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tARTICOLI DEL 29-30 maggio
2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (139)
Voucher contro il lavoro nero
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole, dare una possibilità di reddito a studenti (con il limite dei 26 anni) e pensionati, la raccolta della vendemmia sarà pagata con voucher del valore nominale di 10 euro all' ora, di cui 7,50 andranno al lavoratore mentre il resto sarà suddiviso con quote diverse tra Inps e Inail per i versamenti contributivi e l'
Competitività,
la ricetta degli imprenditori ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma meno Stato per avere una burocrazia più efficiente. E poi bisogna insistere davvero su liberalizzazioni e privatizzazioni". Ultimo punto l'energia. "La paghiamo il 30-40% in più rispetto agli altri paesi europei, dipendiamo dal gas russo e algerino che ne fanno un uso politico e dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'aria: per incidere su queste cose,
Capisco
le difficoltà che ti fanno chiudere
( da "Corriere
delle Alpi" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sicuramente non sono state delle migliori nè per quanto riguarda il settore turistico a Belluno e tanto meno per l'intricata burocrazia e per gli aggravi fiscali che spesso stroncano ogni iniziativa. La tua esperienza per la lunga attività nel campo alberghiero e della ristorazione, ti fa essere un caposaldo e un punto di riferimento nell'ambito della ricettività in tutta la Valbelluna.
L'appello
della Sipao: Banche aiutateci ( da "Corriere delle Alpi"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le maglie della burocrazia e degli intermediari finanziari si fanno sempre più strette. Quasi paralizzanti. Non lo nasconde il presidente Sipao Valter Da Rin: "Anzichè allontanarsi nei periodi di crisi, le banche devono dimostrare di credere di più nella piccola e media impresa, concedendo per esempio la dilazione del pagamento dei debiti in attesa che si superi l'
Sandro
Forcato, la rivoluzione si fa dietro le quinte
( da "Alto
Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la burocrazia dell'epoca chiedeva la concessione di licenze commerciali. Noi non volevamo che l'ingresso fosse libero, ma fare una manifestazione privata riservata ai soci, la formula adottata da Dario Fo. C'era il timore che agli spettacoli s'intrufolasse la polizia, non gradita al pubblico di quei tempi".
Nucleare
soluzione essenziale ( da "Giornale di Brescia"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dopo la burocrazia, che le imprese sono costrette a sopportare". Per Morandini "è fondamentale procedere con una pianificazione a breve, medio e lungo periodo". Il problema energetico è anche il refrain delle aziende di carpenteria bresciana che da sempre lamentano un limite al loro sviluppo economica fortemente legato all'energia.
Un
espertoper i problemidegli anziani
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia: oggi un incontro pubblico, poi uno "sportello" in Comune a disposizione di tutti 29/05/2008 BOLLETTE gonfiate, sconti eccezionali e offerte promozionali che si rivelano truffe mascherate, ma anche i piccoli problemi burocratici che l'utente incontra nel caso voglia cambiare un contratto con l'azienda del gas o dei telefoni.
Rifiuti,
problema da risolvere in nome della dignità
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: politica e burocrazia corrotta a cui si aggiunge la componente camorristica locale". Questa ricostruzione fu fatta anche da due magistrati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Vediamo qualche precedente. L'Impregilo fa capo a Marcellino Gavio, contro cui il 18 agosto 1992 fu spiccato un mandato di cattura per presunte tangenti riguardo all'
Giovani
senza progettualità ( da "Arena, L'"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dal ruolo sociale delle imprese alla mancanza di progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni" del pubblico impiego. Ne hanno parlato il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, l'imprenditrice Marina Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto.
Crescono
i ragazzi e le scuole si adeguano
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tonni ha poi aggiunto qualche parola in merito alla costruzione della nuova elementare: "Dopo tante traversie, dovrebbe essere stato recapitato in questi giorni il decreto di esproprio dei terreni, dove sorgerà l'istituto. Se la burocrazia non ci fermerà, affideremo i lavori fra qualche settimana".
E'
necessario adottare una cultura contro lo spreco
( da "Provincia
di Cremona, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella disfunzione delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi televisivi. Viviamo insomma una disarmante esperienza del peggio. Tanto che, quasi quasi al termine poltigia di massa di potrebbe (con eleganza minore) sostituire il termine di '
Cina
post comunista e vecchie faide della quieta Versilia
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia di partito e la giungla del mercato globale, dove sono cresciuti i nuovi mandarini, una classe dirigente rampante e dissoluta che affonda "le sue dita capitaliste nella torta socialista". In una casa di piacere viene ritrovato il cadavere di un poliziotto che stava indagando sui traffici di Xing Xing,
Ostello,
apertura rinviata a fine estate - sabrina zedda
( da "Nuova
Sardegna, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stavolta la colpa non è della burocrazia, né di ricorsi e controricorsi, che già in passato hanno frenato l'attività del cantiere: incredibilmente nei progetti per rendere l'ex scuola il più accogliente possibile verso i flussi di turismo giovanile, ci si era dimenticati di inserire l'impianto di condizionamento.
Nella
lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta
un clic per acce ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.
Giovani
e impresa, nuovo servizio ( da "Nuova Sardegna, La"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incubo di dover star dietro ai fastidi della burocrazia. L'idea è dell'assessorato comunale alle Politiche giovanili e di quello alla Programmazione, che hanno deciso di unire le forze per dare nuovi stimoli ai tanti giovani, che ogni giorno gravitano sulla città. ??Quello del terzo settore - ha detto presentando l'iniziativa, l'assessore alle Politiche giovanili,
Bando
alle polemiche: a fine giugno Peter Greenaway entrerà nel Cenacolo e leggerà la
sua verità su Leonardo ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: insieme con la ridondanza della burocrazia, hanno fatto dire a Sgarbi che "Milano è una città provinciale, che con fatica e disagio accoglie fenomeni che per altre città sono normali", e che "non poteva dire no a un artista come Greenaway, che sarà discutibile, ma è il più sensibile e attento appassionato dell'arte italiana, e che non ha mai pensato di sfruttare Milano e il Cenacolo,
EMERGENZA
casa anche a Lucca. <In c ( da "Nazione, La (Lucca)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia voluta dal centrosinistra". A fronte di questa decisione di sapore tutto ideologico contro una presunta "svendita" degli immobili di edilizia pubblica, il gruppo di Forza Italia verso il Popolo della Libertà ha presentato un ordine del giorno (bocciato dalla maggioranza regionale) per chiedere una legge di riordino sul tema al fine di prevedere delle sanzioni per i Comuni
In
aumento i reati dei clandestini e tra gli italiani cresce la paura - marina
cavallieri ( da "Repubblica, La"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono sempre di più i crimini contro il patrimonio MARINA CAVALLIERI ROMA - Tra attese, ostacoli e difficoltà, superando decreti flussi e varie burocrazie, cresce il numero degli stranieri che si stabilizzano. E quando gli ex clandestini riescono ad arrivare al traguardo scelgono la regolarità: lavorano, si sposano e fanno figli che vanno a riempire le culle e le aule italiane vuote.
<Gli
operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi>
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi" GLI INDUSTRIALI ? LEGNANO ? SE I SINDACATI DIFENDONO senza se e senza ma il bisogno di sicurezza sul lavoro, altrettanto fanno gli industriali. "C'è la necessità inderogabile di non abbassare mai la guardia rispetto alla sicurezza sul lavoro, che è un bene prezioso per tutti" afferma Corrado Bertelli,
Biotecnologie,
77 milioni per la ricerca Presentato ieri il programma che vede un cospicuo
finanziamento della Regione ( da "Unita, L'"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ostacolo costituito dalla lentezza della burocrazia e dell'amministrazione centrale anche se per il momento l'assessore glissa sulla questione. Le domande di ammissione alla gara dovranno essere presentate attraverso il sito www.filas.it entro il 25 luglio prossimo mentre entro agosto dovrà arrivare via posta la domanda sottoscritta al rappresentante legale.
Miracolo,
la patrona risorge dai rovi ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma di fronte all'elefantiasi della burocrazia spesso nemmeno i soldi possono qualcosa. I permessi non si sbloccavano. C'era anche da capire di chi fosse il terreno (problema poi risolto). Non solo, l'Anas aveva chiesto di spostare la struttura tre metri più in là: nel giro di poco tempo s'erano verificati diversi incidenti.
Ritira
il permesso, è già scaduto - guido piga
( da "Nuova
Sardegna, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la consegna otto mesi dopo Il foglio di soggiorno non era più valido: colpa della burocrazia GUIDO PIGA OLBIA. Sul permesso di soggiorno, sotto la voce "data di consegna", c'è scritto: 26 maggio 2008. Segue la firma di accettazione di Ben, cittadino tunisino, lavoratore nel mondo della pesca, in Italia da 20 anni, a Olbia da uno.
Di
LIDIA GOLINELLI PRECEDENZA in graduatoria alle famiglie residenti da tempo
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "CRITERI di intelligenza all'interno della burocrazia", li definisce l'assessore Ivan Vigna (foto) che ha le deleghe a Casa e Politiche per l'immigrazione e vuole evitare che il nodo casa alimenti tensioni sociali. "Può capitare che uno straniero arrivato da pochi giorni passi davanti in graduatoria a un imolese ?
Caro
Carlino, leggendo la replica dell'assessorato alle politiche della salute
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Al fatto cioè che il distacco fra la burocrazia bolscevica che viene esercitata in sede regionale e le esigenze della popolazione sia oceanico. Come si può rispondere con un documento così freddo, fatto solo di cifre e di squallide giustificazioni, alle esigenze di assistenza della popolazione?
Procedure
più snelle per le commissioni ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
SEMPLIFICA LA
BUROCRAZIA in Comune, passando per la commissione Affari istituzionali che si
riunisce in questi giorni a più riprese. Tra le novità sostanziali la
diminuzione del numero delle commissioni che viene praticamente dimezzato, da
VOUCHER
PER LA VENDEMMIA, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE PER IL LAVORO OCCASIONALE IN
AGRICOLTURA. SIGLATA LA CONVENZIONE TRA REGIONE EMILIA-ROMAGNA, DIREZIONE
REGIONALE INPS E DIREZION ( da "marketpress.info"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di reddito a studenti e pensionati arrivano i voucher per la vendemmia, i buoni per i lavori occasionali in agricoltura che comprendono oltre alla retribuzione anche i versamenti contributivi e l'assicurazione contro gli infortuni.
TAGLIO
DELL'ICI, COMUNI IN SOFFERENZA ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere le risorse di un certo numero di Comuni,
Confindustria
lancia l'allarme "estate a rischio black-out" - massimo lorello
( da "Repubblica,
La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: energia in Sicilia che ammontano a 3 miliardi di euro e che non partono per colpa della burocrazia - attacca Catanzaro - Negli ultimi anni gli investimenti per il settore elettrico sono stati sistematicamente bloccati". Gli industriali ripartiscono le colpe fra il ministero dell'Ambiente e la Regione "che non esaminano gli elaborati e non rilasciano le necessarie autorizzazioni".
Taglio
dell'ici, comuni in sofferenza ( da "Nuova Venezia, La"
del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere le risorse di un certo numero di Comuni,
Nicholas,
forse già oggi sarà riesumata la salma
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: autorità brasiliane si impuntassero sulla burocrazia, chiedendoci documenti, procure o altre autorizzazioni. Ci auguriamo davvero che la salma di Nicholas venga riesumata il più presto possibile e che venga collocata almeno in una cella frigorifera, in attesa del rimpatrio". Dello stesso avviso il papà di Nicholas: "La speranza è che riescano a restituirci mio figlio in tempi brevi.
Nella
lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta
un clic per acce ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.
Hera
spieghi agli utenti i vantaggi della maxi fusione
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia e altri di vario genere si frappongono tra il vecchio monopolista e l'utente. E', insomma, di là da venire il cliente con effettivo ed efficace potere di scelta. VERO È che nel corso di un secolo e più, si è persa traccia dell'imprenditorialità che caratterizzava l'Officina del Gas creata nel 1846 su iniziativa privata e poi trasformatasi in un monopolio pubblico,
Oltre
il 15% di auto in meno il caro-benzina mette il freno al traffico del
centrocittà ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "In Italia la burocrazia rallenta spaventosamente di per sé anche la costruzione dei parcheggi - si lamenta il sindaco Roberto Dipiazza - basti pensare che sono venuti a propormi il parcheggio sotto San Giusto nel 2001 e dopo sette anni non è stato ancora aperto il cantiere".
La
rivoluzione della spadolini "l'università ripartirà dai cervelli" -
michela bompani ( da "Repubblica, La"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: opera di razionalizzazione del patrimonio edilizio, la semplificazione di tutta la burocrazia, creando un consiglio d'amministrazione fatto di tecnici esterni e valorizzando le ottime risorse interne, ce la faremo". Pensa a cercare sponsorizzazioni? "Certo, come avviene in tutto il mondo" Razionalizzare, dice. Anche gl'insegnamenti?
Fotovoltaico,
parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane>
( da "Corriere
del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito
E
sull'Irpef il sindaco gela Poli Bortone
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che si potrebbe risparmiare con i tagli ai costi della politica e della burocrazia. Destinerebbero, alle famiglie svantaggiate 250 mila euro, a strutture di aggregazione per le periferie 150 mila, alle attività ricreative e sportive 150 mila, alle associazioni di volontariato 60 mila, all'incentivazione dell'uso delle biciclette 50 mila, al sostegno per gli anziani 50 mila,
Fotovoltaico,
parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane>
( da "Corriere
del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito
Consiglio,
braccio di ferro sull'urbanistica
( da "Corriere
Alto Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questi denunciava anche troppa burocrazia, ed anche noi riteniamo ci sia una sovrapproduzione amministrativa, nonché un eccessivo coinvolgimento della politica in scelte imprenditoriali. è evidente il problema dell'insufficiente autonomia dei Comuni, specialmente in tema urbanistico".
Fotovoltaico,
parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane>
( da "Corriere
del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito
Emma
Marcegaglia a Bolzano ( da "Corriere Alto Adige"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Est nasce anche per colpa di una burocrazia opprimente e poco efficiente, da un fisco esagerato e servizi scadenti, dagli interessi corporativi che bloccano le infrastrutture. L'attuale Presidente Emma Marcegaglia (Marcegaglia Spa) ha accolto l'invito del Presidente, Christof Oberrauch (Durst e Alupress Spa), a partecipare all'Assemblea generale di Assoimprenditori Alto Adige,
<Salumi,
superare i consorzi> ( da "Libertà"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E se questa si è rivelata una fruttuosa progettazione del sistema produttivo, Ettore Rocchi ha ribadito "la necessità di ristrutturare o di trovare un'alternativa ai consorzi, dove l'eccessiva burocrazia e livelli decisionali lenti e farraginosi sono un freno per la produttività ed il commercio". Chiara Cecutta 29/05/2008.
Fotovoltaico,
parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane>
( da "Corriere
del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito
Fotovoltaico,
parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane>
( da "Corriere
del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito
Ci
risiamo. Il personale della Croce Rossa che svolge servizio per le ambulanze
dell'Ares 118 d ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E i lavoratori restano in mano alla burocrazia, con stipendi a rischio ogni mese. Intanto a proposito di 118 ieri in commissione sanità alla Regione si è svolto un vertice sull'elisoccorso. L'attenzione è stata focalizzata sulla necessità di dotare urgentemente l'ospedale di Frosinone di una base per l'elicottero necessaria per assicurare il rapido collegamento con l'
Settanta
roghi attorno alla città vigili del fuoco tutti al lavoro - paolo russo
( da "Repubblica,
La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Eppure la Puglia, indifferente ai tempi della burocrazia e alle mancanze delle istituzioni brucia già di paura. Anche i vigili del fuoco costretti a correre avanti e indietro per spegnere i focolai disseminati per tutta la regione puntano il dito contro l'inoperosità delle pubbliche amministrazioni.
Il
sultano fa d'oro la musica "l'auditorium a dicembre" - camilla povia
( da "Repubblica,
La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Entro un mese comincerà la ristrutturazione - spiega il presidente della Provincia, Vincenzo Divella - e finalmente sarà presto riconsegnato alla città dopo il lungo iter della burocrazia". Il sultano, ancora una volta, ha lasciato il segno.
Marcegaglia
dà l'imprimatur a marini ( da "Tirreno, Il"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia eccessiva per chi voglia ricorrere alle fonti rinnovabili..". E poi un riferimento ai costi energetici. "Oggi degli sgravi fiscali beneficiano le aziende definite energivore sulla base del valore assoluto dei loro consumi e non dell'incidenza dei costi relativi sul totale dei costi aziendali.
E
i detenuti vincono il primo torneo... a casa loro
( da "Tirreno,
Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: capolinea dopo 4 anni spesi tra burocrazia e cantieri. Oltre alla direttrice Anna Carnimeo e alla comandante della polizia penitenziaria Morgana Fantozzi che hanno fatto gli onori di casa, all'evento hanno presenziato il presidente della provincia Giorgio Kutufà, l'assessore al sociale del Comune Alfio Baldi, il questore Nicola Zito e il vicario generale della diocesi Paolo Razzauti.
L'intervento
( da "Salute
(La Repubblica)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infiniti bla-bla della politica e della burocrazia e tanta comprensione per gli interessi di lobby e corporazioni, ma oggi finalmente una sezione del Nomenclatore è dedicata agli ausili per la comunicazione ed anche i più innovativi fra questi sono accessibili ai cittadini con disabilità gravi nella comunicazione.
La
bimba di nessuno ( da "Stampaweb, La"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si intreccia con la burocrazia, è la strada di un tranquillo quartiere casalese: qui, la sera del 20 maggio scorso, la donna viene investita da una vettura. Il conducente scappa, ma viene rintracciato più tardi e denunciato per omissione di soccorso. Nel frattempo, i soccorritori si rendono conto della gravità, complicata dal fatto che la giovane è al settimo mese di gravidanza.
<Giovani
senza progettualità> ( da "Arena.it, L'"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dal ruolo sociale delle imprese alla mancanza di progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni" del pubblico impiego. Ne hanno parlato il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, l'imprenditrice Marina Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto.
La
mia città orgogliosa, generosa, anticonformista: questo era e oggi non è più
( da "Riformista,
Il" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chiusa tra le burocrazie partitiche del Pds e della Margherita e quello hanno ottenuto: i bresciani hanno dato al Pd la somma dei voti del Pds e della Margherita. Non uno di più, non uno di meno. Come volevasi dimostrare. Nel Pd la componente ex comunista è stata la peggiore, chiusa, burocratica, insensibile ai temi che con maggiore interesse e ansia interessavano la popolazione,
TRASPORTI.
Aerei, dal 1 giugno il biglietto cartaceo va in pensione
( da "HelpConsumatori"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Carmelo Calì - dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso. Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno. Sino ad oggi, infatti, molte lamentele dei consumatori riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di smarrimento del biglietto.
In
calo nell'isola le agevolazioni al sistema artigiano
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assessorato regionale dell'Artigianato, Adamo Pili, intervenuto al convegno in sostituzione dell'assessore Luisanna Depau, ha fornito solo qualche chiarimento tecnico, sostenendo che molto "potrà fare l'attività di promozione" e ammettendo che la burocrazia regionale non sempre è snella nelle procedure di sostegno alle imprese.
Provincia,
vertice gorizia-udine ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oltre che della burocrazia, argomento che, sicuramente, cominceremo ad affrontare già domani. Siamo entrambi antipolitici e questo ci fa condividere l'approccio nei confronti di alcune importanti questioni". Con il presidente della Provincia di Udine, Gherghetta intende approfondire temi di grande concretezza, come lo smaltimento dei rifiuti e le infrastrutture,
Cina
post comunista e vecchie faide della quieta Versilia Il noir non viene
meno alla sua voca... ( da "Brescia Oggi"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia di partito e la giungla del mercato globale, dove sono cresciuti i nuovi mandarini, una classe dirigente rampante e dissoluta che affonda "le sue dita capitaliste nella torta socialista". In una casa di piacere viene ritrovato il cadavere di un poliziotto che stava indagando sui traffici di Xing Xing,
Bracci,
arbitro da otto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ingresso gratuito a tutti i tifosi che bestemmiano meno di una volta alla settimana e alle tifose che hanno concorso per Miss Italia. Le proposte ci sono. Quel che manca è la risoluzione dei problemi principali: burocrazia, costi, vincoli, "ladrocinio" di bambini e cosucce del genere. Giusto la quotidianità impenitente.Roberto Vicenzotto.
(Segue
dalla prima pagina) Clara ( da "Gazzettino, Il"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Facessimo tutti più sesso si salverebbero tanti matrimoni e anche tante vite". Accavalla le gambe. Si alza. Saluta. Fuori le gente l'aspetta. Prima dell'erotismo e delle pagine sexy ci sono concessioni, permessi, delibere. Ancora la firma del sindaco qui serve più per la burocrazia che per l'autografo.Adriano Favaro.
A
Padova la giustizia via internet ( da "Gazzettino, Il"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un vero e proprio attacco alla burocrazia."In questa prima fase il progetto del processo telematico - ha affermato Carla Secchieri, responsabile della commissione informatica dell'ordine degli avvocati di Padova - riuscirà a ridurre in maniera estremamente importante i tempi del decreto ingiuntivo.
SICUREZZA:
BANCHE, IN ITALIA COSTI PIU' ELEVATI SU CONTI CORRENTI
( da "Asca"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abbattere la burocrazia''. Sulla stessa linea il direttore generale della Bnl, Fabio Gallia, che ha osservato come in tema di sicurezza, ''se confrontiamo i nostri costi, con quelli degli altri paesi, risultano 'multipli'. Anche sul problema dei mutui ipotecari - ha rilevato - una esecuzione immobiliare in Italia si effettua in sette anni'
Dal
primo giugno arrivano i biglietti aerei elettronici
( da "Velino.it,
Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante Cncu nel comitato tutela diritti del passeggero all'Enac –. Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno.
La
"sicurezza" sulla testa dei bambini
( da "AprileOnline.info"
del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. In pratica non viene dato per buono il certificato matrimoniale? La pratica del riscontro biologico diventa un criterio di selettività: ci sono bambini nati incidentalmente fuori dal matrimonio ma giuridicamente legittimi all'estero, per i quali la prova scientifica danneggerebbe la madre e i bambini stessi dal momento che il padre formale non corrisponde a quello naturale.
Il
dramma della neonata di nessuno ( da "Stampa, La"
del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I nonni materni sono pronti a prendersi cura della bambina, ma la burocrazia lo impedisce. L'avvocato Paolo Casalone si è rivolto al Tribunale dei minori: è una corsa contro il tempo, prima che la neonata sia dimessa. Servizio IN PAGINA NAZIONALE.
Giordano
contro Regione e Provincia Vedovato: "Noi sempre collaborativi"
( da "Stampa,
La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: costringendosi solo ad aggiungere burocrazia". Sui tempi Massimo Giordano non è ottimista. "Conti sostiene che il Piano è pronto, vorrei vederlo materialmente. Bene che vada sarà ancora lunga: il Prg, una volta approvato dalla Giunta regionale, dovrà tornare in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva e poi rimandato in Regione per l'ultima presa d'
Verbone,
accuse alla Provincia ( da "Stampa, La"
del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: accuse alla Provincia VALLECROSIA La burocrazia della Provincia è troppo lenta e Vallecrosia non può più aspettare. È questo l'allarme dell'assessore alla Protezione Civile Graziano Balbis, di Vallecrosia, che in una lettera all'Amministrazione provinciale accusa di impiegare troppo tempo a utilizzare i fondi necessari per la messa in sicurezza del torrente Verbone,
La
bimba che nessuno vuole: mamma in coma e il padre la rifiuta
( da "Stampa,
La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vittima della burocrazia da una settimana La bimba che nessuno vuole: mamma in coma e il padre la rifiuta Mossano E UN COMMENTO DI Carlo Rimini A PAGINA 21.
Confconsumatori
Parma: dal 1 giugno, arrivano i biglietti aerei elettronici
( da "Sestopotere.com"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac – Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno.
Tavazzanon
La massiccia presenza dei roditori minaccia colture e rete di irrigazione a
Modignano: <È un vero disastro>
( da "Cittadino,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Non dovrebbe esserci tutta questa burocrazia: c'è bisogno di più gabbie e tutti, corso o non corso, devono poterle utilizzarle". Ciò di cui, più in generale, gli agricoltori tavazzanesi lamentano l'assenza, è un piano d'emergenza concreto, un'operazione a tappeto sovracomunale da attuarsi prima che sia troppo tardi.
Gramm
lancia la scommessa, più export ( da "Alto Adige"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: del peso della burocrazia. Che ne sarà dell'"autonomia fiscale"? "L'autonomia fiscale è senz'altro un'arma a doppio taglio. Non è molto simpatico passare da erogatore ad esattore. Non mi sento di dare un giudizio netto su questa eventualità. Posso dire che se è vero che al momento attuale se la tassazione è alta è altrattanto vero che da noi in Alto Adige arriva il 90%
Alto
Adige, da Vienna denaro a palate ( da "Alto Adige"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E niente paura, la burocrazia era ridotta all'osso. Tanto che era nato un motto, in quegli anni. Il questuante di turno, per annunciare l'imminente viaggio in quel di Vienna, diceva di andare a trovare "Onkel Josef und die Tante", lo zio e la zia.
Costi
della burocrazia, ridurli del 25 per cento
( da "Alto
Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, ridurli del 25 per cento BOLZANO. Ridurre i costi della burocrazia. Al convegno "Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini" di Bolzano il presidente Durnwalder e l'assessore Werner Frick hanno presentato, assieme ai ricercatori dell'Eurac e ad esperti internazionali, il modello di misurazione degli oneri amministrativi e la sua applicazione in Alto
Peroni
confermato presidente degli industriali della Vallagarina
( da "Trentino"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Secondo Agostino Peroni questa è una delle priorità per l'industria lagarina, assieme alla necessità di rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali, potenziare la rete stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e semplificare la burocrazia.
Marcegaglia:
L'euro forte? Penalizza le nostre imprese
( da "Trentino"
del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, meno spesa pubblica, meno pressione fiscale. Più liberalizzazioni, più mercato, più poteri al governo. Sono questi i refrain del Marcegaglia-pensiero, saranno questi i temi del suo intervento di oggi all'incontro "Protezionismo e mercato" (ore 12, sala Depero, Palazzo della Provincia), a cui parteciperanno anche l'
Il
Du Lac ha trovato acqua minerale purissima
( da "Trentino"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
provinciale, a norma di legge, non avesse fatto finire sull'Albo pretorio del
Comune di Riva quello che è già il bel traguardo di un' intuizione: la
richiesta di una concessione per l'utilizzo - prima minerale e un giorno,
forse, termale - della preziosissima acqua che i geologi messi in moto dal Du
Lac hanno trovato a circa
Cis
Montichiari: crescono ricavi e ristorni delle coop
( da "Giornale
di Brescia" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oppure con la burocrazia e la carta da riempire che questa sollecita o la direttiva nitrati oppure la crisi della suinicoltura oppure le emergenze come la "lingua blu", la vescicolare o, in passato, mucca pazza. Problemi che la gestione di Cis - che a fine 2007 conta 6156 soci con circa 25mila addetti - è riuscita ugualmente a superare,
La
maturitàcon il profa luci rosse ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. servizio >> 23 30/05/2008.
La
maturitàcon il profa luci rosse ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ignorandolo, ha predisposto il meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. 30/05/2008.
Nasce
da mamma in coma ma nessuno la riconosce - milena vercellino
( da "Provincia
Pavese, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione.
Tondo:
più sobrietà e meno dirigenti in regione
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche su quelli della burocrazia che peraltro è di intralcio alla vita dei cittadini a chi vuol fare impresa. "Possiamo snellire la macchina pubblica, utilizzando ove possibile, l'accorpamento di direzioni e servizi. I costi onerosi del comparto unico devono poi tradursi in assegnazione di maggiori competenze agli enti locali.
Cora
e oscar, nuovi orfani al gilros mentre grey non ha avuto fortuna
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e soprattutto che le burocrazie non ne blocchino il trasferimento. Altri amici sono in cerca di sistemazione. Si ricorda tra gli altri Grey, adottata ma subito rientrata in canile, Ruben, da anni ormai nella struttura, ottimo anche lui per la guardia, e i nuovi arrivati Cora, Pastore del Caucaso femmina cucciolona, e Oscar,
Strade,
tutta la città è allo sbando - guido piga
( da "Nuova
Sardegna, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la lentezza della politica e della burocrazia non può più essere una giustificazione. Gli automobilisti non possono più aspettare, né il loro diritto alla mobilità in sicurezza può essere più offeso. "Ma che diavolo ci vuole per mettere un po' d'asfalto sulle buche?" è la domanda angosciata che numerosi cittadini si fanno e fanno all'amministrazione comunale.
Spoils
system, conto alla rovescia la palocci a un passo dall'addio
( da "Repubblica,
La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nel mettere mano agli assetti della burocrazia. Da qui a tre mesi il presidente può utilizzare lo spoils system, la facoltà riservata al nuovo capo dell'amministrazione di cambiare i dirigenti con cui è chiamato a lavorare. Sarà l'occasione per nominare anche l'erede della Palocci o alla dirigente sarà chiesto di restare almeno fino al termine dell'anno,
Magistrati
e Cgil, prove tecniche di isolamento
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto?
Studenti:
"deferrari o spadolini? l'importante è contare di più" - michela
bompani ( da "Repubblica, La"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma ribadisco ciò che la maggioranza dei miei compagni dice: l'elezione del Rettore sarà ancora una volta come il Gattopardo, cambia tutto per non cambiare nulla. Ci sentiamo più utenti di una municipalizzata che discenti - scandisce - ciò che interessa all'Ateneo è il pagamento puntuale delle tasse, l'organizzazione degli studi è farraginosa, la burocrazia è kafkiana".
Una
donna sola dentro gli orrori del novecento
( da "Tirreno,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incastrata tra le maglie di una burocrazia macchinosa e avvilente, Amara si troverà nel bel mezzo della rivolta ungherese. Alla ricerca di un affetto privato, Amara si addentrerà nel labirinto di una grande tragedia storica, l'olocausto, per giungere alla fine al cospetto di una guerra simbolo dell'abisso in cui è piombato il Novecento.
Nata
da madre in coma, è guerra - milena vercellino
( da "Tirreno,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione.
)DIRITTI
Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE '
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: UTENTI Il costo della burocrazia )DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE 'prime donne' della politica nazionale nei giorni di campagna elettorale si sono proposti agli elettori, come al solito,con programmi elettorali che hanno come intento principale quello di rilanciare un'economia in stato comatoso.
Agostino
Peroni riconfermato all'Assindustria
( da "Adige,
L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Secondo Agostino Peroni questa è una delle priorità per l'industria lagarina, assieme alla necessità di rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali, potenziare la rete stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e semplificare la burocrazia. 30/05/2008.
Parco
delle Orobie sempre più vicino ai turisti
( da "Giorno,
Il (Sondrio)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia SONDRIO di PARIDE DIOLI ? SONDRIO ? RADDOPPIA IL CAMPO di lavoro del Parco delle Orobie valtellinesi in collaborazione tra l'ente di Via Sauro e Legambiente. Si tratta di una delle tante iniziative messe in cantiere per il 2008 dal Consiglio direttivo del Parco e dal presidente Walter Raschetti che stanno cercando di sburocratizzare l'
Fare
dell'industria il motore del Veneto
( da "Arena,
L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie alla forte spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni 50, è passato da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a quello calabrese, a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che pone i veneti in prima fila.
Planet
serve un accordo tra paesi per una governance dell'economia
( da "Riformista,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a mantenere un Welfare State forte e inclusivo e a sviluppare un sistema scolastico adeguato oltre che una burocrazia credibile ed efficiente. Il futuro della globalizzazione è condizionato dall'efficacia di tutte queste politiche. La globalizzazione non va demonizzata, né fermata: è piuttosto necessario governarla con la partecipazione di tutti i paesi e delle forze sociali.
Bando
di 1,5 milioni di euro per le imprese creative
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un aiuto concreto a districarsi nella giungla della burocrazia, maggiore flessibilità. Da parte sua la Camera di commercio di Monza e Brianza vuole andare oltre l'aspetto puramente amministrativo della regolazione del mercato con l'attività anagrafica del Registro Imprese che rilascia visure, certificati e raccoglie tutte le informazioni sulle imprese registrate.
Ma
questa è una logica carceraria che dovremo provare a cambiare
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che risultano clandestini perché la nostra burocrazia impedisce una sacrosanta regolamentazione. Sappiamo che il rapporto tra quanti hanno chiesto e quanti hanno ottenuto un permesso di soggiorno è di uno a dieci. Se in Italia abbiamo un esercito di irregolari, è colpa allora solo di non volontà dei richiedenti, o ancor peggio di loro disonestà,
LA
LETTERA che pubblichiamo non avrebbe, in effetti, bisogno di alcun commento. Si
capisce d ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si capisce da soli come la burocrazia in Italia riesca a complicare anche le situazioni apparentemente più semplici. Senza contare, poi, la beffa per chi ha perduto e ritrovato un oggetto e si vede costretto a pagare per riprendersi il maltolto. E' questo un esempio di come sia indispensabile snellire di molto iter burocratici,
Il
Tar boccia le strisce blu Alemanno cavalca l'onda populista e blocca i
parcheggi a pagamento in tutta la città Di Francia (Pd): questa è la legalità?
Giachetti (Pd): così si tor ( da "Unita, L'"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono riusciti a spuntarla contro la burocrazia. Alcuni cittadini residenti nel quartiere Ostiense, sostenuti dal Codacons (il comitato delle associazioni per la difesa dei consumatori), hanno vinto il ricorso presentato davanti alla II sezione del Tar del Lazio contro le strisce blu e le relative delibere comunali.
Cannabinoidi
<anti-sclerosi> Oggi convegno
( da "Corriere
Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è avere il via libera dal Registro europeo, ma tutto dipenderà dalla lunghezza della burocrazia". Questo farmaco oggi viene importato con costi molto gravosi, proprio perché mancano le autorizzazioni. In Italia si pagano a paziente quasi 7000 euro, per una terapia annuale: con la registrazione ufficiale il costo scenderebbe a 600 euro.
L'indiano
metropolitano ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impossibilità di sfondare il muro della burocrazia, del sottogoverno e della corruzione. Chi sosteneva l'inutilità di un'opera del genere aveva una carta importante da giocare. Racconta l'ingegnere Sreedharan di quelle discussioni: "Dicevano in tanti, ed avevano ragione a mettere in guardia dal ripetere errori già commessi: guardate alla metropolitana di Kolkata,
Autostrade,
riforma globale ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: congrua remunerazione del capitale e meno burocrazia nelle procedure ". Che ne pensa della vicenda Au-tostrade? "Alla fine ha dimostrato che la battaglia condotta per Aiscat dal presidente Palenzona contro la legge 286 era giusta – risponde –. Sono contento che sia approvata la convenzione di Autostrade, ma per un motivo: perché Aspi ha una call del 33%
Nelle
conclusioni di Draghi torna la questione del duale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nazionale esercita i propri compiti di organismo di controllo delle banche: nessun dirigismo, meno burocrazia e più verifiche sul campo, maggiore e continuo scambio di informazioni con gli istituti controllati. Un cambio di rotta reso ancora più evidente dalla nuova normativa sulla corporate governance degli istituti creditizi per la quale via Nazionale ha dettato poche regole chiare.
Distretti
ad alta potenzialità ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza essere soffocato dalla opprimente burocrazia italiana, i prossimi anni potrebbero riservarci ulteriori gradevoli sorprese sulla forza della nostra manifattura. E ciò malgrado un sistema Paese che,purtroppo, non ha ancora attuato quel risanamento per lo sviluppo che riduca il nostro divario di crescita rispetto a Eurolandia.
<Agenzia
per sburocratizzare> ( da "Corriere Alto Adige"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La Provincia punta a combattere il "peso" della burocrazia attraverso la creazione di un'agenzia, che avrà un compito all'apparenza difficile, ma comunque ben preciso, di monitorare tutto il "sistema ". Palazzo Widmann vuole sapere quanto costano alle casse provinciali, i provvedimenti adottati a livello nazionale e locale.
CHE
Roma fosse città coloniale dove venire in vacanza Ne dimorarono molti, poeti
non ( da "Messaggero, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: PAOLO PASOLINI CHE Roma fosse città coloniale dove venire in vacanza Ne dimorarono molti, poeti non socialmente determinati liberi dalla burocrazia e con un po' di paura della polizia; né mancarono i bei soli, in questo secolo; ciò che scompariva dava un breve dolore, l'unico vero dolore era nei sogni; nei sogni in cui pareva di essere costretti a lasciare questa città per sempre!
Authority
alimentare, è crisi ( da "Corriere della Sera"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: serpeggia anche qualche malcontento per la burocrazia europea che costringe spesso a fare delle capriole: "Sa quante richieste di pareri sostanzialmente inutili arrivano dalla Commissione? Le ultime sono quelle sugli additivi: duemila sostanze. Non possiamo fare tutto". Certo, l'analisi cruda del bilancio 2007 non aiuta.
La
vera opposizione? Cgil, Di Pietro e i magistrati
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sta morendo per una serie di malattie croniche che l'hanno immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? segue PAG. 4.
Il
gioco delle tre carte ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: turare falle nel bilancio regionale siano essere provocate dalla sanità o dalla spesa corrente per una burocrazia famelica e onnivora che si fa pagare cara persino l'inefficienza. Chi di noi contribuenti dunque si aspettava dagli amministratori regionali il comportamento del buon padre di famiglia che in vista di tempi duri prova a mettere da parte qualche soldino è andato deluso.
Iter
più semplice per lo status di Pmi artigiana
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Toscana data: 2008-05-28 - pag: 7 autore: Burocrazia. Pronto il Testo unico Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana Andrea Gennai FIRENZE Soppressione delle commissioni provinciali ( Cpa) per l'artigianato e trasferimento delle funzioni di iscrizione delle imprese artigiane alla Camera di commercio competente.
L'industria
pesarese chiede più attenzione alla Regione
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: positivo che si sta vivendo nel Paese aiuti la politica a restituirci uno Stato più leggero, con meno livelli istituzionali e con meno burocrazia ", conclude Ugolini. I. Ve. IL MOBILE SOTTO SCACCO Si apre domani a Rimini l'esposizione Spazio concorrente del Samp Tra gennaio e marzo cucine in caduta (-4,8%) Al vertice. Andrea Ugolini, presidente Confindustria Pesaro IMAGOECONOMICA.
Il
mondo dei piccoli dietro le sbarre
( da "Unita,
L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, un bambino non è protagonista ma un accidente. È un dramma affrontato periodicamente con aggiustamenti e palliativi". Gabriella Pedote, vicedirettrice di Rebibbia, è una giovane donna dall'aria gentile e appassionata, con due figli piccoli: "Conosco le storture del sistema ma sono orgogliosa del nostro asilo.
Ripartire
dal basso, più vicini al lavoro, meno burocrazia La Cgil si riposiziona: uscire
dai palazzi romani per raggiungere tutte le periferie
( da "Unita,
L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia La Cgil si riposiziona: uscire dai palazzi romani per raggiungere tutte le periferie di Luigina Venturelli FUTURO Cambia il mondo del lavoro, cambia anche la Cgil. Cerca la propria fisionomia del futuro e la trova, quasi paradossalmente, in un ritorno alle origini d'inizio Novecento, alla presenza in ogni fabbrica e in ogni campagna,
La
maturità con il prof a luci rosse
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. DONATA BONOMETTI Servizio >> 23 30/05/2008.
Nasce
da mamma in coma ma nessuno la riconosce
( da "Nuova
Ferrara, La" del 30-05-2008) + 6 altre fonti
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione.
<Fare
dell'industria il motore del Veneto>
( da "Arena.it,
L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie alla forte spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni 50, è passato da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a quello calabrese, a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che pone i veneti in prima fila.
Nuove
imprese, 53 via libera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cronaca di Nuoro Pagina 5021 Assessori soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia Nuove imprese, 53 via libera Assessori soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia --> Sono già 53 le imprese già in attività grazie alle novità introdotte dalla recente legge regionale che snellisce le procedure burocratiche necessarie a far nascere nuove aziende.
Ponte
d'ingresso: il progetto bloccato da 20 anni
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è
rappresentato dalla burocrazia e dai tempi tecnici necessari per affidare
l'incarico, mentre per quanto riguarda il finanziamento sembrano non esserci
grossi problemi. "Per portare a compimento l'opera abbiamo stimato una
spesa di circa 6 milioni di euro, che comprende un tratto di strada di
L'Ambiente
e l'Energia sui giornali di oggi ( da "Velino.it, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tre miliardi di
euro, più eventuali costi legati a ritardi e burocrazia, per avere una centrale
nucleare da 1.600 megawatt, contro i circa 80 miliardi che, al
Il
federalismo non divide ( da "Opinione, L'"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La pressione fiscale eccessiva, la burocrazia snervante, gli sprechi pubblici frenano la crescita economica e culturale del nostro Paese. Ecco perché non posso non essere convinto che da un corretto e moderno sviluppo dell'iter di riforma federale dipenda la stessa competitività del nostro sistema-Paese.
GOVERNO:
MARCEGAGLIA, LE RIFORME VANNO FATTE TUTTI INSIEME
( da "Asca"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E anche perche' - ha sottolineato Marcegaglia - ''non ci puo' essere mercato senza legge''. C'e' dunque bisogno di uno Stato ''che punisca chi delinque''. Nello stesso tempo, tuttavia, c'e' bisogno di ''meno Stato'', ad esempio nella burocrazia e nei servizi pubblici. La terza priorita' sono le infrastrutture. fdm/cam/alf.
ITALIA
AI MARGINI DEL POTERE EUROPEO ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ai vertici della burocrazia europea, per esempio, dove si muovono grandi interessi economici e geopolitici, i numeri segnalano 16 direttori e consiglieri di prima fascia italiani, rispetto ai 38 inglesi, ai 28 tedeschi e ai 27 spagnoli. Il quadro peggiora in quasi tutti gli organismi internazionali, dall'Onu a scendere.
Lavori
in biblioteca, tutto fermo ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per volgarizzare le parole della burocrazia edilizia, la Regione dice che la Biblioteca, a ristrutturazione fatta, starà in piedi senza problemi e che, quindi, la parte strutturale non desta alcuna preoccupazione. Un parere, questo, che di norma viene chiesto a gara d'appalto fatta, prima di avviare le opere.
Genty:
<Violentatori a lavorare sul Piave>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e alla burocrazia di Roma. "Ho detto a Luca che deve rompere la burocrazia e che prima del Ponte di Messina va fatta la Pedemontana". Sulla stessa linea gli altri, con un riferimento del "Volpaghese" Marzio Favero ad un "paese blindato" dalla paura e critiche al sindaco forzista Toffoletto (la Lega, che ha raccolto 500 firme per l'
Monologo
di condominio con la Fusco e giuria al lavoro per assegnare il premio
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amante delusa dal suo uomo che a lei sembra preferire noiose questioni di denaro e di burocrazia: appunto i millesimi condominiali, cioè la percentuale di proprietà di ogni condòmino, da cui discendono spese condominiali e diritto di voto nelle assemblee di condominio.Lo spettacolo è a ingresso gratuito; se piove si svolge nella Sala Verde del Castrum.
CHI
RESTA INDIETRO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto?
Dana,
neanche i cecchini fermano l'atleta più famosa dell'Irak. Il Cio sì
( da "Giornale.it,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma sarà esclusa dai Giochi per colpa della burocrazia Corre Dana, corre per schivare le pallottole dell'Irak senza pace e realizzare il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Pechino. Dana Abdul-Razzaq è una velocista di 21 anni, che si allena nello stadio Shaab di Bagdad, coprifuoco permettendo.
Province,
non entusiasma la "new entry" Monza e Brianza
( da "Panorama.it"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una questione a parte è quella della burocrazia: la metà degli intervistati chiede alla nuova Provincia di snellire le procedure. "C'è una diffidenza verso le pratiche amministrative: alcuni avvertono i livelli istituzionali come un intralcio o, peggio, come carrozzoni inutili" sottolinea il segretario dell'Unione artigiani.
In
carcere, poi fuori, poi di nuovo dentro per errore. ''Adesso troviamogli un
lavoro'' ( da "Redattore sociale"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un arresto nato da una burocrazia cieca e sorda, capace di uccidere". Adesso, dopo 54 trasferimenti da un carcere all'altro, Guadagnuolo è a casa, in attesa di sapere se gli verrà concessa la possibilità di seguire un percorso alternativo alla detenzione domiciliare, che altrimenti andrà avanti fino al 2011.
<L'ospedale
non può essere visto ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: combattere e sconfiggere la burocrazia". Il restyling di sale operatorie e rianimazione completerà l'opera e consentirà all'amministrazione sanitaria dell'Ulss n. 6 di Vicenza di consegnare alla città un ospedale veramente nuovo. "Ho assicurato al sindaco Achille Variati - conclude il direttore generale Antonio Alessandri - che dopo l'estate gli consegnerò un progetto di attuazione per l'
GOVERNO:
MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER IL PAESE E' L'ISTRUZIONE
( da "Agi"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorita' sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male".
SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto?
GOVERNO:
MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER PAESE E' ISTRUZIONE
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorita' sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male".
<Stiamo
vivendo un incubo> ( da "Sicilia, La"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma noi siamo in Sicilia e ad Agrigento dove la burocrazia ha dei tempi molto, troppo, lunghi. Ma ora ? circostanza questa che molti professionisti hanno già notato ? il rischio è che quando il nuovo Prg verrà approvato accadrà che le aree destinate ad esempio al verde pubblico o al settore commerciale siano già state interessate da costruzioni e attività di tutt'altro genere.
Dal
primo giugno addio al biglietto aereo cartaceo
( da "Sicilia,
La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso ? dichiara l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac ? Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno".
Governo:
Marcegaglia, priorità Per Paese è istruzione
( da "KataWeb
News" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'è troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorità sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male".
AGRICOLTURA:
CIA, 30 GIORNI MOBILITAZIONE PER MISURE ANTICRISI
( da "Agi"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: agricoltori ma anche misure si alleggerimento della burocrazia e piu' vigilanza contro la criminalita' organizzata. "Vogliamo porre all'attenzione del governo regionale e nazionale le grandi difficolta' che limitano fortemente le capacita' competitive delle aziende agricole siciliane. Sono problemi che necessitano di interventi strutturali capaci di sostenere il recupero di competitivita'
ICI/
COLDIRETTI SICILIA: IL GOVERNO HA TOLTO 50 MLN
( da "Virgilio
Notizie" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "La burocrazia è la peggiore calamità per la Sicilia", sottolineano i vertici della Coldiretti, il presidente Alfredo Mulè e il direttore Aldo Mattia. "Si tratta dei fondi che i viticoltori aspettano da oltre un anno. Siamo pronti a manifestare perché si chiuda una storia che ha ormai il contorno di una farsa.
SPAZIO:
BULGARELLI, UTILIZZARE TECNOLOGIE PER INNOVAZIONE
( da "Agi"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quanto al ruolo delle istituzioni, 'sono piuttosto presenti e concedono anche finanziamenti- conclude Bulgarelli - La voglia di fare e di innovare c'e' ma purtroppo spesso si e' di fronte ad un ostacolo, come la burocrazia, difficile da sormontare'.(AGI).
Impegno
per sbloccare i contratti degli stagionali
( da "Stampa,
La" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: È ovvio che la burocrazia non può e non deve impedire il lavoro di chi produce ricchezza e crea occupazione". "Ho attivato - dice Menardi - un canale di interesse ai competenti ministeri, affinché il numero dei lavoratori sia definito in tempo utile per la raccolta agricola".
E
la beneficenza? Quei premi non riscossi: uno schiaffo alla miseria Cara
Provincia, dire fame nel mondo ormai è retorica, quindi a questo punto oserei
dire fame in Italia ( da "Provincia di Como, La"
del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Martino Pirone e mail burocrazia Alla Motorizzazione m'hanno dato una mano Caro direttore, desideravo tramite le pagine de La Provincia, ringraziare i due dirigenti della Motorizzazione di Como, geom. Barni e ing.Pisoni, che cercando di superare il muro di gomma della brocrazia italiana che tutti i giorni diventa un immenso buco nero che pare ingoiarci tutti,
I
giudici convocano i nonni per decidere sulla neonata
( da "Stampa,
La" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in bilico tra angoscia e burocrazia. "No grazie", hanno risposto. Non cercano la ribalta. Dalla loro casa semplice e decorosa, in un quartiere di periferia, escono soltanto per raggiungere ogni giorno l'ospedale di Alessandria: attraverso il vetro del Centro neonatale guardano Bimba che, a dispetto di codici e codicilli, è la loro nipotina.
L'ENTUSIASMO
DEGLI INDUSTRIALI ( da "Azione, L'"
del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione dei costi della burocrazia". "Le elezioni del 13 aprile - concluderà poi la Marcegaglia - hanno segnato un'importante discontinuità: in Parlamento si è prodotta una formidabile semplificazione, sono rimaste fuori le forze anti impresa e anti mercato, c'è dialogo con l'opposizione, abbiamo un governo coeso.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Reggio)
Argomenti: Burocrazia
VENDEMMIA Voucher contro
il lavoro nero BOLOGNA. Dalla prossima vendemmia, in Emilia-Romagna arrivano i
'voucher' per studenti e pensionati, buoni con cui saranno pagate queste due
tipologie impegnate in un lavoro "occasionale di tipo accessorio".
Per combattere il lavoro nero, garantire la sicurezza, ridurre
la burocrazia per le
imprese agricole, dare una possibilità di reddito a studenti (con il limite dei
26 anni) e pensionati, la raccolta della vendemmia sarà pagata con voucher del
valore nominale di 10 euro all' ora, di cui 7,50 andranno al lavoratore mentre
il resto sarà suddiviso con quote diverse tra Inps e Inail per i versamenti
contributivi e l' assicurazione contro gli infortuni. Il compenso è
esente da imposizione fiscale.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Sandro Mortari
Competitività, la ricetta degli imprenditori Marcegaglia: servono riforma della
scuola, nucleare, infrastrutture e contratti Un'Italia sempre più competitiva,
in grado di risalire la china che ha imboccato. Secondo gli industriali è
possibile grazie al nuovo clima politico che si è creato e grazie alla
determinazione dei nuovi vertici di Confindustria, che hanno indicato la strada
da percorrere. Lo ha ripetuto anche ieri il nuovo presidente di Confindustria,
Emma Marcegaglia, sotto il tendone allestito nell'esedra di palazzo Te,
illustrando la sua "ricetta" alla 63ª assemblea di Assindustria
Mantova. Un appuntamento che si è trasformato in una festa per il numero uno
degli imprenditori italiani. Emma, commossa, ha ringraziato tutti ("è
questa, tra la mia gente, la vera festa per la mia elezione) mentre la platea,
al termine del suo intervento, si alzava in piedi per tributarle un applauso
misto di ammirazione e affetto. Quegli stessi applausi che, poco prima, avevano
sottolineato i punti cardini del "programma" del numero uno di via
dell'Astronomia per ridare all'Italia la competitività perduta: riforma della
scuola, nuovi assetti contrattuali, nuove infrastrutture, liberalizzazioni e
privatizzazioni, nucleare. Emma parte dal problema dell'euro forte "che
preoccupa" per i suoi riflessi sulle esportazioni; la pensa diversamente, dunque,
dal suo "maestro" Monti (ospite della giornata) che poco prima aveva
sostenuto che non sono né il fisco né la moneta unica europea "le palle al
piede dell'Italia", visto che "molto dipende da che cosa c'è dietro
l'euro e che cosa fa lo Stato con i soldi che incassa dalle tasse". Il
presidente chiede certezza del diritto sul mercato globale: "Le regole -
dice - devono valere per tutti i paesi e l'Europa deve avere la capacità di
negoziarle; se non lo farà, c'è il rischio che ritorni il protezionismo".
E ora, le cose da fare per ridare competitività al paese; lei è ottimista:
"Oggi c'è un clima nuovo nel paese, c'è un governo che ha una chiara
maggioranza e un'opposizione disposta al dialogo. E', quindi, il momento di
fare". Ecco l'agenda di Confindustria, la "ricetta" per cucinare
il cambiamento. Si deve partire da scuola e università. "Serve una riforma
profonda per premiare il merito e la qualità". E poi i nuovi assetti
contrattuali: "Nei prossimi giorni avvieremo una trattativa, che non sarà
una passeggiata, per alleggerire il contratto nazionale spostando la parte più
significativa di salario e regole in azienda per premiare i migliori e chi
lavora di più". Quindi, le infrastrutture: "Al ministro Matteoli
consegneremo due proposte per recuperare il gap attuale: un piano per la
logistica con priorità per porti, interporti e scali ferroviari, un pacchetto
di proposte per far sì che un'opera pubblica venga realizzata in fretta".
Per Emma "serve più Stato per avere certezza del diritto e controllo del
territorio, ma meno Stato per avere una burocrazia più efficiente. E poi bisogna
insistere davvero su liberalizzazioni e privatizzazioni". Ultimo punto
l'energia. "La paghiamo il 30-40% in più rispetto agli altri paesi
europei, dipendiamo dal gas russo e algerino che ne fanno un uso politico e
dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'aria: per incidere su
queste cose, nel breve periodo serve un piano di risparmio energetico
che coinvolga tutti; nel medio termine servono i rigassificatori. E poi c'è
l'energia nucleare: un tema che va affrontato in modo serio e pragmatico visto
che è una delle fonti che potrebbe mettere insieme costi, efficienza e minori
emissioni in aria. Noi ci siamo" conclude tra gli appalusi.
( da "Corriere delle Alpi" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
De Bona scrive alla
proprietaria dell'hotel Astor "Capisco le difficoltà che ti fanno
chiudere" BELLUNO. Ultima settimana di apertura per l'albergo Astor di
piazza Martiri. Da lunedì i proprietari sono in ferie e i battenti dell'albergo
saranno chiusi. Definitivamente. Chi subentra intende infatti realizzare
appartamenti. Dietro il banco del ricevimento c'è ancora Mirella Frè, storica
albergatrice di Belluno. Ha tra le mani una lettera che le ha inviato Oscar De
Bona: "E' l'unico amministratore o politico che si sia fatto vivo"
spiega la signora Frè con amarezza. "Provo dispiacere - le ha scritto De
Bona - per questa tua decisione di chiudere, ma comprendo benissimo le
difficoltà che ti hanno portato alla drastica azione. Le condizioni in cui sei
stata costretta ad operare sicuramente non sono state delle
migliori nè per quanto riguarda il settore turistico a Belluno e tanto meno per
l'intricata burocrazia e
per gli aggravi fiscali che spesso stroncano ogni iniziativa. La tua esperienza
per la lunga attività nel campo alberghiero e della ristorazione, ti fa essere
un caposaldo e un punto di riferimento nell'ambito della ricettività in tutta
la Valbelluna. Ora putroppo tutto il Bellunese viene privato di una
imprenditrice dinamica, caparbia e professionalmente preparata come te".
La signora Frè ha risposto all'assessore regionale scrivendo: "Sei stato
l'unico politico o funzionario pubblico che pur conoscendomi si sia fatto
sentire, nonostante io sia la più vecchia albergatrice di Belluno; per cui le
tue belle parole di stima, circa il mio lavoro, il mio entusiasmo e la mia
buona volontà profusa in campo alberghiero, mi hanno fortemente sorpreso e
colpito. Lascio questo mio amato lavoro solo perchè operare adesso è diventato
non solo difficile ma inaffrontabile, a causa soprattutto della mancata
sensibilità da parte degli organi preposti al turismo e alle difficoltà
fiscali. Rimpiango la saggezza e la professionalità che hai dimostrato negli
anni in cui dirigevi la nostra Provincia ed eri supportato da validi e saggi
collaboratori che allora hanno aiutato molto il turismo".
( da "Corriere delle Alpi" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Cristian Arboit
L'appello della Sipao: "Banche aiutateci" Calano le aziende, stabile
l'occupazione Al via una scuola professionale a Calalzo Aumentati gli operai in
cassaintegrazione doppi rispetto al 2007 BELLUNO. "Quando annusano che c'è
aria di crisi sono le prime a scappare". Questo è il ritratto impietoso che
il presidente Sipao Valter Da Rin fa delle banche italiane e bellunesi in un
periodo che vede le piccole e medie imprese dell'occhiale in grande affanno. Se
i big resistono - anzi tirano - i piccoli continuano a soccombere. Da qui
l'appello: "Aiutateci a superare questo momento". Altro capitolo,
quello della formazione e del lavoro. In autunno partirà un corso professionale
a Molinà, dove 130 anni fa è stato fabbricato il primo occhiale made in
Belluno. A pesare come un macigno sono le incognite caro-dollaro e recessione
Usa, mentre la Cina fa meno paura, nonostante i volumi d'affari continuino a
essere impressionati. Se nel paese asiatico si producono due miliardi di
occhiali, in Italia si toccano gli ottanta milioni. Di questi un buon settanta
per cento arriva dal distretto dell'occhiale nostrano, sospeso tra una una
crisi strutturale ormai cronica e un export da capogiro, sintomo sì di un
paradosso, ma anche di una certa vitalità. Luci e ombre che sono emerse ieri
durante una presentazione della Sipao - la sezione industrie produttrici di
articoli per l'occhialeria di Assindustria Belluno - in occasione del
centotrentesimo anniversario dell'occhialeria, vero fiore all'occhiello
dell'economia provinciale. Le cifre. Se le aziende industriali leader continuano
a essere cinque, le altre realtà medio-piccole sono passate dalle 114 del 2006
alle 107 dell'anno scorso. Il tonfo però è delle imprese artigiane. Dalle 411
di due anni fa alle 373 del 2007. Le ragioni sono molteplici. Primo, il motto
economico "small is beautiful" (piccolo è bello) è un retaggio che fa
a cazzotti con l'internazionalizzazione degli affari. Secondo, le maglie della burocrazia e degli intermediari finanziari si fanno sempre più strette.
Quasi paralizzanti. Non lo nasconde il presidente Sipao Valter Da Rin:
"Anzichè allontanarsi nei periodi di crisi, le banche devono dimostrare di
credere di più nella piccola e media impresa, concedendo per esempio la
dilazione del pagamento dei debiti in attesa che si superi l'attuale
momento di crisi". Periodo che coincide con l'incertezza del mercato a
stelle e strisce. Approfondita - ma anche polemica - l'analisi del vice
presidente, Paolo Cannicci: "Fino a pochi anni fa le teste delle banche
erano sul posto, oggi invece le dirigenze sono altrove, spesso a centinaia di
chilometri di distanza. E per questo scollegate dalla realtà nella quale
operano". E proprio i tassi di interesse troppo elevati e
l'indisponibilità a dare una mano nei momenti di bisogno sono tra le maggiori
cause di chiusura delle "piccole": "Sia chiaro, noi non
chiediamo l'elemosina, ma solo la disponibilità a credere in un progetto",
afferma Da Rin, rivolgendosi anche alle altre istituzioni del territorio,
colpevoli di soffocare le imprese a suon di carte da bollo e accertamenti. Una
scuola per l'occhiale. A la Molinà di Calalzo sorgerà una scuola professionale
dove si creeranno figure professionali in grado di operare - ma soprattutto
"creare" - nel settore dell'occhiale. "Dovevamo farlo ancora
anni fa, ma adesso ci sono tutte le premesse per poter cominciare",
afferma quasi sottotono Da Rin. "Il progetto infatti è quasi certo, ma noi
non siamo politici. Preferirei presentarlo a cose fatte", sottolinea dopo
aver capito che la notizia è troppo importante per essere sottaciuta. Ovvio che
le informazioni seguenti siano somministrate con il contagocce. Di certo ci
sono le aule - ospitate dall'ex stabilimento Safilo -, le materie e i
programmi. Tra questi design, marketing e la possibilità di lavorare in
azienda, alternando formazione e esperienza. "C'è bisogno di nuove
professionalità. Il nostro settore è affamato di occhiali diversi, di
creatività", sostiene Cannicci. Insomma, c'è posto per tutti, nonostante
l'America e la Cina. Resta il reperimento dei finanziamenti per l'avvio, particolare
non secondario ma sul quale ci sarebbero importanti rassicurazioni. Per il
resto basterà attendere l'autunno del 2009, periodo nel quale dovrebbe suonare
la prima campanella. Prima ancora Sipao organizzerà dei corsi propedeutici.
