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Lo
stato pagherà negli stessi tempi con cui si fa pagare
( da "EUROPA.it"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I costi della
burocrazia ovvero il peso in termini di denaro delle procedure burocratiche
addossate ai cittadini e alle imprese sono considerati. Non nel senso leghista
del Roma ladrona ma come un freno a una legiferazione di lacci e lacciuoli che
imbrigliano le aziende e costringono i cittadini a passare del tempo nei
pubblici uffici inutilmente.
L'Italia
nel mondo che cambia ( da "EUROPA.it"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
c) Contro la
burocrazia: semplificare la vita a cittadini e imprese 1. Le tasse non sono
solo quelle che si definiscono tali. Alla pressione fiscale andrebbe aggiunta
la pressione burocratica, cioè il peso (monetario) delle procedure burocratiche
addossate ai cittadini e alle imprese.
L'ebreo
ingombrante ( da "Stampa, La"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza
burocrazie, senza deliri nazionalisti. Un popolo con la sua patria portatile,
la Torah, che sapeva vivere a cavallo dei confini, fra cielo e terra, tenendo
per mano l'ineffabile Dio del monoteismo come un compagno di giochi,
rispettandone la maestà ma denunciandone contemporaneamente la correità nei
mali del mondo.
Cortesia
e qualità "vicine" ai pazienti
( da "Stampa,
La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia e nessuna ricetta medica, ma un rapporto qualitativo migliore con i
pazienti, a misura di persona e con grandi soddisfazioni. Trattiamo la più
vasta gamma possibile di prodotti: così chi vive in paese non deve correre
altrove per trovare articoli sanitari, ausili per bagno e doccia, carrozzine e
bastoni,
L'ex
Marelli agli stranieri Il Gruppo Pasini ha ceduto parte dei terreni per 30
milioni ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Purtroppo in
questo momento a Sesto si corre solo per la Falck. I tempi sono troppo lunghi,
quest'area poteva diventare il centro direzionale di Milano, con presenze di
alto livello, ma non è stato possibile per colpa degli istituti di credito, dei
politici e della burocrazia". - -->.
Di
CRISTINA BELVEDERE - PERUGIA - FARO' la mia campagn
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con meno
burocrazia e un fisco più leggero, passando attraverso la valorizzazione del
ruolo della donna, l'Umbria si prepara dunque ad accogliere il candidato a
premier del Partito Democratico Walter Veltroni, che sarà domani a Perugia in
occasione del suo tour per la campagna elettorale in vista delle politiche del
13-14 aprile.
SOLIERA-
SI E' ASSENTATO dall ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il singolare
caso di eccesso di burocrazia, ma anche di scarsa sensibilità, ha visto
coinvolto il consigliere di Forza Italia di Soliera Roberto Benatti, divenuto
il 21 gennaio papà di una bimba cui è stato imposto il nome di Beatrice, che la
moglie Tiziana Rivelli ha partorito nel reparto di Ostetricia del Ramazzini di
Carpi.
L'INTERVISTA
ELZIR GUIDA IL COMITATO IMMIGRATI DELLA CONFESERCENTI 0 Il primo problema che
abbiamo è la burocrazia ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il primo
problema che abbiamo è la burocrazia" "SIAMO QUI per lavorare e
abbiamo gli stessi problemi dei nostri colleghi italiani". A parlare è
Izzedin Elzir, palestinese e presidente del comitato per la promozione
dell'impresa straniera di Confesercenti. Izzedin è arrivato in Italia nel 1991
e dal 1997 gestisce un banco nella zona di San Lorenzo.
CITTA'
PULITA ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esempio
segnalato è solo uno fra i mille in cui burocrazia e interessi vari confondono
e soffocano un corretto uso delle risorse)? L'Ordine dei medici non ha nulla da
dire sull'aumento esponenziale dei compiti burocratici, a sfavore dei sempre
più compressi tempi ed energie da dedicare all'unica cosa che conta: il
rapporto medico-paziente?
Satiro
al Te? Piuttosto barricate ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
arte inciampa
nella politica e le promesse scavalcano la burocrazia. A raccontare la sua
versione è lo stesso Macaddino, protagonista ieri di una conferenza di fuoco.
Raggiunto al telefono, conferma e rilancia: "Sono pronto a citare per
danni chi ha usato il logo del Satiro su siti e brochure senza averne
l'autorizzazione".
Il
dl Milleproroghe ovvero il parlamento trasformato in suk
( da "Italia
Oggi" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ogni volta nuova
burocrazia. Ripensare alla svelta le condizioni infami in cui ormai procede la
produzione legislativa sarebbe il minimo da attendersi, in nome della stessa
libertà del cittadino, travolto da Bruxelles e dalla propria regione, da Roma e
dal proprio comune, in un'orgia di disposizioni.
Ex
fibronit e bonifica, braga spara a zero fondi e progetti? per ora un castello
di sabbia ( da "Provincia Pavese, La"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il sindaco
Luigi Paroni lotta con la burocrazia ministeriale e regionale (e protesta), ma
ci crede. Ci crede meno Vittorio Braga che, dall'opposizione, spara a zero.
"Per progettare il futuro bisogna partire dal presente. Ed il presente
della bonifica Finbronit è un castello di sabbia.
L'acqua
dell'Ert nei serbatoi dell'acquedotto
( da "Trentino"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Stavolta però
più che segnale della vischiosità onnivora della burocrazia, i lunghi anni
trascorsi per completare il lavoro segnalano la mancaza di ogni urgenza:
sommando Roncaglie, Sass del Diaol ed eventuale pozzo al Rione di acqua ce n'è
a iosa. La generosa sorgente dell'Ert (
Ciccio
e Tore le impronte dell'agonia sulle pareti del pozzo La difesa del padre:
finiti giù prima l'uno e poi l'altro Gli inquirenti: difficile abbiano cercato
di arrampicarsi ( da "Unita, L'"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
È IL GIORNO
della burocrazia del dolore. Il giorno dei riconoscimenti ufficiali, il giorno
dei primi esami sui cadaveri di Ciccio e Tore e delle ipotesi. Anche le più
terribili. Come quella avanzata dall'avvocato di Filippo Pappalardi, l'avvocato
Angela Aliani, se- condo cui sul muro della cisterna gli agenti della
ricerca-tracce avrebbero trovato "
Il
convegno ( da "Repubblica, La"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Genova Il
problema degli investitori IL CONVEGNO Sviluppo ligure "bloccato"
dalla burocrazia Occorre cambiare il sistema: dal convegno "Innovazione,
servizi, reti: una nuova sfida per lo sviluppo della Liguria", tenutosi
ieri all'Auditorium Montale, è emerso come le possibilità di investimento sul
territorio regionale siano fortemente inibite dalla lentezza del sistema
istituzionale,
UN
CONSIGLIO? Dal primo marzo accendete il computer con circospezione. In mezzo a
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bensì di
tutto quell'intrigo di burocrazia che sta a monte di ogni pratica di lavoro:
Inps, Inail, Ministero del Lavoro, Centri per l'impiego, che a questo punto
avvieranno automaticamente le loro pratiche, senza inutili scambi di carta. Ma
la realtà corre molto più in fretta dell'immaginazione, soprattutto di quella
dei nostri governanti.
Sabato
in Cdc con De Castro e Beccalossi
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Al centro
della relazione di Bettoni, la volontà di "tornare a parlare e ragionare
di mercato" contro una burocrazia sempre più opprimente, la sfida delle
energie rinnovabili come mezzo per risolvere il problema della direttiva
nitrati, e il controllo sullo stato di salute della Pac.
Non
c'è il certificato antincendi, sigilli al lido
( da "Nuova
Sardegna, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma la
burocrazia non è stata altrettanto veloce". Succede così che dopo quattro
mesi, durante il successivo controllo, la polizia municipale accerta che il
certificato ancora non c'è. Il 3 gennaio il dirigente Gianfranco Masia firma
l'ordinanza n. 451: chiusura per tre mesi, provvedimento revocabile non appena
i gestori dimostreranno di avere regolarizzato la situazione.
Tanta
burocrazia e lavoro rigido ( da "Arena, L'"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le opinioni a
sfavore del sistema Italia Tanta burocrazia e lavoro "rigido" Quali
sono i principali fattori di criticità che suggeriscono alle aziende straniere
di stare alla larga dall'Italia? In altre parole: quali sono nell'esperienza
dei manager i problemi che i gruppi esteri incontrano nella loro quotidianità?
Scuola
internazionale sì e burocrazia più leggera
( da "Arena,
L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cittadini
stranieri e di veronesi Scuola internazionale sì e burocrazia più leggera di
Silvia Bernardi Verona, in relazione agli investimenti esteri, è tra le zone
più attraenti d'Italia ma può fare di più per essere all'altezza delle regioni
europee trainanti. Così il sindaco Flavio Tosi e il presidente della provincia
Elio Mosele, in occasione del primo forum Attrazione Italia,
"Scegliere
bene i nostri nuovi governanti"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre il
carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare
condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di
interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà
chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito
dalle macerie questa regione.
VERONA
- La Sovrintendenza? Un ente di derivazione borbonica, una burocrazia
irresponsabile ch ( da "Leggo"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un ente di
derivazione borbonica, una burocrazia irresponsabile che fa quel che vuole,
senza doverne rispondere a nessuno, anche a costo di mettere in ginocchio
un'intera città". Il sindaco Flavio Tosi è un fiume in piena. L'ennesimo
stop ai lavori per un parcheggio (stavolta in lungadige Capuleti) lo ha fatto
imbestialire.
Steger:
<Potere d'acquisto basso?\n Errato colpevolizzare i negozianti>
( da "Corriere
Alto Adige" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tali
provvedimenti vanno accompagnati da una gestione più rigorosa della spesa
pubblica .Occorre smantellare la burocrazia e introdurre misure fiscali di
sgravio. Vi rientra ad esempio lo splitting familiare, così come molte altre
misure volte a favorire la conciliazione di famiglia e lavoro".
Come
catturare i capitali esteri ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
identificano
nella burocrazia, nella rigidità del mercato del lavoro e nella lentezza del
sistema giudiziario i principali vincoli agli investimenti. è così ovvio
infatti che le imprese siano riluttanti a investire in un Paese dove la
burocrazia non funziona, dove le regole del mercato del lavoro impediscono di
adottare sistemi produttivi flessibili che incentivino la produttività,
Resta
basso l'appeal del sistema Italia
( da "Sole
24 Ore, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Motivi:
burocrazia, costo del lavoro, fisco non competitivo. C'è chi racconta:
"All'ottava riunione con gliassessori, analizzando i costi, abbiamo visto
che con la metà dei soldi facevamo una fabbrica grande il triplo in Spagna. In
due mesi abbiamo avuto tutte le autorizzazioni".
L'unificazione
della via del Mare con l'Ostiense avanza di una casella nell'infinito
( da "Messaggero,
Il (Ostia)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si tratta di
un provvedimento anti-burocrazia che semplifica ed accelera le procedure",
riassume l'assessore Ambrosi. La strada, pur sviluppandosi completamente
all'interno del territorio urbano di Roma, è frazionata in diverse competenze.
La strada è in carico al Campidoglio dal centro sino al km 5,910 (viale
Marconi) e nei tratti tra il km 15,
Il
fidanzato la lascia e lei tenta il suicidio: salva
( da "Corriere
del Veneto" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma il
commissariato di Conegliano, vincendo una lotta contro il tempo e la
burocrazia, ieri all'ora di pranzo è riuscito a salvare la ragazza che aveva
già perso i sensi nella sua casa in centro città. A ridosso della chiusura
mattutina, al negozio di via Cavallotti del dottor Giuseppe Losego era arrivata
un'inquietante chiamata.
La
vittoria del Partito democratico a livello nazionale sarà anche una vittoria
dell’ ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riducendo i
costi della burocrazia e della inefficienza che penalizzano soprattutto le
piccole imprese, asse portante della economia umbra. Intanto domani arriva a
Perugia il candidato premier del Pd, Walter Veltroni che alle 10,30 lascerà il
suo bus a Pian di Massiano, arriverà in centro col minimetrò e inconterà gli
elettori al teatro del Pavone.
Ecobat,
la Regione manda 55 operai in cassa integrazione
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Già, perché a monte non c'è alcuna crisi produttiva o di mercato, visto che nel
Regione
inadempiente, Ecobat chiude ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle
batterie manda a cassa integrazione i 55 operai visto che la Regione non ha
rinnovato la convenzione che autorizza l'industria ad operare. è il primo caso
che una azienda rischia di chiudere per i ritardi della burocrazia. In pericolo
anche 50 posti dell'indotto. A PAGINA 9 Falco Lo stabilimento La fabbrica con
indicata l'unità operativa dove si riciclano le batterie d'auto.
I
mille problemi della passeggiata sul lungomare
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Cagliari e
Provincia Pagina 1019 Burocrazia I mille problemi della passeggiata sul
lungomare Burocrazia --> Il Poetto del futuro costerà 12 milioni di euro:
una passeggiata unica da Marina piccola alla Bussola. Tra palme, panchine e
biciclette. L'appalto, però, deve ancora partire.
Stop
ai party in riva al mare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma un
incrocio pericoloso di burocrazia a dimenticanza. La proprietà del Lido di
Sassari sta infatti procedendo a un passaggio di mano dalla società Isvit a La
Sciumara srl. Una successione di padre in figlio nella conduzione dello
stabilimento di Platamona che è inciampata nella selva di autorizzazioni e
controlli amministrativi.
Aree
artigiane, si punta sulla vallata del foro
( da "Centro,
Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che avranno a
che fare con una burocrazia agile", spiega l'assessore e vice sindaco
Adriano Lunelli, che è anche il direttore della Cna teatina. "Si sa che le
amministrazioni hanno poche risorse per attrezzare le zone produttive"
prosegue "ma d'altra parte la Val di Foro si è già distinta per una
proficua cooperazione tra enti locali e imprenditori del posto,
Le
piccole imprese vogliono essere liberate
( da "Tempo,
Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
più
burocrazia. Si tratta di un approccio complessivo di sospetto nei confronti
della microimpresa privata, e - al contrario - del solito atteggiamento di
subalternità rispetto al grande sindacato e alla grande impresa. Ora,
nell'opera trasformistica e cosmetica che si è autoassegnato, Veltroni (dopo
aver fatto sparire dalle televisioni i "
Multe
nella Ztl di Verona Tosi: lascito della sinistra
( da "Padania,
La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
debbano
scontare i tempi della burocrazia". Il nuovo progetto di opere di
urbanizzazione è da tempo all esame della Soprintendenza, in attesa del parere
favorevole: "Non appena il nuovo progetto l avrà ottenuto - aggiunge Tosi
- l amministrazione si farà carico di approvarlo nel minor tempo possibile,
imprimendo quell accelerazione già dimostrata nel caso dell hotel Lux"
Intanto
la burocrazia dissangua i mattatoi artigianali della regione
( da "Padania,
La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
possibile i
carichi di burocrazia a cui sono assoggettati i piccoli impianti di
macellazione esistenti sul territorio ligure . Oggi tutta questa burocrazia di
cui si devono fare carico i piccoli impianti artigianali di macellazione
risulta quasi insostenibile e rischia di diventare la causa primaria per la
chiusura delle aziende - sostiene Bruzzone nel documento dell interpellanza -
"Sbloccate
i terreni o stop ai fondi" ( da "Corriere Adriatico"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Solo che,
ancora una volta la burocrazia, rischia di mandare tutto all'aria, a causa dei
tempi lunghi necessari a perfezionare la pratica. E proprio sulle difficoltà
che questo allungarsi dei tempi sta determinando sul fronte dei progetti, la
Fondazione mette in guardia l'Amministrazione comunale.
Editoriale
( da "Salute
(La Repubblica)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cosche e
burocrazia, hanno creato un sistema infame e pericoloso. Le indagini in
Calabria, che alla fine del mese scorso hanno portato a 18 arresti eccellenti
(dietro i quali c'è l'omicidio del medico Francesco Fortugno, avvenuto il 16
ottobre del 2005), denunciano l'esistenza di una vera Piovra calabrese, il cui
interesse primario era questo:
Previdenza
e burocrazia: dibattito di Confagricoltura con il numero uno Vecchioni
( da "Denaro,
Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Salerno
agricoltura Previdenza e burocrazia: dibattito di Confagricoltura con il numero
uno Vecchioni Tappa salernitana per il presidente nazionale di Confagricoltura,
Federico Vecchioni. Il numero uno della confederazione interverrà oggi ad un
convegno dal tema: "costo del lavoro, previdenza e peso della burocrazia:
i freni della competitività agricola"
Entro
settembre l'installazione dei software nei centri che hanno aderito
all'iniziativa in rete 500mila cittadini
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud1)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
INTERNET E
BUROCRAZIA Entro settembre l'installazione dei software nei centri che hanno
aderito all'iniziativa In rete 500mila cittadini.
DAL
MOLIN ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Usare le armi
della burocrazia per mettere il bavaglio alla protesta, è una scelta disperata
e sintomo di debolezza, ma anche una provocazione". L'ex assessore
all'Edilizia privata Michele Dalla Negra ha più volte ribadito che le strutture
montate dai comitati sono abusive, come confermano i rilievi della Polizia
locale,
Polemiche
sulla pillola Ru486. L'Udc: <C'è lo zampino della lobby anti-vita>.
L'Agenzia del farmaco avverte: il sì non equivale alla messa in vendita
( da "Gazzettino,
Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e tuona
contro "la vittoria delle burocrazie su un governo democratico degno di
questo nome". Sono in ballo, insiste l'associazione, questioni di ordine
morale ("La banalizzazione del dramma dell'aborto") e sanitario per
la salute delle donne: così, "Scienza e vita" promette una battaglia
di "sensibilizzazione e pressione culturale".
Documenti
d'identità si ritorna alla carta ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma come
spesso accade, quando si ha a che fare con la burocrazia e i suoi meandri, la
novità è durata poco. Il Comune di Cortina, che aveva avuto in dotazione a suo
tempo e in via sperimentale l'apposito e alquanto ingombrante macchinario, già
dal 2005, è tornata a produrre il documento alla vecchia maniera.
Golf
resort, è arrivato il via libera del Genio civile
( da "Sicilia,
La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i tempi della
burocrazia non sono quelli attesi da chi fa impresa. Non appena la
certificazione antimafia perverrà al Ministero, finalmente il gruppo inglese
potrà incassare la parte di intervento finanziario frutto dell'Accordo Quadro
di Programma. Fino a oggi, le opere realizzate ammonterebbero a circa 80
milioni di euro,
COLDIRETTI
<Psr, la fretta è ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Credo -
conclude Zbogar - che la fretta non sia l'unica consigliera, che non si debba
privilegiare il criterio dei tempi rispetto alla qualità dei progetti".
"A nostro avviso - aggiunge il direttore regionale della Coldiretti Elsa
Bigai - ci sono ancora tanti elementi dove la burocrazia graverà sulle
imprese".
Area
di sosta e spazio verdein un tratto di via Di Vittorio
( da "Sicilia,
La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è bisogno non
solo di ridurre i tempi della burocrazia e quindi dell'assegnazione dei beni ?
ha concluso ? ma anche di ottenere delle risorse economiche per ristrutturare
gli immobili e rendere produttivi i terreni. Nella maggior parte dei casi
infatti sono inutilizzabili e i Comuni devono trovare i fondi per
sistemarli".
Nessun
contributo in denaro (come ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
arma spuntata
della burocrazia. Fino ad ora abbiamo lavorato in totale autonomia economica,
provvedendo ad ogni nostra esigenza attraverso l'autofinanziamento. Da ottobre
abbiamo prodotto cinque mostre, abbiamo ospitato una serie di conferenze,
abbiamo proposto un workshop di grafica, e ci siamo occupati dei problemi della
città.
Eredità
post-sovietica: un'Italia più povera
( da "Opinione,
L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impedire le
riforme, aumentare i lacci e i laccioli di una burocrazia asfissiante e
inefficiente, elargire servizi pubblici da terzomondo, aumentare le tasse, che
è sempre l'estrema risorsa di ogni malgoverno non proiettato all'esterno ma
rinchiuso in se stesso, nel proprio orizzonte angusto e autarchico.
Giovani
industriali: ''La Calabria muore di criminalità e assistenzialismo''
( da "Redattore
sociale" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre il
carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare
condizioni di sostegno: giustizia, infrastrutture, quadro delle regole,
progettualità, più capacità di indirizzare al meglio le risorse pubbliche e
comunitarie e meno intermediazioni, e soprattutto capacità di ascolto e di
interlocuzione.
RIMINI,
CONFERENZA DEI SINDACI: ESITI ( da "Sestopotere.com"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
000 euro
all'anno, e, non ancora quantificato, della burocrazia, sono gli obiettivi che
ci prefiguriamo con il nostro progetto". Il percorso della riforma è
appena agli inizi. Con il nulla osta della Conferenza, l'Amministrazione
provinciale si appresta, a questo punto, ad elaborare uno schema tipo di
delibera.
Santo
Versace: alla Calabria donerò i miei prossimi 30 anni
( da "Vita
non profit magazine" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Versace: La
burocrazia. Secondo l'Unione europea all'Italia la burocrazia costa 80 miliardi
di euro. Molti di questi sono sulle spalle della Calabria. Che per me rimane un
posto splendido. Vita: Ha mai pensato di tornarci? Versace: Io ho vissuto i
miei primi 30 anni in Calabria.
Agazio
Loiero si rimette all'Aula ( da "Giornale di Calabria, Il"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
"graniticità" di certa burocrazia, l'infiltrazione della criminalità
organizzata". Loiero, inoltre, ha rivolto critiche ai "mass media,
che non mi hanno perdonato nulla: ricordate i quindici giornalisti assunti?
