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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (46)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

"Spiego ai cuneesi l'Europa dei popoli" ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Tra i due versanti delle Alpi crescono gli scambi tra imprese e cittadini. Dovrebbe essere obbligatorio un anno di studi all'estero per prendere una laurea. L'Unione europea è vista negativamente da molti perché si crede sia solo burocrazia e regole. Invece ha reso i cittadini sempre più europei".\.

Uccise la fidanzata, è libero ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il trionfo della burocrazia. "Quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se sia giusto tutto questo", grida Giuseppe Bellorofonte, papà di Barbara. "È successo solo un anno fa - ricorda - Lei era con noi, è passato il suo ragazzo a citofonare. Da allora Barbara non è più stata con noi".

Storie di donne e di burocrazia ( da "Giornale di Brescia" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Storie di donne e di burocrazia Storie di donne e di burocrazia, nei due spettacoli in scena stasera. A Palazzolo, alle 21 all'oratorio di San Sebastiano l'associazione Racconti di Scena propone "Sisters. Un viaggio nel pianeta donna". In città, alle 20,30 al Sociale di via Cavallotti replica "La concessione del telefono" di Andrea Camilleri con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.

Di vino ( da "Italia Oggi (Agricoltura Oggi)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma soprattutto meno burocrazia. Sono le richieste del congresso nazionale degli Enologi-enotecnici italiani (Assoenologi), aperto ieri a Venezia. Gli enologi sottolineano alle autorità nazionali la necessità di "rinnovare e semplificare la normativa, rendendone nel contempo più stringente l'applicazione e la vigilanza".

La Svizzera boccia il sistema Genova ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sindaco di Zurigo: "Troppa burocrazia e porto inaffidabile. Meglio Amburgo" Genova. Per Zurigo l'ex repubblica marinara di Genova non è solo un porto inaffidabile. È un insieme di potenzialità inespresse, bloccate, grande storia affossata da lobby e ingessature. Un altro mondo, anche per questo da conoscere.

Beppe Grillo: <Siamo noi i nuovi partigiani> ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e dileggio dei partiti. I collegamenti con le piazze d'Italia e del mondo dove si sono riuniti i meet-up vengono intervallati da un video inviato da Celentano ("Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi", impagabile), e dalle esperienze personali e strazianti di una mamma di disabile abbandonata dallo Stato e di una donna che ha perso il marito in carcere in circostanze

Malacalza: <Ricambio e "cervelli" per fermare il declino> ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la pressione dei tributi si può ridurre anche nell'orto di casa, la burocrazia la possono sfrondare pure gli enti locali, non è solo questione di leggi nazionali da cancellare, e le condizioni affinché le imprese operino al meglio non si costruiscono soltanto a Roma. Ci vuole, ecco il punto, una politica che abbia la volontà di farlo".

Enologi: Attenti Il settore del vino rischia la crisi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pesa la polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto dalla burocrazia legata ai controlli e alle verifiche. "La superficie media vigneto/azienda italiana è di 2 ettari, contro i 7 della Francia e gli oltre 300 di Australia e Cile - ha detto il presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin, direttore della Cantina di Lonigo - Su oltre 300 mila imbottigliatori italiani,

<Così uccidiamo i fontanili> ( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia richiede troppo tempo che potremmo utilizzare in modo migliore. L'azione comune deve proseguire e perseguire tutti quegli obiettivi che riguardano gli interessi dell'intera comunità, non dei singoli o lobby, che badano solo ai propri.

I LUPI son tornati a colpire. Dopo le pecore uccise a Casole, nel comune di Vicchio, un altro attacc ( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E ai frequenti attacchi dei lupi Pietracito deve aggiungere anche il peso della burocrazia: "Soltanto adesso sto ricevendo gli indennizzi per le pecore uccise lo scorso anno, contributi che sono soltanto un terzo dell'effettivo valore degli animali predati". Paolo Guidotti.

Primi giorni da sindaco di elisa venturini non sto chiusa in ufficio ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche primi approcci con la burocrazia, studio di pratiche e tutta una serie di oneri di carattere organizzativo. Per la Venturini non c'è neppure il tempo di una breve vacanza, sarà un sindaco a tempo pieno finché ce ne sarà bisogno, cercando di conciliare anche gli altri impegni, da quelli politici all'attività nell'Anci.

Non vedenti, crescono i guai ( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dobbiamo fare i conti con la rigidità della burocrazia - ha spiegato il presidente dell'Uici -. E i problemi maggiori, in questo momento, sono legati all'inserimento nel mondo del lavoro. Abbiamo anche il caso di un nostro giovane socio che ha concluso il suo apprendistato per diventare centralinista, ma trova adesso parecchie difficoltà di inserimento in una struttura pubblica"

Confindustria soddisfazione per silva ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Meno burocrazia e risposte concrete alle imprese e ai lavoratori. Confindustria con Emma Marcegaglia e Federica Guidi spingono sull'acceleratore dell'innovazione. Questo, per noi, vuol dire sottrarre definitivamente la relazione con il mondo giovanile a una politica che non si rinnova.

Tempi troppo lunghi per gli allacci dell'energia elettrica ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia frena la voglia di investire degli imprenditori trexentesi. E i casi sono in aumento. A Mandas un agriturismo rischia di restare al buio per chissà quanto altro tempo. "Sto aspettando la corrente elettrica da ormai sei anni", dice Francesco Boi, allevatore di 68 anni.

Lista arcobaleno: con noi nessun percorso condiviso ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prendendo atto che la burocrazia giudiziaria e le lungaggini delle indagini, presumiamo ancora in corso, non facciano il bene di un territorio di oltre trentamila abitanti e delle tante imprese che qui vogliono investire, per cui ci auguriamo che quanto prima si faccia chiarezza;

L'OCCUPAZIONE del suolo pubblico tra dehors, paraventi da togl ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, meno male che tutti dicevano sarebbe sparita. Invece è sempre presente, perché due cose che dovrebbero essere collegate, in realtà non lo sono". "Ho chiesto spiegazioni ? prosegue il commerciante ? perché proprio non mi va giù di buttare via 149 euro in questo modo: mi hanno risposto che tutti gli anni entro il 31 dicembre devo ripresentare in Comune la documentazione

RACCONTATE A <LA NAZIONE> LE VOSTRE DISAVVENTURE ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vi sentite vittime di errori clamorosi della burocrazia? Se volete raccontare la vostra storia a "La Nazione" lo potete fare chiamando il numero verde 8000.13650 (la chiamata è gratuita) oppure inviando una e-mail con notizie e riferimenti a laspezia@lanazione.net.

Una casa d'accoglienza chiamata emmaus ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e l'indifferenza. Oggi lui, il professore Domenico Grillo docente nei licei, è diacono permanente nella diocesi di Iglesias. La figlia ha ereditato quell'esperienza. Questa grande struttura è una Comunità terapeutica residenziale. "La nostra missione è la disintossicazione degli utenti, con l'aiuto di un Centro d'

Comune <tirchio>, niente <Ortinparco> ( da "Adige, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora una volta hanno prevalso le ragioni della burocrazia e del formalismo - concludono i genitori - un po' di buon senso poteva forse evitare questa caduta di stile da parte dell'amministrazione. Molte volte vengono spesi migliaia di euro per iniziative pubblicitarie e di rappresentanza, in questo caso meno di cento euro bastavano per rendere felici dei bambini,

Vino, diminuiscono produzione e consumi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa la burocrazia VENEZIA. Il vino italiano viaggia a due velocità, cresce l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore se non si mette in atto una semplificazione delle norme che lo regolano.

Expomego, romoli insiste: fiere da ripensare ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccato dalla burocrazia. Al taglio del nastro sono intervenuti anche Maurizio Tripani, direttore generale di Udine e Gorizia fiere, e Alosa Fiegl, presidente della Camera regionale dell'artigianato di Nuova Gorizia. Gli stand spaziano dall'oggettistica all'arredo, dagli attrezzi sportivi alle nuove tecnologie, senza dimenticare la bioedilizia,

Nuovo regalo ai trombati Contributo da 4,5 milioni a chi non avrà pensione ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era dell'altro. L'incredibile "indennità di reinserimento sociale" per gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per "reinserire" nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma,

Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se potessi io sistemerei tutta la burocrazia , specialmente quella fannullona e troopo spesso corrotta... Valentina: Un'ultima cosa da fare per Roma. Rimettere a posto le strade. Io spero veramente che vinca la... Valentina: Prima di tutto la sicurezza, nel senso che gli innumerevoli immigrati che irregolari, senza un lavoro.

Sporcizia e scale mobili bloccate il bruco è un buco nero infinito ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è diventato un monumento alla burocrazia, una terra di nessuno. La passerella per non costringere i pedoni a misurarsi con il traffico di un nodo da sempre tra i più congestionati, era stata costruita come "oneri di urbanizzazione" quando venne realizzata la nuova Corte Lambruschini, con l'albergo, il residence e il teatro.

Crisi: chiude l'istituto vendite giudiziarie ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: istituto vendite giudiziarie Troppa burocrazia e meno gente alle aste, i ricavi vanno a picco La storica azienda di via degli Avvalorati fu fondata nel 1951 Gestiva anche i fallimenti di Grosseto LIVORNO. Incassi in caduta, spese di gestione sempre più alte e una riforma del settore che alla fine ha reso più complicata l'attività.

Sicurezza per le imprese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazie assurde che s'inceppano e creano difficoltà da risolvere sottobanco, di soldi pubblici che non finanziano la crescita ma il consenso dei sudditi. Finché la cattiva politica non verrà compresa come una delle cause principali della debolezza dell'economia legale, quella illegale continuerà a imperversare,

Online chi non corre è perduto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia cartacea con la quale ci siamo ahimè abituati a convivere. Gli esempi potrebbero continuare, ma mi sembra ce ne sia abbastanza per passare dalle parole ai fatti e impegnarci tutti maggiormente cercando di sfruttare la rete internet al meglio anche per le sue incredibili potenzialità come strumento di crescita culturale e strutturale del Paese.

Soprintendenza archeologica: istituita da un mese non ha né sede, né capo ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se non fosse vera questa paradossale situazione sembrerebbe una barzelletta sulla burocrazia italiana. Un anno e mezzo fa, durante il vertice di maggioranza e consiglio dei ministri a Caserta, tra il presidente de Franciscis e il ministro Rutelli venne firmato un protocollo di intesa per fare un "Distretto culturale di Terra di Lavoro", sul modello dei distretti industriali.

Immigrati, 40 mila i clandestini <Ogni giorno solo tre espulsioni> ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in attesa della burocrazia, dei ricorsi, delle disponibilità di aerei). A Milano, a fronte dei 145 mila clandestini della provincia, c'è un solo Cpt, quello di via Corelli, che ha 140 posti e serve per l'intera Lombardia. A questo punto, la riflessione va oltre: "Credo che bisogna sempre verificare le condizioni effettive del clandestino -

Il canguro ucciso dal regolamento Buzzati e il dramma alla dogana ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Due giorni interi la burocrazia, la norma, il regolamento, l'esigenza dell'orario e del servizio, tennero duro per non venir meno alla consegna. Soltanto lunedì pomeriggio, espletata che fu la pratica, venne data via libera al canguro. Un lato della cassa venne aperto.

ARRONE La discenderia occupa gran parte dell'antica chiesa di San Giovanni al castello di Arro ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia ha le sue leggi e così per salvare gli affreschi è dovuta arrivare la rampa.E l'ascensone? Perchè non può essere ripristinato, o meglio inaugurato? Impossibile ottenere risposte rapide dal comune di Arrone. "La pratica è vecchia va ritrovata, non possimo rispondere così su due piedi.

I vandali arrivano prima del taglio del nastro - pietro lambertini ( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma dopo il tempo perso dietro alla burocrazia, l'inaugurazione s'avvicina. Chiuso nel recinto che già si piega con la forza delle mani, affondato nel terreno e nascosto dalla vegetezione cresciuta selvaggia, c'è anche un cannone risalente alla Seconda guerra mondiale. Uscito indenne dal conflitto bellico, è prigioniero del degrado che lo circonda.

Regalo ai trombati: 4,5 milioni ai senza pensione ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era dell'altro. L'incredibile "indennità di reinserimento sociale" per gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per "reinserire" nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma,

Breve elzeviro per un ``uomo speciale``: Giacomo Romerio, cittadino qualunque ( da "Merateonline.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fronte sgualciti e infreddoliti dalla folate gelide di una burocrazia pubblica così vicina eppure tanto distante. Al dottore rimane una sola soddisfazione che coltiva lungo le 365 lune del suo mandato, che innaffia settimana dopo settimana e finalmente espone alla luce della ribalta la sera in cui si presenta al consiglio comunale e legge la relazione sullo stato della fortezza.

VINO: ENOLOGI ITALIANI, MENO BUROCRAZIA PER AUMENTARE EXPORT ( da "Agi" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MENO BUROCRAZIA PER AUMENTARE EXPORT (AGI) - Venezia, 26 apr. - Allegerire il peso della burocrazia, assicurare piu' trasparenza, promuovere il lavoro in squadra per conquistare i mercati stranieri. Queste le richieste emerse dal 63 Congresso Nazionale degli enologi italiani, che e' stato giocato tutto in attacco.

Piacenza, presto una nuova piscina LUIGI LUPI ( da "Libertà" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi sono quindi permesso di scriverLe direttore per rendere pubblica una situazione che deve essere risolta velocemente. Basta burocrazie, basta perdite di tempo inutili e via ai lavori. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

INTERVISTA. Parla il presidente Vecchioni ( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima

Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili ( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima

Confagricoltura: <Dal governo riforme urgenti> ( da "Brescia Oggi" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima

Fiat, il miracolo di Torino ( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occupazione e per la burocrazia gestionale". Uno dei pregi di Marchionne, quando nel 2004 prese le redini del gruppo di Torino, è stato quello "di convincere tutti che la Fiat poteva essere rinnovata ricostruendola e non distruggendola". La prima mossa fu quella di rendere Fiat "più agile": "in 60 giorni ridusse la corpulenta amministrazione ad una dimensione più adatta ai suoi ricavi"

DI TALIA. IL BIOLOGO DELLE STAMINALI ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: serio sperimentazione ottieni aiuti finanziari ma anche morali cosa che purtroppo in Italia non avviene per questo molti giovani e validi ricercatori scappano in America". La burocrazia italiana che mette in fuga i cervelli negli Usa, al contrario, li coccola e li tutela come patrimonio dell'umanità. Non a caso c'è un oceano a marcare le differenze tra il vecchio e il nuovo mondo.

MILLE FAMIGLIE OSTAGGIO DELLA BUROCRAZIA ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: DA QUATTRO ANNI PER LE CASE IACP Mille famiglie ostaggio della burocrazia Maddaloni. Persi quattro anni. Alla fine Maddaloni rischia di perdere i fondi strutturali, attesi da 25 ani, per il recupero edilizio e urbano (ristrutturazione, consolidamento statico e rifacimento dei sottoservizi) dei quartieri dormitorio cresciuti intorno ai casermoni popolari di via Feudo e via Serao.

Passaporti per 37 piccoli indonesiani ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le coppie con i rispettivi bambini potranno festeggiare una vittoria sulla burocrazia, ma anche il riconoscimento legittimo delle proprie origini, formalizzato con tutte le ufficialità del caso."L'associazione Comunità Mlati Mondiale - conclude la presidente - mira alla promozione della cultura della comunità Mlati ed alla conservazione delle sue tradizioni.

Lo sceriffo a Forza Italia: <Datevi un'anima sola> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sulla questione Gentilini ha una sua opinione: "Se c'è stato un errore, che lo si corregga. Invece siamo finiti nella trappola della burocrazia e ci saranno ricorsi con tanta gente impegnata per questo, quando invece ci sarebbe cose più importanti da fare".P. Cal.

Taglio alla burocrazia: si apre un'impresa in un solo giorno ( da "Provincia di Lecco, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Il sindaco paga la maestra per salvare l'elementare ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In sostanza: la burocrazia, numeri alla mano, dice che questa scuola di borgata avrebbe diritto a "un'insegnante e mezza", e allora l'amministrazione ha messo a bilancio una somma per coprire la parte che rimane "scoperta". L'equivalente di mezza busta paga, dai 500 ai 600 euro al mese.


Articoli

"Spiego ai cuneesi l'Europa dei popoli" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Presidente del Consiglio generale delle Alpi di Alta Provenza, parlamentare socialista dal '97, ex ministro, portavoce di Ségolène Royal, segretario generale all'Eliseo con François Mitterrand. Ma conosce bene l'Italia e l'italiano Jean Louis Bianco, arrivato giovedì nel Cuneese per firmare l'accordo tra Provincia di Cuneo e Dipartimento delle Alpi di Alta Provenza sui Piani integrati transfrontalieri che potrebbero fruttare ai due territori 10,3 milioni di euro di fondi europei, mentre ieri era nella casa di famiglia, a La Morra, "perchè i Bianco sono tutti originari di lì, ma ora siamo dispersi tra Parigi, Londra e Vigevano". Iniziamo dal tour de France, le tappe italiane e il percorso cambiato. "Un vero peccato. Avevo dato la mia parola sulla sicurezza della strada dipartimentale in territorio francese. Alla fine il ministro Michèle Alliot-Marie ha detto che il rischio era troppo grande, anche se la probabilità che cadesse il masso è di una su mille. Anche il nuovo percorso è ugualmente bello". Qual è l'importanza dell'accordo firmato tra Alta Provenza e Granda? "Le analogie sono più delle differenze. Sui due versanti delle Alpi c'è un territorio unico, impareggiabile, che interessa ai turisti di tutta Europa. Molto è stato fatto, come i percorsi a piedi, bici, cavallo. Va potenziata l'accoglienza turistica e la valorizzazione di prodotti, paesaggi e paesi". Il nodo dei collegamenti, nel Cuneese dibattuto da decenni. "Sono pessimista, si dovrà ancora aspettare molto tempo. Il colle della Maddalena è migliorato, ma restano grossi problemi. Ce ne sono su tutti i collegamenti tra Piemonte e Francia. Però questo "isolamento" è anche un vantaggio". Perchè? "Ha reso possibile il tipo di turismo culturale, legato alla natura e al passato, che stiamo cercando di sviluppare sempre più con il Cuneese". Nel suo discorso ha parlato di Europa dei popoli: che intende? "Tra i due versanti delle Alpi crescono gli scambi tra imprese e cittadini. Dovrebbe essere obbligatorio un anno di studi all'estero per prendere una laurea. L'Unione europea è vista negativamente da molti perché si crede sia solo burocrazia e regole. Invece ha reso i cittadini sempre più europei".\.

