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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 29-4-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (55)
Il credito diventa un affare in franchising
( da "Stampa,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rischia di essere un maggiore intralcio soprattutto per le pmi che con strutture snelle cercano di dribblare gli ostacoli della burocrazia. Una proposta per vivere senza traumi questo momento arriva dalle piccole banche, dal sistema della Banche di Credito Cooperativo. Tra le numerose realtà italiane di grande valore c'è la Banca di Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca de' Baldi.
Una
biologa in prima linea contro la Sla
( da "Stampa,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A tante difficoltà si aggiunge spesso anche una carico di burocrazie che in certi momenti risulta insopportabile". L'Aisla di Savona è composta da una decina di persone, tutti volontari, che sono venuti in contatto con questa terribile malattia. "Non è la stessa di Welby - precisa la dottoressa Ferraro - ma ha lo stesso impatto.
Morandini:
Fare leva su fisco e burocrazia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Fare leva su fisco e burocrazia" Per fisco e burocrazia è il momento della svolta. Parola di Giuseppe Morandini che rilancia i due pilastri del suo programma da presidente nazionale della "Piccola" di Confindustria all'indomani della delega sulla "semplificazione burocratica" che ha ricevuto dalla futura presidente Emma Marcegaglia.
Marniga:
Ora i risultati per Brescia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: asse con il presidente nazionale Giuseppe Morandini su fisco e burocrazia. È una agenda piena, ricca e concreta, quella della "Piccola" Aib presieduta da Alberta Marniga, presentata nel giorno dell'assemblea generale con gli associati, dopo tre anni di presidenza. Il momento è decisivo: dopo i progetti si mettono le "pietre".
Aziende
in crisi, interviene il Comune ( da "Arena, L'"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che complica la vita anche a Grezzana? "Le difficoltà di crescita economica provengono da lontano e da una serie di fattori", ha confermato il sindaco Mauro Bellamoli, "il sistema complessivo si è inceppato, si profilano problemi anche nella nostra vallata, quindi occorre reagire e insieme mettere in atto tutte le strategie possibili per cercare nuovi modelli di sviluppo"
Impianto
fotovoltaico investimento sicuro ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: CHI DECIDE DI PRODURRE ELETTRICITÀ ATTRAVERSO IL SOLE Impianto fotovoltaico "investimento" sicuro MENO BUROCRAZIA E PIÙ INCENTIVI: ECCO COSA STA CAMBIANDO CON IL NUOVO "CONTO ENERGIA" Grazie agli incentivi previsti in "Conto Energia" per la produzione di energia elettrica dal sole l'installazione di impianti fotovoltaici è oggi un'opportunità di investimento sicuro e redditizio.
Ortofrutta,
filiera pesante Ricarichi fino al 300%
( da "Arena,
L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di servizio offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento... Sono questi i problemi che porteranno il settore a un declino certo". E poi: "Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i livelli.
ROMA
LE CAMERE apriranno solo oggi, ma già ieri, alle 14 i
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Noi della Lega Nord- dice il parlamentare forlivese leghista- vogliamo che il distacco dei comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". Se poi, conclude Pini, "il presidente della prima Commissione della camera sarà un leghista come auspico allora l'iter sarà ancora più rapido".
CITTA'
DI CASTELLO <ORGOGLIO, ribellione e rilancio i
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il buon amministratore pubblico deve incentivare l'artigiano con meno tasse e burocrazia, con infrastrutture viarie e collegamenti adeguati". Intanto oggi prosegue "L'arte è Mobile", la manifestazione distribuita nel centro della città con la mostra mobiliera ed 'In Corso d'Opera' interventi d'arte nelle vetrine dei negozi.
Turismo,
l'ufficio apre solo alle 16 ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ufficio apre solo alle 16 MALEDETTA burocrazia. Sembra essere proprio questo il problema alla base della mancata apertura continuata degli uffici turistici di piazza della Libertà. Non ci sono festivi o ponti che tengano: i turisti interessati a ricevere informazioni sono costretti ad aspettare le 16, seduti sulle fioriere della piazza,
Rita
Ghedini (Pd): <Una grande emozione>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Per ora, noi neoeletti abbiamo avuto a che fare con la necessaria burocrazia, per fortuna sostenuti da uno staff straordinario. Ci hanno riempiti di carta, e ci sarà non poco da studiare per metabolizzare i meccanismi di funzionamento della macchina Senato. Impareremo".
Parco
wojtyla, dopo i vandali arrivano gli operai
( da "Centro,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tereo de Landerset ha portato avanti il progetto bloccato per la lentezza della burocrazia. Il parco, inoltre, sarà uno dei luoghi della città dove sarà installata la videosorveglianza: l'amministrazione comunale è impegnata nella stesura di un regolamento per il funzionamento e posizionamento delle telecamere. Secondo il programma del Comune, il parco aprirà non prima di due mesi.
In
oltrepo sono scattati i controlli dei nas - paolo fizzarotti
( da "Provincia
Pavese, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Filippo Maggi, titolare dell'azienda di Santa Maria della Versa insieme alla sorella Silvia, cade letteralmente dalle nuvole. "I Nas sono venuti a fare un controllo, nei giorni scorsi, ma non hanno trovato assolutamente nulla di irregolare - spiega - Ho in mano un "verbale di constatazione" in cui non si fa assolutamente riferimento a vino sequestrato o altre cose del
Scuola,
i genitori chiedono il dirigente unico
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: evitando inutili burocrazie e permettendo l'ottimizzazione dell'offerta formativa. "Stiamo attendendo la formazione dell'esecutivo in Provincia e in Regione - dice la Asquini - per sottoporre la richiesta all'attenzione delle sedi competenti". Il gruppo consiliare di opposizione "Pozzuolo democratica - Pd", con una nota a firma del capogruppo Marco Chiavon,
SI
REGISTRA un'altra novità in merito alle volontà secessioniste, sancite con il
refe ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vogliamo che il distacco dei Comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". Se poi, conclude Pini, "il presidente della Iª Commissione della Camera sarà un leghista come auspico, allora l'iter sarà ancora più rapido".
Secessione,
la Lega già alza la voce ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". "SE POI ? conclude Pini ? il presidente della I^ Commissione della camera sarà un leghista, come auspico, l'iter sarà sicuramente ancora più rapido". L'azione di Pini è stata troppo repentina e (soprattutto) troppo solitaria o un sintomo di grande interesse nei confronti di questi piccoli comuni?
<Le
porte di accesso all'ascensore sono piccole per la carrozzina Mia moglie
prigioniera in casa> ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una storia di ordinaria mala-burocrazia che impedisce ad un uomo sia pure malato ma certamente coraggioso, di continuare ad assistere la propria moglie. Dal comune assicurano che sono state promosse tutte le iniziative nei tempi dovuti. Ora tocca all'Aler che pare si stia attivando per rimuovere questi ostacoli.
GOFFREDO
Brandoni diventa sindaco di Falconara e la s
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stata sconfitta la burocrazia dei partiti di sinistra". E MENTRE il coordinatore provinciale di An Daniele Silvetti ha promesso che farà realizzare un busto in marmo di Brandoni (frutto di una scommessa, dato che anche Silvetti aveva spinto per gli apparentamenti), Giacomo Bugaro vede in questa vittoria, arrivata in anticipo rispetto ai risultati di Roma,
Un
progetto da 600 mila euro ( da "Adige, L'"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la normativa e la burocrazia non rendono la strada in discesa. Risultato: dopo anni di lavoro, l'ultimo collaudo è della settimana scorsa. Nel giro di pochi giorni, quindi, il laboratorio dovrebbe passare anche formalmente al Comune. L'amministrazione ne manterrà la proprietà, anche se la gestione sarà in collaborazione con l'Università e in particolare il dipartimento di fisica.
Due
viaggi di speranza grazie a voi ( da "Nuova Ferrara, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: famiglia commossa per gli aiuti Ma la nonna accusa l'assurda burocrazia ARGENTA. Martina gioca, prova a colorare come fanno i bimbi della sua età. Martina è più bella dal vivo che in fotografia. Non parla ma si fa capire. Eccome!. Sgrana i suoi occhioni neri e ti sorride. Se le dimostri amicizia ti ricompensa con un sorriso.
"sì
a ponte e rigassificatori in sicilia è ora di grandi opere" - antonio
fraschilla ( da "Repubblica, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da presidente della Regione punterei a rendere efficace la burocrazia regionale, nominando dei manager che siano professionali, indipendenti e che abbiano degli obiettivi chiari, per essere poi giudicati e cacciati se non fanno il loro dovere".
Il
liberismo che può fare rialzare la sinistra - ernesto paolozzi
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che sia in grado di accogliere le sfide liberali (meno burocrazia, meno assistenza, maggiore efficienza) ma che, al tempo stesso, sappia interpretare le esigenze della modernità e della nuova socialità, che non sono soltanto la difesa dello Stato assistenziale ma, soprattutto, le nuove istanze di liberalizzazione della politica e della società in tutti i suoi settori.
Una
città senza architettura - giuseppe guida
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli edifici e le grandi trasformazioni urbane sono costretti nelle maglie di una cieca burocrazia e non sono più la soluzione: "sono diventati la tomba dell'architettura", facendo spegnere quel desiderio di costruirci un mondo nuovo, migliore e aperto ad altre possibilità oltre il quotidiano e le emergenze.
Santa
susanna, intervento per gli affreschi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Difficilmente, però, anche nel caso in cui il progetto fosse destinato a strappare l'ok della Regione, i tempdella i burocrazia consentirebbero di avviare e ultimare i lavori in tempo per la consueta novena che in agosto attira nel villaggio di Santa Susanna tanti devoti anche dal circondario. (mac).
I
rumeni: anche noi a cortes apertas - angelo fontanesi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma tanti miei connazionali vivono nel disagio perché c'è ancora troppa burocrazia che ostacola un sereno inserimento per tanti rumeni. Un grande obiettivo sarebbe l'apertura di un Consolato rumeno a Cagliari. Ma sta a noi incominciare ad aiutarci da soli. Solo così potremo sconfiggere l'ignoranza e recuperare quel rispetto che meritiamo".
Commercianti
e comune in rivolta: negozi chiusi dalla burocrazia - luca rojch
( da "Nuova
Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia" L'assessore Vanni Sanna: "Impossibile fare turismo senza offrire servizi" LUCA ROJCH OLBIA. Addizione impossibile, creare una città turistica senza offrire servizi. La convinzione che il prodotto Olbia si venda da solo, che per un miracoloso incantesimo i turisti facciano a cazzotti per arrivare in città si schianta davanti a vetrine oscurate e strade abbandonate.
Ricostruiamo
l'autonomia, non un nuovo meridionalismo
( da "Nuova
Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Irlanda è cresciuta tanto perché ha offerto regimi di convenienza incredibili alle imprese riducendo la burocrazia a zero. E infine un tessuto culturale che parte - almeno per me - da Deffenu e si dipana lungo il crinale dei grandi intellettuali del Novecento sardo: da Michelangelo Pira fino ad Atzeni. Avete capito bene. Sergio Atzeni, il più moderno sardo-europeo che sia esistito.
Dal
K2 al Campidoglio la scalata più difficile del <monaco del Polo>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perchè Roma è città cinica con un eccesso di burocrazia e mille problemi. Ma intanto Gianni è salito sulla vetta del Campidoglio, vi ha piantato la bandiera e, convinto da Berlusconi che sostiene "scopa nuova, scopa bene", proverà a ramazzare innanzitutto quel sistema di potere - sinistra politica e costruttori - che a Roma imperversa da anni senza colpo ferire,
Un'odissea
per ottenere la cittadinanza ( da "Giornale di Vimercate"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma è impossibile superare la burocrazia" richiedi la foto Paulina Tasovac, mostra i documenti di nascita, di vaccinazione, e i contratti di affitto che dimostrano come sia sempre vissuta in Italia Burago Molgora - C'è chi, immigrato clandestinamente, viene espulso anche cinque-sei volte, senza di fatto lasciare mai i confini di Stato.
Capitani
d'industria, ma per gioco ( da "Polimerica"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: potrebbe accorgersi dell'assenza di fattori imprevedibili, ma imprescindibili, come la burocrazia e le indebite ingerenze politiche nell'economia, capaci di far fallire anche le strategie più accorte (come insegna la storia di Porto Marghera). Potrebbe essere un suggerimento agli sviluppatori per una prossima edizione del gioco.
Ma
giustizia non sarà fatta ( da "Manifesto, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: iter processuale si blocchi a causa della burocrazia procedurale, fa temere che queste difficoltà possano favorire una sorta di assuefazione da parte del pubblico. Alcuni osservatori particolarmente sospettosi fanno notare che queste lentezze sembrano funzionali all'augurio che questi vecchi criminali ultrasettantenni finiscano le loro esistenze al più presto,
Gianni,
l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori, ultrà e proletari
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Con il tricolore Gianni Alemanno, 50 anni, nato a Bari e cresciuto a Roma, festeggia l'elezione a sindaco della capitale (
<La
deriva>, l'Italia che rischia il naufragio
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 19,50 euro) sarà nelle librerie di tutta Italia a partire da venerdì 2 maggio. Nel libro i due giornalisti, autori de La Casta, raccontano l'Italia che non funziona, da quella dei primari e degli ospedali a quella delle lauree comprate, dall'energia alle infrastrutture, dalla burocrazia alla scuola.
La
burocrazia non fa crescere le imprese
( da "Giornale
di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia non fa crescere le imprese BRESCIA - Le piccole imprese hanno due "nemici": il fisco e la brurocrazia. Troppe tasse e un apparato burocratico inutile e costoso sono le cause principali del mancato decollo delle nostre imprese. Se n'è parlato ieri in Aib, all'assemblea della sezione "Piccola" guidata da Alberta Marniga alla quale è intervenuto il presidente nazionale Giuseppe
Fisco
e burocrazia soffocano le piccole imprese
( da "Giornale
di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il fisco e la burocrazia. Chi fa un'impresa in Italia ha il record assoluto di prelievo fiscale degli utili che può raggiungere il 76%". Morandini punta il dito contro la burocrazia italiana "costosa e inefficace", che riesce a paralizzare le imprese e ad avere costi inestimabili: "Ogni nuovo, piccolo adempimento burocratico costa milioni di euro alle aziende.
Valmarecchia
in Romagna, la Lega comincia la battaglia
( da "RomagnaOggi.it"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Noi della Lega Nord vogliamo che il distacco dei comuni arrivi quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude Pini - il presidente della I° Commissione della camera sarà un leghista come mi auspico allora l'iter sarà ancora più rapido.".
Berlusconi:
a Roma priorità è amministrazione meno cara
( da "Websim"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sindaco della capitale sarà quello di far costare meno la burocrazia cittadina. "Alemanno è la persona ideale per fare questo lavoro", ha detto Berlusconi a margine della prima seduta della XVI legislatura alla Camera. "E' importante che la capitale d'Italia esca dal degrado e lui (Gianni Alemanno, ndr) avrà molto da fare, cominciando con il far costare meno la macchina amministrativa.
Scudieri:
Non solo finanza, manifatturiero di qualità
( da "Denaro,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tassazione agevolata per le Pmi e burocrazia praticamente assente, tanto che è possibile avviare un'attività in soli quindici giorni, aprono interessanti opportunità di affari per le imprese". Paolo Scudieri, vicepresidente dell'Unione industriali di Napoli con delega all'internazionalizzazione, presenta così la missione a Napoli degli imprenditori di San Marino,
<un
tempo qui si stava in paceora vogliamo ritrovarla>
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E stavolta la burocrazia ha bruciato i tempi: il progetto è stato presentato e approvato, per un impegno di circa 60 mila euro, di cui 50 mila garantiti dai contributi di Regione e Provincia. Le centraline delle videocamere che terranno sotto controllo Fascia e Rondanina saranno posizionate nelle sedi dei municipi,
Tursi,
nasce il gruppo del Pdma in due sbattono la porta
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Figurarsi se apro una disfida sulla burocrazia. Al contrario, spero ancora che il Pd riesca a convincere Lo Grasso e Vacalebre a entrare nel Pd, perché non vedo i motivi per fare altrimento. Siamo davanti a incomprensioni incomprensibili". Lo Grasso: "Il Pd è nato troppo in fretta, senza dibattito e senza mandato degli elettori.
Coldiretti
Verona: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei
prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza
( da "Arena.it,
L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza E Il Comune apre alla vendita diretta: mercatini in Borgo Roma e Borgo Venezia entro il 2009 Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli.
AGROALIMENTARE.
Produttori, commercianti e Authority della concorrenza alla tavola rotonda di
Verona Mercato ( da "Arena.it, L'"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza E Il Comune apre alla vendita diretta: mercatini in Borgo Roma e Borgo Venezia entro il 2009 Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli.
BREVI
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Vogliamo ringraziare gli uffici dell'Asl - conferma Enrico Calvi, presidente della Fipe-Confcommercio provinciale - che, concedendo questo alleggerimento, hanno voluto dare un segnaledi allineamento con quei Paesi che cercano di adottare una burocrazia più snella e lineare" .x/29/0804.
Sono
in arrivo i dossi e il limite a 40 km/h
( da "Stampa,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non si tratta
di pura burocrazia ma di un provvedimento che automaticamente fa ridurre la
velocità massima consentita da
<Basterebbe
non potersi sdraiare> ( da "Brescia Oggi"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: preoccupati per burocrazia e lavoro nero "Il sabato c'è pieno e non è il massimo, a volte sembra un po' una casbah, ma le panchine non le toglierei". Mauro Colombo, 34 anni, che lavora nel negozio del calzolaio di Largo Formentone, mentre parla è seduto proprio su una delle panchine della discordia, quelle che il futuro assessore Mario Labolani ha annunciato di voler togliere.
Segue
dalla prima gianni sarkò ( da "Riformista, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Rassicurare le burocrazie umide, il milieu imprenditoriale, e la rete di poteri che aveva già decretato la permanenza di Roma nell'orbita di governo del Partito Democratico, impigriti dal quindicennio di centrosinistra e spaventati dalla "calata dei barbari".
<Nonostante
le correzioni introdotte ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: creare un eccesso penalizzante di burocrazia che provoca incertezza e confusione tra gli operatori". E' il giudizio severo del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin sulla nuova legge che regola la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori. Legge che ha abolito la classica lettera "a mano" e introdotto l'obbligo dell'utilizzo di un protocollo informatico.
Case
eco-sostenibili con i pannelli solari
( da "Stampa,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni".
Alla
portata di tutti ma serve l'esperto
( da "Stampa,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: migliorando la burocrazia presente nel 2007. Nel caso specifico riportato nell'articolo, a fronte di una sostituzione di 159 finestre, quale problema potrebbe mai essere pagare una parcella di poche migliaia di euro?". Scrive ancora il lettore: "Ovviamente tutti i prodotti che vengono installati devono rispondere a precisi requisiti e devono essere certificati dal produttore.
Il
sindacato, orfano dei vecchi padroni e dei nuovi lavoratori
( da "Eco
del Chisone" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non sono previsti rimborsi e gettoni di presenza per i delegati e talvolta, quando si segue una pratica lo si fa anche pagando di tasca propria. C'è burocrazia, questo lo ammetto, ma non parlatemi di privilegi. La realtà - conclude Giorgio Airaudo - è che siamo la più grande associazione di volontariato". Sofia D'Agostino.
Michele
Francipane: il dottore di nomi, cognomi e giochi
( da "superEva
notizie" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: settimanali e tv nazionali per segnalazioni di: - Storie curiose, al limite della credibilità, a lieto fine - Truffe, ingiustizia, burocrazia, spreco di soldi pubblici - Storie di disagio, vivibilità, ambiente tel/fax: 0823-868787 cell.3383322917 - 3487902856 e-mail: sanzero@aliceposta.it, sanzero@libero.it .
GOVERNO/
SICUREZZA, OCCUPAZIONE E MENO TASSE LE PRIME
( da "Virgilio
Notizie" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una semplificazione della burocrazia statale. Fanalino di coda sono le misure contro l'inquinamento (3%) e i diritti civili (2%). Dal punto di vista geografico, il 27% che chiede maggiori misure di sicurezza raggiunge punte del 33% nel centro nord mentre il nord est, nonostante sia l'area di massimo allarme della criminalità, presenta un dato assai basso (
Sanita':
medici a prossimo ministro, meno burocrazia e stipendi piu' pesanti
( da "ADN
Kronos" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia nello svolgimento della professione e più soldi in busta paga. Ma anche politiche più attente alla salvaguardia del Servizio sanitario nazionale. Sono queste le prime tre richieste che i medici italiani rivolgono al prossimo ministro della Salute, secondo quanto emerge da un sondaggio realizzato fra i camici bianchi da '
Rifondazione,
sì alla Cisl sulla Sanità ( da "Stampa, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: hanno voluto dare un segnale di allineamento con quei Paesi che cercano di adottare una burocrazia più snella e lineare: approvando tale novità in tempi ristretti hanno dimostrato di comprendere le difficoltà e le necessità della nostra categoria. Ricordiamo a chi ha già effettuato il pagamento che può chiedere il rimborso. ENRICO CALVI PRESIDENTE DELLA FIPE, IMPERIA.
