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tARTICOLI DEL 27-4-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (31)
Spolverina, braccio di ferro Comune-Provincia
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia? Forse, ma c'è altro. Tra le due amministrazioni è in atto un silenzioso braccio di ferro sul destino di questa e altre infrastrutture. Come, ad esempio, l'autostazione passante di Borgochiesanuova, che palazzo di Bagno sta progettando nonostante non sia ancora stato trovato con via Roma l'accordo sul finanziamento.
Morti
bianche, è allarme ( da "Citta' di Salerno, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è necessario snellire questa eccessiva burocrazia e valorizzare le schede di sicurezza per le tipologie di incidenti più frequenti". Infine, dal confronto è emerso che le aziende a sud di Salerno sono penalizzate perché dopo la tragedia di Montesano, l'attenzione nazionale si è concentrata su questo territorio e le verifiche si susseguono a ripetizione,
SALERNO
IN MUSICA ( da "Citta' di Salerno, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "In un Paese come il nostro dare dignitá alla cultura è difficile - ha detto De Luca - Con questa iniziativa intendiamo dare il giusto valore al jazz. Un'aula è un primo passo, ma il nostro intento è anche quello di semplificare la burocrazia che spesso ci rallenta". Carlo Pecoraro.
La
storia di Antonio: la burocrazia lo tiene in carcere
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia lo tiene in carcere di Camillo Valgimigli * In un clima d'indulto e facili scarcerazioni, lascia perplessi la permanenza nel carcere modenese di Antonio (lo chiameremo così) ma soprattutto sull'efficacia di una rete che in ogni occasione i nostri amministratori presentano come fiore all'occhiello e che molti ci invidiano.
Un
sms per essere aggiornati gerenzago informa i cittadini su tutta l'attività del
comune ( da "Provincia Pavese, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli enti comunali sono legati alla burocrazia ma gli amministratori di Gerenzago si sono resi conto del fatto che un sms, un piccolo messaggio telefonico, tra comune e cittadini non può affatto guastare. Anzi, può avvicinare il cittadino all'amministrazione. Ecco, allora, che parte il nuovissimo metodo di comunicazione e, per l'occasione,
Gli
emigrati: ricordatevi sempre di noi - umberto aime
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mentre il peso della burocrazia è diventato insopportabile. E ancora: nei circoli sparsi nel mondo c'è il rischio che le stanze si svuotino, perché gli emigrati di seconda generazione sentono meno il peso della nostalgia e dunque queste ambasciate della Sardegna rischiano di chiudere per assenteismo o astensionismo.
Ictus,
in città manca l'unità intensiva - federico spano
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e dalla non conoscenza dei propri diritti". Nel suo intervento, Aldo Meloni si è chiesto come mai a Sassari non sia stata ancora istituita la stroke unit, cioè quel reparto, dotato di 4-16 letti, in cui i colpiti da ictus sono seguiti da un team multidisciplinare di infermieri, tecnici della riabilitazione e medici competenti ed esclusivamente dedicati alle malattie cerebrovascolari.
Aumenta
la sfiducia nei confronti dei sindacati
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sfiducia nei confronti dei sindacati Dal voto indicatori preoccupanti: "Troppa burocrazia e poca tutela" di ELENA DEL GIUDICE Conto alla rovescia per il 1° maggio, la manifestazione-simbolo del lavoro ed anche la manifestazione più importante che il sindacato organizza ogni anno come celebrazione dei valori del lavoro, come momento di riflessione sui temi cruciali dell'occupazione,
Aspetta
il rinnovo del permesso da 6 mesi
( da "Nuova
Venezia, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: deve fare i conti con la nostra burocrazia. E gli resta tanta amarezza in corpo. "In questo modo - afferma - si mette sullo stesso piano gli immigrati che hanno voglia di lavorare e rispettano le leggi e quelli che vengono in Italia per delinquere, gli stessi che dovrebbero essere espulsi dal Paese quando commettono reati".
Centro
sportivo ko, vince la burocrazia ( da "Nuova Venezia, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vince la burocrazia La Municipalità non può stipulare convenzioni: struttura inutilizzata da mesi CHIRIGNAGO. Le parole contano, specie se di mezzo ci sono le regole. Chiedere alla Municipalità di Chirignago-Zelarino che davanti alla differenza tra convenzione e protocollo d'intesa vede stoppata la sua volontà di assegnare il centro sportivo di via Montessori.
Al
molo industriale la sede della port authority - pinuccio saba
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se il Genio civile opere marittime si dovesse impantare nei meandri della burocrazia, niente esclude che possa intervenire direttamente e stanziando le risorse necessarie la stessa autorità portuale. Questo perché è necessario accelerare il ritorno delle navi all'interno del porto commerciale, così da favorire la ripresa del compartio commerciale.
I
tabaccai presto venderanno le marche da bollo ci stiamo organizzando, la
burocrazia è lunga ( da "Tirreno, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A CRESPINA I tabaccai presto venderanno le marche da bollo "Ci stiamo organizzando, la burocrazia è lunga" CRESPINA. Il bar sport di Crespina ha già richiesto il servizio e sta "scontando" i tempi della burocrazia. Il tabacchino di Cenaia, invece, ha sempre venduto marche da bollo "Solo che in questo periodo abbiamo avuto dei problemi legati ad un lutto in famiglia", dicono.
I
giovani riscoprono la vita dei campi
( da "Giorno,
Il (Varese)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bisogna affrontare una burocrazia galoppante che ci attanaglia sempre più". Da uno studio di Confagricoltura, afferma il presidente Gervasini, "risulta che ogni azienda agricola deve dedicare alla burocrazia circa 100 giornate all'anno". L'assemblea di questa mattina, alla quale parteciperanno col vice-presidente nazionale di Confagricoltura Mario Vigo numerose autorità,
MASSA
BIG PROTAGONISTI ieri a "Spino Fiori
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dello stesso parere un piccolo produttore locale intervenuto per sollecitare uno snellimento della burocrazia e aiuti finanziari della regione. Con galline che producono a cottimo e "rottamate" dopo un anno, alveari ridotti del 50%, mamme cattive che propinano ai figli merendine e cioccolatine con soia modificata, l'unica via di fuga, secondo Bigazzi, è la rivoluzione.
IL
SINDACO di Pomarance, Maurizio Maggi, chiederà di essere ascoltato dal ma
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma si registrano tempi lunghi dovuti a una burocrazia amorfa, che lavora senza un reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi tecnici delle analisi, tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii delle riunioni già convocate, passano gli anni. Vorremmo però ricordare che fin da novembre 2006, prima che l'autorità giudiziaria ordinasse il sequestro dell'
Il
Consorzio Spina verso il rinnovo Cercasi adesioni
( da "Nuova
Ferrara, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, se siamo propositivi qualcosa riusciamo a fare. Certo, Lido di Spina è trascurato. Il 7 maggio saranno aperte le buste per il ponte sul Logonovo e quindi verrà rifatto e questo è un segnale positivo. Comacchio, vicenda negozi Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale a Comacchio, il consigliere di An Iginio Ferroni ha sollevato un problema che rigurda diversi prprietari
Piazza
Marconi ora riparte Il 'muro' all'ex Macello
( da "Provincia
di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Insomma dopo tanta attesa, tanta pazienza, l'intervento di avvocati e la minaccia di far arrivare il Gabibbo, il cantiere riparte. Con tutte le firme necessarie. L'assessore Soregaroli questa volta è tranquillo e si augura che il diavolo, cioè la burocrazia ministeriale, non ci metta un altro zampino.
Nasce
'Badabene' una cooperativa per colf e badanti
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Chi ha la necessità di ricorrere a una badante o ad un colf avrà ora a disposizione una riserva in più. Il problema dell'assistenza ai familiari bisognosi ha assunto oggi dimensioni rilevanti, è ormai un'emergenza sociale collettiva: per questo motivo un'organizzazione d'impresa, mutualistica e a base associativa dovrebbe essere in grado di rispondere al meglio ai bisogni
Strada
più larga, basta incidenti ( da "Provincia di Cremona, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: scadenze della burocrazia, l'impresa che la vincerà potrebbe aprire il cantiere entro l'estate. Avrà cinque mesi di tempo per chiuderlo. Secondo la relazione e i disegni firmati dall'ingegnere bresciano Fabio Scaroni di Montichiari, l'intervento prevede la sistemazione e l'allargamento della carreggiata dal ponte sul Naviglio fino alle ultime case della frazione verso la Quinzanese,
Assoenologi,
contro la burocrazia per la salvezza del nostro vino
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 24 Assoenologi, contro la burocrazia per la salvezza del nostro vino ? MILANO ? CRESCE l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore che è fortemente determinata da una molte ingombrante di norme che lo regolano.
Ascoltare
il popolo sardo per non tradire gli elettori
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: del "bene comune", della italica burocrazia, dei Palazzi del potere pubblico e delegato. A questi 27, dunque, scrivo, innanzitutto augurando un fecondo lavoro parlamentare, ma, soprattutto, chiedendo di non anteporre nulla all'alto servizio che devono svolgere a beneficio del "bene comune" dei sardi.
Prima
l'illusione della borsa di studio, poi l'accusa di truffa
( da "Giornale.it,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: università con sua burocrazia è un vortice infernale che penalizza soprattutto chi come me non riesce a stare dietro a leggi e norme regionali. E il risultato resta unico: pagare soltanto, tra lo sconforto e la preoccupazione di non potercela fare". A parlare è una madre genovese che vinta dalla rabbia ha scelto le pagine del Giornale per denunciare una situazione ritenuta vergognosa,
Sollecitiamo
ditte e autorità di vigilanza ( da "Tirreno, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma si registrano tempi lunghi dovuti ad una burocrazia amorfa, che lavora senza un reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi tecnici delle analisi, tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii delle riunioni già convocate, passano gli anni, tanto che si potrebbe indagare se non vi sia qualcuno interessato a queste dilatazioni.
<Il
momento giusto per cambiare l'Italia>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Su tutto, l'eccesso di burocrazia. Ma gli investitori internazionali sono spaventati anche dagli enormi poteri di veto che, in Italia, sono di gran lunga superiori rispetto ad altri Paesi. Bisogna riformare la giustizia. Manca la certezza del diritto. Una ricetta per la Sardegna?
<Non
sarò sindaco part-time, ho un'ottima squadra>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Di trovare il "caput" della burocrazia, dello stato apparato, dell'immobilismo. Temo di dovermi scontrare contro un muro di gomma, con un sistema che rifiuta di ragionare nel modo veloce e snello a cui sono abituato. Ma sono fiducioso. La Lega Nord porta in Parlamento un gruppo di giovani, preparati e convinti.
Lotta
a un male ignorato, la sindrome di Behcet
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dicono per colpa della burocrazia, e delle istituzioni sanitarie nazionali che non accelerano i tempi di registrazione di un farmaco per poter poi segnarlo come prescrivibile per la malattia di Behcet.Ora questo farmaco, non avendo l'indicazione per la malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Azienda sanitaria, agli Ospedali,
Ha
sette decreti di espulsione Ma un ghanese vive in strada
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia Ha sette decreti di espulsione Ma un ghanese vive in strada Storie di ordinaria burocrazia, legate all'impossibilità di espellere concretamente stranieri clandestini e senza documenti. È il caso dell'uomo ghanese che da tre giorni vive per strada in via Caboto e che le istituzioni, non sono ancora riuscite a riportare nel suo Paese nonostante i sette decreti di espulsione.
CAMERA/
SETTANTA DEPUTATI REGISTRATI OGGI, MOLTI SONO NEW
( da "Virgilio
Notizie" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il giornalista lamenta poi l'eccesso di burocrazia anche per la registrazione da parlamentare: "Va sfoltita, spero che ci riusciremo", da esperto di comunicazione vuole parlare anche del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la politica che deve tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa legislatura sarà fondamentale,
I
DUE VOLTI DI VIPITENO SPIRITUALITà E BENESSERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia nell'amministrazione italiana che fa sempre rima con fisco e imposizione. Sa di governare un posto che è un'isola di benessere, sa di avere già molti privilegi ma chiedere di più non è peccato. Ci lascia con una smorfia di dissenso, gli avevamo chiesto se era d'accordo con Leonardo Sciascia che riteneva la famiglia la più forte delle patrie.
