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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  29-30 maggio 2008      #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (139)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Voucher contro il lavoro nero ( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole, dare una possibilità di reddito a studenti (con il limite dei 26 anni) e pensionati, la raccolta della vendemmia sarà pagata con voucher del valore nominale di 10 euro all' ora, di cui 7,50 andranno al lavoratore mentre il resto sarà suddiviso con quote diverse tra Inps e Inail per i versamenti contributivi e l'

Competitività, la ricetta degli imprenditori ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma meno Stato per avere una burocrazia più efficiente. E poi bisogna insistere davvero su liberalizzazioni e privatizzazioni". Ultimo punto l'energia. "La paghiamo il 30-40% in più rispetto agli altri paesi europei, dipendiamo dal gas russo e algerino che ne fanno un uso politico e dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'aria: per incidere su queste cose,

Capisco le difficoltà che ti fanno chiudere ( da "Corriere delle Alpi" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sicuramente non sono state delle migliori nè per quanto riguarda il settore turistico a Belluno e tanto meno per l'intricata burocrazia e per gli aggravi fiscali che spesso stroncano ogni iniziativa. La tua esperienza per la lunga attività nel campo alberghiero e della ristorazione, ti fa essere un caposaldo e un punto di riferimento nell'ambito della ricettività in tutta la Valbelluna.

L'appello della Sipao: Banche aiutateci ( da "Corriere delle Alpi" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le maglie della burocrazia e degli intermediari finanziari si fanno sempre più strette. Quasi paralizzanti. Non lo nasconde il presidente Sipao Valter Da Rin: "Anzichè allontanarsi nei periodi di crisi, le banche devono dimostrare di credere di più nella piccola e media impresa, concedendo per esempio la dilazione del pagamento dei debiti in attesa che si superi l'

Sandro Forcato, la rivoluzione si fa dietro le quinte ( da "Alto Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia dell'epoca chiedeva la concessione di licenze commerciali. Noi non volevamo che l'ingresso fosse libero, ma fare una manifestazione privata riservata ai soci, la formula adottata da Dario Fo. C'era il timore che agli spettacoli s'intrufolasse la polizia, non gradita al pubblico di quei tempi".

Nucleare soluzione essenziale ( da "Giornale di Brescia" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo la burocrazia, che le imprese sono costrette a sopportare". Per Morandini "è fondamentale procedere con una pianificazione a breve, medio e lungo periodo". Il problema energetico è anche il refrain delle aziende di carpenteria bresciana che da sempre lamentano un limite al loro sviluppo economica fortemente legato all'energia.

Un espertoper i problemidegli anziani ( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia: oggi un incontro pubblico, poi uno "sportello" in Comune a disposizione di tutti 29/05/2008 BOLLETTE gonfiate, sconti eccezionali e offerte promozionali che si rivelano truffe mascherate, ma anche i piccoli problemi burocratici che l'utente incontra nel caso voglia cambiare un contratto con l'azienda del gas o dei telefoni.

Rifiuti, problema da risolvere in nome della dignità ( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: politica e burocrazia corrotta a cui si aggiunge la componente camorristica locale". Questa ricostruzione fu fatta anche da due magistrati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Vediamo qualche precedente. L'Impregilo fa capo a Marcellino Gavio, contro cui il 18 agosto 1992 fu spiccato un mandato di cattura per presunte tangenti riguardo all'

Giovani senza progettualità ( da "Arena, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dal ruolo sociale delle imprese alla mancanza di progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni" del pubblico impiego. Ne hanno parlato il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, l'imprenditrice Marina Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto.

Crescono i ragazzi e le scuole si adeguano ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tonni ha poi aggiunto qualche parola in merito alla costruzione della nuova elementare: "Dopo tante traversie, dovrebbe essere stato recapitato in questi giorni il decreto di esproprio dei terreni, dove sorgerà l'istituto. Se la burocrazia non ci fermerà, affideremo i lavori fra qualche settimana".

E' necessario adottare una cultura contro lo spreco ( da "Provincia di Cremona, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella disfunzione delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi televisivi. Viviamo insomma una disarmante esperienza del peggio. Tanto che, quasi quasi al termine poltigia di massa di potrebbe (con eleganza minore) sostituire il termine di '

Cina post comunista e vecchie faide della quieta Versilia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia di partito e la giungla del mercato globale, dove sono cresciuti i nuovi mandarini, una classe dirigente rampante e dissoluta che affonda "le sue dita capitaliste nella torta socialista". In una casa di piacere viene ritrovato il cadavere di un poliziotto che stava indagando sui traffici di Xing Xing,

Ostello, apertura rinviata a fine estate - sabrina zedda ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stavolta la colpa non è della burocrazia, né di ricorsi e controricorsi, che già in passato hanno frenato l'attività del cantiere: incredibilmente nei progetti per rendere l'ex scuola il più accogliente possibile verso i flussi di turismo giovanile, ci si era dimenticati di inserire l'impianto di condizionamento.

Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.

Giovani e impresa, nuovo servizio ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incubo di dover star dietro ai fastidi della burocrazia. L'idea è dell'assessorato comunale alle Politiche giovanili e di quello alla Programmazione, che hanno deciso di unire le forze per dare nuovi stimoli ai tanti giovani, che ogni giorno gravitano sulla città. ??Quello del terzo settore - ha detto presentando l'iniziativa, l'assessore alle Politiche giovanili,

Bando alle polemiche: a fine giugno Peter Greenaway entrerà nel Cenacolo e leggerà la sua verità su Leonardo ( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insieme con la ridondanza della burocrazia, hanno fatto dire a Sgarbi che "Milano è una città provinciale, che con fatica e disagio accoglie fenomeni che per altre città sono normali", e che "non poteva dire no a un artista come Greenaway, che sarà discutibile, ma è il più sensibile e attento appassionato dell'arte italiana, e che non ha mai pensato di sfruttare Milano e il Cenacolo,

EMERGENZA casa anche a Lucca. <In c ( da "Nazione, La (Lucca)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia voluta dal centrosinistra". A fronte di questa decisione di sapore tutto ideologico contro una presunta "svendita" degli immobili di edilizia pubblica, il gruppo di Forza Italia verso il Popolo della Libertà ha presentato un ordine del giorno (bocciato dalla maggioranza regionale) per chiedere una legge di riordino sul tema al fine di prevedere delle sanzioni per i Comuni

In aumento i reati dei clandestini e tra gli italiani cresce la paura - marina cavallieri ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono sempre di più i crimini contro il patrimonio MARINA CAVALLIERI ROMA - Tra attese, ostacoli e difficoltà, superando decreti flussi e varie burocrazie, cresce il numero degli stranieri che si stabilizzano. E quando gli ex clandestini riescono ad arrivare al traguardo scelgono la regolarità: lavorano, si sposano e fanno figli che vanno a riempire le culle e le aule italiane vuote.

<Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi> ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi" GLI INDUSTRIALI ? LEGNANO ? SE I SINDACATI DIFENDONO senza se e senza ma il bisogno di sicurezza sul lavoro, altrettanto fanno gli industriali. "C'è la necessità inderogabile di non abbassare mai la guardia rispetto alla sicurezza sul lavoro, che è un bene prezioso per tutti" afferma Corrado Bertelli,

Biotecnologie, 77 milioni per la ricerca Presentato ieri il programma che vede un cospicuo finanziamento della Regione ( da "Unita, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ostacolo costituito dalla lentezza della burocrazia e dell'amministrazione centrale anche se per il momento l'assessore glissa sulla questione. Le domande di ammissione alla gara dovranno essere presentate attraverso il sito www.filas.it entro il 25 luglio prossimo mentre entro agosto dovrà arrivare via posta la domanda sottoscritta al rappresentante legale.

Miracolo, la patrona risorge dai rovi ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma di fronte all'elefantiasi della burocrazia spesso nemmeno i soldi possono qualcosa. I permessi non si sbloccavano. C'era anche da capire di chi fosse il terreno (problema poi risolto). Non solo, l'Anas aveva chiesto di spostare la struttura tre metri più in là: nel giro di poco tempo s'erano verificati diversi incidenti.

Ritira il permesso, è già scaduto - guido piga ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la consegna otto mesi dopo Il foglio di soggiorno non era più valido: colpa della burocrazia GUIDO PIGA OLBIA. Sul permesso di soggiorno, sotto la voce "data di consegna", c'è scritto: 26 maggio 2008. Segue la firma di accettazione di Ben, cittadino tunisino, lavoratore nel mondo della pesca, in Italia da 20 anni, a Olbia da uno.

Di LIDIA GOLINELLI PRECEDENZA in graduatoria alle famiglie residenti da tempo ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "CRITERI di intelligenza all'interno della burocrazia", li definisce l'assessore Ivan Vigna (foto) che ha le deleghe a Casa e Politiche per l'immigrazione e vuole evitare che il nodo casa alimenti tensioni sociali. "Può capitare che uno straniero arrivato da pochi giorni passi davanti in graduatoria a un imolese ?

Caro Carlino, leggendo la replica dell'assessorato alle politiche della salute ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al fatto cioè che il distacco fra la burocrazia bolscevica che viene esercitata in sede regionale e le esigenze della popolazione sia oceanico. Come si può rispondere con un documento così freddo, fatto solo di cifre e di squallide giustificazioni, alle esigenze di assistenza della popolazione?

Procedure più snelle per le commissioni ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SEMPLIFICA LA BUROCRAZIA in Comune, passando per la commissione Affari istituzionali che si riunisce in questi giorni a più riprese. Tra le novità sostanziali la diminuzione del numero delle commissioni che viene praticamente dimezzato, da 8 a 4. Una scelta quasi obbligata per permettere anche ai candidati sindaci che esprimevano una sola lista di poter partecipare a tutte le riunioni,

VOUCHER PER LA VENDEMMIA, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE PER IL LAVORO OCCASIONALE IN AGRICOLTURA. SIGLATA LA CONVENZIONE TRA REGIONE EMILIA-ROMAGNA, DIREZIONE REGIONALE INPS E DIREZION ( da "marketpress.info" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di reddito a studenti e pensionati arrivano i voucher per la vendemmia, i buoni per i lavori occasionali in agricoltura che comprendono oltre alla retribuzione anche i versamenti contributivi e l'assicurazione contro gli infortuni.

TAGLIO DELL'ICI, COMUNI IN SOFFERENZA ( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere le risorse di un certo numero di Comuni,

Confindustria lancia l'allarme "estate a rischio black-out" - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: energia in Sicilia che ammontano a 3 miliardi di euro e che non partono per colpa della burocrazia - attacca Catanzaro - Negli ultimi anni gli investimenti per il settore elettrico sono stati sistematicamente bloccati". Gli industriali ripartiscono le colpe fra il ministero dell'Ambiente e la Regione "che non esaminano gli elaborati e non rilasciano le necessarie autorizzazioni".

Taglio dell'ici, comuni in sofferenza ( da "Nuova Venezia, La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere le risorse di un certo numero di Comuni,

Nicholas, forse già oggi sarà riesumata la salma ( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autorità brasiliane si impuntassero sulla burocrazia, chiedendoci documenti, procure o altre autorizzazioni. Ci auguriamo davvero che la salma di Nicholas venga riesumata il più presto possibile e che venga collocata almeno in una cella frigorifera, in attesa del rimpatrio". Dello stesso avviso il papà di Nicholas: "La speranza è che riescano a restituirci mio figlio in tempi brevi.

Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.

Hera spieghi agli utenti i vantaggi della maxi fusione ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia e altri di vario genere si frappongono tra il vecchio monopolista e l'utente. E', insomma, di là da venire il cliente con effettivo ed efficace potere di scelta. VERO È che nel corso di un secolo e più, si è persa traccia dell'imprenditorialità che caratterizzava l'Officina del Gas creata nel 1846 su iniziativa privata e poi trasformatasi in un monopolio pubblico,

Oltre il 15% di auto in meno il caro-benzina mette il freno al traffico del centrocittà ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "In Italia la burocrazia rallenta spaventosamente di per sé anche la costruzione dei parcheggi - si lamenta il sindaco Roberto Dipiazza - basti pensare che sono venuti a propormi il parcheggio sotto San Giusto nel 2001 e dopo sette anni non è stato ancora aperto il cantiere".

La rivoluzione della spadolini "l'università ripartirà dai cervelli" - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opera di razionalizzazione del patrimonio edilizio, la semplificazione di tutta la burocrazia, creando un consiglio d'amministrazione fatto di tecnici esterni e valorizzando le ottime risorse interne, ce la faremo". Pensa a cercare sponsorizzazioni? "Certo, come avviene in tutto il mondo" Razionalizzare, dice. Anche gl'insegnamenti?

Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> ( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito

E sull'Irpef il sindaco gela Poli Bortone ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si potrebbe risparmiare con i tagli ai costi della politica e della burocrazia. Destinerebbero, alle famiglie svantaggiate 250 mila euro, a strutture di aggregazione per le periferie 150 mila, alle attività ricreative e sportive 150 mila, alle associazioni di volontariato 60 mila, all'incentivazione dell'uso delle biciclette 50 mila, al sostegno per gli anziani 50 mila,

Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> ( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito

Consiglio, braccio di ferro sull'urbanistica ( da "Corriere Alto Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questi denunciava anche troppa burocrazia, ed anche noi riteniamo ci sia una sovrapproduzione amministrativa, nonché un eccessivo coinvolgimento della politica in scelte imprenditoriali. è evidente il problema dell'insufficiente autonomia dei Comuni, specialmente in tema urbanistico".

Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> ( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito

Emma Marcegaglia a Bolzano ( da "Corriere Alto Adige" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Est nasce anche per colpa di una burocrazia opprimente e poco efficiente, da un fisco esagerato e servizi scadenti, dagli interessi corporativi che bloccano le infrastrutture. L'attuale Presidente Emma Marcegaglia (Marcegaglia Spa) ha accolto l'invito del Presidente, Christof Oberrauch (Durst e Alupress Spa), a partecipare all'Assemblea generale di Assoimprenditori Alto Adige,

<Salumi, superare i consorzi> ( da "Libertà" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E se questa si è rivelata una fruttuosa progettazione del sistema produttivo, Ettore Rocchi ha ribadito "la necessità di ristrutturare o di trovare un'alternativa ai consorzi, dove l'eccessiva burocrazia e livelli decisionali lenti e farraginosi sono un freno per la produttività ed il commercio". Chiara Cecutta 29/05/2008.

Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> ( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito

Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> ( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito

Ci risiamo. Il personale della Croce Rossa che svolge servizio per le ambulanze dell'Ares 118 d ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E i lavoratori restano in mano alla burocrazia, con stipendi a rischio ogni mese. Intanto a proposito di 118 ieri in commissione sanità alla Regione si è svolto un vertice sull'elisoccorso. L'attenzione è stata focalizzata sulla necessità di dotare urgentemente l'ospedale di Frosinone di una base per l'elicottero necessaria per assicurare il rapido collegamento con l'

Settanta roghi attorno alla città vigili del fuoco tutti al lavoro - paolo russo ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppure la Puglia, indifferente ai tempi della burocrazia e alle mancanze delle istituzioni brucia già di paura. Anche i vigili del fuoco costretti a correre avanti e indietro per spegnere i focolai disseminati per tutta la regione puntano il dito contro l'inoperosità delle pubbliche amministrazioni.

Il sultano fa d'oro la musica "l'auditorium a dicembre" - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Entro un mese comincerà la ristrutturazione - spiega il presidente della Provincia, Vincenzo Divella - e finalmente sarà presto riconsegnato alla città dopo il lungo iter della burocrazia". Il sultano, ancora una volta, ha lasciato il segno.

Marcegaglia dà l'imprimatur a marini ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia eccessiva per chi voglia ricorrere alle fonti rinnovabili..". E poi un riferimento ai costi energetici. "Oggi degli sgravi fiscali beneficiano le aziende definite energivore sulla base del valore assoluto dei loro consumi e non dell'incidenza dei costi relativi sul totale dei costi aziendali.

E i detenuti vincono il primo torneo... a casa loro ( da "Tirreno, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: capolinea dopo 4 anni spesi tra burocrazia e cantieri. Oltre alla direttrice Anna Carnimeo e alla comandante della polizia penitenziaria Morgana Fantozzi che hanno fatto gli onori di casa, all'evento hanno presenziato il presidente della provincia Giorgio Kutufà, l'assessore al sociale del Comune Alfio Baldi, il questore Nicola Zito e il vicario generale della diocesi Paolo Razzauti.

L'intervento ( da "Salute (La Repubblica)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infiniti bla-bla della politica e della burocrazia e tanta comprensione per gli interessi di lobby e corporazioni, ma oggi finalmente una sezione del Nomenclatore è dedicata agli ausili per la comunicazione ed anche i più innovativi fra questi sono accessibili ai cittadini con disabilità gravi nella comunicazione.

La bimba di nessuno ( da "Stampaweb, La" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si intreccia con la burocrazia, è la strada di un tranquillo quartiere casalese: qui, la sera del 20 maggio scorso, la donna viene investita da una vettura. Il conducente scappa, ma viene rintracciato più tardi e denunciato per omissione di soccorso. Nel frattempo, i soccorritori si rendono conto della gravità, complicata dal fatto che la giovane è al settimo mese di gravidanza.

<Giovani senza progettualità> ( da "Arena.it, L'" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dal ruolo sociale delle imprese alla mancanza di progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni" del pubblico impiego. Ne hanno parlato il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, l'imprenditrice Marina Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto.

La mia città orgogliosa, generosa, anticonformista: questo era e oggi non è più ( da "Riformista, Il" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiusa tra le burocrazie partitiche del Pds e della Margherita e quello hanno ottenuto: i bresciani hanno dato al Pd la somma dei voti del Pds e della Margherita. Non uno di più, non uno di meno. Come volevasi dimostrare. Nel Pd la componente ex comunista è stata la peggiore, chiusa, burocratica, insensibile ai temi che con maggiore interesse e ansia interessavano la popolazione,

TRASPORTI. Aerei, dal 1 giugno il biglietto cartaceo va in pensione ( da "HelpConsumatori" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Carmelo Calì - dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso. Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno. Sino ad oggi, infatti, molte lamentele dei consumatori riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di smarrimento del biglietto.

In calo nell'isola le agevolazioni al sistema artigiano ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessorato regionale dell'Artigianato, Adamo Pili, intervenuto al convegno in sostituzione dell'assessore Luisanna Depau, ha fornito solo qualche chiarimento tecnico, sostenendo che molto "potrà fare l'attività di promozione" e ammettendo che la burocrazia regionale non sempre è snella nelle procedure di sostegno alle imprese.

Provincia, vertice gorizia-udine ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltre che della burocrazia, argomento che, sicuramente, cominceremo ad affrontare già domani. Siamo entrambi antipolitici e questo ci fa condividere l'approccio nei confronti di alcune importanti questioni". Con il presidente della Provincia di Udine, Gherghetta intende approfondire temi di grande concretezza, come lo smaltimento dei rifiuti e le infrastrutture,

Cina post comunista e vecchie faide della quieta Versilia   Il noir non viene meno alla sua voca... ( da "Brescia Oggi" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia di partito e la giungla del mercato globale, dove sono cresciuti i nuovi mandarini, una classe dirigente rampante e dissoluta che affonda "le sue dita capitaliste nella torta socialista". In una casa di piacere viene ritrovato il cadavere di un poliziotto che stava indagando sui traffici di Xing Xing,

Bracci, arbitro da otto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ingresso gratuito a tutti i tifosi che bestemmiano meno di una volta alla settimana e alle tifose che hanno concorso per Miss Italia. Le proposte ci sono. Quel che manca è la risoluzione dei problemi principali: burocrazia, costi, vincoli, "ladrocinio" di bambini e cosucce del genere. Giusto la quotidianità impenitente.Roberto Vicenzotto.

(Segue dalla prima pagina) Clara ( da "Gazzettino, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Facessimo tutti più sesso si salverebbero tanti matrimoni e anche tante vite". Accavalla le gambe. Si alza. Saluta. Fuori le gente l'aspetta. Prima dell'erotismo e delle pagine sexy ci sono concessioni, permessi, delibere. Ancora la firma del sindaco qui serve più per la burocrazia che per l'autografo.Adriano Favaro.

A Padova la giustizia via internet ( da "Gazzettino, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un vero e proprio attacco alla burocrazia."In questa prima fase il progetto del processo telematico - ha affermato Carla Secchieri, responsabile della commissione informatica dell'ordine degli avvocati di Padova - riuscirà a ridurre in maniera estremamente importante i tempi del decreto ingiuntivo.

SICUREZZA: BANCHE, IN ITALIA COSTI PIU' ELEVATI SU CONTI CORRENTI ( da "Asca" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbattere la burocrazia''. Sulla stessa linea il direttore generale della Bnl, Fabio Gallia, che ha osservato come in tema di sicurezza, ''se confrontiamo i nostri costi, con quelli degli altri paesi, risultano 'multipli'. Anche sul problema dei mutui ipotecari - ha rilevato - una esecuzione immobiliare in Italia si effettua in sette anni'

Dal primo giugno arrivano i biglietti aerei elettronici ( da "Velino.it, Il" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante Cncu nel comitato tutela diritti del passeggero all'Enac –. Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno.

La "sicurezza" sulla testa dei bambini ( da "AprileOnline.info" del 29-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. In pratica non viene dato per buono il certificato matrimoniale? La pratica del riscontro biologico diventa un criterio di selettività: ci sono bambini nati incidentalmente fuori dal matrimonio ma giuridicamente legittimi all'estero, per i quali la prova scientifica danneggerebbe la madre e i bambini stessi dal momento che il padre formale non corrisponde a quello naturale.

Il dramma della neonata di nessuno ( da "Stampa, La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I nonni materni sono pronti a prendersi cura della bambina, ma la burocrazia lo impedisce. L'avvocato Paolo Casalone si è rivolto al Tribunale dei minori: è una corsa contro il tempo, prima che la neonata sia dimessa. Servizio IN PAGINA NAZIONALE.

Giordano contro Regione e Provincia Vedovato: "Noi sempre collaborativi" ( da "Stampa, La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costringendosi solo ad aggiungere burocrazia". Sui tempi Massimo Giordano non è ottimista. "Conti sostiene che il Piano è pronto, vorrei vederlo materialmente. Bene che vada sarà ancora lunga: il Prg, una volta approvato dalla Giunta regionale, dovrà tornare in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva e poi rimandato in Regione per l'ultima presa d'

Verbone, accuse alla Provincia ( da "Stampa, La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accuse alla Provincia VALLECROSIA La burocrazia della Provincia è troppo lenta e Vallecrosia non può più aspettare. È questo l'allarme dell'assessore alla Protezione Civile Graziano Balbis, di Vallecrosia, che in una lettera all'Amministrazione provinciale accusa di impiegare troppo tempo a utilizzare i fondi necessari per la messa in sicurezza del torrente Verbone,

La bimba che nessuno vuole: mamma in coma e il padre la rifiuta ( da "Stampa, La" del 29-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vittima della burocrazia da una settimana La bimba che nessuno vuole: mamma in coma e il padre la rifiuta Mossano E UN COMMENTO DI Carlo Rimini A PAGINA 21.

Confconsumatori Parma: dal 1 giugno, arrivano i biglietti aerei elettronici ( da "Sestopotere.com" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac – Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno.

Tavazzanon La massiccia presenza dei roditori minaccia colture e rete di irrigazione a Modignano: <È un vero disastro> ( da "Cittadino, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Non dovrebbe esserci tutta questa burocrazia: c'è bisogno di più gabbie e tutti, corso o non corso, devono poterle utilizzarle". Ciò di cui, più in generale, gli agricoltori tavazzanesi lamentano l'assenza, è un piano d'emergenza concreto, un'operazione a tappeto sovracomunale da attuarsi prima che sia troppo tardi.

Gramm lancia la scommessa, più export ( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del peso della burocrazia. Che ne sarà dell'"autonomia fiscale"? "L'autonomia fiscale è senz'altro un'arma a doppio taglio. Non è molto simpatico passare da erogatore ad esattore. Non mi sento di dare un giudizio netto su questa eventualità. Posso dire che se è vero che al momento attuale se la tassazione è alta è altrattanto vero che da noi in Alto Adige arriva il 90%

Alto Adige, da Vienna denaro a palate ( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E niente paura, la burocrazia era ridotta all'osso. Tanto che era nato un motto, in quegli anni. Il questuante di turno, per annunciare l'imminente viaggio in quel di Vienna, diceva di andare a trovare "Onkel Josef und die Tante", lo zio e la zia.

Costi della burocrazia, ridurli del 25 per cento ( da "Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ridurli del 25 per cento BOLZANO. Ridurre i costi della burocrazia. Al convegno "Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini" di Bolzano il presidente Durnwalder e l'assessore Werner Frick hanno presentato, assieme ai ricercatori dell'Eurac e ad esperti internazionali, il modello di misurazione degli oneri amministrativi e la sua applicazione in Alto

Peroni confermato presidente degli industriali della Vallagarina ( da "Trentino" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo Agostino Peroni questa è una delle priorità per l'industria lagarina, assieme alla necessità di rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali, potenziare la rete stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e semplificare la burocrazia.

Marcegaglia: L'euro forte? Penalizza le nostre imprese ( da "Trentino" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, meno spesa pubblica, meno pressione fiscale. Più liberalizzazioni, più mercato, più poteri al governo. Sono questi i refrain del Marcegaglia-pensiero, saranno questi i temi del suo intervento di oggi all'incontro "Protezionismo e mercato" (ore 12, sala Depero, Palazzo della Provincia), a cui parteciperanno anche l'

Il Du Lac ha trovato acqua minerale purissima ( da "Trentino" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia provinciale, a norma di legge, non avesse fatto finire sull'Albo pretorio del Comune di Riva quello che è già il bel traguardo di un' intuizione: la richiesta di una concessione per l'utilizzo - prima minerale e un giorno, forse, termale - della preziosissima acqua che i geologi messi in moto dal Du Lac hanno trovato a circa 160 metri di profondità proprio sotto l'

Cis Montichiari: crescono ricavi e ristorni delle coop ( da "Giornale di Brescia" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oppure con la burocrazia e la carta da riempire che questa sollecita o la direttiva nitrati oppure la crisi della suinicoltura oppure le emergenze come la "lingua blu", la vescicolare o, in passato, mucca pazza. Problemi che la gestione di Cis - che a fine 2007 conta 6156 soci con circa 25mila addetti - è riuscita ugualmente a superare,

La maturitàcon il profa luci rosse ( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. servizio >> 23 30/05/2008.

La maturitàcon il profa luci rosse ( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ignorandolo, ha predisposto il meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. 30/05/2008.

Nasce da mamma in coma ma nessuno la riconosce - milena vercellino ( da "Provincia Pavese, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione.

Tondo: più sobrietà e meno dirigenti in regione ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche su quelli della burocrazia che peraltro è di intralcio alla vita dei cittadini a chi vuol fare impresa. "Possiamo snellire la macchina pubblica, utilizzando ove possibile, l'accorpamento di direzioni e servizi. I costi onerosi del comparto unico devono poi tradursi in assegnazione di maggiori competenze agli enti locali.

Cora e oscar, nuovi orfani al gilros mentre grey non ha avuto fortuna ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e soprattutto che le burocrazie non ne blocchino il trasferimento. Altri amici sono in cerca di sistemazione. Si ricorda tra gli altri Grey, adottata ma subito rientrata in canile, Ruben, da anni ormai nella struttura, ottimo anche lui per la guardia, e i nuovi arrivati Cora, Pastore del Caucaso femmina cucciolona, e Oscar,

Strade, tutta la città è allo sbando - guido piga ( da "Nuova Sardegna, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la lentezza della politica e della burocrazia non può più essere una giustificazione. Gli automobilisti non possono più aspettare, né il loro diritto alla mobilità in sicurezza può essere più offeso. "Ma che diavolo ci vuole per mettere un po' d'asfalto sulle buche?" è la domanda angosciata che numerosi cittadini si fanno e fanno all'amministrazione comunale.

Spoils system, conto alla rovescia la palocci a un passo dall'addio ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel mettere mano agli assetti della burocrazia. Da qui a tre mesi il presidente può utilizzare lo spoils system, la facoltà riservata al nuovo capo dell'amministrazione di cambiare i dirigenti con cui è chiamato a lavorare. Sarà l'occasione per nominare anche l'erede della Palocci o alla dirigente sarà chiesto di restare almeno fino al termine dell'anno,

Magistrati e Cgil, prove tecniche di isolamento ( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto?

Studenti: "deferrari o spadolini? l'importante è contare di più" - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma ribadisco ciò che la maggioranza dei miei compagni dice: l'elezione del Rettore sarà ancora una volta come il Gattopardo, cambia tutto per non cambiare nulla. Ci sentiamo più utenti di una municipalizzata che discenti - scandisce - ciò che interessa all'Ateneo è il pagamento puntuale delle tasse, l'organizzazione degli studi è farraginosa, la burocrazia è kafkiana".

Una donna sola dentro gli orrori del novecento ( da "Tirreno, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incastrata tra le maglie di una burocrazia macchinosa e avvilente, Amara si troverà nel bel mezzo della rivolta ungherese. Alla ricerca di un affetto privato, Amara si addentrerà nel labirinto di una grande tragedia storica, l'olocausto, per giungere alla fine al cospetto di una guerra simbolo dell'abisso in cui è piombato il Novecento.

Nata da madre in coma, è guerra - milena vercellino ( da "Tirreno, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione.

)DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE ' ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: UTENTI Il costo della burocrazia )DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE 'prime donne' della politica nazionale nei giorni di campagna elettorale si sono proposti agli elettori, come al solito,con programmi elettorali che hanno come intento principale quello di rilanciare un'economia in stato comatoso.

Agostino Peroni riconfermato all'Assindustria ( da "Adige, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Secondo Agostino Peroni questa è una delle priorità per l'industria lagarina, assieme alla necessità di rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali, potenziare la rete stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e semplificare la burocrazia. 30/05/2008.

Parco delle Orobie sempre più vicino ai turisti ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia SONDRIO di PARIDE DIOLI ? SONDRIO ? RADDOPPIA IL CAMPO di lavoro del Parco delle Orobie valtellinesi in collaborazione tra l'ente di Via Sauro e Legambiente. Si tratta di una delle tante iniziative messe in cantiere per il 2008 dal Consiglio direttivo del Parco e dal presidente Walter Raschetti che stanno cercando di sburocratizzare l'

Fare dell'industria il motore del Veneto ( da "Arena, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie alla forte spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni 50, è passato da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a quello calabrese, a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che pone i veneti in prima fila.

Planet serve un accordo tra paesi per una governance dell'economia ( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a mantenere un Welfare State forte e inclusivo e a sviluppare un sistema scolastico adeguato oltre che una burocrazia credibile ed efficiente. Il futuro della globalizzazione è condizionato dall'efficacia di tutte queste politiche. La globalizzazione non va demonizzata, né fermata: è piuttosto necessario governarla con la partecipazione di tutti i paesi e delle forze sociali.

Bando di 1,5 milioni di euro per le imprese creative ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un aiuto concreto a districarsi nella giungla della burocrazia, maggiore flessibilità. Da parte sua la Camera di commercio di Monza e Brianza vuole andare oltre l'aspetto puramente amministrativo della regolazione del mercato con l'attività anagrafica del Registro Imprese che rilascia visure, certificati e raccoglie tutte le informazioni sulle imprese registrate.

Ma questa è una logica carceraria che dovremo provare a cambiare ( da "Nazione, La (Firenze)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che risultano clandestini perché la nostra burocrazia impedisce una sacrosanta regolamentazione. Sappiamo che il rapporto tra quanti hanno chiesto e quanti hanno ottenuto un permesso di soggiorno è di uno a dieci. Se in Italia abbiamo un esercito di irregolari, è colpa allora solo di non volontà dei richiedenti, o ancor peggio di loro disonestà,

LA LETTERA che pubblichiamo non avrebbe, in effetti, bisogno di alcun commento. Si capisce d ( da "Nazione, La (Firenze)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si capisce da soli come la burocrazia in Italia riesca a complicare anche le situazioni apparentemente più semplici. Senza contare, poi, la beffa per chi ha perduto e ritrovato un oggetto e si vede costretto a pagare per riprendersi il maltolto. E' questo un esempio di come sia indispensabile snellire di molto iter burocratici,

Il Tar boccia le strisce blu Alemanno cavalca l'onda populista e blocca i parcheggi a pagamento in tutta la città Di Francia (Pd): questa è la legalità? Giachetti (Pd): così si tor ( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono riusciti a spuntarla contro la burocrazia. Alcuni cittadini residenti nel quartiere Ostiense, sostenuti dal Codacons (il comitato delle associazioni per la difesa dei consumatori), hanno vinto il ricorso presentato davanti alla II sezione del Tar del Lazio contro le strisce blu e le relative delibere comunali.

Cannabinoidi <anti-sclerosi> Oggi convegno ( da "Corriere Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è avere il via libera dal Registro europeo, ma tutto dipenderà dalla lunghezza della burocrazia". Questo farmaco oggi viene importato con costi molto gravosi, proprio perché mancano le autorizzazioni. In Italia si pagano a paziente quasi 7000 euro, per una terapia annuale: con la registrazione ufficiale il costo scenderebbe a 600 euro.

L'indiano metropolitano ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impossibilità di sfondare il muro della burocrazia, del sottogoverno e della corruzione. Chi sosteneva l'inutilità di un'opera del genere aveva una carta importante da giocare. Racconta l'ingegnere Sreedharan di quelle discussioni: "Dicevano in tanti, ed avevano ragione a mettere in guardia dal ripetere errori già commessi: guardate alla metropolitana di Kolkata,

Autostrade, riforma globale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: congrua remunerazione del capitale e meno burocrazia nelle procedure ". Che ne pensa della vicenda Au-tostrade? "Alla fine ha dimostrato che la battaglia condotta per Aiscat dal presidente Palenzona contro la legge 286 era giusta – risponde –. Sono contento che sia approvata la convenzione di Autostrade, ma per un motivo: perché Aspi ha una call del 33%

Nelle conclusioni di Draghi torna la questione del duale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nazionale esercita i propri compiti di organismo di controllo delle banche: nessun dirigismo, meno burocrazia e più verifiche sul campo, maggiore e continuo scambio di informazioni con gli istituti controllati. Un cambio di rotta reso ancora più evidente dalla nuova normativa sulla corporate governance degli istituti creditizi per la quale via Nazionale ha dettato poche regole chiare.

Distretti ad alta potenzialità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza essere soffocato dalla opprimente burocrazia italiana, i prossimi anni potrebbero riservarci ulteriori gradevoli sorprese sulla forza della nostra manifattura. E ciò malgrado un sistema Paese che,purtroppo, non ha ancora attuato quel risanamento per lo sviluppo che riduca il nostro divario di crescita rispetto a Eurolandia.

<Agenzia per sburocratizzare> ( da "Corriere Alto Adige" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Provincia punta a combattere il "peso" della burocrazia attraverso la creazione di un'agenzia, che avrà un compito all'apparenza difficile, ma comunque ben preciso, di monitorare tutto il "sistema ". Palazzo Widmann vuole sapere quanto costano alle casse provinciali, i provvedimenti adottati a livello nazionale e locale.

CHE Roma fosse città coloniale dove venire in vacanza Ne dimorarono molti, poeti non ( da "Messaggero, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PAOLO PASOLINI CHE Roma fosse città coloniale dove venire in vacanza Ne dimorarono molti, poeti non socialmente determinati liberi dalla burocrazia e con un po' di paura della polizia; né mancarono i bei soli, in questo secolo; ciò che scompariva dava un breve dolore, l'unico vero dolore era nei sogni; nei sogni in cui pareva di essere costretti a lasciare questa città per sempre!

Authority alimentare, è crisi ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: serpeggia anche qualche malcontento per la burocrazia europea che costringe spesso a fare delle capriole: "Sa quante richieste di pareri sostanzialmente inutili arrivano dalla Commissione? Le ultime sono quelle sugli additivi: duemila sostanze. Non possiamo fare tutto". Certo, l'analisi cruda del bilancio 2007 non aiuta.

La vera opposizione? Cgil, Di Pietro e i magistrati ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sta morendo per una serie di malattie croniche che l'hanno immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? segue PAG. 4.

Il gioco delle tre carte ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: turare falle nel bilancio regionale siano essere provocate dalla sanità o dalla spesa corrente per una burocrazia famelica e onnivora che si fa pagare cara persino l'inefficienza. Chi di noi contribuenti dunque si aspettava dagli amministratori regionali il comportamento del buon padre di famiglia che in vista di tempi duri prova a mettere da parte qualche soldino è andato deluso.

Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Toscana data: 2008-05-28 - pag: 7 autore: Burocrazia. Pronto il Testo unico Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana Andrea Gennai FIRENZE Soppressione delle commissioni provinciali ( Cpa) per l'artigianato e trasferimento delle funzioni di iscrizione delle imprese artigiane alla Camera di commercio competente.

L'industria pesarese chiede più attenzione alla Regione ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: positivo che si sta vivendo nel Paese aiuti la politica a restituirci uno Stato più leggero, con meno livelli istituzionali e con meno burocrazia ", conclude Ugolini. I. Ve. IL MOBILE SOTTO SCACCO Si apre domani a Rimini l'esposizione Spazio concorrente del Samp Tra gennaio e marzo cucine in caduta (-4,8%) Al vertice. Andrea Ugolini, presidente Confindustria Pesaro IMAGOECONOMICA.

Il mondo dei piccoli dietro le sbarre ( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, un bambino non è protagonista ma un accidente. È un dramma affrontato periodicamente con aggiustamenti e palliativi". Gabriella Pedote, vicedirettrice di Rebibbia, è una giovane donna dall'aria gentile e appassionata, con due figli piccoli: "Conosco le storture del sistema ma sono orgogliosa del nostro asilo.

Ripartire dal basso, più vicini al lavoro, meno burocrazia La Cgil si riposiziona: uscire dai palazzi romani per raggiungere tutte le periferie ( da "Unita, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia La Cgil si riposiziona: uscire dai palazzi romani per raggiungere tutte le periferie di Luigina Venturelli FUTURO Cambia il mondo del lavoro, cambia anche la Cgil. Cerca la propria fisionomia del futuro e la trova, quasi paradossalmente, in un ritorno alle origini d'inizio Novecento, alla presenza in ogni fabbrica e in ogni campagna,

La maturità con il prof a luci rosse ( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. DONATA BONOMETTI Servizio >> 23 30/05/2008.

Nasce da mamma in coma ma nessuno la riconosce ( da "Nuova Ferrara, La" del 30-05-2008) + 6 altre fonti
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione.

<Fare dell'industria il motore del Veneto> ( da "Arena.it, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie alla forte spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni 50, è passato da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a quello calabrese, a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che pone i veneti in prima fila.

Nuove imprese, 53 via libera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca di Nuoro Pagina 5021 Assessori soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia Nuove imprese, 53 via libera Assessori soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia --> Sono già 53 le imprese già in attività grazie alle novità introdotte dalla recente legge regionale che snellisce le procedure burocratiche necessarie a far nascere nuove aziende.

Ponte d'ingresso: il progetto bloccato da 20 anni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è rappresentato dalla burocrazia e dai tempi tecnici necessari per affidare l'incarico, mentre per quanto riguarda il finanziamento sembrano non esserci grossi problemi. "Per portare a compimento l'opera abbiamo stimato una spesa di circa 6 milioni di euro, che comprende un tratto di strada di 5 chilometri, a cui va aggiunto la realizzazione del ponte d'

L'Ambiente e l'Energia sui giornali di oggi ( da "Velino.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tre miliardi di euro, più eventuali costi legati a ritardi e burocrazia, per avere una centrale nucleare da 1.600 megawatt, contro i circa 80 miliardi che, al 2020, l'Italia si ritroverà ad aver speso per rientrare nei parametri europei sulle emissioni, solo con le rinnovabili. è questo il dato che si ottiene, “

Il federalismo non divide ( da "Opinione, L'" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La pressione fiscale eccessiva, la burocrazia snervante, gli sprechi pubblici frenano la crescita economica e culturale del nostro Paese. Ecco perché non posso non essere convinto che da un corretto e moderno sviluppo dell'iter di riforma federale dipenda la stessa competitività del nostro sistema-Paese.

GOVERNO: MARCEGAGLIA, LE RIFORME VANNO FATTE TUTTI INSIEME ( da "Asca" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E anche perche' - ha sottolineato Marcegaglia - ''non ci puo' essere mercato senza legge''. C'e' dunque bisogno di uno Stato ''che punisca chi delinque''. Nello stesso tempo, tuttavia, c'e' bisogno di ''meno Stato'', ad esempio nella burocrazia e nei servizi pubblici. La terza priorita' sono le infrastrutture. fdm/cam/alf.

ITALIA AI MARGINI DEL POTERE EUROPEO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ai vertici della burocrazia europea, per esempio, dove si muovono grandi interessi economici e geopolitici, i numeri segnalano 16 direttori e consiglieri di prima fascia italiani, rispetto ai 38 inglesi, ai 28 tedeschi e ai 27 spagnoli. Il quadro peggiora in quasi tutti gli organismi internazionali, dall'Onu a scendere.

Lavori in biblioteca, tutto fermo ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per volgarizzare le parole della burocrazia edilizia, la Regione dice che la Biblioteca, a ristrutturazione fatta, starà in piedi senza problemi e che, quindi, la parte strutturale non desta alcuna preoccupazione. Un parere, questo, che di norma viene chiesto a gara d'appalto fatta, prima di avviare le opere.

Genty: <Violentatori a lavorare sul Piave> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e alla burocrazia di Roma. "Ho detto a Luca che deve rompere la burocrazia e che prima del Ponte di Messina va fatta la Pedemontana". Sulla stessa linea gli altri, con un riferimento del "Volpaghese" Marzio Favero ad un "paese blindato" dalla paura e critiche al sindaco forzista Toffoletto (la Lega, che ha raccolto 500 firme per l'

Monologo di condominio con la Fusco e giuria al lavoro per assegnare il premio ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amante delusa dal suo uomo che a lei sembra preferire noiose questioni di denaro e di burocrazia: appunto i millesimi condominiali, cioè la percentuale di proprietà di ogni condòmino, da cui discendono spese condominiali e diritto di voto nelle assemblee di condominio.Lo spettacolo è a ingresso gratuito; se piove si svolge nella Sala Verde del Castrum.

CHI RESTA INDIETRO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto?

Dana, neanche i cecchini fermano l'atleta più famosa dell'Irak. Il Cio sì ( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma sarà esclusa dai Giochi per colpa della burocrazia Corre Dana, corre per schivare le pallottole dell'Irak senza pace e realizzare il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Pechino. Dana Abdul-Razzaq è una velocista di 21 anni, che si allena nello stadio Shaab di Bagdad, coprifuoco permettendo.

Province, non entusiasma la "new entry" Monza e Brianza ( da "Panorama.it" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una questione a parte è quella della burocrazia: la metà degli intervistati chiede alla nuova Provincia di snellire le procedure. "C'è una diffidenza verso le pratiche amministrative: alcuni avvertono i livelli istituzionali come un intralcio o, peggio, come carrozzoni inutili" sottolinea il segretario dell'Unione artigiani.

In carcere, poi fuori, poi di nuovo dentro per errore. ''Adesso troviamogli un lavoro'' ( da "Redattore sociale" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un arresto nato da una burocrazia cieca e sorda, capace di uccidere". Adesso, dopo 54 trasferimenti da un carcere all'altro, Guadagnuolo è a casa, in attesa di sapere se gli verrà concessa la possibilità di seguire un percorso alternativo alla detenzione domiciliare, che altrimenti andrà avanti fino al 2011.

<L'ospedale non può essere visto ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: combattere e sconfiggere la burocrazia". Il restyling di sale operatorie e rianimazione completerà l'opera e consentirà all'amministrazione sanitaria dell'Ulss n. 6 di Vicenza di consegnare alla città un ospedale veramente nuovo. "Ho assicurato al sindaco Achille Variati - conclude il direttore generale Antonio Alessandri - che dopo l'estate gli consegnerò un progetto di attuazione per l'

GOVERNO: MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER IL PAESE E' L'ISTRUZIONE ( da "Agi" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorita' sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male".

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto?

GOVERNO: MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER PAESE E' ISTRUZIONE ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorita' sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male".

<Stiamo vivendo un incubo> ( da "Sicilia, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma noi siamo in Sicilia e ad Agrigento dove la burocrazia ha dei tempi molto, troppo, lunghi. Ma ora ? circostanza questa che molti professionisti hanno già notato ? il rischio è che quando il nuovo Prg verrà approvato accadrà che le aree destinate ad esempio al verde pubblico o al settore commerciale siano già state interessate da costruzioni e attività di tutt'altro genere.

Dal primo giugno addio al biglietto aereo cartaceo ( da "Sicilia, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso ? dichiara l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac ? Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno".

Governo: Marcegaglia, priorità Per Paese è istruzione ( da "KataWeb News" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'è troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorità sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male".

AGRICOLTURA: CIA, 30 GIORNI MOBILITAZIONE PER MISURE ANTICRISI ( da "Agi" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agricoltori ma anche misure si alleggerimento della burocrazia e piu' vigilanza contro la criminalita' organizzata. "Vogliamo porre all'attenzione del governo regionale e nazionale le grandi difficolta' che limitano fortemente le capacita' competitive delle aziende agricole siciliane. Sono problemi che necessitano di interventi strutturali capaci di sostenere il recupero di competitivita'

ICI/ COLDIRETTI SICILIA: IL GOVERNO HA TOLTO 50 MLN ( da "Virgilio Notizie" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La burocrazia è la peggiore calamità per la Sicilia", sottolineano i vertici della Coldiretti, il presidente Alfredo Mulè e il direttore Aldo Mattia. "Si tratta dei fondi che i viticoltori aspettano da oltre un anno. Siamo pronti a manifestare perché si chiuda una storia che ha ormai il contorno di una farsa.

SPAZIO: BULGARELLI, UTILIZZARE TECNOLOGIE PER INNOVAZIONE ( da "Agi" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto al ruolo delle istituzioni, 'sono piuttosto presenti e concedono anche finanziamenti- conclude Bulgarelli - La voglia di fare e di innovare c'e' ma purtroppo spesso si e' di fronte ad un ostacolo, come la burocrazia, difficile da sormontare'.(AGI).

Impegno per sbloccare i contratti degli stagionali ( da "Stampa, La" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È ovvio che la burocrazia non può e non deve impedire il lavoro di chi produce ricchezza e crea occupazione". "Ho attivato - dice Menardi - un canale di interesse ai competenti ministeri, affinché il numero dei lavoratori sia definito in tempo utile per la raccolta agricola".

E la beneficenza? Quei premi non riscossi: uno schiaffo alla miseria Cara Provincia, dire fame nel mondo ormai è retorica, quindi a questo punto oserei dire fame in Italia ( da "Provincia di Como, La" del 30-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martino Pirone e mail burocrazia Alla Motorizzazione m'hanno dato una mano Caro direttore, desideravo tramite le pagine de La Provincia, ringraziare i due dirigenti della Motorizzazione di Como, geom. Barni e ing.Pisoni, che cercando di superare il muro di gomma della brocrazia italiana che tutti i giorni diventa un immenso buco nero che pare ingoiarci tutti,

I giudici convocano i nonni per decidere sulla neonata ( da "Stampa, La" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in bilico tra angoscia e burocrazia. "No grazie", hanno risposto. Non cercano la ribalta. Dalla loro casa semplice e decorosa, in un quartiere di periferia, escono soltanto per raggiungere ogni giorno l'ospedale di Alessandria: attraverso il vetro del Centro neonatale guardano Bimba che, a dispetto di codici e codicilli, è la loro nipotina.

L'ENTUSIASMO DEGLI INDUSTRIALI ( da "Azione, L'" del 30-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione dei costi della burocrazia". "Le elezioni del 13 aprile - concluderà poi la Marcegaglia - hanno segnato un'importante discontinuità: in Parlamento si è prodotta una formidabile semplificazione, sono rimaste fuori le forze anti impresa e anti mercato, c'è dialogo con l'opposizione, abbiamo un governo coeso.


Articoli

Voucher contro il lavoro nero (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Reggio)

Argomenti: Burocrazia

VENDEMMIA Voucher contro il lavoro nero BOLOGNA. Dalla prossima vendemmia, in Emilia-Romagna arrivano i 'voucher' per studenti e pensionati, buoni con cui saranno pagate queste due tipologie impegnate in un lavoro "occasionale di tipo accessorio". Per combattere il lavoro nero, garantire la sicurezza, ridurre la burocrazia per le imprese agricole, dare una possibilità di reddito a studenti (con il limite dei 26 anni) e pensionati, la raccolta della vendemmia sarà pagata con voucher del valore nominale di 10 euro all' ora, di cui 7,50 andranno al lavoratore mentre il resto sarà suddiviso con quote diverse tra Inps e Inail per i versamenti contributivi e l' assicurazione contro gli infortuni. Il compenso è esente da imposizione fiscale.

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Competitività, la ricetta degli imprenditori (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sandro Mortari Competitività, la ricetta degli imprenditori Marcegaglia: servono riforma della scuola, nucleare, infrastrutture e contratti Un'Italia sempre più competitiva, in grado di risalire la china che ha imboccato. Secondo gli industriali è possibile grazie al nuovo clima politico che si è creato e grazie alla determinazione dei nuovi vertici di Confindustria, che hanno indicato la strada da percorrere. Lo ha ripetuto anche ieri il nuovo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sotto il tendone allestito nell'esedra di palazzo Te, illustrando la sua "ricetta" alla 63ª assemblea di Assindustria Mantova. Un appuntamento che si è trasformato in una festa per il numero uno degli imprenditori italiani. Emma, commossa, ha ringraziato tutti ("è questa, tra la mia gente, la vera festa per la mia elezione) mentre la platea, al termine del suo intervento, si alzava in piedi per tributarle un applauso misto di ammirazione e affetto. Quegli stessi applausi che, poco prima, avevano sottolineato i punti cardini del "programma" del numero uno di via dell'Astronomia per ridare all'Italia la competitività perduta: riforma della scuola, nuovi assetti contrattuali, nuove infrastrutture, liberalizzazioni e privatizzazioni, nucleare. Emma parte dal problema dell'euro forte "che preoccupa" per i suoi riflessi sulle esportazioni; la pensa diversamente, dunque, dal suo "maestro" Monti (ospite della giornata) che poco prima aveva sostenuto che non sono né il fisco né la moneta unica europea "le palle al piede dell'Italia", visto che "molto dipende da che cosa c'è dietro l'euro e che cosa fa lo Stato con i soldi che incassa dalle tasse". Il presidente chiede certezza del diritto sul mercato globale: "Le regole - dice - devono valere per tutti i paesi e l'Europa deve avere la capacità di negoziarle; se non lo farà, c'è il rischio che ritorni il protezionismo". E ora, le cose da fare per ridare competitività al paese; lei è ottimista: "Oggi c'è un clima nuovo nel paese, c'è un governo che ha una chiara maggioranza e un'opposizione disposta al dialogo. E', quindi, il momento di fare". Ecco l'agenda di Confindustria, la "ricetta" per cucinare il cambiamento. Si deve partire da scuola e università. "Serve una riforma profonda per premiare il merito e la qualità". E poi i nuovi assetti contrattuali: "Nei prossimi giorni avvieremo una trattativa, che non sarà una passeggiata, per alleggerire il contratto nazionale spostando la parte più significativa di salario e regole in azienda per premiare i migliori e chi lavora di più". Quindi, le infrastrutture: "Al ministro Matteoli consegneremo due proposte per recuperare il gap attuale: un piano per la logistica con priorità per porti, interporti e scali ferroviari, un pacchetto di proposte per far sì che un'opera pubblica venga realizzata in fretta". Per Emma "serve più Stato per avere certezza del diritto e controllo del territorio, ma meno Stato per avere una burocrazia più efficiente. E poi bisogna insistere davvero su liberalizzazioni e privatizzazioni". Ultimo punto l'energia. "La paghiamo il 30-40% in più rispetto agli altri paesi europei, dipendiamo dal gas russo e algerino che ne fanno un uso politico e dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'aria: per incidere su queste cose, nel breve periodo serve un piano di risparmio energetico che coinvolga tutti; nel medio termine servono i rigassificatori. E poi c'è l'energia nucleare: un tema che va affrontato in modo serio e pragmatico visto che è una delle fonti che potrebbe mettere insieme costi, efficienza e minori emissioni in aria. Noi ci siamo" conclude tra gli appalusi.

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Capisco le difficoltà che ti fanno chiudere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

De Bona scrive alla proprietaria dell'hotel Astor "Capisco le difficoltà che ti fanno chiudere" BELLUNO. Ultima settimana di apertura per l'albergo Astor di piazza Martiri. Da lunedì i proprietari sono in ferie e i battenti dell'albergo saranno chiusi. Definitivamente. Chi subentra intende infatti realizzare appartamenti. Dietro il banco del ricevimento c'è ancora Mirella Frè, storica albergatrice di Belluno. Ha tra le mani una lettera che le ha inviato Oscar De Bona: "E' l'unico amministratore o politico che si sia fatto vivo" spiega la signora Frè con amarezza. "Provo dispiacere - le ha scritto De Bona - per questa tua decisione di chiudere, ma comprendo benissimo le difficoltà che ti hanno portato alla drastica azione. Le condizioni in cui sei stata costretta ad operare sicuramente non sono state delle migliori nè per quanto riguarda il settore turistico a Belluno e tanto meno per l'intricata burocrazia e per gli aggravi fiscali che spesso stroncano ogni iniziativa. La tua esperienza per la lunga attività nel campo alberghiero e della ristorazione, ti fa essere un caposaldo e un punto di riferimento nell'ambito della ricettività in tutta la Valbelluna. Ora putroppo tutto il Bellunese viene privato di una imprenditrice dinamica, caparbia e professionalmente preparata come te". La signora Frè ha risposto all'assessore regionale scrivendo: "Sei stato l'unico politico o funzionario pubblico che pur conoscendomi si sia fatto sentire, nonostante io sia la più vecchia albergatrice di Belluno; per cui le tue belle parole di stima, circa il mio lavoro, il mio entusiasmo e la mia buona volontà profusa in campo alberghiero, mi hanno fortemente sorpreso e colpito. Lascio questo mio amato lavoro solo perchè operare adesso è diventato non solo difficile ma inaffrontabile, a causa soprattutto della mancata sensibilità da parte degli organi preposti al turismo e alle difficoltà fiscali. Rimpiango la saggezza e la professionalità che hai dimostrato negli anni in cui dirigevi la nostra Provincia ed eri supportato da validi e saggi collaboratori che allora hanno aiutato molto il turismo".

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L'appello della Sipao: Banche aiutateci (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cristian Arboit L'appello della Sipao: "Banche aiutateci" Calano le aziende, stabile l'occupazione Al via una scuola professionale a Calalzo Aumentati gli operai in cassaintegrazione doppi rispetto al 2007 BELLUNO. "Quando annusano che c'è aria di crisi sono le prime a scappare". Questo è il ritratto impietoso che il presidente Sipao Valter Da Rin fa delle banche italiane e bellunesi in un periodo che vede le piccole e medie imprese dell'occhiale in grande affanno. Se i big resistono - anzi tirano - i piccoli continuano a soccombere. Da qui l'appello: "Aiutateci a superare questo momento". Altro capitolo, quello della formazione e del lavoro. In autunno partirà un corso professionale a Molinà, dove 130 anni fa è stato fabbricato il primo occhiale made in Belluno. A pesare come un macigno sono le incognite caro-dollaro e recessione Usa, mentre la Cina fa meno paura, nonostante i volumi d'affari continuino a essere impressionati. Se nel paese asiatico si producono due miliardi di occhiali, in Italia si toccano gli ottanta milioni. Di questi un buon settanta per cento arriva dal distretto dell'occhiale nostrano, sospeso tra una una crisi strutturale ormai cronica e un export da capogiro, sintomo sì di un paradosso, ma anche di una certa vitalità. Luci e ombre che sono emerse ieri durante una presentazione della Sipao - la sezione industrie produttrici di articoli per l'occhialeria di Assindustria Belluno - in occasione del centotrentesimo anniversario dell'occhialeria, vero fiore all'occhiello dell'economia provinciale. Le cifre. Se le aziende industriali leader continuano a essere cinque, le altre realtà medio-piccole sono passate dalle 114 del 2006 alle 107 dell'anno scorso. Il tonfo però è delle imprese artigiane. Dalle 411 di due anni fa alle 373 del 2007. Le ragioni sono molteplici. Primo, il motto economico "small is beautiful" (piccolo è bello) è un retaggio che fa a cazzotti con l'internazionalizzazione degli affari. Secondo, le maglie della burocrazia e degli intermediari finanziari si fanno sempre più strette. Quasi paralizzanti. Non lo nasconde il presidente Sipao Valter Da Rin: "Anzichè allontanarsi nei periodi di crisi, le banche devono dimostrare di credere di più nella piccola e media impresa, concedendo per esempio la dilazione del pagamento dei debiti in attesa che si superi l'attuale momento di crisi". Periodo che coincide con l'incertezza del mercato a stelle e strisce. Approfondita - ma anche polemica - l'analisi del vice presidente, Paolo Cannicci: "Fino a pochi anni fa le teste delle banche erano sul posto, oggi invece le dirigenze sono altrove, spesso a centinaia di chilometri di distanza. E per questo scollegate dalla realtà nella quale operano". E proprio i tassi di interesse troppo elevati e l'indisponibilità a dare una mano nei momenti di bisogno sono tra le maggiori cause di chiusura delle "piccole": "Sia chiaro, noi non chiediamo l'elemosina, ma solo la disponibilità a credere in un progetto", afferma Da Rin, rivolgendosi anche alle altre istituzioni del territorio, colpevoli di soffocare le imprese a suon di carte da bollo e accertamenti. Una scuola per l'occhiale. A la Molinà di Calalzo sorgerà una scuola professionale dove si creeranno figure professionali in grado di operare - ma soprattutto "creare" - nel settore dell'occhiale. "Dovevamo farlo ancora anni fa, ma adesso ci sono tutte le premesse per poter cominciare", afferma quasi sottotono Da Rin. "Il progetto infatti è quasi certo, ma noi non siamo politici. Preferirei presentarlo a cose fatte", sottolinea dopo aver capito che la notizia è troppo importante per essere sottaciuta. Ovvio che le informazioni seguenti siano somministrate con il contagocce. Di certo ci sono le aule - ospitate dall'ex stabilimento Safilo -, le materie e i programmi. Tra questi design, marketing e la possibilità di lavorare in azienda, alternando formazione e esperienza. "C'è bisogno di nuove professionalità. Il nostro settore è affamato di occhiali diversi, di creatività", sostiene Cannicci. Insomma, c'è posto per tutti, nonostante l'America e la Cina. Resta il reperimento dei finanziamenti per l'avvio, particolare non secondario ma sul quale ci sarebbero importanti rassicurazioni. Per il resto basterà attendere l'autunno del 2009, periodo nel quale dovrebbe suonare la prima campanella. Prima ancora Sipao organizzerà dei corsi propedeutici. Raddoppiano i cassaintegrati. Altro capitolo è quello dell'occupazione. Se da un lato le imprese piccole chiudono, quelle grandi e quelle che rimangono assumono, fenomeno che complessivamente non fa diminuire il numero dei dipendenti, che anzi crescono. Se nel 2006 gli addetti al settore erano 12610 nel primo trimestre del 2008 si sono sfiorati i 13 mila, per la precisione 12975. Ma se l'occupazione cresce è da sottolineare come in questi ultimi mesi sia raddoppiato il ricorso alla cassaintegrazione ordinaria. E questo, sia per numero di aziende che per numero di addetti, sintomo che i venti di crisi - in arrivo proprio dagli Usa - spirino più forti che mai. Lo stesso Da Rin non si lascia andare a previsioni a medio termine: "La nuova concorrenza e i tempi sempre più ristretti di consegna ci obbligano a navigare a vista e programmare l'attività mese per mese", afferma. "Fortunatamente il riassorbimento in altre realtà più grandi della forza lavoro è ugualmente veloce".

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Sandro Forcato, la rivoluzione si fa dietro le quinte (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LIBRO SULL'ORGANIZZATORE BOLZANINO ROBERTO RINALDI Racchiusa in pochi centimetri quadrati c'è tutta la sua vita. 151 pagine in cui Pinuccia Di Gesaro, autrice di "Sandro Forcato. Pugno chiuso, sipario aperto" (Silvana Editoriale, presentazione ufficiale il 10 giugno al Teatro Cristallo) racconta lo spasmodico e incessante sforzo di animare la scena culturale di Bolzano. Un'iniziativa commissionata dalla Ripartizione Cultura italiana della Provincia che pubblica il quinto volume dedicato a figure esemplari del mondo della cultura che, per statura intellettuale o in forza del loro operato, hanno influenzato gli ambiti artistici più diversi: Pier Luigi Siena, l'ideatore del Museion, El Camborio artista del flamenco, Nunzio Montanari musicista, Cianci Gatti fantasista internazionale e ora Sandro Forcato operatore teatrale e tra i soci fondatori del Circolo La Comune. "L'intento è stato quello di pensare ad un'indagine del territorio in cui capire cosa poteva accomunare questi nomi - spiega Cristina Costa dirigente dell'assessorato alla cultura - e ciò che li unisce è la forza culturale o i fatti che tutti loro hanno proposto aiutando a far nascere le radici di un tessuto culturale ben consolidato. Paola Tognon ha curato ben 90 ore di registrazioni, trasferite sulla carta, sulla vita di Siena ed El Camborio, mentre per Montanari gli autori sono Dardo e Andrea Bambace che hanno curato la sua memoria e Piero Ottoni quella di Cianci Gatti". Pinuccia Di Gesaro, invece, ha saputo descrivere assai bene le gesta di Forcato per "mettere in risalto la sua ansia di cultura civile, il suo piacere per l'arte della parola e il suo bisogno insopprimibile di socializzare quest'ansia e questo piacere". 32 brevi capitoli riassumono le tappe fondamentali fin dall'esordio del 1972, attraversando un periodo di storia della città: i fermenti politici con l'entrata in vigore del secondo Statuto d'autonomia, i rapporti con la politica, e ancor prima le contestazioni studentesche del 1968, in cui La Comune diventerà poi il luogo d'aggregazione sociale permettendo il confronto d'idee, di sentirsi protagonisti di un dibattito dove lo spettacolo "alternativo" poteva alimentare il fermento di una "rivoluzione culturale" in corso, grazie al quale anche "Bolzano ebbe modo di conoscere i grandi temi della cultura nazionale ed internazionale, contribuendo a sprovincializzare un territorio difficile, dalla storia sofferta, qual è sempre stata la provincia di Bolzano". Dario Fo, Franca Rame, Roberto Benigni, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Lindsay Kemp, Teatro alla Scala di Milano, Paolo Rossi, Giorgio Gaslini, Ray Charles, Elsa Piperno, sono alcuni nomi di artisti celebri invitati da Forcato. "Anche noi bolzanini ci sentivamo finalmente integrati nel tessuto culturale nazionale, non più tagliati fuori dalla rete di comunicazione - scrive Pinuccia Di Gesaro - della nazione". Siamo al 1972, grazie anche ad un sostegno civile nascente tra gli intellettuali milanesi, a favore di Dario Fo e Franca Rame censurati dalla televisione che gli aveva estromessi dal programma "Canzonissima", Forcato e un gruppo di sostenitori bolzanini, s'incontrano con gli intellettuali che facevano capo ai "Quaderni Piacentini" la rivista politico - culturale più di riferimento per la sinistra italiana. Il teatro va in soccorso di Dario Fo e La Comune di Bolzano nasce sull'esempio del collettivo teatrale nato a Milano con lo stesso nome. Forcato già nel 1971 era riuscito a portare alla Fiera di Bolzano il grande affabulatore con il suo "Mistero Buffo" nel 1969 e reduce da successi in tutto l'Occidente e che nel 1996 sarà citato dall'Accademia di Svezia, quando gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Fo reciterà a Bolzano anche "Morte accidentale di un anarchico", un testo dedicato alla strage di Piazza Fontana e alla morte dell'anarchico Pinelli. Nel capitolo "L'assessore non si fa perquisire", Forcato ricorda che "la partenza fu alta, travolgente, ma la burocrazia dell'epoca chiedeva la concessione di licenze commerciali. Noi non volevamo che l'ingresso fosse libero, ma fare una manifestazione privata riservata ai soci, la formula adottata da Dario Fo. C'era il timore che agli spettacoli s'intrufolasse la polizia, non gradita al pubblico di quei tempi". Questa soluzione serviva ad evitare la licenza, ma creava anche un rapporto conflittuale con l'amministrazione. Il pubblico al Teatro di Gries veniva perquisito da "compagni" dell'organizzazione per garantire la sicurezza e Forcato ricorda un "incidente che contribuì ad incrinare i rapporti con le istituzioni. Uno dei primi perquisiti era l'assessore alla Cultura che si sottopose al controllo da parte di una donna. Fu un affronto e reagì con veemenza. Il potente assessore alla Cultura non poteva tollerare l'umiliazione e noi finimmo nella lista nera!". 1979, "l'anno della svolta", una data che ancora oggi rappresenta una pietra miliare per la cultura in città: l'arrivo del teatro alla Scala di Milano con "Histoire du soldat" di Stravinskij. Un allestimento complesso composto dall'orchestra e 50 attori mimi per la regia di Dario Fo. "Impresa titanica che solo Forcato poteva pensare di riuscire ad ospitare". Un'impresa che segnerà la svolta nel lavoro e nell'immagine che la città aveva di lui, tanto che la Provincia decise di aumentare il contributo con il quale si poté organizzare lo spettacolo di Lindsay Kemp. Il libro ripercorre anche le vicende personali di Forcato insieme alla moglie Pina Zampieri, una coppia affiatata, sia nella vita privata che professionale. Il passato da operaio, prima alla Lancia poi dipendente della Cassa di Risparmio, dove si distinguerà per le sue rivendicazioni sindacali. Instancabile, sempre e ovunque.

