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DSA,
un'agenzia dinamica ed innovativa al servizio delle esigenze del settore
medico, con un forte orientamento per quello odontoiatrico
( da "AreaPress"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
inerente viene gestita tramite personale addetto, liberando il Professionista
che, in tempi ravvicinati e con garanzia di risultato, può così avvalersi di un
servizio eccellente.( ? SELEZIONE DEL PERSONALE che offre la possibilità di
selezionare più soggetti qualificati con le caratteristiche richieste dal
mandatario,
Pd,
il gelo dei giovani ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
affrontare
tutti i giorni la burocrazia, la mancanza di infrastrutture, il lavoro senza
garanzie lo sente più in sintonia". E Veltroni è leader di un partito che
interessa agli under 30 per il processo da cui è scaturito ? la contaminazine
di culture ? ma sconta il poco tempo per sostanziarlo: "Non dimentichiamo
che è il Pd è nato da poco e che ha avuto un accelerazione da pochi mesi"
Nord,
istruzioni per l'uso ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia e
tasse. Si torna sempre lì per spiegare lo scarto tra aspettative e realtà, tra
domanda del territorio e risposta della politica, e l'incapacità della classe
dirigente di interpretare la trasformazione postfordista della parte più ricca
del paese.
Il
direttore di Confindustria taglia il nastro di Unimpiego
( da "Gazzetta
di Reggio" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificazione
della burocrazia, capacità decisionale in tempi brevi. Ha riconosciuto infine
la delicatezza dell'attuale fase congiunturale a livello internazionale specie
per l'Italia così lontana dai parametri di Maastricht. "Occorre lavorare -
ha concluso - per ridurre il debito pubblico, puntando sulla formazione".
Liberaleidee
entra in maggioranza ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lavoro già
gravato dai lunghi tempi della burocrazia. Al momento l'unione non determinerà mutamenti
nell'organigramma: non ci saranno nuovi assessori e la giunta rimarrà
invariata, anche se non si escludono novità future. Sembrano così svanite le
differenze programmatiche della campagna elettorale: "Le divisioni sono
state superate - spiegano - lavorando assieme nelle commissioni;
Camilleri:
teatro, che passione ( da "Alto Adige"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A prima vista
è una satira contro la burocrazia e la politica. Ma a una lettura più profonda
è una satira contro tutte le prevenzioni che la gente ha nei confronti degli
altri". Ancora una volta usa la sua particolare lingua. "Che in parte
invento, mescolando dialetti e parlate, termini marinari o contadini o della
piccola borghesia.
"La
mia vita divisa fra arte e messale"
( da "Stampa,
La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Quando
ho deciso di farmi prete avevo davanti a me la figura di un sacerdote felice.
Anch'io voglio esserlo. Vedere parroci a occuparsi solo di burocrazia e di
sacramenti allontana i giovani. La messa non è solo quella che si fa in chiesa,
ma è quella che continua nella vita".
I
" partiti del fare" al test di credibilità
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con danno
delle relative burocrazie? 2) In Italia non si fa perchè ci sono troppe
magistrature. Chi vuole e sa mettere i Tar in condizioni di non nuocere? 3) In
Italia non si fa perchè tirarla in lungo è un ramo d'impresa con i suoi addetti
e specialisti. Chi metterà fuori mercato questo tipo di impresa e le relative
clientele?
Il
dirigismo liberalizzatore non funziona. E fa danni
( da "Italia
Oggi" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lo stesso
Catricalà evidenzia il problema della burocrazia, che complica la vita delle
imprese e ingessa il paese, e auspica la riduzione degli uffici. Quali i
rimedi? L'apertura di un ufficio, sotto il controllo del governo, in grado di
valutare l'impatto delle misure di liberalizzazione, una moral suasion nei
confronti dei professionisti, cominciando dagli avvocati.
Pace
tra aziende e Poste ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
viabilità ai problemi legati alla burocrazia, dai disservizi degli enti
pubblici alle esigenze quotidiane delle imprese. I disservizi delle Poste sono
stati uno fra i trampolini di lancio del forum e attualmente sono il banco di
prova della nuova associazione: l'iniziale protesta isolata dell'Associazione
artigiani ebbe infatti subito riscontro anche nelle altre categorie,
Per
la salute e contro ciò che non va
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
e le tasse che vessano i cittadini". È di pochi giorni fa la polemica
innescata all'interno della coalizione di centrodestra, riguardo al simbolo dei
Liberaldemocratici, che riportava il nome di Berlusconi; Garatti ha voluto
chiarire la posizione: "Il simbolo è stato notificato agli alleati dieci
giorni prima della presentazione delle liste e nessuno all'
La
rivoluzione copernicana di Walter
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Inoltre
Veltroni intende affrontare problemi annosi quali la burocrazia e l'eccessiva
tassazione. (...) Berlusconi ha deriso la lotta all'evasione condotta dal
governo Prodi dicendo che in realtà si è trattato di una forma mascherata di
aumento delle tasse. Veltroni dice che Berlusconi piace a molti italiani che
apprezzano "l'idea che si possa vivere senza regole".
Il
lombardismo è peggiore del cuffarismo
( da "Unita,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma sconta da
tempo l'assenza dello Stato, con l'eccezione dei magistrati e di un'ottusa
burocrazia "Il lombardismo è peggiore del cuffarismo" di Marzio
Tristano/ Palermo "Il codice linguistico utilizzato dalla Finocchiaro e da
Francantonio Genovese in questa campagna elettorale è diverso da quello cui
eravamo stati finora abituati.
Per
alghero un turismo nuovo al di fuori delle beghe politiche
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che operano
in regimi di fiscalità e burocrazia assolutamente ottimali per incubare e
sviluppare le imprese di settore. E' inutile, oltre che fuorviante,
interrogarci sulla capacità che la classe dirigente di altri territori (vedi La
Maddalena) ha dimostrato sul campo. Gli amministratori della Maddalena,
infatti, hanno saputo ottenere quell'attenzione speciale,
I
" partiti del fare" al test di credibilità - mino fuccillo
( da "Centro,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con danno
delle relative burocrazie? 2) In Italia non si fa perchè ci sono troppe
magistrature. Chi vuole e sa mettere i Tar in condizioni di non nuocere? 3) In
Italia non si fa perchè tirarla in lungo è un ramo d'impresa con i suoi addetti
e specialisti. Chi metterà fuori mercato questo tipo di impresa e le relative
clientele?
Scambi
d'accuse per una delibera lenta ( da "Mattino di Padova, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Normale
burocrazia" Scambi d'accuse per una delibera lenta SAONARA. Una delibera
di giunta datata 30 gennaio 2008 e contenente alcune variazioni al Piano
urbanistico particolareggiato di Saonara è l'argomento della nuova polemica a distanza
tra l'ex consigliere comunale del Pd Paolo Paolucci e Andrea Buso, sindaco
uscente e candidato del centrodestra.
Lo
sviluppo di trieste ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
opera di
media la burocrazia e l'incapacità diffusa si portano via lo spazio di una
generazione. L'importante, però, per chi governa con responsabilità è riuscire
a rompere questo freno e portare a termine i progetti, perché alla resa dei
conti nel lavoro, come nella vita, i fatti - fino a prova contraria - contano
molto più delle parole.
Abs,
impianto ecologico bloccato dalla burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impianto
ecologico bloccato dalla burocrazia Il nuovo stabilimento non può aprire, da
quasi un anno attende l'autorizzazione della Provincia Il capannone è distante
dalle abitazioni di GIACOMINA PELLIZZARI POZZUOLO. All'Abs il nuovo impianto di
ossitaglio è pronto da mesi, ma non può operare perché manca l'autorizzazione
della Provincia.
Stiamo
mettendo a norma le scuole ( da "Nuova Ferrara, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Questione di
carte e burocrazia, mancante dal momento della costruzione della scuola, ma non
solo. I soldi per adeguare le scuole alle nuove normative "si sono ridotte
a piccoli rivoli del tutto inadeguati, sia nei 5 anni del governo Berlusconi
che nei 2 anni del governo Prodi" aggiunge Bellini.
MONZA-BRIANZA,
PONZONI: VOGLIAMO PROVINCIA LEGGERA
( da "marketpress.info"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in cui i
costi della politica e della burocrazia sono al centro del dibattito politico;
cerchiamo perciò di costruirla più leggera possibile, a misura di cittadino,
non semplicemente con un passaggio di competenze da Milano. C'è bisogno, ad
esempio, di una nuova sede della prefettura, visto che una sede di
rappresentanza esiste già?
Conversazione
sulla <questione settentrionale>
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
all'Austria -
della burocrazia più snella e della velocità decisionale". Per Illy è
necessario che la politica dia risposte, e anche in fretta per evitare, come ha
scritto nel suo libro, che l'Italia perda il Nord. E che lo perda la sinistra:
"La politica nel suo complesso si è mostrata indifferente.
A
DELHI ALTAGAMMA COMPIE UN ALTRO PASSO PER LO SVILUPPO DEL SETTORE LUXURY IN
INDIA ( da "marketpress.info"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Senza
riduzione delle barriere tariffarie - e non tariffarie, come l'eccessiva
burocrazia e le lungaggini doganali ? i prodotti delle nostre imprese
continueranno a costare al consumatore indiano quasi il doppio che nel resto
dell'Asia, cosicché questi stessi acquirenti continueranno ad andare a Hong
Kong o a Dubai per comprarli".
Un
altro intoppo sulla direttissima del goceano
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che non
conosce la reale complessità della burocrazia in fatto di opere pubbliche -
sostengono Calaresu e Pala - spesso l'operato di alcuni enti appare
caratterizzato da immobilismo. E' allora opportuno evidenziare come tutti i
lavori che comportino la realizzazione di nuovi tratti stradali, abbiano,
ovunque in Italia, un iter abbastanza lungo.
Via
longarone, ancora proteste per le buche
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma tra
burocrazia, cavilli ed espropri via Longarone, a Cussignacco, è ancora quasi
completamente senza asfalto e per più di metà strada, senza illuminazione
pubblica. E così, arriva una nuova protesta dei residenti, soprattutto dopo le
giornate di pioggia di questi giorni.
Ufficio
dell'acli per aiutare a districarsi nella burocrazia
( da "Tirreno,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Grosseto
Ufficio dell'Acli per aiutare a districarsi nella burocrazia ORBETELLO. L'Acli
viene incontro ai cittadini in difficoltà di tutta la provincia, quelli che non
possono permettersi di sostenere le parcelle dei professionisti per gli
adempimenti che devono essere necessariamenti svolti con precise scadenze.
Pochi
vigili, traffico senza controlli a ronchi
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incredibile e
sembra proprio essere figlia della classica ed imperante burocrazia
all'italiana. Da un mese a questa parte, infatti, la persona dell'ufficio
personale che dovrebbe occuparsi della formalizzazione della pratica è assente
per malattia e nessun altro sembra essere in grado di occuparsi di quella che
sembra essere una questione di stato.
Sbagliato
parlare solo di temi fiscali ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Oggi elemento
di grande freno sono le corporazioni, la burocrazia e la super-legiferazione.
Qui si giocherà il tema della grande convergenza da costruire. Il vero fronte
comune va realizzato rispetto alle spinte conservatrici. Nello specifico, quali
sono gli sprechi nella scuola? La sfida è il personale.
Il
Wall Street Journal benedice Walter <Lui si batte per cambiamenti
drastici> ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
poco attratti
dalla burocrazia italiana e dai suoi costi, ha voluto mettere al corrente i
lettori che Veltroni desidera farla finita con la necessità di "60 diverse
autorizzazioni per aprire un'autofficina" nel nostro Paese, si prefigge di
abbassare il debito pubblico dal 104% del Prodotto interno lordo del
Le
trame ( da "Manifesto, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma a causa
della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, sono arrivati
all'aeroporto senza trovare nessuno che li aspettasse. E allora cercano di
cavarsela da soli. La volpe e la bambina disegni animati di Luc Jacquet
[Francia 07] Affascinante docu fiction nel mondo animale, racconta la storia
d'amicizia fra una bimba e una volpe.
<Cultura,
a Sud non si sa ancora come spendere>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inefficienza
della burocrazia al Sud" e di "Regioni che non vogliono far sapere
quanto spendono". A PAGINA 19 Armiero SUCCIVO Archeologia, lezione per i
bambini delle elementari Nell'ambito della Settimana della cultura a Succivo è
stata organizzata una coferenza per i bambini delle elementari per fargli
scoprire l'archeologia.
SULMONA
- La burocrazia, quando è inefficiente, rappresenta oltre un danno, un costo
per i citt ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Di ORNELLA LA
CIVITA SULMONA - La burocrazia, quando è inefficiente, rappresenta oltre un
danno, un costo per i cittadini e le imprese. "Quali sono gli impegni su
questo tema dei sei candidati sindaci?". Tutti concordi sulla necessità di
ridurre i tempi di attesa. Michele Lombardo (Pd): "Un Comune
"aperto".
Il
turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono
fattori di attra ( da "Messaggero, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tanto
importante per Roma deve affrontare due moloch: burocrazia e decoro. "Sono
necessarie due precondizioni per rilanciare il settore turistico a Roma: la
lotta alla burocrazia e al degrado. Vogliamo smascherare un'attribuzione delle
precedenti amministrazioni secondo cui il turismo a Roma è cresciuto.
<Fondi
pubblici per la cultura?\n Il Mezzogiorno non sa spendere>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
meridionale si era dimostrata inefficiente. Un fatto conconcreto, anche se
personalmente lo ritengo inaccettabile. Bisognerebbe in questi casi creare una
riserva per il Sud o fornire assistenza tecnica. Comunque, in generale, c'è tanto
da fare e soprattutto bisogna creare un sistema e monitorare,
Alemanno:
<Un casinò sul litorale> ( da "Corriere della Sera"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma per farlo
è necessario sconfiggere degrado e burocrazia. Non è possibile che per esporre
delle bandiere sulla facciata di un hotel siano necessari sette permessi e si
debba pagare la tassa sull'ombra che queste proiettano a terra".
"Francamente Gianni Alemanno fa cadere le braccia: con le sue dichiarazioni
poco informate compie un servizio davvero negativo alla città,
ERA
il 1993 quando Samuel P. Huntington, professore a Harvard, pubblicò sulla
rivista < ( da "Messaggero, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Esiste una
burocrazia, diretta erede di quella imperiale. Ed esiste lo sviluppo
travolgente, cosa non nuova, la Cina dei Manciù (ed è solo un esempio) ne
conobbe uno simile prima di decadere. Va sempre ricordato che la Cina, 400
milioni di abitanti che vivono ormai secondo standard moderni, e 900 ancora
legati a un mondo rurale-feudale,
UN
SAVOIA OPPURE NAPOLEONE? STATUE, LA MEMORIA PERDUTA
( da "Corriere
della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con
burocrazie e cavilli incredibili, fonte di discussioni e perdite di tempo con
tutti i soggetti coinvolti, dai farmacisti ai centri convenzionati agli stessi
pazienti che non sono più tanto tolleranti come un tempo. Infatti gli assistiti
sono abituati ad accedere agli studi anche per futili motivi a volte con
l'arroganza a cui tutto è dovuto.
La
scommessa del Pdl Un casinò sul lido
( da "Tempo,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
guerra alla burocrazia
grazie a "sportelli unici" per snellire gli iter, ma soprattutto
"creazione di precondizioni come la sicurezza, sul modello di Giuliani a
New York, la lotta al degrado e il miglioramento della mobilità". Alemanno
ha poi rilanciato l'idea del "marchio Roma per qualificare l'offerta
turistica" e la proposta,
'Recuperati'
200 posti auto Con la possibilità di 'sosta breve' davanti ai passi carrai
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e da una
corretta gestione dei rapporti tra amministrazione e cittadini. Un'iniziativa
che va incontro alle esigenze di chi paga il passo carraio, e che inoltre
rientra nella semplificazione della burocrazia, in quanto richiedere il permesso
sarà un'operazione facile e veloce". Lorenza Montanari - -->.
Il
sogno di Galyna è diventato realtà
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
SONO ARRIVATE
LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA IL CASO SONO ARRIVATE
LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA Il sogno di Galyna è
diventato realtà "Non riesco a credere che siano qui". Da lunedì a
scuola Monica Calamandrei II Il sogno di Galyna di poter riabbracciare le sue
bambine, rimaste in Ucraina a causa di un banale errore burocratico,
Casa,
certificato per vendere e affittare - elisabetta arrighi
( da "Tirreno,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inquilini
ELISABETTA ARRIGHI Travolti da un mare di carte e di burocrazia. Vittime i
cittadini che da oggi per essere in regola con la casa dovranno (in molti)
aprire il portafoglio con l'entrata in vigore il decreto 37 emanato dal
ministro dello sviluppo economico che stabilisce nuovi obblighi per i
certificati di sicurezza degli impianti.
Fossano:
APA, si riunisce oggi l'assemblea annuale dei soci
( da "Targatocn.it"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
sono alcuni temi che preoccupano e che verranno trattati dal Presidente
Chialva. Nel momento assembleare verranno inoltre annunciati i progetti e le
azioni che l'A.P.A. intende promuovere. Tra questi, il potenziamento dei
servizi dal laboratorio analisi veterinarie, l'impegno in campo assicurativo ed
una particolare attenzione alla fase di commercializzazione e di valorizzazione
Perde
la moglie, si uccide per il dolore
( da "Corriere
Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un
professionista pesarese, si era occupato di sbrigare la penosa burocrazia che
non risparmia, purtroppo, neppure gli afflitti. Aveva telefonato al padre, che
abita da solo in un appartamento di via Stoppani, per dargli la triste notizia,
e ripromettendosi di andare da lui una volta compiuta la triste bisogna.
Del
Bono <mette> Meroni in giunta
( da "Brescia
Oggi" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il candidato
del centrosinistra ha scelto l'assessore alle attività produttive Del Bono
"mette" Meroni in giunta L'ex vicepresidente Aib: "Occorre
puntare su innovazione e formazione. E uno sportello del buon senso
semplificherà la burocrazia" .
VOUCHER
TRA I FILARI ( da "Azione, L'"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la
burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di
integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente
atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di
trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie
particolarmente deboli,
C'è
sempre meno rispetto per il diritto di proprietà privata
( da "Opinione,
L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La sola
burocrazia ci costa 1 punto di Pil, e uno studioso come Antonio Martino ha
calcolato che nel 2007 (per la prima volta, dopo 10 anni) la spesa pubblica è
tornata a superare il 50% del Pil. Charles Adams (non l'antico presidente degli
Stati Uniti, ma l'avvocato fiscalista di New York autore del più grosso studio
che sia mai stato pubblicato sull'
Alemmano
dichiara 'guerra' alla burocrazia, blocca lo sviluppo
( da "Italia
Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla
burocrazia, blocca lo sviluppo di Roberto D'Onofrio "Guerra senza
quartiere alla burocrazia", perché "blocca l'attività
imprenditoriale" imponendo un freno allo sviluppo del turismo, e
"creazione di pre-condizioni quali la sicurezza, la lotta al degrado e il
miglioramento della mobilità" per rendere possibile la crescita turistica
della capitale.
INCENTIVARE
LA ZOOTECNIA ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
sindacale, amministrativa, regionale e statale che si è dimostrata incapace di
risolvere il grave problema. Chi in questa fase elettorale intende difendere la
famiglia deve necessariamente saper affrontare anche il problema della
produzione (insufficiente) del latte, quale materia prima proveniente da
famiglie agricole numerose costituite da imprenditori e lavoratori impegnati
<Il
sostegno a chi difende la dignità della persona>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
una rivoluzione verso un'effettiva autonomia scolastica, una reale parità tra
scuole statali e scuole libere, tra istruzione e formazione, ovvero una parità
non solo giuridica, ma anche economica, che consenta la libertà di scelta da
parte delle famiglie e la valorizzazione educativa delle esperienze popolari
che incarnano e trasmettono una visione ideale in ogni aspetto
ITALIA
DEI VALORI ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lavoro,
sicurezza, legalità, meno burocrazia per le imprese e detassazione degli
investimenti in ricerca, salute, famiglia e diritti delle persone, scuola,
ambiente e qualità della vita sono, in sintesi, i punti di programma. Che
secondo Francesco Ennio e Guglielmo Secondi, candidato n.
AGRICOLTURA/
CASINI: MENO BUROCRAZIA,SERVE SUBITO SPORTELLO UNICO
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia e propone di creare lo 'sportello unico' anche nel settore agricolo.
"Non possiamo accettare - sottolinea Casini - che i nostri imprenditori
agricoli passino la maggior parte del loro tempo a stilare e firmare carte. La
burocrazia ha un costo e questo costo - dice il leader dell'Udc - da noi è
troppo elevato".
CONFINDUSTRIA:
PRESIDENTE TOSCANA, A ELETTI REGALERO' UN MAPPAMONDO
( da "Asca"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che devono
intervenire per snellire la burocrazia. ''Sulla semplificazione - ha spiegato -
con la Regione ci siamo dati poco tempo: nel giro di qualche mese vorremmo
avere delle risposte''. La presidente di Confindustria ha poi sottolineato la
necessita' di rendere piu' attrattiva la Toscana per gli investimenti e di
creare maggiore competitivita' e concorrenza,
AGRICOLTURA/
DE RITA: A IMPRENDITORI UNA RAPPRESENTANZA SPECIFICA
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
piuttosto pesante per le imprese, e proiettate sempre di più su una politica di
marchio aziendale (38% degli intervistati) o consortile (24%)". L'analisi
del Censis e di Confagricoltura porta, in conclusione, De Rita a sostenere che
"la strada della modernità è la specificità, vera chiave di volta che ha
trasformato le 150 aziende agricole analizzate nel sondaggio in imprese
Lombardo
'Sappiamo amministrare' ( da "Voce d'Italia, La"
del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
temi questi
che si scontrano con una burocrazia che secondo lui "deve essere
snellita" Dopo la breve lezione di storia spicciola impartita ai
giornalisti, con la sciorinata delle dominazioni che si sono viste sulla nostra
terra , Lombardo ha affermato che " con l'esercizio dell'autonomia
torniamo ad esserci noi, siciliani, questa è una terra che possiede tante
potenzialità"
SICILIA/
FINOCCHIARO: POLITICA ONNIPOTENTE HA FATTO MOLTO MALE
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La società
siciliana vuole che si premino i migliori, che la macchina della Regione sia
efficiente e trasparente. In questi giorni, quando parlo di sanità o di
burocrazia regionale, qualcuno mi dice di stare attenta, che non conviene
parlare di questi argomenti. Ma per cambiare ci vuole tanto coraggio. E io -
assicura - vado avanti".
