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Articoli
Burocrazia (46)
"Spiego ai cuneesi l'Europa dei popoli"
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Tra i due versanti delle Alpi crescono gli scambi tra imprese e cittadini. Dovrebbe essere obbligatorio un anno di studi all'estero per prendere una laurea. L'Unione europea è vista negativamente da molti perché si crede sia solo burocrazia e regole. Invece ha reso i cittadini sempre più europei".\.
Uccise
la fidanzata, è libero ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il trionfo della burocrazia. "Quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se sia giusto tutto questo", grida Giuseppe Bellorofonte, papà di Barbara. "È successo solo un anno fa - ricorda - Lei era con noi, è passato il suo ragazzo a citofonare. Da allora Barbara non è più stata con noi".
Storie
di donne e di burocrazia ( da "Giornale di Brescia"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Storie di donne e di burocrazia Storie di donne e di burocrazia, nei due spettacoli in scena stasera. A Palazzolo, alle 21 all'oratorio di San Sebastiano l'associazione Racconti di Scena propone "Sisters. Un viaggio nel pianeta donna". In città, alle 20,30 al Sociale di via Cavallotti replica "La concessione del telefono" di Andrea Camilleri con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.
Di
vino ( da "Italia Oggi (Agricoltura Oggi)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma soprattutto meno burocrazia. Sono le richieste del congresso nazionale degli Enologi-enotecnici italiani (Assoenologi), aperto ieri a Venezia. Gli enologi sottolineano alle autorità nazionali la necessità di "rinnovare e semplificare la normativa, rendendone nel contempo più stringente l'applicazione e la vigilanza".
La
Svizzera boccia il sistema Genova
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sindaco di Zurigo: "Troppa burocrazia e porto inaffidabile. Meglio Amburgo" Genova. Per Zurigo l'ex repubblica marinara di Genova non è solo un porto inaffidabile. È un insieme di potenzialità inespresse, bloccate, grande storia affossata da lobby e ingessature. Un altro mondo, anche per questo da conoscere.
Beppe
Grillo: <Siamo noi i nuovi partigiani>
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e dileggio dei partiti. I collegamenti con le piazze d'Italia e del mondo dove si sono riuniti i meet-up vengono intervallati da un video inviato da Celentano ("Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi", impagabile), e dalle esperienze personali e strazianti di una mamma di disabile abbandonata dallo Stato e di una donna che ha perso il marito in carcere in circostanze
Malacalza:
<Ricambio e "cervelli" per fermare il declino>
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la pressione dei tributi si può ridurre anche nell'orto di casa, la burocrazia la possono sfrondare pure gli enti locali, non è solo questione di leggi nazionali da cancellare, e le condizioni affinché le imprese operino al meglio non si costruiscono soltanto a Roma. Ci vuole, ecco il punto, una politica che abbia la volontà di farlo".
Enologi:
Attenti Il settore del vino rischia la crisi
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
pesa la
polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto dalla burocrazia
legata ai controlli e alle verifiche. "La superficie media vigneto/azienda
italiana è di
<Così
uccidiamo i fontanili> ( da "Provincia di Cremona, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia richiede troppo tempo che potremmo utilizzare in modo migliore. L'azione comune deve proseguire e perseguire tutti quegli obiettivi che riguardano gli interessi dell'intera comunità, non dei singoli o lobby, che badano solo ai propri.
I
LUPI son tornati a colpire. Dopo le pecore uccise a Casole, nel comune di
Vicchio, un altro attacc ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E ai frequenti attacchi dei lupi Pietracito deve aggiungere anche il peso della burocrazia: "Soltanto adesso sto ricevendo gli indennizzi per le pecore uccise lo scorso anno, contributi che sono soltanto un terzo dell'effettivo valore degli animali predati". Paolo Guidotti.
Primi
giorni da sindaco di elisa venturini non sto chiusa in ufficio
( da "Mattino
di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche primi approcci con la burocrazia, studio di pratiche e tutta una serie di oneri di carattere organizzativo. Per la Venturini non c'è neppure il tempo di una breve vacanza, sarà un sindaco a tempo pieno finché ce ne sarà bisogno, cercando di conciliare anche gli altri impegni, da quelli politici all'attività nell'Anci.
Non
vedenti, crescono i guai ( da "Provincia Pavese, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dobbiamo fare i conti con la rigidità della burocrazia - ha spiegato il presidente dell'Uici -. E i problemi maggiori, in questo momento, sono legati all'inserimento nel mondo del lavoro. Abbiamo anche il caso di un nostro giovane socio che ha concluso il suo apprendistato per diventare centralinista, ma trova adesso parecchie difficoltà di inserimento in una struttura pubblica"
Confindustria
soddisfazione per silva ( da "Mattino di Padova, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Meno burocrazia e risposte concrete alle imprese e ai lavoratori. Confindustria con Emma Marcegaglia e Federica Guidi spingono sull'acceleratore dell'innovazione. Questo, per noi, vuol dire sottrarre definitivamente la relazione con il mondo giovanile a una politica che non si rinnova.
Tempi
troppo lunghi per gli allacci dell'energia elettrica
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia frena la voglia di investire degli imprenditori trexentesi. E i casi sono in aumento. A Mandas un agriturismo rischia di restare al buio per chissà quanto altro tempo. "Sto aspettando la corrente elettrica da ormai sei anni", dice Francesco Boi, allevatore di 68 anni.
Lista
arcobaleno: con noi nessun percorso condiviso
( da "Tirreno,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: prendendo atto che la burocrazia giudiziaria e le lungaggini delle indagini, presumiamo ancora in corso, non facciano il bene di un territorio di oltre trentamila abitanti e delle tante imprese che qui vogliono investire, per cui ci auguriamo che quanto prima si faccia chiarezza;
L'OCCUPAZIONE
del suolo pubblico tra dehors, paraventi da togl
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, meno male che tutti dicevano sarebbe sparita. Invece è sempre presente, perché due cose che dovrebbero essere collegate, in realtà non lo sono". "Ho chiesto spiegazioni ? prosegue il commerciante ? perché proprio non mi va giù di buttare via 149 euro in questo modo: mi hanno risposto che tutti gli anni entro il 31 dicembre devo ripresentare in Comune la documentazione
RACCONTATE
A <LA NAZIONE> LE VOSTRE DISAVVENTURE
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vi sentite vittime di errori clamorosi della burocrazia? Se volete raccontare la vostra storia a "La Nazione" lo potete fare chiamando il numero verde 8000.13650 (la chiamata è gratuita) oppure inviando una e-mail con notizie e riferimenti a laspezia@lanazione.net.
Una
casa d'accoglienza chiamata emmaus
( da "Nuova
Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e l'indifferenza. Oggi lui, il professore Domenico Grillo docente nei licei, è diacono permanente nella diocesi di Iglesias. La figlia ha ereditato quell'esperienza. Questa grande struttura è una Comunità terapeutica residenziale. "La nostra missione è la disintossicazione degli utenti, con l'aiuto di un Centro d'
Comune
<tirchio>, niente <Ortinparco>
( da "Adige,
L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ancora una volta hanno prevalso le ragioni della burocrazia e del formalismo - concludono i genitori - un po' di buon senso poteva forse evitare questa caduta di stile da parte dell'amministrazione. Molte volte vengono spesi migliaia di euro per iniziative pubblicitarie e di rappresentanza, in questo caso meno di cento euro bastavano per rendere felici dei bambini,
Vino,
diminuiscono produzione e consumi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa la burocrazia VENEZIA. Il vino italiano viaggia a due velocità, cresce l'export ma rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore se non si mette in atto una semplificazione delle norme che lo regolano.
Expomego,
romoli insiste: fiere da ripensare
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bloccato dalla burocrazia. Al taglio del nastro sono intervenuti anche Maurizio Tripani, direttore generale di Udine e Gorizia fiere, e Alosa Fiegl, presidente della Camera regionale dell'artigianato di Nuova Gorizia. Gli stand spaziano dall'oggettistica all'arredo, dagli attrezzi sportivi alle nuove tecnologie, senza dimenticare la bioedilizia,
Nuovo
regalo ai trombati Contributo da 4,5 milioni a chi non avrà pensione
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era dell'altro. L'incredibile "indennità di reinserimento sociale" per gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per "reinserire" nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma,
Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se potessi io sistemerei tutta la burocrazia , specialmente quella fannullona e troopo spesso corrotta... Valentina: Un'ultima cosa da fare per Roma. Rimettere a posto le strade. Io spero veramente che vinca la... Valentina: Prima di tutto la sicurezza, nel senso che gli innumerevoli immigrati che irregolari, senza un lavoro.
Sporcizia
e scale mobili bloccate il bruco è un buco nero infinito
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è diventato un monumento alla burocrazia, una terra di nessuno. La passerella per non costringere i pedoni a misurarsi con il traffico di un nodo da sempre tra i più congestionati, era stata costruita come "oneri di urbanizzazione" quando venne realizzata la nuova Corte Lambruschini, con l'albergo, il residence e il teatro.
Crisi:
chiude l'istituto vendite giudiziarie
( da "Tirreno,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: istituto vendite giudiziarie Troppa burocrazia e meno gente alle aste, i ricavi vanno a picco La storica azienda di via degli Avvalorati fu fondata nel 1951 Gestiva anche i fallimenti di Grosseto LIVORNO. Incassi in caduta, spese di gestione sempre più alte e una riforma del settore che alla fine ha reso più complicata l'attività.
Sicurezza
per le imprese ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di burocrazie assurde che s'inceppano e creano difficoltà da risolvere sottobanco, di soldi pubblici che non finanziano la crescita ma il consenso dei sudditi. Finché la cattiva politica non verrà compresa come una delle cause principali della debolezza dell'economia legale, quella illegale continuerà a imperversare,
Online
chi non corre è perduto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla burocrazia cartacea con la quale ci siamo ahimè abituati a convivere. Gli esempi potrebbero continuare, ma mi sembra ce ne sia abbastanza per passare dalle parole ai fatti e impegnarci tutti maggiormente cercando di sfruttare la rete internet al meglio anche per le sue incredibili potenzialità come strumento di crescita culturale e strutturale del Paese.
Soprintendenza
archeologica: istituita da un mese non ha né sede, né capo
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se non fosse vera questa paradossale situazione sembrerebbe una barzelletta sulla burocrazia italiana. Un anno e mezzo fa, durante il vertice di maggioranza e consiglio dei ministri a Caserta, tra il presidente de Franciscis e il ministro Rutelli venne firmato un protocollo di intesa per fare un "Distretto culturale di Terra di Lavoro", sul modello dei distretti industriali.
Immigrati,
40 mila i clandestini <Ogni giorno solo tre espulsioni>
( da "Corriere
della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in attesa della burocrazia, dei ricorsi, delle disponibilità di aerei). A Milano, a fronte dei 145 mila clandestini della provincia, c'è un solo Cpt, quello di via Corelli, che ha 140 posti e serve per l'intera Lombardia. A questo punto, la riflessione va oltre: "Credo che bisogna sempre verificare le condizioni effettive del clandestino -
Il
canguro ucciso dal regolamento Buzzati e il dramma alla dogana
( da "Corriere
della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Due giorni interi la burocrazia, la norma, il regolamento, l'esigenza dell'orario e del servizio, tennero duro per non venir meno alla consegna. Soltanto lunedì pomeriggio, espletata che fu la pratica, venne data via libera al canguro. Un lato della cassa venne aperto.
ARRONE
La discenderia occupa gran parte dell'antica chiesa di San Giovanni al castello
di Arro ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia ha le sue leggi e così per salvare gli affreschi è dovuta arrivare la rampa.E l'ascensone? Perchè non può essere ripristinato, o meglio inaugurato? Impossibile ottenere risposte rapide dal comune di Arrone. "La pratica è vecchia va ritrovata, non possimo rispondere così su due piedi.
I
vandali arrivano prima del taglio del nastro - pietro lambertini
( da "Centro,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma dopo il tempo perso dietro alla burocrazia, l'inaugurazione s'avvicina. Chiuso nel recinto che già si piega con la forza delle mani, affondato nel terreno e nascosto dalla vegetezione cresciuta selvaggia, c'è anche un cannone risalente alla Seconda guerra mondiale. Uscito indenne dal conflitto bellico, è prigioniero del degrado che lo circonda.
Regalo
ai trombati: 4,5 milioni ai senza pensione
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era dell'altro. L'incredibile "indennità di reinserimento sociale" per gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per "reinserire" nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma,
Breve
elzeviro per un ``uomo speciale``: Giacomo Romerio, cittadino qualunque
( da "Merateonline.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fronte sgualciti e infreddoliti dalla folate gelide di una burocrazia pubblica così vicina eppure tanto distante. Al dottore rimane una sola soddisfazione che coltiva lungo le 365 lune del suo mandato, che innaffia settimana dopo settimana e finalmente espone alla luce della ribalta la sera in cui si presenta al consiglio comunale e legge la relazione sullo stato della fortezza.
VINO:
ENOLOGI ITALIANI, MENO BUROCRAZIA PER AUMENTARE EXPORT
( da "Agi"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: MENO BUROCRAZIA PER AUMENTARE EXPORT (AGI) - Venezia, 26 apr. - Allegerire il peso della burocrazia, assicurare piu' trasparenza, promuovere il lavoro in squadra per conquistare i mercati stranieri. Queste le richieste emerse dal 63 Congresso Nazionale degli enologi italiani, che e' stato giocato tutto in attacco.
Piacenza,
presto una nuova piscina LUIGI LUPI
( da "Libertà"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mi sono quindi permesso di scriverLe direttore per rendere pubblica una situazione che deve essere risolta velocemente. Basta burocrazie, basta perdite di tempo inutili e via ai lavori. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
INTERVISTA.
Parla il presidente Vecchioni ( da "Arena.it, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima
Le
priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili
( da "Arena.it,
L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima
Confagricoltura:
<Dal governo riforme urgenti>
( da "Brescia
Oggi" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli ultimi tempi è stato vittima
Fiat,
il miracolo di Torino ( da "Blogosfere"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: occupazione e per la burocrazia gestionale". Uno dei pregi di Marchionne, quando nel 2004 prese le redini del gruppo di Torino, è stato quello "di convincere tutti che la Fiat poteva essere rinnovata ricostruendola e non distruggendola". La prima mossa fu quella di rendere Fiat "più agile": "in 60 giorni ridusse la corpulenta amministrazione ad una dimensione più adatta ai suoi ricavi"
DI
TALIA. IL BIOLOGO DELLE STAMINALI
( da "Mattino,
Il (Avellino)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: serio sperimentazione ottieni aiuti finanziari ma anche morali cosa che purtroppo in Italia non avviene per questo molti giovani e validi ricercatori scappano in America". La burocrazia italiana che mette in fuga i cervelli negli Usa, al contrario, li coccola e li tutela come patrimonio dell'umanità. Non a caso c'è un oceano a marcare le differenze tra il vecchio e il nuovo mondo.
MILLE
FAMIGLIE OSTAGGIO DELLA BUROCRAZIA
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: DA QUATTRO ANNI PER LE CASE IACP Mille famiglie ostaggio della burocrazia Maddaloni. Persi quattro anni. Alla fine Maddaloni rischia di perdere i fondi strutturali, attesi da 25 ani, per il recupero edilizio e urbano (ristrutturazione, consolidamento statico e rifacimento dei sottoservizi) dei quartieri dormitorio cresciuti intorno ai casermoni popolari di via Feudo e via Serao.
Passaporti
per 37 piccoli indonesiani ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le coppie con i rispettivi bambini potranno festeggiare una vittoria sulla burocrazia, ma anche il riconoscimento legittimo delle proprie origini, formalizzato con tutte le ufficialità del caso."L'associazione Comunità Mlati Mondiale - conclude la presidente - mira alla promozione della cultura della comunità Mlati ed alla conservazione delle sue tradizioni.
Lo
sceriffo a Forza Italia: <Datevi un'anima sola>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sulla questione Gentilini ha una sua opinione: "Se c'è stato un errore, che lo si corregga. Invece siamo finiti nella trappola della burocrazia e ci saranno ricorsi con tanta gente impegnata per questo, quando invece ci sarebbe cose più importanti da fare".P. Cal.
