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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

DSA, un'agenzia dinamica ed innovativa al servizio delle esigenze del settore medico, con un forte orientamento per quello odontoiatrico ( da "AreaPress" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia inerente viene gestita tramite personale addetto, liberando il Professionista che, in tempi ravvicinati e con garanzia di risultato, può così avvalersi di un servizio eccellente.( ? SELEZIONE DEL PERSONALE che offre la possibilità di selezionare più soggetti qualificati con le caratteristiche richieste dal mandatario,

Pd, il gelo dei giovani ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affrontare tutti i giorni la burocrazia, la mancanza di infrastrutture, il lavoro senza garanzie lo sente più in sintonia". E Veltroni è leader di un partito che interessa agli under 30 per il processo da cui è scaturito ? la contaminazine di culture ? ma sconta il poco tempo per sostanziarlo: "Non dimentichiamo che è il Pd è nato da poco e che ha avuto un accelerazione da pochi mesi"

Nord, istruzioni per l'uso ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e tasse. Si torna sempre lì per spiegare lo scarto tra aspettative e realtà, tra domanda del territorio e risposta della politica, e l'incapacità della classe dirigente di interpretare la trasformazione postfordista della parte più ricca del paese.

Il direttore di Confindustria taglia il nastro di Unimpiego ( da "Gazzetta di Reggio" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione della burocrazia, capacità decisionale in tempi brevi. Ha riconosciuto infine la delicatezza dell'attuale fase congiunturale a livello internazionale specie per l'Italia così lontana dai parametri di Maastricht. "Occorre lavorare - ha concluso - per ridurre il debito pubblico, puntando sulla formazione".

Liberaleidee entra in maggioranza ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lavoro già gravato dai lunghi tempi della burocrazia. Al momento l'unione non determinerà mutamenti nell'organigramma: non ci saranno nuovi assessori e la giunta rimarrà invariata, anche se non si escludono novità future. Sembrano così svanite le differenze programmatiche della campagna elettorale: "Le divisioni sono state superate - spiegano - lavorando assieme nelle commissioni;

Camilleri: teatro, che passione ( da "Alto Adige" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A prima vista è una satira contro la burocrazia e la politica. Ma a una lettura più profonda è una satira contro tutte le prevenzioni che la gente ha nei confronti degli altri". Ancora una volta usa la sua particolare lingua. "Che in parte invento, mescolando dialetti e parlate, termini marinari o contadini o della piccola borghesia.

"La mia vita divisa fra arte e messale" ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Quando ho deciso di farmi prete avevo davanti a me la figura di un sacerdote felice. Anch'io voglio esserlo. Vedere parroci a occuparsi solo di burocrazia e di sacramenti allontana i giovani. La messa non è solo quella che si fa in chiesa, ma è quella che continua nella vita".

I " partiti del fare" al test di credibilità ( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con danno delle relative burocrazie? 2) In Italia non si fa perchè ci sono troppe magistrature. Chi vuole e sa mettere i Tar in condizioni di non nuocere? 3) In Italia non si fa perchè tirarla in lungo è un ramo d'impresa con i suoi addetti e specialisti. Chi metterà fuori mercato questo tipo di impresa e le relative clientele?

Il dirigismo liberalizzatore non funziona. E fa danni ( da "Italia Oggi" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lo stesso Catricalà evidenzia il problema della burocrazia, che complica la vita delle imprese e ingessa il paese, e auspica la riduzione degli uffici. Quali i rimedi? L'apertura di un ufficio, sotto il controllo del governo, in grado di valutare l'impatto delle misure di liberalizzazione, una moral suasion nei confronti dei professionisti, cominciando dagli avvocati.

Pace tra aziende e Poste ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla viabilità ai problemi legati alla burocrazia, dai disservizi degli enti pubblici alle esigenze quotidiane delle imprese. I disservizi delle Poste sono stati uno fra i trampolini di lancio del forum e attualmente sono il banco di prova della nuova associazione: l'iniziale protesta isolata dell'Associazione artigiani ebbe infatti subito riscontro anche nelle altre categorie,

Per la salute e contro ciò che non va ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e le tasse che vessano i cittadini". È di pochi giorni fa la polemica innescata all'interno della coalizione di centrodestra, riguardo al simbolo dei Liberaldemocratici, che riportava il nome di Berlusconi; Garatti ha voluto chiarire la posizione: "Il simbolo è stato notificato agli alleati dieci giorni prima della presentazione delle liste e nessuno all'

La rivoluzione copernicana di Walter ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inoltre Veltroni intende affrontare problemi annosi quali la burocrazia e l'eccessiva tassazione. (...) Berlusconi ha deriso la lotta all'evasione condotta dal governo Prodi dicendo che in realtà si è trattato di una forma mascherata di aumento delle tasse. Veltroni dice che Berlusconi piace a molti italiani che apprezzano "l'idea che si possa vivere senza regole".

Il lombardismo è peggiore del cuffarismo ( da "Unita, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma sconta da tempo l'assenza dello Stato, con l'eccezione dei magistrati e di un'ottusa burocrazia "Il lombardismo è peggiore del cuffarismo" di Marzio Tristano/ Palermo "Il codice linguistico utilizzato dalla Finocchiaro e da Francantonio Genovese in questa campagna elettorale è diverso da quello cui eravamo stati finora abituati.

Per alghero un turismo nuovo al di fuori delle beghe politiche ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che operano in regimi di fiscalità e burocrazia assolutamente ottimali per incubare e sviluppare le imprese di settore. E' inutile, oltre che fuorviante, interrogarci sulla capacità che la classe dirigente di altri territori (vedi La Maddalena) ha dimostrato sul campo. Gli amministratori della Maddalena, infatti, hanno saputo ottenere quell'attenzione speciale,

I " partiti del fare" al test di credibilità - mino fuccillo ( da "Centro, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con danno delle relative burocrazie? 2) In Italia non si fa perchè ci sono troppe magistrature. Chi vuole e sa mettere i Tar in condizioni di non nuocere? 3) In Italia non si fa perchè tirarla in lungo è un ramo d'impresa con i suoi addetti e specialisti. Chi metterà fuori mercato questo tipo di impresa e le relative clientele?

Scambi d'accuse per una delibera lenta ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Normale burocrazia" Scambi d'accuse per una delibera lenta SAONARA. Una delibera di giunta datata 30 gennaio 2008 e contenente alcune variazioni al Piano urbanistico particolareggiato di Saonara è l'argomento della nuova polemica a distanza tra l'ex consigliere comunale del Pd Paolo Paolucci e Andrea Buso, sindaco uscente e candidato del centrodestra.

Lo sviluppo di trieste ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: opera di media la burocrazia e l'incapacità diffusa si portano via lo spazio di una generazione. L'importante, però, per chi governa con responsabilità è riuscire a rompere questo freno e portare a termine i progetti, perché alla resa dei conti nel lavoro, come nella vita, i fatti - fino a prova contraria - contano molto più delle parole.

Abs, impianto ecologico bloccato dalla burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impianto ecologico bloccato dalla burocrazia Il nuovo stabilimento non può aprire, da quasi un anno attende l'autorizzazione della Provincia Il capannone è distante dalle abitazioni di GIACOMINA PELLIZZARI POZZUOLO. All'Abs il nuovo impianto di ossitaglio è pronto da mesi, ma non può operare perché manca l'autorizzazione della Provincia.

Stiamo mettendo a norma le scuole ( da "Nuova Ferrara, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questione di carte e burocrazia, mancante dal momento della costruzione della scuola, ma non solo. I soldi per adeguare le scuole alle nuove normative "si sono ridotte a piccoli rivoli del tutto inadeguati, sia nei 5 anni del governo Berlusconi che nei 2 anni del governo Prodi" aggiunge Bellini.

MONZA-BRIANZA, PONZONI: VOGLIAMO PROVINCIA LEGGERA ( da "marketpress.info" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in cui i costi della politica e della burocrazia sono al centro del dibattito politico; cerchiamo perciò di costruirla più leggera possibile, a misura di cittadino, non semplicemente con un passaggio di competenze da Milano. C'è bisogno, ad esempio, di una nuova sede della prefettura, visto che una sede di rappresentanza esiste già?

Conversazione sulla <questione settentrionale> ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: all'Austria - della burocrazia più snella e della velocità decisionale". Per Illy è necessario che la politica dia risposte, e anche in fretta per evitare, come ha scritto nel suo libro, che l'Italia perda il Nord. E che lo perda la sinistra: "La politica nel suo complesso si è mostrata indifferente.

A DELHI ALTAGAMMA COMPIE UN ALTRO PASSO PER LO SVILUPPO DEL SETTORE LUXURY IN INDIA ( da "marketpress.info" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Senza riduzione delle barriere tariffarie - e non tariffarie, come l'eccessiva burocrazia e le lungaggini doganali ? i prodotti delle nostre imprese continueranno a costare al consumatore indiano quasi il doppio che nel resto dell'Asia, cosicché questi stessi acquirenti continueranno ad andare a Hong Kong o a Dubai per comprarli".

Un altro intoppo sulla direttissima del goceano ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che non conosce la reale complessità della burocrazia in fatto di opere pubbliche - sostengono Calaresu e Pala - spesso l'operato di alcuni enti appare caratterizzato da immobilismo. E' allora opportuno evidenziare come tutti i lavori che comportino la realizzazione di nuovi tratti stradali, abbiano, ovunque in Italia, un iter abbastanza lungo.

Via longarone, ancora proteste per le buche ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma tra burocrazia, cavilli ed espropri via Longarone, a Cussignacco, è ancora quasi completamente senza asfalto e per più di metà strada, senza illuminazione pubblica. E così, arriva una nuova protesta dei residenti, soprattutto dopo le giornate di pioggia di questi giorni.

Ufficio dell'acli per aiutare a districarsi nella burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Grosseto Ufficio dell'Acli per aiutare a districarsi nella burocrazia ORBETELLO. L'Acli viene incontro ai cittadini in difficoltà di tutta la provincia, quelli che non possono permettersi di sostenere le parcelle dei professionisti per gli adempimenti che devono essere necessariamenti svolti con precise scadenze.

Pochi vigili, traffico senza controlli a ronchi ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incredibile e sembra proprio essere figlia della classica ed imperante burocrazia all'italiana. Da un mese a questa parte, infatti, la persona dell'ufficio personale che dovrebbe occuparsi della formalizzazione della pratica è assente per malattia e nessun altro sembra essere in grado di occuparsi di quella che sembra essere una questione di stato.

Sbagliato parlare solo di temi fiscali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oggi elemento di grande freno sono le corporazioni, la burocrazia e la super-legiferazione. Qui si giocherà il tema della grande convergenza da costruire. Il vero fronte comune va realizzato rispetto alle spinte conservatrici. Nello specifico, quali sono gli sprechi nella scuola? La sfida è il personale.

Il Wall Street Journal benedice Walter <Lui si batte per cambiamenti drastici> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poco attratti dalla burocrazia italiana e dai suoi costi, ha voluto mettere al corrente i lettori che Veltroni desidera farla finita con la necessità di "60 diverse autorizzazioni per aprire un'autofficina" nel nostro Paese, si prefigge di abbassare il debito pubblico dal 104% del Prodotto interno lordo del 2007 a meno del 90% entro il 2013,

Le trame ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, sono arrivati all'aeroporto senza trovare nessuno che li aspettasse. E allora cercano di cavarsela da soli. La volpe e la bambina disegni animati di Luc Jacquet [Francia 07] Affascinante docu fiction nel mondo animale, racconta la storia d'amicizia fra una bimba e una volpe.

<Cultura, a Sud non si sa ancora come spendere> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inefficienza della burocrazia al Sud" e di "Regioni che non vogliono far sapere quanto spendono". A PAGINA 19 Armiero SUCCIVO Archeologia, lezione per i bambini delle elementari Nell'ambito della Settimana della cultura a Succivo è stata organizzata una coferenza per i bambini delle elementari per fargli scoprire l'archeologia.

SULMONA - La burocrazia, quando è inefficiente, rappresenta oltre un danno, un costo per i citt ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di ORNELLA LA CIVITA SULMONA - La burocrazia, quando è inefficiente, rappresenta oltre un danno, un costo per i cittadini e le imprese. "Quali sono gli impegni su questo tema dei sei candidati sindaci?". Tutti concordi sulla necessità di ridurre i tempi di attesa. Michele Lombardo (Pd): "Un Comune "aperto".

Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono fattori di attra ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tanto importante per Roma deve affrontare due moloch: burocrazia e decoro. "Sono necessarie due precondizioni per rilanciare il settore turistico a Roma: la lotta alla burocrazia e al degrado. Vogliamo smascherare un'attribuzione delle precedenti amministrazioni secondo cui il turismo a Roma è cresciuto.

<Fondi pubblici per la cultura?\n Il Mezzogiorno non sa spendere> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia meridionale si era dimostrata inefficiente. Un fatto conconcreto, anche se personalmente lo ritengo inaccettabile. Bisognerebbe in questi casi creare una riserva per il Sud o fornire assistenza tecnica. Comunque, in generale, c'è tanto da fare e soprattutto bisogna creare un sistema e monitorare,

Alemanno: <Un casinò sul litorale> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma per farlo è necessario sconfiggere degrado e burocrazia. Non è possibile che per esporre delle bandiere sulla facciata di un hotel siano necessari sette permessi e si debba pagare la tassa sull'ombra che queste proiettano a terra". "Francamente Gianni Alemanno fa cadere le braccia: con le sue dichiarazioni poco informate compie un servizio davvero negativo alla città,

ERA il 1993 quando Samuel P. Huntington, professore a Harvard, pubblicò sulla rivista < ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Esiste una burocrazia, diretta erede di quella imperiale. Ed esiste lo sviluppo travolgente, cosa non nuova, la Cina dei Manciù (ed è solo un esempio) ne conobbe uno simile prima di decadere. Va sempre ricordato che la Cina, 400 milioni di abitanti che vivono ormai secondo standard moderni, e 900 ancora legati a un mondo rurale-feudale,

UN SAVOIA OPPURE NAPOLEONE? STATUE, LA MEMORIA PERDUTA ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con burocrazie e cavilli incredibili, fonte di discussioni e perdite di tempo con tutti i soggetti coinvolti, dai farmacisti ai centri convenzionati agli stessi pazienti che non sono più tanto tolleranti come un tempo. Infatti gli assistiti sono abituati ad accedere agli studi anche per futili motivi a volte con l'arroganza a cui tutto è dovuto.

La scommessa del Pdl Un casinò sul lido ( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: guerra alla burocrazia grazie a "sportelli unici" per snellire gli iter, ma soprattutto "creazione di precondizioni come la sicurezza, sul modello di Giuliani a New York, la lotta al degrado e il miglioramento della mobilità". Alemanno ha poi rilanciato l'idea del "marchio Roma per qualificare l'offerta turistica" e la proposta,

'Recuperati' 200 posti auto Con la possibilità di 'sosta breve' davanti ai passi carrai ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e da una corretta gestione dei rapporti tra amministrazione e cittadini. Un'iniziativa che va incontro alle esigenze di chi paga il passo carraio, e che inoltre rientra nella semplificazione della burocrazia, in quanto richiedere il permesso sarà un'operazione facile e veloce". Lorenza Montanari - -->.

Il sogno di Galyna è diventato realtà ( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SONO ARRIVATE LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA IL CASO SONO ARRIVATE LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA Il sogno di Galyna è diventato realtà "Non riesco a credere che siano qui". Da lunedì a scuola Monica Calamandrei II Il sogno di Galyna di poter riabbracciare le sue bambine, rimaste in Ucraina a causa di un banale errore burocratico,

Casa, certificato per vendere e affittare - elisabetta arrighi ( da "Tirreno, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inquilini ELISABETTA ARRIGHI Travolti da un mare di carte e di burocrazia. Vittime i cittadini che da oggi per essere in regola con la casa dovranno (in molti) aprire il portafoglio con l'entrata in vigore il decreto 37 emanato dal ministro dello sviluppo economico che stabilisce nuovi obblighi per i certificati di sicurezza degli impianti.

Fossano: APA, si riunisce oggi l'assemblea annuale dei soci ( da "Targatocn.it" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, sono alcuni temi che preoccupano e che verranno trattati dal Presidente Chialva. Nel momento assembleare verranno inoltre annunciati i progetti e le azioni che l'A.P.A. intende promuovere. Tra questi, il potenziamento dei servizi dal laboratorio analisi veterinarie, l'impegno in campo assicurativo ed una particolare attenzione alla fase di commercializzazione e di valorizzazione

Perde la moglie, si uccide per il dolore ( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un professionista pesarese, si era occupato di sbrigare la penosa burocrazia che non risparmia, purtroppo, neppure gli afflitti. Aveva telefonato al padre, che abita da solo in un appartamento di via Stoppani, per dargli la triste notizia, e ripromettendosi di andare da lui una volta compiuta la triste bisogna.

Del Bono <mette> Meroni in giunta ( da "Brescia Oggi" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il candidato del centrosinistra ha scelto l'assessore alle attività produttive Del Bono "mette" Meroni in giunta L'ex vicepresidente Aib: "Occorre puntare su innovazione e formazione. E uno sportello del buon senso semplificherà la burocrazia"  .

VOUCHER TRA I FILARI ( da "Azione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli,

C'è sempre meno rispetto per il diritto di proprietà privata ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La sola burocrazia ci costa 1 punto di Pil, e uno studioso come Antonio Martino ha calcolato che nel 2007 (per la prima volta, dopo 10 anni) la spesa pubblica è tornata a superare il 50% del Pil. Charles Adams (non l'antico presidente degli Stati Uniti, ma l'avvocato fiscalista di New York autore del più grosso studio che sia mai stato pubblicato sull'

Alemmano dichiara 'guerra' alla burocrazia, blocca lo sviluppo ( da "Italia Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia, blocca lo sviluppo di Roberto D'Onofrio "Guerra senza quartiere alla burocrazia", perché "blocca l'attività imprenditoriale" imponendo un freno allo sviluppo del turismo, e "creazione di pre-condizioni quali la sicurezza, la lotta al degrado e il miglioramento della mobilità" per rendere possibile la crescita turistica della capitale.

INCENTIVARE LA ZOOTECNIA ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sindacale, amministrativa, regionale e statale che si è dimostrata incapace di risolvere il grave problema. Chi in questa fase elettorale intende difendere la famiglia deve necessariamente saper affrontare anche il problema della produzione (insufficiente) del latte, quale materia prima proveniente da famiglie agricole numerose costituite da imprenditori e lavoratori impegnati

<Il sostegno a chi difende la dignità della persona> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, una rivoluzione verso un'effettiva autonomia scolastica, una reale parità tra scuole statali e scuole libere, tra istruzione e formazione, ovvero una parità non solo giuridica, ma anche economica, che consenta la libertà di scelta da parte delle famiglie e la valorizzazione educativa delle esperienze popolari che incarnano e trasmettono una visione ideale in ogni aspetto

ITALIA DEI VALORI ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lavoro, sicurezza, legalità, meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca, salute, famiglia e diritti delle persone, scuola, ambiente e qualità della vita sono, in sintesi, i punti di programma. Che secondo Francesco Ennio e Guglielmo Secondi, candidato n.

AGRICOLTURA/ CASINI: MENO BUROCRAZIA,SERVE SUBITO SPORTELLO UNICO ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia e propone di creare lo 'sportello unico' anche nel settore agricolo. "Non possiamo accettare - sottolinea Casini - che i nostri imprenditori agricoli passino la maggior parte del loro tempo a stilare e firmare carte. La burocrazia ha un costo e questo costo - dice il leader dell'Udc - da noi è troppo elevato".

CONFINDUSTRIA: PRESIDENTE TOSCANA, A ELETTI REGALERO' UN MAPPAMONDO ( da "Asca" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che devono intervenire per snellire la burocrazia. ''Sulla semplificazione - ha spiegato - con la Regione ci siamo dati poco tempo: nel giro di qualche mese vorremmo avere delle risposte''. La presidente di Confindustria ha poi sottolineato la necessita' di rendere piu' attrattiva la Toscana per gli investimenti e di creare maggiore competitivita' e concorrenza,

AGRICOLTURA/ DE RITA: A IMPRENDITORI UNA RAPPRESENTANZA SPECIFICA ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia piuttosto pesante per le imprese, e proiettate sempre di più su una politica di marchio aziendale (38% degli intervistati) o consortile (24%)". L'analisi del Censis e di Confagricoltura porta, in conclusione, De Rita a sostenere che "la strada della modernità è la specificità, vera chiave di volta che ha trasformato le 150 aziende agricole analizzate nel sondaggio in imprese

Lombardo 'Sappiamo amministrare' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: temi questi che si scontrano con una burocrazia che secondo lui "deve essere snellita" Dopo la breve lezione di storia spicciola impartita ai giornalisti, con la sciorinata delle dominazioni che si sono viste sulla nostra terra , Lombardo ha affermato che " con l'esercizio dell'autonomia torniamo ad esserci noi, siciliani, questa è una terra che possiede tante potenzialità"

SICILIA/ FINOCCHIARO: POLITICA ONNIPOTENTE HA FATTO MOLTO MALE ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La società siciliana vuole che si premino i migliori, che la macchina della Regione sia efficiente e trasparente. In questi giorni, quando parlo di sanità o di burocrazia regionale, qualcuno mi dice di stare attenta, che non conviene parlare di questi argomenti. Ma per cambiare ci vuole tanto coraggio. E io - assicura - vado avanti".


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DSA, un'agenzia dinamica ed innovativa al servizio delle esigenze del settore medico, con un forte orientamento per quello odontoiatrico (sezione: Burocrazia)

( da "AreaPress" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pubblicato il 27/03/2008 - Lingua: ITALIANO A cura di: Francesca Papetti - Tratto da: AreaPRESS DSA, un'agenzia dinamica ed innovativa al servizio delle esigenze del settore medico, con un forte orientamento per quello odontoiatrico Dental Service Agency, agenzia specializzata in servizi per il settore medicale, in particolare quello odontoiatrico, si presenta oggi con una struttura fortemente innovativa e dinamica che fonda le sue basi nella decennale esperienza sul campo dei suoi collaboratori. Dental Service Agency, agenzia specializzata in servizi per il settore medicale, in particolare quello odontoiatrico, si presenta oggi con una struttura fortemente innovativa e dinamica che fonda le sue basi nella decennale esperienza sul campo dei suoi collaboratori. Nata nel 1988 ad opera del Signor Gaetano Girardi, grande esperto delle problematiche relative alle strutture mediche, oggi Dental Service Agency viene seguita in prima persona da Susanna Genazzano, che continua l'attività aggiornandosi e studiando rinnovamenti che offrano soluzioni rapide ed efficaci. Infatti, grazie alla sua precedente esperienza lavorativa che l'ha portata ad essere a contatto diretto con tutte le problematiche del settore, la Sig.ra Genazzano è in grado di fornire un servizio professionale, costruito ad hoc in base alle esigenze del cliente. Inoltre, DSA si avvale di uno staff di partner altamente qualificato e operativo nell'ambito Sanitario, con una visione quindi oggettiva e concreta di tutto ciò che riguarda il settore. DSA organizza congressi relativi alle problematiche e alle innovazioni legislative rivolte al settore odontoiatrico; la gamma di temi trattati è molto ampia e attuale, e deriva dai dubbi e dalle richieste che gli stessi medici pongono alla Sig.ra Genazzano. Si spazia dalle innovazioni introdotte dalla Legge Bersani alla gestione dello studio odontoiatrico, per arrivare a come trarre vantaggio dalle nuove normative, argomento che verrà approfondito durante il prossimo convegno del 18 aprile. Nella figura della Sig.ra Genazzano, DSA viene descritta dagli operatori del settore odontoiatrico come "un punto di riferimento per tutte quelle che sono le sfacettature del nostro lavoro, - commenta il Dott. Imeneo - a partire da consigli sul semplice rapporto con i pazienti e fornitori, fino ad arrivare all'assistenza per pratiche burocratiche ed amministrative più complesse". "Ad oggi si riscontra nella struttura un'impronta di serietà e competenza nuova che deriva dalla grande esperienza che la Sig.ra Genazzano ha in prima persona, avendo gestito in passato strutture sanitarie" ? commenta il titolare della ADC Polimedica di Milano. "Il valore aggiunto di DSA consiste nell'assoluta professionalità e affidabilità della Sig.ra Genazzano, che supporta il lavoro di noi odontoiatri grazie anche ad uno staff di professionisti qualificati" ?dice il Dott. Bovini. "Nella Sig.ra Genazzano ho riscontrato una competenza, sia a livello pratico che tecnico, ed una disponibilità molto rare, difficili da trovare al giorno d'oggi" ? conclude il Dott. Azzoni. DSA opera sul campo offrendo una gamma di servizi che riguardano tutte le fasi di ricerca, compravendita, allestimento e avviamento di uno studio odontoiatrico. Eccoli in dettaglio: ? ASSISTENZA, per ciò che riguarda la ristrutturazione aziendale e organizzativa di strutture esistenti, la programmazione organizzativa di inizio attività, la risoluzione di problematiche burocratiche, amministrative e legali. Inoltre, in partnership con le migliori aziende del settore, la Sig.ra Genazzano ottimizza e gestisce la realizzazione di uno studio, e suggerisce logisticamente ciò che è più vantaggioso. ? VALUTAZIONI, che vengono effettuate grazie ad una raccolta di dati relativi alle attrezzature, impiantistica, arredi, fatturato, logistica ecc., che successivamente vengono elaborati formulando un valore reale della struttura. ? L'ASSISTENZA ALLA VENDITA, fase che richiede esperienza e schemi sperimentati e testati da oltre vent'anni, viene svolta tramite la promozione, informazione, il sopralluogo e la proposta d'acquisto. DSA porta il cliente a concludere in modo rapido la trattativa, fungendo anche da arbitro in situazioni poco chiare ed equivoche. ? ALLESTIMENTI in partnership con le migliori aziende del settore, che consentono a DSA di fornire un'assistenza che va dal progetto iniziale alla fornitura vera e propria di attrezzature e arredi, con sconti particolari e usati garantiti. ? AUTORIZZAZIONI nelle pratiche di volture, per cambio di titolarità, permessi comunali, accreditamenti, istanze e adeguamenti, vengono svolte in associazione con professionisti esperti.(Inoltre, grazie alla supervisione di DSA, la burocrazia inerente viene gestita tramite personale addetto, liberando il Professionista che, in tempi ravvicinati e con garanzia di risultato, può così avvalersi di un servizio eccellente.( ? SELEZIONE DEL PERSONALE che offre la possibilità di selezionare più soggetti qualificati con le caratteristiche richieste dal mandatario, sollevandolo da una ricerca impegnativa e tutelandolo dalla riservatezza durante l'incontro conoscitivo.( Per quanto riguarda la COMPRAVENDITA DI STUDI, la mission dell'azienda è ricercare la persona ideale al subentro nella massima discrezione.(Per questo, l'individuazione della tipologia idonea viene supportata da una ricerca logistica mirata. La trattativa viene effettuata valutando l'aspetto del profilo e delle esperienze lavorative necessarie all'inserimento della nuova figura sostitutiva. Come figura sopra le parti, DSA supporta l'acquirente nella scelta dell'attività, effettuando una ricerca mirata per zona e peculiarità, finalizzata all'individuazione della soluzione ottimale.((Inoltre, le pratiche di voltura, il controllo delle autorizzazioni, le verifiche e le opzioni vessatorie, garantiscono ad acquirente e venditore la massima trasparenza. In base a studi effettuati, risulta che ad oggi non ci sono state contestazioni relative alla buona riuscita delle trattative portate a termine da DSA, grazie alla trasparenza, correttezza e chiarezza con cui opera l'agenzia. Per il pubblico: Dental Service Agency Sig.ra Susanna Genazzano via A. Pozzi, 6 20149 Milano Tel.: 02-58113951/48955337 Fax: 02-89400949 info@dentalserviceagency.it www.dentalserviceagency.it Per la stampa: Raima Communication Francesca Papetti Via Magolfa, 15 20143 Milano Tel. 02-58120752 Fax 02-89415783 f.papetti@raimacommunication.com www.raimacommunication.com.

