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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Burocrazia"

Parla Anna Finocchiaro: mai visto nelle piazze tanto calore ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: creare una burocrazia che sia strumento di promozione delle attività e dello sviluppo dell'isola, anziché un inciampo e fonte di spese ingiustificate; la seconda servirà invece a monitorare la spesa pubblica, verificando il rendimento di ogni euro che esce dalle casse della regione ed elaborando una relazione semestrale che permetta alla politica di capire se ha commesso degli errori,

A bassa quota ( da "Cittadino, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come avviene in tanti luoghi della burocrazia e della vita, dagli uffici postali alle banche, dalle anticamere degli studi medici ai binari delle ferrovie, aspettando i treni. In cerca di dati positivi e per non correre il rischio di finire depressi, possiamo porre l'accento su una prassi veramente da benedire, riguardo a queste faccende,

Gli arriva la tessera, ma è morto da trent'anni ( da "Trentino" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: guardare quello che è successo nei mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa, bisognerebbe aggiornare il motto: burocrazia e campi cent'anni. Purtroppo solo in maniera virtuale. Infatti Ezio Leonelli, classe 1912, anziano morto il 9 maggio 1977, viveva solo per l'Agenzia delle Entrate che gli ha fatto recapitare nel 2007, la tessera sanitaria con il codice fiscale.

Morto da oltre trent'anni, riceve la tessera sanitaria dall'Agenzia delle Entrate ( da "Corriere delle Alpi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia sfodera uno dei colpi migliori Morto da oltre trent'anni, riceve la tessera sanitaria dall'Agenzia delle Entrate TRENTO. Birra e campi cent'anni, diceva sorridendo in una pubblicità di tanto tempo fa Renzo Arbore. A guardare quello che è successo nei mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa,

Veltroni s'è preso tutto Non gli darò pure il Senato ( da "Italia Oggi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i famosi lacci e lacciuoli che vengono posti dalla burocrazia e dal complesso delle leggi a chi fa impresa, a chi rischia e investe. C'è l'ostilità della sinistra, che la sinistra non riesce a vincere, verso tutto ciò che non può controllare, perfino verso la proprietà privata che viene considerata ancora la radice di ogni male: contro la scuola privata,

Carra all'Uncom: più infrastrutture ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, che vogliamo semplificare. A Mantova, tra le cose da fare: completare la tangenziale; risolvere il nodo di Goito; realizzare la Mantova-Catullo-Peschiera; garantire i collegamenti ferroviari con Milano, ridotti da Trenitalia con la complicità della Regione.

Tre in volo su Parma ( da "Milano Finanza" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa politica e burocrazia, per gli altri c'è sproporzione tra l'investimento richiesto e la scarsa entità dell'offerta che avrebbe consentito all'inglese, con una quota di appena il 10%, di diventare il gestore della società.Per uscire da un'impasse che fa scrivere nella pagina web dell'aeroporto dedicata ai "piani di sviluppo" che "la pagina è in alllestimento"

Soru: coop decisive per l'economia sarda ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I danni della burocrazia sono rappresentati da un numero: "Per la metropolitana di Cagliari ci sono volute 87 autorizzazioni". La concertazione, per Soru, dev'essere intesa in modo diverso: "Ci vuole una società che si prenda il senso di responsabilità, quello forse è il vero significato di concertazione".

Saluti da Friburgo, capitale del sole ( da "Finanza e Mercati" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia non ostacola l'uso di pannelli solari e di pannelli fotovoltaici. In questa città c'è un quartiere, Vauban, diventato famoso per gli standard energetici minimi richiesti ai suoi edifici (minimo 65 Kwh/mq anno). C'è poi il fiore all'occhiello, il quartiere solare "Am Schlierberg", dotato di ampi spazi aperti e caratterizzato da percorsi interni privi di automobili.

IL CASO LA RABBIA DEL TITOLARE DI UN'ENOTECA 0 Chiedo i danni al Comune Gli negano la pedana e si rivolge all'avvocato ( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dallo scorso settembre è alle prese con burocrazia e carteggi di vario genere. E con l'aria della primavera, quando tutte le altre attività della zona si sono attrezzate di conseguenza, è rimasto praticamente "a piedi". Dopo aver ottenuto dalla polizia municipale il permesso relativo allo spazio pubblico da occupare senza intralciare la viabilità,

Il fondo monetario cambia volto più poteri di voto ai paesi poveri - elena polidori ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e maggiore deontologia degli intermediari. Per ripristinare la fiducia suggerisce: prezzi più realistici, controlli accurati sui requisiti di capitale delle banche, rilevazione dei rischi sui prodotti complessi veicolati dalle società fuori bilancio, quelli che appunto interessano alla Consob.

Le risorse per il "non profit" e il peccato originale del 2005 - giulio tremonti ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per Tremonti "oggettivamente ragionevole", si è rivelata insufficiente e ha bloccato il meccanismo. La lentezza della burocrazia (mal comune di tutti i governi) ha fatto il resto. Non è un giudizio personale, ma l'opinione unanime degli operatori che stanno ancora aspettando i soldi e una legge. (l.i.).

Pd, ad alà i candidati della gallura ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la stessa amministrazione regionale con la sua asfissiante burocrazia ne stoppa lo sviluppo. è il caso della strada Abbasanta-Olbia che, per una sorta di capriccio ambientalista, si ferma a Istui. Ma ciò avviene soltanto dopo che la stessa strada ha letteralmente squarciato i migliori boschi di sughera dell'intera zona".

Di LUCA MANTIGLIONI IL MONDO imprenditoriale ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla riduzione dei vincoli che penalizzano le imprese (pressione fiscale, burocrazia asfissiante). Ogni volta che un problema si ripresenterà noi saremo qui, tutti insieme, a chiedere spiegazioni ai nostri parlamentari, a prescindere dallo schieramento". "E' la prima volta che le quatro associazioni di categoria fanno un documento comune da consegnare ai politici ?

NUOVA legge per le certificazioni degli impianti casalinghi. E’ ( da "Nazione, La (Prato)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche più burocrazia. La norma ha creato un iniziale scompiglio, perché le complicazioni si amplificano nel momento di compra-vendita e di affitto. Il Consorzio Malaparte, struttura dell'Associazione che conta una trentina di aziende che operano in vari settori delle costruzioni, è a disposizione per effettuare una consulenza gratuita sulla sicurezza degli impianti domestici.

Via intitolata a granbassi, atto dovuto ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: però nel 1982 la burocrazia romana dispose che le iscrizioni relative ai nostri connazionali venissero cancellate". Ce n'è, mi sembra, abbastanza per rispondere a chi reclama la damnatio memoriae di Mario Granbassi che la rinnovata intitolazione al suo nome di una via cittadina è semplicemente un atto di dovuto risarcimento.

Scelte condivise, o il paese si ferma ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: taglio dei costi della burocrazia, maggior efficienza dell'amministrazione pubblica". Tutto secondo copione. Mentre in azienda si continua a lavorare, con il solo rallentamento del traffico dei camion per motivi di sicurezza, Napolitano viene accompagnato in visita allo stabilimento su una golf-car color senape guidata da Benedetti,

Una sconfitta edilizia che non ha attenuanti ( da "Nazione, La (Firenze)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Forse è colpa della burocrazia, o magari delle spese di realizzazione aumentate e delle difficoltà a recuperare i soldi necessari. Sull'argomento, Comune e proprietari hanno idee diverse. Intanto il manifesto di una delle strade più vicine alla stazione ferroviaria, la via degli alberghi, è strappato come l'icona di un quartiere abbandonato.

I soldi del 5 per mille non arrivano - francesco albonetti ( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma non pensavamo in tanta burocrazia. In questi giorni ci è giunta notizia che stanno mettendo mano alle liquidazioni, vediamo: sarebbe già una novità positiva". Come già ricordato in precedenti articoli, la Misericordia impegnerà gli oltre 34mila euro di donazioni ricevute principalmente nell'assistenza domiciliare agli anziani e ai non-autosufficienti.

I medici di famiglia pronti a lavorare al sabato ( da "Provincia Pavese, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per burocrazia intendo note da rispettare, difficoltà di collegamenti con gli ospedali che compilano richieste secondo un nomenclatore anomalo rispetto a quello regionale, fogli da compilare. La burocrazia ci porta via il 20-30% del tempo". Con Martire operano Angelo Ferrazza, Giuseppe Zucca, Alessandro Rossi e Luisa Marinella Zambelli.

Modica: tranquilli, i concorsi si faranno ( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affondato nelle sabbie mobili della burocrazia. Ma il sottosegretario Modica ha ridato speranze. "Dopo che a fine maggio sarà costituita la commissione nazionale, saranno organizzati i concorsi. Ci vorrà tempo, è presumibile che i posti andranno a regime con l'autunno". Sui trenta posti programmati a Pisa, l'assemblea permanente dei ricercatori ribadisce le sue critiche al rettorato.

Pisa produce tante idee, poi però le spreca ( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Difficoltà incontrate anche da Oliviero Toscani con il progetto del laboratorio di ricerca della comunicazione La sterpaia a San Rossore. "Il problema fondamentale da abbattere è la burocrazia. Poi manca la creatività, che deve essere visionaria, sovversiva e disturbante. A Pisa in periferia c'è un'architettura da geometri autorizzata dagli assessori". Daniela Salvestroni.

Napolitano: scelte condivise per il paese ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: problemi legati alla crisi della formazione scolastica, alla burocrazia, al costo del lavoro, all'energia. Insomma, tutti problemi che competono alla politica. Napolitano ha praticamente condiviso questo allarme e anche il commento di Benedetti, che ha parlato di "preoccupazioni che però non spengono la fiducia".

Il cacciatore di aquiloni ( da "Nuova Venezia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia, di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre

Febo: la filovia parte il 1 maggio il sindaco: altrimenti te ne vai a casa ( da "Centro, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inchiesta tamburellante che ha messo in evidenza gravi lacune della burocrazia ministeriale e affine. Le prime immagini inquadrano i nuovi piloni installati da anni per chilometri in città, i fili tesi e incrociati che in alcuni punti formano una fitta ragnatela, in un susseguirsi di dissolvenze tra stupore e indignazione.

Parco catene, cantieri al via da aprile - mitia chiarin ( da "Nuova Venezia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quando la burocrazia mette lo zampino in una Municipalità, la sfortuna è dietro l'angolo. A farne le spese sono opere a lungo attese, come il parco di Catene, il grande sogno "verde" di Marghera. Otto ettari di parco a ridosso di via Trieste attesi da decenni nel rione di Marghera, con un appalto già assegnato alla Ecis di Marghera.

Udc: più poteri ai sindaci contro la criminalità ( da "Mattino di Padova, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia, i vigili passano troppo tempo tra le scartoffie". Negare la residenza? "Quando ci sono elementi oggettivi e fondati si può negarla". Duro Luigi Bernardi (Campo San Martino): "Dobbiamo disfarci dei delinquenti, varare leggi per eliminarli dal tessuto sociale: bisogna ripulire il territorio dalla delinquenza e rimandarla a casa.

Agricoltura, via ai "buoni assunzione": si comprano all'inps a 10 euro l'uno ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E' una rivoluzione a burocrazia zero. E si inaugura in Friuli Venezia Giulia, prima in Italia a sperimentare il "lavoro accessorio" in agricoltura. Firmata ieri a Pordenone tra Inps, Inail e Regione, dal presidente Illy, la convenzione che dà il via al progetto davanti al ministro Cesare Damiano.

IL LORO NEMICO numero uno è la burocrazia: non possono partecipare ai concor ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Liberare posto in lista non è stato possibile ( da "Nazione, La (Lucca)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: QUANDO le regole e la burocrazia hanno il sopravvento sul buon senso". Con toni ironici un lucchese, a dire il vero straniero ma da molti anni residente nel nostro territorio, descrive quanto gli è accaduto in questi giorni in tema di sanità. Ne è rimasto sconvolto, pensava che "le polemiche che i quotidiani riportano ogni giorno sulla malasanità,

Villaggio: Fantozzi mi ha stroncato la carriera di scrittore ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché in fondo Fantozzi è vicino alla burocrazia russa dell'Ottocento. Insomma io posso sopravvivere nella storia per Fantozzi, ma mi hanno obbligato a scrivere decine di libri. Sono grato al personaggio, ma ho una gran voglia di uscire da quel cliché. Addirittura nella copertina di "Storia della libertà di pensiero" non ho voluto nemmeno la foto,

Parco, dialogo con gli impreditori ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: significherà minore burocrazia; semplificazione dei vari passaggi istituzionali, in modo da rendere maggiormente coerenti e sinergiche le politiche territoriali di tutti gli Enti. E' il messaggio che Gaetano Benedetto, presidente dell'Ente Parco ha voluto inviare nell'illustrare la sua relazione al Consiglio Direttivo, ospitato eccezionalmente presso la sede della Provincia di Latina,

Il paese dei morti che camminano ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anzi, per la burocrazia è l'"Istituto comprensivo VII Circolo. Papanice". Edificio moderno, inaugurato il primo settembre scorso, da fare invidia alle scuole delle grandi metropoli. Il custode sembra una vedetta. Scruta terrorizzato l'orizzonte, come se temesse qualcosa, tiene la porta d'ingresso chiusa.

Giovani, cervelloni e superliberali ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie e barriere doganali. Adora la globalizzazione. A ricevermi nella saletta delle riunioni è la triade che governa il think tank. Stringo la mano in ordine gerarchico, al direttore generale, Alberto Mingardi, al direttore del Dipartimento politico, Carlo Lottieri, al direttore del Dipartimento Ecologia,

Mercato alla prova dell'uragano Mifid ( da "Borsa e Finanza" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: adeguatezza e appropriatezza crescono ulteriormente burocrazia e costi a carico delle reti di Redazione - 29-03-2008 NUOVE REGOLE Criteri più stringenti sulla compatibilità dell'investimento in relazione al profilo cliente e divieto di doppie commissioni per le Gpf. L'entrata a regime della Mifid promette di cambiare volto al mercato del risparmio gestito e di creare una selezione nell'

Ritirata la domanda Igp per i "cuneesi al rhum" ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: valutato che la richiesta si scontrava con troppi interessi e un eccesso di burocrazia. Non siamo voluti scendere a compromessi per salvare l'artigianalità del prodotto. Regione, ministero, Bruxelles lo avrebbero snaturato rendendolo industriale. Inoltre ci saremmo scontrati con decine di produttori locali che fanno baci di Busca, Droneresi, Fossanesi, Monregalesi e molti altri.

L'identità dei Comuni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: TRA FEDERALISMO E BUROCRAZIA L'identità dei Comuni I Comuni sono enti autonomi da gestire come aziende o centri di spesa che Roma deve disciplinare nei dettagli? La domanda aleggia dai primi anni 90 ma non ha trovato risposta, o meglio ne ha tro-vate troppe, diverse fra loro.

Più agevolazioni per l'agricoltura ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insieme al problema della lotta alla burocrazia, che resta uno dei nodi principali da sciogliere, va superata la crisi della politica. "è stato deciso per il ricorso alle urne – sottolinea Vecchioni- ma forse sarebbe stato preferibile prima una fase costituente che aprisse le porte ad una Italia veramente rinnovata ".

"Paghiamo salato quando siamo noi a sbagliare È chiaro che la regola non vale per le istituzioni" ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Già il nostro lavoro è più difficile in montagna che in pianura: i tempi della burocrazia sono più lunghi, le difficoltà ti scoraggiano. E devi sopportare situazioni come questa senza poterci fare nulla: se le istituzioni combinano un guaio non capita niente, invece se noi tardiamo un pagamento ci arriva la mora, o qualcosa di peggio".

Rabbia degli allevatori per i sussidi in ritardo ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente della Comunità montana Valchiusella, Adriano Oberto Tarena, incrocia le dita: "Per fortuna sembra che tutto si stia risolvendo. E' stato davvero un caso di burocrazia, e se gli agricoltori si sentono danneggiati siamo i primi a suggerire che intentino causa per ottenere un risarcimento".

Ci scrivono ( da "Corriere del Trentino" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche la politica ha perso il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista e mentre risiede imbonita nei salotti dell'alta finanza internazionale, la destra perde tempo coi tacchi a spillo dell'ultima arrivata alla ricerca dell'appoggio del borghese puritano di turno.

Segue dalla prima le parole del lama ( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come migliaia di cinesi che abitano nelle zone rurali subiscono ingiustizie per mano della burocrazia locale corrotta e che li sfrutta, ma le loro legittime lamentele vengono o ignorate o accolte con aggressività. Sono preoccupazioni che esprimo sia in quanto essere umano sia in quanto persona pronta a considerarsi un membro della grande famiglia che è la Repubblica Popolare Cinese.

AUTHORITY, PRIMO FLOP ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chissà perché tanta burocrazia per trasferire un "tavolo"), è altrettanto vero che quello stesso Comitato ha già un presidente (Aldo Grasselli) e si è già riunito due volte. E alle riunioni ha presenziato anche il rettore dell'Università di Foggia Antonio Muscio - che del Comitato fa parte - per il quale "siamo partiti con il vento in poppa -

Blasoni: nessuna scorrettezza il provveditore: scelte autonome ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dichiara ancora Blasoni - di aver segnalato il fatto che la Regione fa troppo poco per i giovani e che vi è troppa burocrazia nel Paese nel mio intervento in occasione della consegna dei premi, che in massima parte ha riguardato il rapporto scuola-mondo del lavoro. Intervenissi nuovamente domattina, direi esattamente le stesse cose".

CONFAGRICOLTURA: DUE GIORNI A SETTIMANA PERSI PER BUROCRAZIA ( da "Agi" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Food CONFAGRICOLTURA: DUE GIORNI A SETTIMANA PERSI PER BUROCRAZIA (AGI) - Taormina (Me), 29 mar. - Ogni settimana, un'azienda agricola di medie dimensioni perde due giorni per adempiere agli obblighi burocratici. Il grido da'allarme lo lancia Confagricoltura, al termine del forum di tre giorni FuturoFertile, a Taormina.

Avanti con l'eolico e il solare Diamo una mano all'Italia ( da "Avvenire" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interminabile tra i meandri della burocrazia. Tuttavia è con i piccoli passi (un aerogeneratore dove le condizioni eoliche lo consentono, una serie di pannelli solari sul tetto di casa) che si tampona l'emergenza e si risparmia sull'import. Eolico e solare non sostituiranno mai i grandi impianti, le centrali cosiddette di potenza, dotate di alternatori da centinaia e centinaia di megawatt.

AGRICOLTURA/ CONFAGRI: TROPPA BUROCRAZIA,110 GIORNI SPESI PER CARTE ( da "Virgilio Notizie" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia italiana per le imprese agricole rappresenta un grosso fardello per la crescita e centodieci giorni all'anno dedicati soltanto alle carte sono davvero troppi". A sottolineare una delle principali anomalie del sistema italiano è il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che, dal palco del forum 'Il futuro fertile'

Termalismo in crisi? <Persi 25 mila ospiti> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vinceremo nessuna partita fino a quando ci sarà una burocrazia che soffoca le nostre imprese". A gettare invece una provocazione, l'unica della serata, è stato il presidente dell'Associazione degli AlbergatoriGiuseppe Albertin. "Sono pronto a marciare a piedi scalzi al palazzo della Regione Veneto se le istituzioni non vorranno ascoltare la nostra voce - ha spiegato - certo che c'

L'agricoltura soffre burocrazia e costi eccessivi ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Lusetti punta sulle strade <Porterò sul territorio i fondi per la Pedemontana> ( da "Corriere Di Como, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna annullare la burocrazia - ha detto - quindi lavoreremo perché la nascita di nuove aziende avvenga in breve tempo. La piccola e media impresa meritano incentivi fiscali che abbassino il costo del lavoro e aumentino le contribuzioni dei dipendenti". Messaggi chiari in una zona che storicamente non ha mai premiato il centrosinistra.

Spedizione sull'Everest adesso la strada è aperta ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un'ulteriore difficoltà quindi ostacolerà la nostra già impegnativa salita. Siamo comunque fiduciosi e carichi per affrontare questa ennesima avventura. Burocrazia consentendo cercheremo di dare il possibile per raggiungere l'obiettivo".N.M.

CASE SICURE , ARRIVA IL BOLLINO ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna anche tenere presente che aumenteranno le spese a causa di un ennesimo aggravio della burocrazia". Elio Amodeo, responsabile di Assocasa sottolinea che con l'entrata in vigore del decreto 37 si potranno avere più garanzie sulla conformità degli impianti.

<Aprire un'azienda in un giorno, senza burocrazia> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Aprire un'azienda in un giorno, senza burocrazia" È il sogno-obiettivo dell'ex presidente di Confindustria e Federmeccanica entrato nella competizione politica Massimo Calearo pensa di essere l'uomo giusto per spiegare la "questione nord est" a Roma?"Premetto che io non mi sono candidato, mi è stato chiesto.

MA C'è IL REBUS DEI CONTROLLI ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tratti di un ennesimo aggravio della burocrazia che finirebbe per pesare sulle tasche della popolazione". Rimane, dunque, il rebus dei controlli. I problemi relativi alla carenza di organico dei vigili urbani ad Avellino, sono noti da tempo. Il comandante della caserma di Largo Santo Spirito, Carmine Tirri, alle prese con i problemi quotidiani legati al piano degli ordini di servizio,

GIANNI COLUCCI CONFINDUSTRIA IN CAMPO, APPELLO IN TREDICI PUNTI AI CANDIDATI DI CAMPANIA 2 E PER ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla scuola e alla ricerca ai tempi della burocrazia, Gallozzi, aggiunge riflessioni anche di contesto. Siamo "in un territorio fortemente condizionato da un basso tasso di crescita" e urge un "un modello di sviluppo capace di generare vera ricchezza, posti di lavoro qualificati e quindi buona economia".

PDL: FONDI UE, SUBITO UN'AGENZIA ANTI-SPRECHI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: causata da una delinquenza organizzata, fatta di relazioni, di interessi e di intrecci con una burocrazia collusa, con una struttura complessa economica e sociale. Allora il problema di colpire le ricchezze illecite, sotto tutte le forme, è diventato preliminare e strategico, se si vuole far ripartire lo sviluppo in Campania e nel Sud".

<Ecco le nostre quattro scommesse: ma ora basta con la burocrazia> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma ora basta con la burocrazia" ButtrioNOSTRO INVIATO(mb)Ultima chiamata per le imprese, ma anche per il Sistema Italia. Gianpietro Benedetti, presidente del Gruppo Danieli, non usa mezzi termini davanti al Capo dello Stato: "Eravamo in cinque competitori al mondo, siamo rimasti in tre con tedeschi e austriaci, anzi solo con i tedeschi che si sono comprati gli austriaci.

Galan agli Artigiani: <Prodi ha seviziato questa terra> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci ha seviziato aumentando le tasse, aumentando la burocrazia, ci ha fatto pagare i debiti sanitari dell'Italia, il turismo delle immondizie del "mito" Bassolino. Va bene che Prodi è un professore universitario, ma ciò non significa nulla. Il governo dei filosofi è una sciagura, meglio un governo degli imprenditori".

AGRICOLTURA/ CONFAGRI: POLITICA SA COSA VOGLIAMO, ORA ASPETTIAMO ( da "Virgilio Notizie" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleggerimento della burocrazia, estensione della Legge Biagi (voucher sulla vendemmia) ad altri tipi di raccolti (come ortofrutta e olivicoltura), eliminazione della tasse di successione, politiche di sostegno alla competitività delle imprese e alla promozione dei prodotti agricoli italiani all'estero.

IMMIGRATI E VOTO ( da "Azione, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza.

<Senza pudore: al sud neppure l'autostrada, da noi le statali> ( da "Provincia di Lecco, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia intorno a una strada è tanta e tale che nessun governo potrà mai prendersi il merito esclusivo di una decisione finale. E comunque il lavoro che ci sta dietro - dalla valutazione di impatto ambientale fino all'acrobatico inserimento nella legge obiettivo - fanno parte dal nostro esecutivo.

Il futuro dalla città attende <Servono uomini, non tavoli> ( da "Provincia di Como, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tavoli e il peso della burocrazia è la base per far decollare anche un altro settore, già in rampa di lancio: quello della cultura. Ne è convinto l'assessore comunale con delega in materia, Sergio Gaddi, che ieri si è espresso in modo chiaro su questo punto, nel corso di un convegno al teatro Sociale: "Per valorizzare il patrimonio artistico sono indispensabili persone competenti,


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Parla Anna Finocchiaro: mai visto nelle piazze tanto calore (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICILIA   LA CANDIDATA DEL PD ALLA PRESIDENZA: PARLIAMO IL LINGUAGGIO DEL FUTURO AI GIOVANI CHE VOGLIONO CRESCERE QUI Parla Anna Finocchiaro: mai visto nelle piazze tanto calore RUDY FRANCESCO CALVO inviato a Messina Non si fa spaventare Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della regione Sicilia, dai sondaggi che la vedono in netto svantaggio rispetto al suo avversario Raffaele Lombardo, fondatore del Mpa ed erede politico diretto di Totò Cuffaro. Per l'istituto Demopolis, il candidato del centrodestra avrebbe il 57 per cento dei consensi, contro il suo 38. Ma lei, Anna, tira dritto: "Ci vuole ben altro per impressionarmi". Spiega così a Europa la propria soddisfazione al termine di questi tre giorni trascorsi a girare l'isola insieme a Walter Veltroni: "Abbiamo visto belle piazze e grande entusiasmo. È da vent'anni che faccio campagne elettorali in Sicilia e non ho mai visto tanto calore". Il segnale più importante viene dai più giovani, che hanno affollato le piazze e le sale toccate dal tour dei due candidati dem. "Questo ? spiega ? vuol dire che parliamo il linguaggio del futuro e che siamo ritenuti affidabili dalle generazioni che vogliono crescere in questa terra". Non a caso, Finocchiaro si presenta come una "mamma" ai tanti siciliani che vengono ad ascoltarla. Parla loro di sprechi, inefficienze, clientelismi. Di una sanità, dove "il ricorso fuori controllo al privato sottrae risorse al pubblico in difficoltà, grazie a un numero esorbitante di convenzioni. Non sono contraria alla sanità privata ? precisa ? ma è necessario un rapporto di sussidarietà. E bisogna evitare che si mantengano volutamente le strutture pubbliche in condizioni difficili solo per poter giustificare l'intervento dei privati ". Denuncia a voce alta anche il giogo della mafia. "La sto facendo senza ombrello questa c a m p a g n a elettorale", ha detto ieri sotto la pioggia di Siracusa, per far capire che non bisogna aver paura di parlare a chiare lettere dei mali dell'isola. "Non è un destino ineluttabile essere governati da questa classe politica. Cambiare è possibile e cogliamo ogni giorno numerosi segnali in questa direzione, a partire dalla reazione di Confindustria e delle associazioni antiracket". Il centrosinistra ha provato in questi anni a rompere il monopolio della Cdl, che qui è rimasta compatta, presentando candidati forti come Leoluca Orlando e Rita Borsellino. Ma questo non è bastato, anche perché dai partiti della coalizione non è venuta una spinta sufficiente a sostenere le prime linee. Toccherà lo stesso destino anche alla Finocchiaro? "Io non credo all'onnipotenza della politica ? risponde lei ? per un cambiamento veramente radicale, come quello che serve alla Sicilia, serve l'impegno di quelle classi dirigenti diffuse che si muovono all'interno della società. I dirigenti politici sono importanti, ma non bastano". Se diventerà presidente della Sicilia, la sua priorità sarà di mettere ordine nella macchina burocratica della regione, combattendo inefficienze e sprechi. "Nei primi novanta giorni di governo ? spiega ? istituirò due commissioni indipendenti: la prima per elaborare un piano strategico per creare una burocrazia che sia strumento di promozione delle attività e dello sviluppo dell'isola, anziché un inciampo e fonte di spese ingiustificate; la seconda servirà invece a monitorare la spesa pubblica, verificando il rendimento di ogni euro che esce dalle casse della regione ed elaborando una relazione semestrale che permetta alla politica di capire se ha commesso degli errori, perché non è certo onnipotente, e quindi rimediare tempestivamente". Ma la lotta più dura sarà un'altra, rivolta a combattere gli esorbitanti costi della politica. "Sarà nostro dovere disboscare gli enti inutili che esistono in questa regione: abbiamo 27 Ato, anziché uno per provincia; abbiamo un ente porto di Messina con un solo impiegato e ben 14 consiglieri d'amministrazione, che assorbono insieme alle numerose consulenze gran parte del bilancio. E sono solo alcuni esempi". Strutture inutili per i cittadini siciliani, ma che servono ad alimentare il clientelismo e far crescere a dismisura le relazioni dei politici di turno. "Servono ? spiega efficacemente ? a piazzare le seconde e le terze file della politica". Non si arrende, Anna. La sua battaglia continuerà fino al 13 aprile. Se non riuscirà a vincere, avrà almeno contribuito a quel cambiamento che in Sicilia è appena agli inizi. Un impegno che, comunque, contribuirà a mantenere anche da Roma, dove "la sua voce si fa sentire molto forte ? ha detto più volte Veltroni ? anche senza allearsi con la Lega".

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A bassa quota (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stoicismo, una tra le più grandi virtù in una società che vive in perenne fila Si sa che la fretta è un veleno che devasta la vita e tutto fa nascere il sospetto che oggi si vedano ovunque gli effetti di questa sorta di pestilenza dell'anima. Ci saranno anche cause profonde e di vasta portata di questa condizione del vivere, e, chiedendo a filosofi e a psicologi, potremmo forse ottenere spiegazioni sottili e brillanti di questo fatto che riguarda un po' tutti, anche le stesse persone da cui vorremmo essere illuminati. La nostra società è piena di maestri del pensiero e di terapeuti dell'anima, per non dire di chi, impegnato nell'agire politico, si rivolge invece piuttosto alla prassi, presentandosi con progetti e rimedi in grado di vincerne ogni stortura.Dal nostro piccolo angolo non riusciamo a stare così in vetta, ma, procedendo a bassa quota, ci concediamo obiettivi di descrizione più che di rimedio, e, per amore di concretezza, rivolgiamo il pensiero a una situazione in cui la volontà di fare in fretta - o anche solo di non perdere tempo - è messa a dura prova. Si tratta della necessità, che incombe su tutti, di stare tranquilli in fila in attesa del proprio turno, come avviene in tanti luoghi della burocrazia e della vita, dagli uffici postali alle banche, dalle anticamere degli studi medici ai binari delle ferrovie, aspettando i treni. In cerca di dati positivi e per non correre il rischio di finire depressi, possiamo porre l'accento su una prassi veramente da benedire, riguardo a queste faccende, quella, cioè, degli scontrini con numero di prenotazione, perché ognuno sappia qual è il suo turno. Il sistema non può essere applicato ovunque, ma dove le situazioni e le risorse tecniche lo consentono, ciascuno conosce la sua sorte, mette il cuore in pace e si evitano tanti guai. Se tali possibilità non esistono, si è costretti ad assistere a spettacoli di vario tipo, dai quali trapela, in non pochi casi, la meschinità dei comportamenti a cui si abbandonano gli umani. Vi sono, infatti, individui che, pur messisi in fila dopo altri, tentano in ogni modo di passare avanti, sgusciando fra i vari pertugi con impertinenza ed evidente inciviltà. Gli astanti, in genere, non reagiscono, ed anche questo fatto è degno di considerazione, perché - se non pecco di ottimismo - è segno di quella capacità di dare la tara ai cretini, che, almeno nelle cose da poco, va posta in atto, per non aumentare ulteriormente i guai.Questi, del resto, spuntano da ogni canto e personalmente ne avverto il peso - sempre in queste faccende - quando, collocato con rassegnazione nella mia fila di attesa, vedo che, su quattro sportelli, due, non utilizzati, recano la scritta: "assente", riferita, ovviamente, al titolare di quello sportello, perché si intravedono altri impiegati negli uffici, dislocati nelle retrovie e addetti ad altri compiti. Più dura è la prova quando allo sportello c'è l'impiegato, che si occupa però, per motivi imperscrutabili, di altre faccende, comunicando la cosa, ad esempio, con un laconico: "cassa chiusa" o qualcosa del genere. I condannati all'attesa - se sono persone virtuose - suppongono che l'impiegato sia impegnatissimo in faccende improcrastinabili, ma la loro retta intenzione minaccia di vacillare se vedono il suddetto in chiacchiere con qualcuno, senza mostrare i segni di un duro ed opprimente lavoro.Morale. Una delle più grandi virtù è la pazienza, e fra i sistemi filosofici è, forse, da privilegiare lo stoicismo. Cose tutte che sapevamo già.

