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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

Montezemolo: "Emergenza in Italia" ( da "Stampaweb, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

Sul filo di un paio di firme ( da "Citta' di Salerno, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è stata allertata dalla sera prima perché l'appuntamento segreto era divenuto di dominio pubblico. " Tutta la cittá sapeva che, alle otto, i firmatari delle dimissioni si dovevano ritrovare in piazza municipio per concretizzare il loro operato.

La Consulta stranieri: date a tutti il permesso ( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vengano svolte dalla Questura: chiediamo che la burocrazia, per quei cittadini stranieri che risiedono in Italia pagando le tasse, lavorando e vivendo con la propria famiglia, venga gestita come quella di tutti gli altri cittadini residenti, cioè dalle anagrafi dei diversi Comuni. Questo per garantire un diritto e snellire tanti passaggi.

"Controlli sul vino, ma meno costi" ( da "Stampa, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non devono essere rallentate dalla burocrazia, e men che meno il sistema deve creare disaffezione verso le Doc. Sarebbe assurdo e il mercato non lo permetterebbe. Occorre fare in modo che tutti i vini a denominazione seguano un analogo schema, evitando diverse impostazioni che confondono i produttori".

Imprenditori nati con la valigia ( da "Italia Oggi" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia con meno burocrazia Imprenditori nati con la valigia Da Vicenza al Far East per esportare il modello veneto Creativi, affascinati da una visione ma estremamente pragmatici e, soprattutto, con la valigia sempre pronta per cogliere le opportunità là dove nascono: tra le nebbie vicentine e padovane o nei mercati emergenti del Far East.

Teatro/3. Sabato 8 marzo 'La concessione del telefono' ( da "Provincia di Cremona, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la richiesta della concessione scatena la burocrazia e un'infinità di equivoci. Dallo spassoso romanzo omonimo di Andrea Camilleri è tratto l'adattamento teatrale de La concessione del telefono, dello stesso Camilleri e di Giuseppe Dipasquale, che ne cura la regia. La pièce, sabato 8 marzo, chiuderà la rassegna DiversaMente al Ponchielli.

Sartor: gli artigiani in affitto sono stati esclusi dal forfettone ( da "Nuova Venezia, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella burocrazia". Il "forfettone", cioè la normativa inserita nella Finanziaria, che doveva portare ad una semplificazione delle procedure contabili (e quindi ad un risparmio) per aziende con un fatturato annuo al di sotto dei 30.000 euro è per Sartor inapplicabile perché "è sufficiente che un artigiano paghi mensilmente una locazione di 500 euro per essere concretamente escluso"

San Michele, sogno che dura da 10 anni ( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che attanaglia, invidie...) che ti tengono sveglio tutta la notte. Oggi il "San Michele Arcangelo" è un sogno realizzato, un'impresa solidale che compie dieci anni. E da due lustri le braccia di Marco sono sempre spalancate per accogliere tutti quei bimbi che il Tribunale dei minori gli affida,

Il Paese è in emergenza ( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

L'agricoltura è di nuovo centrale ( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli aumenti dei prezzi non li compensano che in parte e troppo spesso la burocrazia rischia di soffocare le aziende ("Sarà opportuno mettersi a ragionare di mercato" ha commentato Bettoni). Alla vigilia per una nuova "puntata" della trattativa per il prezzo del latte ("ormai è anacronistico pensare a un prezzo per l'intera annata: più realistico puntare a una revisione in giugno,

Oriana vicepresidente degli industriali toscani ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riducendo i tempi della burocrazia, velocizzando le procedure, eliminando le mancate risposte che spesso sono peggiori di un "no" opposto subito. In Assindustria Pistoia ho trovato grande condivisione su questi temi: è il presupposto principale per procedere. Sono convinto che l'associazione sia la sede che accompagna le imprese a crescere nel pieno rispetto dei valori morali e civili,

E marche da bollo cartacee, retaggio di una burocrazia superata, sono state messe fuori corso e sost ( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E marche da bollo cartacee, retaggio di una burocrazia superata, sono state messe fuori corso e sostituite da quelle telematiche. E così anche in Umbria si moltiplicano le contraffazioni: lo denuncia la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate. Come possono tutelarsi i contribuenti, magari anziani e indifesi?

Diffondiamo il rischio d'impresa ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma se burocrazia e ricerca di capitali possono essere superati di slancio, basta applicarsi e insistere, quello culturale è difficile da abbattere. Credo che ai giovani manchi una visione d'insieme, non sanno leggere il mercato". - O è il mercato che non si fa leggere?

Il piacentino Raffaele Chiappa ( da "Libertà" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non mi riferisco solamente alla difficoltà di reperire fondi, ma anche alla burocrazia sempre più incomprensibile o al groviglio e al fumoso numero di norme legislative che pregiudicano e a volte impediscono che idee davvero innovative possano trovare una realizzazione". [.

EUTANASIA di un amore. Ci tenevano tanto in parecchi a tenere in piedi l'Ato, Aut ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltre 80mila euro l'anno e - non ancora quantificato - della burocrazia, sono i nostri obiettivi". La Conferenza ha anche deciso di aprire un negoziato con Regione e governo per un "patto per la scuola". Servono strutture: i ragazzi Riminesi passeranno dai 63.843 attuali a 71.919 nel 2014 e 82.516 nel 2024.

Un prestigioso riconoscimento per l'artista antonio debidda ( da "Nuova Sardegna, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è satira metafisica contro i disastri e i ritardi della burocrazia, della politica, della giustizia. "Se contemplare un'opera di Debidda - scrive Sgarbi - è affacciarsi alla soglia di un universo ignoto, spesso la disposizione dell'osservatore (le sue conoscenze, le sue aspettative, i suoi desideri estetici) è la chiave che vieta o permette l'accesso al giardino della conoscenza"

Aziende e lavoratori temono la recessione La Marioboselli lascia a casa 35 operaie, timori in Riello e Leuci, 1.757 ditte chiuse nel 2007 ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il futuro è affidato nelle mani degli imprenditori locali, che da sempre hanno dimostrato coraggio. Quello che l'Unione industriali di Lecco chiede al prossimo Governo, oltre a una burocrazia meno cavillosa e a una tassazione sul lavoro meno pesante. - -->.

LECCO - FRANCO Keller, presidente degli indust ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Unite a una semplificazione della burocrazia, all'eliminazione dell'Irap, una minor tassazione del lavoro a beneficio dei lavoratori oltre a liberalizzazioni intelliugenti ispirate a una logica di concorrenza seria". La contrattazione di secondo livello potrà favorire maggiore flessibilità nella manodopera?

Montezemolo: Urge riformare lo Stato ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e la ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo,

È in atto una selezione ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA È CONSIDERATA LA VERA "PALLA AL PIEDE" DELLE AZIENDE "La produzione resiste ma la fiducia sta venendo meno". Antonio Marcon, presidente del mandamento di Marostica dell'Associazione Artigiani sintetizza così i risultati della sua analisi sulla situazione economica attuale e sulle sue ripercussioni sul territorio scaligero,

Obiettivo primario: il benessere del territorio ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel calderone della res pubblica italiana e la burocrazia imperante assorbe parti consistenti di questa ricchezza generata in loco. Per questo serve un'inversione di tendenza nella politica fiscale: bisogna ricondurre il prelievo fiscale nei limiti fisiologici sostenibili dalle piccole e medie imprese che, gli ultimi dati lo confermano, sono il vero traino dell'economia italiana"

Dai sindaci ai superburocrati dimissioni per correre all'ars - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche nei ranghi della burocrazia regionale c'è chi coltiva il sogno di entrare nel Parlamento siciliano: è Ignazio Marinese, dirigente generale della Pesca vicino alla pensione, destinato a intercettare i voti del nipote assessore Dore Misuraca, tentato da una candidatura alla Camera.

Assurdità della burocrazia ( da "Nuova Ferrara, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IL CASO Assurdità della burocrazia Siamo i familiari della sig.ra P. deceduta il 7 marzo 2007. Lamentiamo il fatto che dall'Ufficio Postale di Bondeno da ormai un anno (inizio pratica 14 marzo 2007), non riusciamo ad ottenere i documenti necessari a disbrigare la pratica di successione.

Montezemolo: urge riformare questo Stato ( da "Arena, L'" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e nella ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo,

Tomat: Imprese a crescita zero ( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riduzione del carico fiscale, infrastrutture, contenimento dei costi della burocrazia, federalismo fiscale, riforma del sistema elettorale per garantire governabilità. Servono risposte a prescindere da chi vince, non ci schieramo per l'uno o per l'altro". Veltroni candida gli imprenditori come Colaninno per strizzarvi l'occhio.

Tassa da 3,90 euro per aver disdetto l'abbonamento Rai ( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CARA BUROCRAZIA Tassa da 3,90 euro per aver disdetto l'abbonamento Rai "In riferimento alla denuncia sulla cessazione d'uso dell'apparecchio Tv, si precisa che, a norma di legge, la stessa è valida per la chiusura dell'abbonamento a decorrere dal 1/07".

Basta propaganda, dite la verità agli italiani Montezemolo interviene in vista del voto, lunedì le dieci richieste di Confindustria ( da "Unita, L'" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E di ridurre i costi della politica: "Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". Infine, ha concluso, "abbiamo bisogno di un vero federalismo: senza perdite di tempo e mille burocrazie".

Al bologna 2 la burocrazia ha bloccato il risanamento - stefania parmeggiani ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bologna Il caso Al Bologna 2 la burocrazia ha bloccato il risanamento STEFANIA PARMEGGIANI La strada è ancora lunga. Per le adolescenti che ogni giorno scendono alla fermata successiva e rifanno il tragitto a piedi pur di non mostrare alle coetanee il loro vero indirizzo. Per le famiglie che sperano in un riscatto sociale e per i bambini che giocano tra i rifiuti.

Al bologna 2 la burocrazia ha bloccato... - stefania parmeggiani ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bologna AL BOLOGNA 2 LA BUROCRAZIA HA BLOCCATO... STEFANIA PARMEGGIANI (segue dalla prima di cronaca) Buone intenzioni e soldi "congelati" da una battaglia legale tra coloro che avrebbero dovuto occuparsi della ristrutturazione. "Ci riusciremo, i lavori partiranno presto", ripete fiducioso Lino Turrini, assessore con delega speciale al "Bologna Due"

La burocrazia salva il teppista - paola cascella ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina VII - Bologna La burocrazia salva il teppista "Così si è perso il video dell'aggressore di Amante" Bastava una telefonata e le immagini sarebbero state conservate PAOLA CASCELLA Bastava una telefonata, ma in Questura hanno preferito seguire l'iter ufficiale dettato dalla solita burocrazia.

Valeria grillo terza candidata ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Grillo sottolinea la differenza dell'approccio "messo in campo dalla lista " Autonomia per la Nostra Terra" che ha iniziato, innanzitutto con la definizione di un programma per la difesa della gente nei confronti della burocrazia e con una soluzione alle problematiche ereditate da anni di mal governo e cattiva opposizione".

"se ti perdi tuo danno" del friulano renzo brollo tra dramma e comicità ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ho chiesto ai vari uffici tutta la burocrazia". - Sotto le procedure si nasconde ben altro però... "Sotto la burocrazia ci sono le vite dei singoli e quindi dei personaggi: ognuno di loro ha una storia, che si lega alla storia degli altri, che dalla storia degli altri è influenzata, colpita, modificata".

Di SARA BESSI - VINCI (Firenze) - D</B ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di carte e burocrazia. Sono le parole di Angela e Rita, le figlie di Bachisio Inzaina, muratore di origine sarda scomparso a 79 anni il 19 gennaio 2001 dalla casa di Spicchio di Vinci. L'attendeva una tragica fine: ma il suo cadavere senza nome è rimasto custodito dal 9 aprile 2001 nelle celle frigorifere di Medicina legale dell'ospedale di Pisa.

Sarà la casa degli agricoltori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tecnica agli agricoltori e guidarli nel meandri della burocrazia per chiedere gli aiuti comunitari alle colture o per le domande di indennizzo in seguito alle calamità, saranno presto aperti in un caseggiato di proprietà del Comune di Serramanna. Nello stesso stabile (si parla della palazzina di via Serra che ha ospitato fino a qualche mese fa il quartiere generale del Consorzio Cisa,

Golf, prime partite nei Comuni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi serviranno le concessioni edilizie per le villette, la cui costruzione non inizierà prima del 2009. Entro il 2008 potrebbe partire il campo da 18 buche. "Mi auguro che i tempi dell'economia non siano rallentati dalla burocrazia", ha concluso il sindaco di Lunamatrona, Alessandro Merici. ANTONIO PINTORI.

Montezemolo: è emergenza il tesoro dimezza la crescita - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisogna basta guardare cosa dicono i manager delle multinazionali quando indicano gli ostacoli italiani: burocrazia, elevato costo del lavoro, rigidità del mercato del lavoro, incertezza nei procedimenti giudiziari, scarsità delle infrastrutture, prezzo dell'energia, ma anche instabilità politica. "Perché la politica - dice Montezemolo - deve risolvere i problemi, non promettere.

Assemblea sull'anoressia rinviata: gli studenti accusano una docente ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soffocata nella spirale della burocrazia. "Ne parleremo in diretta a radio Palazzo Carli - hanno promesso i liceali - con Mara Pasin, madre di una ragazza anoressica, Erika, vittima di un incidente stradale nel 2006. Mara sarebbe dovuta essere nostra ospite nell'assemblea e ci ha invitato nel suo programma radiofonico".

L'allarme camorra nel cassinate, rilanciato una decina di giorni fa dall'onorevole Anna Tere ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma intollerabili e inaccettabili) ritardi imposti da una burocrazia, che ancora oggi reclama una rapida revisione con cui venga resa più trasparente. Atteggiamenti interpretati come mafiosi ma che nulla hanno a che vedere con le infiltrazioni della malavita organizzata". Il presidente della Confcommercio, in merito, sembra avere le idee molto chiare.

Con questo taglio del nastro abbiamo inaugurato un'opera importantissima per la c ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che considerate le lungaggini della burocrazia sono pochi". De Sio ha voluto poi ribadire l'importanza strategica della bretella che "sarà utilissima non solo come collegamento tra interporto e scalo, ma anche per gli abitanti di Aurelia, che soprattutto durante il week end potranno utilizzarla evitando il traffico della Statale".

Il figlio di Totò Riina salvato dalla burocrazia ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il figlio di Totò Riina salvato dalla burocrazia PALERMO II Felpa rossa, jeans, un piumino griffato: sorride ai fotografi e abbraccia la madre, Ninetta Bagarella, corsa ad aspettarlo davanti al supercarcere di Sulmona dove è stato detenuto per quasi 6 anni. Sembra un ragazzo come tanti Giuseppe Salvatore Riina, detto Salvuccio, 28 anni, figlio terzogenito del padrino di Corleone.

Dal nostro inviato VERONA "Attraction Italy". All'auditorium della Glaxo ( da "Messaggero, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il canovaccio ampiamente noto: meno burocrazia, meno tasse, più sicurezza, più flessibilità, costo del lavoro più basso, maggiore produttività che sola può garantire la crescita dei salari. Sul terreno più strettamente politico, Montezemolo, chiede che il 2008 sia l'anno della riforma dello Stato, "è la priorità delle priorità".

Un promemoria per chi ci governerà ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche perché condizionata dalla burocrazia regionale. Serve un nuovo modo di pensare le infrastrutture: se non seguiamo questa linea, non risolveremo i problemi . Quale contributo volete dare con la vostra ricerca? Abbiamo individuato le criticità e le conseguenti priorità, dalle quali scaturiscono due o tre proposte strategiche alla politica.

SPAZZATURA CIAK ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Della burocrazia? Del malaffare? Della camorra? Della popolazione?'. Risposte differenziate. Ce l'hanno un po tutti, la colpa, anche se in generale si tende a darla alla politica. La gente non si fida più di quello che dicono i politici, troppe promesse non mantenute.

E per pagare il gas bisogna essere "scienziati" ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia non è mai semplice. La dichiarazione prevede tutti i dati catastali dell'immobile: dal tipo di unità, al foglio alla particella. "Devono essere indicati - si legge - i dati rilevabili dal catasto edilizio urbano (per i fabbricati urbani) o del catasto terreni (per tutti gli altri immobili diversi dai fabbricati urbani,

Venezia procede ma in affanno ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eccessiva la burocrazia Venezia procede ma in affanno Diego Buonocore VENEZIA Una macchina che lotta contro l'enorme mole di arretrato, e che a fatica riesce a soddisfare la domanda di giustizia. Il Tar del Veneto sconta il gran numero di cause pendenti, la carenza di personale giudiziario e amministrativo e l'eccessiva burocratizzazione delle procedure.

Gli agenti della Polizia locale in aiuto di una marocchina minacciata ( da "Giornale di Treviglio" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia lo lascia a piede libero. Una storia di ordinaria violenza domestica, ora la giovane è tornata dalla sua famiglia ma è ancora più esposta all'ira dell'uomo. Giovedì della scorsa settimana, intorno alle 13, dopo le minacce di percosse subìte dal convivente, anch'egli marocchino, la donna, residente in via Locatelli,

<Non c'è alcuna paralisi, continuiamo a lavorare> ( da "Settegiorni (Bollate)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nostra politica è una politica di fatti, non di parole e di burocrazia. L'abbiamo dimostrato anche quando eravamo all'opposizione e cerchiamo di continuare a farlo in questo momento di particolare crisi". Articolo pubblicato il 29/02/08.

"Gentile redazione di Settegiorni, auspico una campagna elettorale per il voto politico nazionale, v... ( da "Settegiorni (Rho)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, mafia, malavita organizzata, evasione fiscale, sicurezza, rilancio dell'economia, rispetto dell'ambiente, diritti civili e di tanti altri mali del nostro Paese. Quello che vorrei e che mi auguro, però, è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, con i candidati disposti a sentire in particolare i cittadini più penalizzati più deboli della

Il Rigoletto/ Nord Italia, terra ostile per la Sinistra. Che non si è accorta dei cambiamenti degli ultimi 20 anni ( da "Affari Italiani (Online)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la Sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più dinamica del Paese, oggi in piena "secessione di velluto"

Poca Italia per i capitali esteri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: male la burocrazia, promosso il management Claudio Pasqualetto VERONA. Dal nostro inviato Più che di un Mister prezzi l'Italia avrebbe bisogno di un Mister costi. Parola di Sami Kahale, presidente ed a.d. di Procter & Gamble Italia. Il perchè è facilmente comprensibile: se si interviene a monte della catena produttiva si recupera competitività e,

TEMPO DELLE SCELTE. L'allarme del numero uno di Confindustria: la stasi ci è costata 210 miliardi di Pil. Greggio e euro bloccano l'economia. Non ci sono solo Pd e Pdl ( da "Arena.it, L'" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e nella ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo,

E Rana riafferma le potenzialità di Verona: <La capacità di attrarre capitali stranieri è un'opportunità per tutto il nostro territorio> ( da "Arena.it, L'" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e nella ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo,

Montezemolo: "Il Paese è in grave emergenza" ( da "Corriere Adriatico" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

CESENA - Strategia comune per colture catastali e CODIPRA ( da "RomagnaOggi.it" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora aperto, infine, il problema legato alla sempre più pesante burocrazia che caratterizza i rapporti con le amministrazioni pubbliche. A tal fine si è rimarcata la necessità di riaffermare il ruolo di rappresentanza delle Organizzazioni Agricole per una sempre più efficace ed efficiente attività sindacale.

Ente camerale irpino: cinque bandi per le imprese ( da "Denaro, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di comprimere al massimo la burocrazia e di fare promozione per spingere le aziende ad affrontare nuovi mercati". Intanto sono in corso di attuazione i numerosi bandi indetti dall'ente camerale. Uno riguarda la concessione di contributi a favore delle pmi irpine per la realizzazione di materiale promozionale teso a favorire la commercializzazione sui paesi esteri.

Montezemolo: meno promesse e più azioni ( da "Avvenire" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accoglienza che trovano (complessivamente), mentre per l'88% imputano all'eccessiva burocrazia la prima causa di criticità. Montezemolo si rivolge direttamente ai candidati al prossimo confronto elettorale: "Pretendiamo meno parole e più azioni", insiste, appellandosi ripetutamente alla necessità di perseguire "il bene comune".

ELEZIONI: PROGRAMMI PDL-PD A CONFRONTO. SPESA PUBBLICA E LOTTA EVASIONE ( da "Asca" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia, un'azione che in entrambi i casi prevede il taglio delle province. L'azione straordinaria di finanza pubblica inserita nel programma del Pdl si realizza attraverso il federalismo fiscale e la riduzione del debito ''immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori e operatori economici maggiori e migliori opportunita'

VECCHIONI: VALORIZZARE IL TURISMO VERDE ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della previdenza e del peso della burocrazia. Vecchioni ha ricordato come "dopo un decennio di immobilismo sia stato avviato un nuovo percorso del lavoro agricolo improntato ad una generalizzata regolarità e trasparenza". "Ora vogliamo un lavoro stagionale più leggero e più facile", ha aggiunto e sull'emergenza rifiuti osserva: "C'è un'offerta turistica e agroalimentare,

IMPRESE IRPINE, AL VIA IL PROGETTO-PILOTA ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pilota Stop ai vincoli della burocrazia: parte l'iter per semplificare la nascita delle aziende FILOMENA LABRUNA L'ente camerale di Avellino è tra le dieci Camere di commercio pilota scelte in Italia per sperimentare "l'impresa in un giorno". Dal 20 agosto in base al decreto legge Bersani entreranno in vigore le norme che semplificano la nascita di nuove imprese.

MONTEZEMOLO È EMERGENZA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza perdite di tempo e mille burocrazie", d'altra parte la presidenza Montezemolo ha parlato più volte. Ma occorre anche "che vengano premiati la competitività, il merito, la capacità di fare sistema". Nel decalogo di Confindustria ci sarà sicuramente anche il capitolo energia, così attuale in questi giorni di caro-petrolio, un'emergenza - dice Montezemolo -

IL FLOP DEI PORTI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Strade, ferrovie, impianti, banchine: tutto bloccato, in un mare di veti incrociati e di disarmante burocrazia. Intanto, il primo porto italiano, quello di Genova, nel 2007 è stato surclassato in classifica da ben due scali iberici: Valencia e Barcellona. La Spagna corre, noi siamo fermi. Anche sul mare.

VIA ALLA CONTA DEI MORTI IGNOTI OLTRE 300 DIMENTICATI NEGLI OBITORI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: propri congiunti costretti a scontrarsi con la burocrazia e i magistrati che non consentono il prelievo del Dna ai cadaveri non identificati. Il Commissario straordinario per le persone scomparse, il prefetto Rino Monaco, ha dato il via al primo censimento di cadaveri non identificati. Corpi chiusi e dimenticati nelle celle frigorifero: sono state trovate fino ad oggi 337 persone (

PIACENZA, NUOVI GADGET PER L'INFORMAGIOVANI ( da "Sestopotere.com" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche in rapporto conflittuale con i verticismi e la burocrazia delle istituzioni ? dicono gli operatori dell'Informagiovani ?, ci piace pensare che avrebbe amato uno sportello aperto e amichevole come il nostro". I gadget, insieme al Dvd "Ferdinando Cogni. Ci vogliono anni per diventare giovani", documentario realizzato nel 2002 da Roberto Dassoni e prodotto dall'Editoriale Libertà,

Roma L'Italia è <in emergenza>, ( da "Gazzettino, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

Sanità privata contro la Regione ( da "Gazzettino, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo che la burocrazia ha i suoi tempi e così tutte la strutture pre-accreditate hanno fatto la loro brava domanda di accreditamento entro il 14 dicembre scorso ma nessuna ha ancora avuto il verdetto.E così, tutte queste strutture non solo si sentono nell'insicurezza di un limbo ma temono seriamente una stretta che li escluda dal mercato del lavoro della sanità.

Giorgio Tirabassi tra i "coatti" di periferia che svelano il presente ( da "Gazzettino, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cuore della burocrazia".Poi?"Poi c'è un rapinatore che narra delle sue avventure che finiscono sempre in modo jellato. Per lui la sfortuna dipende da un disegno divino. Nel mezzo, altre storie che si intrecciano; una rapina alle poste, una persona che rimane ferita in un incidente, quindi salti temporali, pezzi della tradizione dei primi Novecento"

Noi dell'Agenzia (di viaggi) del ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo alla sfrontata arroganza di una nera burocrazia sempre più opprimente, che opera sì per conto di leggi animate da buone intenzioni, ma in modi ai limiti della legalità e certamente antidemocratici nei fatti.Delio StrazzaboschipresidenteCna della Carnia.

<Si cresce meno>: in fabbrica torna la sfiducia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, costi dei servizi bancari e rincaro delle materie prime: solo 16 aziende su cento prevedono di assumere lavoratori nei prossimi mesi "Si cresce meno": in fabbrica torna la sfiducia L'indagine di Unindustria: mai così poche imprese (il 37\%) avevano dichiarato una produzione in aumento Avanti,

ABRUZZO: MARTEDI' SEDUTA DI 'QUESTION TIME' IN CONSIGLIO REGIONALE ( da "Asca" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diritti negati ad un giovane disabile di Sulmona a causa della burocrazia (Gianni Melilla SD); costa dei trabocchi- Verifica della manutenzione dello stato estetico originale (Walter Caporale-Verdi); valutazioni delle cefalee nell'ambito dell'invalidita civile (Antonio Boschetti DL); malattia vescicolare del suino: controlli sanitari;

Confindustria inaugura la nuova sede sambenedettese ( da "Quotidiano.it, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Critica di Gaspari alla burocrazia che frena lo sviluppo:"Questa San Benedetto non riesce ad andare da nessuna parte, bisogna unire gli sforzi di tutti". Intervento e benedizione finale del Vescovo Gestori:"Sono due le esigenze da prendere in considerazione. Il decisionismo e la cultura che rappresentano un bene comune.

Territorio al setaccioa Monterosso Almo ( da "Sicilia, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia che ruota intorno alle concessioni demaniali, di elevare la qualità della gestione delle coste iblee e sfruttare tutte le potenzialità del mare senza però accantonarne la tutela. "Sono convinta ? ha detto in conclusione ? che la provincia iblea ha grosse potenzialita potendo contare su una costa frastagliata davvero ricca e ancora in buona parte tutelata"

Terremoto nel Pdin tre se ne vanno ( da "Sicilia, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno mortificato le potenzialità della Sicilia con una Sanità che soffre, con una burocrazia lenta, con una disoccupazione imperante, con infrastrutture inadeguate, con l'utilizzo negativo dei Fondi strutturali"; Arena ha poi rivolto un incitamento ad Anna Finocchiaro, che ha stilato un programma in cui, tra i punti prioritari, vi è lo sviluppo del Mezzogiorno.

ELEZIONI/ VELTRONI A PERUGIA, A PRANZO DA FAMIGLIA DI ARTIGIANI ( da "Virgilio Notizie" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e con una burocrazia e un fisco che spesso rendono la vita impossibile. "Mi hanno spiegato - dice Veltroni - che ormai loro come titolari dell'azienda, guadagnano più o meno come i loro operai". Invece, sostiene il segretario del Pd, piccole imprese come la Modi rappresentano una parte importante del tessuto produttivo italiano.

Calco: il bimbo di 9 settimane morto a distanza di 3 ore dalla visita pediatrica ( da "Merateonline.it" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rischia di aggiungersi anche la burocrazia. Il bimbo, infatti, nonostante fosse nato a Merate e i genitori fossero già residenti a Calco, pare non avere tutti i "requisiti" per essere sepolto in paese. Gli uffici di Palermo hanno già fatto sapere che non è competenza loro e che bisogna attenere il disbrigo delle pratiche a Calco.

Programmatediverse attivitàdella confraternita ( da "Sicilia, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La questione del telefono riproduce il mondo della burocrazia ottusa, della mafia onnipresente. E ancora il mondo della gente che ama ma tradisce e che ha sete di vendetta. Situazioni che ricorrono nella società attuale, e che poi consiste nel vero messaggio di questa opera teatrale: la gente non cambia, così come non cambiano i sistemi di azione degli enti pubblici e privati.

Le associazioni: ''Chiediamo più diritti e informazione'' ( da "Redattore sociale" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: problema è la lentezza del Sistema Sanitario in materia di burocrazia, "Abbiamo chiesto, ? continua Mazzella - tra le altre cose, lo snellimento dei percorsi burocratici a livello delle Asl e l'introduzione di un Vademecum illustrativo dei diritti del malato raro e a livello finanziario abbiamo chiesto di introdurre degli incentivi e agevolazioni fiscali intestate al malato raro"

ELEZIONI: VELTRONI IN FABBRICA DI BORSE, DIFENDEREMO IL MADE IN ITALY ( da "Asca" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agli obblighi della burocrazia, alla contraffazione che viene dalla Cina. Dopo aver pranzato in casa loro (una palazzina a tre piani in Viale San Sisto n. 84) rispondendo ai giornalisti, Veltroni ha asserito che sul made in Italy in difesa del lavoro, il Pd interverra in particolare nel settore pelletteria e moda.

Le tue idee per semplificare: ultimi giorni per la consultazione pubblica on line ( da "Comunicatori Pubblici" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è necessario per dare certezza ai diritti dei cittadini e garantire la competitività e lo sviluppo del Paese. Con questa convinzione il Comitato interministeriale per le politiche di semplificazione, supportato dall'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione identifica annualmente una pianificazione strategica strettamente connessa con gli indirizzi programmatici

Alzate brianza Affollato convegno nella sala civica, per iniziativa della Uil Sviluppo equilibrato, con il sostegno di tutti ( da "Provincia di Como, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un patto per ridurre drasticamente i tempi morti della burocrazia e un percorso virtuoso che coinvolga enti pubblici e associazioni private di categoria, che affianchi le leggi esistenti per un corretto, equilibrato e moderno sviluppo del territorio. Questo, in estrema sintesi, il significato del convegno sul tema "Sviluppo economico e sociale del nostro Comune.

Confindustria Lecco: <Fisco, lavoro, strade> Le richieste dell'associazione di Keller al governo che verrà: <Lecco-Calolzio, Pedemontana e un nuovo asse con Como> ( da "Provincia di Lecco, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riforme anti-burocrazia. Sono tre delle priorità che spiccano nel documento elaborato nei giorni scorsi da Confindustria Lecco in vista delle prossime elezioni politiche. Problemi che nel nostro territorio sono più urgenti che altrove. E proprio per questo l'associazione presieduta dall'ingegner Franco Keller vi punta l'attenzione.

La testimonianza Pierdomenico Frigerio è il presidente dei pubblici esercizi in seno all'Unione Commericanti di Lecco: occasione per i giovani, ma... <Per lavorare quattro ore non ( da "Provincia di Lecco, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per lavorare quattro ore non possiamo perderne il doppio in burocrazia" Pierdomenico Frigerio lecco "Non è vero che il lavoro occasionale non apre la strada a un futuro di lavoro migliore. Se un ragazzo è bravo e ha voglia di lavorare un datore di lavoro non se lo lascia scappare. Soprattutto in questo nostro settore, dove il lavoro non è facile".

Città della Scienza di Teramo: il Galileium è una felice realtà grazie all'Infn che lo gestirà ( da "Quotidiano.it, Il" del 29-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gianni Chiodi) burocrazia permettendo. Con una cerimonia essenziale e significativa alla presenza dei maggiori network nazionali. Il Museo della Fisica e dell'Astrofisica di Teramo sarà gestito (il primo in Italia) dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ed interagirà con il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell'Infn.


Articoli

Montezemolo: "Emergenza in Italia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(22:6) Montezemolo: "Emergenza in Italia" L'appello del leader di Confindustria: "I politici raccontino quele è la verità" ROMA L'Italia è "in emergenza" sta attraversando una difficile fase di "stagnazione", con una crescita "vicina allo zero". Una situazione tutt'altro che rosea su cui i politici devono avere il coraggio "di dire la verità", anche se siamo in campagna elettorale. Il richiamo arriva dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che a Verona al Forum "Attrazione Italia" per gli investitori esteri ha chiesto alla classe politica di fare scelte, "di decidere e di risolvere". Le emergenze del momento sono sotto gli occhi di tutti: prezzo del petrolio alle stelle, impennata delle materie prime, supereuro che penalizza le esportazioni. "Parliamo prima come cittadini e poi come imprenditori: non si può pensare di trovarsi di fronte ad una situazione di stagnazione, con crescita vicina allo zero, con il costo della vita così elevato e poi non dire come stanno veramente le cose, e cioè che questo Paese ha bisogno di scelte coraggiose", ha ammonito Montezemolo. E la responsabilità di agire spetta innanzitutto ai politici. Basta con le promesse: "dalla politica abbiamo bisogno di soluzioni, meno parole e più azione", ha sollecitato ancora. Il leader degli imprenditori invoca quindi delle soluzioni concrete, cosciente del fatto che qualsiasi scelta implica dei costi: "Non ci sono soluzioni senza costi - ha aggiunto - ognuno deve pagare qualcosa. Non voglio parlare di lacrime e sangue", ha aggiunto citando Winston Churchill, "ma non si può pensare che ci siano soluzioni che non costino dei prezzi e che questi prezzi li paghi qualchedun altro". È il momento di assumersi ognuno le proprie responsabilità, "ognuno faccia la sua parte, a cominciare da noi imprenditori". E la sua parte Confindustria la farà anche presentando il suo decalogo di priorità, un "buon programma", non corporativo ma da cittadini, ha tenuto a precisare Montezemolo, da sottoporre "a chi governerà il Paese". I 10 punti verranno presentati ufficialmente lunedì a Milano, in una conferenza stampa alle 11:30 in Assolombarda, ma qualcosa il presidente degli industriali l'ha già lasciata intuire, ribadendo ancora con insistenza alcuni dei suoi cavalli di battaglia: in Italia "occorre che vengano premiati la competitività, la crescita, il merito, la capacità di fare sistema. L'Italia ha bisogno di tutto questo". E comunque, "la priorità delle priorità è la riforma dello Stato", perchè "con Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunità montane impegnate nei veti incrociati non si fa niente. Nel 2008 dobbiamo avere il coraggio di affrontare la riforma della seconda metà della Costituzione, ferma al 1946. Ci vuole un primo ministro che possa mandare a casa chi non lavora, occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

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Sul filo di un paio di firme (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di una mattinata difficile e snervante " SARNO. La giornata comincia più presto del solito per i protagonisti della vicenda. La burocrazia è stata allertata dalla sera prima perché l'appuntamento segreto era divenuto di dominio pubblico. " Tutta la cittá sapeva che, alle otto, i firmatari delle dimissioni si dovevano ritrovare in piazza municipio per concretizzare il loro operato. Così, non è mancato nemmeno qualche curioso. Mancusi gioca d'anticipo e, alle otto in punto, varca l'ingresso del comune accompagnato da Raimondo Milone. Ad uno ad uno arrivano i consiglieri rimastigli fedeli, i quali si sono dati appuntamento nella sua stanza. Sfilano tutti: Sabato Crescenzo, Giovanni Calabrese, l'assessore Carmine Milone. Intanto, in piazza arrivano gli esponenti di minoranza. Mancano solo Aniello Fasolino e Toti Orza. I primi sul posto per la minoranza erano stati Antonio Russo, Antonio Crescenzo e Maria Rosaria Aliberti, seguiti dagli altri. Verso le 8,30, giungono insieme i tre di Indipendenti per Sarno, i quali entrano nel palazzo per riuscirne dopo pochi minuti, allontanandosi. " C'è qualcosa che non va. Elisabetta Murano aspetta che si completi il quadro per arrivare. Si susseguono telefonate frenetiche tra Renzo Bacarelli e Franco Annunziata. I toni nervosi lasciano trapelare che è sorto un problema. Si vede arrivare Toti Orza, ma manca all'appello Aniello Fasolino, che ha fatto sapere che non firmerá. Ora, i firmatari sono quindici. Ne manca ancora uno. Aliberti e Bacarelli entrano nel bar della piazza a prendere un caffè. Annunziata ritelefona e Bacarelli lo invita ad accelerare per convincere il sedicesimo, sostituto di Fasolino, che potrebbe essere Bruno Liguori. Il tempo passa e trasforma il tutto in uno snervante duello psicologico. " Dal balcone della stanza del sindaco fanno capolino Giuseppe Lanzetta e Raimondo Milone. Quando sembra che il sedicesimo sia stato trovato, ad allontanarsi è Maria Rosaria Aliberti, dopo aver parlato a lungo al cellulare. Alle 9,30, tutti prendono atto che il tentativo di sfiduciare Mancusi è fallito e vanno via da piazza municipio. Dopo circa un'ora, scende Mancusi che si allontana. (g. f.).