POMIGLIANO,
IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO. UN ATTO DOVUTO: DA CHIARIRE SE CI SIA STATA
NEGLIGENZA NELL'USO DELL'ALCOL ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma tutto dipende dai tempi della burocrazia giudiziaria. Giuseppe ospita da tempo la figlia nella sua casa popolare di via Miccoli, periferia est di Pomigliano. Il genero, Domenico Nuzzo, 24 anni, di Acerra, è disoccupato per cui portare avanti una famiglia già numerosa, con tre bambini, (Francesca ha lasciato due fratellini più piccoli) richiede l'aiuto delle famiglie.
L'ASSALTO
ALLA GRANDE MERETRICE ( da "Stampa, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e dei tecnici dell'alta burocrazia che mai cambia mentre tutto cambia. In questa città, che è anche il centro fisico della nazione, tutti questi poteri formidabili colloquiano con la Politica del governo. Filtrano opinioni e ipotesi, ricevono stimoli e segnali, aggiustano con il dito mignolo la direzione di una palla di neve,
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Nicola Corradini
Spolverina, braccio di ferro Comune-Provincia Battù frena sul passaggio di
proprietà: prima di darcela devono sistemarla E il capogruppo Pd a palazzo di
Bagno chiede a via Roma le corsie-bus a Mulina Doveva essere un passaggio
automatico. Dopo la realizzazione dell'Asse sud, la Spolverina sarebbe
diventata una strada comunale, con alberi, marciapiedi, lampioni. E invece, a
tangenziale finita, la transazione da Provincia a Comune è ferma. Burocrazia? Forse, ma c'è altro. Tra le due amministrazioni è in
atto un silenzioso braccio di ferro sul destino di questa e altre infrastrutture.
Come, ad esempio, l'autostazione passante di Borgochiesanuova, che palazzo di
Bagno sta progettando nonostante non sia ancora stato trovato con via Roma
l'accordo sul finanziamento. A scoperchiare la pentola è l'ennesima
richiesta partita dagli abitanti della periferia sud (di cui parliamo qui
sotto) di realizzare un passaggio pedonale sulla Spolverina che consenta di
raggiungere in sicurezza da Borgochiesanuova il supermercato che sta sull'altro
lato dell'arteria. Girando la richiesta all'assessore Luciano Battù si ottiene
una risposta, per certi versi, inaspettata. "La Spolverina è provinciale e
non possiamo intervenire. Ma si può trovare un accordo, dal momento che la
stessa amministrazione provinciale ha già chiesto il declassamento dell'arteria
a comunale", dice l'assessore. Ma come? Non era già tutto deciso? Quando
l'asse sud non era nemmeno un progetto esecutivo, tanto via Roma quanto palazzo
di Bagno spiegavano che con quell'infrastruttura si sarebbe potuto ridurre il
traffico sulla Spolverina e che questa sarebbe diventata una normale strada
comunale. "Ed è così - dice Battù - ma il declassamento comporta la
responsabilità da parte della Provincia di consegnarci la Spolverina con tutte
le opere che siano riferibili ad una strada comunale. Mi riferisco ai passaggi
pedonali, ma anche alla messa in sicurezza della rotatoria tra strada Lago
Paiolo e la circonvallazione. Opere che hanno un costo e dovremo incontrare la
Provincia per metterci d'accordo". Viene il sospetto che non ci sia solo
questo in ballo. Ad esempio, il Comune contribuirà a realizzare la biglietteria
dell'autostazione passante davanti Itis e Vinci e una fermata davanti
all'ingresso del nuovo ospedale (costo globale sui 400mila euro), che il vice
presidente della Provincia, Claudio Camocardi ha inserito nel piano trasporto
2008-2010 e che i tecnici di palazzo di Bagno stanno già progettando? "Ci
hanno chiesto un cofinanziamento - dice Battù - ma non è di nostra competenza,
come pure non lo è la fermata ferroviaria che la Provincia intende realizzare
dietro l'Itis. Opere utili, s'intende, ma il Comune non ha tutte quelle
risorse. Si voleva realizzarla nell'ambito del Pru, ma il comitato di vigilanza
ha stabilito che la priorità è il sottopasso pedonale tra Due Pini e Itis che
Unieco sta progettando. Dobbiamo trovare assieme la soluzione". Battù
cerca l'approccio diplomatico, ma è chiaro che per i due enti la questione
infrastrutture è un tasto molto dolente. Non è una novità assoluta per la
verità (tra i precedenti ci sono piazzale Mondadori e la ciclabile
Angeli-Grazie) e la comune appartenenza al Pd di buona parte dei membri dei due
esecutivi non sembra migliorare la situazione. Basta pensare che il capogruppo
Pd (con le dimissioni congelate) in Provincia, Giacomo Caramaschi, ha presentato,
contestualmente al piano trasporti, un'interpellanza per chiedere al presidente
Fontanili di "richiedere al Comune" l'istituzione di una corsia
preferenziale sul ponte dei Mulini per i bus che entrano in città. L'obiettivo
è permettere ai mezzi pubblici di evitare le code che si formano nelle ore di
punta in quel trafficato nodo. "Non sapevo nulla di quest'interpellanza -
commenta Battù - ma è un altro sacrificio economico chiesto al Comune,
dimenticando che stiamo realizzando un rondò con l'uscita per via Trento
riservata ai bus".
( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lombardi:
"Investiremo sulla sicurezza" " "Morti e incidenti
fotocopia? Porterò i dati, riferiti dall'Asl Salerno
( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ieri l'inaugurazione
con il sindaco De Luca al Teatro delle Arti, dove si svolgeranno i corsi
SALERNO IN MUSICA Lanocita: "Adesso puntiamo a creare un'universitá del
jazz" Nuova aula per il Conservatorio Sul modello di Boston attivate
cattedre per tutti gli strumenti " Salerno. "Il conservatorio sempre
più presente in cittá". Franco Massimo Lanocita, presidente del
Conservatorio di Salerno, ha salutato così, ieri mattina, l'inaugurazione di
una nuova aula, presso il Teatro delle Arti, dove si svolgeranno i corsi del
triennio di jazz. "La nostra idea - ha spiegato il presidente - è quella
di puntare ad una vera e propria universitá del jazz". Attivo ormai da tre
anni, il triennio sperimentale di jazz di primo livello conta ormai circa un
centinaio di allievi. " "Un risultato importante - spiega il
direttore Francesco De Mattia - Adesso il nostro impegno sará quello di avere a
Salerno anche il biennio, così da avere una formazione completa". "Il
corso è strutturato sul modello della Berklee (l'universitá della musica di
Boston, ndr) - spiega Sandro Deidda - Abbiamo attivato le cattedre di tutti gli
strumenti, addirittura quella di organo Hammond, unica in Italia".
Ottimismo anche sulla ristrutturazione del "Martucci" di Salerno:
"Il Comune ha definito la sua collocazione nell'attuale sede - spiega
Lanocita - ed ora siamo a lavoro per intercettare i fondi e dare inizio alla
ristrutturazione". Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, invece, per la
prima volta parla di coordinamento delle attivitá jazzistiche: dal
Conservatorio al festival del jazz salernitano, il tutto sotto l'ala protettiva
del Teatro delle Arti che dopo danza, teatro e cinema si completerá anche
attraverso una programmazione di musica afro-americanma. A coordinare il
triennio il Maestro Antonio Florio (unico docente interno del Conservatorio) e
il sassofonista Sandro Deidda. Nutrita la squadra dei docenti, composta dal
meglio del jazz campano e non solo. Salernitani, oltre a Sandro, anche i
fratelli Dario e Alfonso, così come di casa nostra sono il pianista Guglielmo
Guglielmi, il contrabbassista Aldo Vigorito, il trombettista Giovanni Amato, il
percussionista Pierpaolo Bisogno, l'hammondista Marco Parisi. Da Napoli invece:
il pianista Pino Iodice, il sassofonista Marco Zurzolo, il chitarrista Aldo
Farias ed il batterista Salvatore Tranchini. Dalla capitale, docente di canto,
sará Susanna Stivali. Così, dopo anni, arriva un meritato riconoscimento alla
scuola jazzistica salernitana. "In un Paese come il
nostro dare dignitá alla cultura è difficile - ha detto De Luca - Con questa
iniziativa intendiamo dare il giusto valore al jazz. Un'aula è un primo passo,
ma il nostro intento è anche quello di semplificare la burocrazia che spesso ci rallenta".
Carlo Pecoraro.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO La
storia di Antonio: la burocrazia lo tiene in carcere di Camillo Valgimigli * In un clima
d'indulto e facili scarcerazioni, lascia perplessi la permanenza nel carcere
modenese di Antonio (lo chiameremo così) ma soprattutto sull'efficacia di una
rete che in ogni occasione i nostri amministratori presentano come fiore
all'occhiello e che molti ci invidiano. La sua è una storia di
esperienze sbagliate, di emarginazione, balorda, d'immaturità. Antonio è nato
27 anni fa a Castellamare di Stabia in una famiglia di undici figli (sei maschi
e cinque femmine) che dieci anni fa decise di trasferirsi a Modena. Per le
difficoltà economiche il padre insieme ad 8 figli ritorna a Napoli. E a Antonio
ricomincia a frequentare per due anni a Napoli gruppi amicali marginali e
devianti. Al termine di una carcerazione eseguita a Napoli ritorna a Modena, e
in libertà controllata utilizza una borsa - lavoro, finanziata dal Comune di
Modena, presso una ditta dalla quale viene assunto per due anni. Da 4 o 5 anni
collabora con la mamma alla gestione di un chiosco in centro a Modena: attività
che produce scarsi guadagni, dapprima interrotta e poi riattivata nel 2007 con
un'apertura molto saltuaria. Nel 2003 Antonio conosce Anna, 37enne originaria
di Bologna con un trascorso in carcere per spaccio di sostanze ed una storia di
tossicodipendenza. Dalla loro convivenza nel novembre 2007 nasce un figlio,
risultato positivo alla cocaina alla nascita, affidato da subito all'Ausl che
lo ha collocato presso una famiglia obbligando la madre ad un percorso
terapeutico con il Sert modenese ed entrambi i genitori ad osservazione e
valutazione. A metà gennaio di quest'anno Antonio rientra di nuovo in carcere
per eseguire un residuo di pena di un anno e 27 giorni per diversi furti e guida
senza patente. Reati che Antonio stesso riferisce di "avere commesso in
seguito ad assunzione di alcol, che ritiene episodica e come tale già
superata". Come sottolinea puntualmente il direttore del carcere nella
relazione inviata al Tribunale (relazione a cui facciamo riferimento) Antonio
non sembra rendersi conto della gravità dell'abuso di alcol confermata anche
dal Sert. Puntuale l'avvocato difensore ha chiesto la pena alternativa al
carcere con l'affidamento in prova al Servizio sociale. Nell'udienza del 17
aprile il Tribunale di sorveglianza ha bocciato la richiesta, lasciando in
carcere Antonio basandosi sulla relazione dell'equipe dello stesso carcere,
puntuale psicologicamente, ma che purtroppo conclude testualmente:
"considerata la complessa situazione del detenuto, il programma
prevederebbe dapprima la frequenza di un centro diurno per alcol-dipendenti in
regime di semilibertà e successivamente un inserimento lavorativo protetto.
Posto che al momento non si è in grado di decidere sui tempi previsti per
l'ingresso da concordarsi con il Sert di Modena si esprime parere negativo alla
concessione dell'affidamento al Servizio sociale". E' difficile capire chi
debba prevedere questi tempi, se il Sert o chi altro. Di certo è una sentenza
molto amara. Abbiamo bei corsi e percorsi dai nostri servizi: possibile che non
si riesca a trovarne uno per togliere Antonio dal carcere? * psichiatra.