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Gli arriva la tessera, ma è morto da trent'anni (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il documento sanitario dell'Agenzia entrate. La figlia: "Pensavo fosse una multa" Il supporto è stato inviato a Ezio Leonelli che aveva lavorato a lungo al Sait TRENTO. Birra e campi cent'anni, diceva sorridendo in una pubblicità di tanto tempo fa Renzo Arbore. A guardare quello che è successo nei mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa, bisognerebbe aggiornare il motto: burocrazia e campi cent'anni. Purtroppo solo in maniera virtuale. Infatti Ezio Leonelli, classe 1912, anziano morto il 9 maggio 1977, viveva solo per l'Agenzia delle Entrate che gli ha fatto recapitare nel 2007, la tessera sanitaria con il codice fiscale. La figlia dell'uomo, Laura non sapeva se mettersi a ridere o a piangere: "Vedendo la busta, ho pensato a una vecchia multa non pagata". Il povero Ezio Leonelli era nato nel lontano 1912, per la precisione il 24 gennaio. Aveva vissuto a Trento, in via Cardinal Morone. Aveva lavorato a lungo come magazziniere nel reparto farmaceutico del Sait, poi era andato in pensione. E' morto il 9 maggio 1997, all'età di 65 anni. Nella casa dove viveva ora c'è la figlia con il marito. La donna pensava spesso al padre in questi anni, ma mai avrebbe immaginato che la burocrazia avrebbe fatto di tutto per farlo rivivere, purtroppo solo in una tessera di plastica. Così, quando ha visto la busta con la scritta Sogei-Agenzia delle Entrate, la donna ha pensato subito ad una tassa o ad una multa dimenticata dall'anziano genitore. Le è venuto un mezzo colpo. Si è subito mentalmente a fare il conto dei possibili interessi di una sanzione di almeno trent'anni prima. Poi ha visto che nella busta c'era la tessera blu con il simbolo della Repubblica italiana. Sulle prime non ci credeva. Sulla tessera c'era il nome del padre, con il suo codice sanitario che è anche codice fiscale. La tesserina blu era accompagnata da una letterina che spiegava l'uso del nuovo supporto. Nella lettera si diceva che la scheda serviva anche per le prestazioni sanitarie all'estero e che era valida fino al 2012. In quella data il povero Ezio compirebbe cent'anni, se fosse ancora vivo. Purtroppo è morto da tre decenni precisi. L'informatica delle Agenzie delle Entrate, però, non se ne è accorta. Nei computer Ezio è rimasto vivo. Per fortuna non sono arrivate cartelle esattoriali. La burocrazia sarebbe capace anche di questo. Intanto la letterina avvertiva con tono pedante che l'interessato, in caso di smarrimento della scheda, avrebbe potuto telefonare a qualsiasi sede dell'Agenzia per ottenere in tempi rapidissimi un duplicato. Che efficienza. (u.c.).

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Morto da oltre trent'anni, riceve la tessera sanitaria dall'Agenzia delle Entrate (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La burocrazia sfodera uno dei colpi migliori Morto da oltre trent'anni, riceve la tessera sanitaria dall'Agenzia delle Entrate TRENTO. Birra e campi cent'anni, diceva sorridendo in una pubblicità di tanto tempo fa Renzo Arbore. A guardare quello che è successo nei mesi scorsi alla famiglia di un anziano morto 30 anni fa, bisognerebbe aggiornare il motto: burocrazia e campi cent'anni. Purtroppo solo in maniera virtuale. Infatti Ezio Leonelli, classe 1912, anziano morto il 9 maggio 1977, viveva solo per l'Agenzia delle Entrate che gli ha fatto recapitare nel 2007, la tessera sanitaria con il codice fiscale. La figlia dell'uomo, Laura non sapeva se mettersi a ridere o a piangere: "Vedendo la busta, ho pensato a una vecchia multa non pagata". Ezio Leonelli era nato nel lontano 1912. Aveva vissuto a Trento e lavorato come magazziniere nel reparto farmaceutico del Sait, poi era andato in pensione. E' morto all'età di 65 anni.

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Veltroni s'è preso tutto Non gli darò pure il Senato (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 076, pag. 5 del 29/3/2008 Autore: di Franco Bechis Visualizza la pagina in PDF     Veltroni s'è preso tutto Non gli darò pure il Senato Risposta. C'è il realismo necessario di fronte a una situazione globale dell'economia e massimamente difficile in Italia, per cui non si possono fare sogni. Bisogna sempre essere ottimisti e lavorare per migliorare la situazione, ma non si può non prendere atto del fatto che c'è una grande crisi della finanza americana che inciderà sulla economia europea, che l'Europa è in difficoltà per la competizione di Cina, India e Russia, che il petrolio è salito alle stelle come tutte le altre materie prime, perché Cina e India ne acquistano dosi massicce, che anche altri prodotti alimentari sono saliti di prezzo perché la Cina non è più autonoma, ma acquista sul mercato mondiale. D. E allora? R. Tutto questo comporterà tempi difficili per l'Europa. E per l'Italia si aggiunge la nostra situazione ereditata dal passato: per noi il petrolio incide di più, perché siamo tributari verso l'estero di tutto l'acquisto di ciò che ci serve per l'energia. L'euro che tocca tutte le nostre esportazioni. Le infrastrutture, il debito pubblico, l'evasione fiscale, la più alta in Europa. E infine il costo dello Stato nel suo complesso, che del 30% superiore a quello che costano gli Stati europei ai loro cittadini. Ora pure la rovina dell'immagine italiana causata dalla tragedia dell'immondizia, a cui si aggiungeranno non solo i danni per il turismo già in atto, ma i danni per le nostre esportazioni: soprattutto i prodotti del bello, dell'alta tecnologia, i cibi pregiati. D. La mozzarella R. Sì, la mozzarella. E poi aggiunga il fatto che la sinistra stava svendendo la compagnia aerea Alitalia alla Francia. Un paese che non ha la compagnia di bandiera credo che sia destinato all'ultimo posto in Europa, dove anche Portogallo e Grecia ne hanno una. In questa situazione è chiaro che l'atteggiamento di un uomo della realtà, della concretezza, dei fatti, non può che essere un atteggiamento realistico e, come lei ha detto, prudente. D. Perchè lei è così contrario ad Air France, visto che quando era presidente del consiglio aveva ipotizzato la fusione fra le due compagnie? R. Sì, ma allora si dava vita a una grande compagnia internazionale, in cui Air France, Alitalia e Klm avevano pari dignità. Invece le condizioni che, dopo sei mesi di trattativa, Air France ha proposto oggi, sono irricevibili. Addirittura offensive. Perché c'è una colonizzazione completa di Alitalia da parte dei francesi, cosa che non ci possiamo permettere non solo per orgoglio nazionale, ma anche per interesse. Pensi a dove porterà Air France i turisti -e si calcola che l'attività del turismo sarà quella che crescerà di più nei prossimi anni, per l'avvento di oltre 100 milioni di cinesi, oltre ai milioni di indiani e russi benestanti. Air France li porterà in Italia o in Francia? Il turismo è una componente essenziale del nostro pil, non possiamo assolutamente farci colonizzare da una compagnia straniera. D. Lei ha lanciato la proposta di una cordata italiana, facendo un appello a tutti gli imprenditori nazionali. Ma di questi nei mesi scorsi se ne sono visti pochi... R. No, no, anzi. Io ho ricevuto un'infinità di telefonate. Adesso non possono farsi vedere, perché è in corso una trattativa con Air France. Occorre che questa si chiuda- negativamente come spero- e lei vedrà che saranno moltissimi gli imprenditori italiani a rispondere al mio appello all' orgoglio di patria e di interesse. D. Lei ha proposto un prestito ponte per garantire la continuità di gestione... E' necessario. C'è di mezzo un interesse nazionale. Quando una compagnia aerea ha bisogno di aiuti, com'è accaduto per quelle americane dopo l'11 settembre del 2001, lo Stato interviene. D. In Europa non si può R. Ah, l' Europa è piena di regole. Ricordo che l'associazione degli imprenditori europei, quando fui presidente del consiglio europeo, mi accolse a Bruxelles con una montagna di scatoloni che contenevano le regole che l'Europa aveva via via applicato. MI chiesero di annullarle tutte quante, perché facevano soltanto danno. D. Non le ha annullate: quelle regole sono in vigore R. Già, uno stato non può intervenire ad aiutare una compagnia aerea. E' una regola sbagliata, ma dobbiamo rispettarla. Allora io dico che dobbiamo farci carico noi, come protagonisti dell'industria italiana, della situazione economica di Alitalia, per garantirle di continuare ad esistere. Non possiamo subire un danno così grave al nostro interesse e al nostro orgoglio nazionale. D. Da Romano Prodi, a cui ha fatto questa proposta, ha ricevuto qualche apertura? R. No. Ma già un successo è stato ottenuto, perché Air France ha detto va bene, sono disposta a cambiare le mie intenzioni, sia sugli esuberi che per altro. Io penso che non avrà esito questa trattativa, poi quando noi avremo responsabilità di governo, vedrà che non sarà così difficile sostituire Air France. Anzi, sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si farà carico di Alitalia e porterà in ordine i conti. D. Torniamo la situazione dell'economia italiana. Dall'autunno scorso è diminuito l'incasso dell'Iva. Sono caduti consumi e produzione industriale. Pensa che siamo alle porte di una recessione? R. Ci sono state illusioni, che quello di sinistra potesse essere un governo di sostegno dell'economia, e invece partendo da certi pregiudizi ideologici, subito con la prima finanziaria ha gravato il paese di 40 miliardi di tasse in più, con quei 67 famosi nuovi modi di infilare le mani nelle tasche degli italiani. Questo ha prodotto una gelata della nostra economia, in un periodo di un certo favore per l'economia europea. Abbiamo buttato via due anni. Oggi la sinistra ci lascia con il massimo della pressione fiscale, che è al 44%, con il massimo dell'inflazione, con i conti che credo non siano a posto, e con una crescita vicina allo zero. Credo che i cittadini italiani siano consapevoli che bisogna assolutamente cambiare pagina D. Lei nel 2001 vinse le elezioni con uno slogan: "meno tasse per tutti". Propose due sole aliquote, ma poi per mille motivi non riuscì ad arrivare in fondo sulla riforma fiscale. Perché non è ripartito da lì? R. Intanto i mille motivi sono uno, ed è stata l'avversità dell'Udc di Pierferdinando Casini. Volevamo ridurre le aliquote al 33% e al 23%, perché secondo noi il modo migliore per combattere l'evasione è quello di avere aliquote giuste. Aliquote giuste, contribuenti onesti. è successo così in tutti i paesi dove si sono fatte riduzioni fiscali. Seconda cosa: nel nostro programma la riduzione fiscale c'è. Forse non è così bene evidenziata. Ma scriviamo che noi faremo di tutto per riportare la pressione fiscale da quel quasi 43% di ora al di sotto del 40%. Applicando i principi del modulo del precedente governo Berlusconi. Ho ancora in mente di riuscire ad arrivare a quel risultato. D. La crisi internazionale nasce dai mutui subprime. Secondo lei potrebbe avere effetto anche sul sistema finanziario italiano? R. No. Non credo, perché ci sono molte differenze. Intanto la crisi del sistema finanziario americano è dovuta principalmente alla caduta del valore degli immobili, alla bolla immobiliare: cresciuti molto i prezzi, poi sono caduti. Seconda causa le insolvenze numerose dei cittadini americani. In Italia la situazione è diversa. Gli immobili hanno prezzi che si mantengono stabili, e, in caso di insolvenze che non ci sono, le banche hanno messo ipoteche su immobili sicuramente di valore, in grado di proteggere dal mancato pagamento delle rate di mutuo. D. La finanziarizzazione eccessiva dell'economia americana ha avuto il suo culmine nel caso della banca Bears Stearns, che stava per essere venduta a un valore cinque volte inferiore al prezzo di mercato della sua sede sociale... R. Fa effetto, però per fortuna è un caso rimasto isolato. Si sono diffusi timori sulla solidità della banca, i clienti sono andati a ritirare i loro soldi, la banca è andata in crisi assoluta di liquidità. Ma è rimasto un caso isolato. D. Anche in Italia con i lavoratori precari o flessibili potrebbe esserci il rischio della non restituzione delle rate del mutuo... R. Non lo credo. Intanto proprio perché i valori degli immobili in Italia sono più stabili, poi perché l'Italia è il paese che ha meno precari rispetto a tutto resto d'Europa. Nei contratti di lavoro oltre l'87% è a tempo indeterminato, e soltanto il 12% no. Le statistiche ci dicono che il 50% di questi contratti nel giro di 18 mesi si trasformano a tempo indeterminato. Se non ci fosse stata la flessibilità della legge Biagi avremmo molti più disoccupati. Invece siamo riusciti a creare 650.000 posti di lavoro durante i cinque anni del nostro governo. Un passo avanti importante rispetto a quello che aveva fatto la sinistra con i suoi co.co.co. Per i giovani noi abbiamo un grande e importante piano casa in tutti i capoluoghi di provincia, che dovrebbe chiamare all'impegno le grandi aziende di costruzione italiane, con terreni che non incidono sul valore della casa, perché pagati con attribuzione di cubatura ai proprietari. D. E cioè? R. Case molto razionali, contenuti prezzi di costruzione per la grande quantità che verrebbe messa in cantiere contemporaneamente. In più mutui trentennali dal sistema bancario italiano, con rate del mutuo inferiori ai prezzi di locazione che attualmente esistono nei vari capoluoghi italiani. Quindi un piano casa che a me piace molto: come lei sa io sono partito come imprenditore nel settore immobiliare, ho realizzato diverse piccole città, e credo sia qualcosa anche di affascinante, mi piacerebbe essere quello che dà la proprietà della casa a quel 13% di famiglie italiane che ancora la casa non ce l'ha. D. Lei, Berlusconi, è sempre stato il candidato degli industriali. Poi qualcosa si è rotto, com'è accaduto a Vicenza durante la campagna elettorale 2006. Ora perfino alcuni industriali simbolo del Nord-Ovest e del Nord-Est si sono candidati con il partito democratico. Che cos'è accaduto fra lei e Confindustria? R. Nulla. E mi permetto di correggerla anche sul riferimento a Vicenza. Allora tutti gli industriali si manifestarono con me, salvo qualche protagonista della prima fila. Adesso è un po' la stessa cosa. Le candidature di un figlio di un industriale, Colaninno, e del presidente a fine mandato di Federmeccanica, sono candidature-spot. Mi viene una frase francese: pour è pater les bourgeois. In questo caso pour è pater les ouvriers. Per far vedere che il partito democratico si allarga, al di là della classe operaia, anche ai produttori di reddito, anche agli industriali... D. ... ma anche... R. ... ma anche, sì, come è nella logica di Zelig-Veltroni. Quindi credo che siano anche state mal recepite dalla base, che rimane sempre la stessa. Noi di imprenditori ne abbiamo moltissimi, non due soli. D. Con Luca Cordero di Montezemolo ci sono stati dei problemi? Una volta eravate molto amici... R. Sì, c'è stata molta delusione sulle posizioni dei giornali su cui c'era l'influenza della Fiat. Poteva muoversi in maniera diversa, tutto qui.. D. ... Anche lei fa l'editore, però. E sostiene che non dipende da lei la linea dei suoi giornali... R. Sì, io sono l'editore più liberale della storia della carta stampata e della televisione. Lo dicono i miei collaboratori. Ma sulla politica editoriale bisogna dire o stai di qui, o stai di là. Almeno su quello bisogna che ci si trovi d'accordo fra l'editore e il direttore e il corpo dei giornalisti D. Parlando di imprenditori, secondo lei c'è anche una loro responsabilità diretta nel fatto che l'Italia sia cresciuta meno di altri paesi anche i momenti favorevoli? R. Non credo che ci sia responsabilità degli imprenditori italiani, che subiscono invece il peso di uno stato molto burocratico, i famosi lacci e lacciuoli che vengono posti dalla burocrazia e dal complesso delle leggi a chi fa impresa, a chi rischia e investe. C'è l'ostilità della sinistra, che la sinistra non riesce a vincere, verso tutto ciò che non può controllare, perfino verso la proprietà privata che viene considerata ancora la radice di ogni male: contro la scuola privata, l'impresa privata, la sanità privata. Non è colpa degli imprenditori se c'è un'oppressione burocratica, fiscale, giudiziaria su tutti i cittadini. Non sono gli imprenditori che hanno fermato le centrali nucleari vent'anni fa. Non sono loro ad aver determinato il debito pubblico. Credo non siano nemmeno loro ad aver prodotto l' evasione fiscale che c'è in Italia. D. Da qualcuno quell'evasione però è stata recuperata in questi anni. Un successo del governo Prodi R. La sinistra ha mentito anche qui. Secondo loro quei 40 miliardi di tasse in più erano recupero di evasione. La cifra reale non arriva a 2 miliardi, ne ho appena avuto conferma. Dall'accertamento della Guardia di Finanza alla riscossione effettiva passano mesi, e spesso anni. Una causa tributaria mediamente dura in Italia quattro anni. Quei 40 miliardi quindi sono stati davvero tasse in più che hanno prodotto quella gelata dell'economia di cui tutti facciamo le spese... D. ...anche gli accertamenti sui vip dello sport alla Valentino Rossi? R. Erano iniziati prima, sotto il mio governo. Fummo noi a intervenire, cambiando la riscossione, che era in mano al sistema delle banche. Noi demmo vita a una nuova società, che oggi si chiama Equitalia, che ha fatto bene, perché nell'ultimo anno le riscossioni sono aumentate del 34%. Noi abbiamo chiamato alla verifica di congruità dei livelli di vita dei cittadini, un fatto di giustizia perché le tasse le devono pagare tutti in proporzione alla loro capacità. D. Questa campagna elettorale è stata piuttosto soft nei toni, soprattutto nella prima parte. Il tipo di atteggiamento manifestato fra lei e Walter Veltroni è casuale o frutto di una scelta meditata? R. In questa campagna mi sono comportato esattamente come le altre volte. Ho sempre avuto l'abitudine di denunciare le carenze e le manchevolezze. Ma sono sempre restato ai fatti. Mi sono opposto alle idee, mai alle persone. Ma devo dire che in questa campagna Walter Veltroni si è illustrato da solo, perché aveva fatto certe promesse che si sono tutte rivelate inconsistenti. D. Ad esempio? R. Ha detto: "avremo il coraggio di andare da soli" e si è messo a fianco un compagno di viaggio, Antonio Di Pietro, che ci preoccupa molto, perché dimostra come ancora nel partito democratico ci sia una cultura giustizialista. Secondo, aveva detto: "mai più con una sinistra", che ancora si chiama comunista, e invece sono insieme in tutte le elezioni amministrative, dove devono arrivare al potere locale. Si parla anche di un patto tra il partito democratico e la sinistra estrema per rimettersi insieme dopo le elezioni. D. Chi glielo ha detto? R. L'ho saputo. Vado avanti? D. Se vuole_ R. Aveva detto: "siamo i nuovi, siamo l'innovazione, siamo il futuro". Ha presentato nelle liste tutta la classe dirigente del vecchio partito comunista, e ci sono dentro i ministri, i vice ministri, i sottosegretari del governo Prodi, che ancora è in carica e fa danni ( vedi Alitalia). Aveva detto: "sono qui per diminuire i costi della politica", poi si scopre che lui è un fattore di costo, perché si prende due stipendi, e così fa il signor Di Pietro, e ancora si scopre che aveva aumentato del 243% come sindaco di Roma quelle spese inutili che sono le consulenze. Tutte le cose che ha detto si sono rivelate infondate, e questa fiction impossibile che ha tentato di mettere in scena con il titolo "fare dimenticare Prodi", fare dimenticare che lui è stato vice presidente di Prodi, fare dimenticare che lui è stato comunista, fare passare se stesso, pensionato della politica del Parlamento, come l'uomo nuovo, del futuro, beh, tutto questo ormai fa solo ridere. Ha esposto al ridicolo lui e il partito democratico, e contro il ridicolo non c'è nulla da fare... D. Ma non c'era un patto fra voi due? R. No, non c'è mai stato nessun patto. L'unica cosa che c'era stata è che noi c'eravamo messi a disposizione per cambiare la legge elettorale. Questa è un'altra promessa mancata di Veltroni. C'è stata una prima proposta loro, noi ci siamo recati lì e abbiamo detto che si poteva continuare. Poi hanno litigato al loro interno e non è mai venuta fuori una seconda proposta. Quindi anche questa è un'altra bugia_ D. Con questo cambiamento di clima non vale più l'ipotesi di dare una delle due camere all'opposizione? R. Sono sempre stato aperto a dividere le cariche istituzionali con l'opposizione. Però bisogna dire che oggi loro hanno in mano tutte le istituzioni. Nel 2006, dopo avere praticamente pareggiato il conto loro hanno messo le mani sulle istituzioni. Hanno nominato il loro capo dello Stato, il presidente del consiglio, i due presidenti di camera e senato. Hanno la corte costituzionale: noi ne avevamo solo tre giudici, loro 11. Per il quindicesimo hanno proposto Pericu, quindi volevano arrivare ad averne 12 contro tre. Hanno il consiglio superiore della magistratura, la magistratura, i sindacati, la grande stampa, la grande finanza. Credo che veramente tutto sia nelle loro mani e se noi avremo, come credo, la responsabilità di governare, dovremo fare i conti con questa loro presenza assoluta in tutte le altre istituzioni. D. Ma se il vostro vantaggio fosse scarso al senato potrebbe essere un vantaggio dare la presidenza l'opposizione... R. Il vantaggio non sarà scarso. Ho molta stima dei miei concittadini. Non credo che dopo la mala prova data dalla sinistra nel governo del paese e nel governo delle regioni (penso alla Calabria, alla Campania, che è un disastro nazionale), ci siano ancora degli italiani di buon senso che non considerino necessario voltare pagina... D. Solo che la regione chiave è proprio quel Lazio, dove Veltroni e più forte... R. Forte? E' stato smentito nella sua immagine di bravo sindaco dallo stesso Rutelli, che ha fatto manifesti in cui ha detto "più sicurezza, più pulizia, più ordine", dicendo con questo che la Roma di oggi non è sicura, non è pulita, non è in ordine. C'è il degrado delle periferie, è pericolosa per i suoi abitanti. Quindi Veltroni ha avuto una smentita diretta in casa D. Nella prima parte della campagna elettorale è sembrato quasi il suo avversario diretto fosse più Casini di Veltroni. Perché toni così accesi nei confronti di un suo ex alleato? R. Io non ho avuto alcun tono acceso, mentre Casini mi ha insolentito diverse volte. Io mi limito semplicemente, e continuerò a farlo, a spiegare agli elettori come funziona il sistema elettorale vigente, come vengono attribuiti i seggi parlamentari. Gli elettori devono sapere che questa è una legge proporzionale, ma con robusti premi di maggioranza sia alla camera che al senato. Devono sapere che alla camera il partito che può prevalere nel centrodestra è il nostro, il Popolo della libertà. Per chi vuole che vinca il centrodestra, è chiaro che i voti dati ai partiti minori favoriscono solo il centrosinistra. Al senato un voto non dato al popolo della libertà è ancora più perso per il centrodestra_ D. Teme l'appoggio esplicito a Casini da parte della Chiesa italiana? R. No, non mi risulta. Anzi la Chiesa attraverso i suoi esponenti più importanti ha manifestato la considerazione che ha nei nostri confronti e detto apertis verbis, che la collaborazione che c'è stata fra Stato italiano e Stato vaticano non è mai stata così fruttuosa e soddisfacente come sotto il mio governo. D. è vero che il cardinale Ruini la cercò per spezzare una lancia a favore di Casini? R. No. Io non posso dire del cardinale Ruini nulla se non il fatto che è una persona eccezionale. Le posso assicurare che non mi risulta che lui non sia al corrente del sistema elettorale, ed essendo persona di estrema competenza, intelligenza e ragionevolezza, non può che considerare la realtà: e cioè che i voti dati ad altri partiti del centrodestra, che non siano al popolo della libertà, sono voti utili al centrosinistra D. Avete inserito in lista molti cattolici, nomi anche di spicco. Ma alla Camera, dove peseranno poco... R. Noi su tutti i temi della famiglia e della vita seguiamo la dottrina della Chiesa. Questo anche con la libertà di coscienza che diamo a tutti. Con questa libertà di coscienza, che abbiamo sempre dato a tutti, noi abbiamo sempre espresso voti alla Camera e al Senato, con una posizione identica a quella della Chiesa cattolica. Si ricordi poi che il Popolo della libertà è la costola italiana di quel partito popolare europeo che nasce dalla tradizione cristiana D. Si è pentito di non avere portato a bordo Storace, la Santanché o Mastella? R. No non c'è da parte mia pentimento. C'è anzi orgoglio per essere riuscito ad avere creato un grande movimento dei liberali, dei moderati, dei cattolici e dei riformisti in Italia. Poi il fatto che ci sia una destra al di fuori di questo movimento, è positivo. Così anche per quel che riguarda l'Europa non ci possono accusare di essere un partito di destra. Siamo partito di centro. D. A proposito di politica estera, durante cinque anni del suo governo lei ha spostato l'asse verso Atlantico. Ottimi rapporti con Stati Uniti e Gran Bretagna, meno con gli altri paesi europei. Da allora sono cambiati o quasi tutti i leader e gli scenari internazionali. La prossima politica estera italiana, dovesse tornare al governo, sarà più europea e meno filo atlantica? R. Non credo che la sua analisi sia giusta. Quando iebbi responsabilità di governo feci capire a tutti che l'Italia aveva una propria individualità, propri interessi, e non si accodava semplicemente, secondo la tradizione della nostra diplomazia, agli altri. Nacque lì l'alleanza con Aznar, con Blair, con Bush. Ma poi feci vedere a tutti che eravamo interessati a un rafforzamento dell'Europa. Fui quello che insistette di più per una difesa e una politica estera comune europea. Ma questo non mi impedisce critiche ad atteggiamenti sbagliati. Ad esempio quelli nei confronti della federazione russa. Sono però convinto che quando io arriverò in Europa ci sarà una collaborazione molto stretta con la nuova Francia di Nicholas Sarkozy, con cui sono amico da tanti anni, e con la nuova Germania di Angela Merkel, con cui porto da tanti anni un'amicizia certamente ricambiata. Insieme renderemo l'Europa protagonista di democrazia e di libertà.

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Carra all'Uncom: più infrastrutture (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il candidato del Pd ha incontrato i commercianti "Mi impegno a sostenere il rilancio della nostra provincia" ha detto il candidato del Pd Marco Carra ai vertici dell'Uncom. Il presidente Uncom Ercole Montanari ha sottoposto a Carra le proprie richieste: sviluppo delle infrastrutture; semplificazione burocratica; rilancio degli investimenti; riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale; nuovo welfare; legalità e sicurezza; incentivi al turismo. Carra ha assunto un impegno concreto. "Liberi da vincoli con la sinistra radicale potremo affrontare i problemi in termini diversi - ha detto Carra - Avremo più libertà d'azione per portare avanti la modernizzazione del Paese. Ad esempio le infrastrutture come la Tav, che sono necessarie; la sicurezza, con più agenti e certezza della pena; la fiscalità, che va alleggerita; la burocrazia, che vogliamo semplificare. A Mantova, tra le cose da fare: completare la tangenziale; risolvere il nodo di Goito; realizzare la Mantova-Catullo-Peschiera; garantire i collegamenti ferroviari con Milano, ridotti da Trenitalia con la complicità della Regione. In vista del progetto della 'Città dei Motori' lavoriamo per ottenere avere una metropolitana leggera tra Mantova e Verona. Se sarò eletto - ha concluso Marco Carra - mi farò portavoce di categorie come commercianti, artigiani, piccola e media impresa, che per Mantova sono una realtà operosa e capace, che deve essere aiutata e non penalizzata".

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Tre in volo su Parma (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano Finanza Tre in volo su Parma AEROPORTI Situazione sempre più pesante per lo scalo parmense, che dal 1990 chiude solo bilanci in rosso. In vista dell'ennesimo aumento di capitale, si intravedono nuovi soci. Come Malpensa. Anche l'Emilia ha un aeroporto in mezzo al guado. è quello di Parma. L'ipotesi di apparentamento con lo scalo di Bologna non si è avverata e quindi Sogeap, la società che lo gestisce, è alla ricerca di un ruolo nel panorama aeroportuale regionale e nazionale. In Emilia Romagna si è trovata sovrastata da Bologna e Rimini, considerati dalla Regione meritevoli di maggiori attenzioni. Ma l'aeroporto, che ha come principali collegamenti Londra Stansted, Palermo, Catania, Tirana, è anche piuttosto vicino a Malpensa, il che ne ha limitato finora la possibilità d'espansione. Di qui la ricerca di un cavaliere bianco, in grado di condurre lo scalo verso nuovi business, dopo che nel 2006 a bilancio è stata iscritta una perdita di oltre 3 milioni di euro. Nel 2007 il rosso si aggira sui 4 milioni, mentre l'esposizione bancaria ammonta a 5 milioni. E' dal 1990 che l'aeroporto è in passivo. In verità, a ripianare il deficit qualcuno s'era fatto avanti: Paul Whelan, l'inglese deus-ex-machina della società The low cost airport group, disposto a investire un milione di euro in cambio del 10% di Sogeap, dell'affidamento della gestione, dell'attuazione di un piano d'ìnvestimenti di 15 milioni di euro. L'obiettivo: portare l'aeroporto in cinque anni dagli attuali 150 mila passeggeri a un milione attraverso i voli low cost.Ma non c'è stato feeling tra Whelan e Parma, con conseguente litigio. Per Whelan c'è troppa politica e burocrazia, per gli altri c'è sproporzione tra l'investimento richiesto e la scarsa entità dell'offerta che avrebbe consentito all'inglese, con una quota di appena il 10%, di diventare il gestore della società.Per uscire da un'impasse che fa scrivere nella pagina web dell'aeroporto dedicata ai "piani di sviluppo" che "la pagina è in alllestimento", il consiglio d'amministrazione di Sogeap ha ottenuto dagli azionisti un aumento di capitale (di 24,4 milioni) e la ricerca di soci privati con esperienza industriale nel settore. Tre i pretendenti: il fondo di private equity Galaxy (40% Cassa Depositi e Prestiti, 40% la francese Caisse des Dépots e Consignations, 20% la tedesca Kfw); il fondo Usa Babock& Brown; la società di investimenti austriaca Meinl Airports International. Tutti e tre si sono già occupati in passato di grandi infrastrutture, comprtese quelle aeroportuali. (riproduzione riservata) Milano Finanza  - Emilia Finanza Numero 064, pag. 30 del 29/3/2008 Autore: Carlo Valentini.