Raddoppiano i cassaintegrati. Altro capitolo è quello dell'occupazione. Se da
un lato le imprese piccole chiudono, quelle grandi e quelle che rimangono
assumono, fenomeno che complessivamente non fa diminuire il numero dei
dipendenti, che anzi crescono. Se nel 2006 gli addetti al settore erano 12610
nel primo trimestre del 2008 si sono sfiorati i 13 mila, per la precisione
12975. Ma se l'occupazione cresce è da sottolineare come in questi ultimi mesi
sia raddoppiato il ricorso alla cassaintegrazione ordinaria. E questo, sia per
numero di aziende che per numero di addetti, sintomo che i venti di crisi - in
arrivo proprio dagli Usa - spirino più forti che mai. Lo stesso Da Rin non si
lascia andare a previsioni a medio termine: "La nuova concorrenza e i
tempi sempre più ristretti di consegna ci obbligano a navigare a vista e
programmare l'attività mese per mese", afferma. "Fortunatamente il
riassorbimento in altre realtà più grandi della forza lavoro è ugualmente
veloce".
( da "Alto Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LIBRO
SULL'ORGANIZZATORE BOLZANINO ROBERTO RINALDI Racchiusa in pochi centimetri quadrati
c'è tutta la sua vita. 151 pagine in cui Pinuccia Di Gesaro, autrice di
"Sandro Forcato. Pugno chiuso, sipario aperto" (Silvana Editoriale,
presentazione ufficiale il 10 giugno al Teatro Cristallo) racconta lo
spasmodico e incessante sforzo di animare la scena culturale di Bolzano.
Un'iniziativa commissionata dalla Ripartizione Cultura italiana della Provincia
che pubblica il quinto volume dedicato a figure esemplari del mondo della
cultura che, per statura intellettuale o in forza del loro operato, hanno
influenzato gli ambiti artistici più diversi: Pier Luigi Siena, l'ideatore del
Museion, El Camborio artista del flamenco, Nunzio Montanari musicista, Cianci
Gatti fantasista internazionale e ora Sandro Forcato operatore teatrale e tra i
soci fondatori del Circolo La Comune. "L'intento è stato quello di pensare
ad un'indagine del territorio in cui capire cosa poteva accomunare questi nomi
- spiega Cristina Costa dirigente dell'assessorato alla cultura - e ciò che li
unisce è la forza culturale o i fatti che tutti loro hanno proposto aiutando a
far nascere le radici di un tessuto culturale ben consolidato. Paola Tognon ha
curato ben 90 ore di registrazioni, trasferite sulla carta, sulla vita di Siena
ed El Camborio, mentre per Montanari gli autori sono Dardo e Andrea Bambace che
hanno curato la sua memoria e Piero Ottoni quella di Cianci Gatti".
Pinuccia Di Gesaro, invece, ha saputo descrivere assai bene le gesta di Forcato
per "mettere in risalto la sua ansia di cultura civile, il suo piacere per
l'arte della parola e il suo bisogno insopprimibile di socializzare quest'ansia
e questo piacere". 32 brevi capitoli riassumono le tappe fondamentali fin
dall'esordio del 1972, attraversando un periodo di storia della città: i
fermenti politici con l'entrata in vigore del secondo Statuto d'autonomia, i
rapporti con la politica, e ancor prima le contestazioni studentesche del
( da "Giornale di Brescia" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 29/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:CARPENTERIE Appello del presidente della
piccola industria Giuseppe Morandini al seminario degli imprenditori
"Nucleare soluzione essenziale" "Nel lungo periodo, la soluzione
per risolvere i problemi energetici italiani è il nucleare". Lo ha detto
ieri il presidente della piccola industria di Confindustria, Giuseppe
Morandini, partecipando al seminario L'imprenditorè organizzato da
Confindustria ad Arezzo. "L'attuale situazione politica italiana con una
maggioranza indiscutibile consente di programmare gli interventi nei cinque
anni per restituire alle imprese le condizioni per essere di nuovo competitive
- ha spiegato Morandini - E l'energia è il secondo costo, dopo
la burocrazia, che le
imprese sono costrette a sopportare". Per Morandini "è fondamentale
procedere con una pianificazione a breve, medio e lungo periodo". Il
problema energetico è anche il refrain delle aziende di carpenteria bresciana
che da sempre lamentano un limite al loro sviluppo economica fortemente legato
all'energia. Se è vero che per il futuro sarà fondamentale
"innovare per competere", non molto tempo Giuseppe Pasini della
Feralpi ha ribadito che l'industria bresciana ha una fame energivora che non ha
riscontro in Europa, in cui vige invece il rapporto contrario: ebbene dove
l'energia elettrica pesa di più, come in Italia, invece di costare di meno
costa di più, dal 30% al 50% di maggiori tariffe rispetto all'Europa. Riaprire
il tavolo sul nucleare non sarebbe quindi l'unico rimedio ma quello più
realistico secondo gli imprenditori bresciani. L'Europa raddoppierà il proprio
fabbisogno energetico nei prossimi vent'anni e questo incremento riguarda anche
il nostro paese. In considerazione della lontananza delle fonti di
approvvigionamento, l'incremento del fabbisogno energetico comporterà in
particolare un'ulteriore crescita del costo del gas, utilizzato per la
produzione di energia elettrica. Già oggi gli elevati prezzi del gas
contribuiscono a limitare lo sviluppo produttivo sia europeo che italiano; in
futuro la situazione è destinata ad aggravarsi. A conferma di questa tesi è poi
arrivata la dichiarazione del presidente della piccola industria che per questa
iniziale gestione transitoria del problema energetico. "Nel breve periodo
bisogna puntare su rigassificatori e interconnessioni con produttori esteri -
ha detto in proposito Giuseppe Morandini - Invece, nel medio periodo, si dovrà
puntare sulle centrali a carbone pulito per arrivare al nucleare evoluto".
lr.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Albisola Bollette,
offerte-truffa, burocrazia: oggi
un incontro pubblico, poi uno "sportello" in Comune a disposizione di
tutti 29/05/2008 BOLLETTE gonfiate, sconti eccezionali e offerte promozionali
che si rivelano truffe mascherate, ma anche i piccoli problemi burocratici che
l'utente incontra nel caso voglia cambiare un contratto con l'azienda del gas o
dei telefoni. Mille trabocchetti e ostacoli, soprattutto per le persone
anziane, saranno svelati oggi pomeriggio dagli esperti del Movimento difesa del
cittadino e della Legaconsumatori, che con il Comune di Albisola Superiore e la
Regione hanno organizzato l'incontro pubblico intitolato "1-2-3-... 20
domande: questa volta parlano i consumatori". Inoltre, proprio ad Albisola
sta per partire una nuova iniziativa: tutti i giovedì dalle 9 alle 11 nella
sala giunta del comune sarà disponibile una volontaria alla quale i cittadini
potranno rivolgersi per informazioni sulla tutela dei propri diritti di
consumatori e utenti. In particolare potranno trovare risposta a quesiti
relativi a utenze domestiche, problemi condominiali, norme sugli acquisti e
garanzie. Lo sportello può essere contattato anche telefonando negli stessi
orari al Comune (019.482295) oppure scrivendo all'indirizzo e-mail
sportellocittadino@comune.albisola-superiore.sv.it. Il convegno di oggi sarà
ospitato dalle 18 nell'auditorium comunale in via alla Massa e rientra
nell'ambito del progetto regionale Sportelli insieme: "L'obiettivo -
spiega il sindaco Lionello Parodi - è diffondere tra i consumatori e tra gli
utenti la consapevolezza dei propri diritti. Spesso il cittadino si sente
indifeso dalla pubblicità ingannevole e in difficoltà di fronte ai
contratti". Saranno trattate le questioni che con maggiore frequenza
vengono poste alle associazioni dei consumatori: bollette gonfiate, disdetta a
contratti, garanzia per gli acquisti. Un capitolo riguarderà le truffe in casa
e on line. G. V. 29/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dalla prima pagina
Nella relazione si legge del "rapporto illecito tra imprenditoria, politica e burocrazia corrotta a cui si aggiunge la componente camorristica
locale". Questa ricostruzione fu fatta anche da due magistrati, Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino. Vediamo qualche precedente. L'Impregilo fa capo a
Marcellino Gavio, contro cui il 18 agosto 1992 fu spiccato un mandato di
cattura per presunte tangenti riguardo all'appalto per l'allargamento
della Milano-Genova. Gavio si rifugiò a Montecarlo fino al settembre '93,
quando decise di presentarsi ai giudici di Milano, che lo assolsero dai reati,
nel frattempo prescritti. Dal febbraio 2007 possiede una parte dell'azionariato
di Impregilo, la più grande società di costruzioni, in precedenza controllata
da Gemina della famiglia Romiti. Oggi ritroviamo Massimo Malvagna,
amministratore della Impregilo, agli arresti domiciliari per traffico illecito
di rifiuti. I carabinieri del Noe avrebbero accertato che "le società
affidatarie del servizio, con la complicità di funzionari del commissariato di
governo, trasformavano i rifiuti solidi urbani in totale difformità rispetto
alle autorizzazioni ambientali, con conseguente illecito smaltimento dei
rifiuti, solo apparentemente lavorati e falsamente dichiarati tali, presso
discariche che così ricevevano e hanno ricevuto rifiuti diversi da quelli per i
quali erano stati autorizzati". Non è la prima volta che questo accade in
Campania. Anzi i precedenti sono inquietanti. Ma mi riesce difficile credere a
un Alessandro Pansa, da anni impegnato contro mafiosi e camorristi, oggi
colludere con i trafficanti di rifiuti, che esistono. Ma ricostruiamo la storia
partendo dalla rivolta dei sindaci di Marano, Mugnano e Chiaiano, che lamentano
il rischio di utilizzo delle discariche di rifiuti tossici e nocivi. Questo
avviene da sempre nel silenzio degli amministratori locali che non osano
ribellarsi alla camorra. Perché proprio questo è il problema. Tutti sanno che
il traffico dei rifiuti è gestito dalla camorra che controlla migliaia di
discariche abusive, e non quattro o cinque. Con grave danno alla salute.
Riviste mediche specializzate dicono che in Campania esiste la maggiore
percentuale di malati di epatite e di tumori, in conseguenza dell'inquinamento
dei prodotti agricoli e ittici. Il problema del traffico e dello smaltimento
formò oggetto di una conferenza internazionale alla New York University nel
( da "Arena, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONVEGNO. I rapporti
tra politica e imprenditoria e mondo giovanile in un incontro dell'associazione
Métaphos "Giovani senza progettualità" Imprese e politica ancora troppo
distanti dai giovani. Sul rapporto sempre più difficile tra nuove generazioni,
cosa pubblica e mondo imprenditoriale ha fatto luce un incontro al liceo
Stimate organizzato dall'associazione Métaphos per mettere a confronto i
protagonisti del mondo imprenditoriale con quello dell'amministrazione
pubblica. Tanti i temi trattati, dal ruolo sociale delle
imprese alla mancanza di progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni"
del pubblico impiego. Ne hanno parlato il presidente del Consiglio comunale
Pieralfonso Fratta Pasini, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello,
l'imprenditrice Marina Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto. "La
politica ha perso il ruolo di motore trainante della società, non essendo più
in grado di fare sintesi delle tante istanze dei cittadini, sia a livello
locale che nazionale", ha sottolineato il vicesindaco Alfredo Mocci
nell'aprire l'incontro. "Anche l'impresa, quella veneta nella fattispecie,
ha fatto poco per i giovani", ha proseguito Andrea Riello. "Il nostro
modello di sviluppo regionale ha visto nascere negli ultimi 40 anni una
generazione di ottimi imprenditori, troppo impegnati però a produrre ricchezza,
preoccupandosi di lasciare ai propri figli qualcosa in più, ma non qualcosa di
meglio. Dall'altro lato, coccolati dalla qualità della vita, i giovani non
hanno saputo continuare il lavoro dei padri mettendosi a loro volta in gioco. È
mancato loro il senso della progettualità". Sulla stessa lunghezza d'onda
Marina Salamon, dettasi comunque fiduciosa sulla possibilità che il sistema
Paese riesca a rialzare la testa, magari grazie ai giovani. "Se l'impresa
italiana ha dirigenti dall'età media molto più alta rispetto alla media
europea, è anche vero che la politica ha un ricambio generazionale ancora più
lento. Ho però la sensazione che qualcosa stia cambiando. La nuova classe
politica e imprenditoriale è fatta di giovani in massima parte molto più
preparati rispetto a un tempo" ha proseguito senza risparmiare critiche al
mondo dell'università. "Servono sempre più economisti, ingegneri, chimici
e biologi. È sbagliato incanalare sempre più iscritti in facoltà come Scienze
della formazione o della comunicazione, responsabili della creazione di figure
che il mondo del lavoro non riesce ad assorbire in quantità. Mi auguro venga
invertita presto questa tendenza preoccupante". Sul tema della precarietà
del lavoro è di nuovo intervenuto Andrea Riello, convinto che il problema non
debba ricadere solo sull'impresa. "È il mondo della politica, quindi lo
Stato, a doversi accollare parte della questione, grazie alle risorse reperite
dalla tassazione delle aziende. E il Nordest, su questo fronte, credo abbia
sempre fatto la sua parte". Ma la politica può fare sintesi di queste
istanze? "Il rischio di ogni politico è quello di diventare un burocrate,
di perdere il contatto con la realtà" ha detto Fratta Pasini. "Non si
deve perdere di vista il motore dell'azione politica, ossia l'idealismo".
E proprio dall'idealismo ha preso le mosse l'azione politica di Paolo Zanotto.
"Mi sono buttato in politica quando ho avvertito la presenza di un
progetto per cambiare la città. Ci abbiamo provato e ne è valsa la
pena".AL.AZ.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2008)
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GAVARDO. Sabato
scorso l'inaugurazione dopo l'ampliamento della materna "Giovanni
Quarena", con 130 alunni Crescono i ragazzi e le scuole si adeguano di
Luca Cortini Mancava soltanto l'inaugurazione per completare l'ampliamento
della scuola materna "Giovanni Quarena" di Gavardo, una delle due
presenti nel capoluogo, insieme alla parificata "Don Bosco" (le
frazioni Soprazocco e Sopraponte ne hanno una a testa). I lavori per la
costruzione della nuova ala, ampia
( da "Provincia di Cremona, La" del 29-05-2008)
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Edizione di Giovedì
29 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl E' necessario adottare una cultura contro
lo spreco In fatto di situazione socio economica, come è definita l'Italia dal Censis?
Vogliamo ricordarvi, in sintesi, la risposta dedotta dal rapporto annuale 2007.
'Le dinamiche di sviluppo in atto restano dinamiche di minoranza, che non
filtrano verso gli strati più ampi della società'. Lo sviluppo non filtra sia
perchè non diventa processo sociale, sia perchè la società sembra adagiarsi in
un'inerzia diffusa, una specie di antropologia senza storia, senza chiamata al
futuro. Una realtà sociale che diventa ogni giorno una poltigia di massa;
impastata di pulsioni, emozioni, esperienze, e di conseguenza, particolarmente
indifferente a fini e obiettivi di futuro, quindi ripiegata su se stessa. Una
realtà sociale che inclina pericolosamente verso una progressiva esperienza del
peggio. Settore per settore nulla quest'anno ci è risparmiato: nella politica
come nella violenza intrafamigliare, nella microcriminalità urbana come in
quella organizzata, nella dipendenza da droga e alcool come nella debole
integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle
burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che
bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi
televisivi. Viviamo insomma una disarmante esperienza del peggio. Tanto che,
quasi quasi al termine poltigia di massa di potrebbe (con eleganza minore)
sostituire il termine di 'mucillagine', quasi un insieme di 'elementi
individuali e di ritagli personali' tenuti insieme da un sociale di bassa lega.
Pertanto, in una società così inconcludente, appare difficile attendersi
l'emergere di una qualsivoglia capacità o ripresa di sviluppo di massa. Budget
risicati, consumi in crescita, rialzo delle spese per la casa e, allo stesso
tempo, boom di prodotti e modalità di acquisto innovative: è questa l'essenza
della revisione strategica dei budget famigliari che fa convivere tutela del
tenore di vita e accesso a nuovi beni, autopercezione della propria
vulnerabilità socio-economica e persistente caccia a beni e servizi di qualità.
I redditi reali famigliari crescono in misura ridotta (+0,5 % tasso annuo) e
per il prossimo biennio saranno di poco superiori all'1%. Cresce l'incidenza
dei consumi delle spese per l'abitazione passate nel periodo 1996-2006 dal
20,6% al 26%, attestandosi al 31% se vi includono le spese per energia e
combustibile. 2,4 milioni di famiglie hanno un mutuo a carico che comporta un
esborso medio annuo di 5,5 mila euro pari a circa il 14% della propria spesa.
Per oltre 622mila famiglie con una spesa media mensile fino a 2mila euro, il
peso del mutuo sale a quasi il 27% della propria spesa totale e per i single
giovani al 19,2%. Il ricorso al credito al consumo è passato da 48 miliardi
circa di euro del
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2008)
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Cultura pag. 50 Cina
post comunista e vecchie faide della quieta Versilia Il noir non viene meno
alla sua vocazione di raccontare verità proibite. E' ammirevole il cinismo
lucido e schietto di Qiu Xiaolong, il cui quarto romanzo edito in Italia,
"Ratti rossi" (Marsilio, pp. 322, euro 17,00) dipinge senza trucchi
di scena la Cina post-comunista di oggi, un Paese gigante e mutante alle prese
con la fedeltà della tradizione, la burocrazia di partito e la giungla del
mercato globale, dove sono cresciuti i nuovi mandarini, una classe dirigente
rampante e dissoluta che affonda "le sue dita capitaliste nella torta
socialista". In una casa di piacere viene ritrovato il cadavere di un
poliziotto che stava indagando sui traffici di Xing Xing, un magnate che
ha creato un impero basato sul contrabbando con la copertura di apparati
governativi. Per Xiaolong la Cina è un immenso granaio infestato da questa
èlite di faccendieri senza scrupoli: sono loro i ratti rossi del titolo. Ad
occuparsi del caso viene chiamato l'ispettore Chen che sfida le Triadi e fa
salti mortali per mantenersi integro dentro un sistema di potere che tende a
legittimare la corruzione. Non fa sconti allo spaccato socio-politico nemmeno
Lorenzo Gori che in "Musica nera" (Hobby & Work, pp. 329, euro
18,00) racconta una storia torbida sullo sfondo della Versilia del 1967, anno
formidabile per la nostalgia canaglia, ma in cui si leggono inquietanti
retroscena e trame: i residui tossici del fascismo, i postumi indigesti di
quella guerra civile che seguì all'8 settembre si mescolano con le intelligence
deviate e con le mire golpiste nel segno di una continuità storica allarmante.
Un ex colonnello del Sifar, Bruno Arcieri, un sessantenne di lealtà
repubblicana e ancora di ottima tonicità muscolare, ritorna nei luoghi della
sua giovinezza e di un suo unico e indimenticato amore per partecipare ad un
funerale di un amico, un ammiraglio annegato in una fossa di liquami
industriali. Una morte sospetta quest'ultima, che merita un supplemento di
indagine, del tutto privata però, perchè il nostro ufficiale è appena andato in
pensione e dunque non è autorizzato. Nel frattempo Arcieri riconosce sul lungomare
un ex trombettista jazz, famoso negli anni '30, Tom, che si accompagna a una
cantante, Angela. Non si tratta di un incontro casuale, ma di una occhiuta
messinscena che rimanda ai mesi bui e tragici del periodo bellico, in cui le
famiglie ebree venivano consegnate proditoriamente alle SS, gli sciacalli di
Salò potevano comprarsi nuove identità e un sommergibile tascabile affondava
poco lontano dalla costa con un presunto carico d'oro a bordo. Un intreccio ben
congegnato, impreziosito da un taglio politico di sdegno e dal gusto del jazz
il cui ritmo sincopato diventa stile in pagina.
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari Ostello,
apertura rinviata a fine estate La telenovela dell'albergo dei giovani, salta
ancora l'inaugurazione SABRINA ZEDDA CAGLIARI. Una telenovela destinata a non
finire, peggio di Capitol e Beautiful messe insieme. Sembra davvero essere
questo il destino dell'Ostello della gioventù, la struttura in quel delle
Scalette Santo Sepolcro che, secondo l'ultimo bollettino del Comune, avrebbe
dovuto essere inaugurata in questi giorni, e che invece probabilmente non lo
sarà prima della fine dell'estate. Stavolta la colpa non è
della burocrazia, né di
ricorsi e controricorsi, che già in passato hanno frenato l'attività del
cantiere: incredibilmente nei progetti per rendere l'ex scuola il più accogliente
possibile verso i flussi di turismo giovanile, ci si era dimenticati di
inserire l'impianto di condizionamento. Una mancanza ormai già
pienamente recuperata, fa sapere Gigi Lao, responsabile regionale
dell'Associazione italiana ostelli della gioventù, che una volta ultimata,
dovrà gestire la struttura, ma che proprio quando le cose sembravano finalmente
seguire tempi ragionevoli, ha provocato questo nuovo ritardo. ??Allo stato
attuale - precisa Gigi Lao - perché l'ostello sia finalmente ultimato mancano
tutte le rifiniture, dopodiché ci saranno da sistemare la sala esterna e il
cortiletto interno??. Solo lavoretti, dicono dagli uffici del Comune, qualcosa
che al massimo porterà via una decina di giorni. Ma che non basterà, fa notare
Gigi Lao, a mettere la parola fine ai lavori: perché se anche questi dovessero
davvero terminare entro dieci giorni, vanno messi in conto anche i tempi per i
controlli obbligatori che la Asl dovrà fare prima di dichiarare agibile la
struttura. ??Alla fine - è l'amara risoluzione dell'enigma - prima di
inaugurare l'ostello magari ci passeranno altri due mesi??. O forse addirittura
qualcosina in più, anche se a settembre è quasi sicuro che tutto dovrà essere a
posto: ??Per quel periodo - fa sapere Lao - proprio nell'ostello sono in
programma due importanti convegni: uno organizzato dall'assessorato comunale
alle Politiche sociali, uno organizzato da noi sul turismo giovanile??. Per
fare bella figura, è quasi scontato che per quella data questo gioiellino che
assomiglierà più a un albergo a quattro stelle, sarà bello che ultimato. Anche
se aleggia la paura delle deroghe, che magari potrebbero essere concesse per
l'occasione. ??Ma se cominciamo così- taglia corto Gigi Lao - non si va da
nessuna parte??. A questo punto la speranza è che quest'ultimo slittamento
della fine degli interventi sia davvero quello finale: già l'anno scorso era
stato detto che la struttura sarebbe stata pronta entro dicembre, poi è
circolata la voce che dava per buona la fine del maggio 2008, ma adesso già si
parla di una nuova dilazione. Nel mentre però a Oristano l'ostello della
gioventù è stato fatto: dopo due anni di lavori domani ci sarà l'inaugurazione.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA pag. 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic
per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic
per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)
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Uno sportello
nell'ex Distilleria di Pirri per le pratiche e il piano d'avvio Giovani e
impresa, nuovo servizio CAGLIARI. Un aiuto in più per tutti i giovani che
accettano la sfida di mettersi in proprio, decidendo di dedicarsi al
"terzo settore": da giovedì 5 giugno negli spazi della Città
dell'impresa (ospitata nei rinnovati locali dell'ex Distilleria di Pirri) sarà
attivo un nuovo sportello in cui personale qualificato si occuperà per loro
conto delle pratiche legali o del piano di avvio dell'impresa, togliendoli
dall'incubo di dover star dietro ai fastidi della burocrazia. L'idea è dell'assessorato comunale
alle Politiche giovanili e di quello alla Programmazione, che hanno deciso di
unire le forze per dare nuovi stimoli ai tanti giovani, che ogni giorno
gravitano sulla città. ??Quello del terzo settore - ha detto presentando
l'iniziativa, l'assessore alle Politiche giovanili, Daniela Noli - è un
campo in via di sviluppo di cui è necessario trasmettere ai giovani lo spirito
e le conoscenze adeguate??. In sostanza si tratta di una forma di
imprenditorialità sviluppata all'interno dell'associazionismo, lavorando cioè
in tutte quelle associazioni no-profit che per esistere devono aver radici ben
salde, anche dal punto di vista organizzativo. Ancor più oggi, ha detto
l'assessore Noli, dato che quello del no-profit sta diventando un settore
sempre più professionale e organizzato tanto da costituire ??un imprescindibile
punto di riferimento per molti enti pubblici??. Non solo: anche se nuovo, ha
sottolineato l'assessore alla Programmazione, Ugo Cappellacci, ??il terzo
settore negli ultimi anni è tra quelli che è riuscito a creare maggiore
occupazione??. In questa prima fase il nuovo servizio, gratuito, sarà aperto il
giovedì dalle 15 alle 19. (s.z.).
( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO ATTUALITA'
pag. 5 Bando alle polemiche: a fine giugno Peter Greenaway entrerà nel Cenacolo
e leggerà la sua verità su Leonardo VITTORIO SGARBI LA SPUNTA di PIERO LOTITO ?
Milano ? VINCE LEONARDO, vincono la forza della sua pittura e il mistero del
suo genio. Vince dunque la voglia collettiva di leggere la sua Ultima Cena
nella interpretazione di un grande artista di oggi, Peter Greenaway, il cui
spettacolo di luci, suoni e immagini, dopo aver incantato nella Sala delle
Cariatidi a Palazzo Reale, pur puntato su un clone del dipinto, si sposterà nel
vero luogo deputato, davanti all'originale leonardesco, nell'ex Refettorio di
Santa Maria delle Grazie. L'avvenimento cadrà in un lunedì di fine giugno, il
23 o il 30, alla presenza del ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. E
sarà Vittorio Sgarbi, su indicazione dello stesso ministro, a presentare quella
sera il lavoro di Greenaway in qualità di "critico del critico,
illustratore dell'illustrazione", in una lezione che andrà certo a
integrare l'indagine spettacolare e interpretativa di Greenaway. L'annuncio
della tempesta sedata - si ricorderanno le polemiche sul progetto: bocciato il
primo, rimasticato e respinto un secondo dalla Direzione regionale dei Beni
culturali della Lombardia -, è stato dato a Palazzo Litta dal direttore e
padrone di casa Gino Famiglietti. Lo affiancavano le altre parti in causa nella
lunga sfida: appunto Sgarbi, sostenitore convinto dell'opera di Greenaway e
interprete delle ragioni della sua indagine artistica; il soprintendente ai
Beni architettonici di Milano, Alberto Artioli; il curatore del progetto di
Greenaway, Franco Laera; la soprintendente ai Beni artistici di Milano,
Sandrina Bandera; il direttore del Cenacolo Vinciano, Giuseppe Napoleone;
l'amministratore delegato di Cosmit, ideatrice del progetto, Manlio Armellini.
I MOTIVI che hanno portato alle prime bocciature dell'operazione e, ieri, alla
composizione della querelle, sono sottili. Anzi, sofisticati. Da parte
dell'amministrazione dello Stato c'era la legittima preoccupazione che lo
spettacolo di Greenaway potesse danneggiare in qualche modo il capolavoro di Leonardo.
Di più: perché fosse concesso lo svolgimento del progetto nello stesso Cenacolo
e non più in un luogo "estraneo" come Palazzo Reale, occorreva che
fosse evitata la spettacolarizzazione del dipinto (mica ne ha bisogno) e
osservato l'obbligo di valorizzazione dello spazio (l'ex Refettorio) e, ovvio,
della stessa opera (la Cena). E qui il lavoro di Greenaway offriva, a parere
della Direzione regionale, più di un motivo di rigetto e di perplessità. Li
sintetizziamo: la "quarta parete" utilizzata a Palazzo Reale per la
proiezione di dettagli del clone a fronte, considerata distraente; le troppe
luci; i suoni troppo forti; l'inopportunità delle immagini del sangue in
movimento sul tavolo della Cena. Famiglietti ha indicato ieri un ulteriore
elemento di dubbio nell'eccesso di fulgore che, dalle spalle di Gesù, lì inonda
gli Apostoli. Tutto questo è ora ridimensionato e appianato: ci saranno meno
luci, il suono sarà in cuffia, il sangue non correrà, la sola parete
"viva" sarà quella celeberrima del dipinto. LA FARRAGINOSITÀ delle
trattative, insieme con la ridondanza della burocrazia, hanno fatto dire a Sgarbi
che "Milano è una città provinciale, che con fatica e disagio accoglie
fenomeni che per altre città sono normali", e che "non poteva dire no
a un artista come Greenaway, che sarà discutibile, ma è il più sensibile e
attento appassionato dell'arte italiana, e che non ha mai pensato di sfruttare
Milano e il Cenacolo, e, infine, la cui eccellenza è stata anche
riconosciuta da Carlo Bertelli, come "nuovo Longhi, che usa le lenti al
posto delle parole"". Ma Sgarbi non poteva fermarsi qui, e a
proposito di supposti danni al Cenacolo, ha più volte invitato Famiglietti a
bloccare i lavori al sagrato di Santa Maria delle Grazie, questi sì - ripeteva
- capaci di danneggiarlo gravemente". Dunque: a fine giugno (nei prossimi
giorni si dirà quando) Leonardo sarà riletto nella verità artistica di Peter
Greenaway, con lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi che giustificherà il tutto,
con il probabile risultato di far riflettere su quanto Milano abbia perduto con
il suo licenziamento dall'assessorato alla Cultura.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 29-05-2008)
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CRONACA LUCCA pag. 4
EMERGENZA casa anche a Lucca. "In c... EMERGENZA casa anche a Lucca.
"In commissione sociale, di cui è presidente Giorgio Mura ? spiega
Maurizio Dinelli consigliere comunale di Forza Italia ? stiamo affrontando i
vari aspetti del problema. Serve subito un piano emergenza casa per far fronte
a molte questioni come i nuovi piani di vendita e di assegnazione per chi ha
già fatto domanda; l'investire nell'esistente visto che ci sono molte zone
(come quella di San Filippo) dove giacciono incompiute molte realizzazioni a
causa di ditte venute da fuori regione che interrompono i lavori pregiudicando
tutti i progetti; e lo sbloccare subito la vendita degli alloggi già assegnati
per chi ne ha diritto. Invece la maggioranza regionale, che comprende il Pd e
tutti i partiti della sinistra radicale, sceglie di colpire le fasce più deboli
della popolazione: gli assegnatari delle case popolari, negandogli l'acquisto
della casa per colpe che sono esclusivamente legate alla burocrazia voluta dal centrosinistra". A fronte di questa decisione di
sapore tutto ideologico contro una presunta "svendita" degli immobili
di edilizia pubblica, il gruppo di Forza Italia verso il Popolo della Libertà
ha presentato un ordine del giorno (bocciato dalla maggioranza regionale) per
chiedere una legge di riordino sul tema al fine di prevedere delle sanzioni per
i Comuni inadempienti e ha chiesto in aula, nell'intervento di Dinelli,
di ritirare il blocco delle assegnazioni. "I CITTADINI meno abbienti, che
ormai da molti anni hanno fatto richiesta per divenire proprietari della casa
popolare a loro assegnata, si vedono oggi beffati dalla Regione che ha fallito
completamente la riforma di tre anni fa sul tema dell'edilizia popolare. Cittadini
che hanno pagato l'abitazione, che l'hanno mantenuta e ristrutturata
accollandosi in proprio i tutti i costi di gestione ordinaria e straordinaria.
Una riforma ? prosegue Maurizio Dinelli ? che fa acqua da tutte le parti e che
si è impantanata nelle regole e nei cavilli da lei stessa generati; un sistema
quindi ripiegato su se stesso, gestito da società controllate dai Comuni, che
"presentano gravi inefficienze" come sostiene l'assessore regionale
Baronti e che non sono in grado neanche di comunicare alla Regione i dati di
tutte le case popolari da loro gestite. Anche per Lucca la Regione ha molto da
fare".
( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
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Economia Il senso di
insicurezza si diffonde, ma sempre più immigrati scelgono la via della
regolarità In aumento i reati dei clandestini e tra gli italiani cresce la
paura In calo gli omicidi, ma sono sempre di più i crimini
contro il patrimonio MARINA CAVALLIERI ROMA - Tra attese, ostacoli e
difficoltà, superando decreti flussi e varie burocrazie, cresce il numero degli
stranieri che si stabilizzano. E quando gli ex clandestini riescono ad arrivare
al traguardo scelgono la regolarità: lavorano, si sposano e fanno figli che
vanno a riempire le culle e le aule italiane vuote. L'Istat analizza il
fenomeno dell'immigrazione, uno dei più importanti cambiamenti sociali degli
ultimi anni, l'Italia è infatti una destinazione europea privilegiata, molte
etnie si mescolano nel nostro paese dando vita ad un puzzle socio-culturale che
non ha precedenti né riscontri nella storia europea recente. Un movimento
migratorio sempre in movimento, dai confini oscuri e fluidi che rende gli
italiani sempre più ansiosi ed insicuri. Si diffonde infatti come un virus la
paura. I cittadini stranieri residenti in Italia sono 3,5 milioni, il 5,8 per
cento dei residenti, la maggior parte degli immigrati proviene dall'est europeo
ma anche dall'Africa settentrionale, dall'Asia, dal centro e dal Sud America. E
per la prima volta si è raggiunto l'equilibrio tra i sessi. Una volta poi che
si sono regolarizzati gli stranieri fanno figli, le donne immigrate nel 2006
hanno avuto in media 2,5 figli, il doppio di quelli avuti dalle italiane
(1,26), i nati da genitori stranieri sono stati durante quei dodici mesi 58
mila, il 10,3 per cento del totale dei nati residenti. Percentuale che arriva
al 14,3 considerando anche i 22 mila bambini venuti al mondo all'interno di
convivenze o matrimoni misti. La maggiore propensione delle straniere ad avere
figli - fa notare l'Istat - ha contribuito alla ripresa della fecondità che c'è
stata nel nostro paese dal 1995, passata da 1,19 figli a 1,33 nel 2007. Oggi i
bambini e gli adolescenti stranieri residenti nel nostro paese sono 666 mila,
una vera impennata rispetto all'anno precedente, con 80 mila presenze in più,
del resto, nelle culle degli ospedali in un anno ne nascono circa 60 mila e sui
banchi di scuola sono già oggi più di mezzo milione. Anche se l'integrazione e
la parità è ancora una dura conquista, sottolinea l'Istat, questi ragazzi
infatti sono i più "sofferenti" dal punto di vista del rendimento
scolastico. Gli stranieri, dunque si regolarizzano ma si diffonde come un virus
incontrollabile la paura. L'Istat fa notare che "la propensione a
delinquere degli stranieri regolari è di poco superiore a quella della
popolazione italiana" mentre "il contributo degli stranieri a
fenomeni di devianza è in aumento ed è dovuto soprattutto alla componente
irregolare, molto elevata per reati come furto, rapina, contrabbando". Nei
reati presi in considerazione, "le persone senza permesso di soggiorno
sono sempre la maggioranza del totale degli stranieri denunciati". E sono
persone che "verosimilmente il permesso di soggiorno neanche lo
richiedono". Tuttavia la percezione d'insicurezza degli italiani ha avuto
un boom tra il 2003 ed il 2006, portando dal 27,4 per cento al 34, 6 per cento
le famiglie che ritengono di vivere in una zona molto o abbastanza a rischio.
Per i ricercatori l'aumento del senso di insicurezza "più che dalla
gravità dei reati dipende dalla loro diffusione e visibilità". Il rapporto
segnala anche che "in realtà dall'inizio degli anni '90 molte tipologie di
reato, come i furti, hanno registrato un andamento decrescente. Anche gli
omicidi sono diminuiti: tra questi è in aumento soltanto il segmento degli
omicidi che si consumano in famiglia". Mentre il tasso di borseggi ed
altri reati contro il patrimonio è più elevato di quanto non fosse negli anni
'50-'70.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
"Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi"
GLI INDUSTRIALI ? LEGNANO ? SE I SINDACATI DIFENDONO senza se e senza ma il
bisogno di sicurezza sul lavoro, altrettanto fanno gli industriali. "C'è
la necessità inderogabile di non abbassare mai la guardia rispetto alla
sicurezza sul lavoro, che è un bene prezioso per tutti" afferma Corrado
Bertelli, presidente di Confindustria Alto Milanese . "Non si
tratta solo di un fondamentale rispetto di leggi e di valori etici -
puntualizza -. La prevenzione sui luoghi di lavoro è sempre più un fattore di
sviluppo e un elemento di eccellenza in grado di fare la differenza rispetto ai
concorrenti, coinvolgendo la formazione delle risorse umane, l'organizzazione
del lavoro, l'innovazione tecnologica. Da questo punto di vista, l'impegno di
Confindustria Alto Milanese a fianco delle imprese associate è costante".
MENTRE, PERÒ, l'attenzione di Cgil, Cisl e Uil si concentra sul rispetto del
Testo unico in materia di sicurezza e sulla sua difesa dagli attacchi del
Governo, la posizione degli imprenditori nei confronti del documento si
manifesta più critica. "Confindustria Alto Milanese e le aziende associate
confermano il loro costante impegno - sottolinea Bertelli - a operare per
l'applicazione corretta delle disposizioni di prevenzione insieme alle
istituzioni e agli enti preposti, al sindacato, ai lavoratori".
"Siamo però convinti che una normativa non sia efficace solo perché è
molto severa, soprattutto se rischia di tradursi in un'applicazione
indiscriminata di sanzioni, senza distinguere tra soggetti che hanno
diversamente investito, anche in modo sostanziale, sulla crescita dei livelli
di sicurezza" prosegue il presidente degli industriali. AL CENTRO DEL
DIBATTITO fra rappresentanze dei lavoratori e imprenditori c'è sempre più
spesso il costo economico che grava sulle aziende per la prevenzione. "La
sicurezza richiede impegno, investimenti, formazione - commenta Bertelli -.
Dall'introduzione della legge 626 sulla sicurezza a oggi, ogni azienda che
rispetti le regole deve spendere almeno 129 giorni per uomo l'anno solo per la
gestione delle carte. Senza contare il costo dei consulenti ai quali devono
ricorrere l'80% delle aziende italiane". Secondo l'associazione degli
industriali, numerose sono le giornate di lavoro perse a causa degli incidenti.
"Bisogna tener conto che, senza una forte componente formativa verso i
dipendenti ed una più forte responsabilizzazione di quei medici troppo
compiacenti, i 17 milioni di giornate perse in Italia per infortuni non
caleranno mai" conclude il presidente della Confindustria Alto Milanese.
C.M.
( da "Unita, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Biotecnologie, 77 milioni per la ricerca Presentato ieri il
programma che vede un cospicuo finanziamento della Regione di Livia Ermini UN
BATTESIMO benedetto da 10 milioni di euro quello per il nuovo Distretto
Tecnologico delle bioscienze del Lazio che ha ricevuto ieri il varo ufficiale
dall'Asses- sore regionale allo Sviluppo economico e innovazione, con la
presentazione del primo bando di gara. Si tratta di un polo regionale
all'avanguardia pensato per mettere in rete attori della ricerca e imprese in grado
di competere a livello internazionale. Di valorizzare cioè il know how dei
nostri centri di studio mettendolo al servizio delle tante aziende del
territorio. Il Lazio infatti è al secondo posto in Italia per numero di
industrie e addetti nel settore farmaceutico (97 imprese per 14mila addetti) e
in quello biomedicale (1889 aziende con 3700 addetti). Il progetto è rivolto
soprattutto alle piccole e medie imprese ma anche alle Università, agli enti
pubblici di ricerca e agli Istituti per ricoveri e cura a carattere
scientifico. Al maxifinanziamento di 77 milioni euro (per tre anni) concordato
con il Ministero dell'Università (che partecipa con 30 milioni di euro) la
giunta Marrazzo ha partecipato con il contributo più oneroso, 47 milioni di
euro, segno che crede nell'iniziativa ma anche che l'investimento pubblico
faccia da leva a quello privato, o per usare le parole dell'assessore Mancini
che: "Il progetto coinvolga le imprese non solo come destinatari ma anche
come futuri finanziatori". La parte operativa sarà curata dalla Filas (la
Finanziaria regionale di sviluppo) la cui presidente Flaminia Saccà sottolinea
i criteri di trasparenza e di assoluto rigore nella selezione dei progetti da
finanziare. Ma quali settori riguarderà il nuovo Distretto? Quello della
farmaceutica innanzitutto, dei dispositivi medici, delle neuroscienze,
dell'agroalimentare e delle nanotecnlogie per la salute. Obiettivo: promuovere
nuove imprese ad alta tecnologia, agevolare investimenti in infrastrutture,
favorire la crescita delle professionalità esistenti All'orizzonte però, per
ammissione dello stesso Mancini, si profila l'ostacolo
costituito dalla lentezza della burocrazia e dell'amministrazione centrale anche se per il momento
l'assessore glissa sulla questione. Le domande di ammissione alla gara dovranno
essere presentate attraverso il sito www.filas.it entro il 25 luglio prossimo
mentre entro agosto dovrà arrivare via posta la domanda sottoscritta al
rappresentante legale. I contributi massimi per ciascuna richiesta
saranno di 1 milione di euro.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
FORLI' PRIMO PIANO pag.
12 Miracolo, la patrona risorge dai rovi Dopo anni di abbandono la Madonna del
Fuoco avrà una nuova 'casa' NON SARÀ un miracolo, o forse sì. Perché scongelare
le incrostazioni dei regimi burocratici è sempre un'impresa non da poco: la
Madonna del Fuoco ce l'ha fatta. Chiaro: senza l'impegno dei fedeli, è
probabile che la celletta di Villa Rovere, che ospita l'icona della patrona di
Forlì fin dal Seicento, fosse ancora là, sepolta sotto un cumulo di rovi, più
desolanti di un oblio. Adesso però ci siamo. Don Marino Tozzi, parrocco di
Villa Rovere, finalmente può dirlo, urbi et orbi: "Il nuovo basamento su
cui sorgerà la chiesetta ora c'è. Finalmente, dopo otto anni di procedure
burocratiche, sono partiti i lavori". Abbandonata, sepolta in una bara di
edera e rovi, su via Firenze: la celletta della Madonna del Fuoco era finita
così. A segnalarlo, all'inizio dello scorso febbraio, sono alcuni fedeli del
posto. Per tutta la comunità di Villa Rovere la chiesetta è un punto di
riferimento, non solo religioso. Ma da anni il tempietto votivo soffocava sotto
un coacervo di erbacce che lo nascondevano agli uomini e al cielo. I più
giovani non sapevano nemmeno cosa ci fosse di preciso lì sotto. Il problema,
come al solito, erano i soldi. Per rianimare la casa della Madonna servivano
40mila euro. Mica semplice. Era partita una raccolta di fondi tra i fedeli. Ma di fronte all'elefantiasi della burocrazia spesso nemmeno i soldi possono qualcosa. I permessi non si
sbloccavano. C'era anche da capire di chi fosse il terreno (problema poi
risolto). Non solo, l'Anas aveva chiesto di spostare la struttura tre metri più
in là: nel giro di poco tempo s'erano verificati diversi incidenti. Poi
a febbraio ne parlarono i giornali. E adesso la Madonna del Fuoco ? che è lì
dal 1629 ? rivede la luce. La nuova celletta ? disegnata gratuitamente
dall'architetto Gianluca Tronconi ? avrà una base di 2metri e 25 per
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia Ritira il permesso,
è già scaduto La disavventura di un tunisino: la consegna
otto mesi dopo Il foglio di soggiorno non era più valido: colpa della burocrazia GUIDO PIGA OLBIA. Sul
permesso di soggiorno, sotto la voce "data di consegna", c'è scritto:
26 maggio 2008. Segue la firma di accettazione di Ben, cittadino tunisino,
lavoratore nel mondo della pesca, in Italia da 20 anni, a Olbia da uno.
Sul foglio, poco più su, c'è però un'altra scritta: "validità fino al 30
marzo 2008". Quel foglio era scaduto da due mesi. Ben dice di essersi
sentito improvvisamente clandestino, dopo venti anni di lavoro in Italia senza
mai un problema. Si è molto spaventato e ha chiesto al personale della polizia
chiarimenti. "Mi preoccupato, visti i tempi duri per i lavoratori extracomunitari
- spiega Ben, che ha raccontato la sua storia alla Cgil -. Ero da tempo in
attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. La questura mi ha chiamato e mi
ha fissato l'appuntamento per ritirarlo. Sono andato al commissariato di Olbia
nel giorno indicatomi, il 26 maggio. Mi è stato consegnato un foglio, che è il
modulo di ricevuta e accettazione, e ho messo la mia firma. Ma, nello stesso
momento, ho letto un'altra data, stampata sul permesso di soggiorno. La
validità di quel documento scadeva il 30 marzo 2008". Da due mesi, Ben era
dunque un immigrato irregolare. "E io non lo sapevo, né ho colpa per
questo perché nessuno mi ha avvisato" dice. Quel documento è stato
rilasciato dallo Stato il 30 settembre 2007 ma, per una ragione o per l'altra,
gli è stato consegnato con otto mesi di ritardo. "Capita più volte di
quanto si creda - spiegano dalla Cgil di Olbia, che ha un ufficio che si occupa
di immigrati -. Per le lungaggini burocratiche da una parte, per
l'insufficienza di personale delle questure davanti alle tante richieste
dall'altra, spesso i permessi di soggiorno vengono consegnati ai titolari
quando sono già scaduti". A Ben non era mai successo. "Mi sono molto
preoccupato perché avevano paura di essere considerato un clandestino,
soprattutto con le nuove leggi". Ma non si è perso d'animo ed è andato al
sindacato per chiedere aiuto. La Cgil si è mossa e ha cercato di contattare la
questura per capire che cosa è successo e che cosa si può fare per risolvere
l'incidente. "Non ho altra scelta - spiega Ben -: devo presentare di nuovi
tutti i documenti, pagare 80 euro e aspettare il nuovo permesso di soggiorno.
Nel frattempo, continuerò a lavorare e spero che non mi accada nulla".
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMOLA pag. 2 di
LIDIA GOLINELLI PRECEDENZA in graduatoria alle famiglie residenti da tempo ...
di LIDIA GOLINELLI PRECEDENZA in graduatoria alle famiglie residenti da tempo a
Imola e possibilità di turnover negli alloggi pubblici, dove ? capita e non lo
nasconde nessuno ? resta praticamente a vita anche chi non ne avrebbe più
diritto. Sono i criteri che la giunta Manca promette di inserire nel
regolamento per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica:
gli appartamenti Erp che da circa un anno sono passati dall'Acer (il cui ruolo
si limita alla manutenzione ordinaria) ai Comuni. E ora il Comune di Imola
conta di mettere a punto entro un anno un nuovo regolamento per l'accesso alle
graduatorie (sono gestite dall'Asp) fissando un paio di criteri che si
affianchino all'unico ora in vigore: quello Isee che calcola reddito e composizione
familiare. "CRITERI di intelligenza all'interno della burocrazia", li definisce
l'assessore Ivan Vigna (foto) che ha le deleghe a Casa e Politiche per
l'immigrazione e vuole evitare che il nodo casa alimenti tensioni sociali.
"Può capitare che uno straniero arrivato da pochi giorni passi davanti in
graduatoria a un imolese ? fotografa l'assessore ?. E così, visto che la
disponibilità di alloggi pubblici è limitata, ci sono persone che vedono
sfumare l'obiettivo dell'assegnazione". Gli appartamenti Erp sono 903 (un
centinaio è vuoto in attesa di ristrutturazione) ma ogni anno ne vengono
assegnate poche decine: appena 18 lo scorso anno, di cui
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E OPINIONI pag.
13 Caro Carlino, leggendo la replica dell'assessorato alle politiche della
salute... Caro Carlino, leggendo la replica dell'assessorato alle politiche
della salute della Regione Emilia Romagna pubblicato lo scorso 27/05 in tema di
accordi fra Emilia Romagna e Veneto, viene da pensare ad uno scollamento fra il
potere e la gente. Al fatto cioè che il distacco fra la burocrazia bolscevica che viene
esercitata in sede regionale e le esigenze della popolazione sia oceanico. Come
si può rispondere con un documento così freddo, fatto solo di cifre e di
squallide giustificazioni, alle esigenze di assistenza della popolazione?
COME AL SOLITO la sanità viene gestita in modo naif, facendo di tutto per far
quadrare i conti sulla pelle della gente. Cosa vuole che interessi ad un
paziente che si vede prenotare una visita dopo mesi e mesi, entrando nel
circuito delle chilometriche liste di attesa che poco hanno a che fare con il
concetto di tutela della salute tanto caro alla nostra Costituzione. Anche un
bimbo di scuola elementare sa che Ferrara ha l'età media più alta di tutta la
regione e che la percentuale dei ricoveri è giocoforza più alta. PURTROPPO però
la sanità viene gestita solo in ottica di risparmio su tutto e, mi viene da
dire, su tutti. Chi gestisce la baracca viene valutato solo ed esclusivamente
su parametri economici e non sul fatto che abbia fornito un servizio
soddisfacente alla popolazione. Poco importa a certa gente se per una visita,
fondamentale per il futuro psicofisico di un cittadino, passino parecchi mesi e
che lo stesso, nel frattempo, veda aggravarsi il suo stato di salute. POCO
IMPORTA se non vengono esaltate le individualità del singolo meritevole
professionista, di qualsiasi grado e mansione. Basta risparmiare. La domanda
che a questo punto potrebbe nascere è questa: quando un personaggio importante,
a partire da Errani per finire ad un direttore generale, ha qualche problema di
salute si rivolge alle liste di attesa oppure alza il telefono e chiama
direttamente lo specialista di turno che non può fare altro che assecondare i
desideri che "boss"? Penso che la risposta sia molto facile da dare.
LE CONCLUSIONI sono purtroppo le solite: della gente comune a nessuno dei
signori del potere importa un accidente. Basta mantenere la poltrona ben salda,
con i relativi benefit. Di per se non esiste il concetto di costi della sanità
in positivo. ESISTE il concetto di costi sociali in attivo; e fra questi la
voce 'sanità' deve essere in passivo nel suo particolare. In attivo deve essere
la società, il lavoro, il benessere della gente che, con le sue tasse, dà da
mangiare a persone che magari sono adatte aaltri incarichi, ma non a quello di
politico di turno. Quando la politica, di qualsiasi colore sia, uscirà dalla
gestione della sanità a favore di persone competenti, preparate e soprattutto
giudicate sulla base di risultati globali e non solo economici, sarà sempre
troppo tardi, soprattutto in Emilia Romagna, ottusa roccaforte di una sinistra
che ha fallito su ogni obiettivo negli ultimi 60 anni. Michele de Palo
(Alleanza Nazionale PdL Ferrara).
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SONDRIO pag. 5
Procedure più snelle per le commissioni SONDRIO ? SONDRIO ? SI SEMPLIFICA LA BUROCRAZIA in Comune, passando per la commissione
Affari istituzionali che si riunisce in questi giorni a più riprese. Tra le
novità sostanziali la diminuzione del numero delle commissioni che viene
praticamente dimezzato, da
( da "marketpress.info" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E REGIONALE INAIL.
Bologna ? Per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare
una possibilità di reddito a studenti e pensionati arrivano i voucher per la
vendemmia, i buoni per i lavori occasionali in agricoltura che comprendono
oltre alla retribuzione anche i versamenti contributivi e l'assicurazione
contro gli infortuni. Questa nuova tipologia di rapporto di lavoro per
le prestazioni di breve durata, disciplinato dal decreto legislativo n. 276 del
2003, verrà sperimentato per la prima volta in Emilia-romagna in occasione
della stagione di vendemmia 2008. La convenzione tra la Regione e le Direzioni
regionali di Inps e Inail, per l'attuazione della sperimentazione, è stata
siglata dall'assessore regionale al Lavoro Paola Manzini, dal direttore
regionale Inps Sergio De Simone e dal direttore regionale Inail Francesco
Barela, ed è stata presentata in conferenza stampa questa mattina, alla
presenza anche di Francesco Di Maggio della direzione generale dell'Inps.
"Il progetto, per il momento, è sperimentale - ha detto Paola Cicogani,
responsabile del Servizio Lavoro della Regione Emilia-romagna - i voucher
saranno introdotti per la vendemmia e se funzioneranno, dopo il monitoraggio da
parte dell'Inps e la valutazione da parte del Ministero del Lavoro, sentite le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, potranno essere prorogati
o potrà essere estesa la sperimentazione ad altri settori". "I
voucher garantiscono ai lavoratori una tutela lavorativa completa - ha spiegato
Francesco Barela, direttore regionale Inail - vengono equiparati alle altre
categorie di lavoratori e hanno quindi diritto alle normali prestazioni che
l'istituto eroga in caso di infortunio e di malattie professionali".
Pensionati e studenti dai 16 ai 26 iscritti alla scuola superiore, alla
formazione professionale o all'università, potranno iscriversi nelle liste di
disponibnilità presso i centri per l'impiego. I viticoltori potranno scegliere
i lavoratori dalle liste e acquistare uno o più carnet di buoni per
regolarizzare preventivamente la giornata degli "occasionali", del
valore nominale di dieci euro all'ora, comprensivi degli oneri previdenziali e
di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. I buoni vengono utilizzati
per pagare la prestazione, e gli studenti e i pensionati riscuoteranno il
valore dei buoni in denaro del valore di 7,5 euro all'ora presso il
concessionario del servizio. Il compenso è esente da imposizione fiscale e non
incide sullo stato di disoccupazione. "I voucher non pongono in essere un
contratto di lavoro - ha aggiunto Sergio De Simone, direttore regionale Inps -
ma danno ugualmente al datore di lavoro la tranquillità di agire nella
regolarità e nella copertura degli eventuali infortuni, e al lavoratore danno
una importante copertura previdenziale". I datori di lavoro potranno
fruire delle prestazioni fino a un tetto di spesa massimo di 10 mila euro,
mentre per gli studenti e i pensionati questa attività lavorativa, anche se
svolta a favore di più imprese agricole, non deve dare complessivamente luogo a
compensi superiori di 5. 000 euro nel corso di un anno solare. La sperimentazione
ha l'obiettivo di testare l'applicazione del modello di servizio e di far
conoscere la nuova tipologia di lavoro e le sue opportunità ai potenziali
datori di lavoro e alle specifiche categorie di persone che possono prestare il
lavoro accessorio. Le procedure adottate saranno verificate attraverso un
sistema di monitoraggio integrato, per valutare l'efficacia del modello
sperimentato, in particolare riguardo ai risultati occupazionali conseguiti
attraverso la nuova tipologia di rapporto di lavoro. Entro venti giorni Inps,
Inail e la Regione Emilia-romagna elaboreranno un progetto esecutivo
territoriale, per definire le risorse umane e strumentali necessarie a
supportare la promozione e la realizzazione delle iniziative con particolare
riferimento ai servizi per l'impiego. Per la supervisione della sperimentazione
e' costituito un "Comitato di coordinamento regionale del progetto di
sperimentazione nel territorio della Regione Emilia-romagna, titolato ad
adottare tutte le decisioni, anche sanzionatorie, che lo sviluppo della
sperimentazione imporrà. Fanno parte del comitato di coordinamento un
rappresentante del Ministero del lavoro, uno dell'Inps, uno dell'Inail, un
rappresentante della Regione e uno per ogni Provincia. Il comitato di
coordinamento avrà accesso, in tempo reale, a tutti i dati elaborati dal
database centrale tenuto dall'I. N. P. S. Ai fini della sperimentazione per
verificarne costantemente i risultati e intervenire sulle eventuali criticità.
. <<BACK.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA Un
cambiamento che, nel rispetto della Costituzione, doveva avviarsi proprio dal
riconoscimento del ruolo degli enti locali e dal raggiungimento di un condiviso
federalismo solidale. La Cgil entrò in campo in quella discussione, perché gli
interessi sociali dei lavoratori e dei pensionati coinvolgono di diritto il
sindacato che, nel suo operare, orienta le scelte politiche del Paese a tutela
dei cittadini e dei loro diritti. Quel movimento, quella spinta al cambiamento,
si arenò alla fine degli anni '90. Prevalsero i richiami dei "nuovi
partiti" (rinati dalle ceneri di quelli precedenti), che agivano secondo
logiche corporative, idee e slogan poco concreti e poco inclini all'idea
dell'ammodernamento del Paese. In questi giorni sta emergendo un nuovo
"movimento dei sindaci veneti". Un movimento, politicamente
trasversale di 61 sindaci del Veneto che denunciano di non poter gestire
finanziariamente il Comune e sottoscrive un manifesto che rivendica una legge
immediata che anticipi il federalismo fiscale per poter mantenere in loco il
20% dell'Irpef a partire dal 2009. La Cgil da tempo rivendica l'attuazione
delle modifiche introdotte al capitolo quinto della Costituzione, in modo
particolare l'articolo 119 che riconosce ai Comuni l'autonomia finanziaria di
entrata e di spesa. Un'autonomia, purtroppo, sconfessata dai vari governi nazionali
prima con i tagli ai trasferimenti statali e poi con la soppressione dell'Ici.
Quest'ultima è stata un'affrettata operazione elettoralistica, sulla quale pesa
l'incognita della restituzione (dallo Stato ai Comuni) del mancato introito
pari a circa due miliardi di euro, da reperire per il 2008 e ovviamente anche
per i prossimi anni. Il nuovo governo deve dire all'opinione pubblica come
pensa di trasferire le risorse corrispondenti alle mancate entrate per i Comuni
al capitolo Ici. La Cgil esprime forti preoccupazioni sulla "sofferenza
finanziaria" dei Comuni, perché il rischio concreto è la messa in
discussione del welfare locale, a danno delle famiglie, dei disabili, degli
anziani, dei non autosufficienti e dei ceti meno abbienti della rete dei
servizi ai cittadini. Ai Comuni va fatto rilevare che le loro difficoltà
economiche e, di conseguenza, i loro limiti nell'erogazione dei servizi e delle
prestazioni sociali sono determinati anche dai ritardi che pesano per la
mancata applicazione della legge 142 del 1990, che prevedeva l'unificazione dei
Comuni, la consorziazione fra enti locali e le aree metropolitane, per la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare
un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi
attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione
amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere
le risorse di un certo numero di Comuni, con finalità di
razionalizzazione, di solidarietà e di uniformità nei trattamenti ai cittadini.
