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Articoli
Burocrazia (47)
Asse con Cisl e Uil. E vede Bonanni
( da "Corriere.it"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha in mente anche qualche sacca di burocrazia confindustriale. E forse pure questo l'aiuterà nei rapporti con Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Che non partono comunque da zero. È vero, in questi quattro anni lei si è occupata d'altro. Sì, sarà preziosa l'esperienza di Alberto Bombassei. Ed è da adesso che si fa sul serio.
LIBERAZIONE
1 ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: PD di Mantova BUROCRAZIA Quanti costi per la gestione Ma quanto costa un pezzo di carta ad un'impresa artigiana? La domanda che si pone l'artigiano trova risposta da uno studio di Confartigianato che ha calcolato che le imprese made in Italy pagano ogni anno 14.
LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.
Rischi
e chances: ecco le due facce degli States
( da "Giornale
di Brescia" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la risposta degli ospiti italoamericani è stata unanime: i tempi e i costi della burocrazia italiana. Alla domanda sulla debolezza della nostra presenza estera la risposta è stata altrettanto univoca: manca il sistema Paese. La politica italiana non ha ancora capito la lezione di Pino Beretta: libertà economica, equità del fisco.
Pioggia
di "cartelle pazze" agli automobilisti per vecchi bolli auto
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia in modo chiaro nel documento frutto del combinato disposto della Regione e di Equitalia. Quello che è chiaro è che i bolli pazzi sono costati un bel quid: ai cittadini che hanno perso ore di lavoro per affollare gli uffici e hanno pagato le visure del Pra, come un costo sono le ore investite dalla consistente struttura di impiegati e funzionari di Regione e di Equitalia
Colpi
bassisul nuovoportavoce ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Capezzone sarebbero soprattutto di natura politica e di opportunità ed il Cavaliere starebbe pensando per l'ex segretario Radicali ad un sottosegretariato, magari quello delle Attività produttive. Capezzone, infatti, è un v ero vulcano di idee e di proposte e potrebbe dare un apporto importante alla lotta alla burocrazia che spesso frena lo sviluppo delle aziende italiane. 25/04/2008.
Incinta
senza assistenza Non è una clandestina
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA. Paradossale storia di una ragazza brasiliana, sposata con uno scledense, che deve pagarsi tutte le cure Incinta senza assistenza "Non è una clandestina" di Mauro Sartori Jussara Jamila Pereira da Silva è in Italia con un permesso turistico, si è sposata con uno scledense di cui è incinta ma non riesce ad avere l'
Marcegaglia-Berlusconi
Un patto per le riforme ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lavoro e oppressione della burocrazia sulle imprese". Positivo anche il giudizio dei sindacati. "In Confindustria l'aria è cambiata. Credo molto in Emma Marcegaglia. Sono sicuro che farà bene grazie al pragmatismo tipico delle donne, ma anche grazie alla sua esperienza nella gestione delle aziende" sostiene il leader della Cisl Raffaele Bonanni che promuove l'
Brescia-Usa
oltre la congiuntura ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia italiana e dalla scarsa flessibilità. Le infrastrutture? "Non sono un elemento determinante" afferma Comini. A metà fra i due mondi sta la Camozzi, che nel settore dei componenti per l'automazione opera in Italia per gli Usa e in quella delle macchine utensili con Ingersoll ha sviluppato dagli Usa verso il resto del mondo grosse possibilità di esportazione giungendo ad
Penalizzati
dalle tasse ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e una pressione fiscale che non può più essere accettata passivamente". Ma non si vive di soli numeri, tanto più in un mandamento che del legame con il territorio ha fatto da sempre uno dei suoi punti di forza. Imprenditori che vivono a due passi dalle loro aziende e che ora lanciano una nuova sfida per non perdere nè disperdere il potenziale delle nuove generazioni.
<Costruzioni,
c'è aria di crisi> ( da "Libertà"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una sicurezza sul lavoro che non sia vista come un costo o come mera burocrazia, ma come diritto dei lavoratori". E nell'immediato futuro non sembra rasserenarsi la trattativa su un contratto che in provincia riguarda 4mila addetti: il 5 maggio incroceranno le braccia i lavoratori dell'industria del laterizio (Rdb, Paver e Canorba le industrie più grandi).
Montagna
di pneumatici Forestale acquisisce i primi atti
( da "Nazione,
La (Siena)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutto questo si è creato a causa della burocrazia. A Rapolano e dintorni nessuno aveva dimenticato comunque quell'oncendio di dodici anni e mezzo fa quando per giorni gli abitanti non poterono bere l'acqua, raccogliere le verdure negli orti e furono costretti (almeno quelli più vicini alla zona del rogo) a non aprire le finestre a causa del denso ed acre fumo che faceva lacrimare,
Sit-in
di protesta dei residenti contro la chiusura della strada
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. E' quel che denunciano i residenti di contrada Asola che si sono visti sbarrare la cosiddetta "strada della Bonifica", da anni uno sbocco viario importante per la vallata. A chiuderla è stato il Comune di Potenza Picena, "senza che ai residenti sia stata data alcuna comunicazione, e benchè siano stati quasi ultimati i lavori finanziati dal Cosmari e dai Comuni interessati
Il
film <La banda> alla Sala Esse
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Era venuta per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto non trovò nessuno.
Da
dieci anni aspetto la licenza per costruire
( da "Provincia
Pavese, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contro i lacci della burocrazia per poter ampliare la propria attività e ottengono solo risposte vaghe e continui rimandi: "Sei mesi dopo l'acquisto - racconta Busi - mi hanno spiegato che il terreno non era edificabile perché faceva parte del parco del Ticino. Ai tempi il nostro principale concorrente aveva smesso di produrre i motori per ascensori idraulici quindi noi avevamo l'
Giovani
imprenditori, silva e zonin nella squadra di federica guidi
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una buona occasione per spingere verso una burocrazia meno oppressiva e verso delle decisioni pratiche per le imprese. "Confindustria - afferma- con Emma Marcegaglia e Federica Guidi spinge sull'acceleratore dell'innovazione. Questo, per noi Giovani Imprenditori vuol dire sottrarre definitivamente il mondo giovanile a una politica che non si rinnova e non vuole trovare soluzioni.
<Sinistra
in ritardo sulla sicurezza> ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è bisogno di meno burocrazia e di più risorse indirizzate verso le necessità emergenti". Se l'idea passasse, sarebbe una vera incursione all'interno di numerosi uffici pubblici... "Si potrebbe cominciare da qui per fare anche qualcosa di più: non se ne può più di vedere le risorse distribuite non a seconda dei meriti e dell'efficienza,
Rosi:
pronto il ricorso L'Udc: serve chiarezza
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ha vinto sulla democrazia. Se non troveranno una soluzione entro pochi giorni, dovranno vedersela con il Tar". Se il magistrato alla guida della commissione elettorale centrale non troverà la via giuridica per annullare il verdetto del Tribunale, Rosi darà battaglia.
Storia
ferrarese. Correva l'anno ( da "Nuova Ferrara, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ostruzionismo del Governo si doveva certamente aggiungere anche quello della burocrazia ancora legata ai deputati socialisti. A quel punto Balbo espose un piano: concentrare a Ferrara all'improvviso tutti i lavoratori disoccupati della provincia, cioè circa 60 mila persone, mobilitandoli fulmineamente, prima che l'autorità ne venisse a conoscenza.
Frana
a vellano: lavori fermi da un anno
( da "Tirreno,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tempi della burocrazia rallentano la sistemazione della provinciale Val di Forfora Frana a Vellano: lavori fermi da un anno VELLANO. I tempi della burocrazia si traducono anche in disagi per la circolazione stradale. è quanto emerge dall'interrogazione che il capogruppo di An Roberto Franchini ha fatto all'assessore provinciale Mauro Mari,
Banche,
imprese e burocrazia tutti gli uomini del presidente - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: imprese e burocrazia tutti gli uomini del presidente Il legame con i big dell'industria catanese, i nuovi rapporti con Albanese e Basile EMANUELE LAURIA Il passo d'apertura nel ballo del potere, Raffaele Lombardo l'ha compiuto prima ancora della proclamazione ufficiale, dando l'assenso alla successione di Salvatore Mancuso nel board di Unicredit:
La
storia a lieto fine di ndeck posso giocare grazie al livorno
( da "Tirreno,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia mi ha tenuto fermo per tanto tempo". Alla fine però arriva il debutto in serie D, nel dicembre scorso; oggi l'ultimo atto con il riconoscimento dello status di giocatore comunitario. "Aspettavo da tanto tempo questo momento - commenta Patrice Beki Ndeck - Peccato ci sia voluto tanto tempo, chissà cosa sarebbe successo se mi avessero fatto subito giocare.
Roccobarocco,
la moda sbarca a cuba ma è sfrattata dalla piazza di fidel - laura asnaghi
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Che la burocrazia cubana ha rivisto e corretto in extremis con un defilé nei giardini dell'Hotel National. Si è quasi sfiorato l'incidente diplomatico, ma la sfilata è comunque andata in porto alla presenza dell'ambasciatore italiano Domenico Vecchioni, del ministro della cultura Abel Prieto e con una schiera di 30 modelle,
<Azzerare
la giunta provinciale> ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono del tutto condivisibili: a partire dalle critiche ad una certa burocrazia. Ma questo stillicidio non può proseguire: se non si cambia registro, il rischio è di compromettere anche i rapporti personali e di andare tutti a casa". Infine, un messaggio al segretario regionale Tino Iannuzzi: "Caserta si attende un risarcimento ".
Vino,
marketing sotto accusa ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BuonItalia è paralizzata dalla burocrazia mentre manca una regìa per gli eventi all'estero Vino, marketing sotto accusa De Piazza: "Troppi ostacoli" - Caprai: "I progetti sono bloccati" Nicola Dante Basile MILANO Diciotto mesi di buoni propositi resi sterili da una burocrazia farraginosa e inconcludente.
Assoenologi:
vanno cercate nuove vie per le esportazioni
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel corso della giornata sotto accusa è finito anche l'eccesso di burocrazia che ancora penalizza le imprese italiane. Secondo le nostre stime –ha detto il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli - un tecnico di cantina spende in media il 25% del proprio tempo a districarsi tra scartoffie e pastoie burocratiche ".
La
concessione del telefono ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ottocento la richiesta di una concessione telefonica scatena un tourbillon di accadimenti e quiproquo sotto i quali si cela il peso della burocrazia, della mafia e del perbenismo. Protagonisti amanti e mogli, mariti e cornuti, un prefetto truffaldino e integerrimi funzionari. Una farsa dai toni macchiettistici con la regia di Giuseppe Dipasquale. Bravi, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.
<Meglio
un governatore sotto botta che niente>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Qui veniamo al secondo problema: questo sistema ha rafforzato la burocrazia, i famosi lacci e lacciuolo. Mi ricordo un momento, sette anni fa, in cui Napoli divenne un fenomeno: boom di nuove aziende ed export. Il tentativo c'è stato, ma non è stato di lungo respiro perché inghiottito dalla melma di lacci e lacciuoli.
Atxaga:
scrivere è il mio impegno civile ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutto ciò che è ufficialità e burocrazia. Vero, detengo il record mondiale di conferenze e letture in piccoli paesi, ma non c'è nessuno dietro di me, nessun partito politico. Ho votato Izquierda Unida (Sinistra unita), ma sono abbastanza contento del governo Zapatero. Al presidente e al ministro degli Interni, Rubalcaba, rimprovero povertà di attuazione riguardo alla questione basca.
Nuclei
familiari composti di 4, 5 anche 7 persone costretti a vivere in soli quaranta
metri quadrati ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la burocrazia è troppo lunga. Solo pochi ottemperano alle diffide; la maggioranza fa causa all'Amministrazione e questo ritarda enormemente i tempi". L'assessore parla anche di accordoi in atto tra Comune ed Ater per la costruzione di alloggi da concedere a canone concordato, definendo "quello della casa come il primo problema di tantissime famiglie a basso reddito;
Kosovo,
il business decolla ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i benefici di una tassazione ridotta, i vantaggi di una burocrazia snella, dall'altro i rischi connessi ad un sistema Paese ancora da plasmare dopo la recente dichiarazione di indipendenza. La partita degli investimenti in Kosovo, almeno per le aziende italiane, sta iniziando soltanto ora e riguarda soprattutto il Nord-Est.
Record
di voti alla Lega nei distretti delle partite Iva
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chiedono a gran voce meno burocrazia, più opere in-frastrutturali, tutele contro la concorrenza. "Questo voto chiede di applicare solide linee guida per il territorio – dice Bernardo Finco, ad della Conceria Finco e rappresentante del distretto della concia di Vicenza (dove il Senatur ha portato a casa il 41,8% di voti a Chiampo e il 37,
La
Toscana mette a punto il taglio della burocrazia
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le aziende potranno partire senza permessi La Toscana mette a punto il taglio della burocrazia La Regione Toscana vuole accelerare le procedure per avviare nuove imprese: entro l'estate sarà varato dalla Giunta un testo sulla semplificazione che consente di aprire un'attività senza attendere le autorizzazioni, ma dopo il semplice espletamento degli adempimenti richiesti.
Il
Carroccio affascina la Granda ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, valorizzazione e gdo, nitrati. Sulle quote latte, poi, puntiamo a soluzioni politiche per salvaguardare chi ha rispettato le regole ma anche chi non si è piegato a un sistema sbagliato e penalizzante ". Raddoppio leghista anche nell'albese, da Canale a Bergolo, da Barbaresco a Roddi, e consensi triplicati a Barolo,
Lega
Nord leader nei distretti ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stanchi dei disservizi che derivano da burocrazia e amministrazione centrale". Per Massimo Zanirato, segretario della Uil di Ferrara l'immigrazione comunque centra: "Qui di immigrati ce ne sono tanti, e alcuni hanno messo in piedi delle piccole aziende. Qualcuno ne teme la concorrenza e per questo potrebbe aver scelto il Carroccio".
Troppi
intralci a livello locale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non dobbiamo infatti dimenticare che nella vita di un imprenditore il rapporto con la burocrazia avviene anche a livello governativo locale". Il riferimento di Cavazzuti è agli sportelli per le imprese che si trovano nei Comuni, o anche in alcune Regioni, e ai quali spesso un lavoratore autonomo, sia esso industriale o artigiano, deve fare ricorso.
Brescia-Usa
oltre la congiuntura ( da "Brescia Oggi"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bresciani e statunitensi sulle reciproche opportunità di business Brescia-Usa oltre la congiuntura Beretta: "La flessibilità del lavoro è determinante" Comini: "Servono progetti che superino la ciclicità" Camozzi: "Bisogna tornare all'immagine data dall'Italia negli ultimi decenni" Gli americani preoccupati solo dall'impatto con la burocrazia, non dal sistema infrastrutturale .
Troppa
burocrazia per un telefono amoroso
( da "Brescia
Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: TEATRO. AL SOCIALE FINO A DOMENICA LO SPETTACOLO TRATTO DAL LIBRO DI CAMILLERI Troppa burocrazia per un telefono amoroso Una farsa che diventa tragedia con Musumeci e Pattavina .
INPS,
ARRIVA LA CARTA DEI SERVIZI PER I PENSIONATI
( da "Mattino,
Il (Avellino)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perdano nei meandri della burocrazia. La Carta è stata presentata ieri mattina nel corso di un incontro che si è svolto nella sala convegni del carcere borbonico. "L'iniziativa nasce alla luce della nuova disciplina sulla trasparenza - afferma il presidente del comitato provinciale Sergio Imbimbo (nella foto) - rappresenta un patto basato sulla chiarezza e fiducia con i cittadini,
MARCEGAGLIA
AL LEADER PDL: SUBITO GLI SGRAVI ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma anche meno burocrazia perché finisce per diventare un laccio per le imprese, soffocate dai troppi adempimenti richiesti. Oltre a costare mezzo punto di crescita all'anno. Berlusconi ha assicurato piena collaborazione, aggiungendo che su alcuni punti - la defiscalizzazione degli straordinari, ad esempio - si punta a fare in fretta,
Licenze
edilizie, pratiche-lumaca in Municipio
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amministrazione comunale ma della eccessiva burocrazia che non viene per niente sveltita". Una soluzione la intravede anche l'assessore Scalas. "Senza però scaricare le colpe della situazione sugli uffici in generale", continua l'assessore all'Urbanistica. "Il funzionario responsabile d'area dovrebbe sveltire la burocrazia perché noi come amministratori non possiamo rimediare"
Gli
artigiani chiedono al nuovo governo segnali forti per rilanciare la competività
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia (da anni l'organizzazione è impe-gnata su questo fronte), della diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni
Detrazioni
fiscali per disabili ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pratiche da sbrigare, e di rendere più alla portata di tutti burocrazia e uffici. Dal lunedì al giovedì lo sportello è aperto dalle 9 alle 12 nella sede di Adria in piazzale Rovigno 9, adiacente al centro commerciale Il Porto, con numeri telefonici 0426-940642-629, email: infohandy@ulss19adria.veneto.it.
Vicenza
del '500 attrazione europea ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I problemi dell'architetto con la burocrazia del tempo, ad esempio. Quella burocrazia che nel 500 allungava i tempi dei cantieri e che, nei secoli, non ha subito l'ingiuria del tempo. Provare per credere: piazza dei Signori, sulla destra. La Basilica Palladiana oggiP.R.
Manager,
rischiano in sei: ricorso collettivo
( da "Denaro,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia condiziona tutto. Se non ho avuto fondi come facevo a spenderli?" Massimo Botti Quasi una processione ieri a Palazzo Santa Lucia dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania. Undici direttori si sono recati presso la sede della regione, presso gli uffici dell'assessorato di cui è responsabile Angelo Montemarano per ritirare le pagelle.
INVERIGO
(s. cat.) Forse non cambiano la vita, le misure introdotte nel regolamento Ici
comunale, ma ( da "Provincia di Como, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un risparmio di denaro e anche un risparmio di tempo e burocrazia. Si è però deciso di restringere il campo dei parenti che possono usufruire di questo beneficio, e il comodato gratuito riguarda quindi solo gli immobili concessi a parenti in linea retta entro il primo grado - genitori e figli - e collaterale entro il secondo grado, come fratelli sorelle.
Gli
ultimi appelli al voto ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impegno ad eliminare la burocrazia inutile e far vincere il principio della meritocrazia: se questo vuol dire essere conservatori, evviva i conservatori. Franca Bevilacqua Ho fatto la mia scelta: Peretti. Ho assistito a dibattiti tra candidati e mi ha colpito per la competenza e la concretezza delle risposte, per il modo pacato,
( da "Corriere.it" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'agenda La
continuità con il predecessore e il no ai riti "estenuanti e
inconcludenti" Asse con Cisl e Uil. E vede Bonanni Le mosse di
avvicinamento con la Cgil. "Dialogo non fine a se stesso" MILANO Un
incontro iper-riservato, ieri sera, con Raffaele Bonanni. Ma Guglielmo Epifani
no, non l'ha ancora visto. Non adesso, non in tutti questi mesi. Forse non si
sono cercati. Forse, più semplicemente, non è capitato. O magari davvero
c'entra la "sindrome da sedia vuota". Solo che non è Emma Marcegaglia
quella che, nel caso, sembra esserne colpita. Certo dovrà a sua volta ripartire
da qui, dal tavolo per la riforma delle relazioni industriali cui Luca Cordero
di Montezemolo ha inutilmente invitato, per quattro anni, il segretario Cgil.