Taglio
alla burocrazia: si apre un'impresa in un solo giorno
( da "Provincia
di Lecco, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il
sindaco paga la maestra per salvare l'elementare
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In sostanza: la burocrazia, numeri alla mano, dice che questa scuola di borgata avrebbe diritto a "un'insegnante e mezza", e allora l'amministrazione ha messo a bilancio una somma per coprire la parte che rimane "scoperta". L'equivalente di mezza busta paga, dai 500 ai 600 euro al mese.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Presidente del
Consiglio generale delle Alpi di Alta Provenza, parlamentare socialista dal
'97, ex ministro, portavoce di Ségolène Royal, segretario generale all'Eliseo
con François Mitterrand. Ma conosce bene l'Italia e l'italiano Jean Louis
Bianco, arrivato giovedì nel Cuneese per firmare l'accordo tra Provincia di
Cuneo e Dipartimento delle Alpi di Alta Provenza sui Piani integrati
transfrontalieri che potrebbero fruttare ai due territori 10,3 milioni di euro
di fondi europei, mentre ieri era nella casa di famiglia, a La Morra,
"perchè i Bianco sono tutti originari di lì, ma ora siamo dispersi tra
Parigi, Londra e Vigevano". Iniziamo dal tour de France, le tappe italiane
e il percorso cambiato. "Un vero peccato. Avevo dato la mia parola sulla
sicurezza della strada dipartimentale in territorio francese. Alla fine il
ministro Michèle Alliot-Marie ha detto che il rischio era troppo grande, anche
se la probabilità che cadesse il masso è di una su mille. Anche il nuovo
percorso è ugualmente bello". Qual è l'importanza dell'accordo firmato tra
Alta Provenza e Granda? "Le analogie sono più delle differenze. Sui due
versanti delle Alpi c'è un territorio unico, impareggiabile, che interessa ai
turisti di tutta Europa. Molto è stato fatto, come i percorsi a piedi, bici,
cavallo. Va potenziata l'accoglienza turistica e la valorizzazione di prodotti,
paesaggi e paesi". Il nodo dei collegamenti, nel Cuneese dibattuto da
decenni. "Sono pessimista, si dovrà ancora aspettare molto tempo. Il colle
della Maddalena è migliorato, ma restano grossi problemi. Ce ne sono su tutti i
collegamenti tra Piemonte e Francia. Però questo "isolamento" è anche
un vantaggio". Perchè? "Ha reso possibile il tipo di turismo culturale,
legato alla natura e al passato, che stiamo cercando di sviluppare sempre più
con il Cuneese". Nel suo discorso ha parlato di Europa dei popoli: che
intende? "Tra i due versanti delle Alpi crescono gli
scambi tra imprese e cittadini. Dovrebbe essere obbligatorio un anno di studi
all'estero per prendere una laurea. L'Unione europea è vista negativamente da
molti perché si crede sia solo burocrazia e regole. Invece ha reso i cittadini sempre più europei".\.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CATANZARO, UN
ASSASSINO SCARCERATO PER UN CAVILLO Uccise la fidanzata, è libero
[FIRMA]FILIPPO MARRA CUTRUPI CATANZARO Accecato dalla gelosia, e dal modo di
vestire della fidanzata diciannovenne, non aveva esitato a spararle contro
quattro colpi di pistola. La ragazza morì all'ospedale di Catanzaro. Era il 27
febbraio 2007. Un anno dopo l'assassino, Luigi Campise, 25 anni, è tornato in
libertà. Per i magistrati catanzaresi, infatti, non è bastata la confessione
lampo, avvenuta la sera della tragedia. Il pm Alessia Miele aveva chiesto una
proroga alle indagini, che prima è stata approvata ma che poi il gip ha
annullato. Il delitto Quella sera dell'anno scorso, Campise suonò al citofono
dell'appartamento dove Barbara Bellorofonte, 19 anni, abitava con la famiglia.
Lei stava cenando con i suoi. "Torno subito", disse. E scese a
parlare col ragazzo. Non l'hanno più rivista viva. I rapporti tra i due giovani
erano in crisi, quella sera non ci fu il chiarimento chiesto dal giovane: tutto
precipitò, per l'ultimo litigio dovuto alla gelosia. Spuntò la pistola, Campise
sparò. Quattro colpi, dissero gli inquirenti, uno colpì alla testa Barbara.
Furono ventidue giorni di agonia, con lei ricoverata in rianimazione. Poi la
fine, e i genitori disperati. Ora al dolore si aggiunge la rabbia. La chiave
della decisione del gip sta nel codice, o meglio nella sua interpretazione là
dove parla di "accertamenti particolarmente complessi che possono
giustificare la concessione della proroga dei termini di custodia
cautelare". Il gip aveva sostenuto la necessità di altre indagini, in
particolare sul movente, la localizzazione dell'arma mai ritrovata (il giovane
disse di averla lanciata in mare) e gli eventuali complici. Ma l'ordinanza è
stata impugnata dal difensore, e il tribunale non ha ravvisato la necessità di
quegli "accertamenti particolarmente complessi" necessari per tenere
il giovane assassino in carcere. Il trionfo della burocrazia. "Quello che mi chiedo
da padre, da cittadino, da uomo è se sia giusto tutto questo", grida
Giuseppe Bellorofonte, papà di Barbara. "È successo solo un anno fa - ricorda
- Lei era con noi, è passato il suo ragazzo a citofonare. Da allora Barbara non
è più stata con noi". La rabbia Segue un accorato appello alle
istituzionie alla magistratura, perché è impossibile farsene una ragione:
"Ignoro i motivi che hanno indotto la giustizia a liberare l'omicida dopo
solo un anno, ma quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se sia
giusto. Se sia giusto che a essere tutelato nei suoi diritti sia solo un
assassino che con fredda premeditazione viene sotto casa, mi uccide una figlia
e dopo solo un anno esce di galera, e se ne va a spasso per le vie del paese...
Non riesco ad aggiungere altro, non ho più niente da dire, ho finito pure le
lacrime. Resta solo l'amarezza di sapere che il killer di mia figlia è libero".
( da "Giornale di Brescia" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 26/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI PROSA IN CITTA' E A PALAZZOLO Storie di donne e di burocrazia Storie di donne e di burocrazia, nei due spettacoli in scena stasera. A Palazzolo, alle 21
all'oratorio di San Sebastiano l'associazione Racconti di Scena propone
"Sisters. Un viaggio nel pianeta donna". In città, alle 20,30 al
Sociale di via Cavallotti replica "La concessione del telefono" di
Andrea Camilleri con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina. "In ogni
donna - si legge nella presentazione dello spettacolo "Sisters" - si
nasconde una forza vitale potentissima, formata da istinti, creatività
passionale, sapere ancestrale, capacità visionaria, talento. Molte volte c'è
bisogno di ascoltare la storia di un altro per capire la propria e
ripensarla". In scena, con Maddalena Ischiale che cura anche la regia, ci
sono Elena Cominelli, Giovanna Donin, Liliana Franceschini, Emanuela Sabatelli,
Federica Triboldi, Alessandra Costa, Nicoletta Lombardi, Valeria Lotta e
Manuela Mantoan. Musiche di Marco Rossignoli e Franco Pedrini, ingresso 7 . Al
Sociale va in scena la Sicilia del paradosso firmata Andrea Camilleri, che da
uno dei suoi romanzi della serie "storica" ha tratto la pièce. Un
banale errore di trascrizione di un nome scatena una serie di malintesi che
coinvolgono un'intera comunità. La burocrazia è più
forte di qualunque potere, buono o malvagio che sia. Ingresso 24-17-11 , info
0302808600.
( da "Italia Oggi (Agricoltura Oggi)" del
26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Attualità Numero 100, pag. 23 del 26/4/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF Di vino FRANCIA ZUCCHERINA.
Compravano zucchero nei supermercati senza ricevuta e lo aggiungevano,
superando le dosi consentite, al Beaujolais. Sono 60, tra viticoltori,
intermediari e distributori, gli indagati per un caso di sofisticazione del
vino verificatosi fra il 2004 e il 2006 nelle vigne del Beaujolais. La frode è
stata rivelata da un'inchiesta cominciata nel dicembre scorso su una vendita di
600 tonnellate di zucchero senza ricevuta in vari supermercati della zona di
Villefranche-sur-SaÔne e poi rivendute ad alcuni viticoltori. Gli indagati
saranno giudicati in autunno, dopo la vendemmia, per acquisto e vendita senza
ricevuta, detenzione e uso di prodotti destinati alla sofisticazione del vino e
sofisticazione di alimenti. I reati contestati potrebbero portare a multe o al
carcere. ASSOENOLOGI DI RIGORE. Rigore e trasparenza nei controlli su tutto il
settore vinicolo italiano, ma soprattutto meno burocrazia. Sono le richieste del
congresso nazionale degli Enologi-enotecnici italiani (Assoenologi), aperto
ieri a Venezia. Gli enologi sottolineano alle autorità nazionali la necessità
di "rinnovare e semplificare la normativa, rendendone nel contempo più
stringente l'applicazione e la vigilanza". Il settore rappresenta
oltre 12 mld di euro, di cui 3,3 mld frutto dell'export, più altri 2 miliardi
di tecnologie e macchinari, anch'essi abbondantemente esportati dall'Italia.
NAPOLI REGNO DI BACCO. Wine&theCity e Vitigno Italia sono i due
appuntamenti che avranno per teatro Napoli, dal 20 al 28 maggio, e per
protagonista il vino. Wine&theCity (dal 20 al 25) offre oltre 50 indirizzi
per un evento legato al vino e a tutte le sue possibili declinazioni.
L'iniziativa è il "Fuori Salone" di VitignoItalia (dal 26 al 28), il
Salone del vino da vitignoautoctono che si terrà alla Mostra d'Oltremare.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il capoluogo ligure
visto dall'estero Ledergerber, sindaco di Zurigo:
"Troppa burocrazia e
porto inaffidabile. Meglio Amburgo" Genova. Per Zurigo l'ex repubblica
marinara di Genova non è solo un porto inaffidabile. È un insieme di
potenzialità inespresse, bloccate, grande storia affossata da lobby e
ingessature. Un altro mondo, anche per questo da conoscere. Ogni anno la
giunta comunale della capitale economica svizzera sceglie un punto dell'Europa
dove promuovere il proprio marchio e comunicare un altro modo di vivere, di
fare affari, di amministrare. "Non è la città, ad avere colpe, ma la burocrazia italiana a mettere troppi ostacoli. Da noi tutto
è più semplice". La Superba, i suoi palazzi, la sua cucina, sono piaciuti
molto a Elmar Ledergerber, primo cittadino della città di Zurigo. In
"gita" ha portato tutta la giunta, il console e qualche imprenditore
di fiducia. "L'accoglienza del vostro sindaco Marta Vincenzi è stata
ottima, inaspettata - dice a palazzo della Borsa, dove dopo un pranzo con
qualche assessore genovese la delegazione si reca per vedere "H2O",
personale del connazionale artista Reto Emch - dovevamo parlare per mezzora,
invece siamo andati avanti per quaranta minuti". Per dirvi cosa?
"Abbiamo colloquiato di molti argomenti, ma soprattutto del tema del
trasporto delle merci", spiega Lederberger, da sei anni alla guida
dell'amministrazione di Zurigo. Alla Vincenzi (che chiama "la
sindaca", forse informato di quanto l'interessata tenga alla
femminilizzazione delle sua carica) l'omologo zurighese non ha mancato di dire
come la pensa. "Il vostro sistema-porto manca di affidabilità - spiega
Ledergerber - il collegamento con la rete ferroviaria italiana, che pure non
funziona malissimo, è lento e farraginoso. Nel vostro porto è dura capire
quando un container uscirà. Un giorno c'è lo sciopero degli operai, un altro
quello dei doganieri, un altro ancora tutto si ferma per il vento. È per questo
che qui arriva soltanto il 2,5% delle merci che passano dalle nostre parti. Una
volta era diverso, perché a Genova arrivava il 50-60% dei carichi".
"La prima cosa da imparare - continua - è che non ci si può ostinare a
portare le merci su gomma, riempendo le strade e inquinando. Lievitano i costi,
rallentano i tempi, a varcare le Alpi rende tutto altamente diseconomico. So
che mancano le infrastrutture, da voi, ma credo che il problema vero sia
l'organizzazione interna al vostro porto. Inaffidabile, ripeto. Ma recuperare
si può. So che c'è un bravo e giovane presidente, ora". "Per passare
un carico di merce dal porto alla rete ferroviaria occorre sostenere un costo
di 1.200 euro", rincara, d'esperienza Walter Finkbohner. Svizzero,
Finkbohner è presidente di Crossrail Italia, filiale della Crossrail Ag, terzo
operatore ferroviario cargo svizzero, controllata dal gruppo internazionale
Babcock & Brown. La Crossrail ha agganciato il mercato italiano appena un
anno fa. Ora ha affidato a Finkbohner la sua sfida al porto di Genova. Lui,
alto e affabile, conosce Genova come le sue tasche, a Natale si diletta a
infornare "il pandöçe, il pandolce". Sposò 37 anni fa Maria Maddalena
Rosi, di Arquata. "Noi oggi lavoriamo un po' con Savona, che ha attivato
una collaborazione con le ferrovie svizzere, per il resto preferiamo dirigere
le nostre merci ad Amburgo. Che è da pazzi, si potrebbe dire, dal momento che
Genova è a un passo, la Germania è lontana. Ma l'affidabilità ha la sua importanza,
la garanzia di avere tempi certi e zero intoppi anche. Genova e il suo porto
hanno un sacco di potenzialità inespresse. Ma perché, dico io, non ci si mette
tutti attorno a un tavolo e non si vedono le tabelle degli altri porti, si
fanno dei confronti?". Zurigo non viene solo a insegnare alla Liguria come
si gestiscono i container. Viene a spiegare un altro modo di vivere, di
comportarsi, di decidere. La città conta 380 mila abitanti - "ma di giorno
raddoppiano perché dall'area metropolitana arrivano migliaia di persone" -
qui non vengono solo ricchi pensionati italiani, ma sbarcano sempre più grandi
multinazionali. È già arrivata Microsoft, l'ha seguita Google, il mondo della
ricerca da anni l'ha fatta una delle sue sedi privilegiate. Il 60% degli abitanti
utilizza per muoversi un mezzo pubblico (il sindaco dice di usare la sua auto
blu al massimo 15 volte l'anno, il resto dei giorni va in bicicletta), quasi
tutti hanno una carta che costa 100 euro ogni due anni e dà diritto a pagare
metà del costo del biglietto a ogni viaggio. Lo stipendio medio è di 4 mila
euro al mese ("con i vostri 1.200 euro da noi non ci sarebbero grandi
possibilità"). La vita costa di più? "Può darsi, ma un litro di latte
lo si paga meno da noi", assicura Finkbohner. Dell'Italia, in Svizzera,
non capiscono la frenesia dei giovani a frequentare l'università. "Il
nostro sistema scolastico è molto più semplice - spiega il sindaco - c'è
unascuola primaria che dura dieci anni, poi l'apprendistato. Un ragazzo lavora
già in azienda dopo il 16 anni. Sui vent'anni entra nel mondo de lavoro, magari
continuando a studiare per arricchirsi. L'univesità? È una roba da pochi, il
dieci per cento dei ragazzi". Ogni bambino che nasce, a Zurigo, ottiene un
contributo mensile di 150 euro circa. Cresce il ragazzo, cresce il contributo,
finché non arriva il primo stipendio. La disoccupazione è al 2,5%,
l'immigrazione è permessa soltanto a chi possiede un lavoro e una casa, ogni
anno vengono costruite abitazioni nuove per i meno abbienti. La demografia parla
di aumenti costanti della popolazione. Eppure ci sarebbe un gran bisogno di
Genova. "Con Vincenzi abbiamo anche parlato dell'aeroporto - riferisce
Ledergerber - della necesssità che altre istituzioni concorrano al
funzionamento di questo scalo". daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it
26/04/2008 ' 26/04/2008 cantoni troppo cariForse è vero che la vita costa di
più da noi, ma per un litro di latte si spende meno Walter Finkbohnerpresidente
Crossrail Italia 26/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Beppe Grillo:
"Siamo noi i nuovi partigiani" il secondo vaffa-day Lunghe file per
firmare i referendum proposti dal cabarettista che se la prende anche col Capo
dello Stato 26/04/2008 dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Torino. L'ovazione più
lunga la ruba Marco Travaglio, che gioca in casa essendo torinese ma è
soprattutto un giornalista coi fiocchi, uno che non è mai stato in quota a
nessun partito e scrive articoli informati. Persino Beppe Grillo strabuzza gli
occhi, lui che tollera gli scrivani amici ma non sopporta quelli che non si
adeguano alla sua visione del mondo. Contro di loro, e naturalmente i giornali
e le televisioni asserviti all'economia e alla finanza, aveva organizzato
questo secondo Vaffa-day. Scopre che non c'è soltanto la rete nel futuro
dell'uomo. Travaglio: "Vogliate bene all'informazione, stringete amicizia
con i giornalisti che fanno bene il loro lavoro. E intitoliamo questa giornata
a Biagi e a Montanelli?". Grillo non se l'aspettava. Aveva inaugurato la
trasferta torinese con la solita vis polemica, prendendosela stavolta con il
presidente della Repubblica: "Napolitano dovrebbe essere il presidente
degli italiani e non dei partiti. I partiti non ci sono più. Ma Morfeo
Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale
andava fatto prima, non dopo le elezioni!". Torino, 25 aprile. Piazza San
Carlo è piena come non sono riusciti a riempirla i politici della Seconda
Repubblica, costretti anche quest'anno a rifugiarsi nelle sale
cinematografiche: lo faceva solo Almirante, nella città medaglia d'oro della
Resistenza, e il dettaglio è importante. In piazza Castello si commemora la
Liberazione. Introdotto dalla musica inquietante dei rapper all'uso di Barack
Obama, Grillo sale sul palco fatto a T, come quello dei Rolling Stones in
"Shine a light"; e rivendica l'eredità dei nonni partigiani: "Siamo
noi i continuatori!", scandisce, e i 50-80 mila esplodono nel primo
lunghissimo applauso. Sventolano assieme le bandiere anti-Tav e quelle del
Fronte Polisario, il tricolore nazionale e striscioni irridenti: "Non
posso credere che viviamo in un paese di corrotti". Lungo i banchetti
allestiti in via Roma i grillini fanno la fila per firmare le richieste di
referendum fin dal mattino: per la soppressione dei finanziamenti pubblici ai
giornali, la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti e l'abrogazione della
legge Gasparri. Grillo insiste sul fatto che "chiunque può fare
informazione ed essere informato", sul particolare Travaglio la pensa
diversamente e riscuoterà più consensi del guru. Ma sui privilegi dell'ennesima
casta d'Italia riesce a imbastire cabaret di grande spessore. Nel mirino
finiscono pagine non esaltanti del giornalismo italiano, come l'ultima
intervista di Gianni Riotta ("Vaffanculo!", urla la folla) a
Berlusconi ("Vaffanculo!, riurla la folla). Grillo ricorda: "Il
candidato premier a dire che lui non aveva cacciato Biagi, figurarsi, che anzi
se ne era andato lui perché voleva la liquidazione. E il direttore del Tg1
zitto?". Il problema, accusa l'uomo di Sant'Ilario, è che "nei
consigli di amministrazione siedono le banche, i rappresentanti dell'industria
e della finanza". Dimentica di citare le eccezioni, per esempio Il Secolo
XIX. "Oggi - scandisce -è cominciato qualcosa che andrà molto avanti. Noi
saremo i cittadini informati di domani, noi continueremo a fare quello che
hanno fatto i nostri nonni. Quando uno di noi riuscirà a entrare in un Comune e
a stabilire con un pc un canale di trasparenza, e di informazione libera,
allora avremo vinto". Il resto dello spettacolo è un mix di ambientalismo,
critica della burocrazia e
dileggio dei partiti. I collegamenti con le piazze d'Italia e del mondo dove si
sono riuniti i meet-up vengono intervallati da un video inviato da Celentano
("Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi", impagabile), e
dalle esperienze personali e strazianti di una mamma di disabile abbandonata
dallo Stato e di una donna che ha perso il marito in carcere in circostanze
rimaste misteriose. La folla, grillini ma anche spensierati turisti a caccia di
uno spettacolo gratis, applaude. La poesia sulle morti bianche è struggente.
