e temuto) negli ultimi giorni da sinistra e da destra, Elvio Ubaldi chiarisce in modo netto la propria posizione di capolista al Senato per l'Unione di Centro in Emilia Romagna alle imminenti elezioni. "Ho scelto di candidarmi al Senato come capolista - spiega l'ex sindaco - perché in questo modo il voto dato a me è solo per me e non può andare a nessun altro candidato di altre regioni. In base alla legge elettorale del Senato, infatti, i voti espressi vanno solo ai candidati della lista a iniziare dal capolista". In altre parole, mette in chiaro Ubaldi, i voti per le liste al Senato vengono conteggiati solo a livello regionale per l'assegnazione dei seggi e quindi solo qui contribuiscono all'elezione dei candidati. "Voglio rappresentare le persone raccogliendo il disagio e la protesta dei cittadini - continua Ubaldi - nei confronti di una politica inconcludente, sicuramente più attenta ai propri privilegi che alle esigenze della gente. Questa politica malata non affronta i problemi della sicurezza, basti pensare alla mancata applicazione rigorosa delle norme e delle pene, e poi non vuole nemmeno tentare di risolvere le questioni urgenti del Paese, quali la burocrazia asfissiante, il peso fiscale sui cittadini, sulle famiglie e sulle imprese e la non autosufficienza energetica, che ci costringe a pagare prezzi salatissimi, come si vede anche in questi giorni con l'aumento delle bollette". "Se verrò eletto, nel mio lavoro in Parlamento applicherò - promette Ubaldi - lo stesso impegno di contenuti e di metodo che ho profuso nei nove anni in cui sono stato sindaco di Parma ".

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<Lunghe code per la Tarsu Gli utenti attendono in (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MASSA pag. 6 "Lunghe code per la Tarsu Gli utenti attendono in LA PROTESTA I 'GRILLI MASSESI' ALL'ATTACCO ? MASSA ? "TARSU": lunghe code davanti a "Massa Servizi", nei giorni scorsi, anche all'esterno dell'edificio fra disagi e difficoltà. A segnalarlo è Giuseppe Orofino, candidato al consiglio comunale della lista "Grilli Massesi" che sostiene il candidato a sindaco Michele D'Agostino. "Da ormai due settimane ? ci ha detto ieri Orofino, che lavora vicino alla sede di "Massa Servizi" ? tutte le mattine vedo una lunga fila di persone che aspettano l'apertura degli uffici della Tarsu. Ho cominciato a domandare e mi è stato riferito che quelli sono tutti cittadini che aspettano in piedi perché la sala d'aspetto dell'ufficio ha meno di dieci posti a sedere. Gli utenti sono lì per avere chiarimenti sul perché dell'aumento della Tarsu e per far correggere varie tipologie di errori che la burocrazia genera. Da candidato della lista civica dei "Grilli Massesi", mi chiedo per quale motivo una società che fattura diversi milioni di euro all'anno non possa, in questo momento di grosso carico lavorativo, effettuare orari più estesi, iniziando alle ore 8 invece che alle ore 9 ed evitando, così, un'ora di attesa a chi arriva presto. Non tutti hanno la mattinata da perdere in coda e c'è chi in coda non ci può proprio stare perché non può prendere mezza giornata di permesso. Alla fine, ad un servizio di riscossione veramente caro non corrisponde un adeguato servizio ai cittadini. Insomma, come al solito: becchi e bastonati". Abbiamo contattato il presidente della società, Ezio Fornesi, per una replica. "Il servizio va valutato nel corso di tutto l'anno ? ci ha detto ? e non nei giorni precedenti scadenze importanti. Il nostro front-office è addirittura sovradimensionato rispetto alle esigenze normali, con dieci persone per Ici e Tarsu e con sale d'aspetto per venti persone complessivamente. E' vero che in alcuni giorni dell'anno, corrispondenti alle scadenze, forse non bastano: ma in tutto il resto dell'anno sono vuote, tant'è che con il superamento della prima scadenza della Tarsu è crollata la presenza di utenti". Marzio Image: 20080403/foto/4583.jpg.

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Energia pulita, la Saf <sposa> il fotovoltaico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 03-04-2008 AMBIENTE L'IMPIANTO PRODURRA' ENERGIA ELETTRICA Energia pulita, la Saf "sposa" il fotovoltaico MEDESANO II La ditta "Saf Costruzioni" ha installato sulla copertura dell'edificio una serie di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Nel comune di Medesano è il primo impianto del genere. "Motivati dal fatto di poter produrre energia senza qualsiasi tipo di emissioni inquinanti - ci racconta Damiano Sanelli, direttore tecnico della ditta - e dal fatto, non trascurabile, di poterci finalmente dotare di una tariffa di vendita incentivante che permette, anche, un ritorno economico, abbiamo deciso di intraprendere questa iniziativa. Purtroppo non è tutto semplice e facile come dovrebbe e come si potrebbe pensare. In Italia, come sempre, si è sottoposti ancora a tanta, troppa burocrazia che impedisce, all'impianto pronto, di iniziare a produrre in tempi brevi". I titolari della ditta hanno installato un impianto con una potenzialità produttiva da 19,80 kWp, costituito da 90 pannelli in silicio posizionati sul tetto che occupano uno spazio di circa 150 metri quadrati e da 3 inverter che trasformano la corrente da continua ad alternata. La vita media di un pannello fotovoltaico è generalmente garantita dai costruttori fino a 25 anni, (anche se i pannelli potrebbero durare anche fino a 35 anni). Va pure considerato un calo di produzione di circa 0,8 - 1% all'anno. "I costi per la realizzazione di un impianto parzialmente integrato, delle dimensioni da noi installato - ci chiarisce Damiano Sanelli - sono all'incirca di 6.000 euro al Kw, oltre a quelli per il progetto, mentre quelli di manutenzione sono decisamente bassi e circoscritti al controllo e all'eventuale pulizia dei pannelli. è anche previsto un riconoscimento per l'energia elettrica immessa in rete, per un periodo di 20 anni, con una tariffa incentivante, che varia a secondo della potenza e della tipologia dell'impianto installato. Dalla valutazione economica eseguita, per calcolare il tempo di ritorno dell'investimento, sono necessari circa 10 anni. Da un mese produciamo ed immettiamo energia elettrica in rete". Medesano I pannelli installati sul tetto del capannone della ditta.

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Bianchi e La Grotteria danno forfait: è quasi completo il puzzle per (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT pag. 23 Bianchi e La Grotteria danno forfait: è quasi completo il puzzle per L'APPUNTAMENTO DI OGGI è fissato già da alcuni giorni, coinvolgerà la dirigenza della Spal ed i rappresentanti del Comune. L'argomento? Due questioni che stanno molto a cuore ad entrambe le parti in gioco: i lavori per la messa a norma e per il rinnovo della convenzione gestionale dello stadio Paolo Mazza e del centro di addestramento di via Copparo. Nella speranza che si possa giungere nel modo più rapido ed indolore possibile ad una comune intesa. Dalla burocrazia al campo, proseguono gli allenamenti dei biancazzurri in vista della trasferta in programma domenica a Giulianova. E' ormai praticamente certo il forfait del gaucho La Grotteria che, da un paio di giorni, ha ripreso ad allenarsi con un lavoro differenziato. Ieri allenamento a parte anche per Mauro Bianchi dolorante ad un tallone a seguito di una botta rimediata nell'amichevole di sabato con il Carpenedolo. In forse la presenza del difensore mancino per la gara di domenica: le sue condizioni saranno valutate nei prossimi giorni. Se non dovesse farcela spazio a Mirco Giorgi.

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Piccole e medie imprese, la sfida dei 'volonterosi': <Non chiediamo solo meno tasse e (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA ECONOMIA E POLITICA pag. 9 Piccole e medie imprese, la sfida dei 'volonterosi': "Non chiediamo solo meno tasse e CONFARTIGIANATO SABATO CONGRESSO PROVINCIALE E CONFRONTO CON I CANDIDATI AL PARLAMENTO CHIEDONO MENO tasse e meno burocrazia, ma anche di dare più chances ai... volonterosi e di semplificare il panorama delle associazioni di categoria. Dai vertici di Confartigianato, richieste a tutto campo alla politica, nazionale e locale. Sabato in via Veneziani si svolge il congresso provinciale, che vedrà l'elezione del nuovo Consiglio territoriale (che successivamente confermerà Aleandro Capatti nella carica di presidente per il prossimo quadriennio), ma che soprattutto vivrà un momento di confronto con esponenti del mondo politico. A tavola rotonda, sul tema "Strategie per lo sviluppo della piccola e media impresa", ci saranno il segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, l'economista bolognese Giuliano Cazzola (candidato del Pdl alla Camera), il consigliere regionale del Pd Giancarlo Muzzarelli e l'on. Gianluca Galletti, candidato a Montecitorio per l'Udc. Su scala nazionale, le istanze riguardano "l'esigenza di liberare le imprese dall'onerosità del fisco e dalle pastoie della burocrazia ? afferma Aleandro Capatti ?; non si tratta di richieste rituali ma... vitali, soprattutto alla luce delle difficoltà rese estreme dal ritocco e dall'appesantimento degli 'studi di settore'. Da quel momento, ci siamo ritrovati a fare i conti con imponibili molto più alti della realtà...". I problemi ed una sorta di disattenzione verso le piccole e medie imprese, incalza Capatti, "non sono confinabili soltanto agli ultimi due anni di governo del paese: serve comunque un'azione di lunga lena per invertire la tendenza". Il tessuto imprenditoriale, anche su scala locale, si è indebolito: "In numeri assoluti, la consistenza delle imprese non ha registrato tracolli ? sottolinea il presidente di Confartigianato ?, ma è aumentata la marginalità ed è regredita la qualità di molte ditte e di conseguenza del lavoro". Di qui l'idea di chiedere un impegno più serrato ai parlamentari ferraresi che saranno eletti il 13-14 aprile; di qui anche le proposte su scala locale, che scaturiranno dall'assise che radunerà sabato 104 delegati in rappresentanza di oltre 3100 imprese aderenti alla confederazione di via Veneziani. "Noi abbiamo lanciato da tempo l'idea di un 'tavolo dei volonterosi' ? sorride il segretario provinciale Giuseppe Vancini ?, che metta a fuoco 2-3 progetti chiave per il rilancio di Ferrara, su cui le forze migliori dell'imprenditoria locale possano agire in modo concreto". Per quanto riguarda invece il panorama associativo, Vancini guarda con interesse all'annunciata fusione tra Confindustria e Api e propone di dar vita "ad una sorta di... federazione che potremmo chiamare 'Ferrara Imprese': un patto, anche trasversale, che raggruppi gli attuali organismi di rappresentanza dando più snellezza e vigore alle proposte e, quando occorre, alle critiche del panorama associativo". Più complicata invece, anche se affascinante, l'idea di "partecipare da protagonisti e non solo da utenti, magari... mazziati ? conclude Vancini ? ai servizi pubblici locali. In epoca non sospetta, già al tempo della fusione tra Agea e Hera, auspicavamo che le piccole e medie imprese artigiane potessero essere chiamate a lavorare, nelle manutenzioni, per gli allacciamenti, nei servizi. Non è successo. Crediamo ancora possibile che queste 'piccole Iri' possano invece dar vita ad un network per l'imprenditoria locale". Stefano.