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Uccise la fidanzata, è libero (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CATANZARO, UN ASSASSINO SCARCERATO PER UN CAVILLO Uccise la fidanzata, è libero [FIRMA]FILIPPO MARRA CUTRUPI CATANZARO Accecato dalla gelosia, e dal modo di vestire della fidanzata diciannovenne, non aveva esitato a spararle contro quattro colpi di pistola. La ragazza morì all'ospedale di Catanzaro. Era il 27 febbraio 2007. Un anno dopo l'assassino, Luigi Campise, 25 anni, è tornato in libertà. Per i magistrati catanzaresi, infatti, non è bastata la confessione lampo, avvenuta la sera della tragedia. Il pm Alessia Miele aveva chiesto una proroga alle indagini, che prima è stata approvata ma che poi il gip ha annullato. Il delitto Quella sera dell'anno scorso, Campise suonò al citofono dell'appartamento dove Barbara Bellorofonte, 19 anni, abitava con la famiglia. Lei stava cenando con i suoi. "Torno subito", disse. E scese a parlare col ragazzo. Non l'hanno più rivista viva. I rapporti tra i due giovani erano in crisi, quella sera non ci fu il chiarimento chiesto dal giovane: tutto precipitò, per l'ultimo litigio dovuto alla gelosia. Spuntò la pistola, Campise sparò. Quattro colpi, dissero gli inquirenti, uno colpì alla testa Barbara. Furono ventidue giorni di agonia, con lei ricoverata in rianimazione. Poi la fine, e i genitori disperati. Ora al dolore si aggiunge la rabbia. La chiave della decisione del gip sta nel codice, o meglio nella sua interpretazione là dove parla di "accertamenti particolarmente complessi che possono giustificare la concessione della proroga dei termini di custodia cautelare". Il gip aveva sostenuto la necessità di altre indagini, in particolare sul movente, la localizzazione dell'arma mai ritrovata (il giovane disse di averla lanciata in mare) e gli eventuali complici. Ma l'ordinanza è stata impugnata dal difensore, e il tribunale non ha ravvisato la necessità di quegli "accertamenti particolarmente complessi" necessari per tenere il giovane assassino in carcere. Il trionfo della burocrazia. "Quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se sia giusto tutto questo", grida Giuseppe Bellorofonte, papà di Barbara. "È successo solo un anno fa - ricorda - Lei era con noi, è passato il suo ragazzo a citofonare. Da allora Barbara non è più stata con noi". La rabbia Segue un accorato appello alle istituzionie alla magistratura, perché è impossibile farsene una ragione: "Ignoro i motivi che hanno indotto la giustizia a liberare l'omicida dopo solo un anno, ma quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se sia giusto. Se sia giusto che a essere tutelato nei suoi diritti sia solo un assassino che con fredda premeditazione viene sotto casa, mi uccide una figlia e dopo solo un anno esce di galera, e se ne va a spasso per le vie del paese... Non riesco ad aggiungere altro, non ho più niente da dire, ho finito pure le lacrime. Resta solo l'amarezza di sapere che il killer di mia figlia è libero".

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Storie di donne e di burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 26/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI PROSA IN CITTA' E A PALAZZOLO Storie di donne e di burocrazia Storie di donne e di burocrazia, nei due spettacoli in scena stasera. A Palazzolo, alle 21 all'oratorio di San Sebastiano l'associazione Racconti di Scena propone "Sisters. Un viaggio nel pianeta donna". In città, alle 20,30 al Sociale di via Cavallotti replica "La concessione del telefono" di Andrea Camilleri con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina. "In ogni donna - si legge nella presentazione dello spettacolo "Sisters" - si nasconde una forza vitale potentissima, formata da istinti, creatività passionale, sapere ancestrale, capacità visionaria, talento. Molte volte c'è bisogno di ascoltare la storia di un altro per capire la propria e ripensarla". In scena, con Maddalena Ischiale che cura anche la regia, ci sono Elena Cominelli, Giovanna Donin, Liliana Franceschini, Emanuela Sabatelli, Federica Triboldi, Alessandra Costa, Nicoletta Lombardi, Valeria Lotta e Manuela Mantoan. Musiche di Marco Rossignoli e Franco Pedrini, ingresso 7 . Al Sociale va in scena la Sicilia del paradosso firmata Andrea Camilleri, che da uno dei suoi romanzi della serie "storica" ha tratto la pièce. Un banale errore di trascrizione di un nome scatena una serie di malintesi che coinvolgono un'intera comunità. La burocrazia è più forte di qualunque potere, buono o malvagio che sia. Ingresso 24-17-11 , info 0302808600.

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Di vino (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi (Agricoltura Oggi)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Attualità Numero 100, pag. 23 del 26/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     Di vino FRANCIA ZUCCHERINA. Compravano zucchero nei supermercati senza ricevuta e lo aggiungevano, superando le dosi consentite, al Beaujolais. Sono 60, tra viticoltori, intermediari e distributori, gli indagati per un caso di sofisticazione del vino verificatosi fra il 2004 e il 2006 nelle vigne del Beaujolais. La frode è stata rivelata da un'inchiesta cominciata nel dicembre scorso su una vendita di 600 tonnellate di zucchero senza ricevuta in vari supermercati della zona di Villefranche-sur-SaÔne e poi rivendute ad alcuni viticoltori. Gli indagati saranno giudicati in autunno, dopo la vendemmia, per acquisto e vendita senza ricevuta, detenzione e uso di prodotti destinati alla sofisticazione del vino e sofisticazione di alimenti. I reati contestati potrebbero portare a multe o al carcere. ASSOENOLOGI DI RIGORE. Rigore e trasparenza nei controlli su tutto il settore vinicolo italiano, ma soprattutto meno burocrazia. Sono le richieste del congresso nazionale degli Enologi-enotecnici italiani (Assoenologi), aperto ieri a Venezia. Gli enologi sottolineano alle autorità nazionali la necessità di "rinnovare e semplificare la normativa, rendendone nel contempo più stringente l'applicazione e la vigilanza". Il settore rappresenta oltre 12 mld di euro, di cui 3,3 mld frutto dell'export, più altri 2 miliardi di tecnologie e macchinari, anch'essi abbondantemente esportati dall'Italia. NAPOLI REGNO DI BACCO. Wine&theCity e Vitigno Italia sono i due appuntamenti che avranno per teatro Napoli, dal 20 al 28 maggio, e per protagonista il vino. Wine&theCity (dal 20 al 25) offre oltre 50 indirizzi per un evento legato al vino e a tutte le sue possibili declinazioni. L'iniziativa è il "Fuori Salone" di VitignoItalia (dal 26 al 28), il Salone del vino da vitignoautoctono che si terrà alla Mostra d'Oltremare.

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La Svizzera boccia il sistema Genova (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il capoluogo ligure visto dall'estero Ledergerber, sindaco di Zurigo: "Troppa burocrazia e porto inaffidabile. Meglio Amburgo" Genova. Per Zurigo l'ex repubblica marinara di Genova non è solo un porto inaffidabile. È un insieme di potenzialità inespresse, bloccate, grande storia affossata da lobby e ingessature. Un altro mondo, anche per questo da conoscere. Ogni anno la giunta comunale della capitale economica svizzera sceglie un punto dell'Europa dove promuovere il proprio marchio e comunicare un altro modo di vivere, di fare affari, di amministrare. "Non è la città, ad avere colpe, ma la burocrazia italiana a mettere troppi ostacoli. Da noi tutto è più semplice". La Superba, i suoi palazzi, la sua cucina, sono piaciuti molto a Elmar Ledergerber, primo cittadino della città di Zurigo. In "gita" ha portato tutta la giunta, il console e qualche imprenditore di fiducia. "L'accoglienza del vostro sindaco Marta Vincenzi è stata ottima, inaspettata - dice a palazzo della Borsa, dove dopo un pranzo con qualche assessore genovese la delegazione si reca per vedere "H2O", personale del connazionale artista Reto Emch - dovevamo parlare per mezzora, invece siamo andati avanti per quaranta minuti". Per dirvi cosa? "Abbiamo colloquiato di molti argomenti, ma soprattutto del tema del trasporto delle merci", spiega Lederberger, da sei anni alla guida dell'amministrazione di Zurigo. Alla Vincenzi (che chiama "la sindaca", forse informato di quanto l'interessata tenga alla femminilizzazione delle sua carica) l'omologo zurighese non ha mancato di dire come la pensa. "Il vostro sistema-porto manca di affidabilità - spiega Ledergerber - il collegamento con la rete ferroviaria italiana, che pure non funziona malissimo, è lento e farraginoso. Nel vostro porto è dura capire quando un container uscirà. Un giorno c'è lo sciopero degli operai, un altro quello dei doganieri, un altro ancora tutto si ferma per il vento. È per questo che qui arriva soltanto il 2,5% delle merci che passano dalle nostre parti. Una volta era diverso, perché a Genova arrivava il 50-60% dei carichi". "La prima cosa da imparare - continua - è che non ci si può ostinare a portare le merci su gomma, riempendo le strade e inquinando. Lievitano i costi, rallentano i tempi, a varcare le Alpi rende tutto altamente diseconomico. So che mancano le infrastrutture, da voi, ma credo che il problema vero sia l'organizzazione interna al vostro porto. Inaffidabile, ripeto. Ma recuperare si può. So che c'è un bravo e giovane presidente, ora". "Per passare un carico di merce dal porto alla rete ferroviaria occorre sostenere un costo di 1.200 euro", rincara, d'esperienza Walter Finkbohner. Svizzero, Finkbohner è presidente di Crossrail Italia, filiale della Crossrail Ag, terzo operatore ferroviario cargo svizzero, controllata dal gruppo internazionale Babcock & Brown. La Crossrail ha agganciato il mercato italiano appena un anno fa. Ora ha affidato a Finkbohner la sua sfida al porto di Genova. Lui, alto e affabile, conosce Genova come le sue tasche, a Natale si diletta a infornare "il pandöçe, il pandolce". Sposò 37 anni fa Maria Maddalena Rosi, di Arquata. "Noi oggi lavoriamo un po' con Savona, che ha attivato una collaborazione con le ferrovie svizzere, per il resto preferiamo dirigere le nostre merci ad Amburgo. Che è da pazzi, si potrebbe dire, dal momento che Genova è a un passo, la Germania è lontana. Ma l'affidabilità ha la sua importanza, la garanzia di avere tempi certi e zero intoppi anche. Genova e il suo porto hanno un sacco di potenzialità inespresse. Ma perché, dico io, non ci si mette tutti attorno a un tavolo e non si vedono le tabelle degli altri porti, si fanno dei confronti?". Zurigo non viene solo a insegnare alla Liguria come si gestiscono i container. Viene a spiegare un altro modo di vivere, di comportarsi, di decidere. La città conta 380 mila abitanti - "ma di giorno raddoppiano perché dall'area metropolitana arrivano migliaia di persone" - qui non vengono solo ricchi pensionati italiani, ma sbarcano sempre più grandi multinazionali. È già arrivata Microsoft, l'ha seguita Google, il mondo della ricerca da anni l'ha fatta una delle sue sedi privilegiate. Il 60% degli abitanti utilizza per muoversi un mezzo pubblico (il sindaco dice di usare la sua auto blu al massimo 15 volte l'anno, il resto dei giorni va in bicicletta), quasi tutti hanno una carta che costa 100 euro ogni due anni e dà diritto a pagare metà del costo del biglietto a ogni viaggio. Lo stipendio medio è di 4 mila euro al mese ("con i vostri 1.200 euro da noi non ci sarebbero grandi possibilità"). La vita costa di più? "Può darsi, ma un litro di latte lo si paga meno da noi", assicura Finkbohner. Dell'Italia, in Svizzera, non capiscono la frenesia dei giovani a frequentare l'università. "Il nostro sistema scolastico è molto più semplice - spiega il sindaco - c'è unascuola primaria che dura dieci anni, poi l'apprendistato. Un ragazzo lavora già in azienda dopo il 16 anni. Sui vent'anni entra nel mondo de lavoro, magari continuando a studiare per arricchirsi. L'univesità? È una roba da pochi, il dieci per cento dei ragazzi". Ogni bambino che nasce, a Zurigo, ottiene un contributo mensile di 150 euro circa. Cresce il ragazzo, cresce il contributo, finché non arriva il primo stipendio. La disoccupazione è al 2,5%, l'immigrazione è permessa soltanto a chi possiede un lavoro e una casa, ogni anno vengono costruite abitazioni nuove per i meno abbienti. La demografia parla di aumenti costanti della popolazione. Eppure ci sarebbe un gran bisogno di Genova. "Con Vincenzi abbiamo anche parlato dell'aeroporto - riferisce Ledergerber - della necesssità che altre istituzioni concorrano al funzionamento di questo scalo". daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it 26/04/2008 ' 26/04/2008 cantoni troppo cariForse è vero che la vita costa di più da noi, ma per un litro di latte si spende meno Walter Finkbohnerpresidente Crossrail Italia 26/04/2008.

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Beppe Grillo: <Siamo noi i nuovi partigiani> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Beppe Grillo: "Siamo noi i nuovi partigiani" il secondo vaffa-day Lunghe file per firmare i referendum proposti dal cabarettista che se la prende anche col Capo dello Stato 26/04/2008 dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Torino. L'ovazione più lunga la ruba Marco Travaglio, che gioca in casa essendo torinese ma è soprattutto un giornalista coi fiocchi, uno che non è mai stato in quota a nessun partito e scrive articoli informati. Persino Beppe Grillo strabuzza gli occhi, lui che tollera gli scrivani amici ma non sopporta quelli che non si adeguano alla sua visione del mondo. Contro di loro, e naturalmente i giornali e le televisioni asserviti all'economia e alla finanza, aveva organizzato questo secondo Vaffa-day. Scopre che non c'è soltanto la rete nel futuro dell'uomo. Travaglio: "Vogliate bene all'informazione, stringete amicizia con i giornalisti che fanno bene il loro lavoro. E intitoliamo questa giornata a Biagi e a Montanelli?". Grillo non se l'aspettava. Aveva inaugurato la trasferta torinese con la solita vis polemica, prendendosela stavolta con il presidente della Repubblica: "Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani e non dei partiti. I partiti non ci sono più. Ma Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni!". Torino, 25 aprile. Piazza San Carlo è piena come non sono riusciti a riempirla i politici della Seconda Repubblica, costretti anche quest'anno a rifugiarsi nelle sale cinematografiche: lo faceva solo Almirante, nella città medaglia d'oro della Resistenza, e il dettaglio è importante. In piazza Castello si commemora la Liberazione. Introdotto dalla musica inquietante dei rapper all'uso di Barack Obama, Grillo sale sul palco fatto a T, come quello dei Rolling Stones in "Shine a light"; e rivendica l'eredità dei nonni partigiani: "Siamo noi i continuatori!", scandisce, e i 50-80 mila esplodono nel primo lunghissimo applauso. Sventolano assieme le bandiere anti-Tav e quelle del Fronte Polisario, il tricolore nazionale e striscioni irridenti: "Non posso credere che viviamo in un paese di corrotti". Lungo i banchetti allestiti in via Roma i grillini fanno la fila per firmare le richieste di referendum fin dal mattino: per la soppressione dei finanziamenti pubblici ai giornali, la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti e l'abrogazione della legge Gasparri. Grillo insiste sul fatto che "chiunque può fare informazione ed essere informato", sul particolare Travaglio la pensa diversamente e riscuoterà più consensi del guru. Ma sui privilegi dell'ennesima casta d'Italia riesce a imbastire cabaret di grande spessore. Nel mirino finiscono pagine non esaltanti del giornalismo italiano, come l'ultima intervista di Gianni Riotta ("Vaffanculo!", urla la folla) a Berlusconi ("Vaffanculo!, riurla la folla). Grillo ricorda: "Il candidato premier a dire che lui non aveva cacciato Biagi, figurarsi, che anzi se ne era andato lui perché voleva la liquidazione. E il direttore del Tg1 zitto?". Il problema, accusa l'uomo di Sant'Ilario, è che "nei consigli di amministrazione siedono le banche, i rappresentanti dell'industria e della finanza". Dimentica di citare le eccezioni, per esempio Il Secolo XIX. "Oggi - scandisce -è cominciato qualcosa che andrà molto avanti. Noi saremo i cittadini informati di domani, noi continueremo a fare quello che hanno fatto i nostri nonni. Quando uno di noi riuscirà a entrare in un Comune e a stabilire con un pc un canale di trasparenza, e di informazione libera, allora avremo vinto". Il resto dello spettacolo è un mix di ambientalismo, critica della burocrazia e dileggio dei partiti. I collegamenti con le piazze d'Italia e del mondo dove si sono riuniti i meet-up vengono intervallati da un video inviato da Celentano ("Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi", impagabile), e dalle esperienze personali e strazianti di una mamma di disabile abbandonata dallo Stato e di una donna che ha perso il marito in carcere in circostanze rimaste misteriose. La folla, grillini ma anche spensierati turisti a caccia di uno spettacolo gratis, applaude. La poesia sulle morti bianche è struggente. Grillo oggi sembra più attore drammatico che comico: "Hanno già pianificato 24 morti nei dieci anni che serviranno per costruire il ponte sullo stretto di Messina". Finisce con Travaglio che spiega come mai i giornalisti delle televisioni non sono liberi di fare il proprio mestiere. Che rivela come anche nelle testate più controllate dal potere economico o politico possano nascondersi ottimi professionisti: "Cercateli!". Grillo non apprezza. Torna sul palco e invita a diffidare: "Sette televisioni e tre giornali tengono gli italiani in coma farmacologico". Travaglio pensa che se ne possa uscire. Meno male. crecchi@ilsecoloxix.it 26/04/2008.