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Pd, il gelo dei giovani (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL VOTO DEGLI UNDER 30 Secondo Ipsos dieci punti di distacco fra i due partiti maggiori Pd, il gelo dei giovani FABRIZIA BAGOZZI I Colaninno e le Marianne non convincono il "giovane invisibile". Soprattutto non convincono il giovane maschio che lavora e che guarda a Berlusconi. I dati che emergono dalle rilevazioni Ipsos dicono che al momento il distacco fra Pdl e Pd nelle intenzioni di voto dei giovani fra i 18 e i 30 anni è di circa 10 punti, con le ragazze che spingono al quasi pareggio (2 per cento) e invece i ragazzi, soprattutto quelli che sono già inseriti nel mercato del lavoro, che collocano il Pdl a 17 punti di vantaggio dal Pd. Come spiega Luca Comodo, direttore del dipartimento politico sociale dell'Ipsos, la campagna elettorale di Veltroni ha fatto breccia fra le giovani donne: "Si riscontra un forte miglioramento dell'appeal nell'area femminile in generale che diventa netto fra le giovanissime". Ma non sfonda fra i maschi meno attenti ai valori e più alle questioni concrete: lavoro, sviluppo competizione, merito, benessere. Temi divenuti determinanti anche per il voto del mondo giovanile. Dopo alcune tornate elettorali i giovani tornano a puntare con decisione verso destra. Anche se nel 2001 il distacco, anche allora a vantaggio della Cdl, era comunque di circa 6 punti e nel 2006 furono più Rnp e Prc che l'Ulivo a fare la differenza nel successo dell'Unione alla camera. Fra i ragazzi la svolta veltroniana ha meno presa. Anche se Nando Pagnoncelli invita a vedere le cose in modo più complessivo: "Se escludiamo il 2006, dal '94 in poi i giovani hanno sempre votato un po' più a destra". E del resto, "in questi ultimi anni, compresi quelli del governo Berlusconi, si è verificato un processo di impoverimento e una crisi di fiducia che ha coinvolto tutto l'elettorato, inclusi i giovani che toccano con mano le ricadute della precarietà e della difficoltà di fare impresa ". Una situazione da cui ora trae vantaggio Berlusconi "perché c'è una rendita di opposizione e anche perché è un fatto che il gruppo di giovani che si trovano ad affrontare tutti i giorni la burocrazia, la mancanza di infrastrutture, il lavoro senza garanzie lo sente più in sintonia". E Veltroni è leader di un partito che interessa agli under 30 per il processo da cui è scaturito ? la contaminazine di culture ? ma sconta il poco tempo per sostanziarlo: "Non dimentichiamo che è il Pd è nato da poco e che ha avuto un accelerazione da pochi mesi". I giovani oggi sono molto attenti a ciò che li riguarda direttamente: "Veltroni non viene percepito come legato al vecchio o alla nomenclatura. Né come poco credibile dai giovani. Ma dovrebbe rendere più concrete le sue proposte sulla precarietà come sull'impresa. Finora ha lavorato per costruire visione: ciò che il paese deve puntare a essere. Nell'ultima fase della campagna elettorale dovrebbe cercare di sostanziare ciò che ha in mente". Anche per Riccardo Grassi, ricercatore dello Iard di Milano, Veltroni deve puntare molto sulla concretezza "perché oggi i giovani sono questo e vogliono vedere che le cose si fanno davvero". Su questo "Berlusconi, che si vende come uomo del fare, ha una rendita simbolica. Che può essere affrontata dettagliando, dicendo per esempio da dove arrveranno i famosi minimo mille euro per i precari ". E la svolta? "L'hanno sentita, Veltroni non è visto in continuità col passato anche se non è nemmeno considerato nuovo. Dell'operazione liste i ragazzi hanno apprezzato più il rinnovo della classe dirigente che non il tipo di giovani inseriti". Forse, conclude Grassi, "per attirare gli under 30 che non frequentano le piazze veltroniane e sono distratti dalla politica, ci voleva qualche nome che sapesse smuovere le emozioni. Ma fuori dal circuito della politica ".

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Nord, istruzioni per l'uso (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRA POLITICA ED ECONOMIA Tre libri sul territorio tabù della sinistra Nord, istruzioni per l'uso Non esiste una questione settentrionale in sé. Esiste un problema per il centrosinistra. Che non è ancora stato risolto. GIOVANNI COCCONI C'è chi dice che la questione settentrionale non esiste. Se è per questo non esiste nemmeno solo un Nord. Eppure in libreria il tema sembra essere tornato di attualità. In poco più di un mese sono usciti almeno tre libri che lo affrontano di petto. Così perdiamo il Nord di Riccardo Illy (Mondadori), Nord terra ostile di Marco Alfieri (Marsilio) e La questione settentrionale a cura di Giuseppe Berta (Feltrinelli). Tre volumi molto diversi tra loro ma che, direttamente o indirettamente, ripartono da una domanda, la stessa da quindici anni: perché la sinistra non riesce a vincere al Nord? In questo senso i tre libri aiutano a capire che stiamo parlando di processi profondi, di trasformazioni sedimentate, di derive così lunghe da non poter essere cancellate con una campagna elettorale, per quanto efficace. Di questione settentrionale si parla dai primi anni Novanta, dal boom del fenomeno Lega Nord. La formula (come espediente retorico contrapposto alla dominante "questione meridionale") risale addirittura agli anni Cinquanta. Alfieri ci ricorda che l'idea di Padania come lega delle regioni nasce nel 1974 su iniziativa del presidente dell'Emilia-Romagna, il comunista Guido Fanti. Oggi la vera domanda da porsi non è se esista una questione settentrionale in sé (la risposta è no o non più), ma se la questione esista per il centrosinistra (la risposta è sì) e come attrezzarsi per risolverla. Il Nord non è una terra diversa, strana, anomala: è la normalità dell'Europa. Chi parla di specificità sembra dimenticare che è il Sud la vera anomalia in Europa. Poi, certamente, anche il Settentrione non è un territorio compatto, come dimostra la vicenda Malpensa che oggi divide anche esponenti dello stesso schieramento politico. Esistono molti Nord e molto diversi tra loro, ma certo è difficile negare l'esistenza di una matrice comune che li rende non solo elettoralmente assimilabili. "Paradossalmente, attraverso traiettorie opposte ? scrive Illy ? i due comparti del Nord (Nordest e Nordovest, ndr) hanno raggiunto lo stesso punto e il loro tessuto economico-sociale è molto più omogeneo di un tempo". Anzi, nell'ultimo capitolo, il libro di Alfieri avverte anche sul "rischio" di una possibile "lombardovenetizzazione" dell'Emilia-Romagna, una terra da sempre orgogliosa della sua eccezionalità identitaria, come racconta Edmondo Berselli nel libro di Berta. E ancora, se non esiste un solo Nord, è anche vero che dobbiamo fare i conti con un'ampia area del paese che, come scrive Illy, oggi sembra essere tentata dalla "secessione leggera" (per riprendere il titolo di un bel libro di Paolo Rumiz), come rimedio estremo rispetto a un bisogno di modernizzazione al quale il modello statalista-centralista non ha dato risposte. "Se lo spettro della secessione è rimasto tale ? scrive ancora il governatore del Friuli nel suo libro ? paradossalmente lo dobbiamo proprio al Carroccio che ha offerto una valvola di sfogo al disagio dei cittadini, costruendo dal nulla una "mitologia" politica che, per quanto rozza e grossolana, è riuscita a incanalare la rabbia del Nord nell'alveo istituzionale, disinnescando una bomba che altrimenti avrebbe potuto esplodere". Una bomba innescata da una frustrazione diffusa e bipartisan rispetto a un'evoluzione federalista dello stato nazionale, anche a dispetto delle rivendicazioni leghiste. Burocrazia e tasse. Si torna sempre lì per spiegare lo scarto tra aspettative e realtà, tra domanda del territorio e risposta della politica, e l'incapacità della classe dirigente di interpretare la trasformazione postfordista della parte più ricca del paese. Scrive Berta nell'introduzione: "Il dinamismo del Nord va assecondato, al pari della sua inesauribile attitudine alla metamorfosi, ma entrambi devono essere recuperati a una prospettiva di futuro, in cui lo sviluppo della società settentrionale torni a essere un reagente per l'Italia nel suo complesso". Altrimenti, certo, la stessa sopravvivenza dello stato nazionale potrebbe essere messa in discussione, avverte Illy. Sottostimare la questione settentrionale rischia non solo di regalare voti all'avversario (come puntualmente avviene al centrosinistra da molti anni), ma anche di farlo trovare impreparato rispetto a evoluzioni oggi imprevedibili. In questo senso i tre libri possono essere anche letti come un utile vademecum per il Partito democratico. Anche dal punto di vista lessicale. Figure come quelle dell'operaio-imprenditore, della famiglia-impresa, del capitalista personale o della microimpresa diffusa che compete nel mondo dovrebbero già fare parte del nuovo racconto della società italiana. "Delle due l'una: o saprà costruire davvero una nuova cultura politica capace di interpretare questi mondi a capitalismo diffuso in cui la qualità delle infrastrutture, la competitività dell'azienda in cui si lavora, il rapporto col fisco e la burocrazia diventano fattori decisivi nelle scelte di voto, oppure il Pd non servirà a nulla" scrive Alfieri. Difficile dargli torto.

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Il direttore di Confindustria taglia il nastro di Unimpiego (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO. Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, ha inaugurato ieri mattina in via Cadoppi la sede di Unimpiego, il nuovo servizio di ricerca e selezione del personale promosso dall'Associazione Industriali di Reggio, un "punto d'incontro - come recita lo slogan di presentazione dell'iniziativa - tra persone e imprese". Prima del taglio del nastro tricolore e della benedizione dei locali da parte di don Davide, il presidente degli Industriali di Reggio, Gianni Borghi, ha sottolineato come Unimpiego rappresenti la risposta concreta ad una esigenza manifestata da molte imprese, specie di medio piccola dimensione. Il presidente del Consiglio provinciale Lanfranco Fradici ha poi riconosciuto la validità dell'iniziativa privata che si pone al fianco dei Centri per l'impiego di carattere pubblico nel fare incontrare la domanda e l'offerta di lavoro qualificato. La nuova responsabile del servizio, Paola Giani, sarà supportata da quattro collaboratori. Paola Giani ha segnalato che a poche settimane dall'inizio dell'attività sono già una quarantina i contatti avviati ed una decina di selezioni attivate. Sono richiesti in particolare ingegneri meccanici e gestionali, periti, responsabili di funzioni, "quadri" e dirigenti amministrativi. All' evento hanno presenziato, oltre al direttore generale di Assindustria Reggio, Giuseppe Domenichini, i due ex presidenti Fabio Storchi e Giuseppe Prezioso e altri esponenti del mondo imprenditoriale. Dopo avere sottolineato i pregi di Unimpiego nella dotazione del capitale umano, asset essenziale per la crescita e lo sviluppo economico, Maurizio Beretta ha trattato alcuni temi d'attualità. Ha ricordato la necessità di sostenere le imprese che riescono ad esportare pur in presenza di un euro sopravvalutato rispetto al dollaro. Ha richiamato il "decalogo" presentato agli schieramenti politici che si affronteranno nella consultazione del 13-14 aprile indicando le quattro priorità da affrontare per recuperare competitività: fisco più lieve per imprese e lavoro, calo della spesa pubblica spesso sprecata per servizi di bassa qualità, semplificazione della burocrazia, capacità decisionale in tempi brevi. Ha riconosciuto infine la delicatezza dell'attuale fase congiunturale a livello internazionale specie per l'Italia così lontana dai parametri di Maastricht. "Occorre lavorare - ha concluso - per ridurre il debito pubblico, puntando sulla formazione". Ed ha naturalmente pronosticato una linea di continuità e compattezza nel ricambio al vertice di Confindustria da Montezemolo alla Marcegaglia.

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Liberaleidee entra in maggioranza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sermide, nasce così un nuovo unico gruppo: condividiamo gli stessi obiettivi per il paese SERMIDE. Colpo di scena in seno all'amministrazione comunale. Il gruppo d'opposizione 'Liberaleidee' entra in maggioranza accorpandosi al 'Gruppo Intento' in un nuovo, unico soggetto di cui sarà capogruppo Giuseppe Boselli. Lo hanno annunciato ieri i due schieramenti. Il sindaco Marco Reggiani ha spiegato che ciò è frutto del "processo di aggregazione di competenze, disponibilità e spirito di servizio di un gruppo di cittadini fermamente orientati all'obiettivo di rilanciare la comunità sermidese". Anche Boselli ha confermato che "la realizzazione delle commissioni consiliari ha favorito questo percorso, in quanto strumento di confronto su temi specifici". In sede di elaborazione del bilancio, che verrà affrontato domani sera, è emerso l'intendimento di contribuire in modo costruttivo da parte di 'Liberaleidee', con analisi, confronti e proposte condivise. "Insieme continueremo a lavorare - annunciano - perseguendo alcuni obiettivi strategici, in una logica di servizio senza preclusioni per quanti vogliono aderire a questo metodo. Fra le priorità da affrontare la riqualificazione dell'ex ospedale, la realizzazione del progetto di ristrutturazione dell'area ex zuccherificio, lo sviluppo di attività produttive e di infrastrutture per il rilancio dell'economia locale". Reggiani tiene a sottolineare che questo "è un accordo tra persone, non fra partiti; i partiti sono indispensabili solo se intesi come strumento al servizio del cittadino". Boselli aggiunge: "Ci rendiamo conto che il progetto è una scommessa, un laboratorio sperimentale tra cittadini che condividono obiettivi comuni". Viene ribadito il concetto che in Comune si amministra, i dissidi ideologici devono rimanere fuori, perché rallentano il lavoro già gravato dai lunghi tempi della burocrazia. Al momento l'unione non determinerà mutamenti nell'organigramma: non ci saranno nuovi assessori e la giunta rimarrà invariata, anche se non si escludono novità future. Sembrano così svanite le differenze programmatiche della campagna elettorale: "Le divisioni sono state superate - spiegano - lavorando assieme nelle commissioni; lì abbiamo capito che gli intenti sostanziali sono gli stessi. I progetti iniziali non cambiano, anzi, ora ci sono opportunità maggiori per poterli realizzare". Inevitabile il riferimento all'altra forza d'opposizione; Boselli e Reggiani puntualizzano che "la ripetuta assenza del centrosinistra nelle riunioni delle commissioni consiliari, occasioni costruttive di confronto, non ha permesso il suo coinvolgimento, ma noi siamo sempre aperti a chi vuole contribuire. Speriamo che i sermidesi comprendano che, non avendo alle spalle un'idea partitica da difendere, ci sembra normale partecipare all'unità d'intenti fra cittadini". Siro Mantovani.

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Camilleri: teatro, che passione (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"E anche la tivù, ma non farò morire Montalbano, promesso..." LO SCRITTORE DANIELA MIMMI BOLZANO. In pochi, probabilmente, hanno letto nei titoli di coda di sceneggiati televisivi di qualche decina di anni fa, come quelli del tenente Sheridan o del commissario Maigret, un nome poi diventato famosissimo in tutto il mondo: Andrea Camilleri. La sua storia inizia proprio da lì, dalla televisione, dal 1949, quando vinse un concorso e iniziò a lavorare come regista, autore teatrale e televisivo. Poi ha creato il commissario Montalbano e il suo nome ha fatto il giro del mondo. Ma l'amore per il teatro resta. E come cura le riduzioni televisive degli sceneggiate sul commissario siciliano più famoso del mondo, così ha curato insieme al regista Dipasquale la riduzione teatrale di "La concessione del telefono", che ha debuttato l'altra sera a Brunico per giungere al Teatro Comunale di Bolzano, da stasera a domenica, e al Puccini di Merano lunedì 31. Non è facile intervistare lo scrittore siciliano, ma dopo una trentina di tentativi risponde al telefono, la voce resa rauca dalle tante sigarette, la risata fragorosa e spontanea, le risposte ironiche e divertite, la simpatia immediata che arriva attraverso il cavo del telefono. Lei è uno degli scrittori più famosi a livello internazionale, ma forse non tutti sanno che è un uomo di teatro. Qual è il suo rapporto con il teatro? "E' quasi nullo, sono solo uno spettatore. Oppure ogni tanto scrivo con il mio amico Dipasquale, facciamo riduzioni di altri autori, come Pirandello. Ma non ho mai scritto per il teatro. Anzi, nel '47 ho scritto un atto unico che ho buttato dal finestrino del treno perché era orrendo. Ma quel lavoretto cambiò la mia vita perché sei mesi dopo partecipai a un concorso all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma". Quali sono i suoi interventi più frequenti nelle riduzioni teatrali o televisive? "Più che altro intervengo sui dialoghi. Le riduzioni sono comunque sempre riduttive perché oltre al testo c'è anche l'aspetto visivo". Lei guarda gli sceneggiati del commissario Montalbano alla tivù? "No, li guardo appena li finiscono, prima che li trasmettano e poi basta. Mi annoiano troppo!". E che rapporto ha con il suo famoso commissario? "Un rapporto di odio-amore. Certo devo a lui gran parte del mio successo. Ma mi ha rubato anche tanto tempo!". E' vero che ha già pronta l'ultima puntata, quella in cui muore? "No, non lo faccio morire, lo faccio semplicemente sparire come personaggio letterario. Quello è un meta-romanzo che ho scritto 4 anni fa. Ho pensato molto a come porre fine alla saga del commissario Montalbano, non volevo farlo morire in modo banale, ucciso durante una sparatoria o cose del genere. Non so quando uscirà quel romanzo, spero il più tardi possibile". Torniamo alla "Concessione del telefono". La soddisfa la sua riduzione? "L'ho visto solo una volta, alla prima romana, e basta. Nella messa in scena inizia un nuovo viaggio del testo, sempre diverso e sempre nuovo, sempre imprevedibile. Non sono mai stato alle prove, come non assisto mai alle riprese televisive. E' solo una rottura di scatole per tutti avere l'autore tra i piedi!" Qual è il significato profondo di questo lavoro? "A prima vista è una satira contro la burocrazia e la politica. Ma a una lettura più profonda è una satira contro tutte le prevenzioni che la gente ha nei confronti degli altri". Ancora una volta usa la sua particolare lingua. "Che in parte invento, mescolando dialetti e parlate, termini marinari o contadini o della piccola borghesia. Lei pensi che i primi entusiasti critici dei miei lavori sono stati quelli dell'arco alpino, da Trieste alla Val d'Aosta. Forse perché sono più abituati alle due lingue". Quanto ci mette a scrivere un libro? E quando lavora? "Ho la fortuna di dormire pochissimo, mi bastano 4 ore. Vado a letto dopo mezzanotte e alle 5 sono già al lavoro. Scrivo con la regolarità di un pensionato. Mi interrompo solo verso le 9 quando porto il caffè a letto a mia moglie, se no lei non si sveglia mai. Del resto lei mi ha portato il caffè a letto per tutta la vita! Per scrivere i romanzi del commissario Montalbano ci metto circa tre mesi, poi li lascio in deposito per po', li riprendo in mano, li correggo, accorcio e allungo qua e là. Altri romanzi richiedono più tempo. Per scrivere "La concessione del telefono" ci ho messo 7 mesi". Cosa ne pensa delle imitazioni che le fa Fiorello? "Mi diverte perché è molto fine, ironico. Una base di verità c'è in quello che dice. Fumo e ho sempre fumato come un turco. Ma giuro, non ho mai fumato la fiaccola olimpica!".

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"La mia vita divisa fra arte e messale" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Personaggio Un sacerdote all'Accademia di Brera "La mia vita divisa fra arte e messale" DANIELA GIACHINO DONNAS Quando parla ricorda padre Alex Zanotelli, il missionario che afferma come il posto della Chiesa sia tra la gente; ma anche don Lorenzo Milani, il religioso ed educatore "capace di rispondere all'opposizione delle gerarchie ecclesiastiche, anche con l'obbedienza". Di quest'ultimo prete don Paolo Quattrone, viceparroco nelle parrocchie di Donnas, Vert, Pont-St-Martin e Perloz, ha condiviso gli studi: nei giorni scorsi si è laureato con il massimo dei voti all'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, storico ateneo pubblico che pur annoverando tra gli studenti e i docenti grandi personalità ha avuto pochissimi sacerdoti. "Probabilmente perché i preti non scelgono scuole laiche - spiega don Paolo -. Io ho avuto la fortuna di essere spronato da monsignor Giuseppe Anfossi ad assecondare la mia passione per l'arte. Ero interessato all'arte sacra e l'Accademia di Brera era l'unico Istituto ad avere un corso di questo tipo". La passione di don Paolo è emersa fin da quando era bambino. "Ho sempre amato il disegno e l'arte perché li considero parte del "bello" del Creato. La frase di Kandinskij "L'artista è il sacerdote della bellezza" dimostra come arte e sacerdozio non siano così lontani". Anche la scelta di indossare la tonaca è scaturita dalla ricerca della bellezza. "Quando frequentavo le scuole superiori ho cominciato a riflettere sul fatto che valesse la pena di vivere per tutto ciò che era bello. Nella parrocchia di St-Martin-de-Corléans ho vissuto esperienze felici e ho scoperto che Dio era bello: dunque valeva la pena di dedicargli la vita. E se la fede è qualcosa di bello, va trasmessa". E aggiunge: "La stessa cosa vale per l'Accademia: l'arte spalanca le porte della bellezza, fa andare oltre la realtà". La scelta del corso di studi sta aiutando don Paolo nell'attività a fianco dei giovani che frequentano l'oratorio interparrocchiale di Donnas e di coloro che incontra ogni giorno. "Il confronto continuo con laici, compagni e docenti, sui diversi temi della vita, mi ha permesso di esercitare il ministero come prete - racconta -. Io ho camminato per cinque anni con queste persone, siamo stati compagni di viaggio e ognuno ha messo le sue peculiarità". Il corso era cominciato con 15 iscritti, ma solo 5 l'hanno terminato nei tempi previsti. "In parallelo ho svolto il mio ministero in Valle, occupandomi della pastorale giovanile e della catechesi - continua -. Ritengo che le prime persone cui bisogna svelare la bellezza di Dio siano i giovani, anche quelli che non frequentano le parrocchie". Con l'obiettivo di stare tra la gente, don Paolo non si limita ai rituali liturgici. "Inizialmente credevano che io mi avvicinassi per portarli in chiesa - dice -. Ora si rendono conto che voglio ascoltarli. I giovani, anche se sono in gruppo, in realtà sono soli e si pongono domande di fede anche se non frequentano la Chiesa. Avvicinandoli mi accorgo che dentro di loro c'è del bello che fatica a manifestarsi". Nel futuro di don Paolo, giovane sacerdote, c'è un punto fermo. "Quando ho deciso di farmi prete avevo davanti a me la figura di un sacerdote felice. Anch'io voglio esserlo. Vedere parroci a occuparsi solo di burocrazia e di sacramenti allontana i giovani. La messa non è solo quella che si fa in chiesa, ma è quella che continua nella vita".