( da "Provincia Pavese, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco Perversi:
"Gli avvisi non li leggono" Un sms per essere aggiornati Gerenzago
informa i cittadini su tutta l'attività del Comune GERENZAGO. La tecnologia fa
passi da gigante, gli enti comunali sono legati alla burocrazia ma gli amministratori di
Gerenzago si sono resi conto del fatto che un sms, un piccolo messaggio
telefonico, tra comune e cittadini non può affatto guastare. Anzi, può
avvicinare il cittadino all'amministrazione. Ecco, allora, che parte il
nuovissimo metodo di comunicazione e, per l'occasione, il sindaco
Alessandro Perversi spiega nel dettaglio in cosa consiste: "Abbiamo
riscontrato nell'esperienza amministrativa che a causa di un considerevole
incremento demografico e del fatto che tanti, per motivi di studio o di lavoro,
non frequentano i luoghi pubblici e gli esercizi commerciali del paese, gli
avvisi e le informazioni dell'amministrazione comunale raggiungevano solo una
minima parte della popolazione. Lo strumento dei manifesti e delle locandine
affisse in piazza e nei negozi è diventato ormai insufficiente e spesso
assolutamente inefficace. Per poter informare in modo capillare tutti coloro
che sono interessati ad avere notizie sulle attività del comune abbiamo
istituito un servizio di sms". Il primo cittadino spiega come funziona:
"Molto semplice. Chi fosse interessato ad accedere a questo servizio, che
ci tengo a sottolineare è completamente gratuito, può utilizzare il modulo per
la liberatoria all'uso già disponibile in comune e indicare il proprio numero
di cellulare. Il numero sarà custodito dall'amministrazione e usato
esclusivamente per informare il cittadino su tutto ciò che è di rilevanza pubblica.
Come le informazioni su scadenze tributi, come Ici e Tarsu, ordinanze sindacali
e molto altro possa interessare". Insomma: nel comune di Gerenzago anche
il comune si adegua ai tempi. (c.rif.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Conferenza
internazionale, è il giorno delle rivendicazioni: da una nuova legge regionale ai
contributi ai circoli Gli emigrati: ricordatevi sempre di noi E spuntano le
paure di chi ritorna e non vede futuro per i propri figli UMBERTO AIME
CAGLIARI. Il giorno delle testimonianze s'è trasformato in quello delle
rivendicazioni. Da una parte all'altra del mondo, gli emigrati hanno presentato
il conto alla Sardegna. Amore, passione, critiche e accuse si sono intrecciate
nel secondo appuntamento della Conferenza internazionale "I sardi nel
mondo". Dopo diciannove anni di silenzio, la Regione, anche quella
sociale, s'è trovata a che fare con un fuoco di fila. Inaspettato? No, dovevate
aspettarvelo, hanno detto gli emigrati. Inevitabile con la legge regionale
sull'emigrazione vecchia di diciassette anni e soltanto adesso il Consiglio
regionale comincerà a discutere come cambiarla. Oppure i contributi ai circoli
continuano ad arrivare in ritardo, mentre il peso della burocrazia è diventato insopportabile. E
ancora: nei circoli sparsi nel mondo c'è il rischio che le stanze si svuotino,
perché gli emigrati di seconda generazione sentono meno il peso della nostalgia
e dunque queste ambasciate della Sardegna rischiano di chiudere per assenteismo
o astensionismo. Tre problemi, uno dopo l'altro, che sono rimbalzati
nell'auditorium del Conservatorio come biglie di ferro sulle vetrate. "Non
vogliamo - ha detto Mario Delogu delegato del Canada - avere ancora a che fare
con una madre patria ottusa e arroccata nei suoi privilegi. Se dovesse andare
avanti così, il filo già sottile tra noi e voi è destinato a spezzarsi non nei
cuori ma nelle idee, nei progetti. Molto volte ci siamo sentiti come alcuni
santi: citati e venerati nei giorni della festa comandata poi dimenticati il
resto dell'anno. Per chi vive all'estero, tutto questo è diventato
insostenibile e insopportabile". I circoli vogliono cambiare le regole del
confronto: "Il dialogo oggi - è stata la denuncia di Pietro Schirru da
Melbourne - mi sembra solo quello della reciproca sopportazione. Ci sentiamo
messi all'angolo, eppure noi ieri come oggi siamo pronti a continuare nella
nostra doppia missione: essere ancora gli appassionati ambasciatori della
Sardegna all'estero e poi contribuire, con entusiasmo, alla riscossa della
nostra terra in Italia e nel mondo". Semmai con l'elezione diretta dei
consiglieri regionali e prima o poi la riforma dello Statuto, come lo è stato
per la Costituzione con i parlamentari per gli italiani all'estero, dovrà
essere pensata e fatta. Ma il diritto al voto è soltanto un passo, altri sono
meno complicati e possibili subito. Per cominciare, è necessaria una maggiore
considerazione. "è inspiegabile - ha detto Ernestina Meloni, circolo in
Inghilterra - che a Londra i sardi siano stati coinvolti in un'importante e
costosa, quattrocentomila euro, iniziativa di promozione della Sardegna soltanto
due giorni prima dell'inaugurazione. Non possiamo essere chiamati a raccolta
all'ultimo momento perché semmai sono rimaste alcune scatole da spostare.
Sfruttateci ma non solo per le braccia". è il momento delle menti. Ogni
delegato ha dato il suo contribuito su come la Sardegna può rialzarsi in casa
ed essere protagonista all'estero e nel Mediterraneo. Il coreografo Gianni
Garbati del circolo Ichnusa ha detto di prendere esempio dalla Spagna su come
si ottiene un vero bilinguismo: "Facciamoci coraggio, uno con l'altro, per
evitare che il sardo sia condannato a morte sicura". Francesco Laconi
delegato della Francia ha parlato di storia della Sardegna: "Non va
riscritta, c'è ed è forte. Va diffusa da nuovi promotori e voi avete noi in
ogni continente". Maddalena Vitolo ha raccontato che in Germania i circoli
sono riconosciuti come istituzioni culturali, mentre in patria sono relegati al
ruolo di club della nostalgia: "Che errore - ha detto - non averli mai
considerati delle vere ambasciate". Dall'Australia sono arrivati
suggerimenti su come si raggiunge il senso della tolleranza multietnica:
"Oggi deve entrare nel patrimonio del popolo sardo visto che la nostra
isola è diventata punto di arrivo delle migrazioni dall'Africa", ha detto
Pietro Schirru. C'è chi ha proposto la collaborazione continua tra i circoli e
le aziende sarde, per capire quali sono "le loro esigenze
nell'esportazione e quali di queste possono essere soddisfatte dai territori
dove viviamo". Alberto Pisano della Federazione dei sardi in Italia ha
proposto di "costruire un sistema di relazioni internazionali serio e
trasparente". Fino a Domenico Canu, emigrato di ritorno dopo anni e anni
di Germania: "Sono rientrato a casa con la famiglia, ma sono preoccupato:
qui non vedo un futuro per i miei figli e non vorrei che presto siano costretti
a rifare quello che ho fatto io: emigrare. Prego Iddio che non accada".
Oggi le conclusioni con l'intervento del presidente Renato Soru.
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Ictus, in
città manca l'unità intensiva La denuncia dell'associazione Alice: "Siamo
anni in ritardo" Nel 2005 la stroke unit è stata prevista nel piano
sanitario regionale FEDERICO SPANO SASSARI. Ogni anno in Sardegna quattromila
persone vengono colpite da ictus. Nel mondo occidentale è la terza causa di
morte, la seconda causa di demenza e la prima di invalidità. I pazienti che
vengono seguiti in un reparto specializzato, come la stroke unit, hanno un
decorso migliore rispetto a quelli seguiti nei reparti di medicina. A Sassari
la stroke unit non esiste ancora. Nell'isola, l'unico reparto di terapia
intensiva per i pazienti colpiti da ictus è stato istituito nel 2001
all'ospedale Brotzu di Cagliari. Il nuovo piano sanitario regionale, del maggio
2005, prevede la creazione di due nuove stroke unit a Nuoro e a Sassari. Chi
non ha la "fortuna" di vivere nel capo di sotto e ha la sfortuna di
essere colpito da ictus, non riceverà lo stesso trattamento di chi vive nel sud
dell'isola. Inoltre, la tecnica della trombolisi, che riduce i danni celebrali
provocati dall'ischemia, a Sassari non viene praticata regolarmente, perché
ogni volta è necessaria un'autorizzazione. Di questi problemi e della nascita
di Alice Sassari, la sezione cittadina dell'Associazione per la lotta all'ictus
cerebrale, si è parlato mercoledì sera nella sala convegni dell'hotel Grazia
Deledda. L'associazione fu fondata nel 1997 dal neurologo Giuseppe
D'Alessandro. "Abbiamo deciso di fondare Alice Sassari - ha spiegato il
presidente, Aldo Meloni - per diffondere in città la conoscenza delle cause
dell'ictus e quindi la sua prevenzione. Per salvaguardare la dignità del malato
e dei suoi familiari. Per fornire indicazioni precise a sostegno di quelle
famiglie che hanno la disgrazia di doversi confrontare con la realtà traumatica
di un congiunto colpito da ictus. Per questo attiveremo un centro di ascolto e
di sostegno per far sì che nel momento in cui chiunque abbia bisogno di
risposte chiare e servizi adeguati, non si trovi a cozzare contro gli ostacoli
non agevolmente sormontabili posti dalla burocrazia e dalla non conoscenza dei propri diritti". Nel suo
intervento, Aldo Meloni si è chiesto come mai a Sassari non sia stata ancora
istituita la stroke unit, cioè quel reparto, dotato di 4-16 letti, in cui i
colpiti da ictus sono seguiti da un team multidisciplinare di infermieri,
tecnici della riabilitazione e medici competenti ed esclusivamente dedicati
alle malattie cerebrovascolari. Per far funzionare il reparto, è
necessario poter sottoporre tempestivamente i pazienti a una accurata visita
specialistica neurologica e cardiologica, a un completo esame di laboratorio e
a una serie di esami con tecnologie diagnostiche, come l'ecodoppler,
l'ecocardiografia, l'elettrocardiografia, l'elettroencefalografia, la tac, la
risonanza magnetica e l'angiografia. "Alice ora c'è anche a Sassari - ha
concluso Meloni - e aspetta risposte. E non è certo un'attesa carica di livore,
di arroganza, di prepotenza. Semplicemente di ansia, di trepidazione e di
speranza".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Aumenta la
sfiducia nei confronti dei sindacati Dal voto indicatori
preoccupanti: "Troppa burocrazia e poca tutela" di ELENA DEL GIUDICE Conto alla rovescia per
il 1° maggio, la manifestazione-simbolo del lavoro ed anche la manifestazione
più importante che il sindacato organizza ogni anno come celebrazione dei
valori del lavoro, come momento di riflessione sui temi cruciali
dell'occupazione, o della sua mancanza. Raramente per discutere su se
stesso. Nonostante gli inviti, più o meno espliciti, che gli vengono rivolti.
Tute blu sempre meno "rosse" e sempre più "blu", se il blu,
con l'immagine-simbolo del guerriero con la spada, rimanda al simbolo della
Lega Nord. L'analisi del voto alle recenti elezioni politiche ci consegnano,
infatti, fabbriche di tutti i settori in cui la prevalenza degli occupati a
votato per il Carroccio. Gradimento discreto, anche se inferiore, per Di
Pietro, o per La Destra. In flessione decisa il Pd di Veltroni e la Sinistra
arcobaleno. Non è la fabbrica che è cambiata, ma la politica che ha disatteso.
Persino quella che è stata, per anni, il riferimento del mondo operaio. I dati
alla base delle considerazioni sono quelli elaborati dal professor Paolo
Feltrin e da Tolomeo studi e ricerche, in relazione alla tornata elettorale che
si è appena conclusa, con un capitolo specifico dedicato al sindacato, al
giudizio sul sindacato, all'appartenenza ad un sindacato, all'utilità di
esserci all'interno di un sindacato. Ed una prima "bocciatura" arriva
dalla risposta a tre domande: il sindacato difende efficacemente gli interessi
dei lavoratori? Il 16,3 degli intervistati provenienti dal settore privato, nel
2006, era d'accordo con questa affermazione; due anni più tardi, nel 2008, la
percentuale scende al 15,8. Cresce di oltre tre punti percentuali, invece, il
numero di coloro che ritengono il sindacato "una burocrazia
che si occupa solo dei propri interessi", salito in due anni dal 30,1 al
33,9%. Per contro il 53,6% nel 2006 era d'accordo nel dichiarare che
"nonostante gli errori che il sindacato può fare, la sua importanza è
fuori discussione"; ma quest'anno la percentuale scende al 50,3%. E' nel
settore pubblico che il sindacato mantiene la propria roccaforte, perchè è in
questo settore che è maggiore il consento che è in grado di raccogliere. Nel
"pubblico" il 55,2% degli intervistati dichiara che l'importanza del
sindacato è fuori discussione; il 28,6 lo giudica una "burocrazia";
il 16,2 lo ritiene efficace nel difendere gli interessi dei lavoratori.