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Soru: coop decisive per l'economia sarda (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Alfredo Franchini Soru: "Coop decisive per l'economia sarda" Confcooperative conferma Cirina alla presidenza e chiede più concertazione CAGLIARI. Il mondo delle coop si sta attrezzando per uscire dalla strettoia in cui è finito negli ultimi anni, tra l'esigenza di stare sul mercato e quella di non cambiare la propria diversità. Temi discussi ieri all'assemblea regionale della Confcooperative che ha confermato alla guida dell'organizzazione regionale Ennio Cirina. All'assemblea è intervenuto il presidente Soru che ha rimarcato la rilevanza del movimento cooperativo. La cooperazione è una grande realtà del nostro tempo, nell'alimentare, nell'edilizia, nel turismo, nella cultura, nella sanità, come hanno spiegato Ennio Cirina e Luigi Marino, presidente della Confederazione nazionale. "Ci sarà pure una differenza tra Bortigali e Ottana, tra Nurri e Perdeguaddu di Isili", afferma Cirina, "tra Jerzu e la Cartiera, Macchiareddu e Santadi, tra Villacidro e Barumini. Emerge un fatto: la "Cesa" ha celebrato i cento anni di vita, cent'anni di lavoro, reddito, classe dirigente mentre a Ottana non c'è l'operaio di seconda generazione"... Insomma le coop sono la struttura portante dell'economia locale. (L'organizzazione di Cirina ne comprende 800 con un fatturato di circa 700 milioni di euro, 27 mila soci, 10 mila occupati). Una società in movimento tanto che i due Consorzi del credito, per la prima volta in Italia, si sono uniti creando nell'isola uno strumento più forte: "Non sarebbe male", afferma Cirina, "se le due banche di credito cooperativo presenti in Sardegna diventassero ancora di più il riferimento del movimento cooperativo". Da qui una serie di proposte alla Regione. Il presidente Soru raccoglie la sfida: "Ci sono settori che, senza la cooperazione non possono andare avanti". Soru ha prima tracciato un quadro dell'esistente, le cose fatte e le possibilità rappresentate da quei 10 miliardi di euro da spendere da qui al 2013: "Ma questo sistema non è in grado di spenderli", ha avvertito Soru, "stiamo sistemando i bilanci e garantendo la gestione delle risorse ma servono altre riforme come quella dei Consorzi industriali". I danni della burocrazia sono rappresentati da un numero: "Per la metropolitana di Cagliari ci sono volute 87 autorizzazioni". La concertazione, per Soru, dev'essere intesa in modo diverso: "Ci vuole una società che si prenda il senso di responsabilità, quello forse è il vero significato di concertazione". Le coop? "Non ci sarà futuro nell'agroalimentare sardo", dice Soru, "se le aziende non si consorziano. Noi creiamo le condizioni, mettiamo le risorse, il resto lo devono fare loro". Un altro punto fondamentale a favore delle cooperative è il turismo: "Pensiamo alla rete dei bread and breakfest", dice Soru, "non interessa facilmente le grandi imprese e una da sola non ce la fa, ecco perché unirsi". Infine, la povertà crescente: "è un problema che riguarda tutti. Come se ne esce? Come quaranta o cinquant'anni fa: mandando i propri figli a scuola. Ecco perché la regione continuerà a puntare sull'istruzione".

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Saluti da Friburgo, capitale del sole (sezione: Burocrazia)

( da "Finanza e Mercati" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Da Finanza&Mercati del 29-03-2008 A Friburgo, città tedesca non lontana dal Reno e dalla Foresta Nera, c'è un edificio che ruota per seguire il percorso del sole e riceve, grazie ai suoi pannelli, molta più energia di quella che consuma. L'Heliotrop, questo il nome dell'avveniristico prototipo di 257 metri quadrati ideato dall'architetto Rudolph Dish, è completamente autosufficiente da un punto di vista energetico e può essere smontato e rimontato in qualsiasi luogo in tre giorni senza alcun impatto ambientale. La sua forma a cilindro, che poggia su un gambo centrale, lo fa assomigliare a un fungo. Può servire da ufficio, da abitazione, da ristorante o da albergo. Ruota lentamente per inseguire o evitare il sole; i suoi 54 metri quadrati di pannelli solari ruotano a loro volta sui due assi indipendentemente dalla casa sottostante. Accanto all'Heliotrop, Friburgo ospita un altro monumento ecocompatibile, la Solarhaus (casa solare). Costruita nel lontano 1992, è servita da prototipo sperimentale di casa solare. Finanziata dal ministero federale per la Ricerca e dal Land del Baden-Württemberg, è stata la prima casa in Germania con il riscaldamento, l'acqua calda e l'elettricità prodotti dall'energia solare. La facciata sud è formata da 89 metri quadrati di isolamento opaco che protegge dal calore e funge da sistema solare passivo, in grado di produrre un surplus di energia di 6.000 Kwh l'anno. In più ospita un dispositivo di produzione energetica in grado di dividere l'idrogeno e l'ossigeno dall'acqua mediante elettrolisi, permettendo di impiegare l'idrogeno come fonte energetica a lungo termine, come combustibile nell'area cucine e come fonte di riscaldamento ulteriore nei mesi invernali. Non è un caso che queste due abitazioni sorgano a Friburgo, capitale europea dell'energia solare, città dalla maggiore potenza fotovoltaica per abitante e dalla maggiore superficie di pannelli solari termici per abitante di tutta la Germania. L'amministrazione punta a ridurre del 25% entro il 2010 la quantità di biossido di azoto immessa nell'atmosfera. A Friburgo oltre 450 aziende sono impegnate nella ricerca e nella progettazione di energie rinnovabili, in particolare con l'impiego di energia solare. Molti tetti e facciate rivolti a sud contengono pannelli scuri e vetrate che d'inverno catturano il sole e d'estate vengono schermate. Le ringhiere dei balconi sembrano grosse, ma al loro interno scorre acqua che si riscalda al sole, come fosse un radiatore al contrario. I regolamenti edilizi sono semplici, la burocrazia non ostacola l'uso di pannelli solari e di pannelli fotovoltaici. In questa città c'è un quartiere, Vauban, diventato famoso per gli standard energetici minimi richiesti ai suoi edifici (minimo 65 Kwh/mq anno). C'è poi il fiore all'occhiello, il quartiere solare "Am Schlierberg", dotato di ampi spazi aperti e caratterizzato da percorsi interni privi di automobili. Chi vuole usare l'auto può partecipare al car-sharing. Ci sono 20 mezzi a disposizione di 400 famiglie: tra questi, 2 pulmini elettrici che raggiungono i 60 chilometri orari, hanno un'autonomia di 70 chilometri e possono essere alimentati dal surplus di energia prodotta dai pannelli fotovoltaici installati sui tetti degli edifici. Sole, ma anche tanta educazione civica: gli abitanti di Friburgo sono unici anche nel rapporto con il traffico e rinunciano senza troppi problemi all'automobile. Gli abitanti hanno a disposizione una rete di mezzi pubblici a un costo irrisorio e chilometri di piste ciclabili che raggiungono ogni punto della città. Quasi un sogno.

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IL CASO LA RABBIA DEL TITOLARE DI UN'ENOTECA 0 Chiedo i danni al Comune Gli negano la pedana e si rivolge all'avvocato (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO LA RABBIA DEL TITOLARE DI UN'ENOTECA "Chiedo i danni al Comune" Gli negano la "pedana" e si rivolge all'avvocato ? SPOLETO ? DECISO ad andare fino in fondo. Anche a costo di chiedere un risarcimento dei danni al Comune che non gli consente di mettere una pedana davanti alla propria enoteca, nella centralissima via Arco di Druso. Andrea Panetti è amareggiato: dallo scorso settembre è alle prese con burocrazia e carteggi di vario genere. E con l'aria della primavera, quando tutte le altre attività della zona si sono attrezzate di conseguenza, è rimasto praticamente "a piedi". Dopo aver ottenuto dalla polizia municipale il permesso relativo allo spazio pubblico da occupare senza intralciare la viabilità, ha istruito per tempo la pratica per la concessione del suolo pubblico, individuato in una piccola area di sei metri per due. "Nessuno ? sostiene ? mi ha risposto nei tempi previsti, visto che in casi del genere, dopo un mese, vige la regola del silenzio assenso. Avrei potuto procedere e mettere la pedana a modo mio, ma ho preferito attendere indicazioni precise. Risultato? Fuori dai tempi stabiliti, la mia proposta è stata bocciata e io sto subendo una grave danno per la mia attività. Ho deciso di affidare il caso a un avvocato: chiedo giustizia e probabilmente l'azione legale che intraprenderemo punterà anche a una richiesta di risarcimento dei danni". Panetti, infatti, ha indugiato a lungo prima di intraprendere l'iniziativa personale, anche per rispetto di quanto annunciato mesi fa dall'Ufficio commercio: "Si parlava ? racconta ? della necessità di realizzare un arredo urbano il più possibile omogeneo e decoroso. Da quest'estate dicevano sostanzialmente che non sarebbero più state ammesse le 'pedane selvagge'. Anche per rispettare questa esigenza, che considero importante in una zona del centro storico come la nostra, ho atteso indicazioni al riguardo. E dopo il danno ho avuto la beffa: le pedane, infatti, sono quasi ovunque le stesse degli anni passati, mentre a me è stata bocciata addirittura l'autorizzazione". Il parere negativo dato dal Comune sarebbe motivato da una questione interpretativa: "Gli spazi di suolo pubblico ? spiega Panetti ? vengono rilasciati a bar, ristoranti e ristorazione di altro genere. La mia attività si inserisce in quest'ultima dicitura, visto che io posso mettere a disposizione dei miei clienti uno spazio dove consumare i prodotti tipici acquistati. Facciamo panini, bruschette e anche senza servizio al tavolo abbiamo il dovere e il piacere di offrire un punto di ristoro. Ma la normativa, a quanto pare, è stata nel mio caso interpretata in modo diverso, nonostante mi venga consentita la presenza di un 'punto di appoggio e ristoro' dentro il locale". Ilaria Bosi - -->.

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Il fondo monetario cambia volto più poteri di voto ai paesi poveri - elena polidori (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Il Fondo monetario cambia volto più poteri di voto ai paesi poveri Crisi, consulto da Draghi. Consob alle banche: più trasparenza Financial Stability Forum: più stretta cooperazione e supervisione dei mercati ELENA POLIDORI ROMA - Cambia il sistema di voto all'interno del Fondo Monetario Internazionale: d'ora in avanti avranno più peso i paesi emergenti e quelli in via di sviluppo. A larghissima maggioranza, il board Fmi ha approvato la riforma che prevede un trasferimento, per ora marginale delle quote (1,6 punti percentuali) da un blocco all'altro: se ne parlava da quasi due anni. Il progetto dovrà ora ottenere il via libera dall'85% degli Stati membri, forse già nella riunione in programma per metà aprile a Washington. In quell'occasione sarà anche approvato il report finale del Financial Stability Forum, l'organismo voluto dal G7 per prevenire le crisi sistemiche, che punta a rafforzare la cooperazione e la sorveglianza sui mercati in subbuglio. Un gran consulto di esperti è in corso in Banca d'Italia, sotto la guida del governatore, Mario Draghi. Tra le tante questioni sul tappeto, c'è anche quella delle società-veicolo fuori bilancio, attraverso cui negli Usa sono transitati i mutui subprime. Ebbene la Consob chiede più trasparenza alle banche italiane, invitandole ad evidenziare queste particolari società. Una missiva è già giunta a Unicredit e un'altra, datata 19 marzo, a Intesa Sanpaolo. Entrambe hanno replicato ieri: comunicazioni fatte, le risposte sono già in bilancio. E dunque: il Fondo cambia volto, dopo un dibattito durato 18 mesi reso difficile dal forti riserve Usa. Secondo il progetto di riforma, il "peso" del Sud del mondo nell'organismo dovrebbe salire dal 40,5% al 42. I paesi ricchi, che oggi contano su un pacchetto di voti pari al 59,5%, scenderebbero al 58. Sempre che la maggioranza dei "soci" dica sì, nel vertice di Washington. Sempre lì approderà anche il rapporto finale del Forum, di cui si discute ora a Via Nazionale in una riunione a porte chiuse che si chiuderà oggi. Già adesso si conoscono le linee su cui Draghi e gli altri partecipanti al summit - tutti esperti di Fed, Bce, Bri, Ocse, Fmi, Banca Mondiale - intendono muoversi per fronteggiare le conseguenze della crisi. La strategia concertata si basa appunto su una più stretta supervisione dei mercati, giudicata peraltro "urgente" anche dalla Ue in un documento riservato che verrà esaminato all'Ecofin di Lubiana, il 4 aprile, dove sarà anche Draghi. Più nel dettaglio: si sa che il governatore, oltre a voler intensificare i controlli, chiede più scambio di informazioni, meno burocrazia e maggiore deontologia degli intermediari. Per ripristinare la fiducia suggerisce: prezzi più realistici, controlli accurati sui requisiti di capitale delle banche, rilevazione dei rischi sui prodotti complessi veicolati dalle società fuori bilancio, quelli che appunto interessano alla Consob. Il Forum punta a dare risposte rapide, anche perché le turbolenze si sono accentuate con la crisi di Bear Stern, aiutata da JpMorgan. Giusto ieri il presidente di Bs, James Cayne, che ha lasciato a gennaio, ha detto di aver venduto buona parte delle sue azioni dell'istituto. Altrettanto ha fatto sua moglie e il titolo ne ha risentito in Borsa.

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Le risorse per il "non profit" e il peccato originale del 2005 - giulio tremonti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Le risorse per il "non profit" e il peccato originale del 2005 GIULIO TREMONTI Caro direttore, ho letto l'articolo di Luca Iezzi pubblicato sotto il titolo: "Non profit, fermi oltre 700 milioni". Nell'articolo, molto interessante e preciso, c'è però una frase che oggettivamente non mi pare... precisa. Ed è la seguente: "Il peccato originale risale alla Finanziaria 2005 quando l'allora ministro lo inserì senza definire procedure chiare e la copertura finanziaria. Il risultato: tre anni di regole cambiate. Il decreto del governo atteso per il 31 marzo che dovrebbe sistemare le erogazioni 2007 è rimandato a dopo le elezioni". Come rispondere? Primo: oltre che del mio presunto "peccato originale" sarebbe forse stato giusto parlare anche dell'idea "originale". Una idea che è stata mia e che risale ad un mio articolo del 9 novembre 2004. Secondo: quell'articolo di giornale è poi divenuto, anche per mia iniziativa, essendo rientrato nel governo, un articolo di legge. In specie, un articolo della Legge Finanziaria per il 2006, fatta nel 2005 ma efficace sul 2006. Terzo: subito dopo, il 5/6 aprile 2006, si è votato e ? come è forse noto ? abbiamo perso le elezioni. Quarto: se c'è stato un "difetto", ed è giusto riconoscerlo, non è stato tanto nell'avvio delle procedure amministrative, procedure avviate invece tempestivamente e per quanto di sua competenza da parte del governo dimissionario, quanto nella stima del "costo" erariale proprio del nuovo strumento. Nella Finanziaria per il 2006, il 5X1000, una novità assoluta nel sistema istituzionale italiano, era previsto come "iniziale e sperimentale". E a quell'altezza di tempo la relativa stima di "costo", fatta in assenza di precedenti, era oggettivamente ragionevole. Solo dopo si è rivelata parzialmente insufficiente. A quell'altezza di tempo nessuno, neppure chi nel 5X1000 credeva tanto da averlo proposto, poteva in specie prevedere non in progressione, ma da subito, l'immediato impegno civile di tanti milioni di italiani. Quinto: il governo Prodi ha (in parte) provveduto ad integrare la copertura. Ed in questi termini ha fatto bene. Non altrettanto mi pare si possa dire per quelle che sono state, diciamo così, successive vischiosità amministrative. Vischiosità protratte per i due anni successivi e fino ad oggi. Come concludere? Il 5X1000 è diventato parte e non marginale del patrimonio civile del nostro Paese. Lasciamolo dunque fuori dalle polemiche e lavoriamoci sopra tutti insieme. E l'articolo di Iezzi va, per il resto, proprio in questa giusta direzione. Nella direzione del rilievo delle insufficienze e dell'invito per un loro superamento. I professori hanno buone idee, i politici le realizzano. Per il 5X1000 il Tremonti professore ha fatto meglio del ministro. La copertura iniziale, per Tremonti "oggettivamente ragionevole", si è rivelata insufficiente e ha bloccato il meccanismo. La lentezza della burocrazia (mal comune di tutti i governi) ha fatto il resto. Non è un giudizio personale, ma l'opinione unanime degli operatori che stanno ancora aspettando i soldi e una legge. (l.i.).

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Pd, ad alà i candidati della gallura (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Pd, ad Alà i candidati della Gallura ALA' DEI SARDI. Il responsabile locale del Pd Giovanni Addis ha organizzato un incontro con i candidati galluresi, Giampiero Scanu e Giulio Calvisi, con quanti si individuano nella nuova formazione politica di centrosinistra. La riunione, alla quale hanno partecipato numerose persone, si è svolta nella sala consiliare del palazzo civico. Bobo Mette, ex Margherita, ha presentato al pubblico i candidati galluresi, sollecitando un dibattito su tematiche attuali e di interesse generale per il laborioso centro del Monte Acuto. Il saluto del sindaco Francesco Pitzalis al sottosegretario alla funzione pubblica è stato accompagnato da una sintetica analisi su alcuni aspetti fondamentali per lo sviluppo del centro e delle zone limitrofe. In buona sostanza, il primo cittadino ha messo a fuoco alcune incongruenze dell'attuale governo regionale. "Da una parte la regione sollecita lo sviluppo delle zone interne in sinergia con le zone costiere, dall'altra - afferma il sindaco - la stessa amministrazione regionale con la sua asfissiante burocrazia ne stoppa lo sviluppo. è il caso della strada Abbasanta-Olbia che, per una sorta di capriccio ambientalista, si ferma a Istui. Ma ciò avviene soltanto dopo che la stessa strada ha letteralmente squarciato i migliori boschi di sughera dell'intera zona". "Alà potrebbe essere - ha continuato il sindaco - una porta per la nuova provincia, specie per i numerosi centri del vicino Goceano ancora strozzati da una viabilità da terzo mondo". Si è parlato pure della rinata e imminente manifestazione internazionale di cross che, negli anni passati, ha fatto conoscere la Sardegna sportiva in molte parti del mondo. Il sottosegretario Giampiero Scanu, particolarmente attento, nel saluto finale si è detto disponibile, sia che la sua formazione vinca le elezioni, sia che non le vinca, a fare sue le problematiche locali, provinciali e regionali. In platea, un po' di confusione nell'esprimersi, tra "compagni" e "amici". Ma è solo una questione di abitudine. Tonino Gaias.

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Di LUCA MANTIGLIONI IL MONDO imprenditoriale (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA MANTIGLIONI "IL MONDO imprenditoriale ha dimostrato di aver fatto un salto di qualità unendo gli sforzi e lasciando da parte i personalismi, altrettanto adesso lo pretendiamo dal mondo politico, in particolar modo dai parlamentari che saranno eletti in Maremma: ognuno di loro, a prescidendere dal colore politico, dovrà lavorare insieme agli altri per il bene di questa terra e del suo futuro". E' questo il messaggio partito ieri dal tavolo intorno al quale si sono sedute Confartigianato (con il presidente Gianni Lamioni), Cna (con il direttore Renzo Alessandri che ha sostituito il presidente Gabriele Fusini), Ascom (con il presidente Claudio Chiti) e Confesercenti (con il presidente Pier Ferruccio Lucheroni). Un tavolo permanente, nato mesi fa e che ? elezioni del presidente della Camera di commercio docet ? ha dimostrato di saper funzionare e di centrare gli obiettivi che si prefigge. E il prossimo obiettivo è quello di consegnare a tutti quanti i candidati maremmani alle prossime elezioni politiche "una piattaforma politica ? dice Gianni Lamioni ? contenente le richieste che riassumono le esigenze da soddisfare delle piccole e medie imprese, cioè la quasi totalità del tessuto economico provinciale, in modo tale da sapere su quali politici potremo contare e ai quali chiederemo conto del loro lavoro". ECCO, LA NOVITÀ sta proprio qui: nel chiedere conto. Sembra una cosa da niente e invece è una rivoluzione che parte da un nuovo modo di intendere il ruolo delle stesse associazioni di categoria. "Noi ? dice Lamioni ? ci assumiamo le responsabilità per un atteggiamento che nel passato, quando la nostra voce spesso non è stata unica e unitaria, ha fatto sì che il nostro messaggio arrivasse meno forte. Con l'accordo stretto fra Cna, Confartigianato, Ascom e Confesercenti (portato come esempio anche a livello nazionale) abbiamo dimostrato che il salto di qualità è possibile e che l'unico obiettivo deve essere la tutela del mondo imprenditoriale nella sua interezza: l'interesse generale come unico obiettivo. Questo ora lo chiediamo alla politica dalla quale non vogliamo più proclami elettorali ma sottoscrizione di impegni e poi un lavoro concreto per risolvere i problemi che sono lì da decenni, dalla mancanza di infrastrutture (autostrada, aeroporto, supporti telematici) alla riduzione dei vincoli che penalizzano le imprese (pressione fiscale, burocrazia asfissiante). Ogni volta che un problema si ripresenterà noi saremo qui, tutti insieme, a chiedere spiegazioni ai nostri parlamentari, a prescindere dallo schieramento". "E' la prima volta che le quatro associazioni di categoria fanno un documento comune da consegnare ai politici ? dice Claudio Chiti ?. Prima erano i politici a venire da noi a raccontarci i loro programmi, ma adesso siamo noi a pretendere impegno su temi di fondamentale importanza". "IL FATTORE NUOVO ? dice Pier Ferruccio Lucheroni ? è che adesso ci muoviamo tutti insieme in difesa del tessuto imprenditoriale maremmano. Mai più nessuna divisione, ma quattro associazioni che vigileranno sul lavoro dei parlamentari, così come su quello degli amministratori locali. Se ci saranno impegni presi e non mantenuti, non passeranno di certo inosservati". Possibilità di incontri tra candidati e singole associazioni? "Nessuna ? dice Renzo Alessandri ?, noi ascolteremo tutti quanti senza esclusione di colore politico, ma tutti quanti si troveranno sempre di fronte le quattro associazioni unite. Stessi obiettivi, stesse pretese, stessa determinazione". Il periodo degli sconti, insomma, sembra finito. - -->.

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NUOVA legge per le certificazioni degli impianti casalinghi. E’ (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Prato)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

NUOVA legge per le certificazioni degli impianti casalinghi. E' entrato in vigore in questi giorni il decreto 37 del 22 gennaio 2008, che richiede di dare evidenza con specifiche attestazioni della regolare conformità delle costruzioni. Più sicurezza, quindi, per gli impianti di riscaldamento ed elettrici, caldaie, antenne e ascensori ma anche più burocrazia. La norma ha creato un iniziale scompiglio, perché le complicazioni si amplificano nel momento di compra-vendita e di affitto. Il Consorzio Malaparte, struttura dell'Associazione che conta una trentina di aziende che operano in vari settori delle costruzioni, è a disposizione per effettuare una consulenza gratuita sulla sicurezza degli impianti domestici. "Il check up a un immobile - dice il presidente di Confartigianato Edilizia, Paolo Beghelli - è importante per un discorso di sicurezza ma anche di risparmio. Il Consorzio è in grado di certificare se l'immobile è a norma, di preventivare l'eventuale costo per le modifiche e infine di rilasciare la certificazione". Per info Michele Vuolato (0574 5177839). - -->.

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Via intitolata a granbassi, atto dovuto (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lino Carpinteri contesta le accuse mosse al giornalista morto in Spagna "Via intitolata a Granbassi, atto dovuto" Le reazioni alla decisione del Comune di intitolare una via a Mario Granbassi, il "Mastro Remo" di quand'ero bambino, mi ricordano che oramai siamo rimasti in pochi (e presto non ci sarà più nessuno) a poter evocare personaggi ed eventi della cosiddetta "era fascista" non soltanto per sentito dire, per letture fatte o per idee ricevute. I tempi della trasmissione radiofonica dedicata ai "balilla e alle piccole italiane" di allora, cioè gli anni Trenta del Novecento, hanno assunto con il volgere dei decenni innumerevoli volti diversi, inducendo più d'uno a servirsi d'un metro aggiornato alle cronache contingenti per prendere le misure ai vivi e ai morti di settant'anni fa. Al senno di poi dal quale sono scaturiti alcuni recenti giudizi su Mario Granbassi sia consentito contrapporre le memorie di un ottuagenario che fu testimone di realtà troppo spesso dimenticate o travisate. Questo non vuole certo essere il preludio a un discorso negazionista delle infamie fasciste bensì l'invito a riflettere sul fatto che esse furono precedenti o successive agli "anni del consenso" (1929-1936) così definiti dallo storico Renzo De Felice. Tipico della vasta adesione allo Stato totalitario o quanto meno della sua accettazione acritica da parte di milioni d'italiani fu il tempo della guerra civile di Spagna che vide il nostro Paese riconoscere sin dal novembre 1936 come unico governo legittimo quello di Franco e schierare a fianco delle sue truppe 50 mila nostri connazionali. Mario Granbassi che lasciò la vita in Spagna quando la guerra stava per finire viene adesso assurdamente ritenuto responsabile di tutti i crimini perpetrati dalla quarantennale dittatura franchista dopo la sua morte , a cominciare - come si è letto in una segnalazione - dalle "sistematiche esecuzioni di massa con circa 100 mila fucilati ordinate tra il 1939 e il 1945". Altri, fingendo di ignorare che sin dal 1938 i nomi degli ebrei illustri dovettero sparire dalle tutte le vie d' Italia ad essi intitolate ( a Trieste anche il busto di Italo Svevo fu allora sfrattato dal giardino pubblico) hanno addebitato al "cosiddetto Mastro Remo" anche l'iniziativa del podestà cittadino il quale "depennò da una via di Trieste il nome dello storico di Venezia Romanin per sostituirlo con quello di Granbassi" soggiungendo con soddisfazione: "La Liberazione rimise le cose a posto". Quanto a "rimettere le cose a posto", a suo tempo si fece anche di più. Il numero di febbraio del periodico degli esuli da Pisino , nel ricordare Mario Granbassi a cent'anni dalla sua nascita ha pubblicato quanto segue: "Nell'immediato dopoguerra l'allora ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti decretò la 'degradazione' dei volontari italiani di parte franchista e a trentadue caduti, tra i quali Mario Granbassi, medaglia d'oro al valor militare, furono revocate le decorazioni alla memoria. In precedenza un nostro ambasciatore in Spagna aveva curato che nell' ossario di Saragozza fossero custodite le spoglie dei volontari italiani di parte sia franchista, sia repubblicana con l'indicazione delle loro decorazioni sulle targhe dei loculi, però nel 1982 la burocrazia romana dispose che le iscrizioni relative ai nostri connazionali venissero cancellate". Ce n'è, mi sembra, abbastanza per rispondere a chi reclama la damnatio memoriae di Mario Granbassi che la rinnovata intitolazione al suo nome di una via cittadina è semplicemente un atto di dovuto risarcimento. Lino Carpinteri.

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Scelte condivise, o il paese si ferma (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il pomeriggio friulano tra temi forti dell'economia e battute sul caffè ("Ma qui non si beve solo Illy?"). Calderoli attacca: "Sequestrata bandiera leghista" "Scelte condivise, o il Paese si ferma" Alla Danieli l'unico intervento politico del Presidente: mi impegnerò personalmente, chiunque governi UDINE Stanno sul piazzale d'attesa da un'ora, in ordine davanti alla maestra, il cuore che fa "tum tum", le bandierine biancorossoverdi in mano. Quando arriva il presidente della Repubblica, gli regalano un suo ritratto disegnato in aula e lui, pronto, risponde: "La prossima volta poserò di persona". Il primo contatto di Giorgio Napolitano alla Danieli, nel giorno in cui chiede alla politica "scelte condivise per la competitività", per il rilancio del Paese, è con i bambini della quinta elementare di Buttrio. CON LE SCUOLE Il capo dello Stato li saluta, gli chiede che classe fanno, li accarezza. Poi riceve dalla quinta meccanici, sezioni B e C, del Malignani di Udine un volume che racconta la storia dell'istituto. Applausi. Napolitano si toglie il cappello, saluta con un cenno della mano, indirizza la scorta verso gli uffici dell'azienda friulana. IL CAFFE' In sala Aristotele il capo dello Stato ascolta le prime parole del presidente del gruppo, Gianpietro Benedetti, e accetta una tazzina di caffè, senza zucchero. Caffè Lavazza, assist per una battuta: "Pensavo che da queste parti si servisse solo Illy.". Ridono tutti, Riccardo Illy non beve il caffè, Napolitano ci aggiunge un bicchiere di acqua naturale. MANIFATTURIERO Ci sono politici e imprenditori, a Buttrio, nel tempio dell'industria. Adalberto Valduga, presidente di Confindustria regionale, commenta: "La Danieli rappresenta la punta di diamante di un'industria manifatturiera rilanciata rispetto ad anni fa, quando la old economy era stata messa un po' in disparte. Quello di Napolitano va interpretato come un riconoscimento all'industria manifatturiera più in generale, quella che porta il peso maggiore per innovazione, sviluppo del territorio, livello di occupazione, che consente qualità della vita". La Danieli, osserva ancora Valduga, "ha già fatto il 70-80% di quello che poteva fare. Ma deve fare altrettanto il sistema: servono infrastrutture, taglio dei costi della burocrazia, maggior efficienza dell'amministrazione pubblica". Tutto secondo copione. Mentre in azienda si continua a lavorare, con il solo rallentamento del traffico dei camion per motivi di sicurezza, Napolitano viene accompagnato in visita allo stabilimento su una golf-car color senape guidata da Benedetti, quindi i discorsi ufficiali. Il presidente della Danieli dà prima la parola a due suoi uomini, un ingegnere e un perito elettrotecnico, ""per dare più senso e completezza al benvenuto", poi sollecita: "Noi siamo impegnati a continuare a svilupparci qui, ma ci sono alcuni problemi che andrebbero affrontati". I COMPETITORI L'industriale friulano spiega che i competitori mondiali della Danieli si sono ridotti in un quinquennio da otto a due (entrambi tedeschi), che in pochi anni si esaurirà il macro-ciclo economico positivo che ha consentito l'espansione grazie anche all'apertura di nuovi mercati e all'ingresso di nuovi Paesi, che però presto "diventeranno pure essi esportatori e nostri concorrenti. Se non riusciremo ad attrezzarci e a innovare, diventeremo più poveri". COMPETITIVITA' I problemi? "Non tali da spegnere la fiducia ma comunque pesanti". Benedetti rimarca il tema della competitività, la scarsa disponibilità di tecnici e ingegneri e ancora limitazioni legate alla crisi della formazione scolastica, alla burocrazia, al costo del lavoro, all'energia. Questioni che competono alla politica. Il capo dello Stato, invitando a "congiungere la preoccupazione alla fiducia", a "non perdere la speranza" e, pensando all'Europa, a "non abbandonarsi a velleitarie e fatali tentazioni protezionistiche", lo rileva un attimo dopo: "Il problema della competitività esiste a livello di azienda, di gruppo, di settore e anche di sistema, e qui il discorso naturalmente investe le istituzioni dentro le quali sono le forze politiche". POLITICHE CONDIVISE "Quando parliamo di competitività del sistema Paese - prosegue Napolitano -, al di là di chi sia al governo e di chi all'opposizione, bisogna assolutamente trovare la strada per alcune fondamentali scelte condivise, per alcune politiche volte specificamente a elevare la competitività del sistema, politiche non di breve periodo, che abbiano una condivisione e una continuità. Spero che questa strada possa essere presa. Nei limiti delle mie competenze e responsabilità, farò di tutto perchè queste esigenze siano riconosciute". LA BANDIERA Lasciata la Danieli, il presidente della Repubblica prende direzione Moruzzo. Sulla strada, a Pagnacco, secondo quanto riferisce il coordinatore nazionale della Lega Roberto Calderoli, le forze dell'ordine "hanno sequestrato una bandiera della Lega e un cartello inneggiante al movimento dalle mani di un cittadino, che li esponeva durante il passaggio di Napolitano. Un comportamento, afferma Calderoli, "degno di uno Stato di polizia, di un Paese sottoposto a un regime". Di qui la richiesta: "Il presidente, probabilmente all'oscuro di un episodio che altrimenti avrebbe condannato, si impegni personalmente per far restituire la bandiera al suo proprietario, e gli porga le scuse, dimostrando così che viviamo in un Paese dove la democrazia è sovrana". LA BARONESSA Nel castello di Brazzà Napolitano incontra in visita privata Fay von Hassel, figlia dell'ambasciatore tedesco Ulrich, giustiziato nel 1944 per aver cercato di attentare alla vita di Hitler. Mezz'oro di colloquio in una scrivania dove sono esposte le copie de "I figli strappati", racconto autobiografico della baronessa, che fu deportata su ordine della Gestapo in seguito alla tentata congiura del padre e separata dai figli - allora di quattro e due anni - rinchiusi in un orfanotrofio a Innsbruck con nomi falsi. Napolitano riceve in dono una copia del libro con dedica. Quindi, spiazzando il cerimoniale, passeggia nel parco della villa. Non è più l'ora del caffè. E il presidente, chiudendo la due giorni in regione, tra un succo d'arancio e un calice di vino, non ha dubbi. Rosso, Cabernet di Ermacora. Marco Ballico.