ROMA:
ALEMANNO, BERLUSCONI MI HA CONSIGLIATO SNELLIMENTO BUROCRAZIA COMUNALE
( da "Caltanet"
del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e poi mi ha dato dei consigli anche questa mattina sulla necessita' di dare segnali forti di cambiamento anche di snellimento della burocrazia comunale. Da questo punto di vista cerchero' di lavorare in stretta collaborazione con il governo nazionale". Cosi' il neo eletto sindaco di Roma Gianni Alemanno ha parlato in collegamento al Tg4, diretto da Emilio Fede.
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ESPERIENZA DI
MUTUI PLANET L'ESPERIENZA DELLA PICCOLA BANCA PICCOLE MEDIE IMPRESE LE TAPPE DI
BASILEA 2 "Le decisioni chiave a volte si prendono perché conosciamo i
nostri clienti" Il credito diventa un affare in franchising "La
fiducia è meglio di Basilea 2" Sportelli e pmi tra scadenze europee e
nuove regole La prima rendicontazione del proprio Icaap va fatta per l'autunno
Una formula particolare di franchising. La cura nella formazione e nel supporto
degli affiliati. E ancora: la convenienza e la qualità dei prodotti offerti
unite all'indipendenza di chi non ha istituti bancari fra le proprie
partecipazioni. Sono queste, giurano dai piani alti di Mutui Planet spa,
network di mediazione creditizia, gli ingredienti che convincono sempre più
persone ad aprire un "punto vendita" e a trasformarsi, nel tempo, in
piccole e medie società. Nata nel 2004 per iniziativa dell'attuale presidente,
Marco Galliena, e di altri quattro manager con alle spalle un'esperienza nel
settore immobiliare e del credito, Mutui Planet punta, attraverso la rete dei
propri affiliati, soprattutto sull'offerta di mutui, finanziamenti e polizze
assicurative. La società ha erogato l'anno scorso un volume di mutui pari a 236
milioni, con un incremento del 329% rispetto al 2004. Il 2007 è stato chiuso
con un ricavo di oltre 6 milioni. Numeri interessanti. Come ci siete arrivati?
Spiega Marco Galliena, 35 anni, presidente del network "Una delle nostre
armi decisive è davvero la formazione. L'obiettivo è quello di far aprire un
ufficio che possa avvalersi del nostro marchio e delle nostre procedure
operative solo a chi è effettivamente in grado di farcela. Ecco perché abbiamo
uno staff che manda avanti una vera e propria scuola di formazione con 500 ore
annuali di percorsi tecnici, economico-finanziari, di marketing e
comunicazione. Dopo la scuola c'è una fase di affiancamento in un ufficio
pilota dove si vive la quotidianità della professione. In questo modo, quando
gli affiliati arrivano sul territorio di competenza, sanno cosa fare e come
muoversi. I risultati si vedono. Ogni tre settimane, inoltre, sono supportati
da nostri consulenti esperti che chiariscono ogni dubbio in merito ai prodotti
o a qualunque altro problema. Senza contare - continua Galliena - che i costi
più significativi vengono sostenuti solo quando cominciano ad arrivare i
guadagni". Ecco, appunto, i costi. "Tutti questi servizi - chiarisce
ancora il presidente - sono compresi nel contratto di franchising tra noi, che
siamo la "casa madre", e gli affiliati che versano circa 516 ? al
mese". Mutui Planet si avvale anche di convenzioni con istituti bancari
quali, ad esempio, Unicredit, Bnl, Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena.
"Possiamo contare - osserva Galliena - su una forza contrattuale in
termini di agevolazioni che il singolo cliente finale dei nostri affiliati, da
solo, non sarebbe in grado di strappare. "Va considerato - prosegue - che
comunque non siamo partecipati da banche e possiamo essere liberi e
indipendenti nel selezionare tra centinaia di offerte solo le più vantaggiose
per le esigenze dei clienti, anche quando si tratta di piccole imprese.".
La novità del 2008? "Consolideremo -conclude - la nostra piattaforma
industriale in modo che il cliente possa avere, rispetto all'individuazione del
prodotto migliore, consulenze sempre più personalizzate". \ Basilea 2
spaventa molti clienti. Ogni novità rischia di essere un
maggiore intralcio soprattutto per le pmi che con strutture snelle cercano di dribblare
gli ostacoli della burocrazia. Una proposta per vivere senza traumi questo momento arriva
dalle piccole banche, dal sistema della Banche di Credito Cooperativo. Tra le
numerose realtà italiane di grande valore c'è la Banca di Credito Cooperativo di
Pianfei e Rocca de' Baldi. Una realtà da 4200 soci diffusa tra Piemonte
e Liguria e guidata dal presidente Pier Giorgio Fulcheri, dal direttore
generale Giancarlo Saettone - uomo della finanza - e dal vice - uomo del
territorio - Michele Quaranta. "La nostra strategia è chiara - dice
Fulcheri -. Per noi è fondamentale il rapporto umano e con il territorio. Un
rigoroso percorso di fiducia basato sulle dinamiche socio-banca, banca-socio.
Insomma la conoscenza dei nostri clienti spesso vale di più di Basilea 2,
questo ci garantisce un modo di operare efficiente e buoni risultati". La
banca cuneese ha saputo crescere con il territorio e ora è legata in modo
fondamentale con il tessuto sociale ed economico dell'area di riferimento. Ma
il rapporto con gli imprenditori non è sempre facile, soprattutto ora che
aumentano le sofferenze. "E' vero - spiegano il direttore Saettone e il
presidente Fulcheri - anche se viviamo in un territorio relativamente felice le
criticità ci sono anche qui. Ma all'interno del nostro rapporto di fiducia
abbiamo saputo consigliare l'imprenditore e a volte aiutarlo a fare scelte
anche dolorose. Carto la nostra avvertenza base per tutti è che non ci si
improvvisa imprenditori, in ogni caso serve un capitale di partenza".
\Basilea2 sia per le banche che per le imprese rappresenta un'opportunità e
quello che stiamo vivendo in questi giorni è un momento chiave. Per le banche,
in quanto, riesce a coniugare gli obiettivi della vigilanza di preservare la
stabilità del sistema bancario con le logiche e le prassi gestionali per la
determinazione e l'allocazione del capitale economico. Per le imprese Basilea2
può contribuire ad incentivare una più attenta gestione degli aspetti
finanziari della loro attività e, al contempo, creare le condizioni per lo
sviluppo di una cultura della "disclosure", per fornire alle banche
informazioni trasparenti sulla propria situazione finanziaria e ottenere una
valutazione quanto più possibile oggettiva e puntuale. In merito al Secondo
Pilastro, in particolare al processo interno di determinazione dell'adeguatezza
patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process), da una indagine
condotto dall'Abi e da Pwc Advisory immediatamente dopo l'uscita delle
Disposizioni definitive sull'Icaap (già nel marzo 2007), emergeva la
consapevolezza degli istituti circa la necessità di realizzare un'efficiente ed
efficace gestione dei rischi e del capitale, in coerenza con la pianificazione
delle proprie attività e con gli scenari futuri ipotizzati. Le banche in questi
mesi sono state impegnate ad ampliare ulteriormente la gamma dei rischi
considerati e a strutturare e documentare in modo ancor più puntuale il proprio
processo di valutazione interna del fabbisogno patrimoniale complessivo. Una
prima rendicontazione del proprio Icaap dovrà essere resa nota alla Banca
d'Italia in autunno. Per andare incontro alle esigenze delle imprese l'Abi ha
attuato una serie di iniziative tra cui un Libro Bianco, che uscirà a giugno
2008 che punta a fornire una guida operativa al settore bancario in materia di
implementazione del Secondo Pilastro, una Guida destinata al segmento delle PMI
e un percorso formativo per le banche sul Pillar2, che inizierà nel mese di
giugno e che si focalizzerà sugli aspetti principali del processo Icaap
caratterizzati da alti livelli di interfunzionalità (es. pianificazione, risk
management, audit).
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La storia Casi come
Welby Un'associazione anche a Savona Una biologa in prima linea contro la Sla
MAURIZIO FICO SAVONA Il caso di G.F., 62 anni, l'artigiano di Bergeggi affetto
da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica (la stessa di Piergiorgio
Welby) e la sua battaglia - vinta anche con l'aiuto de La Stampa - per il
diritto al voto hanno portato alla luce un mondo di sofferenza silenziosa che
investe anche la provincia di Savona. Qui, dai primi di gennaio, è attiva
l'Aisla (associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), di cui è
presidente la dottoressa Daniela Ferraro, biologa. Suo padre, Giovanni, è
mancato un anno fa, per colpa della Sla, una fra le malattie più gravi che
colpiscono le cellule nervose del cervello e del midollo spinale e che
controllano la muscolatura volontaria. "Dopo il calvario vissuto da mio
padre e da quanti gli sono stati vicini, mi è sembrato giusto mettere la mia
esperienza a servizio del prossimo", dice la Ferraro. "Per i malati e
per le famiglie è importante un sostegno informativo, psicologico e di
consulenza. A tante difficoltà si aggiunge spesso anche una
carico di burocrazie che in certi momenti risulta insopportabile". L'Aisla
di Savona è composta da una decina di persone, tutti volontari, che sono venuti
in contatto con questa terribile malattia. "Non è la stessa di Welby -
precisa la dottoressa Ferraro - ma ha lo stesso impatto. In Italia si
contano circa sei malati ogni 100 mila abitanti e tre decessi al giorno. In
provincia di Savona non esiste un censimento preciso. Alla nostra associazione
risultano, per contatti diretti, una decina di casi, ma l'impressione è che il
numero sia più alto. E purtroppo l'età media si sta abbassando, sino alla
soglia dei trent'anni". Per contattare l'Aisla Savona si può telefonare al
347-7462575 (dal lunedì al venerdì, ore 14-20). L'Aisla agisce in stretta
collaborazione con l'Asl, i servizi Adi (assistenza domiciliare integrata per
pazienti ad alta intensità di cura) e del Comune. Il 7 giugno, nella sala
convegni della Provincia, è previsto un incontro-testimonianza con il dott.
Mario Melazzini, primario di Oncologia, malato di Sla da alcuni anni (si muove
soltanto con l'ausilio di una carrozzella elettrica), presidente nazionale
dell'Aisla onlus. Il 21 giugno, Giornata mondiale della Sla, spettacolo
"Ballo e suono quel che sono", con i bambini delle scuole elementari
di Boissano, presso il bocciodromo. Infine, verso fine anno, si svolgerà a
Savona un convegno di aggiornamento scientifico sulla Sla, rivolto in
particolare alle famiglie e al personale sanitario.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Speciali pag. 32
Morandini: "Fare leva su fisco e burocrazia" Per fisco e burocrazia è il momento della svolta.
Parola di Giuseppe Morandini che rilancia i due pilastri del suo programma da
presidente nazionale della "Piccola" di Confindustria all'indomani
della delega sulla "semplificazione burocratica" che ha ricevuto
dalla futura presidente Emma Marcegaglia. PRESENTE all'assemblea della
"Piccola" Aib Morandini ha parlato chiaro. "Ogni adempimento in
più - spiega il presidente - che richiede 20 minuti al giorno di impegno di un
nostro collaboratore, costa 4 miliardi di euro all'anno all'Italia. Un dato
eloquente: senza semplificazione i nostri sforzi imprenditoriali diventano
vani". Servono quindi "interventi che ci portino fuori dal paradosso
di un paese meno competitivo, che assottiglia i margini ma cresce come non mai
nell'export". La "medicina della crescita", come l'ha definita
Morandini, passa prioritariamente da due aspetti: rimodulazione della base
imponibile Irap, togliendo il costo del lavoro, e detassazione di straordinari
e premio di risultato. Saranno queste due priorità delle richieste al nuovo
Governo.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSEMBLEA. Il
leader della Piccola "Aib" sollecita atti concreti per il futuro
della provincia. Parlomes punta su alluminio e agroalimentare Marniga:
"Ora i risultati per Brescia" di Giovanni Armanini Logistica,
aggregazione, nuovi business. Ma anche welfare, pari opportunità ed il rilancio
dell'asse con il presidente nazionale Giuseppe Morandini su
fisco e burocrazia. È una
agenda piena, ricca e concreta, quella della "Piccola" Aib presieduta
da Alberta Marniga, presentata nel giorno dell'assemblea generale con gli
associati, dopo tre anni di presidenza. Il momento è decisivo: dopo i progetti
si mettono le "pietre". PICCOLA VELOCITÀ. "Da settembre
partiranno i lavori di riqualifica dello scalo di via Dalmazia, incentivati da
Aib, con le Ferrovie dello Stato al centro dell'azione" ha annunciato
Marniga lanciando un tema centrale del suo programma. "Dovremo riavviare
un dialogo con la nuova amministrazione comunale, con la quale tuttavia ci sono
già segni di condivisione - continua Marniga - per realizzare un nodo
importante per la logistica cittadina programmato per il 2010". Il
business plan, nel frattempo, ha portato ai contatti per la gestione dello
scalo, che secondo il protocollo dovrà diventare polo di interesse nazionale,
tramite l'adeguamento e la ristrutturazione delle strutture, dei magazzini e
della viabilità d'accesso. PARLOMES. "Era stato accantonato, ma a fronte
di possibiltà concrete di realizzare progetti operativi di business e sinergia
d'impresa abbiamo rilanciato uno sportello che è stato il cuore della Piccola
Aib negli ultimi anni" spiega invece Marniga parlando del Parlomes point,
che da un mese ha aperto un Gruppo di lavoro che punterà a promuovere alleanze
fra imprese. In particolare il focus sarà su un progetto di filiera nel campo
dell'alluminio e di aggregazione di aziende agroalimentari con il fine di fare
business all'estero valorizzato dalla capacità di fare massa critica dei
diversi produttori aderenti. Compito del gruppo sarà quello di esaminare le
iniziative imprenditoriali congiunte sia in termini di "business
idea", sia in termini organizzativi e finanziari, alla ricerca di partner
adeguati. WELFARE. "Femminile plurale, partito per valorizzare il ruolo
della donna imprenditrice, allarga i suoi orizzonti alla condizione lavorativa
della donna, inserendosi con proposte concrete in progetti di welfare locale e
diffusione della cultura delle pari opportunità". L'impegno è stato
ribadito da Marniga, anche su un piano ideale: "L'intento è quello di
cambiare prospettiva: i temi del lavoro sono anche problemi dell'impresa -
sottolinea la presidente - ci troviamo con leggi fuori dalla realtà che
dimostrano come noi imprenditori conosciamo meglio i nostri collaboratori di
chiunque altro, anche di chi li rappresenta". Un tema più volte ripreso
negli ultimi mesi dal presidente Luca Cordero di Montezemolo, che il presidente
nazionale Giuseppe Morandini, allargando il dibattito ai temi nazionali ha
collegato alla situazione generale rilanciando la necessità di tagli al costo
del lavoro con l'obiettivo di alzare il livello netto spendibile dei salari,
che al momento, secondo i dati dello stesso Morandini, è di un terzo (800 euro
su 2.400) di quanto speso dalle aziende: al netto delle trattenute e delle
tassazioni indirette come Iva, oneri, accise e bolli. Fra gli altri progetti a
carattere locale lo sforzo sull'innovazione, che vedrà nuovi appuntamenti in
sinergia con il Gruppo Giovani e la promozione di cultura e solidarietà
attraverso la partecipazione concreta degli associati.
( da "Arena, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
GREZZANA. Tira aria
di difficoltà economiche per le attività della Valpantena: se ne parla questa
sera in teatro con esperti di economia Aziende in crisi, interviene il Comune
Segnali di crisi anche in Valpantena? Aziende in difficoltà, carenza di investimenti,
burocrazia che complica la vita
anche a Grezzana? "Le difficoltà di crescita economica provengono da
lontano e da una serie di fattori", ha confermato il sindaco Mauro
Bellamoli, "il sistema complessivo si è inceppato, si profilano problemi
anche nella nostra vallata, quindi occorre reagire e insieme mettere in atto
tutte le strategie possibili per cercare nuovi modelli di sviluppo".
In questa ottica il Comune ha invitato la cittadinanza questa sera alle 20,30 al
cinema teatro Valpantena. Interverranno Guido Pizzamano esperto di
progettazione programmi di investimento agevolati di Rovigo e Andrea Sales
psicologo e direttore del centro di formazione Paradoxa di Treviso che si
confronteranno direttamente con i rappresentanti delle categorie. Vale a dire,
oltre al sindaco e vice sindaco Tommaso Zanini, Renzo Bombieri, in
rappresentanza degli agricoltori, Nicola Bombieri degli allevatori, Nadia
Maschi dei commercianti, Cesare Bellamoli degli industriali e imprenditori,
Arturo Alberti dell'Associazione piccole industrie, Renato Dal Corso del
Consorzio marmisti Valpantena, Germano Zanini dell'Associazione Innoval,
Luigino Zanini dei costruttori edili e Mauro Fusina degli artigiani. Nel corso
della serata verranno approfonditi alcuni temi, quali l'origine di questa crisi
economica e i tempi di superamento, le possibili soluzioni, saranno presentate
alcune ipotesi di accesso ai finanziamenti per ripartire o migliorare il
sistema produttivo anche in Valpantena. Il primo cittadino Bellamoli,
preoccupato per il profilarsi di situazioni difficili, conferma:
"l'amministrazione non può fare molto, ma propone di parlarne tutti
insieme. Siamo convinti che le disfunzioni possono anche diventare risorse per
risolvere, almeno in parte, alcune difficoltà". Tutta i citatdini sono
invitati. A.S.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
UN'OPPORTUNITÀ
CONCRETA PER CHI DECIDE DI PRODURRE ELETTRICITÀ ATTRAVERSO
IL SOLE Impianto fotovoltaico "investimento" sicuro MENO BUROCRAZIA E
PIÙ INCENTIVI: ECCO COSA STA CAMBIANDO CON IL NUOVO "CONTO ENERGIA"
Grazie agli incentivi previsti in "Conto Energia" per la produzione
di energia elettrica dal sole l'installazione di impianti fotovoltaici è oggi
un'opportunità di investimento sicuro e redditizio. Il Ministero dello
Sviluppo Economico con il Decreto ministeriale del 19 febbraio
( da "Arena, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGROALIMENTARE.
Produttori, commercianti e Authority della concorrenza alla tavola rotonda di Verona
Mercato Ortofrutta, filiera pesante "Ricarichi fino al 300%"
Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili
dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti
ortofrutticoli. Questa almeno è la tesi emersa nel corso della tavola rotonda
organizzata da Coldiretti a Verona Mercato - moderata dal giornalista Mario
Puliero - cui non hanno tuttavia partecipato i rappresentanti dei grossisti e
degli esportatori scaligeri. Ma "siamo soddisfatti", spiega Damiano
Berzacola, presidente di Coldi-retti Verona, "perché la tavola rotonda è
stata, per la prima volta, un confronto costruttivo tra operatori di una
filiera complicata e tortuosa". Tanto complicata e tortuosa che i
ricarichi, relativi a "beni di prima necessità", arrivano mediamente
al 200% e "se gli intermediari tra produttore e consumatore sono tre o
quattro si arriva anche al 294%". Il capo area Azione economica di
Coldiretti Pietro Sandali non usa mezzi termini: "La filiera dell'ortofrutta
affronta problematiche nuove con una struttura vecchia. Burocrazia,
normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di servizio
offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento... Sono questi i
problemi che porteranno il settore a un declino certo". E poi:
"Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i
livelli. Facciamo un esempio concreto: una struttura come Veronamercato
dovrebbe servire l'intera provincia di Verona: a che servono gli altri mercati
minori? Analogamente: in Italia vi sono decine di catene tra distribuzione
organizzata e grande distribuzione. Negli altri paesi europei, mediamente, se
ne riscontrano cinque o sei". Berzacola si è rivolto direttamente a Fausto
Bertaiola, presidente di OpCop, Consorzio ortofrutticolo padano, chiedendo
"se non si possa fare qualcosa per rinnovare e diversificare i servizi che
i mercati alla produzione offrono". Daniela Giangiulo, dell'Autorità
garante della concorrenza, ha spiegato che nei micro-mercati (che abbondano
nelle 267 filiere italiane dell'ortofrutta esaminate nell'Indagine Ic28
presentata proprio ieri) esiste un'asimmetria informativa tra acquirenti e
venditori, dove si possono annidare sacche di speculazione. "Se non c'è un
luogo fisico in cui si concentrino le contrattazioni, dove circolino le
informazioni su qualità, quantità e prezzi, c'è il rischio che il venditore si
possa approfittare della non conoscenza del compratore". E il ruolo di
formazione "trasparente" dei prezzi è stato rivendicato dal direttore
di Veronamercato Paolo Merci, che ha spiegato come i suoi tecnici ogni giorno
redigano un listino sulle 300 referenze disponibili nei posteggi. Listino che è
disponibile on-line. È, in ogni caso, l'ultimo anello della filiera, quello che
meglio conosce abitudini ed esigenze dei consumatori e anche l'unico su cui
ricadono le speranze di correzione dell'inefficienze nei meccanismi di
formazione dei prezzi, secondo l'Antitrust: la distribuzione organizzata. Con
margini, però, comunque ridotti. "Per le mele contratto con tre realtà,
tra grossisti e consorzi di produttori", ha affermato Marco Varalta della
Commerciale Brendolan (marchio Famila), "e per altri tipi di verdura, come
le zucchine, debbo confrontarmi con decine di persone perché nessuno è in grado
di rifornire la catena delle quantità necessarie". E all'origine dei
disagi della distribuzione con i produttori locali anche la qualità e la
categoria di frutta e verdura offerta che differisce sensibilmente da quella
richiesta. Di fronte al puntuale elenco delle pecche della filiera Stefano
Fanini (Codacons Veneto) ha chiesto che si faccia più outing perché i
consumatori inizino a cogliere l'entità del problema: "Si potrebbe anche
iniziare a separare fisicamente, nei banchi dei supermercati, i prodotti di
stagione dagli altri", ha detto, "in modo che chi acquista si possa
rendere conto di quanto spende e, soprattutto, di come spende". In attesa
di risposte concrete, arriva la proposta del Comune di Verona. "Occorre
dare spazio a produttori e operatori in città: lo faremo", ha annunciato
l'assessore Enrico Corsi, "aprendo due mercatini entro il 2009, uno in
Borgo Venezia e un verso Borgo Roma".
