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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL  29-4-2008      #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (55)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Il credito diventa un affare in franchising ( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rischia di essere un maggiore intralcio soprattutto per le pmi che con strutture snelle cercano di dribblare gli ostacoli della burocrazia. Una proposta per vivere senza traumi questo momento arriva dalle piccole banche, dal sistema della Banche di Credito Cooperativo. Tra le numerose realtà italiane di grande valore c'è la Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca de' Baldi.

Una biologa in prima linea contro la Sla ( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A tante difficoltà si aggiunge spesso anche una carico di burocrazie che in certi momenti risulta insopportabile". L'Aisla di Savona è composta da una decina di persone, tutti volontari, che sono venuti in contatto con questa terribile malattia. "Non è la stessa di Welby - precisa la dottoressa Ferraro - ma ha lo stesso impatto.

Morandini: Fare leva su fisco e burocrazia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fare leva su fisco e burocrazia" Per fisco e burocrazia è il momento della svolta. Parola di Giuseppe Morandini che rilancia i due pilastri del suo programma da presidente nazionale della "Piccola" di Confindustria all'indomani della delega sulla "semplificazione burocratica" che ha ricevuto dalla futura presidente Emma Marcegaglia.

Marniga: Ora i risultati per Brescia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: asse con il presidente nazionale Giuseppe Morandini su fisco e burocrazia. È una agenda piena, ricca e concreta, quella della "Piccola" Aib presieduta da Alberta Marniga, presentata nel giorno dell'assemblea generale con gli associati, dopo tre anni di presidenza. Il momento è decisivo: dopo i progetti si mettono le "pietre".

Aziende in crisi, interviene il Comune ( da "Arena, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che complica la vita anche a Grezzana? "Le difficoltà di crescita economica provengono da lontano e da una serie di fattori", ha confermato il sindaco Mauro Bellamoli, "il sistema complessivo si è inceppato, si profilano problemi anche nella nostra vallata, quindi occorre reagire e insieme mettere in atto tutte le strategie possibili per cercare nuovi modelli di sviluppo"

Impianto fotovoltaico investimento sicuro ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CHI DECIDE DI PRODURRE ELETTRICITÀ ATTRAVERSO IL SOLE Impianto fotovoltaico "investimento" sicuro MENO BUROCRAZIA E PIÙ INCENTIVI: ECCO COSA STA CAMBIANDO CON IL NUOVO "CONTO ENERGIA" Grazie agli incentivi previsti in "Conto Energia" per la produzione di energia elettrica dal sole l'installazione di impianti fotovoltaici è oggi un'opportunità di investimento sicuro e redditizio.

Ortofrutta, filiera pesante Ricarichi fino al 300% ( da "Arena, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di servizio offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento... Sono questi i problemi che porteranno il settore a un declino certo". E poi: "Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i livelli.

ROMA LE CAMERE apriranno solo oggi, ma già ieri, alle 14 i ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Noi della Lega Nord- dice il parlamentare forlivese leghista- vogliamo che il distacco dei comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". Se poi, conclude Pini, "il presidente della prima Commissione della camera sarà un leghista come auspico allora l'iter sarà ancora più rapido".

CITTA' DI CASTELLO <ORGOGLIO, ribellione e rilancio i ( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il buon amministratore pubblico deve incentivare l'artigiano con meno tasse e burocrazia, con infrastrutture viarie e collegamenti adeguati". Intanto oggi prosegue "L'arte è Mobile", la manifestazione distribuita nel centro della città con la mostra mobiliera ed 'In Corso d'Opera' interventi d'arte nelle vetrine dei negozi.

Turismo, l'ufficio apre solo alle 16 ( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ufficio apre solo alle 16 MALEDETTA burocrazia. Sembra essere proprio questo il problema alla base della mancata apertura continuata degli uffici turistici di piazza della Libertà. Non ci sono festivi o ponti che tengano: i turisti interessati a ricevere informazioni sono costretti ad aspettare le 16, seduti sulle fioriere della piazza,

Rita Ghedini (Pd): <Una grande emozione> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Per ora, noi neoeletti abbiamo avuto a che fare con la necessaria burocrazia, per fortuna sostenuti da uno staff straordinario. Ci hanno riempiti di carta, e ci sarà non poco da studiare per metabolizzare i meccanismi di funzionamento della macchina Senato. Impareremo".

Parco wojtyla, dopo i vandali arrivano gli operai ( da "Centro, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tereo de Landerset ha portato avanti il progetto bloccato per la lentezza della burocrazia. Il parco, inoltre, sarà uno dei luoghi della città dove sarà installata la videosorveglianza: l'amministrazione comunale è impegnata nella stesura di un regolamento per il funzionamento e posizionamento delle telecamere. Secondo il programma del Comune, il parco aprirà non prima di due mesi.

In oltrepo sono scattati i controlli dei nas - paolo fizzarotti ( da "Provincia Pavese, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Filippo Maggi, titolare dell'azienda di Santa Maria della Versa insieme alla sorella Silvia, cade letteralmente dalle nuvole. "I Nas sono venuti a fare un controllo, nei giorni scorsi, ma non hanno trovato assolutamente nulla di irregolare - spiega - Ho in mano un "verbale di constatazione" in cui non si fa assolutamente riferimento a vino sequestrato o altre cose del

Scuola, i genitori chiedono il dirigente unico ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: evitando inutili burocrazie e permettendo l'ottimizzazione dell'offerta formativa. "Stiamo attendendo la formazione dell'esecutivo in Provincia e in Regione - dice la Asquini - per sottoporre la richiesta all'attenzione delle sedi competenti". Il gruppo consiliare di opposizione "Pozzuolo democratica - Pd", con una nota a firma del capogruppo Marco Chiavon,

SI REGISTRA un'altra novità in merito alle volontà secessioniste, sancite con il refe ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vogliamo che il distacco dei Comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". Se poi, conclude Pini, "il presidente della Iª Commissione della Camera sarà un leghista come auspico, allora l'iter sarà ancora più rapido".

Secessione, la Lega già alza la voce ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". "SE POI ? conclude Pini ? il presidente della I^ Commissione della camera sarà un leghista, come auspico, l'iter sarà sicuramente ancora più rapido". L'azione di Pini è stata troppo repentina e (soprattutto) troppo solitaria o un sintomo di grande interesse nei confronti di questi piccoli comuni?

<Le porte di accesso all'ascensore sono piccole per la carrozzina Mia moglie prigioniera in casa> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una storia di ordinaria mala-burocrazia che impedisce ad un uomo sia pure malato ma certamente coraggioso, di continuare ad assistere la propria moglie. Dal comune assicurano che sono state promosse tutte le iniziative nei tempi dovuti. Ora tocca all'Aler che pare si stia attivando per rimuovere questi ostacoli.

GOFFREDO Brandoni diventa sindaco di Falconara e la s ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stata sconfitta la burocrazia dei partiti di sinistra". E MENTRE il coordinatore provinciale di An Daniele Silvetti ha promesso che farà realizzare un busto in marmo di Brandoni (frutto di una scommessa, dato che anche Silvetti aveva spinto per gli apparentamenti), Giacomo Bugaro vede in questa vittoria, arrivata in anticipo rispetto ai risultati di Roma,

Un progetto da 600 mila euro ( da "Adige, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la normativa e la burocrazia non rendono la strada in discesa. Risultato: dopo anni di lavoro, l'ultimo collaudo è della settimana scorsa. Nel giro di pochi giorni, quindi, il laboratorio dovrebbe passare anche formalmente al Comune. L'amministrazione ne manterrà la proprietà, anche se la gestione sarà in collaborazione con l'Università e in particolare il dipartimento di fisica.

Due viaggi di speranza grazie a voi ( da "Nuova Ferrara, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: famiglia commossa per gli aiuti Ma la nonna accusa l'assurda burocrazia ARGENTA. Martina gioca, prova a colorare come fanno i bimbi della sua età. Martina è più bella dal vivo che in fotografia. Non parla ma si fa capire. Eccome!. Sgrana i suoi occhioni neri e ti sorride. Se le dimostri amicizia ti ricompensa con un sorriso.

"sì a ponte e rigassificatori in sicilia è ora di grandi opere" - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da presidente della Regione punterei a rendere efficace la burocrazia regionale, nominando dei manager che siano professionali, indipendenti e che abbiano degli obiettivi chiari, per essere poi giudicati e cacciati se non fanno il loro dovere".

Il liberismo che può fare rialzare la sinistra - ernesto paolozzi ( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sia in grado di accogliere le sfide liberali (meno burocrazia, meno assistenza, maggiore efficienza) ma che, al tempo stesso, sappia interpretare le esigenze della modernità e della nuova socialità, che non sono soltanto la difesa dello Stato assistenziale ma, soprattutto, le nuove istanze di liberalizzazione della politica e della società in tutti i suoi settori.

Una città senza architettura - giuseppe guida ( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli edifici e le grandi trasformazioni urbane sono costretti nelle maglie di una cieca burocrazia e non sono più la soluzione: "sono diventati la tomba dell'architettura", facendo spegnere quel desiderio di costruirci un mondo nuovo, migliore e aperto ad altre possibilità oltre il quotidiano e le emergenze.

Santa susanna, intervento per gli affreschi ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Difficilmente, però, anche nel caso in cui il progetto fosse destinato a strappare l'ok della Regione, i tempdella i burocrazia consentirebbero di avviare e ultimare i lavori in tempo per la consueta novena che in agosto attira nel villaggio di Santa Susanna tanti devoti anche dal circondario. (mac).

I rumeni: anche noi a cortes apertas - angelo fontanesi ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma tanti miei connazionali vivono nel disagio perché c'è ancora troppa burocrazia che ostacola un sereno inserimento per tanti rumeni. Un grande obiettivo sarebbe l'apertura di un Consolato rumeno a Cagliari. Ma sta a noi incominciare ad aiutarci da soli. Solo così potremo sconfiggere l'ignoranza e recuperare quel rispetto che meritiamo".

Commercianti e comune in rivolta: negozi chiusi dalla burocrazia - luca rojch ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia" L'assessore Vanni Sanna: "Impossibile fare turismo senza offrire servizi" LUCA ROJCH OLBIA. Addizione impossibile, creare una città turistica senza offrire servizi. La convinzione che il prodotto Olbia si venda da solo, che per un miracoloso incantesimo i turisti facciano a cazzotti per arrivare in città si schianta davanti a vetrine oscurate e strade abbandonate.

Ricostruiamo l'autonomia, non un nuovo meridionalismo ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Irlanda è cresciuta tanto perché ha offerto regimi di convenienza incredibili alle imprese riducendo la burocrazia a zero. E infine un tessuto culturale che parte - almeno per me - da Deffenu e si dipana lungo il crinale dei grandi intellettuali del Novecento sardo: da Michelangelo Pira fino ad Atzeni. Avete capito bene. Sergio Atzeni, il più moderno sardo-europeo che sia esistito.

Dal K2 al Campidoglio la scalata più difficile del <monaco del Polo> ( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perchè Roma è città cinica con un eccesso di burocrazia e mille problemi. Ma intanto Gianni è salito sulla vetta del Campidoglio, vi ha piantato la bandiera e, convinto da Berlusconi che sostiene "scopa nuova, scopa bene", proverà a ramazzare innanzitutto quel sistema di potere - sinistra politica e costruttori - che a Roma imperversa da anni senza colpo ferire,

Un'odissea per ottenere la cittadinanza ( da "Giornale di Vimercate" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma è impossibile superare la burocrazia" richiedi la foto Paulina Tasovac, mostra i documenti di nascita, di vaccinazione, e i contratti di affitto che dimostrano come sia sempre vissuta in Italia Burago Molgora - C'è chi, immigrato clandestinamente, viene espulso anche cinque-sei volte, senza di fatto lasciare mai i confini di Stato.

Capitani d'industria, ma per gioco ( da "Polimerica" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potrebbe accorgersi dell'assenza di fattori imprevedibili, ma imprescindibili, come la burocrazia e le indebite ingerenze politiche nell'economia, capaci di far fallire anche le strategie più accorte (come insegna la storia di Porto Marghera). Potrebbe essere un suggerimento agli sviluppatori per una prossima edizione del gioco.

Ma giustizia non sarà fatta ( da "Manifesto, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iter processuale si blocchi a causa della burocrazia procedurale, fa temere che queste difficoltà possano favorire una sorta di assuefazione da parte del pubblico. Alcuni osservatori particolarmente sospettosi fanno notare che queste lentezze sembrano funzionali all'augurio che questi vecchi criminali ultrasettantenni finiscano le loro esistenze al più presto,

Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori, ultrà e proletari ( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Con il tricolore Gianni Alemanno, 50 anni, nato a Bari e cresciuto a Roma, festeggia l'elezione a sindaco della capitale (

<La deriva>, l'Italia che rischia il naufragio ( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 19,50 euro) sarà nelle librerie di tutta Italia a partire da venerdì 2 maggio. Nel libro i due giornalisti, autori de La Casta, raccontano l'Italia che non funziona, da quella dei primari e degli ospedali a quella delle lauree comprate, dall'energia alle infrastrutture, dalla burocrazia alla scuola.

La burocrazia non fa crescere le imprese ( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia non fa crescere le imprese BRESCIA - Le piccole imprese hanno due "nemici": il fisco e la brurocrazia. Troppe tasse e un apparato burocratico inutile e costoso sono le cause principali del mancato decollo delle nostre imprese. Se n'è parlato ieri in Aib, all'assemblea della sezione "Piccola" guidata da Alberta Marniga alla quale è intervenuto il presidente nazionale Giuseppe

Fisco e burocrazia soffocano le piccole imprese ( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il fisco e la burocrazia. Chi fa un'impresa in Italia ha il record assoluto di prelievo fiscale degli utili che può raggiungere il 76%". Morandini punta il dito contro la burocrazia italiana "costosa e inefficace", che riesce a paralizzare le imprese e ad avere costi inestimabili: "Ogni nuovo, piccolo adempimento burocratico costa milioni di euro alle aziende.

Valmarecchia in Romagna, la Lega comincia la battaglia ( da "RomagnaOggi.it" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Noi della Lega Nord vogliamo che il distacco dei comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude Pini - il presidente della I° Commissione della camera sarà un leghista come mi auspico allora l'iter sarà ancora più rapido.".

Berlusconi: a Roma priorità è amministrazione meno cara ( da "Websim" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sindaco della capitale sarà quello di far costare meno la burocrazia cittadina. "Alemanno è la persona ideale per fare questo lavoro", ha detto Berlusconi a margine della prima seduta della XVI legislatura alla Camera. "E' importante che la capitale d'Italia esca dal degrado e lui (Gianni Alemanno, ndr) avrà molto da fare, cominciando con il far costare meno la macchina amministrativa.

Scudieri: Non solo finanza, manifatturiero di qualità ( da "Denaro, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tassazione agevolata per le Pmi e burocrazia praticamente assente, tanto che è possibile avviare un'attività in soli quindici giorni, aprono interessanti opportunità di affari per le imprese". Paolo Scudieri, vicepresidente dell'Unione industriali di Napoli con delega all'internazionalizzazione, presenta così la missione a Napoli degli imprenditori di San Marino,

<un tempo qui si stava in paceora vogliamo ritrovarla> ( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E stavolta la burocrazia ha bruciato i tempi: il progetto è stato presentato e approvato, per un impegno di circa 60 mila euro, di cui 50 mila garantiti dai contributi di Regione e Provincia. Le centraline delle videocamere che terranno sotto controllo Fascia e Rondanina saranno posizionate nelle sedi dei municipi,

Tursi, nasce il gruppo del Pdma in due sbattono la porta ( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Figurarsi se apro una disfida sulla burocrazia. Al contrario, spero ancora che il Pd riesca a convincere Lo Grasso e Vacalebre a entrare nel Pd, perché non vedo i motivi per fare altrimento. Siamo davanti a incomprensioni incomprensibili". Lo Grasso: "Il Pd è nato troppo in fretta, senza dibattito e senza mandato degli elettori.

Coldiretti Verona: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza ( da "Arena.it, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza E Il Comune apre alla vendita diretta: mercatini in Borgo Roma e Borgo Venezia entro il 2009   Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli.

AGROALIMENTARE. Produttori, commercianti e Authority della concorrenza alla tavola rotonda di Verona Mercato ( da "Arena.it, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza E Il Comune apre alla vendita diretta: mercatini in Borgo Roma e Borgo Venezia entro il 2009   Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli.

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Vogliamo ringraziare gli uffici dell'Asl - conferma Enrico Calvi, presidente della Fipe-Confcommercio provinciale - che, concedendo questo alleggerimento, hanno voluto dare un segnaledi allineamento con quei Paesi che cercano di adottare una burocrazia più snella e lineare" .x/29/0804.

Sono in arrivo i dossi e il limite a 40 km/h ( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non si tratta di pura burocrazia ma di un provvedimento che automaticamente fa ridurre la velocità massima consentita da 50 a 40 chilometri l'ora. Le strade individuate sono il lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aurelio Saffi, lungomare Girolamo da Santo Stefano, piazza Baden Powell, lungomare capitano D'Albertis, via Gianni Cozzi,

<Basterebbe non potersi sdraiare> ( da "Brescia Oggi" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: preoccupati per burocrazia e lavoro nero   "Il sabato c'è pieno e non è il massimo, a volte sembra un po' una casbah, ma le panchine non le toglierei". Mauro Colombo, 34 anni, che lavora nel negozio del calzolaio di Largo Formentone, mentre parla è seduto proprio su una delle panchine della discordia, quelle che il futuro assessore Mario Labolani ha annunciato di voler togliere.

Segue dalla prima gianni sarkò ( da "Riformista, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rassicurare le burocrazie umide, il milieu imprenditoriale, e la rete di poteri che aveva già decretato la permanenza di Roma nell'orbita di governo del Partito Democratico, impigriti dal quindicennio di centrosinistra e spaventati dalla "calata dei barbari".

<Nonostante le correzioni introdotte ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: creare un eccesso penalizzante di burocrazia che provoca incertezza e confusione tra gli operatori". E' il giudizio severo del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin sulla nuova legge che regola la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori. Legge che ha abolito la classica lettera "a mano" e introdotto l'obbligo dell'utilizzo di un protocollo informatico.

Case eco-sostenibili con i pannelli solari ( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni".

Alla portata di tutti ma serve l'esperto ( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: migliorando la burocrazia presente nel 2007. Nel caso specifico riportato nell'articolo, a fronte di una sostituzione di 159 finestre, quale problema potrebbe mai essere pagare una parcella di poche migliaia di euro?". Scrive ancora il lettore: "Ovviamente tutti i prodotti che vengono installati devono rispondere a precisi requisiti e devono essere certificati dal produttore.

Il sindacato, orfano dei vecchi padroni e dei nuovi lavoratori ( da "Eco del Chisone" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non sono previsti rimborsi e gettoni di presenza per i delegati e talvolta, quando si segue una pratica lo si fa anche pagando di tasca propria. C'è burocrazia, questo lo ammetto, ma non parlatemi di privilegi. La realtà - conclude Giorgio Airaudo - è che siamo la più grande associazione di volontariato". Sofia D'Agostino.

Michele Francipane: il dottore di nomi, cognomi e giochi ( da "superEva notizie" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: settimanali e tv nazionali per segnalazioni di: - Storie curiose, al limite della credibilità, a lieto fine - Truffe, ingiustizia, burocrazia, spreco di soldi pubblici - Storie di disagio, vivibilità, ambiente tel/fax: 0823-868787 cell.3383322917 - 3487902856 e-mail: sanzero@aliceposta.it, sanzero@libero.it .

GOVERNO/ SICUREZZA, OCCUPAZIONE E MENO TASSE LE PRIME ( da "Virgilio Notizie" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una semplificazione della burocrazia statale. Fanalino di coda sono le misure contro l'inquinamento (3%) e i diritti civili (2%). Dal punto di vista geografico, il 27% che chiede maggiori misure di sicurezza raggiunge punte del 33% nel centro nord mentre il nord est, nonostante sia l'area di massimo allarme della criminalità, presenta un dato assai basso (

Sanita': medici a prossimo ministro, meno burocrazia e stipendi piu' pesanti ( da "ADN Kronos" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia nello svolgimento della professione e più soldi in busta paga. Ma anche politiche più attente alla salvaguardia del Servizio sanitario nazionale. Sono queste le prime tre richieste che i medici italiani rivolgono al prossimo ministro della Salute, secondo quanto emerge da un sondaggio realizzato fra i camici bianchi da '

Rifondazione, sì alla Cisl sulla Sanità ( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno voluto dare un segnale di allineamento con quei Paesi che cercano di adottare una burocrazia più snella e lineare: approvando tale novità in tempi ristretti hanno dimostrato di comprendere le difficoltà e le necessità della nostra categoria. Ricordiamo a chi ha già effettuato il pagamento che può chiedere il rimborso. ENRICO CALVI PRESIDENTE DELLA FIPE, IMPERIA.

ROMA: ALEMANNO, BERLUSCONI MI HA CONSIGLIATO SNELLIMENTO BUROCRAZIA COMUNALE ( da "Caltanet" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e poi mi ha dato dei consigli anche questa mattina sulla necessita' di dare segnali forti di cambiamento anche di snellimento della burocrazia comunale. Da questo punto di vista cerchero' di lavorare in stretta collaborazione con il governo nazionale". Cosi' il neo eletto sindaco di Roma Gianni Alemanno ha parlato in collegamento al Tg4, diretto da Emilio Fede.