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I " partiti del fare" al test di credibilità (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tav, discariche, energia, strade: quattro domande per capire chi fa sul serio Il Pdl. Propone un pacchetto di opere per 50 miliardi. Sì al ponte di Messina e all'energia atomica MINO FUCCILLO No players, game over. Gioco chiuso per quelli che giocano a dire sempre di no. Questo dovrebbe essere uno degli esiti sicuri del voto. Dovrebbe, perchè quattro su cinque delle maggiori proposte elettorali dicono, giurano e promettono che si faranno Tav, rigassificatori, strade, ponti, termovalorizzatori e centrali, forse anche nucleari. Solo la Sinistra Arcobaleno dà spazio e rifugio alle preoccupazioni che non finiscono mai, al "non nel mio giardino", al meglio niente che qualcosa di incerto, al principio di precauzione che sempre sconsiglia. Quindi, il 90 e passa per cento dei voti andranno a chi, sia pur diversamente tra loro, vuole finalmente fare. E' in corso un'offensiva, meglio sarebbe dire una contro offensiva, culturale. Dopo quasi venti anni in cui la regola è stata il blocco e l'eccezione il costruire, ora il realizzare è portato in campagna elettorale come un valore oltre che come una necessità. Però radici e semi del non fare, se non sono più innaffiati e sparsi, risultano tutt'altro che sradicati e sterilizzati. L'Italia del "non si deve fare" nei comizi elettorali è stata rivoltata come un calzino, però resta intatta l'Italia del "non si può". VERSO IL 2030 Energia, trasporti, rifiuti: chi riesce a sposare o almeno a far convivere la rinata cultura del fare con il consenso elettorale? Nel 2030 serviranno all'Italia 545 Twh (miliardi di kilowattora). Nella migliore e quasi miracolistica ipotesi del massimo risparmio energetico possibile, cento di questi verranno appunto da minor consumo indotto da migliori tecnologie e maggior cultura ambientale nei comportamenti individuali e collettivi. Dal sole, vento ed idroelettrico (le fonti rinnovabili) possono venire al massimo altri 54 Twh. Le centrali esistenti e in allestimento ne produrranno allora 225. Ne mancano 165 che da qualche parte dovranno arrivare. Dal gas, dal carbone pulito? Entrambi richiedono impianti, da fare. E questi impianti producono Co2, da ridurre secondo trattati internazionali. Cinque centrali nucleari equivalgono a 80 Twh, dieci a 140. Ma ci vogliono dieci anni almeno per fare una centrale nucleare e si rischia che una centrale oggi conveniente dato il costo del petrolio e del gas, domani potrebbe risultare fuori mercato se il prezzo dei combustibili fossili calasse. E poi le scorie, e poi l'incertezza su quanto sia davvero "pulito" il nuovo carbone e poi la densità abitativa del territorio italiano... IDEE A CONFRONTO Un numero elevato e non quantificabile di problemi e ostacoli, ma numeri certissimi: o si fanno centrali di un qualche tipo, oppure si spegne la luce. Per almeno un 30 per cento del fabbisogno nazionale. Per il nucleare, oltre che per ogni tipo di impianto, si schiera Casini. E con lui Berlusconi. Veltroni non rifiuta l'ipotesi, per ora accetta di "studiarla". Qualcuno parla di una centrale nucleare in Albania. Non è detto che parli di chimere. Nucleare a parte, la differenza tra i partiti in materia di energia non sta nella proposta all'elettorato, ma nella credibilità di chi la proposta avanza. LEPRI E LUMACHE Perchè ci sarà pure un motivo, o forse due o anche tre, per il fatto che la ferrovia Tokio-Osaka (550 chilometri) si è fatta in meno di dieci anni mentre per i 180 della Bologna Milano ce ne sono voluti 25. Un altro mondo il Giappone? Parigi-Lione: 417 chilometri, 12 anni, Madrid-Saragozza: 9 anni. Roma-Napoli: 15 anni e costi cresciuti del 418 per cento. Metro di Madrid (63 chilometri): otto anni. Metro di Roma (30 chilometri): 14 anni previsti, poi si vedrà. TEST DI CREDIBILITA' Non è la prima volta, anche stavolta Berlusconi propone 50 miliardi in opere pubbliche. Però non sarebbe la prima volta che il piano più che fallire, evapora. Durante i suoi precedenti governi l'investimento in opere pubbliche è stato inferiore al 2 per cento (in Europa è il tre). E' universalmente misconosciuto ma con il governo Prodi i finanziamenti sono aumentati. Non così la velocità del fare. Allora, se non è questione né di soldi né di intenzioni, se non è questa la differenza tra chi ci chiede il voto, come rintracciare la credibilità? LE QUATTRO DOMANDE Ecco il test: 1) in Italia non si fa perchè ci sono troppe leggi e regolamenti. Chi ha voglia e capacità di sfoltirle, con danno delle relative burocrazie? 2) In Italia non si fa perchè ci sono troppe magistrature. Chi vuole e sa mettere i Tar in condizioni di non nuocere? 3) In Italia non si fa perchè tirarla in lungo è un ramo d'impresa con i suoi addetti e specialisti. Chi metterà fuori mercato questo tipo di impresa e le relative clientele? 4) In Italia non si fa perchè movimenti e comitati su base locale trovano il consenso per bloccare. Chi dirà che quei sindaci e quei parroci in processione boicottano l'interesse generale e che illegittimo è ciò che oggi appare ovvio: il diritto di veto della comunità rispetto alla volontà generale? Sottoposti a questo test, i "partiti del fare" restano tutti in debito di credibilità. TRA IL DIRE E IL FARE Pdl e Unione di centro che fanno rispettivamente del Ponte sullo Stretto e del nucleare una bandiera elettorale non hanno mai finito neanche un'autostrada, nemmeno in Sicilia che è casa loro. E mai hanno messo in conto il "dispiacere" da infliggere a qualcuno, comunità o interessi toccati dal "fare", non è nella loro natura. Il Pd, che fa invece del treno e del trasporto su ferro la sua identità, ha detto che la Tav si farà e che farsi si deve. Non ha però ancora risposto alla domanda del sindaco di Torino Chiamparino: dove? Una vaghezza non ancora tecnica, ma ancora politica. Perchè, per tutti, in questo paese tra il dire e il fare... O SOLE MIO In Campania, ad esempio e che esempio, c'è poco spazio per il fare. L'unica cosa che si può concretamente fare con i rifiuti, l'unica cosa che si sta tentando di fare è di mandarli a bruciare, tutti e a pagamento, in Germania. Le vecchie discariche non si possono riaprire, sono piene di veleni. Nuove discariche non si possono aprire e comunque non prima dell'estate, data ultima dopo la quale diventa reale il rischio pestilenza. Per finire il termovalorizzatore e portare a regime la raccolta differenziata ci vogliono anni. "Fare" dunque vuol dire in Campania cose dolorosissime per i partiti: perdere consenso e trovare per via fiscale soldi da spendere. Tanto dolorose che nessuno ne parla. PICCOLE GRANDI COSE Nessuno parla anche di cose di immmediato impatto e utilità: stop ai sacchetti di plastica (per non disturbare i commercianti?) e limiti all'imballaggio e alla confezione (per non turbare le imprese?). Vecchio vizio per cui "de minimis non curat praetor", eppure in questi "minimi" c'è forse sia consenso politico che vantaggio sociale. Un vantaggio sia pur lieve però in termini di credibilità ce l'ha il Pd di Veltroni. Ed è il divorzio dalla Sinistra Arcobaleno, cioè da quell'ambientalismo che solo e soprattutto in Italia coincide con la sinistra politica alternativa e in essa si esaurisce. Forse, solo forse, è anche possibile pensare, anche se scommetterci sopra sarebbe rischioso, che Bassolino senza Pecoraro Scanio al governo e Caruso ai cortei il termovalorizzatore l'avrebbe fatto. SCUOLA E ASCENSORE Poche parole infine, in proporzione a quelle che i partiti dedicano al tema, sulla più importante delle infrastrutture da "fare" in Italia: la scuola e l'Università. Boselli la proclama pubblica. Il Pdl la vuole privata, nel senso di a ciascuno la sua, secondo cultura, gusto, religione e pure Regione. Bertinotti la vuole capace di assumere tutti i precari e includere tutti gli immigrati. Ma parlano tutti in fondo della scuola che c'è. Veltroni invece ha detto una cosa diversa: la scuola sia domani quel che oggi non è: "ascensore sociale", cioè promuova i migliori. Vuol dire, ma Veltroni non lo ha detto, rompere con l'equazione tra diritto allo studio e diritto al successo negli studi. Un piccolo premio dovrebbe per questo venire dall'elettorato al Pd (non a caso il partito più votato man mano che sale il livello di istruzione del votante). Ma sono davvero in molti a voler far partire questo "ascensore"?. Un ascensore, si sa, non fa salire tutti e comunque non tutti insieme. Alzi la mano il genitore disposto anche solo a pensare che può toccare a suo figlio/figlia restare a piano terra. (2 continua).

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Il dirigismo liberalizzatore non funziona. E fa danni (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - I commenti Numero 074, pag. 2 del 27/3/2008 Autore: di Valter Militi Visualizza la pagina in PDF       IL PUNTO Il dirigismo liberalizzatore non funziona. E fa danni In una recente intervista, il presidente Antonio Catricalà rileva che "le lenzuolate non funzionano". Due anni di polemiche e sconvolgimenti per scoprire che la montagna delle liberalizzazioni ha partorito il topolino dell'abbassamento del prezzo dei farmaci da banco. Per il resto, o non hanno avuto esito o si sono rilevate dannose, come nel caso dei taxi, con tariffe in aumento laddove questa è stata concordata. A ciò si aggiunga che solo 40 italiani si sono gettati nel "goloso" business delle panetterie mentre la rc auto continua a correre nonostante l'indennizzo diretto e Ania e Abi gettano la maschera fondendosi in un "pactum sceleris". L'aver privilegiato l'intervento plurisettoriale in luogo di provvedimenti per settori omogenei, senza considerare costi sociali e benefici potenziali, ha fatto il resto. Lo stesso Catricalà evidenzia il problema della burocrazia, che complica la vita delle imprese e ingessa il paese, e auspica la riduzione degli uffici. Quali i rimedi? L'apertura di un ufficio, sotto il controllo del governo, in grado di valutare l'impatto delle misure di liberalizzazione, una moral suasion nei confronti dei professionisti, cominciando dagli avvocati. Si era sempre pensato che lo sfoltimento della burocrazia passasse attraverso la soppressione degli uffici e che la concorrenza fosse un rimedio per i mercati chiusi e non per quelli sovraffollati e di conseguenza saturi. Altri, evidentemente, la pensano diversamente. Sarà per questo che valutano con favore l'apertura di un nuovo ufficio dell'Antitrust e il fatto che sul "mercato" delle compravendite immobiliari rimanga l'esclusiva notarile. E allora si può pensare che l'intervento del garante, che non rileva intese anticoncorrenziali nel settore assicurativo, né posizioni dominanti nei confronti dell'avvocatura (offerta gratuita di consulenza sui preliminari d'acquisto dei notai di Milano non censurata dall'Antitrust), trovi il proprio fondamento in ragioni più culturali che economiche. In quest'ottica si spiega il favore di alcuni verso l'ingresso delle società di puro capitale negli studi professionali, l'affidamento alle associazioni delle azioni collettive. Piccoli, grandi segnali di un dirigismo liberalizzatore, contraddizione, non solo, in termini. Se il paese è malato e la cura delle "sbandierate" non ha funzionato, l'unica soluzione è riproporre una copia mal trascritta del vecchio laissez faire: se la regolamentazione provoca inefficienze e distorsioni, eliminiamo le regole. In questa prospettiva, mettere da parte chi ne chiede quotidianamente, nei tribunali, il rispetto può non essere risolutivo ma aiuta. Con buona pace dei diritti individuali e dei cittadini.

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Pace tra aziende e Poste (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INCONTRO. Le associazioni avranno un filo diretto per segnalare i disguidi con il centro di smistamento di Trissino Pace tra aziende e Poste di Nicola Rezzara Al termine di un incontro burrascoso con le categorie economiche dell'Ovest Vicentino le Poste si sono impegnate a risolvere i disservizi. Il forum delle associazioni avrà un filo diretto con il centro smistamento di Trissino per segnalare problemi e ritardi delle consegne. C'era molta tensione all'inizio del faccia a faccia fra i rappresentanti delle categorie e il responsabile delle Poste di Padova Gilberto Sguoto che non ha risparmiato alcune critiche alle categorie. . I primi hanno segnalato i disservizi degli ultimi mesi: bollettini di pagamento recapitati dopo la scadenza, inviti a riunioni di categoria arrivati nelle cassette delle lettere degli associati dopo lo svolgimento delle assemblee o persi, riviste di settore consegnate con una settimana di ritardo. Sguoto, ricordando l'assunzione di cento portalettere nel Vicentino dall'inizio dell'anno, ha però ipotizzato da parte dei rappresentanti delle categorie economiche una forma di complotto contro le Poste. "Non è stato facile a far tornare la calma perché c'era la sensazione di essere presi in giro - spiega il presidente degli artigiani Guerrino Mazzocco, padrone di casa durante l'incontro nella sede di Confartigianato -. Come se noi rappresentanti ci divertissimo a perdere una mattinata con l'unico scopo di fare cattiva pubblicità alle Poste. Ma il problema è oggettivo: la corrispondenza o arriva o non arriva". A far tornare il sereno ci ha pensato la nuova responsabile del centro distribuzione di Trissino, Maura Pastorello, che si è impegnata a seguire ogni singolo caso di disservizio che dovesse verificarsi: "La nuova responsabile è una persona molto concreta - sottolinea Mazzocco -. Siamo soddisfatti perché ci ha dato la massima disponibilità, invitandoci ad informarla in anticipo in caso di spedizioni particolari; negli ultimi giorni abbiamo già notato un miglioramento del servizio". Il forum delle categorie economiche dell'Ovest Vicentino è attivo da qualche mese con lo scopo di fare squadra per risolvere i problemi comuni alle varie attività produttive. Comprende Associazione industriali, Associazione piccole e medie imprese, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, e Coldiretti. Si interessa di varie tematiche, dalla viabilità ai problemi legati alla burocrazia, dai disservizi degli enti pubblici alle esigenze quotidiane delle imprese. I disservizi delle Poste sono stati uno fra i trampolini di lancio del forum e attualmente sono il banco di prova della nuova associazione: l'iniziale protesta isolata dell'Associazione artigiani ebbe infatti subito riscontro anche nelle altre categorie, che affidarono a Mazzocco il compito di portavoce. Le riunioni del forum solitamente sono tematiche, centrate su un problema particolare, ma spesso sono l'occasione per confronti a tutto campo. N. REZ.

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Per la salute e contro ciò che non va (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca pag. 17 "Per la salute e contro ciò che non va" La lista dei "Liberaldemocratici - Basta tasse", che alle prossime elezioni amministrative sosterrà il candidato sindaco del Pdl Adriano Paroli, si presenta con il capolista Giulio Leali e conta 38 candidati. Trai suoi sostenitori, l'ex senatore bresciano Luciano Garatti: "Basta tasse è uno slogan che vuole protestare contro ciò che non funziona - ha spiegato -: la burocrazia e le tasse che vessano i cittadini". È di pochi giorni fa la polemica innescata all'interno della coalizione di centrodestra, riguardo al simbolo dei Liberaldemocratici, che riportava il nome di Berlusconi; Garatti ha voluto chiarire la posizione: "Il simbolo è stato notificato agli alleati dieci giorni prima della presentazione delle liste e nessuno all'interno della coalizione ha obiettato; tutti hanno accolto il logo e lo hanno sottoscritto". Il programma è invece presentato da Giulio Leali: "Il primo impegno del sindaco e dell'assessore allo sport deve essere quello dei garantire la salute dei cittadini. Per questo con i medici di base vorremmo che si tenesse monitorata la situazione dei bambini dell'ultimo anno dell'asilo per garantire le necessarie lezioni di psicomotricità. Stesso discorso per gli ultrasessantenni, da avviare verso la ginnastica antalgica; e nostro impegno sarà quello di assicurare il sostegno adeguato ai cittadini diabetici. E grande importanza dovranno avere le adeguate strutture sportive".C.R.

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La rivoluzione copernicana di Walter (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del IL QUOTIDIANO ECONOMICO USA "La rivoluzione copernicana" di Walter / Roma Pubblichiamo ampi stralci dell'articolo su Walter Veltroni pubblicato ieri in prima pagina dal Wall Street Journal. "Walter Veltroni ha un compito quasi scoraggiante: tentare di impedire al magnate dei media Silvio Berlusconi di diventare presidente del Consiglio per la terza volta. Il 52enne ex sindaco di Roma aspira anche a voltare pagina rispetto a decenni di sclerosi politica riducendo il numero dei partiti e le dimensioni della macchina governativa. A tutt'oggi i sondaggi danno il Partito Democratico di Veltroni in ritardo rispetto alla formazione di centro-destra di Berlusconi. Ma dai sondaggi emerge anche che un terzo degli elettori sono ancora indecisi e che, quindi, la partita è ancora aperta. Veltroni fornisce un quadro a tinte fosche del Paese che aspira a guidare. L'Italia "è governata dagli interessi particolaristici e gravata da un sistema politico lento, macchinoso e incapace di prendere decisioni". (...). Veltroni dice che l'Italia è piena di persone di talento e che non manca lo spirito imprenditoriale, paragona il Paese a Gulliver nella terra dei lillipuziani tenuto bloccato a terra da migliaia di lacci. (...). Veltroni sostiene di voler porre fine alla paralisi della politica italiana introducendo qualcosa di nuovo: la fine dell'era dei compromessi politici e delle mancate decisioni che hanno messo il Paese in ginocchio. (...). "Se il potere decisionale è suddiviso tra 10.000 interessi particolari non si va da nessuna parte", dice Veltroni. L'idea di un governo formato da un solo partito, dice, "è del tutto nuova in Italia. È la rivoluzione copernicana della politica italiana". (...) Inoltre Veltroni intende affrontare problemi annosi quali la burocrazia e l'eccessiva tassazione. (...) Berlusconi ha deriso la lotta all'evasione condotta dal governo Prodi dicendo che in realtà si è trattato di una forma mascherata di aumento delle tasse. Veltroni dice che Berlusconi piace a molti italiani che apprezzano "l'idea che si possa vivere senza regole". (...) Veltroni lamenta anche che l'impero mediatico di Berlusconi - che comprende tre delle sette reti televisive nazionali del Paese - ha contribuito alla popolarità del suo avversario. Un responsabile della campagna elettorale di Berlusconi ha preferito non commentare. (...). © The Wall Street Journal Traduzione di Carlo Antonio Biscotto.

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Il lombardismo è peggiore del cuffarismo (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del MARIO CENTORRINOLa Sicilia non è irredimibile. Ma sconta da tempo l'assenza dello Stato, con l'eccezione dei magistrati e di un'ottusa burocrazia "Il lombardismo è peggiore del cuffarismo" di Marzio Tristano/ Palermo "Il codice linguistico utilizzato dalla Finocchiaro e da Francantonio Genovese in questa campagna elettorale è diverso da quello cui eravamo stati finora abituati. E anche Veltroni ha utilizzato parole forti nei confronti della mafia. Mi chiedo se dopo le lezioni, e a prescindere dal loro esito, sulla Sicilia resteranno accesi i riflettori nazionali". Professore ordinario di economia all'Università di Messina, della quale è prorettore, Mario Centorrino, economista tra i più brillanti, parte dall'esito di un questionario distribuito dal centro Pio La Torre di Palermo a 2500 studenti per analizzare la campagna elettorale siciliana: "Il 68 per cento di essi alla domanda dov'è la mafia ha risposto: ovunque. Solo il 2 per cento dice che è un fenomeno siciliano. Ed il 90 per cento è convinto che esiste un rapporto tra mafia e politica. Mi pare un dato estremamente interessante, così come lo è la rivolta degli imprenditori: ma non mi sembra che, a parte le parole di Veltroni ascoltate l'altro ieri, i politici dei due schieramenti abbiano messo il tema al centro dei propri programmi". Professore, anche lei vede una Sicilia "irredimibile"? "No, vorrei anzi rovesciare questo paradigma cristallizzato da decenni. La Sicilia è stata invece territorio privilegiato della politica del disinteresse da parte dello Stato. Un disinteresse anche, paradossalmente, in positivo che ha prodotto nefaste rendite di posizione". In positivo? "Sì, perché il più basso indice di infrastrutture ferroviarie ha prodotto il proliferare di linee di trasporti private, l'abbandono della sanità i vantaggi per le cliniche e i laboratori privati, nessun controllo sugli incentivi le truffe alla Ue per le quali abbiamo il record insieme alla Calabria. Il volto dello Stato è quello dei magistrati e investigatori che lottano la mafia, ma al di là di questa dimensione che assicura meno ansie, si riesce a vedere solo il volto di una burocrazia che in Sicilia, per adoperare un eufemismo, è quanto di meno efficiente ci possa essere. E quindi la gente si rifugia in quello che è una sorta di supplenza dello Stato e che può essere, di volta in volta, il modello del familismo amorale, il clientelismo puro e la rete mafiosa". Si riferisce al cuffarismo? "Le analisi sull'utilizzo dei fondi strutturali della Ue hanno dimostrato che non c'è stata correlazione tra l'uso dei fondi e la modifica dei parametri di sviluppo. Non sono serviti, cioè a migliorare le cose. Non a caso i numeri dei giovani in fuga dalla Sicilia sono in continuo aumento. Ma mi riferisco soprattutto ad un'assenza storica dello Stato che non si è preoccupato di esercitare le sue prerogative, lasciando spazi che altri hanno riempito e alimentando una forte posizione di antagonismo dei siciliani. Finora tutto ciò è stato vissuto come un incidente della storia, come se non avesse avuto una sua identità culturale. Adesso, invece, Raffaele Lombardo si preoccupa di dare a questo fenomeno una dimensione culturale da utilizzare nel mercato della politica. Se si forma un'ideologia, i cittadini meno attrezzati e meno informati sono autorizzati a sentirsi parte di un progetto culturale. Molto meno folkloristico dei cannoli di Cuffaro e molto più conflittuale e belligerante". E allora, che fare? "Non spegnere i riflettori nazionali, una volta passata la campagna elettorale. Ed in questo un ruolo importante lo gioca anche l'informazione. Della loro terra i siciliani non conoscono nulla, sanno tutto solo di calcio. L'economista Albert Hirschman sosteneva che nelle realtà in forte crisi prevalgono sempre due azioni: la "voice", la protesta, o "l'exit", la fuga. In Sicilia sta prevalendo l'exit, perché nessuno tocca i tasti giusti per la voice".

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Per alghero un turismo nuovo al di fuori delle beghe politiche (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Per Alghero un turismo nuovo al di fuori delle beghe politiche Sarebbe fondamentale sedersi attorno a un tavolo per programmare il futuro nostro e dei nostri figli L'intervento sulla stampa dei noti imprenditori Domenico Giorico e Giorgio Macciocu, ha suscitato in me alcune riflessioni: il primo pensiero è rivolto a tutti quegli imprenditori che, come loro, operano nella filiera del turismo e che da troppi anni attendono una svolta. Una svolta, che deve essere figlia della presa d'atto che il modello turistico che Alghero offre sul mercato è obsoleto, superato da altre destinazioni del Mediterraneo, che operano in regimi di fiscalità e burocrazia assolutamente ottimali per incubare e sviluppare le imprese di settore. E' inutile, oltre che fuorviante, interrogarci sulla capacità che la classe dirigente di altri territori (vedi La Maddalena) ha dimostrato sul campo. Gli amministratori della Maddalena, infatti, hanno saputo ottenere quell'attenzione speciale, che si riserva a chi è in difficoltà, tanto da essere inseriti in un colossale progetto di riconversione dagli esiti immaginabili, dove gli operatori locali avranno una corsia privilegiata. A coloro che, come Giorico e Macciocu, si domandano perché le deroghe alberghiere siano sempre negate, rispondo: se c'è un piano strategico di sviluppo per i prossimi 20 anni perché non si è provato a concretizzarlo, mettendo da parte le faziosità politiche, presentandoci uniti come classe dirigente, rivendicando il diritto di tutti, amministratori ed imprenditori, di costruire un'Alghero competitiva e al passo con i tempi? Per contro, il conflitto che si è innescato tra l'attuale maggioranza al governo della città e la Regione, che dura da troppi anni, non ha fatto altro che acuire la gravità della situazione economica algherese, pregiudicando qualsiasi intento di modernizzazione. La creazione di nuovi alberghi, il recupero e valorizzazione di quelli esistenti, il rapporto tra città e territorio, la tutela e valorizzazione dell'ambiente per uno sviluppo sostenibile, sono argomenti che troverebbero buona parte della loro sintesi nell'applicazione del fondamentale strumento di programmazione del territorio: il Puc. Che deve essere fatto dal Comune! Perché, seppur annunciato e sbandierato in tutte le campagne elettorali degli ultimi anni, il Piano urbanistico comunale, solo ora, forse, giungerà, "finalmente", sotto la scure del commissariamento, sui tavoli della Regione per l'approvazione definitiva. Mi chiedo chi si assumerà la responsabilità dei ritardi accumulati nel corso degli anni nei confronti del nostro territorio, dei nostri figli? Eppure, l'assessore all'Urbanistica Gian Valerio Sanna, ha invitato più volte i nostri amministratori a un incontro operativo per affrontare e risolvere definitivamente il tema della riqualificazione e della modernizzazione dell'offerta turistica cittadina: le ormai famose deroghe alberghiere! La maturità della classe dirigente di un territorio si contraddistingue nei momenti di difficoltà e gli operatori e i cittadini algheresi non possono più aspettare i tempi di una politica miope. Penso anche che gli imprenditori abbiano, al pari della politica, delle responsabilità. Le colpe non sono da una parte sola. Ma lasciamo da parte le beghe e pensiamo al futuro. Il futuro richiede scelte strategiche che prescindono da ruoli momentaneamente ricoperti, siano essi di natura istituzionale, che di altro genere. Questo significa che tutti sono chiamati a fare uno sforzo per riprogrammare la città e il territorio nel suo complesso. E' con questa logica che Alghero potrà tornare a essere una delle capitali del turismo d'Europa. Non interessa a chi andranno le medaglie, ciò che importa è che le future generazioni possano crescere sapendo che il loro futuro è qui. Questa situazione necessiterebbe di una discussione approfondita e immediata, in una seduta di consiglio comunale aperto. Auspico che gli operatori del settore, colgano questa proposta e si facciano portatori di una richiesta formale di convocazione del Consiglio, per discutere e provare a costruire insieme una linea condivisa di sviluppo che superi l'attuale stallo. Enrico Bachisio Daga.

