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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL  27-4-2008      #TOP



Report "Burocrazia"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Burocrazia (31)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Spolverina, braccio di ferro Comune-Provincia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia? Forse, ma c'è altro. Tra le due amministrazioni è in atto un silenzioso braccio di ferro sul destino di questa e altre infrastrutture. Come, ad esempio, l'autostazione passante di Borgochiesanuova, che palazzo di Bagno sta progettando nonostante non sia ancora stato trovato con via Roma l'accordo sul finanziamento.

Morti bianche, è allarme ( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è necessario snellire questa eccessiva burocrazia e valorizzare le schede di sicurezza per le tipologie di incidenti più frequenti". Infine, dal confronto è emerso che le aziende a sud di Salerno sono penalizzate perché dopo la tragedia di Montesano, l'attenzione nazionale si è concentrata su questo territorio e le verifiche si susseguono a ripetizione,

SALERNO IN MUSICA ( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "In un Paese come il nostro dare dignitá alla cultura è difficile - ha detto De Luca - Con questa iniziativa intendiamo dare il giusto valore al jazz. Un'aula è un primo passo, ma il nostro intento è anche quello di semplificare la burocrazia che spesso ci rallenta". Carlo Pecoraro.

La storia di Antonio: la burocrazia lo tiene in carcere ( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia lo tiene in carcere di Camillo Valgimigli * In un clima d'indulto e facili scarcerazioni, lascia perplessi la permanenza nel carcere modenese di Antonio (lo chiameremo così) ma soprattutto sull'efficacia di una rete che in ogni occasione i nostri amministratori presentano come fiore all'occhiello e che molti ci invidiano.

Un sms per essere aggiornati gerenzago informa i cittadini su tutta l'attività del comune ( da "Provincia Pavese, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli enti comunali sono legati alla burocrazia ma gli amministratori di Gerenzago si sono resi conto del fatto che un sms, un piccolo messaggio telefonico, tra comune e cittadini non può affatto guastare. Anzi, può avvicinare il cittadino all'amministrazione. Ecco, allora, che parte il nuovissimo metodo di comunicazione e, per l'occasione,

Gli emigrati: ricordatevi sempre di noi - umberto aime ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mentre il peso della burocrazia è diventato insopportabile. E ancora: nei circoli sparsi nel mondo c'è il rischio che le stanze si svuotino, perché gli emigrati di seconda generazione sentono meno il peso della nostalgia e dunque queste ambasciate della Sardegna rischiano di chiudere per assenteismo o astensionismo.

Ictus, in città manca l'unità intensiva - federico spano ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e dalla non conoscenza dei propri diritti". Nel suo intervento, Aldo Meloni si è chiesto come mai a Sassari non sia stata ancora istituita la stroke unit, cioè quel reparto, dotato di 4-16 letti, in cui i colpiti da ictus sono seguiti da un team multidisciplinare di infermieri, tecnici della riabilitazione e medici competenti ed esclusivamente dedicati alle malattie cerebrovascolari.

Aumenta la sfiducia nei confronti dei sindacati ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sfiducia nei confronti dei sindacati Dal voto indicatori preoccupanti: "Troppa burocrazia e poca tutela" di ELENA DEL GIUDICE Conto alla rovescia per il 1° maggio, la manifestazione-simbolo del lavoro ed anche la manifestazione più importante che il sindacato organizza ogni anno come celebrazione dei valori del lavoro, come momento di riflessione sui temi cruciali dell'occupazione,

Aspetta il rinnovo del permesso da 6 mesi ( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: deve fare i conti con la nostra burocrazia. E gli resta tanta amarezza in corpo. "In questo modo - afferma - si mette sullo stesso piano gli immigrati che hanno voglia di lavorare e rispettano le leggi e quelli che vengono in Italia per delinquere, gli stessi che dovrebbero essere espulsi dal Paese quando commettono reati".

Centro sportivo ko, vince la burocrazia ( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vince la burocrazia La Municipalità non può stipulare convenzioni: struttura inutilizzata da mesi CHIRIGNAGO. Le parole contano, specie se di mezzo ci sono le regole. Chiedere alla Municipalità di Chirignago-Zelarino che davanti alla differenza tra convenzione e protocollo d'intesa vede stoppata la sua volontà di assegnare il centro sportivo di via Montessori.

Al molo industriale la sede della port authority - pinuccio saba ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se il Genio civile opere marittime si dovesse impantare nei meandri della burocrazia, niente esclude che possa intervenire direttamente e stanziando le risorse necessarie la stessa autorità portuale. Questo perché è necessario accelerare il ritorno delle navi all'interno del porto commerciale, così da favorire la ripresa del compartio commerciale.

I tabaccai presto venderanno le marche da bollo ci stiamo organizzando, la burocrazia è lunga ( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A CRESPINA I tabaccai presto venderanno le marche da bollo "Ci stiamo organizzando, la burocrazia è lunga" CRESPINA. Il bar sport di Crespina ha già richiesto il servizio e sta "scontando" i tempi della burocrazia. Il tabacchino di Cenaia, invece, ha sempre venduto marche da bollo "Solo che in questo periodo abbiamo avuto dei problemi legati ad un lutto in famiglia", dicono.

I giovani riscoprono la vita dei campi ( da "Giorno, Il (Varese)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisogna affrontare una burocrazia galoppante che ci attanaglia sempre più". Da uno studio di Confagricoltura, afferma il presidente Gervasini, "risulta che ogni azienda agricola deve dedicare alla burocrazia circa 100 giornate all'anno". L'assemblea di questa mattina, alla quale parteciperanno col vice-presidente nazionale di Confagricoltura Mario Vigo numerose autorità,

MASSA BIG PROTAGONISTI ieri a "Spino Fiori ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dello stesso parere un piccolo produttore locale intervenuto per sollecitare uno snellimento della burocrazia e aiuti finanziari della regione. Con galline che producono a cottimo e "rottamate" dopo un anno, alveari ridotti del 50%, mamme cattive che propinano ai figli merendine e cioccolatine con soia modificata, l'unica via di fuga, secondo Bigazzi, è la rivoluzione.

IL SINDACO di Pomarance, Maurizio Maggi, chiederà di essere ascoltato dal ma ( da "Nazione, La (Livorno)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma si registrano tempi lunghi dovuti a una burocrazia amorfa, che lavora senza un reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi tecnici delle analisi, tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii delle riunioni già convocate, passano gli anni. Vorremmo però ricordare che fin da novembre 2006, prima che l'autorità giudiziaria ordinasse il sequestro dell'

Il Consorzio Spina verso il rinnovo Cercasi adesioni ( da "Nuova Ferrara, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, se siamo propositivi qualcosa riusciamo a fare. Certo, Lido di Spina è trascurato. Il 7 maggio saranno aperte le buste per il ponte sul Logonovo e quindi verrà rifatto e questo è un segnale positivo. Comacchio, vicenda negozi Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale a Comacchio, il consigliere di An Iginio Ferroni ha sollevato un problema che rigurda diversi prprietari

Piazza Marconi ora riparte Il 'muro' all'ex Macello ( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Insomma dopo tanta attesa, tanta pazienza, l'intervento di avvocati e la minaccia di far arrivare il Gabibbo, il cantiere riparte. Con tutte le firme necessarie. L'assessore Soregaroli questa volta è tranquillo e si augura che il diavolo, cioè la burocrazia ministeriale, non ci metta un altro zampino.

Nasce 'Badabene' una cooperativa per colf e badanti ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Chi ha la necessità di ricorrere a una badante o ad un colf avrà ora a disposizione una riserva in più. Il problema dell'assistenza ai familiari bisognosi ha assunto oggi dimensioni rilevanti, è ormai un'emergenza sociale collettiva: per questo motivo un'organizzazione d'impresa, mutualistica e a base associativa dovrebbe essere in grado di rispondere al meglio ai bisogni

Strada più larga, basta incidenti ( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scadenze della burocrazia, l'impresa che la vincerà potrebbe aprire il cantiere entro l'estate. Avrà cinque mesi di tempo per chiuderlo. Secondo la relazione e i disegni firmati dall'ingegnere bresciano Fabio Scaroni di Montichiari, l'intervento prevede la sistemazione e l'allargamento della carreggiata dal ponte sul Naviglio fino alle ultime case della frazione verso la Quinzanese,

Assoenologi, contro la burocrazia per la salvezza del nostro vino ( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 24 Assoenologi, contro la burocrazia per la salvezza del nostro vino ? MILANO ? CRESCE l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore che è fortemente determinata da una molte ingombrante di norme che lo regolano.

Ascoltare il popolo sardo per non tradire gli elettori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del "bene comune", della italica burocrazia, dei Palazzi del potere pubblico e delegato. A questi 27, dunque, scrivo, innanzitutto augurando un fecondo lavoro parlamentare, ma, soprattutto, chiedendo di non anteporre nulla all'alto servizio che devono svolgere a beneficio del "bene comune" dei sardi.

Prima l'illusione della borsa di studio, poi l'accusa di truffa ( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: università con sua burocrazia è un vortice infernale che penalizza soprattutto chi come me non riesce a stare dietro a leggi e norme regionali. E il risultato resta unico: pagare soltanto, tra lo sconforto e la preoccupazione di non potercela fare". A parlare è una madre genovese che vinta dalla rabbia ha scelto le pagine del Giornale per denunciare una situazione ritenuta vergognosa,

Sollecitiamo ditte e autorità di vigilanza ( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma si registrano tempi lunghi dovuti ad una burocrazia amorfa, che lavora senza un reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi tecnici delle analisi, tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii delle riunioni già convocate, passano gli anni, tanto che si potrebbe indagare se non vi sia qualcuno interessato a queste dilatazioni.

<Il momento giusto per cambiare l'Italia> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Su tutto, l'eccesso di burocrazia. Ma gli investitori internazionali sono spaventati anche dagli enormi poteri di veto che, in Italia, sono di gran lunga superiori rispetto ad altri Paesi. Bisogna riformare la giustizia. Manca la certezza del diritto. Una ricetta per la Sardegna?

<Non sarò sindaco part-time, ho un'ottima squadra> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di trovare il "caput" della burocrazia, dello stato apparato, dell'immobilismo. Temo di dovermi scontrare contro un muro di gomma, con un sistema che rifiuta di ragionare nel modo veloce e snello a cui sono abituato. Ma sono fiducioso. La Lega Nord porta in Parlamento un gruppo di giovani, preparati e convinti.

Lotta a un male ignorato, la sindrome di Behcet ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dicono per colpa della burocrazia, e delle istituzioni sanitarie nazionali che non accelerano i tempi di registrazione di un farmaco per poter poi segnarlo come prescrivibile per la malattia di Behcet.Ora questo farmaco, non avendo l'indicazione per la malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Azienda sanitaria, agli Ospedali,

Ha sette decreti di espulsione Ma un ghanese vive in strada ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Ha sette decreti di espulsione Ma un ghanese vive in strada Storie di ordinaria burocrazia, legate all'impossibilità di espellere concretamente stranieri clandestini e senza documenti. È il caso dell'uomo ghanese che da tre giorni vive per strada in via Caboto e che le istituzioni, non sono ancora riuscite a riportare nel suo Paese nonostante i sette decreti di espulsione.

CAMERA/ SETTANTA DEPUTATI REGISTRATI OGGI, MOLTI SONO NEW ( da "Virgilio Notizie" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il giornalista lamenta poi l'eccesso di burocrazia anche per la registrazione da parlamentare: "Va sfoltita, spero che ci riusciremo", da esperto di comunicazione vuole parlare anche del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la politica che deve tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa legislatura sarà fondamentale,

I DUE VOLTI DI VIPITENO SPIRITUALITà E BENESSERE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia nell'amministrazione italiana che fa sempre rima con fisco e imposizione. Sa di governare un posto che è un'isola di benessere, sa di avere già molti privilegi ma chiedere di più non è peccato. Ci lascia con una smorfia di dissenso, gli avevamo chiesto se era d'accordo con Leonardo Sciascia che riteneva la famiglia la più forte delle patrie.

POMIGLIANO, IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO. UN ATTO DOVUTO: DA CHIARIRE SE CI SIA STATA NEGLIGENZA NELL'USO DELL'ALCOL ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma tutto dipende dai tempi della burocrazia giudiziaria. Giuseppe ospita da tempo la figlia nella sua casa popolare di via Miccoli, periferia est di Pomigliano. Il genero, Domenico Nuzzo, 24 anni, di Acerra, è disoccupato per cui portare avanti una famiglia già numerosa, con tre bambini, (Francesca ha lasciato due fratellini più piccoli) richiede l'aiuto delle famiglie.