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Malacalza: <Ricambio e "cervelli" per fermare il declino> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Malacalza: "Ricambio e "cervelli" per fermare il declino" GENOVA DECADUTA. INTERVISTA ALl'imprenditore candidato alla presidenza dELLA confindustria LOCALE "Edoardo Garrone vice della Marcegaglia non è un avversario in meno, ma un'opportunità in più per tutta la città" 26/04/2008 luigi leone Genova. "Ripartire dai bisogni dei cittadini e delle imprese". A prima vista, un'indicazione generica, che potrebbe venire da un qualsiasi leader politico nazionale. Invece è la ricetta che in questa intervista al Secolo XIX Vittorio Malacalza propone per Genova. Attraverso una visione per molti versi originale e, qualche caso, provocatoria. Con un editoriale che ha fatto molto discutere, il direttore Lanfranco Vaccari ha sostenuto che la cittàè"decaduta" e con il "fondo" di ieri ha rilanciato l'argomento, focalizzando quali possono essere i fronti sui quali fare leva per il rilancio genovese. Malacalza, riferimento di un gruppo industriale articolato, che va dall'acciaio all'energia, passando attraverso l'alta tecnologia, le costruzioni e il biomedicale, sceglie i cittadini e le imprese. Un dato significativo, visto che a parlare è il possibile nuovo presidente di Confindustria Genova, se vincerà la sfida per la successione all'attuale numero uno, Marco Bisagno. Ingegnere, spesso anche lei fotografa Genova come una città decaduta. "Può persino essere una visione ottimistica: siamo sicuri che la discesa sia completata?". Messa così non resta che darsela a gambe. "C'è poca offerta, per non dire nessuna, e così le migliori "teste" fuggono via. Ancora si fa troppo poco per fermarle e, soprattutto, per farle rientrare. Io conosco molti che se appena appena cambiano le condizioni sono pronti a tornare". Il suo suggerimento? "Ricominciare dai bisogni dei cittadini e delle imprese. Non è quello che la politica, di destra e di sinistra, ci ha detto durante la campagna elettorale appena conclusasi? L'Italia deve ripartire da lì e da lì riparta pure Genova, che è un pezzo di Italia. Anche perché la decadenza non è una prerogativa negativa di Genova, lo è di gran parte delle nostre città più importanti". Ma lei pone temi sui quali la principale potestà di intervento è statale, non regionale o comunale. "La principale, non la sola. Regione e Comune possono aiutare cittadini e aziende a stare meglio. Ci sono servizi essenziali erogati localmente, la pressione dei tributi si può ridurre anche nell'orto di casa, la burocrazia la possono sfrondare pure gli enti locali, non è solo questione di leggi nazionali da cancellare, e le condizioni affinché le imprese operino al meglio non si costruiscono soltanto a Roma. Ci vuole, ecco il punto, una politica che abbia la volontà di farlo". Capisco male o sta suonando un'adunata per l'intera classe dirigente genovese? "Capisce benissimo, ma condivido quel che ha detto il sindaco Marta Vincenzi nella sua intervista proprio al Secolo XIX: sulle scelte importanti occorre anche il coraggio di litigare e dividersi. L'essenziale è ricondurre a unità di intenti le forze in campo nel momento in cui la decisione è presa. Qualunque sia stata a prevalere". A Genova, invece? "Avviene esattamente il contrario. A parole tutti cuor di leone, poi roditori voracissimi per tagliare l'albero sul quale stanno appollaiati i progetti di crescita". Il Terzo Valico, per esempio? "Ha mai sentito uno, dico uno solo, a parte i bastian contrari di sempre, che sia uscito dal coro e abbia solennemente affermato: quest'opera non serve a niente e a nessuno, è soltanto uno spreco di denaro pubblico?". Certo che no. "Allora qualcuno dovrebbe spiegarmi perché gli enti locali, i sindacati, gli imprenditori, i parlamentari, tutta la classe dirigente genovese non s'è mobilitata, non è scesa in piazza, non sia andata a incatenarsi davanti a Palazzo Chigi per portare a casa il risultato". Come da Marzullo: si faccia la domanda e si dia la risposta. "Per certa politica è comodissimo avere argomenti sui quali mantenere divisioni strumentali che servono a coprire altri inciuci. Ma, soprattutto, certa politica si nutre delle debolezze che stanno in alcuni strati della società, apparentemente illuminati e produttivi, in realtà corporativi, conservatori oltre i limiti del consentito, magari più inclini al parassitismo. Il Terzo valico ha un grande difetto: aprirebbe la città, imporrebbe di competere davvero, dagli studenti alle aziende, e questo è un esercizio faticoso. Nel declino c'è chi si crogiola". Stento a credere che davvero un simile retropensiero sia divenuto così sistemico e abbia prodotto, almeno finora, il fallimento dell'opera. "La prenda come una provocazione accademica, ma alla fine questo è il difetto di Genova. Essersi ripiegata su stessa, rifiutare il confronto in campo aperto. In fondo, basterebbe che la città tornasse alla sua storia: partire verso l'ignoto pur avendo una meta, rischiare in modo calcolato, cogliere al volo le occasioni che si offrono, non temere i forestieri". Come candidato alla presidenza degli industriali genovesi, è un discorso che dovrebbe fare anche a tanti suoi colleghi. "Tanti? Forse, ma la stragrande maggioranza è ancora quella che ogni giorno sfida l'impossibile per portare avanti la propria azienda. Soprattutto se è piccola o media, più esposta alle intemperie del mercato. Vaccari ha scritto che la decadenza genovese è anche il fallimento della borghesia. È vero, ma solo in parte. C'è una borghesia che non ha fallito e io mi picco di appartenervi. Altri imprenditori vi appartengono, docenti universitari, qualche politico - perché no? - qualche sindacalista, cittadini senza incarico alcuno che ogni giorno fanno al meglio il loro lavoro. Queste sono le braccia che devono sorreggere un vero progetto di rinascita della città". Allude a un ricambio di classe dirigente che non sia solo generazionale? "Alludo esattamente a questo. E la questione dell'età non la pongo in questi termini perché avendo accumulato le mie primavere voglio difendere la categoria, ma perché se qualcuno ha cose buone e utili da fare per la comunità a me non interessa proprio quando sia nato. Bisogna, però, farsi avanti, non temere i contraccolpi di un impegno che è politico per definizione, intendendo per politica l'occuparsi della polis, della città". E lei si è fatto avanti per Confindustria Genova. "Se permette, è tutta la vita che mi faccio avanti. Come imprenditore ho fatto di tutto e di più, direi con un qualche successo. Ora che il timone lo hanno preso i miei figli, mi pare giusto dare un contributo più diretto alla mia associazione di categoria". A livello nazionale è scoccata l'ora di Emma Marcegaglia: una bella svolta, il primo presidente donna. "Emma è al posto giusto non in quanto donna, ma in quanto persona capace. Poi, certo, la sensibilità femminile può essere un valore aggiunto. Ma se ci fermassimo al suo essere donna faremmo una discriminazione al contrario e la prima ad adombrarsi, credo, sarebbe proprio lei". Garrone vicepresidente di Confindustria è incompatibile con la presidenza genovese. Qualcuno dirà: ha sgomberato il campo a Malacalza. "È questa logica perversa, me lo lasci dire, che causa tanti danni a Genova. Garrone a Roma io non lo vedo come un competitore in meno alla presidenza della nostra associazione, lo ritengo un'opportunità per la città, una voce più forte e autorevole che nella capitale e dalla capitale potrà darci una mano. Questo è il mio modo di fare sistema, il modo che credo giusto. Il resto è becero personalismo, invidia, miserie umane che non ho mai declinato. E certo non comincio adesso". leone@ilsecoloxix.it 26/04/2008.

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Enologi: Attenti Il settore del vino rischia la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VENEZIA. L'assemblea nazionale in corso Enologi: "Attenti Il settore del vino rischia la crisi" VENEZIA Il vino italiano viaggia a due velocità: cresce l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore se non si mette in atto una semplificazione delle norme che lo regolano. A delineare lo scenario schizofrenico del settore vitivinicolo italiano è Assoenologi, l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani, in occasione dell'annuale congresso dell'organizzazione, in corso a Venezia. A segnare un rallentamento sono i consumi (46 litri pro capite nel 2007, rispetto agli oltre 100 degli anni Settanta), la produzione (-17% negli ultimi 20 anni) e le superfici investite (-35% dal 1980), mentre a crescere è la voce export con 3,3 miliardi di euro registrati nel 2007, su 12 miliardi di fatturato totale, rappresentando il primo comparto per l'export di tutto il settore agroalimentare italiano. L'assemblea veneziana di Assoenologi, sarà ricordata come l'anno della "svolta di Venezia", l'anno in cui si è messo il dito nella piaga in un settore in cui pesa la polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto dalla burocrazia legata ai controlli e alle verifiche. "La superficie media vigneto/azienda italiana è di 2 ettari, contro i 7 della Francia e gli oltre 300 di Australia e Cile - ha detto il presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin, direttore della Cantina di Lonigo - Su oltre 300 mila imbottigliatori italiani, oltre il 75% colloca i suoi prodotti all'interno dei confini nazionali e delle oltre 5 mila aziende che esportano, solo poche centinaia mandano all'estero più di un container all'anno, su questi numeri è necessario fare una riflessione". A ciò si aggiunge il peso di una burocrazia ingombrante che riguarda 21 enti deputati ai controlli nelle aziende, per i quali "ogni anno un enologo deve dedicare il 25% del suo tempo a riempire carte, moduli e fare relazioni - ha spiegato il direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli - Perchè non pensare ad una banca dati in comune tra gli enti che raccolga tutte le informazioni?". Anche questa appare impresa difficile se si considera il fatto che, secondo Martelli "i dati relativi al Vigneto Italia sono incompleti e fermi al 2005, in particolare per le Denominazioni di origine", che in Italia sono 352 e coprono il 30% della produzione totale. "Uno dei primi Paesi vitivinicoli del mondo non conosce l'esatta consistenza della sua superficie vitata - ha aggiunto il direttore generale - senza questi dati è difficile programmare il settore a media e lunga scadenza". Altro punto dolente è quello delle Doc: sono 352, meno di quelle francesi (474) "ma comunque troppe - ha detto Martelli - Ben 90 Doc sfruttano meno del 50% del loro potenziale e da una nostra analisi risulta che 7 non hanno prodotto mai neanche una bottiglia, esistono solo sulla carta".

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<Così uccidiamo i fontanili> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Cava di Caravaggio. Groppelli, presidente del Consorzio di miglioramento fondiario "Così uccidiamo i fontanili" Nostro servizio Parla di "omicidio dei fontanili" Agostino Groppelli, presidente del Consorzio di miglioramento fondiario Adda-Serio (rappresenta 50 consorzi irrigui), riferendosi alla mega cava di Caravaggio. "Perché pochi ? incalza Groppelli ? hanno realmente compreso le conseguenze che deriverebbero dalla sua realizzazione sul delicato sistema idrogeologico che sostiene la ruralità, l'ambiente, il territorio, e l'economia agricola cremasca. Non si tratta solo di difendere la bellezza e l'altro valore ambientale di una zona ricca di fontanili, ma di difendere dei principi che si sono costituiti nel tempo e consolidati e rafforzati anche dalla legge". Groppelli ricorda che a partire dagli anni '80, quando ancora non esisteva il Consorzio di Miglioramento Fondiario 'Adda-Serio', c'era l'importante accordo tra le province di Bergamo e Cremona di non realizzare alcuna opera invasiva nella fascia dei fontanili, a meno che entrambe le province non fossero concordi. "Ormai la 'fascia dei fontanili' è come un malato in gravi condizioni. Il paradosso che si somma all'assurdo è che nell'articolo 14 della legge regionale numero sette si afferma che i fontanili sono una risorsa da tutelare e recuperare tramite un apposito 'progetto': se il progetto è la cava di Caravaggio...". "Quotidianamente ? prosegue Groppelli ? ci troviamo a lavorare con innumerevoli norme, regolamenti, piani, vincoli, e chi più ne ha più ne metta, che non fanno altro che rendere difficile, complicato e lento il cammino verso la modernizzazione del sistema irriguo e cui noi realmente auspichiamo". "Altro problema che il Cremasco dovrà evitare è il famigerato Reticolo Idrico Minore ? conclude il presidente del consorzio di miglioramento ? che prevede che ogni comune debba individuare la parte di canali di sua competenza, creando così quella sovrapposizione di competenze, che purtroppo già si nota in altri campi e che ha già provocato innumerevoli danni. Deve essere chiaro che i canali d'irrigazione sono stati, sono e dovranno sempre essere di esclusiva competenza dei Consorzi che ben li conoscono e gestiscono. È quindi opportuno che tutti i comuni concordino con i Consorzi presenti sul territorio quali siano le rispettive competenze". "Lunedì scorso nel consiglio comunale di Capralba, allargato ai comuni, agli enti e alle rappresentanze politiche del territorio, si è potuto constatare che tutto il Cremasco era unito in un coro unanime verso una direzione ben precisa, cosa raramente accaduta in passato. Questa voce non si deve fermare unicamente alla cava di Caravaggio, ma deve essere protratta nel tempo in modo costante al fine di affrontare anche gli altri problemi: il Cremasco non ha più tempo per tergiversare o per essere diviso, ne va del futuro del nostro ambiente e della nostra economia. La burocrazia richiede troppo tempo che potremmo utilizzare in modo migliore. L'azione comune deve proseguire e perseguire tutti quegli obiettivi che riguardano gli interessi dell'intera comunità, non dei singoli o lobby, che badano solo ai propri. Il settore irriguo e l'ambiente Cremasco fondato su di esso, hanno come mai prima d'ora bisogno del sostegno di tutte le istituzioni e dei loro rappresentanti, sia a livello regionale che nazionale".

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I LUPI son tornati a colpire. Dopo le pecore uccise a Casole, nel comune di Vicchio, un altro attacc (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BORGO SAN LORENZO pag. 22 I LUPI son tornati a colpire. Dopo le pecore uccise a Casole, nel comune di Vicchio, un altro attacc... I LUPI son tornati a colpire. Dopo le pecore uccise a Casole, nel comune di Vicchio, un altro attacco si registra nelle campagne di Scarperia, dove l'altro ieri, nel tardo pomeriggio, le pecore dell'azienda I Pianacci, hanno ricevuto la visita del lupo. Risultato, due pecore morte e tre ferite. E per I Pianacci non si tratta della prima volta. "Ormai ?dice il titolare Sergio Pietracito- i lupi mi hanno dimezzato il gregge: anno scorso erano 91 pecore adulte, ora sono cinquanta". Nel 2007 l'allevamento di Pietracito fu vittima dei lupi almeno quattro volte, tanto che la sua azienda era stata scelta dalla Comunità montana come destinataria di un recinto anti-lupo sperimentale. Recinto che purtroppo non è ancora ultimato, e così per le pecore, di razza frisona in selezione, quindi di razza pregiata e di elevato valore, non ci sono state difese efficaci. E ai frequenti attacchi dei lupi Pietracito deve aggiungere anche il peso della burocrazia: "Soltanto adesso sto ricevendo gli indennizzi per le pecore uccise lo scorso anno, contributi che sono soltanto un terzo dell'effettivo valore degli animali predati". Paolo Guidotti.

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Primi giorni da sindaco di elisa venturini non sto chiusa in ufficio (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Primi giorni da sindaco di Elisa Venturini "Non sto chiusa in ufficio" CASALSERUGO. Elisa Venturini, il nuovo sindaco, ha iniziato a lavorare da subito. "Un sindaco credo non debba stare solo in ufficio ma deve essere presente nel territorio - ha detto - in questi giorni ho fatto numerose uscite con i tecnici comunali per capire le reali priorità del comune, vedere i problemi che ci sono". Ricognizione del territorio, ma anche primi approcci con la burocrazia, studio di pratiche e tutta una serie di oneri di carattere organizzativo. Per la Venturini non c'è neppure il tempo di una breve vacanza, sarà un sindaco a tempo pieno finché ce ne sarà bisogno, cercando di conciliare anche gli altri impegni, da quelli politici all'attività nell'Anci. In questi giorni ha fatto anche la prima uscita ufficiale "Sono stata alla festa degli anziani, mi hanno accolto con estremo calore e questo mi ha fatto molto piacere - continua - ci vado ogni anno, ma questa volta è stato veramente speciale". Dopo una campagna elettorale e la nomina a sindaco Elisa Venturini è ancora carica di energia e impegnata a creare la nuova squadra. La giunta sarà presentata al primo consiglio comunale fissato per lunedì. (Erika Bollettin).

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Non vedenti, crescono i guai (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ASSEMBLEA PROVINCIALE DELL'UICI Non vedenti, crescono i guai "Non ci sono più gli obiettori di coscienza, aiutateci" PAVIA. "Sino al 2005 potevamo contare sull'aiuto degli obiettori di coscienza. Una volta scomparso questo servizio, ci sono stati vicini tanti amici. Ma dall'estate scorsa non abbiamo più volontari al nostro fianco. La loro presenza per noi è fondamentale, anche per le piccole questioni burocratiche da sbrigare ogni giorno". E' un vero e proprio appello lanciato da Enrica Bellagente dell'Uici. Bellagente è il presidente della sezione provinciale pavese dell'Uici (Unione italiana ciechi ed ipovedenti). L'appello l'ha lanciato domenica nel corso della prima assemblea ordinaria del 2008 dell'associazione. Un appello che è stato subito raccolto dall'assessore provinciale Renata Crotti, presente all'incontro che si è svolto alla sala convegni San Martino di Tours di corso Garibaldi. "Per trovare nuovi volontari - ha sottolineato Renata Crotti -, c'è anche la possibilità di rivolgersi al Servizio civile istituito dalla Regione Lombardia". Durante l'assemblea (che ha approvato all'unanimità la relazione morale ed il bilancio consuntivo del 2007), Enrica Bellagente si è soffermata anche su un altro problema che tocca da vicino ciechi ed ipovedenti di Pavia e provincia. "Dobbiamo fare i conti con la rigidità della burocrazia - ha spiegato il presidente dell'Uici -. E i problemi maggiori, in questo momento, sono legati all'inserimento nel mondo del lavoro. Abbiamo anche il caso di un nostro giovane socio che ha concluso il suo apprendistato per diventare centralinista, ma trova adesso parecchie difficoltà di inserimento in una struttura pubblica". Presente all'assemblea anche Francesco Brendolise, assessore ai servizi sociali del Comune di Pavia: "L'Uici - ha detto Brendolise - riesce, con il suo lavoro, a svolgere un fondamentale ruolo di collegamento tra tante associazioni presenti in città". Cosimo Pascarelli, dirigente della scuola elementare De Amicis di Vigevano, ha ricordato il progetto attivato al IIIº circolo per sensibilizzare i bambini alla comprensione dei sensi. L'assemblea è stata presieduta da Rodolfo Cattani, consigliere regionale lombardo e consigliere nazionale dell'Uici: "La sezione di Pavia si è sempre distinta per la sua presenza sul territorio e lo stretto collegamento con gli enti. Un compito svolto prima sotto la guida di Nicola Stilla ed oggi con la direzione di Enrica Bellagente". (s.re.).

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Confindustria soddisfazione per silva (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel team nazionale Confindustria Soddisfazione per Silva Grande soddisfazione tra gli industriali padovani per l'ingresso di Jacopo Silva (nella foto) nel team di Federica Guidi, la nuova presidente nazionale dei Giovani di Confindustria, con la delega alle politiche per la modernizzazione del Paese. Silva, che presiede i giovani imprenditori locali, chiarisce subito l'approccio con il quale vorrà sviluppare il suo lavoro: "I problemi ci sono e sono tutti bravi a indicarli, io vorrei andare a caccia di soluzioni. Di quelle soluzioni che già esistono, sparse in tutta Italia, ma che non emergono e non vengono condivise. Ho accettato con piacere questa sfida e metterò a servizio del movimento la sana e concreta cultura veneta del fare". Parole d'ordine? "Meno burocrazia e risposte concrete alle imprese e ai lavoratori. Confindustria con Emma Marcegaglia e Federica Guidi spingono sull'acceleratore dell'innovazione. Questo, per noi, vuol dire sottrarre definitivamente la relazione con il mondo giovanile a una politica che non si rinnova. I giovani hanno bisogno di quelle risposte concrete che finora sono state sacrificate sull'altare del battibecco e dello spreco di Stato". Jacopo Silva, trentacinque anni, dal 2001 è amministratore delegato e membro dei consigli di amministrazione delle aziende del gruppo Siauto spa, fondato dal nonno Orlando Silva nel 1967.

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Tempi troppo lunghi per gli allacci dell'energia elettrica (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1047 Trexenta. La protesta Tempi troppo lunghi per gli allacci dell'energia elettrica Trexenta.. La protesta --> Anni di attesa per un allaccio della luce. La burocrazia frena la voglia di investire degli imprenditori trexentesi. E i casi sono in aumento. A Mandas un agriturismo rischia di restare al buio per chissà quanto altro tempo. "Sto aspettando la corrente elettrica da ormai sei anni", dice Francesco Boi, allevatore di 68 anni. "Io e mio figlio Mario abbiamo pensato di realizzare un agriturismo all'interno della nostra azienda, volevamo sfruttare le risorse ambientali della zona e soprattutto la rinnovata voglia di turismo culturale che mai avremmo immaginato una tale odissea". Francesco Boi ha chiesto all'Enel l'allaccio. "La risposta è stata positiva", continua Boi. "In realtà ci avevano messo in guardia sul fatto che ci sarebbe stato da aspettare, ma avevano parlato di sessanta giorni, non di sei anni. Fatto sta che ormai è diventato impossibile anche mettersi in contatto con gli uffici Enel: i telefoni squillano a vuoto". È esasperato Francesco Boi. È costretto a fermare i lavori sulla struttura e intanto ha chiesto aiuto all'amministrazione comunale. Il sindaco Umberto Oppus ha mandato una richiesta di sollecito, ancora senza riposta. Anche a Senorbì sono capitati fatti simili. E come spesso avviene in questi casi i cittadini chiedono aiuto agli amministratori. "Un periodo in Comune c'era la fila di imprenditori che si lamentavano a causa di inadempienze dell'Enel", dice il sindaco di Senorbì, Adalberto Sanna. "Noi abbiamo persino modificato il regolamento per l'assegnazione dei lotti nella zona industriale, prevedendo proroghe sui pagamenti per chi è costretto a fronteggiare queste situazioni". Intanto sviluppo e occupazione restano lontani anni luce. "Purtroppo quando si tratta di portare l'elettrificazione nelle zone rurali l'iter è sempre piuttosto complesso", spiega Andrea Savona, addetto stampa dell'Enel. "Le novità riguardanti il piano paesaggistico complicano ulteriormente le cose. Noi abbiamo tutto l'interesse affinché questi problemi si risolvano e stiamo lavorando in questo senso". Non se la passa meglio chi vive in campagna ed è senza linea telefonica. "Da quattro anni chiedo insistentemente il collegamento Telecom", dice Luciano Cappai, titolare dell'agriturismo "Sa Fogaia" a Sant'Andrea Frius. "Ogni tanto arriva qualche tecnico per fare un sopraluogo, ma nient'altro. Il 5 maggio è previsto l'ennesimo sopraluogo: immagino come andrà a finire". SEVERINO SIRIGU.