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La Consulta stranieri: date a tutti il permesso (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lavoratori immigrati La Consulta stranieri: date a tutti il permesso "Fate uscire i 19.000 immigrati che lo chiedono dalla condizione di invisibilità in cui vivono". Questa, in sostanza, la richiesta lanciata via lettera dalla Consulta provinciale per l'inmmigrazione al presidente del Consiglio, da realizzare possibilmente entro le elezioni: "La situazione è grave perchè si continua a portare avanti un'ipocrisia condivisa - spiega Fabio Mosca presidente della consulta - tanti datori di lavoro hanno fatto domanda per stranieri che già lavorano nel nostro territorio e che vorrebbero la regolarizzazione: quello che chiediamo è un provvedimento che dia loro la possibilità di lavorare regolarmente. La Bossi Fini ha fatto danni, peggiorando ed ignorando una situazione già esistente di irregolarità, bisogna intervenire al più presto sanando la clandestinità di tanti". 2.500 i posti, per la provincia di Modena, messi a disposizione dal Ministero con l'ultimo decreto flussi, ma le richieste presentate ai Caaf sono state più di 19mila: "Con una situazione di fatto in cui - continua Mosca - il 10% della popolazione residente è immigrata regolare non è nemmeno più accettabile, a nostro avviso, che le procedure di rinnovo dei permessi di soggiorno e le operazioni di normale amministrazione, vengano svolte dalla Questura: chiediamo che la burocrazia, per quei cittadini stranieri che risiedono in Italia pagando le tasse, lavorando e vivendo con la propria famiglia, venga gestita come quella di tutti gli altri cittadini residenti, cioè dalle anagrafi dei diversi Comuni. Questo per garantire un diritto e snellire tanti passaggi...". Secondo le ultime stime statistiche, in Italia, il 30% dei mutui aperti negli ultimi anni sono stati sottoscritti da famiglie immigrate, così come sono numerose le aziende avviate e gestite da stranieri: "Nel modenese sono oltre 2000 le imprese individuali gestite da extracomunitari - continua Mosca - e di queste 500 sono al femminile. Per questo motivo abbiamo elaborato un piano provinciale per l'integrazione delle donne immigrate che preveda per loro percorsi di sostegno". (al.pe.).

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"Controlli sul vino, ma meno costi" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALBA. DEMONINAZIONI D'ORIGINE Pareri "Controlli sul vino, ma meno costi" "Un processo indispensabile" [FIRMA]ROBERTO FIORI ALBA "Va trovata una serratura a prova di scasso per i malintenzionati, purché essa non costringa il padrone di casa a restare chiuso fuori". La Coldiretti sceglie una metafora per interpretare il pensiero di molti produttori sulla vicenda legata ai controlli dei vini a denominazione d'origine. Una questione che da mesi stimola la discussione tra favorevoli e contrari, soprattutto sulle colline di Langa e Roero. "Va riconosciuto alla nuova dirigenza del Consorzio albese il merito di essersi messa in ascolto e di aver raccolto quelle critiche che sin dall'uscita del primo decreto del 2001 Coldiretti, in rappresentanza delle imprese vitivinicole, aveva esternato" dice Fabrizio Rapallino, responsabile provinciale del settore vitivinicolo. Oggi, dopo anni di confronti anche aspri, le cose si sono evolute, il vecchio decreto è cambiato e le pesanti criticità del primo piano sono in parte mitigate. "Finalmente si è capito che di controlli già ce ne sono - si veda la certificazione della Camera di commercio e le verifiche in campo della Provincia -, quindi semmai occorre stringere alcune maglie deboli della rete, aggiungerne alcune utili, ma senza vessazioni. Per questo, anziché di un nuovo piano dei controlli preferiamo parlare di ''programma integrato delle certificazioni''". Ed ecco la ricetta dell'organizzazione agricola, secondo la quale terzietà, imparzialità, trasparenza e uniformità verrebbero garantite dalla collaborazione di tre organismi, due dei quali pubblici. Ma per Coldiretti c'è ancora da lavorare per rendere il nuovo sistema efficiente e con il minimo impatto economico e burocratico sulle aziende. Questo significa agire su due fronti: "Trovare punti d'intesa e sinergie tra i tre enti a cui le fasi operative sono assegnate, Consorzio, Cciaa e Provincia. Apportare semplificazioni alle varie fasi di controllo, eliminando il più possibile formalità e adempimenti superflui e risparmiando sui costi. Ciò che conta è garantire che il vino sull'etichetta corrisponda a quello nella bottiglia, mentre tutto il resto è contorno". Il maggior rigore deve potersi tradurre, nel medio periodo, in opportunità per le imprese e sicurezza per il consumatore. "Le prime, tuttavia, non devono essere rallentate dalla burocrazia, e men che meno il sistema deve creare disaffezione verso le Doc. Sarebbe assurdo e il mercato non lo permetterebbe. Occorre fare in modo che tutti i vini a denominazione seguano un analogo schema, evitando diverse impostazioni che confondono i produttori". Oggi, grazie all'informatica, molte azioni che prima richiedevano tempo e denaro, si risolvono con un semplice "clic" sul computer. Per questo la richiesta è di applicare con intelligenza i mezzi innovativi. Ad esempio, riformulando il controllo dei vigneti perché già oggetto di verifiche attraverso foto aeree. "Anche nelle fasi di comunicazione tra impresa e Consorzio e tra Consorzio, Cciaa e Provincia, si possono eliminare molte lettere e certificati. Se ne sta occupando un tavolo che Coldiretti ha richiesto e il Consorzio ha avviato nella sua sede". Il gruppo di lavoro ha già individuato spazi di miglioramento, presentati anche in sede regionale, e dovrà presto produrre un documento indirizzato al Ministero. "E' determinante - dicono ancora da Coldiretti - che tra le pieghe del piano, previsto da Roma in modo troppo rigido, si trovino punti di semplificazione e di interazione dei soggetti operanti. Si dovrà anche tenere conto della specificità della situazione locale, caratterizzata dalla presenza di molte aziende di piccole e medie dimensioni. E' urgente che per la contraffazione dei contrassegni o le inosservanze si predisponga un quadro sanzionatorio severo, dove la sanzione non possa divenire un semplice costo di ammortamento, altrimenti tutto il piano sarebbe inutile e svantaggioso".Fabrizio Rapallino, responsabile Coldiretti settore vitivinicolo: "La ricetta per rendere efficiente il nuovo piano controlli ha tre parole chiave: semplificazioni, collaborazioni, innovazioni. Solo così la fascetta può diventare un effettivo aiuto nel risanamento del mercato"Claudio Rosso, presidente Consorzio di tutela vini: "Il piano è un processo indispensabile per la tutela dei nostri vini. Già stato avviato in molte Regioni, nella Granda si prova ad attuarlo con la collaborazione di 3 enti. Da definire convenzione con la Cciaa".

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Imprenditori nati con la valigia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Speciale Veneto Numero 051, pag. 38 del 29/2/2008 Autore: di Jarvis Macchi Visualizza la pagina in PDF       Claudio Grotto, presidente e fondatore di Gas ha un sogno: un'Italia con meno burocrazia Imprenditori nati con la valigia Da Vicenza al Far East per esportare il modello veneto Creativi, affascinati da una visione ma estremamente pragmatici e, soprattutto, con la valigia sempre pronta per cogliere le opportunità là dove nascono: tra le nebbie vicentine e padovane o nei mercati emergenti del Far East. Sono gente fatta così gli imprenditori veneti, gente come Claudio Grotto, presidente e fondatore di Gas che, partito 40 anni fa dalla merceria di famiglia a Chiuppano (Vi), oggi guida un marchio globale. E, sempre con quella valigia in mano, continua a muoversi sui mercati internazionali per non lasciarsi sfuggire le opportunità che continuano a nascere. Ieri in India, domani in Corea, letteralmente è questa la sua agenda di viaggio (mentre risponde al telefono alle domande di ItaliaOggi ndr), il mese prossimo in Cina e in "Russia dove avremo un'importante apertura a metà marzo. Poi ritorno a Venezia per un concept store sempre a marzo", elenca Grotto che svela il segreto del "modello Veneto", quello che il governatore Giancarlo Galan vorrebbe esportare per "venetizzare l'Italia". Cioè quel tessuto di piccole e medie imprese diventate grandi per aver saputo unire flessibilità e internazionalizzazione alla "qualità totale" del modello Toyota. "Qui", spiega Grotto, "ci sono molti imprenditori che hanno voglia di fare, che si confrontano tutti i giorni con il mercato. Oggi l'imprenditore non può essere un teorico, dobbiamo essere profondi conoscitori della materia e metterci in discussione, sempre. Andare in giro per il mondo a trovare clienti e parlare con loro. E alla sera fare l'esame della giornata". Una politica dei piccoli passi unita a una visione globale che è alla base del successo di molte imprese venete e che per Gas oggi significa, nei numeri, un traguardo di oltre 3 mila punti vendita in 56 paesi, un export in crescita (che vale il 40% del fatturato con flagship store a Delhi, Tokyo, Mumbai, Hong Kong, per citarne solo alcuni), sei filiali in Europa e quattro nel Far East. "Tutti paesi, quelli asiatici, con grandissime potenzialità", spiega Grotto. Opportunità da condividere. Per fare sistema, concretamente. "Non mi tengo dentro le cose: ho un buon rapporto con i miei colleghi imprenditori e appena posso racconto loro quello che vedo. Perché più siamo e più siamo forti. In Cina ci sono opportunità enormi, ma bisogna fare le valigie per vederle con i propri occhi, comprenderle e poi cercare il partner giusto per presentarsi nel mondo adeguato. In quelle valigie però bisogna portarsi più di un ricambio: io a volte non torno a casa per mesi", spiega Grotto. Un viaggio continuo con un'idea fissa in testa: la qualità. "Senza", dice il fondatore di Gas, "non si va da nessuna parte. L'obiettivo è quello di inseguirla sempre. A volte si fanno degli sbagli, si fa qualche retromarcia e si riparte. Ma l'obiettivo è sempre la qualità. In questa direzione lavoriamo in ogni settore aziendale: con il nostro reparto creativo, brevettando nuovi tipi di lavaggi, innovando i processi di stampa. Dalla logistica al marketing, per noi non c'è niente di standard, come i nostri jeans che sono tutti diversi l'uno dall'altro. L'eccellenza a prezzo di mercato: su questo abbiamo costruito il lifestyle Gas, sulla parola “essensual”, essenziale e sensuale". Con un approccio che coinvolge tutta la filiera e che parte "dal basso": "Per esempio facendo spiegare ai nostri commerciali i prodotti dai loro colleghi che li realizzano". E mettendosi sempre in gioco. Anche personalmente, circondandosi dei collaboratori giusti: "Per questo ho inserito in azienda un direttore generale bravissimo come Franco Scarpetti, che ha accettato i miei pregi e i miei difetti e che con il suo prezioso lavoro mi consente di essere più vicino alle nostre filiali nel mondo". Un lavoro che però si scontra spesso con la burocrazia farraginosa del Sistema Italia e con i problemi di uno stato che sovente è il primo ostacolo alla crescita delle imprese. "Il motto di Gas è keep it simple, e cerchiamo di farlo anche in azienda riducendo le inefficienze. Il governo dovrebbe fare come una buona impresa: poche persone che decidono e che sviluppano progetti che guardano al conto economico". Nel Libro dei Sogni di Grotto, come in quello di tutti gli imprenditori, c'è il problema della tassazione. Che penalizza in primis i dipendenti. "Va risolto, per far guadagnare di più i nostri collaboratori. Per ogni 1.000 euro dati in busta l'azienda ne paga 2.500. E spesso sono soldi mal spesi dai governi", spiega il fondatore di Gas.

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Teatro/3. Sabato 8 marzo 'La concessione del telefono' (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Venerdì 29 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Teatro/3. Sabato 8 marzo 'La concessione del telefono' CREMONA ? Siamo nella Sicilia di fine '800 quando Filippo Genuardi invia al Prefetto la richiesta per la concessione di una linea telefonica a uso privato. Per Genuardi non c'è solo il fascino del progresso: invaghito della giovane suocera, pensa che il telefono lo aiuti a comunicare con lei. Ma per un disguido banale, la richiesta della concessione scatena la burocrazia e un'infinità di equivoci. Dallo spassoso romanzo omonimo di Andrea Camilleri è tratto l'adattamento teatrale de La concessione del telefono, dello stesso Camilleri e di Giuseppe Dipasquale, che ne cura la regia. La pièce, sabato 8 marzo, chiuderà la rassegna DiversaMente al Ponchielli.

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Sartor: gli artigiani in affitto sono stati esclusi dal forfettone (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Sartor: "Gli artigiani in affitto sono stati esclusi dal forfettone" Confartigianato del Veneto critica la Finanziaria VENEZIA. Gli artigiani "in affitto" sono esclusi dal "forfettone" (il sistema introdotto con la Finanziaria 2008 che prevede una semplificazione del regime fiscale per le piccole imprese) e quindi, a detta del presidente Confartigianato Veneto, Vendemiano Sartor (nella foto), sono "penalizzate soprattutto le botteghe storiche dei centri cittadini". "Sburocratizzazione, semplificazione e riduzione delle tasse; tanto - rileva il presidente degli artigiani veneti - prometteva il forfettone e per questo accolto come un vero toccasana dagli aimè sopravvissuti maestri artigiani, vetrai, doratori, restauratori, stuccatori, liutai etc, che a fatica in questi anni hanno continuato a rendere straordinari i nostri centri storici e vivi mestieri e botteghe che hanno un legame profondo con la nostra storia. Una speranza - spiega - infranta sullo scoglio dei tecnicismi interpretativi del ministero delle Finanze; un salvagente negato di cui il Paese si pentirà; una ulteriore prova che le buone intenzioni della politica in questo Paese affondano nella burocrazia". Il "forfettone", cioè la normativa inserita nella Finanziaria, che doveva portare ad una semplificazione delle procedure contabili (e quindi ad un risparmio) per aziende con un fatturato annuo al di sotto dei 30.000 euro è per Sartor inapplicabile perché "è sufficiente che un artigiano paghi mensilmente una locazione di 500 euro per essere concretamente escluso". Una norma che Sartor definisce assurda, che "va a colpire una categoria particolare di piccoli imprenditori" che operano nei centri storici cittadini e che si dedicano a mestieri definibili "d'arte" come il battitore di ferro, il restauratore di mobili, il lavoratore del vetro. "Il loro - conclude Sartor - è un impegno meritevole per due motivi. Prima di tutto perché continuano tradizioni e mestieri destinati probabilmente alla scomparsa. In secondo luogo perché mantengono vivo un tessuto urbano che altrimenti sarebbe ridotto a banche e uffici".

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San Michele, sogno che dura da 10 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 29/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SEBINO E FRANCIACORTA PALAZZOLO Rientrato dal Brasile, il missionario Marco Bertoli ripercorre la storia della "città dei ragazzi" costruita con la solidarietà italiana San Michele, sogno che dura da 10 anni Dall'abbraccio coi suoi 400 meninos de rua al progetto di riscatto dei contadini Marco Bertoli col padre Roberto sul primo trattore regalato alla missione Marco Bonari PALAZZOLO Un fiume in piena. Perché Marco Bertoli - palazzolese trentaquattrenne, missionario laico dal '95 in terra brasiliana - non si ferma proprio di fronte a nulla pur di conquistare il sorriso di un meninos de rua. Perché salvare vite, strappandole alla violenza, alla fame, alla strada, è la sua missione portata avanti, giorno dopo giorno, scoglio dopo scoglio (e sono davvero molti!) con la sola forza dell'amore e, naturalmente, della solidarietà italiana. Solidarietà in particolare bresciana e bergamasca che fa ed ha fatto la differenza, come lo stesso Bertoli ha ricordato, con una simbolica stretta di mano a tutti i padrini, l'altra sera all'auditorium San Fedele di Palazzolo. Nella sua città natale, che rivede quasi ogni anno per una manciata di giorni, "non certo per una vacanza" ma per testimoniare la sua gratitudine, per abbracciare l'instancabile mamma Milena e per una preghiera sulla tomba di papà Roberto, il primo vero e grande sostenitore della sua missione in Sud America. Lui, Marco Bertoli, padre di oltre 400 bambini di strada o in difficoltà, ha creato davvero un impero di solidarietà prima ad Antonio Carlos e poi a Barbacena, sulla strada che da Rio de Janeiro sale a Belo Horizonte. L'impero ha un nome: "Città dei ragazzi" o meglio "San Michele Arcangelo", una sorta di isola felice sulle colline, a 1200 metri di altitudine, del Minas Gerais dove Marco Bertoli ha costruito la sua grande "casa". Aprendo poi le porte (anche del suo cuore, come lui stesso tiene a sottolineare) all'infanzia violata e bruciata dalla povertà, non senza scontrarsi quotidianamente con quei problemi veri (soldi che non bastano mai, burocrazia che attanaglia, invidie...) che ti tengono sveglio tutta la notte. Oggi il "San Michele Arcangelo" è un sogno realizzato, un'impresa solidale che compie dieci anni. E da due lustri le braccia di Marco sono sempre spalancate per accogliere tutti quei bimbi che il Tribunale dei minori gli affida, strappandoli a situazioni di degrado familiare in un raggio di cento chilometri. Feriti e violentati nell'animo o nel corpo, denutriti, abbandonati ad un destino che lascia davvero ben poco scampo, tutti questi bambini (dai cinque, sei anni ai diciotto) trovano la speranza al "San Michele Arcangelo". La speranza di una grande famiglia in cui i valori dell'amore, della fratellanza, del rispetto sono ancora i punti cardine. La speranza di vivere con dignità, con un tetto sulla testa, dei vestiti puliti da indossare, del cibo caldo da ingurgitare ogni giorno, una "mamma sociale" per farsi coccolare, un padre da amare... La speranza di imparare a leggere e scrivere, di apprendere un lavoro nei laboratori della missione o addirittura di proseguire negli studi. La speranza di guardare avanti con delle certezze. Marco Bertoli oggi riesce ad offrire tutto ciò nei 320 ettari della "città dei ragazzi", quasi autosufficiente, ma ciò non basta. Perché "è solo una goccia di vita e di speranza nell'oceano della disperazione e della povertà". Per questo Marco punta ancor più in alto, offrendo tutto se stesso. Mettendo a punto un progetto (in realtà già decollato con il nullaosta del Governo brasiliano) per il riscatto dei contadini, chiamati a consorziarsi ed a produrre colza per alimentare la centrale di biodiesel costruita dallo stesso Bertoli a Barbacena.

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Il Paese è in emergenza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 29/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Monito di Montezemolo ai partiti. Lunedì le "proposte" di Confindustria "Il Paese è in emergenza" Il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo ROMA L'Italia è "in emergenza" sta attraversando una difficile fase di "stagnazione", con una crescita "vicina allo zero". Una situazione tutt'altro che rosea su cui i politici devono avere il coraggio "di dire la verità", anche se siamo in campagna elettorale. Il richiamo arriva dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che a Verona al Forum "Attrazione Italia" per gli investitori esteri ha chiesto alla classe politica di fare scelte, "di decidere e di risolvere". Le emergenze del momento sono sotto gli occhi di tutti: prezzo del petrolio alle stelle, impennata delle materie prime, supereuro che penalizza le esportazioni. "Parliamo prima come cittadini e poi come imprenditori: non si può pensare di trovarsi di fronte ad una situazione di stagnazione, con crescita vicina allo zero, con il costo della vita così elevato e poi non dire come stanno veramente le cose, e cioè che questo Paese ha bisogno di scelte coraggiose", ha ammonito Montezemolo. E la responsabilità di agire spetta innanzitutto ai politici. Basta con le promesse: "dalla politica abbiamo bisogno di soluzioni, meno parole e più azione", ha sollecitato ancora. Il leader degli imprenditori invoca quindi delle soluzioni concrete, cosciente del fatto che qualsiasi scelta implica dei costi: "Non ci sono soluzioni senza costi - ha aggiunto - ognuno deve pagare qualcosa. Non voglio parlare di lacrime e sangue", ha aggiunto citando Winston Churchill, "ma non si può pensare che ci siano soluzioni che non costino dei prezzi e che questi prezzi li paghi qualchedun altro". È il momento di assumersi ognuno le proprie responsabilità, "ognuno faccia la sua parte, a cominciare da noi imprenditori". E la sua parte Confindustria la farà anche presentando il suo decalogo di priorità, un "buon programma", non corporativo ma da cittadini, ha tenuto a precisare Montezemolo, da sottoporre "a chi governerà il Paese". I 10 punti verranno presentati ufficialmente lunedì a Milano, in una conferenza stampa alle 11.30 in Assolombarda, ma qualcosa il presidente degli industriali l'ha già lasciata intuire, ribadendo ancora con insistenza alcuni dei suoi cavalli di battaglia: in Italia "occorre che vengano premiati la competitività, la crescita, il merito, la capacità di fare sistema. L'Italia ha bisogno di tutto questo". E comunque, "la priorità delle priorità è la riforma dello Stato", perché "con Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunità montane impegnate nei veti incrociati non si fa niente. Nel 2008 dobbiamo avere il coraggio di affrontare la riforma della seconda metà della Costituzione, ferma al 1946. Ci vuole un primo ministro che possa mandare a casa chi non lavora, occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

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L'agricoltura è di nuovo centrale (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 29/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:UNIONE AGRIC. Francesco Bettoni, presidente dell'Upa, invita gli associati a partecipare all'assemblea di domani "L'agricoltura è di nuovo centrale" Tra gli ospiti Federico Vecchioni, Paolo De Castro e Viviana Beccalossi Franco Bettoni, presidente dell'Unione provinciale agricoltori di Brescia Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura BRESCIA L'agricoltura bresciana è entrata in un periodo di grande volatilità, come i mercati finanziari, e per la prima volta da decenni, dopo quarant'anni con dati in continuo decremento, il settore primario bresciano ha registrato una crescita del 2,65%, allineato con il +2,7% del Prodotto interno lordo della nostra provincia. Così il bilancio dell'annata agraria nel Bresciano, presentato mercoledì mattina dal presidente dell'Unione Provinciale Agricoltori, Francesco Bettoni, nell'incontro con la stampa che tradizionalmente prepara l'assemblea generale di sabato 1° marzo, alla quale parteciperà il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni. Brescia, leader nazionale nella produzione di latte, carni bovine e suine, pollame e cereali, punta di diamante dell'agricoltura nazionale, sconta pesantemente la crisi di alcuni settori, a partire dalla suinicoltura, penalizzata anche dal fermo conseguente l'epidemia di vescicolare, per arrivare ai bovini da carne. Due settori, questi, che hanno fatto registrare ridimensionamenti percentuali nell'ordine rispettivamente del 6 e del 16,30 per cento. "Ormai è chiaro che per questi settori si deve parlare di crisi strutturale e non congiunturale - ha detto Bettoni - e per questo motivo abbiamo in programma una riunione con i nostri associati per i prossimi giorni e valuteremo il da farsi". In compenso, "dopo trent'anni di stasi, c'è un fermento eccezionale, anche se purtroppo non per tutti i settori, e l'agricoltura è ritornata a essere centrale". Ma i costi di produzione sono in continua crescita (+79,30% il solo gasolio negli ultimi dieci anni), gli aumenti dei prezzi non li compensano che in parte e troppo spesso la burocrazia rischia di soffocare le aziende ("Sarà opportuno mettersi a ragionare di mercato" ha commentato Bettoni). Alla vigilia per una nuova "puntata" della trattativa per il prezzo del latte ("ormai è anacronistico pensare a un prezzo per l'intera annata: più realistico puntare a una revisione in giugno, se non a sistemi di indicizzazione che per ora appaiono difficilmente introducibili"), mentre i cereali segnano aumenti che il mercato finale amplifica sul pane e sulla pasta, l'agricoltura bresciana guarda al futuro con rinnovata fiducia e punta anche sulla produzione di energie rinnovabili attraverso soluzioni innovative che permettano di risolvere persino il problema dei nitrati. "Trasformare il liquame in energia pulita" è lo slogan di uno dei temi centrali per l'assemblea generale del 1° marzo. "Meno carte, più produttività" è il tema dell'appuntamento annuale e la sintesi delle istanze di un mondo agricolo che si prepara con determinazione ad affrontare le sfide del futuro. Per sabato, nel salone della Camera di Commercio, ad ascoltarle ci saranno il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro e il vicepresidente e assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi. Un appuntamento importante, quello con l'assemblea generale di sabato, un'occasione di incontro e di confronto, un'opportunità per tracciare il bilancio di un'annata e per analizzare insieme prospettive e nuove opportunità per un settore che ha davanti a sé significativi spazi di ulteriore sviluppo. Tradizionalmente all'assemblea annuale i soci dell'Unione Provinciale Agricoltori hanno sempre partecipato compatti e il presidente Bettoni li invita a essere presenti anche sabato: questo è un momento stimolante ma anche delicato per il settore primario e per l'intera economia e in pieno clima preelettorale è importante far presenti alle istituzioni le effettive necessità e le istanze del mondo agricolo. All'assemblea, infatti, parteciperanno diversi candidati alle prossime elezioni: "Diremo - aggiunge il presidente Upa - che siamo contrari all'aumento delle quote latte e allo smantellamento del sistema e indicheremo chiaramente quanto serve agli imprenditori del settore primario. Ma il tempo delle parole è finito, chiediamo impegni concreti da parte dei candidati". "Se la nostra è una grande organizzazione - dice Bettoni - il merito è degli associati, che ci hanno seguito e hanno condiviso il nostro progetto di realizzare il sindacato più forte d'Italia, con una significativa partecipazione di giovani che hanno gli stimoli e la voglia di fare. Dobbiamo continuare su questa strada, con il coraggio di esprimere le nostre idee e di batterci per queste, perché Brescia si confermi nel proprio ruolo di punta di diamante del sindacalismo agricolo del nostro Paese". Anche perché l'Unione di Brescia è una delle più importanti a livello nazionale. "Abbiamo un Dna diverso dagli altri - spiega Bettoni - perché ci sostiene il coraggio di rischiare, la voglia di competere, la capacità di intraprendere e di seguire con coerenza il nostro percorso. Siamo arrivati fin qui, ma non possiamo permetterci di abbandonare lo spirito d'appartenenza, di abbassare la guardia e di adagiarci sugli allori. Per questo la partecipazione, l'identificazione e l'unitarietà di intenti sono fondamentali. È importante partecipare all'assemblea, per confrontarci, ma soprattutto per dare al mondo esterno la sensazione della nostra forza e della nostra compattezza". Secondo Bettoni è importante mostrare l'unità del mondo agricolo in un momento in cui il settore primario sembra rinascere. "Lo dimostra - dice il presidente dell'Unione provinciale agricoltori - il ritorno al settore primario di tanti giovani. L'agricoltura non soffre il passaggio generazionale come altri settori, anzi molti giovani hanno scelto di fare gli imprenditori agricoli. Non è vero che non ci sia futuro, tutt'altro: siamo i custodi del territorio e dell'ambiente e ci sono molte possibilità per il futuro. Un futuro che non garantisco né facile né costellato da soli successi. Ma gli agricoltori sono abituati a lottare e abbiamo dimostrato che quando siamo uniti e combattiamo per sostenere le nostre idee e per garantire un avvenire alle nostre aziende e ai nostri figli, siamo capaci di vincere. Ora più che mai è importante restare coesi e dimostrare a tutti che siamo pronti a qualsiasi battaglia nell'interesse nostro e dell'intero Paese".

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Oriana vicepresidente degli industriali toscani (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA Oriana vicepresidente degli industriali toscani "E' UN riconoscimento non tanto alla mia persona, quanto ad Assindustria Pistoia e all'intero territorio". Con queste parole Giuseppe Oriana, presidente dell'associazione di piazza Garibaldi commenta la sua elezione a vicepresidente di Confindustria Toscana, avvenuta ieri. Oriana avrà un ruolo di primissimo piano nel gruppo che condurrà gli industriali toscani sotto la guida della neopresidente Antonella Mansi, giovanissima imprenditrice grossetana. ASSIEME ad Oriana vicepresidenti di Confindustria Toscana sono stati eletti Pierfrancesco Pacini (presidente dell'Unione industriale pisana) e Filippo Salvi (presidente Confindustria Firenze), Due i consiglieri delegati: Giannetto Marchettini (Siena) per l'organizzazione e Franco Bernardini (Arezzo) per il credito. "Penso che la scelta di un rappresentante di Pistoia sia il frutto dello sforzo che da quando ne sono presidente, Assindustria Pistoia ha compiuto nel privilegiare in ogni atto dell'associazione i contenuti, la concretezza, nel pieno rispetto dello spirito che particolarmente in questa fase anima Confindustria". "IL PAESE sta attraversando sul piano politico, economico, sociale una fase molto delicata della quale non è prevedibile la durata ? continua Oriana ? Nel frattempo, l'Italia occupa una posizione di retroguardia nella competizione internazionale animata dai paesi orientali che producono a bassissimi costi. Agli imprenditori italiani spetta un ruolo di punto di riferimento. La presidente Mansi ha presentato un progetto moderno per ridare fiato alle imprese e all'economia: cercheremo di attuarlo nel migliore dei modi". E PISTOIA? "Qui abbiamo un buon andamento delle relazioni industriali. Lo dimostra il "Progetto per Pistoia", che abbiamo da poco varato assieme ai sindacati al fine di realizzare le condizioni per attrarre nel territorio investimenti ad elevato contenuto di innovazione e tecnologico. L'accordo ha ricevuto consensi generali, forse più fuori che all'interno del territorio, dove mi auguro che la rapidità con cui è stato raggiunto l'accordo, ispiri le pubbliche amministrazioni ad aderire facendo la loro parte: riducendo i tempi della burocrazia, velocizzando le procedure, eliminando le mancate risposte che spesso sono peggiori di un "no" opposto subito. In Assindustria Pistoia ho trovato grande condivisione su questi temi: è il presupposto principale per procedere. Sono convinto che l'associazione sia la sede che accompagna le imprese a crescere nel pieno rispetto dei valori morali e civili, il luogo in cui gli imprenditori si confrontano su temi di interesse generale. Assindustria non è la sede dove ci s'incontra per fare affari. Per quelli, ognuno di noi ha la propria azienda". p.c. - -->.

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E marche da bollo cartacee, retaggio di una burocrazia superata, sono state messe fuori corso e sost (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

E marche da bollo cartacee, retaggio di una burocrazia superata, sono state messe fuori corso e sostituite da quelle telematiche. E così anche in Umbria si moltiplicano le contraffazioni: lo denuncia la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate. Come possono tutelarsi i contribuenti, magari anziani e indifesi? L'Ufficio raccomanda innanzitutto di acquistare le marche solo dai tabaccai e dai rivenditori nei tribunali. Evitare le truffe ? viene spiegato ? è possibile: "Occorre assicurarsi che l'emissione del contrassegno sia contestuale alla richiesta ed eventualmente verificarne l'autenticità collegandosi al sito web ufficiale dell'Agenzia, nella sezione dedicata al Controllo valori bollati, dove è possibile leggere i numeri di serie del tagliando". In caso di discordanza, e dunque di contraffazione, non resta che denunciare la truffa ormai subita. Cambiano i tempi, sparisce la carta, resta intatto lo spirito autentico della burocrazia: l'ultima trovata sembra una lotteria ma è solo una presa in giro. Telematica. - -->.

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Diffondiamo il rischio d'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Umberto Aime "Diffondiamo il rischio d'impresa" Andrea Pili è il presidente dei giovani industriali: "Tutto deve partire dalla scuola" L'esordio in proprio a vent'anni, è socio di una web agency: "Non è stato difficile cominciare" CAGLIARI. Il presidente dei Giovani imprenditori ha trentatrè anni. Nella foto ufficiale, sul sito della Confindustria, Andrea Pili si concede una posa da manager consumato subito smascherata dallo sguardo acceso, è un ragazzo in carriera, e da quella barbetta trendy. è socio, alla pari con Gianluca Filippi, di una web agency cagliaritana. Produce siti, piattaforme multimediali, fa affari con le-commerce e l'e-learning, vuole integrare le tecnologie wireless in rete e oggi fa un tifo da stadio per Emma Marcegaglia, quarant'anni e poco più, futura presidente della Confindustria nazionale. "Con Emma Marcegaglia - dice - sta per cominciare una nuova era. è una donna, è stata presidente nazionale dei Giovani industriali: ha tutto, è perfetta. Lo hanno detto anche i tre saggi di Confindustria". - Entusiasta, perché? "è la fine della gerentocrazia e mi pare una rivoluzione. Dai sessantenni a chi ha quarant'anni: stiamo per entrare in una stagione tutta nuova e credo che sentiremo subito aria fresca dalle nostre parti". - Soffre la presenza di troppi venerandi notabili nelle stanze importanti? "Non c'è sofferenza e tanto meno invidia, ho soltanto voglia, come molti altri, di facce nuove. Il cambiamento fa sempre bene, anche in economia". - Esordio nel mondo del lavoro a quanti anni? "Venti. Con molte idee nella testa, centinaia di appunti nel cassetto e pochi soldi in tasca. Sono un imprenditore di prima generazione, che s'è fatto da solo". - Tredici anni di carriera: è stato più difficile cominciare o andare avanti? "L'inizio non è stato complicato, continuare sì. Purtroppo oggi per i giovani è faticoso anche il primo giro di manovella". - Perché? "Ci sono molti ostacoli: culturali, burocratici e finanziari. Ma se burocrazia e ricerca di capitali possono essere superati di slancio, basta applicarsi e insistere, quello culturale è difficile da abbattere. Credo che ai giovani manchi una visione d'insieme, non sanno leggere il mercato". - O è il mercato che non si fa leggere? "C'è chi ha ancora paura del nuovo e della novità, ma la sua resistenza non può durare a lungo. Mi spaventa invece quando sento un giovane dire che ha paura del rischio". - Del rischio d'impresa? "Anche. Il vero problema è questo: la scuola non invoglia i ragazzi a fare impresa mentre tutto dovrebbe partire da quei banchi. Dalle Medie, direi ma vorrei tanto che almeno si facesse qualcosa d'importante nelle Superiori. Dobbiamo uscire da questa stagnazione culturale, per fortuna ci sono alcuni esempi di collborazione tra imprese, scuola e università che fanno ben sperare. Ci vorrà del tempo, ma sono ottimista". - è più facile ottenere un fido dalle banche o avere l'idea della vita? "Le idee brillanti da sole non bastano, devi dimostrare che quel tuo colpo di genio è fattibile. Se ti presenti con un prototipo in mano, diventi subito affidabile e credibile anche quando vai a chiedere un prestito". - Le banche: un incubo per i giovani imprenditori. "Il consiglio è andare avanti a piccoli passi: un prestito dopo l'altro senza sovrapporli altrimenti rischi di essere strozzato dai debiti. Chiudi il primo fido e apri subito dopo il secondo: così dimostri affidabilità". - Cos'è il successo? "Riuscire a superare i momenti di crisi e sono molti, senza farsi travolgere dalla voglia di mollare tutto. Per me l'anno peggiore è stato il 2000: ho resistito, ho stretto i denti, ho sudato freddo ma oggi sono orgoglioso della mia scelta". - Perché scendere in campo nella Confindustria attiva? "Per stimolare l'iniziativa privata tra i giovani. Non credo che i miei coetanei siano tutti bamboccioni, come ha detto qualcuno, e neanche che altri, a vent'anni, pensino soltanto a una vita zeppa di veline e calciatori. Ecco, non credo a tutto questo ma all'esistenza di giovani capaci che devono essere soltanto sostenuti nei primi passi, per questo ho accettato l'incarico di presidente". - Che è un posto di potere. "Se lo avessi voluto, mi sarei buttato in politica". - Mai attirato da quelle parti? "Non sono preparato e poi è un mondo che non mi appartiene. Anzi, non mi piace chi si butta in politica soltanto per lo stipendio grosso". - Dei politici che pensa? "I rapporti non sono facili soprattutto in Sardegna, mi trovo meglio quando devo dialogare con le istituzioni centrali. Perché solo Roma e Bruxelles possono decidere davvero su zona franca e fiscalità, che sarebbero fondamentali per l'economia dell'isola". - Dei colleghi industriali che pensa? "Dobbiamo farci ascoltare di più e se non ci ascoltano, dobbiamo essere tra i primi ad alzare la voce". - Decisionista o riflessivo? "Decisionista e non ho paura di sbagliare. Attenzione, non sono presuntuoso ma credo che il tempo ti permetta sempre di correggere un errore".

