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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Burocrazia"

Lo stato pagherà negli stessi tempi con cui si fa pagare ( da "EUROPA.it" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I costi della burocrazia ovvero il peso in termini di denaro delle procedure burocratiche addossate ai cittadini e alle imprese sono considerati. Non nel senso leghista del Roma ladrona ma come un freno a una legiferazione di lacci e lacciuoli che imbrigliano le aziende e costringono i cittadini a passare del tempo nei pubblici uffici inutilmente.

L'Italia nel mondo che cambia ( da "EUROPA.it" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: c) Contro la burocrazia: semplificare la vita a cittadini e imprese 1. Le tasse non sono solo quelle che si definiscono tali. Alla pressione fiscale andrebbe aggiunta la pressione burocratica, cioè il peso (monetario) delle procedure burocratiche addossate ai cittadini e alle imprese.

L'ebreo ingombrante ( da "Stampa, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza burocrazie, senza deliri nazionalisti. Un popolo con la sua patria portatile, la Torah, che sapeva vivere a cavallo dei confini, fra cielo e terra, tenendo per mano l'ineffabile Dio del monoteismo come un compagno di giochi, rispettandone la maestà ma denunciandone contemporaneamente la correità nei mali del mondo.

Cortesia e qualità "vicine" ai pazienti ( da "Stampa, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e nessuna ricetta medica, ma un rapporto qualitativo migliore con i pazienti, a misura di persona e con grandi soddisfazioni. Trattiamo la più vasta gamma possibile di prodotti: così chi vive in paese non deve correre altrove per trovare articoli sanitari, ausili per bagno e doccia, carrozzine e bastoni,

L'ex Marelli agli stranieri Il Gruppo Pasini ha ceduto parte dei terreni per 30 milioni ( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo in questo momento a Sesto si corre solo per la Falck. I tempi sono troppo lunghi, quest'area poteva diventare il centro direzionale di Milano, con presenze di alto livello, ma non è stato possibile per colpa degli istituti di credito, dei politici e della burocrazia". - -->.

Di CRISTINA BELVEDERE - PERUGIA - FARO' la mia campagn ( da "Nazione, La (Umbria)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con meno burocrazia e un fisco più leggero, passando attraverso la valorizzazione del ruolo della donna, l'Umbria si prepara dunque ad accogliere il candidato a premier del Partito Democratico Walter Veltroni, che sarà domani a Perugia in occasione del suo tour per la campagna elettorale in vista delle politiche del 13-14 aprile.

SOLIERA- SI E' ASSENTATO dall ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il singolare caso di eccesso di burocrazia, ma anche di scarsa sensibilità, ha visto coinvolto il consigliere di Forza Italia di Soliera Roberto Benatti, divenuto il 21 gennaio papà di una bimba cui è stato imposto il nome di Beatrice, che la moglie Tiziana Rivelli ha partorito nel reparto di Ostetricia del Ramazzini di Carpi.

L'INTERVISTA ELZIR GUIDA IL COMITATO IMMIGRATI DELLA CONFESERCENTI 0 Il primo problema che abbiamo è la burocrazia ( da "Nazione, La (Firenze)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il primo problema che abbiamo è la burocrazia" "SIAMO QUI per lavorare e abbiamo gli stessi problemi dei nostri colleghi italiani". A parlare è Izzedin Elzir, palestinese e presidente del comitato per la promozione dell'impresa straniera di Confesercenti. Izzedin è arrivato in Italia nel 1991 e dal 1997 gestisce un banco nella zona di San Lorenzo.

CITTA' PULITA ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esempio segnalato è solo uno fra i mille in cui burocrazia e interessi vari confondono e soffocano un corretto uso delle risorse)? L'Ordine dei medici non ha nulla da dire sull'aumento esponenziale dei compiti burocratici, a sfavore dei sempre più compressi tempi ed energie da dedicare all'unica cosa che conta: il rapporto medico-paziente?

Satiro al Te? Piuttosto barricate ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arte inciampa nella politica e le promesse scavalcano la burocrazia. A raccontare la sua versione è lo stesso Macaddino, protagonista ieri di una conferenza di fuoco. Raggiunto al telefono, conferma e rilancia: "Sono pronto a citare per danni chi ha usato il logo del Satiro su siti e brochure senza averne l'autorizzazione".

Il dl Milleproroghe ovvero il parlamento trasformato in suk ( da "Italia Oggi" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ogni volta nuova burocrazia. Ripensare alla svelta le condizioni infami in cui ormai procede la produzione legislativa sarebbe il minimo da attendersi, in nome della stessa libertà del cittadino, travolto da Bruxelles e dalla propria regione, da Roma e dal proprio comune, in un'orgia di disposizioni.

Ex fibronit e bonifica, braga spara a zero fondi e progetti? per ora un castello di sabbia ( da "Provincia Pavese, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sindaco Luigi Paroni lotta con la burocrazia ministeriale e regionale (e protesta), ma ci crede. Ci crede meno Vittorio Braga che, dall'opposizione, spara a zero. "Per progettare il futuro bisogna partire dal presente. Ed il presente della bonifica Finbronit è un castello di sabbia.

L'acqua dell'Ert nei serbatoi dell'acquedotto ( da "Trentino" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stavolta però più che segnale della vischiosità onnivora della burocrazia, i lunghi anni trascorsi per completare il lavoro segnalano la mancaza di ogni urgenza: sommando Roncaglie, Sass del Diaol ed eventuale pozzo al Rione di acqua ce n'è a iosa. La generosa sorgente dell'Ert (50 litri al secondo in tempi di magra, quando l'ex Sperone è arrivata anche a 20) finiva ad ingrossare l'

Ciccio e Tore le impronte dell'agonia sulle pareti del pozzo La difesa del padre: finiti giù prima l'uno e poi l'altro Gli inquirenti: difficile abbiano cercato di arrampicarsi ( da "Unita, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È IL GIORNO della burocrazia del dolore. Il giorno dei riconoscimenti ufficiali, il giorno dei primi esami sui cadaveri di Ciccio e Tore e delle ipotesi. Anche le più terribili. Come quella avanzata dall'avvocato di Filippo Pappalardi, l'avvocato Angela Aliani, se- condo cui sul muro della cisterna gli agenti della ricerca-tracce avrebbero trovato "

Il convegno ( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Genova Il problema degli investitori IL CONVEGNO Sviluppo ligure "bloccato" dalla burocrazia Occorre cambiare il sistema: dal convegno "Innovazione, servizi, reti: una nuova sfida per lo sviluppo della Liguria", tenutosi ieri all'Auditorium Montale, è emerso come le possibilità di investimento sul territorio regionale siano fortemente inibite dalla lentezza del sistema istituzionale,

UN CONSIGLIO? Dal primo marzo accendete il computer con circospezione. In mezzo a ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bensì di tutto quell'intrigo di burocrazia che sta a monte di ogni pratica di lavoro: Inps, Inail, Ministero del Lavoro, Centri per l'impiego, che a questo punto avvieranno automaticamente le loro pratiche, senza inutili scambi di carta. Ma la realtà corre molto più in fretta dell'immaginazione, soprattutto di quella dei nostri governanti.

Sabato in Cdc con De Castro e Beccalossi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al centro della relazione di Bettoni, la volontà di "tornare a parlare e ragionare di mercato" contro una burocrazia sempre più opprimente, la sfida delle energie rinnovabili come mezzo per risolvere il problema della direttiva nitrati, e il controllo sullo stato di salute della Pac.

Non c'è il certificato antincendi, sigilli al lido ( da "Nuova Sardegna, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia non è stata altrettanto veloce". Succede così che dopo quattro mesi, durante il successivo controllo, la polizia municipale accerta che il certificato ancora non c'è. Il 3 gennaio il dirigente Gianfranco Masia firma l'ordinanza n. 451: chiusura per tre mesi, provvedimento revocabile non appena i gestori dimostreranno di avere regolarizzato la situazione.

Tanta burocrazia e lavoro rigido ( da "Arena, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le opinioni a sfavore del sistema Italia Tanta burocrazia e lavoro "rigido" Quali sono i principali fattori di criticità che suggeriscono alle aziende straniere di stare alla larga dall'Italia? In altre parole: quali sono nell'esperienza dei manager i problemi che i gruppi esteri incontrano nella loro quotidianità?

Scuola internazionale sì e burocrazia più leggera ( da "Arena, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cittadini stranieri e di veronesi Scuola internazionale sì e burocrazia più leggera di Silvia Bernardi Verona, in relazione agli investimenti esteri, è tra le zone più attraenti d'Italia ma può fare di più per essere all'altezza delle regioni europee trainanti. Così il sindaco Flavio Tosi e il presidente della provincia Elio Mosele, in occasione del primo forum Attrazione Italia,

"Scegliere bene i nostri nuovi governanti" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito dalle macerie questa regione.

VERONA - La Sovrintendenza? Un ente di derivazione borbonica, una burocrazia irresponsabile ch ( da "Leggo" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un ente di derivazione borbonica, una burocrazia irresponsabile che fa quel che vuole, senza doverne rispondere a nessuno, anche a costo di mettere in ginocchio un'intera città". Il sindaco Flavio Tosi è un fiume in piena. L'ennesimo stop ai lavori per un parcheggio (stavolta in lungadige Capuleti) lo ha fatto imbestialire.

Steger: <Potere d'acquisto basso?\n Errato colpevolizzare i negozianti> ( da "Corriere Alto Adige" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tali provvedimenti vanno accompagnati da una gestione più rigorosa della spesa pubblica .Occorre smantellare la burocrazia e introdurre misure fiscali di sgravio. Vi rientra ad esempio lo splitting familiare, così come molte altre misure volte a favorire la conciliazione di famiglia e lavoro".

Come catturare i capitali esteri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: identificano nella burocrazia, nella rigidità del mercato del lavoro e nella lentezza del sistema giudiziario i principali vincoli agli investimenti. è così ovvio infatti che le imprese siano riluttanti a investire in un Paese dove la burocrazia non funziona, dove le regole del mercato del lavoro impediscono di adottare sistemi produttivi flessibili che incentivino la produttività,

Resta basso l'appeal del sistema Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Motivi: burocrazia, costo del lavoro, fisco non competitivo. C'è chi racconta: "All'ottava riunione con gliassessori, analizzando i costi, abbiamo visto che con la metà dei soldi facevamo una fabbrica grande il triplo in Spagna. In due mesi abbiamo avuto tutte le autorizzazioni".

L'unificazione della via del Mare con l'Ostiense avanza di una casella nell'infinito ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si tratta di un provvedimento anti-burocrazia che semplifica ed accelera le procedure", riassume l'assessore Ambrosi. La strada, pur sviluppandosi completamente all'interno del territorio urbano di Roma, è frazionata in diverse competenze. La strada è in carico al Campidoglio dal centro sino al km 5,910 (viale Marconi) e nei tratti tra il km 15,

Il fidanzato la lascia e lei tenta il suicidio: salva ( da "Corriere del Veneto" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma il commissariato di Conegliano, vincendo una lotta contro il tempo e la burocrazia, ieri all'ora di pranzo è riuscito a salvare la ragazza che aveva già perso i sensi nella sua casa in centro città. A ridosso della chiusura mattutina, al negozio di via Cavallotti del dottor Giuseppe Losego era arrivata un'inquietante chiamata.

La vittoria del Partito democratico a livello nazionale sarà anche una vittoria dell’ ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riducendo i costi della burocrazia e della inefficienza che penalizzano soprattutto le piccole imprese, asse portante della economia umbra. Intanto domani arriva a Perugia il candidato premier del Pd, Walter Veltroni che alle 10,30 lascerà il suo bus a Pian di Massiano, arriverà in centro col minimetrò e inconterà gli elettori al teatro del Pavone.

Ecobat, la Regione manda 55 operai in cassa integrazione ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Già, perché a monte non c'è alcuna crisi produttiva o di mercato, visto che nel 2007 l'impianto ha funzionato a pieno regime (27 mila tonnellate di piombo prodotto), realizzando un fatturato di circa 60 milioni. L'unico ostacolo è rappresentato dai ritardi della Regione nel concedere il rinnovo di una convenzione che rappresenta il presupposto imprescindibile per operare

Regione inadempiente, Ecobat chiude ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle batterie manda a cassa integrazione i 55 operai visto che la Regione non ha rinnovato la convenzione che autorizza l'industria ad operare. è il primo caso che una azienda rischia di chiudere per i ritardi della burocrazia. In pericolo anche 50 posti dell'indotto. A PAGINA 9 Falco Lo stabilimento La fabbrica con indicata l'unità operativa dove si riciclano le batterie d'auto.

I mille problemi della passeggiata sul lungomare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cagliari e Provincia Pagina 1019 Burocrazia I mille problemi della passeggiata sul lungomare Burocrazia --> Il Poetto del futuro costerà 12 milioni di euro: una passeggiata unica da Marina piccola alla Bussola. Tra palme, panchine e biciclette. L'appalto, però, deve ancora partire.

Stop ai party in riva al mare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma un incrocio pericoloso di burocrazia a dimenticanza. La proprietà del Lido di Sassari sta infatti procedendo a un passaggio di mano dalla società Isvit a La Sciumara srl. Una successione di padre in figlio nella conduzione dello stabilimento di Platamona che è inciampata nella selva di autorizzazioni e controlli amministrativi.

Aree artigiane, si punta sulla vallata del foro ( da "Centro, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che avranno a che fare con una burocrazia agile", spiega l'assessore e vice sindaco Adriano Lunelli, che è anche il direttore della Cna teatina. "Si sa che le amministrazioni hanno poche risorse per attrezzare le zone produttive" prosegue "ma d'altra parte la Val di Foro si è già distinta per una proficua cooperazione tra enti locali e imprenditori del posto,

Le piccole imprese vogliono essere liberate ( da "Tempo, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più burocrazia. Si tratta di un approccio complessivo di sospetto nei confronti della microimpresa privata, e - al contrario - del solito atteggiamento di subalternità rispetto al grande sindacato e alla grande impresa. Ora, nell'opera trasformistica e cosmetica che si è autoassegnato, Veltroni (dopo aver fatto sparire dalle televisioni i "

Multe nella Ztl di Verona Tosi: lascito della sinistra ( da "Padania, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: debbano scontare i tempi della burocrazia". Il nuovo progetto di opere di urbanizzazione è da tempo all esame della Soprintendenza, in attesa del parere favorevole: "Non appena il nuovo progetto l avrà ottenuto - aggiunge Tosi - l amministrazione si farà carico di approvarlo nel minor tempo possibile, imprimendo quell accelerazione già dimostrata nel caso dell hotel Lux"

Intanto la burocrazia dissangua i mattatoi artigianali della regione ( da "Padania, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: possibile i carichi di burocrazia a cui sono assoggettati i piccoli impianti di macellazione esistenti sul territorio ligure . Oggi tutta questa burocrazia di cui si devono fare carico i piccoli impianti artigianali di macellazione risulta quasi insostenibile e rischia di diventare la causa primaria per la chiusura delle aziende - sostiene Bruzzone nel documento dell interpellanza -

"Sbloccate i terreni o stop ai fondi" ( da "Corriere Adriatico" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo che, ancora una volta la burocrazia, rischia di mandare tutto all'aria, a causa dei tempi lunghi necessari a perfezionare la pratica. E proprio sulle difficoltà che questo allungarsi dei tempi sta determinando sul fronte dei progetti, la Fondazione mette in guardia l'Amministrazione comunale.

Editoriale ( da "Salute (La Repubblica)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cosche e burocrazia, hanno creato un sistema infame e pericoloso. Le indagini in Calabria, che alla fine del mese scorso hanno portato a 18 arresti eccellenti (dietro i quali c'è l'omicidio del medico Francesco Fortugno, avvenuto il 16 ottobre del 2005), denunciano l'esistenza di una vera Piovra calabrese, il cui interesse primario era questo:

Previdenza e burocrazia: dibattito di Confagricoltura con il numero uno Vecchioni ( da "Denaro, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Salerno agricoltura Previdenza e burocrazia: dibattito di Confagricoltura con il numero uno Vecchioni Tappa salernitana per il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni. Il numero uno della confederazione interverrà oggi ad un convegno dal tema: "costo del lavoro, previdenza e peso della burocrazia: i freni della competitività agricola"

Entro settembre l'installazione dei software nei centri che hanno aderito all'iniziativa in rete 500mila cittadini ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INTERNET E BUROCRAZIA Entro settembre l'installazione dei software nei centri che hanno aderito all'iniziativa In rete 500mila cittadini.

DAL MOLIN ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Usare le armi della burocrazia per mettere il bavaglio alla protesta, è una scelta disperata e sintomo di debolezza, ma anche una provocazione". L'ex assessore all'Edilizia privata Michele Dalla Negra ha più volte ribadito che le strutture montate dai comitati sono abusive, come confermano i rilievi della Polizia locale,

Polemiche sulla pillola Ru486. L'Udc: <C'è lo zampino della lobby anti-vita>. L'Agenzia del farmaco avverte: il sì non equivale alla messa in vendita ( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e tuona contro "la vittoria delle burocrazie su un governo democratico degno di questo nome". Sono in ballo, insiste l'associazione, questioni di ordine morale ("La banalizzazione del dramma dell'aborto") e sanitario per la salute delle donne: così, "Scienza e vita" promette una battaglia di "sensibilizzazione e pressione culturale".

Documenti d'identità si ritorna alla carta ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma come spesso accade, quando si ha a che fare con la burocrazia e i suoi meandri, la novità è durata poco. Il Comune di Cortina, che aveva avuto in dotazione a suo tempo e in via sperimentale l'apposito e alquanto ingombrante macchinario, già dal 2005, è tornata a produrre il documento alla vecchia maniera.

Golf resort, è arrivato il via libera del Genio civile ( da "Sicilia, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tempi della burocrazia non sono quelli attesi da chi fa impresa. Non appena la certificazione antimafia perverrà al Ministero, finalmente il gruppo inglese potrà incassare la parte di intervento finanziario frutto dell'Accordo Quadro di Programma. Fino a oggi, le opere realizzate ammonterebbero a circa 80 milioni di euro,

COLDIRETTI <Psr, la fretta è ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Credo - conclude Zbogar - che la fretta non sia l'unica consigliera, che non si debba privilegiare il criterio dei tempi rispetto alla qualità dei progetti". "A nostro avviso - aggiunge il direttore regionale della Coldiretti Elsa Bigai - ci sono ancora tanti elementi dove la burocrazia graverà sulle imprese".

Area di sosta e spazio verdein un tratto di via Di Vittorio ( da "Sicilia, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è bisogno non solo di ridurre i tempi della burocrazia e quindi dell'assegnazione dei beni ? ha concluso ? ma anche di ottenere delle risorse economiche per ristrutturare gli immobili e rendere produttivi i terreni. Nella maggior parte dei casi infatti sono inutilizzabili e i Comuni devono trovare i fondi per sistemarli".

Nessun contributo in denaro (come ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arma spuntata della burocrazia. Fino ad ora abbiamo lavorato in totale autonomia economica, provvedendo ad ogni nostra esigenza attraverso l'autofinanziamento. Da ottobre abbiamo prodotto cinque mostre, abbiamo ospitato una serie di conferenze, abbiamo proposto un workshop di grafica, e ci siamo occupati dei problemi della città.

Eredità post-sovietica: un'Italia più povera ( da "Opinione, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impedire le riforme, aumentare i lacci e i laccioli di una burocrazia asfissiante e inefficiente, elargire servizi pubblici da terzomondo, aumentare le tasse, che è sempre l'estrema risorsa di ogni malgoverno non proiettato all'esterno ma rinchiuso in se stesso, nel proprio orizzonte angusto e autarchico.

Giovani industriali: ''La Calabria muore di criminalità e assistenzialismo'' ( da "Redattore sociale" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare condizioni di sostegno: giustizia, infrastrutture, quadro delle regole, progettualità, più capacità di indirizzare al meglio le risorse pubbliche e comunitarie e meno intermediazioni, e soprattutto capacità di ascolto e di interlocuzione.

RIMINI, CONFERENZA DEI SINDACI: ESITI ( da "Sestopotere.com" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 000 euro all'anno, e, non ancora quantificato, della burocrazia, sono gli obiettivi che ci prefiguriamo con il nostro progetto". Il percorso della riforma è appena agli inizi. Con il nulla osta della Conferenza, l'Amministrazione provinciale si appresta, a questo punto, ad elaborare uno schema tipo di delibera.

Santo Versace: alla Calabria donerò i miei prossimi 30 anni ( da "Vita non profit magazine" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Versace: La burocrazia. Secondo l'Unione europea all'Italia la burocrazia costa 80 miliardi di euro. Molti di questi sono sulle spalle della Calabria. Che per me rimane un posto splendido. Vita: Ha mai pensato di tornarci? Versace: Io ho vissuto i miei primi 30 anni in Calabria.

Agazio Loiero si rimette all'Aula ( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la "graniticità" di certa burocrazia, l'infiltrazione della criminalità organizzata". Loiero, inoltre, ha rivolto critiche ai "mass media, che non mi hanno perdonato nulla: ricordate i quindici giornalisti assunti? Erano solo cinque. E che dire delle consulenze? Ne ho mantenute sempre e soltanto tre.

COLTURE CATASTALI, CO.DI.PR.A. ED ECCESSIVA BUROCRAZIA: DEFINITA UNA LINEA STRATEGICA UNITARIA ( da "Sestopotere.com" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ED ECCESSIVA BUROCRAZIA: DEFINITA UNA LINEA STRATEGICA UNITARIA (Sesto Potere) - Forlì/Cesena - 28 febbraio 2008 -Definire strategie comuni in merito ad alcuni temi urgenti che interessano il settore agricolo provinciale: è questo il senso dell'ultimo incontro che ha visto protagoniste le rappresentanze di CIA, Confagricoltura e UIMEC-


Articoli

Lo stato pagherà negli stessi tempi con cui si fa pagare (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPA.it" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

CENTROSINISTRA La rupture del Pd Lo stato pagherà negli stessi tempi con cui si fa pagare (ra. c.) Lo stato paghi negli stessi tempi nei quali pretende di essere pagato. In questa frase si riassume la rivoluzione di prospettiva alla base del programma del Partito democratico che nelle tasse non inserisce solo quelle derivanti dalla cosiddetta pressione fiscale. I costi della burocrazia ovvero il peso in termini di denaro delle procedure burocratiche addossate ai cittadini e alle imprese sono considerati. Non nel senso leghista del Roma ladrona ma come un freno a una legiferazione di lacci e lacciuoli che imbrigliano le aziende e costringono i cittadini a passare del tempo nei pubblici uffici inutilmente. "Il debito non è quello che si definisce tale", si legge nel programma, perché ad esso si devono aggiungere i rimborsi fiscali che a volte risalgono a 10 anni fa o i debiti dovuti ad esempio dalle pubbliche amministrazioni alle aziende. È assurdo che le aziende sanitarie rimborsino a due anni le aziende creditrici con inevitabili difficoltà di quest'ultime. In Europa a 30-60 giorni. Una situazione che poi inevitabilmente si riflette anche nel rapporto tra grande e piccola impresa e che la legge sulla subfornitura del 1998 non è riuscita a correggere del tutto. La proposta di un'emissione straordinaria di titoli per coprire il pregresso e la fissazione di un ritardo massimo di sei, da ridurre nel medio periodo a tre, mesi nei rimborsi dovrebbe limitare quello che non è più solo un malcostume o una cattiva amministrazione.