Erano solo cinque. E che dire delle consulenze? Ne ho mantenute sempre e
soltanto tre.
COLTURE
CATASTALI, CO.DI.PR.A. ED ECCESSIVA BUROCRAZIA: DEFINITA UNA LINEA STRATEGICA
UNITARIA ( da "Sestopotere.com"
del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ED ECCESSIVA
BUROCRAZIA: DEFINITA UNA LINEA STRATEGICA UNITARIA (Sesto Potere) - Forlì/Cesena
- 28 febbraio 2008 -Definire strategie comuni in merito ad alcuni temi urgenti
che interessano il settore agricolo provinciale: è questo il senso dell'ultimo
incontro che ha visto protagoniste le rappresentanze di CIA, Confagricoltura e
UIMEC-
( da "EUROPA.it" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
CENTROSINISTRA La
rupture del Pd Lo stato pagherà negli stessi tempi con cui si fa pagare (ra.
c.) Lo stato paghi negli stessi tempi nei quali pretende di essere pagato. In
questa frase si riassume la rivoluzione di prospettiva alla base del programma
del Partito democratico che nelle tasse non inserisce solo quelle derivanti
dalla cosiddetta pressione fiscale. I costi della burocrazia ovvero il peso in termini di
denaro delle procedure burocratiche addossate ai cittadini e alle imprese sono
considerati. Non nel senso leghista del Roma ladrona ma come un freno a una
legiferazione di lacci e lacciuoli che imbrigliano le aziende e costringono i
cittadini a passare del tempo nei pubblici uffici inutilmente. "Il
debito non è quello che si definisce tale", si legge nel programma, perché
ad esso si devono aggiungere i rimborsi fiscali che a volte risalgono a 10 anni
fa o i debiti dovuti ad esempio dalle pubbliche amministrazioni alle aziende. È
assurdo che le aziende sanitarie rimborsino a due anni le aziende creditrici
con inevitabili difficoltà di quest'ultime. In Europa a 30-60 giorni. Una
situazione che poi inevitabilmente si riflette anche nel rapporto tra grande e
piccola impresa e che la legge sulla subfornitura del 1998 non è riuscita a
correggere del tutto. La proposta di un'emissione straordinaria di titoli per
coprire il pregresso e la fissazione di un ritardo massimo di sei, da ridurre
nel medio periodo a tre, mesi nei rimborsi dovrebbe limitare quello che non è
più solo un malcostume o una cattiva amministrazione.
( da "EUROPA.it" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PARTE 2- IL
PROGRAMMA del Partito democratico L'Italia nel mondo che cambia "Il
Partito democratico si pre gge l'obiettivo di far convergere su queste scelte
le principali forze politiche del paese, per approdare nalmente a un'idea
condivisa di interesse nazionale italiano nelle scelte internazionali" 6.
STATO SOCIALE: PIÙ EGUAGLIANZA E PIÙ SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA, PER CRESCERE
MEGLIO a) Infortuni sul lavoro: premiare chi investe in sicurezza La legge
delega sulla sicurezza sul lavoro prevede tutte le misure legislative
necessarie: il governo Prodi è impegnato ad emanarle prima del 13 aprile. Ma è
soprattutto questione di gestione e di corretta applicazione delle norme, in un
sistema in cui disordine, mancanza di coordinamento, inefficienza la fanno da
padroni: 1. bisogna creare un'unica Agenzia nazionale per la sicurezza sul
lavoro, come luogo di indirizzo e coordinamento per l'attività ispettiva,
preventiva e repressiva, anche rafforzando il ruolo della concertazione
tripartita; 2. anche grazie all'attività dell'Agenzia, potrà essere realizzato
un sistema di forti premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul
livello della contribuzione; al tempo stesso, una quota delle risorse del surplus
Inail deve essere utilizzata per aumentare gli indennizzi ai lavoratori
infortunati e per aggiornare le tabelle delle malattie professionali; 3. i
lavoratori in nero sono i più esposti al rischio infortuni. Anche alla luce
dell'esperienza applicativa della norma sulla sospensione dell'attività per le
imprese con oltre il 20% di lavoratori irregolari, vanno premiate le imprese
che accolgono l'invito a regolarizzarsi e a rispettare i contratti, come
prevedono le intese realizzate tra governo e parti sociali negli ultimi 18
mesi. L'obiettivo: "cento protocolli di civiltà", uno per ogni
provincia, in cui costruire le condizioni concertate per l'emersione. b) Sono
le donne l'asso dello sviluppo È necessario trasformare l'enorme capitale umano
femminile inattivo in un "asso" da giocare nella partita dello
sviluppo, della competitività, del benessere sociale. Passare dal circolo
vizioso ad un circolo virtuoso. Più donne occupate significa, infatti, più
crescita; più nascite; famiglie più sicure economicamente e più dinamiche; meno
minori in povertà. Le proposte per l'occupazione femminile: 1. incentivi
fiscali mirati per il lavoro delle donne (vedi azione n. 2 - lettera c), anche
al fine di favorire il secondo reddito familiare; 2. incentivi fiscali per
promuovere, sul mercato, un settore di servizi "avanzati" alle
famiglie, che sia insieme un settore di occupazione per le donne e un mezzo di
conciliazione; 3. legge sull'eguaglianza di genere nel mercato del lavoro, come
in Spagna, e punteggi più elevati nelle graduatorie per gli appalti alle
aziende che rispettano la parità di genere. Le proposte per la conciliazione:
1. orari flessibili e "lunghi" negli asili, nelle scuole elementari e
negli uffici pubblici che rendono i principali servizi ai cittadini; gli asili chiudono
solo una settimana a ferragosto; le scuole elementari organizzano attività
estive e restano aperte anche al pomeriggio; liberalizzazione degli orari del
commercio; 2. nuovo congedo di paternità interamente retribuito, dalle imprese,
come nei paesi scandinavi, addizionale alla maternità/paternità già oggi
prevista e non fruibile dalle donne; 3. congedi parentali al 100% per 12 mesi,
come in Francia; 4. incentivi alla flessibilità di orario richiesta dal
dipendente. c) Asili nido per tutti e bambini più felici, dai primi giorni di
vita L'asilo nido deve diventare un servizio universale, disponibile per
chiunque ne abbia bisogno. Grazie alla cooperazione con le regioni e gli enti
locali, al lavoro avviato dal governo Prodi e alle risorse già disponibili, è
conseguibile l'obiettivo di quadruplicare il numero dei posti entro cinque
anni, con servizi che coprano il 25% dei bambini da
( da "Stampa, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Moni Ovadia L'ebreo
ingombrante Il "popolo della domanda" e la violenza del mondo Sono il
secondogenito di due fratelli e quando nacqui, a Plovdiv in Bulgaria, mio
fratello maggiore e primogenito, Samuil, aveva cinque anni e mezzo. La Bulgaria
si avviava allora a divenire un paese del blocco comunista; erano gli anni
dello stalinismo permeati dalla grande vittoria contro il nazifascismo e mio
fratello maggiore era stato inquadrato fra i pionieri del popolo con tanto di
bustina militare e fazzoletto rosso. La mia nascita, com'è ovvio e frequente
nei confronti dei nuovi nati, aveva polarizzato le attenzioni affettive e le
coccole più calorose sulla mia personcina, a quanto mi raccontano graziosetta e
paffuta. Mio fratello Samuil, che da piccino piccino era di un'aristocratica
bellezza, un Amleto in erba, dovette vivere la mia comparsa come un'usurpazione
ed un giorno, in preda ad un accesso misto di gelosia e indignazione politica,
si avventò contro la mia culla e cercò di strangolarmi al grido di: "toi
es fascist" che tradurrei in italiano con "quello è un
fascista!". Se avessi avuto la capacità di capire e di reagire, gli avrei
ricacciato l'insulto in gola con un sacco di legnate, ma allora dovetti subire
e lasciare ai miei genitori il compito di ristabilire le proporzioni. Da alcuni
anni però mi è capitato spesso di ritornare su quell'episodio e di riflettere
sulle cause di quella reazione di mio fratello con il quale, con il trascorrere
degli anni, si è poi stabilito un forte legame affettivo e di solidarietà. Mio
fratello Samuil non aveva certo reagito all'ingombro fisico della mia
personcina, troppo minuscola per essere fastidiosa, ma a quello affettivo che
era enorme e che comprimeva il suo "spazio emotivo". È una sindrome
che coglie frequentemente chi arriva per primo e ritiene che lo spazio, il
tempo e l'energia che occupa, siano esclusivamente suoi fino a quando non
compare l'intruso che rivendica la sua parte per il solo fatto di esserci. \
L'ebreo è sin dall'antichità il fratello minore, il piccolo, non il fratello
maggiore. La sua consistenza numerica è esigua, al di là delle promesse
incoraggianti ("Sarete numerosi come i granelli di sabbia sulle rive dei
mari e come le stelle in cielo"), anche se quell'esiguità di popolazione
corrisponderà ad un ingombro immenso nella spiritualità, a partire dall'assenza
materica del divino. L'ebraismo inoltre inaugurerà l'universalismo dell'essere
umano, occuperà il futuro, dimensione totalmente ostile per il concetto
idolatrico della ruota dell'eterno ritorno, dilatazione di un presente
ipertrofico, affermerà l'universalismo come accesso all'uguaglianza. Il divino
del monoteismo ebraico, il tetragramma ineffabile si dichiarerà "Dio"
dell'intero genere umano con particolare predilezione per lo schiavo e lo
straniero e ad essi affiderà il compito di redimere il genere umano. Affidato
ad una forza centrifuga senza controllo, liberato nel mondo dell'antichità
idolatrica, un tale messaggio sarebbe stato deflagrante, insopportabile per la
struttura socio-antropologica di quell'umanità. Gli ebrei comprimono il proprio
ingombro universalista dentro un particolarismo desunto da un'elezione della
responsabilità. Questa elezione è espressa in un patto sacerdotale esclusivo
direttamente con il divino, berith milà, patto della circoncisione, e permette
di affidare la relazione degli ebrei con il resto dell'umanità al patto
noachita, riducendo a minor ingombro l'alterità ebraica. \ Gran parte del mondo
cattolico e cristiano \ rispose all'ingombro spirituale ebraico con
persecuzioni e stermini, contribuendo ad avviare l'Occidente verso la
bancarotta fraudolenta della Shoah. Duemila anni dopo che un giovane ebreo era
salito sulla croce, saliva sulla croce di Auschwitz l'intero popolo ebraico con
un milione e mezzo di bambini. Un bimbo in particolare - condannato dai nazisti
all'impiccagione per una ridicola trasgressione - che a causa del suo esile
peso agonizzò più di mezz'ora prima di rimettere l'anima al Creatore, divenne
per una certa teologia cristiana l'incarnazione del Cristo del Duemila. Ma
sulla croce del Golgota nazista non sono saliti i cristiani in quanto tali, ma
gli ebrei in quanto tali, di educazione cristiana invece erano tutti i
carnefici. Il sacrificio più immane di quel diluvio, colpì il popolo della
yiddishkeit, l'ebraismo ostjudish, popolo in tutto e per tutto per cultura,
lingua, identità, profonde strutture dell'emozione intraducibili in parole,
sentimento di appartenenza, fede, spirito di redenzione, musica, canto,
letteratura, tradizioni. E colpita a morte fu la sua impareggiabile lingua, lo
yiddish voce di esilio, condizione dello spirito prima ancora che lingua. \ Il
popolo dello yiddish è stato un capolavoro di umanità: senza confini, senza
frontiere, senza eserciti, senza burocrazie, senza deliri
nazionalisti. Un popolo con la sua patria portatile, la Torah, che sapeva
vivere a cavallo dei confini, fra cielo e terra, tenendo per mano l'ineffabile
Dio del monoteismo come un compagno di giochi, rispettandone la maestà ma
denunciandone contemporaneamente la correità nei mali del mondo. Un
popolo di uomini semplici e sapienti che glorificavano l'uomo fragile e
facevano della fragilità la potenza di chi accetta la sfida di redimersi
redimendo il Santo Benedetto, capaci di vertigini di pensiero in cui il più
umile si misurava con le asperità del sapere ebraico, capaci di stupore
estatico di fronte ad ogni più insignificante manifestazione del creato e di
pietas per il soffrire di ogni essere vivente, goffamente belli con i loro
cernecchi svolazzanti ai lati delle tempie (ho sempre pensato che Gesù sia
stato ritratto coi capelli lunghi perché aveva delle peyòt lunghe come un super
khassid e così lo rappresenterò in un mio prossimo spettacolo) erano persino
malinconicamente sublimi nei loro difetti e nelle superstizioni, separati dal
mondo che li circondava ma non chiusi ad esso, ai suoi umori, ai suoi suoni,
alle sue musiche e alla sua gente buona, sognatori ed umoristi per vocazione,
inventori dell'umorismo ferocemente autodelatorio come rimedio contro
l'idolatria e la violenza. Questo "popolo della domanda che rimane aperta
anche dopo che la bocca si è chiusa" era un ingombro insopportabile per un
mondo brutale posseduto dal demone dell'odio, del nazionalismo, animato da
pulsioni di morte, dalla brama di risposte perentorie, di supremazia. È stato
così facile annientarlo perché era solo e indifeso, era troppo per un mondo
così infame e violento: "E chi è mai un grande ebreo del passato di fronte
ad un piccolo ebreo di oggi, un semplice ebreo di Polonia, di Lituania, di
Volinia. In ogni ebreo urla un Geremia, ruggisce un Giobbe disperato, in ogni
piccolo ebreo un re scettico canta il suo canto d'Ecclesiaste" (Itzkhak
Katzenelson, Canto del popolo ebraico massacrato, Canto IX, Ai cieli). Al loro
ingombro inespresso carico di energia spirituale e poetica, ho dedicato gran
parte della mia vita, convinto che essi ci abbiano lasciato in eredità la loro
incessante interrogazione per costruire un futuro fondato sulla fragilità. Oggi
l'ebreo ha perso questi statuti, li cede in cambio di certezze, di confini, di
forza, di status sociale autorevole, anche se talora il suo ingombro pregresso
riaffiora: come nel caso dei deliri di un dittatore squalificato in cerca di
facili consensi ed è il caso del presidente iraniano Ahmadinejad. Un tempo
l'ebreo era come lo zingaro, oggi lo zingaro è l'ebreo, porta l'ingombro che
l'ebreo ha accantonato. L'antico ingombro dell'ebreo si specchia sempre più
spesso negli occhi di un vecchio palestinese che infrange il suo sguardo contro
un brutto muro di cemento elettrificato o negli occhi di una palestinese che
guarda la sua casa abbattuta e i suoi ulivi sradicati in nome della sicurezza.
L'ingombro dell'altro è sempre lì per parlarci, sta a noi ascoltarlo.
( da "Stampa, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PARAFARMACIE DIFFUSE
NEI PRINCIPALI CENTRI DELLA GRANDA Cortesia e qualità "vicine" ai
pazienti Ampia scelta, prodotti di qualità, servizi ulteriori (dalla
misurazione gratuita della pressione alle convenzioni con le Asl per gli ausili
medici, dagli alimenti per celiaci ai presidi per diabetici), cortesia e
soprattutto dialogo con i pazienti. Sono decine le parafarmacie ormai diffuse
nei maggiori centri della Granda, che stanno cambiando le abitudini dei
cuneesi. A Cherasco in via Vittorio Emanuele 65 c'è la "Parafarmacia
dottoressa Rossi" aperta lo scorso dicembre. La titolare Stefania Rossi
spiega: "Oltre ai tutti i medicinali da banco, in questo esercizio
cerchiamo di proporre ai clienti i prodotti della fitofarmacia con un concetto
nuovo, a metà strada tra farmacia ed erboristeria. Bisogna saper ascoltare le
esigenze delle persone e poi scegliere in base alla proprie conoscenze. Oggi le
case farmaceutiche trattano le preparazioni erboristiche, cioè il principio
attivo non è più un prodotto di sintesi con effetti collaterali, ma un ricavato
naturale". La titolare è laureata in chimica farmaceutica e ha seguito una
serie di corsi di specializzazione. Nel negozio di Cherasco c'è poi un buona
scelta di cosmesi naturale, biologica e certificata a livello europeo. A Moretta
invece c'è la "Parfarmacia San Giovanni", in via Pollano
( da "Giorno, Il (Milano)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SESTO SAN GIOVANNI
L'ex Marelli agli stranieri Il Gruppo Pasini ha ceduto parte dei terreni per 30
milioni di PATRIZIA LONGO ? SESTO SAN GIOVANNI ? PARLERÀ tedesco il centro
direzionale sulla ex Marelli: il Gruppo Pasini ha venduto una parte dell'area e
i suoi diritti edificatori ai francesi di Nexity Italia che a loro volta, dopo
aver sviluppato il progetto, cederanno il nuovo complesso al fondo immobiliare
Commerz Grundbesitz Investmentgesellschaft. L'Edison business center,
attualmente in costruzione, sarà infine dato in affitto. Il duplice passaggio
di mano riguarda una porzione del terziario che sarà realizzato sull'ex
Marelli: sostanzialmente la metà dei 60mila metri quadrati di superficie lorda
di pavimento, che avrebbero dovuto ospitare, tra l'altro, la sede milanese di
Sky (approdata poi nella Santa Giulia del Gruppo Zunino). Il Gruppo Pasini ha
venduto, per 30 milioni di euro, 10mila metri quadrati di terreno e 30mila di
slp, ai costruttori francesi di Nexity Italia, che hanno dato incarico a
un'impresa italiana di realizzare il centro direzionale progettato dallo studio
Garretti Associati, con caratteristiche di basso impatto e sostenibilità
ambientale: tre edifici di 10mila metri quadrati ciascuno, con altezze comprese
tra i cinque e i dieci piani, facciate che garantiscono una buona illuminazione
naturale e vetrate solamente negli elementi di collegamento tra le diverse ali
degli edifici. I LAVORI, iniziati lo scorso agosto, saranno completati entro la
fine del 2009. Nexity Italia ha già individuato l'acquirente, per 125 milioni
di euro: è il fondo immobiliare tedesco di Commerz che, tramite Dtz, darà in
affitto gli spazi a un prezzo di 200 euro l'anno al metro quadrato. Nel
frattempo il Gruppo Pasini, terminato l'albergo ceduto alla catena spagnola NH
hotels e quasi completata la nuova sede Alstom, ha iniziato i lavori per la
costruzione di un secondo edificio di 12mila metri quadrati, in attesa delle
concessioni edilizie per la parte di residenziale. L'originario progetto di
riqualificazione urbanistica, infatti, che prevedeva 100mila metri quadrati di
terziario (per l'arrivo di Banca Intesa, poi tramontato) è stato modificato con
l'introduzione di 40mila metri quadrati di abitazioni e 60mila di uffici.
"Stiamo aspettando le autorizzazioni - ha detto Giuseppe Pasini,
presidente del Gruppo -. Purtroppo in questo momento a Sesto si corre solo per
la Falck. I tempi sono troppo lunghi, quest'area poteva diventare il centro
direzionale di Milano, con presenze di alto livello, ma non è stato possibile
per colpa degli istituti di credito, dei politici e della burocrazia".
- -->.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di CRISTINA
BELVEDERE ? PERUGIA ? "FARO' la mia campagna elettorale in Umbria, perché
sono radicata da anni su questo territorio". Parola del vicepresidente del
gruppo parlamentare Pd-Ulivo Marina Sereni (nella foto), che ha alle spalle un
lungo passato da amministratore nel "cuore verde". "MI PIACE
L'DEA di una campagna elettorale in Umbria dopo la mia esperienza nazionale di
direzione parlamentare ? ha aggiunto ?, che ha contribuito ad accelerare la
nascita del Pd. Per un anno infatti abbiamo lavorato a Montecitorio tra
parlamentari dell'Ulivo, senza distinzioni sul partito di provenienza. Questo
ha portato Veltroni alle "primarie" e alla successiva costruzione del
Partito Democratico". E ancora: "L'esperienza alla Camera e al Senato
ha reso evidente che è possibile una convivenza tra Ds, Margherita,
Repubblicani, credenti e non credenti, per un progetto politico unitario".
SECONDO Marina Sereni, il fatto che Veltroni abbia scelto Spello e l'Umbria per
dare inizio alla sua campagna elettorale "è motivo di orgoglio, in quanto
siamo esempio di un sistema per modernizzare l'Italia".
DALL'"AMBIENTALISMO del fare", che unisce sviluppo economico e tutela
ambientale, allo "Stato amico delle imprese" con
meno burocrazia e un fisco
più leggero, passando attraverso la valorizzazione del ruolo della donna,
l'Umbria si prepara dunque ad accogliere il candidato a premier del Partito
Democratico Walter Veltroni, che sarà domani a Perugia in occasione del suo
tour per la campagna elettorale in vista delle politiche del 13-14 aprile.
Veltroni zarriverà alle
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
?SOLIERA? SI E'
ASSENTATO dalla riunione del consiglio comunale per accorrere al capezzale
della moglie partoriente ma la sua assenza, in aggiunta ad altre due, sempre
dovute alla necessità di assistere la moglie, gli è costata l'apertura della
cosiddetta procedura per decretarne la decadenza dal civico consesso. Il singolare caso di eccesso di burocrazia, ma anche di scarsa sensibilità, ha visto coinvolto il
consigliere di Forza Italia di Soliera Roberto Benatti, divenuto il 21 gennaio
papà di una bimba cui è stato imposto il nome di Beatrice, che la moglie
Tiziana Rivelli ha partorito nel reparto di Ostetricia del Ramazzini di Carpi.
"QUELLA SERA c'era consiglio comunale - racconta Benatti - ma io ho
ritenuto, come avrebbe fatto qualunque papà di questo mondo, di restare al
capezzale di mia moglie al Ramazzini che aveva partorito nella stessa giornata.