Ovvio che pure lei speri che le cose cambino, che "il mutato contesto sociale
reso più evidente dal voto del 13 aprile" spinga a "qualche
riflessione" anche il primo sindacato italiano. Che insomma il dialogo
("Ma non a tutti i costi") possa riprendere. E qualcosa vorrà pur
dire, se tra i primissimi atti da presidente eletta c'è quell'invito annunciato
ieri: "Ci incontreremo al più presto con i leader sindacali ". Però
nessuno si aspetti discontinuità con la linea montezemoliana. La tela che
Marcegaglia si prepara a tessere resta quella del cambiamento
"radicale". Non a senso unico: quando dice " dobbiamo finirla
con i riti estenuanti e inconcludenti", ha in mente
anche qualche sacca di burocrazia confindustriale. E forse pure questo l'aiuterà nei rapporti con
Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Che non partono comunque da zero. È vero, in questi
quattro anni lei si è occupata d'altro. Sì, sarà preziosa l'esperienza di
Alberto Bombassei. Ed è da adesso che si fa sul serio. Però le prime
"esplorazioni " ci sono già state. L'incontro riservato di ieri sera
con Bonanni segna simbolicamente l'avvio del "cammino sindacale" di
Marcegaglia. Ma con lo stesso Bonanni e con Luigi Angeletti, insomma con il
mondo Uil e Cisl, i rapporti sono sempre stati meno formali e sporadici che non
con Epifani. E questi contatti, nelle ultime settimane, si sono intensificati.
Come quelli con Renata Polverini. E quelli segnale significativo con gli
ambienti più riformisti della Cgil. Nessuno immagini disegni o trame
anti-segretario. La questione è semmai di sensibilità comuni. E se è vero che
Cisl e Uil, per dire, al tavolo delle riforme si sarebbero sedute già da tempo,
l'analisi del voto di aprile avrebbe fissato altri punti di contatto. E
rafforzato convergenze che già c'erano: se il nuovo governo si dice pronto a
detassare gli straordinari, per esempio, e se questo è quanto chiedeva
Confindustria, chi deve interrogarsi sulla "rappresentatività " e su
quel che vogliono i lavoratori nelle fabbriche? La Cisl e la Uil che appoggiano
la richiesta, o la Fiom e la parte di Cgil che dicono "no"? È un tema
che "l'agenda Emma " segna, ovviamente, anche sotto la voce Epifani.
Ma il confronto guai a usare la parola "concertazione": se è
"fine a se stessa", nel vocabolario Marcegaglia non c'è è intanto
incominciato con gli altri. E ha almeno un secondo punto in comune, anche
questo legatissimo al quadro sociale uscito dalle urne. Quel punto è il ruolo
del territorio. Lì guardano, e guarderanno sempre più, Cisl e Uil. Lì guarda la
nuova presidente di Confindustria. Per opportunismo, per accattivarsi le simpatie
della Lega e della nuova maggioranza? Qualche maligno lo dice. Lei in realtà
resta bipartisan. E ha peraltro, da sempre, ottimi rapporti per esempio con
Giulio Tremonti. Ma se elogia il libro del superministro in pectore, non lo fa
per rimangiarsi tutto quel che ha sempre detto sulla globalizzazione:
"Resto fortemente convinta dei vantaggi che ne derivano". E tuttavia
l'ha ben presente, il problema. Il gruppo di famiglia è una multinazionale,
figurarsi se può tifare per nuovi protezionismi, però resta saldamente ancorato
a Gazoldo degli Ippoliti: 2 mila anime e quello stabilimento da cui tutto è
partito e che, oggi, dà lavoro a mille persone. Praticamente tutto il
circondario. Praticamente un quarto del Pil mantovano. Disoccupazione? Zero. E
qualcuno può, sì, definirlo "paternalismo ". Però ci sarà una ragione
se, pur con il 64% dei 6.500 dipendenti complessivi iscritti ai sindacati
metalmeccanici (la metà alla Fiom), e pur se gli scioperi "nazionali
" arrivano anche al 70% di adesioni, al gruppo i contratti integrativi e
le questioni interne non hanno mai portato via neppure un'ora. Con "gli
altri" ne ha già parlato. L'agenda, adesso, aspetta Epifani. Raffaella
Polato stampa |.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LIBERAZIONE 1 Quando
sventolava il nostro tricolore Oggi si festeggia la festa della liberazione.
Illusione se si pensa che lo sia. Io ricordo quel giorno, perché c'ero. Era
festa, festa grande. Suonavano le campane le sirene davano il segnale non più
di bombardamenti ma era che lo straniero, quello, che voleva essere il nostro
padrone era stato vinto, se ne era andato. L'Italia era libera ed era tornata agli
italiani. In ogni casa sventolava a festa la nostra cara bandiera tricolore con
gioia ed orgoglio. Piano piano il nostro paese risorgeva con fatica e sudore
gli abitanti tutti si davano da fare per riportare la nostra cara Patria agli
antichi splendori. Dov'è ora la bandiera Tricolore non è più bianca rossa e
verde. I colori sono sbiaditi dal tempo e dall'uomo. La nostra amatissima
Italia non è più nostra. Troppi i colori che la vanno ad impoverire. Troppi gli
stranieri che popolano il paese. Teniamo viva la nostra memoria. Ditemi se sono
in errore. Ora come ora chi canta più 'Va fuori lo stranier'. Per tutto questo
perché fare ancora festa! Fiorella Jori LIBERAZIONE 2 Una data storica per
l'Italia Anche quest'anno i festeggiamenti per l'anniversario della liberazione
sono oggetto di contestazione. Ci sono polemiche che contrappongono il centro
sinistra ed il centro destra e lo dimostra anche il sindaco di Milano Letizia
Moratti con la sua decisione di non scendere in piazza a festeggiare il 25
aprile. La signora Moratti ha forse dimenticato che la città che amministra è
medaglia d'oro della Resistenza. La data del 25 aprile rappresenta un giorno
fondamentale per la nostra Repubblica, ma un quinto degli italiani non sa
neppure cosa si festeggia quel giorno. Nel nostro Paese c'è dimostrazione di
immaturità, indifferenza, insensibilità nei confronti della storia ed è triste
constatare che quella che dovrebbe essere la festa di tutti gli italiani, il
giorno della nascita dell'Italia democratica, l'Italia della libertà e della
pace, sia regredita a una festa per pochi. Il 25 aprile viene ormai celebrato
in un clima a metà strada tra la retorica ufficiale ed il disinteresse delle
masse, preoccupate solo di allungare il ponte non della memoria storica, ma
delle vacanze di primavera. Ma porsi fuori dallo spirito di questa giornata o
sminuirne l'importanza storica, significa rinnegare la lotta partigiana contro
le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori
fascisti. Significa dimenticare la repressione che ha subito sotto il regime
fascista chi ha rivendicato per se e per la collettività, l'uguaglianza e la
libertà. Alla liberazione dell'Italia dalla dittatura si poté arrivare grazie
al sacrificio di tanti giovani uomini e donne che, pur appartenendo a
differenti schieramenti politici, schiamavano con un solo nome, partigiani, e
si riconoscevano tutti nell'antifascismo. Il 25 aprile 1945 è una data storica,
una data simbolo dell'unità del nostro Paese e va ricordato che fu la
resistenza partigiana antifascista a riscattarne l'onore e la dignità. Vanna
Adinolfi LIBERAZIONE 3 La cacciata dei comunisti A 63 anni dalla liberazione
avvenuta il 25 aprile del 1945 da parte delle truppe Alleate che avevano
sconfitto il nazifascismo, un altro avvenimento, altrettanto importante, è
accaduto nel nostro Paese, liberamente voluto, questa volta, dagli italiani: la
cacciata dei comunisti dalle Istituzioni. Il perseguito obiettivo degli anni
'70-'90 da parte della Sinistra di trasformare l'Italia in uno Stato sovietico,
ha avuto una deriva lunga vent'anni. I nostalgicidi Stalin, hanno finalmente
avuto quello che si meritano: eliminati da centri di potere. Un'ideologia fuori
dalla Storia che impone ai cittadini di servire lo Stato mentre dev'essere lo
Stato al servizio dei cittadini, non può avere consensi in un Paese che deve
rimediare ai guasti generati dall'impostazione sovietica del ventennio rosso.
La proposta: insieme al 25 aprile, il Paese festeggia anche il 13 aprile per
commemorare la sconfitta del totalitarismo comunista dopo quello fascista. Lega
Nord Ostiglia LIBERAZIONE 4 Ricordare è un dovere Da 63 anni il 25 aprile
festeggiamo la liberazione dell'Italia dal nazismo e la fine della feroce
dittatura fascista. Tutti abbiamo il dovere di ricordare che sono grazie al
sacrificio di chi condusse la dura lotta di resistenza al fascismo e al
nazismo, con l'aiuto determinante degli Alleati, oggi possiamo godere nel
nostro. Paese di libertà e diritti civili. Riscrivere la storia per cancellare
le nefandezze compiute riaprirebbe la porta all'inciviltà e all'orrore. Non
dimentare è il solo modo per non ricadere mai più nel baratro. PD di Mantova BUROCRAZIA Quanti costi per la gestione Ma quanto
costa un pezzo di carta ad un'impresa artigiana? La domanda che si pone
l'artigiano trova risposta da uno studio di Confartigianato che ha calcolato
che le imprese made in Italy pagano ogni anno 14.920 milioni per i costi
burocratici legati all'avvio e alla gestione dell'attività. L'onere maggiore,
pari a 11.386 milioni/anno, va a colpire proprio le piccole imprese, quelle
fino a nove addetti. Se le piccole fossero sciolte da lungaggini burocratiche e
procedure da lumaca, incrementerebbero la produttività del 2,3 %. Addirittura
le piccole imprese registrerebbero un aumento del 5,8%, recuperando più della
metà (53,7%) del gap di produttività che attualmente scontano rispetto alla
media della produttività di Francia, Germania e Spagna. Franco Bruno Upa
Confartigianato.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autore LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due anni
fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario sugli
incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la mia
idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho provato
in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi hanno dato
un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo senso di
esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non si può non
affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro. Non avrei
ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel dolore. Io
denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa nostra
epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e soprattutto i
talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro tempo. Preciso
che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una valenza
politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di ideologico
nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti dei
familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in
questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo
dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati
dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla
nostra burocrazia. Si è
superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta
questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la
questione del lavoro.
( da "Giornale di Brescia" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 25/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Rischi e chances: ecco le due
facce degli States Solo 16 le aziende bresciane delocalizzate negli Usa, 40
invece le filiali commerciali Marco Camozzi Linda Cuomo Giancarlo Linetti
Alberto Comini Alessandro Cheula BRESCIA Piergiuseppe Beretta, indimenticato
Cavaliere del Lavoro bresciano, amava dire che sono due le carte vincenti degli
Stati Uniti: la libertà economica e l'equità del fisco. "Il resto è
silenzio", diceva citando l'Amleto di Shakespeare. Libertà economica come
responsabilità personale, poichè se la rivoluzione francese ha messo al centro
lo Stato, la rivoluzione americana ha postulato il primato dell'individuo;
equità fiscale come rappresentatività istituzionale. In omaggio al principio
"No taxation without rapresentation", niente tasse senza
rappresentanza, come rivendicavano i farmer delle colonie nordamericane nei
confronti della Corona d'Inghilterra. Poichè nelle moderne democrazie il
"do ut des" fiscale è la misura del contratto sociale su cui si fonda
il rapporto Stato-cittadino. LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ. La premessa filosofica è
necessaria non solo per capire l'America di ieri, ma anche per approcciare
quella di oggi. Lo ha fatto la Camera di Commercio di Brescia che, tramite la
controllata Pro Brixia e con l'appoggio della Regione Lombardia, ha organizzato
ieri nella sede "fedrigolliana" - intesa come Fedrigolli,
l'architetto bresciano che l'ha progettata - un convegno su
"L'interscambio commerciale tra Brescia e America". Titolo calzante,
ma parziale poichè - grazie a relatori di parte italiana quali Antonio
Caprarica, direttore del Tg1, e Luca Paolazzi, direttore Centro studi
Confindustria, e per merito di ospiti di parte italo-americana quali Linda
Cuomo - si è parlato anche di interscambio culturale. A conferma che la cultura
ha un valore cognitivo anche sul terreno del business. Dopo l'introduzione di
Franco Bettoni, presidente della Cdc, e di Alberto Cavalli, presidente della
Provincia, Antonio Caprarica ha parlato di egemonia americana anche per il
21esimo secolo, quello in corso, mentre Luca Paolazzi ha spiegato come il nuovo
baricentro mondiale non sia più in America ma in Asia. Andrea Petronio, partner
di Bain & Company, ha dato consigli utili su come posizionarsi sul mercato
americano ("Grandi opportunità ma grandi rischi, ricco e affluente ma
selettivo"). Nessuno dei tre relatori ha tuttavia accennato alla crisi dei
mutui subprime - quelli erogati alla clientela secondaria - che ha generato
perdite per 1000 miliardi di dollari spalmate sui mercati finanziari
occidentali. DALL'EXPORT ALL'ESTERO. Slogan banale, quando l'estero sono gli
Stati Uniti, ma non scontato, se è vero che sono solo 16 le aziende bresciane
delocalizzate in Usa con unità industriali e non più di 40 quelle con filiali commerciali.
Ma Brescia è la terza provincia italiana per quota di export, dopo Milano e
Torino, con 12,5 miliardi di euro di prodotti esportati. Da qui la sfida di
Bettoni: "Creare i presupposti per il rafforzamento della presenza
bresciana in Usa". E da qui anche l'invito di Alberto Pasotti, contitolare
della Ips di Prevalle-Sabbio Chiese nonchè consigliere Aib per
l'internazionalizzazione, che ha realisticamente parlato degli Usa come di un
"mercato forte ma complesso e competitivo, difficile da approcciare".
Lo ha ribadito, con dovizia di dati e documentazione, Sergio Laverghetta,
vicedirettore dell'Ufficio Ice di Milano, che ha citato una filastrocca degli
emigranti di inizio Novecento: "L'America l'è larga e l'è longa". Ma
anche accogliente. Una democrazia governante ma inclusiva, come ha ricordato
Caprarica. La prova? I tre imprenditori d'Oltreoceano che hanno preso la parola
in perfetto italiano nella tavola rotonda della tarda mattinata, moderati dal
direttore del Tg1 - Alberto Comini della Cdc di New York (collabora con la
maniglieria Giacinto Rivadossi di Agnosine), Luciano Moresco della Cdc di
Houston e Linda Cuomo, operatrice economica - sono tutti italo-americani. Tutti
e tre si sono misurati, con diplomatico garbo e pragmatico fair play, con omologhi
bresciani. Tre imprenditori "glocali", cioè locali in quanto
bresciani, ma "globali" in quanto abituati a solcare la competizione
internazionale: Ugo Gussalli Beretta, della mitica fabbrica d'armi, Marco
Camozzi dell'omonimo gruppo e Carlo Linetti della Cobo di Leno. STATO E
MERCATO. In Usa lo Stato è amico del mercato. In Italia no: sta qui la madre di
tutti gli errori. In Italia Stato e mercato sono nemici, armati l'un contro
l'altro, non solo perchè nati in epoche diverse ma soprattutto perchè figli di
due culture diverse. Mentre lo Stato è stato plasmato dalla cultura del Sud, il
mercato è stato forgiato dalla cultura del Nord. Discrasia emersa con
cristallina chiarezza nel dibattito che ha concluso il convegno. Alla domanda
sulle ragioni per cui la Spagna supera l'Italia quanto a investimenti Usa, la risposta degli ospiti italoamericani è stata unanime: i tempi
e i costi della burocrazia
italiana. Alla domanda sulla debolezza della nostra presenza estera la risposta
è stata altrettanto univoca: manca il sistema Paese. La politica italiana non
ha ancora capito la lezione di Pino Beretta: libertà economica, equità del
fisco. Oltre a mobilità e flessibilità del lavoro. In Usa è facile
perdere il lavoro, ma è ancora più facile trovarlo. Se tutti siamo flessibili,
nessuno è precario.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Malaburocrazia LA MALABUROCRAZIA tende sempre agguati ai
cittadini. L'ultimo, ma solo in ordine di tempo, riguarda i "bolli auto
pazzi" . In questi giorni a molti spezzini, sono arrivate delle cartelle
fiscali con la richiesta di pagamento di tasse automobilistiche per il 2005 di
veicoli vecchi di oltre dieci anni di cui da decenni non sono più proprietari.
E "follia" nella "follia" la richiesta di pagamento è
arrivata diversi giorni dopo la scadenza del termine per corrispondere la somma.
Insomma, un "capolavoro" che meglio non si poteva fare. Di cui è
facilissimo capire chi sono gli autori. Basta leggere l'intestazione delle
lettere con richiesta di pagamento della tassa per scoprire il combinanto
disposto della Regione Liguria e di Equitalia, agente della riscossione. Ieri
mattina gli uffici del Pubblico registro automobilistico (che come noto avrebbe
dovuto essere eliminato secondo un disegno di legge sulle liberalizzazioni, poi
stoppato dalle lobby dei soliti) e quelli dell'Agenzia delle entrate sono stati
presi d'assalto dagli automobilisti imbufaliti che si visti recapitare la
richiesta di pagamento della tassa automobilistica 2005 su veicoli di cui a
stento ricordano di essere stati proprietari. All'Agenzia delle entrate solo
due sportelli erano a disposizione (ma questo dipende dalla Regione) in quanto
abilitati al disbrigo di queste pratiche. Al Pra molti automobilisti hanno
richiesto la visura al costo di 2,80 euro per poter certificare di non essere
più proprietari dei veicoli da un periodo antecedente al 2005. Ma, a quanto
pare, è stata una spesa inutile, così come le lunghe code nel salone
dell'Agenzia delle entrate, perché in virtù della legge Bassanini, sarebbe
bastata un e-mail o un fax per autocertificare sotto la propria responsabilità
di non essere stati proprietari del veicolo nel 2005, avendolo venduto prima, e
quindi di non essere tenuti a corrispondere la tassa. Ma questo ovviamente non
era spiegato ai "sudditi" della burocrazia in modo chiaro nel documento frutto del combinato disposto della
Regione e di Equitalia. Quello che è chiaro è che i bolli pazzi sono costati un
bel quid: ai cittadini che hanno perso ore di lavoro per affollare gli uffici e
hanno pagato le visure del Pra, come un costo sono le ore investite dalla
consistente struttura di impiegati e funzionari di Regione e di Equitalia
utilizzati per le cartelle sbagliate eppoi (si spera) impegnati a rimediare
agli sbagli cui si debbono aggikungere le spese postali per inviare le lettere
con le richieste di pagamento. Chi paga? Il contribuente. .x/25/0804 Arrivate a
molti spezzini le richieste di pagamento di tasse auto di veicoli vecchi di cui
da decenni non sono più proprietari .x/25/0804.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inviato al cavaliere
un dossier contro capezzone LO NOMINO, non lo nomino, lo nomino, non lo nomino:
tempi incerti per Daniele Capezzone, l'ex segretario dei Radicali, inventore
del network di idee Decidere.net e direttore dell'agenzia di stampa Il Velino,
uno specchio informatissimo sulla vita del Palazzo, che Silvio Berlusconi
avrebbe scelto, da prima del voto del 13 e 14 aprile, come suo nuovo portavoce
al posto del fiorentino Paolo Bonaiuti, in procinto di fare il Ministro. La
nomina di Capezzone, 35 anni, un posto da opinionista a Markette di Piero
Chiambretti, uno dei programmi cult di La7, mai iscritto a Forza Italia e non
candidato dal Popolo della libertà, ha scatenato una vera offensiva sul suo
nome tanto che sul tavolo del Cavaliere, a Palazzo Grazioli, sarebbe arrivato
un dossier con tutti i lanci di agenzia che riportano le parole del Capezzone
radicale degli anni che furono. Tra i virgolettati più discussi, un passaggio
del suo discorso (allora era ancora segretario dei Radicali italiani), il 1°
novembre del 2004 al Terzo Congresso del partito. Parlando del Cavaliere
(all'epoca al governo e presidente del Consiglio da oltre 3 anni) Capezzone spiegava:
"Gli rimarranno solo il conflitto d'interesse e le leggi ad personam. A
questo punto cercherà di giocarsela alla fascista e preparerà la salvezza dei
suoi beni accordandosi con la sinistra. Vogliamo partecipare a questo gioco?
