HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
top ARTICOLI DEL 29-3-2008
#TOP
Parla
Anna Finocchiaro: mai visto nelle piazze tanto calore
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: creare una burocrazia che sia strumento di promozione delle attività e dello sviluppo dell'isola, anziché un inciampo e fonte di spese ingiustificate; la seconda servirà invece a monitorare la spesa pubblica, verificando il rendimento di ogni euro che esce dalle casse della regione ed elaborando una relazione semestrale che permetta alla politica di capire se ha commesso degli errori,
A
bassa quota ( da "Cittadino, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come avviene in tanti luoghi della burocrazia e della vita, dagli uffici postali alle banche, dalle anticamere degli studi medici ai binari delle ferrovie, aspettando i treni. In cerca di dati positivi e per non correre il rischio di finire depressi, possiamo porre l'accento su una prassi veramente da benedire, riguardo a queste faccende,
Gli
arriva la tessera, ma è morto da trent'anni
( da "Trentino"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: guardare quello che è successo nei mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa, bisognerebbe aggiornare il motto: burocrazia e campi cent'anni. Purtroppo solo in maniera virtuale. Infatti Ezio Leonelli, classe 1912, anziano morto il 9 maggio 1977, viveva solo per l'Agenzia delle Entrate che gli ha fatto recapitare nel 2007, la tessera sanitaria con il codice fiscale.
Morto
da oltre trent'anni, riceve la tessera sanitaria dall'Agenzia delle Entrate
( da "Corriere
delle Alpi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia sfodera uno dei colpi migliori Morto da oltre trent'anni, riceve la tessera sanitaria dall'Agenzia delle Entrate TRENTO. Birra e campi cent'anni, diceva sorridendo in una pubblicità di tanto tempo fa Renzo Arbore. A guardare quello che è successo nei mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa,
Veltroni
s'è preso tutto Non gli darò pure il Senato
( da "Italia
Oggi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i famosi lacci e lacciuoli che vengono posti dalla burocrazia e dal complesso delle leggi a chi fa impresa, a chi rischia e investe. C'è l'ostilità della sinistra, che la sinistra non riesce a vincere, verso tutto ciò che non può controllare, perfino verso la proprietà privata che viene considerata ancora la radice di ogni male: contro la scuola privata,
Carra
all'Uncom: più infrastrutture ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, che vogliamo semplificare. A Mantova, tra le cose da fare: completare la tangenziale; risolvere il nodo di Goito; realizzare la Mantova-Catullo-Peschiera; garantire i collegamenti ferroviari con Milano, ridotti da Trenitalia con la complicità della Regione.
Tre
in volo su Parma ( da "Milano Finanza"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa politica e burocrazia, per gli altri c'è sproporzione tra l'investimento richiesto e la scarsa entità dell'offerta che avrebbe consentito all'inglese, con una quota di appena il 10%, di diventare il gestore della società.Per uscire da un'impasse che fa scrivere nella pagina web dell'aeroporto dedicata ai "piani di sviluppo" che "la pagina è in alllestimento"
Soru:
coop decisive per l'economia sarda
( da "Nuova
Sardegna, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I danni della burocrazia sono rappresentati da un numero: "Per la metropolitana di Cagliari ci sono volute 87 autorizzazioni". La concertazione, per Soru, dev'essere intesa in modo diverso: "Ci vuole una società che si prenda il senso di responsabilità, quello forse è il vero significato di concertazione".
Saluti
da Friburgo, capitale del sole ( da "Finanza e Mercati"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia non ostacola l'uso di pannelli solari e di pannelli fotovoltaici. In questa città c'è un quartiere, Vauban, diventato famoso per gli standard energetici minimi richiesti ai suoi edifici (minimo 65 Kwh/mq anno). C'è poi il fiore all'occhiello, il quartiere solare "Am Schlierberg", dotato di ampi spazi aperti e caratterizzato da percorsi interni privi di automobili.
IL
CASO LA RABBIA DEL TITOLARE DI UN'ENOTECA 0 Chiedo i danni al Comune Gli negano
la pedana e si rivolge all'avvocato
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dallo scorso settembre è alle prese con burocrazia e carteggi di vario genere. E con l'aria della primavera, quando tutte le altre attività della zona si sono attrezzate di conseguenza, è rimasto praticamente "a piedi". Dopo aver ottenuto dalla polizia municipale il permesso relativo allo spazio pubblico da occupare senza intralciare la viabilità,
Il
fondo monetario cambia volto più poteri di voto ai paesi poveri - elena
polidori ( da "Repubblica, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e maggiore deontologia degli intermediari. Per ripristinare la fiducia suggerisce: prezzi più realistici, controlli accurati sui requisiti di capitale delle banche, rilevazione dei rischi sui prodotti complessi veicolati dalle società fuori bilancio, quelli che appunto interessano alla Consob.
Le
risorse per il "non profit" e il peccato originale del 2005 - giulio
tremonti ( da "Repubblica, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per Tremonti "oggettivamente ragionevole", si è rivelata insufficiente e ha bloccato il meccanismo. La lentezza della burocrazia (mal comune di tutti i governi) ha fatto il resto. Non è un giudizio personale, ma l'opinione unanime degli operatori che stanno ancora aspettando i soldi e una legge. (l.i.).
Pd,
ad alà i candidati della gallura ( da "Nuova Sardegna, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la stessa amministrazione regionale con la sua asfissiante burocrazia ne stoppa lo sviluppo. è il caso della strada Abbasanta-Olbia che, per una sorta di capriccio ambientalista, si ferma a Istui. Ma ciò avviene soltanto dopo che la stessa strada ha letteralmente squarciato i migliori boschi di sughera dell'intera zona".
Di
LUCA MANTIGLIONI IL MONDO imprenditoriale
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla riduzione dei vincoli che penalizzano le imprese (pressione fiscale, burocrazia asfissiante). Ogni volta che un problema si ripresenterà noi saremo qui, tutti insieme, a chiedere spiegazioni ai nostri parlamentari, a prescindere dallo schieramento". "E' la prima volta che le quatro associazioni di categoria fanno un documento comune da consegnare ai politici ?
NUOVA
legge per le certificazioni degli impianti casalinghi. E’
( da "Nazione,
La (Prato)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche più burocrazia. La norma ha creato un iniziale scompiglio, perché le complicazioni si amplificano nel momento di compra-vendita e di affitto. Il Consorzio Malaparte, struttura dell'Associazione che conta una trentina di aziende che operano in vari settori delle costruzioni, è a disposizione per effettuare una consulenza gratuita sulla sicurezza degli impianti domestici.
Via
intitolata a granbassi, atto dovuto
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: però nel 1982 la burocrazia romana dispose che le iscrizioni relative ai nostri connazionali venissero cancellate". Ce n'è, mi sembra, abbastanza per rispondere a chi reclama la damnatio memoriae di Mario Granbassi che la rinnovata intitolazione al suo nome di una via cittadina è semplicemente un atto di dovuto risarcimento.
Scelte
condivise, o il paese si ferma ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: taglio dei costi della burocrazia, maggior efficienza dell'amministrazione pubblica". Tutto secondo copione. Mentre in azienda si continua a lavorare, con il solo rallentamento del traffico dei camion per motivi di sicurezza, Napolitano viene accompagnato in visita allo stabilimento su una golf-car color senape guidata da Benedetti,
Una
sconfitta edilizia che non ha attenuanti
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Forse è colpa della burocrazia, o magari delle spese di realizzazione aumentate e delle difficoltà a recuperare i soldi necessari. Sull'argomento, Comune e proprietari hanno idee diverse. Intanto il manifesto di una delle strade più vicine alla stazione ferroviaria, la via degli alberghi, è strappato come l'icona di un quartiere abbandonato.
I
soldi del 5 per mille non arrivano - francesco albonetti
( da "Tirreno,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma non pensavamo in tanta burocrazia. In questi giorni ci è giunta notizia che stanno mettendo mano alle liquidazioni, vediamo: sarebbe già una novità positiva". Come già ricordato in precedenti articoli, la Misericordia impegnerà gli oltre 34mila euro di donazioni ricevute principalmente nell'assistenza domiciliare agli anziani e ai non-autosufficienti.
I
medici di famiglia pronti a lavorare al sabato
( da "Provincia
Pavese, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per burocrazia intendo note da rispettare, difficoltà di collegamenti con gli ospedali che compilano richieste secondo un nomenclatore anomalo rispetto a quello regionale, fogli da compilare. La burocrazia ci porta via il 20-30% del tempo". Con Martire operano Angelo Ferrazza, Giuseppe Zucca, Alessandro Rossi e Luisa Marinella Zambelli.
Modica:
tranquilli, i concorsi si faranno
( da "Tirreno,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: affondato nelle sabbie mobili della burocrazia. Ma il sottosegretario Modica ha ridato speranze. "Dopo che a fine maggio sarà costituita la commissione nazionale, saranno organizzati i concorsi. Ci vorrà tempo, è presumibile che i posti andranno a regime con l'autunno". Sui trenta posti programmati a Pisa, l'assemblea permanente dei ricercatori ribadisce le sue critiche al rettorato.
Pisa
produce tante idee, poi però le spreca
( da "Tirreno,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Difficoltà incontrate anche da Oliviero Toscani con il progetto del laboratorio di ricerca della comunicazione La sterpaia a San Rossore. "Il problema fondamentale da abbattere è la burocrazia. Poi manca la creatività, che deve essere visionaria, sovversiva e disturbante. A Pisa in periferia c'è un'architettura da geometri autorizzata dagli assessori". Daniela Salvestroni.
Napolitano:
scelte condivise per il paese ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: problemi legati alla crisi della formazione scolastica, alla burocrazia, al costo del lavoro, all'energia. Insomma, tutti problemi che competono alla politica. Napolitano ha praticamente condiviso questo allarme e anche il commento di Benedetti, che ha parlato di "preoccupazioni che però non spengono la fiducia".
Il
cacciatore di aquiloni ( da "Nuova Venezia, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia, di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre
Febo:
la filovia parte il 1 maggio il sindaco: altrimenti te ne vai a casa
( da "Centro,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inchiesta tamburellante che ha messo in evidenza gravi lacune della burocrazia ministeriale e affine. Le prime immagini inquadrano i nuovi piloni installati da anni per chilometri in città, i fili tesi e incrociati che in alcuni punti formano una fitta ragnatela, in un susseguirsi di dissolvenze tra stupore e indignazione.
Parco
catene, cantieri al via da aprile - mitia chiarin
( da "Nuova
Venezia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quando la burocrazia mette lo zampino in una Municipalità, la sfortuna è dietro l'angolo. A farne le spese sono opere a lungo attese, come il parco di Catene, il grande sogno "verde" di Marghera. Otto ettari di parco a ridosso di via Trieste attesi da decenni nel rione di Marghera, con un appalto già assegnato alla Ecis di Marghera.
Udc:
più poteri ai sindaci contro la criminalità
( da "Mattino
di Padova, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa burocrazia, i vigili passano troppo tempo tra le scartoffie". Negare la residenza? "Quando ci sono elementi oggettivi e fondati si può negarla". Duro Luigi Bernardi (Campo San Martino): "Dobbiamo disfarci dei delinquenti, varare leggi per eliminarli dal tessuto sociale: bisogna ripulire il territorio dalla delinquenza e rimandarla a casa.
Agricoltura,
via ai "buoni assunzione": si comprano all'inps a 10 euro l'uno
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E' una rivoluzione a burocrazia zero. E si inaugura in Friuli Venezia Giulia, prima in Italia a sperimentare il "lavoro accessorio" in agricoltura. Firmata ieri a Pordenone tra Inps, Inail e Regione, dal presidente Illy, la convenzione che dà il via al progetto davanti al ministro Cesare Damiano.
IL
LORO NEMICO numero uno è la burocrazia: non possono partecipare ai concor
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Liberare
posto in lista non è stato possibile
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: QUANDO le regole e la burocrazia hanno il sopravvento sul buon senso". Con toni ironici un lucchese, a dire il vero straniero ma da molti anni residente nel nostro territorio, descrive quanto gli è accaduto in questi giorni in tema di sanità. Ne è rimasto sconvolto, pensava che "le polemiche che i quotidiani riportano ogni giorno sulla malasanità,
Villaggio:
Fantozzi mi ha stroncato la carriera di scrittore
( da "Tempo,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché in fondo Fantozzi è vicino alla burocrazia russa dell'Ottocento. Insomma io posso sopravvivere nella storia per Fantozzi, ma mi hanno obbligato a scrivere decine di libri. Sono grato al personaggio, ma ho una gran voglia di uscire da quel cliché. Addirittura nella copertina di "Storia della libertà di pensiero" non ho voluto nemmeno la foto,
Parco,
dialogo con gli impreditori ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: significherà minore burocrazia; semplificazione dei vari passaggi istituzionali, in modo da rendere maggiormente coerenti e sinergiche le politiche territoriali di tutti gli Enti. E' il messaggio che Gaetano Benedetto, presidente dell'Ente Parco ha voluto inviare nell'illustrare la sua relazione al Consiglio Direttivo, ospitato eccezionalmente presso la sede della Provincia di Latina,
Il
paese dei morti che camminano ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anzi, per la burocrazia è l'"Istituto comprensivo VII Circolo. Papanice". Edificio moderno, inaugurato il primo settembre scorso, da fare invidia alle scuole delle grandi metropoli. Il custode sembra una vedetta. Scruta terrorizzato l'orizzonte, come se temesse qualcosa, tiene la porta d'ingresso chiusa.
Giovani,
cervelloni e superliberali ( da "Giornale.it, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie e barriere doganali. Adora la globalizzazione. A ricevermi nella saletta delle riunioni è la triade che governa il think tank. Stringo la mano in ordine gerarchico, al direttore generale, Alberto Mingardi, al direttore del Dipartimento politico, Carlo Lottieri, al direttore del Dipartimento Ecologia,
Mercato
alla prova dell'uragano Mifid ( da "Borsa e Finanza"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: adeguatezza e appropriatezza crescono ulteriormente burocrazia e costi a carico delle reti di Redazione - 29-03-2008 NUOVE REGOLE Criteri più stringenti sulla compatibilità dell'investimento in relazione al profilo cliente e divieto di doppie commissioni per le Gpf. L'entrata a regime della Mifid promette di cambiare volto al mercato del risparmio gestito e di creare una selezione nell'
Ritirata
la domanda Igp per i "cuneesi al rhum"
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: valutato che la richiesta si scontrava con troppi interessi e un eccesso di burocrazia. Non siamo voluti scendere a compromessi per salvare l'artigianalità del prodotto. Regione, ministero, Bruxelles lo avrebbero snaturato rendendolo industriale. Inoltre ci saremmo scontrati con decine di produttori locali che fanno baci di Busca, Droneresi, Fossanesi, Monregalesi e molti altri.
L'identità
dei Comuni ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: TRA FEDERALISMO E BUROCRAZIA L'identità dei Comuni I Comuni sono enti autonomi da gestire come aziende o centri di spesa che Roma deve disciplinare nei dettagli? La domanda aleggia dai primi anni 90 ma non ha trovato risposta, o meglio ne ha tro-vate troppe, diverse fra loro.
Più
agevolazioni per l'agricoltura ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: insieme al problema della lotta alla burocrazia, che resta uno dei nodi principali da sciogliere, va superata la crisi della politica. "è stato deciso per il ricorso alle urne – sottolinea Vecchioni- ma forse sarebbe stato preferibile prima una fase costituente che aprisse le porte ad una Italia veramente rinnovata ".
"Paghiamo
salato quando siamo noi a sbagliare È chiaro che la regola non vale per le
istituzioni" ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Già il nostro lavoro è più difficile in montagna che in pianura: i tempi della burocrazia sono più lunghi, le difficoltà ti scoraggiano. E devi sopportare situazioni come questa senza poterci fare nulla: se le istituzioni combinano un guaio non capita niente, invece se noi tardiamo un pagamento ci arriva la mora, o qualcosa di peggio".
Rabbia
degli allevatori per i sussidi in ritardo
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il presidente della Comunità montana Valchiusella, Adriano Oberto Tarena, incrocia le dita: "Per fortuna sembra che tutto si stia risolvendo. E' stato davvero un caso di burocrazia, e se gli agricoltori si sentono danneggiati siamo i primi a suggerire che intentino causa per ottenere un risarcimento".
Ci
scrivono ( da "Corriere del Trentino"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche la politica ha perso il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista e mentre risiede imbonita nei salotti dell'alta finanza internazionale, la destra perde tempo coi tacchi a spillo dell'ultima arrivata alla ricerca dell'appoggio del borghese puritano di turno.
Segue
dalla prima le parole del lama ( da "Riformista, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come migliaia di cinesi che abitano nelle zone rurali subiscono ingiustizie per mano della burocrazia locale corrotta e che li sfrutta, ma le loro legittime lamentele vengono o ignorate o accolte con aggressività. Sono preoccupazioni che esprimo sia in quanto essere umano sia in quanto persona pronta a considerarsi un membro della grande famiglia che è la Repubblica Popolare Cinese.
AUTHORITY,
PRIMO FLOP ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chissà perché tanta burocrazia per trasferire un "tavolo"), è altrettanto vero che quello stesso Comitato ha già un presidente (Aldo Grasselli) e si è già riunito due volte. E alle riunioni ha presenziato anche il rettore dell'Università di Foggia Antonio Muscio - che del Comitato fa parte - per il quale "siamo partiti con il vento in poppa -
Blasoni:
nessuna scorrettezza il provveditore: scelte autonome
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dichiara ancora Blasoni - di aver segnalato il fatto che la Regione fa troppo poco per i giovani e che vi è troppa burocrazia nel Paese nel mio intervento in occasione della consegna dei premi, che in massima parte ha riguardato il rapporto scuola-mondo del lavoro. Intervenissi nuovamente domattina, direi esattamente le stesse cose".
CONFAGRICOLTURA:
DUE GIORNI A SETTIMANA PERSI PER BUROCRAZIA
( da "Agi"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Food CONFAGRICOLTURA: DUE GIORNI A SETTIMANA PERSI PER BUROCRAZIA (AGI) - Taormina (Me), 29 mar. - Ogni settimana, un'azienda agricola di medie dimensioni perde due giorni per adempiere agli obblighi burocratici. Il grido da'allarme lo lancia Confagricoltura, al termine del forum di tre giorni FuturoFertile, a Taormina.
Avanti
con l'eolico e il solare Diamo una mano all'Italia
( da "Avvenire"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: interminabile tra i meandri della burocrazia. Tuttavia è con i piccoli passi (un aerogeneratore dove le condizioni eoliche lo consentono, una serie di pannelli solari sul tetto di casa) che si tampona l'emergenza e si risparmia sull'import. Eolico e solare non sostituiranno mai i grandi impianti, le centrali cosiddette di potenza, dotate di alternatori da centinaia e centinaia di megawatt.
AGRICOLTURA/
CONFAGRI: TROPPA BUROCRAZIA,110 GIORNI SPESI PER CARTE
( da "Virgilio
Notizie" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia italiana per le imprese agricole rappresenta un grosso fardello per la crescita e centodieci giorni all'anno dedicati soltanto alle carte sono davvero troppi". A sottolineare una delle principali anomalie del sistema italiano è il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che, dal palco del forum 'Il futuro fertile'
Termalismo
in crisi? <Persi 25 mila ospiti>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vinceremo nessuna partita fino a quando ci sarà una burocrazia che soffoca le nostre imprese". A gettare invece una provocazione, l'unica della serata, è stato il presidente dell'Associazione degli AlbergatoriGiuseppe Albertin. "Sono pronto a marciare a piedi scalzi al palazzo della Regione Veneto se le istituzioni non vorranno ascoltare la nostra voce - ha spiegato - certo che c'
L'agricoltura
soffre burocrazia e costi eccessivi
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lusetti
punta sulle strade <Porterò sul territorio i fondi per la Pedemontana>
( da "Corriere
Di Como, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna annullare la burocrazia - ha detto - quindi lavoreremo perché la nascita di nuove aziende avvenga in breve tempo. La piccola e media impresa meritano incentivi fiscali che abbassino il costo del lavoro e aumentino le contribuzioni dei dipendenti". Messaggi chiari in una zona che storicamente non ha mai premiato il centrosinistra.
Spedizione
sull'Everest adesso la strada è aperta
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un'ulteriore difficoltà quindi ostacolerà la nostra già impegnativa salita. Siamo comunque fiduciosi e carichi per affrontare questa ennesima avventura. Burocrazia consentendo cercheremo di dare il possibile per raggiungere l'obiettivo".N.M.
CASE
SICURE , ARRIVA IL BOLLINO ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna anche tenere presente che aumenteranno le spese a causa di un ennesimo aggravio della burocrazia". Elio Amodeo, responsabile di Assocasa sottolinea che con l'entrata in vigore del decreto 37 si potranno avere più garanzie sulla conformità degli impianti.
<Aprire
un'azienda in un giorno, senza burocrazia>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Aprire un'azienda in un giorno, senza burocrazia" È il sogno-obiettivo dell'ex presidente di Confindustria e Federmeccanica entrato nella competizione politica Massimo Calearo pensa di essere l'uomo giusto per spiegare la "questione nord est" a Roma?"Premetto che io non mi sono candidato, mi è stato chiesto.
MA
C'è IL REBUS DEI CONTROLLI ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tratti di un ennesimo aggravio della burocrazia che finirebbe per pesare sulle tasche della popolazione". Rimane, dunque, il rebus dei controlli. I problemi relativi alla carenza di organico dei vigili urbani ad Avellino, sono noti da tempo. Il comandante della caserma di Largo Santo Spirito, Carmine Tirri, alle prese con i problemi quotidiani legati al piano degli ordini di servizio,
GIANNI
COLUCCI CONFINDUSTRIA IN CAMPO, APPELLO IN TREDICI PUNTI AI CANDIDATI DI
CAMPANIA 2 E PER ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla scuola e alla ricerca ai tempi della burocrazia, Gallozzi, aggiunge riflessioni anche di contesto. Siamo "in un territorio fortemente condizionato da un basso tasso di crescita" e urge un "un modello di sviluppo capace di generare vera ricchezza, posti di lavoro qualificati e quindi buona economia".
PDL:
FONDI UE, SUBITO UN'AGENZIA ANTI-SPRECHI
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: causata da una delinquenza organizzata, fatta di relazioni, di interessi e di intrecci con una burocrazia collusa, con una struttura complessa economica e sociale. Allora il problema di colpire le ricchezze illecite, sotto tutte le forme, è diventato preliminare e strategico, se si vuole far ripartire lo sviluppo in Campania e nel Sud".
<Ecco
le nostre quattro scommesse: ma ora basta con la burocrazia>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma ora basta con la burocrazia" ButtrioNOSTRO INVIATO(mb)Ultima chiamata per le imprese, ma anche per il Sistema Italia. Gianpietro Benedetti, presidente del Gruppo Danieli, non usa mezzi termini davanti al Capo dello Stato: "Eravamo in cinque competitori al mondo, siamo rimasti in tre con tedeschi e austriaci, anzi solo con i tedeschi che si sono comprati gli austriaci.
Galan
agli Artigiani: <Prodi ha seviziato questa terra>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ci ha seviziato aumentando le tasse, aumentando la burocrazia, ci ha fatto pagare i debiti sanitari dell'Italia, il turismo delle immondizie del "mito" Bassolino. Va bene che Prodi è un professore universitario, ma ciò non significa nulla. Il governo dei filosofi è una sciagura, meglio un governo degli imprenditori".
AGRICOLTURA/
CONFAGRI: POLITICA SA COSA VOGLIAMO, ORA ASPETTIAMO
( da "Virgilio
Notizie" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alleggerimento della burocrazia, estensione della Legge Biagi (voucher sulla vendemmia) ad altri tipi di raccolti (come ortofrutta e olivicoltura), eliminazione della tasse di successione, politiche di sostegno alla competitività delle imprese e alla promozione dei prodotti agricoli italiani all'estero.
IMMIGRATI
E VOTO ( da "Azione, L'"
del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza.
<Senza
pudore: al sud neppure l'autostrada, da noi le statali>
( da "Provincia
di Lecco, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia intorno a una strada è tanta e tale che nessun governo potrà mai prendersi il merito esclusivo di una decisione finale. E comunque il lavoro che ci sta dietro - dalla valutazione di impatto ambientale fino all'acrobatico inserimento nella legge obiettivo - fanno parte dal nostro esecutivo.
Il
futuro dalla città attende <Servono uomini, non tavoli>
( da "Provincia
di Como, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tavoli e il peso della burocrazia è la base per far decollare anche un altro settore, già in rampa di lancio: quello della cultura. Ne è convinto l'assessore comunale con delega in materia, Sergio Gaddi, che ieri si è espresso in modo chiaro su questo punto, nel corso di un convegno al teatro Sociale: "Per valorizzare il patrimonio artistico sono indispensabili persone competenti,
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICILIA LA
CANDIDATA DEL PD ALLA PRESIDENZA: PARLIAMO IL LINGUAGGIO DEL FUTURO AI GIOVANI CHE
VOGLIONO CRESCERE QUI Parla Anna Finocchiaro: mai visto nelle piazze tanto
calore RUDY FRANCESCO CALVO inviato a Messina Non si fa spaventare Anna
Finocchiaro, candidata alla presidenza della regione Sicilia, dai sondaggi che
la vedono in netto svantaggio rispetto al suo avversario Raffaele Lombardo,
fondatore del Mpa ed erede politico diretto di Totò Cuffaro. Per l'istituto
Demopolis, il candidato del centrodestra avrebbe il 57 per cento dei consensi,
contro il suo 38. Ma lei, Anna, tira dritto: "Ci vuole ben altro per
impressionarmi". Spiega così a Europa la propria soddisfazione al termine
di questi tre giorni trascorsi a girare l'isola insieme a Walter Veltroni:
"Abbiamo visto belle piazze e grande entusiasmo. È da vent'anni che faccio
campagne elettorali in Sicilia e non ho mai visto tanto calore". Il
segnale più importante viene dai più giovani, che hanno affollato le piazze e
le sale toccate dal tour dei due candidati dem. "Questo ? spiega ? vuol
dire che parliamo il linguaggio del futuro e che siamo ritenuti affidabili
dalle generazioni che vogliono crescere in questa terra". Non a caso,
Finocchiaro si presenta come una "mamma" ai tanti siciliani che
vengono ad ascoltarla. Parla loro di sprechi, inefficienze, clientelismi. Di
una sanità, dove "il ricorso fuori controllo al privato sottrae risorse al
pubblico in difficoltà, grazie a un numero esorbitante di convenzioni. Non sono
contraria alla sanità privata ? precisa ? ma è necessario un rapporto di
sussidarietà. E bisogna evitare che si mantengano volutamente le strutture
pubbliche in condizioni difficili solo per poter giustificare l'intervento dei
privati ". Denuncia a voce alta anche il giogo della mafia. "La sto
facendo senza ombrello questa c a m p a g n a elettorale", ha detto ieri
sotto la pioggia di Siracusa, per far capire che non bisogna aver paura di
parlare a chiare lettere dei mali dell'isola. "Non è un destino
ineluttabile essere governati da questa classe politica. Cambiare è possibile e
cogliamo ogni giorno numerosi segnali in questa direzione, a partire dalla
reazione di Confindustria e delle associazioni antiracket". Il
centrosinistra ha provato in questi anni a rompere il monopolio della Cdl, che
qui è rimasta compatta, presentando candidati forti come Leoluca Orlando e Rita
Borsellino. Ma questo non è bastato, anche perché dai partiti della coalizione
non è venuta una spinta sufficiente a sostenere le prime linee. Toccherà lo
stesso destino anche alla Finocchiaro? "Io non credo all'onnipotenza della
politica ? risponde lei ? per un cambiamento veramente radicale, come quello
che serve alla Sicilia, serve l'impegno di quelle classi dirigenti diffuse che
si muovono all'interno della società. I dirigenti politici sono importanti, ma
non bastano". Se diventerà presidente della Sicilia, la sua priorità sarà
di mettere ordine nella macchina burocratica della regione, combattendo
inefficienze e sprechi. "Nei primi novanta giorni di governo ? spiega ?
istituirò due commissioni indipendenti: la prima per elaborare un piano
strategico per creare una burocrazia che sia strumento di promozione delle attività e dello sviluppo
dell'isola, anziché un inciampo e fonte di spese ingiustificate; la seconda
servirà invece a monitorare la spesa pubblica, verificando il rendimento di
ogni euro che esce dalle casse della regione ed elaborando una relazione
semestrale che permetta alla politica di capire se ha commesso degli errori,
perché non è certo onnipotente, e quindi rimediare tempestivamente". Ma la
lotta più dura sarà un'altra, rivolta a combattere gli esorbitanti costi della
politica. "Sarà nostro dovere disboscare gli enti inutili che esistono in
questa regione: abbiamo 27 Ato, anziché uno per provincia; abbiamo un ente
porto di Messina con un solo impiegato e ben 14 consiglieri d'amministrazione,
che assorbono insieme alle numerose consulenze gran parte del bilancio. E sono
solo alcuni esempi". Strutture inutili per i cittadini siciliani, ma che
servono ad alimentare il clientelismo e far crescere a dismisura le relazioni
dei politici di turno. "Servono ? spiega efficacemente ? a piazzare le
seconde e le terze file della politica". Non si arrende, Anna. La sua
battaglia continuerà fino al 13 aprile. Se non riuscirà a vincere, avrà almeno
contribuito a quel cambiamento che in Sicilia è appena agli inizi. Un impegno
che, comunque, contribuirà a mantenere anche da Roma, dove "la sua voce si
fa sentire molto forte ? ha detto più volte Veltroni ? anche senza allearsi con
la Lega".