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Lista arcobaleno: con noi nessun percorso condiviso (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cecina Lista Arcobaleno: con noi nessun percorso condiviso Sottolineando il fatto incontestabile che il primo cittadino sia sottoposto ad una vicenda dolorosa e stressante dal punto di vista umano e per questo non possiamo non essergli vicini; prendendo atto che la burocrazia giudiziaria e le lungaggini delle indagini, presumiamo ancora in corso, non facciano il bene di un territorio di oltre trentamila abitanti e delle tante imprese che qui vogliono investire, per cui ci auguriamo che quanto prima si faccia chiarezza; rinnovando la piena fiducia alla magistratura che sta indagando, vogliamo però precisare, viste le ultime e ripetute dichiarazioni del sindaco, che, come forza di minoranza che rappresenta il 4% degli elettori di Rosignano, non siamo mai stati coinvolti in nessuna scelta circa i progetti ammessi o non ammessi nel Regolamento Urbanistico. Anzi i progetti, e solo quelli ammessi, ci sono stati presentati solo dopo la loro approvazione all'interno della Giunta o nelle riunioni a porte chiuse dei partiti di maggioranza, ossia a cose ormai fatte e decise. Né tanto meno, ad oggi, ci sono state fornite le oltre mille osservazioni presentate al Regolamento Urbanistico se non quelle della Regione Toscana (che per altro condividiamo appieno), solo perchè da noi richieste ufficialmente. Perciò, come più volte denunciato, non c'è stato nessun percorso condiviso con noi e, per quanto ci risulta, neanche con le altre forze di minoranza nel loro insieme. Questo per chiarezza verso i cittadini, le imprese del territorio ed i nostri elettori. Monica Ciucchi e Marco Marabotti Lista civica Arcobaleno.

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L'OCCUPAZIONE del suolo pubblico tra dehors, paraventi da togl (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 L'OCCUPAZIONE del suolo pubblico tra dehors, paraventi da togl... L'OCCUPAZIONE del suolo pubblico tra dehors, paraventi da togliere in alcuni periodi dell'anno, autorizzazioni, regolamenti comunali e cartelle delle tasse, sta creando qualche problema ai commercianti spezzini. Nei giorni scorsi sono state elevate dalla polizia municipale contravvenzioni da 149 euro ai titolari di molti esercizi cittadini per l'omessa presentazione del permesso di occupazione del suolo pubblico. "Una cosa paradossale ? racconta un commerciante del centro che ha voluto raccontare il suo caso a La Nazione ? sono stato multato di 149 euro perché non avrei avuto il permesso dal Comune della Spezia di occupare il suolo pubblico per il mio locale. Un assurdo, visto che tutti gli anni ricevo da Spezia Risorse, al mio indirizzo, il bollettino per pagare la tassa. Se da me vogliono i soldi, e pago somme anche piuttosto salate, significa che il permesso ce l'ho. Possibile che il Comune non sappia quello che fa Spezia Risorse? Sono gli assurdi della burocrazia, meno male che tutti dicevano sarebbe sparita. Invece è sempre presente, perché due cose che dovrebbero essere collegate, in realtà non lo sono". "Ho chiesto spiegazioni ? prosegue il commerciante ? perché proprio non mi va giù di buttare via 149 euro in questo modo: mi hanno risposto che tutti gli anni entro il 31 dicembre devo ripresentare in Comune la documentazione per l'occupazione del suolo pubblico, pagando un tecnico. Ma anche se quest'anno non l'ho fatto, il bollettino per pagare mi è arrivato ugualmente, quindi significa che secondo loro ero a posto". Lo sfogo del commerciante va poi oltre, contestando apertamente la dichiarazione che le tasse per il suolo pubblico sarebbero già diminuite. In particolare l'affermazione che sarebbe stata dimezzata la tassa sulla parte che eccede il 30 per cento della superficie del locale. "MI DICONO che ora è il 200 per cento e che è stata dimezzata rispetto al 400 per cento. Ma io non ho mai pagato il 400 per cento. Il dato di fatto è che a me la tassa per l'occupazione del suolo pubblico è raddoppiata. Nel 2007 ho pagato 41 euro al metro quadro senza eccedenze, nel 2008 pago 43 euro fino a 15 metri quadrati e per quello che eccede 87 euro. Non ho mai pagato il 400 per cento, quindi non mi è stato ridotto nulla. Anzi, la mia tassa per l'occupazione del suolo pubblico, a parità di metri quadrati, è esattamente raddoppiata. Come il mio ci sono anche altri casi e comunque un aumento c'è stato per tutti, anche per chi non eccede i 15 metri quadrati. Non mi sembra una politica da attuare in una città dove si vuole sviluppare il commercio. E le associazioni cosa fanno?". Il commerciante aggiunge che da lui i vigili urbani sono andati anche per far togliere i paraventi di vetro."Almeno per quelli non mi hanno multato, visto che poi ho letto su La Nazione che il sindaco ha concesso una proroga. Sarebbe stato il colmo, visto che avrei dovuto pagare 500 euro. Mi sembra però assurdo che se il regolamento comunale dell'arredo urbano dice che i paraventi vadano tolti entro il 15 aprile per essere poi ricollocati in autunno, ci si accorga solo il 22 che fa freddo e quindi possono essere lasciati sino alla fine del mese". Nei locali cittadini con i tavoli all'aperto, infatti, i paraventi di vetro fanno ancora comodo. Quasi nessuno li aveva tolti perché altrimenti avrebbe rischiato di perdere i clienti. C'è stato però chi ha ricevuto la visita della polizia municipale. Le segnalazioni di alcuni commercianti sono arrivate all'assessore all'arredo urbano Cristiano Ruggia, che non solo ha condiviso il problema, ma lo ha anche esposto al sindaco Massimo Federici che ha concesso una proroga sino al 30 aprile. M.B.

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RACCONTATE A <LA NAZIONE> LE VOSTRE DISAVVENTURE (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 RACCONTATE A "LA NAZIONE" LE VOSTRE DISAVVENTURE L'INIZIATIVA AVETE regolarmente pagato le tasse, i tributi comunali o le contravvenzioni, ma hanno emesso ugualmente nei vostri confronti una cartella esattoriale? Vi sentite vittime di errori clamorosi della burocrazia? Se volete raccontare la vostra storia a "La Nazione" lo potete fare chiamando il numero verde 8000.13650 (la chiamata è gratuita) oppure inviando una e-mail con notizie e riferimenti a laspezia@lanazione.net.

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Una casa d'accoglienza chiamata emmaus (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Giampaolo Meloni Una casa d'accoglienza chiamata Emmaus Si aiuta chi è finito vittima della droga, dell'alcol e i detenuti ai domiciliari Una giovane filosofa e un sacerdote guidano il centro Assistiti 3500 ragazzi IGLESIAS. Tremilacinquecento in venti anni. Senza fare rumore. Silensiosi come è nello spirito della Casa Emmaus, un centro di accoglienza e recupero. Ospiti perlopiù ragazzi. Tossico e alcoldipendenti. Millecinquecento venivano dal carcere. è l'unica Comunità in Sardegna convenzionata con il ministero di Grazia e giustizia per accogliere persone sottoposte alla misura degli arresti domiciliari. L'associazione Emmasu è gestita oggi da 25 operatori tutti soci volontari. Qui la giornata del 25 aprile è due volte importante. è il simbolo di una grande liberazione, quella che deriva dalla Resistenza e quella conquistata con una straordinaria miscela di gioia e sofferenza dagli ospiti che hanno abbandonato la strada "degli egoismi e delle presunzioni dalla quale temevamo di uscire perchè ci mancava il coraggio di far vedere la nostra voglia di fare", ha spiegato un ragazzo al microfono dell'altare improvvisato sotto un tendone, testimone "di un percorso che mi ha portato alla scoperta della giusta scelta". La droga nelle strade, gli alcolici nel market vicino, i soldi scippati. "Poi arrivi al dramma, a un certo punto ti rendi conto che o smetti o muori". Ha scelto di smettere. "Qui ho capito di avere imboccato la via giusta". Applausi dai tanti ospiti, qualcuno non è più giovane: "Sono tornato dalla penisola perchè non potevo mancare in questa giornata". Giacca chiara, camicia celeste luminoso, jeans, viso da attore tenebroso, pettinatura impeccabile e una fidanzata. Baci e abbracci, saluti, "anche tu? che piacere rivederti". Sono tanti anche i ragazzi in visita, partiti per non mancare a questa festa dei vent'anni di Emmaus. "Non possiamo che essere soddisfatti del lavoro che si riesce a fare tutti insieme", dice Giovanna Grillo, filosofa figlia di filosofo, oggi coordina l'équipe psicoeducativa della comunità. Suo padre, Nico, aveva fondato la Casa Emmaus nel 1988 con la veste di organizzazione di volontariato. Ha combattuto per oltre dieci anni ostacoli più duri della droga e dell'alcol: la burocrazia e l'indifferenza. Oggi lui, il professore Domenico Grillo docente nei licei, è diacono permanente nella diocesi di Iglesias. La figlia ha ereditato quell'esperienza. Questa grande struttura è una Comunità terapeutica residenziale. "La nostra missione è la disintossicazione degli utenti, con l'aiuto di un Centro d'ascolto e orientamento del disagio", spiega Giovanna Grillo. Entrano giovani maschi, ma si sta lavorando anche per una iniziativa riservata alle donne. Progetto ancora segreto. Qui c'è spazio per 42 ospiti, secondo la capienza autorizzata dalla Regione. Gli ospiti attuali sono 32. Chi è entrato distrutto da alcol e droga è uscito buon artigiano, artista, coltivatore, falegname. Ai piedi del monte Marganai, è nata una grande azienda del sostegno morale. Tanto verde, una struttura capiente, cucine, foresteria, laboratori, serre. Mattoni edificati dall'impegno degli ospiti e dei volontari. Don Giovanni Diaz, sacerdote e presidente della Comunità dal giugno del 2001, punta molto sul valore che qui ha "la Provvidenza" ed è ben cosciente "che le radici e la storia dell'associazione sono l'accredito migliore per potenziare la capacità di crescere". La campagna è scaldata dal sole. Sotto il tendone che copre la terrazza sul verde il vescovo Giovanni Paolo Zedda celebra la messa, assistito da don Diaz. C'è ancora tempo per raccontare le proprie scelte, per discutere del futuro. Ci sarà tanto da fare. L'accoglienza non è selettiva, l'età degli ospiti varia da 18 a 45 anni. Un modulo per doppia diagnosi permette di assistere anche utenti con problemi di natura psichiatrica. Il reiserimento sociale a fine percorso si risolve anche con la collaborazione avviata con associazioni di volontariato come Soccorso Iglesias, il Centro giovanile Santa Barbara, la cooperativa Salvaterra 2000. Un lavoro paziente, delicato, affidato all'équipe formata da uno psichiatra, un medico generico, uno psicologo, quattro educatori, tre operatori amministrativi, due di comunità, tre operatori notturni. E tante altre figure di volontari che regalano capacità nel recupero scolastico, nell'aggiornamento culturale, nell'animazione, nello sport.

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Comune <tirchio>, niente <Ortinparco> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Baselga. La colpa? 100 euro negati all'asilo Comune "tirchio", niente "Ortinparco" BASELGA DI PINÉ - Niente gita ad "Orintparco" per i bimbi della materna di Baselga. Come ricordato in un'interrogazione del gruppo di minoranza "Insieme per Pinè" l'amministrazione ha comunicato alla scuola materna di Baselga che, "la giunta ha disposto di non assumere a carico del bilancio comunale gli oneri del servizio trasporto per le visite didattiche non effettuate sul territorio dell'Altopiano". Una decisione discutibile (la somma richiesta era attorno ai 100 euro) che ha costretto la scuola ad annullare la visita guidata all'Ortinparco di Levico per il giovedì 24 aprile. Da qui l'interrogazione per conoscere "i motivi che hanno determinato la decisione, quanti e quali le spese sostenute a riguardo negli ultimi tre anni, perché la decisione, se necessaria, non è stata comunicata ad inizio anno in occasione della programmazione delle attività e comunque perché a due giorni dalla programmata visita". Molto il rammarico anche tra i genitori dei bambini della scuola materna di Baselga. "La gita era stata programmata da tempo alla fine di un percorso didattico sui temi dell'orto ed del giardino - spiegano i genitori - e la richiesta era stata inoltrata al comune oltre un mese fa. Il fatto grave è che la giunta ha comunicato la sua decisione solo due giorni prima della gita - spiegano ancora i genitori - mettendoci nell'impossibilità di ricorrere a soluzioni alternative (autofinanziamento o contributi esterni) e costringendo la scuola ad annullare la gita didattica ad un'iniziativa promossa dall'ente pubblico (il servizio provinciale conservazione della natura e valorizzazione ambientale) e che nella giornata di giovedì era particolarmente dedicata alle scuole materne". "Ancora una volta hanno prevalso le ragioni della burocrazia e del formalismo - concludono i genitori - un po' di buon senso poteva forse evitare questa caduta di stile da parte dell'amministrazione. Molte volte vengono spesi migliaia di euro per iniziative pubblicitarie e di rappresentanza, in questo caso meno di cento euro bastavano per rendere felici dei bambini, concludere un programma didattico e dimostrare il buon funzionamento dell'amministrazione anche nelle piccole questioni". D. F. 26/04/2008.

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Vino, diminuiscono produzione e consumi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Vino, diminuiscono produzione e consumi L'Assoenologi: tiene solo l'export, mentre calano anche le superfici investite. Troppa la burocrazia VENEZIA. Il vino italiano viaggia a due velocità, cresce l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore se non si mette in atto una semplificazione delle norme che lo regolano. A delineare lo scenario schizofrenico del settore vitivinicolo italiano è Assoenologi, l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani, in occasione dell'annuale congresso dell'organizzazione, in corso a Venezia. A segnare un rallentamento sono i consumi (46 litri pro capite nel 2007, rispetto agli oltre 100 degli anni Settanta), la produzione (-17% negli ultimi 20 anni) e le superfici investite (-35% dal 1980), mentre a crescere è la voce export con 3,3 miliardi di euro registrati nel 2007, su 12 miliardi di fatturato totale, rappresentando il primo comparto per l'export di tutto il settore agroalimentare italiano. L'assemblea veneziana di Assoenologi, sarà ricordata come l'anno della "svolta di Venezia", l'anno in cui si è messo il dito nella piaga in un settore in cui pesa la polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto dalla burocrazia legata ai controlli e alle verifiche. "La superficie media vigneto/azienda italiana è di 2 ettari, contro i 7 della Francia e gli oltre 300 di Australia e Cile - ha detto il presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin - su oltre 300 mila imbottigliatori italiani, oltre il 75% colloca i suoi prodotti all'interno dei confini nazionali e delle oltre 5 mila aziende che esportano, solo poche centinaia mandano all'estero più di un container all'anno, su questi numeri è necessario fare una riflessione". A ciò si aggiunge il peso di una burocrazia ingombrante che riguarda 21 enti deputati ai controlli nelle aziende, per i quali "ogni anno un enologo deve dedicare il 25% del suo tempo per riempire carte, moduli e fare relazioni - ha spiegato il direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli - perchè non pensare ad una banca dati in comune tra gli enti che raccolga tutte le informazioni?". Anche questa appare impresa difficile se si considera il fatto che, secondo Martelli "i dati relativi al vigneto Italia sono incompleti e fermi al 2005, in particolare per le Denominazioni di origine", che in Italia sono 352 e coprono il 30% della produzione totale. "Uno dei primi Paesi vitivinicoli del mondo non conosce l'esatta consistenza della sua superficie vitata - ha aggiunto il direttore generale - senza questi dati è difficile programmare il settore a media e lunga scadenza". Altro punto dolente è quello del numero delle Denominazioni d'origine, 352 quelle italiane, meno di quelle francesi che sono 474 "ma comunque troppe - ha detto Martelli - 90 Doc sfruttano meno del 50% del loro potenziale e da una nostra analisi risulta che 7 non hanno prodotto mai neanche una bottiglia, esistono solo sulla carta".

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Expomego, romoli insiste: fiere da ripensare (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La rassegna campionaria potrà essere visitata fino a domani per poi riaprire i battenti dal 1º maggio a domenica 4, a ingresso gratuito Expomego, Romoli insiste: fiere da ripensare Il sindaco: dobbiamo farci conoscere di più, rendendo Gorizia un punto d'attrazione Rivedere le manifestazioni promosse al quartiere fieristico di via della Barca. È questo l'appello che il sindaco, Ettore Romoli, ha lanciato in occasione dell'inaugurazione di Expomego, giunta alla 38esima edizione. La tradizionale fiera campionaria ha aperto i battenti ieri, con un centinaio di espositori dei diversi settori merceologici. La rassegna potrà essere visitata con orario continuato dalle 10 alle 21 fino a domani, per poi riprendere da giovedì 1 maggio a domenica 4, sempre con ingresso gratuito. "L'operazione di fusione che ha dato vita a Udine e Gorizia fiere è stata brillante, nel senso che ha allargato i confini piuttosto ristretti della nostra provincia. Credo però che sia arrivato il momento di meditare sulle manifestazioni di Gorizia", ha rimarcato il sindaco, affiancato dagli assessori Antonio Devetag e Sergio Cosma. E ha proseguito: "L'Expomego è una ricorrenza e senza dubbio ha avuto la sua funzione, ma oggi deve essere rivisitata e specializzata. Dobbiamo cercare di farci conoscere, facendo di Gorizia un punto di attrazione, in modo da esternare la centralità raggiunta con l'adesione della Slovenia all'area Schengen". Un appello accolto positivamente dal presidente di Udine e Gorizia fiere, Sergio Zanirato: "In un momento in cui Gorizia è la porta verso l'Est, ribadiamo che l'unione è stata una scelta importante. Appena la nuova giunta regionale si sarà insediata chiederemo un incontro per parlare della nostra attività e della situazione di Gorizia in particolare". Il presidente della Camera di commercio, Emilio Sgarlata, ha invece fatto presente che nei prossimi anni il quartiere fieristico di Gorizia sarà ristrutturato e migliorato grazie a un finanziamento di sei milioni e mezzo di euro, bloccato dalla burocrazia. Al taglio del nastro sono intervenuti anche Maurizio Tripani, direttore generale di Udine e Gorizia fiere, e Alosa Fiegl, presidente della Camera regionale dell'artigianato di Nuova Gorizia. Gli stand spaziano dall'oggettistica all'arredo, dagli attrezzi sportivi alle nuove tecnologie, senza dimenticare la bioedilizia, con l'esposizione di una casa a basso impatto ambientale. Non mancheranno le manifestazioni collaterali: oggi alle 17 la Camera dell'artigianato e il Comune di Nuova Gorizia, con l'aiuto di alcune realtà slovene, proporranno "Il giorno goriziano", una sfilata di moda con degustazione di prodotti tipici. Per tutte le visitatrici dalle 16 alle 20 ci sarà un omaggio molto particolare, fornito grazie alla collaborazione di due centri di bellezza. Anche la Polizia municipale parteciperà a Expomego, coinvolgendo i più piccoli in "Vivi la tua città in bici, a piedi o con i mezzi pubblici". Per le buone forchette torna l'associazione culturale "Vino e riso", che farà conoscere le pietanze tipiche piemontesi. (f.s.).