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L'Italia nel mondo che cambia (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPA.it" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PARTE 2- IL PROGRAMMA del Partito democratico L'Italia nel mondo che cambia "Il Partito democratico si pre gge l'obiettivo di far convergere su queste scelte le principali forze politiche del paese, per approdare nalmente a un'idea condivisa di interesse nazionale italiano nelle scelte internazionali" 6. STATO SOCIALE: PIÙ EGUAGLIANZA E PIÙ SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA, PER CRESCERE MEGLIO a) Infortuni sul lavoro: premiare chi investe in sicurezza La legge delega sulla sicurezza sul lavoro prevede tutte le misure legislative necessarie: il governo Prodi è impegnato ad emanarle prima del 13 aprile. Ma è soprattutto questione di gestione e di corretta applicazione delle norme, in un sistema in cui disordine, mancanza di coordinamento, inefficienza la fanno da padroni: 1. bisogna creare un'unica Agenzia nazionale per la sicurezza sul lavoro, come luogo di indirizzo e coordinamento per l'attività ispettiva, preventiva e repressiva, anche rafforzando il ruolo della concertazione tripartita; 2. anche grazie all'attività dell'Agenzia, potrà essere realizzato un sistema di forti premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione; al tempo stesso, una quota delle risorse del surplus Inail deve essere utilizzata per aumentare gli indennizzi ai lavoratori infortunati e per aggiornare le tabelle delle malattie professionali; 3. i lavoratori in nero sono i più esposti al rischio infortuni. Anche alla luce dell'esperienza applicativa della norma sulla sospensione dell'attività per le imprese con oltre il 20% di lavoratori irregolari, vanno premiate le imprese che accolgono l'invito a regolarizzarsi e a rispettare i contratti, come prevedono le intese realizzate tra governo e parti sociali negli ultimi 18 mesi. L'obiettivo: "cento protocolli di civiltà", uno per ogni provincia, in cui costruire le condizioni concertate per l'emersione. b) Sono le donne l'asso dello sviluppo È necessario trasformare l'enorme capitale umano femminile inattivo in un "asso" da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale. Passare dal circolo vizioso ad un circolo virtuoso. Più donne occupate significa, infatti, più crescita; più nascite; famiglie più sicure economicamente e più dinamiche; meno minori in povertà. Le proposte per l'occupazione femminile: 1. incentivi fiscali mirati per il lavoro delle donne (vedi azione n. 2 - lettera c), anche al fine di favorire il secondo reddito familiare; 2. incentivi fiscali per promuovere, sul mercato, un settore di servizi "avanzati" alle famiglie, che sia insieme un settore di occupazione per le donne e un mezzo di conciliazione; 3. legge sull'eguaglianza di genere nel mercato del lavoro, come in Spagna, e punteggi più elevati nelle graduatorie per gli appalti alle aziende che rispettano la parità di genere. Le proposte per la conciliazione: 1. orari flessibili e "lunghi" negli asili, nelle scuole elementari e negli uffici pubblici che rendono i principali servizi ai cittadini; gli asili chiudono solo una settimana a ferragosto; le scuole elementari organizzano attività estive e restano aperte anche al pomeriggio; liberalizzazione degli orari del commercio; 2. nuovo congedo di paternità interamente retribuito, dalle imprese, come nei paesi scandinavi, addizionale alla maternità/paternità già oggi prevista e non fruibile dalle donne; 3. congedi parentali al 100% per 12 mesi, come in Francia; 4. incentivi alla flessibilità di orario richiesta dal dipendente. c) Asili nido per tutti e bambini più felici, dai primi giorni di vita L'asilo nido deve diventare un servizio universale, disponibile per chiunque ne abbia bisogno. Grazie alla cooperazione con le regioni e gli enti locali, al lavoro avviato dal governo Prodi e alle risorse già disponibili, è conseguibile l'obiettivo di quadruplicare il numero dei posti entro cinque anni, con servizi che coprano il 25% dei bambini da 0 a 3 anni, contro il 6% attuale. A questo scopo, va superato qualsiasi eccesso di minuziosa regolazione. Un bambino su tre incontra determinanti difficoltà di sviluppo nei primi dieci mesi di vita. In molti, troppi casi questo ritardo iniziale non verrà più recuperato. Questo fondamentale fattore d'esclusione va dunque aggredito, fornendo alle mamme in situazioni di disagio economico/sociale l'aiuto individuale di assistenti di maternità, che intervengano prima ancora dell'ingresso del bambino all'asilo nido e gli garantiscano le prime settimane di vita in un contesto affettivo stabile ed accogliente. d) Sostenere le retribuzioni basse: garantire un compenso minimo In Italia, come in altri paesi, un numero consistente di lavoratori hanno retribuzioni inaccettabilmente basse; si trovano per questo in una situazione di povertà che riguarda soprattutto i lavoratori atipici, giovani donne, e che si cumula spesso con condizioni di precarietà dell'occupazione. Questa situazione va contrastata, secondo le indicazioni della Unione europea e dell'Organizzazione internazionale del lavoro, con misure diverse e convergenti. 1. Attraverso incentivi e disincentivi (accesso ai benefici pubblici, appalti, ecc.) favorire un migliore rispetto degli standard stabiliti della contrattazione collettiva, anche sperimentando forme concordate con le parti sociali di estensione dell'efficacia dei contratti. 2. Sostegno ai bassi salari, riducendo il cuneo fiscale sugli stessi in modo graduale (come in Francia) per rendere più conveniente alle imprese assumere questi lavoratori a tempo indeterminato. 3. Sperimentazione di un compenso minimo legale fissato in via tripartita (parti sociali e governo), per i collaboratori economicamente dipendenti (con l'obiettivo di raggiungere 1000/1100 euro netti mensili). Va verificato con le parti sociali se questo minimo possa essere esteso a quei lavoratori dipendenti che non godono di adeguata protezione da parte della contrattazione collettiva. In tal modo il compenso minimo si configura come rete di protezione di ultima istanza anche nei confronti dei minimi contrattuali. e) Rendere sostenibile la flessibilità e combattere la precarietà La lotta alla precarietà è indispensabile per dare prospettive di vita dignitosa ai giovani. Si devono estendere a tutti i lavoratori le tutele fondamentali, secondo i principi della Carta dei diritti. Non è possibile garantire stabilità ai singoli posti di lavoro, ma si può garantire continuità all'occupazione delle persone, facendo della formazione permanente un nuovo diritto di cittadinanza. Ma non solo: ci vogliono politiche attive sul mercato del lavoro, che forniscano tutele del reddito in caso di disoccupazione; e un sistema efficiente di servizi, di formazione e di occasioni per il reimpiego. Questo è il senso della migliore flexicurity europea, cui intendiamo ispirarci. Un sistema attivo si ottiene potenziando la rete dei servizi, pubblici e privati, all'impiego e introducendo forme di responsabilizzazione reciproca fra beneficiari di sussidi e erogatori dei servizi. I primi sono tenuti non solo ad accettare offerte di impiego e di formazione, pena la decadenza dal sussidio, ma ad attivarsi per cercare il reimpiego. Cercare lavoro è in sé un'occupazione, che per questo va retribuita, con un contratto specifico di ricerca d'occupazione. I servizi all'impiego devono essere responsabilizzati anch'essi ad attivarsi, offrendo agli operatori incentivi specifici e strumenti adeguati (compreso il potere di erogare le indennità e di sanzionare le inefficienze). L'insieme delle nuove politiche per il lavoro deve essere sottoposto ? per un periodo sufficientemente lungo di sperimentazione ? a sistematica valutazione/misurazione degli effetti. f ) Favorire l'accesso dei giovani al lavoro stabile Troppi giovani sono ora "intrappolati" troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di lavoro precari. Questa situazione va contrastata da una parte facendo costare di più i lavori atipici e di meno il lavoro stabile; dall'altra favorendo un percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito, con varie misure: 1. allungamento del periodo di prova, in misura da concertare con le parti sociali, per permettere alle imprese, e anche al lavoratore, una più adeguata valutazione della possibilità di una assunzione a tempo indeterminato; 2. incentivazione e modulazione del contratto di apprendistato come strumento principale di formazione e di ingresso dei giovani nel lavoro. Le agevolazioni contributive vanno graduate in rapporto alla qualità e quantità della formazione dell'apprendista, e tenendo conto dei periodi di apprendistato. In un primo periodo, di lunghezza variabile da definire con le parti secondo le necessità di formazione, i trattamenti e le agevolazioni all'impresa restano quelle attuali; alla fine di questo periodo si procede alla verifica della qualificazione dell'apprendista, con la possibilità di continuare il rapporto, se necessario a completare la formazione, con ulteriori agevolazioni, ovvero di terminare il rapporto (come oggi). Dopo questo ulteriore periodo vanno previsti incentivi all'impresa che trasforma il rapporto in contratto di lavoro a tempo indeterminato. g) Contratti "atipici"? Devono costare di più I contratti temporanei dovrebbero essere utilizzati soltanto per prestazioni lavorative veramente a termine, riducendone la durata massima a due anni e imponendo ai datori di lavoro che li utilizzano il pagamento di contributi più elevati per l'assicurazione contro la disoccupazione. Infatti, chi è assunto con contratti a termine ha più probabilità di diventare disoccupato. Il datore di lavoro deve perciò contribuire a coprire questo rischio, più di quanto avvenga con altri contratti. Altrimenti il costo della flessibilità graverà solo sui contribuenti. h) Dare credito alla creatività e all'attività delle ragazze e dei ragazzi Costituire per i giovani ? allargando le misure del protocollo sul welfare ? fondi per il credito e il micro-credito, che consentano di ottenere prestiti, con restituzione posticipata agevolata, e sostenere finanziariamente percorsi formativi e progetti imprenditoriali nei settori dell'innovazione tecnologica, dello sviluppo sostenibile, nei servizi di utilità sociale e impegno civile. i) Per un vero mercato delle case in affitto La disponibilità di case in affitto in Italia è di gran lunga inferiore a quella di altri paesi. Tale scarsa disponibilità blocca la mobilità, specie dei giovani e delle giovani coppie. Una svolta può derivare dalle seguenti scelte: 1. investimenti nell'edilizia residenziale pubblica ad affitto sociale, con l'obiettivo di raggiungere quote simili a quelle presenti negli altri paesi europei; 2. accrescere la presenza di nuovi investitori privati nel settore immobiliare, attraverso l'utilizzo di società d'investimento immobiliare quotate e la liberalizzazione del mercato: politiche di regolazione del mercato che incentivino i proprietari a porre sul mercato degli affitti le case, anche riducendo progressivamente le proroghe generalizzate degli sfratti; 3. introdurre l'obbligo di destinare nelle convenzioni urbanistiche una quota (es. il 15%) delle nuove costruzioni agli affitti a canone concordato; 4. varare anche in Italia interventi di social housing. Non si tratta della tradizionale edilizia residenziale pubblica, destinata a fasce sociali svantaggiate (lettera a). I fondi immobiliari di tipo etico costruiscono o acquisiscono unità abitative e le mettono sul mercato, senza sussidi pubblici, ad affitti sostenibili. Se i terreni delle nuove costruzioni sono conferiti dai comuni, i fondi vanno in equilibrio con affitti ancora più bassi. Si possono promuovere fondi a controllo o a partecipazione pubblica; si possono coinvolgere nell'operazione la Cassa depositi e prestiti e le fondazioni di origine bancaria. E si può intrecciare questa attività con la dismissione e riqualificazione di tanto patrimonio immobiliare pubblico, specie degli enti locali. j) Per l'invecchiamento attivo Il nostro tasso di occupazione degli over 50 è sotto la media europea. Occorrono misure diverse: agevolazioni alle imprese che assumono over 50 a tempo indeterminato, incentivi ai lavoratori che prolungano il lavoro oltre l'età pensionabile (sopravvalutazione del tempo di lavoro ai fini della pensione, abolizione del divieto di cumulo fra retribuzione e pensione), part-time misto a pensione. k) Il buono-servizio per i non autosufficienti e i diversamente abili 1. Elevare gradualmente l'importo mensile dell'indennità di accompagnamento da 455 fino a 600 euro in media per il 30% degli utenti (450.000 persone) che hanno maggiore bisogno di assistenza, mantenendo il valore attuale per le altre. L'accesso alla misura rimane sulla base del bisogno: l'ammontare è determinato in base all'Indicatore di situazione economica equivalente. 2. Affiancare all'indennità di accompagnamento monetaria per i cittadini non autosufficienti e i diversamente abili la possibilità per loro di optare per una dotazione mensile, di valore maggiore dell'indennità e finanziata anch'essa dallo stato, di buoni-servizio per l'acquisto di servizi di assistenza domiciliare integrata organizzati dai comuni: - i buoni sono nominativi e non trasferibili; - possono essere spesi dal cittadino solo per l'acquisto di servizi offerti dai comuni o da erogatori (cooperative, organizzazioni no profit, ecc.) accreditati e regolati dai comuni. l) Governare l'immigrazione per non subirla Affinché l'immigrazione sia vissuta non come una minaccia, ma come un'opportunità, è necessario che essa sia governata e non subita. 1. La legge Bossi-Fini produce immigrazione irregolare. Deve essere introdotta una modalità d'ingresso sponsorizzata e garantita da associazioni certificate e da enti locali, che permetta ? entro limiti temporali prestabiliti ? la ricerca di lavoro. Nell'ambito di una programmazione imperniata su una corretta lettura del fabbisogno di forza lavoro e di sostenibilità sociale dei nuovi ingressi, la politica migratoria deve incoraggiare l'afflusso di lavoratori con profili professionali di qualità. 2. Si deve procedere all'estensione della durata dei permessi di soggiorno, alla semplificazione delle modalità dei rinnovi, alla conservazione delle prerogative del soggiornante regolare nelle more dei rinnovi, a prestare la massima cura nel rendere efficienti, produttivi e rapidi i meccanismi amministrativi, passando la responsabilità dei rinnovi ai comuni. 3. È necessario un patto di cittadinanza con gli immigrati, basato su un sistema chiaro di diritti e di doveri, con al centro i valori fondanti della nostra Costituzione. Si deve poi prevedere la concessione del diritto di voto amministrativo dopo un congruo periodo di residenza regolare (cinque anni) su richiesta degli interessati (in analogia al trattamento previsto dalla normativa per i comunitari). Quindi, una riforma delle norme sulla cittadinanza che introduca il principio dello jus soli, affinché i bambini nati o cresciuti in Italia possano acquisire la cittadinanza italiana e che contempli una verifica dell'integrazione sociale e linguistica dell'immigrato per il conseguimento della cittadinanza. 4. Favorire la regolarità dell'ingresso e della permanenza nel paese e contrastare duramente la clandestinità e la criminalità. Dare migliore efficacia ed effettività ai provvedimenti di espulsione ed organizzare un sistema di contrasto della clandestinità in cui siano presenti i Centri di identificazione e garanzia per la determinazione dell'identità degli irregolari, al fine di permetterne il rimpatrio, che va sostenuto anche con programmi di rimpatrio volontario ed assistito attraverso il Fondo rimpatri. Le donne straniere che denunciano violenze familiari devono ricevere un permesso di soggiorno per motivi di protezione umana. m) Sanità: più imprenditorialità, meno intrusioni della politica La Sanità italiana è al secondo posto nella graduatoria dell'Organizzazione mondiale della sanità: ciò è il frutto dell'impianto universalistico del nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn) che garantisce ai cittadini standard generalizzati di assistenza e presenta centri di eccellenza di livello internazionale. Il Ssn è dunque un patrimonio che va valorizzato e rafforzato, correggendo gli squilibri territoriali che limitano il diritto alla salute in alcune regioni del paese, specie nel Mezzogiorno, nonché le rigidità organizzative e le lentezze burocratiche che provocano file di attesa e disagi ai cittadini. 1. Modificare ? rendendole più trasparenti ? le relazioni contrattuali tra regione ed aziende ospedaliere, combinando le soluzioni positivamente adottate in alcune regioni ? finanziamento ex ante di un'offerta equilibrata di servizi sul territorio ? e quelle fondate sullo sviluppo di un certo grado di concorrenza tra le strutture, tramite la capacità di attirare pazienti. Questo metodo segnalerebbe alla regione le strutture migliori e quelle con performance peggiori e aiuterebbe a sciogliere il nodo del corretto rapporto tra management ospedaliero e direzione politica. È necessario poi attuare ? in cooperazione con le regioni ? un piano di ammodernamento strutturale e tecnologico della rete ospedaliera, per migliorare i livelli di sicurezza e la qualità delle cure. 2. Il governo del Pd si impegna a ridurre le liste di attesa, che creano intollerabili differenze tra i cittadini. La legge n. 120 del 2007 ha introdotto il concetto di "urgenza differibile", sulla cui base un cittadino ha il diritto di essere assistito dal Ssn entro 72 ore dalla richiesta, per tutte le patologie che, pur essendo urgenti, non necessitano di pronto soccorso o ricovero immediato. I tempi medi di attesa per una prestazione devono equivalersi nell'attività pubblica istituzionale e in quella libero professionale. 3. Il caso delle nomine clientelari e partitiche nella sanità è quello sotto il mirino dei media, anche se non è certamente l'unico. Per questo il Pd sosterrà il ddl predisposto dal governo Prodi sulla "qualità e sicurezza del Ssn", che contiene due importanti innovazioni: l'istituzione di un sistema nazionale e regionale di valutazione dei risultati del Ssn, nonché procedure di selezione e nomina del personale amministrativo e medico volte a valorizzare le competenze tecniche e a neutralizzare le interferenze dirette della politica. La politica sceglie il ministro, il sottosegretario, l'assessore alla sanità, ma non deve scegliere i primari. Attraverso le opportune intese con le regioni, si deve giungere a modifiche legislative e regolamentari tali da consentire che la nomina dei direttori generali delle Asl sia effettuata attraverso la designazione da parte di una commissione regionale di tre tecnici-saggi, che procedono alla selezione dei candidati attraverso pubbliche audizioni. Alla fine di questa procedura ? e solo allora ? interviene la decisione del presidente regionale. In alternativa, può essere perseguita la strada di un albo nazionale garantito da rigorose procedure concorsuali pubbliche, dal quale le singole regioni potranno scegliere le persone più adatte in base ad un rapporto fiduciario. 4. Gli italiani spendono di tasca propria almeno 25-30 miliardi di euro per servizi e prestazioni sanitarie che acquistano sul mercato, specie in aree come l'odontoiatria. È quindi necessario operare per lo sviluppo di un pilastro realizzato su basi complementari, anche attraverso un patto con sindacati e imprese per favorirne l'inserimento nella libera contrattazione. In particolare, è opportuna la creazione di un fondo odontoiatrico promosso dal pubblico e contribuito volontariamente dai cittadini. Due gli effetti positivi: il fondo avrebbe maggior potere di acquisto delle prestazioni odontoiatriche, facendone abbassare il costo di mercato; e i contributi godrebbero di sgravi fiscali, rapidamente coperti dalla emersione. Gli enti locali che lo volessero potrebbero finanziare la contribuzione al fondo per le categorie "deboli". 5. È indispensabile una forte iniezione di innovazione nel sistema. Ad esempio, con la telemedicina: un grande programma di diffusione di tecnologie, in grado di far dialogare il cittadino con le strutture e con i professionisti, per quanto possibile, da casa, facendo muovere le informazioni invece dei pazienti. Si devono far dialogare i professionisti per raggiungere efficacia ed efficienza nelle prestazioni fornite, valorizzando la medicina di base come serio e reale filtro verso le prestazioni ospedaliere. È necessario, per le persone affette da "malattie rare", accrescere l'impegno per la ricerca e per iniziative specifiche, quali: best practice cliniche in materia di riabilitazione, riconosciute a livello internazionale; intervento multidisciplinare a favore del singolo paziente; promozione di centri di eccellenza nazionali di riferimento per le singole patologie; valorizzazione delle associazioni di pazienti come interlocutori istituzionali. n) Attuare la 194, in tutte le sue parti Il dramma dell'aborto è una esperienza che le donne vogliono evitare. Devono essere aiutate a farlo, attraverso un più vigoroso impegno e il potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche e del volontariato. L'accoglienza della vita è un valore per la società e va favorita e promossa con azioni specifiche a sostegno delle donne. Educare alla procreazione responsabile, alla genitorialità, con particolare riferimento alle donne immigrate ed ai giovani, è un obiettivo prioritario per il Pd. La legge 194 è una legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati: ha consentito una maggiore tutela della salute della donna e favorito una forte riduzione del numero degli aborti. Il Pd si impegna dunque ad attuarla, anche alla luce delle nuove possibilità offerte dalla scienza, in tutte le sue parti. L'obiettivo è un'ulteriore riduzione del numero degli aborti, anche attraverso azioni specifiche rivolte alle famiglie di immigrati e ai giovani. 7. CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA: PIÙ AUTONOMIA, PER L'EQUITÀ E L'ECCELLENZA a) Scuola: quattro obiettivi precisi 1. Assicurare il successo educativo a tutti i ragazzi fino ai sedici anni. 2. Portare al diploma almeno l'85% dei nostri ragazzi, e comunque fare sì che nessuno lasci i percorsi di istruzione senza una qualificazione spendibile sul mercato del lavoro. 3. Proseguire l'azione per ridare peso e valore, accanto ai licei, agli istituti tecnici e professionali di stato, in un sistema nazionale, articolato sul territorio, di istruzione tecnica, anche di livello superiore. 4. Integrare l'educazione all'arte, dalle scuole primarie all'università, aumentando le forme di cooperazione tra sistema dell'istruzione e sistema culturale. b) Autonomia fa migliore educazione Realizzare un nuovo salto nell'autonomia degli istituti scolastici, facendo leva sulle capacità manageriali dei loro dirigenti, all'interno di organi di governo aperti al contesto sociale e territoriale; sulla piena responsabilità degli insegnanti nel definire ? nel quadro di regole generali di funzionamento del sistema e di indirizzi nazionali ? gli specifici contenuti dell'insegnamento; sulla valutazione sistematica dei risultati; sulla possibilità effettiva dei genitori di scegliere sul territorio la scuola cui iscrivere i figli e di partecipare consapevolmente alla sua gestione. Le scuole dell'autonomia devono essere più libere, condizione essenziale per poter essere valutate. Devono poter disporre della flessibilità necessaria nell'orario, nella promozione della formazione degli insegnanti (anche attraverso periodi sabbatici) e nella gestione degli organici, per reggere l'innovazione didattica e organizzativa necessaria. In questo quadro, va pienamente valorizzata la professionalità docente, avviando una vera e propria carriera professionale degli insegnanti, che valorizzi il merito e l'impegno. c) Più ore di matematica Nel contesto di un'azione volta a rafforzare le fondamentali competenze di base, accrescere le competenze matematiche e scientifiche dei nostri studenti, anche attraverso un ampliamento delle ore di insegnamento e un programma straordinario di reclutamento di insegnanti, in modo tale da compensare, entro la legislatura, il gap di conoscenze specifiche rispetto alla media dei paesi Ocse. È necessario ampliare gli spazi dell'apprendimento dell'inglese e sperimentare l'insegnamento in inglese di una materia curricolare. Dovranno essere immediatamente attivati i necessari corsi di formazione degli insegnanti. d) Scuole belle ed aperte, anche ai nonni Lo stato di abbandono e di scarsa manutenzione degli edifici scolastici è molto grave. Il governo Prodi ha visto giusto lanciando il programma nazionale per l'edilizia scolastica. Ci sono risorse non solo per riqualificare le strutture esistenti, ma per farne i luoghi più belli e accoglienti del quartiere, con architetture nuove, attrezzature didattiche di qualità, strumenti tecnologici e ampia dotazione di servizi. Ciò consentirà di svolgere meglio prima di tutto la funzione scolastica, accorpando nello stesso edificio diversi cicli e indirizzi formativi, in veri e propri "campus della scuola dell'obbligo". Dopo la ristrutturazione, questi patrimoni pubblici dovranno essere utilizzati al massimo grado, tenendoli aperti giorno e sera. Innanzitutto, per riportare anche i genitori e gli adulti a studiare. Possono diventare centri di iniziative contro l'evasione dell'obbligo scolastico e per il recupero di ragazzi in difficoltà. Dalla musica, al teatro, all'arte, al multimediale, tutte le forme di espressione culturale dei giovani devono trovare nel campus la propria casa di produzione. Dalla formazione di piccole orchestre e cori, all'alfabetizzazione tecnologica della cittadinanza e per l'accesso ai nuovi servizi di e-government, creando anche le condizioni di scambio tra le diverse generazioni (ad esempio, impegnando i ragazzi ad educare i nonni all'uso di internet). Cento di questi "campus" dovranno essere pronti per il 2010. e) Scuola primaria e sport Estendere a tutta la scuola primaria l'introduzione della pratica motoria nel ciclo curricolare. Adottare la legge per lo sport per tutti destinata a disciplinare, con le regioni e gli enti locali, il miglior funzionamento del fondo per lo sport di cittadinanza. f ) Modernizzare le università e creare una nuova leva di ricercatori 1. L'università deve essere un motore essenziale della mobilità sociale e della crescita. a. Riduzione del numero di sedi universitarie e promozione della loro specializzazione in poche discipline, per raggiungere livelli di eccellenza. b. Modernizzazione delle università italiane, esaltando la loro autonomia finanziaria, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell'utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, aumentando la competizione tra gli atenei. Vogliamo portare in 10 anni il trasferimento pubblico per l'università e la ricerca al livello dei paesi più attivi e vitali nell'economia globale, ma far sì che una quota crescente, fino ad arrivare almeno 30%, sia trasferita tramite valutazione, avvalendosi dell'Agenzia nazionale della valutazione dell'università e della ricerca istituita dal governo Prodi. c. Nell'ambito del sistema nazionale dell'istruzione universitaria, va riconosciuta effettiva autonomia agli atenei e promossa la loro internazionalizzazione, per rompere chiusure baronali e portare l'università italiana nel novero dell'eccellenza mondiale. Ciascun ateneo deve essere libero di assumere personale docente italiano e straniero, di darsi il sistema di governo che ritiene più adeguato, di stabilire le norme per l'ammissione degli studenti, di fissare liberamente le rette. d. Garantita la funzione pubblica dell'insegnamento universitario, va perseguita la possibilità di utilizzo del regime privatistico per i docenti nuovi assunti, agendo contemporaneamente per un rinnovamento del corpo docente universitario che abbatta l'incertezza dei lunghi precariati. e. Più concorrenza dal lato della domanda e borse di studio spendibili in qualsiasi università. Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d'onore, la cui restituzione potrebbe essere collegata ai redditi conseguiti dopo la conclusione degli studi. Indirizzare il ruolo delle fondazioni bancarie verso la formazione di capitale umano, con borse di studio e investimenti a favore delle strutture. f. Potenziamento della rete di politecnici, che funzioni da dorsale tecnologica del paese. g. Progettazione e realizzazione di una grande università telematica pubblica. h. Erasmus effettivamente accessibili a tutti gli studenti universitari italiani, sostenendo con adeguate borse di studio coloro che provengono da famiglie non abbienti. 2. Favorire la ricerca non finalizzata, con l'obiettivo di: a. creare una nuova leva di giovani ricercatori; b. investire su questi ricercatori come risorsa per modernizzare il funzionamento delle istituzioni di ricerca; c. investire nella creazione di "quell'eccesso di capacità" che è precondizione di ogni ricerca finalizzata. Per il conseguimento di questo secondo obiettivo, serve un programma, gestito da un'agenzia indipendente, per selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro nel decennio). Non si dovrebbero porre altre condizioni, se non la qualità scientifica dei proponenti e l'accettazione di regole di valutazione di tale qualità nel corso dell'attività. g) Cultura: il più importante investimento Il Pd è nato sotto la spinta di una concezione vitale e non burocratica della cultura, ispiratrice di una visione alta del vivere e rivelatrice di bisogni spirituali non ancora palesati. La sua espressione concreta nella scienza, nelle arti e nel rispetto dei beni testamentari del nostro glorioso passato, è al centro degli interessi e della politica del Pd. Le giovani generazioni saranno messe in grado di concepire la cultura come il più importante investimento. Ci impegnamo a riformare l'intero sistema culturale, rendendolo più produttivo e favorendo lo sviluppo di ogni suo segmento: 1. convergenti politiche dal lato dell'offerta e della domanda di ricerca, puntando sulla modernizzazione di grandi servizi pubblici (infomobilità, energia sostenibile, beni culturali, aerospazio, e-government, infrastrutture): una frazione della domanda pubblica sempre impegnata attraverso contratti con università o enti di ricerca. Realizzazione di concorsi di idee e di commissioni pubbliche di nuove opere artistiche, architettoniche e urbanistiche in tutto il territorio nazionale; 2. crediti d'imposta automatici (vedi 8b) per le imprese che assumono "scienziati" per attività di progettazione e ricerca e progetto di venture capital promosso da Cassa depositi e prestiti nel settore dell'innovazione: robotica, social network, meccatronica, biotech; 3. accrescere l'autonomia e premiare l'imprenditorialità delle organizzazioni culturali e introdurre sistemi di valutazione, per massimizzare gli effetti dei finanziamenti pubblici nel settore; 4. istituire il Centro nazionale per il cinema e l'audiovisivo, per razionalizzare e semplificare il sistema pubblico di sostegno e promozione dell'intero settore, passando dall'attuale frammentazione delle competenze amministrative ad una gestione uni- taria. A ciò concorre l'istituzione del nuovo fondo di finanziamento per il cinema e l'audiovisivo (vedi Azione n. 12/4). 8. IMPRESE PIÙ FORTI, PER COMPETERE MEGLIO a) Nuove regole, per andare oltre il capitalismo "relazionale" Proponiamo cinque iniziative, da attuare in parallelo e non in sequenza. 1. Una prima iniziativa normativa è volta ad applicare parti della cosiddetta legge Amato (1990) ai settori industriali e dei servizi non finanziari. In particolare, essa dovrebbe offrire incentivi a: a. le imprese industriali di piccole e medie dimensioni che attuano processi di concentrazione e/o costruiscono efficaci reti integrate di imprese nei mercati internazionali; b. le stesse imprese che "aprono" la propria struttura proprietaria "chiusa" e ? se richiesto dalla complessità della nuova dimensione organizzativa ? si dotano di manager indipendenti dal proprietario- imprenditore-capo famiglia e ? in generale ? di forme evolute di corporate governance; c. le attività di servizio che, potendo sfruttare economie di scala e di scopo, si aggregano e assumono una più complessa forma societaria e organizzativa. 2. Una seconda iniziativa normativa riguarda qualche modifica da apportare alla legge del 2001 sul nuovo diritto societario. In particolare, si tratterebbe di incentivare a quotarsi in mercati regolamentati le società per azioni non quotate ma con caratteristiche da quotate, riducendo i divari fra i requisiti richiesti alle spa quotate e quelli richiesti alle spa "aperte" non quotate; alleggerire la regolamentazione delle spa "chiuse" e, come tali, non quotate. 3. Una terza, l'approvazione di una disciplina dei rapporti con parti collegate più rispettosa dei diritti e degli interessi delle minoranze; in modo tale da ridurre i cosiddetti "benefici privati del controllo", e, per questa via, accrescere l'effettiva contendibilità delle imprese. 4. Una quarta iniziativa normativa e di policy riguarda l'esigenza di erodere gli ampi spazi di rendita, che si annidano nella maggior parte dei servizi non finanziari, mediante processi di liberalizzazione. 5. Infine i conflitti di interesse vanno rimossi nella nuova logica dell'intervento pubblico: li elimina uno stato che fa meno gestione diretta, concentrandosi su leggi antitrust. b) Basta col fondo perduto: tutto per la ricerca e l'innovazione Le politiche per il rilancio della competitività delle imprese dovranno puntare sulla ricerca e l'innovazione, confermando le scelte strategiche impostate dal programma industria 2015. Progressiva riduzione dei sistemi tradizionali di incentivazione alle imprese, spostando le risorse pubbliche verso strumenti largamente automatici, che garantiscano riduzione dei costi amministrativi di gestione e un quadro di certezze e stabilità nel tempo per chi investe. Rendere strutturale il credito d'imposta su ricerca e sviluppo, che rappresenta uno strumento molto potente per le Pmi, e può favorire una riqualificazione del rapporto tra imprese e università. Sul lato delle nuove frontiere tecnologiche, in particolare nei settori legati a sviluppo sostenibile, salute e benessere, creare le condizioni per lo sviluppo di nuove filiere produttive ad elevato contenuto innovativo, agendo sia sul versante della riqualificazione della domanda pubblica, sia sul versante del sostegno a progetti di innovazione realizzati dal sistema delle imprese. Per le Pmi, sostenere processi di collaborazione industriale per la realizzazione di reti di imprese in grado, da un lato, di valorizzare lo straordinario patrimonio di vitalità imprenditoriale del nostro paese e dall'altro di affrontare i necessari processi di innovazione tecnologica ed internazionalizzazione produttiva. c) Contro la burocrazia: semplificare la vita a cittadini e imprese 1. Le tasse non sono solo quelle che si definiscono tali. Alla pressione fiscale andrebbe aggiunta la pressione burocratica, cioè il peso (monetario) delle procedure burocratiche addossate ai cittadini e alle imprese. La responsabilità della pressione burocratica è in larghissima misura del parlamento che legifera senza vincoli sotto questo profilo. La proposta: in tutti i casi in cui il parlamento intenda introdurre una nuova procedura, deve obbligatoriamente procedere a valutarne il costo monetario per cittadini ed imprese e deve obbligatoriamente procedere ad attribuire a cittadini ed imprese un credito d'imposta pari al 50% di quel costo. Il parlamento smetterebbe di legiferare "gratis" in questo campo. 2. Divieto ? a far data dal 1° gennaio 2009 ? per le pubbliche amministrazioni di richiedere ai cittadini ed alle imprese documenti e certificati compilati e/o emessi dalle stesse p.a. in senso lato. Obbligo, per le amministrazioni dello stato di mettere on line i documenti ed i certificati che potrebbero essere richiesti da altre amministrazioni. Commissariamento per le amministrazioni che non lo avessero fatto entro la data prevista. 3. Il debito non è quello che si definisce tale. Infatti, al debito ufficiale bisognerebbe aggiungere i rimborsi fiscali (Iva, Ire ed Ires) che a volte risalgono a 10 anni fa, nonché le somme dovute dalle pubbliche amministrazioni (in particolare dalle aziende sanitarie alle imprese). Realizziamo un'emissione straordinaria di titoli per coprire il pregresso e stabiliamo per legge che oltre i sei (da ridurre, nel medio periodo, a tre) mesi di ritardo della amministrazione fiscale e delle pubbliche amministrazioni si faccia luogo alle stesse procedure che queste amministrazioni usano nei confronti dei cittadini. Sarà una buona base per sciogliere un secondo, intricatissimo nodo: la lentezza esasperante dei "lavori pubblici". Basterà seguire il buon esempio offerto dalle realizzazioni delle opere pubbliche per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia: stanno procedendo ad un ritmo dieci volte superiore a quello usuale. Dunque, cambiato quel che c'è da cambiare, si adottino come "normali" quelle procedure straordinarie. 4. Passare dall'amministrazione che autorizza, all'impresa responsabile della proprio attività. Le agenzie per le imprese, enti privati promossi dalle associazioni o da professionisti associati, sono lo strumento attraverso il quale l'impresa diffusa può accedere ad un nuovo rapporto con le pubbliche amministrazioni, fondato sull'autocertificazione e sui controlli ex post. d) Promuovere la buona agricoltura 1. Spostare più risorse comunitarie dagli aiuti diretti al mercato verso le politiche di sviluppo rurale (con particolare riferimento alle zone svantaggiate e di montagna), in coerenza con lo spirito della riforma della politica agricola comune (pac), che è stato sostanzialmente tradito nella sua applicazione. 2. Incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, utilizzando al meglio lo strumento del relativo piano e prevedendo la creazione di un marchio per il biologico italiano. 3. Avviare un intervento coerente ed organico per lo sviluppo delle bioenergie, che dia un quadro di certezze nel lungo periodo, sia per quanto riguarda gli incentivi fiscali, sia per quanto riguarda l'assetto normativo. 4. Porre un efficace freno al processo di continua erosione delle superfici destinate all'agricoltura da parte di altre tipologie di utilizzo. 5. Dare finalmente attuazione alla legge sull'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime agricole trasformate. 6. Favorire la filiera corta e il rapporto diretto tra i produttori agricoli e agroalimentari e i consumatori. 7. Difendere i marchi Dop e Igp a livello comunitario e in sede di accordi Wto. 8. Intensificare il sistema dei controlli per combattere "l'agropirateria" e le frodi alimentari. e) Turismo: lo stato promuova l'Italia nel mondo In attesa di una riforma del titolo V della Costituzione, attraverso un'azione concertata con le regioni deve essere riassunta in capo allo stato la definizione della strategia nazionale per lo sviluppo del turismo. Deve invece restare affidata alle regioni la gestione delle politiche di regolazione e sostegno delle attività turistiche. In questo quadro, il governo del Pd si impegna a promuovere un'iniziativa in sede europea per l'applicazione di un'aliquota Iva ridotta alle attività turistiche nel loro complesso o a segmenti significativi delle stesse. f ) Più democrazia economica Imprenditore e lavoratore sono legati da un "comune destino". È quindi necessario dare avvio a forme più avanzate di democrazia economica, anche per consentire ai lavoratori di partecipare ai profitti dell'impresa. 1. Partecipazione finanziaria. Si può "affiancare" al risparmio individuale, gestito da investitori istituzionali, un mercato di capitali "da lavoro dipendente", con l'azionariato dei dipendenti e un più forte ruolo dei fondi pensione promossi dalla contrattazione collettiva. 2. Il modello duale nella governance d'impresa, anche prevedendo la presenza dei rappresentanti dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza. 3. Forme negoziate tra le parti di costruzione di un legame diretto tra componenti della retribuzione dei lavoratori e utili di impresa (al di là della contrattazione di secondo livello, fondata sulla produttività). 4. Diffusione del ricorso alla responsabilità sociale d'ompresa. 9. CONCORRENZA PRODUCE CRESCITA a) Una legge all'anno e autorità più forti 1. Rendere sistematica nell'ordinamento l'analisi della necessità e della proporzionatezza delle restrizioni normative e amministrative esistenti o da adottare. Devono rimanere vigenti solo quelle misure restrittive che sono strettamente necessarie e proporzionate al perseguimento dell'interesse generale. 2. Approvare una legge all'anno sulla concorrenza, impegnando il parlamento ad istituire una commissione speciale di esame, con sessione di lavoro e tempi definiti (3 mesi) per esaminare in modo sistematico le segnalazioni e i pareri espressi dall'autorità antitrust in materia di restrizioni ingiustificate alla concorrenza ed orientare l'attività normativa verso l'eliminazione degli ostacoli rilevati dall'antitrust; e impegnando la conferenza stato-regioni a dedicare una seduta straordinaria rivolta all'assunzione di impegni reciproci e vincolanti nel campo della regolazione dei mercati e delle attività economiche. Nella prima legge annuale, inserire le misure di liberalizzazione (telefonia, trasporto ferroviario, trasporti locali, distribuzione di carburanti, semplificazioni per le imprese) previsto dal terzo pacchetto Bersani, approvato in un solo ramo del parlamento nella XV legislatura. 3. Per fare funzionare al meglio i mercati gradualmente aperti alla concorrenza, le autorità di regolazione sono essenziali. Va quindi: a. realizzata la riforma e l'armonizzazione dei meccanismi di nomina dei vertici di tutte le autorità indipendenti: proposta del governo e parere vincolante delle commissioni parlamentari competenti; procedimento trasparente, preceduto dalla pubblicazione dei profili dei nominativi proposti dal governo (se non addirittura di call pubblico delle candidature) e audizioni parlamentari per ciascuno di essi. In definitiva, il deterrente migliore è il controllo sociale (o il suo timore); b. previsto che i componenti di ciascuna autorità scadano in tempi diversi, come accade nel caso della Corte costituzionale; c. introdotta e rafforzata l'attività di regolazione nei settori privi di autorità (ad esempio, i trasporti), e previsto il coordinamento statale della regolazione dei servizi pubblici erogati da regioni e comuni: può provvedervi un'autorità nazionale, espressione congiunta dello stato, delle regioni e dei comuni. 4. Nel settore dei servizi bancari vanno conseguiti la riduzione dei costi dei servizi offerti, la trasparenza e la semplificazione dei contratti, la diffusione degli strumenti di pagamento elettronici, il miglioramento delle opportunità di finanziamento di famiglie e imprese, attraverso l'introduzione di forme di autoregolamentazione del settore e intese tra governo, associazioni di rappresentanza e parti sociali interessate. b) Servizi pubblici di qualità, a prezzi più bassi La qualità e l'efficienza dei servizi pubblici rappresentano una variabile fondamentale per la qualità della vita di una collettività (anche ai fini della tutela effettiva degli strati più deboli della popolazione) e per la competitività del sistema economico. L'obiettivo è la garanzia universale dei servizi pubblici al massimo livello di qualità, al minimo costo di produzione e con la più ampia trasparenza dei meccanismi di determinazione delle tariffe. Per garantire la qualità e l'universalità di questi "servizi di interesse generale", il "pubblico" deve definire, a livello nazionale, gli standard minimi di qualità, associati a controlli rigorosi e a sanzioni incisive. Nei controlli sarà necessario coinvolgere a pieno titolo i cittadini-utenti, con forme sistematiche e trasparenti di raccolta dei reclami, delle segnalazioni, dei suggerimenti e con la garanzia del rimborso dei danni subiti a causa del mancato rispetto degli standard minimi. Un ulteriore fattore di modernizzazione dei servizi pubblici è costituito dall'aumento del grado di concorrenza nella loro erogazione. È indispensabile che i cittadini/clienti (siano essi famiglie o imprese) possano godere dei vantaggi derivanti da un mercato nel quale più operatori competono tra loro sul prezzo e sulla qualità del servizio, al fine di aggiudicarsi la preferenza dei clienti: la possibilità di scegliere tra offerte diverse è quindi un presupposto indispensabile. Là dove questo non sia tecnicamente possibile (ad esempio nella gestione di reti), il fornitore del servizio, per un tempo predefinito (che consenta gli investimenti necessari, ma non pregiudichi la possibilità di nuovi, futuri fornitori) va individuato attraverso gare che siano aggiudicate sulla base del fondamentale criterio di incrementare i benefici per i cittadini/clienti, sia attraverso una diminuzione dei prezzi loro applicati, sia attraverso la previsione di investimenti che garantiscano la sicurezza del servizio e la diminuzione futura dei costi, incentivando l'efficienza del processo di fornitura. c) Professionisti in società Anche per valorizzare le capacità dei giovani professionisti, che non dispongono (ancora) dei capitali necessari ad organizzare studi associati competitivi, è necessario consentire la costituzione di società di capitali, secondo gli ordinari modelli societari previsti dal libro V del Codice civile, aventi per oggetto esclusivo l'esercizio della professione o di più professioni (società multiprofessionali). d) Valorizzare le associazioni dei consumatori Per incidere sulle cause strutturali del carovita è necessario combinare lo strumento della concorrenza (già vigorosamente utilizzato dal governo Prodi) con quello della regolazione, incentivando processi di razionalizzazione e ammodernamento delle infrastrutture logistiche essenziali. Dovrà essere valorizzata la voce delle associazioni "consumeristiche" in adeguate forme di coordinamento che ne superino l'attuale frammentazione. 10. SUD E MEDITERRANEO: puntare tutto sulle infrastrutture materiali e immateriali e sul miglioramento della qualità dei servizi pubblici Per far ripartire il Sud e renderlo una opportunità-paese bisogna ricordare, innanzitutto, che dove sta bene un cittadino sta bene un'impresa. Ciò significa riduzione degli incentivi finanziari a vantaggio degli investimenti sul capitale sociale e, in particolare, significa dare rilevanza strategica agli obiettivi di servizio, finanziando con adeguate premialità target misurabili in campi come acqua, istruzione di base, servizi di cura per infanzia e anziani, così da restituire una cittadinanza piena agli individui attraverso l'acquisizione di diritti e mettere le basi per creare un contesto favorevole allo sviluppo economico. Lo stesso vale per il tema della sicurezza, sulla quale è giusto convogliare consistenti risorse della politica regionale, nazionale e comunitaria. Occorre una drastica revisione dei programmi, e un altrettanto drastico accentramento delle risorse su pochi obiettivi, quantificabili e controllabili. Il nostro obiettivo è quello di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture e dei servizi per i cittadini, le imprese e le istituzioni del Mezzogiorno a dimezzare il gap accumulato rispetto al Centro-Nord. Si tratta, in primo luogo, delle infrastrutture della mobilità: strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare. Almeno il 50% delle risorse comunitarie sarà impegnato su questi progetti. E poi, servizi pubblici essenziali, per i quali vanno stabiliti obiettivi-standard: dal servizio idrico all'ambiente, dall'energia alla scuola, dalla giustizia alle università. Per realizzare questa strategia ? spendere i fondi comunitari sulle effettive priorità e spenderli con un sistema di valutazione e di premialità basato sulla qualità dei servizi e non più sulla velocità della spesa ? è indispensabile rafforzare il ruolo di coordinamento e di indirizzo del governo nazionale. Le regioni del Mezzogiorno non devono essere lasciate sole, ma non devono neppure rifiutare un aiuto, sempre più necessario, per migliorare la qualità, la competenza e la verificabilità dei risultati dell'intervento pubblico, in aree e in contesti in cui le istituzioni e la legalità vanno protette e salvaguardate come il primo bene pubblico. 11. LA DEMOCRAZIA GOVERNANTE a) Valorizzare la sovranità popolare Le scelte di riforma devono essere condivise dalle principali forze politiche, per resistere alle possibili alternanze di governo. Per questo, ferme restando queste finalità, siamo disponibili alle più ampie convergenze sia rispetto ai mezzi più efficaci, sia alle procedure più condivise. La democrazia governante richiede anzitutto il pieno esercizio della sovranità popolare. È inaccettabile ritenere gli elettori italiani, solo sul piano nazionale, dei minorenni incapaci di scelte chiare e dirette. Per questo, anche per rispondere tempestivamente e responsabilmente ai referendum elettorali, appare necessaria la scelta diretta di soli 470 deputati in collegi uninominali maggioritari a doppio turno. Un sistema di primarie regolate per legge garantirebbe apertura democratica nella scelta dei candidati; per i deputati che si presentano con lo stesso simbolo va previsto ? in attuazione dell'art. 51 della Costituzione ? il vincolo di presentare metà candidati uomini e metà donne. Quel sistema elettorale ben si presterebbe a stabilizzare un bipolarismo fondato su grandi partiti a vocazione maggioritaria, quale si va configurando già in questa elezione, a partire dalle scelte unilaterali fatte dal Pd. Il Pd è disponibile anche ad esaminare ipotesi di sistemi elettorali diversi, a condizione che possano corrispondere alla medesima finalità. Quanto alla forma di governo, si tratta di verificare quale tra i modelli delle grandi democrazie contemporanee possa incontrare il maggiore consenso. In ogni caso, qualora si convenisse di muoversi nel solco dell'attuale assetto parlamentare, il presidente del consiglio, nominato dal capo dello stato sulla base dei risultati della camera, dovrebbe ricevere da solo la fiducia esclusivamente dalla camera, dovrebbe poter richiedere al capo dello stato la revoca dei ministri; e i disegni di legge approvati dal governo dovrebbero essere votati entro una data certa, comunque non oltre due mesi. La legge finanziaria, finalmente ricondotta al suo contenuto proprio, sarebbe votata nel testo predisposto dalla commissione bilancio. Le leggi, tranne quelle costituzionali, di revisione costituzionale e quelle che ordinano i rapporti tra centro e periferia, dovrebbero ? in caso di conflitto persistente ? essere approvate dalla sola camera. Un governo di un paese moderno, integrato in Europa e con forte articolazione periferica dei poteri, non ha bisogno di più di 12 ministeri. L'esecutivo nel suo complesso, compresi i ministri, deve essere composto da non più di 60 persone, un numero più che ragionevole per assicurare efficienza interna e un rapporto costante col parlamento. Questi limiti vanno inseriti in Costituzione, per evitare che possano essere aggirati con leggi ordinarie, come avvenuto in passato. Vanno, infine, eliminati i privilegi insiti nel trattamento previdenziale dei parlamentari, uniformando il metodo di calcolo dei vitalizi a quello previsto per la generalità dei lavoratori. Nella riforma dei sistemi elettorali, si deve prevedere il diritto di voto ai 16enni nelle elezioni amministrative, per spostare l'attenzione sui temi dei giovani. Il senato rinnovato di 100 membri scelti dalle autonomie regionali e locali è la sede della collaborazione tra lo stato e tali autonomie. L'opportuna revisione dell'elenco di materie del titolo V con una clausola di supremazia, trasversale alle materie, per il livello federale, col consenso del senato, consentirebbe di superare la conflittualità permanente. Il Pd, riconoscendo le peculiari esigenze che trovano espressione nelle regioni a statuto speciale, promuove la collaborazione e l'intesa dello stato con le stesse. b) Un quadro di contrappesi e pluralismo di poteri La democrazia governante richiede seri contrappesi: una serie di scelte non devono essere effettuate dalla sola maggioranza di governo. La regolarità delle elezioni di deputati e senatori deve essere decisa dalla Corte costituzionale; la prima parte della Costituzione deve essere revisionabile solo a maggioranza di due terzi e tale quorum di consensi va richiesto anche per l'elezione parlamentare di organi indipendenti; vanno introdotti il referendum propositivo, nel caso in cui una proposta di legge di iniziativa popolare con un milione di firme sia ignorata dal parlamento per un biennio, e norme rigorose contro tutti i conflitti di interesse e il cumulo di cariche pubbliche; il quorum di partecipazione per la validità dei referendum va ricondotto alla metà più uno dei partecipanti politicamente attivi, quelli che hanno votato alle precedenti elezioni politiche; alla camera va previsto un significativo statuto dell'opposizione, a cominciare dalle commissioni parlamentari d'inchiesta, che devono essere decise su richiesta di un quarto dei deputati. c) Diritti e doveri più chiari, se le leggi sono poche e chiare Le leggi in vigore vanno rispettate ed attuate, anche attraverso la sistematica verifica parlamentare dei risultati raggiunti da ognuna di esse. Ma le leggi devono essere poche e chiare. Una o più commissioni tecniche ad hoc devono essere insediate nei primi due mesi di governo, con l'incarico di procedere alla redazione di testi unici di settore, da adottare successivamente per legge, con l'abrogazione esplicita di tutte le disposizioni contrastanti o superflue. Deve poi prendere avvio una vasta operazione di delegificazione, individuando per legge principi e criteri direttivi e rinviando discipline di dettaglio a fonti normative di rango secondario. I soggetti titolati ad emanare tali norme secondarie dovrebbero esercitare la propria potestà normativa entro un termine preciso, scaduto il quale si attiva una competenza surrogatoria. d) Contro le nomine clientelari Per ogni nomina devono essere predeterminati e resi pubblici criteri di scelta fondati sulle competenze; attivate procedure di sollecitazione pubblica delle candidature; organizzate pubbliche audizioni dei candidati e, infine, pubblicati lo stato e gli esiti delle procedure di selezione. Il Pd non può disporre per altri partiti. Ma per se stesso, sia attraverso il codice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti eletti nelle istituzioni, il Pd stabilisce indicazioni rigorose sulla qualità delle nomine. La normativa introdotta nel 1990 sulla ineleggibilità e la sospensione degli eletti condannati per reati gravissimi, come quelli connessi alla mafia, alle varie forme di criminalità organizzata, corruzione, concussione e così via ? oggi limitata a regioni e enti locali ? va estesa senza indugio anche ai parlamentari. e) La risorsa degli italiani all'estero L'Italia può riconquistare una posizione di eccellenza nell'economia globale se utilizza pienamente una risorsa troppo a lungo trascurata: gli italiani residenti all'estero. 1. Informazione circolare ? dall'Italia agli italiani all'estero e tra questi ultimi, e viceversa ? sulla cultura italiana e le esperienze della nostra comunità all'estero, utilizzando anzitutto il servizio pubblico radiotelevisivo italiano, anche rimuovendo i programmi criptati. 2. Promozione della lingua e della cultura italiana, con la riforma ? già promossa dai parlamentari eletti all'estero ? delle leggi e dei relativi regolamenti. Essenziale, a questo scopo, la riforma dei comites (comitati degli italiani all'estero) e del cgie (consiglio generale degli italiani all'estero). 3. Legge per il riacquisto della cittadinanza. 4. Riorganizzazione dei consolati, utilizzando le professionalità degli italiani all'estero nei servizi consolari, nell'informazione, nelle attività di promozione della lingua, della cultura e del Made in Italy, e valorizzando le associazioni a scopo non lucrativo degli italiani residenti all'estero, i servizi dei patronati. 5. Diversa regolazione della imposizione fiscale e tariffaria (Ici, Tarsu) sulle abitazioni di proprietà in Italia degli italiani residenti per quasi tutto l'anno all'estero e piena attuazione della finanziaria 2008, in tema di assegno di solidarietà. 6. Valorizzazione delle eccellenze italiane nel mondo. Sostegno di scambi di esperienze e progetti tra università italiane e straniere, con il coinvolgimento di professionalità italiane operanti all'estero. 12. OLTRE IL DUOPOLIO, LA TV DELL'ERA DIGITALE L'Italia deve poter entrare nell'era della tv digitale con più libertà, più concorrenza, più qualità. 1. Il superamento del duopolio è oggi reso possibile dall'aumento di capacità trasmissiva garantito dalla tv digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema. 2. Negli anni che ci separano dal passaggio al digitale (2012) ricondurremo il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale. I criteri di proporzionalità, non discriminazione, trasparenza e apertura a nuovi entranti che sono stati adottati per la transizione in Sardegna saranno alla base della transizione nazionale, nel rispetto delle direttive europee, delle sentenze della Corte costituzionale e delle norme antitrust. 3. Subito, nuove regole per il governo della Rai. Una fondazione titolare delle azioni, che ridefinisce la missione del servizio pubblico nell'epoca della multimedialità e delle multipiattaforme, nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione. 4. I contenuti distribuiti dalle reti televisive attivano ? per la loro produzione ? un'importante filiera industriale, con punte di eccellenza artistica, culturale, tecnologica. Non sempre, però, i rapporti fra distribuzione e produzione sono equilibrati. Il regime duopolistico ha fortemente rafforzato la posizione contrattuale delle televisioni nei confronti dei produttori di contenuti. La nostra proposta è di destinare ? come accade in altri paesi del mondo ? una quota del 2% dell'intero fatturato pubblicitario delle reti televisive al finanziamento di produzioni di qualità, che abbiano un valore culturale e artistico. Si tratta, in sostanza, di far vita ad un fondo, pari a circa 100 milioni di euro, da destinare al finanziamento di produzioni audiovisive, cinematografiche, teatrali e musicali.

