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Articoli
Burocrazia (49)
San Giulianon Sono già incominicate le opere di
demolizione nella zona di Sesto Ulteriano
( da "Cittadino,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sembra che una volta sganciato dalla burocrazia il progetto prenderà forma in tempi record. Se venisse infatti rispettata la cronomappa annunciata dall'operatore al comune, in circa 12 mesi di opere, la spianata che un tempo aveva ospitato magazzini legati alla logistica, si trasformerà in un battuto punto di riferimento per gli acquisiti,
Preoccupa
la concorrenza del pubblico ( da "Alto Adige"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Preoccupa la concorrenza del pubblico" Egartner duro contro la burocrazia "Insostenibile, siamo in ginocchio" BOLZANO. "La situazione dell'edilizia locale non è al momento sicuramente rosea. Le commesse sono in calo sia nel settore pubblico che in quello privato. Nel 2006 si è registrata una flessione del 16% nel rilascio dei permessi di costruzione.
Espulso,
burocrazia lo salva ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In
pensione non prima dei 67 anni ( da "Alto Adige"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e il nodo della burocrazia (i costi delle amministrazioni). Per quanto riguarda l'energia l'ex governatore bavarese partendo da uno dei temi di attualità a livello mondiale ha annunciato: "Il prezzo esorbitante del greggio". Un barile di greggio che solo 20 anni fa costava 2 dollari al barile, è passato a 10 dollari 10 anni fa,
E
ora la vendemmia si pagherà con i voucher , dal tabaccaio
( da "Alto
Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: viene applicata una norma statale per lo snellimento della burocrazia. E' prevista tra l'altro la creazione di un registro separato presso l'ufficio del lavoro, l'Inps e l'Inail, dove saranno iscritte le persone disponibili, soprattutto giovani e pensionati, per lo svolgimento di lavori occasionali come la vendemmia.
Un
vademecum della burocrazia ( da "Alto Adige"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dal
conflitto alla... complicità ( da "Giornale di Brescia"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: industriali deve essere abbinata una fiscalità e una burocrazia che permetta di eliminare "l'oppressione sulle aziende peggiorata negli ultimi anni anche dal precedente governo" che si sommi, però, a misure a favore del potere d'acquisto degli stipendi. In questa ottica va letta, quindi, la detassazione dei salari che già da giugno partirà, in maniera sperimentale su straordinari e premi.
L'erosione
marina ha fatto sparire la spiaggia di Fornillo a Positano. Lo denunciano le
associa ( da "Leggo"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I positanesi (ma non solo loro) quest'estate saranno quindi costretti a pagare per farsi il bagno", dice Vito Casola, presidente di Posidonia. "Stiamo studiando la situazione e faremo qualcosa, ma la burocrazia è complessa", annuncia il sindaco di Positano, Domenico Marrone.
Riparatori,
via alla supergaranzia ( da "Italia Oggi"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, in particolare, rende complessa la fruizione dei diritti che derivano al consumatore dalla garanzia ufficiale rilasciata dalle case costruttrici (due anni). E a garanzia scaduta, il consumatore rimane in balia di se stesso, alla ricerca di un centro assistenza qualificato e autorizzato.
Rubano
( da "Mattino
di Padova, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La figura del Difensore Civico rappresenta uno strumento molto importante, che viene messo gratuitamente a disposizione dei cittadini a loro tutela ed assistenza che permette la difesa del singolo contro i disagi che a volte la burocrazia crea, favorendo l'azione amministrativa locale. (l.m.).
Tra
agricoltori e industriali basta lotte sui prezzi
( da "Arena,
L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: questa deve essere fatta sulla burocrazia. La perdita di risorse è tutt'altro discorso". Ma da Bruxelles arriva anche una buona notizia: l'estensione fino al 2013 degli aiuti al tabacco. Il finanziamento del Fondo che promuove azioni di informazione e sensibilizzazione sugli effetti nocivi del consumo di tabacco ha visto incrementare il proprio plafond di circa 81 milioni di euro,
Cecilio
Metello e Berlusconi ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza dover rendere conto alla sinistra o alla destra, alla burocrazia o agli enti locali. Addirittura non ebbe nemmeno a che fare con gli ambientalisti o con la mafia. Certo, in queste condizioni sarebbero capaci tutti. Ma dopo il pervicace Console si sono succedute solo chiacchiere, promesse e tante, tante enormi spese senza costrutto.
Elisoccorso
(quasi) sempre necessario ( da "Tirreno, Il"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e forse non siamo ferrati in burocrazia. Quando succede un incidente, prendiamo e partiamo. Poi, è logico che cerchiamo di lavorare nella massima collaborazione con gli altri operatori". Bertoncini vuole comunque precisare una cosa: non vuole polemizzare con la Regione. "Assolutamente no - afferma - siamo abituati a lavorare con i mezzi che ci fornisce Firenze.
Parcheggi
gratuiti e più vigilanza ( da "Tirreno, Il"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si richiedono "contributi per ristrutturare e abbellire i negozi, per promuovere il centro storico con eventi", indispensabile "meno burocrazia per il rilascio di permessi per l'occupazione del suolo pubblico e conseguente abbattimento delle tariffe di occupazione nella misura del 70% per i primi tre anni".
Sughere,
pronto il campo di calcio domani festa con il primo torneo
( da "Tirreno,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tra burocrazia e lavori. è con soddisfazione che ieri mattina il nuovo campo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa in carcere a cui hanno preso parte la direttrice Anna Carnimeo, la comandante delle guardie, Morgana Fantozzi, l'educatore Lucio Coronelli, l'assessora provinciale a cultura e qualità sociale,
Grecia,
né aiuti né assistenza pugno duro con i clandestini - renato caprile
( da "Repubblica,
La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ci si arrende di fronte all'ultimo ostacolo: la burocrazia. Moduli da riempire, giornate di lavoro perso, per poi sentirsi dire se non si è disposti ad aprire il portafogli, che manca ancora qualcosa, che c'è bisogno di un ulteriore documento. Tutta roba che però non riguarda i paria del campo senza nome di Patrasso.
Salviamo
il loro mondo - marco lodoli ( da "Repubblica, La"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per una volta la burocrazia, quel labirinto di scaloni e scalini che regolano il passaggio alla pensione, potrebbe farsi da parte e consentire che tutto scorra semplicemente verso la foce, che le cose vadano come è giusto che sia. La figura della maestra campeggia nella nostra memoria come un totem sacro, è l'asse attorno al quale ha girato la nostra infanzia,
In
depressione, si toglie la vita ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non sarà così e ci vorrà del tempo perché i tempi della burocrazia sono molto dilatati rispetto alle necessità delle amministrazioni comunali. Tuttavia sono d'accordo con l'abolizione di questa tassa". Il decreto legge, applicato nella nostra comunità, riguarda il 25% di proprietari di prima abitazione, e a beneficiarne con maggiore soddisfazione sarà la popolazione dei pensionati,
E
IN UN MOMENTO in cui con facilità ci si appella alla necessità di tag
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: proliferano i regolamenti ed aumenta la burocrazia. Questa situazione ha indotto i più ad intraprendere una generica crociata contro i costi della politica, che sono indubbiamente da ridurre, e ha contribuito a delegittimare il ruolo delle istituzioni. E in questa prima fase l'interesse maggiore è parso concentrarsi, come avviene ormai con cadenza ciclica,
La
Cgil tra Berlusconi contratti e nuova unità Epifani presenta la Conferenza
d'organizzazione mentre punta a raggiungere i sei milioni di iscritti
( da "Unita,
L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: obiettivo è quello di esserci, di fare sindacato, con meno burocrazia, meno "impiegatizzazione", e per questa via di "estendere e rafforzare la rappresentanza e la rappresentatività della confederazione". Anche attraverso la tutela individuale, da affiancare a quella collettiva che il sindacato assicura attraverso i contratti.
Vescovi
immigrazione, rifiuti e salari: occorre agire in fretta
( da "Riformista,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia Le emergenze che investono oggi il paese sono sotto gli occhi di tutti e il governo, in scia alle promesse assunte in campagna elettorale, deve fare una sola cosa: rispondervi in fretta. Questo il leitmotiv dell'intervento tenuto ieri da Angelo Bagnasco (presidente della conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova)
Il
sindaco stoppa la protesta ( da "Nuova Ferrara, La"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: poi servirà più di un mese per sistemare tutta la burocrazia e, nel caso tutto fili liscio, entro luglio dovrebbero partire i lavori. Possibilità di grandi cambiamenti, per i tempi stretti e i vincoli contrattuali, non ce ne sono: il sindaco si è impegnato a darci un'occhiata personalmente e a portare nuove proposte su carta, non a lavori iniziati.
Europei,
la birra è in forse ( da "Adige, L'"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la birra è in forse Senza burocrazia a questo mondo non si potrebbe vivere. Quando ce n'è troppa, però, si rischia di soffocare. Ne sanno qualcosa gli scout roveretani che hanno dato la disponibilità a prestare il servizio di distribuzione bevande durante le partite del prossimo Europeo di calcio che saranno trasmesse su maxischermo in piazza Malfatti.
<Questo
Governo ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna ridurre il costo della burocrazia, le lentezze, i vincoli, le strettoie. Valorizzare la creatività made in Italy, i nostri talenti. Ridurre tutte le spese inutili e improduttive". Quindi tagliare i costi della politica. "Non solo quelli. Ci sono i costi della macchina dello Stato che raggiungono i 4.
LA
PARTECIPAZIONE della Juve alla Champions è subordinata al v
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perchè le vie della burocrazia s'incrociano anche con quelle del pallone. Così succede che sulla scrivania di Paolo Padoin (nella foto), prefetto di Torino col "cuore viola da sempre", sia arrivata la richiesta della società bianconera di avere il certificato che attesta "la regolarità delle strutture dello stadio Olimpico" del capoluogo piemontese.
Di
ALESSANDRO GOLDONI BOLOGNA TRECENTO. Decisi a sopravvivere
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Decisi a
sopravvivere e a battersi nelle Termopili della burocrazia e
dell'indecisionismo romano. Tanti sono, numero più numero meno, i combattivi
reduci bolognesi dell'Enea, l'ente nazionale di ricerca nelle nuove tecnologìe,
nell' ambiente, nell' energìa. Fiore all'occhiello dell'Italia degli anni '
Ca'
Sugana, via libera al circolo islamico
( da "Corriere
del Veneto" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia: Hilal (che significa "mezzaluna" in arabo) avrebbe dovuto aprire i battenti il 15 settembre del 2006, come recita il volantino pubblicitario fatto stampare per l'occasione. "Ma purtroppo la burocrazia ci soffoca – spiega Kezraji - se fossimo stati a Napoli magari saremmo riusciti ad aprirlo prima".
Imprese,
Governo e riforme ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La Ue non deve essere perciò bloccata dalla burocrazia delle regole inutili ma deve, propone Marcegaglia, rilanciare la sua domanda interna con più investimenti nelle reti, nelle infrastrutture, nell'ambiente; per finanziarli auspica la revisione del budget europeo e l'approfondimento della proposta di Tremonti di emissioni di obbligazioni comunitarie.
Egartner:
<Costruttori, la crescita è zero>
( da "Corriere
Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, meno tasse e soprattutto, meno coinvolgimento della politica locale nelle scelte strettamente imprenditoriali riguardanti gli appalti. Numerose le relazioni, a partire da quella del presidente Christian Egartner, che ha ribadito a più riprese le difficoltà dell'intero comparto a livello locale: "La situazione al momento non è assolutamente rosea,
Mussner:
in giunta si lavora per tutti ( da "Corriere Alto Adige"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ultimo appello infine per le due Casse, quella edile e quella artigiani: "La Cassa unica rimane una priorità - ha concluso Mussner - questo è uno dei passi per dribblare la burocrazia e creare uno snellimento della nostra florida economia". T. L.
Lamy:
ora un welfare per la globalizzazione
( da "Corriere
della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: procedure e burocrazie di dogana. Si tratta anche su quello e per una piccola o media impresa è il punto decisivo". Fino a pochi mesi fa il Doha Round sembrava morto. Da dove viene questo colpo di reni? "Vari fattori: uno è la crisi economica, sia sul fronte finanziario che sulle materie prime, che mette in circolazione l'idea che non sarebbe poi così male rinnovare quella polizza d'
Giovani,
date il giusto slancio per costruire la vostra città
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia del partito, dalla logica che non parte dai problemi o da un programma, ma viceversa sa solo parlare di deleghe e poltrone". I risultati elettorali in città molto soddisfacenti sono stati sottolineati da Guido Melis che da "candidato del territorio che vuole stare nel territorio" ha assicurato una particolare attenzione per questa comunità e si è impegnato ad avere incontri
PINETO
- Certificazione ambientale, riserva naturalistica, tanto lavoro e tanti
sforzi, impieg ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lancia un sasso pesante nello stagno della burocrazia fiscale che mette in rilievo una stortura non da poco nella ripartizione delle risorse provenienti dai canoni demaniali pagati da chi opera sulla spiaggia. In effetti i Comuni, i veri protagonisti della gestione, va solo il 10% del 90% della somma totale.
L'esercito
dei fannulloni ( da "Centro, Il"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di attacchi alla burocrazia, l'ultimo dei quali condotto al grido "fuori i fannulloni!" Mi vengono in mente perché questa accusa, come quelle di impreparazione, di inefficienza, di gusto di complicare le cose ecc. guardano solo alle conseguenze ultime dei fenomeni e, per altro verso, hanno il torto di vedere non la trave,
Le
aziende: Burocrazia e tasse ci affossano
( da "Denaro,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Campania Le aziende: Burocrazia e tasse ci affossano Con una crisi economica in atto la burocrazia diventa una palla al piede troppo pesante per il settore, che non può pertanto ripartire. Bisogna quindi snellire il sistema e abbattere subito la pressione fiscale per evitare che il comparto collassi.
Sicurezza
sul lavoro in quattro mosse ( da "Giornale di Vimercate"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le aziende hanno messo sul tavolo i problemi concreti che devono affrontare tutti i giorni in materia di sicurezza: formazione, informazione, burocrazia, incentivi per gli investimenti. Insomma, la barca sembra pronta a salpare. Articolo pubblicato il 27/05/08 Gabriele Ticozzi.
Intervista
a Vichi De Marchi / Per la fame nel mondo il problema è l'accesso al cibo
( da "Opinione,
L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: efficienza è quasi obbligatoria quando devi intervenire in un lasso di tempo ridottissimo, dalle 24 alle 76 ore, e questo obbliga l'agenzia ad un estremo dinamismo. Siamo specializzati nella logistica le telecomunicazioni, spesso dobbiamo individuare soluzioni di interventi assolutamente innovative e la burocrazia ci è solo di impedimento.
BIC
LAZIO: SCENARI EVOLUTIVI REGIONALI, STRUMENTI E POLITICHE A SOSTEGNO DELLA
CREAZIONE DI IMPRESA ( da "marketpress.info"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di Euro, mentre le Cemer dei Commercio lavorano con lo 0,75 miliardi di Euro". A proposito dell'intervento di Marrazzo, Mondello ha notato come politica ed economia non vadano sempre d'accordo "Mi trovo d'accordo ?
Sulla
tutela dell'ambiente le imprese chiedono al governo meno burocrazia
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ambiente le imprese chiedono al governo meno burocrazia L'Unione artigiani e piccola industria ha ospitato il 15 e 16 maggio un vertice nazionale di Confartigianato dedicato alle principali novità introdotte in materia ambientale dal decreto legislativo 4 de 16 gennaio 2008 e che ha predisposto il pacchetto di modifiche da suggerire al nuovo Ministro per l'Ambiente.
Multata
a Roma, ma lei non c'è mai stata ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con tutta la burocrazia, il rimborso che mi verserebbero sarebbe una piccola somma. Resta il fatto che se tutti continuano a pagare queste multe, visto che sarebbe più conveniente versare la somma richiesta, questa situazione potrebbe solo continuare ed altri si troverebbe ad avere il mio stesso problema.
Lavori
pubblici Balletto di incompiute ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: altra storia infinita a causa di leggi, autorizzazioni, burocrazia e comitati che coinvolgono perfino altri comuni.Casarsa della Delizia per esempio, cittadina che ha delle gatte da pelare già di suo come l'infida presenza di Pm10 nell'aria a causa del traffico che grava nel tratto comunale della Pontebbana.
Più
biciclette contro i problemi del ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: imprese appaltatrici che si traduce nella produzione di nuova burocrazia.Particolare severità, poi, per il costruttore che non elabora correttamente i documenti da conservare in cantiere (il documento di valutazione dei rischi) punibile con l'arresto. Negli ultimi dieci anni i governi hanno colpito le imprese, che vengono colpevolizzate e gravate sempre di un maggior carico fiscale.
Un
marocchino apre il circolo multietnico
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il circolo avrebbe in realtà dovuto aprire già due anni fa ma - confessano i promotori - "la burocrazia ci ha quasi ucciso". Ma non sconfitto, dal momento che ieri la struttura ha aperto i battenti, grazie al sostegno di Banca Etica. Oltre ai diversi corsi culturali ci sarà la possibilità di prenotare pranzi e cene con animazione musicale.
LA
PAROLA AI LETTORI ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplici nella burocrazie e vicini alle esigenze delle mamme. La legge veneta potrebbe essere presa a modello per le altre regioni.La sanità è un altro dei campi che maggiormente stanno a cuore alle donne, a partire dalla prevenzione di patologie gravi come i tumori ma anche di malattie di grande costo sociale, a partire dall'obesità infantile e dall'
Disagio
giovanile, al Turrisi Colonna il film di Scarnato
( da "Sicilia,
La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che decide con minor burocrazia, riconquista gli imprenditori che vivono di mercato. Berlusconi si é speso con l'art.18 per la flessibilità che si è interrotta nel periodo di Montezemolo il quale aspirava alla presidenza del Consiglio all'interno di una nuova formazione politica che avesse spazzato via Berlusconi.
Guidi:
<Ben venga il Ponte, ma si cominci>La leader dei Giovani imprenditori
( da "Sicilia,
La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riferisco al vincolo di una diffusa criminalità ed al vincolo di una burocrazia autoreferenziale, spesso intrecciati fra loro a dispetto dell'economia sana e del libero mercato. La cultura d'impresa - ha aggiunto - può affermarsi solo se tutti gli attori sociali comprendono che l'attività produttiva, quella che produce ricchezza rispettando i principi di legalità e di concorrenza leale,
Un
figlio venuto da lontano ( da "Famiglia Cristiana"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia elefantiaca, per esempio: "Abbiamo presentato in Tribunale la domanda di adozione l'8 dicembre 2001 e il bambino è entrato in casa nostra il 2 giugno 2005". La difficoltà di farsi scavare l'anima nei colloqui psicologici per l'idoneità: "Ma questa psicologa, la dottoressa Laura Ruozzi, è una delle persone che dobbiamo ringraziare con più gratitudine"
Tutte
le grane dell'Aeroporto di Forlì, intervento Gruppo consiliare regionale di
Forza Italia ( da "Sestopotere.com"
del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contro i costi eccessivi degli organi, della politica e della burocrazia. Mentre ha concesso il via libera al Piano di Sviluppo del Polo Aeronautico forlivese, che prevede nuovi laboratori di Ingegneria Aerospaziale, lo sviluppo dell'Enav, più efficaci collegamenti viari e infrastrutturali, la crescita del terziario.
Proposte
( da "Provincia
di Como, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Già pronto un decalogo di proposte per dare un taglio alla burocrazia. Ricetta antiburocrazia L'incontro con gli industriali varesini riuniti in assemblea avviene a Malpensafiere, la struttura nel comune di Busto Arsizio a pochi chilometri dall'aeroporto. Ad ascoltarla anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni.
( da "Cittadino, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'Ikea arriva a
tempo di record Il magazzino per la casa aprirà i battenti dopo un anno di
lavori San Giuliano In un anno di cantieri l'Ikea aprirà i battenti. "I
lavori dovrebbero iniziare verso la metà di giugno - spiega il primo cittadino
di san Giuliano Marco Toni - e a giugno
( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Pietro Marangoni
"Preoccupa la concorrenza del pubblico" Egartner
duro contro la burocrazia
"Insostenibile, siamo in ginocchio" BOLZANO. "La situazione
dell'edilizia locale non è al momento sicuramente rosea. Le commesse sono in
calo sia nel settore pubblico che in quello privato. Nel 2006 si è registrata
una flessione del 16% nel rilascio dei permessi di costruzione. E questa
tendenza negativa è confermata anche per il 2007. Si constata infatti
un'ulteriore flessione nel rilascio delle concessioni edilizie del 4,8% per le
abitazuioni e dell'11,8% per i fabbricati non ad uso abitativo". Con
queste cifre il presidente del Collegio costruttori edili della provincia di
Bolzano Christian Egartner ha aperto i lavori dell'annuale assemblea indetta
sotto il motto "Costruire insieme il futuro". Un futuro che passa
anche attraverso la candidatura dello stesso Egartner alle prossime provinciali
nella lista della Svp. Ed Egartner, già sindaco di Brennero oltre ad essere un
importante costruttore, non si è certo tirato indietro nel tracciare la sua
visione di "futuro". Partendo dai dati di fatto quali l'andamento
della redditività del comparto edile ("si contrare drammaticamente per non
dire che è ormai vicina allo zero"), dei costi ("letteralmente
esplosi quelli dell'energia e dei materiali"), della necessità di poter
disporre di infrastrutture ("che garantiscano una buona mobilità per la
popolazione e l'economia") Egartner non ha risparmiato pesanti fendenti su
come la politica locale abbia svolto negli ultimi anni il suo mandato.
"Putroppo negli anni passati l'Ente pubblico ha dimostrato la crescente
tendenza a svolgere attività imprenditoriale in prima persona - ha osservato
Egartner - Sempre più società finanziate con capitale pubblico si nuovono sul
mercato, rappresentando per i privati una temibile concorrenza che ci sottrae
le commesse. è uno sviluppo che consideriamo estremamente preoccupante per
l'economia. Doversi misurare con concorrenti che lavorano in condizioni diverse
è estremamente problematico. In questi casi la mano pubblica dovrebbe fare un
passo indietro". E ha portato un esempio concreto: quello dell'Azienda
speciale per la sistenmazione dei bacini montani definita "la più grande
impresa edile altoatesina". E non sono mancate le bordate contro la pressione
fiscale e la burocrazia. "Nel settore edile si è
determinata ormai una situazione insostenibile - ha osservato il presidente dei
costruttori altoatesini - Con il pretesto della lotta al lavoro nero a cui
tutti dobbiamo essere votati, sopratutto il governo percedente ha
introdottotutta una serie di obblighi e di oneri aggiuntivi che in particolar
modo le nostre piccole e medie imprese non riescono più a gestire. Il lavoro
burocratico ci sta semplicemente mettendo in ginocchio".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
S. Felice. Cinese clandestino:
decreto non tradotto SAN FELICE. Il decreto di espulsione era in italiano e in
inglese ma non era tradotto in cinese. E così un clandestino arrestato dai
carabinieri, dopo essere stato espulso già una volta, ha ottenuto l'assoluzione
dal Tribunale. E' stato processato per direttissima Li Fang H., 31enne cinese
che in Italia si nascondeva da tempo, senza permesso di soggiorno e lavorando
in nero per imprenditori tessili. L'assoluzione è di quelle destinate a far
discutere, e si affianca a numerose altre sentenze del Tribunale, sempre di
assoluzione di clandestini. In quei casi, si ricorderà, i processi si
concludevano favorevolmente per il clandestino quando questi dichiarava non
essersi potuto allontanare dallo stato italiano in quanto indigenti, cioè senza
i soldi per pagarsi il viaggio di ritorno. Il caso di San Felice, ma non è
escluso ce ne siano stati altri, fa riferimento ad un provvedimento di
espulsione della Questura di Brescia. Li Fang venne scoperto dalla polizia per
la prima volta, e gli venne notificato il classico decreto. In Cina non c'è
tornato. E così, dopo un anno e passa nell'ombra è riapparso a Rivara in via
Venturini, durante l'ennesimo blitz dei carabinieri. Nel laboratorio,
controllato lo scorso 13 maggio, i militari di San Felice hanno controllato 8
persone. Sette erano in regola. Li Fang era senza documenti: era già stato
espulso e di conseguenza è stato arrestato. Ma il pm all'udienza per
direttissima ha dovuto incassare l'assoluzione, per la mancata traduzione in
cinese. E così si paventa una situazione singolare. Se ora verrà fermato di
nuovo si terrà conto di un eventuale nuovo decreto di espulsione (speriamo
tradotto in cinese). Altrimenti varrà il principio del "ne bis in
idem", per cui una persona non può essere processata due volte per lo
stesso reato.
( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
"ricetta" del bavarese Stoiber per garantire un futuro di benessere:
"Laptop e Lederhose" In pensione non prima dei 67 anni "Il
rincaro del greggio diventerà presto un problema sociale" BOLZANO.
"Laptop e Lederhose" ovvero, computer e brache di cuoio. Sintesi
colorata, ma efficace, per dire globalizzazione e localizzazione, per dire
modernità e apertura al mondo in contrapposizione alla conservazione dei valori
della tradizione e della qualità. Queste, in estrema sintesi, le coordinate
dell'intervento dell'ospite Edmund Stoibner, l'ex presidente della Baviera dal
1993 al 2007. Colui che è stato l'uomo simbolo della Csu bavarese per un
trentennio (attualmente ne è ancora il presidente onorario) ha posto in
evidenza come Baviera e Alto Adige siano realtà economicamente e socialmente
speculari nei confronti di Germania e Italia. Due realtà molto simili che -
benchè possano vantare Pil più alti del resto dei rispettivi Paesi e un tasso
di occupazione eccellente - si trovano a confrontare una società globalizzata
che sta facendo cambiare le economie e gli stili di vita del mondo intero.
"Tutto il mondo crescerà insieme" ha sottolineato. Ma entrando nei
singoli problemi che il mondo globalizzato deve affrontare Stoiber si è
essenzialmente soffermato su tre temi: l'energia, le riforme (pensioni) e il nodo della burocrazia (i costi delle amministrazioni). Per quanto riguarda l'energia
l'ex governatore bavarese partendo da uno dei temi di attualità a livello
mondiale ha annunciato: "Il prezzo esorbitante del greggio". Un
barile di greggio che solo 20 anni fa costava 2 dollari al barile, è passato a
10 dollari 10 anni fa, a 60 lo scorso anno e ai 130 attuali. "E
questa tendenza non diminuirà più. Tutto questo a causa del fatto che la
richiesta è crescente. Fra non molto - ha sottolineato Stoiber - il petrolio
non diventerà solo e tanto un problema economico, ma sociale. La mobilità
rischia di rallentare. Servono quindi nuove fonti energetiche. Ad esempio
un'energia nucleare sicura". Soffermandosi a lungo sulla necessità della
qualificazione e della formazione non solo delle giovani generazioni, Stoiber
ha posto l'accento anche sulla necessità di riforme strutturali legate all'età
lavorativa. "Negli anni 50 si andava in pensione a 65 anni e le
prospettive di vita di un pensionato erano di 6/7 anni. Oggi si va in pensione
prima a 61/62 anni e si vive oltre gli 80 anni. Il sistema pensionistico di
tutti i paesi non può reggere. Bisogna essere più flessibili e uscire dal
lavoro non prima dei 67 anni". Infine per quanto riguarda la burocrazia, i costi della politica, Stoiber non ha avuto
dubbi: "Servono tagli di almeno un quarto. E si risparmierebbero risorse
incredibili!". (p.m.).
( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E ora la vendemmia
si pagherà con i "voucher", dal tabaccaio BOLZANO. A Bolzano, d'ora
in poi, la vendemmia si pagherà con il voucher. La Giunta provinciale di
Bolzano, nella seduta tenutasi nella mattinata di ieri, ha infatti varato una
serie di modifiche alle modalità di svolgimento del lavoro occasionale,
soprattutto estivo. Come, ad esempio, la vendemmia. D'ora in poi, al termine di
questi impegni estivi i datori di lavoro pagheranno con dei voucher e sarà il
lavoratore stesso a regolare le proprie pendenze con Inail e Inps. Come ha
spiegato il governatore Luis Durnwalder, viene applicata
una norma statale per lo snellimento della burocrazia. E' prevista tra l'altro la creazione di un registro separato
presso l'ufficio del lavoro, l'Inps e l'Inail, dove saranno iscritte le persone
disponibili, soprattutto giovani e pensionati, per lo svolgimento di lavori
occasionali come la vendemmia. Il datore di lavoro darà come
retribuzione dei buoni che si potranno ritirare dal tabaccaio e poi i
lavoratori li presenteranno per far defalcare gli oneri previdenziali e
assicurativi, e ottenere così la loro retribuzione netta.
( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Decalogo per le
autorizzazioni Documenti di ogni genere, autorizzazioni, dichiarazioni: per
ogni e qualsiasi intervento edilizio nella casa che abbiamo acquistato bisogna
essere a conoscenza di tanti "segreti" per evitare guai e spese.
Anche in questo caso il vostro consulente di fiducia è l'agenzia immobiliare
oppure - nel caso si tratti di immobile nuovo - il costruttore stesso che
diventa venditore diretto. Eventuali abusi edilizi Bisogna sapere che eventuali
abusi edilizi (ovvero un intervento nell'alloggio senza autorizzazione) sono
soggetti a pesanti sanzioni, sia dal punto di vista amministrativo, che addirittura
dal punto di vista penale. Il Comune di residenza è l'organismo che ha
l'incarico di vigilare e applicare le sanzioni amministrative e penali previste
dalla legge. In buona sostanza, prima di effettuare qualsiasi lavoro interno è
bene rivolgersi al Comune e incaricare un tecnico (un bravo geometra, per
esempio) di seguire l'iter. Norme e autorizzazioni Stando alle norme in vigore
ecco la documentazione occorrente per eseguire dei lavori edilizi in un
appartamento o in un alloggio più in generale: 1) Domanda di concessione
edilizia o denuncia di inizio dell'attività (DIA); 2) Concessione edilizia o
presentazione della documentazione DIA dopo la verifica da parte degli uffici
provinciali competenti e da parte dei Comuni competenti per territorio,in base
ai regolamenti edilizi comunali. Questi due procedimenti, al fine di procedere
con i lavori ed eseguire le opere richieste, sono subordinati all'eventuale
acquisizione agli atti delle necessarie autorizzazioni dei servizi provinciali
competenti relativamente all'intervento richiesto. Concessioni edilizie
Riguardo alle concessioni edilizie va detto che rientra in questa casistica
ogni e qualsiasi intervento relativo a trasformazioni di edilizia oppure di
urbanistica del territorio. In questo quadro sono compresi anche gli interventi
nel sottosuolo (per esempio un garage sotterraneo). Sono dunque soggetti al DIA
(Denuncia di inizio di attività): nuove costruzioni, ampliamenti volumetrici di
edifici pre-esistenti, ristrutturazioni edilizie in trasformazione di edifici
esistenti. Le concessioni edilizie vengono rilasciate - al termine delle
procedure di controllo e approvazione - dietro il versamento degli oneri
previsti da parte dei singoli Comuni. Opere soggette al DIA Le opere soggette
alla denuncia di inizio di attività (DIA) sono: le manutenzioni straordinarie
di edifici già esistenti; restauro e risanamento di edifici già esistenti;
recinzioni, cancelli, gazebo da giardino e piccole costruzioni (in genere di
legno) per il ricovero degli attrezzi. La denuncia di inizio di attività deve
essere presentata in Comune a firma di un tecnico abilitato. Le opere
"libere" Non occorre alcun provvedimento di autorizzazione per le
cosiddette "opere libere", vale a dire quelle di ordinaria manutenzione
di un immobile. Tanto per fare degli esempi: imbiancatura delle pareti interne,
sostituzione delle persiane o del telaio di una finestra. Basta infatti
riempire un modulo di comuinicazione in Comune.
( da "Giornale di Brescia" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 27/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO "Dal conflitto alla...
complicità" Il ministro Sacconi annuncia una nuova stagione nelle
relazioni industriali Carlo Muzzi BRESCIA "Siamo entrati in una fase
politica post-ideologica. Nelle relazioni tra le parti sociali bisogna passare
da un sistema tendenzialmente basato sul conflitto ad uno nuovo tendenzialmente
basato sulla collaborazione. Bisogna approdare alla complicità nelle relazioni
industriali". Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, annuncia a
Brescia l'intenzione del governo di giocare un ruolo di facilitatore tra
sindacati e impresa. Lo aveva già detto chiaramente al suo arrivo prima
dell'inizio dei lavori dell'assemblea generale di Aib. "Il nuovo
Parlamento e la nuova rappresentanza politica uscita dalle urne del 13 e 14
aprile permettono in questo momento di essere più avanti di quanto lo siano gli
attori sociali. Ci sono tutte le condizioni perché le parti possano raggiungere
accordi - ha affermato - sottoscritti da tutti quanti e non ci fermeremo se
qualcuno cercherà di opporre il proprio veto". Sacconi ha prefigurato,
quindi, uno scenario nuovo ribadendo quanto già detto nei giorni scorsi.
Innanzitutto a livello nazionale andrebbe ridisegnato l'approccio nei rapporti
dei sindacati con gli imprenditori e il ministro si è detto convinto che il
nuovo governo potrà avere un ruolo determinante nel facilitarlo. Ma è sulle
relazioni interne alle singole imprese che il titolare del Welfare si è
concentrato. "Bisogna ipotizzare nuove forme di collaborazione - ha
precisato -. Concorrere ad un clima cooperativo". La ricetta sarebbe
quella della cosiddetta "bilateralità" in particolare con l'ingresso
di rappresentanti sindacali negli organismi aziendali. Ovviamente mette dei
paletti: "Non bisogna creare confusione nella gestione, ma piuttosto
incoraggiare quella complicità tra aziende e lavoratori che è tipica delle
nostre piccole imprese che fino ad oggi ha dato luogo alla distribuzione di
premi e incentivi talvolta in forme sommerse, ma che noi vogliamo rendere
trasparenti anche attraverso un regime fiscale più amichevole per queste parti
della retribuzione". Insomma, alla nuova stagione nelle relazioni industriali deve essere abbinata una fiscalità e una burocrazia che permetta di eliminare
"l'oppressione sulle aziende peggiorata negli ultimi anni anche dal
precedente governo" che si sommi, però, a misure a favore del potere
d'acquisto degli stipendi. In questa ottica va letta, quindi, la detassazione
dei salari che già da giugno partirà, in maniera sperimentale su straordinari e
premi. Su quest'ultimo punto Sacconi ha precisato che "tra novembre
e dicembre il governo farà il punto sugli effetti sulla finanza pubblica di
questa misura che da sperimentale vuole diventare definitiva, come soluzione
normativa per tutto il lavoro dipendente". L'idea di fondo dell'azione
economica dell'Esecutivo Berlusconi è quella di ridurre le tasse sulla parte
meritocratica del reddito con l'aliquota fissa del 10% sui 3.000 euro di premi
e straordinari. La crescita dei salari dischiude quindi le porte ad un nuovo
orizzonte, ovvero, come ha detto il ministro "una giusta redistribuzione
dei rischi d'impresa tra lavoratori e imprenditori non solo in chiave negativa,
ma anche dal punto di vista positivo". Questo processo permette di andare
oltre l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori - ha aggiunto il ministro -
"Il vero tratto post-moderno dell'articolo 18 sarà rappresentato dalla
garanzia di occupabilità e nella condivisione degli obiettivi aziendali".
Il ministro del Welfare cita allora Marco Biagi: "Il futuro sta nel
management by objectives and not by regolations. Una gestione per obiettivi e
non unicamente attraverso le normative statali". Ed è proprio
sull'eccessiva pressione burocratica che le imprese devono fronteggiare che si
è concentrato il rappresentante del governo perché se, da un lato, bisogna
fornire un maggior potere d'acquisto ai dipendenti bisogna permettere
dall'altro all'industria di entrare in una fase di crescita con la
semplificazione fiscale e normativa. "Bisogna semplificare e addirittura
cancellare alcune norme demenziali - ha detto Sacconi -. Tra le iniziative che
abbiamo intenzione di introdurre c'è il superamento dell'obbligo di tenuta del
libro matricola o il superamento della norma che vuole l'obbligo delle
dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del Ministero del
lavoro". Queste novità verranno inserite nel provvedimento a valenza
triennale di giugno che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha intenzione
di proporre contemporaneamente al Dpef. "La riforma è gia pronta - ha
detto il titolare del Welfare - e permetterà anche di rinnovare la gestione dei
rapporti di apprendistato e porterà anche ad una riforma del Processo del
lavoro che sarà incentrato sull'arbitrato e la conciliazione perché la
semplicità deve essere la regola dei rapporti industriali". Tuttavia, nel
contesto di nuove relazioni industriali che dovrebbe facilitare la crescita
economica, non bisogna perdere di vista la stabilità delle finanze pubbliche. E
su questo Sacconi ha espresso almeno due concetti molto chiari. Il primo è
sulla voce relativa alla spesa quasi incontenibile dei fondi spesi per la
previdenza: "La controriforma delle pensioni attuata nell'ultimo biennio
dal governo Prodi rischia di provocare grosse anomalie nella spesa pubblica.
Non vogliamo introdurre ingiustizie e nemmeno ingenerare paure, ma è chiaro che
bisognerà individuare nel medio e lungo periodo nuovi stabilizzatori prima che
i costi della previdenza crescano in maniera incontrollata". Altra misura
imprescindibile è il Federalismo fiscale che per Sacconi "dovrà produrre
un maggior controllo e ad una maggiore qualità della spesa degli enti locali. È
inaccettabile che oggi dove si spende di più per la Sanità si abbia anche il
servizio peggiore". In altri termini "si deve arrivare al concetto di
fallimento politico. In quegli enti locali in cui gli amministratori
supereranno determinati indicatori di bilancio, si dovrà arrivare al
commissariamento dell'ente e al successivo divieto di ricandidatura per quegli
amministratori che hanno fatto fallire l'ente stesso".
( da "Leggo" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Zioni Posidonia e
Circolo Nautico: "Oramai sono rimasti solo pochi metri di arenile, che
verranno sfruttate per le concessioni degli stabilimenti balneari. Invece non
c'è più la spiaggia libera. I positanesi (ma non solo loro)
quest'estate saranno quindi costretti a pagare per farsi il bagno", dice
Vito Casola, presidente di Posidonia. "Stiamo studiando la situazione e
faremo qualcosa, ma la burocrazia è complessa", annuncia il sindaco di Positano, Domenico
Marrone.
( da "Italia Oggi" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 125, pag. 14 del
27/5/2008 Autore: di Alessio Stefanoni Visualizza la pagina in PDF
Elettrodomestici: accordo nazionale tra la catena Euronics e le
confederazioni artigiane tra cui Cna Riparatori, via alla supergaranzia Non è
più necessario anticipare i costi di riparazione La grande distribuzione
dell'elettronica di consumo apre il dialogo, a livello nazionale, con gli
artigiani dei centri di assistenza tecnica. è successo alle porte di Verona, a
Corrubbio di San Pietro, sabato scorso, dove il patron della Euronics, Albino
Sonato, presidente di un gruppo che conta ormai circa 700 punti vendita in
tutta Italia, ha firmato un accordo nazionale con Cna e Confartigianato, sotto
l'egida del Cunre, il Coordinamento unitario nazionale dei riparatori di
elettrodomestici, in base al quale i clienti della catena potranno godere dei
benefici della "supergaranzia" Euronics, senza dover anticipare i
costi della riparazione, presso i centri di assistenza presenti sul territorio
italiano attentamente selezionati in accordo con il Cunre e le due
confederazioni artigiane. L'accordo nasce da un'intuizione di Albino Sonato e
del presidente nazionale del Cunre, Disma Carraro, dopo quattro anni di
gestazione, con il preciso obiettivo di favorire una collaborazione più stretta
tra i Centri di assistenza tecnica (Cat) e i punti vendita Euronics, alla
ricerca di nuove economie di scala e di un migliore servizio per il
consumatore. Sonato ha infatti sottolineato come oggi l'Italia sia il fanalino
di coda dell'Ue in termini "di qualità del servizio post-vendita" dei
negozi di elettronica ed elettrodomestici: "Spesso dopo l'acquisto il
cliente si sente addirittura abbandonato", puntualizza. La burocrazia,
in particolare, rende complessa la fruizione dei diritti che derivano al
consumatore dalla garanzia ufficiale rilasciata dalle case costruttrici (due
anni). E a garanzia scaduta, il consumatore rimane in balia di se stesso, alla
ricerca di un centro assistenza qualificato e autorizzato. Di qui la
scelta di Euronics di inventare la supergaranzia (ne esistono cinque tipi
diversi) che con un costo variabile aggiuntivo al prezzo di acquisto del
prodotto copre le riparazioni fino al quarto anno e permette di gestire
direttamente e in tempi molto brevi (mediamente quindici giorni) per conto del
cliente l'intera pratica, dall'individuazione del Cat al saldo dei costi di
manutenzione (per la sola parte coperta dalla supergaranzia). L'accordo, già in
funzione a livello sperimentale con un primo gruppo di 250 riparatori, prevede,
a regime, l'individuazione di circa 5 mila centri di assistenza a livello
nazionale che si impegneranno a effettuare le riparazioni utilizzando solo
pezzi di ricambio originali. Di fatto, oggi Euronics gestisce un numero di
supergaranzie in crescita esponenziale: si è passati dalle 98 mila del 2005
alle 172 mila del 2006 e lo scorso anno si è già arrivati a 271 mila. Albino
Sonato prevede che il 2008 si chiuderà a quota 330 mila, per arrivare alle 500
mila supergaranzie acquistate dalla propria clientela nel 2010, pari al 10% dei
circa cinque milioni di prodotti venduti ogni anno che generano un giro d'affari
di 1,7 milioni di euro. Si tratta di cifre significative che potrebbero
generare un nuovo mercato per i centri di assistenza tecnica artigiani,
favorendone al contempo la qualificazione professionale, l'aggiornamento
continuo e l'avvicinamento alla clientela per il tramite della grande
distribuzione. "Nel settore delle riparazioni è difficile fare filiera tra
grandi marche e assistenza tecnica", ha commentato Franco Bianchi per Cna,
"ma qui ci siamo riusciti e questo accordo va verso il mercato e il consumatore,
nell'interesse comune dei Cat e di Euronics". Primo a livello nazionale,
questo accordo potrà diventare un modello per le altre catene della grande
distribuzione e non solo per quelle specializzate nell'elettronica di consumo e
negli elettrodomestici, come hanno sottolineato Innocenzo Sartor e Lorenzo
Bellachioma, vicepresidenti nazionali del Cunre.
( da "Mattino di Padova, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia RUBANO
RUBANO CONVEGNO SUL DIFENSORE CIVICO Domani, alle ore 20.30 nella sala
Consiglio del municipio, in collaborazione con le amministrazioni comunali di
Campodoro, Limena, Mestrino, Veggiano e Villafranca, si terrà un incontro dal
titolo: "La figura e le competenze del difensore civico". Un
appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, che sarà l'occasione per spiegare
l'aspetto normativo e le competenze del Difensore Civico, dando la possibilità
ai cittadini di porre domande e chiedere chiarimenti. La
figura del Difensore Civico rappresenta uno strumento molto importante, che
viene messo gratuitamente a disposizione dei cittadini a loro tutela ed
assistenza che permette la difesa del singolo contro i disagi che a volte la burocrazia crea, favorendo l'azione
amministrativa locale. (l.m.).
( da "Arena, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFAGRICOLTURA. Il
presidente nazionale Vecchioni all'assemblea di Verona: i prodotti di qualità
si valorizzano così "Tra agricoltori e industriali basta lotte sui
prezzi" di Olga Bussinello Solo se c'è il sostegno compatto del governo e
la filiera impara a fare squadra, sarà possibile rivitalizzare le aziende
agricole attraverso un riposizionamento dei prodotti di qualità nei mercati
internazionali. Per Federico Vecchioni, presidente nazionale Confagricoltura,
intervenuto ieri nella sala congressi di Veronamercato all'assemblea annuale di
Verona, per affrontare e risolvere la crisi di alcuni comparti agricoli,
occorre, prima di tutto, eliminare le discrasie fra istituzioni e, nei rapporti
fra produttori e industriali, mettere da parte le battaglie sul prezzo.
"Oggi sul Wto, rispetto alla posizione decisa e, da noi condivisa, del
ministro all'agricoltura Zaia sulle proposte avanzate da Falconer, il Ministro
Frattini ha, invece, moderato i toni", sottolinea Vecchioni, "questo
non va bene perché le questioni sul piatto sono importanti. L'Europa rinuncia
alle restituzioni all'export, al sostegno agli agricoltori e ai dazi doganali.
Manca però la contropartita che, per noi, era quella della tutela delle
denominazioni d'origine". Un capitolo importante, quello dei prodotti dop
e igp, che coinvolge molte aziende della nostra provincia. Ma le questioni
affrontate ieri all'assemblea della Confagricoltura veronese presieduta da
Marco Pasetto sono anche altre. L'assegnazione dei titoli disaccoppiati agli allevatori
in soccida, per esempio, direttamente seguita da Confagricoltura. In base alla
normativa nazionale i titoli disaccoppiati da soccida relativi ai pagamenti
2000-2002 dovevano essere suddivisi in parti uguali tra soccidanti e soccidari
se non era stato diversamente pattuito dalle parti. Stando così le cose, molti
soccidari hanno manifestato preoccupazione, percependo il 50% del sostegno che,
invece, percepiscono gli altri allevatori che non erano in soccida. Già con il
precedente governo e grazie all'intervento di Luca Zaia, allora assessore
veneto all'Agricoltura, il dicastero si era attivato per trovare una soluzione
anche d'intesa con Bruxelles. Il nuovo ministro appena nominato ha promesso la
pronta risoluzione di questo problema. "La perorazione degli allevatori è
stata fatta propria sin dall'inizio anche da Confagricoltura, nazionale in
accordo con Confagricoltura Verona che l'ha sostenuta in tutte le sedi
partecipando a diverse riunioni in sede ministeriale", spiega Vecchioni.
"È quindi possibile oggi poter legittimamente affermare che anche grazie
alla nostra azione sindacale, la questione si avvia ad essere risolta".
Altra questione importante sono alcune fra le proposte dell'Healt check della
Pac. In primis la proposta di aumento delle quote latte, tema caldo e, per
questo, primo in agenda per il neo ministro Zaia. "Siamo d'accordo
sull'aumento del 5% nel corso di 5 campagne per arrivare ad una graduale
eliminazione del regime entro il 1° aprile 2015, ma occorre fare delle attente
valutazioni", ha detto. "Non bisogna dimenticare gli effetti
dell'aumento del 2% di questa campagna e le prospettive future del
mercato". Nota dolente, invece, lo spauracchio dell'eliminazione dei
pagamenti al di sotto dei 250 euro o le domande che hanno ad oggetto superfici
dedicate inferiori all'ettaro. "La questione non è da poco perché le somme
che non saranno erogate con questa previsione resteranno nelle casse di
Bruxelles e non, come si diceva, assegnate al plafond dell'articolo 69,
togliendo così risorse all'Italia", ha precisato Vecchioni. "Non
discutiamo sulla necessità di una semplificazione degli aiuti, ma questa deve essere fatta sulla burocrazia. La perdita di risorse è tutt'altro discorso". Ma da
Bruxelles arriva anche una buona notizia: l'estensione fino al 2013 degli aiuti
al tabacco. Il finanziamento del Fondo che promuove azioni di informazione e
sensibilizzazione sugli effetti nocivi del consumo di tabacco ha visto
incrementare il proprio plafond di circa 81 milioni di euro,
trasferendovi il 6% anziché il 5% degli aiuti destinati ai produttori.