( da "AreaPress" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pubblicato il
27/03/2008 - Lingua: ITALIANO A cura di: Francesca Papetti - Tratto da:
AreaPRESS DSA, un'agenzia dinamica ed innovativa al servizio delle esigenze del
settore medico, con un forte orientamento per quello odontoiatrico Dental
Service Agency, agenzia specializzata in servizi per il settore medicale, in
particolare quello odontoiatrico, si presenta oggi con una struttura fortemente
innovativa e dinamica che fonda le sue basi nella decennale esperienza sul
campo dei suoi collaboratori. Dental Service Agency, agenzia specializzata in
servizi per il settore medicale, in particolare quello odontoiatrico, si
presenta oggi con una struttura fortemente innovativa e dinamica che fonda le
sue basi nella decennale esperienza sul campo dei suoi collaboratori. Nata nel 1988
ad opera del Signor Gaetano Girardi, grande esperto delle problematiche
relative alle strutture mediche, oggi Dental Service Agency viene seguita in
prima persona da Susanna Genazzano, che continua l'attività aggiornandosi e
studiando rinnovamenti che offrano soluzioni rapide ed efficaci. Infatti,
grazie alla sua precedente esperienza lavorativa che l'ha portata ad essere a
contatto diretto con tutte le problematiche del settore, la Sig.ra Genazzano è
in grado di fornire un servizio professionale, costruito ad hoc in base alle
esigenze del cliente. Inoltre, DSA si avvale di uno staff di partner altamente
qualificato e operativo nell'ambito Sanitario, con una visione quindi oggettiva
e concreta di tutto ciò che riguarda il settore. DSA organizza congressi
relativi alle problematiche e alle innovazioni legislative rivolte al settore
odontoiatrico; la gamma di temi trattati è molto ampia e attuale, e deriva dai
dubbi e dalle richieste che gli stessi medici pongono alla Sig.ra Genazzano. Si
spazia dalle innovazioni introdotte dalla Legge Bersani alla gestione dello
studio odontoiatrico, per arrivare a come trarre vantaggio dalle nuove
normative, argomento che verrà approfondito durante il prossimo convegno del 18
aprile. Nella figura della Sig.ra Genazzano, DSA viene descritta dagli
operatori del settore odontoiatrico come "un punto di riferimento per
tutte quelle che sono le sfacettature del nostro lavoro, - commenta il Dott.
Imeneo - a partire da consigli sul semplice rapporto con i pazienti e fornitori,
fino ad arrivare all'assistenza per pratiche burocratiche ed amministrative più
complesse". "Ad oggi si riscontra nella struttura un'impronta di
serietà e competenza nuova che deriva dalla grande esperienza che la Sig.ra
Genazzano ha in prima persona, avendo gestito in passato strutture
sanitarie" ? commenta il titolare della ADC Polimedica di Milano. "Il
valore aggiunto di DSA consiste nell'assoluta professionalità e affidabilità
della Sig.ra Genazzano, che supporta il lavoro di noi odontoiatri grazie anche
ad uno staff di professionisti qualificati" ?dice il Dott. Bovini.
"Nella Sig.ra Genazzano ho riscontrato una competenza, sia a livello
pratico che tecnico, ed una disponibilità molto rare, difficili da trovare al
giorno d'oggi" ? conclude il Dott. Azzoni. DSA opera sul campo offrendo
una gamma di servizi che riguardano tutte le fasi di ricerca, compravendita,
allestimento e avviamento di uno studio odontoiatrico. Eccoli in dettaglio: ?
ASSISTENZA, per ciò che riguarda la ristrutturazione aziendale e organizzativa
di strutture esistenti, la programmazione organizzativa di inizio attività, la
risoluzione di problematiche burocratiche, amministrative e legali. Inoltre, in
partnership con le migliori aziende del settore, la Sig.ra Genazzano ottimizza
e gestisce la realizzazione di uno studio, e suggerisce logisticamente ciò che
è più vantaggioso. ? VALUTAZIONI, che vengono effettuate grazie ad una raccolta
di dati relativi alle attrezzature, impiantistica, arredi, fatturato, logistica
ecc., che successivamente vengono elaborati formulando un valore reale della
struttura. ? L'ASSISTENZA ALLA VENDITA, fase che richiede esperienza e schemi
sperimentati e testati da oltre vent'anni, viene svolta tramite la promozione,
informazione, il sopralluogo e la proposta d'acquisto. DSA porta il cliente a
concludere in modo rapido la trattativa, fungendo anche da arbitro in
situazioni poco chiare ed equivoche. ? ALLESTIMENTI in partnership con le
migliori aziende del settore, che consentono a DSA di fornire un'assistenza che
va dal progetto iniziale alla fornitura vera e propria di attrezzature e
arredi, con sconti particolari e usati garantiti. ? AUTORIZZAZIONI nelle
pratiche di volture, per cambio di titolarità, permessi comunali,
accreditamenti, istanze e adeguamenti, vengono svolte in associazione con
professionisti esperti.(Inoltre, grazie alla supervisione di DSA, la burocrazia
inerente viene gestita tramite personale addetto, liberando il Professionista
che, in tempi ravvicinati e con garanzia di risultato, può così avvalersi di un
servizio eccellente.( ? SELEZIONE DEL PERSONALE che offre la possibilità di
selezionare più soggetti qualificati con le caratteristiche richieste dal
mandatario, sollevandolo da una ricerca impegnativa e tutelandolo dalla
riservatezza durante l'incontro conoscitivo.( Per quanto riguarda la
COMPRAVENDITA DI STUDI, la mission dell'azienda è ricercare la persona ideale
al subentro nella massima discrezione.(Per questo, l'individuazione della
tipologia idonea viene supportata da una ricerca logistica mirata. La
trattativa viene effettuata valutando l'aspetto del profilo e delle esperienze
lavorative necessarie all'inserimento della nuova figura sostitutiva. Come
figura sopra le parti, DSA supporta l'acquirente nella scelta dell'attività,
effettuando una ricerca mirata per zona e peculiarità, finalizzata
all'individuazione della soluzione ottimale.((Inoltre, le pratiche di voltura,
il controllo delle autorizzazioni, le verifiche e le opzioni vessatorie,
garantiscono ad acquirente e venditore la massima trasparenza. In base a studi
effettuati, risulta che ad oggi non ci sono state contestazioni relative alla
buona riuscita delle trattative portate a termine da DSA, grazie alla
trasparenza, correttezza e chiarezza con cui opera l'agenzia. Per il pubblico:
Dental Service Agency Sig.ra Susanna Genazzano via A. Pozzi, 6 20149 Milano
Tel.: 02-58113951/48955337 Fax: 02-89400949 info@dentalserviceagency.it
www.dentalserviceagency.it Per la stampa: Raima Communication Francesca Papetti
Via Magolfa, 15 20143 Milano Tel. 02-58120752 Fax 02-
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL VOTO DEGLI UNDER
30 Secondo Ipsos dieci punti di distacco fra i due partiti maggiori Pd, il gelo
dei giovani FABRIZIA BAGOZZI I Colaninno e le Marianne non convincono il
"giovane invisibile". Soprattutto non convincono il giovane maschio
che lavora e che guarda a Berlusconi. I dati che emergono dalle rilevazioni
Ipsos dicono che al momento il distacco fra Pdl e Pd nelle intenzioni di voto
dei giovani fra i 18 e i 30 anni è di circa 10 punti, con le ragazze che
spingono al quasi pareggio (2 per cento) e invece i ragazzi, soprattutto quelli
che sono già inseriti nel mercato del lavoro, che collocano il Pdl a 17 punti
di vantaggio dal Pd. Come spiega Luca Comodo, direttore del dipartimento
politico sociale dell'Ipsos, la campagna elettorale di Veltroni ha fatto
breccia fra le giovani donne: "Si riscontra un forte miglioramento
dell'appeal nell'area femminile in generale che diventa netto fra le
giovanissime". Ma non sfonda fra i maschi meno attenti ai valori e più
alle questioni concrete: lavoro, sviluppo competizione, merito, benessere. Temi
divenuti determinanti anche per il voto del mondo giovanile. Dopo alcune
tornate elettorali i giovani tornano a puntare con decisione verso destra.
Anche se nel 2001 il distacco, anche allora a vantaggio della Cdl, era comunque
di circa 6 punti e nel 2006 furono più Rnp e Prc che l'Ulivo a fare la
differenza nel successo dell'Unione alla camera. Fra i ragazzi la svolta
veltroniana ha meno presa. Anche se Nando Pagnoncelli invita a vedere le cose
in modo più complessivo: "Se escludiamo il 2006, dal '
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRA POLITICA ED
ECONOMIA Tre libri sul territorio tabù della sinistra Nord, istruzioni per
l'uso Non esiste una questione settentrionale in sé. Esiste un problema per il
centrosinistra. Che non è ancora stato risolto. GIOVANNI COCCONI C'è chi dice
che la questione settentrionale non esiste. Se è per questo non esiste nemmeno
solo un Nord. Eppure in libreria il tema sembra essere tornato di attualità. In
poco più di un mese sono usciti almeno tre libri che lo affrontano di petto.
Così perdiamo il Nord di Riccardo Illy (Mondadori), Nord terra ostile di Marco
Alfieri (Marsilio) e La questione settentrionale a cura di Giuseppe Berta
(Feltrinelli). Tre volumi molto diversi tra loro ma che, direttamente o
indirettamente, ripartono da una domanda, la stessa da quindici anni: perché la
sinistra non riesce a vincere al Nord? In questo senso i tre libri aiutano a
capire che stiamo parlando di processi profondi, di trasformazioni sedimentate,
di derive così lunghe da non poter essere cancellate con una campagna
elettorale, per quanto efficace. Di questione settentrionale si parla dai primi
anni Novanta, dal boom del fenomeno Lega Nord. La formula (come espediente
retorico contrapposto alla dominante "questione meridionale") risale
addirittura agli anni Cinquanta. Alfieri ci ricorda che l'idea di Padania come
lega delle regioni nasce nel 1974 su iniziativa del presidente
dell'Emilia-Romagna, il comunista Guido Fanti. Oggi la vera domanda da porsi
non è se esista una questione settentrionale in sé (la risposta è no o non
più), ma se la questione esista per il centrosinistra (la risposta è sì) e come
attrezzarsi per risolverla. Il Nord non è una terra diversa, strana, anomala: è
la normalità dell'Europa. Chi parla di specificità sembra dimenticare che è il
Sud la vera anomalia in Europa. Poi, certamente, anche il Settentrione non è un
territorio compatto, come dimostra la vicenda Malpensa che oggi divide anche
esponenti dello stesso schieramento politico. Esistono molti Nord e molto
diversi tra loro, ma certo è difficile negare l'esistenza di una matrice comune
che li rende non solo elettoralmente assimilabili. "Paradossalmente,
attraverso traiettorie opposte ? scrive Illy ? i due comparti del Nord (Nordest
e Nordovest, ndr) hanno raggiunto lo stesso punto e il loro tessuto
economico-sociale è molto più omogeneo di un tempo". Anzi, nell'ultimo
capitolo, il libro di Alfieri avverte anche sul "rischio" di una
possibile "lombardovenetizzazione" dell'Emilia-Romagna, una terra da
sempre orgogliosa della sua eccezionalità identitaria, come racconta Edmondo
Berselli nel libro di Berta. E ancora, se non esiste un solo Nord, è anche vero
che dobbiamo fare i conti con un'ampia area del paese che, come scrive Illy,
oggi sembra essere tentata dalla "secessione leggera" (per riprendere
il titolo di un bel libro di Paolo Rumiz), come rimedio estremo rispetto a un
bisogno di modernizzazione al quale il modello statalista-centralista non ha
dato risposte. "Se lo spettro della secessione è rimasto tale ? scrive
ancora il governatore del Friuli nel suo libro ? paradossalmente lo dobbiamo
proprio al Carroccio che ha offerto una valvola di sfogo al disagio dei
cittadini, costruendo dal nulla una "mitologia" politica che, per
quanto rozza e grossolana, è riuscita a incanalare la rabbia del Nord
nell'alveo istituzionale, disinnescando una bomba che altrimenti avrebbe potuto
esplodere". Una bomba innescata da una frustrazione diffusa e bipartisan
rispetto a un'evoluzione federalista dello stato nazionale, anche a dispetto
delle rivendicazioni leghiste. Burocrazia e tasse. Si torna
sempre lì per spiegare lo scarto tra aspettative e realtà, tra domanda del
territorio e risposta della politica, e l'incapacità della classe dirigente di
interpretare la trasformazione postfordista della parte più ricca del paese.
Scrive Berta nell'introduzione: "Il dinamismo del Nord va assecondato, al
pari della sua inesauribile attitudine alla metamorfosi, ma entrambi devono
essere recuperati a una prospettiva di futuro, in cui lo sviluppo della società
settentrionale torni a essere un reagente per l'Italia nel suo complesso".
Altrimenti, certo, la stessa sopravvivenza dello stato nazionale potrebbe
essere messa in discussione, avverte Illy. Sottostimare la questione
settentrionale rischia non solo di regalare voti all'avversario (come
puntualmente avviene al centrosinistra da molti anni), ma anche di farlo
trovare impreparato rispetto a evoluzioni oggi imprevedibili. In questo senso i
tre libri possono essere anche letti come un utile vademecum per il Partito
democratico. Anche dal punto di vista lessicale. Figure come quelle dell'operaio-imprenditore,
della famiglia-impresa, del capitalista personale o della microimpresa diffusa
che compete nel mondo dovrebbero già fare parte del nuovo racconto della
società italiana. "Delle due l'una: o saprà costruire davvero una nuova
cultura politica capace di interpretare questi mondi a capitalismo diffuso in
cui la qualità delle infrastrutture, la competitività dell'azienda in cui si
lavora, il rapporto col fisco e la burocrazia
diventano fattori decisivi nelle scelte di voto, oppure il Pd non servirà a
nulla" scrive Alfieri. Difficile dargli torto.
( da "Gazzetta di Reggio" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO. Il direttore
generale di Confindustria, Maurizio Beretta, ha inaugurato ieri mattina in via
Cadoppi la sede di Unimpiego, il nuovo servizio di ricerca e selezione del
personale promosso dall'Associazione Industriali di Reggio, un "punto
d'incontro - come recita lo slogan di presentazione dell'iniziativa - tra
persone e imprese". Prima del taglio del nastro tricolore e della
benedizione dei locali da parte di don Davide, il presidente degli Industriali
di Reggio, Gianni Borghi, ha sottolineato come Unimpiego rappresenti la
risposta concreta ad una esigenza manifestata da molte imprese, specie di medio
piccola dimensione. Il presidente del Consiglio provinciale Lanfranco Fradici
ha poi riconosciuto la validità dell'iniziativa privata che si pone al fianco
dei Centri per l'impiego di carattere pubblico nel fare incontrare la domanda e
l'offerta di lavoro qualificato. La nuova responsabile del servizio, Paola
Giani, sarà supportata da quattro collaboratori. Paola Giani ha segnalato che a
poche settimane dall'inizio dell'attività sono già una quarantina i contatti
avviati ed una decina di selezioni attivate. Sono richiesti in particolare
ingegneri meccanici e gestionali, periti, responsabili di funzioni,
"quadri" e dirigenti amministrativi. All' evento hanno presenziato,
oltre al direttore generale di Assindustria Reggio, Giuseppe Domenichini, i due
ex presidenti Fabio Storchi e Giuseppe Prezioso e altri esponenti del mondo
imprenditoriale. Dopo avere sottolineato i pregi di Unimpiego nella dotazione
del capitale umano, asset essenziale per la crescita e lo sviluppo economico,
Maurizio Beretta ha trattato alcuni temi d'attualità. Ha ricordato la necessità
di sostenere le imprese che riescono ad esportare pur in presenza di un euro
sopravvalutato rispetto al dollaro. Ha richiamato il "decalogo"
presentato agli schieramenti politici che si affronteranno nella consultazione
del 13-14 aprile indicando le quattro priorità da affrontare per recuperare
competitività: fisco più lieve per imprese e lavoro, calo della spesa pubblica
spesso sprecata per servizi di bassa qualità, semplificazione
della burocrazia, capacità decisionale
in tempi brevi. Ha riconosciuto infine la delicatezza dell'attuale fase
congiunturale a livello internazionale specie per l'Italia così lontana dai
parametri di Maastricht. "Occorre lavorare - ha concluso - per ridurre il
debito pubblico, puntando sulla formazione". Ed ha naturalmente
pronosticato una linea di continuità e compattezza nel ricambio al vertice di
Confindustria da Montezemolo alla Marcegaglia.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sermide, nasce così
un nuovo unico gruppo: condividiamo gli stessi obiettivi per il paese SERMIDE.
Colpo di scena in seno all'amministrazione comunale. Il gruppo d'opposizione
'Liberaleidee' entra in maggioranza accorpandosi al 'Gruppo Intento' in un
nuovo, unico soggetto di cui sarà capogruppo Giuseppe Boselli. Lo hanno
annunciato ieri i due schieramenti. Il sindaco Marco Reggiani ha spiegato che ciò
è frutto del "processo di aggregazione di competenze, disponibilità e
spirito di servizio di un gruppo di cittadini fermamente orientati
all'obiettivo di rilanciare la comunità sermidese". Anche Boselli ha
confermato che "la realizzazione delle commissioni consiliari ha favorito
questo percorso, in quanto strumento di confronto su temi specifici". In
sede di elaborazione del bilancio, che verrà affrontato domani sera, è emerso
l'intendimento di contribuire in modo costruttivo da parte di 'Liberaleidee',
con analisi, confronti e proposte condivise. "Insieme continueremo a
lavorare - annunciano - perseguendo alcuni obiettivi strategici, in una logica
di servizio senza preclusioni per quanti vogliono aderire a questo metodo. Fra
le priorità da affrontare la riqualificazione dell'ex ospedale, la
realizzazione del progetto di ristrutturazione dell'area ex zuccherificio, lo
sviluppo di attività produttive e di infrastrutture per il rilancio
dell'economia locale". Reggiani tiene a sottolineare che questo "è un
accordo tra persone, non fra partiti; i partiti sono indispensabili solo se
intesi come strumento al servizio del cittadino". Boselli aggiunge:
"Ci rendiamo conto che il progetto è una scommessa, un laboratorio
sperimentale tra cittadini che condividono obiettivi comuni". Viene
ribadito il concetto che in Comune si amministra, i dissidi ideologici devono
rimanere fuori, perché rallentano il lavoro già gravato dai
lunghi tempi della burocrazia. Al momento l'unione non determinerà mutamenti
nell'organigramma: non ci saranno nuovi assessori e la giunta rimarrà
invariata, anche se non si escludono novità future. Sembrano così svanite le
differenze programmatiche della campagna elettorale: "Le divisioni sono
state superate - spiegano - lavorando assieme nelle commissioni; lì
abbiamo capito che gli intenti sostanziali sono gli stessi. I progetti iniziali
non cambiano, anzi, ora ci sono opportunità maggiori per poterli
realizzare". Inevitabile il riferimento all'altra forza d'opposizione;
Boselli e Reggiani puntualizzano che "la ripetuta assenza del
centrosinistra nelle riunioni delle commissioni consiliari, occasioni
costruttive di confronto, non ha permesso il suo coinvolgimento, ma noi siamo
sempre aperti a chi vuole contribuire. Speriamo che i sermidesi comprendano
che, non avendo alle spalle un'idea partitica da difendere, ci sembra normale
partecipare all'unità d'intenti fra cittadini". Siro Mantovani.