Nell'immaginario collettivo, Cgil, Cisl e Uil sono comunque fornitori di
servizi ai cittadini per una percentuale oscillante tra il 35,2 e il 42,7%,
mentre per il 30,9 e il 35,5% hanno il compito di "tutelare gli interessi
contrattuali dei lavoratori. Sono difensori dello stato sociale per circa il
18/20% degli intervistati; soggetti che offrono identità e valori per l'8%
circa degli interpellati. Solo il 36,5% del campione - settore privato - si
sente vicino al sindacato e alle sue posizioni, contro il 40,7% del
"pubblico"; il 30,8% è neutro rispetto alle organizzazioni sindacali,
scende al 30,4 nel settore pubblico; mentre il 32,7% degli intervistati del
comparto privato si sente distante, contro il 28,9% del settore pubblico.
( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Aspetta il
rinnovo del permesso da 6 mesi La disavventura di un somalo con lavoro sicuro e
carta d'identità ZELARINO "Informazioni? Impossibile..." ZELARINO. Ha
un lavoro a tempo indeterminato, vive regolarmente nel nostro Paese da sette
anni, vive a Zelarino ed è in possesso di una carta d'identità della Repubblica
Italiana. Della serie: il classico esempio di immigrato integrato senza
problemi. E invece no, perché il somalo Abdinasir Mohamed Hassan, che da quando
si è convertito al cattolicesimo tiene a farsi chiamare Vittorio, aspetta da
sette mesi che gli venga rilasciato il permesso di soggiorno. Residente a
Zelarino, Vittorio racconta in modo pacato la sua vicenda, esibendo un
documento che lascia pochi dubbi: la ricevuta delle Poste Italiane del 20
ottobre del 2007, data in cui Mohamed Hassan ha spedito tutti gli incartamenti
per ottenere il rinnovo, di solito valido per due anni. Da quel giorno nessuna
risposta, con una serie di conseguenze fastidiose, ad esempio il fatto che anche
la sua tessera sanitaria è scaduta. "Avere informazioni è praticamente
impossibile - afferma il somalo cinquantenne - Al telefono non si riesce a
sapere nulla, alle Poste dicono di rivolgersi a Roma". Un viaggetto nella
capitale? Se in passato più volte Mohamed Hassan, che nella vita di tutti i
giorni ha un regolare contratto con un'azienda di Mogliano per curare la
manutenzione di attrezzi da giardino, ha più volte dovuto recarsi a Roma,
stavolta questa soluzione è di fatto impraticabile. Vittorio è costretto ad
aspettare, con difficoltà legate anche alla possibilità di espatriare. Arrivato
nel nostro Paese nel 2001, scappato dalla situazione esplosiva della Somalia,
l'immigrato si è presto integrato, seguendo la trafila, spesso non semplice, a
cui devono sottostare gli extracomunitari. Se non fosse per la dicitura
"non valida per l'espatrio" sul retro, la sua carta d'identità è
uguale in tutto e per tutto a quella di un qualsiasi cittadino italiano.
L'uomo, però, da sei mesi aspetta un permesso di soggiorno, già sicuro che nel
2011, quando matureranno i dieci anni di permanenza sul suolo nazionale,
richiederà la cittadinanza italiana. Per il momento, deve
fare i conti con la nostra burocrazia. E gli resta tanta amarezza in corpo. "In questo modo -
afferma - si mette sullo stesso piano gli immigrati che hanno voglia di
lavorare e rispettano le leggi e quelli che vengono in Italia per delinquere,
gli stessi che dovrebbero essere espulsi dal Paese quando commettono
reati". (m.t.).
( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chirignago. In via Montessori
la Polisportiva San Giorgio chiede garanzie Centro sportivo ko, vince la burocrazia La Municipalità non può stipulare convenzioni: struttura
inutilizzata da mesi CHIRIGNAGO. Le parole contano, specie se di mezzo ci sono
le regole. Chiedere alla Municipalità di Chirignago-Zelarino che davanti alla
differenza tra convenzione e protocollo d'intesa vede stoppata la sua volontà
di assegnare il centro sportivo di via Montessori. Lo stesso, tanto per
fare un ripasso, le cui condizioni precarie a inizio anno avevano fatto
scoppiare un caso. L'inghippo non è solo formale, ma soprattutto sostanziale.
Tutto parte dallo status delle Municipalità: a differenza dei Municipi romani,
infatti, non sono soggetti giuridici, ma emanazioni del Comune a cui vengono concesse
delle deleghe. Fino a qua, nessun problema, se non fosse per il fatto che
questa distinzione comporta una conseguenza sostanziale. Chirignago-Zelarino
può stipulare con una singola associazione un protocollo d'intesa ma non una
convenzione in caso di assegnazione di un singolo spazio. Tradotto: una
convenzione può durare fino a 9 anni, un protocollo al massimo 12 mesi. E qui
viene fuori l'inghippo. Detto che sarebbe già stato individuato un soggetto, la
Polisportiva San Giorgio, a cui affidare l'area, il problema è capire se la
prospettiva di un anno di gestione, rinnovabile ma anche no, non rischi di
allontanare le associazioni. "Ricordiamoci che in via Montessori è
previsto un intervento di copertura del campo da calcetto più piccolo - sottolinea
la presidente municipale Maria Teresa Dini - Per questo cerchiamo una soluzione
formale al problema. Ci rendiamo conto che chiedere a un'associazione uno
sforzo economico sapendo che l'anno successivo lo spazio può essere assegnato a
qualcun altro non è il massimo". Tanto per restare terra terra, la
copertura verrebbe a costare 120.000 euro, mica bruscolini. E per questo la
Polisportiva San Giorgio chiede garanzie, ricordando anche che la questione è
ancora molto confusa. Già, perché ora spunta fuori un altro dettaglio
amministrativo: per l'assegnazione del centro sportivo di via Montessori è
stato pubblicato su internet un altro bando, al quale possono accedere tutte le
associazioni del comune. Chiaro che poi toccherà a Chirignago-Zelarino
scegliere, senza dimenticare che la Municipalità ha già fatto capire che
gradisce assegnare la struttura a un'associazione radicata sul territorio. Se
il problema è tutto burocratico, non sfugge la questione sostanziale: il centro
sportivo è ancora inutilizzato e l'estate si avvicina. E non si può nemmeno
sistemare la nuova recinzione, visto che non esiste una data di assegnazione
dell'area a una singola associazione.
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il presidente Paolo
Piro ha annunciato l'apertura di un ufficio nella palazzina dell'Asi Al molo
industriale la sede della Port Authority Si cerca personale locale: sono
arrivati 30 curriculum PINUCCIO SABA PORTO TORRES. Entro una settimana, al
massimo dieci giorni, l'Autorità portuale del nord Sardegna aprirà un ufficio
staccato a Porto Torres. La novità è stata comunicata dal presidente dell'autorità
portuale Paolo Piro che ha così voluto tranquillizzare gli operatori
portotorresi, preoccupati per le possibili lungaggini nell'attivazione di uno
sportello al quale rivolgersi per le loro attività. Invece di uno sportello, ci
sarà un ufficio vero e proprio che provvisoriamente sarà ospitato nella
palazzina dell'Asi, al porto industriale. Per la verità non si tratta di una
novità in assoluto. La volontà di creare rapidamente un ufficio da parte
dell'Authority era stata anticipata dal sindaco Luciano Mura che aveva
partecipato alla prima riunione del Comitato portuale allargato al porto di
Porto Torres. è invece una piacevole sorpresa questa rapidità di intervento da
parte dell'autorità portuale. Che è una necessità per il miglior funzionamento
dell'intera struttura. E in attesa dell'apertura del nuovo ufficio, due volte
alla settimana il segretario generale dell'autorità portuale, l'ammiraglio
Franco Mulas, sarà a Porto Torres per affrontare le pratiche più urgenti.
Viaggi che Mulas ha già affrontato nelle scorse settimane e che gli hanno
permesso di selezionare quelle richieste che dovrebbero essere evase nel più
breve tempo possibile. E anche in questo caso l'attesa non dovrebbe superare i
dieci giorni. Di una cosa il presidente Paolo Piro è comunque certo: la
"vecchia" autorità portuale non ha alcun intento prevaricatore nei
confronti di Porto Torres. E la prova è nell'istituzione dei comitati
territoriali che garantiscono l'autonomia dei porti. Certo, l'ultima parola per
quanto riguarda l'ufficialità delle decisioni, sarà presa dal comitato portuale
nella sua interezza ma spetterrà agli uffici distaccati e ai comitati
territoriali istruire le pratiche. Autonomia che l'Autorità portuale del Nord
Sardegna vorrebbe evidenziare scegliendo per il nuovo ufficio esclusivamente
personale di Porto Torres. Ovviamente sarà necessaria una selezione (peraltro
già iniziata visto che sono già stati presentati pù di trenta curricula) ma la
speranza dell'Authority è quella di riuscire a pescare fra i portotorresi che hanno
inviato la domanda o che hanno intenzione di farlo. Infine la questione
"lavori". Autorità portuale e amministrazione comunale stipuleranno
una convenzione che trasferisce a quest'ultima l'incarico di gestire gli
interventi. E a proposito di lavori urgenti, se il Genio
civile opere marittime si dovesse impantare nei meandri della burocrazia, niente esclude che possa
intervenire direttamente e stanziando le risorse necessarie la stessa autorità
portuale. Questo perché è necessario accelerare il ritorno delle navi
all'interno del porto commerciale, così da favorire la ripresa del compartio
commerciale.
( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A
CRESPINA I tabaccai presto venderanno le marche da bollo "Ci stiamo
organizzando, la burocrazia è lunga" CRESPINA. Il bar sport
di Crespina ha già richiesto il servizio e sta "scontando" i tempi
della burocrazia. Il tabacchino di Cenaia, invece, ha sempre venduto
marche da bollo "Solo che in questo periodo abbiamo avuto dei problemi
legati ad un lutto in famiglia", dicono. Così le due attività crespinesi si
scusano per il disagio di chi ha lamentato di dover percorrere chilometri in
auto per comperare una semplice marca da bollo. E' successo l'altro ieri ad un
avvocato di Ponsacco, che prima di trovare una marca da bollo per un
certificato da richiedere al Comune, ha dovuto percorrere ben
( da "Giorno, Il (Varese)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VARESE pag. 5 I
giovani riscoprono la vita dei campi Gervasini (Confagricoltura): "Serve
l'aiuto della politica" ASSEMBLEA STAMANE A VILLA PONTI di ELEONORA
MANTICA ? VARESE ? "GLI AGRICOLTORI varesini hanno una gran voglia di
fare. Fortunatamente ci sono tanti giovani che si avvicinano al settore, pronti
a rimboccarsi le maniche e a investire risorse e capacità nel comparto. Per
questo motivo, nel Varesotto, ha ancora senso parlare di agricoltura". È
un messaggio nel complesso positivo quello che il presidente di Confagricoltura
Varese, Pasquale Gervasini, 54 anni, figura storica della categoria, lancerà
questa mattina nel corso dell'annuale assemblea generale dell'associazione che
si terrà alle Ville Ponti. Un appuntamento giunto alla sessantunesima edizione,
un momento per festeggiare e per fare il punto su passato, presente e futuro
del settore agricolo varesino. "Un comparto ? spiega Gervasini - che ha
saputo evolversi e progredire e che in provincia di Varese lo ha fatto in modo
particolare. Oggi l'attività è in mano ai giovani, ragazzi che hanno
trasformato in lavoro la loro passione". Sono poco meno di 5 mila gli
addetti che in provincia di Varese operano nel settore. Di questi, 2500 sono
titolari di imprese agricole o florovivaiste, 500 danno una mano nell'azienda
di famiglia, mentre sono circa duemila i lavoratori dipendenti. IL VARESOTTO
dunque, non è solo terra di fiorenti industrie che hanno portato il nome della
città in tutto il mondo, o di terziario spesso avanzato o avanzatissimo, ma
anche una provincia in cui il settore primario si distingue per l'alta qualità
dei prodotti. Dalla formaggella del Luinese al miele, dal gorgonzola alle pesche
di Monate per arrivare fino ai ricercati asparagi di Cantello: il paniere dei
beni "made in Varese" continua ad allargarsi, nonostante i problemi
che gli agricoltori varesini si trovano ad affrontare. "A livello
provinciale ? continua Gervasini - la nostra agricoltura si trova a fare i
conti con costi e prezzi al consumo in continuo aumento. A livello nazionale,
invece, bisogna affrontare una burocrazia galoppante che ci attanaglia sempre più". Da uno studio di
Confagricoltura, afferma il presidente Gervasini, "risulta che ogni
azienda agricola deve dedicare alla burocrazia circa 100 giornate all'anno". L'assemblea di questa
mattina, alla quale parteciperanno col vice-presidente nazionale di
Confagricoltura Mario Vigo numerose autorità, tra cui il segretario
nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, il neo presidente della
Provincia di Varese Dario Galli, il sindaco di Varese Attilio Fontana, il
presidente della Camera di Commercio Bruno Amoroso e l'onorevole del Pd Daniele
Marantelli, sarà anche l'occasione per lanciare un appello ai politici.