C'è bisogno di una ampia "massa critica" istituzionale e sociale
territoriale, per orientare le scelte del governo e della Regione Veneto, verso
i diritti dei cittadini, le grandi riforme, la nuova programmazione, la
qualificazione del welfare. Entro un'idea di federalismo fiscale - su cui la
Cgil è disponibile a confrontarsi - che assuma l'unità politica del Paese e
l'universalità dei diritti di tutti i cittadini italiani. Emilio Viafora *
segretario regionale Cgil.
( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Palermo
Lo studio Sotto accusa gli elettrodotti colpiti dal fuoco e l'innalzamento dei
consumi di energia Confindustria lancia l'allarme "Estate a rischio
black-out" "La rete è vecchia e inadeguata basta un solo incidente e
tutto può andare in tilt" MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) A
sentire gli esercenti, la vendita degli impianti di condizionamento dell'aria
per uso domestico dovrebbe aumentare questa estate almeno del 5 per cento. Lo
scorso anno, in base a una ricerca della facoltà di Ingegneria, nella sola
Palermo erano 60.305, nel 2002 il totale non era andato oltre 38.558. La
crescita, insomma, è praticamente inarrestabile e con lei aumenteranno i
consumi. Quelli che, secondo i tecnici di Terna - la società che gestisce la rete
elettrica nazionale - stressano le strutture di erogazione dell'energia
soprattutto quando fa caldo e il rischio di guasti è in agguato. Con l'arrivo
dell'afa, poi, aumentano i rischi di incendi boschivi che minacciano le reti.
Un combinato disposto che espone la Sicilia al rischio di nuovi black-out. Li
teme soprattutto Confindustria che punta il dito contro "il mancato varo
di un piano energetico da parte della Regione". La Sicilia, invero,
produce energia ma è collegata alla rete nazionale da un solo elettrodotto
sottomarino fra Messina e Reggio Calabria. "Un collegamento del tutto
insufficiente - dice Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Agrigento
- L'Isola, poi, è servita al proprio interno da un "anello di
trasporto" ormai inadeguato e insufficiente per assicurare l'interscambio
di energia fra le varie aree in caso di guasto in una centrale o in una
linea". Così, basta una piccola anomalia in una delle grandi centrali o il
danneggiamento di un cavo ad alta tensione per colpa di un incendio boschivo, e
ci scappa il collasso dell'intera struttura regionale. Ma ormai è troppo tardi
per correre ai ripari. L'estate passerà con gli stessi rischi corsi negli
ultimi anni. "Esistono progetti sull'energia in
Sicilia che ammontano a 3 miliardi di euro e che non partono per colpa della burocrazia - attacca Catanzaro - Negli
ultimi anni gli investimenti per il settore elettrico sono stati
sistematicamente bloccati". Gli industriali ripartiscono le colpe fra il
ministero dell'Ambiente e la Regione "che non esaminano gli elaborati e
non rilasciano le necessarie autorizzazioni". L'elenco delle opere
in attesa di realizzazione è lunghissimo: da due anni si aspettano i pareri sui
progetti di potenziamento della rete elettrica presentati da Terna con
investimenti pari a 700 milioni di euro. In primo piano: il raddoppio del cavo
sottomarino di collegamento con la Penisola (elettrodotto a 380 mila volt
Sorgente-Rizziconi) che, favorendo lo scambio di energia con il resto del
Paese, garantirebbe maggiore disponibilità di potenza (più 1.000 megawatt) in
caso di perdita di produzione nell'Isola. Nel carnet dei progetti di Terna
anche la "chiusura dell'anello" a 380 kv con la realizzazione delle
nuove linee elettriche Chiaramonte Gulfi-Ciminna e Sorgente-Ciminna, che aumenterebbe
la capacità di trasporto verso la Sicilia occidentale, l'elettrodotto a 220 kv
Partinico-Fulgatore, da 11 milioni di euro, che inciderebbe soprattutto sul
Trapanese e l'elettrodotto Paternò-Priolo per la Sicilia orientale. Terna ha
chiesto un incontro a Raffaele Lombardo. La società, si legge in una nota,
"ha previsto un piano di investimenti, già deliberato da anni e in attesa
delle relative autorizzazioni". Il governatore replica considerando
"incredibile che siano ancora bloccati i 700 milioni di euro" e
promette che oggi stesso interverrà con gli uffici competenti "affinché
possano essere superati tutti gli ostacoli". Gli "uffici
competenti" sono fondamentalmente il Via (acronimo di Valutazione per
l'impatto ambientale) che da anni è stato svuotato di tutto il personale
necessario.
( da "Nuova Venezia, La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)
Argomenti: Burocrazia
Regione TAGLIO
DELL'ICI, COMUNI IN SOFFERENZA SEGUE DALLA PRIMA Un cambiamento che, nel
rispetto della Costituzione, doveva avviarsi proprio dal riconoscimento del ruolo
degli enti locali e dal raggiungimento di un condiviso federalismo solidale. La
Cgil entrò in campo in quella discussione, perché gli interessi sociali dei
lavoratori e dei pensionati coinvolgono di diritto il sindacato che, nel suo
operare, orienta le scelte politiche del Paese a tutela dei cittadini e dei
loro diritti. Quel movimento, quella spinta al cambiamento, si arenò alla fine
degli anni '90. Prevalsero i richiami dei "nuovi partiti" (rinati
dalle ceneri di quelli precedenti), che agivano secondo logiche corporative,
idee e slogan poco concreti e poco inclini all'idea dell'ammodernamento del
Paese. In questi giorni sta emergendo un nuovo "movimento dei sindaci
veneti". Un movimento, politicamente trasversale di 61 sindaci del Veneto
che denunciano di non poter gestire finanziariamente il Comune e sottoscrive un
manifesto che rivendica una legge immediata che anticipi il federalismo fiscale
per poter mantenere in loco il 20% dell'Irpef a partire dal 2009. La Cgil da
tempo rivendica l'attuazione delle modifiche introdotte al capitolo quinto
della Costituzione, in modo particolare l'articolo 119 che riconosce ai Comuni
l'autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Un'autonomia, purtroppo,
sconfessata dai vari governi nazionali prima con i tagli ai trasferimenti
statali e poi con la soppressione dell'Ici. Quest'ultima è stata un'affrettata
operazione elettoralistica, sulla quale pesa l'incognita della restituzione
(dallo Stato ai Comuni) del mancato introito pari a circa due miliardi di euro,
da reperire per il 2008 e ovviamente anche per i prossimi anni. Il nuovo
governo deve dire all'opinione pubblica come pensa di trasferire le risorse
corrispondenti alle mancate entrate per i Comuni al capitolo Ici. La Cgil
esprime forti preoccupazioni sulla "sofferenza finanziaria" dei
Comuni, perché il rischio concreto è la messa in discussione del welfare
locale, a danno delle famiglie, dei disabili, degli anziani, dei non
autosufficienti e dei ceti meno abbienti della rete dei servizi ai cittadini.
Ai Comuni va fatto rilevare che le loro difficoltà economiche e, di
conseguenza, i loro limiti nell'erogazione dei servizi e delle prestazioni
sociali sono determinati anche dai ritardi che pesano per la mancata
applicazione della legge 142 del 1990, che prevedeva l'unificazione dei Comuni,
la consorziazione fra enti locali e le aree metropolitane, per
la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare
un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi
attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione
amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere
le risorse di un certo numero di Comuni, con finalità di
razionalizzazione, di solidarietà e di uniformità nei trattamenti ai cittadini.
C'è bisogno di una ampia "massa critica" istituzionale e sociale
territoriale, per orientare le scelte del governo e della Regione Veneto, verso
i diritti dei cittadini, le grandi riforme, la nuova programmazione, la qualificazione
del welfare. Entro un'idea di federalismo fiscale - su cui la Cgil è
disponibile a confrontarsi - che assuma l'unità politica del Paese e
l'universalità dei diritti di tutti i cittadini italiani. Emilio Viafora *
segretario regionale Cgil.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il console italiano ha
incontrato la polizia di Maceiò Le foto del delitto su un sito brasiliano. Il
papà: "È lui" Seriate La scena, agghiacciante, sembra quella di
un'esecuzione. Nicholas è stato ammazzato con un colpo di pistola alla nuca ed
è riverso a terra vicino a un cespuglio: è a torso nudo, con indosso soltanto
dei pantaloni corti blu e, stretta sotto il braccio destro, una maglietta
rossa. Il suo amico brasiliano ? un venditore ambulante di cd conosciuto come
Pixote ? è stato ucciso lì vicino con uno sparo alla fronte: è a terra, piegato
sul lato sinistro, con indosso maglietta nera e pantaloncini bianchi. Sono le
drammatiche fotografie che hanno permesso di riconoscere tra le due vittime
Nicholas Pignataro, il ventenne di Seriate ucciso in Brasile e sepolto in una fossa
comune ancora prima di essere identificato. Immagini che, nonostante la loro
drammaticità, erano comparse già la scorsa domenica 18 maggio su un sito
Internet di informazione brasiliano. Nessuno, allora, sapeva chi fossero i due
ragazzi uccisi con una pistola calibro 38: per questo tre giorni dopo la
polizia di Maceiò li aveva fatti seppellire senza un nome. Ieri il papà di
Nicholas, Antonio Pignataro, ha confermato: "È proprio lui, quel tatuaggio
a forma di triangolo a scacchi sulla gamba sinistra è il suo. E comunque lo
riconosco anche dai lineamenti, è mio figlio". A segnalare il sito
brasiliano alla redazione web de "L'Eco di Bergamo" è stata Sheyla
Karine De Souza Santos, una ragazza di 23 anni originaria di Maceiò e che vive
a Sorisole da quattro anni: "Mi tengo informata su quello che ha accade
nel mio Paese ? spiega ? e così, quando ho visto quelle foto, ho pensato
potesse essere proprio quel ragazzo di cui si parlava". Sheyla ha inviato
una mail al sito de "L'Eco", segnalando le fotografie. Ieri Antonio
Pignataro ha voluto vederle, seppure così drammatiche, per capire se fosse
proprio Nicholas uno dei due ragazzi uccisi. Già Tatiana Da Silva, la
brasiliana che, dal 4 marzo, ospitava il ragazzo nella sua casa di Praia do
Francês, domenica scorsa ? dopo una settimana senza aver notizie di Nicholas ?
aveva visto quelle foto nella centrale di polizia di Maceiò e aveva
riconosciuto il ventenne di Seriate. Oltre al dramma per l'omicidio, i
familiari di Nicholas hanno anche dovuto sapere che il ventenne era già stato
seppellito senza un nome in una specie di fossa comune. Vista l'eco mediatica
del caso e l'interessamento diretto del console italiano in Brasile,
Massimiliano Lagi, da ieri le procedure di riesumazione della salma di Nicholas
avrebbero subito un'accelerata, dopo che, inizialmente, si erano registrati i
primi disguidi. Ieri pomeriggio in Brasile (la sera in Italia) il console Lagi
ha infatti incontrato il commissario generale di polizia dello Stato
dell'Alagoas, Marcìlio Barenco, che si sarebbe personalmente preso carico delle
pratiche di riesumazione, cercando in qualche modo di limitare le difficoltà: a
lui spetta infatti la decisione finale per abbreviare le procedure
burocratiche. "Sarebbe infatti davvero assurdo ? sottolinea l'avvocato
Piero Pasini, legale dei Pignataro ? se, dopo aver seppellito Nicholas senza
nemmeno fare un'indagine o capire chi fosse, ora le autorità
brasiliane si impuntassero sulla burocrazia, chiedendoci documenti, procure o altre autorizzazioni. Ci
auguriamo davvero che la salma di Nicholas venga riesumata il più presto
possibile e che venga collocata almeno in una cella frigorifera, in attesa del
rimpatrio". Dello stesso avviso il papà di Nicholas: "La speranza è
che riescano a restituirci mio figlio in tempi brevi. Potrebbero così in
parte rimediare ai tanti sbagli commessi nei giorni scorsi. Per ora sono
soddisfatto di come si stia dando da fare il console Lagi e del sostegno che
sto ricevendo dai parlamentari bergamaschi che mi hanno contattato". Dalle
foto sembra chiaro che l'amico di Nicholas ? probabilmente il vero obiettivo
dell'agguato ? sia stato ucciso con un colpo di pistola a bruciapelo al centro
della fronte, forse mentre era inginocchiato, mentre il ventenne di Seriate è
stato ammazzato con un colpo alla nuca, anch'esso probabilmente a bruciapelo.
La scena del delitto è una spiaggia di sabbia e arbusti, in località Barra de
São Miguel. I due corpi sono stati trovati la mattina di domenica 18 (alle
12,42 le foto erano già sul sito brasiliano) e, da quanto si è saputo, il
duplice omicidio risalirebbe a cinque ore prima, dunque all'alba dello stesso
giorno, poco più di dieci ore dopo che Nicholas era uscito di casa. Con un
colpo di pistola alla nuca si sono dunque infranti tutti i sogni del ventenne
di Seriate, partito per il Brasile per aprire un locale sulla spiaggia. Secondo
Sheyla Karine De Souza Santos che, al contrario, ha lasciato Maceiò per vivere
a Bergamo con la figlia, l'Alagoas "è uno Stato con alto tasso di
criminalità, anche se tutto sommato tranquillo rispetto ad altre realtà del
Brasile. Torno a Maceiò una volta all'anno per la bellezza della città, la
semplicità e l'accoglienza della gente: mi riferisco alle persone normali, non
a chi ha ucciso Nicholas. I ragazzi che vivono là hanno la stessa speranza dei
loro coetanei di Bergamo: vivere una vita serena e tranquilla, senza cadere in
drammi come la droga". Fabio Conti.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Empoli))
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA &
FINANZA pag. 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic
per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic
per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE VOCI DELLA CITTA'
pag. 9 Hera spieghi agli utenti i vantaggi della maxi fusione MENTRE si consuma
il fidanzamento tra Hera, Iride (sorta dalla fusione tra l'Aem di Torino e
l'Amga di Genova), Enìa (Piacenza, Parma e Reggio) che dovrebbe sbocciare nella
nascita di un grande polo per i servizi di gas, acqua ed energia, dalle tante
trasformazioni e passaggi societari i consumatori non hanno finora tratto
benefici. Gas, acqua ed energia continuano a scalare la montagna dei prezzi,
pesando in misura crescente sui bilanci familiari. Il consumatore resta, in
fondo, un utente. Non ha potere di mercato. Subisce la scalata dei prezzi. Poca
trasparenza dell'offerta, una giungla di proposte che confondono il consumatore
da quando si è profilata la liberalizzazione dei servizi, ostacoli eretti dalla burocrazia e altri di vario genere si frappongono tra il vecchio
monopolista e l'utente. E', insomma, di là da venire il cliente con effettivo
ed efficace potere di scelta. VERO È che nel corso di un secolo e più, si è
persa traccia dell'imprenditorialità che caratterizzava l'Officina del Gas
creata nel 1846 su iniziativa privata e poi trasformatasi in un monopolio
pubblico, prima locale e poi provinciale, con una lunga coda intrecciata
in robusti nodi d'interferenze politiche e guerre di potere e poltrone. Dal
consolidamento dei servizi nel polo nascente possiamo attenderci vantaggi per
gli utenti? Il polo incoraggia l'innovazione e la concorrenza? Offre incentivi
economici? Sì, se ci sarà un taglio dei costi e questo, a sua volta, taglierà
la testa all'idra dei prezzi crescenti, anziché tradursi in una nuova rendita
(quasi) monopolistica. Sì, se il potenziale di crescita del polo multiservizi
sarà superiore alla somma delle sue parti e se la maggior crescita favorirà la
concorrenza e porterà incentivi economici tali da cambiare l'utente in
consumatore. Sì, se le parti che si mettono insieme portano, ciascuna,
conoscenze, esperienze ed attività complementari che promuovendo l'innovazione
consentono di erogare servizi di più alta qualità. PER SCIOGLIERE questi
interrogativi, Hera dovrebbe attivare un canale informativo per dare
trasparenza alla sua azione. Poiché è in gioco l'offerta di servizi essenziali
alle persone, una visione più ampia di quella racchiusa nell'orto degli alleati
potenziali e dei loro azionisti è, più che raccomandabile, doverosa. Spetta ai
vertici di Hera rendere pubblica la loro intenzione di allearsi volendo creare
valore per l'utente di oggi e il cliente di domani, non soffocando gli spazi
che timidamente sembrano aprirsi alla concorrenza.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAMBIA IL QUADRO
DELLA VIABILITA' Oltre il 15% di auto in meno Il caro-benzina mette il freno al
traffico del centrocittà La nuova tendenza fa emergere la possibilità di
ritardi o cancellazioni dei progetti contenuti nel piano parcheggi di SILVIO
MARANZANA Meno automobili in giro per Trieste. Che il traffico non sia più
infernale appare chiaro pressoché a tutti, ma secondo la quasi totalità degli
osservatori privilegiati, soprattutto in centrocittà, ma anche nella più
immediata periferia, vi è anche un calo abbastanza netto di auto in
circolazione: un 10, forse un 20 per cento in meno. Conseguenza questa
dell'abolizione dei contingenti di benzina agevolata, oltre che dell'impennarsi
dei prezzi dei carburanti. Il carovita dunque sembra riflettersi anche su un
bene che sta particolarmente a cuore agli italiani: l'automobile. L'apertura
degli ultimi tratti della Grande viabilità, la Cattinara-Padriciano e la
Lacotisce-Rabuiese, potrebbe rendere il traffico ulteriormente fluido, mentre
il Piano parcheggi, che prevede addirittura 18 nuovi megaimpianti potrebbe
subire alcune cancellazioni e comunque ulteriori dilazioni. "Quanto prima
metteremo al centro di una seduta un nuovo punto proprio sulla questione della
circolazione e dei parcheggi in città - annuncia Roberto Sasco, presidente
della Commissione urbanistica del Comune - perché il calo notevole del traffico
è sotto gli occhi di tutti, io lo stimerei quasi al 30 per cento in meno
rispetto a un anno fa, ed è anche risaputo che alcuni park sono semivuoti".
"In Italia la burocrazia rallenta spaventosamente di per sé anche la costruzione dei
parcheggi - si lamenta il sindaco Roberto Dipiazza - basti pensare che sono
venuti a propormi il parcheggio sotto San Giusto nel 2001 e dopo sette anni non
è stato ancora aperto il cantiere". Ma se l'ufficio del mobility
manager Giulio Bernetti stima attorno al 15 per cento il calo del traffico pur
in assenza di rilevazioni statistiche, Dipiazza nega che la situazione sia
particolarmente migliorata: "Ci sono meno automobili in corso Italia -
sostiene - ma ciò si verifica in quanto i flussi deviano sulle Rive dove grazie
alla riqualificazione si transita rapidamente e senza ingorghi. La situazione
del traffico a Trieste è però ancora difficile in molti punti. Abbiamo lo studio
Camus che rileva quante macchine transitavano nei punti cruciali negli anni
scorsi. Mi accingo a far fare nuove rilevazioni proprio per stimare con
certezza l'eventuale calo di passaggi". Una diminuzione a livello
nazionale del 10 per cento di auto in circolazione che a Trieste a causa
dell'abolizione dei contingenti agevolati avrebbe raggiunto il 20 per cento è
la stima del presidente dell'Aci, Giorgio Cappel, mentre secondo lo stesso
comandante della Polizia municipale Sergio Abbate "un lieve calo del
traffico è innegabile anche se risulta già in ripresa rispetto a un paio di
mesi fa, mentre sono in lievissima flessione anche le soste irregolari. Se solo
i vigili mollano un po' l'attenzione - sostiene però Abbate - riprendono però
le seconde e le terze file selvaggie". "A Trieste si circola bene,
forse effettivamente anche un po' meglio rispetto a un anno fa - dicono alla
centrale Radiotaxi - ma purtroppo le chiamate per noi sono stabili e non
aumentano". Ma come sottolinea Piergiorgio Luccarini, direttore generale
di Trieste Trasporti, il calo di automobilisti non è affatto compensato da un
aumento di passeggeri dei bus, né da una circolazione più agevole per questi
mezzi. "Nei primi mesi del 2008 - conferma - c'è stato un calo di
passeggeri attorno al 4%, mentre per i nostri autisti muoversi a Trieste
continua ad essere complicato e stressante". Chi non va più in macchina
dunque o ha aumentato il già foltissimo esercito dei motociclisti, o ha
preferito la bicicletta (se ne vede qualcuna in più negli ultimi tempi), ma
soprattutto ha scelto di andare a piedi o ancora, extrema ratio, di non
muoversi.
( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XII - Genova
La rivoluzione della Spadolini "L'università ripartirà dai cervelli"
Politecnico e San Martino, ecco la ricetta della sfidante MICHELA BOMPANI Fare dell'Albergo
dei Poveri il Polo umanistico del Mediterraneo, mirare a un'Ateneo confederato
(Università - Politecnico) solo dopo un'attenta valutazione di fattibilità con
il ministero, e poi deburocratizzare, semplificare, puntando a una gestione
all'insegna della "governance partecipata". Benedetta Spadolini, per
due volte preside della Facoltà di Architettura di Genova, è candidata a
Rettore e spiega il suo programma. Preside Spadolini, va fatto oppure no il
Politecnico? "Ci si deve muovere con prudenza: vanno esplorate con
attenzione a livello ministeriale le reali condizioni di fattibilità. Credo
comunque che la nascita del Politecnico sarebbe un valore aggiunto per l'Ateneo
genovese. Immagino infatti un Ateneo federato, con servizi di base comuni ed enormi
possibilità di scambi. Il Politecnico potrebbe aprire Genova a importanti
specialità, legate al mare. La delibera che ha sancito il trasferimento di
Ingegneria agli Erzelli è una condizione fondamentale alla sua realizzazione.
In concreto: va verificata con Roma la reale fattibilità, Genova non può fare
da sola". L'Albergo dei Poveri sembra una gigantesca emorragia di denaro
dalle tasche vuote dell'Ateneo. "Il nodo è il patrimonio edilizio: va
fatto un progetto globale sul patrimonio dell'Ateneo, un piano di gestione
complessivo che fermerà ingenti sprechi di denaro. Non si può continuare, come
fatto finora, ad affrontare l'edilizia in modo segmentato. Vanno abbandonati
gli edifici in affitto ? a meno che gli affitti non siano vantaggiosi ?
procedere con una puntuale messa a norma delle strutture. In questo contesto,
l'Albergo dei Poveri va mantenuto e deve diventare il nuovo Polo umanistico del
Mediterraneo: però Comune e Regione non ci lascino soli. E' un edificio
prestigiosissimo, ma dobbiamo sfruttarne a pieno le potenzialità, ad esempio
spostandovi almeno altre due facoltà, oltre le già presenti Giurisprudenza e
Scienze Politiche che hanno urgente bisogno di un intervento dell'Ateneo".
Già, ma come farà con la voragine nel bilancio? "Intanto sfatiamo le
leggende, il buco c'è, e si aggira sui 25-30 milioni di euro. Il nostro Ateneo
è vecchio, ha urgente bisogno di ricambi, il finanziamento ordinario dallo
Stato però non ci consente nuove immissioni di docenti: la Regione ci potrà
aiutare sulla ricerca, poi lavoreremo sulla convenzione ? scaduta da un anno ?
per il polo di San Martino per cui dovrà diventare più pesante il ruolo
dell'Ateneo rispetto alla Regione. Il buco, su cui sta lavorando la Corte dei
Conti, non può penalizzare la vita dell'Ateneo, e deve essere chiaro un
punto". Quale? "Neppure un euro verrà sottratto alla priorità
esclusiva dell'Università: la formazione. Attraverso l'opera
di razionalizzazione del patrimonio edilizio, la semplificazione di tutta la burocrazia, creando un consiglio d'amministrazione
fatto di tecnici esterni e valorizzando le ottime risorse interne, ce la
faremo". Pensa a cercare sponsorizzazioni? "Certo, come avviene in
tutto il mondo" Razionalizzare, dice. Anche gl'insegnamenti?
"Ci sono Facoltà, come Lingue, che è caratterizzata da un'invasione di
studenti e un corpo docenti esiguo, altre hanno un numero d'insegnamenti
eccessivo, tutto va ricalcolato". Come realizzerà la sua "governance
partecipata"? "Abbiamo figure di altissimo valore, in Università,
ogni dipartimento dovrà segnalare al Rettore le più valide e si formerà un albo
di esperti. Questi parteciperanno al governo dell'Ateneo, scelti per competenze
e non per calcoli di rappresentanza. Occorre dare più voce ai dipartimenti, che
sono i luoghi del fare. Potranno attivare convenzioni sul territorio.
Ugualmente fondamentale il personale tecnico amministrativo, vanno fatte
emergere le professionalità, non solo per la governace centrale ma anche per
quella periferica". E gli studenti? "E' l'ora che facciano sentire la
loro voce. I miei studenti ad Architettura lo sanno. Vorrei che la loro
partecipazione fosse organizzata e importante. Abbiamo bisogno di loro. E vanno
semplificate e facilitate le loro esperienze temporanee in altri Atenei,
italiani e internazionali" Che ne pensa del possibile affacciarsi, sulla
campagna elettorale, di un terzo candidato, Gianni Vernazza? "Se
Ingegneria decide di proporre una candidatura alla corsa per il rettorato,
trovo che quella di Gianni Vernazza sarebbe senza dubbio un'ottima candidatura".
In cosa siete diversi, De Ferrari e lei? "Lui è partito con la campagna
elettorale un anno fa, io il 5 aprile scorso. Non so come sia lui. Io sono una
persona concreta, ho con me una squadra straordinaria e porterò in Ateneo la
mia forza, il mio impegno e la mia freschezza. Non parliamo però del mio essere
donna, per favore". A spingerla a candidarsi si è formato un cartello di
nomi eccellenti, a partire dall'ex sindaco Giuseppe Pericu: pentita di aver
accettato? "Ho accettato per spirito di servizio e poi perché condividevo
l'idea che non sarebbe stato democratico un solo candidato. Non sono pentita,
ma, questo sì, sono coraggiosa".
( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle
scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma
un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più
di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia
su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la
propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva
nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un
pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente
ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli
incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta
di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con
credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di
Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i
prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto.
L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010.
"Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia:
"Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra
competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano
territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli
ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni.
Leonardo Muraro.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-05-29 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Bilancio Oggi in Consiglio comunale E sull'Irpef il
sindaco gela Poli Bortone LECCE - "Se Adriana Poli Bortone è convinta di
non volere l'aumento delle tasse, la invito a votare con noi contro
l'introduzione dell'addizionale Irpef". Antonio Rotundo, leader della
minoranza di centrosinistra a Palazzo Carafa, lancia la sua sfida. E da Roma,
la vice sindaca di Lecce declina l'invito a lancia un nuovo fendente al suo
sindaco, Paolo Perrone. "Faccio parte di una maggioranza e le mie
decisioni sono quelle della coalizione - risponde la senatrice, che ieri ha
ricevuto il pieno sostegno del gruppo consiliare di An - . Il gruppo di An ha
imposto alla giunta di non aumentare l'Ici ed ora, alla luce del decreto
fiscale del governo nazionale, si rendono necessarie una riflessione e una
revisione". Il sindaco Perrone, però, ha qualcosa da dire. "Non è
assolutamente vero risponde - che sia stato solo il gruppo di An a non volere
l'aumento dell'Ici. Dirò di più. Alleanza nazionale aveva proposto di portare
l'addizionale Irpef al massimo dell'aliquota, che è lo 0,8%, purché non si
aumentasse la Tarsu, ma su quello eravamo obbligati a intervenire perché i
costi del servizio sono aumentati". Questo, dunque, il clima con il quale
il consiglio comunale di Lecce si riunisce oggi, con inizio alle 10, per l'approvazione
del Bilancio 2008. Ieri, i 12 consiglieri dell'Unione hanno annunciato che i
loro 7 emendamenti sono stati dichiarati ammissibili e hanno spiegato come
utilizzerebbero la somma, 1.240.000 euro, che si potrebbe
risparmiare con i tagli ai costi della politica e della burocrazia. Destinerebbero, alle
famiglie svantaggiate 250 mila euro, a strutture di aggregazione per le
periferie 150 mila, alle attività ricreative e sportive 150 mila, alle
associazioni di volontariato 60 mila, all'incentivazione dell'uso delle
biciclette 50 mila, al sostegno per gli anziani 50 mila, a una spiaggia
per persone disabili 60 mila, all'abbattimento delle barriere architettoniche
100 mila, a un fondo di sostegno per le persone non autosufficienti 100 mila,
all'incentivazione della pratica sportiva 100 mila, al buono per l'acquisto
della prima casa 100 mila, al contrasto al randagismo 20 mila. Per la vice
presidente della Provincia Loredana Capone, l'ingerenza del governo nazionale
nella politica fiscale degli enti locali è inaccettabile. A fare i conti in
tasca all'amministrazione è il consigliere Antonio Torricelli che elenca le
spese correnti inserite in Bilancio. Si apprende così che Palazzo Carafa spende
25.703.000 euro per i dipendenti, 57.987.000 per prestazioni e servizi,
4.563.000 per gli affitti, 8.273.000 per i trasferimenti, 6.430.000 per
interessi e leasing per un totale di 108 milioni a fronte dei 104 di entrate.
Contrario al Bilancio anche Wojtek Pankiewicz del Centro Moderato. F. M. Poli
Bortone.
( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle
scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma
un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più
di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia
su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la
propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva
nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un
pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente
ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli
incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta
di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con
credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di
Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i
prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto.
L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010.
"Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia:
"Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra
competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano
territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli
ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni.
Leonardo Muraro.
( da "Corriere Alto Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-05-29 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE La "Omnibus" Verdi e destre: attacco
all'ambiente e ai municipi. Laimer: non è un colpo di mano Consiglio, braccio
di ferro sull'urbanistica Ok all'adeguamento d'ufficio dei Puc. L'opposizione:
"Inaccettabile" BOLZANO - Scontro sull'urbanistica in consiglio
provinciale, dove ieri è proseguita la discussione sulla "legge omnibus
". L'esame è ripartito dall'articolo 2 bis, che modifica la legge
urbanistica provinciale inserendo, tra l'altro, l'adeguamento d'ufficio dei Puc
e dei piani paesaggistici ai piani di settore, l'introduzione di un parere da
parte della direzione provinciale urbanistica sulle modifiche dei piani di
attuazione comunali, e diverse altre novità. Ben trenta gli emendamenti
presentati da parte di Verdi, Ufs, An e di Hanspeter Munter (Svp). Cristina
Kury è andata all'attacco: "La pretesa di adeguare automaticamente i Puc
ai piani di settore è un attacco inaccettabile alla tutela dell'ambiente: si
pensi a cosa significherebbe questo per l'Alpe di Siusi ". Kury ha anche
criticato l'emendamento proposto da Munter sull'esonero dal dal pagamento dei
contributi di costruzione. Andreas PÖder (Union) ha spiegato da parte sua che
"questo articolo è quasi un disegno di legge vero e proprio. è
inaccettabile, e la cosa peggiore è la modifica dell'articolo 105, con la
possibilità che la giunta decida discrezionalmente in merito ad abusi
edilizi". Di seguito è intervenuto Alberto Sigismondi (An): "Stiamo
andando - ha detto - verso la direzione opposta a quella della semplificazione
amministrativa. Ricordo il monito della presidente del Tar, Marina Rossi Dorsi,
che lamentava troppe modifiche proprio alla norma urbanistica e rilevava una
flessione delle concessioni edilizie, così come Egarter al convegno
dell'Assoimprenditori. Questi denunciava anche troppa burocrazia, ed anche noi riteniamo ci
sia una sovrapproduzione amministrativa, nonché un eccessivo coinvolgimento
della politica in scelte imprenditoriali. è evidente il problema
dell'insufficiente autonomia dei Comuni, specialmente in tema
urbanistico". Secondo Alberto Pasquali (Fi), "ben 16 pagine
della omnibus sono dedicate alla legge urbanistica: c'è da chiedersi cosa può
essere accaduto in questi pochi mesi perché la situazione venga così
pesantemente modificata. D'accordo con lui Pius Leitner (Freiheitlichen). Nella
replica, l'assessore Michl Laimer, ha assicurato che "la modifica d'ufficio
dei Puc e dei Piani paesaggistici non è un colpo di mano, perché con
l'introduzione della Via strategica c'è una misura assolutamente nuova che
invita a considerare il progetto nel contesto in cui si inserisce".
L'articolo 2 bis è stato approvato con un'astensione, 5 voti contrari ed i
restanti favorevoli. Bocciati quasi tutti gli emendamenti, compreso quello -
votato a scrutinio segreto - di Hanspeter Munter. Via libera L'articolo due bis
è passato con cinque no.
( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle
scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma
un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più
di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia
su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la
propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva
nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un
pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente
ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli
incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta
di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con
credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di
Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i
prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto.
L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010.
"Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia:
"Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra
competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano
territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli
ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni.
Leonardo Muraro.
( da "Corriere Alto Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PUBBLICITA - data: 2008-05-29 num: - pag: 18
categoria: PUBBLICITA LA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SARà ALL'ASSEMBLEA DI
ASSOIMPRENDITORI Emma Marcegaglia a Bolzano Previsto anche un intervento di
Cipolletta ( T renitalia) sul T unnel del Brennero Contestualmente alla sua
elezione alla Presidenza di Confindustria, nell'ambito dell'Assemblea
Confederale Emma Marcegaglia ha sottolineato come l'Italia è malata e la sua
malattia si chiama “crescita zero” e la pressione fiscale sia superiore alla
media europea e sia profondamente disomogenea, evidenziando anche che il
malessere del Nord-Est nasce anche per colpa di una burocrazia opprimente e poco efficiente,
da un fisco esagerato e servizi scadenti, dagli interessi corporativi che
bloccano le infrastrutture. L'attuale Presidente Emma Marcegaglia (Marcegaglia
Spa) ha accolto l'invito del Presidente, Christof Oberrauch (Durst e Alupress
Spa), a partecipare all'Assemblea generale di Assoimprenditori Alto Adige,
che avrà luogo venerdì, 6 giugno 2008, con inizio alle ore 10.30, al Centro
Congressi dell'Hotel Sheraton presso la Fiera di Bolzano. Oltre al Presidente
Marcegaglia per la sua Assemblea annuale Assoimprenditori potrà contare su un
altro illustre ospite. Il programma della più importante manifestazione
associativa prevede, infatti, anche l'intervento del Presidente di Trenitalia,
Innocenzo Cipolletta, che parlerà dell'importanza delle infrastrutture per il
comporto economico con particolare riferimento alla Galleria di base del
Brennero ed alle sue implicazioni per l'Alto Adige. All'Assemblea degli Imprenditori,
che inizierà con il discorso del Presidente Christof Oberrauch, sono previste
alcune riflessioni del Presidente della Giunta provinciale altoatesina, Luis
Durnwalder, nonchè i saluti di Norbert Plattner, Presidente della Cassa di
Risparmio di Bolzano, che anche quest'anno è sponsor di Assoimprenditori Alto
Adige. Emma Marcegaglia è nata a Mantova nel 1965, si è laureata in Economia
Aziendale ed ha conseguito un Master in Business Administration presso la New
York University. Attualmente riveste il ruolo di Amministratore Delegato della
Società Marcegaglia S.p.A. e di tutte le Società controllate. è Presidente
della Fondazione Areté Onlus per il sostegno dell'attività; Vita-Salute San
Raffaele, ed è Membro permanente del "Enterprise Policy Group Professional
Chamber" e del Comitato Esecutivo dell'Aspen Institute Italia. All'interno
del sistema Confindustria ha ricoperto gli incarichi di: Vice Presidente di
Confindustria per l'Europa; Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori di
Confindustria; Presidente dello YES (Young Entrepreneurs for Europe); Vice
Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Innocenzo
Cipolletta è nato a Roma nel 1941, è un economista e dirigente d'azienda
italiano. Attualmente è il presidente delle Ferrovie dello Stato. Fra gli
incarichi che ha rivestito e/o riveste tutt'ora ricordiamo: Presidente della
UBS Corporate Finance Italia S.p.A., Presidente dell'Università di Trento,
Presidente del Il Sole 24 Ore. Ha ricoperto inoltre ruoli di funzionario e di
dirigente all'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)
e all'ISCO (Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura). E' stato
Direttore Generale di Confindustria (dal 1990 al 2000) e Presidente della
Marzotto SpA (dal 2000 al 2003). E' Cavaliere di Gran Croce. ASSEMBLEA
ASSOIMPRENDITORI Emma Marcegaglia e Innocenzo Cipolletta.
( da "Libertà" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Salumi,
superare i consorzi" E' quanto emerso dall'incontro di ieri all'università
Cattolica Il mercato dei prodotti agroindustriali è stato il tema della
conferenza "La competitività dei prodotti agroindustriali italiani e le
forme di tutela della produzioni tipiche a livello internazionale". Le
criticità e le nuove prospettive sono state proposte ed analizzate dai relatori
presenti, ieri mattina, nella Sala convegni dell'Università Cattolica di
Piacenza. Entrambi i relatori, Claudio Palladi, amministratore delegato Grandi
Salumifici Italiani ed Ettore Rocchi, professore di diritto commerciale
dell'Università di Modena e Reggio Emilia, hanno sottolineato come i prodotti
agroindustriali compongano un mercato "in forte ascesa e caratterizzato da
numerose possibilità di sviluppo", come ha descritto Claudio Palladi.
"Un mercato che, pienamente inserito nelle specificità territoriali,
risente di un'organizzazione come quella dei consorzi -ha sottolineato Rocchi-
che deve essere superata se il mercato italiano vuole imporsi in modo rilevante
oltre i propri confini". Quest'ultimo concetto è stato più volte
evidenziato nell'incontro, condotto da Francesco Timpano, docente di politica
economica all'Università Cattolica cittadina, dove i relatori hanno indagato un
settore che riguarda da vicino anche Piacenza. "La strategia dell'impresa
Grandi Salumifici Italiani -ha spiegato Palladi- ha creato nove stabilimenti
che interagiscono con numerosi satelliti presenti nei territori". Strategia
che nell'ambito cittadino si realizza attraverso una collaborazione con un
salumificio in Val Tidone. E se questa si è rivelata una
fruttuosa progettazione del sistema produttivo, Ettore Rocchi ha ribadito
"la necessità di ristrutturare o di trovare un'alternativa ai consorzi,
dove l'eccessiva burocrazia
e livelli decisionali lenti e farraginosi sono un freno per la produttività ed
il commercio". Chiara Cecutta 29/05/2008.
( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle
scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma
un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più
di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia
su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la
propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva
nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un
pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente
ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli
incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta
di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con
credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di
Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i
prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto.
L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010.
"Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia:
"Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra
competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano
territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli
ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni.
Leonardo Muraro.
( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle
scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma
un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più
di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia
su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la
propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva
nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un
pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente
ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli
incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta
di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con
credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di
Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i
prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto.
L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010.
"Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia:
"Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra
competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano
territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli
ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni.
Leonardo Muraro.
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
I Latina non
percepirà lo stipendio il 10 giugno. A metterlo nero su bianco è il presidente
del comitato provinciale della Croce Rossa, Remigio Recchiuti. In una lettera
ai vertici dell'associazione, al prefetto e alle organizzazioni sindacali fa
sapere che "l'Ares 118 non ha provveduto a saldare la fattura di aprile,
il cui pagamento sarebbe dovuto pervenire entro il 4 maggio a norma della
convenzione in atto". Data la situazione qualora il pagamento non
arrivasse "in tempi adeguati" la Croce rossa "non potrà far fronte
al pagamento delle competenze dei dipendenti previsto per il giorno 10
giugno". Dipendenti che, ormai stufi di questo andazzo e dello
scaricabarile che si verifica ogni volta tra Ares che dice di aver provveduto a
incaricare la banca di fare il mandato e Croce Rossa che sostiene di non aver
ricevuto i soldi, stavolta proclamano direttamente lo sciopero. Quattro ore a
inizio turno l'11 giugno, così ha deciso la Funzione pubblica Cgil. "Siamo
preoccupati delle continue tensioni alle quali sono sottoposti i lavoratori del
delicato servizio 118 - scrive Giulio Morgia a Croce Rossa e Ares - e
stigmatizziamo la superficialità con la quale l'amministrazione continua a
trattare le dovute spettanze maturate con abnegazione e senso del dovere".
Lo stato di agitazione proclamato il 18 aprile, del resto, non era mai stato
revocato e quindi è stato proclamato lo sciopero con sit-in alle 9 presso il
Comitato provinciale della Croce rossa di Latina e alle
( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Bari
Settanta roghi attorno alla città vigili del fuoco tutti al lavoro Sino a
domani temperature record per lo scirocco PAOLO RUSSO A un mese dall'estate in
Puglia è già emergenza incendi. Il vento africano e le temperature record di
ieri, quando la colonnina di mercurio a Bari ha superato i 35 gradi, hanno
alimentato decine di roghi. Alle 18 di ieri la tangenziale di Bari e le
principali strade statali e provinciali della regione erano disseminate di piccoli
e medi focolai. Nel solo Barese oltre 70 incendi hanno impegnato fino a tarda
sera i pompieri costretti richiamare in servizio il personale di riposo. Il
fuoco a Japigia, Molfetta e Triggiano ha lambito da vicino le abitazioni senza,
però alla fine provocare danni. Il caldo torrido però ha reso alberi e cespugli
secchi prima del tempo e le associazioni ambientaliste adesso temono per il
peggio. A lanciare l'allarme è stato ieri il Wwf che, per voce del suo
coordinatore regionale Pasquale Salvemini, ha messo a nudo le carenze del
sistema di prevenzione. Le promosso arrivate all'indomani dei roghi che lo
scorso anno distrussero il 40 per cento del patrimonio boschivo pugliese sono
state completamente disattese. "Siamo già in piena emergenza - ha sottolineato
Salvemini - ma dobbiamo registrare la totale inoperosità delle istituzioni
sulla prevenzione degli incendi. Dopo i roghi dello scorso anno auspicavamo un
intervento mirato e organico che non attendesse l'emergenza in cui oggi già
siamo piombati ma mettesse in opera una taske force che a questo punto della
stagione dovrebbe già essere in grado di funzionare". E invece non è così.
Alla fine di maggio, mentre la Puglia è divorata da centinaia di roghi di
piccole e medie proporzioni, manca ancora un piano regionale antincendi. Le
prefetture non hanno ancora convocato i tavoli tecnici necessari a dirigere e
coordinare gli interventi di vigili del fuoco, forestali e volontari. Eppure la Puglia, indifferente ai tempi della burocrazia e alle mancanze delle istituzioni
brucia già di paura. Anche i vigili del fuoco costretti a correre avanti e
indietro per spegnere i focolai disseminati per tutta la regione puntano il
dito contro l'inoperosità delle pubbliche amministrazioni. "Nel
Barese - si sfoga il caposquadra Modesto Fanelli gli argini delle strade e i
terreni incolti sono in totale stato d'abbandono. Basta pochissimo per
alimentare un incendio di proporzioni inimmaginabili". Il vento africano e
il caldo torrido non daranno tregua neanche oggi. Il maltempo in arrivo nelle
aree tirreniche e del Centro Nord non farà sentire i suoi effetti benefici
sulle torride temperature pugliesi che rimarranno da bollino rosso. Domani,
secondo i dati meteo della Protezione civile, Bari sarà l'unica città italiana
in cui permarrà lo stato di massima allerta. Anche ieri i tre pronto soccorso
della città sono stati subissati di richieste d'intervento. Sono soprattutto
gli anziani a patire per questo brusco aumento delle temperature. Unico rimedio
consigliato dagli esperti è quello di non esporsi troppo ai raggi del sole e
evitare d'uscire di casa. L'afa non darà tregua fino a questo fine settimana
anche se già da domani i venti potrebbero ruotare dai quadranti meridionali a
quelli di levante: almeno per qualche ora l'effetto cappa che avvolge la città
potrebbe svanire. Negli ultimi giorni questa situazione meteorologica
sfavorevole ha fatto impennare i dati dell'inquinamento atmosferico che a Bari
ha toccato punte record.
( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Bari Il
sultano fa d'oro la musica "L'Auditorium a dicembre" Stamattina la
partenza da Bari sul suo jet Il Conservatorio fa nuovi progetti grazie ai 3
milioni Divella: entro un mese i lavori CAMILLA POVIA Dopo i 5 milioni di euro
donati alla città e le tremila persone raccolte per il concerto offerto dalla
banda militare della guardia reale, il sultano dell'Oman lascia Bari a bordo
del suo jet privato. Il decollo è fissato per oggi, dopo le 9,30. Sull'orario
c'è massima riservatezza e del resto non è una novità se si pensa alla vacanza
dell'emiro, un uomo invisibile ma dalla grande generosità. Ma ieri pomeriggio,
a meno di dodici ore dalla partenza di sua maestà, al porto si è rischiato un
vero e proprio "incidente diplomatico". Verso le 15,20, mentre
l'emiro era nelle sue stanze, una decina di uomini dell'Autorità portuale si
sono avvicinati a qualche metro dalle finestre dello yacht reale e hanno
iniziato a costruire una tecnostruttura. Gli operai, che si erano tolti i
vestiti per il troppo caldo, lavoravano con i trapani per predisporre il ritiro
bagagli per la nave da crociera che attraccherà lì il 2 giugno. è subito
scattato l'allarme negli yacht e l'entourage dell'emiro in due secondi ha
mobilitato il corpo della guardia reale. Anche se gli operai erano autorizzati,
per motivi di sicurezza sono stati costretti a interrompere la costruzione e
lasciare immediatamente la zona. Grande spavento all'interno delle navi reali:
gli uomini lavoravano a soli
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Marcegaglia dà
l'imprimatur a Marini Il neo presidente denuncia il rischio isolamento:
"Servono collegamenti" "Non vogliamo diventare l'isola di
Robinson Crusoe L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è rinchiuderci"
PRATO. Non vogliamo che Prato diventi l'isola di Robinson Crusoe. L'ultima cosa
di cui abbiamo bisogno è di rinchiuderci. è a queste due frasi che il nuovo
presidente degli industriali pratesi Riccardo Marini, fresco di elezione, ieri
dopo la votazione dei soci, si è affidato per sintetizzare l'esigenza del
distretto di poter contare su collegamenti con il resto della Regione, d'Italia
e del mondo. Le infrastrutture sono state infatti il tema dominante della lunga
relazione letta da un diplomatico e insolito Marini, che nell'intervento pubblico,
ha deciso di dare meno spazio al tessile scegliendo temi più generali legati al
territorio e alla gestione politica. E invocando davanti a una platea,
affollata da imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, un nuovo sistema
di relazioni. Un discorso per temi ripreso, più volte, dagli ospiti. In primis
dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, dal ministro alle
infrastrutture Altero Matteoli, dal presidente della Regione Toscana Claudio
Martini e dall'economista Marco Fortis. I COLLEGAMENTI "Già oggi - ha
commentato il neo presidente eletto con 335 voti su 341 - viviamo il paradosso
di un distretto che per raggiungere il capoluogo regionale distante meno di
( da "Tirreno, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Livorno E i detenuti
vincono il primo torneo... a casa loro Grande festa al campo delle Sughere con
Igor Protti campione di umanità LIVORNO. Liberi di giocare. E di vincere. Il
primo torneo di calcio andato in scena ieri sul nuovissimo campo in erba
sintetica costruito all'interno del carcere delle Sughere ha celebrato nel
migliore dei modi la giornata speciale vissuta da tanti detenuti. Sedici
protagonisti in campo e tutti gli altri sugli spalti (presente anche una
delegazione al femminile) di una parentesi felice. E soprattutto utile a
spezzare la monotonia che caratterizza la detenzione. Tanti i dialetti, i
colori e le lingue più disparate. Tanti i volti segnati dalle difficoltà e da
errori della vita pagati a caro prezzo, anche se più sorridenti del solito.
Cori da stadio, incitamenti goliardici e pacche sulle spalle: questi i
quadretti da incorniciare nella mattinata. Senza controlli, né barriere a
dividere loro dalle tre squadre avversarie tra cui, oltre alla selezione
dell'istituto superiore Vespucci e quella del Territorio composta dai
dipendenti di Comune, Provincia e Uisp, anche quella dei
"nemici-amici" della polizia penitenziaria. Tanti sorrisi, strappati
anche grazie alla presenza illustre e attiva di Igor Protti: per
l'indimenticato numero 10, manciate di minuti spesi sia sudare, sia a
mischiarsi con i tanti estimatori sugli spalti a caccia di un saluto o di una
foto. L'ex amaranto resta, insomma, un campione di umanità. Spinta
dall'entusiasmo di avere vicino questo compagno e spettatore d'eccezione, la
rappresentativa dei padroni di casa, autoironicamente battezzatasi
"Gattabuia", ha vinto il quadrangolare: prima rimontando dallo 0-1 e
regolando ai rigori il Vespucci (6-5), poi dominando la finale (2-0 al
Territorio capace in precedenza di battere in extremis 2-1 la Polizia). Una
festa utile per varare una struttura moderna, finanziata con i fondi del Comune
(95mila euro) e Provincia (25mila) per la quasi totalità dei 120 mila necessari
al completamento di un iter di lavoro arrivato al sospirato capolinea dopo 4 anni spesi tra burocrazia e cantieri. Oltre alla direttrice Anna Carnimeo e alla
comandante della polizia penitenziaria Morgana Fantozzi che hanno fatto gli
onori di casa, all'evento hanno presenziato il presidente della provincia
Giorgio Kutufà, l'assessore al sociale del Comune Alfio Baldi, il questore
Nicola Zito e il vicario generale della diocesi Paolo Razzauti. Andrea
Puccini.
( da "Salute (La Repubblica)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO SALUTE
ultimo aggiornamento 29 Maggio 2008 Mobile Stampa pag.
( da "Stampaweb, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CASALE MONFERRATO Da
una settimana, nella nursery dell'Ospedale Santi Antonio e Biagio di
Alessandria, c'è una neonata senza nome. La madre, una donna di 35 anni, è
finita in coma dopo un incidente. L'hanno fatta partorire con un cesareo. Ma
poiché non si è più risvegliata, non può riconoscere formalmente la bambina
come figlia propria. Neppure l'uomo che potrebbe essere il padre, e che non
vive con lei, si è fatto avanti. La neonata rischia di essere affidata a un
istituto, in attesa di futura adozione, nonostante i nonni materni siano pronti
ad accoglierla. Anzi, si sono presentati all'Ufficio Anagrafe di Casale
Monferrato, dove abitano, per iscriverla come figlia della loro figlia, ma si
sono visti opporre un rifiuto. Così è iniziata una corsa contro il tempo per
ottenere dal Tribunale dei Minori l'affidamento. Il primo scenario di questa
storia assurda, dove il dramma si intreccia con la burocrazia, è la strada di un tranquillo
quartiere casalese: qui, la sera del 20 maggio scorso, la donna viene investita
da una vettura. Il conducente scappa, ma viene rintracciato più tardi e
denunciato per omissione di soccorso. Nel frattempo, i soccorritori si rendono
conto della gravità, complicata dal fatto che la giovane è al settimo mese di
gravidanza. I medici dell'ospedale di Alessandria, dove la paziente è
ricoverata, decidono di intervenire con un taglio cesareo e nasce la bambina.
Ma la madre, tuttora in coma farmacologico, non è nelle condizioni di
riconoscerla. Quindi, i nonni non possono prendersi cura della nipotina perché,
per la burocrazia, quella bambina non è giuridicamente
figlia della loro figlia. In casa, avevano già fatto spazio a un lettino che,
fino a una decina di giorni fa, non era previsto, ma si sentono dire che, per
lo Stato, quella piccina non è loro nipote. Sono disperati: hanno una figlia
ricoverata in Rianimazione che non si sa se si sveglierà e una nipote che non
possono stringere tra le braccia. L'avvocato Paolo Casalone, cui si sono
rivolti, ha presentato al Tribunale dei minori di Torino una istanza affinché
la neonata sia affidata "ai genitori della donna che l'ha partorita".
"Bisogna fare in fretta - spiega il legale - affinché la bambina possa
essere direttamente presa in custodia dai nonni, senza passare in un istituto,
nell'attesa fiduciosa che la madre si svegli dal coma e la riconosca". La
direzione sanitaria dell'ospedale di Alessandria ha subito preparato la
documentazione per l'esame del Tribunale. Ora la speranza di due genitori
sconvolti dal dolore per una figlia in coma e nonni di una bimba che viene loro
negata è riposta nei giudici torinesi.Il nostro codice civile non prevede per
la madre l'accertamento automatico della filiazione. Colei che partorisce può
scegliere se riconoscere il figlio o invece non essere nominata nell'atto di
nascita. Secondo l'articolo 254 del codice civile, se il figlio è stato
concepito da persone non sposate, la madre e il padre possono riconoscerlo
prima della nascita oppure successivamente. La legge sull'adozione chiude il
cerchio: nel caso in cui il figlio non sia riconosciuto né dalla madre né dal
padre, il tribunale deve dichiarare lo stato di adottabilità. Queste norme
hanno uno scopo preciso: se una donna non può sopportare gli oneri della
maternità, è certamente preferibile darle la possibilità di partorire dichiarando
di non volersi occupare del bambino, piuttosto che lasciarle solo la strada
dell'interruzione della gravidanza. Ma la legge lascia aperto un problema: che
cosa accade se la madre non è in grado di riconoscere il figlio per le proprie
condizioni di salute? Una soluzione si può trovare in un istituto introdotto
qualche anno fa: l'amministrazione di sostegno. L'articolo 404 del codice
civile afferma che la persona che, per effetto di un'infermità, si trova nella
impossibilità di provvedere ai propri interessi può essere assistita da un
amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare. È il giudice stesso
che determina i poteri dell'amministratore. All'amministratore di sostegno può
essere quindi anche attribuito il compito di fare scelte personali e
fondamentali per la vita di un malato. Egli dovrà valutare, sotto il controllo
del giudice, in quale situazione si verrebbe a trovare il bambino dopo il
riconoscimento; dovrà in particolare accertare se, nonostante la malattia della
madre e l'assenza del padre, vi è comunque una struttura familiare in grado di
occuparsi di lui.Università di Milano.
( da "Arena.it, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONVEGNO. I rapporti
tra politica e imprenditoria e mondo giovanile in un incontro dell'associazione
Métaphos "Giovani senza progettualità" Riello: "Bravi
imprenditori in Veneto, ma preoccupati di lasciare ai figli qualcosa di più e
non di meglio" Imprese e politica ancora troppo distanti dai
giovani. Sul rapporto sempre più difficile tra nuove generazioni, cosa pubblica
e mondo imprenditoriale ha fatto luce un incontro al liceo Stimate organizzato
dall'associazione Métaphos per mettere a confronto i protagonisti del mondo
imprenditoriale con quello dell'amministrazione pubblica. Tanti i temi
trattati, dal ruolo sociale delle imprese alla mancanza di
progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni" del pubblico impiego. Ne hanno
parlato il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il
presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, l'imprenditrice Marina
Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto. "La politica ha perso il ruolo
di motore trainante della società, non essendo più in grado di fare sintesi
delle tante istanze dei cittadini, sia a livello locale che nazionale", ha
sottolineato il vicesindaco Alfredo Mocci nell'aprire l'incontro. "Anche
l'impresa, quella veneta nella fattispecie, ha fatto poco per i giovani",
ha proseguito Andrea Riello. "Il nostro modello di sviluppo regionale ha
visto nascere negli ultimi 40 anni una generazione di ottimi imprenditori,
troppo impegnati però a produrre ricchezza, preoccupandosi di lasciare ai
propri figli qualcosa in più, ma non qualcosa di meglio. Dall'altro lato,
coccolati dalla qualità della vita, i giovani non hanno saputo continuare il
lavoro dei padri mettendosi a loro volta in gioco. È mancato loro il senso
della progettualità". Sulla stessa lunghezza d'onda Marina Salamon,
dettasi comunque fiduciosa sulla possibilità che il sistema Paese riesca a
rialzare la testa, magari grazie ai giovani. "Se l'impresa italiana ha
dirigenti dall'età media molto più alta rispetto alla media europea, è anche
vero che la politica ha un ricambio generazionale ancora più lento. Ho però la
sensazione che qualcosa stia cambiando. La nuova classe politica e
imprenditoriale è fatta di giovani in massima parte molto più preparati
rispetto a un tempo" ha proseguito senza risparmiare critiche al mondo
dell'università. "Servono sempre più economisti, ingegneri, chimici e
biologi. È sbagliato incanalare sempre più iscritti in facoltà come Scienze
della formazione o della comunicazione, responsabili della creazione di figure
che il mondo del lavoro non riesce ad assorbire in quantità. Mi auguro venga
invertita presto questa tendenza preoccupante". Sul tema della precarietà
del lavoro è di nuovo intervenuto Andrea Riello, convinto che il problema non
debba ricadere solo sull'impresa. "È il mondo della politica, quindi lo
Stato, a doversi accollare parte della questione, grazie alle risorse reperite
dalla tassazione delle aziende. E il Nordest, su questo fronte, credo abbia
sempre fatto la sua parte". Ma la politica può fare sintesi di queste
istanze? "Il rischio di ogni politico è quello di diventare un burocrate,
di perdere il contatto con la realtà" ha detto Fratta Pasini. "Non si
deve perdere di vista il motore dell'azione politica, ossia l'idealismo".
E proprio dall'idealismo ha preso le mosse l'azione politica di Paolo Zanotto.
"Mi sono buttato in politica quando ho avvertito la presenza di un
progetto per cambiare la città. Ci abbiamo provato e ne è valsa la
pena".AL.AZ. .
( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: Burocrazia
La mia città
orgogliosa, generosa, anticonformista: questo era e oggi non è più Brescia
tramonta e nessuno se ne importa I politici sono stati i liquidatori della
tradizione cattolico-liberale cittadina e l'economia è in mano a
"imprenditori della scorciatoia" (segue dalla prima pagina) La
ribellione di Brescia, le eroiche dieci giornate, iniziano il giorno 23 marzo,
esattamente il giorno della abdicazione di Carlo Alberto, con la cattura di due
ufficiali austriaci che pretendevano il pagamento di una multa alla quale la
città era stata condannata e che sentiva ingiusta. Il 30 e 31 marzo il generale
Nugent, accorso con mille uomini da Mantova a Verona, e il feroce maresciallo
Haynau riuscirono a rafforzare la guarnigione del Castello. Da qui la mattina
del 31 marzo Haynau intimò la resa alla città. Ma quando la sua intimazione fu
letta alla folla numerosa che gremiva la piazza davanti al municipio, un grido
unanime chiese la continuazione della lotta, che proseguì durissima nei primi
giorni di aprile (le perdite bresciane furono tra i 600 e i 1.000 caduti).