Ma nel pomeriggio avevo inviato un messaggino col cellulare al vice sindaco per
comunicargli il lieto evento e che per questo motivo non avrei partecipato alla
seduta". Poi cosa è successo? "Che qualche giorno dopo ho ricevuto su
carta intestata del Comune una lettera nella quale il presidente del consiglio
comunale Ruggero Toni mi comunicava l'apertura della procedura per giungere
alla dichiarazione di decadenza dal civico consesso. E che avevo cinque giorni
di tempo per giustificare le ragioni della mia assenza e delle precedenti due,
in quanto il regolamento comunale prescrive che dopo tre assenze consecutive
ingiustificate, si apra questa procedura. Che puo essere giustificata in
presenza di un consigliere che dimostra disinteresse o distacco dalla attività
amministrativa, cosa che non può essermi addebitata come fanno fede le mie
continue interrogazioni sulla attività della giunta, i mie interventi sui problemi
in discussione. E tutti sapevano che ero in attesa di un figlio per i primi
giorni di gennaio". Allora cosa ha fatto? "Ho inviato al presidente
del consiglio comunale la motivazione della mia assenza e delle altre due
precedenti: assistenza a mia moglie prima e durante il parto, con
l'informazione che avevo comunque riferito telefonicamente il vice sindaco i
motivi dell'impedimento". E lei riteneva il 'caso' finito lì.
"Sembrava anche a me e invece nella riunione consigliare dell'altra sera,
mentre il presidente del consiglio Toni ha chiesto correttamente la chiusura
della procedura ritenendo validi i motivi delle mie assenze, inaspettatamente
il capogruppo e il vice della maggioranza di sinistra hanno insistito perchè io
venissi dichiarato decaduto dalla carica votando contro la chiusura della
procedura stessa. Ma sono rimasti solo loro a sostenere questa tesi a fronte
della solidarietà manifestatami dagli altri consiglieri e ho saputo che lo
stesso sindaco Baruffi li avrebbe invitati a desistere da questo loro
atteggiamento che, alla prova dei fatti, era del tutto ingiustificato".
Cesare Pradella - -->.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVISTA ELZIR
GUIDA IL COMITATO IMMIGRATI DELLA CONFESERCENTI "Il
primo problema che abbiamo è la burocrazia" "SIAMO QUI per lavorare e abbiamo gli stessi problemi
dei nostri colleghi italiani". A parlare è Izzedin Elzir, palestinese e
presidente del comitato per la promozione dell'impresa straniera di
Confesercenti. Izzedin è arrivato in Italia nel 1991 e dal 1997 gestisce un banco
nella zona di San Lorenzo. "Quando arrivi dall'estero, il problema
più grande è la burocrazia: è difficilissimo capire
come fare ad aprire un'attività, senza buttare via tempo e denaro. Per questo
Confesercenti ha deciso di creare un comitato dedicato agli stranieri.
L'esperimento è partito da poco più di sei mesi e siamo ancora in pochi, ma
contiamo di crescere in fretta. Inoltre diamo assistenza e consigli anche agli
immigrati non iscritti, ma che vogliono aprire un'impresa". Dove si trova
la maggior parte delle attività gestite da extracomunitari? "Sicuramente
in centro, perché c'è molto più passaggio di gente. Gli unici ad espandersi
anche in periferia, in genere, sono quei cinesi che gestiscono attività diverse
dalla vendita al dettaglio". Com'è la convivenza con gli altri esercenti?
"Abbastanza buona, cerchiamo di mantenere rapporti sereni con tutti".
L.F. - -->.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
CITTA' PULITA E il
sacchettino guai ad usarlo Sono da sempre una cittadina mantovana e non posso
che confermare le recenti affermazioni riguardo la sporcizia in città. I
marciapiedi sono da percorrere a slalom cercando di evitare le cacche lasciate
da quei cani tanto adorati dai loro padroni che li baciano, li coccolono, li
portano a letto con sè ma li fanno defecare nei luoghi pubblici o davanti alle
case altrui! Li vedi portare al pascolo i loro cagnolini regolarmente al
guinzaglio dotato di sacchettino... ma guai ad usarlo! Fa schifo anche a loro.
E poi cartacce e bottglie di plastica ovunque. I bordi delle strade, le
rotonde, le aiuole ne sono pieni e gli stradini (che non usano più la ramazza
ma il tubo che soffia aria) molto spesso non puliscono dove non c'e' il
cemento. I bordi delle strade più frequentate sono un immondezaio a cielo
aperto e le piazzole di sosta (dove non c'è mai un cestino per i rifiuti) sono
una discarica. I casi sono moltissiimi e bisogna provvedere. Per lavoro mi
capita di portare in giro per la città persone straniere (soprattutto tedeschi
e inglesi) che non trattengono certo il loro sdegno per la maleducazione
italiana. Allora cheido: perchè non mettete cartelli che educhino a non buttare
i rifiuti per terra, che avvisino del divieto e agire con sanzioni? Non sembra
difficile... ma se tutto viene scusato allora non c'è soluzione e diventeremo
un'altra Napoli! Simona Pirondini LA NOSTRA SANITA' Informatizzazione? Esempio
di spreco Un esempio di spese inutili in sanità (i costi per una sanità
pubblica un minimo decente non sono già abbastanza alti?). Sta per partire il
progetto dell'Asl di Mantova di informatizzazione delle sedi di Continuità
assistenziale (CA), l'ex guardia medica. Cioè, i medici dovranno registrare
ogni loro atto (visite domiciliari e ambulatoriali, consulenze telefoniche,
ricettazioni ecc.) su apposite schede al computer. Costi? Il materiale in ogni
sede (computer, luce ecc.), spese di gestione (istruzione del personale e,
specialmente, gli oneri per la ditta specializzata a cui è stata appaltata
l'installazione e il controllo del tutto), spese per il personale Asl e regionale
che supervisionerà, spese future certe per i medici che chiederanno una giusta
indennità per il tempo impiegato (non poco e del tutto sprecato). Utilità?
Zero. Il medico di CA compila già e continuerà a compilare per ogni suo
intervento una relazione scritta che rilascia al paziente, archiviandone una
copia che certifica a tutti gli effetti il suo operato. Se l'informatizzazione
dei medici di famiglia (tuttora in corso e pagata profumatamente) può avere lo
scopo di controllare la spesa farmaceutica e la prescrizione di analisi e
visite specialistiche, per la CA ciò non vale: il medico di guardia usa pochi
farmaci forniti dall'Asl per gli interventi più urgenti e non può prescrivere
esami né visite specialistiche. E allora? Probabilmente si tratta solo della
"pensata" (interessata?) di qualche burocrate regionale, che un
burocrate futuro certo modificherà, dilapidando il denaro pubblico. E intanto
che paga per "il nulla" è il cittadino. Domande. Esiste ancora un
politico o un amministratore di semplice buon senso che sappia indirizzare la
spesa sanitaria con criteri di efficacia (l'esempio
segnalato è solo uno fra i mille in cui burocrazia e interessi vari confondono e soffocano un corretto uso delle
risorse)? L'Ordine dei medici non ha nulla da dire sull'aumento esponenziale
dei compiti burocratici, a sfavore dei sempre più compressi tempi ed energie da
dedicare all'unica cosa che conta: il rapporto medico-paziente? Un
magistrato, contabile o meno, non può qualche volta mettere il naso per capire
i veri perchè di tanti soldi buttati al vento? E noi cittadini non siamo
stanchi di subire continui aggravi di costi e fatiche inutili senza battere
ciglio? Lettera firmata LO STOP AI TIR Pari dignità per traffico e salute Come
ogni mattina compero la Gazzetta e sfogliandola velocemente arrivo alla rubrica
delle lettere al Direttore per leggere una nuova puntata della discussione
riguardante la costruzione dell'autostrada CR-MN e dintorni. Prima di arrivare
però alle lettere l'occhio cade su un piccolo trafiletto dal titolo "Nuova
ordinanza anti TIR" (pag. 12 del 22/2/2008). Lo leggo con attenzione e la
colazione mi si pianta sullo stomaco. La Provincia rende definitiva
"solo" per obblighi burocratici l'ordinanza di divieto di transito
dei TIR sul tratto di strada che va dal rondò di via Donati a Porta Cerese e
poi via Brennero e l'assessore Camocardi "rassicura" immediatamente
che nulla cambia nei confronti dei cittadini. I casi sono due: o Camocardi
leggendo Carducci ci paragona al famoso "T'amo, o pio bove...." o fa
finta di non vedere e, mentendo spudoratamente afferma che nulla cambierà. Se
prima i camionisti avevano un appiglio per poter fare ricorso alle
contravvenzioni ora non avranno più dubbi: una volta aperto l'ultimo tratto
dell'incompiuto asse sud e arrivati al rondò per l'ultimo giro di valzer
svolteranno decisi a destra per immettersi sulla Romana e raggiungere
l'autobrennero. Venga ancora a S. Biagio, Sig. Camocardi, a confutare questo
semplice ragionamento, venga ancora per spiegarci come mai ce l'ha tanto con
gli abitanti della Romana. Rivendico per me e per tutti i miei concittadini
pari dignità e pari diritto alla salute rispetto a tutti gli altri abitanti di
Valletta Valsecchi, della Spolverina, di Levata, Borgochiesanuova e Angeli. Con
il fuoco nello stomaco vado avanti nella lettura e faccio un balzo sulla
sedia:"...riapertura al traffico pesante nelle ore notturne sulla
Spolverina (bella furbizia! Una volta aperto il tratto Benito Valle dei Fiori
decade automaticamente il divieto sulla Spolverina) e sulla Romana." E no!
E no, Camocardi e Brioni! Fino a quando non verrà realizzata una soluzione,
tangenziale o autostrada che sia, metà traffico continuerà sulla Romana, ma
l'altra metà per le ragioni esposte dovrà transitare per via Brennero. Pari dignità
e pari diritto alla salute, perché altrimenti la vostra ordinanza anti TIR
dalle mie parti si chiama arroganza e prevaricazione delle più elementari
regole di convivenza civile. Faccio appello, pertanto, ai comuni di Bagnolo San
Vito e Virgilio perché si attivino con ogni mezzo disponibile ricorrendo anche
le vie legali per tutelare la salute e l'incolumità dei cittadini. Vanni Cappa
IL PD A SUZZARA La democrazia è fatta di numeri Ho letto con indignazione la
lettera di Deanna Ruzzon, indirizzata al prof. Wainer Melli tramite la Gazzetta
del 23/2. Non sono sponsor di Melli né aderente al Pd, ma dico: è possibile che
lei, gent. sig.ra Ruzzon, non abbia compreso il messaggio di Melli, ma forse
esistevano altri canali di chiarimento prima di arrivare ai media. Credo che
per interpretare il pensiero del prof. Melli presto, forse, usciranno i
"Bignami". Nessuno perde una guerra senza lasciare sul terreno dei
cadaveri, ma la democrazia è fatta di numeri, per associazione di idee mi
sovviene un'altra persona operante nel politico con poca dimestichezza con le
cifre. Se Melli ha stracciato la sua avversaria, non pensa che forse qualche
motivazione seria ci deve pur essere, non crede che sotto le ceneri potesse
covare un focherello, chiaramente escludendo che Melli abbia avuto le
condizioni per "comperarsi" i voti attribuitigli. Se vuole dare un
senso alle sue parole dimostri che le votazioni per l'elezione del portavoce
del Pd sono state viziate da brogli, se non ha queste condizioni accetti il
verdetto, pur non condividendolo. Questa è la democrazia, il resto sono solo
residui di una cultura politica oggi non più accettabile! Pensare che il
"nuovo" divide, solo perché annulla un potere zarista, moralmente e
politicamente discutibile, mi sembra possa rappresentare solo una visione molto
riduttiva del contesto. Il suo scritto rappresenta solo la debolezza e le
frustrazioni dei perdenti: una triade di potere è stata sconfitta in
democrazia, ma morto un papa ne viene subito eletto un altro, e generalmente il
successivo è sempre migliore del precedente! Disconoscere la valenza
democratica di un voto, proponendo come alternativa una notte dai lunghi
coltelli, non aiuta la credibilità del nuovo Pd, ma crei un solco terribile e
destabilizzante, più degno della cultura politica anni '50. Si lasci lavorare
Melli, lo si giudichi dopo aver verificato il suo operato per Suzzara,
l'attività degli altri purtroppo la conosciamo bene. Mauro Affini.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco di Mazara
contro il prestito. Chiederà i danni a Mantova "Il marchio è usato senza
autorizzazioni e i turisti disdicono" IGOR CIPOLLINA è pronto a
incatenarsi. Di più, ad alzare le barricate. Il sindaco di Mazara del Vallo,
Giorgio Macaddino, è una furia: di prestare il Satiro Danzante a Mantova non ne
vuole proprio sapere. Passi per il Giappone, dove la scultura venne esposta nel
2005, e passi pure per il Louvre, dal quale l'opera tornò nel giugno del 2007,
ma adesso basta. "L'assessore regionale ci aveva assicurato che il Satiro
non si sarebbe più mosso", tuona Macaddino che ora minaccia denunce per il
danno alla sua Mazara. Una storia tutta italiana, in cui l'arte
inciampa nella politica e le promesse scavalcano la burocrazia. A raccontare la sua versione è lo stesso Macaddino,
protagonista ieri di una conferenza di fuoco. Raggiunto al telefono, conferma e
rilancia: "Sono pronto a citare per danni chi ha usato il logo del Satiro
su siti e brochure senza averne l'autorizzazione". Citare chi?
"Gli organizzatori della mostra "La Forza del Bello", per colpa
loro abbiamo già avuto delle disdette. Sapendo che non ci sarà il Satiro, la
gente non vuole più venire a Mazara". Questo l'epilogo, per raccontare
l'inizio della vicenda bisogna tornare indietro di alcuni mesi. Giugno 2007, di
ritorno da Parigi il Satiro fa tappa a Palermo per essere esposto a Palazzo dei
Normanni, la sede dell'Assemblea regionale siciliana in festa per i suoi primi
60 anni. L'assessore ai beni culturali Lino Leanza plaude all'iniziativa e
annuncia lo stop ai prestiti fuori dall'isola: "Basta svendere le nostre
opere - dichiara -. Che vengano qui i turisti a pagare per vedere i nostri
tesori come fanno a Roma, Milano e Parigi". Detto fatto, la nuova linea
viene codificata in una direttiva rigorosa. A questo punto la vicenda
s'intreccia con i lavori di adeguamento dei locali che ospitano il Satiro a
Mazara. Per dirne una, il museo non è nemmeno climatizzato. Esiste un progetto
della sovrintendenza, ma mancano i fondi. "Quarantacinque giorni fa
l'assessore Leanza mi chiama e mi dice guarda che siamo pronti per iniziare i
lavori - riferisce il sindaco -, i 400mila euro vengono da un'azienda privata,
la Riello. In cambio però il Satiro deve essere esposto a Mantova".
Macaddino è perplesso - così racconta - ma acconsente a individuare una
soluzione. Fa i suoi calcoli, sonda gli umori dei mazaresi e, alla fine, detta
le sue condizioni: perché il Satiro venga prestato a Mantova, chiede un milione
e 500mila euro per rimettere in sesto il vecchio municipio che si affaccia
sulla piazza. Vuole farne un palazzo della cultura, da animare con un
calendario di eventi che attraggano i turisti da marzo a luglio (il periodo
della mostra a Palazzo Te). La proposta è accolta, ma non formalizzata
attraverso impegni scritti. Poi accade l'imprevisto: il governo di Totò Cuffaro
arriva al capolinea, Leanza assume la reggenza pro tempore e Mazara diventa
l'ultimo dei suoi problemi. E adesso? "Posto che il Satiro appartiene
all'umanità in generale e la competenza è della Regione - argomenta Macaddino
-, bisogna interpellare l'amministrazione del Comune dove l'opera risiede
stabilmente. Per la responsabilità residua che mi compete, mi opporrò al
prestito, e se ciò non dovesse essere sufficiente mi aggrapperò al Satiro, farò
le barricate". Così Mazara, e Mantova? Dal Centro di Palazzo Te preferiscono
non commentare. Ma, pare di capire, la cosa non finisce qui.
( da "Italia Oggi" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - I commenti Numero 050, pag. 2 del 28/2/2008
Autore: di Marco Bertoncini Visualizza la pagina in PDF
L'analisi Il dl Milleproroghe ovvero il parlamento trasformato in suk Il
vincitore delle elezioni, quale che sia, dovrà porsi, fra le millanta questioni
da risolvere nei "primi cento giorni", ossia finché dura la
cosiddetta luna di miele con l'elettorato, la revisione dei meccanismi
regolatori di bilancio dello stato e legge finanziaria. Se non avrà agito
presto e bene, in autunno si troverà come si sono trovati prima Berlusconi e
poi Prodi: nel pantano. Se la nuova maggioranza non avrà subito provveduto, fra
settembre e dicembre la vita parlamentare e politica sarà travolta dal perverso
meccanismo di emendamenti e mercanteggiamenti, posizioni della fiducia e sedute
fiume, e ovviamente centinaia di commi infilati in articoli regolanti non già
l'universo, ma qualcosa pure oltre i confini dell'universo. Un acconto si è
visto in questi ultimi giorni col famigerato decreto Milleproroghe, pessimo
esempio di connubio fra maggioranza e opposizione, frutto di dilaganti
mediazioni o compromessi, per dirla nobilmente, di vieti e concreti scambi
clientelari, per esprimersi con realismo. A scorrere l'elenco delle disposizioni
si resta allibiti. Accanto a indicazioni geografiche precise, dalla Basilicata
a Malpensa a Sanremo, vi sono categorie, enti, ministeri, settori che spaziano
dai ricercatori universitari alla Croce Rossa. Si tratta di un'abbuffata di
elargizioni, di favori, di compiacenti rinvii, di deroghe a gogò. Un magma ben
calibrato fra destra e sinistra. è il trionfo dei micro e macro favori, che un
deputato dell'attuale opposizione ha avuto la sfrontatezza di esaltare come
"politica con la p maiuscola" per "andare incontro alle esigenze
del paese velocemente". Neanche il pudore di stare in silenzio! Il
centro-destra ha trattato col centro-sinistra, in cambio di questo comma, di
quell'offa, di quell'altro rinvio. Non è certo questo il modo di governare. A
parte l'indicibile scrittura normativa, a parte l'intersecarsi delle più
svariate materie accatastate alla rinfusa, a parte l'incomprensibilità di quasi
tutti i commi e le novelle (che richiederebbero ore di consultazione per tutti
i riferimenti), c'è il dequalificante aspetto politico di reciproche
concessioni. E c'è il moltiplicarsi incessante, diuturno, famelico, della
legislazione: ogni volta nuovi obblighi, ogni volta nuovi oneri, ogni volta nuova burocrazia. Ripensare alla svelta le condizioni infami in cui ormai procede
la produzione legislativa sarebbe il minimo da attendersi, in nome della stessa
libertà del cittadino, travolto da Bruxelles e dalla propria regione, da Roma e
dal proprio comune, in un'orgia di disposizioni. Questa sarebbe sì una
riforma da fare, e alla svelta.
( da "Provincia Pavese, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BRONI Ex Fibronit e
bonifica, Braga spara a zero "Fondi e progetti? Per ora un castello di
sabbia" BRONI. Cinque anni di lavoro per bonificare l'ex Fibronit e poi
via libera all'espansione della città sull'area che si è trasformata in un
incibo dopo aver dato lavoro a migliaia di bronesi. Il
sindaco Luigi Paroni lotta con la burocrazia ministeriale e regionale (e protesta), ma ci crede. Ci crede
meno Vittorio Braga che, dall'opposizione, spara a zero. "Per progettare
il futuro bisogna partire dal presente. Ed il presente della bonifica Finbronit
è un castello di sabbia...". In che senso, Braga? "Non abbiamo
ancora visto la decima parte dei fondi che servono per far partire la bonifica.
Non abbiamo nessuna certezza che governo e Regione si assumano l'onere
finanziario che assicuri definitivamente la bonifica totale. Non sappiamo
ancora se l'intera area, tuttora in stato fallimentare, verrà data in gestione
o diventerà proprietà del comune. Può bastare?". Che fare, allora?
"Non ci sarà da drammatizzare, come dice il sindaco, ma non è il caso di
sbandierare una sterile euforia. Servono fatti concreti: per ora il Comune
altro non può fare se non seguire la vicenda per abbattere una burocrazia troppo oppressiva e la troppa leggerezza
dimostrata dalla politica". Destra e sinistra al governo, non è cambiato
nulla? "Al contrario di altri miei colleghi io spero che non serva una
legge speciale emanata dal Parlamento: se fosse necessaria, andremmo alle
calende greche. Bisogna avere il coraggio di dire che nessuna politica, nè di
destra nè di sinistra, ha dimostrato la sensibilità dovuta che permetterebbe di
risolvere il problema". Ma a livello locale cosa si deve fare?
"Cominciamo a valutare se la Broni-Stradella Spa è in grado di seguire
l'iter procedurale per stilare una gara d'appalto sicuramente problematica e
poi di curare, eventualmente, la stesura di un progetto che contenga i costi. E
cerchiamo di evitare che questi costi aumentino in corso d'opera". Fin qui
la carta. Ma l'amianto della bonifica dove metterlo? "Per lo smaltimento
occorre la garanzia di studi scientifici, già prodotti in altre realtà, che
abbiano dimostrato la massima affidabilità. Le scelte, però, devono essere
soprattutto condivise dalla popolazione".