Articoli

Il credito diventa un affare in franchising (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ESPERIENZA DI MUTUI PLANET L'ESPERIENZA DELLA PICCOLA BANCA PICCOLE MEDIE IMPRESE LE TAPPE DI BASILEA 2 "Le decisioni chiave a volte si prendono perché conosciamo i nostri clienti" Il credito diventa un affare in franchising "La fiducia è meglio di Basilea 2" Sportelli e pmi tra scadenze europee e nuove regole La prima rendicontazione del proprio Icaap va fatta per l'autunno Una formula particolare di franchising. La cura nella formazione e nel supporto degli affiliati. E ancora: la convenienza e la qualità dei prodotti offerti unite all'indipendenza di chi non ha istituti bancari fra le proprie partecipazioni. Sono queste, giurano dai piani alti di Mutui Planet spa, network di mediazione creditizia, gli ingredienti che convincono sempre più persone ad aprire un "punto vendita" e a trasformarsi, nel tempo, in piccole e medie società. Nata nel 2004 per iniziativa dell'attuale presidente, Marco Galliena, e di altri quattro manager con alle spalle un'esperienza nel settore immobiliare e del credito, Mutui Planet punta, attraverso la rete dei propri affiliati, soprattutto sull'offerta di mutui, finanziamenti e polizze assicurative. La società ha erogato l'anno scorso un volume di mutui pari a 236 milioni, con un incremento del 329% rispetto al 2004. Il 2007 è stato chiuso con un ricavo di oltre 6 milioni. Numeri interessanti. Come ci siete arrivati? Spiega Marco Galliena, 35 anni, presidente del network "Una delle nostre armi decisive è davvero la formazione. L'obiettivo è quello di far aprire un ufficio che possa avvalersi del nostro marchio e delle nostre procedure operative solo a chi è effettivamente in grado di farcela. Ecco perché abbiamo uno staff che manda avanti una vera e propria scuola di formazione con 500 ore annuali di percorsi tecnici, economico-finanziari, di marketing e comunicazione. Dopo la scuola c'è una fase di affiancamento in un ufficio pilota dove si vive la quotidianità della professione. In questo modo, quando gli affiliati arrivano sul territorio di competenza, sanno cosa fare e come muoversi. I risultati si vedono. Ogni tre settimane, inoltre, sono supportati da nostri consulenti esperti che chiariscono ogni dubbio in merito ai prodotti o a qualunque altro problema. Senza contare - continua Galliena - che i costi più significativi vengono sostenuti solo quando cominciano ad arrivare i guadagni". Ecco, appunto, i costi. "Tutti questi servizi - chiarisce ancora il presidente - sono compresi nel contratto di franchising tra noi, che siamo la "casa madre", e gli affiliati che versano circa 516 ? al mese". Mutui Planet si avvale anche di convenzioni con istituti bancari quali, ad esempio, Unicredit, Bnl, Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena. "Possiamo contare - osserva Galliena - su una forza contrattuale in termini di agevolazioni che il singolo cliente finale dei nostri affiliati, da solo, non sarebbe in grado di strappare. "Va considerato - prosegue - che comunque non siamo partecipati da banche e possiamo essere liberi e indipendenti nel selezionare tra centinaia di offerte solo le più vantaggiose per le esigenze dei clienti, anche quando si tratta di piccole imprese.". La novità del 2008? "Consolideremo -conclude - la nostra piattaforma industriale in modo che il cliente possa avere, rispetto all'individuazione del prodotto migliore, consulenze sempre più personalizzate". \ Basilea 2 spaventa molti clienti. Ogni novità rischia di essere un maggiore intralcio soprattutto per le pmi che con strutture snelle cercano di dribblare gli ostacoli della burocrazia. Una proposta per vivere senza traumi questo momento arriva dalle piccole banche, dal sistema della Banche di Credito Cooperativo. Tra le numerose realtà italiane di grande valore c'è la Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca de' Baldi. Una realtà da 4200 soci diffusa tra Piemonte e Liguria e guidata dal presidente Pier Giorgio Fulcheri, dal direttore generale Giancarlo Saettone - uomo della finanza - e dal vice - uomo del territorio - Michele Quaranta. "La nostra strategia è chiara - dice Fulcheri -. Per noi è fondamentale il rapporto umano e con il territorio. Un rigoroso percorso di fiducia basato sulle dinamiche socio-banca, banca-socio. Insomma la conoscenza dei nostri clienti spesso vale di più di Basilea 2, questo ci garantisce un modo di operare efficiente e buoni risultati". La banca cuneese ha saputo crescere con il territorio e ora è legata in modo fondamentale con il tessuto sociale ed economico dell'area di riferimento. Ma il rapporto con gli imprenditori non è sempre facile, soprattutto ora che aumentano le sofferenze. "E' vero - spiegano il direttore Saettone e il presidente Fulcheri - anche se viviamo in un territorio relativamente felice le criticità ci sono anche qui. Ma all'interno del nostro rapporto di fiducia abbiamo saputo consigliare l'imprenditore e a volte aiutarlo a fare scelte anche dolorose. Carto la nostra avvertenza base per tutti è che non ci si improvvisa imprenditori, in ogni caso serve un capitale di partenza". \Basilea2 sia per le banche che per le imprese rappresenta un'opportunità e quello che stiamo vivendo in questi giorni è un momento chiave. Per le banche, in quanto, riesce a coniugare gli obiettivi della vigilanza di preservare la stabilità del sistema bancario con le logiche e le prassi gestionali per la determinazione e l'allocazione del capitale economico. Per le imprese Basilea2 può contribuire ad incentivare una più attenta gestione degli aspetti finanziari della loro attività e, al contempo, creare le condizioni per lo sviluppo di una cultura della "disclosure", per fornire alle banche informazioni trasparenti sulla propria situazione finanziaria e ottenere una valutazione quanto più possibile oggettiva e puntuale. In merito al Secondo Pilastro, in particolare al processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process), da una indagine condotto dall'Abi e da Pwc Advisory immediatamente dopo l'uscita delle Disposizioni definitive sull'Icaap (già nel marzo 2007), emergeva la consapevolezza degli istituti circa la necessità di realizzare un'efficiente ed efficace gestione dei rischi e del capitale, in coerenza con la pianificazione delle proprie attività e con gli scenari futuri ipotizzati. Le banche in questi mesi sono state impegnate ad ampliare ulteriormente la gamma dei rischi considerati e a strutturare e documentare in modo ancor più puntuale il proprio processo di valutazione interna del fabbisogno patrimoniale complessivo. Una prima rendicontazione del proprio Icaap dovrà essere resa nota alla Banca d'Italia in autunno. Per andare incontro alle esigenze delle imprese l'Abi ha attuato una serie di iniziative tra cui un Libro Bianco, che uscirà a giugno 2008 che punta a fornire una guida operativa al settore bancario in materia di implementazione del Secondo Pilastro, una Guida destinata al segmento delle PMI e un percorso formativo per le banche sul Pillar2, che inizierà nel mese di giugno e che si focalizzerà sugli aspetti principali del processo Icaap caratterizzati da alti livelli di interfunzionalità (es. pianificazione, risk management, audit).

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Una biologa in prima linea contro la Sla (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia Casi come Welby Un'associazione anche a Savona Una biologa in prima linea contro la Sla MAURIZIO FICO SAVONA Il caso di G.F., 62 anni, l'artigiano di Bergeggi affetto da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica (la stessa di Piergiorgio Welby) e la sua battaglia - vinta anche con l'aiuto de La Stampa - per il diritto al voto hanno portato alla luce un mondo di sofferenza silenziosa che investe anche la provincia di Savona. Qui, dai primi di gennaio, è attiva l'Aisla (associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), di cui è presidente la dottoressa Daniela Ferraro, biologa. Suo padre, Giovanni, è mancato un anno fa, per colpa della Sla, una fra le malattie più gravi che colpiscono le cellule nervose del cervello e del midollo spinale e che controllano la muscolatura volontaria. "Dopo il calvario vissuto da mio padre e da quanti gli sono stati vicini, mi è sembrato giusto mettere la mia esperienza a servizio del prossimo", dice la Ferraro. "Per i malati e per le famiglie è importante un sostegno informativo, psicologico e di consulenza. A tante difficoltà si aggiunge spesso anche una carico di burocrazie che in certi momenti risulta insopportabile". L'Aisla di Savona è composta da una decina di persone, tutti volontari, che sono venuti in contatto con questa terribile malattia. "Non è la stessa di Welby - precisa la dottoressa Ferraro - ma ha lo stesso impatto. In Italia si contano circa sei malati ogni 100 mila abitanti e tre decessi al giorno. In provincia di Savona non esiste un censimento preciso. Alla nostra associazione risultano, per contatti diretti, una decina di casi, ma l'impressione è che il numero sia più alto. E purtroppo l'età media si sta abbassando, sino alla soglia dei trent'anni". Per contattare l'Aisla Savona si può telefonare al 347-7462575 (dal lunedì al venerdì, ore 14-20). L'Aisla agisce in stretta collaborazione con l'Asl, i servizi Adi (assistenza domiciliare integrata per pazienti ad alta intensità di cura) e del Comune. Il 7 giugno, nella sala convegni della Provincia, è previsto un incontro-testimonianza con il dott. Mario Melazzini, primario di Oncologia, malato di Sla da alcuni anni (si muove soltanto con l'ausilio di una carrozzella elettrica), presidente nazionale dell'Aisla onlus. Il 21 giugno, Giornata mondiale della Sla, spettacolo "Ballo e suono quel che sono", con i bambini delle scuole elementari di Boissano, presso il bocciodromo. Infine, verso fine anno, si svolgerà a Savona un convegno di aggiornamento scientifico sulla Sla, rivolto in particolare alle famiglie e al personale sanitario.

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Morandini: Fare leva su fisco e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Speciali pag. 32 Morandini: "Fare leva su fisco e burocrazia" Per fisco e burocrazia è il momento della svolta. Parola di Giuseppe Morandini che rilancia i due pilastri del suo programma da presidente nazionale della "Piccola" di Confindustria all'indomani della delega sulla "semplificazione burocratica" che ha ricevuto dalla futura presidente Emma Marcegaglia. PRESENTE all'assemblea della "Piccola" Aib Morandini ha parlato chiaro. "Ogni adempimento in più - spiega il presidente - che richiede 20 minuti al giorno di impegno di un nostro collaboratore, costa 4 miliardi di euro all'anno all'Italia. Un dato eloquente: senza semplificazione i nostri sforzi imprenditoriali diventano vani". Servono quindi "interventi che ci portino fuori dal paradosso di un paese meno competitivo, che assottiglia i margini ma cresce come non mai nell'export". La "medicina della crescita", come l'ha definita Morandini, passa prioritariamente da due aspetti: rimodulazione della base imponibile Irap, togliendo il costo del lavoro, e detassazione di straordinari e premio di risultato. Saranno queste due priorità delle richieste al nuovo Governo.

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Marniga: Ora i risultati per Brescia (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ASSEMBLEA. Il leader della Piccola "Aib" sollecita atti concreti per il futuro della provincia. Parlomes punta su alluminio e agroalimentare Marniga: "Ora i risultati per Brescia" di Giovanni Armanini Logistica, aggregazione, nuovi business. Ma anche welfare, pari opportunità ed il rilancio dell'asse con il presidente nazionale Giuseppe Morandini su fisco e burocrazia. È una agenda piena, ricca e concreta, quella della "Piccola" Aib presieduta da Alberta Marniga, presentata nel giorno dell'assemblea generale con gli associati, dopo tre anni di presidenza. Il momento è decisivo: dopo i progetti si mettono le "pietre". PICCOLA VELOCITÀ. "Da settembre partiranno i lavori di riqualifica dello scalo di via Dalmazia, incentivati da Aib, con le Ferrovie dello Stato al centro dell'azione" ha annunciato Marniga lanciando un tema centrale del suo programma. "Dovremo riavviare un dialogo con la nuova amministrazione comunale, con la quale tuttavia ci sono già segni di condivisione - continua Marniga - per realizzare un nodo importante per la logistica cittadina programmato per il 2010". Il business plan, nel frattempo, ha portato ai contatti per la gestione dello scalo, che secondo il protocollo dovrà diventare polo di interesse nazionale, tramite l'adeguamento e la ristrutturazione delle strutture, dei magazzini e della viabilità d'accesso. PARLOMES. "Era stato accantonato, ma a fronte di possibiltà concrete di realizzare progetti operativi di business e sinergia d'impresa abbiamo rilanciato uno sportello che è stato il cuore della Piccola Aib negli ultimi anni" spiega invece Marniga parlando del Parlomes point, che da un mese ha aperto un Gruppo di lavoro che punterà a promuovere alleanze fra imprese. In particolare il focus sarà su un progetto di filiera nel campo dell'alluminio e di aggregazione di aziende agroalimentari con il fine di fare business all'estero valorizzato dalla capacità di fare massa critica dei diversi produttori aderenti. Compito del gruppo sarà quello di esaminare le iniziative imprenditoriali congiunte sia in termini di "business idea", sia in termini organizzativi e finanziari, alla ricerca di partner adeguati. WELFARE. "Femminile plurale, partito per valorizzare il ruolo della donna imprenditrice, allarga i suoi orizzonti alla condizione lavorativa della donna, inserendosi con proposte concrete in progetti di welfare locale e diffusione della cultura delle pari opportunità". L'impegno è stato ribadito da Marniga, anche su un piano ideale: "L'intento è quello di cambiare prospettiva: i temi del lavoro sono anche problemi dell'impresa - sottolinea la presidente - ci troviamo con leggi fuori dalla realtà che dimostrano come noi imprenditori conosciamo meglio i nostri collaboratori di chiunque altro, anche di chi li rappresenta". Un tema più volte ripreso negli ultimi mesi dal presidente Luca Cordero di Montezemolo, che il presidente nazionale Giuseppe Morandini, allargando il dibattito ai temi nazionali ha collegato alla situazione generale rilanciando la necessità di tagli al costo del lavoro con l'obiettivo di alzare il livello netto spendibile dei salari, che al momento, secondo i dati dello stesso Morandini, è di un terzo (800 euro su 2.400) di quanto speso dalle aziende: al netto delle trattenute e delle tassazioni indirette come Iva, oneri, accise e bolli. Fra gli altri progetti a carattere locale lo sforzo sull'innovazione, che vedrà nuovi appuntamenti in sinergia con il Gruppo Giovani e la promozione di cultura e solidarietà attraverso la partecipazione concreta degli associati.

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Aziende in crisi, interviene il Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GREZZANA. Tira aria di difficoltà economiche per le attività della Valpantena: se ne parla questa sera in teatro con esperti di economia Aziende in crisi, interviene il Comune Segnali di crisi anche in Valpantena? Aziende in difficoltà, carenza di investimenti, burocrazia che complica la vita anche a Grezzana? "Le difficoltà di crescita economica provengono da lontano e da una serie di fattori", ha confermato il sindaco Mauro Bellamoli, "il sistema complessivo si è inceppato, si profilano problemi anche nella nostra vallata, quindi occorre reagire e insieme mettere in atto tutte le strategie possibili per cercare nuovi modelli di sviluppo". In questa ottica il Comune ha invitato la cittadinanza questa sera alle 20,30 al cinema teatro Valpantena. Interverranno Guido Pizzamano esperto di progettazione programmi di investimento agevolati di Rovigo e Andrea Sales psicologo e direttore del centro di formazione Paradoxa di Treviso che si confronteranno direttamente con i rappresentanti delle categorie. Vale a dire, oltre al sindaco e vice sindaco Tommaso Zanini, Renzo Bombieri, in rappresentanza degli agricoltori, Nicola Bombieri degli allevatori, Nadia Maschi dei commercianti, Cesare Bellamoli degli industriali e imprenditori, Arturo Alberti dell'Associazione piccole industrie, Renato Dal Corso del Consorzio marmisti Valpantena, Germano Zanini dell'Associazione Innoval, Luigino Zanini dei costruttori edili e Mauro Fusina degli artigiani. Nel corso della serata verranno approfonditi alcuni temi, quali l'origine di questa crisi economica e i tempi di superamento, le possibili soluzioni, saranno presentate alcune ipotesi di accesso ai finanziamenti per ripartire o migliorare il sistema produttivo anche in Valpantena. Il primo cittadino Bellamoli, preoccupato per il profilarsi di situazioni difficili, conferma: "l'amministrazione non può fare molto, ma propone di parlarne tutti insieme. Siamo convinti che le disfunzioni possono anche diventare risorse per risolvere, almeno in parte, alcune difficoltà". Tutta i citatdini sono invitati. A.S.

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Impianto fotovoltaico investimento sicuro (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

UN'OPPORTUNITÀ CONCRETA PER CHI DECIDE DI PRODURRE ELETTRICITÀ ATTRAVERSO IL SOLE Impianto fotovoltaico "investimento" sicuro MENO BUROCRAZIA E PIÙ INCENTIVI: ECCO COSA STA CAMBIANDO CON IL NUOVO "CONTO ENERGIA" Grazie agli incentivi previsti in "Conto Energia" per la produzione di energia elettrica dal sole l'installazione di impianti fotovoltaici è oggi un'opportunità di investimento sicuro e redditizio. Il Ministero dello Sviluppo Economico con il Decreto ministeriale del 19 febbraio 2007 ha stabilito i nuovi criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici. L'obiettivo del provvedimento è quello di allineare l'Italia agli altri Paesi europei all'avanguardia nel settore e di eliminare parte delle lungaggini burocratiche che avevano appesantito il vecchio "Conto Energia". In particolare non è più necessario attendere l'accoglimento da parte del Gse (Gestore dei Servizi Elettrici - ex Grtn) della richiesta di concessione delle tariffe incentivate, ma una volta richiesto l'allaccio al Gestore di rete locale, si può procedere direttamente alla realizzazione dell'impianto, e dopo aver collegato l'impianto alla rete elettrica si può richiedere al Gse il riconoscimento, per 20 anni, della tariffa incentivante relativa alla tipologia di impianto realizzato. Il decreto disciplina l'accesso alle tariffe incentivanti per chi produce energia attraverso impianti fotovoltaici, e fissa le tariffe da un minimo di 36 ad un massimo di 49 centesimi di euro per kWh prodotto, innalzandole rispetto alla normativa previgente. Altra novità riguarda la certificazione energetica dell'edificio, richiesta solo per avere diritto al premio aggiuntivo e non più requisito per accedere alle tariffe incentivanti. È stato inoltre previsto un ulteriore aumento dell'incentivo (fino al 30%), per i piccoli impianti che alimentano le utenze di edifici sui quali gli interessati effettuano interventi di risparmio energetico certificati. È stato poi introdotto un incremento del 5% delle tariffe incentivanti per le scuole pubbliche, gli ospedali pubblici e gli impianti integrati negli edifici e installati in sostituzione di coperture contenenti amianto e per gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Attraverso il Decreto è stato modificato anche l'obiettivo nazionale di potenza fotovoltaica da installare: dai 2.000 MW entro il 2015, previsti dalla bozza precedente, si è passati a 3.000 MW entro il 2016.

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Ortofrutta, filiera pesante Ricarichi fino al 300% (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGROALIMENTARE. Produttori, commercianti e Authority della concorrenza alla tavola rotonda di Verona Mercato Ortofrutta, filiera pesante "Ricarichi fino al 300%" Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli. Questa almeno è la tesi emersa nel corso della tavola rotonda organizzata da Coldiretti a Verona Mercato - moderata dal giornalista Mario Puliero - cui non hanno tuttavia partecipato i rappresentanti dei grossisti e degli esportatori scaligeri. Ma "siamo soddisfatti", spiega Damiano Berzacola, presidente di Coldi-retti Verona, "perché la tavola rotonda è stata, per la prima volta, un confronto costruttivo tra operatori di una filiera complicata e tortuosa". Tanto complicata e tortuosa che i ricarichi, relativi a "beni di prima necessità", arrivano mediamente al 200% e "se gli intermediari tra produttore e consumatore sono tre o quattro si arriva anche al 294%". Il capo area Azione economica di Coldiretti Pietro Sandali non usa mezzi termini: "La filiera dell'ortofrutta affronta problematiche nuove con una struttura vecchia. Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di servizio offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento... Sono questi i problemi che porteranno il settore a un declino certo". E poi: "Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i livelli. Facciamo un esempio concreto: una struttura come Veronamercato dovrebbe servire l'intera provincia di Verona: a che servono gli altri mercati minori? Analogamente: in Italia vi sono decine di catene tra distribuzione organizzata e grande distribuzione. Negli altri paesi europei, mediamente, se ne riscontrano cinque o sei". Berzacola si è rivolto direttamente a Fausto Bertaiola, presidente di OpCop, Consorzio ortofrutticolo padano, chiedendo "se non si possa fare qualcosa per rinnovare e diversificare i servizi che i mercati alla produzione offrono". Daniela Giangiulo, dell'Autorità garante della concorrenza, ha spiegato che nei micro-mercati (che abbondano nelle 267 filiere italiane dell'ortofrutta esaminate nell'Indagine Ic28 presentata proprio ieri) esiste un'asimmetria informativa tra acquirenti e venditori, dove si possono annidare sacche di speculazione. "Se non c'è un luogo fisico in cui si concentrino le contrattazioni, dove circolino le informazioni su qualità, quantità e prezzi, c'è il rischio che il venditore si possa approfittare della non conoscenza del compratore". E il ruolo di formazione "trasparente" dei prezzi è stato rivendicato dal direttore di Veronamercato Paolo Merci, che ha spiegato come i suoi tecnici ogni giorno redigano un listino sulle 300 referenze disponibili nei posteggi. Listino che è disponibile on-line. È, in ogni caso, l'ultimo anello della filiera, quello che meglio conosce abitudini ed esigenze dei consumatori e anche l'unico su cui ricadono le speranze di correzione dell'inefficienze nei meccanismi di formazione dei prezzi, secondo l'Antitrust: la distribuzione organizzata. Con margini, però, comunque ridotti. "Per le mele contratto con tre realtà, tra grossisti e consorzi di produttori", ha affermato Marco Varalta della Commerciale Brendolan (marchio Famila), "e per altri tipi di verdura, come le zucchine, debbo confrontarmi con decine di persone perché nessuno è in grado di rifornire la catena delle quantità necessarie". E all'origine dei disagi della distribuzione con i produttori locali anche la qualità e la categoria di frutta e verdura offerta che differisce sensibilmente da quella richiesta. Di fronte al puntuale elenco delle pecche della filiera Stefano Fanini (Codacons Veneto) ha chiesto che si faccia più outing perché i consumatori inizino a cogliere l'entità del problema: "Si potrebbe anche iniziare a separare fisicamente, nei banchi dei supermercati, i prodotti di stagione dagli altri", ha detto, "in modo che chi acquista si possa rendere conto di quanto spende e, soprattutto, di come spende". In attesa di risposte concrete, arriva la proposta del Comune di Verona. "Occorre dare spazio a produttori e operatori in città: lo faremo", ha annunciato l'assessore Enrico Corsi, "aprendo due mercatini entro il 2009, uno in Borgo Venezia e un verso Borgo Roma".

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ROMA LE CAMERE apriranno solo oggi, ma già ieri, alle 14 i (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 16 ? ROMA ? LE CAMERE apriranno solo oggi, ma già ieri, alle 14 i... ? ROMA ? LE CAMERE apriranno solo oggi, ma già ieri, alle 14 in punto, Gianluca Pini, deputato della Lega Nord, ha depositato come promesso il progetto di legge in riferimento al distacco dei comuni di San Leo, Pennabilli, Novafeltria, Sant'Agata Feltria, Talamello, Casteldelci e Maiolo, che hanno manifestato con il referendum del 2006 la volontà di staccarsi dalla provincia di Pesaro e Urbino e dalla regione Marche e di entrare a far parte della provincia di Rimini e della regione Emilia-Romagna. "Depositando questo progetto ancor prima dell'apertura delle Camere diamo un segnale forte a chi vuole impedire che la volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega Nord- dice il parlamentare forlivese leghista- vogliamo che il distacco dei comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". Se poi, conclude Pini, "il presidente della prima Commissione della camera sarà un leghista come auspico allora l'iter sarà ancora più rapido".

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CITTA' DI CASTELLO <ORGOGLIO, ribellione e rilancio i (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CITTA' DI CASTELLO pag. 12 ? CITTA' DI CASTELLO ? "ORGOGLIO, ribellione e rilancio i... ? CITTA' DI CASTELLO ? "ORGOGLIO, ribellione e rilancio imprenditoriale. Questi devono essere i capisaldi degli artigiani". Lo sostiene il capogruppo di An in Consiglio comunale Cesare Sassolini che, a margine della dichiarata crisi dei mobilieri, spiega: "La politica dove si è sostituita all'impresa ha fallito, nessuno può indicare all'imprenditore cosa, quando e come agire. Basta le chiacchiere. Gli artigiani hanno bisogno di facilitazioni per diffondere il loro prodotto". E Sassolini un suggerimento ce l'ha. "Ritengo giusto puntare sulla qualità ed unicità del prodotto". E le istituzioni? Per il rappresentante di An "l'azione istituzionale deve guardare ai giovani, offrire loro cultura e formazione adeguata. Il buon amministratore pubblico deve incentivare l'artigiano con meno tasse e burocrazia, con infrastrutture viarie e collegamenti adeguati". Intanto oggi prosegue "L'arte è Mobile", la manifestazione distribuita nel centro della città con la mostra mobiliera ed 'In Corso d'Opera' interventi d'arte nelle vetrine dei negozi. Sa.Salt.