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 16 ?
ROMA ? LE CAMERE apriranno solo oggi, ma già ieri, alle 14 i... ? ROMA ? LE
CAMERE apriranno solo oggi, ma già ieri, alle
( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CITTA' DI CASTELLO
pag. 12 ? CITTA' DI CASTELLO ? "ORGOGLIO, ribellione e rilancio i... ?
CITTA' DI CASTELLO ? "ORGOGLIO, ribellione e rilancio imprenditoriale.
Questi devono essere i capisaldi degli artigiani". Lo sostiene il
capogruppo di An in Consiglio comunale Cesare Sassolini che, a margine della
dichiarata crisi dei mobilieri, spiega: "La politica dove si è sostituita
all'impresa ha fallito, nessuno può indicare all'imprenditore cosa, quando e
come agire. Basta le chiacchiere. Gli artigiani hanno bisogno di facilitazioni
per diffondere il loro prodotto". E Sassolini un suggerimento ce l'ha.
"Ritengo giusto puntare sulla qualità ed unicità del prodotto". E le
istituzioni? Per il rappresentante di An "l'azione istituzionale deve
guardare ai giovani, offrire loro cultura e formazione adeguata. Il buon amministratore pubblico deve incentivare l'artigiano con
meno tasse e burocrazia,
con infrastrutture viarie e collegamenti adeguati". Intanto oggi prosegue
"L'arte è Mobile", la manifestazione distribuita nel centro della
città con la mostra mobiliera ed 'In Corso d'Opera' interventi d'arte nelle
vetrine dei negozi. Sa.Salt.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPOLETO pag. 16
Turismo, l'ufficio apre solo alle 16 MALEDETTA burocrazia. Sembra essere proprio questo
il problema alla base della mancata apertura continuata degli uffici turistici
di piazza della Libertà. Non ci sono festivi o ponti che tengano: i turisti
interessati a ricevere informazioni sono costretti ad aspettare le 16, seduti
sulle fioriere della piazza, per ricevere qualche informazione utile al
loro soggiorno a Spoleto. E' successo a Pasqua e nel ponte del 25 aprile e
rischia di ripetersi il primo maggio. Gli operatori protestano: "Così non
si rende un servizio ai turisti". La questione, come è facile immaginare,
fa discutere. E ora c'è anche chi propone soluzioni diverse: "se il
problema è di organizzazione interna degli uffici, perché non coinvolgere le
scuole in un progetto di accoglienza funzionale?". Spoleto, tra l'altro,
anche per iniziative importanti ha dimostrato di poter sempre contare sui
ragazzi dell'Istituto alberghiero, che si sono sempre dimostrati all'altezza
della situazione.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLITICA pag. 10
Rita Ghedini (Pd): "Una grande emozione" "PER ME, cresciuta con
un'idea quasi sacrale delle istituzioni, entrare a Palazzo Madama è stata una
grande emozione". Rita Ghedini (Pd), è stata raggiunta a Roma dai
familiari, che oggi assisteranno alla sua prima seduta da senatore. "Per ora, noi neoeletti abbiamo avuto a che fare con la
necessaria burocrazia, per
fortuna sostenuti da uno staff straordinario. Ci hanno riempiti di carta, e ci
sarà non poco da studiare per metabolizzare i meccanismi di funzionamento della
macchina Senato. Impareremo".
( da "Centro, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AREA VERDE
DEVASTATA Parco Wojtyla, dopo i vandali arrivano gli operai MONTESILVANO. Dopo la
conta dei danni per l'ultimo assalto dei vandali armati di bombolette spray per
sporcare la casa in legno e pietre per spaccare i vetri, al parco dedicato a
Karol Wojtyla ieri è stato il giorno del ritorno al lavoro. Gli operai della
ditta Ecoesse sono tornati al lavoro per sfalciare l'erba alta e preparare il
terreno per la semina delle piante. Ma per portare avanti i lavori è necessario
scavare un pozzo per l'impianto di irrigazione ma l'autorizzazione richiesta
alla Provincia di Pescara tarda ad arrivare. Intanto, il parco stretto tra via
Gramsci, via La Farina e via San Pietro, sarà recintato con pali in ferro
battuto e di notte resterà con i cancelli chiusi. A garantirlo è stato
l'assessore all'Urbanistica Mimmo Di Giacomo che insieme all'assessore ai
Lavori pubblici Carlo Tereo de Landerset ha portato avanti
il progetto bloccato per la lentezza della burocrazia. Il parco, inoltre, sarà uno dei luoghi della città dove sarà
installata la videosorveglianza: l'amministrazione comunale è impegnata nella stesura
di un regolamento per il funzionamento e posizionamento delle telecamere.
Secondo il programma del Comune, il parco aprirà non prima di due mesi.
( da "Provincia Pavese, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca In Oltrepo
sono scattati i controlli dei Nas Accertamenti anche nella ditta vitivinicola
"Fratelli Maggi" di Santa Maria della Versa. Il titolare: "Qui
tutto regolare" Dai carabinieri sono stati controllati circa 150mila litri
PAOLO FIZZAROTTI SANTA MARIA DELLA VERSA. Controlli dei Nas nelle cantine
dell'Oltrepo. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo anti-sofisticazioni
alimentari hanno fatto un sopralluogo nella sede della ditta "Fratelli
Maggi" in via Cella
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pozzuolo. Intanto è
polemica tra amministrazione e opposizione sull'ampliamento dell'istituto Scuola,
i genitori chiedono il dirigente unico Stasera un incontro per presentare
l'attività formativa POZZUOLO. Tempi e modi dell'ampliamento della scuola
elementare di Pozzuolo saranno al centro dell'attenzione, oggi, nel corso della
presentazione dell'attività formativa per il prossimo anno scolastico, del
funzionamento del progetto integrato, dell'organizzazione scolastica. L'
incontro, cui sono invitati in particolare i genitori dei nuovi iscritti, è
previsto per le 20.30 nella sede stessa della scuola primaria, nel centro studi
del capoluogo. Le famiglie entro il 10 maggio esprimeranno le loro scelte, in
base alle quali sarà possibile definire con maggiore precisione la necessità di
spazi, al fine di mantenere la qualità del progetto scolastico, che ha fatto
cambiare il trend delle iscrizioni, un tempo in fuga verso i Comuni vicini. Ma,
dato anche l'aumento della natalità e l'arrivo di nuove famiglie residenti, ora
lo spazio scolastico comincia a scarseggiare. La giunta comunale di Pozzuolo ha
incaricato lo studio Modolo di saggiare la fattibilità dell'ampliamento
dell'edificio. "Stiamo inoltre promuovendo una serie di incontri con i
referenti scolastici - informa l'assessore all'Istruzione Antonella Asquini -
per confrontare diverse ipotesi". A giorni si avranno i dati sulla
consistenza delle iscrizioni e si potrà quindi fare una valutazione più precisa
delle necessità, però pare garantito che i bambini non dovranno spostarsi per
la mensa alle medie o all'Ipsaa, come ipotizzato inizialmente. "Attraverso
una riorganizzazione dei rientri pomeridiani - chiarisce l'assessore -
risolveremo internamente il problema dei turni in mensa". Un'altra
richiesta dei genitori è di avere a Pozzuolo un unico dirigente scolastico
anziché una direzione a Campoformido per le elementari, una presidenza a Pasian
di Prato per le medie e una a Codroipo per l'Ipsaa, evitando
inutili burocrazie e permettendo l'ottimizzazione dell'offerta formativa.
"Stiamo attendendo la formazione dell'esecutivo in Provincia e in Regione
- dice la Asquini - per sottoporre la richiesta all'attenzione delle sedi
competenti". Il gruppo consiliare di opposizione "Pozzuolo
democratica - Pd", con una nota a firma del capogruppo Marco Chiavon,
fa un appunto alla giunta di centro-destra per avere sottovalutato fin qui il
problema degli spazi alle elementari. Richiamati lo studio e le proposte di
ampliamento presentati da una commissione di genitori e insegnanti, Chiavon
ricorda che "il Pd ha presentato al sindaco un'interpellanza per avere una
risposta ufficiale che mettesse fine a tutte le varie e diverse ipotesi
enunciate da alcuni membri della giunta". "Ebbene - continua Chiavon
- dalla seduta del consiglio comunale del 27 marzo a oggi sembra di capire che
la posizione della giunta si è ancora modificata. Ci auguriamo che l'offerta
formativa del prossimo anno scolastico non ne risenta". "Sul tema
della verticalizzazione delle scuole - rimarca inoltre il capogruppo di
minoranza - nonostante i solenni impegni presi dal sindaco Geatti e dall'assessore
all'Istruzione Asquini, nulla è stato fatto". Paola Beltrame.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
URBINO E MONTEFELTRO
pag. 20 SI REGISTRA un'altra novità in merito alle volontà secessioniste,
sancite con il refe... SI REGISTRA un'altra novità in merito alle volontà
secessioniste, sancite con il referendum del 2006, da parte di alcuni comuni
del Montefeltro, per farsi annettere in Romagna. Anche se le Camere apriranno
solo oggi, già ieri alle
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BELLARIA,
SANTARCANGELO, VALMARECCHIA pag. 13 Secessione, la Lega già alza la voce ALTA
VALMARECCHIA LA PROPOSTA DI GIANLUCA PINI QUALCOSA SI MUOVE già sul fronte
secessione. A Roma, le Camere apriranno solo oggi, ma già ieri pomeriggio
Gianluca Pini, deputato della Lega Nord, ha depositato, come promesso già nei
mesi scorsi, il progetto di legge per realizzare in tempi brevi il distacco dei
comuni di San Leo, Pennabilli, Novafeltria, Sant'Agata Feltria, Talamello,
Casteldelci e Maiolo dalla regione Marche, in favore dell'Emilia Romagna e
della provincia di Rimini. "DEPOSITANDO questo progetto ancor prima
dell'apertura delle Camere diamo un segnale forte a chi vuole impedire che la
volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega Nord ? dice il parlamentare
? vogliamo che il distacco dei sette comuni arrivi quanto
prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso". "SE POI ? conclude
Pini ? il presidente della I^ Commissione della camera sarà un leghista, come
auspico, l'iter sarà sicuramente ancora più rapido". L'azione di Pini è
stata troppo repentina e (soprattutto) troppo solitaria o un sintomo di grande
interesse nei confronti di questi piccoli comuni? Il comitato del Sì in alta
Valmarecchia per ora non si esprime a riguardo. Rita Celli.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CORSICO ROZZANO pag.
22 "Le porte di accesso all'ascensore sono piccole per la carrozzina Mia
moglie prigioniera in casa" Rozzano: edificio Aler, l'appello del marito
di una disabile di MASSIMILIANO SAGGESE ? ROZZANO ? DA MESI CHIEDE un
montascale per la moglie gravemente malata, ma nessuno lo ascolta. E ora
minaccia di incatenarsi all'ingresso dello stabile se le istituzioni non gli
andranno incontro perchè anche lui è malato e deve essere sottoposto ad una
operazione e trema all'idea di dover lasciare la sua compagna di vita
imprigionata in casa. A protestare è un pensionato di 68 anni, che da sei anni
assiste la moglie che si è ammalata. Lui si chiama Luigi Alfeo e vive da sempre
in via dei Tigli al civico 7, al settimo piano di una palazzina Aler. Ma da
alcuni mesi, da quando la moglie si è aggravata, vive un vero e proprio
calvario. Per lui uscire di casa e accompagnare la moglie a fare delle visite
mediche diventa una impresa titanica. Come un'impresa per lui sono i normali
gesti quotidiani che deve compiere per aiutare la moglie. Fino ad oggi deve
dire grazie ad una vicina di casa che è sempre stata pronta ad aiutarlo e ai
volontari delle Croce Viola di Rozzano. Ma non sempre c'è chi lo aiuta. Luigi
Alfeo è un uomo come tanti altri che però da alcuni mesi ha indossato i panni
dell'eroe. Un eroe silenzioso fra le mura domestiche, almeno agli occhi della
sua amata moglie. Infatti, nonostante la tragedia che quotidianamente è
costretto a vivere per ogni esigenza della consorte - Luisa Giuca, 58 enne - ha
sempre un sorriso pronto e delle parole dolci. Anche lui è ammalato, non può
fare sforzi di alcun genere e a maggio dovrà essere sottoposto ad un intervento
chirurgico, ma trova la forza ogni giorno di aiutare la moglie ma non vuole
accettare la latitanza delle istituzioni. "Sono sette mesi che chiamo
l'Aler per sapere quando e se mi daranno una risposta alla richiesta che ho
presentato, per l'installazione di un montascale per la carrozzina di mia
moglie e per l'allargamento delle porte di accesso all'ascensore - si sfoga con
noi Luigi Alfeo -. Il montascale serve dal piano terra fino al primo piano dove
c'è l'ascensore che però ha un'apertura di porte non sufficiente a fare passare
una carrozzina. Ogni volta che chiamo nessuno mi sa dire nulla". Luigi
Alfeo ha anche presentato la domanda per l'intervento dell'Aler in comune,
all'assessore Miriam Pasqui: "L'assessore ha subito inviato la
documentazione all'Aler - spiega l'anziano disperato -. Ora la pratica è ferma
all'Aler ma io non ce la faccio più fisicamente. Aiutatemi". UNA RICHIESTA
di aiuto comprensibile considerato che l'uomo ogni giorno lava la moglie e la
veste, da solo. "Mia moglie ormai è come una bambina di un anno e mezzo".
Una storia di ordinaria mala-burocrazia che impedisce ad un uomo sia pure malato ma certamente
coraggioso, di continuare ad assistere la propria moglie. Dal comune assicurano
che sono state promosse tutte le iniziative nei tempi dovuti. Ora tocca
all'Aler che pare si stia attivando per rimuovere questi ostacoli.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FALCONARA pag. 11
GOFFREDO Brandoni diventa sindaco di Falconara e la s... GOFFREDO Brandoni
diventa sindaco di Falconara e la sua ascesa al Castello segna una svolta
epocale nel governo della città, da 60 anni amministrata da maggioranze di
centrosinistra, con il centrodestra sempre all'opposizione in tutta la storia
repubblicana. Con 6562 voti,
( da "Adige, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ricerca Passato
l'ultimo collaudo Un progetto da 600 mila euro Non è stato facilissimo, aprire
il laboratorio di "Progetto Idrogeno". Il gioiellino, pagato dalla
Provincia e costato 600 mila euro, doveva sorgere anni fa: dal 2004 ci si sta
lavorando. Ma quando si parla di idrogeno, la normativa e
la burocrazia non rendono
la strada in discesa. Risultato: dopo anni di lavoro, l'ultimo collaudo è della
settimana scorsa. Nel giro di pochi giorni, quindi, il laboratorio dovrebbe
passare anche formalmente al Comune. L'amministrazione ne manterrà la
proprietà, anche se la gestione sarà in collaborazione con l'Università e in
particolare il dipartimento di fisica. Un laboratorio, quello di Isera,
che è all'avanguardia e non solo a livello locale. L'unica realtà simile in
Provincia, è una delle poche anche a livello italiano: due sono gli altri siti
simili. Ma in entrambi i casi la fruizione di soggetti esterni - siano
scolaresche come ricercatori - è un po' difficoltosa. 29/04/2008.
( da "Nuova Ferrara, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Giorgio Carnaroli
"Due viaggi di speranza grazie a voi" Argenta, famiglia
commossa per gli aiuti Ma la nonna accusa l'assurda burocrazia ARGENTA. Martina gioca, prova a colorare come fanno i bimbi
della sua età. Martina è più bella dal vivo che in fotografia. Non parla ma si
fa capire. Eccome!. Sgrana i suoi occhioni neri e ti sorride. Se le dimostri
amicizia ti ricompensa con un sorriso. Se poi ti prende un dito perchè
non la guardi mentre stai parlando coi suoi genitori o col fratello Mattia,
tira quell'indice finchè non ti volti per guardarla, per farti vedere come gira
col suo girello all'interno della sua casa. Certo: Martina ha una difficoltà
che dura da 4 anni e su questo problema si stanno concentrando tutti gli sforzi
di mamma Alessandra, papà Massimiliano e nonna Anna Maria. Una famiglia che
dice all'unisono: "Martina non si può ignorare". In tanti ad Argenta
non l'hanno ignorata sia con lo spettacolo al teatro dei Fluttuanti sia fra le
innumerevoli sottoscrizioni nate ad Argenta e nel ferrarese persino a Bondeno e
al Lido Nazioni. Sul conto corrente Iban IT89C0564067170000000124177 aperto
appositamente per "Il volo di Martina" alla filiale argentana della
Banca Popolare di Ravenna, sono arrivati bonifici da ogni parte e di ogni
"spessore". A distanza di giorni dall'"ubriacatura" di
solidarietà esplosa per questa bimba affetta dalla nascita da paralisi
cerebrale con sindrome distonica, la famiglia ha chiesto di poter parlare. In
cucina, attorno a quel tavolo che storicamente ha rappresentato la famiglia
unita, mentre Martina beve golosamente e da sola un succo di frutta, la
famiglia intera, con umiltà e tanta dignità si rivolge a tutti coloro che hanno
capito il loro bisogno. A costoro, non potendolo fare personalmente, non
potendo abbracciare o stringere la mano a chi ha espresso così tanta
solidarietà (oltre i 10.000 euro) ecco a costoro, senza tanti giri di parole
dicono: "Grazie. Grazie di cuore". Assicurano che la somma depositata
in banca verrà utilizzata esclusivamente per due viaggi per portare Martina in
quel centro vicino Bratislava. Sottoporre Martina a una speciale e innovativa
riabilitazione grazie a una sorta di tuta spaziale meglio conosciuto come
"tutore Adeli", messo a punto dal medico specialista in neurologia
Vladimir Petrov. Viaggi che saranno fisicamente sulle spalle di nonna Anna
Maria. Infatti, per razionalizzare le spese, la nonna partirà da sola con
Martina. Per due settimane l'assisterà in tutto e se si considera che dopo tre
ore con la bimba si è sfiniti, per la nonna la fatica passa in secondo piano.
"Perchè faccio tutto questo? Lo ripeto:Martina non si può ignorare. Da
tempo capivo di esplodere da un momento all'altro. Che covavo da quattro anni
l'esigenza di fare qualche cosa perchè Martina è già fortunata di avere una
famiglia così, con tutte le altre persone che hanno prestato la loro disponibilità.
Sono esplosa anche perchè non c'è collaborazione dalla sanità pubblica; Martina
ha bisogno di una certa riabilitazione e non è certo quella che siamo in grado
di fare tutti. Anche l'ultima volta - riprende nonna Anna Maria che mette a
nudo il nocciolo della questione burocratica - nell'incontro con l'Usl di
Portomaggiore abbiamo spiegato che ci servirebbe un certificato per presentare
la domanda alla Regione, che senza questo pezzo di carta fatto dal
neuropsichiatra, non possiamo presentare la domanda per avere il rimborso.