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Il piacentino Raffaele Chiappa (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di venerdì 29 febbraio 2008 > Piacenza Il piacentino Raffaele Chiappa è entrato nel consiglio nazionale dei giovani della Confcommercio Ennesimo riconoscimento a livello nazionale della capacità e della bravura degli imprenditori piacentini. Raffaele Chiappa, titolare dell'Azienda Idea Marketing di Rivergaro e presidente del Gruppo giovani di Piacenza, è stato chiamato a far parte del Consiglio nazionale del Gruppo giovani di Confcommercio a Roma. "Sono davvero felice per questa mia nomina della quale ringrazio il presidente del Gruppo giovani nazionale Paolo Galimberti e la presidenza e la direzione della nostra Unione Commercianti". "Il mio desiderio - precisa Chiappa - è quello di riuscire a proporre a livello nazionale quelle idee che oggi sto cercando di realizzare, con l'aiuto del mio consiglio, a livello territoriale. Mi riferisco, ad esempio, al tentativo di ottenere un accesso al credito per coloro che, senza disporre di tutte quelle garanzie che oggi il mondo creditizio richiede, hanno intenzione di intraprendere una nuova attività imprenditoriale o vogliono sviluppare quella già in essere. Alla formazione ed al ricambio generazionale, fenomeno che a Piacenza raggiunge percentuali elevate ma che di fatto interessa tutta la nostra nazione". Chiappa ha iniziato la propria attività nel 1996 a 21 anni. Oggi dirige un impresa con venti addetti. "Diventare imprenditori oggi in Italia, specie per chi come me è partito da zero - spiega - non è affatto facile. Non mi riferisco solamente alla difficoltà di reperire fondi, ma anche alla burocrazia sempre più incomprensibile o al groviglio e al fumoso numero di norme legislative che pregiudicano e a volte impediscono che idee davvero innovative possano trovare una realizzazione". [.

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EUTANASIA di un amore. Ci tenevano tanto in parecchi a tenere in piedi l'Ato, Aut (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Orità dei Servizi, una delle tante società partecipate miste pubblico private, che dava soddisfazioni e poltrone. Poi è arrivata la Finanziaria 2008. E ieri, dopo mesi di macerazione e sofferenza, alla Conferenza dei sindaci la Provincia "ha proposto una trasformazione dell'Ato all'insegna dell'efficienza, della responsabilizzazione dei Comuni e dei sindaci, del contenimento dei costi della politica e di gestione sulla scia della Finanziaria, che assegna alle Regioni il compito di ridefinire, entro il 1° lulgio, il profilo degli Ato". Tradotto: vanno chiusi e incorporati nella Provincia. Un ufficetto e via. L'operazione avviata tempo fa dal presidente Nando Fabbri e dall'assessore Riziero Santi, zitta zitta va avanti. Ora la proposta sarà al vaglio dei venti Comuni. Entro fine marzo - inizio aprile tutti i consigli comunali dovranno deliberare in materia. Quindi, verso metà aprile, nuova Conferenza dei sindaci "per rendere operativo il nuovo assetto gestionale". "L'idea è di una Provincia che si riappropria di programmazione e coordinamento ? spiega Santi ?. Un taglio consistente dei costi della politica, oltre 80mila euro l'anno e - non ancora quantificato - della burocrazia, sono i nostri obiettivi". La Conferenza ha anche deciso di aprire un negoziato con Regione e governo per un "patto per la scuola". Servono strutture: i ragazzi Riminesi passeranno dai 63.843 attuali a 71.919 nel 2014 e 82.516 nel 2024. Annunciata a tempi brevi l'avvio della campagna per emergenza idrica e zanzare tigre. Infine, fondo di perequazione territoriale: circa 1,2 milioni di euro l'anno ai piccoli comuni dell'entroterra cui il nuovo Ptcp vieta di edificare. In pratica, un "rimborso" per mancati introiti di oneri d'urbanizzazione. Tonino Bernabè (Pd) eletto vicepresidente di Romagna Acque, al posto di Stefano Giannini. m.gra. - -->.

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Un prestigioso riconoscimento per l'artista antonio debidda (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 29-02-2008)

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MARTIS Un prestigioso riconoscimento per l'artista Antonio Debidda MARTIS. Fra qualche settimana a Roma verrà consegnato al pittore e poeta Antonio Debidda il premio "Omaggio a Giosuè Carducci". Nel centenario della morte del grande poeta, primo italiano a ricevere il premio Nobel, il comitato d'onore gli ha assegnato il premio del Centro artistico molisano "La Conca", con sede a Roma, che comprende 38 personalità dell'arte, della cultura e della politica. Tra essi figurano nomi come Pasquale Pantaleo, Orazio Tanelli, Gaetano Rizzo, Peppino Astore, Francesco Rutelli, Walter Veltroni e Piero Marrazzo. Per l'occasione vi sarà la consegna di una antologia di narrativa e poesia che in copertina ha una pittura del noto artista sardo. Antonio Debidda, nato in Gallura ma da oltre trent'anni a Sassari, ha vissuto parte dell'infanzia a Martis e si definisce martese "per legami parentali e intime corrispondenze fra l'essenza più lirica della sua pittura e la campagna ed i paesaggi che fanno corona all'ameno paesino dell'Anglona". Spazia dalla pittura alla poesia, dalla narrativa alla critica d'arte. Non per niente, alcuni anni fa, Vittorio Sgarbi scrisse: "Un critico con un minimo di consapevolezza del proprio compito non potrebbe non avvertire un certo imbarazzo nel dover parlare di artisti come Debidda". Docente di disegno e di storia dell'arte (dal 1999 in pensione) nei licei scientifici statali, ha portato a ottimi livelli artistici decine e decine di allievi che nel tempo hanno frequentato il suo studio. Ha firmato, in catalogo e sulla stampa, numerosi scritti di critica d'arte per artisti dell'isola e del resto d'Italia e, in qualità di presidente storico di "Adotta un albero-Salviamo la natura", in sintonia col regista Sechipe, padre dell'iniziativa, analizza e valuta migliaia di elaborati e di opere degli studenti che partecipano all'iniziativa ambientalista. Di recente ha dato alle stampe "Suoni di perla", un volumetto di sessanta poesie. Con questo premio si riconosce al raffinato artista isolano un assiduo impegno culturale che mette in rilievo, specie nella pittura, un'inconfondibile stile e una robusta sintesi del segno e della tavolozza. Tuffata nel sociale, con la pittura, la sua voce negli anni 60 si è colorata di polemica - quasi un urlo di dolore - con scritte rosso sangue sulla tela "A quando la pace nel Vietnam?". Ancora oggi è satira metafisica contro i disastri e i ritardi della burocrazia, della politica, della giustizia. "Se contemplare un'opera di Debidda - scrive Sgarbi - è affacciarsi alla soglia di un universo ignoto, spesso la disposizione dell'osservatore (le sue conoscenze, le sue aspettative, i suoi desideri estetici) è la chiave che vieta o permette l'accesso al giardino della conoscenza". Mauro Tedde.

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Aziende e lavoratori temono la recessione La Marioboselli lascia a casa 35 operaie, timori in Riello e Leuci, 1.757 ditte chiuse nel 2007 (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA Aziende e lavoratori temono la recessione La Marioboselli lascia a casa 35 operaie, timori in Riello e Leuci, 1.757 ditte chiuse nel 2007 di ANDREA MORLEO ? LECCO ? LECCO e la sua provincia non sono più un'isola felice? Forse. Intanto i segnali di recessione già si vedono e potrebbero farsi sentire anche sul territorio. L'annuncio dell'altro giorno dei 35 esuberi alla Marioboselli Yarns&Jeans di Garbagnate Monastero - l'azienda di proprietà di Mario Boselli, presidente della Camera della moda italiana - è però un segnale definito "preoccupante" dagli stessi sindacati lecchesi. Un pò perché si tratta di trentacinque donne, non più giovanissime e per questo difficilmente ricollocabili sul mercato del lavoro. IL DATO preoccupa perché il settore tessile conferma anche a Lecco i segnali di flessione registrati a livello nazionale. Lo aveva ribadito anche l'Unione industriali lecchesi nella relazione congiunturale sull'ultimo trimestre 2007. I dati evidenziavano le diffoltà del comparto ma anche una henerale e timida ripresa a fine anno (+4% degli ordini, +5,4% della produzione e +7,3% del fatturato) ma, al contempo, registravano tra gli imprenditori della provincia timori per una possibile recessione nel 2008. In effetti, i primi due mesi dell'anno hanno riservato qualche segnale preoccupante. Quello della Marioboselli è solo l'ultimo in ordine di tempo. La "Leuci spa" non vive un periodo facile: 50 dei 153 dipendenti sono in cassa integrazione fino a Pasqua e anche per questo il caso della storica azienda cittadina produttrice di lampadine finirà sui banchi del consiglio comunale. ALLA RIELLO - azienda con 350 addetti, che produce caldaie - si dormono sonni tranquilli, dopo aver saputo che lo stabilimento di Vaprio d'Adda (una delle quattro realtà produttive del Gruppo) chiuderà alla fine di marzo. I sindacati assicurano comunque che nel 2007 la situazione è migliorata rispetto ai due anni precedenti. "Gli anni 2005 e 2006 sono stati un massacro - spiega Dario Pirovano della Cgil -. Il numero delle ore di cassa integrazione ordinaria autorizzata arrivate a superare lei 400 mila. Anche sulla straordinaria si era arrivati a 300 mila. NEL 2007 si è scesi a una cifra poco superiore alle 100 mila ore per la ordinaria e poco meno per la straordinaria". Un dimezzamento, insomma. Per venire incontro alle realtà più piccole sindacati, parti sociali e provincia hanno siglato anche un accordo "per la cassa integrazione in deroga per le aziende sotto i 15 dipendenti che non avevano diritto all'indennità - spiega Pirovano -. Per il progetto erano stati stanziati un milione e 500 mila euro". L'ULTIMO TASSO di disoccupazione disponibile (riferito al dicembre 2006) parla di un 3,2% nella provincia di Lecco. Di questo dato, ben al di sotto della media nazionale, Lecco ha sempre (giustamente) fatto motivo di vanto. Guai a dormire sugli allori, ammoniscono gli esperti del settore. Le poco più di 25 mila aziende della provincia (per un totale di 146 mila addetti) dovranno puntare su continui investimenti, sulla ricerca e internazionalizzazione per reggere la competizione internazionale che anche qui si fa sentire. Soprattutto nei settori tessile e metalmeccanico. Altrimenti sarà dura reggere la competizione, come è successo alle 1.757 imprese che hanno cessato l'attività nel 2007. L'ESTREMA diversificazione e frammentazione è, al contempo, la forza e il limite del sistema economico lecchese. Il futuro è affidato nelle mani degli imprenditori locali, che da sempre hanno dimostrato coraggio. Quello che l'Unione industriali di Lecco chiede al prossimo Governo, oltre a una burocrazia meno cavillosa e a una tassazione sul lavoro meno pesante. - -->.

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LECCO - FRANCO Keller, presidente degli indust (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

? LECCO ? FRANCO Keller, presidente degli industriali lecchesi, interviene sul temo dello stato di salute dell'economia del territorio. Presidente,quali sono i problemi specifici dell'industria lecchese? "Come dicevamo anche nella nostra ultima congiunturale l'industria lecchese presenta una realtà composita: alcune aziende vanno molto bene, altre faticano". Da cosa dipende? "Da un mix di fattori: dalla vocazione innovativa delle imprese, dal grado di internazionalizzaizione, dall'organizzazione interna, dalla presenza in un mercato più o meno maturo, dal ciclo di vita del prodotto. Tutte le aziende pagano lo scotto di un territorio non troppo attraente e con infrastrutture datate.Dal punto dei vista dei settori la nostra congiunturale rileva una maggior difficoltà nel settore tessile, su cui inevitabilmente continuano a pesare la concorrenza straniera ed alcune residuali difficoltà a rimodulare la propria struttura aziendale per collocarsi sulle fasce alte di produzione". Quali sono i settori che, al contrario, si dimostrano maggiormente competitivi? "Come dicevamo prima più che di settore competitivi possiamo parlare di aziende particolarmente vivaci. Ci sono aziende tessili che vanno benissimo, aziende metalmeccaniche eccellenti ma vi sono anche casi contrari.Impossibile tracciare una ricetta buona per tutte le stagioni". Quali saranno, presidente Keller, i problemi che l'economia lecchese si troverà ad affrontare nel prossimo futuro? "La crescita ridotta e la perdita di competitività del sistema Italia finirà per farsi sentire anche sul territorio. Il costo delle materie prime, il costo dell'energia, il costo dei trasporti per le merci pesano sulle nostre aziende". Tutti impegni che sembra dobbiate chiedere al prossimo Governo, vero? "Certamente. Unite a una semplificazione della burocrazia, all'eliminazione dell'Irap, una minor tassazione del lavoro a beneficio dei lavoratori oltre a liberalizzazioni intelliugenti ispirate a una logica di concorrenza seria". La contrattazione di secondo livello potrà favorire maggiore flessibilità nella manodopera? "Se si intende con maggior flessibilità una maggior capacità di adattamento alle specifiche esigenze della singola realtà imprenditoriale, la risposta è si.Ovviamente ciò dipende dalla capacità delle parti di utilizzare al meglio i margini di adattabilità concessi dal contrattato nazionale del lavoro su certi istituti. Soprattutto sull'orario di lavoro. L'importanza della contrattazione di secondo livello risiede nel fatto che può costituire una leva per migliorare l'efficienza dell'azienda, la produttività e quindi - in definitiva - di essere più competitivi. Al lavoratore consente di beneficiare in maniera diretta del positivo andamento aziendale". A.Mor. - -->.

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Montezemolo: Urge riformare lo Stato (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA A VERONA. Al Forum con i manager delle multinazionali Montezemolo: "Urge riformare lo Stato" di Francesco Arioli "Noi faremo la nostra parte, ma le istituzioni devono fare la loro": l'auditorium veronese di GlaxoSmithKline diventa cassa di risonanza del mondo dell'industria, determinato a sostenere il rilancio degli investimenti esteri nel nostro Paese. E si trasforma in una sorta di tribuna elettorale del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che ha sollecitato con forza il futuro governo italiano a risolvere la "perdurante stagnazione che si trascina ormai dagli anni '90" ribadendo la necessità di una urgente "riforma dello Stato". E ammonendo il futuro governo, indipendentemente dal colore, perché "servono meno parole e più azione". L'occasione del dibattito è stata rappresentata da "Attrazione Italia", primo forum degli investitori esteri ospitato dal centro congressi di via Fleming e organizzato da Confindustria in partnership con Unicredit Banca d'impresa. GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e la ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo, carenza di infrastrutture e instabilità politica (i primi cinque fattori di criticità in ordine di preferenza) minino le preferenze delle multinazionali intenzionate a investire nelle aree della Penisola. Il presidente degli industriali veronesi, Gian Luca Rana, ha spiegato come già all'inizio del suo mandato in piazza Cittadella una delle priorità sue e della sua squadra fosse quella di "potenziare la capacità attrattiva di Verona per le multinazionali", ritenuta "opportunità per il territorio e non solo per la categoria". Luca di Montezemolo ha invece spostato il dibattito sul tema politico criticando le perduranti debolezze del sistema Italia: "È deprimente vedere il Paese in fondo a tutte le statistiche economiche. Siamo preoccupati ma stimolati a dare di più" ma "non possiamo nascondere che si è lavorato male" anche "su quegli elementi (investimenti, turismo) destinati a creare attrattività". CRESCITA ZERO. Lungo l'elenco delle cause della stagnazione: dalla burocrazia al problema energetico ("che errore la bocciatura al nucleare") fino alla grana del caro-petrolio ("Finchè il barile sarà sopra i 90 dollari la nostra crescita sarà 0,2-0,3%"). Quindi, criticata l'inadeguatezza della legge elettorale, Montezemolo ha ricordato la presenza di "nuove realtà politiche" in corsa, oltre ai due poli. E ha anticipato l'intenzione di presentare, già lunedì, il "decalogo di Confindustria", ovvero "le nostre proposte per chi governerà". Sconfortanti i dati snocciolati dal leader di Confindustria: "Il pil italiano è di 210 miliardi più basso adesso a causa della più bassa crescita degli ultimi 15 anni", ha ammonito. "Ora passiamo al tema di come fare a sostenere la crescita del Paese e affrontare il problema dei costi della non crescita". Perché "cambiano i governi ma i problemi sono gli stessi. Si parla sempre di soluzioni per il Mezzogiorno ma le promesse sono sempre andate disattese".

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È in atto una selezione (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DEL GRUPPO SCALIGERO ANTONIO MARCON "È in atto una selezione" LA BUROCRAZIA È CONSIDERATA LA VERA "PALLA AL PIEDE" DELLE AZIENDE "La produzione resiste ma la fiducia sta venendo meno". Antonio Marcon, presidente del mandamento di Marostica dell'Associazione Artigiani sintetizza così i risultati della sua analisi sulla situazione economica attuale e sulle sue ripercussioni sul territorio scaligero, dove gli operatori del settore, come conferma egli steso "non riescono ancora a dormire sonni tranquilli". "Il 2007 - osserva il rappresentante del sodalizio - ha registrato una sostanziale tenuta con un calo nel quarto trimestre. L'inizio del 2008 non è stato però incoraggiante. Nel Vicentino ben 289 ditte hanno restituito la partita Iva. Stiamo attraversando un momento di sofferenza e il comparto è in una fase di profonda trasformazione". All'interno della categoria, come riferisce Marcon, sarebbe infatti in atto una grande selezione: un procedimento necessario e naturale secondo alcuni ma, ad avviso del portavoce del gruppo, condizionato da regole che non sono uguali per tutti ma risultano "drogate dall'inefficienza amministrativa, dalla miopia politica e dalla burocrazia, la vera piaga per le imprese". "Secondo il Centro studi Confartigianato - riferisce il responsabile del sodalizio - l'indice dell'aumento di produttività potrebbe essere pari al 5,8% se solo le imprese non avessero sulle spalle il peso degli adempimenti burocratici, ai quali si aggiungono gli oneri che le ditte sono costrette a pagare continuamente e indipendentemente dai singoli aumenti". Il presidente si scaglia poi contro la pratica degli studi di settore, contro un sistema fiscale giudicato opprimente, contro chi considera gli artigiani le "linee di produzione per il fisco" e lamenta infine la crescente difficoltà nel reperire le risorse necessarie per puntare su ricerca, sviluppo e innovazione. Il portavoce dell'associazione invoca anche maggiori investimenti sulla sicurezza ma anche regole certe, obiettivi chiari e "un governo all'altezza delle sfide che si è chiamati a cogliere". "Possiamo farcela - osserva infine Marcon, guardando al futuro con ottimismo -. Abbiamo le competenze, la creatività e lo spirito d'iniziativa e un grande capitale umano che fa la differenza e che ritroviamo nelle nostre aziende. Si tratta di un patrimonio inimitabile, che tutto il mondo ci riconosce e ci invidia"."Con questi presupposti - conclude infine - il paese può ancora voltare pagina e ritornare a correre. Noi imprenditori facciamo la nostra parte ma un grande compito spetterà ora anche coloro che saranno chiamati a governarci, ai quali sarà chiesto di rendere finalmente efficiente la cosa pubblica".

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Obiettivo primario: il benessere del territorio (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INDAGINE CONGIUNTURALE CHE RIGUARDA L'ECONOMIA DEL NOSTRO COMPRENSORIO RIPORTA DATI ALTALENANTI MA NON MANCA L'OTTIMISMO PER IL PROSSIMO FUTURO Obiettivo primario: il benessere del territorio PER IL PRESIDENTE DEL RAGGRUPPAMENTO DI BASSANO DEGLI INDUSTRIALI DI VICENZA, CARLO BRUNETTI, IL NORDEST SOFFRE PER LA CARENZA DI INFRASTRUTTURE E SERVIZI AL CITTADINO Il trend delle vendite verso i paesi dell'Unione Europea resta positivo e in costante crescita eppure l'indagine congiunturale che riguarda l'economia del nostro comprensorio, a fine 2007 e nelle prime settimane del 2008, riporta dati altalenanti: l'inizio di ripresa, infatti, ha visto una successiva diminuzione dei principali indicatori, quali la produzione industriale, le vendite sul mercato nazionale e verso i paesi extraeuropei. "Se si guarda alla consistenza del portafoglio ordini - ha spiegato Carlo Brunetti, presidente del raggruppamento - nella maggioranza dei casi non supera i tre mesi e le sensazioni dei colleghi imprenditori, per la prima parte del 2008, evidenziano una diffusa incertezza. Non manca, tuttavia, un certo ottimismo nelle aspettative per il prossimo futuro, condizionato dalle scelte in materia economica e fiscale che il prossimo governo vorrà attuare. I nostri imprenditori sanno di operare per l'economia del territorio, ma c'è anche la consapevolezza che i sacrifici di una generazione di lavoratori non sono bastati a far fare un salto di qualità importante al nostro territorio". Secondo il portavoce della categoria, sull'attuale situazione economica pesano numerose problematiche, a partire dalla carenza di infrastrutture e di risorse da destinare ai principali servizi, quali sanità, scuole, giustizia e sicurezza: "A confronto con altri territori - ha aggiunto Carlo Brunetto a questo proposito - siamo fortemente penalizzati. Mancano le condizioni per operare quel salto di qualità che, in termini di produttività, ponga il Nord-Est accanto alle regioni più virtuose dei principali Paesi europei, per infrastrutture e servizi al cittadino. Questo salto non è ancora possibile perchè siamo obbligati a versare ingenti risorse nel calderone della res pubblica italiana e la burocrazia imperante assorbe parti consistenti di questa ricchezza generata in loco. Per questo serve un'inversione di tendenza nella politica fiscale: bisogna ricondurre il prelievo fiscale nei limiti fisiologici sostenibili dalle piccole e medie imprese che, gli ultimi dati lo confermano, sono il vero traino dell'economia italiana". Se la flessibilità del modello imprenditoriale veneto e la qualità del prodotto hanno consentito alle aziende del territorio di emergere nel contesto internazionale, oggi queste peculiarità non bastano per affrontare il mercato attuale: "La propensione al fare piuttosto che al conoscere - ha spiegato Brunetti - diventa un limite in uno scenario dove i margini di contribuzione si assottigliano inesorabilmente a fronte di fattori di costo che non sono controllabili. Le nostre imprese si trovano a dover affrontare, quotidianamente, una serie di ostacoli e vincoli infrastrutturali e burocratici. Incidentalmente, anche il super apprezzamento dell'Euro penalizza enormemente le nostre esportazioni e non consente di competere serenamente con il resto del mondo" Paesi, mercati ed interi settori, un tempo marginali, ora sono entrati nello scenario dell'economia globale con una velocità incredibile: "All'interno di questo sistema - ha detto ancora Brunetti - siamo portati a rivedere il nostro ruolo di imprenditori, in un contesto allargato che è il tessuto economico e sociale che ci circonda. Serve un nuovo progetto che faccia del benessere del territorio il suo obiettivo primario, prima che questo benessere, duramente conquistato, venga eroso dai troppi costi, vincoli ed ingessamenti. L'auspicato aumento dimensionale delle nostre imprese non si attua soltanto attraverso l'ingrandimento fisico dei mezzi di produzione, ma anche attraverso l'aumento delle conoscenze e delle competenze. Questo processo è già in atto presso le imprese che vengono definite eccellenti o per i cosiddetti campioni dell'innovazione, che hanno saputo internazionalizzarsi, mantenendo la testa pensante nel territorio. Mettendo in atto una serie di relazioni privilegiate, con fornitori evoluti, enti, istituti di ricerca, università, queste aziende coltivano la conoscenza e formano le necessarie competenze per gestirla ed organizzarla, trasformando la loro produzione in formulazione di idee". Accanto all'innovazione, anche la collaborazione fra imprese si configura come un utile mezzo per affrontare questo variegato contesto: "Dobbiamo imparare a metterci insieme - auspica il presidente del raggruppamento bassanese - per costruire un sistema relazionale ampio, per attuare una capacità di innovazione che si rigeneri costantemente e accedere in modo semplice e diretto alle fonti della conoscenza esclusiva che resta il primo motore dell'innovazione. Le soluzioni possibili comprendono una visione estesa sull'area che geograficamente contorna il bassanese e nella quale operano forze e potenzialità, omogenee per impostazione, vedute, aspettative, tali da superare i consueti confini amministrativi, burocratici e giurisdizionali. L'occasione per mettere a fuoco questa visione è l'Area Vasta che si sovrappone all'incrocio dei corridoi nord-sud, est-ovest e corrisponde all'area bassanese. Quest'area è un'opportunità importante per noi imprenditori bassanesi che dobbiamo imparare ad individuare le nostre eccellenze e abbattere il nostro naturale individualismo".

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Dai sindaci ai superburocrati dimissioni per correre all'ars - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Dai sindaci ai superburocrati dimissioni per correre all'Ars Scade il termine per l'opzione: ecco chi lascia Dopo Musotto e Lombardo tocca a Bufardeci e a Digiacomo Tra i papabili per Palazzo dei Normanni anche un direttore regionale Tentati dall'ingresso in lista due manager della Sanità Scavone e Iacolino EMANUELE LAURIA Se ne vanno i sindaci, salutano i presidenti delle Province, tentano il salto superburocrati della Regione e sfogliano la margherita i manager delle principali Ausl siciliane. Fuga dagli enti locali. Improvvisa, repentina, causata dal precipitare delle crisi dei governi nazionale e regionale. Lunedì è l'ultima scadenza: entro quel termine gli amministratori che intendono candidarsi per l'Ars devono lasciare gli attuali incarichi. Ma con un week-end di mezzo, i funzionari dell'assessorato alle Autonomie locali attendono già oggi le comunicazioni definitive. Chi correrà per le politiche ha già rassegnato il mandato nei giorni scorsi. Fino a ieri sera, avevano formalizzato le dimissioni due sindaci di grossi centri (l'obbligo vige per quelli delle città con più di 20 mila abitanti) e quattro presidenti di Provincia. Nell'ordine, lascia a metà mandato il primo cittadino di Catania Umberto Scapagnini (si candiderà per il Pdl al Senato) e dà forfait poco prima della scadenza naturale il sindaco di Comiso Giuseppe Digiacomo (anche lui sarà in lista per le politiche, ma per il Pd). Ma oggi la lista dei dimissionari dovrebbe rinforzarsi con il forzista Giovanbattista Bufardeci, che cede la guida del Comune di Siracusa e forse anche con Fabio Mancuso, sindaco di Adrano da poco passato dall'Udc al Pdl. Entrambi in corsa per l'Ars. Si candiderà per Palazzo dei Normanni anche Ciro Caravà (Pd), primo cittadino di Campobello di Mazara che non ha però l'obbligo di dimettersi per fare la campagna elettorale. I presidenti di Provincia che si sono dimessi per candidarsi sono Raffaele Lombardo, aspirante governatore per conto del centrodestra, il trapanese Antonio D'Alì che punta a essere rieletto al Senato, l'agrigentino Vincenzo Fontana a caccia di uno scranno all'Ars e Francesco Musotto, che dopo un'esperienza di dieci anni alla Provincia di Palermo potrebbe correre per due obiettivi alti: la Camera e l'Assemblea, con l'idea di sedere sulla poltrona di presidente. Ma anche nei ranghi della burocrazia regionale c'è chi coltiva il sogno di entrare nel Parlamento siciliano: è Ignazio Marinese, dirigente generale della Pesca vicino alla pensione, destinato a intercettare i voti del nipote assessore Dore Misuraca, tentato da una candidatura alla Camera. Prima di lunedì potrebbero lasciare due manager Ausl. Il primo è Salvatore Iacolino, direttore generale dell'azienda di Palermo, vicino al coordinatore regionale di Forza Italia Angelino Alfano. Iacolino attende notizie da Roma sulla composizione delle liste per l'Ars e intanto si dice "appagato dall'attuale incarico. Non ho motivo di lasciarlo. Ma ho ricevuto calorosi inviti a candidarmi e sto riflettendo". Nella stessa condizione è Antonio Scavone, manager dell'Ausl catanese in quota Mpa. Ma è folta anche la pletora di assessori comunali in procinto di dimettersi per imboccare la strada verso Sala d'Ercole. A Palermo stanno per lasciare Jimmy D'Azzò (Mpa), Franco Mineo (Forza Italia) e Alessandro Aricò (An). Anche il presidente del consiglio comunale Alberto Campagna (Forza Italia) e il commissario provinciale dell'Mpa Marianna Caronia, che non hanno però l'obbligo di lasciare gli incarichi attualmente ricoperti per candidarsi. Ad Alcamo ha presentato ieri le dimissioni l'assessore (ed ex sindaco) Massimo Ferrara: sarà in lizza per il Pd. Un terremoto che si abbatte sugli enti locali siciliani. Cresce di giorno in giorno il numero di Comuni e Province interessate dal voto di giugno. "Alla fine, saranno più di 150 gli enti coinvolti", dice Rosalia Mancuso, dirigente del servizio elettorale della Regione. Fra questi, otto Province su nove (escluse Ragusa) e tre Comuni capoluogo (Catania, Siracusa e Messina). E sono già cominciate le grandi manovre politiche per la gestione fino alle elezioni degli enti locali decapitati. Sia il presidente facente funzioni della Regione, Lino Leanza, che l'assessore alle Autonomie locali Paolo Colianni sono dell'Mpa e il primo commissario nominato, per la Provincia di Catania, è un dirigente di comprovata fede autonomista come Rodolfo Casarubbea. è in arrivo un'altra designazione per la Provincia di Trapani (il dirigente regionale in pensione Salvatore Rocca) ma l'attenzione è puntata sul commissario per il Comune di Catania: il nome più gettonato è quello di un altro dirigente lombardiano, l'ex segretario generale Armando Giacalone (a capo di diverse società comunali), ma Forza Italia già mugugna: "Per un incarico delicato come quello di commissario a Palazzo degli Elefanti - dice l'eurodeputato Giuseppe Cstiglione - si cerchi un nome di alto profilo come quello di un prefetto in pensione".

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Assurdità della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO Assurdità della burocrazia Siamo i familiari della sig.ra P. deceduta il 7 marzo 2007. Lamentiamo il fatto che dall'Ufficio Postale di Bondeno da ormai un anno (inizio pratica 14 marzo 2007), non riusciamo ad ottenere i documenti necessari a disbrigare la pratica di successione. Abbiamo sollecitato numerosissime volte e nonostante l'impegno e la disponibilità dimostrataci dal personale, a tutt'oggi non abbiamo ricevuto il dovuto. Ci è stato risposto: colpa della finanziaria! Adesso il limite di tempo posto dall'Agenzia delle Entrate per la presentazione della dichiarazione di successione sta scadendo. Il Notaio ci ha comunicato che la successione si farà ma poi bisognerà integrare la documentazione pagando la morosità! Inaudito! Questa morosità è da attribuire all'Ufficio Centrale che a sua volta non comunica nessuna indicazione all'Ufficio di Bondeno. Questa segnalazione è stata inoltrata anche al Direttore delle Poste di Ferrara, ma senza ottenerne nessun riscontro. Angiolino, M. Rita, Rina e Giovanna Mastellari Ospitale di Bondeno.

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Montezemolo: urge riformare questo Stato (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

TEMPO DELLE SCELTE. L'allarme del numero uno di Confindustria: la stasi ci è costata 210 miliardi di Pil. Greggio e euro bloccano l'economia. Non ci sono solo Pd e Pdl Montezemolo: urge riformare questo Stato di Francesco Arioli "Noi faremo la nostra parte, ma le istituzioni devono fare la loro": l'auditorium veronese di GlaxoSmithKline diventa cassa di risonanza del mondo dell'industria, determinato a sostenere il rilancio degli investimenti esteri nel nostro Paese. E si trasforma in una sorta di tribuna elettorale del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che ha sollecitato con determinazione il futuro governo italiano a risolvere la "perdurante stagnazione che si trascina ormai dagli anni '90", ribadendo la necessità di una urgente "riforma dello Stato". E ammonendo il futuro governo, indipendentemente dal colore, perché "servono meno parole e più azione". L'occasione del dibattito è stata rappresentata da "Attrazione Italia", primo forum degli investitori esteri ospitato dal centro congressi di via Fleming e organizzato da Confindustria in partnership con Unicredit Banca d'impresa. GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e nella ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo, carenza di infrastrutture e instabilità politica (i primi cinque fattori di criticità in ordine di preferenza) minino le preferenze delle multinazionali intenzionate a investire nelle aree della Penisola. Il presidente degli industriali veronesi, Gian Luca Rana, ha spiegato come già all'inizio del suo mandato in piazza Cittadella una delle priorità sue e della sua squadra fosse quella di "potenziare la capacità attrattiva di Verona per le multinazionali", ritenuta "opportunità per il territorio e non solo per la categoria". A margine dell'intervento Rana ha spronato enti e istituzioni a sostenere ulteriormente "quell'organizzazione logistica che già rappresenta un privilegio e un grande vantaggio per Verona". Il richiamo al salto di qualità del territorio, per il leader di Confindustria Verona, "passa da relazioni costruttive all'interno delle forze della città", da "un approccio alle questioni burocratiche di Comune e Provincia meno complicato", dal fatto di "promuovere opportunità". Così l'investimento della multinazionale va sostenuto "con fatti concreti: adeguando le strutture, creando scuole internazionali, aggiornando il sistema viabilistico". Senza trascurare, riconoscendone i benefici di ritorno, "anche la possibile concessione gratuita di aree industriali ad investitori provenienti dall'estero", ha rilevato. Luca di Montezemolo ha invece spostato il dibattito sul tema politico criticando le perduranti debolezze del sistema Italia: "È deprimente vedere il Paese in fondo a tutte le statistiche economiche. Siamo preoccupati ma stimolati a dare di più" ma "non possiamo nascondere che si è lavorato male" anche "su quegli elementi (investimenti, turismo) destinati a creare attrattività". CRESCITA ZERO. Lungo l'elenco delle cause della stagnazione: dalla burocrazia al problema energetico ("che errore la bocciatura al nucleare") fino alla grana del caro-petrolio ("Finchè il barile sarà sopra i 90 dollari la nostra crescita sarà 0,2-0,3%"). Quindi, criticata l'inadeguatezza della legge elettorale, Montezemolo ha ricordato la presenza di "nuove realtà politiche" in corsa, oltre ai due poli. E ha anticipato l'intenzione di presentare, già lunedì, il "decalogo di Confindustria", ovvero "le nostre proposte per chi governerà". Sconfortanti i dati snocciolati dal leader di Confindustria: "Il pil italiano è di 210 miliardi più basso adesso a causa della più bassa crescita degli ultimi 15 anni", ha ammonito. "Ora passiamo al tema di come fare a sostenere la crescita del Paese e affrontare il problema dei costi della non crescita". Perché "cambiano i governi ma i problemi sono gli stessi. Da quando sono nato sento parlare di soluzioni per il Mezzogiorno ma le promesse sono sempre andate disattese".