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Turismo, l'ufficio apre solo alle 16 (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPOLETO pag. 16 Turismo, l'ufficio apre solo alle 16 MALEDETTA burocrazia. Sembra essere proprio questo il problema alla base della mancata apertura continuata degli uffici turistici di piazza della Libertà. Non ci sono festivi o ponti che tengano: i turisti interessati a ricevere informazioni sono costretti ad aspettare le 16, seduti sulle fioriere della piazza, per ricevere qualche informazione utile al loro soggiorno a Spoleto. E' successo a Pasqua e nel ponte del 25 aprile e rischia di ripetersi il primo maggio. Gli operatori protestano: "Così non si rende un servizio ai turisti". La questione, come è facile immaginare, fa discutere. E ora c'è anche chi propone soluzioni diverse: "se il problema è di organizzazione interna degli uffici, perché non coinvolgere le scuole in un progetto di accoglienza funzionale?". Spoleto, tra l'altro, anche per iniziative importanti ha dimostrato di poter sempre contare sui ragazzi dell'Istituto alberghiero, che si sono sempre dimostrati all'altezza della situazione.

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Rita Ghedini (Pd): <Una grande emozione> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLITICA pag. 10 Rita Ghedini (Pd): "Una grande emozione" "PER ME, cresciuta con un'idea quasi sacrale delle istituzioni, entrare a Palazzo Madama è stata una grande emozione". Rita Ghedini (Pd), è stata raggiunta a Roma dai familiari, che oggi assisteranno alla sua prima seduta da senatore. "Per ora, noi neoeletti abbiamo avuto a che fare con la necessaria burocrazia, per fortuna sostenuti da uno staff straordinario. Ci hanno riempiti di carta, e ci sarà non poco da studiare per metabolizzare i meccanismi di funzionamento della macchina Senato. Impareremo".

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Parco wojtyla, dopo i vandali arrivano gli operai (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AREA VERDE DEVASTATA Parco Wojtyla, dopo i vandali arrivano gli operai MONTESILVANO. Dopo la conta dei danni per l'ultimo assalto dei vandali armati di bombolette spray per sporcare la casa in legno e pietre per spaccare i vetri, al parco dedicato a Karol Wojtyla ieri è stato il giorno del ritorno al lavoro. Gli operai della ditta Ecoesse sono tornati al lavoro per sfalciare l'erba alta e preparare il terreno per la semina delle piante. Ma per portare avanti i lavori è necessario scavare un pozzo per l'impianto di irrigazione ma l'autorizzazione richiesta alla Provincia di Pescara tarda ad arrivare. Intanto, il parco stretto tra via Gramsci, via La Farina e via San Pietro, sarà recintato con pali in ferro battuto e di notte resterà con i cancelli chiusi. A garantirlo è stato l'assessore all'Urbanistica Mimmo Di Giacomo che insieme all'assessore ai Lavori pubblici Carlo Tereo de Landerset ha portato avanti il progetto bloccato per la lentezza della burocrazia. Il parco, inoltre, sarà uno dei luoghi della città dove sarà installata la videosorveglianza: l'amministrazione comunale è impegnata nella stesura di un regolamento per il funzionamento e posizionamento delle telecamere. Secondo il programma del Comune, il parco aprirà non prima di due mesi.

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In oltrepo sono scattati i controlli dei nas - paolo fizzarotti (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca In Oltrepo sono scattati i controlli dei Nas Accertamenti anche nella ditta vitivinicola "Fratelli Maggi" di Santa Maria della Versa. Il titolare: "Qui tutto regolare" Dai carabinieri sono stati controllati circa 150mila litri PAOLO FIZZAROTTI SANTA MARIA DELLA VERSA. Controlli dei Nas nelle cantine dell'Oltrepo. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni alimentari hanno fatto un sopralluogo nella sede della ditta "Fratelli Maggi" in via Cella 5 a Santa Maria della Versa. Durante la loro attività i Nas hanno controllato circa 150mila litri di vino rosso da tavola, così da verificare che fosse perfettamente "a norma". Le verifiche miravano ad accertare che il vino non avesse un tasso di acidità volatile superiore al limite consentito dalla legge del 2006. Non si tratta quindi di vino adulterato o sofisticato ma di vino genuino però "fuori norma" per la burocrazia. Filippo Maggi, titolare dell'azienda di Santa Maria della Versa insieme alla sorella Silvia, cade letteralmente dalle nuvole. "I Nas sono venuti a fare un controllo, nei giorni scorsi, ma non hanno trovato assolutamente nulla di irregolare - spiega - Ho in mano un "verbale di constatazione" in cui non si fa assolutamente riferimento a vino sequestrato o altre cose del genere. Ho anche mostrato il documento al mio consulente, per essere certo di non avere capito male. Ma avevo ragione io: qui è tutto in regola. Questi controlli sono di routine: i Nas sono venuti nella nostra azienda e in altre ditte della zona in epoca vendemmiale e poi a gennaio, senza trovare nulla. Ma ci sono anche altri enti di controllo, e noi siamo stati sempre in regola". Cosa hanno fatto questa volta? "Hanno visionato la cantina e hanno preso un campione del vino rosso da tavola: ma anche questa è una cosa normale, ogni volta controllano dei vini a caso. E comunque ci hanno già detto che le analisi sul nostro rosso non hanno evidenziato nulla di anomalo". Le verifiche compiute dai Nas in Oltrepo non agitano le acque al Consorzio tutela. "Non ho fonti ufficiali, ma ovviamente ho saputo "dalla piazza" di una serie di verifiche - commenta il direttore Carlo Alberto Panont -. Verifiche che mi pare non abbiano evidenziato casi di sofisticazione. In ogni caso, verifiche puntuali da parte degli organismi di controllo fanno bene al mondo del vino e in particolare alle denominazioni. Verifiche puntuali, preciserei, che non devono trasformarsi in campagne scandalistiche che, al contrario, danneggiano il mondo del made in Italy. L'esperienza insegna che spesso il mondo del vino ha visto sgonfiarsi "casi" partiti come scandali. Ripeto: ben vengano i controlli se hanno lo scopo di tutelare la qualità del vino prodotto". Nelle prossime settimane i Nuclei Antisofisticazione dei carabinieri potrebbero intensificare i controlli, scattati dopo le denunce che hanno interessato tutta Italia.

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Scuola, i genitori chiedono il dirigente unico (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pozzuolo. Intanto è polemica tra amministrazione e opposizione sull'ampliamento dell'istituto Scuola, i genitori chiedono il dirigente unico Stasera un incontro per presentare l'attività formativa POZZUOLO. Tempi e modi dell'ampliamento della scuola elementare di Pozzuolo saranno al centro dell'attenzione, oggi, nel corso della presentazione dell'attività formativa per il prossimo anno scolastico, del funzionamento del progetto integrato, dell'organizzazione scolastica. L' incontro, cui sono invitati in particolare i genitori dei nuovi iscritti, è previsto per le 20.30 nella sede stessa della scuola primaria, nel centro studi del capoluogo. Le famiglie entro il 10 maggio esprimeranno le loro scelte, in base alle quali sarà possibile definire con maggiore precisione la necessità di spazi, al fine di mantenere la qualità del progetto scolastico, che ha fatto cambiare il trend delle iscrizioni, un tempo in fuga verso i Comuni vicini. Ma, dato anche l'aumento della natalità e l'arrivo di nuove famiglie residenti, ora lo spazio scolastico comincia a scarseggiare. La giunta comunale di Pozzuolo ha incaricato lo studio Modolo di saggiare la fattibilità dell'ampliamento dell'edificio. "Stiamo inoltre promuovendo una serie di incontri con i referenti scolastici - informa l'assessore all'Istruzione Antonella Asquini - per confrontare diverse ipotesi". A giorni si avranno i dati sulla consistenza delle iscrizioni e si potrà quindi fare una valutazione più precisa delle necessità, però pare garantito che i bambini non dovranno spostarsi per la mensa alle medie o all'Ipsaa, come ipotizzato inizialmente. "Attraverso una riorganizzazione dei rientri pomeridiani - chiarisce l'assessore - risolveremo internamente il problema dei turni in mensa". Un'altra richiesta dei genitori è di avere a Pozzuolo un unico dirigente scolastico anziché una direzione a Campoformido per le elementari, una presidenza a Pasian di Prato per le medie e una a Codroipo per l'Ipsaa, evitando inutili burocrazie e permettendo l'ottimizzazione dell'offerta formativa. "Stiamo attendendo la formazione dell'esecutivo in Provincia e in Regione - dice la Asquini - per sottoporre la richiesta all'attenzione delle sedi competenti". Il gruppo consiliare di opposizione "Pozzuolo democratica - Pd", con una nota a firma del capogruppo Marco Chiavon, fa un appunto alla giunta di centro-destra per avere sottovalutato fin qui il problema degli spazi alle elementari. Richiamati lo studio e le proposte di ampliamento presentati da una commissione di genitori e insegnanti, Chiavon ricorda che "il Pd ha presentato al sindaco un'interpellanza per avere una risposta ufficiale che mettesse fine a tutte le varie e diverse ipotesi enunciate da alcuni membri della giunta". "Ebbene - continua Chiavon - dalla seduta del consiglio comunale del 27 marzo a oggi sembra di capire che la posizione della giunta si è ancora modificata. Ci auguriamo che l'offerta formativa del prossimo anno scolastico non ne risenta". "Sul tema della verticalizzazione delle scuole - rimarca inoltre il capogruppo di minoranza - nonostante i solenni impegni presi dal sindaco Geatti e dall'assessore all'Istruzione Asquini, nulla è stato fatto". Paola Beltrame.

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SI REGISTRA un'altra novità in merito alle volontà secessioniste, sancite con il refe (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

URBINO E MONTEFELTRO pag. 20 SI REGISTRA un'altra novità in merito alle volontà secessioniste, sancite con il refe... SI REGISTRA un'altra novità in merito alle volontà secessioniste, sancite con il referendum del 2006, da parte di alcuni comuni del Montefeltro, per farsi annettere in Romagna. Anche se le Camere apriranno solo oggi, già ieri alle 14 in punto, Gianluca Pini, deputato della Lega Nord, ha depositato come promesso il progetto di legge in riferimento al distacco dei comuni di San Leo, Pennabilli, Novafeltria, Sant'Agata Feltria, Talamello, Casteldelci e Maiolo, che hanno manifestato con il referendum del 2006 la volontà di staccarsi dalla provincia di Pesaro e Urbino e dalla regione Marche e di entrare a far parte della provincia di Rimini e della regione Emilia-Romagna. "DEPOSITANDO questo progetto ancor prima dell'apertura delle Camere diamo un segnale forte a chi vuole impedire che la volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega Nord ? dice il parlamentare leghista ? vogliamo che il distacco dei Comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". Se poi, conclude Pini, "il presidente della Iª Commissione della Camera sarà un leghista come auspico, allora l'iter sarà ancora più rapido".

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Secessione, la Lega già alza la voce (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BELLARIA, SANTARCANGELO, VALMARECCHIA pag. 13 Secessione, la Lega già alza la voce ALTA VALMARECCHIA LA PROPOSTA DI GIANLUCA PINI QUALCOSA SI MUOVE già sul fronte secessione. A Roma, le Camere apriranno solo oggi, ma già ieri pomeriggio Gianluca Pini, deputato della Lega Nord, ha depositato, come promesso già nei mesi scorsi, il progetto di legge per realizzare in tempi brevi il distacco dei comuni di San Leo, Pennabilli, Novafeltria, Sant'Agata Feltria, Talamello, Casteldelci e Maiolo dalla regione Marche, in favore dell'Emilia Romagna e della provincia di Rimini. "DEPOSITANDO questo progetto ancor prima dell'apertura delle Camere diamo un segnale forte a chi vuole impedire che la volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega Nord ? dice il parlamentare ? vogliamo che il distacco dei sette comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". "SE POI ? conclude Pini ? il presidente della I^ Commissione della camera sarà un leghista, come auspico, l'iter sarà sicuramente ancora più rapido". L'azione di Pini è stata troppo repentina e (soprattutto) troppo solitaria o un sintomo di grande interesse nei confronti di questi piccoli comuni? Il comitato del Sì in alta Valmarecchia per ora non si esprime a riguardo. Rita Celli.

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<Le porte di accesso all'ascensore sono piccole per la carrozzina Mia moglie prigioniera in casa> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CORSICO ROZZANO pag. 22 "Le porte di accesso all'ascensore sono piccole per la carrozzina Mia moglie prigioniera in casa" Rozzano: edificio Aler, l'appello del marito di una disabile di MASSIMILIANO SAGGESE ? ROZZANO ? DA MESI CHIEDE un montascale per la moglie gravemente malata, ma nessuno lo ascolta. E ora minaccia di incatenarsi all'ingresso dello stabile se le istituzioni non gli andranno incontro perchè anche lui è malato e deve essere sottoposto ad una operazione e trema all'idea di dover lasciare la sua compagna di vita imprigionata in casa. A protestare è un pensionato di 68 anni, che da sei anni assiste la moglie che si è ammalata. Lui si chiama Luigi Alfeo e vive da sempre in via dei Tigli al civico 7, al settimo piano di una palazzina Aler. Ma da alcuni mesi, da quando la moglie si è aggravata, vive un vero e proprio calvario. Per lui uscire di casa e accompagnare la moglie a fare delle visite mediche diventa una impresa titanica. Come un'impresa per lui sono i normali gesti quotidiani che deve compiere per aiutare la moglie. Fino ad oggi deve dire grazie ad una vicina di casa che è sempre stata pronta ad aiutarlo e ai volontari delle Croce Viola di Rozzano. Ma non sempre c'è chi lo aiuta. Luigi Alfeo è un uomo come tanti altri che però da alcuni mesi ha indossato i panni dell'eroe. Un eroe silenzioso fra le mura domestiche, almeno agli occhi della sua amata moglie. Infatti, nonostante la tragedia che quotidianamente è costretto a vivere per ogni esigenza della consorte - Luisa Giuca, 58 enne - ha sempre un sorriso pronto e delle parole dolci. Anche lui è ammalato, non può fare sforzi di alcun genere e a maggio dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico, ma trova la forza ogni giorno di aiutare la moglie ma non vuole accettare la latitanza delle istituzioni. "Sono sette mesi che chiamo l'Aler per sapere quando e se mi daranno una risposta alla richiesta che ho presentato, per l'installazione di un montascale per la carrozzina di mia moglie e per l'allargamento delle porte di accesso all'ascensore - si sfoga con noi Luigi Alfeo -. Il montascale serve dal piano terra fino al primo piano dove c'è l'ascensore che però ha un'apertura di porte non sufficiente a fare passare una carrozzina. Ogni volta che chiamo nessuno mi sa dire nulla". Luigi Alfeo ha anche presentato la domanda per l'intervento dell'Aler in comune, all'assessore Miriam Pasqui: "L'assessore ha subito inviato la documentazione all'Aler - spiega l'anziano disperato -. Ora la pratica è ferma all'Aler ma io non ce la faccio più fisicamente. Aiutatemi". UNA RICHIESTA di aiuto comprensibile considerato che l'uomo ogni giorno lava la moglie e la veste, da solo. "Mia moglie ormai è come una bambina di un anno e mezzo". Una storia di ordinaria mala-burocrazia che impedisce ad un uomo sia pure malato ma certamente coraggioso, di continuare ad assistere la propria moglie. Dal comune assicurano che sono state promosse tutte le iniziative nei tempi dovuti. Ora tocca all'Aler che pare si stia attivando per rimuovere questi ostacoli.

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GOFFREDO Brandoni diventa sindaco di Falconara e la s (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FALCONARA pag. 11 GOFFREDO Brandoni diventa sindaco di Falconara e la s... GOFFREDO Brandoni diventa sindaco di Falconara e la sua ascesa al Castello segna una svolta epocale nel governo della città, da 60 anni amministrata da maggioranze di centrosinistra, con il centrodestra sempre all'opposizione in tutta la storia repubblicana. Con 6562 voti, 149 in più rispetto all'avversario del centrosinistra Emanuele Lodolini, il candidato del Popolo della Libertà è riuscito in un'impresa che ha del miracoloso, dato che la partita si giocava con un vantaggio netto di Lodolini: il candidato di Pd, Prc, Idv, Verdi, Pdci e Pse partiva infatti da un risultato al primo turno di 7398 voti (pari al 41,97%) contro i 4074 di Brandoni (23,11%). Il candidato del centrodestra è riuscito ad affermarsi non solo nei seggi di Falconara Alta e in gran parte di quelli del centro (dove abita lo stesso Brandoni) ma è riuscito anche a espugnare roccaforti 'rosse' come Villanova (255 voti contro 204) e Castelferretti (2 seggi conquistati su 5 in quella che è tradizionalmente la culla del Prc), strappando la vittoria anche in un seggio delle Aldo Moro (la scuola dove vota Lodolini) e in due seggi delle Ferraris, a Palombina Vecchia, quartiere di tradizione di sinistra. Brandoni aveva evocato nei giorni scorsi la vittoria del 1993 di Oreficini (che ha vinto per 29 voti partendo dal 18% della sua lista di centro, contro il 49% di Piccinini del centrosinistra) ma ha saputo addirittura superare il precedente, espugnando per la prima volta Falconara. LA VITTORIA è arrivata con un ribaltone alle 15.58, quando lo scrutinio del seggio 2 (Leopardi) ha portato in vantaggio il centrodestra, sorpasso poi consolidato con le "Lorenzini". Il risultato è stato festeggiato dal neosindaco nella sede di Forza Italia di via IV Novembre, poi attivisti e simpatizzanti, radunatisi in strada, sono partiti alla volta della sala Convegni di Falconara Alta. "Avevamo cominciato ad avere sentore della vittoria ? spiega Roberto Sciocchetti, coordinatore comunale di Fi ? alla vigilia del voto, quando molte persone di centrosinistra ci hanno detto che avrebbero votato per noi. La scelta locale di non apparentarsi è stata vincente". "Forse adottando la mia linea avremmo vinto per un maggior numero di voti ? commenta l'onorevole Carlo Ciccioli, prima critico sulla scelta locale di non apparentarsi ? ma devo prendere atto che Brandoni potrà governare con una maggioranza solida. E' stata sconfitta la burocrazia dei partiti di sinistra". E MENTRE il coordinatore provinciale di An Daniele Silvetti ha promesso che farà realizzare un busto in marmo di Brandoni (frutto di una scommessa, dato che anche Silvetti aveva spinto per gli apparentamenti), Giacomo Bugaro vede in questa vittoria, arrivata in anticipo rispetto ai risultati di Roma, "il segnale inequivocabile che il vento sta cambiando". A Brandoni è arrivato il sostegno anche del senatore Francesco Casoli ("questa rimonta clamorosa premia il grande lavoro di Brandoni ed è la dimostrazione che quando le brave persone scendono in campo vincono") e del senatore Mario Baldassarri. Alessandra Pascucci.

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Un progetto da 600 mila euro (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ricerca Passato l'ultimo collaudo Un progetto da 600 mila euro Non è stato facilissimo, aprire il laboratorio di "Progetto Idrogeno". Il gioiellino, pagato dalla Provincia e costato 600 mila euro, doveva sorgere anni fa: dal 2004 ci si sta lavorando. Ma quando si parla di idrogeno, la normativa e la burocrazia non rendono la strada in discesa. Risultato: dopo anni di lavoro, l'ultimo collaudo è della settimana scorsa. Nel giro di pochi giorni, quindi, il laboratorio dovrebbe passare anche formalmente al Comune. L'amministrazione ne manterrà la proprietà, anche se la gestione sarà in collaborazione con l'Università e in particolare il dipartimento di fisica. Un laboratorio, quello di Isera, che è all'avanguardia e non solo a livello locale. L'unica realtà simile in Provincia, è una delle poche anche a livello italiano: due sono gli altri siti simili. Ma in entrambi i casi la fruizione di soggetti esterni - siano scolaresche come ricercatori - è un po' difficoltosa. 29/04/2008.

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Due viaggi di speranza grazie a voi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Giorgio Carnaroli "Due viaggi di speranza grazie a voi" Argenta, famiglia commossa per gli aiuti Ma la nonna accusa l'assurda burocrazia ARGENTA. Martina gioca, prova a colorare come fanno i bimbi della sua età. Martina è più bella dal vivo che in fotografia. Non parla ma si fa capire. Eccome!. Sgrana i suoi occhioni neri e ti sorride. Se le dimostri amicizia ti ricompensa con un sorriso. Se poi ti prende un dito perchè non la guardi mentre stai parlando coi suoi genitori o col fratello Mattia, tira quell'indice finchè non ti volti per guardarla, per farti vedere come gira col suo girello all'interno della sua casa. Certo: Martina ha una difficoltà che dura da 4 anni e su questo problema si stanno concentrando tutti gli sforzi di mamma Alessandra, papà Massimiliano e nonna Anna Maria. Una famiglia che dice all'unisono: "Martina non si può ignorare". In tanti ad Argenta non l'hanno ignorata sia con lo spettacolo al teatro dei Fluttuanti sia fra le innumerevoli sottoscrizioni nate ad Argenta e nel ferrarese persino a Bondeno e al Lido Nazioni. Sul conto corrente Iban IT89C0564067170000000124177 aperto appositamente per "Il volo di Martina" alla filiale argentana della Banca Popolare di Ravenna, sono arrivati bonifici da ogni parte e di ogni "spessore". A distanza di giorni dall'"ubriacatura" di solidarietà esplosa per questa bimba affetta dalla nascita da paralisi cerebrale con sindrome distonica, la famiglia ha chiesto di poter parlare. In cucina, attorno a quel tavolo che storicamente ha rappresentato la famiglia unita, mentre Martina beve golosamente e da sola un succo di frutta, la famiglia intera, con umiltà e tanta dignità si rivolge a tutti coloro che hanno capito il loro bisogno. A costoro, non potendolo fare personalmente, non potendo abbracciare o stringere la mano a chi ha espresso così tanta solidarietà (oltre i 10.000 euro) ecco a costoro, senza tanti giri di parole dicono: "Grazie. Grazie di cuore". Assicurano che la somma depositata in banca verrà utilizzata esclusivamente per due viaggi per portare Martina in quel centro vicino Bratislava. Sottoporre Martina a una speciale e innovativa riabilitazione grazie a una sorta di tuta spaziale meglio conosciuto come "tutore Adeli", messo a punto dal medico specialista in neurologia Vladimir Petrov. Viaggi che saranno fisicamente sulle spalle di nonna Anna Maria. Infatti, per razionalizzare le spese, la nonna partirà da sola con Martina. Per due settimane l'assisterà in tutto e se si considera che dopo tre ore con la bimba si è sfiniti, per la nonna la fatica passa in secondo piano. "Perchè faccio tutto questo? Lo ripeto:Martina non si può ignorare. Da tempo capivo di esplodere da un momento all'altro. Che covavo da quattro anni l'esigenza di fare qualche cosa perchè Martina è già fortunata di avere una famiglia così, con tutte le altre persone che hanno prestato la loro disponibilità. Sono esplosa anche perchè non c'è collaborazione dalla sanità pubblica; Martina ha bisogno di una certa riabilitazione e non è certo quella che siamo in grado di fare tutti. Anche l'ultima volta - riprende nonna Anna Maria che mette a nudo il nocciolo della questione burocratica - nell'incontro con l'Usl di Portomaggiore abbiamo spiegato che ci servirebbe un certificato per presentare la domanda alla Regione, che senza questo pezzo di carta fatto dal neuropsichiatra, non possiamo presentare la domanda per avere il rimborso. Nessuno firma che Martina ha bisogno di cure di riabilitazione e questo non lo dichiareranno mai. Non posso quindi presentare il modello E112 per le cure all'estero perchè non abbiamo questo certificato. Che poi la Regione lo respinga dico che esistono anche i ricorsi mentre io non riesco nemmeno a partire". Nonna Anna Maria, cosa si aspetta da questo terzo viaggio con Martina in Slovacchia? "Io non mi illudo - precisa - ma credo molto nella riabilitazione e in quello che viene fatto. In questi due cicli che ha già fatto, non solo io ho visto dei risultati nonostante non viva con Martina visto che abito a Ravenna. Ho notato sul posto i miglioramenti ma non oso mai dire alla mamma e al papà cosa ho visto per non illuderli: aspetto che siano loro ad accorgersi. Martina ha bevuto da sola, è stata nella vasca da bagno in ginocchio. Il mio obiettivo è rendere Martina il più possibile autonoma. Quando siamo tornati, Martina tenta di fare le scale e per lei è una gioia incredibile tant'è che te lo fa rifare 20 volte. La bimba non vede l'ora che arrivi a casa qualcuno per dimostrarglielo: queste sono le soddisfazioni. Se mi è esplosa la rabbia che ho dentro per tutto quello che non ci viene dato - conclude Anna Maria - la forza me l'ha data Martina. è lei che ti chiede e t'implora e allora: non posso ignorarla". Giorgio Carnaroli.