( da "Cittadino, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stoicismo, una tra
le più grandi virtù in una società che vive in perenne fila Si sa che la fretta
è un veleno che devasta la vita e tutto fa nascere il sospetto che oggi si
vedano ovunque gli effetti di questa sorta di pestilenza dell'anima. Ci saranno
anche cause profonde e di vasta portata di questa condizione del vivere, e,
chiedendo a filosofi e a psicologi, potremmo forse ottenere spiegazioni sottili
e brillanti di questo fatto che riguarda un po' tutti, anche le stesse persone
da cui vorremmo essere illuminati. La nostra società è piena di maestri del
pensiero e di terapeuti dell'anima, per non dire di chi, impegnato nell'agire
politico, si rivolge invece piuttosto alla prassi, presentandosi con progetti e
rimedi in grado di vincerne ogni stortura.Dal nostro piccolo angolo non
riusciamo a stare così in vetta, ma, procedendo a bassa quota, ci concediamo
obiettivi di descrizione più che di rimedio, e, per amore di concretezza,
rivolgiamo il pensiero a una situazione in cui la volontà di fare in fretta - o
anche solo di non perdere tempo - è messa a dura prova. Si tratta della
necessità, che incombe su tutti, di stare tranquilli in fila in attesa del
proprio turno, come avviene in tanti luoghi della burocrazia e della vita, dagli uffici
postali alle banche, dalle anticamere degli studi medici ai binari delle
ferrovie, aspettando i treni. In cerca di dati positivi e per non correre il
rischio di finire depressi, possiamo porre l'accento su una prassi veramente da
benedire, riguardo a queste faccende, quella, cioè, degli scontrini con
numero di prenotazione, perché ognuno sappia qual è il suo turno. Il sistema
non può essere applicato ovunque, ma dove le situazioni e le risorse tecniche
lo consentono, ciascuno conosce la sua sorte, mette il cuore in pace e si
evitano tanti guai. Se tali possibilità non esistono, si è costretti ad
assistere a spettacoli di vario tipo, dai quali trapela, in non pochi casi, la
meschinità dei comportamenti a cui si abbandonano gli umani. Vi sono, infatti,
individui che, pur messisi in fila dopo altri, tentano in ogni modo di passare
avanti, sgusciando fra i vari pertugi con impertinenza ed evidente inciviltà.
Gli astanti, in genere, non reagiscono, ed anche questo fatto è degno di
considerazione, perché - se non pecco di ottimismo - è segno di quella capacità
di dare la tara ai cretini, che, almeno nelle cose da poco, va posta in atto,
per non aumentare ulteriormente i guai.Questi, del resto, spuntano da ogni
canto e personalmente ne avverto il peso - sempre in queste faccende - quando,
collocato con rassegnazione nella mia fila di attesa, vedo che, su quattro
sportelli, due, non utilizzati, recano la scritta: "assente",
riferita, ovviamente, al titolare di quello sportello, perché si intravedono
altri impiegati negli uffici, dislocati nelle retrovie e addetti ad altri
compiti. Più dura è la prova quando allo sportello c'è l'impiegato, che si
occupa però, per motivi imperscrutabili, di altre faccende, comunicando la
cosa, ad esempio, con un laconico: "cassa chiusa" o qualcosa del
genere. I condannati all'attesa - se sono persone virtuose - suppongono che
l'impiegato sia impegnatissimo in faccende improcrastinabili, ma la loro retta
intenzione minaccia di vacillare se vedono il suddetto in chiacchiere con
qualcuno, senza mostrare i segni di un duro ed opprimente lavoro.Morale. Una
delle più grandi virtù è la pazienza, e fra i sistemi filosofici è, forse, da
privilegiare lo stoicismo. Cose tutte che sapevamo già.
( da "Trentino" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il documento sanitario
dell'Agenzia entrate. La figlia: "Pensavo fosse una multa" Il
supporto è stato inviato a Ezio Leonelli che aveva lavorato a lungo al Sait
TRENTO. Birra e campi cent'anni, diceva sorridendo in una pubblicità di tanto
tempo fa Renzo Arbore. A guardare quello che è successo nei
mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa, bisognerebbe
aggiornare il motto: burocrazia e campi cent'anni. Purtroppo solo in maniera virtuale. Infatti
Ezio Leonelli, classe 1912, anziano morto il 9 maggio 1977, viveva solo per
l'Agenzia delle Entrate che gli ha fatto recapitare nel 2007, la tessera
sanitaria con il codice fiscale. La figlia dell'uomo, Laura non sapeva
se mettersi a ridere o a piangere: "Vedendo la busta, ho pensato a una
vecchia multa non pagata". Il povero Ezio Leonelli era nato nel lontano
1912, per la precisione il 24 gennaio. Aveva vissuto a Trento, in via Cardinal
Morone. Aveva lavorato a lungo come magazziniere nel reparto farmaceutico del
Sait, poi era andato in pensione. E' morto il 9 maggio 1997, all'età di 65
anni. Nella casa dove viveva ora c'è la figlia con il marito. La donna pensava
spesso al padre in questi anni, ma mai avrebbe immaginato che la burocrazia avrebbe fatto di tutto per farlo rivivere,
purtroppo solo in una tessera di plastica. Così, quando ha visto la busta con
la scritta Sogei-Agenzia delle Entrate, la donna ha pensato subito ad una tassa
o ad una multa dimenticata dall'anziano genitore. Le è venuto un mezzo colpo.
Si è subito mentalmente a fare il conto dei possibili interessi di una sanzione
di almeno trent'anni prima. Poi ha visto che nella busta c'era la tessera blu
con il simbolo della Repubblica italiana. Sulle prime non ci credeva. Sulla
tessera c'era il nome del padre, con il suo codice sanitario che è anche codice
fiscale. La tesserina blu era accompagnata da una letterina che spiegava l'uso
del nuovo supporto. Nella lettera si diceva che la scheda serviva anche per le
prestazioni sanitarie all'estero e che era valida fino al
( da "Corriere delle Alpi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia sfodera uno
dei colpi migliori Morto da oltre trent'anni, riceve la tessera sanitaria
dall'Agenzia delle Entrate TRENTO. Birra e campi cent'anni, diceva sorridendo
in una pubblicità di tanto tempo fa Renzo Arbore. A guardare quello che è
successo nei mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa, bisognerebbe aggiornare il motto: burocrazia e campi cent'anni. Purtroppo solo in maniera
virtuale. Infatti Ezio Leonelli, classe 1912, anziano morto il 9 maggio 1977,
viveva solo per l'Agenzia delle Entrate che gli ha fatto recapitare nel 2007,
la tessera sanitaria con il codice fiscale. La figlia dell'uomo, Laura non
sapeva se mettersi a ridere o a piangere: "Vedendo la busta, ho pensato a
una vecchia multa non pagata". Ezio Leonelli era nato nel lontano 1912.
Aveva vissuto a Trento e lavorato come magazziniere nel reparto farmaceutico
del Sait, poi era andato in pensione. E' morto all'età di 65 anni.
( da "Italia Oggi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 076, pag. 5 del 29/3/2008
Autore: di Franco Bechis Visualizza la pagina in PDF Veltroni s'è
preso tutto Non gli darò pure il Senato Risposta. C'è il realismo necessario di
fronte a una situazione globale dell'economia e massimamente difficile in
Italia, per cui non si possono fare sogni. Bisogna sempre essere ottimisti e
lavorare per migliorare la situazione, ma non si può non prendere atto del
fatto che c'è una grande crisi della finanza americana che inciderà sulla
economia europea, che l'Europa è in difficoltà per la competizione di Cina,
India e Russia, che il petrolio è salito alle stelle come tutte le altre
materie prime, perché Cina e India ne acquistano dosi massicce, che anche altri
prodotti alimentari sono saliti di prezzo perché la Cina non è più autonoma, ma
acquista sul mercato mondiale. D. E allora? R. Tutto questo comporterà tempi difficili
per l'Europa. E per l'Italia si aggiunge la nostra situazione ereditata dal
passato: per noi il petrolio incide di più, perché siamo tributari verso
l'estero di tutto l'acquisto di ciò che ci serve per l'energia. L'euro che
tocca tutte le nostre esportazioni. Le infrastrutture, il debito pubblico,
l'evasione fiscale, la più alta in Europa. E infine il costo dello Stato nel
suo complesso, che del 30% superiore a quello che costano gli Stati europei ai
loro cittadini. Ora pure la rovina dell'immagine italiana causata dalla
tragedia dell'immondizia, a cui si aggiungeranno non solo i danni per il
turismo già in atto, ma i danni per le nostre esportazioni: soprattutto i
prodotti del bello, dell'alta tecnologia, i cibi pregiati. D. La mozzarella R.
Sì, la mozzarella. E poi aggiunga il fatto che la sinistra stava svendendo la
compagnia aerea Alitalia alla Francia. Un paese che non ha la compagnia di
bandiera credo che sia destinato all'ultimo posto in Europa, dove anche
Portogallo e Grecia ne hanno una. In questa situazione è chiaro che
l'atteggiamento di un uomo della realtà, della concretezza, dei fatti, non può
che essere un atteggiamento realistico e, come lei ha detto, prudente. D.
Perchè lei è così contrario ad Air France, visto che quando era presidente del
consiglio aveva ipotizzato la fusione fra le due compagnie? R. Sì, ma allora si
dava vita a una grande compagnia internazionale, in cui Air France, Alitalia e
Klm avevano pari dignità. Invece le condizioni che, dopo sei mesi di
trattativa, Air France ha proposto oggi, sono irricevibili. Addirittura
offensive. Perché c'è una colonizzazione completa di Alitalia da parte dei
francesi, cosa che non ci possiamo permettere non solo per orgoglio nazionale,
ma anche per interesse. Pensi a dove porterà Air France i turisti -e si calcola
che l'attività del turismo sarà quella che crescerà di più nei prossimi anni,
per l'avvento di oltre 100 milioni di cinesi, oltre ai milioni di indiani e
russi benestanti. Air France li porterà in Italia o in Francia? Il turismo è
una componente essenziale del nostro pil, non possiamo assolutamente farci
colonizzare da una compagnia straniera. D. Lei ha lanciato la proposta di una
cordata italiana, facendo un appello a tutti gli imprenditori nazionali. Ma di
questi nei mesi scorsi se ne sono visti pochi... R. No, no, anzi. Io ho
ricevuto un'infinità di telefonate. Adesso non possono farsi vedere, perché è
in corso una trattativa con Air France. Occorre che questa si chiuda-
negativamente come spero- e lei vedrà che saranno moltissimi gli imprenditori
italiani a rispondere al mio appello all' orgoglio di patria e di interesse. D.
Lei ha proposto un prestito ponte per garantire la continuità di gestione... E'
necessario. C'è di mezzo un interesse nazionale. Quando una compagnia aerea ha
bisogno di aiuti, com'è accaduto per quelle americane dopo l'11 settembre del
2001, lo Stato interviene. D. In Europa non si può R. Ah, l' Europa è piena di
regole. Ricordo che l'associazione degli imprenditori europei, quando fui
presidente del consiglio europeo, mi accolse a Bruxelles con una montagna di
scatoloni che contenevano le regole che l'Europa aveva via via applicato. MI
chiesero di annullarle tutte quante, perché facevano soltanto danno. D. Non le
ha annullate: quelle regole sono in vigore R. Già, uno stato non può
intervenire ad aiutare una compagnia aerea. E' una regola sbagliata, ma
dobbiamo rispettarla. Allora io dico che dobbiamo farci carico noi, come
protagonisti dell'industria italiana, della situazione economica di Alitalia,
per garantirle di continuare ad esistere. Non possiamo subire un danno così
grave al nostro interesse e al nostro orgoglio nazionale. D. Da Romano Prodi, a
cui ha fatto questa proposta, ha ricevuto qualche apertura? R. No. Ma già un
successo è stato ottenuto, perché Air France ha detto va bene, sono disposta a
cambiare le mie intenzioni, sia sugli esuberi che per altro. Io penso che non
avrà esito questa trattativa, poi quando noi avremo responsabilità di governo,
vedrà che non sarà così difficile sostituire Air France. Anzi, sarà agevole
trovare una compagine di imprenditori italiani che si farà carico di Alitalia e
porterà in ordine i conti. D. Torniamo la situazione dell'economia italiana.
Dall'autunno scorso è diminuito l'incasso dell'Iva. Sono caduti consumi e produzione
industriale. Pensa che siamo alle porte di una recessione? R. Ci sono state
illusioni, che quello di sinistra potesse essere un governo di sostegno
dell'economia, e invece partendo da certi pregiudizi ideologici, subito con la
prima finanziaria ha gravato il paese di 40 miliardi di tasse in più, con quei
67 famosi nuovi modi di infilare le mani nelle tasche degli italiani. Questo ha
prodotto una gelata della nostra economia, in un periodo di un certo favore per
l'economia europea. Abbiamo buttato via due anni. Oggi la sinistra ci lascia
con il massimo della pressione fiscale, che è al 44%, con il massimo
dell'inflazione, con i conti che credo non siano a posto, e con una crescita
vicina allo zero. Credo che i cittadini italiani siano consapevoli che bisogna
assolutamente cambiare pagina D. Lei nel 2001 vinse le elezioni con uno slogan:
"meno tasse per tutti". Propose due sole aliquote, ma poi per mille
motivi non riuscì ad arrivare in fondo sulla riforma fiscale. Perché non è
ripartito da lì? R. Intanto i mille motivi sono uno, ed è stata l'avversità
dell'Udc di Pierferdinando Casini. Volevamo ridurre le aliquote al 33% e al
23%, perché secondo noi il modo migliore per combattere l'evasione è quello di
avere aliquote giuste. Aliquote giuste, contribuenti onesti. è successo così in
tutti i paesi dove si sono fatte riduzioni fiscali. Seconda cosa: nel nostro
programma la riduzione fiscale c'è. Forse non è così bene evidenziata. Ma
scriviamo che noi faremo di tutto per riportare la pressione fiscale da quel
quasi 43% di ora al di sotto del 40%. Applicando i principi del modulo del
precedente governo Berlusconi. Ho ancora in mente di riuscire ad arrivare a
quel risultato. D. La crisi internazionale nasce dai mutui subprime. Secondo
lei potrebbe avere effetto anche sul sistema finanziario italiano? R. No. Non
credo, perché ci sono molte differenze. Intanto la crisi del sistema
finanziario americano è dovuta principalmente alla caduta del valore degli
immobili, alla bolla immobiliare: cresciuti molto i prezzi, poi sono caduti.
Seconda causa le insolvenze numerose dei cittadini americani. In Italia la
situazione è diversa. Gli immobili hanno prezzi che si mantengono stabili, e,
in caso di insolvenze che non ci sono, le banche hanno messo ipoteche su
immobili sicuramente di valore, in grado di proteggere dal mancato pagamento
delle rate di mutuo. D. La finanziarizzazione eccessiva dell'economia americana
ha avuto il suo culmine nel caso della banca Bears Stearns, che stava per
essere venduta a un valore cinque volte inferiore al prezzo di mercato della
sua sede sociale... R. Fa effetto, però per fortuna è un caso rimasto isolato.
Si sono diffusi timori sulla solidità della banca, i clienti sono andati a
ritirare i loro soldi, la banca è andata in crisi assoluta di liquidità. Ma è
rimasto un caso isolato. D. Anche in Italia con i lavoratori precari o
flessibili potrebbe esserci il rischio della non restituzione delle rate del
mutuo... R. Non lo credo. Intanto proprio perché i valori degli immobili in
Italia sono più stabili, poi perché l'Italia è il paese che ha meno precari
rispetto a tutto resto d'Europa. Nei contratti di lavoro oltre l'87% è a tempo
indeterminato, e soltanto il 12% no. Le statistiche ci dicono che il 50% di
questi contratti nel giro di 18 mesi si trasformano a tempo indeterminato. Se
non ci fosse stata la flessibilità della legge Biagi avremmo molti più
disoccupati. Invece siamo riusciti a creare 650.000 posti di lavoro durante i
cinque anni del nostro governo. Un passo avanti importante rispetto a quello
che aveva fatto la sinistra con i suoi co.co.co. Per i giovani noi abbiamo un
grande e importante piano casa in tutti i capoluoghi di provincia, che dovrebbe
chiamare all'impegno le grandi aziende di costruzione italiane, con terreni che
non incidono sul valore della casa, perché pagati con attribuzione di cubatura
ai proprietari. D. E cioè? R. Case molto razionali, contenuti prezzi di
costruzione per la grande quantità che verrebbe messa in cantiere
contemporaneamente. In più mutui trentennali dal sistema bancario italiano, con
rate del mutuo inferiori ai prezzi di locazione che attualmente esistono nei
vari capoluoghi italiani. Quindi un piano casa che a me piace molto: come lei
sa io sono partito come imprenditore nel settore immobiliare, ho realizzato
diverse piccole città, e credo sia qualcosa anche di affascinante, mi
piacerebbe essere quello che dà la proprietà della casa a quel 13% di famiglie
italiane che ancora la casa non ce l'ha. D. Lei, Berlusconi, è sempre stato il
candidato degli industriali. Poi qualcosa si è rotto, com'è accaduto a Vicenza
durante la campagna elettorale 2006. Ora perfino alcuni industriali simbolo del
Nord-Ovest e del Nord-Est si sono candidati con il partito democratico. Che
cos'è accaduto fra lei e Confindustria? R. Nulla. E mi permetto di correggerla
anche sul riferimento a Vicenza. Allora tutti gli industriali si manifestarono
con me, salvo qualche protagonista della prima fila. Adesso è un po' la stessa
cosa. Le candidature di un figlio di un industriale, Colaninno, e del
presidente a fine mandato di Federmeccanica, sono candidature-spot. Mi viene
una frase francese: pour è pater les bourgeois. In questo caso pour è pater les
ouvriers. Per far vedere che il partito democratico si allarga, al di là della
classe operaia, anche ai produttori di reddito, anche agli industriali... D.
... ma anche... R. ... ma anche, sì, come è nella logica di Zelig-Veltroni.
Quindi credo che siano anche state mal recepite dalla base, che rimane sempre
la stessa. Noi di imprenditori ne abbiamo moltissimi, non due soli. D. Con Luca
Cordero di Montezemolo ci sono stati dei problemi? Una volta eravate molto
amici... R. Sì, c'è stata molta delusione sulle posizioni dei giornali su cui
c'era l'influenza della Fiat. Poteva muoversi in maniera diversa, tutto qui..
D. ... Anche lei fa l'editore, però. E sostiene che non dipende da lei la linea
dei suoi giornali... R. Sì, io sono l'editore più liberale della storia della
carta stampata e della televisione. Lo dicono i miei collaboratori. Ma sulla politica
editoriale bisogna dire o stai di qui, o stai di là. Almeno su quello bisogna
che ci si trovi d'accordo fra l'editore e il direttore e il corpo dei
giornalisti D. Parlando di imprenditori, secondo lei c'è anche una loro
responsabilità diretta nel fatto che l'Italia sia cresciuta meno di altri paesi
anche i momenti favorevoli? R. Non credo che ci sia responsabilità degli
imprenditori italiani, che subiscono invece il peso di uno stato molto
burocratico, i famosi lacci e lacciuoli che vengono posti
dalla burocrazia e dal
complesso delle leggi a chi fa impresa, a chi rischia e investe. C'è l'ostilità
della sinistra, che la sinistra non riesce a vincere, verso tutto ciò che non
può controllare, perfino verso la proprietà privata che viene considerata ancora
la radice di ogni male: contro la scuola privata, l'impresa privata, la
sanità privata. Non è colpa degli imprenditori se c'è un'oppressione
burocratica, fiscale, giudiziaria su tutti i cittadini. Non sono gli
imprenditori che hanno fermato le centrali nucleari vent'anni fa. Non sono loro
ad aver determinato il debito pubblico. Credo non siano nemmeno loro ad aver
prodotto l' evasione fiscale che c'è in Italia. D. Da qualcuno quell'evasione
però è stata recuperata in questi anni. Un successo del governo Prodi R. La
sinistra ha mentito anche qui. Secondo loro quei 40 miliardi di tasse in più
erano recupero di evasione. La cifra reale non arriva a 2 miliardi, ne ho
appena avuto conferma. Dall'accertamento della Guardia di Finanza alla
riscossione effettiva passano mesi, e spesso anni. Una causa tributaria
mediamente dura in Italia quattro anni. Quei 40 miliardi quindi sono stati
davvero tasse in più che hanno prodotto quella gelata dell'economia di cui
tutti facciamo le spese... D. ...anche gli accertamenti sui vip dello sport
alla Valentino Rossi? R. Erano iniziati prima, sotto il mio governo. Fummo noi
a intervenire, cambiando la riscossione, che era in mano al sistema delle
banche. Noi demmo vita a una nuova società, che oggi si chiama Equitalia, che
ha fatto bene, perché nell'ultimo anno le riscossioni sono aumentate del 34%.
Noi abbiamo chiamato alla verifica di congruità dei livelli di vita dei
cittadini, un fatto di giustizia perché le tasse le devono pagare tutti in
proporzione alla loro capacità. D. Questa campagna elettorale è stata piuttosto
soft nei toni, soprattutto nella prima parte. Il tipo di atteggiamento
manifestato fra lei e Walter Veltroni è casuale o frutto di una scelta
meditata? R. In questa campagna mi sono comportato esattamente come le altre
volte. Ho sempre avuto l'abitudine di denunciare le carenze e le manchevolezze.
Ma sono sempre restato ai fatti. Mi sono opposto alle idee, mai alle persone.
Ma devo dire che in questa campagna Walter Veltroni si è illustrato da solo,
perché aveva fatto certe promesse che si sono tutte rivelate inconsistenti. D.
Ad esempio? R. Ha detto: "avremo il coraggio di andare da soli" e si
è messo a fianco un compagno di viaggio, Antonio Di Pietro, che ci preoccupa
molto, perché dimostra come ancora nel partito democratico ci sia una cultura
giustizialista. Secondo, aveva detto: "mai più con una sinistra", che
ancora si chiama comunista, e invece sono insieme in tutte le elezioni
amministrative, dove devono arrivare al potere locale. Si parla anche di un
patto tra il partito democratico e la sinistra estrema per rimettersi insieme
dopo le elezioni. D. Chi glielo ha detto? R. L'ho saputo. Vado avanti? D. Se
vuole_ R. Aveva detto: "siamo i nuovi, siamo l'innovazione, siamo il
futuro". Ha presentato nelle liste tutta la classe dirigente del vecchio
partito comunista, e ci sono dentro i ministri, i vice ministri, i
sottosegretari del governo Prodi, che ancora è in carica e fa danni ( vedi
Alitalia). Aveva detto: "sono qui per diminuire i costi della politica",
poi si scopre che lui è un fattore di costo, perché si prende due stipendi, e
così fa il signor Di Pietro, e ancora si scopre che aveva aumentato del 243%
come sindaco di Roma quelle spese inutili che sono le consulenze. Tutte le cose
che ha detto si sono rivelate infondate, e questa fiction impossibile che ha
tentato di mettere in scena con il titolo "fare dimenticare Prodi",
fare dimenticare che lui è stato vice presidente di Prodi, fare dimenticare che
lui è stato comunista, fare passare se stesso, pensionato della politica del
Parlamento, come l'uomo nuovo, del futuro, beh, tutto questo ormai fa solo
ridere. Ha esposto al ridicolo lui e il partito democratico, e contro il
ridicolo non c'è nulla da fare... D. Ma non c'era un patto fra voi due? R. No,
non c'è mai stato nessun patto. L'unica cosa che c'era stata è che noi
c'eravamo messi a disposizione per cambiare la legge elettorale. Questa è
un'altra promessa mancata di Veltroni. C'è stata una prima proposta loro, noi
ci siamo recati lì e abbiamo detto che si poteva continuare. Poi hanno litigato
al loro interno e non è mai venuta fuori una seconda proposta. Quindi anche
questa è un'altra bugia_ D. Con questo cambiamento di clima non vale più
l'ipotesi di dare una delle due camere all'opposizione? R. Sono sempre stato
aperto a dividere le cariche istituzionali con l'opposizione. Però bisogna dire
che oggi loro hanno in mano tutte le istituzioni. Nel 2006, dopo avere
praticamente pareggiato il conto loro hanno messo le mani sulle istituzioni.
Hanno nominato il loro capo dello Stato, il presidente del consiglio, i due
presidenti di camera e senato. Hanno la corte costituzionale: noi ne avevamo
solo tre giudici, loro 11. Per il quindicesimo hanno proposto Pericu, quindi
volevano arrivare ad averne 12 contro tre. Hanno il consiglio superiore della
magistratura, la magistratura, i sindacati, la grande stampa, la grande
finanza. Credo che veramente tutto sia nelle loro mani e se noi avremo, come
credo, la responsabilità di governare, dovremo fare i conti con questa loro presenza
assoluta in tutte le altre istituzioni. D. Ma se il vostro vantaggio fosse
scarso al senato potrebbe essere un vantaggio dare la presidenza
l'opposizione... R. Il vantaggio non sarà scarso. Ho molta stima dei miei
concittadini. Non credo che dopo la mala prova data dalla sinistra nel governo
del paese e nel governo delle regioni (penso alla Calabria, alla Campania, che
è un disastro nazionale), ci siano ancora degli italiani di buon senso che non
considerino necessario voltare pagina... D. Solo che la regione chiave è
proprio quel Lazio, dove Veltroni e più forte... R. Forte? E' stato smentito
nella sua immagine di bravo sindaco dallo stesso Rutelli, che ha fatto
manifesti in cui ha detto "più sicurezza, più pulizia, più ordine",
dicendo con questo che la Roma di oggi non è sicura, non è pulita, non è in
ordine. C'è il degrado delle periferie, è pericolosa per i suoi abitanti.
Quindi Veltroni ha avuto una smentita diretta in casa D. Nella prima parte
della campagna elettorale è sembrato quasi il suo avversario diretto fosse più
Casini di Veltroni. Perché toni così accesi nei confronti di un suo ex alleato?
R. Io non ho avuto alcun tono acceso, mentre Casini mi ha insolentito diverse
volte. Io mi limito semplicemente, e continuerò a farlo, a spiegare agli
elettori come funziona il sistema elettorale vigente, come vengono attribuiti i
seggi parlamentari. Gli elettori devono sapere che questa è una legge
proporzionale, ma con robusti premi di maggioranza sia alla camera che al
senato. Devono sapere che alla camera il partito che può prevalere nel
centrodestra è il nostro, il Popolo della libertà. Per chi vuole che vinca il
centrodestra, è chiaro che i voti dati ai partiti minori favoriscono solo il
centrosinistra. Al senato un voto non dato al popolo della libertà è ancora più
perso per il centrodestra_ D. Teme l'appoggio esplicito a Casini da parte della
Chiesa italiana? R. No, non mi risulta. Anzi la Chiesa attraverso i suoi
esponenti più importanti ha manifestato la considerazione che ha nei nostri confronti
e detto apertis verbis, che la collaborazione che c'è stata fra Stato italiano
e Stato vaticano non è mai stata così fruttuosa e soddisfacente come sotto il
mio governo. D. è vero che il cardinale Ruini la cercò per spezzare una lancia
a favore di Casini? R. No. Io non posso dire del cardinale Ruini nulla se non
il fatto che è una persona eccezionale. Le posso assicurare che non mi risulta
che lui non sia al corrente del sistema elettorale, ed essendo persona di
estrema competenza, intelligenza e ragionevolezza, non può che considerare la
realtà: e cioè che i voti dati ad altri partiti del centrodestra, che non siano
al popolo della libertà, sono voti utili al centrosinistra D. Avete inserito in
lista molti cattolici, nomi anche di spicco. Ma alla Camera, dove peseranno
poco... R. Noi su tutti i temi della famiglia e della vita seguiamo la dottrina
della Chiesa. Questo anche con la libertà di coscienza che diamo a tutti. Con
questa libertà di coscienza, che abbiamo sempre dato a tutti, noi abbiamo sempre
espresso voti alla Camera e al Senato, con una posizione identica a quella
della Chiesa cattolica. Si ricordi poi che il Popolo della libertà è la costola
italiana di quel partito popolare europeo che nasce dalla tradizione cristiana
D. Si è pentito di non avere portato a bordo Storace, la Santanché o Mastella?
R. No non c'è da parte mia pentimento. C'è anzi orgoglio per essere riuscito ad
avere creato un grande movimento dei liberali, dei moderati, dei cattolici e
dei riformisti in Italia. Poi il fatto che ci sia una destra al di fuori di
questo movimento, è positivo. Così anche per quel che riguarda l'Europa non ci
possono accusare di essere un partito di destra. Siamo partito di centro. D. A
proposito di politica estera, durante cinque anni del suo governo lei ha
spostato l'asse verso Atlantico. Ottimi rapporti con Stati Uniti e Gran
Bretagna, meno con gli altri paesi europei. Da allora sono cambiati o quasi
tutti i leader e gli scenari internazionali. La prossima politica estera
italiana, dovesse tornare al governo, sarà più europea e meno filo atlantica?