( da "Alto Adige" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"E anche la
tivù, ma non farò morire Montalbano, promesso..." LO SCRITTORE DANIELA
MIMMI BOLZANO. In pochi, probabilmente, hanno letto nei titoli di coda di
sceneggiati televisivi di qualche decina di anni fa, come quelli del tenente
Sheridan o del commissario Maigret, un nome poi diventato famosissimo in tutto
il mondo: Andrea Camilleri. La sua storia inizia proprio da lì, dalla
televisione, dal 1949, quando vinse un concorso e iniziò a lavorare come
regista, autore teatrale e televisivo. Poi ha creato il commissario Montalbano
e il suo nome ha fatto il giro del mondo. Ma l'amore per il teatro resta. E
come cura le riduzioni televisive degli sceneggiate sul commissario siciliano
più famoso del mondo, così ha curato insieme al regista Dipasquale la riduzione
teatrale di "La concessione del telefono", che ha debuttato l'altra sera
a Brunico per giungere al Teatro Comunale di Bolzano, da stasera a domenica, e
al Puccini di Merano lunedì 31. Non è facile intervistare lo scrittore
siciliano, ma dopo una trentina di tentativi risponde al telefono, la voce resa
rauca dalle tante sigarette, la risata fragorosa e spontanea, le risposte
ironiche e divertite, la simpatia immediata che arriva attraverso il cavo del
telefono. Lei è uno degli scrittori più famosi a livello internazionale, ma
forse non tutti sanno che è un uomo di teatro. Qual è il suo rapporto con il
teatro? "E' quasi nullo, sono solo uno spettatore. Oppure ogni tanto
scrivo con il mio amico Dipasquale, facciamo riduzioni di altri autori, come
Pirandello. Ma non ho mai scritto per il teatro. Anzi, nel '47 ho scritto un
atto unico che ho buttato dal finestrino del treno perché era orrendo. Ma quel
lavoretto cambiò la mia vita perché sei mesi dopo partecipai a un concorso
all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma". Quali sono i suoi interventi più
frequenti nelle riduzioni teatrali o televisive? "Più che altro intervengo
sui dialoghi. Le riduzioni sono comunque sempre riduttive perché oltre al testo
c'è anche l'aspetto visivo". Lei guarda gli sceneggiati del commissario
Montalbano alla tivù? "No, li guardo appena li finiscono, prima che li trasmettano
e poi basta. Mi annoiano troppo!". E che rapporto ha con il suo famoso
commissario? "Un rapporto di odio-amore. Certo devo a lui gran parte del
mio successo. Ma mi ha rubato anche tanto tempo!". E' vero che ha già
pronta l'ultima puntata, quella in cui muore? "No, non lo faccio morire,
lo faccio semplicemente sparire come personaggio letterario. Quello è un
meta-romanzo che ho scritto 4 anni fa. Ho pensato molto a come porre fine alla
saga del commissario Montalbano, non volevo farlo morire in modo banale, ucciso
durante una sparatoria o cose del genere. Non so quando uscirà quel romanzo,
spero il più tardi possibile". Torniamo alla "Concessione del
telefono". La soddisfa la sua riduzione? "L'ho visto solo una volta,
alla prima romana, e basta. Nella messa in scena inizia un nuovo viaggio del
testo, sempre diverso e sempre nuovo, sempre imprevedibile. Non sono mai stato
alle prove, come non assisto mai alle riprese televisive. E' solo una rottura
di scatole per tutti avere l'autore tra i piedi!" Qual è il significato
profondo di questo lavoro? "A prima vista è una satira
contro la burocrazia e la
politica. Ma a una lettura più profonda è una satira contro tutte le
prevenzioni che la gente ha nei confronti degli altri". Ancora una volta
usa la sua particolare lingua. "Che in parte invento, mescolando dialetti
e parlate, termini marinari o contadini o della piccola borghesia. Lei
pensi che i primi entusiasti critici dei miei lavori sono stati quelli
dell'arco alpino, da Trieste alla Val d'Aosta. Forse perché sono più abituati
alle due lingue". Quanto ci mette a scrivere un libro? E quando lavora?
"Ho la fortuna di dormire pochissimo, mi bastano 4 ore. Vado a letto dopo
mezzanotte e alle 5 sono già al lavoro. Scrivo con la regolarità di un pensionato.
Mi interrompo solo verso le 9 quando porto il caffè a letto a mia moglie, se no
lei non si sveglia mai. Del resto lei mi ha portato il caffè a letto per tutta
la vita! Per scrivere i romanzi del commissario Montalbano ci metto circa tre
mesi, poi li lascio in deposito per po', li riprendo in mano, li correggo,
accorcio e allungo qua e là. Altri romanzi richiedono più tempo. Per scrivere
"La concessione del telefono" ci ho messo 7 mesi". Cosa ne pensa
delle imitazioni che le fa Fiorello? "Mi diverte perché è molto fine,
ironico. Una base di verità c'è in quello che dice. Fumo e ho sempre fumato
come un turco. Ma giuro, non ho mai fumato la fiaccola olimpica!".
( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Personaggio Un
sacerdote all'Accademia di Brera "La mia vita divisa fra arte e
messale" DANIELA GIACHINO DONNAS Quando parla ricorda padre Alex
Zanotelli, il missionario che afferma come il posto della Chiesa sia tra la
gente; ma anche don Lorenzo Milani, il religioso ed educatore "capace di
rispondere all'opposizione delle gerarchie ecclesiastiche, anche con
l'obbedienza". Di quest'ultimo prete don Paolo Quattrone, viceparroco
nelle parrocchie di Donnas, Vert, Pont-St-Martin e Perloz, ha condiviso gli
studi: nei giorni scorsi si è laureato con il massimo dei voti all'Accademia di
Belle Arti di Brera, a Milano, storico ateneo pubblico che pur annoverando tra
gli studenti e i docenti grandi personalità ha avuto pochissimi sacerdoti.
"Probabilmente perché i preti non scelgono scuole laiche - spiega don
Paolo -. Io ho avuto la fortuna di essere spronato da monsignor Giuseppe
Anfossi ad assecondare la mia passione per l'arte. Ero interessato all'arte
sacra e l'Accademia di Brera era l'unico Istituto ad avere un corso di questo
tipo". La passione di don Paolo è emersa fin da quando era bambino.
"Ho sempre amato il disegno e l'arte perché li considero parte del "bello"
del Creato. La frase di Kandinskij "L'artista è il sacerdote della
bellezza" dimostra come arte e sacerdozio non siano così lontani".
Anche la scelta di indossare la tonaca è scaturita dalla ricerca della
bellezza. "Quando frequentavo le scuole superiori ho cominciato a
riflettere sul fatto che valesse la pena di vivere per tutto ciò che era bello.
Nella parrocchia di St-Martin-de-Corléans ho vissuto esperienze felici e ho
scoperto che Dio era bello: dunque valeva la pena di dedicargli la vita. E se
la fede è qualcosa di bello, va trasmessa". E aggiunge: "La stessa
cosa vale per l'Accademia: l'arte spalanca le porte della bellezza, fa andare
oltre la realtà". La scelta del corso di studi sta aiutando don Paolo
nell'attività a fianco dei giovani che frequentano l'oratorio interparrocchiale
di Donnas e di coloro che incontra ogni giorno. "Il confronto continuo con
laici, compagni e docenti, sui diversi temi della vita, mi ha permesso di
esercitare il ministero come prete - racconta -. Io ho camminato per cinque anni
con queste persone, siamo stati compagni di viaggio e ognuno ha messo le sue
peculiarità". Il corso era cominciato con 15 iscritti, ma solo
( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tav, discariche,
energia, strade: quattro domande per capire chi fa sul serio Il Pdl. Propone un
pacchetto di opere per 50 miliardi. Sì al ponte di Messina e all'energia
atomica MINO FUCCILLO No players, game over. Gioco chiuso per quelli che
giocano a dire sempre di no. Questo dovrebbe essere uno degli esiti sicuri del
voto. Dovrebbe, perchè quattro su cinque delle maggiori proposte elettorali
dicono, giurano e promettono che si faranno Tav, rigassificatori, strade,
ponti, termovalorizzatori e centrali, forse anche nucleari. Solo la Sinistra
Arcobaleno dà spazio e rifugio alle preoccupazioni che non finiscono mai, al
"non nel mio giardino", al meglio niente che qualcosa di incerto, al
principio di precauzione che sempre sconsiglia. Quindi, il 90 e passa per cento
dei voti andranno a chi, sia pur diversamente tra loro, vuole finalmente fare.
E' in corso un'offensiva, meglio sarebbe dire una contro offensiva, culturale.
Dopo quasi venti anni in cui la regola è stata il blocco e l'eccezione il
costruire, ora il realizzare è portato in campagna elettorale come un valore
oltre che come una necessità. Però radici e semi del non fare, se non sono più
innaffiati e sparsi, risultano tutt'altro che sradicati e sterilizzati.
L'Italia del "non si deve fare" nei comizi elettorali è stata
rivoltata come un calzino, però resta intatta l'Italia del "non si
può". VERSO IL 2030 Energia, trasporti, rifiuti: chi riesce a sposare o
almeno a far convivere la rinata cultura del fare con il consenso elettorale?
Nel 2030 serviranno all'Italia 545 Twh (miliardi di kilowattora). Nella
migliore e quasi miracolistica ipotesi del massimo risparmio energetico
possibile, cento di questi verranno appunto da minor consumo indotto da
migliori tecnologie e maggior cultura ambientale nei comportamenti individuali
e collettivi. Dal sole, vento ed idroelettrico (le fonti rinnovabili) possono
venire al massimo altri 54 Twh. Le centrali esistenti e in allestimento ne
produrranno allora 225. Ne mancano 165 che da qualche parte dovranno arrivare.
Dal gas, dal carbone pulito? Entrambi richiedono impianti, da fare. E questi
impianti producono Co2, da ridurre secondo trattati internazionali. Cinque
centrali nucleari equivalgono a 80 Twh, dieci a 140. Ma ci vogliono dieci anni
almeno per fare una centrale nucleare e si rischia che una centrale oggi
conveniente dato il costo del petrolio e del gas, domani potrebbe risultare
fuori mercato se il prezzo dei combustibili fossili calasse. E poi le scorie, e
poi l'incertezza su quanto sia davvero "pulito" il nuovo carbone e
poi la densità abitativa del territorio italiano... IDEE A CONFRONTO Un numero
elevato e non quantificabile di problemi e ostacoli, ma numeri certissimi: o si
fanno centrali di un qualche tipo, oppure si spegne la luce. Per almeno un 30
per cento del fabbisogno nazionale. Per il nucleare, oltre che per ogni tipo di
impianto, si schiera Casini. E con lui Berlusconi. Veltroni non rifiuta
l'ipotesi, per ora accetta di "studiarla". Qualcuno parla di una
centrale nucleare in Albania. Non è detto che parli di chimere. Nucleare a
parte, la differenza tra i partiti in materia di energia non sta nella proposta
all'elettorato, ma nella credibilità di chi la proposta avanza. LEPRI E LUMACHE
Perchè ci sarà pure un motivo, o forse due o anche tre, per il fatto che la
ferrovia Tokio-Osaka (
( da "Italia Oggi" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - I commenti Numero 074, pag. 2 del 27/3/2008
Autore: di Valter Militi Visualizza la pagina in PDF IL
PUNTO Il dirigismo liberalizzatore non funziona. E fa danni In una recente
intervista, il presidente Antonio Catricalà rileva che "le lenzuolate non
funzionano". Due anni di polemiche e sconvolgimenti per scoprire che la
montagna delle liberalizzazioni ha partorito il topolino dell'abbassamento del
prezzo dei farmaci da banco. Per il resto, o non hanno avuto esito o si sono
rilevate dannose, come nel caso dei taxi, con tariffe in aumento laddove questa
è stata concordata. A ciò si aggiunga che solo 40 italiani si sono gettati nel
"goloso" business delle panetterie mentre la rc auto continua a
correre nonostante l'indennizzo diretto e Ania e Abi gettano la maschera
fondendosi in un "pactum sceleris". L'aver privilegiato l'intervento
plurisettoriale in luogo di provvedimenti per settori omogenei, senza
considerare costi sociali e benefici potenziali, ha fatto il resto. Lo stesso Catricalà evidenzia il problema della burocrazia, che complica la vita delle
imprese e ingessa il paese, e auspica la riduzione degli uffici. Quali i
rimedi? L'apertura di un ufficio, sotto il controllo del governo, in grado di
valutare l'impatto delle misure di liberalizzazione, una moral suasion nei confronti
dei professionisti, cominciando dagli avvocati. Si era sempre pensato
che lo sfoltimento della burocrazia passasse
attraverso la soppressione degli uffici e che la concorrenza fosse un rimedio
per i mercati chiusi e non per quelli sovraffollati e di conseguenza saturi.
Altri, evidentemente, la pensano diversamente. Sarà per questo che valutano con
favore l'apertura di un nuovo ufficio dell'Antitrust e il fatto che sul
"mercato" delle compravendite immobiliari rimanga l'esclusiva notarile.
E allora si può pensare che l'intervento del garante, che non rileva intese
anticoncorrenziali nel settore assicurativo, né posizioni dominanti nei
confronti dell'avvocatura (offerta gratuita di consulenza sui preliminari
d'acquisto dei notai di Milano non censurata dall'Antitrust), trovi il proprio
fondamento in ragioni più culturali che economiche. In quest'ottica si spiega
il favore di alcuni verso l'ingresso delle società di puro capitale negli studi
professionali, l'affidamento alle associazioni delle azioni collettive.
Piccoli, grandi segnali di un dirigismo liberalizzatore, contraddizione, non
solo, in termini. Se il paese è malato e la cura delle "sbandierate"
non ha funzionato, l'unica soluzione è riproporre una copia mal trascritta del
vecchio laissez faire: se la regolamentazione provoca inefficienze e
distorsioni, eliminiamo le regole. In questa prospettiva, mettere da parte chi
ne chiede quotidianamente, nei tribunali, il rispetto può non essere risolutivo
ma aiuta. Con buona pace dei diritti individuali e dei cittadini.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INCONTRO. Le
associazioni avranno un filo diretto per segnalare i disguidi con il centro di
smistamento di Trissino Pace tra aziende e Poste di Nicola Rezzara Al termine
di un incontro burrascoso con le categorie economiche dell'Ovest Vicentino le
Poste si sono impegnate a risolvere i disservizi. Il forum delle associazioni
avrà un filo diretto con il centro smistamento di Trissino per segnalare
problemi e ritardi delle consegne. C'era molta tensione all'inizio del faccia a
faccia fra i rappresentanti delle categorie e il responsabile delle Poste di Padova
Gilberto Sguoto che non ha risparmiato alcune critiche alle categorie. . I
primi hanno segnalato i disservizi degli ultimi mesi: bollettini di pagamento
recapitati dopo la scadenza, inviti a riunioni di categoria arrivati nelle
cassette delle lettere degli associati dopo lo svolgimento delle assemblee o
persi, riviste di settore consegnate con una settimana di ritardo. Sguoto,
ricordando l'assunzione di cento portalettere nel Vicentino dall'inizio
dell'anno, ha però ipotizzato da parte dei rappresentanti delle categorie
economiche una forma di complotto contro le Poste. "Non è stato facile a
far tornare la calma perché c'era la sensazione di essere presi in giro -
spiega il presidente degli artigiani Guerrino Mazzocco, padrone di casa durante
l'incontro nella sede di Confartigianato -. Come se noi rappresentanti ci
divertissimo a perdere una mattinata con l'unico scopo di fare cattiva
pubblicità alle Poste. Ma il problema è oggettivo: la corrispondenza o arriva o
non arriva". A far tornare il sereno ci ha pensato la nuova responsabile
del centro distribuzione di Trissino, Maura Pastorello, che si è impegnata a
seguire ogni singolo caso di disservizio che dovesse verificarsi: "La
nuova responsabile è una persona molto concreta - sottolinea Mazzocco -. Siamo
soddisfatti perché ci ha dato la massima disponibilità, invitandoci ad
informarla in anticipo in caso di spedizioni particolari; negli ultimi giorni
abbiamo già notato un miglioramento del servizio". Il forum delle
categorie economiche dell'Ovest Vicentino è attivo da qualche mese con lo scopo
di fare squadra per risolvere i problemi comuni alle varie attività produttive.
Comprende Associazione industriali, Associazione piccole e medie imprese,
Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, e Coldiretti. Si interessa
di varie tematiche, dalla viabilità ai problemi legati alla
burocrazia, dai disservizi
degli enti pubblici alle esigenze quotidiane delle imprese. I disservizi delle
Poste sono stati uno fra i trampolini di lancio del forum e attualmente sono il
banco di prova della nuova associazione: l'iniziale protesta isolata
dell'Associazione artigiani ebbe infatti subito riscontro anche nelle altre
categorie, che affidarono a Mazzocco il compito di portavoce. Le
riunioni del forum solitamente sono tematiche, centrate su un problema
particolare, ma spesso sono l'occasione per confronti a tutto campo. N. REZ.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca pag. 17
"Per la salute e contro ciò che non va" La lista dei
"Liberaldemocratici - Basta tasse", che alle prossime elezioni
amministrative sosterrà il candidato sindaco del Pdl Adriano Paroli, si
presenta con il capolista Giulio Leali e conta 38 candidati. Trai suoi
sostenitori, l'ex senatore bresciano Luciano Garatti: "Basta tasse è uno
slogan che vuole protestare contro ciò che non funziona - ha spiegato -: la burocrazia
e le tasse che vessano i cittadini". È di pochi giorni fa la polemica
innescata all'interno della coalizione di centrodestra, riguardo al simbolo dei
Liberaldemocratici, che riportava il nome di Berlusconi; Garatti ha voluto
chiarire la posizione: "Il simbolo è stato notificato agli alleati dieci
giorni prima della presentazione delle liste e nessuno all'interno della
coalizione ha obiettato; tutti hanno accolto il logo e lo hanno
sottoscritto". Il programma è invece presentato da Giulio Leali: "Il
primo impegno del sindaco e dell'assessore allo sport deve essere quello dei
garantire la salute dei cittadini. Per questo con i medici di base vorremmo che
si tenesse monitorata la situazione dei bambini dell'ultimo anno dell'asilo per
garantire le necessarie lezioni di psicomotricità. Stesso discorso per gli
ultrasessantenni, da avviare verso la ginnastica antalgica; e nostro impegno
sarà quello di assicurare il sostegno adeguato ai cittadini diabetici. E grande
importanza dovranno avere le adeguate strutture sportive".C.R.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del IL QUOTIDIANO ECONOMICO USA "La rivoluzione
copernicana" di Walter / Roma Pubblichiamo ampi stralci dell'articolo su
Walter Veltroni pubblicato ieri in prima pagina dal Wall Street Journal.
"Walter Veltroni ha un compito quasi scoraggiante: tentare di impedire al
magnate dei media Silvio Berlusconi di diventare presidente del Consiglio per
la terza volta. Il 52enne ex sindaco di Roma aspira anche a voltare pagina
rispetto a decenni di sclerosi politica riducendo il numero dei partiti e le
dimensioni della macchina governativa. A tutt'oggi i sondaggi danno il Partito
Democratico di Veltroni in ritardo rispetto alla formazione di centro-destra di
Berlusconi. Ma dai sondaggi emerge anche che un terzo degli elettori sono
ancora indecisi e che, quindi, la partita è ancora aperta. Veltroni fornisce un
quadro a tinte fosche del Paese che aspira a guidare. L'Italia "è
governata dagli interessi particolaristici e gravata da un sistema politico
lento, macchinoso e incapace di prendere decisioni". (...). Veltroni dice
che l'Italia è piena di persone di talento e che non manca lo spirito
imprenditoriale, paragona il Paese a Gulliver nella terra dei lillipuziani
tenuto bloccato a terra da migliaia di lacci. (...). Veltroni sostiene di voler
porre fine alla paralisi della politica italiana introducendo qualcosa di
nuovo: la fine dell'era dei compromessi politici e delle mancate decisioni che
hanno messo il Paese in ginocchio. (...). "Se il potere decisionale è
suddiviso tra 10.000 interessi particolari non si va da nessuna parte",
dice Veltroni. L'idea di un governo formato da un solo partito, dice, "è
del tutto nuova in Italia. È la rivoluzione copernicana della politica
italiana". (...) Inoltre Veltroni intende affrontare
problemi annosi quali la burocrazia e l'eccessiva tassazione. (...) Berlusconi ha deriso la lotta
all'evasione condotta dal governo Prodi dicendo che in realtà si è trattato di
una forma mascherata di aumento delle tasse. Veltroni dice che Berlusconi piace
a molti italiani che apprezzano "l'idea che si possa vivere senza
regole". (...) Veltroni lamenta anche che l'impero mediatico di
Berlusconi - che comprende tre delle sette reti televisive nazionali del Paese
- ha contribuito alla popolarità del suo avversario. Un responsabile della
campagna elettorale di Berlusconi ha preferito non commentare. (...). © The
Wall Street Journal Traduzione di Carlo Antonio Biscotto.
( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del MARIO CENTORRINOLa Sicilia non è irredimibile. Ma sconta da tempo l'assenza dello Stato, con l'eccezione dei
magistrati e di un'ottusa burocrazia "Il lombardismo è peggiore del cuffarismo" di Marzio
Tristano/ Palermo "Il codice linguistico utilizzato dalla Finocchiaro e da
Francantonio Genovese in questa campagna elettorale è diverso da quello cui
eravamo stati finora abituati. E anche Veltroni ha utilizzato parole
forti nei confronti della mafia. Mi chiedo se dopo le lezioni, e a prescindere
dal loro esito, sulla Sicilia resteranno accesi i riflettori nazionali".
Professore ordinario di economia all'Università di Messina, della quale è prorettore,
Mario Centorrino, economista tra i più brillanti, parte dall'esito di un
questionario distribuito dal centro Pio La Torre di Palermo a 2500 studenti per
analizzare la campagna elettorale siciliana: "Il 68 per cento di essi alla
domanda dov'è la mafia ha risposto: ovunque. Solo il 2 per cento dice che è un
fenomeno siciliano. Ed il 90 per cento è convinto che esiste un rapporto tra
mafia e politica. Mi pare un dato estremamente interessante, così come lo è la
rivolta degli imprenditori: ma non mi sembra che, a parte le parole di Veltroni
ascoltate l'altro ieri, i politici dei due schieramenti abbiano messo il tema
al centro dei propri programmi". Professore, anche lei vede una Sicilia
"irredimibile"? "No, vorrei anzi rovesciare questo paradigma
cristallizzato da decenni. La Sicilia è stata invece territorio privilegiato
della politica del disinteresse da parte dello Stato. Un disinteresse anche,
paradossalmente, in positivo che ha prodotto nefaste rendite di
posizione". In positivo? "Sì, perché il più basso indice di
infrastrutture ferroviarie ha prodotto il proliferare di linee di trasporti
private, l'abbandono della sanità i vantaggi per le cliniche e i laboratori
privati, nessun controllo sugli incentivi le truffe alla Ue per le quali
abbiamo il record insieme alla Calabria. Il volto dello Stato è quello dei
magistrati e investigatori che lottano la mafia, ma al di là di questa
dimensione che assicura meno ansie, si riesce a vedere solo il volto di una burocrazia che in Sicilia, per adoperare un eufemismo, è quanto
di meno efficiente ci possa essere. E quindi la gente si rifugia in quello che
è una sorta di supplenza dello Stato e che può essere, di volta in volta, il
modello del familismo amorale, il clientelismo puro e la rete mafiosa". Si
riferisce al cuffarismo? "Le analisi sull'utilizzo dei fondi strutturali
della Ue hanno dimostrato che non c'è stata correlazione tra l'uso dei fondi e
la modifica dei parametri di sviluppo. Non sono serviti, cioè a migliorare le
cose. Non a caso i numeri dei giovani in fuga dalla Sicilia sono in continuo
aumento. Ma mi riferisco soprattutto ad un'assenza storica dello Stato che non
si è preoccupato di esercitare le sue prerogative, lasciando spazi che altri
hanno riempito e alimentando una forte posizione di antagonismo dei siciliani.