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Tomat: Imprese a crescita zero (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'indagine congiunturale registra il "massimo storico" di pessimisti. Il presidente di Unindustria: "Le banche e il nuovo governo siano coraggiosi" Tomat: "Imprese a crescita zero" Stretta del credito e troppe incertezze sui cambi, nel 2008 non si investirà Crescita zero. Il tachigrafo delle imprese trevigiane è impietoso: siamo fermi. In una situazione economica disseminata di trappole, che vanno dall'incertezza legata ai rincari del petrolio fino ai costi crescenti del credito e di tutto il sistema bancario, le aziende sprofondano in un letargo "conservativo". Andrea Tomat, presidente di Unindustria, vede il sistema-Treviso nelle sabbie mobili e chiede due agganci per uscire: uno alla politica, l'altro alle banche. "Serve un governo del "fare", e serve un sistema bancario meno arroccato in difesa". Lui, mandato da presidente in scadenza, dice di non volersi candidare in politica. "Ho troppe cose da fare". La prima: diventare presidente di Confindustria Veneto dopo Andrea Riello, primavera 2009. Ieri Tomat era a Verona per il forum "Attrazione Italia", dove è intervenuto anche il presidente di Confindustria, Luca Montezemolo. Nell'aria uno spettro: la crescita zero, confermata dal pessimismo delle imprese rilevato da Fondazione Nord Est. Tomat, emergono preoccupazioni e scarsa propensione a investire. "I risultati sono il linea con l'umore a fine 2007, e che continua: calano gli ottimisti, aumentano i pessimisti. Si percepisce minore positività". Perché? "Ci sono tanti fattori d'incertezza. Il mercato nazionale soffre, aumentano i costi delle materie prime, il cambio euro/dollaro per alcuni è penalizzante. Confindustria ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2008, e noi non facciamo eccezione: siamo vicini alla crescita zero". Ma l'euro forte è davvero un nemico? "Dipende, in effetti. E' positivo perché diminuisce l'impatto sui costi delle materie prime, ma questo cambio oscillante aumenta le incertezze, rende difficile programmare gli investimenti. Per sette imprese su dieci è "percepibile" l'incremento nel costo del denaro. Con i mutui casa in flessione, temete di diventare le "vacche da mungere"? "In una congettura poco florida le banche reagiscono diventando più caute, con un incremento del costo per l'erogazione del denaro. E' una preoccupazione forte". Cosa chiedete al prossimo governo? "Riduzione del carico fiscale, infrastrutture, contenimento dei costi della burocrazia, federalismo fiscale, riforma del sistema elettorale per garantire governabilità. Servono risposte a prescindere da chi vince, non ci schieramo per l'uno o per l'altro". Veltroni candida gli imprenditori come Colaninno per strizzarvi l'occhio. "Chi si candida compie una scelta legittima, che rispetto. Non do giudizi". E Tomat si candiderà? "No, assolutamento. Ho troppe cose da fare!" Come il presidente di Confindustria Veneto? "Facciamo le cose con i tempi giusti. Io ho dato la mia disponibilità, una "candidatura di servizio"". Per il ruolo di vice nazionale si parla sempre di Calearo, mai di Tomat. "No, io a Roma non ci vado. Devo lavorare qui".

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Tassa da 3,90 euro per aver disdetto l'abbonamento Rai (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARA BUROCRAZIA Tassa da 3,90 euro per aver disdetto l'abbonamento Rai "In riferimento alla denuncia sulla cessazione d'uso dell'apparecchio Tv, si precisa che, a norma di legge, la stessa è valida per la chiusura dell'abbonamento a decorrere dal 1/07". Poi lo sconcertante annuncio: ci sono 3,90 € da corrispondere "a mezzo bollettini postali allegati" "per sanzioni amministrative, interessi di mora e spese". Con un'ulteriore minaccia: le sanzioni per "un ulteriore proseguimento dell'utenza senza corresponsione del canone". Silvano Romin ci è rimasto di sasso: "Tutto questo - dice - per aver comunicato, più di un anno fa, il fatto di non possedere più un televisore e quindi di non essere più un utente Rai. A qaule titolo devo versare quei 3,90 euro non è specificato. Di sicuro ne hanno spesi di più per la comunicazione, che spreco".

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Basta propaganda, dite la verità agli italiani Montezemolo interviene in vista del voto, lunedì le dieci richieste di Confindustria (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del "Basta propaganda, dite la verità agli italiani" Montezemolo interviene in vista del voto, lunedì le dieci richieste di Confindustria / Milano IL MONITO "Decidere" e "risolvere", è ciò che serve per superare la difficile fase di "stagnazione" del Paese, che soffre una crescita "vicina allo zero". È un Monteze- molo che non fa sconti quello intervenuto ieri a Verona al "Forum Attrazione Italia" per gli investitori esteri. Il presidente di Confindustria rivolto alla classe politica chiede "di dire la verità" - anche se siamo in campagna elettorale - per affrontare le emergenze del momento, che sono sotto gli occhi di tutti: prezzo del petrolio alle stelle, impennata delle materie prime, supereuro che penalizza le esportazioni. "Parliamo prima come cittadini e poi come imprenditori - ha detto il leader degli indutriali - non si può pensare di trovarsi di fronte ad una situazione di stagnazione, con crescita vicina allo zero, con il costo della vita così elevato e poi non dire come stanno veramente le cose, e cioè che questo Paese ha bisogno di scelte coraggiose". La responsabilità di agire spetta innanzitutto ai politici, ma non solo: "Ognuno faccia la sua parte, a cominciare da noi imprenditori", ha ammonito. Da parte sua, Confindustria presenterà un "buon programma", un decalogo di priorità, non corporativo ma da cittadini, da sottoporre "a chi governerà il Paese". Dieci punti che verranno presentati ufficialmente lunedì prossimo a Milano, anche se qualcosa il presidente degli industriali l'ha già lasciata intuire: nel nostro Paese "occorre che vengano premiati la competitività, la crescita, il merito, la capacità di fare sistema. L'Italia ha bisogno di tutto questo". Ma soprattutto ha bisogno di riformare lo Stato: "la priorità delle priorità", come l'ha definita alla platea veronese. Perchè "con Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunità montane impegnate nei veti incrociati non si fa niente". La nostra democrazia necessita di "un primo ministro che possa mandare a casa chi non lavora; di una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento". E di ridurre i costi della politica: "Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". Infine, ha concluso, "abbiamo bisogno di un vero federalismo: senza perdite di tempo e mille burocrazie".

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Al bologna 2 la burocrazia ha bloccato il risanamento - stefania parmeggiani (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Bologna Il caso Al Bologna 2 la burocrazia ha bloccato il risanamento STEFANIA PARMEGGIANI La strada è ancora lunga. Per le adolescenti che ogni giorno scendono alla fermata successiva e rifanno il tragitto a piedi pur di non mostrare alle coetanee il loro vero indirizzo. Per le famiglie che sperano in un riscatto sociale e per i bambini che giocano tra i rifiuti. La strada della riqualificazione urbanistica e sociale del Bologna Due doveva cominciare a ottobre 2007, ma è stata interrotta da un ricorso al Tar ed è ancora bloccata da una battaglia legale che potrebbe concludersi il 13 marzo. In via Garibaldi, a Calderara di Reno, ci sono ancora mura scrostate e persone che vivono barricate dentro a un palazzo costruito nel '76 come residence di passaggio per uomini di affari diretti sotto le Due Torri. Che lì non hanno mai dormito. Negli anni si è trasformato in un gigantesco condominio: 194 monolocali di pochi metri quadrati, tre blocchi di scale, lunghissimi corridoi, problemi igienico e sanitari, giardini disseminati di rifiuti, una prigione sociale per le 350 persone, in prevalenza immigrate, che hanno lì residenza anagrafica e anche per tutti gli altri che vivono o sopravvivono irregolarmente, a volte senza documenti e quindi vittime della clandestinità. Il Bologna Due, considerato dalla Regione la situazione più grave di degrado sociale, criminalità ed esclusione sociale dell'Emilia Romagna, aspetta di trasformarsi in una residenza dignitosa. Era quasi fatta: il Comune, la Regione, la Provincia, la Prefettura, le associazioni di volontariato e i privati proprietari di parte dello stabile avevano scommesso tutto su un piano di riqualificazione urbana (Pru) e di azione sociale (Pas) da attuarsi con un investimento da venti milioni di euro. SEGUE A PAGINA VII.

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Al bologna 2 la burocrazia ha bloccato... - stefania parmeggiani (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bologna AL BOLOGNA 2 LA BUROCRAZIA HA BLOCCATO... STEFANIA PARMEGGIANI (segue dalla prima di cronaca) Buone intenzioni e soldi "congelati" da una battaglia legale tra coloro che avrebbero dovuto occuparsi della ristrutturazione. "Ci riusciremo, i lavori partiranno presto", ripete fiducioso Lino Turrini, assessore con delega speciale al "Bologna Due", prima di ricostruire l'assurdità di un cantiere fermato dalle carte bollate: "Ad agosto abbiamo affidato i lavori del primo stralcio alla Cosbeton di Roma, ma la ditta arrivata seconda ha contestato la gara, sostenendo che l'affidamento era illegittimo perché i vincitori non avevano autocertificato l'iscrizione alla Camera di Commercio anche se, nella documentazione presentata, vi era un foglio che l'attestava". Affidamento comunque irregolare per l'associazione temporanea d'impresa arrivata seconda. "Hanno presentato un ricorso al Tar chiedendo, prima del giudizio di merito, la sospensiva dei lavori". Che non è stata concessa. "Sono così ricorsi al Consiglio di Stato che, al contrario, gli ha dato ragione e ha bloccato il cantiere prima che riuscissimo ad aprirlo". Tutto fermo in attesa della sentenza di merito. "Abbiamo chiesto al tribunale amministrativo di arrivare a sentenza con procedura d'urgenza. C'è stata accordata e adesso siamo in attesa dell'udienza del 13 marzo". Tra due settimane, quindi, il cammino del Bologna Due potrebbe ricominciare. "Speriamo vivamente che ci diano ragione anche perché da circa un anno, abbiamo fatto traslocare una quarantina di famiglie in appartamenti da noi acquistati". Il progetto è quello di alleggerire il carico abitativo trasformando 70 monolocali in 35 appartamenti da destinare ad edilizia residenziale pubblica. Le famiglie che li occupavano hanno fatto le valige per Calderara e Longara e altrettante legano la speranza di una casa alla graduatoria pubblica che riassegnerà i nuovi alloggi. "Nella parte liberata nessuno è più andato a vivere", precisa Turrini che vuole evitare allarmismi, spiegando "come grazie alle telecamere, alle forze dell'ordine e agli operatori sociali, il Bologna Due non versi più nella situazione disperata di qualche anno fa". Ma il benessere e la coesione sociale sono ancora mete lontane. "Per l'udienza del 13 marzo siamo fiduciosi - conclude Turrini -, ma in ogni caso siamo già pronti per cominciare l'iter per i lavori del primo lotto delle parti private".

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La burocrazia salva il teppista - paola cascella (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Bologna La burocrazia salva il teppista "Così si è perso il video dell'aggressore di Amante" Bastava una telefonata e le immagini sarebbero state conservate PAOLA CASCELLA Bastava una telefonata, ma in Questura hanno preferito seguire l'iter ufficiale dettato dalla solita burocrazia. Così, quando i Vigili urbani sono andati ad esaminare le riprese delle due telecamere di piazza della Mercanzia, era troppo tardi: le immagini che avrebbero dovuto mostrare la scena del pestaggio denunciato da Alessandro Amante, uno studente bolognese di Lettere moderne, erano già state cancellate. Perché se non si procede a salvarli su uno specifico supporto entro un termine massimo di 72 ore, i filmati vengono coperti da nuove registrazioni, e quindi perduti. D'altra parte, anche se qualcuno si fosse dato da fare in fretta, tenendo presente che i tempi sono stretti, non si sarebbe approdati a niente di utile. Ossia non sarebbe stato possibile individuare il viso dell'aggressore di Amante, neppure se i fotogrammi fossero stati integri giacchè la definizione delle immagini è bassa. Proprio così: malgrado i costi, il sistema di videosorveglianza cittadino non garantirebbe altro che la ripresa del fatto. Anche se sono state proprio le telecamere, nel luglio scorso, a incastrare un marocchino che aveva violentato una ragazza in via Valdonica. La sorprendente informazione viene direttamente dalla Questura che ieri ha inviato un'informativa al pm Luigi Persico ricostruendo l'episodio del 15 febbraio scorso. Dopo la denuncia dello studente alla Polizia e a Repubblica.bologna.it, la Procura aveva aperto un fascicolo. Nel frattempo l'avvocato Armando D'Apote che rappresenta Amante, aveva subito chiesto alla Questura e alla Polizia municipale, con raccomandata consegnata a mano, "di salvare le registrazioni delle telecamere su apposito supporto". Ma inutilmente: "Ora tenteranno di disegnare un identikit ? dice D'Apote - attraverso la testimonianza dello studente e dei testimoni". All'acquisizione dei filmati era stato delegato il commissariato San Francesco, col risultato che l'intera operazione slittò di tre giorni perché di sabato, l'addetto non lavorava. Alla fine quando la richiesta arrivò ai Vigili urbani, il nastro, come di prassi, era stato già cancellato. Amante aveva trascorso la serata tra il 14 e il 15 in una discoteca e verso le 2 di notte si era fermato a parlare con un'amica all'angolo con via Sampieri. Arrivano due ragazzi che sembra vogliano attaccar briga. Nasce una discussione. Lo sconosciuto più basso afferra da terra una lattina ancora piena e colpisce lo studente con violenza al volto facendolo cadere a terra. La vittima va al pronto soccorso del Sant'Orsola, viene ricoverato per diverse ore all'ospedale Malpighi e poi dimesso con una prognosi di sette giorni per una lesione alla retina e una frattura. La sera stessa va a fare denuncia accompagnato da un testimone oculare, facendo presente che tutto è stato registrato dalle telecamere del Comune. Dopo qualche giorno però capisce che nulla è stato fatto e parla apertamente di inerzia da parte delle forze dell'ordine.

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Valeria grillo terza candidata (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Valeria Grillo terza candidata Una civica di friulanisti sfiderà Illy e il deputato di Fi AUTONOMISTI L'autonomista Valeria Grillo è la terza candidata alla presidenza del Friuli Venezia Giulia alle elezioni regionali del 13 e 14 aprile. La candidatura è stata ufficializzata ieri in serata nel corso di una conferenza stampa a Villa Vicentina. Grillo sarà alla testa di una lista autonomista, che sarà presente in tutti i collegi del territorio. Ingegnere con incarico di dirigente in un'azienda friulana, Grillo ha ricoperto l'incarico di assessore comunale alla Cultura nel comune di Lestizza (Udine) dal 1999 al 2004. Nel 2006 è stata eletta consigliere alla provincia di Udine, presieduta da Marzio Strassoldo, che le ha assegnato le deleghe di giunta della cultura, politiche linguistiche e pari opportunità. In precedenza avevano ufficializzato la propria candidatura Renzo Tondo per il Centrodestra e il presidente uscente Riccardo Illy per il Centrosinistra. "La conferma delle candidature del centro destra - dice -, evidenzia ancora una volta la capacità dei partiti di subordinare qualsiasi scelta non tanto a progetti quanto alle alchimie volte unicamente alla gestione del potere. Comportamento tipico di una classe dirigente impegnata più a pensare al torna conto personale o dei loro padroni di Roma o di Milano che alla soluzione dei problemi della gente e del territorio". Secondo la candidata autonomista, "le grandi discussioni a livello nazionale si sono sciolte come neve al sole con la spartizione delle "sedie" disponibili, che alla fine determinano sempre tutto, in spregio alle idee che si vogliono difendere solo a chiacchere - aggiunge -.Calpestando i principi ispiratori di una corretta azione politica per le pari opportunità si continua a relegare le donne in posizione subalterna rispetto ai professionisti della politica, padri del malessere dei cittadini nei confronti dell'impegno pubblico". Grillo sottolinea la differenza dell'approccio "messo in campo dalla lista " Autonomia per la Nostra Terra" che ha iniziato, innanzitutto con la definizione di un programma per la difesa della gente nei confronti della burocrazia e con una soluzione alle problematiche ereditate da anni di mal governo e cattiva opposizione".

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"se ti perdi tuo danno" del friulano renzo brollo tra dramma e comicità (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La presentazione domani a Tolmezzo "Se ti perdi tuo danno" del friulano Renzo Brollo tra dramma e comicità C'è un fantasma che corre per le nostre terre. Uno spirito capace di portare in alto le vette della creatività letteraria nostrana. Prova di ciò sarà la presentazione di Se ti perdi tuo danno, ultima fatica letteraria del gemonese Renzo Brollo, edita da Cicorivolta edizioni di Massa Carrara, che l'autore presenterà domani, alle 17, alla libreria La corte del libro, di Tolmezzo. Brollo, da anni redattore di Dadamag, una delle più riconosciute riviste letterarie on-line, è passato dalla critica alla scrittura. Il suo percorso artistico è anzi cominciato come autore dei testi dei Bakan, gruppo combat-folk friulano ancora in piena attività, ed è proseguito con una raccolta di racconti che hanno trovato compimento in Racconti bigami, edito nel 2006 sempre da Cicorivolta. Con il maturare della scrittura, è venuta la voglia del romanzo: Se ti perdi tuo danno, appunto. Un libro illuminante, scritto dalla penna di un autore giovane ma che potrebbe già conquistarsi un posto di primo piano sugli scaffali delle migliori librerie. Una storia radicata nel Friuli contemporaneo, ma con un orizzonte metropolitano. Una fitta trama di peripezie fisiche e mentali che potrebbe trovare miglior compimento sullo schermo del cinema. In Se ti perdi tuo danno la riflessione sulla vita e sulla morte, sulla sessualità, sul senso borghese della vita, sul consumismo e il perbenismo, si servono spudoratamente del racconto del quotidiano per produrre controsensi spassosi e ironici. Dai quali scaturisce, grazie al miglior sarcasmo friulano, una straordinaria capacità di sezionare il comportamento umano degna di un provetto anatomo-patologo dei sentimenti. Abbiamo chiesto a Renzo Brollo di introdurci questa sua opera nella speranza che a tanti venga la curiosità di leggerla. - Allora, senza svelare nulla della trama, com'è nato Se ti perdi tuo danno? "Da un chiodo fisso. Come mi succede prima di iniziare a scrivere. Mi impunto su una domanda e da lì iniziano a scaturire una serie di riflessioni, di domande, di situazioni. Quindi la scrittura". - In questo caso qual è la domanda? "Mi incuriosivano i procedimenti, burocratici e materiali, del recupero di una salma dall'estero". - Lugubre! "Ma no. È una cosa che può succedere. Per un caso fortuito un congiunto perde la vita in un paese straniero. Cosa devo fare per recuperarne il corpo, chi mando, cosa devo fare?". - Messa così sembra quasi solo un problema burocratico. "In un certo senso lo è: sono partito da lì, infatti, per arrivare poi a informarmi con un anatomo-patologo quali sono i processi che si innescano, i tempi obbligati per il recupero. Ho chiesto ai vari uffici tutta la burocrazia". - Sotto le procedure si nasconde ben altro però... "Sotto la burocrazia ci sono le vite dei singoli e quindi dei personaggi: ognuno di loro ha una storia, che si lega alla storia degli altri, che dalla storia degli altri è influenzata, colpita, modificata". - Nel suo romanzo c'è comunque un centro, paradossale, ma c'è. Un'impresa di pompe funebri. Perchè? "Perché da lì comincia tutto. Due persone normali, due amici, vogliono mettersi in affari. E intuiscono che in un piccolo paese l'affare migliore potrebbe proprio essere quello di diventare impresari di pompe funebri". - Con due caratteri quasi contrapposti. "Uno è maldestro e combinaguai. L'altro, la mente, sempre compassato, quasi imperscrutabile. Eppure con un'anima tormentata". - Con loro due al centro la storia prende il volo. "Sì: uno andrà in Germania a recuperare il "caro estinto" su commissione della famiglia. L'altro intratterrà i rapporti con i congiunti in Italia". - Da lì una serie di situazioni tra il comico e il drammatico che si rincorrono come in un film dei fratelli Coen. "Bè, lo dice lei.". - Colpisce la precisione di certe ambientazioni. "Ho cercato di essere scrupoloso: il viaggio in Germania è documentato al millimetro, i posti narrati esistono veramente, dai ponti, ai fiumi, agli autogrill. I personaggi sono completamente irreali, ma si muovono in un mondo assolutamente verisimile". Alessandro Montello.

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Di SARA BESSI - VINCI (Firenze) - D</B (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di SARA BESSI ? VINCI (Firenze) ? "DOMANI sarà il giorno più brutto, ma anche il più bello perché nostro padre riposerà in pace". Sono parole liberatorie, dopo sette lunghi anni di dolore e sofferenza, di carte e burocrazia. Sono le parole di Angela e Rita, le figlie di Bachisio Inzaina, muratore di origine sarda scomparso a 79 anni il 19 gennaio 2001 dalla casa di Spicchio di Vinci. L'attendeva una tragica fine: ma il suo cadavere senza nome è rimasto custodito dal 9 aprile 2001 nelle celle frigorifere di Medicina legale dell'ospedale di Pisa. Un caso emblematico quello di Bachisio, che soffriva di alzheimer: è la prima identificazione certa effettuata fra i 337 cadaveri senza nome censiti in Italia dal prefetto Rino Monaco, commissario straordinario per le persone scomparse. Il test del dna è stata la cartina di tornasole. Un'odissea intrisa di dolore, angoscia, delusioni. "Nostro padre ? racconta Angela ? pochi mesi prima della scomparsa aveva subito un intervento chirurgico alla testa e da Figline Valdarno, dove abitava, lo avevamo portato a Spicchio. Quella mattina di gennaio uscì per buttare la spazzatura. Mia sorella lo teneva sotto controllo; forse è tornato indietro per fumare una sigaretta, e forse per un malore è caduto in Arno". FU DENUNCIATA la scomparsa, poi seguirono le battute anche con i cani lungo l'Arno e sul Montalbano, ma di Bachisio nessuna traccia. Le sorelle hanno più volte bussato al commissariato di Empoli: "Ci dicevano che non c'erano novità. Sul giornale nell'aprile 2001 fu scritto che era stato trovato un cadavere sulla spiaggia di San Rossore si parlava di una salma con scarponcini militari, ma lui indossava scarpe alte con para. Nessuno ci ha mai ascoltato. Qualcosa non ha funzionato nello scambio di informazioni tra le istituzioni. E nessuno ci ha risposto quattro anni fa quando furono trovati resti umani a Santa Croce". La svolta nell'autunno scorso quando Chi l'ha visto?, una donna ha lanciato un appello per un cadavere trovato a Bari con unacicatrice in testa. "Abbiamo pensato a nostro padre. Abbiamo contattato 'Penelope Italia' e solo tramite questa associazione siamo stati ascoltati". Poi, il 24 novembre scorso, a Pisa, lè spuntato il cadavere in una cella frigorifera. Oggi alle 15 nella chiesa del cimitero comunale di Figline Valdarno, Bachisio Inzaina, troverà la degna sepoltura con una cerimonia religiosa. E intanto le figlie Angela e Rita hanno dato vita al Comitato regionale Toscano di "Penelope Italia" (www.penelopeitalia.org). - -->.

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Sarà la casa degli agricoltori (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3039 Serramanna. Uffici regionali e ministeriali vicini alle aziende: più facile ottenere incentivi e indennizzi Sarà la casa degli agricoltori Serramanna.. Uffici regionali e ministeriali vicini alle aziende: più facile ottenere incentivi e indennizzi La Provincia apre gli sportelli per tutti gli aiuti --> La Provincia apre gli sportelli per tutti gli aiuti La nuova struttura verrà ospitata nell'ex stabile del Cisa proprio di fronte al Municipio. Oggi la decisione all'esame del Consiglio provinciale per il sì definitivo. Il presidente Fulvio Tocco è stato il promotore dell'iniziativa molto attesa dagli imprenditori. Manca l'ufficializzazione (in consiglio provinciale se ne parlerà proprio oggi) ma Serramanna si avvia diventare il punto di riferimento nel Medio Campidano in materia di agricoltura. Due sportelli permanenti delle agenzie Laore e Argea, per fornire l'assistenza tecnica agli agricoltori e guidarli nel meandri della burocrazia per chiedere gli aiuti comunitari alle colture o per le domande di indennizzo in seguito alle calamità, saranno presto aperti in un caseggiato di proprietà del Comune di Serramanna. Nello stesso stabile (si parla della palazzina di via Serra che ha ospitato fino a qualche mese fa il quartiere generale del Consorzio Cisa, ora trasferito nel nuovo Centro servizi di corso Repubblica) prenderà posto anche quella che sarà a tutti gli effetti la succursale dell'assessorato all'Agricoltura della provincia. PROVINCIA A quest'ultimo intervento manca solo l'ufficialità del passaggio in aula, ma la volontà della giunta guidata dal presidente Fulvio Tocco non è in discussione. "Vogliamo dedicare la restante parte della legislatura a sostenere i settori produttivi peculiari e strategici della zona", anticipa il presidente Fulvio Tocco che riserverà per Serramanna "il ruolo di punto di riferimento per il settore agricolo". L'ufficio dell'assessorato dell'Agricoltura del Medio Campidano a Serramanna, dovrebbe essere ospitato in uno degli stabili di proprietà del Comune. L'ex palazzina del Cisa di via Serra (proprio di fronte al municipio) ha le giuste caratteristiche. "È uno dei locali a cui stiamo pensando", ammette Sergio Murgia, vicesindaco e assessore comunale dell'Agricoltura. Murgia, direttore dell'Arpos (Associazione regionale produttori ortofrutticoli) è uno degli artefici del programma di sostegno al mondo rurale che porterà una branca del dicastero verde a Serramanna. IL PROGETTO "Vogliamo creare nel nostro paese un polo dell'agricoltura che fornisca ai coltivatori tutto l'aiuto di cui hanno bisogno", conferma Sergio Murgia, che ha guidato la delegazione politica nei contatti con i direttori generali di Laore Sardegna (Agenzia regionale per l'attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale) Antonio Rossi, e Argea Sardegna (Agenzia regionale per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura) Gianni Ibba. "Le sedi staccate territoriali", puntualizza Murgia, "estenderanno il raggio d'azione a tutti gli agricoltori del territorio". IL BARICENTRO Tutto quello di cui ha bisogno il coltivatore nella stessa sede quindi. Il segno di un'attenzione rinnovata intorno al mondo agricolo. "Per l'agricoltura la provincia punta su Serramanna, che rappresenta l'epicentro del settore", afferma anche Giulio Matzeu, capo di gabinetto della presidenza del Medio Campidano. "L'incognita è solo sulla sede della struttura ma la volontà è di fare di Serramanna il baricentro in tema di agricoltura per il territorio", aggiunge il presidente Tocco, fautore della provincia verde (e diffusa) che ancora non avrebbe avuto conferme sulla scelta (che spetta al comune di Serramanna) dell'ex locale del Cisa. "Chi ci opererà? Io stesso", dichiara Tocco che oltre a essere il presidente della Provincia che conserva per se stesso la delega all'Agricoltura. IGNAZIO PILLOSU.

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Golf, prime partite nei Comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3040 Marmilla. Nel progetto anche un albergo e oltre settecento villette Golf, prime partite nei Comuni Marmilla.. Nel progetto anche un albergo e oltre settecento villette Dibattiti nei Municipi, poi il parere della Regione --> Dibattiti nei Municipi, poi il parere della Regione Marmilla terra del golf. Distese silenziose nelle quali presto arriveranno da tutto il mondo appassionati dello sport verde. Un progetto da 650 milioni di euro di cui si parla da un anno e mezzo, ma per il quale l'imprenditore irlandese Tomas F. Kane e l'ex presidente della Fiat Paolo Fresco lavorano da tre anni con i sindaci di Collinas, Lunamatrona e Villanovaforru. Questa settimana l'accordo di programma fra Regione, Comuni e società "Monte Concali", diretta da Mauro di Martino, che realizzerà il mega impianto-turistico, arriverà sui banchi dei Consigli comunali dei tre paesi. Sarà il "sì" ufficiale delle amministrazioni, che agevolerà il lasciapassare della Regione sull'intervento legato al golf che non ha precedenti nell'isola per somme investite. Questi i numeri aggiornati del futuro paradiso del golf in Marmilla. Un progetto riveduto e corretto secondo le indicazioni dei sindaci. Un campo da 18 buche e una club-house; 420 ettari, 122 a Villanovaforru, 214 a Collinas, 84 a Lunamatrona; 700 i proprietari che cederanno i loro appezzamenti. Ed ancora 724 villette residenziali per ospitare i giocatori che si trasferiranno per diversi mesi l'anno fra quelle colline. Saranno 221 a Collinas, la maggior parte di 300 metri quadri l'una, 102 a Lunamatrona, soprattutto di 200 metri quadri, 401 a Villanovaforru, in particolare "casitas" da 80 metri quadri; 400 i posti di lavoro fissi per il funzionamento dell'impianto, più altri 300 di indotto. "Siamo soddisfatti", hanno detto i sindaci di Collinas e Villanovaforru, Francesco Diana e Mariano Pistis, "nell'accordo di programma la società si è impegnata a dare priorità al territorio nelle assunzioni, nei contratti di fornitura e nell'acquisto dei prodotti". Il Consiglio di Collinas porterà in aula il progetto lunedì, ma dovrà ricorrere a un commissario ad acta nominato dalla Regione per l'approvazione dell'accordo. Troppi i consiglieri con vincoli di parentela con i proprietari dei terreni. Lo stesso destino ieri a Villanovaforru. Dopo il via libera, i Comuni passeranno alle modifiche dei piani urbanistici, che dovranno poi essere ratificate dalla Regione. Poi serviranno le concessioni edilizie per le villette, la cui costruzione non inizierà prima del 2009. Entro il 2008 potrebbe partire il campo da 18 buche. "Mi auguro che i tempi dell'economia non siano rallentati dalla burocrazia", ha concluso il sindaco di Lunamatrona, Alessandro Merici. ANTONIO PINTORI.

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Montezemolo: è emergenza il tesoro dimezza la crescita - roberto mania (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Le multinazionali: ecco gli ostacoli all'investimento in Italia Montezemolo: è emergenza il Tesoro dimezza la crescita Il governo pronto ad abbassare la stima del Pil dall'1,5 allo 0,6-0,8 per cento nel 2008 ROBERTO MANIA DAL NOSTRO INVIATO VERONA - "L'Italia è in una fase di forte emergenza economica". La platea dell'Auditorium della Glaxo a Verona resta impassibile quando il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, pronuncia queste parole. Non è una novità per chi lotta nel mercato globale sentire che il nostro paese continua ad arrancare, ultimo in troppe classifiche internazionali. Siamo al primo Forum degli investitori esteri, ci sono le multinazionali che da noi fatturano 400 miliardi di dollari, occupano quasi un milione di persone, con un tasso di produttività superiore del 50 per cento rispetto alle aziende tricolore. Ma sanno anche - i manager delle global company - quanto siamo diventati poco attraenti, sotto il profilo finanziario e non solo. Infatti, il leader degli industriali parla ai politici impegnati nella campagna elettorale. A loro chiede di "dire la verità", di avere il coraggio di farlo, visto che dopo essere entrati nell'euro abbiamo perso la "spinta propulsiva". "è dal 2000 - dice Montezemolo - che siamo in stagnazione". Cresciamo poco, quasi nulla, sempre meno degli altri. Con i governi di centrodestra e quelli di centrosinistra. Ora c'è il super-euro, il petrolio che tocca i 100 dollari al barile, la recessione americana, il caro-vita che falcidia le buste paga, e con lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi arrivato a 44 punti base, il massimo dal 2001 e ultima certificazione della crisi. L'Italia è ferma, mentre la velocità è un fattore chiave proprio per competere. Il 2008 sarà un anno nero dopo i piccoli spostamenti in su del Pil nel 2006 e 2007. Confindustria prevede una crescita molto vicina allo zero. E ora - stando ad alcune indiscrezioni raccolte ieri dall'Agi - anche il Tesoro si appresterebbe a abbassare le sue stime precedenti: 0,6-0,8 per cento anziché 1,5. Tra meno di due settimane il dato ufficiale con la Relazione unificata (l'ex Trimestrale di cassa). Montezemolo cita Bill Clinton ("servono azioni, non parole"), e poi Winston Churchill: "Non vorrei parlare di "lacrime e sangue" ma non ci sono soluzioni senza costi, ognuno deve pagare qualcosa. Ognuno - insiste - deve fare la propria parte, a cominciare da noi imprenditori". Dunque "non ci sono tesoretti da distribuire come bottino elettorale dell'ultima ora". Lunedì la Confindustria presenterà a Milano le dieci proposte degli imprenditori-cittadini ai partiti. Un decalogo per rendere il paese efficiente: dalla riforma della seconda parte della Costituzione alla liberalizzazioni dei servizi pubblici. D'altra parte per capire di cosa c'è bisogna basta guardare cosa dicono i manager delle multinazionali quando indicano gli ostacoli italiani: burocrazia, elevato costo del lavoro, rigidità del mercato del lavoro, incertezza nei procedimenti giudiziari, scarsità delle infrastrutture, prezzo dell'energia, ma anche instabilità politica. "Perché la politica - dice Montezemolo - deve risolvere i problemi, non promettere. E invece siamo un paese che crede che basta andare alle elezioni, senza cambiare le regole, per risolvere i problemi...".