R. Non credo che la sua analisi sia giusta. Quando iebbi responsabilità di
governo feci capire a tutti che l'Italia aveva una propria individualità,
propri interessi, e non si accodava semplicemente, secondo la tradizione della
nostra diplomazia, agli altri. Nacque lì l'alleanza con Aznar, con Blair, con
Bush. Ma poi feci vedere a tutti che eravamo interessati a un rafforzamento
dell'Europa. Fui quello che insistette di più per una difesa e una politica estera
comune europea. Ma questo non mi impedisce critiche ad atteggiamenti sbagliati.
Ad esempio quelli nei confronti della federazione russa. Sono però convinto che
quando io arriverò in Europa ci sarà una collaborazione molto stretta con la
nuova Francia di Nicholas Sarkozy, con cui sono amico da tanti anni, e con la
nuova Germania di Angela Merkel, con cui porto da tanti anni un'amicizia
certamente ricambiata. Insieme renderemo l'Europa protagonista di democrazia e
di libertà.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il candidato del Pd
ha incontrato i commercianti "Mi impegno a sostenere il rilancio della
nostra provincia" ha detto il candidato del Pd Marco Carra ai vertici
dell'Uncom. Il presidente Uncom Ercole Montanari ha sottoposto a Carra le
proprie richieste: sviluppo delle infrastrutture; semplificazione burocratica;
rilancio degli investimenti; riduzione della spesa pubblica e della pressione
fiscale; nuovo welfare; legalità e sicurezza; incentivi al turismo. Carra ha
assunto un impegno concreto. "Liberi da vincoli con la sinistra radicale
potremo affrontare i problemi in termini diversi - ha detto Carra - Avremo più
libertà d'azione per portare avanti la modernizzazione del Paese. Ad esempio le
infrastrutture come la Tav, che sono necessarie; la sicurezza, con più agenti e
certezza della pena; la fiscalità, che va alleggerita; la burocrazia, che vogliamo semplificare. A
Mantova, tra le cose da fare: completare la tangenziale; risolvere il nodo di
Goito; realizzare la Mantova-Catullo-Peschiera; garantire i collegamenti
ferroviari con Milano, ridotti da Trenitalia con la complicità della Regione.
In vista del progetto della 'Città dei Motori' lavoriamo per ottenere avere una
metropolitana leggera tra Mantova e Verona. Se sarò eletto - ha concluso Marco
Carra - mi farò portavoce di categorie come commercianti, artigiani, piccola e
media impresa, che per Mantova sono una realtà operosa e capace, che deve
essere aiutata e non penalizzata".
( da "Milano Finanza" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano Finanza Tre
in volo su Parma AEROPORTI Situazione sempre più pesante per lo scalo parmense,
che dal 1990 chiude solo bilanci in rosso. In vista dell'ennesimo aumento di
capitale, si intravedono nuovi soci. Come Malpensa. Anche l'Emilia ha un
aeroporto in mezzo al guado. è quello di Parma. L'ipotesi di apparentamento con
lo scalo di Bologna non si è avverata e quindi Sogeap, la società che lo
gestisce, è alla ricerca di un ruolo nel panorama aeroportuale regionale e
nazionale. In Emilia Romagna si è trovata sovrastata da Bologna e Rimini,
considerati dalla Regione meritevoli di maggiori attenzioni. Ma l'aeroporto,
che ha come principali collegamenti Londra Stansted, Palermo, Catania, Tirana,
è anche piuttosto vicino a Malpensa, il che ne ha limitato finora la
possibilità d'espansione. Di qui la ricerca di un cavaliere bianco, in grado di
condurre lo scalo verso nuovi business, dopo che nel
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Alfredo Franchini
Soru: "Coop decisive per l'economia sarda" Confcooperative conferma
Cirina alla presidenza e chiede più concertazione CAGLIARI. Il mondo delle coop
si sta attrezzando per uscire dalla strettoia in cui è finito negli ultimi
anni, tra l'esigenza di stare sul mercato e quella di non cambiare la propria
diversità. Temi discussi ieri all'assemblea regionale della Confcooperative che
ha confermato alla guida dell'organizzazione regionale Ennio Cirina.
All'assemblea è intervenuto il presidente Soru che ha rimarcato la rilevanza
del movimento cooperativo. La cooperazione è una grande realtà del nostro
tempo, nell'alimentare, nell'edilizia, nel turismo, nella cultura, nella
sanità, come hanno spiegato Ennio Cirina e Luigi Marino, presidente della
Confederazione nazionale. "Ci sarà pure una differenza tra Bortigali e
Ottana, tra Nurri e Perdeguaddu di Isili", afferma Cirina, "tra Jerzu
e la Cartiera, Macchiareddu e Santadi, tra Villacidro e Barumini. Emerge un
fatto: la "Cesa" ha celebrato i cento anni di vita, cent'anni di
lavoro, reddito, classe dirigente mentre a Ottana non c'è l'operaio di seconda
generazione"... Insomma le coop sono la struttura portante dell'economia
locale. (L'organizzazione di Cirina ne comprende 800 con un fatturato di circa
700 milioni di euro, 27 mila soci, 10 mila occupati). Una società in movimento
tanto che i due Consorzi del credito, per la prima volta in Italia, si sono
uniti creando nell'isola uno strumento più forte: "Non sarebbe male",
afferma Cirina, "se le due banche di credito cooperativo presenti in
Sardegna diventassero ancora di più il riferimento del movimento
cooperativo". Da qui una serie di proposte alla Regione. Il presidente
Soru raccoglie la sfida: "Ci sono settori che, senza la cooperazione non
possono andare avanti". Soru ha prima tracciato un quadro dell'esistente,
le cose fatte e le possibilità rappresentate da quei 10 miliardi di euro da
spendere da qui al 2013: "Ma questo sistema non è in grado di
spenderli", ha avvertito Soru, "stiamo sistemando i bilanci e
garantendo la gestione delle risorse ma servono altre riforme come quella dei
Consorzi industriali". I danni della burocrazia sono rappresentati da un
numero: "Per la metropolitana di Cagliari ci sono volute 87
autorizzazioni". La concertazione, per Soru, dev'essere intesa in modo
diverso: "Ci vuole una società che si prenda il senso di responsabilità,
quello forse è il vero significato di concertazione". Le coop?
"Non ci sarà futuro nell'agroalimentare sardo", dice Soru, "se
le aziende non si consorziano. Noi creiamo le condizioni, mettiamo le risorse,
il resto lo devono fare loro". Un altro punto fondamentale a favore delle
cooperative è il turismo: "Pensiamo alla rete dei bread and breakfest",
dice Soru, "non interessa facilmente le grandi imprese e una da sola non
ce la fa, ecco perché unirsi". Infine, la povertà crescente: "è un
problema che riguarda tutti. Come se ne esce? Come quaranta o cinquant'anni fa:
mandando i propri figli a scuola. Ecco perché la regione continuerà a puntare
sull'istruzione".
( da "Finanza e Mercati" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Da
Finanza&Mercati del 29-03-
( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO LA RABBIA
DEL TITOLARE DI UN'ENOTECA "Chiedo i danni al Comune" Gli negano la
"pedana" e si rivolge all'avvocato ? SPOLETO ? DECISO ad andare fino
in fondo. Anche a costo di chiedere un risarcimento dei danni al Comune che non
gli consente di mettere una pedana davanti alla propria enoteca, nella
centralissima via Arco di Druso. Andrea Panetti è amareggiato: dallo scorso settembre è alle prese con burocrazia e carteggi di vario genere. E con l'aria della primavera, quando
tutte le altre attività della zona si sono attrezzate di conseguenza, è rimasto
praticamente "a piedi". Dopo aver ottenuto dalla polizia municipale
il permesso relativo allo spazio pubblico da occupare senza intralciare la
viabilità, ha istruito per tempo la pratica per la concessione del suolo
pubblico, individuato in una piccola area di sei metri per due. "Nessuno ?
sostiene ? mi ha risposto nei tempi previsti, visto che in casi del genere,
dopo un mese, vige la regola del silenzio assenso. Avrei potuto procedere e
mettere la pedana a modo mio, ma ho preferito attendere indicazioni precise.
Risultato? Fuori dai tempi stabiliti, la mia proposta è stata bocciata e io sto
subendo una grave danno per la mia attività. Ho deciso di affidare il caso a un
avvocato: chiedo giustizia e probabilmente l'azione legale che intraprenderemo
punterà anche a una richiesta di risarcimento dei danni". Panetti,
infatti, ha indugiato a lungo prima di intraprendere l'iniziativa personale,
anche per rispetto di quanto annunciato mesi fa dall'Ufficio commercio:
"Si parlava ? racconta ? della necessità di realizzare un arredo urbano il
più possibile omogeneo e decoroso. Da quest'estate dicevano sostanzialmente che
non sarebbero più state ammesse le 'pedane selvagge'. Anche per rispettare
questa esigenza, che considero importante in una zona del centro storico come
la nostra, ho atteso indicazioni al riguardo. E dopo il danno ho avuto la
beffa: le pedane, infatti, sono quasi ovunque le stesse degli anni passati,
mentre a me è stata bocciata addirittura l'autorizzazione". Il parere
negativo dato dal Comune sarebbe motivato da una questione interpretativa:
"Gli spazi di suolo pubblico ? spiega Panetti ? vengono rilasciati a bar,
ristoranti e ristorazione di altro genere. La mia attività si inserisce in
quest'ultima dicitura, visto che io posso mettere a disposizione dei miei
clienti uno spazio dove consumare i prodotti tipici acquistati. Facciamo
panini, bruschette e anche senza servizio al tavolo abbiamo il dovere e il
piacere di offrire un punto di ristoro. Ma la normativa, a quanto pare, è stata
nel mio caso interpretata in modo diverso, nonostante mi venga consentita la
presenza di un 'punto di appoggio e ristoro' dentro il locale". Ilaria
Bosi - -->.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Il Fondo monetario
cambia volto più poteri di voto ai paesi poveri Crisi, consulto da Draghi.
Consob alle banche: più trasparenza Financial Stability Forum: più stretta
cooperazione e supervisione dei mercati ELENA POLIDORI ROMA - Cambia il sistema
di voto all'interno del Fondo Monetario Internazionale: d'ora in avanti avranno
più peso i paesi emergenti e quelli in via di sviluppo. A larghissima
maggioranza, il board Fmi ha approvato la riforma che prevede un trasferimento,
per ora marginale delle quote (1,6 punti percentuali) da un blocco all'altro:
se ne parlava da quasi due anni. Il progetto dovrà ora ottenere il via libera
dall'85% degli Stati membri, forse già nella riunione in programma per metà
aprile a Washington. In quell'occasione sarà anche approvato il report finale
del Financial Stability Forum, l'organismo voluto dal G7 per prevenire le crisi
sistemiche, che punta a rafforzare la cooperazione e la sorveglianza sui
mercati in subbuglio. Un gran consulto di esperti è in corso in Banca d'Italia,
sotto la guida del governatore, Mario Draghi. Tra le tante questioni sul
tappeto, c'è anche quella delle società-veicolo fuori bilancio, attraverso cui
negli Usa sono transitati i mutui subprime. Ebbene la Consob chiede più
trasparenza alle banche italiane, invitandole ad evidenziare queste particolari
società. Una missiva è già giunta a Unicredit e un'altra, datata 19 marzo, a
Intesa Sanpaolo. Entrambe hanno replicato ieri: comunicazioni fatte, le
risposte sono già in bilancio. E dunque: il Fondo cambia volto, dopo un
dibattito durato 18 mesi reso difficile dal forti riserve Usa. Secondo il
progetto di riforma, il "peso" del Sud del mondo nell'organismo
dovrebbe salire dal 40,5% al 42. I paesi ricchi, che oggi contano su un
pacchetto di voti pari al 59,5%, scenderebbero al 58. Sempre che la maggioranza
dei "soci" dica sì, nel vertice di Washington. Sempre lì approderà
anche il rapporto finale del Forum, di cui si discute ora a Via Nazionale in
una riunione a porte chiuse che si chiuderà oggi. Già adesso si conoscono le
linee su cui Draghi e gli altri partecipanti al summit - tutti esperti di Fed,
Bce, Bri, Ocse, Fmi, Banca Mondiale - intendono muoversi per fronteggiare le
conseguenze della crisi. La strategia concertata si basa appunto su una più
stretta supervisione dei mercati, giudicata peraltro "urgente" anche
dalla Ue in un documento riservato che verrà esaminato all'Ecofin di Lubiana,
il 4 aprile, dove sarà anche Draghi. Più nel dettaglio: si sa che il
governatore, oltre a voler intensificare i controlli, chiede più scambio di
informazioni, meno burocrazia e maggiore deontologia degli intermediari. Per ripristinare la
fiducia suggerisce: prezzi più realistici, controlli accurati sui requisiti di
capitale delle banche, rilevazione dei rischi sui prodotti complessi veicolati
dalle società fuori bilancio, quelli che appunto interessano alla Consob.
Il Forum punta a dare risposte rapide, anche perché le turbolenze si sono
accentuate con la crisi di Bear Stern, aiutata da JpMorgan. Giusto ieri il
presidente di Bs, James Cayne, che ha lasciato a gennaio, ha detto di aver
venduto buona parte delle sue azioni dell'istituto. Altrettanto ha fatto sua
moglie e il titolo ne ha risentito in Borsa.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Le risorse
per il "non profit" e il peccato originale del 2005 GIULIO TREMONTI
Caro direttore, ho letto l'articolo di Luca Iezzi pubblicato sotto il titolo:
"Non profit, fermi oltre 700 milioni". Nell'articolo, molto
interessante e preciso, c'è però una frase che oggettivamente non mi pare...
precisa. Ed è la seguente: "Il peccato originale risale alla Finanziaria
2005 quando l'allora ministro lo inserì senza definire procedure chiare e la
copertura finanziaria. Il risultato: tre anni di regole cambiate. Il decreto
del governo atteso per il 31 marzo che dovrebbe sistemare le erogazioni 2007 è
rimandato a dopo le elezioni". Come rispondere? Primo: oltre che del mio
presunto "peccato originale" sarebbe forse stato giusto parlare anche
dell'idea "originale". Una idea che è stata mia e che risale ad un
mio articolo del 9 novembre 2004. Secondo: quell'articolo di giornale è poi
divenuto, anche per mia iniziativa, essendo rientrato nel governo, un articolo
di legge. In specie, un articolo della Legge Finanziaria per il 2006, fatta nel
2005 ma efficace sul 2006. Terzo: subito dopo, il 5/6 aprile 2006, si è votato
e ? come è forse noto ? abbiamo perso le elezioni. Quarto: se c'è stato un
"difetto", ed è giusto riconoscerlo, non è stato tanto nell'avvio
delle procedure amministrative, procedure avviate invece tempestivamente e per
quanto di sua competenza da parte del governo dimissionario, quanto nella stima
del "costo" erariale proprio del nuovo strumento. Nella Finanziaria
per il 2006, il 5X1000, una novità assoluta nel sistema istituzionale italiano,
era previsto come "iniziale e sperimentale". E a quell'altezza di
tempo la relativa stima di "costo", fatta in assenza di precedenti,
era oggettivamente ragionevole. Solo dopo si è rivelata parzialmente
insufficiente. A quell'altezza di tempo nessuno, neppure chi nel 5X1000 credeva
tanto da averlo proposto, poteva in specie prevedere non in progressione, ma da
subito, l'immediato impegno civile di tanti milioni di italiani. Quinto: il
governo Prodi ha (in parte) provveduto ad integrare la copertura. Ed in questi
termini ha fatto bene. Non altrettanto mi pare si possa dire per quelle che
sono state, diciamo così, successive vischiosità amministrative. Vischiosità
protratte per i due anni successivi e fino ad oggi. Come concludere? Il 5X1000
è diventato parte e non marginale del patrimonio civile del nostro Paese. Lasciamolo
dunque fuori dalle polemiche e lavoriamoci sopra tutti insieme. E l'articolo di
Iezzi va, per il resto, proprio in questa giusta direzione. Nella direzione del
rilievo delle insufficienze e dell'invito per un loro superamento. I professori
hanno buone idee, i politici le realizzano. Per il 5X1000 il Tremonti
professore ha fatto meglio del ministro. La copertura iniziale, per Tremonti "oggettivamente ragionevole", si è
rivelata insufficiente e ha bloccato il meccanismo. La lentezza della burocrazia (mal comune di tutti i
governi) ha fatto il resto. Non è un giudizio personale, ma l'opinione unanime
degli operatori che stanno ancora aspettando i soldi e una legge. (l.i.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Pd, ad Alà i
candidati della Gallura ALA' DEI SARDI. Il responsabile locale del Pd Giovanni
Addis ha organizzato un incontro con i candidati galluresi, Giampiero Scanu e
Giulio Calvisi, con quanti si individuano nella nuova formazione politica di
centrosinistra. La riunione, alla quale hanno partecipato numerose persone, si
è svolta nella sala consiliare del palazzo civico. Bobo Mette, ex Margherita,
ha presentato al pubblico i candidati galluresi, sollecitando un dibattito su
tematiche attuali e di interesse generale per il laborioso centro del Monte
Acuto. Il saluto del sindaco Francesco Pitzalis al sottosegretario alla
funzione pubblica è stato accompagnato da una sintetica analisi su alcuni
aspetti fondamentali per lo sviluppo del centro e delle zone limitrofe. In
buona sostanza, il primo cittadino ha messo a fuoco alcune incongruenze
dell'attuale governo regionale. "Da una parte la regione sollecita lo
sviluppo delle zone interne in sinergia con le zone costiere, dall'altra -
afferma il sindaco - la stessa amministrazione regionale
con la sua asfissiante burocrazia ne stoppa lo sviluppo. è il caso della strada Abbasanta-Olbia
che, per una sorta di capriccio ambientalista, si ferma a Istui. Ma ciò avviene
soltanto dopo che la stessa strada ha letteralmente squarciato i migliori
boschi di sughera dell'intera zona". "Alà potrebbe essere - ha
continuato il sindaco - una porta per la nuova provincia, specie per i numerosi
centri del vicino Goceano ancora strozzati da una viabilità da terzo
mondo". Si è parlato pure della rinata e imminente manifestazione
internazionale di cross che, negli anni passati, ha fatto conoscere la Sardegna
sportiva in molte parti del mondo. Il sottosegretario Giampiero Scanu,
particolarmente attento, nel saluto finale si è detto disponibile, sia che la
sua formazione vinca le elezioni, sia che non le vinca, a fare sue le
problematiche locali, provinciali e regionali. In platea, un po' di confusione
nell'esprimersi, tra "compagni" e "amici". Ma è solo una
questione di abitudine. Tonino Gaias.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCA MANTIGLIONI
"IL MONDO imprenditoriale ha dimostrato di aver fatto un salto di qualità
unendo gli sforzi e lasciando da parte i personalismi, altrettanto adesso lo
pretendiamo dal mondo politico, in particolar modo dai parlamentari che saranno
eletti in Maremma: ognuno di loro, a prescidendere dal colore politico, dovrà
lavorare insieme agli altri per il bene di questa terra e del suo futuro".
E' questo il messaggio partito ieri dal tavolo intorno al quale si sono sedute
Confartigianato (con il presidente Gianni Lamioni), Cna (con il direttore Renzo
Alessandri che ha sostituito il presidente Gabriele Fusini), Ascom (con il
presidente Claudio Chiti) e Confesercenti (con il presidente Pier Ferruccio
Lucheroni). Un tavolo permanente, nato mesi fa e che ? elezioni del presidente
della Camera di commercio docet ? ha dimostrato di saper funzionare e di
centrare gli obiettivi che si prefigge. E il prossimo obiettivo è quello di
consegnare a tutti quanti i candidati maremmani alle prossime elezioni
politiche "una piattaforma politica ? dice Gianni Lamioni ? contenente le
richieste che riassumono le esigenze da soddisfare delle piccole e medie
imprese, cioè la quasi totalità del tessuto economico provinciale, in modo tale
da sapere su quali politici potremo contare e ai quali chiederemo conto del
loro lavoro". ECCO, LA NOVITÀ sta proprio qui: nel chiedere conto. Sembra
una cosa da niente e invece è una rivoluzione che parte da un nuovo modo di
intendere il ruolo delle stesse associazioni di categoria. "Noi ? dice
Lamioni ? ci assumiamo le responsabilità per un atteggiamento che nel passato,
quando la nostra voce spesso non è stata unica e unitaria, ha fatto sì che il
nostro messaggio arrivasse meno forte. Con l'accordo stretto fra Cna,
Confartigianato, Ascom e Confesercenti (portato come esempio anche a livello
nazionale) abbiamo dimostrato che il salto di qualità è possibile e che l'unico
obiettivo deve essere la tutela del mondo imprenditoriale nella sua interezza:
l'interesse generale come unico obiettivo. Questo ora lo chiediamo alla
politica dalla quale non vogliamo più proclami elettorali ma sottoscrizione di
impegni e poi un lavoro concreto per risolvere i problemi che sono lì da
decenni, dalla mancanza di infrastrutture (autostrada, aeroporto, supporti
telematici) alla riduzione dei vincoli che penalizzano le
imprese (pressione fiscale, burocrazia asfissiante). Ogni volta che un problema si ripresenterà noi
saremo qui, tutti insieme, a chiedere spiegazioni ai nostri parlamentari, a
prescindere dallo schieramento". "E' la prima volta che le quatro
associazioni di categoria fanno un documento comune da consegnare ai politici ?
dice Claudio Chiti ?. Prima erano i politici a venire da noi a raccontarci i
loro programmi, ma adesso siamo noi a pretendere impegno su temi di
fondamentale importanza". "IL FATTORE NUOVO ? dice Pier Ferruccio
Lucheroni ? è che adesso ci muoviamo tutti insieme in difesa del tessuto
imprenditoriale maremmano. Mai più nessuna divisione, ma quattro associazioni
che vigileranno sul lavoro dei parlamentari, così come su quello degli
amministratori locali. Se ci saranno impegni presi e non mantenuti, non
passeranno di certo inosservati". Possibilità di incontri tra candidati e
singole associazioni? "Nessuna ? dice Renzo Alessandri ?, noi ascolteremo
tutti quanti senza esclusione di colore politico, ma tutti quanti si troveranno
sempre di fronte le quattro associazioni unite. Stessi obiettivi, stesse
pretese, stessa determinazione". Il periodo degli sconti, insomma, sembra
finito. - -->.
( da "Nazione, La (Prato)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
NUOVA legge per le
certificazioni degli impianti casalinghi. E' entrato in vigore in questi giorni
il decreto 37 del 22 gennaio 2008, che richiede di dare evidenza con specifiche
attestazioni della regolare conformità delle costruzioni. Più sicurezza,
quindi, per gli impianti di riscaldamento ed elettrici, caldaie, antenne e
ascensori ma anche più burocrazia. La norma ha creato un iniziale scompiglio, perché le
complicazioni si amplificano nel momento di compra-vendita e di affitto. Il
Consorzio Malaparte, struttura dell'Associazione che conta una trentina di
aziende che operano in vari settori delle costruzioni, è a disposizione per
effettuare una consulenza gratuita sulla sicurezza degli impianti domestici.
"Il check up a un immobile - dice il presidente di Confartigianato
Edilizia, Paolo Beghelli - è importante per un discorso di sicurezza ma anche
di risparmio. Il Consorzio è in grado di certificare se l'immobile è a norma,
di preventivare l'eventuale costo per le modifiche e infine di rilasciare la
certificazione". Per info Michele Vuolato (0574 5177839). - -->.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lino Carpinteri
contesta le accuse mosse al giornalista morto in Spagna "Via intitolata a
Granbassi, atto dovuto" Le reazioni alla decisione del Comune di
intitolare una via a Mario Granbassi, il "Mastro Remo" di quand'ero
bambino, mi ricordano che oramai siamo rimasti in pochi (e presto non ci sarà
più nessuno) a poter evocare personaggi ed eventi della cosiddetta "era
fascista" non soltanto per sentito dire, per letture fatte o per idee
ricevute. I tempi della trasmissione radiofonica dedicata ai "balilla e
alle piccole italiane" di allora, cioè gli anni Trenta del Novecento, hanno
assunto con il volgere dei decenni innumerevoli volti diversi, inducendo più
d'uno a servirsi d'un metro aggiornato alle cronache contingenti per prendere
le misure ai vivi e ai morti di settant'anni fa. Al senno di poi dal quale sono
scaturiti alcuni recenti giudizi su Mario Granbassi sia consentito contrapporre
le memorie di un ottuagenario che fu testimone di realtà troppo spesso
dimenticate o travisate. Questo non vuole certo essere il preludio a un
discorso negazionista delle infamie fasciste bensì l'invito a riflettere sul
fatto che esse furono precedenti o successive agli "anni del
consenso" (1929-1936) così definiti dallo storico Renzo De Felice. Tipico
della vasta adesione allo Stato totalitario o quanto meno della sua
accettazione acritica da parte di milioni d'italiani fu il tempo della guerra
civile di Spagna che vide il nostro Paese riconoscere sin dal novembre 1936
come unico governo legittimo quello di Franco e schierare a fianco delle sue
truppe 50 mila nostri connazionali. Mario Granbassi che lasciò la vita in
Spagna quando la guerra stava per finire viene adesso assurdamente ritenuto
responsabile di tutti i crimini perpetrati dalla quarantennale dittatura
franchista dopo la sua morte , a cominciare - come si è letto in una
segnalazione - dalle "sistematiche esecuzioni di massa con circa 100 mila
fucilati ordinate tra il 1939 e il 1945". Altri, fingendo di ignorare che
sin dal 1938 i nomi degli ebrei illustri dovettero sparire dalle tutte le vie
d' Italia ad essi intitolate ( a Trieste anche il busto di Italo Svevo fu
allora sfrattato dal giardino pubblico) hanno addebitato al "cosiddetto
Mastro Remo" anche l'iniziativa del podestà cittadino il quale
"depennò da una via di Trieste il nome dello storico di Venezia Romanin
per sostituirlo con quello di Granbassi" soggiungendo con soddisfazione:
"La Liberazione rimise le cose a posto". Quanto a "rimettere le
cose a posto", a suo tempo si fece anche di più. Il numero di febbraio del
periodico degli esuli da Pisino , nel ricordare Mario Granbassi a cent'anni
dalla sua nascita ha pubblicato quanto segue: "Nell'immediato dopoguerra
l'allora ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti decretò la 'degradazione'
dei volontari italiani di parte franchista e a trentadue caduti, tra i quali
Mario Granbassi, medaglia d'oro al valor militare, furono revocate le
decorazioni alla memoria. In precedenza un nostro ambasciatore in Spagna aveva
curato che nell' ossario di Saragozza fossero custodite le spoglie dei
volontari italiani di parte sia franchista, sia repubblicana con l'indicazione
delle loro decorazioni sulle targhe dei loculi, però nel
1982 la burocrazia romana
dispose che le iscrizioni relative ai nostri connazionali venissero
cancellate". Ce n'è, mi sembra, abbastanza per rispondere a chi reclama la
damnatio memoriae di Mario Granbassi che la rinnovata intitolazione al suo nome
di una via cittadina è semplicemente un atto di dovuto risarcimento.
Lino Carpinteri.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il pomeriggio
friulano tra temi forti dell'economia e battute sul caffè ("Ma qui non si
beve solo Illy?"). Calderoli attacca: "Sequestrata bandiera
leghista" "Scelte condivise, o il Paese si ferma" Alla Danieli
l'unico intervento politico del Presidente: mi impegnerò personalmente,
chiunque governi UDINE Stanno sul piazzale d'attesa da un'ora, in ordine
davanti alla maestra, il cuore che fa "tum tum", le bandierine biancorossoverdi
in mano. Quando arriva il presidente della Repubblica, gli regalano un suo
ritratto disegnato in aula e lui, pronto, risponde: "La prossima volta
poserò di persona". Il primo contatto di Giorgio Napolitano alla Danieli,
nel giorno in cui chiede alla politica "scelte condivise per la
competitività", per il rilancio del Paese, è con i bambini della quinta
elementare di Buttrio. CON LE SCUOLE Il capo dello Stato li saluta, gli chiede
che classe fanno, li accarezza. Poi riceve dalla quinta meccanici, sezioni B e
C, del Malignani di Udine un volume che racconta la storia dell'istituto.
Applausi. Napolitano si toglie il cappello, saluta con un cenno della mano,
indirizza la scorta verso gli uffici dell'azienda friulana. IL CAFFE' In sala
Aristotele il capo dello Stato ascolta le prime parole del presidente del
gruppo, Gianpietro Benedetti, e accetta una tazzina di caffè, senza zucchero.
