HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “BUROCRAZIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  25-4-2008       #TOP



Report "Burocrazia"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Burocrazia (47)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Asse con Cisl e Uil. E vede Bonanni ( da "Corriere.it" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha in mente anche qualche sacca di burocrazia confindustriale. E forse pure questo l'aiuterà nei rapporti con Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Che non partono comunque da zero. È vero, in questi quattro anni lei si è occupata d'altro. Sì, sarà preziosa l'esperienza di Alberto Bombassei. Ed è da adesso che si fa sul serio.

LIBERAZIONE 1 ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PD di Mantova BUROCRAZIA Quanti costi per la gestione Ma quanto costa un pezzo di carta ad un'impresa artigiana? La domanda che si pone l'artigiano trova risposta da uno studio di Confartigianato che ha calcolato che le imprese made in Italy pagano ogni anno 14.

LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

Rischi e chances: ecco le due facce degli States ( da "Giornale di Brescia" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la risposta degli ospiti italoamericani è stata unanime: i tempi e i costi della burocrazia italiana. Alla domanda sulla debolezza della nostra presenza estera la risposta è stata altrettanto univoca: manca il sistema Paese. La politica italiana non ha ancora capito la lezione di Pino Beretta: libertà economica, equità del fisco.

Pioggia di "cartelle pazze" agli automobilisti per vecchi bolli auto ( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia in modo chiaro nel documento frutto del combinato disposto della Regione e di Equitalia. Quello che è chiaro è che i bolli pazzi sono costati un bel quid: ai cittadini che hanno perso ore di lavoro per affollare gli uffici e hanno pagato le visure del Pra, come un costo sono le ore investite dalla consistente struttura di impiegati e funzionari di Regione e di Equitalia

Colpi bassisul nuovoportavoce ( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Capezzone sarebbero soprattutto di natura politica e di opportunità ed il Cavaliere starebbe pensando per l'ex segretario Radicali ad un sottosegretariato, magari quello delle Attività produttive. Capezzone, infatti, è un v ero vulcano di idee e di proposte e potrebbe dare un apporto importante alla lotta alla burocrazia che spesso frena lo sviluppo delle aziende italiane. 25/04/2008.

Incinta senza assistenza Non è una clandestina ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA. Paradossale storia di una ragazza brasiliana, sposata con uno scledense, che deve pagarsi tutte le cure Incinta senza assistenza "Non è una clandestina" di Mauro Sartori Jussara Jamila Pereira da Silva è in Italia con un permesso turistico, si è sposata con uno scledense di cui è incinta ma non riesce ad avere l'

Marcegaglia-Berlusconi Un patto per le riforme ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lavoro e oppressione della burocrazia sulle imprese". Positivo anche il giudizio dei sindacati. "In Confindustria l'aria è cambiata. Credo molto in Emma Marcegaglia. Sono sicuro che farà bene grazie al pragmatismo tipico delle donne, ma anche grazie alla sua esperienza nella gestione delle aziende" sostiene il leader della Cisl Raffaele Bonanni che promuove l'

Brescia-Usa oltre la congiuntura ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia italiana e dalla scarsa flessibilità. Le infrastrutture? "Non sono un elemento determinante" afferma Comini. A metà fra i due mondi sta la Camozzi, che nel settore dei componenti per l'automazione opera in Italia per gli Usa e in quella delle macchine utensili con Ingersoll ha sviluppato dagli Usa verso il resto del mondo grosse possibilità di esportazione giungendo ad

Penalizzati dalle tasse ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e una pressione fiscale che non può più essere accettata passivamente". Ma non si vive di soli numeri, tanto più in un mandamento che del legame con il territorio ha fatto da sempre uno dei suoi punti di forza. Imprenditori che vivono a due passi dalle loro aziende e che ora lanciano una nuova sfida per non perdere nè disperdere il potenziale delle nuove generazioni.

<Costruzioni, c'è aria di crisi> ( da "Libertà" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una sicurezza sul lavoro che non sia vista come un costo o come mera burocrazia, ma come diritto dei lavoratori". E nell'immediato futuro non sembra rasserenarsi la trattativa su un contratto che in provincia riguarda 4mila addetti: il 5 maggio incroceranno le braccia i lavoratori dell'industria del laterizio (Rdb, Paver e Canorba le industrie più grandi).

Montagna di pneumatici Forestale acquisisce i primi atti ( da "Nazione, La (Siena)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutto questo si è creato a causa della burocrazia. A Rapolano e dintorni nessuno aveva dimenticato comunque quell'oncendio di dodici anni e mezzo fa quando per giorni gli abitanti non poterono bere l'acqua, raccogliere le verdure negli orti e furono costretti (almeno quelli più vicini alla zona del rogo) a non aprire le finestre a causa del denso ed acre fumo che faceva lacrimare,

Sit-in di protesta dei residenti contro la chiusura della strada ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. E' quel che denunciano i residenti di contrada Asola che si sono visti sbarrare la cosiddetta "strada della Bonifica", da anni uno sbocco viario importante per la vallata. A chiuderla è stato il Comune di Potenza Picena, "senza che ai residenti sia stata data alcuna comunicazione, e benchè siano stati quasi ultimati i lavori finanziati dal Cosmari e dai Comuni interessati

Il film <La banda> alla Sala Esse ( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Era venuta per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto non trovò nessuno.