Grillo oggi sembra più attore drammatico che comico: "Hanno già
pianificato 24 morti nei dieci anni che serviranno per costruire il ponte sullo
stretto di Messina". Finisce con Travaglio che spiega come mai i
giornalisti delle televisioni non sono liberi di fare il proprio mestiere. Che
rivela come anche nelle testate più controllate dal potere economico o politico
possano nascondersi ottimi professionisti: "Cercateli!". Grillo non
apprezza. Torna sul palco e invita a diffidare: "Sette televisioni e tre
giornali tengono gli italiani in coma farmacologico". Travaglio pensa che
se ne possa uscire. Meno male. crecchi@ilsecoloxix.it 26/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Malacalza:
"Ricambio e "cervelli" per fermare il declino" GENOVA
DECADUTA. INTERVISTA ALl'imprenditore candidato alla presidenza dELLA confindustria
LOCALE "Edoardo Garrone vice della Marcegaglia non è un avversario in
meno, ma un'opportunità in più per tutta la città" 26/04/2008 luigi leone
Genova. "Ripartire dai bisogni dei cittadini e delle imprese". A
prima vista, un'indicazione generica, che potrebbe venire da un qualsiasi
leader politico nazionale. Invece è la ricetta che in questa intervista al
Secolo XIX Vittorio Malacalza propone per Genova. Attraverso una visione per
molti versi originale e, qualche caso, provocatoria. Con un editoriale che ha
fatto molto discutere, il direttore Lanfranco Vaccari ha sostenuto che la
cittàè"decaduta" e con il "fondo" di ieri ha rilanciato
l'argomento, focalizzando quali possono essere i fronti sui quali fare leva per
il rilancio genovese. Malacalza, riferimento di un gruppo industriale
articolato, che va dall'acciaio all'energia, passando attraverso l'alta
tecnologia, le costruzioni e il biomedicale, sceglie i cittadini e le imprese.
Un dato significativo, visto che a parlare è il possibile nuovo presidente di
Confindustria Genova, se vincerà la sfida per la successione all'attuale numero
uno, Marco Bisagno. Ingegnere, spesso anche lei fotografa Genova come una città
decaduta. "Può persino essere una visione ottimistica: siamo sicuri che la
discesa sia completata?". Messa così non resta che darsela a gambe.
"C'è poca offerta, per non dire nessuna, e così le migliori
"teste" fuggono via. Ancora si fa troppo poco per fermarle e,
soprattutto, per farle rientrare. Io conosco molti che se appena appena cambiano
le condizioni sono pronti a tornare". Il suo suggerimento?
"Ricominciare dai bisogni dei cittadini e delle imprese. Non è quello che
la politica, di destra e di sinistra, ci ha detto durante la campagna
elettorale appena conclusasi? L'Italia deve ripartire da lì e da lì riparta
pure Genova, che è un pezzo di Italia. Anche perché la decadenza non è una
prerogativa negativa di Genova, lo è di gran parte delle nostre città più
importanti". Ma lei pone temi sui quali la principale potestà di intervento
è statale, non regionale o comunale. "La principale, non la sola. Regione
e Comune possono aiutare cittadini e aziende a stare meglio. Ci sono servizi
essenziali erogati localmente, la pressione dei tributi si
può ridurre anche nell'orto di casa, la burocrazia la possono sfrondare pure gli enti locali, non è solo questione
di leggi nazionali da cancellare, e le condizioni affinché le imprese operino
al meglio non si costruiscono soltanto a Roma. Ci vuole, ecco il punto, una
politica che abbia la volontà di farlo". Capisco male o sta
suonando un'adunata per l'intera classe dirigente genovese? "Capisce
benissimo, ma condivido quel che ha detto il sindaco Marta Vincenzi nella sua
intervista proprio al Secolo XIX: sulle scelte importanti occorre anche il
coraggio di litigare e dividersi. L'essenziale è ricondurre a unità di intenti
le forze in campo nel momento in cui la decisione è presa. Qualunque sia stata
a prevalere". A Genova, invece? "Avviene esattamente il contrario. A
parole tutti cuor di leone, poi roditori voracissimi per tagliare l'albero sul
quale stanno appollaiati i progetti di crescita". Il Terzo Valico, per
esempio? "Ha mai sentito uno, dico uno solo, a parte i bastian contrari di
sempre, che sia uscito dal coro e abbia solennemente affermato: quest'opera non
serve a niente e a nessuno, è soltanto uno spreco di denaro pubblico?".
Certo che no. "Allora qualcuno dovrebbe spiegarmi perché gli enti locali,
i sindacati, gli imprenditori, i parlamentari, tutta la classe dirigente
genovese non s'è mobilitata, non è scesa in piazza, non sia andata a
incatenarsi davanti a Palazzo Chigi per portare a casa il risultato". Come
da Marzullo: si faccia la domanda e si dia la risposta. "Per certa
politica è comodissimo avere argomenti sui quali mantenere divisioni strumentali
che servono a coprire altri inciuci. Ma, soprattutto, certa politica si nutre
delle debolezze che stanno in alcuni strati della società, apparentemente
illuminati e produttivi, in realtà corporativi, conservatori oltre i limiti del
consentito, magari più inclini al parassitismo. Il Terzo valico ha un grande
difetto: aprirebbe la città, imporrebbe di competere davvero, dagli studenti
alle aziende, e questo è un esercizio faticoso. Nel declino c'è chi si
crogiola". Stento a credere che davvero un simile retropensiero sia
divenuto così sistemico e abbia prodotto, almeno finora, il fallimento
dell'opera. "La prenda come una provocazione accademica, ma alla fine
questo è il difetto di Genova. Essersi ripiegata su stessa, rifiutare il
confronto in campo aperto. In fondo, basterebbe che la città tornasse alla sua
storia: partire verso l'ignoto pur avendo una meta, rischiare in modo
calcolato, cogliere al volo le occasioni che si offrono, non temere i
forestieri". Come candidato alla presidenza degli industriali genovesi, è
un discorso che dovrebbe fare anche a tanti suoi colleghi. "Tanti? Forse,
ma la stragrande maggioranza è ancora quella che ogni giorno sfida
l'impossibile per portare avanti la propria azienda. Soprattutto se è piccola o
media, più esposta alle intemperie del mercato. Vaccari ha scritto che la
decadenza genovese è anche il fallimento della borghesia. È vero, ma solo in
parte. C'è una borghesia che non ha fallito e io mi picco di appartenervi.
Altri imprenditori vi appartengono, docenti universitari, qualche politico -
perché no? - qualche sindacalista, cittadini senza incarico alcuno che ogni
giorno fanno al meglio il loro lavoro. Queste sono le braccia che devono
sorreggere un vero progetto di rinascita della città". Allude a un ricambio
di classe dirigente che non sia solo generazionale? "Alludo esattamente a
questo. E la questione dell'età non la pongo in questi termini perché avendo
accumulato le mie primavere voglio difendere la categoria, ma perché se
qualcuno ha cose buone e utili da fare per la comunità a me non interessa
proprio quando sia nato. Bisogna, però, farsi avanti, non temere i contraccolpi
di un impegno che è politico per definizione, intendendo per politica
l'occuparsi della polis, della città". E lei si è fatto avanti per Confindustria
Genova. "Se permette, è tutta la vita che mi faccio avanti. Come
imprenditore ho fatto di tutto e di più, direi con un qualche successo. Ora che
il timone lo hanno preso i miei figli, mi pare giusto dare un contributo più
diretto alla mia associazione di categoria". A livello nazionale è
scoccata l'ora di Emma Marcegaglia: una bella svolta, il primo presidente
donna. "Emma è al posto giusto non in quanto donna, ma in quanto persona
capace. Poi, certo, la sensibilità femminile può essere un valore aggiunto. Ma
se ci fermassimo al suo essere donna faremmo una discriminazione al contrario e
la prima ad adombrarsi, credo, sarebbe proprio lei". Garrone
vicepresidente di Confindustria è incompatibile con la presidenza genovese.
Qualcuno dirà: ha sgomberato il campo a Malacalza. "È questa logica
perversa, me lo lasci dire, che causa tanti danni a Genova. Garrone a Roma io
non lo vedo come un competitore in meno alla presidenza della nostra
associazione, lo ritengo un'opportunità per la città, una voce più forte e
autorevole che nella capitale e dalla capitale potrà darci una mano. Questo è
il mio modo di fare sistema, il modo che credo giusto. Il resto è becero
personalismo, invidia, miserie umane che non ho mai declinato. E certo non
comincio adesso". leone@ilsecoloxix.it 26/04/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VENEZIA. L'assemblea
nazionale in corso Enologi: "Attenti Il settore del vino rischia la
crisi" VENEZIA Il vino italiano viaggia a due velocità: cresce l'export ma
rallentano produzione, consumo e superfici ed è vicino il rischio di una crisi
di settore se non si mette in atto una semplificazione delle norme che lo
regolano. A delineare lo scenario schizofrenico del settore vitivinicolo
italiano è Assoenologi, l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani, in
occasione dell'annuale congresso dell'organizzazione, in corso a Venezia. A
segnare un rallentamento sono i consumi (
( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Sabato
26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Cava di Caravaggio. Groppelli, presidente
del Consorzio di miglioramento fondiario "Così uccidiamo i fontanili"
Nostro servizio Parla di "omicidio dei fontanili" Agostino Groppelli,
presidente del Consorzio di miglioramento fondiario Adda-Serio (rappresenta 50
consorzi irrigui), riferendosi alla mega cava di Caravaggio. "Perché pochi
? incalza Groppelli ? hanno realmente compreso le conseguenze che deriverebbero
dalla sua realizzazione sul delicato sistema idrogeologico che sostiene la
ruralità, l'ambiente, il territorio, e l'economia agricola cremasca. Non si
tratta solo di difendere la bellezza e l'altro valore ambientale di una zona
ricca di fontanili, ma di difendere dei principi che si sono costituiti nel
tempo e consolidati e rafforzati anche dalla legge". Groppelli ricorda che
a partire dagli anni '80, quando ancora non esisteva il Consorzio di
Miglioramento Fondiario 'Adda-Serio', c'era l'importante accordo tra le
province di Bergamo e Cremona di non realizzare alcuna opera invasiva nella
fascia dei fontanili, a meno che entrambe le province non fossero concordi.
"Ormai la 'fascia dei fontanili' è come un malato in gravi condizioni. Il
paradosso che si somma all'assurdo è che nell'articolo 14 della legge regionale
numero sette si afferma che i fontanili sono una risorsa da tutelare e
recuperare tramite un apposito 'progetto': se il progetto è la cava di
Caravaggio...". "Quotidianamente ? prosegue Groppelli ? ci troviamo a
lavorare con innumerevoli norme, regolamenti, piani, vincoli, e chi più ne ha
più ne metta, che non fanno altro che rendere difficile, complicato e lento il
cammino verso la modernizzazione del sistema irriguo e cui noi realmente
auspichiamo". "Altro problema che il Cremasco dovrà evitare è il
famigerato Reticolo Idrico Minore ? conclude il presidente del consorzio di
miglioramento ? che prevede che ogni comune debba individuare la parte di
canali di sua competenza, creando così quella sovrapposizione di competenze,
che purtroppo già si nota in altri campi e che ha già provocato innumerevoli
danni. Deve essere chiaro che i canali d'irrigazione sono stati, sono e
dovranno sempre essere di esclusiva competenza dei Consorzi che ben li
conoscono e gestiscono. È quindi opportuno che tutti i comuni concordino con i
Consorzi presenti sul territorio quali siano le rispettive competenze".
"Lunedì scorso nel consiglio comunale di Capralba, allargato ai comuni,
agli enti e alle rappresentanze politiche del territorio, si è potuto
constatare che tutto il Cremasco era unito in un coro unanime verso una
direzione ben precisa, cosa raramente accaduta in passato. Questa voce non si
deve fermare unicamente alla cava di Caravaggio, ma deve essere protratta nel tempo
in modo costante al fine di affrontare anche gli altri problemi: il Cremasco
non ha più tempo per tergiversare o per essere diviso, ne va del futuro del
nostro ambiente e della nostra economia. La burocrazia richiede troppo tempo che
potremmo utilizzare in modo migliore. L'azione comune deve proseguire e
perseguire tutti quegli obiettivi che riguardano gli interessi dell'intera
comunità, non dei singoli o lobby, che badano solo ai propri. Il settore
irriguo e l'ambiente Cremasco fondato su di esso, hanno come mai prima d'ora
bisogno del sostegno di tutte le istituzioni e dei loro rappresentanti, sia a
livello regionale che nazionale".
( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BORGO SAN LORENZO
pag. 22 I LUPI son tornati a colpire. Dopo le pecore uccise a Casole, nel
comune di Vicchio, un altro attacc... I LUPI son tornati a colpire. Dopo le
pecore uccise a Casole, nel comune di Vicchio, un altro attacco si registra
nelle campagne di Scarperia, dove l'altro ieri, nel tardo pomeriggio, le pecore
dell'azienda I Pianacci, hanno ricevuto la visita del lupo. Risultato, due
pecore morte e tre ferite. E per I Pianacci non si tratta della prima volta.
"Ormai ?dice il titolare Sergio Pietracito- i lupi mi hanno dimezzato il
gregge: anno scorso erano 91 pecore adulte, ora sono cinquanta". Nel
( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Primi
giorni da sindaco di Elisa Venturini "Non sto chiusa in ufficio"
CASALSERUGO. Elisa Venturini, il nuovo sindaco, ha iniziato a lavorare da
subito. "Un sindaco credo non debba stare solo in ufficio ma deve essere
presente nel territorio - ha detto - in questi giorni ho fatto numerose uscite
con i tecnici comunali per capire le reali priorità del comune, vedere i
problemi che ci sono". Ricognizione del territorio, ma
anche primi approcci con la burocrazia, studio di pratiche e tutta una serie di oneri di carattere
organizzativo. Per la Venturini non c'è neppure il tempo di una breve vacanza,
sarà un sindaco a tempo pieno finché ce ne sarà bisogno, cercando di conciliare
anche gli altri impegni, da quelli politici all'attività nell'Anci. In
questi giorni ha fatto anche la prima uscita ufficiale "Sono stata alla
festa degli anziani, mi hanno accolto con estremo calore e questo mi ha fatto
molto piacere - continua - ci vado ogni anno, ma questa volta è stato veramente
speciale". Dopo una campagna elettorale e la nomina a sindaco Elisa
Venturini è ancora carica di energia e impegnata a creare la nuova squadra. La
giunta sarà presentata al primo consiglio comunale fissato per lunedì. (Erika
Bollettin).
( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSEMBLEA
PROVINCIALE DELL'UICI Non vedenti, crescono i guai "Non ci sono più gli
obiettori di coscienza, aiutateci" PAVIA. "Sino al 2005 potevamo
contare sull'aiuto degli obiettori di coscienza. Una volta scomparso questo
servizio, ci sono stati vicini tanti amici. Ma dall'estate scorsa non abbiamo
più volontari al nostro fianco. La loro presenza per noi è fondamentale, anche
per le piccole questioni burocratiche da sbrigare ogni giorno". E' un vero
e proprio appello lanciato da Enrica Bellagente dell'Uici. Bellagente è il
presidente della sezione provinciale pavese dell'Uici (Unione italiana ciechi
ed ipovedenti). L'appello l'ha lanciato domenica nel corso della prima
assemblea ordinaria del 2008 dell'associazione. Un appello che è stato subito
raccolto dall'assessore provinciale Renata Crotti, presente all'incontro che si
è svolto alla sala convegni San Martino di Tours di corso Garibaldi. "Per
trovare nuovi volontari - ha sottolineato Renata Crotti -, c'è anche la
possibilità di rivolgersi al Servizio civile istituito dalla Regione
Lombardia". Durante l'assemblea (che ha approvato all'unanimità la
relazione morale ed il bilancio consuntivo del 2007), Enrica Bellagente si è
soffermata anche su un altro problema che tocca da vicino ciechi ed ipovedenti
di Pavia e provincia. "Dobbiamo fare i conti con la
rigidità della burocrazia -
ha spiegato il presidente dell'Uici -. E i problemi maggiori, in questo
momento, sono legati all'inserimento nel mondo del lavoro. Abbiamo anche il
caso di un nostro giovane socio che ha concluso il suo apprendistato per
diventare centralinista, ma trova adesso parecchie difficoltà di inserimento in
una struttura pubblica". Presente all'assemblea anche Francesco
Brendolise, assessore ai servizi sociali del Comune di Pavia: "L'Uici - ha
detto Brendolise - riesce, con il suo lavoro, a svolgere un fondamentale ruolo
di collegamento tra tante associazioni presenti in città". Cosimo
Pascarelli, dirigente della scuola elementare De Amicis di Vigevano, ha
ricordato il progetto attivato al IIIº circolo per sensibilizzare i bambini
alla comprensione dei sensi. L'assemblea è stata presieduta da Rodolfo Cattani,
consigliere regionale lombardo e consigliere nazionale dell'Uici: "La
sezione di Pavia si è sempre distinta per la sua presenza sul territorio e lo
stretto collegamento con gli enti. Un compito svolto prima sotto la guida di
Nicola Stilla ed oggi con la direzione di Enrica Bellagente". (s.re.).
( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel team nazionale
Confindustria Soddisfazione per Silva Grande soddisfazione tra gli industriali padovani
per l'ingresso di Jacopo Silva (nella foto) nel team di Federica Guidi, la
nuova presidente nazionale dei Giovani di Confindustria, con la delega alle
politiche per la modernizzazione del Paese. Silva, che presiede i giovani
imprenditori locali, chiarisce subito l'approccio con il quale vorrà sviluppare
il suo lavoro: "I problemi ci sono e sono tutti bravi a indicarli, io
vorrei andare a caccia di soluzioni. Di quelle soluzioni che già esistono,
sparse in tutta Italia, ma che non emergono e non vengono condivise. Ho
accettato con piacere questa sfida e metterò a servizio del movimento la sana e
concreta cultura veneta del fare". Parole d'ordine? "Meno
burocrazia e risposte
concrete alle imprese e ai lavoratori. Confindustria con Emma Marcegaglia e Federica
Guidi spingono sull'acceleratore dell'innovazione. Questo, per noi, vuol dire
sottrarre definitivamente la relazione con il mondo giovanile a una politica
che non si rinnova. I giovani hanno bisogno di quelle risposte concrete
che finora sono state sacrificate sull'altare del battibecco e dello spreco di
Stato". Jacopo Silva, trentacinque anni, dal 2001 è amministratore
delegato e membro dei consigli di amministrazione delle aziende del gruppo
Siauto spa, fondato dal nonno Orlando Silva nel 1967.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1047 Trexenta. La protesta Tempi troppo lunghi per gli allacci
dell'energia elettrica Trexenta.. La protesta --> Anni di attesa per un
allaccio della luce. La burocrazia frena la voglia di investire degli imprenditori trexentesi. E i
casi sono in aumento. A Mandas un agriturismo rischia di restare al buio per
chissà quanto altro tempo. "Sto aspettando la corrente elettrica da ormai
sei anni", dice Francesco Boi, allevatore di 68 anni. "Io e
mio figlio Mario abbiamo pensato di realizzare un agriturismo all'interno della
nostra azienda, volevamo sfruttare le risorse ambientali della zona e
soprattutto la rinnovata voglia di turismo culturale che mai avremmo immaginato
una tale odissea". Francesco Boi ha chiesto all'Enel l'allaccio. "La
risposta è stata positiva", continua Boi. "In realtà ci avevano messo
in guardia sul fatto che ci sarebbe stato da aspettare, ma avevano parlato di
sessanta giorni, non di sei anni. Fatto sta che ormai è diventato impossibile
anche mettersi in contatto con gli uffici Enel: i telefoni squillano a
vuoto". È esasperato Francesco Boi. È costretto a fermare i lavori sulla
struttura e intanto ha chiesto aiuto all'amministrazione comunale. Il sindaco
Umberto Oppus ha mandato una richiesta di sollecito, ancora senza riposta.
Anche a Senorbì sono capitati fatti simili. E come spesso avviene in questi
casi i cittadini chiedono aiuto agli amministratori. "Un periodo in Comune
c'era la fila di imprenditori che si lamentavano a causa di inadempienze
dell'Enel", dice il sindaco di Senorbì, Adalberto Sanna. "Noi abbiamo
persino modificato il regolamento per l'assegnazione dei lotti nella zona
industriale, prevedendo proroghe sui pagamenti per chi è costretto a
fronteggiare queste situazioni". Intanto sviluppo e occupazione restano
lontani anni luce. "Purtroppo quando si tratta di portare
l'elettrificazione nelle zone rurali l'iter è sempre piuttosto complesso",
spiega Andrea Savona, addetto stampa dell'Enel. "Le novità riguardanti il
piano paesaggistico complicano ulteriormente le cose. Noi abbiamo tutto
l'interesse affinché questi problemi si risolvano e stiamo lavorando in questo
senso". Non se la passa meglio chi vive in campagna ed è senza linea
telefonica. "Da quattro anni chiedo insistentemente il collegamento
Telecom", dice Luciano Cappai, titolare dell'agriturismo "Sa
Fogaia" a Sant'Andrea Frius. "Ogni tanto arriva qualche tecnico per
fare un sopraluogo, ma nient'altro. Il 5 maggio è previsto l'ennesimo
sopraluogo: immagino come andrà a finire". SEVERINO SIRIGU.
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cecina Lista
Arcobaleno: con noi nessun percorso condiviso Sottolineando il fatto
incontestabile che il primo cittadino sia sottoposto ad una vicenda dolorosa e
stressante dal punto di vista umano e per questo non possiamo non essergli
vicini; prendendo atto che la burocrazia giudiziaria e le lungaggini delle indagini, presumiamo ancora in
corso, non facciano il bene di un territorio di oltre trentamila abitanti e
delle tante imprese che qui vogliono investire, per cui ci auguriamo che quanto
prima si faccia chiarezza; rinnovando la piena fiducia alla magistratura
che sta indagando, vogliamo però precisare, viste le ultime e ripetute
dichiarazioni del sindaco, che, come forza di minoranza che rappresenta il 4%
degli elettori di Rosignano, non siamo mai stati coinvolti in nessuna scelta
circa i progetti ammessi o non ammessi nel Regolamento Urbanistico. Anzi i
progetti, e solo quelli ammessi, ci sono stati presentati solo dopo la loro
approvazione all'interno della Giunta o nelle riunioni a porte chiuse dei
partiti di maggioranza, ossia a cose ormai fatte e decise. Né tanto meno, ad oggi,
ci sono state fornite le oltre mille osservazioni presentate al Regolamento
Urbanistico se non quelle della Regione Toscana (che per altro condividiamo
appieno), solo perchè da noi richieste ufficialmente. Perciò, come più volte
denunciato, non c'è stato nessun percorso condiviso con noi e, per quanto ci
risulta, neanche con le altre forze di minoranza nel loro insieme. Questo per
chiarezza verso i cittadini, le imprese del territorio ed i nostri elettori.
Monica Ciucchi e Marco Marabotti Lista civica Arcobaleno.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
RACCONTATE A "LA NAZIONE" LE VOSTRE DISAVVENTURE L'INIZIATIVA AVETE regolarmente
pagato le tasse, i tributi comunali o le contravvenzioni, ma hanno emesso
ugualmente nei vostri confronti una cartella esattoriale? Vi
sentite vittime di errori clamorosi della burocrazia? Se volete raccontare la vostra storia a "La Nazione"
lo potete fare chiamando il numero verde 8000.13650 (la chiamata è gratuita)
oppure inviando una e-mail con notizie e riferimenti a laspezia@lanazione.net.
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Giampaolo Meloni
Una casa d'accoglienza chiamata Emmaus Si aiuta chi è finito vittima della
droga, dell'alcol e i detenuti ai domiciliari Una giovane filosofa e un
sacerdote guidano il centro Assistiti 3500 ragazzi IGLESIAS. Tremilacinquecento
in venti anni. Senza fare rumore. Silensiosi come è nello spirito della Casa
Emmaus, un centro di accoglienza e recupero. Ospiti perlopiù ragazzi. Tossico e
alcoldipendenti. Millecinquecento venivano dal carcere. è l'unica Comunità in
Sardegna convenzionata con il ministero di Grazia e giustizia per accogliere
persone sottoposte alla misura degli arresti domiciliari. L'associazione Emmasu
è gestita oggi da 25 operatori tutti soci volontari. Qui la giornata del 25
aprile è due volte importante. è il simbolo di una grande liberazione, quella
che deriva dalla Resistenza e quella conquistata con una straordinaria miscela
di gioia e sofferenza dagli ospiti che hanno abbandonato la strada "degli
egoismi e delle presunzioni dalla quale temevamo di uscire perchè ci mancava il
coraggio di far vedere la nostra voglia di fare", ha spiegato un ragazzo
al microfono dell'altare improvvisato sotto un tendone, testimone "di un
percorso che mi ha portato alla scoperta della giusta scelta". La droga
nelle strade, gli alcolici nel market vicino, i soldi scippati. "Poi
arrivi al dramma, a un certo punto ti rendi conto che o smetti o muori".
Ha scelto di smettere. "Qui ho capito di avere imboccato la via
giusta". Applausi dai tanti ospiti, qualcuno non è più giovane: "Sono
tornato dalla penisola perchè non potevo mancare in questa giornata".
Giacca chiara, camicia celeste luminoso, jeans, viso da attore tenebroso,
pettinatura impeccabile e una fidanzata. Baci e abbracci, saluti, "anche
tu? che piacere rivederti". Sono tanti anche i ragazzi in visita, partiti
per non mancare a questa festa dei vent'anni di Emmaus. "Non possiamo che
essere soddisfatti del lavoro che si riesce a fare tutti insieme", dice
Giovanna Grillo, filosofa figlia di filosofo, oggi coordina l'équipe
psicoeducativa della comunità. Suo padre, Nico, aveva fondato la Casa Emmaus
nel 1988 con la veste di organizzazione di volontariato. Ha combattuto per
oltre dieci anni ostacoli più duri della droga e dell'alcol: la burocrazia
e l'indifferenza. Oggi lui, il professore Domenico Grillo docente nei licei, è
diacono permanente nella diocesi di Iglesias. La figlia ha ereditato
quell'esperienza. Questa grande struttura è una Comunità terapeutica
residenziale. "La nostra missione è la disintossicazione degli utenti, con
l'aiuto di un Centro d'ascolto e orientamento del disagio", spiega
Giovanna Grillo. Entrano giovani maschi, ma si sta lavorando anche per una
iniziativa riservata alle donne. Progetto ancora segreto. Qui c'è spazio per 42
ospiti, secondo la capienza autorizzata dalla Regione. Gli ospiti attuali sono
32. Chi è entrato distrutto da alcol e droga è uscito buon artigiano, artista,
coltivatore, falegname. Ai piedi del monte Marganai, è nata una grande azienda
del sostegno morale. Tanto verde, una struttura capiente, cucine, foresteria,
laboratori, serre. Mattoni edificati dall'impegno degli ospiti e dei volontari.
Don Giovanni Diaz, sacerdote e presidente della Comunità dal giugno del 2001,
punta molto sul valore che qui ha "la Provvidenza" ed è ben cosciente
"che le radici e la storia dell'associazione sono l'accredito migliore per
potenziare la capacità di crescere". La campagna è scaldata dal sole.
Sotto il tendone che copre la terrazza sul verde il vescovo Giovanni Paolo
Zedda celebra la messa, assistito da don Diaz. C'è ancora tempo per raccontare
le proprie scelte, per discutere del futuro. Ci sarà tanto da fare.
L'accoglienza non è selettiva, l'età degli ospiti varia da
( da "Adige, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Baselga. La colpa?
100 euro negati all'asilo Comune "tirchio", niente
"Ortinparco" BASELGA DI PINÉ - Niente gita ad "Orintparco" per
i bimbi della materna di Baselga. Come ricordato in un'interrogazione del
gruppo di minoranza "Insieme per Pinè" l'amministrazione ha
comunicato alla scuola materna di Baselga che, "la giunta ha disposto di
non assumere a carico del bilancio comunale gli oneri del servizio trasporto
per le visite didattiche non effettuate sul territorio dell'Altopiano".
Una decisione discutibile (la somma richiesta era attorno ai 100 euro) che ha
costretto la scuola ad annullare la visita guidata all'Ortinparco di Levico per
il giovedì 24 aprile. Da qui l'interrogazione per conoscere "i motivi che
hanno determinato la decisione, quanti e quali le spese sostenute a riguardo
negli ultimi tre anni, perché la decisione, se necessaria, non è stata
comunicata ad inizio anno in occasione della programmazione delle attività e
comunque perché a due giorni dalla programmata visita". Molto il rammarico
anche tra i genitori dei bambini della scuola materna di Baselga. "La gita
era stata programmata da tempo alla fine di un percorso didattico sui temi
dell'orto ed del giardino - spiegano i genitori - e la richiesta era stata
inoltrata al comune oltre un mese fa. Il fatto grave è che la giunta ha
comunicato la sua decisione solo due giorni prima della gita - spiegano ancora
i genitori - mettendoci nell'impossibilità di ricorrere a soluzioni alternative
(autofinanziamento o contributi esterni) e costringendo la scuola ad annullare
la gita didattica ad un'iniziativa promossa dall'ente pubblico (il servizio
provinciale conservazione della natura e valorizzazione ambientale) e che nella
giornata di giovedì era particolarmente dedicata alle scuole materne".
"Ancora una volta hanno prevalso le ragioni della burocrazia e del formalismo - concludono
i genitori - un po' di buon senso poteva forse evitare questa caduta di stile
da parte dell'amministrazione. Molte volte vengono spesi migliaia di euro per
iniziative pubblicitarie e di rappresentanza, in questo caso meno di cento euro
bastavano per rendere felici dei bambini, concludere un programma didattico
e dimostrare il buon funzionamento dell'amministrazione anche nelle piccole
questioni". D. F. 26/04/2008.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Vino,
diminuiscono produzione e consumi L'Assoenologi: tiene solo l'export, mentre
calano anche le superfici investite. Troppa la burocrazia VENEZIA. Il vino italiano
viaggia a due velocità, cresce l'export ma rallentano produzione, consumo e
superfici ed è vicino il rischio di una crisi di settore se non si mette in
atto una semplificazione delle norme che lo regolano. A delineare lo
scenario schizofrenico del settore vitivinicolo italiano è Assoenologi,
l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani, in occasione dell'annuale
congresso dell'organizzazione, in corso a Venezia. A segnare un rallentamento
sono i consumi (
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La rassegna campionaria
potrà essere visitata fino a domani per poi riaprire i battenti dal 1º maggio a
domenica
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 100 del
2008-04-26 pagina 7 Nuovo regalo ai trombati Contributo da 4,5 milioni a chi
non avrà pensione di Paolo Bracalini Gli ex parlamentari che non sono stati
rieletti possono riscattare i contributi versati in ventidue mesi di attività.
Più di 24mila euro a testa per 180 tra deputati e senatori da Milano Vanno
aiutati, poveretti, mettetevi nei loro panni. Da un giorno all'altro si sono
trovati così, senza una poltrona, senza un portaborse, senza l'auto blu,
insomma in mezzo a una strada. Erano onorevoli, senatori, ora tornano cittadini
qualunque. Sai che trauma? E allora, non vogliamo dargli una mano? Sì, è vero,
hanno una bella liquidazione per quei ventidue mesi di sudore passati tra la
buvette e le aule del Parlamento, impegnati in durissime votazioni, dal lunedì
al giovedì, in riunioni di commissione, in impegnativi quiz di cultura generale
con le Iene. Ma serviva qualcosa in più. Meno male che il Parlamento ci ha
pensato, e ha fatto una leggina per questi sfortunati non rieletti dopo la
prima legislatura. Ed eccolo il regalino per addolcire l'amarezza di non essere
più tra i banchi. Un piccolo pensiero, s'intende, ma è pur qualcosa: 24.189,78
euro in moneta contante, passare alla cassa di Montecitorio o Palazzo Madama
per ritirare. In tutto qualcosa come 4,5 milioni di euro (secondo i calcoli di
Panorama e del Sole24ore) che peseranno sulle casse già provate delle due
Camere. La cifra corrisponde ai contributi versati dagli ex parlamentari per
quella pensione che, sfortuna loro, non hanno fatto in tempo a maturare visto
che la legislatura è finita prima del dovuto. Bastavano solo altri otto mesi e
ce l'avrebbero fatta, invece per colpa di Mastella niente da fare. Però i
contributi sì, eccoli pronti. Un gruzzolo messo da parte ogni mese, prelevato
da quel modesto stipendio di 12 mila euro lordi circa mensili. Spetta a 180 ex
parlamentari, 120 ex deputati e 60 ex senatori. Nessun lavoratore in Italia ha
questo privilegio e per riscattare i contributi deve aspettare l'età della
pensione. I parlamentari no, loro possono averli indietro subito. Chissà quanti
di loro nemmeno sapevano di questo ennesimo privilegio. Lo hanno scoperto
aprendo la casella della posta, a casa loro. Perché si è scomodato l'Ufficio
contabile del Parlamento per informarli dell'assegno in arrivo. Una lettera
spedita già prima del voto, a tutti i parlamentari, sicuri eletti e probabili
trombati, dove si spiegava in dettaglio la leggina pro-Casta: i non rieletti al
primo mandato saranno risarciti dei contributi pensionistici versati nei mesi
di attività legislativa, somma corrispondente - come detto - a oltre 24 mila
euro rivalutati, si faccia attenzione, "secondo l'indice Istat di
incremento annuo dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli
impiegati". Difficile che siano mai andati a fare la spesa al supermercato,
ma c'è il Parlamento che tiene d'occhio per loro i prezzi di latte, pane e
ortaggi, non sia mai che il gruzzolo si assottigli troppo e non ce la facciano
ad arrivare alla fine del mese. Basta che presentino una richiesta di rimborso
e il bonifico partirà automaticamente. Anche i contributi di reversibilità, per
chi li avesse versati, sono riscattabili. Tutto semplice, immediato, come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era dell'altro. L'incredibile "indennità
di reinserimento sociale" per gli ex parlamentari, nemmeno fossero
tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di
reclusione. Eppure per "reinserire" nella società gli ex onorevoli e
senatori è prevista una congrua somma, che equivale a circa 9mila euro
per ogni anno passato nelle Aule parlamentari. I nostri sfortunati, avendo
faticato 22 mesi, riceveranno comunque 18mila euro, come se avessero fatto due
anni completi. Perché anche il tempo, dalle parti di Montecitorio, segue leggi
particolari. Sei mesi più un giorno, solo per un in politici, equivalgono a un
anno. Così, giusto per fare un esempio, al no global Francesco Caruso
dovrebbero arrivare tra contributi e aiuti per il "reinserimento
sociale" qualcosa come 42mila euro puliti, esentasse per giunta. Niente male
per uno come lui che proprio adesso, dopo essere stato trombato, scopre la
necessità di una nuova sinistra "extraparlamentare". Anche all'ex
deputato trans di Rifondazione, Luxuria, arriverà la stessa cifra, quel che ci
voleva per un nuovo intervento di chirurgia plastica. Ma sono una legione gli
ex parlamentari, sconosciuti e conosciuti, che riceveranno lo stesso regalo.