Caffè Lavazza, assist per una battuta: "Pensavo che da queste parti si
servisse solo Illy.". Ridono tutti, Riccardo Illy non beve il caffè,
Napolitano ci aggiunge un bicchiere di acqua naturale. MANIFATTURIERO Ci sono
politici e imprenditori, a Buttrio, nel tempio dell'industria. Adalberto
Valduga, presidente di Confindustria regionale, commenta: "La Danieli
rappresenta la punta di diamante di un'industria manifatturiera rilanciata
rispetto ad anni fa, quando la old economy era stata messa un po' in disparte.
Quello di Napolitano va interpretato come un riconoscimento all'industria
manifatturiera più in generale, quella che porta il peso maggiore per
innovazione, sviluppo del territorio, livello di occupazione, che consente
qualità della vita". La Danieli, osserva ancora Valduga, "ha già
fatto il 70-80% di quello che poteva fare. Ma deve fare altrettanto il sistema:
servono infrastrutture, taglio dei costi della burocrazia, maggior efficienza
dell'amministrazione pubblica". Tutto secondo copione. Mentre in azienda
si continua a lavorare, con il solo rallentamento del traffico dei camion per
motivi di sicurezza, Napolitano viene accompagnato in visita allo stabilimento
su una golf-car color senape guidata da Benedetti, quindi i discorsi
ufficiali. Il presidente della Danieli dà prima la parola a due suoi uomini, un
ingegnere e un perito elettrotecnico, ""per dare più senso e completezza
al benvenuto", poi sollecita: "Noi siamo impegnati a continuare a
svilupparci qui, ma ci sono alcuni problemi che andrebbero affrontati". I
COMPETITORI L'industriale friulano spiega che i competitori mondiali della
Danieli si sono ridotti in un quinquennio da otto a due (entrambi tedeschi),
che in pochi anni si esaurirà il macro-ciclo economico positivo che ha
consentito l'espansione grazie anche all'apertura di nuovi mercati e
all'ingresso di nuovi Paesi, che però presto "diventeranno pure essi esportatori
e nostri concorrenti. Se non riusciremo ad attrezzarci e a innovare,
diventeremo più poveri". COMPETITIVITA' I problemi? "Non tali da
spegnere la fiducia ma comunque pesanti". Benedetti rimarca il tema della
competitività, la scarsa disponibilità di tecnici e ingegneri e ancora
limitazioni legate alla crisi della formazione scolastica, alla burocrazia, al costo del lavoro, all'energia. Questioni che
competono alla politica. Il capo dello Stato, invitando a "congiungere la preoccupazione
alla fiducia", a "non perdere la speranza" e, pensando
all'Europa, a "non abbandonarsi a velleitarie e fatali tentazioni
protezionistiche", lo rileva un attimo dopo: "Il problema della
competitività esiste a livello di azienda, di gruppo, di settore e anche di
sistema, e qui il discorso naturalmente investe le istituzioni dentro le quali
sono le forze politiche". POLITICHE CONDIVISE "Quando parliamo di
competitività del sistema Paese - prosegue Napolitano -, al di là di chi sia al
governo e di chi all'opposizione, bisogna assolutamente trovare la strada per
alcune fondamentali scelte condivise, per alcune politiche volte specificamente
a elevare la competitività del sistema, politiche non di breve periodo, che
abbiano una condivisione e una continuità. Spero che questa strada possa essere
presa. Nei limiti delle mie competenze e responsabilità, farò di tutto perchè
queste esigenze siano riconosciute". LA BANDIERA Lasciata la Danieli, il
presidente della Repubblica prende direzione Moruzzo. Sulla strada, a Pagnacco,
secondo quanto riferisce il coordinatore nazionale della Lega Roberto
Calderoli, le forze dell'ordine "hanno sequestrato una bandiera della Lega
e un cartello inneggiante al movimento dalle mani di un cittadino, che li
esponeva durante il passaggio di Napolitano. Un comportamento, afferma
Calderoli, "degno di uno Stato di polizia, di un Paese sottoposto a un
regime". Di qui la richiesta: "Il presidente, probabilmente
all'oscuro di un episodio che altrimenti avrebbe condannato, si impegni
personalmente per far restituire la bandiera al suo proprietario, e gli porga
le scuse, dimostrando così che viviamo in un Paese dove la democrazia è
sovrana". LA BARONESSA Nel castello di Brazzà Napolitano incontra in
visita privata Fay von Hassel, figlia dell'ambasciatore tedesco Ulrich,
giustiziato nel 1944 per aver cercato di attentare alla vita di Hitler.
Mezz'oro di colloquio in una scrivania dove sono esposte le copie de "I
figli strappati", racconto autobiografico della baronessa, che fu deportata
su ordine della Gestapo in seguito alla tentata congiura del padre e separata
dai figli - allora di quattro e due anni - rinchiusi in un orfanotrofio a
Innsbruck con nomi falsi. Napolitano riceve in dono una copia del libro con
dedica. Quindi, spiazzando il cerimoniale, passeggia nel parco della villa. Non
è più l'ora del caffè. E il presidente, chiudendo la due giorni in regione, tra
un succo d'arancio e un calice di vino, non ha dubbi. Rosso, Cabernet di
Ermacora. Marco Ballico.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DALLA PRIMA Una
sconfitta edilizia che non ha attenuanti (...) UN RUDERE, un contenitore per il
quale non è stata trovata una destinazione. Il progetto c'è, ma ora scopriamo
che i lavori per realizzarlo sono bloccati da due mesi. Forse
è colpa della burocrazia, o
magari delle spese di realizzazione aumentate e delle difficoltà a recuperare i
soldi necessari. Sull'argomento, Comune e proprietari hanno idee diverse.
Intanto il manifesto di una delle strade più vicine alla stazione ferroviaria,
la via degli alberghi, è strappato come l'icona di un quartiere abbandonato.
Senza ordine e senza pulizia. E' sempre più diffuso il fenomeno dei palazzi del
centro acquistati dai privati, che per qualche ragione lasciano a metà il
lavoro di trasformazione e contribuiscono così a creare l'immagine di una città
sciatta e trascurata. Il fotogramma della sconfitta edilizia si allunga fino a
via dell'Ariento, dove dietro le bancarelle del mercato si scoprono facciate di
edifici che somigliano a un paesaggio libanese più che a quello di una città
d'arte: prese elettriche divelte, fili della luce staccati, muri senza
intonaco. Immaginiamo le spiegazioni che anche il Comune sarà pronto a fornire,
tuttavia se anche fossero plausibili, mai basterebbero a giustificare il decoro
calpestato. Lo scarico di responsabilità non aiuta a recuperare la dignità di quartieri
come San Lorenzo, nel quale le Cappelle dove sono sepolti i Medici convivono
con queste sconcezze. Se nel silenzio della notte sentite dei rumori, è Il
Magnifico che si rivolta nella tomba. Marcello Mancini - -->.
( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Montecatini I soldi
del 5 per mille non arrivano Associazioni beneficiate solo sulla carta:
"Protestiamo insieme" "Dobbiamo riscuotere ancora le donazioni
del 2005". Il Comune si è anticipato il contributo dal bilancio FRANCESCO
ALBONETTI PISTOIA. Molte associazioni di volontariato pistoiesi stanno
lanciando la nuova campagna di adesioni al 5 per mille. E' la quota che i
contribuenti possono decidere di farsi togliere dalla propria denuncia dei
redditi a favore delle onlus che ne hanno fatto richiesta. Un contributo
notevole per realtà associative che basano i propri bilanci sul tesseramento
dei soci e che l'anno scorso ha fruttato cifre, per alcune di esse, di tutto
riguardo. Peccato che quei soldi nelle casse delle associazioni non non sono
mai arrivati. La Croce Verde, ad esempio, sui redditi del 2006 risultava la
terza associazioni della provincia per numero di donazioni (883), con una cifra
di contributi pari a 19.360,5 euro. "Ancora dobbiamo ricevere i contributi
del 2005, quelli relativi alla denuncia dei redditi del 2006 - dice il
presidente Silvano Calistri - Siamo ancora fermi alla pubblicazione dell'elenco
con le donazioni corrisposte pubblicato lo scorso ottobre sul sito dell'Agenzia
delle entrate. Che dire, è inutile fare raccolte e impegnare tanta gente quando
all'atto pratico i soldi non arrivano. Oddio, prima o poi arriveranno, però
vorremo avere più sicurezze sui tempi. Proprio in questi giorni volevamo
lanciare la campagna di pubblicizzazione, anche maggiore di quella fatta negli
scorsi anni". La Croce Verde utilizzerà quei fondi per l'attività in
generale, ma soprattutto quella sociale che è stata tagliata, meno per
l'attività dell'emergenza vera e propria che viene rimborsata dall'Asl alle
associazioni impegnate nel soccorso. Anche la Misericordia, prima associazione
per numero e mole di donazioni ormai da due anni, si trova nella stessa
situazione. "Non ci è arrivato nessun accredito - conferma il segretario
Roberto Fratoni - Ci avevano detto che i tempi erano lunghi, ma non pensavamo in tanta burocrazia. In questi giorni ci è giunta notizia che stanno mettendo mano alle
liquidazioni, vediamo: sarebbe già una novità positiva". Come già
ricordato in precedenti articoli, la Misericordia impegnerà gli oltre 34mila
euro di donazioni ricevute principalmente nell'assistenza domiciliare agli
anziani e ai non-autosufficienti. Le associazioni minori, ancor di più
delle grandi onlus, attendono quei soldi come una boccata di ossigeno per
proseguire la propria attività. "Per il momento non abbiamo visto un
centesimo - dice Alessandro Massaro degli Amici di Francesco - Abbiamo scritto
una lettera anche all'Agenzia delle Entrate di Pistoia per chiedere lumi, ma la
risposta è stata vaga. Forse dovremmo sollecitare il ministero tutte le
associazioni insieme, in qualche modo, non dico per avere i soldi subito, ma
almeno per avere delle certezze sulle date. Il problema di questi ritardi è
dovuto proprio all'impossibilità di programmare l'attività e i progetti sulla
base delle risorse a disposizione". Anche il Comune di Pistoia, che poteva
beneficiare del 5 per mille solo nel 2006, non ha riscosso i circa 30mila euro
di contributi per il sociale, che ponevano l'ente locale al secondo posto fra i
beneficiari a Pistoia. In compenso, potendolo fare per legge, ha stornato
quella cifra da un capitolo di bilancio. In questo modo ha però tolto risorse
che potevano essere spese per altre attività.
( da "Provincia Pavese, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Sisto Capra
"I medici di famiglia pronti a lavorare al sabato" Ma chiedono alla
Regione di finanziare il progetto "Patti chiari per tenere aperti gli
ambulatori" "La popolazione chiede un servizio capillare e orari più
adeguati" PAVIA. "Noi medici di base siamo pronti a tenere aperti gli
ambulatori al sabato mattina, ma la Regione deve finanziare i progetti di
associazione. La sperimentazione in provincia coinvolge un'ottantina di studi
ma non potrà continuare all'infinito se il Pirellone non batte un colpo".
Parlano i medici di famiglia. Per Mario Daccò di Pavia e Franco Martire di
Chignolo i pazienti sono giustamente più esigenti. Davide Pasotti propone che
Pavia diventi sede di un progetto pilota della Regione. Sergio Pellegrino è scettico
sull'ipotesi di diventare un'alternativa al pronto soccorso. "Sono
favorevole all'idea di tenere aperto l'ambulatorio al sabato - dice Maurizio
Daccò - I pazienti sanno che se non trovano me trovano un collega che conosce
la loro cartella clinica e ha la possibilità di avere un trattamento più
personalizzato rispetto al pronto soccorso. Mia figlia Maria Diletta,
specializzanda in ginecologia, mi sostituisce in caso di emergenza. Abbiamo
aderito sulla fiducia proprio perchè crediamo nel progetto di estendere il
servizio. Però ora la Regione deve darci i contributi promessi. Molti colleghi
non hanno accettato essenzialmente per ragioni economiche. Se la Regione
lancerà un progetto vero, i medici di famiglia aderiranno". Con Daccò,
nello studio associato operano Franco Martini ed Erminio Bianconi. Davide
Pasotti propone che Pavia, capitale della sanità lombarda, lanci un progetto
progetto pilota che coinvolga tutti i medici e non solo alcuni volontari.
"Dietro adeguato compenso economico - dice - ritengo ormai indispensabile
che la medicina di base cambi volto sul territorio. Sono pronto a tenere aperto
l'ambulatorio al sabato e credo che altrettanto sono pronti a fare i colleghi.
Ma a condizioni chiare. Le associazioni di medici devono diventare il vero
filtro ai inutili accessi al pronto socorso ospedaliero. Bisogna che il medico
di medicina generale venga sgravato da inutili vessazioni burocratiche e
diventi sempre più attivo nel migliorare la qualità dell'assistenza: deve
essere in grado di fare più assistenza ed estendere gli orari. Se a turno si
lavorasse al sabato, gli ambulatori sarebbero meno intasati al lunedì, quando i
medici non riescono a dare la giusta qualità di assistenza. Il malato chiede
sempre di più, si fida del suo medico". Sergio Pellegrino, di Pavia:
"Lavoro con altri cinque medici nell'ambulatorio di Mirabello. Riceviamo
sempre su appuntamento, anche al sabato. Non svolgiamo un'attività di piccolo
pronto soccorso. Però è importante per pazienti che lavorano a Milano poter
aver la possibilità di accedere al proprio medico al sabato mattina.
Sull'ipotesi di affiancarci come alternativa al pronto soccorso per le piccole
emergenze, invece, sono perplesso. Ritengo che non sia questa la nostra
specificità. Stiamo puntando, in questo momento, a prenderci carico dei malati
cronici, ipertesi, diabetici, bronchitici cronici e artrosici, tutti pazienti
che hanno la necessità di essere seguiti in modo continuativo e organizzato. Ma
per far questo occorre che la Regione investa di più, garantisca che le sperimentazioni
iniziate possano continuare. Il 30% dei lombardi è affetto da almeno una
patologia cronica e questo 30% consuma l'80% delle risorse sanitarie del
bilancio sanitario della Regione. Questi malati sono seguiti in modo non
uniforme, alcuni sono presi in carico da centri specialistici e magari fanno un
po' da "cavia", sottoposti a continui accertamenti di laboratorio
anche quando non ce ne sarebbe bisogno, altri invece non si curano e non sanno
di essere malati". "L'ambulatorio al sabato mattina funziona a gonfie
vele - dice Franco Martire di Chignolo Po - Il servizio è utilissimo e
apprezzato soprattutto dagli anziani, in particolare nelle zone decentrate, non
vicine agli ospedali. Il problema è però la valutazione del carico burocratico.
Esco alla mattina alle 8 e corro fino alle 9 di sera. Con gli altri 4 colleghi
gestisco tre ambulatori decentrati a Chignolo, a Lambrinia e a Pieve. Per burocrazia intendo note da rispettare, difficoltà di collegamenti con gli
ospedali che compilano richieste secondo un nomenclatore anomalo rispetto a
quello regionale, fogli da compilare. La burocrazia ci porta via il 20-30% del tempo". Con Martire operano
Angelo Ferrazza, Giuseppe Zucca, Alessandro Rossi e Luisa Marinella Zambelli.
"Il servizio - continua Martire - dovrebbe crescere e si estenderà ad
altri medici, con incentivi alle forme di gruppo. Essendo in cinque medici, i
turni sono sopportabili. Facciamo un sabato al mese, quindi l'impegno diventa
sostenibile. Ci chiedono sempre di più e noi siamo disponibili, ma la Regione
deve dare più risorse. Continuiamo a percepire la quota capitaria di 3 euro e
17 centesimi al mese. Se chiamo un paziente sul cellulare, mi sono già fumato i
tre euro. Con una popolazione sempre più anziana e nuclei familiari sempre più
ristretti i problemi si moltiplicano. Siamo all'assurdo che ci sono pazienti
che devono prendere il taxi per andare a fare un prelievo, una visita o recarsi
in farmacia. Bisogna portare l'assistenza dei malati cronici sul territorio, ma
per far questo la politica deve investire".
( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Giovanni Parlato
Modica: tranquilli, i concorsi si faranno Saranno con le vecchie regole perché
il nuovo metodo è stato bocciato dalla Corte dei Conti PISA. "Non è vero,
i concorsi si faranno", dice perentorio Luciano Modica, sottosegretario
all'università smentedendo la voce secondo cui il concorso per trenta posti di
ricercatore a tempo indeterminato all'università si sia arenato. "è vero
che le nuove regole concorsuali sono state respinte, ma sono sempre in vigore
le vecchie ed in base a quelle saranno fatti i concorsi. A fine maggio sarà
eletta la commissione nazionale". Durante il mese di marzo sono scaduti i
contratti triennali di trenta ricercatori in formazione a tempo determinato. Il
rettore, Marco Pasquali, lo scorso dicembre aveva firmato il bando per
trasformare questi trenta posti a tempo indeterminato. Questo grazie ad una
finanziaria che aveva fatto avere al nostro ateneo un finanziamento di 580 mila
euro corrispondenti all'assunzione di 15 posti per ricercatore. Inoltre, ai 15
posti, l'università, attraverso fondi propri, ha affiancato altri 15 posti: in
tutto 30 ricercatori assunti a tempo indeterminato. "L'unico punto
interrogativo da sciogliere - aveva spiegato il rettore Pasquali - consiste nel
metodo con cui saranno banditi i concorsi. Ancora non sappiamo se i ricercatori
saranno selezionati in base al vecchio meccanismo concorsuale o in base al
nuovo". Una preoccupazione che, nel tempo, si è rivelata fondata. "A
livello nazionale, il nuovo metodo concorsuale - spiega Carmelo Calabrò,
ricercatore assegnista a Scienze politiche - è stato respinto per ben due volte
dalla Corte dei Conti. Prevedeva che nella prima fase di selezione fatta sui
titoli, i cinque commissari restassero ignoti. Una chiara assenza di
trasparenza che è stata rigettata. Il governo, quindi, in assenza di un nuovo
regolamento ha sospeso i concorsi a livello nazionale e, quindi, anche su
Pisa". Da qui, il motivo per cui si è parlato del concorso affondato nelle sabbie mobili della burocrazia. Ma il sottosegretario Modica ha ridato speranze. "Dopo che
a fine maggio sarà costituita la commissione nazionale, saranno organizzati i
concorsi. Ci vorrà tempo, è presumibile che i posti andranno a regime con
l'autunno". Sui trenta posti programmati a Pisa, l'assemblea permanente
dei ricercatori ribadisce le sue critiche al rettorato. "A Pisa si
rischia la paralisi. Quei trenta posti dovevano essere già assegnati. Il
finanziamento straordinario 2008 - sostiene Carmelo Calabrò - doveva essere
utilizzato dall'ateneo pisano per il reclutamento di nuovi ricercatori. Invece,
il nostro rettorato lo ha utilizzato per coprire i bandi dei concorsi per quei
trenta posti di ricercatori in formazione attivati nel 2005 e scaduti ora in
marzo. Per quest'ultimi posti, doveva esserci già un fondo accantonato e non si
doveva fare ricorso al finanziamento straordinario che doveva servire per
creare nuovi posti ai di là di quei trenta già programmati". Il
ricercatore ricorda che la delibera del Senato del 26 ottobre 2004 aveva
previsto l'accantonamento del fondo.
( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Pisa produce
tante idee, poi però le spreca Un convegno sui luoghi della ricerca organizzato
dalla rivista Locus PISA. Pisa fa registrare il 3,5% nel rapporto tra il Pil e
la ricerca e sviluppo ed è così al di sopra della media nazionale pari all'1% e
quella europea del 1,9 %. Questo grazie alla presenza di tante realtà
universitarie e non che fanno ricerca, come la Scuola Superiore Sant'Anna, la
Scuola Normale Superiore, il Cnr, l'Istituto nazionale di fisica nucleare, il
Polo tecnologico di Navacchio, il centro di ricerca Enel e il sistema
ospedaliero. Se ne è parlato ieri alla presentazione dell'ottavo numero della
rivista "Locus" (Felici editore) dedicata a "Pisa: i luoghi
della ricerca". Al dibattito erano presenti i responsabili e gli esperti
delle strutture pisane dedicate alla ricerca. E' emerso che l'obiettivo finale
della ricerca è lo sfruttamento, una missione istituzionale che le università
pisane hanno capito. L'esperienza della Scuola Sant'Anna è emblematica ed è
stata illustrata dal presidente Riccardo Varaldo. "Gli indicatori per
misurare la ricerca - ha detto - oltre al numero e alla qualità delle
pubblicazioni, devono essere anche i brevetti e le spin-off, ovvero le società
create dagli stessi ricercatori per proseguire la loro attività di ricerca
proiettandosi sui mercati. La nostra prima spin-off risale al 1990, oggi sono
25. Se tutto il sistema universitario nazionale avesse fatto come noi, avremmo
dovuto avere oltre 4.000 spin-off e non le 454 attuali. La Toscana si pone così
al secondo posto dopo l'Emilia Romagna e prima del Piemonte. La ricerca e la
produzione devono essere collegate tramite le spin-off per creare innovazione,
con un necessario gioco di squadra. La globalizzazione in questo caso è
positiva. Non più quindi modelli chiusi e costosissimi laboratori di ricerca
interni alle imprese, ma una proiezione all'esterno necessaria per le nuove
imprese e per i giovani. L'attenzione della Regione dovrebbe essere più verso
le nuove realtà che nascono, piuttosto che proseguire sulla strada di una
politica assistenzialista". Anche l'Università di Pisa ha creduto nella necessità
di promuovere la ricerca all'esterno, con tre linee politiche: l'apertura
all'esterno collaborando con consorzi ed enti, la brevettazione e la promozione
delle spin-off. Alla domanda "Se lo Stato in crisi non finanziasse più la
ricerca, sareste in grado di auto-sostenervi?" la risposta è stata che
potenzialmente sarebbe possibile. Ad esempio alla Scuola Sant'Anna le entrate
del 2007 sono state costituite al 40% dal contributo auto-sostenuto.
L'esperienza della facoltà di ingegneria è ben rappresentata dal Polo di
Navacchio, tuttavia il preside Emilio Vitale non guarda al dato del 3,5% del
rapporto Pil/ricerca e sviluppo in maniera positiva. "Non è il risultato
di un intervento mirato - ha detto - ma l'esito di sei secoli di insediamenti
universitari. Il polo di Navacchio, su una superficie di 15mila metri quadri,
conta 60 tra imprese e laboratori con 450 persone occupate. Il fatturato dal
2004 è cresciuto del 25% ogni anno fino ad arrivare a 40 milioni di euro, senza
incentivi particolari. Ciò che rende il futuro incerto per le microimprese di
fronte alle sfide della globalizzazione, è dato dallo scenario italiano non
favorevole allo sviluppo di queste imprese, dalla realtà locale priva di un
tessuto industriale, dalla mancanza di giovani manager in grado di far crescere
le imprese, la mancanza di finanziatori non compratori e una situazione
infrastrutturale che crea disagio (pensiamo alla superstrada). Complessivamente
lo scenario del sistema pisano, ad eccezione della scuola Sant'Anna, è in
ritardo rispetto alla valorizzazione della ricerca. C'è bisogno di un momento
di discontinuità, non possiamo più aspettare l'evoluzione perché è troppo
lenta". Pessimismo anche da parte del responsabile della ricerca Enel
Gennaro De Michele che lamenta che a Pisa non si è capito il valore
dell'innovazione. "La ricetta non c'è ma sono necessari la conoscenza, la
creatività, la passione, l'imprenditorialità, il capitale di rischio e una
visione legata alla globalizzazione. Operatori industriali e docenti pisani
devono capire che un'idea da 50 milioni deve diventare un prodotto da 50
miliardi e che l'innovazione crea benessere. L'esperienza dell'Enel a Pisa
mostra che le idee che nascono qui vengono poi realizzate altrove; un solo caso
su 10 progetti ha visto il prodotto realizzato in zona". Difficoltà incontrate anche da Oliviero Toscani con il progetto
del laboratorio di ricerca della comunicazione La sterpaia a San Rossore.
"Il problema fondamentale da abbattere è la burocrazia. Poi manca la creatività, che deve essere visionaria, sovversiva
e disturbante. A Pisa in periferia c'è un'architettura da geometri autorizzata
dagli assessori". Daniela Salvestroni.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
Napolitano: scelte condivise per il paese Sollecitazione del capo dello Stato
ai partiti: "Il problema principale è la competitività" di PAOLO L.
MEDEOSSI BUTTRIO. "Congiungere la preoccupazione alla fiducia, ma una
preoccupazione che sia positiva, che spinga a fare": è uno dei passaggi
chiave del discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tenuto
a conclusione della sua visita alla Danieli di Buttrio. Gli altri sono il
"no al difensivismo e a velleitarie quanto fatali tentazioni di
protezionismo" e il battersi per "la coscienza europea" nella
consapevolezza che l'Europa deve pesare, ma ciò avverrà solo se "l'Europa
sarà competitiva e unita". Una sorta di sollecitazione a fare sistema per
affrontare "la competizione che è già cominciata e in cui nessuno farà
sconti all'Italia e all'Europa". Parole sentite quelle di Napolitano come
prova il particolare che non era previsto il capo dello Stato parlasse, ma
quello che aveva visto e quello che aveva ascoltato, in primis da Gianpietro
Benedetti, presidente e amministratore delegato del gruppo multinazionale di
Buttrio, gli hanno fatto cambiare idea. "Qui ho visto cose straordinarie e
ho ascoltato discorsi importanti" ha evidenziato Napolitano. E non che
fosse impreparato. La tappa a Buttrio (visita che non era stata sollecitata
dalla Danieli, peraltro più che ben felice dell'evento) infatti è frutto di una
scelta precisa del presidente della Repubblica che ha spiegato: "Vado in
giro a scovare e a valorizzare realtà di eccellenza, che sono note solo a una
parte della classe dirigente italiana". E "questa è una di queste
realtà", facendo capire che la sua convinzione era uscita rafforzata al
cubo dal giro all'interno dello stabilimento durato più del previsto, come del
resto l'intera visita che lo ha visto partire per Brazzacco di Moruzzo con
mezz'ora abbondante in "ritardo" sulla tabella di marcia. Il momento
clou è stato nella sala mappamondo dove, dopo i saluti di Benedetti, hanno
rivolto la parola al capo dello Stato due dipendenti della Danieli, simboli
delle due facce dell'azienda: un ingegnere 33enne, Andrea Ceretti, e un perito
30enne, Daniele Mauri, che hanno testimoniato della filosofia del gruppo, tra i
primi tre al mondo nella fornitura di impianti siderurgici, del modo di
lavorare e delle sfide al miglioramento continuo. A loro è subentrato Benedetti
con un discorso sulla competitività e sul sistema Paese che probabilmente è
stata la molla che ha spinto Napolitano a parlare contrariamente alla scaletta
che sì non prevedeva discorsi del presidente, ma non li escludeva. Tra le
autorità presenti, oltre alla vicepresidente della Danieli Carla De Colle, il
presidente della Regione, Riccardo Illy, accompagnato dall'assessore alle
Attività produttive Enrico Bertossi, il presidente e i vicepresidenti del
Consiglio regionale, Alessandro Tesini e Roberto Asquini, il commissario
straordinario della Provincia, Romano Fusco, il viceprefetto vicario di Udine
Francesco Palazzolo e il sindaco di Buttrio Tiziano Venturini, i presidenti di
Confindustria regionale e Assindustria friulana, Adalberto Valduga e Adriano
Luci. E se Benedetti ha sottolineato che la competitività è il problema
principale, Napolitano ha detto che è presente a livello di azienda, di gruppo,
di settore, "e anche di sistema, e qui il discorso naturalmente investe le
istituzioni dentro le quali sono le forze politiche. Non importa il ruolo che
di volta in volta svolgono, quali sono al governo e quali all'opposizione.
Ritengo che quando parliamo di competitività del sistema Paese, bisogna
assolutamente trovare la strada per alcune fondamentali scelte condivise, per
alcune politiche volte specificamente a elevare la competitività del sistema, politiche
che siano non di breve periodo, che abbiano una condivisione e una continuità.
Spero che questa strada possa essere presa. Nei limiti delle mie competenze -
ha assicurato - e responsabilità, farò di tutto perchè queste esigenze siano
riconosciute". E Napolitano non è stato tenero nel giudicare la situazione
del Paese: "Penso che in Italia - ha detto - siamo abbastanza in bilico:
ci sono molti italiani, anche nella classe dirigente e politica, che non sono
sufficientemente consapevoli e convinti della ricchezza delle risorse di cui
disponiamo e dei problemi che occorre risolvere perché queste risorse siano
messe a frutto per il futuro". Nel suo intervento, il presidente della
Danieli aveva spiegato chiaramente che "noi siamo impegnati a continuare a
svilupparci qui, ma ci sono alcuni problemi che andrebbero affrontati".