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Una sconfitta edilizia che non ha attenuanti (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DALLA PRIMA Una sconfitta edilizia che non ha attenuanti (...) UN RUDERE, un contenitore per il quale non è stata trovata una destinazione. Il progetto c'è, ma ora scopriamo che i lavori per realizzarlo sono bloccati da due mesi. Forse è colpa della burocrazia, o magari delle spese di realizzazione aumentate e delle difficoltà a recuperare i soldi necessari. Sull'argomento, Comune e proprietari hanno idee diverse. Intanto il manifesto di una delle strade più vicine alla stazione ferroviaria, la via degli alberghi, è strappato come l'icona di un quartiere abbandonato. Senza ordine e senza pulizia. E' sempre più diffuso il fenomeno dei palazzi del centro acquistati dai privati, che per qualche ragione lasciano a metà il lavoro di trasformazione e contribuiscono così a creare l'immagine di una città sciatta e trascurata. Il fotogramma della sconfitta edilizia si allunga fino a via dell'Ariento, dove dietro le bancarelle del mercato si scoprono facciate di edifici che somigliano a un paesaggio libanese più che a quello di una città d'arte: prese elettriche divelte, fili della luce staccati, muri senza intonaco. Immaginiamo le spiegazioni che anche il Comune sarà pronto a fornire, tuttavia se anche fossero plausibili, mai basterebbero a giustificare il decoro calpestato. Lo scarico di responsabilità non aiuta a recuperare la dignità di quartieri come San Lorenzo, nel quale le Cappelle dove sono sepolti i Medici convivono con queste sconcezze. Se nel silenzio della notte sentite dei rumori, è Il Magnifico che si rivolta nella tomba. Marcello Mancini - -->.

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I soldi del 5 per mille non arrivano - francesco albonetti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montecatini I soldi del 5 per mille non arrivano Associazioni beneficiate solo sulla carta: "Protestiamo insieme" "Dobbiamo riscuotere ancora le donazioni del 2005". Il Comune si è anticipato il contributo dal bilancio FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Molte associazioni di volontariato pistoiesi stanno lanciando la nuova campagna di adesioni al 5 per mille. E' la quota che i contribuenti possono decidere di farsi togliere dalla propria denuncia dei redditi a favore delle onlus che ne hanno fatto richiesta. Un contributo notevole per realtà associative che basano i propri bilanci sul tesseramento dei soci e che l'anno scorso ha fruttato cifre, per alcune di esse, di tutto riguardo. Peccato che quei soldi nelle casse delle associazioni non non sono mai arrivati. La Croce Verde, ad esempio, sui redditi del 2006 risultava la terza associazioni della provincia per numero di donazioni (883), con una cifra di contributi pari a 19.360,5 euro. "Ancora dobbiamo ricevere i contributi del 2005, quelli relativi alla denuncia dei redditi del 2006 - dice il presidente Silvano Calistri - Siamo ancora fermi alla pubblicazione dell'elenco con le donazioni corrisposte pubblicato lo scorso ottobre sul sito dell'Agenzia delle entrate. Che dire, è inutile fare raccolte e impegnare tanta gente quando all'atto pratico i soldi non arrivano. Oddio, prima o poi arriveranno, però vorremo avere più sicurezze sui tempi. Proprio in questi giorni volevamo lanciare la campagna di pubblicizzazione, anche maggiore di quella fatta negli scorsi anni". La Croce Verde utilizzerà quei fondi per l'attività in generale, ma soprattutto quella sociale che è stata tagliata, meno per l'attività dell'emergenza vera e propria che viene rimborsata dall'Asl alle associazioni impegnate nel soccorso. Anche la Misericordia, prima associazione per numero e mole di donazioni ormai da due anni, si trova nella stessa situazione. "Non ci è arrivato nessun accredito - conferma il segretario Roberto Fratoni - Ci avevano detto che i tempi erano lunghi, ma non pensavamo in tanta burocrazia. In questi giorni ci è giunta notizia che stanno mettendo mano alle liquidazioni, vediamo: sarebbe già una novità positiva". Come già ricordato in precedenti articoli, la Misericordia impegnerà gli oltre 34mila euro di donazioni ricevute principalmente nell'assistenza domiciliare agli anziani e ai non-autosufficienti. Le associazioni minori, ancor di più delle grandi onlus, attendono quei soldi come una boccata di ossigeno per proseguire la propria attività. "Per il momento non abbiamo visto un centesimo - dice Alessandro Massaro degli Amici di Francesco - Abbiamo scritto una lettera anche all'Agenzia delle Entrate di Pistoia per chiedere lumi, ma la risposta è stata vaga. Forse dovremmo sollecitare il ministero tutte le associazioni insieme, in qualche modo, non dico per avere i soldi subito, ma almeno per avere delle certezze sulle date. Il problema di questi ritardi è dovuto proprio all'impossibilità di programmare l'attività e i progetti sulla base delle risorse a disposizione". Anche il Comune di Pistoia, che poteva beneficiare del 5 per mille solo nel 2006, non ha riscosso i circa 30mila euro di contributi per il sociale, che ponevano l'ente locale al secondo posto fra i beneficiari a Pistoia. In compenso, potendolo fare per legge, ha stornato quella cifra da un capitolo di bilancio. In questo modo ha però tolto risorse che potevano essere spese per altre attività.

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I medici di famiglia pronti a lavorare al sabato (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sisto Capra "I medici di famiglia pronti a lavorare al sabato" Ma chiedono alla Regione di finanziare il progetto "Patti chiari per tenere aperti gli ambulatori" "La popolazione chiede un servizio capillare e orari più adeguati" PAVIA. "Noi medici di base siamo pronti a tenere aperti gli ambulatori al sabato mattina, ma la Regione deve finanziare i progetti di associazione. La sperimentazione in provincia coinvolge un'ottantina di studi ma non potrà continuare all'infinito se il Pirellone non batte un colpo". Parlano i medici di famiglia. Per Mario Daccò di Pavia e Franco Martire di Chignolo i pazienti sono giustamente più esigenti. Davide Pasotti propone che Pavia diventi sede di un progetto pilota della Regione. Sergio Pellegrino è scettico sull'ipotesi di diventare un'alternativa al pronto soccorso. "Sono favorevole all'idea di tenere aperto l'ambulatorio al sabato - dice Maurizio Daccò - I pazienti sanno che se non trovano me trovano un collega che conosce la loro cartella clinica e ha la possibilità di avere un trattamento più personalizzato rispetto al pronto soccorso. Mia figlia Maria Diletta, specializzanda in ginecologia, mi sostituisce in caso di emergenza. Abbiamo aderito sulla fiducia proprio perchè crediamo nel progetto di estendere il servizio. Però ora la Regione deve darci i contributi promessi. Molti colleghi non hanno accettato essenzialmente per ragioni economiche. Se la Regione lancerà un progetto vero, i medici di famiglia aderiranno". Con Daccò, nello studio associato operano Franco Martini ed Erminio Bianconi. Davide Pasotti propone che Pavia, capitale della sanità lombarda, lanci un progetto progetto pilota che coinvolga tutti i medici e non solo alcuni volontari. "Dietro adeguato compenso economico - dice - ritengo ormai indispensabile che la medicina di base cambi volto sul territorio. Sono pronto a tenere aperto l'ambulatorio al sabato e credo che altrettanto sono pronti a fare i colleghi. Ma a condizioni chiare. Le associazioni di medici devono diventare il vero filtro ai inutili accessi al pronto socorso ospedaliero. Bisogna che il medico di medicina generale venga sgravato da inutili vessazioni burocratiche e diventi sempre più attivo nel migliorare la qualità dell'assistenza: deve essere in grado di fare più assistenza ed estendere gli orari. Se a turno si lavorasse al sabato, gli ambulatori sarebbero meno intasati al lunedì, quando i medici non riescono a dare la giusta qualità di assistenza. Il malato chiede sempre di più, si fida del suo medico". Sergio Pellegrino, di Pavia: "Lavoro con altri cinque medici nell'ambulatorio di Mirabello. Riceviamo sempre su appuntamento, anche al sabato. Non svolgiamo un'attività di piccolo pronto soccorso. Però è importante per pazienti che lavorano a Milano poter aver la possibilità di accedere al proprio medico al sabato mattina. Sull'ipotesi di affiancarci come alternativa al pronto soccorso per le piccole emergenze, invece, sono perplesso. Ritengo che non sia questa la nostra specificità. Stiamo puntando, in questo momento, a prenderci carico dei malati cronici, ipertesi, diabetici, bronchitici cronici e artrosici, tutti pazienti che hanno la necessità di essere seguiti in modo continuativo e organizzato. Ma per far questo occorre che la Regione investa di più, garantisca che le sperimentazioni iniziate possano continuare. Il 30% dei lombardi è affetto da almeno una patologia cronica e questo 30% consuma l'80% delle risorse sanitarie del bilancio sanitario della Regione. Questi malati sono seguiti in modo non uniforme, alcuni sono presi in carico da centri specialistici e magari fanno un po' da "cavia", sottoposti a continui accertamenti di laboratorio anche quando non ce ne sarebbe bisogno, altri invece non si curano e non sanno di essere malati". "L'ambulatorio al sabato mattina funziona a gonfie vele - dice Franco Martire di Chignolo Po - Il servizio è utilissimo e apprezzato soprattutto dagli anziani, in particolare nelle zone decentrate, non vicine agli ospedali. Il problema è però la valutazione del carico burocratico. Esco alla mattina alle 8 e corro fino alle 9 di sera. Con gli altri 4 colleghi gestisco tre ambulatori decentrati a Chignolo, a Lambrinia e a Pieve. Per burocrazia intendo note da rispettare, difficoltà di collegamenti con gli ospedali che compilano richieste secondo un nomenclatore anomalo rispetto a quello regionale, fogli da compilare. La burocrazia ci porta via il 20-30% del tempo". Con Martire operano Angelo Ferrazza, Giuseppe Zucca, Alessandro Rossi e Luisa Marinella Zambelli. "Il servizio - continua Martire - dovrebbe crescere e si estenderà ad altri medici, con incentivi alle forme di gruppo. Essendo in cinque medici, i turni sono sopportabili. Facciamo un sabato al mese, quindi l'impegno diventa sostenibile. Ci chiedono sempre di più e noi siamo disponibili, ma la Regione deve dare più risorse. Continuiamo a percepire la quota capitaria di 3 euro e 17 centesimi al mese. Se chiamo un paziente sul cellulare, mi sono già fumato i tre euro. Con una popolazione sempre più anziana e nuclei familiari sempre più ristretti i problemi si moltiplicano. Siamo all'assurdo che ci sono pazienti che devono prendere il taxi per andare a fare un prelievo, una visita o recarsi in farmacia. Bisogna portare l'assistenza dei malati cronici sul territorio, ma per far questo la politica deve investire".

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Modica: tranquilli, i concorsi si faranno (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Giovanni Parlato Modica: tranquilli, i concorsi si faranno Saranno con le vecchie regole perché il nuovo metodo è stato bocciato dalla Corte dei Conti PISA. "Non è vero, i concorsi si faranno", dice perentorio Luciano Modica, sottosegretario all'università smentedendo la voce secondo cui il concorso per trenta posti di ricercatore a tempo indeterminato all'università si sia arenato. "è vero che le nuove regole concorsuali sono state respinte, ma sono sempre in vigore le vecchie ed in base a quelle saranno fatti i concorsi. A fine maggio sarà eletta la commissione nazionale". Durante il mese di marzo sono scaduti i contratti triennali di trenta ricercatori in formazione a tempo determinato. Il rettore, Marco Pasquali, lo scorso dicembre aveva firmato il bando per trasformare questi trenta posti a tempo indeterminato. Questo grazie ad una finanziaria che aveva fatto avere al nostro ateneo un finanziamento di 580 mila euro corrispondenti all'assunzione di 15 posti per ricercatore. Inoltre, ai 15 posti, l'università, attraverso fondi propri, ha affiancato altri 15 posti: in tutto 30 ricercatori assunti a tempo indeterminato. "L'unico punto interrogativo da sciogliere - aveva spiegato il rettore Pasquali - consiste nel metodo con cui saranno banditi i concorsi. Ancora non sappiamo se i ricercatori saranno selezionati in base al vecchio meccanismo concorsuale o in base al nuovo". Una preoccupazione che, nel tempo, si è rivelata fondata. "A livello nazionale, il nuovo metodo concorsuale - spiega Carmelo Calabrò, ricercatore assegnista a Scienze politiche - è stato respinto per ben due volte dalla Corte dei Conti. Prevedeva che nella prima fase di selezione fatta sui titoli, i cinque commissari restassero ignoti. Una chiara assenza di trasparenza che è stata rigettata. Il governo, quindi, in assenza di un nuovo regolamento ha sospeso i concorsi a livello nazionale e, quindi, anche su Pisa". Da qui, il motivo per cui si è parlato del concorso affondato nelle sabbie mobili della burocrazia. Ma il sottosegretario Modica ha ridato speranze. "Dopo che a fine maggio sarà costituita la commissione nazionale, saranno organizzati i concorsi. Ci vorrà tempo, è presumibile che i posti andranno a regime con l'autunno". Sui trenta posti programmati a Pisa, l'assemblea permanente dei ricercatori ribadisce le sue critiche al rettorato. "A Pisa si rischia la paralisi. Quei trenta posti dovevano essere già assegnati. Il finanziamento straordinario 2008 - sostiene Carmelo Calabrò - doveva essere utilizzato dall'ateneo pisano per il reclutamento di nuovi ricercatori. Invece, il nostro rettorato lo ha utilizzato per coprire i bandi dei concorsi per quei trenta posti di ricercatori in formazione attivati nel 2005 e scaduti ora in marzo. Per quest'ultimi posti, doveva esserci già un fondo accantonato e non si doveva fare ricorso al finanziamento straordinario che doveva servire per creare nuovi posti ai di là di quei trenta già programmati". Il ricercatore ricorda che la delibera del Senato del 26 ottobre 2004 aveva previsto l'accantonamento del fondo.

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Pisa produce tante idee, poi però le spreca (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Pisa produce tante idee, poi però le spreca Un convegno sui luoghi della ricerca organizzato dalla rivista Locus PISA. Pisa fa registrare il 3,5% nel rapporto tra il Pil e la ricerca e sviluppo ed è così al di sopra della media nazionale pari all'1% e quella europea del 1,9 %. Questo grazie alla presenza di tante realtà universitarie e non che fanno ricerca, come la Scuola Superiore Sant'Anna, la Scuola Normale Superiore, il Cnr, l'Istituto nazionale di fisica nucleare, il Polo tecnologico di Navacchio, il centro di ricerca Enel e il sistema ospedaliero. Se ne è parlato ieri alla presentazione dell'ottavo numero della rivista "Locus" (Felici editore) dedicata a "Pisa: i luoghi della ricerca". Al dibattito erano presenti i responsabili e gli esperti delle strutture pisane dedicate alla ricerca. E' emerso che l'obiettivo finale della ricerca è lo sfruttamento, una missione istituzionale che le università pisane hanno capito. L'esperienza della Scuola Sant'Anna è emblematica ed è stata illustrata dal presidente Riccardo Varaldo. "Gli indicatori per misurare la ricerca - ha detto - oltre al numero e alla qualità delle pubblicazioni, devono essere anche i brevetti e le spin-off, ovvero le società create dagli stessi ricercatori per proseguire la loro attività di ricerca proiettandosi sui mercati. La nostra prima spin-off risale al 1990, oggi sono 25. Se tutto il sistema universitario nazionale avesse fatto come noi, avremmo dovuto avere oltre 4.000 spin-off e non le 454 attuali. La Toscana si pone così al secondo posto dopo l'Emilia Romagna e prima del Piemonte. La ricerca e la produzione devono essere collegate tramite le spin-off per creare innovazione, con un necessario gioco di squadra. La globalizzazione in questo caso è positiva. Non più quindi modelli chiusi e costosissimi laboratori di ricerca interni alle imprese, ma una proiezione all'esterno necessaria per le nuove imprese e per i giovani. L'attenzione della Regione dovrebbe essere più verso le nuove realtà che nascono, piuttosto che proseguire sulla strada di una politica assistenzialista". Anche l'Università di Pisa ha creduto nella necessità di promuovere la ricerca all'esterno, con tre linee politiche: l'apertura all'esterno collaborando con consorzi ed enti, la brevettazione e la promozione delle spin-off. Alla domanda "Se lo Stato in crisi non finanziasse più la ricerca, sareste in grado di auto-sostenervi?" la risposta è stata che potenzialmente sarebbe possibile. Ad esempio alla Scuola Sant'Anna le entrate del 2007 sono state costituite al 40% dal contributo auto-sostenuto. L'esperienza della facoltà di ingegneria è ben rappresentata dal Polo di Navacchio, tuttavia il preside Emilio Vitale non guarda al dato del 3,5% del rapporto Pil/ricerca e sviluppo in maniera positiva. "Non è il risultato di un intervento mirato - ha detto - ma l'esito di sei secoli di insediamenti universitari. Il polo di Navacchio, su una superficie di 15mila metri quadri, conta 60 tra imprese e laboratori con 450 persone occupate. Il fatturato dal 2004 è cresciuto del 25% ogni anno fino ad arrivare a 40 milioni di euro, senza incentivi particolari. Ciò che rende il futuro incerto per le microimprese di fronte alle sfide della globalizzazione, è dato dallo scenario italiano non favorevole allo sviluppo di queste imprese, dalla realtà locale priva di un tessuto industriale, dalla mancanza di giovani manager in grado di far crescere le imprese, la mancanza di finanziatori non compratori e una situazione infrastrutturale che crea disagio (pensiamo alla superstrada). Complessivamente lo scenario del sistema pisano, ad eccezione della scuola Sant'Anna, è in ritardo rispetto alla valorizzazione della ricerca. C'è bisogno di un momento di discontinuità, non possiamo più aspettare l'evoluzione perché è troppo lenta". Pessimismo anche da parte del responsabile della ricerca Enel Gennaro De Michele che lamenta che a Pisa non si è capito il valore dell'innovazione. "La ricetta non c'è ma sono necessari la conoscenza, la creatività, la passione, l'imprenditorialità, il capitale di rischio e una visione legata alla globalizzazione. Operatori industriali e docenti pisani devono capire che un'idea da 50 milioni deve diventare un prodotto da 50 miliardi e che l'innovazione crea benessere. L'esperienza dell'Enel a Pisa mostra che le idee che nascono qui vengono poi realizzate altrove; un solo caso su 10 progetti ha visto il prodotto realizzato in zona". Difficoltà incontrate anche da Oliviero Toscani con il progetto del laboratorio di ricerca della comunicazione La sterpaia a San Rossore. "Il problema fondamentale da abbattere è la burocrazia. Poi manca la creatività, che deve essere visionaria, sovversiva e disturbante. A Pisa in periferia c'è un'architettura da geometri autorizzata dagli assessori". Daniela Salvestroni.

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Napolitano: scelte condivise per il paese (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Napolitano: scelte condivise per il paese Sollecitazione del capo dello Stato ai partiti: "Il problema principale è la competitività" di PAOLO L. MEDEOSSI BUTTRIO. "Congiungere la preoccupazione alla fiducia, ma una preoccupazione che sia positiva, che spinga a fare": è uno dei passaggi chiave del discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tenuto a conclusione della sua visita alla Danieli di Buttrio. Gli altri sono il "no al difensivismo e a velleitarie quanto fatali tentazioni di protezionismo" e il battersi per "la coscienza europea" nella consapevolezza che l'Europa deve pesare, ma ciò avverrà solo se "l'Europa sarà competitiva e unita". Una sorta di sollecitazione a fare sistema per affrontare "la competizione che è già cominciata e in cui nessuno farà sconti all'Italia e all'Europa". Parole sentite quelle di Napolitano come prova il particolare che non era previsto il capo dello Stato parlasse, ma quello che aveva visto e quello che aveva ascoltato, in primis da Gianpietro Benedetti, presidente e amministratore delegato del gruppo multinazionale di Buttrio, gli hanno fatto cambiare idea. "Qui ho visto cose straordinarie e ho ascoltato discorsi importanti" ha evidenziato Napolitano. E non che fosse impreparato. La tappa a Buttrio (visita che non era stata sollecitata dalla Danieli, peraltro più che ben felice dell'evento) infatti è frutto di una scelta precisa del presidente della Repubblica che ha spiegato: "Vado in giro a scovare e a valorizzare realtà di eccellenza, che sono note solo a una parte della classe dirigente italiana". E "questa è una di queste realtà", facendo capire che la sua convinzione era uscita rafforzata al cubo dal giro all'interno dello stabilimento durato più del previsto, come del resto l'intera visita che lo ha visto partire per Brazzacco di Moruzzo con mezz'ora abbondante in "ritardo" sulla tabella di marcia. Il momento clou è stato nella sala mappamondo dove, dopo i saluti di Benedetti, hanno rivolto la parola al capo dello Stato due dipendenti della Danieli, simboli delle due facce dell'azienda: un ingegnere 33enne, Andrea Ceretti, e un perito 30enne, Daniele Mauri, che hanno testimoniato della filosofia del gruppo, tra i primi tre al mondo nella fornitura di impianti siderurgici, del modo di lavorare e delle sfide al miglioramento continuo. A loro è subentrato Benedetti con un discorso sulla competitività e sul sistema Paese che probabilmente è stata la molla che ha spinto Napolitano a parlare contrariamente alla scaletta che sì non prevedeva discorsi del presidente, ma non li escludeva. Tra le autorità presenti, oltre alla vicepresidente della Danieli Carla De Colle, il presidente della Regione, Riccardo Illy, accompagnato dall'assessore alle Attività produttive Enrico Bertossi, il presidente e i vicepresidenti del Consiglio regionale, Alessandro Tesini e Roberto Asquini, il commissario straordinario della Provincia, Romano Fusco, il viceprefetto vicario di Udine Francesco Palazzolo e il sindaco di Buttrio Tiziano Venturini, i presidenti di Confindustria regionale e Assindustria friulana, Adalberto Valduga e Adriano Luci. E se Benedetti ha sottolineato che la competitività è il problema principale, Napolitano ha detto che è presente a livello di azienda, di gruppo, di settore, "e anche di sistema, e qui il discorso naturalmente investe le istituzioni dentro le quali sono le forze politiche. Non importa il ruolo che di volta in volta svolgono, quali sono al governo e quali all'opposizione. Ritengo che quando parliamo di competitività del sistema Paese, bisogna assolutamente trovare la strada per alcune fondamentali scelte condivise, per alcune politiche volte specificamente a elevare la competitività del sistema, politiche che siano non di breve periodo, che abbiano una condivisione e una continuità. Spero che questa strada possa essere presa. Nei limiti delle mie competenze - ha assicurato - e responsabilità, farò di tutto perchè queste esigenze siano riconosciute". E Napolitano non è stato tenero nel giudicare la situazione del Paese: "Penso che in Italia - ha detto - siamo abbastanza in bilico: ci sono molti italiani, anche nella classe dirigente e politica, che non sono sufficientemente consapevoli e convinti della ricchezza delle risorse di cui disponiamo e dei problemi che occorre risolvere perché queste risorse siano messe a frutto per il futuro". Nel suo intervento, il presidente della Danieli aveva spiegato chiaramente che "noi siamo impegnati a continuare a svilupparci qui, ma ci sono alcuni problemi che andrebbero affrontati". Non basta, ha concluso, quello che aziende come la mia possono e devono fare ancora, ci sono anche limitazioni che "sentiamo oggi ancora abbastanza pesanti", che riguardano la disponibilità di tecnici e ingegneri, di personale qualificato, effetti della bassa natalità, problemi legati alla crisi della formazione scolastica, alla burocrazia, al costo del lavoro, all'energia. Insomma, tutti problemi che competono alla politica. Napolitano ha praticamente condiviso questo allarme e anche il commento di Benedetti, che ha parlato di "preoccupazioni che però non spengono la fiducia". "Il futuro - ha sottolineato il capo dello Stato - è fatto di sfide ancora più difficili. Guai a trarre motivo di sfiducia e perdita di speranza". "Dobbiamo attrezzarci" ha concluso, quasi sottintendendo che uno degli esempi era lì, sotto gli occhi.

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Il cacciatore di aquiloni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte IL CACCIATORE DI AQUILONI IL CACCIATORE DI AQUILONI (Usa 2007), drammatico, di Marc Forster con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, SÅd Taghmaoui, Zekiria Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a San Francisco, dove ha realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e di sposare la donna che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra di origine, così decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia/Hong Kong 2007), drammatico, di Kar Wai Wong, con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad R. Davis Dopo la dolorosa rottura di una relazione, Elizabeth parte per un viaggio attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera in un bar, dove conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008), commedia, di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fracasso, Elena Arvigo Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center di un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura così in mondo fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa 2007), commedia, di Peter Hedges, con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre figlie adolescenti, rifugge da qualsiasi possibilità di intraprendere delle nuove storie d'amore. Un giorno però incontra la bella Marie e scocca la scintilla. Dan scopre però che la donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007), commedia, di Luc Jacquet, con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo della natura. Conosce una volpe, e nasce una tenera amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007), drammatico, di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008), commedia, di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. LA BANDA (Israele/Francia 2007), commedia, di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety Una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia, di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre storie parallele. Nella prima, Leo e la sua famiglia si svegliano di buon'ora per partecipare a un raduno di boyscout; Callisto Cagnato, temuto professore universitario, preoccupato dal fatto che il figlio non riesce con le ragazze, decide di fargli conoscere una studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia benestante ma un po' rozza in vacanza a Taormina.

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Febo: la filovia parte il 1 maggio il sindaco: altrimenti te ne vai a casa (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chieti Febo: la filovia parte il 1º maggio Il sindaco: altrimenti te ne vai a casa L'INCHIESTA IN TV DELLE JENE CHIETI. Sindaco, l'assessore ai Lavori pubblici e ai trasporti Luigi Febo ha detto che la filovia partirà il 1º maggio. Se non lo farà? "Se non parte quel giorno vuol dire che il 2 maggio non sarà più assessore...". Puntata delle jene dedicata a lungo ieri sera su Italia 1 al "caso-filovia" che tormenta periodicamente Chieti. Un'inchiesta giornalistica in pieno stile, come nell'uso degli implacabili segugi in nero. Un'inchiesta tamburellante che ha messo in evidenza gravi lacune della burocrazia ministeriale e affine. Le prime immagini inquadrano i nuovi piloni installati da anni per chilometri in città, i fili tesi e incrociati che in alcuni punti formano una fitta ragnatela, in un susseguirsi di dissolvenze tra stupore e indignazione. Prima intervista nei pressi della rimessa, vicino al vecchio ospedale. Inquadrati i filobus malmessi, corrosi dall'incuria. Un esperto autista rivela un desiderio: è dal 1993 che aspetta di guidare i filobus. Forse andrà in pensione prima di poterlo fare? La jena incalza, inesorabile. Interpella alcuni studenti del vicino Itis. I filobus? E chi li ha visti mai, perché esistono ancora? Giovani dissacratori, ma i filobus si perdono nei ricordi degli adulti, figuriamoci in quelli dei ragazzi. Puntata in Comune, l'assessore Febo è messo alle strette. Ma sorride, sportivamente. Il progetto è del 1993, è stato concluso nel 2002, nel 2005 il primo collaudo, dal 2006 stiamo andando avanti. Riprese di 6 mesi fa circa, attualizzate dalla ricerca dell'autorizzazione che non arriva per restituire a Chieti la filovia che non inquina e porta velocemente ovunque. Ma questo collaudo chi lo deve dare? E qui il programma di Mediaset va a caccia dell'ufficio che deve completare la pratica, l'Ustif. Chieti scalo, vicino alla motorizzazione civile, dove un funzionario imbarazzato da microfono e telecamera si rifugia in angolo. Non dipende da noi, dice, ma dall'Ustif di Pescara... Bene, alle jene non pare vero di indagare altrove. Ma a Pescara trovano un ufficio vuoto, nessuno che sappia rispondere a qualsivoglia quesito. Tranne un impiegato che spiega: dipende da Roma, guardate lì. Ma nella capitale tutti zitti, tranne un dirigente che dice sconsolato: non abbiamo nessuna pratica che riguarda Chieti. Ma come, lì aspettano da 15 anni e voi dite così? Forse la soluzione è alla motorizzazione di Roma o al ministero dei Trasporti. L'assessore Febo telefona due volte a settimana al signor Ventola, ma la pratica non si trova. Jene di nuovo a Chieti, a Palazzo d'Achille. Dove un sicurissimo Febo sorride e annuncia: il primo maggio partono i filobus, parola di assessore. Stacco, stupore per la "rivelazione" secondo il collaudato montaggio del programma, primi piani e dissolvenze fino alla stanza del sindaco. Microfono spianato. Sindaco, Febo dice che... Il 2 maggio se in città non vedrete passare il filobus nuovo di zecca non telefonate più all'assessore ai Lavori pubblici e ai trasporti. Potrebbe aver seguito un'altra strada. (f.ci.).