No, io voglio partecipare ad altre battaglie politiche". Parole che
starebbero facendo tentennare Berlusconi sull'ufficializzazione della nomina
nonostante la decisione sembrasse già presa da tempo. Tanto che nelle ultime
ore, dentro il Popolo della libertà, versante Forza Italia, sta circolando un
nome nuovo e concorrente a quello di Daniele Capezzone per la nomina a
portavoce del Cavaliere: quello di Sestino Giacomoni, 41 anni, già capo di
gabinetto del ministro per le attività produttive Antonio Marzano e poi attivo
nello staff di Presidenza dello stessi Berlusconi. Deputato uscente nella XV
legislatura Giacomoni è stato candidato quest'anno nel Lazio 1, al settimo
posto, dopo i big nazionali del partito, e rieletto alla Camera. Le perplessità
di Berlusconi sull'incarico a Capezzone sarebbero
soprattutto di natura politica e di opportunità ed il Cavaliere starebbe
pensando per l'ex segretario Radicali ad un sottosegretariato, magari quello
delle Attività produttive. Capezzone, infatti, è un v ero vulcano di idee e di
proposte e potrebbe dare un apporto importante alla lotta alla burocrazia che spesso frena lo sviluppo
delle aziende italiane. 25/04/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA.
Paradossale storia di una ragazza brasiliana, sposata con uno scledense, che
deve pagarsi tutte le cure Incinta senza assistenza "Non è una
clandestina" di Mauro Sartori Jussara Jamila Pereira da Silva è in Italia
con un permesso turistico, si è sposata con uno scledense di cui è incinta ma
non riesce ad avere l'assistenza sanitaria pur avendo grossi problemi di salute, tanto
dall'aver già superato una minaccia di aborto. Situazione paradossale ed
assurda perchè la ragazza brasiliana originaria di Natal, stato di Rio Grande
do Norte, pur avendo tutti i documenti in regola, non può godere degli stessi
diritti di cui gode qualsiasi clandestino. Lei è entrata in Italia il 1
febbraio con visto turistico per trovare il fidanzato Stefano Acquasaliente,
residente a Schio in via Scapaccino, zona Caile. Qui la coppia ha maturato il
progetto di convivenza e di matrimonio, celebrato a palazzo Garbin il 18
aprile. Nel frattempo Jussara è rimasta incinta ma non può godere
dell'assistenza medica perchè non ha il permesso di soggiorno, che potrà avere
solo dopo il primo maggio, avviando le pratiche destinate a non avere vita
breve.. Però lei necessita di cure mediche perchè è anemica, ha già avuto una
minaccia di aborto e deve essere seguita constantemente: "Mi sono recato
agli uffici comunali dove mi hanno indirizzato all'Agenzia delle Entrate per
ottenere il codice fiscale - spiega Stefano Acquasaliente. - Ma non è stato possibile,
perchè serve il permesso di soggiorno. Allora mi sono recato al distretto
sanitario scledense e lì è saltato fuori che non potevano rilasciarmi la
tessera". Intanto la nuova famiglia accumula spese per visite
specialistiche, esami ed altro effettuati in studi privati. Pagate a cifre
superiori a quelle garantite dall'assistenza pubblica, gratuite per chi è
incinta. "Il clandestino, non avendo redditi ufficiali, non ha bisogno di
pratiche particolari ed ottiene qualsiasi visita a titolo gratuito - contesta
Acquasaliente. - Io e mia moglie abbiamo seguito tutto l'iter burocratico
regolare con il risultato che deve aspettare il 2 maggio, forse, per avere la
tessera sanitaria e le cure che le spettano. Una scadenza teorica perchè mi
aspetto ulteriori documenti da produrre, oltre alla richiesta di
ricongiugimento familiare, come se fossi anch'io un extracomunitario. Non ci
fossimo sposati avrebbe avuto molte meno difficoltà". L'altro ieri c'è
stato l'ultimo viaggio a vuoto in Questura a Vicenza per ottenere un documento
provvisorio. Le pratiche inizieranno solo dopo il 2 maggio e rischiano di
essere lunghe da espletare. E per la cittadinanza italiana dovrà attendere il
18 ottobre, un mese prima del parto. Amara la riflessione di Jussara:
"Alle mie connazionali sto raccontando una realtà italiana un po' diversa
e dico loro di venire qui, se intendono farlo, da clandestine, perchè saranno
meglio assistite di me". Una straniera incinta immigrata irregolare ha il
diritto di ottenere il permesso di soggiorno per motivi di salute, per tutto il
periodo della gravidanza e per i sei mesi successivi alla nascita del bambino.
Basta inoltrare la richiesta all'Ufficio Immigrazione di Tor Cervara portando
il certificato medico attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del
parto, quattro fotografie, il passaporto e una sua fotocopia, una marca da
bollo da 10,33 euro. Per il periodo indicato la richiedente ha inoltre la
possibilità di iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale. Tutti diritti di cui
paradossalmente Jussara non può avvalersi, visto che non si trova nella
condizione di immigrata clandestina ma è sposata regolarmente con un cittadino
italiano, solo che è in possesso di un permesso di soggiorno turistico che non
è ancora scaduto, questo la esclude da qualsiasi diritto alle prestazioni. V.C.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFINDUSTRIA.
Faccia a faccia su competitività e salari: "Il governo ha la maggioranza
sufficiente per agire subito" Marcegaglia-Berlusconi Un patto per le
riforme ROMA Un incontro strategico per gettare le basi di un rapporto di
collaborazione. Sul tavolo i temi caldi della competitività a partire dalle
ragioni delle imprese. E un obiettivo preciso: ottenere dal nuovo governo la
detassazione degli straordinari e del contratto di secondo livello. La
neopresidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il premier in pectore Silvio
Berlusconi ne hanno discusso a Palazzo Grazioli in una colazione di lavoro,
durata un paio d'ore, che l'entourage del Cavaliere ha definito "cordiale
e produttivo". A testimonianza di un rapporto di collaborazione che sta a
cuore ad entrambi ma su cui la lady di ferro degli industriali ha piantato
solidi paletti a difesa delle "istanze delle imprese". Al faccia a
faccia, a cui hanno partecipato anche il numero uno uscente Luca Cordero Di
Montezemolo e il direttore generale Maurizio Beretta, Marcegaglia si è
presentata forte dell'agenda presentata davanti alla giunta che l'ha eletta con
un plebiscito. Punto primo: vista l'ampia maggioranza parlamentare di cui gode
il nuovo governo non avrà alibi se non realizzerà le riforme di cui il Paese ha
bisogno. Secondo: il federalismo fiscale è in grado di attuare una
governabilità positiva delegando alle Regioni la possibilità di imporre tasse
per finanziare le spese. Quanto alla sfida della riforma contrattuale, oltre
all'apertura ai sindacati, c'è la consapevolezza che anche il governo farà la
sua parte. La maggioranza, conferma il parlamentare del Pdl Maurizio Sacconi,
vede "con molto favore" l'arrivo della Marcegaglia che interpreta
come il ritorno "a una Confindustria-sindacato che guarda un po' meno alle
leggi elettorali e un po' di più a fisco, lavoro e
oppressione della burocrazia sulle imprese". Positivo anche il giudizio dei sindacati.
"In Confindustria l'aria è cambiata. Credo molto in Emma Marcegaglia. Sono
sicuro che farà bene grazie al pragmatismo tipico delle donne, ma anche grazie
alla sua esperienza nella gestione delle aziende" sostiene il leader della
Cisl Raffaele Bonanni che promuove l'affondo sulla revisione degli
assetti contrattuali. Renata Polverini, Ugl: "Può essere un'occasione per
riscattarsi anche dalle accuse di immobilismo e di veto player". "Mi
pare" ha detto invece Guglielmo Epifani, Cgil, "che la nuova
presidente non voglia sentir parlare di contrattazione territoriale per le
piccole e medie imprese. Spesso parlano di veti sindacali, ma qui colgo un veto
di Confindustria". "Non può essere solo il contratto nazionale"
ha aggiunto "a risolvere tutti i problemi delle politiche salariali.
Occorre rafforzare il secondo livello di contrattazione". Intanto si
rafforza la quota rosa ai vertici di Viale dell'Astronomia. Federica Guidi, 38
anni, direttore generale di Ducati Energia, è stata eletta presidente dei
Giovani industriali con 131 voti (lo sfidante Cleto Sagripanti ne ha ottenuti
86). "Ci occuperemo di temi molto legati al mondo delle imprese piccole e
medie" ha annunciato. L'imprenditrice bolognese, che subentra a Matteo
Colaninno, sarà vice della Marcegaglia e sarà affiancata da Jacopo Morelli
(Economia), Vincenzo Nasi (Rapporti interni), Alberto Marenghi (Rapporti interni)
e Gianluca Gemelli (Energia, ambiente e infrastrutture).
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CONVEGNO.
Nell'auditorium della Camera di commercio il dibattito fra imprenditori
bresciani e statunitensi sulle reciproche opportunità di business Brescia-Usa
oltre la congiuntura di Giovanni Armanini In America si può ancora sognare.
Così Luciano Moresco ha posto la ciliegina sulla torta del convegno organizzato
ieri in Camera di Commercio nell'ambito della settimana economica di
"America!". Ma quel punto finale messo da uno degli imparenditori
americani presenti a Brescia in questi giorni per aprire nuovi canali di
business in Italia nella mente di molti piccoli imprenditori bresciani è
soprattutto un punto di domanda. NON TANTO per chi in America è presente e
vincente, come Ugo Gussalli Beretta, Marco Camozzi e Carlo Linetti (intervenuti
alla tavola rotonda coordinata da Antonio Caprarica, direttore del Radio
Giornale di Radio Rai), che da tempo hanno scommesso sul mercato Usa, quanto
per chi guarda ad un mercato non facile e in recessione, come i piccoli
imprenditori che sollevano problemi molto pratici: culturali (dal commerciale
al legale), operativi (legati alla manodopera), economici (costi e prezzi nella
competizione mondiale), alla luce del cambio euro dollaro sfavorevole,
richiamato da Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria,
secondo cui "gli Usa hanno perso il ruolo di locomotiva mondiale".
"Ma la scelta deve andare al di là - ha sottolineato Alberto Comini, della
Camera di commercio di New York - dei problemi ciclici". Esiste una
Brescia produttiva che vorrebbe sognare, a cui Beretta (il cui business è ormai
per il 55% negli Usa) consiglia: "Programmazioni e investimenti sostenuti
da una preparazione mentale che cerchi integrazione in un sistema che apprezza
la qualità italiana ma vive la quotidianità in modo diverso". Lui stesso,
scommettendo negli anni '
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIELETTA. In villa
Cordellina l'assemblea annuale. L'imprenditrice di Arzignano resterà in carica
per altri due anni "Penalizzati dalle tasse" di Elisa Morici Capacità
di rinnovarsi e una sfida sociale che mira a "catturare[\FIRMA]" i
giovani. Inizia un nuovo biennio per il raggruppamento di Arzignano e
Montecchio di Assindustria; futuro che avanza ma nel segno della continuità. Al
timone del mandamento resta infatti Susanna Magnabosco, rieletta ieri sera a
villa Cordellina nel corso dell'assemblea annuale: sorriso aperto e fermezza
tutta al femminile per guidare il raggruppamento più forte della provincia.
"Il periodo non è dei più facili, non lo scopriamo adesso, e a vivere un
fase di luci e ombre è soprattutto il settore della concia - esordisce la
presidente -. Un comparto fatto di imprenditori in gamba ma chiamati a prendere
decisioni importanti, a fronte di un disagio strutturale sfociato in una
sovraproduzione a livello mondiale". Il costo delle materie prime e in
generale la crisi finanziaria ha comunque investito ogni settore della
produzione, senza sconti. Eppure l'ottimismo non viene meno, rafforzato da
certezze consolidate e dalla prospettiva del nuovo che avanza. "Chi ha
saputo reinventarsi non solo sopravvive ma va avanti bene. Al contrario, chi è
rimasto legato a prodotti e lavorazioni tradizionali si è fermato. E se non c'è
nulla di sorprendente in un questa ricetta che vale da sempre - commenta ancora
Susanna Magnabosco -, quel che è cambiato sono i tempi in cui deve compiersi
l'innovazione, non in cinque o dieci anni ma di fatto come un processo in
continuum. Mi auguro inoltre che la nuova maggioranza di governo, votata
fortemente nei comuni del raggruppamento, sia più vicina alle nostre esigenze
di sviluppo, affrontando due problemi che rischiano di mettere in ginocchio le
imprese, soprattutto quelle di medie e piccola estensione: burocrazia e una pressione fiscale che non può più essere accettata
passivamente". Ma non si vive di soli numeri, tanto più in un mandamento
che del legame con il territorio ha fatto da sempre uno dei suoi punti di
forza. Imprenditori che vivono a due passi dalle loro aziende e che ora
lanciano una nuova sfida per non perdere nè disperdere il potenziale delle
nuove generazioni. "Senza generalizzare, resta il fatto che il
benessere diffuso di questa zona porta molti ragazzi verso situazioni
"limite". Compito di un imprenditore, il cui futuro non può peraltro
prescindere da una ragionevole certezza di poter contare un domani su
successori impegnati e motivati, a qualsiasi livello, è dunque anche quello di
trasmettere esempi e valori forti". La nuova classe dirigente al centro
della tavola rotonda pubblica seguita ieri sera, a villa Cordellina Lombardi di
Montecchio Maggiore, all'elezione del presidente del raggruppamento
dell'Associazione Industriali. Una tema la cui discussione si è aperta proprio
sulle considerazioni di Susanna Magnabosco, rieletta per il prossimo biennio,
che ha ribadito l' impegno e la necessità di investire sui giovani e sulle
strategie per coinvolgerli e farli crescere nella consapevolezza di poter
essere realmente il futuro delle aziende, e sul quale sono intervenuti nomi di
spicco dell'imprenditoria. Umberto Anzolin, presidente della Sezione concia di
Assindustria, Antonio Favrin, presidente di Marzotto Spa e di Neafidi, e Chiara
Mastrotto (Gruppo Mastrotto Spa), moderati da Sebastiano Barisoni,
caporedattore news di Radio24 Il Sole 24Ore. E.M.
( da "Libertà" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
12 PIACENZA venerdì
25 aprile 2008 Cinquanta lavoratori nel presidio davanti a Confindustria
"Costruzioni, c'è aria di crisi" "Avete mai sentito di un
muratore che lavora part-time?". Dietro allo sciopero dei lavoratori
dell'edilizia non ci sono solo i 105 euro lordi di aumento negati, per il
momento, dalle parti datoriali. C'è un intero settore artigianale e industriale
in forte crisi. Che stando a quanto hanno denunciato la cinquantina di
lavoratori che ieri hanno presidiato le finestre di Confindustria in via IV
Novembre, cerca di compensare le perdite dovute ad appalti sempre più radi con
i minori costi della manodopera, spesso mandata in cantiere alla
"sperindio". E la stanchezza, la distrazione, l'infortunio sono
dietro l'angolo. "Abbiamo chiuso nei giorni scorsi il contratto del
settore del cemento - hanno spiegato Paolo Chiappa (Fillea-Cgil), Paolo Carrera
(Filca-Cisl) e Michele Zapponi (Feneal-Uil) - ma la trattativa per il comparto
edile è saltata quando si è iniziato a parlare di aumenti, nonostante
Confindustria denunci come gli stipendi italiani siano i più bassi
d'Europa". I sindacati chiedono maggiore formazione e "regole più
chiare per il part-time", raddoppiato in questi anni tanto da
rappresentare il 10 per cento dei contratti, e "una
sicurezza sul lavoro che non sia vista come un costo o come mera burocrazia, ma come diritto dei
lavoratori". E nell'immediato futuro non sembra rasserenarsi la trattativa
su un contratto che in provincia riguarda 4mila addetti: il 5 maggio
incroceranno le braccia i lavoratori dell'industria del laterizio (Rdb, Paver e
Canorba le industrie più grandi). Intanto ieri si è arrivati, secondo i
sindacati, al 70 per cento di astensione nelle industrie, poco meno tra gli
artigiani e ad "una grande partecipazione" nelle cooperative edili.
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( da "Nazione, La (Siena)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA SIENA pag. 4
Montagna di pneumatici Forestale acquisisce i primi atti INCHIESTA GLI UOMINI
della Forestale ieri hanno acquisito una parte della copiosa documentazione
relativa alle migliaia di pneumatici che ricoprono una collina nel comune di
Rapolano. Un fatto datato nel tempo e riportato ora all'attenzione della
pubblica opinione da un servizio mandato in onda martedì sera da "Striscia
la notizia". Nelle prime ore del mattino la Forestale, su delega del
pubblico ministero ha eseguito un sopralluogo all'intera area, poi gli
investigatori si sono mossi per acquisire tutti gli atti: ci vorrà del tempo
perché abbiano in mano la documentazione completa. Saranno necessari diversi
giorni di lavoro per accertare se siano configurabili inottemperanze, oppure
ritardi; o ? ancora ? se l'attuale situazione è imputabile solo a
"inghippi" burocratici. UNA COSA È CERTA: i carabinieri della caserma
di Rapolano in questi anni non sono stati certo con le mani in mano. La zona
interessata era stata, infatti, tutta delimitata perché sottoposta a sequestro
conservativo da parte della magistratura e avevano inoltrato alla Procura della
Repubblica varie informative.Quel deposito di pneumatici balzato all'attenzione
delle cronache dopo un incendio doloso (mai scoperto il responsabile) il 28 ottobre
del 1995 è stato oggetto di ben tre differenti percorsi giudiziari: penale,
civile e amministrativo. I GIUDICI del Tar chiamati a decidere sul ricorso
peresentato dal proprietario dopo che il Comune aveva lamentato un danno per la
"montagna" di pneumatici ha di fatto bloccato (con la concessione
della sospensiva) la rimozione che doveva essere a carico dello stesso
proprietario. Si è così arrivati alla situazione attuale con nuovi accertamenti
e l'acquisizione di documenti. Intanto ieri nei bar e nei negozi di Rapolano è
stato distribuito un volantino dove si polemizza con l'amministrazione comunale
di Rapolano.E' presto al momento per capire se si possa parlare di errore
commesso da qualcuno, oppure se tutto questo si è creato a
causa della burocrazia. A
Rapolano e dintorni nessuno aveva dimenticato comunque quell'oncendio di dodici
anni e mezzo fa quando per giorni gli abitanti non poterono bere l'acqua,
raccogliere le verdure negli orti e furono costretti (almeno quelli più vicini
alla zona del rogo) a non aprire le finestre a causa del denso ed acre fumo che
faceva lacrimare, causando irritazioni alla gola.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CIVITANOVA pag. 12
Sit-in di protesta dei residenti contro la chiusura della strada FONDOVALLE
"ASOLA" SALE DI TONO LA PROTESTA DOPO LA DECISIONE DEL COMUNE DI
POTENZA PICENA FATTI prigionieri, in "casa" loro, dalla burocrazia. E' quel che denunciano i
residenti di contrada Asola che si sono visti sbarrare la cosiddetta
"strada della Bonifica", da anni uno sbocco viario importante per la
vallata. A chiuderla è stato il Comune di Potenza Picena, "senza che ai
residenti sia stata data alcuna comunicazione, e benchè siano stati quasi
ultimati i lavori finanziati dal Cosmari e dai Comuni interessati
all'ampliamento della strada stessa". Strada per la quale, denunciano
sempre i residenti, sono stati spesi fior di soldi pubblici. La verità, secondo
la versione dei residenti della vallata, è "che nessuno vuol accollarsi la
gestione di quella strada, neanche Civitanova e Potenza Picena, che sono i
Comuni frontalieri e che hanno lasciato marcire la situazione, rendendo
impossibile la vita dei residenti". Anche la Provincia viene coinvolta
nelle responsabilità, in quanto non si è mai attivata per rendere transitabile
la strada. I residenti chiedono ai Comuni e alla Provincia di aprire un tavolo
di trattativa e annunciano per domani un sit in alle 11 davanti allo
sbarramento della strada. Image: 20080425/foto/3017.jpg.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
GIORNO E NOTTE
FIRENZE pag. 36 Il film "La banda" alla Sala Esse Stasera alle 21,15
alla Sala Esse, via del Ghirlandaio 38, verrà proiettato il film "La
banda" di Eran Kolrin. In un tempo non molto lontano,
una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Era venuta
per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto non
trovò nessuno.