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I " partiti del fare" al test di credibilità - mino fuccillo (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità I " partiti del fare" al test di credibilità Tav, discariche, energia, strade: quattro domande per capire chi fa sul serio Il Pdl. Propone un pacchetto di opere per 50 miliardi. Sì al ponte di Messina e all'energia atomica MINO FUCCILLO No players, game over. Gioco chiuso per quelli che giocano a dire sempre di no. Questo dovrebbe essere uno degli esiti sicuri del voto. Dovrebbe, perchè quattro su cinque delle maggiori proposte elettorali dicono, giurano e promettono che si faranno Tav, rigassificatori, strade, ponti, termovalorizzatori e centrali, forse anche nucleari. Solo la Sinistra Arcobaleno dà spazio e rifugio alle preoccupazioni che non finiscono mai, al "non nel mio giardino", al meglio niente che qualcosa di incerto, al principio di precauzione che sempre sconsiglia. Quindi, il 90 e passa per cento dei voti andranno a chi, sia pur diversamente tra loro, vuole finalmente fare. E' in corso un'offensiva, meglio sarebbe dire una contro offensiva, culturale. Dopo quasi venti anni in cui la regola è stata il blocco e l'eccezione il costruire, ora il realizzare è portato in campagna elettorale come un valore oltre che come una necessità. Però radici e semi del non fare, se non sono più innaffiati e sparsi, risultano tutt'altro che sradicati e sterilizzati. L'Italia del "non si deve fare" nei comizi elettorali è stata rivoltata come un calzino, però resta intatta l'Italia del "non si può". VERSO IL 2030 Energia, trasporti, rifiuti: chi riesce a sposare o almeno a far convivere la rinata cultura del fare con il consenso elettorale? Nel 2030 serviranno all'Italia 545 Twh (miliardi di kilowattora). Nella migliore e quasi miracolistica ipotesi del massimo risparmio energetico possibile, cento di questi verranno appunto da minor consumo indotto da migliori tecnologie e maggior cultura ambientale nei comportamenti individuali e collettivi. Dal sole, vento ed idroelettrico (le fonti rinnovabili) possono venire al massimo altri 54 Twh. Le centrali esistenti e in allestimento ne produrranno allora 225. Ne mancano 165 che da qualche parte dovranno arrivare. Dal gas, dal carbone pulito? Entrambi richiedono impianti, da fare. E questi impianti producono Co2, da ridurre secondo trattati internazionali. Cinque centrali nucleari equivalgono a 80 Twh, dieci a 140. Ma ci vogliono dieci anni almeno per fare una centrale nucleare e si rischia che una centrale oggi conveniente dato il costo del petrolio e del gas, domani potrebbe risultare fuori mercato se il prezzo dei combustibili fossili calasse. E poi le scorie, e poi l'incertezza su quanto sia davvero "pulito" il nuovo carbone e poi la densità abitativa del territorio italiano... IDEE A CONFRONTO Un numero elevato e non quantificabile di problemi e ostacoli, ma numeri certissimi: o si fanno centrali di un qualche tipo, oppure si spegne la luce. Per almeno un 30 per cento del fabbisogno nazionale. Per il nucleare, oltre che per ogni tipo di impianto, si schiera Casini. E con lui Berlusconi. Veltroni non rifiuta l'ipotesi, per ora accetta di "studiarla". Qualcuno parla di una centrale nucleare in Albania. Non è detto che parli di chimere. Nucleare a parte, la differenza tra i partiti in materia di energia non sta nella proposta all'elettorato, ma nella credibilità di chi la proposta avanza. LEPRI E LUMACHE Perchè ci sarà pure un motivo, o forse due o anche tre, per il fatto che la ferrovia Tokio-Osaka (550 chilometri) si è fatta in meno di dieci anni mentre per i 180 della Bologna Milano ce ne sono voluti 25. Un altro mondo il Giappone? Parigi-Lione: 417 chilometri, 12 anni, Madrid-Saragozza: 9 anni. Roma-Napoli: 15 anni e costi cresciuti del 418 per cento. Metro di Madrid (63 chilometri): otto anni. Metro di Roma (30 chilometri): 14 anni previsti, poi si vedrà. TEST DI CREDIBILITA' Non è la prima volta, anche stavolta Berlusconi propone 50 miliardi in opere pubbliche. Però non sarebbe la prima volta che il piano più che fallire, evapora. Durante i suoi precedenti governi l'investimento in opere pubbliche è stato inferiore al 2 per cento (in Europa è il tre). E' universalmente misconosciuto ma con il governo Prodi i finanziamenti sono aumentati. Non così la velocità del fare. Allora, se non è questione né di soldi né di intenzioni, se non è questa la differenza tra chi ci chiede il voto, come rintracciare la credibilità? LE QUATTRO DOMANDE Ecco il test: 1) in Italia non si fa perchè ci sono troppe leggi e regolamenti. Chi ha voglia e capacità di sfoltirle, con danno delle relative burocrazie? 2) In Italia non si fa perchè ci sono troppe magistrature. Chi vuole e sa mettere i Tar in condizioni di non nuocere? 3) In Italia non si fa perchè tirarla in lungo è un ramo d'impresa con i suoi addetti e specialisti. Chi metterà fuori mercato questo tipo di impresa e le relative clientele? 4) In Italia non si fa perchè movimenti e comitati su base locale trovano il consenso per bloccare. Chi dirà che quei sindaci e quei parroci in processione boicottano l'interesse generale e che illegittimo è ciò che oggi appare ovvio: il diritto di veto della comunità rispetto alla volontà generale? Sottoposti a questo test, i "partiti del fare" restano tutti in debito di credibilità. TRA IL DIRE E IL FARE Pdl e Unione di centro che fanno rispettivamente del Ponte sullo Stretto e del nucleare una bandiera elettorale non hanno mai finito neanche un'autostrada, nemmeno in Sicilia che è casa loro. E mai hanno messo in conto il "dispiacere" da infliggere a qualcuno, comunità o interessi toccati dal "fare", non è nella loro natura. Il Pd, che fa invece del treno e del trasporto su ferro la sua identità, ha detto che la Tav si farà e che farsi si deve. Non ha però ancora risposto alla domanda del sindaco di Torino Chiamparino: dove? Una vaghezza non ancora tecnica, ma ancora politica. Perchè, per tutti, in questo paese tra il dire e il fare... O SOLE MIO In Campania, ad esempio e che esempio, c'è poco spazio per il fare. L'unica cosa che si può concretamente fare con i rifiuti, l'unica cosa che si sta tentando di fare è di mandarli a bruciare, tutti e a pagamento, in Germania. Le vecchie discariche non si possono riaprire, sono piene di veleni. Nuove discariche non si possono aprire e comunque non prima dell'estate, data ultima dopo la quale diventa reale il rischio pestilenza. Per finire il termovalorizzatore e portare a regime la raccolta differenziata ci vogliono anni. "Fare" dunque vuol dire in Campania cose dolorosissime per i partiti: perdere consenso e trovare per via fiscale soldi da spendere. Tanto dolorose che nessuno ne parla. PICCOLE GRANDI COSE Nessuno parla anche di cose di immmediato impatto e utilità: stop ai sacchetti di plastica (per non disturbare i commercianti?) e limiti all'imballaggio e alla confezione (per non turbare le imprese?). Vecchio vizio per cui "de minimis non curat praetor", eppure in questi "minimi" c'è forse sia consenso politico che vantaggio sociale. Un vantaggio sia pur lieve però in termini di credibilità ce l'ha il Pd di Veltroni. Ed è il divorzio dalla Sinistra Arcobaleno, cioè da quell'ambientalismo che solo e soprattutto in Italia coincide con la sinistra politica alternativa e in essa si esaurisce. Forse, solo forse, è anche possibile pensare, anche se scommetterci sopra sarebbe rischioso, che Bassolino senza Pecoraro Scanio al governo e Caruso ai cortei il termovalorizzatore l'avrebbe fatto. SCUOLA E ASCENSORE Poche parole infine, in proporzione a quelle che i partiti dedicano al tema, sulla più importante delle infrastrutture da "fare" in Italia: la scuola e l'Università. Boselli la proclama pubblica. Il Pdl la vuole privata, nel senso di a ciascuno la sua, secondo cultura, gusto, religione e pure Regione. Bertinotti la vuole capace di assumere tutti i precari e includere tutti gli immigrati. Ma parlano tutti in fondo della scuola che c'è. Veltroni invece ha detto una cosa diversa: la scuola sia domani quel che oggi non è: "ascensore sociale", cioè promuova i migliori. Vuol dire, ma Veltroni non lo ha detto, rompere con l'equazione tra diritto allo studio e diritto al successo negli studi. Un piccolo premio dovrebbe per questo venire dall'elettorato al Pd (non a caso il partito più votato man mano che sale il livello di istruzione del votante). Ma sono davvero in molti a voler far partire questo "ascensore"?. Un ascensore, si sa, non fa salire tutti e comunque non tutti insieme. Alzi la mano il genitore disposto anche solo a pensare che può toccare a suo figlio/figlia restare a piano terra. (2 continua).

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Scambi d'accuse per una delibera lenta (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAONARA. L'atto è del 30 gennaio. Paolucci sospettoso, Buso: "Normale burocrazia" Scambi d'accuse per una delibera lenta SAONARA. Una delibera di giunta datata 30 gennaio 2008 e contenente alcune variazioni al Piano urbanistico particolareggiato di Saonara è l'argomento della nuova polemica a distanza tra l'ex consigliere comunale del Pd Paolo Paolucci e Andrea Buso, sindaco uscente e candidato del centrodestra. "E' scandaloso, a tutt'oggi questa delibera non è ancora stata pubblicata - esclama Paolucci - Benché si tratti di un atto che potrebbe produrre variazioni in grado di avvantaggiare alcuni soggetti e di sfavorirne altri. Voglio sapere perché questo è accaduto ed esaminare la delibera per capire cosa contiene. E' questione di trasparenza, correttezza e legalità: chi è eletto e fa il sindaco deve attenersi strettamente alla legge". "Paolucci si preoccupa per questo? - ironizza Buso - Dovrebbe sapere che la pubblicazione di una delibera non dipende dal sindaco ma dall'ufficio di segreteria. Non c'è nulla di strano nell'essere chiamato a firmare una delibera con qualche tempo di ritardo. L'atto di cui parliamo poi contiene solo piccoli adeguamenti, per impedire che vi siano appartamenti al piano terra su di una piazza". "Innanzi tutto il termine per la pubblicazione di una delibera non è perentorio, altrimenti l'atto stesso sarebbe decaduto - chiarisce la segretaria comunale Nadia Celeghin - Abbiamo avuto molti atti di indirizzo da assolvere. Ora pubblicheremo anche questa delibera". (Patrizia Rossetti).

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Lo sviluppo di trieste (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità LO SVILUPPO DI TRIESTE Eppure ancora oggi c'è chi, di fronte a progetti che si sono materializzati sotto il mio mandato, rivendica sterili primogeniture. Dico sterili perché parlare è facile, realizzare invece è cosa notoriamente assai più complicata. Ho sempre reputato nel mio impegno amministrativo prioritario il pragmatismo del fare all'apparenza delle campagne comunicative basate sul faremo. A ognuno il suo, insomma, decidono poi i cittadini se farsi governare da chi posa le prime pietre per avere la foto sui giornali, o da chi i cantieri li apre sul serio e poi anche li chiude. Ma devo riconoscere al consigliere Omero di non essere stato il primo a muovermi questa osservazione: è da quando ho iniziato a conseguire importanti obiettivi nel mio impegno in politica che mi sento dire che devo ringraziare qualcun altro. Com'è accaduto quand'ero sindaco di Muggia e inauguravo Porto San Rocco, dopo anni che i progetti avevano dormito nei cassetti degli uffici. Certo, in Italia per completare un'opera di media la burocrazia e l'incapacità diffusa si portano via lo spazio di una generazione. L'importante, però, per chi governa con responsabilità è riuscire a rompere questo freno e portare a termine i progetti, perché alla resa dei conti nel lavoro, come nella vita, i fatti - fino a prova contraria - contano molto più delle parole. Ma senza entrare troppo nel merito di quanto dichiarato dal consigliere Omero, per quel che riguarda il piano per la media distribuzione volevo solo far presente a tutti che nella nostra città esistono tanti piccoli e medi commercianti, che non possono essere ridotti al fallimento a causa dell'avvio di aperture indiscriminate a favore delle grandi superfici di vendita. Bisogna regolamentare e consentire ai nostri esercenti di innovarsi e di rafforzare la loro offerta commerciale, per non subire i contraccolpi del futuri insediamenti delle Noghere e del Silos. Quest'ultimo, per l'esattezza, è l'unico centro previsto in città dal piano commerciale, che fra l'altro è stato approvato anche dallo stesso Omero. Ci troviamo, quindi, di fronte ad un passaggio non semplice da governare, in cui sono in gioco lo sviluppo complessivo di Trieste e la tenuta economica di un migliaio di famiglie la cui fonte di reddito proviene dal commercio. Per questo, e sono d'accordo con lui, l'auspicio finale del consigliere Omero è ampiamente condivisibile: una collaborazione leale fra maggioranza e opposizione, per una crescita sostenibile del comparto che si inserisca in una Trieste che abbiamo saputo indirizzare non solo verso un cambiamento urbanistico, ma anche culturale. Roberto Dipiazza sindaco di Trieste.

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Abs, impianto ecologico bloccato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pozzuolo. L'azienda ha investito 1,5 milioni per ridurre le polveri durante il taglio del ferro. Giovedì la pratica sarà analizzata dalla Conferenza dei servizi di palazzo Belgrado Abs, impianto ecologico bloccato dalla burocrazia Il nuovo stabilimento non può aprire, da quasi un anno attende l'autorizzazione della Provincia Il capannone è distante dalle abitazioni di GIACOMINA PELLIZZARI POZZUOLO. All'Abs il nuovo impianto di ossitaglio è pronto da mesi, ma non può operare perché manca l'autorizzazione della Provincia. Poco importa se l'investimento ammonta a un milione e mezzo di euro, la domanda presentata lo scorso 30 maggio si è incagliata nelle scrivanie di palazzo Belgrado. Uno spiraglio potrebbe aprirsi giovedì prossimo nel corso della Conferenza dei servizi, riunita dal commissario straordinario, Vittorio Tallandini, che il 26 novembre scorso ha avviato la procedura. L'ossitaglio, meglio noto come taglio termico dei rottami ferrosi di dimensioni notevoli, consente di tagliare alcuni metalli utilizzando come mezzo di sezionamento un getto di ossigeno che sfrutta la combustione del ferro. Un'attività che genera polveri e ossidi di azoto e attualmente svolta in un'area vicina alle abitazioni. Anche se l'impianto esistente rispetta le norme ambientali, l'acciaieria di Cargnacco ha deciso di spostarlo in una zona più lontana adottando tecnologie innovative anche dal punto di vista del contenimento delle polveri. Peccato che a bloccare il trasloco sia stata la Provincia che a quasi un anno di distanza dall'inoltro della richiesta di autorizzazione non si è ancora espressa. Molto probabilmente lo farà giovedì nel corso della Conferenza dei servizi. L'auspicio dell'azienda, ma anche dell'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) resta quello di ottenere il via libera per inaugurare un reparto che ha tutte le carte in regola per garantire condizioni di lavoro migliori e abbattere, al di sotto dei limiti minimi previsti, vale a dire 5 microgrammi per metrocubo, le emissioni di polveri nell'ambiente. L'Abs attraverso la Qualisteel del gruppo Danieli che lavora esclusivamente per l'azienda di Cargnacco, ha deciso di investire su un impianto in grado di convogliare i fumi di combustione nelle vasche d'acqua che, come si legge nella relazione tecnica, "assolvono pienamente la loro funzione di depolverazione primaria. Un trattamento che consente la solubilizzazione della piccola quantità di ossidi di azoto eventualmente formatisi durante la combustione del metano e il preriscaldo della linea di taglio". Il ciclo produttivo prevede, infatti, diverse fasi lavorative: dal deposito in un'area di stoccaggio dei metalli da tagliare si passa al taglio manuale o automatico e quindi alla rimozione dei prodotti tagliati prima di consegnarli ai clienti. L'impianto funzionerà su tre turni lavorativi.

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Stiamo mettendo a norma le scuole (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore provinciale Bellini risponde all'allarme sicurezza dell'ex Provveditorato mentre i Comuni tacciono "Stiamo mettendo a norma le scuole" Solo una su tre ha già la prevenzione incendi per l'agibilità Quel dato spuntato fuori quasi casualmente, il 70% degli edifici scolastici non ha le carte in regola in fatto di sicurezza, fa effettivamente venire i brividi. "Ma non bisogna creare allarmismi, per quanto riguarda gli edifici di competenza provinciale, la situazione è articolata ma sostanzialmente sotto controllo, sia sul piano politico che tecnico". E' l'assessore Mario Bellini a rispondere per primo al dirigente scolastico Vincenzo Viglione, che aveva chiesto alle istituzioni di battere un colpo. Bellini parla per i 28 edifici di competenza del Castello, sul totale di 201 (il resto è in mano ai Comuni), in sostanza le scuole superiori, passate di mano da non molto tempo. "In pochi anni è stato di fatto impossibile, finanziariamente parlando, ovviare ad una situazione vecchia di almeno cento anni. Per circa un secolo le scuole, praticamente tutte comunali, non hanno avuto l'agibilità perchè i Comuni stessi non pensavano affatto di darsela" è la premessa dell'assessore provinciale. Questione di carte e burocrazia, mancante dal momento della costruzione della scuola, ma non solo. I soldi per adeguare le scuole alle nuove normative "si sono ridotte a piccoli rivoli del tutto inadeguati, sia nei 5 anni del governo Berlusconi che nei 2 anni del governo Prodi" aggiunge Bellini. La foto scattata dal Castello, comunque, è questa. Per quanto riguarda i Certificati di prevenzione incendi, indispensabili per avere l'agibilità, la Provincia ha presentato ai Vigili del fuoco "ricevendone pubblico riconoscimento dal loro nuovo comandante", tutti gli esami-progetto. Per un terzo i Cpi sono già stati rilasciati, per un altro terzo "stiamo facendo i lavori necessari per ottenerli" e per l'ultimo terzo si è ancora in attesa dei finanziamenti statali erogati dall'ultima Finanziaria. Mancano i parafulmini? "Va specificato - è sempre Bellini ad annotarlo - che esiste una normativa per la quale non per tutti gli edifici è necessario installarli e che nel nostro caso li abbiamo installati in tutti i luoghi in cui è previsto". L'Asl compie controlli annuali per quanto riguarda la messa a terra degli impianti elettrici. Per quanto riguarda l'impianto termico, "tutte le nostre scuole hanno il collaudo, tranne qualle in cui c'è il teleriscaldamento, per il quale non serve il certificato di collado in quanto non c'è la caldaia in cenrale termica". E' in atto una corsa contro il tempo per mettersi in regola entro il termine della proroga concessa, in maniera mirata, dalla Regione per tutti i fabbricati sottoposti a lavori di messa a norma. L'ultimissima data utile è il 31 dicembre 2009. Resta da capire quali sono le condizioni delle scuole di proprietà dei vari Comuni, che restano la grande maggioranza degli edifici scolastici. Stando all'indagine dell'Ufficio scolastico provinciale, non c'era una differenza di base particolarmente marcata tra le due gestioni, quella provinciale e quelle comunali, per quanto riguarda la disponibilità della documentazione sulla sicurezza. E in caso d'incidenti questa condizione di scopertura può aggiungere problemi a problemi. (s.c.).

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MONZA-BRIANZA, PONZONI: VOGLIAMO PROVINCIA LEGGERA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano, 27 marzo 2008 - "Non vogliamo un clone della Provincia di Milano. Monza e Brianza dovrà essere una Provincia nuova, più snella e realmente vicina al cittadino; è un ente che sta nascendo in un momento delicato, in cui i costi della politica e della burocrazia sono al centro del dibattito politico; cerchiamo perciò di costruirla più leggera possibile, a misura di cittadino, non semplicemente con un passaggio di competenze da Milano. C'è bisogno, ad esempio, di una nuova sede della prefettura, visto che una sede di rappresentanza esiste già?". Lo ha detto oggi l'assessore alla Protezione Civile, prevenzione e Polizia locale, con delega all'attuazione della Provincia di Monza e Brianza, Massimo Ponzoni, incontrando il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e il sindaco di Monza, Marco Mariani. A quasi quattro anni dall'approvazione della legge istitutiva della nuova Provincia brianzola, Regione Lombardia ha già compiuto tutti gli adempimenti in vista della sua costituzione, prevista per il 2009. Lo ha affermato lo stesso Ponzoni, ricordando le date delle "tappe" di avvicinamento verso la costituzione del nuovo ente territoriale: dalla promozione dell'accordo di programma per la realizzazione del Polo istituzionale sull'area dell'ex caserma 4 novembre (23 novembre 2005), fino alla costituzione del Consiglio della Camera di commercio di Monza, approvata con delibera della Giunta regionale il 28 novembre del 2006; risale, invece, all'8 novembre del 2007 l'istituzione dell'Azienda lombarda per l'edilizia residenziale (Aler) della provincia di Monza e Brianza. Molto più recente (19 marzo scorso) l'approvazione della legge di riordino della sanità regionale, con la creazione della Asl di Monza e Brianza e delle due Aziende ospedaliere di Monza e Desio - Vimercate. Regione Lombardia è stata, dunque, la prima istituzione a deliberare a favore dell'autonomia brianzola, riconoscendo tra l'altro la decisione di cinque Comuni (Cornate d'Adda, Caponago, Busnago, Roncello e, da ultimo, Lentate sul Seveso) che hanno chiesto di entrare a far parte della nuova Provincia. . <<BACK.

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Conversazione sulla <questione settentrionale> (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Conversazione sulla "questione settentrionale" Illy: "Veltroni ce la sta mettendo tutta ma il Nord vota il Cavaliere di default" "È in atto una secessione strisciante delle imprese" "Alitalia è una vicenda gestita con approccio dirigista e non sempre le decisioni dirigiste reggono alla prova del mercato. Ora siamo all'ultima spiaggia". Il presidente del Friuli Riccardo Illy sul caso Alitalia non si iscrive affatto al partito della moratoria, che pure nel Nord ha trovato autorevoli esponenti, e difende a spada tratta il mercato e la concorrenza: "Se Malpensa vuole diventare un hub non può deciderlo lo Stato. Mica l'aeroporto di Parigi è un hub perché c'è Air France, o quello di Londra è un hub perché c'è la British Airways. Un aeroporto è un hub perché offre un ventaglio di servizi a un ventaglio di compagnie". Anche i sindacati, per Illy, hanno una loro responsabilità nell'immobilismo di questi anni: "Servizi in monopolio, diritto di sciopero, divieto di licenziamento formano un triangolo maledetto. Per uscirne non potendo toccare i diritti, anche se il diritto non può tramutarsi in veto, si deve agire sul monopolio". Illy non si stupisce che il Nord, come dice Penati, non sia riuscito a fare sistema su questa vicenda: "È difficile quando ognuno tira acqua al suo mulino: Milano gioca la sua partita, Venezia sta diventando un hub? Ci sono troppi interessi in contrapposizione". La soluzione? "Come sui conti pubblici ci penserà l'Ue. Arriverà il commissario alla concorrenza e ci darà l'aut aut. A quel punto o Alitalia fallirà, come probabile, o la comprerà Air France. Questa idea dell'italianità non ha senso. In Spagna le grandi imprese sono controllate da capitale straniero ma l'economia tira". Il governatore del Friuli, però, denuncia un pericolo più generale. E, da imprenditore, lancia il suo grido d'allarme: "È già in atto una secessione strisciante di imprese che traslocano. La secessione di cui parlo non ha nulla a che fare con la protesta contro Roma ladrona. È una migrazione silenziosa di una parte dell'Italia che, a differenza dell'altra, si sente pienamente in Europa". Questa secessione, per Illy, non è urlata politicamente, ma si verifica in base a una convenienza economica: "Se un imprenditore del Friuli va in Slovenia vede che la manodopera costa un terzo in meno, le imposte sono al 25 per cento, da noi sono al 30, gli aiuti dell'Ue rientrano nell'"obiettivo uno", mentre noi rientriamo nell'"obiettivo due" e ne abbiamo la metà. Per non parlare - penso anche alla Francia, all'Austria - della burocrazia più snella e della velocità decisionale". Per Illy è necessario che la politica dia risposte, e anche in fretta per evitare, come ha scritto nel suo libro, che l'Italia perda il Nord. E che lo perda la sinistra: "La politica nel suo complesso si è mostrata indifferente. Veltroni ce la sta mettendo tutta. Penso non solo alle candidature di Calearo e Colaninno ma al suo programma su infrastrutture, trasporti, liberalizzazioni. Ed è giusta l'idea di un rappresentante del Nord-Est nel governo. È un'area che ha ancora una specificità produttiva, il capitalismo molecolare di cui tanto si è parlato. E soprattutto una specificità culturale: impegno esclusivo sull'impresa, cultura del lavoro, ma anche disattenzione alle questioni pubbliche, idea che si può fare a meno della politica. Per questo Veltroni deve insistere". La questione settentrionale, per Illy, è assai diversa rispetto agli anni Novanta: "Guardi, forse non è neanche un bene, ma non c'è protesta. E, se c'è, è latente e quasi rassegnata". Il governatore del Friuli non crede che la ricetta antimercatista di Tremonti sia una risposta adeguata alle ansie degli imprenditori: "Quando mai ha funzionato il protezionismo? Perché piuttosto Tremonti invece di parlare di dazi non dice che è necessario ridurre il carico tributario sul reddito d'impresa? Questo sì che aiuterebbe a stare sul mercato. Aggiungo che il dibattito avviato da Tremonti è già datato". Un esempio? "Electrolux aveva trasferito in Ungheria la produzione dei pannelli comando delle sue lavatrici. Ora, rifatti i conti della fase dell'assemblaggio, sta ritornando in provincia di Pordenone. Vale per molte altre aziende: la delocalizzazione è stata un miraggio. La concorrenza cinese ha penalizzato la bassa qualità del tessile. Ma sull'alta qualità siamo competitivi. Basti vedere i dati dell'export di tessile verso India e Cina". Eppure Illy, nonostante tutto, è scettico sul fatto che il Nord possa voltare le spalle a Belusconi: "Berlusconi non parla al Nord da tempo. E quando ha governato non lo ha rappresentato. Basti pensare alla sorte della dual income tax , inserita da Visco e tolta da Tremonti, che consentiva alle imprese più capitalizzate di pagare meno imposte. Ma penso che il Nord lo voterà in modo preconcetto e disilluso pur sapendo che non cambierà nulla. Vale per gli imprenditori ma anche per gli operai e impiegati che vedono minacciato il loro posto di lavoro e possono cedere alle sirene protezioniste". (de angelis) 27/03/2008.

