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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (49)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

San Giulianon Sono già incominicate le opere di demolizione nella zona di Sesto Ulteriano ( da "Cittadino, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sembra che una volta sganciato dalla burocrazia il progetto prenderà forma in tempi record. Se venisse infatti rispettata la cronomappa annunciata dall'operatore al comune, in circa 12 mesi di opere, la spianata che un tempo aveva ospitato magazzini legati alla logistica, si trasformerà in un battuto punto di riferimento per gli acquisiti,

Preoccupa la concorrenza del pubblico ( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Preoccupa la concorrenza del pubblico" Egartner duro contro la burocrazia "Insostenibile, siamo in ginocchio" BOLZANO. "La situazione dell'edilizia locale non è al momento sicuramente rosea. Le commesse sono in calo sia nel settore pubblico che in quello privato. Nel 2006 si è registrata una flessione del 16% nel rilascio dei permessi di costruzione.

Espulso, burocrazia lo salva ( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

In pensione non prima dei 67 anni ( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e il nodo della burocrazia (i costi delle amministrazioni). Per quanto riguarda l'energia l'ex governatore bavarese partendo da uno dei temi di attualità a livello mondiale ha annunciato: "Il prezzo esorbitante del greggio". Un barile di greggio che solo 20 anni fa costava 2 dollari al barile, è passato a 10 dollari 10 anni fa,

E ora la vendemmia si pagherà con i voucher , dal tabaccaio ( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: viene applicata una norma statale per lo snellimento della burocrazia. E' prevista tra l'altro la creazione di un registro separato presso l'ufficio del lavoro, l'Inps e l'Inail, dove saranno iscritte le persone disponibili, soprattutto giovani e pensionati, per lo svolgimento di lavori occasionali come la vendemmia.

Un vademecum della burocrazia ( da "Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Dal conflitto alla... complicità ( da "Giornale di Brescia" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: industriali deve essere abbinata una fiscalità e una burocrazia che permetta di eliminare "l'oppressione sulle aziende peggiorata negli ultimi anni anche dal precedente governo" che si sommi, però, a misure a favore del potere d'acquisto degli stipendi. In questa ottica va letta, quindi, la detassazione dei salari che già da giugno partirà, in maniera sperimentale su straordinari e premi.

L'erosione marina ha fatto sparire la spiaggia di Fornillo a Positano. Lo denunciano le associa ( da "Leggo" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I positanesi (ma non solo loro) quest'estate saranno quindi costretti a pagare per farsi il bagno", dice Vito Casola, presidente di Posidonia. "Stiamo studiando la situazione e faremo qualcosa, ma la burocrazia è complessa", annuncia il sindaco di Positano, Domenico Marrone.

Riparatori, via alla supergaranzia ( da "Italia Oggi" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, in particolare, rende complessa la fruizione dei diritti che derivano al consumatore dalla garanzia ufficiale rilasciata dalle case costruttrici (due anni). E a garanzia scaduta, il consumatore rimane in balia di se stesso, alla ricerca di un centro assistenza qualificato e autorizzato.

Rubano ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La figura del Difensore Civico rappresenta uno strumento molto importante, che viene messo gratuitamente a disposizione dei cittadini a loro tutela ed assistenza che permette la difesa del singolo contro i disagi che a volte la burocrazia crea, favorendo l'azione amministrativa locale. (l.m.).

Tra agricoltori e industriali basta lotte sui prezzi ( da "Arena, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questa deve essere fatta sulla burocrazia. La perdita di risorse è tutt'altro discorso". Ma da Bruxelles arriva anche una buona notizia: l'estensione fino al 2013 degli aiuti al tabacco. Il finanziamento del Fondo che promuove azioni di informazione e sensibilizzazione sugli effetti nocivi del consumo di tabacco ha visto incrementare il proprio plafond di circa 81 milioni di euro,

Cecilio Metello e Berlusconi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza dover rendere conto alla sinistra o alla destra, alla burocrazia o agli enti locali. Addirittura non ebbe nemmeno a che fare con gli ambientalisti o con la mafia. Certo, in queste condizioni sarebbero capaci tutti. Ma dopo il pervicace Console si sono succedute solo chiacchiere, promesse e tante, tante enormi spese senza costrutto.

Elisoccorso (quasi) sempre necessario ( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e forse non siamo ferrati in burocrazia. Quando succede un incidente, prendiamo e partiamo. Poi, è logico che cerchiamo di lavorare nella massima collaborazione con gli altri operatori". Bertoncini vuole comunque precisare una cosa: non vuole polemizzare con la Regione. "Assolutamente no - afferma - siamo abituati a lavorare con i mezzi che ci fornisce Firenze.

Parcheggi gratuiti e più vigilanza ( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si richiedono "contributi per ristrutturare e abbellire i negozi, per promuovere il centro storico con eventi", indispensabile "meno burocrazia per il rilascio di permessi per l'occupazione del suolo pubblico e conseguente abbattimento delle tariffe di occupazione nella misura del 70% per i primi tre anni".

Sughere, pronto il campo di calcio domani festa con il primo torneo ( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra burocrazia e lavori. è con soddisfazione che ieri mattina il nuovo campo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa in carcere a cui hanno preso parte la direttrice Anna Carnimeo, la comandante delle guardie, Morgana Fantozzi, l'educatore Lucio Coronelli, l'assessora provinciale a cultura e qualità sociale,

Grecia, né aiuti né assistenza pugno duro con i clandestini - renato caprile ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci si arrende di fronte all'ultimo ostacolo: la burocrazia. Moduli da riempire, giornate di lavoro perso, per poi sentirsi dire se non si è disposti ad aprire il portafogli, che manca ancora qualcosa, che c'è bisogno di un ulteriore documento. Tutta roba che però non riguarda i paria del campo senza nome di Patrasso.

Salviamo il loro mondo - marco lodoli ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per una volta la burocrazia, quel labirinto di scaloni e scalini che regolano il passaggio alla pensione, potrebbe farsi da parte e consentire che tutto scorra semplicemente verso la foce, che le cose vadano come è giusto che sia. La figura della maestra campeggia nella nostra memoria come un totem sacro, è l'asse attorno al quale ha girato la nostra infanzia,

In depressione, si toglie la vita ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non sarà così e ci vorrà del tempo perché i tempi della burocrazia sono molto dilatati rispetto alle necessità delle amministrazioni comunali. Tuttavia sono d'accordo con l'abolizione di questa tassa". Il decreto legge, applicato nella nostra comunità, riguarda il 25% di proprietari di prima abitazione, e a beneficiarne con maggiore soddisfazione sarà la popolazione dei pensionati,

E IN UN MOMENTO in cui con facilità ci si appella alla necessità di tag ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: proliferano i regolamenti ed aumenta la burocrazia. Questa situazione ha indotto i più ad intraprendere una generica crociata contro i costi della politica, che sono indubbiamente da ridurre, e ha contribuito a delegittimare il ruolo delle istituzioni. E in questa prima fase l'interesse maggiore è parso concentrarsi, come avviene ormai con cadenza ciclica,

La Cgil tra Berlusconi contratti e nuova unità Epifani presenta la Conferenza d'organizzazione mentre punta a raggiungere i sei milioni di iscritti ( da "Unita, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo è quello di esserci, di fare sindacato, con meno burocrazia, meno "impiegatizzazione", e per questa via di "estendere e rafforzare la rappresentanza e la rappresentatività della confederazione". Anche attraverso la tutela individuale, da affiancare a quella collettiva che il sindacato assicura attraverso i contratti.

Vescovi immigrazione, rifiuti e salari: occorre agire in fretta ( da "Riformista, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia Le emergenze che investono oggi il paese sono sotto gli occhi di tutti e il governo, in scia alle promesse assunte in campagna elettorale, deve fare una sola cosa: rispondervi in fretta. Questo il leitmotiv dell'intervento tenuto ieri da Angelo Bagnasco (presidente della conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova)

Il sindaco stoppa la protesta ( da "Nuova Ferrara, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poi servirà più di un mese per sistemare tutta la burocrazia e, nel caso tutto fili liscio, entro luglio dovrebbero partire i lavori. Possibilità di grandi cambiamenti, per i tempi stretti e i vincoli contrattuali, non ce ne sono: il sindaco si è impegnato a darci un'occhiata personalmente e a portare nuove proposte su carta, non a lavori iniziati.

Europei, la birra è in forse ( da "Adige, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la birra è in forse Senza burocrazia a questo mondo non si potrebbe vivere. Quando ce n'è troppa, però, si rischia di soffocare. Ne sanno qualcosa gli scout roveretani che hanno dato la disponibilità a prestare il servizio di distribuzione bevande durante le partite del prossimo Europeo di calcio che saranno trasmesse su maxischermo in piazza Malfatti.

<Questo Governo ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna ridurre il costo della burocrazia, le lentezze, i vincoli, le strettoie. Valorizzare la creatività made in Italy, i nostri talenti. Ridurre tutte le spese inutili e improduttive". Quindi tagliare i costi della politica. "Non solo quelli. Ci sono i costi della macchina dello Stato che raggiungono i 4.

LA PARTECIPAZIONE della Juve alla Champions è subordinata al v ( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perchè le vie della burocrazia s'incrociano anche con quelle del pallone. Così succede che sulla scrivania di Paolo Padoin (nella foto), prefetto di Torino col "cuore viola da sempre", sia arrivata la richiesta della società bianconera di avere il certificato che attesta "la regolarità delle strutture dello stadio Olimpico" del capoluogo piemontese.

Di ALESSANDRO GOLDONI BOLOGNA TRECENTO. Decisi a sopravvivere ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Decisi a sopravvivere e a battersi nelle Termopili della burocrazia e dell'indecisionismo romano. Tanti sono, numero più numero meno, i combattivi reduci bolognesi dell'Enea, l'ente nazionale di ricerca nelle nuove tecnologìe, nell' ambiente, nell' energìa. Fiore all'occhiello dell'Italia degli anni '80, l'Enea aveva come mission principale il programma nucleare,

Ca' Sugana, via libera al circolo islamico ( da "Corriere del Veneto" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia: Hilal (che significa "mezzaluna" in arabo) avrebbe dovuto aprire i battenti il 15 settembre del 2006, come recita il volantino pubblicitario fatto stampare per l'occasione. "Ma purtroppo la burocrazia ci soffoca – spiega Kezraji - se fossimo stati a Napoli magari saremmo riusciti ad aprirlo prima".

Imprese, Governo e riforme ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Ue non deve essere perciò bloccata dalla burocrazia delle regole inutili ma deve, propone Marcegaglia, rilanciare la sua domanda interna con più investimenti nelle reti, nelle infrastrutture, nell'ambiente; per finanziarli auspica la revisione del budget europeo e l'approfondimento della proposta di Tremonti di emissioni di obbligazioni comunitarie.

Egartner: <Costruttori, la crescita è zero> ( da "Corriere Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, meno tasse e soprattutto, meno coinvolgimento della politica locale nelle scelte strettamente imprenditoriali riguardanti gli appalti. Numerose le relazioni, a partire da quella del presidente Christian Egartner, che ha ribadito a più riprese le difficoltà dell'intero comparto a livello locale: "La situazione al momento non è assolutamente rosea,

Mussner: in giunta si lavora per tutti ( da "Corriere Alto Adige" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ultimo appello infine per le due Casse, quella edile e quella artigiani: "La Cassa unica rimane una priorità - ha concluso Mussner - questo è uno dei passi per dribblare la burocrazia e creare uno snellimento della nostra florida economia". T. L.

Lamy: ora un welfare per la globalizzazione ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: procedure e burocrazie di dogana. Si tratta anche su quello e per una piccola o media impresa è il punto decisivo". Fino a pochi mesi fa il Doha Round sembrava morto. Da dove viene questo colpo di reni? "Vari fattori: uno è la crisi economica, sia sul fronte finanziario che sulle materie prime, che mette in circolazione l'idea che non sarebbe poi così male rinnovare quella polizza d'

Giovani, date il giusto slancio per costruire la vostra città ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia del partito, dalla logica che non parte dai problemi o da un programma, ma viceversa sa solo parlare di deleghe e poltrone". I risultati elettorali in città molto soddisfacenti sono stati sottolineati da Guido Melis che da "candidato del territorio che vuole stare nel territorio" ha assicurato una particolare attenzione per questa comunità e si è impegnato ad avere incontri

PINETO - Certificazione ambientale, riserva naturalistica, tanto lavoro e tanti sforzi, impieg ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lancia un sasso pesante nello stagno della burocrazia fiscale che mette in rilievo una stortura non da poco nella ripartizione delle risorse provenienti dai canoni demaniali pagati da chi opera sulla spiaggia. In effetti i Comuni, i veri protagonisti della gestione, va solo il 10% del 90% della somma totale.

L'esercito dei fannulloni ( da "Centro, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di attacchi alla burocrazia, l'ultimo dei quali condotto al grido "fuori i fannulloni!" Mi vengono in mente perché questa accusa, come quelle di impreparazione, di inefficienza, di gusto di complicare le cose ecc. guardano solo alle conseguenze ultime dei fenomeni e, per altro verso, hanno il torto di vedere non la trave,

Le aziende: Burocrazia e tasse ci affossano ( da "Denaro, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Campania Le aziende: Burocrazia e tasse ci affossano Con una crisi economica in atto la burocrazia diventa una palla al piede troppo pesante per il settore, che non può pertanto ripartire. Bisogna quindi snellire il sistema e abbattere subito la pressione fiscale per evitare che il comparto collassi.

Sicurezza sul lavoro in quattro mosse ( da "Giornale di Vimercate" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le aziende hanno messo sul tavolo i problemi concreti che devono affrontare tutti i giorni in materia di sicurezza: formazione, informazione, burocrazia, incentivi per gli investimenti. Insomma, la barca sembra pronta a salpare. Articolo pubblicato il 27/05/08 Gabriele Ticozzi.

Intervista a Vichi De Marchi / Per la fame nel mondo il problema è l'accesso al cibo ( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficienza è quasi obbligatoria quando devi intervenire in un lasso di tempo ridottissimo, dalle 24 alle 76 ore, e questo obbliga l'agenzia ad un estremo dinamismo. Siamo specializzati nella logistica le telecomunicazioni, spesso dobbiamo individuare soluzioni di interventi assolutamente innovative e la burocrazia ci è solo di impedimento.

BIC LAZIO: SCENARI EVOLUTIVI REGIONALI, STRUMENTI E POLITICHE A SOSTEGNO DELLA CREAZIONE DI IMPRESA ( da "marketpress.info" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di Euro, mentre le Cemer dei Commercio lavorano con lo 0,75 miliardi di Euro". A proposito dell'intervento di Marrazzo, Mondello ha notato come politica ed economia non vadano sempre d'accordo "Mi trovo d'accordo ?

Sulla tutela dell'ambiente le imprese chiedono al governo meno burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ambiente le imprese chiedono al governo meno burocrazia L'Unione artigiani e piccola industria ha ospitato il 15 e 16 maggio un vertice nazionale di Confartigianato dedicato alle principali novità introdotte in materia ambientale dal decreto legislativo 4 de 16 gennaio 2008 e che ha predisposto il pacchetto di modifiche da suggerire al nuovo Ministro per l'Ambiente.

Multata a Roma, ma lei non c'è mai stata ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con tutta la burocrazia, il rimborso che mi verserebbero sarebbe una piccola somma. Resta il fatto che se tutti continuano a pagare queste multe, visto che sarebbe più conveniente versare la somma richiesta, questa situazione potrebbe solo continuare ed altri si troverebbe ad avere il mio stesso problema.

Lavori pubblici Balletto di incompiute ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altra storia infinita a causa di leggi, autorizzazioni, burocrazia e comitati che coinvolgono perfino altri comuni.Casarsa della Delizia per esempio, cittadina che ha delle gatte da pelare già di suo come l'infida presenza di Pm10 nell'aria a causa del traffico che grava nel tratto comunale della Pontebbana.

Più biciclette contro i problemi del ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprese appaltatrici che si traduce nella produzione di nuova burocrazia.Particolare severità, poi, per il costruttore che non elabora correttamente i documenti da conservare in cantiere (il documento di valutazione dei rischi) punibile con l'arresto. Negli ultimi dieci anni i governi hanno colpito le imprese, che vengono colpevolizzate e gravate sempre di un maggior carico fiscale.

Un marocchino apre il circolo multietnico ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il circolo avrebbe in realtà dovuto aprire già due anni fa ma - confessano i promotori - "la burocrazia ci ha quasi ucciso". Ma non sconfitto, dal momento che ieri la struttura ha aperto i battenti, grazie al sostegno di Banca Etica. Oltre ai diversi corsi culturali ci sarà la possibilità di prenotare pranzi e cene con animazione musicale.

LA PAROLA AI LETTORI ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplici nella burocrazie e vicini alle esigenze delle mamme. La legge veneta potrebbe essere presa a modello per le altre regioni.La sanità è un altro dei campi che maggiormente stanno a cuore alle donne, a partire dalla prevenzione di patologie gravi come i tumori ma anche di malattie di grande costo sociale, a partire dall'obesità infantile e dall'

Disagio giovanile, al Turrisi Colonna il film di Scarnato ( da "Sicilia, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che decide con minor burocrazia, riconquista gli imprenditori che vivono di mercato. Berlusconi si é speso con l'art.18 per la flessibilità che si è interrotta nel periodo di Montezemolo il quale aspirava alla presidenza del Consiglio all'interno di una nuova formazione politica che avesse spazzato via Berlusconi.

Guidi: <Ben venga il Ponte, ma si cominci>La leader dei Giovani imprenditori ( da "Sicilia, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riferisco al vincolo di una diffusa criminalità ed al vincolo di una burocrazia autoreferenziale, spesso intrecciati fra loro a dispetto dell'economia sana e del libero mercato. La cultura d'impresa - ha aggiunto - può affermarsi solo se tutti gli attori sociali comprendono che l'attività produttiva, quella che produce ricchezza rispettando i principi di legalità e di concorrenza leale,

Un figlio venuto da lontano ( da "Famiglia Cristiana" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia elefantiaca, per esempio: "Abbiamo presentato in Tribunale la domanda di adozione l'8 dicembre 2001 e il bambino è entrato in casa nostra il 2 giugno 2005". La difficoltà di farsi scavare l'anima nei colloqui psicologici per l'idoneità: "Ma questa psicologa, la dottoressa Laura Ruozzi, è una delle persone che dobbiamo ringraziare con più gratitudine"

Tutte le grane dell'Aeroporto di Forlì, intervento Gruppo consiliare regionale di Forza Italia ( da "Sestopotere.com" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro i costi eccessivi degli organi, della politica e della burocrazia. Mentre ha concesso il via libera al Piano di Sviluppo del Polo Aeronautico forlivese, che prevede nuovi laboratori di Ingegneria Aerospaziale, lo sviluppo dell'Enav, più efficaci collegamenti viari e infrastrutturali, la crescita del terziario.

Proposte ( da "Provincia di Como, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Già pronto un decalogo di proposte per dare un taglio alla burocrazia. Ricetta antiburocrazia L'incontro con gli industriali varesini riuniti in assemblea avviene a Malpensafiere, la struttura nel comune di Busto Arsizio a pochi chilometri dall'aeroporto. Ad ascoltarla anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni.


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San Giulianon Sono già incominicate le opere di demolizione nella zona di Sesto Ulteriano (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Ikea arriva a tempo di record Il magazzino per la casa aprirà i battenti dopo un anno di lavori San Giuliano In un anno di cantieri l'Ikea aprirà i battenti. "I lavori dovrebbero iniziare verso la metà di giugno - spiega il primo cittadino di san Giuliano Marco Toni - e a giugno 2009 in base ai programmi il nuovo centro commerciale sarà pronto per l'inaugurazione". Intanto i residenti della zona di Sesto Ulteriano avranno già scorto in queste settimane alcuni segnali di cambiamento, con l'inizio dell'abbattimento dei capannoni, l'avvio di alcuni rilievi e altri passaggi propedeutici al decollo dei lavori per la realizzazione del nuovo punto vendita siglato dalla nota catena svedese di mobili e articoli per la casa. Dopo quindi un iter che ha assorbito una manciata di mesi, sembra che una volta sganciato dalla burocrazia il progetto prenderà forma in tempi record. Se venisse infatti rispettata la cronomappa annunciata dall'operatore al comune, in circa 12 mesi di opere, la spianata che un tempo aveva ospitato magazzini legati alla logistica, si trasformerà in un battuto punto di riferimento per gli acquisiti, che porterà l'equivalente di 8 milioni di euro nelle casse delle comune, che andranno a finanziare una serie di opere per la città. Ma, nonostante i ritmi, sembra che non mancheranno alcuni accorgimenti. "Verrà posta particolare attenzione all'ambiente - spiega il sindaco -, in base ad una consuetudine già adottata da tempo da Ikea. Ad esempio, il riscaldamento della struttura sarà geotermico". Ma nei prossimi mesi partiranno anche gli interventi sulle strade circostanti, dove sarà realizzato un pacchetto di migliorie teso a predisporre le arterie per far fronte all'incremento di traffico legato all'accensione di una nuova insegna che sulla carta dovrebbe attrarre consumatori provenenti da tutto il Sudmilano, ma anche dal Lodigiano e dalla metropoli. Del resto, il problema del traffico ha alimentato particolari preoccupazioni tra i cittadini che nei mesi scorsi hanno avuto modo di incontrare i vertici del comune nel corso di incontri pubblici, a cui hanno chiesto rassicurazioni in merito ai deterrenti previsti per risolvere gli ingorghi che già da tempo danno filo da torcere ai pendolari sangiulianesi. Inoltre, tra i molteplici risvolti legati al nuovo polo di grande distribuzione che si aggiunge ai marchi del ricco comparto di Zivido, figura anche un impegno legato all'occupazione con una quota di nuovi posti di lavoro che dovrebbero essere riservati ai sangiulianesi. Rispetto a questo tema, il gruppo di Forza Italia ha recentemente presentato un documento, che verrà probabilmente discusso in consiglio comunale, in cui viene chiesto a sindaco e giunta di prevedere criteri per la stesura di una graduatoria, che assicuri certezze in merito all'aspettativa di carattere occupazionale prevista sulla carta. Giu. Cer.

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Preoccupa la concorrenza del pubblico (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Pietro Marangoni "Preoccupa la concorrenza del pubblico" Egartner duro contro la burocrazia "Insostenibile, siamo in ginocchio" BOLZANO. "La situazione dell'edilizia locale non è al momento sicuramente rosea. Le commesse sono in calo sia nel settore pubblico che in quello privato. Nel 2006 si è registrata una flessione del 16% nel rilascio dei permessi di costruzione. E questa tendenza negativa è confermata anche per il 2007. Si constata infatti un'ulteriore flessione nel rilascio delle concessioni edilizie del 4,8% per le abitazuioni e dell'11,8% per i fabbricati non ad uso abitativo". Con queste cifre il presidente del Collegio costruttori edili della provincia di Bolzano Christian Egartner ha aperto i lavori dell'annuale assemblea indetta sotto il motto "Costruire insieme il futuro". Un futuro che passa anche attraverso la candidatura dello stesso Egartner alle prossime provinciali nella lista della Svp. Ed Egartner, già sindaco di Brennero oltre ad essere un importante costruttore, non si è certo tirato indietro nel tracciare la sua visione di "futuro". Partendo dai dati di fatto quali l'andamento della redditività del comparto edile ("si contrare drammaticamente per non dire che è ormai vicina allo zero"), dei costi ("letteralmente esplosi quelli dell'energia e dei materiali"), della necessità di poter disporre di infrastrutture ("che garantiscano una buona mobilità per la popolazione e l'economia") Egartner non ha risparmiato pesanti fendenti su come la politica locale abbia svolto negli ultimi anni il suo mandato. "Putroppo negli anni passati l'Ente pubblico ha dimostrato la crescente tendenza a svolgere attività imprenditoriale in prima persona - ha osservato Egartner - Sempre più società finanziate con capitale pubblico si nuovono sul mercato, rappresentando per i privati una temibile concorrenza che ci sottrae le commesse. è uno sviluppo che consideriamo estremamente preoccupante per l'economia. Doversi misurare con concorrenti che lavorano in condizioni diverse è estremamente problematico. In questi casi la mano pubblica dovrebbe fare un passo indietro". E ha portato un esempio concreto: quello dell'Azienda speciale per la sistenmazione dei bacini montani definita "la più grande impresa edile altoatesina". E non sono mancate le bordate contro la pressione fiscale e la burocrazia. "Nel settore edile si è determinata ormai una situazione insostenibile - ha osservato il presidente dei costruttori altoatesini - Con il pretesto della lotta al lavoro nero a cui tutti dobbiamo essere votati, sopratutto il governo percedente ha introdottotutta una serie di obblighi e di oneri aggiuntivi che in particolar modo le nostre piccole e medie imprese non riescono più a gestire. Il lavoro burocratico ci sta semplicemente mettendo in ginocchio".