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Nucleare soluzione essenziale (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 29/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CARPENTERIE Appello del presidente della piccola industria Giuseppe Morandini al seminario degli imprenditori "Nucleare soluzione essenziale" "Nel lungo periodo, la soluzione per risolvere i problemi energetici italiani è il nucleare". Lo ha detto ieri il presidente della piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, partecipando al seminario L'imprenditorè organizzato da Confindustria ad Arezzo. "L'attuale situazione politica italiana con una maggioranza indiscutibile consente di programmare gli interventi nei cinque anni per restituire alle imprese le condizioni per essere di nuovo competitive - ha spiegato Morandini - E l'energia è il secondo costo, dopo la burocrazia, che le imprese sono costrette a sopportare". Per Morandini "è fondamentale procedere con una pianificazione a breve, medio e lungo periodo". Il problema energetico è anche il refrain delle aziende di carpenteria bresciana che da sempre lamentano un limite al loro sviluppo economica fortemente legato all'energia. Se è vero che per il futuro sarà fondamentale "innovare per competere", non molto tempo Giuseppe Pasini della Feralpi ha ribadito che l'industria bresciana ha una fame energivora che non ha riscontro in Europa, in cui vige invece il rapporto contrario: ebbene dove l'energia elettrica pesa di più, come in Italia, invece di costare di meno costa di più, dal 30% al 50% di maggiori tariffe rispetto all'Europa. Riaprire il tavolo sul nucleare non sarebbe quindi l'unico rimedio ma quello più realistico secondo gli imprenditori bresciani. L'Europa raddoppierà il proprio fabbisogno energetico nei prossimi vent'anni e questo incremento riguarda anche il nostro paese. In considerazione della lontananza delle fonti di approvvigionamento, l'incremento del fabbisogno energetico comporterà in particolare un'ulteriore crescita del costo del gas, utilizzato per la produzione di energia elettrica. Già oggi gli elevati prezzi del gas contribuiscono a limitare lo sviluppo produttivo sia europeo che italiano; in futuro la situazione è destinata ad aggravarsi. A conferma di questa tesi è poi arrivata la dichiarazione del presidente della piccola industria che per questa iniziale gestione transitoria del problema energetico. "Nel breve periodo bisogna puntare su rigassificatori e interconnessioni con produttori esteri - ha detto in proposito Giuseppe Morandini - Invece, nel medio periodo, si dovrà puntare sulle centrali a carbone pulito per arrivare al nucleare evoluto". lr.

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Un espertoper i problemidegli anziani (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Albisola Bollette, offerte-truffa, burocrazia: oggi un incontro pubblico, poi uno "sportello" in Comune a disposizione di tutti 29/05/2008 BOLLETTE gonfiate, sconti eccezionali e offerte promozionali che si rivelano truffe mascherate, ma anche i piccoli problemi burocratici che l'utente incontra nel caso voglia cambiare un contratto con l'azienda del gas o dei telefoni. Mille trabocchetti e ostacoli, soprattutto per le persone anziane, saranno svelati oggi pomeriggio dagli esperti del Movimento difesa del cittadino e della Legaconsumatori, che con il Comune di Albisola Superiore e la Regione hanno organizzato l'incontro pubblico intitolato "1-2-3-... 20 domande: questa volta parlano i consumatori". Inoltre, proprio ad Albisola sta per partire una nuova iniziativa: tutti i giovedì dalle 9 alle 11 nella sala giunta del comune sarà disponibile una volontaria alla quale i cittadini potranno rivolgersi per informazioni sulla tutela dei propri diritti di consumatori e utenti. In particolare potranno trovare risposta a quesiti relativi a utenze domestiche, problemi condominiali, norme sugli acquisti e garanzie. Lo sportello può essere contattato anche telefonando negli stessi orari al Comune (019.482295) oppure scrivendo all'indirizzo e-mail sportellocittadino@comune.albisola-superiore.sv.it. Il convegno di oggi sarà ospitato dalle 18 nell'auditorium comunale in via alla Massa e rientra nell'ambito del progetto regionale Sportelli insieme: "L'obiettivo - spiega il sindaco Lionello Parodi - è diffondere tra i consumatori e tra gli utenti la consapevolezza dei propri diritti. Spesso il cittadino si sente indifeso dalla pubblicità ingannevole e in difficoltà di fronte ai contratti". Saranno trattate le questioni che con maggiore frequenza vengono poste alle associazioni dei consumatori: bollette gonfiate, disdetta a contratti, garanzia per gli acquisti. Un capitolo riguarderà le truffe in casa e on line. G. V. 29/05/2008.

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Rifiuti, problema da risolvere in nome della dignità (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dalla prima pagina Nella relazione si legge del "rapporto illecito tra imprenditoria, politica e burocrazia corrotta a cui si aggiunge la componente camorristica locale". Questa ricostruzione fu fatta anche da due magistrati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Vediamo qualche precedente. L'Impregilo fa capo a Marcellino Gavio, contro cui il 18 agosto 1992 fu spiccato un mandato di cattura per presunte tangenti riguardo all'appalto per l'allargamento della Milano-Genova. Gavio si rifugiò a Montecarlo fino al settembre '93, quando decise di presentarsi ai giudici di Milano, che lo assolsero dai reati, nel frattempo prescritti. Dal febbraio 2007 possiede una parte dell'azionariato di Impregilo, la più grande società di costruzioni, in precedenza controllata da Gemina della famiglia Romiti. Oggi ritroviamo Massimo Malvagna, amministratore della Impregilo, agli arresti domiciliari per traffico illecito di rifiuti. I carabinieri del Noe avrebbero accertato che "le società affidatarie del servizio, con la complicità di funzionari del commissariato di governo, trasformavano i rifiuti solidi urbani in totale difformità rispetto alle autorizzazioni ambientali, con conseguente illecito smaltimento dei rifiuti, solo apparentemente lavorati e falsamente dichiarati tali, presso discariche che così ricevevano e hanno ricevuto rifiuti diversi da quelli per i quali erano stati autorizzati". Non è la prima volta che questo accade in Campania. Anzi i precedenti sono inquietanti. Ma mi riesce difficile credere a un Alessandro Pansa, da anni impegnato contro mafiosi e camorristi, oggi colludere con i trafficanti di rifiuti, che esistono. Ma ricostruiamo la storia partendo dalla rivolta dei sindaci di Marano, Mugnano e Chiaiano, che lamentano il rischio di utilizzo delle discariche di rifiuti tossici e nocivi. Questo avviene da sempre nel silenzio degli amministratori locali che non osano ribellarsi alla camorra. Perché proprio questo è il problema. Tutti sanno che il traffico dei rifiuti è gestito dalla camorra che controlla migliaia di discariche abusive, e non quattro o cinque. Con grave danno alla salute. Riviste mediche specializzate dicono che in Campania esiste la maggiore percentuale di malati di epatite e di tumori, in conseguenza dell'inquinamento dei prodotti agricoli e ittici. Il problema del traffico e dello smaltimento formò oggetto di una conferenza internazionale alla New York University nel 1997. In quella assemblea, alla quale partecipai con Piero Vigna e Gianfranco Amendola, fui sorpreso per il fatto che molti intervenuti, anche stranieri, parlavano della Campania come della "pattumiera d'Italia" per l'enorme quantità di rifiuti tossici e nocivi che vi erano riversati con il "patrocinio" della camorra e la colpevole inerzia degli enti locali. Ed è intollerabile che molti sindaci campani non abbiano mai trovato la forza e il coraggio di opporsi alle migliaia di discariche abusive imposte dalla camorra, ma si siano ribellati alle poche discariche scelte dallo Stato per ragioni di salute pubblica e di tutela della legalità. E proprio per bloccare lo smaltimento mediante discariche abusive, che sorgono all'interno delle comunità urbane in luoghi scelti da camorristi in accordo con proprietari di cave interessati ad arricchirsi sulla pelle dei cittadini. Né i sindaci ribelli lavorano per indurre le loro comunità alla raccolta differenziata, come invece accade a Salerno e nei paesi del golfo di Policastro che da anni la praticano con l'aiuto di cittadini. La commissione parlamentare sull'ecomafia stima che il crimine organizzato ha lucrato 132 miliardi di euro sui rifiuti tossici nell'ultimo decennio, una somma che secondo l'ex procuratore antimafia Pierluigi Vigna corrisponde al 13% di tutte le sue entrate. Da una relazione della Dna risulta che le aziende camorristiche riescono a ottenere vantaggiosi contratti in tutta Italia per smaltire, in discariche abusive, rifiuti tossici e nocivi a scapito della salute e del diritto alla vita di migliaia di cittadini ignari e impotenti. Le aziende mafiose trattano rifiuti particolarmente tossici quali quelli medici o derivanti dall'uso di prodotti chimici. Una volta portati in Campania, essi vengono etichettati con indici di tossicità falsi e stoccati come se fossero normali rifiuti originati nelle famiglie sia in discariche legittime che in discariche abusive. In tal modo la camorra passa dalla violenza agli affari, senza rinunciare all'uso della forza per coloro che osano contrastare l'illegalità. Questo business finirebbe con i termovalorizzatori ad alta tecnologia utilizzati ormai in tutto il mondo senza problemi per la salute delle popolazioni locali. New York, Vienna, Parigi, Ginevra, Berlino, Bruxelles, Londra sono città vivibilissime in cui il problema dei rifiuti è stato risolto con questo metodo. Il vescovo emerito di Acerra, Antonio Riboldi, ha fatto il mea culpa e ha deciso di aderire all'iniziativa del sottosegretario Bertolaso, esortandolo ad andare avanti. Ed è singolare che contro la creazione di termovalorizzatori scendano in campo sindaci che non muovono un dito per risolvere il problema, mentre in Campania si registra il più alto livello di devastazione e di degrado ambientale. Secondo le indagini Adelphi della Procura di Napoli e le indagini Cassiopea della Procura di Santa Maria Capua Vetere, la camorra ha individuato nelle province di Caserta e Napoli i territori "ideali" in cui smaltire illecitamente milioni di rifiuti provenienti dal Nord Italia e dalla Toscana. Il sostituto di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie ha sequestrato qualcosa come 1.200 discariche abusive della camorra elencate nel rapporto dell'Arpe Campania. Nel traffico sono coinvolti imprenditori, trasportatori, smaltitori e camorristi, oltre che politici corrotti. Per la chiusura di quelle discariche non risulta siano stati mai fatte manifestazioni di protesta o blocchi stradali. Ma c'è di più: gli enti locali che governano quei comuni non hanno mai provveduto alla bonifica di nessuno dei numerosi siti inquinati. Al contrario, i trafficanti di rifiuti della zona utilizzano il decreto Ronchi, che prevede procedure semplificate per smaltire i rifiuti, per ricevere e smaltire illegalmente rifiuti tossici e nocivi provenienti dalla Lombardia e da altre zone di Italia. A causa della combustione illecita di rifiuti tossici, con produzione e ricaduta di diossina, si è avuto un tale inquinamento dell'agricoltura e delle falde acquifere che sono state sequestrate decine di aziende e sono stati abbattuti migliaia di capi di bestiame sia in provincia di Napoli che in quella di Caserta. Non è giunto il momento di adottare soluzioni vigenti in tutto il mondo civile senza fare vittimismo che offende buon senso e capacità di sopportazione degli italiani? Guardare al futuro della Campania significa programmare uno sviluppo sostenibile coinvolgendo Università, enti specializzati e comitati civici. E realizzare il monitoraggio del territorio con il sistema satellitare per preservarsi dalle aggressioni antropiche. Solo con un'ampia concertazione sociale e una attenta partecipazione delle forze vive del territorio è possibile programmare uno sviluppo sostenibile. La questione dei rifiuti richiede il massimo di serietà e responsabilità istituzionale ma anche una nuova consapevolezza da parte dei cittadini. I quali sarebbero le prime vittime di una situazione non risolta. Occorre che i sindaci, le forze politiche, i sindacati e la popolazione passino dalla protesta sterile a una proposta condivisa e risolutiva. Non è facile perché le lobby interessate al grande business sono potenti e sostenute dalle organizzazioni criminali. Ma non c'è scelta, pena la catastrofe ambientale. La veritàè che la delinquenza continua a controllare in modo ferreo l'economia a partire dagli appalti delle opere pubbliche e dei rifiuti, un affare da milioni di euro che minaccia la vita e la salute specie dei più deboli. La camorra da anni non è più"l'anti-Stato" ma, come scrissi nella relazione antimafia del 1996, una "controparte riconosciuta, accettata, rispettata e temuta dallo Stato". Bisogna riconquistare dignità e prestigio: è possibile, solo che lo si voglia. Ferdinando Imposimato (magistrato) 29/05/2008.

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Giovani senza progettualità (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONVEGNO. I rapporti tra politica e imprenditoria e mondo giovanile in un incontro dell'associazione Métaphos "Giovani senza progettualità" Imprese e politica ancora troppo distanti dai giovani. Sul rapporto sempre più difficile tra nuove generazioni, cosa pubblica e mondo imprenditoriale ha fatto luce un incontro al liceo Stimate organizzato dall'associazione Métaphos per mettere a confronto i protagonisti del mondo imprenditoriale con quello dell'amministrazione pubblica. Tanti i temi trattati, dal ruolo sociale delle imprese alla mancanza di progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni" del pubblico impiego. Ne hanno parlato il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, l'imprenditrice Marina Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto. "La politica ha perso il ruolo di motore trainante della società, non essendo più in grado di fare sintesi delle tante istanze dei cittadini, sia a livello locale che nazionale", ha sottolineato il vicesindaco Alfredo Mocci nell'aprire l'incontro. "Anche l'impresa, quella veneta nella fattispecie, ha fatto poco per i giovani", ha proseguito Andrea Riello. "Il nostro modello di sviluppo regionale ha visto nascere negli ultimi 40 anni una generazione di ottimi imprenditori, troppo impegnati però a produrre ricchezza, preoccupandosi di lasciare ai propri figli qualcosa in più, ma non qualcosa di meglio. Dall'altro lato, coccolati dalla qualità della vita, i giovani non hanno saputo continuare il lavoro dei padri mettendosi a loro volta in gioco. È mancato loro il senso della progettualità". Sulla stessa lunghezza d'onda Marina Salamon, dettasi comunque fiduciosa sulla possibilità che il sistema Paese riesca a rialzare la testa, magari grazie ai giovani. "Se l'impresa italiana ha dirigenti dall'età media molto più alta rispetto alla media europea, è anche vero che la politica ha un ricambio generazionale ancora più lento. Ho però la sensazione che qualcosa stia cambiando. La nuova classe politica e imprenditoriale è fatta di giovani in massima parte molto più preparati rispetto a un tempo" ha proseguito senza risparmiare critiche al mondo dell'università. "Servono sempre più economisti, ingegneri, chimici e biologi. È sbagliato incanalare sempre più iscritti in facoltà come Scienze della formazione o della comunicazione, responsabili della creazione di figure che il mondo del lavoro non riesce ad assorbire in quantità. Mi auguro venga invertita presto questa tendenza preoccupante". Sul tema della precarietà del lavoro è di nuovo intervenuto Andrea Riello, convinto che il problema non debba ricadere solo sull'impresa. "È il mondo della politica, quindi lo Stato, a doversi accollare parte della questione, grazie alle risorse reperite dalla tassazione delle aziende. E il Nordest, su questo fronte, credo abbia sempre fatto la sua parte". Ma la politica può fare sintesi di queste istanze? "Il rischio di ogni politico è quello di diventare un burocrate, di perdere il contatto con la realtà" ha detto Fratta Pasini. "Non si deve perdere di vista il motore dell'azione politica, ossia l'idealismo". E proprio dall'idealismo ha preso le mosse l'azione politica di Paolo Zanotto. "Mi sono buttato in politica quando ho avvertito la presenza di un progetto per cambiare la città. Ci abbiamo provato e ne è valsa la pena".AL.AZ.

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Crescono i ragazzi e le scuole si adeguano (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

GAVARDO. Sabato scorso l'inaugurazione dopo l'ampliamento della materna "Giovanni Quarena", con 130 alunni Crescono i ragazzi e le scuole si adeguano di Luca Cortini Mancava soltanto l'inaugurazione per completare l'ampliamento della scuola materna "Giovanni Quarena" di Gavardo, una delle due presenti nel capoluogo, insieme alla parificata "Don Bosco" (le frazioni Soprazocco e Sopraponte ne hanno una a testa). I lavori per la costruzione della nuova ala, ampia 450 metri quadrati, erano terminati ad inizio 2008, ma l'edificio non poteva funzionare senza l'installazione degli arredi e la cerimonia di apertura ufficiale, accompagnata da una festa che ha coinvolto gli oltre 130 studenti presenti nell'istituto. DURANTE la cerimonia, svoltasi sabato scorso, c'erano tanti bambini e genitori, al fianco dei rappresentanti dell'amministrazione comunale (e del gruppo Alpini), che ha finanziato con 600.000 euro l'allargamento, realizzata su una porzione del vasto giardino esterno: una scelta obbligata, dato che in prospettiva futura i nuovi spazi sono fondamentali, almeno se l'incremento demografico di Gavardo, anche grazie all'arrivo di molti immigrati, continuerà sulla falsariga degli ultimi anni. Sono una quarantina gli allievi di origine straniera attualmente iscritti alla materna, quindi circa un terzo del totale. Proprio su questo dato significativo ha centrato l'attenzione il sindaco Gian Battista Tonni durante l' intervento inaugurale: "Sappiamo quanto le scuole materne siano state e siano oggi importanti per i nostri paesi - ha detto il primo cittadino -: sono i luoghi dell'educazione, ma anche della prima socializzazione, sia per i piccoli che per le famiglie entrate da poco a fare parte della nostra comunità, che qui iniziano a conoscersi. Sappiamo per esperienza diretta quanto i cambiamenti mondiali e le migrazioni di milioni di persone, per vari motivi, stiano interessando anche le nostre zone. Le prime istituzioni che si trovano ad affrontare questi problemi sono le scuole, quelle dell'infanzia in particolare: è qui che si giocano molte delle possibilità reali di integrazione. E' una sfida nuova: non abbiamo sufficiente esperienza di questi fenomeni, ma non possiamo tirarci indietro". Tonni ha poi aggiunto qualche parola in merito alla costruzione della nuova elementare: "Dopo tante traversie, dovrebbe essere stato recapitato in questi giorni il decreto di esproprio dei terreni, dove sorgerà l'istituto. Se la burocrazia non ci fermerà, affideremo i lavori fra qualche settimana".

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E' necessario adottare una cultura contro lo spreco (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Giovedì 29 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl E' necessario adottare una cultura contro lo spreco In fatto di situazione socio economica, come è definita l'Italia dal Censis? Vogliamo ricordarvi, in sintesi, la risposta dedotta dal rapporto annuale 2007. 'Le dinamiche di sviluppo in atto restano dinamiche di minoranza, che non filtrano verso gli strati più ampi della società'. Lo sviluppo non filtra sia perchè non diventa processo sociale, sia perchè la società sembra adagiarsi in un'inerzia diffusa, una specie di antropologia senza storia, senza chiamata al futuro. Una realtà sociale che diventa ogni giorno una poltigia di massa; impastata di pulsioni, emozioni, esperienze, e di conseguenza, particolarmente indifferente a fini e obiettivi di futuro, quindi ripiegata su se stessa. Una realtà sociale che inclina pericolosamente verso una progressiva esperienza del peggio. Settore per settore nulla quest'anno ci è risparmiato: nella politica come nella violenza intrafamigliare, nella microcriminalità urbana come in quella organizzata, nella dipendenza da droga e alcool come nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie come nello smaltimento dei rifiuti, nella ronda dei veti che bloccano lo sviluppo infrastrutturale come nella bassa qualità dei programmi televisivi. Viviamo insomma una disarmante esperienza del peggio. Tanto che, quasi quasi al termine poltigia di massa di potrebbe (con eleganza minore) sostituire il termine di 'mucillagine', quasi un insieme di 'elementi individuali e di ritagli personali' tenuti insieme da un sociale di bassa lega. Pertanto, in una società così inconcludente, appare difficile attendersi l'emergere di una qualsivoglia capacità o ripresa di sviluppo di massa. Budget risicati, consumi in crescita, rialzo delle spese per la casa e, allo stesso tempo, boom di prodotti e modalità di acquisto innovative: è questa l'essenza della revisione strategica dei budget famigliari che fa convivere tutela del tenore di vita e accesso a nuovi beni, autopercezione della propria vulnerabilità socio-economica e persistente caccia a beni e servizi di qualità. I redditi reali famigliari crescono in misura ridotta (+0,5 % tasso annuo) e per il prossimo biennio saranno di poco superiori all'1%. Cresce l'incidenza dei consumi delle spese per l'abitazione passate nel periodo 1996-2006 dal 20,6% al 26%, attestandosi al 31% se vi includono le spese per energia e combustibile. 2,4 milioni di famiglie hanno un mutuo a carico che comporta un esborso medio annuo di 5,5 mila euro pari a circa il 14% della propria spesa. Per oltre 622mila famiglie con una spesa media mensile fino a 2mila euro, il peso del mutuo sale a quasi il 27% della propria spesa totale e per i single giovani al 19,2%. Il ricorso al credito al consumo è passato da 48 miliardi circa di euro del 2002 a oltre 85,6 miliardi di euro del 2006, con un incremento de3l + 78%. Cosa rispondere davanti a questo quadro sconcertante? Il primo passo potrebbe essere proprio quello di far crescere e di condividere tutti una nuova cultura anti-sprechi. Proprio come nel caso del risparmio sulla bolletta elettrica o su quella del gas. Ma nelle prossime pagine vedremo che è essenziale presta attenzione a 360 gradi al risparmio idrico, come a quello del carburante delle nostre auto perchè attorno a tali azioni potrebbe nascere una nuova coscienza civile.

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Cina post comunista e vecchie faide della quieta Versilia (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura pag. 50 Cina post comunista e vecchie faide della quieta Versilia Il noir non viene meno alla sua vocazione di raccontare verità proibite. E' ammirevole il cinismo lucido e schietto di Qiu Xiaolong, il cui quarto romanzo edito in Italia, "Ratti rossi" (Marsilio, pp. 322, euro 17,00) dipinge senza trucchi di scena la Cina post-comunista di oggi, un Paese gigante e mutante alle prese con la fedeltà della tradizione, la burocrazia di partito e la giungla del mercato globale, dove sono cresciuti i nuovi mandarini, una classe dirigente rampante e dissoluta che affonda "le sue dita capitaliste nella torta socialista". In una casa di piacere viene ritrovato il cadavere di un poliziotto che stava indagando sui traffici di Xing Xing, un magnate che ha creato un impero basato sul contrabbando con la copertura di apparati governativi. Per Xiaolong la Cina è un immenso granaio infestato da questa èlite di faccendieri senza scrupoli: sono loro i ratti rossi del titolo. Ad occuparsi del caso viene chiamato l'ispettore Chen che sfida le Triadi e fa salti mortali per mantenersi integro dentro un sistema di potere che tende a legittimare la corruzione. Non fa sconti allo spaccato socio-politico nemmeno Lorenzo Gori che in "Musica nera" (Hobby & Work, pp. 329, euro 18,00) racconta una storia torbida sullo sfondo della Versilia del 1967, anno formidabile per la nostalgia canaglia, ma in cui si leggono inquietanti retroscena e trame: i residui tossici del fascismo, i postumi indigesti di quella guerra civile che seguì all'8 settembre si mescolano con le intelligence deviate e con le mire golpiste nel segno di una continuità storica allarmante. Un ex colonnello del Sifar, Bruno Arcieri, un sessantenne di lealtà repubblicana e ancora di ottima tonicità muscolare, ritorna nei luoghi della sua giovinezza e di un suo unico e indimenticato amore per partecipare ad un funerale di un amico, un ammiraglio annegato in una fossa di liquami industriali. Una morte sospetta quest'ultima, che merita un supplemento di indagine, del tutto privata però, perchè il nostro ufficiale è appena andato in pensione e dunque non è autorizzato. Nel frattempo Arcieri riconosce sul lungomare un ex trombettista jazz, famoso negli anni '30, Tom, che si accompagna a una cantante, Angela. Non si tratta di un incontro casuale, ma di una occhiuta messinscena che rimanda ai mesi bui e tragici del periodo bellico, in cui le famiglie ebree venivano consegnate proditoriamente alle SS, gli sciacalli di Salò potevano comprarsi nuove identità e un sommergibile tascabile affondava poco lontano dalla costa con un presunto carico d'oro a bordo. Un intreccio ben congegnato, impreziosito da un taglio politico di sdegno e dal gusto del jazz il cui ritmo sincopato diventa stile in pagina.

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Ostello, apertura rinviata a fine estate - sabrina zedda (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Ostello, apertura rinviata a fine estate La telenovela dell'albergo dei giovani, salta ancora l'inaugurazione SABRINA ZEDDA CAGLIARI. Una telenovela destinata a non finire, peggio di Capitol e Beautiful messe insieme. Sembra davvero essere questo il destino dell'Ostello della gioventù, la struttura in quel delle Scalette Santo Sepolcro che, secondo l'ultimo bollettino del Comune, avrebbe dovuto essere inaugurata in questi giorni, e che invece probabilmente non lo sarà prima della fine dell'estate. Stavolta la colpa non è della burocrazia, né di ricorsi e controricorsi, che già in passato hanno frenato l'attività del cantiere: incredibilmente nei progetti per rendere l'ex scuola il più accogliente possibile verso i flussi di turismo giovanile, ci si era dimenticati di inserire l'impianto di condizionamento. Una mancanza ormai già pienamente recuperata, fa sapere Gigi Lao, responsabile regionale dell'Associazione italiana ostelli della gioventù, che una volta ultimata, dovrà gestire la struttura, ma che proprio quando le cose sembravano finalmente seguire tempi ragionevoli, ha provocato questo nuovo ritardo. ??Allo stato attuale - precisa Gigi Lao - perché l'ostello sia finalmente ultimato mancano tutte le rifiniture, dopodiché ci saranno da sistemare la sala esterna e il cortiletto interno??. Solo lavoretti, dicono dagli uffici del Comune, qualcosa che al massimo porterà via una decina di giorni. Ma che non basterà, fa notare Gigi Lao, a mettere la parola fine ai lavori: perché se anche questi dovessero davvero terminare entro dieci giorni, vanno messi in conto anche i tempi per i controlli obbligatori che la Asl dovrà fare prima di dichiarare agibile la struttura. ??Alla fine - è l'amara risoluzione dell'enigma - prima di inaugurare l'ostello magari ci passeranno altri due mesi??. O forse addirittura qualcosina in più, anche se a settembre è quasi sicuro che tutto dovrà essere a posto: ??Per quel periodo - fa sapere Lao - proprio nell'ostello sono in programma due importanti convegni: uno organizzato dall'assessorato comunale alle Politiche sociali, uno organizzato da noi sul turismo giovanile??. Per fare bella figura, è quasi scontato che per quella data questo gioiellino che assomiglierà più a un albergo a quattro stelle, sarà bello che ultimato. Anche se aleggia la paura delle deroghe, che magari potrebbero essere concesse per l'occasione. ??Ma se cominciamo così- taglia corto Gigi Lao - non si va da nessuna parte??. A questo punto la speranza è che quest'ultimo slittamento della fine degli interventi sia davvero quello finale: già l'anno scorso era stato detto che la struttura sarebbe stata pronta entro dicembre, poi è circolata la voce che dava per buona la fine del maggio 2008, ma adesso già si parla di una nuova dilazione. Nel mentre però a Oristano l'ostello della gioventù è stato fatto: dopo due anni di lavori domani ci sarà l'inaugurazione.

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Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA pag. 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.

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Giovani e impresa, nuovo servizio (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Uno sportello nell'ex Distilleria di Pirri per le pratiche e il piano d'avvio Giovani e impresa, nuovo servizio CAGLIARI. Un aiuto in più per tutti i giovani che accettano la sfida di mettersi in proprio, decidendo di dedicarsi al "terzo settore": da giovedì 5 giugno negli spazi della Città dell'impresa (ospitata nei rinnovati locali dell'ex Distilleria di Pirri) sarà attivo un nuovo sportello in cui personale qualificato si occuperà per loro conto delle pratiche legali o del piano di avvio dell'impresa, togliendoli dall'incubo di dover star dietro ai fastidi della burocrazia. L'idea è dell'assessorato comunale alle Politiche giovanili e di quello alla Programmazione, che hanno deciso di unire le forze per dare nuovi stimoli ai tanti giovani, che ogni giorno gravitano sulla città. ??Quello del terzo settore - ha detto presentando l'iniziativa, l'assessore alle Politiche giovanili, Daniela Noli - è un campo in via di sviluppo di cui è necessario trasmettere ai giovani lo spirito e le conoscenze adeguate??. In sostanza si tratta di una forma di imprenditorialità sviluppata all'interno dell'associazionismo, lavorando cioè in tutte quelle associazioni no-profit che per esistere devono aver radici ben salde, anche dal punto di vista organizzativo. Ancor più oggi, ha detto l'assessore Noli, dato che quello del no-profit sta diventando un settore sempre più professionale e organizzato tanto da costituire ??un imprescindibile punto di riferimento per molti enti pubblici??. Non solo: anche se nuovo, ha sottolineato l'assessore alla Programmazione, Ugo Cappellacci, ??il terzo settore negli ultimi anni è tra quelli che è riuscito a creare maggiore occupazione??. In questa prima fase il nuovo servizio, gratuito, sarà aperto il giovedì dalle 15 alle 19. (s.z.).

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Bando alle polemiche: a fine giugno Peter Greenaway entrerà nel Cenacolo e leggerà la sua verità su Leonardo (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO ATTUALITA' pag. 5 Bando alle polemiche: a fine giugno Peter Greenaway entrerà nel Cenacolo e leggerà la sua verità su Leonardo VITTORIO SGARBI LA SPUNTA di PIERO LOTITO ? Milano ? VINCE LEONARDO, vincono la forza della sua pittura e il mistero del suo genio. Vince dunque la voglia collettiva di leggere la sua Ultima Cena nella interpretazione di un grande artista di oggi, Peter Greenaway, il cui spettacolo di luci, suoni e immagini, dopo aver incantato nella Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, pur puntato su un clone del dipinto, si sposterà nel vero luogo deputato, davanti all'originale leonardesco, nell'ex Refettorio di Santa Maria delle Grazie. L'avvenimento cadrà in un lunedì di fine giugno, il 23 o il 30, alla presenza del ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. E sarà Vittorio Sgarbi, su indicazione dello stesso ministro, a presentare quella sera il lavoro di Greenaway in qualità di "critico del critico, illustratore dell'illustrazione", in una lezione che andrà certo a integrare l'indagine spettacolare e interpretativa di Greenaway. L'annuncio della tempesta sedata - si ricorderanno le polemiche sul progetto: bocciato il primo, rimasticato e respinto un secondo dalla Direzione regionale dei Beni culturali della Lombardia -, è stato dato a Palazzo Litta dal direttore e padrone di casa Gino Famiglietti. Lo affiancavano le altre parti in causa nella lunga sfida: appunto Sgarbi, sostenitore convinto dell'opera di Greenaway e interprete delle ragioni della sua indagine artistica; il soprintendente ai Beni architettonici di Milano, Alberto Artioli; il curatore del progetto di Greenaway, Franco Laera; la soprintendente ai Beni artistici di Milano, Sandrina Bandera; il direttore del Cenacolo Vinciano, Giuseppe Napoleone; l'amministratore delegato di Cosmit, ideatrice del progetto, Manlio Armellini. I MOTIVI che hanno portato alle prime bocciature dell'operazione e, ieri, alla composizione della querelle, sono sottili. Anzi, sofisticati. Da parte dell'amministrazione dello Stato c'era la legittima preoccupazione che lo spettacolo di Greenaway potesse danneggiare in qualche modo il capolavoro di Leonardo. Di più: perché fosse concesso lo svolgimento del progetto nello stesso Cenacolo e non più in un luogo "estraneo" come Palazzo Reale, occorreva che fosse evitata la spettacolarizzazione del dipinto (mica ne ha bisogno) e osservato l'obbligo di valorizzazione dello spazio (l'ex Refettorio) e, ovvio, della stessa opera (la Cena). E qui il lavoro di Greenaway offriva, a parere della Direzione regionale, più di un motivo di rigetto e di perplessità. Li sintetizziamo: la "quarta parete" utilizzata a Palazzo Reale per la proiezione di dettagli del clone a fronte, considerata distraente; le troppe luci; i suoni troppo forti; l'inopportunità delle immagini del sangue in movimento sul tavolo della Cena. Famiglietti ha indicato ieri un ulteriore elemento di dubbio nell'eccesso di fulgore che, dalle spalle di Gesù, lì inonda gli Apostoli. Tutto questo è ora ridimensionato e appianato: ci saranno meno luci, il suono sarà in cuffia, il sangue non correrà, la sola parete "viva" sarà quella celeberrima del dipinto. LA FARRAGINOSITÀ delle trattative, insieme con la ridondanza della burocrazia, hanno fatto dire a Sgarbi che "Milano è una città provinciale, che con fatica e disagio accoglie fenomeni che per altre città sono normali", e che "non poteva dire no a un artista come Greenaway, che sarà discutibile, ma è il più sensibile e attento appassionato dell'arte italiana, e che non ha mai pensato di sfruttare Milano e il Cenacolo, e, infine, la cui eccellenza è stata anche riconosciuta da Carlo Bertelli, come "nuovo Longhi, che usa le lenti al posto delle parole"". Ma Sgarbi non poteva fermarsi qui, e a proposito di supposti danni al Cenacolo, ha più volte invitato Famiglietti a bloccare i lavori al sagrato di Santa Maria delle Grazie, questi sì - ripeteva - capaci di danneggiarlo gravemente". Dunque: a fine giugno (nei prossimi giorni si dirà quando) Leonardo sarà riletto nella verità artistica di Peter Greenaway, con lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi che giustificherà il tutto, con il probabile risultato di far riflettere su quanto Milano abbia perduto con il suo licenziamento dall'assessorato alla Cultura.

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EMERGENZA casa anche a Lucca. <In c (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LUCCA pag. 4 EMERGENZA casa anche a Lucca. "In c... EMERGENZA casa anche a Lucca. "In commissione sociale, di cui è presidente Giorgio Mura ? spiega Maurizio Dinelli consigliere comunale di Forza Italia ? stiamo affrontando i vari aspetti del problema. Serve subito un piano emergenza casa per far fronte a molte questioni come i nuovi piani di vendita e di assegnazione per chi ha già fatto domanda; l'investire nell'esistente visto che ci sono molte zone (come quella di San Filippo) dove giacciono incompiute molte realizzazioni a causa di ditte venute da fuori regione che interrompono i lavori pregiudicando tutti i progetti; e lo sbloccare subito la vendita degli alloggi già assegnati per chi ne ha diritto. Invece la maggioranza regionale, che comprende il Pd e tutti i partiti della sinistra radicale, sceglie di colpire le fasce più deboli della popolazione: gli assegnatari delle case popolari, negandogli l'acquisto della casa per colpe che sono esclusivamente legate alla burocrazia voluta dal centrosinistra". A fronte di questa decisione di sapore tutto ideologico contro una presunta "svendita" degli immobili di edilizia pubblica, il gruppo di Forza Italia verso il Popolo della Libertà ha presentato un ordine del giorno (bocciato dalla maggioranza regionale) per chiedere una legge di riordino sul tema al fine di prevedere delle sanzioni per i Comuni inadempienti e ha chiesto in aula, nell'intervento di Dinelli, di ritirare il blocco delle assegnazioni. "I CITTADINI meno abbienti, che ormai da molti anni hanno fatto richiesta per divenire proprietari della casa popolare a loro assegnata, si vedono oggi beffati dalla Regione che ha fallito completamente la riforma di tre anni fa sul tema dell'edilizia popolare. Cittadini che hanno pagato l'abitazione, che l'hanno mantenuta e ristrutturata accollandosi in proprio i tutti i costi di gestione ordinaria e straordinaria. Una riforma ? prosegue Maurizio Dinelli ? che fa acqua da tutte le parti e che si è impantanata nelle regole e nei cavilli da lei stessa generati; un sistema quindi ripiegato su se stesso, gestito da società controllate dai Comuni, che "presentano gravi inefficienze" come sostiene l'assessore regionale Baronti e che non sono in grado neanche di comunicare alla Regione i dati di tutte le case popolari da loro gestite. Anche per Lucca la Regione ha molto da fare".

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In aumento i reati dei clandestini e tra gli italiani cresce la paura - marina cavallieri (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Il senso di insicurezza si diffonde, ma sempre più immigrati scelgono la via della regolarità In aumento i reati dei clandestini e tra gli italiani cresce la paura In calo gli omicidi, ma sono sempre di più i crimini contro il patrimonio MARINA CAVALLIERI ROMA - Tra attese, ostacoli e difficoltà, superando decreti flussi e varie burocrazie, cresce il numero degli stranieri che si stabilizzano. E quando gli ex clandestini riescono ad arrivare al traguardo scelgono la regolarità: lavorano, si sposano e fanno figli che vanno a riempire le culle e le aule italiane vuote. L'Istat analizza il fenomeno dell'immigrazione, uno dei più importanti cambiamenti sociali degli ultimi anni, l'Italia è infatti una destinazione europea privilegiata, molte etnie si mescolano nel nostro paese dando vita ad un puzzle socio-culturale che non ha precedenti né riscontri nella storia europea recente. Un movimento migratorio sempre in movimento, dai confini oscuri e fluidi che rende gli italiani sempre più ansiosi ed insicuri. Si diffonde infatti come un virus la paura. I cittadini stranieri residenti in Italia sono 3,5 milioni, il 5,8 per cento dei residenti, la maggior parte degli immigrati proviene dall'est europeo ma anche dall'Africa settentrionale, dall'Asia, dal centro e dal Sud America. E per la prima volta si è raggiunto l'equilibrio tra i sessi. Una volta poi che si sono regolarizzati gli stranieri fanno figli, le donne immigrate nel 2006 hanno avuto in media 2,5 figli, il doppio di quelli avuti dalle italiane (1,26), i nati da genitori stranieri sono stati durante quei dodici mesi 58 mila, il 10,3 per cento del totale dei nati residenti. Percentuale che arriva al 14,3 considerando anche i 22 mila bambini venuti al mondo all'interno di convivenze o matrimoni misti. La maggiore propensione delle straniere ad avere figli - fa notare l'Istat - ha contribuito alla ripresa della fecondità che c'è stata nel nostro paese dal 1995, passata da 1,19 figli a 1,33 nel 2007. Oggi i bambini e gli adolescenti stranieri residenti nel nostro paese sono 666 mila, una vera impennata rispetto all'anno precedente, con 80 mila presenze in più, del resto, nelle culle degli ospedali in un anno ne nascono circa 60 mila e sui banchi di scuola sono già oggi più di mezzo milione. Anche se l'integrazione e la parità è ancora una dura conquista, sottolinea l'Istat, questi ragazzi infatti sono i più "sofferenti" dal punto di vista del rendimento scolastico. Gli stranieri, dunque si regolarizzano ma si diffonde come un virus incontrollabile la paura. L'Istat fa notare che "la propensione a delinquere degli stranieri regolari è di poco superiore a quella della popolazione italiana" mentre "il contributo degli stranieri a fenomeni di devianza è in aumento ed è dovuto soprattutto alla componente irregolare, molto elevata per reati come furto, rapina, contrabbando". Nei reati presi in considerazione, "le persone senza permesso di soggiorno sono sempre la maggioranza del totale degli stranieri denunciati". E sono persone che "verosimilmente il permesso di soggiorno neanche lo richiedono". Tuttavia la percezione d'insicurezza degli italiani ha avuto un boom tra il 2003 ed il 2006, portando dal 27,4 per cento al 34, 6 per cento le famiglie che ritengono di vivere in una zona molto o abbastanza a rischio. Per i ricercatori l'aumento del senso di insicurezza "più che dalla gravità dei reati dipende dalla loro diffusione e visibilità". Il rapporto segnala anche che "in realtà dall'inizio degli anni '90 molte tipologie di reato, come i furti, hanno registrato un andamento decrescente. Anche gli omicidi sono diminuiti: tra questi è in aumento soltanto il segmento degli omicidi che si consumano in famiglia". Mentre il tasso di borseggi ed altri reati contro il patrimonio è più elevato di quanto non fosse negli anni '50-'70.

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<Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 "Gli operai vanno tutelati ma la burocrazia provoca troppi sprechi" GLI INDUSTRIALI ? LEGNANO ? SE I SINDACATI DIFENDONO senza se e senza ma il bisogno di sicurezza sul lavoro, altrettanto fanno gli industriali. "C'è la necessità inderogabile di non abbassare mai la guardia rispetto alla sicurezza sul lavoro, che è un bene prezioso per tutti" afferma Corrado Bertelli, presidente di Confindustria Alto Milanese . "Non si tratta solo di un fondamentale rispetto di leggi e di valori etici - puntualizza -. La prevenzione sui luoghi di lavoro è sempre più un fattore di sviluppo e un elemento di eccellenza in grado di fare la differenza rispetto ai concorrenti, coinvolgendo la formazione delle risorse umane, l'organizzazione del lavoro, l'innovazione tecnologica. Da questo punto di vista, l'impegno di Confindustria Alto Milanese a fianco delle imprese associate è costante". MENTRE, PERÒ, l'attenzione di Cgil, Cisl e Uil si concentra sul rispetto del Testo unico in materia di sicurezza e sulla sua difesa dagli attacchi del Governo, la posizione degli imprenditori nei confronti del documento si manifesta più critica. "Confindustria Alto Milanese e le aziende associate confermano il loro costante impegno - sottolinea Bertelli - a operare per l'applicazione corretta delle disposizioni di prevenzione insieme alle istituzioni e agli enti preposti, al sindacato, ai lavoratori". "Siamo però convinti che una normativa non sia efficace solo perché è molto severa, soprattutto se rischia di tradursi in un'applicazione indiscriminata di sanzioni, senza distinguere tra soggetti che hanno diversamente investito, anche in modo sostanziale, sulla crescita dei livelli di sicurezza" prosegue il presidente degli industriali. AL CENTRO DEL DIBATTITO fra rappresentanze dei lavoratori e imprenditori c'è sempre più spesso il costo economico che grava sulle aziende per la prevenzione. "La sicurezza richiede impegno, investimenti, formazione - commenta Bertelli -. Dall'introduzione della legge 626 sulla sicurezza a oggi, ogni azienda che rispetti le regole deve spendere almeno 129 giorni per uomo l'anno solo per la gestione delle carte. Senza contare il costo dei consulenti ai quali devono ricorrere l'80% delle aziende italiane". Secondo l'associazione degli industriali, numerose sono le giornate di lavoro perse a causa degli incidenti. "Bisogna tener conto che, senza una forte componente formativa verso i dipendenti ed una più forte responsabilizzazione di quei medici troppo compiacenti, i 17 milioni di giornate perse in Italia per infortuni non caleranno mai" conclude il presidente della Confindustria Alto Milanese. C.M.

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Biotecnologie, 77 milioni per la ricerca Presentato ieri il programma che vede un cospicuo finanziamento della Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Biotecnologie, 77 milioni per la ricerca Presentato ieri il programma che vede un cospicuo finanziamento della Regione di Livia Ermini UN BATTESIMO benedetto da 10 milioni di euro quello per il nuovo Distretto Tecnologico delle bioscienze del Lazio che ha ricevuto ieri il varo ufficiale dall'Asses- sore regionale allo Sviluppo economico e innovazione, con la presentazione del primo bando di gara. Si tratta di un polo regionale all'avanguardia pensato per mettere in rete attori della ricerca e imprese in grado di competere a livello internazionale. Di valorizzare cioè il know how dei nostri centri di studio mettendolo al servizio delle tante aziende del territorio. Il Lazio infatti è al secondo posto in Italia per numero di industrie e addetti nel settore farmaceutico (97 imprese per 14mila addetti) e in quello biomedicale (1889 aziende con 3700 addetti). Il progetto è rivolto soprattutto alle piccole e medie imprese ma anche alle Università, agli enti pubblici di ricerca e agli Istituti per ricoveri e cura a carattere scientifico. Al maxifinanziamento di 77 milioni euro (per tre anni) concordato con il Ministero dell'Università (che partecipa con 30 milioni di euro) la giunta Marrazzo ha partecipato con il contributo più oneroso, 47 milioni di euro, segno che crede nell'iniziativa ma anche che l'investimento pubblico faccia da leva a quello privato, o per usare le parole dell'assessore Mancini che: "Il progetto coinvolga le imprese non solo come destinatari ma anche come futuri finanziatori". La parte operativa sarà curata dalla Filas (la Finanziaria regionale di sviluppo) la cui presidente Flaminia Saccà sottolinea i criteri di trasparenza e di assoluto rigore nella selezione dei progetti da finanziare. Ma quali settori riguarderà il nuovo Distretto? Quello della farmaceutica innanzitutto, dei dispositivi medici, delle neuroscienze, dell'agroalimentare e delle nanotecnlogie per la salute. Obiettivo: promuovere nuove imprese ad alta tecnologia, agevolare investimenti in infrastrutture, favorire la crescita delle professionalità esistenti All'orizzonte però, per ammissione dello stesso Mancini, si profila l'ostacolo costituito dalla lentezza della burocrazia e dell'amministrazione centrale anche se per il momento l'assessore glissa sulla questione. Le domande di ammissione alla gara dovranno essere presentate attraverso il sito www.filas.it entro il 25 luglio prossimo mentre entro agosto dovrà arrivare via posta la domanda sottoscritta al rappresentante legale. I contributi massimi per ciascuna richiesta saranno di 1 milione di euro.

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Miracolo, la patrona risorge dai rovi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' PRIMO PIANO pag. 12 Miracolo, la patrona risorge dai rovi Dopo anni di abbandono la Madonna del Fuoco avrà una nuova 'casa' NON SARÀ un miracolo, o forse sì. Perché scongelare le incrostazioni dei regimi burocratici è sempre un'impresa non da poco: la Madonna del Fuoco ce l'ha fatta. Chiaro: senza l'impegno dei fedeli, è probabile che la celletta di Villa Rovere, che ospita l'icona della patrona di Forlì fin dal Seicento, fosse ancora là, sepolta sotto un cumulo di rovi, più desolanti di un oblio. Adesso però ci siamo. Don Marino Tozzi, parrocco di Villa Rovere, finalmente può dirlo, urbi et orbi: "Il nuovo basamento su cui sorgerà la chiesetta ora c'è. Finalmente, dopo otto anni di procedure burocratiche, sono partiti i lavori". Abbandonata, sepolta in una bara di edera e rovi, su via Firenze: la celletta della Madonna del Fuoco era finita così. A segnalarlo, all'inizio dello scorso febbraio, sono alcuni fedeli del posto. Per tutta la comunità di Villa Rovere la chiesetta è un punto di riferimento, non solo religioso. Ma da anni il tempietto votivo soffocava sotto un coacervo di erbacce che lo nascondevano agli uomini e al cielo. I più giovani non sapevano nemmeno cosa ci fosse di preciso lì sotto. Il problema, come al solito, erano i soldi. Per rianimare la casa della Madonna servivano 40mila euro. Mica semplice. Era partita una raccolta di fondi tra i fedeli. Ma di fronte all'elefantiasi della burocrazia spesso nemmeno i soldi possono qualcosa. I permessi non si sbloccavano. C'era anche da capire di chi fosse il terreno (problema poi risolto). Non solo, l'Anas aveva chiesto di spostare la struttura tre metri più in là: nel giro di poco tempo s'erano verificati diversi incidenti. Poi a febbraio ne parlarono i giornali. E adesso la Madonna del Fuoco ? che è lì dal 1629 ? rivede la luce. La nuova celletta ? disegnata gratuitamente dall'architetto Gianluca Tronconi ? avrà una base di 2metri e 25 per 2 metri e 40 e sarà alta circa 3 metri. I tempi? Non sono certi, ma il tragurado è vicino. Non un miracolo, ma quasi.

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Ritira il permesso, è già scaduto - guido piga (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Ritira il permesso, è già scaduto La disavventura di un tunisino: la consegna otto mesi dopo Il foglio di soggiorno non era più valido: colpa della burocrazia GUIDO PIGA OLBIA. Sul permesso di soggiorno, sotto la voce "data di consegna", c'è scritto: 26 maggio 2008. Segue la firma di accettazione di Ben, cittadino tunisino, lavoratore nel mondo della pesca, in Italia da 20 anni, a Olbia da uno. Sul foglio, poco più su, c'è però un'altra scritta: "validità fino al 30 marzo 2008". Quel foglio era scaduto da due mesi. Ben dice di essersi sentito improvvisamente clandestino, dopo venti anni di lavoro in Italia senza mai un problema. Si è molto spaventato e ha chiesto al personale della polizia chiarimenti. "Mi preoccupato, visti i tempi duri per i lavoratori extracomunitari - spiega Ben, che ha raccontato la sua storia alla Cgil -. Ero da tempo in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. La questura mi ha chiamato e mi ha fissato l'appuntamento per ritirarlo. Sono andato al commissariato di Olbia nel giorno indicatomi, il 26 maggio. Mi è stato consegnato un foglio, che è il modulo di ricevuta e accettazione, e ho messo la mia firma. Ma, nello stesso momento, ho letto un'altra data, stampata sul permesso di soggiorno. La validità di quel documento scadeva il 30 marzo 2008". Da due mesi, Ben era dunque un immigrato irregolare. "E io non lo sapevo, né ho colpa per questo perché nessuno mi ha avvisato" dice. Quel documento è stato rilasciato dallo Stato il 30 settembre 2007 ma, per una ragione o per l'altra, gli è stato consegnato con otto mesi di ritardo. "Capita più volte di quanto si creda - spiegano dalla Cgil di Olbia, che ha un ufficio che si occupa di immigrati -. Per le lungaggini burocratiche da una parte, per l'insufficienza di personale delle questure davanti alle tante richieste dall'altra, spesso i permessi di soggiorno vengono consegnati ai titolari quando sono già scaduti". A Ben non era mai successo. "Mi sono molto preoccupato perché avevano paura di essere considerato un clandestino, soprattutto con le nuove leggi". Ma non si è perso d'animo ed è andato al sindacato per chiedere aiuto. La Cgil si è mossa e ha cercato di contattare la questura per capire che cosa è successo e che cosa si può fare per risolvere l'incidente. "Non ho altra scelta - spiega Ben -: devo presentare di nuovi tutti i documenti, pagare 80 euro e aspettare il nuovo permesso di soggiorno. Nel frattempo, continuerò a lavorare e spero che non mi accada nulla".

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Di LIDIA GOLINELLI PRECEDENZA in graduatoria alle famiglie residenti da tempo (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMOLA pag. 2 di LIDIA GOLINELLI PRECEDENZA in graduatoria alle famiglie residenti da tempo ... di LIDIA GOLINELLI PRECEDENZA in graduatoria alle famiglie residenti da tempo a Imola e possibilità di turnover negli alloggi pubblici, dove ? capita e non lo nasconde nessuno ? resta praticamente a vita anche chi non ne avrebbe più diritto. Sono i criteri che la giunta Manca promette di inserire nel regolamento per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica: gli appartamenti Erp che da circa un anno sono passati dall'Acer (il cui ruolo si limita alla manutenzione ordinaria) ai Comuni. E ora il Comune di Imola conta di mettere a punto entro un anno un nuovo regolamento per l'accesso alle graduatorie (sono gestite dall'Asp) fissando un paio di criteri che si affianchino all'unico ora in vigore: quello Isee che calcola reddito e composizione familiare. "CRITERI di intelligenza all'interno della burocrazia", li definisce l'assessore Ivan Vigna (foto) che ha le deleghe a Casa e Politiche per l'immigrazione e vuole evitare che il nodo casa alimenti tensioni sociali. "Può capitare che uno straniero arrivato da pochi giorni passi davanti in graduatoria a un imolese ? fotografa l'assessore ?. E così, visto che la disponibilità di alloggi pubblici è limitata, ci sono persone che vedono sfumare l'obiettivo dell'assegnazione". Gli appartamenti Erp sono 903 (un centinaio è vuoto in attesa di ristrutturazione) ma ogni anno ne vengono assegnate poche decine: appena 18 lo scorso anno, di cui 5 a immigrati (il 28%). "La percentuale non è in sè preoccupante ? osserva Vigna ?: con un canone mensile intorno ai 100-120 euro, gli alloggi Erp sono riservati a fasce sociali deboli, e la percentuale di stranieri che vi accedono fotografa la composizione attuale della nostra società. Ma le domande superano la disponibilità e può innescarsi la tensione: 'Io imolese resto fuori, mentre uno straniero appena arrivato ottiene la casa". NEL programma del sindaco Manca c'è la costruzione di 300 alloggi Erp, ma per ora la coperta è troppo corta: in graduatoria ci sono 261 famiglie (il dato è del febbraio 2008), una lista d'attesa aumentata rispetto alle 195 domande del 2007. Gli stranieri sono 65 (12 cittadini Ue e 53 extra Ue) pari al 26%. "Gli alloggi dovrebbero andare a chi ne ha veramente diritto, italiani o stranieri che siano", dice Vigna alzando il velo su una realtà da cambiare. E allora avanti con il punteggio calcolato anche in base al periodo di residenza. Ma avanti anche ? secondo le buone intenzioni annunciate a Palazzo ? con l'inserimento nel regolamento della possibilità di togliere la casa per 'fasce deboli' a chi 'debole' non è più. Ragionamento datato ma mai concretizzato. E Ivan Vigna, assessore da un mese, osserva: "Fino a un anno fa gli alloggi Erp non erano dei Comuni, che ora possono invece mettere mano ai regolamenti. La nostra intenzione è di farlo rapidamente, nella speranza che nessuno abbia intenzione di utilizzare cavilli burocratici per impugnare le nuove regole". E fra le regole dovrebbe venire affermata anche quella del turnover. "Questi appartamenti ? ragiona Vigna ? non devono diventare una casa definitiva: sono un passaggio per chi si orienta poi verso altre scelte. L'alloggio Erp potrebbe ad esempio rappresentare una soluzione temporanea per le giovani coppie, e invece spesso diventa un alloggio a vita".

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Caro Carlino, leggendo la replica dell'assessorato alle politiche della salute (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 13 Caro Carlino, leggendo la replica dell'assessorato alle politiche della salute... Caro Carlino, leggendo la replica dell'assessorato alle politiche della salute della Regione Emilia Romagna pubblicato lo scorso 27/05 in tema di accordi fra Emilia Romagna e Veneto, viene da pensare ad uno scollamento fra il potere e la gente. Al fatto cioè che il distacco fra la burocrazia bolscevica che viene esercitata in sede regionale e le esigenze della popolazione sia oceanico. Come si può rispondere con un documento così freddo, fatto solo di cifre e di squallide giustificazioni, alle esigenze di assistenza della popolazione? COME AL SOLITO la sanità viene gestita in modo naif, facendo di tutto per far quadrare i conti sulla pelle della gente. Cosa vuole che interessi ad un paziente che si vede prenotare una visita dopo mesi e mesi, entrando nel circuito delle chilometriche liste di attesa che poco hanno a che fare con il concetto di tutela della salute tanto caro alla nostra Costituzione. Anche un bimbo di scuola elementare sa che Ferrara ha l'età media più alta di tutta la regione e che la percentuale dei ricoveri è giocoforza più alta. PURTROPPO però la sanità viene gestita solo in ottica di risparmio su tutto e, mi viene da dire, su tutti. Chi gestisce la baracca viene valutato solo ed esclusivamente su parametri economici e non sul fatto che abbia fornito un servizio soddisfacente alla popolazione. Poco importa a certa gente se per una visita, fondamentale per il futuro psicofisico di un cittadino, passino parecchi mesi e che lo stesso, nel frattempo, veda aggravarsi il suo stato di salute. POCO IMPORTA se non vengono esaltate le individualità del singolo meritevole professionista, di qualsiasi grado e mansione. Basta risparmiare. La domanda che a questo punto potrebbe nascere è questa: quando un personaggio importante, a partire da Errani per finire ad un direttore generale, ha qualche problema di salute si rivolge alle liste di attesa oppure alza il telefono e chiama direttamente lo specialista di turno che non può fare altro che assecondare i desideri che "boss"? Penso che la risposta sia molto facile da dare. LE CONCLUSIONI sono purtroppo le solite: della gente comune a nessuno dei signori del potere importa un accidente. Basta mantenere la poltrona ben salda, con i relativi benefit. Di per se non esiste il concetto di costi della sanità in positivo. ESISTE il concetto di costi sociali in attivo; e fra questi la voce 'sanità' deve essere in passivo nel suo particolare. In attivo deve essere la società, il lavoro, il benessere della gente che, con le sue tasse, dà da mangiare a persone che magari sono adatte aaltri incarichi, ma non a quello di politico di turno. Quando la politica, di qualsiasi colore sia, uscirà dalla gestione della sanità a favore di persone competenti, preparate e soprattutto giudicate sulla base di risultati globali e non solo economici, sarà sempre troppo tardi, soprattutto in Emilia Romagna, ottusa roccaforte di una sinistra che ha fallito su ogni obiettivo negli ultimi 60 anni. Michele de Palo (Alleanza Nazionale PdL Ferrara).

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Procedure più snelle per le commissioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SONDRIO pag. 5 Procedure più snelle per le commissioni SONDRIO ? SONDRIO ? SI SEMPLIFICA LA BUROCRAZIA in Comune, passando per la commissione Affari istituzionali che si riunisce in questi giorni a più riprese. Tra le novità sostanziali la diminuzione del numero delle commissioni che viene praticamente dimezzato, da 8 a 4. Una scelta quasi obbligata per permettere anche ai candidati sindaci che esprimevano una sola lista di poter partecipare a tutte le riunioni, ma anche per semplificare la macchina amministrativa e rendere più partecipati gli incontri. Una richiesta in tal senso era giunta anche dagli uffici che stilano i verbali delle commissioni. La decisione di ridurre il numero delle commissioni è già stata deliberata nella commissione Affari istituzionali e sarà messa in discussione e quindi ai voti nel corso del prossimo Consiglio convocato per lunedì 9 giugno. Ieri sera, invece, si è tornato a parlare del Regolamento per il funzionamento dell'assemblea. Un argomento che aveva impegnato la commissione Affari istituzionali anche nel corso dell'Amministrazione guidata da Bianca Bianchini e che era rimasto irrisolto. Infatti più volte, durante le riunioni del Consiglio si era discusso sull'ordine da dare ai lavori, soprattutto quando venivano presentate interpellanze urgenti o ordini del giorno valutati della massima importanza dai proponenti e non altrettanto considerati da altri consiglieri. Insomma, è giunto il momento anche a Sondrio, di mettere ordine alle cose. In passato si era assistito a battibecchi infiniti tra maggioranza e opposizione ma anche tra il presidente del consiglio e alcuni consiglieri notoriamente indisciplinati. Tutto ciò aveva dato l'impressione di un consiglio comunale in cui regnava l'anarchia più totale. "E' soprattutto la necessità di stabilire l'ordine dei lavori del consiglio e la posizione delle interpellanze nell'ordine del giorno - spiega il presidente della commissione Affari istituzionali Angelo Schena - che ci induce a rivedere il Regolamento. Ne abbiamo iniziato a parlare, ma credo che ci vorranno diverse sedute prima di arrivare a una conclusione".