Carlo Alberto era già arrivato in Portogallo e niente e nessuno dava una
prospettiva a questa rivolta. Scrive Giorgio Candeloro: "L'eroica
insurrezione dimostrò al mondo quanto fosse odiato il governo austriaco in Lombardia
e al tempo stesso quali possibilità di successo avrebbe potuto avere anche nel
marzo del '49 una guerra insurrezionale, se fosse stata bene organizzata e
condotta in tutte le città lombarde da uomini decisi". Questa è Brescia:
città orgogliosa, ribelle, forte, capace di andare contro corrente. Ma ricordo
che da ragazzo mi colpì, nel bellissimo cimitero vantelliniano, un cippo
dedicato a un ufficiale austriaco sul quale stava scritto: "Oltre il rogo
non vige ira nemica" (ma non sono riuscito a ritrovarlo. Forse il tempo ha
cancellato la scritta). Anche questa è Brescia: una città umana e generosa. Nel
1238 Brescia subì un duro assedio da un esercito internazionale guidato
dall'imperatore Federico II. Sono gli anni in cui i comuni del Nord e
soprattutto quelli lombardi già passati, con la prima Lega Lombarda, attraverso
una dura lotta con Federico I, Barbarossa, nonno di Federico II, terminata con
il saggio compromesso della pace di Costanza (1183), stavano creando quel
miracolo di civiltà e di vita sociale ed economica che furono i liberi Comuni
italiani (quella che Prezzolini ha giustamente definito l'unica grande
invenzione politica dell'Italia moderna). Federico si batte con loro in uno
scontro lungo e durissimo. Riporta vittorie strepitose, come quella di
Cortenuova (Bergamo); cattura il Carroccio; prende prigioniero il podestà di
Milano, il veneziano Tiepolo; annulla la pace di Costanza e stabilisce un nuovo
ordinamento che cancella tutte le autonomie comunali, sottoponendo ad un
luogotenente imperiale tutto il Nord, che viene suddiviso in cinque parti
affidate a cinque vicari. Ma i Comuni sconfitti rinascono dalle loro ceneri,
come è proprio delle città e degli uomini liberi. Brescia non era stata
espugnata e si erge come nuovo punto di resistenza per i comuni sconfitti.
Federico chiama a raccolta i sovrani d'Europa per dare il colpo finale alle
libertà comunali e lancia l'assedio a Brescia, così descritto da uno studioso
tedesco: "Facendo appello alla solidarietà dei sovrano d'Europa, egli riuscì
a riaccendere l'ideale dell'impero. Federico, infatti, seppe convincere i re
che le ribelli città lombarde attentavano più che all'imperatore, al principio
monarchico in sé e per sé? Ed i monarchi ed i potenti della terra diedero
ascolto a quell'uomo imprevedibile. Fu così che nei primi mesi del 1238, re
Corrado attraversò le Alpi ed entrò in Verona con i suoi Tedeschi o, per meglio
dire, i suoi Svevi; i sovrani di Francia, Inghilterra, Ungheria e Castiglia
inviarono la loro cavalleria; Giovanni Vatatzes, imperatore di Nicea, spedì in
Italia delle truppe greche, e il sultano Malik 'al Kamil dei contingenti arabi?
Vennero ad aggiungersi le milizie fiorentine, toscane e della Lombardia
imperiale, i soldati delle Marche, della Romagna e persino di Roma, nonché quelli
della Marca trevigiana di Ezzelino da Romano. E tutto quel poderoso esercito
variopinto? venne mobilitato unicamente per assediare la piccola sassosa
Brescia? A titolo di speciale omaggio il re di Castiglia aveva inviato un
ingegnere arabo-ispanico, ritenuto un genio nella costruzione di torri mobili,
catapulte e arieti. Si diceva che non vi fossero mura in grado di resistere
alla sua arte. Quell'uomo era considerato così importante e di tale valore che
Ezzelino da Romano lo consegnò a Federico incatenato dentro una gabbia.
Malgrado tutte le misure di sicurezza il prezioso ingegnere, che si chiamava
Calamandrino, cadde in mano ai bresciani, i quali seppero legarlo a sé con un
metodo più efficace delle catene e delle gabbie. Gli diedero infatti in sposa una
ragazza di Brescia, donandogli, per giunta, una casa e un podere (Nota: così i
bresciani inventarono le stock options). Ben presto gli infallibili colpi di
Calamandrino abbatterono le torri mobili degli imperiali. Tra incredibili
efferatezze l'assedio si protrasse per settimane, ma Brescia resistette? Il
sovrano sferrò un altro poderoso attacco alla città, ma, non avendo avuto
successo neppure stavolta, dopo due mesi tolse l'assedio. L'esercito
dell'imperatore e dei re dell'intera Europa aveva fallito sotto le mura di una
sassosa cittadina italiana". Anche questa è Brescia: una città capace di
non spaventarsi dei grandi poteri e di resistere rocciosa nella difesa delle
sue libertà. Nell'assedio di Brescia del 1238 è presente anche un giovane
ufficiale che comanda il presidio al castello di Lonato e che viene catturato
da Federico II e incarcerato a Cremona, dove ha tempo per scrivere. Si chiama
Albertano da Brescia. È un moralista religioso ortodosso, giurista, teologo,
attivamente impegnato contro la diffusione del movimento eretico del Catari che
a Brescia era ben presente, amministratore pubblico. Il clima culturale
dominante è quello del contempu mundi . Questa visione, teorizzata da Pier
Damiani, monaco camaldolese e poi sviluppata dal grandissimo papa Innocenzo
III, condanna ogni forma di produzione economica eccedente lo stretto
fabbisogno personale ("est cupiditas plus habendi quan oportet") e
ogni ambizione di sviluppo ("che ciascuno rimanga nel suo proposito di
vita e nella sua professione"). In questo contesto dove la ricchezza è
peccato, Albertano che osserva la nuova vita operosa dei comuni (e i suoi libri
ebbero grande diffusione in Europa in quel tempo), scrive: "le pecunie
glorificano coloro che son privati di gentilezza; et la povertà invilanisce la
casa ch'è alta di gentilezze, le ricchezze temporali per ragione sono da amare?
in verità l'amore d'avere è molto buono, purché non trapassi il modo?
grandemente si dè studiare in acquistare e conservare le ricchezze? Addunque
puoi acquistare e possiedere le ricchezze, ma non vi ponere il cuore? e
naturalmente sono onesti li guadagni se son fatti con giustizia, per li quali
niuna persona è danneggiata? ricchezze addunque buone e piacevoli dei
acquistare, affaticandoti co' le mani, schifando 'l riposo in tutte le cose,
seguitando ragione? Et però debbi affaticare con gran rancola e con diligente
opera, schifando pigrezza, cacciando sonno, non volendo riposo? Et (dunque)
secondo natura fatti ricco, dando salvamento alla povertà? È contro natura
quando diventi ricco de la povertà del mendico". Ma, precisa Albertano,
ciò non si verifica quando la tua attività crea e porta nuove utilità: "Et
puoi per buono procacciamento acquistare buone ricchezze? Et puoi acquistare
buone ricchezze per buoni e lieti procacciamenti portando le cose dai luoghi
nei quali n'è grande abbondanza ai luoghi ne' quali elle sono rare, e
massimamente a le grandi città? In tal guisa dunque accetta le ricchezze che
Iddio in niuna guisa non offendi". Qui non siamo soltanto alla piena legittimazione
dell'attività imprenditoriale, ma ad un passaggio cruciale dell'evoluzione del
pensiero economico. Dalla visione dell'economia a somma zero secondo la quale
ad una persona che si arricchisce deve necessariamente corrispondere una
persona che si impoverisce, alla visione dell'economia di sviluppo dove
attraverso l'iniziativa, la conoscenza, l'innovazione, il lavoro, attraverso
l'impresa insomma, si creano nuove utilità per tutti. Anche questa è Brescia.
Una città capace di esprimere un pensiero innovativo, anticonformista,
concreto, basato sui fatti e non sugli ideologismi, e che ha raggiunto sin da
allora, con centinaia di anni di anticipo, un maturo equilibrio tra visione
civile, visione religiosa e visione economica. Venendo a tempi più recenti
ricordo di aver letto anni fa (ma non avendo saputo ritrovare la fonte e
verificare il ricordo non ne sono certo) che Brescia è stata l'unica città
italiana che non ha fatto ricorso ai fondi del piano Marshall. Se non è vero è
verosimile, perché anche questa è Brescia: una città capace di creare il
proprio sviluppo solo con il proprio lavoro. Ma questa era o è Brescia? La
Brescia di oggi è ancora leonessa o è velina? Osservando oggi Brescia si vedono
i segni di una importante crisi di trasformazione (che come tutte le crisi di
trasformazione potrebbe anche portare a salti positivi). Sul piano politico la
schiacciante vittoria del Pdl non è un semplice cambio di governo. È la fine
della grande tradizione di solida cultura cattolico-liberale che ha espresso persone
di altissimo rilievo come Papa Montini e il cardinale Giulio Bevilacqua,
importanti case editrici, amministratori pubblici di grande qualità,
correttezza e spessore (da Bruno Boni, il sindaco per sempre, a Cesare
Trebeschi a Martinazzoli). Forse la parola fine è impropria di fronte a
tradizioni culturali di questa portata. Forse è più giusto parlare di
inabissamento, come un fiume carsico che si inabissa, per riemergere chissà
come e chissà quando. Resta il fatto che oggi quella grande tradizione di cattolicesimo
liberale e di capaci amministratori è stata sconfitta, senza neanche battersi
con convinzione. Già da tempo era percepibile questa ritirata, che aveva
lasciato il posto ad un cattolicesimo degli interessi che è venuto a saldarsi
con un cattolicesimo integralista. La nascita del Pd è stata anche a Brescia
una operazione a freddo che non si può dire fallita. Anzi, è stata, in un certo
senso, un successo, perché ha ottenuto esattamente quello che ha cercato. Hanno
voluto fare una fusione a freddo e chiusa tra le burocrazie
partitiche del Pds e della Margherita e quello hanno ottenuto: i bresciani
hanno dato al Pd la somma dei voti del Pds e della Margherita. Non uno di più,
non uno di meno. Come volevasi dimostrare. Nel Pd la componente ex comunista è
stata la peggiore, chiusa, burocratica, insensibile ai temi che con maggiore
interesse e ansia interessavano la popolazione, legata a puri temi di
nomenclatura, arrogante. La crisi, di lunga lena, della grande tradizione
cattolico-liberale bresciana; l'incapacità di affrontare le nuove ansie (ed in
primo luogo la sicurezza); un atteggiamento isolato, partitico e settario del
governo uscente; la mediocrità della lista presentata; la pochezza del
candidato sindaco (imposto pochi mesi prima delle elezioni dalla componente ex
comunista contro un candidato, Morgano, che aveva almeno qualche possibilità di
battersi con onore); l'ondata generale nazionale. Tutto ciò spiega la sconfitta
inevitabile. Ma non spiega in una città dalla grande tradizione, una sconfitta
così totale e senza battaglia. Né spiega la, per ora, mancanza di riflessione
critica su cosa è successo, come è successo, perché è successo. La verità è che
il gruppo politico uscente è fondamentalmente un gruppo di liquidatori: hanno
liquidato la grande tradizione cattolico-liberale bresciana (che già da tempo
peraltro si era andata indebolendo al suo interno); hanno liquidato la migliore
azienda di servizi pubblici italiana, la Asm, consegnandola mani e piedi alla
componente milanese, con una governance che ancora grida vendetta e che
opportunamente ora qualcuno pensa di cercare di cambiare; hanno assistito senza
battere ciglio alla liquidazione delle banche bresciane consegnate alla
componente bergamasca, in una logica di puro potere di chi ha promosso
l'accordo; hanno contribuito alla liquidazione della gloriosa tradizione
bresciana delle Mille Miglia affidata a interessi estranei alla città. Ma
quello che più preoccupa è che, secondo le informazioni da insider del Pd, c'è
il rifiuto di una qualsiasi riflessione critica. Si dice: c'è stato uno tsunami
nazionale e non c'era niente da fare. Troppo comodo! Così si evita ogni
riflessione critica e ogni possibile correzione e ricostruzione. Perché vi sono
stati tanti luoghi (da Sondrio alla Provincia di Roma a Vicenza) dove lo
tsunami non ha funzionato. E Brescia aveva tutti i numeri per essere tra
questi. Se così non è stato è perché a Brescia il Pd ha fatto una pessima
politica e l'ultimo governo Corsini è stato succube di indirizzi estranei alla
città e liquidatore delle grandi tradizioni bresciane. Giovani pd della
Provincia dopo le elezioni si lamentano che ogni iniziativa locale tende ad
essere bloccata dal Pd cittadino in una visione centralistica. Con questi
metodi e questi approcci che non attraggono e motivano nuove energie ma le
respingono, la lunga traversata del deserto del Pd durerà mille anni.
L'impressione è che si tratta di un partito dominato da un gruppo di potere
chiuso e settario e interessato solo alla collocazione personale dei propri adepti
nella nomenclatura e a null'altro. Perciò non resta che sperare nel buon
governo degli uomini nuovi che sono tutti da scoprire (24 su 40 sono al primo
mandato). Per ora il neo-sindaco, a tempo parziale (infatti conserverà la
posizione di deputato a Roma, immagino per ragioni di stipendio) ha regalato a
tutti i consiglieri il testo di Don Giussani all'assemblea della Dc lombarda
dell'87. E nella composizione del consiglio colpisce l'assenza, credo per la
prima volta, di operai, l'assenza di architetti, la presenza di un solo
ingegnere, la presenza abnorme di ben sette medici (la categoria più numerosa,
che ha battuto persino gli avvocati, che sono sei) ed il Sud insegna che quando
i medici si danno alla politica, è un pessimo segnale, sia per la medicina che
per la politica, l'esigua presenza dei commercianti, l'assenza di uomini di
pensiero, artisti, studiosi della città, letterati, giornalisti. Bello invece
che, alla prima seduta del consiglio comunale, si sia presentato un pubblico
folto e partecipativo, che tanti consiglieri siano giovani ed entusiasti, che
le donne, pur ancora in numero esiguo, siano ben rappresentate a partire dalla
presidente del consiglio (classe 1971 e, mi dicono, ottima persona). Ma in
questi giorni a Brescia non è interessante solo la politica, ma anche
l'economia. In questi giorni a Brescia si vive la crisi, forse, finale di Hopa,
l'ex potente holding bresciana che scalò Telecom, uscendone con un grande
capital gain, ma che dopo di allora ha accumulato solo perdite e disavventure
finanziarie e di altro tipo. Il crollo di Hopa è grave per molti suoi soci, che
avranno riflessi negativi non piccoli sulle rispettive imprese. E rappresenta
una sconfitta storica per l'imprenditoria bresciana, o meglio per quella parte
non piccola della stessa che, negli ultimi dieci anni, ha sconfessato la
tradizionale vocazione imprenditoriale bresciana per ricercare le vie facili
dell'arricchimento finanziario. Questi "imprenditori della
scorciatoia", come li ha definiti un esperto uomo politico, hanno fatto un
danno immenso a se stessi, alla città, alla sua cultura imprenditoriale, alla
sua immagine, alla sua struttura sociale ed alla sua tradizione. Evidentemente
non avevano letto Albertano da Brescia che diceva: "temperatamente adunque
senza fretta, quasi per non sapere, sono da acquistare le ricchezze temporali
perché le ricchezze affrettate si distruggeranno". E così si è passati dal
fallimento Bipop alla partecipazione alla sciagurata avventura Antonveneta alla
crisi, forse, finale di Hopa. I tempi in cui l'industria bresciana contava, in
cui esprimeva, con orgoglio, il presidente di Confindustria, in cui il fare
impresa alla bresciana era sinonimo di serietà, correttezza ed affidabilità,
sono lontani, Certamente quei tempi potranno tornare e ancora numerose (anche
se non più tantissime) sono le imprese bresciane di qualche peso su cui si può
contare. Ma essi torneranno solo se qualcuno si impegnerà a farli tornare.
Incominciando a girare pagina, anche concettualmente e moralmente, con la fase
degli "imprenditori della scorciatoia". Girando per Brescia, in
questi giorni si è respirata anche l'aria delle Mille Miglia, che è sempre
stata una grande festa e una grande gioia per la città. Ma chi ha vissuto le
vere Mille Miglia, chi ha visto l'arrivo dell'ultima Mille Miglia di Nuvolari,
chi conosce la storia delle Mille Miglia ed i suoi intrecci profondi con la
vocazione motoristica e sportiva della città, chi sa chi erano Franco Mazzotti
e Renzo Castagnetto, di fronte a questa Mille Miglia mondana, con madrina Maria
Grazia Cucinotta e direttore artistico Pippo Baudo, infarcita di attori e
cantanti, gestita da interessi ormai estranei alla città e legati al mondo
dello spettacolo, non può nascondere un moto di malinconia. La Brescia della
primavera 2008 è decisamente più velina che leonessa. Ma la leonessa ritornerà,
ne sono certo, ed il fiume carsico inabissatosi riemergerà, nessuno sa come,
quando, dove. Ma per questo appuntamento è necessario prepararsi con un lungo,
duro lavoro di ricostruzione nella politica, nell'economia, nella cultura, nei
costumi. 29/05/2008.
( da "HelpConsumatori" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
News TRASPORTI.
Aerei, dal 1° giugno il biglietto cartaceo va in pensione 29/05/2008 - 10:40
Vecchio biglietto cartaceo addio. Dal 1° giugno entrano in vigore i biglietti
aerei elettronici "con notevoli benefici per i viaggiatori". Lo rende
noto Confconsumatori in un comunicato. Quali sono i vantaggi per il
consumatori? Secondo Confconsumatori in primis in caso di smarrimento del
biglietto si guadagnerà in tempo e denaro. Perso il biglietto cartaceo,
infatti, il passeggero doveva affrontare un iter lungo e dispendioso: fare
regolare denuncia all'autorità competente, richiedere formalmente il rimborso
al vettore che rispondeva non prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un
altro biglietto per partire nell'immediato, spendendo, senza rimborso, anche
una somma superiore a quella dell'originario titolo. Dal 1° giugno, invece il
passeggero per imbarcarsi dovrà solo presentarsi all'accettazione con un
documento di identità, indicando il codice di emissione o di prenotazione del
biglietto. Inoltre, si potrà richiedere l'invio del documento che attesta
l'acquisto del biglietto elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica
o di un proprio familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza
preoccupazione di dimenticarlo o smarrirlo. "E' finita l'epoca del
consumatore vittima - ha dichiarato il responsabile trasporti Confconsumatori e
rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac, Carmelo Calì - dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso. Siamo certi che
adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei
viaggiatori diminuiranno. Sino ad oggi, infatti, molte lamentele dei
consumatori riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di
smarrimento del biglietto." 2008 - redattore: LM.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 210
credito Il rapporto di Artigiancassa In calo nell'isola le agevolazioni al
sistema artigiano Credito. Il rapporto di Artigiancassa --> Un miliardo e
150 milioni di euro destinati alle oltre 40 mila imprese artigiane della
Sardegna. Alla fine del 2006 (questo dato è quello più recente) a tanto
ammontavano i finanziamenti bancari destinati al mondo artigiano. A rilevarlo è
il "Rapporto Artigiancassa", illustrato ieri mattina a Cagliari dal
direttore regionale dell'istituto di credito Giorgio Ligas, presente anche il
nuovo direttore generale della banca, nominato da appena tre giorni, Giovanni
De Leva. I NUMERI La presentazione del rapporto è servita per mettere in
evidenza, ancora una volta, la frammentazione del settore produttivo isolano e
la forte presenza dell'artigianato in Sardegna. Tanto che la provincia di Nuoro
e quella dell'Ogliastra si piazzano al primo posto (13%) per quanto riguarda il
rapporto tra credito agli artigiani e finanziamenti totali. E le due province
sono in testa alla graduatoria anche sul fronte dei depositi bancari delle
imprese artigiane, che rappresentano il 5,3% nel caso di Nuoro e il 5,4% nel
caso dell'Ogliastra rispetto al totale dei fondi affidati alle banche dalle
aziende. La spiegazione va ricercata proprio nella consistente concentrazione
di piccole imprese artigiane nel centro Sardegna, mentre l'isola
complessivamente mostra un rapporto tra finanziamenti concessi agli artigiani
rispetto al totale pari al 5,9%, superiore comunque alla media nazionale. E se
aumenta, anche per le piccole aziende, il ricorso al credito a medio lungo
termine, circa il 53,5% del totale, l'importo medio di un prestito in Sardegna
non supera i 27 mila euro (contro i 96 mila del Trentino Alto Adige), mentre la
Sardegna mantiene il primato dei finanziamenti agevolati, con il 27,4%. Un dato
che però è stato ridotto di circa nove punti percentuali rispetto allo scorso
anno: il picco è stato raggiunto nel 2004 (quando la legge 51 sull'artigianato
era pienamente operativa e funzionava con il sistema a sportello), mentre negli
ultimi anni il fondo perduto o le agevolazioni sugli interessi stanno
decrescendo in modo consistente. L'ANALISI "Il fatto che diminuiscano i
finanziamenti agevolati non è un dato positivo", ha commentato Gianni
Azara di Confartigianato, "si spendono soldi per opere pubbliche inutili,
mentre i finanziamenti producono una vera crescita produttiva dell'artigianato:
i dati degli ultimi anni lo hanno dimostrato". La scelta è politica, ha
chiarito Antonio Sassu, non proprio tenero con il mondo bancario, colpevole
spesso "di non valutare le specificità del territorio", ha rilevato
il docente universitario, presidente del Banco di Sardegna fino allo scorso
anno, oppure di fare cartello e "non garantire una concorrenza sul fronte
dei servizi e degli strumenti che servono a un'impresa", ha aggiunto
Francesco Porcu, segretario regionale della Cna. Il settore artigiano ha le sue
peculiarità, ha spiegato Sassu, "e anche i suoi valori. La politica deve
decidere se salvaguardare questi valori, anche con una politica di sostegno
alle imprese, oppure puntare sul mercato". La risposta del mondo politico,
tuttavia, non è arrivata: il direttore generale dell'assessorato
regionale dell'Artigianato, Adamo Pili, intervenuto al convegno in sostituzione
dell'assessore Luisanna Depau, ha fornito solo qualche chiarimento tecnico,
sostenendo che molto "potrà fare l'attività di promozione" e
ammettendo che la burocrazia regionale non sempre è snella nelle procedure di sostegno alle
imprese.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Domani il presidente
incontrerà l'omologo friulano Pietro Fontanini con le rispettive giunte
Provincia, vertice Gorizia-Udine Gherghetta: condividiamo la stessa visione
sulle riforme "Andremo avanti come fratelli". E' così che il
presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta, vede il suo rapporto
con il collega Pietro Fontanini, nuovo presidente di centro destra della
Provincia di Udine, con il quale ha programmato un primo incontro ufficiale,
insieme alle rispettive giunte, che avrà luogo domani, alle
( da "Brescia Oggi" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cina post comunista
e vecchie faide della quieta Versilia Il noir non viene meno alla sua
vocazione di raccontare verità proibite. E' ammirevole il cinismo lucido e
schietto di Qiu Xiaolong, il cui quarto romanzo edito in Italia, "Ratti
rossi" (Marsilio, pp. 322, euro 17,00) dipinge senza trucchi di scena la
Cina post-comunista di oggi, un Paese gigante e mutante alle prese con la
fedeltà della tradizione, la burocrazia di partito e la giungla del mercato globale, dove sono cresciuti
i nuovi mandarini, una classe dirigente rampante e dissoluta che affonda
"le sue dita capitaliste nella torta socialista". In una casa di
piacere viene ritrovato il cadavere di un poliziotto che stava indagando sui
traffici di Xing Xing, un magnate che ha creato un impero basato sul contrabbando
con la copertura di apparati governativi. Per Xiaolong la Cina è un immenso
granaio infestato da questa èlite di faccendieri senza scrupoli: sono loro i
ratti rossi del titolo. Ad occuparsi del caso viene chiamato l'ispettore Chen
che sfida le Triadi e fa salti mortali per mantenersi integro dentro un sistema
di potere che tende a legittimare la corruzione. Non fa sconti allo spaccato
socio-politico nemmeno Lorenzo Gori che in "Musica nera" (Hobby &
Work, pp. 329, euro 18,00) racconta una storia torbida sullo sfondo della
Versilia del 1967, anno formidabile per la nostalgia canaglia, ma in cui si
leggono inquietanti retroscena e trame: i residui tossici del fascismo, i
postumi indigesti di quella guerra civile che seguì all'8 settembre si mescolano
con le intelligence deviate e con le mire golpiste nel segno di una continuità
storica allarmante. Un ex colonnello del Sifar, Bruno Arcieri, un sessantenne
di lealtà repubblicana e ancora di ottima tonicità muscolare, ritorna nei
luoghi della sua giovinezza e di un suo unico e indimenticato amore per
partecipare ad un funerale di un amico, un ammiraglio annegato in una fossa di
liquami industriali. Una morte sospetta quest'ultima, che merita un supplemento
di indagine, del tutto privata però, perchè il nostro ufficiale è appena andato
in pensione e dunque non è autorizzato. Nel frattempo Arcieri riconosce sul
lungomare un ex trombettista jazz, famoso negli anni '30, Tom, che si
accompagna a una cantante, Angela. Non si tratta di un incontro casuale, ma di
una occhiuta messinscena che rimanda ai mesi bui e tragici del periodo bellico,
in cui le famiglie ebree venivano consegnate proditoriamente alle SS, gli
sciacalli di Salò potevano comprarsi nuove identità e un sommergibile tascabile
affondava poco lontano dalla costa con un presunto carico d'oro a bordo. Un
intreccio ben congegnato, impreziosito da un taglio politico di sdegno e dal
gusto del jazz il cui ritmo sincopato diventa stile in pagina.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
29-05-2008)
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CALCIO - LE PAGELLE
Bracci, arbitro da otto Voti alti anche a Ledda, Fonti, Tomei e Fardin. I bocciati
PordenoneDopo aver assegnato i voti alle squadre di serie D, Eccellenza e
Promozione, chiudiamo le pagelle annuali con valutazioni sparse a vari
protagonisti dei campionati appena chiusi.FONTI 8 - Partiamo da quello che
riteniamo il migliore fra i tecnici impegnati con le compagini provinciali. Non
è una scoperta, soltanto una conferma arrivata dalle nostre parti. Ha avuto fra
le mani la Sanvitese più inesperta degli ultimi anni, riuscendo a tenere la
barca in rotta anche quando spiravano venti di burrasca. Osservato
speciale.FARDIN 8 - Il direttore sportivo della Sacilese ha avutomattoni per
costruire, ma non si è ridotto a edificare unadependanceinsignificante. La
scorsa estate ha assestato i colpi di mercato più significativi e ha
"assettato" la squadra che ha colto il traguardo storico dei playoff.
Anche se a nulla son serviti, altro che "tre per due".TOMEI 8 - Pur
chiudendo un ciclo al ribasso. Dopo un'estate in cui pareva andasse via, ne sta
per cominciarne un'altra in cui è passato via. Quanto gli sia dispiaciuto
dichiararsi "disponibile" per il Pordenone si sposa a quanto gli sia
costato in termini di posto. Ha avuto giocatori e raccolto risultati,
soprattutto negli anni precedenti. Disoccupato.MELLA 6 - Il presidente del
Sarone si è trovato come un pesce fuor d'acqua in serie D, ma la sua società
non ne esce annichilita. L'aver messo il naso oltre i confini regionali è
servito alla matricola per farsi un'esperienza del tutto nuova. Retrocedere
senza "buchi" economici, senza smembrare e con voglia di risalire,
non è una situazione critica. Riscatto.LOVISA 7 -Entra come un elefante in
cristalleria con il ruolo di massimo esponente nella società sportiva che
attira le maggiori attenzioni in provincia. Dal vertice pordenonese ci mette
molto del suo. Caratterialmente gioca sempre per vincere, non lesina reprimende
pubbliche agli ausiliari, non si risparmia in proclami. Il voto non striminzito
è una media fra i 9 che piglierebbe (solidità, personalità, spirito vincente,
carica agonistica, intensità, conoscenza della disciplina sportiva) e i 4 senza
appello che affibbieremmo in altro (diplomazia e capacità di conciliazione). Se
il Pordenone resta almeno un lustro continuo in serie D, un voto in più è come
già acclarato. Fosse C2 per almeno un paio d'anni, sarebbero due. Bis...
betico.LEDDA 9 - Al capocannoniere regionale si può solo chiedere di tentare il
bis. Giusto per giocarsi il 10 fra un anno. Con il Fontanafredda torna sulla
massima ribalta del Friuli Venezia Giulia, dove lo attendono pacchetti arretrati
già in preallarme. Una manutenzione al ginocchio non può impensierirlo, quanto
avere compagni di reparto all'altezza. Realizzatore.BRACCI 8 - Con il lustro a
un arbitro quasi in pensione, che pure abbiamo omaggiato di 4.5 senza rimpianti
in qualche frangente al massimo della carriera, leghiamo un auspicio. Il
pordenonese Ros è ritenuto "bravo" in Quarta serie e probabilmente
s'inerpicherà ancora. La soddisfazione di tutto il movimento calcistico, però,
resta vincolata a una capacità soddisfacente generalizzata in tutte le
categorie. Bracci lo vorremmo come arbitro anche se stesse seduto in tribuna
con una gamba ingessata. Tanti altri (troppi) le società non desiderano
incontrarli nemmeno in spiaggia a luglio. Se le sezioni Aia raggiungessero e
ragionassero su questo, la Coppa disciplina sarebbe più corteggiata.BURELLI,
QUOCO & C. 5 - La campagna elettorale sembra riscuotere il massimo
interesse, comprendendo vassalli e portaborse. Ma sì, dai, non solo allarghiamo
l'Eccellenza a 18 squadre, mettiamo pure due arbitri in campo, facciamo valere
doppio i gol segnati dopo tre palleggi con la testa e concediamo l'ingresso gratuito a tutti i tifosi che bestemmiano meno di una
volta alla settimana e alle tifose che hanno concorso per Miss Italia. Le
proposte ci sono. Quel che manca è la risoluzione dei problemi principali: burocrazia, costi, vincoli,
"ladrocinio" di bambini e cosucce del genere. Giusto la quotidianità
impenitente.Roberto Vicenzotto.
( da "Gazzettino, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(Segue dalla prima
pagina)Clara Caverzan ci accoglie nella sala al piano terra del municipio
"provvisorio" nei locali di una fabbrica del luogo. Corpetto viola
chiaro, intimo (intravisto) in tinta ma più scuro, gonna leggera bianca, a
strati trasparenti, con pois neri e viola. Scarpe con strass, un piccolo
rosario bianco al collo, occhiali viola, occhi castano con riflessi chiari,
braccialetti e anelli. Mette giù il telefono: "Era un consigliere che mi
ha chiamato chiedendomi: ma che libro te ga scrito".Glielo chiedo anch'io:
che libro ha scritto?"Si chiama "Desideria by Oplhuchi".Tradotto?"Desideria
significa "colei che guarda le stelle", nome imposto dall'editore
perché, sosteneva, nessuno conosce Oplhuchi".Santo uomo! Nemmeno
noi..."E il nome di una stella lontanissima, legata a Jeff, un
italo-americano amato (forse) da una mia zia, che descrivo nel libro".Senta
sindaco lei - se capiamo bene - ha scritto una saga del Nordest in chiave
erotica. Perché?"Ho sempre amato scrivere. Mi chiamavano
"chilometro""Chi?"Il prof d'italiano delle medie, Solitro,
mi chiamava così perché scrivevo, scrivevo. Che uomo!".Questo "erotico&esplicito"
(posso?) non è l'unico libro. Ne ha scritti altri."Per Editing ho scritto
libri per bambini "Calle del leprotto.." e "Piripì &
Piripò" (un capolavoro lo considero). Poi la raccolta di poesie "Terrecotte
e Samovar"".Critiche e recensioni?"Mia madre ha letto le poesie
e mi ha criticato: te devi usar a varechina".Se leggerà
"Desideria"?"Chissà cosa penserà. In un certo senso era meglio
la nonna. Lei capiva molto di più queste cose che narro, anche di sesso. Tutte
storie vere ma niente autobiografia. Anche le storie di mamma e papà sono
differenti".Sindaco Clara che storie sono?"Quello che ho intravisto,
conosciuto e saputo della mia grande famiglia. Ho 56 anni e quando sono nata
nessuno parlava di sesso".Muti?"Come lo fossero. Madri e nonne che
non avevano mai baciato il marito, che non si erano mai fatte vedere incinte
dai figli. Il Veneto e il Nordest dei decenni scorsi, quello che racconto in
parte".E che lei ha vissuto in modo torrido."Con le amiche abbiamo
fatto cose pazze: autostop alle tre di notte a Jesolo per tornare a
Montebelluna, dove sono nata e abitavo. Allora si indossavano minigonne fino a
qui (fa veder la misura e il cronista prende nota, ndr). Non come
adesso".Un libro intriso nel Sessantotto e in che altro?"È una sfida
che ho lanciato. Sfida al passato di questa terra e al presente. Un libro per
le trentenni che non sanno e vivono passioni e amori in modo così diverso dalle
nostre".Chi l'ha letto prima della stampa?"Amiche. Una che
consideravo morigerata e che mi fa: bello, mi piace. L'altra scrive sulla
"Vita del Popolo" e mi ha dato una mano nella riscrittura. Le era
piaciuto".Però tra descrizione di organi maschili e altre cose la lettura
al femminile resta partigiana. I maschi che hanno detto?"L'ho fatto
leggere a due politici. Uno: vai che va bene, la gente vuole "politici
veri, con umanità". L'altro? Attenta, usa uno pseudonimo".E
lei?"L'avevo già trovato: Elisa (nome della mamma) e Ventura (il
"nome" del padre, uno di quei nomi pescati dalle cassette delle
chiese come si usava una volta)".Ha cambiato idea?"Sì. Ho pensato che
vivo molto male questa situazione per la quale non si deve parlare di sesso. E'
la metafora di infingimenti, nascondimenti, falsità e vigliaccherie di questa
terra. Il sesso esiste. Da lì deriviamo. Siamo noi. Così ne parlo
esplicitamente".Quanto esplicitamente?"Al punto che mi chiedo che
cosa ne dirà mia madre quando leggerà".Mi ridica della sua
famiglia..."Tanta gente, tante parentele, tante storie tutte seminascoste
e mal pronunciate. Le ho tirate fuori".Che fa Desideria?"Un
matrimonio in bianco. Si sposa e crede di poter soddisfare legalmente e
legittimamente il suo giusto desiderio di sesso".Invece
niente?"Niente. Perché vanno "a vivere in casa", come si usava
da queste parti. Si accorge di aver sposato un uomo che amava assieme a
suocera, suocero, cognati eccetera. Il meccanismo si inceppa. Ma lei si
innamora e...".Finale vietato vero?"Non glielo dico. Ma se mi fa
questa domanda vuol dire che non ha letto il libro".Touchè. Ma corro in
libreria: giuro."Il romanzo comunque si ferma al 1986, quando la
protagonista ha trent'anni".Due cose della sua vita?"Sposata,
separata, una figlia più che trentenne, passione per i viaggi. Superpassione
per l'Egitto. Passioni per le auto storiche".Letture e ispirazioni?"Erica
Jong con "Paura di volare" è stato ed è il fondamentale. Poi
Meneghello, Montale, Stella, Proust, Poe".Che Nordest è quello di adesso.
È distante da quello delle sue storie?"Non vede dove siamo: una fabbrica
(ora municipio) e una casa, e così via. Il mio lavoro è quello di organizzare
cose nate nel disordine degli scorsi decenni".Difficile amministrare
Scorzè?"Io guido una civica collegata con Fi e Udc. La mia campagna
elettorale ambientalista. Ancora adesso guardo all'ambiente da salvaguardare.
Si lavora bene quando i consiglieri sono uniti: basta uno che "faccia gli
affari suoi" e allora...".È stata maestra elementare: come fa il
sindaco?"Tanto ufficio. Giro in bici (è pericoloso sa?) per vedere piste e
cantieri. Parlo con la gente e dei problemi. E qui si fa tanta
cultura".Reazioni al libro?"Un cittadino mi ha chiesto: ma come si
passa dalla poesia al romanzo? La gente è intelligente. Mi aspetto che qualcuno
mi tiri le orecchie, o si scandalizzi. Ma anche che qualcuno capisca che è ora di
smetterla. Facessimo tutti più sesso si salverebbero tanti
matrimoni e anche tante vite". Accavalla le gambe. Si alza. Saluta. Fuori
le gente l'aspetta. Prima dell'erotismo e delle pagine sexy ci sono
concessioni, permessi, delibere. Ancora la firma del sindaco qui serve più per
la burocrazia che per
l'autografo.Adriano Favaro.
( da "Gazzettino, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Parte il
"processo telematico", le ingiunzioni arrivano per e-mail
PadovaNOSTRA REDAZIONELa città del Santo abbatterà i tempi biblici della
giustizia. Padova sarà l'unica delle province del Veneto (le altre sono Bari,
Bologna, Catania, Genova e Lamezia Terme) a partire - il prossimo settembre -
con il progetto pilota "processo telematico" promosso dal Ministero
di Giustizia. Si inizierà con i ricorsi per ingiunzione, che saranno gestiti
interamente on line. L'atto redatto nello studio del legale sarà trasmesso al
computer del magistrato, che lo firmerà elettronicamente, decidendo se
concedere o meno il provvedimento. "Tutto questo - ha dichiarato il
presidente dell'ordine degli avvocati Lorenzo Locatelli - riuscirà a ridurre i
tempi della giustizia , anche se non dobbiamo mai dimenticare che il problema
di fondo rimane la carenza di risorse umane. Inoltre, la velocità dei processi,
comporterà una riduzione dei costi per il cittadino". In pratica si verrà
ad evitare il passaggio materiale, e quindi cartaceo, dallo studio alla
cancelleria e dalla cancelleria al magistrato. Un vero e
proprio attacco alla burocrazia."In questa prima fase il progetto del processo telematico -
ha affermato Carla Secchieri, responsabile della commissione informatica dell'ordine
degli avvocati di Padova - riuscirà a ridurre in maniera estremamente
importante i tempi del decreto ingiuntivo. Significa che se prima per
ottenerlo si doveva aspettare almeno una settimana, adesso il tutto dovrebbe
essere risolto addirittura nella stessa mattinata".I 2.300 legali padovani
avranno una casella di posta elettronica certificata, che consentirà quello
scambio di memorie e soprattutto di documenti tra colleghi che di solito non
avviene tramite la e-mail. Non solo, attraverso la posta elettronica
certificata si potranno anche spedire le conclusioni di una causa al magistrato
che le guarderà direttamente sul suo computer. Per cui, anche in questo caso,
si dimezzeranno i tempi della battitura delle sentenze. Senza escludere che
sarà possibile utilizzare la funzione del taglia-incolla per tutte quelle
componenti in cui si articola una decisione.Dunque, il progetto "processo
telematico" darà una grossa spallata alla burocrazia
riducendo i tempi infernali della giustizia e abbassando l'enorme spesa
pubblica per mantenere ancora in piedi un sistema vetusto. A guadagnarci
saranno anche i giovani avvocati, che magari si aprono uno studio legale e con
difficoltà riescono a mantenerlo."L'informatizzazione dello studio legale
- ha sottolineato Carla Secchieri - è una esigenza imprescindibile perchè
aiuterà a ottimizzare le risorse. Dobbiamo pensare a tutti quei giovani che si
aprono uno studio e trovano difficoltà a sostenere i costi. Tuttavia già da un
anno e mezzo a Padova - ha concluso Secchieri - possiamo accedere
telematicamente alla cancelleria del tribunale direttamente dallo studio. In
questo ultimo periodo stiamo puntando molto sull'open source, perchè così si
possono avere applicativi informatici equivalenti a quelli più diffusi senza spendere
un soldo".
( da "Asca" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 29
mag - Gli italiani pagano 12 euro sul conto corrente addebitati come costi per
la sicurezza. I tedeschi per questo pagano un euro. Lo ha ricordato Roberto
Nicastro Deputy Ceo Unicredit Group a margine di un convegno dalla Cna in
merito ai costi che le banche sono costrette a sopportare a causa delle rapine.
Nicastro ha spiegato che i maggiori costi derivano ''dall'enorme utilizzo di
contante'' che negli altri paesi europei non esiste. E piu' in generale ha
rilevato che nel nostro paese bisognera' ''abbattere la burocrazia''. Sulla stessa linea il
direttore generale della Bnl, Fabio Gallia, che ha osservato come in tema di
sicurezza, ''se confrontiamo i nostri costi, con quelli degli altri paesi,
risultano 'multipli'. Anche sul problema dei mutui ipotecari - ha rilevato -
una esecuzione immobiliare in Italia si effettua in sette anni''.
ram/cam/alf.
( da "Velino.it, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. INT -
Dal primo giugno arrivano i biglietti aerei elettronici Roma, 29 maggio
(Velino) - Confconsumatori ricorda che dal primo giugno 2008 entrerà finalmente
in vigore il biglietto aereo elettronico che sostituirà i tradizionali
biglietti cartacei, con notevoli benefici per i viaggiatori. In primis i
vantaggi sono di tempo e di denaro in caso di smarrimento del biglietto. Perso
il biglietto cartaceo, il passeggero doveva affrontare un iter lungo e
dispendioso: fare regolare denuncia all'autorità competente, richiedere
formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non prima di sei mesi, ma,
soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire nell'immediato,
spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella dell'originario
titolo. Per imbarcarsi il passeggero dovrà solo presentarsi all'accettazione
con un documento di identità, indicando il codice di emissione o di prenotazione
del biglietto. Inoltre, si potrà richiedere l'invio del documento che attesta
l'acquisto del biglietto elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica
o di un proprio familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza
preoccupazione di dimenticarlo o smarrirlo. “è finita l'epoca
del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara
Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante Cncu nel
comitato tutela diritti del passeggero all'Enac –. Siamo certi che adesso, le
segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori
diminuiranno. Sino a oggi, infatti, molte lamentele dei consumatori
riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di smarrimento del
biglietto”. (com/sch) 29 maggio 2008 15:13.
( da "AprileOnline.info" del 29-05-2008)
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Manuela Bianchi, 29
maggio 2008, 15:32 L'Intervista Le conseguenze delle nuove disposizioni
governative in materia di immigrazione ricadono pesantemente anche sulla vita
dei minori stranieri che vivono in Italia. Ne abbiamo parlato con Piero
Soldini, responsabile del Dipartimento immigrazione della Cgil Nazionale reduce
dal Tavolo tecnico organizzato ieri dall'Unicef sull'argomento Ieri è stata
convocata dall'Unicef la prima riunione del Tavolo tecnico associativo sugli
effetti del "pacchetto sicurezza" sui bambini e adolescenti
immigrati. Un momento di dibattito che ha visto la partecipazione di tutto il
mondo associativo facente parte del Coordinamento PIDIDA, insieme ai sindacati
confederali, la Caritas, l'Opera Nomadi, Arci, Anci, Comunità di Sant'Egidio ed
altre associazioni di pediatri e medici delle migrazioni, per discutere della
condizione dei minori stranieri, una categoria tenuta in scarsa considerazione,
che richiede, amaggior ragione da qualndo l'Italia ha ratificato nel 1991 la
Convenzione sui diritti dell'Infanzia, grande attenzione perché dai diritti
riconosciuti sulla carta si passi alla loro attuazione. Nello specifico, il
varo del pacchetto sicurezza da parte del Consiglio dei ministri desta forte
preoccupazione nel mondo dell'associazionismo e di tutti coloro che hanno
portato avanti importanti progetti di integrazione dei minori immigrati. La
stretta del governo prospetta un arretramento nelle condizioni di tutti quei
bambini ed adolescenti figli di immigrati irregolari, tra cui anche quelli nati
e vissuti in Italia, per i quali il futuro si prospetta sempre più nero. Ne
abbiamo parlato con Piero Soldini, responsabile del Dipartimento immigrazione
della Cgil nazionale, che ha partecipato all'incontro di ieri. Qual è stato
l'esito della riunione di ieri nella sede dell'Unicef sulle conseguenze del
"pacchetto sicurezza" sui bambini e adolescenti immigrati presenti
sul territorio italiano? Come Cgil abbiamo partecipato a questa convocazione,
molto positiva perché nasce dall'intenzione dell'Unicef di accogliere
argomentazioni e pareri delle associazioni che si occupano a pari titolo
dell'infanzia per prendere una posizione articolata sugli effetti del
pacchetto. E' servita per fare un quadro della situazione, che verrà delineato
nel dettaglio quando nei prossimi giorni le associazioni che hanno partecipato
forniranno il proprio parere sullo specifico, da cui prenderà il via la
campagna dell'Unicef sull'argomento. Ma il documento conclusivo di questo lavoro
potrà anche essere utilizzato per una interlocuzione col governo e con il
parlamento sui temi dell'immigrazione e dei minori. Qual è stato il giudizio
espresso sul pacchetto? In generale lo spirito sul provvedimento assunto dal
Cdm corrisponde al clima pesante che si avverte nel Paese e nell'opinione
pubblica più vasta, per il quale i provvedimenti assunti appaiono come
necessari per rispondere al bisogno di maggior sicurezza dei cittadini. Ma in
realtà si tratta di un abbaglio, del frutto della mistificazione cavalcata
dalla campagna mediatica che ha innescato un'ondata anomala di vera e propria
speculazione delle paure e delle insicurezze della gente. E'necessario che
tutti responsabilmente, mondo civile e associazioni, possano dare
un'informazione corretta alle persone al fine di misurarsi in modo più maturo
con le contraddizioni che ci sono nel Paese. Quali sono quegli aspetti del
provvedimento del governo che colpiscono direttamente il mondo dell'infanzia
immigrata? Sono molti, sia diretti che indiretti. Si colpiscono i bambini
immigrati quando si parla di reato di clandestinità o di facilitare le
espulsioni, ma sono ancora vittime i bambini quando si parla di restrizione dei
ricongiungimenti familiari. Puoi specificare i ricaschi sui minori immigrati
dei provvedimenti elencati? Il reato di clandestinità può colpire un enorme
numero di famiglie. Le stime ufficiali parlano di una presenza di immigrati
irregolari che va da 700mila a oltre un milione di persone che vivono sul
territorio. La conformazione del dato comprende per un quinto i minori di 18
anni. Ne consegue che il ricasco degli interventi licenziati dal governo può
colpire un vasto numero di persone e produrre un arretramento in tutti i
processi di integrazione che le associazioni stanno portando avanti da anni: mi
riferisco all'acceso agli asili nido, alle scuole e al mondo del lavoro. Poi
c'è l'aspetto dei ricongiungimenti familiari. Il pacchetto prevede
l'abrogazione del decreto legislativo del governo Prodi che aveva recepito la
direttiva comunitaria, migliorando la normativa nazionale Bossi-Fini sul
ricongiungimento familiare. Oggi si vuole ritornare alla normativa precedente e
restringere la filiera di possibilità inserendo un divieto di ricongiungimento
del coniuge in caso di minore di 18 anni, aggravato dall'intento di inserire un
sistema di accertamento della paternità legato al dna. In pratica si vuole
rendere l'analisi clinica una scelta obbligata senza la quale la richiesta di
ricongiungimento rischia di perdersi nei meandri insidiosi della burocrazia. In pratica non viene dato
per buono il certificato matrimoniale? La pratica del riscontro biologico
diventa un criterio di selettività: ci sono bambini nati incidentalmente fuori
dal matrimonio ma giuridicamente legittimi all'estero, per i quali la prova
scientifica danneggerebbe la madre e i bambini stessi dal momento che il padre
formale non corrisponde a quello naturale. E nello stesso calderone
rientrano i figli adottivi per i quali ovviamente la prova del dna non avrebbe
alcun senso. Il punto è che si applica una restrizione che colpisce uno degli
strumenti di maggiore efficacia del percorso di integrazione degli immigrati.
Una politica illuminata dovrebbe estendere il più possibile la pratica del
ricongiungimento, esattamente il contrario di ciò che sta facendo l'attuale
governo in modo del tutto irrazionale. Quali sono gli altri aspetti che
direttamente o indirettamente colpiscono i piccoli immigrati? Sicuramente il
conflitto che si consuma nelle comunità locali rispetto all'accesso ai servizi,
in particolare agli asili nido e alla casa. Per quanto riguarda gli asili,
l'allarme è ingiustificato perché il problema è che di fronte alla incapacità
di dare una risposta alla domanda crescente di servizi, ci si nasconde dietro
l'argomento che i bambini immigrati ruberebbero il posto agli italiani. Cosa
non vera, dimostrabile attraverso i numeri: su una presenza sul territorio di
un 6% di immigrati sul totale della popolazione, l'accesso ai servizi nel loro
complesso, e in particolare agli asili nido, riguarda una percentuale minore
rispetto a quella rappresentativa dei bambini italiani. Tanto più che sono
tanti i bambini immigrati che non accedono all'asilo nido o per ragioni
culturali o religiose, o perché i genitori non possono pagare la retta che,
benché agevolata, risulta in molti casi incompatibile con le risorse familiari.
Il governo vuole riformare i Cpt. Anche in questo caso ci sarebbro conseguenze
negative sui minori? Nel momento in cui si parla di riformare i Cpt, che
diventano Cei (Centri di identificazione e espulsione), oltre a stabilire che
la permanenza può essere prorogata fino a 18 mesi, si stabilisce che nei centri
ci debbono stare anche i minori, cosa fino a oggi vietata e a cui si opponeva
una diversa collocazione della famiglia. Ma non è tutto. Sui bambini stranieri
grava anche la riforma della cittadinanza che il governo non vuole riformare,
secondo la quale i bambini nati qui da genitori imigrati non sono cittadini
italiani. Andrebbe introdotto lo jus soli. E per quanto riguarda i matrimoni
misti? Contro lo spauracchio dei matrimoni di convenienza, il nuovo pacchetto
prevede il diritto alla richiesta di cittadinanza solo dopo due anni di
convivenza matrimoniale, contro i 6 mesi attuali. Anche questo aspetto rischia
di risultare destabilizzante per i bambini. Un'ultima domanda: cosa intende
fare la Cgil per fermare questo arretramento politico sui diritti
dell'Infanzia? La Cgil fa un discorso più ampio. Oltre all'infanzia prende in
considerazione l'insieme degli immigrati presenti in posizione irregolare e ne
chiede la regolarizzazione al governo. Nell'arco della prox settimana
l'esecutivo dovrebbe predisporre un emendamento al decreto legge sul tema della
regolarizzazione. Aspettiamo di leggere il testo, se prenderà in considerazione
solo la regolarizzazione delle badanti saremo assolutamente insoddisffatti
perché deve essere rivolto a tutti i lavotratotri immigrati che hanno gia fatta
la domanda nel 2007. La condizione dell'infanzia immigrata ne discende di
conseguenza.
( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Burocrazia
MAMMA IN COMA Il
dramma della "neonata di nessuno" La neonata, partorita con cesareo
all'ospedale di Alessandria dalla casalese in coma dopo essere stata investita,
il 20 maggio scorso, da un automobilista pirata, rischia di finire in un
istituto per essere adottata. Questo perché la madre, che non si è ancora
svegliata dal coma, non può riconoscerla formalmente; il padre, che non vive
con la donna, non si è fatto avanti. I nonni materni sono
pronti a prendersi cura della bambina, ma la burocrazia lo impedisce. L'avvocato Paolo Casalone si è rivolto al
Tribunale dei minori: è una corsa contro il tempo, prima che la neonata sia
dimessa. Servizio IN PAGINA NAZIONALE.
( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Burocrazia
PIANO REGOLATORE.LA
POLEMICA A DISTANZA Giordano contro Regione e Provincia Vedovato: "Noi
sempre collaborativi" "Questo assessore mi sembra sbucato da
Marte". Replica con durezza il sindaco di Novara Massimo Giordano alle
affermazioni dell'assessore regionale all'Urbanistica Sergio Conti, sulla
polemica sull'occupazione e il Piano regolatore bloccato in Regione. "In
un Paese normale un Prg si approva in sei mesi, al massimo in un anno, noi lo
stiamo aspettando da tre anni e mezzo. Come può dire l'assesore che l'assenza
di Piano non c'entri con i posti di lavoro? L'arrivo di aziende di logistica e
di grande qualità è subordinato alla sua approvazione. Se la Regione ce
l'avesse restituito nel giro di un anno queste industrie sarebbero già state
insediate da tempo e l'occupazione sarebbe decollata". Il botta e risposta
a distanza riguarda anche la lentezza con la quale il Comune di Novara avrebbe
risposto alle controdeduzioni che la Regione aveva sollevato all'arrivo del
documento urbanistico. Questa è una delle accuse mosse da Conti. Replica
Giordano: "Non dice la verità, perchè abbiamo impiegato quattro mesi per
rispondere a un pacco di carta scritto in burocratese borbonico. Non solo:
abbiamo dovuto concordare le risposte con i funzionari regionali.
Sostanzialmente l'assessore non ci ha imposto alcuna modifica, ha apprvoato il
nostro progetto originale, costringendosi solo ad
aggiungere burocrazia".
Sui tempi Massimo Giordano non è ottimista. "Conti sostiene che il Piano è
pronto, vorrei vederlo materialmente. Bene che vada sarà ancora lunga: il Prg,
una volta approvato dalla Giunta regionale, dovrà tornare in Consiglio comunale
per l'approvazione definitiva e poi rimandato in Regione per l'ultima presa d'atto.
La realtà è che in questi anni non si è voluto dare priorità alla nostra città.
Mi spiace per Conti, ma lui deve accettare l'accusa di grande responsabilità
sull'occupazione a Novara". Poi l'attacco alla Provincia: "Quello che
ci ha colpito in questi tre anni e mezzo è stato il silenzio assordante sul
Piano regolatore. Eppure la Provincia dovrebbe avere tutto l'interesse che il
Piano arrivi a compimento". Un'accusa alla quale il presidente Sergio
Vedovato replica: "Non esiste alcun silenzio, noi abbiamo sempre cercato
di agevolare la procedura: il 12 dicembre 2007, ad esempio, ci è stato chiesto
un parere di compatibilità e l'abbiamo immediatamente dato. Posso dire che
abbiamo mantenuto sempre un atteggiamento di ampia collaboraizoen con il Comune
e abbiamo rappresentato alla regione le istanze di Novara e del territorio. Il
nsotro spirito è sempre stato questo. Sull'occupazione ci siamo attivati per
impostare la questione infrastrutturale. Siamo comunque d'accordo con tutti
coloro che sostengono che il Novarese sia dotato di aree industriali. E a
questo proposito ricordo che abbiamo lavorato con i Comuni di Pogno e Gozzano.
Invece non è stazto possibile dar cvita all'agenzia del marketing perchè il
Comune ha ritirato la sua adesione. Ma credo che su questi temi sia necessaria
la collaborazione tra enti e che occorre sottrarsi alla polemica".
( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Burocrazia
DOPO L'ALLUVIONE DEL
( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Burocrazia
Vittima
della burocrazia da una settimana La bimba che nessuno vuole: mamma
in coma e il padre la rifiuta Mossano E UN COMMENTO DI Carlo Rimini A PAGINA
21.
( da "Sestopotere.com" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Confconsumatori
Parma: dal 1° giugno, arrivano i biglietti aerei elettronici (29/5/2008 19:34)
| (Sesto Potere) - Parma - 29 maggio 2008 -Confconsumatori ricorda che dal 1°
giugno 2008 entrerà finalmente in vigore il biglietto aereo elettronico che
sostituirà i tradizionali biglietti cartacei, con notevoli benefici per i
viaggiatori. In primis i vantaggi sono di tempo e di denaro in caso di
smarrimento del biglietto. Perso il biglietto cartaceo, il passeggero doveva
affrontare un iter lungo e dispendioso: fare regolare denuncia all'autorità
competente, richiedere formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non
prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire
nell'immediato, spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella
dell'originario titolo. Dal 1° giugno, invece il passeggero per imbarcarsi
dovrà solo presentarsi all'accettazione con un documento di identità, indicando
il codice di emissione o di prenotazione del biglietto. Inoltre, si potrà
richiedere l'invio del documento che attesta l'acquisto del biglietto
elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica o di un proprio
familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza preoccupazione di
dimenticarlo o smarrirlo. “E' finita l'epoca del
consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara
l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU
nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac – Siamo certi che
adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei
viaggiatori diminuiranno. Sino ad oggi, infatti, molte lamentele dei
consumatori riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di
smarrimento del biglietto.”.
( da "Cittadino, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Emergenza nutrie,
agricoltori in rivolta Appello a comune e provincia: "Abbattiamole come a
Brembio" tavazzano Non ratto ma castoro, nome in codice Myocastor coypus.
È la nutria, il roditore più odiato delle campagne lodigiane, comprese quelle
che si estendono attorno a Tavazzano, nelle frazioni di Modignano, a Sordio e a
San Zenone. Gli agricoltori che hanno qui i loro campi di mais o di riso sono
esasperati e chiedono ai rispettivi comuni di seguire l'esempio di Brembio e di
emettere un'ordinanza che autorizzi l'eliminazione delle bestiole con armi da
fuoco. "Mentre in passato le nutrie si limitavano ad abbattere piante già
adulte, quest'anno hanno iniziato a mangiare anche i germogli più giovani del
mais: per riempirsi la pancia ne devono mangiare molti di più e siamo stati
costretti a riseminare il 50 per cento del campo", si lamenta Vittorio
Robbiati di Modignano. "Per chi come me ha i terreni circondati da fossi è
un vero disastro - gli fa eco Attilio Corbellini, anche lui proprietario di
alcuni terreni della zona -. Il danno maggiore, oltre alle colture, lo
subiscono gli argini: ho calcolato che a causa dei cunicoli scavati dalle
nutrie si registra una perdita d'acqua del 30 per cento". Pronti ad
imbracciare il fucile nel caso giunga il sospirato via libera, gli agricoltori
tavazzanesi tentano di arginare l'emergenza con le cinque gabbie che la
provincia consegna a ogni "selettore patentato", ovvero a quei privati
che hanno seguito il relativo corso di formazione. Ma non tutti le hanno
ricevute: "Noi le stiamo aspettando da tre mesi" dice un altro
agricoltore, Pinuccio Bianchi, della cascina Antegnatica. "Non
dovrebbe esserci tutta questa burocrazia: c'è bisogno di più gabbie e tutti, corso o non corso, devono
poterle utilizzarle". Ciò di cui, più in generale, gli agricoltori
tavazzanesi lamentano l'assenza, è un piano d'emergenza concreto, un'operazione
a tappeto sovracomunale da attuarsi prima che sia troppo tardi.
"Invitiamo i sindaci a riunirsi con i sindacati e con la Coldiretti per
trovare sistemi alternativi", è il pensiero di Giuseppe Sudati della
cascina Ceregallo, a San Zenone. "Ho i miei dubbi che le armi da fuoco da
sole riescano a risolvere la situazione, anche se a mio parere sono necessarie
per riportare la situazione a livelli di popolamento più gestibili. Possibile
però che non si trovino altri metodi di contenimento, ad esempio sterilizzando
le femmine?". I sistemi ci sarebbero pure, ma sono costosi (come i recinti
elettrificati da collocare a un'altezza di
( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Pietro Marangoni
Gramm lancia la scommessa, più export "Prospettive ottime con le
nicchie" "Sì al Brennero, ma serve l'aeroporto" Una presidenza
durata quasi 15 anni: cosa si è fatto e cosa serve ancora fare. Tra autonomia
fiscale, qualità della produzione, contributi pubblici e poli di eccellenza
BOLZANO. Per Benedikt Gramm, presidente della Camera di Commercio di Bolzano,
sono gli ultimi giorni in cui, oltre al panorama sul Catinaccio, potrà
osservare anche l'andamento dell'economia locale dall'alto del suo ufficio al
sesto piano del bel palazzo di vetro all'angolo tra via Alto Adige e piazza
Verdi. Martedì prossimo 3 giugno passerà la mano in occasione dell'insediamento
del nuovo Consiglio camerale a 47 membri che dovrà nominare il suo successore.