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"sì a ponte e rigassificatori in sicilia è ora di grandi opere" - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Il federalismo La concertazione "Sì a ponte e rigassificatori in Sicilia è ora di grandi opere" Bonanni: la Cisl è pronta al dialogo L'intervista è difficile spiegare ai lombardi o ai veneti che devono pagare le tasse per mantenere la nostra sanità, ma serve un sistema solidale è stato un errore non coinvolgere le forze sociali nelle scelte spero che Lombardo ripari allo sbaglio del suo predecessore ANTONIO FRASCHILLA Federalismo fiscale "perché è difficile spiegare ai lombardi o ai veneti che devono pagare le tasse per mantenere anche la sanità siciliana". Via libera al ponte sullo Stretto "perché in attesa di fare le altre opere prioritarie, a oggi non si è fatto nulla". Avvio di una concertazione vera con il nuovo governo regionale, "perché se si vuole cambiare la Sicilia occorre farlo insieme, da solo nessuno ha il potere di modificare nemmeno la struttura della sanità siciliana". Sono queste le linee guida che il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha indicato agli iscritti siciliani che ieri a Palermo hanno eletto il nuovo segretario regionale Maurizio Bernava. Ma le parole di Bonanni, ex segretario della Cisl palermitana e poi siciliana, sono soprattutto indirizzate al futuro governatore Raffaele Lombardo. Segretario Bonanni, il sindacato da anni non è coinvolto nelle scelte della Regione. L'ex governatore Salvatore Cuffaro non ha mai avviato alcun tavolo di concertazione su temi che riguardano lo sviluppo della Sicilia. Pensa che adesso, iniziata l'era Lombardo, ci siano dei margini per riaprire un dialogo vero con Palazzo d'Orleans? "è stato un grave errore in passato non avere coinvolto il sindacato nelle scelte che riguardano poi tutti. Penso che il presidente della Regione appena eletto, Lombardo, debba invece riprendere la concertazione, come deve fare il nuovo governo nazionale. Il Paese non ce la fa senza collaborazione, ma soprattutto la Sicilia rischia di essere ancora più danneggiata da una mancanza di vera collaborazione con le istituzioni. Ho la sensazione che le autorità nazionali ed europee siano state, e lo siano tuttora, disattente nei confronti della Sicilia, e questo anche perché le classi dirigenti dell'Isola non sempre fanno quello che devono fare. Prendiamo a esempio il tema della sanità: può un assessore da solo resistere a una pressione fortissima fatta di interessi incrociati tra pubblico e privato, il tutto coperto con i soldi pubblici?". Soldi pubblici che a volte non bastano, tanto è vero che adesso la Regione, per coprire il buco della sanità che sfiora il miliardo di euro, ha dovuto alzare di un punto le tasse che pagano le imprese, Irap in testa. "Il problema della sanità in Sicilia è il proliferare di convenzioni con i privati che fanno poi le stesse cose del pubblico. Non si capisce perché in Sicilia vi siano oltre duemila convenzionati esterni, il tutto senza alcun criterio di specializzazione, di differenziazione rispetto a quello che offre la sanità direttamente pubblica. Gli sprechi nella sanità siciliana, inoltre, sono difficili da spiegare ai lombardi o ai veneti che pagano le tasse anche per mantenere il sistema sanitario dell'Isola. Per questo siamo favorevoli ad un federalismo fiscale equo e solidale, nel solco del sistema tedesco". Anche Lombardo invoca più federalismo e maggiore autonomia, ma in tema di tasse chiede la fiscalità di vantaggio per le aree depresse del Paese, Sicilia in testa. "La Sicilia è già una Regione a statuto autonomo, e quindi ha poco senso chiedere un maggiore federalismo. In tema di tasse, ripeto, sono favorevole al federalismo fiscale solidale alla tedesca. Cioè, una parte delle tasse deve essere dirottata in un grande fondo nazionale che poi viene ridistribuito con criteri che agevolino le regioni che ne hanno più bisogno e che da sole non riescono a reggere. Una ridistribuzione che però non deve arrivare a pioggia, ma in base a degli obiettivi ben precisi che le regioni devono perseguire". La Cisl è invece sulla stessa lunghezza d'onda del presidente Lombardo per quanto riguarda il ponte sullo Stretto. Non pensa però che ormai il ponte sia diventato soltanto un tema ideologico? Che nessuno dei governi nazionali e regionali abbia fatto passi concreti per la sua realizzazione e per progettare le altre infrastrutture considerate prioritarie rispetto al ponte stesso? "Come Cisl da sempre siamo favorevoli al ponte sulle Stretto. Un'opera che deve essere fatta subito, senza aspettare prima che partano i lavori per le altre opere di collegamento interno della Sicilia: perché in questo modo, fino ad oggi, non si è fatto né l'uno né le altre. Inoltre, grazie al meccanismo del project financing, la realizzazione del ponte potrebbe attrarre investimenti anche per altre opere, come le autostrade le vie del mare e le ferrovie. Occorre iniziare ad attrarre investimenti". A proposito d'investimenti, in Sicilia ci sono aziende nel campo energetico e turistico che sono pronte a staccare un assegno da 3 miliardi di euro per i rigassificatori, i termovalorizzatori, l'eolico e il golf resort di Sciacca. Lombardo però ha detto no ai rigassificatori e all'eolico, ed è stato poco chiaro sui termovalorizzatori. Secondo lei, quali di questi investimenti occorre subito agevolare? "Tutti: i termovalorizzatori perché in Sicilia vivono sei milioni di persone che producono rifiuti, i rigassificatori perché potrebbero diventare fondamentali nella politica energetica italiana, e lo stesso vale per l'eolico. Da presidente della Regione punterei a rendere efficace la burocrazia regionale, nominando dei manager che siano professionali, indipendenti e che abbiano degli obiettivi chiari, per essere poi giudicati e cacciati se non fanno il loro dovere".

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Il liberismo che può fare rialzare la sinistra - ernesto paolozzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Napoli IL LIBERISMO CHE PUò FARE RIALZARE LA SINISTRA ERNESTO PAOLOZZI Q uando Antonio Bassolino ha chiesto di riaprire la discussione politica in un nuovo laboratorio per le alleanze politiche in Campania e nel Sud, da più parti si è espressa soddisfazione per l'avvio di un processo al quale non sembra per ora potersi opporre un altro percorso che non sia quello delle grida, delle lamentele e del qualunquismo politico elevato a politica da strumentalizzatori di vario tipo e vario genere. Ma non appena Mariano D'Antonio, neoassessore al Bilancio della nostra Regione, ha proposto un dettagliato programma di sviluppo economico per il Sud nei decisivi anni (fino al 2013) in cui verranno impiegati i fondi europei, da qualche parte della sinistra radicale si è già gridato allo scandalo. Ecco, bisogna innescare prima lo sviluppo per poter distribuire il reddito o, ridistribuendone almeno un poco, si può pensare di innescare lo sviluppo? Personalmente sono convinto che quella indicata da D'Antonio sia la strada giusta. Ma ciò che conta non sono le nostre personali convinzioni, ma la realtà politica, che deve tener conto delle concrete forze in campo. Ora io credo: la sinistra non può inseguire, come in alcuni settori riformisti si pensa, sic et simpliciter, i liberali. Tanto è vero che non può che la destra, per bocca di Tremonti e non solo di Tremonti, non sembra più essere quella liberista e mercantile che si professava anni fa ma, addirittura, si dichiara protezionista e, in qualche momento, si presenta populista e statalista. Vuol dire che anche a destra devono quadrare il cerchio. Ma se la sinistra non deve inseguire i liberali, nemmeno può tornare a essere massimalista come ormai, ci auguriamo, a tutti è chiaro. E allora, forse, dal laboratorio campano potrebbe venir fuori, finalmente, un nuovo profilo riformatore, che sia in grado di accogliere le sfide liberali (meno burocrazia, meno assistenza, maggiore efficienza) ma che, al tempo stesso, sappia interpretare le esigenze della modernità e della nuova socialità, che non sono soltanto la difesa dello Stato assistenziale ma, soprattutto, le nuove istanze di liberalizzazione della politica e della società in tutti i suoi settori. Si deve rimettere in moto la mobilità sociale, si devono disarticolare le caste di ogni tipo e di ogni genere, si deve, se mi è concesso dirlo, far respirare di nuovo la vita politica e sociale. Nell'università, nel sindacato, nel mondo dell'informazione, ovunque si sono stratificati piccoli e grandi poteri, per tanti aspetti opprimenti. Sono queste le vere ingiustizie del nostro mondo. Non si tratta del puro liberismo degli anni Ottanta o di un liberalismo di scuola. Si tratta di una visione nuova, almeno per l'Italia, da imprimere nei partiti della sinistra innanzitutto a livello culturale e poi a livello comportamentale. Fra i motivi profondi della sconfitta elettorale vi è senza dubbio quel senso opprimente, quasi persecutorio, che il termine sinistra evoca immediatamente nella maggioranza degli italiani. Per quanti sforzi abbia fatto il Partito democratico, come ammettono i suoi dirigenti, non si è riusciti a scalfire questa percezione diffusa. La sinistra cosiddetta radicale deve compiere su questo terreno un gigantesco passo in avanti e, per certi aspetti, tornare alle sue origini di forza etico-politica libertaria. Le stesse forze di centro, escluse dall'alleanza di centrodestra con la Lega, possono ritrovare in questo quadro un nuovo orizzonte per l'azione politica, svolgendo un ruolo di stimolo e, vorrei dire, di vidimazione del rinnovamento dell'intera sinistra democratica italiana. Semmai, perfino per prepararsi, un domani, a guidare una destra che, prima o poi, esaurirà, alla prova del governo, la propria spinta propulsiva.

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Una città senza architettura - giuseppe guida (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Napoli UNA CITTà SENZA ARCHITETTURA GIUSEPPE GUIDA I l risultato è uno spazio urbano in decadenza o fintamente riqualificato, dove prevalgono la standardizzazione del costruire, modelli a buon mercato e una totale assenza di regole e organismi che, sull'esempio di tante capitali europee, possano intervenire sulla qualità. Per valutare la qualità e l'opportunità di un progetto da noi, per esempio, ci si affida alla modesta rilevanza della commissione Edilizia, in grado di verificare soltanto la banale congruenza di un progetto con i piani e le normative vigenti, o ai veti "a orologeria" della Sovrintendenza. A Napoli non esiste lo strumento del concorso di architettura. Quella che dovunque è una prassi consolidata, da noi è un impiccio di cui disfarsi al più presto. Gli unici due veri concorsi di architettura internazionali fatti negli ultimi dieci anni e costati centinaia di migliaia di euro (quelli per il Parco di Bagnoli e per il Porto di Napoli), si sono arenati nelle secche della volontà politica e nell'assenza di quell'efficienza burocratico-amministrativa che altrove è in grado di portare a termine i procedimenti. Quando i progetti partono, poi, i tentativi di mimare la Barcellona del Forum o la Valencia della Coppa America, i loro parchi e i loro grandi progetti di riqualificazione urbana, si spengono miseramente, come al Parco Marinella, progettato dieci anni fa e ancora oggi uno di quei luoghi simbolo che tengono Napoli saldamente ancorata a un'immagine di rovina. E il Forum delle Culture del 2013 viene declassato a "piccolo evento", tanto piccolo che necessita di ben due commissari che si controlleranno a vicenda, rendendo come al solito ambigua la gestione dell'intera faccenda. Non è soltanto la spazzatura, insomma, che ha portato Napoli fuori della moderna competizione globale tra grandi città. E non è, comunque, solo un problema di grandi opere. Costruire arredi urbani, marciapiedi e piazze che durano pochi mesi, come capita a Napoli, non è solo un venir meno a un obbligo contrattuale da parte delle società appaltatrici, ma esito della totale assenza di dovere etico del soggetto politico delegato all'amministrazione e alla costruzione dello spazio pubblico vero e non di un suo simulacro fragile, precario e insicuro, come le aree pedonali sconnesse di via Roma, o quelle di Chiaia, o il tufo consunto, male pensato e male utilizzato nella Villa Comunale, o ancora i recenti lavori di pavimentazione in via Tasso. Accanto alla crisi politica e, conseguentemente, di rappresentatività, c'è un'ormai insostenibile assenza di un apparato amministrativo efficiente, di sistematicità dell'azione, di organizzazione e di costanza. Per Napoli vale pienamente quanto ha detto Aaron Betsky, curatore della prossima Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia: spesso i nuovi spazi pubblici e privati, gli edifici e le grandi trasformazioni urbane sono costretti nelle maglie di una cieca burocrazia e non sono più la soluzione: "sono diventati la tomba dell'architettura", facendo spegnere quel desiderio di costruirci un mondo nuovo, migliore e aperto ad altre possibilità oltre il quotidiano e le emergenze.

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Santa susanna, intervento per gli affreschi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUSACHI Santa Susanna, intervento per gli affreschi BUSACHI. I dipinti che affrescano il soffitto del presbiterio della chiesetta rurale di Santa Susanna (nella foto) sono al centro di un progetto di restauro che il Comune conta di portare a compimento nell'eventualità che vada in porto il tentativo di reperire le risorse finanziarie attraverso la partecipazione a un bando indetto dalla Regione. La richiesta è stata inoltrata qualche giorno fa, allegata alla relazione sullo stato di conservazione degli affreschi che dominano dall'alto l'abside dell'edificio di culto consacrato nel 1349 e interessato, in epoche diverse, da ricostruzioni e lavori di ampliamento, come quelli portati a termine nel 1871. A una di queste fasi successive potrebbe dunque risalire la realizzazione delle icone religiose che ornano l'area presbiteriale e che urgono di un'incisiva opera di ritocco. Lo stato dei dipinti, che in passato non sono mai stati sottoposti ad alcun intervento di recupero, è gravemente compromesso a causa delle persistenti infiltrazioni di umidità. Per fermare il processo di degrado che sta svilendo la bellezza degli affreschi e per sostenere l'opera di ritocco l'amministrazione spera in questo nuovo canale di finanziamento. Secondo le stime degli esperti il costo dell'intervento di restauro conservativo nella chiesetta campestre si aggira intorno ai 49mila euro. Difficilmente, però, anche nel caso in cui il progetto fosse destinato a strappare l'ok della Regione, i tempdella i burocrazia consentirebbero di avviare e ultimare i lavori in tempo per la consueta novena che in agosto attira nel villaggio di Santa Susanna tanti devoti anche dal circondario. (mac).

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I rumeni: anche noi a cortes apertas - angelo fontanesi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Parla una delle organizzatrici dei rituali della Resurrezione I rumeni: anche noi a Cortes apertas Dopo la Pasqua ortodossa nasce l'idea di un'associazione ANGELO FONTANESI OROSEI. Anche la Pasquetta dei rumeni ortodossi non è molto diversa da quella nostrana. Ma quella vissuta ieri dai rumeni oroseini è stata particolare. Questa volta a far parlare i giornali della loro comunità non era infatti un triste fatto di cronaca ma un evento di grande valenza sociale da loro hanno fortemente voluto e organizzato. La celebrazione della Pasqua Ortodossa officiata dal Pope Costantin Ciubanu domenica alle 4 della mattina nella chiesa di Sant'Antonio abate è servita per far scoprire un'altra faccia di una comunità conosciuta soprattutto perché fornitrice di badanti e muratori a poco prezzo o di servi pastori e braccianti disposti per pochi euro al giorno a sobbarcarsi lavori che tanti italiani non fanno più. O peggio ancora per le efferate imprese criminali di pochi loro connazionali. "Ma un po' è anche colpa nostra. Sta a noi rumeni per bene mostrare e metter in piazza i valori sani della nostra cultura e della nostra tradizione per farci conoscere e farci rispettare nei paesi dove viviamo e abitiamo per quel che valiamo". Così commentava ieri Floriana Bizdoaca, 41 anni, rumena di Craiova, madre di tre figli, sposata con un sottoufficiale dell'Arma. Immigrata in Italia 15 anni fa, da 12 abita in Sardegna e a Orosei è arrivata l'anno scorso seguendo il lavoro del marito. è stata lei a organizzare la celebrazione della Pasqua ortodossa a Orosei, e lo ha fatto non solo per un fatto religioso ma soprattutto perché fosse da stimolo per il riscatto sociale della sua gente. "Per dieci anni con la mia famiglia ho vissuto in Barbagia - racconta Floriana Bizdoaca - ancora non era iniziato il fenomeno della immigrazione rumena di massa e io e i pochi connazionali abbiamo potuto instaurare un ottimo rapporto con la comunità locale e anche con le amministrazioni comunali. Come rumeni abbiano partecipato a manifestazioni come Cortes apertas e altre iniziative mettendo in mostra le nostre tradizioni gastronomiche e i prodotti del nostro artigianato. Perché non riproporre queste cose a Orosei? Dovremmo creare una associazione culturale e prendere parte attiva alla vita sociale di un paese dove vivono tanti rumeni, tutti onesti e lavoratori". Non si nasconde dietro un dito Floriana Bizdoaca e riporta in ambito oroseino i punti fondanti dell'omelia che il Pope Costantin Ciobanu ha recitato durante la cerimonia pasquale: "La nostra comunità vive un momento molto delicato - ha detto il prete ortodosso - Le esecrabili gesta di qualche nostro connazionale danno la stura a comprensibili generalizzazioni e speculazioni giornalistiche. Tra noi rumeni a questo punto è importante che si rafforzi il sentimento di unione e che la nostra comunità sia solidale con chi di noi vive nel disagio e nella sofferenza, perché in una situazione di lontananza dalla propria terra madre tutti possono dare e ricevere aiuto". Unione, confronto e solidarietà per rompere l'isolamento ed abbattere i pregiudizi. "Il nostro riscatto sociale però - dice Floriana Bizdoaca - passa anche attraverso aiuti istituzionali. Io mi considero una "immigrata fortunata" ma tanti miei connazionali vivono nel disagio perché c'è ancora troppa burocrazia che ostacola un sereno inserimento per tanti rumeni. Un grande obiettivo sarebbe l'apertura di un Consolato rumeno a Cagliari. Ma sta a noi incominciare ad aiutarci da soli. Solo così potremo sconfiggere l'ignoranza e recuperare quel rispetto che meritiamo".

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Commercianti e comune in rivolta: negozi chiusi dalla burocrazia - luca rojch (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Commercianti e Comune in rivolta: "Negozi chiusi dalla burocrazia" L'assessore Vanni Sanna: "Impossibile fare turismo senza offrire servizi" LUCA ROJCH OLBIA. Addizione impossibile, creare una città turistica senza offrire servizi. La convinzione che il prodotto Olbia si venda da solo, che per un miracoloso incantesimo i turisti facciano a cazzotti per arrivare in città si schianta davanti a vetrine oscurate e strade abbandonate. La domenica si ripete la serrata del 25 aprile e si prepara quella del 1 maggio. Immagine in replay. Qualche turista lasciato a rosolare sotto il sole tra i viali e le piazze di granito. Il sogno da metropoli delle vacanze si infrange contro le saracinesche sigillate e la legge regionale che impone la serrata. Il capoluogo, e roccaforte dell'iperliberismo di ispirazione berlusconiana, è l'unico a piegarsi alla legge regionale che fissa in modo rigido le giornate di chiusura. I comuni della Gallura costiera nei panni dei simpatici birbanti decidono di disobbedire. Ma nessuna trasgressione della legge. I sindaci si arrampicano a una sentenza del Tar del Lazio. Foglia giuridica di fico, per consentire ai commercianti di accendere le insegne durante i giorni di festa. Difficile pensare alla piazzetta di Porto Cervo senza lo scintillio delle vetrine nel ponte che fa da anteprima dell'estate. Ma il sindaco, Gianni Giovannelli non ha firmato l'ordinanza. "Gli uffici legali dell'amministrazione ci hanno sconsigliato di emanare un'ordinanza illegittima - spiega l'assessore alle attività produttive Vanni Sanna -. Non condivido questa legge, ma devo rispettarla. Per me che sono anche assessore al Turismo la difficoltà è doppia. In questi mesi ho girato tutta l'Europa per promuovere il territorio. Ma è impossibile allungare la stagione se la Regione impone di chiudere le attività commerciali nei giorni di festa. Il 25 aprile è arrivata una nave carica di crocieristi. I turisti hanno passato la loro giornata davanti a saracinesche sigillate. Credo sia fondamentale una maggiore attenzione. Non si può chiedere lo sforzo ai commercianti di farsi promotori di iniziative per incentivare l'offerta, poi impedire loro di tenere aperto in giorni strategici". Il presidente della confcommercio, Italo Fara, critica l'inutile severità di una legge che rispetta, ma non condivide. "Siamo critici verso una normativa che deve essere rivista - dice il presidente Fara -. L'antitrust ha dato ragione ai commercianti che volevano aprire. è impossibile imporre la chiusura nelle città d'arte e in quella a vocazione turistica come Olbia. In ogni caso non si tratterebbe di un obbligo a mantenere aperto nei giorni di festa, ma di una possibilità. La scelta deve essere lasciata alla discrezione del proprietario. Ho apprezzato il comportamento dell'amministrazione che non si è voluta sostituire a organi legislativi sovraordinati, ora mi attendo che anche la Regione si ravveda e cancelli questa norma".