"Chiederemo loro a gran voce ? conclude Gervasini, che avrà accanto il
direttore Riccardo Speroni e i vice-presidente Pier Eugenio Marchesini e Luigi
Guzzetti - che la politica metta al centro l'agricoltura. I nostri parlamentari
e consiglieri devono comprendere concretamente che l'agricoltura deve essere
davvero un settore "primario"".
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA MASSA pag. 6
? MASSA ? BIG PROTAGONISTI ieri a "Spino Fiori... ? MASSA ? BIG
PROTAGONISTI ieri a "Spino Fiorito": Beppe Bigazzi e Marco Columbro sono
stati gli ospiti di eccellenza della rassegna. I due volti noti della tv,
insieme alla giornalista Rosanna Ercole Mellone, all'assessore provinciale
Domenico Ceccotti e al coordinatore del GAS di Massa, Paolo Menchini, si sono
confrontati sul tema del biologico nell'affollata sala di rappresentanza del
Castello Malaspina. "Bio mio, salvaci tu!" questo il titolo
dell'incontro e questa l'unica strada possibile, secondo gli ospiti, per
ritrovare quel senso di rispetto e di sacralità nei confronti dell'uomo e della
terra. E così, dopo una carrellata di prodotti come pasta, olio, pane ormai di
scarsissima qualità, aglio e prezzemolo provenienti dalla Cina, latte importato
e così via, il testimonial della "Prova del Cuoco" ha sottolineato
come la questione del biologico sia una vetta da conquistare passo dopo passo,
partendo anche dalle scelte di ciascuno di noi, ma soprattutto da un
cambiamento delle politiche agrarie. COLUMBRO, convinto sostenitore del
biologico e oggi produttore di olio nella Val d'Orcia, ha suggerito
certificazioni super partes per le aziende bio e maggiori impegni da parte del
Ministero dell'Agricoltura. Dello stesso parere un piccolo
produttore locale intervenuto per sollecitare uno snellimento della burocrazia e aiuti finanziari della regione.
Con galline che producono a cottimo e "rottamate" dopo un anno,
alveari ridotti del 50%, mamme cattive che propinano ai figli merendine e
cioccolatine con soia modificata, l'unica via di fuga, secondo Bigazzi, è la
rivoluzione. Ed è proprio una piccola ma importante rivoluzione quella
che sta attuando il GAS (Gruppo di acquistosolidale) che oggi, come ha spiegato
Menchini, conta all'attivo 400 gruppi in tutta Italia e i cui capisaldi sono il
biologico, la filiera corta, i prodotti locali e il rispetto delle condizioni
di lavoro. Grazie anche al GAS di Carrara, ha precisato l'assessore Ceccotti,
nascerà in Piazza delle Erbe, nel cuore di Carrara, il primo mercato locale di
prodotti biologici. PRIMA di accompagnare il folto pubblico alla degustazione di
vini al buio, il toscanaccio Bigazzi ha espresso parole di elogio per l'evento
dello "Spino Fiorito": "Una iniziativa straordinaria e ben
organizzata, in uno scenario magico ed affascinante, un luogo ideale per
manifestazioni del genere". Annalisa Donadel.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VOLTERRA / VAL DI
CECINA pag. 6 IL SINDACO di Pomarance, Maurizio Maggi, chiederà di essere
ascoltato dal ma... IL SINDACO di Pomarance, Maurizio Maggi, chiederà di essere
ascoltato dal magistrato sulla gestione dell'area del Piuvico e in particolare
in merito "alle insinuazioni rivolte all'amministrazione comunale da
persone prive di senso civico, probabilmente ? dice una nota dell'Unione
democratica per Poamarance ? le stesse ad aver indotto il sequestro dell'area
da parte del Corpo forestale dello Stato circa un anno e mezzo fa. Ora cercano,
a sequestro ancora in corso, di chiamare in causa le responsabilità del Comune
per i tempi di bonifica troppo lunghi. In realtà da allora la bonifica
dell'area è stata affidata all'Arpat, che riceve disposizioni direttamente dal
magistrato, e alle due ditte autorizzate rispettivamente alla caratterizzazione
e alla rimozione dei materiali. Si deve riconoscere ? continua la nota ? che
l'area, la quale conteneva, come le analisi hanno finora dimostrato, unicamente
materiali provenienti dai cantieri per la costruzione del teleriscaldamento,
oltre a modesti residui provenienti da piccole manutenzioni edili, è stata in
gran parte bonificata. Ma si registrano tempi lunghi dovuti
a una burocrazia amorfa,
che lavora senza un reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi
tecnici delle analisi, tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii
delle riunioni già convocate, passano gli anni. Vorremmo però ricordare che fin
da novembre 2006, prima che l'autorità giudiziaria ordinasse il sequestro dell'area,
la ditta responsabile aveva già programmato la bonifica del sito. E' dunque in
malafede chi chiede oggi al Comune di accelerare una bonifica il cui iter è
stato tracciato fin dall'inizio e dipende unicamente dalle ditte autorizzate e
dalle autorità di vigilanza. Ditte alle quali da parecchi mesi
l'amministrazione sta sollecitando di accelerare i tempi".
( da "Nuova Ferrara, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LIDO SPINA. Il
Consorzio Lido Spina si accinge ad eleggere il nuovo direttivo. L'assemblea è
stata fissata per mercoledì 30 aprile alle ore 10 presso il bar Enjoi di
piazzale Caravaggio davanti alla sede. Le adesioni per il direttivo si ricevono
entro domani via fax al numero 0533/333403 oppure per raccomandata. "Come
Consorzio dobbiamo superare una grande difficoltà esistente da tempo, la
difficoltà ad entrare nel Consorzio, presi ognuno dalla propria attività -
afferma Gianfranco Bonazza, presidente uscente - in generale si è poco propensi
a parlare del Lido in generale. Abbiamo centri commerciali certamente in crisi
perchè non fanno promozione tutti assieme, allargandosi alla promozione del
territorio. Una mentalità con la quale rompere e le nuove disponibilità
d'adesione al direttivo sono un segnale in tal senso. Nel prossimo triennio
vogliamo lavorare in questa direzione. Certo, come Consorzio abbiamo come
attività preminenti quali l'organizazione di eventi estivi e la cura del verde
- conlude Bonazza - ma la promozione del territorio e delle nostre attività
deve affiancarlo. L'arredo urbano è primario e, pur lamentando la lentezza
della burocrazia, se siamo propositivi
qualcosa riusciamo a fare. Certo, Lido di Spina è trascurato. Il 7 maggio
saranno aperte le buste per il ponte sul Logonovo e quindi verrà rifatto e
questo è un segnale positivo. Comacchio, vicenda negozi Durante l'ultima seduta
del Consiglio comunale a Comacchio, il consigliere di An Iginio Ferroni ha
sollevato un problema che rigurda diversi prprietari di immobili sul
territorio. Secondo le direttive comunali non si può effettuare la
trasformazione di negozi in appartamenti in determinate aree commerciali.
"Non si è però considerato un aspetto fondamentale - dice Ferroni -
soprattutto a Comacchio centro, in via Mazzini, ci sono diverse realtà che non
superano i
( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Piazza Marconi ora riparte Il 'muro'
all'ex Macello di Giuseppe Bruschi "Mi rendo conto delle preoccupazioni
dei commercianti e dei residenti, capisco la loro esasperazione, ma posso dire
serenamente che l'amministrazione comunale sta facendo di tutto perchè i lavori
riprendano". Così l'assessore ai lavori pubblici, Daniele Soregaroli, che
ieri è intervenuto ancora una volta sul cantiere infinito di piazza Marconi.
L'assessore, che nella riunione del Pd di giovedì sera è stato 'tirato per la
giacca' anche da compagni di partito, ha infatti più volte annunciato che il
cantiere, fermo da settimane dopo la conclusione della fase degli scavi,
sarebbe ripartito dopo le elezioni. Ovviamente quelle di aprile. In effetti
l'altro giorno si sono vasti alcuni tecnici che facevano alcune misurazioni.
Poi più nulla. La spiegazione viene appunto da Soregaroli che ha avuto ulteriori
contatti con la Soprintendenza ai beni archeologici della Lombardia. Obiettivo
era quello di ottenere la necessaria autorizzazione per la rimozione del muro
'neroniano', operazione indispensabile per procedere con la costruzione del
parcheggio interrato. Ebbene il 'pressing' di Soregaroli sulla Soprintendenza
pare abbia avuto successo ed in settimana l'assessore si incontrerà con
l'ispettrice Linn Passi Pitcher per concordare l'intervento. Il problema non è
la demolizione del muro, ma il suo 'trasferimento', naturalmente a pezzi, in un
altro luogo, in attesa che venga trovata la soluzione definitiva. Il muro, come
altri reperti trovati in questi anni, dovranno far parte del grande museo
archeologico che ancora non ha una sede conveniente, visto che san Lorenzo è
troppo piccola. Tornando al muro, la collocazione 'temporanea' è stata
individuata nell'ex Macello, nella omonima via. Lo spazio non manca, anche se
una parte è destinata ai marmisti che, sempre per un latro cantiere sul
cavalcavia, dovranno lasciare il cimitero. Il muro, debitamente ricostruito,
sarà quindi in un luogo sicuro e, in attesa di tempi migliori. Via il muro, ci
vorranno alcuni giorni data al sua estensione (occupa il fronte del palazzo
dell'arte ed il lato verso i portici) si procederà alla rimozione dei
giganteschi cumuli di terreno e quindi l'impresa Paolo Beltrami partirà con la
realizzazione del parcheggio interrato. Che non solo coloro che hanno prenotato
i box attendono, ma che significherà il ritorno della piazza, almeno una parte,
alla sua vocazione mercantile. I programmi del Comune indicano nel 2009 la fine
del parcheggio interrato, ci sarà poi da sistemare il resto con tanto di
servizi, punto di ristoro, panchine, spazi per attività culturali e ricreative.
Insomma dopo tanta attesa, tanta pazienza, l'intervento di
avvocati e la minaccia di far arrivare il Gabibbo, il cantiere riparte. Con
tutte le firme necessarie. L'assessore Soregaroli questa volta è tranquillo e
si augura che il diavolo, cioè la burocrazia ministeriale, non ci metta un altro zampino.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MODENA pag. 13 Nasce
'Badabene' una cooperativa per colf e badanti LA NOVITA' UN AIUTO alle famiglie
che cercano aiuto: è con questo obiettivo che nasce 'Badabene', cooperativa di
utenti la cui sede, in via IV novembre 10/12 (piazza Cittadella) verrà
inaugurata domattina alle 12. AIUTARE chi è alla ricerca di personale per
servizi domiciliari privati, e contemporaneamente sostenere le famiglie
nell'affrontare la parte amministrativa: la cooperativa si propone di diventare
un punto unico di riferimento per quelle famiglie che necessitano di diverse
forme di assistenza domiciliare. Non solo badanti infatti, ma anche colf e baby
sitter, una selezione di personale qualificato che viene fatta di concerto con
i servizi pubblici per garantire soluzioni mirate. 'BADABENE' si presenta come
una risposta concreta ad un doppio problema oggi molto diffuso: trovare un
sostegno qualificato esterno qualificato in caso di bisogno, e poterne
usufruire senza dover affrontare l'incubo e le difficoltà dalla burocrazia. Chi ha la necessità di
ricorrere a una badante o ad un colf avrà ora a disposizione una riserva in
più. Il problema dell'assistenza ai familiari bisognosi ha assunto oggi
dimensioni rilevanti, è ormai un'emergenza sociale collettiva: per questo
motivo un'organizzazione d'impresa, mutualistica e a base associativa dovrebbe
essere in grado di rispondere al meglio ai bisogni delle
famiglie."Quando una famiglia si trova ad affrontare l'assunzione di un
assistente domiciliare privato per qualcuno che non è più autosufficiente, si trova
di fronte a un momento difficile, anche emotivamente ? spiega Barbara Zanni,
presidente della cooperativa ?. Oltre a questo si trova a gestire un iter
burocratico lungo e complicato. 'Badabene' la finalità di accompagnare in
questo percorso, con un sostegno morale e pratico". "SIAMO persone al
servizio delle persone ? prosegue Barbara Zanni ?: vogliamo migliorare le
condizioni di vita dei soci, ovviamente nel pieno rispetto delle regole del
lavoro tutelando le famiglie e le lavoratrici". 'Badabene' vuole
alleggerire il carico sulle famiglie anche da un punto di vista economico: gli
utili derivanti dalla gestione verranno redistribuiti ai soci. Una formula,
quella di coniugare valori e strumenti della solidarietà mutualistica con
l'efficenza organizzativa e imprenditoriale della cooperativa, che permetter di
garantire ai soci servizi qualificati e non onerosi. Fabiana Forni.
( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Da Casalbuttano a San Vito in sicurezza:
lavori per 670mila euro Strada più larga, basta incidenti CASALBUTTANO ?
Seicentosettantamila euro per rifare e allargare un tratto della strada che
collega Casalbuttano a San Vito. In tutto seicento metri di asfalto troppo
stretto, che negli ultimi anni è stato purtroppo anche teatro di due incidenti
mortali. Oltre al progetto e ai soldi (un contributo del Pirellone di 315mila
euro, un mutuo con la Cassa Depositi e prestiti e fondi propri), qualche giorno
fa l'ufficio tecnico del Comune diretto dall'architetto Maria Cristina Orsi ha
bandito la gara d'appalto. Vuol dire che una volta rispettate le scadenze della burocrazia, l'impresa che la vincerà potrebbe aprire il cantiere entro
l'estate. Avrà cinque mesi di tempo per chiuderlo. Secondo la relazione e i
disegni firmati dall'ingegnere bresciano Fabio Scaroni di Montichiari,
l'intervento prevede la sistemazione e l'allargamento della carreggiata dal
ponte sul Naviglio fino alle ultime case della frazione verso la Quinzanese,
con il rifacimento completo della pavimentazione e dei marciapiedi. Nei tratti
più pericolosi dell'arteria spunteranno i dossi artificiali, uno dei quali
diventerà anche attraversamento pedonale all'altezza del parco giochi gestito
dal 'Gruppo Sportivo Amatori', mentre l'incrocio tra le vie Castello e Trieste
sarà rialzato rispetto al piano viabile e segnalato con una pavimentazione
diversa. Sarà potenziata anche l'illuminazione stradale e rifatta completamente
la linea di smaltimento delle acque, che oggi presenta diversi problemi.
"L'infrastruttura ? spiega il sindaco Guido Montagnini ? per l'entità
della spesa, va considerata una delle grandi opere di Casalbuttano per
garantire sicurezza alla viabilità, con un occhio di riguardo a ciclisti e
pedoni. Rappresenta il primo lotto della riqualificazione completa della strada
principale di San Vito, il rettilineo che dalla frazione porta al santuario
della Madonna della Graffignana, lungo il quale verrà costruita una pista
ciclabile". (l.u.).
( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SETTEGIORNI
AGRICOLTURA pag. 24 Assoenologi, contro la burocrazia per la salvezza del nostro
vino ? MILANO ? CRESCE l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed
è vicino il rischio di una crisi di settore che è fortemente determinata da una
molte ingombrante di norme che lo regolano. A delineare lo scenario
schizofrenico del settore vitivinicolo italiano è Assoenologi, l'associazione
degli enologi ed enotecnici italiani, in occasione dell'annuale congresso
dell'organizzazione. A segnare un rallentamento sono i consumi (
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti Pagina 315
I doveri dei parlamentari votati dall'Isola Ascoltare il popolo sardo per non
tradire gli elettori I doveri dei parlamentari votati dall'Isola -->
Ventisette: questo il numero dei parlamentari eletti dal popolo sardo il 13-14
aprile scorsi. 9 senatori e 18 deputati. Tra questi figurano: due ex ministri,
due ex sottosegretari, ex senatori e deputati, un ex Presidente della Regione,
ex assessori e consiglieri regionali, ex sindaci di grandi città. Insomma,
uomini e donne (purtroppo solo 3), che hanno accumulato molta esperienza circa
l'amministrazione della "cosa pubblica", del
"bene comune", della italica burocrazia, dei Palazzi del potere pubblico e delegato. A questi 27,
dunque, scrivo, innanzitutto augurando un fecondo lavoro parlamentare, ma,
soprattutto, chiedendo di non anteporre nulla all'alto servizio che devono
svolgere a beneficio del "bene comune" dei sardi. A voi 27,
questo popolo sovrano ha consegnato una delega che comporta, da parte vostra,
una assunzione, seria e coerente, di responsabilità. E questa al di là degli
schieramenti politici e ideologici ai quali appartenete. Molte volte, nel corso
del vostro lavoro, dovrete - parafrasando un insegnamento del Vangelo -
obbedire al popolo sardo che vi ha eletto, piuttosto che ai vostri partiti e
leaders. Obbedire, in questi casi, vorrà dire: ascoltarlo, conoscerlo,
visitarlo, servirlo, soprattutto là dove questo soffre a causa della
disoccupazione, di una cultura agro-pastorale isolata e patriarcale, di
speranze tradite, del lavoro che viene a mancare o non è più sufficiente per il
benessere e il futuro di molte famiglie. Per questo, coscienti dell'alto
mandato che questo popolo vi ha affidato, insieme e concordi dovrete essere
sempre sensibili, mai distratti, nel sentire il grido del disoccupato, del
giovane che cerca disperatamente una dignitosa occupazione, del padre di
famiglia che rischia il posto di lavoro, del cassintegrato, dell'industria del
turismo, della cultura sarda (vero e proprio patrimonio dell'umanità), delle
comunità sociali della costa come quelle dell'entroterra, dei giovani
imprenditori, dei sindacati, delle associazioni di volontariato. Dovrete
ascoltare anche il grido della Chiesa, dei suoi Vescovi, come questo di Pietro
Meloni: "La gente è alla disperazione: tenta di farsi sentire, in ogni
modo, protestando, non andando a votare. Ecco perché le risposte della classe
dirigente non dovrebbero subire altri ritardi". A voi 27 è chiesto di
unire le forze, la reciproca stima, per servire veramente il "bene
comune", per non tradire il mandato elettorale, per non servirvi della
"politica", ma per contribuire, ognuno per la sua parte, alla
realizzazione di una "giustizia sociale per tutti" anche nella nostra
Sardegna. DON SANDRO SERRERI* Direttore Ufficio diocesano.
( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
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N. 101 del
2008-04-27 pagina 8 Prima l'illusione della borsa di studio, poi l'accusa di
truffa di Stefania Antonetti "Credo davvero che studiare oggi sia
diventato un lusso per pochi. L'università con sua burocrazia è un vortice infernale che
penalizza soprattutto chi come me non riesce a stare dietro a leggi e norme
regionali. E il risultato resta unico: pagare soltanto, tra lo sconforto e la
preoccupazione di non potercela fare". A parlare è una madre genovese che
vinta dalla rabbia ha scelto le pagine del Giornale per denunciare una
situazione ritenuta vergognosa, perché nell'arco della stessa giornata
ha scoperto di dover pagare due rette universitarie, di dover restituire la
borsa di studio regolarmente assegnata a sua figlia con l'aggravante del
pagamento di una penale, pari all'importo della stessa borsa di studio. Il
tutto per la modica cifra di 1.488 euro. E l'ira è esplosa: "Sono una
madre di tre figli con un unico desiderio: la loro laurea. In tanti anni di
vita universitaria i miei figli hanno seguito l'iter di iscrizione per le borse
di studio perché il reddito di mio marito andava sempre diminuendo, ma si
riusciva comunque a risparmiare nelle rette. Negli scorsi anni il secondo
figlio era riuscito a ottenere delle borse di studio, poi all'improvviso basta.
Ma ho tenuto duro, lavorando anche lontano dalla mia famiglia, proprio come le
extracomunitarie, che però hanno più agevolazioni di noi italiane". E la
donna va oltre e non risparmia critiche all'intero apparato burocratico
dell'università genovese, rettore compreso, accusato di non essere vicino a
quei studenti che hanno fatto del diritto allo studio una ragione di vita.
"Ma a quanto pare non è ancora finita. Il giorno 25 marzo - continua la
signora Giuseppina - dopo vari pasticci avvenuti con i bollettini
"folli" di 1650 euro, tenendo presente che mia figlia aveva tramite
internet inviato tutta la documentazione del caso, ho ricevuto due bollettini
da pagare, uno di 362 euro e l'altro di 288 euro". E non basta.
"Infatti - riprende la donna - Lo stesso giorno mi hanno ordinato tramite
raccomandata di pagare anche 832 euro perché mia figlia ha fatto un errore,
forse di valutazione, per cui le è stata assegnata una borsa di studio di 419
euro, che secondo loro non le spettava. E come se non bastasse nella lettera
viene dichiarato che mia figlia, studentessa all'ultimo anno del corso di
laurea di restauro architettonico, è una piccola delinquente e perde il diritto
per sempre di ottenere agevolazioni future". Infatti nella raccomandata
viene specificato che: "in base alla legge regionale 15/2006 oltre al
pagamento di una sanzione di 419 euro pari al doppio di quello ricevuto, viene
disposta anche la perdita del diritto a ottenere altre erogazioni per tutta la
durata degli studi". "Ma per favore - conclude Giuseppina - Abbiamo
sempre pagato regolarmente e questa etichetta è davvero troppo. Ed è per questo
che faccio appello allo stesso rettore per avere chiarimenti e anche le scuse
per questa storia che infanga l'onestà e la buona fede di mia figlia e della
sua famiglia. Perché la ragazza è perfettamente in regola con gli esami e con i
pagamenti e si trova in una condizione economica familiare tale, da aver
diritto, a ottenere una borsa di studio per poter continuare". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bonifica e ritardi
"Sollecitiamo ditte e autorità di vigilanza" POMARANCE. Il sindaco
chiederà di essere ascoltato dal magistrato sulla gestione dell' area del
Piuvico ed in particolare in merito alle insinuazioni rivolte
all'amministrazione comunale da persone prive di senso civico. Queste persone,
probabilmente le stesse ad aver indotto il sequestro dell'area da parte del
corpo forestale dello stato circa un anno e mezzo fa, cercano ora, a sequestro
ancora in corso, di chiamare in causa le responsabilità del Comune per i tempi
di bonifica troppo lunghi. In realtà da allora la bonifica dell'area è stata
affidata ad Arpat, che riceve disposizioni direttamente dal magistrato ed alle
due ditte autorizzate rispettivamente alla caratterizzazione e alla rimozione
dei materiali. Ma si registrano tempi lunghi dovuti ad una burocrazia amorfa, che lavora senza un
reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi tecnici delle analisi,
tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii delle riunioni già convocate,
passano gli anni, tanto che si potrebbe indagare se non vi sia qualcuno
interessato a queste dilatazioni. Vorremmo però ricordare che, fin dal
novembre 2006, cioè prima che l'autorità giudiziaria ordinasse il sequestro
dell'area grazie alle "giornalate" a nome della lista civica Insieme
Per Cambiare, la ditta responsabile aveva già programmato la bonifica del sito.
Quindi, in fondo, questa è la conseguenza di un sequestro che fu, come i fatti
hanno dimostrato, la strada per rinviare a tempo indeterminato la bonifica di
un'area che altrimenti sarebbe già completata. E questo lo sa bene anche la
lista civica che plaudì al sequestro e si vantò di averlo perfino sollecitato.
Ditte alle quali da parecchi mesi l'amministrazione comunale sta sollecitando di
accelerare i tempi, perché l'area venga restituita alla fruizione di tutti i
cittadini evitando ulteriori episodi di scarichi abusivi, come quello di un
mese fa, consistente in plastiche provenienti da tapparelle di finestre, del
quale i carabinieri ed i vigili urbani stanno tuttora cercando i responsabili.