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VOUCHER PER LA VENDEMMIA, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE PER IL LAVORO OCCASIONALE IN AGRICOLTURA. SIGLATA LA CONVENZIONE TRA REGIONE EMILIA-ROMAGNA, DIREZIONE REGIONALE INPS E DIREZION (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E REGIONALE INAIL. Bologna ? Per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di reddito a studenti e pensionati arrivano i voucher per la vendemmia, i buoni per i lavori occasionali in agricoltura che comprendono oltre alla retribuzione anche i versamenti contributivi e l'assicurazione contro gli infortuni. Questa nuova tipologia di rapporto di lavoro per le prestazioni di breve durata, disciplinato dal decreto legislativo n. 276 del 2003, verrà sperimentato per la prima volta in Emilia-romagna in occasione della stagione di vendemmia 2008. La convenzione tra la Regione e le Direzioni regionali di Inps e Inail, per l'attuazione della sperimentazione, è stata siglata dall'assessore regionale al Lavoro Paola Manzini, dal direttore regionale Inps Sergio De Simone e dal direttore regionale Inail Francesco Barela, ed è stata presentata in conferenza stampa questa mattina, alla presenza anche di Francesco Di Maggio della direzione generale dell'Inps. "Il progetto, per il momento, è sperimentale - ha detto Paola Cicogani, responsabile del Servizio Lavoro della Regione Emilia-romagna - i voucher saranno introdotti per la vendemmia e se funzioneranno, dopo il monitoraggio da parte dell'Inps e la valutazione da parte del Ministero del Lavoro, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, potranno essere prorogati o potrà essere estesa la sperimentazione ad altri settori". "I voucher garantiscono ai lavoratori una tutela lavorativa completa - ha spiegato Francesco Barela, direttore regionale Inail - vengono equiparati alle altre categorie di lavoratori e hanno quindi diritto alle normali prestazioni che l'istituto eroga in caso di infortunio e di malattie professionali". Pensionati e studenti dai 16 ai 26 iscritti alla scuola superiore, alla formazione professionale o all'università, potranno iscriversi nelle liste di disponibnilità presso i centri per l'impiego. I viticoltori potranno scegliere i lavoratori dalle liste e acquistare uno o più carnet di buoni per regolarizzare preventivamente la giornata degli "occasionali", del valore nominale di dieci euro all'ora, comprensivi degli oneri previdenziali e di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. I buoni vengono utilizzati per pagare la prestazione, e gli studenti e i pensionati riscuoteranno il valore dei buoni in denaro del valore di 7,5 euro all'ora presso il concessionario del servizio. Il compenso è esente da imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione. "I voucher non pongono in essere un contratto di lavoro - ha aggiunto Sergio De Simone, direttore regionale Inps - ma danno ugualmente al datore di lavoro la tranquillità di agire nella regolarità e nella copertura degli eventuali infortuni, e al lavoratore danno una importante copertura previdenziale". I datori di lavoro potranno fruire delle prestazioni fino a un tetto di spesa massimo di 10 mila euro, mentre per gli studenti e i pensionati questa attività lavorativa, anche se svolta a favore di più imprese agricole, non deve dare complessivamente luogo a compensi superiori di 5. 000 euro nel corso di un anno solare. La sperimentazione ha l'obiettivo di testare l'applicazione del modello di servizio e di far conoscere la nuova tipologia di lavoro e le sue opportunità ai potenziali datori di lavoro e alle specifiche categorie di persone che possono prestare il lavoro accessorio. Le procedure adottate saranno verificate attraverso un sistema di monitoraggio integrato, per valutare l'efficacia del modello sperimentato, in particolare riguardo ai risultati occupazionali conseguiti attraverso la nuova tipologia di rapporto di lavoro. Entro venti giorni Inps, Inail e la Regione Emilia-romagna elaboreranno un progetto esecutivo territoriale, per definire le risorse umane e strumentali necessarie a supportare la promozione e la realizzazione delle iniziative con particolare riferimento ai servizi per l'impiego. Per la supervisione della sperimentazione e' costituito un "Comitato di coordinamento regionale del progetto di sperimentazione nel territorio della Regione Emilia-romagna, titolato ad adottare tutte le decisioni, anche sanzionatorie, che lo sviluppo della sperimentazione imporrà. Fanno parte del comitato di coordinamento un rappresentante del Ministero del lavoro, uno dell'Inps, uno dell'Inail, un rappresentante della Regione e uno per ogni Provincia. Il comitato di coordinamento avrà accesso, in tempo reale, a tutti i dati elaborati dal database centrale tenuto dall'I. N. P. S. Ai fini della sperimentazione per verificarne costantemente i risultati e intervenire sulle eventuali criticità. . <<BACK.

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TAGLIO DELL'ICI, COMUNI IN SOFFERENZA (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Un cambiamento che, nel rispetto della Costituzione, doveva avviarsi proprio dal riconoscimento del ruolo degli enti locali e dal raggiungimento di un condiviso federalismo solidale. La Cgil entrò in campo in quella discussione, perché gli interessi sociali dei lavoratori e dei pensionati coinvolgono di diritto il sindacato che, nel suo operare, orienta le scelte politiche del Paese a tutela dei cittadini e dei loro diritti. Quel movimento, quella spinta al cambiamento, si arenò alla fine degli anni '90. Prevalsero i richiami dei "nuovi partiti" (rinati dalle ceneri di quelli precedenti), che agivano secondo logiche corporative, idee e slogan poco concreti e poco inclini all'idea dell'ammodernamento del Paese. In questi giorni sta emergendo un nuovo "movimento dei sindaci veneti". Un movimento, politicamente trasversale di 61 sindaci del Veneto che denunciano di non poter gestire finanziariamente il Comune e sottoscrive un manifesto che rivendica una legge immediata che anticipi il federalismo fiscale per poter mantenere in loco il 20% dell'Irpef a partire dal 2009. La Cgil da tempo rivendica l'attuazione delle modifiche introdotte al capitolo quinto della Costituzione, in modo particolare l'articolo 119 che riconosce ai Comuni l'autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Un'autonomia, purtroppo, sconfessata dai vari governi nazionali prima con i tagli ai trasferimenti statali e poi con la soppressione dell'Ici. Quest'ultima è stata un'affrettata operazione elettoralistica, sulla quale pesa l'incognita della restituzione (dallo Stato ai Comuni) del mancato introito pari a circa due miliardi di euro, da reperire per il 2008 e ovviamente anche per i prossimi anni. Il nuovo governo deve dire all'opinione pubblica come pensa di trasferire le risorse corrispondenti alle mancate entrate per i Comuni al capitolo Ici. La Cgil esprime forti preoccupazioni sulla "sofferenza finanziaria" dei Comuni, perché il rischio concreto è la messa in discussione del welfare locale, a danno delle famiglie, dei disabili, degli anziani, dei non autosufficienti e dei ceti meno abbienti della rete dei servizi ai cittadini. Ai Comuni va fatto rilevare che le loro difficoltà economiche e, di conseguenza, i loro limiti nell'erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali sono determinati anche dai ritardi che pesano per la mancata applicazione della legge 142 del 1990, che prevedeva l'unificazione dei Comuni, la consorziazione fra enti locali e le aree metropolitane, per la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere le risorse di un certo numero di Comuni, con finalità di razionalizzazione, di solidarietà e di uniformità nei trattamenti ai cittadini. C'è bisogno di una ampia "massa critica" istituzionale e sociale territoriale, per orientare le scelte del governo e della Regione Veneto, verso i diritti dei cittadini, le grandi riforme, la nuova programmazione, la qualificazione del welfare. Entro un'idea di federalismo fiscale - su cui la Cgil è disponibile a confrontarsi - che assuma l'unità politica del Paese e l'universalità dei diritti di tutti i cittadini italiani. Emilio Viafora * segretario regionale Cgil.

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Confindustria lancia l'allarme "estate a rischio black-out" - massimo lorello (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Palermo Lo studio Sotto accusa gli elettrodotti colpiti dal fuoco e l'innalzamento dei consumi di energia Confindustria lancia l'allarme "Estate a rischio black-out" "La rete è vecchia e inadeguata basta un solo incidente e tutto può andare in tilt" MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) A sentire gli esercenti, la vendita degli impianti di condizionamento dell'aria per uso domestico dovrebbe aumentare questa estate almeno del 5 per cento. Lo scorso anno, in base a una ricerca della facoltà di Ingegneria, nella sola Palermo erano 60.305, nel 2002 il totale non era andato oltre 38.558. La crescita, insomma, è praticamente inarrestabile e con lei aumenteranno i consumi. Quelli che, secondo i tecnici di Terna - la società che gestisce la rete elettrica nazionale - stressano le strutture di erogazione dell'energia soprattutto quando fa caldo e il rischio di guasti è in agguato. Con l'arrivo dell'afa, poi, aumentano i rischi di incendi boschivi che minacciano le reti. Un combinato disposto che espone la Sicilia al rischio di nuovi black-out. Li teme soprattutto Confindustria che punta il dito contro "il mancato varo di un piano energetico da parte della Regione". La Sicilia, invero, produce energia ma è collegata alla rete nazionale da un solo elettrodotto sottomarino fra Messina e Reggio Calabria. "Un collegamento del tutto insufficiente - dice Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Agrigento - L'Isola, poi, è servita al proprio interno da un "anello di trasporto" ormai inadeguato e insufficiente per assicurare l'interscambio di energia fra le varie aree in caso di guasto in una centrale o in una linea". Così, basta una piccola anomalia in una delle grandi centrali o il danneggiamento di un cavo ad alta tensione per colpa di un incendio boschivo, e ci scappa il collasso dell'intera struttura regionale. Ma ormai è troppo tardi per correre ai ripari. L'estate passerà con gli stessi rischi corsi negli ultimi anni. "Esistono progetti sull'energia in Sicilia che ammontano a 3 miliardi di euro e che non partono per colpa della burocrazia - attacca Catanzaro - Negli ultimi anni gli investimenti per il settore elettrico sono stati sistematicamente bloccati". Gli industriali ripartiscono le colpe fra il ministero dell'Ambiente e la Regione "che non esaminano gli elaborati e non rilasciano le necessarie autorizzazioni". L'elenco delle opere in attesa di realizzazione è lunghissimo: da due anni si aspettano i pareri sui progetti di potenziamento della rete elettrica presentati da Terna con investimenti pari a 700 milioni di euro. In primo piano: il raddoppio del cavo sottomarino di collegamento con la Penisola (elettrodotto a 380 mila volt Sorgente-Rizziconi) che, favorendo lo scambio di energia con il resto del Paese, garantirebbe maggiore disponibilità di potenza (più 1.000 megawatt) in caso di perdita di produzione nell'Isola. Nel carnet dei progetti di Terna anche la "chiusura dell'anello" a 380 kv con la realizzazione delle nuove linee elettriche Chiaramonte Gulfi-Ciminna e Sorgente-Ciminna, che aumenterebbe la capacità di trasporto verso la Sicilia occidentale, l'elettrodotto a 220 kv Partinico-Fulgatore, da 11 milioni di euro, che inciderebbe soprattutto sul Trapanese e l'elettrodotto Paternò-Priolo per la Sicilia orientale. Terna ha chiesto un incontro a Raffaele Lombardo. La società, si legge in una nota, "ha previsto un piano di investimenti, già deliberato da anni e in attesa delle relative autorizzazioni". Il governatore replica considerando "incredibile che siano ancora bloccati i 700 milioni di euro" e promette che oggi stesso interverrà con gli uffici competenti "affinché possano essere superati tutti gli ostacoli". Gli "uffici competenti" sono fondamentalmente il Via (acronimo di Valutazione per l'impatto ambientale) che da anni è stato svuotato di tutto il personale necessario.

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Taglio dell'ici, comuni in sofferenza (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Burocrazia

Regione TAGLIO DELL'ICI, COMUNI IN SOFFERENZA SEGUE DALLA PRIMA Un cambiamento che, nel rispetto della Costituzione, doveva avviarsi proprio dal riconoscimento del ruolo degli enti locali e dal raggiungimento di un condiviso federalismo solidale. La Cgil entrò in campo in quella discussione, perché gli interessi sociali dei lavoratori e dei pensionati coinvolgono di diritto il sindacato che, nel suo operare, orienta le scelte politiche del Paese a tutela dei cittadini e dei loro diritti. Quel movimento, quella spinta al cambiamento, si arenò alla fine degli anni '90. Prevalsero i richiami dei "nuovi partiti" (rinati dalle ceneri di quelli precedenti), che agivano secondo logiche corporative, idee e slogan poco concreti e poco inclini all'idea dell'ammodernamento del Paese. In questi giorni sta emergendo un nuovo "movimento dei sindaci veneti". Un movimento, politicamente trasversale di 61 sindaci del Veneto che denunciano di non poter gestire finanziariamente il Comune e sottoscrive un manifesto che rivendica una legge immediata che anticipi il federalismo fiscale per poter mantenere in loco il 20% dell'Irpef a partire dal 2009. La Cgil da tempo rivendica l'attuazione delle modifiche introdotte al capitolo quinto della Costituzione, in modo particolare l'articolo 119 che riconosce ai Comuni l'autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Un'autonomia, purtroppo, sconfessata dai vari governi nazionali prima con i tagli ai trasferimenti statali e poi con la soppressione dell'Ici. Quest'ultima è stata un'affrettata operazione elettoralistica, sulla quale pesa l'incognita della restituzione (dallo Stato ai Comuni) del mancato introito pari a circa due miliardi di euro, da reperire per il 2008 e ovviamente anche per i prossimi anni. Il nuovo governo deve dire all'opinione pubblica come pensa di trasferire le risorse corrispondenti alle mancate entrate per i Comuni al capitolo Ici. La Cgil esprime forti preoccupazioni sulla "sofferenza finanziaria" dei Comuni, perché il rischio concreto è la messa in discussione del welfare locale, a danno delle famiglie, dei disabili, degli anziani, dei non autosufficienti e dei ceti meno abbienti della rete dei servizi ai cittadini. Ai Comuni va fatto rilevare che le loro difficoltà economiche e, di conseguenza, i loro limiti nell'erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali sono determinati anche dai ritardi che pesano per la mancata applicazione della legge 142 del 1990, che prevedeva l'unificazione dei Comuni, la consorziazione fra enti locali e le aree metropolitane, per la semplificazione della burocrazia ma anche per realizzare economie di scala. E' necessario avviare un nuovo assetto amministrativo territoriale, che superi i campanilismi attraverso la realizzazione di "cabine" uniche di gestione amministrativa, su base consorziata e per aree vaste nelle quali far convergere le risorse di un certo numero di Comuni, con finalità di razionalizzazione, di solidarietà e di uniformità nei trattamenti ai cittadini. C'è bisogno di una ampia "massa critica" istituzionale e sociale territoriale, per orientare le scelte del governo e della Regione Veneto, verso i diritti dei cittadini, le grandi riforme, la nuova programmazione, la qualificazione del welfare. Entro un'idea di federalismo fiscale - su cui la Cgil è disponibile a confrontarsi - che assuma l'unità politica del Paese e l'universalità dei diritti di tutti i cittadini italiani. Emilio Viafora * segretario regionale Cgil.

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Nicholas, forse già oggi sarà riesumata la salma (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il console italiano ha incontrato la polizia di Maceiò Le foto del delitto su un sito brasiliano. Il papà: "È lui" Seriate La scena, agghiacciante, sembra quella di un'esecuzione. Nicholas è stato ammazzato con un colpo di pistola alla nuca ed è riverso a terra vicino a un cespuglio: è a torso nudo, con indosso soltanto dei pantaloni corti blu e, stretta sotto il braccio destro, una maglietta rossa. Il suo amico brasiliano ? un venditore ambulante di cd conosciuto come Pixote ? è stato ucciso lì vicino con uno sparo alla fronte: è a terra, piegato sul lato sinistro, con indosso maglietta nera e pantaloncini bianchi. Sono le drammatiche fotografie che hanno permesso di riconoscere tra le due vittime Nicholas Pignataro, il ventenne di Seriate ucciso in Brasile e sepolto in una fossa comune ancora prima di essere identificato. Immagini che, nonostante la loro drammaticità, erano comparse già la scorsa domenica 18 maggio su un sito Internet di informazione brasiliano. Nessuno, allora, sapeva chi fossero i due ragazzi uccisi con una pistola calibro 38: per questo tre giorni dopo la polizia di Maceiò li aveva fatti seppellire senza un nome. Ieri il papà di Nicholas, Antonio Pignataro, ha confermato: "È proprio lui, quel tatuaggio a forma di triangolo a scacchi sulla gamba sinistra è il suo. E comunque lo riconosco anche dai lineamenti, è mio figlio". A segnalare il sito brasiliano alla redazione web de "L'Eco di Bergamo" è stata Sheyla Karine De Souza Santos, una ragazza di 23 anni originaria di Maceiò e che vive a Sorisole da quattro anni: "Mi tengo informata su quello che ha accade nel mio Paese ? spiega ? e così, quando ho visto quelle foto, ho pensato potesse essere proprio quel ragazzo di cui si parlava". Sheyla ha inviato una mail al sito de "L'Eco", segnalando le fotografie. Ieri Antonio Pignataro ha voluto vederle, seppure così drammatiche, per capire se fosse proprio Nicholas uno dei due ragazzi uccisi. Già Tatiana Da Silva, la brasiliana che, dal 4 marzo, ospitava il ragazzo nella sua casa di Praia do Francês, domenica scorsa ? dopo una settimana senza aver notizie di Nicholas ? aveva visto quelle foto nella centrale di polizia di Maceiò e aveva riconosciuto il ventenne di Seriate. Oltre al dramma per l'omicidio, i familiari di Nicholas hanno anche dovuto sapere che il ventenne era già stato seppellito senza un nome in una specie di fossa comune. Vista l'eco mediatica del caso e l'interessamento diretto del console italiano in Brasile, Massimiliano Lagi, da ieri le procedure di riesumazione della salma di Nicholas avrebbero subito un'accelerata, dopo che, inizialmente, si erano registrati i primi disguidi. Ieri pomeriggio in Brasile (la sera in Italia) il console Lagi ha infatti incontrato il commissario generale di polizia dello Stato dell'Alagoas, Marcìlio Barenco, che si sarebbe personalmente preso carico delle pratiche di riesumazione, cercando in qualche modo di limitare le difficoltà: a lui spetta infatti la decisione finale per abbreviare le procedure burocratiche. "Sarebbe infatti davvero assurdo ? sottolinea l'avvocato Piero Pasini, legale dei Pignataro ? se, dopo aver seppellito Nicholas senza nemmeno fare un'indagine o capire chi fosse, ora le autorità brasiliane si impuntassero sulla burocrazia, chiedendoci documenti, procure o altre autorizzazioni. Ci auguriamo davvero che la salma di Nicholas venga riesumata il più presto possibile e che venga collocata almeno in una cella frigorifera, in attesa del rimpatrio". Dello stesso avviso il papà di Nicholas: "La speranza è che riescano a restituirci mio figlio in tempi brevi. Potrebbero così in parte rimediare ai tanti sbagli commessi nei giorni scorsi. Per ora sono soddisfatto di come si stia dando da fare il console Lagi e del sostegno che sto ricevendo dai parlamentari bergamaschi che mi hanno contattato". Dalle foto sembra chiaro che l'amico di Nicholas ? probabilmente il vero obiettivo dell'agguato ? sia stato ucciso con un colpo di pistola a bruciapelo al centro della fronte, forse mentre era inginocchiato, mentre il ventenne di Seriate è stato ammazzato con un colpo alla nuca, anch'esso probabilmente a bruciapelo. La scena del delitto è una spiaggia di sabbia e arbusti, in località Barra de São Miguel. I due corpi sono stati trovati la mattina di domenica 18 (alle 12,42 le foto erano già sul sito brasiliano) e, da quanto si è saputo, il duplice omicidio risalirebbe a cinque ore prima, dunque all'alba dello stesso giorno, poco più di dieci ore dopo che Nicholas era uscito di casa. Con un colpo di pistola alla nuca si sono dunque infranti tutti i sogni del ventenne di Seriate, partito per il Brasile per aprire un locale sulla spiaggia. Secondo Sheyla Karine De Souza Santos che, al contrario, ha lasciato Maceiò per vivere a Bergamo con la figlia, l'Alagoas "è uno Stato con alto tasso di criminalità, anche se tutto sommato tranquillo rispetto ad altre realtà del Brasile. Torno a Maceiò una volta all'anno per la bellezza della città, la semplicità e l'accoglienza della gente: mi riferisco alle persone normali, non a chi ha ucciso Nicholas. I ragazzi che vivono là hanno la stessa speranza dei loro coetanei di Bergamo: vivere una vita serena e tranquilla, senza cadere in drammi come la droga". Fabio Conti.

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Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Empoli))

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA & FINANZA pag. 26 Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per acce... Nella lotta alla burocrazia Infocamere sforna il nuovo portale delle imprese: basta un clic per accedere a tutti i dati delle aziende italiane.

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Hera spieghi agli utenti i vantaggi della maxi fusione (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE VOCI DELLA CITTA' pag. 9 Hera spieghi agli utenti i vantaggi della maxi fusione MENTRE si consuma il fidanzamento tra Hera, Iride (sorta dalla fusione tra l'Aem di Torino e l'Amga di Genova), Enìa (Piacenza, Parma e Reggio) che dovrebbe sbocciare nella nascita di un grande polo per i servizi di gas, acqua ed energia, dalle tante trasformazioni e passaggi societari i consumatori non hanno finora tratto benefici. Gas, acqua ed energia continuano a scalare la montagna dei prezzi, pesando in misura crescente sui bilanci familiari. Il consumatore resta, in fondo, un utente. Non ha potere di mercato. Subisce la scalata dei prezzi. Poca trasparenza dell'offerta, una giungla di proposte che confondono il consumatore da quando si è profilata la liberalizzazione dei servizi, ostacoli eretti dalla burocrazia e altri di vario genere si frappongono tra il vecchio monopolista e l'utente. E', insomma, di là da venire il cliente con effettivo ed efficace potere di scelta. VERO È che nel corso di un secolo e più, si è persa traccia dell'imprenditorialità che caratterizzava l'Officina del Gas creata nel 1846 su iniziativa privata e poi trasformatasi in un monopolio pubblico, prima locale e poi provinciale, con una lunga coda intrecciata in robusti nodi d'interferenze politiche e guerre di potere e poltrone. Dal consolidamento dei servizi nel polo nascente possiamo attenderci vantaggi per gli utenti? Il polo incoraggia l'innovazione e la concorrenza? Offre incentivi economici? Sì, se ci sarà un taglio dei costi e questo, a sua volta, taglierà la testa all'idra dei prezzi crescenti, anziché tradursi in una nuova rendita (quasi) monopolistica. Sì, se il potenziale di crescita del polo multiservizi sarà superiore alla somma delle sue parti e se la maggior crescita favorirà la concorrenza e porterà incentivi economici tali da cambiare l'utente in consumatore. Sì, se le parti che si mettono insieme portano, ciascuna, conoscenze, esperienze ed attività complementari che promuovendo l'innovazione consentono di erogare servizi di più alta qualità. PER SCIOGLIERE questi interrogativi, Hera dovrebbe attivare un canale informativo per dare trasparenza alla sua azione. Poiché è in gioco l'offerta di servizi essenziali alle persone, una visione più ampia di quella racchiusa nell'orto degli alleati potenziali e dei loro azionisti è, più che raccomandabile, doverosa. Spetta ai vertici di Hera rendere pubblica la loro intenzione di allearsi volendo creare valore per l'utente di oggi e il cliente di domani, non soffocando gli spazi che timidamente sembrano aprirsi alla concorrenza.

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Oltre il 15% di auto in meno il caro-benzina mette il freno al traffico del centrocittà (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAMBIA IL QUADRO DELLA VIABILITA' Oltre il 15% di auto in meno Il caro-benzina mette il freno al traffico del centrocittà La nuova tendenza fa emergere la possibilità di ritardi o cancellazioni dei progetti contenuti nel piano parcheggi di SILVIO MARANZANA Meno automobili in giro per Trieste. Che il traffico non sia più infernale appare chiaro pressoché a tutti, ma secondo la quasi totalità degli osservatori privilegiati, soprattutto in centrocittà, ma anche nella più immediata periferia, vi è anche un calo abbastanza netto di auto in circolazione: un 10, forse un 20 per cento in meno. Conseguenza questa dell'abolizione dei contingenti di benzina agevolata, oltre che dell'impennarsi dei prezzi dei carburanti. Il carovita dunque sembra riflettersi anche su un bene che sta particolarmente a cuore agli italiani: l'automobile. L'apertura degli ultimi tratti della Grande viabilità, la Cattinara-Padriciano e la Lacotisce-Rabuiese, potrebbe rendere il traffico ulteriormente fluido, mentre il Piano parcheggi, che prevede addirittura 18 nuovi megaimpianti potrebbe subire alcune cancellazioni e comunque ulteriori dilazioni. "Quanto prima metteremo al centro di una seduta un nuovo punto proprio sulla questione della circolazione e dei parcheggi in città - annuncia Roberto Sasco, presidente della Commissione urbanistica del Comune - perché il calo notevole del traffico è sotto gli occhi di tutti, io lo stimerei quasi al 30 per cento in meno rispetto a un anno fa, ed è anche risaputo che alcuni park sono semivuoti". "In Italia la burocrazia rallenta spaventosamente di per sé anche la costruzione dei parcheggi - si lamenta il sindaco Roberto Dipiazza - basti pensare che sono venuti a propormi il parcheggio sotto San Giusto nel 2001 e dopo sette anni non è stato ancora aperto il cantiere". Ma se l'ufficio del mobility manager Giulio Bernetti stima attorno al 15 per cento il calo del traffico pur in assenza di rilevazioni statistiche, Dipiazza nega che la situazione sia particolarmente migliorata: "Ci sono meno automobili in corso Italia - sostiene - ma ciò si verifica in quanto i flussi deviano sulle Rive dove grazie alla riqualificazione si transita rapidamente e senza ingorghi. La situazione del traffico a Trieste è però ancora difficile in molti punti. Abbiamo lo studio Camus che rileva quante macchine transitavano nei punti cruciali negli anni scorsi. Mi accingo a far fare nuove rilevazioni proprio per stimare con certezza l'eventuale calo di passaggi". Una diminuzione a livello nazionale del 10 per cento di auto in circolazione che a Trieste a causa dell'abolizione dei contingenti agevolati avrebbe raggiunto il 20 per cento è la stima del presidente dell'Aci, Giorgio Cappel, mentre secondo lo stesso comandante della Polizia municipale Sergio Abbate "un lieve calo del traffico è innegabile anche se risulta già in ripresa rispetto a un paio di mesi fa, mentre sono in lievissima flessione anche le soste irregolari. Se solo i vigili mollano un po' l'attenzione - sostiene però Abbate - riprendono però le seconde e le terze file selvaggie". "A Trieste si circola bene, forse effettivamente anche un po' meglio rispetto a un anno fa - dicono alla centrale Radiotaxi - ma purtroppo le chiamate per noi sono stabili e non aumentano". Ma come sottolinea Piergiorgio Luccarini, direttore generale di Trieste Trasporti, il calo di automobilisti non è affatto compensato da un aumento di passeggeri dei bus, né da una circolazione più agevole per questi mezzi. "Nei primi mesi del 2008 - conferma - c'è stato un calo di passeggeri attorno al 4%, mentre per i nostri autisti muoversi a Trieste continua ad essere complicato e stressante". Chi non va più in macchina dunque o ha aumentato il già foltissimo esercito dei motociclisti, o ha preferito la bicicletta (se ne vede qualcuna in più negli ultimi tempi), ma soprattutto ha scelto di andare a piedi o ancora, extrema ratio, di non muoversi.

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La rivoluzione della spadolini "l'università ripartirà dai cervelli" - michela bompani (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XII - Genova La rivoluzione della Spadolini "L'università ripartirà dai cervelli" Politecnico e San Martino, ecco la ricetta della sfidante MICHELA BOMPANI Fare dell'Albergo dei Poveri il Polo umanistico del Mediterraneo, mirare a un'Ateneo confederato (Università - Politecnico) solo dopo un'attenta valutazione di fattibilità con il ministero, e poi deburocratizzare, semplificare, puntando a una gestione all'insegna della "governance partecipata". Benedetta Spadolini, per due volte preside della Facoltà di Architettura di Genova, è candidata a Rettore e spiega il suo programma. Preside Spadolini, va fatto oppure no il Politecnico? "Ci si deve muovere con prudenza: vanno esplorate con attenzione a livello ministeriale le reali condizioni di fattibilità. Credo comunque che la nascita del Politecnico sarebbe un valore aggiunto per l'Ateneo genovese. Immagino infatti un Ateneo federato, con servizi di base comuni ed enormi possibilità di scambi. Il Politecnico potrebbe aprire Genova a importanti specialità, legate al mare. La delibera che ha sancito il trasferimento di Ingegneria agli Erzelli è una condizione fondamentale alla sua realizzazione. In concreto: va verificata con Roma la reale fattibilità, Genova non può fare da sola". L'Albergo dei Poveri sembra una gigantesca emorragia di denaro dalle tasche vuote dell'Ateneo. "Il nodo è il patrimonio edilizio: va fatto un progetto globale sul patrimonio dell'Ateneo, un piano di gestione complessivo che fermerà ingenti sprechi di denaro. Non si può continuare, come fatto finora, ad affrontare l'edilizia in modo segmentato. Vanno abbandonati gli edifici in affitto ? a meno che gli affitti non siano vantaggiosi ? procedere con una puntuale messa a norma delle strutture. In questo contesto, l'Albergo dei Poveri va mantenuto e deve diventare il nuovo Polo umanistico del Mediterraneo: però Comune e Regione non ci lascino soli. E' un edificio prestigiosissimo, ma dobbiamo sfruttarne a pieno le potenzialità, ad esempio spostandovi almeno altre due facoltà, oltre le già presenti Giurisprudenza e Scienze Politiche che hanno urgente bisogno di un intervento dell'Ateneo". Già, ma come farà con la voragine nel bilancio? "Intanto sfatiamo le leggende, il buco c'è, e si aggira sui 25-30 milioni di euro. Il nostro Ateneo è vecchio, ha urgente bisogno di ricambi, il finanziamento ordinario dallo Stato però non ci consente nuove immissioni di docenti: la Regione ci potrà aiutare sulla ricerca, poi lavoreremo sulla convenzione ? scaduta da un anno ? per il polo di San Martino per cui dovrà diventare più pesante il ruolo dell'Ateneo rispetto alla Regione. Il buco, su cui sta lavorando la Corte dei Conti, non può penalizzare la vita dell'Ateneo, e deve essere chiaro un punto". Quale? "Neppure un euro verrà sottratto alla priorità esclusiva dell'Università: la formazione. Attraverso l'opera di razionalizzazione del patrimonio edilizio, la semplificazione di tutta la burocrazia, creando un consiglio d'amministrazione fatto di tecnici esterni e valorizzando le ottime risorse interne, ce la faremo". Pensa a cercare sponsorizzazioni? "Certo, come avviene in tutto il mondo" Razionalizzare, dice. Anche gl'insegnamenti? "Ci sono Facoltà, come Lingue, che è caratterizzata da un'invasione di studenti e un corpo docenti esiguo, altre hanno un numero d'insegnamenti eccessivo, tutto va ricalcolato". Come realizzerà la sua "governance partecipata"? "Abbiamo figure di altissimo valore, in Università, ogni dipartimento dovrà segnalare al Rettore le più valide e si formerà un albo di esperti. Questi parteciperanno al governo dell'Ateneo, scelti per competenze e non per calcoli di rappresentanza. Occorre dare più voce ai dipartimenti, che sono i luoghi del fare. Potranno attivare convenzioni sul territorio. Ugualmente fondamentale il personale tecnico amministrativo, vanno fatte emergere le professionalità, non solo per la governace centrale ma anche per quella periferica". E gli studenti? "E' l'ora che facciano sentire la loro voce. I miei studenti ad Architettura lo sanno. Vorrei che la loro partecipazione fosse organizzata e importante. Abbiamo bisogno di loro. E vanno semplificate e facilitate le loro esperienze temporanee in altri Atenei, italiani e internazionali" Che ne pensa del possibile affacciarsi, sulla campagna elettorale, di un terzo candidato, Gianni Vernazza? "Se Ingegneria decide di proporre una candidatura alla corsa per il rettorato, trovo che quella di Gianni Vernazza sarebbe senza dubbio un'ottima candidatura". In cosa siete diversi, De Ferrari e lei? "Lui è partito con la campagna elettorale un anno fa, io il 5 aprile scorso. Non so come sia lui. Io sono una persona concreta, ho con me una squadra straordinaria e porterò in Ateneo la mia forza, il mio impegno e la mia freschezza. Non parliamo però del mio essere donna, per favore". A spingerla a candidarsi si è formato un cartello di nomi eccellenti, a partire dall'ex sindaco Giuseppe Pericu: pentita di aver accettato? "Ho accettato per spirito di servizio e poi perché condividevo l'idea che non sarebbe stato democratico un solo candidato. Non sono pentita, ma, questo sì, sono coraggiosa".

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Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto. L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010. "Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia: "Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni. Leonardo Muraro.

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E sull'Irpef il sindaco gela Poli Bortone (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-05-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Bilancio Oggi in Consiglio comunale E sull'Irpef il sindaco gela Poli Bortone LECCE - "Se Adriana Poli Bortone è convinta di non volere l'aumento delle tasse, la invito a votare con noi contro l'introduzione dell'addizionale Irpef". Antonio Rotundo, leader della minoranza di centrosinistra a Palazzo Carafa, lancia la sua sfida. E da Roma, la vice sindaca di Lecce declina l'invito a lancia un nuovo fendente al suo sindaco, Paolo Perrone. "Faccio parte di una maggioranza e le mie decisioni sono quelle della coalizione - risponde la senatrice, che ieri ha ricevuto il pieno sostegno del gruppo consiliare di An - . Il gruppo di An ha imposto alla giunta di non aumentare l'Ici ed ora, alla luce del decreto fiscale del governo nazionale, si rendono necessarie una riflessione e una revisione". Il sindaco Perrone, però, ha qualcosa da dire. "Non è assolutamente vero risponde - che sia stato solo il gruppo di An a non volere l'aumento dell'Ici. Dirò di più. Alleanza nazionale aveva proposto di portare l'addizionale Irpef al massimo dell'aliquota, che è lo 0,8%, purché non si aumentasse la Tarsu, ma su quello eravamo obbligati a intervenire perché i costi del servizio sono aumentati". Questo, dunque, il clima con il quale il consiglio comunale di Lecce si riunisce oggi, con inizio alle 10, per l'approvazione del Bilancio 2008. Ieri, i 12 consiglieri dell'Unione hanno annunciato che i loro 7 emendamenti sono stati dichiarati ammissibili e hanno spiegato come utilizzerebbero la somma, 1.240.000 euro, che si potrebbe risparmiare con i tagli ai costi della politica e della burocrazia. Destinerebbero, alle famiglie svantaggiate 250 mila euro, a strutture di aggregazione per le periferie 150 mila, alle attività ricreative e sportive 150 mila, alle associazioni di volontariato 60 mila, all'incentivazione dell'uso delle biciclette 50 mila, al sostegno per gli anziani 50 mila, a una spiaggia per persone disabili 60 mila, all'abbattimento delle barriere architettoniche 100 mila, a un fondo di sostegno per le persone non autosufficienti 100 mila, all'incentivazione della pratica sportiva 100 mila, al buono per l'acquisto della prima casa 100 mila, al contrasto al randagismo 20 mila. Per la vice presidente della Provincia Loredana Capone, l'ingerenza del governo nazionale nella politica fiscale degli enti locali è inaccettabile. A fare i conti in tasca all'amministrazione è il consigliere Antonio Torricelli che elenca le spese correnti inserite in Bilancio. Si apprende così che Palazzo Carafa spende 25.703.000 euro per i dipendenti, 57.987.000 per prestazioni e servizi, 4.563.000 per gli affitti, 8.273.000 per i trasferimenti, 6.430.000 per interessi e leasing per un totale di 108 milioni a fronte dei 104 di entrate. Contrario al Bilancio anche Wojtek Pankiewicz del Centro Moderato. F. M. Poli Bortone.

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Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto. L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010. "Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia: "Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni. Leonardo Muraro.

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Consiglio, braccio di ferro sull'urbanistica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-05-29 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La "Omnibus" Verdi e destre: attacco all'ambiente e ai municipi. Laimer: non è un colpo di mano Consiglio, braccio di ferro sull'urbanistica Ok all'adeguamento d'ufficio dei Puc. L'opposizione: "Inaccettabile" BOLZANO - Scontro sull'urbanistica in consiglio provinciale, dove ieri è proseguita la discussione sulla "legge omnibus ". L'esame è ripartito dall'articolo 2 bis, che modifica la legge urbanistica provinciale inserendo, tra l'altro, l'adeguamento d'ufficio dei Puc e dei piani paesaggistici ai piani di settore, l'introduzione di un parere da parte della direzione provinciale urbanistica sulle modifiche dei piani di attuazione comunali, e diverse altre novità. Ben trenta gli emendamenti presentati da parte di Verdi, Ufs, An e di Hanspeter Munter (Svp). Cristina Kury è andata all'attacco: "La pretesa di adeguare automaticamente i Puc ai piani di settore è un attacco inaccettabile alla tutela dell'ambiente: si pensi a cosa significherebbe questo per l'Alpe di Siusi ". Kury ha anche criticato l'emendamento proposto da Munter sull'esonero dal dal pagamento dei contributi di costruzione. Andreas PÖder (Union) ha spiegato da parte sua che "questo articolo è quasi un disegno di legge vero e proprio. è inaccettabile, e la cosa peggiore è la modifica dell'articolo 105, con la possibilità che la giunta decida discrezionalmente in merito ad abusi edilizi". Di seguito è intervenuto Alberto Sigismondi (An): "Stiamo andando - ha detto - verso la direzione opposta a quella della semplificazione amministrativa. Ricordo il monito della presidente del Tar, Marina Rossi Dorsi, che lamentava troppe modifiche proprio alla norma urbanistica e rilevava una flessione delle concessioni edilizie, così come Egarter al convegno dell'Assoimprenditori. Questi denunciava anche troppa burocrazia, ed anche noi riteniamo ci sia una sovrapproduzione amministrativa, nonché un eccessivo coinvolgimento della politica in scelte imprenditoriali. è evidente il problema dell'insufficiente autonomia dei Comuni, specialmente in tema urbanistico". Secondo Alberto Pasquali (Fi), "ben 16 pagine della omnibus sono dedicate alla legge urbanistica: c'è da chiedersi cosa può essere accaduto in questi pochi mesi perché la situazione venga così pesantemente modificata. D'accordo con lui Pius Leitner (Freiheitlichen). Nella replica, l'assessore Michl Laimer, ha assicurato che "la modifica d'ufficio dei Puc e dei Piani paesaggistici non è un colpo di mano, perché con l'introduzione della Via strategica c'è una misura assolutamente nuova che invita a considerare il progetto nel contesto in cui si inserisce". L'articolo 2 bis è stato approvato con un'astensione, 5 voti contrari ed i restanti favorevoli. Bocciati quasi tutti gli emendamenti, compreso quello - votato a scrutinio segreto - di Hanspeter Munter. Via libera L'articolo due bis è passato con cinque no.

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Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto. L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010. "Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia: "Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni. Leonardo Muraro.

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Emma Marcegaglia a Bolzano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PUBBLICITA - data: 2008-05-29 num: - pag: 18 categoria: PUBBLICITA LA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SARà ALL'ASSEMBLEA DI ASSOIMPRENDITORI Emma Marcegaglia a Bolzano Previsto anche un intervento di Cipolletta ( T renitalia) sul T unnel del Brennero Contestualmente alla sua elezione alla Presidenza di Confindustria, nell'ambito dell'Assemblea Confederale Emma Marcegaglia ha sottolineato come l'Italia è malata e la sua malattia si chiama “crescita zero” e la pressione fiscale sia superiore alla media europea e sia profondamente disomogenea, evidenziando anche che il malessere del Nord-Est nasce anche per colpa di una burocrazia opprimente e poco efficiente, da un fisco esagerato e servizi scadenti, dagli interessi corporativi che bloccano le infrastrutture. L'attuale Presidente Emma Marcegaglia (Marcegaglia Spa) ha accolto l'invito del Presidente, Christof Oberrauch (Durst e Alupress Spa), a partecipare all'Assemblea generale di Assoimprenditori Alto Adige, che avrà luogo venerdì, 6 giugno 2008, con inizio alle ore 10.30, al Centro Congressi dell'Hotel Sheraton presso la Fiera di Bolzano. Oltre al Presidente Marcegaglia per la sua Assemblea annuale Assoimprenditori potrà contare su un altro illustre ospite. Il programma della più importante manifestazione associativa prevede, infatti, anche l'intervento del Presidente di Trenitalia, Innocenzo Cipolletta, che parlerà dell'importanza delle infrastrutture per il comporto economico con particolare riferimento alla Galleria di base del Brennero ed alle sue implicazioni per l'Alto Adige. All'Assemblea degli Imprenditori, che inizierà con il discorso del Presidente Christof Oberrauch, sono previste alcune riflessioni del Presidente della Giunta provinciale altoatesina, Luis Durnwalder, nonchè i saluti di Norbert Plattner, Presidente della Cassa di Risparmio di Bolzano, che anche quest'anno è sponsor di Assoimprenditori Alto Adige. Emma Marcegaglia è nata a Mantova nel 1965, si è laureata in Economia Aziendale ed ha conseguito un Master in Business Administration presso la New York University. Attualmente riveste il ruolo di Amministratore Delegato della Società Marcegaglia S.p.A. e di tutte le Società controllate. è Presidente della Fondazione Areté Onlus per il sostegno dell'attività; Vita-Salute San Raffaele, ed è Membro permanente del "Enterprise Policy Group Professional Chamber" e del Comitato Esecutivo dell'Aspen Institute Italia. All'interno del sistema Confindustria ha ricoperto gli incarichi di: Vice Presidente di Confindustria per l'Europa; Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria; Presidente dello YES (Young Entrepreneurs for Europe); Vice Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Innocenzo Cipolletta è nato a Roma nel 1941, è un economista e dirigente d'azienda italiano. Attualmente è il presidente delle Ferrovie dello Stato. Fra gli incarichi che ha rivestito e/o riveste tutt'ora ricordiamo: Presidente della UBS Corporate Finance Italia S.p.A., Presidente dell'Università di Trento, Presidente del Il Sole 24 Ore. Ha ricoperto inoltre ruoli di funzionario e di dirigente all'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e all'ISCO (Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura). E' stato Direttore Generale di Confindustria (dal 1990 al 2000) e Presidente della Marzotto SpA (dal 2000 al 2003). E' Cavaliere di Gran Croce. ASSEMBLEA ASSOIMPRENDITORI Emma Marcegaglia e Innocenzo Cipolletta.

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<Salumi, superare i consorzi> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Salumi, superare i consorzi" E' quanto emerso dall'incontro di ieri all'università Cattolica Il mercato dei prodotti agroindustriali è stato il tema della conferenza "La competitività dei prodotti agroindustriali italiani e le forme di tutela della produzioni tipiche a livello internazionale". Le criticità e le nuove prospettive sono state proposte ed analizzate dai relatori presenti, ieri mattina, nella Sala convegni dell'Università Cattolica di Piacenza. Entrambi i relatori, Claudio Palladi, amministratore delegato Grandi Salumifici Italiani ed Ettore Rocchi, professore di diritto commerciale dell'Università di Modena e Reggio Emilia, hanno sottolineato come i prodotti agroindustriali compongano un mercato "in forte ascesa e caratterizzato da numerose possibilità di sviluppo", come ha descritto Claudio Palladi. "Un mercato che, pienamente inserito nelle specificità territoriali, risente di un'organizzazione come quella dei consorzi -ha sottolineato Rocchi- che deve essere superata se il mercato italiano vuole imporsi in modo rilevante oltre i propri confini". Quest'ultimo concetto è stato più volte evidenziato nell'incontro, condotto da Francesco Timpano, docente di politica economica all'Università Cattolica cittadina, dove i relatori hanno indagato un settore che riguarda da vicino anche Piacenza. "La strategia dell'impresa Grandi Salumifici Italiani -ha spiegato Palladi- ha creato nove stabilimenti che interagiscono con numerosi satelliti presenti nei territori". Strategia che nell'ambito cittadino si realizza attraverso una collaborazione con un salumificio in Val Tidone. E se questa si è rivelata una fruttuosa progettazione del sistema produttivo, Ettore Rocchi ha ribadito "la necessità di ristrutturare o di trovare un'alternativa ai consorzi, dove l'eccessiva burocrazia e livelli decisionali lenti e farraginosi sono un freno per la produttività ed il commercio". Chiara Cecutta 29/05/2008.

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Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto. L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010. "Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia: "Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni. Leonardo Muraro.

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Fotovoltaico, parte Rovigo <Poi nelle scuole trevigiane> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-05-29 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'accordo con Mitsubishi Fotovoltaico, parte Rovigo "Poi nelle scuole trevigiane" TREVISO - Non si aspetta un incremento dei ricavi, ma un processo "di fidelizzazione del cliente" che potrebbe valere più di tante campagne pubblicitarie. Ascopiave sceglie Mitsubishi Electric e lancia su tutto il territorio di riferimento, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la propria offerta sul fotovoltaico. Regolata da un accordo biennale di esclusiva nell'area, la proposta sarà destinata agli utenti civili e alle famiglie: un pacchetto "chiavi in mano" (burocrazia compresa) del costo di 17.900 euro, "totalmente ammortizzabile in otto anni - sottolinea il presidente Gildo Salton grazie agli incentivi del conto energia e ai vantaggi dell'autoproduzione". Si tratta di piccoli impianti da 3-20 chilowatt, garantiti per 25 anni e finanziabili con credito bancario "attraverso accordi che abbiamo stretto con una serie di Banche di credito cooperativo". La prima sperimentazione, per i prossimi sei mesi, sarà a Rovigo, poi si potrà estendere a tutto il Veneto. L'obiettivo è di installare 1,2 megawatt entro il 2008 e 2,5 megawatt nel 2010. "Epicentro" sarà Treviso, con l'ente Provincia in cabina di regia: "Impianti fotovoltaici nelle 95 sedi scolastiche di nostra competenza", è il progetto presidente Leonardo Muraro. In più, il Piano territoriale provinciale sarà usato come strumento utile per superare gli ostacoli urbanistici (sempre in agguato per il fotovoltaico) nei Comuni. Leonardo Muraro.

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Ci risiamo. Il personale della Croce Rossa che svolge servizio per le ambulanze dell'Ares 118 d (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I Latina non percepirà lo stipendio il 10 giugno. A metterlo nero su bianco è il presidente del comitato provinciale della Croce Rossa, Remigio Recchiuti. In una lettera ai vertici dell'associazione, al prefetto e alle organizzazioni sindacali fa sapere che "l'Ares 118 non ha provveduto a saldare la fattura di aprile, il cui pagamento sarebbe dovuto pervenire entro il 4 maggio a norma della convenzione in atto". Data la situazione qualora il pagamento non arrivasse "in tempi adeguati" la Croce rossa "non potrà far fronte al pagamento delle competenze dei dipendenti previsto per il giorno 10 giugno". Dipendenti che, ormai stufi di questo andazzo e dello scaricabarile che si verifica ogni volta tra Ares che dice di aver provveduto a incaricare la banca di fare il mandato e Croce Rossa che sostiene di non aver ricevuto i soldi, stavolta proclamano direttamente lo sciopero. Quattro ore a inizio turno l'11 giugno, così ha deciso la Funzione pubblica Cgil. "Siamo preoccupati delle continue tensioni alle quali sono sottoposti i lavoratori del delicato servizio 118 - scrive Giulio Morgia a Croce Rossa e Ares - e stigmatizziamo la superficialità con la quale l'amministrazione continua a trattare le dovute spettanze maturate con abnegazione e senso del dovere". Lo stato di agitazione proclamato il 18 aprile, del resto, non era mai stato revocato e quindi è stato proclamato lo sciopero con sit-in alle 9 presso il Comitato provinciale della Croce rossa di Latina e alle 11 in Prefettura. Dopo l'ultima protesta, tra l'altro, l'associazione si era impegnata a sottoscrivere con una banca un contratto per farsi "anticipare" le fatture ma evidentemente questa possibilità non c'è ancora. E i lavoratori restano in mano alla burocrazia, con stipendi a rischio ogni mese. Intanto a proposito di 118 ieri in commissione sanità alla Regione si è svolto un vertice sull'elisoccorso. L'attenzione è stata focalizzata sulla necessità di dotare urgentemente l'ospedale di Frosinone di una base per l'elicottero necessaria per assicurare il rapido collegamento con l'attuale Dea di II livello individuato a Latina.

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Settanta roghi attorno alla città vigili del fuoco tutti al lavoro - paolo russo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Bari Settanta roghi attorno alla città vigili del fuoco tutti al lavoro Sino a domani temperature record per lo scirocco PAOLO RUSSO A un mese dall'estate in Puglia è già emergenza incendi. Il vento africano e le temperature record di ieri, quando la colonnina di mercurio a Bari ha superato i 35 gradi, hanno alimentato decine di roghi. Alle 18 di ieri la tangenziale di Bari e le principali strade statali e provinciali della regione erano disseminate di piccoli e medi focolai. Nel solo Barese oltre 70 incendi hanno impegnato fino a tarda sera i pompieri costretti richiamare in servizio il personale di riposo. Il fuoco a Japigia, Molfetta e Triggiano ha lambito da vicino le abitazioni senza, però alla fine provocare danni. Il caldo torrido però ha reso alberi e cespugli secchi prima del tempo e le associazioni ambientaliste adesso temono per il peggio. A lanciare l'allarme è stato ieri il Wwf che, per voce del suo coordinatore regionale Pasquale Salvemini, ha messo a nudo le carenze del sistema di prevenzione. Le promosso arrivate all'indomani dei roghi che lo scorso anno distrussero il 40 per cento del patrimonio boschivo pugliese sono state completamente disattese. "Siamo già in piena emergenza - ha sottolineato Salvemini - ma dobbiamo registrare la totale inoperosità delle istituzioni sulla prevenzione degli incendi. Dopo i roghi dello scorso anno auspicavamo un intervento mirato e organico che non attendesse l'emergenza in cui oggi già siamo piombati ma mettesse in opera una taske force che a questo punto della stagione dovrebbe già essere in grado di funzionare". E invece non è così. Alla fine di maggio, mentre la Puglia è divorata da centinaia di roghi di piccole e medie proporzioni, manca ancora un piano regionale antincendi. Le prefetture non hanno ancora convocato i tavoli tecnici necessari a dirigere e coordinare gli interventi di vigili del fuoco, forestali e volontari. Eppure la Puglia, indifferente ai tempi della burocrazia e alle mancanze delle istituzioni brucia già di paura. Anche i vigili del fuoco costretti a correre avanti e indietro per spegnere i focolai disseminati per tutta la regione puntano il dito contro l'inoperosità delle pubbliche amministrazioni. "Nel Barese - si sfoga il caposquadra Modesto Fanelli gli argini delle strade e i terreni incolti sono in totale stato d'abbandono. Basta pochissimo per alimentare un incendio di proporzioni inimmaginabili". Il vento africano e il caldo torrido non daranno tregua neanche oggi. Il maltempo in arrivo nelle aree tirreniche e del Centro Nord non farà sentire i suoi effetti benefici sulle torride temperature pugliesi che rimarranno da bollino rosso. Domani, secondo i dati meteo della Protezione civile, Bari sarà l'unica città italiana in cui permarrà lo stato di massima allerta. Anche ieri i tre pronto soccorso della città sono stati subissati di richieste d'intervento. Sono soprattutto gli anziani a patire per questo brusco aumento delle temperature. Unico rimedio consigliato dagli esperti è quello di non esporsi troppo ai raggi del sole e evitare d'uscire di casa. L'afa non darà tregua fino a questo fine settimana anche se già da domani i venti potrebbero ruotare dai quadranti meridionali a quelli di levante: almeno per qualche ora l'effetto cappa che avvolge la città potrebbe svanire. Negli ultimi giorni questa situazione meteorologica sfavorevole ha fatto impennare i dati dell'inquinamento atmosferico che a Bari ha toccato punte record.

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Il sultano fa d'oro la musica "l'auditorium a dicembre" - camilla povia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Bari Il sultano fa d'oro la musica "L'Auditorium a dicembre" Stamattina la partenza da Bari sul suo jet Il Conservatorio fa nuovi progetti grazie ai 3 milioni Divella: entro un mese i lavori CAMILLA POVIA Dopo i 5 milioni di euro donati alla città e le tremila persone raccolte per il concerto offerto dalla banda militare della guardia reale, il sultano dell'Oman lascia Bari a bordo del suo jet privato. Il decollo è fissato per oggi, dopo le 9,30. Sull'orario c'è massima riservatezza e del resto non è una novità se si pensa alla vacanza dell'emiro, un uomo invisibile ma dalla grande generosità. Ma ieri pomeriggio, a meno di dodici ore dalla partenza di sua maestà, al porto si è rischiato un vero e proprio "incidente diplomatico". Verso le 15,20, mentre l'emiro era nelle sue stanze, una decina di uomini dell'Autorità portuale si sono avvicinati a qualche metro dalle finestre dello yacht reale e hanno iniziato a costruire una tecnostruttura. Gli operai, che si erano tolti i vestiti per il troppo caldo, lavoravano con i trapani per predisporre il ritiro bagagli per la nave da crociera che attraccherà lì il 2 giugno. è subito scattato l'allarme negli yacht e l'entourage dell'emiro in due secondi ha mobilitato il corpo della guardia reale. Anche se gli operai erano autorizzati, per motivi di sicurezza sono stati costretti a interrompere la costruzione e lasciare immediatamente la zona. Grande spavento all'interno delle navi reali: gli uomini lavoravano a soli 5 metri dalle stanze del sultano. La struttura per il ritiro bagagli sarà ultimata questa mattina, quando il sultano avrà lasciato la reggia galleggiante e salirà in una delle Mercedes che lo accompagneranno all'aeroporto. Finisce così la vacanza pugliese di uno degli uomini più importanti nel mondo, che lascia Bari dopo quasi due settimane. Dell'emiro ora, oltre al ricordo, rimarranno anche i soldi: i 5 milioni donati per l'acquisto di un'attrezzatura per la cardiochirurgia infantile e le borse di studio per i giovani che studiano al Conservatorio. Il direttore dell'istituto di musica, Marco Renzi, non ha ancora deciso qual è l'investimento migliore da fare. "Di certo i fondi saranno utilizzati per i ragazzi - spiega - sia per quelli che sono iscritti al conservatorio e che vogliono migliorare le proprie capacità andando a studiare fuori e sia per chi ha già concluso il percorso di studi. Quello che è certo è che la donazione del sultano non aiuterà solo i ragazzi pugliesi ma anche tutto il sistema musicale italiano". Il conservatorio Piccinni è uno dei più grandi dell'Italia. Conta circa 2.300 iscritti e vanta un corpo docenti riconosciuto in tutta Europa. "La donazione di tre milioni di euro è un avvenimento clamoroso che non ha precedenti - continua Renzi - spero che questo possa essere un gesto che apra la strada a nuovi investimenti nei conservatori italiani, per queste strutture che nonostante siano importantissime, sono considerate come cenerentola della cultura". Ma il vento soffia dalla parte del Conservatorio Piccinni. Entro dicembre sarà inaugurato anche l'Auditorium, rimasto chiuso per oltre dieci anni e utilizzato saltuariamente ma solo dopo una lunga serie di permessi speciali. "Entro un mese comincerà la ristrutturazione - spiega il presidente della Provincia, Vincenzo Divella - e finalmente sarà presto riconsegnato alla città dopo il lungo iter della burocrazia". Il sultano, ancora una volta, ha lasciato il segno.

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Marcegaglia dà l'imprimatur a marini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Marcegaglia dà l'imprimatur a Marini Il neo presidente denuncia il rischio isolamento: "Servono collegamenti" "Non vogliamo diventare l'isola di Robinson Crusoe L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è rinchiuderci" PRATO. Non vogliamo che Prato diventi l'isola di Robinson Crusoe. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è di rinchiuderci. è a queste due frasi che il nuovo presidente degli industriali pratesi Riccardo Marini, fresco di elezione, ieri dopo la votazione dei soci, si è affidato per sintetizzare l'esigenza del distretto di poter contare su collegamenti con il resto della Regione, d'Italia e del mondo. Le infrastrutture sono state infatti il tema dominante della lunga relazione letta da un diplomatico e insolito Marini, che nell'intervento pubblico, ha deciso di dare meno spazio al tessile scegliendo temi più generali legati al territorio e alla gestione politica. E invocando davanti a una platea, affollata da imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, un nuovo sistema di relazioni. Un discorso per temi ripreso, più volte, dagli ospiti. In primis dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, dal ministro alle infrastrutture Altero Matteoli, dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini e dall'economista Marco Fortis. I COLLEGAMENTI "Già oggi - ha commentato il neo presidente eletto con 335 voti su 341 - viviamo il paradosso di un distretto che per raggiungere il capoluogo regionale distante meno di 20 chilometri può scegliere tra un'autostrada perennemente intasata e un servizio ferroviario che presenta qualche segnale di miglioramento ma che ancora non basta". E poi riferimenti alle criticità forti sull'asse nord-sud, all'esigenza di una metrotranvia che colleghi l'area Banci all'aeroporto di Peretola. E nel discorso Marini è entrato anche nel dettaglio su Peretola chiedendo di non puntare solo su Pisa. Argomento che ha ripreso il ministro Matteoli ribadendo come "i due aeroporti di Firenze e di Pisa debbano essere fatti crescere entrambi e che mettere in competizione Pisa e Firenze ha fatto sì che entrambi crescessero in maniera più che soddisfacente". I RIFIUTI Il presidente degli industriali ha ribadito l'esigenza di un nuovo termovalorizzatore. "A parte Montale - ha detto - nell'area metropolitana non abbiamo impianti di smaltimento. Case Passerini basterà, come ampiezza e come tempistiche di realizzazione? Non vado oltre. Bene ha fatto Prato a riservarsi la possibilità di realizzare un proprio impianto: occorre tenere gli occhi aperti e se, nel caso, dare il via all'operazione, perché un termovalorizzatore non si costruisce dalla mattina alla sera". Un invito che è servito al ministro toscano per allargare la prospettiva e sostenere "che senza termovalorizzatori non si può pensare di risolvere il problema dei rifiuti e che in Italia "siamo seduti su una polveriera, il problema rischia di esplodere non solo in Campania ma anche in altre regioni. Per questo il problema dei termovalorizzatori va affrontato". L'ENERGIA "La questione energia - ha detto Marini - è un concentrato di errori e manchevolezze: liberalizzazioni a metà, reti inadeguate che rendono difficile anche l'approvvigionamento dall'estero, burocrazia eccessiva per chi voglia ricorrere alle fonti rinnovabili..". E poi un riferimento ai costi energetici. "Oggi degli sgravi fiscali beneficiano le aziende definite energivore sulla base del valore assoluto dei loro consumi e non dell'incidenza dei costi relativi sul totale dei costi aziendali. Insomma in altre parole solo le nostre piccole imprese subiscono gli oneri per intero. La soluzione ci sarebbe anche senza toccare i meccanismi tributari: basterebbero avessero rilevanza i consorzi e i gruppi di acquisto". Energia significa anche investimenti sul nucleare. L'ha ribadito Marini, l'ha ripreso la Marcegaglia e il ministro Matteoli. "Il nucleare risolverà i problemi di produzione energetica dell'Italia, ma solo nel lungo periodo". Ha detto Altero Matteoli "Questa soluzione è fra 10-15 anni", ha spiegato, ricordando i tempi di pianificazione, costruzione e messa a regime degli impianti. Nel frattempo, ha aggiunto il ministro, "siccome non è pensabile che con le fonti alternative si possa risolvere il problema della produzione di energia, andiamo avanti con l'eolico ed il solare, ma occorre un mix per produrre energia: i rigassificatori vanno fatti, non è possibile tenerli bloccati. Ora bisogna partire, l'uso del gas è indispensabile, così come il carbone pulito, che non ha più l'impatto ambientale di una volta". FORMAZIONE "Sul capitale umano - ha evidenziato il neo presidente ci accingiamo ad avviare un progetto di collaborazione con la fondazione Nordest che effettuerà un'indagine sul bisogno di capitale umano delle imprese e sul loro giudizio sull'attuale offerta formativa locale: potremo così disporre di un quadro di riferimento che ci consentirà di effettuare scelte più consapevoli e centrate. Il tutto senza trascurare le attività formative ormai storiche". Ilenia Reali.

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E i detenuti vincono il primo torneo... a casa loro (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno E i detenuti vincono il primo torneo... a casa loro Grande festa al campo delle Sughere con Igor Protti campione di umanità LIVORNO. Liberi di giocare. E di vincere. Il primo torneo di calcio andato in scena ieri sul nuovissimo campo in erba sintetica costruito all'interno del carcere delle Sughere ha celebrato nel migliore dei modi la giornata speciale vissuta da tanti detenuti. Sedici protagonisti in campo e tutti gli altri sugli spalti (presente anche una delegazione al femminile) di una parentesi felice. E soprattutto utile a spezzare la monotonia che caratterizza la detenzione. Tanti i dialetti, i colori e le lingue più disparate. Tanti i volti segnati dalle difficoltà e da errori della vita pagati a caro prezzo, anche se più sorridenti del solito. Cori da stadio, incitamenti goliardici e pacche sulle spalle: questi i quadretti da incorniciare nella mattinata. Senza controlli, né barriere a dividere loro dalle tre squadre avversarie tra cui, oltre alla selezione dell'istituto superiore Vespucci e quella del Territorio composta dai dipendenti di Comune, Provincia e Uisp, anche quella dei "nemici-amici" della polizia penitenziaria. Tanti sorrisi, strappati anche grazie alla presenza illustre e attiva di Igor Protti: per l'indimenticato numero 10, manciate di minuti spesi sia sudare, sia a mischiarsi con i tanti estimatori sugli spalti a caccia di un saluto o di una foto. L'ex amaranto resta, insomma, un campione di umanità. Spinta dall'entusiasmo di avere vicino questo compagno e spettatore d'eccezione, la rappresentativa dei padroni di casa, autoironicamente battezzatasi "Gattabuia", ha vinto il quadrangolare: prima rimontando dallo 0-1 e regolando ai rigori il Vespucci (6-5), poi dominando la finale (2-0 al Territorio capace in precedenza di battere in extremis 2-1 la Polizia). Una festa utile per varare una struttura moderna, finanziata con i fondi del Comune (95mila euro) e Provincia (25mila) per la quasi totalità dei 120 mila necessari al completamento di un iter di lavoro arrivato al sospirato capolinea dopo 4 anni spesi tra burocrazia e cantieri. Oltre alla direttrice Anna Carnimeo e alla comandante della polizia penitenziaria Morgana Fantozzi che hanno fatto gli onori di casa, all'evento hanno presenziato il presidente della provincia Giorgio Kutufà, l'assessore al sociale del Comune Alfio Baldi, il questore Nicola Zito e il vicario generale della diocesi Paolo Razzauti. Andrea Puccini.

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L'intervento (sezione: Burocrazia)

( da "Salute (La Repubblica)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO SALUTE ultimo aggiornamento 29 Maggio 2008 Mobile Stampa pag. 21 L'intervento Ausili per i malati, vittoria di Coscioni Il nuovo Nomenclatore e la battaglia dell'Associazione di Marcello Crivellini * Con il decreto di approvazione dell'aggiornamento del Nomenclatore protesico si conclude vittoriosamente la battaglia che Luca Coscioni aveva iniziato nel 2002 in difesa dei diritti costituzionali di quei cittadini che, a causa di gravi patologie del sistema neuromuscolare, non riuscivano più a parlare naturalmente; ciò che la malattia aveva loro tolto poteva essere restituito tramite sintetizzazione della voce effettuata da sistemi tecnologicamente avanzati, disponibili in commercio ma che il Servizio Sanitario Nazionale (esso sì disabile grave!) non riconosceva. Questa assurdità burocratico-politica, più crudele e spietata della peggiore patologia progressiva, si basava sul fatto che l'elenco degli ausili riconosciuti e pagati dal Servizio Sanitario (il Nomenclatore, appunto) era stato predisposto negli anni '90 e mai più aggiornato, malgrado la legge lo prevedesse tassativamente. I sistemi più moderni ed efficaci sono stati perfezionati a partire dalla seconda metà degli anni '90 e dunque non facevano parte del Nomenclatore. In tal modo coloro che erano stati colpiti da gravi malattie (la SLA ad esempio) e perdevano l'uso della parola erano costretti a pagarsi i nuovi sistemi per parlare, comunicare, navigare in internet, interloquire con il mondo esterno. Così Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e tanti altri hanno comunicato e sono stati in questi anni leader politici grazie a sistemi che la tecnologia ha messo a disposizione ma che il Servizio Sanitario, contro le proprie leggi, ignorava e non forniva. Per anni gli esponenti dell'Associazione Coscioni hanno lottato, digiunato, proposto, creato iniziativa politica per questa battaglia di diritto e di legalità che Luca ha voluto chiamare "Libertà di parola". In particolare negli ultimi mesi, l'Associazione ha intrapreso numerose iniziative rivolte a sollecitare "il passo decisivo" della Turco: l'azione nonviolenta di digiuno e dialogo, inizialmente avviata giovedì 31 gennaio a mezzanotte, che ha attraversato diverse fasi di sospensione e ha coinvolto oltre sessanta persone. In un paese normale sarebbero bastati pochi mesi per ottenere l'aggiornamento del Nomenclatore. Dall'inizio di quella battaglia sono passati oltre 5 anni, 2 legislature, 3 Governi, 4 ministri della Salute, infiniti bla-bla della politica e della burocrazia e tanta comprensione per gli interessi di lobby e corporazioni, ma oggi finalmente una sezione del Nomenclatore è dedicata agli ausili per la comunicazione ed anche i più innovativi fra questi sono accessibili ai cittadini con disabilità gravi nella comunicazione. Nel frattempo Luca Coscioni non c'è più, Piergiorgio Welby non c'è più ma grazie alla forza del loro corpo martoriato e della loro intelligenza la legge è di nuovo rispettata ed il diritto dei più fragili fra i cittadini è stato riportato alla vita. * Membro della Direzione nazionale dell'Associazione Coscioni e Professore Associato di Bioingegneria della riabilitazione e protesi, Politecnico di Milano.