Tra di loro c'è anche il fratello di Alfonso Pecoraro Scanio, Marco, meteora
della politica. Altri sono i fuoriclasse, più longevi politicamente, che grazie
alla stessa legge sbancheranno Camera e Senato. Un nome per tutti: il
"reinserimento" del comunista Armando Cossutta costerà allo Stato
345.744 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Roma lo scontro per
la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
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Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione
gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra
(anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia
cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento,
per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli
italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge
elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola:
l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con
Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che
colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che
vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di
antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare
trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma
poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
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il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace,
cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre
Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione
delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del
no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano
Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità?
Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie
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a un amico 01Apr
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Genova Palleggio
di responsabilità e indifferenza alla base del degrado del sovrappasso davanti
a Brignole Sporcizia e scale mobili bloccate Il bruco è un buco nero infinito
Sporco. Arrugginito. Quando piove entra l'acqua trasformandolo in un canale
allagato. Le scale mobili per salire non funzionano quasi mai. Sui vetri si
sono depositati anni e anni di polveri e fumi degli scarichi delle auto: Genova
vista dal "bruco", il sovrappasso pedonale tra corte Lambruschini e i
giardini di Brignole, a due passi da via XX Settembre e dalla stazione
Brignole, è una città perennemente avvolta nella nebbia. Chi se ne occupa?
Nessuno in via ordinaria, come dimostrano ampiamente le condizioni della
struttura, e nessuno neppure in via straordinaria perché non è nei piani del Comune
occuparsene a breve. Forse, dice l'assessore al piano straordinario delle
manutenzioni, in futuro quando verrà rivoltata tutta la copertura del Bisagno
anche sul lato a monte di viale Brigate Partigiane. Dopo circa vent'anni dalla
sua costruzione, il "bruco" è diventato un
monumento alla burocrazia,
una terra di nessuno. La passerella per non costringere i pedoni a misurarsi
con il traffico di un nodo da sempre tra i più congestionati, era stata
costruita come "oneri di urbanizzazione" quando venne realizzata la
nuova Corte Lambruschini, con l'albergo, il residence e il teatro. Le
ditte che si sono succedute e sono passate anche attraverso un fallimento,
avevano concordato con il Comune che uno degli oneri da pagare era questo
servizio pubblico. Una passerella che però alla fine era rimasta di proprietà
dei condomini della Corte Lambruschini ma di uso pubblico. Questione mai
risolta. In assenza della manutenzione ordinaria non è per caso che il remake
del "bruco" è nel piano delle manutenzioni del Comune? Roberta
Morgano, l'assessore comunale che si occupa proprio delle manutenzioni, non
esita neppure un minuto: "No - dice - non è nel piano. Ci sono cose più
urgenti. Vedremo in futuro". Un futuro quanto lontano? "Mano a mano
che andranno avanti i lavori della copertura della parte terminale del Bisagno
e ci avvicineremo a Brignole, vedremo il da farsi". Per ora dunque non se
ne parla nemmeno. Il "bruco" è stato il tormentone di decine di
amministratori cittadini. Ad un certo punto, poco meno di una decina di anni
fa, si era anche parlato di demolirlo. "Ma quella prima ipotesi venne
scartata perché ci furono polemiche", ricorda oggi Arcangelo Merella,
l'assessore al Traffico e alla Mobilità della giunta Perìcu. E racconta che
anche lui riceveva proteste: "Ad un certo punto avevamo affidato ad Aster
l'impegno a garantirne il mantenimento. Poi non so cosa sia successo".
(a.zun.).
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Livorno Crisi:
chiude l'istituto vendite giudiziarie Troppa burocrazia e meno gente alle aste, i
ricavi vanno a picco La storica azienda di via degli Avvalorati fu fondata nel
1951 Gestiva anche i fallimenti di Grosseto LIVORNO. Incassi in caduta, spese
di gestione sempre più alte e una riforma del settore che alla fine ha reso più
complicata l'attività. E così è stata presa una decisone dolorosa: a
fine maggio si cessa l'attività e si licenzieranno i dipendenti. In questo caso
però non si parla di un negozio qualsiasi, ma di un'attività davvero
particolare: è l'Istituto Vendite Giudiziarie di via degli Avvalorati che il 31
maggio prossimo chiuderà i battenti. Pur nella sua particolarità, è un'altra
azienda storica di Livorno che se ne va. L'Ivg venne infatti fondato da tre
soci, Ambrosini, Marinari e Cistofani, nel lontano 1951. La ditta lavorava sia
nella sua attuale sede che in via Del Fante, con le aste private. Attualmente
l'Ivg ha sei soci e ha quattro dipendenti. Oltre che ad essere concessionaria
delle vendite fallimentari, esecutive e commissionarie di Livorno e provincia,
l'istituto gestisce le vendite fallimentari della provincia di Grosseto. I
problemi in generale, ha spiegato il direttore Giuseppe Sanzari, nascono da una
riforma del settore che dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-04-26 - pag: 24 autore: Economia illegale. Lunedì
convegno al Sole 24 Ore Sicurezza per le imprese Lionello Mancini Il rischio
dell'osmosi tra economia legale e illegale esiste ed esisterà sempre. Ma se,
come accade da mesi in un'area ad alta permeabilità com'è la Sicilia, emergono
nuove volontà che rendono l'osmosi sempre più difficile, più pericolosa, meno
conveniente, significa che sta avvenendo qualcosa di realmente nuovo e che vale
la pena di capire a fondo. A questo vuol contribuire l'incontro previsto per
lunedì 28, intitolato appunto al rischio osmosi tra vasi che non dovrebbero
comunicare. Introdotti dal direttore del Sole-24 Ore, Ferruccio de Bortoli, ne
parleranno due protagonisti della nuova stagione – il presidente di
Sicindustria, Ivan Lo Bello, il pm antimafia Michele Prestipino –e l'esperto di
economia criminale, Donato Masciandaro (via Monte Rosa, 91 ore 17). Dopo la
forte stretta repressiva operata dallo Stato negli ultimi anni un'azione che ha
preparato il terreno ai primi "no" al racket degli industraili
siciliani, si stagliano con nettezza almeno due punti di fragilità nella
barriera che dovrebbe impedire "il rischio di osmosi ". Il primo
punto a rischio è quello della malapolitica, pubblicamente disprezzata da
chiunque, ma che non pare in via di smantellamento. La cattiva politica nasce
da accordi indicibili tra i Palazzi e pezzi impresentabili di società. Ma poi
si nutre di clientelismo, di burocrazie assurde che
s'inceppano e creano difficoltà da risolvere sottobanco, di soldi pubblici che
non finanziano la crescita ma il consenso dei sudditi. Finché la cattiva
politica non verrà compresa come una delle cause principali della debolezza
dell'economia legale, quella illegale continuerà a imperversare, a
impoverire territori, a ingrassare criminali e fautori dell'impresa assistita,
di cui il Meridione abbonda. Un secondo punto di fragilità è quello indicato
dal libro di Nino Amadore "La zona grigia. Professionisti a servizio della
mafia" (che verrà presentato al convegno). La "Zona grigia" non
paga tangenti, non subisce la criminalità, non la teme. Ben mimetizzata nella
società legale, borghese, degli affari e delle professioni, la "Zona
grigia" non vede lupare, arricchisce all'unisono con i boss, li aiuta a
occultarei loro tesori, sfrutta competenzee agganci per derubare la comunità.
Etica violata, deontologia derisa e cinismo a parte, quella dei professionisti
al servizio del crimine è una categoria che gode di una convenienza assoluta e
che sarà possibile fotografare solo con una forte azione dall'interno degli
Ordini, Albi, categorie. L'hanno già fatto gli imprenditori a settembre: fuori
chi paga il pizzo ai criminali. Punto. E da lì sono cominciate le denunce di
estortori, le cancellazioni di soci da Confindustria e Confcommercio, il
rifiuto di nuove iscrizioni se sospette. Così in Sicilia, così in Calabria.
Quanto alle professioni, sarebbe tempo mettessero in campo una determinazione
analoga, perché le possibilità di mimetizzazione sono ancora troppo alte e il
danno arrecato alla società civile gigantesco: nascondere capitali in
Liecthenstein sottrae risorse al nostro Fisco; nascondere in Liechtenstein il
bottino di un estortore o aiutarlo a scalare una società è qualcosa di
immensamente più grave. lionello.mancini@ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-26 - pag: 13 autore: Online chi non corre è
perduto di Luca Bordin * Q uasi la metà della popolazione italiana è online,
più maschi che femmine (57% contro 43%) più giovani che anziani dove per
giovani intendiamo fino ai 49 anni (!). Ma, seguendo il trend mondiale, anche
in Italia internet si sta diffondendo alle fasce d'età degli ultracinquantenni
e dei più attempati. Ma che cosa fanno gli italiani online? Come si
differenziano nell'impiego della rete rispetto agli altri europei e agli
americani? Per capirlo è interessante comparare la frequentazione che gli
italiani hanno delle macrocategorie con le quali Nielsen Online classifica
l'offerta di contenuti e servizi presenti su internet con quanto avviene nei
principali Paesi europei e negli Stati Uniti. Abbiamo provato a farlo prendendo
in considerazione le differenze in termini di reach presente su ogni categoria
(cioè la percentuale delle persone che hanno navigato su ogni categoria
rispetto alla popolazione attiva online nel mese) e il numero di minuti medi
spesi da ogni persona che ha navigato in ogni categoria. Questi semplici
indicatori costituiscono un ottimo riferimento per comparare non solo la
quantità del pubblico attratto dalle diverse tipologie di offerta ma anche
l'intensità dell'utilizzo. La nostra attenzione viene attirata da alcune
categorie che dovrebbero essere quelle più "costruttive" dell'offerta
online, quelle che potrebbero essere utili a un Paese per crescere in sintonia
con il resto del mondo evoluto. Esaminiamo quindi la categoria che raggruppa i
siti che offrono formazione professionale e nuove occasioni di carriera online.
Ebbene "solo" il 40% dei navigatori italiani entra in contatto con
questo genere di offerta contro il quasi 50% di Francia e Spagna e oltre il 55%
degli Stati Uniti. Solo la Gran Bretagna presenta una percentuale di reach
simile alla nostra. Le cose purtroppo non depongono a nostro favore se
analizziamo il tempo speso per formarci e trovare nuove occasioni di carriera
online: gli inglesi investono quasi 40 minuti del loro tempo, gli spagnoli 46,
i francesi 32, gli americani 1 ora e 16 minuti, noi solo 22 minuti! Certoquesti
semplicinumeridescrivo-nouncomportamentoonlinecheèunospec-chiofedeledellanostraarretratezzanelcam-podellaformazioneprofessional
edellapoca flessibilità del nostro mercato del lavoro. Argomenti sui quali si
fa un gran parlare e forse pochi fra istituzioni governative, associazioni ed
enti preposti hanno sufficientemente preso in considerazione internet come un
importante canale per poter migliorare le cose, perché questi numeri
sicuramente riflettono anche e soprattutto una carenza di offerta di contenuti
e servizi specializzati. Proseguiamo in questa piccola disamina e la nostra
attenzione viene attirata dalla categoria Finance/Insurance/Investment. Anche
qui non stiamo meglio, la percentuali degli italiani che accedono a questi
servizi online sono il 49% di coloro che hanno navigato online nel mese (badate
bene ciò corrisponde a circa un quarto del totale della popolazione italiana
con più di 16 anni), gli spagnoli sono il 53% della popolazione attiva online,
i inglesi il 62%, i francesi il 64% e gli americani il 66 per cento. Gli
italiani non sembrano impiegare troppo del loro tempo su questo genere di siti:
siamo a circa 39 minuti medi contro i 45 minuti degli spagnoli, i 48 degli
inglesi, 1 ora e 8 minuti dei francesi e le 2 ore e 10 minuti degli americani!
Certo ci troviamo anche qui di fronte a una combinazione di arretratezze
strutturali del nostro sistema di offerta assicurativa e bancaria e a una
diffidenza culturale dei nostri concittadini per tutto ciò che non sia
tangibile a costo di pagare un prezzo salato (in termini di tempo e costo del
servizio) alla burocrazia cartacea con la quale ci siamo ahimè abituati a convivere. Gli
esempi potrebbero continuare, ma mi sembra ce ne sia abbastanza per passare
dalle parole ai fatti e impegnarci tutti maggiormente cercando di sfruttare la
rete internet al meglio anche per le sue incredibili potenzialità come strumento
di crescita culturale e strutturale del Paese. *Direttore generale
Nielsen Online.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-04-26 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il caso Bloccate tutte le pratiche, anche quelle sulla
tutela Soprintendenza archeologica: istituita da un mese non ha né sede, né
capo Caserta, funzionari negli uffici decentrati Preoccupazione dei funzionari
che non sanno a chi rivolgersi. Reggia divisa, una parte dipende da Napoli
CASERTA - Se la cerchi non la trovi. Eppure del primo aprile caserta dovrebbe
avere una seconda soprintendenza, quella archeologica, che è stata staccata per
decreto ministeriale da Napoli alla quale è stata aggiunta Pompei e quindi è
diventata una soprintendenza "speciale". Anche la nuova soprintendenza
è speciale, nel senso che non ha un capo (quello designato ha fatto ricorso e
non si muove dalla sede di Salerno e non si può dargli torto visto che la Corte
dei Conti ha annullato i decreti di nomina dei dirigenti che hanno provveduto a
trasferirlo in Terra di Lavoro), non ha un telefono, non ha un fax. La sede
doveva essere prestigiosa, quella della Reggia, o emblematica (la sede
del-l'Ufficio di Santa Maria Capua Vetere che è dislocato in quel che resta
della reggia dei D'Angio poi trasformato in incremento ippico), ma nel
complesso vanvitelliano se si va a chiedere della soprintendenza archeologica
fanno spallucce, mentre a Santa Maria sono in attesa di disposizioni visto che
in pratica non dipendono più da Napoli, ma non hanno neanche un capo (il
soprintendente) a cui rivolgersi: E le pratiche? Restano lì, in attesa di
disposizioni. Vincoli, tutela e tutto quello che consegue sono in un limbo
amministrativo che ha dell'incredibile. A pensarla una tale empasse non ci
sarebbe riusciti. Due settimane fa, a dieci giorni dalla "rivoluzione
rutelliana", i funzionari archeologici di Terra di Lavoro hanno stilato un
lungo documento in cui chiedevano di avere strutture, mezzi disposizione. Solo
due giorni prima, da Benevento, si erano levate le lamentele dei loro colleghi
che operano nel sannio. Ma c'erano le elezioni e nessuno li ha ascoltati
(neanche l'opposizione ora diventata maggioranza). E dopo? Si aspetta che
arrivi il nuovo ministro per dare una svolta, se sarà capace, a questa
situazione davvero incredibile. Al di là della querelle sulle nomine e sul
blocco decretato dalla Corte dei Conti chi ha pensato a una ristrutturazione
come quella varata non aveva tutti i torti: caserta e Benevento sono legate dal
1982 dalla soprintendenza ai monumenti e farne anche una archeologica non
faceva che aumentare questo legame. Solo che probabilmente, com'è stato fatto
in passato, ad esempio in Molise, prima di formare due soprintendenze con
competenze specifiche, si poteva pensare a una soprintendenza mista nella quale
uffici, strutture, sedi fossero in com,une, in maniera tale da sviluppare
maggiore tutela e poi, con il passare degli anni dividere le compenenze creando
le due strutture burocratiche. L'idea fu del primo ministro per i Beni
Culturali, che si chiamava Giovanni Spadolini, e per quarant'anni ha
funzionato, fino al 31 marzo. Ma i paradossi della nuova ristrutturazione non
terminano qui: I mobili della Reggia di caserta ora sono di competenza del polo
museale napoletano, mentre l'edificio resta nelle competenze della locale
soprintendenza ai monumenti. Se si rompe una sedia, per capirci, interviene
napoli, se cade una tegola ad agire sono i casertani. Se
non fosse vera questa paradossale situazione sembrerebbe una barzelletta sulla burocrazia italiana. Un anno e mezzo fa,
durante il vertice di maggioranza e consiglio dei ministri a Caserta, tra il
presidente de Franciscis e il ministro Rutelli venne firmato un protocollo di
intesa per fare un "Distretto culturale di Terra di Lavoro", sul
modello dei distretti industriali. Levatacccia per i cronisti che
assistettero alla firma, levataccia per funzionari e politici, ma di quel
documento, con la nuova riforma non resta che carta straccia, anche se San
Leucio e il suo Belvedere sono uno spledore, anche se la Reggia, di giorno e di
notte, un maggior numero di presenze, ma restano i controsensi come quello
della soprintendenza Archeologica. R. C. Altera Roma Capua era la seconda città
dell'impero romano e l'anfiteatro era secondo solo al Colosseo.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-26 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'emergenza I bilanci dei giudici di pace e la denuncia di
Magistratura democratica Immigrati, 40 mila i clandestini "Ogni giorno
solo tre espulsioni" Arresti inapplicabili e pochi i posti nei Cpt.