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Parco catene, cantieri al via da aprile - mitia chiarin (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il delegato Marangon: "Niente più ostacoli, si parte la prossima settimana" Parco Catene, cantieri al via da aprile Lungaggini burocratiche hanno ritardato il via a lavori attesi da 34 anni MITIA CHIARIN MARGHERA. La speranza è che stavolta l'annuncio sia davvero seguito dai fatti. Dalla prossima settimana partiranno i cantieri per la realizzazione del parco di Catene, annuncia il delegato della Municipalità Valdino Marangon. Una serie di vicissitudini burocratiche sono diventate un ostacolo al via ai lavori, annunciati già due mesi fa e mai avviati. L'ultimo ostacolo, l'obbligo ad indicare i nomi dei consulenti esterni, imposto dalla Finanziaria, è stato superato con l'approvazione del bilancio comunale. Quando la burocrazia mette lo zampino in una Municipalità, la sfortuna è dietro l'angolo. A farne le spese sono opere a lungo attese, come il parco di Catene, il grande sogno "verde" di Marghera. Otto ettari di parco a ridosso di via Trieste attesi da decenni nel rione di Marghera, con un appalto già assegnato alla Ecis di Marghera. Ma l'annuncio del via ai lavori, un paio di mesi fa, da parte della Municipalità non era stato seguito dall'arrivo delle ruspe. I cambi di dirigenti che hanno lasciato il progetto senza un responsabile di procedimento per la Municipalità, sembravano risolti con l'arrivo di Afro Massaro a Marghera ma al ritardo si è aggiunto ancora ritardo. Andiamo con ordine: al ruolo di Rup del progetto del parco era stato assegnato l'ingegner Molin, dirigente dei Lavori Pubblici della Municipalità che successivamente ha lasciato l'incarico. Un altro sostituto è stato nominato ma il dirigente se ne è poi andato a lavorare alla Municipalità di Chirignago-Zelarino. Alla fine è arrivato a Marghera a dirigere i Lavori Pubblici Afro Massaro, ex dirigente dell'ufficio Verde del Comune. E questi è stato nominato responsabile del procedimento con a fianco un gruppo tecnico di cui fanno parte, oltre al progettista Ceccon, Stefano Lunadelli e la dottoressa Beretta del Verde di Marghera. Questione risolta? No, perchè senza un ok del Consiglio comunale al cambio di ruoli, i cantieri in queste settimane non sono potuti partire e tra l'altro, la Municipalità si è trovata anche a dover indicare i consulenti esterni al progetto, come obbliga la nuova legge Finanziaria. "Anche se il progettista del parco è da tempo già inserito nel bilancio", ammette un po' amareggiato il delegato Valdino Marangon che ha a cuore il progetto ereditato dall'amministrazione del compagno di partito Turetta. Siamo alla fine di marzo e non si è visto l'inizio dei lavori per un progetto di cui a Marghera si discute dal 1974, che è previsto da una delibera in bilancio del 1998 e che vede il mutuo per il finanziamento acceso fin dal 2006 per garantire la spesa di 2 milioni e 130 mila euro del primo stralcio. Le urbanizzazioni dei privati sono nel frattempo partite e alcuni dei parcheggi collegati al parco, che dovrebbe diventare il terzo per estensione nel Comune di Venezia, sono già pronti. L'ultimo scoglio, ha chiarito ieri il delegato Valdino Marangon, era quello dell'indicazione dei consulenti esterni. "Con l'approvazione del bilancio in Consiglio comunale anche questo ostacolo è stato superato e posso finalmente esser certo che i lavori partiranno la prossima settimana".

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Udc: più poteri ai sindaci contro la criminalità (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CITTADELLA. Sicurezza Udc: "Più poteri ai sindaci contro la criminalità" CITTADELLA. "Sicurezza, parliamone con serietà". L'Udc, con Antonio De Poli, ha schierato i "suoi" sindaci in Torre di Malta. Beatrice Piovan (Villafranca): "Sono gli anziani i più colpiti, paghiamo da anni una società di sorveglianza. Ci manca personale, c'è troppa burocrazia, i vigili passano troppo tempo tra le scartoffie". Negare la residenza? "Quando ci sono elementi oggettivi e fondati si può negarla". Duro Luigi Bernardi (Campo San Martino): "Dobbiamo disfarci dei delinquenti, varare leggi per eliminarli dal tessuto sociale: bisogna ripulire il territorio dalla delinquenza e rimandarla a casa. Nei nostri comuni ci sono 50 vigili e 90 carabinieri: gli uomini in divisa sono un segnale, vanno coordinati". L'allarme di Fabio Facchinello, segretario Coisp di Vicenza (sindacato di polizia): "Abbiamo auto con 240 mila chilometri, perdiamo le ruote. Prendiamo 6 euro di indennità in 6 ore, non abbiamo più ricambio, non ci sono agenti, non ne assumono: ho 35 anni e sono il più giovane". Le espulsioni: "La questura di Padova è un'eccellenza, tra luglio 2005 e giugno 2006 gli espulsi sono stati 1.111, 40% sono rumeni e moldavi, 304 eseguiti con accompagnamento". (s.b.).

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Agricoltura, via ai "buoni assunzione": si comprano all'inps a 10 euro l'uno (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Firmata la convenzione, unica in Italia, tra istituto di previdenza, Inail e Regione davanti al ministro Damiano Il compenso netto al lavoratore sarà di 7,5 euro e il reddito non farà cumulo con altri Agricoltura, via ai "buoni assunzione": si comprano all'Inps a 10 euro l'uno di ELENA DEL GIUDICE PORDENONE. E' una rivoluzione a burocrazia zero. E si inaugura in Friuli Venezia Giulia, prima in Italia a sperimentare il "lavoro accessorio" in agricoltura. Firmata ieri a Pordenone tra Inps, Inail e Regione, dal presidente Illy, la convenzione che dà il via al progetto davanti al ministro Cesare Damiano. Nel suo tour istituzional-elettorale, Damiano ha colto ieri una certa soddisfazione: la concretizzazione di un progetto avviato fin dall'inizio della legislatura che si è appena conclusa, ma che era stato sollecitato ben 8 anni fa da Confagricoltura. Parliamo delle modalità con cui è possibile, da quest'anno, regolarizzare quei rapporti di lavoro assolutamente marginali ma che esistono nel settore agricolo e che altre formule contrattuali, nemmeno il tempo determinato, sono idonee ad accogliere. Dalla vendemmia 2008, invece, sarà possibile avviare rapporti di lavoro con giovani studenti oppure pensionati, per un tempo predefinito, con la certezza di averli assicurati ai fini Inail e Inps, e di essere perciò assolutamente in regola in caso di ispezioni. Il meccanismo, peraltro, è assolutamente semplice. L'imprenditore agricolo acquista dall'Inps dei voucher (una sorta di mini-assegni) del valore di 10 euro cadauno, nel momento in cui decide di assumere una, due, dieci, cento persone (che si rendono disponibili a questo genere di attività iscrivendosi negli appositi elenchi dell'ufficio provinciale del lavoro), comunica preventivamente con una telefonata o con una mail l'avvio delle assunzioni a termine, e alla fine "paga" questi dipendenti con i voucher. Studenti e pensionati si recheranno quindi nella sede Inps e riscuoteranno il compenso netto, pari a 7,50 euro per "assegno". Il reddito "accessorio", peraltro, non farà cumulo con altri redditi, nemmeno con quello da pensione. "Siamo assolutamente contenti di questo risultato - ha esordito l'assessore al Lavoro, Roberto Cosolini - che risolve una situazione che si trascinava da anni. Pensata inizialmente per la sola provincia di Udine, la convenzione è correttamente stata estesa a tutte e 4 le province dove l'agricoltura è un settore importante, e consentirà di regolarizzare forme di micro lavoro oggi irregolari". La firma del protocollo è arrivata pochi giorni dopo l'emanazione del decreto ministeriale, approvato il 12 marzo, è stata resa possibile dalla disponibilità e collaborazione di Inps e Inail. Una disponibilità sottolineata dal presidente Illy che si è soffermato nel richiamare i principi di semplificazione che si va ad introdurre, una diminuzione della burocrazia "che abbiamo avviato in questi anni e che andrà implementata con la prossima legislatura". Un plauso è arrivato dai rappresentanti delle associazioni di categoria, presenti alla firma sul protocollo il presidente regionale di Coldiretti, Dimitri Zbogar, quello provinciale Cesare Bertoia con il direttore Roberto Palu, e Giorgio Pasti presidente di Confagricoltura Udine. "Fu proprio Confagricoltura Udine ad indicare la strada che portò all'accordo siglato nel 2000 - ha ricordato Pasti -, e ci sono voluti 8 anni per concretizzarlo. Questi evidentemente sono i tempi, ma siamo davvero contenti di essere i primi in Italia ad aver acquisito il risultato". Soddisfazione anche dalla Coldiretti che ha sollecitato il ministro a considerare la possibilità di estendere il provvedimento ad altri settori dell'agricoltura: "oltre alla vendemmia c'è il vivaismo, la frutticoltura, la raccolta degli ortaggi che potrebbero beneficiarne", hanno spiegato Zbogar e Bertoia. A loro Cesare Damiano ha risposto: "intanto abbiamo compiuto questo passo, verificheremo i risultati della sperimentazione e se ne riparlerà". Damiano ha ricordato il valore del provvedimento ai fini dell'emersione del lavoro irregolare, se pure marginale, che c'è in agricoltura, delle opportunità di impiego che offre ai giovani "che vogliono farsi la paghetta" e di "integrazione al reddito per i pensionati che potranno così trasmettere la "cultura" agli immigrati occupati nelle aziende agricole.

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IL LORO NEMICO numero uno è la burocrazia: non possono partecipare ai concor (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si pubblici, per portarsi dietro i documenti da esibire a ogni controllo serve quasi la valigia e, oltre all'indifferenza di chi non li conosce, devono combattere i timori dei loro genitori. Sono i figli degli immigrati, quella seconda generazione che si sente già italiana, anche se la cittadinanza è lontana. Per portare all'attenzione di tutti i loro problemi, 21 giovani, tra i 16 e i 18 anni per la maggior parte residenti nel circondario, hanno fondato l'associazione 'Next generation': sognano una società mista e senza discriminazioni. Nessuno di loro però vuole sentire parlare integrazione, loro si sentono già italiani, il problema è farlo capire agli altri. Per questo è nata l'associazione. A capo del gruppo c'è Sanaa Elorch, 24enne di origini marocchine, eletta nella Consulta comunale degli stranieri, che punta l'attenzione sui problemi burocratici. Per Sanaa, che ha praticamente sempre vissuto qua, è difficile accettare di doversi mettere in fila ogni anno per il permesso di soggiorno: "Mette ansia e fa perdere tempo". Le cose non vanno meglio per chi ha ottenuto la cittadinanza. Brahim Houanti, che quest'anno prenderà la maturità all'Iti, ricorda: "Tempo fa mi fermarono i carabinieri; ero in macchina con un amico di origini marocchine che ha subito tirato fuori passaporto e permesso di soggiorno. Io mostrai la carta di identità, ma i carabinieri volevano che facessi vedere il permesso di soggiorno. C'è voluto parecchio tempo per far capire che non lo avevo perché sono italiano". Altro tema caldo è la scuola. Tanti gli aneddotti che i ragazzi raccontano. Dalle loro parole si capisce che a volte essere stranieri è un vantaggio: alcuni insegnanti danno un'aiutino, ma questo ti mette contro i compagni di classe o i loro genitori. Altre volte è un problema: alcuni insegnanti pensano 'tu non capisca nulla perché non sai la lingua'. Per questo Youness Elorch teme che in città si formi una scuola ghetto: "Ai ragazzi di origini straniera gli insegnanti consigliano gli istituti professionali. Pensano che non siano in grado di fare altre scuole, ma non è così". Youness studia al Paolini, si iscriverà a giurisprudenza e sogna di diventare come il senatore afroamericano Barack Obama. Quasi paradossale l'esperienza del 16enne Elmahdi Omrani: "I miei genitori sono marocchini, ma io sono nato e ho sempre studiano in Italia. Eppure mi sono trovato iscritto ai corsi di alfabetizzazione quando sono andato all'Ipsia". L'associazione verrà presentata nell'incontro in programma il 4 aprile al Circolo Sersanti. Laura Dall'Olio - -->.

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Liberare posto in lista non è stato possibile (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MALASANITA' NUOVA DENUNCIA "Liberare posto in lista non è stato possibile" "QUANDO le regole e la burocrazia hanno il sopravvento sul buon senso". Con toni ironici un lucchese, a dire il vero straniero ma da molti anni residente nel nostro territorio, descrive quanto gli è accaduto in questi giorni in tema di sanità. Ne è rimasto sconvolto, pensava che "le polemiche che i quotidiani riportano ogni giorno sulla malasanità, fossero esagerate, ma ora mi rendo conto che è tutto vero e il buon senso manca proprio, e anche un'efficienza del servizio". MA VENIAMO ai fatti, che lo stesso nostro lettore illustra anche in una lettera inviata al direttore generale, Oreste Tavanti. "Nel mese di dicembre ho preso un appuntamento al Campo di Marte per fare una risonanza magnetica alla spalla e al braccio sinistro: mi spetta nei primi giorni di aprile. In questi giorni mi sopraggiunge un impegno di lavoro e devo partire: non potrò essere al tanto atteso appuntamento perché sarò fuori Italia". "MI RIVOLGO dunque alla Usl per poter cambiare l'appuntamento ? continua il nostro lettore ? e chiedo se posso scambiarlo con qualcuno che, magari, ha piacere nel potersi fare la risonanza magnetica anticipatamente. Mi dicono che questo non è possibile e mi prenotano un altro appuntamento nel mese di agosto". Il nostro lettore rimane "amareggiato: uno scambio avrebbe portato un beneficio reciproco. Roba da tedeschi. A questo punto cercherò un'alternativa altrove. Ma quanta delusione..." E mentre il nostro lettore ci racconta questo, altri lucchesi si uniscono coralmente al suo disagio, perché, come lui, sono stati protagonisti di vicende simili. Emanuela Benvenuti - -->.

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Villaggio: Fantozzi mi ha stroncato la carriera di scrittore (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa "Non volevo diventare un attore comico, preferisco fare libri" Villaggio: "Fantozzi mi ha stroncato la carriera di scrittore" Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it Esplosivo, dissacrante, in qualche modo deve sempre spiazzare i suoi tanti fan: Paolo Villaggio, classe 1932, genovese di nascita, "ma vivo a Roma da cinquant'anni", precisa, si presenta, tanto per cambiare, in una nuova veste: quella di storico. E Arrigo Petacco con Denis Mack Smith devono tremare: come vede la storia lui, non la vede nessun'altro. Villaggio sta decidendo in questi giorni la copertina del suo nuovo libro: "Storia della libertà di pensiero", che sarà presentato da Feltrinelli nei prossimi giorni. Nelle 190 pagine la vita, riveduta e corretta, dei personaggi fondamentali della Storia scelti da Lui medesimo. Si parla di Socrate, Giulio Cesare, Gesù, Galileo Galilei, Garibaldi e tanti altri. Paolo Villaggio, da un po' si dedica molto alla letteratura. Come nasce l'idea di questo libro? "Sono un appassionato di storia, ho voluto scrivere un libro di storia per raccontare come, per esempio, la Chiesa non si è accontentata di aver schiacciato la libertà di pensiero, ma ha torturato tanti, anche chi diceva che la Terra è rotonda". Nel suo libro c'è anche un greco del quarto secolo avanti Cristo con un bicchiere di alluminio... "Forse allora l'alluminio non c'era, di cosa dovevo farlo quel bicchiere? Di coccio, forse". E accanto alla figura di Gesù c'è uno strano postino di Ercolano... "Sì, quello è un po' inventato. Oltre che di Gesù parlo anche di Gandhi, che ha ripreso la non violenza di Gesù, ed era veramente un furbone". E ha anche un po' riscritto la storia d'Italia. "Sì, Garibaldi è sopravvalutato, era un cretino... L'Italia in realtà l'ha fatta Cavour". E dell'Italia di oggi, che pensa? "è un Paese pieno di persone che predicano il buonismo per loro stessi ma severi con gli altri. Una nazione che va a rotoli, piena di 'Ndrangheta, Camorra, Mafia e adesso ci vieteranno anche la mozzarella, che era la bandiera di questa Italia. Siamo poco competitivi, c'è poca voglia di lavorare. L'Italia di oggi è un Paese finito, vorrei andare a Londra o in Svizzera, ma qui ho i miei cani...". è soddisfatto di questo suo libro? "No, non riesco a rileggerlo. è come se lo avesse scritto un altro, ma ho sempre questa sensazione, vorrei riscriverlo da capo, ma ormai l'ho consegnato". Ma a lei piace scrivere? "Sì, tantissimo, è la cosa che so fare meglio. Io sono uno scrittore, ma, ad un certo punto, sono stato travolto dal successo dei libri di Fantozzi. Al cinema però non voleva interpretarlo nessuno... il film doveva farlo la Cineriz, Tognazzi disse di no e anche Pozzetto. Allora Frizzi, il padre di quello lì della televisione, mi telefonò, era mattino, prestissimo, e mi disse: "Uelà, Villaggio, perché non lo fai tu?" E mi sono ritrovato comico patentato. Ma io sono uno scrittore. Ho avuto riconoscimenti inauditi, per esempio, in Russia, Evtushenko una volta disse, io c'ero, che un solo scrittore al mondo è paragonabile a Gogol. Poi prese un fogliettino e lesse: "Vigliacco", ma io ho capito che parlava di me, perché in fondo Fantozzi è vicino alla burocrazia russa dell'Ottocento. Insomma io posso sopravvivere nella storia per Fantozzi, ma mi hanno obbligato a scrivere decine di libri. Sono grato al personaggio, ma ho una gran voglia di uscire da quel cliché. Addirittura nella copertina di "Storia della libertà di pensiero" non ho voluto nemmeno la foto, niente faccione del comico. Veramente non volevo nemmeno il nome, solo il titolo... ma poi ce l'hanno messo". E della tv, che mi dice? "In tv guardo solo "Alle falde del Kilimangiaro", poi mi addormento davanti alle partite". Al Grande Fratello ci andrebbe? "Sì, di corsa. Se mi pagano bene".

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Parco, dialogo con gli impreditori (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il presidente dell'ente, Benedetto, invita alla collaborazione: "Prima dei progetti occorre studiare le dune" Parco, dialogo con gli impreditori Romano Tripodi SABAUDIA Un dialogo sempre più intenso e proficuo tra l'Ente Parco del Circeo, la Comunità del Parco, vale a dire i Comuni che ne fanno parte, con particolare attenzione a Sabaudia, il mondo delle imprese ed il sociale in genere, sarà la costante che dovrà caratterizzare gli orientamenti del Consiglio Direttivo che da oggi dovrà funzionare a pieno regime. E maggiore dialogo significherà minore burocrazia; semplificazione dei vari passaggi istituzionali, in modo da rendere maggiormente coerenti e sinergiche le politiche territoriali di tutti gli Enti. E' il messaggio che Gaetano Benedetto, presidente dell'Ente Parco ha voluto inviare nell'illustrare la sua relazione al Consiglio Direttivo, ospitato eccezionalmente presso la sede della Provincia di Latina, in via Costa. Un documento nel quale, confermando la disponibilità personale e quella più in generale dell'Ente nei confronti della collettività, Benedetto ha toccato tre distinti argomenti: la situazione dell'Ente, con particolare riguardo alla organizzazione degli uffici ed alla situazione finanziaria; il diretto coinvolgimento dell'Università di Latina nell'elaborazione del Piano del Parco; ed alcune problematiche tuttora aperte tra cui quella attualissima riguardante i chioschi e gli stabilimenti balneari di Sabaudia. Per quanto riguarda i chioschi sulla strada del lungomare Benedetto ha confermato che si è giunti ad una soluzione certa che ne conferma la piena legittimità ad operare pur senza la valutazione d'incidenza ambientale. Più complessa invece la situazione degli stabilimenti che, dopo la recente sentenza del Tar di Latina che ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dai proprietari avverso l'ordinanza di smantellamento del Comune, non hanno risolto ancora i loro problemi. Nel ricordare che per gli stabilimenti non è stata mai fatta una valutazione di incidenza, Benedetto ha sottolineato come sia necessario fare in modo che la redazione del Piano del Parco sia contestuale al nuovo Piano di Utilizzo degli Arenili sia del Comune di Sabaudia che di Latina. A tal fine ha chiesto al Consiglio Direttivo che venga compiuto uno studio specifico sul sistema dunale in modo da consentire allo stesso Parco un confronto sia con i Comuni interessati che con gli imprenditori. E lo stesso metodo, che prevede il coinvolgimento delle parti sociali, sarà adottato sia per la situazione relativa al lago di Paola che a quella relativa all'agricoltura ed alla zooctenia.

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Il paese dei morti che camminano (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reportage Nella Calabria stretta tra paura e vergogna LO STATO LA SCUOLA 3 Viaggio a Papanice, dove i clan uccidono la speranza Il paese dei morti che camminano GUIDO RUOTOLO Due camionette dei carabinieri per strada aspettando l'esercito Il custode scruta con timore l'orizzonte e tiene la porta chiusa omicidi in cinque giorni INVIATO A CROTONE Colline verdi, verso l'interno. Il mare di Crotone si perde dietro la curva. Cinque, sei chilometri. Ecco la frazione di Papanice. Due camoniette dei carabinieri all'ingresso. Poi le case, il corso che attraversa il paese, tremile anime, urbanistica Anni 70. Deserto a mezzogiorno. Paese di fantasmi, di morti che camminano, di morti ammazzati e di eserciti pronti a scendere in campo. Pochi bar e nessun ritrovo per ragazzi, neppure un campo sportivo. Manifesti mortuari: "Il padre Domenico, la moglie.... la figlia Gaia annunciano la morte di Luca Megna". La piccola Gaia, cinque anni, in coma all'ospedale di Catanzaro, in pratica è morta. Anche lei, come il padre, colpita dai killer, sabato scorso. Fine di Papanice, cimitero, aperta campagna. Finalmente la scuola. Un tricolore all'ingresso. Nessuna targa, scuola anonima. Anzi, per la burocrazia è l'"Istituto comprensivo VII Circolo. Papanice". Edificio moderno, inaugurato il primo settembre scorso, da fare invidia alle scuole delle grandi metropoli. Il custode sembra una vedetta. Scruta terrorizzato l'orizzonte, come se temesse qualcosa, tiene la porta d'ingresso chiusa. Più che una cattedrale nel deserto sembra un fortino assediato. Piano terra, gli uffici amministrativi, una palestra che è un gioiello, una sala professori che potrebbe ospitare una riunione di un corpo docenti di una facoltà universitaria. E poi, al primo piano sei aule. Due sezioni, centrotrenta alunni e venti insegnanti. I traditori, i disertori, i latitanti che giovedì sono stati a casa, si sono messi in malattia, rinunciando a fare lezione e costringendo una cinquantina di alunni a ritrovarsi nella palestra. Chiamavano il preside, questi professori, per annunciare la diserzione: "Mi sento la febbre"; "Non sto bene". E ieri un gruppo di genitori ha espresso "amarezza e mortificazione" per quell'assenze "giustificate". Che vergogna, professori. La paura, è chiaro, non è un reato né una colpa, ma chissà se quei docenti hanno capito le conseguenze di quella diserzione. Ieri sono tornati a scuola, ma dei centotrenta alunni ce ne erano la metà. Due classi quasi al completo, le altre sono state tutte accorpate per fare numero. Spiega la vicepreside, Alessandra Rizzo, che giovedì ha tenuta alta la bandiera della "resistenza", presidiando la scuola: "Noi dobbiamo dare l'esempio. Quando giovedì mattina i genitori hanno sfidato la paura portando a scuola i loro figli, e non hanno trovato un professore, cosa avranno pensato? Qui gli studenti vivono la scuola come una gabbia. Vuol dire che la scuola non funziona, che c'è un problema che riguarda noi insegnanti, la gran parte dei quali non vive a Papanice...". Riflette il preside Alessio Cavarretta: "Mercoledì, il giorno dopo il secondo omicidio, i professori c'erano e gli alunni erano pochissimi. Giovedì, invece, è prevalsa la paura. Io sono qui da quattro anni e devo dire che non ho mai avvertito ostilità nei confronti della scuola. Io mi auguro solo che questa scia di sangue si fermi". Da una stanza accanto, le note di un pianoforte: "Frère Jacques". Alza lo sguardo il preside: "E' il nipote di Luca Megna... E' un ragazzino irrequieto, c'è anche un altro nipote di Megna...".Il ragazzino, giubbotto rosso senza maniche, occhi vispi, è un po' manesco, insomma un bulletto. Luca Megna veniva in questa scuola, si informava, seguiva il percorso educativo dei nipoti. Semmai, i problemi li hanno posti i genitori degli altri alunni, che hanno esplicitamente manifestato la loro opposizione a quella presenza. Lui, D., per l'"onorata società" dovrebbe essere il predestinato, l'erede della cosca dei Megna, dopo la morte di Luca, con il nonno don Mico al 41 bis. Chissà se il destino del ragazzino potrà cambiare. La scuola vista da Papanice è un tentativo disperato di "zona franca", una scommessa e una speranza per cambiare il destino delle nuove generazioni. Alle materne, ci sono i figli e i nipoti degli eserciti in guerra. Vuota la sedia della piccola e sfortunata Gaia, cinque anni, in fin di vita, figlia di Luca Megna. Ci sono i piccoli del clan avversario, di quel Leo Russelli uscito dal carcere grazie all'indulto e oggi irreperibile. E anche diverse maestre sono "parenti" delle famiglie che si combattono. Forse quando parla di "situazione particolare", la vicepreside Rizzo si riferisce anche a questo. Giorni di dolore. Ieri si sono celebrati all'alba i funerali di Giuseppe Cavallo, ucciso martedì alle due del pomeriggio. Sua moglie Rosa Russelli è ancora in ospedale, ferita alla pancia da schegge di pallottole. Il padre, Lucio, cugino del boss Leo Russelli, allarga le braccia: "L'hanno ucciso perché imparentato con me. A Leo, gli faceva ogni tanto l'autista e adesso sarebbe dovuto venire con me a piantare pomodori. Basta, si è versato troppo sangue. Non si sono risparmiati donne e bambini. Gli innocenti. Basta sangue, vogliamo la pace. Perdoniamo e piangiamo tutti i morti...". Papanice è un paese di morti viventi.