L'Unione democratica per Pomarance.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
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Primo Piano Pagina
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CITTADELLA Massimo
Bitonci si prepara a debuttare in Parlamento. Domani raggiungerà Roma in vista
della prima convocazione a Montecitorio fissata per martedì "Non sarò sindaco
part-time, ho un'ottima squadra" "Cercherò subito di capire perché è
stata scarcerata la banda dei romeni. Spero di entrare nella Commissione sul
bilancio" CittadellaMeno due. Sono i giorni che mancano al debutto
ufficiale in Parlamento dell'onorevole sindaco di Cittadella Massimo Bitonci.
Domani sono previste alcune formalità, l'identificazione dei nuovi eletti, le
tessere, i permessi. Martedì alle dieci prima convocazione a Montecitorio.
Bitonci partirà in aereo domani mattina da Verona, assieme agli altri
parlamentari del Carroccio delle province di Padova, Vicenza e Verona.Come si
sente un leghista di Cittadella a diventare "romano"?"Ho un po'
di paura. Di trovare il "caput" della burocrazia, dello stato apparato,
dell'immobilismo. Temo di dovermi scontrare contro un muro di gomma, con un
sistema che rifiuta di ragionare nel modo veloce e snello a cui sono abituato.
Ma sono fiducioso. La Lega Nord porta in Parlamento un gruppo di giovani,
preparati e convinti. Saremo una spina nel fianco per il Governo. In
senso buono ovviamente".A quale Commissione parlamentare le piacerebbe
prendere parte?"Ho chiesto di aderire a quella sul bilancio o a quella
sugli affari costituzionali interni. La prima perché sono dottore
commercialista, e quindi da sempre mi occupo della materia finanziaria. Ma
anche per portare a casa più facilmente i finanziamenti che servono a questo
territorio per la realizzazione di nuove opere pubbliche e per la sanità. La
seconda perché riguarda il tema della sicurezza, che mi sta molto a cuore. Una
delle prime azioni del futuro Governo sarà l'approvazione di un nuovo pacchetto
sicurezza. Tra le novità, la rivisitazione della normativa in tema di residenza
anagrafica, e l'aumento dei poteri a sindaco e polizia municipale".Proprio
quello che lei sostiene da molto tempo, e che ha dato origine all'editto anti
sbandati."È la gente che chiede queste riforme. Una delle prime cose che
farò in Parlamento sarà anche fare chiarezza su quanto accaduto a Padova nei
giorni scorsi. Non è possibile che una banda di delinquenti venga rimessa in
libertà perché sono scaduti i termini della carcerazione
preventiva".Qualcuno dice che potrebbe essere il futuro Sottosegretario
agli Interni. È vero?"Finora non ho avuto nessuna proposta. Ma non credo.
Sono troppo giovane e alla prima esperienza. Questo però non significa che non
sarò attivo nella predisposizione di progetti o disegni di legge, soprattutto
per risolvere quei problemi che come sindaco ho potuto toccare con
mano".Come cambierà la sua vita di sindaco ora che è anche
onorevole?"Penso che essere anche sindaco sia un valore aggiunto. Serve a
mantenere il contatto con la gente, con i problemi quotidiani, con il
territorio. Da martedì a giovedì sarò a Roma, gli altri giorni a Cittadella.
Per amministrare bene serve una buona organizzazione, più che tanto tempo per
girare le carte. E una squadra di assessori competente. Io in questo sono
fortunato".Ha già scelto chi le farà da "portaborse"?"Il
gruppo della Lega Nord ha una segreteria unica. L'indennità prevista per i
portaborse è devoluta al partito. Proprio come avveniva nel vecchio partito
comunista..."Come si sente due giorni prima di entrare in Parlamento,
emozionato?"Più che altro stimolato. A lavorare per rappresentare
degnamente questo territorio. Spero sia la volta buona per una vera stagione di
riforme. Il nostro Paese ne ha davvero bisogno".G.F.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le malattie rare
sono tante e complesse e se ritarda la diagnosi aumentano le complicazioni per
la salute dei malati, in tanti casi anche gravi.Vorrei portare l'attenzione in
particolare su una di queste malattie rare: la malattia di Behcet. Leggendo le
dichiarazioni delle associazioni che si occupano di questa malattia, pubblicate
su siti Internet e su qualche giornale, si apprende che i malati rischiano
complicazioni gravi alla vista, neurologiche, e tante altre. Dicono per colpa della burocrazia, e delle istituzioni sanitarie nazionali che non accelerano i
tempi di registrazione di un farmaco per poter poi segnarlo come prescrivibile
per la malattia di Behcet.Ora questo farmaco, non avendo l'indicazione per la
malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Azienda sanitaria, agli
Ospedali, e ai centri universitari. In Italia esistono tre centri
clinici in cui viene somministrato, sotto la propria responsabilità e a loro
spese. Il farmaco, dicono i medici e malati, dà risultati molto buoni,
ritardando, bloccando le complicazioni e anche ricuperando la funzionalità di
tanti organi già lesi, migliorando la salute e la qualità della vita dei malati
della sindrome di Behcet.E sì che nella nostra bella Costituzione Italiana sta
scritto che il diritto alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini,
in uguale misura di trattamento, anche per chi ha una malattia rara.Le
normative che hanno istituito il nostro Servizio Sanitario Nazionale contengono
dei principi ottimi, di uguaglianza di trattamento, principi universalistici di
solidarietà su tutto il territorio italiano, normative che contengono anche
degli obiettivi, di prevenzione, cura e riabilitazione per tutti. Questi malati
con la sindrome di Behcet trovano tante difficoltà nel giungere velocemente ad
una diagnosi, tempi di attesa per visite specialistiche impossibili (quattro,
cinque, sei, sette mesi, anche più), carenza di informazione sul territorio,
carenza di cure, costi alti dei farmaci in alcuni casi, disomogeneità della
disponibilità di trattamento e di assistenza.Faccio un grande appello per un
impegno concreto, forte, da parte di tutti, alle istituzioni sanitarie
preposte, sia a livello nazionale, regionale, provinciale, all'Asl, alle Aziende
Ospedaliere, ai Comuni. Un forte appello anche ai mezzi di informazione, dai
giornali, televisione, radio, siti internet, di dedicare più tempo, più spazio
per la salute dei cittadini, per le malattie rare, per questi malati , per i
loro bisogni, di prendersi maggior impegno, invitare a qualche trasmissione
televisiva, alla radio, più spazio sui giornali, alle associazioni delle
malattie rare, ai malati ai loro famigliari che purtroppo sono lasciati quasi
soli, nelle loro sofferenze, nelle loro richieste, per il diritto alla salute.
Un maggiore impegno dobbiamo garantirlo tutti insieme, per far sì che si
realizzi l'obiettivo di un Servizio Sanitario Nazionale sempre migliore, con
meno ostacoli burocratici, con meno tempi di attesa per esami e visite diagnostiche,
e le cure efficaci già esistenti siano disponibili gratuitamente per tutti i
malati di malattie rare in uguale misura su tutto il territorio nazionale, e i
principi di uguaglianza di trattamento siano veramente attuati, e il diritto
alla salute per i cittadini, sia veramente raggiunto e garantito. Se faremo
questo contribuiremo a costruire e a raggiungere l'obiettivo di una società
migliore, con più giustizia sociale, e piena di valori veri, dove la salute, la
vita siano messi al primo posto nella scala dei valori.Francesco Lena.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Storie di ordinaria burocrazia Ha sette decreti di
espulsione Ma un ghanese vive in strada Storie di ordinaria burocrazia, legate all'impossibilità di
espellere concretamente stranieri clandestini e senza documenti. È il caso
dell'uomo ghanese che da tre giorni vive per strada in via Caboto e che le
istituzioni, non sono ancora riuscite a riportare nel suo Paese nonostante i
sette decreti di espulsione. È stato il sindaco Sergio Bolzonello a far
"esplodere" il caso per mettere nero su bianco una situazione
generalizzata, ma che per l'uomo "di via Caboto" ha raggiunto livelli
veramente incredibili. "È a Pordenone dal 2000 - spiega il sindaco - e da
allora ha continuato a vivere di espedienti, senza documenti e affermando, ogni
volta che è stato identificato dalle forze dell'ordine, di provenire dalla
Costa D'Avorio. In realtà noi sappiamo che è Ghanese, anche perchè la stessa
comunità locale che lo conosce non vuole saperne di lui. Ha già collezionato
sette decreti di espulsione, non è una caso assistenziale direttamente
dipendente dal Comune perchè essendo privo di documenti non può avere accesso
alle politiche sociali. Ma posso dire di più. L'assessore Gianni Zanolin nei
mesi scorsi ha inviato una precisa richiesta all'Ambasciata del Ghana in modo da
avere in mano un duplicato dei documenti che consentisse una espulsione reale.
Non è mai arrivata una risposta. I nostri vigili urbani - va avanti il sindaco
- lo hanno portato più volte in Questura, ma sino ad ora non si è concretizzato
nulla. Dopo alcune ore era già in giro per la città. Voglio anche aggiungere
che nonostante le nostre precise richieste, l'uomo non è mai stato neppure
accompagnato al Cpt di Gradisca. Credo - conclude il primo cittadino - che il
Comune abbia fatto tutto il possibile, ma evidentemente i problemi esistono se
nonostante i setti decreti di espulsione è ancora per strada. E le
responsabilità non sono certo dell'amministrazione comunale. Vedremo ora cosa
farà la Lega Nord". Ieri il ghanese non si è visto in via Caboto, evidentemente
ha cambiato zona, ma la situazione non cambia.Intanto, sempre ieri, la
convocazione per martedì prossimo della Circoscrizione di Rorai Cappuccini con
all'ordine del giorno "il parere sulla realizzazione di un centro di prima
accoglienza nell'ambito della proprietà dell'Opera diocesana", ha mandato
in fibrillazione i consiglieri della Lega. Telefoni bollenti per capire di cosa
si potesse trattare e soprattutto già studiate iniziative per "fermare il
nuovo centro che sorgerà in città". In realtà ilgiallo è stato subito
chiarito. Il centro di prima accoglienza in questione altro non è se non la
nuova "casa delle fanciulle" che sarà realizzata a Borgomeduna e che
diventerà un luogo protetto per donne sole con bambini in grave difficoltà
economiche e sociali. L'allarmepadanoè rientrato.ldf.
( da "Virgilio Notizie" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ENTRY Domani si
concludono adempimenti in vista prima seduta martedì postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 27 apr. (Apcom) - Sono una settantina le
'matricole', i deputati che si sono presentati oggi a Montecitorio per
registrarsi in vista della prima seduta della Camera di martedì 29. Dopo una
mattinata di affluenza discreta, nel pomeriggio solo pochi si sono presentati
nella sala della Regina al primo piano del Palazzo per gli adempimenti
burocratici, tra di loro: Eugenia Roccella, eletta nel Pdl, già animatrice del
family day, figlia del parlamentare radicale Franco Roccella. "Ho fatto
politica fuori dalle istituzioni finora - dice ai giornalisti che l'avvicinano
per chiederle le sue prime impressioni - ora sono un pò emozionata ma spero di
poter essere utile. Non c'è continuità tra me e mio padre - aggiunge - e
purtroppo lui non c'è più e non può vedermi qui oggi". Roccella conferma
il suo impegno sui temi della famiglia e delle donne: "Sono ancora una
femminista, sono qui per fare una battaglia per le donne e per la vita" e
poi racconta che Francesco Cossiga le ha mandato un messaggio in occasione
della sua elezione. Altra new entry è lo storico e giornalista di Panorama,
Giancarlo Lehner. I giornalisti sono il terzo gruppo professionale in Parlamento:
"E' giusto che ci sia una folta rappresentanza di giornalisti - osserva il
neoletto nelle file del Pdl -. Siamo una categoria che svolge un ruolo
importante", quindi racconta che la sua candidatura è stata voluta da
Silvio Berlusconi in persona: "E' stata una scelta scellerata"
scherza Lehner con i cronisti che lo interpellano, precisando di non essere
"uno conforme, non sanno chi si sono messi in Parlamento...". Il giornalista lamenta poi l'eccesso di burocrazia anche per la registrazione da parlamentare: "Va sfoltita,
spero che ci riusciremo", da esperto di comunicazione vuole parlare anche
del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la politica che deve
tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa legislatura sarà fondamentale,
ci sono i numeri per governare e per fare alcune cose importanti". Più
tardi sono arrivati Paolo Gentiloni, unico ministro uscente del Pd a
presentarsi per la registrazione, Elisabetta Zamparutti, la radicale eletta nel
Pd, Beatrice Lorenzin e Mario Pepe del Pdl. Le registrazioni continueranno
stasera fino alle 20 e riprenderanno domattina alle 9. La seduta per l'apertura
della XVI legislatura è prevista martedì alle 10.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I due volti di Vipiteno
spiritualità e benessere Marco Ciriello Vipiteno-Sterzing. Silenzio sotto le
Alpi. Una cattedrale di marmo bianco tra autostrada e cimitero racconta il
contrasto: spiritualità/commercio. Le auto corrono verso il Brennero e sembrano
portarsi via, nei bagagliai, i desideri dei morti. Se volti le spalle, a tutto
questo, ti accorgi che il resto sta in fila: strade, case, persone. C'è un
chiaro ordine e una chiara gerarchia. Senti il territorio e la sua storia. Qui,
Heimat (patria dei luoghi, suoni, tradizioni) e Vaterland (patria delle
bandiere, inni e battaglie) hanno trovato un accordo da stile dell'anatra.