"Questo ci darà la possibilità di mettere a punto una corretta strategia
per la riconversione delle strutture e la ricollocazione della
manodopera".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PONTE SULLO STRETTO
"Cecilio Metello e Berlusconi" Era proprio un gran cocciuto il console
romano Lucio Cecilio Metello che si era messo in testa di fare un ponte sullo
stretto di Messina e vi riuscì. Era il
( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lucca Elisoccorso
(quasi) sempre necessario I volontari del Clup alpino: rischiano anche i feriti
meno gravi Il tempo è prezioso in un ambiente così difficile e ostile LUCCA.
Ventitré incidenti in tutto il 2007. Un numero in cui sono compresi gli episodi
gravi (ben quattro sono stati gli incidenti mortali) e quelli che si sono
risolti solo con un bello spavento. Ma in tutti questi casi, secondo gli
esperti del soccorso alpino, l'uso dell'elicottero è fondamentale. "Perché
anche in caso di ferita leggera - spiegano i volontari della stazione lucchese
del soccorso alpino - la montagna è un ambiente ostile, e il clima può cambiare
da un momento all'altro". Che si tratti di un escursionista esperto, di
uno speleologo o di un comune cercatore di funghi, poco cambia: la montagna è
splendida, ma in certi casi può essere un nemico tremendo. E quando il tempo è
prezioso, un elicottero che arriva in pochi minuti può significare una vita
salvata. Considerando che l'anno scorso non è stato tra i peggiori per numero
di incidenti, si capisce la preoccupazione dei volontari anche per il futuro.
Perché loro sono costretti a intervenire, in media, una quarantina di volte
all'anno per incidenti sulle montagne lucchesi: 38 sono stati gli interventi
nel corso del 2006, addirittura 64 nel 2005. Con la differenza che allora il
soccorso alpino aveva a disposizione un elicottero bimotore attrezzato, il
modello Ec 135, poi tagliato dalla Regione per la spesa eccessiva (1 milione e
200 mila euro). è logico, quindi, che il giorno dopo la tragedia sfiorata di
Monte Cavallo - l'escursionista Monica Moni caduta domenica scorsa, per
fortuna, è fuori pericolo - i volontari del soccorso alpino lucchese non sanno
darsi pace. "Quando la Regione - affermano - decise di togliere
l'elicottero, ovviamente non fummo d'accordo. Anche se capivamo le esigenze di
bilancio, eravamo convinti che un mezzo come quello potesse servire non solo
per soccorrere i feriti, ma anche per combattere gli incendi e per esigenze di
protezione civile". E quando si domanda loro perché abbiano chiesto di
intervenire a Monte Cavallo a dispetto di leggi e normative, la loro risposta è
immediata: "Noi siamo volontari - dice Marco Bertoncini, responsabile del
soccorso alpino del Cai - e forse non siamo ferrati in burocrazia. Quando succede un incidente,
prendiamo e partiamo. Poi, è logico che cerchiamo di lavorare nella massima
collaborazione con gli altri operatori". Bertoncini vuole comunque
precisare una cosa: non vuole polemizzare con la Regione. "Assolutamente
no - afferma - siamo abituati a lavorare con i mezzi che ci fornisce Firenze.
Se decidessero di darci una mano in più, ne saremmo contenti. In caso contrario
viviamo lo stesso, e continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto".
E qualcuno suggerisce addirittura: se dessero l'autorizzazione per soccorrere
le persone ferite con il monomotore Lama, attualmente di stanza a Castelnuovo,
loro non avrebbero problemi. "A volte - chiudono con un sorriso - ci
sentiamo più sicuri stando lì sopra che su altri mezzi di trasporto". Matteo
Tuccini.
( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Parcheggi gratuiti
e più vigilanza Il Comitato centro storico ha presentato le richieste al
sindaco Il presidente Gori "Vanno tagliati i costi del suolo pubblico per
bar e ristoranti" PRATO. Un pacchetto di proposte molto concrete, alcune
realizzabili senza troppa difficoltà, altre con più impegno, altre infine da
ascrivere, a nostro avviso, nel libro dei sogni. Il comitato Centro storico
ieri mattina ha consegnato, per mano del presidente Luciano Gori, una serie di
richieste al sindaco Romagnoli nella convinzione di offrire un contributo al
miglioramento complessivo del cuore della città. Quattro i temi intorno alle
quali ruotano le richieste del Comitato: sicurezza, mobilità, servizi e
agevolazioni. Vediamole punto per punto. A cominciare dalla sicurezza, per la quale
l'obiettivo è di rendere la vita dei residenti, commercianti e frequentatori
del centro storico più tranquilla di adesso. Sicurezza. Per raggiungere questo
scopo si richiede una maggiore presenza delle forze dell'ordine, di potenziare
l'organico della Polizia municipale, di effettuare più controlli sulle auto che
circolano senza permesso, di garantire frequenti passaggi delle forze
dell'ordine al momento della chiusura dei negozi. Più illuminazione e
telecamere, più servizi antidroga nelle scuole. Va combattuto l'accattonaggio.
Mobilità. Riattivare il passaggio della Lam viola in centro, aumentare i
passaggi della Lam Azzurra che dovrebbe servire anche l'ospedale. Ripristino
della fermata in piazza Duomo o in via del Vergaio. Navette con servizio gratuito
dai parcheggi di piazza Mercato Nuovo, piazza Stazione, piazza Ebensee, piazza
dei Macelli. Parcheggio del Serraglio "bonificato" da tossici e
vandali. Per incentivare la frequentazione del centro storico si propone di
copiare Viareggio trasformando i parcheggi a pagamento in gratuiti, per la
prima ora dentro le mura, per le prime due ore fuori dalle mura. Parcheggio
gratuito in piazza Stazione, piazza del Mercato Nuovo, piazza Ebensee. Servizi
e ambiente. Secondo il Comitato il centro storico non è proprio una bellezza,
in quanto a pulizia. Ecco quindi la richiesta di un servizio continuato di
spazzatrici e di un operatore col carrettino dopo la chiusura degli esercizi
commerciali ("non mentre sono aperti"). Viene rivolto l'invito al
Comune di ripulire i muri imbrattati dai vandali con delle scritte. Bagni
pubblici attrezzati anche con docce e nursery (e qui siamo nel libro dei
sogni). Sarebbe opportuna anche l'apertura di un ufficio postale in centro.
Agevolazioni. Si richiedono "contributi per
ristrutturare e abbellire i negozi, per promuovere il centro storico con
eventi", indispensabile "meno burocrazia per il rilascio di permessi per l'occupazione del suolo pubblico
e conseguente abbattimento delle tariffe di occupazione nella misura del 70%
per i primi tre anni".
( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Livorno Sughere,
pronto il campo di calcio Domani festa con il primo torneo LIVORNO. I detenuti
scendono in campo e si fronteggiano con altre tre squadre formate da agenti di
polizia penitenziaria, "territorio", ovvero una formazione mista
composta da giocatori di Comune, Provincia e Uisp, e studenti della scuola
Vespucci. Una sfida avvincente che andrà in scena domani alle 10.30 alle
Sughere in occasione dell'inaugurazione del nuovo campo sportivo delle Sughere.
Una struttura questa supertecnologica, costruita con erba sintetica di prima
generazione e costata 120mila euro, finalmente pronta per esser testata dopo un
percorso di 4 anni, tra burocrazia e lavori. è con soddisfazione che ieri mattina il nuovo campo è
stato presentato nel corso di una conferenza stampa in carcere a cui hanno
preso parte la direttrice Anna Carnimeo, la comandante delle guardie, Morgana
Fantozzi, l'educatore Lucio Coronelli, l'assessora provinciale a cultura e
qualità sociale, Laura Bandini, e gli assessori comunali al sociale
Alfio Baldi e alla cultura Massimo Guantini. "Lo ricordo bene, era la
primavera del 2003, io ero appena arrivata quando parlai per la prima al
telefono con il sindaco Alessandro Cosimi - ricorda la direttrice delle Sughere
Carnimeo - Lui mi chiese di cosa aveva bisogno il carcere e io gli risposi che
la priorità era il campo sportivo". In quell'occasione il primo cittadino
promise che il Comune si sarebbe fatto carico della ristrutturazione dell'area,
e così è stato, con un investimento di 95mila euro. Gli altri 25mila sono stati
investiti dalla Provincia, per un totale di 120mial euro a cui si aggiunge il
lavoro gratuito di adattamento del terreno svolto dai ragazzi della Scuola
Edile. Poi, c'è chi ha fornito l'attrezzatura e l'abbigliamento sportivo, chi
ha offerto il rinfresco, chi, come l'Uisp, il proprio tempo e l'impegno.
"Tutti gli enti e gli sponsor ci hanno dato la massima disponibilità e
questo ci riempie di gioia - dice la Carnimeo - Il carcere apre le porte alla
città, che risponde con un affettuoso abbraccio". La squadra delle Sughere
sarà formata da 16 giocatori, due per sezione, di cui 8 scenderanno in campo.
"I giocatori - dice la Fantozzi - sono stati selezionati dagli stessi
detenuti in base alle qualità tecnico-sportive. Si gioca per vincere!". La
cerimonia, domani, inizierà alle 9.30. Seguirà il rinfresco. Le iniziative.
Tornei, campionati, spettacoli teatrali, incontri culturali. Sono tante le
iniziative nel cassetto in serbo per coinvolgere i detenuti in attività nuove e
stimolanti che possano favorire il loro percorso di recupero e la
reintegrazione in società. "Sono questi i passi importanti della
sicurezza, non l'inasprimento delle pene", ha detto l'assessora Bandini.
Tra le proposte nuove, spicca l'organizzazione di un campionato aperto ad altre
squadre, esterne rispetto alla struttura, attraverso il quale i detenuti
potranno anche giocare in trasferta, come proposto da Baldi. Nel futuro dei
detenuti anche un torneo di scacchi, come anticipato da Guantini: "Gli
scacchi sono un gioco stimolante, che spinge a grande concentrazione oltre che
all'autodisciplina". L'assessore alla cultura ha proposto anche
l'inserimento di spettacoli teatrali interpretati dai detenuti da inserire
nella programmazione del Goldoni e del teatro delle Commedie. Lara Loreti.
( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Migliaia di albanesi
e afgani affollano le baracche dei "recinti" mal sorvegliati dalla
polizia Ma per la loro presenza non c'è allarme sociale, l'importante è che
restino "invisibili" Grecia, né aiuti né assistenza pugno duro con i
clandestini Il problema dice Ibrahim non ha che due soluzioni: o rubare o
morire Indifferenza per un problema irresolubile "è impossibile mandarli
indietro" RENATO CAPRILE DAL NOSTRO INVIATO PATRASSO "QUI - è peggio
dell'Africa". Fa specie che a dirlo sia uno, Ibrahim, che non sa niente
dell'Africa. Un povero pastore afgano del nord, un azara. Da sempre
discriminato in patria rispetto a un pashtun o a un tagiko, costretto fin dalla
nascita al peggio e alla guerra, ma che ora, qui in Grecia, si sente ridotto a
"uno zero assoluto". Uno che a nemmeno trent'anni è già arrivato al
capolinea della vita. Senza più alcun diritto se non quello di morire. E
pensare che per raggiungere l'Europa s'è venduto casa, pecore e quel poco di
terra che gli aveva lasciato il padre. Seimila euro in tutto, in gran parte serviti
per pagarsi il "viaggio". Viaggio è però una parola che non rende,
quasi un'offesa allo strazio che l'ha portato - nascosto nel cassone di un
camion quando non addirittura nel baule di un'auto - attraverso migliaia di
chilometri prima in Pakistan, poi in Iran, quindi in Turchia, infine su
un'isoletta greca di cui nemmeno sa il nome e da dove su una barchetta, insieme
ad altri come lui, pigiati come sardine, è poi approdato a Patrasso. E qui,
fine della corsa e fine del sogno. Anzi, fine di tutto perché i greci non
scherzano con i clandestini. Niente centri d'accoglienza e poche chiacchiare se
sia giusto o sbagliato trattarli così. Solo indifferenza e fastidio per un
problema senza soluzione. Impossibile, infatti, rimandarli indietro. Così come
impossibile, a causa del patto che lega la Grecia agli altri partner europei,
fingere di non vedere. Chiudere, insomma un occhio e lasciarli liberi di
arrivare a Roma, Amburgo, Madrid o Stoccolma che sia. In attesa di non si sa
cosa bisogna pur stoccarli da qualche parte perché non facciano danni e
soprattutto non turbino l'ordine pubblico. Su una delle tante isole
dell'arcipelago o qui non lontano dal porto di Patrasso, che dopo Atene e
Salonicco è per grandezza la terza città del paese. In uno spazio aperto che non
si può nemmeno definire carcere, perché in carcere quantomeno ti danno da
mangiare, ma dal quale non si può uscire e dove tutti i giorni sei costretto a
stringerti un poco di più per far posto ad altri disgraziati come te. Un
inferno, insomma. Un inferno fuor di metafora. "Era assai meglio se ci
sparavano addosso", taglia corto Ibrahim in un mix di rabbia e di
sconforto totale. Difficile dargli torto, non resta che abbassare gli occhi e
tacere. Il "campo" non ha nemmeno un nome. E' una brulla radura al centro
di un parco non distante dal lungomare "Iroon Politechnion". Basta
entrarci, anche solo per un attimo, rendersi conto dell'infinito squallore
mentre centinaia di occhi ti scrutano smarriti, per pensare che in uno zoo si
sta meglio. Che qualunque cosa è preferibile a questa fogna a cielo aperto dove
nessuno fa più caso alla puzza, alla promiscuità e agli insetti. Qualcosa di
indegno per un essere umano e che stride ancor di più perché non lontano da qui
la vita scorre normale. C'è gente che passeggia per strada, coppie che
sorridono sedute al bar davanti a una bibita e altri che giocano a tennis o
calcetto nei circoli d'intorno. Indifferenti anche loro, come tutti del resto.
Il "campo" non lo si può nemmeno definire una favela perché le baracche,
meglio le cucce, in cui dormono per terra in quindici, venti o più hanno muri
di cartone che un temporale può spazzare via da un momento all'altro. E sono un
forno d'estate e un frigorifero d'inverno. Di servizi igienici nemmeno a
parlarne. I mille e più prigionieri di questo lager per i loro bisogni si
devono "appartare" all'ombra di qualche albero. Per lavarsi c'è una
pompa, pietosamente messa a disposizione da un'ong, o il mare per quei pochi
che di notte riescono a raggiungerlo. Gli afgani qui sono maggioranza assoluta.
La gran parte adolescenti: 15, 16, 18 anni al massimo. Azara per lo più,
l'etnia perdente, quella dei lavori più umili al tempo del talebani. Fuggiti da
un paese senza speranza e finiti qua giù dopo essersi spogliati di tutto. Fino
a diecimila euro hanno pagato a mercanti di uomini per avere la chance di un
lavoro quale che fosse, la possibilità di raggiungere un parente che ce
l'"aveva fatta" in Italia, Francia, Spagna, Germania o Svezia cui
chiedere aiuto. Non parlano, fingono di non capire anche se ci si rivolge con
qualche frase di cortesia nella loro lingua. Non si fidano di nessuno, hanno
paura e guardano Ibrahim che è il più vecchio del gruppo e il leader di questa
umanità allo sbando, perché li tolga d'impaccio. "Noi non siamo ladri, non
vendiamo droga, eppure il solo fatto che siamo afgani fa sì che ogni tanto
arrivi la polizia, frughi tra le nostre povere cose e poi per dare un senso a
queste irruzioni si porti via qualcuno. Così, senza ragione". Sarebbero
già morti di fame se qualche organizzazione caritatevole, privata sia chiaro,
non portasse loro ogni tanto un pugno di riso. Fuori c'è poca polizia. Qualche
auto a debita distanza, una decina di agenti apparentemente non interessati a
quanto succede nel campo. C'è anche un'autoambulanza e poi più nulla. Per
povera, stremata che sia, per trafficanti senza scrupoli questa umanità
continua a rappresentare un business. Se cerchi qualcuno che sia disposto a
tutto pur di venire fuori da quella Cayenna è lì che deve andare. Se vuoi
mettere le mani sul danaro di quei pochi che ancora ne hanno, basta che arrivi
qui di notte e offri loro passaggio a bordo di un mezzo qualunque alla volta di
chissà dove. Ma può capitare, e capita sempre più spesso, che il viaggio
finisca cento metri più avanti. I greci hanno risolto alla loro maniera il
problema immigrati. In un cocktail di pugno duro e tolleranza interessata. E
forse non è un caso che per questa povera gente abbiano coniato un'espressione
che la dice lunga: "Ekonomikos menastes", emigranti economici.
Braccia che servono a irrobustire il pil, a fare in altre parole quei lavori
che anche qui nessuno vuole più fare - in agricoltura e nell'edilizia
soprattutto - a patto che se ne stiano buoni, che siano invisibili. Sarà per le
leggi più dure, sarà per altro ma in Grecia non c'è alcun allarme sociale
attribuibile agli immigrati. Eppure negli ultimi vent'anni ne sono arrivati a
centinaia di migliaia. "E anche se non ci sono cifre ufficiali - sostiene
Theodoros Benakis, managing director dell'Imn (International media network) che
pubblica settimanali in almeno sette lingue, quelle delle comunità più numerose
che lavorano in Grecia - non si è lontani dalla verità sostenendo che siamo
oltre il milione di presenze. Sono tentato di azzardare anche un milione e mezzo".
Più del dieci per cento, dunque, del totale degli abitanti del paese. Gli
albanesi sono la maggioranza, oltre il 50 per cento di quel milione e passa. La
loro immigrazione è storia vecchia. Risale agli inizi degli anni Novanta, al
collasso del comunismo e all'esodo di massa che travolse anche l'Italia.
Arrivavano attraverso la frontiera, qualcuno passava e quel altro no. I meno
fortunati erano subito ricacciati indietro senza tanti complimenti. Ma ci
riprovavano poco dopo. Nemmeno le leggi per rigide che siano possono fermare
chi ha fame. E dagli e ridagli alla fine la maggior parte di loro ce l'ha
fatta, si è integrata, ha trovato lavoro, ha messo su famiglia ed ha perfino
ottenuto la nazionalità. Cosa non facile per tutti gli altri. Anche quando, infatti,
ci sono i requisiti per mettersi in regola, ci si arrende
di fronte all'ultimo ostacolo: la burocrazia. Moduli da riempire, giornate di lavoro perso, per poi sentirsi
dire se non si è disposti ad aprire il portafogli, che manca ancora qualcosa,
che c'è bisogno di un ulteriore documento. Tutta roba che però non riguarda i
paria del campo senza nome di Patrasso. Loro non servono, sono un
problema. Che, come dice Ibrahim, non ha che due soluzioni: rubare o morire.
( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Salviamo il
loro mondo MARCO LODOLI Basterebbe così poco, una briciola di buon senso, un
centimetro di lungimiranza, e i bambini della quarta elementare della scuola
Piaget di Roma sarebbero felici di avere ancora per un anno, l'ultimo, la loro
vecchia maestra! Per una volta la burocrazia, quel labirinto di scaloni e scalini che regolano il passaggio
alla pensione, potrebbe farsi da parte e consentire che tutto scorra
semplicemente verso la foce, che le cose vadano come è giusto che sia. La
figura della maestra campeggia nella nostra memoria come un totem sacro, è
l'asse attorno al quale ha girato la nostra infanzia, fu la solenne e
dolce depositaria di ogni sapere, quella che ci ha insegnato gli affluenti del
Po e le divisioni a tre cifre, le Guerre Puniche e le poesie di Pascoli, che ci
ha aiutato a crescere nella pace di un tempo immobile e fecondo. Poi qualcuno
ha deciso che la maestra doveva moltiplicarsi, e da una è diventata tre, e tre
maestre sono diventate un viavai di volti, abbondanza e confusione, e forse
qualcosa si è guadagnato e di sicuro qualcosa s'è perso. L'infanzia ha bisogno
di certezze, oggi più che mai, basta un nonnulla perché il bambino si senta
perduto, senza più protezioni, senza paracadute. Non stiamo qui a languire
nella nostalgia, a sospirare sulla bellezza del tempo andato, però non vogliamo
nemmeno cedere all'astrattezza di una pedagogia e di una pianificazione che non
tengono conto dei sentimenti e della realtà dei bambini. Se l'amata maestra
dopo quattro anni scompare, allora tutto può svanire: un piccolo mondo si
spegne in un momento e accesa rimane solo - quella sì che non molla mai, che
non va mai in pensione - la televisione in cameretta, la triste educatrice
dell'infanzia nazionale.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
OSIMO pag.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PERSONE & FATTI
pag. 12 E IN UN MOMENTO in cui con facilità ci si appella alla necessità di
tag... E IN UN MOMENTO in cui con facilità ci si appella alla necessità di
tagliare i costi della politica, ecco che eliminare un Ente pare un passo in
questa direzione. Così invece non necessariamente deve essere, non possiamo
disconoscerne il ruolo. E a poche settimane da un risultato elettorale in cui
gli italiani hanno dato mandato alla coalizione di centrodestra di governare e
guidare un importante processo di riforme, è necessario usare la serietà
massima senza cadere nel tranello delle eccessive semplificazioni. La gente ha
bisogno di verità, ha bisogno di essere rassicurata con 'operazioni' che siano
credibili per il futuro. Partendo dalla revisione dell'architettura
costituzionale del nostro Paese, il vero impegno sta nel restituire credibilità
alle istituzioni attraverso l'applicazione di criteri di efficienza e
attraverso l'utilizzo di una maggiore sobrietà nella gestione della cosa
pubblica. E' del tutto evidente che il nostro è un modello di governo
ridondante e improduttivo, che con troppa difficoltà risponde alle esigenze dei
cittadini e delle imprese e che funge spesso da ostacolo alla stessa
competitività del Paese. E' un sistema in cui si sovrappongono le competenze, proliferano i regolamenti ed aumenta la burocrazia. Questa situazione ha indotto i più ad intraprendere una
generica crociata contro i costi della politica, che sono indubbiamente da
ridurre, e ha contribuito a delegittimare il ruolo delle istituzioni. E in
questa prima fase l'interesse maggiore è parso concentrarsi, come avviene ormai
con cadenza ciclica, sulla necessità o meno di abolire le Province nella
convinzione, peraltro diffusa, che questo Ente territoriale intermedio sia
inutile o addirittura fonte di sprechi. A prescindere dalle decisioni che
matureranno in sede parlamentare e dal disegno di riforma costituzionale che ne
scaturirà, occorre tuttavia evidenziare e non dimenticare che la Provincia si
occupa di viabilità, di ambiente, di programmazione territoriale, di gestione
dei rifiuti, delle risorse idriche, della tutela del territorio passando per la
formazione professionale, l'edilizia scolastica e la protezione civile. Temi
nevralgici della politica e dello sviluppo. Le diverse competenze, il ruolo di
coordinamento fra i Comuni e la dimensione territoriale mi inducono a ritenere
che la sfida consista non tanto nell'eliminare un livello di governo vicino ai
cittadini, ma nello snellirlo ed erigerlo ad 'ambito territoriale ottimale' in
cui gestire determinate funzioni in modo esclusivo, evitando sovrapposizioni di
strutture. Sostituire l'attuale sistema decisionale eccessivamente
politicizzato, farraginoso e policentrico con uno più agile. Accanto, ritengo
sarebbe più produttivo puntare l'indice nei confronti di un processo anomalo
che ha visto via via la nascita continua di piccole Comunità Montane, di
Agenzie d'Ambito per la gestione dei rifiuti e delle reti idriche, di Agenzie
della Mobilità, di Agenzie per lo sviluppo, di Consorzi per la gestione di
determinati servizi, di Aziende municipalizzate multiutilities, di società a
capitale interamente pubblico per la gestione dei più svariati servizi, di Enti
parco e chi più ne ha più ne metta in cui parcheggiare ex amministratori
prossimi alla pensione o trovare collocazione ai vari trombati anziché ai figli
e nipoti. Meglio sarebbe concentrare proprio sulla struttura organizzativa
della provincia questi compiti che con troppa leggerezza sono affidati oggi ad
Enti proliferati al di fuori del dettato costituzionale. Davide Verri -
Consigliere provinciale Pdl-An.