Finora tutto ciò è stato vissuto come un incidente della storia, come se non
avesse avuto una sua identità culturale. Adesso, invece, Raffaele Lombardo si
preoccupa di dare a questo fenomeno una dimensione culturale da utilizzare nel
mercato della politica. Se si forma un'ideologia, i cittadini meno attrezzati e
meno informati sono autorizzati a sentirsi parte di un progetto culturale.
Molto meno folkloristico dei cannoli di Cuffaro e molto più conflittuale e
belligerante". E allora, che fare? "Non spegnere i riflettori
nazionali, una volta passata la campagna elettorale. Ed in questo un ruolo
importante lo gioca anche l'informazione. Della loro terra i siciliani non
conoscono nulla, sanno tutto solo di calcio. L'economista Albert Hirschman sosteneva
che nelle realtà in forte crisi prevalgono sempre due azioni: la
"voice", la protesta, o "l'exit", la fuga. In Sicilia sta
prevalendo l'exit, perché nessuno tocca i tasti giusti per la voice".
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Per Alghero
un turismo nuovo al di fuori delle beghe politiche Sarebbe fondamentale sedersi
attorno a un tavolo per programmare il futuro nostro e dei nostri figli
L'intervento sulla stampa dei noti imprenditori Domenico Giorico e Giorgio
Macciocu, ha suscitato in me alcune riflessioni: il primo pensiero è rivolto a
tutti quegli imprenditori che, come loro, operano nella filiera del turismo e
che da troppi anni attendono una svolta. Una svolta, che deve essere figlia
della presa d'atto che il modello turistico che Alghero offre sul mercato è
obsoleto, superato da altre destinazioni del Mediterraneo, che
operano in regimi di fiscalità e burocrazia assolutamente ottimali per incubare e sviluppare le imprese di
settore. E' inutile, oltre che fuorviante, interrogarci sulla capacità che la
classe dirigente di altri territori (vedi La Maddalena) ha dimostrato sul
campo. Gli amministratori della Maddalena, infatti, hanno saputo ottenere
quell'attenzione speciale, che si riserva a chi è in difficoltà, tanto
da essere inseriti in un colossale progetto di riconversione dagli esiti immaginabili,
dove gli operatori locali avranno una corsia privilegiata. A coloro che, come
Giorico e Macciocu, si domandano perché le deroghe alberghiere siano sempre
negate, rispondo: se c'è un piano strategico di sviluppo per i prossimi 20 anni
perché non si è provato a concretizzarlo, mettendo da parte le faziosità
politiche, presentandoci uniti come classe dirigente, rivendicando il diritto
di tutti, amministratori ed imprenditori, di costruire un'Alghero competitiva e
al passo con i tempi? Per contro, il conflitto che si è innescato tra l'attuale
maggioranza al governo della città e la Regione, che dura da troppi anni, non
ha fatto altro che acuire la gravità della situazione economica algherese,
pregiudicando qualsiasi intento di modernizzazione. La creazione di nuovi
alberghi, il recupero e valorizzazione di quelli esistenti, il rapporto tra
città e territorio, la tutela e valorizzazione dell'ambiente per uno sviluppo
sostenibile, sono argomenti che troverebbero buona parte della loro sintesi
nell'applicazione del fondamentale strumento di programmazione del territorio:
il Puc. Che deve essere fatto dal Comune! Perché, seppur annunciato e
sbandierato in tutte le campagne elettorali degli ultimi anni, il Piano
urbanistico comunale, solo ora, forse, giungerà, "finalmente", sotto
la scure del commissariamento, sui tavoli della Regione per l'approvazione
definitiva. Mi chiedo chi si assumerà la responsabilità dei ritardi accumulati
nel corso degli anni nei confronti del nostro territorio, dei nostri figli?
Eppure, l'assessore all'Urbanistica Gian Valerio Sanna, ha invitato più volte i
nostri amministratori a un incontro operativo per affrontare e risolvere
definitivamente il tema della riqualificazione e della modernizzazione
dell'offerta turistica cittadina: le ormai famose deroghe alberghiere! La
maturità della classe dirigente di un territorio si contraddistingue nei
momenti di difficoltà e gli operatori e i cittadini algheresi non possono più
aspettare i tempi di una politica miope. Penso anche che gli imprenditori
abbiano, al pari della politica, delle responsabilità. Le colpe non sono da una
parte sola. Ma lasciamo da parte le beghe e pensiamo al futuro. Il futuro
richiede scelte strategiche che prescindono da ruoli momentaneamente ricoperti,
siano essi di natura istituzionale, che di altro genere. Questo significa che
tutti sono chiamati a fare uno sforzo per riprogrammare la città e il
territorio nel suo complesso. E' con questa logica che Alghero potrà tornare a
essere una delle capitali del turismo d'Europa. Non interessa a chi andranno le
medaglie, ciò che importa è che le future generazioni possano crescere sapendo
che il loro futuro è qui. Questa situazione necessiterebbe di una discussione
approfondita e immediata, in una seduta di consiglio comunale aperto. Auspico
che gli operatori del settore, colgano questa proposta e si facciano portatori
di una richiesta formale di convocazione del Consiglio, per discutere e provare
a costruire insieme una linea condivisa di sviluppo che superi l'attuale
stallo. Enrico Bachisio Daga.
( da "Centro, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità I "
partiti del fare" al test di credibilità Tav, discariche, energia, strade:
quattro domande per capire chi fa sul serio Il Pdl. Propone un pacchetto di
opere per 50 miliardi. Sì al ponte di Messina e all'energia atomica MINO
FUCCILLO No players, game over. Gioco chiuso per quelli che giocano a dire
sempre di no. Questo dovrebbe essere uno degli esiti sicuri del voto. Dovrebbe,
perchè quattro su cinque delle maggiori proposte elettorali dicono, giurano e
promettono che si faranno Tav, rigassificatori, strade, ponti,
termovalorizzatori e centrali, forse anche nucleari. Solo la Sinistra
Arcobaleno dà spazio e rifugio alle preoccupazioni che non finiscono mai, al
"non nel mio giardino", al meglio niente che qualcosa di incerto, al
principio di precauzione che sempre sconsiglia. Quindi, il 90 e passa per cento
dei voti andranno a chi, sia pur diversamente tra loro, vuole finalmente fare.
E' in corso un'offensiva, meglio sarebbe dire una contro offensiva, culturale.
Dopo quasi venti anni in cui la regola è stata il blocco e l'eccezione il
costruire, ora il realizzare è portato in campagna elettorale come un valore
oltre che come una necessità. Però radici e semi del non fare, se non sono più
innaffiati e sparsi, risultano tutt'altro che sradicati e sterilizzati. L'Italia
del "non si deve fare" nei comizi elettorali è stata rivoltata come
un calzino, però resta intatta l'Italia del "non si può". VERSO IL
2030 Energia, trasporti, rifiuti: chi riesce a sposare o almeno a far convivere
la rinata cultura del fare con il consenso elettorale? Nel 2030 serviranno
all'Italia 545 Twh (miliardi di kilowattora). Nella migliore e quasi
miracolistica ipotesi del massimo risparmio energetico possibile, cento di
questi verranno appunto da minor consumo indotto da migliori tecnologie e
maggior cultura ambientale nei comportamenti individuali e collettivi. Dal
sole, vento ed idroelettrico (le fonti rinnovabili) possono venire al massimo
altri 54 Twh. Le centrali esistenti e in allestimento ne produrranno allora
225. Ne mancano 165 che da qualche parte dovranno arrivare. Dal gas, dal
carbone pulito? Entrambi richiedono impianti, da fare. E questi impianti
producono Co2, da ridurre secondo trattati internazionali. Cinque centrali
nucleari equivalgono a 80 Twh, dieci a 140. Ma ci vogliono dieci anni almeno
per fare una centrale nucleare e si rischia che una centrale oggi conveniente
dato il costo del petrolio e del gas, domani potrebbe risultare fuori mercato
se il prezzo dei combustibili fossili calasse. E poi le scorie, e poi l'incertezza
su quanto sia davvero "pulito" il nuovo carbone e poi la densità
abitativa del territorio italiano... IDEE A CONFRONTO Un numero elevato e non
quantificabile di problemi e ostacoli, ma numeri certissimi: o si fanno
centrali di un qualche tipo, oppure si spegne la luce. Per almeno un 30 per
cento del fabbisogno nazionale. Per il nucleare, oltre che per ogni tipo di
impianto, si schiera Casini. E con lui Berlusconi. Veltroni non rifiuta
l'ipotesi, per ora accetta di "studiarla". Qualcuno parla di una
centrale nucleare in Albania. Non è detto che parli di chimere. Nucleare a
parte, la differenza tra i partiti in materia di energia non sta nella proposta
all'elettorato, ma nella credibilità di chi la proposta avanza. LEPRI E LUMACHE
Perchè ci sarà pure un motivo, o forse due o anche tre, per il fatto che la
ferrovia Tokio-Osaka (
( da "Mattino di Padova, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAONARA. L'atto è
del 30 gennaio. Paolucci sospettoso, Buso: "Normale burocrazia" Scambi d'accuse per una
delibera lenta SAONARA. Una delibera di giunta datata 30 gennaio 2008 e
contenente alcune variazioni al Piano urbanistico particolareggiato di Saonara
è l'argomento della nuova polemica a distanza tra l'ex consigliere comunale del
Pd Paolo Paolucci e Andrea Buso, sindaco uscente e candidato del centrodestra.
"E' scandaloso, a tutt'oggi questa delibera non è ancora stata pubblicata
- esclama Paolucci - Benché si tratti di un atto che potrebbe produrre
variazioni in grado di avvantaggiare alcuni soggetti e di sfavorirne altri.
Voglio sapere perché questo è accaduto ed esaminare la delibera per capire cosa
contiene. E' questione di trasparenza, correttezza e legalità: chi è eletto e
fa il sindaco deve attenersi strettamente alla legge". "Paolucci si
preoccupa per questo? - ironizza Buso - Dovrebbe sapere che la pubblicazione di
una delibera non dipende dal sindaco ma dall'ufficio di segreteria. Non c'è
nulla di strano nell'essere chiamato a firmare una delibera con qualche tempo
di ritardo. L'atto di cui parliamo poi contiene solo piccoli adeguamenti, per
impedire che vi siano appartamenti al piano terra su di una piazza".
"Innanzi tutto il termine per la pubblicazione di una delibera non è
perentorio, altrimenti l'atto stesso sarebbe decaduto - chiarisce la segretaria
comunale Nadia Celeghin - Abbiamo avuto molti atti di indirizzo da assolvere.
Ora pubblicheremo anche questa delibera". (Patrizia Rossetti).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità LO
SVILUPPO DI TRIESTE Eppure ancora oggi c'è chi, di fronte a progetti che si
sono materializzati sotto il mio mandato, rivendica sterili primogeniture. Dico
sterili perché parlare è facile, realizzare invece è cosa notoriamente assai
più complicata. Ho sempre reputato nel mio impegno amministrativo prioritario
il pragmatismo del fare all'apparenza delle campagne comunicative basate sul
faremo. A ognuno il suo, insomma, decidono poi i cittadini se farsi governare
da chi posa le prime pietre per avere la foto sui giornali, o da chi i cantieri
li apre sul serio e poi anche li chiude. Ma devo riconoscere al consigliere
Omero di non essere stato il primo a muovermi questa osservazione: è da quando
ho iniziato a conseguire importanti obiettivi nel mio impegno in politica che
mi sento dire che devo ringraziare qualcun altro. Com'è accaduto quand'ero
sindaco di Muggia e inauguravo Porto San Rocco, dopo anni che i progetti
avevano dormito nei cassetti degli uffici. Certo, in Italia per completare un'opera di media la burocrazia e l'incapacità diffusa si portano via lo spazio di una
generazione. L'importante, però, per chi governa con responsabilità è riuscire
a rompere questo freno e portare a termine i progetti, perché alla resa dei
conti nel lavoro, come nella vita, i fatti - fino a prova contraria - contano molto
più delle parole. Ma senza entrare troppo nel merito di quanto
dichiarato dal consigliere Omero, per quel che riguarda il piano per la media
distribuzione volevo solo far presente a tutti che nella nostra città esistono
tanti piccoli e medi commercianti, che non possono essere ridotti al fallimento
a causa dell'avvio di aperture indiscriminate a favore delle grandi superfici
di vendita. Bisogna regolamentare e consentire ai nostri esercenti di innovarsi
e di rafforzare la loro offerta commerciale, per non subire i contraccolpi del
futuri insediamenti delle Noghere e del Silos. Quest'ultimo, per l'esattezza, è
l'unico centro previsto in città dal piano commerciale, che fra l'altro è stato
approvato anche dallo stesso Omero. Ci troviamo, quindi, di fronte ad un
passaggio non semplice da governare, in cui sono in gioco lo sviluppo
complessivo di Trieste e la tenuta economica di un migliaio di famiglie la cui
fonte di reddito proviene dal commercio. Per questo, e sono d'accordo con lui,
l'auspicio finale del consigliere Omero è ampiamente condivisibile: una
collaborazione leale fra maggioranza e opposizione, per una crescita
sostenibile del comparto che si inserisca in una Trieste che abbiamo saputo
indirizzare non solo verso un cambiamento urbanistico, ma anche culturale.
Roberto Dipiazza sindaco di Trieste.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pozzuolo. L'azienda
ha investito 1,5 milioni per ridurre le polveri durante il taglio del ferro.
Giovedì la pratica sarà analizzata dalla Conferenza dei servizi di palazzo
Belgrado Abs, impianto ecologico bloccato dalla burocrazia Il nuovo stabilimento non può
aprire, da quasi un anno attende l'autorizzazione della Provincia Il capannone
è distante dalle abitazioni di GIACOMINA PELLIZZARI POZZUOLO. All'Abs il nuovo
impianto di ossitaglio è pronto da mesi, ma non può operare perché manca
l'autorizzazione della Provincia. Poco importa se l'investimento ammonta
a un milione e mezzo di euro, la domanda presentata lo scorso 30 maggio si è
incagliata nelle scrivanie di palazzo Belgrado. Uno spiraglio potrebbe aprirsi
giovedì prossimo nel corso della Conferenza dei servizi, riunita dal
commissario straordinario, Vittorio Tallandini, che il 26 novembre scorso ha
avviato la procedura. L'ossitaglio, meglio noto come taglio termico dei rottami
ferrosi di dimensioni notevoli, consente di tagliare alcuni metalli utilizzando
come mezzo di sezionamento un getto di ossigeno che sfrutta la combustione del
ferro. Un'attività che genera polveri e ossidi di azoto e attualmente svolta in
un'area vicina alle abitazioni. Anche se l'impianto esistente rispetta le norme
ambientali, l'acciaieria di Cargnacco ha deciso di spostarlo in una zona più
lontana adottando tecnologie innovative anche dal punto di vista del
contenimento delle polveri. Peccato che a bloccare il trasloco sia stata la
Provincia che a quasi un anno di distanza dall'inoltro della richiesta di
autorizzazione non si è ancora espressa. Molto probabilmente lo farà giovedì
nel corso della Conferenza dei servizi. L'auspicio dell'azienda, ma anche
dell'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) resta quello di ottenere il via
libera per inaugurare un reparto che ha tutte le carte in regola per garantire
condizioni di lavoro migliori e abbattere, al di sotto dei limiti minimi
previsti, vale a dire 5 microgrammi per metrocubo, le emissioni di polveri
nell'ambiente. L'Abs attraverso la Qualisteel del gruppo Danieli che lavora
esclusivamente per l'azienda di Cargnacco, ha deciso di investire su un
impianto in grado di convogliare i fumi di combustione nelle vasche d'acqua
che, come si legge nella relazione tecnica, "assolvono pienamente la loro
funzione di depolverazione primaria. Un trattamento che consente la
solubilizzazione della piccola quantità di ossidi di azoto eventualmente
formatisi durante la combustione del metano e il preriscaldo della linea di
taglio". Il ciclo produttivo prevede, infatti, diverse fasi lavorative:
dal deposito in un'area di stoccaggio dei metalli da tagliare si passa al
taglio manuale o automatico e quindi alla rimozione dei prodotti tagliati prima
di consegnarli ai clienti. L'impianto funzionerà su tre turni lavorativi.
( da "Nuova Ferrara, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore
provinciale Bellini risponde all'allarme sicurezza dell'ex Provveditorato
mentre i Comuni tacciono "Stiamo mettendo a norma le scuole" Solo una
su tre ha già la prevenzione incendi per l'agibilità Quel dato spuntato fuori
quasi casualmente, il 70% degli edifici scolastici non ha le carte in regola in
fatto di sicurezza, fa effettivamente venire i brividi. "Ma non bisogna
creare allarmismi, per quanto riguarda gli edifici di competenza provinciale,
la situazione è articolata ma sostanzialmente sotto controllo, sia sul piano
politico che tecnico". E' l'assessore Mario Bellini a rispondere per primo
al dirigente scolastico Vincenzo Viglione, che aveva chiesto alle istituzioni
di battere un colpo. Bellini parla per i 28 edifici di competenza del Castello,
sul totale di 201 (il resto è in mano ai Comuni), in sostanza le scuole
superiori, passate di mano da non molto tempo. "In pochi anni è stato di
fatto impossibile, finanziariamente parlando, ovviare ad una situazione vecchia
di almeno cento anni. Per circa un secolo le scuole, praticamente tutte
comunali, non hanno avuto l'agibilità perchè i Comuni stessi non pensavano
affatto di darsela" è la premessa dell'assessore provinciale. Questione di carte e burocrazia, mancante dal momento della costruzione della scuola, ma non
solo. I soldi per adeguare le scuole alle nuove normative "si sono ridotte
a piccoli rivoli del tutto inadeguati, sia nei 5 anni del governo Berlusconi
che nei 2 anni del governo Prodi" aggiunge Bellini. La foto
scattata dal Castello, comunque, è questa. Per quanto riguarda i Certificati di
prevenzione incendi, indispensabili per avere l'agibilità, la Provincia ha
presentato ai Vigili del fuoco "ricevendone pubblico riconoscimento dal
loro nuovo comandante", tutti gli esami-progetto. Per un terzo i Cpi sono
già stati rilasciati, per un altro terzo "stiamo facendo i lavori
necessari per ottenerli" e per l'ultimo terzo si è ancora in attesa dei
finanziamenti statali erogati dall'ultima Finanziaria. Mancano i parafulmini?
"Va specificato - è sempre Bellini ad annotarlo - che esiste una normativa
per la quale non per tutti gli edifici è necessario installarli e che nel
nostro caso li abbiamo installati in tutti i luoghi in cui è previsto".
L'Asl compie controlli annuali per quanto riguarda la messa a terra degli
impianti elettrici. Per quanto riguarda l'impianto termico, "tutte le
nostre scuole hanno il collaudo, tranne qualle in cui c'è il teleriscaldamento,
per il quale non serve il certificato di collado in quanto non c'è la caldaia
in cenrale termica". E' in atto una corsa contro il tempo per mettersi in
regola entro il termine della proroga concessa, in maniera mirata, dalla
Regione per tutti i fabbricati sottoposti a lavori di messa a norma.
L'ultimissima data utile è il 31 dicembre 2009. Resta da capire quali sono le
condizioni delle scuole di proprietà dei vari Comuni, che restano la grande
maggioranza degli edifici scolastici. Stando all'indagine dell'Ufficio
scolastico provinciale, non c'era una differenza di base particolarmente
marcata tra le due gestioni, quella provinciale e quelle comunali, per quanto
riguarda la disponibilità della documentazione sulla sicurezza. E in caso
d'incidenti questa condizione di scopertura può aggiungere problemi a problemi.
(s.c.).
( da "marketpress.info" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano, 27 marzo
2008 - "Non vogliamo un clone della Provincia di Milano. Monza e Brianza
dovrà essere una Provincia nuova, più snella e realmente vicina al cittadino; è
un ente che sta nascendo in un momento delicato, in cui i
costi della politica e della burocrazia sono al centro del dibattito politico; cerchiamo perciò di
costruirla più leggera possibile, a misura di cittadino, non semplicemente con
un passaggio di competenze da Milano. C'è bisogno, ad esempio, di una nuova
sede della prefettura, visto che una sede di rappresentanza esiste già?".