"Così restano in Italia" Forze dell'ordine impegnate per arrestare
immigrati destinati a non finire mai in carcere Meno di tre al giorno. Tanti
sono gli extracomunitari clandestini espulsi lo scorso anno in tutta la Lombardia.
Un dato che dovrebbe inchiodare al silenzio la maggior parte dei proclami
politici che, da destra e da sinistra, dalla maggioranza e dall'opposizione,
rilanciano la richiesta di più espulsioni e più severità per migliorare la
percezione della sicurezza. La situazione è questa: nel 2007, tra Milano e
provincia, polizia e carabinieri hanno arrestato 7.780 extracomunitari e ne
hanno denunciati, per reati vari, 20.479 (ovviamente non tutti sono irregolari,
anche se lo sono la maggior parte). La questura di via Fatebenefratelli ha
firmato circa 3 mila ordini di espulsione. Un lavoro enorme, sia per reprimere
i reati, sia per allontanare i clandestini ritenuti in qualche modo pericolosi.
Quando però si verifica il dato sulle espulsioni reali, si scopre che i giudici
di pace (competenti per queste pratiche) in dodici mesi hanno firmato 1.018
ordini di rimpatrio per tutta la Lombardia (solo 53 le mancate convalide). I
clandestini, secondo l'ultimo rapporto dell'Ismu, sono 37 mila a Milano e 108
mila in provincia. Le ragioni di questa sproporzione sono molte, ma bisogna
ricordarne due. L'attuale legge sull'immigrazione, Bossi-Fini, è stata varata
nel 2002 per mantenere le promesse elettorali di Lega e An. L'articolo 13 dice:
"Lo straniero espulso che viene trovato nel territorio dello Stato è
punito con la reclusione da uno a 4 anni". L'arresto è obbligatorio. In
realtà, le regole sono state concepite male e le scarcerazioni immediate sono
la norma. Come sia andata a finire, l'ha denunciato qualche tempo fa la sezione
milanese di Magistratura democratica. A Milano gli arresti sono una trentina al
giorno: prima della Bossi-Fini finivano in manette piccoli criminali. Dopo
l'entrata in vigore della legge, ha sostenuto Md, gli arresti sono saliti un
po', ma per il 40 per cento si tratta di clandestini, spesso dalla fedina
penale pulita e con un lavoro in nero. Tra questi arrestati, meno di uno su
dieci resta in carcere per altri motivi. "C'è dunque da chiedersi -
spiegavano i magistrati - se davvero la legge così come è concepita raggiunga
gli obiettivi per cui era stata pensata". Conclusione: i principi della
legge che avrebbero dovuto rispondere alle promesse elettorali sono in realtà
inapplicabili. Ma non è tutto. C'è un altro buco dietro le parole di chi ha sbandierato
"più espulsioni per tutti" e di chi, con il cambio di governo, ha
contribuito a svuotare le premesse chiave della legge. I numeri: nel 2005 e nel
2006 (con i romeni ancora extracomunitari) la questura di Milano ha firmato
oltre 6 mila ordini di espulsione l'anno. All' "invito" a lasciare
l'Italia, ovviamente, non obbedisce nessuno. L'espulsione può scattare quando
polizia e carabinieri trovano i clandestini per la seconda volta. Ecco i
rimpatri reali: un migliaio (su seimila provvedimenti) nel 2005 e altrettanti
nel 2006. Il risultato è più che positivo. Anche perché non si potrebbe fare di
più: non ci sono le strutture. Un immigrato clandestino, prima dell'espulsione,
deve necessariamente passare da un Centro di permanenza temporanea (in attesa della burocrazia, dei ricorsi, delle disponibilità di aerei). A Milano, a fronte
dei 145 mila clandestini della provincia, c'è un solo Cpt, quello di via
Corelli, che ha 140 posti e serve per l'intera Lombardia. A questo punto, la
riflessione va oltre: "Credo che bisogna sempre verificare le condizioni
effettive del clandestino - spiega Vito Dattolico, presidente dei
giudici di pace di Milano - se è in Italia da anni, ha un lavoro stabile,
conosce la lingua ed è integrato, ritengo che un giudice debba tenerne conto".
Gianni Santucci.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-26 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE $ Dall'archivio del Corriere / 19 luglio 1956 Il canguro ucciso dal
regolamento Buzzati e il dramma alla dogana Un canguro adulto, di due anni, di nome
ignoto, è morto, qui a Milano chiuso in una cassa. Morto per inazione,
solitudine, angoscia, disperata paura di dover restare rinserrato fra quelle
sei assi per sempre, non poter più correre e saltare per i prati, vedere il
sole, vivere. Da respirare, da mangiare e da bere ce n'aveva. Non è stato
dunque un decesso volgare, dovuto a carenza di ossigenazione o nutrimento. A
ucciderlo è stata proprio l'oppressione dell'animo, la melanconia, quel
sentirsi completamente abbandonato, la nostalgia, forse, delle pianure
australiane dove correva da bambino, così lontane. (...) Il canguro era stato
spedito dall'Olanda alla volta del giardino zoologico di Milano. Non erano
mancate le necessarie precauzioni: una cassa di capienza bastevole, con
opportuni fori a scopo di aerazione, imbottitura di paglia per risparmiare alla
bestia brutti colpi, una mangiatoia con adeguata provvista di foraggio, un
recipiente per l'abbeverata e, all'esterno, vistose scritte che avvertivano
come là dentro ci fosse un animale, raccomandando di maneggiare il
"collo" con le debite cautele. Certo, per il canguro, del tutto
all'oscuro della propria sorte, non deve essere stato un gran divertimento. Per
fortuna i treni corrono. Ben presto si era trovato a Chiasso dove i ferrovieri,
impietositi, lo avevano lasciato uscire qualche minuto dalla angusta prigione.
Da Chiasso a Milano il tratto è breve. Nella nostra città il viaggiatore
giunse, in condizioni buone, nelle prime ore del pomeriggio di sabato scorso.
Le sue pene, teoricamente, dovevano essere finite. Ad attenderlo c'era la
destinataria, cioè la signora Molinar, direttrice dello zoo. Da canguri o non
canguri, alle ore
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ne. Arriva proprio
nel bel mezzo della navata ai piedi degli affreschi in cui la gente del luogo
giura di riconoscere gli avi di persone che ancora vivono al castello.
"Questa rampa è uno scempio, una vera bruttura e la cosa più grave e che
non serve proprio a nessuno",tuona Piero la Liscia presidente del comitato
Castello che da anni si batte per la salvaguardia dell'antico abitato. Quella
discendereria dovrebbe permettere l'accesso dei disabili alla chiesa. Un'opera
meritoria peccato però che al Castello di Arrone i disabili non ci possano
arrivare. Impossibile inerpicarsi su per la salita. "Per noi che abitiamo
qui al Castello è difficile perfino tornare a casa con i passeggini dei bambini
figuriamoci con una carrozzella per disabili. Quando è stata risistemata la
strada interna sono stati fatti dei gradini così larghi che impediscono il
passaggio", sottolinea una signora che da quando è nata vive al Castello
di Arrone. Eppure una decina di anni fa è stata realizzata una rampa per
disabili e un'ascensore che avrebbe potuto risolvere i problemi di chi è costretto
in carrozzella o ha difficoltà nel camminare. Opera meritoria anche questa.
Peccato però che quell'ascensore non ha mai funzionato. "E così noi
abbiamo dovuto realizzare la discederia all'interno della chiesa antica. Se non
l'avessimo fatto non avremmo potuto ottenere dal Gal il contributo per
restaurare gli affreschi quattrocenteschi. Abbiamo scritto lettere su lettere,
fatto mille telefonate, per spiegare la situazione a che pro sperperare soldi
per la rampa per disabili in un posto in cui loro non possono arrivare?",
si chiede ancora La Liscia. Ma la burocrazia ha le sue leggi e così per salvare gli affreschi è dovuta
arrivare la rampa.E l'ascensone? Perchè non può essere ripristinato, o meglio inaugurato?
Impossibile ottenere risposte rapide dal comune di Arrone. "La pratica è
vecchia va ritrovata, non possimo rispondere così su due piedi. Richiami
tra una settimana", dicono all'ufficio tecnico. L.Pi.
( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara I vandali
arrivano prima del taglio del nastro Assalto al parco Wojtyla: vetri spaccati,
scritte sui gazebo e bidoni rovesciati PIETRO LAMBERTINI MONTESILVANO. Un
taglio alla recinzione e via attraverso il buco per correre a fare danni. Sono
arrivati prima della festa i vandali al parco dedicato al papa Karol Wojtyla.
Vetri in frantumi, vernice spray sulla casa in legno, bidoni della spazzatura
rovesciati, questo il bilancio della spedizione. Senza collaudo nonostante i
lavori già finiti, il parco dedicato al pontefice Karol Wojtyla è un'area verde
ancora vietata alla città. Ma dopo il tempo perso dietro
alla burocrazia,
l'inaugurazione s'avvicina. Chiuso nel recinto che già si piega con la forza
delle mani, affondato nel terreno e nascosto dalla vegetezione cresciuta
selvaggia, c'è anche un cannone risalente alla Seconda guerra mondiale. Uscito
indenne dal conflitto bellico, è prigioniero del degrado che lo circonda.
Il parco senza collaudo, stretto tra via Gramsci, via La Farina e via San
Pietro, è meta delle scorribande dei vandali. Entrare nel parco chiuso - ma già
segnalato sulla mappa di Montesilvano - è facile. Dopo aver tagliato la
recinzione accanto al cancello d'ingresso protetto dalla catena chiusa con un
un lucchetto, la banda di vandali è scivolata nel parco. Da qui, per loro, il
parco non ha avuto più confini. Migliaia di metri quadrati di verde da mettere
a soqquadro ancora prima dell'inaugurazione con la parata di amministratori
soddisfatti: il conto alla rovescia per l'apertura, in municipio, è già
cominciato ma il programma adesso, dopo la visita dei vandali, deve essere
rivisto. Oltre al taglio dell'erba alta che ricopre i viali e sommerge anche le
panchine, c'è da pensare pure a riparare i danni. Sulle pareti in legno della
casa delle associazioni e del bar c'è, quindi, una sequenza di scritte eseguite
con la vernice spray: una delle bombolette spray utilizzate, ormai vuota, è
ancora a terra. Anche sul tetto del bar si sono arrampicati i vandali per
lasciare il loro messaggio di vernice spray. Il passo successivo è stato quello
di spaccare il vetro della porta. Un colpo secco e il vetro è andato in
frantumi: uno sguardo e all'interno si vede la cucina con il tavolo e una
bottiglia d'olio. Dietro l'angolo della casa in legno ci sono quattro bombole
di gas, un'altra è stata scaraventata nell'erba alta. Ultima tappa del blitz
dei vandali, dopo aver sporcato anche lo scivolo per i bambini e dopo aver
rovesciato i bidoni della spazzatura, è stato il muro in cemento del parco
colorato di rosso: "Abbasso i throw up", questo il messaggio lasciato
da chi, prima dell'apertura, è già entrato nel parco.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 100 del
2008-04-26 pagina 7 Regalo ai trombati: 4,5 milioni ai senza pensione di Paolo
Bracalini Gli ex parlamentari che non sono stati rieletti possono riscattare i
contributi versati in ventidue mesi di attività. Più di 24mila euro a testa per
180 tra deputati e senatori. Indennità per il reinserimento sociale: 9mila euro
ogni anno Milano - Vanno aiutati, poveretti, mettetevi nei loro panni. Da un
giorno all'altro si sono trovati così, senza una poltrona, senza un portaborse,
senza l'auto blu, insomma in mezzo a una strada. Erano onorevoli, senatori, ora
tornano cittadini qualunque. Sai che trauma? E allora, non vogliamo dargli una
mano? Sì, è vero, hanno una bella liquidazione per quei ventidue mesi di sudore
passati tra la buvette e le aule del Parlamento, impegnati in durissime
votazioni, dal lunedì al giovedì, in riunioni di commissione, in impegnativi
quiz di cultura generale con le Iene. Ma serviva qualcosa in più. Meno male che
il Parlamento ci ha pensato, e ha fatto una leggina per questi sfortunati non
rieletti dopo la prima legislatura. Ed eccolo il regalino per addolcire
l'amarezza di non essere più tra i banchi. Un piccolo pensiero, s'intende, ma è
pur qualcosa: 24.189,78 euro in moneta contante, passare alla cassa di
Montecitorio o Palazzo Madama per ritirare. In tutto qualcosa come 4,5 milioni
di euro (secondo i calcoli di Panorama e del Sole24ore) che peseranno sulle
casse già provate delle due Camere. La cifra corrisponde ai contributi versati
dagli ex parlamentari per quella pensione che, sfortuna loro, non hanno fatto
in tempo a maturare visto che la legislatura è finita prima del dovuto.
Bastavano solo altri otto mesi e ce l'avrebbero fatta, invece per colpa di
Mastella niente da fare. Però i contributi sì, eccoli pronti. Un gruzzolo messo
da parte ogni mese, prelevato da quel modesto stipendio di 12 mila euro lordi
circa mensili. Spetta a 180 ex parlamentari, 120 ex deputati e 60 ex senatori.
Nessun lavoratore in Italia ha questo privilegio e per riscattare i contributi
deve aspettare l'età della pensione. I parlamentari no, loro possono averli
indietro subito. Chissà quanti di loro nemmeno sapevano di questo ennesimo
privilegio. Lo hanno scoperto aprendo la casella della posta, a casa loro.
Perché si è scomodato l'Ufficio contabile del Parlamento per informarli dell'assegno
in arrivo. Una lettera spedita già prima del voto, a tutti i parlamentari,
sicuri eletti e probabili trombati, dove si spiegava in dettaglio la leggina
pro-Casta: i non rieletti al primo mandato saranno risarciti dei contributi
pensionistici versati nei mesi di attività legislativa, somma corrispondente -
come detto - a oltre 24 mila euro rivalutati, si faccia attenzione,
"secondo l'indice Istat di incremento annuo dei prezzi al consumo per le
famiglie degli operai e degli impiegati". Difficile che siano mai andati a
fare la spesa al supermercato, ma c'è il Parlamento che tiene d'occhio per loro
i prezzi di latte, pane e ortaggi, non sia mai che il gruzzolo si assottigli
troppo e non ce la facciano ad arrivare alla fine del mese. Basta che presentino
una richiesta di rimborso e il bonifico partirà automaticamente. Anche i
contributi di reversibilità, per chi li avesse versati, sono riscattabili.
Tutto semplice, immediato, come è efficiente la burocrazia italiana. Ma già c'era
dell'altro. L'incredibile "indennità di reinserimento sociale" per
gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano
alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per "reinserire"
nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma,
che equivale a circa 9mila euro per ogni anno passato nelle Aule parlamentari.
I nostri sfortunati, avendo faticato 22 mesi, riceveranno comunque 18mila euro,
come se avessero fatto due anni completi. Perché anche il tempo, dalle parti di
Montecitorio, segue leggi particolari. Sei mesi più un giorno, solo per un in
politici, equivalgono a un anno. Così, giusto per fare un esempio, al no global
Francesco Caruso dovrebbero arrivare tra contributi e aiuti per il "reinserimento
sociale" qualcosa come 42mila euro puliti, esentasse per giunta. Niente
male per uno come lui che proprio adesso, dopo essere stato trombato, scopre la
necessità di una nuova sinistra "extraparlamentare". Anche all'ex
deputato trans di Rifondazione, Luxuria, arriverà la stessa cifra, quel che ci
voleva per un nuovo intervento di chirurgia plastica. Ma sono una legione gli
ex parlamentari, sconosciuti e conosciuti, che riceveranno lo stesso regalo.