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A DELHI ALTAGAMMA COMPIE UN ALTRO PASSO PER LO SVILUPPO DEL SETTORE LUXURY IN INDIA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alla presenza del Ministro del Commercio e dell'Industria Indiano, Kamal Nath, Altagamma e la Confederation of Indian Industry (la Confindustria Indiana) hanno segnato un ulteriore passo avanti nella collaborazione tra Italia e India per lo sviluppo del settore dell'alto di gamma. Nel corso di un Forum organizzato da Altagamma e dalla Cii (Confederation of Indian Industry) a Delhi, che prevede anche nella giornata di domani numerosi incontri business to business, Leonardo Ferragamo, presidente di Altagamma, e Sanjeev Goenka, ex Presidente di Cii, hanno siglato un Memorandum of Understanding, con la benedizione del super Ministro Kamal Nath. Il mercato indiano è visto dagli operatori del Luxury come uno dei più promettenti, per quel mix di boom economico e di sofisticata cultura estetica che differenzia l'India da molti paesi asiatici emergenti. Ma una tradizione protezionista rende l'esportazione in questo Paese dei prodotti di lusso delle marche internazionali molto difficile. "Sono certo - ha dichiarato Leonardo Ferragamo - che i nostri due grandi Paesi saranno partner affiatati in questo importante settore dell'eccellenza, perché molto condividono in termini di gusto e di eredità culturale, fattori fondamentali per lo sviluppo dell'alto di gamma. Questo memorandum è molto importante, perché traccia le linee guida di un rapporto di collaborazione paritario e proficuo. Tuttavia ? ha concluso Ferragamo - resta molto da fare affinché anche in questo mercato si applichino i principi della libera concorrenza. " Lo stesso Ministro Kamal Nath, che è da lungo interlocutore privilegiato di Altagamma, ha sottolineato la difficoltà che il Governo incontra ad approvare leggi che riducano i dazi di importazione sui cosiddetti prodotti di lusso, tuttora principale ostacolo all'entrata dei brand internazionali nel mercato indiano. "Ogni volta che ci incontriamo, Altagamma mi chiede se c'è qualcosa di nuovo, e io rispondo che non c'è nulla di nuovo ma molto di meglio, nella nostra economia e nella nostra società", ha affermato il ministro Kamal Nath. "Eppure il nuovo è necessario", ha aggiunto il Segretario Generale di Altagamma, Armando Branchini. "Senza riduzione delle barriere tariffarie - e non tariffarie, come l'eccessiva burocrazia e le lungaggini doganali ? i prodotti delle nostre imprese continueranno a costare al consumatore indiano quasi il doppio che nel resto dell'Asia, cosicché questi stessi acquirenti continueranno ad andare a Hong Kong o a Dubai per comprarli". L'accordo prevede progetti di collaborazione tra Italia e India non solo nei rapporti diretti tra le imprese dei due Paesi, ma anche nell'ambito della formazione, con piani di cooperazione tra Università e Scuole tecniche, al fine di condividere le rispettive competenze e di creare un terreno idoneo allo sviluppo del settore, anche dal punto di vista culturale. . <<BACK.

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Un altro intoppo sulla direttissima del goceano (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Regione ha richiesto lo studio di impatto ambientale sul secondo lotto della Ozieri-Pattada Un altro intoppo sulla Direttissima del Goceano La Provincia colta di sorpresa: ora i lavori sono destinati a prolungarsi a tempi indefiniti OZIERI. Anche sulla rettifica del secondo lotto della Ozieri-Pattada, tratto intermedio della Sassari-Nuoro e unico collegamento fra Monte Acuto e Goceano, la Regione ha richiesto lo studio di impatto ambientale. Una decisione inattesa per l'amministrazione provinciale di Sassari, impegnata nell'esecuzione dei lavori del primo lotto e pronta ad appaltare la sistemazione del tratto Iscias-stazione di Pattada. A rendere nota la novità che l'adempimento tecnico-amministrativo è subordinato all'esame del progetto da parte dell'assessorato regionale all'Ambiente sono stati i consiglieri provinciali ozieresi, Michele Calaresu e Michelino Pala che, alla luce dei dati raccolti nel corso di una verifica sullo stato di attuazione delle opere stradali nei territori del Monte Acuto e del Goceano, ritengono improbabile che i lavori possano essere avviati nell'anno corrente. Una brutta sorpresa, che rischia di causare notevoli ritardi nella realizzazione di un'arteria d'interesse regionale qual è ritenuta la Nuoro-Ozieri-Sassari. Notizie più incoraggianti, i due esponenti politici cittadini offrono sulla provinciale 102 che dal bivio sulla scorrimento veloce Chilivani-Mores va ad Ardara e da anni presenta un manto stradale fortemente danneggiato. "I lavori di bitumatura - precisano Calaresu e Pala - sono già stati avviati formalmente circa un mese fa, dall'impresa ozierese Saba costruzioni, per un importo complessivo di circa 200 mila euro. L'ultimazione dell'intervento è prevista tra circa 4 mesi". Sulla stessa direzione è la circonvallazione di Mores, i cui lavori erano stati sospesi per risolvere alcuni problemi tecnico-amministrativi. "La ripresa dei lavori per il suo completamento è prevista per il 24 maggio e la conclusione dovrebbe arrivare in breve tempo". Questa importante arteria renderà molto più rapido e agevole il collegamento con la 131 e quindi con Sassari e Cagliari. Infine, è imminente l'esecuzione dell'asfaltatura della strada Ittireddu-Foresta Burgos e della Ardara-Paule (passata di recente alle competenze della Provincia). Ma le cognizioni apprese dai tecnici hanno indotto i due consiglieri a una riflessione di tipo generale sull'attività che l'ente svolge sul fronte dei lavori pubblici. Un'attività che, com'è noto, vede la Provincia sul banco degli imputati. "Agli occhi del cittadino, che non conosce la reale complessità della burocrazia in fatto di opere pubbliche - sostengono Calaresu e Pala - spesso l'operato di alcuni enti appare caratterizzato da immobilismo. E' allora opportuno evidenziare come tutti i lavori che comportino la realizzazione di nuovi tratti stradali, abbiano, ovunque in Italia, un iter abbastanza lungo. Ciò è frutto della complessità tecnica delle opere da progettare, delle numerose verifiche (eseguite da più enti) sull'impatto ambientale, dalle procedure espropriative e da una serie di adempimenti normativi e giuridici a cui non si può derogare". A questi vanno aggiunti i problemi scaturiti in corso di appalto e di realizzazione e, purtroppo, anche i frequenti contenziosi con le imprese aggiudicatarie e, talvolta, con le amministrazioni comunali. "Ciò comporta - sostengono ancora i due consiglieri provinciali - che intercorrano tempi piuttosto lunghi tra il momento della decisione politica e quello dell'effettiva messa in funzione dell'opera". Da qui, l'esigenza condivisa dai tecnici e dagli amministratori di una sostanziale sburocratizzazione delle leggi che regolano la materia "soprattutto nell'iter autorizzativo, che consentirebbe il contenimento di sprechi di danaro, energie e tempo - hanno concluso Pala e Calaresu -. La complessità dei procedimenti nei lavori pubblici non migliora di certo la qualità dell'operato, ma va a discapito della trasparenza e dell'efficienza delle amministrazioni". Miuccio Farina.

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Via longarone, ancora proteste per le buche (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Via Longarone, ancora proteste per le buche Ma l'assessore assicura: "Già cominciati i lavori provvisori, entro pochi giorni la strada verrà livellata" Attendono da anni che la strada dove vivono venga sistemata e asfaltata. Ma tra burocrazia, cavilli ed espropri via Longarone, a Cussignacco, è ancora quasi completamente senza asfalto e per più di metà strada, senza illuminazione pubblica. E così, arriva una nuova protesta dei residenti, soprattutto dopo le giornate di pioggia di questi giorni. Il peggio, infatti, si raggiunge proprio quando le buche, che quotidianamente residenti e non devono schivare, si riempiono d'acqua rendendo impraticabile il passaggio. Dopo anni di proteste e tira e molla tra i vari soggetti coinvolti, più di qualcuno tra gli abitanti della zona sbotta. Soprattutto dopo la promessa di un intervento provvisorio da parte dell'amministrazione pubblica. I tempi per un intervento definitivo, infatti, non sono proprio dietro l'angolo, bisogna attendere almeno fino a fine anno per l'avvio dei lavori. E così, intanto, ieri gli operai del Comune hanno fatto visita alla strada per metterci una pezza. Un intervento che però ha allarmato alcuni residenti preoccupati del lavoro svolto, reputato non idoneo. "Se questo è l'intervento promesso - sbotta Daniele Andrian - è una presa in giro. Toffoletti ci aveva garantito momentaneamente il livellamento della strada e ora aspettiamo di vederlo realmente". Ma a rassicurare i residenti è direttamente l'assessore ai Lavori pubblici, Roberto Toffoletti, il quale garantisce che "i lavori appena iniziati avranno un seguito appena il terreno si asciugherà. Dopo aver gettato della ghiaia nelle buche - spiega l'assessore -, entro pochi giorni si passerà con una livella per appianare il tutto e dare una pendenza alla strada in modo che l'acqua defluisca regolarmente. Poi, attendendo che inizino i lavori veri e propri ci saranno altri passaggi per garantire intanto la praticabilità della via". (g.bel.).

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Ufficio dell'acli per aiutare a districarsi nella burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grosseto Ufficio dell'Acli per aiutare a districarsi nella burocrazia ORBETELLO. L'Acli viene incontro ai cittadini in difficoltà di tutta la provincia, quelli che non possono permettersi di sostenere le parcelle dei professionisti per gli adempimenti che devono essere necessariamenti svolti con precise scadenze. A questa rete di solidarietà non sfugge la sezione di Orbetello all'interno della quale è attivo il servizio di segreteria sociale, patronato e di assistenza fiscale per la verifica dell'estratto contributivo, conteggi di pensione, compilazione di domande per assegni familiari, domande di invalidità, assunzioni di collaboratori domestici. Le sede delle Acli di Orbetello che assicura tutti questi servizi facendo risparmiare ingenti spese agli interessati si trova al numero 2 di via Guerazzi, telefono 0564 850214. La stessa rimane aperta al pubblico tutti i martedì e giovedì mattina per attività di segreteria sociale, patronato, raccolta documenti per centro assistenza fiscale del Caf Acli provinciale. I pensionati, i cittadini e gli altri interessati possono rivolgersi all'ufficio di Orbetello per le attività di patronato e di consulenza fiscale e di dichiarazione dei redditi.

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Pochi vigili, traffico senza controlli a ronchi (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non si sblocca il problema dell'organico insufficiente a far fronte ai problemi di viabilità di una città da quasi 12mila abitanti Pochi vigili, traffico senza controlli a Ronchi L'unico agente che ha vinto il concorso non può essere inquadrato per ragioni burocratiche RONCHI Quattro mesi: tanti ne sono trascorsi da quando l'Amministrazione comunale ha completato il concorso per l'assunzione di un agente della polizia municipale. Un concorso, quello indetto a Ronchi dei Legionari, che ha avuto un vincitore, una donna, che non ha registrato alcun tipo di ricorso, il cui risultato è stato pubblicato già ai primi di gennaio, ma che non è ancora approdato al suo obiettivo finale, quello di un vigile urbano in più sulle vie cittadine. La causa ha dell'incredibile e sembra proprio essere figlia della classica ed imperante burocrazia all'italiana. Da un mese a questa parte, infatti, la persona dell'ufficio personale che dovrebbe occuparsi della formalizzazione della pratica è assente per malattia e nessun altro sembra essere in grado di occuparsi di quella che sembra essere una questione di stato. Così a Ronchi dei Legionari sul fronte della sicurezza e della viabilità la situazione di fa sempre più drammatica. Ronchi dei Legionari, 12mila abitanti, dispone oggi di un organico di 6 vigili, uno dei quali a part time ed uno a casa per maternità. Nemmeno negli anni Settanta c'era una simile situazione. Ed è normale che gli agenti della polizia municipale per le strade della città si vedano con il lumicino. A salvare la situazione sono solo le due ausiliarie del traffico che, però, non hanno competenze e poteri di un agente. E l'Amministrazione comunale? L'assessore competente, Enrico Masarà, alza le braccia e preferisce glissare sull'argomento, mentre il sindaco Roberto Fontanot parla di ristrettezze di bilancio e di una situazione che dovrebbe essere gestita a livello mandamentale. Da quella città mandamento che, anche su questo fronte, si rivela inconsistente quanto a vantaggi per il cittadino. "Purtroppo - sono le parole del primo cittadino - siamo figli di una politica di assunzioni dove non era la logica del servizio a prevalere, ma oscure manovre di ben altro genere. Così le pratiche si arenano e le assunzioni non si sbloccano" Un dibattito che si consuma settimana dopo settimana ma dal quale non s'intravede alcuna via d'uscita. Resta il fatto che a Ronchi dei Legionari l'organico è quello di un paesello di 5mila anime, che i vigili non fanno servizio la domenica e nei festivi, che spesso ce n'è uno solo in servizio e quindi non riesce nemmeno a rilevare un incidente, che la gente si lamenta e non trova risposte. Si erano presentati in 120, nel dicembre scorso, per la preselezione in vista delle prove previste dal concorso indetto dall'Amministrazione comunale per l'assunzione di un agente della Polizia municipale. Ma erano state complessivamente 126 le domande giunte all'ufficio del personale, 6 delle quali non sono state ritenute ammissibili. Ad aggiudicarsi il concorso una ragazza della provincia di Udine che attende ancora oggi di essere chiamata al lavoro. Luca Perrino.

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Sbagliato parlare solo di temi fiscali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-27 - pag: 17 autore: INTERVISTA Gianfelice Rocca "Sbagliato parlare solo di temi fiscali" Luigi Illiano ROMA "Questa campagna elettorale crea un illusionismo mediatico terribile, perché fa pensare che attraverso interventi della politica soltanto sui temi fiscali si possano creare fattori di successo nel medio e lungo periodo, in un'epoca globalizzata come la nostra. Secondo me così si innescano pericolose illusioni. La reale capacità competitiva futura è basata, invece, su educazione, ricerca e innovazione: tre elementi chiave per il benessere in questo secolo ", così Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria per l'Education sull'attuale momento politico. Come nascono le dieci proposte di Confindustria? Viviamo un momento che,forse, apre una nuova stagione con la nascita di due grandi partiti che tendenzialmente hanno escluso le ali estreme: questo può portare a una maggiore convergenza sui problemi del Paese. E ci auguriamo che accada. Ovviamente non può avvenire senza acquistare maggiore governabilità. Qual è il segnale più promettente per il dialogo? Nel Paese comincia a essere ripetuto e riconosciuto che il merito va posto al centro di tutte le azioni, in ogni campo. Occorre, quindi, creare un linguaggio comune e avere il coraggio di dialogare senza preconcetti e ideologie. Quali possono essere altri punti di contatto sulla scuola tra gli schieramenti politici? Ne vedrei almeno altri tre: più autonomia, più responsabilità, più valutazione. Significa gestione diretta delle risorse umane ed economiche. Per ogni punto abbiamo individuato un percorso specifico che si possa realizzare subito ma che sia anche espressione di un concetto più vasto. Autonomia nel reclutamento e lotta al precariato sono premesse di fondo? Certo, autonomia nel reclutamento del personale. Perché la nuova forma di creazione delle graduatorie di precariato sono le supplenze. Puntiamo a eliminare le liste nazionali. Quali i principali ostacoli da superare? La scuola ha un milione di dipendenti, richiede grande determinazione. Oggi elemento di grande freno sono le corporazioni, la burocrazia e la super-legiferazione. Qui si giocherà il tema della grande convergenza da costruire. Il vero fronte comune va realizzato rispetto alle spinte conservatrici. Nello specifico, quali sono gli sprechi nella scuola? La sfida è il personale. Meno assunzioni rispetto ai pensionamenti e i docenti vanno sostituiti premiando i più meritevoli. Poi, mi riferirei al confronto ItaliaGermania. In Germania ci sono, tra elementari e secondarie 9,3 milioni di studenti contro 6,8 italiani e gli insegnanti in Germania sono 595mila in Italia 645mila. Cioè, più insegnanti per meno studenti. Il personale non docente in Germania arriva a quota 50mila, in Italia a 168mila. Non meno problematico appare il fronte dell'università. Quali le mosse più importanti e urgenti? Prima di tutto vanno premiati gli atenei di successo. Con una cifra al di fuori del negoziato del Ffo (Fondo di finanziamento ordinario, ndr). Auspichiamo che il Governo possa destinare 350 milioni alle sole università sottofinanziate. Ed entro tre anni arrivare almeno al 30% del Ffo da indirizzare al merito. Come sciogliere il nodo del reclutamento? Gli atenei non possono competere sul piano internazionale con gli attuali sistemi di reclutamento dei professori. Ogni università meritevole deve poter assumere in proprio. Quanto costerebbero gli interventi da voi proposti? Come già detto, per la scuola esistono amplissimi margini per trovare le risorse attraverso l'eliminazione degli sprechi. L'università, invece, in Italia è oggettivamente sottofinanziata. Per cui auspichiamo un aumento della spesa ma solo con fondi aggiuntivi che vanno a premiare i meritevoli. Stiamo parlando di investire 350 milioni di euro rispetto alle cifre gigantesche che si stanno giocando in termini di riduzioni fiscali. Vicepresidente education. Gianfelice Rocca EMBLENA.

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Il Wall Street Journal benedice Walter <Lui si batte per cambiamenti drastici> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-27 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il caso Dopo le critiche a Berlusconi il quotidiano di Murdoch apre al leader pd Il Wall Street Journal benedice Walter "Lui si batte per cambiamenti drastici" DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - A prima vista, a guardare titolo e foto, neppure l'Unità quando era giornale del Pds dava un'immagine così epica dei suoi dirigenti. Il Wall Street Journal ha riservato ieri al segretario del Partito democratico italiano una particolare apertura di credito. Lo ha fatto in un articolo accompagnato da un'istantanea di Walter Veltroni dal viso pugnace e dalla mano destra contratta in una postura da dinamico condottiero. Titolo: "In Italia, un appello a riorganizzare drasticamente le cose". Segni di interesse in vista delle elezioni di aprile che risaltano, soprattutto dopo la bocciatura assegnata il giorno precedente dalla stessa testata a Silvio Berlusconi, definito un "media mogul", gigante dei mezzi di informazione, che al governo "ha deluso", un "politico disposto a tutto pur di tornare al potere". Il quotidiano più accreditato tra gli investitori finanziari di New York, poco attratti dalla burocrazia italiana e dai suoi costi, ha voluto mettere al corrente i lettori che Veltroni desidera farla finita con la necessità di "60 diverse autorizzazioni per aprire un'autofficina" nel nostro Paese, si prefigge di abbassare il debito pubblico dal 104% del Prodotto interno lordo del 2007 a meno del 90% entro il 2013, taglierebbe le tasse dell'1% del Pil all'anno. Sull'edizione europea, anche un richiamo in prima pagina. "Veltroni dipinge un quadro desolato del Paese che aspira a guidare", hanno scritto per il Wsj da Roma Gabriel Kahn e Anna Luca Di Leo. Quasi annuendo, l'articolo osserva che "in Italia la forza lavoro invecchia più in fretta che in ogni altra grande economia europea", che "deficit alti hanno azzoppato la capacità di investire nel futuro". Il Wsj non dà per scontato che Veltroni diventi presidente del Consiglio, riferisce che nei sondaggi il Pd è superato da Berlusconi, ma aggiunge che "un terzo degli elettori resta indeciso". Paralleli In passato il Wall Street Journal è stato critico anche con il socialista spagnolo José Luis Zapatero ( a sinistra) Unica eccezione tra i candidati primo ministro di centrosinistra Tony Blair ( a destra).

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Le trame (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

10.000 a.c. di Roland Emmerich, con Steven Strait e Camilla Belle [Usa 08] Nuovo parto del "re" dei blockbusters. Dopo L'alba del giorno dopo, ecco una preistoria cupa e violenta. Trionfo di effetti speciali, mammut da combattimento. C'è spazio anche per l'amore. 27 volte in bianco di Anne Fletcher, con Malin Akerman e Katherine Heigl [Usa 08] Jane idealista e romantica sembra essere confinata per sempre nel ruolo di "damigella d'onore". Ma quando la sorella minore Tess conquista il capo ufficio - di cui Jane è segretamente innamorato - tutto cambia improvvisamente prospettiva. Cenerentola e gli 007 nani disegni di Paul J. Bolger e Yvette Kaplan [Usa 07] Le favole "deontologicamente riscritte e scorrette" raccontate in Shrek hanno fatto scuola. Qui non sempre il bene trionfa sul male. Girato in 3D offre molti spunti tratti dalle favole dei Grimm, da Cenerentola alla Bella addormentata nel bosco. Ben shakerate. Colpo d'occhio di e con Sergio Rubini, con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini [Italia 08] Talentuoso scultore desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte, si imbatte in una giovane studiosa d'arte, Giulia. Ma c'è anche Lulli, intellettuale di fama che si invaghisce delle capacità dell'artista. E... Cover boy - l'ultima rivoluzione di Carmine Amoroso, con Luca Lionello e Eduard Gabia [Italia 07] Uno rumeno e l'altro italiano, sono diventati amici. Il primo è fuggito dal suo paese per cercare un futuro migliore, l'altro vive da precario la condizione di crisi del mondo occidentale. Grande grosso e verdone di e con Carlo Verdone, e con Claudia Gerini e Geppi Cucciari [Italia 08] A grande richiesta Verdone riprende tre dei suoi personaggi "cult" ovviamente rivisti, corretti e aggiornati. Su tutti, la coppia di cafoni Moreno Vecchiaruti con Enza Sessa con Verdone e la Gerini in gran spolvero. I padroni della notte di James Gray, con Joaquin Phoenix e Eva Mendes [Usa 07] New York anni '80, corruzione, droga e sesso a gogo. Qui il regista ambienta la storia di una famiglia. Due fratelli, uno poliziotto come il padre, l'altro gestore di un night. Il petroliere di P. T. Anderson, con Daniel Day-Lewis e Ciaràn Hinds [Usa 07] Sulla frontiera della California scoppia la "febbre dell'oro" e un povero minatore riesce a realizzare il sogno di trasformarsi in petroliere. Oscar a Daniel Day Lewis come migliore attore protagonista. La banda di Eran Kolirin, con Sasson Gabai e Khalifa Natour [Israele 07] In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Erano venuti per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, sono arrivati all'aeroporto senza trovare nessuno che li aspettasse. E allora cercano di cavarsela da soli. La volpe e la bambina disegni animati di Luc Jacquet [Francia 07] Affascinante docu fiction nel mondo animale, racconta la storia d'amicizia fra una bimba e una volpe. La voce italiana è di Ambra Angioini. Lezioni di felicità di Eric-Emmanuel Schmitt, con Catherine Frot e Albert Dupontel [Francia 06] Odette dovrebbe essere infelice per quanto le accade nella vita e invece ha un atteggiamento positivo. Il suo sogno è incontrare Balthazar Balsan, il suo autore preferito. Nelle tue mani di Peter Del Monte, con Kasia Smutniak e Marco Foschi [Italia 07] Storia d'amore travolgente e drammatica tra Mavi, ragazza originaria di Spalato, dal passato oscuro e fragile, e Teo, astrofisica. L'incontro complice un incidente, il matrimonio e la nascita di un figlio travolgono i loro destini. Non è un paese per vecchi di J. e E. Coen, con J. Bardem e J. Brolin [Usa 07] Tatto dal romanzo di Cormac McCarthy. Bardem è uno spietato killer sulle tracce di un cacciatore che ha scoperto troppo: cadaveri, un carico di eroina e due milioni di dollari... Onora il padre e la madre di Sidney Lumet, con Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke [Usa 07] Due fratelli squattrinati: Alex è tossicodipendente mentre Hank è un perdente cronico. I due decidono di rapinare la gioielleria dei genitori, colpo perfetto ma che degenerà in tragedia. Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud [Francia 07] Marjane bimba iraniana felice per la caduta dello Scià, vedrà presto svanire le sue speranze dall'ascesa del fondamentalismo. Andrà a studiare all'estero ma sopraffatta dalla nostalgia tornerà in Iran, dove la situazione è sempre più drammatica. REC di Paco Plaza e Jaume Balaguerò, con Manuela Velasco e Martha Carbonell [Spagna 08] Notti di incubo per questo horror spagnolo pieno di tensione. Una equipe televisiva accompagna una squadra di pompieri in una notte di semplice routine, che si trasforma invece in un vero e proprio inferno. Questa notte è ancora nostra di Luca Miniero e Paolo Genovese, con Nicolas Vaporidis e Massimiliano Bruno [Italia 08] Di lavoro fa il becchino, il venticinquenne Massimo che ha molti amici. Il suo sogno è quello di incidere un disco on la sua band, ma il discografico vuole una voce femminile "a prova di bomba". Spiderwick di Mark Waters, con Joan Poltwright e Marie Louise Parker [Usa 08] Cose molto strane cominciano ad accadere nel momento in cui la famiglia Grace lascia New York e si trasferisce in una vecchia casa isolata di proprietà del loro lontanissimo zio, Arthur Spiderwick. Incapaci di spiegarsi le stranezze e le sparizioni che sembrano verificarsi quotidianamente, la famiglia cerca di scoprire cosa stia realmente accadendo e porta alla luce la straordinaria verità sulla proprietà Spiderwick e sulle creature che vi abitano. Tutti i numeri del sesso di Daniel Walters, con Simon Baker e Winona Ryder [Usa 07] Roderick Blank, uomo di successo, vede la sua vita cambiare completamente quando riceve una mail dove sono elencate le donne "conquistate" in passato e quelle con cui farà sesso in futuro. 101 nomi, ma una donnanon compresa nella lita - è pronta ad uccidere pur di entrarci.