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L'ebreo ingombrante (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Moni Ovadia L'ebreo ingombrante Il "popolo della domanda" e la violenza del mondo Sono il secondogenito di due fratelli e quando nacqui, a Plovdiv in Bulgaria, mio fratello maggiore e primogenito, Samuil, aveva cinque anni e mezzo. La Bulgaria si avviava allora a divenire un paese del blocco comunista; erano gli anni dello stalinismo permeati dalla grande vittoria contro il nazifascismo e mio fratello maggiore era stato inquadrato fra i pionieri del popolo con tanto di bustina militare e fazzoletto rosso. La mia nascita, com'è ovvio e frequente nei confronti dei nuovi nati, aveva polarizzato le attenzioni affettive e le coccole più calorose sulla mia personcina, a quanto mi raccontano graziosetta e paffuta. Mio fratello Samuil, che da piccino piccino era di un'aristocratica bellezza, un Amleto in erba, dovette vivere la mia comparsa come un'usurpazione ed un giorno, in preda ad un accesso misto di gelosia e indignazione politica, si avventò contro la mia culla e cercò di strangolarmi al grido di: "toi es fascist" che tradurrei in italiano con "quello è un fascista!". Se avessi avuto la capacità di capire e di reagire, gli avrei ricacciato l'insulto in gola con un sacco di legnate, ma allora dovetti subire e lasciare ai miei genitori il compito di ristabilire le proporzioni. Da alcuni anni però mi è capitato spesso di ritornare su quell'episodio e di riflettere sulle cause di quella reazione di mio fratello con il quale, con il trascorrere degli anni, si è poi stabilito un forte legame affettivo e di solidarietà. Mio fratello Samuil non aveva certo reagito all'ingombro fisico della mia personcina, troppo minuscola per essere fastidiosa, ma a quello affettivo che era enorme e che comprimeva il suo "spazio emotivo". È una sindrome che coglie frequentemente chi arriva per primo e ritiene che lo spazio, il tempo e l'energia che occupa, siano esclusivamente suoi fino a quando non compare l'intruso che rivendica la sua parte per il solo fatto di esserci. \ L'ebreo è sin dall'antichità il fratello minore, il piccolo, non il fratello maggiore. La sua consistenza numerica è esigua, al di là delle promesse incoraggianti ("Sarete numerosi come i granelli di sabbia sulle rive dei mari e come le stelle in cielo"), anche se quell'esiguità di popolazione corrisponderà ad un ingombro immenso nella spiritualità, a partire dall'assenza materica del divino. L'ebraismo inoltre inaugurerà l'universalismo dell'essere umano, occuperà il futuro, dimensione totalmente ostile per il concetto idolatrico della ruota dell'eterno ritorno, dilatazione di un presente ipertrofico, affermerà l'universalismo come accesso all'uguaglianza. Il divino del monoteismo ebraico, il tetragramma ineffabile si dichiarerà "Dio" dell'intero genere umano con particolare predilezione per lo schiavo e lo straniero e ad essi affiderà il compito di redimere il genere umano. Affidato ad una forza centrifuga senza controllo, liberato nel mondo dell'antichità idolatrica, un tale messaggio sarebbe stato deflagrante, insopportabile per la struttura socio-antropologica di quell'umanità. Gli ebrei comprimono il proprio ingombro universalista dentro un particolarismo desunto da un'elezione della responsabilità. Questa elezione è espressa in un patto sacerdotale esclusivo direttamente con il divino, berith milà, patto della circoncisione, e permette di affidare la relazione degli ebrei con il resto dell'umanità al patto noachita, riducendo a minor ingombro l'alterità ebraica. \ Gran parte del mondo cattolico e cristiano \ rispose all'ingombro spirituale ebraico con persecuzioni e stermini, contribuendo ad avviare l'Occidente verso la bancarotta fraudolenta della Shoah. Duemila anni dopo che un giovane ebreo era salito sulla croce, saliva sulla croce di Auschwitz l'intero popolo ebraico con un milione e mezzo di bambini. Un bimbo in particolare - condannato dai nazisti all'impiccagione per una ridicola trasgressione - che a causa del suo esile peso agonizzò più di mezz'ora prima di rimettere l'anima al Creatore, divenne per una certa teologia cristiana l'incarnazione del Cristo del Duemila. Ma sulla croce del Golgota nazista non sono saliti i cristiani in quanto tali, ma gli ebrei in quanto tali, di educazione cristiana invece erano tutti i carnefici. Il sacrificio più immane di quel diluvio, colpì il popolo della yiddishkeit, l'ebraismo ostjudish, popolo in tutto e per tutto per cultura, lingua, identità, profonde strutture dell'emozione intraducibili in parole, sentimento di appartenenza, fede, spirito di redenzione, musica, canto, letteratura, tradizioni. E colpita a morte fu la sua impareggiabile lingua, lo yiddish voce di esilio, condizione dello spirito prima ancora che lingua. \ Il popolo dello yiddish è stato un capolavoro di umanità: senza confini, senza frontiere, senza eserciti, senza burocrazie, senza deliri nazionalisti. Un popolo con la sua patria portatile, la Torah, che sapeva vivere a cavallo dei confini, fra cielo e terra, tenendo per mano l'ineffabile Dio del monoteismo come un compagno di giochi, rispettandone la maestà ma denunciandone contemporaneamente la correità nei mali del mondo. Un popolo di uomini semplici e sapienti che glorificavano l'uomo fragile e facevano della fragilità la potenza di chi accetta la sfida di redimersi redimendo il Santo Benedetto, capaci di vertigini di pensiero in cui il più umile si misurava con le asperità del sapere ebraico, capaci di stupore estatico di fronte ad ogni più insignificante manifestazione del creato e di pietas per il soffrire di ogni essere vivente, goffamente belli con i loro cernecchi svolazzanti ai lati delle tempie (ho sempre pensato che Gesù sia stato ritratto coi capelli lunghi perché aveva delle peyòt lunghe come un super khassid e così lo rappresenterò in un mio prossimo spettacolo) erano persino malinconicamente sublimi nei loro difetti e nelle superstizioni, separati dal mondo che li circondava ma non chiusi ad esso, ai suoi umori, ai suoi suoni, alle sue musiche e alla sua gente buona, sognatori ed umoristi per vocazione, inventori dell'umorismo ferocemente autodelatorio come rimedio contro l'idolatria e la violenza. Questo "popolo della domanda che rimane aperta anche dopo che la bocca si è chiusa" era un ingombro insopportabile per un mondo brutale posseduto dal demone dell'odio, del nazionalismo, animato da pulsioni di morte, dalla brama di risposte perentorie, di supremazia. È stato così facile annientarlo perché era solo e indifeso, era troppo per un mondo così infame e violento: "E chi è mai un grande ebreo del passato di fronte ad un piccolo ebreo di oggi, un semplice ebreo di Polonia, di Lituania, di Volinia. In ogni ebreo urla un Geremia, ruggisce un Giobbe disperato, in ogni piccolo ebreo un re scettico canta il suo canto d'Ecclesiaste" (Itzkhak Katzenelson, Canto del popolo ebraico massacrato, Canto IX, Ai cieli). Al loro ingombro inespresso carico di energia spirituale e poetica, ho dedicato gran parte della mia vita, convinto che essi ci abbiano lasciato in eredità la loro incessante interrogazione per costruire un futuro fondato sulla fragilità. Oggi l'ebreo ha perso questi statuti, li cede in cambio di certezze, di confini, di forza, di status sociale autorevole, anche se talora il suo ingombro pregresso riaffiora: come nel caso dei deliri di un dittatore squalificato in cerca di facili consensi ed è il caso del presidente iraniano Ahmadinejad. Un tempo l'ebreo era come lo zingaro, oggi lo zingaro è l'ebreo, porta l'ingombro che l'ebreo ha accantonato. L'antico ingombro dell'ebreo si specchia sempre più spesso negli occhi di un vecchio palestinese che infrange il suo sguardo contro un brutto muro di cemento elettrificato o negli occhi di una palestinese che guarda la sua casa abbattuta e i suoi ulivi sradicati in nome della sicurezza. L'ingombro dell'altro è sempre lì per parlarci, sta a noi ascoltarlo.

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Cortesia e qualità "vicine" ai pazienti (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PARAFARMACIE DIFFUSE NEI PRINCIPALI CENTRI DELLA GRANDA Cortesia e qualità "vicine" ai pazienti Ampia scelta, prodotti di qualità, servizi ulteriori (dalla misurazione gratuita della pressione alle convenzioni con le Asl per gli ausili medici, dagli alimenti per celiaci ai presidi per diabetici), cortesia e soprattutto dialogo con i pazienti. Sono decine le parafarmacie ormai diffuse nei maggiori centri della Granda, che stanno cambiando le abitudini dei cuneesi. A Cherasco in via Vittorio Emanuele 65 c'è la "Parafarmacia dottoressa Rossi" aperta lo scorso dicembre. La titolare Stefania Rossi spiega: "Oltre ai tutti i medicinali da banco, in questo esercizio cerchiamo di proporre ai clienti i prodotti della fitofarmacia con un concetto nuovo, a metà strada tra farmacia ed erboristeria. Bisogna saper ascoltare le esigenze delle persone e poi scegliere in base alla proprie conoscenze. Oggi le case farmaceutiche trattano le preparazioni erboristiche, cioè il principio attivo non è più un prodotto di sintesi con effetti collaterali, ma un ricavato naturale". La titolare è laureata in chimica farmaceutica e ha seguito una serie di corsi di specializzazione. Nel negozio di Cherasco c'è poi un buona scelta di cosmesi naturale, biologica e certificata a livello europeo. A Moretta invece c'è la "Parfarmacia San Giovanni", in via Pollano 21, in un ambiente accogliente e spazioso. Simonetta Quaglia è la titolare laureata e spiega: "Dopo 15 anni come direttrice a Torino di una farmacia, ho scelto di ritornare in provincia. Qui c'è un lavoro diverso: meno burocrazia e nessuna ricetta medica, ma un rapporto qualitativo migliore con i pazienti, a misura di persona e con grandi soddisfazioni. Trattiamo la più vasta gamma possibile di prodotti: così chi vive in paese non deve correre altrove per trovare articoli sanitari, ausili per bagno e doccia, carrozzine e bastoni, assortimento di apparecchiature per misurare la pressione e gli aerosol". Da segnalare anche le linee di integratori alimentari e le giornate promozionali sulla dermocosmesi con disitribuzione gratuita di campioncini e soprattutto consigli. A Mondovì in piazza Cesare Battisti 1/d c'è la "Parafarmacia dottoressa Denina", la prima aperta in città, a novembre. Il negozio è specializzato in cosmetica, omeopatia e fitoterapia. "Vengono qui dermatologhe professioniste per giornate di consulenza ai clienti - spiega la titolare, Simona -. Inoltre per i bambini e i neonati ci sono linee specifiche e dedicate, ad esempio per l'alimentazione. Si possono trovare diverse promozioni su pannolini, prodotti per infanzia e igiene personale. I prezzi sono concorrenziali con i supermercati, in alcuni casi anche migliori, come mi dicono gli stessi clienti. Ora l'approccio è diverso con i clienti. Ho lavorato per cinque anni in farmacia, ma faccio più la farmacista adesso, con le persone che chiedono consiglio e aiuto". L'esercizio è aperto ogni quarta domenica del mese, in corrispondenza del mercatino di Breo, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30. Infine, ad Alba, è aperta da dicembre la "Parafarmacia Viglione e Pavanello" in via Romita 1. Nadia Pavanello (per sette anni ha lavorato nelle farmacie della città) e Giampaolo Viglione (quattordici anni come farmacista e informatore farmaceutico) sono i due titolari, che si sono messi in società in questa nuova esperienza. "Cerchiamo di puntare molto sulla professionalità - spiegano -: un percorso di salute, con i clienti che sono pazienti. Importanti e apprezzate le nostre linee cosmetiche: alcune sono esclusive come la francese Bioderma, che è una delle realtà più avanzate nella ricerca. C'è poi la linea fitomarina "Spa Aquatique" a base di estratti marini". I due specialisti aggiungono: "Qui offriamo un'alternativa all'utente, una scelta in più con la stessa professionalità che troverebbero in una farmacia. Dal punto di vista professionale l'appagamento è maggiore: chi torna lo fa non per cosa deve prendere, ma perché sa che c'è qualcuno che può aiutarlo e consigliarlo".

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L'ex Marelli agli stranieri Il Gruppo Pasini ha ceduto parte dei terreni per 30 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SESTO SAN GIOVANNI L'ex Marelli agli stranieri Il Gruppo Pasini ha ceduto parte dei terreni per 30 milioni di PATRIZIA LONGO ? SESTO SAN GIOVANNI ? PARLERÀ tedesco il centro direzionale sulla ex Marelli: il Gruppo Pasini ha venduto una parte dell'area e i suoi diritti edificatori ai francesi di Nexity Italia che a loro volta, dopo aver sviluppato il progetto, cederanno il nuovo complesso al fondo immobiliare Commerz Grundbesitz Investmentgesellschaft. L'Edison business center, attualmente in costruzione, sarà infine dato in affitto. Il duplice passaggio di mano riguarda una porzione del terziario che sarà realizzato sull'ex Marelli: sostanzialmente la metà dei 60mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento, che avrebbero dovuto ospitare, tra l'altro, la sede milanese di Sky (approdata poi nella Santa Giulia del Gruppo Zunino). Il Gruppo Pasini ha venduto, per 30 milioni di euro, 10mila metri quadrati di terreno e 30mila di slp, ai costruttori francesi di Nexity Italia, che hanno dato incarico a un'impresa italiana di realizzare il centro direzionale progettato dallo studio Garretti Associati, con caratteristiche di basso impatto e sostenibilità ambientale: tre edifici di 10mila metri quadrati ciascuno, con altezze comprese tra i cinque e i dieci piani, facciate che garantiscono una buona illuminazione naturale e vetrate solamente negli elementi di collegamento tra le diverse ali degli edifici. I LAVORI, iniziati lo scorso agosto, saranno completati entro la fine del 2009. Nexity Italia ha già individuato l'acquirente, per 125 milioni di euro: è il fondo immobiliare tedesco di Commerz che, tramite Dtz, darà in affitto gli spazi a un prezzo di 200 euro l'anno al metro quadrato. Nel frattempo il Gruppo Pasini, terminato l'albergo ceduto alla catena spagnola NH hotels e quasi completata la nuova sede Alstom, ha iniziato i lavori per la costruzione di un secondo edificio di 12mila metri quadrati, in attesa delle concessioni edilizie per la parte di residenziale. L'originario progetto di riqualificazione urbanistica, infatti, che prevedeva 100mila metri quadrati di terziario (per l'arrivo di Banca Intesa, poi tramontato) è stato modificato con l'introduzione di 40mila metri quadrati di abitazioni e 60mila di uffici. "Stiamo aspettando le autorizzazioni - ha detto Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo -. Purtroppo in questo momento a Sesto si corre solo per la Falck. I tempi sono troppo lunghi, quest'area poteva diventare il centro direzionale di Milano, con presenze di alto livello, ma non è stato possibile per colpa degli istituti di credito, dei politici e della burocrazia". - -->.