( da "Provincia Pavese, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca "Da
dieci anni aspetto la licenza per costruire" La storia di un imprenditore
che vuole ampliare l'azienda "Mi avevano detto che avrei ottenuto
l'edificabilità" PAVIA. Il signor Oliviero Busi ha acquistato dieci anni
fa il terreno retrostante la sua azienda di viale Certosa 8/b con la finalità
di ampliare la sua attività. La "O.M. Busi" è una delle poche
industrie di rilievo che rimangono nella nostra città. L'azienda, che produce
motori per ascensori idraulici ed è nata nel 1975, dà lavoro a trenta
dipendenti ed esporta il prodotto in Europa, Giappone, Corea e Australia. L'ex
assessore Lorenzo Rampa aveva assicurato a Busi che, una volta comperato il
terreno, non ci sarebbero stati problemi per ottenere i permessi per edificare.
Ma alla fine così non è stato. Da dieci anni Oliviero Busi e i suoi figli stanno
combattendo una loro personalissima battaglia contro i
lacci della burocrazia per
poter ampliare la propria attività e ottengono solo risposte vaghe e continui
rimandi: "Sei mesi dopo l'acquisto - racconta Busi - mi hanno spiegato che
il terreno non era edificabile perché faceva parte del parco del Ticino. Ai
tempi il nostro principale concorrente aveva smesso di produrre i motori per
ascensori idraulici quindi noi avevamo l'opportunità di raddoppiare la
produzione". Per fare questo, però, la ditta necessitava di nuove
attrezzature e più spazio: "Non abbiamo potuto ampliare e da allora, per
stare al passo con la produzione siamo stati costretti a far fare ai nostri
operai doppio turno e ad assumere altre persone". I disagi, ovviamente,
non riguardavano e riguardano a tutt'ora solamente la produzione, ma si
estendono anche al settore degli imballaggi e del deposito dei prodotti finiti
prima dell'esportazione: "Siamo costretti - prosegue il titolare - a
lasciare gli imballaggi all'aria aperta con un conseguente enorme spreco perché
spesso il legno marcisce. Per il deposito abbiamo dovuto costruire delle
tettoie esterne". Intanto il campo retrostante l'azienda rimane
inutilizzato e l'unica attività alla quale Busi lo può adibire è il suo hobby:
allevare delle galline. Una destinazione decisamente diversa da quella che,
nelle intenzioni dell'imprenditore, dovrebbe essere. Le amministrazioni che si
sono susseguite hanno conosciuto la storia di Busi e hanno sempre affermato di
voler salvaguardare l'industria pavese: "Mi è sempre sembrato, però, -
racconta l'uomo - che non sia mai realmente interessato a nessuno il nostro
problema. Mi avevano promesso di cambiare la destinazione d'uso dell'area,
chiedendo il permesso al parco del Ticino, nel Piano Regolatore ma non l'hanno
mai fatto". L'ultimo contatto che il titolare ha avuto con
l'amministrazione risale a qualche mese fa: "Oliviero Busi - racconta
Alberto Artuso, presidente della commissione territorio del Comune di Pavia -
mi ha interpellato quattro mesi fa e io mi sono recato a vedere la situazione.
Per quanto riguarda la variazione dell'attuale Piano Regolatore ormai il treno
era perso e l'area è rimasta agricola, avrebbero dovuto chiedere prima".
Artuso ha posto alla famiglia Busi due potenziali soluzioni. La prima, la più
facilmente attuabile, è cambiare la destinazione d'uso dell'area nell'ambito
del Piano di Governo del Territorio (Pgt), di cui l'amministrazione si sta
occupando ora: "A giugno finiremo la stesura del Pgt - spiega Artuso -
entro fine anno il nuovo strumento verrà adottato, quindi entro la fine del
2009 il terreno di Oliviero Busi diventerà edificabile". La seconda
soluzione consisteva nel chiedere ora una variante ad hoc del Piano Regolatore:
"Questa è una strada molto difficile - conclude il presidente della
commissione territorio - e comunque lunga perché implica un iter di almeno un
anno e mezzo. In più il parco del Ticino avrebbe potuto negare l'ok per una
sola variazione". Insomma, l'amministrazione assicura che la ditta verrà
accontentata, ma non prima di un paio di anni. Sono proprio i tempi a
preoccupare la famiglia Busi: "Ci sentiamo presi in giro - conclude Busi -
anche perché i tempi dell'industria sono molto veloci e bisogna rispettarli se
si vuole stare al passo con la concorrenza. Stiamo cercando di sperimentare
qualcosa di nuovo ma purtroppo non abbiamo spazio né per costruire prototipi,
né per la sperimentazione. Non possiamo andare avanti così ancora per due
anni". Giulia Cimpanelli.
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Giovani imprenditori,
Silva e Zonin nella squadra di Federica Guidi PADOVA. Era nell'aria. Come da
pronostico, ieri Federica Guidi si è insediata in Viale dell'Astronomia,
succedendo a Matteo Colaninno nel ruolo di presidente dei Giovani Imprenditori
di Confindustria. Su 217 voti, la squadra della Guidi ne ha ottenuti 131,
contro gli 86 del team guidato dal rivale Cleto Sagripanti. E' una vittoria
importante per il Veneto. Dell'équipe della giovane imprenditrice emiliana,
infatti, fanno parte due veneti: uno è Jacopo Silva, con delega alla
modernizzazione del Paese; l'altro è Domenico Zonin, con mandato alle politiche
per lo sviluppo d'impresa. "Ci siamo alleati con il Friuli e il Trentino -
afferma Gianluca Vigne, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto
- per raggiungere questo risultato. Ragionando in termini di macro-regioni, con
sei mesi di lavoro abbiamo trainato la campagna della Guidi puntando su un
argomento importante per lo Stato, già in programma, quello dell'agenda degli
investimenti. Vogliamo proporre al Governo un insieme di progetti a medio
termine e un piano per diminuire le spese". Raggiante Jacopo Silva, che
ritiene che sia una buona occasione per spingere verso una burocrazia meno oppressiva e verso delle
decisioni pratiche per le imprese. "Confindustria - afferma- con Emma
Marcegaglia e Federica Guidi spinge sull'acceleratore dell'innovazione. Questo,
per noi Giovani Imprenditori vuol dire sottrarre definitivamente il mondo
giovanile a una politica che non si rinnova e non vuole trovare soluzioni.
I giovani hanno bisogno di quelle risposte concrete che finora sono state
sacrificate sull'altare del battibecco e dello spreco di Stato". "La
nostra - afferma infine Domenico Zonin - è una regione che conta dal punto i
vista economico, e il risultato di oggi lo dimostra. Per quanto riguarda il mio
settore quello che si farà è aiutare lo start-up di nuove imprese, mettendo a
disposizione dei giovani le strutture e i contatti di Confindustria; in questo,
in Veneto vogliamo impegnarci con intensità. Inoltre, vogliamo creare un
collegamento tra istituti universitari e il nostro centro studi per capire dove
andrà l'economia mondiale nei prossimi anni". (Marco dè Francesco).
( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 5
"Sinistra in ritardo sulla sicurezza" L'autocritica di Antonini (Pd)
? PERUGIA ? "SICUREZZA? Siamo franchi, la sinistra ha 15 anni di ritardo.
Sbagliando, non l'avevamo considerata tema prioritario": Carlo Antonini,
membro dell'Esecutivo umbro del Pd e assessore alla Polizia della Provincia di
Perugia, sfodera compiaciuto il programma redatto, in materia, da Walter Veltroni:
"Non abbiamo certo rinunciato al solidarismo che è nel nostro Dna, però
ora ci confrontiamo senza indugi con le dinamiche di una realtà che è diventata
molto complessa. E' evidente che i territori vanno tutelati con determinazione
e assiduità. Sono lontani i tempi delle porte aperte e delle passeggiate senza
rischi". Partendo da qui Antonini lancia una proposta che ha l'aria di una
mezza provocazione: "Nel giro di un triennio le Province e i Comuni
dovrebbero aumentare del 30% gli organici delle loro polizie". Utopie, è
questione di risorse economiche: non ci sono i quattrini? "Nemmeno un euro
in più. Basta applicare il sano concetto della flessibilità. Gli organici delle
amministrazioni locali non possono essere cristallizzati, devono adattarsi alle
esigenze della società. C'è tanta gente che sta negli uffici, spesso ad
incrociare le braccia. Utilizziamo quei dipendenti per interessi
superiori". Non è facile passare dai timbri alle funzioni di polizia?
"Ma non è impossibile organizzare corsi di formazione. Certi enti vanno
riorganizzati a seconda delle richieste che vengono dalla gente. Faccio un
esempio di casa mia, così rendo l'idea: non molto tempo fa la Provincia ha
assunto, con concorso, 68 addetti alla Polizia provinciale, però soltanto 33 fanno
davvero tutela territoriale. Gli altri 35 sono chiusi in ufficio. Non è
accettabile. Noi dobbiamo modificare questo andazzo. La nostra polizia può
essere utile, non soltanto lungo le strade o nelle campagne, ma anche nei
cantieri e in molti settori operativi a rischio di irregolarità. L'approccio
col crimine ha radici molto articolate". Nei Comuni questa idea può
apparire sconvolgente... "Mi aspetto che qualche sindaco risponda. E
magari spieghi perché no. E naturalmente, tenuto che l'indicazione in fondo
viene dallo stresso programma nazionale del Pd, auspico che la stessa Regione
si pronunci con indicazioni precise e inequivocabili. Oggi c'è bisogno di meno burocrazia e di più risorse indirizzate verso le necessità emergenti".
Se l'idea passasse, sarebbe una vera incursione all'interno di numerosi uffici
pubblici... "Si potrebbe cominciare da qui per fare anche qualcosa di più:
non se ne può più di vedere le risorse distribuite non a seconda dei meriti e
dell'efficienza, ma, semmai, degli appoggi di questo o di quello. Alla
parità dei diritti deve corrispondere il giusto riconoscimento dei doveri, cioè
di chi i doveri li onora sul serio. E' assurdo che tutti siano parificati,
indipendentemente da ciò che sanno e che rendono. Ed è intollerabile che si diffonda
la convinzione dei concorsi pubblici vinti a prescindere. Come fanno i giovani
a credere sul loro valore se si persuadono che tanto la spunterà quell'altro
che ha meno valore e magari non ha faticato neanche un po'. Certi ritardi
storici vanno colmati anche a sinistra. Lo dico per noi che amministriamo la
cosa pubblica e anche per i sindacati. Con l'egualitarismo piatto affondiamo
tutti". Gianfranco Ricci.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TREVISO. "Siamo
pronti al ricorso". Franco Rosi (nella foto), leader della lista Città
Mia, è duro: "Qui ci troviamo davanti un caso eclatante di
mala-organizzazione. La burocrazia ha vinto sulla democrazia. Se non troveranno una soluzione entro
pochi giorni, dovranno vedersela con il Tar". Se il magistrato alla guida
della commissione elettorale centrale non troverà la via giuridica per annullare
il verdetto del Tribunale, Rosi darà battaglia. E con lui, soprattutto,
Alfio Bolzonello, fino a poche ore fa consigliere in carica per la lista Città
Mia, oggi panchinaro sostituito da Paolo Dalle Carbonare. "Spero che
prevalga il buonsenso - prosegue Rosi - qui si tratta, in tutto, di 900
preferenze sparite nel nulla. E' possibile? Stiamo parlando di voti dei
cittadini. Sarebbe assurdo dover ricorrere alla giustizia amministrativa per
veder riconosciuto un diritto, ma se serve lo faremo". Per Città Mia il
ricorso al Tar sarà un'azione di lista, non un gesto del singolo consigliere:
"Questa è la decisione - chiarisce infatti Bolzonello - ma spero non si
arrivi a tanto. Spero che il Tribunale si muova in autotutela e annulli i suoi
calcoli". Tira aria di protesta anche tra le fila dell'Udc, altra lista
penalizzata dai conteggi, ma prevale la cautela: "Non ho ancora elementi
per definire cosa sia successo e quanto - ammette Gianna Galzignato, segretario
provinciale - quando riusciremo ad avere le idee più chiare sulle
responsabilità di questo squilibrio, allora decideremo il da farsi". Via
Verdi, mercoledì, ha decretato che il consigliere di lista non sarebbe stato
Vittorio Padovan, come stabilito dai calcoli del Comune, ma l'architetto
Claudio Alessandri. I due si contendevano il posto sul filo del voto (93
preferenza Padovan, 92 Alessandri). Ma il Tribunale ha stravolto le carte: 51
preferenze Alessandri, primo in lista, 42 Padovan. (f.d.w.).
( da "Nuova Ferrara, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronologia
ferrarese: aprile Il 25 aprile 1922 Italo Balbo si recò a Milano per illustrare
a Mussolini la difficile situazione delle campagne ferraresi e le linee
generali di un suo progetto per costringere il Governo ad erogare alla classe
operaia i fondi di sussistenza. La popolazione delle campagne trovava lavoro
nella applicazione dei patti di imponibilità che costringevano i proprietari ad
assumere circa 6 persone disoccupate ogni trenta ettari. Ma finiti i lavori
agricoli, tra la fine dell'inverno e l'inizio dell'estate, la grande massa
operaia restava senza lavoro. I disoccupati raggiungevano una quota di
sessanta-settantamila unità. Negli anni precedenti il Governo destinava alla
provincia di Ferrara 10-15 milioni da impiegare in lavori pubblici, nel 1922,
nonostante le premure fatte dai nostri deputati e dalle autorità prefettizie, e
benché tutti i progetti di lavori pubblici fossero stati studiati il Governo
non si faceva sentire. Balbo supponeva che tutto ciò fosse opera dei deputati
socialisti intenzionati a far passare per incapaci i fascisti e far pagare con
la fame il voltafaccia della stragrande maggioranza di lavoratori passati nelle
file del fascio. Mussolini convenne con Balbo e aggiunse che all'ostruzionismo del Governo si doveva certamente aggiungere anche
quello della burocrazia
ancora legata ai deputati socialisti. A quel punto Balbo espose un piano:
concentrare a Ferrara all'improvviso tutti i lavoratori disoccupati della
provincia, cioè circa 60 mila persone, mobilitandoli fulmineamente, prima che
l'autorità ne venisse a conoscenza. Occupare la città e non togliere
l'assedio alla Prefettura finché Roma non desse garanzie. Mussolini, dopo un
rapido esame, acconsentì ogni lato della questione. Balbo conoscendo a
perfezione il Ferrarese, le sue strade, i suoi accessi, assicurò Mussolini del
buon esito della manovra e se ne assunse la piena responsabilità.(segue il 27
c.m.). Italo Balbo, Diario 1922, Mondadori, Verona 1932. Rubrica a cura di
Graziano Gruppioni.
( da "Tirreno, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I
tempi della burocrazia rallentano la sistemazione della
provinciale Val di Forfora Frana a Vellano: lavori fermi da un anno VELLANO. I
tempi della burocrazia si traducono anche in disagi per la
circolazione stradale. è quanto emerge dall'interrogazione che il capogruppo di
An Roberto Franchini ha fatto all'assessore provinciale Mauro Mari, ha proposito della provinciale 34
Val di Forfora, nella Svizzera Pesciatina. "Sono costretto a tornare a parlare
dello stato attuale della strada - ha detto Franchini - perché nonostante le
promesse che mi sono state fatte 5, 6 mesi or sono, per la pronta sistemazione
del tratto in questione, la situazione purtroppo è identica ad allora. Mi sto
riferendo al cedimento della strada a
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Palermo
Pistorio e Leanza gli scudieri politici. Nei ruoli chiave un avvocato e il
sovrintendente del Bellini Banche, imprese e burocrazia tutti gli uomini del
presidente Il legame con i big dell'industria catanese, i nuovi rapporti con
Albanese e Basile EMANUELE LAURIA Il passo d'apertura nel ballo del potere,
Raffaele Lombardo l'ha compiuto prima ancora della proclamazione ufficiale,
dando l'assenso alla successione di Salvatore Mancuso nel board di Unicredit:
il neogovernatore ha scelto l'ex sottosegretaria Marianna Li Calzi, capolista
nella lista dell'Mpa per il Senato nel Lazio. Non eletta, la Li Calzi, ma
subito catapultata nella rete che l'autonomista si prepara a costruire (anzi, a
rafforzare) dopo l'elezione a Palazzo d'Orleans. Banche, imprese, istituzioni,
sottogoverno, burocrazia regionale: così cambia la
mappa del "chi conta" nell'Isola. Uomini (e donne) forti, figure
emergenti o di ritorno su cui puntare: state certi, nei prossimi anni saranno
protagonisti. In stretto ambito politico, ai volti noti degli
"scudieri" come Lino Leanza e Giovanni Pistorio si affiancano oggi i
nomi nuovi dell'Mpa. Due, fra tanti, quelli di Elita Schillaci e Giuseppe
Arena. La prima, ordinario di economia e gestione delle imprese all'Università
di Catania e già assessore della giunta Scapagnini, è la donna che ha messo in
pratica il modello Lombardo del "direttorio", quella gestione unica
delle aziende comunali proposta anche - senza fortuna - a Diego Cammarata. La
Schillaci è in corsa per un posto nel governo regionale. Su Giuseppe Arena, ex
vicesindaco di Catania, Lombardo ha puntato forte, strappandolo ad An alla
vigilia delle elezioni e contribuendo alla sua affermazione alle urne. Ai
vertici dell'Mpa assicurano che anche Arena avrà un ruolo importante, nella
legislatura che va ad aprirsi. E un ruolo importante, da frontman, Lombardo
l'ha già assegnato ad Antonio Fiumefreddo, avvocato catanese e sovrintendente
del teatro Bellini, spedito in tivù a difendere il movimento dalle accuse sui
pacchi di pasta offerti in cambio di voti, contenute nel servizio di Exit. Nel
sottogoverno lombardiano brilla la stella di Alfio D'Urso, legale dell'Mpa
nella vicenda dei ricorsi amministrativi contro l'ammissione delle liste della
Colomba gravate da un difetto di delega. D'Urso è stato nominato nel consorzio
Asi di Catania, nel cda della società che gestisce l'aeroporto di Fontanarossa
e nell'Ato idrico etneo. Quella degli aeroporti è una vecchia passione del
leader di Grammichele, primo sponsor di un fantomatico hub nella piana di
Catania che intanto si accontenta di estendere la sua influenza anche sul nuovo
scalo di Comiso: l'amministratore delegato è Pietro Ivan Maravigna,
coordinatore del movimento dei liberali riformatori che ha ottenuto la nomina
pochi mesi dopo aver stretto un accordo politico con l'Mpa. Il Lombardo che
lunedì s'insedia a Palazzo d'Orleans ha un rapporto solido con l'imprenditoria
etnea, con nomi storici come i Virlinzi o quelli, meno noti al grande pubblico,
dei Costanzo (Siciliana Carbolio) che da 70 anni operano nel settore dei
prodotti energetici. Un legame rinsaldato in questi mesi anche attraverso il
nuovo piano regolatore di Catania, la cui gestione è stata affidata a Enzo
Oliva, altro uomo forte di Lombardo nella giunta Scapagnini. E durante la
campagna elettorale il capo dell'Mpa ha regalato un paio delle poche visite
palermitane ad Alessandro Albanese, presidente del consorzio Asi (che non a
caso ha poi espresso compiacimento per la sua elezione) e all'imprenditore Rosario
Basile, titolare della società di vigilanza Ksm. E prima del voto Lombardo ha
stabilito una corsia preferenziale anche con ambienti bancari, rafforzando ad
esempio il suo legame con Francesco Maiolini, direttore generale di Banca
Nuova. L'incursione dell'Mpa nel mondo delle banche, d'altronde, era già
cominciata durante il governo Cuffaro, con le nomine di alcuni
"fedelissimi" di Lombardo nel cda del Banco di Sicilia (Giuseppe
Mineo) e nella Fondazione (Carmelo Galati e l'immancabule Alfio D'Urso). E grazie,
ancora, al filo doppio che lega Lombardo all'ex deputato democristiano
Francesco Parisi, presidente della Banca popolare di credito cooperativo. Poi
ci sono le tradizionali roccaforti del potere del nuovo governatore. Le
postazioni-chiave nella Sanità: la guida dell'Ausl catanese affidata ad Antonio
Scavone o quella dell'azienda di Enna, al cui timone c'è Francesco Iudica, il
cognato di Lombardo. Ma anche il direttore generale dell'ospedale Gravina di
Caltagirone, Carlo Romano, e il direttore sanitario del Garibaldi di Catania,
Salvo Giuffrida, sono professionisti vicini al capo dell'Mpa. La longa manus di
Lombardo raggiunge il settore delle cooperative, grazie alla presidenza
dell'Ircac affidata ad Antonio Carullo. Tocca gli enti parco come quello dell'Etna
amministrato dal commissario Ettore Foti. Marco Forzese, vicepresidente di una
storica azienda regionale come l'Ast (azienda trasporti) ha corso con l'Mpa per
le regionali a Catania. Con lui c'era anche Orazio D'Antoni, presidente della
Sac service, la società di servizi dell'aeroporto di Fontanarossa. Altra figura
centrale, nel Catanese, è quella di Armando Giacalone, ex segretario generale e
oggi (dopo il pensionamento) direttore generale a contratto del Comune, che
siede contemporaneamente sulle poltrone di quattro società con capitale
pubblico: quella della Sidra (distribuzione idrica), dell'Asec (energia), di
Multiservizi, che conta complessivamente oltre mille dipendenti, e di
Patrimonio e sviluppo, altra controllata che ha invece la gestione degli
immobili comunali. Tutti gli uomini del presidente: il Lombardo I non potrà
fare a meno di loro.