Non basta, ha concluso, quello che aziende come la mia possono e devono fare
ancora, ci sono anche limitazioni che "sentiamo oggi ancora abbastanza
pesanti", che riguardano la disponibilità di tecnici e ingegneri, di
personale qualificato, effetti della bassa natalità, problemi
legati alla crisi della formazione scolastica, alla burocrazia, al costo del lavoro, all'energia. Insomma, tutti problemi che
competono alla politica. Napolitano ha praticamente condiviso questo allarme e
anche il commento di Benedetti, che ha parlato di "preoccupazioni che però
non spengono la fiducia". "Il futuro - ha sottolineato il capo
dello Stato - è fatto di sfide ancora più difficili. Guai a trarre motivo di
sfiducia e perdita di speranza". "Dobbiamo attrezzarci" ha
concluso, quasi sottintendendo che uno degli esempi era lì, sotto gli occhi.
( da "Nuova Venezia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte IL
CACCIATORE DI AQUILONI IL CACCIATORE DI AQUILONI (Usa 2007), drammatico, di
Marc Forster con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni,
SÅd Taghmaoui, Zekiria Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a
San Francisco, dove ha realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e
di sposare la donna che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra
di origine, così decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia/Hong
Kong 2007), drammatico, di Kar Wai Wong, con Norah Jones, Jude Law, Rachel
Weisz, Natalie Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks,
Nate Bynum, Chad R. Davis Dopo la dolorosa rottura di una relazione, Elizabeth
parte per un viaggio attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera
in un bar, dove conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia
2008), commedia, di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio
Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio
Fracasso, Elena Arvigo Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center di
un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura così
in mondo fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati,
danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze
concordate. L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa 2007), commedia, di
Peter Hedges, con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany
Robertson, John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily
Blunt, Jessica Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre figlie
adolescenti, rifugge da qualsiasi possibilità di intraprendere delle nuove
storie d'amore. Un giorno però incontra la bella Marie e scocca la scintilla.
Dan scopre però che la donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E LA BAMBINA
(Francia 2007), commedia, di Luc Jacquet, con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle
Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto
con il favoloso mondo della natura. Conosce una volpe, e nasce una tenera
amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007), drammatico, di Sergio Rubini con
Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina
Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme per
affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a
Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare
l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del
"suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO
(Usa 2008), commedia, di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden,
Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa
Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto
rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di
vestiti e per l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene.
LA BANDA (Israele/Francia 2007), commedia, di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz,
Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa
Natour, Eyad Sheety Una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in
Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche
altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE
(Italia 2008), commedia, di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini,
Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina
Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo
alcuni dei suoi personaggi in tre storie parallele. Nella prima, Leo e
la sua famiglia si svegliano di buon'ora per partecipare a un raduno di
boyscout; Callisto Cagnato, temuto professore universitario, preoccupato dal
fatto che il figlio non riesce con le ragazze, decide di fargli conoscere una
studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia benestante ma un po' rozza in
vacanza a Taormina.
( da "Centro, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chieti Febo: la
filovia parte il 1º maggio Il sindaco: altrimenti te ne vai a casa L'INCHIESTA
IN TV DELLE JENE CHIETI. Sindaco, l'assessore ai Lavori pubblici e ai trasporti
Luigi Febo ha detto che la filovia partirà il 1º maggio. Se non lo farà?
"Se non parte quel giorno vuol dire che il 2 maggio non sarà più
assessore...". Puntata delle jene dedicata a lungo ieri sera su Italia 1
al "caso-filovia" che tormenta periodicamente Chieti. Un'inchiesta
giornalistica in pieno stile, come nell'uso degli implacabili segugi in nero.
Un'inchiesta tamburellante che ha messo in evidenza gravi
lacune della burocrazia
ministeriale e affine. Le prime immagini inquadrano i nuovi piloni installati
da anni per chilometri in città, i fili tesi e incrociati che in alcuni punti
formano una fitta ragnatela, in un susseguirsi di dissolvenze tra stupore e
indignazione. Prima intervista nei pressi della rimessa, vicino al
vecchio ospedale. Inquadrati i filobus malmessi, corrosi dall'incuria. Un
esperto autista rivela un desiderio: è dal 1993 che aspetta di guidare i
filobus. Forse andrà in pensione prima di poterlo fare? La jena incalza,
inesorabile. Interpella alcuni studenti del vicino Itis. I filobus? E chi li ha
visti mai, perché esistono ancora? Giovani dissacratori, ma i filobus si
perdono nei ricordi degli adulti, figuriamoci in quelli dei ragazzi. Puntata in
Comune, l'assessore Febo è messo alle strette. Ma sorride, sportivamente. Il
progetto è del 1993, è stato concluso nel 2002, nel 2005 il primo collaudo, dal
2006 stiamo andando avanti. Riprese di 6 mesi fa circa, attualizzate dalla
ricerca dell'autorizzazione che non arriva per restituire a Chieti la filovia
che non inquina e porta velocemente ovunque. Ma questo collaudo chi lo deve
dare? E qui il programma di Mediaset va a caccia dell'ufficio che deve
completare la pratica, l'Ustif. Chieti scalo, vicino alla motorizzazione
civile, dove un funzionario imbarazzato da microfono e telecamera si rifugia in
angolo. Non dipende da noi, dice, ma dall'Ustif di Pescara... Bene, alle jene
non pare vero di indagare altrove. Ma a Pescara trovano un ufficio vuoto,
nessuno che sappia rispondere a qualsivoglia quesito. Tranne un impiegato che
spiega: dipende da Roma, guardate lì. Ma nella capitale tutti zitti, tranne un
dirigente che dice sconsolato: non abbiamo nessuna pratica che riguarda Chieti.
Ma come, lì aspettano da 15 anni e voi dite così? Forse la soluzione è alla
motorizzazione di Roma o al ministero dei Trasporti. L'assessore Febo telefona
due volte a settimana al signor Ventola, ma la pratica non si trova. Jene di
nuovo a Chieti, a Palazzo d'Achille. Dove un sicurissimo Febo sorride e
annuncia: il primo maggio partono i filobus, parola di assessore. Stacco,
stupore per la "rivelazione" secondo il collaudato montaggio del
programma, primi piani e dissolvenze fino alla stanza del sindaco. Microfono
spianato. Sindaco, Febo dice che... Il 2 maggio se in città non vedrete passare
il filobus nuovo di zecca non telefonate più all'assessore ai Lavori pubblici e
ai trasporti. Potrebbe aver seguito un'altra strada. (f.ci.).
( da "Nuova Venezia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il delegato
Marangon: "Niente più ostacoli, si parte la prossima settimana" Parco
Catene, cantieri al via da aprile Lungaggini burocratiche hanno ritardato il
via a lavori attesi da 34 anni MITIA CHIARIN MARGHERA. La speranza è che
stavolta l'annuncio sia davvero seguito dai fatti. Dalla prossima settimana
partiranno i cantieri per la realizzazione del parco di Catene, annuncia il
delegato della Municipalità Valdino Marangon. Una serie di vicissitudini
burocratiche sono diventate un ostacolo al via ai lavori, annunciati già due mesi
fa e mai avviati. L'ultimo ostacolo, l'obbligo ad indicare i nomi dei
consulenti esterni, imposto dalla Finanziaria, è stato superato con
l'approvazione del bilancio comunale. Quando la burocrazia mette lo zampino in una
Municipalità, la sfortuna è dietro l'angolo. A farne le spese sono opere a
lungo attese, come il parco di Catene, il grande sogno "verde" di
Marghera. Otto ettari di parco a ridosso di via Trieste attesi da decenni nel
rione di Marghera, con un appalto già assegnato alla Ecis di Marghera.
Ma l'annuncio del via ai lavori, un paio di mesi fa, da parte della
Municipalità non era stato seguito dall'arrivo delle ruspe. I cambi di
dirigenti che hanno lasciato il progetto senza un responsabile di procedimento
per la Municipalità, sembravano risolti con l'arrivo di Afro Massaro a Marghera
ma al ritardo si è aggiunto ancora ritardo. Andiamo con ordine: al ruolo di Rup
del progetto del parco era stato assegnato l'ingegner Molin, dirigente dei
Lavori Pubblici della Municipalità che successivamente ha lasciato l'incarico.
Un altro sostituto è stato nominato ma il dirigente se ne è poi andato a
lavorare alla Municipalità di Chirignago-Zelarino. Alla fine è arrivato a
Marghera a dirigere i Lavori Pubblici Afro Massaro, ex dirigente dell'ufficio
Verde del Comune. E questi è stato nominato responsabile del procedimento con a
fianco un gruppo tecnico di cui fanno parte, oltre al progettista Ceccon,
Stefano Lunadelli e la dottoressa Beretta del Verde di Marghera. Questione
risolta? No, perchè senza un ok del Consiglio comunale al cambio di ruoli, i
cantieri in queste settimane non sono potuti partire e tra l'altro, la
Municipalità si è trovata anche a dover indicare i consulenti esterni al
progetto, come obbliga la nuova legge Finanziaria. "Anche se il progettista
del parco è da tempo già inserito nel bilancio", ammette un po'
amareggiato il delegato Valdino Marangon che ha a cuore il progetto ereditato
dall'amministrazione del compagno di partito Turetta. Siamo alla fine di marzo
e non si è visto l'inizio dei lavori per un progetto di cui a Marghera si
discute dal 1974, che è previsto da una delibera in bilancio del 1998 e che
vede il mutuo per il finanziamento acceso fin dal 2006 per garantire la spesa
di 2 milioni e 130 mila euro del primo stralcio. Le urbanizzazioni dei privati
sono nel frattempo partite e alcuni dei parcheggi collegati al parco, che
dovrebbe diventare il terzo per estensione nel Comune di Venezia, sono già
pronti. L'ultimo scoglio, ha chiarito ieri il delegato Valdino Marangon, era
quello dell'indicazione dei consulenti esterni. "Con l'approvazione del
bilancio in Consiglio comunale anche questo ostacolo è stato superato e posso
finalmente esser certo che i lavori partiranno la prossima settimana".
( da "Mattino di Padova, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CITTADELLA.
Sicurezza Udc: "Più poteri ai sindaci contro la criminalità"
CITTADELLA. "Sicurezza, parliamone con serietà". L'Udc, con Antonio
De Poli, ha schierato i "suoi" sindaci in Torre di Malta. Beatrice
Piovan (Villafranca): "Sono gli anziani i più colpiti, paghiamo da anni
una società di sorveglianza. Ci manca personale, c'è troppa
burocrazia, i vigili
passano troppo tempo tra le scartoffie". Negare la residenza? "Quando
ci sono elementi oggettivi e fondati si può negarla". Duro Luigi Bernardi
(Campo San Martino): "Dobbiamo disfarci dei delinquenti, varare leggi per
eliminarli dal tessuto sociale: bisogna ripulire il territorio dalla
delinquenza e rimandarla a casa. Nei nostri comuni ci sono 50 vigili e
90 carabinieri: gli uomini in divisa sono un segnale, vanno coordinati".
L'allarme di Fabio Facchinello, segretario Coisp di Vicenza (sindacato di
polizia): "Abbiamo auto con 240 mila chilometri, perdiamo le ruote.
Prendiamo 6 euro di indennità in 6 ore, non abbiamo più ricambio, non ci sono
agenti, non ne assumono: ho 35 anni e sono il più giovane". Le espulsioni:
"La questura di Padova è un'eccellenza, tra luglio 2005 e giugno 2006 gli
espulsi sono stati 1.111, 40% sono rumeni e moldavi, 304 eseguiti con
accompagnamento". (s.b.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firmata la
convenzione, unica in Italia, tra istituto di previdenza, Inail e Regione davanti
al ministro Damiano Il compenso netto al lavoratore sarà di 7,5 euro e il
reddito non farà cumulo con altri Agricoltura, via ai "buoni
assunzione": si comprano all'Inps a 10 euro l'uno di ELENA DEL GIUDICE
PORDENONE. E' una rivoluzione a burocrazia zero. E si inaugura in Friuli Venezia Giulia, prima in Italia a
sperimentare il "lavoro accessorio" in agricoltura. Firmata ieri a
Pordenone tra Inps, Inail e Regione, dal presidente Illy, la convenzione che dà
il via al progetto davanti al ministro Cesare Damiano. Nel suo tour
istituzional-elettorale, Damiano ha colto ieri una certa soddisfazione: la
concretizzazione di un progetto avviato fin dall'inizio della legislatura che
si è appena conclusa, ma che era stato sollecitato ben 8 anni fa da Confagricoltura.
Parliamo delle modalità con cui è possibile, da quest'anno, regolarizzare quei
rapporti di lavoro assolutamente marginali ma che esistono nel settore agricolo
e che altre formule contrattuali, nemmeno il tempo determinato, sono idonee ad
accogliere. Dalla vendemmia 2008, invece, sarà possibile avviare rapporti di
lavoro con giovani studenti oppure pensionati, per un tempo predefinito, con la
certezza di averli assicurati ai fini Inail e Inps, e di essere perciò
assolutamente in regola in caso di ispezioni. Il meccanismo, peraltro, è
assolutamente semplice. L'imprenditore agricolo acquista dall'Inps dei voucher
(una sorta di mini-assegni) del valore di 10 euro cadauno, nel momento in cui
decide di assumere una, due, dieci, cento persone (che si rendono disponibili a
questo genere di attività iscrivendosi negli appositi elenchi dell'ufficio
provinciale del lavoro), comunica preventivamente con una telefonata o con una
mail l'avvio delle assunzioni a termine, e alla fine "paga" questi
dipendenti con i voucher. Studenti e pensionati si recheranno quindi nella sede
Inps e riscuoteranno il compenso netto, pari a 7,50 euro per
"assegno". Il reddito "accessorio", peraltro, non farà
cumulo con altri redditi, nemmeno con quello da pensione. "Siamo
assolutamente contenti di questo risultato - ha esordito l'assessore al Lavoro,
Roberto Cosolini - che risolve una situazione che si trascinava da anni.
Pensata inizialmente per la sola provincia di Udine, la convenzione è
correttamente stata estesa a tutte e 4 le province dove l'agricoltura è un
settore importante, e consentirà di regolarizzare forme di micro lavoro oggi
irregolari". La firma del protocollo è arrivata pochi giorni dopo
l'emanazione del decreto ministeriale, approvato il 12 marzo, è stata resa
possibile dalla disponibilità e collaborazione di Inps e Inail. Una
disponibilità sottolineata dal presidente Illy che si è soffermato nel
richiamare i principi di semplificazione che si va ad introdurre, una
diminuzione della burocrazia "che abbiamo avviato
in questi anni e che andrà implementata con la prossima legislatura". Un
plauso è arrivato dai rappresentanti delle associazioni di categoria, presenti
alla firma sul protocollo il presidente regionale di Coldiretti, Dimitri
Zbogar, quello provinciale Cesare Bertoia con il direttore Roberto Palu, e
Giorgio Pasti presidente di Confagricoltura Udine. "Fu proprio
Confagricoltura Udine ad indicare la strada che portò all'accordo siglato nel
2000 - ha ricordato Pasti -, e ci sono voluti 8 anni per concretizzarlo. Questi
evidentemente sono i tempi, ma siamo davvero contenti di essere i primi in
Italia ad aver acquisito il risultato". Soddisfazione anche dalla
Coldiretti che ha sollecitato il ministro a considerare la possibilità di
estendere il provvedimento ad altri settori dell'agricoltura: "oltre alla
vendemmia c'è il vivaismo, la frutticoltura, la raccolta degli ortaggi che
potrebbero beneficiarne", hanno spiegato Zbogar e Bertoia. A loro Cesare
Damiano ha risposto: "intanto abbiamo compiuto questo passo, verificheremo
i risultati della sperimentazione e se ne riparlerà". Damiano ha ricordato
il valore del provvedimento ai fini dell'emersione del lavoro irregolare, se
pure marginale, che c'è in agricoltura, delle opportunità di impiego che offre
ai giovani "che vogliono farsi la paghetta" e di "integrazione
al reddito per i pensionati che potranno così trasmettere la
"cultura" agli immigrati occupati nelle aziende agricole.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si pubblici, per
portarsi dietro i documenti da esibire a ogni controllo serve quasi la valigia
e, oltre all'indifferenza di chi non li conosce, devono combattere i timori dei
loro genitori. Sono i figli degli immigrati, quella seconda generazione che si
sente già italiana, anche se la cittadinanza è lontana. Per portare
all'attenzione di tutti i loro problemi, 21 giovani, tra i 16 e i 18 anni per
la maggior parte residenti nel circondario, hanno fondato l'associazione 'Next
generation': sognano una società mista e senza discriminazioni. Nessuno di loro
però vuole sentire parlare integrazione, loro si sentono già italiani, il
problema è farlo capire agli altri. Per questo è nata l'associazione. A capo
del gruppo c'è Sanaa Elorch, 24enne di origini marocchine, eletta nella
Consulta comunale degli stranieri, che punta l'attenzione sui problemi
burocratici. Per Sanaa, che ha praticamente sempre vissuto qua, è difficile
accettare di doversi mettere in fila ogni anno per il permesso di soggiorno:
"Mette ansia e fa perdere tempo". Le cose non vanno meglio per chi ha
ottenuto la cittadinanza. Brahim Houanti, che quest'anno prenderà la maturità
all'Iti, ricorda: "Tempo fa mi fermarono i carabinieri; ero in macchina
con un amico di origini marocchine che ha subito tirato fuori passaporto e
permesso di soggiorno. Io mostrai la carta di identità, ma i carabinieri volevano
che facessi vedere il permesso di soggiorno. C'è voluto parecchio tempo per far
capire che non lo avevo perché sono italiano". Altro tema caldo è la
scuola. Tanti gli aneddotti che i ragazzi raccontano. Dalle loro parole si
capisce che a volte essere stranieri è un vantaggio: alcuni insegnanti danno
un'aiutino, ma questo ti mette contro i compagni di classe o i loro genitori.
Altre volte è un problema: alcuni insegnanti pensano 'tu non capisca nulla
perché non sai la lingua'. Per questo Youness Elorch teme che in città si formi
una scuola ghetto: "Ai ragazzi di origini straniera gli insegnanti
consigliano gli istituti professionali. Pensano che non siano in grado di fare
altre scuole, ma non è così". Youness studia al Paolini, si iscriverà a
giurisprudenza e sogna di diventare come il senatore afroamericano Barack
Obama. Quasi paradossale l'esperienza del 16enne Elmahdi Omrani: "I miei
genitori sono marocchini, ma io sono nato e ho sempre studiano in Italia.
Eppure mi sono trovato iscritto ai corsi di alfabetizzazione quando sono andato
all'Ipsia". L'associazione verrà presentata nell'incontro in programma il
4 aprile al Circolo Sersanti. Laura Dall'Olio - -->.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MALASANITA' NUOVA
DENUNCIA "Liberare posto in lista non è stato possibile" "QUANDO le regole e la burocrazia hanno il sopravvento sul buon senso". Con toni ironici un
lucchese, a dire il vero straniero ma da molti anni residente nel nostro
territorio, descrive quanto gli è accaduto in questi giorni in tema di sanità.
Ne è rimasto sconvolto, pensava che "le polemiche che i quotidiani
riportano ogni giorno sulla malasanità, fossero esagerate, ma ora mi
rendo conto che è tutto vero e il buon senso manca proprio, e anche
un'efficienza del servizio". MA VENIAMO ai fatti, che lo stesso nostro
lettore illustra anche in una lettera inviata al direttore generale, Oreste
Tavanti. "Nel mese di dicembre ho preso un appuntamento al Campo di Marte
per fare una risonanza magnetica alla spalla e al braccio sinistro: mi spetta
nei primi giorni di aprile. In questi giorni mi sopraggiunge un impegno di
lavoro e devo partire: non potrò essere al tanto atteso appuntamento perché
sarò fuori Italia". "MI RIVOLGO dunque alla Usl per poter cambiare
l'appuntamento ? continua il nostro lettore ? e chiedo se posso scambiarlo con
qualcuno che, magari, ha piacere nel potersi fare la risonanza magnetica
anticipatamente. Mi dicono che questo non è possibile e mi prenotano un altro
appuntamento nel mese di agosto". Il nostro lettore rimane
"amareggiato: uno scambio avrebbe portato un beneficio reciproco. Roba da
tedeschi. A questo punto cercherò un'alternativa altrove. Ma quanta
delusione..." E mentre il nostro lettore ci racconta questo, altri
lucchesi si uniscono coralmente al suo disagio, perché, come lui, sono stati
protagonisti di vicende simili. Emanuela Benvenuti - -->.
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa "Non
volevo diventare un attore comico, preferisco fare libri" Villaggio:
"Fantozzi mi ha stroncato la carriera di scrittore" Antonio Angeli
a.angeli@iltempo.it Esplosivo, dissacrante, in qualche modo deve sempre
spiazzare i suoi tanti fan: Paolo Villaggio, classe 1932, genovese di nascita,
"ma vivo a Roma da cinquant'anni", precisa, si presenta, tanto per
cambiare, in una nuova veste: quella di storico. E Arrigo Petacco con Denis
Mack Smith devono tremare: come vede la storia lui, non la vede nessun'altro.
Villaggio sta decidendo in questi giorni la copertina del suo nuovo libro:
"Storia della libertà di pensiero", che sarà presentato da
Feltrinelli nei prossimi giorni. Nelle 190 pagine la vita, riveduta e corretta,
dei personaggi fondamentali della Storia scelti da Lui medesimo. Si parla di
Socrate, Giulio Cesare, Gesù, Galileo Galilei, Garibaldi e tanti altri. Paolo
Villaggio, da un po' si dedica molto alla letteratura. Come nasce l'idea di
questo libro? "Sono un appassionato di storia, ho voluto scrivere un libro
di storia per raccontare come, per esempio, la Chiesa non si è accontentata di
aver schiacciato la libertà di pensiero, ma ha torturato tanti, anche chi
diceva che la Terra è rotonda". Nel suo libro c'è anche un greco del
quarto secolo avanti Cristo con un bicchiere di alluminio... "Forse allora
l'alluminio non c'era, di cosa dovevo farlo quel bicchiere? Di coccio,
forse". E accanto alla figura di Gesù c'è uno strano postino di
Ercolano... "Sì, quello è un po' inventato. Oltre che di Gesù parlo anche
di Gandhi, che ha ripreso la non violenza di Gesù, ed era veramente un
furbone". E ha anche un po' riscritto la storia d'Italia. "Sì,
Garibaldi è sopravvalutato, era un cretino... L'Italia in realtà l'ha fatta
Cavour". E dell'Italia di oggi, che pensa? "è un Paese pieno di persone
che predicano il buonismo per loro stessi ma severi con gli altri. Una nazione
che va a rotoli, piena di 'Ndrangheta, Camorra, Mafia e adesso ci vieteranno
anche la mozzarella, che era la bandiera di questa Italia. Siamo poco
competitivi, c'è poca voglia di lavorare. L'Italia di oggi è un Paese finito,
vorrei andare a Londra o in Svizzera, ma qui ho i miei cani...". è
soddisfatto di questo suo libro? "No, non riesco a rileggerlo. è come se
lo avesse scritto un altro, ma ho sempre questa sensazione, vorrei riscriverlo
da capo, ma ormai l'ho consegnato". Ma a lei piace scrivere? "Sì,
tantissimo, è la cosa che so fare meglio. Io sono uno scrittore, ma, ad un
certo punto, sono stato travolto dal successo dei libri di Fantozzi. Al cinema
però non voleva interpretarlo nessuno... il film doveva farlo la Cineriz,
Tognazzi disse di no e anche Pozzetto. Allora Frizzi, il padre di quello lì
della televisione, mi telefonò, era mattino, prestissimo, e mi disse:
"Uelà, Villaggio, perché non lo fai tu?" E mi sono ritrovato comico
patentato. Ma io sono uno scrittore. Ho avuto riconoscimenti inauditi, per
esempio, in Russia, Evtushenko una volta disse, io c'ero, che un solo scrittore
al mondo è paragonabile a Gogol. Poi prese un fogliettino e lesse:
"Vigliacco", ma io ho capito che parlava di me, perché
in fondo Fantozzi è vicino alla burocrazia russa dell'Ottocento. Insomma io posso sopravvivere nella storia
per Fantozzi, ma mi hanno obbligato a scrivere decine di libri. Sono grato al
personaggio, ma ho una gran voglia di uscire da quel cliché. Addirittura nella
copertina di "Storia della libertà di pensiero" non ho voluto nemmeno
la foto, niente faccione del comico. Veramente non volevo nemmeno il
nome, solo il titolo... ma poi ce l'hanno messo". E della tv, che mi dice?
"In tv guardo solo "Alle falde del Kilimangiaro", poi mi
addormento davanti alle partite". Al Grande Fratello ci andrebbe?
"Sì, di corsa. Se mi pagano bene".
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Il presidente
dell'ente, Benedetto, invita alla collaborazione: "Prima dei progetti
occorre studiare le dune" Parco, dialogo con gli impreditori Romano Tripodi
SABAUDIA Un dialogo sempre più intenso e proficuo tra l'Ente Parco del Circeo,
la Comunità del Parco, vale a dire i Comuni che ne fanno parte, con particolare
attenzione a Sabaudia, il mondo delle imprese ed il sociale in genere, sarà la
costante che dovrà caratterizzare gli orientamenti del Consiglio Direttivo che
da oggi dovrà funzionare a pieno regime. E maggiore dialogo significherà minore burocrazia; semplificazione dei vari passaggi istituzionali, in modo da
rendere maggiormente coerenti e sinergiche le politiche territoriali di tutti
gli Enti. E' il messaggio che Gaetano Benedetto, presidente dell'Ente Parco ha
voluto inviare nell'illustrare la sua relazione al Consiglio Direttivo,
ospitato eccezionalmente presso la sede della Provincia di Latina, in
via Costa. Un documento nel quale, confermando la disponibilità personale e
quella più in generale dell'Ente nei confronti della collettività, Benedetto ha
toccato tre distinti argomenti: la situazione dell'Ente, con particolare
riguardo alla organizzazione degli uffici ed alla situazione finanziaria; il
diretto coinvolgimento dell'Università di Latina nell'elaborazione del Piano
del Parco; ed alcune problematiche tuttora aperte tra cui quella attualissima
riguardante i chioschi e gli stabilimenti balneari di Sabaudia. Per quanto
riguarda i chioschi sulla strada del lungomare Benedetto ha confermato che si è
giunti ad una soluzione certa che ne conferma la piena legittimità ad operare
pur senza la valutazione d'incidenza ambientale. Più complessa invece la
situazione degli stabilimenti che, dopo la recente sentenza del Tar di Latina
che ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dai proprietari avverso
l'ordinanza di smantellamento del Comune, non hanno risolto ancora i loro
problemi. Nel ricordare che per gli stabilimenti non è stata mai fatta una
valutazione di incidenza, Benedetto ha sottolineato come sia necessario fare in
modo che la redazione del Piano del Parco sia contestuale al nuovo Piano di
Utilizzo degli Arenili sia del Comune di Sabaudia che di Latina. A tal fine ha
chiesto al Consiglio Direttivo che venga compiuto uno studio specifico sul
sistema dunale in modo da consentire allo stesso Parco un confronto sia con i
Comuni interessati che con gli imprenditori. E lo stesso metodo, che prevede il
coinvolgimento delle parti sociali, sarà adottato sia per la situazione
relativa al lago di Paola che a quella relativa all'agricoltura ed alla
zooctenia.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reportage Nella
Calabria stretta tra paura e vergogna LO STATO LA SCUOLA 3 Viaggio a Papanice,
dove i clan uccidono la speranza Il paese dei morti che camminano GUIDO RUOTOLO
Due camionette dei carabinieri per strada aspettando l'esercito Il custode
scruta con timore l'orizzonte e tiene la porta chiusa omicidi in cinque giorni
INVIATO A CROTONE Colline verdi, verso l'interno. Il mare di Crotone si perde
dietro la curva. Cinque, sei chilometri. Ecco la frazione di Papanice. Due
camoniette dei carabinieri all'ingresso. Poi le case, il corso che attraversa
il paese, tremile anime, urbanistica Anni 70. Deserto a mezzogiorno. Paese di
fantasmi, di morti che camminano, di morti ammazzati e di eserciti pronti a
scendere in campo. Pochi bar e nessun ritrovo per ragazzi, neppure un campo
sportivo. Manifesti mortuari: "Il padre Domenico, la moglie.... la figlia
Gaia annunciano la morte di Luca Megna". La piccola Gaia, cinque anni, in
coma all'ospedale di Catanzaro, in pratica è morta. Anche lei, come il padre,
colpita dai killer, sabato scorso. Fine di Papanice, cimitero, aperta campagna.
Finalmente la scuola. Un tricolore all'ingresso. Nessuna targa, scuola anonima.
Anzi, per la burocrazia è l'"Istituto comprensivo VII Circolo. Papanice".
Edificio moderno, inaugurato il primo settembre scorso, da fare invidia alle
scuole delle grandi metropoli. Il custode sembra una vedetta. Scruta
terrorizzato l'orizzonte, come se temesse qualcosa, tiene la porta d'ingresso
chiusa. Più che una cattedrale nel deserto sembra un fortino assediato.
Piano terra, gli uffici amministrativi, una palestra che è un gioiello, una
sala professori che potrebbe ospitare una riunione di un corpo docenti di una
facoltà universitaria. E poi, al primo piano sei aule. Due sezioni,
centrotrenta alunni e venti insegnanti. I traditori, i disertori, i latitanti
che giovedì sono stati a casa, si sono messi in malattia, rinunciando a fare
lezione e costringendo una cinquantina di alunni a ritrovarsi nella palestra.