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Assemblea sull'anoressia rinviata: gli studenti accusano una docente (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Assemblea sull'anoressia rinviata: gli studenti accusano una docente LICEO PUJATI SACILE. "Siamo scossi e stupefatti per il rinvio della nostra assemblea studentesca sul tema dell'anoressia: una docente l'ha impedita". E' avvenuto nel liceo Pujati di Sacile. A presentare il conto i rappresentanti di istituto Carlo Lenarduzzi e Francesco Morabito: puntano il dito su una vicenda contorta, soffocata nella spirale della burocrazia. "Ne parleremo in diretta a radio Palazzo Carli - hanno promesso i liceali - con Mara Pasin, madre di una ragazza anoressica, Erika, vittima di un incidente stradale nel 2006. Mara sarebbe dovuta essere nostra ospite nell'assemblea e ci ha invitato nel suo programma radiofonico". I ragazzi del Pujati non fanno sconti collegiali e dividono buoni e cattivi a scuola. E' il loro punto di vista, quello che sfogano. "Senza colpe sono il dirigente del liceo e il consiglio di istituto - è il verdetto di assoluzione di 600 ragazzi di viale Zancanaro -: hanno approvato l'assemblea e la testimonianza dell'ospite Mara Pasin. Per un errore, non è stata verbalizzata la sua presenza, purtroppo. Alla vigilia dell'assemblea una professoressa ha contestato la divulgazione nelle classi di una lettera-memoria di Erika. L'ha definita incondivisibile e inadeguata". La lettera-testamento di Erika è ispirata alla poetica di Garcia Marquez. "Tieni chi ami vicino a te - recita il documento diffuso nelle classi prima dell'assemblea mancata -. Digli quanto hai bisogno di loro (...) trova il tempo di dire mi spiace, perdonami, per favore, grazie e tutte le parole d'amore che conosci". Copie in tutte le classi, per la lettura corale. "La professoressa non si è data per vinta - sostengono Carlo e Francesco - e appellandosi alla mancata verbalizzazione sulla presenza dell'ospite in assemblea, peraltro approvata oralmente, ha impedito il suo regolare svolgimento. Questo ha scosso tutti gli studenti del nostro liceo: assemblea negata e sentimenti offesi. La nostra ospite ha accettato le scuse". E' diverso il punto di vista degli insegnanti: zero boicottaggi, dicono, e no secco alla "deregulation" a scuola. "Il verbale del consiglio di istituto - hanno detto alcuni docenti - non riporta l'approvazione della presenza dell'ospite esterno. Non è stata autorizzata la diffusione della lettera dattiloscritta nelle classi. Abbiamo chiesto un rinvio dell'assemblea degli studenti, che sarà probabilmente approvata e calendarizzata nella prossima seduta. Bisogna rispettare le regole, per garantire la legalità degli atti per il bene della scuola. Non si tratta di censura, ma di rispetto delle norme". Chiara Benotti.

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L'allarme camorra nel cassinate, rilanciato una decina di giorni fa dall'onorevole Anna Tere (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCIANO DE LEO L'allarme camorra nel cassinate, rilanciato una decina di giorni fa dall'onorevole Anna Teresa Formisano dell'Udc, ha acceso gli animi locali, spingendo il dibattito su toni a dir poco incandescenti. Ieri mattina, dopo un incontro con il prefetto di Frosinone Piero Cesari, il presidente della Confcommercio di Cassino, Florindo Buffardi, è tornato prepotentemente sull'annoso tema delle infiltrazioni camorristiche nel basso Lazio, affermando che è arrivato il momento di dire "basta con gli allarmi camorra lanciati solo in periodo elettorale". "Non possiamo tollerare - ha detto - che il nostro impegno ed i nostri sforzi vengano vanificati da demagogiche uscite dei politici in campagna elettorale: in questo modo si distrugge l'immagine di una città, nessuno vorrà più visitare una terra classificata patria di camorristi. Se i politici hanno elementi concreti da denunciare, facciano il loro dovere e vadano a riferire tutto alle forze dell'ordine". Dichiarazioni forti quella del noto commerciante cassinate, che ha ricordato a tutti i politici, ed in particolare alla Formisano, come nel cassinate spesso si confondono atteggiamenti in azioni camorristiche. "Sono solo piccole arroganze di paese - ha spiegato - oppure i normali (ma intollerabili e inaccettabili) ritardi imposti da una burocrazia, che ancora oggi reclama una rapida revisione con cui venga resa più trasparente. Atteggiamenti interpretati come mafiosi ma che nulla hanno a che vedere con le infiltrazioni della malavita organizzata". Il presidente della Confcommercio, in merito, sembra avere le idee molto chiare. Ma sul fenomeno, sulla sua avanzata nel basso Lazio, esistono una serie di atti e indagini della magistratura locale e nazionale, relazioni che hanno più volte indicato il cassinate come territorio "attenzionato" dalla camorra, assieme alla zona di Formia e Gaeta. "Le infiltrazioni sono un cancro capace di demolire in pochi anni l'economia di un'intera città come Cassino - ha continuato Buffardi -. Proprio per questo è necessario lanciare l'allarme soltanto quando si è in presenza di elementi seri e concreti. Invece, ancora una volta, siamo costretti a registrare che i sospetti vengono sollevati soltanto in periodo pre-elettorale, come se si volessero spaventare i cittadini che stanno per essere chiamati al voto". Il presidente di Confcommercio ha ricordato al Prefetto Cesari che fra i commercianti della Città Martire "nessuno ha ricevuto richieste di tangenti, minacce per rifornirsi da un grossista anziché da un altro, pressioni al fine di proporre una determinata linea di prodotti. Nulla che sia riconducibile ad un'intimidazione di stampo camorrista". Buffardi ha annunciato che gli uffici della sua organizzazione di categoria saranno a disposizione di tutti quei commercianti che vorranno segnalare qualsiasi elemento di sospetto, minacce o intimidazioni di stampo camorristico. La cosa ha tutto il sapore di una provocazione. "Garantiamo l'anonimato - ha assicurato - saremo noi in prima persona a farci carico di denunciare alle forze dell'ordine". Al prefetto Piero Cesari, al termine dell'incontro, non è rimasto altro che rassicurare Buffardi e ricordare che c'è massima attenzione e massimo impegno delle forze dell'ordine per fare si che la città di Cassino possa continuare a rimanere una zona non inquinata dalla camorra.

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Con questo taglio del nastro abbiamo inaugurato un'opera importantissima per la c (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CRISTINA GAZZELLINI "Con questo taglio del nastro abbiamo inaugurato un'opera importantissima per la città, che contribuirà a sviluppare la zona industriale. Ma non solo con la bretella è stato fatto un passo fondamentale per quanto riguarda le infrastrutture verso il polo della logistica". Ha salutato così ieri mattina, il sindaco Gianni Moscherini l'apertura della bretella porto-interporto. Una strada di poco meno di cinque chilometri (comprese le rampe d'accesso e gli svincoli) che collega la piattaforma logistica alla statale Aurelia e che è costituita da un viadotto e da una galleria super moderna di 250 metri. A tagliare il nastro ieri mattina insieme al primo cittadino, anche l'assessore allo Sviluppo ed alle Opere Europee Alessio De Sio. Fu proprio De Sio negli anni in cui è stato sindaco a far partire (insieme all'allora assessore alle Grandi Opere Giampaolo Scacchi) tutto l'iter burocatico che ha portato all'ottenimento dei finanziamenti ed alla realizzazione dell'infrastruttura. "Questa è la prima opera veramente europea - ha sottolineato l'assessore allo Sviluppo - che si inangura a Civitavecchia. E non solo perché è stata realizzata con i fondi Cipe, ma perché è stata completata in pieno rispetto del cronoprogramma in solo 18 mesi. Una tempistica allo stesso livello di quelle del nord Europa. Anche l'intero iter amministrativo è durato solo 36 mesi, che considerate le lungaggini della burocrazia sono pochi". De Sio ha voluto poi ribadire l'importanza strategica della bretella che "sarà utilissima non solo come collegamento tra interporto e scalo, ma anche per gli abitanti di Aurelia, che soprattutto durante il week end potranno utilizzarla evitando il traffico della Statale". Per adesso la nuova strada non ha un nome proprio, ma l'amministrazione comunale sta pensando di intitolare sia il viadotto che la galleria a personaggi noti, magari civitavecchiesi. E intanto la stessa amministrazione archiviata l'inangurazione di ieri pensa oltre: alla realizzazione del prolugamento della bretella che possa fisicamente congiungere la strada con lo scalo. "In questa direzione è stato già compiuto un passo importante - ha anticipato De Sio - è infatti arrivato il parere favorevole della commissione Lavori pubblici. Certo se per la bretella sono stati necessari venti milioni di euro, per il prolungamento ne serviranno circa 70 dal momento che dovrà essere realizzato interamente nel sottosuolo. Ci stiamo già attivando per reperire i fondi perché siamo convinti che questo tunnel sarà importantissimo per lo sviluppo della città e del porto. E magari tra cinque e sei anni l'opere potrebbe vedere la luce".

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Il figlio di Totò Riina salvato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMA PAGINA 29-02-2008 SCARCERATO SCADENZA DEI TERMINI Il figlio di Totò Riina salvato dalla burocrazia PALERMO II Felpa rossa, jeans, un piumino griffato: sorride ai fotografi e abbraccia la madre, Ninetta Bagarella, corsa ad aspettarlo davanti al supercarcere di Sulmona dove è stato detenuto per quasi 6 anni. Sembra un ragazzo come tanti Giuseppe Salvatore Riina, detto Salvuccio, 28 anni, figlio terzogenito del padrino di Corleone. Nel dicembre scorso è stato condannato in appello a 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa. Ieri è stato scarcerato dalla Cassazione per scadenza dei termini di custodia cautelare. "Non ho nulla da dichiarare", ha detto fuori dai cancelli. PAG. 2.

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Dal nostro inviato VERONA "Attraction Italy". All'auditorium della Glaxo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUCIANO COSTANTINI dal nostro inviato VERONA "Attraction Italy". All'auditorium della Glaxo di Verona è riunito il gotha dell'imprenditoria italiana. Davvero l'Italia può essere ancora un Paese che può attrarre investimenti e, dunque, sviluppo? Forse, ma i dubbi che emergono sono tanti e tutti legittimi. Il "bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto". Può sembrare allora un paradosso, al limite della contraddizione, che Luca Cordero di Montezemolo, concludendo la convention, parli di "emergenza". Cita Bill Clinton che insediandosi alla presidenza degli Usa lanciò la parola d'ordine "meno parole e più azione". E anche il Winston Churchill che, agli inglesi quasi sconfitti dai nazisti, promise una riscossa che sarebbe costata "lacrime e sangue". Non arriva a tanto, il presidente di Confindustria, ma chiede agli schieramenti politici (dell'una e dell'altra parte) di "non fare promesse, di avere invece il coraggio di discutere e di decidere". "In campagna elettorale non ci sarebbe niente di male a dire che viviamo in una situazione di emergenza, che va affrontata con l'aiuto di tutti, ma con soluzioni appunto coraggiose, e urgenti. Altrimenti non ci dovremo stupire di trovare l'Italia all'ultimo posto di tutte le classifiche. Perchè gli altri non ci aspettano". Da decenni, secondo il leader degli industriali, non cresciamo. Il Paese ha perso la spinta propulsiva e dal 2000 è in stagnazione. A causa della bassa crescita il Pil italiano ha perso negli ultimi 15 anni ben 210 miliardi". Denuncia, non nuovissima. Tutt'altro. Testimoniata da vecchi (ma sempre attuali) titoli dei giornali che vengono proiettati sullo sfondo della tribuna. Una sorta di rassegna-stampa postuma. Ma il 2008 può anche acuire l'emergenza. "Perchè - sottolinea il presidente - ci stiamo svegliando da un sogno". Un sogno? Piuttosto un incubo. "Il petrolio è schizzato oltre 100 dollari, il supereuro sembra impegnato in una marcia inarrestabile, lievitano i prezzi dei generi alimentari. Forse cresceremo dello 0,1-0,2 per cento. Sicuramente è stagnazione". Ed allora la politica faccia la sua parte con trasparenza e realismo. Ovvio, "non ci sono soluzioni senza costi. Ognuno dovrà pagare qualcosa". Confindustria è pronta a fare la sua parte. Concretamente. Lunedì presenterà a Milano le sue proposte a chi governerà il Paese. Nessun colpo di scena. Il "decalogo" degli imprenditori seguirà, magari in termini più dettagliati, il canovaccio ampiamente noto: meno burocrazia, meno tasse, più sicurezza, più flessibilità, costo del lavoro più basso, maggiore produttività che sola può garantire la crescita dei salari. Sul terreno più strettamente politico, Montezemolo, chiede che il 2008 sia l'anno della riforma dello Stato, "è la priorità delle priorità". "Serve un primo ministro che possa mandare a casa chi non lavora, occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Oggi l'unica discarica che funziona sono i consigli di amministrazione dove trovano posto i politici trombati". Non risparmia una frecciata alla sinistra radicale: "Per fortuna non abbiamo più al governo certe forze politiche che parlano di imprenditori con la pancia piena, come se fossimo a Cuba negli anni Sessanta". Infine, un appello ai sindacati: "Non guardate indietro, la crescita deve interessare più voi che gli imprenditori. Abbiamo bisogno di una cultura sindacale che premi il merito e la crescita. Cioè la possibilità di pagare di più chi lavora di più".

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Un promemoria per chi ci governerà (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESA SICILIA data: 2008-02-27 - pag: 6 autore: INTERVISTA Andrea Vecchio Presidente Ance Catania "Un promemoria per chi ci governerà" CATANIA "Emerge una carenza infrastrutturale notevole, una vera emergenza nell'area catanese e nella Sicilia orientale". A parlare è il presidente dell'Ance di Catania, Andrea Vecchio il quale sottolinea le criticità del sistema della mobilità in Sicilia orientale: "Sulla SS114, in particolare – dice – ci sono problemi grossi. In questo, come negli altri casi, il costo finora affrontato dalle imprese non è più tollerabile. Raccogliamo purtroppo i frutti di una programmazione di corto respiro". A quale programmazione si riferisce? Gli accordi tra Regione e Stato sulle priorità infrastrutturali si sono basati non su analisi scientifiche, su dati certi o su rilevazioni concrete del bisogno, bensì su indicazioni di vari politici senza la conoscenza delle opere più importanti da realizzare. Uno studio come quello realizzato da noi è quasi una provocazione di carattere politico, perché quei rilievi la Regione avrebbe dovuto farli trent'anni fa e aggiornarli ogni anno. E invece? Nella programmazione delle infrastrutture si sono invece seguite logiche clientelismo del saccheggio della spesa e abbiamo inondato la Sicilia di strade e opere inutili. Si sono solo ascoltate esigenze di clientele politiche per stabilire se sia più importante una o l'altra opera. Non abbiamo dunque un vero piano strategico, che va fatto conducendo un'analisi, assumendo dei dati, ragionando sui bisogni. Il nostro è il lavoro che la politica dovrebbe fare ma non ha fatto, anche perché condizionata dalla burocrazia regionale. Serve un nuovo modo di pensare le infrastrutture: se non seguiamo questa linea, non risolveremo i problemi . Quale contributo volete dare con la vostra ricerca? Abbiamo individuato le criticità e le conseguenti priorità, dalle quali scaturiscono due o tre proposte strategiche alla politica. Non ci vogliamo sostituire alla politica, vedremo però se essa avrà la disponibilità ad ascoltarci o la capacità di dire che si tratta di qualcosa di irrealizzabile. Il risultato del lavoro è raccolto in un volume, ma il desiderio è suscitare interesse e stimolo anche nelle altre territoriali siciliane, perché anch'esse possano dotarsi di strumenti di conoscenza simili. Noi ci assumiamo un impegno, un onere: tentiamo di sviluppare conoscenze affinché siano di supporto per la decisione. O. V. Presidente. Andrea Vecchio guida l'Associazione dei costruttori ORIETTA SCARDINO.

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SPAZZATURA CIAK (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità NAPOLI / LA CRISI INFINITA SPAZZATURA CIAK di RITA CIRIO Politici, esperti, gente comune. Intervistati dalla WertmÜller sull'emergenza rifiuti. In un documentario, la dichiarazione d'amore della regista alla sua città I sacchetti della celeberrima spazzatura campana si vendono su Internet, come nell'89 i pezzi del muro di Berlino. E persino il Madre, Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina, di Napoli, dove, guarda caso, è esposta 'La Venere degli stracci' di Michelangelo Pistoletto, la prende con ironia e sui rotocalchi si fa pubblicità con la foto di un lavandino spiaccicato da Robert Rauschenberg e con lo slogan: 'Pigliateve 'sta munnezza'. Lina WertmÜller è nata a Roma, ma dichiara di voler morire con la doppia nazionalità, romana e napoletana. A Napoli ha dedicato gran parte dei suoi film: 'Pasqualino settebellezze', 'Io speriamo che me la cavo', 'Complicato intrigo di donne, vicoli, delitti', 'Ferdinando e Carolina', 'Francesca e Nunziata', 'Sabato, domenica, lunedì'. La regista ricorda una collega dell'inizio del secolo scorso, Elvira Notari, che è stata una geniale pioniera del nostro cinema, a Napoli. Scriveva i soggetti, faceva la regia e si produceva i film facendo lavorare tutta la famiglia. "Non c'è proporzione tra le bellezze secolari di Napoli e questo incidente, foruncolo di un malessere generale del mondo, che deve essere affrontato e risolto, probabilmente dalla scienza. Napoli", dice ancora la regista, "è un test di quello che nel mondo può essere inevitabile, se non ci si pensa bene per tempo. E soprattutto non si deve permettere che i rifiuti diventino l'emblema di Napoli, le cui bellezze sono il nostro petrolio". Riciclare i media "Quando è iniziata la vicenda della spazzatura a Napoli, una notte mi sono svegliata pensando al danno d'immagine per questa grande e antica regina del Mediterraneo. Mi ha turbato l'idea che tutta Napoli venisse sporcata con l'immagine dei rifiuti. La mattina ho chiamato il direttore del Tg1 Gianni Riotta e gli ho proposto di fare un documentario su questa storia tremenda: un'analisi, non un processo, che parlasse sì della monnezza, ma anche della bellezza di Napoli. Due giorni dopo sono partita con Francesco Branchitella, del Tg1, e con il sociologo Domenico De Masi. Sono convinta che sia pericolosissimo come i media hanno trattato l'argomento, il danno d'immagine alla città è più grave di quello fatto dai rifiuti da soli. Sono disastri accaduti dovunque, anche negli ultimi dieci anni: a Londra, a Vancouver, a Chicago, in Grecia, anche peggio che a Napoli, mesi di scioperi che hanno bloccato tutto. Ma il mondo l'ha saputo molto meno che la faccenda di Napoli. A Vancouver per esempio hanno risolto il problema con un accordo e mandando la loro spazzatura negli Stati Uniti". Pacco, doppio pacco e contropaccotto "Se compri una pillola, ti devi beccare una confezione che ha un volume in carta, cartone, plastica 20 volte più grande del suo. Accade per ogni merce. Una strada senza ritorno, quella della immensa quantità di contenitori in giro per il mondo. Ma se sparissero le confezioni, ci sono i calcoli di quanta gente resterebbe senza lavoro. Imprese di imballaggio: in Lombardia 464, nel Veneto 173, in Piemonte 140, in Emilia 158, in Toscana 106, in Campania 119. Quanto alla raccolta differenziata, i napoletani la facevano molto più di quanto si sappia, però quando arrivavano i camion rimettevano tutto insieme e alla fine la popolazione si è sentita presa in giro". Chi buttare nel cassonetto? "Ho fatto una raccolta differenziata di più di 80 ore di interviste a esperti, commissari, giornalisti, politici, intellettuali, gente comune. Ognuno ha rovesciato un torrente di esperienze. Le mie domande in generale erano cinque, dopo la prima: 'Di chi è la colpa? Della politica? Della burocrazia? Del malaffare? Della camorra? Della popolazione?'. Risposte differenziate. Ce l'hanno un po' tutti, la colpa, anche se in generale si tende a darla alla politica. La gente non si fida più di quello che dicono i politici, troppe promesse non mantenute. Antonio Bassolino è stato chiaro, combattivo, convinto. Roberto De Simone ha lamentato la grande decadenza, gli ho fatto i complimenti perché davanti alla sua porta c'era un sacchettino piccolo piccolo. Luciano De Crescenzo ha detto cose divertenti e paradossali, del tipo 'monnezza fa ricchezza', quando Napoli era povera c'era poca spazzatura. Mi sembra una bandiera pericolosa, quella dell'opulenza della civiltà dei consumi. Ho intervistato persino Pulcinella. 'Non si può buttare tutto dentro il Vesuvio?' gli ho chiesto. 'Gesummaria! I gas, i gas!'. 'E nella fossa delle Marianne?'. 'San Gennaro! E poi s'entosseca tutto 'o munno!'. 'Ma non si potrebbe piuttosto comprare uno di quei deserti dove non va nessuno e lì fare un' immensa discarica in attesa che la scienza trovi un equilibrio tra distruzione, riuso, rinascita energetica, prima che tutto diventi scandalosamente puzzolente?'. Lo chiede Pulcinella, ma lo dico pure io". Yunus contro la camorra "Il mio amore per Napoli è proiettato anche nel futuro, nel mio prossimo film. Ma l'idea nasce dal Bangladesh, da quel genio dei nostri tempi che si chiama Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006, ma dovevano dargli anche quello per l'economia per avere inventato la Banca dei poveri in quel Paese poverissimo dove le donne lasciate sole coi figli dai mariti emigrati in cerca di lavoro, tentavano di sopravvivere fabbricando manufatti di paglia. Ma per comprare la paglia finivano in mano agli strozzini che le sfruttavano all'inizio e alla fine del loro lavoro: una società costruita sulla pelle delle donne. In quel paese musulmano, con quelle donne dapprima diffidenti, Yunus è riuscito a scavare un inizio di dialogo, prestando poi loro soldi senza avere altra garanzia che il lavoro. Così con questa Banca dei poveri, che ora sbarca anche a New York a offrire microcredito alle famiglie colpite dalla recessione e diffusa ormai in molti paesi, si è ridata speranza e possibilità di tirare avanti, soprattutto alle donne, diventate società attiva. L'idea del mio prossimo film è di calare nella realtà napoletana più variegata questo sistema, messo in mano a tre giovani intraprendenti ragazzi. Il film si chiamerà 'Mannaggia la miseria' ed è basato su questo desiderio, alla maniera di Yunus, di finanziare i poveri per sottrarli alla camorra e a tutto quello che prospera sfruttando il lavoro degli altri". Un film al giorno "Come autrice ho fatto moltissima tv, da 'Il giornalino di Giamburrasca' a una 'Canzonissima' storica con Manfredi, Panelli e Delia Scala. Ne consumo anche tanta di tv da spettatrice, da Montalbano al tenente Colombo, con una grande predilezione per i programmi di storia di History Channel. Trovo enormi carenze per quanto riguarda l'arte e il teatro e anche il cinema. Secondo me la tv italiana dovrebbe trasmettere un film italiano al giorno, a partire dai primi anni del secolo scorso. Sennò i nostri ragazzi dove lo studiano il cinema, che è stato la letteratura del nostro secolo? Fin dalle elementari la tv e la scuola dovrebbero proporre loro un film al giorno del nostro cinema, per sapere chi sono, da dove vengono, chi erano i loro nonni, cosa vedevano, chi erano i loro artisti preferiti. E naturalmente far vedere i film in ore possibili. Anche il fatto che tutta la realtà venga filtrata attraverso il giallo, diventato ormai il genere nazionale da vent'anni, la chiave di lettura del mondo, toglie spazio, per esempio, alla commedia. Ridere con intelligenza di se stessi è la cosa più bella che si possa fare, dare spazio all'ironia, al grottesco. Non è vero che il pubblico vuole solo i giochetti, se li becca perché arriva a casa stanco e quello trova. Giochetti, politica e pacchi, non se ne può più". n.

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E per pagare il gas bisogna essere "scienziati" (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

In arrivo, assieme alle bollette, i questionari imposti dalla Finanziaria del 2005. Ora ci si adegua dopo tre anni, con molti utenti in difficoltà L'azienda fornitrice diventa lo "spione" dell'Agenzia delle entrate Sarà poi un lettore ottico a vagliare i nostri dati: se sbaglia, paghiamo noi E per pagare il gas bisogna essere "scienziati" L'Eni vuole i dati catastali delle case. A chi non li spedisce multe fino a 2 mila euro Non bastano le bollette salate. Il gas nasconde un'altra sorpresa: un modulo con tante caselle vuote da riempire inserendo i dati catastali identificativi dell'immobile a cui corrisponde l'utenza. Ovvero la casa. Chi non compila o manda i dati sbagliati rischia una bella multa che varia da 103 a 2065 euro. La novità arriva, come fulmine a ciel sereno, via posta. I cittadini la trovano allegata alla bolletta con tanto di spiegazione. La dichiarazione catastale, infatti, è un regalo della finanziaria 2005 che arriva con tre anni di ritardo. Compilare il modulo facendo attenzione a scrivere una casella per lettera - diversamente il lettore ottico non riesce a decifrare quanto scritto - sarebbe tutto sommato semplice se nel modulo si dovessero inserire solamente i dati anagrafici dell'utente. Ma la burocrazia non è mai semplice. La dichiarazione prevede tutti i dati catastali dell'immobile: dal tipo di unità, al foglio alla particella. "Devono essere indicati - si legge - i dati rilevabili dal catasto edilizio urbano (per i fabbricati urbani) o del catasto terreni (per tutti gli altri immobili diversi dai fabbricati urbani, compresi i fabbricati rurali. Tali dati sono riportati nell'atto di acquisto o nella denuncia di successione (se l'immobile è stato ereditato) in una denuncia o comunicazione Ici presentata in anni precedenti, ovvero in un certificato catastale)". Non mancano poi indicazioni per chi vive in condominio. E allora via con la ricerca di scartoffie che rispondano alle indicazioni richieste. Non avete capito nulla? Non disperate. Resta il numero verde dell'agenzia delle Entrate o il sito internet con le medesime istruzioni. Viene però il dubbio che questi impersonali sistemi aiutino ben poco una persona anziana o un cittadino straniero. O semplicemente una persona poco avvezza a certi tecnicismi. E dal momento che chi sbaglia la complilazione paga, la via più semplice per molti diventa quella di pagare un professionista affinché compili le carte. (m.m.).

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Venezia procede ma in affanno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-27 - pag: 3 autore: La sede soffre per mole di arretrato e carenza di personale - Eccessiva la burocrazia Venezia procede ma in affanno Diego Buonocore VENEZIA Una macchina che lotta contro l'enorme mole di arretrato, e che a fatica riesce a soddisfare la domanda di giustizia. Il Tar del Veneto sconta il gran numero di cause pendenti, la carenza di personale giudiziario e amministrativo e l'eccessiva burocratizzazione delle procedure. Ma si tratta anche di una macchina complessa, che anche se non a regime presenta costi altissimi a carico delle casse dello Stato e quindi, infine, dei cittadini. Venezia in particolare sconta la posizione della sua sede, Palazzo Gussoni a Cannaregio, i costi di manutenzione e di pulizia, e quelli dei mezzi di trasporto per muoversi in laguna. Sul fronte dell'attività giudiziaria la gran parte del contenzioso che arriva all'attenzione del Tribunale amministrativo riguarda gare d'appalto, edilizia, normativa del commercio e cittadini extracomunitari che presentano ricorso per il diniego al rilascio di permessi di soggiorno. Il Tribunale Veneto è poi alle prese con oltre mille ricorsi presentati da allevatori che contestano la normativa (e le multe) sulle quote latte. Complessivamente, dal 2000 a oggi, il Tribunale ha praticamente dimezzato l'arretrato: le cause pendenti erano oltre 37mila nel 2000, sono diventate circa 20.500 al 31 dicembre 2007. Una grande mano nello smaltire l'arretrato l'ha data la legge 205 del 2000, che ha attribuito la possibilità di risolvere con decreto decisorio del presidente (e non più solo in udienza pubblica) i ricorsi riguardanti la dichiarazione di rinuncia, preterenzione, cessata materia del contendere, estinzione o improcedibilità. A questo va aggiunto il passaggio di competenza, a partire dal 1998, al giudice ordinario delle vertenze nel settore del pubblico impiego contrattualizzato. Il Tar del Veneto, guidato dal presidente Bruno Amoroso e dai consiglieri Giuseppe Di Nunzio ( presidente della seconda sezione) e Angelo De Zotti (presidente della terza sezione), ha potuto così concentrarsi sulla risoluzione dei ricorsi sopraggiunti: nel 2000 sono stati 3.800; nel 2003 ne sono stati proposti 3.322, l'anno successivo 3.630. Nel 2005 sono sopravvenuti 2.929 ricorsi, nel 2006 2.765 e nel 2007 sono stati 2.607. Le pronunce decisorie hanno seguito l'andamento dei ricorsi: le sentenze sono state 2.607 nel 2007, le ordinanze di sospensione 975, le ordinanze collegiali istruttorie 147, le ordinanze presidenziali 67, i decreti ingiuntivi 13. Tra le ultime ordinanze dei giudici veneti di particolare rilevanza ( e che avrà sicuramente riflesso anche nell'analogo ricorso davanti al Tar Lazio sul piano nazionale) è stata la bocciatura della norma della Finanziaria 2008 sui tagli effettuati dal Governo ai contributi per i Comuni. Complessivamente negli ultimi anni il Tar Veneto "produce" circa 4.500 provvedimenti l'anno: un lavoro portato a termine dalle tre sezioni, con complessivi 13 magistrati contro i 15 in organico, e da un personale di segreteria ridotto all'osso (23 addetti più quattro in distacco da altre amministrazioni, contro una previsione di pianta organica di circa 40 persone). Oltre ad attribuire nuove importanti prerogative al presidente, la legge 205/2000 ha previsto termini inferiori a quelli ordinari in materia di silenziorifiuto, e il dimezzamento dei termini processuali in molte materie, espressamente elencate. L'effetto complessivo è stato di accelerare i tempi per la definizione delle pratiche: sia in primo grado che in appello i giudizi si concludono in tempi inferiori a 12 mesi, salvo casi particolari che richiedono nuovi adempimenti istruttori. Oltre il 50% dei ricorsi presentati si accompagnano a richieste di sospensiva con le quali i ricorrenti cercano di tutelarsi dai ritardi: il giudizio cautelare si risolve, sia in primo che in secondo grado, in un tempo che solitamente varia dai 30 ai 45 giorni dal deposito dell'atto. I tempi per la definizione dei ricorsi, invece, sono molto variabili: circa il 20% viene comunque definito entro un anno dal ricorso. Il tempo medio per la definizione di un ricorso si sta assestando all'incirca sui 16 mesi, per ogni grado di giustizia. Ma la struttura della giustizia amministrativa è anche una macchina costosa: a parte gli stipendi del personale, per il funzionamento del Tar Veneto il ministero ha previsto una spesa per il 2008 di oltre 1 milione. Il costo maggiore in termini assoluti è per l'affitto dei locali di Palazzo Gussoni: 760.600 euro l'anno. Ma in percentuale spicca l'altissimo costo per i mezzi di trasporto marittimi: 15.988 euro l'anno, la spesa più alta d'Italia. Solo Roma, con un organico di oltre cento magistrati, spende di trasporti 10mila euro. A Venezia sono alte anche le spese per la manutenzione degli immobili (52.798 euro), le spese postali (500 euro a fronte di una spesa nazionale di 5.970 euro) e quelle per la pulizia (50.804). L'INTASAMENTO Il lavoro è rallentato anche alle oltre mille contestazioni alle norme sulle quote latte che sono state presentate dagli allevatori.

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Gli agenti della Polizia locale in aiuto di una marocchina minacciata (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Treviglio" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

BARIANO GLI AGENTI DELLA POLIZIA LOCALE IN AIUTO DI UNA MAROCCHINA MINACCIATA Caravaggio - Una donna marocchina minacciata dal convivente, ma la burocrazia lo lascia a piede libero. Una storia di ordinaria violenza domestica, ora la giovane è tornata dalla sua famiglia ma è ancora più esposta all'ira dell'uomo. Giovedì della scorsa settimana, intorno alle 13, dopo le minacce di percosse subìte dal convivente, anch'egli marocchino, la donna, residente in via Locatelli, si è precipitata a chiedere aiuto alla Polizia locale. Gli agenti hanno ascoltato il suo racconto e sono prontamente intervenuti, recandosi presso la sua abitazione, dove hanno prelevato l'uomo e lo hanno portato in comando. Dopo le fotosegnalazioni e i controlli di rito il giovane, E. A., 30 anni, senza fissa dimora, è risultato tossicodipendente, con un provvedimento di espulsione notificato dalla questura di Bergamo a carico e un procedimento penale in corso. Non è stato quindi arrestato né espulso nuovamente poiché dovrà presentarsi all'udienza, che avrà luogo a marzo. L'uomo è quindi tornato a casa, ha preso le sue cose e se n'è andato, mentre la giovane si è rifugiata presso dei parenti. Articolo pubblicato il 29/02/08.

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<Non c'è alcuna paralisi, continuiamo a lavorare> (sezione: Burocrazia)

( da "Settegiorni (Bollate)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

VICESINDACO 'NON C'È ALCUNA PARALISI, CONTINUIAMO A LAVORARE' Cesate - "Sono molto dispiaciuto - spiega l'ex sindaco Roberto Della Rovere - per la gazzarra che ha fatto seguito al Consiglio. La nostra dichiarazione è soltanto il risultato della nostra analisi politica dei fatti di cui eravamo a conoscenza. In particolare non eravamo stati informati dei problemi di salute del sindaco, mentre alcuni di noi erano presenti in municipio quando Sergio Bulzi ha presentato le dimissioni: è entrato di corsa in un ufficio, passandoci di fianco senza salutare, e di lì a poco ne è uscito urlando con in mano la lettera. Resta il fatto che le motivazioni ufficiali non riguardano i problemi di salute ma gli attacchi dell'opposizione. Una motivazione politica che necessitava di un'analisi politica e di una risposta da parte nostra. Una motivazione tanto inconsistente da portarci a supporre altre motivazioni più realistiche. Quando dall'altra parte della barricata c'eravamo noi, abbiamo subito dall'opposizione attacchi ben più pesanti che un semplice ricorso al Tar (quello per la viabilità di via Romanò, che sarebbe la presunta goccia che ha fatto traboccare il vaso) e mi riferisco al ricorso alla Corte dei conti e persino una denuncia penale nei confronti della mia persona. Tuttavia quando si è certi della bontà dei propri obiettivi, non ci si lascia ostacolare facilmente nel perseguirli, né tantomeno si abbandona la partita. Abbiamo quindi supposto che la realtà fosse un'altra avvalendoci soltanto di fatti che erano sotto gli occhi di tutti: dalla scarsa partecipazione di alcuni assessori, alla mancata diffusione delle informazioni tra i consiglieri di maggioranza - basti pensare che alcuni di questi hanno saputo delle dimissioni del sindaco solo all'ultimo momento. Di qui la nostra conclusione: Bulzi minaccia le dimissioni per cercare di tacitare l'opposizione e appianare contrasti interni. In particolare teniamo presente che non è ancora stato presentato il bilancio, argomento tanto complesso quanto fondamentale, su cui potrebbero esserci dei contrasti interni". "Della Rovere - replica Roberto Vumbaca, giovane "astro nascente" della maggioranza - ha perso un'opportunità. Ritengo che prima ancora del dibattito politico sia fondamentale il rispetto delle persone. Si tratta di un valore imprescindibile che non può essere sopraffatto dalle ragioni politiche. Ho piena fiducia nel comportamento di Sergio Bulzi e rispetto le sue scelte. In coscienza mi sento sicuro che non si è trattato di un bluff, come è stato insinuato. Questo a prescindere da ciò che il sindaco deciderà di fare nei prossimi giorni. L'intervento di Della Rovere è stato fuori luogo: sarebbe bastato trovare un contesto differente, rispetto a un consiglio comunale in cui non si poteva dibattere, per esternare le proprie interpretazioni". "Innanzitutto ci tengo a ribadire - dichiara il vicesindaco Francesco Puccio - che ci troviamo di fronte a un problema di salute del sindaco, un malessere forse preesistente che si è fatto concreto in un momento di particolare stress politico. Non possiamo permetterci di trarre giudizi affrettati sulla sua scelta senza tenere presente anche il fattore umano. Per questo ritengo che Della Rovere, a meno che non possieda insospettate doti di preveggenza, stia solo facendo campagna elettorale. La democrazia garantisce a tutti di esprimere la propria opinione, e per noi questo è un valore fondamentale, ma a mio avviso in questo caso l'opposizione non si è comportata rispettosamente. Come vicesindaco posso rassicurare i cittadini che ci stiamo impegnando affinché tutto prosegua secondo i programmi, senza che allo sgomento iniziale per la notizia faccia seguito la paralisi. Proseguiamo come se il sindaco fosse presente mentre restiamo in attesa della sua ultima decisione. La nostra politica è una politica di fatti, non di parole e di burocrazia. L'abbiamo dimostrato anche quando eravamo all'opposizione e cerchiamo di continuare a farlo in questo momento di particolare crisi". Articolo pubblicato il 29/02/08.