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Di CRISTINA BELVEDERE - PERUGIA - FARO' la mia campagn (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CRISTINA BELVEDERE ? PERUGIA ? "FARO' la mia campagna elettorale in Umbria, perché sono radicata da anni su questo territorio". Parola del vicepresidente del gruppo parlamentare Pd-Ulivo Marina Sereni (nella foto), che ha alle spalle un lungo passato da amministratore nel "cuore verde". "MI PIACE L'DEA di una campagna elettorale in Umbria dopo la mia esperienza nazionale di direzione parlamentare ? ha aggiunto ?, che ha contribuito ad accelerare la nascita del Pd. Per un anno infatti abbiamo lavorato a Montecitorio tra parlamentari dell'Ulivo, senza distinzioni sul partito di provenienza. Questo ha portato Veltroni alle "primarie" e alla successiva costruzione del Partito Democratico". E ancora: "L'esperienza alla Camera e al Senato ha reso evidente che è possibile una convivenza tra Ds, Margherita, Repubblicani, credenti e non credenti, per un progetto politico unitario". SECONDO Marina Sereni, il fatto che Veltroni abbia scelto Spello e l'Umbria per dare inizio alla sua campagna elettorale "è motivo di orgoglio, in quanto siamo esempio di un sistema per modernizzare l'Italia". DALL'"AMBIENTALISMO del fare", che unisce sviluppo economico e tutela ambientale, allo "Stato amico delle imprese" con meno burocrazia e un fisco più leggero, passando attraverso la valorizzazione del ruolo della donna, l'Umbria si prepara dunque ad accogliere il candidato a premier del Partito Democratico Walter Veltroni, che sarà domani a Perugia in occasione del suo tour per la campagna elettorale in vista delle politiche del 13-14 aprile. Veltroni zarriverà alle 10,30 a Pian di Massiano e ppi in centro con il Minimetrò. Alle 11 sarà al Teatro Pavone Veltroni per parlare ai cittadini, alle 12 incontrerà le associazioni e alle 13 sarà a pranza da una famiglia perugina. - -->.

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SOLIERA- SI E' ASSENTATO dall (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

?SOLIERA? SI E' ASSENTATO dalla riunione del consiglio comunale per accorrere al capezzale della moglie partoriente ma la sua assenza, in aggiunta ad altre due, sempre dovute alla necessità di assistere la moglie, gli è costata l'apertura della cosiddetta procedura per decretarne la decadenza dal civico consesso. Il singolare caso di eccesso di burocrazia, ma anche di scarsa sensibilità, ha visto coinvolto il consigliere di Forza Italia di Soliera Roberto Benatti, divenuto il 21 gennaio papà di una bimba cui è stato imposto il nome di Beatrice, che la moglie Tiziana Rivelli ha partorito nel reparto di Ostetricia del Ramazzini di Carpi. "QUELLA SERA c'era consiglio comunale - racconta Benatti - ma io ho ritenuto, come avrebbe fatto qualunque papà di questo mondo, di restare al capezzale di mia moglie al Ramazzini che aveva partorito nella stessa giornata. Ma nel pomeriggio avevo inviato un messaggino col cellulare al vice sindaco per comunicargli il lieto evento e che per questo motivo non avrei partecipato alla seduta". Poi cosa è successo? "Che qualche giorno dopo ho ricevuto su carta intestata del Comune una lettera nella quale il presidente del consiglio comunale Ruggero Toni mi comunicava l'apertura della procedura per giungere alla dichiarazione di decadenza dal civico consesso. E che avevo cinque giorni di tempo per giustificare le ragioni della mia assenza e delle precedenti due, in quanto il regolamento comunale prescrive che dopo tre assenze consecutive ingiustificate, si apra questa procedura. Che puo essere giustificata in presenza di un consigliere che dimostra disinteresse o distacco dalla attività amministrativa, cosa che non può essermi addebitata come fanno fede le mie continue interrogazioni sulla attività della giunta, i mie interventi sui problemi in discussione. E tutti sapevano che ero in attesa di un figlio per i primi giorni di gennaio". Allora cosa ha fatto? "Ho inviato al presidente del consiglio comunale la motivazione della mia assenza e delle altre due precedenti: assistenza a mia moglie prima e durante il parto, con l'informazione che avevo comunque riferito telefonicamente il vice sindaco i motivi dell'impedimento". E lei riteneva il 'caso' finito lì. "Sembrava anche a me e invece nella riunione consigliare dell'altra sera, mentre il presidente del consiglio Toni ha chiesto correttamente la chiusura della procedura ritenendo validi i motivi delle mie assenze, inaspettatamente il capogruppo e il vice della maggioranza di sinistra hanno insistito perchè io venissi dichiarato decaduto dalla carica votando contro la chiusura della procedura stessa. Ma sono rimasti solo loro a sostenere questa tesi a fronte della solidarietà manifestatami dagli altri consiglieri e ho saputo che lo stesso sindaco Baruffi li avrebbe invitati a desistere da questo loro atteggiamento che, alla prova dei fatti, era del tutto ingiustificato". Cesare Pradella - -->.

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L'INTERVISTA ELZIR GUIDA IL COMITATO IMMIGRATI DELLA CONFESERCENTI 0 Il primo problema che abbiamo è la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVISTA ELZIR GUIDA IL COMITATO IMMIGRATI DELLA CONFESERCENTI "Il primo problema che abbiamo è la burocrazia" "SIAMO QUI per lavorare e abbiamo gli stessi problemi dei nostri colleghi italiani". A parlare è Izzedin Elzir, palestinese e presidente del comitato per la promozione dell'impresa straniera di Confesercenti. Izzedin è arrivato in Italia nel 1991 e dal 1997 gestisce un banco nella zona di San Lorenzo. "Quando arrivi dall'estero, il problema più grande è la burocrazia: è difficilissimo capire come fare ad aprire un'attività, senza buttare via tempo e denaro. Per questo Confesercenti ha deciso di creare un comitato dedicato agli stranieri. L'esperimento è partito da poco più di sei mesi e siamo ancora in pochi, ma contiamo di crescere in fretta. Inoltre diamo assistenza e consigli anche agli immigrati non iscritti, ma che vogliono aprire un'impresa". Dove si trova la maggior parte delle attività gestite da extracomunitari? "Sicuramente in centro, perché c'è molto più passaggio di gente. Gli unici ad espandersi anche in periferia, in genere, sono quei cinesi che gestiscono attività diverse dalla vendita al dettaglio". Com'è la convivenza con gli altri esercenti? "Abbastanza buona, cerchiamo di mantenere rapporti sereni con tutti". L.F. - -->.

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CITTA' PULITA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

CITTA' PULITA E il sacchettino guai ad usarlo Sono da sempre una cittadina mantovana e non posso che confermare le recenti affermazioni riguardo la sporcizia in città. I marciapiedi sono da percorrere a slalom cercando di evitare le cacche lasciate da quei cani tanto adorati dai loro padroni che li baciano, li coccolono, li portano a letto con sè ma li fanno defecare nei luoghi pubblici o davanti alle case altrui! Li vedi portare al pascolo i loro cagnolini regolarmente al guinzaglio dotato di sacchettino... ma guai ad usarlo! Fa schifo anche a loro. E poi cartacce e bottglie di plastica ovunque. I bordi delle strade, le rotonde, le aiuole ne sono pieni e gli stradini (che non usano più la ramazza ma il tubo che soffia aria) molto spesso non puliscono dove non c'e' il cemento. I bordi delle strade più frequentate sono un immondezaio a cielo aperto e le piazzole di sosta (dove non c'è mai un cestino per i rifiuti) sono una discarica. I casi sono moltissiimi e bisogna provvedere. Per lavoro mi capita di portare in giro per la città persone straniere (soprattutto tedeschi e inglesi) che non trattengono certo il loro sdegno per la maleducazione italiana. Allora cheido: perchè non mettete cartelli che educhino a non buttare i rifiuti per terra, che avvisino del divieto e agire con sanzioni? Non sembra difficile... ma se tutto viene scusato allora non c'è soluzione e diventeremo un'altra Napoli! Simona Pirondini LA NOSTRA SANITA' Informatizzazione? Esempio di spreco Un esempio di spese inutili in sanità (i costi per una sanità pubblica un minimo decente non sono già abbastanza alti?). Sta per partire il progetto dell'Asl di Mantova di informatizzazione delle sedi di Continuità assistenziale (CA), l'ex guardia medica. Cioè, i medici dovranno registrare ogni loro atto (visite domiciliari e ambulatoriali, consulenze telefoniche, ricettazioni ecc.) su apposite schede al computer. Costi? Il materiale in ogni sede (computer, luce ecc.), spese di gestione (istruzione del personale e, specialmente, gli oneri per la ditta specializzata a cui è stata appaltata l'installazione e il controllo del tutto), spese per il personale Asl e regionale che supervisionerà, spese future certe per i medici che chiederanno una giusta indennità per il tempo impiegato (non poco e del tutto sprecato). Utilità? Zero. Il medico di CA compila già e continuerà a compilare per ogni suo intervento una relazione scritta che rilascia al paziente, archiviandone una copia che certifica a tutti gli effetti il suo operato. Se l'informatizzazione dei medici di famiglia (tuttora in corso e pagata profumatamente) può avere lo scopo di controllare la spesa farmaceutica e la prescrizione di analisi e visite specialistiche, per la CA ciò non vale: il medico di guardia usa pochi farmaci forniti dall'Asl per gli interventi più urgenti e non può prescrivere esami né visite specialistiche. E allora? Probabilmente si tratta solo della "pensata" (interessata?) di qualche burocrate regionale, che un burocrate futuro certo modificherà, dilapidando il denaro pubblico. E intanto che paga per "il nulla" è il cittadino. Domande. Esiste ancora un politico o un amministratore di semplice buon senso che sappia indirizzare la spesa sanitaria con criteri di efficacia (l'esempio segnalato è solo uno fra i mille in cui burocrazia e interessi vari confondono e soffocano un corretto uso delle risorse)? L'Ordine dei medici non ha nulla da dire sull'aumento esponenziale dei compiti burocratici, a sfavore dei sempre più compressi tempi ed energie da dedicare all'unica cosa che conta: il rapporto medico-paziente? Un magistrato, contabile o meno, non può qualche volta mettere il naso per capire i veri perchè di tanti soldi buttati al vento? E noi cittadini non siamo stanchi di subire continui aggravi di costi e fatiche inutili senza battere ciglio? Lettera firmata LO STOP AI TIR Pari dignità per traffico e salute Come ogni mattina compero la Gazzetta e sfogliandola velocemente arrivo alla rubrica delle lettere al Direttore per leggere una nuova puntata della discussione riguardante la costruzione dell'autostrada CR-MN e dintorni. Prima di arrivare però alle lettere l'occhio cade su un piccolo trafiletto dal titolo "Nuova ordinanza anti TIR" (pag. 12 del 22/2/2008). Lo leggo con attenzione e la colazione mi si pianta sullo stomaco. La Provincia rende definitiva "solo" per obblighi burocratici l'ordinanza di divieto di transito dei TIR sul tratto di strada che va dal rondò di via Donati a Porta Cerese e poi via Brennero e l'assessore Camocardi "rassicura" immediatamente che nulla cambia nei confronti dei cittadini. I casi sono due: o Camocardi leggendo Carducci ci paragona al famoso "T'amo, o pio bove...." o fa finta di non vedere e, mentendo spudoratamente afferma che nulla cambierà. Se prima i camionisti avevano un appiglio per poter fare ricorso alle contravvenzioni ora non avranno più dubbi: una volta aperto l'ultimo tratto dell'incompiuto asse sud e arrivati al rondò per l'ultimo giro di valzer svolteranno decisi a destra per immettersi sulla Romana e raggiungere l'autobrennero. Venga ancora a S. Biagio, Sig. Camocardi, a confutare questo semplice ragionamento, venga ancora per spiegarci come mai ce l'ha tanto con gli abitanti della Romana. Rivendico per me e per tutti i miei concittadini pari dignità e pari diritto alla salute rispetto a tutti gli altri abitanti di Valletta Valsecchi, della Spolverina, di Levata, Borgochiesanuova e Angeli. Con il fuoco nello stomaco vado avanti nella lettura e faccio un balzo sulla sedia:"...riapertura al traffico pesante nelle ore notturne sulla Spolverina (bella furbizia! Una volta aperto il tratto Benito Valle dei Fiori decade automaticamente il divieto sulla Spolverina) e sulla Romana." E no! E no, Camocardi e Brioni! Fino a quando non verrà realizzata una soluzione, tangenziale o autostrada che sia, metà traffico continuerà sulla Romana, ma l'altra metà per le ragioni esposte dovrà transitare per via Brennero. Pari dignità e pari diritto alla salute, perché altrimenti la vostra ordinanza anti TIR dalle mie parti si chiama arroganza e prevaricazione delle più elementari regole di convivenza civile. Faccio appello, pertanto, ai comuni di Bagnolo San Vito e Virgilio perché si attivino con ogni mezzo disponibile ricorrendo anche le vie legali per tutelare la salute e l'incolumità dei cittadini. Vanni Cappa IL PD A SUZZARA La democrazia è fatta di numeri Ho letto con indignazione la lettera di Deanna Ruzzon, indirizzata al prof. Wainer Melli tramite la Gazzetta del 23/2. Non sono sponsor di Melli né aderente al Pd, ma dico: è possibile che lei, gent. sig.ra Ruzzon, non abbia compreso il messaggio di Melli, ma forse esistevano altri canali di chiarimento prima di arrivare ai media. Credo che per interpretare il pensiero del prof. Melli presto, forse, usciranno i "Bignami". Nessuno perde una guerra senza lasciare sul terreno dei cadaveri, ma la democrazia è fatta di numeri, per associazione di idee mi sovviene un'altra persona operante nel politico con poca dimestichezza con le cifre. Se Melli ha stracciato la sua avversaria, non pensa che forse qualche motivazione seria ci deve pur essere, non crede che sotto le ceneri potesse covare un focherello, chiaramente escludendo che Melli abbia avuto le condizioni per "comperarsi" i voti attribuitigli. Se vuole dare un senso alle sue parole dimostri che le votazioni per l'elezione del portavoce del Pd sono state viziate da brogli, se non ha queste condizioni accetti il verdetto, pur non condividendolo. Questa è la democrazia, il resto sono solo residui di una cultura politica oggi non più accettabile! Pensare che il "nuovo" divide, solo perché annulla un potere zarista, moralmente e politicamente discutibile, mi sembra possa rappresentare solo una visione molto riduttiva del contesto. Il suo scritto rappresenta solo la debolezza e le frustrazioni dei perdenti: una triade di potere è stata sconfitta in democrazia, ma morto un papa ne viene subito eletto un altro, e generalmente il successivo è sempre migliore del precedente! Disconoscere la valenza democratica di un voto, proponendo come alternativa una notte dai lunghi coltelli, non aiuta la credibilità del nuovo Pd, ma crei un solco terribile e destabilizzante, più degno della cultura politica anni '50. Si lasci lavorare Melli, lo si giudichi dopo aver verificato il suo operato per Suzzara, l'attività degli altri purtroppo la conosciamo bene. Mauro Affini.

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Satiro al Te? Piuttosto barricate (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco di Mazara contro il prestito. Chiederà i danni a Mantova "Il marchio è usato senza autorizzazioni e i turisti disdicono" IGOR CIPOLLINA è pronto a incatenarsi. Di più, ad alzare le barricate. Il sindaco di Mazara del Vallo, Giorgio Macaddino, è una furia: di prestare il Satiro Danzante a Mantova non ne vuole proprio sapere. Passi per il Giappone, dove la scultura venne esposta nel 2005, e passi pure per il Louvre, dal quale l'opera tornò nel giugno del 2007, ma adesso basta. "L'assessore regionale ci aveva assicurato che il Satiro non si sarebbe più mosso", tuona Macaddino che ora minaccia denunce per il danno alla sua Mazara. Una storia tutta italiana, in cui l'arte inciampa nella politica e le promesse scavalcano la burocrazia. A raccontare la sua versione è lo stesso Macaddino, protagonista ieri di una conferenza di fuoco. Raggiunto al telefono, conferma e rilancia: "Sono pronto a citare per danni chi ha usato il logo del Satiro su siti e brochure senza averne l'autorizzazione". Citare chi? "Gli organizzatori della mostra "La Forza del Bello", per colpa loro abbiamo già avuto delle disdette. Sapendo che non ci sarà il Satiro, la gente non vuole più venire a Mazara". Questo l'epilogo, per raccontare l'inizio della vicenda bisogna tornare indietro di alcuni mesi. Giugno 2007, di ritorno da Parigi il Satiro fa tappa a Palermo per essere esposto a Palazzo dei Normanni, la sede dell'Assemblea regionale siciliana in festa per i suoi primi 60 anni. L'assessore ai beni culturali Lino Leanza plaude all'iniziativa e annuncia lo stop ai prestiti fuori dall'isola: "Basta svendere le nostre opere - dichiara -. Che vengano qui i turisti a pagare per vedere i nostri tesori come fanno a Roma, Milano e Parigi". Detto fatto, la nuova linea viene codificata in una direttiva rigorosa. A questo punto la vicenda s'intreccia con i lavori di adeguamento dei locali che ospitano il Satiro a Mazara. Per dirne una, il museo non è nemmeno climatizzato. Esiste un progetto della sovrintendenza, ma mancano i fondi. "Quarantacinque giorni fa l'assessore Leanza mi chiama e mi dice guarda che siamo pronti per iniziare i lavori - riferisce il sindaco -, i 400mila euro vengono da un'azienda privata, la Riello. In cambio però il Satiro deve essere esposto a Mantova". Macaddino è perplesso - così racconta - ma acconsente a individuare una soluzione. Fa i suoi calcoli, sonda gli umori dei mazaresi e, alla fine, detta le sue condizioni: perché il Satiro venga prestato a Mantova, chiede un milione e 500mila euro per rimettere in sesto il vecchio municipio che si affaccia sulla piazza. Vuole farne un palazzo della cultura, da animare con un calendario di eventi che attraggano i turisti da marzo a luglio (il periodo della mostra a Palazzo Te). La proposta è accolta, ma non formalizzata attraverso impegni scritti. Poi accade l'imprevisto: il governo di Totò Cuffaro arriva al capolinea, Leanza assume la reggenza pro tempore e Mazara diventa l'ultimo dei suoi problemi. E adesso? "Posto che il Satiro appartiene all'umanità in generale e la competenza è della Regione - argomenta Macaddino -, bisogna interpellare l'amministrazione del Comune dove l'opera risiede stabilmente. Per la responsabilità residua che mi compete, mi opporrò al prestito, e se ciò non dovesse essere sufficiente mi aggrapperò al Satiro, farò le barricate". Così Mazara, e Mantova? Dal Centro di Palazzo Te preferiscono non commentare. Ma, pare di capire, la cosa non finisce qui.

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Il dl Milleproroghe ovvero il parlamento trasformato in suk (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - I commenti Numero 050, pag. 2 del 28/2/2008 Autore: di Marco Bertoncini Visualizza la pagina in PDF       L'analisi Il dl Milleproroghe ovvero il parlamento trasformato in suk Il vincitore delle elezioni, quale che sia, dovrà porsi, fra le millanta questioni da risolvere nei "primi cento giorni", ossia finché dura la cosiddetta luna di miele con l'elettorato, la revisione dei meccanismi regolatori di bilancio dello stato e legge finanziaria. Se non avrà agito presto e bene, in autunno si troverà come si sono trovati prima Berlusconi e poi Prodi: nel pantano. Se la nuova maggioranza non avrà subito provveduto, fra settembre e dicembre la vita parlamentare e politica sarà travolta dal perverso meccanismo di emendamenti e mercanteggiamenti, posizioni della fiducia e sedute fiume, e ovviamente centinaia di commi infilati in articoli regolanti non già l'universo, ma qualcosa pure oltre i confini dell'universo. Un acconto si è visto in questi ultimi giorni col famigerato decreto Milleproroghe, pessimo esempio di connubio fra maggioranza e opposizione, frutto di dilaganti mediazioni o compromessi, per dirla nobilmente, di vieti e concreti scambi clientelari, per esprimersi con realismo. A scorrere l'elenco delle disposizioni si resta allibiti. Accanto a indicazioni geografiche precise, dalla Basilicata a Malpensa a Sanremo, vi sono categorie, enti, ministeri, settori che spaziano dai ricercatori universitari alla Croce Rossa. Si tratta di un'abbuffata di elargizioni, di favori, di compiacenti rinvii, di deroghe a gogò. Un magma ben calibrato fra destra e sinistra. è il trionfo dei micro e macro favori, che un deputato dell'attuale opposizione ha avuto la sfrontatezza di esaltare come "politica con la p maiuscola" per "andare incontro alle esigenze del paese velocemente". Neanche il pudore di stare in silenzio! Il centro-destra ha trattato col centro-sinistra, in cambio di questo comma, di quell'offa, di quell'altro rinvio. Non è certo questo il modo di governare. A parte l'indicibile scrittura normativa, a parte l'intersecarsi delle più svariate materie accatastate alla rinfusa, a parte l'incomprensibilità di quasi tutti i commi e le novelle (che richiederebbero ore di consultazione per tutti i riferimenti), c'è il dequalificante aspetto politico di reciproche concessioni. E c'è il moltiplicarsi incessante, diuturno, famelico, della legislazione: ogni volta nuovi obblighi, ogni volta nuovi oneri, ogni volta nuova burocrazia. Ripensare alla svelta le condizioni infami in cui ormai procede la produzione legislativa sarebbe il minimo da attendersi, in nome della stessa libertà del cittadino, travolto da Bruxelles e dalla propria regione, da Roma e dal proprio comune, in un'orgia di disposizioni. Questa sarebbe sì una riforma da fare, e alla svelta.

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Ex fibronit e bonifica, braga spara a zero fondi e progetti? per ora un castello di sabbia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRONI Ex Fibronit e bonifica, Braga spara a zero "Fondi e progetti? Per ora un castello di sabbia" BRONI. Cinque anni di lavoro per bonificare l'ex Fibronit e poi via libera all'espansione della città sull'area che si è trasformata in un incibo dopo aver dato lavoro a migliaia di bronesi. Il sindaco Luigi Paroni lotta con la burocrazia ministeriale e regionale (e protesta), ma ci crede. Ci crede meno Vittorio Braga che, dall'opposizione, spara a zero. "Per progettare il futuro bisogna partire dal presente. Ed il presente della bonifica Finbronit è un castello di sabbia...". In che senso, Braga? "Non abbiamo ancora visto la decima parte dei fondi che servono per far partire la bonifica. Non abbiamo nessuna certezza che governo e Regione si assumano l'onere finanziario che assicuri definitivamente la bonifica totale. Non sappiamo ancora se l'intera area, tuttora in stato fallimentare, verrà data in gestione o diventerà proprietà del comune. Può bastare?". Che fare, allora? "Non ci sarà da drammatizzare, come dice il sindaco, ma non è il caso di sbandierare una sterile euforia. Servono fatti concreti: per ora il Comune altro non può fare se non seguire la vicenda per abbattere una burocrazia troppo oppressiva e la troppa leggerezza dimostrata dalla politica". Destra e sinistra al governo, non è cambiato nulla? "Al contrario di altri miei colleghi io spero che non serva una legge speciale emanata dal Parlamento: se fosse necessaria, andremmo alle calende greche. Bisogna avere il coraggio di dire che nessuna politica, nè di destra nè di sinistra, ha dimostrato la sensibilità dovuta che permetterebbe di risolvere il problema". Ma a livello locale cosa si deve fare? "Cominciamo a valutare se la Broni-Stradella Spa è in grado di seguire l'iter procedurale per stilare una gara d'appalto sicuramente problematica e poi di curare, eventualmente, la stesura di un progetto che contenga i costi. E cerchiamo di evitare che questi costi aumentino in corso d'opera". Fin qui la carta. Ma l'amianto della bonifica dove metterlo? "Per lo smaltimento occorre la garanzia di studi scientifici, già prodotti in altre realtà, che abbiano dimostrato la massima affidabilità. Le scelte, però, devono essere soprattutto condivise dalla popolazione".

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L'acqua dell'Ert nei serbatoi dell'acquedotto (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Con la sistemazione della presa sotto la Pinza ultimata la captazione della sorgente Con i 30 metri cubi al secondo assicurati dalla condotta, il pozzo del Rione servirà solo per le vere emergenze RIVA. Nel piano delle opere pubbliche preparato nel 2002 dall'allora assessore Pietro Matteotti, il potenziamento dell'acquedotto rivano mediante la captazione della sorgente dell'Ert occupava il settimo posto nella scaletta delle priorità. Nel 2005 l'opera ottenne un prestigioso riconoscimento per il contenuto tecnologico decisamente innovativo. Nella primavera del 2008 l'acqua della sorgente che scaturisce nella valle dell'Albola appena sotto la Pinza, comincerà a scorrere nelle tubazioni. Stavolta però più che segnale della vischiosità onnivora della burocrazia, i lunghi anni trascorsi per completare il lavoro segnalano la mancaza di ogni urgenza: sommando Roncaglie, Sass del Diaol ed eventuale pozzo al Rione di acqua ce n'è a iosa. La generosa sorgente dell'Ert (50 litri al secondo in tempi di magra, quando l'ex Sperone è arrivata anche a 20) finiva ad ingrossare l'Albola fino agli anni Settanta: poi venne captata in parte per alimentare la rete di Campi dove subito dopo gli orti avevano cominciato a patire la siccità anche i cristiani, in parte per dare acqua al Dom nel frattempo passato da assolata costa d'olivi a parata di casette da vacanza. Quando gli amministratori del comune cominciarono a guardare l'acqua con occhi differenti -prima era res nullius e pullulava abbondante da falde e sorgenti, poi divenne risorsa da amministrare con oculata parsimonia- maturò il progetto di catturare anche l'Ert per i rubinetti cittadini: tanto più che la sorgente aggiungeva ad una purezza certificata da mille analisi, il fatto di sgorgare ad una quota di 400 metri e quindi di essere in grado di assicurare all'intera rete di distribuzione una pressione perfino eccessiva (qualche piano alto di Varone aveva segnalato dei deficit in anni non lontanissimi). Anche l'Ert entrava così nel piano generale di potenziamento dell'acquedotto che l'Ags sta traducendo in pratica da quattro anni. Tre gli appalti per convogliare dalla Pinza a Roncaglie l'acqua. Il primo, su progetto degli ingegneri Zanetti e De Iorio di Trento ed effettuato dalla Trenchless Technology, è consistito nella realizzazione d'un condotto scavato dal basso verso l'alto usando una perforatrice piazzata sul tetto del tunnel Agnese allo sbocco superiore, del diametro di 420 millimetri in cui è stato infilato e bloccato con una colata di cemento il tubo d'acciaio da 280 in cui passa l'acqua. Il secondo, tecnicamente il più semplice, ha riguardato la posa d'una tubazione dalle Foci di San Giacomo alle vasche di Roncaglie dove confluisce l'acqua della vecchia sorgente Sperone deviata dal tunnel dell'Agnese. Il terzo appena concluso dall'impresa Pretti e Scalfi di Tione, ha riguardato la ricostruzione dell'opera di presa della sorgente, con la creazione di un manufatto in calcestruzzo e acciaio rivestito in pietra per permetterne il mascheramento, la posa dei tubi a maggiore profondità nella piccola grotta (più profonda è la presa, maggiore la purezza) e la costruzione presso l'ingresso, di due vasche e di un troppo pieno per migliorare la captazione dell'acqua e la sua qualità. Nel corso di questi lavori è stata rifatta la strada di accesso alla sorgente, ora pavimentata per ampi tratti in cemento e sostenuta da terre armate, in collaborazione con l'ufficio Foreste e Fauna della Provincia. Ciascuno dei due interventi è costato circa mezzo milione per un totale complessivo, comprese le somme a disposizione, di circa 1,160 milioni di euro. Ora tutto è pronto per l'allacciamento alla rete idrica comunale; attualmente la sorgente sta servendo Campi, con una portata di 2 litri al secondo attraverso due pompe che spingono l'acqua all'abitato, nonché la frazione di Dom, ma AGS ha ottenuto la concessione per l'alimentazione di Roncaglie per una portata di 30 litri/secondo, una quantità che consentirà di evitare l'utilizzo in periodi di magra del pozzo del Rione Degasperi. L'esubero della sorgente finirà per rimpinguare, come accade oggi, l'Albola. Conclusione dell'assessore Paolo Matteotti: "I residenti nella frazione di Campi, ma in generale tutti i nostri cittadini, ormai non hanno più scuse per non bere l'acqua del rubinetto, che sgorga da questa sorgente purissima tra le rocce che sovrastano Riva e in pochi minuti arriva nelle nostre case, senza dover essere inbottigliata e trasportata per chilometri. Ambiente e risparmio si curano anche bevendo dal rubinetto".