Lo ha detto oggi l'assessore alla Protezione Civile, prevenzione e Polizia
locale, con delega all'attuazione della Provincia di Monza e Brianza, Massimo
Ponzoni, incontrando il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, il
presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e il sindaco di Monza,
Marco Mariani. A quasi quattro anni dall'approvazione della legge istitutiva
della nuova Provincia brianzola, Regione Lombardia ha già compiuto tutti gli
adempimenti in vista della sua costituzione, prevista per il 2009. Lo ha
affermato lo stesso Ponzoni, ricordando le date delle "tappe" di
avvicinamento verso la costituzione del nuovo ente territoriale: dalla
promozione dell'accordo di programma per la realizzazione del Polo
istituzionale sull'area dell'ex caserma 4 novembre (23 novembre 2005), fino
alla costituzione del Consiglio della Camera di commercio di Monza, approvata
con delibera della Giunta regionale il 28 novembre del 2006; risale, invece,
all'8 novembre del
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Conversazione sulla
"questione settentrionale" Illy: "Veltroni ce la sta mettendo
tutta ma il Nord vota il Cavaliere di default" "È in atto una
secessione strisciante delle imprese" "Alitalia è una vicenda gestita
con approccio dirigista e non sempre le decisioni dirigiste reggono alla prova
del mercato. Ora siamo all'ultima spiaggia". Il presidente del Friuli
Riccardo Illy sul caso Alitalia non si iscrive affatto al partito della
moratoria, che pure nel Nord ha trovato autorevoli esponenti, e difende a spada
tratta il mercato e la concorrenza: "Se Malpensa vuole diventare un hub
non può deciderlo lo Stato. Mica l'aeroporto di Parigi è un hub perché c'è Air
France, o quello di Londra è un hub perché c'è la British Airways. Un aeroporto
è un hub perché offre un ventaglio di servizi a un ventaglio di
compagnie". Anche i sindacati, per Illy, hanno una loro responsabilità
nell'immobilismo di questi anni: "Servizi in monopolio, diritto di
sciopero, divieto di licenziamento formano un triangolo maledetto. Per uscirne
non potendo toccare i diritti, anche se il diritto non può tramutarsi in veto,
si deve agire sul monopolio". Illy non si stupisce che il Nord, come dice
Penati, non sia riuscito a fare sistema su questa vicenda: "È difficile
quando ognuno tira acqua al suo mulino: Milano gioca la sua partita, Venezia
sta diventando un hub? Ci sono troppi interessi in contrapposizione". La
soluzione? "Come sui conti pubblici ci penserà l'Ue. Arriverà il
commissario alla concorrenza e ci darà l'aut aut. A quel punto o Alitalia
fallirà, come probabile, o la comprerà Air France. Questa idea dell'italianità
non ha senso. In Spagna le grandi imprese sono controllate da capitale
straniero ma l'economia tira". Il governatore del Friuli, però, denuncia
un pericolo più generale. E, da imprenditore, lancia il suo grido d'allarme:
"È già in atto una secessione strisciante di imprese che traslocano. La
secessione di cui parlo non ha nulla a che fare con la protesta contro Roma
ladrona. È una migrazione silenziosa di una parte dell'Italia che, a differenza
dell'altra, si sente pienamente in Europa". Questa secessione, per Illy,
non è urlata politicamente, ma si verifica in base a una convenienza economica:
"Se un imprenditore del Friuli va in Slovenia vede che la manodopera costa
un terzo in meno, le imposte sono al 25 per cento, da noi sono al 30, gli aiuti
dell'Ue rientrano nell'"obiettivo uno", mentre noi rientriamo
nell'"obiettivo due" e ne abbiamo la metà. Per non parlare - penso
anche alla Francia, all'Austria - della burocrazia più snella e della velocità
decisionale". Per Illy è necessario che la politica dia risposte, e anche
in fretta per evitare, come ha scritto nel suo libro, che l'Italia perda il
Nord. E che lo perda la sinistra: "La politica nel suo complesso si è
mostrata indifferente. Veltroni ce la sta mettendo tutta. Penso non solo
alle candidature di Calearo e Colaninno ma al suo programma su infrastrutture,
trasporti, liberalizzazioni. Ed è giusta l'idea di un rappresentante del
Nord-Est nel governo. È un'area che ha ancora una specificità produttiva, il
capitalismo molecolare di cui tanto si è parlato. E soprattutto una specificità
culturale: impegno esclusivo sull'impresa, cultura del lavoro, ma anche
disattenzione alle questioni pubbliche, idea che si può fare a meno della
politica. Per questo Veltroni deve insistere". La questione
settentrionale, per Illy, è assai diversa rispetto agli anni Novanta:
"Guardi, forse non è neanche un bene, ma non c'è protesta. E, se c'è, è
latente e quasi rassegnata". Il governatore del Friuli non crede che la
ricetta antimercatista di Tremonti sia una risposta adeguata alle ansie degli
imprenditori: "Quando mai ha funzionato il protezionismo? Perché piuttosto
Tremonti invece di parlare di dazi non dice che è necessario ridurre il carico
tributario sul reddito d'impresa? Questo sì che aiuterebbe a stare sul mercato.
Aggiungo che il dibattito avviato da Tremonti è già datato". Un esempio?
"Electrolux aveva trasferito in Ungheria la produzione dei pannelli
comando delle sue lavatrici. Ora, rifatti i conti della fase dell'assemblaggio,
sta ritornando in provincia di Pordenone. Vale per molte altre aziende: la
delocalizzazione è stata un miraggio. La concorrenza cinese ha penalizzato la
bassa qualità del tessile. Ma sull'alta qualità siamo competitivi. Basti vedere
i dati dell'export di tessile verso India e Cina". Eppure Illy, nonostante
tutto, è scettico sul fatto che il Nord possa voltare le spalle a Belusconi:
"Berlusconi non parla al Nord da tempo. E quando ha governato non lo ha
rappresentato. Basti pensare alla sorte della dual income tax , inserita da
Visco e tolta da Tremonti, che consentiva alle imprese più capitalizzate di
pagare meno imposte. Ma penso che il Nord lo voterà in modo preconcetto e
disilluso pur sapendo che non cambierà nulla. Vale per gli imprenditori ma
anche per gli operai e impiegati che vedono minacciato il loro posto di lavoro
e possono cedere alle sirene protezioniste". (de angelis) 27/03/2008.
( da "marketpress.info" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alla presenza del
Ministro del Commercio e dell'Industria Indiano, Kamal Nath, Altagamma e la
Confederation of Indian Industry (la Confindustria Indiana) hanno segnato un
ulteriore passo avanti nella collaborazione tra Italia e India per lo sviluppo
del settore dell'alto di gamma. Nel corso di un Forum organizzato da Altagamma
e dalla Cii (Confederation of Indian Industry) a Delhi, che prevede anche nella
giornata di domani numerosi incontri business to business, Leonardo Ferragamo,
presidente di Altagamma, e Sanjeev Goenka, ex Presidente di Cii, hanno siglato
un Memorandum of Understanding, con la benedizione del super Ministro Kamal
Nath. Il mercato indiano è visto dagli operatori del Luxury come uno dei più
promettenti, per quel mix di boom economico e di sofisticata cultura estetica
che differenzia l'India da molti paesi asiatici emergenti. Ma una tradizione
protezionista rende l'esportazione in questo Paese dei prodotti di lusso delle
marche internazionali molto difficile. "Sono certo - ha dichiarato
Leonardo Ferragamo - che i nostri due grandi Paesi saranno partner affiatati in
questo importante settore dell'eccellenza, perché molto condividono in termini
di gusto e di eredità culturale, fattori fondamentali per lo sviluppo dell'alto
di gamma. Questo memorandum è molto importante, perché traccia le linee guida di
un rapporto di collaborazione paritario e proficuo. Tuttavia ? ha concluso
Ferragamo - resta molto da fare affinché anche in questo mercato si applichino
i principi della libera concorrenza. " Lo stesso Ministro Kamal Nath, che
è da lungo interlocutore privilegiato di Altagamma, ha sottolineato la
difficoltà che il Governo incontra ad approvare leggi che riducano i dazi di
importazione sui cosiddetti prodotti di lusso, tuttora principale ostacolo
all'entrata dei brand internazionali nel mercato indiano. "Ogni volta che
ci incontriamo, Altagamma mi chiede se c'è qualcosa di nuovo, e io rispondo che
non c'è nulla di nuovo ma molto di meglio, nella nostra economia e nella nostra
società", ha affermato il ministro Kamal Nath. "Eppure il nuovo è
necessario", ha aggiunto il Segretario Generale di Altagamma, Armando
Branchini. "Senza riduzione delle barriere tariffarie
- e non tariffarie, come l'eccessiva burocrazia e le lungaggini doganali ? i prodotti delle nostre imprese
continueranno a costare al consumatore indiano quasi il doppio che nel resto
dell'Asia, cosicché questi stessi acquirenti continueranno ad andare a Hong
Kong o a Dubai per comprarli". L'accordo prevede progetti di
collaborazione tra Italia e India non solo nei rapporti diretti tra le imprese
dei due Paesi, ma anche nell'ambito della formazione, con piani di cooperazione
tra Università e Scuole tecniche, al fine di condividere le rispettive
competenze e di creare un terreno idoneo allo sviluppo del settore, anche dal
punto di vista culturale. . <<BACK.
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Regione ha
richiesto lo studio di impatto ambientale sul secondo lotto della
Ozieri-Pattada Un altro intoppo sulla Direttissima del Goceano La Provincia
colta di sorpresa: ora i lavori sono destinati a prolungarsi a tempi indefiniti
OZIERI. Anche sulla rettifica del secondo lotto della Ozieri-Pattada, tratto
intermedio della Sassari-Nuoro e unico collegamento fra Monte Acuto e Goceano,
la Regione ha richiesto lo studio di impatto ambientale. Una decisione inattesa
per l'amministrazione provinciale di Sassari, impegnata nell'esecuzione dei
lavori del primo lotto e pronta ad appaltare la sistemazione del tratto
Iscias-stazione di Pattada. A rendere nota la novità che l'adempimento
tecnico-amministrativo è subordinato all'esame del progetto da parte dell'assessorato
regionale all'Ambiente sono stati i consiglieri provinciali ozieresi, Michele
Calaresu e Michelino Pala che, alla luce dei dati raccolti nel corso di una
verifica sullo stato di attuazione delle opere stradali nei territori del Monte
Acuto e del Goceano, ritengono improbabile che i lavori possano essere avviati
nell'anno corrente. Una brutta sorpresa, che rischia di causare notevoli
ritardi nella realizzazione di un'arteria d'interesse regionale qual è ritenuta
la Nuoro-Ozieri-Sassari. Notizie più incoraggianti, i due esponenti politici
cittadini offrono sulla provinciale 102 che dal bivio sulla scorrimento veloce
Chilivani-Mores va ad Ardara e da anni presenta un manto stradale fortemente
danneggiato. "I lavori di bitumatura - precisano Calaresu e Pala - sono
già stati avviati formalmente circa un mese fa, dall'impresa ozierese Saba
costruzioni, per un importo complessivo di circa 200 mila euro. L'ultimazione
dell'intervento è prevista tra circa 4 mesi". Sulla stessa direzione è la
circonvallazione di Mores, i cui lavori erano stati sospesi per risolvere
alcuni problemi tecnico-amministrativi. "La ripresa dei lavori per il suo
completamento è prevista per il 24 maggio e la conclusione dovrebbe arrivare in
breve tempo". Questa importante arteria renderà molto più rapido e agevole
il collegamento con la 131 e quindi con Sassari e Cagliari. Infine, è imminente
l'esecuzione dell'asfaltatura della strada Ittireddu-Foresta Burgos e della
Ardara-Paule (passata di recente alle competenze della Provincia). Ma le
cognizioni apprese dai tecnici hanno indotto i due consiglieri a una
riflessione di tipo generale sull'attività che l'ente svolge sul fronte dei
lavori pubblici. Un'attività che, com'è noto, vede la Provincia sul banco degli
imputati. "Agli occhi del cittadino, che non conosce
la reale complessità della burocrazia in fatto di opere pubbliche - sostengono Calaresu e Pala -
spesso l'operato di alcuni enti appare caratterizzato da immobilismo. E' allora
opportuno evidenziare come tutti i lavori che comportino la realizzazione di
nuovi tratti stradali, abbiano, ovunque in Italia, un iter abbastanza lungo.
Ciò è frutto della complessità tecnica delle opere da progettare, delle
numerose verifiche (eseguite da più enti) sull'impatto ambientale, dalle
procedure espropriative e da una serie di adempimenti normativi e giuridici a
cui non si può derogare". A questi vanno aggiunti i problemi scaturiti in
corso di appalto e di realizzazione e, purtroppo, anche i frequenti contenziosi
con le imprese aggiudicatarie e, talvolta, con le amministrazioni comunali.
"Ciò comporta - sostengono ancora i due consiglieri provinciali - che
intercorrano tempi piuttosto lunghi tra il momento della decisione politica e
quello dell'effettiva messa in funzione dell'opera". Da qui, l'esigenza
condivisa dai tecnici e dagli amministratori di una sostanziale
sburocratizzazione delle leggi che regolano la materia "soprattutto
nell'iter autorizzativo, che consentirebbe il contenimento di sprechi di
danaro, energie e tempo - hanno concluso Pala e Calaresu -. La complessità dei
procedimenti nei lavori pubblici non migliora di certo la qualità dell'operato,
ma va a discapito della trasparenza e dell'efficienza delle
amministrazioni". Miuccio Farina.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Via Longarone,
ancora proteste per le buche Ma l'assessore assicura: "Già cominciati i
lavori provvisori, entro pochi giorni la strada verrà livellata" Attendono
da anni che la strada dove vivono venga sistemata e asfaltata. Ma tra burocrazia, cavilli ed espropri via Longarone, a Cussignacco, è ancora
quasi completamente senza asfalto e per più di metà strada, senza illuminazione
pubblica. E così, arriva una nuova protesta dei residenti, soprattutto dopo le
giornate di pioggia di questi giorni. Il peggio, infatti, si raggiunge
proprio quando le buche, che quotidianamente residenti e non devono schivare,
si riempiono d'acqua rendendo impraticabile il passaggio. Dopo anni di proteste
e tira e molla tra i vari soggetti coinvolti, più di qualcuno tra gli abitanti
della zona sbotta. Soprattutto dopo la promessa di un intervento provvisorio da
parte dell'amministrazione pubblica. I tempi per un intervento definitivo,
infatti, non sono proprio dietro l'angolo, bisogna attendere almeno fino a fine
anno per l'avvio dei lavori. E così, intanto, ieri gli operai del Comune hanno
fatto visita alla strada per metterci una pezza. Un intervento che però ha
allarmato alcuni residenti preoccupati del lavoro svolto, reputato non idoneo.
"Se questo è l'intervento promesso - sbotta Daniele Andrian - è una presa
in giro. Toffoletti ci aveva garantito momentaneamente il livellamento della
strada e ora aspettiamo di vederlo realmente". Ma a rassicurare i
residenti è direttamente l'assessore ai Lavori pubblici, Roberto Toffoletti, il
quale garantisce che "i lavori appena iniziati avranno un seguito appena
il terreno si asciugherà. Dopo aver gettato della ghiaia nelle buche - spiega
l'assessore -, entro pochi giorni si passerà con una livella per appianare il
tutto e dare una pendenza alla strada in modo che l'acqua defluisca
regolarmente. Poi, attendendo che inizino i lavori veri e propri ci saranno
altri passaggi per garantire intanto la praticabilità della via".
(g.bel.).
( da "Tirreno, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grosseto
Ufficio dell'Acli per aiutare a districarsi nella burocrazia ORBETELLO.
L'Acli viene incontro ai cittadini in difficoltà di tutta la provincia, quelli
che non possono permettersi di sostenere le parcelle dei professionisti per gli
adempimenti che devono essere necessariamenti svolti con precise scadenze. A questa rete di solidarietà non
sfugge la sezione di Orbetello all'interno della quale è attivo il servizio di
segreteria sociale, patronato e di assistenza fiscale per la verifica
dell'estratto contributivo, conteggi di pensione, compilazione di domande per
assegni familiari, domande di invalidità, assunzioni di collaboratori
domestici. Le sede delle Acli di Orbetello che assicura tutti questi servizi
facendo risparmiare ingenti spese agli interessati si trova al numero 2 di via
Guerazzi, telefono 0564 850214. La stessa rimane aperta al pubblico tutti i
martedì e giovedì mattina per attività di segreteria sociale, patronato,
raccolta documenti per centro assistenza fiscale del Caf Acli provinciale. I
pensionati, i cittadini e gli altri interessati possono rivolgersi all'ufficio
di Orbetello per le attività di patronato e di consulenza fiscale e di
dichiarazione dei redditi.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non si sblocca il
problema dell'organico insufficiente a far fronte ai problemi di viabilità di
una città da quasi 12mila abitanti Pochi vigili, traffico senza controlli a
Ronchi L'unico agente che ha vinto il concorso non può essere inquadrato per
ragioni burocratiche RONCHI Quattro mesi: tanti ne sono trascorsi da quando
l'Amministrazione comunale ha completato il concorso per l'assunzione di un
agente della polizia municipale. Un concorso, quello indetto a Ronchi dei
Legionari, che ha avuto un vincitore, una donna, che non ha registrato alcun tipo
di ricorso, il cui risultato è stato pubblicato già ai primi di gennaio, ma che
non è ancora approdato al suo obiettivo finale, quello di un vigile urbano in
più sulle vie cittadine. La causa ha dell'incredibile e
sembra proprio essere figlia della classica ed imperante burocrazia all'italiana. Da un mese a
questa parte, infatti, la persona dell'ufficio personale che dovrebbe occuparsi
della formalizzazione della pratica è assente per malattia e nessun altro
sembra essere in grado di occuparsi di quella che sembra essere una questione
di stato. Così a Ronchi dei Legionari sul fronte della sicurezza e della
viabilità la situazione di fa sempre più drammatica. Ronchi dei Legionari,
12mila abitanti, dispone oggi di un organico di 6 vigili, uno dei quali a part
time ed uno a casa per maternità. Nemmeno negli anni Settanta c'era una simile
situazione. Ed è normale che gli agenti della polizia municipale per le strade
della città si vedano con il lumicino. A salvare la situazione sono solo le due
ausiliarie del traffico che, però, non hanno competenze e poteri di un agente.
E l'Amministrazione comunale? L'assessore competente, Enrico Masarà, alza le
braccia e preferisce glissare sull'argomento, mentre il sindaco Roberto
Fontanot parla di ristrettezze di bilancio e di una situazione che dovrebbe
essere gestita a livello mandamentale. Da quella città mandamento che, anche su
questo fronte, si rivela inconsistente quanto a vantaggi per il cittadino.
"Purtroppo - sono le parole del primo cittadino - siamo figli di una politica
di assunzioni dove non era la logica del servizio a prevalere, ma oscure
manovre di ben altro genere. Così le pratiche si arenano e le assunzioni non si
sbloccano" Un dibattito che si consuma settimana dopo settimana ma dal
quale non s'intravede alcuna via d'uscita. Resta il fatto che a Ronchi dei
Legionari l'organico è quello di un paesello di 5mila anime, che i vigili non
fanno servizio la domenica e nei festivi, che spesso ce n'è uno solo in
servizio e quindi non riesce nemmeno a rilevare un incidente, che la gente si
lamenta e non trova risposte. Si erano presentati in 120, nel dicembre scorso,
per la preselezione in vista delle prove previste dal concorso indetto
dall'Amministrazione comunale per l'assunzione di un agente della Polizia
municipale. Ma erano state complessivamente 126 le domande giunte all'ufficio
del personale, 6 delle quali non sono state ritenute ammissibili. Ad
aggiudicarsi il concorso una ragazza della provincia di Udine che attende
ancora oggi di essere chiamata al lavoro. Luca Perrino.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-27 - pag: 17 autore: INTERVISTA
Gianfelice Rocca "Sbagliato parlare solo di temi fiscali" Luigi
Illiano ROMA "Questa campagna elettorale crea un illusionismo mediatico
terribile, perché fa pensare che attraverso interventi della politica soltanto
sui temi fiscali si possano creare fattori di successo nel medio e lungo
periodo, in un'epoca globalizzata come la nostra. Secondo me così si innescano
pericolose illusioni. La reale capacità competitiva futura è basata, invece, su
educazione, ricerca e innovazione: tre elementi chiave per il benessere in
questo secolo ", così Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria
per l'Education sull'attuale momento politico. Come nascono le dieci proposte di
Confindustria? Viviamo un momento che,forse, apre una nuova stagione con la
nascita di due grandi partiti che tendenzialmente hanno escluso le ali estreme:
questo può portare a una maggiore convergenza sui problemi del Paese. E ci
auguriamo che accada. Ovviamente non può avvenire senza acquistare maggiore
governabilità. Qual è il segnale più promettente per il dialogo? Nel Paese
comincia a essere ripetuto e riconosciuto che il merito va posto al centro di
tutte le azioni, in ogni campo. Occorre, quindi, creare un linguaggio comune e
avere il coraggio di dialogare senza preconcetti e ideologie. Quali possono
essere altri punti di contatto sulla scuola tra gli schieramenti politici? Ne
vedrei almeno altri tre: più autonomia, più responsabilità, più valutazione. Significa
gestione diretta delle risorse umane ed economiche. Per ogni punto abbiamo
individuato un percorso specifico che si possa realizzare subito ma che sia
anche espressione di un concetto più vasto. Autonomia nel reclutamento e lotta
al precariato sono premesse di fondo? Certo, autonomia nel reclutamento del
personale. Perché la nuova forma di creazione delle graduatorie di precariato
sono le supplenze. Puntiamo a eliminare le liste nazionali. Quali i principali
ostacoli da superare? La scuola ha un milione di dipendenti, richiede grande
determinazione. Oggi elemento di grande freno sono le
corporazioni, la burocrazia
e la super-legiferazione. Qui si giocherà il tema della grande convergenza da
costruire. Il vero fronte comune va realizzato rispetto alle spinte
conservatrici. Nello specifico, quali sono gli sprechi nella scuola? La sfida è
il personale. Meno assunzioni rispetto ai pensionamenti e i docenti
vanno sostituiti premiando i più meritevoli. Poi, mi riferirei al confronto
ItaliaGermania. In Germania ci sono, tra elementari e secondarie 9,3 milioni di
studenti contro 6,8 italiani e gli insegnanti in Germania sono 595mila in
Italia 645mila. Cioè, più insegnanti per meno studenti. Il personale non
docente in Germania arriva a quota 50mila, in Italia a 168mila. Non meno
problematico appare il fronte dell'università. Quali le mosse più importanti e
urgenti? Prima di tutto vanno premiati gli atenei di successo. Con una cifra al
di fuori del negoziato del Ffo (Fondo di finanziamento ordinario, ndr). Auspichiamo
che il Governo possa destinare 350 milioni alle sole università
sottofinanziate. Ed entro tre anni arrivare almeno al 30% del Ffo da
indirizzare al merito. Come sciogliere il nodo del reclutamento? Gli atenei non
possono competere sul piano internazionale con gli attuali sistemi di
reclutamento dei professori. Ogni università meritevole deve poter assumere in
proprio. Quanto costerebbero gli interventi da voi proposti? Come già detto,
per la scuola esistono amplissimi margini per trovare le risorse attraverso
l'eliminazione degli sprechi. L'università, invece, in Italia è oggettivamente
sottofinanziata. Per cui auspichiamo un aumento della spesa ma solo con fondi
aggiuntivi che vanno a premiare i meritevoli. Stiamo parlando di investire 350
milioni di euro rispetto alle cifre gigantesche che si stanno giocando in
termini di riduzioni fiscali. Vicepresidente education. Gianfelice Rocca
EMBLENA.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il caso Dopo le critiche a Berlusconi il quotidiano di Murdoch apre
al leader pd Il Wall Street Journal benedice Walter "Lui si batte per cambiamenti
drastici" DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - A prima vista, a guardare titolo e
foto, neppure l'Unità quando era giornale del Pds dava un'immagine così epica
dei suoi dirigenti. Il Wall Street Journal ha riservato ieri al segretario del
Partito democratico italiano una particolare apertura di credito. Lo ha fatto
in un articolo accompagnato da un'istantanea di Walter Veltroni dal viso
pugnace e dalla mano destra contratta in una postura da dinamico condottiero.