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Nuovo regalo ai trombati Contributo da 4,5 milioni a chi non avrà pensione (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 100 del 2008-04-26 pagina 7 Nuovo regalo ai trombati Contributo da 4,5 milioni a chi non avrà pensione di Paolo Bracalini Gli ex parlamentari che non sono stati rieletti possono riscattare i contributi versati in ventidue mesi di attività. Più di 24mila euro a testa per 180 tra deputati e senatori da Milano Vanno aiutati, poveretti, mettetevi nei loro panni. Da un giorno all'altro si sono trovati così, senza una poltrona, senza un portaborse, senza l'auto blu, insomma in mezzo a una strada. Erano onorevoli, senatori, ora tornano cittadini qualunque. Sai che trauma? E allora, non vogliamo dargli una mano? Sì, è vero, hanno una bella liquidazione per quei ventidue mesi di sudore passati tra la buvette e le aule del Parlamento, impegnati in durissime votazioni, dal lunedì al giovedì, in riunioni di commissione, in impegnativi quiz di cultura generale con le Iene. Ma serviva qualcosa in più. Meno male che il Parlamento ci ha pensato, e ha fatto una leggina per questi sfortunati non rieletti dopo la prima legislatura. Ed eccolo il regalino per addolcire l'amarezza di non essere più tra i banchi. Un piccolo pensiero, s'intende, ma è pur qualcosa: 24.189,78 euro in moneta contante, passare alla cassa di Montecitorio o Palazzo Madama per ritirare. In tutto qualcosa come 4,5 milioni di euro (secondo i calcoli di Panorama e del Sole24ore) che peseranno sulle casse già provate delle due Camere. La cifra corrisponde ai contributi versati dagli ex parlamentari per quella pensione che, sfortuna loro, non hanno fatto in tempo a maturare visto che la legislatura è finita prima del dovuto. Bastavano solo altri otto mesi e ce l'avrebbero fatta, invece per colpa di Mastella niente da fare. Però i contributi sì, eccoli pronti. Un gruzzolo messo da parte ogni mese, prelevato da quel modesto stipendio di 12 mila euro lordi circa mensili. Spetta a 180 ex parlamentari, 120 ex deputati e 60 ex senatori. Nessun lavoratore in Italia ha questo privilegio e per riscattare i contributi deve aspettare l'età della pensione. I parlamentari no, loro possono averli indietro subito. Chissà quanti di loro nemmeno sapevano di questo ennesimo privilegio. Lo hanno scoperto aprendo la casella della posta, a casa loro. Perché si è scomodato l'Ufficio contabile del Parlamento per informarli dell'assegno in arrivo. Una lettera spedita già prima del voto, a tutti i parlamentari, sicuri eletti e probabili trombati, dove si spiegava in dettaglio la leggina pro-Casta: i non rieletti al primo mandato saranno risarciti dei contributi pensionistici versati nei mesi di attività legislativa, somma corrispondente - come detto - a oltre 24 mila euro rivalutati, si faccia attenzione, "secondo l'indice Istat di incremento annuo dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati". Difficile che siano mai andati a fare la spesa al supermercato, ma c'è il Parlamento che tiene d'occhio per loro i prezzi di latte, pane e ortaggi, non sia mai che il gruzzolo si assottigli troppo e non ce la facciano ad arrivare alla fine del mese. Basta che presentino una richiesta di rimborso e il bonifico partirà automaticamente. Anche i contributi di reversibilità, per chi li avesse versati, sono riscattabili. Tutto semplice, immediato, come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era dell'altro. L'incredibile "indennità di reinserimento sociale" per gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per "reinserire" nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma, che equivale a circa 9mila euro per ogni anno passato nelle Aule parlamentari. I nostri sfortunati, avendo faticato 22 mesi, riceveranno comunque 18mila euro, come se avessero fatto due anni completi. Perché anche il tempo, dalle parti di Montecitorio, segue leggi particolari. Sei mesi più un giorno, solo per un in politici, equivalgono a un anno. Così, giusto per fare un esempio, al no global Francesco Caruso dovrebbero arrivare tra contributi e aiuti per il "reinserimento sociale" qualcosa come 42mila euro puliti, esentasse per giunta. Niente male per uno come lui che proprio adesso, dopo essere stato trombato, scopre la necessità di una nuova sinistra "extraparlamentare". Anche all'ex deputato trans di Rifondazione, Luxuria, arriverà la stessa cifra, quel che ci voleva per un nuovo intervento di chirurgia plastica. Ma sono una legione gli ex parlamentari, sconosciuti e conosciuti, che riceveranno lo stesso regalo. Tra di loro c'è anche il fratello di Alfonso Pecoraro Scanio, Marco, meteora della politica. Altri sono i fuoriclasse, più longevi politicamente, che grazie alla stessa legge sbancheranno Camera e Senato. Un nome per tutti: il "reinserimento" del comunista Armando Cossutta costerà allo Stato 345.744 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (63 votes, average: 1.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (118 votes, average: 1.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (45 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (49 votes, average: 1.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (89 votes, average: 1.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (216 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (24 votes, average: 2.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (21 votes, average: 2.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (25 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (24 votes, average: 2.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (30) Ultime discussioni xpas: Caro Pietro b., se a Pontida ci sono molti ignoranti (dal verbo "ignorare") Pontida è la Sua... maristaurru: Se potessi io sistemerei tutta la burocrazia , specialmente quella fannullona e troopo spesso corrotta... Valentina: Un'ultima cosa da fare per Roma. Rimettere a posto le strade. Io spero veramente che vinca la... Valentina: Prima di tutto la sicurezza, nel senso che gli innumerevoli immigrati che irregolari, senza un lavoro... Giorgio: Le priorità di Roma sono: 1) sicurezza (chiusura dei campi zingari e baraccopoli varie, con relativa... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News MA CHE SIA L'ULTIMO DAVVEROAlitalia, l'Ue avverte: "Valuteremo, non servono ricorsi"Delitto di Verona: confessa un romenoUccise la ragazza: libero per decorrenza termini25 aprile, Napolitano all'Altare della Patria Berlusconi: "Serva a pacificare il Paese"Torino, da Grillo un "vaffa" a giornali e Quirinale Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (6) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Roma, quali sono le priorità da affrontare? 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Sporcizia e scale mobili bloccate il bruco è un buco nero infinito (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Genova Palleggio di responsabilità e indifferenza alla base del degrado del sovrappasso davanti a Brignole Sporcizia e scale mobili bloccate Il bruco è un buco nero infinito Sporco. Arrugginito. Quando piove entra l'acqua trasformandolo in un canale allagato. Le scale mobili per salire non funzionano quasi mai. Sui vetri si sono depositati anni e anni di polveri e fumi degli scarichi delle auto: Genova vista dal "bruco", il sovrappasso pedonale tra corte Lambruschini e i giardini di Brignole, a due passi da via XX Settembre e dalla stazione Brignole, è una città perennemente avvolta nella nebbia. Chi se ne occupa? Nessuno in via ordinaria, come dimostrano ampiamente le condizioni della struttura, e nessuno neppure in via straordinaria perché non è nei piani del Comune occuparsene a breve. Forse, dice l'assessore al piano straordinario delle manutenzioni, in futuro quando verrà rivoltata tutta la copertura del Bisagno anche sul lato a monte di viale Brigate Partigiane. Dopo circa vent'anni dalla sua costruzione, il "bruco" è diventato un monumento alla burocrazia, una terra di nessuno. La passerella per non costringere i pedoni a misurarsi con il traffico di un nodo da sempre tra i più congestionati, era stata costruita come "oneri di urbanizzazione" quando venne realizzata la nuova Corte Lambruschini, con l'albergo, il residence e il teatro. Le ditte che si sono succedute e sono passate anche attraverso un fallimento, avevano concordato con il Comune che uno degli oneri da pagare era questo servizio pubblico. Una passerella che però alla fine era rimasta di proprietà dei condomini della Corte Lambruschini ma di uso pubblico. Questione mai risolta. In assenza della manutenzione ordinaria non è per caso che il remake del "bruco" è nel piano delle manutenzioni del Comune? Roberta Morgano, l'assessore comunale che si occupa proprio delle manutenzioni, non esita neppure un minuto: "No - dice - non è nel piano. Ci sono cose più urgenti. Vedremo in futuro". Un futuro quanto lontano? "Mano a mano che andranno avanti i lavori della copertura della parte terminale del Bisagno e ci avvicineremo a Brignole, vedremo il da farsi". Per ora dunque non se ne parla nemmeno. Il "bruco" è stato il tormentone di decine di amministratori cittadini. Ad un certo punto, poco meno di una decina di anni fa, si era anche parlato di demolirlo. "Ma quella prima ipotesi venne scartata perché ci furono polemiche", ricorda oggi Arcangelo Merella, l'assessore al Traffico e alla Mobilità della giunta Perìcu. E racconta che anche lui riceveva proteste: "Ad un certo punto avevamo affidato ad Aster l'impegno a garantirne il mantenimento. Poi non so cosa sia successo". (a.zun.).

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Crisi: chiude l'istituto vendite giudiziarie (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno Crisi: chiude l'istituto vendite giudiziarie Troppa burocrazia e meno gente alle aste, i ricavi vanno a picco La storica azienda di via degli Avvalorati fu fondata nel 1951 Gestiva anche i fallimenti di Grosseto LIVORNO. Incassi in caduta, spese di gestione sempre più alte e una riforma del settore che alla fine ha reso più complicata l'attività. E così è stata presa una decisone dolorosa: a fine maggio si cessa l'attività e si licenzieranno i dipendenti. In questo caso però non si parla di un negozio qualsiasi, ma di un'attività davvero particolare: è l'Istituto Vendite Giudiziarie di via degli Avvalorati che il 31 maggio prossimo chiuderà i battenti. Pur nella sua particolarità, è un'altra azienda storica di Livorno che se ne va. L'Ivg venne infatti fondato da tre soci, Ambrosini, Marinari e Cistofani, nel lontano 1951. La ditta lavorava sia nella sua attuale sede che in via Del Fante, con le aste private. Attualmente l'Ivg ha sei soci e ha quattro dipendenti. Oltre che ad essere concessionaria delle vendite fallimentari, esecutive e commissionarie di Livorno e provincia, l'istituto gestisce le vendite fallimentari della provincia di Grosseto. I problemi in generale, ha spiegato il direttore Giuseppe Sanzari, nascono da una riforma del settore che dal 2005 ha reso difficile realizzare anche un modesto incasso dalle vendite minori, la maggior parte dell'attività. Infatti, se va deserto il primo incanto, (e accade spesso per oggetti di modesto valore), non si può più mettere in vendita il bene a offerta libera come in passato, ma va indetto un nuovo incanto con un ribasso del 20% sulla base d'asta, e se l'asta va di nuovo deserta, un ulteriore ribasso del 20% sul secondo prezzo, e cosi via. Succede così che per vendere un oggetto e incassare una cifra minima servono, un sacco di incanti, e a volte non si vende proprio nulla. L'Istituto sperava in una svolta con le vendite a commissione, e per questo aveva attrezzato un altro grande fondo in via degli Avvalorati per esporre e vendere mobilio ed altri oggetti di negozi che avevano bisogno di realizzare, ma l'iniziativa non ha dato gli esiti sperati. Un segno che i commercianti in difficoltà, per realizzare preferiscono i "pochi maledetti e subito" degli stocchisti. "Alla fine abbiamo dovuto prendere atto della situazionee decidere la chiusura - ha spiegaro Sanzari - anche perché a Livorno non c'è abbastanza mercato dell'usato, che oltretutto ha visto arrivare nuovi soggetti specializzati, mentre noi dobbiamo fare anche i conti con spese e tasse che a volte rendono oneroso un acquisto modesto". Oltretutto, spiegano all'Istituto, anche fra i frequentatori delle aste (quelli che una volta erano noti come i "trucconi" ndr) non ci sono veri soggetti professionali, come altrove. Sanzari, che nella sua attività pluridecennale ricorda di aver eseguito a suo tempo anche vendite importanti, le Officine San Marco su tutte, ma anche strane, come quella recente del guardiacoste ex Finanza, ha grande rammarico nell'anunciare l'addio: "Il nostro è un lavoro che, fatto attenendosi strettamente alla legge e soprattutto cercando di non essere mai duri verso chi ha la sfortuna di vedersi pignorare un bene, può dare delle soddisfazioni". Può dare anche problemi? "A volte siamo dovuti andare a prendere oggetti da persone poco raccomandabili: non possiamo certo sceglierci "i clienti". Ma in tanti anni solo 4 o 5 volte abbiamo dovuto chiedere l'intervento della forza pubblica". Intervento che invece fu richiesto alcuni anni fa, quando una persona cercò di addomesticare un'asta immobiliare: arrivò la polizia e l'uomo fu arrestato per turbativa d'asta. Adesso l'Ivg ha avvertito il ministero della rinuncia alla concessione: ora sarà indetta una nuova gara per individuare un nuovo concessionario.

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Sicurezza per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-04-26 - pag: 24 autore: Economia illegale. Lunedì convegno al Sole 24 Ore Sicurezza per le imprese Lionello Mancini Il rischio dell'osmosi tra economia legale e illegale esiste ed esisterà sempre. Ma se, come accade da mesi in un'area ad alta permeabilità com'è la Sicilia, emergono nuove volontà che rendono l'osmosi sempre più difficile, più pericolosa, meno conveniente, significa che sta avvenendo qualcosa di realmente nuovo e che vale la pena di capire a fondo. A questo vuol contribuire l'incontro previsto per lunedì 28, intitolato appunto al rischio osmosi tra vasi che non dovrebbero comunicare. Introdotti dal direttore del Sole-24 Ore, Ferruccio de Bortoli, ne parleranno due protagonisti della nuova stagione – il presidente di Sicindustria, Ivan Lo Bello, il pm antimafia Michele Prestipino –e l'esperto di economia criminale, Donato Masciandaro (via Monte Rosa, 91 ore 17). Dopo la forte stretta repressiva operata dallo Stato negli ultimi anni un'azione che ha preparato il terreno ai primi "no" al racket degli industraili siciliani, si stagliano con nettezza almeno due punti di fragilità nella barriera che dovrebbe impedire "il rischio di osmosi ". Il primo punto a rischio è quello della malapolitica, pubblicamente disprezzata da chiunque, ma che non pare in via di smantellamento. La cattiva politica nasce da accordi indicibili tra i Palazzi e pezzi impresentabili di società. Ma poi si nutre di clientelismo, di burocrazie assurde che s'inceppano e creano difficoltà da risolvere sottobanco, di soldi pubblici che non finanziano la crescita ma il consenso dei sudditi. Finché la cattiva politica non verrà compresa come una delle cause principali della debolezza dell'economia legale, quella illegale continuerà a imperversare, a impoverire territori, a ingrassare criminali e fautori dell'impresa assistita, di cui il Meridione abbonda. Un secondo punto di fragilità è quello indicato dal libro di Nino Amadore "La zona grigia. Professionisti a servizio della mafia" (che verrà presentato al convegno). La "Zona grigia" non paga tangenti, non subisce la criminalità, non la teme. Ben mimetizzata nella società legale, borghese, degli affari e delle professioni, la "Zona grigia" non vede lupare, arricchisce all'unisono con i boss, li aiuta a occultarei loro tesori, sfrutta competenzee agganci per derubare la comunità. Etica violata, deontologia derisa e cinismo a parte, quella dei professionisti al servizio del crimine è una categoria che gode di una convenienza assoluta e che sarà possibile fotografare solo con una forte azione dall'interno degli Ordini, Albi, categorie. L'hanno già fatto gli imprenditori a settembre: fuori chi paga il pizzo ai criminali. Punto. E da lì sono cominciate le denunce di estortori, le cancellazioni di soci da Confindustria e Confcommercio, il rifiuto di nuove iscrizioni se sospette. Così in Sicilia, così in Calabria. Quanto alle professioni, sarebbe tempo mettessero in campo una determinazione analoga, perché le possibilità di mimetizzazione sono ancora troppo alte e il danno arrecato alla società civile gigantesco: nascondere capitali in Liecthenstein sottrae risorse al nostro Fisco; nascondere in Liechtenstein il bottino di un estortore o aiutarlo a scalare una società è qualcosa di immensamente più grave. lionello.mancini@ilsole24ore.com.

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Online chi non corre è perduto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-26 - pag: 13 autore: Online chi non corre è perduto di Luca Bordin * Q uasi la metà della popolazione italiana è online, più maschi che femmine (57% contro 43%) più giovani che anziani dove per giovani intendiamo fino ai 49 anni (!). Ma, seguendo il trend mondiale, anche in Italia internet si sta diffondendo alle fasce d'età degli ultracinquantenni e dei più attempati. Ma che cosa fanno gli italiani online? Come si differenziano nell'impiego della rete rispetto agli altri europei e agli americani? Per capirlo è interessante comparare la frequentazione che gli italiani hanno delle macrocategorie con le quali Nielsen Online classifica l'offerta di contenuti e servizi presenti su internet con quanto avviene nei principali Paesi europei e negli Stati Uniti. Abbiamo provato a farlo prendendo in considerazione le differenze in termini di reach presente su ogni categoria (cioè la percentuale delle persone che hanno navigato su ogni categoria rispetto alla popolazione attiva online nel mese) e il numero di minuti medi spesi da ogni persona che ha navigato in ogni categoria. Questi semplici indicatori costituiscono un ottimo riferimento per comparare non solo la quantità del pubblico attratto dalle diverse tipologie di offerta ma anche l'intensità dell'utilizzo. La nostra attenzione viene attirata da alcune categorie che dovrebbero essere quelle più "costruttive" dell'offerta online, quelle che potrebbero essere utili a un Paese per crescere in sintonia con il resto del mondo evoluto. Esaminiamo quindi la categoria che raggruppa i siti che offrono formazione professionale e nuove occasioni di carriera online. Ebbene "solo" il 40% dei navigatori italiani entra in contatto con questo genere di offerta contro il quasi 50% di Francia e Spagna e oltre il 55% degli Stati Uniti. Solo la Gran Bretagna presenta una percentuale di reach simile alla nostra. Le cose purtroppo non depongono a nostro favore se analizziamo il tempo speso per formarci e trovare nuove occasioni di carriera online: gli inglesi investono quasi 40 minuti del loro tempo, gli spagnoli 46, i francesi 32, gli americani 1 ora e 16 minuti, noi solo 22 minuti! Certoquesti semplicinumeridescrivo-nouncomportamentoonlinecheèunospec-chiofedeledellanostraarretratezzanelcam-podellaformazioneprofessional edellapoca flessibilità del nostro mercato del lavoro. Argomenti sui quali si fa un gran parlare e forse pochi fra istituzioni governative, associazioni ed enti preposti hanno sufficientemente preso in considerazione internet come un importante canale per poter migliorare le cose, perché questi numeri sicuramente riflettono anche e soprattutto una carenza di offerta di contenuti e servizi specializzati. Proseguiamo in questa piccola disamina e la nostra attenzione viene attirata dalla categoria Finance/Insurance/Investment. Anche qui non stiamo meglio, la percentuali degli italiani che accedono a questi servizi online sono il 49% di coloro che hanno navigato online nel mese (badate bene ciò corrisponde a circa un quarto del totale della popolazione italiana con più di 16 anni), gli spagnoli sono il 53% della popolazione attiva online, i inglesi il 62%, i francesi il 64% e gli americani il 66 per cento. Gli italiani non sembrano impiegare troppo del loro tempo su questo genere di siti: siamo a circa 39 minuti medi contro i 45 minuti degli spagnoli, i 48 degli inglesi, 1 ora e 8 minuti dei francesi e le 2 ore e 10 minuti degli americani! Certo ci troviamo anche qui di fronte a una combinazione di arretratezze strutturali del nostro sistema di offerta assicurativa e bancaria e a una diffidenza culturale dei nostri concittadini per tutto ciò che non sia tangibile a costo di pagare un prezzo salato (in termini di tempo e costo del servizio) alla burocrazia cartacea con la quale ci siamo ahimè abituati a convivere. Gli esempi potrebbero continuare, ma mi sembra ce ne sia abbastanza per passare dalle parole ai fatti e impegnarci tutti maggiormente cercando di sfruttare la rete internet al meglio anche per le sue incredibili potenzialità come strumento di crescita culturale e strutturale del Paese. *Direttore generale Nielsen Online.