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<Cultura, a Sud non si sa ancora come spendere> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-03-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE All'interno SOPRINTENDENZE & DINTORNI "Cultura, a Sud non si sa ancora come spendere" "La cultura in Italia è in piena crisi finanziaria": Carla Bodo, esperta di economia della cultura, parla di "inefficienza della burocrazia al Sud" e di "Regioni che non vogliono far sapere quanto spendono". A PAGINA 19 Armiero SUCCIVO Archeologia, lezione per i bambini delle elementari Nell'ambito della Settimana della cultura a Succivo è stata organizzata una coferenza per i bambini delle elementari per fargli scoprire l'archeologia. In 160 hanno ascoltato le parole delle archeologhe. A PAGINA 9 Faenza.

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SULMONA - La burocrazia, quando è inefficiente, rappresenta oltre un danno, un costo per i citt (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ORNELLA LA CIVITA SULMONA - La burocrazia, quando è inefficiente, rappresenta oltre un danno, un costo per i cittadini e le imprese. "Quali sono gli impegni su questo tema dei sei candidati sindaci?". Tutti concordi sulla necessità di ridurre i tempi di attesa. Michele Lombardo (Pd): "Un Comune "aperto". È questo che immagino. Rendere più efficiente lo sportello alle imprese per evitare che le società rimangano impigliate nelle maglie della burocrazia. Per i cittadini maggiori risposte anzi, riscontri certi. Basta con il pellegrinare da un ufficio a un altro. E poi c'è internet. Tutto il lavoro dell'amministrazione e degli uffici sarà pubblicato sul sito". Fabio Federico (Pdl): "Pretenderò una amministrazione snella che sia in grado di dare risposte in tempi rapidissimi che si tratti di imprese o di "semplici" cittadini per questo i dipendenti comunali saranno a disposizione dei sulmonesi per gran parte della mattinata. Gli assessori? Saranno nominati non per "grazia ricevuta". Dovranno raggiungere degli obiettivi in tempi certi. Se non ci riusciranno? Torneranno a casa". Silverio Gatta (La Sinistra arcobaleno): "Al di là della trasparenza, occorre ridurre i tempi di attesa rendendo più efficace lo sportello per le attività produttive e snellendo le procedure per i cittadini. Ora in Municipio si va per tentativi ed è una situazione non più tollerabile". Carlo Alicandri Ciufelli (Un'altra Sulmona è possibile): "Se Sulmona vuole ripartire è sulla macchina amministrativa che occorre premere l'acceleratore. Come? Valorizzando le professionalità presenti e individuare dove investire nelle lacune. In questo modo il Comune sarà uno strumento facilitatore e non più un ostacolo per i cittadini e le imprese". Emiliano Splendore (La Destra): "È mia intenzione istituire uno sportello d'ascolto per il cittadino tenendo ben presente che la stanza del sindaco dovrà essere "senza porte". Nessun city manager. No alle consulenze a pagamento. Occorre valorizzare le capacità dei dirigenti che ci sono. In ultimo, ma non ultimo, ridurre le indennità del sindaco quella degli assessori e dei membri degli enti sovracomunali". Pino Schiavo (Udc): "Il nostro progetto può essere riassunto in due parole "Comune Amico". Dove sarà possibile ridurre gli obblighi burocratici dove invece questo non sarà possibile, i cittadini e le imprese sarnno aiutate con il disbrigo delle pratiche utilizzando anche il sito internet con la prefigurazione dei modelli da compilare".

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Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono fattori di attra (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MAURO EVANGELISTI Il turismo a Roma cresce, ma meno che nelle altre capitali europee. Servono fattori di attrazione nuovi: come un casinò sul litorale. Ecco, la proposta lanciata ieri dal candidato a sindaco del Pdl, Gianni Alemanno, che è andata a far sussultare il tavolo del dibattito nella corsa al Campidoglio. Qual è l'idea del uomo del Popolo della Libertà? "C'è bisogno di integrare il turismo culturale con il turismo dello svago. Ad esempio a Roma non c'è un casinò e ci deve essere. Va realizzato sul litorale e a spese dei privati. Il casinò è un'antica richiesta dell'imprenditoria laziale che da tempo voleva farlo ad Anzio. È un'iniziativa imprenditoriale che porta risultati economici dal punto di vista fiscale, in cui lo Stato non mette una lira e invece porta a dei grossi risultati. Ho proposto anche di fare un fondo di solidarietà per iniziative sociali e assistenziali a Roma", ha detto al termine dell'incontro con i rappresentanti della Federalberghi nella sede di Corso d'Italia. Ed è andato oltre: "Dobbiamo pensare a un parco divertimenti, come Disneyland a Parigi, ma centrato sulla romanità". Sulla proposta del casinò sono arrivate molte critiche. "Rischia di portare interessi non trasparenti", ha detto il candidato del centrosinistra, Francesco Rutelli. Luciano Ciocchetti (Udc): "Non è certo una priorità". Replica di Alemanno: "Osservazioni puerili. Il casinò porta interessi poco trasparenti? Non mi risulta che Venezia, Sanremo o Saint Vincent siano il centro della criminalità organizzata". Ieri Alemanno ha voluto difendere con forza l'immagine della Capitale messa spesso alla berlina da un alleato del Pdl, la Lega: "Il mito di Roma ladrona è falso, Roma dà allo Stato più di quello che riceve. Uno dei punti essenzili della nostra alleanza è che la Lega la deve smettere di dire Roma ladrona". Dimenticata Roma ladrona e le invettive leghiste, Alemanno ha però cercato di mettere in fila una serie di proposte per rafforzare il settore turistico. Non solo casinò, certo. Secondo il candidato del Pdl, è importante mantenere la Notte Bianca ("rientra nella politica degli eventi per promuovere il turismo capitolino") ma con un'altra data: "Si deve svolgere non a settembre, con l'alta stagione, bensì in un periodo di bassa stagione per il turismo. Questo rientra nella logica di programmazione turistica non a spot ma che garantisca un'offerta costante. Il centrosinistra è ha fatto la Notte Bianca con soldi pubblici sulle spalle dei cittadini e in alta stagione. È stato uno spot che non è servito per il turismo". Ancora: il settore del turismo, tanto importante per Roma deve affrontare due moloch: burocrazia e decoro. "Sono necessarie due precondizioni per rilanciare il settore turistico a Roma: la lotta alla burocrazia e al degrado. Vogliamo smascherare un'attribuzione delle precedenti amministrazioni secondo cui il turismo a Roma è cresciuto. Bisogna precisare che è sì cresciuto ma meno rispetto alle altre capitali europee. Dobbiamo garantire l'offerta turistica attraverso l'istituzione di un marchio Roma, che permetta di qualificare le strutture e il servizio offerto. La vera sfida per Roma è quella di un turismo durante tutto l'anno". E su Alitalia, Alemanno boccia la virata francese: "La vendita di Alitalia ad Air France significa la subordinazione dei flussi turistici di Roma a Parigi".

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<Fondi pubblici per la cultura?\n Il Mezzogiorno non sa spendere> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-03-27 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE "Fondi pubblici per la cultura? Il Mezzogiorno non sa spendere" Carla Bodo dell'associazione "Economia della cultura": "Poca trasparenza e nessun coordinamento con enti locali" di MIRELLA ARMIERO "Fondi inutilizzati? A Pompei sono stati già sottratti trenta milioni di euro di finanziamenti... comunque in proposito non ho nulla da dichiarare". Taglia corto il sovrintendente Guzzo dopo la denuncia della Uilbac sui 51 milioni di euro non spesi e fermi nelle casse di Pompei. Non ha voglia di commentare, specie in un momento delicato come quello attuale. Siamo infatti alla vigilia delle nomine previste dalla riforma Rutelli (termine ultimo 31 marzo): è assai probabile l'assegnazione a Guzzo della nuova sovrintendenza unica di Napoli e Pompei (Maria Luisa Nava potrebbe essere di partenza per Ostia), pare certa anche la riconferma di Spinosa alla sovrintendenza del Polo museale, mentre è totale silenzio sulla nuova sovrintendenza archeologica di Caserta e Benevento, di cui non si conoscono ancora né competenze né risorse. Il documento della Uilbac diffuso ieri chiedeva trasparenza nella designazione dei nuovi dirigenti e lamentava la mancata applicazione del principio di rotazione, denunciando anche lo spreco dei fondi non spesi. "Uno dei problemi è il mancato coordinamento tra sovrintendenze e regioni ", spiega Carla Bodo, vice presidente dell'associazione per l'economia della cultura e autrice per le edizioni Il Mulino di alcuni documentati rapporti sull'economia della cultura in Italia. Un'esperta del settore, che lancia l'allarme per "la grossa crisi finanziaria della cultura in Italia". "Sono molto sconfortata", aggiunge, "perché ormai nell'agenda nazionale la cultura slitta sempre in fondo". A proposito di fondi inutilizzati, la studiosa parla di "inefficienza". In che senso? "I pochi soldi che ci sono vengono spesi male, specie nel Mezzogiorno. Ricordo un episodio significativo che risale al periodo in cui Veltroni era ministro per i beni culturali. Allora fu varata una legge per il restauro dei teatri storici". Una cosa positiva, non è così? "Sì, ma quando ebbi l'elenco dei teatri restaurati rimasi abbastanza sorpresa. Nella lista figuravano circa venti teatri del Centro Nord, anche di paesi piccoli, e solo tre o quattro del Sud. Allora mi informai al ministero e mi dissero che le domande arrivate dal Mezzogiorno apparivano tutte irricevibili per vizi di forma o altro. Insomma, la burocrazia meridionale si era dimostrata inefficiente. Un fatto conconcreto, anche se personalmente lo ritengo inaccettabile. Bisognerebbe in questi casi creare una riserva per il Sud o fornire assistenza tecnica. Comunque, in generale, c'è tanto da fare e soprattutto bisogna creare un sistema e monitorare, conoscere i dati. Su questo piano siamo uno dei paesi più arretrati d'Europa". A questo proposito Carla Bodo ha scritto un graffiante articolo sulla rivista dell'associazione, dal titolo "Chi ha paura di monitorare la spesa pubblica in Italia?". E qui il problema si sposta agli enti locali. "Le Regioni", prosegue la studiosa, "non vogliono far sapere quanto spendono per la cultura. Non passa il criterio della valutazione perché si vanno a toccare interessi troppo forti e radicati". Eppure nei rapporti del Mulino erano indicate cifre ben precise. "L'ultimo rapporto è del 2000, dopo più nulla. Nel 2004 ho avuto un incarico dal ministero proprio per sapere quanto si spendeva al Sud per la cultura e poi nel resto d'Italia. Abbiamo lavorato su dati Istat, ma ci siamo accorti che nelle cifre confluivano anche voci di spesa ben diverse, come i fondi strutturali per la formazione professionale. Così ne abbiamo rilevato l'inattendibilità e ora non vengono più pubblicati. Il ministero aveva annunciato un tavolo di lavoro, ma non se ne è fatto più nulla. La verità è che non importa a nessuno, specie in tempi di risorse in calo. Le entrate dei beni culturali sono diminuite del 22 per cento in tre-quattro anni. Siamo in piena crisi". \\ "Fondi inutilizzati? Spesso è colpa di una burocrazia inefficiente soprattutto al Sud".

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Alemanno: <Un casinò sul litorale> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-27 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Centrodestra Il leader di An affronta il tema turismo: sì alla Notte bianca, ma solo in bassa stagione Alemanno: "Un casinò sul litorale" Il "no" di Rutelli: una scelta sbagliata, se lo può scordare Il candidato del Pdl: "Turismo da rilanciare, per cominciare la Notte bianca va spostata nella bassa stagione" "Roma è l'unica grande capitale europea a poter offrire il mare e questa risorsa deve essere sfruttata meglio". Come? "Realizzando con fondi privati un casinò sul litorale, penso a Ostia. Una parte dei proventi potrebbe essere indirizzata a opere di bene e di solidarietà ". è la proposta lanciata ieri da Gianni Alemanno, partecipando alla trasmissione Rai "Uno Mattina", e poi ribadita ai vertici di Federalberghi. Immediate le polemiche. "Proposta agghiacciante, Roma è città di valori religiosi e culturali", ha commentato Lucetta Scaraffia, Lista civica per Rutelli. E nel pomeriggio è arrivata la replica secca di Francesco Rutelli: "Chi ha proposto il casinò, se lo può scordare. è una proposta sbagliata, un errore che purtroppo rischia di portare con sé interessi non trasparenti. Chi vuole il casinò si scelga un altro candidato, perché io non lo farò realizzare ". Polemica chiusa? No, perché Alemanno ha a sua volta risposto: "Ipotizzare che la nascita di una casinò attragga interessi poco trasparenti è veramente una puerilità che lascia a bocca aperta. Non credo che Venezia, Sanremo, Saint Vincent siano diventati il centro della criminalità organizzata del nostro paese. è invece vero esattamente il contrario. è il gioco d'azzardo clandestino non certo quello legalizzato e regolamentato dallo Stato che genera traffici illeciti e Roma è l'unica capitale europea a non avere un casinò". Inoltre, secondo l'esponente di An, "il casinò è un'antica richiesta dell'imprenditoria, c'è un vecchio progetto per Anzio bloccato da anni. è un'iniziativa che porta grandi risultati economici. Credo che il vedere qualsiasi iniziativa imprenditoriale come un fatto negativo, è una cosa della sinistra che deve essere superata". Gianni Alemanno ha scatenato anche altre reazioni critiche dal centrosinistra, dopo aver parlato di turismo. "Voglio smascherare un'attribuzione delle precedenti amministrazioni secondo cui il turismo a Roma è cresciuto. è vero, c'è stato un aumento delle presenze, ma inferiore rispetto alle altre capitali europee. Dobbiamo garantire l'offerta turistica attraverso l'istituzione di un Marchio Roma, che permetta di qualificare le strutture e il servizio offerto. è necessaria inoltre una politica degli eventi, con lo spostamento della Notte Bianca dall'alta alla bassa stagione. Così è troppo facile, ma non serve per turismo. La vera sfida per Roma è quella di portare visitatori durante tutto l'anno". Fra le proposte, anche la realizzazione di un Parco tematico, sul modello di EuroDisney a Parigi, "ma incentrato sulla romanità ". E ancora: "Abbiamo sentito dalla viva voce degli operatori grande disagio e insofferenza e i dati sui flussi degli ultimi mesi smascherano il bluff. Non c'è questo grande modello Roma, ma solo dirigismo del Campidoglio. L'esempio è il Parco della Musica, assegnato senza nessuna gara alla Fondazione presieduta da Goffredo Bettini con una delibera comunale". Secondo Alemanno bisogna "portare turismo di qualità, ma per farlo è necessario sconfiggere degrado e burocrazia. Non è possibile che per esporre delle bandiere sulla facciata di un hotel siano necessari sette permessi e si debba pagare la tassa sull'ombra che queste proiettano a terra". "Francamente Gianni Alemanno fa cadere le braccia: con le sue dichiarazioni poco informate compie un servizio davvero negativo alla città, presentandosi con un pessimo biglietto da visita agli imprenditori, agli operatori e a quanti vivono dell'indotto prodotto a Roma dal grande successo della giunta Veltroni nel comparto turismo". "Nessuno nega la crescita del turismo. Ma i dati parlano da soli: è inferiore rispetto alle grandi capitali", la contro-replica di Alemanno. Paolo Foschi Giovani \\ Serve un Parco a tema sulla romanità Turismo e polemiche Secondo Alemanno per richiamare i turisti serve una nuova politica degli eventi.

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ERA il 1993 quando Samuel P. Huntington, professore a Harvard, pubblicò sulla rivista < (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MARCO GUIDI ERA il 1993 quando Samuel P. Huntington, professore a Harvard, pubblicò sulla rivista Foreign Affairs un saggio dal titolo esplosivo: "Scontro tra le civiltà". Un saggio destinato ad immensa fortuna e trasformatosi poi in uno dei libri più discussi della nostra epoca. Lì Huntington esaminava l'esistenza di varie civiltà sul nostro Pianeta e prendeva in considerazione la possibilità di un loro scontro epocale. Tra le civiltà prese in esame, oltre ovviamente alla nostra, c'erano quella islamica e quella cinese. Il professore di Harvard ha trovato tanti critici, molti dei quali si muovevano come se egli fosse uno che auspicava o addirittura volesse propugnare lo scontro tra le civiltà. Mentre, invece, più semplicemente, Huntigton si limitava a esaminare, studiare, sviscerare, rivelare quello che stava per capitarci addosso. Ora che sulla terra sia in atto un vero e proprio gigantesco scontro tra civiltà o almeno tra forti parti di esse, non è più negato da nessuno (almeno da nessuno in buona fede). Ma, forse, va esaminato cosa costituisca una civiltà: la storia, la cultura (o le culture), l'economia, la stessa geografia di un territorio costituiscono elementi fondanti di ogni civiltà. Ma, soprattutto, balza agli occhi, le civiltà sono fondate su una base filosofica e religiosa. Esiste un Occidente cristiano (o giudaico-cristiano), un Est ortodosso, una fascia islamica e un'altra parte dell'Asia insieme confuciana, comunista, burocratica ed erede del grande impero cinese, il più antico e duraturo del mondo, giunto fino al 1911. Ora proprio in questi giorni due avvenimenti, apparentemente lontani tra loro, riportano l'attenzione sul conflitto tra le civiltà. Parliamo della conversione di Magdi Allam e della vicenda del Tibet. A una prima osservazione i due avvenimenti possono apparire diversi, uno appartiene alla sfera religiosa, l'altro a quella politica. Ma, se si esaminano meglio, ecco che le dichiarazioni dello stesso Allam sull'Islam coinvolgono un'intera serie di mondi e spaziano ben oltre la sfera religiosa. In quanto al Tibet è noto come la rivolta trovi alimento proprio nella casta religiosa tibetana, i monaci buddisti. Allam, dopo il battesimo, ha dichiarato tra l'altro che l'Islam è intrinsecamente portatore di violenza (e quindi di intolleranza) e il governo cinese ha accusato il Dalai Lama di aver ordito un complotto. Insomma, da una parte si afferma che un miliardo e mezzo di uomini e decine di Paesi sono condizionati da una religione di per sé intollerante e violenta. Dall'altra gli ateo-confuciani cinesi accusano la massima autorità spirituale tibetana di aver gettato il Tibet nel caos per un complotto teso a boicottare le Olimpiadi di Pechino. Partiamo dall'Islam, l'affermazione di Allam (cui ci lega un'antica amicizia) non ci pare giusta. Certo, l'Islam, religione più giovane (per loro siamo nel 1429) è fede di proselitismo militante, proprio come lo era il Cristianesimo nel 1429 (esistono tempi interni alle civiltà e alle religioni). Ma nei secoli ci siamo trovati davanti a diversi islam, a volte intolleranti, come quello dei Fatimiti in Egitto a volte tolleranti, come quello degli Omayadi in Spagna o, ancor di più, quello dell'impero ottomano. Poi, certo, gli ottomani assediarono due volte Vienna (l'ultima nel 1683). Ma qui bisognerebbe distinguere tra politica, cultura e religione. Tutte tre intrinsecamente legate, ma non la stesa cosa. Mentre nell'impero ottomano i cristiani godevano di una loro giurisdizione, i musulmani d'Europa erano o uccisi, o convertiti a forza, o espulsi. Quindi battersi per la (ri)nascita di un islam, magari di un euroislam tollerante, e aperto alla modernità non è una lotta vana. Bensì il solo tentativo che l'Occidente possa mettere in atto verso i milioni di emigrati di fede islamica che ormai vivono nelle sue città. Non è una cosa facile, l'Islam come cultura, come civiltà, molto più che come religione, non ha conosciuto né Machiavelli (colui che chiarì una volta per sempre la differenza tra politica e religione) né la Rivoluzione francese. Cardine d'Europa, come il Cristianesimo. Ma ci troviamo di fronte a problemi più politico-culturali che strettamente religiosi. Esistono già propaggini islamiche aperte a democrazia, uguaglianza e libertà (una per tutte il Coreis dell'imam Pallavicini), così come esistono islamici alieni da tutto questo. Spetta a noi incoraggiarli in questa evoluzione. Altrimenti, davvero, lo scontro di civiltà si scatenerà maggiormente. In quanto alla Cina si può dire che il comunismo made in Pechino sia ormai una nuova riedizione del confucianesimo (un'etica e un modo di governo più che una fede), esiste un imperatore, che si chiama presidente, un primo ministro e una classe di mandarini, che un tempo era scelta grazie a lunghi e difficili esami, oggi è cooptata dal partito (comunista). Esiste una burocrazia, diretta erede di quella imperiale. Ed esiste lo sviluppo travolgente, cosa non nuova, la Cina dei Manciù (ed è solo un esempio) ne conobbe uno simile prima di decadere. Va sempre ricordato che la Cina, 400 milioni di abitanti che vivono ormai secondo standard moderni, e 900 ancora legati a un mondo rurale-feudale, non potrà autosfruttarsi per sempre e già i primi segni della fine di questo boom si intravedono. Certo, che le due sfide coinvolgono tutti e lo faranno a lungo. Sta in noi saperle affrontare senza necessariamente pensare che anche le altre civiltà si debbano evolvere al nostro stesso modo. Senza chiusure rigide, ma anche senza condiscendenze suicide. La storia, contrariamente a quello che pensava Fukuyama, è ben lungi dall'essere finita.