Titolo: "In Italia, un appello a riorganizzare drasticamente le
cose". Segni di interesse in vista delle elezioni di aprile che risaltano,
soprattutto dopo la bocciatura assegnata il giorno precedente dalla stessa
testata a Silvio Berlusconi, definito un "media mogul", gigante dei
mezzi di informazione, che al governo "ha deluso", un "politico
disposto a tutto pur di tornare al potere". Il quotidiano più accreditato
tra gli investitori finanziari di New York, poco attratti
dalla burocrazia italiana e
dai suoi costi, ha voluto mettere al corrente i lettori che Veltroni desidera
farla finita con la necessità di "60 diverse autorizzazioni per aprire
un'autofficina" nel nostro Paese, si prefigge di abbassare il debito
pubblico dal 104% del Prodotto interno lordo del
( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
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( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-03-27 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE All'interno SOPRINTENDENZE & DINTORNI "Cultura,
a Sud non si sa ancora come spendere" "La cultura in Italia è in
piena crisi finanziaria": Carla Bodo, esperta di economia della cultura,
parla di "inefficienza della burocrazia al Sud" e di "Regioni che non vogliono far sapere
quanto spendono". A PAGINA 19 Armiero SUCCIVO Archeologia, lezione per i
bambini delle elementari Nell'ambito della Settimana della cultura a Succivo è
stata organizzata una coferenza per i bambini delle elementari per fargli
scoprire l'archeologia. In 160 hanno ascoltato le parole delle
archeologhe. A PAGINA 9 Faenza.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-03-2008)
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Di
ORNELLA LA CIVITA SULMONA - La burocrazia, quando è inefficiente,
rappresenta oltre un danno, un costo per i cittadini e le imprese. "Quali
sono gli impegni su questo tema dei sei candidati sindaci?". Tutti
concordi sulla necessità di ridurre i tempi di attesa. Michele Lombardo (Pd):
"Un Comune "aperto". È questo che immagino. Rendere più efficiente lo
sportello alle imprese per evitare che le società rimangano impigliate nelle
maglie della burocrazia. Per i cittadini maggiori
risposte anzi, riscontri certi. Basta con il pellegrinare da un ufficio a un
altro. E poi c'è internet. Tutto il lavoro dell'amministrazione e degli uffici
sarà pubblicato sul sito". Fabio Federico (Pdl): "Pretenderò una
amministrazione snella che sia in grado di dare risposte in tempi rapidissimi
che si tratti di imprese o di "semplici" cittadini per questo i
dipendenti comunali saranno a disposizione dei sulmonesi per gran parte della
mattinata. Gli assessori? Saranno nominati non per "grazia ricevuta".
Dovranno raggiungere degli obiettivi in tempi certi. Se non ci riusciranno?
Torneranno a casa". Silverio Gatta (La Sinistra arcobaleno): "Al di
là della trasparenza, occorre ridurre i tempi di attesa rendendo più efficace
lo sportello per le attività produttive e snellendo le procedure per i
cittadini. Ora in Municipio si va per tentativi ed è una situazione non più
tollerabile". Carlo Alicandri Ciufelli (Un'altra Sulmona è possibile):
"Se Sulmona vuole ripartire è sulla macchina amministrativa che occorre
premere l'acceleratore. Come? Valorizzando le professionalità presenti e
individuare dove investire nelle lacune. In questo modo il Comune sarà uno
strumento facilitatore e non più un ostacolo per i cittadini e le
imprese". Emiliano Splendore (La Destra): "È mia intenzione istituire
uno sportello d'ascolto per il cittadino tenendo ben presente che la stanza del
sindaco dovrà essere "senza porte". Nessun city manager. No alle
consulenze a pagamento. Occorre valorizzare le capacità dei dirigenti che ci
sono. In ultimo, ma non ultimo, ridurre le indennità del sindaco quella degli
assessori e dei membri degli enti sovracomunali". Pino Schiavo (Udc):
"Il nostro progetto può essere riassunto in due parole "Comune
Amico". Dove sarà possibile ridurre gli obblighi burocratici dove invece
questo non sarà possibile, i cittadini e le imprese sarnno aiutate con il
disbrigo delle pratiche utilizzando anche il sito internet con la
prefigurazione dei modelli da compilare".
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MAURO EVANGELISTI
Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono
fattori di attrazione nuovi: come un casinò sul litorale. Ecco, la proposta
lanciata ieri dal candidato a sindaco del Pdl, Gianni Alemanno, che è andata a
far sussultare il tavolo del dibattito nella corsa al Campidoglio. Qual è
l'idea del uomo del Popolo della Libertà? "C'è bisogno di integrare il
turismo culturale con il turismo dello svago. Ad esempio a Roma non c'è un
casinò e ci deve essere. Va realizzato sul litorale e a spese dei privati. Il
casinò è un'antica richiesta dell'imprenditoria laziale che da tempo voleva
farlo ad Anzio. È un'iniziativa imprenditoriale che porta risultati economici
dal punto di vista fiscale, in cui lo Stato non mette una lira e invece porta a
dei grossi risultati. Ho proposto anche di fare un fondo di solidarietà per
iniziative sociali e assistenziali a Roma", ha detto al termine
dell'incontro con i rappresentanti della Federalberghi nella sede di Corso
d'Italia. Ed è andato oltre: "Dobbiamo pensare a un parco divertimenti,
come Disneyland a Parigi, ma centrato sulla romanità". Sulla proposta del
casinò sono arrivate molte critiche. "Rischia di portare interessi non
trasparenti", ha detto il candidato del centrosinistra, Francesco Rutelli.
Luciano Ciocchetti (Udc): "Non è certo una priorità". Replica di
Alemanno: "Osservazioni puerili. Il casinò porta interessi poco trasparenti?
Non mi risulta che Venezia, Sanremo o Saint Vincent siano il centro della
criminalità organizzata". Ieri Alemanno ha voluto difendere con forza
l'immagine della Capitale messa spesso alla berlina da un alleato del Pdl, la
Lega: "Il mito di Roma ladrona è falso, Roma dà allo Stato più di quello
che riceve. Uno dei punti essenzili della nostra alleanza è che la Lega la deve
smettere di dire Roma ladrona". Dimenticata Roma ladrona e le invettive
leghiste, Alemanno ha però cercato di mettere in fila una serie di proposte per
rafforzare il settore turistico. Non solo casinò, certo. Secondo il candidato
del Pdl, è importante mantenere la Notte Bianca ("rientra nella politica
degli eventi per promuovere il turismo capitolino") ma con un'altra data:
"Si deve svolgere non a settembre, con l'alta stagione, bensì in un
periodo di bassa stagione per il turismo. Questo rientra nella logica di
programmazione turistica non a spot ma che garantisca un'offerta costante. Il
centrosinistra è ha fatto la Notte Bianca con soldi pubblici sulle spalle dei
cittadini e in alta stagione. È stato uno spot che non è servito per il
turismo". Ancora: il settore del turismo, tanto
importante per Roma deve affrontare due moloch: burocrazia e decoro. "Sono necessarie due precondizioni per rilanciare
il settore turistico a Roma: la lotta alla burocrazia e al degrado. Vogliamo smascherare un'attribuzione delle
precedenti amministrazioni secondo cui il turismo a Roma è cresciuto.
Bisogna precisare che è sì cresciuto ma meno rispetto alle altre capitali
europee. Dobbiamo garantire l'offerta turistica attraverso l'istituzione di un
marchio Roma, che permetta di qualificare le strutture e il servizio offerto.
La vera sfida per Roma è quella di un turismo durante tutto l'anno". E su
Alitalia, Alemanno boccia la virata francese: "La vendita di Alitalia ad
Air France significa la subordinazione dei flussi turistici di Roma a
Parigi".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-03-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-03-27 num: - pag: 19
categoria: REDAZIONALE "Fondi pubblici per la cultura? Il Mezzogiorno non
sa spendere" Carla Bodo dell'associazione "Economia della
cultura": "Poca trasparenza e nessun coordinamento con enti
locali" di MIRELLA ARMIERO "Fondi inutilizzati? A Pompei sono stati
già sottratti trenta milioni di euro di finanziamenti... comunque in proposito
non ho nulla da dichiarare". Taglia corto il sovrintendente Guzzo dopo la
denuncia della Uilbac sui 51 milioni di euro non spesi e fermi nelle casse di
Pompei. Non ha voglia di commentare, specie in un momento delicato come quello
attuale. Siamo infatti alla vigilia delle nomine previste dalla riforma Rutelli
(termine ultimo 31 marzo): è assai probabile l'assegnazione a Guzzo della nuova
sovrintendenza unica di Napoli e Pompei (Maria Luisa Nava potrebbe essere di
partenza per Ostia), pare certa anche la riconferma di Spinosa alla
sovrintendenza del Polo museale, mentre è totale silenzio sulla nuova
sovrintendenza archeologica di Caserta e Benevento, di cui non si conoscono
ancora né competenze né risorse. Il documento della Uilbac diffuso ieri
chiedeva trasparenza nella designazione dei nuovi dirigenti e lamentava la
mancata applicazione del principio di rotazione, denunciando anche lo spreco
dei fondi non spesi. "Uno dei problemi è il mancato coordinamento tra sovrintendenze
e regioni ", spiega Carla Bodo, vice presidente dell'associazione per
l'economia della cultura e autrice per le edizioni Il Mulino di alcuni
documentati rapporti sull'economia della cultura in Italia. Un'esperta del
settore, che lancia l'allarme per "la grossa crisi finanziaria della
cultura in Italia". "Sono molto sconfortata", aggiunge,
"perché ormai nell'agenda nazionale la cultura slitta sempre in
fondo". A proposito di fondi inutilizzati, la studiosa parla di "inefficienza".
In che senso? "I pochi soldi che ci sono vengono spesi male, specie nel
Mezzogiorno. Ricordo un episodio significativo che risale al periodo in cui
Veltroni era ministro per i beni culturali. Allora fu varata una legge per il
restauro dei teatri storici". Una cosa positiva, non è così? "Sì, ma
quando ebbi l'elenco dei teatri restaurati rimasi abbastanza sorpresa. Nella
lista figuravano circa venti teatri del Centro Nord, anche di paesi piccoli, e
solo tre o quattro del Sud. Allora mi informai al ministero e mi dissero che le
domande arrivate dal Mezzogiorno apparivano tutte irricevibili per vizi di
forma o altro. Insomma, la burocrazia meridionale si era dimostrata inefficiente. Un fatto
conconcreto, anche se personalmente lo ritengo inaccettabile. Bisognerebbe in
questi casi creare una riserva per il Sud o fornire assistenza tecnica.
Comunque, in generale, c'è tanto da fare e soprattutto bisogna creare un
sistema e monitorare, conoscere i dati. Su questo piano siamo uno dei
paesi più arretrati d'Europa". A questo proposito Carla Bodo ha scritto un
graffiante articolo sulla rivista dell'associazione, dal titolo "Chi ha
paura di monitorare la spesa pubblica in Italia?". E qui il problema si
sposta agli enti locali. "Le Regioni", prosegue la studiosa,
"non vogliono far sapere quanto spendono per la cultura. Non passa il
criterio della valutazione perché si vanno a toccare interessi troppo forti e
radicati". Eppure nei rapporti del Mulino erano indicate cifre ben
precise. "L'ultimo rapporto è del 2000, dopo più nulla. Nel 2004 ho avuto
un incarico dal ministero proprio per sapere quanto si spendeva al Sud per la
cultura e poi nel resto d'Italia. Abbiamo lavorato su dati Istat, ma ci siamo
accorti che nelle cifre confluivano anche voci di spesa ben diverse, come i
fondi strutturali per la formazione professionale. Così ne abbiamo rilevato
l'inattendibilità e ora non vengono più pubblicati. Il ministero aveva
annunciato un tavolo di lavoro, ma non se ne è fatto più nulla. La verità è che
non importa a nessuno, specie in tempi di risorse in calo. Le entrate dei beni
culturali sono diminuite del 22 per cento in tre-quattro anni. Siamo in piena
crisi". \\ "Fondi inutilizzati? Spesso è colpa di una burocrazia inefficiente soprattutto al Sud".
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-27 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Centrodestra Il leader di An affronta il tema turismo: sì alla
Notte bianca, ma solo in bassa stagione Alemanno: "Un casinò sul litorale"
Il "no" di Rutelli: una scelta sbagliata, se lo può scordare Il
candidato del Pdl: "Turismo da rilanciare, per cominciare la Notte bianca
va spostata nella bassa stagione" "Roma è l'unica grande capitale
europea a poter offrire il mare e questa risorsa deve essere sfruttata
meglio". Come? "Realizzando con fondi privati un casinò sul litorale,
penso a Ostia. Una parte dei proventi potrebbe essere indirizzata a opere di
bene e di solidarietà ". è la proposta lanciata ieri da Gianni Alemanno,
partecipando alla trasmissione Rai "Uno Mattina", e poi ribadita ai
vertici di Federalberghi. Immediate le polemiche. "Proposta agghiacciante,
Roma è città di valori religiosi e culturali", ha commentato Lucetta
Scaraffia, Lista civica per Rutelli. E nel pomeriggio è arrivata la replica
secca di Francesco Rutelli: "Chi ha proposto il casinò, se lo può
scordare. è una proposta sbagliata, un errore che purtroppo rischia di portare
con sé interessi non trasparenti. Chi vuole il casinò si scelga un altro
candidato, perché io non lo farò realizzare ". Polemica chiusa? No, perché
Alemanno ha a sua volta risposto: "Ipotizzare che la nascita di una casinò
attragga interessi poco trasparenti è veramente una puerilità che lascia a
bocca aperta. Non credo che Venezia, Sanremo, Saint Vincent siano diventati il
centro della criminalità organizzata del nostro paese. è invece vero
esattamente il contrario. è il gioco d'azzardo clandestino non certo quello
legalizzato e regolamentato dallo Stato che genera traffici illeciti e Roma è
l'unica capitale europea a non avere un casinò". Inoltre, secondo
l'esponente di An, "il casinò è un'antica richiesta dell'imprenditoria,
c'è un vecchio progetto per Anzio bloccato da anni. è un'iniziativa che porta
grandi risultati economici. Credo che il vedere qualsiasi iniziativa
imprenditoriale come un fatto negativo, è una cosa della sinistra che deve
essere superata". Gianni Alemanno ha scatenato anche altre reazioni
critiche dal centrosinistra, dopo aver parlato di turismo. "Voglio
smascherare un'attribuzione delle precedenti amministrazioni secondo cui il
turismo a Roma è cresciuto. è vero, c'è stato un aumento delle presenze, ma
inferiore rispetto alle altre capitali europee. Dobbiamo garantire l'offerta
turistica attraverso l'istituzione di un Marchio Roma, che permetta di
qualificare le strutture e il servizio offerto. è necessaria inoltre una
politica degli eventi, con lo spostamento della Notte Bianca dall'alta alla
bassa stagione. Così è troppo facile, ma non serve per turismo. La vera sfida
per Roma è quella di portare visitatori durante tutto l'anno". Fra le
proposte, anche la realizzazione di un Parco tematico, sul modello di
EuroDisney a Parigi, "ma incentrato sulla romanità ". E ancora:
"Abbiamo sentito dalla viva voce degli operatori grande disagio e insofferenza
e i dati sui flussi degli ultimi mesi smascherano il bluff. Non c'è questo
grande modello Roma, ma solo dirigismo del Campidoglio. L'esempio è il Parco
della Musica, assegnato senza nessuna gara alla Fondazione presieduta da
Goffredo Bettini con una delibera comunale". Secondo Alemanno bisogna
"portare turismo di qualità, ma per farlo è necessario
sconfiggere degrado e burocrazia. Non è possibile che per esporre delle bandiere sulla facciata
di un hotel siano necessari sette permessi e si debba pagare la tassa
sull'ombra che queste proiettano a terra". "Francamente Gianni
Alemanno fa cadere le braccia: con le sue dichiarazioni poco informate compie
un servizio davvero negativo alla città, presentandosi con un pessimo
biglietto da visita agli imprenditori, agli operatori e a quanti vivono
dell'indotto prodotto a Roma dal grande successo della giunta Veltroni nel
comparto turismo". "Nessuno nega la crescita del turismo. Ma i dati
parlano da soli: è inferiore rispetto alle grandi capitali", la contro-replica
di Alemanno. Paolo Foschi Giovani \\ Serve un Parco a tema sulla romanità
Turismo e polemiche Secondo Alemanno per richiamare i turisti serve una nuova
politica degli eventi.
( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
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Di MARCO GUIDI ERA
il 1993 quando Samuel P. Huntington, professore a Harvard, pubblicò sulla
rivista Foreign Affairs un saggio dal titolo esplosivo: "Scontro tra le
civiltà". Un saggio destinato ad immensa fortuna e trasformatosi poi in
uno dei libri più discussi della nostra epoca. Lì Huntington esaminava
l'esistenza di varie civiltà sul nostro Pianeta e prendeva in considerazione la
possibilità di un loro scontro epocale. Tra le civiltà prese in esame, oltre
ovviamente alla nostra, c'erano quella islamica e quella cinese. Il professore
di Harvard ha trovato tanti critici, molti dei quali si muovevano come se egli
fosse uno che auspicava o addirittura volesse propugnare lo scontro tra le
civiltà. Mentre, invece, più semplicemente, Huntigton si limitava a esaminare,
studiare, sviscerare, rivelare quello che stava per capitarci addosso. Ora che
sulla terra sia in atto un vero e proprio gigantesco scontro tra civiltà o
almeno tra forti parti di esse, non è più negato da nessuno (almeno da nessuno
in buona fede). Ma, forse, va esaminato cosa costituisca una civiltà: la
storia, la cultura (o le culture), l'economia, la stessa geografia di un
territorio costituiscono elementi fondanti di ogni civiltà. Ma, soprattutto,
balza agli occhi, le civiltà sono fondate su una base filosofica e religiosa.
Esiste un Occidente cristiano (o giudaico-cristiano), un Est ortodosso, una
fascia islamica e un'altra parte dell'Asia insieme confuciana, comunista,
burocratica ed erede del grande impero cinese, il più antico e duraturo del
mondo, giunto fino al 1911. Ora proprio in questi giorni due avvenimenti,
apparentemente lontani tra loro, riportano l'attenzione sul conflitto tra le
civiltà. Parliamo della conversione di Magdi Allam e della vicenda del Tibet. A
una prima osservazione i due avvenimenti possono apparire diversi, uno
appartiene alla sfera religiosa, l'altro a quella politica. Ma, se si esaminano
meglio, ecco che le dichiarazioni dello stesso Allam sull'Islam coinvolgono
un'intera serie di mondi e spaziano ben oltre la sfera religiosa. In quanto al
Tibet è noto come la rivolta trovi alimento proprio nella casta religiosa
tibetana, i monaci buddisti. Allam, dopo il battesimo, ha dichiarato tra
l'altro che l'Islam è intrinsecamente portatore di violenza (e quindi di
intolleranza) e il governo cinese ha accusato il Dalai Lama di aver ordito un
complotto. Insomma, da una parte si afferma che un miliardo e mezzo di uomini e
decine di Paesi sono condizionati da una religione di per sé intollerante e
violenta. Dall'altra gli ateo-confuciani cinesi accusano la massima autorità
spirituale tibetana di aver gettato il Tibet nel caos per un complotto teso a
boicottare le Olimpiadi di Pechino. Partiamo dall'Islam, l'affermazione di
Allam (cui ci lega un'antica amicizia) non ci pare giusta. Certo, l'Islam,
religione più giovane (per loro siamo nel 1429) è fede di proselitismo
militante, proprio come lo era il Cristianesimo nel 1429 (esistono tempi
interni alle civiltà e alle religioni). Ma nei secoli ci siamo trovati davanti
a diversi islam, a volte intolleranti, come quello dei Fatimiti in Egitto a
volte tolleranti, come quello degli Omayadi in Spagna o, ancor di più, quello
dell'impero ottomano. Poi, certo, gli ottomani assediarono due volte Vienna
(l'ultima nel 1683). Ma qui bisognerebbe distinguere tra politica, cultura e
religione. Tutte tre intrinsecamente legate, ma non la stesa cosa. Mentre
nell'impero ottomano i cristiani godevano di una loro giurisdizione, i
musulmani d'Europa erano o uccisi, o convertiti a forza, o espulsi. Quindi
battersi per la (ri)nascita di un islam, magari di un euroislam tollerante, e
aperto alla modernità non è una lotta vana. Bensì il solo tentativo che
l'Occidente possa mettere in atto verso i milioni di emigrati di fede islamica
che ormai vivono nelle sue città. Non è una cosa facile, l'Islam come cultura,
come civiltà, molto più che come religione, non ha conosciuto né Machiavelli
(colui che chiarì una volta per sempre la differenza tra politica e religione)
né la Rivoluzione francese. Cardine d'Europa, come il Cristianesimo. Ma ci
troviamo di fronte a problemi più politico-culturali che strettamente
religiosi. Esistono già propaggini islamiche aperte a democrazia, uguaglianza e
libertà (una per tutte il Coreis dell'imam Pallavicini), così come esistono
islamici alieni da tutto questo. Spetta a noi incoraggiarli in questa
evoluzione. Altrimenti, davvero, lo scontro di civiltà si scatenerà
maggiormente. In quanto alla Cina si può dire che il comunismo made in Pechino
sia ormai una nuova riedizione del confucianesimo (un'etica e un modo di
governo più che una fede), esiste un imperatore, che si chiama presidente, un
primo ministro e una classe di mandarini, che un tempo era scelta grazie a
lunghi e difficili esami, oggi è cooptata dal partito (comunista). Esiste una burocrazia, diretta erede di quella imperiale. Ed esiste lo sviluppo
travolgente, cosa non nuova, la Cina dei Manciù (ed è solo un esempio) ne
conobbe uno simile prima di decadere. Va sempre ricordato che la Cina, 400
milioni di abitanti che vivono ormai secondo standard moderni, e 900 ancora
legati a un mondo rurale-feudale, non potrà autosfruttarsi per sempre e
già i primi segni della fine di questo boom si intravedono. Certo, che le due
sfide coinvolgono tutti e lo faranno a lungo. Sta in noi saperle affrontare
senza necessariamente pensare che anche le altre civiltà si debbano evolvere al
nostro stesso modo. Senza chiusure rigide, ma anche senza condiscendenze
suicide. La storia, contrariamente a quello che pensava Fukuyama, è ben lungi
dall'essere finita.
( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi UN SAVOIA OPPURE
NAPOLEONE? STATUE, LA MEMORIA PERDUTA Caro Schiavi, lunedì di Pasquetta era una
splendida giornata. Ho rinunciato alla visita di due mostre a Palazzo Reale,
perché la coda arrivava fino a via Torino. E decido, ahimè, di salire sul
Duomo. Non lo facevo da quando ero bambina, ma l'idea di vedere tutte le
Prealpi e forse il Monte Rosa mi affascinava. Folla pazzesca, comprese le
mendicanti rumene. Mentre faticosamente cerco di scendere senza urtare la massa
in senso opposto, sento una bambina che chiede alla mamma, guardando giù, la
piazza del Duomo, "chi è quella statua lì?" E purtroppo ascolto la
risposta, "mi pare Napoleone". Ho un sussulto e, vincendo la mia naturale
ritrosia, urlo, sì, urlo il nome di Vittorio Emanuele, specificando che nella
nostra, cioè italiana, piazza del Duomo, non può trovarsi la statua di un
imperatore francese. Il mio avvilimento furibondo mi porta a cupissimi
pensieri. Sulla scuola che molto, troppo spesso non insegna; sull'ignoranza
crassa e sulla attuale campagna elettorale, fatta di pensierini sloganistici
talmente ovvi e risentiti ad ogni nuova elezione e ripeto: Ahi stolta Italia di
ignoranza ostello... Daniela De Benedetti Gentile signora, la sua sorpresa è un
gradito sussulto patriottico, ma quello che lei ha sentito rappresenta la
normalità: conosciamo sempre meno Milano e il pressappochismo sta diventando la
regola. La statua del primo re d'Italia in piazza Duomo ha quasi
centrotrent'anni, ma anche Napoleone III ha il suo monumento, più defilato, al
Sempione, dove è effigiato con Vittorio Emanuele nell'ingresso trionfale del
( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa La scommessa
del Pdl "Un casinò sul lido" Gabriele Santoro g.santoro@iltempo.it Un
casinò sul litorale romano, come a Venezia e a Sanremo: è l'asso calato ieri
dal candidato sindaco del Pdl Gianni Alemanno al termine di un incontro con
Federalberghi, in cui l'esponente di An ha anche proposto di spostare la Notte
bianca in bassa stagione, per "garantire un'offerta turistica
costante" e ha ribadito l'intenzione di costruire un parco giochi
"sulla romanità". Tutte idee che intendono "invertire la
tendenza" di un settore "cresciuto meno che in altre capitali":
il bluff da smascherare, sottolinea, è quello di Veltroni e Rutelli, che si
sarebbero attribuiti il merito di aver fatto crescere a dismisura il turismo
capitolino. "C'è bisogno di integrare il turismo culturale con quello
dello svago - ha quindi dichiarato Alemanno - Ad esempio a Roma non c'è un
casinò, e ci dovrebbe essere". Nell'idea del candidato Pdl la struttura
dovrà essere a spese dei privati, destinando parte dei proventi a opere di
solidarietà. Il casinò sul litorale di Roma, ha spiegato Alemanno, è un antico
chiodo fisso di molti imprenditori, che da tempo volevano realizzarlo ad Anzio,
dove in effetti già esiste una magnifica sala da gioco liberty - già location di
"Amarcord" di Fellini e "Polvere di Stelle" di Sordi -
inaugurata nel '24 che però non ha mai visto girare nella sua storia neanche
una fiches, dapprima per un problema di licenze, poi per l'opposizione di Pio
XI. "Chi è contrario a questa iniziativa che porterebbe risultati
economici arricchendo l'offerta della Capitale senza che lo Stato ci metta una
lira - ha risposto Alemanno alle critiche della sinistra - è nemico delle
imprese". E poi, oltre alla valorizzazione del litorale, guerra alla burocrazia grazie a "sportelli unici" per snellire gli iter, ma
soprattutto "creazione di precondizioni come la sicurezza, sul modello di
Giuliani a New York, la lotta al degrado e il miglioramento della
mobilità". Alemanno ha poi rilanciato l'idea del "marchio Roma per
qualificare l'offerta turistica" e la proposta, già anticipata nei
giorni scorsi dal "vicesindaco" Cutrufo, di promuovere "un parco
tematico" stile Eurodisney, "incentrato sulla romanità".
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
TEMPO qualche
settimana e, a Lugo, i titolari di passi carrai potranno parcheggiare davanti
al proprio passaggio. Lo stabilisce il provvedimento approvato dalla giunta
comunale e che stasera approderà in consiglio per l'approvazione definitiva. A
poter usufruire di questa nuova possibilità saranno i residenti in abitazioni
singole, o comunque i 'titolari esclusivi' del passaggio, oltre ai loro
familiari. Il regolamento prevede 'soste brevi', ovvero 'finalizzate ad
operazioni di carico e scarico, o ad altre temporanee attività connesse all'uso
abitativo dell'immobile che comprende il passo carraio'. In sostanza, non sarà
possibile lasciare costantemente l'auto davanti al proprio passo carraio; però
la sosta non sarà regolata da alcun disco orario e di conseguenza starà ai
titolari non approfittarne troppo. In ogni caso, mentre l'auto è in sosta
davanti al passo carraio, il proprietario del veicolo dovrà essere reperibile
nell'abitazione, per rispondere all'eventuale esigenza di spostare l'auto. Per
ottenere il permesso basterà presentare richiesta agli uffici comunali, che
provvederanno a verificare l'esistenza di tutte le condizioni necessarie per
rilasciare l'apposito cartellino dove sarà riportato il numero del passo
carraio. Infatti, il permesso potrà essere rilasciato solo se il passo carraio
si trova in una posizione idonea, in cui l'auto lasciata in sosta non crei
problemi al traffico e al passaggio di pedoni e biciclette. Non potranno quindi
usufruire del permesso titolari di passi carrai posti davanti a marciapiedi o
piste ciclabili, oppure posti su un lato della strada dove ci sia il divieto di
sosta, o in prossimità di incroci. Il regolamento prevede che il permesso venga
rilasciato 'soprattutto per passi carrai posti nel perimetro urbano', ma non si
esclude di poter applicare il provvedimento in altre zone. E' stato calcolato
che a Lugo ci siano circa 200 passi carrai con i requisiti richiesti. "E'
di un provvedimento dettato dal buon senso ? commenta il sindaco Raffaele
Cortesi ? e da una corretta gestione dei rapporti tra amministrazione e
cittadini. Un'iniziativa che va incontro alle esigenze di chi paga il passo
carraio, e che inoltre rientra nella semplificazione della burocrazia,
in quanto richiedere il permesso sarà un'operazione facile e veloce".
Lorenza Montanari - -->.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SONO
ARRIVATE LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA IL CASO SONO
ARRIVATE LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA Il sogno di
Galyna è diventato realtà "Non riesco a credere che siano qui". Da
lunedì a scuola Monica Calamandrei II Il sogno di Galyna di poter riabbracciare
le sue bambine, rimaste in Ucraina a causa di un banale errore burocratico, si è finalmente avverato e ora
nessuno potrà più separare Marionila (undici anni) e Feudosiya (quasi tredici)
dalla loro mamma. Le due piccole, accompagnate dalla madre, sono atterrate
all'aeroporto di Verona ieri mattina verso mezzogiorno: ad attenderle c'era un
pulmino della Croce rossa di Sorbolo, messo a disposizione per questa
particolare occasione dal presidente Graziano Gennari, che, con un piccolo
gesto, ha deciso di partecipare a questa gara di solidarietà. continua... Per
leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo
"sfogliatore" online.
( da "Tirreno, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Casa,
certificato per vendere e affittare Gli impianti devono essere a norma di
sicurezza. Caos sul mercato Da oggi scatta la nuova legge Si complicano
compravendite e rapporti proprietari-inquilini ELISABETTA
ARRIGHI Travolti da un mare di carte e di burocrazia. Vittime i cittadini che da oggi per essere in regola con la
casa dovranno (in molti) aprire il portafoglio con l'entrata in vigore il
decreto 37 emanato dal ministro dello sviluppo economico che stabilisce nuovi
obblighi per i certificati di sicurezza degli impianti. Il fine del
decreto è nobile, in quanto vuole rendere più sicure le nostre case. Ma la sua
applicazione - per ora - ha provocato uno scombussolamento generale di
proprietari, inquilini e tecnici in quanto, per certi versi, apre prospettive
inquietanti. Per vendere casa, da oggi, occorrono infatti numerosi certificati
che devono garantire la sicurezza degli impianti, dal riscaldamento
all'elettricità, dall'ascensore all'antenna tv e altri ancora. Per le vendite,
le parti - se la casa è di vecchia costruzione - possono accordarsi nel caso la
caldaia o l'impianto elettrico siano fuori norma. Ma di sicuro chi compra vorrà
dal venditore uno sconto adeguato sul prezzo. La questione si complica - e
rischia di mettere per strada centinaia di famiglie - nel caso ci si trovi di
fronte a contratti di affitto da registrare. Potrebbe prodursi un effetto
domino per quanto riguarda l'invio, da parte dei proprietari non in regola, di
migliaia di lettere di disdetta, che significano altrettanti sfratti. La
denuncia - su questo fronte - arriva dall'Associazione dei piccoli proprietari
per bocca dell'architetto Sirio Grassi, che è presidente dell'Asppi di Livorno
e provincia. Da parte sua Confedilizia, la confederazione dei piccoli
proprietari, minaccia invece il blocco degli affitti se sul decreto relativo
alla sicurezza degli impianti non verrà data un'urgente interpretazione
normativa o non verrà sospesa l'entrata in vigore. Di sicuro il decreto
( da "Targatocn.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' convocata per
oggi all'albergo ristorante 'Giardino dei Tigli' di Fossano l'annuale assemblea
dei Soci dell'APA di Cuneo che conta ben 2500 allevatori. La relazione sarà
tenuta dal Presidente Roberto Chialva che, come da tradizione, si soffermerà
sui problemi e sulle prospettive del mondo zootecnico provinciale con uno
sguardo alla situazione generale che in questi anni si è evoluta rapidamente in
senso non sempre positivo. Le tensioni di mercato legate in particolare
all'aumento del costo delle materie prime, la ripresa preoccupante delle
importazioni di carne, l'impegno gravoso che gli imprenditore devono affrontare
per gestire la burocrazia, sono
alcuni temi che preoccupano e che verranno trattati dal Presidente Chialva. Nel
momento assembleare verranno inoltre annunciati i progetti e le azioni che
l'A.P.A. intende promuovere. Tra questi, il potenziamento dei servizi dal
laboratorio analisi veterinarie, l'impegno in campo assicurativo ed una
particolare attenzione alla fase di commercializzazione e di valorizzazione
delle produzioni attraverso la realizzazione del progetto 'Italialleva' che
intende rappresentare la fase evolutiva di tutto il Sistema allevatoriale che
riunisce le
( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ha lasciatoun
biglietto col qualesi rammaricaper non averpotuto festeggiarei cinquant'annidi
matrimonioLa donna era morta poche ore primadi un male incurabile Un uomo di 83
anni si è tolto la vita con il gas in via Stoppani. Scoperto dal figlio Perde
la moglie, si uccide per il dolore PESARO - Superata la soglia dell'età del
declino, che ogni coppia desidera vivere serenamente unita, torna a visitarci
il tenero mito di Filemone e Bauci, i due anziani sposi che vollero - e
ottennero - di morire insieme per una grazia chiesta al dio Apollo che avevano
ospitato, naturalmente sotto mentite spoglie. Ma Apollo, purtroppo, appare
sempre meno, e dunque la morte della persona amata è un baratro che si
spalanca. Sopravvivere - per alcuni - diventa un peso insopportabile.
Soprattutto quando l'età si somma alla solitudine repentina. Senza
condivisione, nè appoggio reciproco, nè presenza che possa addolcire
quell'ultimo tratto di strada privo di futuro. Così, purtroppo, è uno strazio
che si può capire quel che è successo l'altra notte in una casa di via
Stoppani, nei pressi della Flaminia. Poche ore dopo aver perduto la moglie,
stroncata da un male incurabile, un uomo di 83 anni non ha retto al dolore e si
è tolto la vita nel garage, infilando il capo in un sacco di plastica collegato
al tubo del gas di un cucinotto. La povera signora era deceduta martedì, e il
figlio, un professionista pesarese, si era occupato di
sbrigare la penosa burocrazia che non risparmia, purtroppo, neppure gli afflitti. Aveva
telefonato al padre, che abita da solo in un appartamento di via Stoppani, per
dargli la triste notizia, e ripromettendosi di andare da lui una volta compiuta
la triste bisogna. Era notte alta quando, con un amico, è arrivato a
casa del genitore. Aveva suonato il campanello, lo aveva chiamato più volte ma
non aveva ottenuto risposta. Insospettito dal prolungato silenzio, aveva fatto
il giro della casa. A un certo punto ha intravisto una lama di luce che filtrava
dalla saracinesca di un garage, rimasto semiaperto. Con il cuore già in
tumulto, forse con un nero presentimento, ha spinto la pesante porta, ed è
entrato. Riverso in terra c'era il padre. Non dava più segni di vita, non
rispondeva ai richiami disperati. La scena, purtroppo, ha spazzato via ogni
dubbio e ogni speranza. L'anziano aveva ancora il capo infilato in un sacchetto
di plastica collegato al tubo del gas di un cucinotto che era sistemato nel
locale. E il gas aveva compiuto la sua opera, l'uomo era già morto. Accanto ai
corpo, il figlio ha scoperto un biglietto scritto in fretta, quasi un accorato
testamento, un ultimo dialogo da padre a figlio. Per dirgli che si dispiaceva
di quanto stava per fare; per manifestargli il dolore e il rimpianto per la
perdita della compagna di una vita che ormai, per lui, non aveva più senso. Non
avrebbe potuto festeggiare i cinquant'anni di matrimonio, e quindi aveva deciso
di seguire sua moglie nell'ultimo viaggio. Non c'è stato altro da fare, per il
figlio colpito da due lutti così definitivi in poche ore, che avvisare i
carabinieri. Le indagini di legge sono state fatte, bisogna dirlo, con pietà e
delicatezza, come il fatto richiedeva. Un dramma nel dramma, che riporta in
primo piano il disagio degli anziani che restano soli negli affetti più
profondi, nonostante siano circondati dall'amore dei figli, tranne rare
eccezioni. Ma questo episodio triste, avvenuto in via Stoppani, rinnova in
qualche modo il mito di Filemone e Bauci, gli anziani sposi che vollero morire insieme.
Anche se oggi non c'è un Apollo ad esaudirli. ENZO POLVERIGIANI,.
( da "Brescia Oggi" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LOGGIA 2008. Il candidato del centrosinistra ha scelto l'assessore alle
attività produttive Del Bono "mette" Meroni in giunta L'ex
vicepresidente Aib: "Occorre puntare su innovazione e formazione. E uno
sportello del buon senso semplificherà la burocrazia" .
( da "Azione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Voucher tra i filari VOUCHER TRA I FILARI Novità in vista per la prossima
vendemmia. Il ministero del Lavoro ha annunciato il via libera alla
sperimentazione dei cosiddetti "voucher vendemmia", nati per
combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e
dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e
pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte
avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove
opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli, senza per
questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo, e garantendo al contempo
ai lavoratori occasionali tutele assicurative e previdenziali, evitando la
piaga del lavoro nero. Il meccanismo prevede che chi è interessato a
partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della
propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice
di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un
blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro
effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,50 euro al netto,
ossia questo va in tasca a chi lavora), comprensivo del costo
dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati
potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei
soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. Al contempo il
sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a
carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale.
Ora lo strumento per essere in regola senza tante burocrazie c'è: resta la
tentazione di far finta di niente, e stabilire una cifra a metà, a vantaggio di
vignaiolo e di vendemmiatore. Ma a svantaggio dello Stato. AT.
( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 27 Mar
2008 Edizione 60 del 27-03-2008 CLASSIFICHE C'è sempre meno rispetto per il
diritto di proprietà privata di Corrado Sforza Fogliani Nella tutela dei
diritti di proprietà, l'Italia è - in ordine decrescente - al 40° posto (in
discesa dal 27° dello scorso anno). Il calcolo lo si ritrova nel Report 2008
pubblicato dalla Property Rights Alliance. Siamo allo stesso livello di
Botswana e di Tunisia, Slovenia, Costa Rica. Siamo l'ultimo dei Paesi
dell'euro, siamo ben distanti dalla media dell'Europa, siamo preceduti da Paesi
non dico come gli Stati Uniti, il Canada e la Svizzera, ma come gli Emirati
Arabi, il Sud Africa, il Qatar, Cipro, la Slovacchia, la Malesia, la Corea del
Sud, l'India, le Mauritius. E' noto, d'altra parte, che l'Indice delle libertà
economiche pubblicato nel 2007 dalla |I|Heritage Foundation|/I| e dal |I|Wall
Street Journal |/I|ci pone al 60° posto, e da 6 anni costantemente più in basso
del livello più alto da noi raggiunto (in 13 anni, dal
( da "Italia Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Roma Corsa
per il Campidoglio - L'esponente del PDL rilancia il ruolo del turismo nel
Lazio Alemmano dichiara 'guerra' alla burocrazia, blocca lo sviluppo di
Roberto D'Onofrio "Guerra senza quartiere alla burocrazia", perché "blocca l'attività imprenditoriale"
imponendo un freno allo sviluppo del turismo, e "creazione di
pre-condizioni quali la sicurezza, la lotta al degrado e il miglioramento della
mobilità" per rendere possibile la crescita turistica della capitale.
Sono questi, secondo il candidato sindaco del Pdl Gianni Alemanno, i fulcri
dell'azione politica necessari per "invertire la tendenza" nel
settore turistico nella capitale. Ne ha parlato al termine dell'incontro con i
rappresentanti della Federalberghi nella sede di Corso d'Italia. Per Alemanno
bisogna innanzitutto "smascherare una presunzione e un'autoattribuzione
delle giunte Rutelli e Veltroni, ossia l'aver permesso la crescita del turismo
a Roma". Operazione primaria per Alemanno perché "Roma è sì cresciuta
negli ultimi anni, ma di certo meno delle altre capitali europee e inoltre
senza aver fatto tutto quello che si poteva fare, soprattutto in termini di
ricadute per la città". Diversi gli spunti proposti da Alemanno, che
nell'incontro con Federalberghi è stato accompagnato dal candidato
vicepresidente della Provincia Francesco Lollobrigida. A partire dalla
creazione di "sportelli unici" per lo snellimento delle procedure burocratiche
e la certezza dei tempi nell'assegnazione dei permessi per lo svolgimento delle
attività di promozione turistica delle strutture del settore. Alemanno rilancia
poi un'idea che faceva parte della sua piattaforma politica nella corsa al
Campidoglio del 2006, ossia il "marchio Roma", un brand in grado di
"qualificare l'offerta turistica capitolina" assegnandone una
"precisa identità". C'è poi la proposta di promuovere a Roma "un
parco tematico" sullo stile di Eurodisney, e che, comunque, sia "incentrato
sulla romanità". Non ultimo, secondo Alemanno, la capitale necessita di
"integrare turismo ed accoglienza". Al candidato sindaco del Pdl,
Federalberghi ha consegnato un documento con le proposte degli albergatori
romani. Tra gli obiettivi proposti, si legge nel documento, la conclusione
della realizzazione delle infrastrutture in tempi brevi, con l costituzione di
organismi di gestione pubblico-privata delle stesse, la promozione di grandi
eventi di richiamo internazionale, la costituzione di collegamenti con i comun
delle città d'arte maggiori, e il controllo del territorio dal punto di vista
della sicurezza e del decoro urbano. A livello provinciale Federalberghi
propone invece il rendere strutturale il rapporto tra Comune e Provincia, lo
sviluppo della viabilità e l'investimento sulla formazione. Nessuno nega che il
turismo sia cresciuto nella Capitale in questi anni. Il problema è che e'
cresciuto percentualmente meno di tutte le altre capitali europee. La sinistra,
invece di fare come Totò che si vende il Colosseo, che è il vero motore della
crescita del turismo a Roma, deve riuscire a capire quali sono le soluzioni per
diversificare l'offerta turistica anche in bassa stagione". Edizione n.