L'ASSALTO ALLA GRANDE MERETRICE ( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e dei tecnici dell'alta burocrazia che mai cambia mentre tutto cambia. In questa città, che è anche il centro fisico della nazione, tutti questi poteri formidabili colloquiano con la Politica del governo. Filtrano opinioni e ipotesi, ricevono stimoli e segnali, aggiustano con il dito mignolo la direzione di una palla di neve,


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Spolverina, braccio di ferro Comune-Provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Nicola Corradini Spolverina, braccio di ferro Comune-Provincia Battù frena sul passaggio di proprietà: prima di darcela devono sistemarla E il capogruppo Pd a palazzo di Bagno chiede a via Roma le corsie-bus a Mulina Doveva essere un passaggio automatico. Dopo la realizzazione dell'Asse sud, la Spolverina sarebbe diventata una strada comunale, con alberi, marciapiedi, lampioni. E invece, a tangenziale finita, la transazione da Provincia a Comune è ferma. Burocrazia? Forse, ma c'è altro. Tra le due amministrazioni è in atto un silenzioso braccio di ferro sul destino di questa e altre infrastrutture. Come, ad esempio, l'autostazione passante di Borgochiesanuova, che palazzo di Bagno sta progettando nonostante non sia ancora stato trovato con via Roma l'accordo sul finanziamento. A scoperchiare la pentola è l'ennesima richiesta partita dagli abitanti della periferia sud (di cui parliamo qui sotto) di realizzare un passaggio pedonale sulla Spolverina che consenta di raggiungere in sicurezza da Borgochiesanuova il supermercato che sta sull'altro lato dell'arteria. Girando la richiesta all'assessore Luciano Battù si ottiene una risposta, per certi versi, inaspettata. "La Spolverina è provinciale e non possiamo intervenire. Ma si può trovare un accordo, dal momento che la stessa amministrazione provinciale ha già chiesto il declassamento dell'arteria a comunale", dice l'assessore. Ma come? Non era già tutto deciso? Quando l'asse sud non era nemmeno un progetto esecutivo, tanto via Roma quanto palazzo di Bagno spiegavano che con quell'infrastruttura si sarebbe potuto ridurre il traffico sulla Spolverina e che questa sarebbe diventata una normale strada comunale. "Ed è così - dice Battù - ma il declassamento comporta la responsabilità da parte della Provincia di consegnarci la Spolverina con tutte le opere che siano riferibili ad una strada comunale. Mi riferisco ai passaggi pedonali, ma anche alla messa in sicurezza della rotatoria tra strada Lago Paiolo e la circonvallazione. Opere che hanno un costo e dovremo incontrare la Provincia per metterci d'accordo". Viene il sospetto che non ci sia solo questo in ballo. Ad esempio, il Comune contribuirà a realizzare la biglietteria dell'autostazione passante davanti Itis e Vinci e una fermata davanti all'ingresso del nuovo ospedale (costo globale sui 400mila euro), che il vice presidente della Provincia, Claudio Camocardi ha inserito nel piano trasporto 2008-2010 e che i tecnici di palazzo di Bagno stanno già progettando? "Ci hanno chiesto un cofinanziamento - dice Battù - ma non è di nostra competenza, come pure non lo è la fermata ferroviaria che la Provincia intende realizzare dietro l'Itis. Opere utili, s'intende, ma il Comune non ha tutte quelle risorse. Si voleva realizzarla nell'ambito del Pru, ma il comitato di vigilanza ha stabilito che la priorità è il sottopasso pedonale tra Due Pini e Itis che Unieco sta progettando. Dobbiamo trovare assieme la soluzione". Battù cerca l'approccio diplomatico, ma è chiaro che per i due enti la questione infrastrutture è un tasto molto dolente. Non è una novità assoluta per la verità (tra i precedenti ci sono piazzale Mondadori e la ciclabile Angeli-Grazie) e la comune appartenenza al Pd di buona parte dei membri dei due esecutivi non sembra migliorare la situazione. Basta pensare che il capogruppo Pd (con le dimissioni congelate) in Provincia, Giacomo Caramaschi, ha presentato, contestualmente al piano trasporti, un'interpellanza per chiedere al presidente Fontanili di "richiedere al Comune" l'istituzione di una corsia preferenziale sul ponte dei Mulini per i bus che entrano in città. L'obiettivo è permettere ai mezzi pubblici di evitare le code che si formano nelle ore di punta in quel trafficato nodo. "Non sapevo nulla di quest'interpellanza - commenta Battù - ma è un altro sacrificio economico chiesto al Comune, dimenticando che stiamo realizzando un rondò con l'uscita per via Trento riservata ai bus".

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Morti bianche, è allarme (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lombardi: "Investiremo sulla sicurezza" " "Morti e incidenti fotocopia? Porterò i dati, riferiti dall'Asl Salerno 3, in sede di Comitato nazionale dell'Ance e chiederò azioni mirate nei confronti delle tre tipologie classiche di incidenti sul lavoro, ovvero cadute dall'alto, seppellimento e folgorazione". Davanti ai numeri, impietosi, che ogni giorno portano tristemente ad aggiornare la lista dei morti sui luoghi di lavoro, il presidente dell'Ance, Antonio Lombardi, annuncia battaglia. " Un confronto ad hoc su queste tematiche si è tenuto all'interno della Fiera campionaria "Cittá di Vallo", in corso di svolgimento presso i padiglioni espositivi del quartiere fieristico vallese, con la presenza di esponenti sindacali, come Luigi Ciancio, segretario della Feneal-Uil, e di rappresentanti politici ed amministrativi, come Massimo Cariello, assessore provinciale al Lavoro. A porre sul tavolo del confronto la questione delle "morti fotocopia" è stato il direttore del Dipartimento Spsal dell'Asl Salerno 3, Francesco Meoli. Intanto, Lombardi, rincara la dose, offrendo dati e possibili soluzioni: "Dai dati Inail a nostra disposizione - spiega Lombardi - finora avevamo i parametri statistici, ma non le cause e il contesto alla base degli incidenti. Sul fronte della sicurezza, l'associazione ha in atto il più grande investimento in termini economici, con 300 enti paritetici di settore che investono tre miliardi di euro in sicurezza in Italia. E nel comitato nazionale dell'Ance stiamo proprio decidendo le strade da seguire". Ed ancora, per l'imprenditore vallese è necessario snellire la parte burocratica, dopo il varo del testo unico, uno strumento adottato per contrastare il sommerso, ma difficile da attuare: "Per vincere la battaglia contro le morti e gli incidenti sul lavoro - conclude Lombardi - è necessario snellire questa eccessiva burocrazia e valorizzare le schede di sicurezza per le tipologie di incidenti più frequenti". Infine, dal confronto è emerso che le aziende a sud di Salerno sono penalizzate perché dopo la tragedia di Montesano, l'attenzione nazionale si è concentrata su questo territorio e le verifiche si susseguono a ripetizione, con inevitabili danni per le imprese locali. Marco Rizzo.

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SALERNO IN MUSICA (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ieri l'inaugurazione con il sindaco De Luca al Teatro delle Arti, dove si svolgeranno i corsi SALERNO IN MUSICA Lanocita: "Adesso puntiamo a creare un'universitá del jazz" Nuova aula per il Conservatorio Sul modello di Boston attivate cattedre per tutti gli strumenti " Salerno. "Il conservatorio sempre più presente in cittá". Franco Massimo Lanocita, presidente del Conservatorio di Salerno, ha salutato così, ieri mattina, l'inaugurazione di una nuova aula, presso il Teatro delle Arti, dove si svolgeranno i corsi del triennio di jazz. "La nostra idea - ha spiegato il presidente - è quella di puntare ad una vera e propria universitá del jazz". Attivo ormai da tre anni, il triennio sperimentale di jazz di primo livello conta ormai circa un centinaio di allievi. " "Un risultato importante - spiega il direttore Francesco De Mattia - Adesso il nostro impegno sará quello di avere a Salerno anche il biennio, così da avere una formazione completa". "Il corso è strutturato sul modello della Berklee (l'universitá della musica di Boston, ndr) - spiega Sandro Deidda - Abbiamo attivato le cattedre di tutti gli strumenti, addirittura quella di organo Hammond, unica in Italia". Ottimismo anche sulla ristrutturazione del "Martucci" di Salerno: "Il Comune ha definito la sua collocazione nell'attuale sede - spiega Lanocita - ed ora siamo a lavoro per intercettare i fondi e dare inizio alla ristrutturazione". Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, invece, per la prima volta parla di coordinamento delle attivitá jazzistiche: dal Conservatorio al festival del jazz salernitano, il tutto sotto l'ala protettiva del Teatro delle Arti che dopo danza, teatro e cinema si completerá anche attraverso una programmazione di musica afro-americanma. A coordinare il triennio il Maestro Antonio Florio (unico docente interno del Conservatorio) e il sassofonista Sandro Deidda. Nutrita la squadra dei docenti, composta dal meglio del jazz campano e non solo. Salernitani, oltre a Sandro, anche i fratelli Dario e Alfonso, così come di casa nostra sono il pianista Guglielmo Guglielmi, il contrabbassista Aldo Vigorito, il trombettista Giovanni Amato, il percussionista Pierpaolo Bisogno, l'hammondista Marco Parisi. Da Napoli invece: il pianista Pino Iodice, il sassofonista Marco Zurzolo, il chitarrista Aldo Farias ed il batterista Salvatore Tranchini. Dalla capitale, docente di canto, sará Susanna Stivali. Così, dopo anni, arriva un meritato riconoscimento alla scuola jazzistica salernitana. "In un Paese come il nostro dare dignitá alla cultura è difficile - ha detto De Luca - Con questa iniziativa intendiamo dare il giusto valore al jazz. Un'aula è un primo passo, ma il nostro intento è anche quello di semplificare la burocrazia che spesso ci rallenta". Carlo Pecoraro.

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La storia di Antonio: la burocrazia lo tiene in carcere (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO La storia di Antonio: la burocrazia lo tiene in carcere di Camillo Valgimigli * In un clima d'indulto e facili scarcerazioni, lascia perplessi la permanenza nel carcere modenese di Antonio (lo chiameremo così) ma soprattutto sull'efficacia di una rete che in ogni occasione i nostri amministratori presentano come fiore all'occhiello e che molti ci invidiano. La sua è una storia di esperienze sbagliate, di emarginazione, balorda, d'immaturità. Antonio è nato 27 anni fa a Castellamare di Stabia in una famiglia di undici figli (sei maschi e cinque femmine) che dieci anni fa decise di trasferirsi a Modena. Per le difficoltà economiche il padre insieme ad 8 figli ritorna a Napoli. E a Antonio ricomincia a frequentare per due anni a Napoli gruppi amicali marginali e devianti. Al termine di una carcerazione eseguita a Napoli ritorna a Modena, e in libertà controllata utilizza una borsa - lavoro, finanziata dal Comune di Modena, presso una ditta dalla quale viene assunto per due anni. Da 4 o 5 anni collabora con la mamma alla gestione di un chiosco in centro a Modena: attività che produce scarsi guadagni, dapprima interrotta e poi riattivata nel 2007 con un'apertura molto saltuaria. Nel 2003 Antonio conosce Anna, 37enne originaria di Bologna con un trascorso in carcere per spaccio di sostanze ed una storia di tossicodipendenza. Dalla loro convivenza nel novembre 2007 nasce un figlio, risultato positivo alla cocaina alla nascita, affidato da subito all'Ausl che lo ha collocato presso una famiglia obbligando la madre ad un percorso terapeutico con il Sert modenese ed entrambi i genitori ad osservazione e valutazione. A metà gennaio di quest'anno Antonio rientra di nuovo in carcere per eseguire un residuo di pena di un anno e 27 giorni per diversi furti e guida senza patente. Reati che Antonio stesso riferisce di "avere commesso in seguito ad assunzione di alcol, che ritiene episodica e come tale già superata". Come sottolinea puntualmente il direttore del carcere nella relazione inviata al Tribunale (relazione a cui facciamo riferimento) Antonio non sembra rendersi conto della gravità dell'abuso di alcol confermata anche dal Sert. Puntuale l'avvocato difensore ha chiesto la pena alternativa al carcere con l'affidamento in prova al Servizio sociale. Nell'udienza del 17 aprile il Tribunale di sorveglianza ha bocciato la richiesta, lasciando in carcere Antonio basandosi sulla relazione dell'equipe dello stesso carcere, puntuale psicologicamente, ma che purtroppo conclude testualmente: "considerata la complessa situazione del detenuto, il programma prevederebbe dapprima la frequenza di un centro diurno per alcol-dipendenti in regime di semilibertà e successivamente un inserimento lavorativo protetto. Posto che al momento non si è in grado di decidere sui tempi previsti per l'ingresso da concordarsi con il Sert di Modena si esprime parere negativo alla concessione dell'affidamento al Servizio sociale". E' difficile capire chi debba prevedere questi tempi, se il Sert o chi altro. Di certo è una sentenza molto amara. Abbiamo bei corsi e percorsi dai nostri servizi: possibile che non si riesca a trovarne uno per togliere Antonio dal carcere? * psichiatra.

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Un sms per essere aggiornati gerenzago informa i cittadini su tutta l'attività del comune (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco Perversi: "Gli avvisi non li leggono" Un sms per essere aggiornati Gerenzago informa i cittadini su tutta l'attività del Comune GERENZAGO. La tecnologia fa passi da gigante, gli enti comunali sono legati alla burocrazia ma gli amministratori di Gerenzago si sono resi conto del fatto che un sms, un piccolo messaggio telefonico, tra comune e cittadini non può affatto guastare. Anzi, può avvicinare il cittadino all'amministrazione. Ecco, allora, che parte il nuovissimo metodo di comunicazione e, per l'occasione, il sindaco Alessandro Perversi spiega nel dettaglio in cosa consiste: "Abbiamo riscontrato nell'esperienza amministrativa che a causa di un considerevole incremento demografico e del fatto che tanti, per motivi di studio o di lavoro, non frequentano i luoghi pubblici e gli esercizi commerciali del paese, gli avvisi e le informazioni dell'amministrazione comunale raggiungevano solo una minima parte della popolazione. Lo strumento dei manifesti e delle locandine affisse in piazza e nei negozi è diventato ormai insufficiente e spesso assolutamente inefficace. Per poter informare in modo capillare tutti coloro che sono interessati ad avere notizie sulle attività del comune abbiamo istituito un servizio di sms". Il primo cittadino spiega come funziona: "Molto semplice. Chi fosse interessato ad accedere a questo servizio, che ci tengo a sottolineare è completamente gratuito, può utilizzare il modulo per la liberatoria all'uso già disponibile in comune e indicare il proprio numero di cellulare. Il numero sarà custodito dall'amministrazione e usato esclusivamente per informare il cittadino su tutto ciò che è di rilevanza pubblica. Come le informazioni su scadenze tributi, come Ici e Tarsu, ordinanze sindacali e molto altro possa interessare". Insomma: nel comune di Gerenzago anche il comune si adegua ai tempi. (c.rif.).