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Soprintendenza archeologica: istituita da un mese non ha né sede, né capo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-04-26 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il caso Bloccate tutte le pratiche, anche quelle sulla tutela Soprintendenza archeologica: istituita da un mese non ha né sede, né capo Caserta, funzionari negli uffici decentrati Preoccupazione dei funzionari che non sanno a chi rivolgersi. Reggia divisa, una parte dipende da Napoli CASERTA - Se la cerchi non la trovi. Eppure del primo aprile caserta dovrebbe avere una seconda soprintendenza, quella archeologica, che è stata staccata per decreto ministeriale da Napoli alla quale è stata aggiunta Pompei e quindi è diventata una soprintendenza "speciale". Anche la nuova soprintendenza è speciale, nel senso che non ha un capo (quello designato ha fatto ricorso e non si muove dalla sede di Salerno e non si può dargli torto visto che la Corte dei Conti ha annullato i decreti di nomina dei dirigenti che hanno provveduto a trasferirlo in Terra di Lavoro), non ha un telefono, non ha un fax. La sede doveva essere prestigiosa, quella della Reggia, o emblematica (la sede del-l'Ufficio di Santa Maria Capua Vetere che è dislocato in quel che resta della reggia dei D'Angio poi trasformato in incremento ippico), ma nel complesso vanvitelliano se si va a chiedere della soprintendenza archeologica fanno spallucce, mentre a Santa Maria sono in attesa di disposizioni visto che in pratica non dipendono più da Napoli, ma non hanno neanche un capo (il soprintendente) a cui rivolgersi: E le pratiche? Restano lì, in attesa di disposizioni. Vincoli, tutela e tutto quello che consegue sono in un limbo amministrativo che ha dell'incredibile. A pensarla una tale empasse non ci sarebbe riusciti. Due settimane fa, a dieci giorni dalla "rivoluzione rutelliana", i funzionari archeologici di Terra di Lavoro hanno stilato un lungo documento in cui chiedevano di avere strutture, mezzi disposizione. Solo due giorni prima, da Benevento, si erano levate le lamentele dei loro colleghi che operano nel sannio. Ma c'erano le elezioni e nessuno li ha ascoltati (neanche l'opposizione ora diventata maggioranza). E dopo? Si aspetta che arrivi il nuovo ministro per dare una svolta, se sarà capace, a questa situazione davvero incredibile. Al di là della querelle sulle nomine e sul blocco decretato dalla Corte dei Conti chi ha pensato a una ristrutturazione come quella varata non aveva tutti i torti: caserta e Benevento sono legate dal 1982 dalla soprintendenza ai monumenti e farne anche una archeologica non faceva che aumentare questo legame. Solo che probabilmente, com'è stato fatto in passato, ad esempio in Molise, prima di formare due soprintendenze con competenze specifiche, si poteva pensare a una soprintendenza mista nella quale uffici, strutture, sedi fossero in com,une, in maniera tale da sviluppare maggiore tutela e poi, con il passare degli anni dividere le compenenze creando le due strutture burocratiche. L'idea fu del primo ministro per i Beni Culturali, che si chiamava Giovanni Spadolini, e per quarant'anni ha funzionato, fino al 31 marzo. Ma i paradossi della nuova ristrutturazione non terminano qui: I mobili della Reggia di caserta ora sono di competenza del polo museale napoletano, mentre l'edificio resta nelle competenze della locale soprintendenza ai monumenti. Se si rompe una sedia, per capirci, interviene napoli, se cade una tegola ad agire sono i casertani. Se non fosse vera questa paradossale situazione sembrerebbe una barzelletta sulla burocrazia italiana. Un anno e mezzo fa, durante il vertice di maggioranza e consiglio dei ministri a Caserta, tra il presidente de Franciscis e il ministro Rutelli venne firmato un protocollo di intesa per fare un "Distretto culturale di Terra di Lavoro", sul modello dei distretti industriali. Levatacccia per i cronisti che assistettero alla firma, levataccia per funzionari e politici, ma di quel documento, con la nuova riforma non resta che carta straccia, anche se San Leucio e il suo Belvedere sono uno spledore, anche se la Reggia, di giorno e di notte, un maggior numero di presenze, ma restano i controsensi come quello della soprintendenza Archeologica. R. C. Altera Roma Capua era la seconda città dell'impero romano e l'anfiteatro era secondo solo al Colosseo.

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Immigrati, 40 mila i clandestini <Ogni giorno solo tre espulsioni> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-26 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'emergenza I bilanci dei giudici di pace e la denuncia di Magistratura democratica Immigrati, 40 mila i clandestini "Ogni giorno solo tre espulsioni" Arresti inapplicabili e pochi i posti nei Cpt. "Così restano in Italia" Forze dell'ordine impegnate per arrestare immigrati destinati a non finire mai in carcere Meno di tre al giorno. Tanti sono gli extracomunitari clandestini espulsi lo scorso anno in tutta la Lombardia. Un dato che dovrebbe inchiodare al silenzio la maggior parte dei proclami politici che, da destra e da sinistra, dalla maggioranza e dall'opposizione, rilanciano la richiesta di più espulsioni e più severità per migliorare la percezione della sicurezza. La situazione è questa: nel 2007, tra Milano e provincia, polizia e carabinieri hanno arrestato 7.780 extracomunitari e ne hanno denunciati, per reati vari, 20.479 (ovviamente non tutti sono irregolari, anche se lo sono la maggior parte). La questura di via Fatebenefratelli ha firmato circa 3 mila ordini di espulsione. Un lavoro enorme, sia per reprimere i reati, sia per allontanare i clandestini ritenuti in qualche modo pericolosi. Quando però si verifica il dato sulle espulsioni reali, si scopre che i giudici di pace (competenti per queste pratiche) in dodici mesi hanno firmato 1.018 ordini di rimpatrio per tutta la Lombardia (solo 53 le mancate convalide). I clandestini, secondo l'ultimo rapporto dell'Ismu, sono 37 mila a Milano e 108 mila in provincia. Le ragioni di questa sproporzione sono molte, ma bisogna ricordarne due. L'attuale legge sull'immigrazione, Bossi-Fini, è stata varata nel 2002 per mantenere le promesse elettorali di Lega e An. L'articolo 13 dice: "Lo straniero espulso che viene trovato nel territorio dello Stato è punito con la reclusione da uno a 4 anni". L'arresto è obbligatorio. In realtà, le regole sono state concepite male e le scarcerazioni immediate sono la norma. Come sia andata a finire, l'ha denunciato qualche tempo fa la sezione milanese di Magistratura democratica. A Milano gli arresti sono una trentina al giorno: prima della Bossi-Fini finivano in manette piccoli criminali. Dopo l'entrata in vigore della legge, ha sostenuto Md, gli arresti sono saliti un po', ma per il 40 per cento si tratta di clandestini, spesso dalla fedina penale pulita e con un lavoro in nero. Tra questi arrestati, meno di uno su dieci resta in carcere per altri motivi. "C'è dunque da chiedersi - spiegavano i magistrati - se davvero la legge così come è concepita raggiunga gli obiettivi per cui era stata pensata". Conclusione: i principi della legge che avrebbero dovuto rispondere alle promesse elettorali sono in realtà inapplicabili. Ma non è tutto. C'è un altro buco dietro le parole di chi ha sbandierato "più espulsioni per tutti" e di chi, con il cambio di governo, ha contribuito a svuotare le premesse chiave della legge. I numeri: nel 2005 e nel 2006 (con i romeni ancora extracomunitari) la questura di Milano ha firmato oltre 6 mila ordini di espulsione l'anno. All' "invito" a lasciare l'Italia, ovviamente, non obbedisce nessuno. L'espulsione può scattare quando polizia e carabinieri trovano i clandestini per la seconda volta. Ecco i rimpatri reali: un migliaio (su seimila provvedimenti) nel 2005 e altrettanti nel 2006. Il risultato è più che positivo. Anche perché non si potrebbe fare di più: non ci sono le strutture. Un immigrato clandestino, prima dell'espulsione, deve necessariamente passare da un Centro di permanenza temporanea (in attesa della burocrazia, dei ricorsi, delle disponibilità di aerei). A Milano, a fronte dei 145 mila clandestini della provincia, c'è un solo Cpt, quello di via Corelli, che ha 140 posti e serve per l'intera Lombardia. A questo punto, la riflessione va oltre: "Credo che bisogna sempre verificare le condizioni effettive del clandestino - spiega Vito Dattolico, presidente dei giudici di pace di Milano - se è in Italia da anni, ha un lavoro stabile, conosce la lingua ed è integrato, ritengo che un giudice debba tenerne conto". Gianni Santucci.

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Il canguro ucciso dal regolamento Buzzati e il dramma alla dogana (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-26 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE $ Dall'archivio del Corriere / 19 luglio 1956 Il canguro ucciso dal regolamento Buzzati e il dramma alla dogana Un canguro adulto, di due anni, di nome ignoto, è morto, qui a Milano chiuso in una cassa. Morto per inazione, solitudine, angoscia, disperata paura di dover restare rinserrato fra quelle sei assi per sempre, non poter più correre e saltare per i prati, vedere il sole, vivere. Da respirare, da mangiare e da bere ce n'aveva. Non è stato dunque un decesso volgare, dovuto a carenza di ossigenazione o nutrimento. A ucciderlo è stata proprio l'oppressione dell'animo, la melanconia, quel sentirsi completamente abbandonato, la nostalgia, forse, delle pianure australiane dove correva da bambino, così lontane. (...) Il canguro era stato spedito dall'Olanda alla volta del giardino zoologico di Milano. Non erano mancate le necessarie precauzioni: una cassa di capienza bastevole, con opportuni fori a scopo di aerazione, imbottitura di paglia per risparmiare alla bestia brutti colpi, una mangiatoia con adeguata provvista di foraggio, un recipiente per l'abbeverata e, all'esterno, vistose scritte che avvertivano come là dentro ci fosse un animale, raccomandando di maneggiare il "collo" con le debite cautele. Certo, per il canguro, del tutto all'oscuro della propria sorte, non deve essere stato un gran divertimento. Per fortuna i treni corrono. Ben presto si era trovato a Chiasso dove i ferrovieri, impietositi, lo avevano lasciato uscire qualche minuto dalla angusta prigione. Da Chiasso a Milano il tratto è breve. Nella nostra città il viaggiatore giunse, in condizioni buone, nelle prime ore del pomeriggio di sabato scorso. Le sue pene, teoricamente, dovevano essere finite. Ad attenderlo c'era la destinataria, cioè la signora Molinar, direttrice dello zoo. Da canguri o non canguri, alle ore 12 in punto di ogni sabato, la dogana di Milano chiude gli sportelli. Dal mezzodì del sabato al lunedì successivo il servizio resta sospeso pur se vi siano in sdoganamento, non dico semplici canguri, ma anche elefanti e dinosauri. E in Italia, dove si raggiungono capolavori di sagacia per eludere le leggi che impongono il più piccolo sacrificio o costrizione, stiamo pur certi che le norme attinenti al riposo e simili verranno rispettate senza eccezione con scrupolo prussiano. Gli impiegati e i funzionari della dogana a mezzogiorno se n'erano andati, come era loro diritto sacrosanto. Era rimasto un guardiano privo di qualsiasi autorità. Un brav'uomo probabilmente, che in cuor suo partecipava alle sofferenze del canguro e gli avrebbe dato subito via libera, se fosse dipeso solo da lui. Ma gli orari, i regolamenti, le disposizioni di servizio che ci stanno a fare allora? Gli si può gettar la croce addosso se, alle suppliche della signora Molinar, egli si è mostrato irremovibile, rifiutandosi di procedere allo sdoganamento - rito solenne per cui gli mancava qualsiasi investitura - o, quanto meno, di lasciar libero il mammifero per alcuni minuti? Un canguro è sempre un canguro, chi può prevedere le sue reazioni? D'altra parte, lo si può rimproverare per non aver osato prendere l'iniziativa, lui situato "al più basso gradino della gerarchia", l'iniziativa di telefonare a un superiore competente o addirittura, Dio ne liberi, al Direttore delle dogane? Era sabato, era luglio, i pezzi grossi probabilmente erano sdraiati, in canottiera, per un corroborante sonnellino, o, comunque, non avevano la minima intenzione di scomodarsi per un canguro ignoto il quale, dopo tutto, di sete e di fame non moriva. Di sete e di fame no. Ma di altre cose sì, stava morendo, che noi non possiamo neppure sospettare. Le ore passavano. Calò la sera. Nella gabbia oramai sozza, e fetente, la povera bestia ansimava, oppressa da incubi mortali, che non capiremo mai. E poi la notte, e poi ancora l'alba e un nuovo giorno, e il vago riverbero di un invisibile sole che entrava attraverso gli interstizi, e voci umane, e rumore di passi che ogni tanto si avvicinavano. Ma la porticella non si apriva. Due giorni interi la burocrazia, la norma, il regolamento, l'esigenza dell'orario e del servizio, tennero duro per non venir meno alla consegna. Soltanto lunedì pomeriggio, espletata che fu la pratica, venne data via libera al canguro. Un lato della cassa venne aperto. Ma l'animale non comparve. Giaceva, rannicchiato, sulla paglia, la testa abbandonata fra le zampe, un po' di sbieco, in un atteggiamento inerte di rassegnazione disperata. Lo toccarono. Non si mosse di un millimetro. Era freddo e duro come il legno. E allora? è forse il caso di piangere e intonare preci funebri? Per un canguro? A questo mondo, ci sono tante cose più importanti a cui pensare. Però. Dino Buzzati.

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ARRONE La discenderia occupa gran parte dell'antica chiesa di San Giovanni al castello di Arro (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ne. Arriva proprio nel bel mezzo della navata ai piedi degli affreschi in cui la gente del luogo giura di riconoscere gli avi di persone che ancora vivono al castello. "Questa rampa è uno scempio, una vera bruttura e la cosa più grave e che non serve proprio a nessuno",tuona Piero la Liscia presidente del comitato Castello che da anni si batte per la salvaguardia dell'antico abitato. Quella discendereria dovrebbe permettere l'accesso dei disabili alla chiesa. Un'opera meritoria peccato però che al Castello di Arrone i disabili non ci possano arrivare. Impossibile inerpicarsi su per la salita. "Per noi che abitiamo qui al Castello è difficile perfino tornare a casa con i passeggini dei bambini figuriamoci con una carrozzella per disabili. Quando è stata risistemata la strada interna sono stati fatti dei gradini così larghi che impediscono il passaggio", sottolinea una signora che da quando è nata vive al Castello di Arrone. Eppure una decina di anni fa è stata realizzata una rampa per disabili e un'ascensore che avrebbe potuto risolvere i problemi di chi è costretto in carrozzella o ha difficoltà nel camminare. Opera meritoria anche questa. Peccato però che quell'ascensore non ha mai funzionato. "E così noi abbiamo dovuto realizzare la discederia all'interno della chiesa antica. Se non l'avessimo fatto non avremmo potuto ottenere dal Gal il contributo per restaurare gli affreschi quattrocenteschi. Abbiamo scritto lettere su lettere, fatto mille telefonate, per spiegare la situazione a che pro sperperare soldi per la rampa per disabili in un posto in cui loro non possono arrivare?", si chiede ancora La Liscia. Ma la burocrazia ha le sue leggi e così per salvare gli affreschi è dovuta arrivare la rampa.E l'ascensone? Perchè non può essere ripristinato, o meglio inaugurato? Impossibile ottenere risposte rapide dal comune di Arrone. "La pratica è vecchia va ritrovata, non possimo rispondere così su due piedi. Richiami tra una settimana", dicono all'ufficio tecnico. L.Pi.

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I vandali arrivano prima del taglio del nastro - pietro lambertini (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pescara I vandali arrivano prima del taglio del nastro Assalto al parco Wojtyla: vetri spaccati, scritte sui gazebo e bidoni rovesciati PIETRO LAMBERTINI MONTESILVANO. Un taglio alla recinzione e via attraverso il buco per correre a fare danni. Sono arrivati prima della festa i vandali al parco dedicato al papa Karol Wojtyla. Vetri in frantumi, vernice spray sulla casa in legno, bidoni della spazzatura rovesciati, questo il bilancio della spedizione. Senza collaudo nonostante i lavori già finiti, il parco dedicato al pontefice Karol Wojtyla è un'area verde ancora vietata alla città. Ma dopo il tempo perso dietro alla burocrazia, l'inaugurazione s'avvicina. Chiuso nel recinto che già si piega con la forza delle mani, affondato nel terreno e nascosto dalla vegetezione cresciuta selvaggia, c'è anche un cannone risalente alla Seconda guerra mondiale. Uscito indenne dal conflitto bellico, è prigioniero del degrado che lo circonda. Il parco senza collaudo, stretto tra via Gramsci, via La Farina e via San Pietro, è meta delle scorribande dei vandali. Entrare nel parco chiuso - ma già segnalato sulla mappa di Montesilvano - è facile. Dopo aver tagliato la recinzione accanto al cancello d'ingresso protetto dalla catena chiusa con un un lucchetto, la banda di vandali è scivolata nel parco. Da qui, per loro, il parco non ha avuto più confini. Migliaia di metri quadrati di verde da mettere a soqquadro ancora prima dell'inaugurazione con la parata di amministratori soddisfatti: il conto alla rovescia per l'apertura, in municipio, è già cominciato ma il programma adesso, dopo la visita dei vandali, deve essere rivisto. Oltre al taglio dell'erba alta che ricopre i viali e sommerge anche le panchine, c'è da pensare pure a riparare i danni. Sulle pareti in legno della casa delle associazioni e del bar c'è, quindi, una sequenza di scritte eseguite con la vernice spray: una delle bombolette spray utilizzate, ormai vuota, è ancora a terra. Anche sul tetto del bar si sono arrampicati i vandali per lasciare il loro messaggio di vernice spray. Il passo successivo è stato quello di spaccare il vetro della porta. Un colpo secco e il vetro è andato in frantumi: uno sguardo e all'interno si vede la cucina con il tavolo e una bottiglia d'olio. Dietro l'angolo della casa in legno ci sono quattro bombole di gas, un'altra è stata scaraventata nell'erba alta. Ultima tappa del blitz dei vandali, dopo aver sporcato anche lo scivolo per i bambini e dopo aver rovesciato i bidoni della spazzatura, è stato il muro in cemento del parco colorato di rosso: "Abbasso i throw up", questo il messaggio lasciato da chi, prima dell'apertura, è già entrato nel parco.