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Primo duello, illy e tondo divisi su tutto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leader di Id difende il taglio delle Ass, il deputato promette sconti alle mamme Scambio di accuse sulla spesa: il carnico: "Troppi debiti" La replica: "Migliorato il rating" Braccio di ferro sul passante e sui ritardi della terza corsia Scontro anche sul commissario Il forzista boccia il reddito di base: "Ti ricatta Rc" "No, è un aiuto ai deboli" Primo duello, Illy e Tondo divisi su tutto Il deputato: "Se perdo guido l'opposizione". Il governatore: "Io lascerei, non cerco stipendi politici" dall'inviato TOMMASO CERNO TRIESTE. Renzo Tondo ha scelto il modello Berlusconi, ha promesso pannoloni e latte in polvere per tutti, e ha cavalcato gli slogan nazionali di un Pdl alla prova del voto anti-Prodi: famiglia da difendere, sicurezza da garantire e il fantasma di una sinistra, che fa paura, da scacciare. Promettendo che in caso di sconfitta resterà in Consiglio a guidare l'opposizione. Riccardo Illy gli ha risposto a modo suo: declinando leggi e cifre, citate fino al centesimo, di cinque anni di governo. E spostando così la campagna elettorale da Roma alla Regione: infrastrutture, sanità, euroregione e sostegno alle imprese. "Sono un imprenditore prestato alla politica - ha aggiunto -, in caso di sconfitta non resterei in Consiglio, me ne tornerei a fare l'imprenditore a tempo pieno. Non ho bisogno di prendere lo stipendio di consigliere che invece necessita a chi fa di mestiere il politico". Sta tutta qui la formula del primo faccia a faccia fra i due candidati alla poltronissima di governatore organizzato ieri dall'Ande, l'associazione delle donne elettrici presieduta da Etta Carignani e moderato dal giornalista Roberto Morelli. Sullo sfondo di una platea di livello che ha gremito il Ridotto del teatro Verdi a Trieste, ma soprattutto sullo sfondo della polemica nazionale sull'ipotesi di un rinvio delle elezioni politiche dopo la riammissione della Dc di Pizza, i due leader mostrano le carte. Dopo un mese e mezzo di campagna elettorale virtuale, Illy e Tondo se le sono date di santa ragione su debiti e infrastrutture. Accompagnati da applausi a volte spontanei, altre volte orchestrati da gruppetti politici sistemati nelle ultime file. Il carnico ? in gessato e cravatta chiara ? ha accusato il governatore di avere aumentato i mutui fino all'"emergenza finanziaria con debiti che sono passati dai 706 milioni di euro del 2002 ? denuncia Tondo ? ai 1657 di oggi. E se si sommano le obbligazioni siamo a 5307 milioni di euro". Cifre che fanno strabuzzare gli occhi a Illy, in scuro e rigorosamente senza cravatta, che ribatte punto per punto: "Sono numeri costruiti mescolando debiti contratti e previsioni future ? dice il presidente ?. Il debito del '98 era di 303 milioni di euro, portato a oltre 800 milioni dalla giunta di centro-destra a fronte di entrate uguali. Noi, invece, abbiamo incrementato le entrate a supporto degli investimenti, tanto che i maggiori istituti di rating attestano che siamo migliorati". Botta e risposta fra i due sfidanti anche in tema di infrastrutture: per Tondo non sono state realizzate ancora quelle che necessitano, mentre per Illy si è fatto tutto il possibile e entro breve si avrà l'avvio delle terza corsia sulla Trieste-Venezia ed entro un anno si avrà anche il passante di Mestre "collo di bottiglia per la Trieste-Venezia". Per il carnico, però, è merito di Berlusconi se il Passante sarà realizzato, pur con alcuni ritardi, entro il 2009, così come ? accusa il deputato azzurro - la Regione ha perso l'occasione di partecipare alla società che lo sta realizzando. Una critica che Illy ha respinto, spiegando come Autovie venete avrebbe accusato delle perdite in quell'operazione, "per cui la Regione è più che felice che non vi abbia partecipato", ha aggiunto il presidente della Regione denunciando la politica degli annunci, a centro-destra, dove "va rilevato che con Berlusconi sull'A4 non si è mosso nulla". Ma sull'autostrada Tondo ha sollecitato anche la nomina di un commissario, anche se per Illy il commissario lo si avrà solamente nel momento in cui sarà necessario. "Nel 2009 avremo il primo cantiere per la terza corsia ? ha aggiunto ? e nel 2013 la Villesse-Gorizia sarà un'autostrada". Su Ronchi Illy ha puntato di nuovo il dito sul consorzio, che detiene la maggioranza delle azioni, pur ricordando che la Regione ha finanziato e cercato le nuove rotte portando Air One e altri vettori internazionali ad atterrare sulla pista friulana. Ma se il governatore ritiene positivo l'acquisto di Alitalia da parte di Air France anche nell'ottica di un potenziamento dei voli a Ronchi verso Milano Linate, oggi impossibili perché Malpensa è un Hub, Tondo spinge per la cordata italiana sostenuta da Berlusconi e immagina un futuro aeroportuale per il Fvg più in sinergia con lo scalo di Venezia. Il presidente uscente ha evidenziato gli obiettivi principali del suo programma, fra i quali l'attuazione delle misure sulla protezione sociale, il bilancio ecologico, la riduzione del peso della burocrazia e "il consolidamento dello sviluppo economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550 milioni in più di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che economia e occupazione stanno bene". Tre "I" sono invece la bussola per Tondo che ha detto di voler ripartire dal 2003, quando dopo due anni di presidenza non venne ricandidato: innovazione, internazionalizzazione, infrastrutture. "Io - ha detto - rappresento alcuni valori, elementi e proposte tipici del centrodestra; dall'altra parte c'è un candidato che sostiene una coalizione con forze fortemente alternative". Sul fondale del dibattito anche le elezioni politiche e le accuse, mosse ieri da Fini sull'alleanza fra Illy e il centro-sinistra regionale, che il leader di An ritiene contraddittoria. Illy ha risposto che "i fatti di 5 anni di governo e i programmi dimostrano che questo problema è semplicemente inesistente", replicando anche sul rapporto con il leader del Pd Veltroni: "Fini è così bene informato su quanto accade in questa regione che mi ha attribuito la partecipazione alle iniziative di Veltroni, alle quali io non ho mai partecipato". Per Tondo, però, la "sinistra ha pesantemente interferito su scelte che hanno a che fare con i valori". Il carnico ha poi battuto sul reddito di cittadinanza, denunciando una visione "di sinistra", dove "si paga con i soldi pubblici chi non lavora, anche quando ha rifiutato di farlo per due volte. Noi faremo scelte che premiano e aiutano le famiglie ? rilancia ? a partire dagli sconti per i pannoloni e il latte in polvere, che costano tanto, anche 150 euro. Li ridurremo del 20-25%". Diversa la visione di Illy sul tema del welfare su cui la Regione ha puntato aumentando i contributi alle famiglie e i posti negli asili nido: "Si tratta di un reddito di base e non di cittadinanza ? dice ? che tiene conto proprio del reddito famigliare e delle eventuali proprietà, andando ad aiutare per un breve periodo chi si trova senza lavoro o in difficoltà". A chi lo accusa di dare più peso all'immagine che alla sostanza, Illy ha detto che questo appunto "non meriterebbe nemmeno una risposta" e ha citato due opere che, "seppure completate non sono state inaugurate": l'impianto Varmost a Forni di Sopra e la sede della Regione a Trieste. Sull'euroregione il governatore è pronto a partire, appena il Parlamento voterà la leggina ? chiesta dal consiglio di Stato ? per attuare il regolamento Gect". Più acceso il botta e risposta sui temi sanitari e sul progetto di riduzione delle Ass. "Ritengo che non sia positiva la riorganizzazione in tre aziende" denuncia Tondo che ha lamentato una "decadenza dei servizi" e ha richiamato "la necessità di rispettare i territori storici del Friuli e di Trieste". Una visione che Illy ritiene superata e poco sostenibile sul piano dei servizi, confermando così la scelta di una riduzione a tre delle ass che "permetterà una riduzione dei costi amministrativi. Abbiamo realizzato - ha aggiunto - cambiamenti strutturali rilevanti, fra i quali il Centro servizi condivisi, che permette un risparmio per 20 milioni". D'accordo infine sia Illy sia Tondo sul fatto che l'Expo 2015 a Milano potrà essere utile anche per la regione. "Vorrei - ha detto Tondo - proporre un progetto nel settore del turismo. Abbiamo una filiera agroalimentare straordinaria". Per Illy invece il contributo potrà venire dalla scienza viste le tre università e i centri di ricerca.

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La Sicilia alza la posta sul turismo (sezione: Burocrazia)

( da "TTG Italia" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Iniziative sulla qualità e sul ritorno degli eventi internazionali per dare impulso all'inbound La prima eredità che Dore Misuraca lascia al successore è un diktat: "Bisogna essere forti attrattori turistici nazionali e non solo". L'assessore al Turismo della Regione Sicilia (nella foto a destra) non ha alcuna intenzione di passare il testimone, in vista delle elezioni politiche, senza prima aver ribadito la serie di progetti e azioni messi a bersaglio durante il proprio mandato. "I consuntivi - illustra Pier Carmelo Russo, dirigente generale dell'assessorato regionale al Turismo, alle Comunicazione e ai Trasporti - sono difficili da fare, ma occorre valutare come, in un lasso di tempo piuttosto limitato, siamo riusciti, con tutto il dipartimento, a portare a casa un buon risultato". Prima di tutto aver posizionato, sull'Asse 3, con l'approvazione della Commissione Ue del Por Sicilia 2007/13, un finanziamento da 890 milioni di euro per il piano settennale 2007-2013. Obiettivo: valorizzare le identità culturali e le risorse paesaggistico-ambientali per l'attrattività e lo sviluppo. "Abbiamo voluto destinare le risorse comunitarie proprio al turismo - evidenzia Misuraca -. A chi verrà dopo di noi dobbiamo far capire come continuare sulla strada che abbiamo tracciato". Poi arriva anche lo strale: "Bisogna battere la burocrazia - insiste l'assessore - e accelerare sui tempi perché l'operatore deve avere la certezza dell'investimento e programmare in tempi razionali le proprie strategie". La Sicilia è una destinazione che piace e che sta crescendo bene sul piano internazionale. L'apprezzamento non è segreto, ed è già una realtà la domanda che dall'estero sta generando ottimismo tra le fila dell'incoming regionale. "Per il secondo anno la Sicilia ha ricevuto il premio di regione più ambita dai potenziali viaggiatori - riferisce Misuraca -. E agli operatori del settore non rimane che sfruttare questa immagine e declinare gli aspetti fondamentali per trasformare i desideri in realtà". Sarà soprattutto la qualità a delineare il sentiero di guida, come fattore imprescindibile per sviluppare un'offerta capace di calamitare l'attenzione del mondo. "Ci deve essere una strada del miglioramento della qualità dell'ospitalità" è la regola dettata con veemenza da Misuraca, che non manca di sottolineare come sia già stato innalzato anche il livello di selezione degli eventi per il nuovo calendario. E a questo proposito la Regione sfila l'asso dalla manica, l'annuncio di un felice ritorno: "Abbiamo considerato lo sport come grande evento per il settore, e grazie a questo tornerà sull'isola, dopo vent'anni di assenza, il Giro d'Italia. Non sarà soltanto un momento legato allo sport puro, ma un ingresso forte della Sicilia nei grandi circuiti di visibilità internazionale". Appuntamento per il 10 maggio prossimo, dunque, data in cui partirà da Palermo la gara ciclistica nazionale, e tra le più importanti nel mondo; un itinerario lungo un percorso che in due giorni porterà sino alle falde dell'Etna. Il calendario 2008 della regione punta molto sui grandi eventi sportivi e culturali oltre che sulla tradizione regionale. "Un programma che coniuga il presente e il passato - puntualizza Misuraca - per rispondere alle esigenze dei mercati turistici sempre più competitivi e in rapida evoluzione". E a rinforzare il tutto anche la nuova partnership nel trasporto aereo, che faciliterà i collegamenti sulla Sicilia da un mercato di prossimità. Wind Jet e Xl-Airways hanno sancito un patto sull'asse Catania-Parigi. L'accordo prevede voli tra i due scali operati in codeshare dalle due compagnie, con A320 e 319, a partire da metà maggio. S. P. 03/04/2008.

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E il Pd fa l'elemosina famiglie, buono spesa di 600 euro l'anno (sezione: Burocrazia)

( da "Campanile, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lea Vendramel E il Pd fa l'elemosina famiglie, buono spesa di 600 euro l'anno Dopo i grandi numeri su burocrazia e edilizia popolare, Veltroni sul sostegno ai nuclei a basso reddito vola basso e annuncia un bonus di 50 euro al mese per chi ha due figli a carico e non supera i 18mila euro Un buono spesa di 600 euro per ogni famiglia con due figli a carico e un reddito non superiore a 18mila euro l'anno. È questa la proposta del Pd per sostenere le famiglie. Il buono sarà erogato, in quote mensili da 50 euro, tenendo conto "non solo del reddito, perché questo non terrebbe conto del patrimonio o dei risparmi accumulati, ma si farà riferimento alla "condizione economica equivalente", ossia al parametro Isee, che le famiglie già usano per la richiesta di tariffe agevolate per gli asili nido o per i servizi di assistenza", spiega il candidato premier del Pd, Walter Veltroni. Il costo del bonus famiglia è di 1,4 miliardi di euro l'anno e la misura, spiegano a piazza Sant'Anastasia, "rientra nelle azioni previste a sostegno degli incapienti che possono essere realizzate solo con trasferimenti e non con riduzioni di tasse perché le imposte che dovrebbero versare sono comunque inferiori alle detrazioni di cui beneficiano". La copertura c'è, assicurano, visto che "si tratta di misure già previste dal disegno di legge sul fisco, per le quali è stata quindi già individuata". Ma credono veramente che con 50 euro al mese risolveranno le difficoltà delle famiglie che non arrivano alla fine del mese? Forse delle proposte utopiche lanciate negli ultimi giorni dal leader democratico, questa è davvero la meno eclatante. Dopo i grandi numeri sbandierati parlando di lotta alla burocrazia e rilancio dell'edilizia popolare, con la proposta di cinquemila leggi in meno entro quest'anno e centomila nuovi alloggi, questi seicento euro concessi alle famiglie a basso reddito sembrano davvero poca cosa. Ma Veltroni ne va fiero, forte anche dei maggiori ascolti registrati nel corso della conferenza stampa di martedì sera su Raidue. Nonostante il Cavaliere sia andato in onda per primo, per lui gli spettatori sono stati 3.100.000, con uno share pari all'11,02 per cento, mentre nello spazio occupato dal leader del Pd sono saliti a 3.836.000, il 13,91 per cento di share. Numeri che secondo il vincitore di questo confronto a distanza evidenziano che "il Paese è stanco di sentir dire le stesse cose da quindici anni e probabilmente è più incuriosito di sentire ciò che può riguardare il futuro e non il passato". Insomma, insiste Veltroni, "questi dati confermano un clima che noi avvertiamo, la fiducia crescente e la sensazione che stia cambiando qualcosa". Intanto, rientra anche la polemica tutta interna ai democratici circa la possibile messa in discussione della leadership in caso di sconfitta elettorale. Il ministro degli Esteri uscente, Massimo D'Alema, in un'intervista pubblicata ieri dall'Unità, non solo smentisce le "teorie strampalate" secondo cui se il Pd non dovesse ottenere almeno il 35 per cento delle preferenze si aprirebbe una vera e propria "resa dei conti", ma minimizza anche le polemiche circa il suo scetticismo sullo slogan democratico "Si può fare". "Io l'avrei tradotto con "Sì, possiamo"", ma "importare lo slogan di Obama è stato geniale", assicura. (03-04-2008).