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Ciccio e Tore le impronte dell'agonia sulle pareti del pozzo La difesa del padre: finiti giù prima l'uno e poi l'altro Gli inquirenti: difficile abbiano cercato di arrampicarsi (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Ciccio e Tore le impronte dell'agonia sulle pareti del pozzo La difesa del padre: finiti giù prima l'uno e poi l'altro Gli inquirenti: difficile abbiano cercato di arrampicarsi di Massimo Solani inviato a Gravina (Bari) È IL GIORNO della burocrazia del dolore. Il giorno dei riconoscimenti ufficiali, il giorno dei primi esami sui cadaveri di Ciccio e Tore e delle ipotesi. Anche le più terribili. Come quella avanzata dall'avvocato di Filippo Pappalardi, l'avvocato Angela Aliani, se- condo cui sul muro della cisterna gli agenti della ricerca-tracce avrebbero trovato "segni delle unghiate che uno dei bambini ha lasciato nel tentativo di risalire il pozzo". Un'ipotesi che gli inquirenti non confermano (parlando invece più in generale dell'impronta di alcune dita di una piccola mano, e comunque non di un segno di un tentativo di arrampicarsi) come smentiscono anche le versioni circolate sulle scarpe che i bambini avrebbero lasciato, le une accanto alle altre, su un davanzale rialzato nella cisterna. Schermaglie legali, probabilmente, che anticipano quella che sarà la battaglia sulle perizie mediche sui cadaveri di Ciccio e Tore. Che ieri, all'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, sono stati sottoposti ai primi rilievi di un lavoro che però richiederà forse anche un mese. Per questo ora poche certezze: e cioè che i due erano ancora vivi dopo il volo da una delle due aperture lungo la parete di quel pozzo (probabilmente quella intermedia, a circa 15 metri di altezza e raggiungibile dal piano terra); e che entrambi i bambini avrebbero riportato fratture alle gambe nella caduta. Ad ucciderli, in un tempo compreso tra le 24 e le 48 ore, sarebbe stato invece il freddo. Pennellate a tinte fosche di un dramma che ieri Rosa Carlucci, la mamma dei due, ha guardato negli occhi per il riconoscimento ufficiale. Un peso a cui non ha invece retto Maria Ricupero, "la mamma acquista", che uscendo dalla morgue è crollata a terra davanti alla folla dei giornalisti. Dal carcere di Velletri, invece, Pappalardi ha affidato il suo saluto ad un mazzo di rose e calle bianche fatto lasciare davanti al cancello della "casa dalle cento stanze". E fra i fiori un biglietto: "Con tanto amore, papà". Quel papà che, secondo la procura di Bari, li avrebbe uccisi gettandoli nel pozzo. Una accusa su cui i magistrati credono ancora fermamente nonostante il legale di Pappalardi abbia presentato ieri istanza di scarcerazione considerando decadute le esigenze cautelari, in primis il rischio di inquinamento delle prove. Una accusa che certo adesso vacilla ma che, nei verbali dell'inchiesta, trova ancora indizi a cui aggrapparsi. Perché la scoperta dei due cadaveri oggi dà un senso completamente nuovo ad elementi già emersi nei mesi scorsi e sin qui trascurati. Come un dettaglio ricordato dallo stesso Pappalardi nella sua ricostruzione della serata del 5 giugno 2006 quando, raccontò durante gli interrogatori, alle 23 circa entrò in un bar dove cambiò dei soldi per chiamare da un telefono pubblico i carabinieri e avvertirli della scomparsa dei bimbi. Una versione che il titolare del bar smentì in buona parte facendo risalire l'episodio alle 24 ("Pulivo in terra... stavo per chiudere") e ricordando di non aver dato "spicci" a Pappalardi. Un dettaglio di poco conto? Nient'affatto visto che quel locale, il "Roxy Bar", dista al massimo cento metri dalla casa dove sono morti Francesco e Salvatore, e un paio di chilometri da quella dove vivevano. Il che significa che Pappalardi, dopo quelle famose due ore di buco nel suo alibi (nel corso delle quali il suo cellulare era spento), era a pochi passi dal punto in cui presumibilmente i suoi figli morivano. "Possibile invece - confida uno degli investigatori - che abbia voluto farsi vedere di proposito, e lo abbia raccontato per mettere le mani avanti nel caso qualcuno lo avesse visto dentro a quella casa". Certo è che il ritrovamento dei corpi ha riaperto molti scenari. Dall'incidente avvenuto mentre i due stavano giocando - "era giorno, prima è caduto Ciccio, poi Salvatore, forse per soccorrerlo" la versione dei legali di Pappalardi - alla fatalità capitata mentre scappavano inseguiti dalla rabbia del padre. Alla prima ipotesi però non crede affatto la mamma dei fratellini: "Poteva succedere ad uno dei due. Ma l'altro? Perché non chiedere aiuto a qualcuno fuori anziché rischiare di finire anche lui nel pozzo?". Gia, perché? "Ma se c'è un dio - commenta Pappalardi dal carcere - scopriranno la verità".

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Il convegno (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Genova Il problema degli investitori IL CONVEGNO Sviluppo ligure "bloccato" dalla burocrazia Occorre cambiare il sistema: dal convegno "Innovazione, servizi, reti: una nuova sfida per lo sviluppo della Liguria", tenutosi ieri all'Auditorium Montale, è emerso come le possibilità di investimento sul territorio regionale siano fortemente inibite dalla lentezza del sistema istituzionale, che blocca ogni iniziativa progettuale che possa portare ad un processo di rinnovamento economico. "Il sistema non funziona, il sistema non decide, la politica blocca i progetti" sono state le allarmate parole di Edoardo Garrone che denuncia l'impossibilità di pianificare iter organizzativi per l'insediamento di impianti industriali per nuove forme di produzione di energia alternativa. "Sarebbe importante che Regione, Provincia e Comune di Genova facessero un patto e si impegnassero con i cittadini per evitare inutili duplicazioni burocratiche, affinché gli investitori possano considerare il territorio ligure per lo sviluppo di nuove attività": questa la sfida lanciata da Domenico Arcuri, a. d. dell'Agenzia Nazionale per attrazione degli investimenti, alla quale l'assessore al Bilancio Pittaluga ha risposto ponendo l'accento sull'importanza delle reti informatiche. Ma per il segretario nazionale Uil, Angeletti, sono la riduzione del numero e dei luoghi delle decisioni gli ingredienti primi per il rinnovamento politico. (fabiana callegari).

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UN CONSIGLIO? Dal primo marzo accendete il computer con circospezione. In mezzo a (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonnellate virtuali di e-mail spazzatura, infatti, potreste trovarci una lettera di promozione, di trasferimento o addirittura, facendo le corna, di licenziamento. E' l'effetto di un decreto che da quel giorno obbliga le aziende a comunicare esclusivamente on-line ogni variazione del rapporto con i propri dipendenti. Addio lettere di licenziamento, di assunzione e via dicendo, insomma. Ovviamente il legislatore non si è preoccupato tanto dell'"utente finale", cioè di noi dipendenti, bensì di tutto quell'intrigo di burocrazia che sta a monte di ogni pratica di lavoro: Inps, Inail, Ministero del Lavoro, Centri per l'impiego, che a questo punto avvieranno automaticamente le loro pratiche, senza inutili scambi di carta. Ma la realtà corre molto più in fretta dell'immaginazione, soprattutto di quella dei nostri governanti. E già a qualcuno è capitato di essere licenziato con un semplice Sms. Al futuro governo l'onere di ordinare la materia con "apposito decreto". - -->.

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Sabato in Cdc con De Castro e Beccalossi (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia pag. 31 Sabato in Cdc con De Castro e Beccalossi "Meno carte, più produttività": questo il titolo dell'assemblea generale 2008 dell'Unione provinciale agricoltori, fissata per la mattinata di sabato 1 marzo (ore 9) nel salone della Camera di Commercio. OSPITI saranno il ministro per le Politiche Agricole, Paolo De Castro (protagonista anche lo scorso anno), l'assessore regionale all'Agricoltura nonché vicepresidente della Lombardia, Viviana Beccalossi, e il leader nazionale di Confagricoltura Federico Vecchioni. Al centro della relazione di Bettoni, la volontà di "tornare a parlare e ragionare di mercato" contro una burocrazia sempre più opprimente, la sfida delle energie rinnovabili come mezzo per risolvere il problema della direttiva nitrati, e il controllo sullo stato di salute della Pac.

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Non c'è il certificato antincendi, sigilli al lido (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Silvia Sanna Non c'è il certificato antincendi, sigilli al Lido Ordinanza di chiusura temporanea per lo stabilimento balneare di Platamona Ieri i vigili del fuoco hanno espresso parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione, il proprietario è sicuro: "Oggi si riapre, ma siamo stanchi di essere perseguitati" SASSARI. L'ultimatum è scaduto a gennaio. Trascorso il periodo concesso ai gestori per mettersi in regola, all'ingresso del "Lido di Sassari" sono scattati i sigilli. Da una settimana lo stabilimento balneare di Platamona è chiuso: a fermare le danze è stata l'ordinanza firmata da Gianfranco Masia, dirigente dello Sportello unico delle attività produttive. Il locale è privo di agibilità perchè, già dall'estate scorsa, non può contare sull'indispensabile certificato di prevenzione incendi. Il parere positivo alla concessione è stato rilasciato ieri, per questo i proprietari del Lido dicono che il problema potrebbe risolversi già oggi. Ma la serie di paletti fissati dai vigili del fuoco, fanno pensare che i sigilli potrebbero rimanere più a lungo. La storia inizia l'estate scorsa, quando gli agenti della polizia municipale vanno a fare un controllo nello stabilimento: "L'ennesimo - dice Mario Manai, 29 anni, proprietario del Lido -, siamo abituati ad aprire spesso le porte alle forze dell'ordine e a tirare fuori dai cassetti la documentazione". Quel giorno gli agenti contestano a Manai, unico socio della Sciumara srl, l'assenza tra le carte del certificato di prevenzione incendi. Un foglio fondamentale, il pilastro sul quale si regge l'agibilità dei locali. Gli dicono che deve rinnovarlo perchè è scaduto. "Mi sono attivato immediatamente - spiega Manai - ma la burocrazia non è stata altrettanto veloce". Succede così che dopo quattro mesi, durante il successivo controllo, la polizia municipale accerta che il certificato ancora non c'è. Il 3 gennaio il dirigente Gianfranco Masia firma l'ordinanza n. 451: chiusura per tre mesi, provvedimento revocabile non appena i gestori dimostreranno di avere regolarizzato la situazione. Ma se, trascorsi i 90 giorni, le autorizzazioni continuassero a latitare, a quel punto la sospensione potrebbe trasformarsi in chiusura definitiva. L'ordinanza viene notificata a Mario Manai il 19 febbraio: un minuto dopo si spengono le luci del ristorante e della sala da ballo, gli unici locali dello stabilimento che rimangono aperti anche d'inverno. Da allora l'ingresso è sbarrato. Ieri mattina, l'ufficio prevenzione dei vigili del fuoco ha espresso parere favorevole al rilascio del certificato di prevenzione incendi. Il documento è stato spedito alla Sciumara srl, al comune di Sassari, alla commissione comunale di vigilanza e allo sportello unico. Secondo Mario Manai il caso è chiuso: "Non serve neppure la revoca dell'ordinanza, sabato ripartirà l'attività". A leggere quanto scrivono i vigili del fuoco, la cosa non sembra così scontata. Nel documento si fa riferimento alla richiesta di autorizzazione, presentata dalla Sciumara, per realizzare un luogo all'aperto per spettacoli (musica dal vivo, karaoke, sfilate) per complessivi 128 posti a sedere. I vigili prescrivono l'installazione di idranti e l'utilizzo di materiali ignifughi per gli arredi, sia nella sala da ballo che nello spazio all'aperto. E aggiungono che, una volta terminati i lavori, potrà essere rilasciato il certificato. Ma solo dopo che un sopralluogo avrà stabilito che è tutto in regola. Mario Manai precisa che la sala da ballo coperta è stata data in gestione, e che quella a bordo piscina sotto le stelle non potrà essere inaugurata prima di giugno. E poi confessa di sentirsi un po' perseguitato. Si riferisce alla vicenda della piscina, realizzata attraverso la ristrutturazione e ampliamento di quella già esistente. Allora il Lido di Sassari aveva un altro padrone: lo stabilimento era guidato dal suo creatore, Gesuino Manai, unico socio della Isvit srl, che nel dicembre 2006 ha passato il timone al figlio Mario. Sulla piscina pende un'ordinanza di demolizione firmata dall'Ufficio tutela del paesaggio. Firmato nel settembre di due anni fa, il provvedimento non è mai stato notificato ai Manai, padre e figlio. "Nonostante avessimo una regolare concessione, rilasciata dal comune di Sassari - spiega Mario Manai -, siamo stati denunciati per abuso edilizio. La contestazione viene mossa a Palazzo Ducale, che secondo l'ufficio di tutela del paesaggio non avrebbe dovuto rilasciare l'autorizzazione. Ma noi che colpe abbiamo?". Che la storia sia intricata, lo dimostra il fatto che la piscina è ancora lì. E di ruspe all'orizzonte neanche l'ombra.

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Tanta burocrazia e lavoro rigido (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PERCHÉ NO. Le opinioni a sfavore del sistema Italia Tanta burocrazia e lavoro "rigido" Quali sono i principali fattori di criticità che suggeriscono alle aziende straniere di stare alla larga dall'Italia? In altre parole: quali sono nell'esperienza dei manager i problemi che i gruppi esteri incontrano nella loro quotidianità? Il primo ostacolo è rappresentato senza dubbio dalla burocrazia, che richiede tempi lunghissimi per avviare qualsiasi attività e impone una serie infinita di passaggi a livello di enti locali (regioni, province, comuni) per ottenere un permesso. Il nostro è anche un sistema incomprensibile, dov'è difficile orientarsi se non si è italiani, fatto di regole non chiare, di applicazione incerta, e di una quantità di obblighi amministrativi. Inoltre paghiamo la mancata unificazione in un'unica figura di riferimento delle diverse cariche deputate a verificare e controllare le attività aziendali. Passando alla legislazione e agli oneri a carico del lavoro, le aziende segnalano la rigidità del mercato dell'impiego, oltre a un elevato costo del lavoro, più per le produzioni di massa che per il lavoro qualificato. Lo stesso vale per il sistema legislativo e giuridico, che i manager delle multinazionali definiscono "molto complesso". Anche il sistema fiscale non appare competitivo rispetto a quello di altri Paesi europei, con tasse molto elevate (e un utilizzo molto discutibile), una mancanza di conformità con le leggi europee, una legislazione sulla sicurezza troppo rigida e anche troppo severa sui temi ambientali. Non mancano le delusioni per la carenza di infrastrutture (rete stradale, ferroviaria e aeroporti), l'instabilità politica (la discontinuità legislativa e fiscale fa saltare la certezza delle regole e dei parametri), l'elevato costo dell'energia a causa del mercato non ancora pienamente liberalizzato e i tempi della giustizia, con cause civili lunghe e costose. Danno da pensare anche le accuse di scarso investimento nel capitale umano ("lo Stato non garantisce un sistema di formazione e di ricerca efficiente e competitivo, le risorse sono poco qualificate"), di mancanza di cultura manageriale e d'impresa, di scarsa attitudine alla comunicazione in azienda e di investimenti troppo limitati in tecnologie, specialmente in quelle digitali. Ma il punto cruciale è l'incapacità di fare sistema e rendere più efficiente il sistema territoriale vicino all'impresa. Gli altri Paesi europei sanno fare squadra per attirare investimenti, l'Italia invece si presenta in ordine sparso e non riesce nemmeno a integrare aziende e università.

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Scuola internazionale sì e burocrazia più leggera (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco Flavio Tosi appoggia la realizzazione, proposta dalle categorie imprenditoriali, di un istituto per la formazione dei figli di cittadini stranieri e di veronesi Scuola internazionale sì e burocrazia più leggera di Silvia Bernardi Verona, in relazione agli investimenti esteri, è tra le zone più attraenti d'Italia ma può fare di più per essere all'altezza delle regioni europee trainanti. Così il sindaco Flavio Tosi e il presidente della provincia Elio Mosele, in occasione del primo forum Attrazione Italia, fotografano la capacità locale di attrarre grandi imprese straniere. Che cosa emerge? "Il fatto che aziende estere scelgano l'Irlanda e la Spagna, è drammatico", dice Flavio Tosi dopo aver dato merito al presidente di Confindustria Verona, Gianluca Rana, di aver portato tra le mura scaligere un dibattito di così alto profilo. "Vuol dire che siamo un Paese rimasto molto indietro per un costo del sistema pubblico e del lavoro di gran lunga superiore a quello dei concorrenti e per la mancanza delle infrastrutture necessarie allo sviluppo. Questo ci preoccupa molto". Quello dell'amministrazione comunale è un approccio aperto nei confronti dell'ingresso dei capitali stranieri con una visione di impatto virtuoso sul nostro tessuto produttivo. "Da parte nostra", prosegue il sindaco "stiamo lavorando per alleggerire la burocrazia, uno dei mali del Paese, in modo tale che l'investitore possa scegliere Verona rispetto ad altre città, perché trova una realtà meno complicata". Non solo. È in programma, in collaborazione con le categorie di settore, anche la realizzazione di una scuola internazionale. "Per una città che ha già delle multinazionali e che vuole attrarne altre, è un passo importante", sottolinea Tosi "non solo per i figli degli imprenditori esteri, ma anche per i nostri ragazzi che vogliano fare quel tipo di carriera che necessita di una formazione a misura di mondo globale". Se a livello locale un'identità economica sempre più allargata è vista come un'opportunità da non perdere, per il sindaco Flavio Tosi le carenze più gravi arrivano dal panorama nazionale. "Da noi può partire un segnale forte da consegnare nelle mani del futuro governo, di qualunque colore politico sia, perché non resti solo a guardare i treni importanti che passano". D'accordo anche il presidente Elio Mosele sull'alta positività dell'operazione forum per il Sistema Verona. "Quello che forse a noi manca rispetto agli altri Paesi", precisa Mosele "è la capacità di attrattività che non è fatta solamente di messa a disposizione di aree o capannoni ma dell'insieme che l'Italia può offrire ad un investitore straniero come qualità della vita, di presenza di arte, cultura, e sorriso". Spetta comunque agli italiani attrarre i capitali "con l'abbattimento dei pesi economici che devono essere sopportati dagli stranieri nello spostarsi nel territorio". Guardando in casa nostra, se l'intervento sull'abbattimento dei costi dei servizi riguarda soprattutto la politica nazionale, la città può giocare la partita sulla qualità del vivere. "Il nostro territorio", precisa Mosele "è un ambiente di grande accoglienza sia per la bellezza che per la discrezione della popolazione stessa". In collaborazione con Confindustria, la Provincia ha realizzato un programma informatico che riporta un'analisi dettagliata della zona con la mappatura di tutte le offerte industriali e le opportunità che i vari comuni offrono con servizi mirati. "Questo lavoro consultabile in rete da chiunque in qualunque parte del mondo", spiega Mosele "dà la possibilità agli industriali che vengono dall'estero di vedere quali sono le zone privilegiate per insediarsi". In contemporanea, sono stati avviati dei rapporti con i Paesi di nuovo sviluppo, in modo particolare con l'India. "A Legnago", anticipa il presidente "sarà creata una struttura che diventerà un centro di alta formazione per gli indiani che desiderano conoscere l'Italia e per gli italiani che vogliono conoscere l'India con dei corsi particolareggiati sulle possibilità professionali dei rispettivi paesi". Altro punto che necessita di sprint per attrarre capitali esteri, sono le infrastrutture. "C'è consapevolezza", conclude Mosele "che le nuove iniziative vanno dove c'è facilità di comunicazione per aria, per mare e per gomma. Stiamo lavorando per aprire nuovi contatti e vie di collegamento sia con l'Adriatico che con il Tirreno e potenziare tutti gli accessi alla Verona commerciale".

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"Scegliere bene i nostri nuovi governanti" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' l'appello dei Giovani imprenditori calabresi in vista delle prossime competizioni elettorali CATANZARO. "La Calabria vive una delle crisi più profonde della sua storia" stretta tra i problemi della politica, la criminalità e l'assistenzialismo e per uscirne "serve uno sforzo comune di tutti, cittadini, mondo del lavoro, associazioni, mondo della cultura, politica" che significa "scegliere bene i nostri nuovi governanti". È questo l'appello lanciato dai giovani imprenditori della Calabria. "Il nostro voto - è scritto nell'appello firmato da Florindo Rubbettino, presidente Giovani imprenditori Confindustria Calabria; Sebastiano Caffo, presidente Giovani imprenditori Confindustria Vibo Valentia; Tommaso Graziani presidente Giovani imprenditori Confindustria Crotone; Daniele Rossi, presidente Giovani imprenditori Confindustria Catanzaro - non dovrà essere in vendita. Non lo baratteremo in cambio di favori tranne che uno: cambiare il volto a questa regione, pensare al futuro delle nuove generazioni, tornare allo spirito dei politici della ricostruzione, perché la Calabria di oggi è devastata moralmente come lo era materialmente l'Italia alla fine della Seconda guerra mondiale". "Come giovani imprenditori, espressione di quella imprenditoria sana che investe, innova, progetta, non improvvisa - è scritto nell'appello - abbiamo sempre pensato che nostro dovere fosse prima di tutto quello di rimboccarci le maniche, lavorare in silenzio e non guardare alle difficoltà strutturali che quotidianamente incontriamo, provando anzi a trasformarle in opportunità. Ma come continuare a guardare al dramma della Calabria da spettatori? Mai come in questo caso di fronte allo stato di prostrazione morale, civile ed economico che vive la regione, è necessario reagire. La denuncia e l'indignazione contengono la forza di reagire e sono oggi il primo dovere morale". "In Calabria - prosegue l'appello - ci sono troppi problemi. La politica, innanzitutto. Serve una politica alta, che non può ridursi a miope e ossessiva conservazione del potere, tramite un consenso ottenuto anche contro le regole del diritto e della civiltà. La cappa che oggi è calata sulla Calabria tende a portare sotto la sfera della politica l'economia, i sindacati, le associazioni, la sanità, l'istruzione, imprese e imprenditori. I professionisti della partitocrazia, soggetti che consolidano la propria ragion d'essere mediante l'occupazione di spazi e la gestione di flussi di spesa pubblica, sono ancora i dominatori incontrastati della nostra regione. Ma la politica dovrebbe essere ben altro". "La criminalità, intanto - proseguono i giovani imprenditori - cresce a vista d'occhio. Come ci ha ricordato la relazione della Commissione parlamentare antimafia, la 'ndrangheta è la mafia più forte, più flessibile, più dinamica. È l'organizzazione criminale più radicata in tutte le regioni del centro e del nord Italia e in tutti i paesi stranieri. E in Calabria la frontiera tra 'ndrangheta, politica, ed economia si sta pericolosamente assottigliando. Bisogna porre un argine. C'é in Calabria un'economia criminale, capace di cambiare pelle e divenire soggetto imprenditoriale e investitore finanziario. Ma c'è anche un'economia sana, che non solo subisce la concorrenza sleale dell'economia criminale, ma ne paga tutti i danni di immagine quando non ne viene direttamente vessata. Condanniamo senza mezzi termini qualunque concessione a fenomeni quali il racket. Pagare il pizzo significa non solo rafforzare le organizzazioni criminali sotto il profilo economico, ma, peggio, riconoscere loro il potere di soggetto legittimato a garantire la sicurezza". "Siamo stanchi - prosegue l'appello - di subire tutto questo e per di più di essere guardati con sospetto. A noi appartiene la cultura del diritto e non quella del favore, la cultura delle regole e non quella delle scorciatoie, la ricerca della libertà d'impresa e non quella della protezione. Per combattere la mala politica e la criminalità è però necessario che tutta la società civile cambi passo; un cambiamento a cui dobbiamo sottoporci anche noi imprenditori. La Calabria è in crisi per colpa del fallimento di un'intera classe politica regionale e per l'intreccio politica, economia, criminalità, corruzione. Ma anche per colpa di noi calabresi, corresponsabili quanto i politici, perché li eleggiamo e perché se solo lo decidessimo potremmo costringerli a una ben diversa condotta. Invece troppo spesso non si denuncia la mentalità e il malcostume che offrono terreno fertile a corruzione e criminalità". "La cultura dell'assistenzialismo - si afferma ancora nell'appello - è l'altro nemico mortale della Calabria. Occorre prendere atto che le politiche basate sulla spesa pubblica e sul trasferimento di risorse finanziarie pubbliche come quelle degli ultimi 50 anni non hanno risolto alcun problema. Noi imprenditori abbiamo una grande responsabilità non è la politica che produce lo sviluppo, bensì le imprese. Anche per questo dalla politica bisogna aspettarsi sempre meno aiuti pubblici. E chiedere invece sempre di più di aprire il mercato, ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito dalle macerie questa regione. Serve una leadership che sappia infondere fiducia nel futuro e nelle opportunità della globalizzazione, ricordare soprattutto ai giovani che quello che hanno di fronte è un mondo colmo di possibilità e non un'inesorabile condanna al declino, stimolare la cultura del rischio rispetto a quella delle rendite, delle clientele, delle reti amicali e familistiche, degli imbrogli. E poi bisognerà ripristinare a tutti i livelli il principio della legalità, del merito e della responsabilità". "Un appello positivo" La senatrice Callipari (Pd) plaude all'iniziativa dei giovani industriali CATANZARO. "L'appello dei giovani imprenditori e delle associazioni territoriali dei ragazzi di Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro è un segnale positivo e importante di impegno civile e di voglia di cambiamento". Lo dice la senatrice del Pd Rosa Villecco Calipari, responsabile nazionale Mezzogiorno per il Pd. "L'invito a non pagare il pizzo di Rubettino, presidente dei giovani imprenditori calabresi è un messaggio di rinuncia a posizioni di astensionismo - sottolinea Rosa Villecco Calipari - Un messaggio che mi auguro orientato verso scelte più nette contro le mafie e conformi alle decisioni coraggiose operate da Lo Bello in Sicilia e Montezemolo a livello nazionale. Come risulta dalla stessa Relazione conclusiva della commissione Antimafia, votata all'unanimità - continua Rosa Villecco Calipari - in Sicilia, Calabria e Campania emerge in modo drammatico la condizione di un'imprenditoria che spesso convive- silente o vittima, collusa o intimidita - con il potere pervasivo delle mafie che distorce il mercato e schiaccia la libera impresa e la libera concorrenza, fino a porre un problema di sospensione dei valori di democrazia e di libertà. Ovviamente la "capacità imprenditoriale" delle organizzazioni criminali incide complessivamente sulla trasparenza dell'intero sistema economico nazionale, ma laddove la mafia è più radicata sottrae risorse all'economia legale, impedendone lo sviluppo. Per questo motivo ritengo sia di grande rilievo l'appello dei giovani imprenditori calabresi che si rivolge, da forza sociale impegnata, alla politica e alla società civile. L'intento è quello di rompere il circolo vizioso tra inefficienze e cultura dell'assistenzialismo, diffuse nel Mezzogiorno, che non consente di liberare le energie positive e di creare opportunità di crescita. Per ricostruire un tessuto sociale in Calabria è necessario un impegno coordinato tra istituzioni politiche e forze sociali. Il Partito Democratico - conclude Rosa Villecco Calipari - nasce anche per dare risposte a queste esigenze di profondo rinnovamento ed ambisce a connettersi con le componenti più vitali della società. L'attivazione di questo processo implica che pratiche coerenti seguano le affermazioni e vadano quindi nella direzione auspicata dai giovani imprenditori".

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VERONA - La Sovrintendenza? Un ente di derivazione borbonica, una burocrazia irresponsabile ch (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERONA - "La Sovrintendenza? Un ente di derivazione borbonica, una burocrazia irresponsabile che fa quel che vuole, senza doverne rispondere a nessuno, anche a costo di mettere in ginocchio un'intera città". Il sindaco Flavio Tosi è un fiume in piena. L'ennesimo stop ai lavori per un parcheggio (stavolta in lungadige Capuleti) lo ha fatto imbestialire. Dalla soprintendenza nessuna replica. "E' incredibile - aggiunge il sindaco - fermare tutto per il ritrovamento di un vecchio muretto. E in piazza Viviani sono andato di persona a vedere: sono solo quattro sassi. Noi pubblici amministratori dobbiamo rendere conto e rispettare i tempi per ogni cosa che facciamo: loro niente, fan quel che vogliono. Per i lavori di riqualificazione di Alto San Nazaro prima avevano detto che andava bene, poi non andava più bene niente. E siamo fermi anche lì, con costi esorbitanti per la collettività". Che fare? "O si cambia la legge o si cambiano i sovrintendenti - dice Tosi - e uno dei primi punti su cui chiederemo s'impegni il prossimo governo sarà proprio quello di metter mano, e molto pesantemente, su questi meccanismi". (L.Ald./ass).

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Steger: <Potere d'acquisto basso?\n Errato colpevolizzare i negozianti> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-02-28 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Unione commercio Steger: "Potere d'acquisto basso? Errato colpevolizzare i negozianti" BOLZANO - Il direttore dell'Unione commercio chiede alla politica urgenti misure su imprese e salari. "Per rafforzare il potere d'cquisto - dice Dieter Steger - non bisogna iniziare dai prezzi nel commercio al dettaglio, che per la maggior parte dipendono dai prezzi delle materie prime e dell'energia. Siamo però in grado di influenzare alcune condizioni quadro. Da un lato occorre sgravare fiscalmente le imprese e ridurre i costi salariali, cosicché la gente abbia più netto nelle tasche. Tali provvedimenti vanno accompagnati da una gestione più rigorosa della spesa pubblica .Occorre smantellare la burocrazia e introdurre misure fiscali di sgravio. Vi rientra ad esempio lo splitting familiare, così come molte altre misure volte a favorire la conciliazione di famiglia e lavoro".