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Gli emigrati: ricordatevi sempre di noi - umberto aime (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Conferenza internazionale, è il giorno delle rivendicazioni: da una nuova legge regionale ai contributi ai circoli Gli emigrati: ricordatevi sempre di noi E spuntano le paure di chi ritorna e non vede futuro per i propri figli UMBERTO AIME CAGLIARI. Il giorno delle testimonianze s'è trasformato in quello delle rivendicazioni. Da una parte all'altra del mondo, gli emigrati hanno presentato il conto alla Sardegna. Amore, passione, critiche e accuse si sono intrecciate nel secondo appuntamento della Conferenza internazionale "I sardi nel mondo". Dopo diciannove anni di silenzio, la Regione, anche quella sociale, s'è trovata a che fare con un fuoco di fila. Inaspettato? No, dovevate aspettarvelo, hanno detto gli emigrati. Inevitabile con la legge regionale sull'emigrazione vecchia di diciassette anni e soltanto adesso il Consiglio regionale comincerà a discutere come cambiarla. Oppure i contributi ai circoli continuano ad arrivare in ritardo, mentre il peso della burocrazia è diventato insopportabile. E ancora: nei circoli sparsi nel mondo c'è il rischio che le stanze si svuotino, perché gli emigrati di seconda generazione sentono meno il peso della nostalgia e dunque queste ambasciate della Sardegna rischiano di chiudere per assenteismo o astensionismo. Tre problemi, uno dopo l'altro, che sono rimbalzati nell'auditorium del Conservatorio come biglie di ferro sulle vetrate. "Non vogliamo - ha detto Mario Delogu delegato del Canada - avere ancora a che fare con una madre patria ottusa e arroccata nei suoi privilegi. Se dovesse andare avanti così, il filo già sottile tra noi e voi è destinato a spezzarsi non nei cuori ma nelle idee, nei progetti. Molto volte ci siamo sentiti come alcuni santi: citati e venerati nei giorni della festa comandata poi dimenticati il resto dell'anno. Per chi vive all'estero, tutto questo è diventato insostenibile e insopportabile". I circoli vogliono cambiare le regole del confronto: "Il dialogo oggi - è stata la denuncia di Pietro Schirru da Melbourne - mi sembra solo quello della reciproca sopportazione. Ci sentiamo messi all'angolo, eppure noi ieri come oggi siamo pronti a continuare nella nostra doppia missione: essere ancora gli appassionati ambasciatori della Sardegna all'estero e poi contribuire, con entusiasmo, alla riscossa della nostra terra in Italia e nel mondo". Semmai con l'elezione diretta dei consiglieri regionali e prima o poi la riforma dello Statuto, come lo è stato per la Costituzione con i parlamentari per gli italiani all'estero, dovrà essere pensata e fatta. Ma il diritto al voto è soltanto un passo, altri sono meno complicati e possibili subito. Per cominciare, è necessaria una maggiore considerazione. "è inspiegabile - ha detto Ernestina Meloni, circolo in Inghilterra - che a Londra i sardi siano stati coinvolti in un'importante e costosa, quattrocentomila euro, iniziativa di promozione della Sardegna soltanto due giorni prima dell'inaugurazione. Non possiamo essere chiamati a raccolta all'ultimo momento perché semmai sono rimaste alcune scatole da spostare. Sfruttateci ma non solo per le braccia". è il momento delle menti. Ogni delegato ha dato il suo contribuito su come la Sardegna può rialzarsi in casa ed essere protagonista all'estero e nel Mediterraneo. Il coreografo Gianni Garbati del circolo Ichnusa ha detto di prendere esempio dalla Spagna su come si ottiene un vero bilinguismo: "Facciamoci coraggio, uno con l'altro, per evitare che il sardo sia condannato a morte sicura". Francesco Laconi delegato della Francia ha parlato di storia della Sardegna: "Non va riscritta, c'è ed è forte. Va diffusa da nuovi promotori e voi avete noi in ogni continente". Maddalena Vitolo ha raccontato che in Germania i circoli sono riconosciuti come istituzioni culturali, mentre in patria sono relegati al ruolo di club della nostalgia: "Che errore - ha detto - non averli mai considerati delle vere ambasciate". Dall'Australia sono arrivati suggerimenti su come si raggiunge il senso della tolleranza multietnica: "Oggi deve entrare nel patrimonio del popolo sardo visto che la nostra isola è diventata punto di arrivo delle migrazioni dall'Africa", ha detto Pietro Schirru. C'è chi ha proposto la collaborazione continua tra i circoli e le aziende sarde, per capire quali sono "le loro esigenze nell'esportazione e quali di queste possono essere soddisfatte dai territori dove viviamo". Alberto Pisano della Federazione dei sardi in Italia ha proposto di "costruire un sistema di relazioni internazionali serio e trasparente". Fino a Domenico Canu, emigrato di ritorno dopo anni e anni di Germania: "Sono rientrato a casa con la famiglia, ma sono preoccupato: qui non vedo un futuro per i miei figli e non vorrei che presto siano costretti a rifare quello che ho fatto io: emigrare. Prego Iddio che non accada". Oggi le conclusioni con l'intervento del presidente Renato Soru.

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Ictus, in città manca l'unità intensiva - federico spano (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Ictus, in città manca l'unità intensiva La denuncia dell'associazione Alice: "Siamo anni in ritardo" Nel 2005 la stroke unit è stata prevista nel piano sanitario regionale FEDERICO SPANO SASSARI. Ogni anno in Sardegna quattromila persone vengono colpite da ictus. Nel mondo occidentale è la terza causa di morte, la seconda causa di demenza e la prima di invalidità. I pazienti che vengono seguiti in un reparto specializzato, come la stroke unit, hanno un decorso migliore rispetto a quelli seguiti nei reparti di medicina. A Sassari la stroke unit non esiste ancora. Nell'isola, l'unico reparto di terapia intensiva per i pazienti colpiti da ictus è stato istituito nel 2001 all'ospedale Brotzu di Cagliari. Il nuovo piano sanitario regionale, del maggio 2005, prevede la creazione di due nuove stroke unit a Nuoro e a Sassari. Chi non ha la "fortuna" di vivere nel capo di sotto e ha la sfortuna di essere colpito da ictus, non riceverà lo stesso trattamento di chi vive nel sud dell'isola. Inoltre, la tecnica della trombolisi, che riduce i danni celebrali provocati dall'ischemia, a Sassari non viene praticata regolarmente, perché ogni volta è necessaria un'autorizzazione. Di questi problemi e della nascita di Alice Sassari, la sezione cittadina dell'Associazione per la lotta all'ictus cerebrale, si è parlato mercoledì sera nella sala convegni dell'hotel Grazia Deledda. L'associazione fu fondata nel 1997 dal neurologo Giuseppe D'Alessandro. "Abbiamo deciso di fondare Alice Sassari - ha spiegato il presidente, Aldo Meloni - per diffondere in città la conoscenza delle cause dell'ictus e quindi la sua prevenzione. Per salvaguardare la dignità del malato e dei suoi familiari. Per fornire indicazioni precise a sostegno di quelle famiglie che hanno la disgrazia di doversi confrontare con la realtà traumatica di un congiunto colpito da ictus. Per questo attiveremo un centro di ascolto e di sostegno per far sì che nel momento in cui chiunque abbia bisogno di risposte chiare e servizi adeguati, non si trovi a cozzare contro gli ostacoli non agevolmente sormontabili posti dalla burocrazia e dalla non conoscenza dei propri diritti". Nel suo intervento, Aldo Meloni si è chiesto come mai a Sassari non sia stata ancora istituita la stroke unit, cioè quel reparto, dotato di 4-16 letti, in cui i colpiti da ictus sono seguiti da un team multidisciplinare di infermieri, tecnici della riabilitazione e medici competenti ed esclusivamente dedicati alle malattie cerebrovascolari. Per far funzionare il reparto, è necessario poter sottoporre tempestivamente i pazienti a una accurata visita specialistica neurologica e cardiologica, a un completo esame di laboratorio e a una serie di esami con tecnologie diagnostiche, come l'ecodoppler, l'ecocardiografia, l'elettrocardiografia, l'elettroencefalografia, la tac, la risonanza magnetica e l'angiografia. "Alice ora c'è anche a Sassari - ha concluso Meloni - e aspetta risposte. E non è certo un'attesa carica di livore, di arroganza, di prepotenza. Semplicemente di ansia, di trepidazione e di speranza".

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Aumenta la sfiducia nei confronti dei sindacati (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Aumenta la sfiducia nei confronti dei sindacati Dal voto indicatori preoccupanti: "Troppa burocrazia e poca tutela" di ELENA DEL GIUDICE Conto alla rovescia per il 1° maggio, la manifestazione-simbolo del lavoro ed anche la manifestazione più importante che il sindacato organizza ogni anno come celebrazione dei valori del lavoro, come momento di riflessione sui temi cruciali dell'occupazione, o della sua mancanza. Raramente per discutere su se stesso. Nonostante gli inviti, più o meno espliciti, che gli vengono rivolti. Tute blu sempre meno "rosse" e sempre più "blu", se il blu, con l'immagine-simbolo del guerriero con la spada, rimanda al simbolo della Lega Nord. L'analisi del voto alle recenti elezioni politiche ci consegnano, infatti, fabbriche di tutti i settori in cui la prevalenza degli occupati a votato per il Carroccio. Gradimento discreto, anche se inferiore, per Di Pietro, o per La Destra. In flessione decisa il Pd di Veltroni e la Sinistra arcobaleno. Non è la fabbrica che è cambiata, ma la politica che ha disatteso. Persino quella che è stata, per anni, il riferimento del mondo operaio. I dati alla base delle considerazioni sono quelli elaborati dal professor Paolo Feltrin e da Tolomeo studi e ricerche, in relazione alla tornata elettorale che si è appena conclusa, con un capitolo specifico dedicato al sindacato, al giudizio sul sindacato, all'appartenenza ad un sindacato, all'utilità di esserci all'interno di un sindacato. Ed una prima "bocciatura" arriva dalla risposta a tre domande: il sindacato difende efficacemente gli interessi dei lavoratori? Il 16,3 degli intervistati provenienti dal settore privato, nel 2006, era d'accordo con questa affermazione; due anni più tardi, nel 2008, la percentuale scende al 15,8. Cresce di oltre tre punti percentuali, invece, il numero di coloro che ritengono il sindacato "una burocrazia che si occupa solo dei propri interessi", salito in due anni dal 30,1 al 33,9%. Per contro il 53,6% nel 2006 era d'accordo nel dichiarare che "nonostante gli errori che il sindacato può fare, la sua importanza è fuori discussione"; ma quest'anno la percentuale scende al 50,3%. E' nel settore pubblico che il sindacato mantiene la propria roccaforte, perchè è in questo settore che è maggiore il consento che è in grado di raccogliere. Nel "pubblico" il 55,2% degli intervistati dichiara che l'importanza del sindacato è fuori discussione; il 28,6 lo giudica una "burocrazia"; il 16,2 lo ritiene efficace nel difendere gli interessi dei lavoratori. Nell'immaginario collettivo, Cgil, Cisl e Uil sono comunque fornitori di servizi ai cittadini per una percentuale oscillante tra il 35,2 e il 42,7%, mentre per il 30,9 e il 35,5% hanno il compito di "tutelare gli interessi contrattuali dei lavoratori. Sono difensori dello stato sociale per circa il 18/20% degli intervistati; soggetti che offrono identità e valori per l'8% circa degli interpellati. Solo il 36,5% del campione - settore privato - si sente vicino al sindacato e alle sue posizioni, contro il 40,7% del "pubblico"; il 30,8% è neutro rispetto alle organizzazioni sindacali, scende al 30,4 nel settore pubblico; mentre il 32,7% degli intervistati del comparto privato si sente distante, contro il 28,9% del settore pubblico.

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Aspetta il rinnovo del permesso da 6 mesi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Aspetta il rinnovo del permesso da 6 mesi La disavventura di un somalo con lavoro sicuro e carta d'identità ZELARINO "Informazioni? Impossibile..." ZELARINO. Ha un lavoro a tempo indeterminato, vive regolarmente nel nostro Paese da sette anni, vive a Zelarino ed è in possesso di una carta d'identità della Repubblica Italiana. Della serie: il classico esempio di immigrato integrato senza problemi. E invece no, perché il somalo Abdinasir Mohamed Hassan, che da quando si è convertito al cattolicesimo tiene a farsi chiamare Vittorio, aspetta da sette mesi che gli venga rilasciato il permesso di soggiorno. Residente a Zelarino, Vittorio racconta in modo pacato la sua vicenda, esibendo un documento che lascia pochi dubbi: la ricevuta delle Poste Italiane del 20 ottobre del 2007, data in cui Mohamed Hassan ha spedito tutti gli incartamenti per ottenere il rinnovo, di solito valido per due anni. Da quel giorno nessuna risposta, con una serie di conseguenze fastidiose, ad esempio il fatto che anche la sua tessera sanitaria è scaduta. "Avere informazioni è praticamente impossibile - afferma il somalo cinquantenne - Al telefono non si riesce a sapere nulla, alle Poste dicono di rivolgersi a Roma". Un viaggetto nella capitale? Se in passato più volte Mohamed Hassan, che nella vita di tutti i giorni ha un regolare contratto con un'azienda di Mogliano per curare la manutenzione di attrezzi da giardino, ha più volte dovuto recarsi a Roma, stavolta questa soluzione è di fatto impraticabile. Vittorio è costretto ad aspettare, con difficoltà legate anche alla possibilità di espatriare. Arrivato nel nostro Paese nel 2001, scappato dalla situazione esplosiva della Somalia, l'immigrato si è presto integrato, seguendo la trafila, spesso non semplice, a cui devono sottostare gli extracomunitari. Se non fosse per la dicitura "non valida per l'espatrio" sul retro, la sua carta d'identità è uguale in tutto e per tutto a quella di un qualsiasi cittadino italiano. L'uomo, però, da sei mesi aspetta un permesso di soggiorno, già sicuro che nel 2011, quando matureranno i dieci anni di permanenza sul suolo nazionale, richiederà la cittadinanza italiana. Per il momento, deve fare i conti con la nostra burocrazia. E gli resta tanta amarezza in corpo. "In questo modo - afferma - si mette sullo stesso piano gli immigrati che hanno voglia di lavorare e rispettano le leggi e quelli che vengono in Italia per delinquere, gli stessi che dovrebbero essere espulsi dal Paese quando commettono reati". (m.t.).