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Espulso, burocrazia lo salva (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

S. Felice. Cinese clandestino: decreto non tradotto SAN FELICE. Il decreto di espulsione era in italiano e in inglese ma non era tradotto in cinese. E così un clandestino arrestato dai carabinieri, dopo essere stato espulso già una volta, ha ottenuto l'assoluzione dal Tribunale. E' stato processato per direttissima Li Fang H., 31enne cinese che in Italia si nascondeva da tempo, senza permesso di soggiorno e lavorando in nero per imprenditori tessili. L'assoluzione è di quelle destinate a far discutere, e si affianca a numerose altre sentenze del Tribunale, sempre di assoluzione di clandestini. In quei casi, si ricorderà, i processi si concludevano favorevolmente per il clandestino quando questi dichiarava non essersi potuto allontanare dallo stato italiano in quanto indigenti, cioè senza i soldi per pagarsi il viaggio di ritorno. Il caso di San Felice, ma non è escluso ce ne siano stati altri, fa riferimento ad un provvedimento di espulsione della Questura di Brescia. Li Fang venne scoperto dalla polizia per la prima volta, e gli venne notificato il classico decreto. In Cina non c'è tornato. E così, dopo un anno e passa nell'ombra è riapparso a Rivara in via Venturini, durante l'ennesimo blitz dei carabinieri. Nel laboratorio, controllato lo scorso 13 maggio, i militari di San Felice hanno controllato 8 persone. Sette erano in regola. Li Fang era senza documenti: era già stato espulso e di conseguenza è stato arrestato. Ma il pm all'udienza per direttissima ha dovuto incassare l'assoluzione, per la mancata traduzione in cinese. E così si paventa una situazione singolare. Se ora verrà fermato di nuovo si terrà conto di un eventuale nuovo decreto di espulsione (speriamo tradotto in cinese). Altrimenti varrà il principio del "ne bis in idem", per cui una persona non può essere processata due volte per lo stesso reato.

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In pensione non prima dei 67 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La "ricetta" del bavarese Stoiber per garantire un futuro di benessere: "Laptop e Lederhose" In pensione non prima dei 67 anni "Il rincaro del greggio diventerà presto un problema sociale" BOLZANO. "Laptop e Lederhose" ovvero, computer e brache di cuoio. Sintesi colorata, ma efficace, per dire globalizzazione e localizzazione, per dire modernità e apertura al mondo in contrapposizione alla conservazione dei valori della tradizione e della qualità. Queste, in estrema sintesi, le coordinate dell'intervento dell'ospite Edmund Stoibner, l'ex presidente della Baviera dal 1993 al 2007. Colui che è stato l'uomo simbolo della Csu bavarese per un trentennio (attualmente ne è ancora il presidente onorario) ha posto in evidenza come Baviera e Alto Adige siano realtà economicamente e socialmente speculari nei confronti di Germania e Italia. Due realtà molto simili che - benchè possano vantare Pil più alti del resto dei rispettivi Paesi e un tasso di occupazione eccellente - si trovano a confrontare una società globalizzata che sta facendo cambiare le economie e gli stili di vita del mondo intero. "Tutto il mondo crescerà insieme" ha sottolineato. Ma entrando nei singoli problemi che il mondo globalizzato deve affrontare Stoiber si è essenzialmente soffermato su tre temi: l'energia, le riforme (pensioni) e il nodo della burocrazia (i costi delle amministrazioni). Per quanto riguarda l'energia l'ex governatore bavarese partendo da uno dei temi di attualità a livello mondiale ha annunciato: "Il prezzo esorbitante del greggio". Un barile di greggio che solo 20 anni fa costava 2 dollari al barile, è passato a 10 dollari 10 anni fa, a 60 lo scorso anno e ai 130 attuali. "E questa tendenza non diminuirà più. Tutto questo a causa del fatto che la richiesta è crescente. Fra non molto - ha sottolineato Stoiber - il petrolio non diventerà solo e tanto un problema economico, ma sociale. La mobilità rischia di rallentare. Servono quindi nuove fonti energetiche. Ad esempio un'energia nucleare sicura". Soffermandosi a lungo sulla necessità della qualificazione e della formazione non solo delle giovani generazioni, Stoiber ha posto l'accento anche sulla necessità di riforme strutturali legate all'età lavorativa. "Negli anni 50 si andava in pensione a 65 anni e le prospettive di vita di un pensionato erano di 6/7 anni. Oggi si va in pensione prima a 61/62 anni e si vive oltre gli 80 anni. Il sistema pensionistico di tutti i paesi non può reggere. Bisogna essere più flessibili e uscire dal lavoro non prima dei 67 anni". Infine per quanto riguarda la burocrazia, i costi della politica, Stoiber non ha avuto dubbi: "Servono tagli di almeno un quarto. E si risparmierebbero risorse incredibili!". (p.m.).

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E ora la vendemmia si pagherà con i voucher , dal tabaccaio (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E ora la vendemmia si pagherà con i "voucher", dal tabaccaio BOLZANO. A Bolzano, d'ora in poi, la vendemmia si pagherà con il voucher. La Giunta provinciale di Bolzano, nella seduta tenutasi nella mattinata di ieri, ha infatti varato una serie di modifiche alle modalità di svolgimento del lavoro occasionale, soprattutto estivo. Come, ad esempio, la vendemmia. D'ora in poi, al termine di questi impegni estivi i datori di lavoro pagheranno con dei voucher e sarà il lavoratore stesso a regolare le proprie pendenze con Inail e Inps. Come ha spiegato il governatore Luis Durnwalder, viene applicata una norma statale per lo snellimento della burocrazia. E' prevista tra l'altro la creazione di un registro separato presso l'ufficio del lavoro, l'Inps e l'Inail, dove saranno iscritte le persone disponibili, soprattutto giovani e pensionati, per lo svolgimento di lavori occasionali come la vendemmia. Il datore di lavoro darà come retribuzione dei buoni che si potranno ritirare dal tabaccaio e poi i lavoratori li presenteranno per far defalcare gli oneri previdenziali e assicurativi, e ottenere così la loro retribuzione netta.

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Un vademecum della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Decalogo per le autorizzazioni Documenti di ogni genere, autorizzazioni, dichiarazioni: per ogni e qualsiasi intervento edilizio nella casa che abbiamo acquistato bisogna essere a conoscenza di tanti "segreti" per evitare guai e spese. Anche in questo caso il vostro consulente di fiducia è l'agenzia immobiliare oppure - nel caso si tratti di immobile nuovo - il costruttore stesso che diventa venditore diretto. Eventuali abusi edilizi Bisogna sapere che eventuali abusi edilizi (ovvero un intervento nell'alloggio senza autorizzazione) sono soggetti a pesanti sanzioni, sia dal punto di vista amministrativo, che addirittura dal punto di vista penale. Il Comune di residenza è l'organismo che ha l'incarico di vigilare e applicare le sanzioni amministrative e penali previste dalla legge. In buona sostanza, prima di effettuare qualsiasi lavoro interno è bene rivolgersi al Comune e incaricare un tecnico (un bravo geometra, per esempio) di seguire l'iter. Norme e autorizzazioni Stando alle norme in vigore ecco la documentazione occorrente per eseguire dei lavori edilizi in un appartamento o in un alloggio più in generale: 1) Domanda di concessione edilizia o denuncia di inizio dell'attività (DIA); 2) Concessione edilizia o presentazione della documentazione DIA dopo la verifica da parte degli uffici provinciali competenti e da parte dei Comuni competenti per territorio,in base ai regolamenti edilizi comunali. Questi due procedimenti, al fine di procedere con i lavori ed eseguire le opere richieste, sono subordinati all'eventuale acquisizione agli atti delle necessarie autorizzazioni dei servizi provinciali competenti relativamente all'intervento richiesto. Concessioni edilizie Riguardo alle concessioni edilizie va detto che rientra in questa casistica ogni e qualsiasi intervento relativo a trasformazioni di edilizia oppure di urbanistica del territorio. In questo quadro sono compresi anche gli interventi nel sottosuolo (per esempio un garage sotterraneo). Sono dunque soggetti al DIA (Denuncia di inizio di attività): nuove costruzioni, ampliamenti volumetrici di edifici pre-esistenti, ristrutturazioni edilizie in trasformazione di edifici esistenti. Le concessioni edilizie vengono rilasciate - al termine delle procedure di controllo e approvazione - dietro il versamento degli oneri previsti da parte dei singoli Comuni. Opere soggette al DIA Le opere soggette alla denuncia di inizio di attività (DIA) sono: le manutenzioni straordinarie di edifici già esistenti; restauro e risanamento di edifici già esistenti; recinzioni, cancelli, gazebo da giardino e piccole costruzioni (in genere di legno) per il ricovero degli attrezzi. La denuncia di inizio di attività deve essere presentata in Comune a firma di un tecnico abilitato. Le opere "libere" Non occorre alcun provvedimento di autorizzazione per le cosiddette "opere libere", vale a dire quelle di ordinaria manutenzione di un immobile. Tanto per fare degli esempi: imbiancatura delle pareti interne, sostituzione delle persiane o del telaio di una finestra. Basta infatti riempire un modulo di comuinicazione in Comune.

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Dal conflitto alla... complicità (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 27/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO "Dal conflitto alla... complicità" Il ministro Sacconi annuncia una nuova stagione nelle relazioni industriali Carlo Muzzi BRESCIA "Siamo entrati in una fase politica post-ideologica. Nelle relazioni tra le parti sociali bisogna passare da un sistema tendenzialmente basato sul conflitto ad uno nuovo tendenzialmente basato sulla collaborazione. Bisogna approdare alla complicità nelle relazioni industriali". Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, annuncia a Brescia l'intenzione del governo di giocare un ruolo di facilitatore tra sindacati e impresa. Lo aveva già detto chiaramente al suo arrivo prima dell'inizio dei lavori dell'assemblea generale di Aib. "Il nuovo Parlamento e la nuova rappresentanza politica uscita dalle urne del 13 e 14 aprile permettono in questo momento di essere più avanti di quanto lo siano gli attori sociali. Ci sono tutte le condizioni perché le parti possano raggiungere accordi - ha affermato - sottoscritti da tutti quanti e non ci fermeremo se qualcuno cercherà di opporre il proprio veto". Sacconi ha prefigurato, quindi, uno scenario nuovo ribadendo quanto già detto nei giorni scorsi. Innanzitutto a livello nazionale andrebbe ridisegnato l'approccio nei rapporti dei sindacati con gli imprenditori e il ministro si è detto convinto che il nuovo governo potrà avere un ruolo determinante nel facilitarlo. Ma è sulle relazioni interne alle singole imprese che il titolare del Welfare si è concentrato. "Bisogna ipotizzare nuove forme di collaborazione - ha precisato -. Concorrere ad un clima cooperativo". La ricetta sarebbe quella della cosiddetta "bilateralità" in particolare con l'ingresso di rappresentanti sindacali negli organismi aziendali. Ovviamente mette dei paletti: "Non bisogna creare confusione nella gestione, ma piuttosto incoraggiare quella complicità tra aziende e lavoratori che è tipica delle nostre piccole imprese che fino ad oggi ha dato luogo alla distribuzione di premi e incentivi talvolta in forme sommerse, ma che noi vogliamo rendere trasparenti anche attraverso un regime fiscale più amichevole per queste parti della retribuzione". Insomma, alla nuova stagione nelle relazioni industriali deve essere abbinata una fiscalità e una burocrazia che permetta di eliminare "l'oppressione sulle aziende peggiorata negli ultimi anni anche dal precedente governo" che si sommi, però, a misure a favore del potere d'acquisto degli stipendi. In questa ottica va letta, quindi, la detassazione dei salari che già da giugno partirà, in maniera sperimentale su straordinari e premi. Su quest'ultimo punto Sacconi ha precisato che "tra novembre e dicembre il governo farà il punto sugli effetti sulla finanza pubblica di questa misura che da sperimentale vuole diventare definitiva, come soluzione normativa per tutto il lavoro dipendente". L'idea di fondo dell'azione economica dell'Esecutivo Berlusconi è quella di ridurre le tasse sulla parte meritocratica del reddito con l'aliquota fissa del 10% sui 3.000 euro di premi e straordinari. La crescita dei salari dischiude quindi le porte ad un nuovo orizzonte, ovvero, come ha detto il ministro "una giusta redistribuzione dei rischi d'impresa tra lavoratori e imprenditori non solo in chiave negativa, ma anche dal punto di vista positivo". Questo processo permette di andare oltre l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori - ha aggiunto il ministro - "Il vero tratto post-moderno dell'articolo 18 sarà rappresentato dalla garanzia di occupabilità e nella condivisione degli obiettivi aziendali". Il ministro del Welfare cita allora Marco Biagi: "Il futuro sta nel management by objectives and not by regolations. Una gestione per obiettivi e non unicamente attraverso le normative statali". Ed è proprio sull'eccessiva pressione burocratica che le imprese devono fronteggiare che si è concentrato il rappresentante del governo perché se, da un lato, bisogna fornire un maggior potere d'acquisto ai dipendenti bisogna permettere dall'altro all'industria di entrare in una fase di crescita con la semplificazione fiscale e normativa. "Bisogna semplificare e addirittura cancellare alcune norme demenziali - ha detto Sacconi -. Tra le iniziative che abbiamo intenzione di introdurre c'è il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola o il superamento della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del Ministero del lavoro". Queste novità verranno inserite nel provvedimento a valenza triennale di giugno che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha intenzione di proporre contemporaneamente al Dpef. "La riforma è gia pronta - ha detto il titolare del Welfare - e permetterà anche di rinnovare la gestione dei rapporti di apprendistato e porterà anche ad una riforma del Processo del lavoro che sarà incentrato sull'arbitrato e la conciliazione perché la semplicità deve essere la regola dei rapporti industriali". Tuttavia, nel contesto di nuove relazioni industriali che dovrebbe facilitare la crescita economica, non bisogna perdere di vista la stabilità delle finanze pubbliche. E su questo Sacconi ha espresso almeno due concetti molto chiari. Il primo è sulla voce relativa alla spesa quasi incontenibile dei fondi spesi per la previdenza: "La controriforma delle pensioni attuata nell'ultimo biennio dal governo Prodi rischia di provocare grosse anomalie nella spesa pubblica. Non vogliamo introdurre ingiustizie e nemmeno ingenerare paure, ma è chiaro che bisognerà individuare nel medio e lungo periodo nuovi stabilizzatori prima che i costi della previdenza crescano in maniera incontrollata". Altra misura imprescindibile è il Federalismo fiscale che per Sacconi "dovrà produrre un maggior controllo e ad una maggiore qualità della spesa degli enti locali. È inaccettabile che oggi dove si spende di più per la Sanità si abbia anche il servizio peggiore". In altri termini "si deve arrivare al concetto di fallimento politico. In quegli enti locali in cui gli amministratori supereranno determinati indicatori di bilancio, si dovrà arrivare al commissariamento dell'ente e al successivo divieto di ricandidatura per quegli amministratori che hanno fatto fallire l'ente stesso".

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L'erosione marina ha fatto sparire la spiaggia di Fornillo a Positano. Lo denunciano le associa (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Zioni Posidonia e Circolo Nautico: "Oramai sono rimasti solo pochi metri di arenile, che verranno sfruttate per le concessioni degli stabilimenti balneari. Invece non c'è più la spiaggia libera. I positanesi (ma non solo loro) quest'estate saranno quindi costretti a pagare per farsi il bagno", dice Vito Casola, presidente di Posidonia. "Stiamo studiando la situazione e faremo qualcosa, ma la burocrazia è complessa", annuncia il sindaco di Positano, Domenico Marrone.

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Riparatori, via alla supergaranzia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 125, pag. 14 del 27/5/2008 Autore: di Alessio Stefanoni Visualizza la pagina in PDF       Elettrodomestici: accordo nazionale tra la catena Euronics e le confederazioni artigiane tra cui Cna Riparatori, via alla supergaranzia Non è più necessario anticipare i costi di riparazione La grande distribuzione dell'elettronica di consumo apre il dialogo, a livello nazionale, con gli artigiani dei centri di assistenza tecnica. è successo alle porte di Verona, a Corrubbio di San Pietro, sabato scorso, dove il patron della Euronics, Albino Sonato, presidente di un gruppo che conta ormai circa 700 punti vendita in tutta Italia, ha firmato un accordo nazionale con Cna e Confartigianato, sotto l'egida del Cunre, il Coordinamento unitario nazionale dei riparatori di elettrodomestici, in base al quale i clienti della catena potranno godere dei benefici della "supergaranzia" Euronics, senza dover anticipare i costi della riparazione, presso i centri di assistenza presenti sul territorio italiano attentamente selezionati in accordo con il Cunre e le due confederazioni artigiane. L'accordo nasce da un'intuizione di Albino Sonato e del presidente nazionale del Cunre, Disma Carraro, dopo quattro anni di gestazione, con il preciso obiettivo di favorire una collaborazione più stretta tra i Centri di assistenza tecnica (Cat) e i punti vendita Euronics, alla ricerca di nuove economie di scala e di un migliore servizio per il consumatore. Sonato ha infatti sottolineato come oggi l'Italia sia il fanalino di coda dell'Ue in termini "di qualità del servizio post-vendita" dei negozi di elettronica ed elettrodomestici: "Spesso dopo l'acquisto il cliente si sente addirittura abbandonato", puntualizza. La burocrazia, in particolare, rende complessa la fruizione dei diritti che derivano al consumatore dalla garanzia ufficiale rilasciata dalle case costruttrici (due anni). E a garanzia scaduta, il consumatore rimane in balia di se stesso, alla ricerca di un centro assistenza qualificato e autorizzato. Di qui la scelta di Euronics di inventare la supergaranzia (ne esistono cinque tipi diversi) che con un costo variabile aggiuntivo al prezzo di acquisto del prodotto copre le riparazioni fino al quarto anno e permette di gestire direttamente e in tempi molto brevi (mediamente quindici giorni) per conto del cliente l'intera pratica, dall'individuazione del Cat al saldo dei costi di manutenzione (per la sola parte coperta dalla supergaranzia). L'accordo, già in funzione a livello sperimentale con un primo gruppo di 250 riparatori, prevede, a regime, l'individuazione di circa 5 mila centri di assistenza a livello nazionale che si impegneranno a effettuare le riparazioni utilizzando solo pezzi di ricambio originali. Di fatto, oggi Euronics gestisce un numero di supergaranzie in crescita esponenziale: si è passati dalle 98 mila del 2005 alle 172 mila del 2006 e lo scorso anno si è già arrivati a 271 mila. Albino Sonato prevede che il 2008 si chiuderà a quota 330 mila, per arrivare alle 500 mila supergaranzie acquistate dalla propria clientela nel 2010, pari al 10% dei circa cinque milioni di prodotti venduti ogni anno che generano un giro d'affari di 1,7 milioni di euro. Si tratta di cifre significative che potrebbero generare un nuovo mercato per i centri di assistenza tecnica artigiani, favorendone al contempo la qualificazione professionale, l'aggiornamento continuo e l'avvicinamento alla clientela per il tramite della grande distribuzione. "Nel settore delle riparazioni è difficile fare filiera tra grandi marche e assistenza tecnica", ha commentato Franco Bianchi per Cna, "ma qui ci siamo riusciti e questo accordo va verso il mercato e il consumatore, nell'interesse comune dei Cat e di Euronics". Primo a livello nazionale, questo accordo potrà diventare un modello per le altre catene della grande distribuzione e non solo per quelle specializzate nell'elettronica di consumo e negli elettrodomestici, come hanno sottolineato Innocenzo Sartor e Lorenzo Bellachioma, vicepresidenti nazionali del Cunre.

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Rubano (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia RUBANO RUBANO CONVEGNO SUL DIFENSORE CIVICO Domani, alle ore 20.30 nella sala Consiglio del municipio, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Campodoro, Limena, Mestrino, Veggiano e Villafranca, si terrà un incontro dal titolo: "La figura e le competenze del difensore civico". Un appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, che sarà l'occasione per spiegare l'aspetto normativo e le competenze del Difensore Civico, dando la possibilità ai cittadini di porre domande e chiedere chiarimenti. La figura del Difensore Civico rappresenta uno strumento molto importante, che viene messo gratuitamente a disposizione dei cittadini a loro tutela ed assistenza che permette la difesa del singolo contro i disagi che a volte la burocrazia crea, favorendo l'azione amministrativa locale. (l.m.).

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Tra agricoltori e industriali basta lotte sui prezzi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFAGRICOLTURA. Il presidente nazionale Vecchioni all'assemblea di Verona: i prodotti di qualità si valorizzano così "Tra agricoltori e industriali basta lotte sui prezzi" di Olga Bussinello Solo se c'è il sostegno compatto del governo e la filiera impara a fare squadra, sarà possibile rivitalizzare le aziende agricole attraverso un riposizionamento dei prodotti di qualità nei mercati internazionali. Per Federico Vecchioni, presidente nazionale Confagricoltura, intervenuto ieri nella sala congressi di Veronamercato all'assemblea annuale di Verona, per affrontare e risolvere la crisi di alcuni comparti agricoli, occorre, prima di tutto, eliminare le discrasie fra istituzioni e, nei rapporti fra produttori e industriali, mettere da parte le battaglie sul prezzo. "Oggi sul Wto, rispetto alla posizione decisa e, da noi condivisa, del ministro all'agricoltura Zaia sulle proposte avanzate da Falconer, il Ministro Frattini ha, invece, moderato i toni", sottolinea Vecchioni, "questo non va bene perché le questioni sul piatto sono importanti. L'Europa rinuncia alle restituzioni all'export, al sostegno agli agricoltori e ai dazi doganali. Manca però la contropartita che, per noi, era quella della tutela delle denominazioni d'origine". Un capitolo importante, quello dei prodotti dop e igp, che coinvolge molte aziende della nostra provincia. Ma le questioni affrontate ieri all'assemblea della Confagricoltura veronese presieduta da Marco Pasetto sono anche altre. L'assegnazione dei titoli disaccoppiati agli allevatori in soccida, per esempio, direttamente seguita da Confagricoltura. In base alla normativa nazionale i titoli disaccoppiati da soccida relativi ai pagamenti 2000-2002 dovevano essere suddivisi in parti uguali tra soccidanti e soccidari se non era stato diversamente pattuito dalle parti. Stando così le cose, molti soccidari hanno manifestato preoccupazione, percependo il 50% del sostegno che, invece, percepiscono gli altri allevatori che non erano in soccida. Già con il precedente governo e grazie all'intervento di Luca Zaia, allora assessore veneto all'Agricoltura, il dicastero si era attivato per trovare una soluzione anche d'intesa con Bruxelles. Il nuovo ministro appena nominato ha promesso la pronta risoluzione di questo problema. "La perorazione degli allevatori è stata fatta propria sin dall'inizio anche da Confagricoltura, nazionale in accordo con Confagricoltura Verona che l'ha sostenuta in tutte le sedi partecipando a diverse riunioni in sede ministeriale", spiega Vecchioni. "È quindi possibile oggi poter legittimamente affermare che anche grazie alla nostra azione sindacale, la questione si avvia ad essere risolta". Altra questione importante sono alcune fra le proposte dell'Healt check della Pac. In primis la proposta di aumento delle quote latte, tema caldo e, per questo, primo in agenda per il neo ministro Zaia. "Siamo d'accordo sull'aumento del 5% nel corso di 5 campagne per arrivare ad una graduale eliminazione del regime entro il 1° aprile 2015, ma occorre fare delle attente valutazioni", ha detto. "Non bisogna dimenticare gli effetti dell'aumento del 2% di questa campagna e le prospettive future del mercato". Nota dolente, invece, lo spauracchio dell'eliminazione dei pagamenti al di sotto dei 250 euro o le domande che hanno ad oggetto superfici dedicate inferiori all'ettaro. "La questione non è da poco perché le somme che non saranno erogate con questa previsione resteranno nelle casse di Bruxelles e non, come si diceva, assegnate al plafond dell'articolo 69, togliendo così risorse all'Italia", ha precisato Vecchioni. "Non discutiamo sulla necessità di una semplificazione degli aiuti, ma questa deve essere fatta sulla burocrazia. La perdita di risorse è tutt'altro discorso". Ma da Bruxelles arriva anche una buona notizia: l'estensione fino al 2013 degli aiuti al tabacco. Il finanziamento del Fondo che promuove azioni di informazione e sensibilizzazione sugli effetti nocivi del consumo di tabacco ha visto incrementare il proprio plafond di circa 81 milioni di euro, trasferendovi il 6% anziché il 5% degli aiuti destinati ai produttori. "Questo ci darà la possibilità di mettere a punto una corretta strategia per la riconversione delle strutture e la ricollocazione della manodopera".