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"Gentile redazione di Settegiorni, auspico una campagna elettorale per il voto politico nazionale, v... (sezione: Burocrazia)

( da "Settegiorni (Rho)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Gentile redazione di Settegiorni, auspico una campagna elettorale per il voto politico nazionale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini più deboli, e più bisognosi. Una campagna elettorale che discuta pure dei grandi temi da risolvere in Italia: nuova legge elettorale, conflitto d'interessi, difesa della nostra meravigliosa Costituzione, raggruppamento dei partiti, troppa burocrazia, mafia, malavita organizzata, evasione fiscale, sicurezza, rilancio dell'economia, rispetto dell'ambiente, diritti civili e di tanti altri mali del nostro Paese. Quello che vorrei e che mi auguro, però, è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, con i candidati disposti a sentire in particolare i cittadini più penalizzati più deboli della nostra società, ma anche i lavoratori, i pensionati, i malati, gli anziani, i diversamente abili. Da questi emergerà sicuramente il bisogno di più sicurezza dentro e fuori casa e sui posti di lavoro, e la difficoltà a far fronte ai prezzi elevati dei beni di consumo di prima necessità. Il costo della vita è troppo elevato, gli stipendi sono bassi e anche le pensioni sono basse. Bisogna però riconoscere al Governo di centrosinistra, che negli ultimi due anni ha amministrato, di aver fatto tante cose buone per il sociale e per le persone più bisognose. Bisogna però fare molto di più e nella campagna elettorale c'è bisogno di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, in particolare i giovani. Favorire e invogliare la loro partecipazione, per elaborare assieme progetti per la sicurezza, progetti per prevenire incidenti sul lavoro, progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per l'educazione alla legalità e al rispetto delle regole, progetti in cui far sì che i servizi sociali diventino sempre migliori. Occorre poi una sanità buona e anche scuola, trasporti e servizi socio assistenziali. Poi, lasciatemelo dire, bisogna aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti perchè sono troppo bassi; come è indispensabile l'aumento delle pensioni e la diminuzione delle tasse da subito. Fondamentali anche i progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far sì che la politica non sia un costo, ma una risorsa. In Italia c'è bisogno di una politica alta, vera, onesta, trasparente, quella che una parte dei politici fa già; quella priva d'interessi personali, una politica che sia al servizio dei cittadini, degli interessi generali, una politica che abbia a cuore il bene comune degli italiani. Il qualunquismo, l'indifferenza, l'egoismo siano superati con l'impegno morale diretto, con la passione, con la responsabilità, con il protagonismo. La politica deve essere ricca di risorse umane, di idee e deve darsi un codice etico di comportamento. Ma delle regole di decenza se le devono dare anche calciatori, allenatori, dirigenti, corridori di bici, di moto, di automobili, personalità di spettacolo, conduttori di trasmissioni tv, dirigenti pubblici e privati, e tante altre categorie che guadagnano fior di milioni di euro all'anno, e magari, tanti di loro evadono anche il fisco. Anche in queste categorie ci sarebbe bisogno di ridurre i costi, che sono pur sempre direttamente o indirettamente a carico della collettività. Su queste categorie privilegiate inviterei anche i mezzi d'informazione a parlarne molto di più, a dare il proprio contributo per offrire un'informazione a trecentosessanta gradi". Articolo pubblicato il 29/02/08 Francesco Lena.

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Il Rigoletto/ Nord Italia, terra ostile per la Sinistra. Che non si è accorta dei cambiamenti degli ultimi 20 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venerdí 29.02.2008 08:50 --> Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la "questione settentrionale" è diventata uno dei trailer mediatici più di successo della seconda repubblica. Ma la sinistra, nel profondo nord, ha sempre perso. Nord terra ostile, appunto. Attraverso un'analisi acuta e disincantata - a metà tra pamphlet di scenario e reportage sul campo - il libro racconta in presa diretta la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del posto fisso', il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la Sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più dinamica del Paese, oggi in piena "secessione di velluto". Bisogna pertanto cambiare rotta: avendo contro il nord si possono vincere le elezioni ma non si riesce a governare. L'autore Marco Alfieri, 34 anni, giornalista, è nato a Varese ma vive a Pavia e lavora a Milano. Già corrispondente dal nord per Il Riformista, scrive per Il Sole24Ore. Nord terra ostile di Marco Alfieri ed. i Grilli Marsilio 174 pagg, 11 euro Come lettura del week-end, Affari ti propone un estratto dal capitolo "Nordisti immaginari" Clicca qui per le precedenti puntate del "Il Rigoletto".

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Poca Italia per i capitali esteri (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-29 - pag: 23 autore: Competitività. A Verona confronto tra le società straniere sulle opportunità di sviluppo - La zavorra del costo del lavoro Poca Italia per i capitali esteri La pagella delle multinazionali: male la burocrazia, promosso il management Claudio Pasqualetto VERONA. Dal nostro inviato Più che di un Mister prezzi l'Italia avrebbe bisogno di un Mister costi. Parola di Sami Kahale, presidente ed a.d. di Procter & Gamble Italia. Il perchè è facilmente comprensibile: se si interviene a monte della catena produttiva si recupera competitività e, a valle, si possono anche abbattere i prezzi. Soluzione semplice per un problema pesante, quello dell'attrattività dell'Italia, cui Confindustria ha dedicato ieri aVerona un forum per gli investitori stranieri. Analizzato lo scenario attraverso un'indagine di Ipsos ( si veda Il Sole 24 ore di ieri) servivano testimonianze sul campo e l'Italia ne è uscita forse meno malconcia rispetto ai risultati del sondaggio. Pecca di masochismo, soprattutto attraverso i media; manca di fiducia nei propri mezzi; ma in fondo, oltre all'arcinota creatività, ha anche un buon patrimonio di manager, ottime conoscenze tecnico-pratiche, una struttura industriale solida e qualificata ed una flessibilità che ha solo bisogno di essere inquadrata all'interno di un metodo. Tutte risorse che le multinazionali straniere attive nel Paese conoscono molto bene. Peccato che ci sia anche l'altra faccia della medaglia, quella che vede al primo posto nell'elenco dei "freni" la burocrazia ma che è fatta anche di alto costo del lavoro, di normative complicate, di infrastrutture carenti e di instabilità politica. Un esempio? "Se il Veneto fosse in Francia, a parità di condizioni- ha ricordato Giuseppe Recchi, presidente e Ceo di General Electric per l'Italia ed il Sud Europa oltre che del Comitato tecnico delle multinazionli creato da Confindustria - avrebbe una capacità di attrazione di investimenti stranieri del 40% superiore a quella che ha". Ma ciò che si chiede non è una sorta di benefit per le imprese. "Creare condizioni adatte per gli investimenti stranieri - ha aggiunto Recchi - è creare condizioni per lo sviluppo del Paese. Non sarà poi un caso che la produttività delle aziende straniere in Italia è del 50% superiore a quella delle locali. Aprire le porte significa importare con gli investimenti anche best practices". L'Italia, se seguirà percorsi virtuosi, può non temere i Paesi emergenti persino in tema di costi. "Producevamo un antibiotico in Cina - ha detto Angelos Papadimitriou, presidente ed ad di GlaxoSmithKline Italia - ed abbiamo trasferito la produzione in Italia dopo che siamo riusciti a raggiungere i migliori livelli di qualità ed a tagliare i costi del 30%". C'è un passaggio chiave da tenere presente, secondo il Ceo della stessa multinazionale del farmaco Jean-Pierre Garnier: per capire l'Italia ed operare al meglio serve un italiano. Opinione evidentemente condivisa da VolksWagen che ha chiamato Giuseppe Tartaglione a guidare il colosso Volkswagen Italia: 25.000 dipendenti nel sistema ma anche una leadership negli investimenti in comunicazione ed un pacchetto di commesse affidate a subfornitori italiani di 3 miliardi di euro l'anno. "Stando qui, conoscendo il mercato- spiega Tartaglione- abbiamo anche gli argomenti giusti per superare il passaggio più difficile, quello di convincere il nostro gruppo che certe cose si possono fare tranquillamente in Italia, un Paese che non è certo solo fashion e design anche se il responsabile dello stile di tutti i brand del nostro gruppo è proprio l'italiano Walter De Silva". Così in Italia Coca Cola, come ha ricordato il presidente Dario Rinero, ha potuto sviluppare il più grande ed "eccellente" stabilimento del gruppo e Vodafone, come ha evidenziato l'a.d. Pietro Guindani, ha concentrato ad Ivrea e Milano due servizi ad alta tecnologia per l'intera Europa. Poi, però, cadiamo sui costi: "più 10% la logistica - ha affermato Kahale - più 50% la promozione e via dicendo. Servono più liberalizzazioni e più concorrenza, ma intanto si potrebbe partire da Mister costi". LE OCCASIONI PERDUTE Giuseppe Recchi (Ge): "Se il Veneto si trovasse in Francia avrebbe il 40% di chance in più per attrarre le aziende internazionali".

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TEMPO DELLE SCELTE. L'allarme del numero uno di Confindustria: la stasi ci è costata 210 miliardi di Pil. Greggio e euro bloccano l'economia. Non ci sono solo Pd e Pdl (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montezemolo: urge riformare questo Stato E Rana riafferma le potenzialità di Verona: "La capacità di attrarre capitali stranieri è un'opportunità per tutto il nostro territorio"     Francesco Arioli "Noi faremo la nostra parte, ma le istituzioni devono fare la loro": l'auditorium veronese di GlaxoSmithKline diventa cassa di risonanza del mondo dell'industria, determinato a sostenere il rilancio degli investimenti esteri nel nostro Paese. E si trasforma in una sorta di tribuna elettorale del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che ha sollecitato con determinazione il futuro governo italiano a risolvere la "perdurante stagnazione che si trascina ormai dagli anni '90", ribadendo la necessità di una urgente "riforma dello Stato". E ammonendo il futuro governo, indipendentemente dal colore, perché "servono meno parole e più azione". L'occasione del dibattito è stata rappresentata da "Attrazione Italia", primo forum degli investitori esteri ospitato dal centro congressi di via Fleming e organizzato da Confindustria in partnership con Unicredit Banca d'impresa. GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e nella ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo, carenza di infrastrutture e instabilità politica (i primi cinque fattori di criticità in ordine di preferenza) minino le preferenze delle multinazionali intenzionate a investire nelle aree della Penisola. Il presidente degli industriali veronesi, Gian Luca Rana, ha spiegato come già all'inizio del suo mandato in piazza Cittadella una delle priorità sue e della sua squadra fosse quella di "potenziare la capacità attrattiva di Verona per le multinazionali", ritenuta "opportunità per il territorio e non solo per la categoria". A margine dell'intervento Rana ha spronato enti e istituzioni a sostenere ulteriormente "quell'organizzazione logistica che già rappresenta un privilegio e un grande vantaggio per Verona". Il richiamo al salto di qualità del territorio, per il leader di Confindustria Verona, "passa da relazioni costruttive all'interno delle forze della città", da "un approccio alle questioni burocratiche di Comune e Provincia meno complicato", dal fatto di "promuovere opportunità". Così l'investimento della multinazionale va sostenuto "con fatti concreti: adeguando le strutture, creando scuole internazionali, aggiornando il sistema viabilistico". Senza trascurare, riconoscendone i benefici di ritorno, "anche la possibile concessione gratuita di aree industriali ad investitori provenienti dall'estero", ha rilevato. Luca di Montezemolo ha invece spostato il dibattito sul tema politico criticando le perduranti debolezze del sistema Italia: "È deprimente vedere il Paese in fondo a tutte le statistiche economiche. Siamo preoccupati ma stimolati a dare di più" ma "non possiamo nascondere che si è lavorato male" anche "su quegli elementi (investimenti, turismo) destinati a creare attrattività". CRESCITA ZERO. Lungo l'elenco delle cause della stagnazione: dalla burocrazia al problema energetico ("che errore la bocciatura al nucleare") fino alla grana del caro-petrolio ("Finchè il barile sarà sopra i 90 dollari la nostra crescita sarà 0,2-0,3%"). Quindi, criticata l'inadeguatezza della legge elettorale, Montezemolo ha ricordato la presenza di "nuove realtà politiche" in corsa, oltre ai due poli. E ha anticipato l'intenzione di presentare, già lunedì, il "decalogo di Confindustria", ovvero "le nostre proposte per chi governerà". Sconfortanti i dati snocciolati dal leader di Confindustria: "Il pil italiano è di 210 miliardi più basso adesso a causa della più bassa crescita degli ultimi 15 anni", ha ammonito. "Ora passiamo al tema di come fare a sostenere la crescita del Paese e affrontare il problema dei costi della non crescita". Perché "cambiano i governi ma i problemi sono gli stessi. Da quando sono nato sento parlare di soluzioni per il Mezzogiorno ma le promesse sono sempre andate disattese".

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E Rana riafferma le potenzialità di Verona: <La capacità di attrarre capitali stranieri è un'opportunità per tutto il nostro territorio> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

TEMPO DELLE SCELTE. L'allarme del numero uno di Confindustria: la stasi ci è costata 210 miliardi di Pil. Greggio e euro bloccano l'economia. Non ci sono solo Pd e Pdl Montezemolo: urge riformare questo Stato E Rana riafferma le potenzialità di Verona: "La capacità di attrarre capitali stranieri è un'opportunità per tutto il nostro territorio"     Francesco Arioli "Noi faremo la nostra parte, ma le istituzioni devono fare la loro": l'auditorium veronese di GlaxoSmithKline diventa cassa di risonanza del mondo dell'industria, determinato a sostenere il rilancio degli investimenti esteri nel nostro Paese. E si trasforma in una sorta di tribuna elettorale del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che ha sollecitato con determinazione il futuro governo italiano a risolvere la "perdurante stagnazione che si trascina ormai dagli anni '90", ribadendo la necessità di una urgente "riforma dello Stato". E ammonendo il futuro governo, indipendentemente dal colore, perché "servono meno parole e più azione". L'occasione del dibattito è stata rappresentata da "Attrazione Italia", primo forum degli investitori esteri ospitato dal centro congressi di via Fleming e organizzato da Confindustria in partnership con Unicredit Banca d'impresa. GRANA BUROCRAZIA. Un evento che ha in parte rivalutato l'appeal italiano, sottolineando però - nelle testimonianze dei manager coinvolti e nella ricerca svolta da Ipsos poi illustrata dal presidente dell'ente Nando Pagnoncelli - come burocrazia, costo del lavoro, complessità del sistema giuridico e legislativo, carenza di infrastrutture e instabilità politica (i primi cinque fattori di criticità in ordine di preferenza) minino le preferenze delle multinazionali intenzionate a investire nelle aree della Penisola. Il presidente degli industriali veronesi, Gian Luca Rana, ha spiegato come già all'inizio del suo mandato in piazza Cittadella una delle priorità sue e della sua squadra fosse quella di "potenziare la capacità attrattiva di Verona per le multinazionali", ritenuta "opportunità per il territorio e non solo per la categoria". A margine dell'intervento Rana ha spronato enti e istituzioni a sostenere ulteriormente "quell'organizzazione logistica che già rappresenta un privilegio e un grande vantaggio per Verona". Il richiamo al salto di qualità del territorio, per il leader di Confindustria Verona, "passa da relazioni costruttive all'interno delle forze della città", da "un approccio alle questioni burocratiche di Comune e Provincia meno complicato", dal fatto di "promuovere opportunità". Così l'investimento della multinazionale va sostenuto "con fatti concreti: adeguando le strutture, creando scuole internazionali, aggiornando il sistema viabilistico". Senza trascurare, riconoscendone i benefici di ritorno, "anche la possibile concessione gratuita di aree industriali ad investitori provenienti dall'estero", ha rilevato. Luca di Montezemolo ha invece spostato il dibattito sul tema politico criticando le perduranti debolezze del sistema Italia: "È deprimente vedere il Paese in fondo a tutte le statistiche economiche. Siamo preoccupati ma stimolati a dare di più" ma "non possiamo nascondere che si è lavorato male" anche "su quegli elementi (investimenti, turismo) destinati a creare attrattività". CRESCITA ZERO. Lungo l'elenco delle cause della stagnazione: dalla burocrazia al problema energetico ("che errore la bocciatura al nucleare") fino alla grana del caro-petrolio ("Finchè il barile sarà sopra i 90 dollari la nostra crescita sarà 0,2-0,3%"). Quindi, criticata l'inadeguatezza della legge elettorale, Montezemolo ha ricordato la presenza di "nuove realtà politiche" in corsa, oltre ai due poli. E ha anticipato l'intenzione di presentare, già lunedì, il "decalogo di Confindustria", ovvero "le nostre proposte per chi governerà". Sconfortanti i dati snocciolati dal leader di Confindustria: "Il pil italiano è di 210 miliardi più basso adesso a causa della più bassa crescita degli ultimi 15 anni", ha ammonito. "Ora passiamo al tema di come fare a sostenere la crescita del Paese e affrontare il problema dei costi della non crescita". Perché "cambiano i governi ma i problemi sono gli stessi. Da quando sono nato sento parlare di soluzioni per il Mezzogiorno ma le promesse sono sempre andate disattese".

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Montezemolo: "Il Paese è in grave emergenza" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente uscente di Confindustria invita i politici ad avere il coraggio di dire la verità agli italiani Montezemolo: "Il Paese è in grave emergenza" ROMA - L'Italia è "in emergenza" sta attraversando una difficile fase di "stagnazione", con una crescita "vicina allo zero". Una situazione tutt'altro che rosea su cui i politici devono avere il coraggio "di dire la verità", anche se siamo in campagna elettorale. Il richiamo arriva dal presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che a Verona al Forum 'Attrazione Italià per gli investitori esteri ha chiesto alla classe politica di fare scelte, "di decidere e di risolvere". Le emergenze del momento sono sotto gli occhi di tutti: prezzo del petrolio alle stelle, impennata delle materie prime, supereuro che penalizza le esportazioni. "Parliamo prima come cittadini e poi come imprenditori: non si può pensare di trovarsi di fronte ad una situazione di stagnazione, con crescita vicina allo zero, con il costo della vita così elevato e poi non dire come stanno veramente le cose, e cioè che questo Paese ha bisogno di scelte coraggiose", ha ammonito Montezemolo. E la responsabilità di agire spetta innanzitutto ai politici. Basta con le promesse: "dalla politica abbiamo bisogno di soluzioni, meno parole e più azione", ha sollecitato ancora. Il leader degli imprenditori Luca Cordero di Montezemolo invoca quindi delle soluzioni concrete, cosciente del fatto che qualsiasi scelta implica dei costi: "Non ci sono soluzioni senza costi - ha aggiunto - ognuno deve pagare qualcosa. Non voglio parlare di lacrime e sangue", ha aggiunto citando Winston Churchill, "ma non si può pensare che ci siano soluzioni che non costino dei prezzi e che questi prezzi li paghi qualchedun altro". E' il momento di assumersi ognuno le proprie responsabilità, "ognuno faccia la sua parte, a cominciare da noi imprenditori". E la sua parte Confindustria la farà anche presentando il suo decalogo di priorità, un "buon programma", non corporativo ma da cittadini, ha tenuto a precisare Montezemolo, da sottoporre "a chi governerà il Paese". I 10 punti verranno presentati ufficialmente lunedì a Milano, in una conferenza stampa alle 11:30 in Assolombarda, ma qualcosa il presidente degli industriali l'ha già lasciata intuire, ribadendo ancora con insistenza alcuni dei suoi cavalli di battaglia: in Italia "occorre che vengano premiati la competitività, la crescita, il merito, la capacità di fare sistema. L'Italia ha bisogno di tutto questo". E comunque, "la priorità delle priorità è la riforma dello Stato", perchè "con Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunità montane impegnate nei veti incrociati non si fa niente. Nel 2008 dobbiamo avere il coraggio di affrontare la riforma della seconda metà della Costituzione, ferma al 1946. Ci vuole un primo ministro che possa mandare a casa chi non lavora, occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

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CESENA - Strategia comune per colture catastali e CODIPRA (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sei in news/Cesena, data 29.02.2008, orario 12:36. CESENA - Strategia comune per colture catastali e CODIPRA CESENA - Definire strategie comuni in merito ad alcuni temi urgenti che interessano il settore agricolo provinciale: è questo il senso dell'ultimo incontro che ha visto protagoniste le rappresentanze di CIA, Confagricoltura e UIMEC-UIL di Forlì-Cesena. Prima di tutto si conferma la grande preoccupazione per gli errori nell'adeguamento della codifica delle colture catastali che, come nel 2007, colpiscono le aziende agricole associate. Il riversamento automatico fatto da AGEA in favore dell'Ufficio del Territorio comporta, infatti, incongruenze ed errate attribuzioni di coltura che inevitabilmente provocano aggravi fiscali e contributivi (per esempio Consorzi Stradali, Bonifica, ICI ecc.). è parere di CIA, Confagricoltura e UIMEC-UIL che si debba sensibilizzare l'ufficio del Territorio di Forlì-Cesena affinché, per lo meno, prenda atto del grave disagio che questo sistema (già a suo tempo criticato e non condiviso) porterà in campagna. Verrà richiesto allo stesso ufficio un incontro per definire una linea di comportamento adeguata. Si è quindi passati ad affrontare il problema del rinnovo del Consiglio d'Amministrazione del Consorzio Difesa Produzioni Agricole di Cesena (CO.DI.PR.A.), attualmente in scadenza. è parere di CIA, Confagricoltura e UIMEC-UIL che il nuovo Consiglio d'Amministrazione debba perseguire un programma pluriennale che abbia come obiettivi la riduzione dei costi di gestione, il miglioramento dei servizi da offrire ai soci e un aumento del potere contrattuale nella trattativa con le compagnie assicurative, al fine di ridurre i costi a carico dei propri associati. Questo potrà realizzarsi attraverso concentrazioni e collaborazioni con altri consorzi più o meno vicini, e l'individuazione di strumenti e strategie atte a conservare il patrimonio acquisito nel tempo. Ancora aperto, infine, il problema legato alla sempre più pesante burocrazia che caratterizza i rapporti con le amministrazioni pubbliche. A tal fine si è rimarcata la necessità di riaffermare il ruolo di rappresentanza delle Organizzazioni Agricole per una sempre più efficace ed efficiente attività sindacale.

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Ente camerale irpino: cinque bandi per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Avellino incentivi Ente camerale irpino: cinque bandi per le imprese --> Il presidente della Camera di commercio di Avellino, Costantino Capone, illustra oggi (ore 11) le attività dell'ente per l'anno 2008 a favore delle imprese. L'appuntamento è presso la sede di Piazza Duomo. "Di fronte ad un quadro di grande confusione - afferma Capone - e a un'economia che non dà segnali di ripresa, le istituzioni hanno il dovere di illustrare con chiarezza le attività. La Camera di commercio indica oggi il suo percorso e gli strumenti a sostegno delle 47mila imprese operanti in provincia di Avellino". Capone spiega oggi quali sono i nuovi bandi a favore delle aziende e un progetto innovativo che prevede lo stanziamento di 800 mila euro per la certificazione di qualità del distretto conciario di Solofra. L'ente camerale di Avellino è tra le dieci Camere di Commercio pilota scelte in Italia che avvia sin d'ora la sperimentazione per fare "l'impresa in un giorno". Dal 20 agosto, con l'approvazione del decreto legge Bersani, numero 7 del 2007, entrano in vigore le norme che semplificano la nascita di nuove imprese e l'avvio di impianti produttivi. In particolare si prevede la comunicazione unica, un adempimento che dovrà essere presentato all'ufficio del registro delle imprese, presso le Camere di commercio, di norma utilizzando la via telematica. Una comunicazione che diventa unico adempimento anche per le modifiche e le cessazioni delle imprese che dovranno essere presentate solo presso l'ufficio camerale. Fino ad oggi tutti gli adempimenti necessari alla costituzione di una nuova società e gli sportelli da visitare per l'aspirante imprenditore erano davvero innumerevoli. "Il nostro obiettivo - aggiunge Capone - è di comprimere al massimo la burocrazia e di fare promozione per spingere le aziende ad affrontare nuovi mercati". Intanto sono in corso di attuazione i numerosi bandi indetti dall'ente camerale. Uno riguarda la concessione di contributi a favore delle pmi irpine per la realizzazione di materiale promozionale teso a favorire la commercializzazione sui paesi esteri. Il contributo fino ad un massimo di 2 mila euro, riguarda il materiale pubblicitario e gli strumenti promozionali, gli adeguamenti e le revisioni di strumenti promozionali già esistenti. Un altro è relativo alla diffusione e la promozione del commercio elettronico e l'implementazione dei flussi informativi. Poi ancora finanziamenti per le agenzie di viaggio e turismo che si occupano in Italia e all'estero della vendita di pacchetti turistici relativi al territorio irpino. La Camera di commercio sostiene anche i processi per la progettazione e implementazione del sistema di qualità aziendale Iso 22000, per la formazione del personale interno, per il rilascio della certificazione del sistema di gestione per la qualità. Il contributo arriva fino a tremila euro per ciascuna iniziativa. Viene sostenuta anche la costituzione di consorzi di filiera tra imprese nei settori definiti dalla programmazione regionale 2007/2013. fil. lab. --> del 29-02-2008 num.

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Montezemolo: meno promesse e più azioni (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 29-02-2008 Montezemolo: meno promesse e più azioni Il presidente di Confindustria sferza i candidati premier e annuncia: lunedì a Milano presenteremo il programma VERONA. "Dalla politica abbiamo bisogno di vedere i problemi risolti, non solo enunciati". Così Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, all'appuntamento con le multinazionali che operano in Italia e che per il 75% si dicono soddisfatte dell'accoglienza che trovano (complessivamente), mentre per l'88% imputano all'eccessiva burocrazia la prima causa di criticità. Montezemolo si rivolge direttamente ai candidati al prossimo confronto elettorale: "Pretendiamo meno parole e più azioni", insiste, appellandosi ripetutamente alla necessità di perseguire "il bene comune". "Mai come in questa campagna elettorale - insiste il presidente - la politica non dovrebbe promettere, ma risolvere, decidere, perché le non decisioni di oggi le pagheremo fra 7, 10 anni". Montezemolo invita ad una "grande operazione-verità", a dire cioè che il Paese si trova in condizioni di stagnazione: per l'euro che cresce, per il prezzo del petrolio in aumento, per il costo della vita che sale, per i costi delle materie prime che fanno altrettanto. Evidente, quindi, la necessità di "scelte coraggiose, urgenti, perché altrimenti non ci dobbiamo stupire che l'Italia si trovi agli ultimi posti di tutte le classifiche". Lunedì a Milano Confindustria presenterà il programma "aperto al confronto con tutti". Però - aggiunge il presidente - questi obiettivi "non basta che siano condivisi, vanno anche realizzati". A chi gli chiede una valutazione dei programmi dei due schieramenti, Montezemolo replica: "Mi sembra, per la verità, che ci siano anche altre nuove realtà". E, comunque, le prime battute della campagna elettorale evidenziano che "c'è un clima di dialogo" e che al primo posto sono stati posti il merito e la crescita del paese. Ma "novità importante" sono anche gli accorpamenti dei partiti e, soprattutto, "il minor peso delle minoranze che in questi anni hanno condizionato le maggioranze". Montezemolo dice di non avere dubbi: "I problemi veri non sono quelli della campagna elettorale, ma quelli che cominceranno il giorno dopo il voto". A cominciare dalla "priorità più importante": la riforma dello Stato, perché "tutto il resto viene di conseguenza". Francesco Dal Mas.

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ELEZIONI: PROGRAMMI PDL-PD A CONFRONTO. SPESA PUBBLICA E LOTTA EVASIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 29 feb - Il controllo della spesa pubblica e' posto nella prima delle dodici 'azioni di governo' che compongono il programma elettorale del Pd. Nel programma del Pdl l'aspetto della spesa e' preso in considerazione nella settima 'missione' intitolata: 'un piano straordinario di finanza pubblica'. In entrambi il controllo della spesa e' una delle modalita' di copertura finanziaria dei diversi interventi a favore di famiglie, imprese, giovani. Entrambi i programmi escludono riduzioni della spesa sociale. Nel programma che Silvio Berlusconi presenta si prevede il taglio di un punto di pil della spesa, nell'ambito del piano straordinario che si estendera' nei 5 anni di legislatura, cui e' previsto sommarsi un punto di pil di maggiore crescita. Veltroni ha invece indicato una riduzione della spesa di due punti e mezzo in tre anni (mezzo punto nel 2008 e 1 punto in ciascuno degli anni 2009 e 2010) per poter utilizzare il maggior gettito dalla lotta all'evasione interamente all'abbattimento delle tasse su famiglie e imprese. Sia Il Pdl che il Pd propongono di ridurre i costi della politica e della burocrazia, un'azione che in entrambi i casi prevede il taglio delle province. L'azione straordinaria di finanza pubblica inserita nel programma del Pdl si realizza attraverso il federalismo fiscale e la riduzione del debito ''immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori e operatori economici maggiori e migliori opportunita' di investimento''. Per quanto riguarda la lotta all'evasione fiscale, il Pdl si affida alla riforma delle esattorie, all'effettiva partecipazione dei Comuni all'accertamento, al potenziamento dell'amministrazione finanziaria, alla riforma 'dal basso' degli studi di settore. Anche Veltroni punta sulla valorizzazione dell'attivo patrimoniale per ridurre il debito (che puo' cosi' scendere rapidamento sotto il 90% del pil) e liberare risorse. Per controllare la spesa il Pd propone la sistematica revisione, utilizzando anche la comparazione internazionale, un meccanismo di valutazione per tutta la P.A. a partire dai dirigenti, la valutazione dei cittadini sui servizi, il rimpiazzo parziale del turn over, l'ampliamento della centralizzazione nell'acquisto di beni e servizi. Proseguire poi la lotta all'evasione avviata dal governo Prodi con una condizione: ''mai condoni fiscali''. lsa/leo.

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VECCHIONI: VALORIZZARE IL TURISMO VERDE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CONVEGNO DI CONFAGRICOLTURA Vecchioni: valorizzare il turismo verde Semplificazione, efficienza, sostenibilità e trasparenza. È quanto chiede Confagricoltura per modernizzare il "sistema-lavoro agricolo". Lo ha rimarcato a Salerno il presidente nazionale della Confagricoltura, Federico Vecchioni che, accanto al presidente del Caaf Andrea Vergati, ha chiuso i lavori del convegno nazionale degli operatori del Centro di assistenza fiscale della Confagricoltura, dedicato ai temi del costo del lavoro, della previdenza e del peso della burocrazia. Vecchioni ha ricordato come "dopo un decennio di immobilismo sia stato avviato un nuovo percorso del lavoro agricolo improntato ad una generalizzata regolarità e trasparenza". "Ora vogliamo un lavoro stagionale più leggero e più facile", ha aggiunto e sull'emergenza rifiuti osserva: "C'è un'offerta turistica e agroalimentare, un territorio da salvaguardare e valorizzare. Non bisogna abbassare la guardia perché - ha sottolineato Vecchioni - c'è il rischio che si confonda la cessazione del clamore stampa con la fine del problema. Non è così". Federico Vecchioni, presidente nazionale di Confagricoltura.

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IMPRESE IRPINE, AL VIA IL PROGETTO-PILOTA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CAMERA DI COMMERCIO AVELLINESE TRA LE DIECI GIÀ SCELTE: OGGI LA PRESENTAZIONE Imprese irpine, al via il progetto-pilota Stop ai vincoli della burocrazia: parte l'iter per semplificare la nascita delle aziende FILOMENA LABRUNA L'ente camerale di Avellino è tra le dieci Camere di commercio pilota scelte in Italia per sperimentare "l'impresa in un giorno". Dal 20 agosto in base al decreto legge Bersani entreranno in vigore le norme che semplificano la nascita di nuove imprese. A Piazza Duomo si comincia già a sperimentare l'iter della "comunicazione unica", un solo adempimento che deve essere presentato all'ufficio del registro delle imprese per la nascita di un'azienda, per la sua cessazione o per una modifica degli assetti societari. "Finora i passaggi necessari alla costituzione di una nuova società - spiega il presidente Costantino Capone - e gli sportelli da visitare per l'aspirante imprenditore erano davvero innumerevoli. Oggi si comincia a comprimere al massimo la burocrazia. Siamo ad una svolta e siamo pronti come ente camerale ad offrire servizi rapidi ed efficienti e a ricoprire un ruolo ancora più incisivo per accrescere la funzionalità e la competitività delle nostre imprese". Oggi alle ore 11 presso la sede della Camera di Commercio in piazza Duomo (nella foto) il presidente Capone illustrerà nel corso di una conferenza stampa gli interventi programmati per contribuire allo sviluppo del territorio. "Di fronte ad un quadro generale di grande confusione - afferma Capone - e ad un'economia che non dà segnali di ripresa, le istituzioni hanno il dovere di illustrare con chiarezza le attività. La Camera di Commercio indica oggi il suo percorso e gli strumenti a sostegno delle 47.000 imprese operanti in provincia di Avellino". Capone traccia un bilancio dei bandi del 2007 attraverso cui l'ente camerale ha stanziato fondi a favore di oltre 1250 imprese: "Si tratta di iniziative - spiega Capone - che hanno tenuto conto del nostro tessuto produttivo ed industriale, composto per il 71% da micro imprese". Nel corso dell'incontro di oggi il presidente Capone illustrerà anche i nuovi bandi a favore delle aziende irpine, annunciando un progetto innovativo che prevede lo stanziamento di 800mila euro per la certificazione di qualità delle aziende del distretto conciario di Solofra. Mercoledì 5 marzo il presidente Capone inaugurerà presso il centro Asi della città della concia il desk informativo nato per consentire al sistema economico imprenditoriale dei distretti industriali irpini di affrontare la sfida del mercato globale.