( da "Unita, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del La Cgil tra Berlusconi contratti e nuova unità Epifani presenta
la Conferenza d'organizzazione mentre punta a raggiungere i sei milioni di iscritti
di Felicia Masocco/ Roma MESSA A FUOCO È una conferenza d'organizzazione, ma
avrà un forte connotato politico l'appuntamento che da giovedì a sabato
radunerà a Roma 960 delegati Cgil. Sarà qualcosa in meno di un congresso,
qualcosa in più di una conferenza che per definizione dovrebbe guardare più al
profilo interno e operativo. "Metteremo a fuoco e presenteremo le scelte
future della Cgil", ha infatti annunciato Guglielmo Epifani, il da farsi,
le strategie da adottare, a cominciare dalla rotta da tenere verso il governo
sulle cui prime decisioni "verrà dato un giudizio più definito".
Verrà poi confermata la linea, già chiaramente intravista, di una forte unità
con Cisl e Uil, un elemento quasi imprescindibile di questa stagione sindacale,
basti pensare a cosa porterebbe una divisione nella delicatissima partita della
riforma contrattuale. Ma Guglielmo Epifani sembra voler fare di necessità
virtù, e propone un "manifesto" per l'unità sindacale, un documento
"politico" da elaborare con le altre due confederazioni con i
"valori della confederalità e dell'unità sindacale", per avviare un
progetto comune e un percorso che porti a "una nuova unità". Un
sindacato unico? "E' una stupidaggine" risponde Carla Cantone, la
segretaria dell'organizzazione che ieri ha presentato la conferenza insieme a
Epifani. "Abbiamo bisogno di unità sindacale. Il manifesto serve a
rafforzare quella che c'è e ad aprire una nuova stagione". Si parlerà,
ovviamente di contratti, "di tempi e modalità" del confronto con
Confindustria e delle priorità per il Paese che per la Cgil restano la politica
fiscale, la redistribuzione del reddito, i prezzi e le tariffe, i salari:
"Se non si danno risposte la coesione sociale è a rischio", ha
ribadito Epifani pensando al prossimo Dpef. Ma si discuterà anche di lotta alle
criminalità, "un modo corretto per affrontare il tema della
sicurezza". Un appuntamento politico, dunque, ma anche l'occasione
"per riposizionarsi sul territorio", in continuità con lo slogan
"Riprogettare il paese" dell'ultimo congresso di Rimini. La scelta
del territorio, centrale nel documento della conferenza non è delle ultime
settimane, non rincorre il voto elettorale che ha segnato una sconfitta per le
forze dell'area di riferimento cigiellina e che interroga anche il sindacato.
"Il tema è stato deciso un anno e mezzo fa - spiega Cantone - per noi era
già chiara l'esigenza di tornare sul territorio, l'identità di lavoratori e
pensionati non si costruisce solo in azienda o in fabbrica", anche se è
fuori discussione la centralità del lavoro e della condizione sociale di
uomini, donne, dei giovani. E, a questi, la Cgil vuole spalancare le porte,
avviare un poderoso ricambio e formare una nuova generazione di sindacalisti.
Verrà riaperta la scuola di formazione di Ariccia, sarà intitolata a Luciano
Lama, mentre il centro studi Ires sarà dedicato a Bruno Trentin. L'obiettivo è quello di esserci, di fare sindacato, con meno burocrazia, meno
"impiegatizzazione", e per questa via di "estendere e rafforzare
la rappresentanza e la rappresentatività della confederazione". Anche
attraverso la tutela individuale, da affiancare a quella collettiva che il
sindacato assicura attraverso i contratti. Per questo il sistema dei
servizi offerto dal sindacato si avvia verso il potenziamento e l'integrazione,
mentre nuovo impulso verrà dato alla negoziazione sociale, quella che si fa sul
territorio, appunto, con gli enti locali e che come target ha più il cittadino
che il lavoratore. Una nuova sfida per la Cgil, che punta a 6 milioni di
iscritti andando a pescare nuove adesioni tra i giovani e nelle aree del lavoro
non sindacalizzate. C'è poi un impegno, nuovissimo, al "rinnovo delle
deleghe sindacali", a non dare cioè l'iscrizione al sindacato come
perpetua (cioè fino a disdetta dell'interessato), ma L'appuntamento capitolino
è stato preceduto da 1600 conferenze a vari livelli cui hanno partecipato
500mila sindacalisti con 52mila interventi "un dato straordinario di
partecipazione - ha detto Carla Cantone - è stato un percorso aperto che ha
coinvolto l'intera organizzazione, una prova di democrazia". La Cgil si
rinnova anche nei mezzi di comunicazione: alla conferenza debutterà
www.radioarticolo1.it, la webradio del sindacato di Corso d'Italia.
( da "Riformista, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vescovi
immigrazione, rifiuti e salari: occorre agire in fretta La Cei detta l'agenda:
più fatti, meno burocrazia Le emergenze che investono oggi il paese sono sotto gli occhi di
tutti e il governo, in scia alle promesse assunte in campagna elettorale, deve
fare una sola cosa: rispondervi in fretta. Questo il leitmotiv dell'intervento
tenuto ieri da Angelo Bagnasco (presidente della conferenza episcopale italiana
e arcivescovo di Genova) in apertura dell'assemblea generale dei vescovi
italiani. Dodici pagine dense in cui il successore di Ruini alla Cei ha voluto
indicare, tra le tante emergenze, quella che a suo giudizio è la più grave:
l'emergenza educativa che investe i giovani, bersagli di una "cultura
nichilista" che li porta a comportamenti contraddittori, come il bullismo,
segno tragico di "un vuoto dell'anima" e, insieme, di
"un'implicita richiesta di aiuto". La prolusione di Bagnasco non ha
dimenticato accenni importanti - ma brevi rispetto al corpus della prolusione -
dedicati a tutti i temi (nessuno escluso) di più stretta attualità: sicurezza,
immigrazione, salari, famiglia, eugenetica, rifiuti e dulcis in fundo la tv
digitale: qui "il rischio non remoto" è quello "che i nuovi
spazi diventino appannaggio delle industrie pornografiche". Si tratta di
temi sui quali Bagnasco ha voluto far capire, senza giri di parole, quale sia
la posizione della Chiesa. Temi che incalzano il nuovo governo a trovare
soluzioni immediate. Se, infatti, Bagnasco ha mostrato di apprezzare il nuovo
clima di collaborazione bipartisan creatosi dopo le scorse elezioni - clima che
la Chiesa si augura continui grazie a "un periodo di operosa
stabilità" - ha anche ricordato come sarebbe opportuno che a questo clima
vi collaborino tutte le forze politiche e senza perdere tempo: "Ci sono -
ha detto - lungaggini e palleggiamenti che, oltre che irrazionali e autolesionistici,
offendono i cittadini che attendono risposte". Quanto alla sicurezza, le
parole di Bagnasco ricordano al governo Berlusconi che se spetta ai
"pubblici poteri" dare "ai vari livelli risposte calibrate ed
efficaci", queste risposte devono portare tuttavia a una "reale
integrazione dei cittadini immigrati che legittimamente soggiornano sul nostro
suolo", mentre per "ciascuno di quelli che tentano di entrare nel
nostro paese" occorre evitare "il formarsi di enclave" che
presto potrebbero divenire "ghetti non tollerabili". Per questo
motivo serve "un patto di cittadinanza che mettendo in chiaro diritti e
doveri non ricerchi scorciatoie illusorie". Quindi le parole dedicate
all'emergenza rifiuti, "problema gravissimo e urgente", per la cui soluzione
occorre anche "la responsabile collaborazione delle popolazioni". Poi
il problema del fisco - "sul fronte degli stipendi e delle pensioni"
serve "una difesa reale del potere d'acquisto" con una particolare
attenzione alle famiglie - e quello del lavoro e delle morti bianche: tocca
agli imprenditori agire perché "la vita è sacra, e distintamente lo è
quella impegnata sul lavoro duro e rischioso". Bagnasco non ha lesinato
critiche al recente intervento operato sulle linee guida relative alla legge
sulla fecondazione assistita: "Si rischia di promuovere - ha detto - una
mentalità eugenetica". Mentre occorrerebbe maggiore "cautela".
E, indirettamente ha anche voluto rispondere a Massimo D'Alema il quale
domenica aveva lanciato contro la Chiesa l'accusa di lesa laicità. Per Bagnasco
esprimere liberamente la propria fede, partecipare in nome del Vangelo al
dibattito pubblico, "non può mai essere scambiato per una minaccia alla
laicità dello Stato". E ancora: "La Chiesa non vuole imporre a
nessuno una morale "religiosa": infatti essa enuncia da sempre i
valori fondamentali che definiscono la persona, cuore della società". Un
duello a distanza, dunque, quello avvenuto nel giro di ventiquattro ore tra
D'Alema e Bagnasco. Un duello che dice molto del piglio del successore di Ruini
alla guida dell'episcopato del paese: morbido nei modi ma fermo sui contenuti.
Un piglio che continuerà anche nei prossimi mesi, quando la Chiesa sarà
chiamata a cambi importanti all'interno della sua leadership. A giugno,
infatti, Ruini lascerà la guida della Chiesa di Roma. Al suo posto ancora oggi
è dato per certo l'arrivo del cardinale Vallini anche se la decisione finale
spetta al Papa e, quindi, non è escluso che all'ultimo tutto possa ancora
cambiare. Vallini, tra l'altro, pare voglia portare con sé a Roma, in qualità
di vicegerente al posto di Moretti, monsignor Vincenzo Paglia (vescovo di
Terni-Narni-Amelia nonché assistente ecclesiastico della Comunità di
Sant'Egidio). Se Vallini andasse al posto di Ruini, lascerebbe vacante
l'incarico di prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Qui il
nome più accreditato a succedergli sembra essere quello dell'attuale
arcivescovo di Barcellona, il cardinale "giurista" Lluís Martínez
Sistach. All'interno della Cei, invece, si parla di una possibile promozione di
monsignor Betori a Firenze, anche se resta da chiarire con quale compito: se
cioè come immediato successore del cardinale Antonelli o se, inizialmente, come
suo coadiutore. 27/05/2008.
( da "Nuova Ferrara, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco
"stoppa" la protesta Progetto boulevard, riunione-lampo con i
commercianti e una promessa: più parcheggi. L'Ascom per ora è contenta TRAFFICO
Sul Piano mobilità richieste di rinvio "Questa volta il Comune ha reagito
prontamente, il sindaco si è impegnato in prima persona: di questo non possiamo
che essere soddisfatti". Usa toni concilianti il presidente dell'Ascom,
Cesare Borsetti, all'uscita dell'incontro convocato ieri pomeriggio a tambur
battente sul cantiere boulevard di via Bologna. I tamburi di guerra suonati
dall'assemblea dei commercianti, la scorsa settimana, hanno suggerito a Palazzo
Municipale un supplemento di dialogo, nell'intento di evitare una
manifestazione di piazza contro il progetto. Così ieri, alle 18, il sindaco
assieme all'assessore ai Lavori pubblici, Mariella Michelini, e al Commercio,
Aldo Modonesi, con i rispettivi tecnici, ha esposto la nuova linea ad una
delegazione di commercianti guidata da Borsetti e Marco Sabbioneda, il
referente di zona dell'Ascom. Il succo è questo: scordatevi modifiche
sostanziali del progetto, possiamo però usare i prossimi quindici giorni per
"togliere qualche bauletto verde e aggiungere qualche parcheggio, speriamo
diverse decine, anche nelle vie laterali" per usare le parole di Borsetti.
Il 4 giugno è la data prevista per l'assegnazione dei lavori, poi servirà più di un mese per sistemare tutta la burocrazia e, nel caso tutto fili
liscio, entro luglio dovrebbero partire i lavori. Possibilità di grandi
cambiamenti, per i tempi stretti e i vincoli contrattuali, non ce ne sono: il
sindaco si è impegnato a darci un'occhiata personalmente e a portare nuove
proposte su carta, non a lavori iniziati. Si allontana quindi lo
scenario di uno scontro frontale sul cantiere di via Bologna, rimane aperto un
altro fronte in tema di strade e traffico. Si tratta del Piano urbano della
mobilità che ieri è stato presentato dall'assessore Stefano Cavallini alle
associazioni artigiane, commerciali e industriali. Accoglienza tiepida, a dir
poco, e non poteva andar meglio se è vero che alla vigilia Confartigianato
ventilava la proposta di rinviare tutto alla prossima legislatura. "Abbiamo
suggerito all'amministrazione di usare molta cautela su questi temi così
delicati - riassume Giorgio Zavatti (Ascom) - Il polo logistico a Nord, ad
esempio: se è vero che il 67% del trasporto di merci in conto proprio dovrebbe
passare con questa struttura a conto terzi (con lo "spacchettamento"
dei tir su furgoni ecologici, ndr), allora bisogna aver ben presente l'aspetto
economico. E non ci risulta che i conti siano stati fatti per bene. E i
parcheggi così distanti dal centro, verranno utilizzati? Il sistema Musa di
telesorveglianza della ztl, poi, dovrà essere molto flessibile".
L'assessore ha ribadito la sua intenzione di adottare il piano entro la
legislatura, per poi lasciare ai singoli stralci del Piano traffico i
provvedimenti operativi. Il percorso si presenta cosparso di ostacoli. Già
domani è previsto un confronto importante, con Cgil, Cisl e Uil, che hanno già
anticipato qualche rilievo non di poco conto. Il 3 giugno, poi, Cavallini se la
vedrà con le principali associazioni ambientaliste, che hanno deciso di
concentrare le loro osservazioni in un unico turno. (s.c.).
( da "Adige, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sopralluogo per il
maxi-schermo in piazza Malfatti Europei, la birra è in
forse Senza burocrazia a
questo mondo non si potrebbe vivere. Quando ce n'è troppa, però, si rischia di
soffocare. Ne sanno qualcosa gli scout roveretani che hanno dato la disponibilità
a prestare il servizio di distribuzione bevande durante le partite del prossimo
Europeo di calcio che saranno trasmesse su maxischermo in piazza Malfatti.
Dopo il "tira e molla" durato un paio di settimane, nei giorni scorsi
il Consorzio Rovereto InCentro con la sponsorizzazione di Bazar e il
"patrocinio" del Comune aveva ufficializzato la realizzazione
dell'evento a cui appunto gli scout avrebbero partecipato gestendo la mescita
di birra e bevande e la distribuzione di gelato. Però, quando ieri mattina si
sono presentati in Comune per il permesso, la doccia fredda: per avere
l'autorizzazione servono 40 giorni. Un colpo al cuore. Tanto che ieri sera,
quando gli organizzatori si sono trovati per fare il punto della situazione,
questo è stato il primo tema affrontato. La questione dovrebbe venire risolta
nei prossimi giorni con un intervento "d'autorità" dall'alto. Ieri il
sopralluogo ha confermato che si userà uno schermo da
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 10
"Questo Governo Intervista a Bonaiuti: "Un elettore di ILARIA
ULIVELLI ? FIRENZE ? "TUTTO IN un giorno". Sembra quasi il titolo di un
film (e per l'esattezza lo è: un reportage del 2001 sul G8). E' successo tutto
così in fretta che anche le parole rotolano in rapida sequenza: "Questo
governo ha fatto in un giorno quello che altri governi della sinistra non sono
riusciti a fare in un'intera legislatura". Punto e a capo. Il giudizio e
il plauso di Paolo Bonaiuti per l'operato del Berlusconi quarto, non devono
essere intuiti fra le righe. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
(con delega all'editoria), nonché reponsabile della comunicazione del governo è
chiarissimo. "Si è cominciato bene, anzi meglio ? dice indulgendo a un
sorriso ampio ?, la gente voleva decisioni e le decisioni sono state prese
subito". Pensa che di questi primi passi del governo sia soddisfatta anche
la gente che non vi ha votato? "C'è stato un profondo cambiamento. Voluto
dalla gente che ci ha dato una maggioranza così ampia proprio riponendo in
questo governo la speranza che faccia qualcosa. E proprio ieri un sondaggista
non certo di centrodestra come Mannheimer ha detto che un elettore su quattro
del centrosinistra è soddisfatto delle scelte di Berlusconi". Qual è il
prossimo impegno del "governo del fare"? "Non è stato fatto
poco. Via l'Ici dalla prima casa, via le tasse dagli straordinari per i redditi
più contenuti, via al piano per la sicurezza che apre le porte a chi viene per
lavorare e le chiude a chi arriva per delinquere. E non basta. Via alla
diminuzione dei mutui per le famiglie che hanno visto con paura il continuo
salire dei tassi. Pare poco? Di sicuro il lavoro non mancherà da qui a fine
legislatura". Via l'Ici, ma c'è il rischio che alcuni Comuni, per il
mancato introito, possano tagliare importanti servizi ai cittadini costretti a
spendere altrove i risparmi della tassa sulla prima casa? "Macché.
Tremonti ha già coperto il fabbisogno dei Comuni trovando le risorse economiche
nel taglio di un decreto acchiappavoti varato dalla sinistra poco prima delle
elezioni e che distribuiva a pioggia fondi un po' qua e un po' là". Crede
che Napoli sarà davvero liberata per sempre dai rifiuti? "E' partito il
piano. Era l'ora. Ci voleva l'impegno di Berlusconi per cercare di togliere
Napoli e la Campania da sotto la montagna d'immondizia". Sull'immigrazione
c'era già la Bossi-Fini. Cosa le fa credere che stavolta la legge funzionerà e
accontenterà tutti? E il caso badanti? "Mi creda, questa legge funzionarà.
Perché i governi prcedenti parlavano e questo governo agisce. E non lo dico io
ma i più autorevoli commentatori dei quotidiani che non sono certo famosi per
averci lisciato il pelo". Ci sarà la detassazione sugli straordinari, ma i
redditi dei lavoratori dipendenti restano gli stessi. E per molti è dura
arrivare a fine mese. Intendete intervenire anche con una politica dei prezzi?
"Il grande problema è che gli stipendi a reddito fisso sono bloccati al
valore in lire mentre i prezzi hanno galoppato in euro senza freni. Già
detassare la produttività vuol dire andare nella direzione giusta. Ovvero,
quella di premiare chi lavora. Si dovrà andare avanti in questo senso. Ben
sapendo, però, che purtroppo la crescita economica determinata dalla crisi
internazionale, resterà vicina allo zero". E per far smuovere l'economia
cosa serve? "Ci vuole un cambio di mentalità. Bisogna
ridurre il costo della burocrazia, le lentezze, i vincoli, le strettoie. Valorizzare la creatività
made in Italy, i nostri talenti. Ridurre tutte le spese inutili e
improduttive". Quindi tagliare i costi della politica. "Non solo
quelli. Ci sono i costi della macchina dello Stato che raggiungono i 4.500
euro all'anno per cittadino, mentre in Germania si fermano a 3.000. Questo è un
vero spreco". Per ora con l'opposizione c'è un clima da luna di miele.
Crede che durerà? "L'opposizione si sta riorganizzando, come è giusto. E'
chiaro che per le Europee del prossimo anno ognuno sarà pronto per la sua
battaglia. Per questo i meteorologi prevedono la fine della bonaccia con
l'inizio della campagna elettorale durante la quale ognuno farà sentire la sua
voce. Detto questo, il Paese sente il bisogno di coesione nelle grandi
scelte".
( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
24 ORE FIRENZE pag.
13 LA PARTECIPAZIONE della Juve alla Champions è subordinata al v... LA
PARTECIPAZIONE della Juve alla Champions è subordinata al via libera di un
tifoso della Fiorentina. Possibile? Sì, perchè le vie della
burocrazia s'incrociano
anche con quelle del pallone. Così succede che sulla scrivania di Paolo Padoin
(nella foto), prefetto di Torino col "cuore viola da sempre", sia
arrivata la richiesta della società bianconera di avere il certificato che
attesta "la regolarità delle strutture dello stadio Olimpico" del
capoluogo piemontese. Si tratta di un "visto" indispensabile
da allegare alla domanda. Senza quel "sì" per la Juve si scatenerebbe
una montagna di complicazioni. Infatti si tratta di attestare che lo stadio è
agibile per le partite, secondo la certificazione redatta dalla Commissione di
vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. La stesso visto è stato ovviamente
richiesto dalla Fiorentina al prefetto di Firenze, Andrea De Martino, per lo
stadio Artemio Franchi. Naturalmente non ci sono problemi. O meglio: fino a
questo momento non si ha notizia di alcuna controindicazione
tecnico-burocratica per entrambe le squadre che prenderanno parte ai
preliminari della prossima Champions, in calendario il 12 e 13 di agosto
(partite di andata) e il 26 e 27 dello stesso mese (partite di ritorno). Il
sorteggio per conoscere i nomi delle squadre avversarie è fissato per il primo
di agosto. PADOIN FIRMERÀ il nullaosta? Il cuore viola potrebbe cominciare a
battere forte, forte nel momento in cui la mano afferra la penna che deve
vergare il suo nome, appunto Paolo padoin, sotto un atto che deve spalancare
alla Juventus la porta della più importante competizione europea. Ma è ovvio
che il cervello, e la grande capacità accumulata in tanti anni di servizio i n
una delle più delicate cariche del ministero dell'Interno, indirizzeranno mano
e penna nel verso giusto. Infatti, in una dichiarazione inviata a "la
Nazione" per via mail, il "prefetto viola" di Torino (che saltò
sulla poltroncina, esultante, il 18 maggio, allla rovesciata di Osvaldo che
spalancò alla Fiorentina la porta della Champions), afferma: "Rilascio il
certificato che la Juve dovrà inviare all'Uefa, così potrò assistere alle
partite di Champions a Torino. Ma col cuore e le orecchie tese verso la radio
per sapere tutto della mia, o meglio della nostra, Fiorentina". Sandro
Bennucci.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 15 di
ALESSANDRO GOLDONI ? BOLOGNA ? TRECENTO. Decisi a sopravvivere... di ALESSANDRO
GOLDONI ? BOLOGNA ? TRECENTO. Decisi a sopravvivere e a
battersi nelle Termopili della burocrazia e dell'indecisionismo romano. Tanti sono, numero più numero
meno, i combattivi reduci bolognesi dell'Enea, l'ente nazionale di ricerca
nelle nuove tecnologìe, nell' ambiente, nell' energìa. Fiore all'occhiello
dell'Italia degli anni '
( da "Corriere del Veneto" del 27-05-2008)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-05-27 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE
L'inaugurazione Laboratori, corsi di cucina e lingua araba. Kezraji: "Dal
Comune nessun ostacolo" Ca' Sugana, via libera al circolo islamico In
viale Monfenera apre "Hilal". "Niente preghiere ma folklore e
incontri" TREVISO - Moschetti e cammelli alle pareti, folti tappeti e
tende damascate ed un libro, che spunta da una grande cassa ricolma di pagine
ingiallite: "Storia delle Ss e del nazismo". Ce ne sono due copie. Il
centro culturale "Hilal" allestito al civico 14 di viale Monfenera
dal Club Marocain, l'associazione della comunità marocchina trevigiana, vuol
essere proprio questo: uno spazio per conoscersi e confrontarsi, faccia a
faccia, con franchezza. L'hanno inaugurato ieri pomeriggio, alla presenza dei
sindacati e delle associazioni di volontariato e dei ragazzi del liceo
scientifico Scarpa di Motta di Livenza, protagonisti di una chiacchierata a
base di the, dolcetti ed integrazione. "Ringrazio Gentilini che ci ha
concesso tutte le autorizzazioni necessarie per aprire il primo circolo etnico di
Treviso " sorride il fondatore, Abdallah Kezraji. Ed un invito, al
vicesindaco, il centro Hilal l'ha pure mandato, seppur informalmente, tramite
un "amico comune". Lui, lo Sceriffo additato da mezzo Stivale come il
campione del leghismo xenofobo, ha declinato "ma soltanto perché aveva già
preso altri impegni – prosegue Kezraji -. Non ha posto alcun problema, la
trafila burocratica in Comune è filata liscia senza intoppi ". Già, la burocrazia:
Hilal (che significa "mezzaluna" in arabo) avrebbe dovuto aprire i
battenti il 15 settembre del 2006, come recita il volantino pubblicitario fatto
stampare per l'occasione. "Ma purtroppo la burocrazia ci soffoca – spiega Kezraji - se fossimo stati a Napoli magari
saremmo riusciti ad aprirlo prima". Sembra di sentir parlare la
Confindustria. Con un pizzico di stizza padana. Chi l'ha dura, però, la vince
ed ora lo spazio è finalmente a disposizione di scuole, laboratori, corsi di
cucina, musica, danza del ventre. E ancora corsi di arabo, russo e cinese e si
può varcare l'ingresso, decorato con piastrelle arabescate, anche solo per
provare un costume tipico, sì da "sentire e conoscere l'altro senza
filtri", sulla pelle. Si può prenotare per allestire feste, come recita il
pieghevole spot, "da mille e una notte" e "se i nazi cambiano
idea, e magari hanno voglia di assaggiare un cous cous irresistibile, siamo
pronti ad accogliere pure loro " azzardano i responsabili. Nei
centocinquanta metri finanziati dalla Banca Etica e gestiti dal Club Marocain
non ci saranno invece spazi a disposizione del culto: "Non sarà una
moschea – si mette al riparo Kezraji – non abbiamo le autorizzazioni
necessarie. Noi crediamo nella preghiera virtuale, quella che ciascuno può
recitare da casa". Marco Bonet L'interno del locale.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-05-27 - pag: 6 autore: DALLA PRIMA Imprese, Governo e
riforme Ma è dallo sviluppo, nella misura in cui esso risulta internamente
governabile, che può e deve venire il maggior contributo. Qui si innestano da
un lato l'impegno di Tremonti alla riduzione della "mano morta pubblica
" attraverso "semplificazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni
" e con le misure per spingere la produttività, tra cui la già decisa
detassazione di straordinari e premi. E da un altro lato la costruttiva presa
d'atto, rilevata da Marcegaglia, che si sta esaurendo il conflitto classista
capitale- lavoro e che quindi anche i sindacati devono ridefinire la propria
funzione e operare rapidamente per il superamento del modello di relazioni
industriali improntato all'accordo del 1993, eccellente allora ma superato oggi
per effetto dell'euro e della globalizzazione competitiva. Anche dal punto di
vista delle diverse filiere settoriali e territoriali, molte sono ancora in
Italia le riforme da fare. Marcegaglia ne richiama diverse, tra cui il
ripristino della legalità in aree del Sud dove lo Stato deve garantire la
società civile e le imprese; l'energia,dove apprezzabile è la decisione
governativa di ritornare al nucleare; l'occupazione femminile; gli investimenti
in formazione, ricerca e infrastrutture dove, secondo noi, assai discutibile è
invece la decisione del Governo per il Ponte sullo Stretto. L'Europa. Tremonti
ritiene che il programma da lui delineato faccia parte del "potere-dovere
" di uno Stato membro della Ue, che deve da un lato rispettare le regole
europee di bilancio ( che, a suo avviso e anche secondo la Commissione, non
sono soddisfatte fino al 2011 dall'impostazione data dalla Finanziaria 2008) e
dall'altro concorrere a costruire la "piattaforma materiale e immateriale,
istituzionale e funzionale " per la tenuta sociale, alla quale tiene
molto, e l'economia. Che sono, tuttavia, profondamente influenzate dalle
dinamiche e dalle crisi globali in atto, discusse da Tremonti nel suo saggio "La
paura e la speranza" la cui risonanza è ormai europea.