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Cecilio Metello e Berlusconi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PONTE SULLO STRETTO "Cecilio Metello e Berlusconi" Era proprio un gran cocciuto il console romano Lucio Cecilio Metello che si era messo in testa di fare un ponte sullo stretto di Messina e vi riuscì. Era il 251 a. C. quando fece transitare dalla Trinacria alla Calabria un centinaio di elefanti tolti ai nemici durante la prima guerra punica allo scopo di esibirli a Roma. Legò zattere galleggianti e botti in maniera che il ponte, seppur rudimentale, potesse sostenere il peso degli animali, dei carri e dei soldati che, in effetti, passarono agevolmente. Successivamente la forza del mare lo travolse durante una tempesta, però, durante la sua breve durata riuscì a svolgere la sua funzione di unire le due sponde. Da allora nessun'altra costruzione collegò direttamente Scilla e Cariddi. Certo, si dirà, fu facile per lui che poté decidere autonomamente, senza dover rendere conto alla sinistra o alla destra, alla burocrazia o agli enti locali. Addirittura non ebbe nemmeno a che fare con gli ambientalisti o con la mafia. Certo, in queste condizioni sarebbero capaci tutti. Ma dopo il pervicace Console si sono succedute solo chiacchiere, promesse e tante, tante enormi spese senza costrutto. Vi tentò persino Carlo Magno, poi Ruggero II di Sicilia, ma inutilmente, lo propose Zanardelli nel 1876 e da lì iniziarono progetti senza successo alcuno come quello dell'Italia fascista del 1934. Dal 1951 si sono succeduti altri progetti di fattibilità e persino di "prefattibilità" con molti miliardi spesi dallo Stato e dalla Regione, senza concludere mai nulla. Poi giunse Berlusconi che inserì questa speranza nel piano delle grandi opere dove rimase. Nel frattempo cambiò il governo e l'apposita società a suo tempo costituita si è fusa, mi pare, con l'Anas in attesa di sapere se questo matrimonio s'ha da fare o no perché il transito c'è chi lo vuole sopra il mare, chi sotto e chi non lo vuole affatto. Tra le promesse elettorali c'era chiaramente anche quella del Ponte. Riuscirà Silvio ad essere all'altezza del Console Lucio Cecilio Metello? Ma l'opinione pubblica è favorevole o no all'eliminazione dei traghetti e a sostenere una spesa gigantesca? Giglio Rossi Milano.

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Elisoccorso (quasi) sempre necessario (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucca Elisoccorso (quasi) sempre necessario I volontari del Clup alpino: rischiano anche i feriti meno gravi Il tempo è prezioso in un ambiente così difficile e ostile LUCCA. Ventitré incidenti in tutto il 2007. Un numero in cui sono compresi gli episodi gravi (ben quattro sono stati gli incidenti mortali) e quelli che si sono risolti solo con un bello spavento. Ma in tutti questi casi, secondo gli esperti del soccorso alpino, l'uso dell'elicottero è fondamentale. "Perché anche in caso di ferita leggera - spiegano i volontari della stazione lucchese del soccorso alpino - la montagna è un ambiente ostile, e il clima può cambiare da un momento all'altro". Che si tratti di un escursionista esperto, di uno speleologo o di un comune cercatore di funghi, poco cambia: la montagna è splendida, ma in certi casi può essere un nemico tremendo. E quando il tempo è prezioso, un elicottero che arriva in pochi minuti può significare una vita salvata. Considerando che l'anno scorso non è stato tra i peggiori per numero di incidenti, si capisce la preoccupazione dei volontari anche per il futuro. Perché loro sono costretti a intervenire, in media, una quarantina di volte all'anno per incidenti sulle montagne lucchesi: 38 sono stati gli interventi nel corso del 2006, addirittura 64 nel 2005. Con la differenza che allora il soccorso alpino aveva a disposizione un elicottero bimotore attrezzato, il modello Ec 135, poi tagliato dalla Regione per la spesa eccessiva (1 milione e 200 mila euro). è logico, quindi, che il giorno dopo la tragedia sfiorata di Monte Cavallo - l'escursionista Monica Moni caduta domenica scorsa, per fortuna, è fuori pericolo - i volontari del soccorso alpino lucchese non sanno darsi pace. "Quando la Regione - affermano - decise di togliere l'elicottero, ovviamente non fummo d'accordo. Anche se capivamo le esigenze di bilancio, eravamo convinti che un mezzo come quello potesse servire non solo per soccorrere i feriti, ma anche per combattere gli incendi e per esigenze di protezione civile". E quando si domanda loro perché abbiano chiesto di intervenire a Monte Cavallo a dispetto di leggi e normative, la loro risposta è immediata: "Noi siamo volontari - dice Marco Bertoncini, responsabile del soccorso alpino del Cai - e forse non siamo ferrati in burocrazia. Quando succede un incidente, prendiamo e partiamo. Poi, è logico che cerchiamo di lavorare nella massima collaborazione con gli altri operatori". Bertoncini vuole comunque precisare una cosa: non vuole polemizzare con la Regione. "Assolutamente no - afferma - siamo abituati a lavorare con i mezzi che ci fornisce Firenze. Se decidessero di darci una mano in più, ne saremmo contenti. In caso contrario viviamo lo stesso, e continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto". E qualcuno suggerisce addirittura: se dessero l'autorizzazione per soccorrere le persone ferite con il monomotore Lama, attualmente di stanza a Castelnuovo, loro non avrebbero problemi. "A volte - chiudono con un sorriso - ci sentiamo più sicuri stando lì sopra che su altri mezzi di trasporto". Matteo Tuccini.

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Parcheggi gratuiti e più vigilanza (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Parcheggi gratuiti e più vigilanza Il Comitato centro storico ha presentato le richieste al sindaco Il presidente Gori "Vanno tagliati i costi del suolo pubblico per bar e ristoranti" PRATO. Un pacchetto di proposte molto concrete, alcune realizzabili senza troppa difficoltà, altre con più impegno, altre infine da ascrivere, a nostro avviso, nel libro dei sogni. Il comitato Centro storico ieri mattina ha consegnato, per mano del presidente Luciano Gori, una serie di richieste al sindaco Romagnoli nella convinzione di offrire un contributo al miglioramento complessivo del cuore della città. Quattro i temi intorno alle quali ruotano le richieste del Comitato: sicurezza, mobilità, servizi e agevolazioni. Vediamole punto per punto. A cominciare dalla sicurezza, per la quale l'obiettivo è di rendere la vita dei residenti, commercianti e frequentatori del centro storico più tranquilla di adesso. Sicurezza. Per raggiungere questo scopo si richiede una maggiore presenza delle forze dell'ordine, di potenziare l'organico della Polizia municipale, di effettuare più controlli sulle auto che circolano senza permesso, di garantire frequenti passaggi delle forze dell'ordine al momento della chiusura dei negozi. Più illuminazione e telecamere, più servizi antidroga nelle scuole. Va combattuto l'accattonaggio. Mobilità. Riattivare il passaggio della Lam viola in centro, aumentare i passaggi della Lam Azzurra che dovrebbe servire anche l'ospedale. Ripristino della fermata in piazza Duomo o in via del Vergaio. Navette con servizio gratuito dai parcheggi di piazza Mercato Nuovo, piazza Stazione, piazza Ebensee, piazza dei Macelli. Parcheggio del Serraglio "bonificato" da tossici e vandali. Per incentivare la frequentazione del centro storico si propone di copiare Viareggio trasformando i parcheggi a pagamento in gratuiti, per la prima ora dentro le mura, per le prime due ore fuori dalle mura. Parcheggio gratuito in piazza Stazione, piazza del Mercato Nuovo, piazza Ebensee. Servizi e ambiente. Secondo il Comitato il centro storico non è proprio una bellezza, in quanto a pulizia. Ecco quindi la richiesta di un servizio continuato di spazzatrici e di un operatore col carrettino dopo la chiusura degli esercizi commerciali ("non mentre sono aperti"). Viene rivolto l'invito al Comune di ripulire i muri imbrattati dai vandali con delle scritte. Bagni pubblici attrezzati anche con docce e nursery (e qui siamo nel libro dei sogni). Sarebbe opportuna anche l'apertura di un ufficio postale in centro. Agevolazioni. Si richiedono "contributi per ristrutturare e abbellire i negozi, per promuovere il centro storico con eventi", indispensabile "meno burocrazia per il rilascio di permessi per l'occupazione del suolo pubblico e conseguente abbattimento delle tariffe di occupazione nella misura del 70% per i primi tre anni".

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Sughere, pronto il campo di calcio domani festa con il primo torneo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno Sughere, pronto il campo di calcio Domani festa con il primo torneo LIVORNO. I detenuti scendono in campo e si fronteggiano con altre tre squadre formate da agenti di polizia penitenziaria, "territorio", ovvero una formazione mista composta da giocatori di Comune, Provincia e Uisp, e studenti della scuola Vespucci. Una sfida avvincente che andrà in scena domani alle 10.30 alle Sughere in occasione dell'inaugurazione del nuovo campo sportivo delle Sughere. Una struttura questa supertecnologica, costruita con erba sintetica di prima generazione e costata 120mila euro, finalmente pronta per esser testata dopo un percorso di 4 anni, tra burocrazia e lavori. è con soddisfazione che ieri mattina il nuovo campo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa in carcere a cui hanno preso parte la direttrice Anna Carnimeo, la comandante delle guardie, Morgana Fantozzi, l'educatore Lucio Coronelli, l'assessora provinciale a cultura e qualità sociale, Laura Bandini, e gli assessori comunali al sociale Alfio Baldi e alla cultura Massimo Guantini. "Lo ricordo bene, era la primavera del 2003, io ero appena arrivata quando parlai per la prima al telefono con il sindaco Alessandro Cosimi - ricorda la direttrice delle Sughere Carnimeo - Lui mi chiese di cosa aveva bisogno il carcere e io gli risposi che la priorità era il campo sportivo". In quell'occasione il primo cittadino promise che il Comune si sarebbe fatto carico della ristrutturazione dell'area, e così è stato, con un investimento di 95mila euro. Gli altri 25mila sono stati investiti dalla Provincia, per un totale di 120mial euro a cui si aggiunge il lavoro gratuito di adattamento del terreno svolto dai ragazzi della Scuola Edile. Poi, c'è chi ha fornito l'attrezzatura e l'abbigliamento sportivo, chi ha offerto il rinfresco, chi, come l'Uisp, il proprio tempo e l'impegno. "Tutti gli enti e gli sponsor ci hanno dato la massima disponibilità e questo ci riempie di gioia - dice la Carnimeo - Il carcere apre le porte alla città, che risponde con un affettuoso abbraccio". La squadra delle Sughere sarà formata da 16 giocatori, due per sezione, di cui 8 scenderanno in campo. "I giocatori - dice la Fantozzi - sono stati selezionati dagli stessi detenuti in base alle qualità tecnico-sportive. Si gioca per vincere!". La cerimonia, domani, inizierà alle 9.30. Seguirà il rinfresco. Le iniziative. Tornei, campionati, spettacoli teatrali, incontri culturali. Sono tante le iniziative nel cassetto in serbo per coinvolgere i detenuti in attività nuove e stimolanti che possano favorire il loro percorso di recupero e la reintegrazione in società. "Sono questi i passi importanti della sicurezza, non l'inasprimento delle pene", ha detto l'assessora Bandini. Tra le proposte nuove, spicca l'organizzazione di un campionato aperto ad altre squadre, esterne rispetto alla struttura, attraverso il quale i detenuti potranno anche giocare in trasferta, come proposto da Baldi. Nel futuro dei detenuti anche un torneo di scacchi, come anticipato da Guantini: "Gli scacchi sono un gioco stimolante, che spinge a grande concentrazione oltre che all'autodisciplina". L'assessore alla cultura ha proposto anche l'inserimento di spettacoli teatrali interpretati dai detenuti da inserire nella programmazione del Goldoni e del teatro delle Commedie. Lara Loreti.

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Grecia, né aiuti né assistenza pugno duro con i clandestini - renato caprile (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Migliaia di albanesi e afgani affollano le baracche dei "recinti" mal sorvegliati dalla polizia Ma per la loro presenza non c'è allarme sociale, l'importante è che restino "invisibili" Grecia, né aiuti né assistenza pugno duro con i clandestini Il problema dice Ibrahim non ha che due soluzioni: o rubare o morire Indifferenza per un problema irresolubile "è impossibile mandarli indietro" RENATO CAPRILE DAL NOSTRO INVIATO PATRASSO "QUI - è peggio dell'Africa". Fa specie che a dirlo sia uno, Ibrahim, che non sa niente dell'Africa. Un povero pastore afgano del nord, un azara. Da sempre discriminato in patria rispetto a un pashtun o a un tagiko, costretto fin dalla nascita al peggio e alla guerra, ma che ora, qui in Grecia, si sente ridotto a "uno zero assoluto". Uno che a nemmeno trent'anni è già arrivato al capolinea della vita. Senza più alcun diritto se non quello di morire. E pensare che per raggiungere l'Europa s'è venduto casa, pecore e quel poco di terra che gli aveva lasciato il padre. Seimila euro in tutto, in gran parte serviti per pagarsi il "viaggio". Viaggio è però una parola che non rende, quasi un'offesa allo strazio che l'ha portato - nascosto nel cassone di un camion quando non addirittura nel baule di un'auto - attraverso migliaia di chilometri prima in Pakistan, poi in Iran, quindi in Turchia, infine su un'isoletta greca di cui nemmeno sa il nome e da dove su una barchetta, insieme ad altri come lui, pigiati come sardine, è poi approdato a Patrasso. E qui, fine della corsa e fine del sogno. Anzi, fine di tutto perché i greci non scherzano con i clandestini. Niente centri d'accoglienza e poche chiacchiare se sia giusto o sbagliato trattarli così. Solo indifferenza e fastidio per un problema senza soluzione. Impossibile, infatti, rimandarli indietro. Così come impossibile, a causa del patto che lega la Grecia agli altri partner europei, fingere di non vedere. Chiudere, insomma un occhio e lasciarli liberi di arrivare a Roma, Amburgo, Madrid o Stoccolma che sia. In attesa di non si sa cosa bisogna pur stoccarli da qualche parte perché non facciano danni e soprattutto non turbino l'ordine pubblico. Su una delle tante isole dell'arcipelago o qui non lontano dal porto di Patrasso, che dopo Atene e Salonicco è per grandezza la terza città del paese. In uno spazio aperto che non si può nemmeno definire carcere, perché in carcere quantomeno ti danno da mangiare, ma dal quale non si può uscire e dove tutti i giorni sei costretto a stringerti un poco di più per far posto ad altri disgraziati come te. Un inferno, insomma. Un inferno fuor di metafora. "Era assai meglio se ci sparavano addosso", taglia corto Ibrahim in un mix di rabbia e di sconforto totale. Difficile dargli torto, non resta che abbassare gli occhi e tacere. Il "campo" non ha nemmeno un nome. E' una brulla radura al centro di un parco non distante dal lungomare "Iroon Politechnion". Basta entrarci, anche solo per un attimo, rendersi conto dell'infinito squallore mentre centinaia di occhi ti scrutano smarriti, per pensare che in uno zoo si sta meglio. Che qualunque cosa è preferibile a questa fogna a cielo aperto dove nessuno fa più caso alla puzza, alla promiscuità e agli insetti. Qualcosa di indegno per un essere umano e che stride ancor di più perché non lontano da qui la vita scorre normale. C'è gente che passeggia per strada, coppie che sorridono sedute al bar davanti a una bibita e altri che giocano a tennis o calcetto nei circoli d'intorno. Indifferenti anche loro, come tutti del resto. Il "campo" non lo si può nemmeno definire una favela perché le baracche, meglio le cucce, in cui dormono per terra in quindici, venti o più hanno muri di cartone che un temporale può spazzare via da un momento all'altro. E sono un forno d'estate e un frigorifero d'inverno. Di servizi igienici nemmeno a parlarne. I mille e più prigionieri di questo lager per i loro bisogni si devono "appartare" all'ombra di qualche albero. Per lavarsi c'è una pompa, pietosamente messa a disposizione da un'ong, o il mare per quei pochi che di notte riescono a raggiungerlo. Gli afgani qui sono maggioranza assoluta. La gran parte adolescenti: 15, 16, 18 anni al massimo. Azara per lo più, l'etnia perdente, quella dei lavori più umili al tempo del talebani. Fuggiti da un paese senza speranza e finiti qua giù dopo essersi spogliati di tutto. Fino a diecimila euro hanno pagato a mercanti di uomini per avere la chance di un lavoro quale che fosse, la possibilità di raggiungere un parente che ce l'"aveva fatta" in Italia, Francia, Spagna, Germania o Svezia cui chiedere aiuto. Non parlano, fingono di non capire anche se ci si rivolge con qualche frase di cortesia nella loro lingua. Non si fidano di nessuno, hanno paura e guardano Ibrahim che è il più vecchio del gruppo e il leader di questa umanità allo sbando, perché li tolga d'impaccio. "Noi non siamo ladri, non vendiamo droga, eppure il solo fatto che siamo afgani fa sì che ogni tanto arrivi la polizia, frughi tra le nostre povere cose e poi per dare un senso a queste irruzioni si porti via qualcuno. Così, senza ragione". Sarebbero già morti di fame se qualche organizzazione caritatevole, privata sia chiaro, non portasse loro ogni tanto un pugno di riso. Fuori c'è poca polizia. Qualche auto a debita distanza, una decina di agenti apparentemente non interessati a quanto succede nel campo. C'è anche un'autoambulanza e poi più nulla. Per povera, stremata che sia, per trafficanti senza scrupoli questa umanità continua a rappresentare un business. Se cerchi qualcuno che sia disposto a tutto pur di venire fuori da quella Cayenna è lì che deve andare. Se vuoi mettere le mani sul danaro di quei pochi che ancora ne hanno, basta che arrivi qui di notte e offri loro passaggio a bordo di un mezzo qualunque alla volta di chissà dove. Ma può capitare, e capita sempre più spesso, che il viaggio finisca cento metri più avanti. I greci hanno risolto alla loro maniera il problema immigrati. In un cocktail di pugno duro e tolleranza interessata. E forse non è un caso che per questa povera gente abbiano coniato un'espressione che la dice lunga: "Ekonomikos menastes", emigranti economici. Braccia che servono a irrobustire il pil, a fare in altre parole quei lavori che anche qui nessuno vuole più fare - in agricoltura e nell'edilizia soprattutto - a patto che se ne stiano buoni, che siano invisibili. Sarà per le leggi più dure, sarà per altro ma in Grecia non c'è alcun allarme sociale attribuibile agli immigrati. Eppure negli ultimi vent'anni ne sono arrivati a centinaia di migliaia. "E anche se non ci sono cifre ufficiali - sostiene Theodoros Benakis, managing director dell'Imn (International media network) che pubblica settimanali in almeno sette lingue, quelle delle comunità più numerose che lavorano in Grecia - non si è lontani dalla verità sostenendo che siamo oltre il milione di presenze. Sono tentato di azzardare anche un milione e mezzo". Più del dieci per cento, dunque, del totale degli abitanti del paese. Gli albanesi sono la maggioranza, oltre il 50 per cento di quel milione e passa. La loro immigrazione è storia vecchia. Risale agli inizi degli anni Novanta, al collasso del comunismo e all'esodo di massa che travolse anche l'Italia. Arrivavano attraverso la frontiera, qualcuno passava e quel altro no. I meno fortunati erano subito ricacciati indietro senza tanti complimenti. Ma ci riprovavano poco dopo. Nemmeno le leggi per rigide che siano possono fermare chi ha fame. E dagli e ridagli alla fine la maggior parte di loro ce l'ha fatta, si è integrata, ha trovato lavoro, ha messo su famiglia ed ha perfino ottenuto la nazionalità. Cosa non facile per tutti gli altri. Anche quando, infatti, ci sono i requisiti per mettersi in regola, ci si arrende di fronte all'ultimo ostacolo: la burocrazia. Moduli da riempire, giornate di lavoro perso, per poi sentirsi dire se non si è disposti ad aprire il portafogli, che manca ancora qualcosa, che c'è bisogno di un ulteriore documento. Tutta roba che però non riguarda i paria del campo senza nome di Patrasso. Loro non servono, sono un problema. Che, come dice Ibrahim, non ha che due soluzioni: rubare o morire.

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Salviamo il loro mondo - marco lodoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Salviamo il loro mondo MARCO LODOLI Basterebbe così poco, una briciola di buon senso, un centimetro di lungimiranza, e i bambini della quarta elementare della scuola Piaget di Roma sarebbero felici di avere ancora per un anno, l'ultimo, la loro vecchia maestra! Per una volta la burocrazia, quel labirinto di scaloni e scalini che regolano il passaggio alla pensione, potrebbe farsi da parte e consentire che tutto scorra semplicemente verso la foce, che le cose vadano come è giusto che sia. La figura della maestra campeggia nella nostra memoria come un totem sacro, è l'asse attorno al quale ha girato la nostra infanzia, fu la solenne e dolce depositaria di ogni sapere, quella che ci ha insegnato gli affluenti del Po e le divisioni a tre cifre, le Guerre Puniche e le poesie di Pascoli, che ci ha aiutato a crescere nella pace di un tempo immobile e fecondo. Poi qualcuno ha deciso che la maestra doveva moltiplicarsi, e da una è diventata tre, e tre maestre sono diventate un viavai di volti, abbondanza e confusione, e forse qualcosa si è guadagnato e di sicuro qualcosa s'è perso. L'infanzia ha bisogno di certezze, oggi più che mai, basta un nonnulla perché il bambino si senta perduto, senza più protezioni, senza paracadute. Non stiamo qui a languire nella nostalgia, a sospirare sulla bellezza del tempo andato, però non vogliamo nemmeno cedere all'astrattezza di una pedagogia e di una pianificazione che non tengono conto dei sentimenti e della realtà dei bambini. Se l'amata maestra dopo quattro anni scompare, allora tutto può svanire: un piccolo mondo si spegne in un momento e accesa rimane solo - quella sì che non molla mai, che non va mai in pensione - la televisione in cameretta, la triste educatrice dell'infanzia nazionale.

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In depressione, si toglie la vita (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

OSIMO pag. 11 In depressione, si toglie la vita ? OSIMO ? L'ICI (Imposta comunale sugli immobili) è la più odiata delle imposte, ma il governo Berlusconi ha deciso di abolirla. Le unità abitative interessate sono circa 8mila e consentiranno agli osimani di risparmare qualcosa come 900mila euro. Tuttavia, per ora, non ci sono novità sostanziali su questa abolizione annunciata: "Il Comune ha inserito in entrata nel proprio bilancio il gettito derivante da questa imposta ? dice Francesco Pirani, assessore alle finanze ? che ammonta, in totale, a quasi 6 milioni. Ovviamente, fatta eccezione per la prima casa, gli altri potranno procedere al pagamento con la consueta scadenza di giugno della prima rata (la seconda, a saldo, scadrà il 16 dicembre). Ovviamente, per quanto riguarda le casse comunali, nel momento in cui l'Ici sarà ufficialmente abolita, dovrà esserci un contestuale trasferimento da parte dello Stato di pari importo del gettito d'imposta". L'aliquota, come è noto, è del 5 per mille, e poiché si tratta di un decreto legge, questo è immediatamente operativo, per cui non dovrà essere pagata la scadenza di giugno: "E' assolutamente necessario che ci sia un contemporaneo trasferimento da parte dello Stato ? puntualizza ancora Pirani ? perché, come ben si sa, il bilancio di un Comune si basa anche sulle entrate derivanti dall'Ici. Personalmente ritengo che, parlando di federalismo, sarebbe stato meglio abolire l'Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), imposta che i Comuni possono differenziare. Rimane il fatto che l'abolizione dell'Ici sulla prima casa è sempre una forma di risparmio per i cittadini". L'amministrazione comunale, o meglio, l'Ufficio Tributi rimane dunque in attesa della pubblicazione del decreto legge sulla Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe avvenire a breve, entro qualche giorno al massimo essendo la data di scadenza ormai molto prossima, una quindicina di giorni appena. Quanto al trasferimento dallo Stato al Comune del pari importo del gettito Ici, il sindaco Latini esprime un po' di scetticismo: "Magari l'operazione fosse contestuale, ma invece non sarà così e ci vorrà del tempo perché i tempi della burocrazia sono molto dilatati rispetto alle necessità delle amministrazioni comunali. Tuttavia sono d'accordo con l'abolizione di questa tassa". Il decreto legge, applicato nella nostra comunità, riguarda il 25% di proprietari di prima abitazione, e a beneficiarne con maggiore soddisfazione sarà la popolazione dei pensionati, quella fascia sociale, cioè, che più di ogni altra ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Valeria Dentamaro.