( da "Trentino" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Con la sistemazione
della presa sotto la Pinza ultimata la captazione della sorgente Con i
( da "Unita, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Ciccio e Tore le impronte dell'agonia sulle pareti del pozzo La
difesa del padre: finiti giù prima l'uno e poi l'altro Gli inquirenti:
difficile abbiano cercato di arrampicarsi di Massimo Solani inviato a Gravina
(Bari) È IL GIORNO della burocrazia del dolore. Il giorno dei riconoscimenti ufficiali, il giorno
dei primi esami sui cadaveri di Ciccio e Tore e delle ipotesi. Anche le più
terribili. Come quella avanzata dall'avvocato di Filippo Pappalardi, l'avvocato
Angela Aliani, se- condo cui sul muro della cisterna gli agenti della
ricerca-tracce avrebbero trovato "segni delle unghiate che uno dei
bambini ha lasciato nel tentativo di risalire il pozzo". Un'ipotesi che
gli inquirenti non confermano (parlando invece più in generale dell'impronta di
alcune dita di una piccola mano, e comunque non di un segno di un tentativo di
arrampicarsi) come smentiscono anche le versioni circolate sulle scarpe che i
bambini avrebbero lasciato, le une accanto alle altre, su un davanzale rialzato
nella cisterna. Schermaglie legali, probabilmente, che anticipano quella che
sarà la battaglia sulle perizie mediche sui cadaveri di Ciccio e Tore. Che
ieri, all'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, sono stati
sottoposti ai primi rilievi di un lavoro che però richiederà forse anche un
mese. Per questo ora poche certezze: e cioè che i due erano ancora vivi dopo il
volo da una delle due aperture lungo la parete di quel pozzo (probabilmente
quella intermedia, a circa
( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Genova Il problema degli investitori IL CONVEGNO Sviluppo ligure
"bloccato" dalla burocrazia Occorre cambiare il sistema: dal convegno "Innovazione,
servizi, reti: una nuova sfida per lo sviluppo della Liguria", tenutosi
ieri all'Auditorium Montale, è emerso come le possibilità di investimento sul
territorio regionale siano fortemente inibite dalla lentezza del sistema
istituzionale, che blocca ogni iniziativa progettuale che possa portare
ad un processo di rinnovamento economico. "Il sistema non funziona, il
sistema non decide, la politica blocca i progetti" sono state le allarmate
parole di Edoardo Garrone che denuncia l'impossibilità di pianificare iter
organizzativi per l'insediamento di impianti industriali per nuove forme di
produzione di energia alternativa. "Sarebbe importante che Regione,
Provincia e Comune di Genova facessero un patto e si impegnassero con i
cittadini per evitare inutili duplicazioni burocratiche, affinché gli
investitori possano considerare il territorio ligure per lo sviluppo di nuove
attività": questa la sfida lanciata da Domenico Arcuri, a. d. dell'Agenzia
Nazionale per attrazione degli investimenti, alla quale l'assessore al Bilancio
Pittaluga ha risposto ponendo l'accento sull'importanza delle reti
informatiche. Ma per il segretario nazionale Uil, Angeletti, sono la riduzione
del numero e dei luoghi delle decisioni gli ingredienti primi per il
rinnovamento politico. (fabiana callegari).
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tonnellate virtuali
di e-mail spazzatura, infatti, potreste trovarci una lettera di promozione, di
trasferimento o addirittura, facendo le corna, di licenziamento. E' l'effetto
di un decreto che da quel giorno obbliga le aziende a comunicare esclusivamente
on-line ogni variazione del rapporto con i propri dipendenti. Addio lettere di
licenziamento, di assunzione e via dicendo, insomma. Ovviamente il legislatore
non si è preoccupato tanto dell'"utente finale", cioè di noi
dipendenti, bensì di tutto quell'intrigo di burocrazia che sta a monte di ogni
pratica di lavoro: Inps, Inail, Ministero del Lavoro, Centri per l'impiego, che
a questo punto avvieranno automaticamente le loro pratiche, senza inutili
scambi di carta. Ma la realtà corre molto più in fretta dell'immaginazione, soprattutto
di quella dei nostri governanti. E già a qualcuno è capitato di essere
licenziato con un semplice Sms. Al futuro governo l'onere di ordinare la
materia con "apposito decreto". - -->.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia pag. 31
Sabato in Cdc con De Castro e Beccalossi "Meno carte, più
produttività": questo il titolo dell'assemblea generale 2008 dell'Unione
provinciale agricoltori, fissata per la mattinata di sabato 1 marzo (ore 9) nel
salone della Camera di Commercio. OSPITI saranno il ministro per le Politiche
Agricole, Paolo De Castro (protagonista anche lo scorso anno), l'assessore
regionale all'Agricoltura nonché vicepresidente della Lombardia, Viviana
Beccalossi, e il leader nazionale di Confagricoltura Federico Vecchioni. Al centro della relazione di Bettoni, la volontà di "tornare
a parlare e ragionare di mercato" contro una burocrazia sempre più opprimente, la sfida delle energie rinnovabili come
mezzo per risolvere il problema della direttiva nitrati, e il controllo sullo
stato di salute della Pac.
( da "Nuova Sardegna, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Silvia Sanna Non
c'è il certificato antincendi, sigilli al Lido Ordinanza di chiusura temporanea
per lo stabilimento balneare di Platamona Ieri i vigili del fuoco hanno
espresso parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione, il proprietario è
sicuro: "Oggi si riapre, ma siamo stanchi di essere perseguitati"
SASSARI. L'ultimatum è scaduto a gennaio. Trascorso il periodo concesso ai
gestori per mettersi in regola, all'ingresso del "Lido di Sassari"
sono scattati i sigilli. Da una settimana lo stabilimento balneare di Platamona
è chiuso: a fermare le danze è stata l'ordinanza firmata da Gianfranco Masia,
dirigente dello Sportello unico delle attività produttive. Il locale è privo di
agibilità perchè, già dall'estate scorsa, non può contare sull'indispensabile
certificato di prevenzione incendi. Il parere positivo alla concessione è stato
rilasciato ieri, per questo i proprietari del Lido dicono che il problema
potrebbe risolversi già oggi. Ma la serie di paletti fissati dai vigili del
fuoco, fanno pensare che i sigilli potrebbero rimanere più a lungo. La storia
inizia l'estate scorsa, quando gli agenti della polizia municipale vanno a fare
un controllo nello stabilimento: "L'ennesimo - dice Mario Manai, 29 anni,
proprietario del Lido -, siamo abituati ad aprire spesso le porte alle forze
dell'ordine e a tirare fuori dai cassetti la documentazione". Quel giorno
gli agenti contestano a Manai, unico socio della Sciumara srl, l'assenza tra le
carte del certificato di prevenzione incendi. Un foglio fondamentale, il
pilastro sul quale si regge l'agibilità dei locali. Gli dicono che deve
rinnovarlo perchè è scaduto. "Mi sono attivato immediatamente - spiega
Manai - ma la burocrazia non è stata altrettanto veloce". Succede così che dopo
quattro mesi, durante il successivo controllo, la polizia municipale accerta
che il certificato ancora non c'è. Il 3 gennaio il dirigente Gianfranco Masia
firma l'ordinanza n. 451: chiusura per tre mesi, provvedimento revocabile non
appena i gestori dimostreranno di avere regolarizzato la situazione. Ma
se, trascorsi i 90 giorni, le autorizzazioni continuassero a latitare, a quel
punto la sospensione potrebbe trasformarsi in chiusura definitiva. L'ordinanza
viene notificata a Mario Manai il 19 febbraio: un minuto dopo si spengono le
luci del ristorante e della sala da ballo, gli unici locali dello stabilimento
che rimangono aperti anche d'inverno. Da allora l'ingresso è sbarrato. Ieri
mattina, l'ufficio prevenzione dei vigili del fuoco ha espresso parere
favorevole al rilascio del certificato di prevenzione incendi. Il documento è
stato spedito alla Sciumara srl, al comune di Sassari, alla commissione
comunale di vigilanza e allo sportello unico. Secondo Mario Manai il caso è
chiuso: "Non serve neppure la revoca dell'ordinanza, sabato ripartirà
l'attività". A leggere quanto scrivono i vigili del fuoco, la cosa non
sembra così scontata. Nel documento si fa riferimento alla richiesta di
autorizzazione, presentata dalla Sciumara, per realizzare un luogo all'aperto
per spettacoli (musica dal vivo, karaoke, sfilate) per complessivi 128 posti a
sedere. I vigili prescrivono l'installazione di idranti e l'utilizzo di
materiali ignifughi per gli arredi, sia nella sala da ballo che nello spazio
all'aperto. E aggiungono che, una volta terminati i lavori, potrà essere
rilasciato il certificato. Ma solo dopo che un sopralluogo avrà stabilito che è
tutto in regola. Mario Manai precisa che la sala da ballo coperta è stata data
in gestione, e che quella a bordo piscina sotto le stelle non potrà essere
inaugurata prima di giugno. E poi confessa di sentirsi un po' perseguitato. Si
riferisce alla vicenda della piscina, realizzata attraverso la ristrutturazione
e ampliamento di quella già esistente. Allora il Lido di Sassari aveva un altro
padrone: lo stabilimento era guidato dal suo creatore, Gesuino Manai, unico
socio della Isvit srl, che nel dicembre
( da "Arena, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PERCHÉ NO. Le opinioni a sfavore del sistema Italia Tanta burocrazia e lavoro "rigido"
Quali sono i principali fattori di criticità che suggeriscono alle aziende
straniere di stare alla larga dall'Italia? In altre parole: quali sono
nell'esperienza dei manager i problemi che i gruppi esteri incontrano nella
loro quotidianità? Il primo ostacolo è rappresentato senza dubbio dalla burocrazia, che richiede tempi lunghissimi per avviare
qualsiasi attività e impone una serie infinita di passaggi a livello di enti
locali (regioni, province, comuni) per ottenere un permesso. Il nostro è anche
un sistema incomprensibile, dov'è difficile orientarsi se non si è italiani,
fatto di regole non chiare, di applicazione incerta, e di una quantità di
obblighi amministrativi. Inoltre paghiamo la mancata unificazione in un'unica
figura di riferimento delle diverse cariche deputate a verificare e controllare
le attività aziendali. Passando alla legislazione e agli oneri a carico del
lavoro, le aziende segnalano la rigidità del mercato dell'impiego, oltre a un
elevato costo del lavoro, più per le produzioni di massa che per il lavoro
qualificato. Lo stesso vale per il sistema legislativo e giuridico, che i
manager delle multinazionali definiscono "molto complesso". Anche il
sistema fiscale non appare competitivo rispetto a quello di altri Paesi
europei, con tasse molto elevate (e un utilizzo molto discutibile), una
mancanza di conformità con le leggi europee, una legislazione sulla sicurezza
troppo rigida e anche troppo severa sui temi ambientali. Non mancano le
delusioni per la carenza di infrastrutture (rete stradale, ferroviaria e
aeroporti), l'instabilità politica (la discontinuità legislativa e fiscale fa
saltare la certezza delle regole e dei parametri), l'elevato costo dell'energia
a causa del mercato non ancora pienamente liberalizzato e i tempi della
giustizia, con cause civili lunghe e costose. Danno da pensare anche le accuse
di scarso investimento nel capitale umano ("lo Stato non garantisce un
sistema di formazione e di ricerca efficiente e competitivo, le risorse sono
poco qualificate"), di mancanza di cultura manageriale e d'impresa, di scarsa
attitudine alla comunicazione in azienda e di investimenti troppo limitati in
tecnologie, specialmente in quelle digitali. Ma il punto cruciale è
l'incapacità di fare sistema e rendere più efficiente il sistema territoriale
vicino all'impresa. Gli altri Paesi europei sanno fare squadra per attirare
investimenti, l'Italia invece si presenta in ordine sparso e non riesce nemmeno
a integrare aziende e università.
( da "Arena, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco Flavio
Tosi appoggia la realizzazione, proposta dalle categorie imprenditoriali, di un
istituto per la formazione dei figli di cittadini stranieri
e di veronesi Scuola internazionale sì e burocrazia più leggera di Silvia Bernardi Verona, in relazione agli
investimenti esteri, è tra le zone più attraenti d'Italia ma può fare di più
per essere all'altezza delle regioni europee trainanti. Così il sindaco Flavio
Tosi e il presidente della provincia Elio Mosele, in occasione del primo forum
Attrazione Italia, fotografano la capacità locale di attrarre grandi
imprese straniere. Che cosa emerge? "Il fatto che aziende estere scelgano
l'Irlanda e la Spagna, è drammatico", dice Flavio Tosi dopo aver dato
merito al presidente di Confindustria Verona, Gianluca Rana, di aver portato
tra le mura scaligere un dibattito di così alto profilo. "Vuol dire che
siamo un Paese rimasto molto indietro per un costo del sistema pubblico e del
lavoro di gran lunga superiore a quello dei concorrenti e per la mancanza delle
infrastrutture necessarie allo sviluppo. Questo ci preoccupa molto".
Quello dell'amministrazione comunale è un approccio aperto nei confronti
dell'ingresso dei capitali stranieri con una visione di impatto virtuoso sul
nostro tessuto produttivo. "Da parte nostra", prosegue il sindaco
"stiamo lavorando per alleggerire la burocrazia,
uno dei mali del Paese, in modo tale che l'investitore possa scegliere Verona
rispetto ad altre città, perché trova una realtà meno complicata". Non
solo. È in programma, in collaborazione con le categorie di settore, anche la
realizzazione di una scuola internazionale. "Per una città che ha già
delle multinazionali e che vuole attrarne altre, è un passo importante",
sottolinea Tosi "non solo per i figli degli imprenditori esteri, ma anche
per i nostri ragazzi che vogliano fare quel tipo di carriera che necessita di
una formazione a misura di mondo globale". Se a livello locale un'identità
economica sempre più allargata è vista come un'opportunità da non perdere, per
il sindaco Flavio Tosi le carenze più gravi arrivano dal panorama nazionale.
"Da noi può partire un segnale forte da consegnare nelle mani del futuro
governo, di qualunque colore politico sia, perché non resti solo a guardare i
treni importanti che passano". D'accordo anche il presidente Elio Mosele
sull'alta positività dell'operazione forum per il Sistema Verona. "Quello
che forse a noi manca rispetto agli altri Paesi", precisa Mosele "è
la capacità di attrattività che non è fatta solamente di messa a disposizione
di aree o capannoni ma dell'insieme che l'Italia può offrire ad un investitore
straniero come qualità della vita, di presenza di arte, cultura, e
sorriso". Spetta comunque agli italiani attrarre i capitali "con
l'abbattimento dei pesi economici che devono essere sopportati dagli stranieri
nello spostarsi nel territorio". Guardando in casa nostra, se l'intervento
sull'abbattimento dei costi dei servizi riguarda soprattutto la politica
nazionale, la città può giocare la partita sulla qualità del vivere. "Il
nostro territorio", precisa Mosele "è un ambiente di grande
accoglienza sia per la bellezza che per la discrezione della popolazione
stessa". In collaborazione con Confindustria, la Provincia ha realizzato
un programma informatico che riporta un'analisi dettagliata della zona con la
mappatura di tutte le offerte industriali e le opportunità che i vari comuni
offrono con servizi mirati. "Questo lavoro consultabile in rete da
chiunque in qualunque parte del mondo", spiega Mosele "dà la
possibilità agli industriali che vengono dall'estero di vedere quali sono le
zone privilegiate per insediarsi". In contemporanea, sono stati avviati
dei rapporti con i Paesi di nuovo sviluppo, in modo particolare con l'India.
"A Legnago", anticipa il presidente "sarà creata una struttura
che diventerà un centro di alta formazione per gli indiani che desiderano
conoscere l'Italia e per gli italiani che vogliono conoscere l'India con dei
corsi particolareggiati sulle possibilità professionali dei rispettivi
paesi". Altro punto che necessita di sprint per attrarre capitali esteri,
sono le infrastrutture. "C'è consapevolezza", conclude Mosele
"che le nuove iniziative vanno dove c'è facilità di comunicazione per
aria, per mare e per gomma. Stiamo lavorando per aprire nuovi contatti e vie di
collegamento sia con l'Adriatico che con il Tirreno e potenziare tutti gli
accessi alla Verona commerciale".
( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' l'appello dei
Giovani imprenditori calabresi in vista delle prossime competizioni elettorali
CATANZARO. "La Calabria vive una delle crisi più profonde della sua
storia" stretta tra i problemi della politica, la criminalità e
l'assistenzialismo e per uscirne "serve uno sforzo comune di tutti,
cittadini, mondo del lavoro, associazioni, mondo della cultura, politica"
che significa "scegliere bene i nostri nuovi governanti". È questo
l'appello lanciato dai giovani imprenditori della Calabria. "Il nostro
voto - è scritto nell'appello firmato da Florindo Rubbettino, presidente
Giovani imprenditori Confindustria Calabria; Sebastiano Caffo, presidente
Giovani imprenditori Confindustria Vibo Valentia; Tommaso Graziani presidente
Giovani imprenditori Confindustria Crotone; Daniele Rossi, presidente Giovani
imprenditori Confindustria Catanzaro - non dovrà essere in vendita. Non lo
baratteremo in cambio di favori tranne che uno: cambiare il volto a questa
regione, pensare al futuro delle nuove generazioni, tornare allo spirito dei
politici della ricostruzione, perché la Calabria di oggi è devastata moralmente
come lo era materialmente l'Italia alla fine della Seconda guerra
mondiale". "Come giovani imprenditori, espressione di quella
imprenditoria sana che investe, innova, progetta, non improvvisa - è scritto
nell'appello - abbiamo sempre pensato che nostro dovere fosse prima di tutto
quello di rimboccarci le maniche, lavorare in silenzio e non guardare alle
difficoltà strutturali che quotidianamente incontriamo, provando anzi a
trasformarle in opportunità. Ma come continuare a guardare al dramma della
Calabria da spettatori? Mai come in questo caso di fronte allo stato di
prostrazione morale, civile ed economico che vive la regione, è necessario
reagire. La denuncia e l'indignazione contengono la forza di reagire e sono
oggi il primo dovere morale". "In Calabria - prosegue l'appello - ci
sono troppi problemi. La politica, innanzitutto. Serve una politica alta, che
non può ridursi a miope e ossessiva conservazione del potere, tramite un
consenso ottenuto anche contro le regole del diritto e della civiltà. La cappa
che oggi è calata sulla Calabria tende a portare sotto la sfera della politica
l'economia, i sindacati, le associazioni, la sanità, l'istruzione, imprese e
imprenditori. I professionisti della partitocrazia, soggetti che consolidano la
propria ragion d'essere mediante l'occupazione di spazi e la gestione di flussi
di spesa pubblica, sono ancora i dominatori incontrastati della nostra regione.
Ma la politica dovrebbe essere ben altro". "La criminalità, intanto -
proseguono i giovani imprenditori - cresce a vista d'occhio. Come ci ha
ricordato la relazione della Commissione parlamentare antimafia, la 'ndrangheta
è la mafia più forte, più flessibile, più dinamica. È l'organizzazione
criminale più radicata in tutte le regioni del centro e del nord Italia e in
tutti i paesi stranieri. E in Calabria la frontiera tra 'ndrangheta, politica,
ed economia si sta pericolosamente assottigliando. Bisogna porre un argine. C'é
in Calabria un'economia criminale, capace di cambiare pelle e divenire soggetto
imprenditoriale e investitore finanziario. Ma c'è anche un'economia sana, che
non solo subisce la concorrenza sleale dell'economia criminale, ma ne paga
tutti i danni di immagine quando non ne viene direttamente vessata. Condanniamo
senza mezzi termini qualunque concessione a fenomeni quali il racket. Pagare il
pizzo significa non solo rafforzare le organizzazioni criminali sotto il
profilo economico, ma, peggio, riconoscere loro il potere di soggetto
legittimato a garantire la sicurezza". "Siamo stanchi - prosegue
l'appello - di subire tutto questo e per di più di essere guardati con
sospetto. A noi appartiene la cultura del diritto e non quella del favore, la
cultura delle regole e non quella delle scorciatoie, la ricerca della libertà
d'impresa e non quella della protezione. Per combattere la mala politica e la
criminalità è però necessario che tutta la società civile cambi passo; un
cambiamento a cui dobbiamo sottoporci anche noi imprenditori. La Calabria è in
crisi per colpa del fallimento di un'intera classe politica regionale e per
l'intreccio politica, economia, criminalità, corruzione. Ma anche per colpa di
noi calabresi, corresponsabili quanto i politici, perché li eleggiamo e perché
se solo lo decidessimo potremmo costringerli a una ben diversa condotta. Invece
troppo spesso non si denuncia la mentalità e il malcostume che offrono terreno
fertile a corruzione e criminalità". "La cultura
dell'assistenzialismo - si afferma ancora nell'appello - è l'altro nemico
mortale della Calabria. Occorre prendere atto che le politiche basate sulla
spesa pubblica e sul trasferimento di risorse finanziarie pubbliche come quelle
degli ultimi 50 anni non hanno risolto alcun problema. Noi imprenditori abbiamo
una grande responsabilità non è la politica che produce lo sviluppo, bensì le
imprese. Anche per questo dalla politica bisogna aspettarsi sempre meno aiuti
pubblici. E chiedere invece sempre di più di aprire il mercato, ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare
condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di
interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà
chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito
dalle macerie questa regione. Serve una leadership che sappia infondere
fiducia nel futuro e nelle opportunità della globalizzazione, ricordare
soprattutto ai giovani che quello che hanno di fronte è un mondo colmo di
possibilità e non un'inesorabile condanna al declino, stimolare la cultura del
rischio rispetto a quella delle rendite, delle clientele, delle reti amicali e
familistiche, degli imbrogli. E poi bisognerà ripristinare a tutti i livelli il
principio della legalità, del merito e della responsabilità". "Un
appello positivo" La senatrice Callipari (Pd) plaude all'iniziativa dei
giovani industriali CATANZARO. "L'appello dei giovani imprenditori e delle
associazioni territoriali dei ragazzi di Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro è
un segnale positivo e importante di impegno civile e di voglia di
cambiamento". Lo dice la senatrice del Pd Rosa Villecco Calipari,
responsabile nazionale Mezzogiorno per il Pd. "L'invito a non pagare il
pizzo di Rubettino, presidente dei giovani imprenditori calabresi è un
messaggio di rinuncia a posizioni di astensionismo - sottolinea Rosa Villecco
Calipari - Un messaggio che mi auguro orientato verso scelte più nette contro
le mafie e conformi alle decisioni coraggiose operate da Lo Bello in Sicilia e
Montezemolo a livello nazionale. Come risulta dalla stessa Relazione conclusiva
della commissione Antimafia, votata all'unanimità - continua Rosa Villecco
Calipari - in Sicilia, Calabria e Campania emerge in modo drammatico la
condizione di un'imprenditoria che spesso convive- silente o vittima, collusa o
intimidita - con il potere pervasivo delle mafie che distorce il mercato e
schiaccia la libera impresa e la libera concorrenza, fino a porre un problema
di sospensione dei valori di democrazia e di libertà. Ovviamente la
"capacità imprenditoriale" delle organizzazioni criminali incide
complessivamente sulla trasparenza dell'intero sistema economico nazionale, ma
laddove la mafia è più radicata sottrae risorse all'economia legale,
impedendone lo sviluppo. Per questo motivo ritengo sia di grande rilievo l'appello
dei giovani imprenditori calabresi che si rivolge, da forza sociale impegnata,
alla politica e alla società civile. L'intento è quello di rompere il circolo
vizioso tra inefficienze e cultura dell'assistenzialismo, diffuse nel
Mezzogiorno, che non consente di liberare le energie positive e di creare
opportunità di crescita. Per ricostruire un tessuto sociale in Calabria è
necessario un impegno coordinato tra istituzioni politiche e forze sociali. Il
Partito Democratico - conclude Rosa Villecco Calipari - nasce anche per dare
risposte a queste esigenze di profondo rinnovamento ed ambisce a connettersi
con le componenti più vitali della società. L'attivazione di questo processo
implica che pratiche coerenti seguano le affermazioni e vadano quindi nella direzione
auspicata dai giovani imprenditori".