Chiamavano il preside, questi professori, per annunciare la diserzione:
"Mi sento la febbre"; "Non sto bene". E ieri un gruppo di
genitori ha espresso "amarezza e mortificazione" per quell'assenze
"giustificate". Che vergogna, professori. La paura, è chiaro, non è
un reato né una colpa, ma chissà se quei docenti hanno capito le conseguenze di
quella diserzione. Ieri sono tornati a scuola, ma dei centotrenta alunni ce ne
erano la metà. Due classi quasi al completo, le altre sono state tutte
accorpate per fare numero. Spiega la vicepreside, Alessandra Rizzo, che giovedì
ha tenuta alta la bandiera della "resistenza", presidiando la scuola:
"Noi dobbiamo dare l'esempio. Quando giovedì mattina i genitori hanno
sfidato la paura portando a scuola i loro figli, e non hanno trovato un
professore, cosa avranno pensato? Qui gli studenti vivono la scuola come una
gabbia. Vuol dire che la scuola non funziona, che c'è un problema che riguarda
noi insegnanti, la gran parte dei quali non vive a Papanice...". Riflette
il preside Alessio Cavarretta: "Mercoledì, il giorno dopo il secondo
omicidio, i professori c'erano e gli alunni erano pochissimi. Giovedì, invece,
è prevalsa la paura. Io sono qui da quattro anni e devo dire che non ho mai
avvertito ostilità nei confronti della scuola. Io mi auguro solo che questa
scia di sangue si fermi". Da una stanza accanto, le note di un pianoforte:
"Frère Jacques". Alza lo sguardo il preside: "E' il nipote di
Luca Megna... E' un ragazzino irrequieto, c'è anche un altro nipote di
Megna...".Il ragazzino, giubbotto rosso senza maniche, occhi vispi, è un
po' manesco, insomma un bulletto. Luca Megna veniva in questa scuola, si
informava, seguiva il percorso educativo dei nipoti. Semmai, i problemi li
hanno posti i genitori degli altri alunni, che hanno esplicitamente manifestato
la loro opposizione a quella presenza. Lui, D., per l'"onorata
società" dovrebbe essere il predestinato, l'erede della cosca dei Megna,
dopo la morte di Luca, con il nonno don Mico al 41 bis. Chissà se il destino
del ragazzino potrà cambiare. La scuola vista da Papanice è un tentativo
disperato di "zona franca", una scommessa e una speranza per cambiare
il destino delle nuove generazioni. Alle materne, ci sono i figli e i nipoti
degli eserciti in guerra. Vuota la sedia della piccola e sfortunata Gaia,
cinque anni, in fin di vita, figlia di Luca Megna. Ci sono i piccoli del clan
avversario, di quel Leo Russelli uscito dal carcere grazie all'indulto e oggi
irreperibile. E anche diverse maestre sono "parenti" delle famiglie
che si combattono. Forse quando parla di "situazione particolare", la
vicepreside Rizzo si riferisce anche a questo. Giorni di dolore. Ieri si sono
celebrati all'alba i funerali di Giuseppe Cavallo, ucciso martedì alle due del
pomeriggio. Sua moglie Rosa Russelli è ancora in ospedale, ferita alla pancia
da schegge di pallottole. Il padre, Lucio, cugino del boss Leo Russelli,
allarga le braccia: "L'hanno ucciso perché imparentato con me. A Leo, gli
faceva ogni tanto l'autista e adesso sarebbe dovuto venire con me a piantare
pomodori. Basta, si è versato troppo sangue. Non si sono risparmiati donne e
bambini. Gli innocenti. Basta sangue, vogliamo la pace. Perdoniamo e piangiamo
tutti i morti...". Papanice è un paese di morti viventi.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 0 Giovani, cervelloni e superliberali di Giancarlo Perna L'Istituto
Bruno Leoni è un pensatoio che ama il web e recluta studiosi in erba, ma con
curricula da veri cattedratici. I suoi collaboratori hanno prodotto trentatrè
libri e seimila pagine per il sito Internet Si chiude con questa puntata il
viaggio di Giancarlo Perna nei think tank italiani. I precedenti
"pensatoi" sono stati: "Magna Carta" (4/3),
"Liberal" (12/3), "Farefuturo" (22/3) Privo di una sontuosa
sede da ostentare, l'Istituto Bruno Leoni mi accoglie in un locale spartano
dove ha però schierato come un'argenteria i suoi più vivaci cervelli, simile
alla matrona Cornelia che, ricca solo dei propri figli, li mostra al motto:
"Ecco i miei gioielli". Siamo in un appartamentino della milanese
Piazza Castello con vista sul turrito maniero sforzesco. L'Ibl è l'ultimo think
tank del nostro viaggio. è un pensatoio piuttosto immateriale, senza saloni, né
biblioteche, né pr che ti portano in giro. Il suo universo è Internet, dove
riversa caterve di saggi e prese di posizione. Clicchi www.brunoleoni.com e
capisci all'istante con chi hai a che fare. L'Istituto, che si occupa di
economia e dintorni, è il tempio del liberismo più integralista. Ha il culto
della proprietà privata e del libero mercato. Le sue bestie nere sono
statalismo, burocrazie e barriere doganali. Adora la
globalizzazione. A ricevermi nella saletta delle riunioni è la triade che
governa il think tank. Stringo la mano in ordine gerarchico, al direttore
generale, Alberto Mingardi, al direttore del Dipartimento politico, Carlo
Lottieri, al direttore del Dipartimento Ecologia, Carlo Stagnaro. Il
comasco Mingardi ha 27 anni, il bresciano Lottieri 47, il ligure Stagnaro 30. è
poi la volta di quattro collaboratori, detti fellow, che Mingardi ha convocato
qui per me in rappresentanza dell'altra ventina che lavora all'Ibl. Rosaria
Bitetti è una leggiadra fanciullona di 23 anni. Suo coetaneo è lo sciccoso
Massimiliano Trovato, fazzoletto nel taschino. Filippo Cavazzoni, larga parlata
emiliana, ha 29 anni. Andrea Giuricin, esperto di trasporti, ne ha 25.
Terminate le cerimonie, ci sediamo nell'auletta. Loro sulle sedie ordinate per
file. Io su una specie di cattedra di fronte a loro. "Escluso il prof
Lottieri, mi sembra l'asilo", dico, facendo lo spiritoso con riferimento
all'età dei presenti. La battuta passa per quello che è, cretina. Mingardi si
intenerisce e prende in mano la situazione. Sciorina i dati del think tank nato
nel
( da "Borsa e Finanza" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPECIALI Mercato
alla prova dell'uragano Mifid Si riducono le commissioni per promotori e
private E con l'introduzione dei criteri di adeguatezza e
appropriatezza crescono ulteriormente burocrazia e costi a carico delle reti di Redazione - 29-03-2008 NUOVE
REGOLE Criteri più stringenti sulla compatibilità dell'investimento in relazione
al profilo cliente e divieto di doppie commissioni per le Gpf. L'entrata a
regime della Mifid promette di cambiare volto al mercato del risparmio gestito
e di creare una selezione nell'offerta. Tra gli analisti c'è la
preoccupazione che alcuni operatori possano non reggere l'impatto con l'aumento
di burocrazia e la limatura delle commissioni, finendo
per chiudere i battenti. Altri sottolineano il ruolo positivo per i
risparmiatori e prevedono un riposizionamento dai prodotti alla consulenza.
"La normativa europea impone il divieto di inducement, cioè impedisce di
ricevere commissioni sugli investimenti in Gpf dai fondi target, che si sommano
a quelle già previste dalle gestioni patrimoniali - spiega Luca Zitiello,
managing partner dello studio Zitiello e Associati e membro della commissione
legale e consulenziale di Aipb - È indubbio che questo comporterà una riduzione
commissionale in capo a promotori e private banker, ma non penso che provocherà
degli sconquassi. I mancati guadagni in questa voce potranno essere compensati
da una maggiore focalizzazione sulla qualità del servizio di gestione e di
consulenza, che rappresentano il tratto distintivo del mercato private".
Sulla stessa lunghezza d'onda Saverio Scelzo, presidente e amministratore
delegato di Copernico sim: "La Mifid introduce criteri di trasparenza nel
mercato, rendendo meno costosi i servizi di base. I prossimi anni vedranno
emergere le realtà in grado di assicurare un valore aggiunto al portafogli del
cliente attraverso un servizio altamente professionale basato sulle esigenze
del singolo cliente". A preoccupare maggiormente gli operatori del settore
è soprattutto un altro passo della Mifd, in cui si impone una profilatura
dell'"appropriatezza" (cioè delle conoscenze e delle esperienze in
campo finanziario del cliente) e dell'"adeguatezza" (che riguardano
anche la sua situazione economica e i suoi obiettivi di investimento). Le reti
di banker sono all'opera tra montagne di carte da far firmare ai loro clienti,
che complica il lavoro burocratico e fa impennare i costi di gestione del
servizio. C'è poi il rischio che alcuni clienti, di fronte a informazioni così
pressanti, decidano di non collaborare e liquidare le posizioni. "Questo
vale solo per chi non si è attrezzato per tempo - conclude Scelzo - La
personalizzazione del servizio di consulenza fornito dai promotori ma
soprattutto dai private banker, aiuta a creare un clima di reciproca fiducia
tra professionista e investitore, per cui non prevediamo fughe dei
clienti".
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO.INTERESSAVA
DIECI AZIENDE Ritirata la domanda Igp per i "cuneesi al rhum" "Il
tipico dolce rischiava di essere snaturato e sarebbe diventato prodotto
industriale" Il consorzio rinuncia al prestigioso marchio europeo
[FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO L'Europa non interessa più: il consorzio nato nel
gennaio 2006 per conferire al "cuneese al rhum" il marchio Igp
(indicazione geografica protetta) ha ritirato la domanda, bloccando l'iter per
ottenere il prestigioso logo europeo. "È stato un dispiacere - dice Andrea
Arione, titolare dello storico locale di piazza Galimberti che nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-29 - pag: 10 autore: ... TRA FEDERALISMO E BUROCRAZIA L'identità dei Comuni I Comuni sono
enti autonomi da gestire come aziende o centri di spesa che Roma deve
disciplinare nei dettagli? La domanda aleggia dai primi anni 90 ma non ha
trovato risposta, o meglio ne ha tro-vate troppe, diverse fra loro. Le
leggi Bassanini volevano affidare alla politica gli indirizzi e ai dirigenti la
gestione; ma anche nel 2008, come ogni anno, i city manager hanno passato i
primi tre mesi a scartabellare una Finanziaria infinita alla ricerca di
istruzioni che neppure i ministeri interessati sanno fornire. Addio ai grandi
indirizzi strategici, qui c'è da decidere se quel co.co.co. si può impiegare,
c'è da scegliere quale delle cento interpretazioni ufficiali della "spesa
di personale" è quella giusta. Stanchi di vestire i panni obbligati del
burocrate, i direttori generali degli enti locali (si veda Il Sole 24 Ore di
ieri) hanno preso carta e penna per chiedere al prossimo legislatore di attuare
il federalismo (l'avevamo votato nel 2001, se lo ricorda qualcuno?), aprire al
mercato i settori amministrati e offrire gli strumenti per scaricare i
fannulloni. Tutto giusto, ma c'è una domanda preliminare. Che cosa sono i
Comuni? Si attendono risposte, meglio se definitive. (g.tr.).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-29 - pag: 15 autore: Confagricoltura.
L'agenda delle imprese Più agevolazioni per l'agricoltura Ernesto Diffidenti
TAORMINA. Dal nostro inviato L'agricoltura deve tornare una delle priorità
dell'agenda politica. Nel corso del forum “Futuro fertile” che si chiude oggi a
Taormina, il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, sottolinea la
scarsa attenzione rivolta alle imprese agricole nei programmi elettorali:
"Dalle 8 alle 16 righe, davvero un po' poco". Eppure le emergenze di
questi giorni, dalla sicurezza alimentare con il caso-diossina nelle mozzarelle
di bufala fino all'impennata dei prezzi delle materie prime, hanno riacceso i
riflettori sul ruolo dell'agricoltura. Per questo Vecchioni ai candidati
premier presenti a Taormina, Veltroni, Casini e Berlusconi, ha evidenziato la
particolarità della situazione italiana, dove all'aumento dei prezzi per i
consumatori si sta affiancando una crescita molto ridotta del Pil. "Non si
può chiedere di più – dice Vecchioni - se si produce sempre di meno. E la
stessa speculazione sulle materie prime ci obbliga a ripensare la concezione
bucolica dell'agricoltura italiana". Anche perché, sottolinea uno studio
del Censis c'è un'agricoltura che non teme la crisi. è un'elite di 150 imprese,
con un fatturato medio di 1,65 milioni e una superfici di
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
UN AGRICOLTORE DI
TRAVERSELLA "Paghiamo salato quando siamo noi a sbagliare È chiaro che la
regola non vale per le istituzioni" Pier Giorgio Giacchetto ha 34 anni ed
è uno dei cento e più allevatori della Valchiusella rimasti senza i sussidi
della Regione per il 2006. Lui e il fratello hanno un'azienda agricola a
Traversella, con una quarantina di mucche e terreni fino a Vico Canavese. Quanti
soldi vi spettano? "Almeno 1200 euro. Altre aziende devono ricevere molto
di più. Per quelli come noi che hanno puntato su questo mestiere, il sussidio è
più di una tredicesima: è una specie di stipendio aggiuntivo". Adesso,
finalmente, sembra che la Regione abbia sbloccato i finanziamenti. Ma cosa ne
dite di quello che è successo? "In realtà nessuno ci ha saputo spiegare
cos'hanno combinato in comunità montana. Resta il fatto che ci sono tanti
giovani che investono su un mestiere difficile come l'allevatore: invece di
essere sostenuti abbiamo trovato chi ci ha messo i bastoni tra le ruote".
C'è la filastrocca delle montagne che si spopolano e degli incentivi che
bisogna offrire a chi invece decide di fermarsi a lavorare qui. Vi ci
ritrovate? "Dopo quello che è capitato, assolutamente no. Già il nostro lavoro è più difficile in montagna che in pianura:
i tempi della burocrazia
sono più lunghi, le difficoltà ti scoraggiano. E devi sopportare situazioni
come questa senza poterci fare nulla: se le istituzioni combinano un guaio non
capita niente, invece se noi tardiamo un pagamento ci arriva la mora, o
qualcosa di peggio". Cosa chiedete ora alla comunità montana?
"Che sostenga quelli come noi. I posti di lavoro in Valchiusella ci sono e
c'è gente giovane che ci crede: io ho mollato un impiego da cuoco per seguire
l'azienda. Ci vorrebbe almeno uno sportello informativo per comunicare meglio
con gli amministratori e i tecnici ed evitare problemi del genere". Voi
alla fine farete causa? "Vedremo il da farsi, adesso cerchiamo di capire
cosa succede con questi indennizzi. E chi ci assicura che non capiti la stessa
cosa con quelli del 2007? La verità è che ci sentiamo presi in giro".
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Pronti a
chiedere i danni alla Comunità Montana" C'è chi, tra gli allevatori e gli
agricoltori della Valchiusella, si è visto pignorare i terreni perché senza gli
indennizzi della Regione non aveva soldi da versare all'Inps. E c'è chi ha
promesso che farà causa alla Comunità montana, "perché è troppo sopportare
il danno e la beffa. In tutte le valli il denaro è arrivato, adesso è giusto
chiedere un risarcimento". E' la storia di un centinaio di aziende
agricole tra Alice Superiore e Traversella che soltanto adesso - ma dopo mesi e
mesi di proteste - potranno ricevere i finanziamenti del 2006 destinati a chi
lavora in imprese di montagna disagiate e i relativi sussidi per gli alpeggi.
Si parla di un pacchetto che sfiora i 200 mila euro. Bloccato, finora, negli
uffici della Regione Piemonte per un pasticcio burocratico. In sintesi: per
sveltire le pratiche, l'assessorato all'agricoltura aveva proposto alle
comunità montane di anticipare gli indennizzi, prima della raccolta dei dossier
che si riferiscono alle varie aziende agricole. "Invece, nella sede
dell'ente montano di Alice Superiore i funzionari hanno voluto esaminare subito
tutte le istruttorie - spiega Piermario Barbero, il funzionario della
Coldiretti di Rivarolo che sta seguendo il caso - . E quando si è trattato di
spedire tutto a Torino era troppo tardi: i soldi erano finiti". Nei giorni
scorsi, la Regione è riuscita a dipanare la matassa e ha garantito ai sindacati
e agli amministratori della Valchiusella che entro la metà di aprile allevatori
e agricoltori riceveranno il tanto sospirato finanziamento. Un fondo speciale
che le aziende della valle che vivono di bestiame e di natura considerano una
vera e propria "manna". "Non si tratta soltanto di un contributo
- spiega Barbero - è un sostegno fondamentale. Se mancasse molti farebbero
fatica a tirare avanti. Infatti senza i soldi del 2006 il dieci per cento di
queste aziende si è visto pignorare i terreni dagli esattori". Fa
riflettere l'età media di questi imprenditori che hanno scelto di rimanere in
valle per proseguire la tradizione di famiglia: più della metà non supera i 40
anni. Allevano mandrie composte da decine di bovini, le fanno pascolare sui
terreni e negli alpeggi di loro proprietà, in più devono affrontare transumanze
sempre più costose. Da tempo sono costretti al caro prezzi che investe anche
questo mestiere antico e duro. Adesso tutti sperano che sia la volta buona,
dopo tante pene. La loro rabbia l'hanno urlata più volte agli amministratori:
"Perché tutto questo sta succedendo soltanto qui da noi, e non in altri
Comuni del Canavese?". Il presidente della Comunità
montana Valchiusella, Adriano Oberto Tarena, incrocia le dita: "Per
fortuna sembra che tutto si stia risolvendo. E' stato davvero un caso di burocrazia, e se gli agricoltori si
sentono danneggiati siamo i primi a suggerire che intentino causa per ottenere
un risarcimento".
( da "Corriere del Trentino" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - TRENTO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-29 num: - pag: 17 categoria:
BREVI Ci scrivono VERSO IL VOTO Elezioni, che supplizio Oramai ci siamo, tra
poco più di due settimane, milioni di italiani officeranno la processione. Il
santo protettore? Probabilmente Silvio Berlusconi. D'altronde si sa, la
stabilità politica della democrazia è tale da offrire continue alternanze e
ribaltoni, mentre i problemi del nostro Paese persistono. Mi chiedo che
significato abbia andare a votare. Perchè votare per delle persone scelte da
altri? Comunque sia, chiunque vinca, la politica estera è già definita da
tempo: la nostra servilità, chiedo scusa, la nostra alleanza col grande
fratello stelle e striscie non è messa in discussione da nessun partito. E che
dire della politica interna? Da cattolico non ho scelta ed ho perso ogni
speranza in partenza. Che dire dei preti nostrani che si rifiutano di battersi
contro le malefatte odierne? Dall'aborto al divorzio, dal precariato al diritto
ad una casa, dalla giustizia sociale alla lotta contro l'usura ormai unica fede
di questo stato e di questo mondo basato sulle banche. Se qualcuno intende
trovare una buona anima nel mondo della politica si sbaglia di grosso. Le
peggiori leggi sulla famiglia sono state promulgate coi governi di chi si
proclamava cattolico per i cattolici. Guardando poi a chi cattolico non è, a
dir poco mi cadono le braccia. Anche la politica ha perso
il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera
sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista e mentre risiede
imbonita nei salotti dell'alta finanza internazionale, la destra perde tempo
coi tacchi a spillo dell'ultima arrivata alla ricerca dell'appoggio del
borghese puritano di turno. Che dire, siamo ameri-cani anche in politica
col Pd-Pdl falsa copia, ma non troppo, dei Democratici- Repubblicani. Sono
stufo delle promesse elettorali, stufo di queste sagome che banchettano col
nostro sudore. Fra poco sarà tutto finito, la processione avrà il suo patrono e
il Partito democratico delle libertà andrà al potere e nulla cambierà. Andrea
Giovanazzi, ROVERETO CONCERTO CONTESTATO Troppi soldi per Dylan Spendere tutti
quei soldi per un cantante vecchio e ripetitivo come Bob Dylan mi pare
un'esagerazione. Posso capire che ci sia un pubblico di affezionati
sessantottini, ma non credo sia un sacrificio andare il giorno dopo a Bergamo.
Siamo così ricchi da permetterci un concerto di quel costo? O forse è meglio
pensare ai poveri, ai disoccupati, ai precari, ai malati, ai diversamente
abili, a chi soffre. In Trentino ci sono molte persone che soffrono e non hanno
il coraggio di dirlo, perchè pensano di perdere la loro dignità. è qui che deve
essere presente l'ente pubblico, non a farci risentire Bloowin in the wind
cantanta da un miliardario. Meglio cogli la prima mela di Branduardi...
Demetrio Bertolini, TRENTO.
( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segue dalla prima le
parole del lama Per esempio, ancora oggi le vittime della tragedia di Piazza
Tiananmen che così negativamente ha condizionato le vite di tanti cittadini
cinesi non hanno ricevuto né un'indennità né alcuna risposta ufficiale. Così come migliaia di cinesi che abitano nelle zone rurali subiscono
ingiustizie per mano della burocrazia locale corrotta e che li sfrutta, ma le loro legittime lamentele
vengono o ignorate o accolte con aggressività. Sono preoccupazioni che esprimo
sia in quanto essere umano sia in quanto persona pronta a considerarsi un
membro della grande famiglia che è la Repubblica Popolare Cinese. È per
questo che apprezzo e sostengo la politica del Presidente Hu Jintao volta a
creare una "società armoniosa", anche se tale società potrà nascere
solo sulle basi della fiducia reciproca e in un'atmosfera di libertà,
includendo la libertà di parola e il rispetto della legge. Credo fermamente che
se verranno perseguiti tali valori, potranno essere risolti molte delle
importanti questioni relative alle nazionalità minoritarie, come per esempio la
questione tibetana, o quella del Turkistan dell'Est, o della Mongolia interna,
dove la popolazione nativa attualmente costituisce solo il 20 per cento di un
totale di 24 milioni di abitanti. Avevo sperato che la recente dichiarazione
del Presidente Hu Jintao in base a cui la stabilità e la sicurezza del Tibet
incidono sulla stabilità e la sicurezza del paese presagisse l'alba di una
nuova era per la soluzione della questione tibetana. È un peccato che malgrado
i miei sinceri sforzi di non separare il Tibet dalla Cina, le autorità della
Repubblica Popolare Cinese mi continuino ad accusarmi di
"separatismo". Inoltre, quando i tibetani a Lhasa e in molte altre
parti del Tibet hanno manifestato spontaneamente per esprimere il loro profondo
risentimento, sono stato immediatamente accusato dalle autorità cinesi di avere
orchestrato le dimostrazioni. Mi sono rivolto a un organo competente perché
indaghi su simile affermazione. Fratelli e sorelle cinesi - ovunque voi siate -
è con grande inquietudine che mi rivolgo a voi per collaborare nel dissolvere
le incomprensioni tra le nostre due comunità. E inoltre, mi rivolgo a voi per
aiutarci a trovare una soluzione pacifica e duratura alla questione tibetana
attraverso un dialogo in uno spirito di comprensione e di consenso. Con le mie
preghiere, (traduzione di Tiziana Lo Porto) 29/03/2008.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-03-29 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE L'AGENZIA E LE MOZZARELLE AUTHORITY, PRIMO FLOP di
MICHELANGELO BORRILLO S e l'obiettivo era quello di aggiungere una targhetta al
citofono del palazzo dell'Università di Foggia, nulla da eccepire: sarà stato
anche più facile portare a Parma - nel 2002 - l'Authority europea per la
sicurezza alimentare che individuare la sede della sua interfaccia nazionale,
ma ne è valsa la pena visto il raggiungimento di quanto prefissato. Se invece
l'obiettivo è garantire la sicurezza alimentare dei consumatori italiani,
allora quello che nel 2005 fu individuato come un Comitato di superesperti, poi
con l'ultima Finanziaria è diventata un'Autorità per essere infine promossa
Agenzia nazionale con il "milleproroghe" con tanto di dotazione
finanziaria di 2,5 milioni l'anno, ha perso già la sua prima occasione: dire la
sua sulla vicenda delle mozzarelle di bufala. Per accogliere la sede
dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, Foggia ha sbaragliato la
concorrenza di candidature eccellenti come Torino e Verona, vere e proprie
capitali dell'agroalimentare made in Italy, ma anche di altre realtà del
Mezzogiorno come Salerno, Reggio Calabria e Palermo. E lo ha fatto anche grazie
al pressing del ministro per le Politiche agricole, il pugliese Paolo De
Castro. Ottenuto il risultato, però, non è il caso che i mugugni delle città
"sconfitte" si tramutino in critiche motivate. L'occasione della
crisi della "bufala alla diossina" era ghiotta, tanto più che tra i
territori della Dop Bufala Campana c'è anche la Capitanata. Sarebbe stato un
segnale di efficienza della nuova istituzione ascoltare non solo i toni
rassicuranti dei ministeri della Salute e delle Politiche agricole, ma anche
quelli della neonata Agenzia per la sicurezza alimentare che a quei due
dicasteri fa riferimento. L'Agenzia avrebbe guadagnato ben altra credibilità,
se questo fosse stato il suo primo vagito, di quella che avrà dal pur
autorevole convegno sul "futuro dell'agroalimentare in Capitanata"
organizzato per il prossimo 4 aprile. Perché se è vero che toccherà al governo
che sarà formato dopo le prossime elezioni emanare il decreto che trasferirà le
riunioni del Comitato nazionale sulla sicurezza alimentare da Roma a Foggia (chissà perché tanta burocrazia per trasferire un "tavolo"), è altrettanto vero che
quello stesso Comitato ha già un presidente (Aldo Grasselli) e si è già riunito
due volte. E alle riunioni ha presenziato anche il rettore dell'Università di
Foggia Antonio Muscio - che del Comitato fa parte - per il quale "siamo
partiti con il vento in poppa - dichiarazioni alla Gazzetta del
Mezzogiorno dopo la riunione del 18 marzo scorso - e siamo già entrati nel vivo
delle funzioni dell'Agenzia". I consumatori italiani non se ne sono
accorti. La speranza è che non debbano bussare a un citofono per avere risposte
sulla sicurezza alimentare per la quale è nata a spesa dei contribuenti
un'Agenzia nazionale - una volta tanto - con sede in Puglia. Fino ad ora è
stato un onore, d'ora in poi è anche un onere.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Blasoni:
nessuna scorrettezza Il provveditore: scelte autonome IL CASO Da una parta la
preside dello Stellini Anna Maria Germini che nega ai suoi studenti la
possibilità di convocare l'assemblea d'istituto l'8 aprile per assistere a un
dibattito tra i candidati sindaci organizzato nella sede del liceo scientifico
Marinelli perché non reputa l'iniziativa possa essere formativa dal punto di
vista culturale e civile. Dall'altra la dirigente dello Stringher Enrica
Mazzuchin che, nell'ambito della consegna di un premio a tre studenti
meritevoli, non nega al consigliere regionale uscente e candidato alle
regionali Massimo Blasoni (Fi) di distribuire biglietti da visita a margine
dell'incontro. Modi diversi di interpretare la vigilia delle elezioni a scuola
che secondo il provveditore Stefano Caravelli rientrano "nell'autonomia di
ciascun dirigente scolastico i quali peraltro - sottolinea - sono ovviamente
responsabile delle loro scelte. Non esistono norme particolari che regolino il
periodo pre-elettorale - prosegue Caravelli -, ma immagino che la Mazzucchin
non fosse a conoscenza del fatto che durante l'incontro sarebbero stati
distribuiti biglietti da visita o presunto materiale elettorale. Altrimenti
sarebbe intervenuta preventivamente". E intanto sulla vicenda interviene
anche lo stesso Blasoni. "Capisco - dichiara - che il clima della campagna
elettorale sia arroventato. E sono abbastanza esperto da non farne una
questione, né ingigantire la vicenda. Tuttavia è necessario dire le cose come
stanno: nego nella maniera più assoluta di aver distribuito materiale
elettorale o santini come riportato nell'articolo. Altrettanto mi assicurano i
collaboratori che erano con me". "Un minimo - insiste il consigliere
regionale uscente - devo alla verità dei fatti. Ho invece dato il mio biglietto
da visita e, poiché si è parlato di giovani imprese che potevano nascere, mi
sono reso disponibile a dare consigli ed informazioni". "Ho un unico
dispiacere rispetto a una vicenda evidentemente ingigantita dal clima
elettorale: sono passati in secondo piano i tre ragazzi premiati e il loro
lavoro assolutamente degno di nota. Non mi pento - dichiara
ancora Blasoni - di aver segnalato il fatto che la Regione fa troppo poco per i
giovani e che vi è troppa burocrazia nel Paese nel mio intervento in occasione della consegna dei
premi, che in massima parte ha riguardato il rapporto scuola-mondo del lavoro.