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E IN UN MOMENTO in cui con facilità ci si appella alla necessità di tag (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PERSONE & FATTI pag. 12 E IN UN MOMENTO in cui con facilità ci si appella alla necessità di tag... E IN UN MOMENTO in cui con facilità ci si appella alla necessità di tagliare i costi della politica, ecco che eliminare un Ente pare un passo in questa direzione. Così invece non necessariamente deve essere, non possiamo disconoscerne il ruolo. E a poche settimane da un risultato elettorale in cui gli italiani hanno dato mandato alla coalizione di centrodestra di governare e guidare un importante processo di riforme, è necessario usare la serietà massima senza cadere nel tranello delle eccessive semplificazioni. La gente ha bisogno di verità, ha bisogno di essere rassicurata con 'operazioni' che siano credibili per il futuro. Partendo dalla revisione dell'architettura costituzionale del nostro Paese, il vero impegno sta nel restituire credibilità alle istituzioni attraverso l'applicazione di criteri di efficienza e attraverso l'utilizzo di una maggiore sobrietà nella gestione della cosa pubblica. E' del tutto evidente che il nostro è un modello di governo ridondante e improduttivo, che con troppa difficoltà risponde alle esigenze dei cittadini e delle imprese e che funge spesso da ostacolo alla stessa competitività del Paese. E' un sistema in cui si sovrappongono le competenze, proliferano i regolamenti ed aumenta la burocrazia. Questa situazione ha indotto i più ad intraprendere una generica crociata contro i costi della politica, che sono indubbiamente da ridurre, e ha contribuito a delegittimare il ruolo delle istituzioni. E in questa prima fase l'interesse maggiore è parso concentrarsi, come avviene ormai con cadenza ciclica, sulla necessità o meno di abolire le Province nella convinzione, peraltro diffusa, che questo Ente territoriale intermedio sia inutile o addirittura fonte di sprechi. A prescindere dalle decisioni che matureranno in sede parlamentare e dal disegno di riforma costituzionale che ne scaturirà, occorre tuttavia evidenziare e non dimenticare che la Provincia si occupa di viabilità, di ambiente, di programmazione territoriale, di gestione dei rifiuti, delle risorse idriche, della tutela del territorio passando per la formazione professionale, l'edilizia scolastica e la protezione civile. Temi nevralgici della politica e dello sviluppo. Le diverse competenze, il ruolo di coordinamento fra i Comuni e la dimensione territoriale mi inducono a ritenere che la sfida consista non tanto nell'eliminare un livello di governo vicino ai cittadini, ma nello snellirlo ed erigerlo ad 'ambito territoriale ottimale' in cui gestire determinate funzioni in modo esclusivo, evitando sovrapposizioni di strutture. Sostituire l'attuale sistema decisionale eccessivamente politicizzato, farraginoso e policentrico con uno più agile. Accanto, ritengo sarebbe più produttivo puntare l'indice nei confronti di un processo anomalo che ha visto via via la nascita continua di piccole Comunità Montane, di Agenzie d'Ambito per la gestione dei rifiuti e delle reti idriche, di Agenzie della Mobilità, di Agenzie per lo sviluppo, di Consorzi per la gestione di determinati servizi, di Aziende municipalizzate multiutilities, di società a capitale interamente pubblico per la gestione dei più svariati servizi, di Enti parco e chi più ne ha più ne metta in cui parcheggiare ex amministratori prossimi alla pensione o trovare collocazione ai vari trombati anziché ai figli e nipoti. Meglio sarebbe concentrare proprio sulla struttura organizzativa della provincia questi compiti che con troppa leggerezza sono affidati oggi ad Enti proliferati al di fuori del dettato costituzionale. Davide Verri - Consigliere provinciale Pdl-An.

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La Cgil tra Berlusconi contratti e nuova unità Epifani presenta la Conferenza d'organizzazione mentre punta a raggiungere i sei milioni di iscritti (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del La Cgil tra Berlusconi contratti e nuova unità Epifani presenta la Conferenza d'organizzazione mentre punta a raggiungere i sei milioni di iscritti di Felicia Masocco/ Roma MESSA A FUOCO È una conferenza d'organizzazione, ma avrà un forte connotato politico l'appuntamento che da giovedì a sabato radunerà a Roma 960 delegati Cgil. Sarà qualcosa in meno di un congresso, qualcosa in più di una conferenza che per definizione dovrebbe guardare più al profilo interno e operativo. "Metteremo a fuoco e presenteremo le scelte future della Cgil", ha infatti annunciato Guglielmo Epifani, il da farsi, le strategie da adottare, a cominciare dalla rotta da tenere verso il governo sulle cui prime decisioni "verrà dato un giudizio più definito". Verrà poi confermata la linea, già chiaramente intravista, di una forte unità con Cisl e Uil, un elemento quasi imprescindibile di questa stagione sindacale, basti pensare a cosa porterebbe una divisione nella delicatissima partita della riforma contrattuale. Ma Guglielmo Epifani sembra voler fare di necessità virtù, e propone un "manifesto" per l'unità sindacale, un documento "politico" da elaborare con le altre due confederazioni con i "valori della confederalità e dell'unità sindacale", per avviare un progetto comune e un percorso che porti a "una nuova unità". Un sindacato unico? "E' una stupidaggine" risponde Carla Cantone, la segretaria dell'organizzazione che ieri ha presentato la conferenza insieme a Epifani. "Abbiamo bisogno di unità sindacale. Il manifesto serve a rafforzare quella che c'è e ad aprire una nuova stagione". Si parlerà, ovviamente di contratti, "di tempi e modalità" del confronto con Confindustria e delle priorità per il Paese che per la Cgil restano la politica fiscale, la redistribuzione del reddito, i prezzi e le tariffe, i salari: "Se non si danno risposte la coesione sociale è a rischio", ha ribadito Epifani pensando al prossimo Dpef. Ma si discuterà anche di lotta alle criminalità, "un modo corretto per affrontare il tema della sicurezza". Un appuntamento politico, dunque, ma anche l'occasione "per riposizionarsi sul territorio", in continuità con lo slogan "Riprogettare il paese" dell'ultimo congresso di Rimini. La scelta del territorio, centrale nel documento della conferenza non è delle ultime settimane, non rincorre il voto elettorale che ha segnato una sconfitta per le forze dell'area di riferimento cigiellina e che interroga anche il sindacato. "Il tema è stato deciso un anno e mezzo fa - spiega Cantone - per noi era già chiara l'esigenza di tornare sul territorio, l'identità di lavoratori e pensionati non si costruisce solo in azienda o in fabbrica", anche se è fuori discussione la centralità del lavoro e della condizione sociale di uomini, donne, dei giovani. E, a questi, la Cgil vuole spalancare le porte, avviare un poderoso ricambio e formare una nuova generazione di sindacalisti. Verrà riaperta la scuola di formazione di Ariccia, sarà intitolata a Luciano Lama, mentre il centro studi Ires sarà dedicato a Bruno Trentin. L'obiettivo è quello di esserci, di fare sindacato, con meno burocrazia, meno "impiegatizzazione", e per questa via di "estendere e rafforzare la rappresentanza e la rappresentatività della confederazione". Anche attraverso la tutela individuale, da affiancare a quella collettiva che il sindacato assicura attraverso i contratti. Per questo il sistema dei servizi offerto dal sindacato si avvia verso il potenziamento e l'integrazione, mentre nuovo impulso verrà dato alla negoziazione sociale, quella che si fa sul territorio, appunto, con gli enti locali e che come target ha più il cittadino che il lavoratore. Una nuova sfida per la Cgil, che punta a 6 milioni di iscritti andando a pescare nuove adesioni tra i giovani e nelle aree del lavoro non sindacalizzate. C'è poi un impegno, nuovissimo, al "rinnovo delle deleghe sindacali", a non dare cioè l'iscrizione al sindacato come perpetua (cioè fino a disdetta dell'interessato), ma L'appuntamento capitolino è stato preceduto da 1600 conferenze a vari livelli cui hanno partecipato 500mila sindacalisti con 52mila interventi "un dato straordinario di partecipazione - ha detto Carla Cantone - è stato un percorso aperto che ha coinvolto l'intera organizzazione, una prova di democrazia". La Cgil si rinnova anche nei mezzi di comunicazione: alla conferenza debutterà www.radioarticolo1.it, la webradio del sindacato di Corso d'Italia.

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Vescovi immigrazione, rifiuti e salari: occorre agire in fretta (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vescovi immigrazione, rifiuti e salari: occorre agire in fretta La Cei detta l'agenda: più fatti, meno burocrazia Le emergenze che investono oggi il paese sono sotto gli occhi di tutti e il governo, in scia alle promesse assunte in campagna elettorale, deve fare una sola cosa: rispondervi in fretta. Questo il leitmotiv dell'intervento tenuto ieri da Angelo Bagnasco (presidente della conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova) in apertura dell'assemblea generale dei vescovi italiani. Dodici pagine dense in cui il successore di Ruini alla Cei ha voluto indicare, tra le tante emergenze, quella che a suo giudizio è la più grave: l'emergenza educativa che investe i giovani, bersagli di una "cultura nichilista" che li porta a comportamenti contraddittori, come il bullismo, segno tragico di "un vuoto dell'anima" e, insieme, di "un'implicita richiesta di aiuto". La prolusione di Bagnasco non ha dimenticato accenni importanti - ma brevi rispetto al corpus della prolusione - dedicati a tutti i temi (nessuno escluso) di più stretta attualità: sicurezza, immigrazione, salari, famiglia, eugenetica, rifiuti e dulcis in fundo la tv digitale: qui "il rischio non remoto" è quello "che i nuovi spazi diventino appannaggio delle industrie pornografiche". Si tratta di temi sui quali Bagnasco ha voluto far capire, senza giri di parole, quale sia la posizione della Chiesa. Temi che incalzano il nuovo governo a trovare soluzioni immediate. Se, infatti, Bagnasco ha mostrato di apprezzare il nuovo clima di collaborazione bipartisan creatosi dopo le scorse elezioni - clima che la Chiesa si augura continui grazie a "un periodo di operosa stabilità" - ha anche ricordato come sarebbe opportuno che a questo clima vi collaborino tutte le forze politiche e senza perdere tempo: "Ci sono - ha detto - lungaggini e palleggiamenti che, oltre che irrazionali e autolesionistici, offendono i cittadini che attendono risposte". Quanto alla sicurezza, le parole di Bagnasco ricordano al governo Berlusconi che se spetta ai "pubblici poteri" dare "ai vari livelli risposte calibrate ed efficaci", queste risposte devono portare tuttavia a una "reale integrazione dei cittadini immigrati che legittimamente soggiornano sul nostro suolo", mentre per "ciascuno di quelli che tentano di entrare nel nostro paese" occorre evitare "il formarsi di enclave" che presto potrebbero divenire "ghetti non tollerabili". Per questo motivo serve "un patto di cittadinanza che mettendo in chiaro diritti e doveri non ricerchi scorciatoie illusorie". Quindi le parole dedicate all'emergenza rifiuti, "problema gravissimo e urgente", per la cui soluzione occorre anche "la responsabile collaborazione delle popolazioni". Poi il problema del fisco - "sul fronte degli stipendi e delle pensioni" serve "una difesa reale del potere d'acquisto" con una particolare attenzione alle famiglie - e quello del lavoro e delle morti bianche: tocca agli imprenditori agire perché "la vita è sacra, e distintamente lo è quella impegnata sul lavoro duro e rischioso". Bagnasco non ha lesinato critiche al recente intervento operato sulle linee guida relative alla legge sulla fecondazione assistita: "Si rischia di promuovere - ha detto - una mentalità eugenetica". Mentre occorrerebbe maggiore "cautela". E, indirettamente ha anche voluto rispondere a Massimo D'Alema il quale domenica aveva lanciato contro la Chiesa l'accusa di lesa laicità. Per Bagnasco esprimere liberamente la propria fede, partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico, "non può mai essere scambiato per una minaccia alla laicità dello Stato". E ancora: "La Chiesa non vuole imporre a nessuno una morale "religiosa": infatti essa enuncia da sempre i valori fondamentali che definiscono la persona, cuore della società". Un duello a distanza, dunque, quello avvenuto nel giro di ventiquattro ore tra D'Alema e Bagnasco. Un duello che dice molto del piglio del successore di Ruini alla guida dell'episcopato del paese: morbido nei modi ma fermo sui contenuti. Un piglio che continuerà anche nei prossimi mesi, quando la Chiesa sarà chiamata a cambi importanti all'interno della sua leadership. A giugno, infatti, Ruini lascerà la guida della Chiesa di Roma. Al suo posto ancora oggi è dato per certo l'arrivo del cardinale Vallini anche se la decisione finale spetta al Papa e, quindi, non è escluso che all'ultimo tutto possa ancora cambiare. Vallini, tra l'altro, pare voglia portare con sé a Roma, in qualità di vicegerente al posto di Moretti, monsignor Vincenzo Paglia (vescovo di Terni-Narni-Amelia nonché assistente ecclesiastico della Comunità di Sant'Egidio). Se Vallini andasse al posto di Ruini, lascerebbe vacante l'incarico di prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Qui il nome più accreditato a succedergli sembra essere quello dell'attuale arcivescovo di Barcellona, il cardinale "giurista" Lluís Martínez Sistach. All'interno della Cei, invece, si parla di una possibile promozione di monsignor Betori a Firenze, anche se resta da chiarire con quale compito: se cioè come immediato successore del cardinale Antonelli o se, inizialmente, come suo coadiutore. 27/05/2008.

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Il sindaco stoppa la protesta (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco "stoppa" la protesta Progetto boulevard, riunione-lampo con i commercianti e una promessa: più parcheggi. L'Ascom per ora è contenta TRAFFICO Sul Piano mobilità richieste di rinvio "Questa volta il Comune ha reagito prontamente, il sindaco si è impegnato in prima persona: di questo non possiamo che essere soddisfatti". Usa toni concilianti il presidente dell'Ascom, Cesare Borsetti, all'uscita dell'incontro convocato ieri pomeriggio a tambur battente sul cantiere boulevard di via Bologna. I tamburi di guerra suonati dall'assemblea dei commercianti, la scorsa settimana, hanno suggerito a Palazzo Municipale un supplemento di dialogo, nell'intento di evitare una manifestazione di piazza contro il progetto. Così ieri, alle 18, il sindaco assieme all'assessore ai Lavori pubblici, Mariella Michelini, e al Commercio, Aldo Modonesi, con i rispettivi tecnici, ha esposto la nuova linea ad una delegazione di commercianti guidata da Borsetti e Marco Sabbioneda, il referente di zona dell'Ascom. Il succo è questo: scordatevi modifiche sostanziali del progetto, possiamo però usare i prossimi quindici giorni per "togliere qualche bauletto verde e aggiungere qualche parcheggio, speriamo diverse decine, anche nelle vie laterali" per usare le parole di Borsetti. Il 4 giugno è la data prevista per l'assegnazione dei lavori, poi servirà più di un mese per sistemare tutta la burocrazia e, nel caso tutto fili liscio, entro luglio dovrebbero partire i lavori. Possibilità di grandi cambiamenti, per i tempi stretti e i vincoli contrattuali, non ce ne sono: il sindaco si è impegnato a darci un'occhiata personalmente e a portare nuove proposte su carta, non a lavori iniziati. Si allontana quindi lo scenario di uno scontro frontale sul cantiere di via Bologna, rimane aperto un altro fronte in tema di strade e traffico. Si tratta del Piano urbano della mobilità che ieri è stato presentato dall'assessore Stefano Cavallini alle associazioni artigiane, commerciali e industriali. Accoglienza tiepida, a dir poco, e non poteva andar meglio se è vero che alla vigilia Confartigianato ventilava la proposta di rinviare tutto alla prossima legislatura. "Abbiamo suggerito all'amministrazione di usare molta cautela su questi temi così delicati - riassume Giorgio Zavatti (Ascom) - Il polo logistico a Nord, ad esempio: se è vero che il 67% del trasporto di merci in conto proprio dovrebbe passare con questa struttura a conto terzi (con lo "spacchettamento" dei tir su furgoni ecologici, ndr), allora bisogna aver ben presente l'aspetto economico. E non ci risulta che i conti siano stati fatti per bene. E i parcheggi così distanti dal centro, verranno utilizzati? Il sistema Musa di telesorveglianza della ztl, poi, dovrà essere molto flessibile". L'assessore ha ribadito la sua intenzione di adottare il piano entro la legislatura, per poi lasciare ai singoli stralci del Piano traffico i provvedimenti operativi. Il percorso si presenta cosparso di ostacoli. Già domani è previsto un confronto importante, con Cgil, Cisl e Uil, che hanno già anticipato qualche rilievo non di poco conto. Il 3 giugno, poi, Cavallini se la vedrà con le principali associazioni ambientaliste, che hanno deciso di concentrare le loro osservazioni in un unico turno. (s.c.).

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Europei, la birra è in forse (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sopralluogo per il maxi-schermo in piazza Malfatti Europei, la birra è in forse Senza burocrazia a questo mondo non si potrebbe vivere. Quando ce n'è troppa, però, si rischia di soffocare. Ne sanno qualcosa gli scout roveretani che hanno dato la disponibilità a prestare il servizio di distribuzione bevande durante le partite del prossimo Europeo di calcio che saranno trasmesse su maxischermo in piazza Malfatti. Dopo il "tira e molla" durato un paio di settimane, nei giorni scorsi il Consorzio Rovereto InCentro con la sponsorizzazione di Bazar e il "patrocinio" del Comune aveva ufficializzato la realizzazione dell'evento a cui appunto gli scout avrebbero partecipato gestendo la mescita di birra e bevande e la distribuzione di gelato. Però, quando ieri mattina si sono presentati in Comune per il permesso, la doccia fredda: per avere l'autorizzazione servono 40 giorni. Un colpo al cuore. Tanto che ieri sera, quando gli organizzatori si sono trovati per fare il punto della situazione, questo è stato il primo tema affrontato. La questione dovrebbe venire risolta nei prossimi giorni con un intervento "d'autorità" dall'alto. Ieri il sopralluogo ha confermato che si userà uno schermo da 4 metri per 3 che sarà messo davanti alla lavanderia, in modo che non ci siano problemi di vento e di luce. Giovedì si farà prova. Oggi intanto si deciderà se coprire 19 giorni o soltanto le gare dell'Italia e le partite più importanti. Dipenderà dal preventivo che presenterà la ditta incaricata di installare il maxischermo, la "Max Dj" di Trento. Massimo Venturini, titolare del "Mani al cielo", fornirà il segnale video della Rai il Comune metterà sedie e transenne. 27/05/2008.

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<Questo Governo (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 10 "Questo Governo Intervista a Bonaiuti: "Un elettore di ILARIA ULIVELLI ? FIRENZE ? "TUTTO IN un giorno". Sembra quasi il titolo di un film (e per l'esattezza lo è: un reportage del 2001 sul G8). E' successo tutto così in fretta che anche le parole rotolano in rapida sequenza: "Questo governo ha fatto in un giorno quello che altri governi della sinistra non sono riusciti a fare in un'intera legislatura". Punto e a capo. Il giudizio e il plauso di Paolo Bonaiuti per l'operato del Berlusconi quarto, non devono essere intuiti fra le righe. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio (con delega all'editoria), nonché reponsabile della comunicazione del governo è chiarissimo. "Si è cominciato bene, anzi meglio ? dice indulgendo a un sorriso ampio ?, la gente voleva decisioni e le decisioni sono state prese subito". Pensa che di questi primi passi del governo sia soddisfatta anche la gente che non vi ha votato? "C'è stato un profondo cambiamento. Voluto dalla gente che ci ha dato una maggioranza così ampia proprio riponendo in questo governo la speranza che faccia qualcosa. E proprio ieri un sondaggista non certo di centrodestra come Mannheimer ha detto che un elettore su quattro del centrosinistra è soddisfatto delle scelte di Berlusconi". Qual è il prossimo impegno del "governo del fare"? "Non è stato fatto poco. Via l'Ici dalla prima casa, via le tasse dagli straordinari per i redditi più contenuti, via al piano per la sicurezza che apre le porte a chi viene per lavorare e le chiude a chi arriva per delinquere. E non basta. Via alla diminuzione dei mutui per le famiglie che hanno visto con paura il continuo salire dei tassi. Pare poco? Di sicuro il lavoro non mancherà da qui a fine legislatura". Via l'Ici, ma c'è il rischio che alcuni Comuni, per il mancato introito, possano tagliare importanti servizi ai cittadini costretti a spendere altrove i risparmi della tassa sulla prima casa? "Macché. Tremonti ha già coperto il fabbisogno dei Comuni trovando le risorse economiche nel taglio di un decreto acchiappavoti varato dalla sinistra poco prima delle elezioni e che distribuiva a pioggia fondi un po' qua e un po' là". Crede che Napoli sarà davvero liberata per sempre dai rifiuti? "E' partito il piano. Era l'ora. Ci voleva l'impegno di Berlusconi per cercare di togliere Napoli e la Campania da sotto la montagna d'immondizia". Sull'immigrazione c'era già la Bossi-Fini. Cosa le fa credere che stavolta la legge funzionerà e accontenterà tutti? E il caso badanti? "Mi creda, questa legge funzionarà. Perché i governi prcedenti parlavano e questo governo agisce. E non lo dico io ma i più autorevoli commentatori dei quotidiani che non sono certo famosi per averci lisciato il pelo". Ci sarà la detassazione sugli straordinari, ma i redditi dei lavoratori dipendenti restano gli stessi. E per molti è dura arrivare a fine mese. Intendete intervenire anche con una politica dei prezzi? "Il grande problema è che gli stipendi a reddito fisso sono bloccati al valore in lire mentre i prezzi hanno galoppato in euro senza freni. Già detassare la produttività vuol dire andare nella direzione giusta. Ovvero, quella di premiare chi lavora. Si dovrà andare avanti in questo senso. Ben sapendo, però, che purtroppo la crescita economica determinata dalla crisi internazionale, resterà vicina allo zero". E per far smuovere l'economia cosa serve? "Ci vuole un cambio di mentalità. Bisogna ridurre il costo della burocrazia, le lentezze, i vincoli, le strettoie. Valorizzare la creatività made in Italy, i nostri talenti. Ridurre tutte le spese inutili e improduttive". Quindi tagliare i costi della politica. "Non solo quelli. Ci sono i costi della macchina dello Stato che raggiungono i 4.500 euro all'anno per cittadino, mentre in Germania si fermano a 3.000. Questo è un vero spreco". Per ora con l'opposizione c'è un clima da luna di miele. Crede che durerà? "L'opposizione si sta riorganizzando, come è giusto. E' chiaro che per le Europee del prossimo anno ognuno sarà pronto per la sua battaglia. Per questo i meteorologi prevedono la fine della bonaccia con l'inizio della campagna elettorale durante la quale ognuno farà sentire la sua voce. Detto questo, il Paese sente il bisogno di coesione nelle grandi scelte".

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LA PARTECIPAZIONE della Juve alla Champions è subordinata al v (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

24 ORE FIRENZE pag. 13 LA PARTECIPAZIONE della Juve alla Champions è subordinata al v... LA PARTECIPAZIONE della Juve alla Champions è subordinata al via libera di un tifoso della Fiorentina. Possibile? Sì, perchè le vie della burocrazia s'incrociano anche con quelle del pallone. Così succede che sulla scrivania di Paolo Padoin (nella foto), prefetto di Torino col "cuore viola da sempre", sia arrivata la richiesta della società bianconera di avere il certificato che attesta "la regolarità delle strutture dello stadio Olimpico" del capoluogo piemontese. Si tratta di un "visto" indispensabile da allegare alla domanda. Senza quel "sì" per la Juve si scatenerebbe una montagna di complicazioni. Infatti si tratta di attestare che lo stadio è agibile per le partite, secondo la certificazione redatta dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. La stesso visto è stato ovviamente richiesto dalla Fiorentina al prefetto di Firenze, Andrea De Martino, per lo stadio Artemio Franchi. Naturalmente non ci sono problemi. O meglio: fino a questo momento non si ha notizia di alcuna controindicazione tecnico-burocratica per entrambe le squadre che prenderanno parte ai preliminari della prossima Champions, in calendario il 12 e 13 di agosto (partite di andata) e il 26 e 27 dello stesso mese (partite di ritorno). Il sorteggio per conoscere i nomi delle squadre avversarie è fissato per il primo di agosto. PADOIN FIRMERÀ il nullaosta? Il cuore viola potrebbe cominciare a battere forte, forte nel momento in cui la mano afferra la penna che deve vergare il suo nome, appunto Paolo padoin, sotto un atto che deve spalancare alla Juventus la porta della più importante competizione europea. Ma è ovvio che il cervello, e la grande capacità accumulata in tanti anni di servizio i n una delle più delicate cariche del ministero dell'Interno, indirizzeranno mano e penna nel verso giusto. Infatti, in una dichiarazione inviata a "la Nazione" per via mail, il "prefetto viola" di Torino (che saltò sulla poltroncina, esultante, il 18 maggio, allla rovesciata di Osvaldo che spalancò alla Fiorentina la porta della Champions), afferma: "Rilascio il certificato che la Juve dovrà inviare all'Uefa, così potrò assistere alle partite di Champions a Torino. Ma col cuore e le orecchie tese verso la radio per sapere tutto della mia, o meglio della nostra, Fiorentina". Sandro Bennucci.