( da "Leggo" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
VERONA - "La
Sovrintendenza? Un ente di derivazione borbonica, una burocrazia irresponsabile che fa quel
che vuole, senza doverne rispondere a nessuno, anche a costo di mettere in
ginocchio un'intera città". Il sindaco Flavio Tosi è un fiume in piena.
L'ennesimo stop ai lavori per un parcheggio (stavolta in lungadige Capuleti) lo
ha fatto imbestialire. Dalla soprintendenza nessuna replica. "E'
incredibile - aggiunge il sindaco - fermare tutto per il ritrovamento di un
vecchio muretto. E in piazza Viviani sono andato di persona a vedere: sono solo
quattro sassi. Noi pubblici amministratori dobbiamo rendere conto e rispettare
i tempi per ogni cosa che facciamo: loro niente, fan quel che vogliono. Per i
lavori di riqualificazione di Alto San Nazaro prima avevano detto che andava
bene, poi non andava più bene niente. E siamo fermi anche lì, con costi
esorbitanti per la collettività". Che fare? "O si cambia la legge o
si cambiano i sovrintendenti - dice Tosi - e uno dei primi punti su cui
chiederemo s'impegni il prossimo governo sarà proprio quello di metter mano, e
molto pesantemente, su questi meccanismi". (L.Ald./ass).
( da "Corriere Alto Adige" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-02-28 num: - pag: 16
categoria: REDAZIONALE Unione commercio Steger: "Potere d'acquisto basso?
Errato colpevolizzare i negozianti" BOLZANO - Il direttore dell'Unione
commercio chiede alla politica urgenti misure su imprese e salari. "Per
rafforzare il potere d'cquisto - dice Dieter Steger - non bisogna iniziare dai
prezzi nel commercio al dettaglio, che per la maggior parte dipendono dai
prezzi delle materie prime e dell'energia. Siamo però in grado di influenzare
alcune condizioni quadro. Da un lato occorre sgravare fiscalmente le imprese e
ridurre i costi salariali, cosicché la gente abbia più netto nelle tasche. Tali provvedimenti vanno accompagnati da una gestione più
rigorosa della spesa pubblica .Occorre smantellare la burocrazia e introdurre misure fiscali di sgravio. Vi rientra ad esempio lo
splitting familiare, così come molte altre misure volte a favorire la
conciliazione di famiglia e lavoro".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-28 - pag: 18 autore: DALLA PRIMA Come
catturare i capitali esteri Gli Ide portano soldi, posti di lavoro, capacità manageriali
e tecnologie. In un'epoca in cui per crescere bisogna innovare, ci avvicinano
alla frontiera tecnologica. Averne di più, dunque. Le statistiche non sono
incoraggianti, per quanto il trend sia crescente negli ultimi due anni. Nel
2006 lo stock degli investimenti diretti esteri sul Pil era il 15,9% contro il
38% della media europea. Negli ultimi cinque anni in Italia sono state fatte
561 operazioni di investimento, contro
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-28 - pag: 18 autore: Competitività. A
Verona oggi forum di Confindustria dedicato alla presenza delle multinazionali
e agli investimenti stranieri Resta basso l'appeal del sistema Italia Studio
Ipsos: Paesi dell'Est, Spagna e India più attrattivi - Gianluca Rana: sono
fiducioso Nicoletta Picchio ROMA Tempi troppo lunghi per aprire un'attività,
troppi permessi tra Regioni, Province e Comuni. E poi il costo del lavoro, le
tasse esagerate, le scarse infrastrutture e l'instabilità politica. Messi in
graduatoria, sono gli ostacoli più grandi che le multinazionali straniere
devono affrontare quando vengono in Italia. E che frenano gli investimenti nel
nostro Paese. Peccato, perchè l'Italia avrebbe tanti fattori di appeal: è un
mercato interessante per chi ha in mente politiche di espansione, e cioè aumentare
i clienti, le vendite in un'area di business, allargarsi nei mercati europei.
Non solo: l'Italia offre una buona qualità di management e di produzione, fa
tendenza in alcuni settori come il design e la moda, ha una buona qualità di
sviluppo tecnologico. A dirlo sono i numeri uno delle più grandi multinazionali
presenti in Italia, in una ricerca che ha coinvolto 60 aziende e che
Confindustria ha commissionato all'Ipsos di Nando Pagnoncelli. Sarà presentata
oggi, a Verona, nel convegno Attrazione Italia, il primo forum organizzato da
Confindustria per mettere a confronto investitori esteri e italiani. Ci
saranno, tra gli altri, Jean-Pierre Garnier, numero uno della GlaxoSmithKline,
Giuseppe Recchi, presidente e amministratore delegato della General Electric
per Italia e Sud Est europeo, Sami Kahale, leader della Procter & Gamble
Italia, Pietro Guindani, ad di Vofafone Italia. Chiude il presidente di
Confindustria, Luca di Montezemolo. "A Verona e dintorni abbiamo una
presenza di 80 aziende a capitale estero, quest'area attrae sia perchè è un
ponte tra Est e Ovest, sia perché offre un buon contesto territoriale",
dice Gianluca Rana,presidente dell'Associazione industriali di Verona, che oggi
farà gli onori di casa e racconterà la sua esperienza aziendale di impresa
familiare ormai presente in tutto il mondo. Non a caso il forum si tiene nella
città di Romeo e Giulietta: "Sono ottimista, l'Italia ha le carte per
recuperare". Nonostante le difficoltà, le multinazionali presenti in
Italia per il 90% dei casi negli ultimi 5 anni hanno aumentato il fatturato e
per l'85% hanno lavorato a nuovi progetti ( sviluppo nuovi prodotti,
ampliamenti, acquisizioni): il 65% ci sta ancora lavorando il 20% li ha
abbandonati. Motivi: burocrazia, costo del lavoro, fisco non competitivo. C'è chi racconta:
"All'ottava riunione con gliassessori, analizzando i costi, abbiamo visto
che con la metà dei soldi facevamo una fabbrica grande il triplo in Spagna. In
due mesi abbiamo avuto tutte le autorizzazioni". E difatti alla
domanda su quali siano le aree più attraenti, il 63%ha rispostoi Paesi
dell'Est, il 50% la Spagna, dopo ancora Cina, Irlanda, India. I Paesi dell'Est,
spiegano le multinazionali, sono in grande crescita, hanno poche tasse e una
po-litica stabile. La Spagna, partita con 20 anni di ritardo, ha infrastrutture
efficienti, un sistema sindacale meno politicizzato e più pragmatico.l'India ha
grandi professionalità tecniche. Insomma, sono Paesi più attrattivi
dell'Italia. Non aiuta neanche il fatto di non sentirsi ben accolti: il 45%
percepiosce un'opinione pubblica negativa, il 30% neutra e solo il 25%
positiva. Piuttosto, sarebbe utile uno sportello unico, un team che possa
prendere per mano l'imprenditore. Non c'è. Il 73% delle multinazionali
sollecita Confindustria a farlo. Per l'86%degli intervistati,Confindustria è
utile e potrebbe esserlo di più, magari aumentando le occasioni di incontro per
condividere le esperienze migliori sul territorio.
( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi di GIULIO
MANCINI L'unificazione della via del Mare con l'Ostiense avanza di una casella
nell'infinito percorso verso la sua realizzazione. La Provincia e il Comune di
Roma hanno firmato un accordo che licenzia il progetto preliminare e consente
di passare alla fase successiva, quella dei saggi archeologici precedenti
all'indizione della gara d'appalto. L'accordo è stato approvato nell'ultima
giunta utile dall'assessore provinciale ai Lavori pubblici Piero Ambrosi.
Poichè la via del Mare è di proprietà mista tra i due enti, l'amministrazione
di Palazzo Valentini lascia al Campidoglio la competenza di portare avanti le
fasi conclusive dell'intervento radicale di messa in sicurezza. "Si tratta di un provvedimento anti-burocrazia che semplifica ed accelera le procedure", riassume
l'assessore Ambrosi. La strada, pur sviluppandosi completamente all'interno del
territorio urbano di Roma, è frazionata in diverse competenze. La strada è in
carico al Campidoglio dal centro sino al km 5,910 (viale Marconi) e nei tratti
tra il km 15,520 (via di Malafede) e il 23,704 (stazione di Ostia
Antica), e dal 25,524 (Cineland) sino alla sua fine (via Vasco de Gama). Il
resto è "proprietà" della Provincia. L'intesa varata da Palazzo
Valentini ha il merito anche di fare il punto sull'stato dell'arte di un
intervento atteso da quasi diciassette anni. Intanto, è ormai conclusa la fase
di progettazione preliminare. Secondo quei piani l'opera ha raggiunto una
previsione di spesa complessiva di 300 milioni di euro. Altro punto importante
per il raggiungimento dell'obiettivo è che l'unificazione Ostiense-via del Mare
è inserita nell'elenco delle opere ritenute prioritarie dal Commissario per
l'emergenza traffico, l'ex sindaco Walter Veltroni. Ciò significa che le
procedure saranno ulteriormente semplificate. Inoltre, viene ribadito nel
documento provinciale, la Soprintendenza di Ostia ha espresso già parere
favorevole al piano di saggi archeologici approvato a luglio nell'ultima
conferenza dei servizi. Infine, con quella stessa delibera, la Provincia di
Roma contribuisce con una somma di 550 mila euro alla stesura del progetto
definitivo da mandare in gara d'appalto. Secondo le previsioni elaborate dal
gruppo di studio che ha elaborato il progetto preliminare, sono nove gli snodi
che serviranno a eliminare gli attuali attraversamenti e, soprattutto, utili a
collegare gli insediamenti che si estendono sui lati dell'asse stradale. Le
"rotatorie" sono previste poco oltre il viadotto della Magliana al
servizio dell'Eur, all'altezza del chilometro
( da "Corriere del Veneto" del 28-02-2008)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2008-02-28 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Il dramma La giovane era già priva di sensi. Corsa contro il tempo
per rintracciare la telefonata dal cellulare Il fidanzato la lascia e lei tenta
il suicidio: salva Chiama in farmacia: "Posso uccidermi con il
Tavor?". Blitz della polizia a casa CONEGLIANO - Lasciata dal fidanzato,
voleva farla finita. Ha anche telefonato in farmacia, per sapere se la quantità
di pasticche che aveva ingerito sarebbe stata sufficiente, a chiudere i conti
con una vita che ormai le pareva insopportabile. Ma il
commissariato di Conegliano, vincendo una lotta contro il tempo e la burocrazia, ieri all'ora di pranzo è
riuscito a salvare la ragazza che aveva già perso i sensi nella sua casa in
centro città. A ridosso della chiusura mattutina, al negozio di via Cavallotti
del dottor Giuseppe Losego era arrivata un'inquietante chiamata. Dato
che in quel momento il titolare non si trovava sul posto, era toccato ad un suo
collaboratore allarmarsi per la domanda ricevuta dall'altro capo del filo. In
sostanza una voce femminile, senza qualificarsi e pronta a riattaccare, gli
aveva chiesto se cinquanta pastiglie di Tavor sarebbero bastate per morire. Il
dipendente aveva così allertato il farmacista, che a sua volta aveva contattato
il 113, senza però avere la minima idea di chi fosse la cliente che stava
cercando di suicidarsi. A quel punto la squadra volanti ha avviato un'immediata
indagine, allo scopo di risalire all'identità della donna che aveva effettuato
la preoccupante telefonata. La polizia ha richiesto alla Telecom un urgente
screening all'utenza della farmacia, in modo da individuare il numero
chiamante. Inizialmente agli investigatori sono stati opposti problemi di
privacy, nonché la necessità di un'autorizzazione della magistratura. Tuttavia,
facendo presente la situazione di assoluta emergenza, dopo un'ora gli agenti
hanno finalmente potuto ottenere il recapito di cellulare che cercavano e
l'indirizzo dell'intestataria. Correndo verso il palazzo in cui la 38enne
abita, i poliziotti hanno ripetutamente cercato di contattare quel telefonino,
senza però ottenere alcuna risposta. Nemmeno al campanello, del resto. A quel
punto è stata presa la decisione di sfondare la porta dell'appartamento. La
ragazza era riversa sul letto, priva di conoscenza. Accanto a lei, vuote,
quattro confezioni di pillole. Il personale della volante è riuscito a
rianimarla, nel frattempo è giunta pure un'ambulanza. La giovane è stata
ricoverata all'ospedale, ma dovrebbe cavarsela. Sempre ieri, questa volta a
Treviso, è stato sventato un altro suicidio. è stata bloccata appena in tempo
dal fidanzato mentre minacciava di buttarsi dall'ottavo piano dal grattacielo
di via Pisa. Protagonista della vicenda avvenuta attorno alle 14.30 una 30enne
rumena, che è apparsa ai soccorritori in forte stato confusionale. La donna,
che soffrirebbe di disturbi mentali, avrebbe dichiarato ai vigili urbani di
essere stata derubata e picchiata dal fidanzato. A.Pe. S.P. Un altro caso a
Treviso Una trentenne straniera ha provato a gettarsi dal grattacielo di via
Pisa: "Il mio compagno mi ha picchiata e derubata".
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La vittoria del
Partito democratico a livello nazionale "sarà anche una vittoria dell'
Umbria" perché nel programma del Pd "c' è una idea dell' Italia
dentro la quale l' Umbria trova un grande spazio". Lo ha detto ieri
l'onorevole Marina Sereni nel presentare la sua campagna elettorale.
"Vorrei fare una campagna elettorale - ha spiegato - che intreccia la
dinamica e la dimensione nazionale con le cose di questa regione, debolezze e
anche punti di forza. Esempi particolarmente calzanti per l' Umbria - ha detto
- sono l' "ambientalismo del fare", che intende armonizzare sviluppo
e cura dell' ambiente, e l' impegno del Pd per uno "stato più amico delle
imprese e dei cittadini", riducendo i costi della burocrazia e della inefficienza che
penalizzano soprattutto le piccole imprese, asse portante della economia umbra.
Intanto domani arriva a Perugia il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
che alle 10,30 lascerà il suo bus a Pian di Massiano, arriverà in centro col
minimetrò e inconterà gli elettori al teatro del Pavone. A proposito di
Pd ieri il neo coordinatore del partito a Perugia, Giacomo Leonelli, ha
presentato l'esecutivo comunale. Sabato, invece, alla Domus Pacis (ore 15,30)
di Santa Maria degli Angeli iniziativa dei circoli della Libertà dell'Umbria.
Coordina l'iniziativa Giancarlo Lehner, interviene il vice sindaco di Assisi,
Giorgio Bartolini.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-02-28 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso Non ci sono batterie da poter riciclare Ecobat,
la Regione manda 55 operai in cassa integrazione La convenzione non è stata
rinnovata Nessuna risposta alle richieste dell'azienda. A rischio anche una
cinquantina di posti nell'indotto MARCIANISE - Si chiama Ecobat, ed è una
società a capitale statunitense, una delle ultime ancora presenti in Campania.
Opera in un settore particolarmente delicato e ad alto contenuto tenologico:
produce piombo secondario, riciclando le batterie fuori uso delle automobili.
Di più: nei due impianti nazionali, di Paderno Dugnano (Milano) e Marcianise
l'azienda realizza attualmente il 60 per cento del piombo riciclato italiano.
Ma lo stabilimento di Terra di Lavoro, sabato prossimo chiuderà i battenti. E
in assenza di significativi fatti nuovi, nei giorni successivi i 55 lavoratori
impiegati (più o meno altrettanti quelli coinvolti nell'indotto) finiranno in
cassa integrazione. Si tratterebbe, allora, del primo caso in Italia di Cigs
per colpa della burocrazia. Già,
perché a monte non c'è alcuna crisi produttiva o di mercato, visto che nel
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-02-28 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Ambiente In cassa integrazione da sabato i 55 operai. In
pericolo l'indotto Regione inadempiente, Ecobat chiude Dal 2007 si attende il
rinnovo della convenzione La piu grossa industria italiana per il riciclaggio
del piombo delle batterie manda a cassa integrazione i 55
operai visto che la Regione non ha rinnovato la convenzione che autorizza
l'industria ad operare. è il primo caso che una azienda rischia di chiudere per
i ritardi della burocrazia.
In pericolo anche 50 posti dell'indotto. A PAGINA 9 Falco Lo stabilimento La
fabbrica con indicata l'unità operativa dove si riciclano le batterie d'auto.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari e Provincia
Pagina 1019 Burocrazia I mille problemi della passeggiata sul lungomare
Burocrazia --> Il Poetto del futuro costerà 12 milioni di euro: una
passeggiata unica da Marina piccola alla Bussola. Tra palme, panchine e
biciclette. L'appalto, però, deve ancora partire. Il progetto, realizzato dagli
ingegneri del Comune di Cagliari, è bloccato da mesi sulle scrivanie del
comitato tecnico regionale. "Servono alcune integrazioni", spiega
Francesco Patricolo dirigente dell'area servizi tecnici. In particolare, lo
staff dell'assessorato ai lavori pubblici dovrà aggiungere una relazione
geotecnica che dovrà fotografare lo stato del sottosuolo. L'ennesimo stop, dopo
una lunga sosta all'ufficio tutela del paesaggio e alla sovrintendenza. Che
dopo lunghe attese e qualche modifica, hanno dato il via libera. Ma allo stato
attuale, ci vorranno ancora alcuni mesi prima che i lavori vengano appaltati.
Nuova vita invece per i bagni del lungomare: i tredici servizi igienici
verranno rinnovati. Inizialmente il restyling riguarderà le prime cinque
strutture dell'arenile, che saranno rinnovate entro l'estate. Un intervento
leggero: verranno tinteggiati gli esterni, arriveranno nuove pedane e saranno
curate le aree esterne. "Probabilmente faremo un mini appalto, per renderli
più funzionali e moderni", aggiunge Giovanni Giagoni, assessore ai servizi
tecnologici. Sergio Mascia, del consorzio Poetto Service, invece chiede un
potenziamento del pulizia giornaliera: "Durante il fine settimana",
dice, "c'è bisogno anche di un intervento serale. Sono i giorni di maggior
affluenza e i rifiuti, soprattutto buste di plastica e bottiglie, volano in
acqua". (m.r.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7050 Sassari. Autorizzazioni irregolari e passaggi di quote non chiari:
aperta anche una inchiesta penale Stop ai party in riva al mare Sassari.. Autorizzazioni
irregolari e passaggi di quote non chiari: aperta anche una inchiesta penale I
vigili chiudono lo storico Lido di Platamona --> I vigili chiudono lo
storico Lido di Platamona La struttura balneare nata oltre dieci anni fa con
l'ambizione di far rivivere a Sassari e ai sassaresi gli antichi fasti di
Platamona, dalla scorsa settimana ha i cancelli sbarrati: niente bar, chiuso il
ristorante, luci spente in discoteca, serrande abbassate per i negozi. No
autorizzazioni, no party in riva al mare. Con un'ordinanza notificata nei
giorni scorsi, i vigili urbani hanno chiuso il Lido di Sassari, sospendendo
ogni attività all'interno della struttura polivalente di Platamona, accanto
alla Rotonda. Non solo, i proprietari del Lido sono stati segnalati all'autorità
giudiziaria per avere snobbato il provvedimento amministrativo: dopo la
notifica infatti, durante un normale controllo, la polizia municipale ha
scoperto che il ristorante restava in funzione, in barba alle disposizioni
imposte dagli uffici comunali. Alla base del provvedimento emesso dal Comune di
Sassari ci sono una selva di mancati passaggi burocratici tradotti, per le
leggi, in motivi di sicurezza. La struttura balneare nata oltre dieci anni fa
con l'ambizione di far rivivere a Sassari e ai sassaresi gli antichi fasti di
Platamona, dalla scorsa settimana ha in cancelli sbarrati: niente bar, chiuso
il ristorante, luci spente in discoteca, serrande abbassate per i negozi che
operavano all'interno. A spinger la polizia municipale di Sassari al blocco
delle attività del Lido è il mancato rilascio del certificato di agibilità
dello stabilimento balneare. Un lasciapassare impossibile da ottenere senza
esibire prima il certificato prevenzioni incendi: quello del Lido è scaduto e
non è stato rinnovato. A far cadere nell'errore i proprietari della struttura
non ci sarebbe nessun tentativo oscuro di aggirare le normative, ma un incrocio pericoloso di burocrazia a dimenticanza. La proprietà del Lido di Sassari sta infatti
procedendo a un passaggio di mano dalla società Isvit a La Sciumara srl. Una
successione di padre in figlio nella conduzione dello stabilimento di Platamona
che è inciampata nella selva di autorizzazioni e controlli amministrativi.