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La preside boicotta il calcetto e al Cavour esplode la rivolta (sezione: Burocrazia)

( da "CronacaQui.it" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

All'annullamento di un torneo gli studenti rispondono occupando il liceo La preside boicotta il calcetto e al Cavour esplode la rivolta TORINO - (TORINO)La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'annullamento del torneo di calcetto, in programma martedì pomeriggio. Ma la pazienza degli alunni del Cavour nei confronti della preside, Maria Clelia Zanini, era da tempo agli sgoccioli. Così ieri mattina 250 studenti hanno deciso di non presentarsi a lezione, innescando una pacifica ma rumorosa protesta davanti al liceo classico di corso Tassoni. "Diciamo basta", "Io protesto", "La scuola a nostra immagine" sono alcuni degli striscioni e degli slogan urlati per tutta la mattina dagli studenti assiepati sulle gradinate del Cavour. "Diciamo basta all'atteggiamento della preside, che da inizio anno boicotta di proposito tutte le nostre iniziative - spiega Andrea -. Abbiamo grandi difficoltà ad organizzare le assemblee, che spesso vengono limitate e talvolta anche negate. Inoltre alcuni professori, non tutti sia chiaro, minacciano velatamente ripercussioni nei confronti di chi partecipa ai collettivi". Insufficienze, interrogazioni a sorpresa, compiti in classe su argomenti spiegati durante i collettivi "Il torneo di calcetto è stato annullato all'ultimo minuto perché mancava l'insegnante di educazione fisica - racconta Matteo Attadio, rappresentante degli studenti -, ma si tratta chiaramente di un motivo pretestuoso, visto che avevamo trovato altri insegnanti disposti a "controllarci"". Gli studenti lamentano soprattutto una mancanza di comunicazione. "Sembra quasi che la preside non si interessi dei nostri problemi - dice Sofia -. Non riusciamo mai a parlarle e anche oggi, con mezza scuola in subbuglio, non si è fatta vedere fino all'una, ed è entrata passando dal retro". Il malcontento riguarda anche la chiusura del cortile durante gli intervalli e la mancanza di una biblioteca. "Com'è possibile che uno degli istituti più prestigiosi di Torino non abbia una vera e propria biblioteca? La chiediamo da tempo, ma fin ora tutto è stato vano - spiega Giulia -. I corsi di recupero sono disorganizzati, così come la programmazione delle gite, e la burocrazia interna non funziona. E il risultato è che negli ultimi anni gli iscritti sono diminuiti". Nel primo pomeriggio gli studenti sono stati ricevuti dalla preside, e hanno ricevuto un po' a sorpresa il consenso di molti professori. "Si può discutere sulle modalità della protesta, ma è certo che all'interno della scuola manca la comunicazione, il malcontento è diffuco - dice Francesco Bianco, docente di Latino e Greco al ginnasio -. E il problema esiste non solo tra presidenza e studenti, ma anche tra la preside e noi docenti, che facciamo fatica ad essere ascoltati". Stamattina comunque, tutto tornerà alla normalità. Almeno fino al prossimo torneo di calcetto. Andrea Magri 03/04/2008.

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Fossano: A.P.A., un Bilancio positivo con un grande progetto (sezione: Burocrazia)

( da "Targatocn.it" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si è tenuta giovedì 27 marzo, nella sala conferenze del ristorante 'Giardino dei tigli' di Fossano, l'annuale assemblea dell'APA (Associazione Provinciale Allevatori di Cuneo). E' un bilancio positivo quello dell'Apa di Cuneo, un dato significativo tenendo conto che il settore zootecnico, anche a livello nazionale, non sta attraversando un buon periodo: le tensioni del mercato legate all'aumento dei costi delle materie prime, la preoccupante ripresa delle importazioni di carne dall'estero e la forte crisi di alcuni comparti specifici, come quello suinicolo. E ancora il problema delle quote latte, senza contare l'impegno gravoso che gli imprenditori devono affrontare nel gestire la burocrazia delle aziende agricole. Sono questi, in sintesi, secondo il presidente dell'APA di Cuneo, Roberto Chialva i principali problemi di un comparto in cui lavorano sempre meno giovani. In questo contesto la provincia di Cuneo si salva grazie all'alto numero di associati (2500) e all'allevamento dei bovini di razza piemontese: 1.665 allevamenti, pari a circa il 65% della produzione regionale. Un giro d'affari complessivo da 200 milioni di euro fra mercato della carne e del latte. "In questo quadro di insieme - ha commentato il presidente - il 2007 si è chiuso in maniera non esaltante per l'agricoltura italiana". Secondo le stime di Eurostat, infatti la situazione è preoccupante se confrontata con i nostri partners europei vecchi e nuovi. Frena in particolare la domanda interna, anche se la spesa alimentare è rimasta invariata per effetto dell'aumento dei prezzi le quantità si sono ridotte del 1,3% ed il 70% delle famiglie italiane ha cambiato abitudini alimentari: più pollo, frittate meno carne bovina, vino ma anche pasta e pane, e nel prossimo futuro a detta degli esperti non ci sarà un'inversione di tendenza. "E' nel 'sistema AIA' - propone Chialva - che si devono cercare delle soluzioni a largo respiro per supportare e sostenere la zootecnia italiana giocando il nostro ruolo che è essenzialmente tecnico-economico lasciando ad altre rappresentanze il ruolo politico sindacale". Durante il discorso, il presidente ha ricordato il progetto ITALIALLEVA che sta muovendo i primi passi anche nella nostra Provincia e che ha visto fin da subito l'adesione dell'APA di Cuneo. Il progetto nasce nel 2006 e si propone di mettere al servizio del consumatore il lavoro che i 2500 tecnici e veterinari del sistema AIA compiono quotidianamente nelle stalle italiane. Presupposti fondamentali del progetto sono la tracciabilità, sicurezza alimentare e benessere animale, garantendo così l'origine italiana del prodotto, tutelando nello stesso tempo allevatore e consumatore. Un duplice vantaggio, che comporta costi contenuti, riducendo anche al minimo gli adempimenti burocratici per le aziende. In conclusione Chialva ha illustrato il progetto della nuova Sede staccata a Monasterolo di Savigliano, dove sta sorgendo una struttura moderna ed efficiente che accoglierà i controllori e sarà a disposizione dei Soci per il disbrigo delle pratiche e per altre necessità. Una struttura di circa 200 mq di uffici con a fianco un'area servizi per le attività speciali, l'inaugurazione è prevista entro il prossimo giugno. Al termine della relazione vi sono stati interventi da parte dell'assessore provinciale all'agricoltura Sebastiano Massa che si è complimentato con il Presidente e il Direttore per il lavoro svolto, e dal presidente della Coldiretti di Cuneo Marcello Gatto che ha rimarcato l'importanza del progetto ITALIALLEVA e della stretta collaborazione esistente tra la COLDIRETTI e l'APA. A conclusione dei lavori l'assemblea ha approvato all'unanimità il bilancio 2007. Nella foto, il presidente dell'APA di Cuneo, Roberto Chialva .

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Campofontana un paese sugli sci (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT INVERNALI. SU 80 RESIDENTI, 55 SONO ISCRITTI AL CLUB Campofontana un paese sugli sci Debora e Antonio Roncari hanno regalato le maggiori soddisfazioni alla società quinta nel "Lattebusche"     Vittorio Zambaldo Ci sono ottanta residenti in paese e 55 iscritti all'Unione sportiva Campofontana, lo sci club più alto della montagna veronese, che ha chiuso con la gara sociale una stagione invernale ricca di soddisfazioni per le medaglie in campo nazionale e regionale conquistate grazie ai fratelli Debora e Antonio Roncari, figli di Bruno, che è anche presidente dello sci club. Premiati dal sindaco di Selva di Progno, Silvano Valcasara, e applauditi da numerosi spettatori, i più piccoli atleti del sodalizio hanno ancora mostrato la loro grinta su un tratto della pista Malga Lobbia che ha conservato neve sufficiente per la manifestazione. L'Us Campofontana, grazie ai suoi fondisti Baby e Cuccioli, si è classificata al quinto posto nella gara finale regionale del Trofeo Lattebusche sul Monte Nevegal, superando 21 società sciistiche, compreso il blasonato sci club di Cortina d'Ampezzo, e ottenendo l'oro tra i Cuccioli con Antonio Roncari, primo fra sessanta atleti. Le noti dolenti, secondo il presidente Roncari, non arrivano dai risultati, ma dalla burocrazia, che blocca ancora l'avvio definitivo della pista di Malga Lobbia. Uno spazio per gli allenamenti, per arrivare a risultati di eccellenza come quest'anno, è il meritato premio per gli sforzi che la gente di quassù fa quotidianamente per restare in montagna e permettere ai propri figli l'unica soddisfazione che li ricompensa di tanti sacrifici. I piccoli atleti sono stati premiati, non con costose e luccicanti coppe, ma con bellissime ed ecologiche medaglie di legno, di costruzione artigianale, dipinte e decorate dagli stessi bambini, protagonisti di questa bella realtà sportiva della nostra provincia.

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<Recupero il tempo perduto, grazie Prodi> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MAURIZIO CASTRO (Popolo della libertà). Doveva essere in Parlamento due anni fa, ci arriva adesso: posto sicuro al Senato nella lista bloccata di Berlusconi & Fini "Recupero il tempo perduto, grazie Prodi" Fare sistema per le fiere: "Troppe e troppo piccole Tutte private in pochi anni e con vocazioni specifiche"   Nel 2006, per il meccanismo delle liste bloccate, il Parlamento era rimasto ad attenderla. Da castigato prima e beneficiato oggi dalla legge Calderoli, pensa che vada cambiata? Ho una brutta abitudine, quella di essere coerente. Non ho mai criticato la legge Calderoli per aver cancellato le preferenze, perchè le considero un fattore di distorsione personalistica nella competizione fra i progetti alternativi di un modello bipolare in cui credo. Oltre che per la moltiplicazionr dei costi della politica. Ringrazio Prodi di aver governato così male da consentirmi così in fretta di recuperare il tempo perduto... Che cosa porterà a Roma dell'esperienza come manager in Fiera? Porterò la convinzione che la grandi tradizioni industriali di Vicenza, a cominciare dall'oro, vadano difese con provvedimenti energici per innalzare la loro qualità competitiva. Quindi, come? Favorendo le concentrazioni, proteggendo le produzioni dalla concorrenza sleale, migliorando le infrastrutture e i servizi pubblici, abbassando i costi. Restiamo in zona Fiera: come può incidere la legislazione nazionale sul "fare sistema" degli enti promozionali? Impedendo scelte parcellizzate e mediocri. E costringendo perciò le fiere italiane, che sono troppe, troppo piccole e troppo "campionarie", a diventare nel giro di qualche anno tutte private, sulla base di missioni strategiche di specializzazione e di presidio dei mercati vocazionali. A ciascuna la sua vocazione... Rischio di campanilismo, come qualche volta si è visto nel Veneto? L'obiettivo è incentivare l'integrazione o l'alleanza. Un'occhiata nel campo avversario: lei che li frequenta, che cosa sente dire dagli imprenditori vicentini sulla candidatura di Calearo con Veltroni? Sono un amico leale di Massimo, e dunque non riferisco le perfidie. Però tutti si chiedono come possa trovarsi a suo agio parlando d'impresa e di lavoro non al fianco dei Sartor, dei Riello, dei Castro, con cui ha condiviso vent'anni di battaglie modernizzatrici, ma al fianco di Paolo Nerozzi della Cgil, nemico della Biagi, cantore della burocrazia statalista. Tre mesi fa lei doveva essere il super-tecnico di An alla guida di Aim, designato dal leader Sergio Berlato. Si profila invece l'avvento di un politico del suo partito, nella sala-comando delle Aziende. L'Aim è della città: spetta alle sue istituzioni, elette dai cittadini e a questi dando conto, decidere come esercitare la funzione di indirizzo e di controllo della gestione. Ma è proprio così difficile applicare il motto da tutti proclamato "largo alle competenze"? Quel che conta è che in Aim ci sia una robusta competenza tecnica nel management. Nel consiglio d'amministrazione non servono gli specialisti, serve gente brava, cioè sveglia e onesta. Ci si deve muovere in fretta: un gigante industriale come Vicenza non può tollerare a lungo di alimentare il suo sviluppo con una multiutility gracile e smarrita. Quesito, utile per informazione degli elettori : quale primo provvedimento firmerà? Se ho accettato di candidarmi, è per un debito verso Marco Biagi. E allora mi impegno per riformare il diritto del lavoro: incentivare la contrattazione aziendale come motore competitivo, il lavoro flessibile come veicolo di emersione e stabilità, la sicurezza premiando la responsabilità sociale.   Antonio Trentin Qualcuno racconta che la candidatura di Maurizio Castro al Senato è la risposta - una delle risposte - del Popolo della libertà a Massimo Calearo capolista veltroniano del Partito democratico, neonato e in cerca di spazi nel Veneto. I due si conoscono da anni: supermanager Castro, imprenditore Calearo, entrambi in Federmeccanica quando il secondo ne era vicepresidente. Per dire: il penultimo contratto della categoria aveva la loro, tra le cento altre firme. Ma in realtà il ritorno vincente di Castro - adeguatamente piazzato tra i prescelti di Berlusconi & Fini per il Veneto - viene almeno da un paio d'anni fa. Da quando lui, all'epoca in quota Gianni Alemanno dentro An e tecnico nominato in uno degli enti "sociali" spettanti alla Destra (l'Inail), era rimasto fuori per poco dal plotone degli eletti. Avesse vinto la Casa delle libertà nel 2006, sarebbe stato onorevole a Roma e non sarebbe passato per via dell'Oreficeria e per la Fiera vicentina, dov'è direttore generale. Stavolta l'elezione è certa e lui la Fiera sta per lasciarla.