"Ma questo non vuol dire che non mi occuperò di economia - precisa subito,
con piglio assolutamente giovanile malgrado l'anagrafe gli accrediti 72 anni -
Continuerò infatti a restare alla presidenza dell'Eos, l'ente che si occupa di
rafforzare l'export del nostri produtti". Ma Gramm, che da quasi 15 anni
guida con attenzione e stile, il più importante organismo economico
territoriale, non è personaggio per ruoli di secondo piano. Oltre ad aver
creato una azienda divenuta leader a livello nazionale nell'import di prodotti
all'ingrosso dal mercato germanico è anche l'attuale vicepresidente della
società dell'Autobrennero guidata dal trentino Silvano Grisenti. Dopo quindici
anni di presidenza, nel monento dell'addio, è inevitabilmente un bilancio. Qual'
è il suo? "Innanzitutto voglio ricordare che alla vigilia della mia
elezione c'erano più nomi. Non il mio. Tant'è che venni eletto al quarto
scrutinio e il primo ad esserne sorpreso della nomina fui io stesso. Fu quella
un'elezione piuttosto contrastata tanto che all'indomani la stampa locale
definì la mia nomina come "burocratica e incapace di dare stimoli
all'economia". Quella frase per me fu una sfida. Mi aveva fatto capire che
era necessario cambiare ad iniziare dall'intero della Camera. Credo che i risultati
oggi mi diano ragione: dal nuovo ruolo della Camera come erogatrice di servizi,
alla nuova sede, dallo stato di floridezza dell'economia locale, alle
prospettive molto buone. Quella frase critica è stata ampiamente smentita dai
fatti". La realizzazione della nuova sede è stata uno dei suo
"sogni" fin dall'inzio? "Sì, anche se speravo che per la sua
realizzazione ci volesse assai molto meno tempo. Ma le difficoltà tecniche
legate allo scavo, le bombe ritrovate nel terreno e tanti altri contrattempi burocratici
ci hanno rallentato. Ma c'è anche un altro dei miei "sogni" che si
sta realizzando". Pensa alla realizzazione della galleria di base del
Brennero di cui è sempre stato uno strenuo fautore? "Ero appena stato
insediato alla presidenza nel 1994 quando ho voluto organizzare un primo
convegno sugli sviluppi dei traffici lungo l'asse del Brennero. Era evidente
sin da allora che era necessario intervenire. La politica a quei tempi non si
interessava del problema, ma il mondo dell'economia l'aveva capito benissimo.
Ora la strada del non ritorno è stata imboccata". A proposito di strutture
indispensabili: che ne è dell'aeroporto? "E' una vicenda meno fortunata.
Anche in questo caso sono stato senz'altro tra i promotori quando ancora c'era
solo un prato verde. Oggi si è realizzata la struttura ma ci sono ancora molti
che non ne riconoscono la necessità. D'altra parte senza il prolungamento della
pista non c'è grande futuro. Un aeroporto è comunque necessario per il futuro
turistico e per consentire al mondo dell'economia e della cultura di rimanere
in contatto con il mondo". Un'altra incompiuta dell'economia altoatesina è
quella legata ai centri commerciali. Perchè si continua a dire di no? "Non
avere grandi centri commerciali può essere uno svantaggio, ma è però anche un
vantaggio maggiore avere dei negozi di vicinato in tutti i comuni. Ogni paesino
ha un suo negozio! Questo è uno dei punti di forza della nostra struttura
economica fatta di piccole e medie imperse". L'economia altoatesina negli
ultimi tempi ha denunciato qualche rallentamento, vedi la chiusura di alcune
industrie, le difficoltà del commercio, dell'edilizia. Cosa ci attende?
"Dal'94 la crescita dell'economia altoatesina è stata sempre molto
positiva sia pure con qualche breve interruzione. La crescita continuerà un pò
in tutti i settori anche se in alcuni comparti si registrano oggi delle
difficoltà che ritengo però passeggere. Certo l'edilizia da un paio di anni sta
rallentando e il commercio al dettaglio non fa progressi. Sono però situazioni
transitorie e non tipiche di una economia come quella altoatesina". Perchè
parlare di crisi non è una "tipicità" altoatesina? "Perchè è gli
altoatesini sono laboriosi, perchè i nostri imprenditori e i loro collaboratori
- non mi piace il termine di datore di lavoro e di dipendente in quanto per
un'impresa l'unico datore di lavoro è il cliente, il consumatore! - sono
consapevoli e responsabili. Nelle nostre aziende c'è un buon clima
sociale". Quindi lei è ottimista sul futuro della nostra economia? "Direi
che ci sono buone premesse per affronatre con serenità il medio e lungo
periodo. Dico questo perchè partiamo da una situazione di piena occuipazione,
da un paesaggio che è sempre più una risorsa, perchè ci troviamo tra due grandi
zone di benessere quali la Baviera e il Nord italiano, e poi abbiamo il
vantaggio - svantaggio di trovarci lungo l'asse del Brennero. Una posizione
geografica felice che ci ha sempre portato ricchezza. E poi non dimentichiamo
la gente volonterosa, lo sviluppo del Pil superiore dalla media europea. E
probabilmente proprio anche l'essere dei "nani" economicamente
parlando, ci sta aiutando in quanto le aziende stanno orientantandosi,
trovandole con suiccesso, "nicchie" di mercato sempre più
interessanti a livello mondiale. Nicchie in cui primeggiamo". Quindi
stiamo diventando un "distretto" della qualità? "In un certo
senso si. Basti pensare ai centri di competenza nel mondo della tecnologia
invernale, in quella dei CasaClima e delle energie rinnovabili, per non parlare
delle mele, del vino bianco e di un prodotto creato dal nulla quale è lo
speck". Sarà in grado il "nano" Alto Adige a garantirsi anche in
futuro uno spazio in un mercato globalizzato? "Penso senz'altro di si.
Questo è un impegno che proseguirà nell'Eos di cui resterò presidente fino a
fine 2009. E' infatti la parte che mi interessa di più. Le nostre esportazioni
al momento vanno bene e negli ultimi due anni sono sensibilmente cresciute
benchè non non siamo un classico paese da export. Vanno bene grazie
essenzialmente a Iveco, Me
( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dal 1956 al 2003 il
governo d'Oltrebrennero erogò ai sudtirolesi 417 milioni di euro Alto Adige, da
Vienna denaro a palate Durnwalder: "Studiai grazie a quel denaro.
Fondamentale allora, ma oggi non più" Il record fu nel 1973: oltre 30
milioni di euro Si finanziarono scuole asili e borse di studio DAVIDE PASQUALI
BOLZANO. Altro che i 10 milioni di euro versati dalla repubblica federale di
Germania fra 1969 e 1976, scovati dal settimanale tedesco Der Spiegel qualche
mese fa. Perché i milioni versati per la causa dei fratelli sudtirolesi dal
governo centrale austriaco, fra il 1956 e il 2003, sono stati la bellezza di
417. Cui vanno aggiunti i contributi dei vari LÄnder: un 10% in più. In totale,
mezzo miliardo di euro. Dei finanziamenti austriaci, come pure di quelli
germanici, si sapeva. "Anche io - precisa il presidente della giunta
provinciale Luis Durnwalder - ho potuto studiare all'università quasi esclusivamente
grazie a borse di studio concessemi da Vienna e da altri LÄnder". Si
sapeva, dunque. Ma nessuno, almeno fino a qualche tempo fa, aveva mai tentato
di quantificare l'esborso. Il primo tentativo lo ha compiuto il settimanale
tedesco Der Spiegel. Solo qualche mese fa. Spulciando fra gli atti ministeriali
del governo federale di Bonn - di norma resi pubblici in Germania a trent'anni
dalla loro redazione - il periodico tedesco aveva scoperto l'esistenza dei
famosi dieci milioni di euro, erogati dal 1969 al 1976. Del periodo successivo,
ancora non è dato sapere, perché gli atti verranno resi pubblici solamente nei
prossimi anni. Un buon inizio, questo, ma ora il settimanale sudtirolese in
lingua tedesca ff ha fatto decisamente di meglio. Il caporedattore Norbert
Dall'ò si è rintanato per giorni e giorni negli scantinati dell'archivio
viennese del ministero federale austriaco per l'Istruzione e la Cultura. Ha
scartabellato l'intero carteggio della ripartizione ministeriale creata ad hoc,
alla metà degli anni Cinquanta, per occuparsi delle sovvenzioni ai cugini del
Tirolo meridionale. Per ciascun finanziamento, ha preso nota di richiedente,
data, ammontare dell'erogazione, destinatario (persona fisica, giuridica o
associazione). Infine, ha calcolato quello che si potrebbe definire il
totalone: addirittura 417.134.990 euro. A questi, sempre a detta del
settimanale ff, sarebbero da aggiungere altri denari, provenienti dai vari
governi regionali, assai più difficili da quantificare. Su questo versante, le
sovvenzioni all'Alto Adige, il cosiddetto decimo Land austriaco, ammonterebbero
a un ulteriore 10%. Tradotto: in totale un mezzo miliardo di euro. Il flusso di
denaro dovuto al governo centrale cominciò nel 1956, con 800mila scellini
austriaci per la realizzazione del collegio Canonico Gamper di via Diaz, a
Bolzano. Il totale erogato quell'anno, tradotto in valuta corrente, fu di oltre
1,8 milioni di euro. Ma era soltanto l'inizio. Già tre anni dopo, nel 1959, si
sfiorarono i cinque milioni. Poi, la crescita fu consistente, continua,
inarrestabile. E senza limiti di spesa: a tutti arrivò qualcosa. Il record
nelle erogazioni giunse nel
( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Convegno all'Eurac:
adottare il modello olandese Costi della burocrazia, ridurli del 25 per cento BOLZANO. Ridurre i costi della burocrazia. Al convegno "Riduzione
degli oneri amministrativi per imprese e cittadini" di Bolzano il
presidente Durnwalder e l'assessore Werner Frick hanno presentato, assieme ai
ricercatori dell'Eurac e ad esperti internazionali, il modello di misurazione
degli oneri amministrativi e la sua applicazione in Alto Adige. Un
esempio viene dall'Olanda. La Provincia di Bolzano ha incaricato l'Eurac di
verificare, in collaborazione con un istituto di Amburgo che si occupa di
de-burocratizzazione a livello europeo, a quanto ammontano i costi della burocrazia in Alto Adige. Il passo successivo sarà quello di
ridurre questi oneri amministrativi. "Gli apripista in questo campo - ha sottolineato
Frick - sono stati i Paesi Bassi che con il loro "standard cost
model" sono riusciti, a partire dalla fine degli anni '
( da "Trentino" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRENTO. Agostino
Peroni è stato confermato delegato comprensoriale di Confindustria Trento per
la Vallagarina. La nomina è giunta nel corso dell'assemblea degli industriali
del comprensorio che ha confermato anche gli altri due delegati Alessandro
Benedetti e Paolo Manica. Tra i temi affrontati è emersa in particolare
l'emergenza legata al costo dell'energia, che in Italia è più elevato rispetto
agli altri paesi europei. Secondo Agostino Peroni questa è
una delle priorità per l'industria lagarina, assieme alla necessità di
rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali, potenziare la rete
stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e semplificare la burocrazia.
( da "Trentino" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Alto Adige)
Argomenti: Burocrazia
Marcegaglia:
"L'euro forte? Penalizza le nostre imprese" L'adesione unilaterale al
protocollo di Kyoto è autolesionismo puro perché fuori dall'Ue le imprese sono
libere di inquinare UBALDO CORDELLINI TRENTO.Ha preso il posto di Luca Cordero
di Montezemolo nella sala dei bottoni di viale dell'Astronomia, sede romana di
Confindustria, da pochi giorni, ma Emma Marcegaglia ha già le idee ben chiare.
Se le chiedi cosa serve oggi all'Italia, lei non esita a rispondere: meno burocrazia, meno spesa pubblica, meno pressione fiscale. Più liberalizzazioni,
più mercato, più poteri al governo. Sono questi i refrain del
Marcegaglia-pensiero, saranno questi i temi del suo intervento di oggi
all'incontro "Protezionismo e mercato" (ore 12, sala Depero, Palazzo
della Provincia), a cui parteciperanno anche l'ex commissario europeo
Mario Monti e il garante della Concorrenza Antonio Catricalà. Sarà un incontro
senza politici perché il neo presidente della Camera dei Deputati Gianfranco
Fini e l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema hanno dato forfait. Secondo
la presidentessa degli industriali i guai del sistema italiano sono sempre i
soliti e anche la ricetta è la stessa di sempre: "Eccesso di burocrazia, di spesa pubblica, di pressione fiscale da una
parte e scarsa produttività, insufficiente investimento in ricerca e formazione
dall'altra sono i problemi che solleviamo da tempo. Non possiamo perdere di
vista le principali riforme istituzionali: più poteri al premier, nuova legge
elettorale, superamento del bicameralismo perfetto". Passando a parlare
del tema del forum di questa mattina, la Marcegaglia spiega che la soluzione
non si trova nelle barriere rimesse in voga dal ministro dell'Economia Giulio
Tremonti: "La globalizzazione dei mercati, le nuove tecnologie, i flussi
migratori sono realtà con le quali dobbiamo misurarci. Un'opzione diversa non
c'è. Non è un periodo esaltante. Liberalizzare quando l'economia non cresce è
assai difficile, ma alla fine la gente capirà che alzando barriere non si va da
nessuna parte. Globalizzazione non vuol dire solo bassi salari e
delocalizzazione delle produzioni. Significa anche mercati che si aprono, nuovi
prodotti e processi produttivi, opportunità di investimento. Il 40 per cento
delle esportazioni cinesi - per 500 miliardi di dollari - è frutto di joint venture
con imprese occidentali che hanno investito in Cina. Frenando quelle
esportazioni, colpiremmo anche le imprese dei nostri paesi". La
Marcegaglia aggiunge però che la sfida internazionale con paesi come la Cina o
l'India va comunque sorvegliata con norme valide per tutti: "Il buon
funzionamento del commercio internazionale richiede il rispetto di regole
comuni. Non sono accettabili la concorrenza sostenuta da monopoli interni, il
dumping economico o sociale, la sistematica sottovalutazione del cambio, la
contraffazione, l'abbassamento degli standard di sicurezza dei prodotti,
l'assenza di vincoli alle emissioni nell'ambiente". La Marcegaglia chiede
un maggiore aiuto all'Unione europea, accusata di essere, spesso, più un freno
che un sostegno per le imprese: "L'Unione Europea resta il nostro punto
fondamentale di riferimento. Ma talvolta sembra più interessata a porre vincoli
e limiti ai suoi cittadini e alle sue imprese, piuttosto che a svolgere un
ruolo forte nella difesa di un mercato mondiale con regole certe e valide senza
eccezioni". Un esempio? L'adesione unilaterale al protocollo di Kyoto che,
secondo la presidente di Confindustria, danneggia le imprese occidentali:
"Noi non chiediamo la tutela acritica degli interessi europei. Ma non possiamo
nemmeno accettare impostazioni autolesionistiche, come l'adozione unilaterale
del protocollo di Kyoto. Condividiamo l'idea di interventi coordinati per i
cambiamenti climatici. Ma non accettiamo un atteggiamento che rischia di
rendere difficile e costosissimo fare impresa in Europa, lasciando che chiunque
inquini a piacimento fuori dal nostro territorio". Infine, per affrontare
la competizione internazionale, la Marcegaglia chiede un euro meno forte.
Proprio la moneta sopravvalutata sarebbe un freno per le imprese occidentali:
"Sono passati quasi dieci anni dalla nascita della moneta unica. Ci siamo
assicurati prezzi più stabili, tassi d'interesse più bassi, disavanzi pubblici
più contenuti. Ma un euro sopravvalutato nei confronti del dollaro penalizza in
modo insostenibile le nostre esportazioni. L'Unione europea deve continuare a
spingere il G8 a pronunciarsi sui cambi e deve coinvolgere la Cina nelle
discussioni sull'assetto valutario. La Bce non dovrebbe sottovalutare il
rallentamento delle economie europee".
( da "Trentino" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Sergio Molinari
Il Du Lac ha trovato acqua minerale purissima Circa
( da "Giornale di Brescia" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 30/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Cis Montichiari: crescono ricavi e
ristorni delle coop Fatturato a 144,8 milioni per il consorzio che aggrega
Comab, Agricam e Comazoo Camillo Facchini MONTICHIARI La gimkana che domenica
otto giugno i trattori affronteranno a Montichiari nel corso del tradizionale
open day che il gruppo Cis (consorzio che aggrega Comab, Agricam, Comazoo,
Comilat, Comisag e Comab Famiglia) organizza a conclusione di una giornata in
cui si farà sintesi di un anno di lavoro, sarà una passeggiata in confronto
alle gimkane che gli agricoltori affrontano nella trattativa sul prezzo del
latte, oppure nel confronto con i numerosi enti delegati ai controlli delle
campagne, oppure con la burocrazia e la carta da riempire che questa sollecita o la direttiva nitrati
oppure la crisi della suinicoltura oppure le emergenze come la "lingua
blu", la vescicolare o, in passato, mucca pazza. Problemi che la gestione
di Cis - che a fine 2007 conta 6156 soci con circa 25mila addetti - è riuscita
ugualmente a superare, perchè i ricavi sono cresciuti, e l'utile
accantonato anche e di conseguenza pure il patrimonio. Meno i ristorni, per i
quali la scelta è stata quella di mettere "fieno in cascina". IL
CONSORZIO - Il fatturato aggregato del consorzio è passato da
( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Indagato per atti
osceni, presiederà commissione d'esame a genova. colpa del computer DONATA
BONOMETTI genova. È accusato da un'alunna di essersi masturbato in classe nella
pausa pranzo. Per questo è sotto ispezione da parte della Direzione regionale
dell'Istruzione. E naturalmente la Procura indaga su di lui per atti osceni.
Carriera finita? Tutt'altro: il professore del liceo King di Genova finito
sotto i riflettori per un episodio infamante, anche se tutto da provare, è
stato nominato presidente di commissione degli esami di maturità in un altro
istituto, l'alberghiero Marco Polo. In un attimo la notizia ha fatto il giro
della scuola da settimane travolta da questa vicenda scabrosa e, probabilmente,
circolano già sapidi "boatos" fra gli studenti del Marco Polo che
dovranno dare l'esame con un presidente di commissione così chiacchierato.
Proprio oggi dovrebbe scattare un'altra ispezione al King per verificare la
seconda tranche di accuse riguardo ai comportamenti del prof di matematica e
fisica, non più a luci rosse, ma comunque piuttosto vessatori nei confronti
degli studenti. Riguardo alla nomina a presidente della commissione di
maturità, il direttore regionale dell'Istruzione Attilio Massara, che a quanto
pare non era ancora informato di questa assegnazione destinata a far discutere,
ha fornito particolari in un certo senso inquietanti sulla formazione delle
commissioni d'esame. Non c'è più, di fatto, l'intervento umano nelle scelte di
presidenti e membri, ma tutti i nominativi dei prof delle diverse scuole
confluiscono nel grande cervellone del ministero dell'Istruzione a Monte Porzio
Catone. Sempre attraverso il computer vengono assegnati i docenti nella varie
commissioni seguendo i criteri del punteggio e in base alle richieste. Che ne
sa dunque la "macchina" di tutto il baillamme che è successo al King
sconvolgendo insegnanti e ragazzi, classi e presidenza? Ignorandolo, ha
predisposto il meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non
solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno
che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia
non guarda in faccia a nessuno. servizio >> 23 30/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Indagato per atti
osceni, presiederà commissione d'esame a genova. colpa del computer DONATA
BONOMETTI genova. È accusato da un'alunna di essersi masturbato in classe nella
pausa pranzo. Per questo è sotto ispezione da parte della Direzione regionale
dell'Istruzione. E naturalmente la Procura indaga su di lui per atti osceni.
Carriera finita? Tutt'altro: il professore del liceo King di Genova finito
sotto i riflettori per un episodio infamante, anche se tutto da provare, è
stato nominato presidente di commissione degli esami di maturità in un altro
istituto, l'alberghiero Marco Polo. In un attimo la notizia ha fatto il giro
della scuola da settimane travolta da questa vicenda scabrosa e, probabilmente,
circolano già sapidi "boatos" fra gli studenti del Marco Polo che
dovranno dare l'esame con un presidente di commissione così chiacchierato.
Proprio oggi dovrebbe scattare un'altra ispezione al King per verificare la
seconda tranche di accuse riguardo ai comportamenti del prof di matematica e
fisica, non più a luci rosse, ma comunque piuttosto vessatori nei confronti
degli studenti. Riguardo alla nomina a presidente della commissione di
maturità, il direttore regionale dell'Istruzione Attilio Massara, che a quanto
pare non era ancora informato di questa assegnazione destinata a far discutere,
ha fornito particolari in un certo senso inquietanti sulla formazione delle
commissioni d'esame. Non c'è più, di fatto, l'intervento umano nelle scelte di
presidenti e membri, ma tutti i nominativi dei prof delle diverse scuole
confluiscono nel grande cervellone del ministero dell'Istruzione a Monte Porzio
Catone. Sempre attraverso il computer vengono assegnati i docenti nella varie
commissioni seguendo i criteri del punteggio e in base alle richieste. Che ne
sa dunque la "macchina" di tutto il baillamme che è successo al King
sconvolgendo insegnanti e ragazzi, classi e presidenza? Ignorandolo,
ha predisposto il meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara:
"Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla
commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a
nessuno. 30/05/2008.
( da "Provincia Pavese, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Nasce da mamma
in coma ma nessuno la riconosce IL CASO Ora i nonni si battono per sottrarla
all'adozione MILENA VERCELLINO TORINO. Per la legge italiana è una neonata
senza nome, nata il 22 maggio per parto indotto da una giovane donna in coma
farmacologico, investita due giorni prima da un'auto pirata a Casale
Monferrato. Per i nonni, una nipote da sottrarre all'adozione, passando per le
aule del Tribunale dei minori. E' la vicenda di una bimba di appena una
settimana. Una bimba che ora è ricoverata nella nursery dell'ospedale Santi
Antonio e Biagio di Alessandria, ora al centro di una contesa declinata sui
toni dell'assurdo. Tutto è iniziato la sera del 20 maggio, quando la futura
madre, una trentacinquenne di Casale Monferrato al settimo mese di gravidanza,
è stata travolta da una vettura in una tranquilla stradina della città
piemontese. Da quella sera la donna è in coma, ma il calvario si è trasformato
in groviglio legale due giorni dopo, quando i medici dell'ospedale di
Alessandria hanno deciso di praticarle un cesareo per far nascere la bimba:
"Ricoverata la donna in ospedale, i medici si sono resi conto che le cure
portate alla madre avrebbero potuto arrecare danni alla nascitura, ed hanno
optato per un parto indotto", spiega il legale dei nonni della piccola. Ma
ad ingarbugliare la matassa è stato lo stato civile della donna: la giovane non
è sposata, e il presunto padre della bambina "non ha fatto alcun passo per
riconoscere la piccola", spiega Casalone. "Ma al di fuori del
matrimonio, per la legge non c'è riconoscimento automatico, nemmeno da parte
della madre". Che, però, nel suo stato attuale, non può avanzare una
richiesta formale per rivendicare la maternità della neonata. Da qui, la
vicenda si è avvitata su tornanti sempre più intricati: il colpo di scena
successivo è stato il "niet" opposto dall'Ufficio Anagrafe di Casale
Monferrato ai genitori della donna, che si erano fatti avanti per prendersi
cura della bimba. E che si sono invece sentiti rispondere che, in assenza di un
riconoscimento formale, la piccola non è per la legge italiana loro nipote. Ma
il macigno più pesante piombato sui due anziani è quello successivo: per le
norme sull'adozione, nel caso in cui il figlio non sia riconosciuto né dalla
madre né dal padre, il tribunale deve dichiarare lo stato di adottabilità. Da
qui, la decisione di imboccare le vie legali: "Abbiamo presentato istanza
al Tribunale dei minori di Torino perché la bambina venga temporaneamente
affidata ai nonni in attesa che la madre stia meglio e possa riconoscere la bambina",
spiega Casalone, che parla si una situazione "assurda e
anacronistica". Per i genitori della donna, spiega il legale, "è una
corsa contro il tempo: se non dovesse essere accordato l'affidamento, quando la
bimba starà bene e sarà dimessa dovrà passare ad una struttura pubblica per
entrare nello stato di adottabilità". In questo
drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che
potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una
risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno
un'udienza di comparizione. Lo leggo come un buon segnale, speriamo di
ottenere l'affidamento", spiega Casalone.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL FRIULANO GLI
OSPEDALI Tondo: più sobrietà e meno dirigenti in Regione "Stiamo già
lavorando all'accorpamento dei servizi. Comparto unico da ripensare" È
evidente che mancano sia medici sia infermieri: le aziende devono spendere meno
per gli amministrativi e di più per chi sta in corsia Cambieremo la legge di
tutela Va tolto il silenzio-assenso per l'insegnamento e l'utilizzo negli enti
pubblici sarebbe un costo enorme di CIRO ESPOSITO TRIESTE Da neanche un mese ha
preso in mano il testimone di governatore. Testimone che gli è stato consegnato
dai cittadini del Friuli Venezia Giulia. Una vittoria netta, quella su Riccardo
Illy, che nasconde anche un pizzico di "nostalgia" dei cittadini per
un modo di fare e intepretare la politica stile anni '80-'90. Renzo Tondo,
questo stile ce l'ha nel suo dna di socialista. "La politica deve avere un
ruolo centrale" è il suo pensiero. E su questo credo ha già incardinato le
scelte sulla composizione della sua giunta. Ma Tondo ha anche dovuto affrontare
subito problemi concreti, a cominciare dal nodo Insiel. Vuole incidere sui
costi della politica, ma anche su quelli della burocrazia che peraltro è di intralcio
alla vita dei cittadini a chi vuol fare impresa. "Possiamo snellire la
macchina pubblica, utilizzando ove possibile, l'accorpamento di direzioni e
servizi. I costi onerosi del comparto unico devono poi tradursi in assegnazione
di maggiori competenze agli enti locali. Se impiegati e funzionari
guadagnano di più, deve esserci una ricaduta sulla comunità. E per il momento
questa trasformazione non si è vista". E sempre nell'ottica del risparmio
conferma la modifica della legge sul friulano voluta da Illy. A Roma chiederà
più risorse per la Sanità mentre il reddito di cittadinanza per i più poveri
sarà trasformato in un "assegno sociale". E da ieri è partita anche
l'operazione di riduzione dell'indebitamento. Presidente, l'opposizione
sottolinea che alcuni dei suoi assessori sono poco esperti. Intanto, nel '98 io
arrivai qui e mi trovai a gestire sei deleghe. Poi, ho privilegiato la volontà
dell'impegno e comunque il primato della politica che ci aiuta a capire la sintesi
delle varie situazioni e il modo in cui affrontarle. Per quanto riguarda
l'aspetto tecnico ci sono i direttori e gli uffici. Ho già apprezzato come gli
assessori abbiano mantenuto un profilo tranquillo. Vogliono capire le cose
prima di fare annunci roboanti. E per questo li ringrazio. Come intende
sviluppare i rapporti con l'opposizione? I cittadini hanno eletto un presidente
della Regione e un Consiglio. Non sono un uomo solo al comando. Quando ero
sindaco di Tolmezzo, finchè c'è stata un'opposizione forte, ho governato bene,
quando alla fine della legislatura, l'opposizione ha mollato, ho fatto degli
errori. Io vengo dalla tradizione socialista e vent'anni fa teorizzavamo la
democrazia conflittuale in alternativa a quella consociativa. Quindi ben venga
un rapporto anche duro con il centrosinistra ma con la nostra predisposizione
al dialogo. E il rapporto della giunta con Roma? Sarà improntato a tutelare la
nostra specialità senza alcuna subalternità relativa all'appartenenza.
Dialogheremo tra istituzioni con il vantaggio di avere buoni rapporti con molti
ministri che conosco bene e che vengono dalla tradizione socialista. Per quanto
riguarda l'aumento della compartecipazione l'obiettivo della legislatura è
ottenere il riallineamento della spesa sanitaria. Sull'abolizione del reddito
di cittadinanza si sono levate critiche anche dalla parte più cattolica della
sua maggioranza. Come pensa di procedere? Su questo i media hanno esagerato. Io
ho sempre e soltanto detto che il reddito di cittadinanza non è lo strumento
più adatto per dare risposta all'emarginazione sociale. Culturamente abbiamo
sempre detto che considerarlo un reddito era un errore. Detto questo, siccome
le leggi ci sono e adesso c'è la sua applicazione per il primo anno
sperimentale, lo applichiamo. Studieremo per il prossimo anno un nuovo
provvedimento anche alla luce dell'esperienza fatta quest'anno. Anche se il
fatto stesso che siano pervenute solo 2 mila domande a fronte dei 20 mila
aventi diritto ci indica che qualcosa non funziona. Evidentemente, si è
impantanato. A chi è disagiato un assegno sociale va garantito. E, nonostante
il comparto unico, evidentemente i sindaci non sono messi in grado di gestire
il servizio. Lei è critico sul comparto unico? L'operazione è costata un sacco
di soldi pubblici dei nostri cittadini. A dieci anni di distanza dalla legge
noi non abbiamo ancora la ricaduta per i cittadini. La logica non era quella di
premiare i dipendenti di Comuni, Province e Comunità montane rispetto ai
regionali, ma dare maggiori servizi. Anche l'assegno sociale va inserito
nell'ambito di nuove competenze che i Comuni dovranno gestire. Ma i dipendenti
non sembrano gradire la politica della mobilità. Io credo che la mobilità può
essere un valore. Non tutti i dipendenti sono triestini. Il trasferimento non
verrà imposto a nessuno ma per molti può essere un'opportunità. Dopo di che,
però, se nei Comuni prendono più soldi, che cosa danno in più? Facciamo il
comparto ma la piscina comunale resta aperta fino alle 10 di sera. E nella
sanità? Ci sono molti interventi da fare sulle strutture. Non abbiamo ospedali
da chiudere, abbiamo ospedali ai quali far fare cose diverse a seconda di ciò
che il territorio necessita. Abbiamo centri di eccellenza e la rete ospedaliera
deve soprattutto servire a garantire soprattutto i cronici, i terminali, gli
anziani... Con il lavoro che sta facendo l'assessore Kosic andremo in questa
direzione anche per evitare sprechi di denaro. Ma i sindacati chiedono
centinaia di nuove assunzioni. Avete già fatto una valutazione? Ci stiamo
lavorando. È chiaro che mancano medici e infermieri rispetto all'ideale e noi
dobbiamo vigilare affinché le aziende sanitarie spendano più risorse per
l'attività di corsia che non per gli amministrativi. La riforma va in questo
senso. Il progetto delle tre aziende di Illy incideva solo sui percorsi
amministrativi. Fare un'unica azienda a Udine avrebbe stressato il territorio
senza peraltro portare grandi benefici. A proposito di spesa, come ridurre i
costi della politica? In Consiglio ho fatto un appello alla sobrietà e il
presidente Ballaman ha già espresso le sue intenzioni di ridurre le indennità.
I miei assessori sono stati invitati a fare tutti i gesti che lancino un
messaggio. Quando decido di prendere un forestale come mio autista o quando
riduciamo a cinque gli assessori esterni, diamo messaggi importanti. Adesso
stiamo lavorando sull'accorpamento dei servizi. Dopo aver eliminato la
direzione alla comunicazione e quella generale prseguiremo. Se ci sono dei
servizi nei quali i dirigenti vanno in pensione valuteremo la praticabilità di
accorpamenti prima di rimpiazzarli. Ho detto questo agli assessori e ad altri
enti esterni. Una cosa da fare, poi, è riprendere in mano il comparto unico che
deve portare a una ricaduta sul sistema. A che punto è l'analisi sul debito?
Nella manovra di assestamento abbiamo già tagliato più di cento milioni di euro
del debito regionale. È stata, con la collaborazione di tutti gli assessori,
una prova di coerenza rispetto alle nostre promesse elettorali. Quel che è
certo è che Illy ha detto che ha portato più soldi, ma di solito ci si indebita
quando ci sono poche entrate. Ne ho parlato anche con la Corte dei Conti.
Facciamo il punto su Insiel. Siamo in attesa della proroga della Bersani. Con
Telecom le cose andavano meglio ma il mio obiettivo è che ci sia una presenza
pubblica minoritaria (35%) e una presenza privata maggioritaria (65%) in modo
tale che la presenza della Regione garantisca i patti parasociali. Difficile
con la Bersani? Io sono moderatamente ottimista. Arriva il comissario per la
costruzione della terza corsia dell'A4? A breve, assieme al presidente del
Veneto Galan, lo chiederemo al governo. E lo otterremo. E sul fronte delle
altre infrastrutture? Ci siamo posti obiettivi ambiziosi. Oltre alla terza
corsia dobbiamo partire con i cantieri per la Tav, valutare l'impatto della
Sequals-Gemona, attivare il collegamento dell'autoporto della Bassa con la rete
autostradale. Concluderò entro la legislatura i lavori dell'eterna incompiuta
la famosa A28 che sarà collegata con l'A27 costituendo così, anche con
l'utilizzo della variante di Mestre, un collegamento privilegiato verso Ovest.
Quanto costa allargare lo sconto sull'Irap alle piccole e medie imprese? Non
abbiamo ancora fatto una stima ma è un provvedimento da portare a compimento
entro la legislatura: premierà quella rete di piccole aziende che costituiscono
l'ossatura produttiva del Friuli Venezia Giulia. Si è chiesto se la nomina a
presidente di Massimo Paniccia fosse incompatibile con i suoi altri incarichi?
Mi sono posto il problema ma il ragionamento che ho fatto è molto logico. Mi
sono chiesto se avesse o meno le caratteristiche per fare il presidente di
Mediocredito. Paniccia è un imprenditore friulano di una media imprese, è
presidente delle pmi, ha professionalità nel settore finanziario, è un
innovatore. Quindi ho deciso che potesse essere un buon presidente. Lei ha
detto di essere un fautore del nucleare. Si può ipotizzare il progetto di una
centrale nel Friuli Venezia Giulia? A quanto mi risulta la nostra regione, per
la sua struttura morfologica, non rientra nei piani. Ma intanto le grandi
imprese chiedono subito energia a prezzi più bassi da importare attraverso gli
elettrodotti. La sua giunta appoggia questo progetto? Il nucleare ci verrà in
soccorso non prima di dieci anni. Ho fatto un sopralluogo in Austria e ho
constatato che l'impatto ambientale è limitato. Quindi credo che la
realizzazione di un elettrodotto vada avviata al più presto. Il rigassificatore
ha scatenato un po' di maretta dentro la parte triestina del suo partito. Dopo
aver parlato con il sindaco di Capodistria Popovich abbiamo concordato che una
struttura a mare non si può fare. Non ho pregiudizi ideologici sull'impianto a
terra ma ritengo che la morfologia del territorio triestino poco si adatti a
questa soluzione. Ad ogni modo siamo a disposizione del governo se vorrà
avviare le procedure di legge. In campagna elettorale sosteneva che aveva un
progetto per ammortizzare l'eventuale crisi occupazionale prodotta dalla chiusura
della Ferriera. Conferma questo impegno? Confermo che ho parlato con alcuni
imprenditori importanti disposti a investire in quell'area. Modificherete la
legge sul friulano varata nell'ultima legislatura? Confermo che la cambieremo.
Primo perché bisogna togliere il silenzio-assenso nelle scuole. E poi non è
possibile immaginare l'utilizzo del friulano negli enti pubblici. Non ha senso
e sarebbe una spesa enorme per le casse pubbliche.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE NOVITÀ DEI
QUATTROZAMPE Cora e Oscar, nuovi orfani al Gilros mentre Grey non ha avuto
fortuna Fortunatamente Duca, lo staffordshire Bull Terrier proposto la scorsa
settimana, ha subito trovato una bella nuova famiglia: va a vivere a San
Daniele del Friuli con alcune persone che già conoscevano l'animale e con non
hanno avuto dubbi sulla scelta, in una casa con giardino dove riceverà tutto
l'affetto che merita. Duca era stato lasciato dal proprietario a malincuore,
per problemi di salute che gli impedivano di occuparsene a tempo pieno. Anche
Tyson cerca una nuova casa da difendere: Pastore Tedesco maschio di 5 anni di
proprietà, dal pelo lungo, di buon carattere, equilibrato, vivace e sicuro,
cane dominante ma socievole e docile, molto adatto alla guardia. Dux invece, il
grosso Pastore del Caucaso, dopo aver avuto richieste dall'Umbria, in questi
giorni è stato richiesto da altre persone da varie parti d'Italia: si spera
nell'adozione del grosso ma giovane molosso, e soprattutto
che le burocrazie non ne blocchino il trasferimento. Altri amici sono in cerca
di sistemazione. Si ricorda tra gli altri Grey, adottata ma subito rientrata in
canile, Ruben, da anni ormai nella struttura, ottimo anche lui per la guardia,
e i nuovi arrivati Cora, Pastore del Caucaso femmina cucciolona, e Oscar,
simpaticissimo meticcio tipo Golden Retriever di taglia medio piccola e
giovane, molto vivaci e socievoli entrambi, da pochi giorni al Gilros dopo
essere stati abbandonati sulle strade della provincia. Per tutte le
informazioni, www.villaggiovacanzedelcane.com, tel.040/215081. Orario Gilros 10.00-12.00
e 14.30-16.30, domenica 10.30-11.30. Per addestramento, su appuntamento
tel.347/2351892, 338/4580964. Villaggio Vacanze del Cane s.n.c. Strada di
Prosecco, 1904 34016 Opicina; tel. +39040 215081;
www.villaggiovacanzedelcane.com.
( da "Nuova Sardegna, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia Strade, tutta
la città è allo sbando Emergenza in via Vittorio Veneto, nessun intervento del
Comune LA CIRCOLAZIONE NEL CAOS GUIDO PIGA OLBIA. Centinaia di automobilisti
ieri hanno rischiato di distruggere la loro auto, di finire fuori strada, di
scontrarsi frontalmente. E' successo nella parte alta di via Vittorio Veneto,
poco prima del bivio per la circonvallazione, nel tratto di strada abbandonato
dall'amministrazione comunale. Nonostante le numerose segnalazioni sulla
pericolosità di quel tratto, appena cento metri, né dall'ufficio del sindaco né
da quello dell'assessore ai lavori pubblici sono arrivate risposte. Tutto è
stato rinviato a un appalto. Ma la lentezza della politica
e della burocrazia non può
più essere una giustificazione. Gli automobilisti non possono più aspettare, né
il loro diritto alla mobilità in sicurezza può essere più offeso. "Ma che
diavolo ci vuole per mettere un po' d'asfalto sulle buche?" è la domanda
angosciata che numerosi cittadini si fanno e fanno all'amministrazione
comunale. La strada è impercorribile, ormai. In quei cento metri c'è di
tutto, tranne che asfalto. Le buche sono delle voragini, letteralmente. Fino a
qualche settimana fa, per evitarle, gli automobilisti avevano individuato una
traiettoria che dava vita a una gimkana pericolosissima. Erano allora partite
le prime proteste. Anche "La Nuova" aveva segnalato l'emergenza,
dando voce ai cittadini sempre più preoccupati. Nulla, in queste due settimane,
è cambiato. L'amministrazione si appella alla gara d'appalto prossima ventura.
L'opposizione non ha mai sollevato la questione. Par condicio, dunque. Ma
davanti a un'emergenza - che non sarà quella dei rifiuti campani ma è comunque
una priorità per centinaia di automobilisti - è giusto pretendere interventi
rapidi. "Basta un po' d'asfalto subito, poi si faccia la gara" dice
un cittadino. Ecco: non c'è bisogno di chissà quale specializzazione, è
elementare che, per mettere fine a un'emergenza così, basta mandare lì un paio
di operai per tappare le buche e consentire a tutti gli automobilisti di
circolare con sicurezza. Perché quella traiettoria di fortuna non esiste più e
passare su quei cento metri è un'impresa ad alto rischio. A peggiore la
situazione della parte alta di via Vittorio Veneto ci ha pensato la pioggia di
queste ultime ore. Ma l'emergenza ha accomunato tutta la città. Numerosissime
segnalazioni di disservizi sono arrivate da viale Aldo Moro. In via Di Cambio è
il trionfo dell'assurdo. Manca una griglia per raccogliere l'acqua piovana,
sicché i ruscelli che scorrono in viale Aldo Moro finiscono nella traversa,
allagandola e impedendo a numerosi cittadini di uscire dalle loro abitazioni.
"Abbiamo segnalato più volte la situazione al Comune, chiedendo una
griglia per raccogliere l'acqua - dicono alcuni residenti - ma non abbiamo mai
avuto risposte". Grossi disagi, sempre per via degli allagamenti, in via
Gramsci, un'altra traversa di viale Aldo Moro, e nell'area di via Veronese,
soprattutto all'incrocio con via dei Pini, in una zona in cui sono in corso dei
lavori pubblici. Decine le chiamate al centralino dei vigili del fuoco, che
hanno fatto l'impossibile per tutta la giornata.
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Palermo
Tre mesi di tempo per il cambio dei burocrati. Prime scelte sugli staff degli
assessori Spoils system, conto alla rovescia la Palocci a un passo dall'addio
Stavolta ha deciso davvero: se ne va. "Ho sempre sentito forte il
desiderio di tornare a casa, di ricongiungermi con la mia famiglia: credo che
questo momento sia ormai prossimo", soffia Gabriella Palocci, la
supermanager della Programmazione, la ex dirigente del Tesoro che da sette anni
guida in Sicilia l'imponente macchina dei fondi europei. Si avvicina la
chiusura definitiva del Por, è in fase di decollo il nuovo programma da nove
miliardi di euro: la Palocci, che più volte negli ultimi anni aveva annunciato
di voler lasciare, ora avverte che si avvicina la fine di un ciclo. "Ma
sono un rappresentante delle istituzioni, mica posso fuggire da un giorno
all'altro - dice la dirigente - Attendo di incontrare il presidente Lombardo
per stabilire insieme il migliore percorso, per il bene dell'amministrazione".
La certezza è un contratto che scade fra due anni, ma la Palocci andrà via
prima del termine: "Sono certa che si troverà una forma di risoluzione
consensuale, mettendo in primo piano l'interesse della Regione. Ripeto, devo
parlarne con il governatore". Il futuro della Palocci è il nodo principale
che Lombardo deve sciogliere, nel mettere mano agli assetti
della burocrazia. Da qui a
tre mesi il presidente può utilizzare lo spoils system, la facoltà riservata al
nuovo capo dell'amministrazione di cambiare i dirigenti con cui è chiamato a
lavorare. Sarà l'occasione per nominare anche l'erede della Palocci o alla
dirigente sarà chiesto di restare almeno fino al termine dell'anno,
quando si chiuderà la rendicontazione del Por? Non è l'unico dubbio sul tappeto.
L'altra questione di rilievo riguarda il ruolo del capo dipartimento della
Sanità, dopo la nomina di Luigi Castellucci alla guida dell'ufficio di
gabinetto di Lombardo. Il governatore ha deciso che Castellucci continuerà, per
il momento, a svolgere entrambi i ruoli (quello di Palazzo d'Orleans lo
esercita a titolo gratuito) ma per la successione pensa a un burocrate vicino
all'Mpa. Programmazione e Sanità: due gangli vitali dell'amministrazione
destinati a cambiare mano. Circostanza che, da sola, dà il senso di una
mutazione profonda, nella struttura burocratica della Regione. Per il resto,
nulla trapela sulle intenzioni di Lombardo, per ora impegnato a disegnare gli
equilibri di giunta. Probabilmente, anche per lo spoils-system si prenderà
tutto il tempo necessario. Non hanno perso tempo invece i neo-assessori di
Raffaele Lombardo che, in attesa di conoscere le proprie deleghe, hanno
cominciato a prendere i primi contatti per formare gli uffici di gabinetto.
Compito più facile per chi ha già rivestito in passato incarichi di giunta:
Francesco Scoma può scegliere fra Aldo Greco, che fu suo capo di gabinetto al
Lavoro e che potrebbe rientrare da pensionato e Ignazio Tozzo, dirigente con
esperienze al Bilancio e alla Sanità. Nello staff di Scoma anche Francesco
Faraci, docente nella facoltà di Economia e commercio a Palermo. Luigi Gentile,
matricola di An e uomo vicino al coordinatore regionale Giuseppe Scalia
assumerà probabilmente come capo di gabinetto Salvatore Falsone, che nella
scorsa legislatura ha lavorato con l'ex assessore all'Industria Giovanna
Candura. Punta invece sulla collaborazione di ex politici Roberto Di Mauro,
entrato al governo in quota Mpa. Di Mauro porterà nel suo staff Michele
Marciante, ex sindaco democristiano di Sciacca. Il segretario particolare di Di
Mauro sarà Giuseppe Melisenda, ex consigliere comunale a Raffadali. Giovanni La
Via, unico "superstite" della precedente giunta, potrebbe cambiare il
capo di gabinetto: al posto di Salvatore Belfiore, esperto dirigente regionale
in pensione, potrebbe arrivare Patrizia Valenti, già capo della segreteria
tecnica di Cuffaro. Ha fatto le sue scelte il neopresidente dell'Ars Francesco
Cascio: il capo di gabinetto sarà Paolo Modica, ex dirigente del servizio di
questura, la vice Maria Ingrao. e. la.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bruno Vespa Il segretario
generale della Cgil e i magistrati della Procura di Napoli costituiscono -
insieme con Antonio Di Pietro - l'opposizione più netta e visibile incontrata
finora dal governo Berlusconi. Di Pietro copre l'ala lasciata inopinatamente
scoperta dalla sinistra radicale: è attentissimo in verità a coprirsi sulla
destra (la sua vera collocazione ideologica) chiedendo la massima severità
sulla sicurezza, ma guida ormai da solo il fronte antiberlusconiano vecchia
maniera cavalcando con molta abilità la battaglia contro il presunto decreto
salva Rete 4 che, in realtà, con la televisione del Cavaliere c'entra - se
c'entra - solo di striscio. Se Di Pietro incarna la vera opposizione
parlamentare, Guglielmo Epifani incarna la vera opposizione politica. Con l'onestà
intellettuale che lo caratterizza, Epifani ieri ha smontato tutti i principali
provvedimenti del governo: dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa
all'immigrazione clandestina, dalla detassazione degli straordinari e dei premi
alla revisione dei contratti. L'altro ieri il suo rappresentante ha abbandonato
dopo un quarto d'ora il tavolo della trattativa con il ministro Renato Brunetta
considerandone inaccettabile il metodo di lavoro. Se è del tutto legittimo
contestare il merito di un provvedimento, è più difficile rifiutare
pregiudizialmente un metodo che si traduce nel ridurre all'essenziale le
pletoriche delegazioni sindacali e nel chiedere entro 48 ore una risposta alle
proprie proposte. L'Italia ha fretta. Sta morendo per una serie di malattie croniche
che l'hanno immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia
è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che
non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego
esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il
più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi
tira il carretto? E veniamo ai magistrati della procura di Napoli. Per
evitare che il primo sostituto di una qualsiasi procura campana blocchi con il
sequestro le discariche scelte da Guido Bertolaso dopo aver seriamente
compromesso il lavoro di Gianni De Gennaro, il governo ha deciso di
centralizzare i provvedimenti alla procura di Napoli e di affidarli a un
giudice collegiale: tre teste sono meglio di una. Non c'è dubbio che da un
punto di vista strettamente procedurale questa sia una forzatura. Ma le
situazioni di emergenza richiedono provvedimenti di emergenza. Il governo non
ha chiesto di essere sciolto dai vincoli di legge per le discariche. Ha deciso
soltanto di unificare le procedure per avere un solo punto autorevole di
controllo, evitando le guerriglie giudiziarie che purtroppo da molti mesi
sconvolgono il panorama politico e amministrativo italiano. E a proposito di guerriglie,
il gelo - a destra ma anche a sinistra - ha accolto i venticinque provvedimenti
di arresto di dirigenti a vario titolo interessati al problema delle discariche
campane. Delegittimando lo stesso prefetto di Napoli, che a quanto si dice
avrebbe evitato l'arresto per miracolo. E colpendo al cuore la stessa struttura
di Bertolaso. Tutte persone di collaudata correttezza. Dalle intercettazioni
telefoniche non risultano mai sospetti di concussione o tentativi di
corruzione. C'è soltanto il libero linguaggio di chi deve affrontare
un'emergenza avendo contro quella parte del governo Prodi (Alfonso Pecoraro
Scanio soprattutto) che costrinse Bertolaso alle dimissioni. Si è fatto ricorso
al telefono a un linguaggio da caserma per motivare provvedimenti bruschi e
perfino necessariamente disinvolti? Si può attraversare un cerchio di fuoco in
abito da sera? Tutto come prima, dunque? Cgil e magistratura contro Berlusconi?
No, stavolta il clima nazionale è molto diverso. I magistrati di Napoli si
sentono isolati, sanno che la gente non li capisce più. Si sentirà un po'
isolato anche Epifani? È un uomo intelligente e sa, come gli ha predetto il
collega Raffaele Bonanni, che stavolta rischia di farsi male. Bruno Vespa,
giornalista e scrittore, dirige e conduce "Porta a porta" su RaiUno.
30/05/2008 I pm di Napoli sanno che la gente non li capisce più. E Epifani
rischia di farsi male 30/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Genova
Studenti: "Deferrari o Spadolini? L'importante è contare di più"
"Un appello al futuro rettore, non ci lasci più fuori dalla porta delle
decisioni" MICHELA BOMPANI "Ci sentiamo più utenti di una
municipalizzata che discenti". "Non lasciateci più fuori dalla porta
delle decisioni". "Sul piano informatico siamo all'età della pietra:
vogliamo più servizi sul web". Gli universitari genovesi entrano
nell'agone della campagna elettorale per il Rettore. Chi tifa per Deferrari,
chi per la Spadolini, tutti però chiedono all'unisono, al nuovo vertice
dell'Università, una partecipazione più determinante nelle decisioni
dell'Ateneo. "Speriamo prevalga Benedetta Spadolini - dice Francesco
Bertazzo, leader di "Libertà è Partecipazione", che muove un grosso
numero di studenti a Lettere - potrebbe diventare un'interlocutrice attenta
alle nostre esigenze, anche se non c'è troppo tifo per questa campagna
elettorale. Diciamo che scegliamo il male minore". Chiede più attenzione,
ad entrambi i candidati: "Noi e il personale tecnico amministrativo siamo
voci spezzate nel governo dell'Università - prosegue - sia negli organi di
Ateneo sia nei consigli di Facoltà spesso non possiamo partecipare alle
decisioni e addirittura dobbiamo uscire dall'aula". La prima urgenza che
il nuovo Rettore dovrà risolvere è, per Bertazzo, "la comunicazione, tra
l'Ateneo e gli studenti e tra i dipartimenti e gli studenti. E il web è poco
sfruttato, rispetto a tutti gli altri Atenei italiani, a parte rari casi
virtuosi". S'affianca il "collega" Stefano Gherardi, del
Movimento degli Studenti nella stessa Facoltà: "Non ci riguarda l'elezione
del Rettore, così come è oggi. Noi siamo ininfluenti, adesso e dopo, nel
governo dell'Università. Abbiamo chiesto ad entrambi i candidati di alzare dai
cinque attuali a undici (uno per Facoltà) i membri della nostra rappresentanza
nel senato accademico". Fa eco, da Medicina, Cristiano Alicino, fondatore
della Lista civica che raccoglie la maggioranza degli studenti, e si schiera
con il suo ex preside Giacomo Deferrari: "Il nostro parere dovrebbe essere
vincolante, nelle decisioni che riguardano i servizi di cui usufruiamo".
E, ancor più fortemente, invoca un funzionamento vero delle commissioni
paritetiche: "Già zoppica la valutazione degli studenti sulla didattica
dei docenti, è inesistente invece il controllo sui bilanci dei dipartimenti,
nei quali, per altro, vanno la maggior parte delle tasse che paghiamo". E'
forte, Alicino, dei risultati appena ottenuti: nella sua Facoltà, la
partecipazione degli studenti è massiccia, la corsa alle urne di un terzo degli
allievi, due settimane fa, è stata determinante nell'elezione del nuovo
Preside, Giancarlo Torre. "Scelgo Deferrari perché mi legano a lui una
profonda conoscenza e stima, e non conosco l'altra candidata - prosegue - credo
che la prima urgenza del nuovo Rettore sia una razionalizzazione edilizia
complessiva, la gestione scellerata finora condotta ha prodotto un'emorragia di
denaro. L'Albergo dei Poveri è un pozzo senza fondo, l'Hennebique non ha ancora
una soluzione concreta, gli Erzelli produrranno un impegno economico
grandissimo". Anche il suo compagno di studi Alessandro Spirito,
rappresentante della stessa Lista civica, conferma il tifo per Deferrari, anche
se critica la campagna elettorale di entrambi i candidati: "E' troppo
mediatica, troppo giocata sui giornali". Alicino è inflessibile e anche
lui calca sul ruolo degli studenti che deve diventare più pesante "Devono
funzionare, e oggi non succede, gli organismi che esistono di controllo degli
studenti sui docenti. La nostra condizione quotidiana è predicare nel deserto,
nessuno ci ha ascoltati e considerati, finora. All'Università di Genova prevale
sempre e comunque la gerontocrazia". Poi, punta il dito su una carenza
macroscopica dell'Ateneo: "Mancanza grave dei servizi multimediali,
dall'iscrizione agli esami alla gestione del piano di studi sul web: siamo gli
ultimi in Italia". Non saprebbe scegliere tra Spadolini e Deferrari,
Marco, di Ingegneria: "Non rappresento nessuno, se non me stesso, ma ribadisco ciò che la maggioranza dei miei compagni dice:
l'elezione del Rettore sarà ancora una volta come il Gattopardo, cambia tutto
per non cambiare nulla. Ci sentiamo più utenti di una municipalizzata che
discenti - scandisce - ciò che interessa all'Ateneo è il pagamento puntuale
delle tasse, l'organizzazione degli studi è farraginosa, la burocrazia è kafkiana".
( da "Tirreno, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Una donna sola
dentro gli orrori del Novecento Dacia Maraini presenta il romanzo "Il
treno dell'ultima notte" PRATO. Dacia Maraini sarà ospite domani (ore
21.30) al Teatro Cicognini di Prato per la serata conclusiva della rassegna
Libri d'Italia 2008, promossa dall'assessorato alla cultura del Comune di Prato
insieme al Kiwanis Club Prato Centro Storico; la celebre scrittrice presenterà
insieme con Stefano Coppini il suo recentissimo romanzo "Il treno
dell'ultima notte", appena uscito da Rizzoli, per poi rispondere alle
domande del pubblico. Protagonista del romanzo è Amara, una giovane aspirante
giornalista. Nonostante il divieto espresso da parte del Duce di utilizzare
nomi non riconducibili ai santi, suo padre era riuscito a far registrare
all'anagrafe quel "Maria Amara Sironi", un nome, ma anche un
aggettivo, che rivela il senso di questa appassionante vicenda. Amara come la
realtà, amara come la vita. Il nuovo romanzo di Dacia Maraini corre sul doppio
binario della storia, attraverso le campagne sconfinate e gelide dell'Europa
dell'Est, attraverso la cortina di ferro. Una giovane donna varca da sola il
confine con l'altro lato del mondo, nel 1956, alla ricerca di Emanuele, il suo
amico d'infanzia disperso ad Auschwitz. Tra vecchi registri impolverati e
anguste biblioteche di regime in cui gli archivi dell'epoca vengono
letteralmente seppelliti, incastrata tra le maglie di una burocrazia macchinosa e avvilente, Amara
si troverà nel bel mezzo della rivolta ungherese. Alla ricerca di un affetto
privato, Amara si addentrerà nel labirinto di una grande tragedia storica,
l'olocausto, per giungere alla fine al cospetto di una guerra simbolo
dell'abisso in cui è piombato il Novecento. Dacia Maraini in queste
pagine rende il suo omaggio, di donna libera e impegnata, al secolo appena trascorso,
toccando i nodi centrali, i nervi ancora scoperti di una società che ha
sperimentato l'orrore della civiltà e che lentamente prova a risollevarsi. Lo
fa regalandoci un personaggio femminile ricco di umanità e verità, una donna
capace di superare le paure e le convenzioni per vivere in prima persona,
toccare con mano, la tragedia che si consuma in Europa e di cui nessuno è
ancora consapevole. Una donna carica di un coraggio che solo il desiderio di
conoscenza può ispirare, che diventa simbolo di una passione tutta umana per la
ricerca.
( da "Tirreno, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Nata da
madre in coma, è guerra Il padre naturale non la riconosce, la legge blocca i
nonni Tocca al tribunale dei minori impedire l'adozione ad estranei IL CASO
Casale Monferrato, la donna fu travolta da un'auto MILENA VERCELLINO TORINO.
Per la legge italiana è una neonata senza nome, nata il 22 maggio per parto
indotto da una giovane donna in coma farmacologico, investita due giorni prima
da un'auto pirata a Casale Monferrato. Per i nonni, una nipote da sottrarre
all'adozione, passando per le aule del Tribunale dei minori. E' la vicenda di
una bimba di appena una settimana. Una bimba che ora è ricoverata nella nursery
dell'ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria, ora al centro di una
contesa declinata sui toni dell'assurdo. Tutto è iniziato la sera del 20
maggio, quando la futura madre, una trentacinquenne di Casale Monferrato al
settimo mese di gravidanza, è stata travolta da una vettura in una tranquilla
stradina della città piemontese. Da quella sera la donna è in coma, ma il
calvario si è trasformato in groviglio legale due giorni dopo, quando i medici
dell'ospedale di Alessandria hanno deciso di praticarle un cesareo per far
nascere la bimba: "Ricoverata la donna in ospedale, i medici si sono resi
conto che le cure portate alla madre avrebbero potuto arrecare danni alla
nascitura, ed hanno optato per un parto indotto", spiega il legale dei
nonni della piccola. Ma ad ingarbugliare la matassa è stato lo stato civile
della donna: la giovane non è sposata, e il presunto padre della bambina "non
ha fatto alcun passo per riconoscere la piccola", spiega Casalone.
"Ma al di fuori del matrimonio, per la legge non c'è riconoscimento
automatico, nemmeno da parte della madre". Che, però, nel suo stato
attuale, non può avanzare una richiesta formale per rivendicare la maternità
della neonata. Da qui, la vicenda si è avvitata su tornanti sempre più
intricati: il colpo di scena successivo è stato il "niet" opposto
dall'Ufficio Anagrafe di Casale Monferrato ai genitori della donna, che si erano
fatti avanti per prendersi cura della bimba. E che si sono invece sentiti
rispondere che, in assenza di un riconoscimento formale, la piccola non è per
la legge italiana loro nipote. Ma il macigno più pesante piombato sui due
anziani è quello successivo: per le norme sull'adozione, nel caso in cui il
figlio non sia riconosciuto né dalla madre né dal padre, il tribunale deve
dichiarare lo stato di adottabilità. Da qui, la decisione di imboccare le vie
legali: "Abbiamo presentato istanza al Tribunale dei minori di Torino
perché la bambina venga temporaneamente affidata ai nonni in attesa che la
madre stia meglio e possa riconoscere la bambina", spiega Casalone, che
parla si una situazione "assurda e anacronistica". Per i genitori
della donna, spiega il legale, "è una corsa contro il tempo: se non
dovesse essere accordato l'affidamento, quando la bimba starà bene e sarà
dimessa dovrà passare ad una struttura pubblica per entrare nello stato di
adottabilità". In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri
pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda
della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei
minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione. Lo leggo
come un buon segnale, speriamo di ottenere l'affidamento", spiega
Casalone.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
FORLI' AGENDA pag.