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Di ALESSANDRO GOLDONI BOLOGNA TRECENTO. Decisi a sopravvivere (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 15 di ALESSANDRO GOLDONI ? BOLOGNA ? TRECENTO. Decisi a sopravvivere... di ALESSANDRO GOLDONI ? BOLOGNA ? TRECENTO. Decisi a sopravvivere e a battersi nelle Termopili della burocrazia e dell'indecisionismo romano. Tanti sono, numero più numero meno, i combattivi reduci bolognesi dell'Enea, l'ente nazionale di ricerca nelle nuove tecnologìe, nell' ambiente, nell' energìa. Fiore all'occhiello dell'Italia degli anni '80, l'Enea aveva come mission principale il programma nucleare, poi, dopo l'abbandono delle centrali atomiche seguito al referendum del 1987, gli obiettivi dell'ente si spostarono sul capitolo più vasto delle energìe alternative. Un campo sul quale la ricerca non ha mai avuto grandi sostegni in Italia per mancanza di politiche serie e mirate. A farne le spese sono stati i poli periferici dell'Enea, primo fra tutti quello della nostra regione che, con le sedi di Bologna, del Brasimone, di Montecuccolino e di Faenza, rappresenta per numero di dipendenti, la seconda realtà nazionale del gruppo. I numeri sono lì a dimostrarlo: in dodici anni il centro di Bologna si è impoverito passando da 514 dipendenti - scienziati, ricercatori, tecnici - a poco meno di trecento (precari inclusi), con la chiusura di una delle sue sedi (Don Fiammelli). OGGI ALCUNI cervelli dell'Enea regionale, più che alla fuga hanno pensato all'attacco: armati di carta e tastiera, in 170 hanno scritto e firmato una lettera-documento aperta a tutte le forze politiche, alle organizzazioni sindacali, a giornali e tivù, in cui puntano il dito contro l'Enea romana. E' la sede nazionale, dove siedono il Cda e gli organi direttivi, colpevole, secondo i critici, di essere la casa madre di tutte le inefficienze; una specie di ministero arroccato su se stesso dove si arenano idee e progetti. "La lettera è antecedente alle elezioni - precisa uno dei promotori dell'iniziativa, l'ingegner Alessandro Martelli, responsabile Enea della prevenzione rischi naturali ? volevamo evitare di essere automaticamente apparentati con la forza politica che fosse uscita vincente dalle urne, in quanto la nostra protesta è bipartisan e trasversale" IN REALTÀ, Martelli, una qualche simpatia politica ce l'ha, dal momento che siede come collaboratore nella segreteria regionale della Lega. E anche il federalismo è un suo cavallo di battaglia, ma declinato nel settore ricerca "Durante la campagna elettorale - dice - si è parlato di tutto, tranne di come rilanciare ricerca e sperimentazione alla base dello sviluppo industriale, e di come garantire il decentramento delle risorse". Spiega, Martelli che in questi anni il polo dell'Enea emiliano romagnolo ha elaborato progetti sul territorio, ha prodotto competenze e potenzialità che possono essere organizzate nella protezione civile, "Ma a Roma tutto questo non interessa: non si tiene conto delle differenti esigenze dei singoli territori. Il risultato è che un centro importante dell'Enea come quello bolognese riceve le briciole e non ha un solo rappresentante con potere decisionale". Della questione sono stati investiti anche alcuni parlamentari emiliani del Pdl e della Lega, e mentre recentemente si era parlato di un'ipotesi di commissariamento dell'Enea, l'annunciata svolta nucleare del nuovo governo potrebbe rimettere tutto in discussione: l'attuale Cda dell'ente, espressione del vecchio esecutivo, e di conseguenza programmi e risorse. Insomma per l'Enea emiliana si potrebbero riaprire i giochi.

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Ca' Sugana, via libera al circolo islamico (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-05-27 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE L'inaugurazione Laboratori, corsi di cucina e lingua araba. Kezraji: "Dal Comune nessun ostacolo" Ca' Sugana, via libera al circolo islamico In viale Monfenera apre "Hilal". "Niente preghiere ma folklore e incontri" TREVISO - Moschetti e cammelli alle pareti, folti tappeti e tende damascate ed un libro, che spunta da una grande cassa ricolma di pagine ingiallite: "Storia delle Ss e del nazismo". Ce ne sono due copie. Il centro culturale "Hilal" allestito al civico 14 di viale Monfenera dal Club Marocain, l'associazione della comunità marocchina trevigiana, vuol essere proprio questo: uno spazio per conoscersi e confrontarsi, faccia a faccia, con franchezza. L'hanno inaugurato ieri pomeriggio, alla presenza dei sindacati e delle associazioni di volontariato e dei ragazzi del liceo scientifico Scarpa di Motta di Livenza, protagonisti di una chiacchierata a base di the, dolcetti ed integrazione. "Ringrazio Gentilini che ci ha concesso tutte le autorizzazioni necessarie per aprire il primo circolo etnico di Treviso " sorride il fondatore, Abdallah Kezraji. Ed un invito, al vicesindaco, il centro Hilal l'ha pure mandato, seppur informalmente, tramite un "amico comune". Lui, lo Sceriffo additato da mezzo Stivale come il campione del leghismo xenofobo, ha declinato "ma soltanto perché aveva già preso altri impegni – prosegue Kezraji -. Non ha posto alcun problema, la trafila burocratica in Comune è filata liscia senza intoppi ". Già, la burocrazia: Hilal (che significa "mezzaluna" in arabo) avrebbe dovuto aprire i battenti il 15 settembre del 2006, come recita il volantino pubblicitario fatto stampare per l'occasione. "Ma purtroppo la burocrazia ci soffoca – spiega Kezraji - se fossimo stati a Napoli magari saremmo riusciti ad aprirlo prima". Sembra di sentir parlare la Confindustria. Con un pizzico di stizza padana. Chi l'ha dura, però, la vince ed ora lo spazio è finalmente a disposizione di scuole, laboratori, corsi di cucina, musica, danza del ventre. E ancora corsi di arabo, russo e cinese e si può varcare l'ingresso, decorato con piastrelle arabescate, anche solo per provare un costume tipico, sì da "sentire e conoscere l'altro senza filtri", sulla pelle. Si può prenotare per allestire feste, come recita il pieghevole spot, "da mille e una notte" e "se i nazi cambiano idea, e magari hanno voglia di assaggiare un cous cous irresistibile, siamo pronti ad accogliere pure loro " azzardano i responsabili. Nei centocinquanta metri finanziati dalla Banca Etica e gestiti dal Club Marocain non ci saranno invece spazi a disposizione del culto: "Non sarà una moschea – si mette al riparo Kezraji – non abbiamo le autorizzazioni necessarie. Noi crediamo nella preghiera virtuale, quella che ciascuno può recitare da casa". Marco Bonet L'interno del locale.

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Imprese, Governo e riforme (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-27 - pag: 6 autore: DALLA PRIMA Imprese, Governo e riforme Ma è dallo sviluppo, nella misura in cui esso risulta internamente governabile, che può e deve venire il maggior contributo. Qui si innestano da un lato l'impegno di Tremonti alla riduzione della "mano morta pubblica " attraverso "semplificazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni " e con le misure per spingere la produttività, tra cui la già decisa detassazione di straordinari e premi. E da un altro lato la costruttiva presa d'atto, rilevata da Marcegaglia, che si sta esaurendo il conflitto classista capitale- lavoro e che quindi anche i sindacati devono ridefinire la propria funzione e operare rapidamente per il superamento del modello di relazioni industriali improntato all'accordo del 1993, eccellente allora ma superato oggi per effetto dell'euro e della globalizzazione competitiva. Anche dal punto di vista delle diverse filiere settoriali e territoriali, molte sono ancora in Italia le riforme da fare. Marcegaglia ne richiama diverse, tra cui il ripristino della legalità in aree del Sud dove lo Stato deve garantire la società civile e le imprese; l'energia,dove apprezzabile è la decisione governativa di ritornare al nucleare; l'occupazione femminile; gli investimenti in formazione, ricerca e infrastrutture dove, secondo noi, assai discutibile è invece la decisione del Governo per il Ponte sullo Stretto. L'Europa. Tremonti ritiene che il programma da lui delineato faccia parte del "potere-dovere " di uno Stato membro della Ue, che deve da un lato rispettare le regole europee di bilancio ( che, a suo avviso e anche secondo la Commissione, non sono soddisfatte fino al 2011 dall'impostazione data dalla Finanziaria 2008) e dall'altro concorrere a costruire la "piattaforma materiale e immateriale, istituzionale e funzionale " per la tenuta sociale, alla quale tiene molto, e l'economia. Che sono, tuttavia, profondamente influenzate dalle dinamiche e dalle crisi globali in atto, discusse da Tremonti nel suo saggio "La paura e la speranza" la cui risonanza è ormai europea. Sull'intersezionetra globalizzazione ed Europa, Marcegaglia richiama da un lato i vantaggi dell'internazionalizzazione, chiedendo però una governance della stessa e un rispetto delle regole da parte di Paesi, come la Cina, che praticano troppo dumping, e dall'altro rileva igravissimi rischi di una finanza sganciata dall'economia reale. Quanto all'Europa,"l'Unione resta il nostro punto fondamentale di riferimento. Ma talvolta sembra più interessata a porre vincoli e limiti ai suoi cittadini e alle sue imprese, piuttosto che a svolgere un ruolo forte nella difesa di un mercato mondiale con regole certe e valide senza eccezioni". La Ue non deve essere perciò bloccata dalla burocrazia delle regole inutili ma deve, propone Marcegaglia, rilanciare la sua domanda interna con più investimenti nelle reti, nelle infrastrutture, nell'ambiente; per finanziarli auspica la revisione del budget europeo e l'approfondimento della proposta di Tremonti di emissioni di obbligazioni comunitarie. Questa è una politica forte a cui la Ue deve e può aspirare, essendo ormai un'area di mercato e valutaria (visto il predominio dell'euro anche al di fuori della Uem) di 500 milioni di abitanti, che può crescere in forza di una domanda interna che renda i singoli Paesi meno vulnerabili agli eventi mondiali e che superi le difficoltà strutturali o di bilancio di singoli Stati. Su tali basi si deciderà se l'Europa sarà, con America e Cina, un coprotagonista della geo- economia mondiale del XXI secolo. Alberto Quadrio Curzio.

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Egartner: <Costruttori, la crescita è zero> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-05-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Assemblea generale Grido di allarme del comparto edile. Oberrauch (Assoimprenditori): occorre ridurre la pressione fiscale Egartner: "Costruttori, la crescita è zero" Il presidente: la Provincia occupa il mercato. Stoiber: il nemico è la globalizzazione Gli ultimi dati sono del 2006: meno 16% nel rilascio dei permessi di costruire "E il barometro congiunturale non annuncia controtendenze" BOLZANO - Assemblea generale dei Costruttori edili ieri allo Sheraton di Bolzano, dove il mondo economico altoatesino ha fatto il punto della situazione all'insegna del motto "Costruire insieme il futuro "". L'auspicio: "Una politica coerente riguardante le infrastrutture e della mobilità, presupposto fondamentale per uno sviluppo rispondente alle esigenze di oggi e domani". La richiesta del comparto edile in Alto Adige è stata chiara: meno burocrazia, meno tasse e soprattutto, meno coinvolgimento della politica locale nelle scelte strettamente imprenditoriali riguardanti gli appalti. Numerose le relazioni, a partire da quella del presidente Christian Egartner, che ha ribadito a più riprese le difficoltà dell'intero comparto a livello locale: "La situazione al momento non è assolutamente rosea, sia nel pubblico che nel privato - ha detto - nel 2006 abbiamo avuto una flessione del 16% nel rilascio dei permessi di costruire: i dati negativi sono confermati altresì nel cosiddetto barometro congiunturale per il 2007, e questo non può che preoccuparci. Ci attende un'ulteriore flessione delle concessioni edilizie del 4,8% per le abitazioni e del 11,8% per i fabbricati non ad uso abitativo. La crescita del nostro comparto - ha sottolineato Egartner - è ormai vicina allo zero e questo ci deve portare a una lunga riflessione, non dimenticando inoltre, il continuo e drammatico aumento delle materie prime registratosi negli ultimi anni". Nonostante il bilancio in rosso, il settore edilizio in Alto Adige continua a rimanere, grazie alle oltre 2200 medie imprese, una delle colonne portanti della provincia, anche se - ha continuato il presidente - è tempo che la Provincia si faccia carico di un atteggiamento meno “imprenditoriale”rispetto alla situazione locale. Sempre più società con capitale pubblico si muovono sul mercato interno, rappresentando per i privati una temibile concorrenza, che ci sottrae le commesse ". Sul futuro Egartner ha tracciato le linee guida per rimanere competitivi sul mercato: "Adeguare il patrimonio edilizio alle misure di risparmio energetico rimane una priorità - ha aggiunto - ma per fare ciò bisognerà predisporre le dovute risorse necessarie". Secondo il presidente di Assoimprenditori Christof Oberrauch, "guardare al futuro significa muoversi secondo strategie ben definite, rivendicando però alcune problematiche davvero significative". Non solo: "è inaccettabile - ha detto - fare fronte a questa pressione fiscale, per crescere bisogna dare una mano a chi lavora per lo sviluppo delle imprese e dell'economia ". Molta attesa la relazione dell'ospite "di lusso" della giornata, l'ex presidente bavarese Edmund Stoiber, che si è soffermato sul ruolo dell'Europa nel lungo e difficile cammino verso una globalizzazione maggiormente partecipata, a partire soprattutto dalle regioni: "I mutamenti per l'economia sono stati evidenti in questi anni - ha detto - ma di fronte ai mutamenti occorsi, frutto dell'apertura delle frontiere e dell'allargamento dei confini di mercato verso Est, bisogna consolidare i parametri già esistenti, creando le basi per sviluppare una forte politica di investimenti, di tecnologie e risorse umane. La Baviera e l'Alto Adige sono due esempi-modello a livello continentale, perché in queste due realtà si lavora sodo, guardando al futuro, ma senza dimenticare quelle che sono state le nostre idee e le nostre radici nel passato. La sfida all'Europa per la nostra imprenditoria parte da noi, ma dobbiamo guardare avanti e confrontarci sempre con i nostri "vicini di casa"". Thomas Laconi Dinamico Il presidente Christian Egartner sul palco dell'assemblea Costruttori.

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Mussner: in giunta si lavora per tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-05-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'assessore Benefici per il settore Mussner: in giunta si lavora per tutti BOLZANO - "La Provincia ha lavorato e sempre lavorerà per i nostri imprenditori edili nell'ambito di un percorso che intendiamo portare avanti". L'assessore provinciale Florian Mussner ha rivendicato con forza il ruolo della giunta, elogiando l'autonomia e il lavoro di tutti, "perché se siamo arrivati a questi standard, il merito è di tante generazioni passate". Sulla questione legata alla troppa "pressione" della giunta sulle questioni del mondo imprenditoriale edile. Mussner ribatte con tranquillità ma allo stesso, con grande fermezza: "Per capire meglio quanto avviene oggi bisogna fare un salto indietro di almeno vent'anni - dice - nel settore stradale si pensò di affidare gli appalti unicamente ai privati, ma i risultati non furono confortanti, perché legati a forme contrattuali troppo leggere. I contratti terminavano con l'inizio dell'estate, e durante quel periodo, tutto era praticamente fermo. I contratti a lungo termine hanno permesso di dare una continuità in grado di coprire tutti e 360 giorni dell'anno, con benefici per il mondo economico e del turismo locale". Secondo Mussner, "bisognerà garantire ai nostri imprenditori, maggiore chiarezza sulla questione appalti, ma per fare ciò,bisognerà che tutti quanti decidano di fare proprie le disposizioni provinciali in materia". Un riferimento alle deroghe degli enti locali: "Questo infatti non è avvenuto in alcuni frangenti a Laives e Bolzano, i due centri maggiori dell'Alto Adige, ma per migliorare esiste solo una linea guida", dice oggi Mussner. Ultimo appello infine per le due Casse, quella edile e quella artigiani: "La Cassa unica rimane una priorità - ha concluso Mussner - questo è uno dei passi per dribblare la burocrazia e creare uno snellimento della nostra florida economia". T. L.

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Lamy: ora un welfare per la globalizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-27 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE L'intervista Con l'Italia negoziato aperto su ortofrutta e prodotti doc Lamy: ora un welfare per la globalizzazione A giugno intesa possibile su agricoltura e industria DAL NOSTRO INVIATO GINEVRA - Non fosse "paradossale ", come ammette lui stesso, Pascal Lamy potrebbe chiudere gli occhi e pensare per un attimo di vivere negli anni di Bismarck. "I problemi sono simili", nota il direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) dietro le sue grandi finestre sul lago Leman. Perché nella globalizzazione "la pressione sociale ricorda la rivoluzione industriale: stesso mix fra creatività, progresso, innovazione e bisogno di protezione, cura della sofferenza e dell'infelicità". La differenza è che stavolta alcuni danno la colpa alla Wto e al Doha Round, il negoziato per un'altra ondata di apertura degli scambi di cui proprio il francese è il grande regista. Le proposte per l'accordo finale su agricoltura e industria sono appena atterrate sui tavoli dei 152 Stati dell'organizzazione. Come le giudica? "Sono progetti di compromesso su tre argomenti fondamentali: diritti doganali nell'industria e in agricoltura e sovvenzioni agricole. Tutti concordano che bisogna stabilizzare quei tre pilastri per metterci sopra l'accordo complessivo. E man mano che i negoziati avanzano, la convergenza si delinea". è il grosso del Doha Round e ci si lavora dal 2001: teme nuovi rinvii? "I 152 governi hanno detto di voler chiudere entro l'anno, mica l'ho detto io: significa che su quei tre argomenti bisogna stringere intorno a giugno. Ora tocca ai negoziatori, perché restano alcuni punti da risolvere. Ma visti i progressi delle trattative e l'atmosfera che si è creata, mi pare fattibile". L'Italia rischia di dover ridurre molto i dazi sull'ortofrutta e chiede più garanzie sui prodotti doc. Perché dovrebbe firmare? "Su quei due punti è tutto aperto. Ma guardiamo le cose come stanno: se passa l'accordo, l'Ue incassa una riduzione dei dazi negli Stati Uniti a tutto vantaggio della sua industria agroalimentare. E là una buona parte è Italia. Per non parlare dei dazi americani o del Mercosur sul tessile e le calzature, dove Italia e Spagna sono competitive. Terzo esempio: le facilitazioni a procedure e burocrazie di dogana. Si tratta anche su quello e per una piccola o media impresa è il punto decisivo". Fino a pochi mesi fa il Doha Round sembrava morto. Da dove viene questo colpo di reni? "Vari fattori: uno è la crisi economica, sia sul fronte finanziario che sulle materie prime, che mette in circolazione l'idea che non sarebbe poi così male rinnovare quella polizza d'assicurazione antiprotezionista già sottoscritta da tutti i governi con l'adesione alla Wto. La turbolenza economica può alimentare il protezionismo, però sei anni di negoziati ormai hanno prodotto un grosso pacchetto, bello consistente. Tutti protestano, ma ne vedono l'interesse. Normale che tendano a voler chiudere". Intanto però, sia in Europa che in America, criticare la Wto e l'apertura degli scambi porta voti. "E' il paradosso della politica. Nessuno nega che siamo in un gioco nel complesso a somma positiva. Semplicemente, il numero di quelli che subiscono un impatto negativo è piccolo ma molto visibile. E in politica passa il dolore dei pochi, non la soddisfazione dei molti. Non vedremo mai una manifestazione a favore del calo dei prezzi dei beni importati: quando un commerciante le vende una lavatrice a poco, non le dirà che è grazie all'efficienza degli scambi globali. Dirà che è grazie a lui. Chi ci perde il lavoro invece sa benissimo perché". Come se ne esce? "Dipende dai sistemi educativi, di formazione, di trasmissione dell'innovazione, di evoluzione del mercato del lavoro. In Europa ci sono aree in ritardo e quando si è in ritardo spesso si dà la colpa agli stranieri. Ma se si guarda da vicino, si vede che ci sono Paesi che se la cavano benissimo: sono quelli che hanno la capacità di anticipare a monte gli impatti della globalizzazione sulle qualifiche professionali, sulla ricerca, sul posizionamento nei mercati esteri". Giulio Tremonti in Italia o Larry Summers negli Stati Uniti propongono di rallentare la corsa dei mercati. Chiedono tempo perché le società industriali possano adattarsi. "Proposte così si sentono spesso, anche sul progresso tecnico o scientifico. è una questione reale e non solo nei Paesi avanzati: molti grandi emergenti hanno ancora una pressione fiscale bassissima, al 10% o 20% del pil. Ma mentre centinaia di milioni di persone escono dalla povertà, rallentare non è la soluzione. Summers, Jaghdish Bhagwhati o anche Martin Wolf dicono che ciò che serve un nuovo welfare state". Tradotto: alla Wto l'apertura degli scambi, ai Paesi il compito di ammortizzarne l'impatto in casa propria. "Assolutamente sì. Siamo in un mondo in cui c'è un continuo fra politiche internazionali e nazionali. è così nel commercio e sospetto sia così nell'immigrazione, nella sicurezza, nella cultura. Bisogna costruire un filo rosso visibile fra dimensione interna e dimensione globale". Ma i benefici della globalizzazione sui prezzi svaniscono con l'inflazione e c'è chi accusa la Cina per i rincari sull'energia e derrate. Concorda? "E' vero, la crescita cinese mette in tensione queste risorse. Peraltro, a energia esclusa, la bilancia commerciale dell'Italia è nettamente positiva e la fattura del petrolio viene ridotta dall'euro forte. Ma se ora si vuole che la produzione di materie prime dei Paesi emergenti aumenti, bisogna che i segnali della domanda si trasmettano all'offerta. Si chiama commercio. La soluzione è averne di più, non di meno". Commercio mondiale Il direttore generale della Wto Pascal Lamy Federico Fubini.

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Giovani, date il giusto slancio per costruire la vostra città (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pd: l'incontro con il parlamentare Guido Melis "Giovani, date il giusto slancio per costruire la vostra città" PORTO TORRES. "Un discorso costruttivo e di merito, diverso da quanto ho sentito in altre sedi, che senza limitarsi ai problemi organizzativi sa dare, con ottimismo, il giusto slancio per guardare al futuro della vostra città". Così il parlamentare del Pd Guido Melis ai giovani della Costituente democratica cittadina che avevano organizzato un incontro sul futuro del partito. Una riunione nata dal basso, ha sottolineato il capogruppo consiliare del Pd Pinuccio Vacca, voluta dai giovani del partito che sono stati i veri protagonisti del dibattito. Nell'affrontare il tema dell'organizzazione del partito, Rodolfo Bonesu ha ribadito l'impegno "per dare impulso alle relazioni, alle tante collaborazioni con altre forze politiche e sociali strette a livello cittadino per sostenere e rilanciare l'azione della giunta di centro sinistra". Non sono mancati i passaggi sulla struttura da dare al Pd e per questo motivo "entro giugno occorre convocare il congresso cittadino per eleggere direttivo e segreteria" ha detto Stefano Chessa della Costituente mentre per Roberto Murgia "occorre proteggere questo rinnovato protagonismo giovanile dai vecchi difetti della burocrazia del partito, dalla logica che non parte dai problemi o da un programma, ma viceversa sa solo parlare di deleghe e poltrone". I risultati elettorali in città molto soddisfacenti sono stati sottolineati da Guido Melis che da "candidato del territorio che vuole stare nel territorio" ha assicurato una particolare attenzione per questa comunità e si è impegnato ad avere incontri periodici con i democratici di Porto Torres.

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PINETO - Certificazione ambientale, riserva naturalistica, tanto lavoro e tanti sforzi, impieg (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CARLO ANELLO PINETO - "Certificazione ambientale, riserva naturalistica, tanto lavoro e tanti sforzi, impiegando solo nostre risorse. L'aiuto che ci viene dallo Stato è minimo, tanto che gran parte dei proventi derivanti dalle concessioni demaniali se le intasca senza battere ciglio". La Giunta comunale di Pineto, per bocca del suo sindaco Luciano Monticelli e dell'assessore al Turismo e Demanio, Enzo Nardi, lancia un sasso pesante nello stagno della burocrazia fiscale che mette in rilievo una stortura non da poco nella ripartizione delle risorse provenienti dai canoni demaniali pagati da chi opera sulla spiaggia. In effetti i Comuni, i veri protagonisti della gestione, va solo il 10% del 90% della somma totale. "Troppo poco- dice Nardi- per poter fronteggiare tutte le esigenze derivanti da una corretta gestione di quella parte di territorio". Agli enti locali sono demandati tutti gli oneri di gestione: dalla cartellonistica alla pulizia, ma è poi lo Stato a intascare tutto. Nei giorni scorsi, l'assessore regionale al Turismo, Enrico Paolini, si è preso l'impegno di fronte ai rappresentanti dei Comuni teramani che hanno ottenuto la Bandiera Blu, di riportare la protesta direttamente al sottosegretario al Turismo. Lo farà nei prossimi giorni a Milano nel corso della Conferenza nazionale del turismo. Intanto, sabato scorso Silvi e Pineto hanno iniziato ufficialmente l'attività del nuovo Comitato di gestione che si occuperà del Parco Marino. È stato presentato il nuovo logo del Parco e alcune iniziative che verranno ospitate dalla nuova realtà. A giugno, infatti, si terrà un convegno di tutti i funzionari dei parchi marini italiani, seguito da un corso di alta specializzazione per direttore e funzionari.