Intervenissi nuovamente domattina, direi esattamente le stesse cose".
( da "Agi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food
CONFAGRICOLTURA: DUE GIORNI A SETTIMANA PERSI PER BUROCRAZIA (AGI) - Taormina (Me),
29 mar. - Ogni settimana, un'azienda agricola di medie dimensioni perde due
giorni per adempiere agli obblighi burocratici. Il grido da'allarme lo lancia
Confagricoltura, al termine del forum di tre giorni FuturoFertile, a Taormina. L'organizzazione di categoria
chiede subito la semplificazione per limitare tempi e costi, nel contempo,
sollecita i partiti ad aprire una nuova fase con un'Assemblea Costituente per
accorciare la "catena democratica" e rinnovare il sistema politico.
Mentre crescono gli adempimenti, infatti, aumenta anche l'apparato burocratico
che li deve gestire ed effettuare i necessari controlli. Il tutto con una spesa
a carico della fiscalita' generale. In questo senso, negli ultimi anni, si e'
sviluppata una sussidiarieta' che e' andata in una doppia direzione: verticale,
spostando molti centri decisionali e di gestione sul territorio,
moltiplicandoli; orizzontale, trasferendo parte della gestione delle procedure
burocratiche sulle Organizzazioni di rappresentanza, cui sono state attribuite
varie funzioni svolte nel duplice interesse della struttura pubblica, che ha
visto cosi' alleggerito il carico di lavoro, e degli agricoltori (associati a
Confagricoltura e non), che hanno potuto avere servizi a prezzi concorrenziali.
Questo processo di decentramento, se da una parte ha avuto il vantaggio di
avvicinare il servizio amministrativo all'utenza e di alleggerire
l'Amministrazione e anche di offrire servizi a prezzi concorrenziali agli
agricoltori, ha portato pero' anche ad una moltiplicazione dei costi di
gestione e ad un aumento dell'intreccio di competenze tra amministrazioni
centrali e locali, che rischia di ingenerare confusione o, peggio, conflitti di
poteri che nuocciono alla efficienza del sistema. In questo contesto, per
Confagricoltura, va rivista e completata la riforma del Titolo V della parte II
della Costituzione, approvata nel 2001: ripensare la distribuzione delle
materie e delle competenze tra Stato e Regioni, al fine di valorizzare e
razionalizzare i ruoli di ognuno. L'obiettivo e' quello di arrivare ad aprire
una fase costituente per la riforma dell'ordinamento della Repubblica, con una
razionalizzazione dei diversi livelli delle strutture pubbliche ed una
ridefinizione dei ruoli e delle competenze degli enti locali. Un'Assemblea
Costituente, nominata democraticamente, potrebbe ridisegnare completamente le
regole attuali, a partire da un nuovo sistema elettorale, superare il
bicameralismo perfetto, aumentare le capacita' di assumere decisioni da parte
del Governo, ma evitando di andare verso un "presidenzialismo
autocratico". (AGI).
( da "Avvenire" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLITICA 29-03-2008
NUOVA CENTRALE INAUGURATA IN MOLISE Avanti con l'eolico e il solare Diamo una
mano all'Italia ANTONIO GIORGI P er un Paese costretto a soddisfare con
l'importazione (compresa quella di elettricità pura) l'ottanta per cento del fabbisogno
energetico valutato in circa 200 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio
(Mtep), la disponibilità di 38 megawatt elettrici aggiuntivi prevista per fine
anno al completamento del campo eolico di Frosolone, in quel di Isernia,
rappresenta pur sempre una goccia nel mare della necessità. Meglio di niente,
certo. Meglio che accrescere le importazioni dalla rete europea alla quale
siamo connessi nel bene e nel male, per cui può accadere che se la caduta di un
albero interrompe una linea di trasmissione al di là delle Alpi noi restiamo al
buio. Si è già verificato. Meglio che bruciare carbone o costosi idrocarburi,
metano siberiano o petrolio mediorientale, la cui combustione necessaria a
garantirci 38 megawatt elettrici immetterebbe annualmente in atmosfera 55
milioni di tonnellate di anidride carbonica. Ma la doverosa presa d'atto degli
sforzi che l'Enel conduce sul fronte dello sfruttamento delle energie
rinnovabili (l'elettricità di Frosolone è pulitissima, verde al cento per
cento, regalo prezioso del vento che muove gli aerogeneratori) non deve far
perdere di vista la reale portata del problema energetico italiano, la
difficoltà di prevedere soluzioni razionali a breve scadenza, la perenne
esposizione al possibile ricatto degli esportatori che possono agire sia con la
leva dei prezzi, sia con la minaccia di interrompere le forniture per ragioni
politiche, strategicomilitari o di convenienza economica. Un Paese privo di
indipendenza energetica, o non in grado di avvicinarsi all'autosufficienza, non
sarà mai un Paese libero. L'Italia vive questa onerosissima condizione di
libertà energetica vigilata, condizionata. Lo sfruttamento di ogni fonte
alternativa, per quanto di modesta portata, è un dovere per i grandi produttori
nazionali, i piccoli produttori in proprio, le famiglie che possono installare
impianti fotovoltaici sufficienti ad integrare o a sostituire in toto i
prelievi di elettricità dalla rete pubblica. Ci sono anche incentivi fiscali,
benché l'accesso alle facilitazioni si trasformi talvolta in una odissea interminabile tra i meandri della burocrazia. Tuttavia è con i piccoli passi (un aerogeneratore dove le
condizioni eoliche lo consentono, una serie di pannelli solari sul tetto di
casa) che si tampona l'emergenza e si risparmia sull'import. Eolico e solare
non sostituiranno mai i grandi impianti, le centrali cosiddette di potenza,
dotate di alternatori da centinaia e centinaia di megawatt. Eolico e
solare, per il cui sviluppo l'Europa saggiamente ci chiede di aumentare
l'impegno, non portano neppure a chiudere ogni discorso su un capitolo scomodo
e problematico, quello del nucleare. Per l'Italia sarà, forse, cosa di un
domani remoto, tra 20 o 30 anni, oggetto di dibattito tra i nostri figli e i
nostri nipoti. A noi, oggi, restano da fare i conti con la bolletta petrolifera
e quella metanifera, con i timori per la salute dell'aria e dell'ambiente, con
l'incubo di inverni al freddo e notti al buio se qualcuno, a migliaia di
chilometri da qui, dovesse chiudere un rubinetto. Ben venga l'eolico con tutti
i suoi limiti, con il fragore delle pale che girano vorticosamente, con
l'impatto visivo delle torri e l'inevitabile offesa al paesaggio. C'è sempre un
prezzo da pagare. Domani, chissà?, con l'idrogeno risolveremo tutto. Ma ancora
nessuno ci ha spiegato come produrlo senza bruciare energia.
( da "Virgilio Notizie" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
29-03-2008 12:38
Rivedere il federalismo e i rapporti tra gli enti locali Taormina (Messina), 29
mar. (Apcom) - "La burocrazia italiana per le imprese agricole rappresenta un grosso fardello
per la crescita e centodieci giorni all'anno dedicati soltanto alle carte sono
davvero troppi". A sottolineare una delle principali anomalie del sistema
italiano è il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che, dal palco
del forum 'Il futuro fertile', a Taormina, ha posto l'accento sulla
necessità per le aziende agricole italiane della semplificazione burocratica
"per limitare tempi e costi e aumentare la competitività". Vecchioni
è tornato sui difetti del federalismo e del Titolo V: "Occorre rivedere il
sistema perché bisogna superare la conflittualità di organismi come la
conferenza Stato-Regioni", ha detto Vecchioni che ha rilanciato l'idea di
una assemblea costituente per "ridisegnare completamente le regole
attuali, a partire da un nuovo sistema elettorale". Vecchioni ha spiegato
quali sono i principi ispiratori del nuovo schema istituzionale secondo
Confagricoltura. Un sistema elettorale di tipo europeo; il rilancio del ruolo
del Parlamento che superi l'attuale bicameralismo perfetto; più potere per il
Governo evitando un presidenzialismo autocratico; stabilire un numero di
parlamentari e stipendi sulla base di valutazioni di efficienza e congruità;
più chiarezza nell'approvvigionamento delle risorse dei partiti e nella
rendicontazione delle spese; definire un sistema politico semplice che
favorisca l'alternanza delle forze e la convergenza sui grandi obiettivi per il
Paese; ridurre le Province, istituire le città metropolitane e accorpare i
Comuni più piccoli; spostare alla dimensione nazionale le grandi responsabilità
come la politica economica, la sicurezza, la sanità, l'istruzione ridefinendo
ruolo e competenze degli enti locali; promuovere il merito, la concorrenza e
l'uguaglianza delle opportunità. "Sesi parla di ricchezza - ha detto
Vecchioni - ci si riferisce anche a un patrimonio culturale e, per crearla,
occorre più rispetto per gli imprenditori e meno sospetto. Noi diciamo no ai
dazi e alle barriere perché il mercato è il mercato, ma chiediamo reciprocità
delle regole. Per noi, chi sfrutta il lavoro dei minori non è un vero competitor
ma un malfattore. Vogliamo una politica attenta ai temi agricoli - ha concluso
Vecchioni rivolgendosi direttamente a Silvio Berlusconi presente in platea -
soprattutto ora che le materie prime incidono sui prezzi degli alimentari.
Abbiamo bisogno di un presidente del Consiglio che, quando parla di bilancio
agricolo, dica che la tutela dell'agricoltura rappresenta la tutela di tutta
l'economia".
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONTEGROTTO
L'argomento ha tenuto banco al consiglio comunale aperto al quale ha
partecipato anche il presidente dell'Azienda turismo Termalismo in crisi?
"Persi 25 mila ospiti" Albertin non ha dubbi sulla flessione. Lonardi
parla di un incremento degli arrivi. Manzolini: tenere alto l'appeal delle
Terme MontegrottoIl termalismo è veramente in crisi? Sì. Nulla di nuovo al
Consiglio comunale aperto che si è tenuto giovedì sera al Palazzo del Turismo
di Montegrotto. Anzi, viene quasi da chiedersi se ci fosse proprio bisogno di
indire una seduta straordinaria per rispondere ad una domanda così semplice
visto che tra la dozzina di persone che hanno preso la parola al dibattito solo
il presidente dell'Azienda Turismo Ubaldo Lonardi ha avuto il coraggio di dire
che "la crisi non esiste". Soggiorni sempre più brevi, tedeschi quasi
scomparsi dagli hotel del bacino euganeo, introduzione dell'euro e crisi economica.
Cose note, arcinote per gli attori dello sviluppo termale ma dopo gli accesi
battibecchi tra il sindaco di MontegrottoLuca Claudio, il presidente della
Provincia Vittorio Casarin e lo stesso Lonardi qualche precisazione risulta
necessaria. E l'affollata sala panoramica del Palaturismo ha dimostrato ancora
una volta che le sorti del termalismo stanno a cuore a molti. Il vero problema
è che si sarebbe potuti andare avanti per tutta la notte a ripetere gli stessi
concetti con parole diverse: la causa di una crisi come quella del bacino
termale non è mai una sola ma inquadrare il problema non è poi così
difficile.Tutti impegnati a dare la propria lettura della crisi. Tutti,
eccettoLonardi, l'unico a sostenere che di crisi alle terme non si può proprio
parlare. "Sicuramente non c'è crisi altrimenti non potremmo mai registrare
un incremento degli arrivi - ha spiegato Lonardi mostrando slide fitte di
numeri e di statistiche - le terme continuano ad aver il loro appeal altrimenti
non ci sarebbero quindi incrementi". Ma di certo quando gli albergatori e
gli attori dello sviluppo termale parlano di crisi non si riferiscono solo ai
freddi numeri. Si parla di crisi per intendere mancati guadagni per gli hotel,
diminuzione dei giorni di soggiorno, assenza quasi totale dei clienti che
scelgono ancora oggi i pacchetti di cure termali. "Esiste una crisi
percepita e una crisi reale - ha poi continuatoFlavio Manzolini, assessore
provinciale alle Attività Produttive - sogno una indagine seria sui punti di
forza e su quelli di debolezza del bacino. Ma dobbiamo anche chiederci: le
strutture non sono in alcuni casi troppo vecchie? Stiamo lavorando nella giusta
direzione per mantenere alto l'appeal delle terme?".A scagliare accuse al
modo di fare impresa del turismo italiano è stata inveceGiulia Zanettin,
presidente della sezione Terme e Turismo di Confindustria e nota albergatrice
di Montegrotto. "Non possiamo tollerare che in Italia ci siano 400
assessori al turismo e più di 10 mila enti che si occupano della questione - ha
spiegato - il mercato vuole le imprese sempre più indipendenti ed autonome, se
le associazioni sono necessarie devono essere a livello nazionale, di ampio
respiro". Inevitabilmente le critiche di chi è intervenuto al Consiglio
comunale hanno peso di mira anche una politica che ha complicato non poco la
vita alle imprese. "Come possiamo vincere la concorrenza delle terme della
Croazia e dell'est Europa? - si è chiestaEliana Maschio, assessore
all'Urbanistica di Teolo - di certo non vinceremo nessuna
partita fino a quando ci sarà una burocrazia che soffoca le nostre imprese". A gettare invece una
provocazione, l'unica della serata, è stato il presidente dell'Associazione
degli AlbergatoriGiuseppe Albertin. "Sono pronto a marciare a piedi scalzi
al palazzo della Regione Veneto se le istituzioni non vorranno ascoltare la
nostra voce - ha spiegato - certo che c'è crisi. Dal 2001 al 2007 si
sono persi 25 mila ospiti, il che significa 20 aziende vuote o costrette a
chiudere". Se questa non è crisi.Riccardo Bastianello.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli operatori presenti
ad Agrimont denunciano una difficile situazione anche se si moltiplicano le
nuove iniziative L'agricoltura di montagna soffre, ma cerca in ogni modo di
guardare al futuro con ottimismo. Puntando sulla qualità e sui prodotti di
nicchia. E' questa la sensazione che emerge girando tra i diversi stand di
Agrimont, la mostra dell'agricoltura di montagna."Quello su cui bisogna
puntare nel Bellunese è il collegamento stretto con il territorio dice Stefano
Sanson, amministratore della cooperativa La Fiorita di Cesiomaggiore e
insegnate all'istituto agrario di Feltre Turismo e agricoltura devono andare a
braccetto. Penso al turismo gastronomico, che sta andando tantissimo, ma anche
al recupero delle biodiversità. Il nostro territorio ha delle opportunità grandissime
in quanto i suoi punti di debolezza, come la mancanza di superfici estese,
possono essere di punti di forza formidabili. La mancata industrializzazione
dell'agricoltura nel Bellunese, infatti, ha permesso di conservare delle
produzioni minori che sono interessantissime".La conservazione e la
rivalutazione delle produzioni di un tempo costituiscono parte essenziale
proprio dell'attività de La Fiorita, cooperativa nata nel 1977 con una trentina
di soci e oggi composta da 152 aderenti. "A gennaio abbiamo dato vita al
consorzio di tutela del mais sponcio dice il presidente Eugenio Garlet ma la
nostra ricerca del meglio è costante. Dopo la valorizzazione di orzo e farro, a
fine 2007 abbiamo proposto il caffè d'orzo per moka e qui ad Agrimont
proponiamo confezioni di salatini a diversi gusti: cipolla, sesamo,
peperoncino, rosmarino, girasole". Tutto bene dunque? Non proprio tutto.
Garlet lancia anche un allarme. "Bisogna fare molta attenzione dice il
presidente de La Fiorita il nostro territorio è pressoché intatto e le nostre
produzioni biologicamente ottime. Il pericolo è che qualcuno, che viene a
insediarsi qui da fuori, non sia altrettanto rispettoso di territorio e
produzioni".La fatica del portare avanti produzioni di qualità è anche
quella di Giorgio De Martin, casaro della latteria La Genzianella di Padola.
"Un tempo in Comelico ogni paese aveva la propria latteria dice De Martin
Ora è rimasta la nostra, frutto della fusione, circa 25 anni fa, di quelle di
Padola, Casamazzagno, Candide e Dosoledo. La nostra è una realtà composta da 17
soci e lavoriamo circa 20 quintale di latte al giorno. Commercializziamo i
nostri prodotti, soprattutto il Val Comelico, in Cadore. Ma le difficoltà non
mancano. Molte dice De Martin sono quelle di ordine burocratico. E anche con i
costi non si scherza: basti pensare che lo scorso anno solo per smaltire il
siero abbiamo speso 45 mila euro". Rino Scagnet vende macchine speciali
per operare in montagna, macchinari per spaccare la legna, trattorini,
rasaerba. "E' un'attività cominciata negli anni '50, quando mio nonno
costruiva i carri per i cavalli. Negli ultimi anni c'è stato un aumento
nell'acquisto privato di macchinari per tagliare e trasportare la legna perché,
con il costo sempre in aumento del gasolio, cerca di arrangiarsi almeno un po'.
Ma un'attività su larga scala per il mantenimento della montagna manca. Quello
che è in aumento, invece, è l'attrezzatura per il giardinaggio".In grande
aumento, costante di questi ultimi anni, è anche l'utilizzo delle bioenergie.
"Sono sempre di più coloro che utilizzano pannelli solari, termocucine e
caldaie a biomasse" conferma Francesco Busana, dell'omonima azienda di
Mel. Così come sono sempre di più coloro che puntano su un turismo semplice,
desideroso di riscoprire il territorio, le radici, la storia. Una bella
opportunità è quella offerta dallo stand della Comunità Montana Longaronese
Zoldano che propone Sentieri facili. "Si tratta di una guida spiega la
vice presidente Lucia Colussi che propone 28 itinerari ricavati sugli antichi
sentieri del Longaronese e dello Zoldano. E' un progetto che nasce dalle
richieste dei turisti che frequentano queste montagne".Ilario Tancon.
( da "Corriere Di Como, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lusetti punta sulle
strade "Porterò sul territorio i fondi per la Pedemontana" Il
candidato del Pd Una prima tappa comasca nel 1984 quando, da segretario
nazionale dei giovani della Democrazia cristiana, organizzò un corso di
formazione politica al Castello di Urio. Lo stesso dove la sua collega di
partito, Paola Binetti, si riuniva con l'Opus Dei. "Epoche diverse",
ha ricordato ieri, tornato sul Lario, Renzo Lusetti, candidato del Pd, nel
collegio Lombardia 2, per le prossime elezioni politiche. Un'ottava posizione
gli garantisce un sicuro ritorno a Montecitorio. "Como può considerarmi un
suo candidato - ha detto il deputato - Ho girato molto l'Italia e come prima
cosa mi sono sempre integrato con il territorio". Lusetti conosce bene le
problematiche locali. "È necessario che la provincia abbia le
infrastrutture che chiede da tempo. Il governo uscente - dice - ha sbloccato i
finanziamenti per la Pedemontana. Mi attiverò personalmente per sbloccare i
fondi per il completamento delle opere, e per la terza corsia della A9".
Discorso diverso per l'altra grande piaga viabilistica del territorio, la
statale Regina. "Nell'immediato - dice Lusetti - per decongestionare la
strada va pensato un potenziamento del trasporto su acqua a costi accessibili.
Poi trovare finanziamenti per interventi viabilistici seri". L'emergenza
criminalità, lamentata da molti sindaci lariani, può avere due risposte.
"La prima riguarda un necessario rafforzamento della collaborazione tra le
forze dell'ordine e le varie polizie locali che devono avere più fondi. In
secondo luogo - ha aggiunto il deputato del Pd - bisogna favorire
l'associazione dei comuni, così si avranno meno costi e più servizi di
controllo". Lusetti guarda anche alle imprese del territorio. "Bisogna annullare la burocrazia - ha detto - quindi lavoreremo perché la nascita di nuove
aziende avvenga in breve tempo. La piccola e media impresa meritano incentivi
fiscali che abbassino il costo del lavoro e aumentino le contribuzioni dei
dipendenti". Messaggi chiari in una zona che storicamente non ha mai
premiato il centrosinistra. "In questi anni non si è fatto squadra
- ha chiuso il deputato - con il Pd abbiamo superato le divisioni, ora
arriveranno i risultati". Davide Cantoni Nella foto: Il candidato del Pd,
Renzo Lusetti (Baricci) Home Settore in crisi se non ritoccano gli stipendi e i
mutui Carboncini: "Edilizia a crescita zero già quest'anno" Villa Carlotta,
esempio europeo di tutela del patrimonio "La famiglia è una Quella
tradizionale" Un logo e tanti eventi per il 60 della Costituzione La casa
del futuro taglierà le bollette Due nuovi acquedotti per i comuni lariani
"I livelli del lago sotto la media saranno la normalità".
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Via libera per i tre
alpinisti dal governo nepalese Spedizione sull'Everest adesso la strada è
aperta CortinaMarco Sala (San Vito) Renato Sottsass (Cortina) e Cristian
Corazza (Zoldo) i tre alpinisti bellunesi che hanno organizzato per aprile una
spedizione verso l'Everest e che hanno rischiato di non poter partire a causa
delle note vicende del Tibet, hanno ottenuto proprio ieri dal Governo nepalese
il permesso di accedere alla vetta per la parete sud. "E così non
varcheremo neppure i confini tibetani", commentano. Finalmente una buona
notizia per il gruppo che stava pensando di partire ugualmente nonostante
fossero stati sconsigliati da più parti. Il programma di avvicinamento è già
stato approntato. Spiega Marco Sala: "Arrivati a Katmandu raggiungeremo
Lukla a quota
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Case
sicure", arriva il bollino FILOMENA LABRUNA L'Irpinia approva il
"bollino per gli alloggi sicuri". I nuovi obblighi per la sicurezza
degli impianti negli immobili in vendita vengono accolti positivamente dalle
organizzazioni sindacali e di categoria. Il presidente dell'associazione
costruttori, Domenico Piano, considera il provvedimento un ulteriore atto di
responsabilità dell'impresa. "Siamo già chiamati - spiega Piano - a rilasciare
documenti attestanti la conformità degli impianti. Di nuovo oggi c'è l'obbligo
della certificazione che può creare problemi solo alle aziende che lavorano non
rispettando i parametri necessari a rendere gli alloggi sicuri". Piano
spiega che per i vecchi impianti si potrà presentare un "certificato di
rispondenza", accertando in sostanza che la rete idrica, elettrica o
l'ascensore era in regola al momento della costruzione. Il timore che gli
immobili possano diventare "invendibili" per tutte le certificazioni
richieste viene fugato dal presidente dell'associazione dei notai Francesco
Pastore. "A parte la derogabilità che è prevista - afferma il notaio
Pastore - bisogna evidenziare che viene assicurata la trasparenza della
vendita. Le parti devono essere informate della necessità di produrre gli atti
che attestano il fatto che gli impianti siano a norma, un dovere per il
venditore, una garanzia per l'acquirente". "La certificazione degli
immobili - affermano Troise e De Feo della Sicet Cisl e Feneal Uil - rappresenta
un passo in avanti nella prevenzione degli incidenti domestici che sono
numerosissimi. Molte disgrazie potevano essere evitate se gli impianti fossero
stati in regola". Pasquale Petruzzo di Fare Verde accoglie con entusiasmo
la rivoluzione del mercato immobiliare che dice addio agli allacci abusivi e
alle strutture non in regola. Salvatore Mirabile, presidente provinciale della
Federazione italiana agenti immobiliari professionali, si sofferma sulle
difficoltà pratiche legate all'applicazione di questo decreto. "Il
provvedimento in materia di sicurezza - afferma Mirabile - è positivo e ci
mette all'avanguardia rispetto ai paesi europei, ma è innegabile che vi saranno
difficoltà e ritardi nella vendita degli alloggi soprattutto per i proprietari che
possono non essere immediatamente nelle condizioni di reperire le
documentazioni. Bisogna anche tenere presente che
aumenteranno le spese a causa di un ennesimo aggravio della burocrazia". Elio Amodeo,
responsabile di Assocasa sottolinea che con l'entrata in vigore del decreto 37
si potranno avere più garanzie sulla conformità degli impianti.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Aprire
un'azienda in un giorno, senza burocrazia" È il
sogno-obiettivo dell'ex presidente di Confindustria e Federmeccanica entrato
nella competizione politica Massimo Calearo pensa di essere l'uomo giusto per
spiegare la "questione nord est" a Roma?"Premetto che io non mi
sono candidato, mi è stato chiesto. Per quanto riguarda il fatto di portare le istanze del
territorio in parlamento, mi rendo conto che sono anni che non c'è una
rappresentanza forte del nord est a Roma. Io posso rappresentare la piccola e
media impresa senza essere fagocitato dal sistema. E avendo vissuto per anni in
Federmeccanica so come si vive nella capitale".D'accordo, non ha chiesto
lei di essere candidato, ma qualcosa deve pur averla convinta. Cosa in
particolare del programma di Veltroni?"Il Partito democratico è l'unico
partito evoluto che c'è attualmente in Italia. Da una parte ha un programma
moderno e europeo, molto vicino ad un'idea di Blair e Zapatero, dall'altra vedo
gente nuova, come Colaninno e Veronesi, gente che ci mette la faccia. Da quando
ho iniziato a confrontarmi con le persone, con gli elettori, mi sono accorto
che metterci la faccia paga. Negli incontri che ho avuto in questi giorni, si
vedeva la differenza tra chi si propone in prima persona e qualche collega
invidioso sempre pronto a lanciare frecciate, senza farsi vedere".Torniamo
al programma, in relazione alle aziende. Due cose che l'eventuale governo
Veltroni dovrebbe fare subito."Noi abbiamo parlato di federalismo fiscale,
di pagare meno tasse per pagarle tutti, di riuscire ad aprire un'azienda in un
giorno con la diminuzione della burocrazia e
l'incremento delle autocertificazioni".È sufficiente per convincere i suoi
amici imprenditori che magari votano da sempre a destra?"Credo che nella
vita bisogna predicare bene e razzolare bene. La mia intenzione è di fare gli
interessi delle aziende del nostro territorio".Ma pensa che la voteranno
per amicizia, perché hanno fiducia in lei o magari perché Veltroni è riuscito
un po' a fare breccia?"Rispondo a questa domanda leggendo alcuni messaggi
che mi sono arrivati in questi giorni sul telefonino. "Molti mi chiedono
cosa voterò. Votare il PD è votare a destra perché è a destra di
Bertinotti"; "Meglio votare qualcuno di conosciuto di centrosinistra
che non uno sconosciuto di destra"; "Hai sempre avuto fiuto negli
affari e in Confindustria, ti voto perché sono sicuro lo avrai anche in
politica". E messaggi di questo tono ne ho a decine. E assicuro che
provengono da imprenditori che hanno sempre dato il loro voto al
centrodestra".E l'elettorato veneto che ha conosciuto in questa campagna
elettorale, come le sembra? Arroccato nelle proprie posizioni, deluso,
possibilista?"È una settimana che faccio campagna elettorale, girando
mercati e imprese. Nella gente vedo tanta curiosità e anche riconoscenza.
Quando spieghi il programma e dici che comunque rimarrai con le radici ben
salde sul territorio, mi dicono "ti voto". Io so di essere un personaggio
scomodo per molti imprenditori e per i comunisti, per la destra ma anche per un
certo tipo di sinistra. Per questo il Pd è la vera novità: mette assieme
l'impresa e il lavoratore, unisce invece che - mi passi il termine -
"baruffare". Spiegare che vogliano mettere assieme le idee e trovare
le soluzioni è un punto di forza. Dall'esperienza sul campo e dai messaggi sul
sito che ho aperto ho raccolto le impressioni della gente: la gente è stanca di
guerre e risse e vuole la possibilità di un futuro".Da Vicenza sono
partiti altri candidati suoi avversari, alcuni dei quali politici svezzati,
pronti a portare la voce del Nord a Roma. Che differenza c'è tra lei e
loro?"Non credo che valga la pena di dare giudizi sugli altri. Penso a
fare la mia campagna elettorale e a portare le mie idee. Saranno gli elettori a
rispondere".Chi vincerà le elezioni?"Non ho la sfera di cristallo
ma(ride) ovviamente non mi sono messo in politica per perdere. Credo comunque
che proprio queste ultime due settimane siano quelle decisive. Quindi, ci
rivediamo il 14".Pietro Rossi.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ma c'è il rebus dei
controlli Camere di Commercio, vigili urbani e ispettori Asl, sono gli organi
che, in base al decreto appena entrato in vigore, dovranno controllare
l'esistenza e la regolarità della certificazione sulla sicurezza degli impianti
negli alloggi da locare o da vendere. Le sanzioni previste vanno da cento a
diecimila euro. Il presidente della Camera di Commercio di Avellino, Costantino
Capone, chiarisce il ruolo dell'ente camerale. "Non siamo chiamati ad
effettuare i controlli - dichiara Capone - ma esiste solo un obbligo di
iscrizione alla Camera per i soggetti abilitati ad effettuare la
certificazione". "Siamo ancora in attesa della circolare da parte del
Ministero dello sviluppo economico - continua Capone - in cui saranno
certamente chiariti ruoli e responsabilità". "Mi auguro - conclude il
presidente dell'ente di Piazza Duomo - che non si tratti di
un ennesimo aggravio della burocrazia che finirebbe per pesare sulle tasche della popolazione".