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La bimba di nessuno (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CASALE MONFERRATO Da una settimana, nella nursery dell'Ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria, c'è una neonata senza nome. La madre, una donna di 35 anni, è finita in coma dopo un incidente. L'hanno fatta partorire con un cesareo. Ma poiché non si è più risvegliata, non può riconoscere formalmente la bambina come figlia propria. Neppure l'uomo che potrebbe essere il padre, e che non vive con lei, si è fatto avanti. La neonata rischia di essere affidata a un istituto, in attesa di futura adozione, nonostante i nonni materni siano pronti ad accoglierla. Anzi, si sono presentati all'Ufficio Anagrafe di Casale Monferrato, dove abitano, per iscriverla come figlia della loro figlia, ma si sono visti opporre un rifiuto. Così è iniziata una corsa contro il tempo per ottenere dal Tribunale dei Minori l'affidamento. Il primo scenario di questa storia assurda, dove il dramma si intreccia con la burocrazia, è la strada di un tranquillo quartiere casalese: qui, la sera del 20 maggio scorso, la donna viene investita da una vettura. Il conducente scappa, ma viene rintracciato più tardi e denunciato per omissione di soccorso. Nel frattempo, i soccorritori si rendono conto della gravità, complicata dal fatto che la giovane è al settimo mese di gravidanza. I medici dell'ospedale di Alessandria, dove la paziente è ricoverata, decidono di intervenire con un taglio cesareo e nasce la bambina. Ma la madre, tuttora in coma farmacologico, non è nelle condizioni di riconoscerla. Quindi, i nonni non possono prendersi cura della nipotina perché, per la burocrazia, quella bambina non è giuridicamente figlia della loro figlia. In casa, avevano già fatto spazio a un lettino che, fino a una decina di giorni fa, non era previsto, ma si sentono dire che, per lo Stato, quella piccina non è loro nipote. Sono disperati: hanno una figlia ricoverata in Rianimazione che non si sa se si sveglierà e una nipote che non possono stringere tra le braccia. L'avvocato Paolo Casalone, cui si sono rivolti, ha presentato al Tribunale dei minori di Torino una istanza affinché la neonata sia affidata "ai genitori della donna che l'ha partorita". "Bisogna fare in fretta - spiega il legale - affinché la bambina possa essere direttamente presa in custodia dai nonni, senza passare in un istituto, nell'attesa fiduciosa che la madre si svegli dal coma e la riconosca". La direzione sanitaria dell'ospedale di Alessandria ha subito preparato la documentazione per l'esame del Tribunale. Ora la speranza di due genitori sconvolti dal dolore per una figlia in coma e nonni di una bimba che viene loro negata è riposta nei giudici torinesi.Il nostro codice civile non prevede per la madre l'accertamento automatico della filiazione. Colei che partorisce può scegliere se riconoscere il figlio o invece non essere nominata nell'atto di nascita. Secondo l'articolo 254 del codice civile, se il figlio è stato concepito da persone non sposate, la madre e il padre possono riconoscerlo prima della nascita oppure successivamente. La legge sull'adozione chiude il cerchio: nel caso in cui il figlio non sia riconosciuto né dalla madre né dal padre, il tribunale deve dichiarare lo stato di adottabilità. Queste norme hanno uno scopo preciso: se una donna non può sopportare gli oneri della maternità, è certamente preferibile darle la possibilità di partorire dichiarando di non volersi occupare del bambino, piuttosto che lasciarle solo la strada dell'interruzione della gravidanza. Ma la legge lascia aperto un problema: che cosa accade se la madre non è in grado di riconoscere il figlio per le proprie condizioni di salute? Una soluzione si può trovare in un istituto introdotto qualche anno fa: l'amministrazione di sostegno. L'articolo 404 del codice civile afferma che la persona che, per effetto di un'infermità, si trova nella impossibilità di provvedere ai propri interessi può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare. È il giudice stesso che determina i poteri dell'amministratore. All'amministratore di sostegno può essere quindi anche attribuito il compito di fare scelte personali e fondamentali per la vita di un malato. Egli dovrà valutare, sotto il controllo del giudice, in quale situazione si verrebbe a trovare il bambino dopo il riconoscimento; dovrà in particolare accertare se, nonostante la malattia della madre e l'assenza del padre, vi è comunque una struttura familiare in grado di occuparsi di lui.Università di Milano.

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<Giovani senza progettualità> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONVEGNO. I rapporti tra politica e imprenditoria e mondo giovanile in un incontro dell'associazione Métaphos "Giovani senza progettualità" Riello: "Bravi imprenditori in Veneto, ma preoccupati di lasciare ai figli qualcosa di più e non di meglio"   Imprese e politica ancora troppo distanti dai giovani. Sul rapporto sempre più difficile tra nuove generazioni, cosa pubblica e mondo imprenditoriale ha fatto luce un incontro al liceo Stimate organizzato dall'associazione Métaphos per mettere a confronto i protagonisti del mondo imprenditoriale con quello dell'amministrazione pubblica. Tanti i temi trattati, dal ruolo sociale delle imprese alla mancanza di progettualità del mondo giovanile, per arrivare alla burocrazia e ai "fannulloni" del pubblico impiego. Ne hanno parlato il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, l'imprenditrice Marina Salamon e l'ex sindaco Paolo Zanotto. "La politica ha perso il ruolo di motore trainante della società, non essendo più in grado di fare sintesi delle tante istanze dei cittadini, sia a livello locale che nazionale", ha sottolineato il vicesindaco Alfredo Mocci nell'aprire l'incontro. "Anche l'impresa, quella veneta nella fattispecie, ha fatto poco per i giovani", ha proseguito Andrea Riello. "Il nostro modello di sviluppo regionale ha visto nascere negli ultimi 40 anni una generazione di ottimi imprenditori, troppo impegnati però a produrre ricchezza, preoccupandosi di lasciare ai propri figli qualcosa in più, ma non qualcosa di meglio. Dall'altro lato, coccolati dalla qualità della vita, i giovani non hanno saputo continuare il lavoro dei padri mettendosi a loro volta in gioco. È mancato loro il senso della progettualità". Sulla stessa lunghezza d'onda Marina Salamon, dettasi comunque fiduciosa sulla possibilità che il sistema Paese riesca a rialzare la testa, magari grazie ai giovani. "Se l'impresa italiana ha dirigenti dall'età media molto più alta rispetto alla media europea, è anche vero che la politica ha un ricambio generazionale ancora più lento. Ho però la sensazione che qualcosa stia cambiando. La nuova classe politica e imprenditoriale è fatta di giovani in massima parte molto più preparati rispetto a un tempo" ha proseguito senza risparmiare critiche al mondo dell'università. "Servono sempre più economisti, ingegneri, chimici e biologi. È sbagliato incanalare sempre più iscritti in facoltà come Scienze della formazione o della comunicazione, responsabili della creazione di figure che il mondo del lavoro non riesce ad assorbire in quantità. Mi auguro venga invertita presto questa tendenza preoccupante". Sul tema della precarietà del lavoro è di nuovo intervenuto Andrea Riello, convinto che il problema non debba ricadere solo sull'impresa. "È il mondo della politica, quindi lo Stato, a doversi accollare parte della questione, grazie alle risorse reperite dalla tassazione delle aziende. E il Nordest, su questo fronte, credo abbia sempre fatto la sua parte". Ma la politica può fare sintesi di queste istanze? "Il rischio di ogni politico è quello di diventare un burocrate, di perdere il contatto con la realtà" ha detto Fratta Pasini. "Non si deve perdere di vista il motore dell'azione politica, ossia l'idealismo". E proprio dall'idealismo ha preso le mosse l'azione politica di Paolo Zanotto. "Mi sono buttato in politica quando ho avvertito la presenza di un progetto per cambiare la città. Ci abbiamo provato e ne è valsa la pena".AL.AZ.  .

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La mia città orgogliosa, generosa, anticonformista: questo era e oggi non è più (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 29-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

La mia città orgogliosa, generosa, anticonformista: questo era e oggi non è più Brescia tramonta e nessuno se ne importa I politici sono stati i liquidatori della tradizione cattolico-liberale cittadina e l'economia è in mano a "imprenditori della scorciatoia" (segue dalla prima pagina) La ribellione di Brescia, le eroiche dieci giornate, iniziano il giorno 23 marzo, esattamente il giorno della abdicazione di Carlo Alberto, con la cattura di due ufficiali austriaci che pretendevano il pagamento di una multa alla quale la città era stata condannata e che sentiva ingiusta. Il 30 e 31 marzo il generale Nugent, accorso con mille uomini da Mantova a Verona, e il feroce maresciallo Haynau riuscirono a rafforzare la guarnigione del Castello. Da qui la mattina del 31 marzo Haynau intimò la resa alla città. Ma quando la sua intimazione fu letta alla folla numerosa che gremiva la piazza davanti al municipio, un grido unanime chiese la continuazione della lotta, che proseguì durissima nei primi giorni di aprile (le perdite bresciane furono tra i 600 e i 1.000 caduti). Carlo Alberto era già arrivato in Portogallo e niente e nessuno dava una prospettiva a questa rivolta. Scrive Giorgio Candeloro: "L'eroica insurrezione dimostrò al mondo quanto fosse odiato il governo austriaco in Lombardia e al tempo stesso quali possibilità di successo avrebbe potuto avere anche nel marzo del '49 una guerra insurrezionale, se fosse stata bene organizzata e condotta in tutte le città lombarde da uomini decisi". Questa è Brescia: città orgogliosa, ribelle, forte, capace di andare contro corrente. Ma ricordo che da ragazzo mi colpì, nel bellissimo cimitero vantelliniano, un cippo dedicato a un ufficiale austriaco sul quale stava scritto: "Oltre il rogo non vige ira nemica" (ma non sono riuscito a ritrovarlo. Forse il tempo ha cancellato la scritta). Anche questa è Brescia: una città umana e generosa. Nel 1238 Brescia subì un duro assedio da un esercito internazionale guidato dall'imperatore Federico II. Sono gli anni in cui i comuni del Nord e soprattutto quelli lombardi già passati, con la prima Lega Lombarda, attraverso una dura lotta con Federico I, Barbarossa, nonno di Federico II, terminata con il saggio compromesso della pace di Costanza (1183), stavano creando quel miracolo di civiltà e di vita sociale ed economica che furono i liberi Comuni italiani (quella che Prezzolini ha giustamente definito l'unica grande invenzione politica dell'Italia moderna). Federico si batte con loro in uno scontro lungo e durissimo. Riporta vittorie strepitose, come quella di Cortenuova (Bergamo); cattura il Carroccio; prende prigioniero il podestà di Milano, il veneziano Tiepolo; annulla la pace di Costanza e stabilisce un nuovo ordinamento che cancella tutte le autonomie comunali, sottoponendo ad un luogotenente imperiale tutto il Nord, che viene suddiviso in cinque parti affidate a cinque vicari. Ma i Comuni sconfitti rinascono dalle loro ceneri, come è proprio delle città e degli uomini liberi. Brescia non era stata espugnata e si erge come nuovo punto di resistenza per i comuni sconfitti. Federico chiama a raccolta i sovrani d'Europa per dare il colpo finale alle libertà comunali e lancia l'assedio a Brescia, così descritto da uno studioso tedesco: "Facendo appello alla solidarietà dei sovrano d'Europa, egli riuscì a riaccendere l'ideale dell'impero. Federico, infatti, seppe convincere i re che le ribelli città lombarde attentavano più che all'imperatore, al principio monarchico in sé e per sé? Ed i monarchi ed i potenti della terra diedero ascolto a quell'uomo imprevedibile. Fu così che nei primi mesi del 1238, re Corrado attraversò le Alpi ed entrò in Verona con i suoi Tedeschi o, per meglio dire, i suoi Svevi; i sovrani di Francia, Inghilterra, Ungheria e Castiglia inviarono la loro cavalleria; Giovanni Vatatzes, imperatore di Nicea, spedì in Italia delle truppe greche, e il sultano Malik 'al Kamil dei contingenti arabi? Vennero ad aggiungersi le milizie fiorentine, toscane e della Lombardia imperiale, i soldati delle Marche, della Romagna e persino di Roma, nonché quelli della Marca trevigiana di Ezzelino da Romano. E tutto quel poderoso esercito variopinto? venne mobilitato unicamente per assediare la piccola sassosa Brescia? A titolo di speciale omaggio il re di Castiglia aveva inviato un ingegnere arabo-ispanico, ritenuto un genio nella costruzione di torri mobili, catapulte e arieti. Si diceva che non vi fossero mura in grado di resistere alla sua arte. Quell'uomo era considerato così importante e di tale valore che Ezzelino da Romano lo consegnò a Federico incatenato dentro una gabbia. Malgrado tutte le misure di sicurezza il prezioso ingegnere, che si chiamava Calamandrino, cadde in mano ai bresciani, i quali seppero legarlo a sé con un metodo più efficace delle catene e delle gabbie. Gli diedero infatti in sposa una ragazza di Brescia, donandogli, per giunta, una casa e un podere (Nota: così i bresciani inventarono le stock options). Ben presto gli infallibili colpi di Calamandrino abbatterono le torri mobili degli imperiali. Tra incredibili efferatezze l'assedio si protrasse per settimane, ma Brescia resistette? Il sovrano sferrò un altro poderoso attacco alla città, ma, non avendo avuto successo neppure stavolta, dopo due mesi tolse l'assedio. L'esercito dell'imperatore e dei re dell'intera Europa aveva fallito sotto le mura di una sassosa cittadina italiana". Anche questa è Brescia: una città capace di non spaventarsi dei grandi poteri e di resistere rocciosa nella difesa delle sue libertà. Nell'assedio di Brescia del 1238 è presente anche un giovane ufficiale che comanda il presidio al castello di Lonato e che viene catturato da Federico II e incarcerato a Cremona, dove ha tempo per scrivere. Si chiama Albertano da Brescia. È un moralista religioso ortodosso, giurista, teologo, attivamente impegnato contro la diffusione del movimento eretico del Catari che a Brescia era ben presente, amministratore pubblico. Il clima culturale dominante è quello del contempu mundi . Questa visione, teorizzata da Pier Damiani, monaco camaldolese e poi sviluppata dal grandissimo papa Innocenzo III, condanna ogni forma di produzione economica eccedente lo stretto fabbisogno personale ("est cupiditas plus habendi quan oportet") e ogni ambizione di sviluppo ("che ciascuno rimanga nel suo proposito di vita e nella sua professione"). In questo contesto dove la ricchezza è peccato, Albertano che osserva la nuova vita operosa dei comuni (e i suoi libri ebbero grande diffusione in Europa in quel tempo), scrive: "le pecunie glorificano coloro che son privati di gentilezza; et la povertà invilanisce la casa ch'è alta di gentilezze, le ricchezze temporali per ragione sono da amare? in verità l'amore d'avere è molto buono, purché non trapassi il modo? grandemente si dè studiare in acquistare e conservare le ricchezze? Addunque puoi acquistare e possiedere le ricchezze, ma non vi ponere il cuore? e naturalmente sono onesti li guadagni se son fatti con giustizia, per li quali niuna persona è danneggiata? ricchezze addunque buone e piacevoli dei acquistare, affaticandoti co' le mani, schifando 'l riposo in tutte le cose, seguitando ragione? Et però debbi affaticare con gran rancola e con diligente opera, schifando pigrezza, cacciando sonno, non volendo riposo? Et (dunque) secondo natura fatti ricco, dando salvamento alla povertà? È contro natura quando diventi ricco de la povertà del mendico". Ma, precisa Albertano, ciò non si verifica quando la tua attività crea e porta nuove utilità: "Et puoi per buono procacciamento acquistare buone ricchezze? Et puoi acquistare buone ricchezze per buoni e lieti procacciamenti portando le cose dai luoghi nei quali n'è grande abbondanza ai luoghi ne' quali elle sono rare, e massimamente a le grandi città? In tal guisa dunque accetta le ricchezze che Iddio in niuna guisa non offendi". Qui non siamo soltanto alla piena legittimazione dell'attività imprenditoriale, ma ad un passaggio cruciale dell'evoluzione del pensiero economico. Dalla visione dell'economia a somma zero secondo la quale ad una persona che si arricchisce deve necessariamente corrispondere una persona che si impoverisce, alla visione dell'economia di sviluppo dove attraverso l'iniziativa, la conoscenza, l'innovazione, il lavoro, attraverso l'impresa insomma, si creano nuove utilità per tutti. Anche questa è Brescia. Una città capace di esprimere un pensiero innovativo, anticonformista, concreto, basato sui fatti e non sugli ideologismi, e che ha raggiunto sin da allora, con centinaia di anni di anticipo, un maturo equilibrio tra visione civile, visione religiosa e visione economica. Venendo a tempi più recenti ricordo di aver letto anni fa (ma non avendo saputo ritrovare la fonte e verificare il ricordo non ne sono certo) che Brescia è stata l'unica città italiana che non ha fatto ricorso ai fondi del piano Marshall. Se non è vero è verosimile, perché anche questa è Brescia: una città capace di creare il proprio sviluppo solo con il proprio lavoro. Ma questa era o è Brescia? La Brescia di oggi è ancora leonessa o è velina? Osservando oggi Brescia si vedono i segni di una importante crisi di trasformazione (che come tutte le crisi di trasformazione potrebbe anche portare a salti positivi). Sul piano politico la schiacciante vittoria del Pdl non è un semplice cambio di governo. È la fine della grande tradizione di solida cultura cattolico-liberale che ha espresso persone di altissimo rilievo come Papa Montini e il cardinale Giulio Bevilacqua, importanti case editrici, amministratori pubblici di grande qualità, correttezza e spessore (da Bruno Boni, il sindaco per sempre, a Cesare Trebeschi a Martinazzoli). Forse la parola fine è impropria di fronte a tradizioni culturali di questa portata. Forse è più giusto parlare di inabissamento, come un fiume carsico che si inabissa, per riemergere chissà come e chissà quando. Resta il fatto che oggi quella grande tradizione di cattolicesimo liberale e di capaci amministratori è stata sconfitta, senza neanche battersi con convinzione. Già da tempo era percepibile questa ritirata, che aveva lasciato il posto ad un cattolicesimo degli interessi che è venuto a saldarsi con un cattolicesimo integralista. La nascita del Pd è stata anche a Brescia una operazione a freddo che non si può dire fallita. Anzi, è stata, in un certo senso, un successo, perché ha ottenuto esattamente quello che ha cercato. Hanno voluto fare una fusione a freddo e chiusa tra le burocrazie partitiche del Pds e della Margherita e quello hanno ottenuto: i bresciani hanno dato al Pd la somma dei voti del Pds e della Margherita. Non uno di più, non uno di meno. Come volevasi dimostrare. Nel Pd la componente ex comunista è stata la peggiore, chiusa, burocratica, insensibile ai temi che con maggiore interesse e ansia interessavano la popolazione, legata a puri temi di nomenclatura, arrogante. La crisi, di lunga lena, della grande tradizione cattolico-liberale bresciana; l'incapacità di affrontare le nuove ansie (ed in primo luogo la sicurezza); un atteggiamento isolato, partitico e settario del governo uscente; la mediocrità della lista presentata; la pochezza del candidato sindaco (imposto pochi mesi prima delle elezioni dalla componente ex comunista contro un candidato, Morgano, che aveva almeno qualche possibilità di battersi con onore); l'ondata generale nazionale. Tutto ciò spiega la sconfitta inevitabile. Ma non spiega in una città dalla grande tradizione, una sconfitta così totale e senza battaglia. Né spiega la, per ora, mancanza di riflessione critica su cosa è successo, come è successo, perché è successo. La verità è che il gruppo politico uscente è fondamentalmente un gruppo di liquidatori: hanno liquidato la grande tradizione cattolico-liberale bresciana (che già da tempo peraltro si era andata indebolendo al suo interno); hanno liquidato la migliore azienda di servizi pubblici italiana, la Asm, consegnandola mani e piedi alla componente milanese, con una governance che ancora grida vendetta e che opportunamente ora qualcuno pensa di cercare di cambiare; hanno assistito senza battere ciglio alla liquidazione delle banche bresciane consegnate alla componente bergamasca, in una logica di puro potere di chi ha promosso l'accordo; hanno contribuito alla liquidazione della gloriosa tradizione bresciana delle Mille Miglia affidata a interessi estranei alla città. Ma quello che più preoccupa è che, secondo le informazioni da insider del Pd, c'è il rifiuto di una qualsiasi riflessione critica. Si dice: c'è stato uno tsunami nazionale e non c'era niente da fare. Troppo comodo! Così si evita ogni riflessione critica e ogni possibile correzione e ricostruzione. Perché vi sono stati tanti luoghi (da Sondrio alla Provincia di Roma a Vicenza) dove lo tsunami non ha funzionato. E Brescia aveva tutti i numeri per essere tra questi. Se così non è stato è perché a Brescia il Pd ha fatto una pessima politica e l'ultimo governo Corsini è stato succube di indirizzi estranei alla città e liquidatore delle grandi tradizioni bresciane. Giovani pd della Provincia dopo le elezioni si lamentano che ogni iniziativa locale tende ad essere bloccata dal Pd cittadino in una visione centralistica. Con questi metodi e questi approcci che non attraggono e motivano nuove energie ma le respingono, la lunga traversata del deserto del Pd durerà mille anni. L'impressione è che si tratta di un partito dominato da un gruppo di potere chiuso e settario e interessato solo alla collocazione personale dei propri adepti nella nomenclatura e a null'altro. Perciò non resta che sperare nel buon governo degli uomini nuovi che sono tutti da scoprire (24 su 40 sono al primo mandato). Per ora il neo-sindaco, a tempo parziale (infatti conserverà la posizione di deputato a Roma, immagino per ragioni di stipendio) ha regalato a tutti i consiglieri il testo di Don Giussani all'assemblea della Dc lombarda dell'87. E nella composizione del consiglio colpisce l'assenza, credo per la prima volta, di operai, l'assenza di architetti, la presenza di un solo ingegnere, la presenza abnorme di ben sette medici (la categoria più numerosa, che ha battuto persino gli avvocati, che sono sei) ed il Sud insegna che quando i medici si danno alla politica, è un pessimo segnale, sia per la medicina che per la politica, l'esigua presenza dei commercianti, l'assenza di uomini di pensiero, artisti, studiosi della città, letterati, giornalisti. Bello invece che, alla prima seduta del consiglio comunale, si sia presentato un pubblico folto e partecipativo, che tanti consiglieri siano giovani ed entusiasti, che le donne, pur ancora in numero esiguo, siano ben rappresentate a partire dalla presidente del consiglio (classe 1971 e, mi dicono, ottima persona). Ma in questi giorni a Brescia non è interessante solo la politica, ma anche l'economia. In questi giorni a Brescia si vive la crisi, forse, finale di Hopa, l'ex potente holding bresciana che scalò Telecom, uscendone con un grande capital gain, ma che dopo di allora ha accumulato solo perdite e disavventure finanziarie e di altro tipo. Il crollo di Hopa è grave per molti suoi soci, che avranno riflessi negativi non piccoli sulle rispettive imprese. E rappresenta una sconfitta storica per l'imprenditoria bresciana, o meglio per quella parte non piccola della stessa che, negli ultimi dieci anni, ha sconfessato la tradizionale vocazione imprenditoriale bresciana per ricercare le vie facili dell'arricchimento finanziario. Questi "imprenditori della scorciatoia", come li ha definiti un esperto uomo politico, hanno fatto un danno immenso a se stessi, alla città, alla sua cultura imprenditoriale, alla sua immagine, alla sua struttura sociale ed alla sua tradizione. Evidentemente non avevano letto Albertano da Brescia che diceva: "temperatamente adunque senza fretta, quasi per non sapere, sono da acquistare le ricchezze temporali perché le ricchezze affrettate si distruggeranno". E così si è passati dal fallimento Bipop alla partecipazione alla sciagurata avventura Antonveneta alla crisi, forse, finale di Hopa. I tempi in cui l'industria bresciana contava, in cui esprimeva, con orgoglio, il presidente di Confindustria, in cui il fare impresa alla bresciana era sinonimo di serietà, correttezza ed affidabilità, sono lontani, Certamente quei tempi potranno tornare e ancora numerose (anche se non più tantissime) sono le imprese bresciane di qualche peso su cui si può contare. Ma essi torneranno solo se qualcuno si impegnerà a farli tornare. Incominciando a girare pagina, anche concettualmente e moralmente, con la fase degli "imprenditori della scorciatoia". Girando per Brescia, in questi giorni si è respirata anche l'aria delle Mille Miglia, che è sempre stata una grande festa e una grande gioia per la città. Ma chi ha vissuto le vere Mille Miglia, chi ha visto l'arrivo dell'ultima Mille Miglia di Nuvolari, chi conosce la storia delle Mille Miglia ed i suoi intrecci profondi con la vocazione motoristica e sportiva della città, chi sa chi erano Franco Mazzotti e Renzo Castagnetto, di fronte a questa Mille Miglia mondana, con madrina Maria Grazia Cucinotta e direttore artistico Pippo Baudo, infarcita di attori e cantanti, gestita da interessi ormai estranei alla città e legati al mondo dello spettacolo, non può nascondere un moto di malinconia. La Brescia della primavera 2008 è decisamente più velina che leonessa. Ma la leonessa ritornerà, ne sono certo, ed il fiume carsico inabissatosi riemergerà, nessuno sa come, quando, dove. Ma per questo appuntamento è necessario prepararsi con un lungo, duro lavoro di ricostruzione nella politica, nell'economia, nella cultura, nei costumi. 29/05/2008.

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TRASPORTI. Aerei, dal 1 giugno il biglietto cartaceo va in pensione (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

News TRASPORTI. Aerei, dal 1° giugno il biglietto cartaceo va in pensione 29/05/2008 - 10:40 Vecchio biglietto cartaceo addio. Dal 1° giugno entrano in vigore i biglietti aerei elettronici "con notevoli benefici per i viaggiatori". Lo rende noto Confconsumatori in un comunicato. Quali sono i vantaggi per il consumatori? Secondo Confconsumatori in primis in caso di smarrimento del biglietto si guadagnerà in tempo e denaro. Perso il biglietto cartaceo, infatti, il passeggero doveva affrontare un iter lungo e dispendioso: fare regolare denuncia all'autorità competente, richiedere formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire nell'immediato, spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella dell'originario titolo. Dal 1° giugno, invece il passeggero per imbarcarsi dovrà solo presentarsi all'accettazione con un documento di identità, indicando il codice di emissione o di prenotazione del biglietto. Inoltre, si potrà richiedere l'invio del documento che attesta l'acquisto del biglietto elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica o di un proprio familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza preoccupazione di dimenticarlo o smarrirlo. "E' finita l'epoca del consumatore vittima - ha dichiarato il responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac, Carmelo Calì - dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso. Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno. Sino ad oggi, infatti, molte lamentele dei consumatori riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di smarrimento del biglietto." 2008 - redattore: LM.

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In calo nell'isola le agevolazioni al sistema artigiano (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 210 credito Il rapporto di Artigiancassa In calo nell'isola le agevolazioni al sistema artigiano Credito. Il rapporto di Artigiancassa --> Un miliardo e 150 milioni di euro destinati alle oltre 40 mila imprese artigiane della Sardegna. Alla fine del 2006 (questo dato è quello più recente) a tanto ammontavano i finanziamenti bancari destinati al mondo artigiano. A rilevarlo è il "Rapporto Artigiancassa", illustrato ieri mattina a Cagliari dal direttore regionale dell'istituto di credito Giorgio Ligas, presente anche il nuovo direttore generale della banca, nominato da appena tre giorni, Giovanni De Leva. I NUMERI La presentazione del rapporto è servita per mettere in evidenza, ancora una volta, la frammentazione del settore produttivo isolano e la forte presenza dell'artigianato in Sardegna. Tanto che la provincia di Nuoro e quella dell'Ogliastra si piazzano al primo posto (13%) per quanto riguarda il rapporto tra credito agli artigiani e finanziamenti totali. E le due province sono in testa alla graduatoria anche sul fronte dei depositi bancari delle imprese artigiane, che rappresentano il 5,3% nel caso di Nuoro e il 5,4% nel caso dell'Ogliastra rispetto al totale dei fondi affidati alle banche dalle aziende. La spiegazione va ricercata proprio nella consistente concentrazione di piccole imprese artigiane nel centro Sardegna, mentre l'isola complessivamente mostra un rapporto tra finanziamenti concessi agli artigiani rispetto al totale pari al 5,9%, superiore comunque alla media nazionale. E se aumenta, anche per le piccole aziende, il ricorso al credito a medio lungo termine, circa il 53,5% del totale, l'importo medio di un prestito in Sardegna non supera i 27 mila euro (contro i 96 mila del Trentino Alto Adige), mentre la Sardegna mantiene il primato dei finanziamenti agevolati, con il 27,4%. Un dato che però è stato ridotto di circa nove punti percentuali rispetto allo scorso anno: il picco è stato raggiunto nel 2004 (quando la legge 51 sull'artigianato era pienamente operativa e funzionava con il sistema a sportello), mentre negli ultimi anni il fondo perduto o le agevolazioni sugli interessi stanno decrescendo in modo consistente. L'ANALISI "Il fatto che diminuiscano i finanziamenti agevolati non è un dato positivo", ha commentato Gianni Azara di Confartigianato, "si spendono soldi per opere pubbliche inutili, mentre i finanziamenti producono una vera crescita produttiva dell'artigianato: i dati degli ultimi anni lo hanno dimostrato". La scelta è politica, ha chiarito Antonio Sassu, non proprio tenero con il mondo bancario, colpevole spesso "di non valutare le specificità del territorio", ha rilevato il docente universitario, presidente del Banco di Sardegna fino allo scorso anno, oppure di fare cartello e "non garantire una concorrenza sul fronte dei servizi e degli strumenti che servono a un'impresa", ha aggiunto Francesco Porcu, segretario regionale della Cna. Il settore artigiano ha le sue peculiarità, ha spiegato Sassu, "e anche i suoi valori. La politica deve decidere se salvaguardare questi valori, anche con una politica di sostegno alle imprese, oppure puntare sul mercato". La risposta del mondo politico, tuttavia, non è arrivata: il direttore generale dell'assessorato regionale dell'Artigianato, Adamo Pili, intervenuto al convegno in sostituzione dell'assessore Luisanna Depau, ha fornito solo qualche chiarimento tecnico, sostenendo che molto "potrà fare l'attività di promozione" e ammettendo che la burocrazia regionale non sempre è snella nelle procedure di sostegno alle imprese.

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Provincia, vertice gorizia-udine (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Domani il presidente incontrerà l'omologo friulano Pietro Fontanini con le rispettive giunte Provincia, vertice Gorizia-Udine Gherghetta: condividiamo la stessa visione sulle riforme "Andremo avanti come fratelli". E' così che il presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta, vede il suo rapporto con il collega Pietro Fontanini, nuovo presidente di centro destra della Provincia di Udine, con il quale ha programmato un primo incontro ufficiale, insieme alle rispettive giunte, che avrà luogo domani, alle 11, a Gorizia. "Ho già avuto modo di parlare con lui - spiega Gherghetta -, scoprendo che abbiamo diverse cose in comune, a partire da una visione condivisa sulla riforma complessiva delle istituzioni regionali e sulla semplificazione degli enti, oltre che della burocrazia, argomento che, sicuramente, cominceremo ad affrontare già domani. Siamo entrambi antipolitici e questo ci fa condividere l'approccio nei confronti di alcune importanti questioni". Con il presidente della Provincia di Udine, Gherghetta intende approfondire temi di grande concretezza, come lo smaltimento dei rifiuti e le infrastrutture, mentre rimangono le distanze su altre questioni, come la costituzione del "Grande Friuli". "Mentre lui guarda a San Candido io guardo a New York - afferma Gherghetta -, ovvero a una visione internazionale della società, che oggi più di sempre non può che essere aperta al mondo e non chiudersi nel particolare. Ma se le nostre opinioni divergono nettamente su questo punto, possono sicuramente convergere sulle risposte da dare ad alcuni problemi mirati, di grande rilevanza per l'intera regione". Evidenziando che dopo aver incontrato Fontanini e la sua giunta, saranno promossi anche vertici con le Provincie di Udine e di Pordenone, Gherghetta osserva che, però, la riunione con il suo omologo udinese assume un'altra valenza. "Voglio ricordare che, fino ad oggi, la nostra regione era caratterizzata da un'asse forte fra Trieste e Pordenone, mentre Udine veniva spappolata e Gorizia isolata. Ebbene - promette Gherghetta -, adesso ci sono tutte le premesse per voltare, finalmente pagina". L'incontro di domani servirà anche per far conoscere fra loro gli assessori delle due giunte "che potranno poi trovarsi nuovamente per affrontare le singole problematiche". Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per la creazione di una nuova alleanza fra le due Province che, pur se rette da schieramenti politici contrapposti, "possono affrontare insieme tante questioni che interessano entrambi i territori". L'obiettivo, da quanto ha affermato Gherghetta, è anche quello di rafforzare il ruolo sia della provincia goriziana sia di quella friulana per contare di più nelle scelte strategiche che vongono assunte in ambito regionale. (p.a.).

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Cina post comunista e vecchie faide della quieta Versilia   Il noir non viene meno alla sua voca... (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cina post comunista e vecchie faide della quieta Versilia   Il noir non viene meno alla sua vocazione di raccontare verità proibite. E' ammirevole il cinismo lucido e schietto di Qiu Xiaolong, il cui quarto romanzo edito in Italia, "Ratti rossi" (Marsilio, pp. 322, euro 17,00) dipinge senza trucchi di scena la Cina post-comunista di oggi, un Paese gigante e mutante alle prese con la fedeltà della tradizione, la burocrazia di partito e la giungla del mercato globale, dove sono cresciuti i nuovi mandarini, una classe dirigente rampante e dissoluta che affonda "le sue dita capitaliste nella torta socialista". In una casa di piacere viene ritrovato il cadavere di un poliziotto che stava indagando sui traffici di Xing Xing, un magnate che ha creato un impero basato sul contrabbando con la copertura di apparati governativi. Per Xiaolong la Cina è un immenso granaio infestato da questa èlite di faccendieri senza scrupoli: sono loro i ratti rossi del titolo. Ad occuparsi del caso viene chiamato l'ispettore Chen che sfida le Triadi e fa salti mortali per mantenersi integro dentro un sistema di potere che tende a legittimare la corruzione. Non fa sconti allo spaccato socio-politico nemmeno Lorenzo Gori che in "Musica nera" (Hobby & Work, pp. 329, euro 18,00) racconta una storia torbida sullo sfondo della Versilia del 1967, anno formidabile per la nostalgia canaglia, ma in cui si leggono inquietanti retroscena e trame: i residui tossici del fascismo, i postumi indigesti di quella guerra civile che seguì all'8 settembre si mescolano con le intelligence deviate e con le mire golpiste nel segno di una continuità storica allarmante. Un ex colonnello del Sifar, Bruno Arcieri, un sessantenne di lealtà repubblicana e ancora di ottima tonicità muscolare, ritorna nei luoghi della sua giovinezza e di un suo unico e indimenticato amore per partecipare ad un funerale di un amico, un ammiraglio annegato in una fossa di liquami industriali. Una morte sospetta quest'ultima, che merita un supplemento di indagine, del tutto privata però, perchè il nostro ufficiale è appena andato in pensione e dunque non è autorizzato. Nel frattempo Arcieri riconosce sul lungomare un ex trombettista jazz, famoso negli anni '30, Tom, che si accompagna a una cantante, Angela. Non si tratta di un incontro casuale, ma di una occhiuta messinscena che rimanda ai mesi bui e tragici del periodo bellico, in cui le famiglie ebree venivano consegnate proditoriamente alle SS, gli sciacalli di Salò potevano comprarsi nuove identità e un sommergibile tascabile affondava poco lontano dalla costa con un presunto carico d'oro a bordo. Un intreccio ben congegnato, impreziosito da un taglio politico di sdegno e dal gusto del jazz il cui ritmo sincopato diventa stile in pagina.

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Bracci, arbitro da otto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CALCIO - LE PAGELLE Bracci, arbitro da otto Voti alti anche a Ledda, Fonti, Tomei e Fardin. I bocciati PordenoneDopo aver assegnato i voti alle squadre di serie D, Eccellenza e Promozione, chiudiamo le pagelle annuali con valutazioni sparse a vari protagonisti dei campionati appena chiusi.FONTI 8 - Partiamo da quello che riteniamo il migliore fra i tecnici impegnati con le compagini provinciali. Non è una scoperta, soltanto una conferma arrivata dalle nostre parti. Ha avuto fra le mani la Sanvitese più inesperta degli ultimi anni, riuscendo a tenere la barca in rotta anche quando spiravano venti di burrasca. Osservato speciale.FARDIN 8 - Il direttore sportivo della Sacilese ha avutomattoni per costruire, ma non si è ridotto a edificare unadependanceinsignificante. La scorsa estate ha assestato i colpi di mercato più significativi e ha "assettato" la squadra che ha colto il traguardo storico dei playoff. Anche se a nulla son serviti, altro che "tre per due".TOMEI 8 - Pur chiudendo un ciclo al ribasso. Dopo un'estate in cui pareva andasse via, ne sta per cominciarne un'altra in cui è passato via. Quanto gli sia dispiaciuto dichiararsi "disponibile" per il Pordenone si sposa a quanto gli sia costato in termini di posto. Ha avuto giocatori e raccolto risultati, soprattutto negli anni precedenti. Disoccupato.MELLA 6 - Il presidente del Sarone si è trovato come un pesce fuor d'acqua in serie D, ma la sua società non ne esce annichilita. L'aver messo il naso oltre i confini regionali è servito alla matricola per farsi un'esperienza del tutto nuova. Retrocedere senza "buchi" economici, senza smembrare e con voglia di risalire, non è una situazione critica. Riscatto.LOVISA 7 -Entra come un elefante in cristalleria con il ruolo di massimo esponente nella società sportiva che attira le maggiori attenzioni in provincia. Dal vertice pordenonese ci mette molto del suo. Caratterialmente gioca sempre per vincere, non lesina reprimende pubbliche agli ausiliari, non si risparmia in proclami. Il voto non striminzito è una media fra i 9 che piglierebbe (solidità, personalità, spirito vincente, carica agonistica, intensità, conoscenza della disciplina sportiva) e i 4 senza appello che affibbieremmo in altro (diplomazia e capacità di conciliazione). Se il Pordenone resta almeno un lustro continuo in serie D, un voto in più è come già acclarato. Fosse C2 per almeno un paio d'anni, sarebbero due. Bis... betico.LEDDA 9 - Al capocannoniere regionale si può solo chiedere di tentare il bis. Giusto per giocarsi il 10 fra un anno. Con il Fontanafredda torna sulla massima ribalta del Friuli Venezia Giulia, dove lo attendono pacchetti arretrati già in preallarme. Una manutenzione al ginocchio non può impensierirlo, quanto avere compagni di reparto all'altezza. Realizzatore.BRACCI 8 - Con il lustro a un arbitro quasi in pensione, che pure abbiamo omaggiato di 4.5 senza rimpianti in qualche frangente al massimo della carriera, leghiamo un auspicio. Il pordenonese Ros è ritenuto "bravo" in Quarta serie e probabilmente s'inerpicherà ancora. La soddisfazione di tutto il movimento calcistico, però, resta vincolata a una capacità soddisfacente generalizzata in tutte le categorie. Bracci lo vorremmo come arbitro anche se stesse seduto in tribuna con una gamba ingessata. Tanti altri (troppi) le società non desiderano incontrarli nemmeno in spiaggia a luglio. Se le sezioni Aia raggiungessero e ragionassero su questo, la Coppa disciplina sarebbe più corteggiata.BURELLI, QUOCO & C. 5 - La campagna elettorale sembra riscuotere il massimo interesse, comprendendo vassalli e portaborse. Ma sì, dai, non solo allarghiamo l'Eccellenza a 18 squadre, mettiamo pure due arbitri in campo, facciamo valere doppio i gol segnati dopo tre palleggi con la testa e concediamo l'ingresso gratuito a tutti i tifosi che bestemmiano meno di una volta alla settimana e alle tifose che hanno concorso per Miss Italia. Le proposte ci sono. Quel che manca è la risoluzione dei problemi principali: burocrazia, costi, vincoli, "ladrocinio" di bambini e cosucce del genere. Giusto la quotidianità impenitente.Roberto Vicenzotto.

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(Segue dalla prima pagina) Clara (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(Segue dalla prima pagina)Clara Caverzan ci accoglie nella sala al piano terra del municipio "provvisorio" nei locali di una fabbrica del luogo. Corpetto viola chiaro, intimo (intravisto) in tinta ma più scuro, gonna leggera bianca, a strati trasparenti, con pois neri e viola. Scarpe con strass, un piccolo rosario bianco al collo, occhiali viola, occhi castano con riflessi chiari, braccialetti e anelli. Mette giù il telefono: "Era un consigliere che mi ha chiamato chiedendomi: ma che libro te ga scrito".Glielo chiedo anch'io: che libro ha scritto?"Si chiama "Desideria by Oplhuchi".Tradotto?"Desideria significa "colei che guarda le stelle", nome imposto dall'editore perché, sosteneva, nessuno conosce Oplhuchi".Santo uomo! Nemmeno noi..."E il nome di una stella lontanissima, legata a Jeff, un italo-americano amato (forse) da una mia zia, che descrivo nel libro".Senta sindaco lei - se capiamo bene - ha scritto una saga del Nordest in chiave erotica. Perché?"Ho sempre amato scrivere. Mi chiamavano "chilometro""Chi?"Il prof d'italiano delle medie, Solitro, mi chiamava così perché scrivevo, scrivevo. Che uomo!".Questo "erotico&esplicito" (posso?) non è l'unico libro. Ne ha scritti altri."Per Editing ho scritto libri per bambini "Calle del leprotto.." e "Piripì & Piripò" (un capolavoro lo considero). Poi la raccolta di poesie "Terrecotte e Samovar"".Critiche e recensioni?"Mia madre ha letto le poesie e mi ha criticato: te devi usar a varechina".Se leggerà "Desideria"?"Chissà cosa penserà. In un certo senso era meglio la nonna. Lei capiva molto di più queste cose che narro, anche di sesso. Tutte storie vere ma niente autobiografia. Anche le storie di mamma e papà sono differenti".Sindaco Clara che storie sono?"Quello che ho intravisto, conosciuto e saputo della mia grande famiglia. Ho 56 anni e quando sono nata nessuno parlava di sesso".Muti?"Come lo fossero. Madri e nonne che non avevano mai baciato il marito, che non si erano mai fatte vedere incinte dai figli. Il Veneto e il Nordest dei decenni scorsi, quello che racconto in parte".E che lei ha vissuto in modo torrido."Con le amiche abbiamo fatto cose pazze: autostop alle tre di notte a Jesolo per tornare a Montebelluna, dove sono nata e abitavo. Allora si indossavano minigonne fino a qui (fa veder la misura e il cronista prende nota, ndr). Non come adesso".Un libro intriso nel Sessantotto e in che altro?"È una sfida che ho lanciato. Sfida al passato di questa terra e al presente. Un libro per le trentenni che non sanno e vivono passioni e amori in modo così diverso dalle nostre".Chi l'ha letto prima della stampa?"Amiche. Una che consideravo morigerata e che mi fa: bello, mi piace. L'altra scrive sulla "Vita del Popolo" e mi ha dato una mano nella riscrittura. Le era piaciuto".Però tra descrizione di organi maschili e altre cose la lettura al femminile resta partigiana. I maschi che hanno detto?"L'ho fatto leggere a due politici. Uno: vai che va bene, la gente vuole "politici veri, con umanità". L'altro? Attenta, usa uno pseudonimo".E lei?"L'avevo già trovato: Elisa (nome della mamma) e Ventura (il "nome" del padre, uno di quei nomi pescati dalle cassette delle chiese come si usava una volta)".Ha cambiato idea?"Sì. Ho pensato che vivo molto male questa situazione per la quale non si deve parlare di sesso. E' la metafora di infingimenti, nascondimenti, falsità e vigliaccherie di questa terra. Il sesso esiste. Da lì deriviamo. Siamo noi. Così ne parlo esplicitamente".Quanto esplicitamente?"Al punto che mi chiedo che cosa ne dirà mia madre quando leggerà".Mi ridica della sua famiglia..."Tanta gente, tante parentele, tante storie tutte seminascoste e mal pronunciate. Le ho tirate fuori".Che fa Desideria?"Un matrimonio in bianco. Si sposa e crede di poter soddisfare legalmente e legittimamente il suo giusto desiderio di sesso".Invece niente?"Niente. Perché vanno "a vivere in casa", come si usava da queste parti. Si accorge di aver sposato un uomo che amava assieme a suocera, suocero, cognati eccetera. Il meccanismo si inceppa. Ma lei si innamora e...".Finale vietato vero?"Non glielo dico. Ma se mi fa questa domanda vuol dire che non ha letto il libro".Touchè. Ma corro in libreria: giuro."Il romanzo comunque si ferma al 1986, quando la protagonista ha trent'anni".Due cose della sua vita?"Sposata, separata, una figlia più che trentenne, passione per i viaggi. Superpassione per l'Egitto. Passioni per le auto storiche".Letture e ispirazioni?"Erica Jong con "Paura di volare" è stato ed è il fondamentale. Poi Meneghello, Montale, Stella, Proust, Poe".Che Nordest è quello di adesso. È distante da quello delle sue storie?"Non vede dove siamo: una fabbrica (ora municipio) e una casa, e così via. Il mio lavoro è quello di organizzare cose nate nel disordine degli scorsi decenni".Difficile amministrare Scorzè?"Io guido una civica collegata con Fi e Udc. La mia campagna elettorale ambientalista. Ancora adesso guardo all'ambiente da salvaguardare. Si lavora bene quando i consiglieri sono uniti: basta uno che "faccia gli affari suoi" e allora...".È stata maestra elementare: come fa il sindaco?"Tanto ufficio. Giro in bici (è pericoloso sa?) per vedere piste e cantieri. Parlo con la gente e dei problemi. E qui si fa tanta cultura".Reazioni al libro?"Un cittadino mi ha chiesto: ma come si passa dalla poesia al romanzo? La gente è intelligente. Mi aspetto che qualcuno mi tiri le orecchie, o si scandalizzi. Ma anche che qualcuno capisca che è ora di smetterla. Facessimo tutti più sesso si salverebbero tanti matrimoni e anche tante vite". Accavalla le gambe. Si alza. Saluta. Fuori le gente l'aspetta. Prima dell'erotismo e delle pagine sexy ci sono concessioni, permessi, delibere. Ancora la firma del sindaco qui serve più per la burocrazia che per l'autografo.Adriano Favaro.

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A Padova la giustizia via internet (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Parte il "processo telematico", le ingiunzioni arrivano per e-mail PadovaNOSTRA REDAZIONELa città del Santo abbatterà i tempi biblici della giustizia. Padova sarà l'unica delle province del Veneto (le altre sono Bari, Bologna, Catania, Genova e Lamezia Terme) a partire - il prossimo settembre - con il progetto pilota "processo telematico" promosso dal Ministero di Giustizia. Si inizierà con i ricorsi per ingiunzione, che saranno gestiti interamente on line. L'atto redatto nello studio del legale sarà trasmesso al computer del magistrato, che lo firmerà elettronicamente, decidendo se concedere o meno il provvedimento. "Tutto questo - ha dichiarato il presidente dell'ordine degli avvocati Lorenzo Locatelli - riuscirà a ridurre i tempi della giustizia , anche se non dobbiamo mai dimenticare che il problema di fondo rimane la carenza di risorse umane. Inoltre, la velocità dei processi, comporterà una riduzione dei costi per il cittadino". In pratica si verrà ad evitare il passaggio materiale, e quindi cartaceo, dallo studio alla cancelleria e dalla cancelleria al magistrato. Un vero e proprio attacco alla burocrazia."In questa prima fase il progetto del processo telematico - ha affermato Carla Secchieri, responsabile della commissione informatica dell'ordine degli avvocati di Padova - riuscirà a ridurre in maniera estremamente importante i tempi del decreto ingiuntivo. Significa che se prima per ottenerlo si doveva aspettare almeno una settimana, adesso il tutto dovrebbe essere risolto addirittura nella stessa mattinata".I 2.300 legali padovani avranno una casella di posta elettronica certificata, che consentirà quello scambio di memorie e soprattutto di documenti tra colleghi che di solito non avviene tramite la e-mail. Non solo, attraverso la posta elettronica certificata si potranno anche spedire le conclusioni di una causa al magistrato che le guarderà direttamente sul suo computer. Per cui, anche in questo caso, si dimezzeranno i tempi della battitura delle sentenze. Senza escludere che sarà possibile utilizzare la funzione del taglia-incolla per tutte quelle componenti in cui si articola una decisione.Dunque, il progetto "processo telematico" darà una grossa spallata alla burocrazia riducendo i tempi infernali della giustizia e abbassando l'enorme spesa pubblica per mantenere ancora in piedi un sistema vetusto. A guadagnarci saranno anche i giovani avvocati, che magari si aprono uno studio legale e con difficoltà riescono a mantenerlo."L'informatizzazione dello studio legale - ha sottolineato Carla Secchieri - è una esigenza imprescindibile perchè aiuterà a ottimizzare le risorse. Dobbiamo pensare a tutti quei giovani che si aprono uno studio e trovano difficoltà a sostenere i costi. Tuttavia già da un anno e mezzo a Padova - ha concluso Secchieri - possiamo accedere telematicamente alla cancelleria del tribunale direttamente dallo studio. In questo ultimo periodo stiamo puntando molto sull'open source, perchè così si possono avere applicativi informatici equivalenti a quelli più diffusi senza spendere un soldo".

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SICUREZZA: BANCHE, IN ITALIA COSTI PIU' ELEVATI SU CONTI CORRENTI (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 29 mag - Gli italiani pagano 12 euro sul conto corrente addebitati come costi per la sicurezza. I tedeschi per questo pagano un euro. Lo ha ricordato Roberto Nicastro Deputy Ceo Unicredit Group a margine di un convegno dalla Cna in merito ai costi che le banche sono costrette a sopportare a causa delle rapine. Nicastro ha spiegato che i maggiori costi derivano ''dall'enorme utilizzo di contante'' che negli altri paesi europei non esiste. E piu' in generale ha rilevato che nel nostro paese bisognera' ''abbattere la burocrazia''. Sulla stessa linea il direttore generale della Bnl, Fabio Gallia, che ha osservato come in tema di sicurezza, ''se confrontiamo i nostri costi, con quelli degli altri paesi, risultano 'multipli'. Anche sul problema dei mutui ipotecari - ha rilevato - una esecuzione immobiliare in Italia si effettua in sette anni''. ram/cam/alf.

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Dal primo giugno arrivano i biglietti aerei elettronici (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. INT - Dal primo giugno arrivano i biglietti aerei elettronici Roma, 29 maggio (Velino) - Confconsumatori ricorda che dal primo giugno 2008 entrerà finalmente in vigore il biglietto aereo elettronico che sostituirà i tradizionali biglietti cartacei, con notevoli benefici per i viaggiatori. In primis i vantaggi sono di tempo e di denaro in caso di smarrimento del biglietto. Perso il biglietto cartaceo, il passeggero doveva affrontare un iter lungo e dispendioso: fare regolare denuncia all'autorità competente, richiedere formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire nell'immediato, spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella dell'originario titolo. Per imbarcarsi il passeggero dovrà solo presentarsi all'accettazione con un documento di identità, indicando il codice di emissione o di prenotazione del biglietto. Inoltre, si potrà richiedere l'invio del documento che attesta l'acquisto del biglietto elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica o di un proprio familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza preoccupazione di dimenticarlo o smarrirlo. “è finita l'epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante Cncu nel comitato tutela diritti del passeggero all'Enac –. Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno. Sino a oggi, infatti, molte lamentele dei consumatori riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di smarrimento del biglietto”. (com/sch) 29 maggio 2008 15:13.

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La "sicurezza" sulla testa dei bambini (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 29-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Manuela Bianchi, 29 maggio 2008, 15:32 L'Intervista Le conseguenze delle nuove disposizioni governative in materia di immigrazione ricadono pesantemente anche sulla vita dei minori stranieri che vivono in Italia. Ne abbiamo parlato con Piero Soldini, responsabile del Dipartimento immigrazione della Cgil Nazionale reduce dal Tavolo tecnico organizzato ieri dall'Unicef sull'argomento Ieri è stata convocata dall'Unicef la prima riunione del Tavolo tecnico associativo sugli effetti del "pacchetto sicurezza" sui bambini e adolescenti immigrati. Un momento di dibattito che ha visto la partecipazione di tutto il mondo associativo facente parte del Coordinamento PIDIDA, insieme ai sindacati confederali, la Caritas, l'Opera Nomadi, Arci, Anci, Comunità di Sant'Egidio ed altre associazioni di pediatri e medici delle migrazioni, per discutere della condizione dei minori stranieri, una categoria tenuta in scarsa considerazione, che richiede, amaggior ragione da qualndo l'Italia ha ratificato nel 1991 la Convenzione sui diritti dell'Infanzia, grande attenzione perché dai diritti riconosciuti sulla carta si passi alla loro attuazione. Nello specifico, il varo del pacchetto sicurezza da parte del Consiglio dei ministri desta forte preoccupazione nel mondo dell'associazionismo e di tutti coloro che hanno portato avanti importanti progetti di integrazione dei minori immigrati. La stretta del governo prospetta un arretramento nelle condizioni di tutti quei bambini ed adolescenti figli di immigrati irregolari, tra cui anche quelli nati e vissuti in Italia, per i quali il futuro si prospetta sempre più nero. Ne abbiamo parlato con Piero Soldini, responsabile del Dipartimento immigrazione della Cgil nazionale, che ha partecipato all'incontro di ieri. Qual è stato l'esito della riunione di ieri nella sede dell'Unicef sulle conseguenze del "pacchetto sicurezza" sui bambini e adolescenti immigrati presenti sul territorio italiano? Come Cgil abbiamo partecipato a questa convocazione, molto positiva perché nasce dall'intenzione dell'Unicef di accogliere argomentazioni e pareri delle associazioni che si occupano a pari titolo dell'infanzia per prendere una posizione articolata sugli effetti del pacchetto. E' servita per fare un quadro della situazione, che verrà delineato nel dettaglio quando nei prossimi giorni le associazioni che hanno partecipato forniranno il proprio parere sullo specifico, da cui prenderà il via la campagna dell'Unicef sull'argomento. Ma il documento conclusivo di questo lavoro potrà anche essere utilizzato per una interlocuzione col governo e con il parlamento sui temi dell'immigrazione e dei minori. Qual è stato il giudizio espresso sul pacchetto? In generale lo spirito sul provvedimento assunto dal Cdm corrisponde al clima pesante che si avverte nel Paese e nell'opinione pubblica più vasta, per il quale i provvedimenti assunti appaiono come necessari per rispondere al bisogno di maggior sicurezza dei cittadini. Ma in realtà si tratta di un abbaglio, del frutto della mistificazione cavalcata dalla campagna mediatica che ha innescato un'ondata anomala di vera e propria speculazione delle paure e delle insicurezze della gente. E'necessario che tutti responsabilmente, mondo civile e associazioni, possano dare un'informazione corretta alle persone al fine di misurarsi in modo più maturo con le contraddizioni che ci sono nel Paese. Quali sono quegli aspetti del provvedimento del governo che colpiscono direttamente il mondo dell'infanzia immigrata? Sono molti, sia diretti che indiretti. Si colpiscono i bambini immigrati quando si parla di reato di clandestinità o di facilitare le espulsioni, ma sono ancora vittime i bambini quando si parla di restrizione dei ricongiungimenti familiari. Puoi specificare i ricaschi sui minori immigrati dei provvedimenti elencati? Il reato di clandestinità può colpire un enorme numero di famiglie. Le stime ufficiali parlano di una presenza di immigrati irregolari che va da 700mila a oltre un milione di persone che vivono sul territorio. La conformazione del dato comprende per un quinto i minori di 18 anni. Ne consegue che il ricasco degli interventi licenziati dal governo può colpire un vasto numero di persone e produrre un arretramento in tutti i processi di integrazione che le associazioni stanno portando avanti da anni: mi riferisco all'acceso agli asili nido, alle scuole e al mondo del lavoro. Poi c'è l'aspetto dei ricongiungimenti familiari. Il pacchetto prevede l'abrogazione del decreto legislativo del governo Prodi che aveva recepito la direttiva comunitaria, migliorando la normativa nazionale Bossi-Fini sul ricongiungimento familiare. Oggi si vuole ritornare alla normativa precedente e restringere la filiera di possibilità inserendo un divieto di ricongiungimento del coniuge in caso di minore di 18 anni, aggravato dall'intento di inserire un sistema di accertamento della paternità legato al dna. In pratica si vuole rendere l'analisi clinica una scelta obbligata senza la quale la richiesta di ricongiungimento rischia di perdersi nei meandri insidiosi della burocrazia. In pratica non viene dato per buono il certificato matrimoniale? La pratica del riscontro biologico diventa un criterio di selettività: ci sono bambini nati incidentalmente fuori dal matrimonio ma giuridicamente legittimi all'estero, per i quali la prova scientifica danneggerebbe la madre e i bambini stessi dal momento che il padre formale non corrisponde a quello naturale. E nello stesso calderone rientrano i figli adottivi per i quali ovviamente la prova del dna non avrebbe alcun senso. Il punto è che si applica una restrizione che colpisce uno degli strumenti di maggiore efficacia del percorso di integrazione degli immigrati. Una politica illuminata dovrebbe estendere il più possibile la pratica del ricongiungimento, esattamente il contrario di ciò che sta facendo l'attuale governo in modo del tutto irrazionale. Quali sono gli altri aspetti che direttamente o indirettamente colpiscono i piccoli immigrati? Sicuramente il conflitto che si consuma nelle comunità locali rispetto all'accesso ai servizi, in particolare agli asili nido e alla casa. Per quanto riguarda gli asili, l'allarme è ingiustificato perché il problema è che di fronte alla incapacità di dare una risposta alla domanda crescente di servizi, ci si nasconde dietro l'argomento che i bambini immigrati ruberebbero il posto agli italiani. Cosa non vera, dimostrabile attraverso i numeri: su una presenza sul territorio di un 6% di immigrati sul totale della popolazione, l'accesso ai servizi nel loro complesso, e in particolare agli asili nido, riguarda una percentuale minore rispetto a quella rappresentativa dei bambini italiani. Tanto più che sono tanti i bambini immigrati che non accedono all'asilo nido o per ragioni culturali o religiose, o perché i genitori non possono pagare la retta che, benché agevolata, risulta in molti casi incompatibile con le risorse familiari. Il governo vuole riformare i Cpt. Anche in questo caso ci sarebbro conseguenze negative sui minori? Nel momento in cui si parla di riformare i Cpt, che diventano Cei (Centri di identificazione e espulsione), oltre a stabilire che la permanenza può essere prorogata fino a 18 mesi, si stabilisce che nei centri ci debbono stare anche i minori, cosa fino a oggi vietata e a cui si opponeva una diversa collocazione della famiglia. Ma non è tutto. Sui bambini stranieri grava anche la riforma della cittadinanza che il governo non vuole riformare, secondo la quale i bambini nati qui da genitori imigrati non sono cittadini italiani. Andrebbe introdotto lo jus soli. E per quanto riguarda i matrimoni misti? Contro lo spauracchio dei matrimoni di convenienza, il nuovo pacchetto prevede il diritto alla richiesta di cittadinanza solo dopo due anni di convivenza matrimoniale, contro i 6 mesi attuali. Anche questo aspetto rischia di risultare destabilizzante per i bambini. Un'ultima domanda: cosa intende fare la Cgil per fermare questo arretramento politico sui diritti dell'Infanzia? La Cgil fa un discorso più ampio. Oltre all'infanzia prende in considerazione l'insieme degli immigrati presenti in posizione irregolare e ne chiede la regolarizzazione al governo. Nell'arco della prox settimana l'esecutivo dovrebbe predisporre un emendamento al decreto legge sul tema della regolarizzazione. Aspettiamo di leggere il testo, se prenderà in considerazione solo la regolarizzazione delle badanti saremo assolutamente insoddisffatti perché deve essere rivolto a tutti i lavotratotri immigrati che hanno gia fatta la domanda nel 2007. La condizione dell'infanzia immigrata ne discende di conseguenza.

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Il dramma della neonata di nessuno (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

MAMMA IN COMA Il dramma della "neonata di nessuno" La neonata, partorita con cesareo all'ospedale di Alessandria dalla casalese in coma dopo essere stata investita, il 20 maggio scorso, da un automobilista pirata, rischia di finire in un istituto per essere adottata. Questo perché la madre, che non si è ancora svegliata dal coma, non può riconoscerla formalmente; il padre, che non vive con la donna, non si è fatto avanti. I nonni materni sono pronti a prendersi cura della bambina, ma la burocrazia lo impedisce. L'avvocato Paolo Casalone si è rivolto al Tribunale dei minori: è una corsa contro il tempo, prima che la neonata sia dimessa. Servizio IN PAGINA NAZIONALE.

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Giordano contro Regione e Provincia Vedovato: "Noi sempre collaborativi" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

PIANO REGOLATORE.LA POLEMICA A DISTANZA Giordano contro Regione e Provincia Vedovato: "Noi sempre collaborativi" "Questo assessore mi sembra sbucato da Marte". Replica con durezza il sindaco di Novara Massimo Giordano alle affermazioni dell'assessore regionale all'Urbanistica Sergio Conti, sulla polemica sull'occupazione e il Piano regolatore bloccato in Regione. "In un Paese normale un Prg si approva in sei mesi, al massimo in un anno, noi lo stiamo aspettando da tre anni e mezzo. Come può dire l'assesore che l'assenza di Piano non c'entri con i posti di lavoro? L'arrivo di aziende di logistica e di grande qualità è subordinato alla sua approvazione. Se la Regione ce l'avesse restituito nel giro di un anno queste industrie sarebbero già state insediate da tempo e l'occupazione sarebbe decollata". Il botta e risposta a distanza riguarda anche la lentezza con la quale il Comune di Novara avrebbe risposto alle controdeduzioni che la Regione aveva sollevato all'arrivo del documento urbanistico. Questa è una delle accuse mosse da Conti. Replica Giordano: "Non dice la verità, perchè abbiamo impiegato quattro mesi per rispondere a un pacco di carta scritto in burocratese borbonico. Non solo: abbiamo dovuto concordare le risposte con i funzionari regionali. Sostanzialmente l'assessore non ci ha imposto alcuna modifica, ha apprvoato il nostro progetto originale, costringendosi solo ad aggiungere burocrazia". Sui tempi Massimo Giordano non è ottimista. "Conti sostiene che il Piano è pronto, vorrei vederlo materialmente. Bene che vada sarà ancora lunga: il Prg, una volta approvato dalla Giunta regionale, dovrà tornare in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva e poi rimandato in Regione per l'ultima presa d'atto. La realtà è che in questi anni non si è voluto dare priorità alla nostra città. Mi spiace per Conti, ma lui deve accettare l'accusa di grande responsabilità sull'occupazione a Novara". Poi l'attacco alla Provincia: "Quello che ci ha colpito in questi tre anni e mezzo è stato il silenzio assordante sul Piano regolatore. Eppure la Provincia dovrebbe avere tutto l'interesse che il Piano arrivi a compimento". Un'accusa alla quale il presidente Sergio Vedovato replica: "Non esiste alcun silenzio, noi abbiamo sempre cercato di agevolare la procedura: il 12 dicembre 2007, ad esempio, ci è stato chiesto un parere di compatibilità e l'abbiamo immediatamente dato. Posso dire che abbiamo mantenuto sempre un atteggiamento di ampia collaboraizoen con il Comune e abbiamo rappresentato alla regione le istanze di Novara e del territorio. Il nsotro spirito è sempre stato questo. Sull'occupazione ci siamo attivati per impostare la questione infrastrutturale. Siamo comunque d'accordo con tutti coloro che sostengono che il Novarese sia dotato di aree industriali. E a questo proposito ricordo che abbiamo lavorato con i Comuni di Pogno e Gozzano. Invece non è stazto possibile dar cvita all'agenzia del marketing perchè il Comune ha ritirato la sua adesione. Ma credo che su questi temi sia necessaria la collaborazione tra enti e che occorre sottrarsi alla polemica".