Nessuno firma che Martina ha bisogno di cure di riabilitazione e questo non lo
dichiareranno mai. Non posso quindi presentare il modello E112 per le cure
all'estero perchè non abbiamo questo certificato. Che poi la Regione lo respinga
dico che esistono anche i ricorsi mentre io non riesco nemmeno a partire".
Nonna Anna Maria, cosa si aspetta da questo terzo viaggio con Martina in
Slovacchia? "Io non mi illudo - precisa - ma credo molto nella
riabilitazione e in quello che viene fatto. In questi due cicli che ha già
fatto, non solo io ho visto dei risultati nonostante non viva con Martina visto
che abito a Ravenna. Ho notato sul posto i miglioramenti ma non oso mai dire
alla mamma e al papà cosa ho visto per non illuderli: aspetto che siano loro ad
accorgersi. Martina ha bevuto da sola, è stata nella vasca da bagno in
ginocchio. Il mio obiettivo è rendere Martina il più possibile autonoma. Quando
siamo tornati, Martina tenta di fare le scale e per lei è una gioia incredibile
tant'è che te lo fa rifare 20 volte. La bimba non vede l'ora che arrivi a casa
qualcuno per dimostrarglielo: queste sono le soddisfazioni. Se mi è esplosa la
rabbia che ho dentro per tutto quello che non ci viene dato - conclude Anna
Maria - la forza me l'ha data Martina. è lei che ti chiede e t'implora e
allora: non posso ignorarla". Giorgio Carnaroli.
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Palermo
Il federalismo La concertazione "Sì a ponte e rigassificatori in Sicilia è
ora di grandi opere" Bonanni: la Cisl è pronta al dialogo L'intervista è
difficile spiegare ai lombardi o ai veneti che devono pagare le tasse per
mantenere la nostra sanità, ma serve un sistema solidale è stato un errore non
coinvolgere le forze sociali nelle scelte spero che Lombardo ripari allo
sbaglio del suo predecessore ANTONIO FRASCHILLA Federalismo fiscale
"perché è difficile spiegare ai lombardi o ai veneti che devono pagare le
tasse per mantenere anche la sanità siciliana". Via libera al ponte sullo
Stretto "perché in attesa di fare le altre opere prioritarie, a oggi non
si è fatto nulla". Avvio di una concertazione vera con il nuovo governo
regionale, "perché se si vuole cambiare la Sicilia occorre farlo insieme,
da solo nessuno ha il potere di modificare nemmeno la struttura della sanità
siciliana". Sono queste le linee guida che il segretario nazionale della
Cisl, Raffaele Bonanni, ha indicato agli iscritti siciliani che ieri a Palermo
hanno eletto il nuovo segretario regionale Maurizio Bernava. Ma le parole di
Bonanni, ex segretario della Cisl palermitana e poi siciliana, sono soprattutto
indirizzate al futuro governatore Raffaele Lombardo. Segretario Bonanni, il
sindacato da anni non è coinvolto nelle scelte della Regione. L'ex governatore
Salvatore Cuffaro non ha mai avviato alcun tavolo di concertazione su temi che
riguardano lo sviluppo della Sicilia. Pensa che adesso, iniziata l'era
Lombardo, ci siano dei margini per riaprire un dialogo vero con Palazzo
d'Orleans? "è stato un grave errore in passato non avere coinvolto il
sindacato nelle scelte che riguardano poi tutti. Penso che il presidente della
Regione appena eletto, Lombardo, debba invece riprendere la concertazione, come
deve fare il nuovo governo nazionale. Il Paese non ce la fa senza
collaborazione, ma soprattutto la Sicilia rischia di essere ancora più
danneggiata da una mancanza di vera collaborazione con le istituzioni. Ho la
sensazione che le autorità nazionali ed europee siano state, e lo siano
tuttora, disattente nei confronti della Sicilia, e questo anche perché le
classi dirigenti dell'Isola non sempre fanno quello che devono fare. Prendiamo
a esempio il tema della sanità: può un assessore da solo resistere a una
pressione fortissima fatta di interessi incrociati tra pubblico e privato, il
tutto coperto con i soldi pubblici?". Soldi pubblici che a volte non
bastano, tanto è vero che adesso la Regione, per coprire il buco della sanità
che sfiora il miliardo di euro, ha dovuto alzare di un punto le tasse che
pagano le imprese, Irap in testa. "Il problema della sanità in Sicilia è
il proliferare di convenzioni con i privati che fanno poi le stesse cose del
pubblico. Non si capisce perché in Sicilia vi siano oltre duemila convenzionati
esterni, il tutto senza alcun criterio di specializzazione, di differenziazione
rispetto a quello che offre la sanità direttamente pubblica. Gli sprechi nella
sanità siciliana, inoltre, sono difficili da spiegare ai lombardi o ai veneti
che pagano le tasse anche per mantenere il sistema sanitario dell'Isola. Per
questo siamo favorevoli ad un federalismo fiscale equo e solidale, nel solco del
sistema tedesco". Anche Lombardo invoca più federalismo e maggiore
autonomia, ma in tema di tasse chiede la fiscalità di vantaggio per le aree
depresse del Paese, Sicilia in testa. "La Sicilia è già una Regione a
statuto autonomo, e quindi ha poco senso chiedere un maggiore federalismo. In
tema di tasse, ripeto, sono favorevole al federalismo fiscale solidale alla
tedesca. Cioè, una parte delle tasse deve essere dirottata in un grande fondo
nazionale che poi viene ridistribuito con criteri che agevolino le regioni che
ne hanno più bisogno e che da sole non riescono a reggere. Una ridistribuzione
che però non deve arrivare a pioggia, ma in base a degli obiettivi ben precisi
che le regioni devono perseguire". La Cisl è invece sulla stessa lunghezza
d'onda del presidente Lombardo per quanto riguarda il ponte sullo Stretto. Non
pensa però che ormai il ponte sia diventato soltanto un tema ideologico? Che
nessuno dei governi nazionali e regionali abbia fatto passi concreti per la sua
realizzazione e per progettare le altre infrastrutture considerate prioritarie
rispetto al ponte stesso? "Come Cisl da sempre siamo favorevoli al ponte
sulle Stretto. Un'opera che deve essere fatta subito, senza aspettare prima che
partano i lavori per le altre opere di collegamento interno della Sicilia:
perché in questo modo, fino ad oggi, non si è fatto né l'uno né le altre.
Inoltre, grazie al meccanismo del project financing, la realizzazione del ponte
potrebbe attrarre investimenti anche per altre opere, come le autostrade le vie
del mare e le ferrovie. Occorre iniziare ad attrarre investimenti". A
proposito d'investimenti, in Sicilia ci sono aziende nel campo energetico e
turistico che sono pronte a staccare un assegno da 3 miliardi di euro per i
rigassificatori, i termovalorizzatori, l'eolico e il golf resort di Sciacca.
Lombardo però ha detto no ai rigassificatori e all'eolico, ed è stato poco
chiaro sui termovalorizzatori. Secondo lei, quali di questi investimenti
occorre subito agevolare? "Tutti: i termovalorizzatori perché in Sicilia
vivono sei milioni di persone che producono rifiuti, i rigassificatori perché
potrebbero diventare fondamentali nella politica energetica italiana, e lo
stesso vale per l'eolico. Da presidente della Regione
punterei a rendere efficace la burocrazia regionale, nominando dei manager che siano professionali,
indipendenti e che abbiano degli obiettivi chiari, per essere poi giudicati e
cacciati se non fanno il loro dovere".
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Napoli IL
LIBERISMO CHE PUò FARE RIALZARE LA SINISTRA ERNESTO PAOLOZZI Q uando Antonio
Bassolino ha chiesto di riaprire la discussione politica in un nuovo
laboratorio per le alleanze politiche in Campania e nel Sud, da più parti si è
espressa soddisfazione per l'avvio di un processo al quale non sembra per ora
potersi opporre un altro percorso che non sia quello delle grida, delle
lamentele e del qualunquismo politico elevato a politica da strumentalizzatori
di vario tipo e vario genere. Ma non appena Mariano D'Antonio, neoassessore al
Bilancio della nostra Regione, ha proposto un dettagliato programma di sviluppo
economico per il Sud nei decisivi anni (fino al 2013) in cui verranno impiegati
i fondi europei, da qualche parte della sinistra radicale si è già gridato allo
scandalo. Ecco, bisogna innescare prima lo sviluppo per poter distribuire il
reddito o, ridistribuendone almeno un poco, si può pensare di innescare lo
sviluppo? Personalmente sono convinto che quella indicata da D'Antonio sia la
strada giusta. Ma ciò che conta non sono le nostre personali convinzioni, ma la
realtà politica, che deve tener conto delle concrete forze in campo. Ora io
credo: la sinistra non può inseguire, come in alcuni settori riformisti si
pensa, sic et simpliciter, i liberali. Tanto è vero che non può che la destra,
per bocca di Tremonti e non solo di Tremonti, non sembra più essere quella
liberista e mercantile che si professava anni fa ma, addirittura, si dichiara
protezionista e, in qualche momento, si presenta populista e statalista. Vuol
dire che anche a destra devono quadrare il cerchio. Ma se la sinistra non deve
inseguire i liberali, nemmeno può tornare a essere massimalista come ormai, ci
auguriamo, a tutti è chiaro. E allora, forse, dal laboratorio campano potrebbe
venir fuori, finalmente, un nuovo profilo riformatore, che
sia in grado di accogliere le sfide liberali (meno burocrazia, meno assistenza, maggiore efficienza) ma che, al tempo stesso,
sappia interpretare le esigenze della modernità e della nuova socialità, che
non sono soltanto la difesa dello Stato assistenziale ma, soprattutto, le nuove
istanze di liberalizzazione della politica e della società in tutti i suoi
settori. Si deve rimettere in moto la mobilità sociale, si devono
disarticolare le caste di ogni tipo e di ogni genere, si deve, se mi è concesso
dirlo, far respirare di nuovo la vita politica e sociale. Nell'università, nel
sindacato, nel mondo dell'informazione, ovunque si sono stratificati piccoli e
grandi poteri, per tanti aspetti opprimenti. Sono queste le vere ingiustizie
del nostro mondo. Non si tratta del puro liberismo degli anni Ottanta o di un
liberalismo di scuola. Si tratta di una visione nuova, almeno per l'Italia, da
imprimere nei partiti della sinistra innanzitutto a livello culturale e poi a
livello comportamentale. Fra i motivi profondi della sconfitta elettorale vi è
senza dubbio quel senso opprimente, quasi persecutorio, che il termine sinistra
evoca immediatamente nella maggioranza degli italiani. Per quanti sforzi abbia
fatto il Partito democratico, come ammettono i suoi dirigenti, non si è
riusciti a scalfire questa percezione diffusa. La sinistra cosiddetta radicale
deve compiere su questo terreno un gigantesco passo in avanti e, per certi
aspetti, tornare alle sue origini di forza etico-politica libertaria. Le stesse
forze di centro, escluse dall'alleanza di centrodestra con la Lega, possono
ritrovare in questo quadro un nuovo orizzonte per l'azione politica, svolgendo
un ruolo di stimolo e, vorrei dire, di vidimazione del rinnovamento dell'intera
sinistra democratica italiana. Semmai, perfino per prepararsi, un domani, a
guidare una destra che, prima o poi, esaurirà, alla prova del governo, la
propria spinta propulsiva.
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Napoli
UNA CITTà SENZA ARCHITETTURA GIUSEPPE GUIDA I l risultato è uno spazio urbano
in decadenza o fintamente riqualificato, dove prevalgono la standardizzazione
del costruire, modelli a buon mercato e una totale assenza di regole e
organismi che, sull'esempio di tante capitali europee, possano intervenire
sulla qualità. Per valutare la qualità e l'opportunità di un progetto da noi,
per esempio, ci si affida alla modesta rilevanza della commissione Edilizia, in
grado di verificare soltanto la banale congruenza di un progetto con i piani e
le normative vigenti, o ai veti "a orologeria" della Sovrintendenza.
A Napoli non esiste lo strumento del concorso di architettura. Quella che
dovunque è una prassi consolidata, da noi è un impiccio di cui disfarsi al più
presto. Gli unici due veri concorsi di architettura internazionali fatti negli
ultimi dieci anni e costati centinaia di migliaia di euro (quelli per il Parco
di Bagnoli e per il Porto di Napoli), si sono arenati nelle secche della
volontà politica e nell'assenza di quell'efficienza burocratico-amministrativa
che altrove è in grado di portare a termine i procedimenti. Quando i progetti
partono, poi, i tentativi di mimare la Barcellona del Forum o la Valencia della
Coppa America, i loro parchi e i loro grandi progetti di riqualificazione
urbana, si spengono miseramente, come al Parco Marinella, progettato dieci anni
fa e ancora oggi uno di quei luoghi simbolo che tengono Napoli saldamente
ancorata a un'immagine di rovina. E il Forum delle Culture del 2013 viene
declassato a "piccolo evento", tanto piccolo che necessita di ben due
commissari che si controlleranno a vicenda, rendendo come al solito ambigua la
gestione dell'intera faccenda. Non è soltanto la spazzatura, insomma, che ha
portato Napoli fuori della moderna competizione globale tra grandi città. E non
è, comunque, solo un problema di grandi opere. Costruire arredi urbani,
marciapiedi e piazze che durano pochi mesi, come capita a Napoli, non è solo un
venir meno a un obbligo contrattuale da parte delle società appaltatrici, ma
esito della totale assenza di dovere etico del soggetto politico delegato
all'amministrazione e alla costruzione dello spazio pubblico vero e non di un
suo simulacro fragile, precario e insicuro, come le aree pedonali sconnesse di
via Roma, o quelle di Chiaia, o il tufo consunto, male pensato e male
utilizzato nella Villa Comunale, o ancora i recenti lavori di pavimentazione in
via Tasso. Accanto alla crisi politica e, conseguentemente, di
rappresentatività, c'è un'ormai insostenibile assenza di un apparato
amministrativo efficiente, di sistematicità dell'azione, di organizzazione e di
costanza. Per Napoli vale pienamente quanto ha detto Aaron Betsky, curatore
della prossima Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia:
spesso i nuovi spazi pubblici e privati, gli edifici e le
grandi trasformazioni urbane sono costretti nelle maglie di una cieca burocrazia e non sono più la soluzione:
"sono diventati la tomba dell'architettura", facendo spegnere quel
desiderio di costruirci un mondo nuovo, migliore e aperto ad altre possibilità
oltre il quotidiano e le emergenze.
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUSACHI Santa
Susanna, intervento per gli affreschi BUSACHI. I dipinti che affrescano il soffitto
del presbiterio della chiesetta rurale di Santa Susanna (nella foto) sono al
centro di un progetto di restauro che il Comune conta di portare a compimento
nell'eventualità che vada in porto il tentativo di reperire le risorse
finanziarie attraverso la partecipazione a un bando indetto dalla Regione. La
richiesta è stata inoltrata qualche giorno fa, allegata alla relazione sullo
stato di conservazione degli affreschi che dominano dall'alto l'abside
dell'edificio di culto consacrato nel 1349 e interessato, in epoche diverse, da
ricostruzioni e lavori di ampliamento, come quelli portati a termine nel
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Parla una delle
organizzatrici dei rituali della Resurrezione I rumeni: anche noi a Cortes
apertas Dopo la Pasqua ortodossa nasce l'idea di un'associazione ANGELO
FONTANESI OROSEI. Anche la Pasquetta dei rumeni ortodossi non è molto diversa
da quella nostrana. Ma quella vissuta ieri dai rumeni oroseini è stata
particolare. Questa volta a far parlare i giornali della loro comunità non era
infatti un triste fatto di cronaca ma un evento di grande valenza sociale da
loro hanno fortemente voluto e organizzato. La celebrazione della Pasqua
Ortodossa officiata dal Pope Costantin Ciubanu domenica alle 4 della mattina
nella chiesa di Sant'Antonio abate è servita per far scoprire un'altra faccia
di una comunità conosciuta soprattutto perché fornitrice di badanti e muratori
a poco prezzo o di servi pastori e braccianti disposti per pochi euro al giorno
a sobbarcarsi lavori che tanti italiani non fanno più. O peggio ancora per le
efferate imprese criminali di pochi loro connazionali. "Ma un po' è anche
colpa nostra. Sta a noi rumeni per bene mostrare e metter in piazza i valori
sani della nostra cultura e della nostra tradizione per farci conoscere e farci
rispettare nei paesi dove viviamo e abitiamo per quel che valiamo". Così
commentava ieri Floriana Bizdoaca, 41 anni, rumena di Craiova, madre di tre
figli, sposata con un sottoufficiale dell'Arma. Immigrata in Italia 15 anni fa,
da 12 abita in Sardegna e a Orosei è arrivata l'anno scorso seguendo il lavoro
del marito. è stata lei a organizzare la celebrazione della Pasqua ortodossa a
Orosei, e lo ha fatto non solo per un fatto religioso ma soprattutto perché
fosse da stimolo per il riscatto sociale della sua gente. "Per dieci anni
con la mia famiglia ho vissuto in Barbagia - racconta Floriana Bizdoaca -
ancora non era iniziato il fenomeno della immigrazione rumena di massa e io e i
pochi connazionali abbiamo potuto instaurare un ottimo rapporto con la comunità
locale e anche con le amministrazioni comunali. Come rumeni abbiano partecipato
a manifestazioni come Cortes apertas e altre iniziative mettendo in mostra le
nostre tradizioni gastronomiche e i prodotti del nostro artigianato. Perché non
riproporre queste cose a Orosei? Dovremmo creare una associazione culturale e
prendere parte attiva alla vita sociale di un paese dove vivono tanti rumeni,
tutti onesti e lavoratori". Non si nasconde dietro un dito Floriana
Bizdoaca e riporta in ambito oroseino i punti fondanti dell'omelia che il Pope
Costantin Ciobanu ha recitato durante la cerimonia pasquale: "La nostra
comunità vive un momento molto delicato - ha detto il prete ortodosso - Le
esecrabili gesta di qualche nostro connazionale danno la stura a comprensibili
generalizzazioni e speculazioni giornalistiche. Tra noi rumeni a questo punto è
importante che si rafforzi il sentimento di unione e che la nostra comunità sia
solidale con chi di noi vive nel disagio e nella sofferenza, perché in una
situazione di lontananza dalla propria terra madre tutti possono dare e
ricevere aiuto". Unione, confronto e solidarietà per rompere l'isolamento
ed abbattere i pregiudizi. "Il nostro riscatto sociale però - dice
Floriana Bizdoaca - passa anche attraverso aiuti istituzionali. Io mi considero
una "immigrata fortunata" ma tanti miei
connazionali vivono nel disagio perché c'è ancora troppa burocrazia che ostacola un sereno
inserimento per tanti rumeni. Un grande obiettivo sarebbe l'apertura di un
Consolato rumeno a Cagliari. Ma sta a noi incominciare ad aiutarci da soli.
Solo così potremo sconfiggere l'ignoranza e recuperare quel rispetto che
meritiamo".
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia Commercianti e
Comune in rivolta: "Negozi chiusi dalla burocrazia" L'assessore Vanni
Sanna: "Impossibile fare turismo senza offrire servizi" LUCA ROJCH
OLBIA. Addizione impossibile, creare una città turistica senza offrire servizi.
La convinzione che il prodotto Olbia si venda da solo, che per un miracoloso
incantesimo i turisti facciano a cazzotti per arrivare in città si schianta
davanti a vetrine oscurate e strade abbandonate. La domenica si ripete
la serrata del 25 aprile e si prepara quella del 1 maggio. Immagine in replay.
Qualche turista lasciato a rosolare sotto il sole tra i viali e le piazze di
granito. Il sogno da metropoli delle vacanze si infrange contro le saracinesche
sigillate e la legge regionale che impone la serrata. Il capoluogo, e
roccaforte dell'iperliberismo di ispirazione berlusconiana, è l'unico a
piegarsi alla legge regionale che fissa in modo rigido le giornate di chiusura.
I comuni della Gallura costiera nei panni dei simpatici birbanti decidono di
disobbedire. Ma nessuna trasgressione della legge. I sindaci si arrampicano a
una sentenza del Tar del Lazio. Foglia giuridica di fico, per consentire ai
commercianti di accendere le insegne durante i giorni di festa. Difficile
pensare alla piazzetta di Porto Cervo senza lo scintillio delle vetrine nel
ponte che fa da anteprima dell'estate. Ma il sindaco, Gianni Giovannelli non ha
firmato l'ordinanza. "Gli uffici legali dell'amministrazione ci hanno
sconsigliato di emanare un'ordinanza illegittima - spiega l'assessore alle
attività produttive Vanni Sanna -. Non condivido questa legge, ma devo
rispettarla. Per me che sono anche assessore al Turismo la difficoltà è doppia.