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Ricostruiamo l'autonomia, non un nuovo meridionalismo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Bruno Murgia * Ricostruiamo l'autonomia, non un nuovo meridionalismo Posso dirlo? L'articolo di Mario Segni mi è sembrato più un lamento snob che una lucida analisi del fenomeno Lega e della vittoria del Pdl. Come se dal tappeto l'insigne professore avesse voluto spazzare via tutti quegli elementi che hanno creato le basi perché il successo del centrodestra avesse tali dimensioni. Strano: Segni ha sempre intuito in anticipo quali fossero le ricette da applicare all'Italia della perenne crisi. Ma oggi agita la paura degli unni nordisti che faranno razzia di risorse pubbliche. E' storia vecchia, come certe esternazioni di Bossi: tengono viva la sua gente senza produrre effetti particolari. E poi un'altra cosa. Ho visto lavorare i leghisti in Parlamento per circa venti mesi. Li ho studiati dalla mia postazione. Hanno un fortissimo senso identitario. Intervengono a raffica, e sempre con precisione, per difendere i propri interessi. Hanno una missione e la perseguono con le unghie e con i denti. Un po' quello che manca a noi sardi e gente del sud. Procediamo in ordine sparso. Applichiamo criteri di vecchia politica. Vogliamo raggranellare qualche fondo pubblico in più. Ci lamentiamo di tutto. E perdiamo. Perdiamo le grandi sfide di rinnovamento. Abbiamo i Bassolino, i Cuffaro. Abbiamo i Soru, gentile professor Segni. Quello che, per stare nel tema, ha messo nel conto dei sardi sanità e trasporti, come se fosse un leghista qualsiasi. Che invece di alleggerire il peso fiscale si è inventato nuove tasse, tenendo l'Isola in condizioni disastrose. Però la scudisciata di Segni colpisce soprattutto il centrodestra: Casini non c'è più e Fini ha venduto l'anima a Berlusconi. Scontato, troppo scontato perché non ci sia persino un pizzico di stizza. E comunque i risultati al Sud, se il ragionamento fosse coerente, avrebbero dovuto premiare il Pd. Lo spauracchio della Lega avrebbe giocato un ruolo decisivo. Ma così non è stato. Il Pdl senza Bossi ha vinto ovunque nelle regioni meridionali. In alcuni casi ha triplicato i voti. C'è dunque, negli elettori del Sud, questa percezione negativa? Non mi pare proprio. E qual è la ricetta per essere concorrenziali con il ricco Nord? Un nuovo meridionalismo, dice Segni. Ne siamo sicuri? E' utile? Anche qui ho molti dubbi. Perché già solo il termine richiama fondi pubblici in quantità spesi male o buttati via. Richiama la stagione delle partecipazioni statali e da un convinto liberista sinceramente mi sarei aspettato un' altra ricetta. Potrei citare il saggio di Gianfranco Viesti, un professore liberal di sinistra che insegna politica economica all'Università di Bari, "Abolire il Mezzogiorno". La tesi è che quando il Sud deve mostrare i muscoli e raggiungere i livelli di competizione del Nord allora accampa un mucchio di scuse. E chiede soldi. Un accordo di programma, un patto territoriale, un progetto integrato. La maggior parte di queste azioni finisce nel nulla. Dunque, scriveva provocatoriamente qualche anno fa Viesti, aboliamo il Mezzogiorno. Certo, non la sua cultura e i suoi problemi ma quelle odiose "politiche speciali". Aboliamo le opere pubbliche senza senso. Aboliamo le imprese a capitale pubblico che investono in qualsiasi attività, indipendentemente dal contesto. Allora chiedo: dobbiamo difendere il Sud dalla Lega (molto comodo) o da noi stessi (molto difficile)? Vogliamo parlare della tigre sarda, competizione ed eccellenza dell' Isola in mezzo al Mediterraneo, o guardare con paura al ricco Veneto? E' qualcosa che riguarda solo il centrodestra o la possibilità di costruire una mentalità diffusa per tutti? Un fatto è certo: in campagna elettorale, specie in Sardegna, abbiamo messo in campo alcuni strumenti concreti che potessero rilanciare il tessuto economico. Il primo è il famoso ponte ideale con la penisola e l' Europa: il riconoscimento dell'insularità che è un nostro diritto e che significa meno costi per più risorse. E un regime fiscale autonomo. L' Irlanda è cresciuta tanto perché ha offerto regimi di convenienza incredibili alle imprese riducendo la burocrazia a zero. E infine un tessuto culturale che parte - almeno per me - da Deffenu e si dipana lungo il crinale dei grandi intellettuali del Novecento sardo: da Michelangelo Pira fino ad Atzeni. Avete capito bene. Sergio Atzeni, il più moderno sardo-europeo che sia esistito. E' soprattutto da qui che costruiremo la nuova autonomia. * deputato del Pdl.

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Dal K2 al Campidoglio la scalata più difficile del <monaco del Polo> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 102 del 2008-04-29 pagina 4 Dal K2 al Campidoglio la scalata più difficile del "monaco del Polo" di Alessandro M. Caprettini Fedele ai suoi valori, anche quando era al governo professava l'austerità della classe dirigente. Da ministro dell'Agricoltura si laureò in ingegneria studiando la notte da Roma "Vorrei fossimo i monaci del Polo..." confessò, candido, dopo la prima vittoria berlusconiana, facendo ingresso alla Camera nel '94. Ora c'è chi lo osanna al punto di volerne fare l'ottavo re di Roma. Ma Gianni Alemanno, pugliese nato a Bari da famiglia messapica di Lecce, 50 anni, sposato, un figlio (Manfredi), si fa rosso in volto e respinge fermissimo l'auspicio al mittente. "La classe dirigente dev'essere austera. Il lusso fa perdere la concentrazione" confidò anni fa del resto a chi gli prefigurava un destino tra veline e Mercedes, nell'empireo del centrodestra creato da Berlusconi, Fini e Casini con l'aggiunta di Bossi. È uno serioso e austero, un tipino da prender con le molle l'Alemanno: testardo fin dagli inizi e ligio ai "suoi" valori. Non ha mai nascosto le condanne penali per aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell'Urss ('82), o per aver contestato la visita di Bush padre al cimitero militare americano di Nettuno ('89) in nome delle vittime della Rsi, mai omaggiate da nessuno. Ma non voleva invece assolutamente far sapere alla gente che, da ministro dell'Agricoltura, passava la notte sui libri a studiare per arrivare alla laurea in Ingegneria ambientale (che ha ottenuto a Perugia qualche anno fa) come fosse una colpa il non aver chiuso la tesi ed esser chiamato Dottore, come il Cavaliere voleva per tutti i suoi ministri. Dai campi Hobbit al Campidoglio: scalata durissima. Riuscita forse anche per via dei tanti chiodi e corde piantate su un bel numero di montagne italiane e straniere, a cominciare da quel K2 che nel 2004 scalò da capo spedizione nel cinquantenario della conquista italiana alla seconda vetta del mondo. Ne fosse stato protagonista un esponente del centrosinistra, avrebbero organizzato forse una "notte bianca" o quantomeno avrebbero posto il suo ritratto al balcone del Campidoglio o sul Colosseo. Lui fece tutto in imbarazzato silenzio. Soddisfatto più della riuscita della missione che della diffusione della notizia. Non strepita Alemanno, non ha il vocione roboante dell'ex-camerata Storace che affiancò a Fiuggi - perplesso un tantino del passaggio delle acque - cogliendo con lui un modesto 11% nella nuova An con una corrente chiamata "Cantiere Italia". Non che credesse nell'eternità dei labari o nella cacciata alle ortiche del fascio littorio, ma lo infastidiva un po' quella forzata aggregazione con i padani (nel '91 andò fino a Catania proprio per contestare Bossi ad un comizio) e lo lasciava perplesso l'alleanza coi doppi petti berlusconiani. Che fiamme potevano bruciare mai nei cuori degli eletti di Forza Italia se non si era mai fatta una "vera" gavetta politica e sociale? Se non si era stati tra la gente e con la gente? Meglio, per lui, erano quelli di Comunione e liberazione che a Roma tentò di intercettare fin dagli anni '80. E non è un caso lo chiamassero "trotzkista di destra" per i suoi spunti sul sociale e per via delle associazoni che creava: il gruppo ambientalista "Fare Verde", l'Ong per la cooperazione internazionale "Movimento Comunità", l'associazione di volontariato "Modavi". Eppure, anche nelle settimane precedenti il ballottaggio, da sinistra, invariabilmente, partiva il coro del "no al fascismo", dello stop da infliggere alla destra becera, della chiamata alle armi contro il ritorno al mussolinismo o alla cessione di sovranità alla Lega. Faceva spallucce Alemanno, anche se il volto gli si faceva bigio e gli occhi più tristi. Han tentato persino di collegare la difesa assunta da un avvocato del romeno che stuprò la studentessa del Lesotho ad una messa in scena voluta dal suo staff per incrementare il bisogno di sicurezza nella capitale. Ha incassato senza ululare, conscio della assurdità dei sospetti, ma ha continuato imperterrito a far sapere che Roma reclama una città vivibile e sicura. Dopo anni e anni passati in un quartiere popolare, al Trionfale, si è trasferito da poco ai Parioli acquistando 140 metri quadri in un primo piano di un palazzo messo in vendita dall'Inps. Hanno cercato di azzannarlo alla gola anche per questo. Lui ha spiegato, paziente, che faceva parte di un gruppo di persone che ha presentato una offerta complessiva per tutti gli appartamenti all'istituto pensionistico che l'ha ritenuta conveniente. Hanno passato ai raggi X anche i suoi rapporti familiari: nulla da fare. Dopo una separazione di qualche anno dovuta a problemi personali e politici (la moglie Isabella è figlia di Pino Rauti che preferì il gran rifiuto ad An), i due sono tornati assieme. E lei, divenuta sua consigliori, si dice convintissima delle capacità del suo Gianni: "È uno serio, uno che crede in quel che fa. Con lui sindaco, questa città mette le ali!". Certo, occorrerà vedere se Alemanno riuscirà in quel che dice di voler fornire alla capitale: più sicurezza, meno immigrazione, un secondo raccordo anulare, stadi nuovi per il calcio, più vigili in strada e tanto altro, perchè Roma è città cinica con un eccesso di burocrazia e mille problemi. Ma intanto Gianni è salito sulla vetta del Campidoglio, vi ha piantato la bandiera e, convinto da Berlusconi che sostiene "scopa nuova, scopa bene", proverà a ramazzare innanzitutto quel sistema di potere - sinistra politica e costruttori - che a Roma imperversa da anni senza colpo ferire, bloccando la strada a chiunque altro. Se lo aspettavano in pochi: invece "l'Alemanno s'è magnato er cicoria" cantavano ieri sera i suoi. Da oggi, nella capitale, si cambia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Un'odissea per ottenere la cittadinanza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BURAGO Il singolare caso della diciannovenne Paulina Tasovac, nata e cresciuta in paese UN'ODISSEA PER OTTENERE LA CITTADINANZA La giovane: "Ho il diritto di diventare italiana, ma è impossibile superare la burocrazia" richiedi la foto Paulina Tasovac, mostra i documenti di nascita, di vaccinazione, e i contratti di affitto che dimostrano come sia sempre vissuta in Italia Burago Molgora - C'è chi, immigrato clandestinamente, viene espulso anche cinque-sei volte, senza di fatto lasciare mai i confini di Stato. E c'è anche chi ha il legittimo diritto di essere riconosciuto cittadino italiano, ma, a causa della burocrazia, è costretto a fare cinque-sei domande, puntualmente senza risposta. Storie del Bel paese, alle prese con leggi, interpretazioni e funzionari che devono gestire un sempre maggiore afflusso di immigrati. Ma a volte basterebbe il buon senso per risolvere i problemi. E questo è proprio il caso di Paulina Tasovac, 19enne residente in paese in via De Amicis, che da un anno sta cercando di ottenere la cittadinanza italiana. Nata a Monza il 10 luglio 1988, Paulina, figlia di padre di nazionalità serba e di madre brasiliana, è sempre vissuta a Burago, dove ha frequentato le scuole e creato amicizie. Una ragazza, ora studentessa universitaria, che si può considerare a tutti gli effetti italiana. La sua vicenda è iniziata nel maggio del 2007 quando la giovane a chiesto in Comune la cittadinanza in base all'articolo 4, comma 2, della legge 91 del 5 febbraio 1992, che recita così: "Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino". Ma quella che sembrava una formalità, si è trasformata in un'odissea burocratica senza fine. Dall'archivio anagrafico, infatti, è emerso che Paulina era stata registrata come residente solamente il 22 dicembre 1989. Fino a quella data risultava domiciliata in Italia, ma proveniente dalla ex Yugoslavia. Questo perché il padre, giunto in Italia dopo aver completato gli studi universitari per uno stage in azienda, ha trasferito la residenza a Burago dopo aver completato la formazione e aver ottenuto un contratto di lavoro. Nonostante questo "buco" nello storico anagrafico, Paulina può dimostrare di essere sempre vissuta in paese esibendo il certificato di nascita, il libretto delle vaccinazioni con i timbri datati dell'allora "Ussl", e i contratti di affitto della villetta del padre. Ma per la legge il buon senso non esiste. E così il Comune ha bocciato la domanda di cittadinanza. Lo scorso settembre, Paulina ha deciso di fare ricorso al Tribunale di Monza, che però ha confermato il diniego. E' così cominciata la lunga trafila tra Questura, corridoi di Tribunale e di nuovo in Comune. La giovane ha raccontato di non riuscire a trovare nessuno che si prenda la briga di ascoltare il caso. Le è stato anche suggerito di cambiare strada e chiedere la naturalizzazione per decreto della Presidenza della Repubblica. Cosa che possono fare gli stranieri residenti in Italia da dieci anni. "Ma con questa procedura ci vogliono almeno tre anni se va bene - ha spiegato la diciannovenne - A volte mi vien voglia di lasciare perdere, ma poi penso che sia un mio diritto e so che nella mia situazione ci sono altre persone che si scontrano con la burocrazia". Paulina ha recentemente scritto alla segreteria della Presidenza della Repubblica, la quale ha risposto che il suo caso è stato sottoposto al ministero degli Interni. E in suo aiuto dovrebbe arrivare proprio una circolare del ministero dove si dice che "l'iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune, potrà considerarsi non pregiudizievole ai fini dell'acquisto della cittadinanza italiana, ove vi sia una documentazione atta a dimostrare l'effettiva presenza dello stesso nel nostro Paese nel periodo antecedente la regolarizzazione italiana (attestati di vaccinazione, certificati medici, ecc.)". Frase che non lascia dubbi sul caso di Paulina. Dubbi che invece restano sui tempi della sua applicazione, visto che la circolare è stata emanata il 7 novembre 2007, due giorni prima del deposito del diniego del Tribunale... Articolo pubblicato il 29/04/08 Stefano Maroli.

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Capitani d'industria, ma per gioco (sezione: Burocrazia)

( da "Polimerica" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scritto dalla redazione [calato] 29 aprile 2008 @ 05:20:00 CEST Volete cimentarvi nel gestire in modo sostenibile una fabbrica di PVC? Ora si può. Nell'ambito del programma Vinyl 2010 è stato presentato un divertente gioco online che offre la possibilità di gestire in modo sostenibile una fabbrica di PVC. I giocatori devono prendere decisioni socio-economiche e ambientali e, allo stesso tempo, mandare avanti l'azienda. Se si persegue solo il profitto o la crescita economica senza considerare altri aspetti quali la sicurezza, l'ambiente o il riciclaggio, c'è il forte rischio che scatti uno sciopero dei sindacati o un duro richiamo dalle autorità. A prescindere dalla valenza educativa dell'iniziativa, resta da chiedersi quanto la simulazione rifletta la realtà. Un giocatore italiano, per esempio, potrebbe accorgersi dell'assenza di fattori imprevedibili, ma imprescindibili, come la burocrazia e le indebite ingerenze politiche nell'economia, capaci di far fallire anche le strategie più accorte (come insegna la storia di Porto Marghera). Potrebbe essere un suggerimento agli sviluppatori per una prossima edizione del gioco... Per informazione e per giocare: Vinyl2010.

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Ma giustizia non sarà fatta (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Storie In Cambogia entra nel vivo il processo per i crimini dei khmer rossi Ma giustizia non sarà fatta Con lentezza sospetta si cercano le colpe dei dirigenti della Kampuchea democratica nei massacri avvenuti tra '75 e '79. Quelle successive dell'Occidente restano impunite Gianpasquale Polloni Phnom Penh La fase istruttoria del processo che dovrebbe stabilire le responsabilità dei dirigenti del governo di Kampuchea Democratica, meglio conosciuti come khmer rossi, è entrata nel vivo. Durante il loro regime, durato 3 anni, 8 mesi e 20 giorni, dal 17/4/1975 al 7/1/1979, persero la vita centinaia di migliaia di cambogiani; le stime più verosimili parlano di un milione e 700mila vittime. L'interesse della maggior parte dei cambogiani rispetto al processo è sempre elevato e ultimamente si registra volontà di comprendere anche da parte delle nuove generazioni, tenute sempre all'oscuro sul passato (basti pensare che il periodo khmer rosso non è citato nei libri scolastici). L'importanza di condannare con un atto storico le azioni dei responsabili e di non accettare che la tragedia sia da considerare un orrore da rimuovere, avrebbe tra la popolazione l'effetto di rendere giustizia a chi ha subito la totalità di questo dramma perché non c'è famiglia, in Cambogia, che non abbia avuto qualche vittima durante il regime. La struttura del processo è formalmente un ibrido composto da due istanze: la Commissione delle Nazioni unite sui crimini dei khmer rossi e la magistratura cambogiana, o meglio le Camere straordinarie della Corte di giustizia. Il fatto però che le udienze siano a porte chiuse, che ci sia un totale controllo sui media accreditati e che spesso l'iter processuale si blocchi a causa della burocrazia procedurale, fa temere che queste difficoltà possano favorire una sorta di assuefazione da parte del pubblico. Alcuni osservatori particolarmente sospettosi fanno notare che queste lentezze sembrano funzionali all'augurio che questi vecchi criminali ultrasettantenni finiscano le loro esistenze al più presto, cosa d'altronde già accaduta per alcuni di loro, tra cui Pol Pot, il fratello n°1. I continui appelli per nuovi fondi affinché l'iter processuale possa continuare fino al 2011, stanno oscurando lo scopo stesso del processo, in una sorta di autoreferenzialità che finisce per mettere in secondo piano la ricerca della verità, quasi fosse una faccenda secondaria rispetto all'esistenza dello stesso tribunale. Gli scandali suscitati dagli alti salari e dalle procedure clientelari per la nomina dei 200 affiliati all'associazione degli avvocati cambogiani, che insieme ai cento avvocati internazionali compongono questo carrozzone sovradimensionato del costo di 117 milioni di dollari, non hanno scosso l'insieme della struttura, né i suoi maggiori sponsor, le Nazioni unite. Cinque imputati Gli imputati al processo sono solo cinque: Nuon Chea, Ieng Sary, Khieu Samphan, Khieu Tirith, Kaing Khek Iev alias Duch. Altri imputati dirigenti khmer rossi sono nel frattempo deceduti; alcuni di loro erano in stato di detenzione, come Ta Mok, il "macellaio", e Sam Bith, responsabile del rapimento ed uccisione di ostaggi internazionali. Pol Pot e Son Sen sono invece morti nel 1998, nei territori ancora controllati dai khmer rossi, per malattia il primo e per purghe interne il secondo. Tra gli imputati al processo, Nuon Chea, il cui vero nome è Long Bunroth, conosciuto come fratello n°2, ha ricoperto il ruolo di segretario generale aggiunto del Partito dei lavoratori khmer (Ptk e in seguito Pck) e di presidente dell'Assemblea di Kampuchea Democratica dal 1976 al 1979. Era secondo solo a Pol Pot nella gerarchia del regime. Kim Trang, alias Ieng Sary, figlio di un ricco proprietario terriero del Sud Vietnam, era il ministro degli Esteri, responsabile del Comitato economico e finanziario e interlocutore esclusivo delle autorità cinesi per quanto riguarda l'assistenza finanziaria e militare fornita da Pechino ai khmer rossi anche dopo la caduta del regime. Khieu Samphan alias Hem, figlio di un giudice, laureato in Francia, eletto deputato alle elezioni del 1962 in Cambogia, è stato presidente di Kampuchea Democratica dal 1976 al gennaio 1979, poi primo ministro del governo in esilio dal 1979 al 1982 e presidente e ministro degli Esteri in esilio fino al 1992. Infine presidente e ministro della Difesa del fronte unito antigovernativo fino al 1994. Khieu Thihrit alias Phea moglie di Ieng Sary, figlia di un giudice di Battambang apparentato alla famiglia reale, la cui sorella Khieu Ponnary era la prima moglie di Pol Pot, è stata ministro degli Affari sociali e portavoce dei khmer rossi fino al 1995. Kaing Khek Iev alias Duch, era invece il capo dei servizi di sicurezza del Comitato centrale del Partito sin dal 1973, agli ordini diretti di Son Sen; ha diretto il centro S21, quartier generale della polizia segreta, centro di tortura ed eliminazione di circa 16mila persone, delle quali solo otto sono sopravvissute. Duch partecipava direttamente agli interrogatori. È stato arrestato mentre lavorava con un'organizzazione non governativa cristiano-americana che aveva accettato la sua conversione. In febbraio Duch è stato messo a confronto con i luoghi in cui ha operato come capo dei servizi di sicurezza, l'S21 e il sito di Choeng Ek, meglio noto come killing field, dove avvenivano le esecuzioni dei prigionieri dell'S21 non sottoposti a interrogatori o ancora vivi dopo le torture. Sulla stampa locale e internazionale, che non era presente perché il processo è accessibile solo a pochissimi media accreditati, è filtrata la notizia delle sue lacrime e del suo presunto pentimento. Ma pochi giorni dopo, testimoni oculari hanno smentito il particolare, aprendo così un altro capitolo inquietante sul processo e sulla mancanza di trasparenza delle procedure che si presterebbero a manipolazioni vergognose. Gli imputati sono accusati di uccisioni di massa, torture, deportazioni forzate di centinaia di migliaia di persone (morte poi in seguito al lavoro forzato o per fame), dell'eliminazione fisica di minoranze come i Cham, di religione musulmana, vietnamiti, la minoranza khmer tailandese o i gruppi indigeni di altre parti del paese. Sono anche responsabili dell'uccisione di migliaia di monaci buddisti e della distruzione dei loro luoghi di culto, dell'eliminazione fisica degli intellettuali accorsi al momento della vittoria dell'aprile 1975 per aiutare il paese ma ritenuti un pericolo, della distruzione delle infrastrutture produttive, sociali e politiche del paese, dalla Banca centrale alle anagrafe, dalla Biblioteca nazionale alle scuole e alle università. È necessario rammentare che già nel 1982 era stato istruito un processo che aveva chiaramente riconosciuto colpevoli di genocidio i massimi dirigenti di Kampuchea Democratica. Questo precedente storico ha fatto sì che all'inizio del 2008 un gruppo di ricercatori cambogiani del Centro di documentazione della Cambogia, organizzazione che si occupa della documentazione sul genocidio, richiedesse alla magistratura cambogiana di contattare una parte del milione di cambogiani firmatari di una petizione nella quale chiedevano di essere ascoltati dalla Commissione di ricerca sui crimini dei khmer rossi, istituita nel 1982 dal Fronte di salvezza nazionale (poi Repubblica popolare di Kampuchea) che aveva preso il potere in Cambogia dopo la cacciata di Pol Pot. La Commissione di ricerca, che si può definire una sorta di Commissione per la verità e riconciliazione ante litteram, permise a centinaia di vittime di partecipare alle udienze e portò alla luce documenti e testimonianze che chiarirono responsabilità umane e politiche di uno dei più efferati regimi del XX secolo. Il processo che seguì, istituito dal Tribunale rivoluzionario del popolo, portò alla condanna dei dirigenti khmer rossi ma non riuscì a portare all'attenzione della comunità internazionale la tragedia sofferta dal popolo cambogiano. Purtroppo, la comunità internazionale, il 13 gennaio del 1979, cinque giorni dopo la caduta dei khmer rossi ad opera delle truppe vietnamite, affermò per voce del Consiglio di sicurezza dell'Onu che l'unico rappresentante legale della Cambogia era il governo di Kampuchea Democratica, ovvero... i khmer rossi. Era il frutto dalla congiuntura di interessi politici cinesi e statunitensi che caratterizzò la guerra fredda in Asia e la fase seguita alla sconfitta americana in Vietnam. Instancabilmente, Usa e Cina, continuarono a sostenere i khmer rossi ormai espulsi dalla Cambogia e arroccati lungo il confine thailandese, dopo aver preso in ostaggio migliaia di cambogiani. Tutto l' Occidente, le Nazioni unite e, salvo alcune rare eccezioni, anche la cooperazione internazionale e le organizzazioni umanitarie, si allinearono a questa visione secondo la quale il regime da condannare era quello portato al potere in Cambogia dai vietnamiti, mentre armamenti, sostegno politico, e in certi casi anche aiuti internazionali, affluivano massicciamente ai khmer rossi. Le complicità internazionali Il seggio all'Onu fu occupato dai khmer rossi fino al 1989, mentre la Cambogia, rea di aver subito l' invasione vietnamita, finiva sotto un embargo totale che mise i cambogiani sull'orlo della carestia. La Commissione per i diritti dell'uomo dell'Onu si rifiutava di visionare la documentazione relativa alle atrocità commesse durante il regime dei khmer rossi. L'appoggio di Usa e Cina a Pol Pot continuò fino al 1993, e anche oltre. E la missione Onu in Cambogia del 1992-93, che doveva pacificare il territorio e disarmare i khmer rossi, riuscì nel contrario: i khmer rossi controllavano un sesto di territorio prima dell'arrivo delle truppe Onu. Ne controlleranno quasi un terzo dopo la loro partenza. La fine della guerra arriverà solo nel 1998, quando le purghe interne metteranno fine al dominio di Pol Pot e porteranno alla resa delle ultime fazioni combattenti. Ma tutto ciò non fa parte del processo istruito dalla Corte mista internazionale e cambogiana. Durante il negoziato preliminare, è stato definito preventivamente il periodo che verrà preso in considerazione durante il processo: solo i 3 anni, 8 mesi e 20 giorni di regime. Per non imbarazzare nessuno, vengono cancellati per sempre gli anni in cui i khmer rossi, armati e sostenuti da potenze straniere, hanno continuato a uccidere, assalire, distruggere, prolungando di quasi venti anni la possibilità della pace per tutti i cambogiani. a cura di Lettera22.