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Verbone, accuse alla Provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

DOPO L'ALLUVIONE DEL 2006 IN RITARDO I LAVORI SUL TORRENTE, ASSESSORE SI SFOGA Verbone, accuse alla Provincia VALLECROSIA La burocrazia della Provincia è troppo lenta e Vallecrosia non può più aspettare. È questo l'allarme dell'assessore alla Protezione Civile Graziano Balbis, di Vallecrosia, che in una lettera all'Amministrazione provinciale accusa di impiegare troppo tempo a utilizzare i fondi necessari per la messa in sicurezza del torrente Verbone, protagonista nel 2000 di un'alluvione eccezionale. "La Provincia di Imperia è un ente inutile, da sopprimere, una Provincia lenta che non risolve i problemi dei cittadini - dice Balbis. Dopo l'alluvione del 2006, nonostante abbia milioni di euro a disposizione, abbiamo il torrente Verbone in uno stato di estrema pericolosità. Hanno a disposizione 1 milione e 600 mila euro di ribasso d'asta dal 2005, riferiti al tratto dal ponte sulla Romana al capannone Bestagno, per mettere in sicurezza il tratto sino al centro storico di Vallecrosia e a tutt'oggi non si vede nulla. La Regione ha finanziato il tratto dal centro storico di Vallecrosia a Soldano con 2 milioni e 520 mila euro, e ha dato tutte le indicazioni per il progetto dal 31 dicembre 2007, mentre la Provincia non ha agito". Alcuni lavori, in realtà, sono stati eseguiti. Ma, se si eccettuano quelli, sul torrente Verbone, in corrispondenza delle poste, dove è stato abbattuto il ponte di via Angeli Custodi, e qualche altro argine, gli interventi che devono ancora cominciare sono molti. Prosegue Balbis: "C'è inoltre a disposizione un finanziamento regionale di 292 mila euro per terminare i lavori del solettone, al museo della canzone di Erio, dal settembre 2006 e la Provincia latita. A cosa servono gli amministratori provinciali se non prendono a cuore le preoccupazioni della gente? Si fanno vivi solo al momento delle elezioni. Il Ponente è pieno di consiglieri di maggioranza di centro destra che farebbero meglio a dimettersi". L'assessore di Vallecrosia, che più volte ha sollecitato in Provincia interventi concreti e tempestivi, ora minaccia di scendere in piazza accanto ai cittadini: "Informeremo il prefetto della situazione, mobiliteremo la popolazione e se non avremo risposte certe bloccheremo la via Aurelia".\.

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La bimba che nessuno vuole: mamma in coma e il padre la rifiuta (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

Vittima della burocrazia da una settimana La bimba che nessuno vuole: mamma in coma e il padre la rifiuta Mossano E UN COMMENTO DI Carlo Rimini A PAGINA 21.

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Confconsumatori Parma: dal 1 giugno, arrivano i biglietti aerei elettronici (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confconsumatori Parma: dal 1° giugno, arrivano i biglietti aerei elettronici (29/5/2008 19:34) | (Sesto Potere) - Parma - 29 maggio 2008 -Confconsumatori ricorda che dal 1° giugno 2008 entrerà finalmente in vigore il biglietto aereo elettronico che sostituirà i tradizionali biglietti cartacei, con notevoli benefici per i viaggiatori. In primis i vantaggi sono di tempo e di denaro in caso di smarrimento del biglietto. Perso il biglietto cartaceo, il passeggero doveva affrontare un iter lungo e dispendioso: fare regolare denuncia all'autorità competente, richiedere formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire nell'immediato, spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella dell'originario titolo. Dal 1° giugno, invece il passeggero per imbarcarsi dovrà solo presentarsi all'accettazione con un documento di identità, indicando il codice di emissione o di prenotazione del biglietto. Inoltre, si potrà richiedere l'invio del documento che attesta l'acquisto del biglietto elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica o di un proprio familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza preoccupazione di dimenticarlo o smarrirlo. “E' finita l'epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso – dichiara l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac – Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno. Sino ad oggi, infatti, molte lamentele dei consumatori riguardavano proprio i tempi e i costi subiti in caso di smarrimento del biglietto.”.

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Tavazzanon La massiccia presenza dei roditori minaccia colture e rete di irrigazione a Modignano: <È un vero disastro> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Emergenza nutrie, agricoltori in rivolta Appello a comune e provincia: "Abbattiamole come a Brembio" tavazzano Non ratto ma castoro, nome in codice Myocastor coypus. È la nutria, il roditore più odiato delle campagne lodigiane, comprese quelle che si estendono attorno a Tavazzano, nelle frazioni di Modignano, a Sordio e a San Zenone. Gli agricoltori che hanno qui i loro campi di mais o di riso sono esasperati e chiedono ai rispettivi comuni di seguire l'esempio di Brembio e di emettere un'ordinanza che autorizzi l'eliminazione delle bestiole con armi da fuoco. "Mentre in passato le nutrie si limitavano ad abbattere piante già adulte, quest'anno hanno iniziato a mangiare anche i germogli più giovani del mais: per riempirsi la pancia ne devono mangiare molti di più e siamo stati costretti a riseminare il 50 per cento del campo", si lamenta Vittorio Robbiati di Modignano. "Per chi come me ha i terreni circondati da fossi è un vero disastro - gli fa eco Attilio Corbellini, anche lui proprietario di alcuni terreni della zona -. Il danno maggiore, oltre alle colture, lo subiscono gli argini: ho calcolato che a causa dei cunicoli scavati dalle nutrie si registra una perdita d'acqua del 30 per cento". Pronti ad imbracciare il fucile nel caso giunga il sospirato via libera, gli agricoltori tavazzanesi tentano di arginare l'emergenza con le cinque gabbie che la provincia consegna a ogni "selettore patentato", ovvero a quei privati che hanno seguito il relativo corso di formazione. Ma non tutti le hanno ricevute: "Noi le stiamo aspettando da tre mesi" dice un altro agricoltore, Pinuccio Bianchi, della cascina Antegnatica. "Non dovrebbe esserci tutta questa burocrazia: c'è bisogno di più gabbie e tutti, corso o non corso, devono poterle utilizzarle". Ciò di cui, più in generale, gli agricoltori tavazzanesi lamentano l'assenza, è un piano d'emergenza concreto, un'operazione a tappeto sovracomunale da attuarsi prima che sia troppo tardi. "Invitiamo i sindaci a riunirsi con i sindacati e con la Coldiretti per trovare sistemi alternativi", è il pensiero di Giuseppe Sudati della cascina Ceregallo, a San Zenone. "Ho i miei dubbi che le armi da fuoco da sole riescano a risolvere la situazione, anche se a mio parere sono necessarie per riportare la situazione a livelli di popolamento più gestibili. Possibile però che non si trovino altri metodi di contenimento, ad esempio sterilizzando le femmine?". I sistemi ci sarebbero pure, ma sono costosi (come i recinti elettrificati da collocare a un'altezza di 15 cm lungo il perimetro dei campi), o difficilmente digeribili da un'opinione pubblica che, spesso a torto, vuole le nutrie animali sudici e portatori di malattie. Forse, sapendo che l'Istituto zooprofilattico di Brescia ha recentemente dichiarato che "le nutrie selvatiche non sono portatrici di virus infettivi per l'uomo e per gli animali da allevamento", risulterà meno sconvolgente l'idea che per debellare le nutrie si potrebbe cominciare a mangiarle come fanno in Lousiana, affumicate, stufate o con salsa di cipolle. Silvia Canevara.

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Gramm lancia la scommessa, più export (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Pietro Marangoni Gramm lancia la scommessa, più export "Prospettive ottime con le nicchie" "Sì al Brennero, ma serve l'aeroporto" Una presidenza durata quasi 15 anni: cosa si è fatto e cosa serve ancora fare. Tra autonomia fiscale, qualità della produzione, contributi pubblici e poli di eccellenza BOLZANO. Per Benedikt Gramm, presidente della Camera di Commercio di Bolzano, sono gli ultimi giorni in cui, oltre al panorama sul Catinaccio, potrà osservare anche l'andamento dell'economia locale dall'alto del suo ufficio al sesto piano del bel palazzo di vetro all'angolo tra via Alto Adige e piazza Verdi. Martedì prossimo 3 giugno passerà la mano in occasione dell'insediamento del nuovo Consiglio camerale a 47 membri che dovrà nominare il suo successore. "Ma questo non vuol dire che non mi occuperò di economia - precisa subito, con piglio assolutamente giovanile malgrado l'anagrafe gli accrediti 72 anni - Continuerò infatti a restare alla presidenza dell'Eos, l'ente che si occupa di rafforzare l'export del nostri produtti". Ma Gramm, che da quasi 15 anni guida con attenzione e stile, il più importante organismo economico territoriale, non è personaggio per ruoli di secondo piano. Oltre ad aver creato una azienda divenuta leader a livello nazionale nell'import di prodotti all'ingrosso dal mercato germanico è anche l'attuale vicepresidente della società dell'Autobrennero guidata dal trentino Silvano Grisenti. Dopo quindici anni di presidenza, nel monento dell'addio, è inevitabilmente un bilancio. Qual' è il suo? "Innanzitutto voglio ricordare che alla vigilia della mia elezione c'erano più nomi. Non il mio. Tant'è che venni eletto al quarto scrutinio e il primo ad esserne sorpreso della nomina fui io stesso. Fu quella un'elezione piuttosto contrastata tanto che all'indomani la stampa locale definì la mia nomina come "burocratica e incapace di dare stimoli all'economia". Quella frase per me fu una sfida. Mi aveva fatto capire che era necessario cambiare ad iniziare dall'intero della Camera. Credo che i risultati oggi mi diano ragione: dal nuovo ruolo della Camera come erogatrice di servizi, alla nuova sede, dallo stato di floridezza dell'economia locale, alle prospettive molto buone. Quella frase critica è stata ampiamente smentita dai fatti". La realizzazione della nuova sede è stata uno dei suo "sogni" fin dall'inzio? "Sì, anche se speravo che per la sua realizzazione ci volesse assai molto meno tempo. Ma le difficoltà tecniche legate allo scavo, le bombe ritrovate nel terreno e tanti altri contrattempi burocratici ci hanno rallentato. Ma c'è anche un altro dei miei "sogni" che si sta realizzando". Pensa alla realizzazione della galleria di base del Brennero di cui è sempre stato uno strenuo fautore? "Ero appena stato insediato alla presidenza nel 1994 quando ho voluto organizzare un primo convegno sugli sviluppi dei traffici lungo l'asse del Brennero. Era evidente sin da allora che era necessario intervenire. La politica a quei tempi non si interessava del problema, ma il mondo dell'economia l'aveva capito benissimo. Ora la strada del non ritorno è stata imboccata". A proposito di strutture indispensabili: che ne è dell'aeroporto? "E' una vicenda meno fortunata. Anche in questo caso sono stato senz'altro tra i promotori quando ancora c'era solo un prato verde. Oggi si è realizzata la struttura ma ci sono ancora molti che non ne riconoscono la necessità. D'altra parte senza il prolungamento della pista non c'è grande futuro. Un aeroporto è comunque necessario per il futuro turistico e per consentire al mondo dell'economia e della cultura di rimanere in contatto con il mondo". Un'altra incompiuta dell'economia altoatesina è quella legata ai centri commerciali. Perchè si continua a dire di no? "Non avere grandi centri commerciali può essere uno svantaggio, ma è però anche un vantaggio maggiore avere dei negozi di vicinato in tutti i comuni. Ogni paesino ha un suo negozio! Questo è uno dei punti di forza della nostra struttura economica fatta di piccole e medie imperse". L'economia altoatesina negli ultimi tempi ha denunciato qualche rallentamento, vedi la chiusura di alcune industrie, le difficoltà del commercio, dell'edilizia. Cosa ci attende? "Dal'94 la crescita dell'economia altoatesina è stata sempre molto positiva sia pure con qualche breve interruzione. La crescita continuerà un pò in tutti i settori anche se in alcuni comparti si registrano oggi delle difficoltà che ritengo però passeggere. Certo l'edilizia da un paio di anni sta rallentando e il commercio al dettaglio non fa progressi. Sono però situazioni transitorie e non tipiche di una economia come quella altoatesina". Perchè parlare di crisi non è una "tipicità" altoatesina? "Perchè è gli altoatesini sono laboriosi, perchè i nostri imprenditori e i loro collaboratori - non mi piace il termine di datore di lavoro e di dipendente in quanto per un'impresa l'unico datore di lavoro è il cliente, il consumatore! - sono consapevoli e responsabili. Nelle nostre aziende c'è un buon clima sociale". Quindi lei è ottimista sul futuro della nostra economia? "Direi che ci sono buone premesse per affronatre con serenità il medio e lungo periodo. Dico questo perchè partiamo da una situazione di piena occuipazione, da un paesaggio che è sempre più una risorsa, perchè ci troviamo tra due grandi zone di benessere quali la Baviera e il Nord italiano, e poi abbiamo il vantaggio - svantaggio di trovarci lungo l'asse del Brennero. Una posizione geografica felice che ci ha sempre portato ricchezza. E poi non dimentichiamo la gente volonterosa, lo sviluppo del Pil superiore dalla media europea. E probabilmente proprio anche l'essere dei "nani" economicamente parlando, ci sta aiutando in quanto le aziende stanno orientantandosi, trovandole con suiccesso, "nicchie" di mercato sempre più interessanti a livello mondiale. Nicchie in cui primeggiamo". Quindi stiamo diventando un "distretto" della qualità? "In un certo senso si. Basti pensare ai centri di competenza nel mondo della tecnologia invernale, in quella dei CasaClima e delle energie rinnovabili, per non parlare delle mele, del vino bianco e di un prodotto creato dal nulla quale è lo speck". Sarà in grado il "nano" Alto Adige a garantirsi anche in futuro uno spazio in un mercato globalizzato? "Penso senz'altro di si. Questo è un impegno che proseguirà nell'Eos di cui resterò presidente fino a fine 2009. E' infatti la parte che mi interessa di più. Le nostre esportazioni al momento vanno bene e negli ultimi due anni sono sensibilmente cresciute benchè non non siamo un classico paese da export. Vanno bene grazie essenzialmente a Iveco, Memc e alcuni altri grandi costruttori il cui andamento produttivo influenza molto la statistica. Dobbiamo comunque rafforzare le iniziative dell'Eos, le nostre presenze a fiere, mostre e missioni economiche. Oggi il nostro export ha raggiunto il 17% della produzione. Il mio obiettivo è quello di portare la quota al 20%. Sono convinto che ci riusciremo. Abbiamo tutta una serie di prodotti di alta qualità che ci gantiranno il risultato". Quindi un'economia capace di camminare con le proprie gambe. Che ne pensa allora dei contributi provinciali che "assistono" ancora ampi settori produttivi? "Ho sempre avuto dubbi sull'erogazione dei contributi pubblici. Devono rappresentare una spinta iniziale e imporanea. Ben diverso è invece il discorso se si parla degli aiuti ai contadini di montagna che prestano un grande servizio all'intera collettività e al turismo in particolare". Un tema che interessa da vicino il mondo della produzione è quello dell'eccessivo carico fiscale, del peso della burocrazia. Che ne sarà dell'"autonomia fiscale"? "L'autonomia fiscale è senz'altro un'arma a doppio taglio. Non è molto simpatico passare da erogatore ad esattore. Non mi sento di dare un giudizio netto su questa eventualità. Posso dire che se è vero che al momento attuale se la tassazione è alta è altrattanto vero che da noi in Alto Adige arriva il 90% di questa imposizione. Una risorsa importante che, se amministrata bene, garantiscono un benessere diffuso". I suoi "sogni" per il futuro? "Come detto, a parte quello di riuscire ad innalzare la quota dell'export del "made in Alto Adige - SÜdtirol", riuscire a rafforzare l'immagine complessiva dei prodotti altoatesini. Ad esempio anche creando in tutte le stazioni di servizio lungo l'A22 un angolo prefissato con prodotti tipici locali. Ho sempre lavorato per obiettivi e questo, anche se oggi abbastanza complesso e difficile. Mi piacerebbe realizzarlo".

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Alto Adige, da Vienna denaro a palate (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dal 1956 al 2003 il governo d'Oltrebrennero erogò ai sudtirolesi 417 milioni di euro Alto Adige, da Vienna denaro a palate Durnwalder: "Studiai grazie a quel denaro. Fondamentale allora, ma oggi non più" Il record fu nel 1973: oltre 30 milioni di euro Si finanziarono scuole asili e borse di studio DAVIDE PASQUALI BOLZANO. Altro che i 10 milioni di euro versati dalla repubblica federale di Germania fra 1969 e 1976, scovati dal settimanale tedesco Der Spiegel qualche mese fa. Perché i milioni versati per la causa dei fratelli sudtirolesi dal governo centrale austriaco, fra il 1956 e il 2003, sono stati la bellezza di 417. Cui vanno aggiunti i contributi dei vari LÄnder: un 10% in più. In totale, mezzo miliardo di euro. Dei finanziamenti austriaci, come pure di quelli germanici, si sapeva. "Anche io - precisa il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder - ho potuto studiare all'università quasi esclusivamente grazie a borse di studio concessemi da Vienna e da altri LÄnder". Si sapeva, dunque. Ma nessuno, almeno fino a qualche tempo fa, aveva mai tentato di quantificare l'esborso. Il primo tentativo lo ha compiuto il settimanale tedesco Der Spiegel. Solo qualche mese fa. Spulciando fra gli atti ministeriali del governo federale di Bonn - di norma resi pubblici in Germania a trent'anni dalla loro redazione - il periodico tedesco aveva scoperto l'esistenza dei famosi dieci milioni di euro, erogati dal 1969 al 1976. Del periodo successivo, ancora non è dato sapere, perché gli atti verranno resi pubblici solamente nei prossimi anni. Un buon inizio, questo, ma ora il settimanale sudtirolese in lingua tedesca ff ha fatto decisamente di meglio. Il caporedattore Norbert Dall'ò si è rintanato per giorni e giorni negli scantinati dell'archivio viennese del ministero federale austriaco per l'Istruzione e la Cultura. Ha scartabellato l'intero carteggio della ripartizione ministeriale creata ad hoc, alla metà degli anni Cinquanta, per occuparsi delle sovvenzioni ai cugini del Tirolo meridionale. Per ciascun finanziamento, ha preso nota di richiedente, data, ammontare dell'erogazione, destinatario (persona fisica, giuridica o associazione). Infine, ha calcolato quello che si potrebbe definire il totalone: addirittura 417.134.990 euro. A questi, sempre a detta del settimanale ff, sarebbero da aggiungere altri denari, provenienti dai vari governi regionali, assai più difficili da quantificare. Su questo versante, le sovvenzioni all'Alto Adige, il cosiddetto decimo Land austriaco, ammonterebbero a un ulteriore 10%. Tradotto: in totale un mezzo miliardo di euro. Il flusso di denaro dovuto al governo centrale cominciò nel 1956, con 800mila scellini austriaci per la realizzazione del collegio Canonico Gamper di via Diaz, a Bolzano. Il totale erogato quell'anno, tradotto in valuta corrente, fu di oltre 1,8 milioni di euro. Ma era soltanto l'inizio. Già tre anni dopo, nel 1959, si sfiorarono i cinque milioni. Poi, la crescita fu consistente, continua, inarrestabile. E senza limiti di spesa: a tutti arrivò qualcosa. Il record nelle erogazioni giunse nel 1973, l'anno in cui il governo italiano approvò le prime norme di attuazione del Pacchetto. Quell'anno, i sudtirolesi incassarono nientedimeno che 30.369.880 euro. Oltre trenta milioni. Poi, le sovvenzioni cominciarono a calare, ma rimasero consistenti per tutti gli anni Settanta. Solo nel 1981 si scese sotto i dieci milioni di euro. Solo nel 1991 si sfondò, al ribasso, la quota dei due milioni. Oltre all'ammontare, ciò che colpisce è proprio il perdurare delle sovvenzioni, proseguite, senza soluzione di continuità, fino ad oggi. Ancora nel 2003, ultimo anno per cui si sono rinvenuti i dati, l'Alto Adige ha incassato oltre seicentomila euro. Con questi denari, si sovvenzionò la costruzione di scuole, collegi, biblioteche, ma pure corsi di musica, spettacoli teatrali o pubblicazioni. Il punto forte, però, furono le borse di studio. Ma si ricevettero denari per qualsiasi cosa: 27mila scellini nel 1960 per l'appello tirolese alle Nazioni Unite. Nel 1961 115mila scellini per la collezione Tessmann, che poi avrebbe dato vita all'omonima biblioteca provinciale in lingua tedesca. Pure i ricoveri in ospedale dei notabili sudtirolesi, si pagarono. Gli stessi viaggi per la questua, a Innsbruck o Vienna, venivano generosamente rimborsati. Ricevettero rimborsi il vice assessore alla cutlura Hans Mayr, il successore Josef Ferrari, il vice provveditore agli studi Fritz Ebner, i suoi successori, e infine l'assessore Anton Zelger. I denari, spiega ff, fluivano sotto silenzio, non se ne parlava volentieri. E i pochi parlamentari che negli anni chiesero il perché e il per come, ricevettero dal governo risposte piccate; accadde al deputato SPÖ Oskar Weihs, nel 1967. E niente paura, la burocrazia era ridotta all'osso. Tanto che era nato un motto, in quegli anni. Il questuante di turno, per annunciare l'imminente viaggio in quel di Vienna, diceva di andare a trovare "Onkel Josef und die Tante", lo zio e la zia.

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Costi della burocrazia, ridurli del 25 per cento (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Convegno all'Eurac: adottare il modello olandese Costi della burocrazia, ridurli del 25 per cento BOLZANO. Ridurre i costi della burocrazia. Al convegno "Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini" di Bolzano il presidente Durnwalder e l'assessore Werner Frick hanno presentato, assieme ai ricercatori dell'Eurac e ad esperti internazionali, il modello di misurazione degli oneri amministrativi e la sua applicazione in Alto Adige. Un esempio viene dall'Olanda. La Provincia di Bolzano ha incaricato l'Eurac di verificare, in collaborazione con un istituto di Amburgo che si occupa di de-burocratizzazione a livello europeo, a quanto ammontano i costi della burocrazia in Alto Adige. Il passo successivo sarà quello di ridurre questi oneri amministrativi. "Gli apripista in questo campo - ha sottolineato Frick - sono stati i Paesi Bassi che con il loro "standard cost model" sono riusciti, a partire dalla fine degli anni '90, a misurare gli oneri amministrativi e a ridurli del 25 per cento". "Vogliamo adattare il modello olandese alla realtà altoatesina - gli ha fatto eco Luis Durnwalder - lo scopo è quello di fare delle misurazioni anche a livello locale per capire come ridurre i costi". L'Alto Adige sarà così la prima provincia in Italia a sperimentare una misurazione sistematica degli oneri amministrativi secondo i parametri dello "standard cost model".

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Peroni confermato presidente degli industriali della Vallagarina (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRENTO. Agostino Peroni è stato confermato delegato comprensoriale di Confindustria Trento per la Vallagarina. La nomina è giunta nel corso dell'assemblea degli industriali del comprensorio che ha confermato anche gli altri due delegati Alessandro Benedetti e Paolo Manica. Tra i temi affrontati è emersa in particolare l'emergenza legata al costo dell'energia, che in Italia è più elevato rispetto agli altri paesi europei. Secondo Agostino Peroni questa è una delle priorità per l'industria lagarina, assieme alla necessità di rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali, potenziare la rete stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e semplificare la burocrazia.

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Marcegaglia: L'euro forte? Penalizza le nostre imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Alto Adige)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia: "L'euro forte? Penalizza le nostre imprese" L'adesione unilaterale al protocollo di Kyoto è autolesionismo puro perché fuori dall'Ue le imprese sono libere di inquinare UBALDO CORDELLINI TRENTO.Ha preso il posto di Luca Cordero di Montezemolo nella sala dei bottoni di viale dell'Astronomia, sede romana di Confindustria, da pochi giorni, ma Emma Marcegaglia ha già le idee ben chiare. Se le chiedi cosa serve oggi all'Italia, lei non esita a rispondere: meno burocrazia, meno spesa pubblica, meno pressione fiscale. Più liberalizzazioni, più mercato, più poteri al governo. Sono questi i refrain del Marcegaglia-pensiero, saranno questi i temi del suo intervento di oggi all'incontro "Protezionismo e mercato" (ore 12, sala Depero, Palazzo della Provincia), a cui parteciperanno anche l'ex commissario europeo Mario Monti e il garante della Concorrenza Antonio Catricalà. Sarà un incontro senza politici perché il neo presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini e l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema hanno dato forfait. Secondo la presidentessa degli industriali i guai del sistema italiano sono sempre i soliti e anche la ricetta è la stessa di sempre: "Eccesso di burocrazia, di spesa pubblica, di pressione fiscale da una parte e scarsa produttività, insufficiente investimento in ricerca e formazione dall'altra sono i problemi che solleviamo da tempo. Non possiamo perdere di vista le principali riforme istituzionali: più poteri al premier, nuova legge elettorale, superamento del bicameralismo perfetto". Passando a parlare del tema del forum di questa mattina, la Marcegaglia spiega che la soluzione non si trova nelle barriere rimesse in voga dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "La globalizzazione dei mercati, le nuove tecnologie, i flussi migratori sono realtà con le quali dobbiamo misurarci. Un'opzione diversa non c'è. Non è un periodo esaltante. Liberalizzare quando l'economia non cresce è assai difficile, ma alla fine la gente capirà che alzando barriere non si va da nessuna parte. Globalizzazione non vuol dire solo bassi salari e delocalizzazione delle produzioni. Significa anche mercati che si aprono, nuovi prodotti e processi produttivi, opportunità di investimento. Il 40 per cento delle esportazioni cinesi - per 500 miliardi di dollari - è frutto di joint venture con imprese occidentali che hanno investito in Cina. Frenando quelle esportazioni, colpiremmo anche le imprese dei nostri paesi". La Marcegaglia aggiunge però che la sfida internazionale con paesi come la Cina o l'India va comunque sorvegliata con norme valide per tutti: "Il buon funzionamento del commercio internazionale richiede il rispetto di regole comuni. Non sono accettabili la concorrenza sostenuta da monopoli interni, il dumping economico o sociale, la sistematica sottovalutazione del cambio, la contraffazione, l'abbassamento degli standard di sicurezza dei prodotti, l'assenza di vincoli alle emissioni nell'ambiente". La Marcegaglia chiede un maggiore aiuto all'Unione europea, accusata di essere, spesso, più un freno che un sostegno per le imprese: "L'Unione Europea resta il nostro punto fondamentale di riferimento. Ma talvolta sembra più interessata a porre vincoli e limiti ai suoi cittadini e alle sue imprese, piuttosto che a svolgere un ruolo forte nella difesa di un mercato mondiale con regole certe e valide senza eccezioni". Un esempio? L'adesione unilaterale al protocollo di Kyoto che, secondo la presidente di Confindustria, danneggia le imprese occidentali: "Noi non chiediamo la tutela acritica degli interessi europei. Ma non possiamo nemmeno accettare impostazioni autolesionistiche, come l'adozione unilaterale del protocollo di Kyoto. Condividiamo l'idea di interventi coordinati per i cambiamenti climatici. Ma non accettiamo un atteggiamento che rischia di rendere difficile e costosissimo fare impresa in Europa, lasciando che chiunque inquini a piacimento fuori dal nostro territorio". Infine, per affrontare la competizione internazionale, la Marcegaglia chiede un euro meno forte. Proprio la moneta sopravvalutata sarebbe un freno per le imprese occidentali: "Sono passati quasi dieci anni dalla nascita della moneta unica. Ci siamo assicurati prezzi più stabili, tassi d'interesse più bassi, disavanzi pubblici più contenuti. Ma un euro sopravvalutato nei confronti del dollaro penalizza in modo insostenibile le nostre esportazioni. L'Unione europea deve continuare a spingere il G8 a pronunciarsi sui cambi e deve coinvolgere la Cina nelle discussioni sull'assetto valutario. La Bce non dovrebbe sottovalutare il rallentamento delle economie europee".

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Il Du Lac ha trovato acqua minerale purissima (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sergio Molinari Il Du Lac ha trovato acqua minerale purissima Circa 160 metri sotto terra una fonte che servirà la clientela e il centro benessere Il sogno di Gianni Zontini sta diventando realtà: il primo progetto di utilizzo prevede fontane e wellness. Ma c'è anche la prospettiva di ulteriori ricerche a scopo termale RIVA. Sono parecchi anni che Gianni Zontini, storico amministratore delegato del più prestigioso albergo rivano, il Du Lac et Du Parc Grand Resort, insegue il sogno dell'acqua. Ma schivo com'è - e abituato a parlare più a fatti che a chiacchiere - avrebbe mantenuto il riserbo sul "suo" segreto e sulla "sua" scoperta per chissà quanto tempo ancora, se la burocrazia provinciale, a norma di legge, non avesse fatto finire sull'Albo pretorio del Comune di Riva quello che è già il bel traguardo di un' intuizione: la richiesta di una concessione per l'utilizzo - prima minerale e un giorno, forse, termale - della preziosissima acqua che i geologi messi in moto dal Du Lac hanno trovato a circa 160 metri di profondità proprio sotto l'albergo. Impossibilitato a negare l'evidenza, ieri Gianni Zontini, col consueto garbo, ha dunque accettato di offrire ragguagli sull'acqua del Du Lac (già ribattezzata "fonte Brione") e sui progetti che la riguardano: mostrando anche - al piano interrato delle nuovissime Suites Murialdo - il pozzo dove s'è scavato e che ora è una presa con tutti i crismi per portare in superficie, alla bisogna, 21 litri di acqua al secondo. Quanto basta per molteplici usi. Tutto dunque inizia nel 2002 quando a Zontini capita di incontrare il dottor Mario Nardin, già direttore del servizio geologico della Provincia, già protagonista di alcuni sondaggi nel sottosuolo del Basso Sarca. Zontini e la società alberghiera che rappresenta - memori di un decennio (anni Settanta) dove il Du Lac aveva sviluppato anche un importante centro di cure idroterapiche (poi abbandonato per non correre il rischio di trasformare l'hotel più in una clinica che in un albergo) - non hanno mai smesso di pensare che l'acqua fosse comunque un elemento importante e coerente per arricchire l'offerta dell'hotel. Ne nasce una collaborazione. E un trivellamento mirato, regolarmente consentito dagli enti provinciali preposti. L'acqua - oligominerale, di ottimo sapore, batteriologicamente pura, adatta per trattamenti benessere - viene trovata, come detto, 160 metri sotto terra: là dove, se abbiamo capito bene le complesse spiegazioni tecniche del geologo, le antiche stratificazioni del sottosuolo fanno sì che la piattaforma dolomitica trentina si unisca a quella lombarda. Facendo confluire, come in un'enorme conchiglia, acque purissime ed anche potenzialmente termali (probabilmente a livelli ancora più profondi). La fonte Brione così individuata è comunque già sufficiente per giustificare la domanda di concessione (per 25 anni) che il Du Lac ha formalizzato alla Provincia e che - se accolta: ma non dovrebbero esserci ostacoli - permetterà già nel 2009 di presentare un'ulteriore offerta allo storico albergo rivano. Il progetto è quello di usare la fonte per l'acqua potabile, per offrirla nei ristoranti interni, per utilizzarla nel centro benessere per trattamenti e tisane. Si pensa poi a qualche fontana nel parco e forse ad una grotta artificiale. In prospettiva anche il ritorno a trattamenti di idroterapia. Ma non è tutto. Il progetto del Du Lac, curato dallo studio Ingeon (il geologo Mario Nardin, appunto, e il figlio ingegnere), prevede anche ulteriori sondaggi: se sarà intercettata dell'acqua "rigorosamente termale", il sogno sarebbe ancora più stimolante. Già ora, però, il Du Lac sta dimostrando che fare turismo nel terzo millennio, sul Garda, non è soltanto riempire le camere. E' anche fantasia, ricerca e innovazione.

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Cis Montichiari: crescono ricavi e ristorni delle coop (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 30/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Cis Montichiari: crescono ricavi e ristorni delle coop Fatturato a 144,8 milioni per il consorzio che aggrega Comab, Agricam e Comazoo Camillo Facchini MONTICHIARI La gimkana che domenica otto giugno i trattori affronteranno a Montichiari nel corso del tradizionale open day che il gruppo Cis (consorzio che aggrega Comab, Agricam, Comazoo, Comilat, Comisag e Comab Famiglia) organizza a conclusione di una giornata in cui si farà sintesi di un anno di lavoro, sarà una passeggiata in confronto alle gimkane che gli agricoltori affrontano nella trattativa sul prezzo del latte, oppure nel confronto con i numerosi enti delegati ai controlli delle campagne, oppure con la burocrazia e la carta da riempire che questa sollecita o la direttiva nitrati oppure la crisi della suinicoltura oppure le emergenze come la "lingua blu", la vescicolare o, in passato, mucca pazza. Problemi che la gestione di Cis - che a fine 2007 conta 6156 soci con circa 25mila addetti - è riuscita ugualmente a superare, perchè i ricavi sono cresciuti, e l'utile accantonato anche e di conseguenza pure il patrimonio. Meno i ristorni, per i quali la scelta è stata quella di mettere "fieno in cascina". IL CONSORZIO - Il fatturato aggregato del consorzio è passato da 127,2 a 144,8 milioni di euro, il patrimonio di Cis da 14,6 a 15,1 milioni, i ristorni da 5,1 a 3,9 milioni l'utile accantonato da 478mila 516mila euro. Dalla costola di Comab nata nel 1970 si è sviluppato il consorzio, articolato, dinamico e profittevole sistema di cooperative in cui mangimi, consulenza, fertilizzanti, carburanti e commercializzazione latte hanno ciascuno un'organizzazione in sei cooperative. Un sistema che lo scorso anno ha "mosso" 979mila quintali di fitofarmaci, 2,3 quintali di mangime,2,1 milioni di gasolio, 820 pneumatici agricoli, 75,5 milioni di chili di latte. COMAB - Valore della produzione a cinque milioni di euro per la società presieduta da Antonio Pennacchio che ha chiuso l'esercizio con 60.790 euro di utile. Tra i costi acquisti per 4,8 milioni, ammortamenti per 38mila euro. l'occupazione media è stata di nove addetti. 304mila euro il ristorno. COMAZOO - La Cooperativa miglioramento agricolo zootecnico ha realizzato un fatturato di 76,5 milioni di euro . 2,4 milioni il costo del lavoro dei 47 dipendenti. 378313 euro l'utile e ,8 milione l'ammontare dei ristorni. Danilo Lorenzoni è il presidente. Comazoo ha realizzato il 625 dei ricavi con mangimi per bovini, il 375 con alimenti per la suinicoltura. Il 59,22% del mercato è nell'area bresciana, il 15,90% nel Mantovano, il 9,,78% in quella cremonese. L'88,725 del fatturato è stato assorbito da vendite di beni e servizi a soci, l'11,28% a non soci. AGRICAM - Ginanantonio Antonioli firma il bilancio di Agricam, centro agricolo integrato che ha realizzato 34,2 milioni di fatturato, con 48mila euro di profitti. 11,2 milioni sono stati i ricavi del gasolio agricolo, 15,2 quelli del gasolio, 1,3 milioni la vendita di gpl, 4,1 milioni la vendita di macchine agricole. La società ha aperto Pi Stop, punto vendita al pubblico di cui riferiamo sotto. COMILAT - La cooperativa commercializza latte di soci e non soci. Il valore della produzione è passato da 26,3 a 27,4 milioni di euro. Il latte movimentato è stato di 75,5 milioni di chili Marco Gallina. Presidente della società è marco gallina. Tra i costi acquisti per 26,5 milioni, servizi per 548mila euro. 548mila euro di conseguenza i ristorni. COMISAG - 912mila euro il fatturato, 485 soci, 18 gli addetti occupati in Comisag, Cooperativa miglioramento servizi. L'86% delle prestazioni sono state indirizzate ai soci. Del consorzio Cis fa parte infine Comab famiglia, cooperativa di consumo. LA FORMULA - La formula della cooperazione ha premiato le scelte, non solo per i numeri reddituali, ma soprattutto per la progressiva crescita della base sociale che nel 2003 era di 5599 soci e lo scorso anno è arrivata a 6156.

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La maturitàcon il profa luci rosse (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Indagato per atti osceni, presiederà commissione d'esame a genova. colpa del computer DONATA BONOMETTI genova. È accusato da un'alunna di essersi masturbato in classe nella pausa pranzo. Per questo è sotto ispezione da parte della Direzione regionale dell'Istruzione. E naturalmente la Procura indaga su di lui per atti osceni. Carriera finita? Tutt'altro: il professore del liceo King di Genova finito sotto i riflettori per un episodio infamante, anche se tutto da provare, è stato nominato presidente di commissione degli esami di maturità in un altro istituto, l'alberghiero Marco Polo. In un attimo la notizia ha fatto il giro della scuola da settimane travolta da questa vicenda scabrosa e, probabilmente, circolano già sapidi "boatos" fra gli studenti del Marco Polo che dovranno dare l'esame con un presidente di commissione così chiacchierato. Proprio oggi dovrebbe scattare un'altra ispezione al King per verificare la seconda tranche di accuse riguardo ai comportamenti del prof di matematica e fisica, non più a luci rosse, ma comunque piuttosto vessatori nei confronti degli studenti. Riguardo alla nomina a presidente della commissione di maturità, il direttore regionale dell'Istruzione Attilio Massara, che a quanto pare non era ancora informato di questa assegnazione destinata a far discutere, ha fornito particolari in un certo senso inquietanti sulla formazione delle commissioni d'esame. Non c'è più, di fatto, l'intervento umano nelle scelte di presidenti e membri, ma tutti i nominativi dei prof delle diverse scuole confluiscono nel grande cervellone del ministero dell'Istruzione a Monte Porzio Catone. Sempre attraverso il computer vengono assegnati i docenti nella varie commissioni seguendo i criteri del punteggio e in base alle richieste. Che ne sa dunque la "macchina" di tutto il baillamme che è successo al King sconvolgendo insegnanti e ragazzi, classi e presidenza? Ignorandolo, ha predisposto il meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. servizio >> 23 30/05/2008.

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La maturitàcon il profa luci rosse (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Indagato per atti osceni, presiederà commissione d'esame a genova. colpa del computer DONATA BONOMETTI genova. È accusato da un'alunna di essersi masturbato in classe nella pausa pranzo. Per questo è sotto ispezione da parte della Direzione regionale dell'Istruzione. E naturalmente la Procura indaga su di lui per atti osceni. Carriera finita? Tutt'altro: il professore del liceo King di Genova finito sotto i riflettori per un episodio infamante, anche se tutto da provare, è stato nominato presidente di commissione degli esami di maturità in un altro istituto, l'alberghiero Marco Polo. In un attimo la notizia ha fatto il giro della scuola da settimane travolta da questa vicenda scabrosa e, probabilmente, circolano già sapidi "boatos" fra gli studenti del Marco Polo che dovranno dare l'esame con un presidente di commissione così chiacchierato. Proprio oggi dovrebbe scattare un'altra ispezione al King per verificare la seconda tranche di accuse riguardo ai comportamenti del prof di matematica e fisica, non più a luci rosse, ma comunque piuttosto vessatori nei confronti degli studenti. Riguardo alla nomina a presidente della commissione di maturità, il direttore regionale dell'Istruzione Attilio Massara, che a quanto pare non era ancora informato di questa assegnazione destinata a far discutere, ha fornito particolari in un certo senso inquietanti sulla formazione delle commissioni d'esame. Non c'è più, di fatto, l'intervento umano nelle scelte di presidenti e membri, ma tutti i nominativi dei prof delle diverse scuole confluiscono nel grande cervellone del ministero dell'Istruzione a Monte Porzio Catone. Sempre attraverso il computer vengono assegnati i docenti nella varie commissioni seguendo i criteri del punteggio e in base alle richieste. Che ne sa dunque la "macchina" di tutto il baillamme che è successo al King sconvolgendo insegnanti e ragazzi, classi e presidenza? Ignorandolo, ha predisposto il meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. 30/05/2008.

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Nasce da mamma in coma ma nessuno la riconosce - milena vercellino (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Nasce da mamma in coma ma nessuno la riconosce IL CASO Ora i nonni si battono per sottrarla all'adozione MILENA VERCELLINO TORINO. Per la legge italiana è una neonata senza nome, nata il 22 maggio per parto indotto da una giovane donna in coma farmacologico, investita due giorni prima da un'auto pirata a Casale Monferrato. Per i nonni, una nipote da sottrarre all'adozione, passando per le aule del Tribunale dei minori. E' la vicenda di una bimba di appena una settimana. Una bimba che ora è ricoverata nella nursery dell'ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria, ora al centro di una contesa declinata sui toni dell'assurdo. Tutto è iniziato la sera del 20 maggio, quando la futura madre, una trentacinquenne di Casale Monferrato al settimo mese di gravidanza, è stata travolta da una vettura in una tranquilla stradina della città piemontese. Da quella sera la donna è in coma, ma il calvario si è trasformato in groviglio legale due giorni dopo, quando i medici dell'ospedale di Alessandria hanno deciso di praticarle un cesareo per far nascere la bimba: "Ricoverata la donna in ospedale, i medici si sono resi conto che le cure portate alla madre avrebbero potuto arrecare danni alla nascitura, ed hanno optato per un parto indotto", spiega il legale dei nonni della piccola. Ma ad ingarbugliare la matassa è stato lo stato civile della donna: la giovane non è sposata, e il presunto padre della bambina "non ha fatto alcun passo per riconoscere la piccola", spiega Casalone. "Ma al di fuori del matrimonio, per la legge non c'è riconoscimento automatico, nemmeno da parte della madre". Che, però, nel suo stato attuale, non può avanzare una richiesta formale per rivendicare la maternità della neonata. Da qui, la vicenda si è avvitata su tornanti sempre più intricati: il colpo di scena successivo è stato il "niet" opposto dall'Ufficio Anagrafe di Casale Monferrato ai genitori della donna, che si erano fatti avanti per prendersi cura della bimba. E che si sono invece sentiti rispondere che, in assenza di un riconoscimento formale, la piccola non è per la legge italiana loro nipote. Ma il macigno più pesante piombato sui due anziani è quello successivo: per le norme sull'adozione, nel caso in cui il figlio non sia riconosciuto né dalla madre né dal padre, il tribunale deve dichiarare lo stato di adottabilità. Da qui, la decisione di imboccare le vie legali: "Abbiamo presentato istanza al Tribunale dei minori di Torino perché la bambina venga temporaneamente affidata ai nonni in attesa che la madre stia meglio e possa riconoscere la bambina", spiega Casalone, che parla si una situazione "assurda e anacronistica". Per i genitori della donna, spiega il legale, "è una corsa contro il tempo: se non dovesse essere accordato l'affidamento, quando la bimba starà bene e sarà dimessa dovrà passare ad una struttura pubblica per entrare nello stato di adottabilità". In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione. Lo leggo come un buon segnale, speriamo di ottenere l'affidamento", spiega Casalone.

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Tondo: più sobrietà e meno dirigenti in regione (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL FRIULANO GLI OSPEDALI Tondo: più sobrietà e meno dirigenti in Regione "Stiamo già lavorando all'accorpamento dei servizi. Comparto unico da ripensare" È evidente che mancano sia medici sia infermieri: le aziende devono spendere meno per gli amministrativi e di più per chi sta in corsia Cambieremo la legge di tutela Va tolto il silenzio-assenso per l'insegnamento e l'utilizzo negli enti pubblici sarebbe un costo enorme di CIRO ESPOSITO TRIESTE Da neanche un mese ha preso in mano il testimone di governatore. Testimone che gli è stato consegnato dai cittadini del Friuli Venezia Giulia. Una vittoria netta, quella su Riccardo Illy, che nasconde anche un pizzico di "nostalgia" dei cittadini per un modo di fare e intepretare la politica stile anni '80-'90. Renzo Tondo, questo stile ce l'ha nel suo dna di socialista. "La politica deve avere un ruolo centrale" è il suo pensiero. E su questo credo ha già incardinato le scelte sulla composizione della sua giunta. Ma Tondo ha anche dovuto affrontare subito problemi concreti, a cominciare dal nodo Insiel. Vuole incidere sui costi della politica, ma anche su quelli della burocrazia che peraltro è di intralcio alla vita dei cittadini a chi vuol fare impresa. "Possiamo snellire la macchina pubblica, utilizzando ove possibile, l'accorpamento di direzioni e servizi. I costi onerosi del comparto unico devono poi tradursi in assegnazione di maggiori competenze agli enti locali. Se impiegati e funzionari guadagnano di più, deve esserci una ricaduta sulla comunità. E per il momento questa trasformazione non si è vista". E sempre nell'ottica del risparmio conferma la modifica della legge sul friulano voluta da Illy. A Roma chiederà più risorse per la Sanità mentre il reddito di cittadinanza per i più poveri sarà trasformato in un "assegno sociale". E da ieri è partita anche l'operazione di riduzione dell'indebitamento. Presidente, l'opposizione sottolinea che alcuni dei suoi assessori sono poco esperti. Intanto, nel '98 io arrivai qui e mi trovai a gestire sei deleghe. Poi, ho privilegiato la volontà dell'impegno e comunque il primato della politica che ci aiuta a capire la sintesi delle varie situazioni e il modo in cui affrontarle. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico ci sono i direttori e gli uffici. Ho già apprezzato come gli assessori abbiano mantenuto un profilo tranquillo. Vogliono capire le cose prima di fare annunci roboanti. E per questo li ringrazio. Come intende sviluppare i rapporti con l'opposizione? I cittadini hanno eletto un presidente della Regione e un Consiglio. Non sono un uomo solo al comando. Quando ero sindaco di Tolmezzo, finchè c'è stata un'opposizione forte, ho governato bene, quando alla fine della legislatura, l'opposizione ha mollato, ho fatto degli errori. Io vengo dalla tradizione socialista e vent'anni fa teorizzavamo la democrazia conflittuale in alternativa a quella consociativa. Quindi ben venga un rapporto anche duro con il centrosinistra ma con la nostra predisposizione al dialogo. E il rapporto della giunta con Roma? Sarà improntato a tutelare la nostra specialità senza alcuna subalternità relativa all'appartenenza. Dialogheremo tra istituzioni con il vantaggio di avere buoni rapporti con molti ministri che conosco bene e che vengono dalla tradizione socialista. Per quanto riguarda l'aumento della compartecipazione l'obiettivo della legislatura è ottenere il riallineamento della spesa sanitaria. Sull'abolizione del reddito di cittadinanza si sono levate critiche anche dalla parte più cattolica della sua maggioranza. Come pensa di procedere? Su questo i media hanno esagerato. Io ho sempre e soltanto detto che il reddito di cittadinanza non è lo strumento più adatto per dare risposta all'emarginazione sociale. Culturamente abbiamo sempre detto che considerarlo un reddito era un errore. Detto questo, siccome le leggi ci sono e adesso c'è la sua applicazione per il primo anno sperimentale, lo applichiamo. Studieremo per il prossimo anno un nuovo provvedimento anche alla luce dell'esperienza fatta quest'anno. Anche se il fatto stesso che siano pervenute solo 2 mila domande a fronte dei 20 mila aventi diritto ci indica che qualcosa non funziona. Evidentemente, si è impantanato. A chi è disagiato un assegno sociale va garantito. E, nonostante il comparto unico, evidentemente i sindaci non sono messi in grado di gestire il servizio. Lei è critico sul comparto unico? L'operazione è costata un sacco di soldi pubblici dei nostri cittadini. A dieci anni di distanza dalla legge noi non abbiamo ancora la ricaduta per i cittadini. La logica non era quella di premiare i dipendenti di Comuni, Province e Comunità montane rispetto ai regionali, ma dare maggiori servizi. Anche l'assegno sociale va inserito nell'ambito di nuove competenze che i Comuni dovranno gestire. Ma i dipendenti non sembrano gradire la politica della mobilità. Io credo che la mobilità può essere un valore. Non tutti i dipendenti sono triestini. Il trasferimento non verrà imposto a nessuno ma per molti può essere un'opportunità. Dopo di che, però, se nei Comuni prendono più soldi, che cosa danno in più? Facciamo il comparto ma la piscina comunale resta aperta fino alle 10 di sera. E nella sanità? Ci sono molti interventi da fare sulle strutture. Non abbiamo ospedali da chiudere, abbiamo ospedali ai quali far fare cose diverse a seconda di ciò che il territorio necessita. Abbiamo centri di eccellenza e la rete ospedaliera deve soprattutto servire a garantire soprattutto i cronici, i terminali, gli anziani... Con il lavoro che sta facendo l'assessore Kosic andremo in questa direzione anche per evitare sprechi di denaro. Ma i sindacati chiedono centinaia di nuove assunzioni. Avete già fatto una valutazione? Ci stiamo lavorando. È chiaro che mancano medici e infermieri rispetto all'ideale e noi dobbiamo vigilare affinché le aziende sanitarie spendano più risorse per l'attività di corsia che non per gli amministrativi. La riforma va in questo senso. Il progetto delle tre aziende di Illy incideva solo sui percorsi amministrativi. Fare un'unica azienda a Udine avrebbe stressato il territorio senza peraltro portare grandi benefici. A proposito di spesa, come ridurre i costi della politica? In Consiglio ho fatto un appello alla sobrietà e il presidente Ballaman ha già espresso le sue intenzioni di ridurre le indennità. I miei assessori sono stati invitati a fare tutti i gesti che lancino un messaggio. Quando decido di prendere un forestale come mio autista o quando riduciamo a cinque gli assessori esterni, diamo messaggi importanti. Adesso stiamo lavorando sull'accorpamento dei servizi. Dopo aver eliminato la direzione alla comunicazione e quella generale prseguiremo. Se ci sono dei servizi nei quali i dirigenti vanno in pensione valuteremo la praticabilità di accorpamenti prima di rimpiazzarli. Ho detto questo agli assessori e ad altri enti esterni. Una cosa da fare, poi, è riprendere in mano il comparto unico che deve portare a una ricaduta sul sistema. A che punto è l'analisi sul debito? Nella manovra di assestamento abbiamo già tagliato più di cento milioni di euro del debito regionale. È stata, con la collaborazione di tutti gli assessori, una prova di coerenza rispetto alle nostre promesse elettorali. Quel che è certo è che Illy ha detto che ha portato più soldi, ma di solito ci si indebita quando ci sono poche entrate. Ne ho parlato anche con la Corte dei Conti. Facciamo il punto su Insiel. Siamo in attesa della proroga della Bersani. Con Telecom le cose andavano meglio ma il mio obiettivo è che ci sia una presenza pubblica minoritaria (35%) e una presenza privata maggioritaria (65%) in modo tale che la presenza della Regione garantisca i patti parasociali. Difficile con la Bersani? Io sono moderatamente ottimista. Arriva il comissario per la costruzione della terza corsia dell'A4? A breve, assieme al presidente del Veneto Galan, lo chiederemo al governo. E lo otterremo. E sul fronte delle altre infrastrutture? Ci siamo posti obiettivi ambiziosi. Oltre alla terza corsia dobbiamo partire con i cantieri per la Tav, valutare l'impatto della Sequals-Gemona, attivare il collegamento dell'autoporto della Bassa con la rete autostradale. Concluderò entro la legislatura i lavori dell'eterna incompiuta la famosa A28 che sarà collegata con l'A27 costituendo così, anche con l'utilizzo della variante di Mestre, un collegamento privilegiato verso Ovest. Quanto costa allargare lo sconto sull'Irap alle piccole e medie imprese? Non abbiamo ancora fatto una stima ma è un provvedimento da portare a compimento entro la legislatura: premierà quella rete di piccole aziende che costituiscono l'ossatura produttiva del Friuli Venezia Giulia. Si è chiesto se la nomina a presidente di Massimo Paniccia fosse incompatibile con i suoi altri incarichi? Mi sono posto il problema ma il ragionamento che ho fatto è molto logico. Mi sono chiesto se avesse o meno le caratteristiche per fare il presidente di Mediocredito. Paniccia è un imprenditore friulano di una media imprese, è presidente delle pmi, ha professionalità nel settore finanziario, è un innovatore. Quindi ho deciso che potesse essere un buon presidente. Lei ha detto di essere un fautore del nucleare. Si può ipotizzare il progetto di una centrale nel Friuli Venezia Giulia? A quanto mi risulta la nostra regione, per la sua struttura morfologica, non rientra nei piani. Ma intanto le grandi imprese chiedono subito energia a prezzi più bassi da importare attraverso gli elettrodotti. La sua giunta appoggia questo progetto? Il nucleare ci verrà in soccorso non prima di dieci anni. Ho fatto un sopralluogo in Austria e ho constatato che l'impatto ambientale è limitato. Quindi credo che la realizzazione di un elettrodotto vada avviata al più presto. Il rigassificatore ha scatenato un po' di maretta dentro la parte triestina del suo partito. Dopo aver parlato con il sindaco di Capodistria Popovich abbiamo concordato che una struttura a mare non si può fare. Non ho pregiudizi ideologici sull'impianto a terra ma ritengo che la morfologia del territorio triestino poco si adatti a questa soluzione. Ad ogni modo siamo a disposizione del governo se vorrà avviare le procedure di legge. In campagna elettorale sosteneva che aveva un progetto per ammortizzare l'eventuale crisi occupazionale prodotta dalla chiusura della Ferriera. Conferma questo impegno? Confermo che ho parlato con alcuni imprenditori importanti disposti a investire in quell'area. Modificherete la legge sul friulano varata nell'ultima legislatura? Confermo che la cambieremo. Primo perché bisogna togliere il silenzio-assenso nelle scuole. E poi non è possibile immaginare l'utilizzo del friulano negli enti pubblici. Non ha senso e sarebbe una spesa enorme per le casse pubbliche.

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Cora e oscar, nuovi orfani al gilros mentre grey non ha avuto fortuna (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE NOVITÀ DEI QUATTROZAMPE Cora e Oscar, nuovi orfani al Gilros mentre Grey non ha avuto fortuna Fortunatamente Duca, lo staffordshire Bull Terrier proposto la scorsa settimana, ha subito trovato una bella nuova famiglia: va a vivere a San Daniele del Friuli con alcune persone che già conoscevano l'animale e con non hanno avuto dubbi sulla scelta, in una casa con giardino dove riceverà tutto l'affetto che merita. Duca era stato lasciato dal proprietario a malincuore, per problemi di salute che gli impedivano di occuparsene a tempo pieno. Anche Tyson cerca una nuova casa da difendere: Pastore Tedesco maschio di 5 anni di proprietà, dal pelo lungo, di buon carattere, equilibrato, vivace e sicuro, cane dominante ma socievole e docile, molto adatto alla guardia. Dux invece, il grosso Pastore del Caucaso, dopo aver avuto richieste dall'Umbria, in questi giorni è stato richiesto da altre persone da varie parti d'Italia: si spera nell'adozione del grosso ma giovane molosso, e soprattutto che le burocrazie non ne blocchino il trasferimento. Altri amici sono in cerca di sistemazione. Si ricorda tra gli altri Grey, adottata ma subito rientrata in canile, Ruben, da anni ormai nella struttura, ottimo anche lui per la guardia, e i nuovi arrivati Cora, Pastore del Caucaso femmina cucciolona, e Oscar, simpaticissimo meticcio tipo Golden Retriever di taglia medio piccola e giovane, molto vivaci e socievoli entrambi, da pochi giorni al Gilros dopo essere stati abbandonati sulle strade della provincia. Per tutte le informazioni, www.villaggiovacanzedelcane.com, tel.040/215081. Orario Gilros 10.00-12.00 e 14.30-16.30, domenica 10.30-11.30. Per addestramento, su appuntamento tel.347/2351892, 338/4580964. Villaggio Vacanze del Cane s.n.c. Strada di Prosecco, 1904 34016 Opicina; tel. +39040 215081; www.villaggiovacanzedelcane.com.

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Strade, tutta la città è allo sbando - guido piga (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Strade, tutta la città è allo sbando Emergenza in via Vittorio Veneto, nessun intervento del Comune LA CIRCOLAZIONE NEL CAOS GUIDO PIGA OLBIA. Centinaia di automobilisti ieri hanno rischiato di distruggere la loro auto, di finire fuori strada, di scontrarsi frontalmente. E' successo nella parte alta di via Vittorio Veneto, poco prima del bivio per la circonvallazione, nel tratto di strada abbandonato dall'amministrazione comunale. Nonostante le numerose segnalazioni sulla pericolosità di quel tratto, appena cento metri, né dall'ufficio del sindaco né da quello dell'assessore ai lavori pubblici sono arrivate risposte. Tutto è stato rinviato a un appalto. Ma la lentezza della politica e della burocrazia non può più essere una giustificazione. Gli automobilisti non possono più aspettare, né il loro diritto alla mobilità in sicurezza può essere più offeso. "Ma che diavolo ci vuole per mettere un po' d'asfalto sulle buche?" è la domanda angosciata che numerosi cittadini si fanno e fanno all'amministrazione comunale. La strada è impercorribile, ormai. In quei cento metri c'è di tutto, tranne che asfalto. Le buche sono delle voragini, letteralmente. Fino a qualche settimana fa, per evitarle, gli automobilisti avevano individuato una traiettoria che dava vita a una gimkana pericolosissima. Erano allora partite le prime proteste. Anche "La Nuova" aveva segnalato l'emergenza, dando voce ai cittadini sempre più preoccupati. Nulla, in queste due settimane, è cambiato. L'amministrazione si appella alla gara d'appalto prossima ventura. L'opposizione non ha mai sollevato la questione. Par condicio, dunque. Ma davanti a un'emergenza - che non sarà quella dei rifiuti campani ma è comunque una priorità per centinaia di automobilisti - è giusto pretendere interventi rapidi. "Basta un po' d'asfalto subito, poi si faccia la gara" dice un cittadino. Ecco: non c'è bisogno di chissà quale specializzazione, è elementare che, per mettere fine a un'emergenza così, basta mandare lì un paio di operai per tappare le buche e consentire a tutti gli automobilisti di circolare con sicurezza. Perché quella traiettoria di fortuna non esiste più e passare su quei cento metri è un'impresa ad alto rischio. A peggiore la situazione della parte alta di via Vittorio Veneto ci ha pensato la pioggia di queste ultime ore. Ma l'emergenza ha accomunato tutta la città. Numerosissime segnalazioni di disservizi sono arrivate da viale Aldo Moro. In via Di Cambio è il trionfo dell'assurdo. Manca una griglia per raccogliere l'acqua piovana, sicché i ruscelli che scorrono in viale Aldo Moro finiscono nella traversa, allagandola e impedendo a numerosi cittadini di uscire dalle loro abitazioni. "Abbiamo segnalato più volte la situazione al Comune, chiedendo una griglia per raccogliere l'acqua - dicono alcuni residenti - ma non abbiamo mai avuto risposte". Grossi disagi, sempre per via degli allagamenti, in via Gramsci, un'altra traversa di viale Aldo Moro, e nell'area di via Veronese, soprattutto all'incrocio con via dei Pini, in una zona in cui sono in corso dei lavori pubblici. Decine le chiamate al centralino dei vigili del fuoco, che hanno fatto l'impossibile per tutta la giornata.

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Spoils system, conto alla rovescia la palocci a un passo dall'addio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Tre mesi di tempo per il cambio dei burocrati. Prime scelte sugli staff degli assessori Spoils system, conto alla rovescia la Palocci a un passo dall'addio Stavolta ha deciso davvero: se ne va. "Ho sempre sentito forte il desiderio di tornare a casa, di ricongiungermi con la mia famiglia: credo che questo momento sia ormai prossimo", soffia Gabriella Palocci, la supermanager della Programmazione, la ex dirigente del Tesoro che da sette anni guida in Sicilia l'imponente macchina dei fondi europei. Si avvicina la chiusura definitiva del Por, è in fase di decollo il nuovo programma da nove miliardi di euro: la Palocci, che più volte negli ultimi anni aveva annunciato di voler lasciare, ora avverte che si avvicina la fine di un ciclo. "Ma sono un rappresentante delle istituzioni, mica posso fuggire da un giorno all'altro - dice la dirigente - Attendo di incontrare il presidente Lombardo per stabilire insieme il migliore percorso, per il bene dell'amministrazione". La certezza è un contratto che scade fra due anni, ma la Palocci andrà via prima del termine: "Sono certa che si troverà una forma di risoluzione consensuale, mettendo in primo piano l'interesse della Regione. Ripeto, devo parlarne con il governatore". Il futuro della Palocci è il nodo principale che Lombardo deve sciogliere, nel mettere mano agli assetti della burocrazia. Da qui a tre mesi il presidente può utilizzare lo spoils system, la facoltà riservata al nuovo capo dell'amministrazione di cambiare i dirigenti con cui è chiamato a lavorare. Sarà l'occasione per nominare anche l'erede della Palocci o alla dirigente sarà chiesto di restare almeno fino al termine dell'anno, quando si chiuderà la rendicontazione del Por? Non è l'unico dubbio sul tappeto. L'altra questione di rilievo riguarda il ruolo del capo dipartimento della Sanità, dopo la nomina di Luigi Castellucci alla guida dell'ufficio di gabinetto di Lombardo. Il governatore ha deciso che Castellucci continuerà, per il momento, a svolgere entrambi i ruoli (quello di Palazzo d'Orleans lo esercita a titolo gratuito) ma per la successione pensa a un burocrate vicino all'Mpa. Programmazione e Sanità: due gangli vitali dell'amministrazione destinati a cambiare mano. Circostanza che, da sola, dà il senso di una mutazione profonda, nella struttura burocratica della Regione. Per il resto, nulla trapela sulle intenzioni di Lombardo, per ora impegnato a disegnare gli equilibri di giunta. Probabilmente, anche per lo spoils-system si prenderà tutto il tempo necessario. Non hanno perso tempo invece i neo-assessori di Raffaele Lombardo che, in attesa di conoscere le proprie deleghe, hanno cominciato a prendere i primi contatti per formare gli uffici di gabinetto. Compito più facile per chi ha già rivestito in passato incarichi di giunta: Francesco Scoma può scegliere fra Aldo Greco, che fu suo capo di gabinetto al Lavoro e che potrebbe rientrare da pensionato e Ignazio Tozzo, dirigente con esperienze al Bilancio e alla Sanità. Nello staff di Scoma anche Francesco Faraci, docente nella facoltà di Economia e commercio a Palermo. Luigi Gentile, matricola di An e uomo vicino al coordinatore regionale Giuseppe Scalia assumerà probabilmente come capo di gabinetto Salvatore Falsone, che nella scorsa legislatura ha lavorato con l'ex assessore all'Industria Giovanna Candura. Punta invece sulla collaborazione di ex politici Roberto Di Mauro, entrato al governo in quota Mpa. Di Mauro porterà nel suo staff Michele Marciante, ex sindaco democristiano di Sciacca. Il segretario particolare di Di Mauro sarà Giuseppe Melisenda, ex consigliere comunale a Raffadali. Giovanni La Via, unico "superstite" della precedente giunta, potrebbe cambiare il capo di gabinetto: al posto di Salvatore Belfiore, esperto dirigente regionale in pensione, potrebbe arrivare Patrizia Valenti, già capo della segreteria tecnica di Cuffaro. Ha fatto le sue scelte il neopresidente dell'Ars Francesco Cascio: il capo di gabinetto sarà Paolo Modica, ex dirigente del servizio di questura, la vice Maria Ingrao. e. la.