In questi mesi ho girato tutta l'Europa per promuovere il territorio. Ma è
impossibile allungare la stagione se la Regione impone di chiudere le attività
commerciali nei giorni di festa. Il 25 aprile è arrivata una nave carica di
crocieristi. I turisti hanno passato la loro giornata davanti a saracinesche
sigillate. Credo sia fondamentale una maggiore attenzione. Non si può chiedere
lo sforzo ai commercianti di farsi promotori di iniziative per incentivare
l'offerta, poi impedire loro di tenere aperto in giorni strategici". Il
presidente della confcommercio, Italo Fara, critica l'inutile severità di una legge
che rispetta, ma non condivide. "Siamo critici verso una normativa che
deve essere rivista - dice il presidente Fara -. L'antitrust ha dato ragione ai
commercianti che volevano aprire. è impossibile imporre la chiusura nelle città
d'arte e in quella a vocazione turistica come Olbia. In ogni caso non si
tratterebbe di un obbligo a mantenere aperto nei giorni di festa, ma di una
possibilità. La scelta deve essere lasciata alla discrezione del proprietario.
Ho apprezzato il comportamento dell'amministrazione che non si è voluta
sostituire a organi legislativi sovraordinati, ora mi attendo che anche la
Regione si ravveda e cancelli questa norma".
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Bruno Murgia *
Ricostruiamo l'autonomia, non un nuovo meridionalismo Posso dirlo? L'articolo di
Mario Segni mi è sembrato più un lamento snob che una lucida analisi del
fenomeno Lega e della vittoria del Pdl. Come se dal tappeto l'insigne
professore avesse voluto spazzare via tutti quegli elementi che hanno creato le
basi perché il successo del centrodestra avesse tali dimensioni. Strano: Segni
ha sempre intuito in anticipo quali fossero le ricette da applicare all'Italia
della perenne crisi. Ma oggi agita la paura degli unni nordisti che faranno
razzia di risorse pubbliche. E' storia vecchia, come certe esternazioni di
Bossi: tengono viva la sua gente senza produrre effetti particolari. E poi
un'altra cosa. Ho visto lavorare i leghisti in Parlamento per circa venti mesi.
Li ho studiati dalla mia postazione. Hanno un fortissimo senso identitario. Intervengono
a raffica, e sempre con precisione, per difendere i propri interessi. Hanno una
missione e la perseguono con le unghie e con i denti. Un po' quello che manca a
noi sardi e gente del sud. Procediamo in ordine sparso. Applichiamo criteri di
vecchia politica. Vogliamo raggranellare qualche fondo pubblico in più. Ci
lamentiamo di tutto. E perdiamo. Perdiamo le grandi sfide di rinnovamento.
Abbiamo i Bassolino, i Cuffaro. Abbiamo i Soru, gentile professor Segni. Quello
che, per stare nel tema, ha messo nel conto dei sardi sanità e trasporti, come
se fosse un leghista qualsiasi. Che invece di alleggerire il peso fiscale si è
inventato nuove tasse, tenendo l'Isola in condizioni disastrose. Però la
scudisciata di Segni colpisce soprattutto il centrodestra: Casini non c'è più e
Fini ha venduto l'anima a Berlusconi. Scontato, troppo scontato perché non ci
sia persino un pizzico di stizza. E comunque i risultati al Sud, se il
ragionamento fosse coerente, avrebbero dovuto premiare il Pd. Lo spauracchio
della Lega avrebbe giocato un ruolo decisivo. Ma così non è stato. Il Pdl senza
Bossi ha vinto ovunque nelle regioni meridionali. In alcuni casi ha triplicato
i voti. C'è dunque, negli elettori del Sud, questa percezione negativa? Non mi
pare proprio. E qual è la ricetta per essere concorrenziali con il ricco Nord?
Un nuovo meridionalismo, dice Segni. Ne siamo sicuri? E' utile? Anche qui ho
molti dubbi. Perché già solo il termine richiama fondi pubblici in quantità
spesi male o buttati via. Richiama la stagione delle partecipazioni statali e
da un convinto liberista sinceramente mi sarei aspettato un' altra ricetta.
Potrei citare il saggio di Gianfranco Viesti, un professore liberal di sinistra
che insegna politica economica all'Università di Bari, "Abolire il Mezzogiorno".
La tesi è che quando il Sud deve mostrare i muscoli e raggiungere i livelli di
competizione del Nord allora accampa un mucchio di scuse. E chiede soldi. Un
accordo di programma, un patto territoriale, un progetto integrato. La maggior
parte di queste azioni finisce nel nulla. Dunque, scriveva provocatoriamente
qualche anno fa Viesti, aboliamo il Mezzogiorno. Certo, non la sua cultura e i
suoi problemi ma quelle odiose "politiche speciali". Aboliamo le
opere pubbliche senza senso. Aboliamo le imprese a capitale pubblico che
investono in qualsiasi attività, indipendentemente dal contesto. Allora chiedo:
dobbiamo difendere il Sud dalla Lega (molto comodo) o da noi stessi (molto
difficile)? Vogliamo parlare della tigre sarda, competizione ed eccellenza
dell' Isola in mezzo al Mediterraneo, o guardare con paura al ricco Veneto? E'
qualcosa che riguarda solo il centrodestra o la possibilità di costruire una
mentalità diffusa per tutti? Un fatto è certo: in campagna elettorale, specie
in Sardegna, abbiamo messo in campo alcuni strumenti concreti che potessero
rilanciare il tessuto economico. Il primo è il famoso ponte ideale con la
penisola e l' Europa: il riconoscimento dell'insularità che è un nostro diritto
e che significa meno costi per più risorse. E un regime fiscale autonomo. L' Irlanda è cresciuta tanto perché ha offerto regimi di convenienza
incredibili alle imprese riducendo la burocrazia a zero. E infine un tessuto culturale che parte - almeno per me
- da Deffenu e si dipana lungo il crinale dei grandi intellettuali del
Novecento sardo: da Michelangelo Pira fino ad Atzeni. Avete capito bene. Sergio
Atzeni, il più moderno sardo-europeo che sia esistito. E' soprattutto da
qui che costruiremo la nuova autonomia. * deputato del Pdl.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 102 del 2008-04-29
pagina 4 Dal K2 al Campidoglio la scalata più difficile del "monaco del
Polo" di Alessandro M. Caprettini Fedele ai suoi valori, anche quando era
al governo professava l'austerità della classe dirigente. Da ministro
dell'Agricoltura si laureò in ingegneria studiando la notte da Roma
"Vorrei fossimo i monaci del Polo..." confessò, candido, dopo la
prima vittoria berlusconiana, facendo ingresso alla Camera nel '94. Ora c'è chi
lo osanna al punto di volerne fare l'ottavo re di Roma. Ma Gianni Alemanno,
pugliese nato a Bari da famiglia messapica di Lecce, 50 anni, sposato, un
figlio (Manfredi), si fa rosso in volto e respinge fermissimo l'auspicio al
mittente. "La classe dirigente dev'essere austera. Il lusso fa perdere la
concentrazione" confidò anni fa del resto a chi gli prefigurava un destino
tra veline e Mercedes, nell'empireo del centrodestra creato da Berlusconi, Fini
e Casini con l'aggiunta di Bossi. È uno serioso e austero, un tipino da prender
con le molle l'Alemanno: testardo fin dagli inizi e ligio ai "suoi"
valori. Non ha mai nascosto le condanne penali per aver lanciato una molotov
contro l'ambasciata dell'Urss ('82), o per aver contestato la visita di Bush
padre al cimitero militare americano di Nettuno ('89) in nome delle vittime
della Rsi, mai omaggiate da nessuno. Ma non voleva invece assolutamente far
sapere alla gente che, da ministro dell'Agricoltura, passava la notte sui libri
a studiare per arrivare alla laurea in Ingegneria ambientale (che ha ottenuto a
Perugia qualche anno fa) come fosse una colpa il non aver chiuso la tesi ed
esser chiamato Dottore, come il Cavaliere voleva per tutti i suoi ministri. Dai
campi Hobbit al Campidoglio: scalata durissima. Riuscita forse anche per via
dei tanti chiodi e corde piantate su un bel numero di montagne italiane e
straniere, a cominciare da quel K2 che nel 2004 scalò da capo spedizione nel
cinquantenario della conquista italiana alla seconda vetta del mondo. Ne fosse
stato protagonista un esponente del centrosinistra, avrebbero organizzato forse
una "notte bianca" o quantomeno avrebbero posto il suo ritratto al
balcone del Campidoglio o sul Colosseo. Lui fece tutto in imbarazzato silenzio.
Soddisfatto più della riuscita della missione che della diffusione della
notizia. Non strepita Alemanno, non ha il vocione roboante dell'ex-camerata
Storace che affiancò a Fiuggi - perplesso un tantino del passaggio delle acque
- cogliendo con lui un modesto 11% nella nuova An con una corrente chiamata
"Cantiere Italia". Non che credesse nell'eternità dei labari o nella
cacciata alle ortiche del fascio littorio, ma lo infastidiva un po' quella
forzata aggregazione con i padani (nel '91 andò fino a Catania proprio per
contestare Bossi ad un comizio) e lo lasciava perplesso l'alleanza coi doppi
petti berlusconiani. Che fiamme potevano bruciare mai nei cuori degli eletti di
Forza Italia se non si era mai fatta una "vera" gavetta politica e
sociale? Se non si era stati tra la gente e con la gente? Meglio, per lui,
erano quelli di Comunione e liberazione che a Roma tentò di intercettare fin
dagli anni '80. E non è un caso lo chiamassero "trotzkista di destra"
per i suoi spunti sul sociale e per via delle associazoni che creava: il gruppo
ambientalista "Fare Verde", l'Ong per la cooperazione internazionale
"Movimento Comunità", l'associazione di volontariato
"Modavi". Eppure, anche nelle settimane precedenti il ballottaggio,
da sinistra, invariabilmente, partiva il coro del "no al fascismo",
dello stop da infliggere alla destra becera, della chiamata alle armi contro il
ritorno al mussolinismo o alla cessione di sovranità alla Lega. Faceva
spallucce Alemanno, anche se il volto gli si faceva bigio e gli occhi più
tristi. Han tentato persino di collegare la difesa assunta da un avvocato del
romeno che stuprò la studentessa del Lesotho ad una messa in scena voluta dal
suo staff per incrementare il bisogno di sicurezza nella capitale. Ha incassato
senza ululare, conscio della assurdità dei sospetti, ma ha continuato
imperterrito a far sapere che Roma reclama una città vivibile e sicura. Dopo
anni e anni passati in un quartiere popolare, al Trionfale, si è trasferito da
poco ai Parioli acquistando
( da "Giornale di Vimercate" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BURAGO Il singolare
caso della diciannovenne Paulina Tasovac, nata e cresciuta in paese UN'ODISSEA PER
OTTENERE LA CITTADINANZA La giovane: "Ho il diritto di diventare italiana,
ma è impossibile superare la burocrazia" richiedi la foto Paulina Tasovac, mostra i documenti di
nascita, di vaccinazione, e i contratti di affitto che dimostrano come sia
sempre vissuta in Italia Burago Molgora - C'è chi, immigrato clandestinamente,
viene espulso anche cinque-sei volte, senza di fatto lasciare mai i confini di
Stato. E c'è anche chi ha il legittimo diritto di essere riconosciuto
cittadino italiano, ma, a causa della burocrazia, è
costretto a fare cinque-sei domande, puntualmente senza risposta. Storie del
Bel paese, alle prese con leggi, interpretazioni e funzionari che devono
gestire un sempre maggiore afflusso di immigrati. Ma a volte basterebbe il buon
senso per risolvere i problemi. E questo è proprio il caso di Paulina Tasovac,
19enne residente in paese in via De Amicis, che da un anno sta cercando di
ottenere la cittadinanza italiana. Nata a Monza il 10 luglio 1988, Paulina,
figlia di padre di nazionalità serba e di madre brasiliana, è sempre vissuta a
Burago, dove ha frequentato le scuole e creato amicizie. Una ragazza, ora
studentessa universitaria, che si può considerare a tutti gli effetti italiana.
La sua vicenda è iniziata nel maggio del 2007 quando la giovane a chiesto in
Comune la cittadinanza in base all'articolo 4, comma 2, della legge 91 del 5
febbraio 1992, che recita così: "Lo straniero nato in Italia, che vi abbia
risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore
età, diviene cittadino". Ma quella che sembrava una formalità, si è
trasformata in un'odissea burocratica senza fine. Dall'archivio anagrafico,
infatti, è emerso che Paulina era stata registrata come residente solamente il
22 dicembre 1989. Fino a quella data risultava domiciliata in Italia, ma
proveniente dalla ex Yugoslavia. Questo perché il padre, giunto in Italia dopo
aver completato gli studi universitari per uno stage in azienda, ha trasferito
la residenza a Burago dopo aver completato la formazione e aver ottenuto un
contratto di lavoro. Nonostante questo "buco" nello storico
anagrafico, Paulina può dimostrare di essere sempre vissuta in paese esibendo
il certificato di nascita, il libretto delle vaccinazioni con i timbri datati
dell'allora "Ussl", e i contratti di affitto della villetta del
padre. Ma per la legge il buon senso non esiste. E così il Comune ha bocciato
la domanda di cittadinanza. Lo scorso settembre, Paulina ha deciso di fare
ricorso al Tribunale di Monza, che però ha confermato il diniego. E' così
cominciata la lunga trafila tra Questura, corridoi di Tribunale e di nuovo in
Comune. La giovane ha raccontato di non riuscire a trovare nessuno che si
prenda la briga di ascoltare il caso. Le è stato anche suggerito di cambiare
strada e chiedere la naturalizzazione per decreto della Presidenza della
Repubblica. Cosa che possono fare gli stranieri residenti in Italia da dieci
anni. "Ma con questa procedura ci vogliono almeno tre anni se va bene - ha
spiegato la diciannovenne - A volte mi vien voglia di lasciare perdere, ma poi
penso che sia un mio diritto e so che nella mia situazione ci sono altre
persone che si scontrano con la burocrazia".
Paulina ha recentemente scritto alla segreteria della Presidenza della
Repubblica, la quale ha risposto che il suo caso è stato sottoposto al
ministero degli Interni. E in suo aiuto dovrebbe arrivare proprio una circolare
del ministero dove si dice che "l'iscrizione anagrafica tardiva del minore
presso un Comune, potrà considerarsi non pregiudizievole ai fini dell'acquisto
della cittadinanza italiana, ove vi sia una documentazione atta a dimostrare
l'effettiva presenza dello stesso nel nostro Paese nel periodo antecedente la
regolarizzazione italiana (attestati di vaccinazione, certificati medici,
ecc.)". Frase che non lascia dubbi sul caso di Paulina. Dubbi che invece
restano sui tempi della sua applicazione, visto che la circolare è stata
emanata il 7 novembre 2007, due giorni prima del deposito del diniego del
Tribunale... Articolo pubblicato il 29/04/08 Stefano Maroli.
( da "Polimerica" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scritto dalla
redazione [calato] 29 aprile 2008 @ 05:20:00 CEST Volete cimentarvi nel gestire
in modo sostenibile una fabbrica di PVC? Ora si può. Nell'ambito del programma
Vinyl 2010 è stato presentato un divertente gioco online che offre la
possibilità di gestire in modo sostenibile una fabbrica di PVC. I giocatori
devono prendere decisioni socio-economiche e ambientali e, allo stesso tempo,
mandare avanti l'azienda. Se si persegue solo il profitto o la crescita
economica senza considerare altri aspetti quali la sicurezza, l'ambiente o il
riciclaggio, c'è il forte rischio che scatti uno sciopero dei sindacati o un
duro richiamo dalle autorità. A prescindere dalla valenza educativa
dell'iniziativa, resta da chiedersi quanto la simulazione rifletta la realtà.
Un giocatore italiano, per esempio, potrebbe accorgersi dell'assenza
di fattori imprevedibili, ma imprescindibili, come la burocrazia e le indebite ingerenze politiche nell'economia, capaci di far
fallire anche le strategie più accorte (come insegna la storia di Porto
Marghera). Potrebbe essere un suggerimento agli sviluppatori per una prossima
edizione del gioco... Per informazione e per giocare: Vinyl2010.
( da "Manifesto, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Storie In Cambogia
entra nel vivo il processo per i crimini dei khmer rossi Ma giustizia non sarà
fatta Con lentezza sospetta si cercano le colpe dei dirigenti della Kampuchea
democratica nei massacri avvenuti tra '75 e '79. Quelle successive
dell'Occidente restano impunite Gianpasquale Polloni Phnom Penh La fase
istruttoria del processo che dovrebbe stabilire le responsabilità dei dirigenti
del governo di Kampuchea Democratica, meglio conosciuti come khmer rossi, è
entrata nel vivo. Durante il loro regime, durato 3 anni, 8 mesi e 20 giorni,
dal 17/4/1975 al 7/1/1979, persero la vita centinaia di migliaia di cambogiani;
le stime più verosimili parlano di un milione e 700mila vittime. L'interesse
della maggior parte dei cambogiani rispetto al processo è sempre elevato e
ultimamente si registra volontà di comprendere anche da parte delle nuove
generazioni, tenute sempre all'oscuro sul passato (basti pensare che il periodo
khmer rosso non è citato nei libri scolastici). L'importanza di condannare con
un atto storico le azioni dei responsabili e di non accettare che la tragedia
sia da considerare un orrore da rimuovere, avrebbe tra la popolazione l'effetto
di rendere giustizia a chi ha subito la totalità di questo dramma perché non
c'è famiglia, in Cambogia, che non abbia avuto qualche vittima durante il
regime. La struttura del processo è formalmente un ibrido composto da due
istanze: la Commissione delle Nazioni unite sui crimini dei khmer rossi e la
magistratura cambogiana, o meglio le Camere straordinarie della Corte di
giustizia. Il fatto però che le udienze siano a porte chiuse, che ci sia un
totale controllo sui media accreditati e che spesso l'iter
processuale si blocchi a causa della burocrazia procedurale, fa temere che queste difficoltà possano favorire
una sorta di assuefazione da parte del pubblico. Alcuni osservatori
particolarmente sospettosi fanno notare che queste lentezze sembrano funzionali
all'augurio che questi vecchi criminali ultrasettantenni finiscano le loro
esistenze al più presto, cosa d'altronde già accaduta per alcuni di
loro, tra cui Pol Pot, il fratello n°1. I continui appelli per nuovi fondi
affinché l'iter processuale possa continuare fino al 2011, stanno oscurando lo
scopo stesso del processo, in una sorta di autoreferenzialità che finisce per
mettere in secondo piano la ricerca della verità, quasi fosse una faccenda
secondaria rispetto all'esistenza dello stesso tribunale. Gli scandali
suscitati dagli alti salari e dalle procedure clientelari per la nomina dei 200
affiliati all'associazione degli avvocati cambogiani, che insieme ai cento
avvocati internazionali compongono questo carrozzone sovradimensionato del
costo di 117 milioni di dollari, non hanno scosso l'insieme della struttura, né
i suoi maggiori sponsor, le Nazioni unite. Cinque imputati Gli imputati al
processo sono solo cinque: Nuon Chea, Ieng Sary, Khieu Samphan, Khieu Tirith,
Kaing Khek Iev alias Duch. Altri imputati dirigenti khmer rossi sono nel
frattempo deceduti; alcuni di loro erano in stato di detenzione, come Ta Mok,
il "macellaio", e Sam Bith, responsabile del rapimento ed uccisione
di ostaggi internazionali. Pol Pot e Son Sen sono invece morti nel 1998, nei
territori ancora controllati dai khmer rossi, per malattia il primo e per purghe
interne il secondo. Tra gli imputati al processo, Nuon Chea, il cui vero nome è
Long Bunroth, conosciuto come fratello n°2, ha ricoperto il ruolo di segretario
generale aggiunto del Partito dei lavoratori khmer (Ptk e in seguito Pck) e di
presidente dell'Assemblea di Kampuchea Democratica dal 1976 al 1979. Era
secondo solo a Pol Pot nella gerarchia del regime. Kim Trang, alias Ieng Sary,
figlio di un ricco proprietario terriero del Sud Vietnam, era il ministro degli
Esteri, responsabile del Comitato economico e finanziario e interlocutore
esclusivo delle autorità cinesi per quanto riguarda l'assistenza finanziaria e
militare fornita da Pechino ai khmer rossi anche dopo la caduta del regime.