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Centro sportivo ko, vince la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chirignago. In via Montessori la Polisportiva San Giorgio chiede garanzie Centro sportivo ko, vince la burocrazia La Municipalità non può stipulare convenzioni: struttura inutilizzata da mesi CHIRIGNAGO. Le parole contano, specie se di mezzo ci sono le regole. Chiedere alla Municipalità di Chirignago-Zelarino che davanti alla differenza tra convenzione e protocollo d'intesa vede stoppata la sua volontà di assegnare il centro sportivo di via Montessori. Lo stesso, tanto per fare un ripasso, le cui condizioni precarie a inizio anno avevano fatto scoppiare un caso. L'inghippo non è solo formale, ma soprattutto sostanziale. Tutto parte dallo status delle Municipalità: a differenza dei Municipi romani, infatti, non sono soggetti giuridici, ma emanazioni del Comune a cui vengono concesse delle deleghe. Fino a qua, nessun problema, se non fosse per il fatto che questa distinzione comporta una conseguenza sostanziale. Chirignago-Zelarino può stipulare con una singola associazione un protocollo d'intesa ma non una convenzione in caso di assegnazione di un singolo spazio. Tradotto: una convenzione può durare fino a 9 anni, un protocollo al massimo 12 mesi. E qui viene fuori l'inghippo. Detto che sarebbe già stato individuato un soggetto, la Polisportiva San Giorgio, a cui affidare l'area, il problema è capire se la prospettiva di un anno di gestione, rinnovabile ma anche no, non rischi di allontanare le associazioni. "Ricordiamoci che in via Montessori è previsto un intervento di copertura del campo da calcetto più piccolo - sottolinea la presidente municipale Maria Teresa Dini - Per questo cerchiamo una soluzione formale al problema. Ci rendiamo conto che chiedere a un'associazione uno sforzo economico sapendo che l'anno successivo lo spazio può essere assegnato a qualcun altro non è il massimo". Tanto per restare terra terra, la copertura verrebbe a costare 120.000 euro, mica bruscolini. E per questo la Polisportiva San Giorgio chiede garanzie, ricordando anche che la questione è ancora molto confusa. Già, perché ora spunta fuori un altro dettaglio amministrativo: per l'assegnazione del centro sportivo di via Montessori è stato pubblicato su internet un altro bando, al quale possono accedere tutte le associazioni del comune. Chiaro che poi toccherà a Chirignago-Zelarino scegliere, senza dimenticare che la Municipalità ha già fatto capire che gradisce assegnare la struttura a un'associazione radicata sul territorio. Se il problema è tutto burocratico, non sfugge la questione sostanziale: il centro sportivo è ancora inutilizzato e l'estate si avvicina. E non si può nemmeno sistemare la nuova recinzione, visto che non esiste una data di assegnazione dell'area a una singola associazione.

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Al molo industriale la sede della port authority - pinuccio saba (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente Paolo Piro ha annunciato l'apertura di un ufficio nella palazzina dell'Asi Al molo industriale la sede della Port Authority Si cerca personale locale: sono arrivati 30 curriculum PINUCCIO SABA PORTO TORRES. Entro una settimana, al massimo dieci giorni, l'Autorità portuale del nord Sardegna aprirà un ufficio staccato a Porto Torres. La novità è stata comunicata dal presidente dell'autorità portuale Paolo Piro che ha così voluto tranquillizzare gli operatori portotorresi, preoccupati per le possibili lungaggini nell'attivazione di uno sportello al quale rivolgersi per le loro attività. Invece di uno sportello, ci sarà un ufficio vero e proprio che provvisoriamente sarà ospitato nella palazzina dell'Asi, al porto industriale. Per la verità non si tratta di una novità in assoluto. La volontà di creare rapidamente un ufficio da parte dell'Authority era stata anticipata dal sindaco Luciano Mura che aveva partecipato alla prima riunione del Comitato portuale allargato al porto di Porto Torres. è invece una piacevole sorpresa questa rapidità di intervento da parte dell'autorità portuale. Che è una necessità per il miglior funzionamento dell'intera struttura. E in attesa dell'apertura del nuovo ufficio, due volte alla settimana il segretario generale dell'autorità portuale, l'ammiraglio Franco Mulas, sarà a Porto Torres per affrontare le pratiche più urgenti. Viaggi che Mulas ha già affrontato nelle scorse settimane e che gli hanno permesso di selezionare quelle richieste che dovrebbero essere evase nel più breve tempo possibile. E anche in questo caso l'attesa non dovrebbe superare i dieci giorni. Di una cosa il presidente Paolo Piro è comunque certo: la "vecchia" autorità portuale non ha alcun intento prevaricatore nei confronti di Porto Torres. E la prova è nell'istituzione dei comitati territoriali che garantiscono l'autonomia dei porti. Certo, l'ultima parola per quanto riguarda l'ufficialità delle decisioni, sarà presa dal comitato portuale nella sua interezza ma spetterrà agli uffici distaccati e ai comitati territoriali istruire le pratiche. Autonomia che l'Autorità portuale del Nord Sardegna vorrebbe evidenziare scegliendo per il nuovo ufficio esclusivamente personale di Porto Torres. Ovviamente sarà necessaria una selezione (peraltro già iniziata visto che sono già stati presentati pù di trenta curricula) ma la speranza dell'Authority è quella di riuscire a pescare fra i portotorresi che hanno inviato la domanda o che hanno intenzione di farlo. Infine la questione "lavori". Autorità portuale e amministrazione comunale stipuleranno una convenzione che trasferisce a quest'ultima l'incarico di gestire gli interventi. E a proposito di lavori urgenti, se il Genio civile opere marittime si dovesse impantare nei meandri della burocrazia, niente esclude che possa intervenire direttamente e stanziando le risorse necessarie la stessa autorità portuale. Questo perché è necessario accelerare il ritorno delle navi all'interno del porto commerciale, così da favorire la ripresa del compartio commerciale.

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I tabaccai presto venderanno le marche da bollo ci stiamo organizzando, la burocrazia è lunga (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A CRESPINA I tabaccai presto venderanno le marche da bollo "Ci stiamo organizzando, la burocrazia è lunga" CRESPINA. Il bar sport di Crespina ha già richiesto il servizio e sta "scontando" i tempi della burocrazia. Il tabacchino di Cenaia, invece, ha sempre venduto marche da bollo "Solo che in questo periodo abbiamo avuto dei problemi legati ad un lutto in famiglia", dicono. Così le due attività crespinesi si scusano per il disagio di chi ha lamentato di dover percorrere chilometri in auto per comperare una semplice marca da bollo. E' successo l'altro ieri ad un avvocato di Ponsacco, che prima di trovare una marca da bollo per un certificato da richiedere al Comune, ha dovuto percorrere ben 25 chilometri sulla strada. Riuscendo nell'impresa in quel di Perignano, dopo essersi rivolta al bar tabacchi di Crespina, Cenaia, Quattro Strade. "Abbiamo avuto la licenza di tabacchi ufficialmente da poco - raccontano i titolari del bar sport - e stiamo aspettando di avere l'ok. Purtroppo non dipende da noi, anzi ci preme riuscire a dare questo servizio alla collettività nel più breve tempo possibile. Capiamo che si tratta di un disagio, ma quando abbiamo rilevato l'attività la licenza di tabacchi non c'era", continua Antonio Parentini titolare del bar crespinese. L'attività di Cenaia, invece, storicamente rivende marche da bollo. Il titolare Maurizio Gori è dispiaciuto. "Purtroppo in questo momento abbiamo avuto un problema contingente, ma torneremo a prestare il servizio a breve come abbiamo sempre fatto da sessant'anni a questa parte", conclude.

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I giovani riscoprono la vita dei campi (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VARESE pag. 5 I giovani riscoprono la vita dei campi Gervasini (Confagricoltura): "Serve l'aiuto della politica" ASSEMBLEA STAMANE A VILLA PONTI di ELEONORA MANTICA ? VARESE ? "GLI AGRICOLTORI varesini hanno una gran voglia di fare. Fortunatamente ci sono tanti giovani che si avvicinano al settore, pronti a rimboccarsi le maniche e a investire risorse e capacità nel comparto. Per questo motivo, nel Varesotto, ha ancora senso parlare di agricoltura". È un messaggio nel complesso positivo quello che il presidente di Confagricoltura Varese, Pasquale Gervasini, 54 anni, figura storica della categoria, lancerà questa mattina nel corso dell'annuale assemblea generale dell'associazione che si terrà alle Ville Ponti. Un appuntamento giunto alla sessantunesima edizione, un momento per festeggiare e per fare il punto su passato, presente e futuro del settore agricolo varesino. "Un comparto ? spiega Gervasini - che ha saputo evolversi e progredire e che in provincia di Varese lo ha fatto in modo particolare. Oggi l'attività è in mano ai giovani, ragazzi che hanno trasformato in lavoro la loro passione". Sono poco meno di 5 mila gli addetti che in provincia di Varese operano nel settore. Di questi, 2500 sono titolari di imprese agricole o florovivaiste, 500 danno una mano nell'azienda di famiglia, mentre sono circa duemila i lavoratori dipendenti. IL VARESOTTO dunque, non è solo terra di fiorenti industrie che hanno portato il nome della città in tutto il mondo, o di terziario spesso avanzato o avanzatissimo, ma anche una provincia in cui il settore primario si distingue per l'alta qualità dei prodotti. Dalla formaggella del Luinese al miele, dal gorgonzola alle pesche di Monate per arrivare fino ai ricercati asparagi di Cantello: il paniere dei beni "made in Varese" continua ad allargarsi, nonostante i problemi che gli agricoltori varesini si trovano ad affrontare. "A livello provinciale ? continua Gervasini - la nostra agricoltura si trova a fare i conti con costi e prezzi al consumo in continuo aumento. A livello nazionale, invece, bisogna affrontare una burocrazia galoppante che ci attanaglia sempre più". Da uno studio di Confagricoltura, afferma il presidente Gervasini, "risulta che ogni azienda agricola deve dedicare alla burocrazia circa 100 giornate all'anno". L'assemblea di questa mattina, alla quale parteciperanno col vice-presidente nazionale di Confagricoltura Mario Vigo numerose autorità, tra cui il segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, il neo presidente della Provincia di Varese Dario Galli, il sindaco di Varese Attilio Fontana, il presidente della Camera di Commercio Bruno Amoroso e l'onorevole del Pd Daniele Marantelli, sarà anche l'occasione per lanciare un appello ai politici. "Chiederemo loro a gran voce ? conclude Gervasini, che avrà accanto il direttore Riccardo Speroni e i vice-presidente Pier Eugenio Marchesini e Luigi Guzzetti - che la politica metta al centro l'agricoltura. I nostri parlamentari e consiglieri devono comprendere concretamente che l'agricoltura deve essere davvero un settore "primario"".

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MASSA BIG PROTAGONISTI ieri a "Spino Fiori (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MASSA pag. 6 ? MASSA ? BIG PROTAGONISTI ieri a "Spino Fiori... ? MASSA ? BIG PROTAGONISTI ieri a "Spino Fiorito": Beppe Bigazzi e Marco Columbro sono stati gli ospiti di eccellenza della rassegna. I due volti noti della tv, insieme alla giornalista Rosanna Ercole Mellone, all'assessore provinciale Domenico Ceccotti e al coordinatore del GAS di Massa, Paolo Menchini, si sono confrontati sul tema del biologico nell'affollata sala di rappresentanza del Castello Malaspina. "Bio mio, salvaci tu!" questo il titolo dell'incontro e questa l'unica strada possibile, secondo gli ospiti, per ritrovare quel senso di rispetto e di sacralità nei confronti dell'uomo e della terra. E così, dopo una carrellata di prodotti come pasta, olio, pane ormai di scarsissima qualità, aglio e prezzemolo provenienti dalla Cina, latte importato e così via, il testimonial della "Prova del Cuoco" ha sottolineato come la questione del biologico sia una vetta da conquistare passo dopo passo, partendo anche dalle scelte di ciascuno di noi, ma soprattutto da un cambiamento delle politiche agrarie. COLUMBRO, convinto sostenitore del biologico e oggi produttore di olio nella Val d'Orcia, ha suggerito certificazioni super partes per le aziende bio e maggiori impegni da parte del Ministero dell'Agricoltura. Dello stesso parere un piccolo produttore locale intervenuto per sollecitare uno snellimento della burocrazia e aiuti finanziari della regione. Con galline che producono a cottimo e "rottamate" dopo un anno, alveari ridotti del 50%, mamme cattive che propinano ai figli merendine e cioccolatine con soia modificata, l'unica via di fuga, secondo Bigazzi, è la rivoluzione. Ed è proprio una piccola ma importante rivoluzione quella che sta attuando il GAS (Gruppo di acquistosolidale) che oggi, come ha spiegato Menchini, conta all'attivo 400 gruppi in tutta Italia e i cui capisaldi sono il biologico, la filiera corta, i prodotti locali e il rispetto delle condizioni di lavoro. Grazie anche al GAS di Carrara, ha precisato l'assessore Ceccotti, nascerà in Piazza delle Erbe, nel cuore di Carrara, il primo mercato locale di prodotti biologici. PRIMA di accompagnare il folto pubblico alla degustazione di vini al buio, il toscanaccio Bigazzi ha espresso parole di elogio per l'evento dello "Spino Fiorito": "Una iniziativa straordinaria e ben organizzata, in uno scenario magico ed affascinante, un luogo ideale per manifestazioni del genere". Annalisa Donadel.