Sull'intersezionetra globalizzazione ed Europa, Marcegaglia richiama da un lato
i vantaggi dell'internazionalizzazione, chiedendo però una governance della
stessa e un rispetto delle regole da parte di Paesi, come la Cina, che
praticano troppo dumping, e dall'altro rileva igravissimi rischi di una finanza
sganciata dall'economia reale. Quanto all'Europa,"l'Unione resta il nostro
punto fondamentale di riferimento. Ma talvolta sembra più interessata a porre vincoli
e limiti ai suoi cittadini e alle sue imprese, piuttosto che a svolgere un
ruolo forte nella difesa di un mercato mondiale con regole certe e valide senza
eccezioni". La Ue non deve essere perciò bloccata
dalla burocrazia delle
regole inutili ma deve, propone Marcegaglia, rilanciare la sua domanda interna
con più investimenti nelle reti, nelle infrastrutture, nell'ambiente; per
finanziarli auspica la revisione del budget europeo e l'approfondimento della
proposta di Tremonti di emissioni di obbligazioni comunitarie. Questa è
una politica forte a cui la Ue deve e può aspirare, essendo ormai un'area di
mercato e valutaria (visto il predominio dell'euro anche al di fuori della Uem)
di 500 milioni di abitanti, che può crescere in forza di una domanda interna
che renda i singoli Paesi meno vulnerabili agli eventi mondiali e che superi le
difficoltà strutturali o di bilancio di singoli Stati. Su tali basi si deciderà
se l'Europa sarà, con America e Cina, un coprotagonista della geo- economia
mondiale del XXI secolo. Alberto Quadrio Curzio.
( da "Corriere Alto Adige" del 27-05-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-05-27 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Assemblea generale Grido di allarme del comparto edile.
Oberrauch (Assoimprenditori): occorre ridurre la pressione fiscale Egartner:
"Costruttori, la crescita è zero" Il presidente: la Provincia occupa
il mercato. Stoiber: il nemico è la globalizzazione Gli ultimi dati sono del
2006: meno 16% nel rilascio dei permessi di costruire "E il barometro
congiunturale non annuncia controtendenze" BOLZANO - Assemblea generale
dei Costruttori edili ieri allo Sheraton di Bolzano, dove il mondo economico
altoatesino ha fatto il punto della situazione all'insegna del motto
"Costruire insieme il futuro "". L'auspicio: "Una politica
coerente riguardante le infrastrutture e della mobilità, presupposto
fondamentale per uno sviluppo rispondente alle esigenze di oggi e domani".
La richiesta del comparto edile in Alto Adige è stata chiara: meno burocrazia, meno tasse e soprattutto, meno coinvolgimento della politica
locale nelle scelte strettamente imprenditoriali riguardanti gli appalti.
Numerose le relazioni, a partire da quella del presidente Christian Egartner,
che ha ribadito a più riprese le difficoltà dell'intero comparto a livello
locale: "La situazione al momento non è assolutamente rosea, sia
nel pubblico che nel privato - ha detto - nel 2006 abbiamo avuto una flessione
del 16% nel rilascio dei permessi di costruire: i dati negativi sono confermati
altresì nel cosiddetto barometro congiunturale per il 2007, e questo non può
che preoccuparci. Ci attende un'ulteriore flessione delle concessioni edilizie
del 4,8% per le abitazioni e del 11,8% per i fabbricati non ad uso abitativo.
La crescita del nostro comparto - ha sottolineato Egartner - è ormai vicina
allo zero e questo ci deve portare a una lunga riflessione, non dimenticando
inoltre, il continuo e drammatico aumento delle materie prime registratosi
negli ultimi anni". Nonostante il bilancio in rosso, il settore edilizio
in Alto Adige continua a rimanere, grazie alle oltre 2200 medie imprese, una
delle colonne portanti della provincia, anche se - ha continuato il presidente
- è tempo che la Provincia si faccia carico di un atteggiamento meno
“imprenditoriale”rispetto alla situazione locale. Sempre più società con
capitale pubblico si muovono sul mercato interno, rappresentando per i privati
una temibile concorrenza, che ci sottrae le commesse ". Sul futuro
Egartner ha tracciato le linee guida per rimanere competitivi sul mercato:
"Adeguare il patrimonio edilizio alle misure di risparmio energetico
rimane una priorità - ha aggiunto - ma per fare ciò bisognerà predisporre le
dovute risorse necessarie". Secondo il presidente di Assoimprenditori
Christof Oberrauch, "guardare al futuro significa muoversi secondo
strategie ben definite, rivendicando però alcune problematiche davvero
significative". Non solo: "è inaccettabile - ha detto - fare fronte a
questa pressione fiscale, per crescere bisogna dare una mano a chi lavora per
lo sviluppo delle imprese e dell'economia ". Molta attesa la relazione
dell'ospite "di lusso" della giornata, l'ex presidente bavarese
Edmund Stoiber, che si è soffermato sul ruolo dell'Europa nel lungo e difficile
cammino verso una globalizzazione maggiormente partecipata, a partire
soprattutto dalle regioni: "I mutamenti per l'economia sono stati evidenti
in questi anni - ha detto - ma di fronte ai mutamenti occorsi, frutto
dell'apertura delle frontiere e dell'allargamento dei confini di mercato verso
Est, bisogna consolidare i parametri già esistenti, creando le basi per
sviluppare una forte politica di investimenti, di tecnologie e risorse umane.
La Baviera e l'Alto Adige sono due esempi-modello a livello continentale,
perché in queste due realtà si lavora sodo, guardando al futuro, ma senza
dimenticare quelle che sono state le nostre idee e le nostre radici nel
passato. La sfida all'Europa per la nostra imprenditoria parte da noi, ma
dobbiamo guardare avanti e confrontarci sempre con i nostri "vicini di
casa"". Thomas Laconi Dinamico Il presidente Christian Egartner sul
palco dell'assemblea Costruttori.
( da "Corriere Alto Adige" del 27-05-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-05-27 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE L'assessore Benefici per il settore Mussner: in giunta
si lavora per tutti BOLZANO - "La Provincia ha lavorato e sempre lavorerà
per i nostri imprenditori edili nell'ambito di un percorso che intendiamo
portare avanti". L'assessore provinciale Florian Mussner ha rivendicato
con forza il ruolo della giunta, elogiando l'autonomia e il lavoro di tutti,
"perché se siamo arrivati a questi standard, il merito è di tante
generazioni passate". Sulla questione legata alla troppa
"pressione" della giunta sulle questioni del mondo imprenditoriale
edile. Mussner ribatte con tranquillità ma allo stesso, con grande fermezza:
"Per capire meglio quanto avviene oggi bisogna fare un salto indietro di
almeno vent'anni - dice - nel settore stradale si pensò di affidare gli appalti
unicamente ai privati, ma i risultati non furono confortanti, perché legati a
forme contrattuali troppo leggere. I contratti terminavano con l'inizio dell'estate,
e durante quel periodo, tutto era praticamente fermo. I contratti a lungo
termine hanno permesso di dare una continuità in grado di coprire tutti e 360
giorni dell'anno, con benefici per il mondo economico e del turismo
locale". Secondo Mussner, "bisognerà garantire ai nostri
imprenditori, maggiore chiarezza sulla questione appalti, ma per fare
ciò,bisognerà che tutti quanti decidano di fare proprie le disposizioni
provinciali in materia". Un riferimento alle deroghe degli enti locali: "Questo
infatti non è avvenuto in alcuni frangenti a Laives e Bolzano, i due centri
maggiori dell'Alto Adige, ma per migliorare esiste solo una linea guida",
dice oggi Mussner. Ultimo appello infine per le due Casse,
quella edile e quella artigiani: "La Cassa unica rimane una priorità - ha
concluso Mussner - questo è uno dei passi per dribblare la burocrazia e creare uno snellimento
della nostra florida economia". T. L.
( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-27 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Con l'Italia negoziato aperto su ortofrutta e prodotti
doc Lamy: ora un welfare per la globalizzazione A giugno intesa possibile su
agricoltura e industria DAL NOSTRO INVIATO GINEVRA - Non fosse
"paradossale ", come ammette lui stesso, Pascal Lamy potrebbe
chiudere gli occhi e pensare per un attimo di vivere negli anni di Bismarck.
"I problemi sono simili", nota il direttore generale
dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) dietro le sue grandi finestre
sul lago Leman. Perché nella globalizzazione "la pressione sociale ricorda
la rivoluzione industriale: stesso mix fra creatività, progresso, innovazione e
bisogno di protezione, cura della sofferenza e dell'infelicità". La
differenza è che stavolta alcuni danno la colpa alla Wto e al Doha Round, il
negoziato per un'altra ondata di apertura degli scambi di cui proprio il
francese è il grande regista. Le proposte per l'accordo finale su agricoltura e
industria sono appena atterrate sui tavoli dei 152 Stati dell'organizzazione.
Come le giudica? "Sono progetti di compromesso su tre argomenti
fondamentali: diritti doganali nell'industria e in agricoltura e sovvenzioni
agricole. Tutti concordano che bisogna stabilizzare quei tre pilastri per
metterci sopra l'accordo complessivo. E man mano che i negoziati avanzano, la
convergenza si delinea". è il grosso del Doha Round e ci si lavora dal
2001: teme nuovi rinvii? "I 152 governi hanno detto di voler chiudere
entro l'anno, mica l'ho detto io: significa che su quei tre argomenti bisogna
stringere intorno a giugno. Ora tocca ai negoziatori, perché restano alcuni
punti da risolvere. Ma visti i progressi delle trattative e l'atmosfera che si
è creata, mi pare fattibile". L'Italia rischia di dover ridurre molto i
dazi sull'ortofrutta e chiede più garanzie sui prodotti doc. Perché dovrebbe firmare?
"Su quei due punti è tutto aperto. Ma guardiamo le cose come stanno: se
passa l'accordo, l'Ue incassa una riduzione dei dazi negli Stati Uniti a tutto
vantaggio della sua industria agroalimentare. E là una buona parte è Italia.
Per non parlare dei dazi americani o del Mercosur sul tessile e le calzature,
dove Italia e Spagna sono competitive. Terzo esempio: le facilitazioni a procedure e burocrazie di dogana. Si tratta anche su quello e per
una piccola o media impresa è il punto decisivo". Fino a pochi mesi fa il
Doha Round sembrava morto. Da dove viene questo colpo di reni? "Vari
fattori: uno è la crisi economica, sia sul fronte finanziario che sulle materie
prime, che mette in circolazione l'idea che non sarebbe poi così male rinnovare
quella polizza d'assicurazione antiprotezionista già sottoscritta da
tutti i governi con l'adesione alla Wto. La turbolenza economica può alimentare
il protezionismo, però sei anni di negoziati ormai hanno prodotto un grosso
pacchetto, bello consistente. Tutti protestano, ma ne vedono l'interesse.
Normale che tendano a voler chiudere". Intanto però, sia in Europa che in
America, criticare la Wto e l'apertura degli scambi porta voti. "E' il
paradosso della politica. Nessuno nega che siamo in un gioco nel complesso a
somma positiva. Semplicemente, il numero di quelli che subiscono un impatto
negativo è piccolo ma molto visibile. E in politica passa il dolore dei pochi,
non la soddisfazione dei molti. Non vedremo mai una manifestazione a favore del
calo dei prezzi dei beni importati: quando un commerciante le vende una
lavatrice a poco, non le dirà che è grazie all'efficienza degli scambi globali.
Dirà che è grazie a lui. Chi ci perde il lavoro invece sa benissimo
perché". Come se ne esce? "Dipende dai sistemi educativi, di formazione,
di trasmissione dell'innovazione, di evoluzione del mercato del lavoro. In
Europa ci sono aree in ritardo e quando si è in ritardo spesso si dà la colpa
agli stranieri. Ma se si guarda da vicino, si vede che ci sono Paesi che se la
cavano benissimo: sono quelli che hanno la capacità di anticipare a monte gli
impatti della globalizzazione sulle qualifiche professionali, sulla ricerca,
sul posizionamento nei mercati esteri". Giulio Tremonti in Italia o Larry
Summers negli Stati Uniti propongono di rallentare la corsa dei mercati.
Chiedono tempo perché le società industriali possano adattarsi. "Proposte
così si sentono spesso, anche sul progresso tecnico o scientifico. è una
questione reale e non solo nei Paesi avanzati: molti grandi emergenti hanno
ancora una pressione fiscale bassissima, al 10% o 20% del pil. Ma mentre
centinaia di milioni di persone escono dalla povertà, rallentare non è la
soluzione. Summers, Jaghdish Bhagwhati o anche Martin Wolf dicono che ciò che
serve un nuovo welfare state". Tradotto: alla Wto l'apertura degli scambi,
ai Paesi il compito di ammortizzarne l'impatto in casa propria.
"Assolutamente sì. Siamo in un mondo in cui c'è un continuo fra politiche
internazionali e nazionali. è così nel commercio e sospetto sia così nell'immigrazione,
nella sicurezza, nella cultura. Bisogna costruire un filo rosso visibile fra
dimensione interna e dimensione globale". Ma i benefici della
globalizzazione sui prezzi svaniscono con l'inflazione e c'è chi accusa la Cina
per i rincari sull'energia e derrate. Concorda? "E' vero, la crescita
cinese mette in tensione queste risorse. Peraltro, a energia esclusa, la
bilancia commerciale dell'Italia è nettamente positiva e la fattura del
petrolio viene ridotta dall'euro forte. Ma se ora si vuole che la produzione di
materie prime dei Paesi emergenti aumenti, bisogna che i segnali della domanda
si trasmettano all'offerta. Si chiama commercio. La soluzione è averne di più,
non di meno". Commercio mondiale Il direttore generale della Wto Pascal
Lamy Federico Fubini.
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pd: l'incontro con
il parlamentare Guido Melis "Giovani, date il giusto slancio per costruire
la vostra città" PORTO TORRES. "Un discorso costruttivo e di merito,
diverso da quanto ho sentito in altre sedi, che senza limitarsi ai problemi
organizzativi sa dare, con ottimismo, il giusto slancio per guardare al futuro
della vostra città". Così il parlamentare del Pd Guido Melis ai giovani
della Costituente democratica cittadina che avevano organizzato un incontro sul
futuro del partito. Una riunione nata dal basso, ha sottolineato il capogruppo
consiliare del Pd Pinuccio Vacca, voluta dai giovani del partito che sono stati
i veri protagonisti del dibattito. Nell'affrontare il tema dell'organizzazione
del partito, Rodolfo Bonesu ha ribadito l'impegno "per dare impulso alle
relazioni, alle tante collaborazioni con altre forze politiche e sociali
strette a livello cittadino per sostenere e rilanciare l'azione della giunta di
centro sinistra". Non sono mancati i passaggi sulla struttura da dare al
Pd e per questo motivo "entro giugno occorre convocare il congresso
cittadino per eleggere direttivo e segreteria" ha detto Stefano Chessa
della Costituente mentre per Roberto Murgia "occorre proteggere questo
rinnovato protagonismo giovanile dai vecchi difetti della burocrazia del partito, dalla logica che non parte dai problemi o da un
programma, ma viceversa sa solo parlare di deleghe e poltrone". I
risultati elettorali in città molto soddisfacenti sono stati sottolineati da
Guido Melis che da "candidato del territorio che vuole stare nel territorio"
ha assicurato una particolare attenzione per questa comunità e si è impegnato
ad avere incontri periodici con i democratici di Porto Torres.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di CARLO ANELLO
PINETO - "Certificazione ambientale, riserva naturalistica, tanto lavoro e
tanti sforzi, impiegando solo nostre risorse. L'aiuto che ci viene dallo Stato
è minimo, tanto che gran parte dei proventi derivanti dalle concessioni
demaniali se le intasca senza battere ciglio". La Giunta comunale di
Pineto, per bocca del suo sindaco Luciano Monticelli e dell'assessore al
Turismo e Demanio, Enzo Nardi, lancia un sasso pesante
nello stagno della burocrazia fiscale che mette in rilievo una stortura non da poco nella
ripartizione delle risorse provenienti dai canoni demaniali pagati da chi opera
sulla spiaggia. In effetti i Comuni, i veri protagonisti della gestione, va
solo il 10% del 90% della somma totale. "Troppo poco- dice Nardi-
per poter fronteggiare tutte le esigenze derivanti da una corretta gestione di
quella parte di territorio". Agli enti locali sono demandati tutti gli
oneri di gestione: dalla cartellonistica alla pulizia, ma è poi lo Stato a
intascare tutto. Nei giorni scorsi, l'assessore regionale al Turismo, Enrico
Paolini, si è preso l'impegno di fronte ai rappresentanti dei Comuni teramani
che hanno ottenuto la Bandiera Blu, di riportare la protesta direttamente al
sottosegretario al Turismo. Lo farà nei prossimi giorni a Milano nel corso
della Conferenza nazionale del turismo. Intanto, sabato scorso Silvi e Pineto
hanno iniziato ufficialmente l'attività del nuovo Comitato di gestione che si
occuperà del Parco Marino. È stato presentato il nuovo logo del Parco e alcune
iniziative che verranno ospitate dalla nuova realtà. A giugno, infatti, si
terrà un convegno di tutti i funzionari dei parchi marini italiani, seguito da
un corso di alta specializzazione per direttore e funzionari.
( da "Centro, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Silvano Fiocco *
L'esercito dei fannulloni Un esercito fatto prevalentemente di sergenti non si
era mai visto prima. E non era un esercito dappoco, ma l'esercito tedesco dei
primi anni '30. Per eludere i vincoli del trattato di pace, infatti, fu
costituita in tal modo l'intelaiatura di base di un esercito più grande, quello
che poi fu protagonista nelle battaglie della seconda guerra mondiale. Quindi,
loro che di queste cose se ne intendevano, i tedeschi, non partirono dai
generali - anche se questi non mancavano - ma da una folta schiera di
sottufficiali che fosse in grado, con la loro professionalità, d'inquadrare i
soldati delle nuove leve. Si applicò quindi il principio che un'organizzazione,
prima ancora che di capi illuminati, ha bisogno di esecutori capaci e
soprattutto motivati. *** Queste erano le considerazione del mio professore di
contabilità dello stato, il quale chiosava dicendo che l'incapacità di leggere
i numeri del bilancio tedesco aveva impedito ai governi degli altri paesi di
comprendere che di lì a poco sarebbero stati attaccati. Mi vengono in mente
quanto sento - o, più spesso, leggo - di attacchi alla burocrazia, l'ultimo dei quali condotto
al grido "fuori i fannulloni!" Mi vengono in mente perché questa
accusa, come quelle di impreparazione, di inefficienza, di gusto di complicare
le cose ecc. guardano solo alle conseguenze ultime dei fenomeni e, per altro
verso, hanno il torto di vedere non la trave, ma la pagliuzza. Le
prediche sono facili, i fatti difficili, è vero. Ma chi scrive può solo fare
prediche, anche se confortate dall'esperienza. E allora la prima considerazione
che mi viene in mente è che correre a tappare qualche falla è inutile se la
nave ha bisogno di una completa revisione (costruire tutto ex novo, per ovvi
motivi non si può). Gli interventi sul versante esterno al sistema, quindi di
competenza della politica, dovrebbero riguardare la semplificazione delle norme
e delle procedure, consentire al sistema fornendogli le risorse occorrenti, di
completare la dotazione di strumenti moderni, ancora molto carente, di fornire
le risorse per seri programmi di formazione e di aggiornamento del personale.
*** E potremmo proseguire nell'elencazione. Ma ogni intervento all' interno del
sistema sarebbe, ancora una volta inefficace se esautorasse i sergenti e non ne
favorisse la presa di coscienza dei problemi, l' assunzione delle
responsabilità. Questa, poi, non può essere disgiunta da un riconoscimento di
autorità, certamente solo funzionale agli scopi; però chiaro e assolutamente
distinto dal potere politico. In ogni caso a questo spetta la verifica dei
risultati finali (mentre quelli intermedi non possono essere che dei
responsabili dei servizi). E non c'è niente di più contrastante con tali
indirizzi della immissione ai vertici di consulenti, collaboratori e altre
figure di scelta politica, delle piante organiche direttamente contrattate con
il sindacato, delle promozioni in massa decise per legge o con provvedimenti
equivalenti. *** La responsabilizzazione dei dirigenti anche attraverso
l'istituzione di organi collegiali con funzioni decisionali a consultive, è un
sistema che va seguito senza che il politico si faccia tentare dal dire lui l'ultima
parola. Un altro criterio da seguire è quello della continuità di un'azione di
riforma - questa, sì, di sola competenza politica - che vada oltre le scadenze
elettorali. Anche questo è un settore nel quale dovrebbe valere la condivisione
delle scelte e, di conseguenza, l'abolizione dello spoil system. Altra regola
(di comportamento) da seguire: evitare i proclami, gli slogan, le accuse che
offendono i migliori e non fanno né caldo né freddo agli altri. "Facite 'a
faccia feroce" era una parola d'ordine dell'esercito borbonico che anche
questa volta non può funzionare. * Economista.