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ELEZIONI. Voto a domicilio, dopo la denuncia di MDC è possibile anche in Sicilia (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

News ELEZIONI. Voto a domicilio, dopo la denuncia di MDC è possibile anche in Sicilia 03/04/2008 - 12:09 Casi emblematici della burocrazia italiana. Fino a pochi giorni fa i cittadini siciliani che, essendo attaccati a macchine elettromedicali, chiedevano di votare a casa potevano farlo solo per le elezioni nazionali e comunali, ma non per le regionali. Ma oggi, a seguito di una vicenda portata alla luce dal Movimento Difesa del Cittadino, una circolare ha permesso di eliminare quest'anomalia. Il paradosso è stato reso noto grazie al caso della sig.ra G.T., figlia del sig.O., un cittadino di Modica (Rg) affetto da sclerosi multipla amiotrofica. Fino ad una settimana fa il presidente del seggio elettorale di competenza aveva concesso la possibilità di voto domiciliare, ma non per le votazioni regionali. Ora, in base alla nuova circolare del 27 marzo, è stato risolto il controsenso. Secondo il provvedimento i pazienti che dipendono 24 ore su 24 da apparecchi elettromedicali a causa di malattie che impediscono loro la deambulazione possono votare anche per le regionali, direttamente al loro domicilio. A condizione, però, che l'elettore risieda nella medesima regione dove è abilitato a esercitare il proprio diritto-dovere di voto. La circolare è stata recepita cinque giorni fa da parte delle varie prefetture siciliane. 2008 - redattore: AA.

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I must, Usa e Polinesia (sezione: Burocrazia)

( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPECIALI I must, Usa e Polinesia Sale il prezzo del petrolio, scende il valore del dollaro, arriva al top la destinazione Usa. Quest'anno i giovani sposi in luna di miele volano in America e in particolare a New York. Passeggiare tra le luci sfavillanti di Times Square o lungo i viali del Central Park, guardare la metropoli dall'alto, in cima all'Empire State Building che, dopo la tragica fine delle Torri Gemelle, è ridiventato protagonista dello skyland di Manhattan. E, con il dollaro in ribasso, cresce la voglia di fare shopping: Macy's e Bloomingdale's, storici grandi magazzini della grande mela, sono le mete predilette dagli sposini, che riempiono le valige di prodotti americani e, se li trovano a buon prezzo, anche italiani. Anche Las Vegas fa sognare gli sposi novelli e chi vuole sposarsi negli Usa. Famosa per essere una capitale del divertimento, dello shopping e del gioco d'azzardo, Las Vegas è soprannominata Sin City, ovvero Città del peccato, ma l'amministrazione locale e l'ufficio del turismo preferiscono di gran lunga The Entertainment Capital of the World. Las Vegas è anche una delle capitali nel campo dei matrimoni contratti con poche formalità burocratiche. In città si celebrano più di 144.000 matrimoni civili ogni anno. Si moltiplicano le wedding chapel, cappelle sia laiche che religiose, di varie confessioni. Esistono pacchetti per il Wedding a Las Vegas, che includono il volo, l'albergo, la (poca) burocrazia per la cerimonia, l'affitto dei vestiti, l'organizzazione della festa e l'ospitalità in altri alberghi per gli invitati. I grandi alberghi offrono anche pacchetti matrimonio intonati al tema del resort: ad esempio al Las Vegas Hilton, sede dell'attrazione Star Trek - The Experience, è possibile sposarsi su di una riproduzione del ponte dell'Enterprise, con tanto di figuranti vestiti da Klingon. I Caraibi Oggi le nozze si possono celebrare anche all'estero e molto spesso agli Stati Uniti le coppie abbinano un soggiorno al mare, ovvero ai Caraibi: Barbados, Isole Vergini, Jamaica, Cayman, Repubblica Dominicana. Molti resort, infatti, offrono pacchetti ad hoc per le coppie che desiderano sposarsi ai Caraibi con una cerimonia in stile locale. Uno staff di professionisti organizza la cerimonia e si prende cura di ogni dettaglio: dal giudice di pace al sacerdote, dai documenti al fotografo. E pensa pure alla festa, alla musica, ai fiori, alla torta e allo champagne. La cerimonia si può celebrare in riva al mare o sotto le stelle. Alle coppie è richiesto soltanto di giungere sul luogo delle nozze almeno tre giorni prima della data fissata per il matrimonio, che è poi un'ottima opportunità per prendere un po' di sole e essere in forma il fatidico giorno. Per ottenere la licenza di matrimonio è necessario essere in possesso del passaporto, di un certificato di nascita, di un affidavit che documenti lo status di celibato o di un atto di divorzio. La Polinesia Francese Stati Uniti più mare vuol dire anche, per chi ha un budget elevato e 3-4 settimane a disposizione, New York, i Parchi, San Francisco e Los Angeles e poi, la Polinesia Francese. Centodiciotto isole disseminate in 5 differenti arcipelaghi, di cui il più battuto dal turismo è quello delle Isole della Società, con Tahiti, Morea e Bora Bora. Qui Gauguin, il grande pittore, trascorse i suoi anni più fecondi e Stevenson, l'autore dell'Isola del Tesoro, venne a viverci e ci morì, la sua tomba ancora oggi è meta di pellegrinaggi. Ci sono, poi, le montagnose e selvagge Isole Marchesi, attraversate dall'equatore, e le remote Gambier, atolli nelle cui lagune si coltivano le perle. Le Australi, a sud, sotto il tropico del cancro, sono le più lontane da Tahiti, le meno turisticizzate e le più autentiche. I nativi, molto ospitali, praticano ancora i riti, le danze e i canti della loro antica religione. Infine vi sono le Tuamotu, sottilissimi anelli corallini che custodiscono al loro interno una laguna. Ideali per il diving, lo snorkeling e la pesca subacquea, ancora oggi mantengono il fascino di un paradiso perduto. Anche laggiù è possibile organizzare un matrimonio. Affidandosi a un travel designer, si potrà approdare in un resort di lusso e celebrare un matrimonio, valido anche in Italia, sulla spiaggia, al tramonto, cullati dal ritmo dolce del tamuré, dalle danze e dai canti rituali. La cerimonia sarà corredata da un servizio fotografico e da un video. Seguirà una cena romantica, allietata dalla musica dal vivo. Marco Colli NUMERO: 64-65 Speciale Viaggi di Nozze DATA: 03-04-2008 CATEGORIA: .Viaggi di Nozze.

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Bra: ieri incontro del Popolo delle Libertà con gli ex UDC (sezione: Burocrazia)

( da "Targatocn.it" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ieri sera a Bra, di fronte ad una platea di quasi 400 persone, il PDL ha tenuto una conferenza in cui sono stati presentati alcuni dei principali candidati cuneesi alle elezioni del 13 e 14 aprile. Alla conferenza hanno presenziato anche alcuni degli esponenti politici che hanno abbandonato l'UDC in disaccordo con la linea di Casini, aderendo al PDL tramite il Movimento dei Cattolici Liberali. Dopo il saluto del sindaco di Bra Camillo Scimone ha preso la parola Guido Crosetto: "La semplificazione del sistema politico avvenuta per iniziativa del Pd e del Popolo della libertà è l'occasione per i cittadini di dare al Paese un governo veramente stabile, capace di risollevare la situazione economica e sociale e dare finalmente risposte certe su questioni come le infrastrutture, la sicurezza e il fisco. E' per questo che invitiamo gli elettori a non sprecare il loro voto assegnandolo a quei partiti minori che non riusciranno a superare la soglia del 4% alla Camera e dell'8% al Senato. L'Udc ha fatto una scelta che non comprendiamo e che favorisce la sinistra" ?ha detto. Sull'argomento si è soffermato anche Tommaso Zanoletti che ha ribadito le motivazioni alla base della scelta di lasciare l'UDC: "Il Popolo della libertà ? ha detto - è a tutti gli effetti la casa comune dei moderati, in cui senza perdere la loro identità i cattolici democratici possono difendere e far prevalere i valori che ne hanno caratterizzato negl'anni l'azione politica: la centralità della famiglia, il primato della solidarietà, la dignità della vita umana in ogni fase del suo sviluppo". Mentre l'ex Presidente della Regione Enzo Ghigo ha invitato, soprattutto a Torino, ad una "straordinaria unità del centrodestra" per battere il Pd, il Senatore Beppe Menardi ha ricordato l'impegno del centro destra sul fronte degli investimenti per le infrastrutture. Un tema affrontato anche dal Presidente della Provincia Costa che ha fatto presente come la Granda attenda ancora il via libera al nuovo tunnel del Tenda, il completamento dell'Asti-Cuneo e il raddoppio della linea ferroviaria Cuneo-Fossano. "In questi due anni le relazioni con Roma sono state difficili e insufficienti; occorre superare i ritardi della sinistra" ?ha detto. Sulla eliminazione degli sprechi e lo sfoltimento di leggi e burocrazia si è soffermato il deputato uscente Enrico Costa mentre Lucio Stanca, ministro dell'Innovazione nel governo Berlusconi ha ricordato i danni d'immagine derivanti dalla vicenda Alitalia e dalla crisi dei rifiuti a Napoli. Critico sulle scelte di Casini è dell'UDC è stato anche Carlo Giovanardi che ha invitato i cattolici passati al PDL "a portare avanti il progetto avviato quattordici anni fa, ovvero la creazione di una casa dei moderati che costituisca l'asse portante del Partito Popolare Europeo in Italia". Giovanardi si è soffermato poi su alcuni temi che devono essere privilegiati dalla coalizione giudicando su questi temi contraddittorie le posizioni emerse in seno al Partio Democratico. P. L. Immagini relative alla notizia.

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IACONO (PSI). IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE POVERA DI CONTENUTI L'UNICO OBIETTIVO SEMBRA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (City)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Iacono (Psi). "In questa campagna elettorale povera di contenuti l'unico obiettivo sembra il risultato. Da qui il tormentone del voto utile, che dura, nonostante il monito responsabile del presidente Napolitano. Sono certo che gli elettori capiranno che il voto è utile quando determina il rafforzamento della democrazia, che può avvenire solo attraverso il recupero di ideali, valori e identità". Sodano (Sa). "L'ambientalismo del Pd lo conosciamo bene, ed è quello degli inceneritori e dei Cip 6, i contributi che i cittadini hanno pagato con la bolletta della luce sotto la voce fonti rinnovabili. Veltroni in particolare dovrebbe tacere, dal momento che è stato sindaco di Roma, dove la raccolta differenziata è al 10 per cento. Il cosiddetto ambientalismo del fare del partito democratico è ancora subalterno all'industria e non si pone il problema di un cambiamento radicale dei consumi e degli stili di vita". Di Nardo (Idv). "La legalità è un impegno morale che non può essere perseguito a giorni alterni, ma nella quotidianità, nell'azione comune, a cominciare dal malcostume della macchina lasciata in divieto di sosta fino al difendere il territorio dagli attacchi ingiustificati di speculatori senza scrupoli. C'è un notevole benessere economico e sociale, non ci sono grandissime criticità diffuse. Ma va fatta attenzione alla camorra dei colletti bianchi, l'usura è una piaga e mette in ginocchio troppi commercianti. Un discorso a parte invece merita il problema della casa per i meno abbienti e per i lavoratori, molti dei quali si sono dovuti risolvere il problema da soli, quando è stato possibile, vista la lontananza delle istituzioni dalle loro istanze. Su questo vigileremo come Italia dei Valori. E chiediamo che, da subito, alle forze dell'ordine siano dati quelle disponibilità e quelle dotazioni che le mettano in condizione di svolgere una deterrenza efficace". De Vizio (Pd). "La mia candidatura e l'impegno in politica vengono dall'essere stata ed essere una mamma in difficoltà. Il lavoro con una rete di donne con un problema simile al mio ha consentito di portare in prima linea il problema dell'handicap che è l'ostacolo per i figli di alcuni di noi. Da mamma ho sperimentato file, burocrazie, abusi di potere, arroganza, indifferenza. La mia scommessa è nel ritorno della politica, una buona politica che sappia rimettere al centro dell'azione anche questo". Mazzoni (Udc). "Le infrastrutture sono una priorità. L'impresa campana paga un costo tre volte superiore a quello di una impresa del nord Italia. Per rilanciare la nostra economia è necessario rendere all'altezza il sistema di trasporti di persone e merci nella nostra regione. In quanto alle liberalizzazioni per noi non sono quei provvedimenti punitivi nei confronti di specifiche categorie (tassisti, farmacisti, avvocati..) che ha proposto Bersani ma la rottura dei monopoli privati".

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MADDALONI A LUTTO, CHIUDONO GLI UFFICI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA TRAGEDIA DEL LAVORO, OGGI I FUNERALI ALL'ANNUNZIATA Maddaloni a lutto, chiudono gli uffici GIUSEPPE MIRETTO Maddaloni. Tutti fermi per un'ora. Stamane, dalle ore 9 alle 10, sarà lutto cittadino. Uffici comunali, dell'Asl Ce1 e negozi in centro chiuderanno i battenti per celebrare la memoria di Michele Sposito Di Lucia, l'operaio di 39 anni vittima di un incidente sul lavoro. La manifestazione, rinviata per motivi procedurali, è stata fortemente voluta dal sindaco. "C'è un tempo - dice Farina - per esprimere la propria indignazione e un tempo per testimoniare la solidarietà. L'indignazione l'abbiamo espressa nel consiglio comunale monotematico. La nostra solidarietà la manifesteremo assiepando la chiesa e non lasciando soli i supersiti: la vedova e i giovanissimi figli". Alle 15.30, presso la chiesa dell'Annunziata (una delle poche capaci di accogliere grandi folle), a un tiro di schioppo dal Comune, si terrà un rito funebre solenne a cui parteciperanno la giunta, il consiglio comunale e tutta la forania di Maddaloni. La solidarietà del Comune, oltre al cordoglio funebre, si esprimerà in fatti molto concreti. È stato messo a disposizione un loculo comunale al cimitero. In più, l'amministrazione comunale ha deciso di deliberare un contributo economico a sostegno della famiglia. "È un aiuto indispensabile - precisa il vicesindaco Carlo D'Angelo - in questo momento delicato. Un ausilio per vincere lo smarrimento innescato dagli iter burocratici necessari che bisogna avviare per arrivare a deliberare sussidi per i minori". E su questa, che sembra una questione marginale, già c'è stata una mobilitazione di piazza. Silenziosa, arrabbiata e polemica. "Uno degli obiettivi - spiega Giosuè Bove, segretario provinciale di Rifondazione comunista - del presidio organizzato a Caserta nel giorno stesso del decesso (alla presenza del fratello di Michele) era proprio quello di ottenere l'avvio urgente di un'azione di tutela previdenziale e finanziaria destinata ai giovani orfani, fino al compimento della maggiore età". Sulla scorta di analoghe esperienze drammatiche, è certo che la commozione passa ma gli impedimenti burocratici restano. "È nostra ferma volontà - conclude Bove - che la vedova e gli eredi di Sposito De Lucia non diventino pure vittime della burocrazia. Come purtroppo è già avvenuto per altre vittime del lavoro in provincia di Caserta". La protesta sembra aver fatto centro. Per questo motivo, e da oggi adesso ufficialmente, l'assessore provinciale al lavoro Enrico Milani ha promesso "procedure più che celeri". Il nodo è nelle competenze procedurali. I fondi previdenziali straordinari per le vittime del lavoro sono sia garantiti dalla provincia che dalla regione. C'è una sovrapposizione di ruoli. E ovviamente nonostante il dramma dei familiari superstiti è aperto un conflitto. Non è chiaro, al momento, a chi spetti la competenza ultima per erogare i pagamenti mensili.