( da "Tirreno, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Livorno La storia a
lieto fine di Ndeck "Posso giocare grazie al Livorno" NOCETO (Parma).
"Ringrazio i miei amici dell'associazione Ciac di Fidenza, che mi hanno
seguito e accolto in questi mesi, i giornalisti che hanno parlato di me, ma
soprattutto il Livorno calcio. Anche se non mi hanno potuto tesserare, hanno
reso possibile il mio sogno di giocare in Italia". Un sogno che per
Patrice Beki Ndeck, 23 anni, camerunense, potrebbe diventare ancora più bello
dopo la decisione della Figc di equipararlo ad un giocatore comunitario visto
il suo status giuridico di rifugiato. Il giovane calciatore africano, che oggi
milita nella formazione parmense di serie D dei Crociati Noceto, era arrivato
in Italia due anni fa dopo essere fuggito dal Camerun per evitare l'arresto. La
sua colpa era quella di fare parte di un gruppo di opposizione al governo in
carica e per lui, proprio per le sue idee politiche, era preclusa qualsiasi
possibilità di giocare a calcio. In Italia, invece, un anno dopo il suo arrivo
e il riconoscimento dello status di rifugiato da parte del Servizio Centrale di
protezione dei rifugiati del Ministero dell'Interno, Patrice ha provato a
tentare la fortuna nel mondo del pallone. Così, nel giugno del 2006, si era
presentato a Milano per fare un provino con il Livorno. "I dirigenti mi
dissero che avevo le qualità tecnico-fisiche per giocare con loro - racconta
oggi - Ma purtroppo per me c'era solo la possibilità di ottenere un cartellino
come giocatore extracomunitario, nonostante il mio status di rifugiato mi
garantisse la cittadinanza italiana, e, a malincuore, mi dissero che non
potevano tesserarmi. Il Livorno non aveva infatti più posti in rosa per
giocatori extracomunitari". La società amaranto ha reso nota la storia di
Patrice Beki Ndeck e il giocatore è entrata in contatto con la società emiliana
dei Crociati Noceto. "Anche qui però è stato difficile - dice ridendo Beki
Ndeck - La burocrazia mi ha tenuto fermo per tanto tempo". Alla fine però arriva
il debutto in serie D, nel dicembre scorso; oggi l'ultimo atto con il
riconoscimento dello status di giocatore comunitario. "Aspettavo da tanto
tempo questo momento - commenta Patrice Beki Ndeck - Peccato ci sia voluto
tanto tempo, chissà cosa sarebbe successo se mi avessero fatto subito giocare.
Ora? Io continuo a sognare. Il Livorno in questi mesi ha sempre parlato di me
ed ha sollecitato perchè la mia situazione si sbloccasse. Quando mi fecero il
provino mi avevano detto che potevano aspettare. Speriamo che sia davvero
così".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'evento
Roccobarocco, la moda sbarca a Cuba ma è sfrattata dalla piazza di Fidel LAURA
ASNAGHI DAL NOSTRO INVIATO L'AVANA - Cuba si apre alla moda griffata. Dopo
computer e telefonini (in dieci giorni più di 7000 utenze), nell'isola di Raul
Castro si cerca, non senza difficoltà, di conquistare una nuova frontiera del
lusso. Di qui l'invito a sfilare fatto a Rocco Barocco, lo stilista che
frequenta Cuba da anni. Ma allestire una passerella, davanti a 20 mila persone,
come gli avevano promesso, su una delle piazze più importanti dell'Avana,
quella più cara al "lider maximo", si è rivelato un progetto troppo
ambizioso. Che la burocrazia cubana ha rivisto e corretto in extremis con un defilé nei
giardini dell'Hotel National. Si è quasi sfiorato l'incidente diplomatico, ma
la sfilata è comunque andata in porto alla presenza dell'ambasciatore italiano
Domenico Vecchioni, del ministro della cultura Abel Prieto e con una schiera di
30 modelle, tutte cubane doc. A far da tramite a Barocco, Lucia Altieri,
cantante italiana e personaggio influente nell'entourage di Fidel Castro,
all'Avana dagli anni '70. I cartoncini d'invito prevedevano la Tribuna
anti-imperialista con passerella allestita dal regista Sergio Salerni a ridosso
della scritta "patria o muerte". Ma gli abiti supersexy di Barocco
avrebbero potuto sembrare una provocazione. Come uscire dall'empasse?
"Scusate, la piazza è prenotata per un altro evento" è stata la
risposta giunta per via diplomatica, avallata dal fatto che a Cuba fervono i
preparativi per il Primo maggio. A Rocco Barocco prima è stato offerto l'Hotel
National, un pezzo di storia cubana che ha ospitato da Winston Churchill a
Garcia Marquez passando per Ava Gardner e Marlon Brando. "Adesso
metteranno anche la mia foto - scherza Barocco - sfilare all'Avana è stata una
impresa, ma ne valeva la pena".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-04-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-04-25 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE La crisi del Pd "De Franciscis ha commesso l'errore
di presentarsi alle primarie del partito" "Azzerare la giunta
provinciale" Ceceri, primo dei non eletti alla Camera: "Primo passo
per il rilancio" Dura disanima del risultato elettorale: "In proppi
centri si è arrivati alla soglia del 25% e non può essere solo colpa dello
tsunami Berlusconi" CASERTA - Prima le dimissioni da assessore provinciale
di Franco Capobianco. Poi la notizia del documento sottoscritto da gran parte
dei consiglieri di maggioranza del Comune capoluogo, per dichiararsi
"autospesi". "Sono due episodi che testimoniano lo stato di
crisi in cui versa da mesi il centrosinistra casertano, lacerato da continue
fibrillazioni. Soprattutto dopo la nascita del Pd". Chicco Ceceri la
sensazione di quel malessere dilagante l'aveva colta in tempi non sospetti. E
non a caso, in occasione della cerimonia di inaugurazione della campagna
elettorale, alla presenza di Follini, aveva lanciato un accorato appello
all'impegno comune in campagna elettorale, e invitato Sandro de Franciscis a
provvedere al rimpasto per riempire le caselle vacanti nell'esecutivo "al
fine di riequilibrare la rappresentanza territoriale". Qualche giorno fa,
nel corso di una riunione dei vertici del Pd convocata per l'analisi del voto,
pare ci sia andato ancora più duro, chiedendo tout court l'azzeramento della
Giunta. "In realtà - spiega Ceceri - il mio è stato un discorso un po' più
articolato, che ha cercato di esaminare le ragioni di un risultato elettorale
oggettivamente mediocre, nonostante le possibili scusanti dello "tsunami
Berluscon"' e degli effetti dell'emergenza rifiuti. Perché è chiaro, se in
una città come Marcianise un dato del 25% non può essere considerato negativo
alla luce di fattori come la defezione di Squeglia o lo scioglimento
dell'Amministrazione, lo stesso non può dirsi per risultati analoghi in altre
realtà. Ora serve una svolta decisa, per invertire la tendenza in tempi brevi.
Ed il primo passo non può che essere il rilancio dell'azione ammini-strativa
nei principali enti che governiamo ". Cominciando, appunto dalla
Provincia: "Lì, nei primi due anni si è avuta nettamente la percezione di
una svolta riformista - sottolinea Ceceri - ma poi, a partire dalle primarie è
cominciata una fase di stallo. è evidente che la candidatura di Sandro è stata
un errore: credo che lo riconosca anche lui. Ha favorito le divisioni, mentre
occorreva invece rimanere uniti per affrontare con più forza le rivendicazioni
nei riguardi dei livelli regionali e nazionali. Come pure, il doppio incarico
di presidente della Provincia e leader del partito si è rivelato troppo
oneroso: può essere sostenibile solo per una fase limitata". Diverso il
discorso per il Comune: "Molte delle rivendicazioni dei consiglieri, che
chiedono un ruolo più significativo, sono del tutto
condivisibili: a partire dalle critiche ad una certa burocrazia. Ma questo stillicidio non può proseguire: se non si cambia
registro, il rischio è di compromettere anche i rapporti personali e di andare
tutti a casa". Infine, un messaggio al segretario regionale Tino Iannuzzi:
"Caserta si attende un risarcimento ". Pietro Falco.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione:
ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-04-25 - pag: 22 autore: Promozione. BuonItalia è paralizzata dalla burocrazia mentre manca una regìa per gli eventi all'estero Vino, marketing
sotto accusa De Piazza: "Troppi ostacoli" - Caprai: "I progetti
sono bloccati" Nicola Dante Basile MILANO Diciotto mesi di buoni propositi
resi sterili da una burocrazia farraginosa e inconcludente. Accade nel giardino di
BuonItalia, la Spa del ministero delle Politiche agricole nata per promuovere
la tavola made in Italy nel mondo. Dove il consigliere Marco Caprai, vignaiolo
di rango in quel di Montefalco, non ha trovato stimoli per continuare a dare il
proprio contributo di imprenditore di successo. Così dopo 18 mesi "di
niente ", lo "scopritore" del vino Sagrantino ha pensato bene di
chiudere quella che non esita a definire "un'esperienza che non ha
vistodecollare uno straccio di progetto, bloccati da veti e controveti di ogni
genere. è incredibile vedere una struttura che ha 50 milioni di dotazione
finanziaria che non riesce a spendere, che ha 35 amministrativi e nemmeno un
project manager ". Di cose strane nel sistema vino italiano non ci sono
solo i "conti che non tornano" o le varie sofisticazioni che ledono
all'immagine ditutto il sistema Paese. Si prenda la promozione: cosa e quanto
si fa di concreto per un prodotto che comunica il territorio? Un invito a nozze
per Lucio Caputo,direttore dell'Iwfi di New York, che spara a zero. "Nel
principale mercato per il vino italiano, gli Usa, l'Italia istituzionale –dice
–è praticamente assente. Le sole iniziative appartengono a singole imprese o
enti privati". Ma come?, c'è l'Ice, c'è BuonItalia, ci sono le Regioni che
organizzano missioni ed eventi a destra e a manca. "Per l'appunto, troppe
iniziative per lo più fatte senza alcun coordinamento tra loro", commenta
il toscano Sergio Zingarelli di Rocca delle Macìe, anzienda che esporta il 50%
della produzione nel solo Nord America. Secondo il quale "l'Italia
otterrebbe di più se all'esterosi andasse con un messaggio univoco".
Invece succede che l'Ice, che ha strutture in 85 Paesi, nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-04-25 - pag: 22 autore:
Assoenologi: vanno cercate nuove vie per le esportazioni Giorgio dell'Orefice
VENEZIA Il vino italiano riparte dal mercato. Mentre ancora non si è spenta
l'eco delle inchieste e degli scandali delle scorse settimane il mondo del vino
made in Italy riprende a discutere di competitività ed export. Sono infatti
questi i due temi chiave del 63mo Congresso di Assoenologi ( l'associazione
degli enologi ed enotecnici italiani) che si è aperto ieri a Venezia. E si
riparte dalla competitività nella convinzione che al di là degli episodi di
cronaca le brillanti performance di mercato messe a segno negli anni (nel 2007
quasi 12 miliardi di euro il giro d'affari del settore, 3,5 dei quali legati
all'export e 2 alle tecnologie di cantina) possono essere rafforzate solo
attraverso la capacità di proseguire lungo la strada della qualità e di nuovi
sbocchi all'estero. "Un rafforzamento competitivo – ha detto ieri il
presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin – che Bruxelles ha annunciato di
voler mettere al centro della recente riforma Ue del settore vino. Ma poi, alla
luce dei fatti, ha cambiato strada. Siamo, infatti, molto critici nei confronti
di una riforma che si è rivelata debole e che contiene misure che possono
rivelarsi pericolose per il made in Italy". Il riferimento è soprattutto
alle norme che prevedono, a partire dall'1Ú agosto 2009, la possibilità per i
vini da tavola di indicare vitigno di provenienza e annata di produzione.
"Si tratta di una deregulation – ha aggiunto Prevarin – che se da un lato
rischia di vanificare anni di lavoro spesi per valorizzare il sistema dei vini
a denominazione d'origine, nell'immediato,rischia di penalizzare i nostri
prodotti Igt ( a indicazione geografica tipica). I futuri vini da tavola con
provenienza e annata ne ricalcheranno le caratteristiche ingolfando
l'offerta". Nel corso della giornata sotto accusa è
finito anche l'eccesso di burocrazia che ancora penalizza le imprese italiane. Secondo le nostre
stime –ha detto il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli - un tecnico di
cantina spende in media il 25% del proprio tempo a districarsi tra scartoffie e
pastoie burocratiche ". "è impensabile ingessare l'attività
delle imprese – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura, Federico
Vecchioni- . Le aziende italiane hanno già dimostrato di saper realizzare
prodotti di qualità. Adesso è il turno della politica che deve dimostrare di
saper mettere in campo anche una macchina amministrativa di qualità".
PAROLE CHIAVE Al centro del63ÚCongresso della categoria il tema della qualità
Martelli: schiacciante il peso dei vincoli sul settore IMAGOECONOMICA
Assoenologi. Giuseppe Martelli.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-25 num: - pag: 18 categoria:
REDAZIONALE BRESCIA, TEATRO SOCIALE, FINO AL 27 APRILE La concessione del
telefono Nella commedia di Camilleri, tratta dall'omonimo romanzo, nella
Sicilia di fine Ottocento la richiesta di una concessione
telefonica scatena un tourbillon di accadimenti e quiproquo sotto i quali si
cela il peso della burocrazia, della mafia e del perbenismo. Protagonisti amanti e mogli,
mariti e cornuti, un prefetto truffaldino e integerrimi funzionari. Una farsa
dai toni macchiettistici con la regia di Giuseppe Dipasquale. Bravi, Tuccio
Musumeci e Pippo Pattavina.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-04-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-25 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE L'intervista La giornalista commenta l'uscita della Marcegaglia
sulla crisi dei rifiuti e sul deficit di classe dirigente "Meglio un
governatore sotto botta che niente" Lucia Annunziata critica borghesia e
imprenditori: "Avvelenati dall'assistenzialismo" NAPOLI - Lucia
Annunziata usa le metafore ferroviarie, mutuate dal papà, per dire che
"Bassolino ha fatto bene a non mollare. Quando c'è un incidente di treno
se non si vuole un disastro non si uccide certo il macchinista". E riserva
una sorpresa: "Sarò scandalosa, ma sono a favore del federalismo
fiscale". La presidente designata di Confindustria, Emma Marcegaglia,
nella sua relazione ha detto: "La crisi dei rifiuti rileva un difetto di
governo e di classe dirigente di gravità inaudita". Un'accusa durissima,
non crede? "Conoscendo un po' Emma Marcegaglia non la prendo come
un'accusa. Direi, piuttosto, che ha inteso fare una radiografia e, a torto o a
ragione, ha dato voce a un sentimento diffuso nel Nord". Il fallimento
della classe dirigente del Sud? "Per un verso indiscutibile: se un treno
non funziona è perché il macchinista non è capace. Ma cosa si intende per
classe dirigente? ". Cosa si intende? "è la politica che non ha
funzionato? Le istituzioni, intese non solo come Regione e comuni? è la
borghesia del Sud che non è forte? O ancora il tessuto produttivo è debole? è
indubbio che ci sia un deficit di classe dirigente che non fa essere
competitivo il Mezzogiorno con il resto del Paese. Ed esiste la tentazione di
intendere solo la politica come classe dirigente". Invece? "Io,
invece, penso che gettare tutto sulle spalle di Bassolino o dei sindaci è come
scappare dalla realtà. è un modo di crearsi un alibi. Bassolino ha sbagliato? è
vero, ma non può bastare a spiegare la crisi profonda in cui versa la Campania.
Credo che Emma Marcegaglia abbia questa convinzione. Quando parla di fondi
europei, parla anche delle istituzioni e del tessuto produttivo. Sta parlando
ai suoi. Alle imprese che hanno avuto un atteggiamento fatalista, debole,
rassegnato. La creatività individuale è stata risucchiata. La borghesia ha nicchiato".
La domanda spontanea è: perché? Qual è la causa, quale la conseguenza? "La
posso prendere alla lontana? ". Certo. "Le città del Sud sono
centralizzate: esistono le zone bene e poi le periferie. Quelle del Nord sono
intrecciate, più estese. Quelle meridionali più stabili. In questo contesto la
borghesia ha sempre giocato un grande ruolo. Eppure, ad un certo punto, questo
ceto ha gettato le armi". Dunque responsabili sono i borghesi?
"Guardi che faccio questo ragionamento non certo per scagionare la
politica e scaricare sugli altri. La storia del Mezzogiorno nasce nel 1916 con
i primi contributi nazionali per Bagnoli. Il veleno nelle vene del Sud è quello
dell'aiuto statale. La cellula di memoria è l'aiuto statale. Che nelle imprese
e nella borghesia si è trasformato in malattia mentale. A Milano a 25 anni si
cerca di metter su nel garage di casa un'impresa. A Napoli si fanno i concorsi.