Tra di loro c'è anche il fratello di Alfonso Pecoraro Scanio, Marco, meteora
della politica. Altri sono i fuoriclasse, più longevi politicamente, che grazie
alla stessa legge sbancheranno Camera e Senato. Un nome per tutti: il
"reinserimento" del comunista Armando Cossutta costerà allo Stato
345.744 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Merateonline.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Personaggio >>
Dedicato a? 26 / 4 / 2008 La Fortezza Bastiani di un uomo speciale Breve
elzeviro per un ''uomo speciale'': Giacomo Romerio, cittadino qualunque Non
nascondo di provare un'immensa simpatia per l'uomo, che è dotato di finissima
intelligenza e sottile - e quindi rarissimo - senso dell'ironia. Dopo queste
poche parole me lo immagino già in difesa, con il mento che si trasforma in
broncio sbarazzino, gli occhi strabuzzati dentro uno sguardo da soprassalto come
di chi, visto un ufo, ne rifiuta per logica o fede l'esistenza. Ecco, guardate
la fotografia e godetevi il dottor Giacomo Romerio, sindaco di Merate dal 1985
al 1990, nell'espressione che gli sarà compagna se mai leggerà queste righe che
gli dedico con affetto. Romerio da anni è il difensore civico della città di
Merate. Il suo ufficio è una novella e disadorna Fortezza Bastiani nella quale
il dottore attende l'arrivo dei tartari. Ne vorrebbe a bizzeffe e ne riceve a
scampoli. Li vorrebbe agguerriti, gli si presentano di fronte
sgualciti e infreddoliti dalla folate gelide di una burocrazia pubblica così vicina eppure tanto distante. Al dottore rimane
una sola soddisfazione che coltiva lungo le 365 lune del suo mandato, che
innaffia settimana dopo settimana e finalmente espone alla luce della ribalta
la sera in cui si presenta al consiglio comunale e legge la relazione sullo
stato della fortezza. Giacomo Romerio potrebbe cavarsela in pochi
minuti. Gli sarebbe facile dare lettura di una manciata di parole sprezzanti
nei riguardi di coloro che inventano una figura e poi l'abbandonano a se stessa
o di deluso rimprovero verso le tante figurine che neppure sanno che a Palazzo
Confalonieri c'è uno stipetto nel quale trovare il filo di sutura ideale per
ricomporre le ferite oppure un album sul quale incollare l' immagine di un
puzzle finalmente ricomposto. Ma non chiedete questo a Giacomo Romerio. Non è
da lui. Dove altri rovesciano l'esasperazione ? io, tra i tanti ? lui
distribuisce sollecitazioni. L'ultima è di quelle che non si dimenticano. Il 17
aprile ha chiuso l'ultima paginetta del suo breviario civico con l'invito al
funzionari comunali di Merate ad usare bene il potere di cui dispongono. Mai
parole furono pronunciate nella sede adatta e al momento opportuno. Anche
quella sera, come la sera di ciascuno degli appuntamenti annuali che l'hanno
preceduta, i consiglieri comunali per bocca dei loro capigruppo gli hanno
riversato addosso i complimenti più smodati. In verità lo hanno ringraziato per
un lavoro non svolto o svolto ai minimi termini perchè accade che all' uomo
Romerio il datore di lavoro pubblico non consente di lavorare. La sua figura è
misconosciuta, la sua funzione derubricata, il suo talento sottovalutato. In
quel grazie, fuoriscito con toni e modulazioni di frequenza diverse dalle
bocche di Andrea Colombo, Aldo Castelli, Andrea Robbiani e Chiara Bonfanti c'è
chi vi ha letto qualcosa di più e di sotteso. Al di là e oltre il grazie di
circostanza gli eletti dai cittadini meratesi al governo della città hanno
voluto tributargli l'onore di averlo tra di loro anche solo per pochi minuti e
una volta all'anno. Gli hanno voluto far capire che provano per lui una sana
invidia. Li mette a disagio il suo senso della misura, l'eleganza della
dialettica, la capacità di sintesi di pensiero e soprattutto la dignità con cui
porta avanti un ruolo e una figura istituzionali che sono di facciata. Malgrado
e a dispetto dell'evidenza ciascuno di loro vorrebbe occupare una casellina di
questo puzzle chiamato Giacomo Romerio ed ecco che l'applauso suona come il
dispiacere, ma anche la consapevolezza di non poterlo o saperlo essere. Io non
so che vita conduce il dottor Romerio e che cosa chiede ancora a quella che ha
davanti. So che è un uomo ? possiamo definirlo semipubblico ? ? invidiato.
Eppure tanti anni fa è stato scartato ( o come altri si è autoescluso? ma anche
l'autoesclusione è un rifiuto indotto ), tolto dal mazzo degli uomini validi
come si fa con un due di picche sgualcito che nel giuoco a carte conta niente.
Oggi alla festa della Liberazione il dottor Giacomo Romerio era in piazza
Prinetti, come un cittadino qualunque, dentro il suo impermeabile chiaro, ma a
giusta distanza dalle autorità. Forse è anche così che il difensore civico si
difende. Forse è perchè i tartari non li deve aspettare più, sono già arrivati.
Complicato è riconoscerli, classificarli, neutralizzarli. Alberico Fumagalli
Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della
provincia di Lecco Scritto il 26/4/2008 alle 10.09.
( da "Agi" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food VINO: ENOLOGI
ITALIANI, MENO BUROCRAZIA PER AUMENTARE EXPORT (AGI) -
Venezia, 26 apr. - Allegerire il peso della burocrazia, assicurare piu' trasparenza, promuovere il lavoro in squadra
per conquistare i mercati stranieri. Queste le richieste emerse dal 63
Congresso Nazionale degli enologi italiani, che e' stato giocato tutto in
attacco. L'offensiva piu' dirompente e' stata sferrata dal direttore
generale dell'Assoenologi, Giuseppe Martelli, che ha sostenuto la necessita' di
cambiare anche a "costo di essere impopolari" perche' troppo spesso,
ha detto, "le opportunita' del nostro vino sui mercati internazionali
vengono seriamente ostacolate dalla frammentazione, dagli interessi di parte,
dalla burocrazia, da scoordinati controlli, e dalla
paura di uscire dal guscio". "Pensiamo - ha detto Martelli, la cui
visione globalizzata e' forte dell'esperienza della sua attuale carica di
presidente dell'Unione Internationale des Oenologues - quali risultati potremmo
ottenere se ci fosse piu' gioco di squadra, piu' trasparenza, meno burocrazia, piu' liberta' da parte delle aziende, ovviamente
nel rispetto delle leggi". Le leggi da applicare rigorosamente, ma anche
da riformare, sono state sovente richiamate nei lavori congressuali;
soprattutto deve essere alleggerito il peso della burocrazia,
che da una parte e' inefficiente sul piano informativo ("Non conosciamo
neppure la consistenza della nostra produzione vinicola", ha esclamato
Martelli, e "per le denominazioni di origine i dati sono incompleti e
fermi al 2005"), e dall'altra e' soffocante perche' oggi "sono 21 gli
enti deputati alle verifiche di settore", sovente in contrasto e
sovrapposizione, con una conseguenza "sconcertante: mediamente un enologo
deve dedicare il 25% del suo tempo lavoro a riempire carte e moduli, a dare
spiegazioni ad enti di controllo, con costi indiretti enormi. Noi siamo i primi
ad affermare che i controlli devono essere fatti in modo trasparente e
determinato, ma perche' non pensare ad una banca dati che raccolga le
informazioni? Il settore vitivinicolo non solo non riesce a stabilire quanti
vigneti ha, ma neppure a coordinare e finalizzare gli interventi repressivi. E'
inefficienza o cattiva volonta'?". Comunque, e' "nell'export il
futuro del nostro settore", come ha rilevato il presidente
dell'Assoenologi, Giancarlo Prevarin, sottolineando che dal 2003 il comparto
vitivinicolo e' diventato il primo del nostro export agroalimentare:
"Nonostante i nostri mille campanili, l'incapacita' di fare sistema, e la
frammentazione che ci caratterizza, all'estero riusciamo a vincere". Sulla
stessa linea Federico Castellucci, segretario generale dell'OIV, ossia l'ONU
del vino: "Anche alla luce della contrazione dei consumi nel mercato
interno pare evidente che gli sforzi e l'allocazione di risorse debbano
concentrarsi sulla promozione del vino nei paesi terzi, considerando sia i
mercati gia' consolidati sia (e forse soprattutto) quelli emergenti. (AGI).
( da "Libertà" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
36 AGENDA sabato 26
aprile 2008 Il caso Piacenza, presto una nuova piscina LUIGI LUPI Come padre di
due atleti della Pallanuoto Piacentina sono deluso da quello che ho saputo a
proposito della costruzione della nuova piscina. Ricordo che l'anno scorso
prima delle elezioni comunali, entrambi gli schieramenti avevano promesso la
costruzione di un nuovo impianto natatorio sia per i nuotatori che per i
pallanuotisti. Il sindaco scrisse su "Libertà" (se non ricordo male)
che la nuova piscina si sarebbe fatta. In un successivo articolo diceva che il
nuovo impianto sarebbe cresciuto a Montecucco (area verde adibita ad impianti),
previo abbattimento della vecchia Raffalda. In questo modo darebbe al comune un
risparmio di centinaia di migliaia di euro, costo questo all'anno per il
mantenimento della fatiscente Raffalda. Oltretutto con la vendita del terreno
ex Raffalda, il Comune non spenderebbe un soldo pubblico per la nuova piscina,
anzi forse ci guadagnerebbe. Ho saputo che i residenti la zona Raffalda hanno
raccolto le firme per opporsi al suo abbattimento. Voglio dire che queste
persone, fino a poco tempo fa, erano le stesse che scrivevano lamentandosi per
il numero di auto presenti, per i rumori e per le grida durante le gare di
nuoto e di pallanuoto. Ora dico se non è ora di finirla con le chiacchiere e di
passare ai fatti. Basta con la politica. Il comune prenda le proprie
responsabilità e mantenga quello che ha promesso. Noi genitori desideriamo che
i nostri figli abbiano presto una struttura acquatica degna di una città come
Piacenza. Io ho la fortuna di viaggiare molto per lavoro e noto con malincuore
come siamo indietro noi di Piacenza in strutture sportive acquatiche rispetto a
tutte le altre città Italiani anche con minor numero di abitanti e di minor
afflusso natatorio. Mi sono quindi permesso di scriverLe
direttore per rendere pubblica una situazione che deve essere risolta
velocemente. Basta burocrazie, basta perdite di tempo inutili e via ai lavori.
© LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati
Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Confagricoltura:
"Dal governo riforme urgenti" Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed
energie rinnovabili ROMA "Rimettere economia e imprese al centro
delle priorità politiche". È questo l'invito lanciato dal presidente della
Confagricoltura, Federico Vecchioni, al nuovo Governo, la cui formazione è
ormai in dirittura di arrivo. "Il risultato politico garantisce piena
governabilità per fare le riforme che gli imprenditori chiedono" Quali
sono le priorità? "Le prorità sono tre: avviare una fase costituente per
rivedere l'ordinamento della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli
istituzionali e ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". Le idee
sono molto chiare. "Sì, vogliamo pensare in grande; ricordo il significato
del "manifesto per la governabilità" firmato da undici confederazioni
d'impresa in piena crisi di governo, in cui si sollecitava un'assunzione di
responsabilità da parte della classe politica al fine di garantire a imprese e
cittadini, scelte strategiche per lo sviluppo dell'economia del Paese. Si
tratta di un'iniziativa, più che mai valida oggi, che richiede anche una
riflessione all'interno delle confederazioni". Vale a dire? "Mi
riferisco alle modalità di esercizio della rappresentanza, per un rapporto
rinnovato con l'esecutivo, fuori dai riti della concertazione ma dentro un
processo di crescita comune per le imprese e per il Paese. Questo perché la
complessa congiuntura nazionale e internazionale impone che le decisioni che
riguardano il settore agricolo, trovino un posto di rilievo nell'agenda del
Governo". Cosa chiedete in prima istanza? "Le nostre imprese hanno
bisogno di aumentare la dimensione economica, contenere i costi e migliorare la
presenza sui mercati nazionale e internazionale. Per fare questo c'è bisogno di
una stabilizzazione del sistema fiscale, di un rilancio della ricerca e
dell'innovazione, ma anche di politiche del lavoro tese alla semplificazione e
alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro
irregolare. Non ultima occorre una decisiva azione contro la burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse
idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va
garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi
comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in
Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli
ultimi tempi è stato vittima di numerosi 'attacchì e che, complice anche
l'euro forte, rischia di retrocedere dalle tavole mondiali". .
( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
INTERVISTA. Parla il
presidente Vecchioni Confagricoltura: "Dal governo riforme urgenti"
Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili ROMA
"Rimettere economia e imprese al centro delle priorità politiche". È
questo l'invito lanciato dal presidente della Confagricoltura, Federico
Vecchioni, al nuovo Governo, la cui formazione è ormai in dirittura di arrivo.
"Il risultato politico garantisce piena governabilità per fare le riforme
che gli imprenditori chiedono" Quali sono le priorità? "Le prorità
sono tre: avviare una fase costituente per rivedere l'ordinamento della
Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire
ruoli e competenze degli enti locali". Le idee sono molto chiare. "Sì,
vogliamo pensare in grande; ricordo il significato del "manifesto per la
governabilità" firmato da undici confederazioni d'impresa in piena crisi
di governo, in cui si sollecitava un'assunzione di responsabilità da parte
della classe politica al fine di garantire a imprese e cittadini, scelte
strategiche per lo sviluppo dell'economia del Paese. Si tratta di
un'iniziativa, più che mai valida oggi, che richiede anche una riflessione
all'interno delle confederazioni". Vale a dire? "Mi riferisco alle
modalità di esercizio della rappresentanza, per un rapporto rinnovato con
l'esecutivo, fuori dai riti della concertazione ma dentro un processo di
crescita comune per le imprese e per il Paese. Questo perché la complessa
congiuntura nazionale e internazionale impone che le decisioni che riguardano
il settore agricolo, trovino un posto di rilievo nell'agenda del Governo".
Cosa chiedete in prima istanza? "Le nostre imprese hanno bisogno di
aumentare la dimensione economica, contenere i costi e migliorare la presenza
sui mercati nazionale e internazionale. Per fare questo c'è bisogno di una
stabilizzazione del sistema fiscale, di un rilancio della ricerca e
dell'innovazione, ma anche di politiche del lavoro tese alla semplificazione e
alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro
irregolare. Non ultima occorre una decisiva azione contro la burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse
idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va
garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi
comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in
Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli
ultimi tempi è stato vittima di numerosi 'attacchì e che, complice anche
l'euro forte, rischia di retrocedere dalle tavole mondiali". .
( da "Brescia Oggi" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
INTERVISTA. Parla il
presidente Vecchioni Confagricoltura: "Dal governo riforme urgenti"
Le priorità: ricerca, lavoro fisco ed energie rinnovabili ROMA
"Rimettere economia e imprese al centro delle priorità politiche". È
questo l'invito lanciato dal presidente della Confagricoltura, Federico
Vecchioni, al nuovo Governo, la cui formazione è ormai in dirittura di arrivo.
"Il risultato politico garantisce piena governabilità per fare le riforme
che gli imprenditori chiedono" Quali sono le priorità? "Le prorità
sono tre: avviare una fase costituente per rivedere l'ordinamento della
Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e ridefinire
ruoli e competenze degli enti locali". Le idee sono molto chiare.
"Sì, vogliamo pensare in grande; ricordo il significato del
"manifesto per la governabilità" firmato da undici confederazioni
d'impresa in piena crisi di governo, in cui si sollecitava un'assunzione di
responsabilità da parte della classe politica al fine di garantire a imprese e
cittadini, scelte strategiche per lo sviluppo dell'economia del Paese. Si
tratta di un'iniziativa, più che mai valida oggi, che richiede anche una
riflessione all'interno delle confederazioni". Vale a dire? "Mi
riferisco alle modalità di esercizio della rappresentanza, per un rapporto
rinnovato con l'esecutivo, fuori dai riti della concertazione ma dentro un
processo di crescita comune per le imprese e per il Paese. Questo perché la
complessa congiuntura nazionale e internazionale impone che le decisioni che
riguardano il settore agricolo, trovino un posto di rilievo nell'agenda del
Governo". Cosa chiedete in prima istanza? "Le nostre imprese hanno
bisogno di aumentare la dimensione economica, contenere i costi e migliorare la
presenza sui mercati nazionale e internazionale. Per fare questo c'è bisogno di
una stabilizzazione del sistema fiscale, di un rilancio della ricerca e
dell'innovazione, ma anche di politiche del lavoro tese alla semplificazione e
alla sostenibilità degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro
irregolare. Non ultima occorre una decisiva azione contro la burocrazia e strategie concrete per le energie rinnovabili e le risorse
idriche". Un programma ambizioso. "Sicuramente ed è per questo che va
garantito un ruolo più incisivo e determinante del Governo nelle sedi
comunitarie e internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in
Italy" agroalimentare che pesa nella bilancia commerciale e che negli
ultimi tempi è stato vittima di numerosi 'attacchì e che, complice anche
l'euro forte, rischia di retrocedere dalle tavole mondiali".
( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Apr 0826 Fiat, il miracolo
di Torino Pubblicato da Massimo Brignolo alle 11:58 in Diario L'annuncio dei
risultati del primo trimestre di Fiat, giovedì scorso, ha avuto l'approvazione
dei mercati a testimonianza dell'ottimo lavoro che Sergio Marchionne continua a
fare a capo del gruppo torinese, protagonista negli ultimi quattro anni di una
inversione di tendenza da caso di studio al punto che il settimanale The
Economist vi dedica un editoriale, "Il miracolo di Torino", ed un
articolo all'interno dedicato alla "rinascita di un gruppo
automobilistico". The Economist tratta il caso Fiat alla stregua di un
vero e proprio caso di studio paragonandolo, con aspetti diversi, alle storie
di Nokia e di Apple: "alcune inversioni di tendenza sono il risultato di
un cambiamento di strategia come per Nokia, una confusa holding in un paese
baltico prima di concentrarsi sulla telefonia mobile. Altre sono la conseguenza
di un brillante nuovo prodotto. Apple era uno dei tanti attori del mercato dei
personal computer fino all'invenzione dell'Ipod. Altri ancora derivano dalla
consapevolezza che l'azienda ha perso la rotta e deve concentrarsi nuovamente
su ciò che è meglio in grado di dare: FIAT appartiene a questa categoria"
e la storia del recupero di un gruppo che per lungo tempo è stato uno dei
gruppi più in crisi della peggiore economia europea "offre delle lezioni
agli altri gruppi automobilistici". "Fiat ha da sempre rappresentato
l'industria italiana: celebrata, al suo massimo, per i suoi prodotti e poi
derisa per la rigidità dell'occupazione e per la burocrazia gestionale". Uno dei
pregi di Marchionne, quando nel 2004 prese le redini del gruppo di Torino, è
stato quello "di convincere tutti che la Fiat poteva essere rinnovata
ricostruendola e non distruggendola". La prima mossa fu quella di rendere
Fiat "più agile": "in 60 giorni ridusse la corpulenta
amministrazione ad una dimensione più adatta ai suoi ricavi" e
prese il controllo della Divisione Auto, "con una nidiata di giovani
manager, introducendo una cultura di trasparenza e onestà". In seguito
"si concentrò sulla produzione di modelli che la gente voleva; i tre
marchi si impegnarono a produrre modelli che toccassero le emozioni degli
acquirenti". "Che cosa i grandi produttori americani possono imparare
dal miracolo di Torino?" si chiede The Economist: primo, "non essere
sedotti da prodotti che non rappresentano il loro business principale,
concentrandosi alla ricerca di facili profitti" su nicchie che significano
"la resa in termini di quote di mercato ai gruppi europei e giapponesi quando
le mode e i prezzi del carburante giocano contro di loro". In secono
luogo, i produttori americani "avrebbero potuto affrontare i loro problemi
operativi prima": GM "ha impiegato una decina di anni a migliorare la
qualità e a ridurre il peso di pensioni e fondi sanitari". GM come Fiat ha
avuto a che fare con sindacati potenti ma "Marchionne ha avuto la meglio
comunicando la gravità della crisi". In conclusione, "Detroit
potrebbe farcela ma se i suoi manager fossero così coraggiosi e onesti come
Marchionne, potrebbe già essere felicemente fuori dalla crisi".