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Magistrati e Cgil, prove tecniche di isolamento (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bruno Vespa Il segretario generale della Cgil e i magistrati della Procura di Napoli costituiscono - insieme con Antonio Di Pietro - l'opposizione più netta e visibile incontrata finora dal governo Berlusconi. Di Pietro copre l'ala lasciata inopinatamente scoperta dalla sinistra radicale: è attentissimo in verità a coprirsi sulla destra (la sua vera collocazione ideologica) chiedendo la massima severità sulla sicurezza, ma guida ormai da solo il fronte antiberlusconiano vecchia maniera cavalcando con molta abilità la battaglia contro il presunto decreto salva Rete 4 che, in realtà, con la televisione del Cavaliere c'entra - se c'entra - solo di striscio. Se Di Pietro incarna la vera opposizione parlamentare, Guglielmo Epifani incarna la vera opposizione politica. Con l'onestà intellettuale che lo caratterizza, Epifani ieri ha smontato tutti i principali provvedimenti del governo: dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa all'immigrazione clandestina, dalla detassazione degli straordinari e dei premi alla revisione dei contratti. L'altro ieri il suo rappresentante ha abbandonato dopo un quarto d'ora il tavolo della trattativa con il ministro Renato Brunetta considerandone inaccettabile il metodo di lavoro. Se è del tutto legittimo contestare il merito di un provvedimento, è più difficile rifiutare pregiudizialmente un metodo che si traduce nel ridurre all'essenziale le pletoriche delegazioni sindacali e nel chiedere entro 48 ore una risposta alle proprie proposte. L'Italia ha fretta. Sta morendo per una serie di malattie croniche che l'hanno immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto? E veniamo ai magistrati della procura di Napoli. Per evitare che il primo sostituto di una qualsiasi procura campana blocchi con il sequestro le discariche scelte da Guido Bertolaso dopo aver seriamente compromesso il lavoro di Gianni De Gennaro, il governo ha deciso di centralizzare i provvedimenti alla procura di Napoli e di affidarli a un giudice collegiale: tre teste sono meglio di una. Non c'è dubbio che da un punto di vista strettamente procedurale questa sia una forzatura. Ma le situazioni di emergenza richiedono provvedimenti di emergenza. Il governo non ha chiesto di essere sciolto dai vincoli di legge per le discariche. Ha deciso soltanto di unificare le procedure per avere un solo punto autorevole di controllo, evitando le guerriglie giudiziarie che purtroppo da molti mesi sconvolgono il panorama politico e amministrativo italiano. E a proposito di guerriglie, il gelo - a destra ma anche a sinistra - ha accolto i venticinque provvedimenti di arresto di dirigenti a vario titolo interessati al problema delle discariche campane. Delegittimando lo stesso prefetto di Napoli, che a quanto si dice avrebbe evitato l'arresto per miracolo. E colpendo al cuore la stessa struttura di Bertolaso. Tutte persone di collaudata correttezza. Dalle intercettazioni telefoniche non risultano mai sospetti di concussione o tentativi di corruzione. C'è soltanto il libero linguaggio di chi deve affrontare un'emergenza avendo contro quella parte del governo Prodi (Alfonso Pecoraro Scanio soprattutto) che costrinse Bertolaso alle dimissioni. Si è fatto ricorso al telefono a un linguaggio da caserma per motivare provvedimenti bruschi e perfino necessariamente disinvolti? Si può attraversare un cerchio di fuoco in abito da sera? Tutto come prima, dunque? Cgil e magistratura contro Berlusconi? No, stavolta il clima nazionale è molto diverso. I magistrati di Napoli si sentono isolati, sanno che la gente non li capisce più. Si sentirà un po' isolato anche Epifani? È un uomo intelligente e sa, come gli ha predetto il collega Raffaele Bonanni, che stavolta rischia di farsi male. Bruno Vespa, giornalista e scrittore, dirige e conduce "Porta a porta" su RaiUno. 30/05/2008 I pm di Napoli sanno che la gente non li capisce più. E Epifani rischia di farsi male 30/05/2008.

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Studenti: "deferrari o spadolini? l'importante è contare di più" - michela bompani (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Genova Studenti: "Deferrari o Spadolini? L'importante è contare di più" "Un appello al futuro rettore, non ci lasci più fuori dalla porta delle decisioni" MICHELA BOMPANI "Ci sentiamo più utenti di una municipalizzata che discenti". "Non lasciateci più fuori dalla porta delle decisioni". "Sul piano informatico siamo all'età della pietra: vogliamo più servizi sul web". Gli universitari genovesi entrano nell'agone della campagna elettorale per il Rettore. Chi tifa per Deferrari, chi per la Spadolini, tutti però chiedono all'unisono, al nuovo vertice dell'Università, una partecipazione più determinante nelle decisioni dell'Ateneo. "Speriamo prevalga Benedetta Spadolini - dice Francesco Bertazzo, leader di "Libertà è Partecipazione", che muove un grosso numero di studenti a Lettere - potrebbe diventare un'interlocutrice attenta alle nostre esigenze, anche se non c'è troppo tifo per questa campagna elettorale. Diciamo che scegliamo il male minore". Chiede più attenzione, ad entrambi i candidati: "Noi e il personale tecnico amministrativo siamo voci spezzate nel governo dell'Università - prosegue - sia negli organi di Ateneo sia nei consigli di Facoltà spesso non possiamo partecipare alle decisioni e addirittura dobbiamo uscire dall'aula". La prima urgenza che il nuovo Rettore dovrà risolvere è, per Bertazzo, "la comunicazione, tra l'Ateneo e gli studenti e tra i dipartimenti e gli studenti. E il web è poco sfruttato, rispetto a tutti gli altri Atenei italiani, a parte rari casi virtuosi". S'affianca il "collega" Stefano Gherardi, del Movimento degli Studenti nella stessa Facoltà: "Non ci riguarda l'elezione del Rettore, così come è oggi. Noi siamo ininfluenti, adesso e dopo, nel governo dell'Università. Abbiamo chiesto ad entrambi i candidati di alzare dai cinque attuali a undici (uno per Facoltà) i membri della nostra rappresentanza nel senato accademico". Fa eco, da Medicina, Cristiano Alicino, fondatore della Lista civica che raccoglie la maggioranza degli studenti, e si schiera con il suo ex preside Giacomo Deferrari: "Il nostro parere dovrebbe essere vincolante, nelle decisioni che riguardano i servizi di cui usufruiamo". E, ancor più fortemente, invoca un funzionamento vero delle commissioni paritetiche: "Già zoppica la valutazione degli studenti sulla didattica dei docenti, è inesistente invece il controllo sui bilanci dei dipartimenti, nei quali, per altro, vanno la maggior parte delle tasse che paghiamo". E' forte, Alicino, dei risultati appena ottenuti: nella sua Facoltà, la partecipazione degli studenti è massiccia, la corsa alle urne di un terzo degli allievi, due settimane fa, è stata determinante nell'elezione del nuovo Preside, Giancarlo Torre. "Scelgo Deferrari perché mi legano a lui una profonda conoscenza e stima, e non conosco l'altra candidata - prosegue - credo che la prima urgenza del nuovo Rettore sia una razionalizzazione edilizia complessiva, la gestione scellerata finora condotta ha prodotto un'emorragia di denaro. L'Albergo dei Poveri è un pozzo senza fondo, l'Hennebique non ha ancora una soluzione concreta, gli Erzelli produrranno un impegno economico grandissimo". Anche il suo compagno di studi Alessandro Spirito, rappresentante della stessa Lista civica, conferma il tifo per Deferrari, anche se critica la campagna elettorale di entrambi i candidati: "E' troppo mediatica, troppo giocata sui giornali". Alicino è inflessibile e anche lui calca sul ruolo degli studenti che deve diventare più pesante "Devono funzionare, e oggi non succede, gli organismi che esistono di controllo degli studenti sui docenti. La nostra condizione quotidiana è predicare nel deserto, nessuno ci ha ascoltati e considerati, finora. All'Università di Genova prevale sempre e comunque la gerontocrazia". Poi, punta il dito su una carenza macroscopica dell'Ateneo: "Mancanza grave dei servizi multimediali, dall'iscrizione agli esami alla gestione del piano di studi sul web: siamo gli ultimi in Italia". Non saprebbe scegliere tra Spadolini e Deferrari, Marco, di Ingegneria: "Non rappresento nessuno, se non me stesso, ma ribadisco ciò che la maggioranza dei miei compagni dice: l'elezione del Rettore sarà ancora una volta come il Gattopardo, cambia tutto per non cambiare nulla. Ci sentiamo più utenti di una municipalizzata che discenti - scandisce - ciò che interessa all'Ateneo è il pagamento puntuale delle tasse, l'organizzazione degli studi è farraginosa, la burocrazia è kafkiana".

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Una donna sola dentro gli orrori del novecento (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Una donna sola dentro gli orrori del Novecento Dacia Maraini presenta il romanzo "Il treno dell'ultima notte" PRATO. Dacia Maraini sarà ospite domani (ore 21.30) al Teatro Cicognini di Prato per la serata conclusiva della rassegna Libri d'Italia 2008, promossa dall'assessorato alla cultura del Comune di Prato insieme al Kiwanis Club Prato Centro Storico; la celebre scrittrice presenterà insieme con Stefano Coppini il suo recentissimo romanzo "Il treno dell'ultima notte", appena uscito da Rizzoli, per poi rispondere alle domande del pubblico. Protagonista del romanzo è Amara, una giovane aspirante giornalista. Nonostante il divieto espresso da parte del Duce di utilizzare nomi non riconducibili ai santi, suo padre era riuscito a far registrare all'anagrafe quel "Maria Amara Sironi", un nome, ma anche un aggettivo, che rivela il senso di questa appassionante vicenda. Amara come la realtà, amara come la vita. Il nuovo romanzo di Dacia Maraini corre sul doppio binario della storia, attraverso le campagne sconfinate e gelide dell'Europa dell'Est, attraverso la cortina di ferro. Una giovane donna varca da sola il confine con l'altro lato del mondo, nel 1956, alla ricerca di Emanuele, il suo amico d'infanzia disperso ad Auschwitz. Tra vecchi registri impolverati e anguste biblioteche di regime in cui gli archivi dell'epoca vengono letteralmente seppelliti, incastrata tra le maglie di una burocrazia macchinosa e avvilente, Amara si troverà nel bel mezzo della rivolta ungherese. Alla ricerca di un affetto privato, Amara si addentrerà nel labirinto di una grande tragedia storica, l'olocausto, per giungere alla fine al cospetto di una guerra simbolo dell'abisso in cui è piombato il Novecento. Dacia Maraini in queste pagine rende il suo omaggio, di donna libera e impegnata, al secolo appena trascorso, toccando i nodi centrali, i nervi ancora scoperti di una società che ha sperimentato l'orrore della civiltà e che lentamente prova a risollevarsi. Lo fa regalandoci un personaggio femminile ricco di umanità e verità, una donna capace di superare le paure e le convenzioni per vivere in prima persona, toccare con mano, la tragedia che si consuma in Europa e di cui nessuno è ancora consapevole. Una donna carica di un coraggio che solo il desiderio di conoscenza può ispirare, che diventa simbolo di una passione tutta umana per la ricerca.

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Nata da madre in coma, è guerra - milena vercellino (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Nata da madre in coma, è guerra Il padre naturale non la riconosce, la legge blocca i nonni Tocca al tribunale dei minori impedire l'adozione ad estranei IL CASO Casale Monferrato, la donna fu travolta da un'auto MILENA VERCELLINO TORINO. Per la legge italiana è una neonata senza nome, nata il 22 maggio per parto indotto da una giovane donna in coma farmacologico, investita due giorni prima da un'auto pirata a Casale Monferrato. Per i nonni, una nipote da sottrarre all'adozione, passando per le aule del Tribunale dei minori. E' la vicenda di una bimba di appena una settimana. Una bimba che ora è ricoverata nella nursery dell'ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria, ora al centro di una contesa declinata sui toni dell'assurdo. Tutto è iniziato la sera del 20 maggio, quando la futura madre, una trentacinquenne di Casale Monferrato al settimo mese di gravidanza, è stata travolta da una vettura in una tranquilla stradina della città piemontese. Da quella sera la donna è in coma, ma il calvario si è trasformato in groviglio legale due giorni dopo, quando i medici dell'ospedale di Alessandria hanno deciso di praticarle un cesareo per far nascere la bimba: "Ricoverata la donna in ospedale, i medici si sono resi conto che le cure portate alla madre avrebbero potuto arrecare danni alla nascitura, ed hanno optato per un parto indotto", spiega il legale dei nonni della piccola. Ma ad ingarbugliare la matassa è stato lo stato civile della donna: la giovane non è sposata, e il presunto padre della bambina "non ha fatto alcun passo per riconoscere la piccola", spiega Casalone. "Ma al di fuori del matrimonio, per la legge non c'è riconoscimento automatico, nemmeno da parte della madre". Che, però, nel suo stato attuale, non può avanzare una richiesta formale per rivendicare la maternità della neonata. Da qui, la vicenda si è avvitata su tornanti sempre più intricati: il colpo di scena successivo è stato il "niet" opposto dall'Ufficio Anagrafe di Casale Monferrato ai genitori della donna, che si erano fatti avanti per prendersi cura della bimba. E che si sono invece sentiti rispondere che, in assenza di un riconoscimento formale, la piccola non è per la legge italiana loro nipote. Ma il macigno più pesante piombato sui due anziani è quello successivo: per le norme sull'adozione, nel caso in cui il figlio non sia riconosciuto né dalla madre né dal padre, il tribunale deve dichiarare lo stato di adottabilità. Da qui, la decisione di imboccare le vie legali: "Abbiamo presentato istanza al Tribunale dei minori di Torino perché la bambina venga temporaneamente affidata ai nonni in attesa che la madre stia meglio e possa riconoscere la bambina", spiega Casalone, che parla si una situazione "assurda e anacronistica". Per i genitori della donna, spiega il legale, "è una corsa contro il tempo: se non dovesse essere accordato l'affidamento, quando la bimba starà bene e sarà dimessa dovrà passare ad una struttura pubblica per entrare nello stato di adottabilità". In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione. Lo leggo come un buon segnale, speriamo di ottenere l'affidamento", spiega Casalone.

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)DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE ' (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' AGENDA pag. 13 )DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE '... UTENTI Il costo della burocrazia )DIRITTI Amministrazione arrogante verso il cittadino LE TANTE 'prime donne' della politica nazionale nei giorni di campagna elettorale si sono proposti agli elettori, come al solito,con programmi elettorali che hanno come intento principale quello di rilanciare un'economia in stato comatoso. Non ho visto però nessun leader sensibile a un problema quotidiano dei cittadini e degli imprenditori: la burocrazia. Questa cancrena ha sempre favorito pochi a danno del Paese.Per i cittadini sarebbe stato un grande conforto aver saputo che un certo candidato si fosse proposto di rendere più efficiente e più trasparente la macchina amministrativa e quella giudiziaria. Il cittadino, infatti, è in costante pericolo sia in casa, sia fuori. Posti agli incroci ci sono i semafori cosidetti intelligenti con il giallo che dura un secondo e sulle strade gli autovelox, nascosti, non vengono usati per fare prevenzione, ma solo per incassare soldi. E il cittadino spesso è inerme di fronte al potere della burocrazia. Lo stato di diritto de facto è in agonia. Infatti se l'amministrazione scrive ai cittadini e questi non rispondono, allora sono grane,ma se i cittadini scrivono e l'amministrazione non risponde, cosa può fare il cittadino? Riscrive diverse volte ed infine va dal difensore civico e a questo l'amministrazione risponde! Non è forse arroganza... Andrea Mantellini cons. Circoscrizione 1 )SANTA SOFIA A proposito di concertazione... SENZA volere replicare alla confusa lettera in data 21 maggio di Maurizio Casadei, segretario provinciale Uiltucs, che non merita risposta per i toni e le affermazioni ma essendo stato chiamato in causa mi preme fare alcune precisazioni in merito alla concertazione sulla deroga alla chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali imposti con delibera di giunta regionale n. 2164. Innanzitutto va detto che al tavolo della concertazione erano presenti, oltre ai sindacati dei lavoratori anche le associazioni di categoria dei commercianti e le amministrazioni Comunali di Santa Sofia, Premilcuore e Galeata in quanto facenti parte della Zona Due Valli della Comunità Montana che gestisce in forma associata il servizio attività produttive. Queste ultime si erano preventivamente accordate sui criteri da adottare per corrispondere alla delibera regionale e allo stesso tempo tenendo presenti le peculiarità delle attività e gestioni commerciali dei tre Comuni montani. Il tentativo di concertazione si è svolto presso il Comune di Galeata, il tutto per circa cinque ore di discussione nelle quali si è vanamente cercato di far capire alle associazioni sindacali dei lavoratori che gli esercizi commerciali di questi piccoli Comuni di montagna non possono non essere considerati se non servizi alle popolazioni e attività che si reggono su fragili economie. Sono servizi che non si possono permettere, pena di chiusura, di perdere anche solo una parte dei loro ricavi e, sicuramente, non possono essere paragonati agli esercizi commerciali della riviera e alle grandi strutture di vendita. Inoltre la quasi totalità degli esercizi è a conduzione familiare. La proposta delle tre amministrazioni comunali è stata approvata da Confcommercio e Confesercenti che hanno anche dichiarato l'avvenuta concertazione mentre le rappresentanze sindacali hanno abbandonato il tavolo di concertazione dichiarando che la stessa non è avvenuta. Ognuno può avere la propria opinione sul concetto di democrazia, credo però che Casadei ne abbia una visione alquanto personale. Con l'ordinanza assunta i tre sindaci non hanno posto alcun obbligo ma hanno solo dato facoltà di apertura a chi è interessato nelle giornate del Lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 2 novembre, 26 dicembre. Questo non è mancanza di regole ma è chiara volontà politica di permettere ai titolari di gestire la propria attività senza interferenze dell'amministrazione comunale. Fabio Mantini, assessore Comune S. Sofia )DEGRADO L'ex-Eridania e i cittadini ignari LEGGO sul Carlino una lettera dell'assessore Capacci nella quale denuncia all'autorità giudiziaria una presunta infrazione commessa da uomini di destra per avere ? secondo lui ? visitato notte tempo e violato la grande riserva che è divenuta l'ex-Eridania. Che sia una cosa vergognosa la zona completamente abbandonata dell'ex-Eridania è ormai risaputo, che diventi secondo Capacci una zona che non si può nemmeno guardare fa un po' ridere se non stupire dal constatare che la mentalità stalinista è ancora viva soprattutto in coloro che dovrebbero risolvere il degrado ma che si limitano a impedire che i cittadini sappiano qual è la realtà sotto la loro diretta partecipazione al potere. Una volta ? almeno in Romagna ? come veniva chiamata una persona che si rivolgeva alla magistratura per segnalare qualche presunto reato commesso da cittadini ignari? Lascio ai 'compagni' la risposta. Vittorio Dall'Amore consigliere provinciale An )VIABILITA' I cantieri stradali e le zanzare tigre VIA RAVEGNANA fino alla rotonda svincolo dell'Autostrada è dotata di una bella pista ciclabile. Il fondo asfaltato ha molti tratti rabberciati, ma il ciclista almeno viaggia in sicurezza. La pista si interrompe poco prima di raggiungere il soprapasso autostradale riprendendo poi verso l'attigua zona industriale del 'Gigante' dopo l'incrocio. L'interruzione è generata in quanto i lavori di esecuzione non sono mai stati completati. Lo spazio riservato alle piste ciclo pedonali ? su ambo i lati ? sono attualmente due profonde voragini. L'eventuale pedone o ciclista deve percorrere circa 30 metri, tenendosi il più possibile vicino al guard rail, sfiorato da automobili che difficilmente rispettono i limiti di velocità e dalle interminabili ruote di un auto articolato o camion con rimorchio. La situazione è peggiorata dal consistente abbattimento di luminosità data la lunghezza della tratta. Le suddette voragini contengono acqua stagnante in cui proliferano larve di zanzare che, in campagna di lotta alla zanzara tigre, rende assolutamente assurda la mancata iniziativa di intervento per migliorare la situazione sotto ogni punto di vista. Alberto Ramilli )POLITICA Il Pd deve avere più coraggio IN MERITO ai gravi fatti accaduti, all'Università 'La Sapienza' non possiamo che condannare la violenza politica, da qualsiasi parte essa provenga. È vergognoso che nelle nostre università avvengano scontri ed episodi di violenza tra i giovani, e questo accade, proprio quando in parlamento si stanno cercando di abbassare i toni di una politica inutilmente esasperata che per troppi anni hanno minato e rallentato la crescita del paese. Forza Italia Giovani Forlì si augura che si continui sulla strada del dialogo e della libera e pacifica convivenza sul quale la democrazia si fonda. Ci auguriamo che il Pd cercando di tornare al potere, non ripeta gli stessi errori del passato inglobando anche fasce estreme e violente di sinistra. Il Pd dovrebbe riflettere su questi episodi perché se veramente vuole rompere l'alleanza con la sinistra radicale, dovrebbe avere il coraggio di presentarsi da solo a livello locale come ha fatto a livello nazionale. Purtroppo sappiamo che questo difficilmente avverrà per colpa della fitta ragnatela delle clientele rosse instaurata in tutti questi anni di pessimo governo locale di centro sinistra. Davide Minutillo, vice-commissario provinciale Forza Italia Giovani Image: 20080530/foto/3471.jpg.

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Agostino Peroni riconfermato all'Assindustria (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Agostino Peroni riconfermato all'Assindustria L'assemblea degli industriali del comprensorio della Vallagarina - che si è riunita l'altroieri sera alla Sandoz di Rovereto - ha confermato Agostino Peroni quale delegato responsabile di Confindustria Trento. Con lui sono stati confermati anche gli altri due delegati Alessandro Benedetti e Paolo Manica per il biennio 2008-2010. Tra i vari temi affrontati nel dibattito è emersa in particolare l'emergenza legata all'elevato costo dell'energia, che in Italia è più elevato rispetto agli altri paesi europei. Come ha ricordato la presidente di Confindustria Trento, Ilaria Vescovi, l'Associazione ha costituito un gruppo di lavoro sull'energia (coordinato da Paolo Mazzalai) e nelle prossime settimane presenterà delle proposte sul mercato energetico trentino, anche alla luce degli ultimi sviluppi relativi alla costituzione delle due newco provinciali. Secondo Agostino Peroni questa è una delle priorità per l'industria lagarina, assieme alla necessità di rafforzare i rapporti con le amministrazioni locali, potenziare la rete stradale nelle aree industriali, liberalizzare i servizi e semplificare la burocrazia. 30/05/2008.

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Parco delle Orobie sempre più vicino ai turisti (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALTELLINA: PRIMO PIANO pag. 2 Parco delle Orobie sempre più vicino ai turisti Raddoppia il campo di lavoro in collaborazione con Legambiente e l'ente "taglia" la burocrazia SONDRIO di PARIDE DIOLI ? SONDRIO ? RADDOPPIA IL CAMPO di lavoro del Parco delle Orobie valtellinesi in collaborazione tra l'ente di Via Sauro e Legambiente. Si tratta di una delle tante iniziative messe in cantiere per il 2008 dal Consiglio direttivo del Parco e dal presidente Walter Raschetti che stanno cercando di sburocratizzare l'area protetta avvicinandola alla gente e ai turisti in particolare. "SINO ALL'ANNO SCORSO il campo di lavoro - spiega il presidente Raschetti - era limitato alla Val Lesina. Ma il richiamo di volontari da tutta Europa, per lo più qualificati ed esperti di scienze naturali, ha fatto sì che l'idea iniziale possa trovare un felice sbocco nella sua riproposta in un'altra area del versante valtellinese. Si è così optato per la Valle di Albaredo, dove c'è molto da fare per rendere fruibile questo ambiente davvero interessante sia sotto il profilo naturalistico che etnografico". FRATTANTO sta avendo un considerevole successo il corso "Cucinare con la natura" proposto dal Parco e iniziato nei primi venerdì di maggio con una serie di lezioni dello chef Egidio Della Valle. "Il corso era limitato a 20 partecipanti, ma le iscrizioni sono state davvero parecchie - conferma Raschetti - al punto che abbiamo allargato a 25 partecipanti. E' importante aver creduto in questa iniziativa che punta a riscoprire i piatti della tradizione". La seconda sessione è prevista dal 7 al 28 novembre sempre presso il Centro polifunzionale di Albaredo. C'È POI UN PROGETTO in collaborazione con il Museo civico di Storia naturale di Morbegno e il gruppo floristico G.F. Massara. A partire da sabato 7 giugno si terrà un corso sulla flora alpina della provincia di Sondrio. Il corso sarà strutturato in 4 lezioni teoriche seguite da un'uscita sul territorio. Le lezioni teoriche si svolgeranno presso la sala polifunzionale della biblioteca di Piateda, con inizio alle 21. Il programma prevede la prima serata sabato 7 giugno per presentare il tema "Gli arbusteti", mentre sabato 14 giugno si parlerà di "I pascoli e le praterie alpine". Entrambi gli incontri saranno condotti da Roberto Ferranti. La serata di sabato 21 giugno vedrà la partecipazione del botanico Franco Zavagno che parlerà delle "Zone umide", mentre l'ultima lezione teorica su "Le rupi e i ghiaioni" si svolgerà sabato 28 giugno e sarà tenuta da Roberto Ferranti. Per domenica 29 giugno è prevista l'uscita didattica sul territorio con Roberto Ferranti e dall'accompagnatrice di mezza montagna Raffaella Crema.

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Fare dell'industria il motore del Veneto (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONVEGNO. Al Salone d'Impresa rivendicata la priorità del manifatturiero per l'economia "Fare dell'industria il motore del Veneto" Portare l'industria al centro del sistema economico italiano per invertire la spirale negativa che pregiudica le sorti dell'Italia. Portare perché, in realtà, finora il manifatturiero è stato sistematicamente trascurato da un sistema passato da un'impostazione agricolo-commerciale a una centrata sui servizi pubblici (burocrazia imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie alla forte spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni 50, è passato da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a quello calabrese, a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che pone i veneti in prima fila. Linea di condotta - da generalizzare - è stata sottolineata anche al "Cernobbio del Veneto", al Salone d'impresa, in un seminario dedicato a "Sviluppo economico e competitività delle imprese". A condurre il ragionamento verso la direzione di una "scoperta" dell'industria centrale nell'economia è stato l'industriale di lungo corso Luigino Rossi, padrone di casa a Villa Foscarini Rossi, sede anche del Museo delle calzature del Brenta. Rossi - con alle spalle la lunga esperienza di produttore di scarpe di altissima fascia, attività avviata nel 1962 producendo con licenza Dior - è partito dal concetto che non tutto è moda (al massimo è tendenza) e che vera moda è, piuttosto, ciò che è bello, caro, pulito e ricercato. Il segreto del Veneto industriale, quindi, è sulla traccia del vissuto: dove ci sono eccellenze spiccano anche le esperienze imprenditoriali del Veneto. Anche quando si produce su licenza. Perché si mettono assieme, nel tempo, esperienze diverse, si ricevono proposte di cambiamento e di stimolo. Purché si miri sempre al massimo livello.Tanto che Rossi ha un mercato mondiale ed in Italia vende solo il 5% di una produzione che, proprio per come è concepita, non si può delocalizzare. La ricetta, quindi, per il Paese, è quella di specializzare ("fare al meglio quello che sappiamo fare" mentre la logistica, ad esempio, va affidata agli esperti), di alzare sempre più il livello delle produzioni con l'industria al centro il Paese, quindi, può ritrovare vigoria, a patto che ci sia il supporto del sistema finanziario e di quello politico. "Risollevare l'economia attraverso l'industria", quindi , a patto che il sistema delle banche ("che ha finanziato solo le grandi imprese... con risultati disastrosi") tratti bene lo zoccolo vero del sistema, costituito dall'impianto produttivo della piccola e media impresa, finora costretto a pagare il massimo di interessi ed a dare garanzie assolute. Ed a patto che si attui una politica industriale-mai finora realizzata a sinistra come a destra. E poi che la politica sindacale guardi alla piccola e media impresa con uno sguardo lanciato nel tempo. Ad esempio, il tessile- abbigliamento (che oggi impone qualità e immagine, velocità, piccole partite e costi contenuti) si sta perdendo perché ha la stagionalità e la flessibilità diventa indispensabile. F.R.

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Planet serve un accordo tra paesi per una governance dell'economia (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Planet serve un accordo tra paesi per una governance dell'economia Non incolpate la globalizzazione per tutti i mali del mondo Fracasso ha scritto, insieme a Ferdinando Targetti, "La globalizzazione economica" (Brioschi). I due autori ne discuteranno oggi, al Festival dell'Economia di Trento, con Arturo Artom e Paolo Guerrieri. Le trasformazioni subite dal mondo negli ultimi decenni sono state di un'intensità straordinaria. L'accresciuta interdipendenza tra i paesi del mondo e l'emergere di alcune economie hanno prodotto un vero e proprio sconvolgimento nell'ordine economico mondiale e in quello interno ai singoli paesi. Il processo di integrazione economica internazionale e lo sconvolgimento che ne deriva prendono il nome di globalizzazione. Il contributo che la globalizzazione può dare allo sviluppo di un paese è importante. Una graduale integrazione economica può aumentare le opportunità di crescita più di quanto non possano fare politiche di chiusura e isolamento. La circolazione di idee, persone, merci e capitali può infatti condurre a un uso più efficiente delle risorse e innestare un circolo virtuoso di innovazione, dinamismo ed efficienza. La globalizzazione, tuttavia, è accompagnata da acute contraddizioni. Essa ha degli effetti, in particolar modo ridistributivi, che soprattutto nel breve termine colpiscono negativamente alcuni paesi, fasce sociali e persone. La compresenza di soggetti che guadagnano e perdono da una maggiore integrazione genera istanze politiche contrapposte. Da un lato spinte liberalizzatici e di apertura, dall'altro pulsioni protezioniste e di chiusura. Ciò rende la globalizzazione un processo tutt'altro che stabile nel tempo che ha storicamente più volte accelerato, decelerato e persino cambiato di direzione a seconda dell'interazione delle forze politiche ed economiche all'opera. Sebbene fare previsioni sia difficile, l'osservazione del passato e un'analisi delle forze oggi in gioco possono aiutare a individuare i principali fattori critici che influenzeranno il futuro andamento del processo. Il primo fattore di criticità riguarda la legittimità politica e morale della globalizzazione alla luce delle sue conseguenze sulla distribuzione internazionale della ricchezza, sull'ambiente, sulla povertà e sulla disuguaglianza tra ed entro i paesi. Il secondo riguarda i limiti che la globalizzazione pone ai governi nel mettere in atto politiche nazionali in materia industriale, ridistributiva e di welfare. Il terzo fattore ha a che vedere con la frequenza e le dimensioni delle crisi finanziare legate al processo di liberalizzazione dei movimenti internazionali di capitali. Il quarto aspetto riguarda i mutamenti dell'assetto politico internazionale di fronte all'avanzata di grandi paesi emergenti, alle difficoltà delle negoziazioni multilaterali e alla crisi di molte istituzioni internazionali. Ciononostante, far derivare solo dall'integrazione economica molti dei mali che affliggono paesi e singoli individui è sbagliato e pericoloso in quanto per poterli affrontare concretamente è necessario distinguerne le cause nazionali da quelle internazionali. Infatti non deve essere dimenticato che gli effetti concreti della globalizzazione dipendono dalle caratteristiche precise dei processi di integrazione e dalle politiche (economiche, sociali, scolastiche, ecc.) che la accompagnano. Proprio per questa ragione una globalizzazione della politica risulta necessaria. Dall'accordo tra i paesi deve emergere una governance dell'economia mondiale che assicuri uno sviluppo sostenibile, la riduzione dei divari tra paesi e il normale funzionamento dei meccanismi di riequilibrio internazionale (come i tassi di cambio). Le istituzioni economiche e gli organismi politici internazionali devono inoltre coinvolgere in modo attivo un numero maggiore di paesi per consentire un miglior coordinamento delle politiche nazionali, agevolare la capacità decisionale dei governi e prevenire una race to the bottom negli standard ambientali, lavorativi, finanziari e di tassazione. I singoli paesi devono, dal canto loro, attuare le riforme necessarie a esporsi alla concorrenza internazionale, a mantenere un Welfare State forte e inclusivo e a sviluppare un sistema scolastico adeguato oltre che una burocrazia credibile ed efficiente. Il futuro della globalizzazione è condizionato dall'efficacia di tutte queste politiche. La globalizzazione non va demonizzata, né fermata: è piuttosto necessario governarla con la partecipazione di tutti i paesi e delle forze sociali. anticipazione da www.nelmerito.com 30/05/2008.

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Bando di 1,5 milioni di euro per le imprese creative (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CESANO MEDA pag. 16 Bando di 1,5 milioni di euro per le imprese creative La Camera di commercio investe nella qualità di GABRIELE BASSANI ? CESANO MADERNO ? RACCOGLIERE le aspettativedel territorio per riuscire a dare risposte concrete ed efficaci in termini di servizi e di sostegni alle imprese. E' con questo obiettivo che la Camera di Commercio di Monza e Brianza, operativa dal luglio dell'anno scorso come prima istituzione ufficiale autonoma della nuova provincia, sta proseguendo una sorta di tournée nei principali centri brianzoli per tastare il polso della situazione economica locale. Non a caso si chiamano "Brianza economica" i workshop avviati sul territorio, prima a Vimercate, l'altra sera a Cesano Maderno, ieri a Giussano. Per ascoltare prima ancora di proporre. GLI IMPRENDITORI chiedono una Camera di commercio cucita su misura per le esigenze delle imprese, un aiuto concreto a districarsi nella giungla della burocrazia, maggiore flessibilità. Da parte sua la Camera di commercio di Monza e Brianza vuole andare oltre l'aspetto puramente amministrativo della regolazione del mercato con l'attività anagrafica del Registro Imprese che rilascia visure, certificati e raccoglie tutte le informazioni sulle imprese registrate. "Vogliamo investire nella qualità, nel capitale sociale, nella formazione, nell'innovazione", ha detto il presidente Carlo Edoardo Valli nell'apertura del suo intervento. Poi ha fornito cifre significative che confermano l'impegno in questa direzione: 1,5 milioni di euro in bando insieme alla Camera di commercio di Milano e alla Provincia per le imprese creative, 425mila euro per iniziative di conto abbattimento tassi per operazioni di investimento delle piccole imprese, 80mila per l'adozione del bilancio sociale da parte delle cooperative sociali, 330mila insieme alla Regione Lombardia per finanziare le piccole e medie imprese del commercio sull'innovazione tecnologica, per la sicurezza e per il risparmio energetico ed infine 1,2 milioni di euro per l'attività di brevettazione europea. Da non sottovalutare la sfida dell'Expo 2015, che secondo i calcoli potrà portare in Brianza 4 milioni di euro di indotto. All'appuntamento di Cesano erano presenti anche Luca Zardoni, Assessore risorse economiche del Comune di Cesano Maderno; Annibale Sivelli, Presidente del collegio sindacale dell' Assp Spa, Michele Di Francesco, preside della facoltà di filosofia Università Vita-Salute San Raffaele, Ernesto Mornata, presidente Apa Confartigianato di Cesano Maderno e Ambrogino Caffù, titolare di Caffù Arredamenti. Ciascuno per la propria area di competenza hanno fornito un quadro sulla situazione economica attuale, certamente non rosea ma carica di aspettative.

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Ma questa è una logica carceraria che dovremo provare a cambiare (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 5 Ma questa è una logica carceraria che dovremo provare a cambiare SEGUE DALLA PRIMA PAGINA (...) del cittadino straniero comunque inferiore e diverso, tanto da poter costruire percorsi legislativi di contenzione e di repressione adatti più a situazioni di conclamata emergenza sociale o a regimi non certamente affini alla storia e alla nostra cultura democratica. Al nostro Paese, così ricco di potenzialità positive, non servono le posizioni buoniste, che penalizzano primariamente la stragrande maggioranza dei cittadini immigrati, i quali rappresentano, che ci piaccia o meno, una insostituibile ricchezza per lo sviluppo e la qualità della vita delle nostre comunità, né allo stesso tempo l'attuazione di scelte politiche che prevedono progetti di repressione, contenimento ed espulsioni. Un paese civile e democratico ha bisogno di certezza delle pene (ma questo non è un problema di immigrati o di clandestinità), ma ha soprattutto bisogno di superare scelte dettate dalla paura e dalla volontà di gestire solo con azioni repressive fenomeni così delicati. Il problema non è allora decidere se per le assistenti familiari (badanti) debbano essere previste sanatorie, ma è convincersi che in questo momento sono centinaia di migliaia le famiglie o gli imprenditori a rischio denuncia per aver dato lavoro a stranieri magari bravi, onesti e "per bene" che risultano clandestini perché la nostra burocrazia impedisce una sacrosanta regolamentazione. Sappiamo che il rapporto tra quanti hanno chiesto e quanti hanno ottenuto un permesso di soggiorno è di uno a dieci. Se in Italia abbiamo un esercito di irregolari, è colpa allora solo di non volontà dei richiedenti, o ancor peggio di loro disonestà, o è un problema tutto italico di non aver saputo fino ad oggi trovare un sistema di regolamentazione? Non sarebbe forse necessario investire risorse e impegnarci più a fondo per trasmettere quei valori che ci permetterebbero di vivere positivamente questa nuova stagione della storia? Monsignor Nervo, voce storica di Caritas italiana, nei giorni scorsi a Firenze, ha usato un'espressione: "gli immigrati tra noi sono come biblioteche viventi a costo zero". Quanta civiltà e quanto arricchimento nella conoscenza delle diverse culture, da noi spesso ignorate! I giovani sono talvolta i più aggressivi, intransigenti e violenti anche perchè non vengono aiutati a formarsi adeguate conoscenze circa le reali motivazioni per le quali il fenomeno migratorio è globale e inarrestabile. A Firenze ed in Toscana si discute se aprire un CPT. Certo, se il problema è solo quello di non costringere le forze di polizia a portare le persone sottoposte a questo trattamento in altre regioni, allora non si può essere che favorevoli, se non altro per motivi logistici o di risparmio. Il problema però è chiarire una volta per tutte se è giusto e dignitoso che un paese civile non riesca ad affrontare quei problemi che indubbiamente si possono riscontrare nella difficile gestione dei fenomeni migratori di massa con scelte meno costose, metodi più umani e strumenti rispettosi dei diritti fondamentali dovuti ad ogni persona. La terra di Toscana dovrebbe organizzarsi per attivare tutte quelle misure possibili e attuabili, tra l'altro proposte nel tempo da esperti e commissioni attivate in proposito (vedi Rapporto De Mistura), volte al superamento dei CPT e dei sistemi di contenzione di tipo carcerario. Vorrei tanto che su questi temi così importanti avessero meno da lavorare le forze di Polizia così come la Caritas per un paese capace di rispondere alle difficili sfide dell'oggi con gli straordinari valori della sua storia e civiltà. Alessandro Martini Direttore Caritas Firenze.

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LA LETTERA che pubblichiamo non avrebbe, in effetti, bisogno di alcun commento. Si capisce d (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 41 LA LETTERA che pubblichiamo non avrebbe, in effetti, bisogno di alcun commento. Si capisce d... LA LETTERA che pubblichiamo non avrebbe, in effetti, bisogno di alcun commento. Si capisce da soli come la burocrazia in Italia riesca a complicare anche le situazioni apparentemente più semplici. Senza contare, poi, la beffa per chi ha perduto e ritrovato un oggetto e si vede costretto a pagare per riprendersi il maltolto. E' questo un esempio di come sia indispensabile snellire di molto iter burocratici, anche ben più contorti di quello raccontato dalla nostra lettrice. E la burocrazia è stata, del resto, ma spesso evidentemente solo a parole, un cavallo di battaglia di amministrazioni pubbliche e governi. Ma la volontà di snellire strade tortuose per situazioni banali è rimasto finora nel libro dei sogni di ogni tipo di coalizione politica.

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Il Tar boccia le strisce blu Alemanno cavalca l'onda populista e blocca i parcheggi a pagamento in tutta la città Di Francia (Pd): questa è la legalità? Giachetti (Pd): così si tor (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Il Tar boccia le strisce blu Alemanno cavalca l'onda populista e blocca i parcheggi a pagamento in tutta la città Di Francia (Pd): questa è la legalità? Giachetti (Pd): così si torna al far west degli abusivi di Livia Ermini Per una volta hanno vinto loro. Sono riusciti a spuntarla contro la burocrazia. Alcuni cittadini residenti nel quartiere Ostiense, sostenuti dal Codacons (il comitato delle associazioni per la difesa dei consumatori), hanno vinto il ricorso presentato davanti alla II sezione del Tar del Lazio contro le strisce blu e le relative delibere comunali. Sostenevano infatti che le multe a loro notificate per aver sostato in zone riservate senza l'apposito tagliando di pagamento fossero irregolari. Ma la loro vittoria scatena un vespaio. Il sindaco Alemanno non si lascia sfuggire la ghiotta occasione e, annunciando che non farà ricorso al Consiglio di Stato contro il Tar, rilancia: "Aveva ragione l'allora opposizione di centro destra a sostenere il carattere vessatorio della disciplina dei parcheggi a Roma". Intanto invia una circolare all'Atac (che nel frattempo ha inglobato la Sta) per bloccare le macchinette di riscossione della sosta e tranquillizza i 650 dipendenti che saranno reimpiegati in altre funzioni. Alla base delle motivazioni presentate al Tribunale regionale una recente sentenza della Cassazione che dichiarava nulle le multe ad automobilisti che lasciano l'auto nelle aree a pagamento se nella stessa zona non è stato predisposto anche un parcheggio libero. Secondo l'associazione dei consumatori tale provvedimento della Suprema Corte era stato preso sotto gamba dai comuni di tutta Italia che "si erano opposti alla decisione continuando a istituire strisce blu in modo selvaggio, non per regolare zone che presentavano particolari problemi di viabilità, ma all'unico scopo di fare cassa". Il Tar dunque non ha avuto scelta. E ha motivato che nella delibera comunale non era specificato la ragione per cui quella di Ostiense fosse considerata zona "di particolare rilevanza urbanistica". Non solo, ma tale definizione si rifaceva ad uno studio realizzato proprio dalla Sta Spa, ossia dalla stessa società che realizza i parcheggi a pagamento; un evidente conflitto di interessi che ne metterebbe in dubbio l'attendibilità. E questo è solo il primo capitolo. I soldi delle multe per ora non verranno restituiti. Il Tar infatti non ha intimato al Comune il risarcimento (centinaia di migliaia di sanzioni per un valore di circa 10 miliardi di euro) ritenendo che "la violazione del divieto di sosta sia un illecito di mera condotta". Dunque i cittadini dovranno avviare una separata azione di risarcimento contro la Sta per "indebito oggettivo". Ma soprattutto che succederà oggi? Come si regoleranno i cittadini? Il Pagamento è sospeso, e solo a Ostiense o in tutta Roma? Il Comune fa sapere che l'ordinanza del sindaco che "blocca" le strisce blu è in vigore da ieri alle 18. E nessuno dovrà pagare fino a che non sarà approvata una nuova disciplina. Secondo il Campidoglio ci vorranno almeno 10 giorni. Ma secondo l'ex assessore Di Francia è difficile che si cancellino con un colpo di spugna le zone a pagamento "come si fa per chi ha acquistato le tessere magnetiche per versare il ticket.?", ma se fosse così "sarebbe un passo indietro per la città di Roma". L'ex assessore difende la bontà dei parcheggi a pagamento che "esistono in tutto il mondo" e accusa Alemanno di dare un messaggio ambiguo: "Se si dice che le multe sono un atto vessatorio si è incoerenti con l'idea di legalità". Mentre si dice d'accordo con un'azione che verifichi l'equilibrio tra strisce blu e bianche. Per Roberto Giachetti parlamentare del Partito Democratico: "Roma torna al Far West del racket dei parcheggiatori abusivi... la Capitale torna alla giungla della macchine in terza e quarta fila e all'arbitrio del 'venghi dottò'". Ma per chiarire il caos che si è creato, nelle prossime ore è previsto un incontro all'assessorato alla mobilità per decidere come procedere. IN POCHI SANNO cosa succederà da oggi. Dal Comune assicurano che c'è un'ordinanza del sindaco secondo cui non si pagherà più il parcheggio fino al nuovo regolamento.

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Cannabinoidi <anti-sclerosi> Oggi convegno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-05-30 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Salute Cannabinoidi "anti-sclerosi" Oggi convegno BOLZANO - Un farmaco estratto dalla comunissima canapa, con principi attivi di Thc, è in grado di cambiare la vita di molti malati. Questo l'obiettivo che Francesco Teatini, neurologo all'ospedale di Bolzano, e altri dottori italiani si sono posti, per consegnare a molti malati di sclerosi multipla un futuro di speranza. Una "svolta " di cui si parlerà oggi al nosocomio del capoluogo in un convegno. Il suddetto farmaco - in grado di sconfiggere alcuni effetti devastanti della chemioterapia - potrebbe essere immesso nel mercato europeo, e quindi italiano, in breve tempo. Tra i suoi promotori, proprio il dottor Teatini: "Questa classe di preparati farmaceutici - dice il medico - ha un 'indicazione di base per la sclerosi multipla ed è in grado di alleviare i sintomi del dolore causati dalla chemioterapia, come ad esempio la nausea, il vomito, la mancanza di appetito e l'anoressia. A Bolzano, assieme ad altri centri come Forlì, Palermo, Savona e Rimini, la sperimentazione su alcuni pazienti è andata a buon fine. Il problema però è un altro, quello dei permessi ". Questo nuovo farmaco infatti, non è ancora diffuso in maniera capillare sul territorio europeo, in quanto mancante del nulla osta da parte del registro europeo, che consentirebbe il suo commercio in tutto il continente: "Non si tratta di una scoperta, bensì di un farmaco già in commercio in Canada, usato per la cura della chemioterapia - dice Teatini - in Europa è catalogato nella categoria degli stupefacenti ma i risultati Oltreoceano sono molto confortanti. L'unica "gatta da pelare" è avere il via libera dal Registro europeo, ma tutto dipenderà dalla lunghezza della burocrazia". Questo farmaco oggi viene importato con costi molto gravosi, proprio perché mancano le autorizzazioni. In Italia si pagano a paziente quasi 7000 euro, per una terapia annuale: con la registrazione ufficiale il costo scenderebbe a 600 euro. T. L. Teatini "L'efficacia è testata ma mancano i permessi".

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L'indiano metropolitano (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONDO PERSONAGGI / L'INGEGNERE CHE FA MUOVERE DELHI L'indiano metropolitano Di Antonio Carlucci Ha costruito 65 km di arterie in tempo record e rispettando i costi. E non è finita. La storia di successo di Elattuvalapi Sreedharan da Delhi Dieci metri sotto terra è tutto un altro mondo. è pulito, le scale come i pavimenti, gli uffici come le banchine. è fresco, grazie a un funzionale impianto di condizionamento. è facile orientarsi grazie a una segnaletica bilingue, in hindu e in inglese. L'ordine e il rispetto per gli altri regnano sovrani, perché tutti osservano il divieto di mangiare, bere e dormire per terra o su una panchina. Le misure di sicurezza, poi, contribuiscono a diminuire il rischio di un attentato: ad ogni stazione di entrata bisogna sottoporsi all'esame di un metal detector, se c'è qualche dubbio sul contenuto di pacchi e borse ci sono poliziotti e militari addetti alle perquisizioni, con una corsia riservata alle donne che vengono controllate solo da altre donne. E chi non può perdere neanche per un secondo il contatto con il resto del mondo, sa che può fare e ricevere telefonate sul suo cellulare anche sotto terra. Questo perfetto mondo sotterraneo è a Delhi, la capitale dell'India dove si alternano quartieri residenziali ordinati come l'enclave diplomatica ad aree dove confusione, traffico, pulizia approssimativa sono una costante del paesaggio, come a Chandi Chowk nella Old Delhi. Il mondo perfetto si manifesta attraverso tre linee di metropolitana per complessivi 65 chilometri di cui 11 sotto terra: un percorso che entro il 2010, in occasione di giochi del Commonwealth (le Olimpiadi dell'ex impero coloniale della Gran Bretagna), diventerà di 185 chilometri, di cui 42 sotto terra. Chi ha reso possibile il miracolo di Delhi, capitale dove il traffico si muove a velocità medie di circa 10 chilometri all'ora, è un uomo solo, un ingegnere di 75 anni che in India è diventato una leggenda e che ha ricevuto a gennaio l'ambito riconoscimento di 'Uomo dell'anno 2007' battendo sul filo di lana potenti politici quali il ministro delle finanze Palaniappan Chidambaram o ricchi magnati come il re dell'acciaio Lakshmi Mittal. Si chiama Elattuvalapi Sreedharan, è nato nel 1932 a Chattanur, un piccolo villaggio del Kerala, nel sud del Paese. Quando ha cominciato a lavorare al progetto della metropolitana di Delhi doveva essere già in pensione da otto anni dopo una vita spesa come ingegnere nelle ferrovie indiane e per lui è stato approvato uno speciale decreto perché potesse restare in attività. "Nel 1990 si pose il problema di ricostruire la Konkan Railways, la linea ferroviaria che da Mumbai porta a Mangalore", ha raccontato a 'L'espresso' l'ingegnere Sreedharan nel suo ufficio di Delhi: "La linea, costruita dagli inglesi, era stata abbandonata e doveva essere rifatta. Era un percorso ostacolato da importanti dislivelli e dalle montagne del Ghat: 760 chilometri con 83 di tunnel". Il progetto di Sreedharan convinse l'allora ministro delle Ferrovie Gorge Fernandes che lo fece proprio (nella compagine governativa dell'India è un posto assai rilevante perché i treni sono il mezzo più usato per gli spostamenti visto che il sistema stradale non è ancora oggi una infrastruttura al passo con lo sviluppo della nazione). E. Sreedharan, come lo chiamano tutti per bypassare un nome difficile da scrivere e da pronunciare, alle soglie della pensione faceva parte del consiglio di amministrazione della società ferroviaria e pensava di ritirarsi dopo aver visto l'approvazione del progetto e il superamento di tutte le difficoltà burocratiche che in India sono spesso più insidiose di quelle tecniche: per esempio, a Sreedharan toccò convincere il primo ministro dello Stato del Karnataka che si era messo di traverso negando permessi e autorizzazioni varie. Invece, gli fu chiesto di completare l'opera cominciata e gli fu offerto il posto di capo della Konkan Railways, un compito che portò a termine in poco più di sette anni. Fine gloriosa di una carriera e ritorno a casa a occuparsi della compagna di una vita, la moglie Radha, e dei quattro figli? Neanche per idea. "Ricevetti una telefonata da Delhi e mi chiesero di confrontare le idee sul progetto della metropolitana", è il racconto dell'ingegnere indiano. Dall'inizio degli anni Novanta erano cominciate le discussioni sulla necessità di dotare la capitale dell'India di un sistema di trasporto sotterraneo: ma l'idea era stata avvolta da subito da una nuvola di scetticismo condito di battute, vignette sui giornali e polemica politica sull'impossibilità di sfondare il muro della burocrazia, del sottogoverno e della corruzione. Chi sosteneva l'inutilità di un'opera del genere aveva una carta importante da giocare. Racconta l'ingegnere Sreedharan di quelle discussioni: "Dicevano in tanti, ed avevano ragione a mettere in guardia dal ripetere errori già commessi: guardate alla metropolitana di Kolkata, sono venti anni che scavano sotto terra, che rifanno i budget e chiedono altri soldi e i treni non si sono mai visti. Perché a Delhi dovrebbe essere possibile il miracolo?" L'ingegnere si recò nella capitale indiana, incontrò le persone che avevano messo in piedi il progetto che negli ultimi due anni aveva preso corpo pur mancando ancora un leader che lo facesse suo. Sulla carta c'era già una bozza di progetto della linea sotterranea. E, soprattutto, c'era già il finanziamento, oltre due miliardi di dollari di un prestito del governo giapponese a un tasso assai favorevole (1,2 per cento). Sreedharan decise di accettare la nuova sfida. "A chi mi offriva di restare ancora al lavoro, posi una sola condizione", ricorda di quei giorni del 1997: "L'ultima parola in tutto doveva essere la mia, doveva essere chiara a tutti la scelta che non ci sarebbe stata nessuna autorità politica o amministrativa ad avere il potere di dare permessi ed autorizzazioni successive alla approvazione del progetto". Così, nacque una società mista. Due soli soci: il governo centrale dell'India e il governo di Delhi, che ha una configurazione simile a quella di molte capitali federali tipo Washington o Brasilia. E l'ingegnere fu nominato direttore esecutivo. "La prima cosa che feci fu quella di modificare il progetto", ricorda Sreedharan, "perché avevano immaginato di costruire i tunnel sotterranei in un'area di Delhi che non aveva bisogno della metropolitana, mentre le aree più congestionate erano state lasciate fuori dal progetto". Una mossa puramente tecnica che sortì anche l'effetto di far capire chi aveva il comando e la responsabilità dell'impresa. Il modo di operare dell'ingegnere ferroviario mise anche a tacere le proteste che in qualsiasi città del mondo si accompagnano alla costruzione di un'opera importante, ma anche invasiva, come è la metropolitana. "Fin dai primi passi, dimostrammo che la vita della città non sarebbe stata sconvolta dai lavori di scavo e di costruzione. Sì, qualche problema, ma tutti risolvibili se ci si pensa in anticipo. Perfino la opposizione al passaggio della linea sotto le case della Old Delhi, costruite quasi tutte senza fondamenta cessò quando si accorsero che avevamo preso la precauzione di portare il tunnel a una profondità di trenta metri, invece dei dieci a cui viaggia normalmente il metrò". Prima di dare il via ai lavori, l'ingegnere e i suoi principali collaboratori fecero il giro del mondo visitando altre metropolitane. "Prendemmo il meglio da ciascun progetto e ci confrontammo sempre con le cinque società di consulenza che avevamo scelto, tre giapponesi e due americane". Risultato? La metropolitana di Delhi usa treni coreani, motori elettrici giapponesi, segnaletica e sistemi di sicurezza un po' francesi e un po' tedeschi. "Ma tutto viene costruito e assemblato in India negli stabilimenti che sono stati costruiti a Bangalore", racconta con orgoglio l'ingegnere indiano: "In brevissimo tempo, l'acquisizione di conoscenze e di tecnologie ha fatto sì che la Delhi metro sia diventata la fonte per gli altri progetti di metrò che esistono oggi in molte città dell'India". La gestione di Sreedharan si rivelò vincente su due fronti: i tempi di costruzione e i costi. "Quando cominciai a lavorare al progetto", ricorda Sreedharan, "le previsioni parlavano di dieci anni per costruire il primo troncone. Dissi subito che era troppo tempo". L'ingegnere ferroviario aveva deciso di dividere l'intero progetto in tre fasi, dando a ciascuna una data di scadenza. La prima prevedeva la consegna ai cittadini di Delhi di 65 chilometri (11 sotto terra) in sei anni e sei mesi: per la consegna alla città, in diverse fasi, sono occorsi sei anni e tre mesi, dunque meno delle previsioni". E i costi, previsti in 2,3 miliardi di dollari sono stati rispettati. Come? "Quando non ci sono continui stop burocratici e amministrativi è più semplice evitare il rischio di episodi di corruzione. E il rispetto dei tempi significa automaticamente mantenere il budget di previsione", spiega E. Sreedharan. La gestione ha fatto sì che a partire dall'inizio della seconda fase, la metropolitana di Delhi oggi presenta conti attivi. "Si è creato un surplus che ci permette di ripagare senza costi aggiuntivi e nei tempi previsti il prestito", spiega Sreedharan: "E quella di Delhi è la metropolitana più economica al mondo, sia in termini relativi che assoluti". L'ingegnere ferroviario è orgoglioso dei numeri che può presentare: il biglietto che costa da un minimo di 6 a un massimo di 22 rupie per viaggio (tra 10 e 15 centesimi di euro); 600 mila passeggeri al giorno, con una intensità massima il lunedì e minima la domenica; le linee aperte dalle 6 del mattino alle 23 con un totale di mille e 750 viaggi; la puntualità che non oltrepassa mai i 60 secondi di ritardo sulle tabelle di marcia dei convogli. E migliaia di abitanti di Delhi ne hanno guadagnato dal punto di vista dei tempi di percorrenza: per i 22 chilometri della Linea 1 spendono 38 minuti, mentre prima in superficie occorreva un'ora, per gli 11 chilometri della Linea 2 ci vogliono 38 minuti invece di 60 e per i 32 chilometri della Linea 3 impiegano un'ora invece di due. Ora, l'impegno di E. Sreedharan è consegnare i lavori della seconda fase entro il 2010: altri 128 chilometri di metropolitana, di cui quattro a livello stradale, 94 sopraelevata e quasi 30 sotto terra che costeranno alle fine 4,25 miliardi di dollari. "Poi torno a casa a godermi la famiglia e la meditazione", annuncia. L'ingegnere ferroviario ha messo da sempre al centro della sua vita le riflessioni del Bhagavata Gita. E un libro in particolare, 'Gita Makaranda', con i dialoghi tra il guerriero Arjun e il pensatore Krishna. "Contengono tutto quello che c'è da sapere della vita e offrono i consigli per affrontare ogni esperienza della vita". Anche costruire una metropolitana. n Quella sporca guerra l testo di Roberto Saviano, autore di 'Gomorra' (adesso disponibile anche come audiolibro - per Mondadori - letto dallo stesso Saviano), che pubblichiamo in questo pagine è la prefazione di 'Dispacci', di Michael Herr (per i tipi di Bur). Herr, all'epoca corrispondente dal Vietnam dell''Esquire' pubblicò il suo testo, per la prima volta nel 1977 negli Usa. Da allora il libro rimane un classico contemporaneo, anche perché Herr ha collaborato alla sceneggiatura di 'Full Metal Jacket' di Stanley Kubrick e alla stesura di 'Apocalypse Now' di Francis Ford Coppola.

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Autostrade, riforma globale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-30 - pag: 5 autore: Di Marco (Milano Serravalle) dice basta ai decreti: serve un riassetto strutturale "Autostrade, riforma globale" Laura Serafini ROMA "Non si può continuare a disciplinare il settore autostradale, che mobilita circa 30 miliardi di investimenti, a colpi di decretolegge ". All'indomani del via libera della Camera al decreto salvainfrazioni che sblocca la convenzione di Autostrade e di altre 12 concessionarie,l'amministratore delegato di Milano-Serravalle nonché vicepresidente di Aiscat, Massimo Di Marco, esce allo scoperto per chiedere al Governo ( in verità a titolo personale)che adesso metta mano a una riforma seria del settore. "Ma non attraverso una decisione unilaterale, come fece il precedente Governo, che varò un decreto legge per cambiare le regole spinto dall'urgenza della fusione tra Autostrade e Abertis ", chiosa il manager. Il colpo di mano, come l'ha definito l'opposizione in Parlamento, che approva le convenzioni saltando l'esame del Cipe in realtà avvantaggia anche la Serravalle. "L'ok all'emendamento è un passo avanti – ammette Di Marco –. Soprattutto in vista dell'Expò 2015, visto che dobbiamo realizzare le infrastrutture di collegamento". Un miliardo è il budget della Serravalle; 4,3 miliardi quello della controllata Pedemontana. Complessivamente le concessionarie del Nord investiranno 20 miliardi. "Uno Stato che non ha fondi per le infrastrutture dovrebbe guardare al settore autostradale con un'ottica più moderna-spiega Di Marco –. La riforma va fatta con un sistema di concertazione (che coinvolga ministeri, Anas, Aiscat, consumatori) per dare regole certe a un Paese civile. Il comma 82 della legge 286/2006 (la riforma Di Pietro, ndr) va riscritto. Perché, passato l'emendamento, ora ci ritroviamo con quattro regimi tariffari: quello di Autostrade (70% dell'inflazione reale, ndr), quello delle concessionarie che, come noi, hanno firmato con Anas ( price cap e inflazione programmata, ndr), quello delle concessionarie che non hanno ancora firmato e che dovranno passare dal Cipe per farsi approvare le convenzioni.E infine il nuovo sistema che avrà l'ente concedente del Veneto, creato tra Regione e Anas, che potrà fare anche il concessionario e gestire autostrade". In verità la Serravalle ha firmato la convenzione accettando proprio quelle regole che ora chiede di cambiare."Siamo stati costretti a firmare dall'Anas di corsa – replica – dopo Autostrade: abbiamo chiesto che ci fossero applicate le stesse regole riconosciute loro in convenzione, ma ci è stato negato". Di Marco propone una riforma che guardi al sistema europeo in cui lo Stato fissa le regole, esegue i controlli, riconosce una remunerazione del capitalea due cifre e poi lascia autonomia al settore. Invece in Italia c'è un eccesso di dirigismo, troppe regole che poi non si fanno rispettare e si finisce per aggirarle con i decreti legge. "Da noi qualsiasi riassetto nel capitale sociale deve essere autorizzato dallo Stato – continua Di Marco –. Per non parlare dell'ente concedente, che può revocare la concessione e subentrare nella gestione. Questo sistema va cambiato: la convenzione deve essere firmata con un unico interlocutore che riassuma le competenze di Anas, Cipe e tecnici ministeriali. Serve poi certezza normativa, tariffaria, congrua remunerazione del capitale e meno burocrazia nelle procedure ". Che ne pensa della vicenda Au-tostrade? "Alla fine ha dimostrato che la battaglia condotta per Aiscat dal presidente Palenzona contro la legge 286 era giusta – risponde –. Sono contento che sia approvata la convenzione di Autostrade, ma per un motivo: perché Aspi ha una call del 33% su Pedemontana. Adesso non ha più alibi per rinviare e mi auguro che nelle prossime settimane decida di ritornare nel capitale di Pedemontana e con Serravalle si impegni a realizzare quell'opera". LA RICETTA Meno dirigismo, più norme certe e una spinta alla liberalizzazione del settore In Italia convivono quattro sistemi tariffari. Il ruolo Anas.