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IL SINDACO di Pomarance, Maurizio Maggi, chiederà di essere ascoltato dal ma (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VOLTERRA / VAL DI CECINA pag. 6 IL SINDACO di Pomarance, Maurizio Maggi, chiederà di essere ascoltato dal ma... IL SINDACO di Pomarance, Maurizio Maggi, chiederà di essere ascoltato dal magistrato sulla gestione dell'area del Piuvico e in particolare in merito "alle insinuazioni rivolte all'amministrazione comunale da persone prive di senso civico, probabilmente ? dice una nota dell'Unione democratica per Poamarance ? le stesse ad aver indotto il sequestro dell'area da parte del Corpo forestale dello Stato circa un anno e mezzo fa. Ora cercano, a sequestro ancora in corso, di chiamare in causa le responsabilità del Comune per i tempi di bonifica troppo lunghi. In realtà da allora la bonifica dell'area è stata affidata all'Arpat, che riceve disposizioni direttamente dal magistrato, e alle due ditte autorizzate rispettivamente alla caratterizzazione e alla rimozione dei materiali. Si deve riconoscere ? continua la nota ? che l'area, la quale conteneva, come le analisi hanno finora dimostrato, unicamente materiali provenienti dai cantieri per la costruzione del teleriscaldamento, oltre a modesti residui provenienti da piccole manutenzioni edili, è stata in gran parte bonificata. Ma si registrano tempi lunghi dovuti a una burocrazia amorfa, che lavora senza un reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi tecnici delle analisi, tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii delle riunioni già convocate, passano gli anni. Vorremmo però ricordare che fin da novembre 2006, prima che l'autorità giudiziaria ordinasse il sequestro dell'area, la ditta responsabile aveva già programmato la bonifica del sito. E' dunque in malafede chi chiede oggi al Comune di accelerare una bonifica il cui iter è stato tracciato fin dall'inizio e dipende unicamente dalle ditte autorizzate e dalle autorità di vigilanza. Ditte alle quali da parecchi mesi l'amministrazione sta sollecitando di accelerare i tempi".

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Il Consorzio Spina verso il rinnovo Cercasi adesioni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LIDO SPINA. Il Consorzio Lido Spina si accinge ad eleggere il nuovo direttivo. L'assemblea è stata fissata per mercoledì 30 aprile alle ore 10 presso il bar Enjoi di piazzale Caravaggio davanti alla sede. Le adesioni per il direttivo si ricevono entro domani via fax al numero 0533/333403 oppure per raccomandata. "Come Consorzio dobbiamo superare una grande difficoltà esistente da tempo, la difficoltà ad entrare nel Consorzio, presi ognuno dalla propria attività - afferma Gianfranco Bonazza, presidente uscente - in generale si è poco propensi a parlare del Lido in generale. Abbiamo centri commerciali certamente in crisi perchè non fanno promozione tutti assieme, allargandosi alla promozione del territorio. Una mentalità con la quale rompere e le nuove disponibilità d'adesione al direttivo sono un segnale in tal senso. Nel prossimo triennio vogliamo lavorare in questa direzione. Certo, come Consorzio abbiamo come attività preminenti quali l'organizazione di eventi estivi e la cura del verde - conlude Bonazza - ma la promozione del territorio e delle nostre attività deve affiancarlo. L'arredo urbano è primario e, pur lamentando la lentezza della burocrazia, se siamo propositivi qualcosa riusciamo a fare. Certo, Lido di Spina è trascurato. Il 7 maggio saranno aperte le buste per il ponte sul Logonovo e quindi verrà rifatto e questo è un segnale positivo. Comacchio, vicenda negozi Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale a Comacchio, il consigliere di An Iginio Ferroni ha sollevato un problema che rigurda diversi prprietari di immobili sul territorio. Secondo le direttive comunali non si può effettuare la trasformazione di negozi in appartamenti in determinate aree commerciali. "Non si è però considerato un aspetto fondamentale - dice Ferroni - soprattutto a Comacchio centro, in via Mazzini, ci sono diverse realtà che non superano i 40 metri quadri e di conseguenza non possono diventare negozi. Allo stesso modo non saranno mai utilizzati come appartamenti per diversi motivi. Comacchio rispetto ai Lidi è una realtà a sè stante, fatta di piccole botteghe Vederli tutti chiusi è daverro una gran brutta cosa, un vero peccato. Chiedo pertanto al sindaco Cristina Cicognani e alla giunta - conclude Ferroni - di dare risposta in ordine alla questione e presenterò quanto prima un'interpellanza".

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Piazza Marconi ora riparte Il 'muro' all'ex Macello (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Piazza Marconi ora riparte Il 'muro' all'ex Macello di Giuseppe Bruschi "Mi rendo conto delle preoccupazioni dei commercianti e dei residenti, capisco la loro esasperazione, ma posso dire serenamente che l'amministrazione comunale sta facendo di tutto perchè i lavori riprendano". Così l'assessore ai lavori pubblici, Daniele Soregaroli, che ieri è intervenuto ancora una volta sul cantiere infinito di piazza Marconi. L'assessore, che nella riunione del Pd di giovedì sera è stato 'tirato per la giacca' anche da compagni di partito, ha infatti più volte annunciato che il cantiere, fermo da settimane dopo la conclusione della fase degli scavi, sarebbe ripartito dopo le elezioni. Ovviamente quelle di aprile. In effetti l'altro giorno si sono vasti alcuni tecnici che facevano alcune misurazioni. Poi più nulla. La spiegazione viene appunto da Soregaroli che ha avuto ulteriori contatti con la Soprintendenza ai beni archeologici della Lombardia. Obiettivo era quello di ottenere la necessaria autorizzazione per la rimozione del muro 'neroniano', operazione indispensabile per procedere con la costruzione del parcheggio interrato. Ebbene il 'pressing' di Soregaroli sulla Soprintendenza pare abbia avuto successo ed in settimana l'assessore si incontrerà con l'ispettrice Linn Passi Pitcher per concordare l'intervento. Il problema non è la demolizione del muro, ma il suo 'trasferimento', naturalmente a pezzi, in un altro luogo, in attesa che venga trovata la soluzione definitiva. Il muro, come altri reperti trovati in questi anni, dovranno far parte del grande museo archeologico che ancora non ha una sede conveniente, visto che san Lorenzo è troppo piccola. Tornando al muro, la collocazione 'temporanea' è stata individuata nell'ex Macello, nella omonima via. Lo spazio non manca, anche se una parte è destinata ai marmisti che, sempre per un latro cantiere sul cavalcavia, dovranno lasciare il cimitero. Il muro, debitamente ricostruito, sarà quindi in un luogo sicuro e, in attesa di tempi migliori. Via il muro, ci vorranno alcuni giorni data al sua estensione (occupa il fronte del palazzo dell'arte ed il lato verso i portici) si procederà alla rimozione dei giganteschi cumuli di terreno e quindi l'impresa Paolo Beltrami partirà con la realizzazione del parcheggio interrato. Che non solo coloro che hanno prenotato i box attendono, ma che significherà il ritorno della piazza, almeno una parte, alla sua vocazione mercantile. I programmi del Comune indicano nel 2009 la fine del parcheggio interrato, ci sarà poi da sistemare il resto con tanto di servizi, punto di ristoro, panchine, spazi per attività culturali e ricreative. Insomma dopo tanta attesa, tanta pazienza, l'intervento di avvocati e la minaccia di far arrivare il Gabibbo, il cantiere riparte. Con tutte le firme necessarie. L'assessore Soregaroli questa volta è tranquillo e si augura che il diavolo, cioè la burocrazia ministeriale, non ci metta un altro zampino.

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Nasce 'Badabene' una cooperativa per colf e badanti (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA pag. 13 Nasce 'Badabene' una cooperativa per colf e badanti LA NOVITA' UN AIUTO alle famiglie che cercano aiuto: è con questo obiettivo che nasce 'Badabene', cooperativa di utenti la cui sede, in via IV novembre 10/12 (piazza Cittadella) verrà inaugurata domattina alle 12. AIUTARE chi è alla ricerca di personale per servizi domiciliari privati, e contemporaneamente sostenere le famiglie nell'affrontare la parte amministrativa: la cooperativa si propone di diventare un punto unico di riferimento per quelle famiglie che necessitano di diverse forme di assistenza domiciliare. Non solo badanti infatti, ma anche colf e baby sitter, una selezione di personale qualificato che viene fatta di concerto con i servizi pubblici per garantire soluzioni mirate. 'BADABENE' si presenta come una risposta concreta ad un doppio problema oggi molto diffuso: trovare un sostegno qualificato esterno qualificato in caso di bisogno, e poterne usufruire senza dover affrontare l'incubo e le difficoltà dalla burocrazia. Chi ha la necessità di ricorrere a una badante o ad un colf avrà ora a disposizione una riserva in più. Il problema dell'assistenza ai familiari bisognosi ha assunto oggi dimensioni rilevanti, è ormai un'emergenza sociale collettiva: per questo motivo un'organizzazione d'impresa, mutualistica e a base associativa dovrebbe essere in grado di rispondere al meglio ai bisogni delle famiglie."Quando una famiglia si trova ad affrontare l'assunzione di un assistente domiciliare privato per qualcuno che non è più autosufficiente, si trova di fronte a un momento difficile, anche emotivamente ? spiega Barbara Zanni, presidente della cooperativa ?. Oltre a questo si trova a gestire un iter burocratico lungo e complicato. 'Badabene' la finalità di accompagnare in questo percorso, con un sostegno morale e pratico". "SIAMO persone al servizio delle persone ? prosegue Barbara Zanni ?: vogliamo migliorare le condizioni di vita dei soci, ovviamente nel pieno rispetto delle regole del lavoro tutelando le famiglie e le lavoratrici". 'Badabene' vuole alleggerire il carico sulle famiglie anche da un punto di vista economico: gli utili derivanti dalla gestione verranno redistribuiti ai soci. Una formula, quella di coniugare valori e strumenti della solidarietà mutualistica con l'efficenza organizzativa e imprenditoriale della cooperativa, che permetter di garantire ai soci servizi qualificati e non onerosi. Fabiana Forni.

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Strada più larga, basta incidenti (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Da Casalbuttano a San Vito in sicurezza: lavori per 670mila euro Strada più larga, basta incidenti CASALBUTTANO ? Seicentosettantamila euro per rifare e allargare un tratto della strada che collega Casalbuttano a San Vito. In tutto seicento metri di asfalto troppo stretto, che negli ultimi anni è stato purtroppo anche teatro di due incidenti mortali. Oltre al progetto e ai soldi (un contributo del Pirellone di 315mila euro, un mutuo con la Cassa Depositi e prestiti e fondi propri), qualche giorno fa l'ufficio tecnico del Comune diretto dall'architetto Maria Cristina Orsi ha bandito la gara d'appalto. Vuol dire che una volta rispettate le scadenze della burocrazia, l'impresa che la vincerà potrebbe aprire il cantiere entro l'estate. Avrà cinque mesi di tempo per chiuderlo. Secondo la relazione e i disegni firmati dall'ingegnere bresciano Fabio Scaroni di Montichiari, l'intervento prevede la sistemazione e l'allargamento della carreggiata dal ponte sul Naviglio fino alle ultime case della frazione verso la Quinzanese, con il rifacimento completo della pavimentazione e dei marciapiedi. Nei tratti più pericolosi dell'arteria spunteranno i dossi artificiali, uno dei quali diventerà anche attraversamento pedonale all'altezza del parco giochi gestito dal 'Gruppo Sportivo Amatori', mentre l'incrocio tra le vie Castello e Trieste sarà rialzato rispetto al piano viabile e segnalato con una pavimentazione diversa. Sarà potenziata anche l'illuminazione stradale e rifatta completamente la linea di smaltimento delle acque, che oggi presenta diversi problemi. "L'infrastruttura ? spiega il sindaco Guido Montagnini ? per l'entità della spesa, va considerata una delle grandi opere di Casalbuttano per garantire sicurezza alla viabilità, con un occhio di riguardo a ciclisti e pedoni. Rappresenta il primo lotto della riqualificazione completa della strada principale di San Vito, il rettilineo che dalla frazione porta al santuario della Madonna della Graffignana, lungo il quale verrà costruita una pista ciclabile". (l.u.).

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Assoenologi, contro la burocrazia per la salvezza del nostro vino (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SETTEGIORNI AGRICOLTURA pag. 24 Assoenologi, contro la burocrazia per la salvezza del nostro vino ? MILANO ? CRESCE l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore che è fortemente determinata da una molte ingombrante di norme che lo regolano. A delineare lo scenario schizofrenico del settore vitivinicolo italiano è Assoenologi, l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani, in occasione dell'annuale congresso dell'organizzazione. A segnare un rallentamento sono i consumi (46 litri pro capite nel 2007, rispetto agli oltre 100 degli anni Settanta), la produzione (meno 17 per cento negli ultimi 20 anni) e le superfici investite (meno 35 per cento dal 1980), mentre a crescere è la voce export con 3,3 miliardi di euro registrati nel 2007, su 12 miliardi di fatturato totale, rappresentando il primo comparto per l'export di tutto il settore agroalimentare italiano. Nel corso dell'assemblea è stato messo il dito nella piaga in un settore in cui pesa la polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto dalla burocrazia. "La superficie media vigneto-azienda italiana è di 2 ettari, contro i 7 della Francia e gli oltre 300 di Australia e Cile - ha detto il presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin - su oltre 300 mila imbottigliatori italiani, oltre il 75 per cento colloca i suoi prodotti all'interno dei confini nazionali e delle oltre 5 mila aziende che esportano, solo poche centinaia mandano all'estero più di un container all'anno, su questi numeri è necessario fare una riflessione, A ciò si aggiunge il peso di una burocrazia ingombrante per la quale ogni anno un enologo deve dedicare il 25 per cento del suo tempo per riempire carte, moduli e fare relazioni". eliana.belle@libero.it.