Un sistema avvelenato che ha fatto crescere culturalmente ed economicamente il
Mezzogiorno in maniera diversa". Come dimostra l'incapacità di utilizzare
i fondi europei? "Appunto. Sono mal sfruttati perché non sono vissuti come
fonte di stimolo, ma di assistenza. E quindi sono stati utilizzati più per
salvare attività in crisi che per crearne di nuove". Quale mostro ha
creato l'assistenzialismo? "Qui veniamo al secondo
problema: questo sistema ha rafforzato la burocrazia, i famosi lacci e lacciuolo. Mi ricordo un momento, sette anni
fa, in cui Napoli divenne un fenomeno: boom di nuove aziende ed export. Il
tentativo c'è stato, ma non è stato di lungo respiro perché inghiottito dalla
melma di lacci e lacciuoli. La burocrazia
ammazza l'iniziativa privata. Dirò una cosa scandolosa". Quale? "Sono
a favore del federalismo fiscale". Davvero? "Sarà una riforma molto
sofferta, ma è necessaria una misura choc. è necessario che si accetti che il
Nord e il Sud sono realtà diverse, con costi della vita differenti e tempi
della burocrazia differenti. La questione va
affrontata per macroregioni. Di positivo nel Mezzogiorno c'è che fa più figli.
Il costo del lavoro è inferiore. Per me c'ha tutto da guadagnare da una riforma
rapida". Che, dicono i detrattori, dividerà l'Italia. "La
considererei più una separazione consensuale in forma federativa, che impedisce
al Nord di crearsi l'alibi del Sud e viceversa". Se è così, la politica
arriva sempre ultima. Veltroni, nel Pd, invece del partito federale, ha
preferito dei coordinamenti. "è vero che è più lenta, ma faccio un
pronostico: il Pd andrà per forza verso una federalizzazione interna, che è
l'unica forma di sopravvivenza ". Secondo lei il Partito democratico ha
perso le elezioni per i rifiuti? "I rifiuti sono stati una poderosa
immagine del fallimento del centrosinistra più all'esterno che in Campania. La
spazzatura, al di là delle responsabilità, è stato un elemento fortemente
emotivo dell'incapacità di gestione". Dunque Bassolino avrebbe fatto
meglio a dimettersi? "No. Se si dimetteva nel pieno della campagna
elettorale chi avrebbe preso la situazione in pugno in appena 24 ore? Capisco
che al Pd avrebbe giovato, ma chi la toglieva l'immondizia da terra?".
Quindi meglio se resta fino al prossimo anno? "Io mi sono dimessa due
volte. Considero le dimissioni un gesto esemplare. Ma nel caso di Bassolino
sarebbe stato un lavarsi le mani. Per me ha fatto bene a rimanere. è giusto che
si prenda la responsabilità di risolvere l'emergenza e che mostri di esserne
capace. Razionalmente penso che sia anche meglio lavorare con un governatore
sotto botta". Simona Brandolini \\ Emma ha inteso fare una radiografia e,
a torto o a ragione, ha dato voce a un sentimento diffuso nel Nord \\ Sarà una
riforma molto sofferta, ma dico con chiarezza che sono a favore del federalismo
fiscale Giornalista Lucia Annunziata, salernitana, scrittrice, giornalista e
conduttrice televisiva, è stata presidente Rai Il dal 13 marzo 2003 al 4 maggio
2004.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-04-25 num: - pag: 41 categoria:
REDAZIONALE Incontri La poetica, la vita, i valori: parla il narratore basco
che con "Il libro di mio fratello" (Einaudi) ha ottenuto in Italia
importanti riconoscimenti Atxaga: scrivere è il mio impegno civile "Ha
ragione Doris Lessing, non esiste letteratura fine a se stessa. Io mi batto
contro la retorica" dal nostro corrispondente ELISABETTA ROSASPINA MADRID
- I luoghi, dice, sono personaggi. E la sua mappa personale è un palcoscenico
affollato. Reno (Nevada): dove vive dall'agosto dell'anno scorso, in ossequio a
un singolare patto con il Centro studi baschi dell'università locale. Un
piccolo ufficio nella biblioteca, una casa, uno stipendio per un anno, il tempo
(un po' stretto) di scrivere un libro. Villamediana (Castiglia): dove
s'installò a trent'anni, perché lì era capitato il suo dito indice, puntato a
caso sulla carta geografica della Spagna. Torino e Palermo (Italia): dove verrà
a fine maggio per ritirare il premio Grinzane Cavour e il premio Mondello, che
gli sono stati assegnati quest'anno per Il libro di mio fratello. Asteasu,
provincia di Guipuzcoa (Paesi Baschi), dove è nato 56 anni fa. Ma soprattutto,
Obaba: il posto che esiste soltanto dentro di lui e dei lettori sempre più
spesso trafitti dal fascino letterario di Bernardo Atxaga. Pubblicato dalla
casa editrice Pamiela di Pamplona e da Einaudi, in Italia, Atxaga, pseudonimo
di Joseba Irazu Garmendia, è l'autore di libri di successo, come Obabakoak,
L'uomo solo (Giunti), Sotto un altro cielo (Zanzibar), Un uomo in codice
(Salani). Dal '72 scrive sotto il nome dell'amico che gli prestò la prima
macchina per scrivere, Bernardo, e di un suo bisnonno, Atxaga. Anticipa la
domanda su che cosa ci faccia uno scrittore basco nell'ovest americano, in una
delle città più artificiali e superficiali del mondo, spiegando: "Nevada,
California, Idaho sono state zone di grande immigrazione, nel secolo scorso.
Esistono colonie italiane, scozzesi, russe e anche basche. Qui era nato lo
scrittore Robert Laxalt, discendente di un'importante famiglia basca, il
fratello era un senatore. E qui si è formata una letteratura molto legata al
mondo basco. L'università propone ogni anno a uno scrittore o a un legislatore,
un matematico, ospitalità per un anno, una sorta di borsa di studio per
scrivere un libro a tema libero. In realtà, ne sto scrivendo due, uno di giorno
e uno di notte, e mi ci vorrà almeno un altro anno per digerire tutto questo ".
Tutto cosa? "Il deserto. Non avevo mai vissuto in un deserto. Mi dicono
che ogni deserto è diverso dall'altro. Questo ha perfino fiumi e laghi. Non me
lo immaginavo così". Resterebbe? "No, c'è un punto di non ritorno
nella vita. Uno come me, che l'ha passata tutta nei Paesi Baschi, non può fare
una curva secca e uscirne, lasciare la casa, gli amici di sempre. Alla mia età,
sono legato a una società, a un Paese, nel bene e nel male. La mia casa è anche
il mio carcere. Dipende se ci penso di giorno o di notte. è molto tipica dei
Paesi Baschi questa sensazione ambivalente. Paradiso e inferno, in fondo, si
toccano. Come qui". Anche a Reno? "Sì. Ieri eravamo in uno di questi
posti meravigliosi, sul lago Tahoe, a
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di casa o poco più.
Lo denuncia l'assessore alle politiche della casa Bassam El Zohbi che sta
cercando una soluzione: ovvero dare la possibilità a queste famiglie di
cambiare abitazione per una più ampia e più confortevole. "Il Comune -
dice El Zohbi - metterà a disposizione di quanti si trovano in queste
condizioni (e in altre, come vedremo) il trenta per cento degli alloggi
disponibili. Stiamo per pubblicare il bando della mobilità volontaria (la
scadenza per le domande è il 31 maggio prossimo) riservando quasi un terzo
delle abitazioni che saremo in grado di assegnare a quanti si trovano in una
disagevole, direi inverosimile condizione di vivere in locali assolutamente
insufficienti. Anche questo è un modo concreto di intervenire a sostegno delle
situazioni più critiche". Non solo, in quel trenta per cento di abitazioni
da riassegnare rientrano anche i casi di persone anziane che abitano al quarto
o quinto piano di uno stabile senza ascensore e che hanno difficoltà di
deambulazione. "Dovremmo tenere conto anche di queste condizioni e
situazioni", promette l'assessore, impegnato con il personale
dell'Ufficio, a controllare la situazione caso per caso. Intanto, mentre l'iter
della mobilità volontaria per l'assegnazione di abitazioni va avanti,
l'Amministrazione Ricci spera che si concluda il grosso contenzioso in atto
relative alla richiesta a molti inquilini di restituire l'alloggio che
occupano, ritenendo il Comune che sono venuti meno i requisiti. "Abbiamo
127 appartamenti da riprendere - rileva l'assessore El Zobhi - ma la burocrazia è troppo lunga. Solo pochi ottemperano alle diffide; la
maggioranza fa causa all'Amministrazione e questo ritarda enormemente i
tempi". L'assessore parla anche di accordoi in atto tra Comune ed Ater per
la costruzione di alloggi da concedere a canone concordato, definendo
"quello della casa come il primo problema di tantissime famiglie a basso
reddito; la priorità delle priorità". (A.C.).
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-23 - pag: 4 autore: Kosovo, il business decolla Sul vino
l'investimento più forte - Il Friuli-V.G. si affida a Informest A CURA DI Mauro
Pizzin Da un lato le opportunità collegate ad un costo del lavoro medio pari a
300 euro al mese, i benefici di una tassazione ridotta, i
vantaggi di una burocrazia
snella, dall'altro i rischi connessi ad un sistema Paese ancora da plasmare
dopo la recente dichiarazione di indipendenza. La partita degli investimenti in
Kosovo, almeno per le aziende italiane, sta iniziando soltanto ora e riguarda
soprattutto il Nord-Est. "Finora le operazioni più importanti –fa
il punto Dukagjin Hysa, referente dell'Istituto per il commercio estero della
capitale Pristina, che dipende ancora da Ice Macedonia – hanno riguardato il
bancario, ma non solo, e sono state concluse da sloveni e tedeschi, mentre gli
italiani sono in ritardo". Ritardo che proprio una regione del Nord-Est,
il Friuli-Venezia Giulia, sta cercando di colmare attraverso il progetto Desk
Kosovo, il cui sviluppo è stato affidato a Informest. Al netto di questo
intervento, l'unica operazione di rilievo nello Stato balcanico è stata
conclusa nel vitivinicolo e porta la firma del Gruppo Fantinel (si legga
l'articolo in pagina), mentre non ha preso corpo il progetto di apertura,
datato 2006 e targato Bernardi, per due punti vendita a Pristina. Le linee di
intervento di Desk Kosovo, avviato nel 2007 e finanziato con 80mila euro,
spazia dal settore idroelettrico al supporto alle Pmi locali. La prima azione,
riguarda lo sviluppo delle energie rinnovabili e sta coinvolgendo istituzioni e
aziende della Carnia. "è ormai prossima la presentazione dei bandi di gara
per una serie di siti (18) su cui costruire delle centrali idroelettriche –
spiega Laura Trevisan, capoprogetto di Informest –. Il workshop tenutosi di
recente a Tolmezzo ha confermato l'interesse della Comunità montana a
supportare l'iniziativa a livello gestionale, così come quello di investire da
parte di alcuni imprenditori locali. In quest'ottica, del resto, è stata già da
tempo costituita una società pubblico-privata, Energymont". Il secondo
intervento riguarda la costituzione di una filiera lattiero-casearia nella
regione a maggioranza serba di Mitrovica in collaborazione con la Provincia di
Gorizia. "In questo caso – precisa Trevisan – si tratta di ampliare le
azioni realizzare sul versante sociale dall'ente territoriale, fornendo anche
una prospettiva economica agli operatori della zona". Nello specifico,
l'obiettivo è approfondire la conoscenza della realtà locale e verificare la
possibilità di collegarla con il settore lattiero caseario friulano. La terza
leva d'intervento riguarda l'assistenza alla Camera di commercio del Kosovo,
che intende ottenere la certificazione Iso, e all'associazione locale delle
imprese It, costituita di recente. Anche in questo caso, una volta messe sotto
la lente le caratteristice delle realtà kosovare, si tratta di valutare se
possano esistere concrete possibilità di partnership con aziende nordestine.
Proprio per realizzare un ponte fra le imprese delle due aree si è, infine,
concretizzato il quarto intervento, volto al potenziamento del sito www.
dkfvg.org in italiano e inglese. Su internet sono fornite informazioni sulle
opportunità commerciali nel Paese, a partire dalle aste di privatizzazione e
dalle gare d'appalto, ma anche resoconti di eventi, seminari, accordi di libero
scambio. In prospettiva, tuttavia, le opportunità non mancano, a partire da
quelle nel settore agricolo e del legno. Si segnala, su quest'ultimo fronte, lo
studio di fattibilità per la certificazione dell'industria di settore con realizzazione
di un laboratorio specializzato sul modello del Catas di San Giovanni al
Natisone (Ud), a cui potrebbe venire affidato lo studio di fattibilità e la
realizzazione dello stesso. mauro.pizzin@ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
25-04-2008)
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Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-23 - pag: 15 autore: Elezioni
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
25-04-2008)
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Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-23 - pag: 1 autore: Semplificazione. Le aziende potranno partire senza permessi La Toscana mette a
punto il taglio della burocrazia La Regione Toscana vuole accelerare le procedure per avviare
nuove imprese: entro l'estate sarà varato dalla Giunta un testo sulla
semplificazione che consente di aprire un'attività senza attendere le
autorizzazioni, ma dopo il semplice espletamento degli adempimenti richiesti.
Lo spirito della legge è quello di ripercorrere l'esperienza pilota di
"Impresa in un giorno", in corso presso le Cdc di Prato e Ravenna.
Sono stati raggiunti risultati significativi anche se ci sono ampi margini di
miglioramento. Sempre in tema di lotta alla burocrazia,
il Consiglio regionale della Toscana discuterà di taglio dei seggi:è questo
l'obiettivo della commissione Riforme che termina i lavori il 30 aprile
prossimo. Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
25-04-2008)
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Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE (Rubriche) data: 2008-04-23 - pag: 16 autore: Post elezioni.
La Lega Nord ha raccolto consensi in tutta la regione e in particolare nei
distretti Il Carroccio affascina la Granda Motivi del voto i temi della
semplificazione e delle infrastrutture Fabrizio Brignone CUNEO Come il Po che
nasce dal Monviso, anche la Lega Nord è diventata un fiume di voti in terra
cuneese, sfiorando il 20 per cento. E come indica l'analisi di Marco Fortis (si
veda "Il Sole-24 Ore" del 16 aprile, ndr), questo fiume si è snodato
un po' in tutto il Piemonte: dal distretto novarese della rubinetteria ( 15-18%
a Pogno, Gozzano e San Maurizio; 40% a Valduggia, nel vercellese) a quello
biellese del tessile (raddoppio provinciale al 16,4%), anche la macchina
produttiva subalpina si colora di verde. Tra le province, Cuneo registra il
balzo dal 10,6% di due anni fa al 19,7%, con picchi tra 30 e 40% in alcuni
Comuni. Un voto "solo" di protesta? I dati sono certo più complessi e
riflettono un elettorato interclassista, trasversale ai diversi comparti produttivi
e al tessuto imprenditoriale, nella terra dei 250 Comuni che insieme contano
570mila abitanti e 72mila imprese. "Una piccola regione – la definisce il
braidese Michelino Davico, senatore leghista confermato –, con una miriade di
aziende, soprattutto familiari; una potenza economica, nonostante Cuneo sia
forse l'ultimo capoluogo di provincia europeo non collegatoalla rete
autostradale e manchino vie rapide verso Europa e pianura padana. Qui si crea
tanta economia ma non è stata data una risposta adeguata al sistema, ci sono
aziende uniche al mondo ma non ne vengono riconosciuti gli sforzi (in
formazione, tecnologia, qualità, export). Qui non è la politica a fare
l'economia, semmai il contrario! Gli imprenditori chiedono di "poter
fare", non liberismo senza limiti ma buon senso: dobbiamo dare loro
semplificazione e infrastrutture". Terra ricca e laboriosa, che i
distretti non li ha sulla carta ma nella realtà dei fatti, Cuneo è disagiata
nei collegamenti anche per la natura del territorio, con ampi spazi montani. E nelle
"terre alte" il vento del Carroccio si è fatto sentire con forza, con
un terzo dei voti (o più) da Bellino a Villar San Costanzo, da Crissolo a
Montemale. "Nelle aree montane la Lega è presente da tempi non sospetti –
fa notare Stefano Isaia, caragliese, segretario provinciale del partito –:un
bacino elettorale limitato, ma un fortino dei valori e delle tradizioni. I
problemi sono enormi, chi ci vive va aiutato: vogliamo fornire aiuti sul
gasolio, mantenere i piccoli negozi e i servizi, destinare più risorse. Se
tutti i cittadini sono uguali, come vuole la Costituzione, vanno garantite
condizioni di vita degne anche alle aree disagiate. Il tessuto locale ha
recepito i nostri impegni e ci ha affidato un mandato forte, che non vogliamo
deludere". Richiamo alla responsabilità anche da Barge, che con la vicina
Bagnolo Piemonte costituisce un distretto della pietra e dove la comunità
cinese raggiunge il 10% della popolazione. "Il voto leghista nella nostra
zona è un segnale – afferma il sindaco Luca Colombatto, vicino al centrodestra
– affinché a livello amministrativo si continui una politica per il territorio
e per tutte le categorie produttive, in un'ottica di federalismo. Sul piano
sociale, poi, l'esigenza è di maggior sicurezza, ma questa viene dalle istituzioni
prima che dalla politica: per questo a Barge abbiamo istituito e riconosciuto
la comunità culturale cinese, tramite per un'integrazione sociale che oggi non
c'è". Lontana da Roma e ai confini dell'impero, Cuneo ha puntato su lavoro
e produzione diversificata, anche nel primario. "Siamo stati gli unici a
dedicare un programma all'agricoltura cuneese – sottolinea Claudio Sacchetto,
imprenditore frutticolo, consigliere comunale nel capoluogo –, che abbiamo
inviato alle 23mila imprese agricole ed è stato apprezzato per la sua
concretezza: manodopera, burocrazia, valorizzazione e gdo, nitrati. Sulle quote latte, poi, puntiamo
a soluzioni politiche per salvaguardare chi ha rispettato le regole ma anche
chi non si è piegato a un sistema sbagliato e penalizzante ". Raddoppio
leghista anche nell'albese, da Canale a Bergolo, da Barbaresco a Roddi, e
consensi triplicati a Barolo, terra del re dei vini. Zone in cui vigne,
castelli e imprese si fondono in un unico skyline, dove dinamismo e concretezza
sono quasi un imprinting: "Il voto alla Lega in questa coalizione non è
protesta – secondo Luca Drocco, presidente Dromont Spa di Grinzane Cavour, che
produce sistemi di dosaggio e opera in tutto il mondo –, ma la richiesta di un
territorio, degli imprenditori e di ampi strati della popolazione, alla
politica: lavorare seriamente, senza sprechi di risorse pubbliche, garantendo
infrastrutture e servizi. L'albese ha risultati eccezionali di produzione,
occupazione, redditi pro capite: qui le imprese non chiedono aiuti ma che
vengano tolti lacci. E poi l'esigenza di uno Stato che funzioni è comune a
tanti cittadini e riguarda anche l'immigrazione, tra sostegno al lavoro e
tutela dalla criminalità: in altri Paesi il controllo è stretto, senza per
questo rinunciare a democrazia, sviluppo e benessere". L'AGRICOLTURA
Claudio Sacchetto, imprenditore e consigliere comunale a Cuneo: "Nel
programma la soluzione per le quote latte" L'INDUSTRIA Per Luca Drocco,
presidente della Dromont di Grinzane Cavour, "la richiesta è di garantire
servizi senza sprechi".
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
ISTITUZIONI (Cantiere leg.) data: 2008-04-23 - pag: 13 autore: Il dopo voto. In
Emilia-Romagna si è avuto un boom di preferenze nei centri chiave dei poli
produttivi Lega Nord leader nei distretti Il mondo economico punta l'indice su
sicurezza e sprechi della Pa Deborah Dirani BOLOGNA In Emilia-Romagna la Lega
prende poco più del 7% dei voti sia a Camera (7,76) che Senato (7,12), poco al
di sotto del dato nazionale che colloca il partito di Bossi all'8 per cento.