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Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori, ultrà e proletari (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-29 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori, ultrà e proletari Scettico sulla svolta di Fini, ha coltivato l'ala "sociale". E da ministro ha pescato anche a sinistra SEGUE DALLA PRIMA Se oggi lo festeggiano i tassisti irriducibili, e Montesano ex eurodeputato Ds; se l'hanno votato le grandi famiglie già papaline quindi democristiane infine rutelliane, e le classi popolari rimaste in città, allora Gianni Alemanno non è più da molto tempo il "picchiatore", il "camerata", l'avanguardia della "marea nera" annunciata da qualche suo coetaneo del fronte avverso. Ieri, in una giornata non meno storica del 13 aprile, il cerchio aperto nel '93 si è chiuso. Allora fu Fini a sfiorare la vittoria contro Rutelli. Adesso a batterlo è l'uomo che più ha faticato a seguire Fini nella marcia verso il centro, che per cinque anni è stato al governo quasi come capo di una corrente alternativa, che a lungo ha diviso con Storace la guida di una "destra sociale" sospettata di velleità neocorporative, ma che ora dimostra come la destra nuova sappia convincere la maggioranza dei romani, reduci da una lunga stagione non priva di successi ma associata al cliché eterno della mediazione, dei circoli, dei salotti interclassisti, delle relazioni privilegiate. Così le grida dell'ultima ora contro "l'uomo nero" non hanno influenzato il voto più di quanto avrebbe fatto anni fa una campagna contro D'Alema "lanciatore di molotov"; come l'insistenza maliziosa sul matrimonio di Alemanno con la figlia di Pino Rauti non ha mosso l'umore dell'elettorato più di un attacco da destra a Pietro Ingrao, per citare un altro "grande vecchio" sconfitto dalla storia e dal crollo delle ideologie ma a cui è giustamente riconosciuto un onore delle armi ad altri negato, almeno sinora. Questo non significa che al ballottaggio esca sconfitto anche l'antifascismo, valore importante pure nella capitale; ma che proprio per questo non andava svilito e strumentalizzato in una maniera che si è rivelata non solo inelegante ma, forse, controproducente. La vittoria di Alemanno (e di Fini, che l'aveva prevista così come alla vigilia del 13 aprile aveva anticipato che la Fiamma di Storace si sarebbe fermata al 2%) dimostra che, come al Nord la Lega tiene le chiavi dell'identità e della rappresentanza, così a Roma la destra ha il polso dell'anima profonda della città, dalle borgate ai quartieri piccoloborghesi, e sa coniugarla in sintonia con quelli che un tempo avrebbe definito polemicamente i "poteri forti" della capitale, dalle gerarchie vaticane ai costruttori; poteri in parte persuasi da tempo, in parte rapidi nel riallineamento. Le ragioni e la natura di questo passaggio storico sono tutte nella biografia del nuovo sindaco. Un uomo capace di cambiare anche radicalmente, senza abiure spettacolari, senza conversioni pubbliche, senza rinnegare il proprio passato. Alemanno, pugliese d'origine (padre di Lecce, madre di Gallipoli), cresce in una Roma che coltiva una memoria del fascismo fatalmente diversa da quella del Nord operaio, che certo non rimpiange le leggi razziali e l'occupazione ma neppure dimentica il lascito del regime: una nuova urbanistica, grandi edifici dal Foro Italico all'università, grandi ospedali come il San Camillo e il Forlanini; un ceto medio impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Con il tricolore Gianni Alemanno, 50 anni, nato a Bari e cresciuto a Roma, festeggia l'elezione a sindaco della capitale (Pignatelli/Reuters).

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<La deriva>, l'Italia che rischia il naufragio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-29 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE In libreria dal 2 maggio "La deriva", l'Italia che rischia il naufragio La deriva - Perché l'Italia rischia il naufragio è il titolo del nuovo libro degli inviati ed editorialisti del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. La deriva (Rizzoli editore, 19,50 euro) sarà nelle librerie di tutta Italia a partire da venerdì 2 maggio. Nel libro i due giornalisti, autori de La Casta, raccontano l'Italia che non funziona, da quella dei primari e degli ospedali a quella delle lauree comprate, dall'energia alle infrastrutture, dalla burocrazia alla scuola.

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La burocrazia non fa crescere le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 29/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA ASSEMBLEA IN AIB La burocrazia non fa crescere le imprese BRESCIA - Le piccole imprese hanno due "nemici": il fisco e la brurocrazia. Troppe tasse e un apparato burocratico inutile e costoso sono le cause principali del mancato decollo delle nostre imprese. Se n'è parlato ieri in Aib, all'assemblea della sezione "Piccola" guidata da Alberta Marniga alla quale è intervenuto il presidente nazionale Giuseppe Morandini. / A PAGINA 27.

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Fisco e burocrazia soffocano le piccole imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 29/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Fisco e burocrazia soffocano le piccole imprese Il presidente Morandini ieri a Brescia: adempimenti inutili che costano miliardi Roberto Ragazzi BRESCIA "Il Governo non ha più alibi, bisogna far ripartire il Paese". Aveva detto nei giorni scorsi Emma Marcegaglia, nuovo leader degli industriali. Ieri è stata la volta di Giuseppe Morandini, presidente della Piccola Industria di Confindustria, a ricordare come da questa "solida" maggioranza le piccole e medie imprese si aspettano politiche economiche in grado di incidere sulla crescita. Lo ha fatto a Brescia, in occasione dell'assemblea annuale del Comitato Piccola Industria dell'Aib, guidato da Alberta Marniga. Un momento di confronto e dialogo tra gli imprenditori e tra chi, a livello nazionale, può accedere alle "stanze dei bottoni"; opportunità per comprendere, partendo dal basso, quali sono le richieste delle piccole e medie imprese al nuovo Governo. "Gli ultimi dati diffusi proprio oggi (ieri ndr) dal Commissario europeo per gli Affari economici Joaquin Almunia mostrano tutta la complessità del momento - ha spiegato Morandini -. La crescita è in frenata in tutta Europa, ma per l'Italia lo scenario è ancora più fosco. Le stime indicano che il motore della nostra economia continua a rallentare e nel corso dell'anno toccherà il fondo con una crescita dello 0,5 per cento, a febbraio si prevedeva lo 0,7 per cento". Il presidente della Piccola Industria non ha voluto presentare nessuna "lista delle cose da fare", nessun elenco dei problemi che assillano le imprese italiane. "Non avrebbe seguito, così come non lo è stato in passato - ha detto Morandini -. Chiediamo invece con forza che il Governo si concentri su due leve: il fisco e la burocrazia. Chi fa un'impresa in Italia ha il record assoluto di prelievo fiscale degli utili che può raggiungere il 76%". Morandini punta il dito contro la burocrazia italiana "costosa e inefficace", che riesce a paralizzare le imprese e ad avere costi inestimabili: "Ogni nuovo, piccolo adempimento burocratico costa milioni di euro alle aziende. Recenti studi hanno confermato che un piccolo adempimento burocratico come la tenuta di un nuovo registro che comporti l'utilizzo di un dipendente per 15-20 minuti al giorno, si traduce per il sistema produttivo in un costo di 4 miliardi di euro". In Italia gli imprenditori sono più di cinque milioni. Sono una risorsa naturale del Paese, "il nostro petrolio che tutti gli altri Paesi ci invidiano". Ma per tenere in vita questa risorsa servono interventi tempestivi ed efficaci: "Nonostante la perdita di competitività le aziende esportano a due cifre. Vinciamo perchè siamo più creativi, sappiamo scegliere nuove strade, investiamo in ricerca. Ma per mantenere le quote di mercato le imprese hanno compresso i margini. E questo a lungo andare rischia di non essere più sufficiente". Serve una risposta di sistema perchè la competitività del Paese torni al centro dell'agenda del Governo: i campi nei quali muoversi sono il fisco e la burocrazia. Morandini ha snocciolato alcuni semplici dati: a parità di costo per l'azienda il dipendente italiano si mette in tasca 170 euro in meno di uno spagnolo, 300 euro in meno di un inglese e 600 euro in meno di irlandese. In un Paese che non ha risorse, Morandini indica come unica medicina "che può curare i mali dell'Italia" quella della crescita. "Bisogna accettare questa sfida, ma servono scelte coraggiose - afferma il presidente -. Come la rimodulazione dell'Irap, ma anche la detassazione degli straordinari e del premio di risultato sono iniziative che vanno nella direzione giusta. E possono fare da volano all'economia del Paese".

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Valmarecchia in Romagna, la Lega comincia la battaglia (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sei in news/Prima pagina, data 29.04.2008, orario 09:38. Valmarecchia in Romagna, la Lega comincia la battaglia RIMINI - Martedì è il primo giorno di lavoro del nuovo parlamento uscito dalle urne il 13-14 aprile, e già è stato depositato alla Camera il progetto di legge per l'annessione alla Romagna dei sette comuni della Valmarecchia marchigiana che col referendum si erano espressi per l'uscita dalla provincia di Pesaro-Urbino. A presentare il progetto di legge è il deputato leghista Gianluca Pini, leader di Lega Nord Romagna, al secondo mandato tra i banchi di Montecitorio. "Depositando questo progetto ancor prima dell'apertura delle Camere – afferma Pini - diamo un segnale forte a chi vuole impedire che la volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega Nord vogliamo che il distacco dei comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude Pini - il presidente della I° Commissione della camera sarà un leghista come mi auspico allora l'iter sarà ancora più rapido.".

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Berlusconi: a Roma priorità è amministrazione meno cara (sezione: Burocrazia)

( da "Websim" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOTIZIE FLASH 29 Aprile 08 ora 11:31 Berlusconi: a Roma priorità è amministrazione meno cara ROMA, 29 aprile (Reuters) - Il futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto oggi che la vittoria di Gianni Alemanno a Roma testimonia la volontà degli italiani di voltare pagina e ha sottolineato che il primo compito del nuovo sindaco della capitale sarà quello di far costare meno la burocrazia cittadina. "Alemanno è la persona ideale per fare questo lavoro", ha detto Berlusconi a margine della prima seduta della XVI legislatura alla Camera. "E' importante che la capitale d'Italia esca dal degrado e lui (Gianni Alemanno, ndr) avrà molto da fare, cominciando con il far costare meno la macchina amministrativa. Ci sono 80 entità che accolgono gli amici degli amici", ha aggiunto il premier in pectore. Berlusconi ha detto che il centrodestra ha perso soltanto quei ballottaggi dove erano in gioco motivi localistici come l'ampliamento della base militare Usa a Vicenza o dove "il candidato non era quello ideale". "Ma per il resto il voto è stato compatto". ((Roberto Landucci, in redazione a Roma Antonella Cinelli, Reuters Messaging: roberto.landucci.reuters.com@reuters.net +3902 66129 720, italy.online@news.reuters.com)).

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Scudieri: Non solo finanza, manifatturiero di qualità (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania Scudieri: Non solo finanza, manifatturiero di qualità "L'economia di San Marino non è solo finanza, come spesso e riduttivamente si pensa: le eccellenze sono tante, soprattutto nel manifatturiero. Tassazione agevolata per le Pmi e burocrazia praticamente assente, tanto che è possibile avviare un'attività in soli quindici giorni, aprono interessanti opportunità di affari per le imprese". Paolo Scudieri, vicepresidente dell'Unione industriali di Napoli con delega all'internazionalizzazione, presenta così la missione a Napoli degli imprenditori di San Marino, e dà loro il benvenuto evidenziando con soddisfazione: "L'Anis ha voluto iniziare il proprio road show proprio da Napoli: sono certo che potremo sviluppare interessanti accordi di cooperazione. La nostra provincia rappresenta per loro un ottimo ponte per i piani di espansione nel Mediterraneo". Enzo Agliardi Domanda.Come nasce quest'iniziativa? R. L'Unione industriali presta molta attenzione alle opportunità di internazionalizzazione delle imprese, e questa missione rientra nel ciclo di incontri volti a illustrare le occasioni di investimento negli altri Paesi. D. Perchè proprio San Marino? R. Spesso guardiamo a Paesi lontani con alti tassi di crescita del Pil e finiamo con il trascurare preziose opportunità di affari offerte a due passi da casa nostra, come ad esempio nel Mediterraneo o appunto San Marino. In questo caso avremo l'onore di ospitare rappresentanti di una delle democrazie più antiche del mondo, con più di 1.700 anni di storia. D. Quali vantaggi offre la Repubblica di San Marino a chi è disposto a investire? R. I primi, quelli immediatamente percepibili, sono i cosiddetti facilitatori geografici e cioè, ovviamente, la lingua italiana e la vicinanza del territorio alle nostre imprese. Chi non trova spazio nel Nord Italia può avere una valida alternativa in termini di localizzazione a San Marino, con una situazione logistica favorevole grazie al vicino aeroporto di Rimini e all'inserimento in un importante asse viario quale quello adriatico. Poi c'è l'area in cui è possibile investire, molto più ampia di quanto comunemente si creda. D. Vale a dire? R. Chi pensa a San Marino spesso pensa solo alla rocca, mentre la superficie totale è di 61 kmq, un'area circa otto volte più grande, tanto per fare un esempio, di Montecarlo. Le imprese esistenti sono duecentocinquanta, ma le possibilità di insediamento sono ancora numerose. E rispetto all'Italia la burocrazia è praticamente assente. D. Facciamo un esempio. R. San Marino è uno Stato indipendente, con delle proprie leggi e regole che facilitano molto il rapporto fra imprenditori e amministrazione: per avviare un'impresa bastano ad esempio solo quindici giorni. E poi c'è un regime di tassazione agevolata per le imprese. D. Quali sono i settori che offrono le migliori opportunità? R. Anche qui bisogna sfatare alcune critiche e luoghi comuni che vogliono l'economia di San Marino basata solo su finanza e paradisi fiscali. D. E invece? R. L'economia sammarinese ha una forte componente reale, è limpida ed efficiente, con punti di forza nel settore manifatturiero rappresentati da aziende dei comparti cartotecnico, meccanico, editoria, materie plastiche, elettronico e chimico. Il Pil pro-capite, fra l'altro, è fra i più alti d'Europa ed è superiore a quello di tutte le regioni italiane. D. Ha verificato personalmente questo quadro positivo? R. Sì, ho uno stabilimento del mio gruppo a Pesaro, a soli 15 km da San Marino, e ho verificato in prima persona la produttività, l'efficienza e la professionalità con la quale si lavora in queste imprese. D. Ribaltiamo il punto di vista. Cosa può offrire invece Napoli alle imprese di San Marino? R. Tanto per cominciare è un ottimo punto di partenza in termini di localizzazione per i piani di espansione internazionale nel Mediterraneo. E poi con il sistema Cis-Interporto offre un modello da seguire per lo sviluppo della logistica, altro settore importante nell'economia sammarinese. Le potenzialità di accordi, come si vede, sono numerose e non è un caso, del resto, che l'associazione degli industriali di San Marino abbia scelto proprio Napoli per iniziare questo road-show di presentazione delle opportunità d'investimento. E'una cosa che ci fa molto piacere. D. Ricambierete la visita? R. Sì, una delegazione dell'Unione industriali di Napoli sarà a San Marino a giugno. Colgo l'occasione per ringraziare il presidente e il segretario dell'Anis, Pier Giovanni Terenzi e Carlo Giorgi, insieme al console onorario della Repubblica di San Marino a Napoli, Vittorio Torino, che hanno fortemente voluto l'organizzazione di questo ciclo di incontri. del 29-04-2008 num.

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<un tempo qui si stava in paceora vogliamo ritrovarla> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"un tempo qui si stava in paceora vogliamo ritrovarla" PARLA IL SINDACO varni n IL GRANDE Fratello arriva in paese, Fascia e Rondanina, due mazzetti di case nei boschi,113 residenti la prima e 92 la seconda (rispettivamente il più alto e il più piccolo paese della Liguria) si avviano a conquistare un altro piccolo record: saranno i primi Comuni della regione a dotarsi di un complesso e accuratissimo sistema di videosorveglianza. Una sorta di occhio gigante sul territorio che terrà sotto controllo le case, il municipio, le chiese e gli edifici pubblici. E serviranno - almeno così sperano gli amministratori locali - come deterrente contro i malintenzionati che sempre più spesso arrivano fino alle località più sperdute delle valli. Fino a pochi anni fa sarebbe stata fantascienza, ma oggi l'insicurezza del cittadino si è arrampicata anche quassù, dove la gente si conosce per nome, cognome e soprannome, dove tutti sanno tutto di tutti. Dove però sono arrivati anche i furti nelle case, non si vive più tranquilli ed è ormai impensabile lasciare aperto l'uscio di casa come era abitudine, nemmeno troppi anni fa. E quindi, via con questo personalissimo Grande Fratello, nato da un'idea del sindaco di Fascia, l'avvocato Elvio Varni, ex presidente della Comunità Montana Alta Val Trebbia (oggi guidata da Giuseppe Cevasco). "Tutto è cominciato per via dell'osservatorio astronomico - spiega Varni - che sorgerà entro l'anno a Casa del Romano, con la gestione dell'Associazione Urania di Genova. Bene, un simile centro scientifico, così isolato, ha naturalmente bisogno di essere messo sotto controllo, per evitare furti e devastazioni da parte di vandali. Allora, ho pensato di approfittare dell'occasione: perché limitarsi a chiedere delle videocamere per controllare l'osservatorio e non ampliare il raggio, estendendole anche a tutto il paese di Fascia?". Già, dice Varni, perché no? E mentre si accingeva a far preparare il progetto per chiedere finanziamenti a Regione e Provincia, a lui si è unito il collega della vicina Rondanina, Arnaldo Olinto Mangini. "Anche a Rondanina è piaciuta la proposta delle videocamere - dice ancora il sindaco Varni - e anche il collega Mangini si è accodato con il suo piccolo Comune, entusiasta dell'idea. E sembra che in futuro anche Gorreto si darà da fare per creare questo sistema di sicurezza. So che anche lì stanno già studiando un progetto simile". E stavolta la burocrazia ha bruciato i tempi: il progetto è stato presentato e approvato, per un impegno di circa 60 mila euro, di cui 50 mila garantiti dai contributi di Regione e Provincia. Le centraline delle videocamere che terranno sotto controllo Fascia e Rondanina saranno posizionate nelle sedi dei municipi, mentre l'occhio delle videocamere sarà sparpagliato in una decina di postazioni per ogni comune, senza trascurare, naturalmente, neppure le frazioni più piccole, come Cassingheno, Carpeneto e, appunto, la Casa del Romano, vicino alle pendici dell'Antola, dove sta per sorgere l'Osservatorio astronomico. Il tutto da realizzarsi, salvo imprevisti, entro la fine dell'anno. "Il progetto è pronto, ci sono già stati i sopralluoghi - conclude Varni - E la gente è contenta. Qui una volta la pace era totale, adesso si comincia ad avere davvero paura. I furti ci sono stati e, per ritrovare la tranquillità, una popolazione come la nostra composta prevalentemente di anziani gradisce molto la sicurezza offerta dalle nuove tecnologie. Un passo avanti, per vivere e far vivere meglio tutti". Meglio, certamente. Ma magari spunta un po' di nostalgia, pensando a quando le porte si aprivano davvero con lo spaghetto, come dice un'antica canzone genovese. Assolutamente fuori moda, anche lei, ormai. 29/04/2008.