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IMMIGRATI E VOTO (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune amministrazioni locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile accendere i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati nella partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per il quale contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo indefinito, ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche qui servono fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che arrivano normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli immigrati, non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché altre per loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in Italia senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza. Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione. Segretario generale Cisl Treviso.

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<La politica non trascuri il mondo rurale> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fra le priorità indicate da Confagricoltura la lotta al cuneo salino, la tutela e lo sviluppo del Parco del Delta "La politica non trascuri il mondo rurale" Il presidente Casalini sottolinea la necessità di rimettere il settore primario al centro dell'economia "Bisogna mettere l'agricoltura al centro dell'economia italiana per salvaguardare non solo l'imprenditorialità e le produzioni, ma anche l'intero sistema dell'agroindustria, che è considerato il settore più importante dell'economia italiana".Il presidente di Confagricoltura Rovigo Stefano Casalini, nell'incontrare i rappresentanti politici dei diversi schieramenti in vista delle elezioni, ha ribadito innanzitutto la necessità di mantenere per il nostro Paese la possibilità di produrre derrate alimentari. "La politica agricola di un Paese non può essere delegata al ministero dell'Agricoltura: va inserita nelle priorità della politica economica", ha aggiunto."Gli agricoltori - ha proseguito - si attengono alle regole e ai controlli, stabiliti dalla Ue, che portano a produzioni di qualità. Uno dei rischi della riforma Pac è che le attività agricole perdano le caratteristiche legate alla produzione di derrate alimentari per trasformarsi sempre più in attività di salvaguardia dell'ambiente. Ma la tutela dell'ambiente, pure molto importante, non deve soffocare la principale vocazione dell'attività agricola". Per Confagricoltura Rovigo questa lenta ma continua trasformazione non è un bene, è un pericolo: "Perché se la nostra agricoltura non sarà più "produttiva", noi saremo costretti a importare da Paesi nei quali le nostre regole comunitarie e i nostri controlli, sui metodi di produzione e sull'igiene per esempio, non esistono. E, quanto ai prezzi, dovremo soggiacere ai prezzi imposti da altri Paesi".Per Confagricoltura Rovigo la centralità del settore primario italiano va perciò sostenuta e rafforzata, sia in Italia, sia a livello comunitario e internazionale. A partire da una drastica riduzione della burocrazia e da un aumento della nostra capacità di negoziazione. "Sia in sede internazionale che in sede comunitaria, le scelte fatte finora sono state subordinate alle regole del più forte" osserva Casalini. E aggiunge: "Si oscilla tra l'acquiescenza verso ciò che dice Bruxelles e i tentativi di imporre scelte nazionali. Serve una considerazione piena del valore strategico del settore ed un'assunzione di impegno rispetto alla necessità che l'agroalimentare italiano, quando si negozia il suo futuro, a livello comunitario e internazionale, sia rappresentato dal governo ai massimi livelli, per testimoniare l'importanza che il nostro Paese riconosce al settore". Stabilità fiscale, credito, politiche del lavoro, ricerca, fonti energetiche alternative: questi i principali temi di carattere generale posti all'attenzione dei rappresentanti politici locali. A livello locale, Confagricoltura Rovigo ha espresso le proprie priorità nel Documento programmatico per le Pmi, richiamando l'attenzione sulle questioni riguardanti il cuneo salino e il Parco del Delta del Po. "Le produzioni ottenibili nella zona del Delta - ha sottolineato Casalini - vanno mantenute attraverso una corretta e innovativa gestione delle acque. L'Autorità di bacino è un'istituzione i cui poteri devono essere resi realmente efficaci, sia per quanto riguarda lo stanziamento dei fondi per la salvaguardia ambientale, sia attraverso una legge speciale per gli interventi collegati allo specifico problema della risalita del cuneo salino. Quanto al Parco del Delta, gli interventi in questa delicata area del Polesine devono essere pensati come elementi apportatori di sviluppo economico-sociale, privi di vincoli che ostacolino lo sviluppo stesso. Il Parco deve poi mantenere il carattere regionale entro i termini di superficie della Legge regionale 36/1997".

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<In pensione più tardi per aiutare i giovani> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"In pensione più tardi per aiutare i giovani" La proposta socialista in parlamento Finanziare la "Flex security" attraverso il salario d'ingresso, contribuendo alla deprecarizzazione del lavoro giovanile con un aumento dell'età pensionabile. E' la proposta uscita dai socialisti bellunesi nell'incontro di qualche giorno fa alla sala "Ocri" di Feltre. Una mozione con la quale chiederanno agli eletti di portare la proposta in Parlamento. "Tutto è nato dal dibattito nel corso della serata feltrina - spiega Giorgio Azzalini, candidato socialista alle prossime elezioni politiche - quando un ragazzo, lavoratore precario, ha proposto ad una lavoratrice con 30 anni di lavoro di pensare ad un pensionamento posticipato di due anni per finanziare la Flex security. Ne è nato un confronto serrato - riferisce Azzalini - che è sfociata per l'appunto nella proposta ai colleghi candidati". Scelta "stoica", in contrapposizione ai "sofismi" di Veltroni. "Correre da soli - afferma Azzalini - è un dovere nel momento in cui si verifica la grande diversità di approccio al futuro politico del paese. Da una parte le promesse di aumenti di pensioni e tagli alle aliquote fiscali, dall'altra, la nostra, una sorta di real politik alla Willy Brandt anni '70, emersa come valore distintivo dei due gruppi della sinistra italiana". E, sempre dall'area socialista bellunese, arrivano le tre "S" dell'on. Giovanni Crema per la provincia di Belluno. "Semplificazione, sicurezza e solidarietà - con un'intesa tra Stato, Regioni ed Enti locali per alleggerire il carico di burocrazia. Sicurezza di ordine pubblico, ma anche nei luoghi di lavoro e nella protezione civile. Infine, solidarietà - dice Crema - una politica verso gli immigrati che salvaguardi le richieste del mondo del lavoro e che faciliti l'integrazione respingendo l'illegalità".Stamattina Crema con Emilio Isotton, Antonella Ferrazzi, Giuseppe Pellegrinon e Giorgio Azzalini saranno presenti al mercato di Sedico dove incontreranno i cittadini, mentre Daniela Larese Filon sarà al mercato di Auronzo. Stasera alle 20.30 a Tai di Cadore nella sala Coletti Crema e Larese Filon parleranno di lavoro precario e tutela sociale, di sviluppo, equità, giustizia sociale e di laicità dello Stato e scuola pubblica.M.D.

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Uno Stato più "snello" con le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viaggio tra i candidati/13 Partito democratico Paolo Giaretta in corsa al Senato annuncia le novità in economia Uno Stato più "snello" con le imprese Meno burocrazia. Ed ogni "complicazione" in più sarà deducibile al fisco per il 50 per cento È l'uomo politico con la maggiore esperienza in città. Paolo Giaretta, 61 anni, è stato sindaco dal 1987 al 1993 e poi nel 1996 è stato eletto senatore nelle liste dell'Ulivo. Confermato nel 2001 ha fatto parte della commissione Bilancio. Nel 2006 è stato nominato sottosegretario alle Attività produttive. Oggi è segretario regionale del Partito democratico.Come sta andando la campagna elettorale?"Direi molto bene, siamo riusciti a trasmettere alla gente l'entusiasmo per la scelta coraggiosa che abbiamo fatto. Non solo i 4mila di piazza dei Signori per Veltroni ma tutto il popolo delle primarie che noi chiameremo il 30 marzo, con 700 banchetti, uno per circolo della Regione, a prendere il programma e farlo conoscere ai loro amici".Però siete indietro nei sondaggi..."Dai 4 ai sei punti, ma un mese fa erano diciassette. E mancano ancora tre settimane al voto".Dovete convincere che siete in grado di cambiare il Paese dopo l'esperienza Prodi. Un'impresa?"Prodi ha guidato il Paese in modo coraggioso e lo ringraziamo. Ma ora guardiamo al futuro. Questa è un'Italia che cresce troppo poco, nella quale ci sono disparità sociali e interi ceti impoveriti. Con la mano pubblica che viene vista come una nemica. Dobbiamo cambiarla".E come?"Cambiando una certa mentalità. Vede, sono basito a sentire che in Sicilia verrà dato un premio a tutti i dipendenti pubblici prima delle elezioni, dai 700 ai 1400 euro, senza badare al merito".Tutto questo ha bisogno di leggi precise..."Una c'è già ed è il principio della responsabilità delle amministrazioni locali che ha varato il governo Prodi ma che il Veneto non sta usando. Io credo che al federalismo fiscale di Galan vada opposto un ragionamento che veda un giusto rapporto tra chi chiede e chi dà".Che passa anche attraverso una semplificazione della burocrazia..."Esatto. Nel programma abbiamo messo un passaggio: il costo di ogni nuovo adempimento burocratico richiesto alle imprese sarà deducibile al 50 per cento fiscalmente. Serve per aggredire le complicazioni dello stato. Una di queste è che più enti controllino la stessa cosa. Se un'azienda ha già prodotto su richiesta un certificato dovrà essere chi lo richiede nuovamente a procurarselo senza farle perdere ulteriore tempo".Il muro con le imprese del Nordest sembra essere stato abbattuto dal duo Veltroni-Calearo. E quello con gli operai?"È proprio questo che vorrei superare. Noi siamo decisamente per l'innovazione, le aziende l'hanno capito. Ma vorrei che molti operai che non votano per noi e che fanno parte di un ceto non sindacalizzato capissero che vogliamo migliorare la loro condizione, dall'aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente alla detassazione degli straordinari fino a far terminare lo spettacolo dell'indecoroso servizio trasporti ai pendolari. E poi siamo perchè i figli degli operai e dei contadini possano frequentare l'università. È questa mobilità sociale che ha fatto grande il Veneto".Serve un ministro per tutto questo?"I ministri sono della Repubblica e non dei territori, come vorrebbe la Lega. Noi crediamo che possa essere una risorsa utile per portarci meno burocrazia, un fisco più amico, più infrastrutture e una buona università. Altri non possono nemmeno crederlo perché hanno troppe divisioni interne".Le piacerebbe che si facesse il confronto tivù, Veltroni-Berlusconi?"Guardi, sarebbe un servizio al Paese e tra l'altro si fa in qualsiasi nazione civile. Pensi se non lo facessero negli Stati Uniti che cosa succederebbe. Solo in Italia ci è vietato".Mauro Giacon.