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Giovani, cervelloni e superliberali (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 76 del 2008-03-29 pagina 0 Giovani, cervelloni e superliberali di Giancarlo Perna L'Istituto Bruno Leoni è un pensatoio che ama il web e recluta studiosi in erba, ma con curricula da veri cattedratici. I suoi collaboratori hanno prodotto trentatrè libri e seimila pagine per il sito Internet Si chiude con questa puntata il viaggio di Giancarlo Perna nei think tank italiani. I precedenti "pensatoi" sono stati: "Magna Carta" (4/3), "Liberal" (12/3), "Farefuturo" (22/3) Privo di una sontuosa sede da ostentare, l'Istituto Bruno Leoni mi accoglie in un locale spartano dove ha però schierato come un'argenteria i suoi più vivaci cervelli, simile alla matrona Cornelia che, ricca solo dei propri figli, li mostra al motto: "Ecco i miei gioielli". Siamo in un appartamentino della milanese Piazza Castello con vista sul turrito maniero sforzesco. L'Ibl è l'ultimo think tank del nostro viaggio. è un pensatoio piuttosto immateriale, senza saloni, né biblioteche, né pr che ti portano in giro. Il suo universo è Internet, dove riversa caterve di saggi e prese di posizione. Clicchi www.brunoleoni.com e capisci all'istante con chi hai a che fare. L'Istituto, che si occupa di economia e dintorni, è il tempio del liberismo più integralista. Ha il culto della proprietà privata e del libero mercato. Le sue bestie nere sono statalismo, burocrazie e barriere doganali. Adora la globalizzazione. A ricevermi nella saletta delle riunioni è la triade che governa il think tank. Stringo la mano in ordine gerarchico, al direttore generale, Alberto Mingardi, al direttore del Dipartimento politico, Carlo Lottieri, al direttore del Dipartimento Ecologia, Carlo Stagnaro. Il comasco Mingardi ha 27 anni, il bresciano Lottieri 47, il ligure Stagnaro 30. è poi la volta di quattro collaboratori, detti fellow, che Mingardi ha convocato qui per me in rappresentanza dell'altra ventina che lavora all'Ibl. Rosaria Bitetti è una leggiadra fanciullona di 23 anni. Suo coetaneo è lo sciccoso Massimiliano Trovato, fazzoletto nel taschino. Filippo Cavazzoni, larga parlata emiliana, ha 29 anni. Andrea Giuricin, esperto di trasporti, ne ha 25. Terminate le cerimonie, ci sediamo nell'auletta. Loro sulle sedie ordinate per file. Io su una specie di cattedra di fronte a loro. "Escluso il prof Lottieri, mi sembra l'asilo", dico, facendo lo spiritoso con riferimento all'età dei presenti. La battuta passa per quello che è, cretina. Mingardi si intenerisce e prende in mano la situazione. Sciorina i dati del think tank nato nel 2003. In quattro anni sono stati prodotti 33 libri e seimila pagine scaricabili da Internet. Volete sapere tutto di Alitalia? Bene, il qui presente Giuricin ha scritto il briefing paper (breve saggio, otto pagine) n.51 sul problema, aggiornato all'ultimo minuto. La sua tesi - liberista pura - è che bisogna vendere ad Air France senza ricamarci ancora. Allo stesso modo troverete briefing paper sul trasporto locale, la liberalizzazione dei servizi postali, sulle "ragioni liberali del no" alla Tav, ecc. Una manna per giornalisti e parlamentari che con un clic si trovano la pappa fatta per i loro articoli o interventi in aula. Il plagio è autorizzato e auspicato. L'Ibl è qui per questo: fare opinione, dando una soluzione coerentemente liberale ai busillis del momento. L'exploit più recente sono le 213 pagine del "Manuale delle riforme per la prossima legislatura". Il programma è nel titolo: Liberare l'Italia. Per accelerare i tempi della redazione, il think tank ha lavorato giorno e notte. "Da noi, non ci sono sindacati", è la spiegazione di Stagnaro per la celerità. Alt! direte voi, ripensando ad Alitalia. L'Ibl è per cederla ad Air France, ma Berlusconi, che egualmente si professa liberale, è invece di parere opposto. Come si concilia? Semplice: la bella gioventù che ho di fronte, se ne impipa del Cavaliere. Il think tank non ha legami partitici e quanto a liberalismo non prende lezioni da nessuno. Figurarsi. Loro sono seguaci dei mercatisti radicali della scuola austriaca, da Ludwig von Mises a Friedrich von Hayek. Il loro idolo è il seguace americano di quei gloriosi viennesi, l'anarco-capitalista Murray N. Rothbard. Per non parlare di Bruno Leoni, cui l'Istituto è dedicato. Morto assurdamente a Torino nel 1967, ucciso da un tizio cui rimproverava una mancanza, Leoni (padre di Didi, l'affascinante conduttrice del Tg5) era un filosofo del diritto di intransigente liberalismo, a petto del quale Einaudi impallidisce e Croce scompare. Per concludere: quel che fa il Cavaliere, cavoli suoi; i leonini vanno per la loro strada. "A dirla tutta - esclama Mingardi che indossa pantaloni rossi da fricchettone ma parla come un linceo in frac - l'idea di fondare il pensatoio liberale mi è venuta quando, al rientro da uno stage negli Usa, ho sentito aria di colbertismo e protezionismo". Afferro il riferimento e dico divertito: "Dunque, il vostro ispiratore a contrario è stato Giulio Tremonti. Adesso, vuole perfino rafforzare i dazi sulle derrate cinesi". "Mette le mani avanti, impaurito dal declino economico. Ma sbaglia", dice Lottieri che in queste settimane ha stigmatizzato sui giornali il neoprotezionismo tremontiano. Lottieri, che vive a Brescia e insegna Filosofia del Diritto a Siena, è con Mingardi e Stagnaro il fondatore dell'Istituto e il matusa del think tank. Ha l'aria posata, ma convinzioni inflessibili. è l'ideologo dell'Ibl. Con gli altri due ha redatto il manifesto "No al protezionismo" con cui l'Istituto ha debuttato nel 2003. Impedire il libero scambio - c'era scritto - "costa la vita a 6.600 persone ogni giorno. Se l'Africa potesse intensificare la sua quota di interscambio di appena l'uno per cento (non pagando il dazio ai Paesi ricchi, ndr) avrebbe 70 miliardi di euro in più l'anno. Il che basterebbe per trascinare 128 milioni di persone fuori dalla povertà". E concludeva: "Il libero scambio è la premessa della pace". Mentre l'autorevole Lottieri parla, Stagnaro ascolta rapito. è ingegnere per l'Ambiente e si considera allievo del professore. "Se sono qui, il colpevole è lui", dice indicandolo. "Da ragazzino lo leggevo sull'Indipendente e diceva quel che io pensavo". Oggi, quando scrive di ecologia, Stagnaro fa il controcanto al catastrofismo dei Verdi e parla senza tabù di energia nucleare. "Come vi dividete i ruoli?", chiedo ai tre fondatori. "Io sono l'anello di congiunzione", dice modesto Mingardi che, in realtà, è un capriccio della natura. A 18 anni - 18! - ha scritto il suo primo libro, Da liberale a libertario, con Sergio Ricossa, l'ottantenne economista torinese presidente onorario dell'Ibl. Ricossa è uomo di gusto. Se ha immesso il pischello nella sua cerchia qualche ragione ci sarà. Oggi, nove anni dopo, Alberto ha un palmarès da ottuagenario: è autore di diversi libri e di una marea di articoli, in inglese sui giornali anglosassoni, in secco italiano su Libero, Il Foglio, ecc. "Tu sei l'anello mancante", dice scherzoso Lottieri che, in quanto adulto del gruppo, ha l'ultima parola su tutto. Sua l'idea di utilizzare giovanissimi esperti, come quelli che sono oggi qui, con l'obiettivo di formare una classe dirigente liberale nella socialisteggiante Italia. Stagnaro è il coordinatore delle attività. Stabilisce i temi da trattare e, assegnati i compiti, pungola i ritardatari. "è uno schiavista", dice Massimiliano, l'elegantone col fazzoletto nel taschino. Stagnaro, che ha occhi guizzanti da saraceno (frequenti nei liguri), è detto "il texano" perché porta stivaletti e cravatta a pendaglio. Oggi, che ha anche la camicia grigia abbottonata al collo, sembra più un prete. Di quelli in bilico tra fede e fuga con la parrocchiana. Ora che conosciamo gli uomini, due parole sulle iniziative. L'Ibl ha anche una piccola sede amministrativa a Torino. Il piede a Torino è un omaggio a Ricossa che ci abita e a Bruno Leoni che ne fece la propria città d'elezione e che lì ha lasciato la sua biblioteca. Una terza sede, se così si può chiamarla, è a Pisa in casa di David Perazzoni, colonna del think tank. è il "tipografo elettronico" dell'Istituto, web master in inglese, lingua franca dei leonini. Da lui affluiscono, per essere impaginati nel blog, i vari paper redatti dagli esperti sparsi ai quattro venti. Tutti i collaboratori sono remunerati. Sul quantum fioriscono ironie. "A Stagnaro paghiamo il latte in polvere per il bambino", dice Mingardi. "Con quel che rizevo, io sci vivo", sostiene invece l'emiliano Cavazzoni. "Bada però a non fare figli", lo ammonisce lo sciccoso. L'insieme delle attività costa all'Ibl 700mila euro l'anno. I finanziatori sono manager, agiati professionisti, estimatori con dané che formano il Board of Trustees, il cda dei comuni mortali. Il Board si riunisce due volte l'anno e definisce i programmi a medio termine. L'appuntamento annuale più laborioso dell'Ibl è il Seminario Mises (il già citato Ludwig von). Tre giorni di lavori in un albergo di Sestri Levante, rigorosamente in inglese, ospite d'onore un Nobel o giù di lì, e un centinaio di convegnisti da tutta l'Ue. Ogni lunedì del mese invece, qui in Piazza Castello, si svolgono i Seminari Rothbart (l'anarco-capitalista). Protagonista un dottorando, in genere adocchiato da Lottieri, che enuncia una sua tesi e un pugno di cattedratici ospiti che ascolta, giudica e scopre incuriosito l'esistenza del think tank. Due piccioni con una fava: lancio del genietto e aggancio con l'università. Infine, le agapi romane nel Ristorante Romilo a mezza strada tra Camera e Senato. Una decina l'anno. Sono la passione del buongustaio Mingardi che invita una trentina di parlamentari e illustra una tesi o una pubblicazione dell'Ibl. La speranza è che, prendendoli per la gola, agli onorevoli entri qualcosa nel cervello. "Questo è il nocciolo del nostro lavoro", mi dice conclusivo Alberto con un gorgoglio. è l'acquolina dell'ora di pranzo. "Adesso, al ristorante. Anche tu!", comanda. E mette fine alla riunione. (4. Fine) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Mercato alla prova dell'uragano Mifid (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa e Finanza" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPECIALI Mercato alla prova dell'uragano Mifid Si riducono le commissioni per promotori e private E con l'introduzione dei criteri di adeguatezza e appropriatezza crescono ulteriormente burocrazia e costi a carico delle reti di Redazione - 29-03-2008 NUOVE REGOLE Criteri più stringenti sulla compatibilità dell'investimento in relazione al profilo cliente e divieto di doppie commissioni per le Gpf. L'entrata a regime della Mifid promette di cambiare volto al mercato del risparmio gestito e di creare una selezione nell'offerta. Tra gli analisti c'è la preoccupazione che alcuni operatori possano non reggere l'impatto con l'aumento di burocrazia e la limatura delle commissioni, finendo per chiudere i battenti. Altri sottolineano il ruolo positivo per i risparmiatori e prevedono un riposizionamento dai prodotti alla consulenza. "La normativa europea impone il divieto di inducement, cioè impedisce di ricevere commissioni sugli investimenti in Gpf dai fondi target, che si sommano a quelle già previste dalle gestioni patrimoniali - spiega Luca Zitiello, managing partner dello studio Zitiello e Associati e membro della commissione legale e consulenziale di Aipb - È indubbio che questo comporterà una riduzione commissionale in capo a promotori e private banker, ma non penso che provocherà degli sconquassi. I mancati guadagni in questa voce potranno essere compensati da una maggiore focalizzazione sulla qualità del servizio di gestione e di consulenza, che rappresentano il tratto distintivo del mercato private". Sulla stessa lunghezza d'onda Saverio Scelzo, presidente e amministratore delegato di Copernico sim: "La Mifid introduce criteri di trasparenza nel mercato, rendendo meno costosi i servizi di base. I prossimi anni vedranno emergere le realtà in grado di assicurare un valore aggiunto al portafogli del cliente attraverso un servizio altamente professionale basato sulle esigenze del singolo cliente". A preoccupare maggiormente gli operatori del settore è soprattutto un altro passo della Mifd, in cui si impone una profilatura dell'"appropriatezza" (cioè delle conoscenze e delle esperienze in campo finanziario del cliente) e dell'"adeguatezza" (che riguardano anche la sua situazione economica e i suoi obiettivi di investimento). Le reti di banker sono all'opera tra montagne di carte da far firmare ai loro clienti, che complica il lavoro burocratico e fa impennare i costi di gestione del servizio. C'è poi il rischio che alcuni clienti, di fronte a informazioni così pressanti, decidano di non collaborare e liquidare le posizioni. "Questo vale solo per chi non si è attrezzato per tempo - conclude Scelzo - La personalizzazione del servizio di consulenza fornito dai promotori ma soprattutto dai private banker, aiuta a creare un clima di reciproca fiducia tra professionista e investitore, per cui non prevediamo fughe dei clienti".

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Ritirata la domanda Igp per i "cuneesi al rhum" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO.INTERESSAVA DIECI AZIENDE Ritirata la domanda Igp per i "cuneesi al rhum" "Il tipico dolce rischiava di essere snaturato e sarebbe diventato prodotto industriale" Il consorzio rinuncia al prestigioso marchio europeo [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO L'Europa non interessa più: il consorzio nato nel gennaio 2006 per conferire al "cuneese al rhum" il marchio Igp (indicazione geografica protetta) ha ritirato la domanda, bloccando l'iter per ottenere il prestigioso logo europeo. "È stato un dispiacere - dice Andrea Arione, titolare dello storico locale di piazza Galimberti che nel 1923 ha depositato il "marchio di impresa" "Cuneesi al rhum" -. Non abbiamo valutato che la richiesta si scontrava con troppi interessi e un eccesso di burocrazia. Non siamo voluti scendere a compromessi per salvare l'artigianalità del prodotto. Regione, ministero, Bruxelles lo avrebbero snaturato rendendolo industriale. Inoltre ci saremmo scontrati con decine di produttori locali che fanno baci di Busca, Droneresi, Fossanesi, Monregalesi e molti altri. All'artigiano che da 50 anni segue una sua ricetta per creare i cioccolatini "Saluzzesi" non avremmo potuto chiedere di cambiare". L'associazione per la valorizzazione, di cui Arione è presidente, è nata 2 anni fa dopo una lettera alla Camera di commercio di Elio Bergese, della pasticceria "Chocolat d'Art". "È stata una valutazione errata - dice -, ma noi andiamo avanti. Chi ha voluto bloccare l'iter? Chi non crea un cioccolatino seguendo il disciplinare: doppia cialda di meringa, ripieno in crema pasticciera con uova e latte freschi, copertura in cioccolato fondente, scadenza a due mesi. Gli altri prodotti sono industriali, semplici praline al cioccolato, anche se usano il nostro nome". Al sodalizio aderiscono una decina di aziende, non solo di Cuneo. Giacomo Beltramo del bar "Corso" è il vicepresidente: "L'Igp era una battaglia persa in partenza. Ora cambieremo strategia: un istituto terzo per controlli periodici e analisi, oltre a un logo specifico ideato dagli studenti del liceo Artistico di Cuneo da apporre sull'incarto. Creeremo un albo con i nomi delle aziende che utilizzano la ricetta classica". Giampiero Buzzone della pasticceria "Sillano": "Noi non abbiamo mai aderito all'associazione, ma l'abbiamo appoggiata attraverso la Camera di commercio che ha creduto nell'ottenimento del marchio. Seguiamo la ricetta originale: due meringhe e utilizziamo il rhum Giamaica, molto più caro di prodotti alternativi che non pagano dazi doganali e accise. Le produzioni industriali sono diverse, ma credo sia stato uno sbaglio rinunciare all'Igp". Alberto Mantelli della "Relais Cuba du Chocolat": "Fin da subito abbiamo scelto di stare fuori da questa bagarre: "Cuneesi" è un marchio inflazionato, difficilmente un prodotto così connotato con un territorio ha successo. Inoltre le meringhette irregolari limitavano la produzione e creavano problemi nella conservazione. Abbiamo scelto ingredienti naturali e di qualità, senza farine o grassi idrogenati, optando per un altro nome: "Cuba Rhum" con sotto scritto "Cuneo". Esportiamo questi cioccolatini in 45 Paesi del mondo, sono prodotti semindustriali, incartati non a mano ma da una macchina da 500 pezzi al minuto". Il marchio "Cuneese" è stato registrato negli Anni '70 da un'impresa di Cuneo, prima di una restrizione imposta dalla Ue per evitare il proliferare dei marchi. Negli ultimi anni sono stati però registrati i nomi più diversi, basta una semplice ricerca su internet: "Cuneesi Bisalta" e "Cuneesi/rhum", "Cuneesi Giamaica" ma anche, più spesso, "Cuneesi" seguito dal nome della pasticceria e poi "al rhum". Il prodotto artigianale costa anche oltre 25 euro al kg. Dalla pasticceria Arione, via email o via telefono, arrivano richieste da privati per far arrivare i cioccolatini amati da Hemingway dalla Polonia all'Australia, dagli Usa alla Francia. "I cuneesi quando vanno all'estero ne portano sempre una scatola a parenti o amici - conclude Arione -, che a loro volta ci contattano. Spesso il costo di spedizione è superiore al valore del prodotto".

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L'identità dei Comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-29 - pag: 10 autore: ... TRA FEDERALISMO E BUROCRAZIA L'identità dei Comuni I Comuni sono enti autonomi da gestire come aziende o centri di spesa che Roma deve disciplinare nei dettagli? La domanda aleggia dai primi anni 90 ma non ha trovato risposta, o meglio ne ha tro-vate troppe, diverse fra loro. Le leggi Bassanini volevano affidare alla politica gli indirizzi e ai dirigenti la gestione; ma anche nel 2008, come ogni anno, i city manager hanno passato i primi tre mesi a scartabellare una Finanziaria infinita alla ricerca di istruzioni che neppure i ministeri interessati sanno fornire. Addio ai grandi indirizzi strategici, qui c'è da decidere se quel co.co.co. si può impiegare, c'è da scegliere quale delle cento interpretazioni ufficiali della "spesa di personale" è quella giusta. Stanchi di vestire i panni obbligati del burocrate, i direttori generali degli enti locali (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) hanno preso carta e penna per chiedere al prossimo legislatore di attuare il federalismo (l'avevamo votato nel 2001, se lo ricorda qualcuno?), aprire al mercato i settori amministrati e offrire gli strumenti per scaricare i fannulloni. Tutto giusto, ma c'è una domanda preliminare. Che cosa sono i Comuni? Si attendono risposte, meglio se definitive. (g.tr.).

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Più agevolazioni per l'agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-29 - pag: 15 autore: Confagricoltura. L'agenda delle imprese Più agevolazioni per l'agricoltura Ernesto Diffidenti TAORMINA. Dal nostro inviato L'agricoltura deve tornare una delle priorità dell'agenda politica. Nel corso del forum “Futuro fertile” che si chiude oggi a Taormina, il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, sottolinea la scarsa attenzione rivolta alle imprese agricole nei programmi elettorali: "Dalle 8 alle 16 righe, davvero un po' poco". Eppure le emergenze di questi giorni, dalla sicurezza alimentare con il caso-diossina nelle mozzarelle di bufala fino all'impennata dei prezzi delle materie prime, hanno riacceso i riflettori sul ruolo dell'agricoltura. Per questo Vecchioni ai candidati premier presenti a Taormina, Veltroni, Casini e Berlusconi, ha evidenziato la particolarità della situazione italiana, dove all'aumento dei prezzi per i consumatori si sta affiancando una crescita molto ridotta del Pil. "Non si può chiedere di più – dice Vecchioni - se si produce sempre di meno. E la stessa speculazione sulle materie prime ci obbliga a ripensare la concezione bucolica dell'agricoltura italiana". Anche perché, sottolinea uno studio del Censis c'è un'agricoltura che non teme la crisi. è un'elite di 150 imprese, con un fatturato medio di 1,65 milioni e una superfici di 157 ettari, innovativa e orientata al mercato. "L'87%di queste imprese – dice Giuseppe De Rita – è cresciuta in un anno difficile. Non ce lo aspettavamo, possono diventare un modello di riferimento trainante". Secondo Confagricoltura, tuttavia, occorre aiutare anche chi attualmente si trova a inseguire. "Una scelta strategica per il Paese – spiega Vecchioni- è far crescere l'agricoltura rilanciando la produzione. Occorre favorire l'alleanza tra i produttori, sostenendo fiscalmente e burocraticamente le imprese, e rafforzando la presenza nei negoziati europei sulla Pac e internazionali nella Wto". Il prossimo Governo, dunque, dovrà affrontare alcuni problemi rimasti ancora insoluti. Dalla stabilizzazione definitiva delle agevolazioni fiscali per l'agricoltura agli investimenti per la gestione delle risorse idriche; dalla politica per la ricerca e l'innovazione, a nuovi strumenti finanziari nel campo del credito, delle assicurazioni e per l'internazionalizzazione. E ancora, insieme al problema della lotta alla burocrazia, che resta uno dei nodi principali da sciogliere, va superata la crisi della politica. "è stato deciso per il ricorso alle urne – sottolinea Vecchioni- ma forse sarebbe stato preferibile prima una fase costituente che aprisse le porte ad una Italia veramente rinnovata ". Dal canto loro anche le rappresentanze imprenditoriali dovranno essere coinvolte in questo processo "arrivando a un accorpamento delle sigle ". Il candidato premier del Partito Democratico, Walter Veltroni, è d'accordo sulla necessità di rafforzare rappresentanza e sostegno all'agricoltura in sede internazionale: "Quello dell'agricoltura assicura - sarà uno dei 12 ministeri del prossimo Governo e sarà uno di quelli che il presidente del Consiglio seguirà in modo particolare perché deve essere un punto di forza del Paese che va rappresentato in maniera forte anche a livello europeo". Per il candidato premier Udc, Pierferdinando Casini "l'agricoltura non è da dismettere. La globalizzazione ha avuto effetti opposti a quelle previsti rilanciando il tema dell'approvvigionamento di fronte al quale l'Italia si trova impreparata". Anche secondo Casini occorre rafforzare il ruolo del Governo nelle trattative multilaterali "così come sui temi agricoli francesi interviene il presidente Sarkozy" e rilanciare la ricerca sugli Ogm. Oggi toccherà al candidato premier del Popolo delle Libertà, Silvio Berlusconi, illustrare agli agricoltori il programma per la prossima legislatura. Intanto sul palco di Confagricoltura si sono alternati il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, che ha rilanciato "il gioco delle alleanze " per contare di più in Europa, i rappresentanti del credito (tra gli altri, Faissola, presidente dell'Abi, Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Cerchiai, presidente dell'Ania), della distribuzione (Crai e Confcommercio) e della produzione (Benetton, Fantolino e Ciccolella). Luigi Scordamaglia, vice presidente di Federalimentare, ha auspicato una collaborazione più stretta tra agricoltura e industria. "L'una è legata all'altra – dice – ed entrambe devono sostenere la produzione. La Pac deve smettere di vivere sui complessi di colpa legati alle eccedenze: ha bisogno di correzioni ma non deve essere smantellata ". Un primo passo in questa direzione è stato fatto siglando un accordo tra Confagricoltura e il pastificio Antonio Amato con l'obiettivo di assicurare una fornitura di 200mila tonnellate di grano duro. Un'intesa che vuole estendere i suoi frutti anche al consumatore con eventuali ribassi del prezzo. IN CRESCITA De Rita (Censis): "Il settore non teme la crisi trainato da un'élite innovativa di 150 aziende con un fatturato medio di 1,65 milioni".

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"Paghiamo salato quando siamo noi a sbagliare È chiaro che la regola non vale per le istituzioni" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

UN AGRICOLTORE DI TRAVERSELLA "Paghiamo salato quando siamo noi a sbagliare È chiaro che la regola non vale per le istituzioni" Pier Giorgio Giacchetto ha 34 anni ed è uno dei cento e più allevatori della Valchiusella rimasti senza i sussidi della Regione per il 2006. Lui e il fratello hanno un'azienda agricola a Traversella, con una quarantina di mucche e terreni fino a Vico Canavese. Quanti soldi vi spettano? "Almeno 1200 euro. Altre aziende devono ricevere molto di più. Per quelli come noi che hanno puntato su questo mestiere, il sussidio è più di una tredicesima: è una specie di stipendio aggiuntivo". Adesso, finalmente, sembra che la Regione abbia sbloccato i finanziamenti. Ma cosa ne dite di quello che è successo? "In realtà nessuno ci ha saputo spiegare cos'hanno combinato in comunità montana. Resta il fatto che ci sono tanti giovani che investono su un mestiere difficile come l'allevatore: invece di essere sostenuti abbiamo trovato chi ci ha messo i bastoni tra le ruote". C'è la filastrocca delle montagne che si spopolano e degli incentivi che bisogna offrire a chi invece decide di fermarsi a lavorare qui. Vi ci ritrovate? "Dopo quello che è capitato, assolutamente no. Già il nostro lavoro è più difficile in montagna che in pianura: i tempi della burocrazia sono più lunghi, le difficoltà ti scoraggiano. E devi sopportare situazioni come questa senza poterci fare nulla: se le istituzioni combinano un guaio non capita niente, invece se noi tardiamo un pagamento ci arriva la mora, o qualcosa di peggio". Cosa chiedete ora alla comunità montana? "Che sostenga quelli come noi. I posti di lavoro in Valchiusella ci sono e c'è gente giovane che ci crede: io ho mollato un impiego da cuoco per seguire l'azienda. Ci vorrebbe almeno uno sportello informativo per comunicare meglio con gli amministratori e i tecnici ed evitare problemi del genere". Voi alla fine farete causa? "Vedremo il da farsi, adesso cerchiamo di capire cosa succede con questi indennizzi. E chi ci assicura che non capiti la stessa cosa con quelli del 2007? La verità è che ci sentiamo presi in giro".

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Rabbia degli allevatori per i sussidi in ritardo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Pronti a chiedere i danni alla Comunità Montana" C'è chi, tra gli allevatori e gli agricoltori della Valchiusella, si è visto pignorare i terreni perché senza gli indennizzi della Regione non aveva soldi da versare all'Inps. E c'è chi ha promesso che farà causa alla Comunità montana, "perché è troppo sopportare il danno e la beffa. In tutte le valli il denaro è arrivato, adesso è giusto chiedere un risarcimento". E' la storia di un centinaio di aziende agricole tra Alice Superiore e Traversella che soltanto adesso - ma dopo mesi e mesi di proteste - potranno ricevere i finanziamenti del 2006 destinati a chi lavora in imprese di montagna disagiate e i relativi sussidi per gli alpeggi. Si parla di un pacchetto che sfiora i 200 mila euro. Bloccato, finora, negli uffici della Regione Piemonte per un pasticcio burocratico. In sintesi: per sveltire le pratiche, l'assessorato all'agricoltura aveva proposto alle comunità montane di anticipare gli indennizzi, prima della raccolta dei dossier che si riferiscono alle varie aziende agricole. "Invece, nella sede dell'ente montano di Alice Superiore i funzionari hanno voluto esaminare subito tutte le istruttorie - spiega Piermario Barbero, il funzionario della Coldiretti di Rivarolo che sta seguendo il caso - . E quando si è trattato di spedire tutto a Torino era troppo tardi: i soldi erano finiti". Nei giorni scorsi, la Regione è riuscita a dipanare la matassa e ha garantito ai sindacati e agli amministratori della Valchiusella che entro la metà di aprile allevatori e agricoltori riceveranno il tanto sospirato finanziamento. Un fondo speciale che le aziende della valle che vivono di bestiame e di natura considerano una vera e propria "manna". "Non si tratta soltanto di un contributo - spiega Barbero - è un sostegno fondamentale. Se mancasse molti farebbero fatica a tirare avanti. Infatti senza i soldi del 2006 il dieci per cento di queste aziende si è visto pignorare i terreni dagli esattori". Fa riflettere l'età media di questi imprenditori che hanno scelto di rimanere in valle per proseguire la tradizione di famiglia: più della metà non supera i 40 anni. Allevano mandrie composte da decine di bovini, le fanno pascolare sui terreni e negli alpeggi di loro proprietà, in più devono affrontare transumanze sempre più costose. Da tempo sono costretti al caro prezzi che investe anche questo mestiere antico e duro. Adesso tutti sperano che sia la volta buona, dopo tante pene. La loro rabbia l'hanno urlata più volte agli amministratori: "Perché tutto questo sta succedendo soltanto qui da noi, e non in altri Comuni del Canavese?". Il presidente della Comunità montana Valchiusella, Adriano Oberto Tarena, incrocia le dita: "Per fortuna sembra che tutto si stia risolvendo. E' stato davvero un caso di burocrazia, e se gli agricoltori si sentono danneggiati siamo i primi a suggerire che intentino causa per ottenere un risarcimento".

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Ci scrivono (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Trentino" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: LETTERE - data: 2008-03-29 num: - pag: 17 categoria: BREVI Ci scrivono VERSO IL VOTO Elezioni, che supplizio Oramai ci siamo, tra poco più di due settimane, milioni di italiani officeranno la processione. Il santo protettore? Probabilmente Silvio Berlusconi. D'altronde si sa, la stabilità politica della democrazia è tale da offrire continue alternanze e ribaltoni, mentre i problemi del nostro Paese persistono. Mi chiedo che significato abbia andare a votare. Perchè votare per delle persone scelte da altri? Comunque sia, chiunque vinca, la politica estera è già definita da tempo: la nostra servilità, chiedo scusa, la nostra alleanza col grande fratello stelle e striscie non è messa in discussione da nessun partito. E che dire della politica interna? Da cattolico non ho scelta ed ho perso ogni speranza in partenza. Che dire dei preti nostrani che si rifiutano di battersi contro le malefatte odierne? Dall'aborto al divorzio, dal precariato al diritto ad una casa, dalla giustizia sociale alla lotta contro l'usura ormai unica fede di questo stato e di questo mondo basato sulle banche. Se qualcuno intende trovare una buona anima nel mondo della politica si sbaglia di grosso. Le peggiori leggi sulla famiglia sono state promulgate coi governi di chi si proclamava cattolico per i cattolici. Guardando poi a chi cattolico non è, a dir poco mi cadono le braccia. Anche la politica ha perso il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista e mentre risiede imbonita nei salotti dell'alta finanza internazionale, la destra perde tempo coi tacchi a spillo dell'ultima arrivata alla ricerca dell'appoggio del borghese puritano di turno. Che dire, siamo ameri-cani anche in politica col Pd-Pdl falsa copia, ma non troppo, dei Democratici- Repubblicani. Sono stufo delle promesse elettorali, stufo di queste sagome che banchettano col nostro sudore. Fra poco sarà tutto finito, la processione avrà il suo patrono e il Partito democratico delle libertà andrà al potere e nulla cambierà. Andrea Giovanazzi, ROVERETO CONCERTO CONTESTATO Troppi soldi per Dylan Spendere tutti quei soldi per un cantante vecchio e ripetitivo come Bob Dylan mi pare un'esagerazione. Posso capire che ci sia un pubblico di affezionati sessantottini, ma non credo sia un sacrificio andare il giorno dopo a Bergamo. Siamo così ricchi da permetterci un concerto di quel costo? O forse è meglio pensare ai poveri, ai disoccupati, ai precari, ai malati, ai diversamente abili, a chi soffre. In Trentino ci sono molte persone che soffrono e non hanno il coraggio di dirlo, perchè pensano di perdere la loro dignità. è qui che deve essere presente l'ente pubblico, non a farci risentire Bloowin in the wind cantanta da un miliardario. Meglio cogli la prima mela di Branduardi... Demetrio Bertolini, TRENTO.

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Segue dalla prima le parole del lama (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue dalla prima le parole del lama Per esempio, ancora oggi le vittime della tragedia di Piazza Tiananmen che così negativamente ha condizionato le vite di tanti cittadini cinesi non hanno ricevuto né un'indennità né alcuna risposta ufficiale. Così come migliaia di cinesi che abitano nelle zone rurali subiscono ingiustizie per mano della burocrazia locale corrotta e che li sfrutta, ma le loro legittime lamentele vengono o ignorate o accolte con aggressività. Sono preoccupazioni che esprimo sia in quanto essere umano sia in quanto persona pronta a considerarsi un membro della grande famiglia che è la Repubblica Popolare Cinese. È per questo che apprezzo e sostengo la politica del Presidente Hu Jintao volta a creare una "società armoniosa", anche se tale società potrà nascere solo sulle basi della fiducia reciproca e in un'atmosfera di libertà, includendo la libertà di parola e il rispetto della legge. Credo fermamente che se verranno perseguiti tali valori, potranno essere risolti molte delle importanti questioni relative alle nazionalità minoritarie, come per esempio la questione tibetana, o quella del Turkistan dell'Est, o della Mongolia interna, dove la popolazione nativa attualmente costituisce solo il 20 per cento di un totale di 24 milioni di abitanti. Avevo sperato che la recente dichiarazione del Presidente Hu Jintao in base a cui la stabilità e la sicurezza del Tibet incidono sulla stabilità e la sicurezza del paese presagisse l'alba di una nuova era per la soluzione della questione tibetana. È un peccato che malgrado i miei sinceri sforzi di non separare il Tibet dalla Cina, le autorità della Repubblica Popolare Cinese mi continuino ad accusarmi di "separatismo". Inoltre, quando i tibetani a Lhasa e in molte altre parti del Tibet hanno manifestato spontaneamente per esprimere il loro profondo risentimento, sono stato immediatamente accusato dalle autorità cinesi di avere orchestrato le dimostrazioni. Mi sono rivolto a un organo competente perché indaghi su simile affermazione. Fratelli e sorelle cinesi - ovunque voi siate - è con grande inquietudine che mi rivolgo a voi per collaborare nel dissolvere le incomprensioni tra le nostre due comunità. E inoltre, mi rivolgo a voi per aiutarci a trovare una soluzione pacifica e duratura alla questione tibetana attraverso un dialogo in uno spirito di comprensione e di consenso. Con le mie preghiere, (traduzione di Tiziana Lo Porto) 29/03/2008.