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Tursi, nasce il gruppo del Pdma in due sbattono la porta (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Consiglio comunale CAMBIA ancora pelle il consiglio comunale genovese. Dopo la fuga dall'Ulivo all'Italia dei valori di due consiglieri (Anzalone e Fusco), ora altri due esponenti ulivisti potrebbero passare al gruppo misto. Si tratta di Vincenzo Vacalebre e Umberto Lo Grasso, entrambi di origine "margherita" e mai confluiti nel Partito democratico. La svolta si presenta oggi pomeriggio, perché la costituzione del gruppo del Pd diventerà ufficiale. Lo Grasso e Vacalebre non ne faranno parte e al momento restano senza "casa", solo nei prossimi giorni sarà chiarito dagli uffici se potranno dare vita a un loro gruppo o dovranno necessariamente aderire al Misto. In effetti, però, il gruppo del Pd esiste già da qualche giorno. Da quando, cioè, il capogruppo Simone Farello ha comunicato ai suoi "colleghi" e alla segreteria generale di Palazzo Tursi, il cambio di nome del gruppo: da "Ulivo" a "Ulivo-Pd". Ora, Lo Grasso e Vacalebre hanno protestato. E ieri mattina hanno incontrato direttore e segretario generale per capire il da farsi. La loro tesi è che, essendo stati eletti con la lista dell'Ulivo, possono continuare a far parte di un gruppo omonimo. Ma Farello sostiene che il gruppo è sempre lo stesso, cambia solo - in parte - la dicitura. Per contro, il regolamento comunale impone ai consiglieri di essere almeno in tre per costituire un gruppo al di là e a prescindere dai risultati elettorali e dalle liste presentate. L'incontro di ieri mattina è stato solo preliminare, Lo Grasso e Vacalebre saranno ricevuti anche la settimana prossima, quando sarà chiarito l'arcano; più burocratico che politico. Farello, in ogni caso, ieri ha chiarito: "Noi non siamo intenzionati a fare ricorsi o controricorsi. Detto che per noi Vacalebre e Lo Grasso non sono nel giusto, se qualche ufficio gli dà ragione ce ne staremo. Figurarsi se apro una disfida sulla burocrazia. Al contrario, spero ancora che il Pd riesca a convincere Lo Grasso e Vacalebre a entrare nel Pd, perché non vedo i motivi per fare altrimento. Siamo davanti a incomprensioni incomprensibili". Lo Grasso: "Il Pd è nato troppo in fretta, senza dibattito e senza mandato degli elettori. Non ci convince il progetto e per questo non abbiamo aderito. È evidente, quindi, che non ci sentiamo di aderire al gruppo. Per altro anche in questo caso avvenuto senza ragionamenti". L'estremizzazione del ragionamento di Vacalebre e Lo Grasso porta a un paradosso: sono "loro" che lasciano il gruppo dell'Ulivo, non noi che lasciamo quello del Pd. Restando in casa Pd, ma passando al consiglio regionale, c'è un giovane che sta varcando le porte di via Fieschi. La "promozione" di Claudio Gustavino dalla Regione al Senato, infatti, crea lo spazio per Lorenzo Basso, già"margherito", uomo di fiducia in Liguria di Enrico Letta, già promotore e animatore dei tavoli tematici del Pd all'indomani della Costituente ligure. E se in Comune si gonfia, come detto, il gruppo dipietrista dell'Idv, in Regione il gruppo passa da un membro (Patrizia Muratore) a due (Giovanni Paladini) e poi ancora a uno in neppure due mesi: Paladini dovrebbe staccare oggi il biglietto per la Camera. gio. m. 29/04/2008 Diventa ufficiale il cambio di nome in "Ulivo-Pd". Vacalebre e Lo Grasso minacciano ricorsi. Farello: nessuna battaglia 29/04/2008.

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Coldiretti Verona: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGROALIMENTARE. Produttori, commercianti e Authority della concorrenza alla tavola rotonda di Verona Mercato Ortofrutta, filiera pesante "Ricarichi fino al 300%" Coldiretti Verona: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza E Il Comune apre alla vendita diretta: mercatini in Borgo Roma e Borgo Venezia entro il 2009   Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli. Questa almeno è la tesi emersa nel corso della tavola rotonda organizzata da Coldiretti a Verona Mercato - moderata dal giornalista Mario Puliero - cui non hanno tuttavia partecipato i rappresentanti dei grossisti e degli esportatori scaligeri. Ma "siamo soddisfatti", spiega Damiano Berzacola, presidente di Coldi-retti Verona, "perché la tavola rotonda è stata, per la prima volta, un confronto costruttivo tra operatori di una filiera complicata e tortuosa". Tanto complicata e tortuosa che i ricarichi, relativi a "beni di prima necessità", arrivano mediamente al 200% e "se gli intermediari tra produttore e consumatore sono tre o quattro si arriva anche al 294%". Il capo area Azione economica di Coldiretti Pietro Sandali non usa mezzi termini: "La filiera dell'ortofrutta affronta problematiche nuove con una struttura vecchia. Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di servizio offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento... Sono questi i problemi che porteranno il settore a un declino certo". E poi: "Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i livelli. Facciamo un esempio concreto: una struttura come Veronamercato dovrebbe servire l'intera provincia di Verona: a che servono gli altri mercati minori? Analogamente: in Italia vi sono decine di catene tra distribuzione organizzata e grande distribuzione. Negli altri paesi europei, mediamente, se ne riscontrano cinque o sei". Berzacola si è rivolto direttamente a Fausto Bertaiola, presidente di OpCop, Consorzio ortofrutticolo padano, chiedendo "se non si possa fare qualcosa per rinnovare e diversificare i servizi che i mercati alla produzione offrono". Daniela Giangiulo, dell'Autorità garante della concorrenza, ha spiegato che nei micro-mercati (che abbondano nelle 267 filiere italiane dell'ortofrutta esaminate nell'Indagine Ic28 presentata proprio ieri) esiste un'asimmetria informativa tra acquirenti e venditori, dove si possono annidare sacche di speculazione. "Se non c'è un luogo fisico in cui si concentrino le contrattazioni, dove circolino le informazioni su qualità, quantità e prezzi, c'è il rischio che il venditore si possa approfittare della non conoscenza del compratore". E il ruolo di formazione "trasparente" dei prezzi è stato rivendicato dal direttore di Veronamercato Paolo Merci, che ha spiegato come i suoi tecnici ogni giorno redigano un listino sulle 300 referenze disponibili nei posteggi. Listino che è disponibile on-line. È, in ogni caso, l'ultimo anello della filiera, quello che meglio conosce abitudini ed esigenze dei consumatori e anche l'unico su cui ricadono le speranze di correzione dell'inefficienze nei meccanismi di formazione dei prezzi, secondo l'Antitrust: la distribuzione organizzata. Con margini, però, comunque ridotti. "Per le mele contratto con tre realtà, tra grossisti e consorzi di produttori", ha affermato Marco Varalta della Commerciale Brendolan (marchio Famila), "e per altri tipi di verdura, come le zucchine, debbo confrontarmi con decine di persone perché nessuno è in grado di rifornire la catena delle quantità necessarie". E all'origine dei disagi della distribuzione con i produttori locali anche la qualità e la categoria di frutta e verdura offerta che differisce sensibilmente da quella richiesta. Di fronte al puntuale elenco delle pecche della filiera Stefano Fanini (Codacons Veneto) ha chiesto che si faccia più outing perché i consumatori inizino a cogliere l'entità del problema: "Si potrebbe anche iniziare a separare fisicamente, nei banchi dei supermercati, i prodotti di stagione dagli altri", ha detto, "in modo che chi acquista si possa rendere conto di quanto spende e, soprattutto, di come spende". In attesa di risposte concrete, arriva la proposta del Comune di Verona. "Occorre dare spazio a produttori e operatori in città: lo faremo", ha annunciato l'assessore Enrico Corsi, "aprendo due mercatini entro il 2009, uno in Borgo Venezia e un verso Borgo Roma".  .

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AGROALIMENTARE. Produttori, commercianti e Authority della concorrenza alla tavola rotonda di Verona Mercato (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ortofrutta, filiera pesante "Ricarichi fino al 300%" Coldiretti Verona: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza E Il Comune apre alla vendita diretta: mercatini in Borgo Roma e Borgo Venezia entro il 2009   Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli. Questa almeno è la tesi emersa nel corso della tavola rotonda organizzata da Coldiretti a Verona Mercato - moderata dal giornalista Mario Puliero - cui non hanno tuttavia partecipato i rappresentanti dei grossisti e degli esportatori scaligeri. Ma "siamo soddisfatti", spiega Damiano Berzacola, presidente di Coldi-retti Verona, "perché la tavola rotonda è stata, per la prima volta, un confronto costruttivo tra operatori di una filiera complicata e tortuosa". Tanto complicata e tortuosa che i ricarichi, relativi a "beni di prima necessità", arrivano mediamente al 200% e "se gli intermediari tra produttore e consumatore sono tre o quattro si arriva anche al 294%". Il capo area Azione economica di Coldiretti Pietro Sandali non usa mezzi termini: "La filiera dell'ortofrutta affronta problematiche nuove con una struttura vecchia. Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di servizio offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento... Sono questi i problemi che porteranno il settore a un declino certo". E poi: "Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i livelli. Facciamo un esempio concreto: una struttura come Veronamercato dovrebbe servire l'intera provincia di Verona: a che servono gli altri mercati minori? Analogamente: in Italia vi sono decine di catene tra distribuzione organizzata e grande distribuzione. Negli altri paesi europei, mediamente, se ne riscontrano cinque o sei". Berzacola si è rivolto direttamente a Fausto Bertaiola, presidente di OpCop, Consorzio ortofrutticolo padano, chiedendo "se non si possa fare qualcosa per rinnovare e diversificare i servizi che i mercati alla produzione offrono". Daniela Giangiulo, dell'Autorità garante della concorrenza, ha spiegato che nei micro-mercati (che abbondano nelle 267 filiere italiane dell'ortofrutta esaminate nell'Indagine Ic28 presentata proprio ieri) esiste un'asimmetria informativa tra acquirenti e venditori, dove si possono annidare sacche di speculazione. "Se non c'è un luogo fisico in cui si concentrino le contrattazioni, dove circolino le informazioni su qualità, quantità e prezzi, c'è il rischio che il venditore si possa approfittare della non conoscenza del compratore". E il ruolo di formazione "trasparente" dei prezzi è stato rivendicato dal direttore di Veronamercato Paolo Merci, che ha spiegato come i suoi tecnici ogni giorno redigano un listino sulle 300 referenze disponibili nei posteggi. Listino che è disponibile on-line. È, in ogni caso, l'ultimo anello della filiera, quello che meglio conosce abitudini ed esigenze dei consumatori e anche l'unico su cui ricadono le speranze di correzione dell'inefficienze nei meccanismi di formazione dei prezzi, secondo l'Antitrust: la distribuzione organizzata. Con margini, però, comunque ridotti. "Per le mele contratto con tre realtà, tra grossisti e consorzi di produttori", ha affermato Marco Varalta della Commerciale Brendolan (marchio Famila), "e per altri tipi di verdura, come le zucchine, debbo confrontarmi con decine di persone perché nessuno è in grado di rifornire la catena delle quantità necessarie". E all'origine dei disagi della distribuzione con i produttori locali anche la qualità e la categoria di frutta e verdura offerta che differisce sensibilmente da quella richiesta. Di fronte al puntuale elenco delle pecche della filiera Stefano Fanini (Codacons Veneto) ha chiesto che si faccia più outing perché i consumatori inizino a cogliere l'entità del problema: "Si potrebbe anche iniziare a separare fisicamente, nei banchi dei supermercati, i prodotti di stagione dagli altri", ha detto, "in modo che chi acquista si possa rendere conto di quanto spende e, soprattutto, di come spende". In attesa di risposte concrete, arriva la proposta del Comune di Verona. "Occorre dare spazio a produttori e operatori in città: lo faremo", ha annunciato l'assessore Enrico Corsi, "aprendo due mercatini entro il 2009, uno in Borgo Venezia e un verso Borgo Roma".  .

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BREVI (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Questura Traffico impazzito per una lite in famiglia Imperia. Una lite in famiglia scoppiata ieri pomeriggio in un'abitazione di via Cascione ha mandato in tilt la viabilità anche nella galleria Gastaldi. Per sedare il diverbio sono intervenute ben tre pattuglie della polizia e un'ambulanza della Croce Bianca. A regolare il traffico, tra le proteste di numerosi automobilisti rimasti all'interno del tunnel, sono stati gli agenti del comando della polizia municipale. diano marina "Primavera in Vetrina" Bressan al primo posto Diano Marina. La " Primavera in Vetrina" ha visto al primo posto della classifica il "Caffè degustazione L'Arancio", al secondo " La Gioielleria Bressan e al terzo Antico Frantoio di Stefano Sagrato. Il Premio attinenza al tema se lo è aggiudicato Il Girasole mentre quello per l'originalità" Carpisa". Il premio fedeltàè andato a Desio Rossi mentre quello per la visione dell'insieme a Galleano. La premiazione h avuto luogo nella sala consiliare di piazza martiri alla presenza delle autorità civili locali. commercio Cambiano le regole per chioschi e piscine Imperia. I titolari di attività stagionali non dovranno più pagare il rinnovo delle autorizzazioni sanitarie. Chioschi, piscine, spiagge saranno così esonerati dal pagamento dei diritti sanitari e dalla presentazione della domanda. "Vogliamo ringraziare gli uffici dell'Asl - conferma Enrico Calvi, presidente della Fipe-Confcommercio provinciale - che, concedendo questo alleggerimento, hanno voluto dare un segnaledi allineamento con quei Paesi che cercano di adottare una burocrazia più snella e lineare" .x/29/0804.

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Sono in arrivo i dossi e il limite a 40 km/h (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

S. STEFANO SCELTE DEL COMUNE PER LA VIABILITÀ Sono in arrivo i dossi e il limite a 40 km/h Una serie di vie del centro storico, e anche a una certa distanza, diventano "residenziali". Ma, insieme, arrivano i dossi. E' quanto accadrà presto a S. Stefano al Mare. La giunta ha approvato la nuova classificazione di alcune strade. Che, appunto, le fa diventare "residenziali". Non si tratta di pura burocrazia ma di un provvedimento che automaticamente fa ridurre la velocità massima consentita da 50 a 40 chilometri l'ora. Le strade individuate sono il lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aurelio Saffi, lungomare Girolamo da Santo Stefano, piazza Baden Powell, lungomare capitano D'Albertis, via Gianni Cozzi, via Cardinale Meglia, strada Ponte Romano. In questo modo è coperto il tratto dal confine con Riva Ligure al Porto Marina degli Aregai. Sulle strade verranno posizionati rallentatori di velocità adeguandosi così a quanto prescritto dall'articolo 42 del Codice della strada. I "rallentatori" saranno del tipo in plastica. La giunta del sindaco Marcello Pallini ha anche approvato uno stanziamento di 50 mila euro da destinare all'abbattimento di barriere architettoniche nelle vie e piazze cittadine.\.

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<Basterebbe non potersi sdraiare> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COMMERCIANTI. I pareri non sono univoci: per chi plaude, c'è qualcuno che critica l'eventuale provvedimento "Basterebbe non potersi sdraiare" Gli immigrati più preoccupati per burocrazia e lavoro nero   "Il sabato c'è pieno e non è il massimo, a volte sembra un po' una casbah, ma le panchine non le toglierei". Mauro Colombo, 34 anni, che lavora nel negozio del calzolaio di Largo Formentone, mentre parla è seduto proprio su una delle panchine della discordia, quelle che il futuro assessore Mario Labolani ha annunciato di voler togliere. Chi invece spera che la decisione diventi realtà in tempi brevi sono gli edicolanti della piazza, padre, madre e figlio: "È un bivacco unico - spiega Fabrizio Ersettigh -, mangiano di tutto e lasciano le cartacce per terra. E poi sono anche brutte, queste panchine". La madre, Rosanna Zanetti, annuisce e aggiunge: "Fino a quando si siedono e basta va bene - afferma -, ma a volte qui ci dormono anche. Guardi, è una lamentela continua da parte di chi passa". Analoghe le considerazioni del marito, Pierluigi Ersettigh, il quale parla esplicitamente di "degrado". Il figlio Fabrizio rileva che se proprio si devono tenere, le panchine, si potrebbero mettere quelle che impediscono alle persone di sdraiarvisi. Giovanni, 60 anni, di Benevento, imbianchino a Brescia da 37 anni, ha votato per "Bossi e Berlusconi" e prende 740 euro di pensione al mese. Sta dando un'occhiata ai giornali appesi all'esterno dell'edicola ed è tra i più favorevoli all'abbattimento delle panchine: "Sarebbe ora, noi paghiamo le tasse e loro stanno buttati lì da mattina a sera. Bisognerebbe controllarli di più". Loro, ovviamente, sono gli immigrati. Ce n'è un gruppetto a pochi metri, seduti proprio su uno dei "sarcofaghi" della discordia. Del fatto che le panchine saranno forse tolte a breve non ne sanno nulla. E, a onor del vero, non sembra nemmeno che la cosa sia in cima ai loro pensieri. Sono originari del Bangladesh e sono arrivati a Brescia da qualche mese. Rayan, 28 anni, la mette così: "Quando ho il tempo libero vengo qui, una o due volte alla settimana - spiega -: se avessi l'auto o il motorino magari mi sposterei anche da altre parti". Con lui ci sono Sharif, 38 anni, e Sumon, 18. Tutti spiegano che la piazza è semplicemente un luogo di incontro come altri. Abitano in zona, fanno qualche lavoretto ma, sottolineano, "nè vendono droga, né fanno altro di illegale". E quando hanno tempo vengono a fare quattro chiacchiere sulle panchine. Più che altro sono preoccupati di lungaggini burocratiche, permessi di soggiorno, lavoro in nero. Sotto la pensilina metallica c'è il consueto viavai di persone che spulcia tra la merce esposta sulle bancarelle. Angelo Adducci, 58 anni, ne gestisce una di queste da una decina di anni: "Non sono d'accordo - afferma -. Le panchine sono fatte per sedersi e non si tolgono. Caso mai bisogna far rispettare di più le regole". Che significa multe per chi lascia cibo e cartacce per terra e via dicendo. Ma le panchine sarebbe meglio tenerle: "Il problema vero - conclude Adducci - è la certezza di regole condivise e un maggior controllo generale del territorio".TH.BE.

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Segue dalla prima gianni sarkò (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue dalla prima gianni sarkò L'antifascismo non porta voti questa è l'antimarcia di Roma Mettetevi addosso, ancora, i vestiti borghesi, di buona sartoria, di chi ha cominciato a scoprire Roma da grande perché da giovane, al tempo buio della militanza di sezione, in certi quartieri non potevi infilare il naso per non trovartelo rotto da qualche martellata d'odio. E mettete che in quegli stessi quartieri, ieri, anche lì, Gianni Alemanno ha dato punti a Francesco Rutelli. Siamo sinceri, hanno provato in tutti i modi a rovesciare sull'ex segretario del Fronte della Gioventù, il militante che s'è conquistato per strada i gradi del rispetto e sui libri e nei ministeri il sigillo dell'autorevolezza, il peso del suo passato. Un passato stranoto, peraltro, che Alemanno non ha edulcorato nelle sue biografie. Si è però provato a sfruttare la croce celtica che porta al collo, la croce del suo amico Paolo Di Nella, come marchio di una storia off limit per l'ingresso in Campidoglio. E lo stesso Rutelli, negli ultimi giorni, ha cercato di sfoderare il cliché, vetusto ma ritenuto affidabile, della mobilitazione antifascista: non votate me perché sono io, non votate quello perché vuole trasformare Roma in una città cupa, perché sfrutta le paure della gente a fini elettorali. La diga del vecchio antifascismo ha ceduto di schianto, e alla fine la gente ha scelto tra due uomini e due idee della Capitale, senza spaccare il capello di manicheismi consumati nella polvere del tempo. Ma non si è fatto i conti con un dato: la lunga militanza di Alemanno, mitigata dal suo volto dialogante e dall'affidabilità costruita al Ministero dell'Agricoltura, è esattamente ciò che ha convinto i romani a fidarsi di un ragazzo nato in Puglia che, come tutti gli immigrati risucchiati nell'abbraccio della Grande Meretrice, ha imparato ad amare Roma più di chi ci è nato. Lontano anni luce dal modello puponico o alla Alberto Sordi, epperò romano di certa schiatta. Volendo schematizzare, per vincere a Roma Alemanno ha messo su un pacchetto di mischia, di visione e di programma, simile a quello condensato nell'ultima fatica intellettuale del suo amico Giulio Tremonti o esemplificato nella campagna presidenziale di Nicolas Sakorzy: senza sicurezza non ci può essere speranza, senza identità culturale la modernizzazione è un progetto vuoto d'anima. E l'uomo forgiato nel cantiere ideologico della destra sociale, di una destra portata al dialogo sociale con i sindacati, all'elaborazione di alternative di governo, all'interlocuzione con il cattolicesimo organizzato, di una destra che non strilla sermoni anticomunisti, con l'ossessione della penetrazione nelle periferie, ha cavalcato con agilità il messaggio che i suoi spin doctor gli avevano affidato: rassicurare, rassicurare, rassicurare. Rassicurare la gente spaventata dall'immigrazione clandestina. Rassicurare le burocrazie umide, il milieu imprenditoriale, e la rete di poteri che aveva già decretato la permanenza di Roma nell'orbita di governo del Partito Democratico, impigriti dal quindicennio di centrosinistra e spaventati dalla "calata dei barbari". Rassicurare la destra che, apparentamenti a parte, non avrebbe tradito il mandato sarkozista, e rassicurare tutti gli elettori, come ha ripetuto fino allo spasimo nelle interviste e nelle dirette radiofoniche, che lui non era il candidato del centrodestra ma il candidato di centrodestra, in attesa di sperimentare gli effetti del ricambio democratico. Anche a Roma, con uno scatto inedito della meccanica elettorale, anche a Roma, par di capire, è finito il Novecento. 29/04/2008.

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<Nonostante le correzioni introdotte (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Nonostante le correzioni introdotte ... "Nonostante le correzioni introdotte dal Ministero del Lavoro la nuova procedura obbligatoria on line per licenziarsi presenta ancora molte complicazioni e criticità. Ancora una volta l'invadenza delle leggi e l'interventismo pubblico nell'economia di mercato rischiano di creare un eccesso penalizzante di burocrazia che provoca incertezza e confusione tra gli operatori". E' il giudizio severo del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin sulla nuova legge che regola la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori. Legge che ha abolito la classica lettera "a mano" e introdotto l'obbligo dell'utilizzo di un protocollo informatico.Su sollecitazione di Confindustria, nei giorni scorsi il Ministero ha fatto un passo indietro, abolendo quantomeno l'obbligo della validazione del modulo di dimissioni da parte di terzi (Direzioni provinciali del lavoro, Centri per l'Impiego, Patronati e Comuni) che di fatto evidenziava una assurda e inspiegabile presunzione di colpevolezza da parte dell'azienda stigmatizzata nelle leggi statali. Ora, invece, il lavoratore può scaricare il modulo, valido 15 giorni, dal sito del Ministero, compilarlo autonomamente e consegnarlo al datore di lavoro senza l'obbligo di confermare la propria volontà davanti ad uno dei soggetti abilitati all'assistenza telematica. Ma le procedure vanno ancora semplificate.