13 )DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE '... UTENTI Il costo della burocrazia )DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE
'prime donne' della politica nazionale nei giorni di campagna elettorale si
sono proposti agli elettori, come al solito,con programmi elettorali che hanno
come intento principale quello di rilanciare un'economia in stato comatoso.
Non ho visto però nessun leader sensibile a un problema quotidiano dei cittadini
e degli imprenditori: la burocrazia. Questa cancrena
ha sempre favorito pochi a danno del Paese.Per i cittadini sarebbe stato un
grande conforto aver saputo che un certo candidato si fosse proposto di rendere
più efficiente e più trasparente la macchina amministrativa e quella
giudiziaria. Il cittadino, infatti, è in costante pericolo sia in casa, sia
fuori. Posti agli incroci ci sono i semafori cosidetti intelligenti con il
giallo che dura un secondo e sulle strade gli autovelox, nascosti, non vengono
usati per fare prevenzione, ma solo per incassare soldi. E il cittadino spesso
è inerme di fronte al potere della burocrazia. Lo
stato di diritto de facto è in agonia. Infatti se l'amministrazione scrive ai
cittadini e questi non rispondono, allora sono grane,ma se i cittadini scrivono
e l'amministrazione non risponde, cosa può fare il cittadino? Riscrive diverse
volte ed infine va dal difensore civico e a questo l'amministrazione risponde!
Non è forse arroganza... Andrea Mantellini cons. Circoscrizione 1 )SANTA SOFIA
A proposito di concertazione... SENZA volere replicare alla confusa lettera in
data 21 maggio di Maurizio Casadei, segretario provinciale Uiltucs, che non
merita risposta per i toni e le affermazioni ma essendo stato chiamato in causa
mi preme fare alcune precisazioni in merito alla concertazione sulla deroga
alla chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali imposti con delibera di
giunta regionale n. 2164. Innanzitutto va detto che al tavolo della
concertazione erano presenti, oltre ai sindacati dei lavoratori anche le
associazioni di categoria dei commercianti e le amministrazioni Comunali di
Santa Sofia, Premilcuore e Galeata in quanto facenti parte della Zona Due Valli
della Comunità Montana che gestisce in forma associata il servizio attività
produttive. Queste ultime si erano preventivamente accordate sui criteri da
adottare per corrispondere alla delibera regionale e allo stesso tempo tenendo
presenti le peculiarità delle attività e gestioni commerciali dei tre Comuni
montani. Il tentativo di concertazione si è svolto presso il Comune di Galeata,
il tutto per circa cinque ore di discussione nelle quali si è vanamente cercato
di far capire alle associazioni sindacali dei lavoratori che gli esercizi
commerciali di questi piccoli Comuni di montagna non possono non essere
considerati se non servizi alle popolazioni e attività che si reggono su
fragili economie. Sono servizi che non si possono permettere, pena di chiusura,
di perdere anche solo una parte dei loro ricavi e, sicuramente, non possono
essere paragonati agli esercizi commerciali della riviera e alle grandi
strutture di vendita. Inoltre la quasi totalità degli esercizi è a conduzione
familiare. La proposta delle tre amministrazioni comunali è stata approvata da
Confcommercio e Confesercenti che hanno anche dichiarato l'avvenuta
concertazione mentre le rappresentanze sindacali hanno abbandonato il tavolo di
concertazione dichiarando che la stessa non è avvenuta. Ognuno può avere la
propria opinione sul concetto di democrazia, credo però che Casadei ne abbia
una visione alquanto personale. Con l'ordinanza assunta i tre sindaci non hanno
posto alcun obbligo ma hanno solo dato facoltà di apertura a chi è interessato
nelle giornate del Lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto,
2 novembre, 26 dicembre. Questo non è mancanza di regole ma è chiara volontà
politica di permettere ai titolari di gestire la propria attività senza
interferenze dell'amministrazione comunale. Fabio Mantini, assessore Comune S.
Sofia )DEGRADO L'ex-Eridania e i cittadini ignari LEGGO sul Carlino una lettera
dell'assessore Capacci nella quale denuncia all'autorità giudiziaria una
presunta infrazione commessa da uomini di destra per avere ? secondo lui ?
visitato notte tempo e violato la grande riserva che è divenuta l'ex-Eridania.
Che sia una cosa vergognosa la zona completamente abbandonata dell'ex-Eridania
è ormai risaputo, che diventi secondo Capacci una zona che non si può nemmeno
guardare fa un po' ridere se non stupire dal constatare che la mentalità
stalinista è ancora viva soprattutto in coloro che dovrebbero risolvere il
degrado ma che si limitano a impedire che i cittadini sappiano qual è la realtà
sotto la loro diretta partecipazione al potere. Una volta ? almeno in Romagna ?
come veniva chiamata una persona che si rivolgeva alla magistratura per
segnalare qualche presunto reato commesso da cittadini ignari? Lascio ai
'compagni' la risposta. Vittorio Dall'Amore consigliere provinciale An
)VIABILITA' I cantieri stradali e le zanzare tigre VIA RAVEGNANA fino alla
rotonda svincolo dell'Autostrada è dotata di una bella pista ciclabile. Il
fondo asfaltato ha molti tratti rabberciati, ma il ciclista almeno viaggia in
sicurezza. La pista si interrompe poco prima di raggiungere il soprapasso autostradale
riprendendo poi verso l'attigua zona industriale del 'Gigante' dopo l'incrocio.
L'interruzione è generata in quanto i lavori di esecuzione non sono mai stati
completati. Lo spazio riservato alle piste ciclo pedonali ? su ambo i lati ?
sono attualmente due profonde voragini. L'eventuale pedone o ciclista deve
percorrere circa 30 metri, tenendosi il più possibile vicino al guard rail,
sfiorato da automobili che difficilmente rispettono i limiti di velocità e
dalle interminabili ruote di un auto articolato o camion con rimorchio. La
situazione è peggiorata dal consistente abbattimento di luminosità data la
lunghezza della tratta. Le suddette voragini contengono acqua stagnante in cui
proliferano larve di zanzare che, in campagna di lotta alla zanzara tigre,
rende assolutamente assurda la mancata iniziativa di intervento per migliorare
la situazione sotto ogni punto di vista. Alberto Ramilli )POLITICA Il Pd deve
avere più coraggio IN MERITO ai gravi fatti accaduti, all'Università 'La
Sapienza' non possiamo che condannare la violenza politica, da qualsiasi parte
essa provenga. È vergognoso che nelle nostre università avvengano scontri ed
episodi di violenza tra i giovani, e questo accade, proprio quando in
parlamento si stanno cercando di abbassare i toni di una politica inutilmente
esasperata che per troppi anni hanno minato e rallentato la crescita del paese.
Forza Italia Giovani Forlì si augura che si continui sulla strada del dialogo e
della libera e pacifica convivenza sul quale la democrazia si fonda. Ci
auguriamo che il Pd cercando di tornare al potere, non ripeta gli stessi errori
del passato inglobando anche fasce estreme e violente di sinistra. Il Pd
dovrebbe riflettere su questi episodi perché se veramente vuole rompere
l'alleanza con la sinistra radicale, dovrebbe avere il coraggio di presentarsi
da solo a livello locale come ha fatto a livello nazionale. Purtroppo sappiamo
che questo difficilmente avverrà per colpa della fitta ragnatela delle
clientele rosse instaurata in tutti questi anni di pessimo governo locale di
centro sinistra. Davide Minutillo, vice-commissario provinciale Forza Italia
Giovani Image: 20080530/foto/3471.jpg.
( da "Adige, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Agostino
Peroni riconfermato all'Assindustria L'assemblea degli industriali del comprensorio
della Vallagarina - che si è riunita l'altroieri sera alla Sandoz di Rovereto -
ha confermato Agostino Peroni quale delegato responsabile di Confindustria
Trento. Con lui sono stati confermati anche gli altri due delegati Alessandro
Benedetti e Paolo Manica per il biennio 2008-2010. Tra i vari temi affrontati
nel dibattito è emersa in particolare l'emergenza legata all'elevato costo
dell'energia, che in Italia è più elevato rispetto agli altri paesi europei.
Come ha ricordato la presidente di Confindustria Trento, Ilaria Vescovi,
l'Associazione ha costituito un gruppo di lavoro sull'energia (coordinato da
Paolo Mazzalai) e nelle prossime settimane presenterà delle proposte sul
mercato energetico trentino, anche alla luce degli ultimi sviluppi relativi
alla costituzione delle due newco provinciali. Secondo
Agostino Peroni questa è una delle priorità per l'industria lagarina, assieme
alla necessità di rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali,
potenziare la rete stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e
semplificare la burocrazia.
30/05/2008.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALTELLINA: PRIMO
PIANO pag. 2 Parco delle Orobie sempre più vicino ai turisti Raddoppia il campo
di lavoro in collaborazione con Legambiente e l'ente "taglia" la burocrazia
SONDRIO di PARIDE DIOLI ? SONDRIO ? RADDOPPIA IL CAMPO di lavoro del Parco
delle Orobie valtellinesi in collaborazione tra l'ente di Via Sauro e
Legambiente. Si tratta di una delle tante iniziative messe in cantiere per il
2008 dal Consiglio direttivo del Parco e dal presidente Walter Raschetti che
stanno cercando di sburocratizzare l'area protetta avvicinandola alla
gente e ai turisti in particolare. "SINO ALL'ANNO SCORSO il campo di
lavoro - spiega il presidente Raschetti - era limitato alla Val Lesina. Ma il
richiamo di volontari da tutta Europa, per lo più qualificati ed esperti di
scienze naturali, ha fatto sì che l'idea iniziale possa trovare un felice
sbocco nella sua riproposta in un'altra area del versante valtellinese. Si è
così optato per la Valle di Albaredo, dove c'è molto da fare per rendere fruibile
questo ambiente davvero interessante sia sotto il profilo naturalistico che
etnografico". FRATTANTO sta avendo un considerevole successo il corso
"Cucinare con la natura" proposto dal Parco e iniziato nei primi
venerdì di maggio con una serie di lezioni dello chef Egidio Della Valle.
"Il corso era limitato a 20 partecipanti, ma le iscrizioni sono state
davvero parecchie - conferma Raschetti - al punto che abbiamo allargato a 25
partecipanti. E' importante aver creduto in questa iniziativa che punta a riscoprire
i piatti della tradizione". La seconda sessione è prevista dal 7 al 28
novembre sempre presso il Centro polifunzionale di Albaredo. C'È POI UN
PROGETTO in collaborazione con il Museo civico di Storia naturale di Morbegno e
il gruppo floristico G.F. Massara. A partire da sabato 7 giugno si terrà un
corso sulla flora alpina della provincia di Sondrio. Il corso sarà strutturato
in 4 lezioni teoriche seguite da un'uscita sul territorio. Le lezioni teoriche
si svolgeranno presso la sala polifunzionale della biblioteca di Piateda, con
inizio alle 21. Il programma prevede la prima serata sabato 7 giugno per
presentare il tema "Gli arbusteti", mentre sabato 14 giugno si
parlerà di "I pascoli e le praterie alpine". Entrambi gli incontri saranno
condotti da Roberto Ferranti. La serata di sabato 21 giugno vedrà la
partecipazione del botanico Franco Zavagno che parlerà delle "Zone
umide", mentre l'ultima lezione teorica su "Le rupi e i
ghiaioni" si svolgerà sabato 28 giugno e sarà tenuta da Roberto Ferranti.
Per domenica 29 giugno è prevista l'uscita didattica sul territorio con Roberto
Ferranti e dall'accompagnatrice di mezza montagna Raffaella Crema.
( da "Arena, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONVEGNO. Al Salone
d'Impresa rivendicata la priorità del manifatturiero per l'economia "Fare
dell'industria il motore del Veneto" Portare l'industria al centro del sistema
economico italiano per invertire la spirale negativa che pregiudica le sorti
dell'Italia. Portare perché, in realtà, finora il manifatturiero è stato
sistematicamente trascurato da un sistema passato da un'impostazione
agricolo-commerciale a una centrata sui servizi pubblici (burocrazia imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie
alla forte spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni
50, è passato da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a
quello calabrese, a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che
pone i veneti in prima fila. Linea di condotta - da generalizzare - è
stata sottolineata anche al "Cernobbio del Veneto", al Salone
d'impresa, in un seminario dedicato a "Sviluppo economico e competitività
delle imprese". A condurre il ragionamento verso la direzione di una
"scoperta" dell'industria centrale nell'economia è stato
l'industriale di lungo corso Luigino Rossi, padrone di casa a Villa Foscarini
Rossi, sede anche del Museo delle calzature del Brenta. Rossi - con alle spalle
la lunga esperienza di produttore di scarpe di altissima fascia, attività
avviata nel 1962 producendo con licenza Dior - è partito dal concetto che non
tutto è moda (al massimo è tendenza) e che vera moda è, piuttosto, ciò che è
bello, caro, pulito e ricercato. Il segreto del Veneto industriale, quindi, è
sulla traccia del vissuto: dove ci sono eccellenze spiccano anche le esperienze
imprenditoriali del Veneto. Anche quando si produce su licenza. Perché si
mettono assieme, nel tempo, esperienze diverse, si ricevono proposte di
cambiamento e di stimolo. Purché si miri sempre al massimo livello.Tanto che
Rossi ha un mercato mondiale ed in Italia vende solo il 5% di una produzione
che, proprio per come è concepita, non si può delocalizzare. La ricetta,
quindi, per il Paese, è quella di specializzare ("fare al meglio quello
che sappiamo fare" mentre la logistica, ad esempio, va affidata agli
esperti), di alzare sempre più il livello delle produzioni con l'industria al
centro il Paese, quindi, può ritrovare vigoria, a patto che ci sia il supporto
del sistema finanziario e di quello politico. "Risollevare l'economia
attraverso l'industria", quindi , a patto che il sistema delle banche
("che ha finanziato solo le grandi imprese... con risultati
disastrosi") tratti bene lo zoccolo vero del sistema, costituito
dall'impianto produttivo della piccola e media impresa, finora costretto a
pagare il massimo di interessi ed a dare garanzie assolute. Ed a patto che si
attui una politica industriale-mai finora realizzata a sinistra come a destra.
E poi che la politica sindacale guardi alla piccola e media impresa con uno
sguardo lanciato nel tempo. Ad esempio, il tessile- abbigliamento (che oggi
impone qualità e immagine, velocità, piccole partite e costi contenuti) si sta
perdendo perché ha la stagionalità e la flessibilità diventa indispensabile.
F.R.
( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Planet serve un
accordo tra paesi per una governance dell'economia Non incolpate la
globalizzazione per tutti i mali del mondo Fracasso ha scritto, insieme a
Ferdinando Targetti, "La globalizzazione economica" (Brioschi). I due
autori ne discuteranno oggi, al Festival dell'Economia di Trento, con Arturo
Artom e Paolo Guerrieri. Le trasformazioni subite dal mondo negli ultimi
decenni sono state di un'intensità straordinaria. L'accresciuta interdipendenza
tra i paesi del mondo e l'emergere di alcune economie hanno prodotto un vero e
proprio sconvolgimento nell'ordine economico mondiale e in quello interno ai
singoli paesi. Il processo di integrazione economica internazionale e lo
sconvolgimento che ne deriva prendono il nome di globalizzazione. Il contributo
che la globalizzazione può dare allo sviluppo di un paese è importante. Una
graduale integrazione economica può aumentare le opportunità di crescita più di
quanto non possano fare politiche di chiusura e isolamento. La circolazione di
idee, persone, merci e capitali può infatti condurre a un uso più efficiente
delle risorse e innestare un circolo virtuoso di innovazione, dinamismo ed
efficienza. La globalizzazione, tuttavia, è accompagnata da acute
contraddizioni. Essa ha degli effetti, in particolar modo ridistributivi, che
soprattutto nel breve termine colpiscono negativamente alcuni paesi, fasce
sociali e persone. La compresenza di soggetti che guadagnano e perdono da una
maggiore integrazione genera istanze politiche contrapposte. Da un lato spinte
liberalizzatici e di apertura, dall'altro pulsioni protezioniste e di chiusura.
Ciò rende la globalizzazione un processo tutt'altro che stabile nel tempo che
ha storicamente più volte accelerato, decelerato e persino cambiato di
direzione a seconda dell'interazione delle forze politiche ed economiche
all'opera. Sebbene fare previsioni sia difficile, l'osservazione del passato e
un'analisi delle forze oggi in gioco possono aiutare a individuare i principali
fattori critici che influenzeranno il futuro andamento del processo. Il primo
fattore di criticità riguarda la legittimità politica e morale della
globalizzazione alla luce delle sue conseguenze sulla distribuzione
internazionale della ricchezza, sull'ambiente, sulla povertà e sulla
disuguaglianza tra ed entro i paesi. Il secondo riguarda i limiti che la
globalizzazione pone ai governi nel mettere in atto politiche nazionali in
materia industriale, ridistributiva e di welfare. Il terzo fattore ha a che
vedere con la frequenza e le dimensioni delle crisi finanziare legate al
processo di liberalizzazione dei movimenti internazionali di capitali. Il
quarto aspetto riguarda i mutamenti dell'assetto politico internazionale di
fronte all'avanzata di grandi paesi emergenti, alle difficoltà delle
negoziazioni multilaterali e alla crisi di molte istituzioni internazionali.
Ciononostante, far derivare solo dall'integrazione economica molti dei mali che
affliggono paesi e singoli individui è sbagliato e pericoloso in quanto per
poterli affrontare concretamente è necessario distinguerne le cause nazionali
da quelle internazionali. Infatti non deve essere dimenticato che gli effetti
concreti della globalizzazione dipendono dalle caratteristiche precise dei
processi di integrazione e dalle politiche (economiche, sociali, scolastiche,
ecc.) che la accompagnano. Proprio per questa ragione una globalizzazione della
politica risulta necessaria. Dall'accordo tra i paesi deve emergere una
governance dell'economia mondiale che assicuri uno sviluppo sostenibile, la
riduzione dei divari tra paesi e il normale funzionamento dei meccanismi di
riequilibrio internazionale (come i tassi di cambio). Le istituzioni economiche
e gli organismi politici internazionali devono inoltre coinvolgere in modo
attivo un numero maggiore di paesi per consentire un miglior coordinamento
delle politiche nazionali, agevolare la capacità decisionale dei governi e
prevenire una race to the bottom negli standard ambientali, lavorativi,
finanziari e di tassazione. I singoli paesi devono, dal canto loro, attuare le
riforme necessarie a esporsi alla concorrenza internazionale, a mantenere un Welfare State forte e inclusivo e a sviluppare un
sistema scolastico adeguato oltre che una burocrazia credibile ed efficiente. Il futuro della globalizzazione è
condizionato dall'efficacia di tutte queste politiche. La globalizzazione non
va demonizzata, né fermata: è piuttosto necessario governarla con la
partecipazione di tutti i paesi e delle forze sociali. anticipazione da
www.nelmerito.com 30/05/2008.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CESANO MEDA pag. 16
Bando di 1,5 milioni di euro per le imprese creative La Camera di commercio
investe nella qualità di GABRIELE BASSANI ? CESANO MADERNO ? RACCOGLIERE le aspettativedel
territorio per riuscire a dare risposte concrete ed efficaci in termini di
servizi e di sostegni alle imprese. E' con questo obiettivo che la Camera di
Commercio di Monza e Brianza, operativa dal luglio dell'anno scorso come prima
istituzione ufficiale autonoma della nuova provincia, sta proseguendo una sorta
di tournée nei principali centri brianzoli per tastare il polso della
situazione economica locale. Non a caso si chiamano "Brianza
economica" i workshop avviati sul territorio, prima a Vimercate, l'altra
sera a Cesano Maderno, ieri a Giussano. Per ascoltare prima ancora di proporre.
GLI IMPRENDITORI chiedono una Camera di commercio cucita su misura per le
esigenze delle imprese, un aiuto concreto a districarsi
nella giungla della burocrazia, maggiore flessibilità. Da parte sua la Camera di commercio di
Monza e Brianza vuole andare oltre l'aspetto puramente amministrativo della
regolazione del mercato con l'attività anagrafica del Registro Imprese che
rilascia visure, certificati e raccoglie tutte le informazioni sulle imprese
registrate. "Vogliamo investire nella qualità, nel capitale
sociale, nella formazione, nell'innovazione", ha detto il presidente Carlo
Edoardo Valli nell'apertura del suo intervento. Poi ha fornito cifre
significative che confermano l'impegno in questa direzione: 1,5 milioni di euro
in bando insieme alla Camera di commercio di Milano e alla Provincia per le
imprese creative, 425mila euro per iniziative di conto abbattimento tassi per
operazioni di investimento delle piccole imprese, 80mila per l'adozione del
bilancio sociale da parte delle cooperative sociali, 330mila insieme alla
Regione Lombardia per finanziare le piccole e medie imprese del commercio
sull'innovazione tecnologica, per la sicurezza e per il risparmio energetico ed
infine 1,2 milioni di euro per l'attività di brevettazione europea. Da non
sottovalutare la sfida dell'Expo 2015, che secondo i calcoli potrà portare in
Brianza 4 milioni di euro di indotto. All'appuntamento di Cesano erano presenti
anche Luca Zardoni, Assessore risorse economiche del Comune di Cesano Maderno;
Annibale Sivelli, Presidente del collegio sindacale dell' Assp Spa, Michele Di
Francesco, preside della facoltà di filosofia Università Vita-Salute San
Raffaele, Ernesto Mornata, presidente Apa Confartigianato di Cesano Maderno e
Ambrogino Caffù, titolare di Caffù Arredamenti. Ciascuno per la propria area di
competenza hanno fornito un quadro sulla situazione economica attuale,
certamente non rosea ma carica di aspettative.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO FIRENZE
pag. 5 Ma questa è una logica carceraria che dovremo provare a cambiare SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA (...) del cittadino straniero comunque inferiore e diverso,
tanto da poter costruire percorsi legislativi di contenzione e di repressione
adatti più a situazioni di conclamata emergenza sociale o a regimi non
certamente affini alla storia e alla nostra cultura democratica. Al nostro
Paese, così ricco di potenzialità positive, non servono le posizioni buoniste,
che penalizzano primariamente la stragrande maggioranza dei cittadini immigrati,
i quali rappresentano, che ci piaccia o meno, una insostituibile ricchezza per
lo sviluppo e la qualità della vita delle nostre comunità, né allo stesso tempo
l'attuazione di scelte politiche che prevedono progetti di repressione,
contenimento ed espulsioni. Un paese civile e democratico ha bisogno di
certezza delle pene (ma questo non è un problema di immigrati o di
clandestinità), ma ha soprattutto bisogno di superare scelte dettate dalla
paura e dalla volontà di gestire solo con azioni repressive fenomeni così
delicati. Il problema non è allora decidere se per le assistenti familiari
(badanti) debbano essere previste sanatorie, ma è convincersi che in questo
momento sono centinaia di migliaia le famiglie o gli imprenditori a rischio
denuncia per aver dato lavoro a stranieri magari bravi, onesti e "per
bene" che risultano clandestini perché la nostra burocrazia impedisce una sacrosanta
regolamentazione. Sappiamo che il rapporto tra quanti hanno chiesto e quanti
hanno ottenuto un permesso di soggiorno è di uno a dieci. Se in Italia abbiamo
un esercito di irregolari, è colpa allora solo di non volontà dei richiedenti,
o ancor peggio di loro disonestà, o è un problema tutto italico di non
aver saputo fino ad oggi trovare un sistema di regolamentazione? Non sarebbe
forse necessario investire risorse e impegnarci più a fondo per trasmettere
quei valori che ci permetterebbero di vivere positivamente questa nuova
stagione della storia? Monsignor Nervo, voce storica di Caritas italiana, nei
giorni scorsi a Firenze, ha usato un'espressione: "gli immigrati tra noi
sono come biblioteche viventi a costo zero". Quanta civiltà e quanto
arricchimento nella conoscenza delle diverse culture, da noi spesso ignorate! I
giovani sono talvolta i più aggressivi, intransigenti e violenti anche perchè
non vengono aiutati a formarsi adeguate conoscenze circa le reali motivazioni
per le quali il fenomeno migratorio è globale e inarrestabile. A Firenze ed in
Toscana si discute se aprire un CPT. Certo, se il problema è solo quello di non
costringere le forze di polizia a portare le persone sottoposte a questo
trattamento in altre regioni, allora non si può essere che favorevoli, se non
altro per motivi logistici o di risparmio. Il problema però è chiarire una
volta per tutte se è giusto e dignitoso che un paese civile non riesca ad
affrontare quei problemi che indubbiamente si possono riscontrare nella
difficile gestione dei fenomeni migratori di massa con scelte meno costose,
metodi più umani e strumenti rispettosi dei diritti fondamentali dovuti ad ogni
persona. La terra di Toscana dovrebbe organizzarsi per attivare tutte quelle
misure possibili e attuabili, tra l'altro proposte nel tempo da esperti e
commissioni attivate in proposito (vedi Rapporto De Mistura), volte al
superamento dei CPT e dei sistemi di contenzione di tipo carcerario. Vorrei
tanto che su questi temi così importanti avessero meno da lavorare le forze di
Polizia così come la Caritas per un paese capace di rispondere alle difficili
sfide dell'oggi con gli straordinari valori della sua storia e civiltà.
Alessandro Martini Direttore Caritas Firenze.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA PAGINA DEI
LETTORI pag. 41 LA LETTERA che pubblichiamo non avrebbe, in effetti, bisogno di
alcun commento. Si capisce d... LA LETTERA che pubblichiamo non avrebbe, in effetti,
bisogno di alcun commento. Si capisce da soli come la burocrazia in Italia riesca a complicare
anche le situazioni apparentemente più semplici. Senza contare, poi, la beffa
per chi ha perduto e ritrovato un oggetto e si vede costretto a pagare per
riprendersi il maltolto. E' questo un esempio di come sia indispensabile
snellire di molto iter burocratici, anche ben più contorti di quello
raccontato dalla nostra lettrice. E la burocrazia è
stata, del resto, ma spesso evidentemente solo a parole, un cavallo di
battaglia di amministrazioni pubbliche e governi. Ma la volontà di snellire
strade tortuose per situazioni banali è rimasto finora nel libro dei sogni di
ogni tipo di coalizione politica.
( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Il Tar boccia le strisce blu Alemanno cavalca l'onda populista e
blocca i parcheggi a pagamento in tutta la città Di Francia (Pd): questa è la
legalità? Giachetti (Pd): così si torna al far west degli abusivi di Livia
Ermini Per una volta hanno vinto loro. Sono riusciti a
spuntarla contro la burocrazia. Alcuni cittadini residenti nel quartiere Ostiense, sostenuti
dal Codacons (il comitato delle associazioni per la difesa dei consumatori),
hanno vinto il ricorso presentato davanti alla II sezione del Tar del Lazio
contro le strisce blu e le relative delibere comunali. Sostenevano
infatti che le multe a loro notificate per aver sostato in zone riservate senza
l'apposito tagliando di pagamento fossero irregolari. Ma la loro vittoria
scatena un vespaio. Il sindaco Alemanno non si lascia sfuggire la ghiotta
occasione e, annunciando che non farà ricorso al Consiglio di Stato contro il
Tar, rilancia: "Aveva ragione l'allora opposizione di centro destra a
sostenere il carattere vessatorio della disciplina dei parcheggi a Roma".
Intanto invia una circolare all'Atac (che nel frattempo ha inglobato la Sta)
per bloccare le macchinette di riscossione della sosta e tranquillizza i 650
dipendenti che saranno reimpiegati in altre funzioni. Alla base delle
motivazioni presentate al Tribunale regionale una recente sentenza della
Cassazione che dichiarava nulle le multe ad automobilisti che lasciano l'auto
nelle aree a pagamento se nella stessa zona non è stato predisposto anche un
parcheggio libero. Secondo l'associazione dei consumatori tale provvedimento
della Suprema Corte era stato preso sotto gamba dai comuni di tutta Italia che
"si erano opposti alla decisione continuando a istituire strisce blu in
modo selvaggio, non per regolare zone che presentavano particolari problemi di
viabilità, ma all'unico scopo di fare cassa". Il Tar dunque non ha avuto
scelta. E ha motivato che nella delibera comunale non era specificato la
ragione per cui quella di Ostiense fosse considerata zona "di particolare
rilevanza urbanistica". Non solo, ma tale definizione si rifaceva ad uno
studio realizzato proprio dalla Sta Spa, ossia dalla stessa società che
realizza i parcheggi a pagamento; un evidente conflitto di interessi che ne
metterebbe in dubbio l'attendibilità. E questo è solo il primo capitolo. I
soldi delle multe per ora non verranno restituiti. Il Tar infatti non ha
intimato al Comune il risarcimento (centinaia di migliaia di sanzioni per un
valore di circa 10 miliardi di euro) ritenendo che "la violazione del
divieto di sosta sia un illecito di mera condotta". Dunque i cittadini
dovranno avviare una separata azione di risarcimento contro la Sta per
"indebito oggettivo". Ma soprattutto che succederà oggi? Come si
regoleranno i cittadini? Il Pagamento è sospeso, e solo a Ostiense o in tutta
Roma? Il Comune fa sapere che l'ordinanza del sindaco che "blocca" le
strisce blu è in vigore da ieri alle 18. E nessuno dovrà pagare fino a che non
sarà approvata una nuova disciplina. Secondo il Campidoglio ci vorranno almeno
10 giorni. Ma secondo l'ex assessore Di Francia è difficile che si cancellino
con un colpo di spugna le zone a pagamento "come si fa per chi ha
acquistato le tessere magnetiche per versare il ticket.?", ma se fosse
così "sarebbe un passo indietro per la città di Roma". L'ex assessore
difende la bontà dei parcheggi a pagamento che "esistono in tutto il
mondo" e accusa Alemanno di dare un messaggio ambiguo: "Se si dice
che le multe sono un atto vessatorio si è incoerenti con l'idea di legalità".
Mentre si dice d'accordo con un'azione che verifichi l'equilibrio tra strisce
blu e bianche. Per Roberto Giachetti parlamentare del Partito Democratico:
"Roma torna al Far West del racket dei parcheggiatori abusivi... la
Capitale torna alla giungla della macchine in terza e quarta fila e
all'arbitrio del 'venghi dottò'". Ma per chiarire il caos che si è creato,
nelle prossime ore è previsto un incontro all'assessorato alla mobilità per
decidere come procedere. IN POCHI SANNO cosa succederà da oggi. Dal Comune
assicurano che c'è un'ordinanza del sindaco secondo cui non si pagherà più il
parcheggio fino al nuovo regolamento.
( da "Corriere Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-05-30 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Salute Cannabinoidi "anti-sclerosi" Oggi convegno
BOLZANO - Un farmaco estratto dalla comunissima canapa, con principi attivi di
Thc, è in grado di cambiare la vita di molti malati. Questo l'obiettivo che
Francesco Teatini, neurologo all'ospedale di Bolzano, e altri dottori italiani
si sono posti, per consegnare a molti malati di sclerosi multipla un futuro di
speranza. Una "svolta " di cui si parlerà oggi al nosocomio del
capoluogo in un convegno. Il suddetto farmaco - in grado di sconfiggere alcuni
effetti devastanti della chemioterapia - potrebbe essere immesso nel mercato
europeo, e quindi italiano, in breve tempo. Tra i suoi promotori, proprio il
dottor Teatini: "Questa classe di preparati farmaceutici - dice il medico
- ha un 'indicazione di base per la sclerosi multipla ed è in grado di alleviare
i sintomi del dolore causati dalla chemioterapia, come ad esempio la nausea, il
vomito, la mancanza di appetito e l'anoressia. A Bolzano, assieme ad altri
centri come Forlì, Palermo, Savona e Rimini, la sperimentazione su alcuni
pazienti è andata a buon fine. Il problema però è un altro, quello dei permessi
". Questo nuovo farmaco infatti, non è ancora diffuso in maniera capillare
sul territorio europeo, in quanto mancante del nulla osta da parte del registro
europeo, che consentirebbe il suo commercio in tutto il continente: "Non
si tratta di una scoperta, bensì di un farmaco già in commercio in Canada,
usato per la cura della chemioterapia - dice Teatini - in Europa è catalogato
nella categoria degli stupefacenti ma i risultati Oltreoceano sono molto
confortanti. L'unica "gatta da pelare" è avere il
via libera dal Registro europeo, ma tutto dipenderà dalla lunghezza della burocrazia". Questo farmaco oggi
viene importato con costi molto gravosi, proprio perché mancano le
autorizzazioni. In Italia si pagano a paziente quasi 7000 euro, per una terapia
annuale: con la registrazione ufficiale il costo scenderebbe a 600 euro.
T. L. Teatini "L'efficacia è testata ma mancano i permessi".
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONDO PERSONAGGI /
L'INGEGNERE CHE FA MUOVERE DELHI L'indiano metropolitano Di Antonio Carlucci Ha
costruito 65 km di arterie in tempo record e rispettando i costi. E non è
finita. La storia di successo di Elattuvalapi Sreedharan da Delhi Dieci metri
sotto terra è tutto un altro mondo. è pulito, le scale come i pavimenti, gli
uffici come le banchine. è fresco, grazie a un funzionale impianto di
condizionamento. è facile orientarsi grazie a una segnaletica bilingue, in
hindu e in inglese. L'ordine e il rispetto per gli altri regnano sovrani,
perché tutti osservano il divieto di mangiare, bere e dormire per terra o su
una panchina. Le misure di sicurezza, poi, contribuiscono a diminuire il
rischio di un attentato: ad ogni stazione di entrata bisogna sottoporsi
all'esame di un metal detector, se c'è qualche dubbio sul contenuto di pacchi e
borse ci sono poliziotti e militari addetti alle perquisizioni, con una corsia
riservata alle donne che vengono controllate solo da altre donne. E chi non può
perdere neanche per un secondo il contatto con il resto del mondo, sa che può
fare e ricevere telefonate sul suo cellulare anche sotto terra. Questo perfetto
mondo sotterraneo è a Delhi, la capitale dell'India dove si alternano quartieri
residenziali ordinati come l'enclave diplomatica ad aree dove confusione,
traffico, pulizia approssimativa sono una costante del paesaggio, come a Chandi
Chowk nella Old Delhi. Il mondo perfetto si manifesta attraverso tre linee di
metropolitana per complessivi 65 chilometri di cui 11 sotto terra: un percorso
che entro il 2010, in occasione di giochi del Commonwealth (le Olimpiadi
dell'ex impero coloniale della Gran Bretagna), diventerà di 185 chilometri, di
cui 42 sotto terra. Chi ha reso possibile il miracolo di Delhi, capitale dove
il traffico si muove a velocità medie di circa 10 chilometri all'ora, è un uomo
solo, un ingegnere di 75 anni che in India è diventato una leggenda e che ha
ricevuto a gennaio l'ambito riconoscimento di 'Uomo dell'anno 2007' battendo
sul filo di lana potenti politici quali il ministro delle finanze Palaniappan
Chidambaram o ricchi magnati come il re dell'acciaio Lakshmi Mittal. Si chiama
Elattuvalapi Sreedharan, è nato nel 1932 a Chattanur, un piccolo villaggio del
Kerala, nel sud del Paese. Quando ha cominciato a lavorare al progetto della
metropolitana di Delhi doveva essere già in pensione da otto anni dopo una vita
spesa come ingegnere nelle ferrovie indiane e per lui è stato approvato uno
speciale decreto perché potesse restare in attività. "Nel 1990 si pose il
problema di ricostruire la Konkan Railways, la linea ferroviaria che da Mumbai
porta a Mangalore", ha raccontato a 'L'espresso' l'ingegnere Sreedharan
nel suo ufficio di Delhi: "La linea, costruita dagli inglesi, era stata
abbandonata e doveva essere rifatta. Era un percorso ostacolato da importanti
dislivelli e dalle montagne del Ghat: 760 chilometri con 83 di tunnel". Il
progetto di Sreedharan convinse l'allora ministro delle Ferrovie Gorge
Fernandes che lo fece proprio (nella compagine governativa dell'India è un
posto assai rilevante perché i treni sono il mezzo più usato per gli
spostamenti visto che il sistema stradale non è ancora oggi una infrastruttura
al passo con lo sviluppo della nazione). E. Sreedharan, come lo chiamano tutti
per bypassare un nome difficile da scrivere e da pronunciare, alle soglie della
pensione faceva parte del consiglio di amministrazione della società ferroviaria
e pensava di ritirarsi dopo aver visto l'approvazione del progetto e il
superamento di tutte le difficoltà burocratiche che in India sono spesso più
insidiose di quelle tecniche: per esempio, a Sreedharan toccò convincere il
primo ministro dello Stato del Karnataka che si era messo di traverso negando
permessi e autorizzazioni varie. Invece, gli fu chiesto di completare l'opera
cominciata e gli fu offerto il posto di capo della Konkan Railways, un compito
che portò a termine in poco più di sette anni. Fine gloriosa di una carriera e
ritorno a casa a occuparsi della compagna di una vita, la moglie Radha, e dei
quattro figli? Neanche per idea. "Ricevetti una telefonata da Delhi e mi
chiesero di confrontare le idee sul progetto della metropolitana", è il racconto
dell'ingegnere indiano. Dall'inizio degli anni Novanta erano cominciate le
discussioni sulla necessità di dotare la capitale dell'India di un sistema di
trasporto sotterraneo: ma l'idea era stata avvolta da subito da una nuvola di
scetticismo condito di battute, vignette sui giornali e polemica politica sull'impossibilità di sfondare il muro della burocrazia, del sottogoverno e della corruzione. Chi sosteneva l'inutilità
di un'opera del genere aveva una carta importante da giocare. Racconta l'ingegnere
Sreedharan di quelle discussioni: "Dicevano in tanti, ed avevano ragione a
mettere in guardia dal ripetere errori già commessi: guardate alla
metropolitana di Kolkata, sono venti anni che scavano sotto terra, che
rifanno i budget e chiedono altri soldi e i treni non si sono mai visti. Perché
a Delhi dovrebbe essere possibile il miracolo?" L'ingegnere si recò nella
capitale indiana, incontrò le persone che avevano messo in piedi il progetto
che negli ultimi due anni aveva preso corpo pur mancando ancora un leader che
lo facesse suo. Sulla carta c'era già una bozza di progetto della linea
sotterranea. E, soprattutto, c'era già il finanziamento, oltre due miliardi di
dollari di un prestito del governo giapponese a un tasso assai favorevole (1,2
per cento). Sreedharan decise di accettare la nuova sfida. "A chi mi
offriva di restare ancora al lavoro, posi una sola condizione", ricorda di
quei giorni del 1997: "L'ultima parola in tutto doveva essere la mia,
doveva essere chiara a tutti la scelta che non ci sarebbe stata nessuna
autorità politica o amministrativa ad avere il potere di dare permessi ed
autorizzazioni successive alla approvazione del progetto". Così, nacque
una società mista. Due soli soci: il governo centrale dell'India e il governo
di Delhi, che ha una configurazione simile a quella di molte capitali federali
tipo Washington o Brasilia. E l'ingegnere fu nominato direttore esecutivo.
"La prima cosa che feci fu quella di modificare il progetto", ricorda
Sreedharan, "perché avevano immaginato di costruire i tunnel sotterranei
in un'area di Delhi che non aveva bisogno della metropolitana, mentre le aree
più congestionate erano state lasciate fuori dal progetto". Una mossa
puramente tecnica che sortì anche l'effetto di far capire chi aveva il comando
e la responsabilità dell'impresa. Il modo di operare dell'ingegnere ferroviario
mise anche a tacere le proteste che in qualsiasi città del mondo si
accompagnano alla costruzione di un'opera importante, ma anche invasiva, come è
la metropolitana. "Fin dai primi passi, dimostrammo che la vita della
città non sarebbe stata sconvolta dai lavori di scavo e di costruzione. Sì,
qualche problema, ma tutti risolvibili se ci si pensa in anticipo. Perfino la
opposizione al passaggio della linea sotto le case della Old Delhi, costruite
quasi tutte senza fondamenta cessò quando si accorsero che avevamo preso la
precauzione di portare il tunnel a una profondità di trenta metri, invece dei
dieci a cui viaggia normalmente il metrò". Prima di dare il via ai lavori,
l'ingegnere e i suoi principali collaboratori fecero il giro del mondo
visitando altre metropolitane. "Prendemmo il meglio da ciascun progetto e
ci confrontammo sempre con le cinque società di consulenza che avevamo scelto,
tre giapponesi e due americane". Risultato? La metropolitana di Delhi usa
treni coreani, motori elettrici giapponesi, segnaletica e sistemi di sicurezza
un po' francesi e un po' tedeschi. "Ma tutto viene costruito e assemblato
in India negli stabilimenti che sono stati costruiti a Bangalore", racconta
con orgoglio l'ingegnere indiano: "In brevissimo tempo, l'acquisizione di
conoscenze e di tecnologie ha fatto sì che la Delhi metro sia diventata la
fonte per gli altri progetti di metrò che esistono oggi in molte città
dell'India". La gestione di Sreedharan si rivelò vincente su due fronti: i
tempi di costruzione e i costi. "Quando cominciai a lavorare al
progetto", ricorda Sreedharan, "le previsioni parlavano di dieci anni
per costruire il primo troncone. Dissi subito che era troppo tempo".
L'ingegnere ferroviario aveva deciso di dividere l'intero progetto in tre fasi,
dando a ciascuna una data di scadenza. La prima prevedeva la consegna ai
cittadini di Delhi di 65 chilometri (11 sotto terra) in sei anni e sei mesi:
per la consegna alla città, in diverse fasi, sono occorsi sei anni e tre mesi,
dunque meno delle previsioni". E i costi, previsti in 2,3 miliardi di
dollari sono stati rispettati. Come? "Quando non ci sono continui stop
burocratici e amministrativi è più semplice evitare il rischio di episodi di
corruzione. E il rispetto dei tempi significa automaticamente mantenere il
budget di previsione", spiega E. Sreedharan. La gestione ha fatto sì che a
partire dall'inizio della seconda fase, la metropolitana di Delhi oggi presenta
conti attivi. "Si è creato un surplus che ci permette di ripagare senza
costi aggiuntivi e nei tempi previsti il prestito", spiega Sreedharan:
"E quella di Delhi è la metropolitana più economica al mondo, sia in
termini relativi che assoluti". L'ingegnere ferroviario è orgoglioso dei
numeri che può presentare: il biglietto che costa da un minimo di 6 a un
massimo di 22 rupie per viaggio (tra 10 e 15 centesimi di euro); 600 mila
passeggeri al giorno, con una intensità massima il lunedì e minima la domenica;
le linee aperte dalle 6 del mattino alle 23 con un totale di mille e 750
viaggi; la puntualità che non oltrepassa mai i 60 secondi di ritardo sulle
tabelle di marcia dei convogli. E migliaia di abitanti di Delhi ne hanno
guadagnato dal punto di vista dei tempi di percorrenza: per i 22 chilometri
della Linea 1 spendono 38 minuti, mentre prima in superficie occorreva un'ora,
per gli 11 chilometri della Linea 2 ci vogliono 38 minuti invece di 60 e per i
32 chilometri della Linea 3 impiegano un'ora invece di due. Ora, l'impegno di E.
Sreedharan è consegnare i lavori della seconda fase entro il 2010: altri 128
chilometri di metropolitana, di cui quattro a livello stradale, 94 sopraelevata
e quasi 30 sotto terra che costeranno alle fine 4,25 miliardi di dollari.
"Poi torno a casa a godermi la famiglia e la meditazione", annuncia.
L'ingegnere ferroviario ha messo da sempre al centro della sua vita le
riflessioni del Bhagavata Gita. E un libro in particolare, 'Gita Makaranda',
con i dialoghi tra il guerriero Arjun e il pensatore Krishna. "Contengono
tutto quello che c'è da sapere della vita e offrono i consigli per affrontare
ogni esperienza della vita". Anche costruire una metropolitana. n Quella
sporca guerra l testo di Roberto Saviano, autore di 'Gomorra' (adesso
disponibile anche come audiolibro - per Mondadori - letto dallo stesso
Saviano), che pubblichiamo in questo pagine è la prefazione di 'Dispacci', di
Michael Herr (per i tipi di Bur). Herr, all'epoca corrispondente dal Vietnam
dell''Esquire' pubblicò il suo testo, per la prima volta nel 1977 negli Usa. Da
allora il libro rimane un classico contemporaneo, anche perché Herr ha
collaborato alla sceneggiatura di 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick e alla
stesura di 'Apocalypse Now' di Francis Ford Coppola.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-30 - pag: 5 autore: Di Marco (Milano
Serravalle) dice basta ai decreti: serve un riassetto strutturale
"Autostrade, riforma globale" Laura Serafini ROMA "Non si può
continuare a disciplinare il settore autostradale, che mobilita circa 30
miliardi di investimenti, a colpi di decretolegge ". All'indomani del via
libera della Camera al decreto salvainfrazioni che sblocca la convenzione di
Autostrade e di altre 12 concessionarie,l'amministratore delegato di
Milano-Serravalle nonché vicepresidente di Aiscat, Massimo Di Marco, esce allo
scoperto per chiedere al Governo ( in verità a titolo personale)che adesso
metta mano a una riforma seria del settore. "Ma non attraverso una
decisione unilaterale, come fece il precedente Governo, che varò un decreto
legge per cambiare le regole spinto dall'urgenza della fusione tra Autostrade e
Abertis ", chiosa il manager. Il colpo di mano, come l'ha definito
l'opposizione in Parlamento, che approva le convenzioni saltando l'esame del
Cipe in realtà avvantaggia anche la Serravalle. "L'ok all'emendamento è un
passo avanti – ammette Di Marco –. Soprattutto in vista dell'Expò 2015, visto
che dobbiamo realizzare le infrastrutture di collegamento". Un miliardo è
il budget della Serravalle; 4,3 miliardi quello della controllata Pedemontana.
Complessivamente le concessionarie del Nord investiranno 20 miliardi. "Uno
Stato che non ha fondi per le infrastrutture dovrebbe guardare al settore
autostradale con un'ottica più moderna-spiega Di Marco –. La riforma va fatta
con un sistema di concertazione (che coinvolga ministeri, Anas, Aiscat,
consumatori) per dare regole certe a un Paese civile. Il comma 82 della legge
286/2006 (la riforma Di Pietro, ndr) va riscritto. Perché, passato
l'emendamento, ora ci ritroviamo con quattro regimi tariffari: quello di
Autostrade (70% dell'inflazione reale, ndr), quello delle concessionarie che,
come noi, hanno firmato con Anas ( price cap e inflazione programmata, ndr),
quello delle concessionarie che non hanno ancora firmato e che dovranno passare
dal Cipe per farsi approvare le convenzioni.E infine il nuovo sistema che avrà
l'ente concedente del Veneto, creato tra Regione e Anas, che potrà fare anche
il concessionario e gestire autostrade". In verità la Serravalle ha
firmato la convenzione accettando proprio quelle regole che ora chiede di cambiare."Siamo
stati costretti a firmare dall'Anas di corsa – replica – dopo Autostrade:
abbiamo chiesto che ci fossero applicate le stesse regole riconosciute loro in
convenzione, ma ci è stato negato". Di Marco propone una riforma che
guardi al sistema europeo in cui lo Stato fissa le regole, esegue i controlli,
riconosce una remunerazione del capitalea due cifre e poi lascia autonomia al
settore. Invece in Italia c'è un eccesso di dirigismo, troppe regole che poi
non si fanno rispettare e si finisce per aggirarle con i decreti legge.
"Da noi qualsiasi riassetto nel capitale sociale deve essere autorizzato
dallo Stato – continua Di Marco –. Per non parlare dell'ente concedente, che
può revocare la concessione e subentrare nella gestione. Questo sistema va cambiato:
la convenzione deve essere firmata con un unico interlocutore che riassuma le
competenze di Anas, Cipe e tecnici ministeriali. Serve poi certezza normativa,
tariffaria, congrua remunerazione del capitale e meno burocrazia nelle procedure ". Che
ne pensa della vicenda Au-tostrade? "Alla fine ha dimostrato che la
battaglia condotta per Aiscat dal presidente Palenzona contro la legge 286 era
giusta – risponde –. Sono contento che sia approvata la convenzione di
Autostrade, ma per un motivo: perché Aspi ha una call del 33% su
Pedemontana. Adesso non ha più alibi per rinviare e mi auguro che nelle
prossime settimane decida di ritornare nel capitale di Pedemontana e con
Serravalle si impegni a realizzare quell'opera". LA RICETTA Meno
dirigismo, più norme certe e una spinta alla liberalizzazione del settore In
Italia convivono quattro sistemi tariffari. Il ruolo Anas.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-30 - pag: 6 autore: Nelle conclusioni di
Draghi torna la questione del duale Rossella Bocciarelli ROMA I timori per la
crescita economica, per la durata e la profondità del maremoto finanziario
innescato dalla crisi dei mutui subprime, per la tenuta della floridità dei
bilanci bancari. Saranno questi, con ogni probabilità, gli oggetti principali
dell'analisi che il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, svolgerà
nelle sue Considerazioni finali domani mattina, a Palazzo Koch. Per la terza
volta da quando è al comando della banca centrale italiana, l'economista romano
si rivolgerà ai "Signori partecipanti" riuniti nell'omonimo Salone. E
lo farà in un clima, per usare un'espressione cara al ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, in cui c'è molta angst da attenuare, con analisi razionali e
regole chiare. L'era Draghi, del resto, proprio sul terreno delle regole ha
comportato un cambiamento profondo nello stile con cui via Nazionale
esercita i propri compiti di organismo di controllo delle banche: nessun
dirigismo, meno burocrazia
e più verifiche sul campo, maggiore e continuo scambio di informazioni con gli
istituti controllati. Un cambio di rotta reso ancora più evidente dalla nuova
normativa sulla corporate governance degli istituti creditizi per la quale via
Nazionale ha dettato poche regole chiare. E affidato alle banche il
compito di definire materialmente il come realizzarle, entro giugno del 2009,
rendendosi assolutamente disponibile ad un continuo scambio di informazioni: è
molto probabile, quindi, che nelle sue Considerazioni il Governatore coglierà
l'occasione per fare il punto su questo processo, che implica cambiamenti
consistenti per tutte quelle aziende che hanno adottato il "duale".
La finalità della stabilità del sistema finanziario è sempre stata la missione
dell'Istituto, a maggior ragione in quest'epoca di turbolenze che hanno
interessato il sistema creditizio statunitense ed hanno avuto ripercussioni
anche a livello europeo, limitandosi però a lambire il sistema italiano, che
non è stato direttamente coinvolto nella crisi dei mutui subprime. Ma gli
effetti non possono che risentirsi anche nel nostro Paese, a cominciare dalla
redditività delle aziende bancarie, che ha visto un boom in questi ultimi anni
e che, necessariamente, secondo gli analisti, d'ora in poi dovrà
ridimensionarsi, perché niente sarà più come prima. La tutela della stabilità
delle banche italiane va in ogni caso considerata all'interno di uno scenario
europeo, e la convinzione profonda della Banca d'Italia di Draghi è che si
debba rafforzare la cooperazione tra le autorità e le organizzazioni
internazionali. Lo stesso Governatore, peraltro, in qualità di presidente del
Financial Stability Forum, ha una visuale globale sulla dinamica degli
avvenimenti e si accinge a riferire ai ministri finanziari del G7 che si
riuniranno in giugno ad Osaka sullo stato d'attuazione del Piano che porta il
suo nome. C'è poi tutto un capitolo interno a cui Draghi si è dimostrato
particolarmente sensibile, spronando più e più volte le banchea fare di più:
quello della vicinanza alle esigenze dei consumatori. Di qui i reiterati inviti
ad una maggiore concorrenza tra le banche che favorisca migliori condizioni di
erogazione del credito, in particolare sui mutui alle famiglie. E maggior
concorrenza anche nell'offerta di servizi per i risparmiatori nell'ottica di
una sempre crescente tutela del consumatore. Non è da escludere, quindi, che
nelle Considerazioni ci sia anche una valutazione del recente accordo fra
Governo e Abi sulla rinegoziazione dei mutui che dalle banche è stato
sottoscritto proprio per offrire una dimostrazione tangibile di una sensibilità
nuova ai bisogni dei risparmiatori. Nella Relazione non mancheranno certo
valutazioni sulla macroeconomia e sulla finanza pubblica ( la situazione dei
conti pubblici ereditata dal nuovo Governo è abbastanza buona ma già in passato
Draghi aveva sollecitato una ridefinizione del mix di politica economica,
incidendo sulla spesa pubblica per far spazio a riduzioni d'imposta). Ma è
probabile che il Governatore colga l'occasione anche per fare il punto sul
processo di ristrutturazione interna. "La Banca intende rinnovarsi" aveva
assicurato lo scorso anno Draghi di questi tempi. Adesso, in effetti, dopo la
riorganizzazione del centro studi e della vigilanza è ormai in corso la
ridefinizione della presenza di Bankitalia sul territorio, che comporta la
chiusura di circa 33 filiali entro il 2009, a cominciare da quella di Savona,
prevista per settembre. DOMANI L'INTERVENTO All'assemblea di Bankitalia il
Governatore affronterà anche i temi dell'ampiezza del credit crunch e della
tutela dei consumatori Credito. Il Governatore di Banca d'Italia, Mario Draghi
AGF.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-30 - pag: 12 autore: Distretti ad alta
potenzialità di Alberto Quadrio Curzio S ono passati 20 anni dalla prima crisi
finanziaria del 1987 (alla quale ne sono seguite varie altre potenziate da
strumenti sempre più complessi e velocizzati dalla infotelematica), quasi 10
anni da quando l'Italia è entrata nell'euro (che è stato a un tempo fattore
stabilitàe di cambiamento per tutti e per l'Italia), poco più di sette da
quando la Cina è en-trata nella Wto (rivoluzionando la geoeconomia reale e
valutaria mondiale). In tutto ciò l'Italia è diventata comparativamente più
piccola in quantità ma non meno significativa in qualità, in virtù del
paradigma imprenditoriale delle "4i" che ha continuato a tenere alto
il made in Italy nel mondo. Eppure per molti anni ci sono state correnti di
pensiero che hanno suggerito all'Italia di abbandonare la manifattura dei suoi
prodotti maturi, che venivano considerati "decotti" per costi di
produzione non competitivi con quelli cinesi e di passare alla produzione di
servizi. Magari con enfasi su quelli finanziari e con la cessione per
incorporazione delle banche italiane a qualche colosso finanziario americano
allora progredito e adesso quasi fallito. Noi abbiamo sempre contrastato, con Marco
Fortis e vari altri, queste tesi nella convinzione che il sistema
manifatturiero italiano, fatto in prevalenza da Pmi e da distretti, fosse molto
forte per le sue capacità di innovazione ed internazionalizzazione e anche per
i nessi con un sistema bancario territorializzato. A dimostrare la correttezza
di queste tesi sono ora i fatti sintetizzabili in alcuni dati:nel 2006 l'export
manifatturiero italiano è cresciuto del 9% e nel 2007 del 10,1%, il saldo
commerciale delle 4A (automazione- meccanica, abbigliamentomoda, arredo-casa,
alimentari-vini) radiografate soprattutto da Marco Fortis, ha cifrato un
surplus di 92 miliardi di euro nel 2006 e di 113 miliardi nel 2007. Ma anche
durante il periodo 1999-2005, il manifatturiero italiano ha segnato un surplus dell'ordine
di grandezza, talvolta un po' sopra ed altre un po' sotto, 40 miliardi di euro
annui. Questi successi derivano dalla capacità di innovare delle imprese
italiane che hanno puntato su prodotti adatti alle fasce medio-alte di mercato
dove la qualità in termini di design, di materiali e di componenti utilizzate,
di durata di vita, sono elementi che qualificano un brand e una solidità che
diventano variabili competitive difficilmente emulabili. Si dirà che sono
segmenti di nicchia. Non possiamo che rallegrarcene visti i dati di bilancia
commerciale e i molti primati mondiali ottenuti in vari prodotti dove l'Italia
ha consolidato mercati storici ma si è anche espansa in nuovi mercati
soprattutto all'Est europeo. A monte di questi successi di mercato sta la
ristrutturazione delle imprese ormai prive della leva delle svalutazioni
competitive e fronteggiate dall'euro forte, dal dollaro debole, dalla crescita
dei prezzi dell'energia, dalla concorrenza, spesso asimmetrica e sleale, della
Cina. Il processo è stato lungo anche perché la politica economica e il sistema
Italia nel suo complesso non sono stati coerenti e orientati, temporalmente e
funzionalmente, alla crescita. Uno dei molteplici fattori di innovazione è
stata anche una "nuova gerarchizzazione" delle relazioni tra imprese
all'interno dei distretti tramite in taluni casi della commutazione dei
rapporti informali di lungo- periodo con nessi di na-tura proprietaria e con
l'affermarsi di un nucleo oligopolistico di medie imprese. Queste sono state trainanti
nella internazionalizzazione e in forme organizzative di impresa leader in
filiere produttive della componentistica e della subfornitura. Nel contempo,
l'espulsione di subfornitori e di imprese finali non più competitive ha
contribuito a una selezione che concorre a dare una ulteriore spiegazione
aiprocessi di internazionalizzazione accentuata. Il capitalismo delle Pmie dei
distretti italiani ha quindi subìto anche una modificazione organizzativa che
mantenendo vitale le reti di impresa e il capitale umano e sociale che le
connette, si è più polarizzato intorno a imprese leader di distretto capaci di
trascinare tutto l'agglomerato. Non basta dunque dire che i dati statistici
sulle spese in R&S rivelano che in Italia si investe ancora poco perché una
buona parte di tali spese esiste ma nonè rilevata. Se in futuro il Governo
ritornerà sulla proposta di Tremonti di riconoscere ai distretti la personalità
giuridica, magari anche defiscalizzando marcatamente le spese in R&S e se
il Programma industria 2015 varato dal Governo Prodi avrà attuazione, senza essere soffocato dalla opprimente burocrazia italiana, i prossimi anni potrebbero riservarci ulteriori
gradevoli sorprese sulla forza della nostra manifattura. E ciò malgrado un
sistema Paese che,purtroppo, non ha ancora attuato quel risanamento per lo
sviluppo che riduca il nostro divario di crescita rispetto a Eurolandia.
LA FORZA DELLA R&S Non è vero che in Italia si investe ancora poco in ricerca
e sviluppo: buona parte di questa spesa esiste ma non è rilevata.
( da "Corriere Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-05-30 num: - pag: 16
categoria: REDAZIONALE Il convegno Provincia ed esperti riuniti: in 10 anni si
guadagna l'1,5% del Pil "Agenzia per sburocratizzare" Si parte nella
prossima legislatura. "Abbattere i costi" Palazzo Widmann vuole
calcolare esattamente anche quanto "si perde" nell'applicazione delle
normative nazionali BOLZANO - La Provincia punta a
combattere il "peso" della burocrazia attraverso la creazione di un'agenzia, che avrà un compito
all'apparenza difficile, ma comunque ben preciso, di monitorare tutto il
"sistema ". Palazzo Widmann vuole sapere quanto costano alle casse
provinciali, i provvedimenti adottati a livello nazionale e locale.