Eppure anche nella rossa terra d'Emilia e di Romagna il verde dei leghisti ha
avuto performance di rilievo sia rispetto alle elezioni precedenti ( 3,92% alla
Camera e 3,84% alla Camera) sia in alcuni Comuni, dove le percentuali locali
hanno superato di diversi punti quelle nazionali. Un consenso, quello raccolto
dalla Lega Nord, penetrato fin nel cuore dei distretti produttivi
emiliano-romagnoli: a Langhirano (Parma) terra d'elezione della produzione di
prosciutto (14,85% alla Camera, 13,35 al Senato); nel distretto della
piastrella a Sassuolo (11,6% alla Camera, 10,18 al Senato); in quello della
meccanica agricola, a Cento, nel Ferrarese (12,61% alla Camera e 12,02 al
Senato) e a Galeata (ForlìCesena) nell'Alta Valle del Bidente, cuore della
produzione avicola (15,59% alla Camera e 12,84 al Senato). Sono percentuali che
si discostano anche di diversi punti da quelle dei Comuni capoluogo delle
province dei quattro distretti e che sono interpretate, quasi univocamente da
categorie economiche e ammini-stratori, come il segnale di una paura diffusa
tra la popolazione. "Qui da noi – spiega Marcello Mazzera, responsabile
della sezione di Langhirano di Cna – la presenza di extracomunitari è molto
forte per via dei prosciuttifici che necessitano di manodopera. Ma
evidentemente molte persone che abitano nel distretto in cui si produce il
prosciutto di Parma fanno ancora fatica ad accettarli, forse perché quello
dell'immigrazione qui è un fenomeno recente: fino a 10 anni fa quasi non
c'era". Tuttavia, secondo Daniela Incerti, segretario generale della Cisl
di Parma, "un risultato tanto eclatante non può venire letto come semplice
segnale di protesta dei cittadini. è invece indicativo di una mancanza di
fiducia nei partiti tradizionali che vengono visti come meno sensibili ai
problemi del territorio. A Langhirano comunque non c'è il problema della
microcriminalità riconducibile agli extracomunitari. Qui, anzi, sono
fondamentali per le aziende". Il problema della sicurezza e della
microcriminalità potrebbe invece aver guidato la mano dei residenti di
Sassuolo, capitale italiana della ceramica, che hanno messo la croce sul
simbolo del carroccio: a pensarla così sono sia il sindaco del Pd, Graziano
Pattuzzi, che il responsabile locale della Cgil, Rocco Corvaglia. Concordi
nell'affermare che di certo non saranno stati gli industriali a dare il voto
alla Lega. "Gli immigrati - ricorda Corvaglia- sono fondamentali per le
nostre aziende. Piuttosto credo che la questione della sicurezza sia stata
fondamentale". Soprattutto in alcuni quartieri, come il Braida. "Qui
molte persone conferma il sindaco Pattuzzi- vedono gli extracomunitari come
un'insidia; si sentono minacciati nel lavoro, nella casa, nel futuro. Non
capiscono che sono fondamentali per le aziende". Soprattutto perché
accettano di fare quei lavori che ormai un italiano rifiuta, conferma Rodolfo
Valentini, sindaco di Galeata, paese che detiene il primato regionale di
immigrati sulla popolazione residente: "Nel mio comune, di 2500 abitanti,
gli immigrati sono 480 e di questi circa 300 lavorano tutti alla Pollo del
Campo, nelle prime due linee quella del vivo e quella del taglio. Svolgono un
lavoro duro che nessun altro vuole fare, ma hanno contratti che li impiegano
solo per alcuni giorni la settimana; gli altri non hanno niente da fare e se ne
stanno in piazza, cosa che da noi non è ben vista. Chi ha votato Lega qui?
Qualche anziano, alcuni ex di Rifondazione e anche degli imprenditori che
temono la concorrenza degli stessi immigrati ". Dalla Pollo del Campo,
colosso del settore della carne, confermano che gli immigrati sono
fondamentali: "Gli immigrati –spiega Guido Sassi, amministratore delegato
dell'azienda – per noi sono una ricchezza. Non credo che su questo punto la
Lega abbia preso voti dagli imprenditori ". E ricchezza in termini di
manodopera gli extracomunitari lo sono anche a Cento, centro nevralgico della
produzione di macchine agricole. Eppure questo è l'unico Comune in cui si
azzarda l'ipotesi che a votare Lega siano stati gli imprenditori. "Il
nostro territorio - racconta Donato Toselli direttore della locale sede di
Confartigianato - è per certi versi molto simile alla Brianza o al Nord-Est.
Gli immigrati sono sì una risorsa per le aziende, ma credo che il 60% dei voti
alla Lega sia riconducibile agli stessi titolari di quelle aziende, stanchi dei disservizi che derivano da burocrazia e amministrazione centrale". Per Massimo Zanirato,
segretario della Uil di Ferrara l'immigrazione comunque centra: "Qui di
immigrati ce ne sono tanti, e alcuni hanno messo in piedi delle piccole
aziende. Qualcuno ne teme la concorrenza e per questo potrebbe aver scelto il
Carroccio". LE VALUTAZIONI Mazzera (Cna Langhirano): "Reazione
alla forte presenza di extracomunitari". Zanirato (Uil Ferrara): "Si
teme la concorrenza degli immigrati" LOTTA AI DISSERVIZI Toselli
(Confartigianato): "Qui a Cento il 60% dei voti è riconducibile agli
imprenditori stanchi della troppa burocrazia".
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
IN PRIMO PIANO (impresa in un data: 2008-04-23 - pag: 3 autore: INTERVISTA
Filippo Cavazzuti Docente di Economia "Troppi intralci a livello
locale" BOLOGNA "Sicuramente la forma di riduzione burocratica
rappresentata dalla Comunicazione unica agevola le aziende. Ma non è
sufficiente: si tratta infatti di un primo passo a cui dovrebbero seguirne
altri, sulla stessa strada, per arrivare a una rete in cui far confluire tutti
gli adempimenti che pesano sulle imprese". Filippo Cavazzuti, 66 anni,
docente di Economia e regolazione dei mercati finanziari all'Università di
Bologna e presidente di Carisbo, accoglie positivamente l'innovazione contenuta
nella legge Bersani-bis che ha dato il via al progetto Impresa in un giorno.
"Con la ComUnica – continua – si fanno dialogare tre istituti nazionali,
come Inps, Inail, e Agenzia del-le entrate, ma non è sufficiente. Non dobbiamo infatti dimenticare che nella vita di un
imprenditore il rapporto con la burocrazia avviene anche a livello governativo locale". Il riferimento
di Cavazzuti è agli sportelli per le imprese che si trovano nei Comuni, o anche
in alcune Regioni, e ai quali spesso un lavoratore autonomo, sia esso
industriale o artigiano, deve fare ricorso. "Il passo fin qui
compiuto è stato sì fondamentale, ma forse, è anche stato il più facile,
trattandosi di istituzioni nazionali verticali. Ora si tratta di trasporlo
anche a un altro livello, che comprenda Comuni, Province e Regioni".
L'obiettivo che Cavazzuti ritiene doveroso perseguire, allo scopo di agevolare
l'imprenditoria e, di conseguenza, favorire una ripresa mercato nazionale
interno, è la creazione di un sistema in rete. Una sorta di "google"
delle aziende. "Sarebbe importante per il futuro che sul modello di questo
progetto della Comunicazione unica venisse strutturata una vera rete telematica
in cui far confluire tutti gli adempimenti burocratici delle imprese. Solo così
si avrebbe una reale riduzione degli oneri che ad oggi continuano a gravare
sugli imprenditori ". De.D. Economista. Filippo Cavazzuti, presidente
Carisbo.
( da "Brescia Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CONVEGNO.
Nell'auditorium della Camera di commercio il dibattito fra imprenditori bresciani e statunitensi sulle reciproche opportunità di business
Brescia-Usa oltre la congiuntura Beretta: "La flessibilità del lavoro è
determinante" Comini: "Servono progetti che superino la
ciclicità" Camozzi: "Bisogna tornare all'immagine data dall'Italia
negli ultimi decenni" Gli americani preoccupati solo dall'impatto con la burocrazia, non dal sistema
infrastrutturale .
( da "Brescia Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TEATRO.
AL SOCIALE FINO A DOMENICA LO SPETTACOLO TRATTO DAL LIBRO DI CAMILLERI Troppa burocrazia per un
telefono amoroso Una farsa che diventa tragedia con Musumeci e Pattavina
.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inps, arriva la
carta dei servizi per i pensionati Tempi certi per le pratiche dell'Inps. Nasce
la Carta dei servizi che consentirà agli utenti di poter seguire l'iter delle
proprie pratiche ed evitare che si perdano nei meandri
della burocrazia. La Carta
è stata presentata ieri mattina nel corso di un incontro che si è svolto nella
sala convegni del carcere borbonico. "L'iniziativa nasce alla luce della
nuova disciplina sulla trasparenza - afferma il presidente del comitato
provinciale Sergio Imbimbo (nella foto) - rappresenta un patto basato sulla
chiarezza e fiducia con i cittadini, in particolare le fasce deboli, che
avranno la possibilità di conoscere ogni passaggio delle proprie
pratiche". La Carta dei servizi dell'Inps sancisce, dunque, i tempi
necessari per le istanze avanzate dagli utenti garantendone il rispetto.
"L'indicazione della tempistica è importante soprattutto per le persone
anziane - afferma Imbimbo - naturalmente, cercheremo di superare tutte le
difficoltà che gli uffici incontrano per la carenza di personale e la giacenza
delle pratiche. È un punto di partenza perché si possa dare un contributo
affinché ognuno che si rivolge all'Inps possa avere, in tempi brevi, le
risposte alle proprie aspettative sia in termini previdenziali che
assistenziali". Allegato alla Carta dei servizi, c'è il modulo di reclamo.
"Lo stampato consente agli utenti di avanzare le proprie rimostranze o
indicazioni sulle pratiche - spiega Sergio Imbimbo - nonostante la costante
attenzione alla qualità del servizio, è possibile che non tutte le richieste e
aspettative vengano soddisfatti nei tempi e nei modi sperati. L'Inps vuole
raccogliere le eventuali osservazioni degli utenti che permetteranno al referente
della procedura di superare gli ostacoli e portare a termine la pratica".
L'iniziativa accelera il contatto tra l'amministrazione e gli utenti e agevola
gli anziani nella soluzione delle problematiche aperte presso l'Istituto
previdenziale. "La Carta dei servizi è un vademecum che facilita agli
utenti l'accesso ai servizi - aggiunge Imbimbo - aiuta a far conoscere le
strutture presenti sul territorio, gli strumenti a tutela del cittadino e delle
imprese, i servizi offerti dall'istituto". ci.pu.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il vertice La Guidi
batte Sagripanti ed è eletta presidente dei Giovani con 131 preferenze MARIA
PAOLA MILANESIO Roma. Ha anticipato il suo intervento davanti ai giovani di
Confindustria, riuniti per eleggere il nuovo presidente. Avrebbe dovuto parlare
per ultima Emma Marcegaglia, ma a Palazzo Grazioli la aspettava il futuro
premier del Consiglio Silvio Berlusconi. E così mentre Federica Guidi veniva
scelta (131 preferenze su 217 votanti) per succedere a Matteo Colaninno,
neoparlamentare del Pd, l'auto del presidente designato di Confindustria stava
raggiungendo Via del Plebiscito. "Parleremo delle istanze delle
imprese", sbrigativa Emma Marcegaglia. Ad accompagnarla il direttore
generale di Viale dell'Astronomia Maurizio Beretta; Luca Cordero di Montezemolo
li avrebbe raggiunti solo alle 14. Ricco il menu, condiviso da Fedele
Confalonieri e Gianni Letta: le riforme, compresa quella contrattuale, ma
soprattutto la detassazione degli straordinari e i premi di produzione.
Berlusconi ne ha parlato a più riprese durante la campagna elettorale e ora per
gli imprenditori è arrivato il momento di affrontare concretamente la
questione. "Le due ipotesi (defiscalizzazione degli straordinari e premi
di produzione) ci vedono molto favorevoli. Sono richieste che Confindustria fa
da sempre e che finora non sono state mai accolte. Permetterebbero di aumentare
il potere d'acquisto e la libertà di scelta dei lavoratori", ha detto
Marcegaglia alla giunta proprio nel giorno della sua designazione. I commensali
si sono trovati d'accordo anche sulla necessità di interventi per far ripartire
il Paese e aiutare la crescita: e allora maggiori infrastrutture e rilancio
dell'economia meridionale perché le regioni del Sud possano tornare a essere
competitive. Ma anche meno burocrazia perché finisce per diventare un laccio per le imprese, soffocate
dai troppi adempimenti richiesti. Oltre a costare mezzo punto di crescita
all'anno. Berlusconi ha assicurato piena collaborazione, aggiungendo che su
alcuni punti - la defiscalizzazione degli straordinari, ad esempio - si punta a
fare in fretta, tanto più che i sindacati (solo la Cgil mantiene
perplessità) non oppongono particolari ostacoli. Infatti, il tema è già stato
al centro di un incontro tra Marcegaglia e il leader della Cisl Raffaele
Bonanni; e di un colloquio telefonico con il segretario confederale della Cgil
Guglielmo Epifani e prossimamente anche con Luigi Angeletti, della Uil. Certo è
che le tre organizzazioni sindacali cercano tra di loro una preventiva intesa
sui possibili punti di confronto con gli industriali, in modo da sedersi al tavolo
della trattativa e parlare il più possibile con un'unica voce. E tra i punti di
confronto ci sarà sicuramente la riforma del contratto di lavoro, che
Confindustria vorrebbe meno "rigido" e più moderno. Considerazione
che Berlusconi condivide. "C'è intesa sulle cose da fare e sullo sforzo
per far ripartire lo sviluppo. Il clima è stato molto cordiale", trapela a
conclusione del pranzo a Palazzo Grazioli. Possibile che del menu abbiano fatto
parte anche Alitalia - per Emma Marcegaglia "il peggior caso di gestione
all'italiana" - e la revisione delle norme per la sicurezza sul lavoro,
recentemente varate dal governo Prodi. "Sono troppo rigide. È stata una
scelta profondamente sbagliata. Chiederò al prossimo esecutivo di
modificarle", aveva detto nei giorni scorsi la presidente designata.
Probabile che la richiesta sia già stata fatta ieri. Marcegaglia non ha
rilasciato dichiarazioni al termine dell'incontro con Berlusconi, che si è
intrattenuto per un'altra ventina di minuti con Luca Cordero di Montezemolo. Ma
in questo caso al centro del faccia a faccia era la composizione del nuovo
governo e la possibilità che il presidente uscente di Confindustria ne faccia
parte. A Viale dell'Astronomia, intanto, Federica Guidi festeggiava la sua
elezione a presidente dei giovani industriali: "Lavoreremo con serietà e
ottimismo, con responsabilità e creatività". "Una bella
competizione", ha commentato Emma Marcegaglia. Guidi, figlia di
Guidalberto (vicepresidente di Confindustria con Antonio D'Amato), ha avuto la
meglio su Cleto Sagripanti, con 131 preferenze contro 86 dello sfidante. Con la
nomina di ieri diventa anche, di diritto, vicepresidente di Confindustria.
Della sua squadra fanno parte i vicepresidenti Jacopo Morelli (Economia);
Vincenzo Nasi (Scuola e Formazione); Alberto Marenghi (Rapporti Interni);
Gianluca Gemelli (Energia, ambiente e infrastrutture); Florindo Rubettino,
direttore della rivista "Quale impresa"; Domenico Zonin, consigliere
incaricato per le nuove imprese; Jacopo Silva, consigliere incaricato per la
modernizzazione del Paese. Nella squadra dovrebbero entrare anche il presidente
di Napoli Antimo Caputo e il casertano Gianluigi Traettino.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1043 Assemini. Anche un anno d'attesa per avere
l'autorizzazione a costruire Licenze edilizie, pratiche-lumaca in Municipio
Assemini.. Anche un anno d'attesa per avere l'autorizzazione a costruire -->
Otto mesi d'attesa fino ad arrivare persino a un anno prima di vedersi
rilasciare anche la più semplice licenzia edilizia dal Municipio. Al quarto
piano del Comune, dove ha sede l'ufficio Urbanistica, cova la polemica e
semplici cittadini, professionisti e imprenditori non sanno più a quale santo
votarsi per vedersi rilasciate le autorizzazioni richieste. "Ho presentato
una richiesta per l'apertura di una finestra in un caseggiato già
esistente", rivela un imprenditore edile, "e dopo mesi di attesa mi
sono sentito richiedere una miriade di progettazioni degli impianti e
certificati vari che, se li dovessi davvero produrre, avrebbero un costo
complessivo di non meno di diecimila euro contro i 300 necessari per realizzare
l'apertura necessaria". In questa situazione che dura ormai da anni, la
protesta monta silenziosa. "È una situazione vergognosa", taglia
corto l'assessore ai Lavori pubblici Francesco Lecis, "e pur non avendo
possibilità di intervenire, ricevo tutti i giorni molti cittadini che si
lamentano della situazione". Giancarlo Scalas, assessore all'Urbanistica e
responsabile politico della situazione, allarga sconsolato le braccia:
"Non è colpa dell'amministrazione comunale ma della
eccessiva burocrazia che
non viene per niente sveltita". Una soluzione la intravede anche
l'assessore Scalas. "Senza però scaricare le colpe della situazione sugli
uffici in generale", continua l'assessore all'Urbanistica. "Il
funzionario responsabile d'area dovrebbe sveltire la burocrazia perché noi come amministratori non possiamo rimediare".
I problemi per la consegna delle varie autorizzazione a costruire, di inizio
attività edilizia, delle concessioni e dei vari certificati urbanistici
rilasciati dal Comune continuano però a diventare merce rara nelle mani dei
cittadini e dei vari professionisti impegnati nel settore edilizio. "E'
sicuramente una situazione che non favorisce l'economia del territorio",
ammette l'assessore Scalas. GIAN LUIGI PALA.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO Gli
artigiani chiedono al nuovo governo segnali forti per rilanciare la competività
di Girolamo Astolfi * L'impresa artigiana si regge su determinati valori, si
regge sui legami familiari, sulla voglia di migliorare la propria condizione e
generare lavoro.Ma poi si scontra contro un muro invalicabile di vincoli,
balzelli e con un sistema che le mette all'angolo soffocandola di leggi e
leggine, di costi e lungaggini burocratiche che superano ogni ragionevole
limite di tolleranza.Gli artigiani lavorano in silenzio, non fanno le marce,
non fanno la rivoluzione, non hanno cordate di salvataggio, si arrangiano da
soli ma sono stanchi di subire e la loro pazienza ha raggiunto il limite umano
di sopportazione.Con le loro aziende che nella stragrande maggioranza non
superano i nove addetti, sono l'ossatura importante della nostra società, ma
hanno capito che questa società è indifferente e scarica a getto conti-nuo una
buona dose della sua inefficienza.La Confartigianato Imprese di Rovigo confida nell'impegno
del nuovo Governo ad operare scelte rapide e di interesse generale per
affrontare la fitta agenda dei problemi del Paese. Infatti, dalle consultazioni
elettorali è emersa una coalizione che può amministrare il Paese con un Governo
stabile nel tempo e garantire certezze e affidabilità al sistema
imprenditoriale.Le imprese artigiane si aspettano dal nuovo governo segnali
forti ed efficaci per rilanciare la competitività del comparto. Per questo si
chiede l'attenzione nei confronti dell'artigianato e delle piccole imprese che
del resto è contenuta nel programma elettorale del Popolo della Libertà, trovi
concreta e rapida attuazione.Iniziando a ridurre la spesa pubblica ed eliminare
gli sprechi. In materia fiscale è necessario andare oltre l'impegno a non
chiedere ulteriori sacrifici agli italiani: bisogna abbassare la pressione
tributaria su imprese e famiglie, semplificare gli adempimenti fiscali e la
revisione degli studi di settore.Gli artigiani si aspettano che vengono
liberati dalla zavorra opprimente dei costi della burocrazia (da anni l'organizzazione è impe-gnata su questo fronte), della
diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i
cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle
rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la
contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni
tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. In particolare viene chiesta una
rappresentanza degli artigiani sui tavoli di concertazione basata sulla pari
dignità con le altre forze economiche e sindacali.*Presidente Confargianato.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un incontro per la
divulgazione dei contenuti della legge finanziaria Detrazioni fiscali per
disabili Al fine di realizzare un'informazione efficace e attenta alle esigenze
della popolazione, lo sportello Informa Handicap dell'unità Handicap adulto e
Sil dell'Ulss 19 di Adria ha organizzato la serie di incontri monotematici
"Uno sportello per ..." dedicati al turismo accessibile, alla
dichiarazione dei redditi, agli ausili e alla normativa sull'handicap. Nel
marzo scorso si è tenuto il primo appuntamento sul tema del turismo
accessibile, con la presentazione delle varie possibilità di fare vacanza in
strutture e zone attrezzate per ospitare anche disabili medio- gravi. Il
prossimo incontro è fissato per mercoledì 30 aprile, dalle 9 alle 11, nella
sede dello sportello Informa Handicap. Durante l'appuntamento saranno esaminati
gli argomenti della legge finanziaria utili ai fini delle detrazioni fiscali.