Per potere riaprire i battenti quindi, il Lido di Sassari dovrà riottenere il
certificato di agibilità. Ancora una grana da risolvere per il Lido meta dei
numerosi aficionado di Platamona. Circa un anno e mezzo fa, sui proprietari
dello stabilimento balneare era caduta una grossa tegola, sotto forma di
un'accusa pesante: abuso edilizio per la costruzione di una piscina. Un reato
contestato dalla capitaneria di porto di Porto Torres e dai carabinieri del Noe
di Sassari. Anche in quel caso la era nemica del Lido era stata la burocrazia: secondo i proprietari, infatti, la piscina era
nata con tutte le autorizzazioni in regola. Solo che le autorizzazioni erano
state rilasciate dal Comune di Sassari, con funzioni delegate, e non dalla
Regione. Nel mezzo di questo caso istituzionale i gestori del Lido avevano
rischiato di finire stritolati. Da una parte il via libera del Comune,
dall'altra l'ordinanza di demolizione della piscina emessa dal Servizio
regionale Tutela del paesaggio. Un provvedimento che considerava la piscina,
"pregiudizievole dei beni paesistici tutelati", e tirava le orecchie
agli uffici comunali che ne avevano autorizzato la costruzione. VINCENZO
GAROFALO.
( da "Centro, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Villamagna, nuovi
siti per le attività produttive Aree artigiane, si punta sulla vallata del Foro
VILLAMAGNA. Il Comune potenzia l'area industriale sul versante della Val di Foro.
Poco più di otto ettari vengono riservati nel nuovo piano delle attività
produttive (Pap) che nei prossimi anni giocherà un ruolo fondamentale nello
sviluppo della parte centrale della valle che a est e ovest annovera le aree
industriali di Miglianico e Fara Filiorum Petri. Nuovi insediamenti artigianali
e commerciali che come quelli già attivi saranno in equilibrio tra necessità di
sviluppo e tutela del patrimonio paesaggistico, in accordo con i progetti di
recupero dell'ambiente fluviale finanziati dalla Regione con 500mila euro.
Domani sera, alle 18, al ristorante Lucky Star, l'amministrazione presenterà il
piano agli imprenditori potenzialmente interessati ad acquisire lotti. Ne sono
previsti una quindicina, con capannoni che complessivamente occupano circa
24mila metri quadrati. "L'obiettivo è una zona industriale leggera dotata
di aree comuni attrezzate e urbanizzate e il Comune è a disposizione delle
imprese intenzionate a stanziarsi da noi, che avranno a che
fare con una burocrazia
agile", spiega l'assessore e vice sindaco Adriano Lunelli, che è anche il
direttore della Cna teatina. "Si sa che le amministrazioni hanno poche
risorse per attrezzare le zone produttive" prosegue "ma d'altra parte
la Val di Foro si è già distinta per una proficua cooperazione tra enti locali
e imprenditori del posto, la cui presenza lungo l'asse della Valle è
preponderante rispetto a imprese esterne". La nuova area prevede spazi
verdi e un centro direzionale, un "borgo" destinato a servizi come un
asilo nido per le famiglie degli addetti nelle imprese. "A testimonianza
del valore che diamo allo sviluppo del versante del Foro", anticipa
Lunelli, "nel piano regolatore abbiamo previsto in località Di Iorio un
parco culturale e sportivo che ospiterà attività del tempo libero ed eventi.
Sarà raccordato al complesso sportivo San Vincenzo e all'area fieristica di
Vacri attraverso il vecchio tratturo che in passato costituiva la via degli
scambi tra collina e vallata". (f.b.).
( da "Tempo, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa L'intervento:
Daniele Capezzone Le piccole imprese vogliono essere liberate è davvero l'ora
che la politica dedichi un'attenzione speciale alle piccolissime imprese. Un
po' di numeri aiutano a capire perché: da noi, il 95% delle imprese ha meno di
10 dipendenti, e il 98% meno di 20: tutte insieme, producono il 40% della
ricchezza e determinano il 60% degli occupati. Insomma, l'asse portante della
nostra economia: piccole industrie, commercio, artigianato, servizi. Si tratta
di 5 milioni e mezzo di imprese, che sono state scientificamente messe nel
mirino da Prodi e Visco. E non si tratta solo delle misure più odiose messe in
campo dal Governo appena uscito di scena: più tasse, più burocrazia. Si tratta di un approccio
complessivo di sospetto nei confronti della microimpresa privata, e - al
contrario - del solito atteggiamento di subalternità rispetto al grande
sindacato e alla grande impresa. Ora, nell'opera trasformistica e cosmetica che
si è autoassegnato, Veltroni (dopo aver fatto sparire dalle televisioni i
"tassatori" Prodi, Tps e Visco: come se gli italiani potessero
dimenticarsi delle loro malefatte...) vorrebbe lanciare un segnale proprio alle
microimprese. Il che sarebbe giusto, per carità. Quel che è drammaticamente
sbagliato è il tipo di segnale che Veltroni ha scelto: e cioè di trattare le
microimprese come "soggetto effettivo di concertazione". Giù la
maschera, quindi: il Pd vuole "affasciarle", includerle nei tavoli di
concertazione a 25 (che diverrebbero a 26, con una vera e propria presa in giro
a danno dei piccoli imprenditori!), assicurando uno strapuntino a qualche
rappresentante più o meno addomesticato delle microimprese che abbia il
"bollino" del Loft. Il compito del Popolo delle Libertà deve essere
completamente diverso. Queste imprese non vanno arruolate nella concertazione,
ma chiedono solo di essere liberate. Meno tasse, meno burocrazia,
più accesso a risorse e investimenti favorendo strumenti come private equity,
venture capital e seed capital. Il resto è statalismo. Potrà così riproporsi lo
schema del 1994. Da una parte, Veltroni (come Occhetto) che cerca di mettere
insieme una sorta di "gioiosa macchina da guerra": cioè un aggregato
delle vecchie oligarchie e dei poteri italiani (grande industria, grande
sindacato, grande stampa, pezzi di magistratura, ecc.). Dall'altra, Berlusconi
che punta sulla realtà più dinamica e meno statalista del Paese: piccoli
imprenditori dell'industria, dell'artigianato, del commercio (con i loro
dipendenti, e, in generale, con i lavoratori del privato), partite Iva,
professionisti. è un confronto tra due Italie: l'Italia assistita e l'Italia
che, invece, si impegna, lavora, produce (e ce la fa) con le proprie forze.
( da "Padania, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole 24Ore
decreta: Verona fa cassa con le multe. La città scaligera si attesta al 12°
posto nella classifica riportata nei giorni scorsi dal quotidiano milanese per
entrate da contravvenzioni (dati relativi al 2005). Immediata la risposta del
sindaco Flavio Tosi: "L incremento degli introiti nel bilancio comunale
2006 derivanti da multe è dovuto alla prima fase dell installazione delle
telecamere ai varchi della Zona a traffico limitato, un periodo in cui la
comunicazione ai cittadini da parte della precedente amministrazione fu
assolutamente insufficiente, come più volte ribadito dai consiglieri di
centrodestra che allora erano all opposizione". Ora che la situazione si è
stabilizzata, prosegue il sindaco, "il numero di contravvenzioni è ben
inferiore a quello iniziale, anche se rimane comunque alto: per il futuro sono
allo studio dell assessore al Traffico Enrico Corsi alcune ipotesi
migliorative, che puntano a rendere più razionali le modalità di accesso alla
Ztl in modo da ridurre il numero di multe comminate ai cittadini che
oltrepassano i varchi elettronici costretti dalle più diverse necessità".
"Quanto alla situazione delle sanzioni pregresse - riprende Tosi - ricordo
che in Consiglio comunale è stata fatta dai consiglieri dell allora opposizione
una battaglia per l annullamento delle multe registrate prima dell
installazione della segnaletica adeguata, sull esempio di alcuni Municipi
veneti. La precedente amministrazione non solo non accettò la proposta ma
addirittura, dopo i ricorsi dei cittadini accolti dal Giudice di Pace, decise
di rivolgersi al Tribunale ordinario che ha iniziato a dare ragione in maniera
sistematica al Comune. Giunti a questo punto non resta altra possibilità, per
evitare il danno erariale, che attenersi a quei provvedimenti. Tuttavia -
conclude Tosi - per non vessare ulteriormente i cittadini, abbiamo deciso di
non presentare ricorso nei casi in cui le spese legali risultassero superiori
alla somma che il Comune incasserebbe dalla contravvenzione". In tema di
viabilità, dopo una visita in loco di Tosi sono state apportate migliorie alla
sperimentazione in zona San Giorgio partita lo scorso sabato e che ha creato
diversi problemi al traffico. Buone notizie, poi, per i veronesi che intendono
acquistare biciclette elettriche: potranno usufruire degli incentivi messi a
disposizione dal Comune con uno sconto di 250 euro sui prezzi di listino. Info
sul sito www.co mune.verona.it. L iperattivo sindaco scaligero si scaglia anche
contro le lungaggini della Soprintendenza sul piano di recupero del quartiere
di Alto San Nazaro a Veronetta. "O si cambiano le Soprintendenze o si
cambiano le leggi - sbotta -. Dispiace che interventi di riqualificazione di
aree pericolose, attesi da anni dai cittadini, debbano
scontare i tempi della burocrazia". Il nuovo progetto di opere di urbanizzazione è da tempo
all esame della Soprintendenza, in attesa del parere favorevole: "Non
appena il nuovo progetto l avrà ottenuto - aggiunge Tosi - l amministrazione si
farà carico di approvarlo nel minor tempo possibile, imprimendo quell
accelerazione già dimostrata nel caso dell hotel Lux". [Data
pubblicazione: 27/02/2008].
( da "Padania, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La burocrazia asfissiante rischia di mettere in crisi i piccoli
impianti di macellazione a capacità limitata. Il capogruppo della Lega Nord
Liguria, Francesco Bruzzone, ha presentato un interpellanza al presidente del
Consiglio regionale per sapere se la Regione Liguria sia intenzionata o meno ad
intraprendere iniziative tese ad alleggerire il più possibile
i carichi di burocrazia a
cui sono assoggettati i piccoli impianti di macellazione esistenti sul
territorio ligure . Oggi tutta questa burocrazia di cui si devono fare carico i piccoli impianti artigianali di
macellazione risulta quasi insostenibile e rischia di diventare la causa
primaria per la chiusura delle aziende - sostiene Bruzzone nel documento dell
interpellanza - e nessuno riesce ad immaginarsi cosa voglia dire
affrontare gli ostacoli che si presentano agli allevatori quando si trovano di
fronte alla compilazione di moduli astrusi e spesso incomprensibili. Purtroppo
in Liguria esistono poche aziende artigianali e insistere con una burocrazia aberrante sulla gestione di questi impianti di
macellazione a capacità limitata è come chiudere uno sbocco dell allevamento
ligure . In Liguria si contano una novantina di impianti di macellazione a
capacità limitata, ovvero quelli che vengono considerati ancora artigianali e
non industriali. Gli allevatori presenti nelle località montane dell entroterra
sanno quanto sia prezioso poter contare su un sito a loro disposizione senza
dover ricorrere alla macellazione industriale, che difficilmente riuscirebbe a
garantire la qualità del prodotto. P. Gh. [Data pubblicazione: 27/02/2008].
( da "Corriere Adriatico" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ultimatum della
Fondazione Carifano per le aree Fontanelle e Snam fano - Andata a buon fine la
cessione dell'area comunale alla Fondazione Carifano per la costruzione della
casa di riposo di San Lazzaro, ora la Fondazione aspetta che il Comune le metta
a disposizione due nuove aree: quella dell'area delle Fontanelle, dove l'ente
si è impegnata a costruire una scuola materna e un asilo nido e quella
dell'area nei pressi della Snam, dove dovrebbe sorgere la nuova caserma dei
vigili del fuoco di Fano. Solo che, ancora una volta la burocrazia, rischia di mandare tutto
all'aria, a causa dei tempi lunghi necessari a perfezionare la pratica. E
proprio sulle difficoltà che questo allungarsi dei tempi sta determinando sul
fronte dei progetti, la Fondazione mette in guardia l'Amministrazione comunale.
Sembra infatti che il Comune di Fano per cedere le aree alla Fondazione le
debba mettere all'asta e assegnarle al miglior offerente. Siamo inoltre in una
fase precaria per quanto riguarda il trapasso dalle vecchie disposizioni del
piano regolatore alle norme approvate dal nuovo strumento urbanistico, al
momento al vaglio della Amministrazione Provinciale. Insomma il Comune sembra
proprio che non abbia fretta di procedere, anche se le destinazioni
urbanistiche delle superfici coinvolte permettono di realizzare le rispettive
strutture, ma la Fondazione non appare disposta a osservare tempi lunghi, anche
perché più si aspetta, più i costi crescono. Infatti i ritardi non rendono solo
più deboli i progetti ma inevitabilmente comportano anche un aumento generale
dei costi. E allora può accadere, come già accaduto, che i fondi vengano
dirottati da un'altra parte. Si pensi che cosa è accaduto per la Rsa (residenza
sanitaria assistita) che doveva sorgere nell'area prossima all'ospedaletto per
bambini. Se si fossero messi a frutto i finanziamenti della Fondazione, rea
Fano disporrebbe di questa struttura ritenuta di fondamentale importanza per
l'assistenza agli anziani non autosufficienti. Invece, a causa dei
tentennamenti della Regione che avrebbe dovuto, in ogni modo, provvedere alla
sua gestione, anni e anni sono passati, senza che l'autorizzazione a realizzare
la struttura sia stata fornita; il che ha convinto la fondazione a dirottare i
suoi finanziamenti in un'altra direzione e la Ras costituisce ancora
un'esigenza insoddisfatta. La stessa cosa stava per accadere per la nuova Tac,
per la quale la fondazione ha dovuto assumersi anche l'onere della
ristrutturazione dei locali, pena il mancato raggiungimento dell'obiettivo. Ciò
dimostra che i tempi che regolano l'attività della fondazione da una parte e
delle istituzioni pubbliche dall'altra scorrono su due dimensioni diverse e che
se non si trova un punto d'incontro, a rimetterci è sempre il cittadino.
MASSIMO FOGHETTI,.
( da "Salute (La Repubblica)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO SALUTE
ultimo aggiornamento 28 Febbraio 2008 Stampa pag. 3 Editoriale Chi ha messo le
mani sulla sanità di Guglielmo Pepe Nel nostro Paese c'è una pericolosa
epidemia: la malasanità. Spesso la confondiamo - anche sui mass media - con la
malpratica. Probabilmente è peggio della malpratica, che talvolta ne è
conseguenza (anche se ciò non assolve i medici e i sanitari incapaci,
insipienti, ignoranti...). In alcune zone la malasanità è un groviglio
malavitoso, dove gli intrecci tra partiti, cosche e burocrazia, hanno creato un sistema
infame e pericoloso. Le indagini in Calabria, che alla fine del mese scorso
hanno portato a 18 arresti eccellenti (dietro i quali c'è l'omicidio del medico
Francesco Fortugno, avvenuto il 16 ottobre del 2005), denunciano l'esistenza di
una vera Piovra calabrese, il cui interesse primario era questo: mettere
le mani sulla Sanità. La recentissima relazione del procuratore generale della
Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, ha ricordato che la sanità è un vitello
grasso, un boccone prelibato. Dietro le tangenti per gli appalti, avviene di
tutto: alterazione di procedure contrattuali, collusione con le ditte
fornitrici, aggiudicazioni illecite, regole di esecuzione alterate, prezzi di
gran lunga superiori a quelli di mercato. Dunque un quadro di corruzione
patologica, che spesso vede protagonisti - in negativo - amministratori e
politici locali (in qualche caso nazionali), che agiscono indisturbati, per
anni, lucrando su un bene assolutamente primario: la salute dei cittadini. Si
dimentica facilmente che i soldi rubati, vengono sottratti dai fondi destinati alla
prevenzione, alle terapie, all'organizzazione del lavoro... Chi si arricchisce
a spese del servizio sanitario meriterebbe una pena doppia: perché ruba denaro
e perché ruba la salute ai malati. Forse non c'è peggiore delitto, dopo la
violenza ai bambini, alle donne e gli omicidi. Che sia un grave delitto ne sono
convinte le associazioni Adusbef e Federconsumatori: "Lo scandalo delle
Asl rappresenta una vergogna tanto più grande in quanto la razzia
perpetrata....si risolve a danno dei cittadini, della loro salute, con la
compromissione dei livelli di assistenza". Ho preso la frase dal libro,
appena uscito, "Lady Asl", di Alessio D'Amato e Dario Petti (Editori
Riuniti), che ripercorre le tappe di un'indagine - nota con il nome del titolo
del libro - iniziata nel 2004 e che in tre anni ha portato già a cento arresti.
Queste persone hanno sottratto alla sanità laziale oltre 82 milioni di euro.
Dalle casse di una sola Asl, la Roma B che raggruppa quartieri con circa 700
mila assistiti, dei quali molti indigenti e anziani, sono "spariti"
70 milioni di euro. Uno scandalo enorme avvenuto sotto gli occhi distratti di
Francesco Storace, allora presidente della Giunta del Lazio. Se in Calabria le
mani in pasta le ha il centrosinistra, nel Lazio il timbro delinquenziale è di
centrodestra. La donna che guida la "cupola", Anna Iannuzzi (Lady
Asl), proprio dal 2000 inizia a progettare operazioni finanziarie illecite e di
alto valore economico, grazie alla complicità di dirigenti Asl e di importanti
uomini politici (come Marco Verzaschi, poi sottosegretario Udeur con Prodi, e
dimissionario alla vigilia del recente arresto). "Il metodo
escogitato" scrivono gli autori, "è sempre lo stesso: convenzioni
illegittime, doppie fatture, mandati di pagamento per prestazioni inesistenti a
cliniche e ambulatori fantasma". Consiglio questo libro, perché apre uno
squarcio illuminante sulla casta della Sanità. Un libro utile per i politici
convinti che la salute sia un bene da difendere e tutelare, non una torta da
spartirsi cercando di prendere la fetta più grossa. Ecco un altro tema da
campagna elettorale: la malasanità. Sarà interessante vedere come si intende
estirparla. g.pepe@repubblica.it.
( da "Denaro, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Salerno
agricoltura Previdenza e burocrazia: dibattito di
Confagricoltura con il numero uno Vecchioni Tappa salernitana per il presidente
nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni. Il numero uno della
confederazione interverrà oggi ad un convegno dal tema: "costo del lavoro,
previdenza e peso della burocrazia: i freni della competitività
agricola".
--> E' senza dubbio l'appuntamento centrale della tre giorni, dedicata alla
nuova campagna fiscale, organizzata da Confagricoltura Salerno: questa mattina
alle 11 al Grand Hotel Salerno Federico Vecchioni, presidente nazionale della
confederazione, partecipa al convegno dedicato alle difficoltà che frenano la
competitività agricola. "Confagricoltura", spiega Luigi Orsitto,
direttore di Confagricoltura Salerno, "per modernizzare il sistema-lavoro
agricolo punta a formazione ed aggiornamento, per affiancare le imprese, ma
anche a semplificazione, efficienza, sostenibilità e trasparenza. Novità che la
maggior parte degli assistiti ancora non conosce. Per far ciò utile e
indispensabile la formazione a l'aggiornamento degli operatori". Il Caaf
Confagricoltura salernitano, nell'ultima campagna fiscale, ha contato ben
tremila dichiarazioni dei redditi. Un risultato encomiabile celebrato dalla
presenza del presidente nazionale della Confagricoltura, Federico Vecchioni che
arriva per la prima volta nel capoluogo. "Ogni anno", spiega Orsitto,
"miglioriamo la qualità del nostro servizio a tutela degli interessi dei
nostri numerosi assistiti: maggiore qualità che passa anche attraverso le nuove
procedure di informatizzazione. Qualità e professionalità dei nostri operatori
che da sempre fanno la differenza. Siamo convinti", conclude, che un buon
lavoro svolto è sinonimo di un buon risultato per l'intera
organizzazione". --> del 28-02-2008 num.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
INTERNET
E BUROCRAZIA Entro settembre l'installazione dei software nei centri che hanno
aderito all'iniziativa In rete 500mila cittadini.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(r.c.) "Siamo
certi che il presidio non cadrà in trappola e che saprà rispondere con le armi
dell'intelligenza e del buon senso, magari spostando di qualche metro i
tendoni, così da vanificare gli effetti del provvedimento". È polemica
sull'ordinanza di sgombero dei due capannoni allestiti dai comitati No Dal
Molin a ponte del Marchese, emessa lunedì scorso dall'Amministrazione comunale,
poche ore prima di decadere. Dopo le dure reazioni degli stessi responsabili
del presidio, si registra ora l'attacco di Ciro Asproso, dell'esecutivo
provinciale dei Verdi. "Una settimana fa avevo pronosticato un avvio di
campagna elettorale all'insegna dell'arroganza e delle strumentalizzazioni
della passata Amministrazione. In mancanza di risultati concreti, la cosa più
semplice è stata quella di riesumare i vecchi arnesi ideologici come
"legge e ordine" - sottolinea - Poi si sconfina nel ridicolo, come
quando si considerano i vincoli di tutela del Bacchiglione o quelli
aeroportuali".Asproso punta il dito contro le scelte del Comune: "Dal
finto Pat alla crisi di Aim, dalle circoscrizioni cancellate al Dal Molin. Il
vecchio esecutivo lascia una scia di fallimenti che graveranno sul futuro della
città. Usare le armi della burocrazia per mettere il bavaglio alla protesta, è una scelta disperata e
sintomo di debolezza, ma anche una provocazione". L'ex assessore
all'Edilizia privata Michele Dalla Negra ha più volte ribadito che le strutture
montate dai comitati sono abusive, come confermano i rilievi della Polizia
locale, e quindi vanno abbattute. Conclude Asproso: "La nuova base
americana al Dal Molin metterà a rischio l'ecosistema di un'area di
salvaguardia europea, come quella del bosco di Dueville, e renderà
inutilizzabile la pista dell'aeroporto. Invece si pensa solo allo sgombero del
presidio".
( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Polemiche sulla
pillola Ru486. L'Udc: "C'è lo zampino della lobby anti-vita".
L'Agenzia del farmaco avverte: il sì non equivale alla messa in vendita
RomaUnite, nonostante le differenze, per chiedere con forza che la legge 194
sull'interruzione volontaria di gravidanza sia pienamente applicata, in tutte
le sue parti. Sono le senatrici, laiche e cattoliche, del Partito democratico,
che ieri hanno presentato una mozione unitaria sull'attuazione della 194 che
impegna il governo ad "un'applicazione piena, coerente ed omogenea della
legge". Un'iniziativa, ha commentato il ministro della Salute Livia Turco,
che è "la prova della grande convergenza sulla 194 all'interno del
PD". Ed un apprezzamento arriva anche dal ministro per le politiche
giovanili Giovanna Melandri.Le donne del Partito democratico, dunque, si coalizzano
in difesa della 194 e chiedono, in particolare, di "dare applicazione con
forza" ai primi articoli della legge, quelli relativi alla prevenzione. E
l'auspicio è che questa coalizione possa diventare "bipartisan": la
senatrice Paola Binetti, che insieme ad Anna Finocchiaro ha materialmente
scritto il documento, si è infatti augurata che "anche le senatrici del
centrodestra firmino la mozione".Ma la questione aborto, nel clima teso
della campagna elettorale, resta incandescente e la miccia per ulteriori
polemiche è stato il primo via libera da parte dell'Agenzia italiana del
farmaco (Aifa) alla pillola abortiva RU486. Un sì della commissione
tecnico-scientifica che non comporta automaticamente la commercializzazione del
farmaco. La notizia, però, non ha fatto in tempo a trapelare in via ufficiosa
che il fronte cattolico è subito scattato in all'erta."È un grave passo in
avanti verso l'aborto fai da te", protesta Volontè (Udc), convinto che ci
sia lo zampino della "lobby anti-vita" dietro il recente documento
dell'Ordine dei medici (Fnomceo) sull'interruzione della gravidanza e sulla
"pillola assassina". Analogo il parere dell'associazione
"Scienza e vita" - di cui è stata presidente Paola Binetti, la teodem
del Pd - che attribuisce alla Ru486 "la morte di sedici donne" e tuona contro "la vittoria delle burocrazie su un governo
democratico degno di questo nome". Sono in ballo, insiste l'associazione,
questioni di ordine morale ("La banalizzazione del dramma
dell'aborto") e sanitario per la salute delle donne: così, "Scienza e
vita" promette una battaglia di "sensibilizzazione e pressione
culturale". Opposto il giudizio del presidente della Società
italiana diagnosi prenatale, Giorlandino, secondo il quale il principio attivo
della Ru 486 (il mefipristone) è "meno dannoso dell'aspirina". Nulla
di allarmante, dunque, conviene la Sinistra Arcobaleno, che apprezza
"quanto ratificato dal comitato scientifico dell'Aifa".Ga.Be.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Difficoltà e guasti
nella produzione delle tessere plastificate Documenti d'identità si ritorna
alla carta Cortina(N.M.) Era piaciuta la nuova carta d'identità plastificata.
Piccola, comoda, elegante. Chi risiede a Cortina e nei comuni limitrofi,
qualche anno fa si era visto rinnovare il vecchio documento con una Card
lucida, con la foto forse non proprio nitida, ma con i dati, codice fiscale
compreso di lettura chiara e immediata. Ma come spesso
accade, quando si ha a che fare con la burocrazia e i suoi meandri, la novità è durata poco. Il Comune di Cortina,
che aveva avuto in dotazione a suo tempo e in via sperimentale l'apposito e
alquanto ingombrante macchinario, già dal 2005, è tornata a produrre il
documento alla vecchia maniera. Questo perchè tutto l'apparato, non di
semplice eseguibilità, si è semplicemente inceppato. All'Ufficio Anagrafe gli
impiegati ricordano con quanta difficoltà si procedeva. Tra controlli,
verifiche dei dati, computer in funzione, letture ripetute, ma soprattutto la
messa in funzione della Data Card - la macchina che stampa la carta d'identità
- ci si impiegava un bel po' di tempo. In una mattina con una persona addetta
esclusivamente a questa funzione, si riuscivano a consegnare non più di quattro
documenti. A Cortina, tra l'altro, avevano diritto di accedere anche le
anagrafi di altri Comuni limitrofi, motivo per cui il lavoro diventata ancora
più lungo e difficoltoso con l'aggiunta delle inevitabili lamentele dei
cittadini allo sportello, sfibrati dalle lunghe attese. E' stata tentata anche
la via della riparazione del macchinario andato in tilt, ma senza esito. In
attesa delle disposizione del Ministero, ( sono trascorsi nel frattempo quasi
tre anni), l'ufficio anagrafe del Comune, finito lo sperimentale, ha così
ripreso a produrre il cartaceo. Ma c' è anche chi, in attesa di avere il
rinnovo del documento, chiede al sindaco di intervenire, di fare qualcosa, per
evitare di fare come i gamberi.
( da "Sicilia, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Via libera al golf
resort di sir Rocco Forte per il mungimento delle acque dai pozzi realizzati
all'interno dell'aria di proprietà. Il Genio Civile di Agrigento ha rilasciato
l'autorizzazione. Rappresenta un altro punto in meno delle numerosissime
incombenze burocratiche cui è soggetto il complesso progetto del golf resort.
Ancora manca all'appello il via libera dell'Anas per la realizzazione dello
svincolo di accesso alla struttura turistica e golfistica. Si attende, infatti,
la Valutazione di Impatto Ambientale da parte dell'assessorato regionale al
Territorio e Ambiente, ufficio che, purtroppo, si dilunga notevolmente nei
tempi. L'architetto Rino La Mendola, ingegnere capo del Genio Civile, per
espletare le competenze del suo ufficio ha avuto la necessità di reperire
ulteriori elaborati da parte della Intertecno, società di ingegneria che cura
la progettazione e la direzione dei lavori del golf resort. Il passo più atteso
da parte del gruppo inglese, leader internazionale del turismo a cinque stelle
lusso, deve essere compiuto dal ministero dell'Economia. Per l'erogazione del
contributo pubblico si attende la nuova certificazione antimafia. Documento che
è scaduto lo scorso dicembre, ma, come al solito, i tempi
della burocrazia non sono
quelli attesi da chi fa impresa. Non appena la certificazione antimafia
perverrà al Ministero, finalmente il gruppo inglese potrà incassare la parte di
intervento finanziario frutto dell'Accordo Quadro di Programma. Fino a oggi, le
opere realizzate ammonterebbero a circa 80 milioni di euro, a fronte di
un costo complessivo di 125 milioni. Soldi sborsati interamente dal gruppo sir
Rocco Forte. Per quanto riguarda la vicenda delle due buche entro la fascia dei
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
COLDIRETTI
"Psr, la fretta è ... COLDIRETTI"Psr, la fretta è
pericolosa"Forte preoccupazione per l'esito della riunione del comitato di
sorveglianza, preceduto da un incontro tecnico, che si è espresso sui
regolamenti di attuazione del Psr (Programma di sviluppo rurale) viene espressa
dalla Coldiretti del Fvg. "Comprendiamo - rileva il presidente Dimitri
Zbogar - che le dimissioni anticipate del presidente della Regione hanno reso
necessarie alcune accelerazioni, ma la fretta rischia di causare anche una condivisione
parziale delle proposte di modifica e tutto questo svuota il senso della
concertazione. Questo non ha consentito un completo confronto con le
organizzazioni professionali e così è rimasta irrisolta una serie di punti che
riteniamo importanti e che rischiano di penalizzare e rendere meno efficace
l'avvio della programmazione. Credo - conclude Zbogar - che
la fretta non sia l'unica consigliera, che non si debba privilegiare il
criterio dei tempi rispetto alla qualità dei progetti". "A nostro
avviso - aggiunge il direttore regionale della Coldiretti Elsa Bigai - ci sono
ancora tanti elementi dove la burocrazia graverà sulle imprese".
( da "Sicilia, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sperone Area di
sosta e spazio verde in un tratto di via Di Vittorio Un accordo in nome della
qualità e della legalità. L'Istituto regionale della vite e del vino offrirà la
propria competenza tecnica agli operatori del Consorzio sviluppo e legalità che
coltivano le terre confiscate alla mafia affidate in concessione a cooperative
sociali. Il protocollo d'intesa è stato formato ieri a Villa Malfitano. Gli esperti
dell'Irvv lavoreranno al fianco dei giovani delle cooperative Placido Rizzotto,
Pio La Torre e Lavoro e non solo con l'obiettivo di migliorare la produzione
della linea Centopassi. "Aiuteremo la cooperativa dal punto di vista
tecnologico nei terreni distribuiti fra Corleone, Camporeale, Partinico, mentre
noi realizzeremo alcuni campi sperimentali", spiega Leonardo Agueci,
presidente dell'Irvv. Il Centopassi avrà anche una vetrina d'eccezione. L'Irvv
concederà, infatti, uno spazio alle bottiglie delle cooperative al Vinitaly
2008. Il Consorzio potrà così pubblicizzare la nuova etichetta della vendemmia
2007: un Cataratto in purezza, prodotto in edizione limitata. "Quella di
Verona è un'occasione importante ma non dobbiamo montarci la testa", ha
dichiarato Gianluca Faraone, presidente della Cooperativa Placido Rizzotto che
ha aggiunto: "Dobbiamo ricordarci da dove veniamo". Il presidente del
Consorzio e sindaco di Corleone, Nino Iannazzo, ha annunciato nel corso della
conferenza stampa anche l'intenzione di inviare una lettera ai candidati
premier e alla presidenza della Regione suggerendo alcuni miglioramenti della
legge sulla confisca dei beni ai mafiosi. "C'è bisogno
non solo di ridurre i tempi della burocrazia e quindi dell'assegnazione dei beni ? ha concluso ? ma anche di
ottenere delle risorse economiche per ristrutturare gli immobili e rendere
produttivi i terreni. Nella maggior parte dei casi infatti sono inutilizzabili
e i Comuni devono trovare i fondi per sistemarli". Roberto
Valguarnera.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nessun contributo in
denaro (come riportato per un banale refuso nel titolo all'articolo pubblicato
ieri a pagina IV), ma solo la concessione degli spazi. Sta in questi termini il
rapporto dell'amministrazione comunale con l'associazione Aka, il gruppo che
con il progetto "Lost in production" ha avuto la disponibilità dei
Magazzini del sale. A dare le chiavi dei locali era stato Giandomenico
Romanelli, direttore dei Musei civici. La vicenda è stata ripresa dal
consigliere comunale di Forza Italia, Michele Zuin, con una lettera in cui
chiede chiarimenti allo stesso Romanelli e al segretario generale di Ca'
Farsetti, Rita Carcò. Il direttore dei Musei civici, aveva personalmente
consegnato le chiavi ai giovani. Zuin aveva evidenziato come non ci fosse stato
stato alcun atto deliberatorio, sollevando dubbi sulla legittimità
dell'affidamento. Romanelli aveva risposto che l'avvio della vicenda "è da
far risalire a una domanda all'assessora alla produzione culturale con
presentazione di un progetto "Lost in production" da parte di alcuni
giovani appartenenti all'associazione registrata nell'elenco comunale
denominata Aka".La stessa associazione, però, risulta inserita nell'albo
comunale con una delibera di Giunta datata 11 febbraio 2008. È evidente quindi
che all'epoca questa non poteva essere iscritta come affermato per iscritto da
Romanelli "nell'elenco comunale". Di qui la richiesta di
chiarimenti."Non ci stupisce - dice Marco Baravalle, portavoce di Aka -
che agli attacchi politici nei nostri confronti sia rimasta soltanto l'arma spuntata della burocrazia. Fino ad ora abbiamo lavorato in totale autonomia economica,
provvedendo ad ogni nostra esigenza attraverso l'autofinanziamento. Da ottobre
abbiamo prodotto cinque mostre, abbiamo ospitato una serie di conferenze,
abbiamo proposto un workshop di grafica, e ci siamo occupati dei problemi della
città. Se per caso il problema dovesse essere la nostra registrazione
all'albo comunale, si sappia che la presentazione della documentazione
dell'associazione è datata 27 settembre 2007. di eventuali lungaggini
burocratiche non siamo evidentemente responsabili."Questi sono i fatti.
Invitiamo tutti - conclude - a vedere di persona chi siamo, cosa facciamo e che
cosa è il SaLE stasera alle 18 all'inaugurazione e della mostra "Guilty at
the Dock", in cui esporranno noti writer cittadini e non solo".
( da "Opinione, L'" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 28 Feb
2008 Edizione 41 del 28-02-2008 Il 5% in più delle famiglie considerate a basso
reddito come in Lituania, Romania, Ungheria Eredità post-sovietica: un'Italia
più povera La giustizia sociale, connotato basilare della sinistra, inteso come
appiattimento generalizzato e uniforme, non coincide con i programmi di
sviluppo di una società dinamica in espansione di Romano Bracalini La povertà
che sembrava un ricordo, una maledizione secolare che portava alla diaspora
delle famiglie e allo sradicamento sociale dell'emigrazione, torna ad assillare
il 20% delle famiglie italiane. Non c'è mai salvezza piena, se viene meno la
fiducia, la volontà, l'ottimismo. I tempi sono cambiati. Spesso la tragedia è
uno stimolo. L'Italia uscita distrutta dalla guerra trovò la forza della
ricostruzione e del "miracolo" economico che la promosse nel club dei
paesi liberi e ricchi. La libertà è il presupposto necessario all'ordinato
sviluppo, al progresso, alla ricchezza equamente distribuita. Difficilmente la
libertà si coniuga con la miseria. E' vero il contrario. Dopo appena dieci anni
di comunismo le economie delle cosiddette "democrazie popolari"
dell'Est erano regredite ai livelli del 1938. Cecoslovacchia e Ungheria (ex
componenti dell'impero asburgico) da paesi discretamente sviluppati rispetto
alla media dell'Europa orientale erano precipitati nella miseria da cui
faticosamente tentano di risollevarsi dieci anni dopo la caduta del comunismo.
L'Italia l'aveva scampata bella. Con la sconfitta del Fronte Popolare
socialcomunista il 18 aprile 1948 restammo di qua. Sono trascorsi esattamente
sessant'anni. L'incantesimo s'è rotto da un pezzo. A che cosa dobbiamo questo
ritorno all'indietro se non al fallimento della politica di cui il governo Prodi
è stato l'esempio più cinico e deleterio? Al fallimento della politica in
generale, che ha perso di vista la soluzione dei problemi reali, e ai residui
di una ideologia che non cessa di far danno. Così la componente comunista di
quest'ultima compagine governativa ha avuto l'effetto quasi automatico e
psicologico di deprimere l'economia, impedire le riforme,
aumentare i lacci e i laccioli di una burocrazia asfissiante e inefficiente, elargire servizi pubblici da
terzomondo, aumentare le tasse, che è sempre l'estrema risorsa di ogni
malgoverno non proiettato all'esterno ma rinchiuso in se stesso, nel proprio
orizzonte angusto e autarchico. Il fatto è che la giustizia sociale,
connotato forte e basilare della sinistra, inteso come appiattimento
generalizzato e uniforme, non coincide con i programmi di sviluppo di una
società dinamica in espansione, né con la legge del profitto che è la sola,
fino a prova contraria, che incrementi l'economia, incoraggi l'iniziativa
privata, crei ricchezza. L'Italia paga lo scotto di questa eredità sovietica.
La lotta tra le fazioni distoglie dalla politica del fare per rimanere sul
terreno delle chiacchiere e della retorica provinciale. Non si fanno più grandi
opere pubbliche, i cantieri sono fermi. Roma ha due linee della metropolitana,
Oslo con un quarto degli abitanti 18. Londra, Parigi, Madrid, Barcellona hanno
la metropolitana da oltre un secolo. A Milano la prima linea della
metropolitana è stata costruita negli anni 60. Ritardi che contrassegnano un
paese povero, litigioso, discorde; e ogni paese ha la classe politica che si
merita. Le autostrade sono ancora quelle di quarant'anni fa, inadeguate alle
esigenze del traffico moderno che è quadruplicato,pericolose al punto che i
morti superano quelli di tutti gli altri paesi europei. Il rapporto annuale
della Commissione Europea sulla protezione sociale dice ancora che il tasso dei
bambini a rischio povertà in Italia è del 25%: il 5% in più delle famiglie
italiane considerate povere, esattamente come in Lituania, Romania, Ungheria.
Il raffronto con le condizioni di vita dell'Est ex comunista è abbastanza
sconvolgente se si pensa che nei paesi satelliti di Mosca il comunismo ha
dominato per cinquant'anni e da noi è bastata una sola esperienza di governo
cattocomunista per farci precipitare ai loro stessi livelli di povertà diffusa
e conclamata. Complimenti! Non solo gli anziani da sempre tra le fasce meno
protette e con pensioni di fame, ma anche le famiglie operaie attive stentano
sempre più ad arrivare alla fine del mese; e nell'indigenza gli elementi che
soffrono di più sono i bambini. Il costo della vita aumenta, e così
l'inflazione che decurta la busta paga, il lavoro è sempre più precario, i
giovani non lo trovano, i salari e gli stipendi italiani restano tra i più
bassi d'Europa: circa il 40% in meno dei salari francesi e tedeschi, a parità
di costo della vita. Sotto accusa anche gli aiuti sociali che secondo il
rapporto hanno "scarsa incidenza" sulla protezione infantile.
Insomma, un governo ispirato dalla ideologia comunista che della
"emancipazione sociale" (a parole) ha sempre fatto il suo cavallo di
battaglia, ("pane e lavoro" era il grido della piazza proletaria), è
venuto meno ai suoi testi di dottrina. Né pane né lavoro. Ma più poveri sì.
"Il comunismo vero è quello che non funziona", diceva un secolo e
mezzo fa Mazzini in polemica con Marx. Del resto per certe dottrine
pauperistiche se i poveri non ci fossero bisognerebbe inventarli. Il fatto è
che quasi sempre ci riescono. Peggio di noi, conclude il rapporto, stanno solo
la Lettonia e la Polonia. E' già tanto se non siamo tutti sui gommoni.
( da "Redattore sociale" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MAFIE
16.2928/02/2008 Giovani industriali: ''La Calabria muore di criminalità e
assistenzialismo'' Duro attacco alla politica guidata da ''professionisti della
partitocrazia, dominatori incontrastati della regione'' mentre la ''criminalità
cresce a vista d'occhio''. ''Prima che la Calabria muoia, ripristinare la
legalità'' Reggio Calabria ? "La Calabria muore di politica, criminalità e
assistenzialismo". Questo il grido d'allarme dei giovani industriali
calabresi guidati dall'editore Florindo Rubbettino che non intendono più stare
a guardare il dramma di una regione che si consuma ogni giorno: mai come in
questo caso di fronte allo stato di prostrazione morale, civile ed economico
che affligge l'intero territorio è necessario reagire. I giovani soci di
Confindustria ribadiscono che la denuncia e l'indignazione sono oggi il primo
dovere morale. In Calabria ci sono troppi problemi e il primo tra questi è la
politica. "Alla nostra regione ? affermano gli industriali - serve una
politica alta che non può ridursi a miope e ossessiva conservazione del potere,
tramite un consenso ottenuto anche contro le regole del diritto e della
civiltà". L'analisi è impietosa contro i professionisti della partitocrazia,
soggetti che consolidano la propria ragion d'essere mediante l'occupazione di
spazi e la gestione di flussi di spesa pubblica: essi sono ancora i dominatori
incontrastati della regione. La mano libera nell'uso delle risorse pubbliche e
la "manomorta" su interi settori sono l'ossigeno che li alimenta e la
loro primaria occupazione. La criminalità, intanto, cresce a vista d'occhio
come ha ricordato la relazione della Commissione parlamentare antimafia. I
giovani della Confindustria riconoscono che c'è in Calabria un'economia
criminale, capace di cambiare pelle e divenire soggetto imprenditoriale e
investitore finanziario. Ma c'è anche un'economia sana, che non solo subisce la
concorrenza sleale dell'economia criminale, ma ne paga tutti i danni di
immagine quando non ne viene direttamente vessata. "Per questo rifiutiamo
e condanniamo con tutte le nostre forze ogni tipo di distorsione e
condizionamento sul nostro lavoro di imprenditori. Condanniamo senza mezzi
termini qualunque concessione a fenomeni come il racket. Pagare il pizzo
significa non solo rafforzare le organizzazioni criminali sotto il profilo
economico, ma riconoscere loro il potere di soggetto legittimato a garantire la
sicurezza. Oltre che una grave rinuncia alla propria dignità di uomini prima e
di imprenditori". I giovani di Confindustria lamentano di essere stanchi
come imprenditori calabresi di subire tutto questo e per di più di essere
guardati con sospetto: "A noi ? incalzano - appartiene la cultura del
diritto e non quella del favore, la cultura delle regole e non quella delle
scorciatoie, la ricerca della libertà d'impresa e non quella della protezione,
l'esplorazione nel mare aperto del mercato. La Calabria è in crisi per colpa
del fallimento di un'intera classe politica regionale e per l'intreccio
politica, economia, criminalità, corruzione e la cultura dell'assistenzialismo
è l'altro suo nemico mortale". Dalla politica bisogna aspettarsi sempre
meno aiuti pubblici e chiedere invece sempre di più di aprire il mercato, ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare
condizioni di sostegno: giustizia, infrastrutture, quadro delle regole,
progettualità, più capacità di indirizzare al meglio le risorse pubbliche e
comunitarie e meno intermediazioni, e soprattutto capacità di ascolto e di
interlocuzione. La Confindustria guidata da Rubbettino definisce la
Calabria di oggi " devastata moralmente come lo era materialmente l'Italia
alla fine della Seconda guerra mondiale. Perciò bisogna avere il coraggio di
sognare una Calabria diversa e restituire dignità a questa regione".