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UN SAVOIA OPPURE NAPOLEONE? STATUE, LA MEMORIA PERDUTA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-27 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi UN SAVOIA OPPURE NAPOLEONE? STATUE, LA MEMORIA PERDUTA Caro Schiavi, lunedì di Pasquetta era una splendida giornata. Ho rinunciato alla visita di due mostre a Palazzo Reale, perché la coda arrivava fino a via Torino. E decido, ahimè, di salire sul Duomo. Non lo facevo da quando ero bambina, ma l'idea di vedere tutte le Prealpi e forse il Monte Rosa mi affascinava. Folla pazzesca, comprese le mendicanti rumene. Mentre faticosamente cerco di scendere senza urtare la massa in senso opposto, sento una bambina che chiede alla mamma, guardando giù, la piazza del Duomo, "chi è quella statua lì?" E purtroppo ascolto la risposta, "mi pare Napoleone". Ho un sussulto e, vincendo la mia naturale ritrosia, urlo, sì, urlo il nome di Vittorio Emanuele, specificando che nella nostra, cioè italiana, piazza del Duomo, non può trovarsi la statua di un imperatore francese. Il mio avvilimento furibondo mi porta a cupissimi pensieri. Sulla scuola che molto, troppo spesso non insegna; sull'ignoranza crassa e sulla attuale campagna elettorale, fatta di pensierini sloganistici talmente ovvi e risentiti ad ogni nuova elezione e ripeto: Ahi stolta Italia di ignoranza ostello... Daniela De Benedetti Gentile signora, la sua sorpresa è un gradito sussulto patriottico, ma quello che lei ha sentito rappresenta la normalità: conosciamo sempre meno Milano e il pressappochismo sta diventando la regola. La statua del primo re d'Italia in piazza Duomo ha quasi centrotrent'anni, ma anche Napoleone III ha il suo monumento, più defilato, al Sempione, dove è effigiato con Vittorio Emanuele nell'ingresso trionfale del 1859 a Milano, mentre a Brera c'è il monumento a Napoleone I del Canova. Un viaggio nei monumenti storici cittadini non è tempo perso (c'è una guida, purtroppo introvabile, come il volume di Michele Petrantoni "Memorie nel bronzo e nel Marmo", Motta editore); sarebbe istruttivo per non perdere quella memoria che crea identità e senso d'appartenenza. La vecchia statua dell'Uomo di Pietra (Scior Carera) ci guarda sempre più con commiserazione. gschiavi@rcs.it nella quale confidare anche per un consiglio e, soprattutto, in un incoraggiamento a superare momenti meno felici; ritengo però che questa "categoria di professionisti" non sia del tutto scomparsa. Elena Donzelli MEDICI DI FAMIGLIA / 2 L'arroganza dei pazienti Il signor Martinoli si lamenta della poca umiltà dei medici di famiglia, categoria a cui appartengo. Vorrei far notare che il servizio sanitario nazionale ha radicalmente modificato la medicina territoriale, dal 1993, con burocrazie e cavilli incredibili, fonte di discussioni e perdite di tempo con tutti i soggetti coinvolti, dai farmacisti ai centri convenzionati agli stessi pazienti che non sono più tanto tolleranti come un tempo. Infatti gli assistiti sono abituati ad accedere agli studi anche per futili motivi a volte con l'arroganza a cui tutto è dovuto. Il risultato di ciò è che il medico, nell'ambito di un'educazione che non deve mai mancare, è però sbrigativo. L'umiltà e l'anima sono riservati ai veri malati, spesso soli, che vivono in contesti sociali disagiati. Massimo Leone MENSE SCOLASTICHE Il cibo è "promosso" In risposta alle lettere pubblicate sul Corriere, vogliamo precisare che le mini-interviste ai bambini auspicate dalla signora Roberta, per sentire il giudizio sui piatti, vengono condotte regolarmente. E i risultati sono molto positivi. I giudizi sui pasti dell'anno scolastico in corso, rilevati sinora con la compilazione da parte dei bambini di 21.783 questionari sono: il 42,59% "super buono", cui si aggiungono i "veramente buono" e i "buono ", con un giudizio positivo che sale 66,2%; i giudizi negativi (cattivo, veramente cattivo, super cattivo) sono pari al 21,05%. Complessivamente, quindi, 8 bambini su 10 sono soddisfatti di ciò che mangiano a scuola e il dato conferma in pieno il risultato dell'indagine condotta lo scorso anno. Inoltre, non è vero che i "due terzi" del cibo venga rifiutato e buttato. Gli "avanzi" quotidiani, infatti, si aggirano mediamente sul 23% e sono in buona parte dovuti alla convenzione stipulata con il Comune, che prevede la preparazione di pasti in quantità superiore a quanto strettamente necessario, per avere la certezza di soddisfare appieno le necessità di tutti i bambini. Non solo: gran parte degli alimenti preparati e "avanzati" (soprattutto frutta e pane) viene raccolta dall'organizzazione Siticibo, nelle 89 scuole che aderiscono al progetto, e distribuita alle mense per i poveri, che evidentemente ritengono di qualità ciò che viene cucinato per gli alunni milanesi. Michele Carruba presidente Milano Ristorazione.

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La scommessa del Pdl Un casinò sul lido (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa La scommessa del Pdl "Un casinò sul lido" Gabriele Santoro g.santoro@iltempo.it Un casinò sul litorale romano, come a Venezia e a Sanremo: è l'asso calato ieri dal candidato sindaco del Pdl Gianni Alemanno al termine di un incontro con Federalberghi, in cui l'esponente di An ha anche proposto di spostare la Notte bianca in bassa stagione, per "garantire un'offerta turistica costante" e ha ribadito l'intenzione di costruire un parco giochi "sulla romanità". Tutte idee che intendono "invertire la tendenza" di un settore "cresciuto meno che in altre capitali": il bluff da smascherare, sottolinea, è quello di Veltroni e Rutelli, che si sarebbero attribuiti il merito di aver fatto crescere a dismisura il turismo capitolino. "C'è bisogno di integrare il turismo culturale con quello dello svago - ha quindi dichiarato Alemanno - Ad esempio a Roma non c'è un casinò, e ci dovrebbe essere". Nell'idea del candidato Pdl la struttura dovrà essere a spese dei privati, destinando parte dei proventi a opere di solidarietà. Il casinò sul litorale di Roma, ha spiegato Alemanno, è un antico chiodo fisso di molti imprenditori, che da tempo volevano realizzarlo ad Anzio, dove in effetti già esiste una magnifica sala da gioco liberty - già location di "Amarcord" di Fellini e "Polvere di Stelle" di Sordi - inaugurata nel '24 che però non ha mai visto girare nella sua storia neanche una fiches, dapprima per un problema di licenze, poi per l'opposizione di Pio XI. "Chi è contrario a questa iniziativa che porterebbe risultati economici arricchendo l'offerta della Capitale senza che lo Stato ci metta una lira - ha risposto Alemanno alle critiche della sinistra - è nemico delle imprese". E poi, oltre alla valorizzazione del litorale, guerra alla burocrazia grazie a "sportelli unici" per snellire gli iter, ma soprattutto "creazione di precondizioni come la sicurezza, sul modello di Giuliani a New York, la lotta al degrado e il miglioramento della mobilità". Alemanno ha poi rilanciato l'idea del "marchio Roma per qualificare l'offerta turistica" e la proposta, già anticipata nei giorni scorsi dal "vicesindaco" Cutrufo, di promuovere "un parco tematico" stile Eurodisney, "incentrato sulla romanità".

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'Recuperati' 200 posti auto Con la possibilità di 'sosta breve' davanti ai passi carrai (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

TEMPO qualche settimana e, a Lugo, i titolari di passi carrai potranno parcheggiare davanti al proprio passaggio. Lo stabilisce il provvedimento approvato dalla giunta comunale e che stasera approderà in consiglio per l'approvazione definitiva. A poter usufruire di questa nuova possibilità saranno i residenti in abitazioni singole, o comunque i 'titolari esclusivi' del passaggio, oltre ai loro familiari. Il regolamento prevede 'soste brevi', ovvero 'finalizzate ad operazioni di carico e scarico, o ad altre temporanee attività connesse all'uso abitativo dell'immobile che comprende il passo carraio'. In sostanza, non sarà possibile lasciare costantemente l'auto davanti al proprio passo carraio; però la sosta non sarà regolata da alcun disco orario e di conseguenza starà ai titolari non approfittarne troppo. In ogni caso, mentre l'auto è in sosta davanti al passo carraio, il proprietario del veicolo dovrà essere reperibile nell'abitazione, per rispondere all'eventuale esigenza di spostare l'auto. Per ottenere il permesso basterà presentare richiesta agli uffici comunali, che provvederanno a verificare l'esistenza di tutte le condizioni necessarie per rilasciare l'apposito cartellino dove sarà riportato il numero del passo carraio. Infatti, il permesso potrà essere rilasciato solo se il passo carraio si trova in una posizione idonea, in cui l'auto lasciata in sosta non crei problemi al traffico e al passaggio di pedoni e biciclette. Non potranno quindi usufruire del permesso titolari di passi carrai posti davanti a marciapiedi o piste ciclabili, oppure posti su un lato della strada dove ci sia il divieto di sosta, o in prossimità di incroci. Il regolamento prevede che il permesso venga rilasciato 'soprattutto per passi carrai posti nel perimetro urbano', ma non si esclude di poter applicare il provvedimento in altre zone. E' stato calcolato che a Lugo ci siano circa 200 passi carrai con i requisiti richiesti. "E' di un provvedimento dettato dal buon senso ? commenta il sindaco Raffaele Cortesi ? e da una corretta gestione dei rapporti tra amministrazione e cittadini. Un'iniziativa che va incontro alle esigenze di chi paga il passo carraio, e che inoltre rientra nella semplificazione della burocrazia, in quanto richiedere il permesso sarà un'operazione facile e veloce". Lorenza Montanari - -->.

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Il sogno di Galyna è diventato realtà (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SONO ARRIVATE LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA IL CASO SONO ARRIVATE LE FIGLIE DELLA DONNA UCRAINA BLOCCATE DALLA BUROCRAZIA Il sogno di Galyna è diventato realtà "Non riesco a credere che siano qui". Da lunedì a scuola Monica Calamandrei II Il sogno di Galyna di poter riabbracciare le sue bambine, rimaste in Ucraina a causa di un banale errore burocratico, si è finalmente avverato e ora nessuno potrà più separare Marionila (undici anni) e Feudosiya (quasi tredici) dalla loro mamma. Le due piccole, accompagnate dalla madre, sono atterrate all'aeroporto di Verona ieri mattina verso mezzogiorno: ad attenderle c'era un pulmino della Croce rossa di Sorbolo, messo a disposizione per questa particolare occasione dal presidente Graziano Gennari, che, con un piccolo gesto, ha deciso di partecipare a questa gara di solidarietà. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Casa, certificato per vendere e affittare - elisabetta arrighi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Casa, certificato per vendere e affittare Gli impianti devono essere a norma di sicurezza. Caos sul mercato Da oggi scatta la nuova legge Si complicano compravendite e rapporti proprietari-inquilini ELISABETTA ARRIGHI Travolti da un mare di carte e di burocrazia. Vittime i cittadini che da oggi per essere in regola con la casa dovranno (in molti) aprire il portafoglio con l'entrata in vigore il decreto 37 emanato dal ministro dello sviluppo economico che stabilisce nuovi obblighi per i certificati di sicurezza degli impianti. Il fine del decreto è nobile, in quanto vuole rendere più sicure le nostre case. Ma la sua applicazione - per ora - ha provocato uno scombussolamento generale di proprietari, inquilini e tecnici in quanto, per certi versi, apre prospettive inquietanti. Per vendere casa, da oggi, occorrono infatti numerosi certificati che devono garantire la sicurezza degli impianti, dal riscaldamento all'elettricità, dall'ascensore all'antenna tv e altri ancora. Per le vendite, le parti - se la casa è di vecchia costruzione - possono accordarsi nel caso la caldaia o l'impianto elettrico siano fuori norma. Ma di sicuro chi compra vorrà dal venditore uno sconto adeguato sul prezzo. La questione si complica - e rischia di mettere per strada centinaia di famiglie - nel caso ci si trovi di fronte a contratti di affitto da registrare. Potrebbe prodursi un effetto domino per quanto riguarda l'invio, da parte dei proprietari non in regola, di migliaia di lettere di disdetta, che significano altrettanti sfratti. La denuncia - su questo fronte - arriva dall'Associazione dei piccoli proprietari per bocca dell'architetto Sirio Grassi, che è presidente dell'Asppi di Livorno e provincia. Da parte sua Confedilizia, la confederazione dei piccoli proprietari, minaccia invece il blocco degli affitti se sul decreto relativo alla sicurezza degli impianti non verrà data un'urgente interpretazione normativa o non verrà sospesa l'entrata in vigore. Di sicuro il decreto 37 ha provocato dal momento della sua emanazione una forte fibrillazione che si traduce in un caos normativo nel quale - dicono gli addetti ai lavori - va messo ordine. Il rogito notarile. Le prime perplessità riguardano il preliminare di vendita e, soprattutto, i rogiti notarili che da oggi in avanti dovranno essere stipulati. E questo perchè le nuove regole sulla sicurezza degli impianti hanno su di essi una forte ricaduta. "Dovremo comunque fare menzione, negli atti, di quanto stabilito dal decreto 37 - spiega il dottor Francesco Alfieri, notaio a Livorno - Per quanto riguarda le nuove costruzioni i problemi non ci sono, in quanto il venditore deve garantire la conformità degli impianti. I problemi sorgono quando c'è in ballo un vecchio immobile". In questo caso si dovrà infatti fare riferimento, nel momento in cui viene stipulato l'atto notarile, che gli impianti non sono a norma, "ma il bene - indica il dottor Alfieri - non è che a quel punto diventa non più commerciabile". Infatti, in presenza dell'accordo fra le parti, nulla vieta che il compratore dell'immobile si accolli l'onere di sistemare gli impianti non in regola. Oppure il venditore sistema gli impianti prima del rogito, garantendoli così a norma alla persona che compra. I contratti di affitto. E' su questo fronte che la situazione si fa più complicata, secondo quanto riferito dall'Asppi. Di sicuro da oggi potranno nascere ulteriori problemi per i contratti di affitto concordato, una forma di locazione "sociale" per la quale il Comune stabilisce cifre minime e massime a metro quadrato, concedendo sgravi sull'Ici ai proprietari che per l'emergenza abitativa mettono a disposizione gli appartamenti. Gli stessi proprietari avranno poi uno sgravio complessivo del 45% del canone annuale (si ottiene in due step, sulla base di due diversi calcoli percentuali) al momento della dichiarazione Irpef. Sui contratti a libero mercato aleggia invece, per il momento, un grosso punto interrogativo. Con il complessivo rischio prossimo venturo che la situazione possa degenerare, lasciando per strada nuclei familiari con casa in locazione. La vecchia legge. "Già da qualche tempo, in base alla legge 431 del 2000, quando si va a registrare un contratto a canone concordato, l'agenzia delle entrate non convalida l'atto - spiega l'architetto Grassi dell'Asppi - se non vi sono allegati il certificato di conformità dell'impianto elettrico e il certificato per il contenimeto dei consumi energetici collegato quindi alla caldaia e all'impianto ri riscaldamento. Da domani (oggi, ndr) quando si andrà all'agenzia per la registrazione, ci vorranno anche gli altri certificati, dalle antenne al citofono. Senza questi non ci sarà registrazione. Ma i condomini sono in grado di garantire da subito questi certificati di conformità?" Se non ci sono, andranno redatti e per redigerli occorrono i tecnici abilitati. Se poi, ad esempio l'antenna centralizzata, non risponde alle normative previste, si dovranno fare i lavori di adeguamento. Salgono così i costi e si allungano i tempi. E intanto gli inquilini non hanno la documentazione tecnica e amministrativa che - come ha sostenuto Confedilizia - il decreto dice debba essere loro consegnata. Qualcuno, per questo, potrebbe decidere di non pagare più il canone, in quanto la casa che abita non è in regola, innescando un comportamento moroso. I proprietari - ad esempio per quanto riguarda gli affitti concordati (in una città come Livorno sono attualmente 600) - potrebbero invece decidere, temendo sanzioni, di non mettere più a disposizione le case sfitte in loro possesso. Oppure per quei contratti di affitto di abitazioni non in regola potrebbero avviare - magari per motivi di "disagio dell'immobile" - una procedura di sfratto. Il mercato. Nuove norme, nuovi adempimenti burocratici. Ma i potenziali acquirenti sanno tutto questo? "Me lo dice lei per la prima volta - racconta Daniele C., livornese, incontrato fuori da un'agenzia immobiliare - Sto cercando casa da tempo e di certo non mi fa piacere sapere che rischio di dovermi svenare ancora di più per mettere a norma qualcosa che non lo è". "La situazione normativa è incerta - indica Graziano Casini, titolare dell'agenzia immobiliare La California di Bibbona, una zona attigua a Bolgheri, dove casali e vecchie coloniche sono "oggetti" molto ambiti - Domani (oggi, ndr) devo andare a fare un contratto a Prato, con dei clienti che hanno acquistato lungo la nostra costa. E il notaio mi ha detto che ci sono nuove norme da rispettare, che complicano le cose specialmente se la casa è di vecchia costruzione. Già il mercato va a rilento per tanti motivi..." "Il notaio garantisce che le cose vengano fatto seguendo tutte le regole - spiega Rosanna, dell'omonima angenzia immobiliare di Livorno - Se ci si avvale di professionisti non ci saranno problemi, a partire dal preliminare di vendita per arrivare al rogito finale".

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Fossano: APA, si riunisce oggi l'assemblea annuale dei soci (sezione: Burocrazia)

( da "Targatocn.it" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' convocata per oggi all'albergo ristorante 'Giardino dei Tigli' di Fossano l'annuale assemblea dei Soci dell'APA di Cuneo che conta ben 2500 allevatori. La relazione sarà tenuta dal Presidente Roberto Chialva che, come da tradizione, si soffermerà sui problemi e sulle prospettive del mondo zootecnico provinciale con uno sguardo alla situazione generale che in questi anni si è evoluta rapidamente in senso non sempre positivo. Le tensioni di mercato legate in particolare all'aumento del costo delle materie prime, la ripresa preoccupante delle importazioni di carne, l'impegno gravoso che gli imprenditore devono affrontare per gestire la burocrazia, sono alcuni temi che preoccupano e che verranno trattati dal Presidente Chialva. Nel momento assembleare verranno inoltre annunciati i progetti e le azioni che l'A.P.A. intende promuovere. Tra questi, il potenziamento dei servizi dal laboratorio analisi veterinarie, l'impegno in campo assicurativo ed una particolare attenzione alla fase di commercializzazione e di valorizzazione delle produzioni attraverso la realizzazione del progetto 'Italialleva' che intende rappresentare la fase evolutiva di tutto il Sistema allevatoriale che riunisce le 92 A.P.A. presenti sul territorio nazionale. "In questo quadro si inserisce - afferma il Direttore Bartolomeo Bovetti - anche la realizzazione di una Sede staccata in Monasterolo di Savigliano nel cuore della Provincia dove sta sorgendo una struttura moderna ed efficiente che accoglierà i controllori e sarà a disposizione dei Soci per il disbrigo delle pratiche e per altre necessità". Una struttura di circa 200 mq di uffici, con a fianco un'area servizi per le attività speciali, la cui inaugurazione è prevista entro il prossimo giugno. Dopo la Sede principale di Cuneo operativa dal 1994 questa nuova realizzazione a fianco degli uffici di Fossano, Racconigi, Saluzzo, Mondovì, Ceva permette all'Associazione di essere presente sul territorio in modo sufficientemente esteso e capillare. Nella foto, Roberto Chialva presidente APA Cuneo .

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Perde la moglie, si uccide per il dolore (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ha lasciatoun biglietto col qualesi rammaricaper non averpotuto festeggiarei cinquant'annidi matrimonioLa donna era morta poche ore primadi un male incurabile Un uomo di 83 anni si è tolto la vita con il gas in via Stoppani. Scoperto dal figlio Perde la moglie, si uccide per il dolore PESARO - Superata la soglia dell'età del declino, che ogni coppia desidera vivere serenamente unita, torna a visitarci il tenero mito di Filemone e Bauci, i due anziani sposi che vollero - e ottennero - di morire insieme per una grazia chiesta al dio Apollo che avevano ospitato, naturalmente sotto mentite spoglie. Ma Apollo, purtroppo, appare sempre meno, e dunque la morte della persona amata è un baratro che si spalanca. Sopravvivere - per alcuni - diventa un peso insopportabile. Soprattutto quando l'età si somma alla solitudine repentina. Senza condivisione, nè appoggio reciproco, nè presenza che possa addolcire quell'ultimo tratto di strada privo di futuro. Così, purtroppo, è uno strazio che si può capire quel che è successo l'altra notte in una casa di via Stoppani, nei pressi della Flaminia. Poche ore dopo aver perduto la moglie, stroncata da un male incurabile, un uomo di 83 anni non ha retto al dolore e si è tolto la vita nel garage, infilando il capo in un sacco di plastica collegato al tubo del gas di un cucinotto. La povera signora era deceduta martedì, e il figlio, un professionista pesarese, si era occupato di sbrigare la penosa burocrazia che non risparmia, purtroppo, neppure gli afflitti. Aveva telefonato al padre, che abita da solo in un appartamento di via Stoppani, per dargli la triste notizia, e ripromettendosi di andare da lui una volta compiuta la triste bisogna. Era notte alta quando, con un amico, è arrivato a casa del genitore. Aveva suonato il campanello, lo aveva chiamato più volte ma non aveva ottenuto risposta. Insospettito dal prolungato silenzio, aveva fatto il giro della casa. A un certo punto ha intravisto una lama di luce che filtrava dalla saracinesca di un garage, rimasto semiaperto. Con il cuore già in tumulto, forse con un nero presentimento, ha spinto la pesante porta, ed è entrato. Riverso in terra c'era il padre. Non dava più segni di vita, non rispondeva ai richiami disperati. La scena, purtroppo, ha spazzato via ogni dubbio e ogni speranza. L'anziano aveva ancora il capo infilato in un sacchetto di plastica collegato al tubo del gas di un cucinotto che era sistemato nel locale. E il gas aveva compiuto la sua opera, l'uomo era già morto. Accanto ai corpo, il figlio ha scoperto un biglietto scritto in fretta, quasi un accorato testamento, un ultimo dialogo da padre a figlio. Per dirgli che si dispiaceva di quanto stava per fare; per manifestargli il dolore e il rimpianto per la perdita della compagna di una vita che ormai, per lui, non aveva più senso. Non avrebbe potuto festeggiare i cinquant'anni di matrimonio, e quindi aveva deciso di seguire sua moglie nell'ultimo viaggio. Non c'è stato altro da fare, per il figlio colpito da due lutti così definitivi in poche ore, che avvisare i carabinieri. Le indagini di legge sono state fatte, bisogna dirlo, con pietà e delicatezza, come il fatto richiedeva. Un dramma nel dramma, che riporta in primo piano il disagio degli anziani che restano soli negli affetti più profondi, nonostante siano circondati dall'amore dei figli, tranne rare eccezioni. Ma questo episodio triste, avvenuto in via Stoppani, rinnova in qualche modo il mito di Filemone e Bauci, gli anziani sposi che vollero morire insieme. Anche se oggi non c'è un Apollo ad esaudirli. ENZO POLVERIGIANI,.

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Del Bono <mette> Meroni in giunta (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LOGGIA 2008. Il candidato del centrosinistra ha scelto l'assessore alle attività produttive Del Bono "mette" Meroni in giunta L'ex vicepresidente Aib: "Occorre puntare su innovazione e formazione. E uno sportello del buon senso semplificherà la burocrazia"  .

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VOUCHER TRA I FILARI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Voucher tra i filari VOUCHER TRA I FILARI Novità in vista per la prossima vendemmia. Il ministero del Lavoro ha annunciato il via libera alla sperimentazione dei cosiddetti "voucher vendemmia", nati per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli, senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo, e garantendo al contempo ai lavoratori occasionali tutele assicurative e previdenziali, evitando la piaga del lavoro nero. Il meccanismo prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,50 euro al netto, ossia questo va in tasca a chi lavora), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. Al contempo il sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale. Ora lo strumento per essere in regola senza tante burocrazie c'è: resta la tentazione di far finta di niente, e stabilire una cifra a metà, a vantaggio di vignaiolo e di vendemmiatore. Ma a svantaggio dello Stato. AT.

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C'è sempre meno rispetto per il diritto di proprietà privata (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 CLASSIFICHE C'è sempre meno rispetto per il diritto di proprietà privata di Corrado Sforza Fogliani Nella tutela dei diritti di proprietà, l'Italia è - in ordine decrescente - al 40° posto (in discesa dal 27° dello scorso anno). Il calcolo lo si ritrova nel Report 2008 pubblicato dalla Property Rights Alliance. Siamo allo stesso livello di Botswana e di Tunisia, Slovenia, Costa Rica. Siamo l'ultimo dei Paesi dell'euro, siamo ben distanti dalla media dell'Europa, siamo preceduti da Paesi non dico come gli Stati Uniti, il Canada e la Svizzera, ma come gli Emirati Arabi, il Sud Africa, il Qatar, Cipro, la Slovacchia, la Malesia, la Corea del Sud, l'India, le Mauritius. E' noto, d'altra parte, che l'Indice delle libertà economiche pubblicato nel 2007 dalla |I|Heritage Foundation|/I| e dal |I|Wall Street Journal |/I|ci pone al 60° posto, e da 6 anni costantemente più in basso del livello più alto da noi raggiunto (in 13 anni, dal 1995 in poi) nel 2001. Oggi, siamo preceduti - per non dire dell'Europa - da Paesi (più economicamente liberi, dunque) come Uganda, Kuwait, Belize, Oman, Tailandia, Armenia, Estonia, Cile e Georgia. Non parliamo - poi - della libertà fiscale, dove il nostro Indice si colloca al 54,3% (pressione fiscale calcolata dall'Istat: 43,3%). La sola burocrazia ci costa 1 punto di Pil, e uno studioso come Antonio Martino ha calcolato che nel 2007 (per la prima volta, dopo 10 anni) la spesa pubblica è tornata a superare il 50% del Pil. Charles Adams (non l'antico presidente degli Stati Uniti, ma l'avvocato fiscalista di New York autore del più grosso studio che sia mai stato pubblicato sull'influsso della tassazione sulla storia dell'umanità: "For Good and Evil", edito in Italia da liberilibri) ha calcolato che nel 1902 il Tax Freedom Day (il giorno, cioè, in cui non si lavora più per lo Stato, per pagare le tasse cioè, ma per se stessi e la propria famiglia) si collocava nel 1902 al 31 gennaio. Ma è continuamente peggiorato, sotto l'invadenza dello Stato: 1922, 17 febbraio; 1948, 18 marzo; 1958, 10 aprile; 1968, 24 aprile; 1978, 30 aprile; 1988, 2 maggio; 1998, 10 maggio. Vedremo come andrà quest'anno, dopo un altro decennio: ma non saremo distanti da giugno, se non ci saremo già. Per l'Italia, d'altra parte, la Confedilizia calcola da anni che per il proprietario locatore il giorno della libertà arriva - giorno più, giorno meno - sempre inesorabilmente attorno, addirittura, al 10 settembre. Non ce n'è a sufficienza per capire che lo Stato non è la soluzione dei nostri problemi? E che è lui, anzi, il nostro problema? Presidente Confedilizia.