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Un giovane lariano insegna marketing ai cinesi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Solari: "Molti comaschi ora investono. Ma il turismo deve fare sistema e intensificare la visibilità" C'è un comasco che insegna marketing ai cinesi. È Daniele Solari, che a 17 anni, 10 anni fa, ha passato un anno come borsista di Intercultura a Hong Kong, per poi seguire un master alla School of Oriental and African Studies di Londra. Dal 2005 è manager dell'ufficio Promoest che si occupa di eventi, fiere e business travel. Il mese scorso ha tenuto una lezione a 70 studenti della Shanghai Normal University per illustrare le varie fasi del processo di organizzazione di un evento. Sempre il mese scorso ha partecipato in qualità di giudice a un concorso nazionale di giovani studenti di fashion design alla Shanghai University of Engineering and Science, a Songjiang, presso Shanghai. I concorrenti provenivano da tutte le Università della Cina. Solari insieme ad altri giurati (accademici ed esperti del settore) ha assistito a 3 giorni intensi di sfilate dei futuri designer e dato i voti alle loro creazioni. Il giovane comasco ha insomma una lunga esperienza maturata in Cina. Como e l'Italia stanno a suo avviso sottovalutando sotto il profilo economico il gigante cinese' Dal suo punto di vista lei vede la Cina più come un'opportunità o una minaccia' "La Cina - risponde Solari - è un mercato enorme. Costituisce una minaccia per l'instabilità sociale, per le ripetute violazioni alla proprietà intellettuale, per la rapida ascesa dei costi di produzione e per l'eccessiva burocrazia. Ma credo che rispetto ad alcuni anni fa nessuno ormai sottovaluti la Cina. Anzi credo che ci sia una controtendenza e si sottovaluti il potenziale del Paese a breve termine. Ormai non si contano più le statistiche sulla quantità di milionari e miliardari cinesi. Occorre però fare attenzione all'attendibilità di questi dati, perché è difficile avere statistiche certe vista la mancanza di trasparenza. Complici queste cifre, e la prospettiva di un differenziale di un decimo nei costi di produzione, anche le imprese della nostra zona si sono riorganizzate. Conosco vari imprenditori comaschi che oggi investono in Cina, lasciandosi alle spalle diffidenze e timori che per molto tempo hanno caratterizzato la visione dell'imprenditoria nostrana". Crede che per i prodotti del Made in Como come seta e legno-arredo ci siano prospettive nel Paese in cui ora lavora' "Si classificano come prodotti di alta qualità e di design creativo e originale. La maggior parte dei cinesi non conosce i nostri prodotti ma i grandi marchi del Made in Italy: i noti clienti delle nostre aziende. L'opportunità concreta esiste per i nostri prodotti, tuttavia non nasce da sola, e non è a breve termine: occorre essere propositivi e al tempo stesso pazienti. Occorre creare opportunità attraverso un'attività di ricerca sul territorio, un tessuto di relazioni, la consapevolezza sempre chiara dei propri limiti e dei propri obiettivi. Credo che, progressivamente, la situazione attuale sia destinata a capovolgersi: la produzione di semilavorati in Cina o l'importazione di materia prima locale saranno sempre meno convenienti mentre ci sarà più spazio per i nostri prodotti di esportazione". Un altro asso nella manica dei comaschi è il turismo. Ci sono attrattive per i cinesi' "Como non è ancora tra le mete più frequentate dal turismo cinese. I grandi numeri (gruppi di 30-40) sono costituiti da persone che visitano Roma, Firenze, Milano e Venezia, in quattro giorni al massimo. I cinesi però amano il Lago di Como come luogo di tranquillità e di riposo, lontano dal caos e dall'inquinamento delle metropoli. Non per nulla la città cinese di Hangzhou con il suo famoso West Lake è considerata un vero paradiso terrestre. Il potenziale di Como come meta turistica per i cinesi facoltosi dipende molto dalla capacità di adattare le strutture e i servizi alle esigenze cinesi: serviranno ad esempio interpreti e una segnaletica adeguata (la gran parte dei turisti cinesi non parla una seconda lingua) e accorgimenti semplici ma efficaci come la disponibilità di bollitori d'acqua nelle camere d' albergo (i cinesi prediligono le bevande calde e amano cucinare in camera i loro tradizionali spaghetti). Inoltre Como deve intensificare la propria visibilità presso i tour operator cinesi, sottolineando il prezioso binomio tra shopping di lusso e bellezze paesaggistiche. Sempre molto importante per addentrarsi nel mercato cinese è a mio avviso fare sistema: agire tramite un consorzio, partecipare alle fiere del settore turistico (dove purtroppo finora si è notata l'assenza italiana all'ombra dei mastodontici padiglioni spagnoli, greci e francesi), e organizzare eventi organizzati e viaggi promozionali". Nella foto: L'esperto comasco di marketing Daniele Solari con alcune studentesse di fashion design vincitrici del concorso di Songjiang Home Guglielmi: "Potenzieremo le pattuglie" Il Vangelo 'torna' nelle case di cinquemila comaschi Tschang: "Il concorrente di ieri è diventato il cliente di oggi" Nucleare, sfida europea per l'Italia Letta: "Pd al 30% sul Lario" Poi striglia Como per l'Expo Molteni, assaggio di "bufala" in tv Voto, rischio beffa per 31mila comaschi Due banditi armati assaltano l'ambulatorio Carpentiere scomparso nel nulla da 4 giorni.

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La fusione è più vicina (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALVASONE Entro luglio sarà pronto lo studio di fattibilità. Poi ci sarà il referendum La fusione è più vicina Passo avanti per l'unione con i Comuni di Arzene e San Martino ValvasonePassi avanti per la fusione dei tre Comuni. Lunedì sera si è tenuta la riunione della I. Commissione di studio per il progetto di fusione di Arzene, San Martino e Valvasone (composta da tre delegati per singolo comune) che ha il compito di coordinare e verificare gli aspetti tecnici del progetto. Premessa all'iniziativa sono i contributi regionali messi a disposizione per la riorganizzazione degli enti comunali. Lo scorso anno è stato dato l'incarico a un professionista di redigere uno studio tecnico, e quindi per valutare la convenienza o meno di una fusione dei tre Comuni. Nel caso venisse dimostrata, lo studio diventerà l'asse portante da seguire per arrivare a fondere i tre paesi. È stato quindi presentato lunedì il percorso che si dovrà compiere per arrivare ad un'analisi approfondita del territorio. La scadenza di consegna dello studio è stata fissata al 31 luglio. "Dopodiché - spiega il vice sindaco Enzo Gisonni - il documento sarà pronto per i passaggi politici attraverso i singoli consigli comunali che potranno muoversi in modo autonomo".Se sul piano amministrativo il percorso continua, su quello dell'opinione pubblica verrà indetto un referendum per verificare la volontà della popolazione. "Non è escluso, però, che si possa fare, in via preliminare, anche un sondaggio conoscitivo tra la gente, prima delle elezioni amministrative del prossimo anno".L'idea di riunificare i tre Comuni non è certamente nuova. Se ne parla da decenni con le stesse motivazioni: minor burocrazia e più servizi per i cittadini. Un'esperienza simile alla fusione si è vissuta per quattro anni, dal 2000 al 2004, quando le amministrazioni comunali di Arzene e San Martino formarono l'Unione. Valvasone si era però chiamata fuori. "La tempistica per decidere di aderire all'Unione era oggettivamente troppo breve e non si è potuto pianificare bene il progetto, un fatto che ha poi innescato una serie di problemi". Qual è la differenza con il percorso di fusione odierna? "C'è sicuramente differenza risponde Gisonni - perché la volontà è di seguire un progetto che non segua un'onda emozionale ma che si basi su elementi concreti". Il vice sindaco annuncia quindi un impegno costante con incontri mensili per seguire passo per passo lo studio di fusione puntando ad un reale coinvolgimento tra le parti. "E l'attuale Associazione dei tre Comuni aggiunge l'esponente dell'Amministrazione Bellot - può essere considerato un aspetto propedeutico alla fusione".Em.Mi.

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Tondo: Regione indebitata. Illy: siamo tra le migliori (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il bilancio del Friuli Venezia Giulia al centro del primo faccia a faccia tra il presidente uscente e ricandidato dal Pd e lo sfidante del Pdl TriesteNOSTRO SERVIZIOSono state le infrastrutture, la sanità e la situazione finanziaria della Regione i temi principali sui quali si sono confrontati nel primo faccia a faccia pubblico i candidati per la presidenza del Friuli Venezia Giulia, l'uscente Riccardo Illy (Centrosinistra) e lo sfidante Renzo Tondo (Centrodestra). Organizzato dall'Associazione donne elettrici, il dibattito - moderato dal giornalista Roberto Morelli - si è svolto nel Ridotto del teatro Verdi di Trieste.Nelle prime battute Illy ha soprattutto sottolineato i risultati di cinque anni di amministrazione e alcuni aspetti del programma per la prossima legislatura, mentre Tondo ha sostenuto la necessità di "fare una scelta di campo" rispetto al quadro politico nazionale.Il presidente uscente ha così evidenziato gli obiettivi principali del suo programma, fra i quali l'attuazione delle misure sulla protezione sociale, il bilancio ecologico, la riduzione del peso della burocrazia, le infrastrutture e "il consolidamento dello sviluppo economico già avviato, come testimoniato dai dati Istat. I 550 milioni in più di entrate sono incontestabili e testimoniano - ha detto - che economia e occupazione stanno bene".Tre "I" sono invece la 'bussola' per Tondo che ha detto di voler ripartire dal 2003, quando dopo due anni di presidenza non venne ricandidato: "innovazione, internazionalizzazione, infrastrutture. Io - ha sottolineato - rappresento alcuni valori, elementi e proposte tipiche del centrodestra; dall'altra parte c'è un candidato che sostiene una coalizione con forze fortemente alternative".A scaldare il dibattito è stato il confronto sulle cifre dell'indebitamento della Regione. Tondo ha parlato di un' "emergenza finanziaria in questa regione che si ritrova con un debito che non ha precedenti" ed è "la Regione stessa a scrivere sul suo sito che è necessario evitare il declassamento", ha detto illustrando una serie di dati sul debito. Dati contestati da Illy che ha assicurato che "non c'è nessun problema.Le società di rating hanno migliorato il rating proprio lo scorso anno. Siamo fra le Regioni migliori. Che questa accusa venga da chi non è stato capace nemmeno di rispettare i parametri di Maastricht è grottesco".Illy ha poi risposto sul rapporto con la sinistra affermando che "i fatti di cinque anni di governo e i programmi dimostrano che questo problema è semplicemente inesistente". Per Tondo, invece, la "sinistra ha pesantemente interferito su scelte che hanno a che fare con i valori". A chi lo accusa di dare più peso all'immagine che alla sostanza, Illy ha detto che questo appunto "non meriterebbe nemmeno una risposta" e ha citato due opere che, "seppure completate non sono state inaugurate": l'impianto Varmost a Forni di Sopra e la sede della Regione a Trieste.Molto spazio nel dibattito ha occupato il tema delle infrastrutture. Tondo ha ricordato che da presidente, insieme al Veneto, ottenne lo sblocco del passante di Mestre e ha rimarcato la necessità di un commissario per le grandi opere. Illy invece ha precisato che il commissario è già previsto nel Protocollo d'Intesa con il Governo e che che per quanto riguarda la Terza corsia è stata avviata la gara per la progettazione. Oltre a qualche battuta sull'aeroporto e l'Euroregione, il confronto ha riguardato anche i temi sanitari, con particolare riferimento alle Aziende dei servizi sanitari. "Ritengo che non sia positiva la riorganizzazione in tre aziende sanitarie regionali" ha affermato Tondo che ha lamentato una "decadenza dei servizi". Per Illy invece la riduzione a tre Ass permetterà una riduzione dei costi amministrativi. "Abbiamo realizzato - ha aggiunto - cambiamenti strutturali rilevanti, fra i quali il Centro servizi condivisi, che permette un risparmio per 20 milioni". D'acccordo infine sia Illy che Tondo sul fatto che l'Expo 2015 a Milano potrà essere utile anche per la regione.In serata, a Telecapodistria alla domanda se i due rimanessero in Consiglio regionale in caso di sconfitta, Tondo ha risposto con un sì insindacabile, Illy con un "no" tondo.TdP.

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La casa invasa dai pannoloni, ma l'anziana madre non ha assistenza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Miane, il caso di una 92enne La casa invasa dai pannoloni, ma l'anziana madre non ha assistenza Miane(Ma.C.) Eletta cavaliere al merito della Repubblica Italiana solo lo scorso febbraio si ritrova ad essere inconsapevole protagonista di un'odissea. Quella della sua assistenza sanitaria e sociale. È la storia triste e amara di Angela Morona, 92enne di Miane, emblema e metafora di mille altre realtà sommerse simili e peggiori della sua. Realtà che non più tardi di una settimana fa sono state denunciate proprio in consiglio comunale da un anziano, Antonio Dal Toè.Eppure a Miane il disagio cresce e l'allarme pure. E così può pure accadere che assistere una madre malata diventi una vera e drammatica odissea. Un'odissea che per il malcapitato cittadino di Miane inizia il 22 febbraio, giorno in cui la madre viene dimessa dall'ospedale, e prosegue fino ad oggi, sconfinando nell'assurdo: un'intera stanza invasa da quintali di pannoloni. E una minaccia: se non ve li riprendete, questa settimana ve li scarico nel piazzale. "Da oltre un mese - spiega il figlio Luciano - sono costretto ad assisterla dalle sette del mattino alle otto di sera. Ho cercato di bussare tutte le porte della Usl 7 per chiedere aiuto. Ho compilato un sacco di moduli, sono venute persone che hanno compilato altrettanti moduli, ho ricevuto promesse ed assicurazioni. Concretamente mi devo arrangiare come meglio posso. Dal Comune di Miane l'assistenza è pari allo zero. Dalla Usl vedo un mare di burocrazia ed una generale disorganizzazione ed inefficienza, si pensi che c'è una sola fisiatra per tutta la Usl per l'assistenza domiciliare. L'efficienza c'è stata finora nella consegna dei pannolini: mi hanno invaso la casa. Ne ho ben 27 scatoloni del peso complessivo di qualche quintale. Ho saputo che potevo avere dei teli assorbenti, li ho chiesti in cambio dei pannolini in esubero. Mi è stato risposto che non si può fare fino a maggio perché così prevede il programma stabilito, da chi e quando non è dato di sapere. Se non mi svuotano la casa - conclude - ho minacciato che li poterò nel piazzale della Usl a Pieve. Vivo in casa con altre due persona handicappate, mia sorella e mio nipote, da poco ho saputo che potrei chiedere almeno la fornitura anche temporanea di pasti caldi. Staremo a vedere. Per il momento tengo duro ma fino a quando ce la farò". Una situazione denunciata a più livelli con lettere e fax, ma che al tutt'oggi pare rimanere senza soluzione, nonostante le tante promesse ricevute. "Nei due incontri avuti con il responsabile dell'Usl - spiega Luciano - mi era stato prospettato l'assistenza giornaliera di un'infermiera, visita e assistenza di una fisiatra, verifica con il medico di base e l'assistente sociale del Comune delle eventuali altre forme di assistenza. Ma al momento ho solo il problema di dove mettere tutti questi pannoloni".