Rimane, dunque, il rebus dei controlli. I problemi relativi alla carenza di
organico dei vigili urbani ad Avellino, sono noti da tempo. Il comandante della
caserma di Largo Santo Spirito, Carmine Tirri, alle prese con i problemi
quotidiani legati al piano degli ordini di servizio, afferma: "Non
conosco ancora nei dettagli il testo, mi riservo di approfondirne ogni aspetto
relativo ai controlli per interessare eventualmente anche l'ufficio legale del
comune. Credo che le verifiche riguardanti la certificazione degli impianti
richiedano competenze tecniche specifiche". Sarebbe, dunque, un ulteriore
aggravio per il comando dei vigili urbani di Avellino che con sessanta unità
riesce faticamene a coprire i servizi primari relativi alla viabilità, al
controllo delle targhe alterne e dei parcometri. Recentemente sono arrivati
"i rinforzi". "Cinque unità - spiega Tirri che non sono
sufficienti a colmare una carenza d'organico nel corpo della polizia municipale
che supera il quaranta per cento. Naturalmente in una situazione difficile come
la nostra si tratta di risorse importanti". Il problema della carenza
degli ispettori riguarda anche l'Asl di Avellino e allo stato attuale le
disposizioni regionali bloccano ogni eventuale nuova assunzione. fi.la. Anche i
vigili urbani avranno il compito di controllare le case.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GIANNI COLUCCI
Confindustria in campo, appello in tredici punti ai candidati di Campania 2 e
per il Senato. Agostino Gallozzi, presidente degli industriali della provincia
di Salerno, detta l'agenda delle priorità e chiede attenzione a chi si candida
a guidare il Paese. Ma è un impegno "etico" che chiede ai chi si
candida a governare il Paese, partendo da questioni concrete come i salari, lo
sviluppo, l'impatto sulla popolazione degli impianti industriali, di
trattamento dei rifiuti e di produzione dell'energia.Responsabilità
dell'impresa dove il profitto non fa velo sulle questioni sociali.
L'occupazione. Gallozzi propone un Patto per lo sviluppo "in grado di
proiettare ulteriormente Salerno e la sua provincia verso gli orizzonti della
competizione nazionale ed internazionale, puntando alla crescita delle imprese
come risposta concreta alla domanda occupazionale". Ma riflette anche
sulla congiuntura negativa richiamando l'attenzione sul "carovita" e
lo scarso potere d'acquisto dei salari, sull'impossibilità per le imprese a
farvi fronte e quindi propone una politica di detassazione che rilanci i
consumi anche per scongiurare pericoli "per la coesione sociale".
"C'è troppa sproporzione tra il costo complessivo del lavoro ed il
"netto" che finisce in busta-paga, oltre, naturalmente, all'abnorme
prelievo fiscale sul datore di lavoro (vedi, per esempio, alla voce
Irap)", dice Gallozzi. Il rilancio. "Non si tratta di una piattaforma
programmatica che, del resto, sarebbe impropria o, comunque, non del tutto consona
al ruolo associativo - avverte Gallozzi - ma dell'indicazione di alcune
priorità che si ritengono fondamentali per il rilancio economico e produttivo
della provincia di Salerno, del Mezzogiorno e del Paese nel suo
complesso". Ai tredici punti che vanno dal maggiore impegno per le
infrastrutture, alla sanità, alla scuola e alla ricerca ai
tempi della burocrazia,
Gallozzi, aggiunge riflessioni anche di contesto. Siamo "in un territorio
fortemente condizionato da un basso tasso di crescita" e urge un "un
modello di sviluppo capace di generare vera ricchezza, posti di lavoro
qualificati e quindi buona economia". Per Gallozzi è individuabile
"nella centralità dell'industria manifatturiera, compatibile con il
territorio" uno dei fulcri della ripresa perchè "in grado di stimolare
un significativo indotto". E aggiunge: "Credere che la produzione di
ricchezza sia delegabile ai servizi ed al turismo (che restano - sia ben chiaro
- anelli fondamentali della catena dello sviluppo economico) è un errore che
purtroppo è stato reiteratamente commesso. È, quindi, indispensabile recuperare
la consapevolezza che senza industria in senso stretto non si
"costruisce" un Pil adeguato alla domanda di occupazione e di
crescita socio-economica". Centralità dell'impresa. Ma richiama anche l'attenzione
sulla "Centralità dell'impresa come motore dello sviluppo. Le imprese
scontano spesso una anacronistica marginalizzazione: non vengono percepite per
il contributo che conferiscono alla ricchezza e alla prosperità dei territori.
Senza imprese non c'è progresso. Senza imprese non c'è lavoro. Sembra
un'ovvietà, ma gli imprenditori continuano a scontare sulla propria pelle
ritardi ed inadempienze che poi danno seguito a percorsi di allontanamento e di
delocalizzazione comprensibili sotto il profilo delle scelte meramente
economiche e gestionali". ma è anche un forte richiamo alla responsabilità
dell'impresa quello di Gallozzi: "Gli imprenditori sono pronti a fare la
loro parte, avendo abbandonato da tempo tentazioni "assistenzialiste"".
Un appello alla corresponsabilità "nel tentativo di ricostruire con il
territorio un "accordo fiduciario" fondato sulla valenza
istituzionale della rappresentanza parlamentare. Non più divisioni strumentali,
ma un chiaro disegno condiviso con le parti sociali per riannodare i fili della
governance dei processi decisionali". Quindi la sinossi delle emergenze.
Sulla sicurezza sul lavoro con un nuovo modello di prevenzione: inutile il solo
inasprimento delle sanzioni; quindi servizi pubblici efficienti, infrastrutture
moderne, una più stretta sinergia fra sistema delle imprese e mondo della
ricerca. Poi la richiesta di una formazione adeguata alle esigenze delle
imprese e la disponibilità delle risorse energetiche con la parallela
salvaguardia della salute dei cittadini. Gallozzi vuole il termovalorizzatore
ma anche un ciclo integrato dei rifiuti. La bussola etica. E richiama
l'attenzione alla criminalità che trova terreno fertile "quando si
favoriscono meccanismi economici distorti, ma anche attraverso una cattiva amministrazione
della cosa pubblica". Propone incentivi e fiscalità compensativa per le
imprese e un corretto utilizzo dei fondi strutturali. Nell'elenco immancabile
la sanità e il turismo che oggi vivono difficili momenti. Guarda all'ago di una
"bussola etica", Gallozzi, e auspica "che su questi punti
programmatici si possa sviluppare un dialogo operativo, non demagogico o
strumentale". Il termovalorizzatore di Brescia.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pdl: fondi Ue,
subito un'agenzia anti-sprechi CORRADO CASTIGLIONE Fondi europei spesi male,
parcellizzati in mille progetti che da soli non creano né sviluppo né profitti,
o semplicemente utilizzati in maniera inopportuna come è accaduto con
investimenti in opere che si sarebbe potuto finanziare attraverso canali
ordinari: un esempio? Il restauro di Palazzo Fuga. Il Pdl passa all'attacco sulla
spesa dei fondi strutturali, guardando ai sei anni passati e lanciando
l'allarme per un rischio che potrebbe ripetersi con le risorse messe a
disposizione dall'Europa per il 2007-2013. E alla denuncia accompagna una
proposta: l'istituzione di un'agenzia indipendente di valutazione che affianchi
il lavoro svolto dagli uffici del governo regionale, favorendo il confronto
prima delle scelte. Insieme ad una banca progetti, pronta a sopperire alla
lacuna di progettazione esecutiva con la quale spesso la Campania ha dovuto
fare i conti. A presentare la proposta sono stati i candidati del Pdl Paolo
Russo, Stefano Caldoro, Mario Landolfi, Marcello Taglialatela, Sergio Vetrella
e Alfonso Papa. Da scenario gli interni della motonave Snav Sicilia.
Nell'obiettivo - come ha sottolineato Russo - di "mettere in agenda temi
importanti e non parlare soltanto delle questioni ambientali che stanno
sommergendo la regione". Caldoro si è soffermato sulle caratteristiche
dell'agenzia: le funzioni dell'organismo dovrebbero essere di indirizzo,
valutazione e coordinamento in materia di progetti riguardanti opere
realizzabili con l'utilizzo di risorse europee: "L'attuale programmazione
è troppo localistica e non fa che generare sistemi clientelari". Due le
missioni: valutare per scegliere tra opzioni alternative, ovvero costruire un
sistema che razionalizzi e legittimi il processo decisionale; valutare per
rendere conto a soggetti esterni (cittadini, utenti, consumatori, istituzioni):
valutare per descrivere e misurare le realizzazioni prodotte, per renderne
conto agli stakeholders (clienti, fornitori, finanziatori) e alla cittadinanza.
Ultima notazione: "Non sarebbe un nuovo carrozzone perché l'obiettivo è di
costituirla a costo zero". Dal canto suo Taglialatela aggiunge la proposta
di istituire una "banca progetti": "Il fallimento della gestione
dei fondi europei per gli anni 2000-2006 è destinato a ripetersi se si
continuano a presentare, come si sta facendo, progetti che non hanno niente di
strategico". Per Landolfi "è a partire dal metodo che il sistema
bassoliniano sbaglia, perché la selezione dei progetti da finanziare con
risorse europee viene fatta soltanto dalla giunta senza il coinvolgimento del
Consiglio regionale". Nel pomeriggio l'altro dibattito, sulla legalità, cui
ha partecipato anche il prefetto antiracket Raffaele Lauro, candidato al
Senato. "Il Mezzogiorno - ha detto Lauro - rischia di affondare sotto la
questione criminale, causata da una delinquenza
organizzata, fatta di relazioni, di interessi e di intrecci con una burocrazia collusa, con una struttura
complessa economica e sociale. Allora il problema di colpire le ricchezze
illecite, sotto tutte le forme, è diventato preliminare e strategico, se si
vuole far ripartire lo sviluppo in Campania e nel Sud".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO DI BENEDETTI,
LEADER DELLA DANIELI "Ecco le nostre quattro scommesse: ma ora basta con la burocrazia" ButtrioNOSTRO INVIATO(mb)Ultima chiamata per le imprese,
ma anche per il Sistema Italia. Gianpietro Benedetti, presidente del Gruppo
Danieli, non usa mezzi termini davanti al Capo dello Stato: "Eravamo in
cinque competitori al mondo, siamo rimasti in tre con tedeschi e austriaci,
anzi solo con i tedeschi che si sono comprati gli austriaci. E tutti
fabbricano diligentemente", come campeggia nello slogan a tutta parete
davanti alla platea della Sala del mappamondo, al quartier generale Danieli.
Una realtà, quella della competizione globale, che "per la prima volta da
un secolo a questa parte assiste a un macrociclo economico determinato da
eventi diversi dalla guerra", e cioè "dal cambiamento delle
condizioni sociali in Cina, India, Russia e Brasile".E se è vero che
Danieli è riuscita ad affermarsi all'estero, tuttavia "dobbiamo migliorare
ancora, siamo all'80 per cento di ciò che è in nostro potere fare". La
situazione è ogni giorno più difficile, visto che "il prodotto interno
lordo passerà nel giro di cinque anni dal 5-6 per cento attuale al 2, massimo 3
per cento, rendendo tutti più poveri". Al Presidente Napolitano il leader
della Danieli elenca quattro scommesse: "Noi, innanzitutto noi imprese
dobbiamo migliorare la capacità dipro-vedere, vedere avanti". Sempre
l'impresa "deve continuare a misurarsi con la mancanza d'ingegneri
preparati nel nostro Paese", difatti "dobbiamoemigrare all'estero,
soprattutto nell'Est che propone tecnici eccellenti".Terzo, dolente punto:
"La scuola trascura il merito, l'etica, il senso del dovere che accompagna
i diritti. Abbiamo istituito il PremioFabbricando per i bambini e i ragazzi, ci
abbiamo fatto un libro: ebbene la fantasia, la creatività, il senso dell'ordine
sono spiccati alle elementari, calano alle medie e diventano unpower-point, una
rarità alle superiori". Quarto: "Lavelocità del sistema", ovvero
la lentezza che "noi chiamiamo burocrazia",
affiancata dal costo del lavoro e da quello dell'energia per le imprese, come
le acciaierie, che ne fanno largo consumo.Fuori dall'ufficialità, Benedetti
esemplifica: "Il mondo non aspetta e in Austria (dove Danieli ha appena
perfezionato un business in Carinzia,ndr) possiamo ottenere i permessi in pochi
giorni o settimane mentre da noi serve più di un anno. Lì in venti giorni hai
l'autorizzazione con tanto d'istruzioni ambientali, dettagliatissime.E uno
stabilimento si monta in quattro mesi, inverno e neve compresi". Quattro
mesi anche per l'asilo nido destinato ai figli dei lavoratori, per giunta
"con un progetto pensato veramente per i bambini". La verità secondo
Benedetti è che "lacultura della burocrazia ha
invaso la nostra intera società civile, per questo soffriamo una
decadenza", sebbene "Buttrio sia un'isola civile per l'asilo".
(La variante è in Consiglio, fra 90 giorni potrà partire il progetto).La
scommessa sono i bambini. Ma il gruppo di Buttrio non sta a guardare gli altri
mentre aggrediscono i mercati: "Dobbiamo essere pronti fra tre, quattro
anni, quando il macrociclo economico si esaurirà. Pronti a impiegare le nostre
migliori armi di competizione anche con Cina e India". Fabbriche in
Thailandia, Cina, Austria, uffici periferici in Svezia, Germania, Francia,
stati Uniti... "e ora anche in Ucraina, India e Polonia - aggiunge
Benedetti - dove abbiamo stabilimenti". Però "il punto è sempre
quello: sbloccare il Sistema Italia".
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Galan agli
Artigiani: "Prodi ha seviziato questa terra" (A.F.) Formazione
permanente per gli artigiani: è questoil progetto presentato ieri sera a Villa
Foscarini-Cornaro da Confartigianato Marca Trevigiana. Con la partecipazione di
Giancarlo Galan, governatore del Veneto, che non ha perso occasione per
condividere con Mario Pozza, presidente di Confartigianato, le critiche su un
sistema centrale che, a loro avviso, non ha capito un fico secco dei Veneti.
"Continuo a credere nelle capacità degli artigiani - ha detto Galan - si
meritano un grande applauso perchè non fanno formazione a spot, bensì
attraverso un grande sistema che ci ha portato a formare i tecnici che ho visto
all'opera in questi giorni in Spagna, nel primo terminal gasifero sul mare nel
mondo". Gli stessi restauri compiuti a Villa Foscarini sono un esempio di
cosa siano capaci gli artigiani. In Veneto, su 513mila imprese, il 95\% è sotto
i 10 dipendenti, la stragrande maggioranza è azienda artigiana. "Il mio
sogno? E' l'attenzione della politica, il fatto che essa sia sempre vicina alla
piccola impresa - è la risposta di Mario Pozza -. Le nostre manifestazioni di
piazza sono sempre state a difesa degli imprenditori artigiani che vogliono
lavorare, essere competitivi sul territorio. Per contro il governo ha attuato
ben tre provvedimenti contro la piccola impresa. Ci hanno accusato di essere
evasori, mentre gli artigiani veneti sono in linea con il pagamento delle tasse
addirittura a livello europeo". "Il governo Prodi - Galan ha
affondato il coltello nella piaga - non ha capito un fico secco del Veneto, per
dirla in termini eleganti. Oltre a non aver capito nulla di tutto il Nordest, ci ha seviziato aumentando le tasse, aumentando la burocrazia, ci ha fatto pagare i debiti
sanitari dell'Italia, il turismo delle immondizie del "mito"
Bassolino. Va bene che Prodi è un professore universitario, ma ciò non
significa nulla. Il governo dei filosofi è una sciagura, meglio un governo
degli imprenditori". All'osservazione sul fatto che la Lega Nord
insiste per avere la presidenza della Regione Veneto, Galan glissa con una
delle sue famose battute: "Ma basta con questa presidenza! Diamogli non
solo il Veneto, ma anche la Svizzera! E' disponibile pure quella". Nel
corso della serata, alla folta platea di artigiani, fra i quali Vendemiano
Sartor, Patrizio Morettin e Carlo Ceriana di Confartigianato, l'assessore
regionale Fabio Gava e l'assessore provinciale Michele Noal, è stato presentato
il progetto formativo permanente dedicato ai dirigenti associativi e ai
responsabili di Confartigianato.
( da "Virgilio Notizie" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
29-03-2008 15:13
Vecchioni: si consolida alleanza con industria e distribuizione Taormina
(Messina), 29 mar. (Apcom) - Il forum di Taormina è stata "un'occasione
per il mondo agricolo di consolidare l'alleanza con quelli dell'industria e
della distribuzione", anche se la prova del nove "saranno le prossime
elezioni del 13 e 14 aprile, quando verificheremo le conseguenze e le azioni
delle istituzioni politiche rispetto alle nostre richieste". Federico
Vecchioni, presidente di Confagricoltura, traccia un bilancio a caldo della tre
giorni del forum "Il futuro fertile", e si dice
"soddisfatto" per i risultati raggiunti. "Abbiamo consolidato
un'alleanza che ritengo molto importante, proponendo una visione congiunta di
ciò che deve fare per noi il governo del Paese. Crediamo - ha spiegato
Vecchioni in una conferenza stampa al termine dei lavori - in questa alleanza e
pensiamo di essere riusciti a trasferire al mondo della politica il messaggio
che non c'è economia senza agricoltura. Le istituzioni hanno ascoltato i nostri
problemi e ora vediamo che cosa accadrà il 13 e 14 aprile". I grandi temi
come il ruolo dell'Italia in Europa e nel Wto, la proposta di un'Assemblea
costituente per riscrivere le regole, la necessità di una semplificazione
burocratica e l'obiettivo di una maggiore rappresentanza per il settore
agricolo in seno alla politica, sono "passati", ma "le azioni e
le conseguenze di tutto questo - ha ribadito Vecchioni - le vedremo soltanto
nelle prossime settimane". A Taormina, hanno sfilato in ordine alcuni dei
candidati premier alle prossime elezioni politiche: da Walter Veltroni (Pd) a
Pier Ferdinando Casini (Udc), a Silvio Berlusconi (Pdl). Confagricoltura ha
potuto rilanciare così i suoi cavalli di battaglia, puntando alla necessità che
l'agricoltura entri finalmente nell'agenda politica del prossimo governo
nazionale. Walter Veltroni ha condiviso con il presidente Vecchioni le critiche
al sistema della concertazione come strumento che spesso rappresenta un freno
alla crescita delle imprese e ha auspicato l'approdo "dopo una
concertazione per le politiche di rigore a una concertazione per la
crescita". E Silvio Berlusconi ha avanzato le sue proposte:
stabilizzazione dell'Irap agricola, alleggerimento della burocrazia, estensione della Legge Biagi
(voucher sulla vendemmia) ad altri tipi di raccolti (come ortofrutta e
olivicoltura), eliminazione della tasse di successione, politiche di sostegno
alla competitività delle imprese e alla promozione dei prodotti agricoli
italiani all'estero. Pier Ferdinando Casini ha osservato ieri come il
settore agricolo, che "per molti è stato da sempre un settore da
dismettere", sia diventato "necessario e strategico", al punto
che "non si potrà parlare di crescita dell'Italia senza che l'agricoltura
sia divenuta autosufficiente" e senza che questa si inserisca a pieno
nelle scelte del ministero dell'Economia. Silvio Berlusconi, intervenuto oggi,
ha incassato la richiesta di Vecchioni ad assumere l'interim all'Agricoltura, e
si è detto "favorevole alle biotecnologie" e alla semplificazione
burocratica per le imprese. E non ha escluso ("non mettiamo limiti alla
provvidenza") un'eventuale ruolo del presidente Federico Vecchioni in
politica. Confagricoltura, da Taormina, si porta a casa alcune intese
strategiche come quelle sulla pasta alimentare insieme alla Antonio Amato Spa.
Di sicuro, un primo passo per la creazione di una filiera tutta italiana, in
attesa del più impegnativo accordo con Barilla: "Speriamo di chiuderlo
presto", ha detto Vecchioni. Altre intese sono state raggiunte Unacoma
(l'unione dei costruttori di macchine agricole) per la internazionalizzazione
delle imprese e la crescita sui mercati esteri; quella con Beghelli per il
risparmio energetico e la promozione del fotovoltaico in agricoltura; e quella
con Edisonper lo sviluppo delle biomasse e la creazione di oltre 550 impianti
su tutto il territorio nazionale. Dal forum "Il futuro fertile", in
conclusione, tanti spunti, anche critici, ma una precisa richiesta: "Dal
prossimo 14 aprile mai più deleghe sui temi agricoli, anzi una conduzione
diretta da parte della presidenza del Consiglio dei ministri. Il settore ha una
rilevanza strategica sull'intera economia italiana - ha concluso il numero uno
di Confagricoltura, Federico Vecchioni - e anche a noi, come è accaduto
ultimamente in Francia con Sarkozy sul caso mozzarella, e come accade in gran
parte degli altri Stati europei, farebbe piacere sentire il premier italiano
parlare finalmente di filiera agroalimentare". Il sasso è stato lanciato,
la palla passa ora alla politica.
( da "Azione, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale
siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune
amministrazioni locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile
accendere i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli
immigrati nella partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per
il quale contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di
abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario
nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare
sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine
di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono
risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare
il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di
coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente
gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo
biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due
anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo indefinito,
ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche qui servono
fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a richiesta -
dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che arrivano
normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il diritto
di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli immigrati,
non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché altre per
loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in Italia
senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle
autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il
desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di
ogni ostile burocrazia che
disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così
anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei
diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole
certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di
integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte
comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle
elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione
attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la
costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti
cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza.
Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione.
Segretario generale Cisl Treviso.
( da "Provincia di Lecco, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervista ROBERTO
CASTELLI ex ministro della giustizia, lega nord "Senza pudore: al sud
neppure l'autostrada, da noi le statali" "Non siamo neppure disposti
a discuterne". Il senatore lecchese Roberto Castelli, ex guardasigilli del
governo Berlusconi e numero 2 al Senato per la Lega Nord, è lapidario a
proposito dell'intenzione del ministero di proporre una sorta di pedaggio sulla
Monza-Colico e sulla Lecco-Ballabio. Pollice verso, dunque? "Mi chiedo se
sia uno scherzo di cattivo gusto". Beh, il ministero ha messo nero su
bianco questa intenzione, come riportato in un'indiscrezione del Sole 24
Ore.... Io potrei capire se in tutta Italia si dicesse: guardate, le risorse
sono poche, il debito pubblico è altissimo e siamo periodicamente costretti a
intervenire sui pedaggi autostradali. Però non è questa la situazione: le
autostrade sono sempre più care e, soprattutto, non vengono mai stanziati i
soldi per la manutenzione. Dicono, al ministero, che servono soldi. Capisco il
problema ma ancora una volta siamo sempre noi a dovere pagare il conto.
Spiacente, non se ne parla neppure. Certo che pensare a un diritto di utilizzo
sulle strade statali... E' soprattutto questo a farmi inbufalire. Ma come, ci
sono parti del paese - e non sono al Nord, come tutti sanno - in cui non si
paga neppure l'autostrada e vengono a dirci che a Lecco bisogna pagare anche le
strade normali? Però anche voi politici... Non confondiamo i livelli. Bisognerebbe
chiedere a Veltroni se è questa la sua attenzione per il Nord, come era venuto
a sbandierare qualche settimana fa. Complimenti vivissimi. Però Di Pietro i
soldi per la variante di Cisano della Lecco-Bergamo li ha portati a casa.
Benissimo, ne sono contento. Anche se un paio di precisazioni bisognerebbe
farle. In che senso? Il ministro ha messo la ciliegina su una torta preparata
da tanti governi precedenti. La burocrazia intorno a una strada è tanta e tale che nessun governo potrà mai
prendersi il merito esclusivo di una decisione finale. E comunque il lavoro che
ci sta dietro - dalla valutazione di impatto ambientale fino all'acrobatico
inserimento nella legge obiettivo - fanno parte dal nostro esecutivo. E
lo dico al plurale per senso di modestia. E l'altra questione? Riportato a
Cesare quello che è di Cesare e manifestata tutta la nostra soddisfazione,
bisognerebbe anche aggiungere che - come mi hanno confermato al Cipe - lo
stanziamento è stato assegnato con la formula della riserva. Significa che il ministro
dell'Economia avrà l'ultima parola su questo stanziamento. Per assurdo, e
speriamo che assurdo lo sia davvero, potrebbe revocarla avvalendosi della
riserva che la legge gli permette. Meglio di niente. Certo, sono il primo a
sostenerlo. Un po' maliziosamente potrei aggiungere che è un bel colpo in
campagna elettorale da parte di Di Pietro ma non sono il tipo da fare questi
giochetti. Vorrei però che si sapesse che molto lavoro è ancora da fare, a
cominciare dai progetti esecutivi. Per ora i soldi sono - forse- sulla carta.
29/03/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il futuro dalla
città attende "Servono uomini, non tavoli" De Santis: il patrimonio
architettonico può diventare motore di sviluppo Gaddi: ci si imbatte in mille
ostacoli persino per organizzare una mostra Passare dalle parole ai fatti. Non
limitarsi a promesse, tavoli, programmi, piani. Le associazioni di categoria
l'hanno chiesto a gran voce ai futuri parlamentari comaschi: "Finora i
nostri rappresentanti a Roma ci hanno risposto formalmente sulle questioni
cruciali, ma non si è visto nulla di concreto - hanno rimarcato nei giorni
scorsi - Adesso daremo i voti in base ai risultati". Risultati che, per il
mondo del lavoro e dell'economia, significano principalmente nuove strade e una
viabilità migliore. Ma riuscire a superare il livello dei tavoli
e il peso della burocrazia
è la base per far decollare anche un altro settore, già in rampa di lancio:
quello della cultura. Ne è convinto l'assessore comunale con delega in materia,
Sergio Gaddi, che ieri si è espresso in modo chiaro su questo punto, nel corso
di un convegno al teatro Sociale: "Per valorizzare il patrimonio artistico
sono indispensabili persone competenti, dotate di una specifica
sensibilità. I tavoli in quanto tali non servono a nulla, non risolvono i
problemi. L'esperienza mi dice che per far funzionare questo settore bisogna
trovare individualità di alto profilo e poi lasciarle lavorare in pace, senza
imporre vincoli, men che meno di tipo politico". L'assessore ha poi
evidenziato alcune difficoltà incontrate nell'organizzare le grandi mostre a Villa
Olmo: "Uno dei problemi è stato quello di andare oltre la logica
burocratica, di aggirare quell'apparato farraginoso che frena e ostacola tante
iniziative. Inoltre, ho faticato a far passare l'idea che un ente pubblico
possa produrre un evento culturale e non si limiti a patrocinarlo".
Secondo Gaddi c'è anche un problema di mentalità: "Si tende a credere che
le imprese culturali siano strutturalmente in perdita, le si concepisce come
soggetti che assorbono risorse invece di attrarle. La mia opinione, invece, è
che siano sempre in attivo. Oltre ai ricavi legati alla vendita dei biglietti,
bisogna infatti considerare tutte le ?utilities?, l'indotto. Da un punto di
vista economico non esiste nulla di più ?forte? rispetto a un'impresa
culturale". Intervenendo alla tavola rotonda che ha chiuso il convegno
"Economia e bellezza - il patrimonio culturale è una risorsa per il
territorio locale europeo", il presidente della Camera di commercio Paolo
De Santis si è soffermato sul tema della cementificazione selvaggia, autentica
piaga per il Lario: "Non si può lasciare ai comuni la delega in materia di
tutela del paesaggio, la Regione dovrebbe modificare questo stato di cose - ha
detto - In tanti paesi del lago sono stati consentiti interventi edilizi di
bassissima qualità. Il fatto che un sindaco o un assessore possano decidere che
cosa è lecito costruire e che cosa no, rischia di avere effetti devastanti.
Molti l'hanno già fatto, ma voglio lanciare anch'io un allarme". De Santis
ha poi toccato l'aspetto della gestione del patrimonio architettonico, fulcro
del convegno: "Non possiamo limitarci a restaurare i beni, la vera sfida è
valorizzarli in maniera adeguata, studiando destinazioni d'uso che comportino
ricadute positive per il territorio". Tra gli esempi virtuosi è stata
citata Villa Carlotta, scelta come caso pilota in Lombardia per il progetto
"Palais" (finanziato dall'Unione Europea), che ha consentito di
sviluppare nuovi strumenti per la gestione economico-finanziaria dei beni
architettonici. "Villa Carlotta - ha ricordato De Santis - ha attratto
160mila visitatori tra aprile 2007 e oggi, facendo registrare quasi un milione
di euro di ricavi. Ma in questi anni gli interventi di valorizzazione del
patrimonio sono stati molti: penso a Sant'Abbondio, Palazzo Natta, Villa del
Grumello, all'ex cotonificio di Lomazzo e al progetto di ?Chilometro della
conoscenza?". Michele Sada 29/03/2008.