Khieu Samphan alias Hem, figlio di un giudice, laureato in Francia, eletto
deputato alle elezioni del
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-29 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori, ultrà e
proletari Scettico sulla svolta di Fini, ha coltivato l'ala
"sociale". E da ministro ha pescato anche a sinistra SEGUE DALLA
PRIMA Se oggi lo festeggiano i tassisti irriducibili, e Montesano ex
eurodeputato Ds; se l'hanno votato le grandi famiglie già papaline quindi
democristiane infine rutelliane, e le classi popolari rimaste in città, allora
Gianni Alemanno non è più da molto tempo il "picchiatore", il
"camerata", l'avanguardia della "marea nera" annunciata da
qualche suo coetaneo del fronte avverso. Ieri, in una giornata non meno storica
del 13 aprile, il cerchio aperto nel '93 si è chiuso. Allora fu Fini a sfiorare
la vittoria contro Rutelli. Adesso a batterlo è l'uomo che più ha faticato a
seguire Fini nella marcia verso il centro, che per cinque anni è stato al
governo quasi come capo di una corrente alternativa, che a lungo ha diviso con
Storace la guida di una "destra sociale" sospettata di velleità
neocorporative, ma che ora dimostra come la destra nuova sappia convincere la
maggioranza dei romani, reduci da una lunga stagione non priva di successi ma
associata al cliché eterno della mediazione, dei circoli, dei salotti
interclassisti, delle relazioni privilegiate. Così le grida dell'ultima ora
contro "l'uomo nero" non hanno influenzato il voto più di quanto
avrebbe fatto anni fa una campagna contro D'Alema "lanciatore di molotov";
come l'insistenza maliziosa sul matrimonio di Alemanno con la figlia di Pino
Rauti non ha mosso l'umore dell'elettorato più di un attacco da destra a Pietro
Ingrao, per citare un altro "grande vecchio" sconfitto dalla storia e
dal crollo delle ideologie ma a cui è giustamente riconosciuto un onore delle
armi ad altri negato, almeno sinora. Questo non significa che al ballottaggio
esca sconfitto anche l'antifascismo, valore importante pure nella capitale; ma
che proprio per questo non andava svilito e strumentalizzato in una maniera che
si è rivelata non solo inelegante ma, forse, controproducente. La vittoria di
Alemanno (e di Fini, che l'aveva prevista così come alla vigilia del 13 aprile
aveva anticipato che la Fiamma di Storace si sarebbe fermata al 2%) dimostra
che, come al Nord la Lega tiene le chiavi dell'identità e della rappresentanza,
così a Roma la destra ha il polso dell'anima profonda della città, dalle
borgate ai quartieri piccoloborghesi, e sa coniugarla in sintonia con quelli
che un tempo avrebbe definito polemicamente i "poteri forti" della
capitale, dalle gerarchie vaticane ai costruttori; poteri in parte persuasi da
tempo, in parte rapidi nel riallineamento. Le ragioni e la natura di questo
passaggio storico sono tutte nella biografia del nuovo sindaco. Un uomo capace
di cambiare anche radicalmente, senza abiure spettacolari, senza conversioni
pubbliche, senza rinnegare il proprio passato. Alemanno, pugliese d'origine
(padre di Lecce, madre di Gallipoli), cresce in una Roma che coltiva una
memoria del fascismo fatalmente diversa da quella del Nord operaio, che certo
non rimpiange le leggi razziali e l'occupazione ma neppure dimentica il lascito
del regime: una nuova urbanistica, grandi edifici dal Foro Italico
all'università, grandi ospedali come il San Camillo e il Forlanini; un ceto
medio impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di
periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto,
l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica
dell'Impero) di Con il tricolore Gianni Alemanno, 50 anni, nato a Bari e
cresciuto a Roma, festeggia l'elezione a sindaco della capitale (Pignatelli/Reuters).
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-29 num: - pag: 18 categoria:
REDAZIONALE In libreria dal 2 maggio "La deriva", l'Italia che
rischia il naufragio La deriva - Perché l'Italia rischia il naufragio è il
titolo del nuovo libro degli inviati ed editorialisti del Corriere della Sera
Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. La deriva (Rizzoli editore, 19,50 euro) sarà nelle librerie di tutta Italia a partire da
venerdì 2 maggio. Nel libro i due giornalisti, autori de La Casta, raccontano
l'Italia che non funziona, da quella dei primari e degli ospedali a quella
delle lauree comprate, dall'energia alle infrastrutture, dalla burocrazia alla scuola.
( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)
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Edizione: 29/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA ASSEMBLEA IN AIB La burocrazia non fa crescere le imprese
BRESCIA - Le piccole imprese hanno due "nemici": il fisco e la
brurocrazia. Troppe tasse e un apparato burocratico inutile e costoso sono le
cause principali del mancato decollo delle nostre imprese. Se n'è parlato ieri
in Aib, all'assemblea della sezione "Piccola" guidata da Alberta
Marniga alla quale è intervenuto il presidente nazionale Giuseppe
Morandini. / A PAGINA 27.
( da "Giornale di Brescia" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 29/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Fisco e burocrazia
soffocano le piccole imprese Il presidente Morandini ieri a Brescia:
adempimenti inutili che costano miliardi Roberto Ragazzi BRESCIA "Il
Governo non ha più alibi, bisogna far ripartire il Paese". Aveva detto nei
giorni scorsi Emma Marcegaglia, nuovo leader degli industriali. Ieri è stata la
volta di Giuseppe Morandini, presidente della Piccola Industria di
Confindustria, a ricordare come da questa "solida" maggioranza le
piccole e medie imprese si aspettano politiche economiche in grado di incidere
sulla crescita. Lo ha fatto a Brescia, in occasione dell'assemblea annuale del
Comitato Piccola Industria dell'Aib, guidato da Alberta Marniga. Un momento di
confronto e dialogo tra gli imprenditori e tra chi, a livello nazionale, può
accedere alle "stanze dei bottoni"; opportunità per comprendere,
partendo dal basso, quali sono le richieste delle piccole e medie imprese al
nuovo Governo. "Gli ultimi dati diffusi proprio oggi (ieri ndr) dal
Commissario europeo per gli Affari economici Joaquin Almunia mostrano tutta la
complessità del momento - ha spiegato Morandini -. La crescita è in frenata in
tutta Europa, ma per l'Italia lo scenario è ancora più fosco. Le stime indicano
che il motore della nostra economia continua a rallentare e nel corso dell'anno
toccherà il fondo con una crescita dello 0,5 per cento, a febbraio si prevedeva
lo 0,7 per cento". Il presidente della Piccola Industria non ha voluto
presentare nessuna "lista delle cose da fare", nessun elenco dei
problemi che assillano le imprese italiane. "Non avrebbe seguito, così
come non lo è stato in passato - ha detto Morandini -. Chiediamo invece con
forza che il Governo si concentri su due leve: il fisco e
la burocrazia. Chi fa
un'impresa in Italia ha il record assoluto di prelievo fiscale degli utili che
può raggiungere il 76%". Morandini punta il dito contro la burocrazia italiana "costosa e
inefficace", che riesce a paralizzare le imprese e ad avere costi
inestimabili: "Ogni nuovo, piccolo adempimento burocratico costa milioni
di euro alle aziende. Recenti studi hanno confermato che un piccolo
adempimento burocratico come la tenuta di un nuovo registro che comporti
l'utilizzo di un dipendente per 15-20 minuti al giorno, si traduce per il
sistema produttivo in un costo di 4 miliardi di euro". In Italia gli imprenditori
sono più di cinque milioni. Sono una risorsa naturale del Paese, "il
nostro petrolio che tutti gli altri Paesi ci invidiano". Ma per tenere in
vita questa risorsa servono interventi tempestivi ed efficaci: "Nonostante
la perdita di competitività le aziende esportano a due cifre. Vinciamo perchè
siamo più creativi, sappiamo scegliere nuove strade, investiamo in ricerca. Ma
per mantenere le quote di mercato le imprese hanno compresso i margini. E
questo a lungo andare rischia di non essere più sufficiente". Serve una
risposta di sistema perchè la competitività del Paese torni al centro
dell'agenda del Governo: i campi nei quali muoversi sono il fisco e la burocrazia. Morandini ha snocciolato alcuni semplici dati: a
parità di costo per l'azienda il dipendente italiano si mette in tasca 170 euro
in meno di uno spagnolo, 300 euro in meno di un inglese e 600 euro in meno di
irlandese. In un Paese che non ha risorse, Morandini indica come unica medicina
"che può curare i mali dell'Italia" quella della crescita.
"Bisogna accettare questa sfida, ma servono scelte coraggiose - afferma il
presidente -. Come la rimodulazione dell'Irap, ma anche la detassazione degli
straordinari e del premio di risultato sono iniziative che vanno nella
direzione giusta. E possono fare da volano all'economia del Paese".
( da "RomagnaOggi.it" del 29-04-2008)
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Sei in news/Prima
pagina, data 29.04.2008, orario 09:38. Valmarecchia in Romagna, la Lega
comincia la battaglia RIMINI - Martedì è il primo giorno di lavoro del nuovo
parlamento uscito dalle urne il 13-14 aprile, e già è stato depositato alla
Camera il progetto di legge per l'annessione alla Romagna dei sette comuni
della Valmarecchia marchigiana che col referendum si erano espressi per
l'uscita dalla provincia di Pesaro-Urbino. A presentare il progetto di legge è
il deputato leghista Gianluca Pini, leader di Lega Nord Romagna, al secondo
mandato tra i banchi di Montecitorio. "Depositando questo progetto ancor
prima dell'apertura delle Camere – afferma Pini - diamo un segnale forte a chi
vuole impedire che la volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega Nord vogliamo che il distacco dei comuni arrivi
quanto prima evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude Pini - il
presidente della I° Commissione della camera sarà un leghista come mi auspico
allora l'iter sarà ancora più rapido.".
( da "Websim" del 29-04-2008)
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NOTIZIE FLASH 29 Aprile
08 ora 11:31 Berlusconi: a Roma priorità è amministrazione meno cara ROMA, 29
aprile (Reuters) - Il futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha
detto oggi che la vittoria di Gianni Alemanno a Roma testimonia la volontà
degli italiani di voltare pagina e ha sottolineato che il primo compito del
nuovo sindaco della capitale sarà quello di far costare
meno la burocrazia
cittadina. "Alemanno è la persona ideale per fare questo lavoro", ha
detto Berlusconi a margine della prima seduta della XVI legislatura alla
Camera. "E' importante che la capitale d'Italia esca dal degrado e lui
(Gianni Alemanno, ndr) avrà molto da fare, cominciando con il far costare meno
la macchina amministrativa. Ci sono 80 entità che accolgono gli amici
degli amici", ha aggiunto il premier in pectore. Berlusconi ha detto che
il centrodestra ha perso soltanto quei ballottaggi dove erano in gioco motivi
localistici come l'ampliamento della base militare Usa a Vicenza o dove
"il candidato non era quello ideale". "Ma per il resto il voto è
stato compatto". ((Roberto Landucci, in redazione a Roma Antonella
Cinelli, Reuters Messaging: roberto.landucci.reuters.com@reuters.net +3902
66129 720, italy.online@news.reuters.com)).
( da "Denaro, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania Scudieri:
Non solo finanza, manifatturiero di qualità "L'economia di San Marino non
è solo finanza, come spesso e riduttivamente si pensa: le eccellenze sono
tante, soprattutto nel manifatturiero. Tassazione agevolata
per le Pmi e burocrazia
praticamente assente, tanto che è possibile avviare un'attività in soli
quindici giorni, aprono interessanti opportunità di affari per le
imprese". Paolo Scudieri, vicepresidente dell'Unione industriali di Napoli
con delega all'internazionalizzazione, presenta così la missione a Napoli degli
imprenditori di San Marino, e dà loro il benvenuto evidenziando con
soddisfazione: "L'Anis ha voluto iniziare il proprio road show proprio da
Napoli: sono certo che potremo sviluppare interessanti accordi di cooperazione.
La nostra provincia rappresenta per loro un ottimo ponte per i piani di
espansione nel Mediterraneo". Enzo Agliardi Domanda.Come nasce
quest'iniziativa? R. L'Unione industriali presta molta attenzione alle
opportunità di internazionalizzazione delle imprese, e questa missione rientra
nel ciclo di incontri volti a illustrare le occasioni di investimento negli
altri Paesi. D. Perchè proprio San Marino? R. Spesso guardiamo a Paesi lontani
con alti tassi di crescita del Pil e finiamo con il trascurare preziose
opportunità di affari offerte a due passi da casa nostra, come ad esempio nel
Mediterraneo o appunto San Marino. In questo caso avremo l'onore di ospitare
rappresentanti di una delle democrazie più antiche del mondo, con più di 1.700
anni di storia. D. Quali vantaggi offre la Repubblica di San Marino a chi è
disposto a investire? R. I primi, quelli immediatamente percepibili, sono i
cosiddetti facilitatori geografici e cioè, ovviamente, la lingua italiana e la
vicinanza del territorio alle nostre imprese. Chi non trova spazio nel Nord
Italia può avere una valida alternativa in termini di localizzazione a San
Marino, con una situazione logistica favorevole grazie al vicino aeroporto di
Rimini e all'inserimento in un importante asse viario quale quello adriatico.
Poi c'è l'area in cui è possibile investire, molto più ampia di quanto
comunemente si creda. D. Vale a dire? R. Chi pensa a San Marino spesso pensa
solo alla rocca, mentre la superficie totale è di 61 kmq, un'area circa otto
volte più grande, tanto per fare un esempio, di Montecarlo. Le imprese
esistenti sono duecentocinquanta, ma le possibilità di insediamento sono ancora
numerose. E rispetto all'Italia la burocrazia è
praticamente assente. D. Facciamo un esempio. R. San Marino è uno Stato
indipendente, con delle proprie leggi e regole che facilitano molto il rapporto
fra imprenditori e amministrazione: per avviare un'impresa bastano ad esempio
solo quindici giorni. E poi c'è un regime di tassazione agevolata per le
imprese. D. Quali sono i settori che offrono le migliori opportunità? R. Anche
qui bisogna sfatare alcune critiche e luoghi comuni che vogliono l'economia di
San Marino basata solo su finanza e paradisi fiscali. D. E invece? R.
L'economia sammarinese ha una forte componente reale, è limpida ed efficiente,
con punti di forza nel settore manifatturiero rappresentati da aziende dei
comparti cartotecnico, meccanico, editoria, materie plastiche, elettronico e
chimico. Il Pil pro-capite, fra l'altro, è fra i più alti d'Europa ed è
superiore a quello di tutte le regioni italiane. D. Ha verificato personalmente
questo quadro positivo? R. Sì, ho uno stabilimento del mio gruppo a Pesaro, a
soli
( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"un tempo qui
si stava in paceora vogliamo ritrovarla" PARLA IL SINDACO varni n IL
GRANDE Fratello arriva in paese, Fascia e Rondanina, due mazzetti di case nei
boschi,113 residenti la prima e 92 la seconda (rispettivamente il più alto e il
più piccolo paese della Liguria) si avviano a conquistare un altro piccolo
record: saranno i primi Comuni della regione a dotarsi di un complesso e
accuratissimo sistema di videosorveglianza. Una sorta di occhio gigante sul
territorio che terrà sotto controllo le case, il municipio, le chiese e gli
edifici pubblici. E serviranno - almeno così sperano gli amministratori locali
- come deterrente contro i malintenzionati che sempre più spesso arrivano fino
alle località più sperdute delle valli. Fino a pochi anni fa sarebbe stata
fantascienza, ma oggi l'insicurezza del cittadino si è arrampicata anche
quassù, dove la gente si conosce per nome, cognome e soprannome, dove tutti
sanno tutto di tutti. Dove però sono arrivati anche i furti nelle case, non si
vive più tranquilli ed è ormai impensabile lasciare aperto l'uscio di casa come
era abitudine, nemmeno troppi anni fa. E quindi, via con questo personalissimo
Grande Fratello, nato da un'idea del sindaco di Fascia, l'avvocato Elvio Varni,
ex presidente della Comunità Montana Alta Val Trebbia (oggi guidata da Giuseppe
Cevasco). "Tutto è cominciato per via dell'osservatorio astronomico -
spiega Varni - che sorgerà entro l'anno a Casa del Romano, con la gestione
dell'Associazione Urania di Genova. Bene, un simile centro scientifico, così
isolato, ha naturalmente bisogno di essere messo sotto controllo, per evitare
furti e devastazioni da parte di vandali. Allora, ho pensato di approfittare
dell'occasione: perché limitarsi a chiedere delle videocamere per controllare
l'osservatorio e non ampliare il raggio, estendendole anche a tutto il paese di
Fascia?". Già, dice Varni, perché no? E mentre si accingeva a far
preparare il progetto per chiedere finanziamenti a Regione e Provincia, a lui
si è unito il collega della vicina Rondanina, Arnaldo Olinto Mangini.
"Anche a Rondanina è piaciuta la proposta delle videocamere - dice ancora
il sindaco Varni - e anche il collega Mangini si è accodato con il suo piccolo
Comune, entusiasta dell'idea. E sembra che in futuro anche Gorreto si darà da
fare per creare questo sistema di sicurezza. So che anche lì stanno già
studiando un progetto simile". E stavolta la burocrazia ha bruciato i tempi: il
progetto è stato presentato e approvato, per un impegno di circa 60 mila euro,
di cui 50 mila garantiti dai contributi di Regione e Provincia. Le centraline
delle videocamere che terranno sotto controllo Fascia e Rondanina saranno
posizionate nelle sedi dei municipi, mentre l'occhio delle videocamere
sarà sparpagliato in una decina di postazioni per ogni comune, senza
trascurare, naturalmente, neppure le frazioni più piccole, come Cassingheno,
Carpeneto e, appunto, la Casa del Romano, vicino alle pendici dell'Antola, dove
sta per sorgere l'Osservatorio astronomico. Il tutto da realizzarsi, salvo
imprevisti, entro la fine dell'anno. "Il progetto è pronto, ci sono già
stati i sopralluoghi - conclude Varni - E la gente è contenta. Qui una volta la
pace era totale, adesso si comincia ad avere davvero paura. I furti ci sono
stati e, per ritrovare la tranquillità, una popolazione come la nostra composta
prevalentemente di anziani gradisce molto la sicurezza offerta dalle nuove
tecnologie. Un passo avanti, per vivere e far vivere meglio tutti".
Meglio, certamente. Ma magari spunta un po' di nostalgia, pensando a quando le
porte si aprivano davvero con lo spaghetto, come dice un'antica canzone
genovese. Assolutamente fuori moda, anche lei, ormai. 29/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Consiglio comunale
CAMBIA ancora pelle il consiglio comunale genovese. Dopo la fuga dall'Ulivo
all'Italia dei valori di due consiglieri (Anzalone e Fusco), ora altri due
esponenti ulivisti potrebbero passare al gruppo misto. Si tratta di Vincenzo
Vacalebre e Umberto Lo Grasso, entrambi di origine "margherita" e mai
confluiti nel Partito democratico. La svolta si presenta oggi pomeriggio,
perché la costituzione del gruppo del Pd diventerà ufficiale. Lo Grasso e
Vacalebre non ne faranno parte e al momento restano senza "casa",
solo nei prossimi giorni sarà chiarito dagli uffici se potranno dare vita a un
loro gruppo o dovranno necessariamente aderire al Misto. In effetti, però, il
gruppo del Pd esiste già da qualche giorno. Da quando, cioè, il capogruppo
Simone Farello ha comunicato ai suoi "colleghi" e alla segreteria
generale di Palazzo Tursi, il cambio di nome del gruppo: da "Ulivo" a
"Ulivo-Pd". Ora, Lo Grasso e Vacalebre hanno protestato. E ieri
mattina hanno incontrato direttore e segretario generale per capire il da
farsi. La loro tesi è che, essendo stati eletti con la lista dell'Ulivo,
possono continuare a far parte di un gruppo omonimo. Ma Farello sostiene che il
gruppo è sempre lo stesso, cambia solo - in parte - la dicitura. Per contro, il
regolamento comunale impone ai consiglieri di essere almeno in tre per
costituire un gruppo al di là e a prescindere dai risultati elettorali e dalle
liste presentate. L'incontro di ieri mattina è stato solo preliminare, Lo Grasso
e Vacalebre saranno ricevuti anche la settimana prossima, quando sarà chiarito
l'arcano; più burocratico che politico. Farello, in ogni caso, ieri ha
chiarito: "Noi non siamo intenzionati a fare ricorsi o controricorsi.
Detto che per noi Vacalebre e Lo Grasso non sono nel giusto, se qualche ufficio
gli dà ragione ce ne staremo. Figurarsi se apro una disfida
sulla burocrazia. Al
contrario, spero ancora che il Pd riesca a convincere Lo Grasso e Vacalebre a
entrare nel Pd, perché non vedo i motivi per fare altrimento. Siamo davanti a
incomprensioni incomprensibili". Lo Grasso: "Il Pd è nato troppo in
fretta, senza dibattito e senza mandato degli elettori. Non ci convince
il progetto e per questo non abbiamo aderito. È evidente, quindi, che non ci
sentiamo di aderire al gruppo. Per altro anche in questo caso avvenuto senza
ragionamenti". L'estremizzazione del ragionamento di Vacalebre e Lo Grasso
porta a un paradosso: sono "loro" che lasciano il gruppo dell'Ulivo,
non noi che lasciamo quello del Pd. Restando in casa Pd, ma passando al
consiglio regionale, c'è un giovane che sta varcando le porte di via Fieschi.