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Ascoltare il popolo sardo per non tradire gli elettori (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti Pagina 315 I doveri dei parlamentari votati dall'Isola Ascoltare il popolo sardo per non tradire gli elettori I doveri dei parlamentari votati dall'Isola --> Ventisette: questo il numero dei parlamentari eletti dal popolo sardo il 13-14 aprile scorsi. 9 senatori e 18 deputati. Tra questi figurano: due ex ministri, due ex sottosegretari, ex senatori e deputati, un ex Presidente della Regione, ex assessori e consiglieri regionali, ex sindaci di grandi città. Insomma, uomini e donne (purtroppo solo 3), che hanno accumulato molta esperienza circa l'amministrazione della "cosa pubblica", del "bene comune", della italica burocrazia, dei Palazzi del potere pubblico e delegato. A questi 27, dunque, scrivo, innanzitutto augurando un fecondo lavoro parlamentare, ma, soprattutto, chiedendo di non anteporre nulla all'alto servizio che devono svolgere a beneficio del "bene comune" dei sardi. A voi 27, questo popolo sovrano ha consegnato una delega che comporta, da parte vostra, una assunzione, seria e coerente, di responsabilità. E questa al di là degli schieramenti politici e ideologici ai quali appartenete. Molte volte, nel corso del vostro lavoro, dovrete - parafrasando un insegnamento del Vangelo - obbedire al popolo sardo che vi ha eletto, piuttosto che ai vostri partiti e leaders. Obbedire, in questi casi, vorrà dire: ascoltarlo, conoscerlo, visitarlo, servirlo, soprattutto là dove questo soffre a causa della disoccupazione, di una cultura agro-pastorale isolata e patriarcale, di speranze tradite, del lavoro che viene a mancare o non è più sufficiente per il benessere e il futuro di molte famiglie. Per questo, coscienti dell'alto mandato che questo popolo vi ha affidato, insieme e concordi dovrete essere sempre sensibili, mai distratti, nel sentire il grido del disoccupato, del giovane che cerca disperatamente una dignitosa occupazione, del padre di famiglia che rischia il posto di lavoro, del cassintegrato, dell'industria del turismo, della cultura sarda (vero e proprio patrimonio dell'umanità), delle comunità sociali della costa come quelle dell'entroterra, dei giovani imprenditori, dei sindacati, delle associazioni di volontariato. Dovrete ascoltare anche il grido della Chiesa, dei suoi Vescovi, come questo di Pietro Meloni: "La gente è alla disperazione: tenta di farsi sentire, in ogni modo, protestando, non andando a votare. Ecco perché le risposte della classe dirigente non dovrebbero subire altri ritardi". A voi 27 è chiesto di unire le forze, la reciproca stima, per servire veramente il "bene comune", per non tradire il mandato elettorale, per non servirvi della "politica", ma per contribuire, ognuno per la sua parte, alla realizzazione di una "giustizia sociale per tutti" anche nella nostra Sardegna. DON SANDRO SERRERI* Direttore Ufficio diocesano.

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Prima l'illusione della borsa di studio, poi l'accusa di truffa (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 101 del 2008-04-27 pagina 8 Prima l'illusione della borsa di studio, poi l'accusa di truffa di Stefania Antonetti "Credo davvero che studiare oggi sia diventato un lusso per pochi. L'università con sua burocrazia è un vortice infernale che penalizza soprattutto chi come me non riesce a stare dietro a leggi e norme regionali. E il risultato resta unico: pagare soltanto, tra lo sconforto e la preoccupazione di non potercela fare". A parlare è una madre genovese che vinta dalla rabbia ha scelto le pagine del Giornale per denunciare una situazione ritenuta vergognosa, perché nell'arco della stessa giornata ha scoperto di dover pagare due rette universitarie, di dover restituire la borsa di studio regolarmente assegnata a sua figlia con l'aggravante del pagamento di una penale, pari all'importo della stessa borsa di studio. Il tutto per la modica cifra di 1.488 euro. E l'ira è esplosa: "Sono una madre di tre figli con un unico desiderio: la loro laurea. In tanti anni di vita universitaria i miei figli hanno seguito l'iter di iscrizione per le borse di studio perché il reddito di mio marito andava sempre diminuendo, ma si riusciva comunque a risparmiare nelle rette. Negli scorsi anni il secondo figlio era riuscito a ottenere delle borse di studio, poi all'improvviso basta. Ma ho tenuto duro, lavorando anche lontano dalla mia famiglia, proprio come le extracomunitarie, che però hanno più agevolazioni di noi italiane". E la donna va oltre e non risparmia critiche all'intero apparato burocratico dell'università genovese, rettore compreso, accusato di non essere vicino a quei studenti che hanno fatto del diritto allo studio una ragione di vita. "Ma a quanto pare non è ancora finita. Il giorno 25 marzo - continua la signora Giuseppina - dopo vari pasticci avvenuti con i bollettini "folli" di 1650 euro, tenendo presente che mia figlia aveva tramite internet inviato tutta la documentazione del caso, ho ricevuto due bollettini da pagare, uno di 362 euro e l'altro di 288 euro". E non basta. "Infatti - riprende la donna - Lo stesso giorno mi hanno ordinato tramite raccomandata di pagare anche 832 euro perché mia figlia ha fatto un errore, forse di valutazione, per cui le è stata assegnata una borsa di studio di 419 euro, che secondo loro non le spettava. E come se non bastasse nella lettera viene dichiarato che mia figlia, studentessa all'ultimo anno del corso di laurea di restauro architettonico, è una piccola delinquente e perde il diritto per sempre di ottenere agevolazioni future". Infatti nella raccomandata viene specificato che: "in base alla legge regionale 15/2006 oltre al pagamento di una sanzione di 419 euro pari al doppio di quello ricevuto, viene disposta anche la perdita del diritto a ottenere altre erogazioni per tutta la durata degli studi". "Ma per favore - conclude Giuseppina - Abbiamo sempre pagato regolarmente e questa etichetta è davvero troppo. Ed è per questo che faccio appello allo stesso rettore per avere chiarimenti e anche le scuse per questa storia che infanga l'onestà e la buona fede di mia figlia e della sua famiglia. Perché la ragazza è perfettamente in regola con gli esami e con i pagamenti e si trova in una condizione economica familiare tale, da aver diritto, a ottenere una borsa di studio per poter continuare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sollecitiamo ditte e autorità di vigilanza (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bonifica e ritardi "Sollecitiamo ditte e autorità di vigilanza" POMARANCE. Il sindaco chiederà di essere ascoltato dal magistrato sulla gestione dell' area del Piuvico ed in particolare in merito alle insinuazioni rivolte all'amministrazione comunale da persone prive di senso civico. Queste persone, probabilmente le stesse ad aver indotto il sequestro dell'area da parte del corpo forestale dello stato circa un anno e mezzo fa, cercano ora, a sequestro ancora in corso, di chiamare in causa le responsabilità del Comune per i tempi di bonifica troppo lunghi. In realtà da allora la bonifica dell'area è stata affidata ad Arpat, che riceve disposizioni direttamente dal magistrato ed alle due ditte autorizzate rispettivamente alla caratterizzazione e alla rimozione dei materiali. Ma si registrano tempi lunghi dovuti ad una burocrazia amorfa, che lavora senza un reale coordinamento. Tra sopralluoghi, prelievi, tempi tecnici delle analisi, tempi di riconvocazione delle riunioni, continui rinvii delle riunioni già convocate, passano gli anni, tanto che si potrebbe indagare se non vi sia qualcuno interessato a queste dilatazioni. Vorremmo però ricordare che, fin dal novembre 2006, cioè prima che l'autorità giudiziaria ordinasse il sequestro dell'area grazie alle "giornalate" a nome della lista civica Insieme Per Cambiare, la ditta responsabile aveva già programmato la bonifica del sito. Quindi, in fondo, questa è la conseguenza di un sequestro che fu, come i fatti hanno dimostrato, la strada per rinviare a tempo indeterminato la bonifica di un'area che altrimenti sarebbe già completata. E questo lo sa bene anche la lista civica che plaudì al sequestro e si vantò di averlo perfino sollecitato. Ditte alle quali da parecchi mesi l'amministrazione comunale sta sollecitando di accelerare i tempi, perché l'area venga restituita alla fruizione di tutti i cittadini evitando ulteriori episodi di scarichi abusivi, come quello di un mese fa, consistente in plastiche provenienti da tapparelle di finestre, del quale i carabinieri ed i vigili urbani stanno tuttora cercando i responsabili. L'Unione democratica per Pomarance.

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<Il momento giusto per cambiare l'Italia> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 104 L'intervista. La neo presidente di Confidustria Emma Marcegaglia nel "suo" Forte Village: dopo le elezioni maggiore governabilità "Il momento giusto per cambiare l'Italia" L'intervista.. La neo presidente di Confidustria Emma Marcegaglia nel "suo" Forte Village: dopo le elezioni maggiore governabilità --> L'incastro è perfetto: sul filo della pausa caffè, eccolo lo zuccherino servito, a sorpresa, da Emma Marcegaglia. "Ci sono le condizioni politiche per cambiare il Paese". Al Forte Village manca solo la standing ovation quando, alle 11.30, lady Confindustria entra da una porta secondaria - camicetta bianca e pantaloni neri - regalando così l'inatteso fuori programma. Nel parterre del centro congressi rispondono, a suon di applausi, quattrocento top manager a convegno sulla meritocrazia, ospiti della HrCommunity (tre anni di storia e 2 mila associati). Per l'erede di Montezemolo in via dell'Astronomia (ufficialmente dal prossimo 22 maggio), neppure una parola incendiaria in dieci minuti di arringa giocati in casa, visto che il resort è gestito proprio dal gruppo Marcegaglia (proprietari sono i fondi immobiliari Fimit di Capitalia). La strada battuta è quella dell'ottimismo, con molte aperture di credito ai nuovi inquilini di Palazzo Chigi. Silvio Berlusconi deve ancora formare la squadra di governo, ma vi siete già incontrati. Perché il risultato elettorale la soddisfa? Gli italiani hanno consegnato il Paese al centrodestra con un'ampia maggioranza. Questa è la prima condizione per superare la bassa crescita: non esiste più il rischio dell'ingovernabilità. Lo dimostra anche la semplificazione del sistema politico, con tre partiti al Senato e quattro alla Camera. Nell'agenda dell'era Marcegaglia quali sono le priorità? Intanto la defiscalizzazione degli straordinari e dei premi variabili. Si tratterà poi di quantificarla. Ma l'obiettivo è doppio: far crescere il reddito spendibile e aumentare la produttività. Tempi? Abbiamo già avuto conferme sul fatto che il provvedimento sarà varato in tempi brevi, già nel primo o nel secondo Consiglio dei ministri. Daremo un appoggio forte, per poi aprire il confronto con le parti sociali. Già, i sindacati. Quale cambiamento auspica nelle relazioni industriali? Le organizzazioni dei lavoratori devono interpretare il mutato contesto sociale ed economico. Cosa vuol dire? Non ha più senso insistere sulla logica del contratto nazionale. Andranno fatti accordi su scala territoriale, specifici per le singole aziende. La percezione del cambiamento è necessaria da parte di tutti. E tutti devono fare un passo avanti per allontanarsi delle posizioni precostituite. Quali sono i mali oscuri dell'Italia? Su tutto, l'eccesso di burocrazia. Ma gli investitori internazionali sono spaventati anche dagli enormi poteri di veto che, in Italia, sono di gran lunga superiori rispetto ad altri Paesi. Bisogna riformare la giustizia. Manca la certezza del diritto. Una ricetta per la Sardegna? Vanno sfruttate le enormi potenzialità turistiche. Come si fa? Come vogliamo fare ovunque: migliorando la produttività delle aziende con contratti differenziati e premiando i lavoratori più operosi. I numeri delle morti bianche fanno impressione: l'Italia è prima in Europa per incidenti con un ritmo di quattro decessi al giorno. Confindustria cosa propone? Non certo di inasprire le pene. Semmai, stiamo preparando un grande piano di formazione e informazione per sensibilizzare i nostri associati e i lavoratori. Nella nuova giunta abbiamo previsto una delega specifica sulla sicurezza. Il prestito-ponte ad Alitalia salverà la compagnia? Può avere senso a patto che si segua e prevalga una soluzione di mercato. Serve un reale piano industriale di rilancio. Confindustria si è tinta di rosa. Anche la leadership dei giovani è in mano a una donna, Federica Guidi. È un segno dei tempi, di innovazione e modernizzazione. ALESSANDRA CARTA.

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<Non sarò sindaco part-time, ho un'ottima squadra> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CITTADELLA Massimo Bitonci si prepara a debuttare in Parlamento. Domani raggiungerà Roma in vista della prima convocazione a Montecitorio fissata per martedì "Non sarò sindaco part-time, ho un'ottima squadra" "Cercherò subito di capire perché è stata scarcerata la banda dei romeni. Spero di entrare nella Commissione sul bilancio" CittadellaMeno due. Sono i giorni che mancano al debutto ufficiale in Parlamento dell'onorevole sindaco di Cittadella Massimo Bitonci. Domani sono previste alcune formalità, l'identificazione dei nuovi eletti, le tessere, i permessi. Martedì alle dieci prima convocazione a Montecitorio. Bitonci partirà in aereo domani mattina da Verona, assieme agli altri parlamentari del Carroccio delle province di Padova, Vicenza e Verona.Come si sente un leghista di Cittadella a diventare "romano"?"Ho un po' di paura. Di trovare il "caput" della burocrazia, dello stato apparato, dell'immobilismo. Temo di dovermi scontrare contro un muro di gomma, con un sistema che rifiuta di ragionare nel modo veloce e snello a cui sono abituato. Ma sono fiducioso. La Lega Nord porta in Parlamento un gruppo di giovani, preparati e convinti. Saremo una spina nel fianco per il Governo. In senso buono ovviamente".A quale Commissione parlamentare le piacerebbe prendere parte?"Ho chiesto di aderire a quella sul bilancio o a quella sugli affari costituzionali interni. La prima perché sono dottore commercialista, e quindi da sempre mi occupo della materia finanziaria. Ma anche per portare a casa più facilmente i finanziamenti che servono a questo territorio per la realizzazione di nuove opere pubbliche e per la sanità. La seconda perché riguarda il tema della sicurezza, che mi sta molto a cuore. Una delle prime azioni del futuro Governo sarà l'approvazione di un nuovo pacchetto sicurezza. Tra le novità, la rivisitazione della normativa in tema di residenza anagrafica, e l'aumento dei poteri a sindaco e polizia municipale".Proprio quello che lei sostiene da molto tempo, e che ha dato origine all'editto anti sbandati."È la gente che chiede queste riforme. Una delle prime cose che farò in Parlamento sarà anche fare chiarezza su quanto accaduto a Padova nei giorni scorsi. Non è possibile che una banda di delinquenti venga rimessa in libertà perché sono scaduti i termini della carcerazione preventiva".Qualcuno dice che potrebbe essere il futuro Sottosegretario agli Interni. È vero?"Finora non ho avuto nessuna proposta. Ma non credo. Sono troppo giovane e alla prima esperienza. Questo però non significa che non sarò attivo nella predisposizione di progetti o disegni di legge, soprattutto per risolvere quei problemi che come sindaco ho potuto toccare con mano".Come cambierà la sua vita di sindaco ora che è anche onorevole?"Penso che essere anche sindaco sia un valore aggiunto. Serve a mantenere il contatto con la gente, con i problemi quotidiani, con il territorio. Da martedì a giovedì sarò a Roma, gli altri giorni a Cittadella. Per amministrare bene serve una buona organizzazione, più che tanto tempo per girare le carte. E una squadra di assessori competente. Io in questo sono fortunato".Ha già scelto chi le farà da "portaborse"?"Il gruppo della Lega Nord ha una segreteria unica. L'indennità prevista per i portaborse è devoluta al partito. Proprio come avveniva nel vecchio partito comunista..."Come si sente due giorni prima di entrare in Parlamento, emozionato?"Più che altro stimolato. A lavorare per rappresentare degnamente questo territorio. Spero sia la volta buona per una vera stagione di riforme. Il nostro Paese ne ha davvero bisogno".G.F.