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MONTEZEMOLO È EMERGENZA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montezemolo "È emergenza" GIUSY FRANZESE Roma. Guardare in faccia i problemi, dire la verità, e poi proporre le ricette per risolverli, anche se impopolari. È un appello rivolto a tutte le forze in campo per queste elezioni politiche, quello che arriva dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. "La politica deve dire la verità anche se è in campagna elettorale". E anche se la verità significa ammettere che il Paese "è in emergenza". Perché Montezemolo non ha dubbi: l'emergenza c'è ed è sotto gli occhi di tutti. Basti citare la crescita zero, l'aumento del costo della vita, del petrolio, dell'euro, del costo delle materie prime. "Finché il barile sarà sopra i 90 dollari la nostra crescita sarà 0,2-0,3%: questo non è pessimismo, è realtà" insiste Montezemolo, che prevede una fase di stagnazione. Di qui l'invito: non più promesse, ma "fatti concreti", decisioni e soluzioni. Anzi di più, "scelte coraggiose". È un appello accorato quello lanciato dal leader degli imprenditori dal palco veronese del primo forum degli investitori esteri sul tema "Attrazione Italia". Per Montezemolo, che rivendica con orgoglio l'autonomia della Confindustria, non ci sono alternative: la situazione del Paese è tale che "va affrontata con l'aiuto di tutti, con decisioni coraggiose, urgenti". Montezemolo spiega: "Non voglio parlare di "lacrime e sangue", ma non ci sono soluzioni senza costi, ognuno deve pagare qualcosa. Dobbiamo pretendere da chi si candida a governare il Paese, parafrasando un grande presidente Usa come Clinton, "meno parole più azione"". Servono "meno egoismi, bisogna pensare tutti al bene comune", ribadisce. E aggiunge: "Lo dico con grande rispetto anche al nostro sindacato: non guardate indietro, la crescita deve interessare più voi che gli imprenditori. Abbiamo bisogno di una cultura sindacale che premi la crescita, la possibilità di pagare di più chi lavora meglio". Altrimenti, tra i tanti rischi, c'è anche quello della fuga dei grandi investitori esteri: "Oggi sono in Italia, ma il rischio è che se ne vadano: le imprese possono andare in giro liberamente per il mondo. Per questo, io dico sempre al mondo sindacale che la competitività delle imprese, per crescere, per creare benessere, per dare il giusto ruolo a chi lavora nell'impresa, è forse più importante per i lavoratori che non per gli stessi imprenditori". Negli ultimi dieci, quindici anni - osserva il leader degli imprenditori italiani - "se l'Italia fosse cresciuta come altri paesi, avremmo 210 miliardi di più nel Pil". Inutile dire che naturalmente anche gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte. Non solo critiche, comunque, il sistema delle imprese italiane è pronto a dare suggerimenti, fornire ricette. Lunedì Confindustria presenterà il suo "decalogo", le dieci proposte per far ripartire l'Italia. Al primo posto, come "priorità delle priorità" - anticipa Montezemolo - c'è la riforma dello Stato: "Con Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, comunità montane impegnate nei veti incrociati non si fa niente. Nel 2008 dobbiamo avere il coraggio di affrontare la riforma della seconda metà della Costituzione, ferma al 1946". Di nuova legge elettorale, riforma del bipolarimo, del ruolo del premier, e della necessità di un "vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie", d'altra parte la presidenza Montezemolo ha parlato più volte. Ma occorre anche "che vengano premiati la competitività, il merito, la capacità di fare sistema". Nel decalogo di Confindustria ci sarà sicuramente anche il capitolo energia, così attuale in questi giorni di caro-petrolio, un'emergenza - dice Montezemolo - dovuto a un "paese folle che 20 anni fa ha commesso uno dei più gravi errori dicendo no al nucleare". E poi non potrà mancare un punto sul Mezzogiorno, l'atavica questione meridionale. Qualcosa di buono, comunque, secondo Montezemolo che fa notare come "in lizza non ci siano solo due schieramenti", in questa campagna elettorale già c'è. A partire dal "clima di dialogo, dall'aver tutti messo nei programmi, almeno come enunciazione il merito e la crescita". "Importante" anche "l'accorpamento di più forze politiche", che significa "un minor peso delle minoranze".

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IL FLOP DEI PORTI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il flop dei porti La riforma, come al solito, esiste solo sulla carta. Da tredici anni. È il tempo passato da quando governo e Parlamento avrebbero dovuto approvare un piano per le opere indispensabili alla modernizzazione della nostra rete dei porti. Strade, ferrovie, impianti, banchine: tutto bloccato, in un mare di veti incrociati e di disarmante burocrazia. Intanto, il primo porto italiano, quello di Genova, nel 2007 è stato surclassato in classifica da ben due scali iberici: Valencia e Barcellona. La Spagna corre, noi siamo fermi. Anche sul mare.

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VIA ALLA CONTA DEI MORTI IGNOTI OLTRE 300 DIMENTICATI NEGLI OBITORI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Via alla conta dei morti ignoti oltre 300 dimenticati negli obitori Roma. Le chiamano "vite sospese", coloro che non sono nè considerati vivi nè possono essere dichiarati morti, lo erano fino a pochi giorni fa anche Salvatore e Francesco Pappalardi. Sono gli scomparsi, più di 25mila persone dal '74 ad oggi, dei quali novemila sono i minori. Si ricordano Emanuela Orlandi, Angela Celentano, Denise Pipitone. Poi ci sono gli altri, coloro che rappresentano qualcosa solo per i propri congiunti costretti a scontrarsi con la burocrazia e i magistrati che non consentono il prelievo del Dna ai cadaveri non identificati. Il Commissario straordinario per le persone scomparse, il prefetto Rino Monaco, ha dato il via al primo censimento di cadaveri non identificati. Corpi chiusi e dimenticati nelle celle frigorifero: sono state trovate fino ad oggi 337 persone (48 nel Lazio, 14 in Campania). Ad uno di questi è stato possibile dare un nome dopo sette lunghissimi anni malgrado i figli mai avessero cessato di cercarlo: Bachisio Inzaina, classe '22, scomparso da casa nel 2001 e ritrovato nella sezione di medicina legale dell'azienda ospedaliere di Pisa. Per tanti corpi di ignoti, c'è un numero ancora maggiore di scomparse: nel 2007 sono svanite nel nulla 2.642 persone, più della metà si sono allontanate volontariamente, molti sono i minori (elevato il numero di rom fuggiti dalle strutture di accoglienza). C'è poi il dramma dei malati di Alzheimer, come denuncia Elisa Pozza Tasca presidente dell'associazione Penelepe, le cui scomparse sono aumentate. e.r.

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PIACENZA, NUOVI GADGET PER L'INFORMAGIOVANI (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(15:26) (29/2/2008 14:18) | PIACENZA, NUOVI GADGET PER L'INFORMAGIOVANI (Sesto Potere) - Piacenza - 29 febbraio 2008 - Sono dedicati al poeta piacentino Ferdinando Cogni i gadget 2008 dell'Informagiovani di Piacenza. Su tazze di plastica colorata e pratiche sporte di tela campeggia una spirale di parole (che richiama il simbolo del Punto informativo), che compongono il celebre verso: 'G vo dj'ann pr' advintè giùan - Ci vogliono anni per diventare giovani. Una citazione di Pablo Picasso liberamente tradotta in vernacolo da Ferdinando Cogni, che racconta ciò che fu la sua vita: una corsa a diventare grande ? pur rallentata dai vicoli stretti della piccola città - senza però invecchiare mai. Si tratta di un doveroso omaggio compiuto a un anno dalla scomparsa del poeta, ma anche di una scelta che l'Informagiovani ha operato in virtù delle caratteristiche di questo personaggio, che ben rappresenta lo spazio che il Comune di Piacenza dedica al dialogo con i cittadini più giovani. Come insegnante, Ferdinando Cogni spese gran parte della sua vita nell'educazione di bambini e ragazzi, e fu altresì un artista vitale fino agli ultimi anni della sua vita, sempre animato dall'entusiasmo e da quella curiosità per tutto ciò che è nuovo, così peculiare degli anni della giovinezza. "Cogni fu un uomo vorace di informazioni, disponibile al cambiamento e persino alla scoperta delle nuove tecnologie, ma anche in rapporto conflittuale con i verticismi e la burocrazia delle istituzioni ? dicono gli operatori dell'Informagiovani ?, ci piace pensare che avrebbe amato uno sportello aperto e amichevole come il nostro". I gadget, insieme al Dvd "Ferdinando Cogni. Ci vogliono anni per diventare giovani", documentario realizzato nel 2002 da Roberto Dassoni e prodotto dall'Editoriale Libertà, saranno distribuiti gratuitamente durante l'inaugurazione della mostra "Vita e motivi di Ferdinando Cogni" alla biblioteca Passerini Landi.

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Roma L'Italia è <in emergenza>, (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma L'Italia è "in emergenza", ... RomaL'Italia è "in emergenza", sta attraversando una difficile fase di "stagnazione", con una crescita "vicina allo zero". Una situazione tutt'altro che rosea su cui i politici devono avere il coraggio "di dire la verità", anche se siamo in campagna elettorale. Il richiamo arriva dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che a Verona, al Forum "Attrazione Italia" per gli investitori esteri, ha chiesto alla classe politica di fare scelte, "di decidere e di risolvere".Le emergenze del momento sono sotto gli occhi di tutti: prezzo del petrolio alle stelle, impennata delle materie prime, supereuro che penalizza le esportazioni. "E finchè il barile sarà sopra i 90 dollari la nostra crescita sarà dello 0,2-0,3\%: questo non è pessimismo, è realtà - ha detto Montezemolo -. Non si può pensare di trovarsi di fronte ad una situazione di stagnazione come questa, con il costo della vita così elevato e poi non dire come stanno veramente le cose, e cioè che questo Paese ha bisogno di scelte coraggiose. "Il pil italiano è di 210 miliardi più basso adesso a causa della più bassa crescita degli ultimi 15 anni. Questo vuol dire che ogni anno perdiamo 210 miliardi di Pil". E la responsabilità di agire spetta innanzitutto ai politici. Basta con le promesse: "dalla politica abbiamo bisogno di soluzioni, meno parole e più azione". Il leader degli imprenditori invoca soluzioni concrete: "Non ci sono soluzioni senza costi - ha aggiunto - ognuno deve pagare qualcosa. Non voglio parlare di lacrime e sangue", ha detto citando Winston Churchill, "ma non si può pensare che ci siano soluzioni che non costino e che questi prezzi li paghi qualchedun altro. Ognuno faccia la sua parte, a cominciare da noi imprenditori".E la sua parte Confindustria la farà anche presentando il suo decalogo di priorità, un "buon programma", non corporativo ma da cittadini, ha tenuto a precisare Montezemolo, da sottoporre "a chi governerà il Paese". I 10 punti verranno presentati ufficialmente lunedì a Milano, ma qualcosa il presidente degli industriali l'ha già lasciata intuire: "occorre che vengano premiati la competitività, la crescita, il merito, la capacità di fare sistema". E comunque, "la priorità delle priorità è la riforma dello Stato", perché "con Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni, Comunità montane impegnate nei veti incrociati non si fa niente. Nel 2008 dobbiamo avere il coraggio di affrontare la riforma della seconda metà della Costituzione, ferma al 1946. Ci vuole un primo ministro che possa mandare a casa chi non lavora, occorre una legge elettorale che permetta di scegliere chi va in Parlamento e non fare il notaio delle segreterie dei partiti. Ci sono due Camere che fanno le stesse cose - ha insistito - ci sono 40 gruppi parlamentari con costi enormi, duplicazioni". E poi "abbiamo bisogno - ha concluso - di un vero federalismo, senza perdite di tempo e mille burocrazie".

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Sanità privata contro la Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

In commissione consiliare a Venezia grido d'allarme delle associazioni di categoria al piano della giunta Sanità privata contro la Regione L'accusa: "Spostare le competenze da Palazzo Balbi alle Asl vuol dire limitare l'assistenza ai cittadini" VeneziaÈ un vero e proprio grido d'allarme quello lanciato dalle associazioni di categoria dei gestori delle strutture sanitarie private al consiglio regionale del Veneto. Una preoccupazione sul futuro di ben 26 tra ospedali e case di cura e 249 tra laboratori e ambulatori specialistici che danno lavoro a circa 15mila persone, preoccupazione che alla fine è stata condivisa dalla commissione sanità con un impegno a chiedere chiarimenti alla giunta regionale.Perchè tutto parte dalla delibera del 28 dicembre scorso con la quale la giunta ha adottato un provvedimento dal sapore molto burocratico trasformando dal 1. gennaio 2008 in "provvisoriamente" accreditate quelle strutture che prima erano considerate "transitoriamente" accreditate e che prima erano state considerate "pre-accreditate" in virtù del fatto che prima ancora erano "convenzionate" con la Regione. Sembra uno scioglilingua, ma è invece il frutto di una profonda trasformazione attuata dal sistema sanitario nazionale che alla "convenzione" (un contratto che prevedeva un compenso a forfait) ha sostituito l'"accreditamento" (ovvero il riconoscimento di certi requisiti di professionalità e attrezzature tecniche) e il contratto di servizio con pagamento a prestazione. Solo che la burocrazia ha i suoi tempi e così tutte la strutture pre-accreditate hanno fatto la loro brava domanda di accreditamento entro il 14 dicembre scorso ma nessuna ha ancora avuto il verdetto.E così, tutte queste strutture non solo si sentono nell'insicurezza di un limbo ma temono seriamente una stretta che li escluda dal mercato del lavoro della sanità. Tutto ciò fu denunciato già a fine gennaio dall'Anisap, l'Associazione nazionale istituzioni sanitarie ambulatoriali private, che decretò una giornata di chiusura in Veneto proprio per protestare contro le proposte della giunta regionale. Contemporaneamente, Anisap, Aiop (l'associazione degli ospedali privati), l'Aris (l'associazione religiosa degli istituti socio-sanitari)e la stessa Confindustria hanno scritto appunto al presidente della quinta commissione consiliare Raffaele Bazzoni per chiedere un incontro urgente in quanto "le ipotesi avanzate mettono in discussione la presenza e la sussistenza della rete delle strutture private pre-accreditate di questa regione mettendo, tra l'altro, fortemente a rischio la libera scelta dei cittadini e la loro garanzia all'equità nell'accesso alle prestazioni sanitarie".Motivazioni che i vertici delle associazioni sono andati a ripetere di persona davanti alla commissione. Anzitutto non è piaciuto il modo di operare della Regione. "Molti provvedimenti sono stati imposti d'autorità senza aver mai coinvolto le associazioni maggiormente rappresentative della categoria" hanno denunciato puntando il dito contro il segretario regionale Giancarlo Ruscitti. ma non ha convinto nemmeno il contenuto. "In molti provvedimenti sono stati ravvisati elementi di illegittimità tali per cui le associazioni sono state costrette a impugnarli" hanno avvertito. E ancora hanno evidenziato che "è stato disatteso il principio fondamentale della garanzia ai cittadini del diritto all'uniforme livello di assistenza... tentando di spostare le competenze regionali ai direttori generali delle Asl" e che "viene limitata la copertura assistenziale dei cittadini... riducendo sensibilmente le prestazioni erogate e mantenendo invariate le quantità fino al 2010". Anzi, per quella data è previsto un budget per la medicina di laboratorio pari a zero per porterà inevitabilmente a chiudere le strutture private accreditate."Le associazioni - hanno detto ancora - esprimono forte preoccupazione per i finanziamenti di progetto utilizzati nella realizzazione del nuovo ospedale di Mestre, per quello di Thiene-Schio e nel prossimo futuro per quello di Padova e altri ancora. I finanziamenti prevedono anche l'assegnazione di prestazioni sanitarie (nel caso di Mestre radiologia e laboratorio analisi) ai raggruppamenti di imprese che si aggiudicano la gara e di fatto a queste imprese viene assegnata l'erogazione di prestazioni per periodi ultra ventennali e a tariffe a noi non note. Mentre alle strutture ambulatoriali private accreditate vengono assegnati volumi di attività decisi di anno in anno e a tariffe predeterminate e pressoché ferme dal 1996".I consiglieri hanno ascoltato con attenzione e il presidente Bazzoni ha assicurato che si informerà meglio in giunta. Dopodiché arriverà il giudizio politico.Giuseppe Tedesco.

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Giorgio Tirabassi tra i "coatti" di periferia che svelano il presente (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

TEATRO Giorgio Tirabassi tra i "coatti" di periferia che svelano il presente Più che una categoria dello spirito, la "coattitudine" è una condizione di vita: "coatto" perché costretto, racchiuso. Bloccato nel disagio urbano di periferia popolata di furbetti, ladri, tossici. Giorgio Tirabassi gioca divertito con le parole, il suo "Coatto unico... senza intervallo", stasera al Toniolo di Mestre (alle 21) dipinge un universo di "coatti" veri, quelli che trascorrono la vita nello stesso quartiere, con gli stessi amici e allo stesso bar, dove si fanno le stesse battute e si ride delle stesse cose, eterni come la città di cui sono parte integrante, al pari di San Pietro o del Colosseo. L'ex commissario Ardenzi di "Distretto di Polizia" e intenso Borsellino della miniserie tv ama mescolare parole, sfumature e accenti "de Roma" alla musica dal vivo - al contrabbasso Daniele Ercoli, alle percussioni Giovanni Lo Cascio - in un'altalena di tonalità che spaziano dal blues al jazz al R&B "per arrivare al cuore del pubblico e regalare emozioni".Il suo primo "Coatto" è nato dieci anni fa."Sì. "Coatto unico" è del 1997, l'avevo scritto con un amico, Stefano Santarelli. Avevo preparato alcune canzoni che parlavano della periferia, poi abbiamo cominciato a scrivere monologhi raccontando personaggi attinenti a quel mondo. C'era la voglia di rendermi autonomo teatralmente, di costruire uno spettacolo, avevo la chitarra, l'armonica, suonavo persino un bidone. Poi c'è stata la lunga parentesi televisiva. Quindi ho ripreso il testo in mano: quel "senza intervallo" del titolo significa che non ho mai smesso di pensare a questo materiale".Che personaggi ha incontrato in questa periferia?"C'è un barone delle truffe agli enti pubblici che racconta i suoi successi nelle compravendite degli appartamenti. Un po' come i furbetti di oggi, tanto più a Roma, cuore della burocrazia".Poi?"Poi c'è un rapinatore che narra delle sue avventure che finiscono sempre in modo jellato. Per lui la sfortuna dipende da un disegno divino. Nel mezzo, altre storie che si intrecciano; una rapina alle poste, una persona che rimane ferita in un incidente, quindi salti temporali, pezzi della tradizione dei primi Novecento".Lei scrive i testi, li interpreta, cura la regia, e poi canta, suona. Un bel mix"Sì, mi piace farlo. Il teatro lo consente con maggior libertà. Utilizzo quello che so fare per mettere in scena cose che non mi verrebbero mai proposte da nessun regista teatrale. Sono fortunato perché posso fare teatro: il successo televisivo mi ha aiutato. La gente che mi ha visto a "Distretto" e "Borsellino" viene a teatro senza sapere che aspettarsi, poi si trova davanti tutt'altro".Siamo abituati all'eroe serio e tormentato."Il divertimento è anche questo, usare altri aspetti del mio lavoro, in questo caso i toni della commedia. Anche per ridere di noi, dell'oggi, e di me stesso".Cosa la spinge a scrivere per il teatro? Che molla scatta?"È qualcosa che hai dentro ed esce prepotente. Non potrei mai raccontare una storia che comincia qui e arriva là. Di solito parto da qualcosa che mi riguarda, che posso gestire, e che mi dà modo di tirar fuori altre cose. Uno spettacolo sulla periferia mi era congeniale: un po' perché la conosco e ci sono vissuto, un po' perché amo guardare molto la gente, i romani: mi piace la loro ironia, il modo di parlare, i botta e risposta che ascolti al mercato. Da lì capisco subito cosa può diventare teatrale",La lingua aiuta."La nostra fortuna è stata Alberto Sordi, che ha portato l'accento romano nella storia della commedia italiana. Per sicurezza, comunque, ho preparato un glossario che viene distribuito alla cassa del teatro, per far capire al pubblico come orientarsi tra i quartieri".Cos'è il teatro per lei?"È la camera dei giochi, mi metto lì dentro con l'immaginazione e la musica. E parto. Come quando ero piccino, mi buttavo a cavalcioni della poltrona e salivo a cavallo verso il deserto. Il teatro, per me, deve essere evocativo, deve divertire e intrattenere, ma nello stesso tempo far riflettere sulle cose".Cinema e tv dove li mette?"Continuo a farli. Tra poco arriverà una fiction sulla scuola, si chiama "I liceali": interpreto un professore di lettere che arriva dalla provincia in un liceo romano e precipita in una realtà fatta di firme, di telefonini. All'inizio viene preso in giro e poi diventa il beniamino della classe".Se il teatro è la camera dei giochi, il cinema cos'è?"Il teatro è camera dei giochi perché sono io a stabilire il gioco. Col cinema lavori all'idea di un altro. E se puoi sceglierti un progetto piuttosto che un altro, a quel punto cerchi di vivere in sintonia col personaggio che interpreti".Chiara Pavan.

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Noi dell'Agenzia (di viaggi) del (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Noi dell'Agenzia (di viaggi) del territorio stiamo sorvolando in elicottero i prati e i paesi della vostre montagne e vediamo qui in basso dei fabbricati rurali del catasto terreni che non avete dichiarato a quello edilizio urbano. Potete però ravvedervi, purchè in fretta e alle nostre condizioni. Capita anche questo in Italia: elicotteri, gsm satellitari, ortofoto, banche dati e finanche spot radiofonici per "estorcere" denaro, e graziosamente, a spese del destinatario stesso, il cittadino (invariabilmente evasore che nottetempo studia ogni modo per non pagare alla Stato quanto dovuto).Le norme, sui fabbricati che non erano stati dichiarati o che avevano perso i requisiti di ruralità, ebbero origine nel lontano 1993 nell'ambito degli "interventi correttivi della finanza pubblica"; resuscitate dalle circolari tecniche-operative dell'anno scorso, imposero prima una scadenza intermedia e poi quella ultimativa di fine marzo prossimo. Dura lex - sed lex, nulla importa a costoro. La denuncia al catasto di fabbricati di consistenza trascurabile, ubicati fuori dei centri urbani e della stessa viabilità, è adempimento fiscale e quindi andrebbe esentata dal versamento di diritti (sì, perchè in Italia si pagano i diritti). I costi per gli adempimenti tecnici della pratica, su fabbricati di ridotte dimensioni, quando non fatiscenti, includono spesso il rilievo celerimetrico, possono arrivare a duemila euro, equivalendo così a qualche decina d'anni di Irpef sull'edificio, quando non superano il suo stesso valore. Le imposte che se ne otterranno saranno, infatti, di entità trascurabile, ma va comunque compilata la denuncia dei redditi e quindi necessita una consulenza fiscale. Dice poi la norma che se il proprietario non si ravvede, vi provvederà d'ufficio l'Agenzia del territorio (una minaccia vera); si potrebbe ritenere, a costi inferiori, trattandosi di ottimizzare risorse materiali e umane già presenti: giammai, a costi tripli o quadrupli. E se, come succede in montagna, quel rudere ha oggi venti proprietari (perché non c'era stata successione-divisione, a causa del suo valore solo affettivo) e, di questi nababbi, uno solo risiede in Italia e tutti gli altri in Australia o Argentina o sono defunti? Nessun problema per lor signori. Quello fisicamente più vicino (quello stesso che si ostina a rimanere a vivere in montagna), pagherà tutto e subito. Poi si arrangi con gli altri, se vuole e se può.È così, noi deglutiamo e poscia regolarizziamo. Ma non è finita: su tali edifici non più ignoti/rurali arriveranno le cartelle Ici degli ultimi cinque anni, con tanto di sanzioni e interessi. Nessun amministratore pubblico sano di mente si sognerebbe di pretendere Ici su ruderi neppure vendibili e fabbricati fatiscenti e non serviti da infrastrutture urbanistiche. Se altrove, ville e residence costruiti in riva al mare (ma che non si vedevano a occhio nudo), sono state condonate perché ne valeva la pena, da noi l'accertamento di queste omissioni commesse nel tempo in assoluta buona fede, è delegato al Servizio fiscale centralizzato della Comunità montana della Carnia: i sindaci della montagna non avranno così neanche l'imbarazzo di dovere qualche spiegazione ai loro cittadini.Qualcuno dice che l'Italia è un Paese ridicolo. Si sbaglia. Il nostro Paese era ridicolo, ora è semplicemente privo di decenza morale. Siamo alla sfrontata arroganza di una nera burocrazia sempre più opprimente, che opera sì per conto di leggi animate da buone intenzioni, ma in modi ai limiti della legalità e certamente antidemocratici nei fatti.Delio StrazzaboschipresidenteCna della Carnia.

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<Si cresce meno>: in fabbrica torna la sfiducia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Burocrazia, costi dei servizi bancari e rincaro delle materie prime: solo 16 aziende su cento prevedono di assumere lavoratori nei prossimi mesi "Si cresce meno": in fabbrica torna la sfiducia L'indagine di Unindustria: mai così poche imprese (il 37\%) avevano dichiarato una produzione in aumento Avanti, piano. L'industria trevigiana chiude il 2007 all'insegna di una sostanziale tenuta, ma nelle fabbriche si intravedono, tra finanza internazionale e impasse elettorale nostrana, i segnali di un 2008 di magra. La crescita iniziata nel 2006, insomma, potrebbe aver raggiunto il culmine della sua parabola.La periodica indagine congiunturale, commissionata da Unindustria Treviso alla Fondazione Nord Est e relativa agli ultimi tre mesi dell'anno scorso, conferma. Tra tutte le imprese consultate, a giudicare la produzione industriale in aumento è il 37,5\%: la quota più bassa registrata da due anni a questa parte. La percentuale di chi sostiene di aver prodotto di meno resta ancora minoritaria, ma è in salita: dal 15\% di dodici mesi fa al 26\% attuale. Anche il saldo tra chi vede gli ordini in rialzo e chi li considera in calo deve cedere dieci punti rispetto alla rilevazione dello scorso ottobre (ora si ferma a più 14). La quota di imprese con vendite in crescita arretra al 37-38\%, sia nei mercati italiani sia nelle esportazioni, contro il precedente 42\%. Logico, con tali premesse, che ne risenta anche l'occupazione: gli imprenditori che dichiarano di aver assunto e quelli che hanno "tagliato" sono separati ora da 12 punti. A confortare, comunque, la fetta di imprese che non hanno intaccato i propri organici è stabile e elevata (65\%).Le industrie sentono gravare su di sè i prezzi delle materie prime (per tre quarti del campione sono più cari) e i costi dei servizi bancari (il 43\% delle aziende ha pagato di più le operazioni). E quasi sette imprese su dieci hanno ritoccato verso l'alto i listini di vendita.Tra gli industriali della Marca la fiducia è in calo. Lo ribadisce Andrea Tomat, presidente di Unindustria: "Abbiamo una minore positività rispetto al periodo precedente: diminuiscono gli ottimisti e crescono un po' i pessimisti. La considerazione per la situazione del sistema paese, alla luce delle incertezze strutturali, dei non cambiamenti intervenuti, di una politica che stenta a far decollare una politica economica di ripresa e sviluppo per il paese, si somma a elementi esogeni, come le turbolenze finanziarie e i tassi di cambio. Detto ciò, abbiamo un tessuto socio industriale forte, sano, robusto, capace di trasformarsi come ha fatto finora, che di fronte ad un andamento del mercato nazionale non positivo dovrà ulteriormente cercare altrove possibilità di crescita e di sviluppo, dovrà continuare nel suo percorso di rinnovamento e di riformulazione delle strategie competitive. Lo dovrà fare, però, in un contesto dove il sistema paese sarà ancora meno positivo del passato".Lo studio avvalora le parole del presidente: le imprese che prevedono di incrementare la produzione scendono, su base annua, dal 36\% a 29\%, mentre quelle "pessimiste" guadagnano un 2\%. Massima prudenza anche nel campo dell'occupazione futura: solo 16 imprenditori su cento pronosticano un segno più. Lo scorso trimestre superavano il 20\%, record degli ultimi due anni, mentre il livello odierno è il secondo valore più basso registrato dal 2006. E l'incertezza, ancor più delle difficoltà concrete, induce gli industriali a stringere i cordoni della borsa: solo il 27,6\% dichiara che aumenterà i propri investimenti (due punti in meno di quanto rilevato un anno fa) e il 18,5\% non farà nuovi stanziamenti.A preoccupare, per Tomat, è soprattutto l'inefficienza della "macchina" Italia: "Abbiamo un sistema locale che funziona, però si deve far carico del fardello del sistema nazionale, che invece declina e versa in una fase di involuzione. Una fase destinata a continuare se non si mette seriamente mano ad una riforma seria, puntuale e strutturale". Senza contare la situazione economico-finanziaria internazionale, "che - nota il leader di piazzetta Sant'Andrea - peserà in maniera significativa". Tanto più perchè "in un contesto di non crescita, queste riforme richiedono dei sacrifici più pronunciati". Riduzione del carico fiscale per le imprese come per i lavoratori, risanamento dei conti pubblici, contenimento dei costi e del peso della burocrazia, un compiuto federalismo fiscale, ma anche regole condivise e soppressione di "recinti protetti e logiche corporative": le sollecitazioni, alla vigilia delle elezioni, ai governanti nazionali e locali sono chiare. "La richiesta, direi quasi la preghiera, al sistema politico è che c'è bisogno di chiarezza, stabilità, interventi strutturali. Purtroppo continuiamo ad assistere più a discussioni su come suddividere pochi "tesoretti", che a grandi progettualità. Non vediamo il coraggio e la voglia di lanciare riforme strutturali che probabilmente richiederebbero dei sacrifici momentaneamente importanti, ma che finalmente darebbero al paese una prospettiva di sviluppo di lungo periodo".Mattia Zanardo.

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ABRUZZO: MARTEDI' SEDUTA DI 'QUESTION TIME' IN CONSIGLIO REGIONALE (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - L'Aquila, 29 feb - Il Consiglio regionale abruzzese terra' martedi' prossimo alle ore 15 per una seduta interamente dedicata al 'Question time' (interrogazioni a risposta immediata-art. 113 bis del Regolamento interno del Consiglio). All'ordine del gionro die lavori figurano le seguenti iniziative: linee di programmazione delle politiche regionali di sostegno all'occupazione (2007-2009)-Misure di sostegno per le aree interne e ruolo dell'Ente strumentale 'Abruzzo lavoro' (Antonio Verini LD); orario di chiusuira parcheggio Aeroporto Liberi ( Bruno Evangelista Idv); diritti negati ad un giovane disabile di Sulmona a causa della burocrazia (Gianni Melilla SD); costa dei trabocchi- Verifica della manutenzione dello stato estetico originale (Walter Caporale-Verdi); valutazioni delle cefalee nell'ambito dell'invalidita' civile (Antonio Boschetti DL); malattia vescicolare del suino: controlli sanitari; (Nicola Pisegna Orlando Sdi); delibera giunta regionale n.58/2008 (Fabrizio Di Stefano An); soprressione ufficio di consulenza e monitoraggio di Teramo -ex Co.Re.Co- (Paolo Tancredi FI); inquinamento sorgenti del Pescara (Benigno D'Orazio - La Destra); ritardi treni sulla linea Roma-Pescara (Gianni Melilla SD); comune di Scerni: adempimenti per installazione antenna Vodafone Omnitel (Antonio Boschetti DL). res-rus/mcc/lv (Asca).

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Confindustria inaugura la nuova sede sambenedettese (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Benedetto del Tronto | Presenti molti industriali ed autorità civili e religiose. Federici:"Infrastrutture in primis per permettere agli imprenditori di lavorare per il territorio". Rossi:"Lavorare come sistema". Gaspari:"L'imprenditore non si improvvisa crea un percorso". Un momento della benedizione Confindustria Ascoli Piceno, inaugura ufficialmente oggi la sede sambenedettese via Morosini. Una struttura luminosa e funzionale che accoglie gli imprenditori e non con una gigantografia delle eccellenze Picene stampata su un vetro a vista. Per l'occasione presenti molti autorità civili e religiose: S.E. Mons. Gervasio Gestori Vescoso diocesano, Il Presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Adriano Federici, il Prefetto Alberto Cifelli, il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Rossi, il Presidente della Camera di Commercio Ennio Gibellieri, Il Sindaco di San Bendetto del Tronto, Giovanni Gaspari, l'assessore al turismo Domenico Mozzoni, il consigliere regionale Sandro Donati, il Presidente Confindustria Turismo Marco Calvaresi, il comandante della Guardia Di Finanza Melasecca, il Comandante dei Carabinieri Vaccarini, il presidente dell'Eurispes Marche Camillo Di Monte, oltre a numerosi industriali della zona. Dopo i ringraziamenti iniziali, Federici ha sottolineato l'urgenza di adeguare il territorio Piceno con infrastrutture mirate, come la bretella, per permettere agli automezzi delle industrie di accedere facilemente al territorio. Inoltre, accento sulla riqualificazione del Porto, come area strategica per il turismo e commercio sambenedettese. Per questo punto ha portato l'esempio del Porto di Genova, recentemente rimodernato, con l'acquario e una caravella a grandezza naturale che fa mostra di se ai turisti e cittadini. "Aprire la sede qui- afferma Federici- dimostra l'interesse della Confederazione per la città rivierasca, considerata punto di incontro per gli industriali della zona". Il Presidente Rossi, ha ribadito la vicinanza della Provincia agli imprenditori parlando di sintesi nelle priorità e di idee innovative più delle infrastrutture. "L'industria- afferma- deve dare la spinta ai cambiamenti e lavorare a sistema con tutti gli altri attori del territorio". Il primo cittadino Gaspari, ha parlato si "salto di qualità", della nuova sede a San Benedetto, sottolineando la sinergia che occorre tra tutti i componenti istituzionali del territorio, dove imprenditore non ci si improvvisa ma crea un percorso. Critica di Gaspari alla burocrazia che frena lo sviluppo:"Questa San Benedetto non riesce ad andare da nessuna parte, bisogna unire gli sforzi di tutti". Intervento e benedizione finale del Vescovo Gestori:"Sono due le esigenze da prendere in considerazione. Il decisionismo e la cultura che rappresentano un bene comune. Il primo va realizzato, abbattendo le lentezze burocratiche insensate nel terzo millennio. Perché se c'è qualcosa da fare, bisogna farlo. La cultura, non va improvvisata". 29/02/2008.

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Territorio al setaccioa Monterosso Almo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Territorio al setaccio a Monterosso Almo Il demanio marittimo e' una risorsa che va tutelata, salvaguardata e valorizzata non solo da un punto di vista ambientale ma anche economico. E in questo senso si muovera' la Fiba-Confesercenti, la federazione italiana imprese balneari sezione di Ragusa, che nei giorni scorsi ha programmato una conferenza programmatica per portare avanti l'invito alla corretta applicazione della legge regionale 15/2005 relativa all'utilizzo degli uffici periferici della Regione. L'approssimarsi della stagione estiva riaccende i riflettori sulle diverse problematiche legate alla gestione del demanio marittimo. E di questo ha voluto occuparsi la Fiba di Ragusa con il suo presidente Marco D'Aparo che ha voluto confrontarsi con gli operatori turistici e balneari. Pienamente d'accordo sul confronto portato avanti anche l'assessore regionale al Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi, presente al convegno che si e' svolto martedi' scorso. "E' ormai assodato che le nostre coste generano ricchezza ? ha spiegato la Interlandi intervenendo a Ragusa presso la sala convegni della Provincia regionale. - Siamo reduci dalla diffusione dei dati dell'osservatorio sulle coste che ci dicono che ogni metro quadrato di costa siciliana ha un valore possibile di circa 1500 euro. Dunque un potenziale enorme ancora tutto da sviluppare. Nel corso degli anni sono state fatte delle migliorie alla politica della gestione del demanio. Ci sono temi irrisolti, come l'erosione, ma anche la gestione degli uffici periferici e di questo vogliamo occuparci. Lo vogliamo fare pensando ad uno sviluppo vero per la Sicilia, in collaborazione con soggetti privati e con i Comuni che si affacciano sul mare. Ci stiamo avviando verso la stagione balneare e sara' necessario concertare per non arrivare alla stagione estiva con grossi problemi". La Interlandi si e' invece detta assolutamente contraria all'ipotesi di cessione del demanio alle Province o ai Comuni. "Lo escluso categoricamente. Non sarebbe giusto trasferire. Il demanio e' una ricchezza regionale e tale deve restare. La politica che si deve mettere in campo deve essere unitaria e non diversificata, Comune per Comune. E' un'ipotesi impraticabile". La Interlandi ha detto di essere sensibile alle problematiche della nostra provincia e ha sottolineato la necessità di snellire la burocrazia che ruota intorno alle concessioni demaniali, di elevare la qualità della gestione delle coste iblee e sfruttare tutte le potenzialità del mare senza però accantonarne la tutela. "Sono convinta ? ha detto in conclusione ? che la provincia iblea ha grosse potenzialita' potendo contare su una costa frastagliata davvero ricca e ancora in buona parte tutelata". Michele Barbagallo.