La "promozione" di Claudio Gustavino dalla Regione al Senato,
infatti, crea lo spazio per Lorenzo Basso, già"margherito", uomo di
fiducia in Liguria di Enrico Letta, già promotore e animatore dei tavoli
tematici del Pd all'indomani della Costituente ligure. E se in Comune si
gonfia, come detto, il gruppo dipietrista dell'Idv, in Regione il gruppo passa
da un membro (Patrizia Muratore) a due (Giovanni Paladini) e poi ancora a uno
in neppure due mesi: Paladini dovrebbe staccare oggi il biglietto per la
Camera. gio. m. 29/04/2008 Diventa ufficiale il cambio di nome in
"Ulivo-Pd". Vacalebre e Lo Grasso minacciano ricorsi. Farello:
nessuna battaglia 29/04/2008.
( da "Arena.it, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGROALIMENTARE.
Produttori, commercianti e Authority della concorrenza alla tavola rotonda di
Verona Mercato Ortofrutta, filiera pesante "Ricarichi fino al 300%"
Coldiretti Verona: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei
prezzi Codacons Veneto sollecita trasparenza E Il Comune apre alla vendita
diretta: mercatini in Borgo Roma e Borgo Venezia entro il 2009
Sovrastrutture e disorganizzazione imperante: ecco i principali responsabili
dei ricarichi da primato applicati sui prezzi all'origine dei prodotti
ortofrutticoli. Questa almeno è la tesi emersa nel corso della tavola
rotonda organizzata da Coldiretti a Verona Mercato - moderata dal giornalista
Mario Puliero - cui non hanno tuttavia partecipato i rappresentanti dei
grossisti e degli esportatori scaligeri. Ma "siamo soddisfatti",
spiega Damiano Berzacola, presidente di Coldi-retti Verona, "perché la
tavola rotonda è stata, per la prima volta, un confronto costruttivo tra operatori
di una filiera complicata e tortuosa". Tanto complicata e tortuosa che i
ricarichi, relativi a "beni di prima necessità", arrivano mediamente
al 200% e "se gli intermediari tra produttore e consumatore sono tre o
quattro si arriva anche al 294%". Il capo area Azione economica di
Coldiretti Pietro Sandali non usa mezzi termini: "La filiera
dell'ortofrutta affronta problematiche nuove con una struttura vecchia.
Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che non si sa bene che tipo di
servizio offrano, tranne che quello per il proprio mantenimento... Sono questi
i problemi che porteranno il settore a un declino certo". E poi:
"Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori, a tutti i
livelli. Facciamo un esempio concreto: una struttura come Veronamercato
dovrebbe servire l'intera provincia di Verona: a che servono gli altri mercati
minori? Analogamente: in Italia vi sono decine di catene tra distribuzione
organizzata e grande distribuzione. Negli altri paesi europei, mediamente, se
ne riscontrano cinque o sei". Berzacola si è rivolto direttamente a Fausto
Bertaiola, presidente di OpCop, Consorzio ortofrutticolo padano, chiedendo
"se non si possa fare qualcosa per rinnovare e diversificare i servizi che
i mercati alla produzione offrono". Daniela Giangiulo, dell'Autorità
garante della concorrenza, ha spiegato che nei micro-mercati (che abbondano
nelle 267 filiere italiane dell'ortofrutta esaminate nell'Indagine Ic28
presentata proprio ieri) esiste un'asimmetria informativa tra acquirenti e
venditori, dove si possono annidare sacche di speculazione. "Se non c'è un
luogo fisico in cui si concentrino le contrattazioni, dove circolino le
informazioni su qualità, quantità e prezzi, c'è il rischio che il venditore si
possa approfittare della non conoscenza del compratore". E il ruolo di
formazione "trasparente" dei prezzi è stato rivendicato dal direttore
di Veronamercato Paolo Merci, che ha spiegato come i suoi tecnici ogni giorno
redigano un listino sulle 300 referenze disponibili nei posteggi. Listino che è
disponibile on-line. È, in ogni caso, l'ultimo anello della filiera, quello che
meglio conosce abitudini ed esigenze dei consumatori e anche l'unico su cui
ricadono le speranze di correzione dell'inefficienze nei meccanismi di
formazione dei prezzi, secondo l'Antitrust: la distribuzione organizzata. Con
margini, però, comunque ridotti. "Per le mele contratto con tre realtà,
tra grossisti e consorzi di produttori", ha affermato Marco Varalta della
Commerciale Brendolan (marchio Famila), "e per altri tipi di verdura, come
le zucchine, debbo confrontarmi con decine di persone perché nessuno è in grado
di rifornire la catena delle quantità necessarie". E all'origine dei
disagi della distribuzione con i produttori locali anche la qualità e la
categoria di frutta e verdura offerta che differisce sensibilmente da quella
richiesta. Di fronte al puntuale elenco delle pecche della filiera Stefano
Fanini (Codacons Veneto) ha chiesto che si faccia più outing perché i
consumatori inizino a cogliere l'entità del problema: "Si potrebbe anche
iniziare a separare fisicamente, nei banchi dei supermercati, i prodotti di
stagione dagli altri", ha detto, "in modo che chi acquista si possa
rendere conto di quanto spende e, soprattutto, di come spende". In attesa
di risposte concrete, arriva la proposta del Comune di Verona. "Occorre
dare spazio a produttori e operatori in città: lo faremo", ha annunciato
l'assessore Enrico Corsi, "aprendo due mercatini entro il 2009, uno in
Borgo Venezia e un verso Borgo Roma". .
( da "Arena.it, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ortofrutta, filiera
pesante "Ricarichi fino al 300%" Coldiretti Verona: molteplicità di operatori e burocrazia all'origine dei rialzi dei prezzi Codacons Veneto sollecita
trasparenza E Il Comune apre alla vendita diretta: mercatini in Borgo Roma e
Borgo Venezia entro il 2009 Sovrastrutture e disorganizzazione
imperante: ecco i principali responsabili dei ricarichi da primato applicati
sui prezzi all'origine dei prodotti ortofrutticoli. Questa almeno è la
tesi emersa nel corso della tavola rotonda organizzata da Coldiretti a Verona
Mercato - moderata dal giornalista Mario Puliero - cui non hanno tuttavia
partecipato i rappresentanti dei grossisti e degli esportatori scaligeri. Ma
"siamo soddisfatti", spiega Damiano Berzacola, presidente di
Coldi-retti Verona, "perché la tavola rotonda è stata, per la prima volta,
un confronto costruttivo tra operatori di una filiera complicata e
tortuosa". Tanto complicata e tortuosa che i ricarichi, relativi a
"beni di prima necessità", arrivano mediamente al 200% e "se gli
intermediari tra produttore e consumatore sono tre o quattro si arriva anche al
294%". Il capo area Azione economica di Coldiretti Pietro Sandali non usa
mezzi termini: "La filiera dell'ortofrutta affronta problematiche nuove
con una struttura vecchia. Burocrazia, normativa, molteplicità di operatori che
non si sa bene che tipo di servizio offrano, tranne che quello per il proprio
mantenimento... Sono questi i problemi che porteranno il settore a un declino
certo". E poi: "Paradossalmente nel settore sono presenti troppi operatori,
a tutti i livelli. Facciamo un esempio concreto: una struttura come
Veronamercato dovrebbe servire l'intera provincia di Verona: a che servono gli
altri mercati minori? Analogamente: in Italia vi sono decine di catene tra
distribuzione organizzata e grande distribuzione. Negli altri paesi europei,
mediamente, se ne riscontrano cinque o sei". Berzacola si è rivolto
direttamente a Fausto Bertaiola, presidente di OpCop, Consorzio ortofrutticolo
padano, chiedendo "se non si possa fare qualcosa per rinnovare e
diversificare i servizi che i mercati alla produzione offrono". Daniela
Giangiulo, dell'Autorità garante della concorrenza, ha spiegato che nei
micro-mercati (che abbondano nelle 267 filiere italiane dell'ortofrutta
esaminate nell'Indagine Ic28 presentata proprio ieri) esiste un'asimmetria
informativa tra acquirenti e venditori, dove si possono annidare sacche di
speculazione. "Se non c'è un luogo fisico in cui si concentrino le
contrattazioni, dove circolino le informazioni su qualità, quantità e prezzi,
c'è il rischio che il venditore si possa approfittare della non conoscenza del
compratore". E il ruolo di formazione "trasparente" dei prezzi è
stato rivendicato dal direttore di Veronamercato Paolo Merci, che ha spiegato
come i suoi tecnici ogni giorno redigano un listino sulle 300 referenze
disponibili nei posteggi. Listino che è disponibile on-line. È, in ogni caso,
l'ultimo anello della filiera, quello che meglio conosce abitudini ed esigenze
dei consumatori e anche l'unico su cui ricadono le speranze di correzione
dell'inefficienze nei meccanismi di formazione dei prezzi, secondo l'Antitrust:
la distribuzione organizzata. Con margini, però, comunque ridotti. "Per le
mele contratto con tre realtà, tra grossisti e consorzi di produttori", ha
affermato Marco Varalta della Commerciale Brendolan (marchio Famila), "e
per altri tipi di verdura, come le zucchine, debbo confrontarmi con decine di
persone perché nessuno è in grado di rifornire la catena delle quantità
necessarie". E all'origine dei disagi della distribuzione con i produttori
locali anche la qualità e la categoria di frutta e verdura offerta che
differisce sensibilmente da quella richiesta. Di fronte al puntuale elenco
delle pecche della filiera Stefano Fanini (Codacons Veneto) ha chiesto che si
faccia più outing perché i consumatori inizino a cogliere l'entità del
problema: "Si potrebbe anche iniziare a separare fisicamente, nei banchi
dei supermercati, i prodotti di stagione dagli altri", ha detto, "in
modo che chi acquista si possa rendere conto di quanto spende e, soprattutto,
di come spende". In attesa di risposte concrete, arriva la proposta del
Comune di Verona. "Occorre dare spazio a produttori e operatori in città:
lo faremo", ha annunciato l'assessore Enrico Corsi, "aprendo due
mercatini entro il 2009, uno in Borgo Venezia e un verso Borgo Roma".
.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Questura Traffico impazzito
per una lite in famiglia Imperia. Una lite in famiglia scoppiata ieri
pomeriggio in un'abitazione di via Cascione ha mandato in tilt la viabilità
anche nella galleria Gastaldi. Per sedare il diverbio sono intervenute ben tre
pattuglie della polizia e un'ambulanza della Croce Bianca. A regolare il
traffico, tra le proteste di numerosi automobilisti rimasti all'interno del
tunnel, sono stati gli agenti del comando della polizia municipale. diano
marina "Primavera in Vetrina" Bressan al primo posto Diano Marina. La
" Primavera in Vetrina" ha visto al primo posto della classifica il
"Caffè degustazione L'Arancio", al secondo " La Gioielleria
Bressan e al terzo Antico Frantoio di Stefano Sagrato. Il Premio attinenza al
tema se lo è aggiudicato Il Girasole mentre quello per l'originalità"
Carpisa". Il premio fedeltàè andato a Desio Rossi mentre quello per la
visione dell'insieme a Galleano. La premiazione h avuto luogo nella sala
consiliare di piazza martiri alla presenza delle autorità civili locali. commercio
Cambiano le regole per chioschi e piscine Imperia. I titolari di attività
stagionali non dovranno più pagare il rinnovo delle autorizzazioni sanitarie.
Chioschi, piscine, spiagge saranno così esonerati dal pagamento dei diritti
sanitari e dalla presentazione della domanda. "Vogliamo
ringraziare gli uffici dell'Asl - conferma Enrico Calvi, presidente della
Fipe-Confcommercio provinciale - che, concedendo questo alleggerimento, hanno
voluto dare un segnaledi allineamento con quei Paesi che cercano di adottare
una burocrazia più snella e
lineare" .x/29/0804.
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
S. STEFANO SCELTE
DEL COMUNE PER LA VIABILITÀ Sono in arrivo i dossi e il limite a
( da "Brescia Oggi" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I COMMERCIANTI. I
pareri non sono univoci: per chi plaude, c'è qualcuno che critica l'eventuale
provvedimento "Basterebbe non potersi sdraiare" Gli immigrati più preoccupati per burocrazia e lavoro nero "Il sabato c'è pieno e non è il
massimo, a volte sembra un po' una casbah, ma le panchine non le
toglierei". Mauro Colombo, 34 anni, che lavora nel negozio del calzolaio
di Largo Formentone, mentre parla è seduto proprio su una delle panchine della
discordia, quelle che il futuro assessore Mario Labolani ha annunciato di voler
togliere. Chi invece spera che la decisione diventi realtà in tempi
brevi sono gli edicolanti della piazza, padre, madre e figlio: "È un
bivacco unico - spiega Fabrizio Ersettigh -, mangiano di tutto e lasciano le
cartacce per terra. E poi sono anche brutte, queste panchine". La madre,
Rosanna Zanetti, annuisce e aggiunge: "Fino a quando si siedono e basta va
bene - afferma -, ma a volte qui ci dormono anche. Guardi, è una lamentela
continua da parte di chi passa". Analoghe le considerazioni del marito,
Pierluigi Ersettigh, il quale parla esplicitamente di "degrado". Il
figlio Fabrizio rileva che se proprio si devono tenere, le panchine, si
potrebbero mettere quelle che impediscono alle persone di sdraiarvisi.
Giovanni, 60 anni, di Benevento, imbianchino a Brescia da 37 anni, ha votato
per "Bossi e Berlusconi" e prende 740 euro di pensione al mese. Sta
dando un'occhiata ai giornali appesi all'esterno dell'edicola ed è tra i più
favorevoli all'abbattimento delle panchine: "Sarebbe ora, noi paghiamo le
tasse e loro stanno buttati lì da mattina a sera. Bisognerebbe controllarli di
più". Loro, ovviamente, sono gli immigrati. Ce n'è un gruppetto a pochi
metri, seduti proprio su uno dei "sarcofaghi" della discordia. Del
fatto che le panchine saranno forse tolte a breve non ne sanno nulla. E, a onor
del vero, non sembra nemmeno che la cosa sia in cima ai loro pensieri. Sono
originari del Bangladesh e sono arrivati a Brescia da qualche mese. Rayan, 28
anni, la mette così: "Quando ho il tempo libero vengo qui, una o due volte
alla settimana - spiega -: se avessi l'auto o il motorino magari mi sposterei
anche da altre parti". Con lui ci sono Sharif, 38 anni, e Sumon, 18. Tutti
spiegano che la piazza è semplicemente un luogo di incontro come altri. Abitano
in zona, fanno qualche lavoretto ma, sottolineano, "nè vendono droga, né
fanno altro di illegale". E quando hanno tempo vengono a fare quattro
chiacchiere sulle panchine. Più che altro sono preoccupati di lungaggini
burocratiche, permessi di soggiorno, lavoro in nero. Sotto la pensilina
metallica c'è il consueto viavai di persone che spulcia tra la merce esposta
sulle bancarelle. Angelo Adducci, 58 anni, ne gestisce una di queste da una
decina di anni: "Non sono d'accordo - afferma -. Le panchine sono fatte
per sedersi e non si tolgono. Caso mai bisogna far rispettare di più le
regole". Che significa multe per chi lascia cibo e cartacce per terra e
via dicendo. Ma le panchine sarebbe meglio tenerle: "Il problema vero -
conclude Adducci - è la certezza di regole condivise e un maggior controllo
generale del territorio".TH.BE.
( da "Riformista, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segue dalla prima
gianni sarkò L'antifascismo non porta voti questa è l'antimarcia di Roma
Mettetevi addosso, ancora, i vestiti borghesi, di buona sartoria, di chi ha
cominciato a scoprire Roma da grande perché da giovane, al tempo buio della
militanza di sezione, in certi quartieri non potevi infilare il naso per non
trovartelo rotto da qualche martellata d'odio. E mettete che in quegli stessi
quartieri, ieri, anche lì, Gianni Alemanno ha dato punti a Francesco Rutelli.
Siamo sinceri, hanno provato in tutti i modi a rovesciare sull'ex segretario
del Fronte della Gioventù, il militante che s'è conquistato per strada i gradi
del rispetto e sui libri e nei ministeri il sigillo dell'autorevolezza, il peso
del suo passato. Un passato stranoto, peraltro, che Alemanno non ha edulcorato
nelle sue biografie. Si è però provato a sfruttare la croce celtica che porta
al collo, la croce del suo amico Paolo Di Nella, come marchio di una storia off
limit per l'ingresso in Campidoglio. E lo stesso Rutelli, negli ultimi giorni,
ha cercato di sfoderare il cliché, vetusto ma ritenuto affidabile, della
mobilitazione antifascista: non votate me perché sono io, non votate quello
perché vuole trasformare Roma in una città cupa, perché sfrutta le paure della
gente a fini elettorali. La diga del vecchio antifascismo ha ceduto di
schianto, e alla fine la gente ha scelto tra due uomini e due idee della
Capitale, senza spaccare il capello di manicheismi consumati nella polvere del
tempo. Ma non si è fatto i conti con un dato: la lunga militanza di Alemanno,
mitigata dal suo volto dialogante e dall'affidabilità costruita al Ministero
dell'Agricoltura, è esattamente ciò che ha convinto i romani a fidarsi di un
ragazzo nato in Puglia che, come tutti gli immigrati risucchiati nell'abbraccio
della Grande Meretrice, ha imparato ad amare Roma più di chi ci è nato. Lontano
anni luce dal modello puponico o alla Alberto Sordi, epperò romano di certa
schiatta. Volendo schematizzare, per vincere a Roma Alemanno ha messo su un
pacchetto di mischia, di visione e di programma, simile a quello condensato
nell'ultima fatica intellettuale del suo amico Giulio Tremonti o esemplificato
nella campagna presidenziale di Nicolas Sakorzy: senza sicurezza non ci può
essere speranza, senza identità culturale la modernizzazione è un progetto
vuoto d'anima. E l'uomo forgiato nel cantiere ideologico della destra sociale, di
una destra portata al dialogo sociale con i sindacati, all'elaborazione di
alternative di governo, all'interlocuzione con il cattolicesimo organizzato, di
una destra che non strilla sermoni anticomunisti, con l'ossessione della
penetrazione nelle periferie, ha cavalcato con agilità il messaggio che i suoi
spin doctor gli avevano affidato: rassicurare, rassicurare, rassicurare.
Rassicurare la gente spaventata dall'immigrazione clandestina. Rassicurare le burocrazie umide, il milieu imprenditoriale, e la
rete di poteri che aveva già decretato la permanenza di Roma nell'orbita di
governo del Partito Democratico, impigriti dal quindicennio di centrosinistra e
spaventati dalla "calata dei barbari". Rassicurare la destra
che, apparentamenti a parte, non avrebbe tradito il mandato sarkozista, e
rassicurare tutti gli elettori, come ha ripetuto fino allo spasimo nelle
interviste e nelle dirette radiofoniche, che lui non era il candidato del
centrodestra ma il candidato di centrodestra, in attesa di sperimentare gli effetti
del ricambio democratico. Anche a Roma, con uno scatto inedito della meccanica
elettorale, anche a Roma, par di capire, è finito il Novecento. 29/04/2008.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Nonostante le
correzioni introdotte ... "Nonostante le correzioni introdotte dal
Ministero del Lavoro la nuova procedura obbligatoria on line per licenziarsi
presenta ancora molte complicazioni e criticità. Ancora una volta l'invadenza
delle leggi e l'interventismo pubblico nell'economia di mercato rischiano di creare un eccesso penalizzante di burocrazia che provoca incertezza e confusione tra gli operatori". E'
il giudizio severo del presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin
sulla nuova legge che regola la presentazione delle dimissioni volontarie dei
lavoratori. Legge che ha abolito la classica lettera "a mano" e
introdotto l'obbligo dell'utilizzo di un protocollo informatico.Su
sollecitazione di Confindustria, nei giorni scorsi il Ministero ha fatto un
passo indietro, abolendo quantomeno l'obbligo della validazione del modulo di
dimissioni da parte di terzi (Direzioni provinciali del lavoro, Centri per
l'Impiego, Patronati e Comuni) che di fatto evidenziava una assurda e
inspiegabile presunzione di colpevolezza da parte dell'azienda stigmatizzata
nelle leggi statali. Ora, invece, il lavoratore può scaricare il modulo, valido
15 giorni, dal sito del Ministero, compilarlo autonomamente e consegnarlo al
datore di lavoro senza l'obbligo di confermare la propria volontà davanti ad
uno dei soggetti abilitati all'assistenza telematica. Ma le procedure vanno
ancora semplificate.