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AUTHORITY, PRIMO FLOP (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'AGENZIA E LE MOZZARELLE AUTHORITY, PRIMO FLOP di MICHELANGELO BORRILLO S e l'obiettivo era quello di aggiungere una targhetta al citofono del palazzo dell'Università di Foggia, nulla da eccepire: sarà stato anche più facile portare a Parma - nel 2002 - l'Authority europea per la sicurezza alimentare che individuare la sede della sua interfaccia nazionale, ma ne è valsa la pena visto il raggiungimento di quanto prefissato. Se invece l'obiettivo è garantire la sicurezza alimentare dei consumatori italiani, allora quello che nel 2005 fu individuato come un Comitato di superesperti, poi con l'ultima Finanziaria è diventata un'Autorità per essere infine promossa Agenzia nazionale con il "milleproroghe" con tanto di dotazione finanziaria di 2,5 milioni l'anno, ha perso già la sua prima occasione: dire la sua sulla vicenda delle mozzarelle di bufala. Per accogliere la sede dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, Foggia ha sbaragliato la concorrenza di candidature eccellenti come Torino e Verona, vere e proprie capitali dell'agroalimentare made in Italy, ma anche di altre realtà del Mezzogiorno come Salerno, Reggio Calabria e Palermo. E lo ha fatto anche grazie al pressing del ministro per le Politiche agricole, il pugliese Paolo De Castro. Ottenuto il risultato, però, non è il caso che i mugugni delle città "sconfitte" si tramutino in critiche motivate. L'occasione della crisi della "bufala alla diossina" era ghiotta, tanto più che tra i territori della Dop Bufala Campana c'è anche la Capitanata. Sarebbe stato un segnale di efficienza della nuova istituzione ascoltare non solo i toni rassicuranti dei ministeri della Salute e delle Politiche agricole, ma anche quelli della neonata Agenzia per la sicurezza alimentare che a quei due dicasteri fa riferimento. L'Agenzia avrebbe guadagnato ben altra credibilità, se questo fosse stato il suo primo vagito, di quella che avrà dal pur autorevole convegno sul "futuro dell'agroalimentare in Capitanata" organizzato per il prossimo 4 aprile. Perché se è vero che toccherà al governo che sarà formato dopo le prossime elezioni emanare il decreto che trasferirà le riunioni del Comitato nazionale sulla sicurezza alimentare da Roma a Foggia (chissà perché tanta burocrazia per trasferire un "tavolo"), è altrettanto vero che quello stesso Comitato ha già un presidente (Aldo Grasselli) e si è già riunito due volte. E alle riunioni ha presenziato anche il rettore dell'Università di Foggia Antonio Muscio - che del Comitato fa parte - per il quale "siamo partiti con il vento in poppa - dichiarazioni alla Gazzetta del Mezzogiorno dopo la riunione del 18 marzo scorso - e siamo già entrati nel vivo delle funzioni dell'Agenzia". I consumatori italiani non se ne sono accorti. La speranza è che non debbano bussare a un citofono per avere risposte sulla sicurezza alimentare per la quale è nata a spesa dei contribuenti un'Agenzia nazionale - una volta tanto - con sede in Puglia. Fino ad ora è stato un onore, d'ora in poi è anche un onere.

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Blasoni: nessuna scorrettezza il provveditore: scelte autonome (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Blasoni: nessuna scorrettezza Il provveditore: scelte autonome IL CASO Da una parta la preside dello Stellini Anna Maria Germini che nega ai suoi studenti la possibilità di convocare l'assemblea d'istituto l'8 aprile per assistere a un dibattito tra i candidati sindaci organizzato nella sede del liceo scientifico Marinelli perché non reputa l'iniziativa possa essere formativa dal punto di vista culturale e civile. Dall'altra la dirigente dello Stringher Enrica Mazzuchin che, nell'ambito della consegna di un premio a tre studenti meritevoli, non nega al consigliere regionale uscente e candidato alle regionali Massimo Blasoni (Fi) di distribuire biglietti da visita a margine dell'incontro. Modi diversi di interpretare la vigilia delle elezioni a scuola che secondo il provveditore Stefano Caravelli rientrano "nell'autonomia di ciascun dirigente scolastico i quali peraltro - sottolinea - sono ovviamente responsabile delle loro scelte. Non esistono norme particolari che regolino il periodo pre-elettorale - prosegue Caravelli -, ma immagino che la Mazzucchin non fosse a conoscenza del fatto che durante l'incontro sarebbero stati distribuiti biglietti da visita o presunto materiale elettorale. Altrimenti sarebbe intervenuta preventivamente". E intanto sulla vicenda interviene anche lo stesso Blasoni. "Capisco - dichiara - che il clima della campagna elettorale sia arroventato. E sono abbastanza esperto da non farne una questione, né ingigantire la vicenda. Tuttavia è necessario dire le cose come stanno: nego nella maniera più assoluta di aver distribuito materiale elettorale o santini come riportato nell'articolo. Altrettanto mi assicurano i collaboratori che erano con me". "Un minimo - insiste il consigliere regionale uscente - devo alla verità dei fatti. Ho invece dato il mio biglietto da visita e, poiché si è parlato di giovani imprese che potevano nascere, mi sono reso disponibile a dare consigli ed informazioni". "Ho un unico dispiacere rispetto a una vicenda evidentemente ingigantita dal clima elettorale: sono passati in secondo piano i tre ragazzi premiati e il loro lavoro assolutamente degno di nota. Non mi pento - dichiara ancora Blasoni - di aver segnalato il fatto che la Regione fa troppo poco per i giovani e che vi è troppa burocrazia nel Paese nel mio intervento in occasione della consegna dei premi, che in massima parte ha riguardato il rapporto scuola-mondo del lavoro. Intervenissi nuovamente domattina, direi esattamente le stesse cose".

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CONFAGRICOLTURA: DUE GIORNI A SETTIMANA PERSI PER BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food CONFAGRICOLTURA: DUE GIORNI A SETTIMANA PERSI PER BUROCRAZIA (AGI) - Taormina (Me), 29 mar. - Ogni settimana, un'azienda agricola di medie dimensioni perde due giorni per adempiere agli obblighi burocratici. Il grido da'allarme lo lancia Confagricoltura, al termine del forum di tre giorni FuturoFertile, a Taormina. L'organizzazione di categoria chiede subito la semplificazione per limitare tempi e costi, nel contempo, sollecita i partiti ad aprire una nuova fase con un'Assemblea Costituente per accorciare la "catena democratica" e rinnovare il sistema politico. Mentre crescono gli adempimenti, infatti, aumenta anche l'apparato burocratico che li deve gestire ed effettuare i necessari controlli. Il tutto con una spesa a carico della fiscalita' generale. In questo senso, negli ultimi anni, si e' sviluppata una sussidiarieta' che e' andata in una doppia direzione: verticale, spostando molti centri decisionali e di gestione sul territorio, moltiplicandoli; orizzontale, trasferendo parte della gestione delle procedure burocratiche sulle Organizzazioni di rappresentanza, cui sono state attribuite varie funzioni svolte nel duplice interesse della struttura pubblica, che ha visto cosi' alleggerito il carico di lavoro, e degli agricoltori (associati a Confagricoltura e non), che hanno potuto avere servizi a prezzi concorrenziali. Questo processo di decentramento, se da una parte ha avuto il vantaggio di avvicinare il servizio amministrativo all'utenza e di alleggerire l'Amministrazione e anche di offrire servizi a prezzi concorrenziali agli agricoltori, ha portato pero' anche ad una moltiplicazione dei costi di gestione e ad un aumento dell'intreccio di competenze tra amministrazioni centrali e locali, che rischia di ingenerare confusione o, peggio, conflitti di poteri che nuocciono alla efficienza del sistema. In questo contesto, per Confagricoltura, va rivista e completata la riforma del Titolo V della parte II della Costituzione, approvata nel 2001: ripensare la distribuzione delle materie e delle competenze tra Stato e Regioni, al fine di valorizzare e razionalizzare i ruoli di ognuno. L'obiettivo e' quello di arrivare ad aprire una fase costituente per la riforma dell'ordinamento della Repubblica, con una razionalizzazione dei diversi livelli delle strutture pubbliche ed una ridefinizione dei ruoli e delle competenze degli enti locali. Un'Assemblea Costituente, nominata democraticamente, potrebbe ridisegnare completamente le regole attuali, a partire da un nuovo sistema elettorale, superare il bicameralismo perfetto, aumentare le capacita' di assumere decisioni da parte del Governo, ma evitando di andare verso un "presidenzialismo autocratico". (AGI).

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Avanti con l'eolico e il solare Diamo una mano all'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLITICA 29-03-2008 NUOVA CENTRALE INAUGURATA IN MOLISE Avanti con l'eolico e il solare Diamo una mano all'Italia ANTONIO GIORGI P er un Paese costretto a soddisfare con l'importazione (compresa quella di elettricità pura) l'ottanta per cento del fabbisogno energetico valutato in circa 200 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), la disponibilità di 38 megawatt elettrici aggiuntivi prevista per fine anno al completamento del campo eolico di Frosolone, in quel di Isernia, rappresenta pur sempre una goccia nel mare della necessità. Meglio di niente, certo. Meglio che accrescere le importazioni dalla rete europea alla quale siamo connessi nel bene e nel male, per cui può accadere che se la caduta di un albero interrompe una linea di trasmissione al di là delle Alpi noi restiamo al buio. Si è già verificato. Meglio che bruciare carbone o costosi idrocarburi, metano siberiano o petrolio mediorientale, la cui combustione necessaria a garantirci 38 megawatt elettrici immetterebbe annualmente in atmosfera 55 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Ma la doverosa presa d'atto degli sforzi che l'Enel conduce sul fronte dello sfruttamento delle energie rinnovabili (l'elettricità di Frosolone è pulitissima, verde al cento per cento, regalo prezioso del vento che muove gli aerogeneratori) non deve far perdere di vista la reale portata del problema energetico italiano, la difficoltà di prevedere soluzioni razionali a breve scadenza, la perenne esposizione al possibile ricatto degli esportatori che possono agire sia con la leva dei prezzi, sia con la minaccia di interrompere le forniture per ragioni politiche, strategicomilitari o di convenienza economica. Un Paese privo di indipendenza energetica, o non in grado di avvicinarsi all'autosufficienza, non sarà mai un Paese libero. L'Italia vive questa onerosissima condizione di libertà energetica vigilata, condizionata. Lo sfruttamento di ogni fonte alternativa, per quanto di modesta portata, è un dovere per i grandi produttori nazionali, i piccoli produttori in proprio, le famiglie che possono installare impianti fotovoltaici sufficienti ad integrare o a sostituire in toto i prelievi di elettricità dalla rete pubblica. Ci sono anche incentivi fiscali, benché l'accesso alle facilitazioni si trasformi talvolta in una odissea interminabile tra i meandri della burocrazia. Tuttavia è con i piccoli passi (un aerogeneratore dove le condizioni eoliche lo consentono, una serie di pannelli solari sul tetto di casa) che si tampona l'emergenza e si risparmia sull'import. Eolico e solare non sostituiranno mai i grandi impianti, le centrali cosiddette di potenza, dotate di alternatori da centinaia e centinaia di megawatt. Eolico e solare, per il cui sviluppo l'Europa saggiamente ci chiede di aumentare l'impegno, non portano neppure a chiudere ogni discorso su un capitolo scomodo e problematico, quello del nucleare. Per l'Italia sarà, forse, cosa di un domani remoto, tra 20 o 30 anni, oggetto di dibattito tra i nostri figli e i nostri nipoti. A noi, oggi, restano da fare i conti con la bolletta petrolifera e quella metanifera, con i timori per la salute dell'aria e dell'ambiente, con l'incubo di inverni al freddo e notti al buio se qualcuno, a migliaia di chilometri da qui, dovesse chiudere un rubinetto. Ben venga l'eolico con tutti i suoi limiti, con il fragore delle pale che girano vorticosamente, con l'impatto visivo delle torri e l'inevitabile offesa al paesaggio. C'è sempre un prezzo da pagare. Domani, chissà?, con l'idrogeno risolveremo tutto. Ma ancora nessuno ci ha spiegato come produrlo senza bruciare energia.

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AGRICOLTURA/ CONFAGRI: TROPPA BUROCRAZIA,110 GIORNI SPESI PER CARTE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

29-03-2008 12:38 Rivedere il federalismo e i rapporti tra gli enti locali Taormina (Messina), 29 mar. (Apcom) - "La burocrazia italiana per le imprese agricole rappresenta un grosso fardello per la crescita e centodieci giorni all'anno dedicati soltanto alle carte sono davvero troppi". A sottolineare una delle principali anomalie del sistema italiano è il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che, dal palco del forum 'Il futuro fertile', a Taormina, ha posto l'accento sulla necessità per le aziende agricole italiane della semplificazione burocratica "per limitare tempi e costi e aumentare la competitività". Vecchioni è tornato sui difetti del federalismo e del Titolo V: "Occorre rivedere il sistema perché bisogna superare la conflittualità di organismi come la conferenza Stato-Regioni", ha detto Vecchioni che ha rilanciato l'idea di una assemblea costituente per "ridisegnare completamente le regole attuali, a partire da un nuovo sistema elettorale". Vecchioni ha spiegato quali sono i principi ispiratori del nuovo schema istituzionale secondo Confagricoltura. Un sistema elettorale di tipo europeo; il rilancio del ruolo del Parlamento che superi l'attuale bicameralismo perfetto; più potere per il Governo evitando un presidenzialismo autocratico; stabilire un numero di parlamentari e stipendi sulla base di valutazioni di efficienza e congruità; più chiarezza nell'approvvigionamento delle risorse dei partiti e nella rendicontazione delle spese; definire un sistema politico semplice che favorisca l'alternanza delle forze e la convergenza sui grandi obiettivi per il Paese; ridurre le Province, istituire le città metropolitane e accorpare i Comuni più piccoli; spostare alla dimensione nazionale le grandi responsabilità come la politica economica, la sicurezza, la sanità, l'istruzione ridefinendo ruolo e competenze degli enti locali; promuovere il merito, la concorrenza e l'uguaglianza delle opportunità. "Sesi parla di ricchezza - ha detto Vecchioni - ci si riferisce anche a un patrimonio culturale e, per crearla, occorre più rispetto per gli imprenditori e meno sospetto. Noi diciamo no ai dazi e alle barriere perché il mercato è il mercato, ma chiediamo reciprocità delle regole. Per noi, chi sfrutta il lavoro dei minori non è un vero competitor ma un malfattore. Vogliamo una politica attenta ai temi agricoli - ha concluso Vecchioni rivolgendosi direttamente a Silvio Berlusconi presente in platea - soprattutto ora che le materie prime incidono sui prezzi degli alimentari. Abbiamo bisogno di un presidente del Consiglio che, quando parla di bilancio agricolo, dica che la tutela dell'agricoltura rappresenta la tutela di tutta l'economia".

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Termalismo in crisi? <Persi 25 mila ospiti> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONTEGROTTO L'argomento ha tenuto banco al consiglio comunale aperto al quale ha partecipato anche il presidente dell'Azienda turismo Termalismo in crisi? "Persi 25 mila ospiti" Albertin non ha dubbi sulla flessione. Lonardi parla di un incremento degli arrivi. Manzolini: tenere alto l'appeal delle Terme MontegrottoIl termalismo è veramente in crisi? Sì. Nulla di nuovo al Consiglio comunale aperto che si è tenuto giovedì sera al Palazzo del Turismo di Montegrotto. Anzi, viene quasi da chiedersi se ci fosse proprio bisogno di indire una seduta straordinaria per rispondere ad una domanda così semplice visto che tra la dozzina di persone che hanno preso la parola al dibattito solo il presidente dell'Azienda Turismo Ubaldo Lonardi ha avuto il coraggio di dire che "la crisi non esiste". Soggiorni sempre più brevi, tedeschi quasi scomparsi dagli hotel del bacino euganeo, introduzione dell'euro e crisi economica. Cose note, arcinote per gli attori dello sviluppo termale ma dopo gli accesi battibecchi tra il sindaco di MontegrottoLuca Claudio, il presidente della Provincia Vittorio Casarin e lo stesso Lonardi qualche precisazione risulta necessaria. E l'affollata sala panoramica del Palaturismo ha dimostrato ancora una volta che le sorti del termalismo stanno a cuore a molti. Il vero problema è che si sarebbe potuti andare avanti per tutta la notte a ripetere gli stessi concetti con parole diverse: la causa di una crisi come quella del bacino termale non è mai una sola ma inquadrare il problema non è poi così difficile.Tutti impegnati a dare la propria lettura della crisi. Tutti, eccettoLonardi, l'unico a sostenere che di crisi alle terme non si può proprio parlare. "Sicuramente non c'è crisi altrimenti non potremmo mai registrare un incremento degli arrivi - ha spiegato Lonardi mostrando slide fitte di numeri e di statistiche - le terme continuano ad aver il loro appeal altrimenti non ci sarebbero quindi incrementi". Ma di certo quando gli albergatori e gli attori dello sviluppo termale parlano di crisi non si riferiscono solo ai freddi numeri. Si parla di crisi per intendere mancati guadagni per gli hotel, diminuzione dei giorni di soggiorno, assenza quasi totale dei clienti che scelgono ancora oggi i pacchetti di cure termali. "Esiste una crisi percepita e una crisi reale - ha poi continuatoFlavio Manzolini, assessore provinciale alle Attività Produttive - sogno una indagine seria sui punti di forza e su quelli di debolezza del bacino. Ma dobbiamo anche chiederci: le strutture non sono in alcuni casi troppo vecchie? Stiamo lavorando nella giusta direzione per mantenere alto l'appeal delle terme?".A scagliare accuse al modo di fare impresa del turismo italiano è stata inveceGiulia Zanettin, presidente della sezione Terme e Turismo di Confindustria e nota albergatrice di Montegrotto. "Non possiamo tollerare che in Italia ci siano 400 assessori al turismo e più di 10 mila enti che si occupano della questione - ha spiegato - il mercato vuole le imprese sempre più indipendenti ed autonome, se le associazioni sono necessarie devono essere a livello nazionale, di ampio respiro". Inevitabilmente le critiche di chi è intervenuto al Consiglio comunale hanno peso di mira anche una politica che ha complicato non poco la vita alle imprese. "Come possiamo vincere la concorrenza delle terme della Croazia e dell'est Europa? - si è chiestaEliana Maschio, assessore all'Urbanistica di Teolo - di certo non vinceremo nessuna partita fino a quando ci sarà una burocrazia che soffoca le nostre imprese". A gettare invece una provocazione, l'unica della serata, è stato il presidente dell'Associazione degli AlbergatoriGiuseppe Albertin. "Sono pronto a marciare a piedi scalzi al palazzo della Regione Veneto se le istituzioni non vorranno ascoltare la nostra voce - ha spiegato - certo che c'è crisi. Dal 2001 al 2007 si sono persi 25 mila ospiti, il che significa 20 aziende vuote o costrette a chiudere". Se questa non è crisi.Riccardo Bastianello.

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L'agricoltura soffre burocrazia e costi eccessivi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli operatori presenti ad Agrimont denunciano una difficile situazione anche se si moltiplicano le nuove iniziative L'agricoltura di montagna soffre, ma cerca in ogni modo di guardare al futuro con ottimismo. Puntando sulla qualità e sui prodotti di nicchia. E' questa la sensazione che emerge girando tra i diversi stand di Agrimont, la mostra dell'agricoltura di montagna."Quello su cui bisogna puntare nel Bellunese è il collegamento stretto con il territorio dice Stefano Sanson, amministratore della cooperativa La Fiorita di Cesiomaggiore e insegnate all'istituto agrario di Feltre Turismo e agricoltura devono andare a braccetto. Penso al turismo gastronomico, che sta andando tantissimo, ma anche al recupero delle biodiversità. Il nostro territorio ha delle opportunità grandissime in quanto i suoi punti di debolezza, come la mancanza di superfici estese, possono essere di punti di forza formidabili. La mancata industrializzazione dell'agricoltura nel Bellunese, infatti, ha permesso di conservare delle produzioni minori che sono interessantissime".La conservazione e la rivalutazione delle produzioni di un tempo costituiscono parte essenziale proprio dell'attività de La Fiorita, cooperativa nata nel 1977 con una trentina di soci e oggi composta da 152 aderenti. "A gennaio abbiamo dato vita al consorzio di tutela del mais sponcio dice il presidente Eugenio Garlet ma la nostra ricerca del meglio è costante. Dopo la valorizzazione di orzo e farro, a fine 2007 abbiamo proposto il caffè d'orzo per moka e qui ad Agrimont proponiamo confezioni di salatini a diversi gusti: cipolla, sesamo, peperoncino, rosmarino, girasole". Tutto bene dunque? Non proprio tutto. Garlet lancia anche un allarme. "Bisogna fare molta attenzione dice il presidente de La Fiorita il nostro territorio è pressoché intatto e le nostre produzioni biologicamente ottime. Il pericolo è che qualcuno, che viene a insediarsi qui da fuori, non sia altrettanto rispettoso di territorio e produzioni".La fatica del portare avanti produzioni di qualità è anche quella di Giorgio De Martin, casaro della latteria La Genzianella di Padola. "Un tempo in Comelico ogni paese aveva la propria latteria dice De Martin Ora è rimasta la nostra, frutto della fusione, circa 25 anni fa, di quelle di Padola, Casamazzagno, Candide e Dosoledo. La nostra è una realtà composta da 17 soci e lavoriamo circa 20 quintale di latte al giorno. Commercializziamo i nostri prodotti, soprattutto il Val Comelico, in Cadore. Ma le difficoltà non mancano. Molte dice De Martin sono quelle di ordine burocratico. E anche con i costi non si scherza: basti pensare che lo scorso anno solo per smaltire il siero abbiamo speso 45 mila euro". Rino Scagnet vende macchine speciali per operare in montagna, macchinari per spaccare la legna, trattorini, rasaerba. "E' un'attività cominciata negli anni '50, quando mio nonno costruiva i carri per i cavalli. Negli ultimi anni c'è stato un aumento nell'acquisto privato di macchinari per tagliare e trasportare la legna perché, con il costo sempre in aumento del gasolio, cerca di arrangiarsi almeno un po'. Ma un'attività su larga scala per il mantenimento della montagna manca. Quello che è in aumento, invece, è l'attrezzatura per il giardinaggio".In grande aumento, costante di questi ultimi anni, è anche l'utilizzo delle bioenergie. "Sono sempre di più coloro che utilizzano pannelli solari, termocucine e caldaie a biomasse" conferma Francesco Busana, dell'omonima azienda di Mel. Così come sono sempre di più coloro che puntano su un turismo semplice, desideroso di riscoprire il territorio, le radici, la storia. Una bella opportunità è quella offerta dallo stand della Comunità Montana Longaronese Zoldano che propone Sentieri facili. "Si tratta di una guida spiega la vice presidente Lucia Colussi che propone 28 itinerari ricavati sugli antichi sentieri del Longaronese e dello Zoldano. E' un progetto che nasce dalle richieste dei turisti che frequentano queste montagne".Ilario Tancon.

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Lusetti punta sulle strade <Porterò sul territorio i fondi per la Pedemontana> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lusetti punta sulle strade "Porterò sul territorio i fondi per la Pedemontana" Il candidato del Pd Una prima tappa comasca nel 1984 quando, da segretario nazionale dei giovani della Democrazia cristiana, organizzò un corso di formazione politica al Castello di Urio. Lo stesso dove la sua collega di partito, Paola Binetti, si riuniva con l'Opus Dei. "Epoche diverse", ha ricordato ieri, tornato sul Lario, Renzo Lusetti, candidato del Pd, nel collegio Lombardia 2, per le prossime elezioni politiche. Un'ottava posizione gli garantisce un sicuro ritorno a Montecitorio. "Como può considerarmi un suo candidato - ha detto il deputato - Ho girato molto l'Italia e come prima cosa mi sono sempre integrato con il territorio". Lusetti conosce bene le problematiche locali. "È necessario che la provincia abbia le infrastrutture che chiede da tempo. Il governo uscente - dice - ha sbloccato i finanziamenti per la Pedemontana. Mi attiverò personalmente per sbloccare i fondi per il completamento delle opere, e per la terza corsia della A9". Discorso diverso per l'altra grande piaga viabilistica del territorio, la statale Regina. "Nell'immediato - dice Lusetti - per decongestionare la strada va pensato un potenziamento del trasporto su acqua a costi accessibili. Poi trovare finanziamenti per interventi viabilistici seri". L'emergenza criminalità, lamentata da molti sindaci lariani, può avere due risposte. "La prima riguarda un necessario rafforzamento della collaborazione tra le forze dell'ordine e le varie polizie locali che devono avere più fondi. In secondo luogo - ha aggiunto il deputato del Pd - bisogna favorire l'associazione dei comuni, così si avranno meno costi e più servizi di controllo". Lusetti guarda anche alle imprese del territorio. "Bisogna annullare la burocrazia - ha detto - quindi lavoreremo perché la nascita di nuove aziende avvenga in breve tempo. La piccola e media impresa meritano incentivi fiscali che abbassino il costo del lavoro e aumentino le contribuzioni dei dipendenti". Messaggi chiari in una zona che storicamente non ha mai premiato il centrosinistra. "In questi anni non si è fatto squadra - ha chiuso il deputato - con il Pd abbiamo superato le divisioni, ora arriveranno i risultati". Davide Cantoni Nella foto: Il candidato del Pd, Renzo Lusetti (Baricci) Home Settore in crisi se non ritoccano gli stipendi e i mutui Carboncini: "Edilizia a crescita zero già quest'anno" Villa Carlotta, esempio europeo di tutela del patrimonio "La famiglia è una Quella tradizionale" Un logo e tanti eventi per il 60 della Costituzione La casa del futuro taglierà le bollette Due nuovi acquedotti per i comuni lariani "I livelli del lago sotto la media saranno la normalità".

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Spedizione sull'Everest adesso la strada è aperta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Via libera per i tre alpinisti dal governo nepalese Spedizione sull'Everest adesso la strada è aperta CortinaMarco Sala (San Vito) Renato Sottsass (Cortina) e Cristian Corazza (Zoldo) i tre alpinisti bellunesi che hanno organizzato per aprile una spedizione verso l'Everest e che hanno rischiato di non poter partire a causa delle note vicende del Tibet, hanno ottenuto proprio ieri dal Governo nepalese il permesso di accedere alla vetta per la parete sud. "E così non varcheremo neppure i confini tibetani", commentano. Finalmente una buona notizia per il gruppo che stava pensando di partire ugualmente nonostante fossero stati sconsigliati da più parti. Il programma di avvicinamento è già stato approntato. Spiega Marco Sala: "Arrivati a Katmandu raggiungeremo Lukla a quota 2800 metri utilizzano un piccolo aereo. Da lì in poi inizieremo una lunga marcia che ci condurrà al campo base dell'Everest lungo la magnifica vale del Khumbu. Assieme ai trekkers, una volta raggiunta Namce Bazar, abbandoneremo il percorso classico dell'Everest spingendoci verso Thame e la valle del Bote Khosi da dove dovremo varcare due alti passi di 5.500 metri circa prima di raggiungere il campo base". In questo modo contano di acclimatarsi al meglio così da poter iniziare la salita verso la pericolosa seraccata (la famosa Icefail dell'Eveerest) già verso il 20 di aprile. Infatti il permesso rilasciatoci prevede una restrizione dal 1 al 10 maggio. "Durante tale data dovremo forzatamente rimanere fermi al Campo Base. Un divieto non da poco, considerando che la prima finestra utile per tentare la salita dell'Everest cade proprio in quei giorni. Un'ulteriore difficoltà quindi ostacolerà la nostra già impegnativa salita. Siamo comunque fiduciosi e carichi per affrontare questa ennesima avventura. Burocrazia consentendo cercheremo di dare il possibile per raggiungere l'obiettivo".N.M.

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CASE SICURE , ARRIVA IL BOLLINO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Case sicure", arriva il bollino FILOMENA LABRUNA L'Irpinia approva il "bollino per gli alloggi sicuri". I nuovi obblighi per la sicurezza degli impianti negli immobili in vendita vengono accolti positivamente dalle organizzazioni sindacali e di categoria. Il presidente dell'associazione costruttori, Domenico Piano, considera il provvedimento un ulteriore atto di responsabilità dell'impresa. "Siamo già chiamati - spiega Piano - a rilasciare documenti attestanti la conformità degli impianti. Di nuovo oggi c'è l'obbligo della certificazione che può creare problemi solo alle aziende che lavorano non rispettando i parametri necessari a rendere gli alloggi sicuri". Piano spiega che per i vecchi impianti si potrà presentare un "certificato di rispondenza", accertando in sostanza che la rete idrica, elettrica o l'ascensore era in regola al momento della costruzione. Il timore che gli immobili possano diventare "invendibili" per tutte le certificazioni richieste viene fugato dal presidente dell'associazione dei notai Francesco Pastore. "A parte la derogabilità che è prevista - afferma il notaio Pastore - bisogna evidenziare che viene assicurata la trasparenza della vendita. Le parti devono essere informate della necessità di produrre gli atti che attestano il fatto che gli impianti siano a norma, un dovere per il venditore, una garanzia per l'acquirente". "La certificazione degli immobili - affermano Troise e De Feo della Sicet Cisl e Feneal Uil - rappresenta un passo in avanti nella prevenzione degli incidenti domestici che sono numerosissimi. Molte disgrazie potevano essere evitate se gli impianti fossero stati in regola". Pasquale Petruzzo di Fare Verde accoglie con entusiasmo la rivoluzione del mercato immobiliare che dice addio agli allacci abusivi e alle strutture non in regola. Salvatore Mirabile, presidente provinciale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali, si sofferma sulle difficoltà pratiche legate all'applicazione di questo decreto. "Il provvedimento in materia di sicurezza - afferma Mirabile - è positivo e ci mette all'avanguardia rispetto ai paesi europei, ma è innegabile che vi saranno difficoltà e ritardi nella vendita degli alloggi soprattutto per i proprietari che possono non essere immediatamente nelle condizioni di reperire le documentazioni. Bisogna anche tenere presente che aumenteranno le spese a causa di un ennesimo aggravio della burocrazia". Elio Amodeo, responsabile di Assocasa sottolinea che con l'entrata in vigore del decreto 37 si potranno avere più garanzie sulla conformità degli impianti.

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<Aprire un'azienda in un giorno, senza burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Aprire un'azienda in un giorno, senza burocrazia" È il sogno-obiettivo dell'ex presidente di Confindustria e Federmeccanica entrato nella competizione politica Massimo Calearo pensa di essere l'uomo giusto per spiegare la "questione nord est" a Roma?"Premetto che io non mi sono candidato, mi è stato chiesto. Per quanto riguarda il fatto di portare le istanze del territorio in parlamento, mi rendo conto che sono anni che non c'è una rappresentanza forte del nord est a Roma. Io posso rappresentare la piccola e media impresa senza essere fagocitato dal sistema. E avendo vissuto per anni in Federmeccanica so come si vive nella capitale".D'accordo, non ha chiesto lei di essere candidato, ma qualcosa deve pur averla convinta. Cosa in particolare del programma di Veltroni?"Il Partito democratico è l'unico partito evoluto che c'è attualmente in Italia. Da una parte ha un programma moderno e europeo, molto vicino ad un'idea di Blair e Zapatero, dall'altra vedo gente nuova, come Colaninno e Veronesi, gente che ci mette la faccia. Da quando ho iniziato a confrontarmi con le persone, con gli elettori, mi sono accorto che metterci la faccia paga. Negli incontri che ho avuto in questi giorni, si vedeva la differenza tra chi si propone in prima persona e qualche collega invidioso sempre pronto a lanciare frecciate, senza farsi vedere".Torniamo al programma, in relazione alle aziende. Due cose che l'eventuale governo Veltroni dovrebbe fare subito."Noi abbiamo parlato di federalismo fiscale, di pagare meno tasse per pagarle tutti, di riuscire ad aprire un'azienda in un giorno con la diminuzione della burocrazia e l'incremento delle autocertificazioni".È sufficiente per convincere i suoi amici imprenditori che magari votano da sempre a destra?"Credo che nella vita bisogna predicare bene e razzolare bene. La mia intenzione è di fare gli interessi delle aziende del nostro territorio".Ma pensa che la voteranno per amicizia, perché hanno fiducia in lei o magari perché Veltroni è riuscito un po' a fare breccia?"Rispondo a questa domanda leggendo alcuni messaggi che mi sono arrivati in questi giorni sul telefonino. "Molti mi chiedono cosa voterò. Votare il PD è votare a destra perché è a destra di Bertinotti"; "Meglio votare qualcuno di conosciuto di centrosinistra che non uno sconosciuto di destra"; "Hai sempre avuto fiuto negli affari e in Confindustria, ti voto perché sono sicuro lo avrai anche in politica". E messaggi di questo tono ne ho a decine. E assicuro che provengono da imprenditori che hanno sempre dato il loro voto al centrodestra".E l'elettorato veneto che ha conosciuto in questa campagna elettorale, come le sembra? Arroccato nelle proprie posizioni, deluso, possibilista?"È una settimana che faccio campagna elettorale, girando mercati e imprese. Nella gente vedo tanta curiosità e anche riconoscenza. Quando spieghi il programma e dici che comunque rimarrai con le radici ben salde sul territorio, mi dicono "ti voto". Io so di essere un personaggio scomodo per molti imprenditori e per i comunisti, per la destra ma anche per un certo tipo di sinistra. Per questo il Pd è la vera novità: mette assieme l'impresa e il lavoratore, unisce invece che - mi passi il termine - "baruffare". Spiegare che vogliano mettere assieme le idee e trovare le soluzioni è un punto di forza. Dall'esperienza sul campo e dai messaggi sul sito che ho aperto ho raccolto le impressioni della gente: la gente è stanca di guerre e risse e vuole la possibilità di un futuro".Da Vicenza sono partiti altri candidati suoi avversari, alcuni dei quali politici svezzati, pronti a portare la voce del Nord a Roma. Che differenza c'è tra lei e loro?"Non credo che valga la pena di dare giudizi sugli altri. Penso a fare la mia campagna elettorale e a portare le mie idee. Saranno gli elettori a rispondere".Chi vincerà le elezioni?"Non ho la sfera di cristallo ma(ride) ovviamente non mi sono messo in politica per perdere. Credo comunque che proprio queste ultime due settimane siano quelle decisive. Quindi, ci rivediamo il 14".Pietro Rossi.