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Lotta a un male ignorato, la sindrome di Behcet (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le malattie rare sono tante e complesse e se ritarda la diagnosi aumentano le complicazioni per la salute dei malati, in tanti casi anche gravi.Vorrei portare l'attenzione in particolare su una di queste malattie rare: la malattia di Behcet. Leggendo le dichiarazioni delle associazioni che si occupano di questa malattia, pubblicate su siti Internet e su qualche giornale, si apprende che i malati rischiano complicazioni gravi alla vista, neurologiche, e tante altre. Dicono per colpa della burocrazia, e delle istituzioni sanitarie nazionali che non accelerano i tempi di registrazione di un farmaco per poter poi segnarlo come prescrivibile per la malattia di Behcet.Ora questo farmaco, non avendo l'indicazione per la malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Azienda sanitaria, agli Ospedali, e ai centri universitari. In Italia esistono tre centri clinici in cui viene somministrato, sotto la propria responsabilità e a loro spese. Il farmaco, dicono i medici e malati, dà risultati molto buoni, ritardando, bloccando le complicazioni e anche ricuperando la funzionalità di tanti organi già lesi, migliorando la salute e la qualità della vita dei malati della sindrome di Behcet.E sì che nella nostra bella Costituzione Italiana sta scritto che il diritto alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini, in uguale misura di trattamento, anche per chi ha una malattia rara.Le normative che hanno istituito il nostro Servizio Sanitario Nazionale contengono dei principi ottimi, di uguaglianza di trattamento, principi universalistici di solidarietà su tutto il territorio italiano, normative che contengono anche degli obiettivi, di prevenzione, cura e riabilitazione per tutti. Questi malati con la sindrome di Behcet trovano tante difficoltà nel giungere velocemente ad una diagnosi, tempi di attesa per visite specialistiche impossibili (quattro, cinque, sei, sette mesi, anche più), carenza di informazione sul territorio, carenza di cure, costi alti dei farmaci in alcuni casi, disomogeneità della disponibilità di trattamento e di assistenza.Faccio un grande appello per un impegno concreto, forte, da parte di tutti, alle istituzioni sanitarie preposte, sia a livello nazionale, regionale, provinciale, all'Asl, alle Aziende Ospedaliere, ai Comuni. Un forte appello anche ai mezzi di informazione, dai giornali, televisione, radio, siti internet, di dedicare più tempo, più spazio per la salute dei cittadini, per le malattie rare, per questi malati , per i loro bisogni, di prendersi maggior impegno, invitare a qualche trasmissione televisiva, alla radio, più spazio sui giornali, alle associazioni delle malattie rare, ai malati ai loro famigliari che purtroppo sono lasciati quasi soli, nelle loro sofferenze, nelle loro richieste, per il diritto alla salute. Un maggiore impegno dobbiamo garantirlo tutti insieme, per far sì che si realizzi l'obiettivo di un Servizio Sanitario Nazionale sempre migliore, con meno ostacoli burocratici, con meno tempi di attesa per esami e visite diagnostiche, e le cure efficaci già esistenti siano disponibili gratuitamente per tutti i malati di malattie rare in uguale misura su tutto il territorio nazionale, e i principi di uguaglianza di trattamento siano veramente attuati, e il diritto alla salute per i cittadini, sia veramente raggiunto e garantito. Se faremo questo contribuiremo a costruire e a raggiungere l'obiettivo di una società migliore, con più giustizia sociale, e piena di valori veri, dove la salute, la vita siano messi al primo posto nella scala dei valori.Francesco Lena.

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Ha sette decreti di espulsione Ma un ghanese vive in strada (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Storie di ordinaria burocrazia Ha sette decreti di espulsione Ma un ghanese vive in strada Storie di ordinaria burocrazia, legate all'impossibilità di espellere concretamente stranieri clandestini e senza documenti. È il caso dell'uomo ghanese che da tre giorni vive per strada in via Caboto e che le istituzioni, non sono ancora riuscite a riportare nel suo Paese nonostante i sette decreti di espulsione. È stato il sindaco Sergio Bolzonello a far "esplodere" il caso per mettere nero su bianco una situazione generalizzata, ma che per l'uomo "di via Caboto" ha raggiunto livelli veramente incredibili. "È a Pordenone dal 2000 - spiega il sindaco - e da allora ha continuato a vivere di espedienti, senza documenti e affermando, ogni volta che è stato identificato dalle forze dell'ordine, di provenire dalla Costa D'Avorio. In realtà noi sappiamo che è Ghanese, anche perchè la stessa comunità locale che lo conosce non vuole saperne di lui. Ha già collezionato sette decreti di espulsione, non è una caso assistenziale direttamente dipendente dal Comune perchè essendo privo di documenti non può avere accesso alle politiche sociali. Ma posso dire di più. L'assessore Gianni Zanolin nei mesi scorsi ha inviato una precisa richiesta all'Ambasciata del Ghana in modo da avere in mano un duplicato dei documenti che consentisse una espulsione reale. Non è mai arrivata una risposta. I nostri vigili urbani - va avanti il sindaco - lo hanno portato più volte in Questura, ma sino ad ora non si è concretizzato nulla. Dopo alcune ore era già in giro per la città. Voglio anche aggiungere che nonostante le nostre precise richieste, l'uomo non è mai stato neppure accompagnato al Cpt di Gradisca. Credo - conclude il primo cittadino - che il Comune abbia fatto tutto il possibile, ma evidentemente i problemi esistono se nonostante i setti decreti di espulsione è ancora per strada. E le responsabilità non sono certo dell'amministrazione comunale. Vedremo ora cosa farà la Lega Nord". Ieri il ghanese non si è visto in via Caboto, evidentemente ha cambiato zona, ma la situazione non cambia.Intanto, sempre ieri, la convocazione per martedì prossimo della Circoscrizione di Rorai Cappuccini con all'ordine del giorno "il parere sulla realizzazione di un centro di prima accoglienza nell'ambito della proprietà dell'Opera diocesana", ha mandato in fibrillazione i consiglieri della Lega. Telefoni bollenti per capire di cosa si potesse trattare e soprattutto già studiate iniziative per "fermare il nuovo centro che sorgerà in città". In realtà ilgiallo è stato subito chiarito. Il centro di prima accoglienza in questione altro non è se non la nuova "casa delle fanciulle" che sarà realizzata a Borgomeduna e che diventerà un luogo protetto per donne sole con bambini in grave difficoltà economiche e sociali. L'allarmepadanoè rientrato.ldf.

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CAMERA/ SETTANTA DEPUTATI REGISTRATI OGGI, MOLTI SONO NEW (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ENTRY Domani si concludono adempimenti in vista prima seduta martedì postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 27 apr. (Apcom) - Sono una settantina le 'matricole', i deputati che si sono presentati oggi a Montecitorio per registrarsi in vista della prima seduta della Camera di martedì 29. Dopo una mattinata di affluenza discreta, nel pomeriggio solo pochi si sono presentati nella sala della Regina al primo piano del Palazzo per gli adempimenti burocratici, tra di loro: Eugenia Roccella, eletta nel Pdl, già animatrice del family day, figlia del parlamentare radicale Franco Roccella. "Ho fatto politica fuori dalle istituzioni finora - dice ai giornalisti che l'avvicinano per chiederle le sue prime impressioni - ora sono un pò emozionata ma spero di poter essere utile. Non c'è continuità tra me e mio padre - aggiunge - e purtroppo lui non c'è più e non può vedermi qui oggi". Roccella conferma il suo impegno sui temi della famiglia e delle donne: "Sono ancora una femminista, sono qui per fare una battaglia per le donne e per la vita" e poi racconta che Francesco Cossiga le ha mandato un messaggio in occasione della sua elezione. Altra new entry è lo storico e giornalista di Panorama, Giancarlo Lehner. I giornalisti sono il terzo gruppo professionale in Parlamento: "E' giusto che ci sia una folta rappresentanza di giornalisti - osserva il neoletto nelle file del Pdl -. Siamo una categoria che svolge un ruolo importante", quindi racconta che la sua candidatura è stata voluta da Silvio Berlusconi in persona: "E' stata una scelta scellerata" scherza Lehner con i cronisti che lo interpellano, precisando di non essere "uno conforme, non sanno chi si sono messi in Parlamento...". Il giornalista lamenta poi l'eccesso di burocrazia anche per la registrazione da parlamentare: "Va sfoltita, spero che ci riusciremo", da esperto di comunicazione vuole parlare anche del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la politica che deve tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa legislatura sarà fondamentale, ci sono i numeri per governare e per fare alcune cose importanti". Più tardi sono arrivati Paolo Gentiloni, unico ministro uscente del Pd a presentarsi per la registrazione, Elisabetta Zamparutti, la radicale eletta nel Pd, Beatrice Lorenzin e Mario Pepe del Pdl. Le registrazioni continueranno stasera fino alle 20 e riprenderanno domattina alle 9. La seduta per l'apertura della XVI legislatura è prevista martedì alle 10.