( da "Denaro, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania
Le aziende: Burocrazia e tasse ci affossano Con una crisi economica in atto la burocrazia diventa una
palla al piede troppo pesante per il settore, che non può pertanto ripartire.
Bisogna quindi snellire il sistema e abbattere subito la pressione fiscale per
evitare che il comparto collassi. E' l'appello degli artigiani campani, che commentano la
mortalità di imprese della categoria nel primo trimestre di quest'anno, dati
diffusi da Unioncamere. Enrico Verzura Politiche regionali e nazionali più
snelle per evitare che il mondo dell'artigianato locale sparisca. E' la
richiesta alle istituzioni dei rappresentanti di categoria, preoccupati della
mortalità in crescita delle imprese artigiane campane, annunciata ieri da
Unioncamere su dati tratti da Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta
da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di commercio
italiane. "Non vorrei che molte delle aziende che hanno chiuso i battenti
fossero finte morte, in quanto passate sotto l'egida del sommerso", dice
provocatoriamente Carmine Maiese. Secondo il presidente di Cna Campania,
infatti, la pressione fiscale e la burocrazia sono
tali che un barbiere preferisce andare a tagliare i capelli porta a porta
piuttosto che continuare a tenere in vita "una bottega con mille pratiche
quotidiane e una tassazione opprimente". Non solo tasse comunque: bisogna
eliminare quei paletti, come quelli della Finanziaria dell'anno scorso, che
hanno introdotto l'obbligo di versare i contributi previdenziali per gli
apprendisti. "E' assurdo - spiega il rappresentante degli artigiani - che
si tolga lo status di maestro all'artigiano. Non può permettersi di pagare
tutto, quando lui stesso non sa se sopravviverà il giorno dopo". Maiese
ritiene anche che le politiche regionali sono da riorientare verso questo
settore, "che molto può dare in termini di sviluppo al nostro
territorio". Il riferimento è ad Artigiancassa e ai fondi per
l'artigianato, che sono "fermi" e ai bandi regionali di aiuti, che
"non sono sufficienti". Anche secondo Achille Capone, responsabile
dei rapporti istituzionali della Claai, gli incentivi regionali sono da
modificare. "L'ultimo bando si è chiuso a ottobre 2007 e non c'è ancora la
graduatoria definitiva", afferma. "L'amministrazione non può
prendersi tempi così lunghi, perchè le aziende nel frattempo muoiono",
aggiunge. Su 3.024 richiedenti, solo 250-270 riusciranno ad aggiundicarsi i
10,5 milioni di euro di finanziamenti previsti. Capone ammette che
"avevamo avuto tutte le avvisaglie del momento difficile, ma la crisi in
atto e il restringimento dei consumi stanno mettendo a dura prova gli
artigiani. Serve quindi una politica che incentivi le piccole aziende in attesa
di una ripresa dell'economia e dei consumi individuali". Fabrizio Luongo,
direttore di Casartigiani Campania, osserva che è "l'artigianato di
qualità, in particolare quello manufatturiero, a risentire di più della crisi
economica attuale, su cui pesano i costi crescenti delle materie prime.
"Bisogna assolutamente calmierare i prezzi delle materie prime, perchè il
prezzo del gasolio e il conseguente aumento del costo del trasporto di tutti i
generi di prima necessità sta facendo soffrire in primo luogo gli
artigiani", spiega. "Se un autotrasportatore paga un piano di carburante
200 euro in più rispetto all'anno scorso, questo costo finisce per abbattersi
in primo luogo sugli artigiani", prosegue. Luongo annuncia la convocazione
di un tavolo di lavoro a livello nazionale tra il ministro dello Sviluppo
economico, Claudio Scajola, e tutte le associazioni degli artigiani per cercare
di dare risposte alla questione del caro-trasporti e all'eccessivo carico
fiscale, che penalizza soprattutto le piccolissime imprese. Luongo è comunque
ottimista sul saldo mortalità/natalità delle imprese: "Dopo l'estate i
numeri dell'artigianato miglioreranno, perchè da dieci anni chiudiamo i dodici
mesi con una lieve crescita", conclude. Antonio Campese, presidente di
Confartigianato Campania, è invece pessimista: "Avremo un settembre nero,
il peggio deve ancora venire. La programmazione dei fondi europei stenta a
partire, il Paser è complesso e l'ultima legge sulla non trasferibilità degli
assegni bancari ha finito per complicare le cose". Campese, infine, rivela
la delocalizzazione di parte dell'artigianato in Tunisia: "Molte aziende
napoletane scappano in Tunisia, dove la sicurezza è migliore, un dipendente
costa 180 euro e i capannoni e l'energia sono gratuiti". del 27-05-2008
num.
( da "Giornale di Vimercate" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA SUL LAVORO
IN QUATTRO MOSSE A un mese dalla tragica esplosione alla
"Masterplast" di via Stucchi a Cornate costata la vita a due
dipendenti, il sindaco Ripamonti ha incontrato venerdì pomeriggio in Municipio
aziende, Asl, Ispettorato del lavoro e sindacati Molto partecipato il tavolo di
confronto sulla sicurezza sul lavoro di venerdì pomeriggio in Municipio Cornate
d'Adda - Non è sceso con le tavole della legge. Ma i quattro punti di accordo
con cui il sindaco, Giuseppe Ripamonti, è uscito dal tavolo convocato in
Municipio venerdì pomeriggio sulla sicurezza del lavoro hanno un sapore di
storico e importante. A poco più di un mese dalla tragica morte di Raimondo
Casati, quarantasettenne vimercatese, e Moussa Compaore, ventottenne burkinese
residente a Casatenovo, dilaniati da un'esplosione avvenuta il 16 aprile alla
"Masterplast" di via Stucchi, il primo cittadino ha dato seguito ai
propositi che aveva manifestato in quell'occasione per migliorare la sicurezza
sui posti di lavoro di Cornate. Al tavolo di venerdì erano stati invitati,
oltre a consiglieri e assessori, tutti i rappresentanti delle 92 aziende
presenti nel territorio cittadino: hanno risposto in 24, un risultato da non
disprezzare. Inoltre erano presenti i rappresentanti dei sindacati, Tiziana
Scalco, per la Cgil, e Maurizio Beretta, per la Cisl. C'erano anche Silvia
Zambon del Servizio Ispezioni del lavoro (ex Ispettorato del lavoro), Giovanni
Borgazzi, presidente di Zona Est di Assolombarda, e Roberto Cecchetti dell'Asl
3. Insomma, nell'arca allestita da Ripamonti non mancava proprio nessuno, nella
speranza di vedere in futuro i rappresentanti delle aziende che non hanno
partecipato. Quattro i cardini dell'operazione "lavoro sicuro"
attorno a cui tutte le parti hanno deciso di lavorare: verificare le reali
condizioni di rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro nelle aziende
del paese, stipulare un protocollo d'intesa tra le parti sulle strategie da
adottare per cercare di risolvere i problemi esistenti, sensibilizzare la
popolazione sull'importanza della sicurezza, a partire dalle scuole e favorire
una divulgazione delle informazioni con Asl e Comune. Molti gli interventi.
"È importante che la fotografia dell'esistente sia fatta a tutte le
aziende - ha detto il consigliere Fedele Molteni - Altrimenti è come fare la
ramanzina che non si deve bigiare la scuola agli alunni in classe. Se uno è qui,
vuol dire che ci tiene alla sicurezza". "Sicurezza non vuol dire solo
infortuni - ha aggiunto il consigliere Luigi Monzani - Se faccio lavorare i
dipendenti in un capannone al freddo non ho infortuni al momento, ma loro ne
avranno conseguenze in futuro con danni che non sono nemmeno qualificati come
malattie professionali". "Non bisogna dire che la maggior parte degli
infortuni sono frutto dell'assuefazione - ha affermato un ex operaio - Perché
vuol dire far ricadere ancora una volta la colpa sul lavoratore". Le aziende hanno messo sul tavolo i problemi concreti che devono
affrontare tutti i giorni in materia di sicurezza: formazione, informazione, burocrazia, incentivi per gli
investimenti. Insomma, la barca sembra pronta a salpare. Articolo pubblicato il
27/05/08 Gabriele Ticozzi.
( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 27 Mag
2008 Edizione 105 del 27-05-2008 Intervista a Vichi De Marchi / Per la fame nel
mondo il problema è l'accesso al cibo di Barbara Alessandrini "L'emergenza
ambientale, come dimostra la siccità in Australia che ha ridotto l'output
alimentare, il prezzo del petrolio che insieme ai suoi derivati incide sul
ciclo dell'agricoltura provocando il maggior costo dei fertilizzanti e di tutto
l'indotto; la diversa dieta dei paesi emergenti come India e Cina alle cui
scelte di carne e latticini è legato l'incremento del consumo alimentare dei
prodotti agricoli da parte del bestiame". Vichi De Marchi, portavoce per
l'Italia dell'agenzia Onu Pam, Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni
Unite, snocciola velocemente le concause dell'attuale crisi mondiale dei prezzi
degli alimenti rivolgendo una particolare attenzione alla "competizione
tra cibo destinato ad uso alimentare e coltivazioni per i bio carburanti".
Al quadro cui va aggiunta "la volatilità dei mercati, alcune speculazioni
dei prodotti agricoli e anche la debolezza del dollaro". Un fattore
quest'ultimo che incide anche sulle potenzialità umanitarie dello stesso Pam.
La vostra contabilità è in dollari? Sì e questo ha indebolito il potere
d'acquisto dei prodotti alimentari per gli aiuti umanitari. L'allarme è legato
ad una mancanza di produzione o di accesso al cibo che la Fao sostiene essere
sufficiente per 12 miliardi di persone, quasi il doppio degli abitanti della
terra? Il problema è che non viviamo più in un'epoca di surplus alimentare.
Oggi il cibo non manca ma non esistono delle eccedenze e, soprattutto, è la sua
destinazione ad essere diversificata, pensiamo ai bio carburanti o ai nuovi
consumi delle popolazioni emergenti. Il relatore speciale dell'Onu Jean Ziegler
a ottobre aveva sollecitato una moratoria di cinque anni sulla loro produzione
da coltivazioni utilizzabili per scopi alimentari. Noi non abbiamo posizioni
sui bio carburanti, ma è un dato di fatto che l'utilizzo della produzione
agricola a tale scopo ha contribuito a determinare l'attuale situazione di
emergenza. Per questo appoggiamo in pieno la linea emersa dall'ultimo vertice
Onu di Berna sulla crisi alimentare è che servono ulteriori ricerche
sull'impatto delle colture per la produzione di bio carburanti e rivedere le
politiche che incoraggiano la produzione alimentare ad essi destinata
attraverso le sovvenzioni. Quanto incidono sull'emergenza alimentare le
sovvenzioni agricole dei paesi ricchi? Sono un elemento di notevole distorsione
del mercato perché se dai dei soldi agli agricoltori affinché producano certi
alimenti, il loro costo di produzione è molto inferiore di quello sostenuto ad
esempio dal produttore africano. Così si crea un'economia protetta. Noi, pur
capendone le ragioni, siamo contro i blocchi delle esportazioni che creano
turbative e danno globale sui mercati. Il Pam ha chiesto ai paesi donatori di
rispondere all'appello straordinario di 755 milioni di dollari... In un anno
abbiamo visto aumentare i costi delle nostre operazioni del 55% . Il che significa
che per affrontare le due voci di spesa cibo e carburante rispetto alle
previsioni di bilancio del 2008 avevamo bisogno di ulteriori soldi a
integrazioni del bilancio già approvato. Dopo l'appello urgente, rilanciato dal
segratario generale dell'Onu Ban Ki-moon, venerdì scorso siamo riusciti a
recuperare la cifra grazie anche alla donazione record dell'Arabia saudita di
500 milioni di dollari. Freschi di donazione, e in previsione del vertice che
sull'emergenza alimentare si terrà a Roma dal 3 al 5 giugno, che cosa chiedete
al governo italiano? Siamo alle prese con il resto del bilancio normale. Tra
maggior costo delle operazioni, previsioni sugli interventi futuri che
toccheranno 78 paesi a favore di 73 milioni di persone, più i costi imprevisti
di altre operazioni in Afghanistan che ci ha chiesto di assistere altri due
milioni e mezzo di persone che a causa dell'aumento dei prezzi non riescono a
sfamarsi o in Birmania. A Berlusconi chiediamo di contribuire a sostenerci.
L'Italia è già un partner importante e ci dà un grande contributo come paese
che ci ospita ad esempio pagando sia i costi di funzionamento della base di
pronto intervento umanitario a Brindisi sia e la nostra sede. L'auspicio è che
supporti sempre più il nostro sforzo. Perché anche la Banca Mondiale parla di
oltre 100 milioni di nuovi poveri che potrebbero scivolare nella povertà a
causa dell'aumento dei prezzi. L'impatto della crisi si sta facendo sentire
sempre più visibilmente anche sulla povertà urbana dove i cittadini non possono
più permettersi il cibo presente sugli scaffali perché i prezzi non sono più
alla loro portata. Con il conseguente rischio di proteste e disordini che
potrebbero sfuggire di mano. Quali sono le vostre proposte? Nell'immediato sia
garantita non solo l'assistenza alimentare ma anche la creazione di reti di
sicurezza sociale che supportino le famiglie costrette progressivamente a
modificare in peggio i consumi alimentari, a togliere i figli da scuola, a
rinunciare alle spese sanitarie. Tutti elementi che alimentano spirali di
miseria. Noi ad esempio assistiamo 20 milioni di bambini attraverso
l'alimentazione scolastica, implementiamo programmi di cibo in cambio di lavoro
socialmente utile svolgiamo insomma una forma di security-net che impedisca
l'immediata trasformazione della crisi in miseria e fame. Nel più lungo periodo
è comunque necessario adottare politiche si sostegno ai paesi in via di
sviluppo, con la fornitura di semi e fertilizzanti il cui costo è loro
inaccessibile, realizzando infrastrutture e reinvestendo nell'agricoltura del
terzo mondo. La chiave è lo sviluppo dell'agricoltura. E comunque questa è una
crisi globale che necessita di un approccio globale e non di singole misure
prese dai singoli paesi, che coinvolga non solo l'Onu ma anche la banca Mondiale.
Che posizione avete nei confronti delle potenzialità degli Ogm per fronteggiare
l'emergenza alimentare? Le valutazioni di tipo scientifico e sanitario spettano
alla Fao e l'Oms. Certo, l'aumento incontrollato dei prezzi alimentari riporta
la questione degli ogm all'attenzione di tutti. E siccome spesso accettiamo
donazioni in natura, se ci viene dato cibo Ogm, lo accettiamo purché risponda a
parametri di sicurezza internazionale. Ma lo diamo soltanto a paesi che lo
accettano. Avete già una campionatura dei paesi disponibili e di quelli che
rifiutano cibo Ogm? No, le posizioni non sono nette. Ad esempio ci sono paesi
che accettano alimenti Ogm solo se già macinato, se sono farine che non
potranno mai intaccare i terreni. Spesso accusano le agenzie dell'Onu di una
esorbitante burocratizzazione che alla fine blocca 'in casa' molte delle
risorse destinate agli aiuti umanitari. Il Pam è l'agenzia che trattiene la
percentuale più bassa, solo il 7% dei contributi volontari che ci finanziano. E
l'efficienza è quasi obbligatoria quando devi intervenire
in un lasso di tempo ridottissimo, dalle 24 alle 76 ore, e questo obbliga
l'agenzia ad un estremo dinamismo. Siamo specializzati nella logistica le
telecomunicazioni, spesso dobbiamo individuare soluzioni di interventi
assolutamente innovative e la burocrazia ci è solo di impedimento.
( da "marketpress.info" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 27 maggio 2008
? Un protocollo tra Regione, Province e Comune di Roma per coordinare le azioni
per la creazione di impresa nella Regione Lazio. È la proposta dell'Assessore
alle Politiche Finanziarie e di Bilancio della Provincia di Roma Antonio
Rosati, Provincia di Roma. "Ci lamentiamo della primavera ma ci attende un
autunno freddo, molto freddo". L'assessore usa la terminologia dei
meteorologi per fare le sue previsioni sulla crisi economico-finanziaria che
attende il Paese. "Il picco - dice all'incontro organizzato a Roma da Bic
Lazio - sarà intorno a novembre. Le previsioni parlano di una crescita dello
0,2-0,1 %, che poi significa crescita 0. Dobbiamo fare qualcosa e visto che i
tempi stanno cambiando è il momento che regione, provincia e comune di Roma
comincino a dialogare insieme per progettare una nuova stagione".
"Quello che manca - prosegue Rosati - è la figura di un divulgatore/
animatore che riesca a far comunicare tutte le diverse realtà propositive e
produttive presenti sul territorio laziale. Nei cassetti delle nostre undici
università giacciono centinaia e centinaia di brevetti che sono in attesa di
qualcuno o qualcosa che li tiri fuori trasformandoli in cose concrete, di
contro nella nostra realtà ci sono disponibilità che non finiscono mai nelle
mani concrete di chi saprebbe farle fruttare. Ecco c'è bisogno di qualcuno che
faccia incontrare queste realtà per metterle in sinergia. Bic Lazio ha sino ad
oggi dimostrato di saperlo fare. Perché intanto non ritrovarci dunque tutti
insieme, noi forze politiche del Lazio, e firmare un protocollo d'intesa in
questo senso? Poi si capirà se Bic Lazio è in grado di ricoprire questo ruolo
di sostegno alla creazione di impresa e di interfaccia tra le diverse realtà.
" Più prudente il Presidente Marrazzo, il quale ha ribadito l'opportunità
di un dialogo a livello politico con tutte le forze in campo "secondo il
nuovo stile". Ha mostrato qualche perplessità "se non si provvederà prima
a fornire la Regione di tutte le infrastrutture necessarie ad accompagnare la
nascita di imprese". Quanto al progetto proposto da Rosati, Marrazzo ha
sostenuto: "Io ho sempre detto che non è possibile che in una regione come
il Lazio vi sia una galassia tanto vasta di società regionali, provinciali e
comunali che si occupano delle stesse cose. Già le abbiamo ridotte di numero ma
dobbiamo fare certamente un passo ancora in avanti. Non vedo perché società e
agenzie regionali che si occupano per esempio di sviluppo non possano operare
con quelle simili della provincia". "Proprio in questi giorni stiamo
ridisegnando il quadro di queste società e vedremo quelle più adatte per
favorire lo sviluppo in tutto il territorio. Bic Lazio ha ben operato sino ad
oggi. Ma, come ripeto, si tratta di rivedere tutto alla luce di una nuova
strategia. È il lavoro che stiamo facendo ora. Poi si vedrà". Fra gli
intervenuti, Andrea Mondello Presidente Cciaa di Roma e Unioncamere,
riferendosi alla polemica relativa all'eliminazione delle Province e degli enti
annessi, ha ricordato la differenza sostanziale tra enti che costano e non
producono ed enti che, come la Camera di Commercio, producono e non costano.
"Basti pensare ? ha concluso ? che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di
Euro, mentre le Cemer dei Commercio lavorano con lo 0,75 miliardi di
Euro". A proposito dell'intervento di Marrazzo, Mondello ha notato come
politica ed economia non vadano sempre d'accordo "Mi trovo d'accordo ?
ha detto ? con il Presidente Marrazzo quando parla delle infrastrutture come
priorità politiche. Mi trovo meno d'accordo quando la politica va ad occuparsi
di turismo. Sarebbe meglio che, per esempio, ci si occupasse di più delle
municipalizzate che rinascono e fioriscono solo in tempo elettorale".
Infine, Mondello ha sottolineato il ruolo delle piccole imprese, le quali
"operando in rete, tra di loro, sono riuscite a conquistare il mercato
internazionale, senza dunque il traino delle grandi imprese. E questo non
sembra un fatto nuovo nella realtà italiana: grandi banche e piccole imprese
capaci di operare all'estero". Concludendo i lavori, il Presidente
D'agostino ha voluto così sintetizzare le prospettive del lavoro di Bic Lazio.
Innanzitutto, aumentando le proprie capacità di leggere le potenzialità del
territorio. "Per realizzarlo ? ha detto il Presidente ? ci confronteremo
sempre di più con le Province per cercare di capire di cosa c'è bisogno sul
territorio. Cercheremo dunque insieme le formule per capire cosa fare e come
agire. Si tratta in sostanza di creare un osservatorio permanente per capire
l'efficienza e l'efficacia di Bic Lazio nel cogliere tutte le opportunità di
creazione d'impresa nel Lazio". " Bic Lazio ha mostrato di essere
capace di dare risposte a chi arriva con idee di impresa e vuole realizzarle. È
però necessario fare un salto, dovremo trovare un sistema di lavoro nuovo, che
consenta di concentrare gli sforzi dove maggiori possono essere i risultati. Ma
questo dobbiamo farlo insieme alle Istituzioni. Agire sul territorio regionale
? ha concluso D'agostino ? non è certo un'esclusiva di Bic Lazio". Ci sono
altre realtà regionali che lavorano, con le quali dovremo certamente trovare
sinergie e crescere insieme, ognuno nel rispetto delle proprie competenze. Lo
stesso sistema lo dovremo adottare nell'approccio con le organizzazioni
imprenditoriali, e cercare di capire con loro come spostarci dalla gestione di
quello che c'è alla programmazione di quello che c'è da fare". Hanno
partecipato all'incontro anche Alessandro Mazzoli, Presidente Provincia di
Viterbo; Patrizio Cittadini, Assessore al Bilancio Provincia di Frosinone;
Antonio Rosati, Assessore alle Politiche Finanziarie e di Bilancio Provincia di
Roma. Tra i presenti, anche Giancarlo Cremonesi, Presidente dell'Acer e Cesare
Panbianchi, Presidente Confcommercio. Punto di partenza della discussione è
stato il rapporto di ricerca presentato da Bic Lazio sulla creazione d'impresa.