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Nelle conclusioni di Draghi torna la questione del duale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-30 - pag: 6 autore: Nelle conclusioni di Draghi torna la questione del duale Rossella Bocciarelli ROMA I timori per la crescita economica, per la durata e la profondità del maremoto finanziario innescato dalla crisi dei mutui subprime, per la tenuta della floridità dei bilanci bancari. Saranno questi, con ogni probabilità, gli oggetti principali dell'analisi che il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, svolgerà nelle sue Considerazioni finali domani mattina, a Palazzo Koch. Per la terza volta da quando è al comando della banca centrale italiana, l'economista romano si rivolgerà ai "Signori partecipanti" riuniti nell'omonimo Salone. E lo farà in un clima, per usare un'espressione cara al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in cui c'è molta angst da attenuare, con analisi razionali e regole chiare. L'era Draghi, del resto, proprio sul terreno delle regole ha comportato un cambiamento profondo nello stile con cui via Nazionale esercita i propri compiti di organismo di controllo delle banche: nessun dirigismo, meno burocrazia e più verifiche sul campo, maggiore e continuo scambio di informazioni con gli istituti controllati. Un cambio di rotta reso ancora più evidente dalla nuova normativa sulla corporate governance degli istituti creditizi per la quale via Nazionale ha dettato poche regole chiare. E affidato alle banche il compito di definire materialmente il come realizzarle, entro giugno del 2009, rendendosi assolutamente disponibile ad un continuo scambio di informazioni: è molto probabile, quindi, che nelle sue Considerazioni il Governatore coglierà l'occasione per fare il punto su questo processo, che implica cambiamenti consistenti per tutte quelle aziende che hanno adottato il "duale". La finalità della stabilità del sistema finanziario è sempre stata la missione dell'Istituto, a maggior ragione in quest'epoca di turbolenze che hanno interessato il sistema creditizio statunitense ed hanno avuto ripercussioni anche a livello europeo, limitandosi però a lambire il sistema italiano, che non è stato direttamente coinvolto nella crisi dei mutui subprime. Ma gli effetti non possono che risentirsi anche nel nostro Paese, a cominciare dalla redditività delle aziende bancarie, che ha visto un boom in questi ultimi anni e che, necessariamente, secondo gli analisti, d'ora in poi dovrà ridimensionarsi, perché niente sarà più come prima. La tutela della stabilità delle banche italiane va in ogni caso considerata all'interno di uno scenario europeo, e la convinzione profonda della Banca d'Italia di Draghi è che si debba rafforzare la cooperazione tra le autorità e le organizzazioni internazionali. Lo stesso Governatore, peraltro, in qualità di presidente del Financial Stability Forum, ha una visuale globale sulla dinamica degli avvenimenti e si accinge a riferire ai ministri finanziari del G7 che si riuniranno in giugno ad Osaka sullo stato d'attuazione del Piano che porta il suo nome. C'è poi tutto un capitolo interno a cui Draghi si è dimostrato particolarmente sensibile, spronando più e più volte le banchea fare di più: quello della vicinanza alle esigenze dei consumatori. Di qui i reiterati inviti ad una maggiore concorrenza tra le banche che favorisca migliori condizioni di erogazione del credito, in particolare sui mutui alle famiglie. E maggior concorrenza anche nell'offerta di servizi per i risparmiatori nell'ottica di una sempre crescente tutela del consumatore. Non è da escludere, quindi, che nelle Considerazioni ci sia anche una valutazione del recente accordo fra Governo e Abi sulla rinegoziazione dei mutui che dalle banche è stato sottoscritto proprio per offrire una dimostrazione tangibile di una sensibilità nuova ai bisogni dei risparmiatori. Nella Relazione non mancheranno certo valutazioni sulla macroeconomia e sulla finanza pubblica ( la situazione dei conti pubblici ereditata dal nuovo Governo è abbastanza buona ma già in passato Draghi aveva sollecitato una ridefinizione del mix di politica economica, incidendo sulla spesa pubblica per far spazio a riduzioni d'imposta). Ma è probabile che il Governatore colga l'occasione anche per fare il punto sul processo di ristrutturazione interna. "La Banca intende rinnovarsi" aveva assicurato lo scorso anno Draghi di questi tempi. Adesso, in effetti, dopo la riorganizzazione del centro studi e della vigilanza è ormai in corso la ridefinizione della presenza di Bankitalia sul territorio, che comporta la chiusura di circa 33 filiali entro il 2009, a cominciare da quella di Savona, prevista per settembre. DOMANI L'INTERVENTO All'assemblea di Bankitalia il Governatore affronterà anche i temi dell'ampiezza del credit crunch e della tutela dei consumatori Credito. Il Governatore di Banca d'Italia, Mario Draghi AGF.

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Distretti ad alta potenzialità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-30 - pag: 12 autore: Distretti ad alta potenzialità di Alberto Quadrio Curzio S ono passati 20 anni dalla prima crisi finanziaria del 1987 (alla quale ne sono seguite varie altre potenziate da strumenti sempre più complessi e velocizzati dalla infotelematica), quasi 10 anni da quando l'Italia è entrata nell'euro (che è stato a un tempo fattore stabilitàe di cambiamento per tutti e per l'Italia), poco più di sette da quando la Cina è en-trata nella Wto (rivoluzionando la geoeconomia reale e valutaria mondiale). In tutto ciò l'Italia è diventata comparativamente più piccola in quantità ma non meno significativa in qualità, in virtù del paradigma imprenditoriale delle "4i" che ha continuato a tenere alto il made in Italy nel mondo. Eppure per molti anni ci sono state correnti di pensiero che hanno suggerito all'Italia di abbandonare la manifattura dei suoi prodotti maturi, che venivano considerati "decotti" per costi di produzione non competitivi con quelli cinesi e di passare alla produzione di servizi. Magari con enfasi su quelli finanziari e con la cessione per incorporazione delle banche italiane a qualche colosso finanziario americano allora progredito e adesso quasi fallito. Noi abbiamo sempre contrastato, con Marco Fortis e vari altri, queste tesi nella convinzione che il sistema manifatturiero italiano, fatto in prevalenza da Pmi e da distretti, fosse molto forte per le sue capacità di innovazione ed internazionalizzazione e anche per i nessi con un sistema bancario territorializzato. A dimostrare la correttezza di queste tesi sono ora i fatti sintetizzabili in alcuni dati:nel 2006 l'export manifatturiero italiano è cresciuto del 9% e nel 2007 del 10,1%, il saldo commerciale delle 4A (automazione- meccanica, abbigliamentomoda, arredo-casa, alimentari-vini) radiografate soprattutto da Marco Fortis, ha cifrato un surplus di 92 miliardi di euro nel 2006 e di 113 miliardi nel 2007. Ma anche durante il periodo 1999-2005, il manifatturiero italiano ha segnato un surplus dell'ordine di grandezza, talvolta un po' sopra ed altre un po' sotto, 40 miliardi di euro annui. Questi successi derivano dalla capacità di innovare delle imprese italiane che hanno puntato su prodotti adatti alle fasce medio-alte di mercato dove la qualità in termini di design, di materiali e di componenti utilizzate, di durata di vita, sono elementi che qualificano un brand e una solidità che diventano variabili competitive difficilmente emulabili. Si dirà che sono segmenti di nicchia. Non possiamo che rallegrarcene visti i dati di bilancia commerciale e i molti primati mondiali ottenuti in vari prodotti dove l'Italia ha consolidato mercati storici ma si è anche espansa in nuovi mercati soprattutto all'Est europeo. A monte di questi successi di mercato sta la ristrutturazione delle imprese ormai prive della leva delle svalutazioni competitive e fronteggiate dall'euro forte, dal dollaro debole, dalla crescita dei prezzi dell'energia, dalla concorrenza, spesso asimmetrica e sleale, della Cina. Il processo è stato lungo anche perché la politica economica e il sistema Italia nel suo complesso non sono stati coerenti e orientati, temporalmente e funzionalmente, alla crescita. Uno dei molteplici fattori di innovazione è stata anche una "nuova gerarchizzazione" delle relazioni tra imprese all'interno dei distretti tramite in taluni casi della commutazione dei rapporti informali di lungo- periodo con nessi di na-tura proprietaria e con l'affermarsi di un nucleo oligopolistico di medie imprese. Queste sono state trainanti nella internazionalizzazione e in forme organizzative di impresa leader in filiere produttive della componentistica e della subfornitura. Nel contempo, l'espulsione di subfornitori e di imprese finali non più competitive ha contribuito a una selezione che concorre a dare una ulteriore spiegazione aiprocessi di internazionalizzazione accentuata. Il capitalismo delle Pmie dei distretti italiani ha quindi subìto anche una modificazione organizzativa che mantenendo vitale le reti di impresa e il capitale umano e sociale che le connette, si è più polarizzato intorno a imprese leader di distretto capaci di trascinare tutto l'agglomerato. Non basta dunque dire che i dati statistici sulle spese in R&S rivelano che in Italia si investe ancora poco perché una buona parte di tali spese esiste ma nonè rilevata. Se in futuro il Governo ritornerà sulla proposta di Tremonti di riconoscere ai distretti la personalità giuridica, magari anche defiscalizzando marcatamente le spese in R&S e se il Programma industria 2015 varato dal Governo Prodi avrà attuazione, senza essere soffocato dalla opprimente burocrazia italiana, i prossimi anni potrebbero riservarci ulteriori gradevoli sorprese sulla forza della nostra manifattura. E ciò malgrado un sistema Paese che,purtroppo, non ha ancora attuato quel risanamento per lo sviluppo che riduca il nostro divario di crescita rispetto a Eurolandia. LA FORZA DELLA R&S Non è vero che in Italia si investe ancora poco in ricerca e sviluppo: buona parte di questa spesa esiste ma non è rilevata.

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<Agenzia per sburocratizzare> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-05-30 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Il convegno Provincia ed esperti riuniti: in 10 anni si guadagna l'1,5% del Pil "Agenzia per sburocratizzare" Si parte nella prossima legislatura. "Abbattere i costi" Palazzo Widmann vuole calcolare esattamente anche quanto "si perde" nell'applicazione delle normative nazionali BOLZANO - La Provincia punta a combattere il "peso" della burocrazia attraverso la creazione di un'agenzia, che avrà un compito all'apparenza difficile, ma comunque ben preciso, di monitorare tutto il "sistema ". Palazzo Widmann vuole sapere quanto costano alle casse provinciali, i provvedimenti adottati a livello nazionale e locale. Tutto ciò sarà reso possibile applicando un modello standardizzato predisposto dalla Commissione Europea e già applicato con successo in paesi come Olanda, Gran Bretagna, Danimarca e Germania. Se a Roma tale problema rappresenta una priorità nel programma del nuovo Governo, in Alto Adige la giunta provinciale ha già compiuto il primo passo concreto, tramite l'assegnazione di un incarico all'Eurac e all'istituto di consulenza Ramboll Management. Questi due enti avranno il compito di analizzare la situazione, non solo per quanto riguarda i costi burocratici delle leggi provinciali, ma anche per capire quanto "pesano", a livello locale, l'applicazione delle normative statali ed europee. Una volta realizzata questa mappatura, la Provincia istituirà presso la propria amministrazione una vera e propria agenzia, che avrà due compiti: il primo sarà quello di controllare i costi provocati dalle nuove leggi, il secondo sarà quello di attuare i correttivi necessari a ridurre questo tipo di spese che gravano sulle casse pubbliche e sulle tasche di imprese e cittadini. Una volta introdotto il modello operativo europeo, l'ente pubblico dovrà cominciare a rispondere non solo dal punto di vista politico, ma anche amministrativo. "La burocrazia crea problemi alla gente - ha ribadito il presidente Luis Durnwalder- e allora ecco la necessità da parte nostra, di esaminare ex ante tutta la situazione generale su questo fronte". Un passo sostanziale per risparmiare tempo e denaro, copiando per esempio quanto fatto in Olanda, dove in dieci anni, grazie a una sapiente ed incisiva opera di "de-burocratizzazione", si è aumentato il Pil dell'1,5%: "è un passo necessario se si vogliono accorciare i tempi e i costi della politica - ha sottolineato Tobias Bergmann, consulente a livello europeo della Ramboll Institut - perché sappiamo tutti che ogni legge ha un cartellino del prezzo. L'Alto Adige ha dimostrato di essere un riferimento reale per tutta la Penisola, in tema di snellimento della burocrazia. Ma per avere risultati, bisogna agire secondo precisi piani di intervento". Un passo verso l'Europa, meno oneri per l'amministrazione ma soprattutto, cittadini più vicini alla politica: questi i benefici di questo importante progetto. L'agenzia che si occuperà di ridurre materialmente i costi della burocrazia, verrà presumibilmente insediata nei primi mesi della prossima legislatura. Thomas Laconi Pratiche Archivio pubblico.

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CHE Roma fosse città coloniale dove venire in vacanza Ne dimorarono molti, poeti non (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PIER PAOLO PASOLINI CHE Roma fosse città coloniale dove venire in vacanza Ne dimorarono molti, poeti non socialmente determinati liberi dalla burocrazia e con un po' di paura della polizia; né mancarono i bei soli, in questo secolo; ciò che scompariva dava un breve dolore, l'unico vero dolore era nei sogni; nei sogni in cui pareva di essere costretti a lasciare questa città per sempre! Non si piange su una città coloniale, eppure molta storia passò sotto questi cornicioni (col colore del sole calante) e fu spietata; fu una scommessa tra i fascisti e i liberali; inaspettatamente questi ultimi, imbelli e anche un po' buffi, (meridionali delicati di fegato) l'ebbero vinta. I forti furono battuti; molta storia passò all'ombra dei Ministeri, ma che lacrime fossero sparse in sogno per questa città ciò sa di miracoloso, è quasi incomprensibile; lacrime violente, che parevano sparse sul cosmo; le lacrime degli addii alle partenze senza ritorno Poi ricominciava la vacanza e una sete insaziabile di solitudine Molta storia passò su questo asfalto e lungo i muretti di pietra, insensibili al sole d'agosto, molta storia. I vecchi parlamentari onestamente con solennità sedentaria ripresero il loro posto, or ridenti or severi verso i loro elettori, condividendone la pace col mondo: a ognuno il suo realismo! Avevano vinto la scommessa nel Settentrione eroico nel Meridione segreto e un sorriso popolare o una serietà piccolo borghese insomma la ritrovata dignità riportò pellegrinaggi di poeti liberi da classe sociale, senza obblighi né orari sì che dopo il pianto, la cosa più incredibile fu quel desiderio di solitudine, che dava una felicità completa e tenuta tutta per sé. Gli occhi che avevano pianto in sogno ora guardavano senza limiti di tempo o scadenze, con pomeriggi o notti intere davanti, in cui non accadeva che ciò che la storia dimenticava. Oh, certo, non fu serio; fu una vacanza Tutto doveva poi essere ragione di rimprovero; Roma fu sede di nuove battaglie. Da dove erano discesi questi barbari? Beh, erano nati qua, a Via Merulana, a Piazza Euclide, a Centocelle: e infatti bastava che impallidissero un po', ed ecco le faccie dei loro padri, o sconfitti o vittoriosi, ma tutti perduti nel passato in cui le lacrime non contano e il desiderio di solitudine non è serio; la storia ricominciò a passare, ma ai posteggi verso le quattro del pomeriggio c'era calma e sole, dietro al Quadraro i prati erano deserti.

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Authority alimentare, è crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-05-30 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La produzione 700 pareri e 10 lavori scientifici in 6 anni Il futuro Un grattacielo per la nuova sede dell'Efsa Authority alimentare, è crisi Parma, metà bilancio per i 326 dipendenti "Lo statuto ci impedisce di fare ricerche" DAL NOSTRO INVIATO PARMA - è l'autorità europea che tutti volevano. Governi, cittadini e, forse, qualche multinazionale. Quella che ci segue ogni volta che entriamo in un supermercato, che ci sediamo a tavola o quando scatta un'allerta alimentare. Di certo la volevano a Parma, il comune che nel 2004 aveva battuto concorrenti lontani (Helsinki) e vicini (Collecchio aveva tentato la volata con la vecchia sede della Parmalat appena finita in tribunale). Sarà per questa attenzione spasmodica che, fin dai suoi primi passi compiuti a Bruxelles nel 2002, l'Efsa, la European Food Safety Authority, è stata citata più per le critiche che per il lavoro svolto. Importante e fulmineo, in molti casi. Come quando si trattò di gestire l'allarme aviaria in arrivo dall'Asia. Fino ad ora ha sfornato oltre 700 pareri sugli argomenti più svariati, anche se la produzione scientifica che uno si attenderebbe lascia perplessi: 10 lavori, compresa una brochure; senza contare che nessun lavoro è tradotto dall'inglese. Eppure, alle critiche esterne, forse inevitabili quando si devono gestire patate bollenti come gli Ogm (il lunedì nero è stato con il caso del mais Mon 863 quando l'autorità accese il semaforo verde basandosi su uno studio prodotto dalla stessa Monsanto, poi molto contestato), ora sembrano aggiungersi anche quelle che arrivano dal territorio limitrofo e qualche malcontento che arriva dagli stessi corridoi dell'Authority. "Noi abbiamo anche spinto per averla qui - dice Paolo Bertoletti, segretario generale della Cgil di Parma - ma per adesso non stiamo vedendo dei risultati. è vero che alcuni ritorni di immagine sono stati positivi, per esempio sulla food valley, ma direi che l'autorità è un ente a sé stante, slegata dal territorio. Non sta incidendo sul sistema produttivo locale, che pure funziona ma al netto dell'Efsa. Sento che alcune persone del luogo stanno iniziando a vedere nell'Efsa un'opportunità di lavoro, ma per adesso quello che si è visto è solo un aumento del costo delle case, degli affitti e degli acquisti per gli stessi residenti". E sì che nell'area i nomi grossi del settore non mancano (basterebbe citare Parmalat che nel frattempo, finito il commissariamento, ha ripreso a funzionare). Ma, appunto, che sia una mancanza di curiosità o una proiezione troppo europea, fino ad ora non c'è stato dialogo. "Ho tentato di contattarli, ma non mi hanno mai richiamato" dice uno dei manager più noti della zona che preferisce però non sollevare polemiche. Giorgio Calabrese, consigliere di amministrazione dell'Efsa, riconosce alcune debolezze di "statuto", ma difende il lavoro svolto. E, nonostante l'orgoglio che si respira parlando con le persone che vi lavorano - "Settecento pareri possono sembrare pochi ma sono moltissimi e per la ricerca scientifica non sono previsti fondi, non abbiamo autonomia" - serpeggia anche qualche malcontento per la burocrazia europea che costringe spesso a fare delle capriole: "Sa quante richieste di pareri sostanzialmente inutili arrivano dalla Commissione? Le ultime sono quelle sugli additivi: duemila sostanze. Non possiamo fare tutto". Certo, l'analisi cruda del bilancio 2007 non aiuta. Dei 61 milioni di euro di budget, interamente coperto dalla Ue, ne sono stati approvati 51,6. Di questi 23,9, cioè quasi il 50%, vanno via per pagare gli stipendi dei 326 dipendenti (14 milioni), le spese di recruitment (abbastanza alte, 2 milioni l'anno anche se questa cifra sembra giustificata dalla fase di espansione) e i corsi di lingua (400 mila). Dei 19 milioni di attività operative colpisce poi la sottigliezza delle voci legate alla cultura: acquisto e conservazione libri: 6 mila euro; biblioteca speciale: 8 mila; spese di pubblicazioni: 25 mila. Inoltre, tra gli 8,6 milioni spesi per le infrastrutture, compare una voce monstre per l'affitto (2,3 milioni l'anno). Non rincuora sapere che è destinata a scomparire visto che è in corso la perizia, richiesta dal Comune di Parma, per valutare l'area dell'ex stadio storico del rugby, il Lanfranchi. Il valore immobiliare dell'area verrà conferito alla Società di trasformazione urbana (100% del Comune di Parma) che su 22 mila metri quadrati costruirà un grattacielo destinato a diventare la sede operativa (quella di rappresentanza è il Palazzo Ducale) del-l'Efsa. Un contratto di leasing che a conti fatti costerà al bilancio comunitario quasi 40 milioni di euro. Negli altri spazi la società del comune costruirà poi degli edifici residenziali che potrebbero raccogliere il personale dell'Efsa. "La verità è che il titolo di authority non ci aiuta. Anzi, porta le persone a giudicarci per i motivi sbagliati. Non siamo un'authority come può esserla quella che segue il mercato o come l'agenzia del farmaco della Gran Bretagna dove i finanziamenti arrivano dalle stesse ditte farmaceutiche - raccontano all'Efsa -. Dobbiamo dare pareri basandoci sul materiale preesistente e non possiamo fare ricerche. Inoltre, i nostri pareri vengono aggiornati sulla base dei nuovi dati emersi e un prodotto che ha ottenuto giudizio favorevole potrebbe poi essere bocciato. Abbiamo la possibilità di commissionare degli studi solo nel caso in cui manchino totalmente dei dati. Infine, dobbiamo anche monitorare tutti i settori potenzialmente pericolosi che vengono commercializzati in assenza di una legislatura. Abbiamo preparato di nostra iniziativa una black list sui prodotti come le pasticche per potenziare la memoria". E pensare che la Commissione europea, dopo tutto questo lavoro, non è nemmeno obbligata a recepire i pareri della propria "authority". Il caso del mais L'Efsa ha dato l'ok al mais Mon 863 basandosi su uno studio prodotto dalla stessa Monsanto L'affitto L'affitto della sede costa 2,3 milioni l'anno. 40 milioni costerà il leasing per il nuovo grattacielo Massimo Sideri msideri@corriere.it.

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La vera opposizione? Cgil, Di Pietro e i magistrati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMA PAGINA 30-05-2008 EDITORIALE La vera opposizione? Cgil, Di Pietro e i magistrati Bruno Vespa I l segretario generale della Cgil e i magistrati della Procura di Napoli costituiscono - insieme con Antonio Di Pietro - l'opposizione più netta e visibile incontrata finora dal governo Berlusconi. Di Pietro copre l'ala lasciata inopinatamente scoperta dalla sinistra radicale: è attentissimo in verità a coprirsi sulla destra (la sua vera collocazione ideologica) chiedendo la massima severità sulla sicurezza, ma guida ormai da solo il fronte antiberlusconiano vecchia maniera cavalcando con molta abilità la battaglia contro il presunto decreto salva Rete 4 che in realtà con la televisione del Cavaliere c'entra - se c'entra - solo di striscio. Se Di Pietro incarna la vera opposizione parlamentare, Guglielmo Epifani incarna la vera opposizione politica. Con l'onestà intellettuale che lo caratterizza, Epifani ieri ha smontato tutti i principali provvedimenti del governo: dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa all'immigrazione clandestina, dalla detassazione degli straordinari e dei premi alla revisione dei contratti. L'altro ieri il suo rappresentante ha abbandonato dopo un quarto d'ora il tavolo della trattativa con il ministro Renato Brunetta considerandone inaccettabile il metodo di lavoro. Se è del tutto legittimo contestare il merito di un provvedimento, è più difficile rifiutare pregiudizialmente un metodo che si traduce nel ridurre all'essen - ziale le pletoriche delegazioni sindacali e nel chiedere entro 48 ore una risposta alle proprie proposte. L'Italia ha fretta. Sta morendo per una serie di malattie croniche che l'hanno immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? segue PAG. 4.

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Il gioco delle tre carte (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-05-28 - pag: 11 autore: BILANCI REGIONALI Il gioco delle tre carte C' è tutta la difficoltà delle pubbliche amministrazioni regionali del Sud in questi numeri che siamo riusciti a raccogliere sui Bilanci delle Regioni arricchiti dalle nuove entrate. Abbiamo cercato di ritrovare da qualche parte un gruzzoletto che fosse il risultato di nuove competenze fiscali su alcune voci fondamentali o comunque del recupero della fascia di evasione o di elusione. Invece ancora una volta ci siamo trovati di fronte i grandi numeri del disastro: il gruzzoletto, laddove c'è stato, è andato a turare falle nel bilancio regionale siano essere provocate dalla sanità o dalla spesa corrente per una burocrazia famelica e onnivora che si fa pagare cara persino l'inefficienza. Chi di noi contribuenti dunque si aspettava dagli amministratori regionali il comportamento del buon padre di famiglia che in vista di tempi duri prova a mettere da parte qualche soldino è andato deluso. Facciamo l'esempio della Sicilia che ha avuto nel 2007 incrementi di cassa stimati per 320 milioni ma ha scritto nel bilancio 2008 un mutuo bancario per 500 milioni e paga centinaia di milioni l'anno di interessi sui prestiti: l'isola ha registrato nel 2007 un calo delle entrate dell'Irap che, come tutti sanno, è l'imposta che riguarda soprattutto le attività produttive. Non vogliamo trarre conclusioni ma sembra a tutti chiaro che ci sono scelte che definire folli è un eufemismo: finanziamo l'oggi con il gioco delle tre carte e spostiamo a domani i problemi veri. Non solo in Sicilia, ovviamente. E allora ben venga il federalismo fiscale se può servire a far crescere il senso di responsabilità di chi ci amministra. ( N.Am.).

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Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP. Toscana data: 2008-05-28 - pag: 7 autore: Burocrazia. Pronto il Testo unico Iter più semplice per lo status di Pmi artigiana Andrea Gennai FIRENZE Soppressione delle commissioni provinciali ( Cpa) per l'artigianato e trasferimento delle funzioni di iscrizione delle imprese artigiane alla Camera di commercio competente. è questo uno dei punti salienti del Testo unico dell'artigianato, che la Giunta regionale ha predisposto dopo anni di lavoro e che ora approda in aula. Si semplificano quindi le procedure: presso la Camera di commercio è infatti tenuto un albo al quale l'artigiano si iscrive con una semplice dichiarazione. Il Testo unico è composto da 29 articoli, tra cui è previsto anche un regolamento attuativo. La Regione ha deciso di intervenire su questa materia, è scritto nella relazione accompagnatoria, elaborando un nuovo assetto "per superare una delle maggiori criticità del sistema artigiano, evidenziata dall'analisi Air (impatto normativo)". L'analisi ha preso in esame proprio le funzioni e l'effettiva attività svolta dalle Cpa, evidenziando la necessità di un intervento diretto alla riduzione dei tempi procedurali oggi particolarmente lunghi, con conseguente penalizzazione per le imprese. Il testo punta anche a ridisegnare il ruolo della Commissione regionale per l'artigianato (Crat) (art. 12). In particolare ne sono ridefinite la struttura e le funzioni. Per Ambrogio Brenna, assessore regionale alle Attività produttive, "con questo testo giunge al termine un lavoro lungo e intenso da parte della Regione. L'obiettivo è la semplificazione e auspichiamo una rapida approvazione da parte dell'aula". Ad avviso di Marco Baldi, presidente di Cna Toscana, "la proposta di legge della Giunta è soddisfacente perché agisce per una semplificazione e riduzione delle procedure; aumenta, anche se in misura moderata, i limiti dimensionali dell'impresa artigiana; contiene misure a favore dell'artigianato artistico e tradizionale e prevede una logica integrazione di Artex, in centro creato dalle associaizoni proprio per la tutela e l'innovazione di questo settore". Ma cosa si intende per artigianato? è un'attività, dice il Testo unico, in cui "lo scopo prevalente è lo svolgimento di attività di produzione e di trasformazione dei beni, anche semilavorati, e attività di prestazione di servizi; l'impresa è organizzata ed opera con il lavoro personale e professionale dell'imprenditore artigiano ed, eventualmente, con quello dei suoi familiari", secondo quanto previsto dal Codice civile. Il limite massimo dei dipendenti è fissato in 22, per le aziende che non lavorano in serie. La soglia scende a 12 per quelle che lavorano in serie. www.ilsole24ore.com/ economia La proposta di Testo unico.

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L'industria pesarese chiede più attenzione alla Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP. Marche data: 2008-05-28 - pag: 5 autore: Oggi l'assemblea privata dei 700 soci - Ospite anche Spacca L'industria pesarese chiede più attenzione alla Regione PESARO "Le istituzioni regionali finora hanno fatto poco per intensificare il dialogo con la nostra realtà provinciale, che non è certo la peggiore delle Marche ed è l'unica da cui si levano forti spinte autonomistiche. Da questa lontananza nasce il sentimento degli imprenditori che fanno fatica a vivere con partecipazione le attività regionali. Ho voluto avere ospite alla nostra Assemblea privata il presidente Spacca per dare un contributo fattivo a riallacciare un dialogo; penso che pur nel rispetto del ruolo di Confindustria Marche la nostra provincia deve farsi sentire di più in Regione". Con queste parole Andrea Ugolini, presidente di Confindustria Pesaro e Urbino spiega il perché del progetto "Più Regione in provincia" che sarà presentato oggi pomeriggio in occasione dell'assemblea privata dei 700 soci, cui parteciperà il Governatore delle Marche. Un'assise che si svolge il giorno prima dell'inaugurazione del nuovo salone del mobile riminese, Spazio 2008, in aperta concorrenza con il Samp locale a conferma della crescente marginalità della provincia pesarese anche nel settore simbolo della sua economia. Il comparto del legno-mobile ha chiuso peraltro il primo trimestre dell'anno - stando ai dati del centro Studi di Confindustria Pesaro Urbino – con un netto decremento rispetto allo stesso periodo dell'anno prima, in particolare per il segmento cucine: -3,5% la produzione (-4,8% le cucine) a fronte di un -0,3% a livello regionale, con i due terzi del campione che evidenzia significativi cali dei livelli di attività; e una situazione commerciale ancora più critica, -5,8% su cui pesa il -6,5% di vendite interne (-3,2% oltreconfine). "La nostra provincia non ha ancora scoperto l'antidoto per preservarci dalle difficoltà che coinvolgono il Paese e soffre per la continua crisi del mercato interno. Ma nella maggior parte dei casi le nostre imprese hanno saputo reagire. Confidiamo molto che le misure adottate dal Governo, in particolare la defiscalizzazione del lavoro straordinario e l'eliminazione dell'Ici, diano un contributo alla ripresa dei consumi interni ", commenta il numero uno di Palazzo Ciacchi di fronte al -1,6% registrato nei primi tre mesi del 2008 dall'industria manifatturiera pesarese in termini produttivi, al -6% di vendite interne e al -4% di export. Con la meccanica che regge sul versante produttivo (+3,3%) ma cede su quello commerciale e il tessile-abbigliamento in flessione. Restano orientate in positivo le performance occupazionali, con un +2,3% di occupati nel primo trimestre (stando all'indagine campionaria), in un territorio che ha chiuso il 2007, secondo dati Istat, con il più basso tasso di disoccupazione regionale ( 3,3% contro una media marchigiana del 4,2%). Ma si muovono in senso contrario gli indicatori della Cig ordinaria, con un monte ore più che triplicato tra gennaio e marzo 2008 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Eppure gli industriali pesaresi restano ottimisti, soprattutto per ciò che riguarda le prospettive oltreconfine. "Mi auguro che il clima positivo che si sta vivendo nel Paese aiuti la politica a restituirci uno Stato più leggero, con meno livelli istituzionali e con meno burocrazia ", conclude Ugolini. I. Ve. IL MOBILE SOTTO SCACCO Si apre domani a Rimini l'esposizione Spazio concorrente del Samp Tra gennaio e marzo cucine in caduta (-4,8%) Al vertice. Andrea Ugolini, presidente Confindustria Pesaro IMAGOECONOMICA.

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Il mondo dei piccoli dietro le sbarre (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del LA VIDEO-INCHIESTAIn Italia sono 60 i bambini sotto i 3 anni che vivono in carcere con le mamme Il mondo dei piccoli dietro le sbarre Federica Fantozzi Un portone nero si apre, una ragazza in cappottino spinato lo varca. Dietro trova murales di fiori, Cenerentole e Dumbo. È un mondo a parte, quello dei bambini che vivono in prigione con le mamme detenute. Piccolissimi: a 3 anni vengono "scarcerati". Sono 60 in Italia, 20 nella sezione femminile di Rebibbia a Roma. Di questi si è occupata la ragazza col cappottino: Luisa Betti, giornalista, autrice della video-inchiesta "Il carcere sotto i 3 anni". Immagini di bambini vivaci, timidi, prepotenti come Sabrina che non vuole far sedere l'amichetta, sfrontati: come ti chiami? "Al Capone a due anni". Testimonianze di mamme, giovanissime, autrici di piccoli reati ma anche espressione di disagio sociale: "Cosa do da mangiare a lui - una ragazza indica il neonato in braccio - Non ho lavoro. Vado a rubare. Per forza". In maggioranza rom e immigrate: a 30 anni hanno 7-8 figli, e il padre, da solo, non è in grado di gestirli. Eugenia Fiorillo è un'educatrice del nido creato a Rebibbia: "Finché il bimbo è qui la relazione con la madre è salvaguardata. Ma i fratellini più grandi sono fuori, c'è una separazione". Lacerante e sempre viva nei cuori materni. È la domanda centrale: meglio che un piccolino stia con la madre in un ambiente ostile o viva in libertà senza la sua mamma nei primi anni di vita? Giovanni Bollea, neuropsichiatra infantile, intervenuto alla presentazione del documentario, non ha dubbi: "Ho grande rispetto per la giustizia, ma il bambino è sacro. Genitori, giudici, padreterno: tutti devono fare i conti con lui". Bollea parla di "diritto primitivo", vorrebbe le mamme ai domiciliari o almeno i bimbi fuori fino a sera: "I loro occhi non esprimevano felicità né speranza, solo sofferenza anche se la mamma li prendeva in braccio". Emilio Di Somma, vicecapo del Dap, fa i conti con l'amara realtà: "Per lo Stato, la giustizia, la sicurezza, la burocrazia, un bambino non è protagonista ma un accidente. È un dramma affrontato periodicamente con aggiustamenti e palliativi". Gabriella Pedote, vicedirettrice di Rebibbia, è una giovane donna dall'aria gentile e appassionata, con due figli piccoli: "Conosco le storture del sistema ma sono orgogliosa del nostro asilo. Cerchiamo di non ferire troppo nè mamme né bimbi. Non è giusto che crescano in carcere, ma ne approfittiamo per far crescere le detenute come madri". Tra le voci dell'inchiesta c'è Lucia Zainaghi, direttrice di Rebibbia, che spera in più flessibilità dei magistrati: "Ora la misura del lavoro esterno è prevista anche per accudire i figli". Eppure, i margini di incertezza sono tanti. La detenzione domiciliare è discrezionale. La casa famiglia è un sogno. Occorre coniugare diritti dei minori e sicurezza: "Si può essere madre e fior di delinquente" sintetizza Di Somma. Una brutta pagina è quando una mamma, preoccupata perchè il figlioletto ha la febbre alta, non viene creduta e dà in escandescenze. "E' stata trattata da squilibrata, per fortuna l'ospedale ha rifiutato il ricovero coatto. Ogni madre sa capire se qualcosa non va, è l'istinto". La storia di Barbara è triste e assurda: in carcere da 6 mesi per un reato commesso 10 anni fa, da tossicodipendente. Intanto si è rifatta una vita, ha due figlie: Aurora, di 4 anni, a casa col padre; Gaia, 2, con lei. "È cambiata, confusa, mi chiede dov'è la sorella". Barbara ottiene i domiciliari, ma al primo giorno di asilo tarda mezz'ora e glieli revocano: "Sono venuti a prendermi e hanno sbattuto la porta in faccia ad Aurora. Io l'ho riaperta, ho salutato mia figlia. Poi, andando via, ho sentito il pianto".

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Ripartire dal basso, più vicini al lavoro, meno burocrazia La Cgil si riposiziona: uscire dai palazzi romani per raggiungere tutte le periferie (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Ripartire dal basso, più vicini al lavoro, meno burocrazia La Cgil si riposiziona: uscire dai palazzi romani per raggiungere tutte le periferie di Luigina Venturelli FUTURO Cambia il mondo del lavoro, cambia anche la Cgil. Cerca la propria fisionomia del futuro e la trova, quasi paradossalmente, in un ritorno alle origini d'inizio Novecento, alla presenza in ogni fabbrica e in ogni campagna, dove un sindacato allora emergente doveva conquistarsi la fiducia di ogni singolo operaio e contadino. Ieri come oggi - alle prese con le "inedite emergenze" poste dalla globalizzazione, che ha rivoluzionato i modi della produzione e, con essi, le esigenze di tutela dei lavoratori - il sindacato si gioca la sfida di modernizzazione sul territorio, per rappresentare, contrattare, negoziare. È questa la rotta indicata ieri dalla segretaria confederale Carla Cantone, davanti alla platea dei mille delegati presenti conferenza d'organizzazione: "La Cgil si riposiziona sul territorio per raggiungere ogni posto di lavoro, spostando la nostra presenza dai palazzi romani alle estreme periferie". Il tema, in questi tempi politici di smania federalista, è tra i più gettonati nel dibattito politico. Ma in Corso d'Italia se ne parla da tempo, la volontà di rafforzare l'impegno sindacale in ambito decentrato è stata espressa "un anno prima dei risultati elettorali" e declinata, fin dalle prime battute, nella necessità di "utilizzare al meglio tutto il gruppo dirigente, promuovere una nuova leva di rsu e di quadri dirigenti, rendere attivi e protagonisti i comitati degli iscritti". Ovvero: accelerare sul rinnovamento, sul ringiovanimento e sulla maggior presenza femminile a tutti i livelli dell'organizzazione sindacale. Con questo obiettivo sarà presto convocato il Forum nazionale delle donne della confederazione, per superare "la discussione attorno agli attacchi dei diritti e delle conquiste della donne, a partire dalla 194" e "l'incredibile violenza che si abbatte su di loro, sulle pari opportunità e sulle politiche di genere". La Cgil del futuro sarà più radicata, più giovane, più rosa. Ma inevitabilmente dovrà essere anche più unita, per esaltare la propria "natura di sindacato generale" ed evitare "contraddizioni e competizioni tra sistema verticale e orizzontale dell'organizzazione". Per questo la Cantone si è augurata la pronta realizzazione di "un piano di verifica delle deleghe affinchè attraverso il loro rinnovo si possa stabilire un rapporto con i nostri iscritti". L'obiettivo ambizioso è quello di arrivare entro i prossimi tre anni a sei milioni di iscritti, conquistando centomila adesioni all'anno. Ma una precisazione è d'obbligo: la tutela dei diritti sindacali non è un mercato saturo, il proselitismo va fatto "verso chi non è convinto o non ritiene utile iscriversi a un sindacato", non attraverso "il pendolarismo degli iscritti fra Cgil, Cisl e Uil". Solo così si mettono al centro le ragioni del lavoro.

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La maturità con il prof a luci rosse (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Indagato per atti osceni, presiederà commissione d'esame a Genova. Colpa del computer genova. È accusato da un'alunna di essersi masturbato in classe nella pausa pranzo. Per questo è sotto ispezione da parte della Direzione regionale dell'Istruzione. E naturalmente la Procura indaga su di lui per atti osceni. Carriera finita? Tutt'altro: il professore del liceo King di Genova finito sotto i riflettori per un episodio infamante, anche se tutto da provare, è stato nominato presidente di commissione degli esami di maturità in un altro istituto, l'alberghiero Marco Polo. In un attimo la notizia ha fatto il giro della scuola da settimane travolta da questa vicenda scabrosa e, probabilmente, circolano già sapidi "boatos" fra gli studenti del Marco Polo che dovranno dare l'esame con un presidente di commissione così chiacchierato. Proprio oggi dovrebbe scattare un'altra ispezione al King per verificare la seconda tranche di accuse riguardo ai comportamenti del prof di matematica e fisica, non più a luci rosse, ma comunque piuttosto vessatori nei confronti degli studenti. Riguardo alla nomina a presidente della commissione di maturità, il direttore regionale dell'Istruzione Attilio Massara, che a quanto pare non era ancora informato di questa assegnazione destinata a far discutere, ha fornito particolari in un certo senso inquietanti sulla formazione delle commissioni d'esame. Non c'è più, di fatto, l'intervento umano nelle scelte di presidenti e membri, ma tutti i nominativi dei prof delle diverse scuole confluiscono nel grande cervellone del ministero dell'Istruzione a Monte Porzio Catone. Sempre attraverso il computer vengono assegnati i docenti nella varie commissioni seguendo i criteri del punteggio e in base alle richieste. Che ne sa dunque la "macchina" di tutto il baillamme che è successo al King sconvolgendo insegnanti e ragazzi, classi e presidenza? Ignorandolo, ha predisposto il meccanismo. Che non si può interrompere. Dice Massara: "Non solo è diritto del docente ma è suo dovere partecipare alla commissione, a meno che non rinunci con un certificato". Anche la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. DONATA BONOMETTI Servizio >> 23 30/05/2008.

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Nasce da mamma in coma ma nessuno la riconosce (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Trentino) (Corriere delle Alpi) (Gazzetta di Mantova, La) (Gazzetta di Modena,La) (Citta' di Salerno, La) (Gazzetta di Reggio)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO Ora i nonni si battono per sottrarla all'adozione MILENA VERCELLINO TORINO. Per la legge italiana è una neonata senza nome, nata il 22 maggio per parto indotto da una giovane donna in coma farmacologico, investita due giorni prima da un'auto pirata a Casale Monferrato. Per i nonni, una nipote da sottrarre all'adozione, passando per le aule del Tribunale dei minori. E' la vicenda di una bimba di appena una settimana. Una bimba che ora è ricoverata nella nursery dell'ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria, ora al centro di una contesa declinata sui toni dell'assurdo. Tutto è iniziato la sera del 20 maggio, quando la futura madre, una trentacinquenne di Casale Monferrato al settimo mese di gravidanza, è stata travolta da una vettura in una tranquilla stradina della città piemontese. Da quella sera la donna è in coma, ma il calvario si è trasformato in groviglio legale due giorni dopo, quando i medici dell'ospedale di Alessandria hanno deciso di praticarle un cesareo per far nascere la bimba: "Ricoverata la donna in ospedale, i medici si sono resi conto che le cure portate alla madre avrebbero potuto arrecare danni alla nascitura, ed hanno optato per un parto indotto", spiega il legale dei nonni della piccola. Ma ad ingarbugliare la matassa è stato lo stato civile della donna: la giovane non è sposata, e il presunto padre della bambina "non ha fatto alcun passo per riconoscere la piccola", spiega Casalone. "Ma al di fuori del matrimonio, per la legge non c'è riconoscimento automatico, nemmeno da parte della madre". Che, però, nel suo stato attuale, non può avanzare una richiesta formale per rivendicare la maternità della neonata. Da qui, la vicenda si è avvitata su tornanti sempre più intricati: il colpo di scena successivo è stato il "niet" opposto dall'Ufficio Anagrafe di Casale Monferrato ai genitori della donna, che si erano fatti avanti per prendersi cura della bimba. E che si sono invece sentiti rispondere che, in assenza di un riconoscimento formale, la piccola non è per la legge italiana loro nipote. Ma il macigno più pesante piombato sui due anziani è quello successivo: per le norme sull'adozione, nel caso in cui il figlio non sia riconosciuto né dalla madre né dal padre, il tribunale deve dichiarare lo stato di adottabilità. Da qui, la decisione di imboccare le vie legali: "Abbiamo presentato istanza al Tribunale dei minori di Torino perché la bambina venga temporaneamente affidata ai nonni in attesa che la madre stia meglio e possa riconoscere la bambina", spiega Casalone, che parla si una situazione "assurda e anacronistica". Per i genitori della donna, spiega il legale, "è una corsa contro il tempo: se non dovesse essere accordato l'affidamento, quando la bimba starà bene e sarà dimessa dovrà passare ad una struttura pubblica per entrare nello stato di adottabilità". In questo drammatico groviglio di burocrazia e vuoti normativi, ieri pomeriggio è arrivata una schiarita che potrebbe portare la tortuosa vicenda della bimba senza nome sulla via di una risoluzione: "Il Tribunale dei minori ha fissato per il 4 giugno un'udienza di comparizione. Lo leggo come un buon segnale, speriamo di ottenere l'affidamento", spiega Casalone.

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<Fare dell'industria il motore del Veneto> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONVEGNO. Al Salone d'Impresa rivendicata la priorità del manifatturiero per l'economia "Fare dell'industria il motore del Veneto" Luigino Rossi: "Facciamo al meglio ciò che sappiamo fare, le altre diamole agli esperti come la logistica"   Portare l'industria al centro del sistema economico italiano per invertire la spirale negativa che pregiudica le sorti dell'Italia. Portare perché, in realtà, finora il manifatturiero è stato sistematicamente trascurato da un sistema passato da un'impostazione agricolo-commerciale a una centrata sui servizi pubblici (burocrazia imperante) e privati. Fa eccezione il Veneto che, proprio grazie alla forte spinta data ad un'industria in pratica inesistente fino agli anni 50, è passato da regione di emigrazione, con un reddito procapite simile a quello calabrese, a regione di forti flussi di immigrazione e a un reddito che pone i veneti in prima fila. Linea di condotta - da generalizzare - è stata sottolineata anche al "Cernobbio del Veneto", al Salone d'impresa, in un seminario dedicato a "Sviluppo economico e competitività delle imprese". A condurre il ragionamento verso la direzione di una "scoperta" dell'industria centrale nell'economia è stato l'industriale di lungo corso Luigino Rossi, padrone di casa a Villa Foscarini Rossi, sede anche del Museo delle calzature del Brenta. Rossi - con alle spalle la lunga esperienza di produttore di scarpe di altissima fascia, attività avviata nel 1962 producendo con licenza Dior - è partito dal concetto che non tutto è moda (al massimo è tendenza) e che vera moda è, piuttosto, ciò che è bello, caro, pulito e ricercato. Il segreto del Veneto industriale, quindi, è sulla traccia del vissuto: dove ci sono eccellenze spiccano anche le esperienze imprenditoriali del Veneto. Anche quando si produce su licenza. Perché si mettono assieme, nel tempo, esperienze diverse, si ricevono proposte di cambiamento e di stimolo. Purché si miri sempre al massimo livello.Tanto che Rossi ha un mercato mondiale ed in Italia vende solo il 5% di una produzione che, proprio per come è concepita, non si può delocalizzare. La ricetta, quindi, per il Paese, è quella di specializzare ("fare al meglio quello che sappiamo fare" mentre la logistica, ad esempio, va affidata agli esperti), di alzare sempre più il livello delle produzioni con l'industria al centro il Paese, quindi, può ritrovare vigoria, a patto che ci sia il supporto del sistema finanziario e di quello politico. "Risollevare l'economia attraverso l'industria", quindi , a patto che il sistema delle banche ("che ha finanziato solo le grandi imprese... con risultati disastrosi") tratti bene lo zoccolo vero del sistema, costituito dall'impianto produttivo della piccola e media impresa, finora costretto a pagare il massimo di interessi ed a dare garanzie assolute. Ed a patto che si attui una politica industriale-mai finora realizzata a sinistra come a destra. E poi che la politica sindacale guardi alla piccola e media impresa con uno sguardo lanciato nel tempo. Ad esempio, il tessile- abbigliamento (che oggi impone qualità e immagine, velocità, piccole partite e costi contenuti) si sta perdendo perché ha la stagionalità e la flessibilità diventa indispensabile. F.R.  .

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Nuove imprese, 53 via libera (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Nuoro Pagina 5021 Assessori soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia Nuove imprese, 53 via libera Assessori soddisfatti per la nuova legge regionale anti-burocrazia --> Sono già 53 le imprese già in attività grazie alle novità introdotte dalla recente legge regionale che snellisce le procedure burocratiche necessarie a far nascere nuove aziende. "In queste poche settimane dalla sua entrata in vigore - commentano gli assessori agli Affari generali Piero Marteddu e al Commercio Antonello Mercurio - abbiamo verificato quanto la nuova legge, possa essere efficace per dare risposte rapide ai cittadini". Il Comune di Nuoro, tramite lo sportello unico (Suap) attivo già dal 2004, ha subito potuto dare il via libera ai nuovi imprenditori contando sull'autocertificazione che consente di sostituire tutte le autorizzazioni e i certificati. "Non ci siamo fatti trovare impreparati dalla novità - commenta Marteddu - dando da subito risposte soddisfacenti. Ora però faremo un deciso passo in avanti nel campo della formazione, con un corso sulla Legge 3 del 2008 che ci permetterà di rendere ancora più efficiente il sistema". La prima lezione si è tenuta il 23 maggio e la seconda è prevista per il 9 giugno e coinvolgerà, oltre il personale comunale, i rappresentanti vigili del fuoco, la Asl, Camera di commercio, gli uffici ministeriali, regionali e provinciali maggiormente coinvolti nelle procedure Suap, organizzazioni di categoria e gli ordini professionali. "Presentando l'autocertificazione allo Sportello unico - aggiunge Antonello Mercurio sottolineando la novità della legge - con le dichiarazioni di conformità rilasciate dai tecnici, è possibile ottenere in meno di due settimane la concessione edilizia per gli immobili funzionali all'esercizio produttivo. Per i locali già esistenti è sufficiente una dichiarazione del proprietario accompagnata dagli attestati tecnici di conformità. La dichiarazione di agibilità sarà immediatamente efficace e abiliterà all'utilizzo dell'immobile dalla data della presentazione al Suap. Il Comune naturalmente si preoccuperà successivamente di effettuare i controlli di veridicità delle autocertificazioni. Ma nel frattempo l'attività potrà partire, con un risparmio di tempi e quindi di costi". Nei casi più complessi che coinvolgono diverse competenze, verrà convocata una conferenza di servizi, da convocare entro sette giorni dalla presentazione della domanda e che dovrà tenersi entro 15. Per i moduli necessari necessaria e ogni ulteriore informazione, gli aspiranti imprenditori devono rivolgersi in Municipio agli uffici Suap.

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Ponte d'ingresso: il progetto bloccato da 20 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Oristano Pagina 4023 Allai. Monta la protesta Ponte d'ingresso: il progetto bloccato da 20 anni Allai.. Monta la protesta --> Il completamento della strada tra la Carlo Felice e Allai, con la realizzazione del ponte d'ingresso al paese, dovrà attendere ancora un po' di tempo per poter avere un progetto. Problemi burocratici e carenze di personale stanno rallentando le procedure, iniziate più di vent'anni fa, anche se all'interno dell'Amministrazione provinciale si respira un certo ottimismo per risolvere tutto in tempi brevi. Insomma, per entrare ad Allai bisognerà ancora stare attenti a non incrociare auto o peggio ancora camion, visto che il ponte è talmente stretto che a malapena ci passa una vettura. "La Provincia si è fatta carico degli oneri per la progettazione dell'opera - spiega Franco Serra, assessore ai Lavori pubblici - Attualmente i nostri uffici non sono in grado di elaborare il progetto, in quanto impegnati con altri lavori. Di conseguenza dovremo affidare l'incarico ad un esterno ma sarà necessario un po' di tempo. Nel caso riuscissimo ad assegnare questo incarico entro un mese, ritengo che per fine anno avremo il progetto definitivo. L'unico problema è rappresentato dal fatto che, a causa di una carenza di personale, non siamo sicuri di riuscire ad espletare in tempo utile tutti gli adempimenti per affidare la progettazione". L'unico ostacolo, quindi, è rappresentato dalla burocrazia e dai tempi tecnici necessari per affidare l'incarico, mentre per quanto riguarda il finanziamento sembrano non esserci grossi problemi. "Per portare a compimento l'opera abbiamo stimato una spesa di circa 6 milioni di euro, che comprende un tratto di strada di 5 chilometri, a cui va aggiunto la realizzazione del ponte d'ingresso ad Allai", conclude Serra. In particolare, i lavori consisterebbero nel miglioramento dell'attuale strada che da "Utturu 'e broccas" (che si trova alle pendici del Grighine) e della realizzazione del ponte d'accesso al paese che oggi non è in grado di sostenere un traffico pesante. "Sappiamo che la Provincia ha messo a disposizione 150 mila euro per l'elaborazione del progetto - conferma il sindaco Enzo Saba - ma sino ad ora non abbiamo avuto altre notizie, nonostante diversi solleciti". PATRICK DEMURU.

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L'Ambiente e l'Energia sui giornali di oggi (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB - L'Ambiente e l'Energia sui giornali di oggi Roma, 30 maggio (Velino) - LA REPUBBLICA – “Scaroni chiude l'affare Distrigaz e paga 2,7 miliardi per il 57 per cento”. Eni mette le mani sulla società Distrigaz, protagonista storico del gas belga e leader europeo del settore. L'operazione da 2,7 miliardi di euro è stata suggellata ieri a Bruxelles da Paolo Scaroni, amministratore delegato del Cane a sei zampe, e Gerard Mestrallet, numero uno del gruppo francese Suez, azionista di maggioranza dell'azienda. Al momento della firma, Scaroni ha assicurato che l'affare è stato chiuso a “un prezzo molto ragionevole”. Grazie a Distrigaz, Eni ottiene una presenza più forte nel Nord Europa e un accesso strategico ai progetti di immagazzinamento del gas, business sempre più fiorente. Tasselli che portano Eni a essere il primo operatore europeo nella distribuzione del gas. IL SOLE 24 ORE – “A2A chiude l'acquisto di Cofathec Coriance”. A2A ha acquistato da Cofathec, filiale di Gaz de France, il 100 per cento di Coriance, attiva in Francia nel teleriscaldamento e nella produzione di energia elettrica da centrali di cogenerazione. Il prezzo per l'acquisizione è di 44,6 milioni di euro. IL SOLE 24 ORE – “In caduta le borse del petrolio”. Quotazioni in caduta, ieri, sui mercati petroliferi. Tre giorni con il dollaro in recupero hanno esercitato un effetto ribassista generalizzato su tutte le commodities, con le eccezioni di cacao e riso. Il particolare la risposta del greggio sembra dare ragione al presidente dell'Opec Chakib Khelil secondo cui “un recupero del 10 per cento del dollaro potrebbe far calare i prezzi del petrolio del 40 per cento”. Al Nymex il Wti per consegna luglio ha perso il 3,4 per cento, atterrando a 126,62 dollari al barile, mentre il Brent all'Ice ha ceduto quattro dollari, chiudendo poco sotto quota 127, otto dollari abbondanti in meno del record segnato il giovedì precedente. LIBERO MERCATO – “Nucleare, bastano tre miliardi e 50 mesi per una centrale”. Tre miliardi di euro, più eventuali costi legati a ritardi e burocrazia, per avere una centrale nucleare da 1.600 megawatt, contro i circa 80 miliardi che, al 2020, l'Italia si ritroverà ad aver speso per rientrare nei parametri europei sulle emissioni, solo con le rinnovabili. è questo il dato che si ottiene, “spulciando” gli studi dell'Enea e altri istituti come lo Iefe Bocconi, dal quale bisogna ripartire per rilanciare una seria politica energetica, che comprenda il nucleare. Anche perché senza l'atomo, come spiegano i tecnici, tra i quali l'amministratore delegato dell'Edison Umberto Quadrino, rientrare nel target del position paper 20-20-20, è impossibile. (segue) IL MESSAGGERO – “Enel in prima fila per il nucleare in Albania”. Il gruppo energetico, che ha già un accordo per lo sviluppo dell'energia termoelettrica con Tirana, è in attesa di un accordo tra i governo italiano e quello albanese, dopo l'apertura manifestata dal premier Sali Berisha nel corso di un intervista al Corriere della Sera. Al momento, quindi, non si può parlare di un'investitura ufficiale, ma i contatti ci sono. Enel, una volta raggiunta l'intesa tra i due governi, si occuperà di effettuare gli studi necessari per la costruzione di centrali nucleari in Albania, oltre a curarne la realizzazione e la gestione. IL SOLE 24 ORE – “Rifiuti, Bertolaso: azioni al confine legale”. “Il provvedimento della magistratura crea, oltre che una grande sofferenza personale, dei problemi nei confronti delle autorità locali”. Si è espresso così Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'emergenza rifiuti in Campania in occasione della sua audizione in commissione Ambiente alla Camera, che ieri ha iniziato a esaminare il decreto legge n.90/2008, varato la settimana scorsa dell'esecutivo Berlusconi a Napoli. “La situazione a Chiaiano – ha spiegato Bertolaso – era stata ben gestita, tanto da creare un clima di fiducia per poter andare avanti senza scontri”, precisando che a proposito delle intercettazioni che lo riguardano “se vi sono state affermazioni o parole forti su quello che stava accadendo, ciò deriva semplicemente dall'esasperazione di chi aveva accettato di risolvere il problema della spazzatura”. IL SOLE 24 ORE – “Il governo pronto a modificare il Dl contestato”. Il governo non esclude cambiamenti al decreto legge contestato dai magistrati napoletani con una dura lettera al Csm. Segnali di apertura per un eventuale miglioramento del testo nel suo passaggio in Parlamento potrebbero venire proprio dal premier Silvio Berlusconi, oggi a Napoli. Da più parti, all'interno della maggioranza, è stato notato che un solo articolo del decreto legge (quello che ha attribuito al Procuratore di Napoli la competenza su tutte le inchieste in materia ambientale in Campania) rischia di far incorrere in una boccatura di incostituzionalità l'intero provvedimento, il cui impianto viene invece ritenuto solido. Ecco perché – secondo quanto si è appreso in ambienti governativi – è probabile che Berlusconi aprirà a una modifica di quell'articolo 3, che a detta delle stesse fonti sarebbe stato introdotto per volontà del sottosegretario Guido Bertolaso. (red/fed) 30 maggio 2008 12:17.

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Il federalismo non divide (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Ven, 30 Mag 2008 Edizione 108 del 30-05-2008 Dobbiamo imitare la Svizzera dove si può scegliere tra 3mila Comuni Il federalismo non divide di Attilio Fontana Oggi ci ritroviamo a confrontarci su quali siano le basi per un moderno sviluppo del Paese. Un tessuto sociale e produttivo sempre più frammentato che chiede risposte rapide e concrete alla politica e dunque allo Stato. Nell'attuale fase storica che stiamo vivendo i nostri territori, le nostre aziende, sono chiamate a confrontarsi a loro volta in quell'economia globale che alla lunga tende sempre più a porsi ormai come competizione tra sistemi regionali, dove le decisioni di investimento delle imprese dipendono da requisiti ben delineati. Non è un caso che i soggetti che operanti sul mercato cerchino zone caratterizzate da condizioni che ne favoriscano lo sviluppo: poca burocratica, flessibilità, equità fiscale, servizi. Come ha rilevato Alexander Kockerbeck, responsabile di Moody's per l'Italia, "il federalismo fiscale va benissimo, se sarà realizzato, anche grazie alla pressione della Lega Nord". "Il federalismo fiscale è positivo, perché la responsabilizzazione finanziaria, a livello regionale e locale, è un metodo per controllare i conti pubblici" (intervista Sole 24 Ore del 16/04/2008). Da questo punto di vista la vicina Svizzera ha molto da insegnarci. Un paese in movimento che ha sempre creduto nel federalismo fiscale e legislativo come valore distintivo ed imprescindibile. Ne hanno fatto un punto di forza e di crescita. Semplicemente perché, da quelle parti, il federalismo permette la concorrenza fiscale tra i Cantoni; offre la possibilità di scegliere, aumenta la partecipazione popolare nelle decisioni quotidiane che non si limitano strettamente all'economia. Oggi i cittadini possono dare un'occhiata a circa tremila Comuni svizzeri e scegliere di conseguenza il loro domicilio. Per esempio, in Ticino, una famiglia con i figli a carico paga complessivamente ? in media ? di imposta comunale, cantonale e fiscale, per un imponibile di 80mila franchi (51mila euro), il 2,50% (la percentuale può variare perché c'è concorrenza fiscale anche tra i comuni). L'imposta fiscale sul reddito delle persone fisiche non può, in base alla costituzione federale, superare l'aliquota massima dell'11,5% e quella sul reddito netto delle persone giuridiche l'8,5%. L'imposizione e l'esazione delle imposte federali spetta ai cantoni, che trattengono la quota loro spettante e versano il resto alla confederazione (art.128 Costituzione federale svizzera). L'introduzione di nuove imposte federale o la loro modificazione sostanziale è sottoposta a referendum popolare obbligatorio, come ogni modificazione della costituzione (art.140 Cost.fed.svizzera). Per gli svizzeri la parola centralismo significa, tasse più alte, stagnazione, indebitamento. Mentre la concorrenza obbliga costringe tutti i partecipanti a diventare migliori, più efficienti. La concorrenza fiscale e legislativa obbliga la politica a lavorare meglio. E per gli svizzeri è proprio il federalismo fiscale che ha permesso la concorrenza, che a sua volta ha spinto ad adoperarsi per i cittadini. Oggi, anche a casa nostra, il vento sta cambiando. La pressione fiscale eccessiva, la burocrazia snervante, gli sprechi pubblici frenano la crescita economica e culturale del nostro Paese. Ecco perché non posso non essere convinto che da un corretto e moderno sviluppo dell'iter di riforma federale dipenda la stessa competitività del nostro sistema-Paese. I livelli regionali e locali di governo sono oggi gli unici capaci di favorire e offrire servizi reali alle imprese: dalla formazione professionale, manageriale e imprenditoriale, alla infrastrutturazione del territorio, ai sistemi integrati di trasporto. Ma perché questo processo si realizzi appieno è necessario giocare la partita del federalismo fiscale. Ecco perché non si può più tentennare o ancor peggio rinviare questo mutamento. Allora si inizi a considerare seriamente la nuova autonomia finanziaria regionale e locale (prevista già nella nostra costituzione) con la riforma del Titolo V come la prima fase di una grande rivoluzione benefica per il Paese. Un percorso che chiama il Paese, e dunque lo Stato centrale, ad attivare un sistema di trasferimenti perequativi limpidi, che esaltino l'autonomia finanziaria di Regioni ed Enti locali, mediante la certezza di disponibilità finanziarie adeguate alle reali necessità. E' importante precisare che quando si parla di federalismo fiscale non significa dividere il Paese in due come qualcuno continua oggi a rimarcare. Bensì si punta a responsabilizzare chi è chiamato ad amministrare il territorio. E' altrettanto chiaro come l'attuazione del federalismo fiscale costituisca una questione complessa sebbene allo stesso tempo ineludibile. Sarebbe, pertanto, superficiale cercare di riassumere in poche battute tutte le relative problematiche legate ad un simile cambiamento legislativo e finanziario. Ma è anche vero che soluzioni operative ci sono. Sarebbero pronte già domani mattina. In Europa abbiamo modelli vincenti come quello spagnolo, quello dei Länder tedeschi o dei Cantoni svizzeri. Guardando a casa nostra merita certamente attenzione la proposta di Legge al Parlamento sul federalismo fiscale approvata dalla regione Lombardia e già inviata a Roma. Un progetto chiaro e deciso che prevede di trattenere l'80% dell'Iva, il 15% dell'Irpef statale e l'intero gettito delle accise sulla benzina, dell'imposta sui tabacchi e quella sui giochi. Un "pacchetto" di risorse aggiuntive per Regione Lombardia stimabile, per quanto riguarda solo Iva e Irpef, in quasi 15 miliardi di euro, circa 30 mila miliardi delle vecchie lire. E' una proposta, quella della Regione Lombardia, assai moderata, se si pensa che la Sardegna trattiene in base al proprio statuto speciale, i 7/10 dell'Irpef e dell'Irpeg riscossi sul territorio ed i 9/10 dell'Iva, oltre ad altre entrate erariali statali (art.8 Statuto Sardegna). Ogni cittadino lombardo paga 9434 euro di imposte allo Stato e ne riceve da questo 1750 (Fonte Sole 24 Ore del 16/4/2008). Il documento prevede inoltre che gli Enti locali possano tassare autonomamente i redditi fondiari e la revisione dell'impostazione del fondo di solidarietà nazionale. Ma non solo: si assegna alle Regioni il gettito dell'imposta che i residenti pagano in qualità di iscritti a fondi pensione complementare su base regionale. E ancora: stop ai patti di stabilità che limitano i Comuni virtuosi per cui invece sono previsti premi. Si può subito partire da qui, da questo progetto già inviato ai due rami del Parlamento, alla fine della scorsa legislatura. Il Governo attuale l'ha nel cassetto. Lo tiri fuori e lo porti al voto in Parlamento. Il futuro del Paese è dietro l'angolo. Adesso basta solo non sbagliare strada.