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L'esercito dei fannulloni (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Silvano Fiocco * L'esercito dei fannulloni Un esercito fatto prevalentemente di sergenti non si era mai visto prima. E non era un esercito dappoco, ma l'esercito tedesco dei primi anni '30. Per eludere i vincoli del trattato di pace, infatti, fu costituita in tal modo l'intelaiatura di base di un esercito più grande, quello che poi fu protagonista nelle battaglie della seconda guerra mondiale. Quindi, loro che di queste cose se ne intendevano, i tedeschi, non partirono dai generali - anche se questi non mancavano - ma da una folta schiera di sottufficiali che fosse in grado, con la loro professionalità, d'inquadrare i soldati delle nuove leve. Si applicò quindi il principio che un'organizzazione, prima ancora che di capi illuminati, ha bisogno di esecutori capaci e soprattutto motivati. *** Queste erano le considerazione del mio professore di contabilità dello stato, il quale chiosava dicendo che l'incapacità di leggere i numeri del bilancio tedesco aveva impedito ai governi degli altri paesi di comprendere che di lì a poco sarebbero stati attaccati. Mi vengono in mente quanto sento - o, più spesso, leggo - di attacchi alla burocrazia, l'ultimo dei quali condotto al grido "fuori i fannulloni!" Mi vengono in mente perché questa accusa, come quelle di impreparazione, di inefficienza, di gusto di complicare le cose ecc. guardano solo alle conseguenze ultime dei fenomeni e, per altro verso, hanno il torto di vedere non la trave, ma la pagliuzza. Le prediche sono facili, i fatti difficili, è vero. Ma chi scrive può solo fare prediche, anche se confortate dall'esperienza. E allora la prima considerazione che mi viene in mente è che correre a tappare qualche falla è inutile se la nave ha bisogno di una completa revisione (costruire tutto ex novo, per ovvi motivi non si può). Gli interventi sul versante esterno al sistema, quindi di competenza della politica, dovrebbero riguardare la semplificazione delle norme e delle procedure, consentire al sistema fornendogli le risorse occorrenti, di completare la dotazione di strumenti moderni, ancora molto carente, di fornire le risorse per seri programmi di formazione e di aggiornamento del personale. *** E potremmo proseguire nell'elencazione. Ma ogni intervento all' interno del sistema sarebbe, ancora una volta inefficace se esautorasse i sergenti e non ne favorisse la presa di coscienza dei problemi, l' assunzione delle responsabilità. Questa, poi, non può essere disgiunta da un riconoscimento di autorità, certamente solo funzionale agli scopi; però chiaro e assolutamente distinto dal potere politico. In ogni caso a questo spetta la verifica dei risultati finali (mentre quelli intermedi non possono essere che dei responsabili dei servizi). E non c'è niente di più contrastante con tali indirizzi della immissione ai vertici di consulenti, collaboratori e altre figure di scelta politica, delle piante organiche direttamente contrattate con il sindacato, delle promozioni in massa decise per legge o con provvedimenti equivalenti. *** La responsabilizzazione dei dirigenti anche attraverso l'istituzione di organi collegiali con funzioni decisionali a consultive, è un sistema che va seguito senza che il politico si faccia tentare dal dire lui l'ultima parola. Un altro criterio da seguire è quello della continuità di un'azione di riforma - questa, sì, di sola competenza politica - che vada oltre le scadenze elettorali. Anche questo è un settore nel quale dovrebbe valere la condivisione delle scelte e, di conseguenza, l'abolizione dello spoil system. Altra regola (di comportamento) da seguire: evitare i proclami, gli slogan, le accuse che offendono i migliori e non fanno né caldo né freddo agli altri. "Facite 'a faccia feroce" era una parola d'ordine dell'esercito borbonico che anche questa volta non può funzionare. * Economista.

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Le aziende: Burocrazia e tasse ci affossano (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania Le aziende: Burocrazia e tasse ci affossano Con una crisi economica in atto la burocrazia diventa una palla al piede troppo pesante per il settore, che non può pertanto ripartire. Bisogna quindi snellire il sistema e abbattere subito la pressione fiscale per evitare che il comparto collassi. E' l'appello degli artigiani campani, che commentano la mortalità di imprese della categoria nel primo trimestre di quest'anno, dati diffusi da Unioncamere. Enrico Verzura Politiche regionali e nazionali più snelle per evitare che il mondo dell'artigianato locale sparisca. E' la richiesta alle istituzioni dei rappresentanti di categoria, preoccupati della mortalità in crescita delle imprese artigiane campane, annunciata ieri da Unioncamere su dati tratti da Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di commercio italiane. "Non vorrei che molte delle aziende che hanno chiuso i battenti fossero finte morte, in quanto passate sotto l'egida del sommerso", dice provocatoriamente Carmine Maiese. Secondo il presidente di Cna Campania, infatti, la pressione fiscale e la burocrazia sono tali che un barbiere preferisce andare a tagliare i capelli porta a porta piuttosto che continuare a tenere in vita "una bottega con mille pratiche quotidiane e una tassazione opprimente". Non solo tasse comunque: bisogna eliminare quei paletti, come quelli della Finanziaria dell'anno scorso, che hanno introdotto l'obbligo di versare i contributi previdenziali per gli apprendisti. "E' assurdo - spiega il rappresentante degli artigiani - che si tolga lo status di maestro all'artigiano. Non può permettersi di pagare tutto, quando lui stesso non sa se sopravviverà il giorno dopo". Maiese ritiene anche che le politiche regionali sono da riorientare verso questo settore, "che molto può dare in termini di sviluppo al nostro territorio". Il riferimento è ad Artigiancassa e ai fondi per l'artigianato, che sono "fermi" e ai bandi regionali di aiuti, che "non sono sufficienti". Anche secondo Achille Capone, responsabile dei rapporti istituzionali della Claai, gli incentivi regionali sono da modificare. "L'ultimo bando si è chiuso a ottobre 2007 e non c'è ancora la graduatoria definitiva", afferma. "L'amministrazione non può prendersi tempi così lunghi, perchè le aziende nel frattempo muoiono", aggiunge. Su 3.024 richiedenti, solo 250-270 riusciranno ad aggiundicarsi i 10,5 milioni di euro di finanziamenti previsti. Capone ammette che "avevamo avuto tutte le avvisaglie del momento difficile, ma la crisi in atto e il restringimento dei consumi stanno mettendo a dura prova gli artigiani. Serve quindi una politica che incentivi le piccole aziende in attesa di una ripresa dell'economia e dei consumi individuali". Fabrizio Luongo, direttore di Casartigiani Campania, osserva che è "l'artigianato di qualità, in particolare quello manufatturiero, a risentire di più della crisi economica attuale, su cui pesano i costi crescenti delle materie prime. "Bisogna assolutamente calmierare i prezzi delle materie prime, perchè il prezzo del gasolio e il conseguente aumento del costo del trasporto di tutti i generi di prima necessità sta facendo soffrire in primo luogo gli artigiani", spiega. "Se un autotrasportatore paga un piano di carburante 200 euro in più rispetto all'anno scorso, questo costo finisce per abbattersi in primo luogo sugli artigiani", prosegue. Luongo annuncia la convocazione di un tavolo di lavoro a livello nazionale tra il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e tutte le associazioni degli artigiani per cercare di dare risposte alla questione del caro-trasporti e all'eccessivo carico fiscale, che penalizza soprattutto le piccolissime imprese. Luongo è comunque ottimista sul saldo mortalità/natalità delle imprese: "Dopo l'estate i numeri dell'artigianato miglioreranno, perchè da dieci anni chiudiamo i dodici mesi con una lieve crescita", conclude. Antonio Campese, presidente di Confartigianato Campania, è invece pessimista: "Avremo un settembre nero, il peggio deve ancora venire. La programmazione dei fondi europei stenta a partire, il Paser è complesso e l'ultima legge sulla non trasferibilità degli assegni bancari ha finito per complicare le cose". Campese, infine, rivela la delocalizzazione di parte dell'artigianato in Tunisia: "Molte aziende napoletane scappano in Tunisia, dove la sicurezza è migliore, un dipendente costa 180 euro e i capannoni e l'energia sono gratuiti". del 27-05-2008 num.

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Sicurezza sul lavoro in quattro mosse (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA SUL LAVORO IN QUATTRO MOSSE A un mese dalla tragica esplosione alla "Masterplast" di via Stucchi a Cornate costata la vita a due dipendenti, il sindaco Ripamonti ha incontrato venerdì pomeriggio in Municipio aziende, Asl, Ispettorato del lavoro e sindacati Molto partecipato il tavolo di confronto sulla sicurezza sul lavoro di venerdì pomeriggio in Municipio Cornate d'Adda - Non è sceso con le tavole della legge. Ma i quattro punti di accordo con cui il sindaco, Giuseppe Ripamonti, è uscito dal tavolo convocato in Municipio venerdì pomeriggio sulla sicurezza del lavoro hanno un sapore di storico e importante. A poco più di un mese dalla tragica morte di Raimondo Casati, quarantasettenne vimercatese, e Moussa Compaore, ventottenne burkinese residente a Casatenovo, dilaniati da un'esplosione avvenuta il 16 aprile alla "Masterplast" di via Stucchi, il primo cittadino ha dato seguito ai propositi che aveva manifestato in quell'occasione per migliorare la sicurezza sui posti di lavoro di Cornate. Al tavolo di venerdì erano stati invitati, oltre a consiglieri e assessori, tutti i rappresentanti delle 92 aziende presenti nel territorio cittadino: hanno risposto in 24, un risultato da non disprezzare. Inoltre erano presenti i rappresentanti dei sindacati, Tiziana Scalco, per la Cgil, e Maurizio Beretta, per la Cisl. C'erano anche Silvia Zambon del Servizio Ispezioni del lavoro (ex Ispettorato del lavoro), Giovanni Borgazzi, presidente di Zona Est di Assolombarda, e Roberto Cecchetti dell'Asl 3. Insomma, nell'arca allestita da Ripamonti non mancava proprio nessuno, nella speranza di vedere in futuro i rappresentanti delle aziende che non hanno partecipato. Quattro i cardini dell'operazione "lavoro sicuro" attorno a cui tutte le parti hanno deciso di lavorare: verificare le reali condizioni di rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro nelle aziende del paese, stipulare un protocollo d'intesa tra le parti sulle strategie da adottare per cercare di risolvere i problemi esistenti, sensibilizzare la popolazione sull'importanza della sicurezza, a partire dalle scuole e favorire una divulgazione delle informazioni con Asl e Comune. Molti gli interventi. "È importante che la fotografia dell'esistente sia fatta a tutte le aziende - ha detto il consigliere Fedele Molteni - Altrimenti è come fare la ramanzina che non si deve bigiare la scuola agli alunni in classe. Se uno è qui, vuol dire che ci tiene alla sicurezza". "Sicurezza non vuol dire solo infortuni - ha aggiunto il consigliere Luigi Monzani - Se faccio lavorare i dipendenti in un capannone al freddo non ho infortuni al momento, ma loro ne avranno conseguenze in futuro con danni che non sono nemmeno qualificati come malattie professionali". "Non bisogna dire che la maggior parte degli infortuni sono frutto dell'assuefazione - ha affermato un ex operaio - Perché vuol dire far ricadere ancora una volta la colpa sul lavoratore". Le aziende hanno messo sul tavolo i problemi concreti che devono affrontare tutti i giorni in materia di sicurezza: formazione, informazione, burocrazia, incentivi per gli investimenti. Insomma, la barca sembra pronta a salpare. Articolo pubblicato il 27/05/08 Gabriele Ticozzi.

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Intervista a Vichi De Marchi / Per la fame nel mondo il problema è l'accesso al cibo (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 27 Mag 2008 Edizione 105 del 27-05-2008 Intervista a Vichi De Marchi / Per la fame nel mondo il problema è l'accesso al cibo di Barbara Alessandrini "L'emergenza ambientale, come dimostra la siccità in Australia che ha ridotto l'output alimentare, il prezzo del petrolio che insieme ai suoi derivati incide sul ciclo dell'agricoltura provocando il maggior costo dei fertilizzanti e di tutto l'indotto; la diversa dieta dei paesi emergenti come India e Cina alle cui scelte di carne e latticini è legato l'incremento del consumo alimentare dei prodotti agricoli da parte del bestiame". Vichi De Marchi, portavoce per l'Italia dell'agenzia Onu Pam, Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, snocciola velocemente le concause dell'attuale crisi mondiale dei prezzi degli alimenti rivolgendo una particolare attenzione alla "competizione tra cibo destinato ad uso alimentare e coltivazioni per i bio carburanti". Al quadro cui va aggiunta "la volatilità dei mercati, alcune speculazioni dei prodotti agricoli e anche la debolezza del dollaro". Un fattore quest'ultimo che incide anche sulle potenzialità umanitarie dello stesso Pam. La vostra contabilità è in dollari? Sì e questo ha indebolito il potere d'acquisto dei prodotti alimentari per gli aiuti umanitari. L'allarme è legato ad una mancanza di produzione o di accesso al cibo che la Fao sostiene essere sufficiente per 12 miliardi di persone, quasi il doppio degli abitanti della terra? Il problema è che non viviamo più in un'epoca di surplus alimentare. Oggi il cibo non manca ma non esistono delle eccedenze e, soprattutto, è la sua destinazione ad essere diversificata, pensiamo ai bio carburanti o ai nuovi consumi delle popolazioni emergenti. Il relatore speciale dell'Onu Jean Ziegler a ottobre aveva sollecitato una moratoria di cinque anni sulla loro produzione da coltivazioni utilizzabili per scopi alimentari. Noi non abbiamo posizioni sui bio carburanti, ma è un dato di fatto che l'utilizzo della produzione agricola a tale scopo ha contribuito a determinare l'attuale situazione di emergenza. Per questo appoggiamo in pieno la linea emersa dall'ultimo vertice Onu di Berna sulla crisi alimentare è che servono ulteriori ricerche sull'impatto delle colture per la produzione di bio carburanti e rivedere le politiche che incoraggiano la produzione alimentare ad essi destinata attraverso le sovvenzioni. Quanto incidono sull'emergenza alimentare le sovvenzioni agricole dei paesi ricchi? Sono un elemento di notevole distorsione del mercato perché se dai dei soldi agli agricoltori affinché producano certi alimenti, il loro costo di produzione è molto inferiore di quello sostenuto ad esempio dal produttore africano. Così si crea un'economia protetta. Noi, pur capendone le ragioni, siamo contro i blocchi delle esportazioni che creano turbative e danno globale sui mercati. Il Pam ha chiesto ai paesi donatori di rispondere all'appello straordinario di 755 milioni di dollari... In un anno abbiamo visto aumentare i costi delle nostre operazioni del 55% . Il che significa che per affrontare le due voci di spesa cibo e carburante rispetto alle previsioni di bilancio del 2008 avevamo bisogno di ulteriori soldi a integrazioni del bilancio già approvato. Dopo l'appello urgente, rilanciato dal segratario generale dell'Onu Ban Ki-moon, venerdì scorso siamo riusciti a recuperare la cifra grazie anche alla donazione record dell'Arabia saudita di 500 milioni di dollari. Freschi di donazione, e in previsione del vertice che sull'emergenza alimentare si terrà a Roma dal 3 al 5 giugno, che cosa chiedete al governo italiano? Siamo alle prese con il resto del bilancio normale. Tra maggior costo delle operazioni, previsioni sugli interventi futuri che toccheranno 78 paesi a favore di 73 milioni di persone, più i costi imprevisti di altre operazioni in Afghanistan che ci ha chiesto di assistere altri due milioni e mezzo di persone che a causa dell'aumento dei prezzi non riescono a sfamarsi o in Birmania. A Berlusconi chiediamo di contribuire a sostenerci. L'Italia è già un partner importante e ci dà un grande contributo come paese che ci ospita ad esempio pagando sia i costi di funzionamento della base di pronto intervento umanitario a Brindisi sia e la nostra sede. L'auspicio è che supporti sempre più il nostro sforzo. Perché anche la Banca Mondiale parla di oltre 100 milioni di nuovi poveri che potrebbero scivolare nella povertà a causa dell'aumento dei prezzi. L'impatto della crisi si sta facendo sentire sempre più visibilmente anche sulla povertà urbana dove i cittadini non possono più permettersi il cibo presente sugli scaffali perché i prezzi non sono più alla loro portata. Con il conseguente rischio di proteste e disordini che potrebbero sfuggire di mano. Quali sono le vostre proposte? Nell'immediato sia garantita non solo l'assistenza alimentare ma anche la creazione di reti di sicurezza sociale che supportino le famiglie costrette progressivamente a modificare in peggio i consumi alimentari, a togliere i figli da scuola, a rinunciare alle spese sanitarie. Tutti elementi che alimentano spirali di miseria. Noi ad esempio assistiamo 20 milioni di bambini attraverso l'alimentazione scolastica, implementiamo programmi di cibo in cambio di lavoro socialmente utile svolgiamo insomma una forma di security-net che impedisca l'immediata trasformazione della crisi in miseria e fame. Nel più lungo periodo è comunque necessario adottare politiche si sostegno ai paesi in via di sviluppo, con la fornitura di semi e fertilizzanti il cui costo è loro inaccessibile, realizzando infrastrutture e reinvestendo nell'agricoltura del terzo mondo. La chiave è lo sviluppo dell'agricoltura. E comunque questa è una crisi globale che necessita di un approccio globale e non di singole misure prese dai singoli paesi, che coinvolga non solo l'Onu ma anche la banca Mondiale. Che posizione avete nei confronti delle potenzialità degli Ogm per fronteggiare l'emergenza alimentare? Le valutazioni di tipo scientifico e sanitario spettano alla Fao e l'Oms. Certo, l'aumento incontrollato dei prezzi alimentari riporta la questione degli ogm all'attenzione di tutti. E siccome spesso accettiamo donazioni in natura, se ci viene dato cibo Ogm, lo accettiamo purché risponda a parametri di sicurezza internazionale. Ma lo diamo soltanto a paesi che lo accettano. Avete già una campionatura dei paesi disponibili e di quelli che rifiutano cibo Ogm? No, le posizioni non sono nette. Ad esempio ci sono paesi che accettano alimenti Ogm solo se già macinato, se sono farine che non potranno mai intaccare i terreni. Spesso accusano le agenzie dell'Onu di una esorbitante burocratizzazione che alla fine blocca 'in casa' molte delle risorse destinate agli aiuti umanitari. Il Pam è l'agenzia che trattiene la percentuale più bassa, solo il 7% dei contributi volontari che ci finanziano. E l'efficienza è quasi obbligatoria quando devi intervenire in un lasso di tempo ridottissimo, dalle 24 alle 76 ore, e questo obbliga l'agenzia ad un estremo dinamismo. Siamo specializzati nella logistica le telecomunicazioni, spesso dobbiamo individuare soluzioni di interventi assolutamente innovative e la burocrazia ci è solo di impedimento.

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BIC LAZIO: SCENARI EVOLUTIVI REGIONALI, STRUMENTI E POLITICHE A SOSTEGNO DELLA CREAZIONE DI IMPRESA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 27 maggio 2008 ? Un protocollo tra Regione, Province e Comune di Roma per coordinare le azioni per la creazione di impresa nella Regione Lazio. È la proposta dell'Assessore alle Politiche Finanziarie e di Bilancio della Provincia di Roma Antonio Rosati, Provincia di Roma. "Ci lamentiamo della primavera ma ci attende un autunno freddo, molto freddo". L'assessore usa la terminologia dei meteorologi per fare le sue previsioni sulla crisi economico-finanziaria che attende il Paese. "Il picco - dice all'incontro organizzato a Roma da Bic Lazio - sarà intorno a novembre. Le previsioni parlano di una crescita dello 0,2-0,1 %, che poi significa crescita 0. Dobbiamo fare qualcosa e visto che i tempi stanno cambiando è il momento che regione, provincia e comune di Roma comincino a dialogare insieme per progettare una nuova stagione". "Quello che manca - prosegue Rosati - è la figura di un divulgatore/ animatore che riesca a far comunicare tutte le diverse realtà propositive e produttive presenti sul territorio laziale. Nei cassetti delle nostre undici università giacciono centinaia e centinaia di brevetti che sono in attesa di qualcuno o qualcosa che li tiri fuori trasformandoli in cose concrete, di contro nella nostra realtà ci sono disponibilità che non finiscono mai nelle mani concrete di chi saprebbe farle fruttare. Ecco c'è bisogno di qualcuno che faccia incontrare queste realtà per metterle in sinergia. Bic Lazio ha sino ad oggi dimostrato di saperlo fare. Perché intanto non ritrovarci dunque tutti insieme, noi forze politiche del Lazio, e firmare un protocollo d'intesa in questo senso? Poi si capirà se Bic Lazio è in grado di ricoprire questo ruolo di sostegno alla creazione di impresa e di interfaccia tra le diverse realtà. " Più prudente il Presidente Marrazzo, il quale ha ribadito l'opportunità di un dialogo a livello politico con tutte le forze in campo "secondo il nuovo stile". Ha mostrato qualche perplessità "se non si provvederà prima a fornire la Regione di tutte le infrastrutture necessarie ad accompagnare la nascita di imprese". Quanto al progetto proposto da Rosati, Marrazzo ha sostenuto: "Io ho sempre detto che non è possibile che in una regione come il Lazio vi sia una galassia tanto vasta di società regionali, provinciali e comunali che si occupano delle stesse cose. Già le abbiamo ridotte di numero ma dobbiamo fare certamente un passo ancora in avanti. Non vedo perché società e agenzie regionali che si occupano per esempio di sviluppo non possano operare con quelle simili della provincia". "Proprio in questi giorni stiamo ridisegnando il quadro di queste società e vedremo quelle più adatte per favorire lo sviluppo in tutto il territorio. Bic Lazio ha ben operato sino ad oggi. Ma, come ripeto, si tratta di rivedere tutto alla luce di una nuova strategia. È il lavoro che stiamo facendo ora. Poi si vedrà". Fra gli intervenuti, Andrea Mondello Presidente Cciaa di Roma e Unioncamere, riferendosi alla polemica relativa all'eliminazione delle Province e degli enti annessi, ha ricordato la differenza sostanziale tra enti che costano e non producono ed enti che, come la Camera di Commercio, producono e non costano. "Basti pensare ? ha concluso ? che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di Euro, mentre le Cemer dei Commercio lavorano con lo 0,75 miliardi di Euro". A proposito dell'intervento di Marrazzo, Mondello ha notato come politica ed economia non vadano sempre d'accordo "Mi trovo d'accordo ? ha detto ? con il Presidente Marrazzo quando parla delle infrastrutture come priorità politiche. Mi trovo meno d'accordo quando la politica va ad occuparsi di turismo. Sarebbe meglio che, per esempio, ci si occupasse di più delle municipalizzate che rinascono e fioriscono solo in tempo elettorale". Infine, Mondello ha sottolineato il ruolo delle piccole imprese, le quali "operando in rete, tra di loro, sono riuscite a conquistare il mercato internazionale, senza dunque il traino delle grandi imprese. E questo non sembra un fatto nuovo nella realtà italiana: grandi banche e piccole imprese capaci di operare all'estero". Concludendo i lavori, il Presidente D'agostino ha voluto così sintetizzare le prospettive del lavoro di Bic Lazio. Innanzitutto, aumentando le proprie capacità di leggere le potenzialità del territorio. "Per realizzarlo ? ha detto il Presidente ? ci confronteremo sempre di più con le Province per cercare di capire di cosa c'è bisogno sul territorio. Cercheremo dunque insieme le formule per capire cosa fare e come agire. Si tratta in sostanza di creare un osservatorio permanente per capire l'efficienza e l'efficacia di Bic Lazio nel cogliere tutte le opportunità di creazione d'impresa nel Lazio". " Bic Lazio ha mostrato di essere capace di dare risposte a chi arriva con idee di impresa e vuole realizzarle. È però necessario fare un salto, dovremo trovare un sistema di lavoro nuovo, che consenta di concentrare gli sforzi dove maggiori possono essere i risultati. Ma questo dobbiamo farlo insieme alle Istituzioni. Agire sul territorio regionale ? ha concluso D'agostino ? non è certo un'esclusiva di Bic Lazio". Ci sono altre realtà regionali che lavorano, con le quali dovremo certamente trovare sinergie e crescere insieme, ognuno nel rispetto delle proprie competenze. Lo stesso sistema lo dovremo adottare nell'approccio con le organizzazioni imprenditoriali, e cercare di capire con loro come spostarci dalla gestione di quello che c'è alla programmazione di quello che c'è da fare". Hanno partecipato all'incontro anche Alessandro Mazzoli, Presidente Provincia di Viterbo; Patrizio Cittadini, Assessore al Bilancio Provincia di Frosinone; Antonio Rosati, Assessore alle Politiche Finanziarie e di Bilancio Provincia di Roma. Tra i presenti, anche Giancarlo Cremonesi, Presidente dell'Acer e Cesare Panbianchi, Presidente Confcommercio. Punto di partenza della discussione è stato il rapporto di ricerca presentato da Bic Lazio sulla creazione d'impresa. Dall'analisi emerge infatti come il processo di cambiamento che parte da Roma per investire tutto il Lazio, faccia registrare una crescita qualitativa e anche quantitativa del tessuto imprenditoriale: tra il 1998 e il 2007, le imprese nel Lazio sono cresciute del +19% (più di 100mila nuove imprese), con punte superiori al +20% per Frosinone e Latina e del +23,8% a Roma, che hanno contribuito a una crescita di occupazione pari al +21% (circa 384mila nuovi posti di lavoro). . <<BACK.