Bisogna ripristinare a tutti i livelli il principio della legalità, del merito
e della responsabilità per uscire dal degrado, dal sommerso e dall'insicurezza.
Tutte queste cose occorre farle in fretta, prima che la Calabria muoia e che
anche i giovani imprenditori, come tanti altri coetanei, siano costretti a
emigrare. Ad esprimere la sua vicinanza e solidarietà ai giovani industriali
anche il presidente di Confindustria Calabria Umberto De Rose che ricorda
l'importante impegno del prossimo 7 marzo. "Sara' una giornata importante
"perche' per la prima volta la Confindustria calabrese e quella siciliana
si confronteranno in termini di sviluppo e in termini di lotta alla
criminalita'. Partiremo insieme per presentare delle proposte di sviluppo
multiregionale sui Por. Si aggiungeranno poi anche Puglia, Campania e
Basilicata. Sarà la prima occasione in cui cinque regioni parleranno insieme di
sviluppo economico, il quale può anche essere uno strumento contro la
criminalita' organizzata che pesca nella miseria la sua manovalanza. Studieremo
insieme delle misure contro la criminalita', contro tutte le mafie, compresa
quella dei colletti bianchi". Maria Scaramuzzino.
( da "Sestopotere.com" del 28-02-2008)
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(19:36) (28/2/2008
17:54) | RIMINI, CONFERENZA DEI SINDACI: ESITI (Sesto Potere) - Rimini - 28
febbraio 2008 - L'assise dei "primi cittadini" della provincia di
Rimini hanno esaminato oggi un gruppo di temi di particolare rilievo. Vediamoli
in sintesi. LOCALIZZAZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE IN PROVINCIA DI RIMINI
Gli enti locali riminesi hanno stabilito di stringere un vero e proprio
"patto per la scuola" allo scopo di affrontare, nel contesto di un
quadro unitario di riferimento e della condivisione di una strategia
territoriale, il problema della quantità e della qualità delle sedi scolastiche
nella nostra provincia. Occorre infatti fare i conti con proiezioni di medio
lungo periodo che stimano una crescita della popolazione in età prescolare e
scolare (da zero a 23 anni) dalle attuali 63.843 unità, alle 71.939 al 2014 ed
alle 82.516 al 2024. Il sistema scolastico riminese, secondo queste previsioni,
dovrà assorbire nei prossimi anni un piccolo esercito di "teen ager",
rischiando di andare in tilt se non si pianificheranno da subito interventi di
costruzione di nuovi edifici, di riadattamento e ristrutturazione di strutture
esistenti e di miglioramento qualitativo dei servizi. La questione di fondo è
dove trovare i soldi per fronteggiare le nuove, pressanti esigenze. "Le
amministrazioni pubbliche hanno dato corso ad investimenti sul territorio pari
a 50 milioni di euro - ha spiegato il Vice Presidente della Provincia, con
delega alla scuola, Maurizio Taormina - ma queste risorse non bastano a garantire
il futuro. Da soli non possiamo farcela. Di qui la necessità di un patto fra
gli enti e dell'apertura di un negoziato con la Regione ed il governo centrale
perché anche loro si facciano carico del problema di dare risposta alla
straordinario aumento di domande di accesso nel nostro mondo della
scuola". Ed il Presidente Ferdinando Fabbri ha aggiunto: "I Comuni
hanno operato con grande impegno in questi anni, insieme alle istituzioni
scolastiche, per assicurare un'alta qualità della nostra offerta educativa e
formativa. Ora non dobbiamo retrocedere. E per farlo occorrono altri
investimenti. Il patto, oltre a segnalare un nodo da sciogliere, indica una
prospettiva di lavoro, una linea d'indirizzo anche per la prossima
legislatura". RIFORMA DELL'ATO La Provincia ha proposto una trasformazione
dell'ATO all'insegna dell'efficienza, della responsabilizzazione dei Comuni e
dei sindaci, del contenimento dei costi della politica e di gestione, sulla
scia delle indicazioni della Legge finanziaria 2008, che assegna alle Regioni
il compito di ridefinire, entro il primo luglio prossimo, il profilo degli ATO.
L'ipotesi, che vuol' essere un contributo al dibattito sul futuro di questi
enti apertosi in sede regionale e che ora sarà vagliata dalle amministrazioni
comunali, prevede la cancellazione di presidenza e consiglio di amministrazione
attuali, oltre all'impostazione di un nuovo organigramma funzionale
dell'Agenzia che poggi su tre pilastri: l'Assemblea dei Sindaci, con funzioni
d'indirizzo; il Presidente dell'Assemblea, individuato nella figura del
Presidente della Provincia o suo delegato, con un ruolo di rappresentanza e con
il compito di sovrintendere al buon funzionamento dell'Agenzia; il Direttore,
quale organo tecnico gestionale. Non si tratta di un "assorbimento"
tout court dell'ATO da parte della Provincia, perché la legislazione vigente lo
impedisce, ma certo la riforma proposta apre la strada ad una incorporazione
dell'ATO in seno all'Ente sovraccomunale. "L'idea di base - ha affermato
l'assessore provinciale al Bilancio, Riziero Santi - è quella di una Provincia
che si riappropria in pieno del proprio ruolo di programmazione e di
coordinamento. La razionalizzazione degli apparati burocratici, l'esaltazione
delle funzioni degli Enti locali ed un consistente taglio dei costi della
politica, dell'ordine di oltre 80.000 euro all'anno, e, non
ancora quantificato, della burocrazia, sono gli obiettivi che ci prefiguriamo con il nostro
progetto". Il percorso della riforma è appena agli inizi. Con il nulla
osta della Conferenza, l'Amministrazione provinciale si appresta, a questo
punto, ad elaborare uno schema tipo di delibera. Poi la
"palla" passerà nelle mani dei sindaci. Prevedibilmente fra la fine
di marzo e l'inizio di aprile, tutti i Consigli comunali del riminese dovrebbero
pronunciarsi sugli appositi atti deliberativi; quindi entro la prima metà di
aprile il Presidente potrebbe convocare l'Assemblea dei Sindaci per rendere
operativo il nuovo assetto gestionale. PEREQUAZIONE TERRITORIALE Ridistribuire
più equamente il peso degli oneri ambientali e dei vincoli di tutela che la
nuova programmazione urbanistica territoriale intende estendere: è il concetto
chiave che presiede al disegno di perequazione su scala provinciale, come
strumento attuativo del PTCP, illustrato ai sindaci. L'idea contiene in sé una
forte carica innovativa e costituisce un modo concreto per dare corpo
all'obiettivo di governo di area vasta e per tradurre nei fatti il principio di
integrazione territoriale e di sinergia fra realtà locali. "Abbiamo pensato
ad un meccanismo che ripartisca in modo più giusto i costi e le risorse per
un'area omogenea come la nostra, dove deve sempre prevalere una logica di
sistema rispetto agli interessi localistici", ha sostenuto il presidente
Ferdinando Fabbri. Gli ha fatto eco l'assessore alla Pianificazione
territoriale della Provincia di Rimini, Alberto Rossini, secondo cui una
politica più attenta alla salvaguardia ambientale ed alla conservazione dei
beni paesaggistici e naturali, pur investendo direttamente alcune aree più di
altre, si riflette sull'intero ambito provinciale. Nel dettaglio, ciò che è
stato proposto ai sindaci è la costituzione di un fondo perequativo alimentato,
in parte, da una quota, che dovrebbe oscillare fra il 2 ed il 2,5%, dei
proventi derivanti ai singoli comuni ogni anno dagli oneri di urbanizzazione,
e, dall'altra, da ulteriori risorse stanziate dalla Provincia e, se si riuscirà
a trovare un accordo, anche dalla Regione. I ricavi di questa operazione, che
secondo una valutazione ancora provvisoria dovrebbero ammontare a circa un
milione e 100 o 200 mila euro all'anno, andranno a sostenere grandi progetti di
valorizzazione territoriale di rilievo sovracomunale, come i parchi delle aste
fluviali del Conca e del Marecchia, o il programma dei "contenitori
culturali oppure altre iniziative, di carattere strategico, che abbiano una
ricaduta sull'intera area provinciale. "Il fondo - ha chiarito l'assessore
Rossini - avrà durata poliennale e sarà gestito da una Fondazione, che agirà
sulla base di un regolamento che sarà licenziato dalla Conferenza dei
sindaci". Dopo questa prima presentazione, la proposta viene ora
consegnata, per un necessario approfondimento, ai comuni e sarà oggetto di
esame da parte di specifici tavoli tecnici coordinati dalla Provincia. Il
presidente Fabbri intende anche farne materia di confronto con le forze
politiche. EMERGENZA IDRICA E LOTTA ALLA ZANZARA TIGRE Il presidente Fabbri ha
sollecitato i sindaci ad emanare in tempi brevi le relative ordinanze per
avviare rapidamente azioni di contrasto.
( da "Vita non profit magazine" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 23/02/2008 --> Lo stilista in campo per rilanciare la
sua terra. "Il Sud e i giovani saranno le mie priorità" La copertina
di un vecchio Time magazine è ancora lì sul tavolo dello studio milanese. La
data è quella del 19 gennaio
( da "Giornale di Calabria, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervento del
presidente nel Consiglio che decide il futuro dell'attuale legislatura. Il
pensiero di Bova REGGIO CALABRIA. "Non voglio sottrarmi ad alcuna
questione, ma mai avrei pensato di dovermi trovare, al momento della mia
elezione, nella situazione attuale. A chiunque mi avrebbe detto di tale
situazione, lo avrei tacciato di follia". Così, il Presidente della Giunta
regionale, Agazio Loiero, ha aperto il suo intervento dinanzi al Consiglio
regionale, presente per l'occasione in tutta la sua interezza. "In questo
momento così complesso - ha detto Loiero - bisogna far coincidere i fatti con
la verità. Questo momento è unico finanche rispetto al passato - ha
sottolineato il Presidente della Regione - ed in questi tre anni di mio
governo, il crescendo di critiche per la Calabria è stato tremendo,
sorprendente e senza distinguo per nessuno. Sparare sulla Calabria è diventata
la cosa più semplice, ma anche, devo ammettere, quanto si sia dimostrato
difficile attuare il cambiamento: troppe le incrostazioni, le collusioni, la "graniticità" di certa burocrazia, l'infiltrazione della criminalità organizzata". Loiero,
inoltre, ha rivolto critiche ai "mass media, che non mi hanno perdonato
nulla: ricordate i quindici giornalisti assunti? Erano solo cinque. E che dire
delle consulenze? Ne ho mantenute sempre e soltanto tre. Eppure nessuna
operazione di verità è emersa e si è lasciata l'impressione che talune
imprecisioni fossero diventati fatti. E ancora, la tragedia di Vibo, le
inchieste sui depuratori, il bacino del Menta, tutte questioni che ci sono
state addossate, mentre sono fatti che arrivano da molto tempo prima". Il
presidente della Regione, nel prosieguo del suo intervento, ha detto che
"sono stati tre anni passati a discutere di inchieste giudiziarie più che
di sviluppo, con la Regione rivoltata come un calzino dagli organi inquirenti e
mi preoccupa, molto, l'idea che qualcuno sia dichiarato innocente quando forse
sarà troppo tardi". Loiero, poi, rivolgendo l'augurio "ai due
colleghi arrestati di dimostrare molto presto la loro estraneità ai fatti
contestatigli", si è rivolto all'intero Consiglio regionale: "Mi
direte voi, destra e sinistra, se questa esperienza deve concludersi in maniera
traumatica, se deve restare ancora in vita dopo i macigni che ci sono piovuti
addosso. La questione dello scioglimento anticipato la dovrà assumere per
intero tutta l'Assemblea". Loiero ha anche invocato "norme che
postulano estremo rigore anche per l'imputato, fosse anche il più acerrimo dei
nemici, perché il danno giudiziario, come nel caso di Franco Pacenza, è sempre
irrisarcibile. Io dico: per i politici, inaspriamo le pene, le aggravanti, ma
non facciamo processi per un avviso di garanzia. Eppure tanti, a livello
nazionale, di destra e di sinistra, spingono per lo scioglimento del Consiglio
per problemi di Giustizia. Ecco perché ho scelto oggi di decidere il nostro
futuro con voi, sapendo che molti, associazioni e semplici cittadini mi dicono
di non mollare. E se ci sciogliamo oggi, chi prenderà il nostro posto? Quali forze
oscure prenderanno il comando? Sono certo che finora ho svolto un lavoro
certosino, ho seminato molto, forse non sarò io a raccoglierne i frutti, ma mi
auguro che chi verrà dopo di noi sappia veramente riporli nei granai di tutti i
calabresi". Prima di Loiero era intervenuto il presidente del Consiglio
Bova. Signori Consiglieri, prima che prenda la parola il Presidente della
Regione, vorrei anch'io porre a voi e a lui una domanda, proprio sulle
prospettive della legislatura.Mi chiedo e vi chiedo: è possibile che questa
Assemblea legislativa abdichi unilateralmente dalle proprie prerogative e dalle
proprie responsabilità?". Inizia così l'intervento di Bova. "Se così
fosse, diventerebbe - ha proseguito Bova - allora un destino ineludibile, per la
Calabria, l'affidare le proprie sorti a poteri speciali e monocratici esterni
alla Regione. So bene anch'io che la situazione che si è venuta determinando è
estremamente seria. Le recenti vicende giudiziarie che, a vario titolo, hanno
visto coinvolti alcuni consiglieri regionali pongono questioni pesanti come
macigni.Ma non è forse vero che proprio noi, sin dall'inizio della legislatura
e poi, con ancora maggiore determinazione, dopo il delitto del Vicepresidente
del Consiglio regionale Franco Fortugno, abbiamo chiesto a gran voce
l'affermazione piena del principio di legalità? Proprio a questo proposito
penso che la risposta più sbagliata sia quella di staccare la spina, finendo
per un verso con l'attribuire a questa Assemblea colpe infamanti che non ha e,
per l'altro, non affrontando le questioni istituzionali e politiche che, in
maniera oramai drammatica ed indifferibile, si pongono come assolute priorità.
È sotto gli occhi di tutti che l'attuale modello di regionalismo conosce una
crisi probabilmente irreversibile. E se questo è vero, che senso avrebbe allora
tornare alle urne senza avere affrontato una rivisitazione compiuta dello
Statuto regionale e della legge elettorale? Ci sono questioni che non possono
più attendere, come quella di prevedere un maggiore rigore nella selezione
degli eletti, promuovendo una legislazione più severa nel campo della
ineleggibilità e della stessa incandidabilità alla carica di consigliere
regionale. Per i reati più gravi, quale quello - ad esempio - di associazione
di tipo mafioso, anche una condanna in primo grado deve diventare un limite
invalicabile per chi intenda rivestire un ruolo politico-elettivo. Al contempo,
dovrà trovare una risposta positiva l'esigenza di una maggiore presenza di
assessori esterni nell'Esecutivo regionale, al fine di garantire un più alto
tasso di competenza tecnica e professionalità nel Governo della Regione. Dentro
questo quadro riformatore, anche la scelta dei candidati alla Presidenza della
Giunta regionale dovrà avere una regolamentazione legislativa che affermi
pienamente, attraverso elezioni primarie, la sovranità dei cittadini. "Per
questa via - ha aggiunto Bova - avrebbe un suo naturale compimento lo sforzo
che il Consiglio ha già intrapreso sin dall'avvio di questa legislatura.
Infatti, l'Assemblea calabrese, unica in Italia, ha già da tempo approvato
un'integrazione al Regolamento consiliare che prevede la decadenza automatica
da tutti gli incarichi assembleari anche in caso di semplice rinvio a giudizio
per il reato di associazione di tipo mafioso. Sul terreno della riduzione dei
costi della politica, sono state tagliate del dieci per cento le indennità dei
componenti dell'Assemblea e si è vietato per legge che parenti ed affini sino
al terzo grado siano utilizzati nelle strutture speciali dei Consiglieri e dei
direttori generali. Nel contempo, si è drasticamente ridotto il costo delle
strutture speciali, devolvendo il ricavato a favore dei giovani laureati più
meritevoli che potranno accedere a stage biennali retribuiti nelle pubbliche
amministrazioni calabresi. Si è avviata, inoltre, un'opera di rottamazione di
vecchi "carrozzoni" e si é radicalmente ridotta la struttura
burocratica apicale del Consiglio, riducendo i direttori generali da cinque ad
uno. Certo, occorre avere piena consapevolezza che la prova da affrontare è
assai ardua. Ci accompagnerà, lo sappiamo bene, un pregiudizio di fondo secondo
il quale la Calabria sarebbe oramai una "regione persa". Noi dovremo
essere capaci di sorprendere tutti - giorno dopo giorno - a partire da
questioni vitali come quelle ambientali e della salute. Dovremo approvare piani
e inverarli in progetti efficaci e servizi efficienti. Dovremo agire per
riavvicinare i cittadini alle istituzioni, proseguendo nell'opera di
decentramento di funzioni e competenze alle Province e agli enti locali, nel
rispetto del principio di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione e leale
collaborazione. Il tutto liberando la politica dai "peccati mortali"
della clientela e dell'arbitrio, e promuovendo il merito e la professionalità.
A tal fine, al termine della discussione sono emblematicamente posti all'ordine
del giorno per essere approvati, due provvedimenti di altissimo valore quali le
integrazioni alla legge istitutiva della Stazione Unica Appaltante, nel
rispetto delle osservazioni sollevate dal Governo, e la norma che raddoppia le
risorse destinate agli stage per i giovani laureati meritevoli: i posti
disponibili passeranno così da
( da "Sestopotere.com" del 28-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(21:42) (28/2/2008
20:15) | COLTURE CATASTALI, CO.DI.PR.A. ED ECCESSIVA
BUROCRAZIA: DEFINITA UNA LINEA STRATEGICA UNITARIA (Sesto Potere) -
Forlì/Cesena - 28 febbraio 2008 -Definire strategie comuni in merito ad alcuni
temi urgenti che interessano il settore agricolo provinciale: è questo il senso
dell'ultimo incontro che ha visto protagoniste le rappresentanze di CIA,
Confagricoltura e UIMEC-UIL di Forlì-Cesena. Prima di tutto si conferma
la grande preoccupazione per gli errori nell'adeguamento della codifica delle
colture catastali che, come nel 2007, colpiscono le aziende agricole associate.
Il riversamento automatico fatto da AGEA in favore dell'Ufficio del Territorio
comporta, infatti, incongruenze ed errate attribuzioni di coltura che
inevitabilmente provocano aggravi fiscali e contributivi (per esempio Consorzi
Stradali, Bonifica, ICI ecc.). È parere di CIA, Confagricoltura e UIMEC-UIL che
si debba sensibilizzare l'ufficio del Territorio di Forlì-Cesena affinché, per
lo meno, prenda atto del grave disagio che questo sistema (già a suo tempo
criticato e non condiviso) porterà in campagna. Verrà richiesto allo stesso
ufficio un incontro per definire una linea di comportamento adeguata. Si è
quindi passati ad affrontare il problema del rinnovo del Consiglio
d'Amministrazione del Consorzio Difesa Produzioni Agricole di Cesena
(CO.DI.PR.A.), attualmente in scadenza. È parere di CIA, Confagricoltura e
UIMEC-UIL che il nuovo Consiglio d'Amministrazione debba perseguire un
programma pluriennale che abbia come obiettivi la riduzione dei costi di
gestione, il miglioramento dei servizi da offrire ai soci e un aumento del
potere contrattuale nella trattativa con le compagnie assicurative, al fine di
ridurre i costi a carico dei propri associati. Questo potrà realizzarsi
attraverso concentrazioni e collaborazioni con altri consorzi più o meno
vicini, e l'individuazione di strumenti e strategie atte a conservare il
patrimonio acquisito nel tempo. Ancora aperto, infine, il problema legato alla
sempre più pesante burocrazia che caratterizza i
rapporti con le amministrazioni pubbliche. A tal fine si è rimarcata la
necessità di riaffermare il ruolo di rappresentanza delle Organizzazioni
Agricole per una sempre più efficace ed efficiente attività sindacale.