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Terremoto nel Pdin tre se ne vanno (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Valguarnera Terremoto nel Pd in tre se ne vanno L'ex capogruppo Lambusta passa con l'Mpa, escono anche Pelligra e Platania Santamaria 35 Tante le novità comunicate nel corso dell'assemblea provinciale del Partito Democratico: dalle due liste del Pd alle regionali, e probabilmente anche alle elezioni provinciali, all'apertura della campagna elettorale, lunedì pomeriggio, all'auditorium della facoltà di Ingegneria ambientale, presente la candidata alla presidenza della Regione, Anna Finocchiaro. Non era certo una novità quella che l'avvocato Giuseppe Arena, ex sindaco di Centuripe, era l'unico candidato alla segreteria provinciale e, infatti, Giuseppe Arena è il primo segretario provinciale del Pd, eletto all'unanimità dal parlamentino provinciale. Si è trattato di un semplice "travaso", visto che Giuseppe Arena chiudeva proprio ieri pomeriggio la sua attività di coordinatore provinciale, per passare alla segreteria provinciale, alla vigilia di tre importanti appuntamenti come le elezioni nazionali e regionali del 13 e 14 aprile, e quelle amministrative di metà giugno. E' stato anche eletto l'esecutivo provinciale, formato da venti persone. Un'assemblea affollata, quella svoltasi nella "Casa dello studente" di Enna bassa, con presidente Mirello Crisafulli, alla presenza dei tre deputati regionali, Elio Galvagno, Salvatore Termine e Carmelo Tumino, del presidente della Provincia, Cataldo Salerno, di sindaci di diversi Comuni ennesi, a cominciare da quello di Enna, Rino Agnello, assessori provinciali e comunali, consiglieri nei Comuni ennesi, rappresentanti di enti ed istituzioni che si riconoscono nel Partito Democratico. Nella sua relazione, Giuseppe Arena ha sottolineato che si è chiusa una prima fase, quella organizzativa, per passare a un partito unico, meta ambiziosa e concreta, e si tratta di una vittoria di tutti quelli che hanno partecipato a questa iniziativa. Quindi, è partito un duro attacco nei confronti di Cuffaro e Lombardo, che "hanno mortificato le potenzialità della Sicilia con una Sanità che soffre, con una burocrazia lenta, con una disoccupazione imperante, con infrastrutture inadeguate, con l'utilizzo negativo dei Fondi strutturali"; Arena ha poi rivolto un incitamento ad Anna Finocchiaro, che ha stilato un programma in cui, tra i punti prioritari, vi è lo sviluppo del Mezzogiorno. Applaudita la relazione di Arena, Mirello Crisafulli, nel comunicare che Anna Finocchiaro avrebbe aperto la campagna elettorale domani pomeriggio nella valle dei templi, ha invitato tutti a intervenire nel dibattito, che è stato aperto da Nicola Gagliardi, vice presidente della Provincia, e dal deputato regionale Elio Galvagno. Dopo il dibattito è stato eletto l'esecutivo provinciale. Fla. Gu.

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ELEZIONI/ VELTRONI A PERUGIA, A PRANZO DA FAMIGLIA DI ARTIGIANI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

29-02-2008 16:44 Piccoli imprenditori del pellame di Perugia Perugia, 29 feb. (Apcom) - E' una famiglia di artigiani della pelletteria quella che ha ospitato oggi a pranzo, Walter Veltroni, durante la tappa a Perugia del suo tour elettorale. Il segretario del Pd dopo un comizio al Teatro del Pavone di Perugia e dopo avere incontrato in un albergo della città esponenti del mondo dell'imprenditoria (tra cui l'amministratore delegato della Nestlè e il produttore di vini Caprai), rappresentanti sindacali e vertici locali della Cna, si è recato poi a pranzo presso una famiglia di piccoli imprenditori artigianali alle porte di Perugia. Osvaldo Pasqualoni e sua moglie Fernanda Poggiani gestiscono insieme ai figli di 31 e 33 anni una piccola fabbrica di pellame (la Modi), nella quale lavorano sette dipendenti. Il signor Pasqualoni e la signora Poggiani, ha spiegato Veltroni ai giornalisti, rappresentano una storia esemplare di tante realtà imprenditoriali: partiti con un piccolo laboratorio di pellami, hanno via via fatto crescere la propria attività fino alla realtà attuale. Una avventura imprenditoriale che però, spiega Veltroni, deve fare i conti con un mercato sempre più difficile, insidiato dalla concorrenza sleale dei prodotti che arrivano dall'Oriente con il marchio falso 'made in Italy' e con una burocrazia e un fisco che spesso rendono la vita impossibile. "Mi hanno spiegato - dice Veltroni - che ormai loro come titolari dell'azienda, guadagnano più o meno come i loro operai". Invece, sostiene il segretario del Pd, piccole imprese come la Modi rappresentano una parte importante del tessuto produttivo italiano. E bisogna metterla in condizione di continuare il proprio lavoro. Il pranzo presso la famiglia è durato circa un paio , al segretario del Pd sono state offerte Tagliatelle ed una torta rustica tipica della zona.

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Calco: il bimbo di 9 settimane morto a distanza di 3 ore dalla visita pediatrica (sezione: Burocrazia)

( da "Merateonline.it" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca >> Cronaca nera 29 / 2 / 2008 Calco: il bimbo di 9 settimane morto a distanza di 3 ore dalla visita pediatrica Era stato visitato tre ore prima dal pediatra di famiglia il bambino morto per cause ancora sconosciute nel tardo pomeriggio di giovedì 28 febbraio a Merate. Disperati i genitori, papà operaio e mamma casalinga, che non si danno pace per quanto accaduto e che, affranti, attendono che qualcuno dia loro una risposta a una tragedia al momento inspiegabile. Il bimbo, nove settimane di vita, era nato a Merate dopo che i genitori, una giovane coppia di immigrati dal Togo che aveva abitato per un certo periodo di tempo a Palermo, si era trasferita a Calco, in un appartamento popolare con altre famiglie extracomunitarie. Ieri mamma e papà, rigorosi, attorno alle 15 sono si sono presentati dal pediatra di famiglia per la visita allo scoccare delle nove settimane di vita del bimbo. Un controllo di routine dal quale la famiglia pare sia stata congedata senza particolari problemi, rasserenata dallo stato di buona salute del piccolo. Giunto a casa, il papà si è poi recato al lavoro mentre la mamma ha messo a letto il figlioletto per il riposo pomeridiano. Attorno alle 18 la giovane donna è tornata nella cameretta per prendere il bimbo e fargli il bagno. è stato in quel momento che ha fatto la terribile scoperta. Il piccolo, infatti, respirava appena, gli arti erano immobili tanto da farlo sembrare morto. In preda all'angoscia la donna ha allertato i coinquilini che si sono prodigati per chiamare un'ambulanza. In pochi minuti l'ambulanza giunta sul posto con i medici ha preso in carico il bambino e, dopo averlo intubato, lo ha portato d'urgenza al Mandic. Una corsa che non è stata sufficiente per salvarlo. Avvisato della tragedia mentre si trovava sul posto di lavoro il papà ha presto raggiunto l'ospedale Mandic dove ha trovato la moglie distrutta dal dolore. Allo straziante calvario che attenderà i due giovani genitori, rischia di aggiungersi anche la burocrazia. Il bimbo, infatti, nonostante fosse nato a Merate e i genitori fossero già residenti a Calco, pare non avere tutti i "requisiti" per essere sepolto in paese. Gli uffici di Palermo hanno già fatto sapere che non è competenza loro e che bisogna attenere il disbrigo delle pratiche a Calco. Ora, a distanza di 24 ore dalla morte dell'altro neonato, deceduto a 15 giorni di vita, l'anatomopatologo è stato incaricato di eseguire una seconda autopsia per capire quale sia stata la causa del decesso del piccolo. Articoli correlati Calco: altro bimbo deceduto al Mandic La causa, forse, una "crisi respiratoria" Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 29/2/2008 alle 17.14.

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Programmatediverse attivitàdella confraternita (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campobello Programmate diverse attività della confraternita Secondo e ultimo appuntamento della rassegna teatrale per questo mese di febbraio. Al teatro Pirandello Francesco Paolantoni, Pippo Pattavina e Tuccio Musumeci sono i protagonisti de "La concessione del telefono", tratto dall'omonimo romanzo di Camilleri. E' una commedia del paradosso, di equivoci e di imbrogli, che trova la sua ambientazione ideale in Sicilia, terra di contraddizioni. L'equivoco che fa da motore all'intera vicenda, è lo scambio tra due lettere dell'alfabeto: Pippo Genuardi, per ottenere la concessione di una linea telefonica, fa domanda al prefetto Marascianno, denominandolo erroneamente Parascianno. Ne scaturisce una vicenda articolata, che coinvolge la famiglia di Pippo, ma anche la Chiesa, i vari apparati dello Stato, e non di meno don Calogero Longhitano, il mafioso del paese. Il linguaggio siciliano, i personaggi dipinti con la pienezza dei colori, complice la maestria del testo di Camilleri, non danno modo di potersi annoiare. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare l'opera del loro scrittore preferito oltre che conterraneo. La questione del telefono riproduce il mondo della burocrazia ottusa, della mafia onnipresente. E ancora il mondo della gente che ama ma tradisce e che ha sete di vendetta. Situazioni che ricorrono nella società attuale, e che poi consiste nel vero messaggio di questa opera teatrale: la gente non cambia, così come non cambiano i sistemi di azione degli enti pubblici e privati. Pippo Pattavina, interpreta sette personaggi, imprimendo a ognuno un carattere molto individuale. La regia è di Giuseppe Di Pasquale. Siamo nella Sicilia post unitaria di fine Ottocento, a Porto Empedocle (la Vigata di Camilleri), città in cui lo scrittore agrigentino ambienta molti dei suoi romanzi. La lingua personale e originalissima di Camilleri ricalca, in una sinfonia di parlate, una linguistica particolare. Il linguaggio è un medley, comprensibile, tra un italiano demodé ed un siciliano madre lingua infarcito di termini onomatopeici. Un caleidoscopio di colori appaiono i costumi di scena. Gli abiti coloratissimi sembrano sipari tappezzati di scritte, lettere mai spedite, pizzini alla Provenzano. Giacche vagamente militari e mimetiche, patchwork di tessuti. Il carattere affascinante del progetto, posto essenzialmente sulle novità apportate rispetto al testo originale, consiste proprio nella possibilità di ricercare strade sempre nuove e diverse per la drammaturgia contemporanea. Lo spettacolo sarà in scena al teatro Pirandello fino a domenica. Soddisfatti, più di tutti gli appassionati delle storie camilleriane, quelli che non esitano a comperare l'ultima novità letteraria dell'infaticabile Camilleri. DEBORAH ANNOLINO.

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Le associazioni: ''Chiediamo più diritti e informazione'' (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE 18.1929/02/2008 Le associazioni: ''Chiediamo più diritti e informazione'' Serve un maggiore impegno delle istituzioni per la creazione di reti e banche dati e per il riconoscimento a livello giuridico del ''lavoro di cura'' alle famiglie Roma - "Le associazioni svolgono un ruolo importantissimo perché sostengono le famiglie e forniscono informazioni che dovrebbero dare le istituzioni, i medici di base, gli ospedali. Purtroppo questo non avviene". È questa la denuncia di Orfeo Mazzella, rappresentante dell'Associazione italiana Siringomielia e Arnold Chiari, presentata al convegno su "Malattie rare e disabilità - Siamo rari? ma tanti" organizzato oggi dall"Associazione Giuseppe Rossetti, in occasione della Prima Giornata Europea delle Malattie rare. Proprio la difficoltà nel reperire informazioni è stato uno dei motivi principali per la nascita in Italia di molte associazioni. "Le informazioni sulle malattie rare esistono solo in internet ? continua Mazzella - grazie a gruppi di pazienti e famiglie che si associano tra di loro e divulgano queste informazioni". Il bisogno di costituire reti e banche dati sulle malattie rare è una delle necessità avanzate dalle associazioni, perché quelle attuali sono isolate, oppure non hanno fondi a sufficienza, mentre quelle istituzionali tagliano fuori il ruolo delle Associazioni di volontariato e il loro bagaglio di conoscenze. "L'Istituto Superiore della Sanità ? spiega Mazzella - con la legge 279 ha istituito una rete delle malattie rare, ma non basta. Bisogna informare i medici, il personale degli ospedali e delle ASL. Soprattutto le istituzioni dovrebbero cercare di far capire ai malati e alle loro famiglie, l'iter da seguire per poter vedere soddisfatti quelli che sono bisogni elementari ed essenziali". Altro problema è la lentezza del Sistema Sanitario in materia di burocrazia, "Abbiamo chiesto, ? continua Mazzella - tra le altre cose, lo snellimento dei percorsi burocratici a livello delle Asl e l'introduzione di un Vademecum illustrativo dei diritti del malato raro e a livello finanziario abbiamo chiesto di introdurre degli incentivi e agevolazioni fiscali intestate al malato raro". A favore dei diritti e della piena cittadinanza delle persone disabili e delle loro famiglie, la Confedederazione delle Organizzazioni delle Famiglie europee ha avanzato la proposta di applicare anche in Italia la Carta Europea del Familiare che permette di contribuire alla conciliazione della vita familiare e professionale grazie ad una scelta libera e consapevole di chi si prende cura di un malato non autosufficiente. "La cura di un familiare di un malato raro o disabile ? spiega Anna Maria Comito, presidente Coface - deve avere un riconoscimento da parte della società. Bisogna riconoscere ai familiari maggiore flessibilità dei tempi di lavoro e fare in modo che comunque venga riconosciuto, ai fini pensionistici, come tempo pieno. È necessario tutelare anche l'occupazione prevedendo la possibilità di lasciare il lavoro per certi periodi e ritornare senza perdere l'impiego". Ai familiari che curano un malato raro o un disabile è stato proposto inoltre di riconoscere anche dei crediti al lavoro di cura, in modo che sia possibile attribuire loro una certa professionalità acquisita. Alcuni punti della Carta Europea del Familiare sono stati già adottati da Francia, Germania, Spagna e Austria, mentre in Italia serve ancora, secondo la presidente Coface, un impegno maggiore di sensibilizzazione a livello politico, ma anche all'interno dei media. Giovanni Augello.

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ELEZIONI: VELTRONI IN FABBRICA DI BORSE, DIFENDEREMO IL MADE IN ITALY (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Perugia, 29 feb - Difenderemo il madre in Italy che e' la nostra forza nel mondo; la contraffazione e' concorrenza sleale e se il PD vincera' prenderemo provvedimenti. Walter Veltroni, con un fuori programma ha voluto visitare la piccola fabbrica (7 dipendenti) di borse di proprieta' di Osvaldo Pasqualoni l'artigiano, che con i figli Alessio e Diego la porta avanti con impegno e sacrificio, per i problemi generali, dal costo del lavoro, agli obblighi della burocrazia, alla contraffazione che viene dalla Cina. Dopo aver pranzato in casa loro (una palazzina a tre piani in Viale San Sisto n. 84) rispondendo ai giornalisti, Veltroni ha asserito che sul made in Italy in difesa del lavoro, il Pd interverra' in particolare nel settore pelletteria e moda. Il leader del PD si e' fatto accompagnare in fabbrica da Pasqualoni e i suoi figli, ha salutato gli operai e operaie in quel momento al lavoro, interessandosi alle fasi di lavorazione e colorazione delle borse. Prima di salire sul pullman che lo ha portato ad Arezzo, Veltroni, in risposta alle domande sul ''plagio del programma'' come asserito da Berlusconi, (in pratica il Pd avrebbe copiato quello del PDL - ndr -) ha scosso la testa, affermando con un sorriso, ''allora vuol dire che va bene''. red/mcc/ss (Asca).

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Le tue idee per semplificare: ultimi giorni per la consultazione pubblica on line (sezione: Burocrazia)

( da "Comunicatori Pubblici" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

<< Pagina indice Le tue idee per semplificare: ultimi giorni per la consultazione pubblica on line Per il 2008, il Comitato interministeriale per le politiche di semplificazione ha stabilito di sottoporre il Piano di azione ad una consultazione pubblica, finalizzata a raccogliere indicazioni utili a orientarne l'attuazione. Ridurre i costi della burocrazia è necessario per dare certezza ai diritti dei cittadini e garantire la competitività e lo sviluppo del Paese. Con questa convinzione il Comitato interministeriale per le politiche di semplificazione, supportato dall'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione identifica annualmente una pianificazione strategica strettamente connessa con gli indirizzi programmatici del Governo. Fino al 10 marzo 2008, infatti, sul Portale del Governo, sarà possibile partecipare alla Consultazione on-line i cui risultati potranno essere utilizzati nella definizione degli obiettivi e delle azioni da inserire nel Piano d'azione per la semplificazione 2008. Il Piano di azione per la semplificazione e la qualità della regolazione è un documento di indirizzo politico-amministrativo del Governo, per la realizzazione di una strategia unitaria e il raggiungimento di risultati concreti di semplificazione e miglioramento della qualità della regolazione. In particolare, il documento individua gli obiettivi e le azioni necessarie al loro conseguimento, i relativi tempi e i soggetti responsabili, al fine di ricondurre gli interventi di miglioramento della regolazione a un quadro unitario e condiviso. Per passare da una semplificazione annunciata ad una semplificazione effettivamente percepita e rilevata, una delle principali novità del Piano è rappresentata dall'adozione di una logica di coinvolgimento telematico dei cittadini-consumatori. Attraverso un questionario on-line è infatti possibile, fino al 10 marzo 2008 segnalare idee e proposte nate dall'esperienza quotidiana e dai problemi vissuti dai cittadini e dalle imprese, con lo scopo di rendere più trasparente e partecipato il processo di pianificazione. Viene data, quindi, al cittadino l' opportunità di collaborare per individuare i temi prioritari sui quali il governo deve intervenire, segnalare problemi da affrontare e proporre soluzioni di semplificazione. In questa logica, il piano coniuga innovazione organizzativa e innovazione tecnologica in modo da semplificare l'attività amministrativa e reingegnerizzare i processi di servizio, utilizzando le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie. Per maggiori informazioni contattare l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione all'indirizzo mail unitasemplificazione@governo.it. << Pagina indice.

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Alzate brianza Affollato convegno nella sala civica, per iniziativa della Uil Sviluppo equilibrato, con il sostegno di tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alzate brianza Affollato convegno nella sala civica, per iniziativa della Uil Sviluppo equilibrato, con il sostegno di tutti ALZATE BRIANZA(lu. ba.) Un patto per ridurre drasticamente i tempi morti della burocrazia e un percorso virtuoso che coinvolga enti pubblici e associazioni private di categoria, che affianchi le leggi esistenti per un corretto, equilibrato e moderno sviluppo del territorio. Questo, in estrema sintesi, il significato del convegno sul tema "Sviluppo economico e sociale del nostro Comune. Valorizzazione del territorio. Idee e suggerimenti" promosso dalla Uil in un'affollata sala civica di Alzate Brianza. L'idea di fondo dunque è stata quella di individuare una strategia che individua l'obiettivo da raggiungere e che stabilisce poi con tutti i protagonisti dell'attività sul territorio, sia pubblici che privati, per "far convergere - come ha detto nelle sue conclusioni il moderatore Gioacchino Favara, della Uil - le energie migliori per far crescere l'economia alzatese, valorizzando al tempo stesso l'ambiente e garantendo attrattiva territoriale". "Le idee ci sono - ha sostenuto Giovanni Pontiggia, presidente della Banca di Credito Cooperativo dell'Alta Brianza - e l'istituto di credito alzatese è pronto a fare la sua parte. Anzi la sta già facendo. Stiamo entrando nel capitale sociale della Pedemontana per realizzare una delle decennali priorità del territorio, siamo pronti a finanziare il fotovoltaico, interveniamo a sostegno dell'economia. Dunque noi ci siamo, ad una sola condizione: i progetti devono essere chiari e definiti. Su progetti innovativi e credibili siamo pronti a condividere, a sostenere le iniziative che via via vengono proposte". Guido Uraghi, vicepresidente dell'Associazione artigiani, ha sottolineato come ad Alzate "150 delle 350 imprese sono artigiane. Queste imprese vivono quotidiane difficoltà legate proprio alla burocrazia, alla recessione economica e chiedono con forza che si attui il federalismo fiscale, che invece stenta a decollare". Carlo Cattaneo, dell'Unione Industriali di Como, ha ribadito la necessità della semplificazione. "Quello che possiamo fare - ha evidenziato Cattaneo - è far funzionare lo sportello unico, che invece non funziona, qui come altrove. Chi decide di dare avvio a un'attività imprenditoriale impiega almeno 18 mesi prima di poter essere operativo. Tempi assurdi". Massimo Gherbesi, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale, ha ribadito che i "tempi sono lunghi, non il linea con le esigenze di una società moderna. Questa è una sfida culturale. Un percorso da costruire. Ad Alzate i tempi sembrano maturi per poterlo fare".

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Confindustria Lecco: <Fisco, lavoro, strade> Le richieste dell'associazione di Keller al governo che verrà: <Lecco-Calolzio, Pedemontana e un nuovo asse con Como> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confindustria Lecco: "Fisco, lavoro, strade" Le richieste dell'associazione di Keller al governo che verrà: "Lecco-Calolzio, Pedemontana e un nuovo asse con Como" Franco Keller, presidente di Confindustria Lecco leccoFisco, infrastrutture, riforme anti-burocrazia. Sono tre delle priorità che spiccano nel documento elaborato nei giorni scorsi da Confindustria Lecco in vista delle prossime elezioni politiche. Problemi che nel nostro territorio sono più urgenti che altrove. E proprio per questo l'associazione presieduta dall'ingegner Franco Keller vi punta l'attenzione. "A chi sarà chiamato a governare il Paese - si legge nel documento - Confindutria chiede il coraggio delle decisioni, il riconoscimento del merito, l'efficacia dei provvedimenti, tre linee guida da declinare concretamente in sette priorità: fisco, infrastrutture, riforme dello Stato e semplificazione burocratica, interventi a sostegno del potere d'acquisto, formazione e ricerca, liberalizzazioni, ed energia per raggiungere un solo obiettivo, la crescita". Proprio questo, la crescita è considerata la vera emergenza del Paese. "Per tornare ad essere competitivi occorrono azioni concrete. Per quanto riguarda il fisco in primo luogo l'eliminazione dell'I.R.A.P., una tassa sul lavoro, iniqua e penalizzante per lo sviluppo delle imprese". E poi la questione delle infrastrutture: "Servono collegamenti ai corridoi europei - dice Confindustria Lecco - il completamento dell'alta velocità, progetti di mobilità sostenibile, snodi intermodali, rimangono per noi priorità per lo sviluppo del Paese. Ma il nostro territorio ha bisogno della Lecco-Bergamo, della Pedemontana, e del collegamento Lecco-Como - Varese". Il capitolo delle riforme è, inevitabilmente, il più ricco di proposte: "Chiediamo una semplificazione burocratica - sostiene l'associazione di Keller - velocità e rigore nella gestione dei conti pubblici e una riforma elettorale che dia stabilità al Paese e che consenta al cittadino di scegliere i propri rappresentanti. Interventi a sostegno del potere d'acquisto: una minor tassazione sul lavoro a beneficio di lavoratori ed aziende e quindi: detassazione dello straordinario, della tredicesima e, dei premi di risultato". Un capitolo a parte è rappresentato dalla formazione e della ricerca. "Abbiamo bisogno di una scuola che metta merito ed autonomia al centro del suo percorso, una scuola dove la cultura tecnica e scientifica siano rivalutate, dove il contatto con le imprese sia costante e dove la concorrenza tra istituti sia reale. Infine le liberalizzazioni intelligenti: capaci di garantire il funzionamento del meccanismo della concorrenza e di tradursi, rapidamente, in vantaggi per imprese e cittadini. Liberalizzazioni moderne che tutelino il cittadino, ma che evitino l'insorgere di contenziosi. Ed infine una politica energetica coraggiosa, che sappia coniugare la doverosa tutela dell'ambiente e il portafoglio dei consumatori. Concretamente: bilanciamento del mix di produzione, completamento dei progetti infrastrutturali già avviati e/o autorizzati su tutti i livelli della filiera energetica (rigassificatori, gasdotti, riconversione di centrali elettriche, nuovi impianti da fonti rinnovabili, reti elettriche in alta e media tensione) e l'introduzione di una seria programmazione del nucleare".

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La testimonianza Pierdomenico Frigerio è il presidente dei pubblici esercizi in seno all'Unione Commericanti di Lecco: occasione per i giovani, ma... <Per lavorare quattro ore non (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La testimonianza Pierdomenico Frigerio è il presidente dei pubblici esercizi in seno all'Unione Commericanti di Lecco: occasione per i giovani, ma... "Per lavorare quattro ore non possiamo perderne il doppio in burocrazia" Pierdomenico Frigerio lecco "Non è vero che il lavoro occasionale non apre la strada a un futuro di lavoro migliore. Se un ragazzo è bravo e ha voglia di lavorare un datore di lavoro non se lo lascia scappare. Soprattutto in questo nostro settore, dove il lavoro non è facile". Pierdomenico Frigerio, presidente per il settore pubblici esercizi dell'Unione Commercianti di Lecco, parla con passione di un'attività alla quale ha dedicato la propria vita. E sottolinea quanto sia importante, per un datore di lavoro, trasmettere ai giovani ("che sono il futuro, e di cui ho grande considerazione", dice) la motivazione a lavorare in squadra. Quando lei era ancora attivo nel suo bar, uno dei più belli nel centro di Lecco, utilizzava giovani per lavoro occasionale? Sì, perché la flessibilità (aggiunta però alla snellezza burocratica) è vitale per un pubblico esercizio. I pubblici esercizi usano molto lo strumento del lavoro a chiamata per il sabato e la domenica, ma bisogna far qualcosa affinché per coprire i picchi di lavoro la burocrazia si alleggerisca. Se deve far fare quattro ore di lavoro a un ragazzo e per questo girare tre o quattro uffici pubblici passando fra carte e documenti un tempo maggiore di quello del lavoro del ragazzo è evidente che ci si arrende. Nel nostro consiglio nazionale di è parlato della possibilità, in Francia, di assumere rapidamente studenti o persone che vogliono arrotondare, strisciando una carta telematica sulla quale passa, coi dati, anche l'orario di lavoro. In modo da tutelare datore di lavoro e lavoratore. Perché i pubblici esercizi prediligono il personale del week end, oltre al fatto che è il momento in cui si concentra più lavoro? Semplicemente perché non possono permettersi di mantenere del personale anche per il corso della settimana. Il nostro lavoro è impostato sul tempo in cui tutti gli altri fanno festa. E' questa la ragione di punta di bar e ristoranti. E se la burocrazia o le leggi diventano bloccanti dobbiamo rinunciare a un adeguato servizio al cliente, ciò è penalizzante soprattutto in un momento come questo in cui non bisogna lasciarsi scappare il lavoro. E ciò vale per datori di lavoro e naturalmente per i lavoratori. Si tende a chiamare più o meno sempre gli stessi ragazzi o c'è u ricambio alto? Purtroppo il ricambio è alto perché la metà di quelli che ci provano poi ritengono troppo duro lavorare il sabato e la domenica, quando tutti fanno festa. E rinunciano. E' deludente. Dobbiamo tornare a rimboccarci le maniche e capire che non sta scritto da nessuna parte che il tenore di vita acquisito negli ultimi anno sarà garantito anche per il futuro. Dobbiamo tornare a fare sacrifici, tutti, dipendenti e datori di lavoro. E la legge deve facilitare e favorire l'incontro fra le due parti. Cosa rimpiange del modo di affrontare il lavoro che c'era in passato? C'era più scuola di vita. Tanti ragazzi erano disposti ai primi sacrifici, ai risparmi sulla paghetta, ai piccoli lavoretti che, se fatti regolarmente, consentivano di sentirsi autonomi per comprarsi il motorino, il giubbetto, una vacanza. Quanto conta la qualità del datore di lavoro nel recuperare questa scuola di vita? Conta molto, davvero molto. Un datore di lavoro serio sa raccogliere i giovani intorno a sé, motivarli, fargli capire che è un settore particolare il cui successo è determinato dall'accoglienza al cliente. Che è tutto. Deve creare un clima gratificante per lui, per il locale e la gente che ci lavora. Il suo più grande successo in tal senso? Vedere che molti miei ragazzi mi hanno lasciato per aprire loro attività. Non si è sentito tradito? Mi sono sentito immensamente orgoglioso di avergli indicato una strada per il loro futuro.

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Città della Scienza di Teramo: il Galileium è una felice realtà grazie all'Infn che lo gestirà (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 29-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Teramo | Firmata la storica convenzione tra Comune di Teramo e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il Museo interattivo della Fisica e dell'Astrofisica. Parteciperà anche l'Inaf e l'Osservatorio Astronomico di Collurania. di Nicola Facciolini Galileium, Museo della Fisica e dell'Astrofisica (Infn) a Teramo Il Galileium sarà inaugurato il prossimo Aprile dopo le elezioni politiche (invece del 21 marzo 2008, il giorno prima del nuovo mega stadio comunale, come avrebbe voluto il Sindaco di Teramo, Gianni Chiodi) burocrazia permettendo. Con una cerimonia essenziale e significativa alla presenza dei maggiori network nazionali. Il Museo della Fisica e dell'Astrofisica di Teramo sarà gestito (il primo in Italia) dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ed interagirà con il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell'Infn. La gestione dinamica del Museo interattivo, che ospiterà anche gli exihibit creati appositamente da Paco Lanciano e Piero Angela, sarà finalizzata ad accogliere e soddisfare la domanda internazionale di turismo scolastico e scientifico. La stretta relazione con i Laboratori del Gran Sasso, potrà contribuire a creare di fatto un "matrimonio perfetto" con l'Istituto teramano, per un ruolo più divulgativo ed esplicativo. Grazie all'Infn, all' "intelligent design" dell'On. Antonio Tancredi e dei pedagogisti aprutini, Teramo apre le sue porte agli scienziati, ai ricercatori ed ai tecnici del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell'Infn. A Palazzo di Città, infatti, martedì 26 Febbraio 2008, alle ore 11:30, nella sala consiliare del Comune di Teramo, è stata sottoscritta la storica convenzione tra il Comune di Teramo e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare (Infn), relativa alla gestione dell'importante Museo interattivo della Fisica e dell'Astrofisica (Galileium), sito nella Città della Scienza di Teramo, sita nel quartiere Gammarana. La struttura, ideata e voluta, grazie alla legge 366/90, dall'On. Antonio Tancredi (Dc) nel lontano 1990, verrà inaugurata tra aprile e maggio 2008. Per i giovani, gli studiosi, gli studenti, per chi ama la scienza e la tecnologia, Teramo si aprirà al mondo della conoscenza e della sperimentazione galileiana, dialogando con il mondo intero. Accanto ai due padiglioni scientifici veri e propri della Città della Scienza, saranno inaugurate anche le sedi del Consorzio universitario e dell'Eurispes. Il documento siglato a ieri Teramo regolamenta la gestione, inclusa la suddivisione delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, del complesso immobiliare, per 400mila euro l'anno. Non sarà un centro commerciale ma molto di più: sarà la Cittadella della conoscenza dove incontrare gli scienziati per porre loro le domande fondamentali ed interrogarsi sui segreti dell'Universo in cui viviamo, in un percorso museale interattivo unico del suo genere in Italia. Sono intervenuti per l'amministrazione comunale di Teramo, il Sindaco, Gianni Chiodi, l'assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Brucchi e il dirigente del settore, l'architetto Osvaldo Mattei che per legge ha firmato la convenzione. Per l' Infn hanno partecipato, il prof. Roberto Petronzio, presidente dell'Infn, il prof. Eugenio Coccia, direttore del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell'Infn, il prof. Aurelio Grillo, direttore del Museo della Scienza e della Tecnica di Teramo. "Con questo Museo della Fisica e dell'Astrofisica - ha dichiarato il prof. Coccia, sanbenedettese doc - potenzieremo la divulgazione scientifica sulle ricerche di punta del Laboratorio del Gran Sasso e dell'Infn, sulla fisica delle particelle e sull'astrofisica; i tanti scienziati che lavorano sotto il Gran Sasso potranno qui dialogare con i cittadini". La struttura potrà attrarre a Teramo il turismo scientifico italiano e internazionale. "Dunque il Museo è un'operazione positiva da tutti i punti di vista: a Teramo come Infn siamo già presenti da tempo e questo Museo spalancherà le porte del Laboratorio del Gran Sasso e dell'Infn al territorio teramano. Molti dei nostri migliori dipendenti sono teramani". Il presidente Petronzio ha annunciato che il "Museo aprirà tra aprile e maggio con la riedizione aggiornata della fortunata mostra I telescopi della fisica, una serie di esposizioni dove vengono proposte tutte le ricerche dei laboratori Infn, tra cui gli acceleratori di particelle, i telescopi dell'infinitamente piccolo, tipo Lhc del Cern di Ginevra, il più grande del mondo, che sarà inaugurato il prossimo ottobre. Nel futuro caratterizzeremo il Museo di Teramo con i temi degli astri e delle particelle. A Teramo esiste l'osservatorio astronomico Inaf di Collurania e il Laboratorio del Gran Sasso che si occupa di fisica astroparticellare. Porteremo qui una mostra speciale che faremo prima a Roma e poi atterrerà in modo permanente qui al Museo di Teramo". Gli obiettivi della Città di Scienza e della Tecnica di Teramo sono evidenti per il prof. Grillo. "L'ambizione del Museo - ha detto il prof. Grillo - è di far vedere l'interesse e la meraviglia del legame esistente tra le cose più piccole e più grandi dell'Universo, tra le particelle elementari che vengono studiate nei nostri acceleratori e sotto il Gran Sasso e i grandi oggetti del Cosmo, stelle, galassie, pianeti, materia ed energia oscure. Speriamo di riuscire a trasmettere questo messaggio speciale ai giovani. L'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande che si influenzano reciprocamente". Il Sindaco Chiodi ha ringraziato l'Infn, assicurando la piena collaborazione del Comune di Teramo. Il Museo sorge all'interno del Centro Multimediale realizzato nel quartiere Gammarana, grazie al recupero funzionale degli stabilimenti dell'azienda Gavini. I lavori per la realizzazione dell'impianto erano iniziati nel 2001 ma alcuni anni dopo se n'era registrata l'incomprensibile sospensione. Riavviati dalla Giunta Chiodi, ora gli stessi giungono a conclusione e l'inaugurazione dell'intero complesso viene annunciata per la seconda metà del prossimo mese di Aprile. Il Sindaco Chiodi ha salutato la presenza del presidente dell'Infn come un evento particolarmente significativo per la città, "considerata la mancanza di relazioni tra l'Istituto ed il nostro territorio" ed ha auspicato che proprio l'attivazione del Museo possa fungere da volano per una stagione di più intensa e costante collaborazione. Il Prof. Petronzio ha definito "vitale" la struttura teramana indicandola anche come una sorta di "nuova scommessa", essendo essa la prima del suo genere gestita dall'Istituto scientifico Infn su scala nazionale. L'assessore Brucchi ha descritto l'articolazione del centro Multimediale, nel quale troveranno sede, oltre al Museo appunto, anche l'Eurispes, il Centro Europe-Direct (in collaborazione con l'Università di Teramo) e una sala convegni con 400 posti. Il complesso, inoltre, si configura come particolarmente importante per il quartiere Gammarana che grazie ad esso potrà registrare un ulteriore impulso alla riqualificazione e allo sviluppo. L'importante è potenziare la ricettività alberghiera della città di Teramo. 29/02/2008.

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