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Sulla tutela dell'ambiente le imprese chiedono al governo meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DOPO IL VERTICE NAZIONALE DI CONFARTIGIANATO IN CITTÀ Sulla tutela dell'ambiente le imprese chiedono al governo meno burocrazia L'Unione artigiani e piccola industria ha ospitato il 15 e 16 maggio un vertice nazionale di Confartigianato dedicato alle principali novità introdotte in materia ambientale dal decreto legislativo 4 de 16 gennaio 2008 e che ha predisposto il pacchetto di modifiche da suggerire al nuovo Ministro per l'Ambiente."Ci piace sottolineare che la presenza a Belluno di questo gruppo di lavoro - dice Walter Capraro, direttore dell'Unione artigiani e piccola industria - non è casuale, ma legata al forte impegno e alla grande professionalità del nostro Ufficio Ambiente, capace di promuovere azioni sindacali di rilevanza nazionale, come quella recente che ha ridotto ad "una tantum" la tassa periodica per le iscrizioni all'Albo gestori Ambientali".I temi affrontati sono stati davvero molti e tra questi: la gestione delle terre e rocce da scavo, la revisione delle domande di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, le nuove procedure di autorizzazione delle aziende al trasporto dei propri rifiuti, la gestione dei così detti "eco centri" comunali, ma anche le prospettive di semplificazione nella gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) da parte dei distributori, degli installatori e dei gestori dei servizio di assistenza."Quello di rendere tutto più semplice e gestibile - sottolinea Maurizio Reolon, responsabile dell'Ufficio ambiente dell'Uapi - è una legittima pretesa delle aziende, sostenuta, tra l'altro, dalla stessa Comunità europea che ha sempre raccomandato agli Stati nazionali di non creare difficoltà e inutili spese a carico delle piccole e medie imprese nel momento in cui si emanano leggi di tutela dell'ambiente. Una raccomandazione che l'Italia non ha mai seguito, tanto che da noi c'è un vero e proprio "inquinamento burocratico" che andrebbe eliminato e sostituito con un regime di tutela ambientale che premiasse le aziende virtuose e colpisse duramente chi provoca davvero danni ambientali"."Ecco perché - chiarisce Reolon - in alcuni casi, come quello relativo alle procedure di gestione delle terre e rocce da scavo o dei RAEE, si è ritenuto di chiedere la revisione completa della norma, mentre in altri casi, come ad esempio nella nuova disciplina dei rifiuti assimilabili agli urbani, è la stessa contraddittorietà delle norme a giustificarne la modifica in sede legislativa".Da qui la richiesta al nuovo Governo di intervenire con urgenza e rapidità sull'intera materia, "magari ispirandosi a quanto di meglio hanno fatto altri paesi europei. Ai parlamentari bellunesi sarà inviata la proposta di modifica.

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Multata a Roma, ma lei non c'è mai stata (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La titolare dell'edicola di via Matteotti, Dea Zanin, ha chiesto aiuto a un avvocato che ha formalizzato il primo ricorso. Poi la decisione di rivolgersi al giudice di pace Multata a Roma, ma lei non c'è mai stata ConeglianoUna storia che ha dell'incredibile, multata dal Comune di Roma per divieto di sosta quando lei a Roma non c'è mai stata in tutta la sua vita. Il fatto è avvenuto a Dea Zanin, titolare dell'edicola di via Matteotti. La multa risale all'estate del 2007, ed è arrivata, alla cittadina coneglianese, pochi giorni prima del termine ultimo per la consegna. Circa 50 euro la somma da pagare, somma che la donna non ha voluto versare per principio.Dea Zanin si è rivolta subito all'avvocato che ha formalizzato il primo ricorso entro i termini prefissati, ma non ha ricevuto alcuna risposta. Successivamente la decisione di rivolgersi al Giudice di Pace di Roma. "Sembrerebbe che il Giudice di Pace romano - afferma la donna - abbia concordato l'ipotesi di una targa clonata, ma stiamo ancora aspettando la risposta via fax dell'annullamento della multa". Ma non è tutto. Dea Zanin da molti anni ha un handicap alle gambe che ne limita l'attività motoria e, in quanto tale, possiede il tesserino per agevolare la circolazione e la sosta ai disabili."Il mio tagliando - continua Zanin - mi consentirebbe di parcheggiare in qualsiasi città italiana. La multa quindi è assurda perchè se io avessi voluto avrei potuto apporre il tagliandino e parcheggiare senza problemi in qualunque posto". Dopo la multa una seconda beffa. Il ricorso è stato pagato all'avvocato che ha preparato le carte da presentare agli organi competenti e se ne richiedesse il rimborso Dea Zanin dovrebbe pagare un'ulteriore somma che sarebbe risarcita al 50 per cento."Io non ho voluto pagare la multa per principio - conclude Dea Zanin - anche se mi è costato di più il ricorso e, con tutta la burocrazia, il rimborso che mi verserebbero sarebbe una piccola somma. Resta il fatto che se tutti continuano a pagare queste multe, visto che sarebbe più conveniente versare la somma richiesta, questa situazione potrebbe solo continuare ed altri si troverebbe ad avere il mio stesso problema. Spero che questo mio gesto serve a qualcuno affinchè prenda dei provvedimenti".Matteo Spinazzè.

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Lavori pubblici Balletto di incompiute (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Storie infinite di casa nostra Lavori pubblici Balletto di incompiute di Carlo Favot Se il buongiorno si vede dal mattino le giornate di San Vito al Tagliamento prendono l'avvio sotto i peggiori auspici. Ormai da decenni infatti "viale del Mattino" ha indossato le vesti di un viale al tramonto. Sarebbe bello poter ironizzare su ciò se gli incidenti che si ripetono con drammatica frequenza non ci riportassero ad una tragica realtà. Il fondo stradale è sempre dissestato, con gobbe e spaccature che rendono impossibile il transito a cicli e pedoni. Quando piove poi diventa una piscina. Forse viene lasciato così perché conduce al Santuario di Madonna di Rosa, meta di pellegrinaggi di fede, e nessun peregrinazione è veramente tale se non è costellata da privazioni, stenti e perigli. Di interventi neppure l'ombra. L'ultima scusa in ordine di tempo è legata alla realizzazione della circonvallazione; altra storia infinita a causa di leggi, autorizzazioni, burocrazia e comitati che coinvolgono perfino altri comuni.Casarsa della Delizia per esempio, cittadina che ha delle gatte da pelare già di suo come l'infida presenza di Pm10 nell'aria a causa del traffico che grava nel tratto comunale della Pontebbana. Un rischio comprovato per la salute di chi vi abita, ma che non ha mai visto interventi efficaci nonostante le idee si siano sprecate compresi sottopassi, toelettatura degli asfalti, batteri che banchettano con i residui delle combustioni. Negli anni l'unico intervento adottato è stata l'aggiunta di un ulteriore semaforo che, quando è in funzione, porta la circolazione alla paralisi.Però, come recita il detto: "Se Atene piange, Sparta non ride" e situazioni critiche che si trascinano da anni si riscontrano anche in altre realtà.A Maniago con l'escavazione della cava del monte San Michele. Si sta riuscendo a far sparire un intero monte dove pure il mago Silvan con la sua Simsalabim aveva fallito. L'evento è di portata storica perché a memoria d'uomo si ricorda un unico precedente del genere (dice nulla il monte Toc?).(segue a pagina V).

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Più biciclette contro i problemi del (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Più biciclettecontro i problemidel trafficoL'istituzione della zona a traffico limitato nel tratto finale di corso Garibaldi segue la realizzazione del nuovo terminal delle autocorriere in stazione e precede l'entrata in funzione della nuova linea "rossa" di autobus urbano. Associando a divieti e restrizioni nuove opportunità, è più facile stimolare comportamenti virtuosi e orientare la domanda di mobilità verso mezzi alternativi all'auto privata. Se vogliamo decongestionare la città e limitare l'inquinamento dobbiamo però incentivare non solo il trasporto pubblico, ma anche l'uso della bicicletta. La prevista realizzazione delle piste ciclabili in viale Martelli e viale Cossetti, decisa ancora un anno e mezzo fa, non può dunque più aspettare. Si tratta inoltre tracciarne una in via Trento dove le fermate delle autocorriere sono state finalmente liberate e di sistemare lo snodo cruciale di largo San Giovanni.Quando viene modificata la viabilità inoltre bisognerebbe stare attenti a non penalizzare i ciclisti che vogliono rispettare la legalità.Da oltre un anno e mezzo chi dal Municipio vuol arrivare in via Cappuccini non può transitare contromano in via Gorizia ed è costretto ad allungare. In via Trenta Aprile infine raddoppiare le corsie per non accodare e rallentare le auto ha significato cancellare la pista ciclabile che a breve, ma dopo qualche settimana, verrà ripristinata sul lato opposto della carreggiata. Questo modo di operare offre l'impressione che i ciclisti non vengano considerati e rispettati quanto gli automobilisti e rischia di appannare quanto di buono fa l'amministrazione comunale.Nicola Conficoniconsigliere comunale Pd PordenoneUsare l'Irapper premiarei corsi professionaliIl nuovo testo unico per la sicurezza del lavoro (Decreto legislativo 9 aprile 2008, 81) rischia di essere un dispositivo che aumenterà le sanzioni per le imprese e committenti senza combattere concretamente la piaga degli infortuni. Con il nuovo decreto vengono inaspriti controlli e le sanzioni specifiche per l'edilizia. Per la prima volta, ad esempio, dal 15 maggio è richiesta una verifica di idoneità tecnica delle imprese appaltatrici che si traduce nella produzione di nuova burocrazia.Particolare severità, poi, per il costruttore che non elabora correttamente i documenti da conservare in cantiere (il documento di valutazione dei rischi) punibile con l'arresto. Negli ultimi dieci anni i governi hanno colpito le imprese, che vengono colpevolizzate e gravate sempre di un maggior carico fiscale. I controlli sui luoghi di lavoro,effettuati da parte dei funzionari delle unità sanitarie locali, sembrano rispondere solo ad un'esigenza di far cassa con multe salatissime nei cantieri in particolare del Nordest, relegando invece risorse nulle al servizio di prevenzione degli incidenti che dovrebbe attuarsi con corsi di formazione ed informazione.Ritengo ingiustificato e controproducente vessare fiscalmente e burocraticamente le imprese e invece pensare a soluzioni che si basino su un nuovo patto per la sicurezza, dove oltre a intensificare i controlli ed eliminare il meccanismo appalti-subappalti si sgravino le imprese dei costi per aggiornare i propri dipendenti e le attrezzature, come i ponteggi e le macchine operatrici, utilizzate sul luogo di lavoro. L'impresa deve poter investire sulla formazione dei propri operai, con corsi professionali per insegnare il mestiere. Al romeno o extracomunitario in cerca di lavoro vanno offerti corsi professionali e tale costo non deve ricadere solo sulle spalle delle imprese. Per questo la soluzione potrebbe essere l'introduzione di incentivi economici sui costi per la formazione per le imprese che assumono nuovi dipendenti.Un primo provvedimento da suggerire al neogovernatore Renzo Tondo è azzerare l'Irap per le imprese che affrontano costi per la formazione del personale e per il rinnovo di macchine, ponteggi e dispositivi di sicurezza individuale.Stefano SantarossaIngegnere, direzione radicali friulaniPerchéun minorennearriva a uccidereSe venisse accertato definitivamente che l'autore dell'omicidio di Annalaura Pedron di cui si è dato ampio riscontro su Il Gazzettino del 13 maggio risulta essere stato un ragazzo neanche quindicenne all'epoca dei fatti (venti anni fa) sarebbe spontaneo chiedersi il perché ciò sia avvenuto. Questo è solo un esempio dei tanti delitti che vengono commessi da minorenni in ogni parte del mondo. Accertato che l'autore era sano di mente e non drogato è lecito domandarsi perché abbia ucciso la ragazza strangolandola e successivamente soffocandola con un cuscino. La domanda semplice è: tutti i ragazzi quasi quindicenni sul pianeta, sani di mente e non drogati, invaghitisi di una ragazza e che siano stati respinti per le loro avances, arrivano all'omicidio? O solamente alcuni in minima percentuale per nostra fortuna vi arrivano?Con ciò non si vuole colpevolizzare nessuno. Penso che la gran parte della gente sia convinta, a una indagine attenta e introspettiva, che siamo tutti diversi, con cuori e coscienze, etiche comportamentali diverse ed irripetibili, tanto infinite e sfumate sono le tendenze, le indoli, le predisposizioni, le inclinazioni che ci portiamo con noi, nel Dna all'atto della nascita, quella che viene chiamata dagli specialisti in materia di neuroscienze l'"eredità genetica". Certo anche l'ambiente influisce sul temperamento (non carattere), l'educazione, la cultura, se si viaggia per il mondo o meno, se si vive in un paese democratico o meno e via di questo passo. Sicuramente l'ambiente influisce in modo più o meno marcato con l'età, partendo dal temperamento iniziale, nel senso che, nel caso in questione, l'ambiente non può che aver influito che parzialmente rispetto a un vissuto di trenta o più anni di età. Siamo liberi (libero arbitrio) o condizionati? Dobbiamo forse rifarci a un passo del romanzo biblico in cui l'Uomo-Dio, rivolto a Dio stesso pronuncia la frase "Dio perdona loro (l'umanità) perché non sanno quello che fanno"? Chissà.Antonio SalvadorSacile.

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Un marocchino apre il circolo multietnico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Darà lezioni di cucina e musica Un marocchino apre il circolo multietnico Genty è il primo invitato a cena Si chiama Hilal, che in arabo significa "falce di luna", il primo circolo culturale multietnico aperto nella città di Treviso. Proporrà lezioni di cucina e di musica, danza del ventre e corsi brevi di lingua araba, cinese, russa, slava. Artefice della nuova struttura, in viale Monfenera 14/ b, il mediatore culturale di origine marocchina Abdallah Khezraji, vicepresidente della Consulta veneta per l'immigrazione, convinto sostenitore della "mescolanza positiva". Il circolo infatti, pur gestito da un immigrato proveniente dal Marocco, sarà aperto a tutti, senza distinzioni di razza, lingua, religione, cultura. Insieme al Club Marocain di Abdallah, collabora alla gestione la cooperativa Hilal, l'associazione multietnica di Ponte di Piave, esperti dell'intercultura provenienti da Cina, Marocco, Mali, area balcanica, Senegal, Giordania, trevigiani e veneti."Le nostre porte saranno sempre aperte per chi desidera partecipare" spiega Khezraji che aveva invitato il prosindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ad una serata di cucina araba. "Lui ha risposto che aveva un impegno ma noi non demordiamo" precisa il mediatore che ieri ha fornito un assaggio del lavoro svolto nelle scuole. All'inaugurazione ufficiale del circolo era presente un gruppo di studenti iscritti alla terza classe del liceo scientifico "Antonio Scarpa" di Motta, accompagnati dall'insegnante Gaetano De Biase. La partecipazione, collegata ad un confronto sui temi dell'immigrazione, conclude un percorso svolto durante l'anno e che ha visto i ragazzi aderire al minimaster socio-culturale proposto dalla cooperativa Hilal, fondata dallo stesso Khezraji e dalla trevigiana Lisa Gasparin. "I nostri ragazzi hanno letto il libro di Abdallah e ne sono rimasti colpiti". Il testo citato si intitola "Uomini blu o vu' cumprà?" e descrive l'esperienza migratoria di Khezraji, con una parte di analisi storica e sociologica redatta dalla Gasparin.Il circolo avrebbe in realtà dovuto aprire già due anni fa ma - confessano i promotori - "la burocrazia ci ha quasi ucciso". Ma non sconfitto, dal momento che ieri la struttura ha aperto i battenti, grazie al sostegno di Banca Etica. Oltre ai diversi corsi culturali ci sarà la possibilità di prenotare pranzi e cene con animazione musicale. Hilal organizza inoltre viaggi alternativi nei paesi d'origine degli immigrati, partendo dal Marocco.Chi desidera ulteriori informazioni può contattare il numero 347-7931781 oppure scrivere all'indirizzo di posta elettronica hilalÌlibero.it.Laura Simeoni.

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LA PAROLA AI LETTORI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

TREVISOExtracomunitari e drogati, i padronidei giardini di San'AndreaContinuo a segnalare la penosa situazione in cui si trova questa zona centrale e bellissima della città.Ieri sera (25 maggio), come tutte le sere, verso le ore 22 sono sceso con il mio cane e mi sono imbattutto con il solito gruppo di marocchini che stazionano tutto il pomeriggio e fino a sera inoltrata sulle scalinate adiacenti la fontana di Piazza S. Andrea. Sono rimasto allibito nel vedere la quantità di rifiuti gettati a terra da questi infimi personaggi; c'erano bottiglie di birra, resti di cibo, sacchetti del supermercato di Piazza Borsa, scatole di vino, cicche a volontà e gli immancabili segni di bisogni corporali. Alla mia educata richiesta di raccogliere almeno i rifiuti vicini a loro, sono stato apostrofato con parolacce varie, offese alle nostre donne e minacciato di andarmene altrimenti mi avrebbero fatto fare una brutta fine! Io naturalmente, anche se l'istinto sarebbe stato di rispondere in merito, mi sono allontanato "con la coda in mezzo alle gambe" e sconsolato per aver subito offese pesanti da questi miseri personaggi che che non hanno nulla da perdere con i loro comportamenti. Durante l'ora successiva ho fatto alcune riflessioni e cioè: perchè lasciamo che questi loschi personaggi frequentino le zone più belle della nostra città, ci offendano miseramente, lordino il nostro territorio come se fossero a casa loro, senza reagire? Via Anelli a Padova non insegna niente? Se Gentilini, che io ho votato, venisse a controllare la situazione, si renderebbe benissimo conto che non servono a niente le barriere alte due metri (vedi l'esperienza di Padova) perchè i malavitosi di notte non frequentano i giardinetti, se non raramente. Il grave problema è di giorno. Sono le ore pomeridiade che vedono rifugiarsi questi pessimi personaggi all'ombra e al fresco della zona della fontana ed è in queste ore che ci vorrebbe più controllo! Non serve a niente togliere le panchine a noi residenti o mettere cancellate (a spese nostre) se non si fa un costante controllo della zona. Questi extracomunitari sono diventati con drogati ed ubriaconi i veri padroni dei giardini di S. Andrea e a noi non resta che rifugiarsi in casa con la paura di essere aggrediti da loro e dai loro cani che girano liberi e senza museruola. Certo che se altri concittadini anzichè lamentarsi solo, scrivessero alle autorità, forse qualcosa si muoverebbe basta vedere al sud con la questione discariche; a torto o a ragione non so, ma loro si movimentano e qualcosa ottengono anche senza l'uso della forza, perchè non lo facciamo anche noi? Pareva che l'ex presidente di circoscrizione dovesse far qualcosa, ma non si è mosso niente ed intanto noi cittadini residenti continuiamo a subire senza poterci neanche lamentare però, se non paghiamo i tributi ci sequestrano i nostri beni, se per esigenze di carico e scarico lasciamo l'auto 20 minuti davanti a casa ci multano, se non raccogliamo gli escrementi dei nostri cani, ed è giusto, sono 70 euro di multa, ecc. ma a questi personaggi che non hanno niente da insegnarci, viene "giustificato" tutto perchè tanto non hanno niente, come dire che "semo bechi e bastonai". Non hanno neanche quel minimo di educazione e di civiltà da gettare la spazzatura negli appositi cestini e rispettare le nostre leggi e non solo la loro religione. Mio padre mi ha sempre detto "prima i doveri e poi i diritti".Concludendo, se non mi credete signori amministratoti, chiedete conferma alla gentile signora operatrice ecologica, che ogni mattina raccoglie le porcherie lasciate a terra in zona giardini di S.Andrea.Daniele D'ArsièVOLPAGOCi aspettiamo grandi cose da tre ministrie due sottosegretari venetiÈ una gioia vedere rappresentato il Veneto con tre ministri e due sottosegretari, in ruoli chiave quali il megaministero della salute, welfare e lavoro, affidato al senatore Maurizio Sacconi, la funzione pubblica affidata all'on. Brunetta, e l'agricoltura affidata al giovane e pragmatico vicepresidente della Regione Veneto il leghista Luca Zaia.Le donne di Azzurro Donna Veneto, confortate dalla nomina a ministro della Pari Opportunità della loro leader nazionale Mara Carfagna, stanno vivendo un momento di grande speranza e confidano che siano presto sciolti i nodi che impediscono alle donne del Paese e del Veneto in particolare, di mettere frutto le loro energie, le loro competenze, la loro passione, e soprattutto il loro "amore", che si estrinseca nella vocazione alla cura delle persone, a partire dalla famiglia, ed nell'istruzione ed educazione dei figliCi aspettiamo da lei signor ministro Sacconi un'attenzione particolare che ci permetta di coniugare i nostri compiti di cura, cui non possiamo e non vogliamo rinunciare, con il diritto-dovere al lavoro, giustamente retribuito e che ci apra, attraverso i necessari interventi legislativi in campo fiscale e previdenziale, le meritate prospettive di carriera: noi tutte vogliamo per noi, i nostri mariti, i nostri figli, un lavoro per il quale siamo stati adeguatamente formati, che dia una soddisfazione commisurata all'impegno, che sia giustamente retribuito e che ci dia la necessaria stabilità. Ci aspettiamo interventi a favore dalla famiglia (l'unica vera famiglia tutelata dalla Costituzione della Repubblica, fondata sull'unione stabile di un uomo e una donna uniti in matrimonio). La Regione del Veneto è stata una delle prime ad approvare il "buono scuola" che permette alle famiglie di scegliere l'istituzione scolastica più affine al loro progetto educativo. La stessa Regione del Veneto ha appena studiato ed approvato, con la consulenza di un tecnico che Azzurro Donna ha individuato in un apposito convegno, un progetto per l'apertura di asili nido di nuova generazione, semplici nella burocrazie e vicini alle esigenze delle mamme. La legge veneta potrebbe essere presa a modello per le altre regioni.La sanità è un altro dei campi che maggiormente stanno a cuore alle donne, a partire dalla prevenzione di patologie gravi come i tumori ma anche di malattie di grande costo sociale, a partire dall'obesità infantile e dall'osteoporosi, per finire con le depressioni e le più gravi malattie psichiatriche, talvolta correlate alla maternità o alla negazione di essa, come la depressione post partum e la sindrome del post aborto: il rispetto per la vita, cari ministri, è la chiave di volta della civiltà perché risponde ad esigenze naturali che riguardano la dignità dell'uomo ed il suo immenso ed irripetibile valore di persona.Ha ragione il ministro Tremonti quando parla, nel suo libro "La paura e la speranza" della sfida immane della globalizzazione e dice che la vinceremo solo se sapremo legare il nostro progresso ai valori intramontabili che la natura (per i credenti "il Creatore"), nel suo perfetto ordine, ha posto alla base della convivenza umana: la verità infatti, come afferma il patriarca di Venezia mons. Angelo Scola nel suo libro "Una nuova laicità", si esplicita non nell'individuo, ma nella relazione tra persone.E dal ministro Brunetta, che sa misurare i valori umani con lo strumento dell'economia applicandola ai rapporti che su di essa si fondano, ci aspettiamo che realizzi il suo programma largamente condiviso dagli italiani, che riesca a far prevalere sull'egualitarismo il concetto di merito, di impegno, di responsabilità.Dalla nostra ministra (mi piace declinare questo sostantivo al femminile) per le pari opportunità on. Mara Carfagna, ci aspettiamo che continui a parlare con la chiarezza che l'ha contraddistinta nelle sue primissime dichiarazioni, quando ha negato il patrocinio del ministero delle Pari Opportunita al Gay Pride, e ci aspettiamo una ferma presa di posizione per il riequilibrio della rappresentanza femminile nelle istituzioni e nei ruoli di vertice, nelle aziende, nelle professioni e nel pubblico impiego.Auspichiamo che promuova la vera pari opportunità per i soggetti deboli e le categorie svantaggiate, per trasformare il disagio in sviluppo ed alleggerire il carico delle famiglie che si trovano costrette da sole a sostenerlo anche quando non ne hanno né i mezzi, né le forze: leggiamo nei giornali tutti i giorni tragedie legate a queste situazioni.Infine auspichiamo che ci si occupi con priorità della maternità e dell'infanzia, che si promuova la natalità e la cura della donna madre e dei fanciulli, che si promuova la formazione di coppie stabili, le si formi in vista del matrimonio, non lasciando questo privilegio soltanto alle coppie praticanti la religione cattolica, le si sostenga perché possano, con l'impegno, il sacrificio e l'amore reciproco, superare i disagi della vita e far crescere il loro rapporto dando stabilità e sicurezza ai figli.Al Nostro Presidente della Regione on. Giancarlo Galan, ringraziandolo per quanto ha fatto e farà fino alla fine del suo mandato, raccomandiamo di gettare il cuore oltre il 2010 preparando il territorio alla nuova legislatura che ci auguriamo possa egli nuovamente interpretare, in un contesto nazionale semplificato e maggiormente operativo, gli raccomandiamo di non smettere di incalzare il Governo e prima di tutto i nostri ministri perché, nel loro ruolo territorialmente più ampio, non trascurino le esigenze del nostro Veneto: lo faccia come vuole, con i sindaci, le associazioni di categoria, i sindacati e con chi ci sta, per raggiungere al più presto quell'autonomia, anche economica, che abbiamo già dimostrato di meritare e saper gestire, a partire dalla sanità dalla realizzazione delle opere pubbliche e dalla formazione.Letizia OrticaDirigente Veneto "Azzurro Donna".