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GOVERNO: MARCEGAGLIA, LE RIFORME VANNO FATTE TUTTI INSIEME (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Trento, 30 mag - ''Oggi e' il momento di fare le riforme e di farle tutti insieme. Non ci sono piu' abili per non farle. Confindustria e' disponibile a fare la sua parte''. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al Festival dell'economia di Trento. La priorita', secondo Marcegaglia, e' innovare la scuola, l'universita' e la ricerca. ''La cosa piu' importante e' ''avere dalla scuola e dall'universita' capacita' di dare una grande preparazione e comprendere cosa succede''. L'Italia, in questo, ''e' molto indietro'', secondo Marcegaglia, anche se non mancano i casi di eccellenza. ''In questi anni e' prevalsa la logica dell'egualitarismo''. Altra priorita' e' il tema della spesa pubblica e dello Stato. ''C'e' bisogno di piu' Stato in alcune aree del Paese'', la', per esempio, dove e' necessario ''ridare certezza di diritto''. E anche perche' - ha sottolineato Marcegaglia - ''non ci puo' essere mercato senza legge''. C'e' dunque bisogno di uno Stato ''che punisca chi delinque''. Nello stesso tempo, tuttavia, c'e' bisogno di ''meno Stato'', ad esempio nella burocrazia e nei servizi pubblici. La terza priorita' sono le infrastrutture. fdm/cam/alf.

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ITALIA AI MARGINI DEL POTERE EUROPEO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia ai margini del potere europeo Congelate di fatto le nomine ai vertici di grandi gruppi pubblici per evitare risse nella maggioranza, prima o poi il governo Berlusconi dovrà affrontare la mappa del potere made in Italy nelle grandi organizzazioni internazionali. Le scadenze, per poltrone di peso, non ci sono solo a Roma. E ministri e partiti, invece di azzuffarsi per qualche incarico ai soliti noti, farebbero bene a fare due conti. Ai vertici della burocrazia europea, per esempio, dove si muovono grandi interessi economici e geopolitici, i numeri segnalano 16 direttori e consiglieri di prima fascia italiani, rispetto ai 38 inglesi, ai 28 tedeschi e ai 27 spagnoli. Il quadro peggiora in quasi tutti gli organismi internazionali, dall'Onu a scendere. Non sarebbe il caso di alzare la voce e di mettere in campo qualche candidatura giovane e autorevole? Forse possiamo provare, con realismo, a contare di più nel mondo.

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Lavori in biblioteca, tutto fermo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Progetto nel limbo da luglio, ad aprile è arrivato anche l'ok della Regione. Martedì sopralluogo di Reitani Il progetto esecutivo della prima tranche di ristrutturazione della Biblioteca Joppi è fermo nel limbo da quasi un anno, in attesa che l'amministrazione decida se approvarlo (dando corso alla gara d'appalto) o cestinarlo. C'era già il placet della Soprintendenza ai primi due lotti (da 2,948 milioni complessivi) e ora c'è anche il via libera della Regione. Il 4 aprile scorso, infatti, la Direzione centrale ambiente e lavori pubblici della Regione ha dato il via libera al primo intervento. Nella lettera, ricevuta da Palazzo il 10 aprile, durante gli ultimi giorni dell'era Cecotti, la Regione scrive al Comune: "Si comunica che la commissione tecnica nella riunione del 12 marzo 2008 ha effettuato la verifica sull'osservanza delle norme sismiche ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27/98. Il risultato della verifica tecnica relativo al progetto di adeguamento normativo della Joppi è stato positivo. Per cui è autorizzato l'inizio del lavori". Per volgarizzare le parole della burocrazia edilizia, la Regione dice che la Biblioteca, a ristrutturazione fatta, starà in piedi senza problemi e che, quindi, la parte strutturale non desta alcuna preoccupazione. Un parere, questo, che di norma viene chiesto a gara d'appalto fatta, prima di avviare le opere. Ma che gli uffici comunali hanno sollecitato in anticipo. Forse un modo per smuovere le acque?Nella scelta della passata giunta di "congelare" l'intervento, qualche ruolo può averlo giocato il polverone sollevato fra maggio e giugno 2007 da Italia Nostra, che criticò il progetto, sostenendo, fra le altre cose, che nella biblioteca risistemata non ci sarebbe stato posto per una marea di volumi. E un peso l'avrà avuto l'appunto della Soprintendenza, che, nel dare l'ok all'avvio dei lavori per Palazzo Andriotti, nuovo deposito libri e Palazzo Bartolini, ha rinviato, invece, ad un nuovo esame il terzo lotto, da 1,5 milioni, che comprende il blocco ex latrine, la sala conferenze e gli ascensori che portano al colle. Sia come sia, da allora, tutto si è fermato: il progetto che riguarda Palazzo Andriotti è rimasto al palo. La passata giunta non ha dato l'ok per far partire la gara: non si è proprio pronunciata.Eppure l'ex sindaco Cecotti, sulla base delle informazioni ricevute il 27 luglio scorso dal direttore della Biblioteca, ha comunicato che per la capienza dei libri non c'erano problemi e che l'ipotesi consegnata al progettista nel 2003 era corretta: visto che la biblioteca, una volta rimessa a nuovo, stando al progetto, potrebbe accogliere fino a 680mila volumi e visto che, secondo le stime della Joppi, nel 2023 di libri ce ne saranno 600mila, avanzerebbe addirittura spazio per 80mila documenti.Risale a quasi un anno fa (19 giugno 2007) la riapprovazione dell'esecutivo generale, già licenziato nell'ottobre 2006, riportato all'esame della giunta Cecotti per inserirci dentro (grazie a nuovi fondi a bilancio) anche la sistemazione delle ex latrine. E nove mesi fa, il 31 agosto, la Soprintendenza, che ha voluto esaminare anche l'esecutivo, ha dato l'ok ai primi due lotti. Il progetto del primo intervento era pronto già da luglio scorso, e da allora è rimasto in attesa di un "sì" (o di un "no") della giunta, che non è mai arrivato. L'esecutivo Cecotti all'epoca chiese molte verifiche, ma poi non decise. Cosa ne farà ora la giunta Honsell? Nel giorno della sua nomina, l'assessore Luigi Reitani aveva concordato con il sindaco sulla necessità di "rivedere il progetto".E oggi Reitani (con la collega Malisani, oggi all'Edilizia, che, da assessore alla Cultura, definì l'intervento "la realizzazione di un sogno") si trova questa gatta da pelare. "Ho saputo del parere favorevole della Regione - dice Reitani - ma devo ancora vedere tutta la documentazione del progetto, che ho chiesto di poter esaminare appena insediato. La Biblioteca è una delle mie priorità. Prima devo studiare le carte, poi, decideremo il da farsi collegialmente". Oggi, fa sapere lui stesso, Reitani incontrerà i tecnici, mentre martedì farà un sopralluogo alla Joppi, dove vedrà anche il direttore Vecchiet e il personale.Camilla De Mori.

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Genty: <Violentatori a lavorare sul Piave> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo "sceriffo" ha infiammato la platea l'altra sera a Volpago nella riunione del Carroccio sulla sicurezza Genty: "Violentatori a lavorare sul Piave" Gentilini "manda" i violentatori a lavorare sul Piave. Con le catene ai piedi. L'intervento del prosindaco di Treviso, che con il tono della voce ed il gesticolare eloquente ha riempito l'altra sera in tutti i sensi l'auditorium di Volpago, strappando applausi a non finire, è stato solo il punto d'arrivo di un crescendo di feeling fra palco e platea su un tema chiave, la sicurezza, particolarmente sentito dopo l'arresto nei giorni scorsi di un extra comunitario per violenza a una tredicenne. Da un lato c'erano i nomi noti del Carroccio Marzio Favero, Mario Piovesan, Federico Caner, Luca Baggio, Toni Da Re, Leonardo Muraro, dall'altro un uditorio di giovani (molti) e meno giovani tutti osannanti. Soprattutto quando Gentilini ha recitato il proprio "Vangelo" spedendo "chi violenta a lavorare sul Piave per secoli con le catene ai piedi" perché "non è possibile che le carceri, con l'80\% di extra comunitari, siano alberghi". Ma lo stesso prosindaco non ha risparmiato poi ripetute bacchettate agli avversari politici (a Luxuria saranno fischiate le orecchie), ma anche avvertimenti a distanza agli alleati, alla magistratura e alla gerarchia ecclesiastica che "sta cercando di infiltrarsi per rivestire il martello, che deve spaccare le teste, di pezza". Ha chiamato persino in causa il Padre Eterno, dicendo che non vuole "più vedere l'arcobaleno dopo un temporale" e di aver "rischiato la pelle" dicendo agli extra comunitari, ai Giardini di Sant'Andrea, che "non basta il permesso di soggiorno, servono lavoro e casa". Tutt'altro che pacato, del resto, pure Muraro che ha cominciato con un applauso a Bossi e Zaia e chiuso con un "Viva la Padania viva il Veneto". E poi "se essere razzista vuol dire difendere l'identità e il popolo veneto allora io sono razzista", con un riferimento al fatto che "abbiamo dovuto mandare le Forze dell'Ordine al Pronto soccorso perché gli immigrati se non passano per primi aggrediscono anche i medici". Ma Muraro non ha risparmiato critiche neppure alla "mala amministrazione di Napoli" e alla burocrazia di Roma. "Ho detto a Luca che deve rompere la burocrazia e che prima del Ponte di Messina va fatta la Pedemontana". Sulla stessa linea gli altri, con un riferimento del "Volpaghese" Marzio Favero ad un "paese blindato" dalla paura e critiche al sindaco forzista Toffoletto (la Lega, che ha raccolto 500 firme per l'ordinanza Bitonci, a Volpago è all'opposizione) per la gestione del problema sicurezza.Laura Bon.

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Monologo di condominio con la Fusco e giuria al lavoro per assegnare il premio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VITTORIO VENETO Monologo di condominio con la Fusco e giuria al lavoro per assegnare il premio Vittorio VenetoUn monologo di condominio va in scena in un castello.E' l'originale accoppiata con cui il Festival di Serravalle offre un'aperitivo della sua sesta edizione, al via da luglio: domani sabato alle 18.30 nel parco del Castrum, fortificazione romana, medievale e successiva che svetta su Serravalle, nord di Vittorio Veneto, andrà in scena "Millesimi condominiali". Cioè il testo con cui Fernando Acitelli ha vinto l'edizione 2007 del concorso per monologhi teatrali promosso dal Festival stesso, e ha quindi meritato l'onore di vedere il suo testo andare in scena a Serravalle.Onore doppio, visto l'interprete: sarà Ottavia Fusco, cantante e musicista che ha lavorato con Lina Wertmueller, Dacia Maraini e si appresta a debuttare nell'opera musicale "Titania la rossa" di Giorgio Albertazzi".Il cinquantenne poeta e autore teatrale Acitelli in "Millesimi condominiali" dà corpo (e Fusco dà voce) a una donna: un'amante delusa dal suo uomo che a lei sembra preferire noiose questioni di denaro e di burocrazia: appunto i millesimi condominiali, cioè la percentuale di proprietà di ogni condòmino, da cui discendono spese condominiali e diritto di voto nelle assemblee di condominio.Lo spettacolo è a ingresso gratuito; se piove si svolge nella Sala Verde del Castrum.Domani pomeriggio si riunirà anche la giuria, presieduta da Gian Antonio Cibotto, dell'edizione 2008 del premio per i monologhi. Verrà scelto il testo vincitore per quest'anno, che andrà in scena al Castrum il 18 luglio. Solo una volta stabilito se il testo richiede interprete maschile o femminile il Festival cercherà l'attore o attrice che lo reciterà.Per giovedì 13 giugno, invece, è fissata la presentazione del Festival di Serravalle edizione 2008, al via dal 5 luglio e incentrato su "I fantasmi della Grande Guerra", a novant'anni dalla sua conclusione.Tommaso Bisagno.

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CHI RESTA INDIETRO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chi resta indietro... La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto? E veniamo ai magistrati della Procura di Napoli. Per evitare che il primo sostituto di una qualsiasi procura campana blocchi con il sequestro le discariche scelte da Guido Bertolaso dopo aver seriamente compromesso il lavoro di Gianni De Gennaro, il governo ha deciso di centralizzare i provvedimenti alla Procura di Napoli e di affidarli a un giudice collegiale: tre teste sono meglio di una. Non c'è dubbio che da un punto di vista strettamente procedurale questa sia una forzatura. Ma le situazioni di emergenza richiedono provvedimenti di emergenza. Il governo non ha chiesto di essere sciolto dai vincoli di legge per le discariche. Ha deciso soltanto di unificare le procedure per avere un solo punto autorevole di controllo, evitando le guerriglie giudiziarie che purtroppo da molti mesi sconvolgono il panorama politico e amministrativo italiano. E a proposito di guerriglie, il gelo - a destra ma anche a sinistra - ha accolto i venticinque provvedimenti di arresto di dirigenti a vario titolo interessati al problema delle discariche campane. Delegittimando lo stesso prefetto di Napoli, che a quanto si dice avrebbe evitato l'arresto per miracolo. E colpendo al cuore la stessa struttura di Bertolaso. Tutte persone di collaudata correttezza. Dalle intercettazioni telefoniche non risultano mai sospetti di concussione o tentativi di corruzione. C'è soltanto il libero linguaggio di chi deve affrontare un'emergenza avendo contro quella parte del governo Prodi (Pecoraro Scanio, soprattutto) che costrinse Bertolaso alle dimissioni. Si è fatto ricorso al telefono a un linguaggio da caserma per motivare provvedimenti bruschi e perfino necessariamente disinvolti? Si può attraversare un cerchio di fuoco in abito da sera? Tutto come prima, dunque? Cgil e magistratura contro Berlusconi? No, stavolta il clima nazionale è molto diverso. I magistrati di Napoli si sentono isolati, sanno che la gente non li capisce più. Si sentirà un po' isolato anche Epifani? È un uomo intelligente e sa, come gli ha predetto il collega Bonanni, che stavolta rischia di farsi male. Bruno Vespa.

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Dana, neanche i cecchini fermano l'atleta più famosa dell'Irak. Il Cio sì (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 128 del 2008-05-30 pagina 22 Dana, neanche i cecchini fermano l'atleta più famosa dell'Irak. Il Cio sì di Fausto Biloslavo Ha battuto bombe e avversari, è abituata a lottare e soffrire sulla pista di atletica. Si allena fra le sei e le otto ore al giorno sognando i blocchi di partenza dei 100 e 200 metri. Ma sarà esclusa dai Giochi per colpa della burocrazia Corre Dana, corre per schivare le pallottole dell'Irak senza pace e realizzare il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Pechino. Dana Abdul-Razzaq è una velocista di 21 anni, che si allena nello stadio Shaab di Bagdad, coprifuoco permettendo. L'unica donna irachena che si è qualificata per i Giochi con il primato nazionale sui 200 metri. Come donna e atleta è due volte sotto tiro degli oltranzisti islamici che insanguinano l'Irak. Lo scorso anno è finita nel mirino di un cecchino assieme ad altri due atleti. "Un proiettile mi ha sfiorato le gambe e si è conficcato in un albero", racconta la coraggiosa velocista. Abdul Rahman, il fedele allenatore, aggiunge che "sembrava la scena di un film d'azione". è stato lui a far riprendere Dana dallo shock, dopo che aveva schivato correndo le pallottole. Non era l'unica volta che ha rischiato la vita per lo sport in cui crede. Concluso un allenamento tornava a casa in macchina con Abdul Rahman al volante. Passando per Saidiya, uno dei quartieri di Bagdad infestato da cellule di Al Qaida sono finiti nel mezzo di uno scontro a fuoco. "L'allenatore mi ha abbassato la testa accelerando a tavoletta - racconta l'eroina dello sport iracheno - e siamo riusciti a scamparla". Con una pudica tuta nera e bianca Dana corre come una gazzella sognando i blocchi di partenza di Pechino sui 100 e 200 metri. Si allena fra le 6 e le 8 ore al giorno, ma nutrizionisti e massaggiatori che curino la sua forma sono un lusso. "Ogni giorno soffro di spasmi, ma non mollo", ribadisce Dana. La sua "équipe" è tutta in famiglia. Il fidanzato, più giovane di lei, che fa da scorta. Il papà, ex ciclista professionista, la incita a proseguire aiutato dal fratello culturista. Dana ha iniziato a correre nel 2003 dopo la caduta di Saddam. Negli ultimi cinque anni 104 fra allenatori, amministratori sportivi e arbitri sono stati uccisi. Altri 22 sequestrati e spariti nel nulla. Fra questi il presidente del Comitato olimpico, Ahmed Al Samarrai, vittima di un rapimento di massa nel 2006. I fondamentalisti sunniti legati ad Al Qaida considerano un oltraggio che le donne come Dana corrano per le Olimpiadi. Gli squadroni della morte sciiti colpiscono atleti o funzionari sportivi accusandoli di aver fatto parte del regime di Saddam. Gente come Dana, che ha già conquistato una dozzina di medaglie, cerca di sopravvivere e correre. Nei giochi pan-arabi del Cairo, lo scorso novembre, è arrivata quarta sui 200 metri. Abbassando, però, di tre centesimi il record nazionale iracheno. Con i suoi 24 secondi e 8 si è qualificata per Pechino. "Nonostante tutte le difficoltà sono felice - ha spiegato Dana - perché correre alle Olimpiadi è il mio sogno, il frutto di un duro lavoro". Purtroppo la risicata partecipazione di 6 atleti iracheni ai Giochi è in forse. Il governo di Bagdad ha sciolto il Comitato olimpico nazionale e tutte le federazioni sportive. Ufficialmente perché non sono mai state rinnovate dopo l'invasione alleata. In realtà la corruzione regnava sovrana. La prima vittima è stata la nazionale di calcio dell'Irak giunta in Australia per disputare una partita di qualificazione per i Mondiali del 2010. La squadra è pronta a scendere in campo, ma la Federazione internazionale (Fifa) ha proibito la partita a causa delle decisioni di Bagdad. Il Comitato olimpico internazionale si riunirà in giugno ad Atene per decidere se ammettere gli atleti iracheni ai Giochi. Dana ed i suoi colleghi dopo i cecchini, le imboscate e la cronica mancanza di mezzi, rischiano di vedere infranto il loro sogno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Province, non entusiasma la "new entry" Monza e Brianza (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia - http://blog.panorama.it/economia - Province, non entusiasma la "new entry" Monza e Brianza Posted By redazione On 29/5/2008 @ 11:32 In Headlines, NotiziaHome | No Comments [1] La nuova Provincia Monza e Brianza non convince ancora gli artigiani. Il 25% della categoria è contrario, e il 24% è indifferente. La metà comunque si dichiara favorevole. È il risultato di un sondaggio commissionato dall'Unione degli artigiani: rivela malumori, ma anche attese che non vogliono restare senza risposta. Quali sono le aspettative da soddisfare per la nuova Provincia? Per una persona su tre le questioni aperte riguardano le infrastrutture e la sicurezza. "È prioritaria la viabilità su strada: i trasporti su gomma sono un punto chiave per il commercio" ricorda [2] Marco Accornero, presidente dell'Unione artigiani "e sono due i progetti che attendiamo in particolare: la Pedemontana e la tangenziale esterna per evitare il traffico di Milano". Il rischio criminalità preoccupa il 30% degli intervistati: "Alcuni hanno subito rapine, ma è diffuso il furto di materie prime, come rame e legno, e di camion durante la notte. Un fenomeno che non arriva alle prime pagine dei giornali, ma che preoccupa i piccoli imprenditori. E aumenta la percezione di insicurezza, accresciuta dai timori per la propria famiglia" ricorda Accornero. Ma le priorità cambiano a seconda della dimensione dell'azienda: le più piccole mostrano più sensibilità per le politiche del lavoro, quelle più grandi invece avvertono i trasporti come esigenza primaria. L'ambiente è indicato come un argomento rilevante soprattutto dalle imprese con più di tre dipendenti. Una questione a parte è quella della burocrazia: la metà degli intervistati chiede alla nuova Provincia di snellire le procedure. "C'è una diffidenza verso le pratiche amministrative: alcuni avvertono i livelli istituzionali come un intralcio o, peggio, come carrozzoni inutili" sottolinea il segretario dell'Unione artigiani. In particolare, le aziende più grandi chiedono politiche per promuovere la formazione e il lavoro sul territorio.

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In carcere, poi fuori, poi di nuovo dentro per errore. ''Adesso troviamogli un lavoro'' (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARCERE 14.4530/05/2008 In carcere, poi fuori, poi di nuovo dentro per errore. ''Adesso troviamogli un lavoro'' È la storia di un fiorentino, un detenuto ''difficile'' che dopo aver ottenuto i domiciliari si è visto riportare in carcere per errore: il presidente del consiglio comunale di Firenze adesso lancia un appello per trovargli un'occupazione FIRENZE - È stato in carcere, complessivamente, per quasi vent'anni. Poi ha ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute, ma la notte tra il 9 e il 10 maggio i Carabinieri si sono presentati a casa sua, a Firenze, per riportarlo di nuovo nell'istituto penitenziario. È la storia di Roberto Guadagnuolo, che in carcere era entrato nel 1995 (dopo una serie di altre condanne minori) con l'accusa di tentato omicidio. Ha trascorso gli ultimi tredici mesi agli arresti domiciliari, per finire di scontare la sua pena, ma, per un probabile errore burocratico, i Carabinieri allo scoccare della mezzanotte del giorno in cui "scadevano" i suoi arresti domiciliari si sono presentati a casa sua e lo hanno riportato in carcere per una notte. Probabilmente non era giunta loro comunicazione della proroga ai domiciliari che Guadagnuolo ha ottenuto fino al 24 luglio, data in cui si terrà l'udienza di fronte al tribunale di sorveglianza per discutere di una misura alternativa alla detenzione domiciliare. Questa mattina ha raccontato la sua storia, assistito dal suo legale, insieme al garante per i diritti dei detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone, al presidente del consiglio comunale, Eros Cruccolini, al presidente della Fondazione Michelucci, Alessandro Margara e al consigliere comunale Massimo Pieri. Tutti, all'unisono, hanno posto l'accento su come la vicenda di Roberto sia stata un caso esemplare di riabilitazione possibile. "Uscire dal carcere si può", questo il messaggio essenziale lanciato stamattina: "Roberto ha avuto un pessimo rapporto con l'istituzione carcere, che ha aumentato la sua pena iniziale- ha raccontato Corleone- e nessuno avrebbe scommesso che una volta ai domiciliari si sarebbe comportato come poi ha fatto, senza mai venir meno ai suoi obblighi: ha reagito in modo sorprendente anche di fronte all'arresto illegittimo di due settimane fa, un arresto nato da una burocrazia cieca e sorda, capace di uccidere". Adesso, dopo 54 trasferimenti da un carcere all'altro, Guadagnuolo è a casa, in attesa di sapere se gli verrà concessa la possibilità di seguire un percorso alternativo alla detenzione domiciliare, che altrimenti andrà avanti fino al 2011. "Ho espiato 20 anni di carcere, 12 in regime di 14 bis. Adesso chiedo la possibilità di potermi reinserire nella vita" ha spiegato. "Vogliamo fare in modo che il carcere sia un luogo dal quale sia possibile uscire- ha aggiunto il garante Corleone- i dati raccontano che chi ha la possibilità di usufruire di misure alternative alla detenzione incorre in recidive per il 17%, mentre la percentuale sale al 68% tra i detenuti ai quali non viene offerta questa possibilità". Il presidente del consiglio comunale di Firenze, Eros Cruccolini, ha concluso lanciando un appello: "Mobilitiamoci, se qualcuno può offrirgli una possibilità di inserimento lavorativo si faccia avanti". (gr).

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<L'ospedale non può essere visto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"L'ospedale non può essere visto ... "L'ospedale non può essere visto come una realtà avulsa dalla città e dai cittadini, ma dobbiamo pensarlo come una rete di servizi territoriali alla persona, sempre più capace di rispondere prontamente e con qualità alle esigenze della gente".Così il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha salutato ieri pomeriggio i rappresentanti della conferenza dei sindaci dell'Asl 6 di Vicenza. Grande la soddisfazione del direttore generale Antonio Alessandri, che ha riconosciuto nel nuovo sindaco una persona capace di stimolare e promuovere la crescita del San Bortolo. "Il sindaco Achille Variati mi ha chiesto cosa possiamo fare - spiega il direttore generale Antonio Alessandri - per migliorare la situazione di disagio che da lungo tempo si riscontra nel punto prelievi di contra' San Bortolo e, naturalmente, l'ho rassicurato, perché il servizio verrà trasferito nell'area del seminario vescovile. Questo spostamento, assieme a quello di altri servizi alla persona, consentirà di sgravare il San Bortolo di un gran numero di accessi, quinti migliorerà la vita all'interno dell'ospedale ed al tempo stesso le condizioni di quanti accedono agli altri servizi sanitari". Il direttore generale dell'Ulss n. 6 di Vicenza ha anche dovuto rispondere alla necessità o meno di realizzare in città un nuovo complesso ospedaliero. "L'ospedale che abbiamo è straordinario - aggiunge il direttore generale Antonio Alessandri - ed il fatto che si trovi immerso nel polmone verde cittadino di parco Querini rappresenta un ulteriore motivo di vanto. Non dobbiamo pensare al "nuovo ospedale", ma ad un "ospedale nuovo", costruito avendo al centro la persona, che deve essere accompagnata, per combattere e sconfiggere la burocrazia". Il restyling di sale operatorie e rianimazione completerà l'opera e consentirà all'amministrazione sanitaria dell'Ulss n. 6 di Vicenza di consegnare alla città un ospedale veramente nuovo. "Ho assicurato al sindaco Achille Variati - conclude il direttore generale Antonio Alessandri - che dopo l'estate gli consegnerò un progetto di attuazione per l'ospedale di Vicenza. Naturalmente la dirigenza dell'Asl 6 accoglie compiaciuta il fatto che il sindaco cittadino abbia così a cuore le sorti della cittadella sanitaria ed intenda seguirne le vicende".M.C.

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GOVERNO: MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER IL PAESE E' L'ISTRUZIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

R&S GOVERNO: MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER IL PAESE E' L'ISTRUZIONE (AGI) - Trento, 30 mag. - E' l'istruzione l'aspetto prioritario che Confindustria chiede al Governo per modernizzare il Paese e renderlo piu' competitivo: lo ha sostenuto il presidente dell'Associazione, Emma Marcegaglia, durante un dibattito al Festival dell'Economia di Trento. Tra le priorita' "al primo posto metterei la scuola, l'universita' e la ricerca. Il vero modo per aiutare le persone - ha spiegato il presidente di Confindustria - e' renderle piu' istruite, qualificate e con piu' capacita' di comprendere il cambiamento del mondo". Per Marcegaglia, il mondo dell'istruzione italiano ha compiuto in passato degli errori non promuovendo la meritocrazia, sposando un egualitarismo al ribasso e premiando la classe docente solo in base all'anzianita'. Stesse logiche anche nella ricerca: "Investiamo poco, sia nel privato che nel pubblico, settore dove le risorse si disperdono in mille rivoli". La seconda delle quattro priorita' elencate dal Presidente di Confindustria, "e' il tema della spesa pubblica: abbiamo bisogno di piu' Stato, di certezza del diritto e, allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorita' sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male". (AGI) Dan/Msc (Segue).

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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Più rigoreNaturale che, da destra e da sinistra, si sia levato un coro di applausi. Non si sa quanto convinti e convincenti. Va detto perché, con toni e accenti diversi, negli ultimi anni, quest'analisi è stata fatta e coniugata in mille forme e articoli come quello che state leggendo sono stati scritti milioni di volte senza che si potesse uscire da quella che Massimo Martinelli nel suo libro chiama La palude. Insomma è nel sistema giudiziario, nella sua angosciosa lentezza, nel ginepraio di cavilli e di adempienze burocratiche che si forma il terreno fertile dell'indulto quotidiano con effetti devastanti su chi, in prima linea, si ritrova a correre dietro ladri e rapinatori, spacciatori e stupratori, che sgusceranno via dalle larghe maglie di una macchina giudiziaria al limite del collasso controllato. Questo paradiso dell'impunità dimostra che il cambio deciso e rigoroso di rotta impostato dal governo Berlusconi si configura come una emergenza almeno pari a quella dei rifiuti e della immigrazione clandestina. Così, come in una filiera senza fine, Manganelli ripropone alcune cifre che parlano da sole: il 30 per cento dei reati di criminalità diffusa è commesso da immigrati clandestini, un terzo dei carcerati è composto da immigrati irregolari. Per il dieci per cento arrivano sostenuti dal tam tam dell'impunità via mare, per il settanta per cento con visto turistico. Poi scompaiono fino al primo arresto, il primo assai spesso di una serie infinita. Inevitabile, se davvero si vuole recidere questa spirale, rivedere con un aggiornamento che tiene conto delle mutate condizioni della sicurezza, rimettere mano ai benefici attraverso i quali il fenomeno si aggrava e si allarga. Un magistrato accorto ed esperto, Italo Ormanni, al vertice della procura di Roma, suggerisce una ricetta di facile applicazione: elevare i minimi della pena, quelli che consento il massiccio utilizzo delle scappatoie verso il paradiso dell'impunità. Sì, perché è statisticamente provato che, per sua cultura, la magistratura giudicante si orienta verso le sanzioni meno severe. Certo, osservano occhiuti critici del sistema, una sentenza pesante implica motivazioni capaci di reggere la verifica dell'appello e, dunque, il giudice preferisce tenersi basso. C'è dell'altro. In molti casi l'imputato risulta incensurato, alla sua prima esperienza sulla cattiva strada. Merita una chance, perché rifletta e si redima. Manca per niente. È la macchina della memoria giudiziaria che non sa e dunque non riferisce che quel signore è in realtà pluripregiudicato, ma protetto dalla circostanza di aver commesso i suoi crimini a diverse latitudini. Preso e condannato a Milano può agire a Roma e a Napoli o dove gli pare come un pivellino alle prime armi. Le banche dati delle Procure, difficile a credersi, non si parlano e soltanto da due mesi s'è pensato di utilizzare il Ced, il cervellone del ministero dell'Interno che riceve, trattiene e rende disponibili in tempo reale le situazioni di ogni cittadino. E però, il Ced non è aggiornato sulle sentenze ma solo sulle denunce e da poco si è deciso di farvi ricorso. Ci vorrà un gran lavoro per aggiornarlo e farne un archivio anche per i tribunali. La denuncia di Manganelli s'inserisce in un quadro di allarmante effervescenza, tanto che il ministro Roberto Maroni, di fronte al rincrudirsi di episodi di violenza politica mischiata a fanatismi ultras parla di un pericolo d'insorgenza di nuovi estremismi. Tuttavia sarà necessario operare accorti distinguo e guai a farsi prendere la mano dalle suggestioni o dalle convenienze di parte. Al Pigneto, quartiere di Roma, l'assalto ad alcuni negozi di bengalesi è stato frettolosamente bollato come attacco squadrista, razzista e xenofobo per poi scoprirsi che la comunità degli immigrati è mal digerita dagli storici abitanti della zona. All'origine della rappresaglia personale c'era il furto di un portafoglio non restituito. Sono gaffe politiche, queste, che non aiutano a capire le vere cause dei malesseri e, buttando tutto in politica, e rischiano di accendere contrapposizioni ideologiche anche là dove non ci sono. La materia è già incendiaria di suo: va raffreddata senza la pretesa di farlo versandoci sopra altra benzina.Paolo GraldiI "no" di sindacatoCon l'onestà intellettuale che lo caratterizza, Epifani ieri ha smontato tutti i principali provvedimenti del governo: dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa all'immigrazione clandestina, dalla detassazione degli straordinari e dei premi alla revisione dei contratti. L'altro ieri il suo rappresentante ha abbandonato dopo un quarto d'ora il tavolo della trattativa con il ministro Renato Brunetta considerandone inaccettabile il metodo di lavoro. Se è del tutto legittimo contestare il merito di un provvedimento, è più difficile rifiutare pregiudizialmente un metodo che si traduce nel ridurre all'essenziale le pletoriche delegazioni sindacali e nel chiedere entro 48 ore una risposta alle proprie proposte. L'Italia ha fretta. Sta morendo per una serie di malattie croniche che l'hanno immobilizzata procurandole fatali piaghe da decubito. La burocrazia è la piaga più purulenta. Come si può rifiutare il dialogo con un ministro che non accetta, per esempio, un tasso di assenteismo nel pubblico impiego esattamente doppio del comparto privato? Non dovrebbe essere il sindacato il più interessato a penalizzare i fannulloni e a valorizzare il merito di chi tira il carretto? E veniamo ai magistrati della procura di Napoli. Per evitare che il primo sostituto di una qualsiasi procura campana blocchi con il sequestro le discariche scelte da Guido Bertolaso dopo aver seriamente compromesso il lavoro di Gianni De Gennaro, il governo ha deciso di centralizzare i provvedimenti alla procura di Napoli e di affidarli a un giudice collegiale: tre teste sono meglio di una. Non c'è dubbio che da un punto di vista strettamente procedurale questa sia una forzatura. Ma le situazioni di emergenza richiedono provvedimenti di emergenza. Il governo non ha chiesto di essere sciolto dai vincoli di legge per le discariche. Ha deciso soltanto di unificare le procedure per avere un solo punto autorevole di controllo, evitando le guerriglie giudiziarie che purtroppo da molti mesi sconvolgono il panorama politico e amministrativo italiano. E a proposito di guerriglie, il gelo - a destra ma anche a sinistra - ha accolto i venticinque provvedimenti di arresto di dirigenti a vario titolo interessati al problema delle discariche campane. Delegittimando lo stesso prefetto di Napoli, che a quanto si dice avrebbe evitato l'arresto per miracolo. E colpendo al cuore la stessa struttura di Bertolaso. Tutte persone di collaudata correttezza. Dalle intercettazioni telefoniche non risultano mai sospetti di concussione o tentativi di corruzione. C'è soltanto il libero linguaggio di chi deve affrontare un'emergenza avendo contro quella parte del governo Prodi (Pecoraro Scanio, soprattutto) che costrinse Bertolaso alle dimissioni. Si è fatto ricorso al telefono a un linguaggio da caserma per motivare provvedimenti bruschi e perfino necessariamente disinvolti? Si può attraversare un cerchio di fuoco in abito da sera? Tutto come prima, dunque? CGIL e magistratura contro Berlusconi? No, stavolta il clima nazionale è molto diverso. I magistrati di Napoli si sentono isolati, sanno che la gente non li capisce più. Si sentirà un po' isolato anche Epifani? E' un uomo intelligente e sa, come gli ha predetto il collega Bonanni, che stavolta rischia di farsi male.Bruno Vespa.

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GOVERNO: MARCEGAGLIA, PRIORITA' PER PAESE E' ISTRUZIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(AGI) - Trento, 30 mag. -E' l'istruzione l'aspetto prioritario che Confindustria chiede al Governo per modernizzare il Paese e renderlo piu' competitivo: lo ha sostenuto il presidente dell'Associazione, Emma Marcegaglia, durante un dibattito al Festival dell'Economia di Trento. Tra le priorita' "al primo posto metterei la scuola, l'universita' e la ricerca. Il vero modo per aiutare le persone - ha spiegato il presidente di Confindustria - e' renderle piu' istruite, qualificate e con piu' capacita' di comprendere il cambiamento del mondo". Per Marcegaglia, il mondo dell'istruzione italiano ha compiuto in passato degli errori non promuovendo la meritocrazia, sposando un egualitarismo al ribasso e premiando la classe docente solo in base all'anzianita'. Stesse logiche anche nella ricerca: "Investiamo poco, sia nel privato che nel pubblico, settore dove le risorse si disperdono in mille rivoli". La seconda delle quattro priorita' elencate dal Presidente di Confindustria, "e' il tema della spesa pubblica: abbiamo bisogno di piu' Stato, di certezza del diritto e, allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'e' troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorita' sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male". 30/05/2008 - 14:55.

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<Stiamo vivendo un incubo> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel 2002 hanno vinto il concorso in Polizia, ma non c'è la copertura finanziaria "Stiamo vivendo un incubo" Il nuovo piano regolatore generale, quando (e se) sarà definitivamente approvato dalla Regione rischia di essere già vecchio. Questo a causa di una serie di circostanze che hanno fatto sì che le norme di salvaguardia ? le misure cioè che impongono che un progetto sia conforme non solo al vecchio ma anche al nuovo Prg ? scadute da quasi un anno non sono state prorogate con la commissione edilizia che dà il via libera a progetti conformi "solo" al vecchio Prg. La legge regionale prevede infatti che le norme di salvaguardia non abbiamo durata superiore a tre anni, che si ritiene un periodo congruo durante il quale l'iter debba essere concluso. Ma noi siamo in Sicilia e ad Agrigento dove la burocrazia ha dei tempi molto, troppo, lunghi. Ma ora ? circostanza questa che molti professionisti hanno già notato ? il rischio è che quando il nuovo Prg verrà approvato accadrà che le aree destinate ad esempio al verde pubblico o al settore commerciale siano già state interessate da costruzioni e attività di tutt'altro genere. Un pasticcio che ha preso il via quando a fine novembre il Cru, il Comitato regionale per l'Urbanistica, ha fatto rilevare di non potere dare il proprio parere al progetto di Piano regolatore perché diversi documenti inviati da Palazzo dei Giganti erano senza le prescritte firme. Un errore madornale che, teoricamente, non dovrebbe essere tollerato soprattutto se si tratta di un documento di fondamentale per dare un futuro alla città e soprattutto che "muove" decine se non centinaia di milioni di euro. Un altro problema ? non di poco conto ? è che il Comune non ha adottato entro i termini la proroga delle norme di salvaguardia. E dunque vi sono molti progetti che erano stati "cassati" perché non compatibili con il nuovo Piano. Ora quei progetti sono invece "presentabili" perché perfettamente in linea con il Piano regolatore in vigore che è quello vecchio. Una questione che andrebbe affrontata presto per evitare che il nuovo Prg sia pressoché inutilizzabile vanificando un lavoro durato 23 anni, da quando cioè nel 1985 si decise di adeguare il Piano del 1978. All'assessorato regionale al territorio e ambiente dovrebbero dunque porre rimedio e vi è una certa fiducia perché le indiscrezioni danno prossimo assessore al territorio l'agrigentino Roberto Di Mauro. Il Consiglio comunale potrebbe anche decidere ? su proposta dell'Amministrazione ? di rendere esecutivo il nuovo Piano regolatore, ma si tratta di una scelta rischiosa perché il Cru o l'assessorato potrebbero poi chiedere la revisione parziale o totale del Piano (come accadde nel 1997 per il Piano del Centro storico). Un vero "pasticcio" che insomma rischia di vanificare 23 anni di lavoro. Fabio Russello.

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Dal primo giugno addio al biglietto aereo cartaceo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFCONSUMATORI Dal primo giugno addio al biglietto aereo cartaceo Confconsumatori ricorda che dal 1° giugno 2008 entrerà finalmente in vigore il biglietto aereo elettronico che sostituirà i tradizionali biglietti cartacei, con notevoli benefici per i viaggiatori. In primis i vantaggi sono di tempo e di denaro in caso di smarrimento del biglietto. Perso il biglietto cartaceo, il passeggero doveva affrontare un iter lungo e dispendioso: fare regolare denuncia all'autorità competente, richiedere formalmente il rimborso al vettore che rispondeva non prima di sei mesi, ma, soprattutto, acquistare un altro biglietto per partire nell'immediato, spendendo, senza rimborso, anche una somma superiore a quella dell'originario titolo. Dal 1° giugno, invece il passeggero per imbarcarsi dovrà solo presentarsi all'accettazione con un documento di identità, indicando il codice di emissione o di prenotazione del biglietto. Inoltre, si potrà richiedere l'invio del documento che attesta l'acquisto del biglietto elettronico al proprio indirizzo di posta elettronica o di un proprio familiare, stampandone copia in qualsiasi momento, senza preoccupazione di dimenticarlo o smarrirlo. "E' finita l'epoca del consumatore vittima dello smarrimento del biglietto e della burocrazia del rimborso ? dichiara l'avv. Carmelo Calì, responsabile trasporti Confconsumatori e rappresentante CNCU nel Comitato tutela diritti del passeggero presso l'Enac ? Siamo certi che adesso, le segnalazioni alle associazioni di consumatori e i problemi dei viaggiatori diminuiranno".

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Governo: Marcegaglia, priorità Per Paese è istruzione (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alle 15:12 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti È l'istruzione l'aspetto prioritario che Confindustria chiede al Governo per modernizzare il Paese e renderlo più competitivo: lo ha sostenuto il presidente dell'Associazione, Emma Marcegaglia, durante un dibattito al Festival dell'Economia di Trento. Tra le priorità "al primo posto metterei la scuola, l'università e la ricerca. Il vero modo per aiutare le persone -- ha spiegato il presidente di Confindustria -- è renderle più istruite, qualificate e con più capacità di comprendere il cambiamento del mondo". Per Marcegaglia, il mondo dell'istruzione italiano ha compiuto in passato degli errori non promuovendo la meritocrazia, sposando un egualitarismo al ribasso e premiando la classe docente solo in base all'anzianità. Stesse logiche anche nella ricerca: "Investiamo poco, sia nel privato che nel pubblico, settore dove le risorse si disperdono in mille rivoli". La seconda delle quattro priorità elencate dal Presidente di Confindustria, "è il tema della spesa pubblica: abbiamo bisogno di più Stato, di certezza del diritto e, allo stesso tempo, di meno Stato in altri comparti: c'è troppa burocrazia, troppo peso statale in alcuni servizi pubblici". La terza priorità sono le infrastrutture: per Marcegaglia, "abbiamo bisogno di investire, abbiamo bisogno di essere collegati al resto del mondo, in passato abbiamo investito poco e male". AGI.

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AGRICOLTURA: CIA, 30 GIORNI MOBILITAZIONE PER MISURE ANTICRISI (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food AGRICOLTURA: CIA, 30 GIORNI MOBILITAZIONE PER MISURE ANTICRISI (AGI) - Palermo, 30 mag. - La Cia siciliana ha deciso 30 giorni di moilitazione per sollecitare interventi contro la stagnazione dei prezzi che determina il calo dei redditi degli agricoltori ma anche misure si alleggerimento della burocrazia e piu' vigilanza contro la criminalita' organizzata. "Vogliamo porre all'attenzione del governo regionale e nazionale le grandi difficolta' che limitano fortemente le capacita' competitive delle aziende agricole siciliane. Sono problemi che necessitano di interventi strutturali capaci di sostenere il recupero di competitivita' delle aziende nei mercati", diche Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia, secondo il quale "sono necessari ed urgenti interventi utili a sostenere la ripresa dei consumi agro-alimentari e di quelli ortofrutticoli in particolare, e per migliorare il reddito degli agricoltori". (AGI).

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ICI/ COLDIRETTI SICILIA: IL GOVERNO HA TOLTO 50 MLN (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALL'AGRICOLTURA "Erano soldi per indennizzare i danni subiti dalla peronospora" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 30 mag. (Apcom) - Per reperire i fondi dopo il taglio dell'Ici il governo ha stornato i 50 milioni di euro stanziati nella Finanziaria per indennizzare gli imprenditori agricoli dai danni subiti dalla peronospora. Lo sostiene la Coldiretti siciliana che definisce "paradossale" questa vicenda. "La burocrazia è la peggiore calamità per la Sicilia", sottolineano i vertici della Coldiretti, il presidente Alfredo Mulè e il direttore Aldo Mattia. "Si tratta dei fondi che i viticoltori aspettano da oltre un anno. Siamo pronti a manifestare perché si chiuda una storia che ha ormai il contorno di una farsa. Bisogna far arrivare l'indennizzo a chi ne ha diritto", aggiungono Mulè e Mattia. "Sono mesi - continuano i vertici siciliani della Coldiretti - che si susseguono le riunioni con gli uffici dell'Assessorato regionale dove è stata prodotta una mole di carta, con un rimpallo di responsabilità che non può essere più accettato. Chiediamo che il Governatore Lombardo intervenga subito per evitare la chiusura di imprese che nel vino hanno creduto e investito. Vogliamo che si faccia subito chiarezza e che si riannodino i fili di una vicenda grottesca".

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SPAZIO: BULGARELLI, UTILIZZARE TECNOLOGIE PER INNOVAZIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

R&S SPAZIO: BULGARELLI, UTILIZZARE TECNOLOGIE PER INNOVAZIONE (AGI) - Roma, 30 mag - Creare innovazione nel settore aerospaziale, utilizzando le tecnologie terrestri comunemente usate per altri progetti. Questo, secondo Fabio Bulgarelli, ad di Astrosystem, societa' attiva nei settori aerospaziale e dell'Hi Tech, 'il primo passo da compiere per tentare di arginare i costi, al momento piuttosto elevati, che gravitano attorno al settore aerospaziale'. Nata un anno e mezzo fa come spin off del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza, la societa' e' oggi tra i collaboratori italiani dell'ESA. 'L'aerospaziale e' un campo difficile legato a costi elevati in un mercato non libero gestito per lo piu' da multinazionali - prosegue Bulgarelli - Chiaramente in una situazione del genere,a fronte di commesse piuttosto alte, e' difficile per le piccole e medie imprese riuscire a trovare uno spazio adeguato'. Una soluzione, potrebbe essere, secondo l'Ad di Astrosystem, quella di 'utilizzare anche per l'aerospazio tecnologie gia' presenti nel campo terrestre, come ad esempio i sistemi fotovoltaici e il solare termico. In questo modo si riucirebbe a porre un argine ai costi elevati e si darebbe un contributo consistente ad un ulteriore sviluppo di questo settore nelle diverse realta' del nostro Paese'. Una parte di Astrosystem nasce grazie al progetto 'Business Lab' messo a punto dalla Filas e finalizzato alla creazione d'impresa a partire da idee innovative generate all'interno delle Universita', dei Centri di ricerca e delle imprese. Un legame, quello tra gli atenei, la ricerca e le industrie che, aggiunge Bulgarelli, 'puo' essere una vera e propria carta vincente per lo sviluppo del settore aerospaziale locale e nazionale'. Quanto al ruolo delle istituzioni, 'sono piuttosto presenti e concedono anche finanziamenti- conclude Bulgarelli - La voglia di fare e di innovare c'e' ma purtroppo spesso si e' di fronte ad un ostacolo, come la burocrazia, difficile da sormontare'.(AGI).

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Impegno per sbloccare i contratti degli stagionali (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

LAGNASCO. CROSETTO E MENARDI Impegno per sbloccare i contratti degli stagionali L'"impasse burocratico" per l'arrivo dei lavoratori extracomunitari nelle aziende agricole del Saluzzese, in vista dell'imminente stagione di raccolta della frutta, è arrivato nei palazzi della politica nazionale. Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa e coordinatore piemontese del Pdl, e il senatore Giuseppe Menardi (sempre Pdl) hanno promesso un impegno per snellire le procedure d'arrivo dei braccianti nei filari della zona. Crosetto: "Ero informato da alcuni giorni della questione relativa alle assunzioni degli stagionali nella nostra provincia e mi sto adoperando per individuare possibili soluzioni, nel rispetto delle regole sui flussi e delle norme in materia. È ovvio che la burocrazia non può e non deve impedire il lavoro di chi produce ricchezza e crea occupazione". "Ho attivato - dice Menardi - un canale di interesse ai competenti ministeri, affinché il numero dei lavoratori sia definito in tempo utile per la raccolta agricola". Intanto, il consigliere provinciale Piero Sassone, che aveva raccolto l'allarme degli agricoltori e delle associazioni di categoria che temono ritardi per lo smistamento delle richieste e la successiva concessione dei visti ai lavoratori extracomunitari provenienti in gran parte dall'Albania, ha presentato un ordine del giorno sulla "questione flussi", che sarà discusso in commissione Agricoltura e, in seguito, in Consiglio provinciale. "Fin dalla prossima settimana - dice l'esponente saluzzese del Pdl - istituiremo un tavolo tecnico con l'obiettivo di snellire e semplificare le procedure d'arrivo dei braccianti agricoli. Convocheremo gli imprenditori e le associazioni per registrare le criticità e studiare le possibili migliorie alle leggi che regolano gli accessi degli extracomunitari che vengono a lavorare nei campi e nei filari della nostra compagna".

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E la beneficenza? Quei premi non riscossi: uno schiaffo alla miseria Cara Provincia, dire fame nel mondo ormai è retorica, quindi a questo punto oserei dire fame in Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 30-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E la beneficenza? Quei premi non riscossi: uno schiaffo alla miseria Cara Provincia, dire fame nel mondo ormai è retorica, quindi a questo punto oserei dire fame in Italia e la beneficenza? Quei premi non riscossi: uno schiaffo alla miseria Cara Provincia, dire fame nel mondo ormai è retorica, quindi a questo punto oserei dire fame in Italia. Oggi 27/05/08 alle 12.30 seguo il TG su Italia 1 e tra le diverse notizie sento la giornalista che dice: in Italia ogni anno vengono "dimenticati" da diversi smemorati circa cinque milioni di euro nelle diverse lotterie e cose simili nelle casse dello Stato. E fino a qui niente da obiettare, ma il bello arriva adesso, perché, dice il servizio televisivo che questi soldini (soldoni) vengono spalmati e divisi tra i dipendenti del Ministero competente. Ritengo vergognoso un fatto del genere e dico, ma la parola beneficenza esiste solo in alcuni vocabolari? Questo è un vero e proprio schiaffo alla miseria. Cordiali saluti Gian Paolo Gabaglio Uggiate Trevano La riflessione Gli stipendi dei manager e un'economia in stallo Egregio direttore, con riferimento alla pubblicazione sulla stampa di maxi stipendi dei manager pubblici, desidero esporre alcune considerazioni: 1. non esiste in assoluto, per tali remunerazioni, alcuna giustificazione; tenuto conto anche di qualsiasi loro altissima super capacità professionale, responsabilità (tanto non ha mai pagato nessuno per questo), rischi o pericoli per la loro incolumità, doppie o triple mansioni e altri vari incarichi (altra vergogna da abolire) e quant'altro; 2. sappiamo che gli stipendi dell'alta dirigenza sono commisurati agli obiettivi: sono stati sempre raggiunti? Mi sembra proprio di no (vedi Alitalia, Ferrovie, Poste, alcune Regioni, Province, Comuni, Asl, Aziende municipalizzate, consulenze varie, ecc.); 3. secondo questa logica il presidente, l'amministratore delegato e altri dirigenti, dell'Alitalia in particolare, dovrebbero restituire quanto hanno percepito, visto che non hanno raggiunto gli obiettivi, almeno d'autosufficienza economica; 4. c'è qualcuno che ritiene che le mansioni, svolte da quei supermanager, non possano essere svolte anche con remunerazioni pari alla metà o a un terzo di quelle attuali? 5. A tale riguardo non dobbiamo temere di perdere delle testoline speciali; non è come avviene con menti eccelse quali scienziati, ricercatori, fisici, chimici, matematici, chirurghi, industriali, artisti ecc. che se non sono adeguatamente retribuiti, purtroppo, se ne vanno all'estero. I manager no! Sono come i politici e i sindacalisti; tutti attaccati alla poltrona. Quale soluzione?... giocare un po' al ribasso con gli stipendi. Giuridicamente non si può? Agiamo su maggiori tasse a loro carico. 6. A mio modesto parere, tale ricchezza di stipendi in mano a pochi (si fa per dire), compresa la famosa casta dei politici, comporta un aumento dell'inflazione e una diminuzione del prodotto interno lordo, perché, tolte le spese per sé e famiglia - anche per una vita agiata - avanzano tanti di quei soldi che il più delle volte spendono o investono all'estero. Al contrario, se tale ricchezza fosse spalmata su un maggior numero di persone - aumentando stipendi e pensioni basse e medio basse - s'incrementerebbe l'economia nazionale, perché un maggior numero di persone potrebbe comperare o ristrutturare la casa, (sappiamo che con l'edilizia si mette in moto il più grosso volano dell'economia) spenderebbe di più per il tempo libero, quindi incremento del turismo, acquisterebbe più beni di prima necessità e anche alcuni beni voluttuari; 7. un'ultima domanda: come mai i sindacati nazionali e le associazioni di consumatori non si sono mai mossi per frenare, nel corso degli anni, questi abnormi aumenti retributivi, compresi quelli ai politici? Sarebbe stato utile ed efficace indire uno sciopero nazionale per far capire a chi ci ha governato di raddrizzare le cose storte. Forse perché appartengono anche loro a queste "caste". Abbiamo visto che qualcuno di loro è anche parlamentare e si è scagliato contro la pubblicazione dei redditi. Forse l'ha fatto per non farci star male; si dice "occhio non vede, cuore non duole"; 8. per finire, un appello al nuovo Parlamento e al nuovo Governo: di errori e orrori ne abbiamo visti troppi; per favore cercate di governare secondo scienza e coscienza! Voltiamo pagina veramente! Mi auguro, in primis, giustizia e sicurezza per tutti. Ricordatevi che in queste due parole sono contenute la maggior parte delle priorità da affrontare per risolvere le attese dei cittadini. Grazie e buon lavoro. Martino Pirone e mail burocrazia Alla Motorizzazione m'hanno dato una mano Caro direttore, desideravo tramite le pagine de La Provincia, ringraziare i due dirigenti della Motorizzazione di Como, geom. Barni e ing.Pisoni, che cercando di superare il muro di gomma della brocrazia italiana che tutti i giorni diventa un immenso buco nero che pare ingoiarci tutti, mi hanno nelle loro possibilità e senza bacchetta magica, umanamente "dato una mano". Sono tornato da circa un mese, dopo avere passato tre anni in Mexico, e mi ero illuso da un belpaese del terzo mondo d'essere arrivato in un paese del primo mondo (Italia), invece al di là della buona volontà delle singole persone, ti senti una trottola nel cercare di sistemare i vari documenti, dalla patente di guida, al medico di famiglia fino alla residenza ecc. Ho poi scoperto, e mio malgrado sorriso ironicamente, che avendo rinnovato la patente di guida tramite l'Ambasciata di Città del Mexico, qui a Como per avere un duplicato è normale aspettare tre mesi o più. E sembra che la documentazione venga preparata in giornata, ma poi passano tre mesi per stamparla. Misteri della tecnologia. Quindi ancora grazie ai due dirigenti per la disponibilità personale, ma anche virtuali "pedate negli stinchi" alla maledetta burocrazia ..... Scusate lo sfogo, ma penso sia giusto dire le cose belle e anche quelle brutte. Giambattista Bordoli Menaggio in tv Noi a "Fifty fifty" a parlare di Como Cara Provincia, il 23 maggio a pag. 59 è apparsa una lettera con i complimenti del signor Italo Moretti per la nostra partecipazione al gioco "Fifty-fifty". Desideriamo ringraziare questo gentile signore per le sue parole di stima e apprezzamento. Se ci fosse stata la possibilità, avremmo voluto parlare un po' di più della nostra bella città ma i tempi stretti della trasmissione non ce l'hanno permesso. Rimane la soddisfazione di aver fatto una buona "figura". Patrizia Clerici Susanna Leoni Como asili a cantu' La saggezza dei nonni e l'incapacità dei nipoti Egregio direttore, ho letto nei giorni scorsi il pezzo intitolato "Treno bloccato dal guasto alle sbarre" e ho subito pensato ad un parallelo, "Scuole dell'infanzia in procinto di abbassare le sbarre", bloccando l'accesso ai bambini per mancanza di posti. E' sconcertante come alla saggezza dei nostri nonni che hanno realizzato gli asili sia seguita l'incapacità dei nipoti di valorizzarli e migliorarli. Accuso da tempo la classe politica di mancanza di volontà di affrontare questo tema e di riuscire a garantire la reale parità a tutte le giovani famiglie che devono mandare i figli nelle scuole dell'infanzia. Tutti i politici fanno a gara a chi grida di più nel dire che è necessario aiutare le famiglie e poi di concreto non si fa nulla. A Cantù si stanno realizzando nuovi grandi complessi residenziali che aumenteranno notevolmente la popolazione, ma nessuno ha pensato in parallelo a progettare nuove scuole materne e asili nido, che pure già adesso sono insufficienti. Penso ad esempio alla zona di via Daverio, dove le famiglie sono costrette a fare molta strada a piedi oppure a prendere la macchina per portare i figli alla scuola dell'infanzia perché il Comune non garantisce un servizio di trasporto che servirebbe anche a ridurre il numero di auto e quindi l'inquinamento. Ma perché non adottare il sistema di far pagare in tutte le 12 scuole dell'infanzia di Cantù in base alla denuncia dei redditi, come ad esempio avviene già a Cucciago? Grazie dell'attenzione. Edoardo Viganò Cantù 30/05/2008.

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I giudici convocano i nonni per decidere sulla neonata (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

Il caso La bambina data alla luce dalla madre in coma I giudici convocano i nonni per decidere sulla neonata SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO La "bimba che nessuno vuole" è ignara della mobilitazione che ha innescato la sua venuta al mondo. Fino a che il Tribunale per i minorenni non deciderà che ne sarà di lei, il suo nome è soltanto "Bimba". I nonni materni vanno a trovarla all'ospedale di Alessandria, dove la madre, casalese di 35 anni, resta in coma dopo l'incidente del 20 maggio. Era stata fatta partorire con taglio cesareo indotto. La coppia può vedere la piccina attraverso il vetro: figlia della loro figlia che però non possono, giuridicamente, definire nipote. Si sono impegnati in una battaglia che, a 70 anni d'età, non immaginavano di dover combattere per ottenere il diritto di portare a casa loro la piccolina, nella speranza che la figlia si risvegli dal coma e metta riparo al limbo burocratico in cui la neonata si trova. L'avvocato Paolo Casalone, che li tutela e che ha presentato istanza affinché a loro sia affidata la neonata, ieri pomeriggio ha annunciato il primo risultato: "Il Tribunale ha fissato la data per l'udienza di comparizione: i nonni saranno sentiti il 4 giugno. I giudici sono stati molto tempestivi dimostrando particolare sensibilità per un caso così delicato, così come celermente aveva operato l'ospedale di Alessandria per recapitare a Torino la documentazione necessaria a dare avvio all'iter". Mercoledì prossimo, dunque, sarà una giornata decisiva, anche se non è detto che il Tribunale si pronunci immediatamente. Potrebbe farlo nell'arco di qualche giorno: l'importante è che ciò avvenga prima che la neonata venga dimessa dall'ospedale, perché, in assenza di una decisione, che si spera a favore dei nonni, potrebbe essere assegnata a un istituto e poi affidata a una famiglia ritenuta idonea, ma estranea. Il caso di "Bimba" ha suscitato vasta eco a livello nazionale. Molte emittenti televisive si sono mobilitate per rintracciare i nonni e ascoltare dalla loro voce il racconto del dramma che stanno vivendo, in bilico tra angoscia e burocrazia. "No grazie", hanno risposto. Non cercano la ribalta. Dalla loro casa semplice e decorosa, in un quartiere di periferia, escono soltanto per raggiungere ogni giorno l'ospedale di Alessandria: attraverso il vetro del Centro neonatale guardano Bimba che, a dispetto di codici e codicilli, è la loro nipotina. Poi si spostano nel reparto di Rianimazione ed entrano nella stanzetta dove la loro figlia "dorme" in coma farmacologico ma con la complicanza di quel colpo alla testa subito nell'urto dell'auto. Non hanno tempo per interviste e per televisioni. Ecco perché hanno detto "no grazie". A sostegno della loro battaglia si è pronunciato ieri Giuseppe Garrone, presidente regionale di Federvita, che riunisce i Movimenti per la Vita di Piemonte e Val d'Aosta. In una lettera aperta al Tribunale per i minori auspica che "siano i parenti più stretti, in questo caso i nonni materni, a far sentire alla bambina il calore della famiglia. Un istituto non potrebbe svolgere con lo stesso amore il suo pur prezioso compito".

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L'ENTUSIASMO DEGLI INDUSTRIALI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 30-05-2008)
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Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - L'entusiasmo degli industriali L'ENTUSIASMO DEGLI INDUSTRIALI Francesca Nicastro "La data di oggi è propizia per affermare la necessità di approntare una nuova linea del Piave dalla quale, come allora, l'Italia può e deve uscire vittoriosa". Non è un politico, a dirlo, ma un manager pragmatico come Andrea Tomat, nel suo ultimo discorso da presidente di Unindustria Treviso, sabato 24 maggio, a villa Loredan Gasparini a Venegazzù, dove l'assemblea generale dei soci è stata convocata per eleggere il nuovo presidente, il quarantacinquenne Alessandro Vardanega, della dinasty trevigiana del cotto. E anche se il 24 maggio, data dell'entrata in guerra dell'Italia nel 1915, c'entra poco con la linea del Piave, costituitasi tre anni più tardi per fermare l'avanzata nemica dopo la disfatta di Caporetto, la metafora è pregnante, e dice più, forse, di quanto vorrebbe. Nella sala gremita di imprenditori, del resto, il clima è da 24 maggio, euforico e irredento, e la relazione di Tomat è interrotta spesso dagli applausi. è un'onda in piena il manager pride, l'orgoglio imprenditoriale, e ora rompe gli argini: "Dobbiamo affermarlo con consapevole orgoglio - galvanizza la platea Tomat - in un tempo relativamente breve abbiamo riposizionato le nostre aziende e le loro produzioni". Osserva il past president: "è sufficiente percorrere le strade della nostra provincia lungo le quali possiamo riconoscere decine e decine di "marchi", di diversi settori industriali, noti ormai a consumatori e aziende di tutto il mondo". E sottolinea che proprio "il processo di rinnovamento avviato dall'industria trevigiana, in questi anni di crescente competizione internazionale, ha permesso di rimanere saldamenti agganciati ai mercati e alle economie che trainano la crescita mondiale". A villa Loredan c'è tutta la trevigianità che conta, quella che lavora sodo e che produce ricc hezza, quella che traina il Paese. Quella che ha saputo affrontare con successo "i difficili anni appena trascorsi", la sfida della globalizzazione, la crisi dell'economica, la Cina, l'euro... E pure i governi delle sinistre. E poi sono i politici, gli amministratori locali, i ministri veneti Sacconi, Zaia e Brunetta, il sindacato, Galan, Muraro, il vescovo Mazzocato, ma anche, ed è la prima volta, alcuni sacerdoti della Pastorale sociale e del lavoro. C'è la libera stampa, più in ghingheri degli industriali. Ci sono Bruno Vespa ed Emma Marcegaglia, neoeletta presidente di Confindustria, al suo primo intervento pubblico. Ma se il clima è da 24 maggio, traspare il timore che la realtà assomigli più alla linea del Piave, la trincea dell'ultima resistenza. Anche nella Marca della "sostanziale piena occupazione" e delle "esportazioni superiori a 10 miliardi di euro". "Gli anni che abbiamo davanti - avverte Tomat - rappresentano l'ultima occasione per il riscatto morale, economico e sociale di un'intera comunità nazionale". Perché se l'industria trevigiana ha saputo rinnovarsi e rimanere competitiva, lo ha fatto "nonostante i ritardi del Paese, il valore dell'euro, i costi delle materie prime". E oggi l'Italia non può più permettersi di "essere paralizzata da professionisti del veto". Perciò gli industriali invocano "rigorosa fermezza verso le forze politiche e sociali che ostacolano la soluzione dei problemi". E la speranza del ceto imprenditoriale trevigiano sembra addensarsi tutta lì, attorno a quei tre ministri veneti assisi in prima fila, rimirati e coccolati come una reliquia. Nelle loro mani ci mettono i problemi irrisolti del Paese: "La riduzione del carico fiscale a imprese e lavoratori, l'applicazione di un compiuto federalismo fiscale, la riduzione del debito e del la spesa pubblica, la realizzazione delle infrastrutture necessarie, l'avvio di una nuova politica energetica, la riduzione dei costi della burocrazia". "Le elezioni del 13 aprile - concluderà poi la Marcegaglia - hanno segnato un'importante discontinuità: in Parlamento si è prodotta una formidabile semplificazione, sono rimaste fuori le forze anti impresa e anti mercato, c'è dialogo con l'opposizione, abbiamo un governo coeso. Abbiamo un'occasione importante per cambiare il Paese. Non ci sono più alibi per nessuno". O il Piave o morte.

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