Tutto ciò sarà reso possibile applicando un modello standardizzato predisposto
dalla Commissione Europea e già applicato con successo in paesi come Olanda,
Gran Bretagna, Danimarca e Germania. Se a Roma tale problema rappresenta una
priorità nel programma del nuovo Governo, in Alto Adige la giunta provinciale
ha già compiuto il primo passo concreto, tramite l'assegnazione di un incarico
all'Eurac e all'istituto di consulenza Ramboll Management. Questi due enti
avranno il compito di analizzare la situazione, non solo per quanto riguarda i
costi burocratici delle leggi provinciali, ma anche per capire quanto
"pesano", a livello locale, l'applicazione delle normative statali ed
europee. Una volta realizzata questa mappatura, la Provincia istituirà presso
la propria amministrazione una vera e propria agenzia, che avrà due compiti: il
primo sarà quello di controllare i costi provocati dalle nuove leggi, il
secondo sarà quello di attuare i correttivi necessari a ridurre questo tipo di
spese che gravano sulle casse pubbliche e sulle tasche di imprese e cittadini.
Una volta introdotto il modello operativo europeo, l'ente pubblico dovrà
cominciare a rispondere non solo dal punto di vista politico, ma anche
amministrativo. "La burocrazia crea problemi alla
gente - ha ribadito il presidente Luis Durnwalder- e allora ecco la necessità
da parte nostra, di esaminare ex ante tutta la situazione generale su questo
fronte". Un passo sostanziale per risparmiare tempo e denaro, copiando per
esempio quanto fatto in Olanda, dove in dieci anni, grazie a una sapiente ed
incisiva opera di "de-burocratizzazione", si è aumentato il Pil
dell'1,5%: "è un passo necessario se si vogliono accorciare i tempi e i
costi della politica - ha sottolineato Tobias Bergmann, consulente a livello
europeo della Ramboll Institut - perché sappiamo tutti che ogni legge ha un
cartellino del prezzo. L'Alto Adige ha dimostrato di essere un riferimento
reale per tutta la Penisola, in tema di snellimento della burocrazia.
Ma per avere risultati, bisogna agire secondo precisi piani di intervento".
Un passo verso l'Europa, meno oneri per l'amministrazione ma soprattutto,
cittadini più vicini alla politica: questi i benefici di questo importante
progetto. L'agenzia che si occuperà di ridurre materialmente i costi della burocrazia, verrà presumibilmente insediata nei primi mesi
della prossima legislatura. Thomas Laconi Pratiche Archivio pubblico.
( da "Messaggero, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PIER PAOLO PASOLINI CHE Roma fosse città coloniale dove venire in
vacanza Ne dimorarono molti, poeti non socialmente determinati liberi dalla burocrazia e con un po' di paura della
polizia; né mancarono i bei soli, in questo secolo; ciò che scompariva dava un
breve dolore, l'unico vero dolore era nei sogni; nei sogni in cui pareva di
essere costretti a lasciare questa città per sempre! Non si piange su
una città coloniale, eppure molta storia passò sotto questi cornicioni (col
colore del sole calante) e fu spietata; fu una scommessa tra i fascisti e i
liberali; inaspettatamente questi ultimi, imbelli e anche un po' buffi,
(meridionali delicati di fegato) l'ebbero vinta. I forti furono battuti; molta
storia passò all'ombra dei Ministeri, ma che lacrime fossero sparse in sogno
per questa città ciò sa di miracoloso, è quasi incomprensibile; lacrime
violente, che parevano sparse sul cosmo; le lacrime degli addii alle partenze
senza ritorno Poi ricominciava la vacanza e una sete insaziabile di solitudine
Molta storia passò su questo asfalto e lungo i muretti di pietra, insensibili
al sole d'agosto, molta storia. I vecchi parlamentari onestamente con solennità
sedentaria ripresero il loro posto, or ridenti or severi verso i loro elettori,
condividendone la pace col mondo: a ognuno il suo realismo! Avevano vinto la
scommessa nel Settentrione eroico nel Meridione segreto e un sorriso popolare o
una serietà piccolo borghese insomma la ritrovata dignità riportò pellegrinaggi
di poeti liberi da classe sociale, senza obblighi né orari sì che dopo il
pianto, la cosa più incredibile fu quel desiderio di solitudine, che dava una
felicità completa e tenuta tutta per sé. Gli occhi che avevano pianto in sogno
ora guardavano senza limiti di tempo o scadenze, con pomeriggi o notti intere
davanti, in cui non accadeva che ciò che la storia dimenticava. Oh, certo, non
fu serio; fu una vacanza Tutto doveva poi essere ragione di rimprovero; Roma fu
sede di nuove battaglie. Da dove erano discesi questi barbari? Beh, erano nati
qua, a Via Merulana, a Piazza Euclide, a Centocelle: e infatti bastava che
impallidissero un po', ed ecco le faccie dei loro padri, o sconfitti o
vittoriosi, ma tutti perduti nel passato in cui le lacrime non contano e il
desiderio di solitudine non è serio; la storia ricominciò a passare, ma ai
posteggi verso le quattro del pomeriggio c'era calma e sole, dietro al Quadraro
i prati erano deserti.
( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-05-30 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La produzione 700 pareri e 10 lavori scientifici in 6 anni Il
futuro Un grattacielo per la nuova sede dell'Efsa Authority alimentare, è crisi
Parma, metà bilancio per i 326 dipendenti "Lo statuto ci impedisce di fare
ricerche" DAL NOSTRO INVIATO PARMA - è l'autorità europea che tutti
volevano. Governi, cittadini e, forse, qualche multinazionale. Quella che ci
segue ogni volta che entriamo in un supermercato, che ci sediamo a tavola o
quando scatta un'allerta alimentare. Di certo la volevano a Parma, il comune
che nel 2004 aveva battuto concorrenti lontani (Helsinki) e vicini (Collecchio
aveva tentato la volata con la vecchia sede della Parmalat appena finita in
tribunale). Sarà per questa attenzione spasmodica che, fin dai suoi primi passi
compiuti a Bruxelles nel 2002, l'Efsa, la European Food Safety Authority, è
stata citata più per le critiche che per il lavoro svolto. Importante e
fulmineo, in molti casi. Come quando si trattò di gestire l'allarme aviaria in
arrivo dall'Asia. Fino ad ora ha sfornato oltre 700 pareri sugli argomenti più
svariati, anche se la produzione scientifica che uno si attenderebbe lascia
perplessi: 10 lavori, compresa una brochure; senza contare che nessun lavoro è
tradotto dall'inglese. Eppure, alle critiche esterne, forse inevitabili quando
si devono gestire patate bollenti come gli Ogm (il lunedì nero è stato con il
caso del mais Mon 863 quando l'autorità accese il semaforo verde basandosi su
uno studio prodotto dalla stessa Monsanto, poi molto contestato), ora sembrano
aggiungersi anche quelle che arrivano dal territorio limitrofo e qualche
malcontento che arriva dagli stessi corridoi dell'Authority. "Noi abbiamo
anche spinto per averla qui - dice Paolo Bertoletti, segretario generale della
Cgil di Parma - ma per adesso non stiamo vedendo dei risultati. è vero che
alcuni ritorni di immagine sono stati positivi, per esempio sulla food valley,
ma direi che l'autorità è un ente a sé stante, slegata dal territorio. Non sta
incidendo sul sistema produttivo locale, che pure funziona ma al netto
dell'Efsa. Sento che alcune persone del luogo stanno iniziando a vedere
nell'Efsa un'opportunità di lavoro, ma per adesso quello che si è visto è solo
un aumento del costo delle case, degli affitti e degli acquisti per gli stessi
residenti". E sì che nell'area i nomi grossi del settore non mancano
(basterebbe citare Parmalat che nel frattempo, finito il commissariamento, ha
ripreso a funzionare). Ma, appunto, che sia una mancanza di curiosità o una
proiezione troppo europea, fino ad ora non c'è stato dialogo. "Ho tentato
di contattarli, ma non mi hanno mai richiamato" dice uno dei manager più
noti della zona che preferisce però non sollevare polemiche. Giorgio Calabrese,
consigliere di amministrazione dell'Efsa, riconosce alcune debolezze di
"statuto", ma difende il lavoro svolto. E, nonostante l'orgoglio che
si respira parlando con le persone che vi lavorano - "Settecento pareri
possono sembrare pochi ma sono moltissimi e per la ricerca scientifica non sono
previsti fondi, non abbiamo autonomia" - serpeggia
anche qualche malcontento per la burocrazia europea che costringe spesso a fare delle capriole: "Sa
quante richieste di pareri sostanzialmente inutili arrivano dalla Commissione?
Le ultime sono quelle sugli additivi: duemila sostanze. Non possiamo fare
tutto". Certo, l'analisi cruda del bilancio 2007 non aiuta. Dei 61
milioni di euro di budget, interamente coperto dalla Ue, ne sono stati
approvati 51,6. Di questi 23,9, cioè quasi il 50%, vanno via per pagare gli
stipendi dei 326 dipendenti (14 milioni), le spese di recruitment (abbastanza
alte, 2 milioni l'anno anche se questa cifra sembra giustificata dalla fase di
espansione) e i corsi di lingua (400 mila). Dei 19 milioni di attività
operative colpisce poi la sottigliezza delle voci legate alla cultura: acquisto
e conservazione libri: 6 mila euro; biblioteca speciale: 8 mila; spese di
pubblicazioni: 25 mila. Inoltre, tra gli 8,6 milioni spesi per le
infrastrutture, compare una voce monstre per l'affitto (2,3 milioni l'anno).
Non rincuora sapere che è destinata a scomparire visto che è in corso la
perizia, richiesta dal Comune di Parma, per valutare l'area dell'ex stadio
storico del rugby, il Lanfranchi. Il valore immobiliare dell'area verrà
conferito alla Società di trasformazione urbana (100% del Comune di Parma) che
su 22 mila metri quadrati costruirà un grattacielo destinato a diventare la
sede operativa (quella di rappresentanza è il Palazzo Ducale) del-l'Efsa. Un
contratto di leasing che a conti fatti costerà al bilancio comunitario quasi 40
milioni di euro. Negli altri spazi la società del comune costruirà poi degli
edifici residenziali che potrebbero raccogliere il personale dell'Efsa.
"La verità è che il titolo di authority non ci aiuta. Anzi, porta le
persone a giudicarci per i motivi sbagliati. Non siamo un'authority come può
esserla quella che segue il mercato o come l'agenzia del farmaco della Gran
Bretagna dove i finanziamenti arrivano dalle stesse ditte farmaceutiche -
raccontano all'Efsa -. Dobbiamo dare pareri basandoci sul materiale
preesistente e non possiamo fare ricerche. Inoltre, i nostri pareri vengono
aggiornati sulla base dei nuovi dati emersi e un prodotto che ha ottenuto
giudizio favorevole potrebbe poi essere bocciato. Abbiamo la possibilità di
commissionare degli studi solo nel caso in cui manchino totalmente dei dati.
Infine, dobbiamo anche monitorare tutti i settori potenzialmente pericolosi che
vengono commercializzati in assenza di una legislatura. Abbiamo preparato di
nostra iniziativa una black list sui prodotti come le pasticche per potenziare
la memoria". E pensare che la Commissione europea, dopo tutto questo
lavoro, non è nemmeno obbligata a recepire i pareri della propria
"authority". Il caso del mais L'Efsa ha dato l'ok al mais Mon 863
basandosi su uno studio prodotto dalla stessa Monsanto L'affitto L'affitto
della sede costa 2,3 milioni l'anno. 40 milioni costerà il leasing per il nuovo
grattacielo Massimo Sideri msideri@corriere.it.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMA PAGINA
30-05-2008 EDITORIALE La vera opposizione? Cgil, Di Pietro e i magistrati Bruno
Vespa I l segretario generale della Cgil e i magistrati della Procura di Napoli
costituiscono - insieme con Antonio Di Pietro - l'opposizione più netta e
visibile incontrata finora dal governo Berlusconi. Di Pietro copre l'ala
lasciata inopinatamente scoperta dalla sinistra radicale: è attentissimo in
verità a coprirsi sulla destra (la sua vera collocazione ideologica) chiedendo
la massima severità sulla sicurezza, ma guida ormai da solo il fronte
antiberlusconiano vecchia maniera cavalcando con molta abilità la battaglia
contro il presunto decreto salva Rete 4 che in realtà con la televisione del
Cavaliere c'entra - se c'entra - solo di striscio. Se Di Pietro incarna la vera
opposizione parlamentare, Guglielmo Epifani incarna la vera opposizione
politica. Con l'onestà intellettuale che lo caratterizza, Epifani ieri ha
smontato tutti i principali provvedimenti del governo: dall'abolizione dell'Ici
sulla prima casa all'immigrazione clandestina, dalla detassazione degli
straordinari e dei premi alla revisione dei contratti. L'altro ieri il suo
rappresentante ha abbandonato dopo un quarto d'ora il tavolo della trattativa
con il ministro Renato Brunetta considerandone inaccettabile il metodo di
lavoro. Se è del tutto legittimo contestare il merito di un provvedimento, è
più difficile rifiutare pregiudizialmente un metodo che si traduce nel ridurre
all'essen - ziale le pletoriche delegazioni sindacali e nel chiedere entro 48
ore una risposta alle proprie proposte. L'Italia ha fretta. Sta morendo per una serie di malattie croniche che l'hanno
immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia è la piaga più purulenta.
Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un
tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto
privato? segue PAG. 4.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 30-05-2008)
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Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2008-05-28 - pag: 11 autore: BILANCI REGIONALI Il gioco delle
tre carte C' è tutta la difficoltà delle pubbliche amministrazioni regionali
del Sud in questi numeri che siamo riusciti a raccogliere sui Bilanci delle
Regioni arricchiti dalle nuove entrate. Abbiamo cercato di ritrovare da qualche
parte un gruzzoletto che fosse il risultato di nuove competenze fiscali su
alcune voci fondamentali o comunque del recupero della fascia di evasione o di
elusione. Invece ancora una volta ci siamo trovati di fronte i grandi numeri
del disastro: il gruzzoletto, laddove c'è stato, è andato a turare falle nel bilancio regionale siano essere provocate dalla
sanità o dalla spesa corrente per una burocrazia famelica e onnivora che si fa pagare cara persino
l'inefficienza. Chi di noi contribuenti dunque si aspettava dagli
amministratori regionali il comportamento del buon padre di famiglia che in
vista di tempi duri prova a mettere da parte qualche soldino è andato deluso.
Facciamo l'esempio della Sicilia che ha avuto nel 2007 incrementi di cassa
stimati per 320 milioni ma ha scritto nel bilancio 2008 un mutuo bancario per
500 milioni e paga centinaia di milioni l'anno di interessi sui prestiti:
l'isola ha registrato nel 2007 un calo delle entrate dell'Irap che, come tutti
sanno, è l'imposta che riguarda soprattutto le attività produttive. Non
vogliamo trarre conclusioni ma sembra a tutti chiaro che ci sono scelte che
definire folli è un eufemismo: finanziamo l'oggi con il gioco delle tre carte e
spostiamo a domani i problemi veri. Non solo in Sicilia, ovviamente. E allora
ben venga il federalismo fiscale se può servire a far crescere il senso di
responsabilità di chi ci amministra. ( N.Am.).
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-05-2008)
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Centro-Nord sezione:
ECO-IMP. Toscana data: 2008-05-28 - pag: 7 autore:
Burocrazia. Pronto il Testo unico Iter più semplice per lo status di Pmi
artigiana Andrea Gennai FIRENZE Soppressione delle commissioni provinciali (
Cpa) per l'artigianato e trasferimento delle funzioni di iscrizione delle
imprese artigiane alla Camera di commercio competente. è questo uno dei
punti salienti del Testo unico dell'artigianato, che la Giunta regionale ha
predisposto dopo anni di lavoro e che ora approda in aula. Si semplificano
quindi le procedure: presso la Camera di commercio è infatti tenuto un albo al
quale l'artigiano si iscrive con una semplice dichiarazione. Il Testo unico è
composto da 29 articoli, tra cui è previsto anche un regolamento attuativo. La
Regione ha deciso di intervenire su questa materia, è scritto nella relazione
accompagnatoria, elaborando un nuovo assetto "per superare una delle
maggiori criticità del sistema artigiano, evidenziata dall'analisi Air (impatto
normativo)". L'analisi ha preso in esame proprio le funzioni e l'effettiva
attività svolta dalle Cpa, evidenziando la necessità di un intervento diretto
alla riduzione dei tempi procedurali oggi particolarmente lunghi, con
conseguente penalizzazione per le imprese. Il testo punta anche a ridisegnare
il ruolo della Commissione regionale per l'artigianato (Crat) (art. 12). In
particolare ne sono ridefinite la struttura e le funzioni. Per Ambrogio Brenna,
assessore regionale alle Attività produttive, "con questo testo giunge al
termine un lavoro lungo e intenso da parte della Regione. L'obiettivo è la semplificazione
e auspichiamo una rapida approvazione da parte dell'aula". Ad avviso di
Marco Baldi, presidente di Cna Toscana, "la proposta di legge della Giunta
è soddisfacente perché agisce per una semplificazione e riduzione delle
procedure; aumenta, anche se in misura moderata, i limiti dimensionali
dell'impresa artigiana; contiene misure a favore dell'artigianato artistico e
tradizionale e prevede una logica integrazione di Artex, in centro creato dalle
associaizoni proprio per la tutela e l'innovazione di questo settore". Ma
cosa si intende per artigianato? è un'attività, dice il Testo unico, in cui
"lo scopo prevalente è lo svolgimento di attività di produzione e di
trasformazione dei beni, anche semilavorati, e attività di prestazione di
servizi; l'impresa è organizzata ed opera con il lavoro personale e
professionale dell'imprenditore artigiano ed, eventualmente, con quello dei
suoi familiari", secondo quanto previsto dal Codice civile. Il limite
massimo dei dipendenti è fissato in 22, per le aziende che non lavorano in
serie. La soglia scende a 12 per quelle che lavorano in serie.
www.ilsole24ore.com/ economia La proposta di Testo unico.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-05-2008)
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Centro-Nord sezione:
ECO-IMP. Marche data: 2008-05-28 - pag: 5 autore: Oggi l'assemblea privata dei
700 soci - Ospite anche Spacca L'industria pesarese chiede più attenzione alla
Regione PESARO "Le istituzioni regionali finora hanno fatto poco per
intensificare il dialogo con la nostra realtà provinciale, che non è certo la
peggiore delle Marche ed è l'unica da cui si levano forti spinte autonomistiche.
Da questa lontananza nasce il sentimento degli imprenditori che fanno fatica a
vivere con partecipazione le attività regionali. Ho voluto avere ospite alla
nostra Assemblea privata il presidente Spacca per dare un contributo fattivo a
riallacciare un dialogo; penso che pur nel rispetto del ruolo di Confindustria
Marche la nostra provincia deve farsi sentire di più in Regione". Con
queste parole Andrea Ugolini, presidente di Confindustria Pesaro e Urbino
spiega il perché del progetto "Più Regione in provincia" che sarà
presentato oggi pomeriggio in occasione dell'assemblea privata dei 700 soci,
cui parteciperà il Governatore delle Marche. Un'assise che si svolge il giorno
prima dell'inaugurazione del nuovo salone del mobile riminese, Spazio 2008, in
aperta concorrenza con il Samp locale a conferma della crescente marginalità
della provincia pesarese anche nel settore simbolo della sua economia. Il
comparto del legno-mobile ha chiuso peraltro il primo trimestre dell'anno -
stando ai dati del centro Studi di Confindustria Pesaro Urbino – con un netto
decremento rispetto allo stesso periodo dell'anno prima, in particolare per il
segmento cucine: -3,5% la produzione (-4,8% le cucine) a fronte di un -0,3% a
livello regionale, con i due terzi del campione che evidenzia significativi
cali dei livelli di attività; e una situazione commerciale ancora più critica,
-5,8% su cui pesa il -6,5% di vendite interne (-3,2% oltreconfine). "La
nostra provincia non ha ancora scoperto l'antidoto per preservarci dalle difficoltà
che coinvolgono il Paese e soffre per la continua crisi del mercato interno. Ma
nella maggior parte dei casi le nostre imprese hanno saputo reagire. Confidiamo
molto che le misure adottate dal Governo, in particolare la defiscalizzazione
del lavoro straordinario e l'eliminazione dell'Ici, diano un contributo alla
ripresa dei consumi interni ", commenta il numero uno di Palazzo Ciacchi
di fronte al -1,6% registrato nei primi tre mesi del 2008 dall'industria
manifatturiera pesarese in termini produttivi, al -6% di vendite interne e al
-4% di export. Con la meccanica che regge sul versante produttivo (+3,3%) ma
cede su quello commerciale e il tessile-abbigliamento in flessione. Restano
orientate in positivo le performance occupazionali, con un +2,3% di occupati
nel primo trimestre (stando all'indagine campionaria), in un territorio che ha
chiuso il 2007, secondo dati Istat, con il più basso tasso di disoccupazione
regionale ( 3,3% contro una media marchigiana del 4,2%). Ma si muovono in senso
contrario gli indicatori della Cig ordinaria, con un monte ore più che
triplicato tra gennaio e marzo 2008 rispetto allo stesso periodo dell'anno
precedente. Eppure gli industriali pesaresi restano ottimisti, soprattutto per
ciò che riguarda le prospettive oltreconfine. "Mi auguro che il clima positivo che si sta vivendo nel Paese aiuti la politica a
restituirci uno Stato più leggero, con meno livelli istituzionali e con meno burocrazia ", conclude Ugolini. I.
Ve. IL MOBILE SOTTO SCACCO Si apre domani a Rimini l'esposizione Spazio
concorrente del Samp Tra gennaio e marzo cucine in caduta (-4,8%) Al vertice.
Andrea Ugolini, presidente Confindustria Pesaro IMAGOECONOMICA.
( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
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l'edizione del LA VIDEO-INCHIESTAIn Italia sono 60 i bambini sotto i 3 anni che
vivono in carcere con le mamme Il mondo dei piccoli dietro le sbarre Federica
Fantozzi Un portone nero si apre, una ragazza in cappottino spinato lo varca.
Dietro trova murales di fiori, Cenerentole e Dumbo. È un mondo a parte, quello
dei bambini che vivono in prigione con le mamme detenute. Piccolissimi: a 3
anni vengono "scarcerati". Sono 60 in Italia, 20 nella sezione
femminile di Rebibbia a Roma. Di questi si è occupata la ragazza col
cappottino: Luisa Betti, giornalista, autrice della video-inchiesta "Il
carcere sotto i 3 anni". Immagini di bambini vivaci, timidi, prepotenti
come Sabrina che non vuole far sedere l'amichetta, sfrontati: come ti chiami?
"Al Capone a due anni". Testimonianze di mamme, giovanissime, autrici
di piccoli reati ma anche espressione di disagio sociale: "Cosa do da
mangiare a lui - una ragazza indica il neonato in braccio - Non ho lavoro. Vado
a rubare. Per forza". In maggioranza rom e immigrate: a 30 anni hanno 7-8
figli, e il padre, da solo, non è in grado di gestirli. Eugenia Fiorillo è
un'educatrice del nido creato a Rebibbia: "Finché il bimbo è qui la
relazione con la madre è salvaguardata. Ma i fratellini più grandi sono fuori,
c'è una separazione". Lacerante e sempre viva nei cuori materni. È la
domanda centrale: meglio che un piccolino stia con la madre in un ambiente
ostile o viva in libertà senza la sua mamma nei primi anni di vita? Giovanni
Bollea, neuropsichiatra infantile, intervenuto alla presentazione del
documentario, non ha dubbi: "Ho grande rispetto per la giustizia, ma il
bambino è sacro. Genitori, giudici, padreterno: tutti devono fare i conti con
lui". Bollea parla di "diritto primitivo", vorrebbe le mamme ai
domiciliari o almeno i bimbi fuori fino a sera: "I loro occhi non
esprimevano felicità né speranza, solo sofferenza anche se la mamma li prendeva
in braccio". Emilio Di Somma, vicecapo del Dap, fa i conti con l'amara
realtà: "Per lo Stato, la giustizia, la sicurezza, la burocrazia, un bambino non è
protagonista ma un accidente. È un dramma affrontato periodicamente con
aggiustamenti e palliativi". Gabriella Pedote, vicedirettrice di Rebibbia,
è una giovane donna dall'aria gentile e appassionata, con due figli piccoli:
"Conosco le storture del sistema ma sono orgogliosa del nostro asilo.
Cerchiamo di non ferire troppo nè mamme né bimbi. Non è giusto che crescano in
carcere, ma ne approfittiamo per far crescere le detenute come madri". Tra
le voci dell'inchiesta c'è Lucia Zainaghi, direttrice di Rebibbia, che spera in
più flessibilità dei magistrati: "Ora la misura del lavoro esterno è
prevista anche per accudire i figli". Eppure, i margini di incertezza sono
tanti. La detenzione domiciliare è discrezionale. La casa famiglia è un sogno.
Occorre coniugare diritti dei minori e sicurezza: "Si può essere madre e
fior di delinquente" sintetizza Di Somma. Una brutta pagina è quando una
mamma, preoccupata perchè il figlioletto ha la febbre alta, non viene creduta e
dà in escandescenze. "E' stata trattata da squilibrata, per fortuna
l'ospedale ha rifiutato il ricovero coatto. Ogni madre sa capire se qualcosa
non va, è l'istinto". La storia di Barbara è triste e assurda: in carcere
da 6 mesi per un reato commesso 10 anni fa, da tossicodipendente. Intanto si è
rifatta una vita, ha due figlie: Aurora, di 4 anni, a casa col padre; Gaia, 2,
con lei. "È cambiata, confusa, mi chiede dov'è la sorella". Barbara
ottiene i domiciliari, ma al primo giorno di asilo tarda mezz'ora e glieli
revocano: "Sono venuti a prendermi e hanno sbattuto la porta in faccia ad
Aurora. Io l'ho riaperta, ho salutato mia figlia. Poi, andando via, ho sentito
il pianto".
( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
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Stai consultando
l'edizione del Ripartire dal basso, più vicini al lavoro, meno
burocrazia La Cgil si
riposiziona: uscire dai palazzi romani per raggiungere tutte le periferie di
Luigina Venturelli FUTURO Cambia il mondo del lavoro, cambia anche la Cgil.
Cerca la propria fisionomia del futuro e la trova, quasi paradossalmente, in un
ritorno alle origini d'inizio Novecento, alla presenza in ogni fabbrica e in
ogni campagna, dove un sindacato allora emergente doveva conquistarsi la
fiducia di ogni singolo operaio e contadino. Ieri come oggi - alle prese con le
"inedite emergenze" poste dalla globalizzazione, che ha rivoluzionato
i modi della produzione e, con essi, le esigenze di tutela dei lavoratori - il
sindacato si gioca la sfida di modernizzazione sul territorio, per
rappresentare, contrattare, negoziare. È questa la rotta indicata ieri dalla
segretaria confederale Carla Cantone, davanti alla platea dei mille delegati
presenti conferenza d'organizzazione: "La Cgil si riposiziona sul
territorio per raggiungere ogni posto di lavoro, spostando la nostra presenza
dai palazzi romani alle estreme periferie". Il tema, in questi tempi
politici di smania federalista, è tra i più gettonati nel dibattito politico.
Ma in Corso d'Italia se ne parla da tempo, la volontà di rafforzare l'impegno
sindacale in ambito decentrato è stata espressa "un anno prima dei
risultati elettorali" e declinata, fin dalle prime battute, nella
necessità di "utilizzare al meglio tutto il gruppo dirigente, promuovere
una nuova leva di rsu e di quadri dirigenti, rendere attivi e protagonisti i
comitati degli iscritti". Ovvero: accelerare sul rinnovamento, sul
ringiovanimento e sulla maggior presenza femminile a tutti i livelli
dell'organizzazione sindacale. Con questo obiettivo sarà presto convocato il
Forum nazionale delle donne della confederazione, per superare "la
discussione attorno agli attacchi dei diritti e delle conquiste della donne, a
partire dalla 194" e "l'incredibile violenza che si abbatte su di
loro, sulle pari opportunità e sulle politiche di genere". La Cgil del
futuro sarà più radicata, più giovane, più rosa. Ma inevitabilmente dovrà
essere anche più unita, per esaltare la propria "natura di sindacato
generale" ed evitare "contraddizioni e competizioni tra sistema
verticale e orizzontale dell'organizzazione". Per questo la Cantone si è
augurata la pronta realizzazione di "un piano di verifica delle deleghe
affinchè attraverso il loro rinnovo si possa stabilire un rapporto con i nostri
iscritti". L'obiettivo ambizioso è quello di arrivare entro i prossimi tre
anni a sei milioni di iscritti, conquistando centomila adesioni all'anno. Ma
una precisazione è d'obbligo: la tutela dei diritti sindacali non è un mercato
saturo, il proselitismo va fatto "verso chi non è convinto o non ritiene
utile iscriversi a un sindacato", non attraverso "il pendolarismo
degli iscritti fra Cgil, Cisl e Uil". Solo così si mettono al centro le
ragioni del lavoro.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Indagato per atti
osceni, presiederà commissione d'esame a Genova. Colpa del computer genova. È
accusato da un'alunna di essersi masturbato in classe nella pausa pranzo. Per
questo è sotto ispezione da parte della Direzione regionale dell'Istruzione. E
naturalmente la Procura indaga su di lui per atti osceni. Carriera finita?
Tutt'altro: il professore del liceo King di Genova finito sotto i riflettori
per un episodio infamante, anche se tutto da provare, è stato nominato
presidente di commissione degli esami di maturità in un altro istituto,
l'alberghiero Marco Polo. In un attimo la notizia ha fatto il giro della scuola
da settimane travolta da questa vicenda scabrosa e, probabilmente, circolano
già sapidi "boatos" fra gli studenti del Marco Polo che dovranno dare
l'esame con un presidente di commissione così chiacchierato. Proprio oggi
dovrebbe scattare un'altra ispezione al King per verificare la seconda tranche
di accuse riguardo ai comportamenti del prof di matematica e fisica, non più a
luci rosse, ma comunque piuttosto vessatori nei confronti degli studenti.
Riguardo alla nomina a presidente della commissione di maturità, il direttore
regionale dell'Istruzione Attilio Massara, che a quanto pare non era ancora
informato di questa assegnazione destinata a far discutere, ha fornito
particolari in un certo senso inquietanti sulla formazione delle commissioni
d'esame. Non c'è più, di fatto, l'intervento umano nelle scelte di presidenti e
membri, ma tutti i nominativi dei prof delle diverse scuole confluiscono nel
grande cervellone del ministero dell'Istruzione a Monte Porzio Catone. Sempre
attraverso il computer vengono assegnati i docenti nella varie commissioni
seguendo i criteri del punteggio e in base alle richieste. Che ne sa dunque la
"macchina" di tutto il baillamme che è successo al King sconvolgendo
insegnanti e ragazzi, classi e presidenza? Ignorandolo, ha predisposto il
meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto
del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non
rinunci con un certificato". Anche la burocrazia
non guarda in faccia a nessuno. DONATA BONOMETTI Servizio >> 23
30/05/2008.
( da "Nuova Ferrara, La" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Trentino) (Corriere delle Alpi)
(Gazzetta di Mantova, La) (Gazzetta di Modena,La) (Citta' di Salerno, La)
(Gazzetta di Reggio)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO Ora i nonni
si battono per sottrarla all'adozione MILENA VERCELLINO TORINO. Per la legge
italiana è una neonata senza nome, nata il 22 maggio per parto indotto da una
giovane donna in coma farmacologico, investita due giorni prima da un'auto
pirata a Casale Monferrato. Per i nonni, una nipote da sottrarre all'adozione,
passando per le aule del Tribunale dei minori. E' la vicenda di una bimba di
appena una settimana. Una bimba che ora è ricoverata nella nursery
dell'ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria, ora al centro di una
contesa declinata sui toni dell'assurdo. Tutto è iniziato la sera del 20
maggio, quando la futura madre, una trentacinquenne di Casale Monferrato al
settimo mese di gravidanza, è stata travolta da una vettura in una tranquilla
stradina della città piemontese. Da quella sera la donna è in coma, ma il
calvario si è trasformato in groviglio legale due giorni dopo, quando i medici
dell'ospedale di Alessandria hanno deciso di praticarle un cesareo per far
nascere la bimba: "Ricoverata la donna in ospedale, i medici si sono resi
conto che le cure portate alla madre avrebbero potuto arrecare danni alla
nascitura, ed hanno optato per un parto indotto", spiega il legale dei
nonni della piccola. Ma ad ingarbugliare la matassa è stato lo stato civile
della donna: la giovane non è sposata, e il presunto padre della bambina
"non ha fatto alcun passo per riconoscere la piccola", spiega
Casalone. "Ma al di fuori del matrimonio, per la legge non c'è
riconoscimento automatico, nemmeno da parte della madre". Che, però, nel
suo stato attuale, non può avanzare una richiesta formale per rivendicare la
maternità della neonata. Da qui, la vicenda si è avvitata su tornanti sempre
più intricati: il colpo di scena successivo è stato il "niet" opposto
dall'Ufficio Anagrafe di Casale Monferrato ai genitori della donna, che si
erano fatti avanti per prendersi cura della bimba. E che si sono invece sentiti
rispondere che, in assenza di un riconoscimento formale, la piccola non è per
la legge italiana loro nipote. Ma il macigno più pesante piombato sui due
anziani è quello successivo: per le norme sull'adozione, nel caso in cui il
figlio non sia riconosciuto né dalla madre né dal padre, il tribunale deve
dichiarare lo stato di adottabilità. Da qui, la decisione di imboccare le vie
legali: "Abbiamo presentato istanza al Tribunale dei minori di Torino
perché la bambina venga temporaneamente affidata ai nonni in attesa che la
madre stia meglio e possa riconoscere la bambina", spiega Casalone, che
parla si una situazione "assurda e anacronistica". Per i genitori
della donna, spiega il legale, "è una corsa contro il tempo: se non
dovesse essere accordato l'affidamento, quando la bimba starà bene e sarà
dimessa dovrà passare ad una struttura pubblica per entrare nello stato di
adottabilità". In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri
pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda
della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei
minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione. Lo leggo
come un buon segnale, speriamo di ottenere l'affidamento", spiega
Casalone.
( da "Arena.it, L'" del 30-05-2008)
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CONVEGNO. Al Salone
d'Impresa rivendicata la priorità del manifatturiero per l'economia "Fare
dell'industria il motore del Veneto" Luigino Rossi: "Facciamo al
meglio ciò che sappiamo fare, le altre diamole agli esperti come la logistica"
Portare l'industria al centro del sistema economico italiano per
invertire la spirale negativa che pregiudica le sorti dell'Italia. Portare
perché, in realtà, finora il manifatturiero è stato sistematicamente trascurato
da un sistema passato da un'impostazione agricolo-commerciale a una centrata
sui servizi pubblici (burocrazia
imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie alla forte
spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni 50, è passato
da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a quello calabrese,
a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che pone i veneti in
prima fila. Linea di condotta - da generalizzare - è stata sottolineata
anche al "Cernobbio del Veneto", al Salone d'impresa, in un seminario
dedicato a "Sviluppo economico e competitività delle imprese". A
condurre il ragionamento verso la direzione di una "scoperta"
dell'industria centrale nell'economia è stato l'industriale di lungo corso
Luigino Rossi, padrone di casa a Villa Foscarini Rossi, sede anche del Museo
delle calzature del Brenta. Rossi - con alle spalle la lunga esperienza di
produttore di scarpe di altissima fascia, attività avviata nel 1962 producendo
con licenza Dior - è partito dal concetto che non tutto è moda (al massimo è
tendenza) e che vera moda è, piuttosto, ciò che è bello, caro, pulito e
ricercato. Il segreto del Veneto industriale, quindi, è sulla traccia del
vissuto: dove ci sono eccellenze spiccano anche le esperienze imprenditoriali
del Veneto. Anche quando si produce su licenza. Perché si mettono assieme, nel
tempo, esperienze diverse, si ricevono proposte di cambiamento e di stimolo.
Purché si miri sempre al massimo livello.Tanto che Rossi ha un mercato mondiale
ed in Italia vende solo il 5% di una produzione che, proprio per come è
concepita, non si può delocalizzare. La ricetta, quindi, per il Paese, è quella
di specializzare ("fare al meglio quello che sappiamo fare" mentre la
logistica, ad esempio, va affidata agli esperti), di alzare sempre più il livello
delle produzioni con l'industria al centro il Paese, quindi, può ritrovare
vigoria, a patto che ci sia il supporto del sistema finanziario e di quello
politico. "Risollevare l'economia attraverso l'industria", quindi , a
patto che il sistema delle banche ("che ha finanziato solo le grandi
imprese... con risultati disastrosi") tratti bene lo zoccolo vero del
sistema, costituito dall'impianto produttivo della piccola e media impresa,
finora costretto a pagare il massimo di interessi ed a dare garanzie assolute.
Ed a patto che si attui una politica industriale-mai finora realizzata a
sinistra come a destra. E poi che la politica sindacale guardi alla piccola e
media impresa con uno sguardo lanciato nel tempo. Ad esempio, il tessile-
abbigliamento (che oggi impone qualità e immagine, velocità, piccole partite e
costi contenuti) si sta perdendo perché ha la stagionalità e la flessibilità
diventa indispensabile. F.R. .
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
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Cronaca di Nuoro
Pagina 5021 Assessori soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia Nuove imprese, 53 via libera Assessori
soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia
--> Sono già 53 le imprese già in attività grazie alle novità introdotte
dalla recente legge regionale che snellisce le procedure burocratiche necessarie
a far nascere nuove aziende. "In queste poche settimane dalla sua entrata
in vigore - commentano gli assessori agli Affari generali Piero Marteddu e al
Commercio Antonello Mercurio - abbiamo verificato quanto la nuova legge, possa
essere efficace per dare risposte rapide ai cittadini". Il Comune di
Nuoro, tramite lo sportello unico (Suap) attivo già dal 2004, ha subito potuto
dare il via libera ai nuovi imprenditori contando sull'autocertificazione che
consente di sostituire tutte le autorizzazioni e i certificati. "Non ci
siamo fatti trovare impreparati dalla novità - commenta Marteddu - dando da
subito risposte soddisfacenti. Ora però faremo un deciso passo in avanti nel
campo della formazione, con un corso sulla Legge 3 del 2008 che ci permetterà
di rendere ancora più efficiente il sistema". La prima lezione si è tenuta
il 23 maggio e la seconda è prevista per il 9 giugno e coinvolgerà, oltre il
personale comunale, i rappresentanti vigili del fuoco, la Asl, Camera di
commercio, gli uffici ministeriali, regionali e provinciali maggiormente
coinvolti nelle procedure Suap, organizzazioni di categoria e gli ordini
professionali. "Presentando l'autocertificazione allo Sportello unico -
aggiunge Antonello Mercurio sottolineando la novità della legge - con le
dichiarazioni di conformità rilasciate dai tecnici, è possibile ottenere in
meno di due settimane la concessione edilizia per gli immobili funzionali
all'esercizio produttivo. Per i locali già esistenti è sufficiente una
dichiarazione del proprietario accompagnata dagli attestati tecnici di
conformità. La dichiarazione di agibilità sarà immediatamente efficace e
abiliterà all'utilizzo dell'immobile dalla data della presentazione al Suap. Il
Comune naturalmente si preoccuperà successivamente di effettuare i controlli di
veridicità delle autocertificazioni. Ma nel frattempo l'attività potrà partire,
con un risparmio di tempi e quindi di costi". Nei casi più complessi che
coinvolgono diverse competenze, verrà convocata una conferenza di servizi, da
convocare entro sette giorni dalla presentazione della domanda e che dovrà
tenersi entro 15. Per i moduli necessari necessaria e ogni ulteriore
informazione, gli aspiranti imprenditori devono rivolgersi in Municipio agli
uffici Suap.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
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Provincia di Oristano
Pagina 4023 Allai. Monta la protesta Ponte d'ingresso: il progetto bloccato da
20 anni Allai.. Monta la protesta --> Il completamento della strada tra la
Carlo Felice e Allai, con la realizzazione del ponte d'ingresso al paese, dovrà
attendere ancora un po' di tempo per poter avere un progetto. Problemi
burocratici e carenze di personale stanno rallentando le procedure, iniziate
più di vent'anni fa, anche se all'interno dell'Amministrazione provinciale si
respira un certo ottimismo per risolvere tutto in tempi brevi. Insomma, per
entrare ad Allai bisognerà ancora stare attenti a non incrociare auto o peggio
ancora camion, visto che il ponte è talmente stretto che a malapena ci passa
una vettura. "La Provincia si è fatta carico degli oneri per la progettazione
dell'opera - spiega Franco Serra, assessore ai Lavori pubblici - Attualmente i
nostri uffici non sono in grado di elaborare il progetto, in quanto impegnati
con altri lavori. Di conseguenza dovremo affidare l'incarico ad un esterno ma
sarà necessario un po' di tempo. Nel caso riuscissimo ad assegnare questo
incarico entro un mese, ritengo che per fine anno avremo il progetto
definitivo. L'unico problema è rappresentato dal fatto che, a causa di una
carenza di personale, non siamo sicuri di riuscire ad espletare in tempo utile
tutti gli adempimenti per affidare la progettazione". L'unico ostacolo,
quindi, è rappresentato dalla burocrazia e dai tempi tecnici necessari per affidare l'incarico, mentre
per quanto riguarda il finanziamento sembrano non esserci grossi problemi.
"Per portare a compimento l'opera abbiamo stimato una spesa di circa 6
milioni di euro, che comprende un tratto di strada di 5 chilometri, a cui va
aggiunto la realizzazione del ponte d'ingresso ad Allai", conclude
Serra. In particolare, i lavori consisterebbero nel miglioramento dell'attuale
strada che da "Utturu 'e broccas" (che si trova alle pendici del
Grighine) e della realizzazione del ponte d'accesso al paese che oggi non è in
grado di sostenere un traffico pesante. "Sappiamo che la Provincia ha
messo a disposizione 150 mila euro per l'elaborazione del progetto - conferma
il sindaco Enzo Saba - ma sino ad ora non abbiamo avuto altre notizie,
nonostante diversi solleciti". PATRICK DEMURU.
( da "Velino.it, Il" del 30-05-2008)
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Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB - L'Ambiente
e l'Energia sui giornali di oggi Roma, 30 maggio (Velino) - LA REPUBBLICA –
“Scaroni chiude l'affare Distrigaz e paga 2,7 miliardi per il 57 per cento”.
Eni mette le mani sulla società Distrigaz, protagonista storico del gas belga e
leader europeo del settore. L'operazione da 2,7 miliardi di euro è stata
suggellata ieri a Bruxelles da Paolo Scaroni, amministratore delegato del Cane
a sei zampe, e Gerard Mestrallet, numero uno del gruppo francese Suez,
azionista di maggioranza dell'azienda. Al momento della firma, Scaroni ha
assicurato che l'affare è stato chiuso a “un prezzo molto ragionevole”. Grazie
a Distrigaz, Eni ottiene una presenza più forte nel Nord Europa e un accesso
strategico ai progetti di immagazzinamento del gas, business sempre più
fiorente. Tasselli che portano Eni a essere il primo operatore europeo nella
distribuzione del gas. IL SOLE 24 ORE – “A2A chiude l'acquisto di Cofathec
Coriance”. A2A ha acquistato da Cofathec, filiale di Gaz de France, il 100 per
cento di Coriance, attiva in Francia nel teleriscaldamento e nella produzione
di energia elettrica da centrali di cogenerazione. Il prezzo per l'acquisizione
è di 44,6 milioni di euro. IL SOLE 24 ORE – “In caduta le borse del petrolio”.
Quotazioni in caduta, ieri, sui mercati petroliferi. Tre giorni con il dollaro
in recupero hanno esercitato un effetto ribassista generalizzato su tutte le
commodities, con le eccezioni di cacao e riso. Il particolare la risposta del
greggio sembra dare ragione al presidente dell'Opec Chakib Khelil secondo cui
“un recupero del 10 per cento del dollaro potrebbe far calare i prezzi del
petrolio del 40 per cento”. Al Nymex il Wti per consegna luglio ha perso il 3,4
per cento, atterrando a 126,62 dollari al barile, mentre il Brent all'Ice ha
ceduto quattro dollari, chiudendo poco sotto quota 127, otto dollari abbondanti
in meno del record segnato il giovedì precedente. LIBERO MERCATO – “Nucleare,
bastano tre miliardi e 50 mesi per una centrale”. Tre
miliardi di euro, più eventuali costi legati a ritardi e burocrazia, per avere una centrale
nucleare da 1.600 megawatt, contro i circa 80 miliardi che, al 2020, l'Italia
si ritroverà ad aver speso per rientrare nei parametri europei sulle emissioni,
solo con le rinnovabili. è questo il dato che si ottiene, “spulciando”
gli studi dell'Enea e altri istituti come lo Iefe Bocconi, dal quale bisogna
ripartire per rilanciare una seria politica energetica, che comprenda il
nucleare. Anche perché senza l'atomo, come spiegano i tecnici, tra i quali
l'amministratore delegato dell'Edison Umberto Quadrino, rientrare nel target
del position paper 20-20-20, è impossibile. (segue) IL MESSAGGERO – “Enel in
prima fila per il nucleare in Albania”. Il gruppo energetico, che ha già un
accordo per lo sviluppo dell'energia termoelettrica con Tirana, è in attesa di
un accordo tra i governo italiano e quello albanese, dopo l'apertura
manifestata dal premier Sali Berisha nel corso di un intervista al Corriere
della Sera. Al momento, quindi, non si può parlare di un'investitura ufficiale,
ma i contatti ci sono. Enel, una volta raggiunta l'intesa tra i due governi, si
occuperà di effettuare gli studi necessari per la costruzione di centrali
nucleari in Albania, oltre a curarne la realizzazione e la gestione. IL SOLE 24
ORE – “Rifiuti, Bertolaso: azioni al confine legale”. “Il provvedimento della
magistratura crea, oltre che una grande sofferenza personale, dei problemi nei
confronti delle autorità locali”. Si è espresso così Guido Bertolaso,
sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'emergenza rifiuti
in Campania in occasione della sua audizione in commissione Ambiente alla
Camera, che ieri ha iniziato a esaminare il decreto legge n.90/2008, varato la
settimana scorsa dell'esecutivo Berlusconi a Napoli. “La situazione a Chiaiano
– ha spiegato Bertolaso – era stata ben gestita, tanto da creare un clima di
fiducia per poter andare avanti senza scontri”, precisando che a proposito
delle intercettazioni che lo riguardano “se vi sono state affermazioni o parole
forti su quello che stava accadendo, ciò deriva semplicemente
dall'esasperazione di chi aveva accettato di risolvere il problema della
spazzatura”. IL SOLE 24 ORE – “Il governo pronto a modificare il Dl
contestato”. Il governo non esclude cambiamenti al decreto legge contestato dai
magistrati napoletani con una dura lettera al Csm. Segnali di apertura per un
eventuale miglioramento del testo nel suo passaggio in Parlamento potrebbero
venire proprio dal premier Silvio Berlusconi, oggi a Napoli. Da più parti,
all'interno della maggioranza, è stato notato che un solo articolo del decreto
legge (quello che ha attribuito al Procuratore di Napoli la competenza su tutte
le inchieste in materia ambientale in Campania) rischia di far incorrere in una
boccatura di incostituzionalità l'intero provvedimento, il cui impianto viene
invece ritenuto solido. Ecco perché – secondo quanto si è appreso in ambienti
governativi – è probabile che Berlusconi aprirà a una modifica di
quell'articolo 3, che a detta delle stesse fonti sarebbe stato introdotto per
volontà del sottosegretario Guido Bertolaso. (red/fed) 30 maggio 2008 12:17.
( da "Opinione, L'" del 30-05-2008)
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Oggi è Ven, 30 Mag
2008 Edizione 108 del 30-05-2008 Dobbiamo imitare la Svizzera dove si può
scegliere tra 3mila Comuni Il federalismo non divide di Attilio Fontana Oggi ci
ritroviamo a confrontarci su quali siano le basi per un moderno sviluppo del
Paese. Un tessuto sociale e produttivo sempre più frammentato che chiede
risposte rapide e concrete alla politica e dunque allo Stato. Nell'attuale fase
storica che stiamo vivendo i nostri territori, le nostre aziende, sono chiamate
a confrontarsi a loro volta in quell'economia globale che alla lunga tende
sempre più a porsi ormai come competizione tra sistemi regionali, dove le
decisioni di investimento delle imprese dipendono da requisiti ben delineati.
Non è un caso che i soggetti che operanti sul mercato cerchino zone
caratterizzate da condizioni che ne favoriscano lo sviluppo: poca burocratica,
flessibilità, equità fiscale, servizi. Come ha rilevato Alexander Kockerbeck,
responsabile di Moody's per l'Italia, "il federalismo fiscale va benissimo,
se sarà realizzato, anche grazie alla pressione della Lega Nord". "Il
federalismo fiscale è positivo, perché la responsabilizzazione finanziaria, a
livello regionale e locale, è un metodo per controllare i conti pubblici"
(intervista Sole 24 Ore del 16/04/2008). Da questo punto di vista la vicina
Svizzera ha molto da insegnarci. Un paese in movimento che ha sempre creduto
nel federalismo fiscale e legislativo come valore distintivo ed
imprescindibile. Ne hanno fatto un punto di forza e di crescita. Semplicemente
perché, da quelle parti, il federalismo permette la concorrenza fiscale tra i
Cantoni; offre la possibilità di scegliere, aumenta la partecipazione popolare
nelle decisioni quotidiane che non si limitano strettamente all'economia. Oggi
i cittadini possono dare un'occhiata a circa tremila Comuni svizzeri e
scegliere di conseguenza il loro domicilio. Per esempio, in Ticino, una
famiglia con i figli a carico paga complessivamente ? in media ? di imposta
comunale, cantonale e fiscale, per un imponibile di 80mila franchi (51mila
euro), il 2,50% (la percentuale può variare perché c'è concorrenza fiscale
anche tra i comuni). L'imposta fiscale sul reddito delle persone fisiche non
può, in base alla costituzione federale, superare l'aliquota massima dell'11,5%
e quella sul reddito netto delle persone giuridiche l'8,5%. L'imposizione e
l'esazione delle imposte federali spetta ai cantoni, che trattengono la quota
loro spettante e versano il resto alla confederazione (art.128 Costituzione
federale svizzera). L'introduzione di nuove imposte federale o la loro
modificazione sostanziale è sottoposta a referendum popolare obbligatorio, come
ogni modificazione della costituzione (art.140 Cost.fed.svizzera). Per gli
svizzeri la parola centralismo significa, tasse più alte, stagnazione,
indebitamento. Mentre la concorrenza obbliga costringe tutti i partecipanti a
diventare migliori, più efficienti. La concorrenza fiscale e legislativa
obbliga la politica a lavorare meglio. E per gli svizzeri è proprio il
federalismo fiscale che ha permesso la concorrenza, che a sua volta ha spinto
ad adoperarsi per i cittadini. Oggi, anche a casa nostra, il vento sta
cambiando. La pressione fiscale eccessiva, la burocrazia snervante, gli sprechi
pubblici frenano la crescita economica e culturale del nostro Paese. Ecco
perché non posso non essere convinto che da un corretto e moderno sviluppo
dell'iter di riforma federale dipenda la stessa competitività del nostro
sistema-Paese. I livelli regionali e locali di governo sono oggi gli
unici capaci di favorire e offrire servizi reali alle imprese: dalla formazione
professionale, manageriale e imprenditoriale, alla infrastrutturazione del
territorio, ai sistemi integrati di trasporto. Ma perché questo processo si
realizzi appieno è necessario giocare la partita del federalismo fiscale. Ecco
perché non si può più tentennare o ancor peggio rinviare questo mutamento.
Allora si inizi a considerare seriamente la nuova autonomia finanziaria
regionale e locale (prevista già nella nostra costituzione) con la riforma del
Titolo V come la prima fase di una grande rivoluzione benefica per il Paese. Un
percorso che chiama il Paese, e dunque lo Stato centrale, ad attivare un
sistema di trasferimenti perequativi limpidi, che esaltino l'autonomia
finanziaria di Regioni ed Enti locali, mediante la certezza di disponibilità
finanziarie adeguate alle reali necessità. E' importante precisare che quando
si parla di federalismo fiscale non significa dividere il Paese in due come
qualcuno continua oggi a rimarcare. Bensì si punta a responsabilizzare chi è
chiamato ad amministrare il territorio. E' altrettanto chiaro come l'attuazione
del federalismo fiscale costituisca una questione complessa sebbene allo stesso
tempo ineludibile. Sarebbe, pertanto, superficiale cercare di riassumere in
poche battute tutte le relative problematiche legate ad un simile cambiamento
legislativo e finanziario. Ma è anche vero che soluzioni operative ci sono.
Sarebbero pronte già domani mattina. In Europa abbiamo modelli vincenti come
quello spagnolo, quello dei Länder tedeschi o dei Cantoni svizzeri. Guardando a
casa nostra merita certamente attenzione la proposta di Legge al Parlamento sul
federalismo fiscale approvata dalla regione Lombardia e già inviata a Roma. Un
progetto chiaro e deciso che prevede di trattenere l'80% dell'Iva, il 15%
dell'Irpef statale e l'intero gettito delle accise sulla benzina, dell'imposta
sui tabacchi e quella sui giochi. Un "pacchetto" di risorse
aggiuntive per Regione Lombardia stimabile, per quanto riguarda solo Iva e Irpef,
in quasi 15 miliardi di euro, circa 30 mila miliardi delle vecchie lire. E' una
proposta, quella della Regione Lombardia, assai moderata, se si pensa che la
Sardegna trattiene in base al proprio statuto speciale, i 7/10 dell'Irpef e
dell'Irpeg riscossi sul territorio ed i 9/10 dell'Iva, oltre ad altre entrate
erariali statali (art.8 Statuto Sardegna). Ogni cittadino lombardo paga 9434
euro di imposte allo Stato e ne riceve da questo 1750 (Fonte Sole 24 Ore del
16/4/2008). Il documento prevede inoltre che gli Enti locali possano tassare
autonomamente i redditi fondiari e la revisione dell'impostazione del fondo di
solidarietà nazionale. Ma non solo: si assegna alle Regioni il gettito
dell'imposta che i residenti pagano in qualità di iscritti a fondi pensione
complementare su base regionale. E ancora: stop ai patti di stabilità che
limitano i Comuni virtuosi per cui invece sono previsti premi. Si può subito
partire da qui, da questo progetto già inviato ai due rami del Parlamento, alla
fine della scorsa legislatura. Il Governo attuale l'ha nel cassetto. Lo tiri
fuori e lo porti al voto in Parlamento. Il futuro del Paese è dietro l'angolo.
Adesso basta solo non sbagliare strada.
( da "Asca" del 30-05-2008)
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(ASCA) - Trento, 30 mag
- ''Oggi e' il momento di fare le riforme e di farle tutti insieme. Non ci sono
piu' abili per non farle. Confindustria e' disponibile a fare la sua parte''.
Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al
Festival dell'economia di Trento. La priorita', secondo Marcegaglia, e'
innovare la scuola, l'universita' e la ricerca. ''La cosa piu' importante e'
''avere dalla scuola e dall'universita' capacita' di dare una grande
preparazione e comprendere cosa succede''. L'Italia, in questo, ''e' molto
indietro'', secondo Marcegaglia, anche se non mancano i casi di eccellenza.
''In questi anni e' prevalsa la logica dell'egualitarismo''. Altra priorita' e'
il tema della spesa pubblica e dello Stato. ''C'e' bisogno di piu' Stato in alcune
aree del Paese'', la', per esempio, dove e' necessario ''ridare certezza di
diritto''. E anche perche' - ha sottolineato Marcegaglia -
''non ci puo' essere mercato senza legge''. C'e' dunque bisogno di uno Stato
''che punisca chi delinque''. Nello stesso tempo, tuttavia, c'e' bisogno di
''meno Stato'', ad esempio nella burocrazia e nei servizi pubblici. La terza priorita' sono le
infrastrutture. fdm/cam/alf.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-05-2008)
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Italia ai margini
del potere europeo Congelate di fatto le nomine ai vertici di grandi gruppi
pubblici per evitare risse nella maggioranza, prima o poi il governo Berlusconi
dovrà affrontare la mappa del potere made in Italy nelle grandi organizzazioni
internazionali. Le scadenze, per poltrone di peso, non ci sono solo a Roma. E
ministri e partiti, invece di azzuffarsi per qualche incarico ai soliti noti,
farebbero bene a fare due conti. Ai vertici della burocrazia europea, per esempio, dove si
muovono grandi interessi economici e geopolitici, i numeri segnalano 16
direttori e consiglieri di prima fascia italiani, rispetto ai 38 inglesi, ai 28
tedeschi e ai 27 spagnoli. Il quadro peggiora in quasi tutti gli organismi
internazionali, dall'Onu a scendere. Non sarebbe il caso di alzare la
voce e di mettere in campo qualche candidatura giovane e autorevole? Forse
possiamo provare, con realismo, a contare di più nel mondo.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-05-2008)
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Progetto nel limbo da
luglio, ad aprile è arrivato anche l'ok della Regione. Martedì sopralluogo di
Reitani Il progetto esecutivo della prima tranche di ristrutturazione della
Biblioteca Joppi è fermo nel limbo da quasi un anno, in attesa che
l'amministrazione decida se approvarlo (dando corso alla gara d'appalto) o
cestinarlo. C'era già il placet della Soprintendenza ai primi due lotti (da
2,948 milioni complessivi) e ora c'è anche il via libera della Regione. Il 4
aprile scorso, infatti, la Direzione centrale ambiente e lavori pubblici della
Regione ha dato il via libera al primo intervento. Nella lettera, ricevuta da
Palazzo il 10 aprile, durante gli ultimi giorni dell'era Cecotti, la Regione
scrive al Comune: "Si comunica che la commissione tecnica nella riunione
del 12 marzo 2008 ha effettuato la verifica sull'osservanza delle norme
sismiche ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27/98. Il risultato
della verifica tecnica relativo al progetto di adeguamento normativo della
Joppi è stato positivo. Per cui è autorizzato l'inizio del lavori". Per volgarizzare le parole della burocrazia edilizia, la Regione dice che la Biblioteca, a ristrutturazione
fatta, starà in piedi senza problemi e che, quindi, la parte strutturale non
desta alcuna preoccupazione. Un parere, questo, che di norma viene chiesto a
gara d'appalto fatta, prima di avviare le opere. Ma che gli uffici
comunali hanno sollecitato in anticipo. Forse un modo per smuovere le
acque?Nella scelta della passata giunta di "congelare" l'intervento,
qualche ruolo può averlo giocato il polverone sollevato fra maggio e giugno
2007 da Italia Nostra, che criticò il progetto, sostenendo, fra le altre cose,
che nella biblioteca risistemata non ci sarebbe stato posto per una marea di
volumi. E un peso l'avrà avuto l'appunto della Soprintendenza, che, nel dare
l'ok all'avvio dei lavori per Palazzo Andriotti, nuovo deposito libri e Palazzo
Bartolini, ha rinviato, invece, ad un nuovo esame il terzo lotto, da 1,5
milioni, che comprende il blocco ex latrine, la sala conferenze e gli ascensori
che portano al colle. Sia come sia, da allora, tutto si è fermato: il progetto
che riguarda Palazzo Andriotti è rimasto al palo. La passata giunta non ha dato
l'ok per far partire la gara: non si è proprio pronunciata.Eppure l'ex sindaco
Cecotti, sulla base delle informazioni ricevute il 27 luglio scorso dal
direttore della Biblioteca, ha comunicato che per la capienza dei libri non
c'erano problemi e che l'ipotesi consegnata al progettista nel 2003 era
corretta: visto che la biblioteca, una volta rimessa a nuovo, stando al
progetto, potrebbe accogliere fino a 680mila volumi e visto che, secondo le
stime della Joppi, nel 2023 di libri ce ne saranno 600mila, avanzerebbe
addirittura spazio per 80mila documenti.Risale a quasi un anno fa (19 giugno 2007)
la riapprovazione dell'esecutivo generale, già licenziato nell'ottobre 2006,
riportato all'esame della giunta Cecotti per inserirci dentro (grazie a nuovi
fondi a bilancio) anche la sistemazione delle ex latrine. E nove mesi fa, il 31
agosto, la Soprintendenza, che ha voluto esaminare anche l'esecutivo, ha dato
l'ok ai primi due lotti. Il progetto del primo intervento era pronto già da
luglio scorso, e da allora è rimasto in attesa di un "sì" (o di un
"no") della giunta, che non è mai arrivato. L'esecutivo Cecotti
all'epoca chiese molte verifiche, ma poi non decise. Cosa ne farà ora la giunta
Honsell? Nel giorno della sua nomina, l'assessore Luigi Reitani aveva
concordato con il sindaco sulla necessità di "rivedere il progetto".E
oggi Reitani (con la collega Malisani, oggi all'Edilizia, che, da assessore
alla Cultura, definì l'intervento "la realizzazione di un sogno") si
trova questa gatta da pelare. "Ho saputo del parere favorevole della
Regione - dice Reitani - ma devo ancora vedere tutta la documentazione del
progetto, che ho chiesto di poter esaminare appena insediato. La Biblioteca è
una delle mie priorità. Prima devo studiare le carte, poi, decideremo il da
farsi collegialmente". Oggi, fa sapere lui stesso, Reitani incontrerà i
tecnici, mentre martedì farà un sopralluogo alla Joppi, dove vedrà anche il
direttore Vecchiet e il personale.Camilla De Mori.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-05-2008)
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Lo
"sceriffo" ha infiammato la platea l'altra sera a Volpago nella
riunione del Carroccio sulla sicurezza Genty: "Violentatori a lavorare sul
Piave" Gentilini "manda" i violentatori a lavorare sul Piave.