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Udine (loma) <Sono stato assessore (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-04-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

Argomenti: Burocrazia

Udine (loma) "Sono stato assessore ... Udine(loma) "Sono stato assessore regionale alla Sanità per 4 anni. Per ricordare un altro politico ad esser stato in carica così a lungo bisogna risalire ai tempi di Gabriele Renzulli. Con il centrodestra, un assessore rimaneva in carica un anno e mezzo al massimo, cosicchè il sistema era retto dai tecnici e la politica non aveva compiti di pianificazione. Ma nella sanità va governata con lungimiranza guardando ai prossimi dieci anni, sapendo che i risultati arrivano un poco alla volta". Così Ezio Beltrame spiega l'azione avviata dall'amministrazione Illy.- Assessore, la sanità impegna metà del bilancio regionale. Come si può gestire il sistema?"Abbiamo cercato di impiegare bene le risorse a nostra disposizione, riducendo le spese per il settore tecnico-amministrativo e destinandole alla salute e al sociale. Per esempio, il fondo per la non autosufficienza dispone di fondi 4 volte superiori al vecchio assegno di acocmpagnamento; abbiamo realizzato 2mila posti in più per gli asili nido, il reddito di cittadinanza, la carta famiglia. Ed ancora, destinato risorse ai Comuni e avviato screening di prevenzione di massa".- In 5 anni, la giunta Illy ha proposto numerose riforme. Spieghi il loro significato."In una regione di 1,2 milioni di abitanti abbiamo cercato di coordinare il sistema e puntare alla sussidiarietà, coinvolgendo gli enti locali, il terzo settore, l'università e la ricerca. La Direzione alla Salute tiene i rapporti con Roma, gli enti locali e disegna le strategie; l'Agenzia per la sanità le mette tecnicamente in atto e monitora il settore; il Centro acquisti condiviso permette di creare economie di scala nell'acquisto di materiali, beni e servizi. Il fondo immobiliare, se otterrà il via libera da Banca d'Italia e Consob, gestirà invece il piano edilizio avviato negli ospedali di tutto il territorio, con un team tecnico in grado di gestire tutte le gare e seguire i lavori".- Come rimediare al saldo demografico negativo? "Quello della natalità è un problema che risale ancora agli anni '60, mai affrontato in maniera organica. Non servono slogan, ma pianificazione. Dal 2004, abbiamo avuto un leggero aumento delle nascite, non solo per via degli stranieri residenti, tanto che registriamo 18mila abitanti in più. Bisogna mettere servizi più efficienti a disposizione delle famiglie, con rette per gli asili nido più basse, ma anche dare maggiori opportunità ai giovani. Ad esempio, il fondo sociale opera anche come garanzia alle banche per la solvibilità dei mutui per chi non ha un lavoro stabile, magari con prestiti che permettono di arredare la casa. Eppoi c'è il fondo per la stabilizzazione del lavoro precario, che ha già portato a 4mila assunzioni a tempo indeterminato. Certo che anche lo Stato deve fare la sua parte".- Una novità introdotta da Intesa democratica è il reddito di cittadinanza. Come funziona?"Al 10 marzo ne hanno usufruito 835 famiglie. Se il Centrodestra li considera fannulloni, significa che con questo numero siamo messi bene. In realtà, un quinto degli aventi diritto sono anziani, il resto famiglie con figli minori. L'intervento consiste in un patto siglato dalla Regione e chi ne usufruisce, con diritti e doveri, tra cui l'obbligo di presentarsi ai colloqui di lavoro fissati, partecipare a corsi di formazione, accettare le offerte di assunzione. Invece di polemizzare, il centrodestra dovrebbe capire il dramma di persone che con figli a carico, si trovano all'improvviso prive di sostentamento. Noi le aiutiamo a rialzarsi: la dignità di una persona è guadagnare da vivere con il lavoro, non con l'assistenza. Ma non si può negare l'aiuto a chi vuole darsi da fare".- Cosa bisognerà fare nei prossimi cinque anni di governo regionale?"Il percorso è ormai chiuso. Bisogna gestire il sistema, semplificare burocrazia e funzionamento, verificando la bontà delle riforme. Con la riduzione delle aziende sanitarie, metteremo ancora di più in sinergia gli ospedali, con ulteriori risparmi. I posti letto sono giusti e non vanno tagliati. Ma con le aree vaste, risponderemo alle esigenze locali e allo stesso tempo offriremo servizi migliori. Ad esempio, un bravo professionista dell'ospedale di Tolmezzo potrà curare interventi anche a Udine, dipendendo dalla stessa azienda, senza vincoli burocratici".

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LAVORO/ ANCE: DECRETO SICUREZZA AUMENTA BUROCRAZIA E PENE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

03-04-2008 13:17 "Necessario intervenire su formazione e prevenzione" Milano, 3 apr. (Apcom) - L'Ance ritiene che il decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, porti ad un aumento della burocrazia e a un inasprimento delle pene, senza intervenire in modo efficace sulla formazione e la prevenzione, che sono gli elementi fondamentali per risolvere il problema della sicurezza sul posto di lavoro. "Con il Decreto sicurezza c'è stato un inasprimento delle pene e un aumento della carta e della burocrazia, ma noi abbiamo sempre chiesto una maggior formazione per incidere di più sulla capacità di prevenire gli incidenti", ha dichiarato il presidente dell'Ance Lombardia, Luigi Colombo, durante la presentazione della seconda edizione del rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni in Lombardia. Secondo Colombo i problemi della sicurezza "si risolvono a monte con la prevenzione e il controllo, ma non di tipo burocratico e una giusta informazione".

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Intervista a SOUAD SBAI / "Per gli immigrati una carta verde sul modello americano" (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 03 Apr 2008 Edizione 65 del 03-04-2008 Intervista a SOUAD SBAI / "Per gli immigrati una carta verde sul modello americano" di Dimitri Buffa Silvio Berlusconi apre al voto agli immigrati ed è subito polemica fra le forze politiche. La Lega Nord non ne vuole sapere mentre addirittura entusiastiche sono state le reazioni di Moustapha Manosuri, presidente del Partito degli immigrati secondo cui "il voto alle amministrative è essenziale, anche perché è l'Unione Europea che lo prevede, quindi è solo una questione di adeguarsi alle direttive attualmente vigenti". E aggiunge che "questo deve essere il primo passo verso il riconoscimento di tutti i diritti politici a quei nuovi cittadini italiani che lavorano onestamente e contribuiscono alla ricchezza del Paese". Secondo la candidata del Popolo della Libertà Souad Sbai, una vita spesa per integrare gli immigrati, specie di religione islamica, nel nostro paese, le cose andrebbero inquadrate differentemente. E il dibattito, insieme alla polemica, "andrebbero dirottati sul diritto di cittadinanza con i relativi doveri". Souad Sbai, lei come giudica le barricate della Lega Nord sull'apertura di Silvio Berlusconi al voto degli immigrati? Non vanno né ingigantite, né criminalizzate o strumentalizzate come è stato fatto ieri da parte di tanti giornali. Le differenze esistono, le polemiche pure, ma ciò fa parte della dialettica interna a un partito democratico. Lei sarebbe favorevole al voto amministrativo agli immigrati come proposto dal Partito Democratico? Io sono favorevole al voto concesso a qualunque tipo di elezioni si svolgano in Italia per chi è diventato cittadino italiano. Immigrato o non immigrato. Il problema è sveltire, con criteri certi e inderogabili, il processo dell'acquisizione della nazionalità italiana, non un diritto a votare concesso a metà, solo alle amministrative, che sa tanto di voto di scambio. Proposte? Una "green card" italiana sul modello statunitense credo che troverebbe d'accordo anche i leghisti che per esempio al Nord per me hanno lavorato molto lealmente. Si tratta di concedere questa carta a quegli immigrati presenti in maniera positiva sul suolo nazionale italiano da alcuni anni, certo non uno o due solamente, ma cinque come minimo. Un criterio solo temporale? No, chi vuole la carta verde deve dimostrare di essersi integrato, di lavorare e non delinquere e magari deve firmare anche la carta dei valori costituzionali come quella proposta a suo tempo dalla Consulta islamica. Inoltre dovrà conoscere la lingua del nostro paese e in genere essere considerabile da parte dello stato italiano come una persona che contribuisce alla crescita del paese rispettandone tutte le leggi. Ovviamente l'onere di dimostrazione di questi criteri, anzi di queste "conditiones sine qua non", sarebbe a carico del singolo, mica ci può essere il silenzio assenso dell'amministrazione come per le licenze edilizie, non crede? D'accordissimo anche su ciò. Non ci deve essere solo una burocrazia dell'immigrazione. Però su queste basi vorrei poi vedere chi direbbe di no. E' vero anche che in Italia esiste pure un'altra fattispecie di immigrato, spesso di religione islamica, che segrega la moglie in casa, poligamo, che frequenta luoghi di indottrinamento all'odio anti occidentale spacciati per moschee. Come la mettiamo con quelli come lui? Possono anche tornare a casa propria. Il Viminale dovrebbe monitorarli e schedarli e quindi anche espellerli. Io non sono per ripetere gli errori della Danimarca, dell'Inghilterra e dell'Olanda con i ghetti multiculturali dove ognuno si fa la propria legge. D'altra parte non credo nemmeno che certi slogan identitari della Lega, fatti per prendere voti in certe zone del Nord dove il problema sicurezza è evidente, condizioneranno il lavoro ragionevole di Berlusconi e del suo futuro governo su questo delicato settore. Insomma c'è una Lega Nord reale e una "percepita"? Più o meno, i leghisti che ho conosciuto personalmente sono molto più ragionevoli di quelli percepiti solo dai loro slogan elettorali.

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ENTI LOCALI: LEGAUTONOMIE ED UNCEM TOSCANA AVVIANO UNIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Firenze ENTI LOCALI: LEGAUTONOMIE ED UNCEM TOSCANA AVVIANO UNIONE (AGI) - Firenze, 3 apr - Legautonomie ed Uncem (Comunita' Montane) della Toscana si uniscono in una confederazione. Il documento ufficiale - primo in Italia nel suo genere - che avvia il percorso di 'fusione' tra le due realta' e' stato siglato a Firenze dal Presidente di Legautonomie, Andrea Barducci e dal quello dell'Uncem, Oreste Giurlani. L'obiettivo dichiarato e' quello di 'snellire' la politica da burocrazia e costi, razionalizzando obiettivi e servizi. La Confederazione, nelle sue intenzioni, apre la strada al 'federalismo', puntando sull'unione delle forze degli Enti e su un loro preciso impegno in relazione ad elementi qualificanti ed attuativi del processo federalista. I primi obiettivi annunciati sono quelli del federalismo finanziario e di quello fiscale, "per - hanno detto Barducci e Giurlani - abbandonare la logica dei trasferimenti statali e responsabilizzare ciascun livello istituzionale". (AGI).

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ELEZIONI/ FINOCCHIARO SCRIVE A TECNICI PROFESSIONISTI SICILIANI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

03-04-2008 16:53 "Servono bandi trasparenti e meno burocrazia" Palermo, 3 apr. (Apcom) - Anna Finocchiaro, candidata da Pd, Idv e Sinistra l'Arcobaleno, alla presidenza della regione Siciliana ha scritto una lettera ai tecnici professionisti siciliani. Fra i principali punti della missiva inviata ad agronomi, architetti, forestali, geologi, geometri, ingegneri e periti industriali, liberi professionisti l'invito ad "incentivare, anche con contributi regionali e nel rispetto della legge Bersani, la costituzione di società o associazioni professionali interdisciplinari, per aiutare gli studi professionali siciliani a competere con i grossi studi italiani ed europei. E soprattutto rendere più snelle e trasparenti tutte le procedure autorizzative dei progetti, dando certezza sui tempi di approvazione ed eliminando inutili passaggi burocratici". "Sono consapevole delle difficoltà che vivete quotidianamente in un mercato sempre più caratterizzato da distorsioni ed ingiustizie. E nonostante siate una delle colonne portanti dell'economia siciliana - continua Finocchiaro, rivolgendosi ai tecnici professionisti siciliani - in questi anni ho colto una generale indifferenza del governo Cuffaro e del Parlamento regionale verso le vostre legittime richieste ed aspettative. In questo senso ritengo assolutamente indispensabile intervenire con la dovuta concertazione con le rappresentanze istituzionali e le associazioni di categoria, per dare ordine, trasparenza ma soprattutto impulso ad un settore estremamente importante per uno sviluppo sostenibile della Sicilia". Fra le proposte di Anna Finocchiaro: le gare di progettazione debbono essere bandite ponendo sempre a base di gara l'importo reale della parcella desunto dai minimi tariffari previsti dalla normativa vigente; il concorso di idee e di progettazione deve diventare lo strumento preferenziale per la scelta del progetto, anche per favorire i giovani Professionisti; rendere costante l'apporto dei Liberi Professionisti nella programmazione e verifica sull'impiego dei fondi comunitari 2007-2013; elaborazione di una legge quadro sul governo del territorio e di riordino nel settore dell'urbanistica che promuova e garantisca la tutela delle risorse ambientali, monumentali, archeologiche, geologiche e paesaggistiche del territorio, che favorisca la tutela, il restauro e la valorizzazione dei centri storici siciliani, anche tramite agevolazioni fiscali per i proprietari privati.