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Case eco-sostenibili con i pannelli solari (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

DA "SKEMA" DI SAN DAMIANO Case eco-sostenibili con i pannelli solari Investire subito per risparmiare nel tempo: è la filosofia che regna alla "Skema" di San Damiano, azienda diventata leader nel settore del fotovoltaico. Un sistema di risparmio pulito che si sta sviluppando non solo nel campo dell'edilizia pubblica, ma anche in quella privata. E sono sempre di più le giovani coppie che, acquistando casa, si accostano a questa nuova possibilità. L'azienda sandamianese, nonostante la novità del settore, ha alle spalle anni di esperienza, sia nel campo privato che in quello pubblico, dove ha già progettato e installato gli impianti fotovoltaici nell'ex tribunale astigiano, le scuole "Anna Frank" e "Parini". E non si parla solo di pannelli solari: tra le soluzioni a basso impatto ambientale ci sono anche sistemi per l'illuminazione dei lampioni, pompe per l'acqua, impianti per cancelli. Un'ampia gamma di possibilità per avere una casa dotata di tutti i comfort risparmiando e, allo stesso tempo, riducendo l'impatto ambientale. Molti, spiega Paolo Gallo di "Skema", i vantaggi del fotovoltaico: "In una società che scopre sempre di più il valore ambientale come bene reale, economico ed etico, questa fonte di energia ha sicuramente molti validi motivi per affermarsi. Il soddisfacimento del crescente fabbisogno di energia - aggiunge - dovrà essere assicurato nel più rigoroso rispetto dell'ecosistema". Tra i vantaggi, l'impianto fotovoltaico non ha parti in movimento, per cui non ha bisogno di combustibili e funziona a temperatura ambiente. In più, resiste agli agenti atmosferici, alle radiazioni Uv e agli sbalzi di temperatura, i moduli sono riciclabili (le componenti non deteriorabili possono essere riutilizzate). "Realizzare un impianto fotovoltaico - aggiunge Gallo - fa nascere una nuova consapevolezza nei confronti dell'utilizzo razionale dell'energia". Si tratta poi di un investimento che conviene: "Forse non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni". Con diverse possibilità: "Lo scambio sul posto consente di scambiare l'energia prodotta in eccesso con quella prelevata dalla rete elettrica, usata per esempio nelle ore notturne, oppure con la cessione in rete si può vendere l'energia non consumata al libero mercato o al gestore della rete elettrica". In ogni caso, l'azienda sarà al fianco dei clienti: "Ci occupiamo noi anche della richiesta dei contributi, ambito che spesso necessita di specialisti". Nella foto, un impianto della "Skema".

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Alla portata di tutti ma serve l'esperto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Risparmio fiscale "Alla portata di tutti ma serve l'esperto" Lettera di un cittadino La settimana scorsa è stato dato spazio allo sfogo di una società immobiliare circa le difficoltà a ottenere dall'Enea l'ok per le detrazioni collegate a investimenti nel settore del risparmio energetico. L'Enea non ha risposto, ma una replica arriva dal lettore Massimo Giudici: "Sono rimasto sbalordito di come una società immobiliare sia così sprovveduta su un decreto governativo che da subito prevedeva l'obbligo di rivolgersi a un professionista che certificasse gli interventi effettuati mirati al miglioramento energetico dell'immobile. Tali professionisti non devono essere necessariamente degli ingegneri, ma chiunque iscritto a un albo professionale e che abbia frequentato un breve corso per diventare un certificatore energetico". Giudici snocciola anche i costi: "Le parcelle dei certificatori energetici mi risulta che nel 2007 si aggirassero tra i 400 e i 700 euro a seconda delle dimensioni dell'appartamento. Nel 2008 la Finanziaria ha di fatto eliminato l'intervento dei certificatori energetici solo per la sostituzione delle finestre e dei pannelli solari, proprio perché sembrava un po' gravoso e complicato, migliorando la burocrazia presente nel 2007. Nel caso specifico riportato nell'articolo, a fronte di una sostituzione di 159 finestre, quale problema potrebbe mai essere pagare una parcella di poche migliaia di euro?". Scrive ancora il lettore: "Ovviamente tutti i prodotti che vengono installati devono rispondere a precisi requisiti e devono essere certificati dal produttore. Se l'artigiano cui si è rivolta l'immobiliare in questione non è in grado di fornire la documentazione sui suoi prodotti, l'Enea non potrà accogliere la richiesta. Consiglio quindi all'immobiliare di documentarsi un po' meglio, di usufruire del recupero fiscale perché ne vale sicuramente la pena e di non criticare un decreto governativo che funziona".

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Il sindacato, orfano dei vecchi padroni e dei nuovi lavoratori (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

In occasione della festa del 1º maggio le riflessioni dei segretari provinciali Airaudo (Fiom) e Agliodo (Cisl) Il sindacato, orfano dei vecchi padroni e dei nuovi lavoratori Airaudo: "Il nostro errore è stato metterci in relazione con la politica" - Agliodo: "È cambiata la società ma il nostro ruolo è insostituibile" Non sono, questi, tempi facili per nessuno, neanche per il sindacato. Il presidente uscente di Confindustria, Montezemolo, in uno dei suoi ultimi discorsi prima di passare il testimone, ha definito i sindacati "professionisti del veto"; Silvio Berlusconi, all'indomani della sua elezione, ha accusato loro di aver fatto scappare Air France dal tavolo delle trattative per Alitalia; in un libro fresco di stampa, "L'altra casta", a firma di Stefano Livadiotti, vengono dipinti come "macchina di potere e denari". Affondi duri, parole pesanti, che seminano discredito, delegittimando una realtà fondamentale per l'equilibrio sociale in un paese democratico. "Negare che il sindacato stia attraversando una crisi vuol dire fare come lo struzzo e non voler risolvere la situazione - afferma Giorgio Airaudo, segretario provinciale Fiom (Cgil), sigla che conta 1.200 delegati nelle aziende matalmeccaniche, 20.000 iscritti e il 56 per cento dei voti dei lavoratori, come sottolinea lo stesso segretario -. La crisi c'è e avanza da anni, da quando la globalizzazione ha cominciato a decentralizzare le aziende. Oggi ci si confronta con imprese di cui non conosci esattamente il padrone; i responsabili e le responsabilità delle imprese sono lontani dai lavoratori e dalla società in cui l'azienda opera, un processo che oggi - sostiene ancora Airaudo - tocca anche le piccole e medie imprese, di cui il tessuto industriale italiano è ricco". Oggi non è raro avere un'azienda che produce in un Paese - dove la manodopera è a più basso costo - ma che ha sede legale in un altro - dove è più conveniente in senso fiscale - e i cui proprietari vivono ancora in un altro, dove la qualità della vita è migliore. Le signore che annunciano i voli serali all'aeroporto di Francoforte stanno in realtà parlando, in piena notte, ai computer di un call center in India, dove il lavoro notturno è retribuito in maniera sicuramente minore. "Questa situazione mette il sindacato in difficoltà, in Italia come in tutti i Paesi industrializzati; dinamiche e pressioni spingono i lavoratori uno contro l'altro: i dipendenti contro i precari; gli autoctoni contro gli immigrati, il lavoratore dell'azienda privata contro quello pubblico". Una guerra che, però, non prevede vincitori. "Il termine "sindacato" deriva dal greco e significa "insieme con giustizia", ma in un mondo in cui l'ingiustizia aumenta riesce difficile tenere uniti i lavoratori, soprattutto quando si è esposti a bombardamenti mediatici che riducono l'identità a meri consumatori". Queste le pressioni esterne, che mettono in crisi assetti tradizionali e vecchie politiche. Non mancano però errori compiuti in "prima persona". "Abbiamo per esempio sbagliato quando, per supplire alla perdita dei rapporti di forza, abbiamo cercato di entrare in relazione con la politica. Le vicende dell'ultimo Governo Prodi ne sono un esempio eloquente: è stato trattato in maniera troppo amichevole, ha sicuramente goduto di un atteggiamento di favore. Il fatto, poi, che nel Governo e nel suo entourage ci fossero molti sindacalisti aveva creato, anche nei lavoratori, forti aspettative. Che sono andate deluse, come hanno dimostrato i risultati elettorali". Per il segretario Fiom c'è stato anche un altro errore di valutazione: "Si è cullato nell'idea di poter sopravvivere alla morte dei grandi partiti storici, alle debacle delle prime e seconde Repubbliche, invece il terremoto sta facendo tremare anche noi". La ricetta, per Airaudo; "è riavvicinarsi alla base, accorciare la delega perché nel tempo si è allungata troppo. Occorre restituire il potere di decisione ai rappresentati e rinsaldare il rapporto con loro perché si sentano davvero al centro del dibattito". Non vuol sentir parlare, Airaudo, invece, di privilegi e benefit: "Guadagno 1.500 euro al mese, e di ore ne faccio parecchie. Non sono previsti rimborsi e gettoni di presenza per i delegati e talvolta, quando si segue una pratica lo si fa anche pagando di tasca propria. C'è burocrazia, questo lo ammetto, ma non parlatemi di privilegi. La realtà - conclude Giorgio Airaudo - è che siamo la più grande associazione di volontariato". Sofia D'Agostino.

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Michele Francipane: il dottore di nomi, cognomi e giochi (sezione: Burocrazia)

( da "superEva notizie" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Percorsi didattici Michele Francipane: il dottore di nomi, cognomi e giochi A cura di Anna Russo Pubblicato il 28/04/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni " Photogallery Il professore nativo della provincia di Caserta, residente a Milano, ideatore della costituenda Accademia dei Ludogrammatici, è autore del Dizionario ragionato dei cognomi presentato lo scorso 15 agosto al Caffè della Versiliana.                   IL PERSONAGGIO In un momento particolare ? con il dibattito aperto sul doppio cognome ? spunta l'esperto che gioca con le parole (le frammenta, le ricompone, le scansiona) Il professore nativo della provincia di Caserta, residente a Milano, ideatore della costituenda Accademia dei Ludogrammatici, è autore del Dizionario ragionato dei cognomi presentato lo scorso 15 agosto al Caffè della Versiliana.   MICHELE FRANCIPANE: IL DOTTORE DI NOMI, COGNOMI E GIOCHI Inventore del "Giocabolario" unico in Europa, tre versioni, una in Braille per i non vedenti   Creatore di neologismi: Ludogrammatica (giocare con i nomi) Epistemonemia (indaga sui nomi delle scienze) Psiconomastica (onomastica applicata alla psicologia). È una persona che sprizza cultura da tutti i pori. Grande perspicuitas, seduce e incanta chi ha la fortuna di parlargli.       Parliamo di Michele Francipane.   Il sessantasettenne professore casertano-milanese, doppia laurea in tasca (Lettere e Pedagogia) con studi approfonditi in matematica, filosofia e musica- dirigente scolastico in pensione- è una persona speciale- che esporta con successo-nell'intera penisola - la casertanità.   Nativo di Caiazzo: una casa a Milano, nei pressi dello stadio San Siro, l'altra nei pressi del castello della sua amata Caiazzo dove ritorna diverse volte nell'arco di un anno,  Francipane è autore del Dizionario ragionato dei cognomi italiani-edito dalla Bur(Biblioteca Universale Rizzoli) contenente oltre 25mila cognomi, presentato il 15 agosto scorso al Caffè della Versiliana.   Ha pubblicato, inoltre, Il Dizionario ragionato dei nomi (pubblicato sempre dalla Bur(contenente personaggi biblici, fantastici, mitologici, titoli d'opere d'arte letterarie e musicali, testate giornalistiche, trasmissioni radio-tv, frasi celebri, modi di dire plurilingue); Il Dizionario degli aneddoti (unico in Europa) ? strumento utilissimo per chi lavora nei media ? dalla carta stampata al web, dalle radio alle televisioni ? perché consente d'arricchire, in modo colto e circostanziato, articoli, trasmissioni, interventi in dibattiti; "Ludogrammi", presentato da Bruno Munari (Mursia), "Il somario: perle chicche e strafalcioni" (Rizzoli); "Lo specchio dei numeri" (Sonzogno) e "La Smorfia del terzo Millennio" (Fabbri).   Per due decenni ha collaborato con la Mondatori, per le riviste della Disney, con il Sole 24Ore- rubrica Tempi e Passatempi, con Focus. I suoi giochi per grandi e piccini ? noti in tutto lo stivale. Gioca con le parole.   Le divide, le studia, le frammenta, le ricompone, le scansiona con il cervello- al pari di una Tac.  Suo il Giocabolario - che ha sedotto Dossena e Bartezzaghi. La soluzione per Il solitarie di Leibnitz- sempre sua. Creatore di neologismi. Ludogrammatica(giocare con i nomi) - Epistemonemia (indaga sui nomi delle scienze); Psiconomastica(onomastica applicata alla psicologia). In un momento particolare come questo- con il dibattito aperto sul doppio cognome non poteva mancare che lui- autentico esperto del settore. "I nuovi cognomi porteranno solo tantissima confusione, e una serie di problemi- afferma Francipane - convinto che l'istituzione di nuovi cognomi attenterà alla serenità delle famiglie - ostacolando, inoltre, il lavoro della magistratura.   "È una decisione difficile - che va studiata per anni - non siamo ancora pronti per una cosa del genere -occorre ancora mezzo secolo per riflettere, valutare, sperimentare- e poi prendere eventualmente la decisione".   Sua l'idea di far nascere a Caiazzo l'Accademia dei Ludogrammatici.   "Siamo nella fase costitutiva- sottolinea il fondatore, coordinatore e presidente onorario del costituendo sodalizio- La vita è gioco, il gioco è vita- AdeL- è l'acronimo che abbiamo scelto per la nostra associazione o cooperativa culturale (senza scopi d lucro) -retta dal dottor Tommaso Sgueglia-caiatino come me (vice direttore sanitario Ospedale San Sebastiano di Caserta)-  che si propone di diffondere il gioco, e non solo- in ogni sua forma fra persone da 0 a 100 anni. Tra le finalità: l'aggiornamento, la ricerca, la documentazione, l'organizzazione dei giochi, la sperimentazione e lo studio attinenti al gioco e ai giocattoli, alla loro storia e alla loro pratica, corsi di studio, seminari, convegni, laboratori ludici periodici e permanenti presso istituzioni pubbliche (scuole, biblioteche, carceri, Pro Loco...) e private (associazioni culturali e sportive, circoli o club...), mostre settoriali, concorsi... le più svariate iniziative e manifestazioni dirette a far conoscere, imparare e amare, sul piano teorico e pratico, il gioco sano (creativo, ricreativo, cognitivo, sociale, relazionale) nelle sue poliedriche forme dall'antichità ad oggi".   Idee targate Michele Francipane, casertano forza 10.                                                                                     Giuseppe Sangiovanni       L'epistemonimìa  di Michele Francipane Dalla scienza dei nomi al nome delle scienze Tu cerchi qualcosa e, per caso, ne trovi o scopri un'altra. La storia della scienza è ricca di tali felici 'incidenti' di percorso. In gergo si chiamano 'serendipity'. L'esempio più illustre è quello del fisiologo Alexander Fleming: studiando l'azione della muffa scoprì fortuitamente la penicillina. "Si parva licet componere magnis" (se è lecito paragonare i piccoli ai grandi) anche la mia modesta esperienza personale ha della serendipità. Da buon enigmista, coltivo l'onomastica che ricerca e studia i 'nomi propri': da che lingua vengono, che cosa significano e che storia ci raccontano. Ero impegnato a comporre il "Dizionario ragionato dei cognomi italiani" per la Bur quando, ricercando l'origine di un cognome, Almirante, mi sono imbattuto  nel nome di una scienza a me prima 'ignota' (nessuno sa tutto).   Così per caso ho scoperto  l' almirologia.  Ambedue i termini hanno la stessa origine araba (am+r: capo, principe), lo stesso antico suffisso modificato (al bhar/ulma: acqua-mare) ma hanno assunto valore diverso. Almirante è stato promosso a rango di 'ammiraglio' (am+r-ulma: comandante delle acque [di flotta])  e almirologia sta per 'studio delle acque salmastre'. Il suo nome fu coniato per individuare una branca interdisciplinare propria delle scienze naturali, gravitante nell'orbita di bio-chimica e geo-oceanografia. L'elenco delle discipline scientifiche che costellano l'onomastica stessa è lungo: la semiotica o  semiologia e la linguistica con i suoi rami (lessicografia, etimologia, fonetica, morfologia, semantica ecc.); branche con oggetti più vasti e generali come l'onomaturgia e l'onomasiologia, e branche con oggetti più specifici come l'antroponimia (studia i nomi propri  di persona), l'agionimia  (santi), la fitonimia (fiori e piante), l' oronimia (rilievi e valli), la zoonimia  (animali) eccetera.   In breve, l'incontro con l'almirologia ha impresso una svolta al corso delle mie ricerche, orientandolo su un progetto di Nominario unificato delle scienze dalla A come 'achiurgia' alla Z come 'zoosemiotica' e per farlo ho coniato un termine-ombrello: 'epistemonimia'. L'epistemonimìa è quindi una neo-disciplina che ha lo scopo di indagare sui nomi (greco onyma-onoma) delle scienze (o 'conoscenze': greco epist m ).   La ricerca onomastica è complessa, ma in compenso è fascinoso e intrigante perlustrarne i sentieri. Alcune scienze portano nomi fra i più curiosi, strani e sorprendenti: sempre bello scoprirli in modo semplice e piacevole, come fosse un gioco. In due sensi: dalla disciplina risalire all'oggetto e dall'oggetto alla disciplina.   Per esempio, quante e quali sono le scienze alimentari che studiano ognuna un suo specifico oggetto: alimentazione, nutrizione, dieta, grano, vino? Oppure: che significa e che cosa studia l' achiurgia? E la sitologia, la tribologia?... Avventura nel paese delle scienze-meraviglia.   Info: È possibile contattare Giuseppe Sangiovanni Giornalista freelance collaboratore per quotidiani, settimanali e tv nazionali   per segnalazioni di: - Storie curiose, al limite della credibilità, a lieto fine - Truffe, ingiustizia, burocrazia, spreco di soldi pubblici - Storie di disagio, vivibilità, ambiente  tel/fax: 0823-868787 cell.3383322917 - 3487902856 e-mail: sanzero@aliceposta.it, sanzero@libero.it       .

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GOVERNO/ SICUREZZA, OCCUPAZIONE E MENO TASSE LE PRIME (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ESIGENZE Ipsos: Italiani non chiedono diritti civili o ecologia postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 29 apr. (Apcom) - Per gli italiani è urgente intervenire sulla criminalità (27%), servono poi sostegni all'occupazione (22%) e un abbassamento delle tasse sul lavoro dipendente (20%). Sono queste le tre esigenze principali che secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Pa per il Magazine del Corriere della Sera gli italiani vorrebbero che fossero affrontate nei primi cento giorni del nuovo governo Berlusconi. L'11% degli intervistati chiede poi un miglioramento dei servizi pubblici e il 5% una semplificazione della burocrazia statale. Fanalino di coda sono le misure contro l'inquinamento (3%) e i diritti civili (2%). Dal punto di vista geografico, il 27% che chiede maggiori misure di sicurezza raggiunge punte del 33% nel centro nord mentre il nord est, nonostante sia l'area di massimo allarme della criminalità, presenta un dato assai basso (19%). Il sostegno all'occupazione raggiunge il 32% al sud e nelle isole. Come sostiene Michele Salvati, uno degli economisti interpellati dal Corriere, "in Italia non fanno presa temi non materialisti - come coppie di fatto ed ecologia - che in altri paesi segnano invece la modernità".

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Sanita': medici a prossimo ministro, meno burocrazia e stipendi piu' pesanti (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

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Rifondazione, sì alla Cisl sulla Sanità (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La parola ai lettori Rifondazione, sì alla Cisl sulla Sanità Condividiamo e rilanciamo la richiesta della Cisl provinciale di avviare e sviluppare, con adeguata sollecitudine, un confronto pubblico sul futuro della Sanità territoriale e, in particolare, sull'assetto della futura rete ospedaliera. Un invito che rivolgiamo anzitutto al sindaco di Imperia, che nei giorni scorsi ha tenuto un incontro con alcuni studenti medi sul progetto Ospedale Unico. Considerata la straordinaria importanza dell'argomento, riteniamo che si debba tenere un confronto a più voci che permetta di conoscere, valutare e dibattere le diverse posizioni in campo, di chi è favorevole al progetto come di chi è contrario e si sta battendo per proporre delle alternative. Le decisioni che dovranno essere prese vanno formate sulla base del massimo coinvolgimento della popolazione imperiese, e non già della sola concertazione tra attori politici e management dell'azienda sanitaria, come finora è stato. Chiediamo pertanto al sindaco di promuovere momenti assembleari. PASQUALE INDULGENZA CAPO GRUPPO COMUNALE PRC, IMPERIA Risponde Stefano Delfino: "Ospedale unico: sì o no? Com'era previsto, il dibattito continua. E promette altre puntate". Farmacie aperte: segnalazione errata Sabato scorso le farmacie di Imperia segnalate di turno erano la Gentile e la Torres, invece erano altre. Si trattava di un sabato inserito tra due giorni festivi, ma con un po' di buona volontà si sarebbe potuto evitare disagi diurni e notturni alla popolazione e tanto più ai turisti che conosco meno la città. LETTERA FIRMATA IMPERIA Pedoni in via Littardi transito a rischio Porto a conoscenza un problema, di facile soluzione, ma insolubile per le istituzioni nazionali e municipali. Già l'anno scorso avevo segnalato alla Polizia stradale l'inconveniente dei poveri pedoni in via Littardi che, nel tratto dal supermercato alla tabaccheria al civico 24, devono scendere dal marciapiede nelle sede stradale per recarsi alla propria abitazione. Io e mia moglia abbiamo 84 anni e, anche a causa del marciapiede scosceso e alla difficoltà di transito, sono già caduto due volte e mia moglie, affetta da morbo di Parkinson, percepisce l'indennità di accompagnamento: lascio immaginare la difficoltà e il pericolo di portarsi nella sede stradale operando un vero e proprio slalom tra le auto in sosta. Un mese fa ho avvertito la Polizia stradale e contemporaneamente, per telefono e con un esposto, la Polizia municipale, ma fino a ora non senza alcun riscontro. Speravo nelle elezioni, ma ahimè sono solo poilitiche e non amministrative. GIUSEPPE BERTOLINO IMPERIA Dalla Fipe grazie all'Asl e alla Regione Viva soddisfazione del sindacato della Fipe-Confcommercio della provincia di Imperia per la possibilità concessa ai titolari delle attività stagionali che da quest'anno non dovranno più pagare diritti per il rinnovo delle autorizzazioni sanitarie. La categoria delle attività stagionali infatti (spiagge, chioschi, piscine) è stata esonerata dal pagamento e dalla presentazione della domanda. Le attività che non hanno subìto modifiche sostanziali rispetto all'anno scorso potranno iniziare a lavorare semplicemente presentando una prosecuzione di attività al Comune competente. Apprezzamento va all'Asl Imperiese e alla Regione che, concedendo questo "alleggerimento", hanno voluto dare un segnale di allineamento con quei Paesi che cercano di adottare una burocrazia più snella e lineare: approvando tale novità in tempi ristretti hanno dimostrato di comprendere le difficoltà e le necessità della nostra categoria. Ricordiamo a chi ha già effettuato il pagamento che può chiedere il rimborso. ENRICO CALVI PRESIDENTE DELLA FIPE, IMPERIA.

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ROMA: ALEMANNO, BERLUSCONI MI HA CONSIGLIATO SNELLIMENTO BUROCRAZIA COMUNALE (sezione: Burocrazia)

( da "Caltanet" del 29-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

> NEWS--> Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - "Ieri ho sentito Berlusconi per telefono e poi l'ho incontrato all'assemblea dei parlamentari del Pdl. Mi ha detto 'sono contento quasi quanto te per questa vittoria' e poi mi ha dato dei consigli anche questa mattina sulla necessita' di dare segnali forti di cambiamento anche di snellimento della burocrazia comunale. Da questo punto di vista cerchero' di lavorare in stretta collaborazione con il governo nazionale". Cosi' il neo eletto sindaco di Roma Gianni Alemanno ha parlato in collegamento al Tg4, diretto da Emilio Fede.

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