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MA C'è IL REBUS DEI CONTROLLI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ma c'è il rebus dei controlli Camere di Commercio, vigili urbani e ispettori Asl, sono gli organi che, in base al decreto appena entrato in vigore, dovranno controllare l'esistenza e la regolarità della certificazione sulla sicurezza degli impianti negli alloggi da locare o da vendere. Le sanzioni previste vanno da cento a diecimila euro. Il presidente della Camera di Commercio di Avellino, Costantino Capone, chiarisce il ruolo dell'ente camerale. "Non siamo chiamati ad effettuare i controlli - dichiara Capone - ma esiste solo un obbligo di iscrizione alla Camera per i soggetti abilitati ad effettuare la certificazione". "Siamo ancora in attesa della circolare da parte del Ministero dello sviluppo economico - continua Capone - in cui saranno certamente chiariti ruoli e responsabilità". "Mi auguro - conclude il presidente dell'ente di Piazza Duomo - che non si tratti di un ennesimo aggravio della burocrazia che finirebbe per pesare sulle tasche della popolazione". Rimane, dunque, il rebus dei controlli. I problemi relativi alla carenza di organico dei vigili urbani ad Avellino, sono noti da tempo. Il comandante della caserma di Largo Santo Spirito, Carmine Tirri, alle prese con i problemi quotidiani legati al piano degli ordini di servizio, afferma: "Non conosco ancora nei dettagli il testo, mi riservo di approfondirne ogni aspetto relativo ai controlli per interessare eventualmente anche l'ufficio legale del comune. Credo che le verifiche riguardanti la certificazione degli impianti richiedano competenze tecniche specifiche". Sarebbe, dunque, un ulteriore aggravio per il comando dei vigili urbani di Avellino che con sessanta unità riesce faticamene a coprire i servizi primari relativi alla viabilità, al controllo delle targhe alterne e dei parcometri. Recentemente sono arrivati "i rinforzi". "Cinque unità - spiega Tirri che non sono sufficienti a colmare una carenza d'organico nel corpo della polizia municipale che supera il quaranta per cento. Naturalmente in una situazione difficile come la nostra si tratta di risorse importanti". Il problema della carenza degli ispettori riguarda anche l'Asl di Avellino e allo stato attuale le disposizioni regionali bloccano ogni eventuale nuova assunzione. fi.la. Anche i vigili urbani avranno il compito di controllare le case.

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GIANNI COLUCCI CONFINDUSTRIA IN CAMPO, APPELLO IN TREDICI PUNTI AI CANDIDATI DI CAMPANIA 2 E PER (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIANNI COLUCCI Confindustria in campo, appello in tredici punti ai candidati di Campania 2 e per il Senato. Agostino Gallozzi, presidente degli industriali della provincia di Salerno, detta l'agenda delle priorità e chiede attenzione a chi si candida a guidare il Paese. Ma è un impegno "etico" che chiede ai chi si candida a governare il Paese, partendo da questioni concrete come i salari, lo sviluppo, l'impatto sulla popolazione degli impianti industriali, di trattamento dei rifiuti e di produzione dell'energia.Responsabilità dell'impresa dove il profitto non fa velo sulle questioni sociali. L'occupazione. Gallozzi propone un Patto per lo sviluppo "in grado di proiettare ulteriormente Salerno e la sua provincia verso gli orizzonti della competizione nazionale ed internazionale, puntando alla crescita delle imprese come risposta concreta alla domanda occupazionale". Ma riflette anche sulla congiuntura negativa richiamando l'attenzione sul "carovita" e lo scarso potere d'acquisto dei salari, sull'impossibilità per le imprese a farvi fronte e quindi propone una politica di detassazione che rilanci i consumi anche per scongiurare pericoli "per la coesione sociale". "C'è troppa sproporzione tra il costo complessivo del lavoro ed il "netto" che finisce in busta-paga, oltre, naturalmente, all'abnorme prelievo fiscale sul datore di lavoro (vedi, per esempio, alla voce Irap)", dice Gallozzi. Il rilancio. "Non si tratta di una piattaforma programmatica che, del resto, sarebbe impropria o, comunque, non del tutto consona al ruolo associativo - avverte Gallozzi - ma dell'indicazione di alcune priorità che si ritengono fondamentali per il rilancio economico e produttivo della provincia di Salerno, del Mezzogiorno e del Paese nel suo complesso". Ai tredici punti che vanno dal maggiore impegno per le infrastrutture, alla sanità, alla scuola e alla ricerca ai tempi della burocrazia, Gallozzi, aggiunge riflessioni anche di contesto. Siamo "in un territorio fortemente condizionato da un basso tasso di crescita" e urge un "un modello di sviluppo capace di generare vera ricchezza, posti di lavoro qualificati e quindi buona economia". Per Gallozzi è individuabile "nella centralità dell'industria manifatturiera, compatibile con il territorio" uno dei fulcri della ripresa perchè "in grado di stimolare un significativo indotto". E aggiunge: "Credere che la produzione di ricchezza sia delegabile ai servizi ed al turismo (che restano - sia ben chiaro - anelli fondamentali della catena dello sviluppo economico) è un errore che purtroppo è stato reiteratamente commesso. È, quindi, indispensabile recuperare la consapevolezza che senza industria in senso stretto non si "costruisce" un Pil adeguato alla domanda di occupazione e di crescita socio-economica". Centralità dell'impresa. Ma richiama anche l'attenzione sulla "Centralità dell'impresa come motore dello sviluppo. Le imprese scontano spesso una anacronistica marginalizzazione: non vengono percepite per il contributo che conferiscono alla ricchezza e alla prosperità dei territori. Senza imprese non c'è progresso. Senza imprese non c'è lavoro. Sembra un'ovvietà, ma gli imprenditori continuano a scontare sulla propria pelle ritardi ed inadempienze che poi danno seguito a percorsi di allontanamento e di delocalizzazione comprensibili sotto il profilo delle scelte meramente economiche e gestionali". ma è anche un forte richiamo alla responsabilità dell'impresa quello di Gallozzi: "Gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte, avendo abbandonato da tempo tentazioni "assistenzialiste"". Un appello alla corresponsabilità "nel tentativo di ricostruire con il territorio un "accordo fiduciario" fondato sulla valenza istituzionale della rappresentanza parlamentare. Non più divisioni strumentali, ma un chiaro disegno condiviso con le parti sociali per riannodare i fili della governance dei processi decisionali". Quindi la sinossi delle emergenze. Sulla sicurezza sul lavoro con un nuovo modello di prevenzione: inutile il solo inasprimento delle sanzioni; quindi servizi pubblici efficienti, infrastrutture moderne, una più stretta sinergia fra sistema delle imprese e mondo della ricerca. Poi la richiesta di una formazione adeguata alle esigenze delle imprese e la disponibilità delle risorse energetiche con la parallela salvaguardia della salute dei cittadini. Gallozzi vuole il termovalorizzatore ma anche un ciclo integrato dei rifiuti. La bussola etica. E richiama l'attenzione alla criminalità che trova terreno fertile "quando si favoriscono meccanismi economici distorti, ma anche attraverso una cattiva amministrazione della cosa pubblica". Propone incentivi e fiscalità compensativa per le imprese e un corretto utilizzo dei fondi strutturali. Nell'elenco immancabile la sanità e il turismo che oggi vivono difficili momenti. Guarda all'ago di una "bussola etica", Gallozzi, e auspica "che su questi punti programmatici si possa sviluppare un dialogo operativo, non demagogico o strumentale". Il termovalorizzatore di Brescia.

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PDL: FONDI UE, SUBITO UN'AGENZIA ANTI-SPRECHI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pdl: fondi Ue, subito un'agenzia anti-sprechi CORRADO CASTIGLIONE Fondi europei spesi male, parcellizzati in mille progetti che da soli non creano né sviluppo né profitti, o semplicemente utilizzati in maniera inopportuna come è accaduto con investimenti in opere che si sarebbe potuto finanziare attraverso canali ordinari: un esempio? Il restauro di Palazzo Fuga. Il Pdl passa all'attacco sulla spesa dei fondi strutturali, guardando ai sei anni passati e lanciando l'allarme per un rischio che potrebbe ripetersi con le risorse messe a disposizione dall'Europa per il 2007-2013. E alla denuncia accompagna una proposta: l'istituzione di un'agenzia indipendente di valutazione che affianchi il lavoro svolto dagli uffici del governo regionale, favorendo il confronto prima delle scelte. Insieme ad una banca progetti, pronta a sopperire alla lacuna di progettazione esecutiva con la quale spesso la Campania ha dovuto fare i conti. A presentare la proposta sono stati i candidati del Pdl Paolo Russo, Stefano Caldoro, Mario Landolfi, Marcello Taglialatela, Sergio Vetrella e Alfonso Papa. Da scenario gli interni della motonave Snav Sicilia. Nell'obiettivo - come ha sottolineato Russo - di "mettere in agenda temi importanti e non parlare soltanto delle questioni ambientali che stanno sommergendo la regione". Caldoro si è soffermato sulle caratteristiche dell'agenzia: le funzioni dell'organismo dovrebbero essere di indirizzo, valutazione e coordinamento in materia di progetti riguardanti opere realizzabili con l'utilizzo di risorse europee: "L'attuale programmazione è troppo localistica e non fa che generare sistemi clientelari". Due le missioni: valutare per scegliere tra opzioni alternative, ovvero costruire un sistema che razionalizzi e legittimi il processo decisionale; valutare per rendere conto a soggetti esterni (cittadini, utenti, consumatori, istituzioni): valutare per descrivere e misurare le realizzazioni prodotte, per renderne conto agli stakeholders (clienti, fornitori, finanziatori) e alla cittadinanza. Ultima notazione: "Non sarebbe un nuovo carrozzone perché l'obiettivo è di costituirla a costo zero". Dal canto suo Taglialatela aggiunge la proposta di istituire una "banca progetti": "Il fallimento della gestione dei fondi europei per gli anni 2000-2006 è destinato a ripetersi se si continuano a presentare, come si sta facendo, progetti che non hanno niente di strategico". Per Landolfi "è a partire dal metodo che il sistema bassoliniano sbaglia, perché la selezione dei progetti da finanziare con risorse europee viene fatta soltanto dalla giunta senza il coinvolgimento del Consiglio regionale". Nel pomeriggio l'altro dibattito, sulla legalità, cui ha partecipato anche il prefetto antiracket Raffaele Lauro, candidato al Senato. "Il Mezzogiorno - ha detto Lauro - rischia di affondare sotto la questione criminale, causata da una delinquenza organizzata, fatta di relazioni, di interessi e di intrecci con una burocrazia collusa, con una struttura complessa economica e sociale. Allora il problema di colpire le ricchezze illecite, sotto tutte le forme, è diventato preliminare e strategico, se si vuole far ripartire lo sviluppo in Campania e nel Sud".

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<Ecco le nostre quattro scommesse: ma ora basta con la burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO DI BENEDETTI, LEADER DELLA DANIELI "Ecco le nostre quattro scommesse: ma ora basta con la burocrazia" ButtrioNOSTRO INVIATO(mb)Ultima chiamata per le imprese, ma anche per il Sistema Italia. Gianpietro Benedetti, presidente del Gruppo Danieli, non usa mezzi termini davanti al Capo dello Stato: "Eravamo in cinque competitori al mondo, siamo rimasti in tre con tedeschi e austriaci, anzi solo con i tedeschi che si sono comprati gli austriaci. E tutti fabbricano diligentemente", come campeggia nello slogan a tutta parete davanti alla platea della Sala del mappamondo, al quartier generale Danieli. Una realtà, quella della competizione globale, che "per la prima volta da un secolo a questa parte assiste a un macrociclo economico determinato da eventi diversi dalla guerra", e cioè "dal cambiamento delle condizioni sociali in Cina, India, Russia e Brasile".E se è vero che Danieli è riuscita ad affermarsi all'estero, tuttavia "dobbiamo migliorare ancora, siamo all'80 per cento di ciò che è in nostro potere fare". La situazione è ogni giorno più difficile, visto che "il prodotto interno lordo passerà nel giro di cinque anni dal 5-6 per cento attuale al 2, massimo 3 per cento, rendendo tutti più poveri". Al Presidente Napolitano il leader della Danieli elenca quattro scommesse: "Noi, innanzitutto noi imprese dobbiamo migliorare la capacità dipro-vedere, vedere avanti". Sempre l'impresa "deve continuare a misurarsi con la mancanza d'ingegneri preparati nel nostro Paese", difatti "dobbiamoemigrare all'estero, soprattutto nell'Est che propone tecnici eccellenti".Terzo, dolente punto: "La scuola trascura il merito, l'etica, il senso del dovere che accompagna i diritti. Abbiamo istituito il PremioFabbricando per i bambini e i ragazzi, ci abbiamo fatto un libro: ebbene la fantasia, la creatività, il senso dell'ordine sono spiccati alle elementari, calano alle medie e diventano unpower-point, una rarità alle superiori". Quarto: "Lavelocità del sistema", ovvero la lentezza che "noi chiamiamo burocrazia", affiancata dal costo del lavoro e da quello dell'energia per le imprese, come le acciaierie, che ne fanno largo consumo.Fuori dall'ufficialità, Benedetti esemplifica: "Il mondo non aspetta e in Austria (dove Danieli ha appena perfezionato un business in Carinzia,ndr) possiamo ottenere i permessi in pochi giorni o settimane mentre da noi serve più di un anno. Lì in venti giorni hai l'autorizzazione con tanto d'istruzioni ambientali, dettagliatissime.E uno stabilimento si monta in quattro mesi, inverno e neve compresi". Quattro mesi anche per l'asilo nido destinato ai figli dei lavoratori, per giunta "con un progetto pensato veramente per i bambini". La verità secondo Benedetti è che "lacultura della burocrazia ha invaso la nostra intera società civile, per questo soffriamo una decadenza", sebbene "Buttrio sia un'isola civile per l'asilo". (La variante è in Consiglio, fra 90 giorni potrà partire il progetto).La scommessa sono i bambini. Ma il gruppo di Buttrio non sta a guardare gli altri mentre aggrediscono i mercati: "Dobbiamo essere pronti fra tre, quattro anni, quando il macrociclo economico si esaurirà. Pronti a impiegare le nostre migliori armi di competizione anche con Cina e India". Fabbriche in Thailandia, Cina, Austria, uffici periferici in Svezia, Germania, Francia, stati Uniti... "e ora anche in Ucraina, India e Polonia - aggiunge Benedetti - dove abbiamo stabilimenti". Però "il punto è sempre quello: sbloccare il Sistema Italia".

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Galan agli Artigiani: <Prodi ha seviziato questa terra> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Galan agli Artigiani: "Prodi ha seviziato questa terra" (A.F.) Formazione permanente per gli artigiani: è questoil progetto presentato ieri sera a Villa Foscarini-Cornaro da Confartigianato Marca Trevigiana. Con la partecipazione di Giancarlo Galan, governatore del Veneto, che non ha perso occasione per condividere con Mario Pozza, presidente di Confartigianato, le critiche su un sistema centrale che, a loro avviso, non ha capito un fico secco dei Veneti. "Continuo a credere nelle capacità degli artigiani - ha detto Galan - si meritano un grande applauso perchè non fanno formazione a spot, bensì attraverso un grande sistema che ci ha portato a formare i tecnici che ho visto all'opera in questi giorni in Spagna, nel primo terminal gasifero sul mare nel mondo". Gli stessi restauri compiuti a Villa Foscarini sono un esempio di cosa siano capaci gli artigiani. In Veneto, su 513mila imprese, il 95\% è sotto i 10 dipendenti, la stragrande maggioranza è azienda artigiana. "Il mio sogno? E' l'attenzione della politica, il fatto che essa sia sempre vicina alla piccola impresa - è la risposta di Mario Pozza -. Le nostre manifestazioni di piazza sono sempre state a difesa degli imprenditori artigiani che vogliono lavorare, essere competitivi sul territorio. Per contro il governo ha attuato ben tre provvedimenti contro la piccola impresa. Ci hanno accusato di essere evasori, mentre gli artigiani veneti sono in linea con il pagamento delle tasse addirittura a livello europeo". "Il governo Prodi - Galan ha affondato il coltello nella piaga - non ha capito un fico secco del Veneto, per dirla in termini eleganti. Oltre a non aver capito nulla di tutto il Nordest, ci ha seviziato aumentando le tasse, aumentando la burocrazia, ci ha fatto pagare i debiti sanitari dell'Italia, il turismo delle immondizie del "mito" Bassolino. Va bene che Prodi è un professore universitario, ma ciò non significa nulla. Il governo dei filosofi è una sciagura, meglio un governo degli imprenditori". All'osservazione sul fatto che la Lega Nord insiste per avere la presidenza della Regione Veneto, Galan glissa con una delle sue famose battute: "Ma basta con questa presidenza! Diamogli non solo il Veneto, ma anche la Svizzera! E' disponibile pure quella". Nel corso della serata, alla folta platea di artigiani, fra i quali Vendemiano Sartor, Patrizio Morettin e Carlo Ceriana di Confartigianato, l'assessore regionale Fabio Gava e l'assessore provinciale Michele Noal, è stato presentato il progetto formativo permanente dedicato ai dirigenti associativi e ai responsabili di Confartigianato.

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AGRICOLTURA/ CONFAGRI: POLITICA SA COSA VOGLIAMO, ORA ASPETTIAMO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

29-03-2008 15:13 Vecchioni: si consolida alleanza con industria e distribuizione Taormina (Messina), 29 mar. (Apcom) - Il forum di Taormina è stata "un'occasione per il mondo agricolo di consolidare l'alleanza con quelli dell'industria e della distribuzione", anche se la prova del nove "saranno le prossime elezioni del 13 e 14 aprile, quando verificheremo le conseguenze e le azioni delle istituzioni politiche rispetto alle nostre richieste". Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, traccia un bilancio a caldo della tre giorni del forum "Il futuro fertile", e si dice "soddisfatto" per i risultati raggiunti. "Abbiamo consolidato un'alleanza che ritengo molto importante, proponendo una visione congiunta di ciò che deve fare per noi il governo del Paese. Crediamo - ha spiegato Vecchioni in una conferenza stampa al termine dei lavori - in questa alleanza e pensiamo di essere riusciti a trasferire al mondo della politica il messaggio che non c'è economia senza agricoltura. Le istituzioni hanno ascoltato i nostri problemi e ora vediamo che cosa accadrà il 13 e 14 aprile". I grandi temi come il ruolo dell'Italia in Europa e nel Wto, la proposta di un'Assemblea costituente per riscrivere le regole, la necessità di una semplificazione burocratica e l'obiettivo di una maggiore rappresentanza per il settore agricolo in seno alla politica, sono "passati", ma "le azioni e le conseguenze di tutto questo - ha ribadito Vecchioni - le vedremo soltanto nelle prossime settimane". A Taormina, hanno sfilato in ordine alcuni dei candidati premier alle prossime elezioni politiche: da Walter Veltroni (Pd) a Pier Ferdinando Casini (Udc), a Silvio Berlusconi (Pdl). Confagricoltura ha potuto rilanciare così i suoi cavalli di battaglia, puntando alla necessità che l'agricoltura entri finalmente nell'agenda politica del prossimo governo nazionale. Walter Veltroni ha condiviso con il presidente Vecchioni le critiche al sistema della concertazione come strumento che spesso rappresenta un freno alla crescita delle imprese e ha auspicato l'approdo "dopo una concertazione per le politiche di rigore a una concertazione per la crescita". E Silvio Berlusconi ha avanzato le sue proposte: stabilizzazione dell'Irap agricola, alleggerimento della burocrazia, estensione della Legge Biagi (voucher sulla vendemmia) ad altri tipi di raccolti (come ortofrutta e olivicoltura), eliminazione della tasse di successione, politiche di sostegno alla competitività delle imprese e alla promozione dei prodotti agricoli italiani all'estero. Pier Ferdinando Casini ha osservato ieri come il settore agricolo, che "per molti è stato da sempre un settore da dismettere", sia diventato "necessario e strategico", al punto che "non si potrà parlare di crescita dell'Italia senza che l'agricoltura sia divenuta autosufficiente" e senza che questa si inserisca a pieno nelle scelte del ministero dell'Economia. Silvio Berlusconi, intervenuto oggi, ha incassato la richiesta di Vecchioni ad assumere l'interim all'Agricoltura, e si è detto "favorevole alle biotecnologie" e alla semplificazione burocratica per le imprese. E non ha escluso ("non mettiamo limiti alla provvidenza") un'eventuale ruolo del presidente Federico Vecchioni in politica. Confagricoltura, da Taormina, si porta a casa alcune intese strategiche come quelle sulla pasta alimentare insieme alla Antonio Amato Spa. Di sicuro, un primo passo per la creazione di una filiera tutta italiana, in attesa del più impegnativo accordo con Barilla: "Speriamo di chiuderlo presto", ha detto Vecchioni. Altre intese sono state raggiunte Unacoma (l'unione dei costruttori di macchine agricole) per la internazionalizzazione delle imprese e la crescita sui mercati esteri; quella con Beghelli per il risparmio energetico e la promozione del fotovoltaico in agricoltura; e quella con Edisonper lo sviluppo delle biomasse e la creazione di oltre 550 impianti su tutto il territorio nazionale. Dal forum "Il futuro fertile", in conclusione, tanti spunti, anche critici, ma una precisa richiesta: "Dal prossimo 14 aprile mai più deleghe sui temi agricoli, anzi una conduzione diretta da parte della presidenza del Consiglio dei ministri. Il settore ha una rilevanza strategica sull'intera economia italiana - ha concluso il numero uno di Confagricoltura, Federico Vecchioni - e anche a noi, come è accaduto ultimamente in Francia con Sarkozy sul caso mozzarella, e come accade in gran parte degli altri Stati europei, farebbe piacere sentire il premier italiano parlare finalmente di filiera agroalimentare". Il sasso è stato lanciato, la palla passa ora alla politica.

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IMMIGRATI E VOTO (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune amministrazioni locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile accendere i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati nella partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per il quale contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo indefinito, ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche qui servono fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che arrivano normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli immigrati, non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché altre per loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in Italia senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza. Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione. Segretario generale Cisl Treviso.

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<Senza pudore: al sud neppure l'autostrada, da noi le statali> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervista ROBERTO CASTELLI ex ministro della giustizia, lega nord "Senza pudore: al sud neppure l'autostrada, da noi le statali" "Non siamo neppure disposti a discuterne". Il senatore lecchese Roberto Castelli, ex guardasigilli del governo Berlusconi e numero 2 al Senato per la Lega Nord, è lapidario a proposito dell'intenzione del ministero di proporre una sorta di pedaggio sulla Monza-Colico e sulla Lecco-Ballabio. Pollice verso, dunque? "Mi chiedo se sia uno scherzo di cattivo gusto". Beh, il ministero ha messo nero su bianco questa intenzione, come riportato in un'indiscrezione del Sole 24 Ore.... Io potrei capire se in tutta Italia si dicesse: guardate, le risorse sono poche, il debito pubblico è altissimo e siamo periodicamente costretti a intervenire sui pedaggi autostradali. Però non è questa la situazione: le autostrade sono sempre più care e, soprattutto, non vengono mai stanziati i soldi per la manutenzione. Dicono, al ministero, che servono soldi. Capisco il problema ma ancora una volta siamo sempre noi a dovere pagare il conto. Spiacente, non se ne parla neppure. Certo che pensare a un diritto di utilizzo sulle strade statali... E' soprattutto questo a farmi inbufalire. Ma come, ci sono parti del paese - e non sono al Nord, come tutti sanno - in cui non si paga neppure l'autostrada e vengono a dirci che a Lecco bisogna pagare anche le strade normali? Però anche voi politici... Non confondiamo i livelli. Bisognerebbe chiedere a Veltroni se è questa la sua attenzione per il Nord, come era venuto a sbandierare qualche settimana fa. Complimenti vivissimi. Però Di Pietro i soldi per la variante di Cisano della Lecco-Bergamo li ha portati a casa. Benissimo, ne sono contento. Anche se un paio di precisazioni bisognerebbe farle. In che senso? Il ministro ha messo la ciliegina su una torta preparata da tanti governi precedenti. La burocrazia intorno a una strada è tanta e tale che nessun governo potrà mai prendersi il merito esclusivo di una decisione finale. E comunque il lavoro che ci sta dietro - dalla valutazione di impatto ambientale fino all'acrobatico inserimento nella legge obiettivo - fanno parte dal nostro esecutivo. E lo dico al plurale per senso di modestia. E l'altra questione? Riportato a Cesare quello che è di Cesare e manifestata tutta la nostra soddisfazione, bisognerebbe anche aggiungere che - come mi hanno confermato al Cipe - lo stanziamento è stato assegnato con la formula della riserva. Significa che il ministro dell'Economia avrà l'ultima parola su questo stanziamento. Per assurdo, e speriamo che assurdo lo sia davvero, potrebbe revocarla avvalendosi della riserva che la legge gli permette. Meglio di niente. Certo, sono il primo a sostenerlo. Un po' maliziosamente potrei aggiungere che è un bel colpo in campagna elettorale da parte di Di Pietro ma non sono il tipo da fare questi giochetti. Vorrei però che si sapesse che molto lavoro è ancora da fare, a cominciare dai progetti esecutivi. Per ora i soldi sono - forse- sulla carta. 29/03/2008.

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Il futuro dalla città attende <Servono uomini, non tavoli> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il futuro dalla città attende "Servono uomini, non tavoli" De Santis: il patrimonio architettonico può diventare motore di sviluppo Gaddi: ci si imbatte in mille ostacoli persino per organizzare una mostra Passare dalle parole ai fatti. Non limitarsi a promesse, tavoli, programmi, piani. Le associazioni di categoria l'hanno chiesto a gran voce ai futuri parlamentari comaschi: "Finora i nostri rappresentanti a Roma ci hanno risposto formalmente sulle questioni cruciali, ma non si è visto nulla di concreto - hanno rimarcato nei giorni scorsi - Adesso daremo i voti in base ai risultati". Risultati che, per il mondo del lavoro e dell'economia, significano principalmente nuove strade e una viabilità migliore. Ma riuscire a superare il livello dei tavoli e il peso della burocrazia è la base per far decollare anche un altro settore, già in rampa di lancio: quello della cultura. Ne è convinto l'assessore comunale con delega in materia, Sergio Gaddi, che ieri si è espresso in modo chiaro su questo punto, nel corso di un convegno al teatro Sociale: "Per valorizzare il patrimonio artistico sono indispensabili persone competenti, dotate di una specifica sensibilità. I tavoli in quanto tali non servono a nulla, non risolvono i problemi. L'esperienza mi dice che per far funzionare questo settore bisogna trovare individualità di alto profilo e poi lasciarle lavorare in pace, senza imporre vincoli, men che meno di tipo politico". L'assessore ha poi evidenziato alcune difficoltà incontrate nell'organizzare le grandi mostre a Villa Olmo: "Uno dei problemi è stato quello di andare oltre la logica burocratica, di aggirare quell'apparato farraginoso che frena e ostacola tante iniziative. Inoltre, ho faticato a far passare l'idea che un ente pubblico possa produrre un evento culturale e non si limiti a patrocinarlo". Secondo Gaddi c'è anche un problema di mentalità: "Si tende a credere che le imprese culturali siano strutturalmente in perdita, le si concepisce come soggetti che assorbono risorse invece di attrarle. La mia opinione, invece, è che siano sempre in attivo. Oltre ai ricavi legati alla vendita dei biglietti, bisogna infatti considerare tutte le ?utilities?, l'indotto. Da un punto di vista economico non esiste nulla di più ?forte? rispetto a un'impresa culturale". Intervenendo alla tavola rotonda che ha chiuso il convegno "Economia e bellezza - il patrimonio culturale è una risorsa per il territorio locale europeo", il presidente della Camera di commercio Paolo De Santis si è soffermato sul tema della cementificazione selvaggia, autentica piaga per il Lario: "Non si può lasciare ai comuni la delega in materia di tutela del paesaggio, la Regione dovrebbe modificare questo stato di cose - ha detto - In tanti paesi del lago sono stati consentiti interventi edilizi di bassissima qualità. Il fatto che un sindaco o un assessore possano decidere che cosa è lecito costruire e che cosa no, rischia di avere effetti devastanti. Molti l'hanno già fatto, ma voglio lanciare anch'io un allarme". De Santis ha poi toccato l'aspetto della gestione del patrimonio architettonico, fulcro del convegno: "Non possiamo limitarci a restaurare i beni, la vera sfida è valorizzarli in maniera adeguata, studiando destinazioni d'uso che comportino ricadute positive per il territorio". Tra gli esempi virtuosi è stata citata Villa Carlotta, scelta come caso pilota in Lombardia per il progetto "Palais" (finanziato dall'Unione Europea), che ha consentito di sviluppare nuovi strumenti per la gestione economico-finanziaria dei beni architettonici. "Villa Carlotta - ha ricordato De Santis - ha attratto 160mila visitatori tra aprile 2007 e oggi, facendo registrare quasi un milione di euro di ricavi. Ma in questi anni gli interventi di valorizzazione del patrimonio sono stati molti: penso a Sant'Abbondio, Palazzo Natta, Villa del Grumello, all'ex cotonificio di Lomazzo e al progetto di ?Chilometro della conoscenza?". Michele Sada 29/03/2008.

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