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
DA "SKEMA"
DI SAN DAMIANO Case eco-sostenibili con i pannelli solari Investire subito per
risparmiare nel tempo: è la filosofia che regna alla "Skema" di San
Damiano, azienda diventata leader nel settore del fotovoltaico. Un sistema di
risparmio pulito che si sta sviluppando non solo nel campo dell'edilizia
pubblica, ma anche in quella privata. E sono sempre di più le giovani coppie
che, acquistando casa, si accostano a questa nuova possibilità. L'azienda
sandamianese, nonostante la novità del settore, ha alle spalle anni di
esperienza, sia nel campo privato che in quello pubblico, dove ha già
progettato e installato gli impianti fotovoltaici nell'ex tribunale astigiano,
le scuole "Anna Frank" e "Parini". E non si parla solo di
pannelli solari: tra le soluzioni a basso impatto ambientale ci sono anche
sistemi per l'illuminazione dei lampioni, pompe per l'acqua, impianti per
cancelli. Un'ampia gamma di possibilità per avere una casa dotata di tutti i
comfort risparmiando e, allo stesso tempo, riducendo l'impatto ambientale.
Molti, spiega Paolo Gallo di "Skema", i vantaggi del fotovoltaico:
"In una società che scopre sempre di più il valore ambientale come bene
reale, economico ed etico, questa fonte di energia ha sicuramente molti validi
motivi per affermarsi. Il soddisfacimento del crescente fabbisogno di energia -
aggiunge - dovrà essere assicurato nel più rigoroso rispetto
dell'ecosistema". Tra i vantaggi, l'impianto fotovoltaico non ha parti in
movimento, per cui non ha bisogno di combustibili e funziona a temperatura
ambiente. In più, resiste agli agenti atmosferici, alle radiazioni Uv e agli
sbalzi di temperatura, i moduli sono riciclabili (le componenti non
deteriorabili possono essere riutilizzate). "Realizzare un impianto
fotovoltaico - aggiunge Gallo - fa nascere una nuova consapevolezza nei
confronti dell'utilizzo razionale dell'energia". Si tratta poi di un
investimento che conviene: "Forse non si sa che gli
incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita" fa
notare il titolare della "Skema". Le modalità di incentivazione per
gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto
ministeriale del 2007: "La tariffa riconosciuta si applica all'energia
prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni". Con diverse
possibilità: "Lo scambio sul posto consente di scambiare l'energia
prodotta in eccesso con quella prelevata dalla rete elettrica, usata per
esempio nelle ore notturne, oppure con la cessione in rete si può vendere
l'energia non consumata al libero mercato o al gestore della rete
elettrica". In ogni caso, l'azienda sarà al fianco dei clienti: "Ci
occupiamo noi anche della richiesta dei contributi, ambito che spesso necessita
di specialisti". Nella foto, un impianto della "Skema".
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Risparmio fiscale
"Alla portata di tutti ma serve l'esperto" Lettera di un cittadino La
settimana scorsa è stato dato spazio allo sfogo di una società immobiliare
circa le difficoltà a ottenere dall'Enea l'ok per le detrazioni collegate a
investimenti nel settore del risparmio energetico. L'Enea non ha risposto, ma
una replica arriva dal lettore Massimo Giudici: "Sono rimasto sbalordito
di come una società immobiliare sia così sprovveduta su un decreto governativo
che da subito prevedeva l'obbligo di rivolgersi a un professionista che
certificasse gli interventi effettuati mirati al miglioramento energetico
dell'immobile. Tali professionisti non devono essere necessariamente degli
ingegneri, ma chiunque iscritto a un albo professionale e che abbia frequentato
un breve corso per diventare un certificatore energetico". Giudici
snocciola anche i costi: "Le parcelle dei certificatori energetici mi
risulta che nel 2007 si aggirassero tra i 400 e i 700 euro a seconda delle
dimensioni dell'appartamento. Nel 2008 la Finanziaria ha di fatto eliminato
l'intervento dei certificatori energetici solo per la sostituzione delle
finestre e dei pannelli solari, proprio perché sembrava un po' gravoso e
complicato, migliorando la burocrazia presente nel 2007. Nel caso specifico riportato nell'articolo, a
fronte di una sostituzione di 159 finestre, quale problema potrebbe mai essere
pagare una parcella di poche migliaia di euro?". Scrive ancora il lettore:
"Ovviamente tutti i prodotti che vengono installati devono rispondere a
precisi requisiti e devono essere certificati dal produttore. Se
l'artigiano cui si è rivolta l'immobiliare in questione non è in grado di
fornire la documentazione sui suoi prodotti, l'Enea non potrà accogliere la
richiesta. Consiglio quindi all'immobiliare di documentarsi un po' meglio, di
usufruire del recupero fiscale perché ne vale sicuramente la pena e di non
criticare un decreto governativo che funziona".
( da "Eco del Chisone" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
In occasione della
festa del 1º maggio le riflessioni dei segretari provinciali Airaudo (Fiom) e
Agliodo (Cisl) Il sindacato, orfano dei vecchi padroni e dei nuovi lavoratori
Airaudo: "Il nostro errore è stato metterci in relazione con la
politica" - Agliodo: "È cambiata la società ma il nostro ruolo è
insostituibile" Non sono, questi, tempi facili per nessuno, neanche per il
sindacato. Il presidente uscente di Confindustria, Montezemolo, in uno dei suoi
ultimi discorsi prima di passare il testimone, ha definito i sindacati
"professionisti del veto"; Silvio Berlusconi, all'indomani della sua
elezione, ha accusato loro di aver fatto scappare Air France dal tavolo delle
trattative per Alitalia; in un libro fresco di stampa, "L'altra
casta", a firma di Stefano Livadiotti, vengono dipinti come "macchina
di potere e denari". Affondi duri, parole pesanti, che seminano
discredito, delegittimando una realtà fondamentale per l'equilibrio sociale in
un paese democratico. "Negare che il sindacato stia attraversando una
crisi vuol dire fare come lo struzzo e non voler risolvere la situazione -
afferma Giorgio Airaudo, segretario provinciale Fiom (Cgil), sigla che conta
1.200 delegati nelle aziende matalmeccaniche, 20.000 iscritti e il 56 per cento
dei voti dei lavoratori, come sottolinea lo stesso segretario -. La crisi c'è e
avanza da anni, da quando la globalizzazione ha cominciato a decentralizzare le
aziende. Oggi ci si confronta con imprese di cui non conosci esattamente il padrone;
i responsabili e le responsabilità delle imprese sono lontani dai lavoratori e
dalla società in cui l'azienda opera, un processo che oggi - sostiene ancora
Airaudo - tocca anche le piccole e medie imprese, di cui il tessuto industriale
italiano è ricco". Oggi non è raro avere un'azienda che produce in un
Paese - dove la manodopera è a più basso costo - ma che ha sede legale in un
altro - dove è più conveniente in senso fiscale - e i cui proprietari vivono
ancora in un altro, dove la qualità della vita è migliore. Le signore che
annunciano i voli serali all'aeroporto di Francoforte stanno in realtà
parlando, in piena notte, ai computer di un call center in India, dove il
lavoro notturno è retribuito in maniera sicuramente minore. "Questa
situazione mette il sindacato in difficoltà, in Italia come in tutti i Paesi
industrializzati; dinamiche e pressioni spingono i lavoratori uno contro
l'altro: i dipendenti contro i precari; gli autoctoni contro gli immigrati, il
lavoratore dell'azienda privata contro quello pubblico". Una guerra che,
però, non prevede vincitori. "Il termine "sindacato" deriva dal
greco e significa "insieme con giustizia", ma in un mondo in cui
l'ingiustizia aumenta riesce difficile tenere uniti i lavoratori, soprattutto
quando si è esposti a bombardamenti mediatici che riducono l'identità a meri
consumatori". Queste le pressioni esterne, che mettono in crisi assetti
tradizionali e vecchie politiche. Non mancano però errori compiuti in
"prima persona". "Abbiamo per esempio sbagliato quando, per
supplire alla perdita dei rapporti di forza, abbiamo cercato di entrare in
relazione con la politica. Le vicende dell'ultimo Governo Prodi ne sono un
esempio eloquente: è stato trattato in maniera troppo amichevole, ha
sicuramente goduto di un atteggiamento di favore. Il fatto, poi, che nel
Governo e nel suo entourage ci fossero molti sindacalisti aveva creato, anche
nei lavoratori, forti aspettative. Che sono andate deluse, come hanno
dimostrato i risultati elettorali". Per il segretario Fiom c'è stato anche
un altro errore di valutazione: "Si è cullato nell'idea di poter
sopravvivere alla morte dei grandi partiti storici, alle debacle delle prime e
seconde Repubbliche, invece il terremoto sta facendo tremare anche noi".
La ricetta, per Airaudo; "è riavvicinarsi alla base, accorciare la delega
perché nel tempo si è allungata troppo. Occorre restituire il potere di
decisione ai rappresentati e rinsaldare il rapporto con loro perché si sentano
davvero al centro del dibattito". Non vuol sentir parlare, Airaudo,
invece, di privilegi e benefit: "Guadagno 1.500 euro al mese, e di ore ne
faccio parecchie. Non sono previsti rimborsi e gettoni di
presenza per i delegati e talvolta, quando si segue una pratica lo si fa anche
pagando di tasca propria. C'è burocrazia, questo lo ammetto, ma non parlatemi di privilegi. La realtà -
conclude Giorgio Airaudo - è che siamo la più grande associazione di
volontariato". Sofia D'Agostino.
( da "superEva notizie" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Percorsi didattici
Michele Francipane: il dottore di nomi, cognomi e giochi A cura di Anna Russo
Pubblicato il 28/04/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per la
STAMPA " Le vostre opinioni " Photogallery Il professore nativo della
provincia di Caserta, residente a Milano, ideatore della costituenda Accademia
dei Ludogrammatici, è autore del Dizionario ragionato dei cognomi presentato lo
scorso 15 agosto al Caffè della Versiliana.
IL PERSONAGGIO In un momento particolare ? con il
dibattito aperto sul doppio cognome ? spunta l'esperto che gioca con le parole
(le frammenta, le ricompone, le scansiona) Il professore nativo della provincia
di Caserta, residente a Milano, ideatore della costituenda Accademia dei
Ludogrammatici, è autore del Dizionario ragionato dei cognomi presentato lo
scorso 15 agosto al Caffè della Versiliana. MICHELE FRANCIPANE: IL
DOTTORE DI NOMI, COGNOMI E GIOCHI Inventore del "Giocabolario" unico
in Europa, tre versioni, una in Braille per i non vedenti Creatore di
neologismi: Ludogrammatica (giocare con i nomi) Epistemonemia (indaga sui nomi
delle scienze) Psiconomastica (onomastica applicata alla psicologia). È una
persona che sprizza cultura da tutti i pori. Grande perspicuitas, seduce e
incanta chi ha la fortuna di parlargli. Parliamo di
Michele Francipane. Il sessantasettenne professore casertano-milanese,
doppia laurea in tasca (Lettere e Pedagogia) con studi approfonditi in
matematica, filosofia e musica- dirigente scolastico in pensione- è una persona
speciale- che esporta con successo-nell'intera penisola - la casertanità.
Nativo di Caiazzo: una casa a Milano, nei pressi dello stadio San Siro,
l'altra nei pressi del castello della sua amata Caiazzo dove ritorna diverse
volte nell'arco di un anno, Francipane è autore del Dizionario ragionato
dei cognomi italiani-edito dalla Bur(Biblioteca Universale Rizzoli) contenente
oltre 25mila cognomi, presentato il 15 agosto scorso al Caffè della Versiliana.
Ha pubblicato, inoltre, Il Dizionario ragionato dei nomi (pubblicato
sempre dalla Bur(contenente personaggi biblici, fantastici, mitologici, titoli
d'opere d'arte letterarie e musicali, testate giornalistiche, trasmissioni
radio-tv, frasi celebri, modi di dire plurilingue); Il Dizionario degli
aneddoti (unico in Europa) ? strumento utilissimo per chi lavora nei media ?
dalla carta stampata al web, dalle radio alle televisioni ? perché consente
d'arricchire, in modo colto e circostanziato, articoli, trasmissioni,
interventi in dibattiti; "Ludogrammi", presentato da Bruno Munari
(Mursia), "Il somario: perle chicche e strafalcioni" (Rizzoli);
"Lo specchio dei numeri" (Sonzogno) e "La Smorfia del terzo
Millennio" (Fabbri). Per due decenni ha collaborato con la
Mondatori, per le riviste della Disney, con il Sole 24Ore- rubrica Tempi e
Passatempi, con Focus. I suoi giochi per grandi e piccini ? noti in tutto lo
stivale. Gioca con le parole. Le divide, le studia, le frammenta, le
ricompone, le scansiona con il cervello- al pari di una Tac. Suo il
Giocabolario - che ha sedotto Dossena e Bartezzaghi. La soluzione per Il
solitarie di Leibnitz- sempre sua. Creatore di neologismi. Ludogrammatica(giocare
con i nomi) - Epistemonemia (indaga sui nomi delle scienze);
Psiconomastica(onomastica applicata alla psicologia). In un momento particolare
come questo- con il dibattito aperto sul doppio cognome non poteva mancare che
lui- autentico esperto del settore. "I nuovi cognomi porteranno solo
tantissima confusione, e una serie di problemi- afferma Francipane - convinto
che l'istituzione di nuovi cognomi attenterà alla serenità delle famiglie -
ostacolando, inoltre, il lavoro della magistratura. "È una
decisione difficile - che va studiata per anni - non siamo ancora pronti per
una cosa del genere -occorre ancora mezzo secolo per riflettere, valutare,
sperimentare- e poi prendere eventualmente la decisione". Sua
l'idea di far nascere a Caiazzo l'Accademia dei Ludogrammatici.
"Siamo nella fase costitutiva- sottolinea il fondatore, coordinatore e
presidente onorario del costituendo sodalizio- La vita è gioco, il gioco è
vita- AdeL- è l'acronimo che abbiamo scelto per la nostra associazione o cooperativa
culturale (senza scopi d lucro) -retta dal dottor Tommaso Sgueglia-caiatino
come me (vice direttore sanitario Ospedale San Sebastiano di Caserta)-
che si propone di diffondere il gioco, e non solo- in ogni sua forma fra
persone da
( da "Virgilio Notizie" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ESIGENZE Ipsos:
Italiani non chiedono diritti civili o ecologia postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Roma, 29 apr. (Apcom) - Per gli italiani è urgente intervenire sulla
criminalità (27%), servono poi sostegni all'occupazione (22%) e un abbassamento
delle tasse sul lavoro dipendente (20%). Sono queste le tre esigenze principali
che secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Pa per il Magazine del Corriere
della Sera gli italiani vorrebbero che fossero affrontate nei primi cento
giorni del nuovo governo Berlusconi. L'11% degli intervistati chiede poi un
miglioramento dei servizi pubblici e il 5% una
semplificazione della burocrazia statale. Fanalino di coda sono le misure contro l'inquinamento
(3%) e i diritti civili (2%). Dal punto di vista geografico, il 27% che chiede
maggiori misure di sicurezza raggiunge punte del 33% nel centro nord mentre il
nord est, nonostante sia l'area di massimo allarme della criminalità, presenta un
dato assai basso (19%). Il sostegno all'occupazione raggiunge il 32% al
sud e nelle isole. Come sostiene Michele Salvati, uno degli economisti
interpellati dal Corriere, "in Italia non fanno presa temi non
materialisti - come coppie di fatto ed ecologia - che in altri paesi segnano
invece la modernità".
( da "ADN Kronos" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ascolta la notizia
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SALUTE Roma, 29 apr. (Adnkronos Salute) -
Meno burocrazia nello svolgimento della professione e più soldi in busta paga.
Ma anche politiche più attente alla salvaguardia del Servizio sanitario
nazionale. Sono queste le prime tre richieste che i medici italiani rivolgono
al prossimo ministro della Salute, secondo quanto emerge da un sondaggio
realizzato fra i camici bianchi da 'Quotivadis', quotidiano online di
informazione medico-scientifica di Univadis. Nello specifico, a chiedere una
maggiore retribuzione è il 37% dei medici. A invocare un Ssn più snello è il
32% dei camici bianchi, stanchi di dover fare i conti con una macchina
burocratica sempre più 'pesante'. A difendere a spada tratta la sanità pubblica
è invece il 30% dei professionisti, che chiede per l'appunto politiche più
attente alla salvaguardia del Ssn. Pochi gli indecisi sulle richieste da
avanzare al nuovo ministro. Solo l'1% dei medici a domanda risponde: "non
saprei".
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La parola ai lettori
Rifondazione, sì alla Cisl sulla Sanità Condividiamo e rilanciamo la richiesta
della Cisl provinciale di avviare e sviluppare, con adeguata sollecitudine, un
confronto pubblico sul futuro della Sanità territoriale e, in particolare,
sull'assetto della futura rete ospedaliera. Un invito che rivolgiamo anzitutto
al sindaco di Imperia, che nei giorni scorsi ha tenuto un incontro con alcuni
studenti medi sul progetto Ospedale Unico. Considerata la straordinaria
importanza dell'argomento, riteniamo che si debba tenere un confronto a più
voci che permetta di conoscere, valutare e dibattere le diverse posizioni in
campo, di chi è favorevole al progetto come di chi è contrario e si sta
battendo per proporre delle alternative. Le decisioni che dovranno essere prese
vanno formate sulla base del massimo coinvolgimento della popolazione
imperiese, e non già della sola concertazione tra attori politici e management
dell'azienda sanitaria, come finora è stato. Chiediamo pertanto al sindaco di
promuovere momenti assembleari. PASQUALE INDULGENZA CAPO GRUPPO COMUNALE PRC,
IMPERIA Risponde Stefano Delfino: "Ospedale unico: sì o no? Com'era
previsto, il dibattito continua. E promette altre puntate". Farmacie
aperte: segnalazione errata Sabato scorso le farmacie di Imperia segnalate di
turno erano la Gentile e la Torres, invece erano altre. Si trattava di un
sabato inserito tra due giorni festivi, ma con un po' di buona volontà si
sarebbe potuto evitare disagi diurni e notturni alla popolazione e tanto più ai
turisti che conosco meno la città. LETTERA FIRMATA IMPERIA Pedoni in via
Littardi transito a rischio Porto a conoscenza un problema, di facile
soluzione, ma insolubile per le istituzioni nazionali e municipali. Già l'anno
scorso avevo segnalato alla Polizia stradale l'inconveniente dei poveri pedoni
in via Littardi che, nel tratto dal supermercato alla tabaccheria al civico 24,
devono scendere dal marciapiede nelle sede stradale per recarsi alla propria
abitazione. Io e mia moglia abbiamo 84 anni e, anche a causa del marciapiede
scosceso e alla difficoltà di transito, sono già caduto due volte e mia moglie,
affetta da morbo di Parkinson, percepisce l'indennità di accompagnamento:
lascio immaginare la difficoltà e il pericolo di portarsi nella sede stradale
operando un vero e proprio slalom tra le auto in sosta. Un mese fa ho avvertito
la Polizia stradale e contemporaneamente, per telefono e con un esposto, la
Polizia municipale, ma fino a ora non senza alcun riscontro. Speravo nelle
elezioni, ma ahimè sono solo poilitiche e non amministrative. GIUSEPPE
BERTOLINO IMPERIA Dalla Fipe grazie all'Asl e alla Regione Viva soddisfazione
del sindacato della Fipe-Confcommercio della provincia di Imperia per la
possibilità concessa ai titolari delle attività stagionali che da quest'anno non
dovranno più pagare diritti per il rinnovo delle autorizzazioni sanitarie. La
categoria delle attività stagionali infatti (spiagge, chioschi, piscine) è
stata esonerata dal pagamento e dalla presentazione della domanda. Le attività
che non hanno subìto modifiche sostanziali rispetto all'anno scorso potranno
iniziare a lavorare semplicemente presentando una prosecuzione di attività al
Comune competente. Apprezzamento va all'Asl Imperiese e alla Regione che,
concedendo questo "alleggerimento", hanno voluto
dare un segnale di allineamento con quei Paesi che cercano di adottare una burocrazia più snella e lineare:
approvando tale novità in tempi ristretti hanno dimostrato di comprendere le
difficoltà e le necessità della nostra categoria. Ricordiamo a chi ha già
effettuato il pagamento che può chiedere il rimborso. ENRICO CALVI PRESIDENTE
DELLA FIPE, IMPERIA.
( da "Caltanet" del 29-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
> NEWS-->
Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - "Ieri ho sentito Berlusconi per telefono e
poi l'ho incontrato all'assemblea dei parlamentari del Pdl. Mi ha detto 'sono
contento quasi quanto te per questa vittoria' e poi mi ha
dato dei consigli anche questa mattina sulla necessita' di dare segnali forti
di cambiamento anche di snellimento della burocrazia comunale. Da questo punto di vista cerchero' di lavorare in
stretta collaborazione con il governo nazionale". Cosi' il neo eletto
sindaco di Roma Gianni Alemanno ha parlato in collegamento al Tg4, diretto da
Emilio Fede.