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Come catturare i capitali esteri (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-28 - pag: 18 autore: DALLA PRIMA Come catturare i capitali esteri Gli Ide portano soldi, posti di lavoro, capacità manageriali e tecnologie. In un'epoca in cui per crescere bisogna innovare, ci avvicinano alla frontiera tecnologica. Averne di più, dunque. Le statistiche non sono incoraggianti, per quanto il trend sia crescente negli ultimi due anni. Nel 2006 lo stock degli investimenti diretti esteri sul Pil era il 15,9% contro il 38% della media europea. Negli ultimi cinque anni in Italia sono state fatte 561 operazioni di investimento, contro 1.360 in Francia, 727 in Spagna e addirittura 1.033 in Polonia. Ma i capi delle imprese straniere presenti in Italia, da quelle che fanno gli scarponi nel distretto di Montebelluna, ai giganti come la General Electric o la GlaxoSmithKline, hanno costruito qui sistemi di produzione e sviluppo tecnologico efficientissimi per esportare nel mondo. L'indagine Ipsos sulle opinioni di questi manager, che viene presentata oggi a Verona, al primo forum degli investitori esteri ( riuniti in un comitato appena costituito in Confindustria), mette in luce come il 75% delle aziende che hanno investito in Italia abbiano soddisfatto le proprie aspettative. Queste indicano tra i principali fattori di attrazione del Paese l'accesso a competenze tecnico/ manageriali, a brevetti e know how.Dunque l'Italia non è solo un mercato ma anche uno snodo importante della catena di produzione globale in cui le multinazionali hanno organizzato le loro attività. Perché questa contraddizione tra la percezione delle imprese che operano qui e la riluttanza di chi ancora in Italia deve investire? Rispondere a questa domanda forse ci può aiutare a capire come rafforzare la nostra attrattività. In qualche modo è il solito dilemma, ricordato da Ferruccio de Bortoli su queste colonne, tra l'Italia della generazione pro- pro,l'universo di eccellenze di chi lavora e produce e il sistema di regole immobili, se mobili incerte, spesso nefaste che schiaccia l'economia del Paese. Contesto istituzionale al quale chi opera qui si adatta, sostenendo costi infiniti per valorizzare le risorse del paese, a volte sfruttandone le distorsioni, ma che lascia stupefatto il più disincantato degli osservatori stranieri. I manager intervistati da Ipsos identificano nella burocrazia, nella rigidità del mercato del lavoro e nella lentezza del sistema giudiziario i principali vincoli agli investimenti. è così ovvio infatti che le imprese siano riluttanti a investire in un Paese dove la burocrazia non funziona, dove le regole del mercato del lavoro impediscono di adottare sistemi produttivi flessibili che incentivino la produttività, dove per applicare un contratto contestato ci vogliono 1.210 giorni contro 331 in Francia, dove per trasferire le merci esportate dalla fabbrica alla frontiera occorrono 20 giorni mentre in Francia 11. Nove giorni in più per esportare è un costo esorbitante per le imprese, 4,5% del valore della merce secondo i calcoli dell'economista David Hummels, 15 miliardi all'anno, un punto di Pil. I nodi da sciogliere per attrarre più imprese estere e anche far ripartire gli investimenti di quelle italiane sono ovvi, ma bisogna fare in fretta. Il Paese rischia non solo di avere pochi investimenti ma anche di minore qualità. Tra gli Ide fatti in Europa negli ultimi cinque anni, quelli ad alto contenuto tecnologico o di natura strategica come la ricerca o gli headquarters vanno soprattutto in Francia, Germania, Gran Bretagna e anche Spagna. La manifattura va invece nell'Est Europeo. Noi, in mezzo, rischiamo di diventare solo un grande mercato, incapace di attrarre quegli investimenti ad alto valore aggiunto che hanno il maggiore impatto sulla crescita. E l'aumento dello spread tra BTp italiani e Bund tedeschi, ormai di 44 punti base sui titoli decennali, riflette anche questo rischio. Rispetto a chi opera solo in Italia coloro che guardano al nostro Paese con una prospettiva internazionale hanno due vantaggi principali: la capacità di stupirsi e la possibilità di dire di no, andare altrove. Con la crescente apertura dei mercati, anche le nostre imprese, almeno quelle più dinamiche, oggi possono scegliere dove andare a operare e guardando al resto del mondo, ritrovano la capacità di stupirsi dell'assurdità del nostro sistema di regole. Risolvere le ben note distorsioni che imbrigliano l'economia del Paese con infinite rendite di posizione non è semplice, ma è anche inevitabile, se non altro per rispetto dei propro, della straordinaria forza produttiva della nostra economia. Un tema questo dove forse la congiunzione tra l'ovvietà dei problemi e la necessità di doverli assolutamente risolvere potrà portare a proposte concrete condivise da tutti gli schieramenti politici e le diverse parti sociali. Per una volta proviamo a pensare all'interesse generale del Paese, con l'obiettivo di ritrovare la strada della crescita. Giorgio Barba Navaretti barba@unimi.it.

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Resta basso l'appeal del sistema Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-28 - pag: 18 autore: Competitività. A Verona oggi forum di Confindustria dedicato alla presenza delle multinazionali e agli investimenti stranieri Resta basso l'appeal del sistema Italia Studio Ipsos: Paesi dell'Est, Spagna e India più attrattivi - Gianluca Rana: sono fiducioso Nicoletta Picchio ROMA Tempi troppo lunghi per aprire un'attività, troppi permessi tra Regioni, Province e Comuni. E poi il costo del lavoro, le tasse esagerate, le scarse infrastrutture e l'instabilità politica. Messi in graduatoria, sono gli ostacoli più grandi che le multinazionali straniere devono affrontare quando vengono in Italia. E che frenano gli investimenti nel nostro Paese. Peccato, perchè l'Italia avrebbe tanti fattori di appeal: è un mercato interessante per chi ha in mente politiche di espansione, e cioè aumentare i clienti, le vendite in un'area di business, allargarsi nei mercati europei. Non solo: l'Italia offre una buona qualità di management e di produzione, fa tendenza in alcuni settori come il design e la moda, ha una buona qualità di sviluppo tecnologico. A dirlo sono i numeri uno delle più grandi multinazionali presenti in Italia, in una ricerca che ha coinvolto 60 aziende e che Confindustria ha commissionato all'Ipsos di Nando Pagnoncelli. Sarà presentata oggi, a Verona, nel convegno Attrazione Italia, il primo forum organizzato da Confindustria per mettere a confronto investitori esteri e italiani. Ci saranno, tra gli altri, Jean-Pierre Garnier, numero uno della GlaxoSmithKline, Giuseppe Recchi, presidente e amministratore delegato della General Electric per Italia e Sud Est europeo, Sami Kahale, leader della Procter & Gamble Italia, Pietro Guindani, ad di Vofafone Italia. Chiude il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo. "A Verona e dintorni abbiamo una presenza di 80 aziende a capitale estero, quest'area attrae sia perchè è un ponte tra Est e Ovest, sia perché offre un buon contesto territoriale", dice Gianluca Rana,presidente dell'Associazione industriali di Verona, che oggi farà gli onori di casa e racconterà la sua esperienza aziendale di impresa familiare ormai presente in tutto il mondo. Non a caso il forum si tiene nella città di Romeo e Giulietta: "Sono ottimista, l'Italia ha le carte per recuperare". Nonostante le difficoltà, le multinazionali presenti in Italia per il 90% dei casi negli ultimi 5 anni hanno aumentato il fatturato e per l'85% hanno lavorato a nuovi progetti ( sviluppo nuovi prodotti, ampliamenti, acquisizioni): il 65% ci sta ancora lavorando il 20% li ha abbandonati. Motivi: burocrazia, costo del lavoro, fisco non competitivo. C'è chi racconta: "All'ottava riunione con gliassessori, analizzando i costi, abbiamo visto che con la metà dei soldi facevamo una fabbrica grande il triplo in Spagna. In due mesi abbiamo avuto tutte le autorizzazioni". E difatti alla domanda su quali siano le aree più attraenti, il 63%ha rispostoi Paesi dell'Est, il 50% la Spagna, dopo ancora Cina, Irlanda, India. I Paesi dell'Est, spiegano le multinazionali, sono in grande crescita, hanno poche tasse e una po-litica stabile. La Spagna, partita con 20 anni di ritardo, ha infrastrutture efficienti, un sistema sindacale meno politicizzato e più pragmatico.l'India ha grandi professionalità tecniche. Insomma, sono Paesi più attrattivi dell'Italia. Non aiuta neanche il fatto di non sentirsi ben accolti: il 45% percepiosce un'opinione pubblica negativa, il 30% neutra e solo il 25% positiva. Piuttosto, sarebbe utile uno sportello unico, un team che possa prendere per mano l'imprenditore. Non c'è. Il 73% delle multinazionali sollecita Confindustria a farlo. Per l'86%degli intervistati,Confindustria è utile e potrebbe esserlo di più, magari aumentando le occasioni di incontro per condividere le esperienze migliori sul territorio.

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L'unificazione della via del Mare con l'Ostiense avanza di una casella nell'infinito (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di GIULIO MANCINI L'unificazione della via del Mare con l'Ostiense avanza di una casella nell'infinito percorso verso la sua realizzazione. La Provincia e il Comune di Roma hanno firmato un accordo che licenzia il progetto preliminare e consente di passare alla fase successiva, quella dei saggi archeologici precedenti all'indizione della gara d'appalto. L'accordo è stato approvato nell'ultima giunta utile dall'assessore provinciale ai Lavori pubblici Piero Ambrosi. Poichè la via del Mare è di proprietà mista tra i due enti, l'amministrazione di Palazzo Valentini lascia al Campidoglio la competenza di portare avanti le fasi conclusive dell'intervento radicale di messa in sicurezza. "Si tratta di un provvedimento anti-burocrazia che semplifica ed accelera le procedure", riassume l'assessore Ambrosi. La strada, pur sviluppandosi completamente all'interno del territorio urbano di Roma, è frazionata in diverse competenze. La strada è in carico al Campidoglio dal centro sino al km 5,910 (viale Marconi) e nei tratti tra il km 15,520 (via di Malafede) e il 23,704 (stazione di Ostia Antica), e dal 25,524 (Cineland) sino alla sua fine (via Vasco de Gama). Il resto è "proprietà" della Provincia. L'intesa varata da Palazzo Valentini ha il merito anche di fare il punto sull'stato dell'arte di un intervento atteso da quasi diciassette anni. Intanto, è ormai conclusa la fase di progettazione preliminare. Secondo quei piani l'opera ha raggiunto una previsione di spesa complessiva di 300 milioni di euro. Altro punto importante per il raggiungimento dell'obiettivo è che l'unificazione Ostiense-via del Mare è inserita nell'elenco delle opere ritenute prioritarie dal Commissario per l'emergenza traffico, l'ex sindaco Walter Veltroni. Ciò significa che le procedure saranno ulteriormente semplificate. Inoltre, viene ribadito nel documento provinciale, la Soprintendenza di Ostia ha espresso già parere favorevole al piano di saggi archeologici approvato a luglio nell'ultima conferenza dei servizi. Infine, con quella stessa delibera, la Provincia di Roma contribuisce con una somma di 550 mila euro alla stesura del progetto definitivo da mandare in gara d'appalto. Secondo le previsioni elaborate dal gruppo di studio che ha elaborato il progetto preliminare, sono nove gli snodi che serviranno a eliminare gli attuali attraversamenti e, soprattutto, utili a collegare gli insediamenti che si estendono sui lati dell'asse stradale. Le "rotatorie" sono previste poco oltre il viadotto della Magliana al servizio dell'Eur, all'altezza del chilometro 8 in corrispondenza del previsto Ponte del Cappellaccio, a Tor di Valle utile pure per il Torrino, all'altezza di via di Mezzocamino, a Vitinia, all'ingresso di Giardino di Roma-Malafede, a Centro Giano, all'altezza di via di Dragoncello dove sorgerà il Ponte di Dragona e a Ostia Antica. Ipotizzati, inoltre, il prolungamento della galleria di Acilia sino a Casal Bernocchi e una nuova sistemazione delle rampe d'accesso al Raccordo anulare. In virtù del fondo-cassa di 32 milioni di euro già disponibili per intervento della Regione, della Provincia e del Comune di Roma, viene annunciato ormai imminente l'avvio del primo stralcio del progetto: il riordino dell'incrocio di Ostia Antica con l'eliminazione del semaforo. giulio.mancini@ilmessaggero.it.

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Il fidanzato la lascia e lei tenta il suicidio: salva (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2008-02-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il dramma La giovane era già priva di sensi. Corsa contro il tempo per rintracciare la telefonata dal cellulare Il fidanzato la lascia e lei tenta il suicidio: salva Chiama in farmacia: "Posso uccidermi con il Tavor?". Blitz della polizia a casa CONEGLIANO - Lasciata dal fidanzato, voleva farla finita. Ha anche telefonato in farmacia, per sapere se la quantità di pasticche che aveva ingerito sarebbe stata sufficiente, a chiudere i conti con una vita che ormai le pareva insopportabile. Ma il commissariato di Conegliano, vincendo una lotta contro il tempo e la burocrazia, ieri all'ora di pranzo è riuscito a salvare la ragazza che aveva già perso i sensi nella sua casa in centro città. A ridosso della chiusura mattutina, al negozio di via Cavallotti del dottor Giuseppe Losego era arrivata un'inquietante chiamata. Dato che in quel momento il titolare non si trovava sul posto, era toccato ad un suo collaboratore allarmarsi per la domanda ricevuta dall'altro capo del filo. In sostanza una voce femminile, senza qualificarsi e pronta a riattaccare, gli aveva chiesto se cinquanta pastiglie di Tavor sarebbero bastate per morire. Il dipendente aveva così allertato il farmacista, che a sua volta aveva contattato il 113, senza però avere la minima idea di chi fosse la cliente che stava cercando di suicidarsi. A quel punto la squadra volanti ha avviato un'immediata indagine, allo scopo di risalire all'identità della donna che aveva effettuato la preoccupante telefonata. La polizia ha richiesto alla Telecom un urgente screening all'utenza della farmacia, in modo da individuare il numero chiamante. Inizialmente agli investigatori sono stati opposti problemi di privacy, nonché la necessità di un'autorizzazione della magistratura. Tuttavia, facendo presente la situazione di assoluta emergenza, dopo un'ora gli agenti hanno finalmente potuto ottenere il recapito di cellulare che cercavano e l'indirizzo dell'intestataria. Correndo verso il palazzo in cui la 38enne abita, i poliziotti hanno ripetutamente cercato di contattare quel telefonino, senza però ottenere alcuna risposta. Nemmeno al campanello, del resto. A quel punto è stata presa la decisione di sfondare la porta dell'appartamento. La ragazza era riversa sul letto, priva di conoscenza. Accanto a lei, vuote, quattro confezioni di pillole. Il personale della volante è riuscito a rianimarla, nel frattempo è giunta pure un'ambulanza. La giovane è stata ricoverata all'ospedale, ma dovrebbe cavarsela. Sempre ieri, questa volta a Treviso, è stato sventato un altro suicidio. è stata bloccata appena in tempo dal fidanzato mentre minacciava di buttarsi dall'ottavo piano dal grattacielo di via Pisa. Protagonista della vicenda avvenuta attorno alle 14.30 una 30enne rumena, che è apparsa ai soccorritori in forte stato confusionale. La donna, che soffrirebbe di disturbi mentali, avrebbe dichiarato ai vigili urbani di essere stata derubata e picchiata dal fidanzato. A.Pe. S.P. Un altro caso a Treviso Una trentenne straniera ha provato a gettarsi dal grattacielo di via Pisa: "Il mio compagno mi ha picchiata e derubata".

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La vittoria del Partito democratico a livello nazionale sarà anche una vittoria dell’ (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La vittoria del Partito democratico a livello nazionale "sarà anche una vittoria dell' Umbria" perché nel programma del Pd "c' è una idea dell' Italia dentro la quale l' Umbria trova un grande spazio". Lo ha detto ieri l'onorevole Marina Sereni nel presentare la sua campagna elettorale. "Vorrei fare una campagna elettorale - ha spiegato - che intreccia la dinamica e la dimensione nazionale con le cose di questa regione, debolezze e anche punti di forza. Esempi particolarmente calzanti per l' Umbria - ha detto - sono l' "ambientalismo del fare", che intende armonizzare sviluppo e cura dell' ambiente, e l' impegno del Pd per uno "stato più amico delle imprese e dei cittadini", riducendo i costi della burocrazia e della inefficienza che penalizzano soprattutto le piccole imprese, asse portante della economia umbra. Intanto domani arriva a Perugia il candidato premier del Pd, Walter Veltroni che alle 10,30 lascerà il suo bus a Pian di Massiano, arriverà in centro col minimetrò e inconterà gli elettori al teatro del Pavone. A proposito di Pd ieri il neo coordinatore del partito a Perugia, Giacomo Leonelli, ha presentato l'esecutivo comunale. Sabato, invece, alla Domus Pacis (ore 15,30) di Santa Maria degli Angeli iniziativa dei circoli della Libertà dell'Umbria. Coordina l'iniziativa Giancarlo Lehner, interviene il vice sindaco di Assisi, Giorgio Bartolini.

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Ecobat, la Regione manda 55 operai in cassa integrazione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-02-28 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Non ci sono batterie da poter riciclare Ecobat, la Regione manda 55 operai in cassa integrazione La convenzione non è stata rinnovata Nessuna risposta alle richieste dell'azienda. A rischio anche una cinquantina di posti nell'indotto MARCIANISE - Si chiama Ecobat, ed è una società a capitale statunitense, una delle ultime ancora presenti in Campania. Opera in un settore particolarmente delicato e ad alto contenuto tenologico: produce piombo secondario, riciclando le batterie fuori uso delle automobili. Di più: nei due impianti nazionali, di Paderno Dugnano (Milano) e Marcianise l'azienda realizza attualmente il 60 per cento del piombo riciclato italiano. Ma lo stabilimento di Terra di Lavoro, sabato prossimo chiuderà i battenti. E in assenza di significativi fatti nuovi, nei giorni successivi i 55 lavoratori impiegati (più o meno altrettanti quelli coinvolti nell'indotto) finiranno in cassa integrazione. Si tratterebbe, allora, del primo caso in Italia di Cigs per colpa della burocrazia. Già, perché a monte non c'è alcuna crisi produttiva o di mercato, visto che nel 2007 l'impianto ha funzionato a pieno regime (27 mila tonnellate di piombo prodotto), realizzando un fatturato di circa 60 milioni. L'unico ostacolo è rappresentato dai ritardi della Regione nel concedere il rinnovo di una convenzione che rappresenta il presupposto imprescindibile per operare sul territorio campano in un ambito del genere. "Alcuni anni fa - spiega il direttore dello stabilimento, Santo Visone - il Commissariato per l'emergenza rifiuti adottò un provvedimento in base al quale si sanciva il divieto d'introdurre in Campania rifiuti tossici provenienti dal-l'esterno, tra cui anche le batterie da riciclare. Tuttavia, veniva stabilito che la Regione, mediante apposita convenzione, potesse autorizzare un certo numero di aziende a lavorare tali materiali, e quindi ad importarli. Ad essere convenzionate, furono circa 30, tra cui la nostra. E così abbiamo lavorato per anni, rispettando un disciplinare rigorosissimo e dimostrando tra l'altro che gli scarti finali, tra cui gli acidi, li smaltivamo fuori regione". Ma negli ultimi mesi del 2007, il dirigente del settore Ambiente di Palazzo Santa Lucia viene sostituito. E quello appena nominato decide subito di sospendere le convenzioni, in attesa di approfondirle. "Ai primi di gennaio - afferma ancora Visone - abbiamo cercato un contatto con l'assessore al ramo, Luigi Nocera, il quale aveva compreso il problema e ci aveva assicurato il suo intervento: poi è andata come tutti sanno (Nocera è finito a gli arresti domiciliari, nell'ambito del Mastella gate, ndr)". Nel frattempo, la Ecobat ha continuato a lavorare con le scorte stoccate in magazzino. "Ma ora - dice Visone - sono finite, per cui da sabato fermeremo la produzione in attesa di capire quello che succede. Ci hanno promesso di sbloccare la situazione con una delibera di Giunta: se non arriva in tempi rapidi non resta che la Cigs ". Pietro Falco Lo stabilimento L'Ecobat è la maggiore produttrice di piombo riciclato.

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Regione inadempiente, Ecobat chiude (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-02-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Ambiente In cassa integrazione da sabato i 55 operai. In pericolo l'indotto Regione inadempiente, Ecobat chiude Dal 2007 si attende il rinnovo della convenzione La piu grossa industria italiana per il riciclaggio del piombo delle batterie manda a cassa integrazione i 55 operai visto che la Regione non ha rinnovato la convenzione che autorizza l'industria ad operare. è il primo caso che una azienda rischia di chiudere per i ritardi della burocrazia. In pericolo anche 50 posti dell'indotto. A PAGINA 9 Falco Lo stabilimento La fabbrica con indicata l'unità operativa dove si riciclano le batterie d'auto.

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I mille problemi della passeggiata sul lungomare (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari e Provincia Pagina 1019 Burocrazia I mille problemi della passeggiata sul lungomare Burocrazia --> Il Poetto del futuro costerà 12 milioni di euro: una passeggiata unica da Marina piccola alla Bussola. Tra palme, panchine e biciclette. L'appalto, però, deve ancora partire. Il progetto, realizzato dagli ingegneri del Comune di Cagliari, è bloccato da mesi sulle scrivanie del comitato tecnico regionale. "Servono alcune integrazioni", spiega Francesco Patricolo dirigente dell'area servizi tecnici. In particolare, lo staff dell'assessorato ai lavori pubblici dovrà aggiungere una relazione geotecnica che dovrà fotografare lo stato del sottosuolo. L'ennesimo stop, dopo una lunga sosta all'ufficio tutela del paesaggio e alla sovrintendenza. Che dopo lunghe attese e qualche modifica, hanno dato il via libera. Ma allo stato attuale, ci vorranno ancora alcuni mesi prima che i lavori vengano appaltati. Nuova vita invece per i bagni del lungomare: i tredici servizi igienici verranno rinnovati. Inizialmente il restyling riguarderà le prime cinque strutture dell'arenile, che saranno rinnovate entro l'estate. Un intervento leggero: verranno tinteggiati gli esterni, arriveranno nuove pedane e saranno curate le aree esterne. "Probabilmente faremo un mini appalto, per renderli più funzionali e moderni", aggiunge Giovanni Giagoni, assessore ai servizi tecnologici. Sergio Mascia, del consorzio Poetto Service, invece chiede un potenziamento del pulizia giornaliera: "Durante il fine settimana", dice, "c'è bisogno anche di un intervento serale. Sono i giorni di maggior affluenza e i rifiuti, soprattutto buste di plastica e bottiglie, volano in acqua". (m.r.).

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Stop ai party in riva al mare (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7050 Sassari. Autorizzazioni irregolari e passaggi di quote non chiari: aperta anche una inchiesta penale Stop ai party in riva al mare Sassari.. Autorizzazioni irregolari e passaggi di quote non chiari: aperta anche una inchiesta penale I vigili chiudono lo storico Lido di Platamona --> I vigili chiudono lo storico Lido di Platamona La struttura balneare nata oltre dieci anni fa con l'ambizione di far rivivere a Sassari e ai sassaresi gli antichi fasti di Platamona, dalla scorsa settimana ha i cancelli sbarrati: niente bar, chiuso il ristorante, luci spente in discoteca, serrande abbassate per i negozi. No autorizzazioni, no party in riva al mare. Con un'ordinanza notificata nei giorni scorsi, i vigili urbani hanno chiuso il Lido di Sassari, sospendendo ogni attività all'interno della struttura polivalente di Platamona, accanto alla Rotonda. Non solo, i proprietari del Lido sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per avere snobbato il provvedimento amministrativo: dopo la notifica infatti, durante un normale controllo, la polizia municipale ha scoperto che il ristorante restava in funzione, in barba alle disposizioni imposte dagli uffici comunali. Alla base del provvedimento emesso dal Comune di Sassari ci sono una selva di mancati passaggi burocratici tradotti, per le leggi, in motivi di sicurezza. La struttura balneare nata oltre dieci anni fa con l'ambizione di far rivivere a Sassari e ai sassaresi gli antichi fasti di Platamona, dalla scorsa settimana ha in cancelli sbarrati: niente bar, chiuso il ristorante, luci spente in discoteca, serrande abbassate per i negozi che operavano all'interno. A spinger la polizia municipale di Sassari al blocco delle attività del Lido è il mancato rilascio del certificato di agibilità dello stabilimento balneare. Un lasciapassare impossibile da ottenere senza esibire prima il certificato prevenzioni incendi: quello del Lido è scaduto e non è stato rinnovato. A far cadere nell'errore i proprietari della struttura non ci sarebbe nessun tentativo oscuro di aggirare le normative, ma un incrocio pericoloso di burocrazia a dimenticanza. La proprietà del Lido di Sassari sta infatti procedendo a un passaggio di mano dalla società Isvit a La Sciumara srl. Una successione di padre in figlio nella conduzione dello stabilimento di Platamona che è inciampata nella selva di autorizzazioni e controlli amministrativi. Per potere riaprire i battenti quindi, il Lido di Sassari dovrà riottenere il certificato di agibilità. Ancora una grana da risolvere per il Lido meta dei numerosi aficionado di Platamona. Circa un anno e mezzo fa, sui proprietari dello stabilimento balneare era caduta una grossa tegola, sotto forma di un'accusa pesante: abuso edilizio per la costruzione di una piscina. Un reato contestato dalla capitaneria di porto di Porto Torres e dai carabinieri del Noe di Sassari. Anche in quel caso la era nemica del Lido era stata la burocrazia: secondo i proprietari, infatti, la piscina era nata con tutte le autorizzazioni in regola. Solo che le autorizzazioni erano state rilasciate dal Comune di Sassari, con funzioni delegate, e non dalla Regione. Nel mezzo di questo caso istituzionale i gestori del Lido avevano rischiato di finire stritolati. Da una parte il via libera del Comune, dall'altra l'ordinanza di demolizione della piscina emessa dal Servizio regionale Tutela del paesaggio. Un provvedimento che considerava la piscina, "pregiudizievole dei beni paesistici tutelati", e tirava le orecchie agli uffici comunali che ne avevano autorizzato la costruzione. VINCENZO GAROFALO.

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Aree artigiane, si punta sulla vallata del foro (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Villamagna, nuovi siti per le attività produttive Aree artigiane, si punta sulla vallata del Foro VILLAMAGNA. Il Comune potenzia l'area industriale sul versante della Val di Foro. Poco più di otto ettari vengono riservati nel nuovo piano delle attività produttive (Pap) che nei prossimi anni giocherà un ruolo fondamentale nello sviluppo della parte centrale della valle che a est e ovest annovera le aree industriali di Miglianico e Fara Filiorum Petri. Nuovi insediamenti artigianali e commerciali che come quelli già attivi saranno in equilibrio tra necessità di sviluppo e tutela del patrimonio paesaggistico, in accordo con i progetti di recupero dell'ambiente fluviale finanziati dalla Regione con 500mila euro. Domani sera, alle 18, al ristorante Lucky Star, l'amministrazione presenterà il piano agli imprenditori potenzialmente interessati ad acquisire lotti. Ne sono previsti una quindicina, con capannoni che complessivamente occupano circa 24mila metri quadrati. "L'obiettivo è una zona industriale leggera dotata di aree comuni attrezzate e urbanizzate e il Comune è a disposizione delle imprese intenzionate a stanziarsi da noi, che avranno a che fare con una burocrazia agile", spiega l'assessore e vice sindaco Adriano Lunelli, che è anche il direttore della Cna teatina. "Si sa che le amministrazioni hanno poche risorse per attrezzare le zone produttive" prosegue "ma d'altra parte la Val di Foro si è già distinta per una proficua cooperazione tra enti locali e imprenditori del posto, la cui presenza lungo l'asse della Valle è preponderante rispetto a imprese esterne". La nuova area prevede spazi verdi e un centro direzionale, un "borgo" destinato a servizi come un asilo nido per le famiglie degli addetti nelle imprese. "A testimonianza del valore che diamo allo sviluppo del versante del Foro", anticipa Lunelli, "nel piano regolatore abbiamo previsto in località Di Iorio un parco culturale e sportivo che ospiterà attività del tempo libero ed eventi. Sarà raccordato al complesso sportivo San Vincenzo e all'area fieristica di Vacri attraverso il vecchio tratturo che in passato costituiva la via degli scambi tra collina e vallata". (f.b.).

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Le piccole imprese vogliono essere liberate (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa L'intervento: Daniele Capezzone Le piccole imprese vogliono essere liberate è davvero l'ora che la politica dedichi un'attenzione speciale alle piccolissime imprese. Un po' di numeri aiutano a capire perché: da noi, il 95% delle imprese ha meno di 10 dipendenti, e il 98% meno di 20: tutte insieme, producono il 40% della ricchezza e determinano il 60% degli occupati. Insomma, l'asse portante della nostra economia: piccole industrie, commercio, artigianato, servizi. Si tratta di 5 milioni e mezzo di imprese, che sono state scientificamente messe nel mirino da Prodi e Visco. E non si tratta solo delle misure più odiose messe in campo dal Governo appena uscito di scena: più tasse, più burocrazia. Si tratta di un approccio complessivo di sospetto nei confronti della microimpresa privata, e - al contrario - del solito atteggiamento di subalternità rispetto al grande sindacato e alla grande impresa. Ora, nell'opera trasformistica e cosmetica che si è autoassegnato, Veltroni (dopo aver fatto sparire dalle televisioni i "tassatori" Prodi, Tps e Visco: come se gli italiani potessero dimenticarsi delle loro malefatte...) vorrebbe lanciare un segnale proprio alle microimprese. Il che sarebbe giusto, per carità. Quel che è drammaticamente sbagliato è il tipo di segnale che Veltroni ha scelto: e cioè di trattare le microimprese come "soggetto effettivo di concertazione". Giù la maschera, quindi: il Pd vuole "affasciarle", includerle nei tavoli di concertazione a 25 (che diverrebbero a 26, con una vera e propria presa in giro a danno dei piccoli imprenditori!), assicurando uno strapuntino a qualche rappresentante più o meno addomesticato delle microimprese che abbia il "bollino" del Loft. Il compito del Popolo delle Libertà deve essere completamente diverso. Queste imprese non vanno arruolate nella concertazione, ma chiedono solo di essere liberate. Meno tasse, meno burocrazia, più accesso a risorse e investimenti favorendo strumenti come private equity, venture capital e seed capital. Il resto è statalismo. Potrà così riproporsi lo schema del 1994. Da una parte, Veltroni (come Occhetto) che cerca di mettere insieme una sorta di "gioiosa macchina da guerra": cioè un aggregato delle vecchie oligarchie e dei poteri italiani (grande industria, grande sindacato, grande stampa, pezzi di magistratura, ecc.). Dall'altra, Berlusconi che punta sulla realtà più dinamica e meno statalista del Paese: piccoli imprenditori dell'industria, dell'artigianato, del commercio (con i loro dipendenti, e, in generale, con i lavoratori del privato), partite Iva, professionisti. è un confronto tra due Italie: l'Italia assistita e l'Italia che, invece, si impegna, lavora, produce (e ce la fa) con le proprie forze.