Dall'analisi emerge infatti come il processo di cambiamento che parte da Roma
per investire tutto il Lazio, faccia registrare una crescita qualitativa e
anche quantitativa del tessuto imprenditoriale: tra il 1998 e il 2007, le
imprese nel Lazio sono cresciute del +19% (più di 100mila nuove imprese), con
punte superiori al +20% per Frosinone e Latina e del +23,8% a Roma, che hanno
contribuito a una crescita di occupazione pari al +21% (circa 384mila nuovi
posti di lavoro). . <<BACK.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
DOPO IL VERTICE
NAZIONALE DI CONFARTIGIANATO IN CITTÀ Sulla tutela dell'ambiente
le imprese chiedono al governo meno burocrazia L'Unione artigiani e piccola industria ha ospitato il 15 e 16
maggio un vertice nazionale di Confartigianato dedicato alle principali novità
introdotte in materia ambientale dal decreto legislativo 4 de 16 gennaio 2008 e
che ha predisposto il pacchetto di modifiche da suggerire al nuovo Ministro per
l'Ambiente."Ci piace sottolineare che la presenza a Belluno di
questo gruppo di lavoro - dice Walter Capraro, direttore dell'Unione artigiani
e piccola industria - non è casuale, ma legata al forte impegno e alla grande
professionalità del nostro Ufficio Ambiente, capace di promuovere azioni
sindacali di rilevanza nazionale, come quella recente che ha ridotto ad
"una tantum" la tassa periodica per le iscrizioni all'Albo gestori
Ambientali".I temi affrontati sono stati davvero molti e tra questi: la
gestione delle terre e rocce da scavo, la revisione delle domande di
autorizzazione alle emissioni in atmosfera, le nuove procedure di
autorizzazione delle aziende al trasporto dei propri rifiuti, la gestione dei
così detti "eco centri" comunali, ma anche le prospettive di
semplificazione nella gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) da
parte dei distributori, degli installatori e dei gestori dei servizio di
assistenza."Quello di rendere tutto più semplice e gestibile - sottolinea
Maurizio Reolon, responsabile dell'Ufficio ambiente dell'Uapi - è una legittima
pretesa delle aziende, sostenuta, tra l'altro, dalla stessa Comunità europea
che ha sempre raccomandato agli Stati nazionali di non creare difficoltà e inutili
spese a carico delle piccole e medie imprese nel momento in cui si emanano
leggi di tutela dell'ambiente. Una raccomandazione che l'Italia non ha mai
seguito, tanto che da noi c'è un vero e proprio "inquinamento
burocratico" che andrebbe eliminato e sostituito con un regime di tutela
ambientale che premiasse le aziende virtuose e colpisse duramente chi provoca
davvero danni ambientali"."Ecco perché - chiarisce Reolon - in alcuni
casi, come quello relativo alle procedure di gestione delle terre e rocce da
scavo o dei RAEE, si è ritenuto di chiedere la revisione completa della norma,
mentre in altri casi, come ad esempio nella nuova disciplina dei rifiuti
assimilabili agli urbani, è la stessa contraddittorietà delle norme a
giustificarne la modifica in sede legislativa".Da qui la richiesta al
nuovo Governo di intervenire con urgenza e rapidità sull'intera materia,
"magari ispirandosi a quanto di meglio hanno fatto altri paesi europei. Ai
parlamentari bellunesi sarà inviata la proposta di modifica.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La titolare
dell'edicola di via Matteotti, Dea Zanin, ha chiesto aiuto a un avvocato che ha
formalizzato il primo ricorso. Poi la decisione di rivolgersi al giudice di
pace Multata a Roma, ma lei non c'è mai stata ConeglianoUna storia che ha
dell'incredibile, multata dal Comune di Roma per divieto di sosta quando lei a
Roma non c'è mai stata in tutta la sua vita. Il fatto è avvenuto a Dea Zanin,
titolare dell'edicola di via Matteotti. La multa risale all'estate del 2007, ed
è arrivata, alla cittadina coneglianese, pochi giorni prima del termine ultimo
per la consegna. Circa 50 euro la somma da pagare, somma che la donna non ha
voluto versare per principio.Dea Zanin si è rivolta subito all'avvocato che ha
formalizzato il primo ricorso entro i termini prefissati, ma non ha ricevuto
alcuna risposta. Successivamente la decisione di rivolgersi al Giudice di Pace
di Roma. "Sembrerebbe che il Giudice di Pace romano - afferma la donna -
abbia concordato l'ipotesi di una targa clonata, ma stiamo ancora aspettando la
risposta via fax dell'annullamento della multa". Ma non è tutto. Dea Zanin
da molti anni ha un handicap alle gambe che ne limita l'attività motoria e, in
quanto tale, possiede il tesserino per agevolare la circolazione e la sosta ai
disabili."Il mio tagliando - continua Zanin - mi consentirebbe di parcheggiare
in qualsiasi città italiana. La multa quindi è assurda perchè se io avessi
voluto avrei potuto apporre il tagliandino e parcheggiare senza problemi in
qualunque posto". Dopo la multa una seconda beffa. Il ricorso è stato
pagato all'avvocato che ha preparato le carte da presentare agli organi
competenti e se ne richiedesse il rimborso Dea Zanin dovrebbe pagare
un'ulteriore somma che sarebbe risarcita al 50 per cento."Io non ho voluto
pagare la multa per principio - conclude Dea Zanin - anche se mi è costato di
più il ricorso e, con tutta la burocrazia, il rimborso che mi verserebbero sarebbe una piccola somma.
Resta il fatto che se tutti continuano a pagare queste multe, visto che sarebbe
più conveniente versare la somma richiesta, questa situazione potrebbe solo
continuare ed altri si troverebbe ad avere il mio stesso problema. Spero
che questo mio gesto serve a qualcuno affinchè prenda dei
provvedimenti".Matteo Spinazzè.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Storie infinite di
casa nostra Lavori pubblici Balletto di incompiute di Carlo Favot Se il buongiorno
si vede dal mattino le giornate di San Vito al Tagliamento prendono l'avvio
sotto i peggiori auspici. Ormai da decenni infatti "viale del
Mattino" ha indossato le vesti di un viale al tramonto. Sarebbe bello
poter ironizzare su ciò se gli incidenti che si ripetono con drammatica
frequenza non ci riportassero ad una tragica realtà. Il fondo stradale è sempre
dissestato, con gobbe e spaccature che rendono impossibile il transito a cicli
e pedoni. Quando piove poi diventa una piscina. Forse viene lasciato così
perché conduce al Santuario di Madonna di Rosa, meta di pellegrinaggi di fede,
e nessun peregrinazione è veramente tale se non è costellata da privazioni,
stenti e perigli. Di interventi neppure l'ombra. L'ultima scusa in ordine di
tempo è legata alla realizzazione della circonvallazione; altra
storia infinita a causa di leggi, autorizzazioni, burocrazia e comitati che coinvolgono perfino altri comuni.Casarsa della
Delizia per esempio, cittadina che ha delle gatte da pelare già di suo come
l'infida presenza di Pm10 nell'aria a causa del traffico che grava nel tratto
comunale della Pontebbana. Un rischio comprovato per la salute di chi vi
abita, ma che non ha mai visto interventi efficaci nonostante le idee si siano
sprecate compresi sottopassi, toelettatura degli asfalti, batteri che
banchettano con i residui delle combustioni. Negli anni l'unico intervento
adottato è stata l'aggiunta di un ulteriore semaforo che, quando è in funzione,
porta la circolazione alla paralisi.Però, come recita il detto: "Se Atene
piange, Sparta non ride" e situazioni critiche che si trascinano da anni
si riscontrano anche in altre realtà.A Maniago con l'escavazione della cava del
monte San Michele. Si sta riuscendo a far sparire un intero monte dove pure il mago
Silvan con la sua Simsalabim aveva fallito. L'evento è di portata storica
perché a memoria d'uomo si ricorda un unico precedente del genere (dice nulla
il monte Toc?).(segue a pagina V).
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Più biciclettecontro
i problemidel trafficoL'istituzione della zona a traffico limitato nel tratto
finale di corso Garibaldi segue la realizzazione del nuovo terminal delle
autocorriere in stazione e precede l'entrata in funzione della nuova linea
"rossa" di autobus urbano. Associando a divieti e restrizioni nuove
opportunità, è più facile stimolare comportamenti virtuosi e orientare la
domanda di mobilità verso mezzi alternativi all'auto privata. Se vogliamo
decongestionare la città e limitare l'inquinamento dobbiamo però incentivare
non solo il trasporto pubblico, ma anche l'uso della bicicletta. La prevista
realizzazione delle piste ciclabili in viale Martelli e viale Cossetti, decisa
ancora un anno e mezzo fa, non può dunque più aspettare. Si tratta inoltre
tracciarne una in via Trento dove le fermate delle autocorriere sono state
finalmente liberate e di sistemare lo snodo cruciale di largo San
Giovanni.Quando viene modificata la viabilità inoltre bisognerebbe stare
attenti a non penalizzare i ciclisti che vogliono rispettare la legalità.Da
oltre un anno e mezzo chi dal Municipio vuol arrivare in via Cappuccini non può
transitare contromano in via Gorizia ed è costretto ad allungare. In via Trenta
Aprile infine raddoppiare le corsie per non accodare e rallentare le auto ha
significato cancellare la pista ciclabile che a breve, ma dopo qualche
settimana, verrà ripristinata sul lato opposto della carreggiata. Questo modo
di operare offre l'impressione che i ciclisti non vengano considerati e
rispettati quanto gli automobilisti e rischia di appannare quanto di buono fa
l'amministrazione comunale.Nicola Conficoniconsigliere comunale Pd
PordenoneUsare l'Irapper premiarei corsi professionaliIl nuovo testo unico per
la sicurezza del lavoro (Decreto legislativo 9 aprile 2008, 81) rischia di
essere un dispositivo che aumenterà le sanzioni per le imprese e committenti
senza combattere concretamente la piaga degli infortuni. Con il nuovo decreto
vengono inaspriti controlli e le sanzioni specifiche per l'edilizia. Per la
prima volta, ad esempio, dal 15 maggio è richiesta una verifica di idoneità
tecnica delle imprese appaltatrici che si traduce nella
produzione di nuova burocrazia.Particolare severità, poi, per il costruttore che non elabora
correttamente i documenti da conservare in cantiere (il documento di
valutazione dei rischi) punibile con l'arresto. Negli ultimi dieci anni i
governi hanno colpito le imprese, che vengono colpevolizzate e gravate sempre
di un maggior carico fiscale. I controlli sui luoghi di
lavoro,effettuati da parte dei funzionari delle unità sanitarie locali,
sembrano rispondere solo ad un'esigenza di far cassa con multe salatissime nei
cantieri in particolare del Nordest, relegando invece risorse nulle al servizio
di prevenzione degli incidenti che dovrebbe attuarsi con corsi di formazione ed
informazione.Ritengo ingiustificato e controproducente vessare fiscalmente e burocraticamente
le imprese e invece pensare a soluzioni che si basino su un nuovo patto per la
sicurezza, dove oltre a intensificare i controlli ed eliminare il meccanismo
appalti-subappalti si sgravino le imprese dei costi per aggiornare i propri
dipendenti e le attrezzature, come i ponteggi e le macchine operatrici,
utilizzate sul luogo di lavoro. L'impresa deve poter investire sulla formazione
dei propri operai, con corsi professionali per insegnare il mestiere. Al romeno
o extracomunitario in cerca di lavoro vanno offerti corsi professionali e tale
costo non deve ricadere solo sulle spalle delle imprese. Per questo la
soluzione potrebbe essere l'introduzione di incentivi economici sui costi per
la formazione per le imprese che assumono nuovi dipendenti.Un primo
provvedimento da suggerire al neogovernatore Renzo Tondo è azzerare l'Irap per
le imprese che affrontano costi per la formazione del personale e per il
rinnovo di macchine, ponteggi e dispositivi di sicurezza individuale.Stefano
SantarossaIngegnere, direzione radicali friulaniPerchéun minorennearriva a
uccidereSe venisse accertato definitivamente che l'autore dell'omicidio di
Annalaura Pedron di cui si è dato ampio riscontro su Il Gazzettino del 13
maggio risulta essere stato un ragazzo neanche quindicenne all'epoca dei fatti
(venti anni fa) sarebbe spontaneo chiedersi il perché ciò sia avvenuto. Questo
è solo un esempio dei tanti delitti che vengono commessi da minorenni in ogni
parte del mondo. Accertato che l'autore era sano di mente e non drogato è lecito
domandarsi perché abbia ucciso la ragazza strangolandola e successivamente
soffocandola con un cuscino. La domanda semplice è: tutti i ragazzi quasi
quindicenni sul pianeta, sani di mente e non drogati, invaghitisi di una
ragazza e che siano stati respinti per le loro avances, arrivano all'omicidio?
O solamente alcuni in minima percentuale per nostra fortuna vi arrivano?Con ciò
non si vuole colpevolizzare nessuno. Penso che la gran parte della gente sia
convinta, a una indagine attenta e introspettiva, che siamo tutti diversi, con
cuori e coscienze, etiche comportamentali diverse ed irripetibili, tanto
infinite e sfumate sono le tendenze, le indoli, le predisposizioni, le
inclinazioni che ci portiamo con noi, nel Dna all'atto della nascita, quella che
viene chiamata dagli specialisti in materia di neuroscienze l'"eredità
genetica". Certo anche l'ambiente influisce sul temperamento (non
carattere), l'educazione, la cultura, se si viaggia per il mondo o meno, se si
vive in un paese democratico o meno e via di questo passo. Sicuramente
l'ambiente influisce in modo più o meno marcato con l'età, partendo dal
temperamento iniziale, nel senso che, nel caso in questione, l'ambiente non può
che aver influito che parzialmente rispetto a un vissuto di trenta o più anni
di età. Siamo liberi (libero arbitrio) o condizionati? Dobbiamo forse rifarci a
un passo del romanzo biblico in cui l'Uomo-Dio, rivolto a Dio stesso pronuncia
la frase "Dio perdona loro (l'umanità) perché non sanno quello che
fanno"? Chissà.Antonio SalvadorSacile.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Darà lezioni di cucina
e musica Un marocchino apre il circolo multietnico Genty è il primo invitato a
cena Si chiama Hilal, che in arabo significa "falce di luna", il
primo circolo culturale multietnico aperto nella città di Treviso. Proporrà
lezioni di cucina e di musica, danza del ventre e corsi brevi di lingua araba,
cinese, russa, slava. Artefice della nuova struttura, in viale Monfenera 14/ b,
il mediatore culturale di origine marocchina Abdallah Khezraji, vicepresidente
della Consulta veneta per l'immigrazione, convinto sostenitore della
"mescolanza positiva". Il circolo infatti, pur gestito da un
immigrato proveniente dal Marocco, sarà aperto a tutti, senza distinzioni di
razza, lingua, religione, cultura. Insieme al Club Marocain di Abdallah,
collabora alla gestione la cooperativa Hilal, l'associazione multietnica di
Ponte di Piave, esperti dell'intercultura provenienti da Cina, Marocco, Mali,
area balcanica, Senegal, Giordania, trevigiani e veneti."Le nostre porte
saranno sempre aperte per chi desidera partecipare" spiega Khezraji che
aveva invitato il prosindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ad una serata di
cucina araba. "Lui ha risposto che aveva un impegno ma noi non
demordiamo" precisa il mediatore che ieri ha fornito un assaggio del
lavoro svolto nelle scuole. All'inaugurazione ufficiale del circolo era
presente un gruppo di studenti iscritti alla terza classe del liceo scientifico
"Antonio Scarpa" di Motta, accompagnati dall'insegnante Gaetano De
Biase. La partecipazione, collegata ad un confronto sui temi dell'immigrazione,
conclude un percorso svolto durante l'anno e che ha visto i ragazzi aderire al
minimaster socio-culturale proposto dalla cooperativa Hilal, fondata dallo
stesso Khezraji e dalla trevigiana Lisa Gasparin. "I nostri ragazzi hanno
letto il libro di Abdallah e ne sono rimasti colpiti". Il testo citato si
intitola "Uomini blu o vu' cumprà?" e descrive l'esperienza
migratoria di Khezraji, con una parte di analisi storica e sociologica redatta
dalla Gasparin.Il circolo avrebbe in realtà dovuto aprire
già due anni fa ma - confessano i promotori - "la burocrazia ci ha quasi ucciso". Ma
non sconfitto, dal momento che ieri la struttura ha aperto i battenti, grazie
al sostegno di Banca Etica. Oltre ai diversi corsi culturali ci sarà la
possibilità di prenotare pranzi e cene con animazione musicale. Hilal
organizza inoltre viaggi alternativi nei paesi d'origine degli immigrati,
partendo dal Marocco.Chi desidera ulteriori informazioni può contattare il
numero 347-7931781 oppure scrivere all'indirizzo di posta elettronica
hilalÌlibero.it.Laura Simeoni.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
TREVISOExtracomunitari
e drogati, i padronidei giardini di San'AndreaContinuo a segnalare la penosa
situazione in cui si trova questa zona centrale e bellissima della città.Ieri
sera (25 maggio), come tutte le sere, verso le ore 22 sono sceso con il mio
cane e mi sono imbattutto con il solito gruppo di marocchini che stazionano
tutto il pomeriggio e fino a sera inoltrata sulle scalinate adiacenti la
fontana di Piazza S. Andrea. Sono rimasto allibito nel vedere la quantità di
rifiuti gettati a terra da questi infimi personaggi; c'erano bottiglie di
birra, resti di cibo, sacchetti del supermercato di Piazza Borsa, scatole di
vino, cicche a volontà e gli immancabili segni di bisogni corporali. Alla mia
educata richiesta di raccogliere almeno i rifiuti vicini a loro, sono stato
apostrofato con parolacce varie, offese alle nostre donne e minacciato di
andarmene altrimenti mi avrebbero fatto fare una brutta fine! Io naturalmente,
anche se l'istinto sarebbe stato di rispondere in merito, mi sono allontanato
"con la coda in mezzo alle gambe" e sconsolato per aver subito offese
pesanti da questi miseri personaggi che che non hanno nulla da perdere con i
loro comportamenti. Durante l'ora successiva ho fatto alcune riflessioni e
cioè: perchè lasciamo che questi loschi personaggi frequentino le zone più
belle della nostra città, ci offendano miseramente, lordino il nostro
territorio come se fossero a casa loro, senza reagire? Via Anelli a Padova non
insegna niente? Se Gentilini, che io ho votato, venisse a controllare la
situazione, si renderebbe benissimo conto che non servono a niente le barriere
alte due metri (vedi l'esperienza di Padova) perchè i malavitosi di notte non
frequentano i giardinetti, se non raramente. Il grave problema è di giorno.
Sono le ore pomeridiade che vedono rifugiarsi questi pessimi personaggi
all'ombra e al fresco della zona della fontana ed è in queste ore che ci
vorrebbe più controllo! Non serve a niente togliere le panchine a noi residenti
o mettere cancellate (a spese nostre) se non si fa un costante controllo della zona.
Questi extracomunitari sono diventati con drogati ed ubriaconi i veri padroni
dei giardini di S. Andrea e a noi non resta che rifugiarsi in casa con la paura
di essere aggrediti da loro e dai loro cani che girano liberi e senza
museruola. Certo che se altri concittadini anzichè lamentarsi solo, scrivessero
alle autorità, forse qualcosa si muoverebbe basta vedere al sud con la
questione discariche; a torto o a ragione non so, ma loro si movimentano e
qualcosa ottengono anche senza l'uso della forza, perchè non lo facciamo anche
noi? Pareva che l'ex presidente di circoscrizione dovesse far qualcosa, ma non
si è mosso niente ed intanto noi cittadini residenti continuiamo a subire senza
poterci neanche lamentare però, se non paghiamo i tributi ci sequestrano i
nostri beni, se per esigenze di carico e scarico lasciamo l'auto 20 minuti
davanti a casa ci multano, se non raccogliamo gli escrementi dei nostri cani,
ed è giusto, sono 70 euro di multa, ecc. ma a questi personaggi che non hanno
niente da insegnarci, viene "giustificato" tutto perchè tanto non
hanno niente, come dire che "semo bechi e bastonai". Non hanno
neanche quel minimo di educazione e di civiltà da gettare la spazzatura negli
appositi cestini e rispettare le nostre leggi e non solo la loro religione. Mio
padre mi ha sempre detto "prima i doveri e poi i
diritti".Concludendo, se non mi credete signori amministratoti, chiedete
conferma alla gentile signora operatrice ecologica, che ogni mattina raccoglie
le porcherie lasciate a terra in zona giardini di S.Andrea.Daniele
D'ArsièVOLPAGOCi aspettiamo grandi cose da tre ministrie due sottosegretari
venetiÈ una gioia vedere rappresentato il Veneto con tre ministri e due
sottosegretari, in ruoli chiave quali il megaministero della salute, welfare e
lavoro, affidato al senatore Maurizio Sacconi, la funzione pubblica affidata
all'on. Brunetta, e l'agricoltura affidata al giovane e pragmatico
vicepresidente della Regione Veneto il leghista Luca Zaia.Le donne di Azzurro
Donna Veneto, confortate dalla nomina a ministro della Pari Opportunità della
loro leader nazionale Mara Carfagna, stanno vivendo un momento di grande
speranza e confidano che siano presto sciolti i nodi che impediscono alle donne
del Paese e del Veneto in particolare, di mettere frutto le loro energie, le
loro competenze, la loro passione, e soprattutto il loro "amore", che
si estrinseca nella vocazione alla cura delle persone, a partire dalla
famiglia, ed nell'istruzione ed educazione dei figliCi aspettiamo da lei signor
ministro Sacconi un'attenzione particolare che ci permetta di coniugare i
nostri compiti di cura, cui non possiamo e non vogliamo rinunciare, con il
diritto-dovere al lavoro, giustamente retribuito e che ci apra, attraverso i
necessari interventi legislativi in campo fiscale e previdenziale, le meritate
prospettive di carriera: noi tutte vogliamo per noi, i nostri mariti, i nostri
figli, un lavoro per il quale siamo stati adeguatamente formati, che dia una
soddisfazione commisurata all'impegno, che sia giustamente retribuito e che ci
dia la necessaria stabilità. Ci aspettiamo interventi a favore dalla famiglia
(l'unica vera famiglia tutelata dalla Costituzione della Repubblica, fondata
sull'unione stabile di un uomo e una donna uniti in matrimonio). La Regione del
Veneto è stata una delle prime ad approvare il "buono scuola" che
permette alle famiglie di scegliere l'istituzione scolastica più affine al loro
progetto educativo. La stessa Regione del Veneto ha appena studiato ed
approvato, con la consulenza di un tecnico che Azzurro Donna ha individuato in
un apposito convegno, un progetto per l'apertura di asili nido di nuova
generazione, semplici nella burocrazie e vicini alle
esigenze delle mamme. La legge veneta potrebbe essere presa a modello per le
altre regioni.La sanità è un altro dei campi che maggiormente stanno a cuore
alle donne, a partire dalla prevenzione di patologie gravi come i tumori ma
anche di malattie di grande costo sociale, a partire dall'obesità infantile e
dall'osteoporosi, per finire con le depressioni e le più gravi malattie
psichiatriche, talvolta correlate alla maternità o alla negazione di essa, come
la depressione post partum e la sindrome del post aborto: il rispetto per la
vita, cari ministri, è la chiave di volta della civiltà perché risponde ad
esigenze naturali che riguardano la dignità dell'uomo ed il suo immenso ed
irripetibile valore di persona.Ha ragione il ministro Tremonti quando parla,
nel suo libro "La paura e la speranza" della sfida immane della
globalizzazione e dice che la vinceremo solo se sapremo legare il nostro
progresso ai valori intramontabili che la natura (per i credenti "il
Creatore"), nel suo perfetto ordine, ha posto alla base della convivenza
umana: la verità infatti, come afferma il patriarca di Venezia mons. Angelo Scola
nel suo libro "Una nuova laicità", si esplicita non nell'individuo,
ma nella relazione tra persone.E dal ministro Brunetta, che sa misurare i
valori umani con lo strumento dell'economia applicandola ai rapporti che su di
essa si fondano, ci aspettiamo che realizzi il suo programma largamente
condiviso dagli italiani, che riesca a far prevalere sull'egualitarismo il
concetto di merito, di impegno, di responsabilità.Dalla nostra ministra (mi
piace declinare questo sostantivo al femminile) per le pari opportunità on.
Mara Carfagna, ci aspettiamo che continui a parlare con la chiarezza che l'ha
contraddistinta nelle sue primissime dichiarazioni, quando ha negato il
patrocinio del ministero delle Pari Opportunita al Gay Pride, e ci aspettiamo
una ferma presa di posizione per il riequilibrio della rappresentanza femminile
nelle istituzioni e nei ruoli di vertice, nelle aziende, nelle professioni e
nel pubblico impiego.Auspichiamo che promuova la vera pari opportunità per i
soggetti deboli e le categorie svantaggiate, per trasformare il disagio in
sviluppo ed alleggerire il carico delle famiglie che si trovano costrette da
sole a sostenerlo anche quando non ne hanno né i mezzi, né le forze: leggiamo
nei giornali tutti i giorni tragedie legate a queste situazioni.Infine auspichiamo
che ci si occupi con priorità della maternità e dell'infanzia, che si promuova
la natalità e la cura della donna madre e dei fanciulli, che si promuova la
formazione di coppie stabili, le si formi in vista del matrimonio, non
lasciando questo privilegio soltanto alle coppie praticanti la religione
cattolica, le si sostenga perché possano, con l'impegno, il sacrificio e
l'amore reciproco, superare i disagi della vita e far crescere il loro rapporto
dando stabilità e sicurezza ai figli.Al Nostro Presidente della Regione on.
Giancarlo Galan, ringraziandolo per quanto ha fatto e farà fino alla fine del
suo mandato, raccomandiamo di gettare il cuore oltre il 2010 preparando il
territorio alla nuova legislatura che ci auguriamo possa egli nuovamente interpretare,
in un contesto nazionale semplificato e maggiormente operativo, gli
raccomandiamo di non smettere di incalzare il Governo e prima di tutto i nostri
ministri perché, nel loro ruolo territorialmente più ampio, non trascurino le
esigenze del nostro Veneto: lo faccia come vuole, con i sindaci, le
associazioni di categoria, i sindacati e con chi ci sta, per raggiungere al più
presto quell'autonomia, anche economica, che abbiamo già dimostrato di meritare
e saper gestire, a partire dalla sanità dalla realizzazione delle opere
pubbliche e dalla formazione.Letizia OrticaDirigente Veneto "Azzurro
Donna".