870 del 27/03/2008.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nell'intervento
sulla crisi zootecnica descritta in dettaglio dal presidente della
Confagricoltura Antonio da Porto sul Gazzettino del giorno 11 marzo c.m., si è
fatto un quadro molto realistico e preoccupato della situazione incerta e
precisare degli allevatori nel Veneto.Tra le cause più devastanti della crisi
del latte e della carne va ricordato anche il malaffare ultra ventennale delle
"quote latte" che continua a minacciare la sopravvivenza della
benemerita categoria degli allevatori resistenti ed in lotta continua con una
minacciosa burocrazia sindacale,
amministrativa, regionale e statale che si è dimostrata incapace di risolvere
il grave problema. Chi in questa fase elettorale intende difendere la famiglia
deve necessariamente saper affrontare anche il problema della produzione
(insufficiente) del latte, quale materia prima proveniente da famiglie agricole
numerose costituite da imprenditori e lavoratori impegnati seriamente
nello sviluppo sociale, economico ed ambientale del territorio, dedicandosi a
tempo pieno, domeniche comprese, alla mungitura e alimentazione del
bestiame.Giustamente il presidente degli agricoltori segnala un'altra
impellente problema da risolvere, la "famigerata" Direttiva nitrati,
affidata a personale politico e tecnico regionale che dimostra di non saper
distinguere l'azoto organico contenuto nel "burro nero" (letame
maturo), dall'azoto nitrico non trattenuto dal potere assorbente del terreno,
che unitamente ad altre fonti inquina la falda acquifera e crea depauperamento
dei suoli e odori insopportabili che non si risolvono con gli impianti
fotovoltaici ma con i digestori produttori di biogas.A tutti i consumatori
preme acquistare prodotti locali in quanto di facile ed immediato controllo del
rapporto qualità/prezzo; di conseguenza la filiera corta di prodotti lontani
(agrumi) o i prodotti bio di colture protette tipo pomodoro, zucchine,
lattughe, ecc rappresentano della lodevoli manifestazioni da affidare alle Pro
Loco, mentre gli imprenditori agricoli dovrebbero gestire direttamente almeno
il 20\% del mercato agro-commerciale.I cittadini padovani gradirebbero molto la
diffusione dei centri gestiti direttamente dagli imprenditori agricoli singoli
e associati attualmente esistenti in numero assai ridotto, ma significativo,
come quello realizzato dalla Coop SVAS presso l'Istituto Duca degli Abruzzi in
Brusegana. Per soddisfare le esigenze dei cittadini occorre realizzare almeno
dieci punti vendita completi di tutti gli alimenti esistenti e prodotti in
provincia dalla carne ai salumi, latte e formaggi di tutti i tipi caprini
compresi, orto frutta, vino, olio, pane, pasta, miele ecc, distribuiti in
numero di cinque centri in città di Padova ed altri cinque ubicati in
provincia, con orari di apertura a tempo pieno e ben serviti da parcheggi e da
mezzi di trasporto pubblico.Agli imprenditori agricoli ed alle amministrazioni
comunali spetta l'ardua conquista da realizzare urgentemente nell'interesse
della comunità e per vitalizzare l'agricoltura.Luigi Spolaoreagronomo.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il sostegno a
chi difende la dignità della persona" Domani alle 21 al centro congressi
Papa Luciani, via Forcellini, 170/a incontro organzizato dalla Compagnia delle
Opere e Comunione e Liberazione su "Una politica a servizio della persona
e del bene comune". Introducono: Graziano Debellini, responsabile regionale
di Comunione e Liberazione, Luca Antonini vicepresidente Fondazione per la
Sussidiarietà; intervengono: Maurizio Lupi deputato di Forza Italia e fondatore
dell'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e Paolo Giaretta senatore
del Partito Democratico-L'Ulivo e segretario regionale del Partito Democratico
Veneto. Coordina: Alessandro Stefanello presidente della Compagnia delle Opere
Nordest."Abbiamo voluto organizzare questo incontro - spiega il presidente
CdO Nordest, Alessandro Stefanello - sulla scia di decine di analoghi
appuntamenti in tutta Italia, per proporre un criterio con cui affrontare
l'appuntamento elettorale che non sia dettato solo da sterili polemiche,
inutili contrapposizioni o interessi di bottega. Il documento della Compagnia
delle Opere sulle elezioni che presenteremo in quella occasione pone alcune
questioni molto concrete per lo sviluppo del Paese".Proponiamo in sintesi
il testo che verrà presentato.1. L'emergenza educativa resta la priorità
assoluta del Paese.Essa richiede, nel sistema dell'istruzione e della
formazione professionale, distrutto da statalismo e burocrazia, una rivoluzione verso un'effettiva autonomia scolastica, una
reale parità tra scuole statali e scuole libere, tra istruzione e formazione,
ovvero una parità non solo giuridica, ma anche economica, che consenta la
libertà di scelta da parte delle famiglie e la valorizzazione educativa delle
esperienze popolari che incarnano e trasmettono una visione ideale in ogni
aspetto della vita. Non c'è scuola senza cultura. Anche l'università, la
ricerca e l'alta formazione hanno bisogno di più cultura, oltre che di più
fondi.2. La difesa della dignità dell'uomo.La politica non può pretendere,
attraverso le leggi, di definire l'umano e la sua dignità, pena trasformare una
democrazia in uno Stato etico e totalitario. Al contrario, è chiamata a
rispettare ciò che l'uomo è nella sua natura personale e comunitaria, che viene
evidentemente prima dello Stato. Per questo, la tutela del diritto alla vita,
anche dei più deboli, dal concepimento alla fine naturale, il mantenimento di
una legislazione che impedisca la sperimentazione scientifica contro la dignità
dell'uomo, la difesa, anche economica, della famiglia naturale fondata sul
matrimonio come base della convivenza civile, sono principi non negoziabili e
non solo per i cattolici.3. Riforme istituzionali condivise da ampie
maggioranze.Il rapporto Sussidiarietà e riforme istituzionali della Fondazione
per la Sussidiarietà dimostra chiaramente che gli italiani non sono per
l'antipolitica, ma vogliono riforme frutto di larghe intese tra le forze
politiche; vogliono poter decidere i loro rappresentanti attraverso preferenze
- o, in subordine, attraverso primarie - ed eleggere direttamente il premier;
ambiscono a un federalismo reale e non ridotto; desiderano una rivoluzione nel
campo del welfare, che permetta loro di scegliere liberamente in chiave
sussidiaria le realtà che erogano i servizi migliori (...).4. Il problema della
giustizia.Uno Stato realmente democratico non può non avere a cuore l'esercizio
di un potere giudiziario che garantisca la certezza del diritto e che parimenti
eviti condanne preventive e un uso politico e mediatico delle indagini della
magistratura. I poteri dello Stato (legislativo, esecutivo, giudiziario) non sono
assoluti: appartengono al popolo e quindi alla società, e vanno esercitati
senza dimenticare che sono unicamente in funzione del suo bene.5. No alla
rendita, sì al lavoro.Lo stato dei conti pubblici, l'abnorme livello della
spesa pubblica, le sacche di clientele mostrano la persistenza di una politica
statalista tesa all'autoconservazione e non al servizio di un reale sviluppo.
Gli ottimi risultati in termini di innovazione e di esportazioni di buona parte
del mondo delle imprese italiane mostrano, piuttosto, come la strada dello
sviluppo passi attraverso un supporto a questo vitale mondo produttivo, con
scelte per il rilancio delle infrastrutture, per servizi efficienti pubblici e
privati, per le politiche attive del lavoro, per la creazione di un sistema finanziario
in funzione dello sviluppo, per una riduzione dell'iniquo ed enorme gravame
fiscale che opprime soprattutto le piccole imprese, per una politica del lavoro
che non riduca tutti a vivere con appena il minimo vitale, ma che favorisca una
reale mobilità sociale rendendo la persona che lavora protagonista, per una
tassazione che sui modelli degli altri Paesi europei tenga conto del numero di
componenti il nucleo familiare.Su questi temi prioritari chiediamo alle forze
politiche e ai singoli politici, con cui intendiamo continuare a dialogare, di
non avere timore ad agire insieme per costruire il bene del Paese, secondo il
metodo realizzato esemplarmente in questi anni dall'Intergruppo per la
Sussidiarietà e in Regione Lombardia.Di fronte alla scadenza elettorale,
perciò, sosterremo quelle realtà politiche che non negano in via di principio e
nei fatti la dignità della persona e il primato della società, opponendosi con
chiarezza a ogni forma di statalismo soffocante; sosterremo quelle formazioni
politiche che danno spazio all'esperienza di chi in questi anni ha promosso -
secondo il principio di sussidiarietà - luoghi di libertà per persone,
famiglie, movimenti, associazioni e iniziative economiche e sociali;
sosterremo, tenendo realisticamente conto del sistema elettorale e dei partiti
esistenti, chi può garantire un'effettiva governabilità al Paese, evitando
dispersioni di voti che prolunghino l'attuale stato di confusione politica e
istituzionale.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(N.A.) "Il voto
all'Italia dei valori è un voto all'opportunità concreta di avere un polesano
in Parlamento". Francesco Ennio, candidato n.4 alla Camera nella
circoscrizione Veneto 1, guarda nell'orizzonte nazionale alla coalizione tra
Italia dei Valori e Partito democratico; mentre davanti al quadro locale,
precisa che un voto al Pd è a sostegno di Veltroni e della futura coalizione,
"ma ha poche possibilità di esprimere un candidato polesano". Cioè -
aggiungiamo noi - Gabriele Frigato, che nella composizione della lista per la
Camera del Pd è stato collocato indietro, al n.10. Ennio è stato ieri in Piazza
Vittorio Emanuele II, nel gazebo elettorale allestito nel pomeriggio con i
militanti dell'Italia dei Valori: ha incontrato la gente per promuovere gli 11
punti programmatici del partito e raccogliere le istanze locali. Lavoro, sicurezza, legalità, meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca,
salute, famiglia e diritti delle persone, scuola, ambiente e qualità della vita
sono, in sintesi, i punti di programma. Che secondo Francesco Ennio e Guglielmo
Secondi, candidato n.8 dell'Italia dei Valori nella stessa
circoscrizione dell'ex assessore comunale, va realizzato così in Polesine.
"Nessun modello di sviluppo si regge in piedi senza scuole efficienti e
un'istruzione di eccellenza. E nessun modello di sviluppo - aggiunge Ennio -
può essere realizzato senza avere a base le risorse del territorio, soprattutto
le risorse umane. Penso, quindi, ai giovani polesani che oggi vanno a cercare
lavoro fuori provincia, per trovare l'occupazione adatta all'elevato grado di
istruzione raggiunto". L'economia locale, allora, va collegata alle
risorse universitarie, secondo i candidati dell'Italia dei Valori. E deve
essere sostenuta da uno Stato con "meno sprechi e più servizi, a costi
sostenibili". A Rovigo il gazebo elettorale dell'Italia dei Valori tornerà
sabato in viale Gramsci al mercato.
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-03-2008 14:30 Tra
le nostre battaglie anche l'abolizione delle Province Roma, 27 mar. (Apcom) -
Un settore sviluppato su tutto il territorio nazionale come quello agricolo ha
bisogno di una semplificazione amministrativa. E' l'opinione del leader
dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che, incontrando la Coldiretti a Roma, punto
il dito contro il costo "troppo elevato" della burocrazia e propone di creare lo
'sportello unico' anche nel settore agricolo. "Non possiamo accettare -
sottolinea Casini - che i nostri imprenditori agricoli passino la maggior parte
del loro tempo a stilare e firmare carte. La burocrazia ha un costo e questo costo - dice il leader dell'Udc - da noi è
troppo elevato". Anche per questo, aggiunge, "una delle nostre
battaglie riguarda l'abolizione delle Province. Riteniamo che si debba al più
presto avere, anche in agricoltura, lo sportello unico".
( da "Asca" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Firenze, 27
mar - Un mappamondo in regalo a chi rappresentera' la Toscana nel nuovo
Parlamento. E' quanto annunciato dalla presidente regionale di Confindustria
Antonella Mansi, che intende cosi' sottolineare l'importanza di ''ragionare con
l'atlante in mano e non con lo stradario del proprio collegio''. Ribadendo la
condivisione del 'decalogo' presentato ai politici da Luca Cordero di
Montezemolo, la Mansi ha chiesto un ''impegno preciso'' a coloro che
rappresenteranno la Toscana in Parlamento per portare avanti le infrastrutture
indispensabili allo sviluppo della Regione, un tema, ha ricordato,
''bipartisan''. Le priorita' sono la Tirrenica (per cui ''Sat ha presentato un
progetto a costo zero'') e l'Alta velocita' che ''deve fermarsi a Firenze''.
Oltre a pensare in scala globale, Antonella Mansi chiede ai politici di
guardare la realta' con gli occhi di ''un ventenne che vuole vivere e
realizzarsi in Toscana''. ''Mi sono chiesta - ha spiegato la Mansi, che ha 33
anni - se la Toscana sia una regione per i giovani, se abbia davvero lo sguardo
rivolto al futuro. E vorrei che questa domanda fosse condivisa da chi
rappresentera' a Roma questo territorio''. Un impegno la Mansi lo chiede anche
ai vertici regionali, che devono intervenire per snellire
la burocrazia. ''Sulla
semplificazione - ha spiegato - con la Regione ci siamo dati poco tempo: nel
giro di qualche mese vorremmo avere delle risposte''. La presidente di
Confindustria ha poi sottolineato la necessita' di rendere piu' attrattiva la
Toscana per gli investimenti e di creare maggiore competitivita' e concorrenza,
in un momento in cui ''il rischio di crescita zero e' concreto'' e in cui anche
le aziende ''devono fare di piu'''. La Mansi, rispondendo ai giornalisti, ha
anche auspicato un ''ripensamento'' sulla decisione della Regione di permettere
la costruzione di un solo rigassificatore, pur in presenza di due progetti.
afe/sam/ss (Asca).
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-03-2008 19:11
Presidente Censis commenta ricerca condotta per Confagricoltura Taormina
(Messina), 27 mar. (Apcom) - L'imprenditore agricolo non è più "figlio di
un dio minore" ma merita "una rappresentanza sindacale
specifica". Questo il commento del presidente del Censis, Giuseppe De
Rita, dopo la presentazione, della ricerca realizzata da Censis in
collaborazione con Confagricoltura, nella prima giornata del forum "Il
futuro fertile", a Taormina. "L'impresa agricola è moderna - ha detto
De Rita - diretta dal mercato e rivolta ad esso, con una grande capacità
manageriale. E l'imprenditore agricolo può considerarsi imprenditore a tutti
gli effetti e come tale merita una rappresentanza sindacale specifica".
Quelle aziende agricole italiane che presentano punti di forza avanzati (la
cosiddetta "minoranza trainante", come venne chiamata nel primo forum
di Confagricoltura 2007), si sono trasformate in una "punta della freccia,
ovvero in una rappresentanza d'eccellenza che costituisce un pacchetto di
mischia unitario in agricoltura". A sostenere l'analisi del Censis sul
modo di fare impresa c'è "un atteggiamento vitale ed emergente -
sottolinea De Rita - al punto che per l'87% di queste imprese il 2007, anno
difficile per il comparto agricolo, è stato vissuto come un anno
positivo". Nel corso della prima delle sei sessioni di lavori previste,
sono stati presentati i casi specifici di cinque aziende appartenenti alle 150
del campione: Castello Banfi, Cirio Agricola srl, Campoverde Agricola spa,
Fantolino, Nirp International. "Si tratta di imprese che hanno saputo
adottare strategie vincenti - ha detto il presidente del Censis -, a partire
dalla razionalizzazione dei costi, all'innovazione costante, alla ricerca della
qualità, vero e proprio obiettivo comune di questo pacchetto di mischia di
eccellenza". Il 65% delle imprese agricole leader sul mercato, come ha
ricordato De Rita, punta ad un miglioramento continuo della qualità
(percentuale che sale al 70% per i settori olivicolo e vitivinicolo), ma
diventa un fattore determinante anche la trasformazione della materia prima
agricola. "Il 41% delle aziende trasforma in proprio e, nella fase di
approccio al mercato, il 65% del campione ricorre in modo intenso a consorzi o
reti tra produttori". Lavoro di nicchia e presenza intelligente
all'interno della filiera, sono per De Rita le strategie "vincenti".
Imprese moderne "capaci di instaurare un rapporto proficuo con il settore
terziario - dice De Rita - dalle banche al segmento assicurativo e nonostante
una burocrazia piuttosto pesante
per le imprese, e proiettate sempre di più su una politica di marchio aziendale
(38% degli intervistati) o consortile (24%)". L'analisi del Censis e di
Confagricoltura porta, in conclusione, De Rita a sostenere che "la strada
della modernità è la specificità, vera chiave di volta che ha trasformato le
150 aziende agricole analizzate nel sondaggio in imprese di alta
qualità".
( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
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Politica Sicilia
Lombardo: "Sappiamo amministrare" Critiche alla Sinistra sul tema del
buon governo Trapani, 27 Mar.-In visita a Trapani qualche giorno fà in
occasione della campagna elettorale , il candidato alla Guida della Regione
Sicilia Raffaele Lombardo non ha deluso le aspettative dei circa 500
simpatizzanti convenuti in un noto resorto cittadino alla presenza dei
candidati alle regionali Ruggirello, Culicchia, Bono Parrino. Dopo l'incontro
con il sindaco di Marsala ed il Vicesindaco di Trapani Lombardo si è soffermato
su alcune problematiche: dal porto alla metropolitana di superficie,
dall'autoporto al piano regolatore che deve esere ancora approvato,
dall'industria dei marmi allo smaltimento dei rifiuti, temi
questi che si scontrano con una burocrazia che secondo lui "deve essere snellita" Dopo la breve
lezione di storia spicciola impartita ai giornalisti, con la sciorinata delle
dominazioni che si sono viste sulla nostra terra , Lombardo ha affermato che
" con l'esercizio dell'autonomia torniamo ad esserci noi, siciliani,
questa è una terra che possiede tante potenzialità". Tra i
propositi " sfruttamento dei fondi di agenda 2000, fiscalità speciale,
turismo, sviluppo aereoporti, la Regione deve fare la sua parte.Se l'elettore
mi confermerà la sua fiducia eserciterò fino in fondo questa funzione perchè
credo che la Sicilia sia una terra straordinaria, fatta di provincie
straordinarie, e ricca tanto da tornare ad esserlo, come è stata nel
passato." Sulle accuse di continuità con il Cuffarismo il leader
autonomista risponde in modo incisivo "purtroppo questa ripetizione del
tema, mi delude e denota un vuoto programmatico di idee strettamente connessa
con l'assoluta espereinza amministrativa della concorrenza,io stimo i miei
concorrenti ed in questo caso anche il candidato della Sinistra, credo che non
abbia mai amministrato nulla, non sa come si fanno quadrare i conti, non sa che
quando si progetta qualcosa bisogna avere la copertura finanziaria per
attuarla,e tutto questo viene coperto con la storia della continuità con il
cuffarismo, siete invitati spettatori ed avversari , a verificare di quale
continuità posso essere capace". Lombardo poi ha spaziato sul versante piu
largo del Sud, fautore com'è di quella lega da contrapporre a quella del Nord
di Bossi e Maroni, soffermandosi sulla Campania, vista come una terra
"devastata,disastrata, la camorra ormai entra nelle famiglie e nelle case
delle persone, i morti ammazzati non si contano più, questa è una terra dove
gli imprenditori e le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro straodinario per
combattere la mafia e nelle settimane scorse ne abbiamo visti tanti episodi di
reazione e di coraggio,li ormai c'è lo sfacelo, per non parlare di un disastro
ambientale, che va di pari passo con un rifiuto dei termovalorizzatori che ha
caratterizzato e determinato la situazione campana e che viene ripetuto tale e
quale dal mio concorrente siciliano, se noi vogliamo consegnare la Sicilia al
disastro ambientale e non stare tanto meglio per quanto riguarda la criminalità
vedasi Bassolino in Campania, credo che si debba evitare questo rischio
assicurando una amministrazione di esperienza che uomini della nostra area politica
certamente possono vantare, come abbiamo dimostrato anche in Sicilia sappiamo
come amministrare". Sul tema mafia Lombardo risponde categorico: " la
lotta alla mafia in sicilia ha fatto registrare delle cose straoordinarie, non
sufficienti perche saremo contenti quando sarà debellata, fate una verifica su
quale altro ente pubblico ha fatto quello che ho fatto io in provincia di
Catania, ho istituito un fondo per risarcire le vittime che hanno subito danni
di circa 500.000 euro , la mia ricetta per sconfiggerla è quella di
amministrare bene, faccio si che la magistratura faccia il suo dovere, e certa
politica non utilizzi l'antimafia per raggiungere i suio poco nobili
obiettivi" Tra i primi provvediementi una volta eletto Lombardo dichiara "
ce ne sono tanti da confondersi,affrontare il tema della burocrazia,
realizzare quel decentramento agli enti locali della quale si sono occupati i
legislatori siciliani con la legge 10 del 2000, suano due cose a portata di
mano, non trascurare il piano energetico, avviare presso l'Europa la fiscalità
speciale, mi auguro con la buona volontà dei parlamentari vivendo uno spirito
di svolta, ciascuno di noi porterà una nuova Primavera siciliana". Resta
da vedere come reagirà l'elettore vero giudice della contesa. Alessandro De
Bartolomeo politica@voceditalia.it.
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-03-2008 20:56 E'
malata se crea 27 aziende per i rifiuti,perso contatto società Roma, 27 mar.
(Apcom) - "La politica onnipotente ha fatto molto male alla Sicilia.
Quando la politica fa sì che nella nostra regione ci siano 27 Ato rifiuti, vuol
dire che la politica è malata, che ha perso qualsiasi contatto con la
societa'". Lo ha detto Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della
Regione, intervenendo a Messina ad una manifestazione elettorale. Ha aggiunto
Finocchiaro: "La politica se vuole essere utile alla società siciliana
deve entrare, come diceva Gramsci, in comunicazione sentimentale con i
cittadini. Per questo noi vogliamo ascoltare e abbiamo bisogno degli
imprenditori siciliani, dei professsionisti, delle classi dirigenti diffuse,
dei giovani universitari, delle ragazze della nostra terra. La società siciliana vuole che si premino i migliori, che la
macchina della Regione sia efficiente e trasparente. In questi giorni, quando
parlo di sanità o di burocrazia regionale, qualcuno mi dice di stare attenta, che non conviene
parlare di questi argomenti. Ma per cambiare ci vuole tanto coraggio. E io -
assicura - vado avanti".