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Multe nella Ztl di Verona Tosi: lascito della sinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole 24Ore decreta: Verona fa cassa con le multe. La città scaligera si attesta al 12° posto nella classifica riportata nei giorni scorsi dal quotidiano milanese per entrate da contravvenzioni (dati relativi al 2005). Immediata la risposta del sindaco Flavio Tosi: "L incremento degli introiti nel bilancio comunale 2006 derivanti da multe è dovuto alla prima fase dell installazione delle telecamere ai varchi della Zona a traffico limitato, un periodo in cui la comunicazione ai cittadini da parte della precedente amministrazione fu assolutamente insufficiente, come più volte ribadito dai consiglieri di centrodestra che allora erano all opposizione". Ora che la situazione si è stabilizzata, prosegue il sindaco, "il numero di contravvenzioni è ben inferiore a quello iniziale, anche se rimane comunque alto: per il futuro sono allo studio dell assessore al Traffico Enrico Corsi alcune ipotesi migliorative, che puntano a rendere più razionali le modalità di accesso alla Ztl in modo da ridurre il numero di multe comminate ai cittadini che oltrepassano i varchi elettronici costretti dalle più diverse necessità". "Quanto alla situazione delle sanzioni pregresse - riprende Tosi - ricordo che in Consiglio comunale è stata fatta dai consiglieri dell allora opposizione una battaglia per l annullamento delle multe registrate prima dell installazione della segnaletica adeguata, sull esempio di alcuni Municipi veneti. La precedente amministrazione non solo non accettò la proposta ma addirittura, dopo i ricorsi dei cittadini accolti dal Giudice di Pace, decise di rivolgersi al Tribunale ordinario che ha iniziato a dare ragione in maniera sistematica al Comune. Giunti a questo punto non resta altra possibilità, per evitare il danno erariale, che attenersi a quei provvedimenti. Tuttavia - conclude Tosi - per non vessare ulteriormente i cittadini, abbiamo deciso di non presentare ricorso nei casi in cui le spese legali risultassero superiori alla somma che il Comune incasserebbe dalla contravvenzione". In tema di viabilità, dopo una visita in loco di Tosi sono state apportate migliorie alla sperimentazione in zona San Giorgio partita lo scorso sabato e che ha creato diversi problemi al traffico. Buone notizie, poi, per i veronesi che intendono acquistare biciclette elettriche: potranno usufruire degli incentivi messi a disposizione dal Comune con uno sconto di 250 euro sui prezzi di listino. Info sul sito www.co mune.verona.it. L iperattivo sindaco scaligero si scaglia anche contro le lungaggini della Soprintendenza sul piano di recupero del quartiere di Alto San Nazaro a Veronetta. "O si cambiano le Soprintendenze o si cambiano le leggi - sbotta -. Dispiace che interventi di riqualificazione di aree pericolose, attesi da anni dai cittadini, debbano scontare i tempi della burocrazia". Il nuovo progetto di opere di urbanizzazione è da tempo all esame della Soprintendenza, in attesa del parere favorevole: "Non appena il nuovo progetto l avrà ottenuto - aggiunge Tosi - l amministrazione si farà carico di approvarlo nel minor tempo possibile, imprimendo quell accelerazione già dimostrata nel caso dell hotel Lux". [Data pubblicazione: 27/02/2008].

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Intanto la burocrazia dissangua i mattatoi artigianali della regione (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La burocrazia asfissiante rischia di mettere in crisi i piccoli impianti di macellazione a capacità limitata. Il capogruppo della Lega Nord Liguria, Francesco Bruzzone, ha presentato un interpellanza al presidente del Consiglio regionale per sapere se la Regione Liguria sia intenzionata o meno ad intraprendere iniziative tese ad alleggerire il più possibile i carichi di burocrazia a cui sono assoggettati i piccoli impianti di macellazione esistenti sul territorio ligure . Oggi tutta questa burocrazia di cui si devono fare carico i piccoli impianti artigianali di macellazione risulta quasi insostenibile e rischia di diventare la causa primaria per la chiusura delle aziende - sostiene Bruzzone nel documento dell interpellanza - e nessuno riesce ad immaginarsi cosa voglia dire affrontare gli ostacoli che si presentano agli allevatori quando si trovano di fronte alla compilazione di moduli astrusi e spesso incomprensibili. Purtroppo in Liguria esistono poche aziende artigianali e insistere con una burocrazia aberrante sulla gestione di questi impianti di macellazione a capacità limitata è come chiudere uno sbocco dell allevamento ligure . In Liguria si contano una novantina di impianti di macellazione a capacità limitata, ovvero quelli che vengono considerati ancora artigianali e non industriali. Gli allevatori presenti nelle località montane dell entroterra sanno quanto sia prezioso poter contare su un sito a loro disposizione senza dover ricorrere alla macellazione industriale, che difficilmente riuscirebbe a garantire la qualità del prodotto. P. Gh. [Data pubblicazione: 27/02/2008].

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"Sbloccate i terreni o stop ai fondi" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ultimatum della Fondazione Carifano per le aree Fontanelle e Snam fano - Andata a buon fine la cessione dell'area comunale alla Fondazione Carifano per la costruzione della casa di riposo di San Lazzaro, ora la Fondazione aspetta che il Comune le metta a disposizione due nuove aree: quella dell'area delle Fontanelle, dove l'ente si è impegnata a costruire una scuola materna e un asilo nido e quella dell'area nei pressi della Snam, dove dovrebbe sorgere la nuova caserma dei vigili del fuoco di Fano. Solo che, ancora una volta la burocrazia, rischia di mandare tutto all'aria, a causa dei tempi lunghi necessari a perfezionare la pratica. E proprio sulle difficoltà che questo allungarsi dei tempi sta determinando sul fronte dei progetti, la Fondazione mette in guardia l'Amministrazione comunale. Sembra infatti che il Comune di Fano per cedere le aree alla Fondazione le debba mettere all'asta e assegnarle al miglior offerente. Siamo inoltre in una fase precaria per quanto riguarda il trapasso dalle vecchie disposizioni del piano regolatore alle norme approvate dal nuovo strumento urbanistico, al momento al vaglio della Amministrazione Provinciale. Insomma il Comune sembra proprio che non abbia fretta di procedere, anche se le destinazioni urbanistiche delle superfici coinvolte permettono di realizzare le rispettive strutture, ma la Fondazione non appare disposta a osservare tempi lunghi, anche perché più si aspetta, più i costi crescono. Infatti i ritardi non rendono solo più deboli i progetti ma inevitabilmente comportano anche un aumento generale dei costi. E allora può accadere, come già accaduto, che i fondi vengano dirottati da un'altra parte. Si pensi che cosa è accaduto per la Rsa (residenza sanitaria assistita) che doveva sorgere nell'area prossima all'ospedaletto per bambini. Se si fossero messi a frutto i finanziamenti della Fondazione, rea Fano disporrebbe di questa struttura ritenuta di fondamentale importanza per l'assistenza agli anziani non autosufficienti. Invece, a causa dei tentennamenti della Regione che avrebbe dovuto, in ogni modo, provvedere alla sua gestione, anni e anni sono passati, senza che l'autorizzazione a realizzare la struttura sia stata fornita; il che ha convinto la fondazione a dirottare i suoi finanziamenti in un'altra direzione e la Ras costituisce ancora un'esigenza insoddisfatta. La stessa cosa stava per accadere per la nuova Tac, per la quale la fondazione ha dovuto assumersi anche l'onere della ristrutturazione dei locali, pena il mancato raggiungimento dell'obiettivo. Ciò dimostra che i tempi che regolano l'attività della fondazione da una parte e delle istituzioni pubbliche dall'altra scorrono su due dimensioni diverse e che se non si trova un punto d'incontro, a rimetterci è sempre il cittadino. MASSIMO FOGHETTI,.

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Editoriale (sezione: Burocrazia)

( da "Salute (La Repubblica)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO SALUTE ultimo aggiornamento 28 Febbraio 2008 Stampa pag. 3 Editoriale Chi ha messo le mani sulla sanità di Guglielmo Pepe Nel nostro Paese c'è una pericolosa epidemia: la malasanità. Spesso la confondiamo - anche sui mass media - con la malpratica. Probabilmente è peggio della malpratica, che talvolta ne è conseguenza (anche se ciò non assolve i medici e i sanitari incapaci, insipienti, ignoranti...). In alcune zone la malasanità è un groviglio malavitoso, dove gli intrecci tra partiti, cosche e burocrazia, hanno creato un sistema infame e pericoloso. Le indagini in Calabria, che alla fine del mese scorso hanno portato a 18 arresti eccellenti (dietro i quali c'è l'omicidio del medico Francesco Fortugno, avvenuto il 16 ottobre del 2005), denunciano l'esistenza di una vera Piovra calabrese, il cui interesse primario era questo: mettere le mani sulla Sanità. La recentissima relazione del procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, ha ricordato che la sanità è un vitello grasso, un boccone prelibato. Dietro le tangenti per gli appalti, avviene di tutto: alterazione di procedure contrattuali, collusione con le ditte fornitrici, aggiudicazioni illecite, regole di esecuzione alterate, prezzi di gran lunga superiori a quelli di mercato. Dunque un quadro di corruzione patologica, che spesso vede protagonisti - in negativo - amministratori e politici locali (in qualche caso nazionali), che agiscono indisturbati, per anni, lucrando su un bene assolutamente primario: la salute dei cittadini. Si dimentica facilmente che i soldi rubati, vengono sottratti dai fondi destinati alla prevenzione, alle terapie, all'organizzazione del lavoro... Chi si arricchisce a spese del servizio sanitario meriterebbe una pena doppia: perché ruba denaro e perché ruba la salute ai malati. Forse non c'è peggiore delitto, dopo la violenza ai bambini, alle donne e gli omicidi. Che sia un grave delitto ne sono convinte le associazioni Adusbef e Federconsumatori: "Lo scandalo delle Asl rappresenta una vergogna tanto più grande in quanto la razzia perpetrata....si risolve a danno dei cittadini, della loro salute, con la compromissione dei livelli di assistenza". Ho preso la frase dal libro, appena uscito, "Lady Asl", di Alessio D'Amato e Dario Petti (Editori Riuniti), che ripercorre le tappe di un'indagine - nota con il nome del titolo del libro - iniziata nel 2004 e che in tre anni ha portato già a cento arresti. Queste persone hanno sottratto alla sanità laziale oltre 82 milioni di euro. Dalle casse di una sola Asl, la Roma B che raggruppa quartieri con circa 700 mila assistiti, dei quali molti indigenti e anziani, sono "spariti" 70 milioni di euro. Uno scandalo enorme avvenuto sotto gli occhi distratti di Francesco Storace, allora presidente della Giunta del Lazio. Se in Calabria le mani in pasta le ha il centrosinistra, nel Lazio il timbro delinquenziale è di centrodestra. La donna che guida la "cupola", Anna Iannuzzi (Lady Asl), proprio dal 2000 inizia a progettare operazioni finanziarie illecite e di alto valore economico, grazie alla complicità di dirigenti Asl e di importanti uomini politici (come Marco Verzaschi, poi sottosegretario Udeur con Prodi, e dimissionario alla vigilia del recente arresto). "Il metodo escogitato" scrivono gli autori, "è sempre lo stesso: convenzioni illegittime, doppie fatture, mandati di pagamento per prestazioni inesistenti a cliniche e ambulatori fantasma". Consiglio questo libro, perché apre uno squarcio illuminante sulla casta della Sanità. Un libro utile per i politici convinti che la salute sia un bene da difendere e tutelare, non una torta da spartirsi cercando di prendere la fetta più grossa. Ecco un altro tema da campagna elettorale: la malasanità. Sarà interessante vedere come si intende estirparla. g.pepe@repubblica.it.

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Previdenza e burocrazia: dibattito di Confagricoltura con il numero uno Vecchioni (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salerno agricoltura Previdenza e burocrazia: dibattito di Confagricoltura con il numero uno Vecchioni Tappa salernitana per il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni. Il numero uno della confederazione interverrà oggi ad un convegno dal tema: "costo del lavoro, previdenza e peso della burocrazia: i freni della competitività agricola". --> E' senza dubbio l'appuntamento centrale della tre giorni, dedicata alla nuova campagna fiscale, organizzata da Confagricoltura Salerno: questa mattina alle 11 al Grand Hotel Salerno Federico Vecchioni, presidente nazionale della confederazione, partecipa al convegno dedicato alle difficoltà che frenano la competitività agricola. "Confagricoltura", spiega Luigi Orsitto, direttore di Confagricoltura Salerno, "per modernizzare il sistema-lavoro agricolo punta a formazione ed aggiornamento, per affiancare le imprese, ma anche a semplificazione, efficienza, sostenibilità e trasparenza. Novità che la maggior parte degli assistiti ancora non conosce. Per far ciò utile e indispensabile la formazione a l'aggiornamento degli operatori". Il Caaf Confagricoltura salernitano, nell'ultima campagna fiscale, ha contato ben tremila dichiarazioni dei redditi. Un risultato encomiabile celebrato dalla presenza del presidente nazionale della Confagricoltura, Federico Vecchioni che arriva per la prima volta nel capoluogo. "Ogni anno", spiega Orsitto, "miglioriamo la qualità del nostro servizio a tutela degli interessi dei nostri numerosi assistiti: maggiore qualità che passa anche attraverso le nuove procedure di informatizzazione. Qualità e professionalità dei nostri operatori che da sempre fanno la differenza. Siamo convinti", conclude, che un buon lavoro svolto è sinonimo di un buon risultato per l'intera organizzazione". --> del 28-02-2008 num.

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Entro settembre l'installazione dei software nei centri che hanno aderito all'iniziativa in rete 500mila cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

INTERNET E BUROCRAZIA Entro settembre l'installazione dei software nei centri che hanno aderito all'iniziativa In rete 500mila cittadini.

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DAL MOLIN (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(r.c.) "Siamo certi che il presidio non cadrà in trappola e che saprà rispondere con le armi dell'intelligenza e del buon senso, magari spostando di qualche metro i tendoni, così da vanificare gli effetti del provvedimento". È polemica sull'ordinanza di sgombero dei due capannoni allestiti dai comitati No Dal Molin a ponte del Marchese, emessa lunedì scorso dall'Amministrazione comunale, poche ore prima di decadere. Dopo le dure reazioni degli stessi responsabili del presidio, si registra ora l'attacco di Ciro Asproso, dell'esecutivo provinciale dei Verdi. "Una settimana fa avevo pronosticato un avvio di campagna elettorale all'insegna dell'arroganza e delle strumentalizzazioni della passata Amministrazione. In mancanza di risultati concreti, la cosa più semplice è stata quella di riesumare i vecchi arnesi ideologici come "legge e ordine" - sottolinea - Poi si sconfina nel ridicolo, come quando si considerano i vincoli di tutela del Bacchiglione o quelli aeroportuali".Asproso punta il dito contro le scelte del Comune: "Dal finto Pat alla crisi di Aim, dalle circoscrizioni cancellate al Dal Molin. Il vecchio esecutivo lascia una scia di fallimenti che graveranno sul futuro della città. Usare le armi della burocrazia per mettere il bavaglio alla protesta, è una scelta disperata e sintomo di debolezza, ma anche una provocazione". L'ex assessore all'Edilizia privata Michele Dalla Negra ha più volte ribadito che le strutture montate dai comitati sono abusive, come confermano i rilievi della Polizia locale, e quindi vanno abbattute. Conclude Asproso: "La nuova base americana al Dal Molin metterà a rischio l'ecosistema di un'area di salvaguardia europea, come quella del bosco di Dueville, e renderà inutilizzabile la pista dell'aeroporto. Invece si pensa solo allo sgombero del presidio".

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Polemiche sulla pillola Ru486. L'Udc: <C'è lo zampino della lobby anti-vita>. L'Agenzia del farmaco avverte: il sì non equivale alla messa in vendita (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Polemiche sulla pillola Ru486. L'Udc: "C'è lo zampino della lobby anti-vita". L'Agenzia del farmaco avverte: il sì non equivale alla messa in vendita RomaUnite, nonostante le differenze, per chiedere con forza che la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza sia pienamente applicata, in tutte le sue parti. Sono le senatrici, laiche e cattoliche, del Partito democratico, che ieri hanno presentato una mozione unitaria sull'attuazione della 194 che impegna il governo ad "un'applicazione piena, coerente ed omogenea della legge". Un'iniziativa, ha commentato il ministro della Salute Livia Turco, che è "la prova della grande convergenza sulla 194 all'interno del PD". Ed un apprezzamento arriva anche dal ministro per le politiche giovanili Giovanna Melandri.Le donne del Partito democratico, dunque, si coalizzano in difesa della 194 e chiedono, in particolare, di "dare applicazione con forza" ai primi articoli della legge, quelli relativi alla prevenzione. E l'auspicio è che questa coalizione possa diventare "bipartisan": la senatrice Paola Binetti, che insieme ad Anna Finocchiaro ha materialmente scritto il documento, si è infatti augurata che "anche le senatrici del centrodestra firmino la mozione".Ma la questione aborto, nel clima teso della campagna elettorale, resta incandescente e la miccia per ulteriori polemiche è stato il primo via libera da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla pillola abortiva RU486. Un sì della commissione tecnico-scientifica che non comporta automaticamente la commercializzazione del farmaco. La notizia, però, non ha fatto in tempo a trapelare in via ufficiosa che il fronte cattolico è subito scattato in all'erta."È un grave passo in avanti verso l'aborto fai da te", protesta Volontè (Udc), convinto che ci sia lo zampino della "lobby anti-vita" dietro il recente documento dell'Ordine dei medici (Fnomceo) sull'interruzione della gravidanza e sulla "pillola assassina". Analogo il parere dell'associazione "Scienza e vita" - di cui è stata presidente Paola Binetti, la teodem del Pd - che attribuisce alla Ru486 "la morte di sedici donne" e tuona contro "la vittoria delle burocrazie su un governo democratico degno di questo nome". Sono in ballo, insiste l'associazione, questioni di ordine morale ("La banalizzazione del dramma dell'aborto") e sanitario per la salute delle donne: così, "Scienza e vita" promette una battaglia di "sensibilizzazione e pressione culturale". Opposto il giudizio del presidente della Società italiana diagnosi prenatale, Giorlandino, secondo il quale il principio attivo della Ru 486 (il mefipristone) è "meno dannoso dell'aspirina". Nulla di allarmante, dunque, conviene la Sinistra Arcobaleno, che apprezza "quanto ratificato dal comitato scientifico dell'Aifa".Ga.Be.

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Documenti d'identità si ritorna alla carta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Difficoltà e guasti nella produzione delle tessere plastificate Documenti d'identità si ritorna alla carta Cortina(N.M.) Era piaciuta la nuova carta d'identità plastificata. Piccola, comoda, elegante. Chi risiede a Cortina e nei comuni limitrofi, qualche anno fa si era visto rinnovare il vecchio documento con una Card lucida, con la foto forse non proprio nitida, ma con i dati, codice fiscale compreso di lettura chiara e immediata. Ma come spesso accade, quando si ha a che fare con la burocrazia e i suoi meandri, la novità è durata poco. Il Comune di Cortina, che aveva avuto in dotazione a suo tempo e in via sperimentale l'apposito e alquanto ingombrante macchinario, già dal 2005, è tornata a produrre il documento alla vecchia maniera. Questo perchè tutto l'apparato, non di semplice eseguibilità, si è semplicemente inceppato. All'Ufficio Anagrafe gli impiegati ricordano con quanta difficoltà si procedeva. Tra controlli, verifiche dei dati, computer in funzione, letture ripetute, ma soprattutto la messa in funzione della Data Card - la macchina che stampa la carta d'identità - ci si impiegava un bel po' di tempo. In una mattina con una persona addetta esclusivamente a questa funzione, si riuscivano a consegnare non più di quattro documenti. A Cortina, tra l'altro, avevano diritto di accedere anche le anagrafi di altri Comuni limitrofi, motivo per cui il lavoro diventata ancora più lungo e difficoltoso con l'aggiunta delle inevitabili lamentele dei cittadini allo sportello, sfibrati dalle lunghe attese. E' stata tentata anche la via della riparazione del macchinario andato in tilt, ma senza esito. In attesa delle disposizione del Ministero, ( sono trascorsi nel frattempo quasi tre anni), l'ufficio anagrafe del Comune, finito lo sperimentale, ha così ripreso a produrre il cartaceo. Ma c' è anche chi, in attesa di avere il rinnovo del documento, chiede al sindaco di intervenire, di fare qualcosa, per evitare di fare come i gamberi.

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Golf resort, è arrivato il via libera del Genio civile (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Via libera al golf resort di sir Rocco Forte per il mungimento delle acque dai pozzi realizzati all'interno dell'aria di proprietà. Il Genio Civile di Agrigento ha rilasciato l'autorizzazione. Rappresenta un altro punto in meno delle numerosissime incombenze burocratiche cui è soggetto il complesso progetto del golf resort. Ancora manca all'appello il via libera dell'Anas per la realizzazione dello svincolo di accesso alla struttura turistica e golfistica. Si attende, infatti, la Valutazione di Impatto Ambientale da parte dell'assessorato regionale al Territorio e Ambiente, ufficio che, purtroppo, si dilunga notevolmente nei tempi. L'architetto Rino La Mendola, ingegnere capo del Genio Civile, per espletare le competenze del suo ufficio ha avuto la necessità di reperire ulteriori elaborati da parte della Intertecno, società di ingegneria che cura la progettazione e la direzione dei lavori del golf resort. Il passo più atteso da parte del gruppo inglese, leader internazionale del turismo a cinque stelle lusso, deve essere compiuto dal ministero dell'Economia. Per l'erogazione del contributo pubblico si attende la nuova certificazione antimafia. Documento che è scaduto lo scorso dicembre, ma, come al solito, i tempi della burocrazia non sono quelli attesi da chi fa impresa. Non appena la certificazione antimafia perverrà al Ministero, finalmente il gruppo inglese potrà incassare la parte di intervento finanziario frutto dell'Accordo Quadro di Programma. Fino a oggi, le opere realizzate ammonterebbero a circa 80 milioni di euro, a fronte di un costo complessivo di 125 milioni. Soldi sborsati interamente dal gruppo sir Rocco Forte. Per quanto riguarda la vicenda delle due buche entro la fascia dei 150 metri, bisognerà attendere la nuova Assemblea regionale siciliana. Filippo Cardinale.

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COLDIRETTI <Psr, la fretta è (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

COLDIRETTI "Psr, la fretta è ... COLDIRETTI"Psr, la fretta è pericolosa"Forte preoccupazione per l'esito della riunione del comitato di sorveglianza, preceduto da un incontro tecnico, che si è espresso sui regolamenti di attuazione del Psr (Programma di sviluppo rurale) viene espressa dalla Coldiretti del Fvg. "Comprendiamo - rileva il presidente Dimitri Zbogar - che le dimissioni anticipate del presidente della Regione hanno reso necessarie alcune accelerazioni, ma la fretta rischia di causare anche una condivisione parziale delle proposte di modifica e tutto questo svuota il senso della concertazione. Questo non ha consentito un completo confronto con le organizzazioni professionali e così è rimasta irrisolta una serie di punti che riteniamo importanti e che rischiano di penalizzare e rendere meno efficace l'avvio della programmazione. Credo - conclude Zbogar - che la fretta non sia l'unica consigliera, che non si debba privilegiare il criterio dei tempi rispetto alla qualità dei progetti". "A nostro avviso - aggiunge il direttore regionale della Coldiretti Elsa Bigai - ci sono ancora tanti elementi dove la burocrazia graverà sulle imprese".

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Area di sosta e spazio verdein un tratto di via Di Vittorio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sperone Area di sosta e spazio verde in un tratto di via Di Vittorio Un accordo in nome della qualità e della legalità. L'Istituto regionale della vite e del vino offrirà la propria competenza tecnica agli operatori del Consorzio sviluppo e legalità che coltivano le terre confiscate alla mafia affidate in concessione a cooperative sociali. Il protocollo d'intesa è stato formato ieri a Villa Malfitano. Gli esperti dell'Irvv lavoreranno al fianco dei giovani delle cooperative Placido Rizzotto, Pio La Torre e Lavoro e non solo con l'obiettivo di migliorare la produzione della linea Centopassi. "Aiuteremo la cooperativa dal punto di vista tecnologico nei terreni distribuiti fra Corleone, Camporeale, Partinico, mentre noi realizzeremo alcuni campi sperimentali", spiega Leonardo Agueci, presidente dell'Irvv. Il Centopassi avrà anche una vetrina d'eccezione. L'Irvv concederà, infatti, uno spazio alle bottiglie delle cooperative al Vinitaly 2008. Il Consorzio potrà così pubblicizzare la nuova etichetta della vendemmia 2007: un Cataratto in purezza, prodotto in edizione limitata. "Quella di Verona è un'occasione importante ma non dobbiamo montarci la testa", ha dichiarato Gianluca Faraone, presidente della Cooperativa Placido Rizzotto che ha aggiunto: "Dobbiamo ricordarci da dove veniamo". Il presidente del Consorzio e sindaco di Corleone, Nino Iannazzo, ha annunciato nel corso della conferenza stampa anche l'intenzione di inviare una lettera ai candidati premier e alla presidenza della Regione suggerendo alcuni miglioramenti della legge sulla confisca dei beni ai mafiosi. "C'è bisogno non solo di ridurre i tempi della burocrazia e quindi dell'assegnazione dei beni ? ha concluso ? ma anche di ottenere delle risorse economiche per ristrutturare gli immobili e rendere produttivi i terreni. Nella maggior parte dei casi infatti sono inutilizzabili e i Comuni devono trovare i fondi per sistemarli". Roberto Valguarnera.

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Nessun contributo in denaro (come (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nessun contributo in denaro (come riportato per un banale refuso nel titolo all'articolo pubblicato ieri a pagina IV), ma solo la concessione degli spazi. Sta in questi termini il rapporto dell'amministrazione comunale con l'associazione Aka, il gruppo che con il progetto "Lost in production" ha avuto la disponibilità dei Magazzini del sale. A dare le chiavi dei locali era stato Giandomenico Romanelli, direttore dei Musei civici. La vicenda è stata ripresa dal consigliere comunale di Forza Italia, Michele Zuin, con una lettera in cui chiede chiarimenti allo stesso Romanelli e al segretario generale di Ca' Farsetti, Rita Carcò. Il direttore dei Musei civici, aveva personalmente consegnato le chiavi ai giovani. Zuin aveva evidenziato come non ci fosse stato stato alcun atto deliberatorio, sollevando dubbi sulla legittimità dell'affidamento. Romanelli aveva risposto che l'avvio della vicenda "è da far risalire a una domanda all'assessora alla produzione culturale con presentazione di un progetto "Lost in production" da parte di alcuni giovani appartenenti all'associazione registrata nell'elenco comunale denominata Aka".La stessa associazione, però, risulta inserita nell'albo comunale con una delibera di Giunta datata 11 febbraio 2008. È evidente quindi che all'epoca questa non poteva essere iscritta come affermato per iscritto da Romanelli "nell'elenco comunale". Di qui la richiesta di chiarimenti."Non ci stupisce - dice Marco Baravalle, portavoce di Aka - che agli attacchi politici nei nostri confronti sia rimasta soltanto l'arma spuntata della burocrazia. Fino ad ora abbiamo lavorato in totale autonomia economica, provvedendo ad ogni nostra esigenza attraverso l'autofinanziamento. Da ottobre abbiamo prodotto cinque mostre, abbiamo ospitato una serie di conferenze, abbiamo proposto un workshop di grafica, e ci siamo occupati dei problemi della città. Se per caso il problema dovesse essere la nostra registrazione all'albo comunale, si sappia che la presentazione della documentazione dell'associazione è datata 27 settembre 2007. di eventuali lungaggini burocratiche non siamo evidentemente responsabili."Questi sono i fatti. Invitiamo tutti - conclude - a vedere di persona chi siamo, cosa facciamo e che cosa è il SaLE stasera alle 18 all'inaugurazione e della mostra "Guilty at the Dock", in cui esporranno noti writer cittadini e non solo".

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Eredità post-sovietica: un'Italia più povera (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 28 Feb 2008 Edizione 41 del 28-02-2008 Il 5% in più delle famiglie considerate a basso reddito come in Lituania, Romania, Ungheria Eredità post-sovietica: un'Italia più povera La giustizia sociale, connotato basilare della sinistra, inteso come appiattimento generalizzato e uniforme, non coincide con i programmi di sviluppo di una società dinamica in espansione di Romano Bracalini La povertà che sembrava un ricordo, una maledizione secolare che portava alla diaspora delle famiglie e allo sradicamento sociale dell'emigrazione, torna ad assillare il 20% delle famiglie italiane. Non c'è mai salvezza piena, se viene meno la fiducia, la volontà, l'ottimismo. I tempi sono cambiati. Spesso la tragedia è uno stimolo. L'Italia uscita distrutta dalla guerra trovò la forza della ricostruzione e del "miracolo" economico che la promosse nel club dei paesi liberi e ricchi. La libertà è il presupposto necessario all'ordinato sviluppo, al progresso, alla ricchezza equamente distribuita. Difficilmente la libertà si coniuga con la miseria. E' vero il contrario. Dopo appena dieci anni di comunismo le economie delle cosiddette "democrazie popolari" dell'Est erano regredite ai livelli del 1938. Cecoslovacchia e Ungheria (ex componenti dell'impero asburgico) da paesi discretamente sviluppati rispetto alla media dell'Europa orientale erano precipitati nella miseria da cui faticosamente tentano di risollevarsi dieci anni dopo la caduta del comunismo. L'Italia l'aveva scampata bella. Con la sconfitta del Fronte Popolare socialcomunista il 18 aprile 1948 restammo di qua. Sono trascorsi esattamente sessant'anni. L'incantesimo s'è rotto da un pezzo. A che cosa dobbiamo questo ritorno all'indietro se non al fallimento della politica di cui il governo Prodi è stato l'esempio più cinico e deleterio? Al fallimento della politica in generale, che ha perso di vista la soluzione dei problemi reali, e ai residui di una ideologia che non cessa di far danno. Così la componente comunista di quest'ultima compagine governativa ha avuto l'effetto quasi automatico e psicologico di deprimere l'economia, impedire le riforme, aumentare i lacci e i laccioli di una burocrazia asfissiante e inefficiente, elargire servizi pubblici da terzomondo, aumentare le tasse, che è sempre l'estrema risorsa di ogni malgoverno non proiettato all'esterno ma rinchiuso in se stesso, nel proprio orizzonte angusto e autarchico. Il fatto è che la giustizia sociale, connotato forte e basilare della sinistra, inteso come appiattimento generalizzato e uniforme, non coincide con i programmi di sviluppo di una società dinamica in espansione, né con la legge del profitto che è la sola, fino a prova contraria, che incrementi l'economia, incoraggi l'iniziativa privata, crei ricchezza. L'Italia paga lo scotto di questa eredità sovietica. La lotta tra le fazioni distoglie dalla politica del fare per rimanere sul terreno delle chiacchiere e della retorica provinciale. Non si fanno più grandi opere pubbliche, i cantieri sono fermi. Roma ha due linee della metropolitana, Oslo con un quarto degli abitanti 18. Londra, Parigi, Madrid, Barcellona hanno la metropolitana da oltre un secolo. A Milano la prima linea della metropolitana è stata costruita negli anni 60. Ritardi che contrassegnano un paese povero, litigioso, discorde; e ogni paese ha la classe politica che si merita. Le autostrade sono ancora quelle di quarant'anni fa, inadeguate alle esigenze del traffico moderno che è quadruplicato,pericolose al punto che i morti superano quelli di tutti gli altri paesi europei. Il rapporto annuale della Commissione Europea sulla protezione sociale dice ancora che il tasso dei bambini a rischio povertà in Italia è del 25%: il 5% in più delle famiglie italiane considerate povere, esattamente come in Lituania, Romania, Ungheria. Il raffronto con le condizioni di vita dell'Est ex comunista è abbastanza sconvolgente se si pensa che nei paesi satelliti di Mosca il comunismo ha dominato per cinquant'anni e da noi è bastata una sola esperienza di governo cattocomunista per farci precipitare ai loro stessi livelli di povertà diffusa e conclamata. Complimenti! Non solo gli anziani da sempre tra le fasce meno protette e con pensioni di fame, ma anche le famiglie operaie attive stentano sempre più ad arrivare alla fine del mese; e nell'indigenza gli elementi che soffrono di più sono i bambini. Il costo della vita aumenta, e così l'inflazione che decurta la busta paga, il lavoro è sempre più precario, i giovani non lo trovano, i salari e gli stipendi italiani restano tra i più bassi d'Europa: circa il 40% in meno dei salari francesi e tedeschi, a parità di costo della vita. Sotto accusa anche gli aiuti sociali che secondo il rapporto hanno "scarsa incidenza" sulla protezione infantile. Insomma, un governo ispirato dalla ideologia comunista che della "emancipazione sociale" (a parole) ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia, ("pane e lavoro" era il grido della piazza proletaria), è venuto meno ai suoi testi di dottrina. Né pane né lavoro. Ma più poveri sì. "Il comunismo vero è quello che non funziona", diceva un secolo e mezzo fa Mazzini in polemica con Marx. Del resto per certe dottrine pauperistiche se i poveri non ci fossero bisognerebbe inventarli. Il fatto è che quasi sempre ci riescono. Peggio di noi, conclude il rapporto, stanno solo la Lettonia e la Polonia. E' già tanto se non siamo tutti sui gommoni.