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Regalo ai trombati: 4,5 milioni ai senza pensione (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 100 del 2008-04-26 pagina 7 Regalo ai trombati: 4,5 milioni ai senza pensione di Paolo Bracalini Gli ex parlamentari che non sono stati rieletti possono riscattare i contributi versati in ventidue mesi di attività. Più di 24mila euro a testa per 180 tra deputati e senatori. Indennità per il reinserimento sociale: 9mila euro ogni anno Milano - Vanno aiutati, poveretti, mettetevi nei loro panni. Da un giorno all'altro si sono trovati così, senza una poltrona, senza un portaborse, senza l'auto blu, insomma in mezzo a una strada. Erano onorevoli, senatori, ora tornano cittadini qualunque. Sai che trauma? E allora, non vogliamo dargli una mano? Sì, è vero, hanno una bella liquidazione per quei ventidue mesi di sudore passati tra la buvette e le aule del Parlamento, impegnati in durissime votazioni, dal lunedì al giovedì, in riunioni di commissione, in impegnativi quiz di cultura generale con le Iene. Ma serviva qualcosa in più. Meno male che il Parlamento ci ha pensato, e ha fatto una leggina per questi sfortunati non rieletti dopo la prima legislatura. Ed eccolo il regalino per addolcire l'amarezza di non essere più tra i banchi. Un piccolo pensiero, s'intende, ma è pur qualcosa: 24.189,78 euro in moneta contante, passare alla cassa di Montecitorio o Palazzo Madama per ritirare. In tutto qualcosa come 4,5 milioni di euro (secondo i calcoli di Panorama e del Sole24ore) che peseranno sulle casse già provate delle due Camere. La cifra corrisponde ai contributi versati dagli ex parlamentari per quella pensione che, sfortuna loro, non hanno fatto in tempo a maturare visto che la legislatura è finita prima del dovuto. Bastavano solo altri otto mesi e ce l'avrebbero fatta, invece per colpa di Mastella niente da fare. Però i contributi sì, eccoli pronti. Un gruzzolo messo da parte ogni mese, prelevato da quel modesto stipendio di 12 mila euro lordi circa mensili. Spetta a 180 ex parlamentari, 120 ex deputati e 60 ex senatori. Nessun lavoratore in Italia ha questo privilegio e per riscattare i contributi deve aspettare l'età della pensione. I parlamentari no, loro possono averli indietro subito. Chissà quanti di loro nemmeno sapevano di questo ennesimo privilegio. Lo hanno scoperto aprendo la casella della posta, a casa loro. Perché si è scomodato l'Ufficio contabile del Parlamento per informarli dell'assegno in arrivo. Una lettera spedita già prima del voto, a tutti i parlamentari, sicuri eletti e probabili trombati, dove si spiegava in dettaglio la leggina pro-Casta: i non rieletti al primo mandato saranno risarciti dei contributi pensionistici versati nei mesi di attività legislativa, somma corrispondente - come detto - a oltre 24 mila euro rivalutati, si faccia attenzione, "secondo l'indice Istat di incremento annuo dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati". Difficile che siano mai andati a fare la spesa al supermercato, ma c'è il Parlamento che tiene d'occhio per loro i prezzi di latte, pane e ortaggi, non sia mai che il gruzzolo si assottigli troppo e non ce la facciano ad arrivare alla fine del mese. Basta che presentino una richiesta di rimborso e il bonifico partirà automaticamente. Anche i contributi di reversibilità, per chi li avesse versati, sono riscattabili. Tutto semplice, immediato, come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era dell'altro. L'incredibile "indennità di reinserimento sociale" per gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per "reinserire" nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma, che equivale a circa 9mila euro per ogni anno passato nelle Aule parlamentari. I nostri sfortunati, avendo faticato 22 mesi, riceveranno comunque 18mila euro, come se avessero fatto due anni completi. Perché anche il tempo, dalle parti di Montecitorio, segue leggi particolari. Sei mesi più un giorno, solo per un in politici, equivalgono a un anno. Così, giusto per fare un esempio, al no global Francesco Caruso dovrebbero arrivare tra contributi e aiuti per il "reinserimento sociale" qualcosa come 42mila euro puliti, esentasse per giunta. Niente male per uno come lui che proprio adesso, dopo essere stato trombato, scopre la necessità di una nuova sinistra "extraparlamentare". Anche all'ex deputato trans di Rifondazione, Luxuria, arriverà la stessa cifra, quel che ci voleva per un nuovo intervento di chirurgia plastica. Ma sono una legione gli ex parlamentari, sconosciuti e conosciuti, che riceveranno lo stesso regalo. Tra di loro c'è anche il fratello di Alfonso Pecoraro Scanio, Marco, meteora della politica. Altri sono i fuoriclasse, più longevi politicamente, che grazie alla stessa legge sbancheranno Camera e Senato. Un nome per tutti: il "reinserimento" del comunista Armando Cossutta costerà allo Stato 345.744 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Breve elzeviro per un ``uomo speciale``: Giacomo Romerio, cittadino qualunque (sezione: Burocrazia)

( da "Merateonline.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Personaggio >> Dedicato a? 26 / 4 / 2008 La Fortezza Bastiani di un uomo speciale Breve elzeviro per un ''uomo speciale'': Giacomo Romerio, cittadino qualunque Non nascondo di provare un'immensa simpatia per l'uomo, che è dotato di finissima intelligenza e sottile - e quindi rarissimo - senso dell'ironia. Dopo queste poche parole me lo immagino già in difesa, con il mento che si trasforma in broncio sbarazzino, gli occhi strabuzzati dentro uno sguardo da soprassalto come di chi, visto un ufo, ne rifiuta per logica o fede l'esistenza. Ecco, guardate la fotografia e godetevi il dottor Giacomo Romerio, sindaco di Merate dal 1985 al 1990, nell'espressione che gli sarà compagna se mai leggerà queste righe che gli dedico con affetto. Romerio da anni è il difensore civico della città di Merate. Il suo ufficio è una novella e disadorna Fortezza Bastiani nella quale il dottore attende l'arrivo dei tartari. Ne vorrebbe a bizzeffe e ne riceve a scampoli. Li vorrebbe agguerriti, gli si presentano di fronte sgualciti e infreddoliti dalla folate gelide di una burocrazia pubblica così vicina eppure tanto distante. Al dottore rimane una sola soddisfazione che coltiva lungo le 365 lune del suo mandato, che innaffia settimana dopo settimana e finalmente espone alla luce della ribalta la sera in cui si presenta al consiglio comunale e legge la relazione sullo stato della fortezza. Giacomo Romerio potrebbe cavarsela in pochi minuti. Gli sarebbe facile dare lettura di una manciata di parole sprezzanti nei riguardi di coloro che inventano una figura e poi l'abbandonano a se stessa o di deluso rimprovero verso le tante figurine che neppure sanno che a Palazzo Confalonieri c'è uno stipetto nel quale trovare il filo di sutura ideale per ricomporre le ferite oppure un album sul quale incollare l' immagine di un puzzle finalmente ricomposto. Ma non chiedete questo a Giacomo Romerio. Non è da lui. Dove altri rovesciano l'esasperazione ? io, tra i tanti ? lui distribuisce sollecitazioni. L'ultima è di quelle che non si dimenticano. Il 17 aprile ha chiuso l'ultima paginetta del suo breviario civico con l'invito al funzionari comunali di Merate ad usare bene il potere di cui dispongono. Mai parole furono pronunciate nella sede adatta e al momento opportuno. Anche quella sera, come la sera di ciascuno degli appuntamenti annuali che l'hanno preceduta, i consiglieri comunali per bocca dei loro capigruppo gli hanno riversato addosso i complimenti più smodati. In verità lo hanno ringraziato per un lavoro non svolto o svolto ai minimi termini perchè accade che all' uomo Romerio il datore di lavoro pubblico non consente di lavorare. La sua figura è misconosciuta, la sua funzione derubricata, il suo talento sottovalutato. In quel grazie, fuoriscito con toni e modulazioni di frequenza diverse dalle bocche di Andrea Colombo, Aldo Castelli, Andrea Robbiani e Chiara Bonfanti c'è chi vi ha letto qualcosa di più e di sotteso. Al di là e oltre il grazie di circostanza gli eletti dai cittadini meratesi al governo della città hanno voluto tributargli l'onore di averlo tra di loro anche solo per pochi minuti e una volta all'anno. Gli hanno voluto far capire che provano per lui una sana invidia. Li mette a disagio il suo senso della misura, l'eleganza della dialettica, la capacità di sintesi di pensiero e soprattutto la dignità con cui porta avanti un ruolo e una figura istituzionali che sono di facciata. Malgrado e a dispetto dell'evidenza ciascuno di loro vorrebbe occupare una casellina di questo puzzle chiamato Giacomo Romerio ed ecco che l'applauso suona come il dispiacere, ma anche la consapevolezza di non poterlo o saperlo essere. Io non so che vita conduce il dottor Romerio e che cosa chiede ancora a quella che ha davanti. So che è un uomo ? possiamo definirlo semipubblico ? ? invidiato. Eppure tanti anni fa è stato scartato ( o come altri si è autoescluso? ma anche l'autoesclusione è un rifiuto indotto ), tolto dal mazzo degli uomini validi come si fa con un due di picche sgualcito che nel giuoco a carte conta niente. Oggi alla festa della Liberazione il dottor Giacomo Romerio era in piazza Prinetti, come un cittadino qualunque, dentro il suo impermeabile chiaro, ma a giusta distanza dalle autorità. Forse è anche così che il difensore civico si difende. Forse è perchè i tartari non li deve aspettare più, sono già arrivati. Complicato è riconoscerli, classificarli, neutralizzarli. Alberico Fumagalli Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 26/4/2008 alle 10.09.

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VINO: ENOLOGI ITALIANI, MENO BUROCRAZIA PER AUMENTARE EXPORT (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food VINO: ENOLOGI ITALIANI, MENO BUROCRAZIA PER AUMENTARE EXPORT (AGI) - Venezia, 26 apr. - Allegerire il peso della burocrazia, assicurare piu' trasparenza, promuovere il lavoro in squadra per conquistare i mercati stranieri. Queste le richieste emerse dal 63 Congresso Nazionale degli enologi italiani, che e' stato giocato tutto in attacco. L'offensiva piu' dirompente e' stata sferrata dal direttore generale dell'Assoenologi, Giuseppe Martelli, che ha sostenuto la necessita' di cambiare anche a "costo di essere impopolari" perche' troppo spesso, ha detto, "le opportunita' del nostro vino sui mercati internazionali vengono seriamente ostacolate dalla frammentazione, dagli interessi di parte, dalla burocrazia, da scoordinati controlli, e dalla paura di uscire dal guscio". "Pensiamo - ha detto Martelli, la cui visione globalizzata e' forte dell'esperienza della sua attuale carica di presidente dell'Unione Internationale des Oenologues - quali risultati potremmo ottenere se ci fosse piu' gioco di squadra, piu' trasparenza, meno burocrazia, piu' liberta' da parte delle aziende, ovviamente nel rispetto delle leggi". Le leggi da applicare rigorosamente, ma anche da riformare, sono state sovente richiamate nei lavori congressuali; soprattutto deve essere alleggerito il peso della burocrazia, che da una parte e' inefficiente sul piano informativo ("Non conosciamo neppure la consistenza della nostra produzione vinicola", ha esclamato Martelli, e "per le denominazioni di origine i dati sono incompleti e fermi al 2005"), e dall'altra e' soffocante perche' oggi "sono 21 gli enti deputati alle verifiche di settore", sovente in contrasto e sovrapposizione, con una conseguenza "sconcertante: mediamente un enologo deve dedicare il 25% del suo tempo lavoro a riempire carte e moduli, a dare spiegazioni ad enti di controllo, con costi indiretti enormi. Noi siamo i primi ad affermare che i controlli devono essere fatti in modo trasparente e determinato, ma perche' non pensare ad una banca dati che raccolga le informazioni? Il settore vitivinicolo non solo non riesce a stabilire quanti vigneti ha, ma neppure a coordinare e finalizzare gli interventi repressivi. E' inefficienza o cattiva volonta'?". Comunque, e' "nell'export il futuro del nostro settore", come ha rilevato il presidente dell'Assoenologi, Giancarlo Prevarin, sottolineando che dal 2003 il comparto vitivinicolo e' diventato il primo del nostro export agroalimentare: "Nonostante i nostri mille campanili, l'incapacita' di fare sistema, e la frammentazione che ci caratterizza, all'estero riusciamo a vincere". Sulla stessa linea Federico Castellucci, segretario generale dell'OIV, ossia l'ONU del vino: "Anche alla luce della contrazione dei consumi nel mercato interno pare evidente che gli sforzi e l'allocazione di risorse debbano concentrarsi sulla promozione del vino nei paesi terzi, considerando sia i mercati gia' consolidati sia (e forse soprattutto) quelli emergenti. (AGI).

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Piacenza, presto una nuova piscina LUIGI LUPI (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

36 AGENDA sabato 26 aprile 2008 Il caso Piacenza, presto una nuova piscina LUIGI LUPI Come padre di due atleti della Pallanuoto Piacentina sono deluso da quello che ho saputo a proposito della costruzione della nuova piscina. Ricordo che l'anno scorso prima delle elezioni comunali, entrambi gli schieramenti avevano promesso la costruzione di un nuovo impianto natatorio sia per i nuotatori che per i pallanuotisti. Il sindaco scrisse su "Libertà" (se non ricordo male) che la nuova piscina si sarebbe fatta. In un successivo articolo diceva che il nuovo impianto sarebbe cresciuto a Montecucco (area verde adibita ad impianti), previo abbattimento della vecchia Raffalda. In questo modo darebbe al comune un risparmio di centinaia di migliaia di euro, costo questo all'anno per il mantenimento della fatiscente Raffalda. Oltretutto con la vendita del terreno ex Raffalda, il Comune non spenderebbe un soldo pubblico per la nuova piscina, anzi forse ci guadagnerebbe. Ho saputo che i residenti la zona Raffalda hanno raccolto le firme per opporsi al suo abbattimento. Voglio dire che queste persone, fino a poco tempo fa, erano le stesse che scrivevano lamentandosi per il numero di auto presenti, per i rumori e per le grida durante le gare di nuoto e di pallanuoto. Ora dico se non è ora di finirla con le chiacchiere e di passare ai fatti. Basta con la politica. Il comune prenda le proprie responsabilità e mantenga quello che ha promesso. Noi genitori desideriamo che i nostri figli abbiano presto una struttura acquatica degna di una città come Piacenza. Io ho la fortuna di viaggiare molto per lavoro e noto con malincuore come siamo indietro noi di Piacenza in strutture sportive acquatiche rispetto a tutte le altre città Italiani anche con minor numero di abitanti e di minor afflusso natatorio. Mi sono quindi permesso di scriverLe direttore per rendere pubblica una situazione che deve essere risolta velocemente. Basta burocrazie, basta perdite di tempo inutili e via ai lavori. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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INTERVISTA. Parla il presidente Vecchioni (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confagricoltura: "Dal governo riforme urgenti" Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili   ROMA "Rimettere economia e imprese al centro delle priorità politiche". È questo l'invito lanciato dal presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, al nuovo Governo, la cui formazione è ormai in dirittura di arrivo. "Il risultato politico garantisce piena governabilità per fare le riforme che gli imprenditori chiedono" Quali sono le priorità? "Le prorità sono tre: avviare una fase costituente per rivedere l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". Le idee sono molto chiare. "Sì, vogliamo pensare in grande; ricordo il significato del "manifesto per la governabilità" firmato da undici confederazioni d'impresa in piena crisi di governo, in cui si sollecitava un'assunzione di responsabilità da parte della classe politica al fine di garantire a imprese e cittadini, scelte strategiche per lo sviluppo dell'economia del Paese. Si tratta di un'iniziativa, più che mai valida oggi, che richiede anche una riflessione all'interno delle confederazioni". Vale a dire? "Mi riferisco alle modalità di esercizio della rappresentanza, per un rapporto rinnovato con l'esecutivo, fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il Paese. Questo perché la complessa congiuntura nazionale e internazionale impone che le decisioni che riguardano il settore agricolo, trovino un posto di rilievo nell'agenda del Governo". Cosa chiedete in prima istanza? "Le nostre imprese hanno bisogno di aumentare la dimensione economica, contenere i costi e migliorare la presenza sui mercati nazionale e internazionale. Per fare questo c'è bisogno di una stabilizzazione del sistema fiscale, di un rilancio della ricerca e dell'innovazione, ma anche di politiche del lavoro tese alla semplificazione e alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. Non ultima occorre una decisiva azione contro la burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima di numerosi 'attacchì e che, complice anche l'euro forte, rischia di retrocedere dalle tavole mondiali".  .

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Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

INTERVISTA. Parla il presidente Vecchioni Confagricoltura: "Dal governo riforme urgenti" Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili   ROMA "Rimettere economia e imprese al centro delle priorità politiche". È questo l'invito lanciato dal presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, al nuovo Governo, la cui formazione è ormai in dirittura di arrivo. "Il risultato politico garantisce piena governabilità per fare le riforme che gli imprenditori chiedono" Quali sono le priorità? "Le prorità sono tre: avviare una fase costituente per rivedere l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". Le idee sono molto chiare. "Sì, vogliamo pensare in grande; ricordo il significato del "manifesto per la governabilità" firmato da undici confederazioni d'impresa in piena crisi di governo, in cui si sollecitava un'assunzione di responsabilità da parte della classe politica al fine di garantire a imprese e cittadini, scelte strategiche per lo sviluppo dell'economia del Paese. Si tratta di un'iniziativa, più che mai valida oggi, che richiede anche una riflessione all'interno delle confederazioni". Vale a dire? "Mi riferisco alle modalità di esercizio della rappresentanza, per un rapporto rinnovato con l'esecutivo, fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il Paese. Questo perché la complessa congiuntura nazionale e internazionale impone che le decisioni che riguardano il settore agricolo, trovino un posto di rilievo nell'agenda del Governo". Cosa chiedete in prima istanza? "Le nostre imprese hanno bisogno di aumentare la dimensione economica, contenere i costi e migliorare la presenza sui mercati nazionale e internazionale. Per fare questo c'è bisogno di una stabilizzazione del sistema fiscale, di un rilancio della ricerca e dell'innovazione, ma anche di politiche del lavoro tese alla semplificazione e alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. Non ultima occorre una decisiva azione contro la burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima di numerosi 'attacchì e che, complice anche l'euro forte, rischia di retrocedere dalle tavole mondiali".  .

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Confagricoltura: <Dal governo riforme urgenti> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

INTERVISTA. Parla il presidente Vecchioni Confagricoltura: "Dal governo riforme urgenti" Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili   ROMA "Rimettere economia e imprese al centro delle priorità politiche". È questo l'invito lanciato dal presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, al nuovo Governo, la cui formazione è ormai in dirittura di arrivo. "Il risultato politico garantisce piena governabilità per fare le riforme che gli imprenditori chiedono" Quali sono le priorità? "Le prorità sono tre: avviare una fase costituente per rivedere l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". Le idee sono molto chiare. "Sì, vogliamo pensare in grande; ricordo il significato del "manifesto per la governabilità" firmato da undici confederazioni d'impresa in piena crisi di governo, in cui si sollecitava un'assunzione di responsabilità da parte della classe politica al fine di garantire a imprese e cittadini, scelte strategiche per lo sviluppo dell'economia del Paese. Si tratta di un'iniziativa, più che mai valida oggi, che richiede anche una riflessione all'interno delle confederazioni". Vale a dire? "Mi riferisco alle modalità di esercizio della rappresentanza, per un rapporto rinnovato con l'esecutivo, fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e per il Paese. Questo perché la complessa congiuntura nazionale e internazionale impone che le decisioni che riguardano il settore agricolo, trovino un posto di rilievo nell'agenda del Governo". Cosa chiedete in prima istanza? "Le nostre imprese hanno bisogno di aumentare la dimensione economica, contenere i costi e migliorare la presenza sui mercati nazionale e internazionale. Per fare questo c'è bisogno di una stabilizzazione del sistema fiscale, di un rilancio della ricerca e dell'innovazione, ma anche di politiche del lavoro tese alla semplificazione e alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro irregolare. Non ultima occorre una decisiva azione contro la burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima di numerosi 'attacchì e che, complice anche l'euro forte, rischia di retrocedere dalle tavole mondiali".