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Talia. Il biologo
delle staminali BARBARA CIARCIA Se non fosse stato per l'incoraggiamento di un
eccellente professore liceale di Mirabella Eclano, Gigino Sirignano, oggi
Stefano Di Talia, giovanissimo e già affermato ricercatore di biologia
molecolare, nonchè assistente associato alla cattedra del premio Nobel, Eric
Wieschaus, nella prestigiosa "Rockefeller University" a Manhattan,
sarebbe rimasto un brillante laureato in Fisica Nucleare, sconosciuto e forse
pure disoccupato. Per sua fortuna, invece, ha seguito il suo istinto
scientifico, e soprattutto quel buon consiglio di un docente che lo ha spinto
ad andare sempre più lontano e a fondo negli studi fisici. E alla fine Stefano
è andato lontano veramente, anche geograficamente. Conquistata, a meno di trent'anni,
la frontiera della ricerca americana nel futuro prossimo di Di Talia da
Fontanarosa c'è lo spazio. Tra un mese infatti ha intenzione di prendere parte
al concorso per astronauti bandito dall'Agenzia Spaziale Europea, concorso
riservato ai laureati in materie scientifiche, di età compresa fra i 27 e i 37
anni, e con un'ottima conoscenza della lingua inglese. E Stefano Di Talia,
impegnato da tempo a compiere ricerche tra fisica e biologia, ha tutti i
requisiti richiesti, e anche di più, per potervi accedere. "Chissà - ha
esclamato il biofisico irpino che vanta un curriculum accademico invidiabile -
sono molto stimolato e aperto a questo tipo di esperienze. Nella vita bisogna
saper cogliere le occasioni favorevoli e tentare tante strade senza perdere mai
di vista la mèta. Già la tesi che ho elaborato a Napoli è stata un punto di
svolta importante per la mia carriera scientifica. Grazie a quegli studi sono
riuscito a perfezionare il mio interesse per la fisica applicata alla biologia
e a spiccare poi il volo". Saggio e prudente. Consapevole dei limiti umani
ma curioso di scoprire i segreti del mondo attraverso il ciclo cellulare delle
staminali e quelli più misteriosi e illimitati dell'universo. A soli 23 anni
con l'elaborazione di una tesi su un modello matematico di formazione dei vasi
sanguigni, Di Talia lascia senza parole, per la rigorosa e acuta preparazione
scientifica, la commissione esaminatrice in seduta di laurea. Seguirà la
vincita al concorso di dottorato in Fisica Statistica e Biologica a Trieste,
prestigiosa istituzione nazionale per le ricerche in biofisica, neuroscienze e
fisica teorica. Un altro professore, Marcelo Magnasco, scopre e apprezza il
talento di questo semplice ragazzo di provincia e lo sprona a tentare la
fortuna accademica in America, a New York, alla gloriosa "Rockefeller
University" e alla prestigiosa "Princeton University", autentici
templi della scienza mondiale. "La ricerca scientifica americana è davvero
stimolante e sorprendente - spiega Di Talia - Qui se hai voglia di migliorare e
fare sul serio sperimentazione ottieni aiuti finanziari ma
anche morali cosa che purtroppo in Italia non avviene per questo molti giovani
e validi ricercatori scappano in America". La burocrazia italiana che mette in fuga i cervelli negli Usa, al contrario,
li coccola e li tutela come patrimonio dell'umanità. Non a caso c'è un oceano a
marcare le differenze tra il vecchio e il nuovo mondo.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MADDALONI. ITER DI
RECUPERO FERMO DA QUATTRO ANNI PER LE CASE IACP Mille
famiglie ostaggio della burocrazia Maddaloni. Persi quattro anni. Alla fine Maddaloni rischia di
perdere i fondi strutturali, attesi da 25 ani, per il recupero edilizio e
urbano (ristrutturazione, consolidamento statico e rifacimento dei
sottoservizi) dei quartieri dormitorio cresciuti intorno ai casermoni popolari
di via Feudo e via Serao. È record: da quattro anni, nonostante la
disponibilità finanziaria (originariamente ammontante a 8 miliardi di vecchie
lire), non si riesce a chiudere l'iter di affidamento dei lavori per tutelate
la vivibilità di 1300 famiglie che vivono nei grandi casermoni popolari di via
Serao e via Feudo. La burocrazia è più forte
dell'emergenza. Il Comune ha ceduto persino la proprietà dei suoli (e della
aree circostanti) su cui sorgono le case popolari. È risultata inutile la
dismissione immobiliare di quasi due quartieri. La cessione del diritto di
superficie ha reso l'Iacp proprietario unico di suoli, stabili e sottoservizi.
Tutto al fine di rendere possibile l'avvio dell'agognato ammodernamento di
strutture, ormai afflitte da un grave degrado e secondo i progetti di
riqualificazione caldeggiati dalla Regione. Dal dicembre 2003, non si riesce a
completare lo schema convenzionale, tra l'Iacp e la Regione Campania, per la
speda di 4 milioni di euro. "Dopo tanto attendere - commenta Carlo
Scalera, segretario provinciale del Sicet-Cisl - è arrivata l'ennesima grande
beffa: l'Iacp non è riuscita, in tempi brevi, a sbloccare la paralisi
dell'affidamento dei lavori". Quindi la bonifica degli alveari Iacp
(occupati nel post-terremoto) è rimandata ancora una volta. E con essa il
rifacimento dei sottoservizi. Poi sono di somma urgenza gli interventi contro
le infiltrazioni degli scarichi nelle abitazioni. Esistono, in aggiunta, seri
problemi di allagamento dei piano terra e dei vani ascensori. Insomma, un
rafforzamento della sicurezza strutturale e un'azione di tutela
socio-sanitaria. "A Maddaloni - denuncia Ciro Cortese (Sunia-Cgil)- quando
si parla di edilizia pubblica si parla di cifre colossali. Ad un quarto di
secolo dall'ultimo sisma e dopo 10 anni di attesa, si attende ancora la
risoluzione della querelle giudiziaria sull'attribuzione dei mega-lavori,
affidati con un contestato ribasso del 40 per cento, per la ristrutturazione di
tutti gli alloggi Iacp cittadini. Questa paralisi burocratica è tanto più
irritante, oltre alla beffa tremenda che si sta concretizzando della perdita
dei finanziamenti, se si pensa che tiene in scacco circa cinque mila persone
che abitano i grandi alveari polari di via Feudo, via Napoli e via Serao".
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA STORIA Passaporti
per 37 piccoli indonesiani VicenzaTrentasette bambini indonesiani, figli di
coppie miste, riceveranno questa mattina a Vicenza, dalle mani
dell'ambasciatore indonesiano H. E. Susanto Sutoyo il passaporto indonesiano.
Si tratta dei primi passaporti consegnati in Italia a seguito dell'emanazione
di una legge indonesiana, lo scorso agosto 2006, che consente il conferimento
della doppia cittadinanza."Sono circa quattrocento le coppie miste
italiane che hanno fatto richiesta per i propri figli - spiega Julie Ghinami,
presidente dell'associazione Comunità Mlati Mondiale - ma l'iter burocratico è
piuttosto complesso e le prime domande sono state consegnate alle ambasciate
soltanto a partire da giugno dello scorso anno".La cerimonia di oggi avrà
luogo al ristorante messicano di Vicenza in via Lanza, a partire dalle 10.30
fino alle 16. Protagonisti saranno 17 dei 37 bambini che riceveranno il
passaporto, un numero ridotto, in quanto molti non potranno intervenire per
ragioni di distanza dal luogo di residenza."Abbiamo scelto Vicenza - prosegue
Julie Ghinami - per andare incontro alle esigenze della gran parte delle
famiglie, dislocate in prevalenza nel Nord Italia. Le domande finora pervenute
all'ambasciata indonesiana a Roma sono 59, tra le quali 37, appunto, hanno
raggiunto la fase finale con la consegna, oggi, del passaporto agli
interessati". Le coppie con i rispettivi bambini
potranno festeggiare una vittoria sulla burocrazia, ma anche il riconoscimento legittimo delle proprie origini,
formalizzato con tutte le ufficialità del caso."L'associazione Comunità
Mlati Mondiale - conclude la presidente - mira alla promozione della cultura
della comunità Mlati ed alla conservazione delle sue tradizioni. Il
riconoscimento della cittadinanza ai nostri figli è un traguardo non di poco
conto, perché racchiude in sé una forte valenza culturale e di identità
storica. Avere il passaporto indonesiano per noi e per i nostri figli significa
non dimenticare mai le proprie origini, pur riconoscendo di appartenere e di
trovarsi in un Paese diverso, per noi l'Italia, del quale si condividono ed
apprezzano le tradizioni e le usanze".Matteo Crestani.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lo sceriffo a Forza
Italia: "Datevi un'anima sola" Gentilini non entra nella spaccatura
interna agli Azzurri sulla scelta degli assessori ma ribadisce: "Le
divisioni portano baruffe" "La situazione di Forza Italia? Sono
faccende loro e io non voglio entrarci. Però...". Un Giancarlo Gentilini
insolitamente diplomatico tende a non infierire sugli alleati in procinto di
entrare in giunta. La parte azzurra del Pdl si è spaccata attorno all'indicazione
della terna da inserire nella seconda giunta Gobbo: da una parte il
coordinamento comunale difeso dall'assessore regionale Fabio Gava e dall'altra
il capogruppo in Regione Remo Sernagiotto e la coordinatrice provinciale
Annalisa Basso. Una situazione tesa che conferma un clima non proprio idilliaco
all'interno del movimento. Un'occasione che Gentilini potrebbe cogliere al volo
per ribadire una suo classico commento sulla Forza Italia trevigiana: "Un
partito in cui non si sa mai chi comanda". Giudizio ripetuto più volte nel
corso degli anni ma che, adesso, lo Sceriffo risparmia ai futuri alleati, senza
però togliersi il gusto di sottolineare quanto sta accadendo: "L'ho sempre
detto che ci sono tante anime: devono invece mettersi in testa di avere un'anima
sola. Solo allora si potrà discutere tranquillamente. Ma se hai due o tre
anime, poi si rischia la baruffa".Gentilini, come tutta la Lega, si limita
quindi ad aspettare: "Attendo le loro decisioni. Io non c'entro niente e
in queste cose non ci voglio entrare. Se mi ci vedo seduto in Giunta accanto a
Vittorio Zanini? Per me è sufficiente che chi entra in Giunta lavori per la
città e per i cittadini. Non voglio persone che si auto incensano: chi sta in
un posto di comando del comune deve avere solo lo scopo di accontentare i
cittadini. La politica deve rimanerne fuori. Io dico sempre: imitatemi. Per
quel che riguarda gli assessori di Forza Italia, aspetto che siano loro a
portarmi i nomi".Intanto la situazione all'interno del partito rimane
congelata. Il coordinatore comunale Giampiero Aloisi continua a difendere la
sua terna (Stefano Bastianetto, Renato Salvadori e Vittorio Zanini), ma la
scelta definitiva verrà fatta la prossima settimana quando ci sarà un incontro
tra il sindaco Gobbo, la Basso e Nicolò Ghedini, coordinatore regionale
azzurro.Intanto per lunedì si attende anche la decisione dell'Ufficio
Elettorale centrale sulla controversa questione delle preferenze sparite per un
errore nei conteggi. Il magistrato che presiede l'Ufficio dovrà stabilire se
entrare in regime di auto-tutela e quindi riprendere in mano i registri
elettorali, oppure lasciare tutto come sta. Sulla questione
Gentilini ha una sua opinione: "Se c'è stato un errore, che lo si
corregga. Invece siamo finiti nella trappola della burocrazia e ci saranno ricorsi con tanta gente impegnata per questo,
quando invece ci sarebbe cose più importanti da fare".P. Cal.
( da "Provincia di Lecco, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LECCO (gl.riv.)
Aprire un negozio in un giorno solo, oggi è possibile grazie alla Regione. I
procedimenti per avviare un'attività economica sono stati semplificati, e sono
state eliminate le certificazioni per l'avvio dell'attività. Non sarà più
necessario rivolgersi ai singoli sportelli degli enti interessati alle
certificazioni - come le Asl, i comuni, l'ufficio regionale e tanti altri
ancora -, con l'entrata in vigore del nuovo modello Diap, sarà sufficiente
rivolgersi allo sportello unico del proprio comune, ed in un solo giorno
ottenere una dichiarazione sostitutiva, alla quale sarà data risposta entro un
mese. Si tratta di un nuovo provvedimento realizzato a favore di una maggiore
competitività per le imprese della Lombardia. In passato i procedimenti
amministrativi di avvio, svolgimento, trasformazione e cessazione di un'impresa
comportavano una trafila di scartoffie immane, e l'imprenditore continuava ad
essere rimbalzato da un ufficio all'altro, con almeno due o tre mesi di attesa
per ogni singolo certificato. Anche per l'installazione e l'attivazione di
impianti e la certificazione di agibilità e sicurezza degli edifici, la trafila
era lunga e complessa, e comportava un vero e proprio calvario burocratico.
Oggi tutti questi adempimenti sono stati sostituiti da una dichiarazione
sostitutiva di certificazione che viene eseguita dal legale rappresentante
dell'impresa che attesta la conformità o la regolarità degli interventi.
Dichiarazione che può essere effettuata in un solo giorno allo sportello unico
del comune in cui si trova la propria attività. Restano fermi il controllo e la
verifica successivi da parte degli enti interessati, nonché la vigilanza da
parte delle autorità competenti. 26/04/2008.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A LOCANA Inchiesta
Tra i banchi sulla montagna che invecchia L'ultima speranza RONCO CANAVESE IL
RISCHIO Casetti scende a 12 alunni: così perdeva una pluriclasse Il Comune è
intervenuto stanziando dai 500 ai 600 euro ogni mese Il sindaco paga la maestra
per salvare l'elementare ALESSANDRO BALLESIO "Forse gli stranieri ci
salveranno" Ora la scuola ha solo sette allievi e manca la quinta Con lo
spopolamento si perdono iscritti ogni anno VALLI ORCO E SOANA Le montagne fanno
di Locana il secondo Comune d'Italia dopo Roma e in questa superficie che
sembra immensa, cent'anni fa c'erano novanta frazioni abitate e quattordici
scuole. Altri tempi: a parte il capoluogo, di plessi ne rimane uno soltanto,
quello di borgata Casetti, che è il punto di riferimento di chi vive nei
villaggi fino a Ceresole Reale, del vallone di Piantonetto, di Rosone e perfino
del paese di Noasca. Sedici bambini in tutto, ma il fatto è che l'anno prossimo
il numero scenderà a dodici: per legge, Casetti dovrebbe dire addio a una delle
due pluriclassi e soprattutto a una delle due insegnanti. "Sarebbe il
primo passo verso la chiusura", si lamentano gli abitanti. C'è poco da
fare di fronte all'invecchiamento che è diventato proverbiale, da queste parti.
Ma una cosa sì: pagare lo stipendio della seconda maestra, perché non se ne
vada. Il meccanismo in realtà è più complicato, ma è più o meno quello che ha
deciso di fare il Comune di Locana, grazie a un accordo con il Provveditorato
agli studi e con i sindacati. In sostanza: la burocrazia, numeri alla mano, dice che
questa scuola di borgata avrebbe diritto a "un'insegnante e mezza", e
allora l'amministrazione ha messo a bilancio una somma per coprire la parte che
rimane "scoperta". L'equivalente di mezza busta paga, dai 500 ai 600
euro al mese. "Ma è soltanto una situazione temporanea, che
riguarderà il prossimo anno scolastico - specifica il sindaco Giovanni Bruno
Mattiet - perché i dati in nostro possesso sono confortanti: fra due anni i
nuovi ingressi alle elementari scongiureranno la cancellazione della seconda
pluriclasse, per non parlare della chiusura della sede di Casetti". Dal
Comune ripetono che difendere quest'ultimo plesso "di frontiera" è un
dovere, "è nella politica di chi vuole combattere l'esodo dalle montagne".
In effetti è previsto anche un intervento di 50 mila euro per ristrutturare
l'edificio. Più in generale "bisogna agevolare la gente che ha deciso di
rimanere a vivere qui", ripete il sindaco. E allora non sembra azzardato
il raffronto con un altro progetto di Locana: sgravare dell'Irpef comunale
quegli operai che sono in cassa integrazione o in mobilità (sono una decina, e
per lo più dipendenti della Sandretto di Pont Canavese). Nelle Valli Orco e
Soana, intanto, sul tema delle iscrizioni a scuola si continua a navigare a
vista. Perdere in un anno due o tre bambini significa cancellare classi,
compromettere il futuro delle montagne. Ma quest'anno sono riusciti a tirare un
sospiro di sollievo. Sei alunni, a Ceresole Reale e Alpette, non uno di più. A
Ronco Canavese, nel