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Giovani industriali: ''La Calabria muore di criminalità e assistenzialismo'' (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MAFIE 16.2928/02/2008 Giovani industriali: ''La Calabria muore di criminalità e assistenzialismo'' Duro attacco alla politica guidata da ''professionisti della partitocrazia, dominatori incontrastati della regione'' mentre la ''criminalità cresce a vista d'occhio''. ''Prima che la Calabria muoia, ripristinare la legalità'' Reggio Calabria ? "La Calabria muore di politica, criminalità e assistenzialismo". Questo il grido d'allarme dei giovani industriali calabresi guidati dall'editore Florindo Rubbettino che non intendono più stare a guardare il dramma di una regione che si consuma ogni giorno: mai come in questo caso di fronte allo stato di prostrazione morale, civile ed economico che affligge l'intero territorio è necessario reagire. I giovani soci di Confindustria ribadiscono che la denuncia e l'indignazione sono oggi il primo dovere morale. In Calabria ci sono troppi problemi e il primo tra questi è la politica. "Alla nostra regione ? affermano gli industriali - serve una politica alta che non può ridursi a miope e ossessiva conservazione del potere, tramite un consenso ottenuto anche contro le regole del diritto e della civiltà". L'analisi è impietosa contro i professionisti della partitocrazia, soggetti che consolidano la propria ragion d'essere mediante l'occupazione di spazi e la gestione di flussi di spesa pubblica: essi sono ancora i dominatori incontrastati della regione. La mano libera nell'uso delle risorse pubbliche e la "manomorta" su interi settori sono l'ossigeno che li alimenta e la loro primaria occupazione. La criminalità, intanto, cresce a vista d'occhio come ha ricordato la relazione della Commissione parlamentare antimafia. I giovani della Confindustria riconoscono che c'è in Calabria un'economia criminale, capace di cambiare pelle e divenire soggetto imprenditoriale e investitore finanziario. Ma c'è anche un'economia sana, che non solo subisce la concorrenza sleale dell'economia criminale, ma ne paga tutti i danni di immagine quando non ne viene direttamente vessata. "Per questo rifiutiamo e condanniamo con tutte le nostre forze ogni tipo di distorsione e condizionamento sul nostro lavoro di imprenditori. Condanniamo senza mezzi termini qualunque concessione a fenomeni come il racket. Pagare il pizzo significa non solo rafforzare le organizzazioni criminali sotto il profilo economico, ma riconoscere loro il potere di soggetto legittimato a garantire la sicurezza. Oltre che una grave rinuncia alla propria dignità di uomini prima e di imprenditori". I giovani di Confindustria lamentano di essere stanchi come imprenditori calabresi di subire tutto questo e per di più di essere guardati con sospetto: "A noi ? incalzano - appartiene la cultura del diritto e non quella del favore, la cultura delle regole e non quella delle scorciatoie, la ricerca della libertà d'impresa e non quella della protezione, l'esplorazione nel mare aperto del mercato. La Calabria è in crisi per colpa del fallimento di un'intera classe politica regionale e per l'intreccio politica, economia, criminalità, corruzione e la cultura dell'assistenzialismo è l'altro suo nemico mortale". Dalla politica bisogna aspettarsi sempre meno aiuti pubblici e chiedere invece sempre di più di aprire il mercato, ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare condizioni di sostegno: giustizia, infrastrutture, quadro delle regole, progettualità, più capacità di indirizzare al meglio le risorse pubbliche e comunitarie e meno intermediazioni, e soprattutto capacità di ascolto e di interlocuzione. La Confindustria guidata da Rubbettino definisce la Calabria di oggi " devastata moralmente come lo era materialmente l'Italia alla fine della Seconda guerra mondiale. Perciò bisogna avere il coraggio di sognare una Calabria diversa e restituire dignità a questa regione". Bisogna ripristinare a tutti i livelli il principio della legalità, del merito e della responsabilità per uscire dal degrado, dal sommerso e dall'insicurezza. Tutte queste cose occorre farle in fretta, prima che la Calabria muoia e che anche i giovani imprenditori, come tanti altri coetanei, siano costretti a emigrare. Ad esprimere la sua vicinanza e solidarietà ai giovani industriali anche il presidente di Confindustria Calabria Umberto De Rose che ricorda l'importante impegno del prossimo 7 marzo. "Sara' una giornata importante "perche' per la prima volta la Confindustria calabrese e quella siciliana si confronteranno in termini di sviluppo e in termini di lotta alla criminalita'. Partiremo insieme per presentare delle proposte di sviluppo multiregionale sui Por. Si aggiungeranno poi anche Puglia, Campania e Basilicata. Sarà la prima occasione in cui cinque regioni parleranno insieme di sviluppo economico, il quale può anche essere uno strumento contro la criminalita' organizzata che pesca nella miseria la sua manovalanza. Studieremo insieme delle misure contro la criminalita', contro tutte le mafie, compresa quella dei colletti bianchi". Maria Scaramuzzino.

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RIMINI, CONFERENZA DEI SINDACI: ESITI (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(19:36) (28/2/2008 17:54) | RIMINI, CONFERENZA DEI SINDACI: ESITI (Sesto Potere) - Rimini - 28 febbraio 2008 - L'assise dei "primi cittadini" della provincia di Rimini hanno esaminato oggi un gruppo di temi di particolare rilievo. Vediamoli in sintesi. LOCALIZZAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE IN PROVINCIA DI RIMINI Gli enti locali riminesi hanno stabilito di stringere un vero e proprio "patto per la scuola" allo scopo di affrontare, nel contesto di un quadro unitario di riferimento e della condivisione di una strategia territoriale, il problema della quantità e della qualità delle sedi scolastiche nella nostra provincia. Occorre infatti fare i conti con proiezioni di medio lungo periodo che stimano una crescita della popolazione in età prescolare e scolare (da zero a 23 anni) dalle attuali 63.843 unità, alle 71.939 al 2014 ed alle 82.516 al 2024. Il sistema scolastico riminese, secondo queste previsioni, dovrà assorbire nei prossimi anni un piccolo esercito di "teen ager", rischiando di andare in tilt se non si pianificheranno da subito interventi di costruzione di nuovi edifici, di riadattamento e ristrutturazione di strutture esistenti e di miglioramento qualitativo dei servizi. La questione di fondo è dove trovare i soldi per fronteggiare le nuove, pressanti esigenze. "Le amministrazioni pubbliche hanno dato corso ad investimenti sul territorio pari a 50 milioni di euro - ha spiegato il Vice Presidente della Provincia, con delega alla scuola, Maurizio Taormina - ma queste risorse non bastano a garantire il futuro. Da soli non possiamo farcela. Di qui la necessità di un patto fra gli enti e dell'apertura di un negoziato con la Regione ed il governo centrale perché anche loro si facciano carico del problema di dare risposta alla straordinario aumento di domande di accesso nel nostro mondo della scuola". Ed il Presidente Ferdinando Fabbri ha aggiunto: "I Comuni hanno operato con grande impegno in questi anni, insieme alle istituzioni scolastiche, per assicurare un'alta qualità della nostra offerta educativa e formativa. Ora non dobbiamo retrocedere. E per farlo occorrono altri investimenti. Il patto, oltre a segnalare un nodo da sciogliere, indica una prospettiva di lavoro, una linea d'indirizzo anche per la prossima legislatura". RIFORMA DELL'ATO La Provincia ha proposto una trasformazione dell'ATO all'insegna dell'efficienza, della responsabilizzazione dei Comuni e dei sindaci, del contenimento dei costi della politica e di gestione, sulla scia delle indicazioni della Legge finanziaria 2008, che assegna alle Regioni il compito di ridefinire, entro il primo luglio prossimo, il profilo degli ATO. L'ipotesi, che vuol' essere un contributo al dibattito sul futuro di questi enti apertosi in sede regionale e che ora sarà vagliata dalle amministrazioni comunali, prevede la cancellazione di presidenza e consiglio di amministrazione attuali, oltre all'impostazione di un nuovo organigramma funzionale dell'Agenzia che poggi su tre pilastri: l'Assemblea dei Sindaci, con funzioni d'indirizzo; il Presidente dell'Assemblea, individuato nella figura del Presidente della Provincia o suo delegato, con un ruolo di rappresentanza e con il compito di sovrintendere al buon funzionamento dell'Agenzia; il Direttore, quale organo tecnico gestionale. Non si tratta di un "assorbimento" tout court dell'ATO da parte della Provincia, perché la legislazione vigente lo impedisce, ma certo la riforma proposta apre la strada ad una incorporazione dell'ATO in seno all'Ente sovraccomunale. "L'idea di base - ha affermato l'assessore provinciale al Bilancio, Riziero Santi - è quella di una Provincia che si riappropria in pieno del proprio ruolo di programmazione e di coordinamento. La razionalizzazione degli apparati burocratici, l'esaltazione delle funzioni degli Enti locali ed un consistente taglio dei costi della politica, dell'ordine di oltre 80.000 euro all'anno, e, non ancora quantificato, della burocrazia, sono gli obiettivi che ci prefiguriamo con il nostro progetto". Il percorso della riforma è appena agli inizi. Con il nulla osta della Conferenza, l'Amministrazione provinciale si appresta, a questo punto, ad elaborare uno schema tipo di delibera. Poi la "palla" passerà nelle mani dei sindaci. Prevedibilmente fra la fine di marzo e l'inizio di aprile, tutti i Consigli comunali del riminese dovrebbero pronunciarsi sugli appositi atti deliberativi; quindi entro la prima metà di aprile il Presidente potrebbe convocare l'Assemblea dei Sindaci per rendere operativo il nuovo assetto gestionale. PEREQUAZIONE TERRITORIALE Ridistribuire più equamente il peso degli oneri ambientali e dei vincoli di tutela che la nuova programmazione urbanistica territoriale intende estendere: è il concetto chiave che presiede al disegno di perequazione su scala provinciale, come strumento attuativo del PTCP, illustrato ai sindaci. L'idea contiene in sé una forte carica innovativa e costituisce un modo concreto per dare corpo all'obiettivo di governo di area vasta e per tradurre nei fatti il principio di integrazione territoriale e di sinergia fra realtà locali. "Abbiamo pensato ad un meccanismo che ripartisca in modo più giusto i costi e le risorse per un'area omogenea come la nostra, dove deve sempre prevalere una logica di sistema rispetto agli interessi localistici", ha sostenuto il presidente Ferdinando Fabbri. Gli ha fatto eco l'assessore alla Pianificazione territoriale della Provincia di Rimini, Alberto Rossini, secondo cui una politica più attenta alla salvaguardia ambientale ed alla conservazione dei beni paesaggistici e naturali, pur investendo direttamente alcune aree più di altre, si riflette sull'intero ambito provinciale. Nel dettaglio, ciò che è stato proposto ai sindaci è la costituzione di un fondo perequativo alimentato, in parte, da una quota, che dovrebbe oscillare fra il 2 ed il 2,5%, dei proventi derivanti ai singoli comuni ogni anno dagli oneri di urbanizzazione, e, dall'altra, da ulteriori risorse stanziate dalla Provincia e, se si riuscirà a trovare un accordo, anche dalla Regione. I ricavi di questa operazione, che secondo una valutazione ancora provvisoria dovrebbero ammontare a circa un milione e 100 o 200 mila euro all'anno, andranno a sostenere grandi progetti di valorizzazione territoriale di rilievo sovracomunale, come i parchi delle aste fluviali del Conca e del Marecchia, o il programma dei "contenitori culturali oppure altre iniziative, di carattere strategico, che abbiano una ricaduta sull'intera area provinciale. "Il fondo - ha chiarito l'assessore Rossini - avrà durata poliennale e sarà gestito da una Fondazione, che agirà sulla base di un regolamento che sarà licenziato dalla Conferenza dei sindaci". Dopo questa prima presentazione, la proposta viene ora consegnata, per un necessario approfondimento, ai comuni e sarà oggetto di esame da parte di specifici tavoli tecnici coordinati dalla Provincia. Il presidente Fabbri intende anche farne materia di confronto con le forze politiche. EMERGENZA IDRICA E LOTTA ALLA ZANZARA TIGRE Il presidente Fabbri ha sollecitato i sindaci ad emanare in tempi brevi le relative ordinanze per avviare rapidamente azioni di contrasto.

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Santo Versace: alla Calabria donerò i miei prossimi 30 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit magazine" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 23/02/2008 --> Lo stilista in campo per rilanciare la sua terra. "Il Sud e i giovani saranno le mie priorità" La copertina di un vecchio Time magazine è ancora lì sul tavolo dello studio milanese. La data è quella del 19 gennaio 2004. L'immagine è quella di Sandra Savaglio. Il titolo recita: "Così l'Europa perde le sue star della scienza". Con Santo Versace la Savaglio ha in comune la cosa più importante. "Sapete di dov'è questa ragazza?", domanda. Poi si risponde: "è calabrese, laureata a Cosenza con il rettore Giovanni Latorre. Ed è finita sul Time". Anche lui da Reggio Calabria se ne è andato tanti anni fa. Per diventare uno dei creatori di marchi più famosi al mondo. Ma il legame con la sua terra non si è mai reciso. "Per questo voglio far sapere agli amici della cooperazione sociale che anche se il primo marzo non sono potuto intervenire di persona al corteo dell'Alleanza per la Locride e la Calabria, il mio cuore batte per loro". Vita: I calabresi di successo però generalmente sfondano lontano dalla Calabria. Come si inverte la rotta? Santo Versace: Questo è vero fino a un certo punto. Reggio Calabria è diventata una città bellissima. Grazie, prima a Falcomatà, sindaco di centrosinistra e poi a Scoppelliti, che viene dal centrodestra, ma ha continuato l'opera di Falcomatà e oggi è il terzo sindaco più amato d'Italia. Poi c'è il caso di Orlandino Greco, primo cittadino di Castrolibero. Eletto a soli 29 anni col centrodestra, ha deciso di non venire a patti con certe logiche. Ovviamente gli hanno fatto cadere la giunta. Lui si è ripresentato con una lista civica e ha vinto al primo turno. E oggi Castrolibero è un gioiellino. Andateci. Vita: Ha citato due politici. è un caso? Versace: No: la politica è cruciale, ma deve avere il coraggio di cacciare certi personaggi. La candidatura per i democratici di Luigi De Sena, ex prefetto anticosche a Reggio Calabria, mi sembra vada nella direzione giusta. Ricerca del bene comune e piattaforma di carità, questo deve essere la politica. Vita: Quale invece il ruolo della Chiesa? Versace: è una struttura funzionante che espressamente si dichiara contro la mafia. Il suo ruolo è importantissimo. Ma non basta. Vita: A cosa allude? Versace: In Calabria, ma anche in Sicilia, Puglia e Campania, serve l'esercito. A esperienze come quella del Goel e della cooperazione sociale nata sotto l'ala di Bregantini serve protezione. Io dico: mandiamo in quelle quattro regioni 100mila soldati con compiti di supporto alle forze dell'ordine e di avamposto di protezione civile. In questo modo riusciremo a spegnere gli incendi ancor prima che accadano e assicureremo la sicurezza necessaria allo sviluppo del turismo. Vita: Una sparata alla Beppe Grillo? Versace: Io ho un altro stile, ma Beppe Grillo pone un problema reale. In lui non vedo l'antipolitica, ma la richiesta di una politica, insisto, rivolta al bene comune. In questo siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Vita: Ogni quanto va in Calabria? Versace: Spessissimo, l'ultima volta ci sono stato a gennaio per l'apertura dell'anno sociale in una scuola a Lamezia Terme. Vita: E i suoi figli? Versace: Loro sono nati a Milano. E Francesca si sente milanese, ma se chiede ad Antonio di dov'è, risponde che è calabrese. Vita: Qual è l'aspetto che meno le piace della sua terra? Versace: La burocrazia. Secondo l'Unione europea all'Italia la burocrazia costa 80 miliardi di euro. Molti di questi sono sulle spalle della Calabria. Che per me rimane un posto splendido. Vita: Ha mai pensato di tornarci? Versace: Io ho vissuto i miei primi 30 anni in Calabria. Poi ne ho fatti 30 in giro per i cinque continenti. I miei prossimi 30, con la mia Fondazione Operation Smile, li dedicherò ai ragazzi del Sud del mondo. E il mio Sud sono la Calabria e la Sicilia in primis, e poi Campania e Puglia. Vita: Con quali obiettivi? Versace: Ma lo sapete che in Lombardia mancano oltre 42mila aritgiani? Ai nostri giovani abbiamo insegnato a cercare un posto, ma non a costruirsi una professionalità. Il made in italy è figlio della cultura del fare, se non sai fare le cose non produci qualità. Se si incomincia a lavorare a 21 anni, si parte con 3-4 anni di ritardo. Uno deve lavorare tutta la vita. Pensate se Michel Jordan avesso preso in mano il pallone da basket a 18 anni... Non sarebbe mai diventato il campione che è stato. Abbandonare sui banchi di scuola ragazzi che non dimostrano interesse per gli studi è come condannarli a uno stato di coma perenne. Io dico: insegnamoli un mestiere: parrucchiere, chef, elettricista e così via. E invece si continuano a disprezzare le professioni manuali. Michelangelo, Raffaello e Canova non erano ingegneri, ma degli artisti nell'uso delle mani. La cultura del lavoro è decisiva. Ma mi permetta di raccontare ai ragazzi di Calabria un'ultima cosa. Vita: Prego? Versace: Quando sono arrivato per la prima volta a Los Angeles, il taxista che mi aprì la portiera era uno studente della Ucla che nel tempo libero si guadagnava il suo stipendio. è da qui che bisogna ripartire. Perché come diceva mio padre, non esistono problemi, ma solo soluzioni. A patto di ispirarsi a tre parole magiche: lavorare, lavorare, lavorare.

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Agazio Loiero si rimette all'Aula (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervento del presidente nel Consiglio che decide il futuro dell'attuale legislatura. Il pensiero di Bova REGGIO CALABRIA. "Non voglio sottrarmi ad alcuna questione, ma mai avrei pensato di dovermi trovare, al momento della mia elezione, nella situazione attuale. A chiunque mi avrebbe detto di tale situazione, lo avrei tacciato di follia". Così, il Presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, ha aperto il suo intervento dinanzi al Consiglio regionale, presente per l'occasione in tutta la sua interezza. "In questo momento così complesso - ha detto Loiero - bisogna far coincidere i fatti con la verità. Questo momento è unico finanche rispetto al passato - ha sottolineato il Presidente della Regione - ed in questi tre anni di mio governo, il crescendo di critiche per la Calabria è stato tremendo, sorprendente e senza distinguo per nessuno. Sparare sulla Calabria è diventata la cosa più semplice, ma anche, devo ammettere, quanto si sia dimostrato difficile attuare il cambiamento: troppe le incrostazioni, le collusioni, la "graniticità" di certa burocrazia, l'infiltrazione della criminalità organizzata". Loiero, inoltre, ha rivolto critiche ai "mass media, che non mi hanno perdonato nulla: ricordate i quindici giornalisti assunti? Erano solo cinque. E che dire delle consulenze? Ne ho mantenute sempre e soltanto tre. Eppure nessuna operazione di verità è emersa e si è lasciata l'impressione che talune imprecisioni fossero diventati fatti. E ancora, la tragedia di Vibo, le inchieste sui depuratori, il bacino del Menta, tutte questioni che ci sono state addossate, mentre sono fatti che arrivano da molto tempo prima". Il presidente della Regione, nel prosieguo del suo intervento, ha detto che "sono stati tre anni passati a discutere di inchieste giudiziarie più che di sviluppo, con la Regione rivoltata come un calzino dagli organi inquirenti e mi preoccupa, molto, l'idea che qualcuno sia dichiarato innocente quando forse sarà troppo tardi". Loiero, poi, rivolgendo l'augurio "ai due colleghi arrestati di dimostrare molto presto la loro estraneità ai fatti contestatigli", si è rivolto all'intero Consiglio regionale: "Mi direte voi, destra e sinistra, se questa esperienza deve concludersi in maniera traumatica, se deve restare ancora in vita dopo i macigni che ci sono piovuti addosso. La questione dello scioglimento anticipato la dovrà assumere per intero tutta l'Assemblea". Loiero ha anche invocato "norme che postulano estremo rigore anche per l'imputato, fosse anche il più acerrimo dei nemici, perché il danno giudiziario, come nel caso di Franco Pacenza, è sempre irrisarcibile. Io dico: per i politici, inaspriamo le pene, le aggravanti, ma non facciamo processi per un avviso di garanzia. Eppure tanti, a livello nazionale, di destra e di sinistra, spingono per lo scioglimento del Consiglio per problemi di Giustizia. Ecco perché ho scelto oggi di decidere il nostro futuro con voi, sapendo che molti, associazioni e semplici cittadini mi dicono di non mollare. E se ci sciogliamo oggi, chi prenderà il nostro posto? Quali forze oscure prenderanno il comando? Sono certo che finora ho svolto un lavoro certosino, ho seminato molto, forse non sarò io a raccoglierne i frutti, ma mi auguro che chi verrà dopo di noi sappia veramente riporli nei granai di tutti i calabresi". Prima di Loiero era intervenuto il presidente del Consiglio Bova. Signori Consiglieri, prima che prenda la parola il Presidente della Regione, vorrei anch'io porre a voi e a lui una domanda, proprio sulle prospettive della legislatura.Mi chiedo e vi chiedo: è possibile che questa Assemblea legislativa abdichi unilateralmente dalle proprie prerogative e dalle proprie responsabilità?". Inizia così l'intervento di Bova. "Se così fosse, diventerebbe - ha proseguito Bova - allora un destino ineludibile, per la Calabria, l'affidare le proprie sorti a poteri speciali e monocratici esterni alla Regione. So bene anch'io che la situazione che si è venuta determinando è estremamente seria. Le recenti vicende giudiziarie che, a vario titolo, hanno visto coinvolti alcuni consiglieri regionali pongono questioni pesanti come macigni.Ma non è forse vero che proprio noi, sin dall'inizio della legislatura e poi, con ancora maggiore determinazione, dopo il delitto del Vicepresidente del Consiglio regionale Franco Fortugno, abbiamo chiesto a gran voce l'affermazione piena del principio di legalità? Proprio a questo proposito penso che la risposta più sbagliata sia quella di staccare la spina, finendo per un verso con l'attribuire a questa Assemblea colpe infamanti che non ha e, per l'altro, non affrontando le questioni istituzionali e politiche che, in maniera oramai drammatica ed indifferibile, si pongono come assolute priorità. È sotto gli occhi di tutti che l'attuale modello di regionalismo conosce una crisi probabilmente irreversibile. E se questo è vero, che senso avrebbe allora tornare alle urne senza avere affrontato una rivisitazione compiuta dello Statuto regionale e della legge elettorale? Ci sono questioni che non possono più attendere, come quella di prevedere un maggiore rigore nella selezione degli eletti, promuovendo una legislazione più severa nel campo della ineleggibilità e della stessa incandidabilità alla carica di consigliere regionale. Per i reati più gravi, quale quello - ad esempio - di associazione di tipo mafioso, anche una condanna in primo grado deve diventare un limite invalicabile per chi intenda rivestire un ruolo politico-elettivo. Al contempo, dovrà trovare una risposta positiva l'esigenza di una maggiore presenza di assessori esterni nell'Esecutivo regionale, al fine di garantire un più alto tasso di competenza tecnica e professionalità nel Governo della Regione. Dentro questo quadro riformatore, anche la scelta dei candidati alla Presidenza della Giunta regionale dovrà avere una regolamentazione legislativa che affermi pienamente, attraverso elezioni primarie, la sovranità dei cittadini. "Per questa via - ha aggiunto Bova - avrebbe un suo naturale compimento lo sforzo che il Consiglio ha già intrapreso sin dall'avvio di questa legislatura. Infatti, l'Assemblea calabrese, unica in Italia, ha già da tempo approvato un'integrazione al Regolamento consiliare che prevede la decadenza automatica da tutti gli incarichi assembleari anche in caso di semplice rinvio a giudizio per il reato di associazione di tipo mafioso. Sul terreno della riduzione dei costi della politica, sono state tagliate del dieci per cento le indennità dei componenti dell'Assemblea e si è vietato per legge che parenti ed affini sino al terzo grado siano utilizzati nelle strutture speciali dei Consiglieri e dei direttori generali. Nel contempo, si è drasticamente ridotto il costo delle strutture speciali, devolvendo il ricavato a favore dei giovani laureati più meritevoli che potranno accedere a stage biennali retribuiti nelle pubbliche amministrazioni calabresi. Si è avviata, inoltre, un'opera di rottamazione di vecchi "carrozzoni" e si é radicalmente ridotta la struttura burocratica apicale del Consiglio, riducendo i direttori generali da cinque ad uno. Certo, occorre avere piena consapevolezza che la prova da affrontare è assai ardua. Ci accompagnerà, lo sappiamo bene, un pregiudizio di fondo secondo il quale la Calabria sarebbe oramai una "regione persa". Noi dovremo essere capaci di sorprendere tutti - giorno dopo giorno - a partire da questioni vitali come quelle ambientali e della salute. Dovremo approvare piani e inverarli in progetti efficaci e servizi efficienti. Dovremo agire per riavvicinare i cittadini alle istituzioni, proseguendo nell'opera di decentramento di funzioni e competenze alle Province e agli enti locali, nel rispetto del principio di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione e leale collaborazione. Il tutto liberando la politica dai "peccati mortali" della clientela e dell'arbitrio, e promuovendo il merito e la professionalità. A tal fine, al termine della discussione sono emblematicamente posti all'ordine del giorno per essere approvati, due provvedimenti di altissimo valore quali le integrazioni alla legge istitutiva della Stazione Unica Appaltante, nel rispetto delle osservazioni sollevate dal Governo, e la norma che raddoppia le risorse destinate agli stage per i giovani laureati meritevoli: i posti disponibili passeranno così da 250 a 500.L'auspicio, in conclusione, è che l'Assemblea sappia affrontare questo difficile momento: tutti noi possiamo trovare forza, determinazione e ancoraggio sicuro nei principi cristiani che ci ispirano, nei valori di eguaglianza, di solidarietà e di libertà che animano la nostra Carta Costituzionale e in quel senso profondo di responsabilità che deve alimentare e far vivere l'autonomia e l'autogoverno dei calabresi. E con questo augurio, cedo la parola al Presidente della Regione, on.le Agazio Loiero".

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COLTURE CATASTALI, CO.DI.PR.A. ED ECCESSIVA BUROCRAZIA: DEFINITA UNA LINEA STRATEGICA UNITARIA (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 28-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(21:42) (28/2/2008 20:15) | COLTURE CATASTALI, CO.DI.PR.A. ED ECCESSIVA BUROCRAZIA: DEFINITA UNA LINEA STRATEGICA UNITARIA (Sesto Potere) - Forlì/Cesena - 28 febbraio 2008 -Definire strategie comuni in merito ad alcuni temi urgenti che interessano il settore agricolo provinciale: è questo il senso dell'ultimo incontro che ha visto protagoniste le rappresentanze di CIA, Confagricoltura e UIMEC-UIL di Forlì-Cesena. Prima di tutto si conferma la grande preoccupazione per gli errori nell'adeguamento della codifica delle colture catastali che, come nel 2007, colpiscono le aziende agricole associate. Il riversamento automatico fatto da AGEA in favore dell'Ufficio del Territorio comporta, infatti, incongruenze ed errate attribuzioni di coltura che inevitabilmente provocano aggravi fiscali e contributivi (per esempio Consorzi Stradali, Bonifica, ICI ecc.). È parere di CIA, Confagricoltura e UIMEC-UIL che si debba sensibilizzare l'ufficio del Territorio di Forlì-Cesena affinché, per lo meno, prenda atto del grave disagio che questo sistema (già a suo tempo criticato e non condiviso) porterà in campagna. Verrà richiesto allo stesso ufficio un incontro per definire una linea di comportamento adeguata. Si è quindi passati ad affrontare il problema del rinnovo del Consiglio d'Amministrazione del Consorzio Difesa Produzioni Agricole di Cesena (CO.DI.PR.A.), attualmente in scadenza. È parere di CIA, Confagricoltura e UIMEC-UIL che il nuovo Consiglio d'Amministrazione debba perseguire un programma pluriennale che abbia come obiettivi la riduzione dei costi di gestione, il miglioramento dei servizi da offrire ai soci e un aumento del potere contrattuale nella trattativa con le compagnie assicurative, al fine di ridurre i costi a carico dei propri associati. Questo potrà realizzarsi attraverso concentrazioni e collaborazioni con altri consorzi più o meno vicini, e l'individuazione di strumenti e strategie atte a conservare il patrimonio acquisito nel tempo. Ancora aperto, infine, il problema legato alla sempre più pesante burocrazia che caratterizza i rapporti con le amministrazioni pubbliche. A tal fine si è rimarcata la necessità di riaffermare il ruolo di rappresentanza delle Organizzazioni Agricole per una sempre più efficace ed efficiente attività sindacale.

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