Sopra: vedi gli abbracci ma se scavi, intuisci i movimenti per vincere la
corrente, conservarsi la storia, resistere alla fusione. Anche se nessuno lo
dirà apertamente. Strappata all'Austria con la prima guerra mondiale questa
terra è stata usata dal fascismo e ricoperta di privilegi dalla Repubblica, per
farne un vanto, un esempio. Questa schizofrenia politica ancora si sente. Gli
abitanti del Sud Tirolo hanno subito una violenza linguistico-immaginativa
durante il ventennio, al punto che Claus Gatterer ha scritto "eravamo
degli sbandati, la nostra fantasia infantile era divisa, come tutto quello che
gradatamente veniva formando la nostra personalità. La nostra pelle era
menzogna; a casa mentivamo sulla scuola, a scuola mentivamo sulla casa e su noi
stessi". Oggi, seimila abitanti, un italiano ogni sei tedeschi, con una
piccola minoranza di ladini provenienti dalle valli vicine. Scuole miste. La
città di riferimento culturale è Innsbruck (
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pomigliano, ipotesi
di omicidio colposo. Un atto dovuto: da chiarire se ci sia stata negligenza
nell'uso dell'alcol PINO NERI Pomigliano. Una famiglia distrutta dal dolore per
la scomparsa della piccola Francesca Nuzzo, quattro anni appena, morta per il
rogo divampato venerdi mattina dal braciere di casa. Alla giovane mamma,
Rosaria Candela, 22 anni, rimasta ustionata nel tentativo di salvare la figlia,
i familiari non hanno ancora voluto far sapere della morte di Francesca.
Rosaria si trova ricoverata in un reparto dell'ospedale Cardarelli. Non si sa
quando potrà essere dimessa ma le sue condizioni, sia pure molto lentamente,
migliorano. Intanto la magistratura vuole fare piena luce sulla dinamica del terribile
incidente. Per questo motivo, ieri, il pubblico ministero della Procura di
Nola, Giuseppe Cimmarotta, ha iscritto Rosaria nel registro degli indagati.
L'ipotesi di reato è omicidio colposo. Un atto dovuto in casi del genere. In
base alla legge quando si alimenta una brace con l'alcol etilico si commette
una negligenza. E se da questa eventuale negligenza ne sia potuto scaturire un
dramma come quello dell'altro giorno, allora procedere per chiarire diventa la
strada obbligata. I carabinieri venerdì non hanno potuto ricostruire
dettagliatamente la vicenda perché quando sono giunti sul posto la scena
dell'incidente era già stata riordinata. Nessuna traccia. Da qui l'esigenza del
magistrato di ricomporre le sequenze dell'evento nefasto. Un'esigenza procedurale,
che però, come se non bastasse, chiederà a Rosaria Candela un altro momento di
sofferenza. Non appena le sue condizioni lo consentiranno, infatti, la donna
sarà ascoltata dagli inquirenti. Nel frattempo la salma della piccola Francesca
è ancora in obitorio a disposizione del magistrato. Si attende l'ispezione
cadaverica. "Non appena il giudice darà il permesso organizzeremo il
funerale, nella chiesa madre di Pomigliano, la chiesa di San felice",
spiega, addolorato, Giuseppe Candela, 51 anni, operaio del comune di
Pomigliano, padre di Rosaria e nonno materno di Francesca. Le esequie sono
previste entro mercoledì prossimo, ma tutto dipende dai
tempi della burocrazia
giudiziaria. Giuseppe ospita da tempo la figlia nella sua casa popolare di via
Miccoli, periferia est di Pomigliano. Il genero, Domenico Nuzzo, 24 anni, di
Acerra, è disoccupato per cui portare avanti una famiglia già numerosa, con tre
bambini, (Francesca ha lasciato due fratellini più piccoli) richiede l'aiuto
delle famiglie. Una normale convivenza quella consumata nell'affollata
casa di via Miccoli. Nove persone assiepate in quattro stanze, nonno, nonna,
due zii e, appunto, la famiglia di Francesca. Una coabitazione tutto sommato
ordinaria. Fino a quel maledetto venerdì mattina, quando Rosaria decide di
accendere il braciere per arrostire i carciofi. Francesca assiste la mamma, è
incuriosita. Quindi la fiammata, il fuoco che avvolge madre e figlia. Un amico
di famiglia, subito dopo l'accaduto, ha dichiarato ai carabinieri che la
bambina teneva in mano una bottiglia di alcol quando è inciampata sul
battiscopa del balcone per poi cadere sul braciere. Un attimo e la bottiglia è
scoppiata tra le mani della piccola come una molotov. La nonna, Cristina Amato,
non ha potuto vedere niente. Ora ci si chiede se fosse stato possibile evitare
il rogo. "Era una bimba piena di vita. Purtroppo - dice Giuseppe Candela -
quando il diavolo entra in casa tua non c'è niente da fare. Evidentemente certe
cose devono andare come devono andare. Abbiamo fatto tanti sacrifici per questi
nipoti. Ma adesso lasciatemi, mi devo recare in ospedale".
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
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Lucia Annunziata
L'ASSALTO ALLA GRANDE MERETRICE Che un vento politico avviatosi quasi quindici
anni fa al grido di "Roma Ladrona" si scateni alla fine proprio su
Roma, non è affatto sorprendente. A pensarci, anzi, non poteva che concludersi
così. Quel sentimento contro Roma, iniziato come bandiera del separatismo
leghista si è via via gonfiato, nel corso dell'ultimo decennio, di malcontenti
e significati sempre più intensi. La Capitale è diventata il simbolo dei
Palazzi, del Privilegio, dei Salotti, degli Accordi, e infine, tutta insieme,
della Casta, il terreno dove fermenta, e si riproduce all'infinito, una classe
dirigente, papalina o laica, estremista o moderata, tutta omologata alla fine
da una cultura dell'immagine, della Tv, della distanza dal resto del Paese, e,
dunque, dell'inefficienza. Avremmo avuto il risultato che c'è stato a queste
ultime elezioni se al leghismo non si fosse coniugato questo sentimento Anti
Casta? Avrebbero votato a destra pezzi della sinistra se le critiche alle élite
politiche romane non si fossero fatte così aperte, dolorose ed esplicite ?
D'altra parte, il sentimento contro Roma "la Grande Meretrice"
dell'Apocalisse di Giovanni, di San Bonaventura e di Lutero, non è la prima
volta che spunta nella storia; e non sarà nemmeno l'ultima. La contesa per
Roma, anche in epoca moderna, ha sempre segnato l'inizio e la fine di fasi
storiche - la Repubblica Romana del 1849, la breccia di Porta Pia, la fuga
dalla capitale del Re Vittorio Emanuele III nel 1943, Roma città aperta, Roma
delle Fosse Ardeatine, e quella degli scontri di piazza più violenti della
storia repubblicana fra estremismi negli Anni Settanta. Tutto alla fine in
Italia torna su Roma, prepotentemente. Non ci vuole molto dunque a capire
perché la sfida per la guida della Capitale, per cui si vota oggi, abbia
catalizzato l'interesse e le passioni dell'intera nazione: lo scontro fra
Rutelli e Alemanno ha infatti preso nei fatti il significato di una verifica
del voto nazionale. Se anche Roma passa al centro-destra è la certificazione
definitiva della forza del prossimo governo Berlusconi; se invece il
centro-sinistra mantiene la capitale che ha guidato negli ultimi anni significa
che non tutto è perduto, che proprio da Roma ricomincia subito la sua riscossa.
Ma è giusto vivere così intensamente questo scontro, o non è il solito riflesso
mediatico; la solita proiezione, buffonesca e dissacrante, che Roma ama fare di
sé stessa come nel brillante e autoreferenziale circuito intellettuale di
Dagospia? Purtroppo no. Sarebbe più rassicurante per tutti ridurre a un fatto
nervoso la tensione di queste ultime ore fra Alemanno e Rutelli. La verità è
che questa corsa elettorale merita tutta l'attenzione che ha. Al di là dei
luoghi comuni, e dei difetti, Roma rimane infatti il punto determinante nella
gestione dello Stato. In maniera diversa da Milano, certo. Ma forse più
rilevante. Se Milano decide infatti la composizione del potere, è a Roma che si
definisce invece l'equilibrio del potere. Le forze che vi si muovono, pure così
sfacciate e mondane per certi versi, sono la necessaria e inevitabile terra di
cultura di ogni dialogo possibile; il luogo naturale in cui si scuciono e si
ricuciono, ben prima della mediazione parlamentare, idee e rapporti di forza.
La capitale è insomma tradizionalmente la camera di compensazione del governo
nazionale. Ha davvero un governo centrale bisogno di una funzione di questo
tipo alle spalle, ci si potrebbe chiedere? Si potrebbe dire no, e farci anche
una bella figura, appagando un po' di populismo anticasta (tanto a noi
giornalisti non costa molto). Ma la verità è che tutte le idee e le mosse di
governo hanno sempre bisogno di essere saggiate, provate, delineate prima di
essere operative - e non tutti questi passaggi sono "inciucio". Da
Roma operano le grandi Banche, e la Banca d'Italia, le direzioni delle
industrie di Stato; operano Confindustria, i Sindacati, quasi tutta l'industria
culturale italiana, sicuramente quella del cinema e della televisione, e sedi
centrali o nazionali di molti giornali. Roma è il Papa, è la Vecchia
Aristocrazia, nonché il paradiso dei Grandi Padri della Repubblica, e dei tecnici dell'alta burocrazia che mai cambia mentre tutto cambia. In questa città, che è anche
il centro fisico della nazione, tutti questi poteri formidabili colloquiano con
la Politica del governo. Filtrano opinioni e ipotesi, ricevono stimoli e
segnali, aggiustano con il dito mignolo la direzione di una palla di neve,
prima che arrivi a diventare una slavina. La ragione per cui posti
"leggeri" come il ministero dei Beni culturali, o presidenze di
istituti culturali, siano molto ambiti: la cultura è a Roma il liquido
facilitatore di ogni rapporto. Tutto questo è spesso definito, come si diceva,
trasversalismo amorale, decadenza dei salotti. E' talmente forte questa idea
che Bertinotti è caduto proprio sulle accuse di essere entrato in questo gioco.
E certamente c'è sempre dietro l'angolo il pericolo che il dialogo divenga
accordo, e l'accordo diventi criminale. Ma non è necessariamente così. Roma sta
al governo italiano come Washington sta al governo Usa, e come Parigi e Londra
e Mosca stanno ai loro rispettivi governi. Nelle democrazie c'è sempre bisogno
di una sorta di Bicamerale degli intenti, se non delle decisioni, e Roma è da
anni la Bicamerale d'Italia a cielo aperto. Che arrivi a guidarla dunque
Rutelli o Alemanno farà una grande differenza non solo in termini di voti, ma
anche e soprattutto nell'allineamento fra politica e poteri. Milano ha già
fornito la prima tessera di questo equilibrio; Roma completerà, in un verso o
in un altro, il puzzle.