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Malati di burocrazia terminale (sezione: Burocrazia)

( da "Blog Beppe Grillo" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Persone in marcia per il V2-Day firme per il WiMax firme per "Ammastellati" firme per "Forza Clementina" --> 3 Aprile 2008 Malati di burocrazia terminale Clicca il video La burocrazia italiana è cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato, un pezzo di carne urlante, un pazzo che cerca vendetta. La burocrazia terminale è il vero fiore all'occhiello della nostra classe politica. Gente che non saprebbe gestire un bagno pubblico diventa sindaco, sottosegretario, ministro, assessore. Promossa fino al massimo delle sue incapacità. Mai responsabile di nulla verso il cittadino. Colui che gli paga lo stipendio. L'unica difesa è evitare ogni contatto. Ignorarla, far finta che la burocrazia non esista, che sia una pagliacciata per pagare lo stipendio a qualche milione di italiani integrati con il Sistema. Quando ciò non è possibile, come per Alessandro, ci aspetta il buco nero. "Mi iscrivo all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) tramite il Consolato alla fine di Novembre dell'anno scorso. Agli inizi di quest'anno il Consolato mi richiama per dirmi, che dopo aver consultato il Ministero degli Esteri per casi simili al mio si sono sentiti rispondere che c'e' bisogno di una prova della residenza e non solo l'autocertificazione. Nel mio caso la Permanent Resident Card. Ho inviato via fax la richiesta al Consolato come da loro richiesto. Li ho richiamati per accertarmene. Mi hanno confermato la ricezione. Qualche giorno fa, esattamente il 27 di marzo, dopo il fatidico giorno 26, termine ultimo per i Consolati per dover spedire le buste per il voto, mi sento rispondere che sono si iscritto all'AIRE, ma non alle liste elettorali. Devono faxare la richiesta al mio comune di residenza in Italia. Il giorno stesso faxano la richiesta. Il comune, che dovrebbe rispondere nelle 24 ore, non risponde. Rifaxano. Niente da fare. A questo punto chiamo io direttamente il comune. Mi indicano un altro numero di fax. Tutto sembra procedere per il meglio se non fosse che il Comune non rilascia l'autorizzazione al Consolato per farmi votare all'estero. Siamo fuori dai tempi massimi dicono. Richiamo il Comune. Conferma la versione. Scarica la colpa sul Consolato perchè non avrebbe mandato il fax in tempo. Si scopre che oltre alla richiesta di elettorato lo stesso Consolato avrebbe per la prima volta mandato al Comune la richiesta di iscrizione all'AIRE (che appunto avevo fatto a fine novembre dell'anno precedente). Il Comune per una direttiva del Ministero degli Interni non può fare più niente. C'e' anche una direttiva del Ministero degli Esteri che perrmetterebbe ai Comuni più di "manica larga" di accettare le richieste dell'ultimo momento. Comprendo tutti i problemi burocratici, non comprendo però perchè il cittadino non possa godere del diritto di votare.Dovrei tornarmene in Italia, cosa che non ha senso e che è ovviamente onerosissima. Mi sono sentito un cittadino di serie B per due motivi: - sono stato residente nel comune sbagliato. Se lo fossi stato in un altro comune forse mi avrebbe dato il permesso di votare, come ho visto succedere - non sono uguale nei diritti agli altri italiani perche' de facto non posso votare e magari mi sento dire che non e' bello che non si vada a votare. Io voglio votare, non per concessione, ma per dirittto. Voglio anche scegliere di non votare, ma la busta per votare mi deve arrivare a casa, altrimenti non mi sento trattato come un cittadino." Alessandro Calia, Devon, Pennsylvania Diffondi la marcia: Copia e incolla il codice V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera: 1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day 2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day 3. Sostieni il V2 day 4. Scarica il volantino del V2-day Clicca l'immagine.

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"Si parla poco del comparto agricolo" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vincenzo Speziali, candidato al Senato del PdL, sottolinea l'importanza del settore per l'economia calabrese "C'è una grave lacuna nei discorsi elettorali che sto ascoltando e leggendo e riguarda l'agricoltura. Non mi sembra infatti che, fino a oggi, ci siano stati candidati che abbiano speso parole, in termini di idee e proposte, per un settore trainante dell'economia calabrese". E' quanto afferma il candidato al Senato del Popolo della Libertà Vincenzo Speziali. "Mi sorprende questa dimenticanza consideratdo che la Calabria risulta una regione in cui l'incidenza dell'agricoltura è importante e comunque superiore a quella mediamente registrata in altre parti d'Italia. E mi sorprende anche perché ? prosegue Speziali ? nella nostra regione si sono affermate delle aziende agricole capaci di competere con quelle che operano nel Nord e che, tuttavia, avrebbero bisogno di aiuti di natura legislativa per produrre meglio e creare nuova occupazione. Una boccata d'ossigeno per queste aziende ? ma anche per quelle che operano in altre aree del Paese ? potrebbe arrivare da una riduzione dei costi di produzione e in particolare quelli previdenziali e del costo del lavoro che nel resto d'Europa sono molto più bassi. Si tratta - ritiene il candidato del PdL - di un intervento che garantirebbe maggiore competitività delle imprese agricole che hanno il loro bel da farsi anche con la burocrazia. Bisogna eliminare tutti quei passaggi inutili e ripetitivi che tolgono energia all'attività economica principale e che spesso ne limitano la crescita. Ma c'è anche da garantire una certa stabilità fiscale . Non si può, ogni anno, rivedere quelle norme che determinano aliquote ridotte per Irap, gli acquisti dei terreni e l'impiego di carburante agricolo. Sarebbe utile che il regime dell'Irap ridotta - afferma Speziali - diventasse una norma strutturale. Anche in questo comparto, poi, è d'obbligo adeguare gli strumenti creditizi a quella che è la nuova agricoltura, fatta di innovazione e tecnologia. Le banche non possono sottovalutare le esigenze di questo mondo così variegato e offrire soltanto quelli che sono strumenti tradizionali di accesso al credito. Ritengo che corporate finance, fondi di investimento, mercato dei futures, venture capital devono entrare in agricoltura. Per quanto riguarda più in dettaglio il comparto agro-alimentare, penso che sia arrivato il momento di superare la debolezza strutturale e organizzativa del settore. Questo sarà possibile solo ricorrendo a forme di gestione associata che diano più respiro alle unità produttive calabresi, nella maggior parte dei casi di media dimensione. Sarà utile promuovere strategie efficaci di marketing di filiera, integrando le filiere produttive stesse e migliorando l'efficienza negli scambi. E poi bisogna ragionare in un ottica di distretto rurale e agroalimentare che costituisce una realtà economica tra le più importanti e dinamiche degli strumenti di sviluppo disponibili. Il distretto potrà fornire servizi per il miglioramento e il potenziamento della produzione e il suo peso sarà rilevante sia nelle esportazioni sia nell'indotto. Solo così si potrà affronterà il mercato globale, solo così faremo della agricoltura calabrese un punto di forza per la nostra debole economia. Da parte mia - conclude Speziali - ci sarà il massimo impegno intanto per ascoltare altre proposte e poi perché queste idee, penso condivise da tutti coloro che operano nel comparto, possano trovare piena attuazione".

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Malati di burocrazia terminale (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alle 20:15 - Fonte: beppegrillo.it - 0 commenti Clicca il video La burocrazia italiana è cresciuta come un immenso ficus. Chi ne entra in contatto è soffocato dalle spire di un boa. Passo dopo passo diventa uno straccio bagnato , un pezzo di carne urlante, un pazzo che cerca vendetta.

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Franceschini guarda a Lecco <Aiuterò le piccole imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Franceschini guarda a Lecco "Aiuterò le piccole imprese" Il vicesegretario del Partito Democratico ieri in piazza XX Settembre "La riduzione della pressione fiscale attraverso la lotta all'evasione" Una campagna elettorale vissuta nelle piazze. A Tv spenta, guardandosi negli occhi, per dimostrare la voglia di ripartire con fiducia e coraggio per cambiare il futuro del paese. Dario Franceschini, vicesegretario del Pd, ha scelto la lecchese piazza XX settembre per uno degli ultimi appuntamenti di questa campagna elettorale vissuta in mezzo alla gente. "Lecco è una città che conosce la propria storia, ma è capace di investire sul futuro. Le sue priorità corrispondono a quelle del Pd". La platea democratica cittadina, dopo l'appuntamento di qualche settimana fa con il leader Veltroni, si è radunata tra i tavolini del caffè Frigerio per esprimere il suo sostegno a Franceschini, incurante del vento freddo e del cielo color tempesta. Seduto accanto ai candidati locali Lucia Codurelli e Antonio Rusconi, il numero due dei democratici ha iniziato ammettendo con franchezza "Gli errori del passato, il tentare di mettere insieme interessi troppo diversi che ha paralizzato il lavoro del governo Prodi. Lo stesso sbaglio, figlio di un modo di fare politica logoro e senza sbocchi, in cui sta incappando adesso Berlusconi, che tra Fini, Bossi, Ciarrapico e Fabris ha messo insieme un gruppo dal tasso di litigiosità proibitivo". "L'Italia ha dato al centro-sinistra l'ultima occasione per cambiare e ripartire; non l'abbiamo sprecata, abbiamo realizzato un programma basato su contenuti concreti" ha continuato il vice di Veltroni "I nostri punti rispecchiano le esigenze della città di Lecco. Come il sostegno alle piccole e medie imprese che sono la forza del territorio. L'innovazione, la crescita, la conquista dei grandi mercati sono obiettivi possibili se c'è una forte volontà statale di investire nel settore e di valorizzare l'operato delle aziende. Lo strumento privilegiato sarà la riduzione della pressione fiscale, possibile continuando ad insistere sulla strada della lotta all'evasione. Altri rientri economici verranno dalla riduzione dei costi burocratici, che passerà anche dall'abrogazione delle leggi inutili e ridondanti. E questo costituirà un ulteriore vantaggio per le imprese, che oggi sono soffocate dalle reti tentacolari della burocrazia, che le affannano e impediscono loro di lavorare con efficienza". Ma sarà un bel vantaggio anche per le famiglie, perché anche la loro quotidianità è inevitabilmente rallentata dalla goffa onnipresenza della macchina burocratica. La certezza di avere maturato gli strumenti per cambiare le cose anche nei confronti delle politiche della sicurezza: "Siamo pronti alla battaglia contro la micro-criminalità, pensiamo al problema della sicurezza nelle città del nord. Ma abbiamo anche detto al mezzogiorno che i voti della mafia non li vogliamo" e qui il pubblico di piazza XX settembre, sferzato dalle raffiche di vento, si è sciolto in un applauso "Per quanto riguarda l'immigrazione, tenendo salda la necessità della lotta alla clandestinità, siamo convinti che spiegare le buone ragioni dell'integrazione sia la strada più produttiva per una società di cui gli stranieri sono ormai parte integrante e forza lavoro insostituibile". Il tema delle infrastrutture: "Siamo promotori di un ambientalismo del fare. Perché un'Italia che non rimanga periferia dell'Europa, ma sia integrata nel sistema dei trasporti si può fare, anche senza catastrofi ecologiche. A partire dal trasferimento dei trasporti dalla gomma al ferro, con il potenziamento della ferrovia". Piazza XX settembre, dubbi non ne ha. E Franceschini rilancia: "Avete la possibilità di scegliere il vostro premier, i candidati sono due. Guardateli in faccia. Di chi vi potete fidare?" Federica Cominetti 03/04/2008.

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Lavori al Rigamonti, arriva il solito rinvio (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Slitta di una settimana l'apertura delle buste: prima di vedere le ruspe in azione allo stadio, dovrà passare ancora del tempo La telenovela continua. Questa volta è una banale indisponibilità di un commissario a interrompere l'iter previsto per l'apertura della gara sull'assegnazione dei lavori allo stadio ?Rigamonti-Ceppi?. Erano stati tutti avvisati, i partecipanti al bando, ma è stato comunque un piccolo smacco per la Calcio Lecco dover assistere all'ennesimo rinvio della data di inizio lavori. Anzi, della data in cui si sarebbe saputo chi questi lavori li dovrà fare. Poco male: ritardo più, ritardo meno, aspettare le 10 di mattina di mercoledì 9 (nuova data di apertura delle offerte) non scandalizza nessuno. Tranne quanti ricordano che - non più tardi di fine giugno 2007 - si assicurava che a fine gennaio l'adeguamento dello stadio sarebbe stata cosa fatta. Ma, nel settore pubblico, un ritardo tira l'altro, come le ciliege. Comunque sia, e passato a parte, mercoledì alle 10 verranno aperte le buste contenenti le offerte in ribasso su una base di circa un milione e centomila euro (per la precisione 1.087.268,89 euro). Quando le buste saranno state aperte, la commissione potrà stabilire chi è l'aggiudicatario provvisorio dei lavori, prima di arrivare all'aggiudicazione definitiva e alla stipula del contratto vero e proprio. Non è detto, però, che tutto sia così semplice: alla ?proclamazione? dell'aggiudicatario, infatti, dovrà seguire la verifica di tutti i documenti presentati (la burocrazia mette a dura prova qualsiasi impresa), e della loro regolarità. Dopo di che si potrà cominciare a fornire qualche ipotesi sull'inizio del cantiere e, dunque, sulla sua chiusura. Davvero una ?never ending story? quella dello stadio di Lecco che sembrava essere iniziata nel migliore dei modi quando la Calcio Lecco, in poco più di un mese, era riuscita a consegnare alla città una curva Sud (quella destinata agli ospiti) nuova di zecca. Certo, non c'era stato bisogno né di una gara d'appalto né, tantomeno, di accendere un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti di Roma (con relativa produzione di montagne di documenti da mandare nell'Urbe e ritorno). Fatto sta che la ditta facente capo a Marco Romano, su progetto dell'ingegnere bluceleste Raoul Cassinelli, aveva iniziato i lavori a luglio; a fine agosto tali lavori erano finiti. Il resto dello stadio? Avrebbe dovuto essere riqualificato a partire da settembre, poi da gennaio, quindi a marzo-aprile. Ora, forse per non essere scambiati per novelli cartomanti, di date nessuno osa più farne. 03/04/2008.

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ELEZIONI/ MICCICHE' CONSEGNA A LOMBARDO DDL PER RINNOVARE L'ISOLA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

03-04-2008 20:32 Serviranno a semplificare gli iter amministrativi Palermo, 3 apr. (Apcom) - Il presidente dell'assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché questa sera, a palazzo dei Normanni a Palermo al candidato governatore Raffaele Lombardo, quattro progetti di legge per la semplificazione amministrativa della Regione siciliana. Il Ddl contiene norme per la semplificazione amministrativa, la riforma della burocrazia, la trasparenza e programmazione contabile, l'innovazione. "E' un pacchetto di proposte - ha detto Lombardo - che il governo farà proprio e offrirà all'esame dell'assemblea regionale siciliana". "Il testo del Ddl - ha sottolineato Micciché - è il frutto di mesi di lavoro di quest'ultima legislatura e mira ridurre gli iter burocratici".

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