( da "Sicilia, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al Rotary di Catania
in interclub con il Rotary 4 Canti Centenario, ad una prima serata dedicata
alle "Recenti elezioni politiche" con la conversazione condotta con
rigore intellettuale da Antonio Padellaro , direttore de l'Unità, é seguita
nell'ottica della par condicio, una seconda serata sulla stessa tematica, con
la conversazione tenuta allo Sheraton Hotel da Maurizio Belpietro, direttore
responsabile di Panorama e già direttore del Giornale. Dopo il saluto
introduttivo dei presidenti dei due sodalizi, Claudio Molina e Gianclaudio
Tribulato, presenti autorità rotariane, innerine, civili, militari e numerosi
ospiti, è iniziata la conversazione sui risultati elettorali, seguita da un
dibattito vivace nutrito da vari interventi sulla vita politica italiana.
Risultato non del tutto inatteso, quello elettorale, come ha subito chiarito il
relatore, anche se era evidente la vittoria del Partito delle libertà ; era
piuttosto in quale misura ciò dovesse avvenire che poneva una domanda.
Berlusconi e il suo staff erano convinti di perdere soltanto in Lazio. Nel
Centro Sinistra c'era la certezza, data da un circuito mediatico che forse
deformava la realtà, di poter riuscire meglio. Il tono della Sinistra sulla sicurezza,
oggi é cambiato. La Sinistra non ha dato risposta alle paure degli italiani. La
paura per l'immigrazione non é invenzione di Bossi, é allarme sociale concreto
che terrorizza facendo propaganda più di quanto possano cogliere le
statistiche. Ville in Brianza sono in vendita per paura delle rapine. L'allarme
sociale è aumentato con il fenomeno crescente delle violenze anche nei
confronti dei bambini, alimentando l'insicurezza degli italiani. E se si fosse
fatto il punto sulla maggioranza scontenta, le cose sarebbero cambiate. La
politica é fatta di calcolo e valutazioni, il paese é stanco di 15 anni di
scontri frontali. Non intaccato da 15 anni di polemiche, come ha precisato il
dott. Belpietro, Berlusconi va preso in considerazione e chi per anni ha cercato
di deviare il corso del paese, si é rassegnato all'evidenza. L'Italia é sempre
stato un paese moderato, non c'é mai stata una maggioranza di Centro Sinistra,
ma di Centro Destra. Adesso, forse, la Sinistra darà luogo ad una nuova classe
politica che viene da una serie di sconfitte, da scelta obbligata per Veltroni
e per Di Pietro. La nuova presidenza di Confindustria porta all'abbraccio tra
Berlusconi e gli imprenditori. Uno stato leggero, che
decide con minor burocrazia,
riconquista gli imprenditori che vivono di mercato. Berlusconi si é speso con
l'art.18 per la flessibilità che si è interrotta nel periodo di Montezemolo il
quale aspirava alla presidenza del Consiglio all'interno di una nuova
formazione politica che avesse spazzato via Berlusconi. Nel paese vanno
tutelate le maggioranze e non le minoranze che possono svolgere il loro lavoro
pur non essendo in Parlamento. L'accordo tra destra e sinistra con
bicameralismo perfetto e poco potere al premier venne dettato dalla
Costituzione per paura del ritorno in Italia della dittatura. Il successo della
Lega, come ha inoltre precisato il relatore, si spiega non solo con il legame
col territorio, ma con il federalismo fiscale e la sicurezza, tesi che stanno a
cuore agli italiani. Marco Travaglio è detrattore di Berlusconi, ma nessuno é
intervenuto a smentire fatti decaduti con sentenza. Zaccaria, direttore della
Rai, voleva coinvolgere Grillo per una campagna contro Berlusconi, l'operazione
è andata avanti con Benigni, Luttazzi, Travaglio. Una Tv pulita non deve
mettere le mani sulla politica né di destra, né di sinistra, ma deve fare solo
informazione. C'è un giornalismo di copertura ed un giornalismo di denuncia e
non sempre é facile raccontare ciò che avviene in questo paese. Le verità
raccontate sono parziali ed apparentemente vere. Le notizie manipolate e
incomplete sono fuorvianti e lontane dalla verità. La politica estera italiana
non é timida, Berlusconi coltiva rapporti con Putin e con gli USA in attesa del
nuovo presidente. Non é chiaro il quadro orientale fra Libano e Israele dove le
nostre truppe sono in missione di pace e vigilanza, ma senza la possibilità di
intervenire. Non é facile, come ha commentato alla fine di queste
considerazioni il relatore, uscire dall'empasse in cui ci siamo cacciati. Milly
Bracciante.
( da "Sicilia, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Guidi: "Ben
venga il Ponte, ma si cominci"La leader dei Giovani imprenditori. "Al
Sud sembra di essere nel Medioevo: servono strade, autostrade, aeroporti e il
problema è politico" Caltanissetta. La strada per lo sviluppo del Mezzogiorno
è in salita. Perché non si può crescere economicamente senza le necessarie
infrastrutture, né puntando solo sul turismo. Una miniera di risorse, in tal
senso, può essere la valorizzazione delle piccole e medie imprese, che spesso
fanno fatica ad intercettare i cambiamenti. Quanto al Ponte sullo Stretto lei,
Federica Guidi, 39 anni, da un mese alla guida dei Giovani imprenditori di
Confindustria dell'era Marcegaglia, risponde così: "Ben venga, ma si
cominci". Come dire: il progetto non rimanga solo un'idea impressa sulla
carta, ma si vada avanti senza quei tentennamenti che, in tutti questi anni,
non hanno fatto altro che soffocare la crescita economica dell'Isola. E
categorico, poi, il suo giudizio sullo sviluppo del Sud: "Da Roma in giù
siamo un'era geologica inferiore, parliamo di un Paese al Medioevo?".
Pensieri e parole che la Guidi ha espresso ieri a Caltanissetta, a margine
della premiazione delle scuole superiori che hanno partecipato alla seconda
edizione del concorso di idee imprenditoriali "Persone e mezzi che
crescono", organizzato dal gruppo dei Giovani imprenditori della
Confindustria nissena, presieduto da Ignazio Manduca. L'attuale scenario del
Sud tracciato dalla neo presidentessa dei giovani industriali, insomma, non
esce di certo a pieni voti. Servono strade, autostrade, aeroporti o, in ogni
caso, il loro potenziamento. Cruciali, in particolare, i collegamenti viari da
e per le zone interne della Sicilia. "Impensabile - ha detto tra l'altro -
che esistano due scali solo a Palermo e Catania". Ma per Federica Guidi il
problema non è solo un fattore di soldi, di finanziamenti da reperire, bensì va
ricercato principalmente nel sistema politico. E ha indicato quale via d'uscita
percorrere: "I project financing, per esempio, possono essere una valida
soluzione. È essenziale l'interazione con i privati e il loro ruolo nella
costruzione di nuove infrastrutture. Il nuovo governo imponga un'agenda di
lavori prioritari, come ha fatto sulla questione di Napoli, affinché la
Sicilia, ma è tutto il Sud d'Italia ad essere in queste condizioni, cominci a
realizzare le infrastrutture. Non è pensabile - ha osservato ancora Guidi - che
le aziende estere e quelle dell'Italia del Nord investano in queste
condizioni". Anche quello della legalità è stato un tema sul quale la n. 1
degli industriali under 40 s'è soffermata, perché proprio da Caltanissetta, nei
mesi scorsi, è stata sancita la svolta degli industriali con la decisione di
buttare fuori dall'associazione quegli imprenditori che pagano il pizzo:
"Confindustria Sicilia da tempo ha iniziato questa sacrosanta
battaglia". E senza giri di parole, Federica Guidi ha pronunciato agli
studenti parole come "merito" e "doveri", per lo più
sconosciute alle nuove generazioni. "Si può diventare imprenditori ed è un
mestiere affascinante - ha detto - ma occorre spirito di sacrificio". Al
bando, dunque, vecchie espressioni come "sono figlio di" perché
"deve andare avanti chi merita. La meritocrazia è una cosa che in Italia
abbiamo abbandonato. Chi ha voglia di fare deve parlare di doveri, non solo di
diritti". Sulla stessa lunghezza d'onda il neo presidente regionale dei
Giovani Imprenditori, il ragusano Giorgio Cappello, convinto che "oggi ci
ritroviamo a combattere con due vincoli che rendono particolarmente accidentato
il nostro percorso. Mi riferisco al vincolo di una diffusa
criminalità ed al vincolo di una burocrazia autoreferenziale, spesso intrecciati fra loro a dispetto
dell'economia sana e del libero mercato. La cultura d'impresa - ha aggiunto -
può affermarsi solo se tutti gli attori sociali comprendono che l'attività
produttiva, quella che produce ricchezza rispettando i principi di legalità e
di concorrenza leale, può svolgersi in condizioni di normalità, al Sud
come nel resto del Paese. Valerio Martines.
( da "Famiglia Cristiana" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Rosanna Biffi
FAMIGLIA ADOZIONI UN FIGLIO VENUTO DA LONTANO Il desiderio, il dolore, una
lunga trafila, un viaggio nel Caucaso. Ma per Elena e Luigi la felicità, alla
fine di questa storia, è arrivata. È la cronaca di un amore annunciato, una
favola vera che inizia col dolore e si conclude con la normalità felice.
L'hanno vissuta in tre, madre, padre e bambino, però l'ha scritta mamma Elena,
la più abile con le parole. Aspettando Andrea - Storia di un bambino venuto da
lontano (San Paolo) è il racconto di un'adozione internazionale, con tutte le
difficoltà e i problemi che l'hanno accompagnata. Ma il lieto fine salta subito
all'occhio nelle foto che illuminano la casa di Pavia, quasi tutte ritratti di
Andrea bello e ridente. A 13 anni Elena Poma, l'autrice del libro, sapeva di
voler essere madre e che suo figlio sarebbe arrivato da lontano: "Un
insegnante aveva adottato un bambino, e io gli chiesi di raccontarmi tutto per
filo e per segno", ricorda oggi, che di anni ne ha 45. "L'idea che i
figli sono di chi li alleva, io l'ho sempre avuta, perché vengo da una famiglia
dove più bambini e animali ci sono, meglio è". Un ventennio dopo, tutto
era pronto per la prole desiderata. L'amore della vita, suo marito Luigi Negri
("l'uomo più affidabile del mondo"); la casa grande; persino il
lavoro da insegnante di lettere in un liceo, con tempo a sufficienza per i
figli. Invece, no. Arrivò la diagnosi di sterilità, il tentativo inutile di
fecondazione assistita: "Lo fai perché sai che raggiungerai i 40 anni e
non vuoi pentirti di non avere provato. Ma non lo rifarei. Ci sono i bambini
già nati". Elena Poma, autrice di Aspettando Andrea (San Paolo), con il
marito Luigi Negri nella loro casa, a Pavia (foto Vision). Elena non veniva da
anni facili. La morte del padre a fine '97, dopo anni di malattia di Parkinson;
la diagnosi di Alzheimer per la madre, due mesi dopo; due aborti. "Ero
circondata da amori che finivano. Eppure la vita è meravigliosa. Ci sono il
mare, gli animali, la musica. Gioie pure che volevo trasmettere, a maggior
ragione a qualcuno che ne era stato deprivato. Una speranza c'è sempre".
Per quella speranza c'era l'adozione, e ai coniugi Negri toccò un'adozione
internazionale. Il bambino venuto da lontano. Confessa Luigi, che di
professione è medico nutrizionista: "Io avevo mille paure. La mia vita mi
sembrava perfetta, con mia moglie, il lavoro, gli amici, i viaggi. Ero
veramente contento. Ma non tornerei mai indietro: ora, con Andrea, è la
felicità assoluta". Nel libro, appassionante e realistico, sono ben
raccontate le fatiche. La burocrazia elefantiaca, per esempio: "Abbiamo presentato in Tribunale
la domanda di adozione l'8 dicembre 2001 e il bambino è entrato in casa nostra
il 2 giugno 2005". La difficoltà di farsi scavare l'anima nei colloqui
psicologici per l'idoneità: "Ma questa psicologa, la dottoressa Laura
Ruozzi, è una delle persone che dobbiamo ringraziare con più gratitudine".
L'incertezza dell'ente a cui rivolgersi: la scelta cadde sull'Airone di Azzano
San Paolo, vicino a Bergamo. A loro saranno destinati i proventi del libro, per
una casa famiglia in Africa per bambini terminali di Aids. Di tutte le
difficoltà e i dolori affrontati per portare il figlio dalla Russia in Italia,
Elena Poma ricorda soprattutto il senso di impotenza, in quell'orfanotrofio in
una non meglio precisata città ai piedi del Caucaso: "L'impotenza è quando
gli altri ti chiamano mamma, e tu sai che ne porterai via uno solo. O sapere
che il giorno in cui Andrea è uscito con noi, altri quattro sono entrati".
Nelle pagine commoventi del primo incontro con il piccolo (che stava per
compiere 4 anni), più della sua magrezza e del pallore, più dei vestitini
soffocanti mai cambiati, colpiscono le gambe penzoloni in braccio a Luigi, la
palla rossa riconsegnata a Elena senza lanciarla. Andrea non sapeva stare in
braccio e non sapeva giocare. Non l'aveva mai fatto. Da quando era entrato in
istituto a 7 mesi, non era mai uscito oltre il cortiletto soffocante di
cemento. Era ed è un bambino buono e autosufficiente, che già allora aiutava i
più piccoli. Ma ha imparato a giocare dopo i primi mesi a casa, nella sua famiglia.
All'inizio il suo divertimento era apparecchiare, rifare il letto, caricare la
lavastoviglie. Quando usciva le prime volte coi genitori, diceva a tutti i
bambini: "Io sono Andrea, e quelli sono la mia mamma e il mio papà".
Anche se di recente ha confessato a Elena che all'inizio, in Russia, pensava di
lei: "Proprio a me doveva capitare questa pasticciona?". Quando ha
imparato a fare i capricci, per Elena e Luigi è stata dura: "Ma dopo due
mesi la strada si è rivelata in discesa", considera il padre. "È
affettuoso, contento. E testardo". Socievole. Amicissimo dei cuginetti
Pietro e Giovanni, e del suo cane Max che ha 7 anni, esattamente quanti lui.
Elena ha scritto il libro per raccontare un'adozione a lieto fine: "Si dà
poco spazio alle storie felici. Eppure sono quelle che spingono
all'imitazione". Anche Andrea si è creato una favola delle origini, con la
quale si chiude il libro. È bellissima, e contiene tutti i personaggi che
contano per lui, compreso quel Gesù di cui nessuno gli aveva parlato e che considera
la risposta a tutte le domande. Inizia con un angelo pasticcione che sbaglia
mamma e finisce con l'arrivo di Elena. Perché dopo è tutta vita.
( da "Sestopotere.com" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(27/5/2008 19:25) |
(Sesto potere) - Forlì - 27 maggio 2008 - Riceviamo e pubblichiamo l'intervento
del Gruppo consiliare regionale di Forza Italia - Popolo della Libertà dedicato
ai problemi dell'Aeroporto di Forlì: "Perché nonostante i passeggeri
dell'Aeroporto di Forlì siano cresciuti e siano aumentati gli investimenti
negli ultimi anni il debito della Seaf continua a salire alle stelle? La
Società Seaf dal 2004 ad oggi, negli ultimi 4 anni, ha registrato perdite per
un totale di 11.037.554 euro (21 miliardi e 380 milioni delle vecchie lire).
Nel dettaglio: 981.538 euro nel 2004, 4.020.080 nel 2005, 2.279.368 nel 2006 e
3.756.562 euro nel 2007. E ai “conti in rosso” si aggiunge una incapacità di
previsione del disavanzo ( nel 2007 la Seaf aveva previsto un deficit di
2.452.000 euro ed alla fine il passivo è stato di 1.304.000 euro in più ) che
ci porta a pensare che gli amministratori abbiano perso ogni iniziativa di
programmazione e analisi a breve e medio termine. Complici anche i tanti
assessori e sindaci del Comune di Forlì che si sono avvicendanti ed esercitati
con scarse fortune sull'argomento presentando ai cittadini
"paroloni", inutili promesse e vuoti successi senza per altro
spiegarne mai l'origine e le cause. Un esempio? E' vero che sono stati fatti
investimenti, in 4 anni, per un totale di 12 milioni ma andava anche spiegato
che l'Anas aveva trasferito a Seaf nel 2004 un contributo di 3.098.741 euro a
fronte del danno stimato derivante dal limitato utilizzo della pista di volo
per la realizzazione del secondo lotto della tangenziale Est attraverso l'area
"Ridolfi". Alla malagestione della Seaf, dunque si aggiungono anche
le bugie e le giustificazioni politiche prive di ogni fondamento della stessa
amministrazione comunale. Come è una clamorosa bugia che la giunta Masini ci
rimproveri di essere pregiudizialmente contro l'aeroporto. E' un falso. Una
pezza che non rattoppa il buco… di gestione. Forza Italia da sempre è
favorevole alle infrastrutture che modernizzino il paese, ma nel nome della
condivisione degli obiettivi non si può stendere un velo pietoso sulle mancanze
e le incapacità politiche di chi (la sinistra) ha governato la città e i suoi i
beni da più di mezzo secolo senza soluzioni di continuità. Il Comune di Forlì,
che è il socio di maggioranza al 38,27% della Seaf , ha sempre subito
l'egomonia politica ed economico della matrigna Bologna, è questo per chi
governa gli interessi di una città è una colpa tanto grave come quella di chi
(Romano Prodi) voleva svendere una compagnia di bandiera nazionale ai
concorrenti esteri (l'Alitalia all'Air France). Forza Italia – in consiglio
comunale - ha votato contro la mancanza di programmazione e di controllo della
spesa, contro l'uso indiscriminato delle consulenze, contro
i costi eccessivi degli organi, della politica e della burocrazia. Mentre ha concesso il via
libera al Piano di Sviluppo del Polo Aeronautico forlivese, che prevede nuovi
laboratori di Ingegneria Aerospaziale, lo sviluppo dell'Enav, più efficaci
collegamenti viari e infrastrutturali, la crescita del terziario. Forza
Italia s'è dichiarata disponibile ad esaminare e ad appoggiare un nuovo Piano
di Sviluppo dell'Aeroporto forlivese che includesse l'accordo con Ryanair e
collocasse il nostro Aeroporto su una linea di vera svolta. Per rilanciare il
Ridolfi chiediamo che ci si adoperi in correzioni sostanziali in sette
direzioni diverse che includano nell'ordine: “un ruolo positivo e non
concorrenziale giocato dalla stessa Regione e dalla Sab di Bologna;
l'implementazione della compagine sociale con l'ingresso nella Seaf di
Provincia e Comune di Ravenna , dell'Associazione Industriali e di altri
azionisti sul modello Rimini; un riequilibrio delle politiche di bilancio ogni
volta che Forlì deve ripianare le perdite dell'Aeroporto, senza danneggiare il
welfare cittadino; una de-politicizzazione delle nomine in consiglio di
amministrazione e infine la fusione con la società Promozione e Turismo, un
doppione inutile e costoso deve essere assolutamente eliminato. Sui questi
punti , siamo disposti ad aprire un confronto costruttivo, così come siamo
pronti a discutere un vero e nuovo Piano Industriale che sia basato su elementi
certi e di sviluppo per dare all'Aeroporto di Forlì una caratterizzazione
chiara, come aeroporto delle Province di Forlì-Cesena e Ravenna (ospitando la
base di Ryanair) e avviare una sinergia forte con l'Università e il Polo Tecnologico.
Sono passati anni preziosi senza che gli Enti Locali romagnoli offrissero un
forte segnale per rendere l'Aeroporto di Forlì un'infrastruttura di livello
veramente romagnolo. In Regione, in Provincia, a Ravenna, a Cesena, a Bologna
esistono ovunque maggioranze di governo di centro-sinistra ma Forlì viene
trattata sempre a pesci in faccia e il Sindaco Masini Nadia che fa? Tace. Vi
immaginate le urla e gli strepiti se in Regione, a Bologna o a Ravenna ci
fossero state maggioranze di centro-destra?”.
( da "Provincia di Como, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Proposte varesePartire
subito e chiudere in fretta.La priorità è affrontare la riforma del sistema
contrattuale e cambiare il modello vigente, fermo al '93, che non risponde più
alle istanze di coniugare produttività e salari. Il presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, alla sua prima uscita pubblica ieri prima
aVarese e poi a Brescia, torna sul tema delle relazioni industriali e insiste
sulla necessità di accelerare i tempi per raggiungere un accordo, ma "non
a qualsiasi costo". Cambiare il Paese è prioritario e gli imprenditori
vogliono contribuire con "idee, stimoli e capacità di mobilitazione",
ribadisce il numero uno degli industriali. Già pronto un
decalogo di proposte per dare un taglio alla burocrazia. Ricetta antiburocrazia L'incontro con gli industriali varesini riuniti in assemblea
avviene a Malpensafiere, la struttura nel comune di Busto Arsizio a pochi
chilometri dall'aeroporto. Ad ascoltarla anche il ministro dell'Interno Roberto
Maroni. Qui soffre, ma combatte tenace il tessile, come in altre zone
della Lombardia. Lei ascolta gli imprenditori: "Apprezzo i vostri toni e
contenuti. Questo è veramente il momento di fare. Non hanno più senso le
lamentele, l'antipolitica, la conflittualità delle parti". Ma quando si
parla di bastoni tra le ruote, spunta puntuale la burocrazia.
Che Confindustria chiede a gran voce di domare: "Abbiamo pronto un
decalogo per la sburocratizzazione del sistema, problema che costa 15 miliardi
di euro alle imprese. Dobbiamo assolutamente abrogare una serie di leggi".
In questo filone si inserisce il federalismo fiscale: "Bisogna avvicinare
chi decide a chi subisce le conseguenze. Serve un sistema che consenta al
cittadino di dire "Pago, controllo e verifico". E poi avanti con le
liberalizzazioni. Troppe società pubbliche oggi fanno concorrenza sleale alle
nostre aziende". Priorità contratti La determinazione non esclude, anzi
comprende la volontà di collaborare con i sindacati. Però da Marcegaglia parte
un monito preciso. "Serve un alleggerimento perché le aziende e i territori
sono diversi tra loro, limitandola alle regole e a parte della retribuzione,
per lasciare il resto alla contrattazione locale". Ecco la priorità.
Questa e non altre, come ad esempio la proposta dei lavoratori azionisti
lanciata dalla Cisl. "E' un tema delicato da affrontare con volontarietà e
accordo tra le parti, senza ingerenze della politica". Nessuna obiezione
pregiudiziale, precisa la presidente, sulla possibilità che i lavoratori
prendano parte alle decisioni in aziende: "E' che non dobbiamo mettere sul
tavolo troppi problemi e oggi la priorità è appunto quella degli assetti
contrattuali". Non solo no Cambiare si può, insiste, anche in un momento
economico difficile tra il cambio soffocante, i prezzi delle materie prime e la
crisi persistente dei mercati internazionali. Certo, "c'è uno Stato troppo
pressante sulle cose, che si insinua nella vita dei cittadini, ed è assente
altrove". Un messaggio diretto a Maroni che l'ascolta in platea: "Il
vostro è un compito delicato, la situazione in Campania incredibile. Siamo a
favore dello Stato che si riprenda il controllo del territorio". E poi
basta Comitati del no: "Ci condannano al declino. Ben vengano i Comitati
del sì, invece". Ad esempio per fare i rigassificatori: "L'energia è
un problema enorme. Anche sul nucleare ribadisco un approccio laico,
equilibrato, attento". Ostenta ottimismo, Marcegaglia, nonostante tutto. E
ne cita le ragioni: "Un governo sostenuto da una maggioranza coesa, basta
partiti anti impresa in Parlamento e dialogo con opposizione e parti
sociali". Marilena Lualdi 27/05/2008.