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I DUE VOLTI DI VIPITENO SPIRITUALITà E BENESSERE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I due volti di Vipiteno spiritualità e benessere Marco Ciriello Vipiteno-Sterzing. Silenzio sotto le Alpi. Una cattedrale di marmo bianco tra autostrada e cimitero racconta il contrasto: spiritualità/commercio. Le auto corrono verso il Brennero e sembrano portarsi via, nei bagagliai, i desideri dei morti. Se volti le spalle, a tutto questo, ti accorgi che il resto sta in fila: strade, case, persone. C'è un chiaro ordine e una chiara gerarchia. Senti il territorio e la sua storia. Qui, Heimat (patria dei luoghi, suoni, tradizioni) e Vaterland (patria delle bandiere, inni e battaglie) hanno trovato un accordo da stile dell'anatra. Sopra: vedi gli abbracci ma se scavi, intuisci i movimenti per vincere la corrente, conservarsi la storia, resistere alla fusione. Anche se nessuno lo dirà apertamente. Strappata all'Austria con la prima guerra mondiale questa terra è stata usata dal fascismo e ricoperta di privilegi dalla Repubblica, per farne un vanto, un esempio. Questa schizofrenia politica ancora si sente. Gli abitanti del Sud Tirolo hanno subito una violenza linguistico-immaginativa durante il ventennio, al punto che Claus Gatterer ha scritto "eravamo degli sbandati, la nostra fantasia infantile era divisa, come tutto quello che gradatamente veniva formando la nostra personalità. La nostra pelle era menzogna; a casa mentivamo sulla scuola, a scuola mentivamo sulla casa e su noi stessi". Oggi, seimila abitanti, un italiano ogni sei tedeschi, con una piccola minoranza di ladini provenienti dalle valli vicine. Scuole miste. La città di riferimento culturale è Innsbruck (45 Km), quella di riferimento amministrativo Bolzano (72 km). Per loro l'Italia è quella che è nel mondo: cattivo governo, moda, design, buona cucina. Con un dato che conferma i luoghi comuni sulla nostra pigrizia: i tedeschi imparano l'italiano, gli italiani non imparano il tedesco. E curiosamente gli emigranti del Mediterraneo scelgono di imparare l'italiano, quelli dell'Est il tedesco, quasi una presa di posizione. Qui, anche la parola di Dio ha due lingue. E due parroci giovani e colti, preoccupati dell'ambiente più dei Verdi. Non ci sono statue di Padre Pio per strada, ma una sola di Giovanni Nepomuceno che deve difenderli dalle piene del fiume Isarco. Praticità religiosa che si somma, mescola, al resto. Chiese e oratori hanno edifici semplici che quasi non raccontano il loro ruolo centrale. Quando la parola Tirol era stata cancellata dal vocabolario geografico e la lingua germanica era stata quasi del tutto estirpata dalla scuola pubblica, fu la chiesa che costruì una rete di scuole nei fienili, nelle soffitte e nelle cantine, ostacolando, nelle zone rurali, gli effetti dell'italianizzazione forzata. Insomma, a Vipiteno si sente il peso di Dio, la sua ingombrante presenza anche nei giorni comuni, non c'è bisogno di processioni o funzioni. Forse, sarà perché "in tutte le religioni Dio viene dalla montagna", dice Reinhold Messner, che qui è a casa sua. Il primo parroco: Don Michele Tomasi (43 anni) è un ragazzo alto e sorridente, spirito sereno, suona la chitarra, ha due lauree (in teologia e alla Bocconi in economia) e gestisce un oratorio misto. Celebra messa in italiano, ma se serve può farlo anche in tedesco. Ci ammonisce perché non diamo a Vipiteno il nome di città: diritto che viene da Mainardo II del Tirolo, ci tiene a sottolineare la bellezza del paesaggio, e rassicurante chiude: "Non ci sono predominanze, state tranquilli". L'altro prete: Marcus Moling (30 anni) fa parte della minoranza ladina, insegna religione, pratica sci e calcio, celebra in tedesco ma se serve può farlo anche in italiano. Come Don Michele è preoccupato che si preservi l'ambiente, espressione di Dio, non capisce la politica italiana, e non vede nessun problema, anche se ammette che loro sono una voce debole. E quando gli domandiamo se l'elezione di Benedetto XVI dia una mano alla sua lingua, lui - canonicamente - risponde che "quel papa è un bene per tutti". La porta di ingresso è una torre di pietra grigia, dal comignolo merlato, che era anche la sede della guardia del fuoco. Divide città vecchia e nuova, e fuori, a centro, spaparanzata, una caserma dell'esercito italiano. Intorno, ordinate case, una accanto all'altra, stile nordico: erker, grandi lucernari, comignoli dal collo lungo, archi acuti, colori vivaci. Sopra tutto questo, in una frazione di Vipiteno, a Telves, di fianco alla chiesa di San Vito c'è un cimitero con vista paradiso: cime innevate di fronte, boschi verde scuro e prato chiaro attraversato dal fiume in basso, silenzio intorno, venti tombe, tra queste quella di Alex Langer, nato qui. Un uomo che è impossibile non amare, nessun bisogno d'incontrarlo, aver sentito la sua voce, basta leggerlo. I libri sono dialoghi con l'autore, non c'è necessità di star seduti accanto, bastano le pagine, le parole, qualche gesto: come farsi carico delle guerre. Niente di più conferma grazia e fiducia che avevano già scavalcato distanze, stringendo nodi fra sconosciuti. Alexander Langer era uno così. Oltrepassava confini, conflitti, consuetudini. Il fatto che lui fosse anche uno dei pochi politici coinvolgenti, sempre acuti, viene solo dopo e non fa altro che accrescere la grandezza. Antifascista, ambientalista (fondatore dei Verdi), insegnante e inviato, pacifista, europeo per autocertificazione e non per opportunità, sempre pronto al dialogo, gentile al limite della goffaggine, non conosceva la volgarità, uno strano frutto, figlio di più culture, testimone d'integrazione, rispetto, dialogo. Impossibile da immaginare in un salotto, era in giro, sempre. Poi, non ha più resistito e se ne è andato, ha lasciato detto di non essere tristi e di continuare quel che era giusto. Profondo, lieve, dolce, scalzo, questo era Alex Langer. Che tutti definiscono superintelligente, anche se c'è poco che lo ricordi oltre la piazza che porta il suo nome, quella dove c'era la farmacia di famiglia. Sarà che "gli uomini di confine hanno doppia prospettiva" dice Reinhold Messner, orgoglioso del suo europeismo, lui si sente "italiano, tedesco e inglese perché la patria è la lingua", e se proprio deve sentirsi vicino a un paese sceglie il Tibet, e i tibetani come suoi fratelli. Ci racconta di quando Fisher lo voleva candidato in Germania e lui non accettò, ha sempre scelto il parlamento europeo per dare peso alle sue idee e "fornire un esempio". Degli italiani adora l'elasticità e la velocità di pensiero, raccontando di un ragazzo italiano messo a gestire uno dei suoi castelli-museo, al posto di uno tedesco che ogni mattina aspettava i suoi ordini e che andava in crisi quando lui partiva per qualche spedizione. Anche il sindaco di Vipiteno Fritz Karl Messner adora la velocità italiana, somiglia al Manfredi di "Pane e cioccolata", guarda ai cristiano-democratici austriaci e ha come politico guida il cancelliere Angela Merkel, segue il Tg1 nella speranza di capire qualcosa dell'Italia ma "non fai in tempo ad imparare il nome del presidente del Consiglio che già è cambiato", dice ridendo. Ha un negozio di alto design al centro del corso principale e salta da questioni politiche al commercio senza problemi. Sembra portarsi dietro la storia del posto, Vipiteno in passato era chiamata anche la città dei Fugger, ricca famiglia di commercianti di Augusta che allora gestivano una attività mineraria e ne fecero un importante centro culturale. Ha una moglie che insegna italiano, parla senza sbagliare i congiuntivi, tifa Germania, e Bayern Monaco, preferisce gli sciatori austriaci, per lui lo Stato è la provincia di Bolzano, si lamenta dell'eccessiva burocrazia nell'amministrazione italiana che fa sempre rima con fisco e imposizione. Sa di governare un posto che è un'isola di benessere, sa di avere già molti privilegi ma chiedere di più non è peccato. Ci lascia con una smorfia di dissenso, gli avevamo chiesto se era d'accordo con Leonardo Sciascia che riteneva la famiglia la più forte delle patrie. (2 / continua).

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POMIGLIANO, IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO. UN ATTO DOVUTO: DA CHIARIRE SE CI SIA STATA NEGLIGENZA NELL'USO DELL'ALCOL (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pomigliano, ipotesi di omicidio colposo. Un atto dovuto: da chiarire se ci sia stata negligenza nell'uso dell'alcol PINO NERI Pomigliano. Una famiglia distrutta dal dolore per la scomparsa della piccola Francesca Nuzzo, quattro anni appena, morta per il rogo divampato venerdi mattina dal braciere di casa. Alla giovane mamma, Rosaria Candela, 22 anni, rimasta ustionata nel tentativo di salvare la figlia, i familiari non hanno ancora voluto far sapere della morte di Francesca. Rosaria si trova ricoverata in un reparto dell'ospedale Cardarelli. Non si sa quando potrà essere dimessa ma le sue condizioni, sia pure molto lentamente, migliorano. Intanto la magistratura vuole fare piena luce sulla dinamica del terribile incidente. Per questo motivo, ieri, il pubblico ministero della Procura di Nola, Giuseppe Cimmarotta, ha iscritto Rosaria nel registro degli indagati. L'ipotesi di reato è omicidio colposo. Un atto dovuto in casi del genere. In base alla legge quando si alimenta una brace con l'alcol etilico si commette una negligenza. E se da questa eventuale negligenza ne sia potuto scaturire un dramma come quello dell'altro giorno, allora procedere per chiarire diventa la strada obbligata. I carabinieri venerdì non hanno potuto ricostruire dettagliatamente la vicenda perché quando sono giunti sul posto la scena dell'incidente era già stata riordinata. Nessuna traccia. Da qui l'esigenza del magistrato di ricomporre le sequenze dell'evento nefasto. Un'esigenza procedurale, che però, come se non bastasse, chiederà a Rosaria Candela un altro momento di sofferenza. Non appena le sue condizioni lo consentiranno, infatti, la donna sarà ascoltata dagli inquirenti. Nel frattempo la salma della piccola Francesca è ancora in obitorio a disposizione del magistrato. Si attende l'ispezione cadaverica. "Non appena il giudice darà il permesso organizzeremo il funerale, nella chiesa madre di Pomigliano, la chiesa di San felice", spiega, addolorato, Giuseppe Candela, 51 anni, operaio del comune di Pomigliano, padre di Rosaria e nonno materno di Francesca. Le esequie sono previste entro mercoledì prossimo, ma tutto dipende dai tempi della burocrazia giudiziaria. Giuseppe ospita da tempo la figlia nella sua casa popolare di via Miccoli, periferia est di Pomigliano. Il genero, Domenico Nuzzo, 24 anni, di Acerra, è disoccupato per cui portare avanti una famiglia già numerosa, con tre bambini, (Francesca ha lasciato due fratellini più piccoli) richiede l'aiuto delle famiglie. Una normale convivenza quella consumata nell'affollata casa di via Miccoli. Nove persone assiepate in quattro stanze, nonno, nonna, due zii e, appunto, la famiglia di Francesca. Una coabitazione tutto sommato ordinaria. Fino a quel maledetto venerdì mattina, quando Rosaria decide di accendere il braciere per arrostire i carciofi. Francesca assiste la mamma, è incuriosita. Quindi la fiammata, il fuoco che avvolge madre e figlia. Un amico di famiglia, subito dopo l'accaduto, ha dichiarato ai carabinieri che la bambina teneva in mano una bottiglia di alcol quando è inciampata sul battiscopa del balcone per poi cadere sul braciere. Un attimo e la bottiglia è scoppiata tra le mani della piccola come una molotov. La nonna, Cristina Amato, non ha potuto vedere niente. Ora ci si chiede se fosse stato possibile evitare il rogo. "Era una bimba piena di vita. Purtroppo - dice Giuseppe Candela - quando il diavolo entra in casa tua non c'è niente da fare. Evidentemente certe cose devono andare come devono andare. Abbiamo fatto tanti sacrifici per questi nipoti. Ma adesso lasciatemi, mi devo recare in ospedale".

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L'ASSALTO ALLA GRANDE MERETRICE (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lucia Annunziata L'ASSALTO ALLA GRANDE MERETRICE Che un vento politico avviatosi quasi quindici anni fa al grido di "Roma Ladrona" si scateni alla fine proprio su Roma, non è affatto sorprendente. A pensarci, anzi, non poteva che concludersi così. Quel sentimento contro Roma, iniziato come bandiera del separatismo leghista si è via via gonfiato, nel corso dell'ultimo decennio, di malcontenti e significati sempre più intensi. La Capitale è diventata il simbolo dei Palazzi, del Privilegio, dei Salotti, degli Accordi, e infine, tutta insieme, della Casta, il terreno dove fermenta, e si riproduce all'infinito, una classe dirigente, papalina o laica, estremista o moderata, tutta omologata alla fine da una cultura dell'immagine, della Tv, della distanza dal resto del Paese, e, dunque, dell'inefficienza. Avremmo avuto il risultato che c'è stato a queste ultime elezioni se al leghismo non si fosse coniugato questo sentimento Anti Casta? Avrebbero votato a destra pezzi della sinistra se le critiche alle élite politiche romane non si fossero fatte così aperte, dolorose ed esplicite ? D'altra parte, il sentimento contro Roma "la Grande Meretrice" dell'Apocalisse di Giovanni, di San Bonaventura e di Lutero, non è la prima volta che spunta nella storia; e non sarà nemmeno l'ultima. La contesa per Roma, anche in epoca moderna, ha sempre segnato l'inizio e la fine di fasi storiche - la Repubblica Romana del 1849, la breccia di Porta Pia, la fuga dalla capitale del Re Vittorio Emanuele III nel 1943, Roma città aperta, Roma delle Fosse Ardeatine, e quella degli scontri di piazza più violenti della storia repubblicana fra estremismi negli Anni Settanta. Tutto alla fine in Italia torna su Roma, prepotentemente. Non ci vuole molto dunque a capire perché la sfida per la guida della Capitale, per cui si vota oggi, abbia catalizzato l'interesse e le passioni dell'intera nazione: lo scontro fra Rutelli e Alemanno ha infatti preso nei fatti il significato di una verifica del voto nazionale. Se anche Roma passa al centro-destra è la certificazione definitiva della forza del prossimo governo Berlusconi; se invece il centro-sinistra mantiene la capitale che ha guidato negli ultimi anni significa che non tutto è perduto, che proprio da Roma ricomincia subito la sua riscossa. Ma è giusto vivere così intensamente questo scontro, o non è il solito riflesso mediatico; la solita proiezione, buffonesca e dissacrante, che Roma ama fare di sé stessa come nel brillante e autoreferenziale circuito intellettuale di Dagospia? Purtroppo no. Sarebbe più rassicurante per tutti ridurre a un fatto nervoso la tensione di queste ultime ore fra Alemanno e Rutelli. La verità è che questa corsa elettorale merita tutta l'attenzione che ha. Al di là dei luoghi comuni, e dei difetti, Roma rimane infatti il punto determinante nella gestione dello Stato. In maniera diversa da Milano, certo. Ma forse più rilevante. Se Milano decide infatti la composizione del potere, è a Roma che si definisce invece l'equilibrio del potere. Le forze che vi si muovono, pure così sfacciate e mondane per certi versi, sono la necessaria e inevitabile terra di cultura di ogni dialogo possibile; il luogo naturale in cui si scuciono e si ricuciono, ben prima della mediazione parlamentare, idee e rapporti di forza. La capitale è insomma tradizionalmente la camera di compensazione del governo nazionale. Ha davvero un governo centrale bisogno di una funzione di questo tipo alle spalle, ci si potrebbe chiedere? Si potrebbe dire no, e farci anche una bella figura, appagando un po' di populismo anticasta (tanto a noi giornalisti non costa molto). Ma la verità è che tutte le idee e le mosse di governo hanno sempre bisogno di essere saggiate, provate, delineate prima di essere operative - e non tutti questi passaggi sono "inciucio". Da Roma operano le grandi Banche, e la Banca d'Italia, le direzioni delle industrie di Stato; operano Confindustria, i Sindacati, quasi tutta l'industria culturale italiana, sicuramente quella del cinema e della televisione, e sedi centrali o nazionali di molti giornali. Roma è il Papa, è la Vecchia Aristocrazia, nonché il paradiso dei Grandi Padri della Repubblica, e dei tecnici dell'alta burocrazia che mai cambia mentre tutto cambia. In questa città, che è anche il centro fisico della nazione, tutti questi poteri formidabili colloquiano con la Politica del governo. Filtrano opinioni e ipotesi, ricevono stimoli e segnali, aggiustano con il dito mignolo la direzione di una palla di neve, prima che arrivi a diventare una slavina. La ragione per cui posti "leggeri" come il ministero dei Beni culturali, o presidenze di istituti culturali, siano molto ambiti: la cultura è a Roma il liquido facilitatore di ogni rapporto. Tutto questo è spesso definito, come si diceva, trasversalismo amorale, decadenza dei salotti. E' talmente forte questa idea che Bertinotti è caduto proprio sulle accuse di essere entrato in questo gioco. E certamente c'è sempre dietro l'angolo il pericolo che il dialogo divenga accordo, e l'accordo diventi criminale. Ma non è necessariamente così. Roma sta al governo italiano come Washington sta al governo Usa, e come Parigi e Londra e Mosca stanno ai loro rispettivi governi. Nelle democrazie c'è sempre bisogno di una sorta di Bicamerale degli intenti, se non delle decisioni, e Roma è da anni la Bicamerale d'Italia a cielo aperto. Che arrivi a guidarla dunque Rutelli o Alemanno farà una grande differenza non solo in termini di voti, ma anche e soprattutto nell'allineamento fra politica e poteri. Milano ha già fornito la prima tessera di questo equilibrio; Roma completerà, in un verso o in un altro, il puzzle.

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