Sostanzialmente le agevolazioni previste riguardano le detrazioni per carichi
di famiglia, le agevolazioni sui veicoli, le agevolazioni lavorative e per gli
addetti all'assistenza di persone non autosufficienti. L'obiettivo
dell'incontro è quello di offrire alle persone interessate l'opportunità di ricevere,
in un unico luogo e senza girovagare per diversi uffici, tutte le risposte
necessarie: un grande vantaggio specialmente nei riguardi di coloro che a causa
del loro handicap hanno problemi di autonomia e di spostamenti, o dei loro
familiari impegnati nell'attività di accompagnamento ed assistenza. Molto
spesso accade, infatti, che la domanda espressa sia legata ad una informazione
ricevuta quando, invece, l'esigenza vera e propria è di natura diversa, più
profonda e di maggiore difficoltà. La competenza unita all'esperienza e alla
sensibilità degli operatori dello sportello Informa Handicap consentono di
coniugare in un'unica dimensione più fattori, facilitando alle persone il duro
compito di comprendere leggi, disposizioni, pratiche da
sbrigare, e di rendere più alla portata di tutti burocrazia e uffici. Dal lunedì al giovedì lo sportello è aperto dalle 9
alle 12 nella sede di Adria in piazzale Rovigno 9, adiacente al centro
commerciale Il Porto, con numeri telefonici 0426-940642-629, email: infohandy@ulss19adria.veneto.it.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Presentata ieri
l'iniziativa di Confindustria che mostra l'altra faccia della città (antica)
Vicenza del '500 attrazione europea Un Palladio dagli umori complessi e
cangianti, che si aggira in una Vicenza del 500 colma di fervori
rinascimentali. La sua vita privata, tanto imperscrutabile quanto misteriosa,
in una città che diventa un polo d'attrazione socio-economico a livello
europeo.Potrebbe essere il canovaccio di un film, ed invece il ciclo di 5
incontri chiamato Palladio in Corso, che si terrà a Palazzo Bonin Longare a
partire dal 29 aprile, è qualcosa di più. L'iniziativa, organizzata da
Confindustria Vicenza e presentata ieri nella sede dell'associazione, si
inserisce nella serie di manifestazioni programmate a Vicenza per l'anno del
Palladio. L'obiettivo è quello di mostrare l'altra faccia dell'architetto (e
della sua città adottiva) al di là delle sue opere. La moda, gli stili di vita,
i costumi, l'economia del 500 saranno illustrati, nei simposi, da tre
accreditati relatori. I segni delle peculiarità di quell'epoca sono ad esempio
nascosti in un affresco di Villa Caldogno, in cui una donna porta al braccio
una stola di scoiattolo che serve da anti-pulci. Una particolarità più unica
che rara nelle raffigurazioni del rinascimento. E questa è solo una delle tante
chicche, che Katia Brugnolo, docente di Storia dell'arte, svelerà il 29 aprile
con la sua relazione dal titolo "Miti, moda e musica: storia del costume
nei cicli a fresco delle ville palladiane". Sempre lei, il 6 maggio
dedicherà l'incontro al tema "Dalla villa romana alla villa palladiana,
l'eredità nella decorazione", e il titolo spiega già tutto.Un altro
docente, Edoardo Demo, parlerà invece di economia e di industria d'epoca il 13
maggio con "Città ricchissima e di gran traffici, Vicenza e la sua
economia ai tempi del Palladio" e il 20 maggio con "Due manifatture a
livello internazionale, il lanificio e il setificio a Vicenza nel secolo del
Palladio".Il ciclo sarà concluso il 27 maggio da Giorgio Ceraso,
appassionato cultore di storia vicentina, che delineerà il percorso inedito
della figura del Palladio attraverso i secoli. E quindi fino alla sua attuale
iconografia "pubblicitaria". Non tralasciando però il passato. I problemi dell'architetto con la burocrazia del tempo, ad esempio. Quella burocrazia che nel 500 allungava i tempi dei cantieri e che, nei secoli,
non ha subito l'ingiuria del tempo. Provare per credere: piazza dei Signori,
sulla destra. La Basilica Palladiana oggiP.R.
( da "Denaro, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania sanita'
Manager, rischiano in sei: ricorso collettivo Manager sotto esame: pagelle ritirate
oggi, verdetti confermati. Tre su undici direttori, come anticipato ieri dal
Denaro, non raggiungono la sufficienza. Per altri tre la poltrona traballarebbe
per vari motivi, dal mancato via libera da parte della conferenza dei sindaci
come è il caso di Federico Pagano manager della Asl Salerno 2 alla
insufficiente riduzione del deficit in rapporto all'adeguamento avvenuto per il
budget come avviene per Raffaele Ateniese al mancato utilizzo di fondi per
l'edilizia ospedaliera come risulterebbe per il vertice della Asl Caserta 2.
Quel che è certo è che tutti sono pronti a fare ricorso, compresi coloro che
non sono in odore di bocciatura. A cominciare da Nicola Mininni, manager del
Santobono che si difende: "Mi viene contestato di non aver ristrutturato
il Pausilipon, ma io i progetti li ho presenti per quell'ospedale che è sotto
vincolo della soprintendenza e la burocrazia condiziona tutto. Se non ho avuto fondi come facevo a
spenderli?" Massimo Botti Quasi una processione ieri a Palazzo Santa Lucia
dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania.
Undici direttori si sono recati presso la sede della regione, presso gli uffici
dell'assessorato di cui è responsabile Angelo Montemarano per ritirare le
pagelle. Ossia il plico con il responso, dettagliato e documentato, del
lavoro della commissione di valutazione che nei mesi scorsi ha fatto le pulci a
bilanci, rapporto tra entrate e uscite, attività manageriale svolta negli
ultimi due anni da ciascun direttore per migliorare l'assistenza, elevare la
qualità dei servizi e garantire i Livelli essenziali di assistenza pur in
presenza di un duro piano finanziario di rientro dal debito. Tutte confermate
le indiscrezioni giornalistiche della vigilia e le anticipazioni del Denaro.
Tre manager non raggiungono la sufficienza. Tutti sono pronti, anzi
prontissimi, ad avanzare ricorso. I bocciati A preparare le carte sono Nicola
Mininni, vertice dell'ospedale Santobono che si attesta, sia per le attività
gestionali, sia per quelle manageriali, al di sotto della soglia minima di 50
punti. Per Mininni pesa soprattutto un budget risicato, sottostimato per circa
20 milioni e dunque per il 95 per cento assorbito dagli stipendi del
personale.Poco superiore a quaranta anche il punteggio raggiunto da Armando
Poggi che alla Asl Napoli 3 non ha inciso sul deficit, anzi peggiorando alcune
performance raggiunte dal precedente management sul fronte del governo della
spesa farmaceutica e non ha garantito numeri, per le attività assistenziali, in
grado di testimoniare il rispetto dei vincoli dei Lea (Livelli essenziali di
assistenza). Pochi investimenti anche quelli addebitati a Giovanni Russo
vertice della Asl Salerno 1. Pronti a fare ricorso anche Raffaele Ateniese di
poco al di sotto della sufficienza che ritiene di aver inciso eccome sul dato
gestionale nonostante i cospicui investimenti fatti nelle zone isolane di
Ischia a Procida dove è stato necessario garantire determinati standard di
personale. L'iter L'iter a questo punto prevede il deposito delle controdeduzioni
rispetto al lavoro svolto dalla commissione. L'analisi e i rilievi di merito
della stessa commissione. Una eventuale decisione finale della giunta regionale
riguardo alla riconferma o meno dell'incarico (che ha durata quinquennale). E
in ultima istanza, l'eventuale ricorso degli esclusi. Ce ne è abbastanza per
far slittare all'state eventuali bocciatura e cambi di poltrone. Primi della
classe Una novità è il fatto che anche tra i primi della classe, come Bruno de
Stefano, a capo della Asl di Benevento, si annuncia il ricorso: "Io sono
assolutamente in linea con gli obiettivi di spesa fissati dal piano di rientro
dice il manager ma il punteggiod ella commissione, pur nella sufficienza si
ferma a 53 punti. Lo trovo inspiegabile. Anzi, credo che aver centrato
l'obiettivo di risparmio sia un fattore più positivo di chi ha in realtà
risparmiato tanto da andare oltre gli obiettivi prefissati". é il caso di
Donato Saracino, manager della Asl Salerno 3, al governo della sanità del vasto
Cilento e della zona a Sud di Salerno .Tutti argomenti che saranno approfonditi
al tavolo del coordinamento dei direttori generali che dopo il round di giovedì
prevede un'altra tappa lunedì prossimo. Oltre alle pagelle dei valutatori in
primo piano la discussione ull'applicazione del nuovo contratto di lavoro. I
manager, infatti, siano essi direttori generali o sanitari guadagnano ormai, a
distanza di cinque anni dall'ultimo adeguamento contrattuale, meno di quanto
guadagni un sottoposto, come può essere un direttore di dipartimento. Da
approfondire anche la questione della premialità sullo stipendio fino a un
massimo del 20 per cento per chi ha superato la sufficienza visto che il tetto
massimo fissato dalla Regione (300 milioni) non consente di andare oltre il 10
per cento degli stipendi attuali. Tra ospedali e Aziende locali 24 direttori
generali Asl Avellino 1: Luigi Giordano Asl Avellino 2: Roberto Landolfi Asl
Benevento 1: Bruno De Stefano Asl Caserta 1: Francesco Bottino Asl Caserta 2:
Antonietta Costantini Asl Salerno 1: Giovanni Russo Asl Salerno 2: Federico
Pagano Asl Salerno 3: Mario Donato Sarracino Asl Napoli 1: Giovanni Di Minno
Asl Napoli 2: Raffaele Ateniese Asl Napoli 3: Armando Poggi Asl Napoli 4:
Angela Ruggiero Asl Napol 5: Gennaro D'Auria A.O. Cardarelli: Enrico Iovino
A.O. Cotugno: Antonio Giordano A.O. V.Monaldi: Tullio Cusano A.O. Santobono
Pausillipon: Nicola Mininni A.O.S.Giovanni di Dio: Attilio Bianchi
AO.S.G.Moscati: Giuseppe Rosato A.O. Rummo: Rosario Lanzetta A.O.Multizonale
Caserta: Luigi Annunziata AUP II Ateneo: Luigi Muto AUP Federico II: Luigi
Canfora Fond.Pascale I.R.C.C.S: Mario Santangelo Tredici manager per le Aziende
saniatarie locali e undici per gli ospedali. La commissione di valutazione ha
sottoposto a verifica l'operato di 11 direttori nominati a dicembre del 2005.
del 25-04-2008 num.
( da "Provincia di Como, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
INVERIGO (s. cat.)
Forse non cambiano la vita, le misure introdotte nel regolamento Ici comunale,
ma certo la semplificano un po'. Soprattutto nel caso in cui alle prese con la
tassa sull'abitazione sia un figlio che è andato a stare nella casa intestata a
papà o alla sorella maggiore. La novità più consistente, infatti, riguarda
proprio gli immobili concessi in uso gratuito, per i quali non è più prevista
una scrittura privata registrata, ma una semplice dichiarazione da presentare
su apposito modulo disponibile in municipio all'ufficio tributi. Un risparmio di denaro e anche un risparmio di tempo e burocrazia. Si è però deciso di
restringere il campo dei parenti che possono usufruire di questo beneficio, e
il comodato gratuito riguarda quindi solo gli immobili concessi a parenti in
linea retta entro il primo grado - genitori e figli - e collaterale entro il
secondo grado, come fratelli sorelle. Per quanto riguarda le aliquote,
vengono confermate quelle degli anni passati, ovvero 5,4 per mille per la prima
abitazione e 6,6 per mille per la seconda. Per la prima casa resta la
detrazione pari a 103,29 euro - aumentata a 153 per i nuclei familiari che
contemplino la presenza di almeno una persona di 70 anni compiuti o di tre o
più figli minorenni o di un portatore di handicap ? cui si aggiunge l'ulteriore
detrazione statale pari all'1,33 per mille calcolata sul valore imponibile
dell'immobile fino a un massimo di 200 euro. 25/04/2008.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IO STO CON..... Gli
ultimi appelli al voto degli elettori astigiani Si conclude oggi la
"tribuna" riservata ai lettori Per la prima volta Asti ha
l'opportunità di avere un presidente donna. Non è un femminismo di ritorno o la
rivendicazione della quota rosa per legge: la scelta di Armosino afferma, in
concreto, che anche le donne possono raggiungere i posti di comando. E sono
certa che saprà farsi valere. Domenica Demetrio Voto e faccio votare Roberto
Peretti perché sarà un presidente a tempo pieno, perché è un amministratore
capace ed attento alle esigenze di tutti i cittadini, perché crede, da astigiano,
nelle potenzialità di questo territorio. Massimo Fiorio deputato Pd Voto per
Maria Teresa Armosino, candidata del Pdl, partito che ho votato alle Politiche.
L'auspicio è che la collaborazione tra Governo, Comune capoluogo e Provincia
possa dare risultati proficui, in particolare per sicurezza e sviluppo
economico. Piero Mora consigliere comunale Ho votato per Mariangela Cotto al 1°
turno perchè ho condiviso il suo progetto. Non potendo più votarla penso che il
programma più vicino sia quello proposto da Roberto Peretti, che voterò contro
l'arroganza del potere. Rita Bonetto, Calliano Un voto per la Armosino e il Pdl
è utile per continuare a valorizzare il nostro territorio ed avere
un'affidabile referente. Avere come presidente una parlamentare è sinonimo di
utili contatti con il Parlamento. Mirko Mazzinghi. Conosco Armosino apprezzo la
sua grinta e il suo attivismo. Voto per lei perchè sono sicuro che riuscirà a
far ripartire l'Astigiano, specialmente nel settore lavoro. Pietro Nuccio
Dopo..la Agela Merkel astigiana che dichiara di essere del Pdl ma lasciando al
suo elettorato la libertà di voto ecco il Merkel dell'Udc (Accornero) che
dichiara: "dobbiamo ancora decidere". Apro La Stampa del 24/04 ed
ecco il Merckel d'estrema ex sinistra (Robotti) svelare l'arcano: l'Udc
sostiene il candidato del Pd. Queste confusioni mi portano a votare Maria
Teresa Armosino perchè ha mantenuto la sua linea: nessun apparentamento. Nunzio
Grasso Ho conosciuto Peretti alcuni anni fa, quando era stato eletto sindaco di
Villanova, ed io ero assessore al comune di Asti. In questi anni ho avuto modo
ci apprezzare il lavoro da lui svolto, la sua disponibilità, i suoi desideri di
conoscenza dei diversi problemi per poi effettuare le scelte migliori per il
suo territorio. Caratteristiche che mi portano a sostenere Peretti ed a
richiedere agli astigiani di votarlo. Mauro Trivelli Armosino ha scelto di
dedicare il proprio impegno alla sua terra, dimostrando di essere attaccata ai
nostri valori e alla nostra gente. Merita la nostra stima e il nostro voto.
Mimmo Basso Ritengo che questa provincia non possa che augurarsi una vittoria
di Peretti. Non piacerà ai poteri forti(non politici) in Asti, ma potrebbe
aprire una stagione di libertà, competenza e reale servizio al territorio.
Dario Rei Armosino parla in italiano con termini molto eleganti, ma l'ho
sentita fare battute gustosissime in astigiano largo. E' un modo concreto per
dimostrare attaccamento alle proprie radici e alla propria identità. Mi dà
fiducia, la voto. Renato Gendre docente di filologia Nel programma di Maria
Teresa Armosino c'è l'impegno ad eliminare la burocrazia inutile e far vincere il
principio della meritocrazia: se questo vuol dire essere conservatori, evviva i
conservatori. Franca Bevilacqua Ho fatto la mia scelta: Peretti. Ho assistito a
dibattiti tra candidati e mi ha colpito per la competenza e la concretezza
delle risposte, per il modo pacato, sobrio ed educato nel proporsi, ma
anche deciso nel chiamare con il loro nome i problemi. Roberto Greco Invitiamo
a votare Peretti perché è un capace e giovane amministratore della nostra
Provincia. Perché è stato scelto dalle persone e non si è imposto con la forza
all'interno del proprio partito. Perché ha deciso di occuparsi a tempo pieno
del territorio e, a differenza della sua avversaria, avrà modo e tempo per
farlo. Circolo Pd Langa astigiana Detesto l'aggressività e la spavalderia,
nella vita come in politica. Roberto Peretti è persona gentile, che sa
ascoltare e ama il confronto. Uno di cui ci si può fidare. Simona Catalano e
altri 12 firmatari Voterò e consiglio di votare o di tornare a votare per
Roberto Peretti; la sua storia di sindaco è una garanzia delle capacità di
amministratore e della vocazione a guidare la provincia di Asti. Antonio
Fassone Votando Armosino spenderemo tutti di meno e la Provincia sarà più
virtuosa nelle spese. E' una politica attenta ai cittadini-consumatori: quando
era al governo, con la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, ha
avviato una politica seria per far recuperare risorse allo Stato senza spremere
i cittadini. Salvatore Ingrasci Io voterò e farò votare Roberto Peretti, perchè
sono stata colpita, tra le altre cose, dal suo entusiasmo, dalla caparbietà e
concretezza tipica di chi vive la politica in funzione del prossimo. Ivana
Bione Scelgo Roberto Peretti, un giovane legato al suo territorio, con la
speranza che sia l'inizio del rinnovamento della nostra classe politica e
l'apertura ad idee nuove e finalmente efficaci per lo sviluppo della nostra
Provincia. Fabio Serra Voto maria Teresa Armosino perchè è attenta ai problemi
della casa. Con i contratti di Quartiere che ha sostenuto sempre,
indipendentemente da chi governava la città, da politica seria e responsabile,
ha saputo portare ad Asti le risorse per costruire nuovi alloggi, rispondendo
con i fatti a chi chiede di risolvere i problemi abitativi. Rosanna Valle
vicepresidente Atc Con la presidenza Armosino rivedremo all'opera molti
amministratori della giunta Marmo ed allora perché abbiamo dovuto interrompere
tutto un anno prima? Per non assistere a un film brutto e già visto, credo sia
importante riservare il voto per Roberto Peretti persona equilibrata e buon
amministratore. Celeste Malerba In campagna elettorale Armosino non ha
rivendicato nulla di quanto fatto dal predecessore Marmo, allora perché
dovremmo ridare fiducia allo stesso schieramento? Invito a votare Roberto
Peretti che ha i requisiti fondamentali per essere considerato un buon
amministratore. Mario Colucciello Italia dei Valori Anni fa la signora
Ottaviano mi confidava che la politica è l'arte del possibile e certe volte
anche dell'impossibile, ma mi nascondeva il termine "incredibile". Le
votazioni provinciali hanno dell'incredibile. Affinchè anche il loro epilogo
non abbia la stessa connotazione, voterò Maria Teresa Armosino. Giacomo Sizia.