Con le catene ai piedi. L'intervento del prosindaco di Treviso, che con il tono
della voce ed il gesticolare eloquente ha riempito l'altra sera in tutti i
sensi l'auditorium di Volpago, strappando applausi a non finire, è stato solo
il punto d'arrivo di un crescendo di feeling fra palco e platea su un tema
chiave, la sicurezza, particolarmente sentito dopo l'arresto nei giorni scorsi
di un extra comunitario per violenza a una tredicenne. Da un lato c'erano i
nomi noti del Carroccio Marzio Favero, Mario Piovesan, Federico Caner, Luca
Baggio, Toni Da Re, Leonardo Muraro, dall'altro un uditorio di giovani (molti)
e meno giovani tutti osannanti. Soprattutto quando Gentilini ha recitato il
proprio "Vangelo" spedendo "chi violenta a lavorare sul Piave
per secoli con le catene ai piedi" perché "non è possibile che le
carceri, con l'80\% di extra comunitari, siano alberghi". Ma lo stesso
prosindaco non ha risparmiato poi ripetute bacchettate agli avversari politici
(a Luxuria saranno fischiate le orecchie), ma anche avvertimenti a distanza
agli alleati, alla magistratura e alla gerarchia ecclesiastica che "sta
cercando di infiltrarsi per rivestire il martello, che deve spaccare le teste,
di pezza". Ha chiamato persino in causa il Padre Eterno, dicendo che non vuole
"più vedere l'arcobaleno dopo un temporale" e di aver "rischiato
la pelle" dicendo agli extra comunitari, ai Giardini di Sant'Andrea, che
"non basta il permesso di soggiorno, servono lavoro e casa".
Tutt'altro che pacato, del resto, pure Muraro che ha cominciato con un applauso
a Bossi e Zaia e chiuso con un "Viva la Padania viva il Veneto". E
poi "se essere razzista vuol dire difendere l'identità e il popolo veneto
allora io sono razzista", con un riferimento al fatto che "abbiamo
dovuto mandare le Forze dell'Ordine al Pronto soccorso perché gli immigrati se
non passano per primi aggrediscono anche i medici". Ma Muraro non ha
risparmiato critiche neppure alla "mala amministrazione di Napoli" e alla burocrazia di Roma. "Ho detto a Luca che deve rompere la burocrazia e che prima del Ponte di
Messina va fatta la Pedemontana". Sulla stessa linea gli altri, con un
riferimento del "Volpaghese" Marzio Favero ad un "paese
blindato" dalla paura e critiche al sindaco forzista Toffoletto (la Lega,
che ha raccolto 500 firme per l'ordinanza Bitonci, a Volpago è
all'opposizione) per la gestione del problema sicurezza.Laura Bon.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VITTORIO VENETO
Monologo di condominio con la Fusco e giuria al lavoro per assegnare il premio Vittorio
VenetoUn monologo di condominio va in scena in un castello.E' l'originale
accoppiata con cui il Festival di Serravalle offre un'aperitivo della sua sesta
edizione, al via da luglio: domani sabato alle 18.30 nel parco del Castrum,
fortificazione romana, medievale e successiva che svetta su Serravalle, nord di
Vittorio Veneto, andrà in scena "Millesimi condominiali". Cioè il
testo con cui Fernando Acitelli ha vinto l'edizione 2007 del concorso per
monologhi teatrali promosso dal Festival stesso, e ha quindi meritato l'onore
di vedere il suo testo andare in scena a Serravalle.Onore doppio, visto
l'interprete: sarà Ottavia Fusco, cantante e musicista che ha lavorato con Lina
Wertmueller, Dacia Maraini e si appresta a debuttare nell'opera musicale "Titania
la rossa" di Giorgio Albertazzi".Il cinquantenne poeta e autore
teatrale Acitelli in "Millesimi condominiali" dà corpo (e Fusco dà
voce) a una donna: un'amante delusa dal suo uomo che a lei
sembra preferire noiose questioni di denaro e di burocrazia: appunto i millesimi condominiali, cioè la percentuale di
proprietà di ogni condòmino, da cui discendono spese condominiali e diritto di
voto nelle assemblee di condominio.Lo spettacolo è a ingresso gratuito; se
piove si svolge nella Sala Verde del Castrum.Domani pomeriggio si
riunirà anche la giuria, presieduta da Gian Antonio Cibotto, dell'edizione 2008
del premio per i monologhi. Verrà scelto il testo vincitore per quest'anno, che
andrà in scena al Castrum il 18 luglio. Solo una volta stabilito se il testo richiede
interprete maschile o femminile il Festival cercherà l'attore o attrice che lo
reciterà.Per giovedì 13 giugno, invece, è fissata la presentazione del Festival
di Serravalle edizione 2008, al via dal 5 luglio e incentrato su "I
fantasmi della Grande Guerra", a novant'anni dalla sua conclusione.Tommaso
Bisagno.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chi resta
indietro... La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con
un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico
impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il
sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il
merito di chi tira il carretto? E veniamo ai magistrati della Procura di
Napoli. Per evitare che il primo sostituto di una qualsiasi procura campana
blocchi con il sequestro le discariche scelte da Guido Bertolaso dopo aver
seriamente compromesso il lavoro di Gianni De Gennaro, il governo ha deciso di
centralizzare i provvedimenti alla Procura di Napoli e di affidarli a un
giudice collegiale: tre teste sono meglio di una. Non c'è dubbio che da un punto
di vista strettamente procedurale questa sia una forzatura. Ma le situazioni di
emergenza richiedono provvedimenti di emergenza. Il governo non ha chiesto di
essere sciolto dai vincoli di legge per le discariche. Ha deciso soltanto di
unificare le procedure per avere un solo punto autorevole di controllo,
evitando le guerriglie giudiziarie che purtroppo da molti mesi sconvolgono il
panorama politico e amministrativo italiano. E a proposito di guerriglie, il
gelo - a destra ma anche a sinistra - ha accolto i venticinque provvedimenti di
arresto di dirigenti a vario titolo interessati al problema delle discariche
campane. Delegittimando lo stesso prefetto di Napoli, che a quanto si dice
avrebbe evitato l'arresto per miracolo. E colpendo al cuore la stessa struttura
di Bertolaso. Tutte persone di collaudata correttezza. Dalle intercettazioni
telefoniche non risultano mai sospetti di concussione o tentativi di
corruzione. C'è soltanto il libero linguaggio di chi deve affrontare
un'emergenza avendo contro quella parte del governo Prodi (Pecoraro Scanio,
soprattutto) che costrinse Bertolaso alle dimissioni. Si è fatto ricorso al
telefono a un linguaggio da caserma per motivare provvedimenti bruschi e
perfino necessariamente disinvolti? Si può attraversare un cerchio di fuoco in
abito da sera? Tutto come prima, dunque? Cgil e magistratura contro Berlusconi?
No, stavolta il clima nazionale è molto diverso. I magistrati di Napoli si
sentono isolati, sanno che la gente non li capisce più. Si sentirà un po'
isolato anche Epifani? È un uomo intelligente e sa, come gli ha predetto il
collega Bonanni, che stavolta rischia di farsi male. Bruno Vespa.
( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 128 del
2008-05-30 pagina 22 Dana, neanche i cecchini fermano l'atleta più famosa dell'Irak.
Il Cio sì di Fausto Biloslavo Ha battuto bombe e avversari, è abituata a
lottare e soffrire sulla pista di atletica. Si allena fra le sei e le otto ore
al giorno sognando i blocchi di partenza dei 100 e 200 metri. Ma sarà esclusa dai Giochi per colpa della burocrazia Corre Dana, corre per
schivare le pallottole dell'Irak senza pace e realizzare il sogno di
partecipare alle Olimpiadi di Pechino. Dana Abdul-Razzaq è una velocista di 21
anni, che si allena nello stadio Shaab di Bagdad, coprifuoco permettendo.
L'unica donna irachena che si è qualificata per i Giochi con il primato
nazionale sui 200 metri. Come donna e atleta è due volte sotto tiro degli
oltranzisti islamici che insanguinano l'Irak. Lo scorso anno è finita nel
mirino di un cecchino assieme ad altri due atleti. "Un proiettile mi ha
sfiorato le gambe e si è conficcato in un albero", racconta la coraggiosa
velocista. Abdul Rahman, il fedele allenatore, aggiunge che "sembrava la
scena di un film d'azione". è stato lui a far riprendere Dana dallo shock,
dopo che aveva schivato correndo le pallottole. Non era l'unica volta che ha
rischiato la vita per lo sport in cui crede. Concluso un allenamento tornava a
casa in macchina con Abdul Rahman al volante. Passando per Saidiya, uno dei
quartieri di Bagdad infestato da cellule di Al Qaida sono finiti nel mezzo di
uno scontro a fuoco. "L'allenatore mi ha abbassato la testa accelerando a
tavoletta - racconta l'eroina dello sport iracheno - e siamo riusciti a
scamparla". Con una pudica tuta nera e bianca Dana corre come una gazzella
sognando i blocchi di partenza di Pechino sui 100 e 200 metri. Si allena fra le
6 e le 8 ore al giorno, ma nutrizionisti e massaggiatori che curino la sua
forma sono un lusso. "Ogni giorno soffro di spasmi, ma non mollo", ribadisce
Dana. La sua "équipe" è tutta in famiglia. Il fidanzato, più giovane
di lei, che fa da scorta. Il papà, ex ciclista professionista, la incita a
proseguire aiutato dal fratello culturista. Dana ha iniziato a correre nel 2003
dopo la caduta di Saddam. Negli ultimi cinque anni 104 fra allenatori,
amministratori sportivi e arbitri sono stati uccisi. Altri 22 sequestrati e
spariti nel nulla. Fra questi il presidente del Comitato olimpico, Ahmed Al
Samarrai, vittima di un rapimento di massa nel 2006. I fondamentalisti sunniti
legati ad Al Qaida considerano un oltraggio che le donne come Dana corrano per
le Olimpiadi. Gli squadroni della morte sciiti colpiscono atleti o funzionari
sportivi accusandoli di aver fatto parte del regime di Saddam. Gente come Dana,
che ha già conquistato una dozzina di medaglie, cerca di sopravvivere e
correre. Nei giochi pan-arabi del Cairo, lo scorso novembre, è arrivata quarta
sui 200 metri. Abbassando, però, di tre centesimi il record nazionale iracheno.
Con i suoi 24 secondi e 8 si è qualificata per Pechino. "Nonostante tutte
le difficoltà sono felice - ha spiegato Dana - perché correre alle Olimpiadi è
il mio sogno, il frutto di un duro lavoro". Purtroppo la risicata
partecipazione di 6 atleti iracheni ai Giochi è in forse. Il governo di Bagdad
ha sciolto il Comitato olimpico nazionale e tutte le federazioni sportive.
Ufficialmente perché non sono mai state rinnovate dopo l'invasione alleata. In
realtà la corruzione regnava sovrana. La prima vittima è stata la nazionale di
calcio dell'Irak giunta in Australia per disputare una partita di
qualificazione per i Mondiali del 2010. La squadra è pronta a scendere in
campo, ma la Federazione internazionale (Fifa) ha proibito la partita a causa
delle decisioni di Bagdad. Il Comitato olimpico internazionale si riunirà in
giugno ad Atene per decidere se ammettere gli atleti iracheni ai Giochi. Dana
ed i suoi colleghi dopo i cecchini, le imboscate e la cronica mancanza di
mezzi, rischiano di vedere infranto il loro sogno. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Panorama.it" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia -
http://blog.panorama.it/economia - Province, non entusiasma la "new
entry" Monza e Brianza Posted By redazione On 29/5/2008 @ 11:32 In
Headlines, NotiziaHome | No Comments [1] La nuova Provincia Monza e Brianza non
convince ancora gli artigiani. Il 25% della categoria è contrario, e il 24% è
indifferente. La metà comunque si dichiara favorevole. È il risultato di un
sondaggio commissionato dall'Unione degli artigiani: rivela malumori, ma anche
attese che non vogliono restare senza risposta. Quali sono le aspettative da
soddisfare per la nuova Provincia? Per una persona su tre le questioni aperte
riguardano le infrastrutture e la sicurezza. "È prioritaria la viabilità
su strada: i trasporti su gomma sono un punto chiave per il commercio"
ricorda [2] Marco Accornero, presidente dell'Unione artigiani "e sono due
i progetti che attendiamo in particolare: la Pedemontana e la tangenziale
esterna per evitare il traffico di Milano". Il rischio criminalità
preoccupa il 30% degli intervistati: "Alcuni hanno subito rapine, ma è
diffuso il furto di materie prime, come rame e legno, e di camion durante la
notte. Un fenomeno che non arriva alle prime pagine dei giornali, ma che
preoccupa i piccoli imprenditori. E aumenta la percezione di insicurezza,
accresciuta dai timori per la propria famiglia" ricorda Accornero. Ma le
priorità cambiano a seconda della dimensione dell'azienda: le più piccole
mostrano più sensibilità per le politiche del lavoro, quelle più grandi invece
avvertono i trasporti come esigenza primaria. L'ambiente è indicato come un
argomento rilevante soprattutto dalle imprese con più di tre dipendenti. Una questione a parte è quella della burocrazia: la metà degli intervistati chiede alla nuova Provincia di
snellire le procedure. "C'è una diffidenza verso le pratiche
amministrative: alcuni avvertono i livelli istituzionali come un intralcio o,
peggio, come carrozzoni inutili" sottolinea il segretario dell'Unione
artigiani. In particolare, le aziende più grandi chiedono politiche per
promuovere la formazione e il lavoro sul territorio.
( da "Redattore sociale" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARCERE
14.4530/05/2008 In carcere, poi fuori, poi di nuovo dentro per errore. ''Adesso
troviamogli un lavoro'' È la storia di un fiorentino, un detenuto ''difficile''
che dopo aver ottenuto i domiciliari si è visto riportare in carcere per
errore: il presidente del consiglio comunale di Firenze adesso lancia un
appello per trovargli un'occupazione FIRENZE - È stato in carcere,
complessivamente, per quasi vent'anni. Poi ha ottenuto gli arresti domiciliari
per motivi di salute, ma la notte tra il 9 e il 10 maggio i Carabinieri si sono
presentati a casa sua, a Firenze, per riportarlo di nuovo nell'istituto
penitenziario. È la storia di Roberto Guadagnuolo, che in carcere era entrato
nel 1995 (dopo una serie di altre condanne minori) con l'accusa di tentato
omicidio. Ha trascorso gli ultimi tredici mesi agli arresti domiciliari, per
finire di scontare la sua pena, ma, per un probabile errore burocratico, i
Carabinieri allo scoccare della mezzanotte del giorno in cui "scadevano"
i suoi arresti domiciliari si sono presentati a casa sua e lo hanno riportato
in carcere per una notte. Probabilmente non era giunta loro comunicazione della
proroga ai domiciliari che Guadagnuolo ha ottenuto fino al 24 luglio, data in
cui si terrà l'udienza di fronte al tribunale di sorveglianza per discutere di
una misura alternativa alla detenzione domiciliare. Questa mattina ha
raccontato la sua storia, assistito dal suo legale, insieme al garante per i
diritti dei detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone, al presidente del
consiglio comunale, Eros Cruccolini, al presidente della Fondazione Michelucci,
Alessandro Margara e al consigliere comunale Massimo Pieri. Tutti, all'unisono,
hanno posto l'accento su come la vicenda di Roberto sia stata un caso esemplare
di riabilitazione possibile. "Uscire dal carcere si può", questo il
messaggio essenziale lanciato stamattina: "Roberto ha avuto un pessimo
rapporto con l'istituzione carcere, che ha aumentato la sua pena iniziale- ha
raccontato Corleone- e nessuno avrebbe scommesso che una volta ai domiciliari
si sarebbe comportato come poi ha fatto, senza mai venir meno ai suoi obblighi:
ha reagito in modo sorprendente anche di fronte all'arresto illegittimo di due
settimane fa, un arresto nato da una burocrazia cieca e sorda, capace di
uccidere". Adesso, dopo 54 trasferimenti da un carcere all'altro,
Guadagnuolo è a casa, in attesa di sapere se gli verrà concessa la possibilità
di seguire un percorso alternativo alla detenzione domiciliare, che altrimenti
andrà avanti fino al 2011. "Ho espiato 20 anni di carcere, 12 in
regime di 14 bis. Adesso chiedo la possibilità di potermi reinserire nella
vita" ha spiegato. "Vogliamo fare in modo che il carcere sia un luogo
dal quale sia possibile uscire- ha aggiunto il garante Corleone- i dati
raccontano che chi ha la possibilità di usufruire di misure alternative alla
detenzione incorre in recidive per il 17%, mentre la percentuale sale al 68%
tra i detenuti ai quali non viene offerta questa possibilità". Il presidente
del consiglio comunale di Firenze, Eros Cruccolini, ha concluso lanciando un
appello: "Mobilitiamoci, se qualcuno può offrirgli una possibilità di
inserimento lavorativo si faccia avanti". (gr).
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"L'ospedale non
può essere visto ... "L'ospedale non può essere visto come una realtà
avulsa dalla città e dai cittadini, ma dobbiamo pensarlo come una rete di
servizi territoriali alla persona, sempre più capace di rispondere prontamente
e con qualità alle esigenze della gente".Così il sindaco di Vicenza,
Achille Variati, ha salutato ieri pomeriggio i rappresentanti della conferenza
dei sindaci dell'Asl 6 di Vicenza. Grande la soddisfazione del direttore
generale Antonio Alessandri, che ha riconosciuto nel nuovo sindaco una persona
capace di stimolare e promuovere la crescita del San Bortolo. "Il sindaco
Achille Variati mi ha chiesto cosa possiamo fare - spiega il direttore generale
Antonio Alessandri - per migliorare la situazione di disagio che da lungo tempo
si riscontra nel punto prelievi di contra' San Bortolo e, naturalmente, l'ho
rassicurato, perché il servizio verrà trasferito nell'area del seminario
vescovile. Questo spostamento, assieme a quello di altri servizi alla persona,
consentirà di sgravare il San Bortolo di un gran numero di accessi, quinti
migliorerà la vita all'interno dell'ospedale ed al tempo stesso le condizioni
di quanti accedono agli altri servizi sanitari". Il direttore generale
dell'Ulss n. 6 di Vicenza ha anche dovuto rispondere alla necessità o meno di
realizzare in città un nuovo complesso ospedaliero. "L'ospedale che
abbiamo è straordinario - aggiunge il direttore generale Antonio Alessandri -
ed il fatto che si trovi immerso nel polmone verde cittadino di parco Querini
rappresenta un ulteriore motivo di vanto. Non dobbiamo pensare al "nuovo
ospedale", ma ad un "ospedale nuovo", costruito avendo al centro
la persona, che deve essere accompagnata, per combattere e
sconfiggere la burocrazia".
Il restyling di sale operatorie e rianimazione completerà l'opera e consentirà
all'amministrazione sanitaria dell'Ulss n. 6 di Vicenza di consegnare alla città
un ospedale veramente nuovo. "Ho assicurato al sindaco Achille Variati -
conclude il direttore generale Antonio Alessandri - che dopo l'estate gli
consegnerò un progetto di attuazione per l'ospedale di Vicenza.
Naturalmente la dirigenza dell'Asl 6 accoglie compiaciuta il fatto che il
sindaco cittadino abbia così a cuore le sorti della cittadella sanitaria ed
intenda seguirne le vicende".M.C.
( da "Agi" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
R&S GOVERNO:
MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER IL PAESE E' L'ISTRUZIONE (AGI) - Trento, 30 mag. - E'
l'istruzione l'aspetto prioritario che Confindustria chiede al Governo per
modernizzare il Paese e renderlo piu' competitivo: lo ha sostenuto il
presidente dell'Associazione, Emma Marcegaglia, durante un dibattito al
Festival dell'Economia di Trento. Tra le priorita' "al primo posto
metterei la scuola, l'universita' e la ricerca. Il vero modo per aiutare le
persone - ha spiegato il presidente di Confindustria - e' renderle piu'
istruite, qualificate e con piu' capacita' di comprendere il cambiamento del mondo".
Per Marcegaglia, il mondo dell'istruzione italiano ha compiuto in passato degli
errori non promuovendo la meritocrazia, sposando un egualitarismo al ribasso e
premiando la classe docente solo in base all'anzianita'. Stesse logiche anche
nella ricerca: "Investiamo poco, sia nel privato che nel pubblico, settore
dove le risorse si disperdono in mille rivoli". La seconda delle quattro
priorita' elencate dal Presidente di Confindustria, "e' il tema della
spesa pubblica: abbiamo bisogno di piu' Stato, di certezza del diritto e, allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in
alcuni servizi pubblici". La terza priorita' sono le infrastrutture: per
Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere
collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male".
(AGI) Dan/Msc (Segue).
( da "Gazzettino, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Più rigoreNaturale
che, da destra e da sinistra, si sia levato un coro di applausi. Non si sa
quanto convinti e convincenti. Va detto perché, con toni e accenti diversi,
negli ultimi anni, quest'analisi è stata fatta e coniugata in mille forme e
articoli come quello che state leggendo sono stati scritti milioni di volte
senza che si potesse uscire da quella che Massimo Martinelli nel suo libro
chiama La palude. Insomma è nel sistema giudiziario, nella sua angosciosa
lentezza, nel ginepraio di cavilli e di adempienze burocratiche che si forma il
terreno fertile dell'indulto quotidiano con effetti devastanti su chi, in prima
linea, si ritrova a correre dietro ladri e rapinatori, spacciatori e
stupratori, che sgusceranno via dalle larghe maglie di una macchina giudiziaria
al limite del collasso controllato. Questo paradiso dell'impunità dimostra che
il cambio deciso e rigoroso di rotta impostato dal governo Berlusconi si
configura come una emergenza almeno pari a quella dei rifiuti e della
immigrazione clandestina. Così, come in una filiera senza fine, Manganelli
ripropone alcune cifre che parlano da sole: il 30 per cento dei reati di
criminalità diffusa è commesso da immigrati clandestini, un terzo dei carcerati
è composto da immigrati irregolari. Per il dieci per cento arrivano sostenuti
dal tam tam dell'impunità via mare, per il settanta per cento con visto
turistico. Poi scompaiono fino al primo arresto, il primo assai spesso di una
serie infinita. Inevitabile, se davvero si vuole recidere questa spirale,
rivedere con un aggiornamento che tiene conto delle mutate condizioni della
sicurezza, rimettere mano ai benefici attraverso i quali il fenomeno si aggrava
e si allarga. Un magistrato accorto ed esperto, Italo Ormanni, al vertice della
procura di Roma, suggerisce una ricetta di facile applicazione: elevare i
minimi della pena, quelli che consento il massiccio utilizzo delle scappatoie
verso il paradiso dell'impunità. Sì, perché è statisticamente provato che, per
sua cultura, la magistratura giudicante si orienta verso le sanzioni meno
severe. Certo, osservano occhiuti critici del sistema, una sentenza pesante
implica motivazioni capaci di reggere la verifica dell'appello e, dunque, il
giudice preferisce tenersi basso. C'è dell'altro. In molti casi l'imputato
risulta incensurato, alla sua prima esperienza sulla cattiva strada. Merita una
chance, perché rifletta e si redima. Manca per niente. È la macchina della
memoria giudiziaria che non sa e dunque non riferisce che quel signore è in
realtà pluripregiudicato, ma protetto dalla circostanza di aver commesso i suoi
crimini a diverse latitudini. Preso e condannato a Milano può agire a Roma e a
Napoli o dove gli pare come un pivellino alle prime armi. Le banche dati delle
Procure, difficile a credersi, non si parlano e soltanto da due mesi s'è
pensato di utilizzare il Ced, il cervellone del ministero dell'Interno che
riceve, trattiene e rende disponibili in tempo reale le situazioni di ogni
cittadino. E però, il Ced non è aggiornato sulle sentenze ma solo sulle denunce
e da poco si è deciso di farvi ricorso. Ci vorrà un gran lavoro per aggiornarlo
e farne un archivio anche per i tribunali. La denuncia di Manganelli
s'inserisce in un quadro di allarmante effervescenza, tanto che il ministro
Roberto Maroni, di fronte al rincrudirsi di episodi di violenza politica
mischiata a fanatismi ultras parla di un pericolo d'insorgenza di nuovi
estremismi. Tuttavia sarà necessario operare accorti distinguo e guai a farsi
prendere la mano dalle suggestioni o dalle convenienze di parte. Al Pigneto,
quartiere di Roma, l'assalto ad alcuni negozi di bengalesi è stato
frettolosamente bollato come attacco squadrista, razzista e xenofobo per poi
scoprirsi che la comunità degli immigrati è mal digerita dagli storici abitanti
della zona. All'origine della rappresaglia personale c'era il furto di un
portafoglio non restituito. Sono gaffe politiche, queste, che non aiutano a
capire le vere cause dei malesseri e, buttando tutto in politica, e rischiano
di accendere contrapposizioni ideologiche anche là dove non ci sono. La materia
è già incendiaria di suo: va raffreddata senza la pretesa di farlo versandoci
sopra altra benzina.Paolo GraldiI "no" di sindacatoCon l'onestà
intellettuale che lo caratterizza, Epifani ieri ha smontato tutti i principali
provvedimenti del governo: dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa
all'immigrazione clandestina, dalla detassazione degli straordinari e dei premi
alla revisione dei contratti. L'altro ieri il suo rappresentante ha abbandonato
dopo un quarto d'ora il tavolo della trattativa con il ministro Renato Brunetta
considerandone inaccettabile il metodo di lavoro. Se è del tutto legittimo
contestare il merito di un provvedimento, è più difficile rifiutare
pregiudizialmente un metodo che si traduce nel ridurre all'essenziale le
pletoriche delegazioni sindacali e nel chiedere entro 48 ore una risposta alle
proprie proposte. L'Italia ha fretta. Sta morendo per una serie di malattie
croniche che l'hanno immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia
è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che
non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego
esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il
più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi
tira il carretto? E veniamo ai magistrati della procura di Napoli. Per
evitare che il primo sostituto di una qualsiasi procura campana blocchi con il
sequestro le discariche scelte da Guido Bertolaso dopo aver seriamente
compromesso il lavoro di Gianni De Gennaro, il governo ha deciso di
centralizzare i provvedimenti alla procura di Napoli e di affidarli a un
giudice collegiale: tre teste sono meglio di una. Non c'è dubbio che da un
punto di vista strettamente procedurale questa sia una forzatura. Ma le
situazioni di emergenza richiedono provvedimenti di emergenza. Il governo non
ha chiesto di essere sciolto dai vincoli di legge per le discariche. Ha deciso
soltanto di unificare le procedure per avere un solo punto autorevole di
controllo, evitando le guerriglie giudiziarie che purtroppo da molti mesi
sconvolgono il panorama politico e amministrativo italiano. E a proposito di
guerriglie, il gelo - a destra ma anche a sinistra - ha accolto i venticinque
provvedimenti di arresto di dirigenti a vario titolo interessati al problema
delle discariche campane. Delegittimando lo stesso prefetto di Napoli, che a
quanto si dice avrebbe evitato l'arresto per miracolo. E colpendo al cuore la stessa
struttura di Bertolaso. Tutte persone di collaudata correttezza. Dalle
intercettazioni telefoniche non risultano mai sospetti di concussione o
tentativi di corruzione. C'è soltanto il libero linguaggio di chi deve
affrontare un'emergenza avendo contro quella parte del governo Prodi (Pecoraro
Scanio, soprattutto) che costrinse Bertolaso alle dimissioni. Si è fatto
ricorso al telefono a un linguaggio da caserma per motivare provvedimenti
bruschi e perfino necessariamente disinvolti? Si può attraversare un cerchio di
fuoco in abito da sera? Tutto come prima, dunque? CGIL e magistratura contro
Berlusconi? No, stavolta il clima nazionale è molto diverso. I magistrati di
Napoli si sentono isolati, sanno che la gente non li capisce più. Si sentirà un
po' isolato anche Epifani? E' un uomo intelligente e sa, come gli ha predetto
il collega Bonanni, che stavolta rischia di farsi male.Bruno Vespa.
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(AGI) - Trento, 30
mag. -E' l'istruzione l'aspetto prioritario che Confindustria chiede al Governo
per modernizzare il Paese e renderlo piu' competitivo: lo ha sostenuto il
presidente dell'Associazione, Emma Marcegaglia, durante un dibattito al
Festival dell'Economia di Trento. Tra le priorita' "al primo posto
metterei la scuola, l'universita' e la ricerca. Il vero modo per aiutare le
persone - ha spiegato il presidente di Confindustria - e' renderle piu'
istruite, qualificate e con piu' capacita' di comprendere il cambiamento del
mondo". Per Marcegaglia, il mondo dell'istruzione italiano ha compiuto in passato
degli errori non promuovendo la meritocrazia, sposando un egualitarismo al
ribasso e premiando la classe docente solo in base all'anzianita'. Stesse
logiche anche nella ricerca: "Investiamo poco, sia nel privato che nel
pubblico, settore dove le risorse si disperdono in mille rivoli". La
seconda delle quattro priorita' elencate dal Presidente di Confindustria,
"e' il tema della spesa pubblica: abbiamo bisogno di piu' Stato, di
certezza del diritto e, allo stesso tempo, di meno Stato in
altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza
priorita' sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di
investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato
abbiamo investito poco e male". 30/05/2008 - 14:55.
( da "Sicilia, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel 2002 hanno vinto
il concorso in Polizia, ma non c'è la copertura finanziaria "Stiamo
vivendo un incubo" Il nuovo piano regolatore generale, quando (e se) sarà
definitivamente approvato dalla Regione rischia di essere già vecchio. Questo a
causa di una serie di circostanze che hanno fatto sì che le norme di
salvaguardia ? le misure cioè che impongono che un progetto sia conforme non
solo al vecchio ma anche al nuovo Prg ? scadute da quasi un anno non sono state
prorogate con la commissione edilizia che dà il via libera a progetti conformi
"solo" al vecchio Prg. La legge regionale prevede infatti che le
norme di salvaguardia non abbiamo durata superiore a tre anni, che si ritiene
un periodo congruo durante il quale l'iter debba essere concluso. Ma noi siamo in Sicilia e ad Agrigento dove la burocrazia ha dei tempi molto, troppo,
lunghi. Ma ora ? circostanza questa che molti professionisti hanno già notato ?
il rischio è che quando il nuovo Prg verrà approvato accadrà che le aree
destinate ad esempio al verde pubblico o al settore commerciale siano già state
interessate da costruzioni e attività di tutt'altro genere. Un pasticcio
che ha preso il via quando a fine novembre il Cru, il Comitato regionale per
l'Urbanistica, ha fatto rilevare di non potere dare il proprio parere al
progetto di Piano regolatore perché diversi documenti inviati da Palazzo dei
Giganti erano senza le prescritte firme. Un errore madornale che, teoricamente,
non dovrebbe essere tollerato soprattutto se si tratta di un documento di
fondamentale per dare un futuro alla città e soprattutto che "muove"
decine se non centinaia di milioni di euro. Un altro problema ? non di poco
conto ? è che il Comune non ha adottato entro i termini la proroga delle norme
di salvaguardia. E dunque vi sono molti progetti che erano stati "cassati"
perché non compatibili con il nuovo Piano. Ora quei progetti sono invece
"presentabili" perché perfettamente in linea con il Piano regolatore
in vigore che è quello vecchio. Una questione che andrebbe affrontata presto
per evitare che il nuovo Prg sia pressoché inutilizzabile vanificando un lavoro
durato 23 anni, da quando cioè nel 1985 si decise di adeguare il Piano del
1978. All'assessorato regionale al territorio e ambiente dovrebbero dunque
porre rimedio e vi è una certa fiducia perché le indiscrezioni danno prossimo
assessore al territorio l'agrigentino Roberto Di Mauro. Il Consiglio comunale
potrebbe anche decidere ? su proposta dell'Amministrazione ? di rendere
esecutivo il nuovo Piano regolatore, ma si tratta di una scelta rischiosa
perché il Cru o l'assessorato potrebbero poi chiedere la revisione parziale o
totale del Piano (come accadde nel 1997 per il Piano del Centro storico). Un
vero "pasticcio" che insomma rischia di vanificare 23 anni di lavoro.
Fabio Russello.
( da "Sicilia, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFCONSUMATORI Dal
primo giugno addio al biglietto aereo cartaceo Confconsumatori ricorda che dal
1° giugno 2008 entrerà finalmente in vigore il biglietto aereo elettronico che
sostituirà i tradizionali biglietti cartacei, con notevoli benefici per i
viaggiatori. In primis i vantaggi sono di tempo e di denaro in caso di
smarrimento del biglietto. Perso il biglietto cartaceo, il passeggero doveva
affrontare un iter lungo e dispendioso: fare regolare denuncia all'autorità
competente, richiedere formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non
prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire
nell'immediato, spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella
dell'originario titolo. Dal 1° giugno, invece il passeggero per imbarcarsi
dovrà solo presentarsi all'accettazione con un documento di identità, indicando
il codice di emissione o di prenotazione del biglietto. Inoltre, si potrà
richiedere l'invio del documento che attesta l'acquisto del biglietto
elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica o di un proprio
familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza preoccupazione di
dimenticarlo o smarrirlo. "E' finita l'epoca del
consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso ? dichiara
l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante
CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac ? Siamo certi che
adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei
viaggiatori diminuiranno".
( da "KataWeb News" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alle 15:12 - Fonte:
repubblica.it - 0 commenti È l'istruzione l'aspetto prioritario che
Confindustria chiede al Governo per modernizzare il Paese e renderlo più
competitivo: lo ha sostenuto il presidente dell'Associazione, Emma Marcegaglia,
durante un dibattito al Festival dell'Economia di Trento. Tra le priorità
"al primo posto metterei la scuola, l'università e la ricerca. Il vero
modo per aiutare le persone -- ha spiegato il presidente di Confindustria -- è
renderle più istruite, qualificate e con più capacità di comprendere il
cambiamento del mondo". Per Marcegaglia, il mondo dell'istruzione italiano
ha compiuto in passato degli errori non promuovendo la meritocrazia, sposando
un egualitarismo al ribasso e premiando la classe docente solo in base
all'anzianità. Stesse logiche anche nella ricerca: "Investiamo poco, sia
nel privato che nel pubblico, settore dove le risorse si disperdono in mille
rivoli". La seconda delle quattro priorità elencate dal Presidente di
Confindustria, "è il tema della spesa pubblica: abbiamo bisogno di più
Stato, di certezza del diritto e, allo stesso tempo, di
meno Stato in altri comparti: c'è troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza
priorità sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di
investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato
abbiamo investito poco e male". AGI.
( da "Agi" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food AGRICOLTURA:
CIA, 30 GIORNI MOBILITAZIONE PER MISURE ANTICRISI (AGI) - Palermo, 30 mag. - La
Cia siciliana ha deciso 30 giorni di moilitazione per sollecitare interventi
contro la stagnazione dei prezzi che determina il calo dei redditi degli agricoltori ma anche misure si alleggerimento della burocrazia e piu' vigilanza contro la
criminalita' organizzata. "Vogliamo porre all'attenzione del governo
regionale e nazionale le grandi difficolta' che limitano fortemente le
capacita' competitive delle aziende agricole siciliane. Sono problemi che
necessitano di interventi strutturali capaci di sostenere il recupero di
competitivita' delle aziende nei mercati", diche Carmelo Gurrieri,
presidente regionale della Cia, secondo il quale "sono necessari ed
urgenti interventi utili a sostenere la ripresa dei consumi agro-alimentari e
di quelli ortofrutticoli in particolare, e per migliorare il reddito degli
agricoltori". (AGI).
( da "Virgilio Notizie" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ALL'AGRICOLTURA
"Erano soldi per indennizzare i danni subiti dalla peronospora"
postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 30 mag. (Apcom) - Per
reperire i fondi dopo il taglio dell'Ici il governo ha stornato i 50 milioni di
euro stanziati nella Finanziaria per indennizzare gli imprenditori agricoli dai
danni subiti dalla peronospora. Lo sostiene la Coldiretti siciliana che
definisce "paradossale" questa vicenda. "La burocrazia è la peggiore calamità per la
Sicilia", sottolineano i vertici della Coldiretti, il presidente Alfredo
Mulè e il direttore Aldo Mattia. "Si tratta dei fondi che i viticoltori
aspettano da oltre un anno. Siamo pronti a manifestare perché si chiuda una
storia che ha ormai il contorno di una farsa. Bisogna far arrivare
l'indennizzo a chi ne ha diritto", aggiungono Mulè e Mattia. "Sono
mesi - continuano i vertici siciliani della Coldiretti - che si susseguono le
riunioni con gli uffici dell'Assessorato regionale dove è stata prodotta una
mole di carta, con un rimpallo di responsabilità che non può essere più
accettato. Chiediamo che il Governatore Lombardo intervenga subito per evitare
la chiusura di imprese che nel vino hanno creduto e investito. Vogliamo che si
faccia subito chiarezza e che si riannodino i fili di una vicenda
grottesca".
( da "Agi" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
R&S SPAZIO:
BULGARELLI, UTILIZZARE TECNOLOGIE PER INNOVAZIONE (AGI) - Roma, 30 mag - Creare
innovazione nel settore aerospaziale, utilizzando le tecnologie terrestri
comunemente usate per altri progetti. Questo, secondo Fabio Bulgarelli, ad di
Astrosystem, societa' attiva nei settori aerospaziale e dell'Hi Tech, 'il primo
passo da compiere per tentare di arginare i costi, al momento piuttosto
elevati, che gravitano attorno al settore aerospaziale'. Nata un anno e mezzo
fa come spin off del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza, la
societa' e' oggi tra i collaboratori italiani dell'ESA. 'L'aerospaziale e' un
campo difficile legato a costi elevati in un mercato non libero gestito per lo
piu' da multinazionali - prosegue Bulgarelli - Chiaramente in una situazione
del genere,a fronte di commesse piuttosto alte, e' difficile per le piccole e
medie imprese riuscire a trovare uno spazio adeguato'. Una soluzione, potrebbe
essere, secondo l'Ad di Astrosystem, quella di 'utilizzare anche per
l'aerospazio tecnologie gia' presenti nel campo terrestre, come ad esempio i
sistemi fotovoltaici e il solare termico. In questo modo si riucirebbe a porre
un argine ai costi elevati e si darebbe un contributo consistente ad un
ulteriore sviluppo di questo settore nelle diverse realta' del nostro Paese'.
Una parte di Astrosystem nasce grazie al progetto 'Business Lab' messo a punto
dalla Filas e finalizzato alla creazione d'impresa a partire da idee innovative
generate all'interno delle Universita', dei Centri di ricerca e delle imprese.
Un legame, quello tra gli atenei, la ricerca e le industrie che, aggiunge
Bulgarelli, 'puo' essere una vera e propria carta vincente per lo sviluppo del
settore aerospaziale locale e nazionale'. Quanto al ruolo
delle istituzioni, 'sono piuttosto presenti e concedono anche finanziamenti-
conclude Bulgarelli - La voglia di fare e di innovare c'e' ma purtroppo spesso
si e' di fronte ad un ostacolo, come la burocrazia, difficile da sormontare'.(AGI).
( da "Stampa, La" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
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LAGNASCO. CROSETTO E
MENARDI Impegno per sbloccare i contratti degli stagionali L'"impasse
burocratico" per l'arrivo dei lavoratori extracomunitari nelle aziende
agricole del Saluzzese, in vista dell'imminente stagione di raccolta della
frutta, è arrivato nei palazzi della politica nazionale. Guido Crosetto,
sottosegretario alla Difesa e coordinatore piemontese del Pdl, e il senatore
Giuseppe Menardi (sempre Pdl) hanno promesso un impegno per snellire le
procedure d'arrivo dei braccianti nei filari della zona. Crosetto: "Ero
informato da alcuni giorni della questione relativa alle assunzioni degli
stagionali nella nostra provincia e mi sto adoperando per individuare possibili
soluzioni, nel rispetto delle regole sui flussi e delle norme in materia. È ovvio che la burocrazia non può e non deve impedire il lavoro di chi produce ricchezza e
crea occupazione". "Ho attivato - dice Menardi - un canale di
interesse ai competenti ministeri, affinché il numero dei lavoratori sia
definito in tempo utile per la raccolta agricola". Intanto, il
consigliere provinciale Piero Sassone, che aveva raccolto l'allarme degli
agricoltori e delle associazioni di categoria che temono ritardi per lo
smistamento delle richieste e la successiva concessione dei visti ai lavoratori
extracomunitari provenienti in gran parte dall'Albania, ha presentato un ordine
del giorno sulla "questione flussi", che sarà discusso in commissione
Agricoltura e, in seguito, in Consiglio provinciale. "Fin dalla prossima
settimana - dice l'esponente saluzzese del Pdl - istituiremo un tavolo tecnico
con l'obiettivo di snellire e semplificare le procedure d'arrivo dei braccianti
agricoli. Convocheremo gli imprenditori e le associazioni per registrare le
criticità e studiare le possibili migliorie alle leggi che regolano gli accessi
degli extracomunitari che vengono a lavorare nei campi e nei filari della
nostra compagna".
( da "Provincia di Como, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E la beneficenza?
Quei premi non riscossi: uno schiaffo alla miseria Cara Provincia, dire fame
nel mondo ormai è retorica, quindi a questo punto oserei dire fame in Italia e
la beneficenza? Quei premi non riscossi: uno schiaffo alla miseria Cara Provincia,
dire fame nel mondo ormai è retorica, quindi a questo punto oserei dire fame in
Italia. Oggi 27/05/08 alle 12.30 seguo il TG su Italia 1 e tra le diverse
notizie sento la giornalista che dice: in Italia ogni anno vengono
"dimenticati" da diversi smemorati circa cinque milioni di euro nelle
diverse lotterie e cose simili nelle casse dello Stato. E fino a qui niente da
obiettare, ma il bello arriva adesso, perché, dice il servizio televisivo che
questi soldini (soldoni) vengono spalmati e divisi tra i dipendenti del
Ministero competente. Ritengo vergognoso un fatto del genere e dico, ma la
parola beneficenza esiste solo in alcuni vocabolari? Questo è un vero e proprio
schiaffo alla miseria. Cordiali saluti Gian Paolo Gabaglio Uggiate Trevano La
riflessione Gli stipendi dei manager e un'economia in stallo Egregio direttore,
con riferimento alla pubblicazione sulla stampa di maxi stipendi dei manager
pubblici, desidero esporre alcune considerazioni: 1. non esiste in assoluto,
per tali remunerazioni, alcuna giustificazione; tenuto conto anche di qualsiasi
loro altissima super capacità professionale, responsabilità (tanto non ha mai
pagato nessuno per questo), rischi o pericoli per la loro incolumità, doppie o
triple mansioni e altri vari incarichi (altra vergogna da abolire) e
quant'altro; 2. sappiamo che gli stipendi dell'alta dirigenza sono commisurati
agli obiettivi: sono stati sempre raggiunti? Mi sembra proprio di no (vedi
Alitalia, Ferrovie, Poste, alcune Regioni, Province, Comuni, Asl, Aziende municipalizzate,
consulenze varie, ecc.); 3. secondo questa logica il presidente,
l'amministratore delegato e altri dirigenti, dell'Alitalia in particolare,
dovrebbero restituire quanto hanno percepito, visto che non hanno raggiunto gli
obiettivi, almeno d'autosufficienza economica; 4. c'è qualcuno che ritiene che
le mansioni, svolte da quei supermanager, non possano essere svolte anche con
remunerazioni pari alla metà o a un terzo di quelle attuali? 5. A tale riguardo
non dobbiamo temere di perdere delle testoline speciali; non è come avviene con
menti eccelse quali scienziati, ricercatori, fisici, chimici, matematici,
chirurghi, industriali, artisti ecc. che se non sono adeguatamente retribuiti,
purtroppo, se ne vanno all'estero. I manager no! Sono come i politici e i
sindacalisti; tutti attaccati alla poltrona. Quale soluzione?... giocare un po'
al ribasso con gli stipendi. Giuridicamente non si può? Agiamo su maggiori
tasse a loro carico. 6. A mio modesto parere, tale ricchezza di stipendi in
mano a pochi (si fa per dire), compresa la famosa casta dei politici, comporta
un aumento dell'inflazione e una diminuzione del prodotto interno lordo,
perché, tolte le spese per sé e famiglia - anche per una vita agiata - avanzano
tanti di quei soldi che il più delle volte spendono o investono all'estero. Al
contrario, se tale ricchezza fosse spalmata su un maggior numero di persone -
aumentando stipendi e pensioni basse e medio basse - s'incrementerebbe
l'economia nazionale, perché un maggior numero di persone potrebbe comperare o
ristrutturare la casa, (sappiamo che con l'edilizia si mette in moto il più
grosso volano dell'economia) spenderebbe di più per il tempo libero, quindi
incremento del turismo, acquisterebbe più beni di prima necessità e anche
alcuni beni voluttuari; 7. un'ultima domanda: come mai i sindacati nazionali e
le associazioni di consumatori non si sono mai mossi per frenare, nel corso
degli anni, questi abnormi aumenti retributivi, compresi quelli ai politici?
Sarebbe stato utile ed efficace indire uno sciopero nazionale per far capire a
chi ci ha governato di raddrizzare le cose storte. Forse perché appartengono
anche loro a queste "caste". Abbiamo visto che qualcuno di loro è
anche parlamentare e si è scagliato contro la pubblicazione dei redditi. Forse l'ha
fatto per non farci star male; si dice "occhio non vede, cuore non
duole"; 8. per finire, un appello al nuovo Parlamento e al nuovo Governo:
di errori e orrori ne abbiamo visti troppi; per favore cercate di governare
secondo scienza e coscienza! Voltiamo pagina veramente! Mi auguro, in primis,
giustizia e sicurezza per tutti. Ricordatevi che in queste due parole sono
contenute la maggior parte delle priorità da affrontare per risolvere le attese
dei cittadini. Grazie e buon lavoro. Martino Pirone e mail burocrazia Alla Motorizzazione m'hanno
dato una mano Caro direttore, desideravo tramite le pagine de La Provincia,
ringraziare i due dirigenti della Motorizzazione di Como, geom. Barni e
ing.Pisoni, che cercando di superare il muro di gomma della brocrazia italiana
che tutti i giorni diventa un immenso buco nero che pare ingoiarci tutti,
mi hanno nelle loro possibilità e senza bacchetta magica, umanamente "dato
una mano". Sono tornato da circa un mese, dopo avere passato tre anni in
Mexico, e mi ero illuso da un belpaese del terzo mondo d'essere arrivato in un
paese del primo mondo (Italia), invece al di là della buona volontà delle
singole persone, ti senti una trottola nel cercare di sistemare i vari
documenti, dalla patente di guida, al medico di famiglia fino alla residenza
ecc. Ho poi scoperto, e mio malgrado sorriso ironicamente, che avendo rinnovato
la patente di guida tramite l'Ambasciata di Città del Mexico, qui a Como per
avere un duplicato è normale aspettare tre mesi o più. E sembra che la documentazione
venga preparata in giornata, ma poi passano tre mesi per stamparla. Misteri
della tecnologia. Quindi ancora grazie ai due dirigenti per la disponibilità
personale, ma anche virtuali "pedate negli stinchi" alla maledetta burocrazia ..... Scusate lo sfogo, ma penso sia giusto dire
le cose belle e anche quelle brutte. Giambattista Bordoli Menaggio in tv Noi a
"Fifty fifty" a parlare di Como Cara Provincia, il 23 maggio a pag.
59 è apparsa una lettera con i complimenti del signor Italo Moretti per la nostra
partecipazione al gioco "Fifty-fifty". Desideriamo ringraziare questo
gentile signore per le sue parole di stima e apprezzamento. Se ci fosse stata
la possibilità, avremmo voluto parlare un po' di più della nostra bella città
ma i tempi stretti della trasmissione non ce l'hanno permesso. Rimane la
soddisfazione di aver fatto una buona "figura". Patrizia Clerici
Susanna Leoni Como asili a cantu' La saggezza dei nonni e l'incapacità dei
nipoti Egregio direttore, ho letto nei giorni scorsi il pezzo intitolato
"Treno bloccato dal guasto alle sbarre" e ho subito pensato ad un
parallelo, "Scuole dell'infanzia in procinto di abbassare le sbarre",
bloccando l'accesso ai bambini per mancanza di posti. E' sconcertante come alla
saggezza dei nostri nonni che hanno realizzato gli asili sia seguita
l'incapacità dei nipoti di valorizzarli e migliorarli. Accuso da tempo la
classe politica di mancanza di volontà di affrontare questo tema e di riuscire
a garantire la reale parità a tutte le giovani famiglie che devono mandare i
figli nelle scuole dell'infanzia. Tutti i politici fanno a gara a chi grida di
più nel dire che è necessario aiutare le famiglie e poi di concreto non si fa
nulla. A Cantù si stanno realizzando nuovi grandi complessi residenziali che
aumenteranno notevolmente la popolazione, ma nessuno ha pensato in parallelo a
progettare nuove scuole materne e asili nido, che pure già adesso sono
insufficienti. Penso ad esempio alla zona di via Daverio, dove le famiglie sono
costrette a fare molta strada a piedi oppure a prendere la macchina per portare
i figli alla scuola dell'infanzia perché il Comune non garantisce un servizio
di trasporto che servirebbe anche a ridurre il numero di auto e quindi
l'inquinamento. Ma perché non adottare il sistema di far pagare in tutte le 12
scuole dell'infanzia di Cantù in base alla denuncia dei redditi, come ad
esempio avviene già a Cucciago? Grazie dell'attenzione. Edoardo Viganò Cantù
30/05/2008.
( da "Stampa, La" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Burocrazia
Il caso La bambina
data alla luce dalla madre in coma I giudici convocano i nonni per decidere
sulla neonata SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO La "bimba che nessuno
vuole" è ignara della mobilitazione che ha innescato la sua venuta al
mondo. Fino a che il Tribunale per i minorenni non deciderà che ne sarà di lei,
il suo nome è soltanto "Bimba". I nonni materni vanno a trovarla
all'ospedale di Alessandria, dove la madre, casalese di 35 anni, resta in coma
dopo l'incidente del 20 maggio. Era stata fatta partorire con taglio cesareo
indotto. La coppia può vedere la piccina attraverso il vetro: figlia della loro
figlia che però non possono, giuridicamente, definire nipote. Si sono impegnati
in una battaglia che, a 70 anni d'età, non immaginavano di dover combattere per
ottenere il diritto di portare a casa loro la piccolina, nella speranza che la
figlia si risvegli dal coma e metta riparo al limbo burocratico in cui la
neonata si trova. L'avvocato Paolo Casalone, che li tutela e che ha presentato
istanza affinché a loro sia affidata la neonata, ieri pomeriggio ha annunciato
il primo risultato: "Il Tribunale ha fissato la data per l'udienza di
comparizione: i nonni saranno sentiti il 4 giugno. I giudici sono stati molto
tempestivi dimostrando particolare sensibilità per un caso così delicato, così
come celermente aveva operato l'ospedale di Alessandria per recapitare a Torino
la documentazione necessaria a dare avvio all'iter". Mercoledì prossimo,
dunque, sarà una giornata decisiva, anche se non è detto che il Tribunale si
pronunci immediatamente. Potrebbe farlo nell'arco di qualche giorno:
l'importante è che ciò avvenga prima che la neonata venga dimessa
dall'ospedale, perché, in assenza di una decisione, che si spera a favore dei
nonni, potrebbe essere assegnata a un istituto e poi affidata a una famiglia
ritenuta idonea, ma estranea. Il caso di "Bimba" ha suscitato vasta
eco a livello nazionale. Molte emittenti televisive si sono mobilitate per
rintracciare i nonni e ascoltare dalla loro voce il racconto del dramma che
stanno vivendo, in bilico tra angoscia e burocrazia. "No grazie", hanno
risposto. Non cercano la ribalta. Dalla loro casa semplice e decorosa, in un
quartiere di periferia, escono soltanto per raggiungere ogni giorno l'ospedale
di Alessandria: attraverso il vetro del Centro neonatale guardano Bimba che, a
dispetto di codici e codicilli, è la loro nipotina. Poi si spostano nel
reparto di Rianimazione ed entrano nella stanzetta dove la loro figlia
"dorme" in coma farmacologico ma con la complicanza di quel colpo
alla testa subito nell'urto dell'auto. Non hanno tempo per interviste e per
televisioni. Ecco perché hanno detto "no grazie". A sostegno della
loro battaglia si è pronunciato ieri Giuseppe Garrone, presidente regionale di
Federvita, che riunisce i Movimenti per la Vita di Piemonte e Val d'Aosta. In
una lettera aperta al Tribunale per i minori auspica che "siano i parenti
più stretti, in questo caso i nonni materni, a far sentire alla bambina il
calore della famiglia. Un istituto non potrebbe svolgere con lo stesso amore il
suo pur prezioso compito".
( da "Azione, L'" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Azione, L')
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- L'entusiasmo degli industriali L'ENTUSIASMO DEGLI INDUSTRIALI Francesca
Nicastro "La data di oggi è propizia per affermare la necessità di
approntare una nuova linea del Piave dalla quale, come allora, l'Italia può e
deve uscire vittoriosa". Non è un politico, a dirlo, ma un manager
pragmatico come Andrea Tomat, nel suo ultimo discorso da presidente di
Unindustria Treviso, sabato 24 maggio, a villa Loredan Gasparini a Venegazzù,
dove l'assemblea generale dei soci è stata convocata per eleggere il nuovo
presidente, il quarantacinquenne Alessandro Vardanega, della dinasty trevigiana
del cotto. E anche se il 24 maggio, data dell'entrata in guerra dell'Italia nel
1915, c'entra poco con la linea del Piave, costituitasi tre anni più tardi per
fermare l'avanzata nemica dopo la disfatta di Caporetto, la metafora è
pregnante, e dice più, forse, di quanto vorrebbe. Nella sala gremita di
imprenditori, del resto, il clima è da 24 maggio, euforico e irredento, e la
relazione di Tomat è interrotta spesso dagli applausi. è un'onda in piena il manager
pride, l'orgoglio imprenditoriale, e ora rompe gli argini: "Dobbiamo
affermarlo con consapevole orgoglio - galvanizza la platea Tomat - in un tempo
relativamente breve abbiamo riposizionato le nostre aziende e le loro
produzioni". Osserva il past president: "è sufficiente percorrere le
strade della nostra provincia lungo le quali possiamo riconoscere decine e
decine di "marchi", di diversi settori industriali, noti ormai a
consumatori e aziende di tutto il mondo". E sottolinea che proprio
"il processo di rinnovamento avviato dall'industria trevigiana, in questi
anni di crescente competizione internazionale, ha permesso di rimanere
saldamenti agganciati ai mercati e alle economie che trainano la crescita
mondiale". A villa Loredan c'è tutta la trevigianità che conta, quella che
lavora sodo e che produce ricc hezza, quella che traina il Paese. Quella che ha
saputo affrontare con successo "i difficili anni appena trascorsi",
la sfida della globalizzazione, la crisi dell'economica, la Cina, l'euro... E
pure i governi delle sinistre. E poi sono i politici, gli amministratori
locali, i ministri veneti Sacconi, Zaia e Brunetta, il sindacato, Galan,
Muraro, il vescovo Mazzocato, ma anche, ed è la prima volta, alcuni sacerdoti
della Pastorale sociale e del lavoro. C'è la libera stampa, più in ghingheri
degli industriali. Ci sono Bruno Vespa ed Emma Marcegaglia, neoeletta
presidente di Confindustria, al suo primo intervento pubblico. Ma se il clima è
da 24 maggio, traspare il timore che la realtà assomigli più alla linea del
Piave, la trincea dell'ultima resistenza. Anche nella Marca della
"sostanziale piena occupazione" e delle "esportazioni superiori
a 10 miliardi di euro". "Gli anni che abbiamo davanti - avverte Tomat
- rappresentano l'ultima occasione per il riscatto morale, economico e sociale
di un'intera comunità nazionale". Perché se l'industria trevigiana ha
saputo rinnovarsi e rimanere competitiva, lo ha fatto "nonostante i
ritardi del Paese, il valore dell'euro, i costi delle materie prime". E
oggi l'Italia non può più permettersi di "essere paralizzata da
professionisti del veto". Perciò gli industriali invocano "rigorosa
fermezza verso le forze politiche e sociali che ostacolano la soluzione dei
problemi". E la speranza del ceto imprenditoriale trevigiano sembra
addensarsi tutta lì, attorno a quei tre ministri veneti assisi in prima fila,
rimirati e coccolati come una reliquia. Nelle loro mani ci mettono i problemi
irrisolti del Paese: "La riduzione del carico fiscale a imprese e
lavoratori, l'applicazione di un compiuto federalismo fiscale, la riduzione del
debito e del la spesa pubblica, la realizzazione delle infrastrutture
necessarie, l'avvio di una nuova politica energetica, la
riduzione dei costi della burocrazia". "Le elezioni del 13 aprile - concluderà poi la
Marcegaglia - hanno segnato un'importante discontinuità: in Parlamento si è
prodotta una formidabile semplificazione, sono rimaste fuori le forze anti
impresa e anti mercato, c'è dialogo con l'opposizione, abbiamo un governo coeso.
Abbiamo un'occasione importante per cambiare il Paese. Non ci sono più alibi
per nessuno". O il Piave o morte.