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Disagio giovanile, al Turrisi Colonna il film di Scarnato (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Al Rotary di Catania in interclub con il Rotary 4 Canti Centenario, ad una prima serata dedicata alle "Recenti elezioni politiche" con la conversazione condotta con rigore intellettuale da Antonio Padellaro , direttore de l'Unità, é seguita nell'ottica della par condicio, una seconda serata sulla stessa tematica, con la conversazione tenuta allo Sheraton Hotel da Maurizio Belpietro, direttore responsabile di Panorama e già direttore del Giornale. Dopo il saluto introduttivo dei presidenti dei due sodalizi, Claudio Molina e Gianclaudio Tribulato, presenti autorità rotariane, innerine, civili, militari e numerosi ospiti, è iniziata la conversazione sui risultati elettorali, seguita da un dibattito vivace nutrito da vari interventi sulla vita politica italiana. Risultato non del tutto inatteso, quello elettorale, come ha subito chiarito il relatore, anche se era evidente la vittoria del Partito delle libertà ; era piuttosto in quale misura ciò dovesse avvenire che poneva una domanda. Berlusconi e il suo staff erano convinti di perdere soltanto in Lazio. Nel Centro Sinistra c'era la certezza, data da un circuito mediatico che forse deformava la realtà, di poter riuscire meglio. Il tono della Sinistra sulla sicurezza, oggi é cambiato. La Sinistra non ha dato risposta alle paure degli italiani. La paura per l'immigrazione non é invenzione di Bossi, é allarme sociale concreto che terrorizza facendo propaganda più di quanto possano cogliere le statistiche. Ville in Brianza sono in vendita per paura delle rapine. L'allarme sociale è aumentato con il fenomeno crescente delle violenze anche nei confronti dei bambini, alimentando l'insicurezza degli italiani. E se si fosse fatto il punto sulla maggioranza scontenta, le cose sarebbero cambiate. La politica é fatta di calcolo e valutazioni, il paese é stanco di 15 anni di scontri frontali. Non intaccato da 15 anni di polemiche, come ha precisato il dott. Belpietro, Berlusconi va preso in considerazione e chi per anni ha cercato di deviare il corso del paese, si é rassegnato all'evidenza. L'Italia é sempre stato un paese moderato, non c'é mai stata una maggioranza di Centro Sinistra, ma di Centro Destra. Adesso, forse, la Sinistra darà luogo ad una nuova classe politica che viene da una serie di sconfitte, da scelta obbligata per Veltroni e per Di Pietro. La nuova presidenza di Confindustria porta all'abbraccio tra Berlusconi e gli imprenditori. Uno stato leggero, che decide con minor burocrazia, riconquista gli imprenditori che vivono di mercato. Berlusconi si é speso con l'art.18 per la flessibilità che si è interrotta nel periodo di Montezemolo il quale aspirava alla presidenza del Consiglio all'interno di una nuova formazione politica che avesse spazzato via Berlusconi. Nel paese vanno tutelate le maggioranze e non le minoranze che possono svolgere il loro lavoro pur non essendo in Parlamento. L'accordo tra destra e sinistra con bicameralismo perfetto e poco potere al premier venne dettato dalla Costituzione per paura del ritorno in Italia della dittatura. Il successo della Lega, come ha inoltre precisato il relatore, si spiega non solo con il legame col territorio, ma con il federalismo fiscale e la sicurezza, tesi che stanno a cuore agli italiani. Marco Travaglio è detrattore di Berlusconi, ma nessuno é intervenuto a smentire fatti decaduti con sentenza. Zaccaria, direttore della Rai, voleva coinvolgere Grillo per una campagna contro Berlusconi, l'operazione è andata avanti con Benigni, Luttazzi, Travaglio. Una Tv pulita non deve mettere le mani sulla politica né di destra, né di sinistra, ma deve fare solo informazione. C'è un giornalismo di copertura ed un giornalismo di denuncia e non sempre é facile raccontare ciò che avviene in questo paese. Le verità raccontate sono parziali ed apparentemente vere. Le notizie manipolate e incomplete sono fuorvianti e lontane dalla verità. La politica estera italiana non é timida, Berlusconi coltiva rapporti con Putin e con gli USA in attesa del nuovo presidente. Non é chiaro il quadro orientale fra Libano e Israele dove le nostre truppe sono in missione di pace e vigilanza, ma senza la possibilità di intervenire. Non é facile, come ha commentato alla fine di queste considerazioni il relatore, uscire dall'empasse in cui ci siamo cacciati. Milly Bracciante.

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Guidi: <Ben venga il Ponte, ma si cominci>La leader dei Giovani imprenditori (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Guidi: "Ben venga il Ponte, ma si cominci"La leader dei Giovani imprenditori. "Al Sud sembra di essere nel Medioevo: servono strade, autostrade, aeroporti e il problema è politico" Caltanissetta. La strada per lo sviluppo del Mezzogiorno è in salita. Perché non si può crescere economicamente senza le necessarie infrastrutture, né puntando solo sul turismo. Una miniera di risorse, in tal senso, può essere la valorizzazione delle piccole e medie imprese, che spesso fanno fatica ad intercettare i cambiamenti. Quanto al Ponte sullo Stretto lei, Federica Guidi, 39 anni, da un mese alla guida dei Giovani imprenditori di Confindustria dell'era Marcegaglia, risponde così: "Ben venga, ma si cominci". Come dire: il progetto non rimanga solo un'idea impressa sulla carta, ma si vada avanti senza quei tentennamenti che, in tutti questi anni, non hanno fatto altro che soffocare la crescita economica dell'Isola. E categorico, poi, il suo giudizio sullo sviluppo del Sud: "Da Roma in giù siamo un'era geologica inferiore, parliamo di un Paese al Medioevo?". Pensieri e parole che la Guidi ha espresso ieri a Caltanissetta, a margine della premiazione delle scuole superiori che hanno partecipato alla seconda edizione del concorso di idee imprenditoriali "Persone e mezzi che crescono", organizzato dal gruppo dei Giovani imprenditori della Confindustria nissena, presieduto da Ignazio Manduca. L'attuale scenario del Sud tracciato dalla neo presidentessa dei giovani industriali, insomma, non esce di certo a pieni voti. Servono strade, autostrade, aeroporti o, in ogni caso, il loro potenziamento. Cruciali, in particolare, i collegamenti viari da e per le zone interne della Sicilia. "Impensabile - ha detto tra l'altro - che esistano due scali solo a Palermo e Catania". Ma per Federica Guidi il problema non è solo un fattore di soldi, di finanziamenti da reperire, bensì va ricercato principalmente nel sistema politico. E ha indicato quale via d'uscita percorrere: "I project financing, per esempio, possono essere una valida soluzione. È essenziale l'interazione con i privati e il loro ruolo nella costruzione di nuove infrastrutture. Il nuovo governo imponga un'agenda di lavori prioritari, come ha fatto sulla questione di Napoli, affinché la Sicilia, ma è tutto il Sud d'Italia ad essere in queste condizioni, cominci a realizzare le infrastrutture. Non è pensabile - ha osservato ancora Guidi - che le aziende estere e quelle dell'Italia del Nord investano in queste condizioni". Anche quello della legalità è stato un tema sul quale la n. 1 degli industriali under 40 s'è soffermata, perché proprio da Caltanissetta, nei mesi scorsi, è stata sancita la svolta degli industriali con la decisione di buttare fuori dall'associazione quegli imprenditori che pagano il pizzo: "Confindustria Sicilia da tempo ha iniziato questa sacrosanta battaglia". E senza giri di parole, Federica Guidi ha pronunciato agli studenti parole come "merito" e "doveri", per lo più sconosciute alle nuove generazioni. "Si può diventare imprenditori ed è un mestiere affascinante - ha detto - ma occorre spirito di sacrificio". Al bando, dunque, vecchie espressioni come "sono figlio di" perché "deve andare avanti chi merita. La meritocrazia è una cosa che in Italia abbiamo abbandonato. Chi ha voglia di fare deve parlare di doveri, non solo di diritti". Sulla stessa lunghezza d'onda il neo presidente regionale dei Giovani Imprenditori, il ragusano Giorgio Cappello, convinto che "oggi ci ritroviamo a combattere con due vincoli che rendono particolarmente accidentato il nostro percorso. Mi riferisco al vincolo di una diffusa criminalità ed al vincolo di una burocrazia autoreferenziale, spesso intrecciati fra loro a dispetto dell'economia sana e del libero mercato. La cultura d'impresa - ha aggiunto - può affermarsi solo se tutti gli attori sociali comprendono che l'attività produttiva, quella che produce ricchezza rispettando i principi di legalità e di concorrenza leale, può svolgersi in condizioni di normalità, al Sud come nel resto del Paese. Valerio Martines.

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Un figlio venuto da lontano (sezione: Burocrazia)

( da "Famiglia Cristiana" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Rosanna Biffi FAMIGLIA ADOZIONI UN FIGLIO VENUTO DA LONTANO Il desiderio, il dolore, una lunga trafila, un viaggio nel Caucaso. Ma per Elena e Luigi la felicità, alla fine di questa storia, è arrivata. È la cronaca di un amore annunciato, una favola vera che inizia col dolore e si conclude con la normalità felice. L'hanno vissuta in tre, madre, padre e bambino, però l'ha scritta mamma Elena, la più abile con le parole. Aspettando Andrea - Storia di un bambino venuto da lontano (San Paolo) è il racconto di un'adozione internazionale, con tutte le difficoltà e i problemi che l'hanno accompagnata. Ma il lieto fine salta subito all'occhio nelle foto che illuminano la casa di Pavia, quasi tutte ritratti di Andrea bello e ridente. A 13 anni Elena Poma, l'autrice del libro, sapeva di voler essere madre e che suo figlio sarebbe arrivato da lontano: "Un insegnante aveva adottato un bambino, e io gli chiesi di raccontarmi tutto per filo e per segno", ricorda oggi, che di anni ne ha 45. "L'idea che i figli sono di chi li alleva, io l'ho sempre avuta, perché vengo da una famiglia dove più bambini e animali ci sono, meglio è". Un ventennio dopo, tutto era pronto per la prole desiderata. L'amore della vita, suo marito Luigi Negri ("l'uomo più affidabile del mondo"); la casa grande; persino il lavoro da insegnante di lettere in un liceo, con tempo a sufficienza per i figli. Invece, no. Arrivò la diagnosi di sterilità, il tentativo inutile di fecondazione assistita: "Lo fai perché sai che raggiungerai i 40 anni e non vuoi pentirti di non avere provato. Ma non lo rifarei. Ci sono i bambini già nati". Elena Poma, autrice di Aspettando Andrea (San Paolo), con il marito Luigi Negri nella loro casa, a Pavia (foto Vision). Elena non veniva da anni facili. La morte del padre a fine '97, dopo anni di malattia di Parkinson; la diagnosi di Alzheimer per la madre, due mesi dopo; due aborti. "Ero circondata da amori che finivano. Eppure la vita è meravigliosa. Ci sono il mare, gli animali, la musica. Gioie pure che volevo trasmettere, a maggior ragione a qualcuno che ne era stato deprivato. Una speranza c'è sempre". Per quella speranza c'era l'adozione, e ai coniugi Negri toccò un'adozione internazionale. Il bambino venuto da lontano. Confessa Luigi, che di professione è medico nutrizionista: "Io avevo mille paure. La mia vita mi sembrava perfetta, con mia moglie, il lavoro, gli amici, i viaggi. Ero veramente contento. Ma non tornerei mai indietro: ora, con Andrea, è la felicità assoluta". Nel libro, appassionante e realistico, sono ben raccontate le fatiche. La burocrazia elefantiaca, per esempio: "Abbiamo presentato in Tribunale la domanda di adozione l'8 dicembre 2001 e il bambino è entrato in casa nostra il 2 giugno 2005". La difficoltà di farsi scavare l'anima nei colloqui psicologici per l'idoneità: "Ma questa psicologa, la dottoressa Laura Ruozzi, è una delle persone che dobbiamo ringraziare con più gratitudine". L'incertezza dell'ente a cui rivolgersi: la scelta cadde sull'Airone di Azzano San Paolo, vicino a Bergamo. A loro saranno destinati i proventi del libro, per una casa famiglia in Africa per bambini terminali di Aids. Di tutte le difficoltà e i dolori affrontati per portare il figlio dalla Russia in Italia, Elena Poma ricorda soprattutto il senso di impotenza, in quell'orfanotrofio in una non meglio precisata città ai piedi del Caucaso: "L'impotenza è quando gli altri ti chiamano mamma, e tu sai che ne porterai via uno solo. O sapere che il giorno in cui Andrea è uscito con noi, altri quattro sono entrati". Nelle pagine commoventi del primo incontro con il piccolo (che stava per compiere 4 anni), più della sua magrezza e del pallore, più dei vestitini soffocanti mai cambiati, colpiscono le gambe penzoloni in braccio a Luigi, la palla rossa riconsegnata a Elena senza lanciarla. Andrea non sapeva stare in braccio e non sapeva giocare. Non l'aveva mai fatto. Da quando era entrato in istituto a 7 mesi, non era mai uscito oltre il cortiletto soffocante di cemento. Era ed è un bambino buono e autosufficiente, che già allora aiutava i più piccoli. Ma ha imparato a giocare dopo i primi mesi a casa, nella sua famiglia. All'inizio il suo divertimento era apparecchiare, rifare il letto, caricare la lavastoviglie. Quando usciva le prime volte coi genitori, diceva a tutti i bambini: "Io sono Andrea, e quelli sono la mia mamma e il mio papà". Anche se di recente ha confessato a Elena che all'inizio, in Russia, pensava di lei: "Proprio a me doveva capitare questa pasticciona?". Quando ha imparato a fare i capricci, per Elena e Luigi è stata dura: "Ma dopo due mesi la strada si è rivelata in discesa", considera il padre. "È affettuoso, contento. E testardo". Socievole. Amicissimo dei cuginetti Pietro e Giovanni, e del suo cane Max che ha 7 anni, esattamente quanti lui. Elena ha scritto il libro per raccontare un'adozione a lieto fine: "Si dà poco spazio alle storie felici. Eppure sono quelle che spingono all'imitazione". Anche Andrea si è creato una favola delle origini, con la quale si chiude il libro. È bellissima, e contiene tutti i personaggi che contano per lui, compreso quel Gesù di cui nessuno gli aveva parlato e che considera la risposta a tutte le domande. Inizia con un angelo pasticcione che sbaglia mamma e finisce con l'arrivo di Elena. Perché dopo è tutta vita.

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Tutte le grane dell'Aeroporto di Forlì, intervento Gruppo consiliare regionale di Forza Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(27/5/2008 19:25) | (Sesto potere) - Forlì - 27 maggio 2008 - Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del Gruppo consiliare regionale di Forza Italia - Popolo della Libertà dedicato ai problemi dell'Aeroporto di Forlì: "Perché nonostante i passeggeri dell'Aeroporto di Forlì siano cresciuti e siano aumentati gli investimenti negli ultimi anni il debito della Seaf continua a salire alle stelle? La Società Seaf dal 2004 ad oggi, negli ultimi 4 anni, ha registrato perdite per un totale di 11.037.554 euro (21 miliardi e 380 milioni delle vecchie lire). Nel dettaglio: 981.538 euro nel 2004, 4.020.080 nel 2005, 2.279.368 nel 2006 e 3.756.562 euro nel 2007. E ai “conti in rosso” si aggiunge una incapacità di previsione del disavanzo ( nel 2007 la Seaf aveva previsto un deficit di 2.452.000 euro ed alla fine il passivo è stato di 1.304.000 euro in più ) che ci porta a pensare che gli amministratori abbiano perso ogni iniziativa di programmazione e analisi a breve e medio termine. Complici anche i tanti assessori e sindaci del Comune di Forlì che si sono avvicendanti ed esercitati con scarse fortune sull'argomento presentando ai cittadini "paroloni", inutili promesse e vuoti successi senza per altro spiegarne mai l'origine e le cause. Un esempio? E' vero che sono stati fatti investimenti, in 4 anni, per un totale di 12 milioni ma andava anche spiegato che l'Anas aveva trasferito a Seaf nel 2004 un contributo di 3.098.741 euro a fronte del danno stimato derivante dal limitato utilizzo della pista di volo per la realizzazione del secondo lotto della tangenziale Est attraverso l'area "Ridolfi". Alla malagestione della Seaf, dunque si aggiungono anche le bugie e le giustificazioni politiche prive di ogni fondamento della stessa amministrazione comunale. Come è una clamorosa bugia che la giunta Masini ci rimproveri di essere pregiudizialmente contro l'aeroporto. E' un falso. Una pezza che non rattoppa il buco… di gestione. Forza Italia da sempre è favorevole alle infrastrutture che modernizzino il paese, ma nel nome della condivisione degli obiettivi non si può stendere un velo pietoso sulle mancanze e le incapacità politiche di chi (la sinistra) ha governato la città e i suoi i beni da più di mezzo secolo senza soluzioni di continuità. Il Comune di Forlì, che è il socio di maggioranza al 38,27% della Seaf , ha sempre subito l'egomonia politica ed economico della matrigna Bologna, è questo per chi governa gli interessi di una città è una colpa tanto grave come quella di chi (Romano Prodi) voleva svendere una compagnia di bandiera nazionale ai concorrenti esteri (l'Alitalia all'Air France). Forza Italia – in consiglio comunale - ha votato contro la mancanza di programmazione e di controllo della spesa, contro l'uso indiscriminato delle consulenze, contro i costi eccessivi degli organi, della politica e della burocrazia. Mentre ha concesso il via libera al Piano di Sviluppo del Polo Aeronautico forlivese, che prevede nuovi laboratori di Ingegneria Aerospaziale, lo sviluppo dell'Enav, più efficaci collegamenti viari e infrastrutturali, la crescita del terziario. Forza Italia s'è dichiarata disponibile ad esaminare e ad appoggiare un nuovo Piano di Sviluppo dell'Aeroporto forlivese che includesse l'accordo con Ryanair e collocasse il nostro Aeroporto su una linea di vera svolta. Per rilanciare il Ridolfi chiediamo che ci si adoperi in correzioni sostanziali in sette direzioni diverse che includano nell'ordine: “un ruolo positivo e non concorrenziale giocato dalla stessa Regione e dalla Sab di Bologna; l'implementazione della compagine sociale con l'ingresso nella Seaf di Provincia e Comune di Ravenna , dell'Associazione Industriali e di altri azionisti sul modello Rimini; un riequilibrio delle politiche di bilancio ogni volta che Forlì deve ripianare le perdite dell'Aeroporto, senza danneggiare il welfare cittadino; una de-politicizzazione delle nomine in consiglio di amministrazione e infine la fusione con la società Promozione e Turismo, un doppione inutile e costoso deve essere assolutamente eliminato. Sui questi punti , siamo disposti ad aprire un confronto costruttivo, così come siamo pronti a discutere un vero e nuovo Piano Industriale che sia basato su elementi certi e di sviluppo per dare all'Aeroporto di Forlì una caratterizzazione chiara, come aeroporto delle Province di Forlì-Cesena e Ravenna (ospitando la base di Ryanair) e avviare una sinergia forte con l'Università e il Polo Tecnologico. Sono passati anni preziosi senza che gli Enti Locali romagnoli offrissero un forte segnale per rendere l'Aeroporto di Forlì un'infrastruttura di livello veramente romagnolo. In Regione, in Provincia, a Ravenna, a Cesena, a Bologna esistono ovunque maggioranze di governo di centro-sinistra ma Forlì viene trattata sempre a pesci in faccia e il Sindaco Masini Nadia che fa? Tace. Vi immaginate le urla e gli strepiti se in Regione, a Bologna o a Ravenna ci fossero state maggioranze di centro-destra?”.

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Proposte (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Proposte varesePartire subito e chiudere in fretta.La priorità è affrontare la riforma del sistema contrattuale e cambiare il modello vigente, fermo al '93, che non risponde più alle istanze di coniugare produttività e salari. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, alla sua prima uscita pubblica ieri prima aVarese e poi a Brescia, torna sul tema delle relazioni industriali e insiste sulla necessità di accelerare i tempi per raggiungere un accordo, ma "non a qualsiasi costo". Cambiare il Paese è prioritario e gli imprenditori vogliono contribuire con "idee, stimoli e capacità di mobilitazione", ribadisce il numero uno degli industriali. Già pronto un decalogo di proposte per dare un taglio alla burocrazia. Ricetta antiburocrazia L'incontro con gli industriali varesini riuniti in assemblea avviene a Malpensafiere, la struttura nel comune di Busto Arsizio a pochi chilometri dall'aeroporto. Ad ascoltarla anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Qui soffre, ma combatte tenace il tessile, come in altre zone della Lombardia. Lei ascolta gli imprenditori: "Apprezzo i vostri toni e contenuti. Questo è veramente il momento di fare. Non hanno più senso le lamentele, l'antipolitica, la conflittualità delle parti". Ma quando si parla di bastoni tra le ruote, spunta puntuale la burocrazia. Che Confindustria chiede a gran voce di domare: "Abbiamo pronto un decalogo per la sburocratizzazione del sistema, problema che costa 15 miliardi di euro alle imprese. Dobbiamo assolutamente abrogare una serie di leggi". In questo filone si inserisce il federalismo fiscale: "Bisogna avvicinare chi decide a chi subisce le conseguenze. Serve un sistema che consenta al cittadino di dire "Pago, controllo e verifico". E poi avanti con le liberalizzazioni. Troppe società pubbliche oggi fanno concorrenza sleale alle nostre aziende". Priorità contratti La determinazione non esclude, anzi comprende la volontà di collaborare con i sindacati. Però da Marcegaglia parte un monito preciso. "Serve un alleggerimento perché le aziende e i territori sono diversi tra loro, limitandola alle regole e a parte della retribuzione, per lasciare il resto alla contrattazione locale". Ecco la priorità. Questa e non altre, come ad esempio la proposta dei lavoratori azionisti lanciata dalla Cisl. "E' un tema delicato da affrontare con volontarietà e accordo tra le parti, senza ingerenze della politica". Nessuna obiezione pregiudiziale, precisa la presidente, sulla possibilità che i lavoratori prendano parte alle decisioni in aziende: "E' che non dobbiamo mettere sul tavolo troppi problemi e oggi la priorità è appunto quella degli assetti contrattuali". Non solo no Cambiare si può, insiste, anche in un momento economico difficile tra il cambio soffocante, i prezzi delle materie prime e la crisi persistente dei mercati internazionali. Certo, "c'è uno Stato troppo pressante sulle cose, che si insinua nella vita dei cittadini, ed è assente altrove". Un messaggio diretto a Maroni che l'ascolta in platea: "Il vostro è un compito delicato, la situazione in Campania incredibile. Siamo a favore dello Stato che si riprenda il controllo del territorio". E poi basta Comitati del no: "Ci condannano al declino. Ben vengano i Comitati del sì, invece". Ad esempio per fare i rigassificatori: "L'energia è un problema enorme. Anche sul nucleare ribadisco un approccio laico, equilibrato, attento". Ostenta ottimismo, Marcegaglia, nonostante tutto. E ne cita le ragioni: "Un governo sostenuto da una maggioranza coesa, basta partiti anti impresa in Parlamento e dialogo con opposizione e parti sociali". Marilena Lualdi 27/05/2008.

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