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Fiat, il miracolo di Torino (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apr 0826 Fiat, il miracolo di Torino Pubblicato da Massimo Brignolo alle 11:58 in Diario L'annuncio dei risultati del primo trimestre di Fiat, giovedì scorso, ha avuto l'approvazione dei mercati a testimonianza dell'ottimo lavoro che Sergio Marchionne continua a fare a capo del gruppo torinese, protagonista negli ultimi quattro anni di una inversione di tendenza da caso di studio al punto che il settimanale The Economist vi dedica un editoriale, "Il miracolo di Torino", ed un articolo all'interno dedicato alla "rinascita di un gruppo automobilistico". The Economist tratta il caso Fiat alla stregua di un vero e proprio caso di studio paragonandolo, con aspetti diversi, alle storie di Nokia e di Apple: "alcune inversioni di tendenza sono il risultato di un cambiamento di strategia come per Nokia, una confusa holding in un paese baltico prima di concentrarsi sulla telefonia mobile. Altre sono la conseguenza di un brillante nuovo prodotto. Apple era uno dei tanti attori del mercato dei personal computer fino all'invenzione dell'Ipod. Altri ancora derivano dalla consapevolezza che l'azienda ha perso la rotta e deve concentrarsi nuovamente su ciò che è meglio in grado di dare: FIAT appartiene a questa categoria" e la storia del recupero di un gruppo che per lungo tempo è stato uno dei gruppi più in crisi della peggiore economia europea "offre delle lezioni agli altri gruppi automobilistici". "Fiat ha da sempre rappresentato l'industria italiana: celebrata, al suo massimo, per i suoi prodotti e poi derisa per la rigidità dell'occupazione e per la burocrazia gestionale". Uno dei pregi di Marchionne, quando nel 2004 prese le redini del gruppo di Torino, è stato quello "di convincere tutti che la Fiat poteva essere rinnovata ricostruendola e non distruggendola". La prima mossa fu quella di rendere Fiat "più agile": "in 60 giorni ridusse la corpulenta amministrazione ad una dimensione più adatta ai suoi ricavi" e prese il controllo della Divisione Auto, "con una nidiata di giovani manager, introducendo una cultura di trasparenza e onestà". In seguito "si concentrò sulla produzione di modelli che la gente voleva; i tre marchi si impegnarono a produrre modelli che toccassero le emozioni degli acquirenti". "Che cosa i grandi produttori americani possono imparare dal miracolo di Torino?" si chiede The Economist: primo, "non essere sedotti da prodotti che non rappresentano il loro business principale, concentrandosi alla ricerca di facili profitti" su nicchie che significano "la resa in termini di quote di mercato ai gruppi europei e giapponesi quando le mode e i prezzi del carburante giocano contro di loro". In secono luogo, i produttori americani "avrebbero potuto affrontare i loro problemi operativi prima": GM "ha impiegato una decina di anni a migliorare la qualità e a ridurre il peso di pensioni e fondi sanitari". GM come Fiat ha avuto a che fare con sindacati potenti ma "Marchionne ha avuto la meglio comunicando la gravità della crisi". In conclusione, "Detroit potrebbe farcela ma se i suoi manager fossero così coraggiosi e onesti come Marchionne, potrebbe già essere felicemente fuori dalla crisi".

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DI TALIA. IL BIOLOGO DELLE STAMINALI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Talia. Il biologo delle staminali BARBARA CIARCIA Se non fosse stato per l'incoraggiamento di un eccellente professore liceale di Mirabella Eclano, Gigino Sirignano, oggi Stefano Di Talia, giovanissimo e già affermato ricercatore di biologia molecolare, nonchè assistente associato alla cattedra del premio Nobel, Eric Wieschaus, nella prestigiosa "Rockefeller University" a Manhattan, sarebbe rimasto un brillante laureato in Fisica Nucleare, sconosciuto e forse pure disoccupato. Per sua fortuna, invece, ha seguito il suo istinto scientifico, e soprattutto quel buon consiglio di un docente che lo ha spinto ad andare sempre più lontano e a fondo negli studi fisici. E alla fine Stefano è andato lontano veramente, anche geograficamente. Conquistata, a meno di trent'anni, la frontiera della ricerca americana nel futuro prossimo di Di Talia da Fontanarosa c'è lo spazio. Tra un mese infatti ha intenzione di prendere parte al concorso per astronauti bandito dall'Agenzia Spaziale Europea, concorso riservato ai laureati in materie scientifiche, di età compresa fra i 27 e i 37 anni, e con un'ottima conoscenza della lingua inglese. E Stefano Di Talia, impegnato da tempo a compiere ricerche tra fisica e biologia, ha tutti i requisiti richiesti, e anche di più, per potervi accedere. "Chissà - ha esclamato il biofisico irpino che vanta un curriculum accademico invidiabile - sono molto stimolato e aperto a questo tipo di esperienze. Nella vita bisogna saper cogliere le occasioni favorevoli e tentare tante strade senza perdere mai di vista la mèta. Già la tesi che ho elaborato a Napoli è stata un punto di svolta importante per la mia carriera scientifica. Grazie a quegli studi sono riuscito a perfezionare il mio interesse per la fisica applicata alla biologia e a spiccare poi il volo". Saggio e prudente. Consapevole dei limiti umani ma curioso di scoprire i segreti del mondo attraverso il ciclo cellulare delle staminali e quelli più misteriosi e illimitati dell'universo. A soli 23 anni con l'elaborazione di una tesi su un modello matematico di formazione dei vasi sanguigni, Di Talia lascia senza parole, per la rigorosa e acuta preparazione scientifica, la commissione esaminatrice in seduta di laurea. Seguirà la vincita al concorso di dottorato in Fisica Statistica e Biologica a Trieste, prestigiosa istituzione nazionale per le ricerche in biofisica, neuroscienze e fisica teorica. Un altro professore, Marcelo Magnasco, scopre e apprezza il talento di questo semplice ragazzo di provincia e lo sprona a tentare la fortuna accademica in America, a New York, alla gloriosa "Rockefeller University" e alla prestigiosa "Princeton University", autentici templi della scienza mondiale. "La ricerca scientifica americana è davvero stimolante e sorprendente - spiega Di Talia - Qui se hai voglia di migliorare e fare sul serio sperimentazione ottieni aiuti finanziari ma anche morali cosa che purtroppo in Italia non avviene per questo molti giovani e validi ricercatori scappano in America". La burocrazia italiana che mette in fuga i cervelli negli Usa, al contrario, li coccola e li tutela come patrimonio dell'umanità. Non a caso c'è un oceano a marcare le differenze tra il vecchio e il nuovo mondo.

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MILLE FAMIGLIE OSTAGGIO DELLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MADDALONI. ITER DI RECUPERO FERMO DA QUATTRO ANNI PER LE CASE IACP Mille famiglie ostaggio della burocrazia Maddaloni. Persi quattro anni. Alla fine Maddaloni rischia di perdere i fondi strutturali, attesi da 25 ani, per il recupero edilizio e urbano (ristrutturazione, consolidamento statico e rifacimento dei sottoservizi) dei quartieri dormitorio cresciuti intorno ai casermoni popolari di via Feudo e via Serao. È record: da quattro anni, nonostante la disponibilità finanziaria (originariamente ammontante a 8 miliardi di vecchie lire), non si riesce a chiudere l'iter di affidamento dei lavori per tutelate la vivibilità di 1300 famiglie che vivono nei grandi casermoni popolari di via Serao e via Feudo. La burocrazia è più forte dell'emergenza. Il Comune ha ceduto persino la proprietà dei suoli (e della aree circostanti) su cui sorgono le case popolari. È risultata inutile la dismissione immobiliare di quasi due quartieri. La cessione del diritto di superficie ha reso l'Iacp proprietario unico di suoli, stabili e sottoservizi. Tutto al fine di rendere possibile l'avvio dell'agognato ammodernamento di strutture, ormai afflitte da un grave degrado e secondo i progetti di riqualificazione caldeggiati dalla Regione. Dal dicembre 2003, non si riesce a completare lo schema convenzionale, tra l'Iacp e la Regione Campania, per la speda di 4 milioni di euro. "Dopo tanto attendere - commenta Carlo Scalera, segretario provinciale del Sicet-Cisl - è arrivata l'ennesima grande beffa: l'Iacp non è riuscita, in tempi brevi, a sbloccare la paralisi dell'affidamento dei lavori". Quindi la bonifica degli alveari Iacp (occupati nel post-terremoto) è rimandata ancora una volta. E con essa il rifacimento dei sottoservizi. Poi sono di somma urgenza gli interventi contro le infiltrazioni degli scarichi nelle abitazioni. Esistono, in aggiunta, seri problemi di allagamento dei piano terra e dei vani ascensori. Insomma, un rafforzamento della sicurezza strutturale e un'azione di tutela socio-sanitaria. "A Maddaloni - denuncia Ciro Cortese (Sunia-Cgil)- quando si parla di edilizia pubblica si parla di cifre colossali. Ad un quarto di secolo dall'ultimo sisma e dopo 10 anni di attesa, si attende ancora la risoluzione della querelle giudiziaria sull'attribuzione dei mega-lavori, affidati con un contestato ribasso del 40 per cento, per la ristrutturazione di tutti gli alloggi Iacp cittadini. Questa paralisi burocratica è tanto più irritante, oltre alla beffa tremenda che si sta concretizzando della perdita dei finanziamenti, se si pensa che tiene in scacco circa cinque mila persone che abitano i grandi alveari polari di via Feudo, via Napoli e via Serao".

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Passaporti per 37 piccoli indonesiani (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA STORIA Passaporti per 37 piccoli indonesiani VicenzaTrentasette bambini indonesiani, figli di coppie miste, riceveranno questa mattina a Vicenza, dalle mani dell'ambasciatore indonesiano H. E. Susanto Sutoyo il passaporto indonesiano. Si tratta dei primi passaporti consegnati in Italia a seguito dell'emanazione di una legge indonesiana, lo scorso agosto 2006, che consente il conferimento della doppia cittadinanza."Sono circa quattrocento le coppie miste italiane che hanno fatto richiesta per i propri figli - spiega Julie Ghinami, presidente dell'associazione Comunità Mlati Mondiale - ma l'iter burocratico è piuttosto complesso e le prime domande sono state consegnate alle ambasciate soltanto a partire da giugno dello scorso anno".La cerimonia di oggi avrà luogo al ristorante messicano di Vicenza in via Lanza, a partire dalle 10.30 fino alle 16. Protagonisti saranno 17 dei 37 bambini che riceveranno il passaporto, un numero ridotto, in quanto molti non potranno intervenire per ragioni di distanza dal luogo di residenza."Abbiamo scelto Vicenza - prosegue Julie Ghinami - per andare incontro alle esigenze della gran parte delle famiglie, dislocate in prevalenza nel Nord Italia. Le domande finora pervenute all'ambasciata indonesiana a Roma sono 59, tra le quali 37, appunto, hanno raggiunto la fase finale con la consegna, oggi, del passaporto agli interessati". Le coppie con i rispettivi bambini potranno festeggiare una vittoria sulla burocrazia, ma anche il riconoscimento legittimo delle proprie origini, formalizzato con tutte le ufficialità del caso."L'associazione Comunità Mlati Mondiale - conclude la presidente - mira alla promozione della cultura della comunità Mlati ed alla conservazione delle sue tradizioni. Il riconoscimento della cittadinanza ai nostri figli è un traguardo non di poco conto, perché racchiude in sé una forte valenza culturale e di identità storica. Avere il passaporto indonesiano per noi e per i nostri figli significa non dimenticare mai le proprie origini, pur riconoscendo di appartenere e di trovarsi in un Paese diverso, per noi l'Italia, del quale si condividono ed apprezzano le tradizioni e le usanze".Matteo Crestani.

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Lo sceriffo a Forza Italia: <Datevi un'anima sola> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo sceriffo a Forza Italia: "Datevi un'anima sola" Gentilini non entra nella spaccatura interna agli Azzurri sulla scelta degli assessori ma ribadisce: "Le divisioni portano baruffe" "La situazione di Forza Italia? Sono faccende loro e io non voglio entrarci. Però...". Un Giancarlo Gentilini insolitamente diplomatico tende a non infierire sugli alleati in procinto di entrare in giunta. La parte azzurra del Pdl si è spaccata attorno all'indicazione della terna da inserire nella seconda giunta Gobbo: da una parte il coordinamento comunale difeso dall'assessore regionale Fabio Gava e dall'altra il capogruppo in Regione Remo Sernagiotto e la coordinatrice provinciale Annalisa Basso. Una situazione tesa che conferma un clima non proprio idilliaco all'interno del movimento. Un'occasione che Gentilini potrebbe cogliere al volo per ribadire una suo classico commento sulla Forza Italia trevigiana: "Un partito in cui non si sa mai chi comanda". Giudizio ripetuto più volte nel corso degli anni ma che, adesso, lo Sceriffo risparmia ai futuri alleati, senza però togliersi il gusto di sottolineare quanto sta accadendo: "L'ho sempre detto che ci sono tante anime: devono invece mettersi in testa di avere un'anima sola. Solo allora si potrà discutere tranquillamente. Ma se hai due o tre anime, poi si rischia la baruffa".Gentilini, come tutta la Lega, si limita quindi ad aspettare: "Attendo le loro decisioni. Io non c'entro niente e in queste cose non ci voglio entrare. Se mi ci vedo seduto in Giunta accanto a Vittorio Zanini? Per me è sufficiente che chi entra in Giunta lavori per la città e per i cittadini. Non voglio persone che si auto incensano: chi sta in un posto di comando del comune deve avere solo lo scopo di accontentare i cittadini. La politica deve rimanerne fuori. Io dico sempre: imitatemi. Per quel che riguarda gli assessori di Forza Italia, aspetto che siano loro a portarmi i nomi".Intanto la situazione all'interno del partito rimane congelata. Il coordinatore comunale Giampiero Aloisi continua a difendere la sua terna (Stefano Bastianetto, Renato Salvadori e Vittorio Zanini), ma la scelta definitiva verrà fatta la prossima settimana quando ci sarà un incontro tra il sindaco Gobbo, la Basso e Nicolò Ghedini, coordinatore regionale azzurro.Intanto per lunedì si attende anche la decisione dell'Ufficio Elettorale centrale sulla controversa questione delle preferenze sparite per un errore nei conteggi. Il magistrato che presiede l'Ufficio dovrà stabilire se entrare in regime di auto-tutela e quindi riprendere in mano i registri elettorali, oppure lasciare tutto come sta. Sulla questione Gentilini ha una sua opinione: "Se c'è stato un errore, che lo si corregga. Invece siamo finiti nella trappola della burocrazia e ci saranno ricorsi con tanta gente impegnata per questo, quando invece ci sarebbe cose più importanti da fare".P. Cal.

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Taglio alla burocrazia: si apre un'impresa in un solo giorno (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LECCO (gl.riv.) Aprire un negozio in un giorno solo, oggi è possibile grazie alla Regione. I procedimenti per avviare un'attività economica sono stati semplificati, e sono state eliminate le certificazioni per l'avvio dell'attività. Non sarà più necessario rivolgersi ai singoli sportelli degli enti interessati alle certificazioni - come le Asl, i comuni, l'ufficio regionale e tanti altri ancora -, con l'entrata in vigore del nuovo modello Diap, sarà sufficiente rivolgersi allo sportello unico del proprio comune, ed in un solo giorno ottenere una dichiarazione sostitutiva, alla quale sarà data risposta entro un mese. Si tratta di un nuovo provvedimento realizzato a favore di una maggiore competitività per le imprese della Lombardia. In passato i procedimenti amministrativi di avvio, svolgimento, trasformazione e cessazione di un'impresa comportavano una trafila di scartoffie immane, e l'imprenditore continuava ad essere rimbalzato da un ufficio all'altro, con almeno due o tre mesi di attesa per ogni singolo certificato. Anche per l'installazione e l'attivazione di impianti e la certificazione di agibilità e sicurezza degli edifici, la trafila era lunga e complessa, e comportava un vero e proprio calvario burocratico. Oggi tutti questi adempimenti sono stati sostituiti da una dichiarazione sostitutiva di certificazione che viene eseguita dal legale rappresentante dell'impresa che attesta la conformità o la regolarità degli interventi. Dichiarazione che può essere effettuata in un solo giorno allo sportello unico del comune in cui si trova la propria attività. Restano fermi il controllo e la verifica successivi da parte degli enti interessati, nonché la vigilanza da parte delle autorità competenti. 26/04/2008.

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Il sindaco paga la maestra per salvare l'elementare (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A LOCANA Inchiesta Tra i banchi sulla montagna che invecchia L'ultima speranza RONCO CANAVESE IL RISCHIO Casetti scende a 12 alunni: così perdeva una pluriclasse Il Comune è intervenuto stanziando dai 500 ai 600 euro ogni mese Il sindaco paga la maestra per salvare l'elementare ALESSANDRO BALLESIO "Forse gli stranieri ci salveranno" Ora la scuola ha solo sette allievi e manca la quinta Con lo spopolamento si perdono iscritti ogni anno VALLI ORCO E SOANA Le montagne fanno di Locana il secondo Comune d'Italia dopo Roma e in questa superficie che sembra immensa, cent'anni fa c'erano novanta frazioni abitate e quattordici scuole. Altri tempi: a parte il capoluogo, di plessi ne rimane uno soltanto, quello di borgata Casetti, che è il punto di riferimento di chi vive nei villaggi fino a Ceresole Reale, del vallone di Piantonetto, di Rosone e perfino del paese di Noasca. Sedici bambini in tutto, ma il fatto è che l'anno prossimo il numero scenderà a dodici: per legge, Casetti dovrebbe dire addio a una delle due pluriclassi e soprattutto a una delle due insegnanti. "Sarebbe il primo passo verso la chiusura", si lamentano gli abitanti. C'è poco da fare di fronte all'invecchiamento che è diventato proverbiale, da queste parti. Ma una cosa sì: pagare lo stipendio della seconda maestra, perché non se ne vada. Il meccanismo in realtà è più complicato, ma è più o meno quello che ha deciso di fare il Comune di Locana, grazie a un accordo con il Provveditorato agli studi e con i sindacati. In sostanza: la burocrazia, numeri alla mano, dice che questa scuola di borgata avrebbe diritto a "un'insegnante e mezza", e allora l'amministrazione ha messo a bilancio una somma per coprire la parte che rimane "scoperta". L'equivalente di mezza busta paga, dai 500 ai 600 euro al mese. "Ma è soltanto una situazione temporanea, che riguarderà il prossimo anno scolastico - specifica il sindaco Giovanni Bruno Mattiet - perché i dati in nostro possesso sono confortanti: fra due anni i nuovi ingressi alle elementari scongiureranno la cancellazione della seconda pluriclasse, per non parlare della chiusura della sede di Casetti". Dal Comune ripetono che difendere quest'ultimo plesso "di frontiera" è un dovere, "è nella politica di chi vuole combattere l'esodo dalle montagne". In effetti è previsto anche un intervento di 50 mila euro per ristrutturare l'edificio. Più in generale "bisogna agevolare la gente che ha deciso di rimanere a vivere qui", ripete il sindaco. E allora non sembra azzardato il raffronto con un altro progetto di Locana: sgravare dell'Irpef comunale quegli operai che sono in cassa integrazione o in mobilità (sono una decina, e per lo più dipendenti della Sandretto di Pont Canavese). Nelle Valli Orco e Soana, intanto, sul tema delle iscrizioni a scuola si continua a navigare a vista. Perdere in un anno due o tre bambini significa cancellare classi, compromettere il futuro delle montagne. Ma quest'anno sono riusciti a tirare un sospiro di sollievo. Sei alunni, a Ceresole Reale e Alpette, non uno di più. A Ronco Canavese, nel 2006 l'elementare è tornata statale, sempre con sei alunni. Oggi sono saliti a sette e non ci sono quinte. Sedici gli alunni a Frassinetto, mentre a Locana e Sparone, nell'ultimo anno, hanno subito scossoni poco rilevanti: 53 gli iscritti per la prima scuola, 42 per la seconda. E poi c'è un "serbatoio": a Valprato Soana il Comune paga l'asilo grazie a un pacchetto di finanziamenti statali. E' la loro speranza.Per evitare lo spettacolo desolante delle scuole di borgata chiuse (tra le montagne della valle Orco ce ne sono tante, alcune conservano banchi, cattedre e lavagne come se fossero piccoli musei) un aiuto potrebbe arrivare dalle famiglie extracomunitarie che hanno preso casa tra Pont Canavese e Ceresole. Nell'istituto comprensivo che raccoglie alcune tra le più piccole classi del Piemonte, su 631 alunni ben 72 sono di origine straniera. I romeni sono sempre di più, seguiti dai maghrebini e dai cinesi. La speranza arriva dalle materne: ci sono 16 stranieri su 121 iscritti. Anche i numeri delle elementari sono notevoli: 38 extracomunitari su 306. Il rapporto di 16 su 190 riguarda le medie. C'è chi osserva che questa è una storia al contrario, rispetto alle emigrazioni d'inizio Novecento che portarono decine e decine di lavoratori delle valli Orco e Soana all'estero, in cerca di fortuna. Artigiani del rame, vetrai: come i Clerico, che a Parigi crearono il mito del Moulin Rouge e del Lido.\.

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