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Alemmano dichiara 'guerra' alla burocrazia, blocca lo sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Roma Corsa per il Campidoglio - L'esponente del PDL rilancia il ruolo del turismo nel Lazio Alemmano dichiara 'guerra' alla burocrazia, blocca lo sviluppo di Roberto D'Onofrio "Guerra senza quartiere alla burocrazia", perché "blocca l'attività imprenditoriale" imponendo un freno allo sviluppo del turismo, e "creazione di pre-condizioni quali la sicurezza, la lotta al degrado e il miglioramento della mobilità" per rendere possibile la crescita turistica della capitale. Sono questi, secondo il candidato sindaco del Pdl Gianni Alemanno, i fulcri dell'azione politica necessari per "invertire la tendenza" nel settore turistico nella capitale. Ne ha parlato al termine dell'incontro con i rappresentanti della Federalberghi nella sede di Corso d'Italia. Per Alemanno bisogna innanzitutto "smascherare una presunzione e un'autoattribuzione delle giunte Rutelli e Veltroni, ossia l'aver permesso la crescita del turismo a Roma". Operazione primaria per Alemanno perché "Roma è sì cresciuta negli ultimi anni, ma di certo meno delle altre capitali europee e inoltre senza aver fatto tutto quello che si poteva fare, soprattutto in termini di ricadute per la città". Diversi gli spunti proposti da Alemanno, che nell'incontro con Federalberghi è stato accompagnato dal candidato vicepresidente della Provincia Francesco Lollobrigida. A partire dalla creazione di "sportelli unici" per lo snellimento delle procedure burocratiche e la certezza dei tempi nell'assegnazione dei permessi per lo svolgimento delle attività di promozione turistica delle strutture del settore. Alemanno rilancia poi un'idea che faceva parte della sua piattaforma politica nella corsa al Campidoglio del 2006, ossia il "marchio Roma", un brand in grado di "qualificare l'offerta turistica capitolina" assegnandone una "precisa identità". C'è poi la proposta di promuovere a Roma "un parco tematico" sullo stile di Eurodisney, e che, comunque, sia "incentrato sulla romanità". Non ultimo, secondo Alemanno, la capitale necessita di "integrare turismo ed accoglienza". Al candidato sindaco del Pdl, Federalberghi ha consegnato un documento con le proposte degli albergatori romani. Tra gli obiettivi proposti, si legge nel documento, la conclusione della realizzazione delle infrastrutture in tempi brevi, con l costituzione di organismi di gestione pubblico-privata delle stesse, la promozione di grandi eventi di richiamo internazionale, la costituzione di collegamenti con i comun delle città d'arte maggiori, e il controllo del territorio dal punto di vista della sicurezza e del decoro urbano. A livello provinciale Federalberghi propone invece il rendere strutturale il rapporto tra Comune e Provincia, lo sviluppo della viabilità e l'investimento sulla formazione. Nessuno nega che il turismo sia cresciuto nella Capitale in questi anni. Il problema è che e' cresciuto percentualmente meno di tutte le altre capitali europee. La sinistra, invece di fare come Totò che si vende il Colosseo, che è il vero motore della crescita del turismo a Roma, deve riuscire a capire quali sono le soluzioni per diversificare l'offerta turistica anche in bassa stagione". Edizione n. 870 del 27/03/2008.

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INCENTIVARE LA ZOOTECNIA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nell'intervento sulla crisi zootecnica descritta in dettaglio dal presidente della Confagricoltura Antonio da Porto sul Gazzettino del giorno 11 marzo c.m., si è fatto un quadro molto realistico e preoccupato della situazione incerta e precisare degli allevatori nel Veneto.Tra le cause più devastanti della crisi del latte e della carne va ricordato anche il malaffare ultra ventennale delle "quote latte" che continua a minacciare la sopravvivenza della benemerita categoria degli allevatori resistenti ed in lotta continua con una minacciosa burocrazia sindacale, amministrativa, regionale e statale che si è dimostrata incapace di risolvere il grave problema. Chi in questa fase elettorale intende difendere la famiglia deve necessariamente saper affrontare anche il problema della produzione (insufficiente) del latte, quale materia prima proveniente da famiglie agricole numerose costituite da imprenditori e lavoratori impegnati seriamente nello sviluppo sociale, economico ed ambientale del territorio, dedicandosi a tempo pieno, domeniche comprese, alla mungitura e alimentazione del bestiame.Giustamente il presidente degli agricoltori segnala un'altra impellente problema da risolvere, la "famigerata" Direttiva nitrati, affidata a personale politico e tecnico regionale che dimostra di non saper distinguere l'azoto organico contenuto nel "burro nero" (letame maturo), dall'azoto nitrico non trattenuto dal potere assorbente del terreno, che unitamente ad altre fonti inquina la falda acquifera e crea depauperamento dei suoli e odori insopportabili che non si risolvono con gli impianti fotovoltaici ma con i digestori produttori di biogas.A tutti i consumatori preme acquistare prodotti locali in quanto di facile ed immediato controllo del rapporto qualità/prezzo; di conseguenza la filiera corta di prodotti lontani (agrumi) o i prodotti bio di colture protette tipo pomodoro, zucchine, lattughe, ecc rappresentano della lodevoli manifestazioni da affidare alle Pro Loco, mentre gli imprenditori agricoli dovrebbero gestire direttamente almeno il 20\% del mercato agro-commerciale.I cittadini padovani gradirebbero molto la diffusione dei centri gestiti direttamente dagli imprenditori agricoli singoli e associati attualmente esistenti in numero assai ridotto, ma significativo, come quello realizzato dalla Coop SVAS presso l'Istituto Duca degli Abruzzi in Brusegana. Per soddisfare le esigenze dei cittadini occorre realizzare almeno dieci punti vendita completi di tutti gli alimenti esistenti e prodotti in provincia dalla carne ai salumi, latte e formaggi di tutti i tipi caprini compresi, orto frutta, vino, olio, pane, pasta, miele ecc, distribuiti in numero di cinque centri in città di Padova ed altri cinque ubicati in provincia, con orari di apertura a tempo pieno e ben serviti da parcheggi e da mezzi di trasporto pubblico.Agli imprenditori agricoli ed alle amministrazioni comunali spetta l'ardua conquista da realizzare urgentemente nell'interesse della comunità e per vitalizzare l'agricoltura.Luigi Spolaoreagronomo.

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<Il sostegno a chi difende la dignità della persona> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Il sostegno a chi difende la dignità della persona" Domani alle 21 al centro congressi Papa Luciani, via Forcellini, 170/a incontro organzizato dalla Compagnia delle Opere e Comunione e Liberazione su "Una politica a servizio della persona e del bene comune". Introducono: Graziano Debellini, responsabile regionale di Comunione e Liberazione, Luca Antonini vicepresidente Fondazione per la Sussidiarietà; intervengono: Maurizio Lupi deputato di Forza Italia e fondatore dell'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e Paolo Giaretta senatore del Partito Democratico-L'Ulivo e segretario regionale del Partito Democratico Veneto. Coordina: Alessandro Stefanello presidente della Compagnia delle Opere Nordest."Abbiamo voluto organizzare questo incontro - spiega il presidente CdO Nordest, Alessandro Stefanello - sulla scia di decine di analoghi appuntamenti in tutta Italia, per proporre un criterio con cui affrontare l'appuntamento elettorale che non sia dettato solo da sterili polemiche, inutili contrapposizioni o interessi di bottega. Il documento della Compagnia delle Opere sulle elezioni che presenteremo in quella occasione pone alcune questioni molto concrete per lo sviluppo del Paese".Proponiamo in sintesi il testo che verrà presentato.1. L'emergenza educativa resta la priorità assoluta del Paese.Essa richiede, nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale, distrutto da statalismo e burocrazia, una rivoluzione verso un'effettiva autonomia scolastica, una reale parità tra scuole statali e scuole libere, tra istruzione e formazione, ovvero una parità non solo giuridica, ma anche economica, che consenta la libertà di scelta da parte delle famiglie e la valorizzazione educativa delle esperienze popolari che incarnano e trasmettono una visione ideale in ogni aspetto della vita. Non c'è scuola senza cultura. Anche l'università, la ricerca e l'alta formazione hanno bisogno di più cultura, oltre che di più fondi.2. La difesa della dignità dell'uomo.La politica non può pretendere, attraverso le leggi, di definire l'umano e la sua dignità, pena trasformare una democrazia in uno Stato etico e totalitario. Al contrario, è chiamata a rispettare ciò che l'uomo è nella sua natura personale e comunitaria, che viene evidentemente prima dello Stato. Per questo, la tutela del diritto alla vita, anche dei più deboli, dal concepimento alla fine naturale, il mantenimento di una legislazione che impedisca la sperimentazione scientifica contro la dignità dell'uomo, la difesa, anche economica, della famiglia naturale fondata sul matrimonio come base della convivenza civile, sono principi non negoziabili e non solo per i cattolici.3. Riforme istituzionali condivise da ampie maggioranze.Il rapporto Sussidiarietà e riforme istituzionali della Fondazione per la Sussidiarietà dimostra chiaramente che gli italiani non sono per l'antipolitica, ma vogliono riforme frutto di larghe intese tra le forze politiche; vogliono poter decidere i loro rappresentanti attraverso preferenze - o, in subordine, attraverso primarie - ed eleggere direttamente il premier; ambiscono a un federalismo reale e non ridotto; desiderano una rivoluzione nel campo del welfare, che permetta loro di scegliere liberamente in chiave sussidiaria le realtà che erogano i servizi migliori (...).4. Il problema della giustizia.Uno Stato realmente democratico non può non avere a cuore l'esercizio di un potere giudiziario che garantisca la certezza del diritto e che parimenti eviti condanne preventive e un uso politico e mediatico delle indagini della magistratura. I poteri dello Stato (legislativo, esecutivo, giudiziario) non sono assoluti: appartengono al popolo e quindi alla società, e vanno esercitati senza dimenticare che sono unicamente in funzione del suo bene.5. No alla rendita, sì al lavoro.Lo stato dei conti pubblici, l'abnorme livello della spesa pubblica, le sacche di clientele mostrano la persistenza di una politica statalista tesa all'autoconservazione e non al servizio di un reale sviluppo. Gli ottimi risultati in termini di innovazione e di esportazioni di buona parte del mondo delle imprese italiane mostrano, piuttosto, come la strada dello sviluppo passi attraverso un supporto a questo vitale mondo produttivo, con scelte per il rilancio delle infrastrutture, per servizi efficienti pubblici e privati, per le politiche attive del lavoro, per la creazione di un sistema finanziario in funzione dello sviluppo, per una riduzione dell'iniquo ed enorme gravame fiscale che opprime soprattutto le piccole imprese, per una politica del lavoro che non riduca tutti a vivere con appena il minimo vitale, ma che favorisca una reale mobilità sociale rendendo la persona che lavora protagonista, per una tassazione che sui modelli degli altri Paesi europei tenga conto del numero di componenti il nucleo familiare.Su questi temi prioritari chiediamo alle forze politiche e ai singoli politici, con cui intendiamo continuare a dialogare, di non avere timore ad agire insieme per costruire il bene del Paese, secondo il metodo realizzato esemplarmente in questi anni dall'Intergruppo per la Sussidiarietà e in Regione Lombardia.Di fronte alla scadenza elettorale, perciò, sosterremo quelle realtà politiche che non negano in via di principio e nei fatti la dignità della persona e il primato della società, opponendosi con chiarezza a ogni forma di statalismo soffocante; sosterremo quelle formazioni politiche che danno spazio all'esperienza di chi in questi anni ha promosso - secondo il principio di sussidiarietà - luoghi di libertà per persone, famiglie, movimenti, associazioni e iniziative economiche e sociali; sosterremo, tenendo realisticamente conto del sistema elettorale e dei partiti esistenti, chi può garantire un'effettiva governabilità al Paese, evitando dispersioni di voti che prolunghino l'attuale stato di confusione politica e istituzionale.

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ITALIA DEI VALORI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(N.A.) "Il voto all'Italia dei valori è un voto all'opportunità concreta di avere un polesano in Parlamento". Francesco Ennio, candidato n.4 alla Camera nella circoscrizione Veneto 1, guarda nell'orizzonte nazionale alla coalizione tra Italia dei Valori e Partito democratico; mentre davanti al quadro locale, precisa che un voto al Pd è a sostegno di Veltroni e della futura coalizione, "ma ha poche possibilità di esprimere un candidato polesano". Cioè - aggiungiamo noi - Gabriele Frigato, che nella composizione della lista per la Camera del Pd è stato collocato indietro, al n.10. Ennio è stato ieri in Piazza Vittorio Emanuele II, nel gazebo elettorale allestito nel pomeriggio con i militanti dell'Italia dei Valori: ha incontrato la gente per promuovere gli 11 punti programmatici del partito e raccogliere le istanze locali. Lavoro, sicurezza, legalità, meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca, salute, famiglia e diritti delle persone, scuola, ambiente e qualità della vita sono, in sintesi, i punti di programma. Che secondo Francesco Ennio e Guglielmo Secondi, candidato n.8 dell'Italia dei Valori nella stessa circoscrizione dell'ex assessore comunale, va realizzato così in Polesine. "Nessun modello di sviluppo si regge in piedi senza scuole efficienti e un'istruzione di eccellenza. E nessun modello di sviluppo - aggiunge Ennio - può essere realizzato senza avere a base le risorse del territorio, soprattutto le risorse umane. Penso, quindi, ai giovani polesani che oggi vanno a cercare lavoro fuori provincia, per trovare l'occupazione adatta all'elevato grado di istruzione raggiunto". L'economia locale, allora, va collegata alle risorse universitarie, secondo i candidati dell'Italia dei Valori. E deve essere sostenuta da uno Stato con "meno sprechi e più servizi, a costi sostenibili". A Rovigo il gazebo elettorale dell'Italia dei Valori tornerà sabato in viale Gramsci al mercato.

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AGRICOLTURA/ CASINI: MENO BUROCRAZIA,SERVE SUBITO SPORTELLO UNICO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-03-2008 14:30 Tra le nostre battaglie anche l'abolizione delle Province Roma, 27 mar. (Apcom) - Un settore sviluppato su tutto il territorio nazionale come quello agricolo ha bisogno di una semplificazione amministrativa. E' l'opinione del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che, incontrando la Coldiretti a Roma, punto il dito contro il costo "troppo elevato" della burocrazia e propone di creare lo 'sportello unico' anche nel settore agricolo. "Non possiamo accettare - sottolinea Casini - che i nostri imprenditori agricoli passino la maggior parte del loro tempo a stilare e firmare carte. La burocrazia ha un costo e questo costo - dice il leader dell'Udc - da noi è troppo elevato". Anche per questo, aggiunge, "una delle nostre battaglie riguarda l'abolizione delle Province. Riteniamo che si debba al più presto avere, anche in agricoltura, lo sportello unico".

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CONFINDUSTRIA: PRESIDENTE TOSCANA, A ELETTI REGALERO' UN MAPPAMONDO (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Firenze, 27 mar - Un mappamondo in regalo a chi rappresentera' la Toscana nel nuovo Parlamento. E' quanto annunciato dalla presidente regionale di Confindustria Antonella Mansi, che intende cosi' sottolineare l'importanza di ''ragionare con l'atlante in mano e non con lo stradario del proprio collegio''. Ribadendo la condivisione del 'decalogo' presentato ai politici da Luca Cordero di Montezemolo, la Mansi ha chiesto un ''impegno preciso'' a coloro che rappresenteranno la Toscana in Parlamento per portare avanti le infrastrutture indispensabili allo sviluppo della Regione, un tema, ha ricordato, ''bipartisan''. Le priorita' sono la Tirrenica (per cui ''Sat ha presentato un progetto a costo zero'') e l'Alta velocita' che ''deve fermarsi a Firenze''. Oltre a pensare in scala globale, Antonella Mansi chiede ai politici di guardare la realta' con gli occhi di ''un ventenne che vuole vivere e realizzarsi in Toscana''. ''Mi sono chiesta - ha spiegato la Mansi, che ha 33 anni - se la Toscana sia una regione per i giovani, se abbia davvero lo sguardo rivolto al futuro. E vorrei che questa domanda fosse condivisa da chi rappresentera' a Roma questo territorio''. Un impegno la Mansi lo chiede anche ai vertici regionali, che devono intervenire per snellire la burocrazia. ''Sulla semplificazione - ha spiegato - con la Regione ci siamo dati poco tempo: nel giro di qualche mese vorremmo avere delle risposte''. La presidente di Confindustria ha poi sottolineato la necessita' di rendere piu' attrattiva la Toscana per gli investimenti e di creare maggiore competitivita' e concorrenza, in un momento in cui ''il rischio di crescita zero e' concreto'' e in cui anche le aziende ''devono fare di piu'''. La Mansi, rispondendo ai giornalisti, ha anche auspicato un ''ripensamento'' sulla decisione della Regione di permettere la costruzione di un solo rigassificatore, pur in presenza di due progetti. afe/sam/ss (Asca).

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AGRICOLTURA/ DE RITA: A IMPRENDITORI UNA RAPPRESENTANZA SPECIFICA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-03-2008 19:11 Presidente Censis commenta ricerca condotta per Confagricoltura Taormina (Messina), 27 mar. (Apcom) - L'imprenditore agricolo non è più "figlio di un dio minore" ma merita "una rappresentanza sindacale specifica". Questo il commento del presidente del Censis, Giuseppe De Rita, dopo la presentazione, della ricerca realizzata da Censis in collaborazione con Confagricoltura, nella prima giornata del forum "Il futuro fertile", a Taormina. "L'impresa agricola è moderna - ha detto De Rita - diretta dal mercato e rivolta ad esso, con una grande capacità manageriale. E l'imprenditore agricolo può considerarsi imprenditore a tutti gli effetti e come tale merita una rappresentanza sindacale specifica". Quelle aziende agricole italiane che presentano punti di forza avanzati (la cosiddetta "minoranza trainante", come venne chiamata nel primo forum di Confagricoltura 2007), si sono trasformate in una "punta della freccia, ovvero in una rappresentanza d'eccellenza che costituisce un pacchetto di mischia unitario in agricoltura". A sostenere l'analisi del Censis sul modo di fare impresa c'è "un atteggiamento vitale ed emergente - sottolinea De Rita - al punto che per l'87% di queste imprese il 2007, anno difficile per il comparto agricolo, è stato vissuto come un anno positivo". Nel corso della prima delle sei sessioni di lavori previste, sono stati presentati i casi specifici di cinque aziende appartenenti alle 150 del campione: Castello Banfi, Cirio Agricola srl, Campoverde Agricola spa, Fantolino, Nirp International. "Si tratta di imprese che hanno saputo adottare strategie vincenti - ha detto il presidente del Censis -, a partire dalla razionalizzazione dei costi, all'innovazione costante, alla ricerca della qualità, vero e proprio obiettivo comune di questo pacchetto di mischia di eccellenza". Il 65% delle imprese agricole leader sul mercato, come ha ricordato De Rita, punta ad un miglioramento continuo della qualità (percentuale che sale al 70% per i settori olivicolo e vitivinicolo), ma diventa un fattore determinante anche la trasformazione della materia prima agricola. "Il 41% delle aziende trasforma in proprio e, nella fase di approccio al mercato, il 65% del campione ricorre in modo intenso a consorzi o reti tra produttori". Lavoro di nicchia e presenza intelligente all'interno della filiera, sono per De Rita le strategie "vincenti". Imprese moderne "capaci di instaurare un rapporto proficuo con il settore terziario - dice De Rita - dalle banche al segmento assicurativo e nonostante una burocrazia piuttosto pesante per le imprese, e proiettate sempre di più su una politica di marchio aziendale (38% degli intervistati) o consortile (24%)". L'analisi del Censis e di Confagricoltura porta, in conclusione, De Rita a sostenere che "la strada della modernità è la specificità, vera chiave di volta che ha trasformato le 150 aziende agricole analizzate nel sondaggio in imprese di alta qualità".

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Lombardo 'Sappiamo amministrare' (sezione: Burocrazia)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Politica Sicilia Lombardo: "Sappiamo amministrare" Critiche alla Sinistra sul tema del buon governo Trapani, 27 Mar.-In visita a Trapani qualche giorno fà in occasione della campagna elettorale , il candidato alla Guida della Regione Sicilia Raffaele Lombardo non ha deluso le aspettative dei circa 500 simpatizzanti convenuti in un noto resorto cittadino alla presenza dei candidati alle regionali Ruggirello, Culicchia, Bono Parrino. Dopo l'incontro con il sindaco di Marsala ed il Vicesindaco di Trapani Lombardo si è soffermato su alcune problematiche: dal porto alla metropolitana di superficie, dall'autoporto al piano regolatore che deve esere ancora approvato, dall'industria dei marmi allo smaltimento dei rifiuti, temi questi che si scontrano con una burocrazia che secondo lui "deve essere snellita" Dopo la breve lezione di storia spicciola impartita ai giornalisti, con la sciorinata delle dominazioni che si sono viste sulla nostra terra , Lombardo ha affermato che " con l'esercizio dell'autonomia torniamo ad esserci noi, siciliani, questa è una terra che possiede tante potenzialità". Tra i propositi " sfruttamento dei fondi di agenda 2000, fiscalità speciale, turismo, sviluppo aereoporti, la Regione deve fare la sua parte.Se l'elettore mi confermerà la sua fiducia eserciterò fino in fondo questa funzione perchè credo che la Sicilia sia una terra straordinaria, fatta di provincie straordinarie, e ricca tanto da tornare ad esserlo, come è stata nel passato." Sulle accuse di continuità con il Cuffarismo il leader autonomista risponde in modo incisivo "purtroppo questa ripetizione del tema, mi delude e denota un vuoto programmatico di idee strettamente connessa con l'assoluta espereinza amministrativa della concorrenza,io stimo i miei concorrenti ed in questo caso anche il candidato della Sinistra, credo che non abbia mai amministrato nulla, non sa come si fanno quadrare i conti, non sa che quando si progetta qualcosa bisogna avere la copertura finanziaria per attuarla,e tutto questo viene coperto con la storia della continuità con il cuffarismo, siete invitati spettatori ed avversari , a verificare di quale continuità posso essere capace". Lombardo poi ha spaziato sul versante piu largo del Sud, fautore com'è di quella lega da contrapporre a quella del Nord di Bossi e Maroni, soffermandosi sulla Campania, vista come una terra "devastata,disastrata, la camorra ormai entra nelle famiglie e nelle case delle persone, i morti ammazzati non si contano più, questa è una terra dove gli imprenditori e le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro straodinario per combattere la mafia e nelle settimane scorse ne abbiamo visti tanti episodi di reazione e di coraggio,li ormai c'è lo sfacelo, per non parlare di un disastro ambientale, che va di pari passo con un rifiuto dei termovalorizzatori che ha caratterizzato e determinato la situazione campana e che viene ripetuto tale e quale dal mio concorrente siciliano, se noi vogliamo consegnare la Sicilia al disastro ambientale e non stare tanto meglio per quanto riguarda la criminalità vedasi Bassolino in Campania, credo che si debba evitare questo rischio assicurando una amministrazione di esperienza che uomini della nostra area politica certamente possono vantare, come abbiamo dimostrato anche in Sicilia sappiamo come amministrare". Sul tema mafia Lombardo risponde categorico: " la lotta alla mafia in sicilia ha fatto registrare delle cose straoordinarie, non sufficienti perche saremo contenti quando sarà debellata, fate una verifica su quale altro ente pubblico ha fatto quello che ho fatto io in provincia di Catania, ho istituito un fondo per risarcire le vittime che hanno subito danni di circa 500.000 euro , la mia ricetta per sconfiggerla è quella di amministrare bene, faccio si che la magistratura faccia il suo dovere, e certa politica non utilizzi l'antimafia per raggiungere i suio poco nobili obiettivi" Tra i primi provvediementi una volta eletto Lombardo dichiara " ce ne sono tanti da confondersi,affrontare il tema della burocrazia, realizzare quel decentramento agli enti locali della quale si sono occupati i legislatori siciliani con la legge 10 del 2000, suano due cose a portata di mano, non trascurare il piano energetico, avviare presso l'Europa la fiscalità speciale, mi auguro con la buona volontà dei parlamentari vivendo uno spirito di svolta, ciascuno di noi porterà una nuova Primavera siciliana". Resta da vedere come reagirà l'elettore vero giudice della contesa. Alessandro De Bartolomeo politica@voceditalia.it.

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SICILIA/ FINOCCHIARO: POLITICA ONNIPOTENTE HA FATTO MOLTO MALE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-03-2008 20:56 E' malata se crea 27 aziende per i rifiuti,perso contatto società Roma, 27 mar. (Apcom) - "La politica onnipotente ha fatto molto male alla Sicilia. Quando la politica fa sì che nella nostra regione ci siano 27 Ato rifiuti, vuol dire che la politica è malata, che ha perso qualsiasi contatto con la societa'". Lo ha detto Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della Regione, intervenendo a Messina ad una manifestazione elettorale. Ha aggiunto Finocchiaro: "La politica se vuole essere utile alla società siciliana deve entrare, come diceva Gramsci, in comunicazione sentimentale con i cittadini. Per questo noi vogliamo ascoltare e abbiamo bisogno degli imprenditori siciliani, dei professsionisti, delle classi dirigenti diffuse, dei giovani universitari, delle ragazze della nostra terra. La società siciliana vuole che si premino i migliori, che la macchina della Regione sia efficiente e trasparente. In questi giorni, quando parlo di sanità o di burocrazia regionale, qualcuno mi dice di stare attenta, che non conviene parlare di questi argomenti. Ma per cambiare ci vuole tanto coraggio. E io - assicura - vado avanti".

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