Da dieci anni aspetto la licenza per costruire ( da "Provincia Pavese, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro i lacci della burocrazia per poter ampliare la propria attività e ottengono solo risposte vaghe e continui rimandi: "Sei mesi dopo l'acquisto - racconta Busi - mi hanno spiegato che il terreno non era edificabile perché faceva parte del parco del Ticino. Ai tempi il nostro principale concorrente aveva smesso di produrre i motori per ascensori idraulici quindi noi avevamo l'

Giovani imprenditori, silva e zonin nella squadra di federica guidi ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una buona occasione per spingere verso una burocrazia meno oppressiva e verso delle decisioni pratiche per le imprese. "Confindustria - afferma- con Emma Marcegaglia e Federica Guidi spinge sull'acceleratore dell'innovazione. Questo, per noi Giovani Imprenditori vuol dire sottrarre definitivamente il mondo giovanile a una politica che non si rinnova e non vuole trovare soluzioni.

<Sinistra in ritardo sulla sicurezza> ( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è bisogno di meno burocrazia e di più risorse indirizzate verso le necessità emergenti". Se l'idea passasse, sarebbe una vera incursione all'interno di numerosi uffici pubblici... "Si potrebbe cominciare da qui per fare anche qualcosa di più: non se ne può più di vedere le risorse distribuite non a seconda dei meriti e dell'efficienza,

Rosi: pronto il ricorso L'Udc: serve chiarezza ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ha vinto sulla democrazia. Se non troveranno una soluzione entro pochi giorni, dovranno vedersela con il Tar". Se il magistrato alla guida della commissione elettorale centrale non troverà la via giuridica per annullare il verdetto del Tribunale, Rosi darà battaglia.

Storia ferrarese. Correva l'anno ( da "Nuova Ferrara, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ostruzionismo del Governo si doveva certamente aggiungere anche quello della burocrazia ancora legata ai deputati socialisti. A quel punto Balbo espose un piano: concentrare a Ferrara all'improvviso tutti i lavoratori disoccupati della provincia, cioè circa 60 mila persone, mobilitandoli fulmineamente, prima che l'autorità ne venisse a conoscenza.

Frana a vellano: lavori fermi da un anno ( da "Tirreno, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia rallentano la sistemazione della provinciale Val di Forfora Frana a Vellano: lavori fermi da un anno VELLANO. I tempi della burocrazia si traducono anche in disagi per la circolazione stradale. è quanto emerge dall'interrogazione che il capogruppo di An Roberto Franchini ha fatto all'assessore provinciale Mauro Mari,

Banche, imprese e burocrazia tutti gli uomini del presidente - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprese e burocrazia tutti gli uomini del presidente Il legame con i big dell'industria catanese, i nuovi rapporti con Albanese e Basile EMANUELE LAURIA Il passo d'apertura nel ballo del potere, Raffaele Lombardo l'ha compiuto prima ancora della proclamazione ufficiale, dando l'assenso alla successione di Salvatore Mancuso nel board di Unicredit:

La storia a lieto fine di ndeck posso giocare grazie al livorno ( da "Tirreno, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia mi ha tenuto fermo per tanto tempo". Alla fine però arriva il debutto in serie D, nel dicembre scorso; oggi l'ultimo atto con il riconoscimento dello status di giocatore comunitario. "Aspettavo da tanto tempo questo momento - commenta Patrice Beki Ndeck - Peccato ci sia voluto tanto tempo, chissà cosa sarebbe successo se mi avessero fatto subito giocare.

Roccobarocco, la moda sbarca a cuba ma è sfrattata dalla piazza di fidel - laura asnaghi ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che la burocrazia cubana ha rivisto e corretto in extremis con un defilé nei giardini dell'Hotel National. Si è quasi sfiorato l'incidente diplomatico, ma la sfilata è comunque andata in porto alla presenza dell'ambasciatore italiano Domenico Vecchioni, del ministro della cultura Abel Prieto e con una schiera di 30 modelle,

<Azzerare la giunta provinciale> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono del tutto condivisibili: a partire dalle critiche ad una certa burocrazia. Ma questo stillicidio non può proseguire: se non si cambia registro, il rischio è di compromettere anche i rapporti personali e di andare tutti a casa". Infine, un messaggio al segretario regionale Tino Iannuzzi: "Caserta si attende un risarcimento ".

Vino, marketing sotto accusa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BuonItalia è paralizzata dalla burocrazia mentre manca una regìa per gli eventi all'estero Vino, marketing sotto accusa De Piazza: "Troppi ostacoli" - Caprai: "I progetti sono bloccati" Nicola Dante Basile MILANO Diciotto mesi di buoni propositi resi sterili da una burocrazia farraginosa e inconcludente.

Assoenologi: vanno cercate nuove vie per le esportazioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel corso della giornata sotto accusa è finito anche l'eccesso di burocrazia che ancora penalizza le imprese italiane. Secondo le nostre stime –ha detto il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli - un tecnico di cantina spende in media il 25% del proprio tempo a districarsi tra scartoffie e pastoie burocratiche ".

La concessione del telefono ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ottocento la richiesta di una concessione telefonica scatena un tourbillon di accadimenti e quiproquo sotto i quali si cela il peso della burocrazia, della mafia e del perbenismo. Protagonisti amanti e mogli, mariti e cornuti, un prefetto truffaldino e integerrimi funzionari. Una farsa dai toni macchiettistici con la regia di Giuseppe Dipasquale. Bravi, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.

<Meglio un governatore sotto botta che niente> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Qui veniamo al secondo problema: questo sistema ha rafforzato la burocrazia, i famosi lacci e lacciuolo. Mi ricordo un momento, sette anni fa, in cui Napoli divenne un fenomeno: boom di nuove aziende ed export. Il tentativo c'è stato, ma non è stato di lungo respiro perché inghiottito dalla melma di lacci e lacciuoli.

Atxaga: scrivere è il mio impegno civile ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutto ciò che è ufficialità e burocrazia. Vero, detengo il record mondiale di conferenze e letture in piccoli paesi, ma non c'è nessuno dietro di me, nessun partito politico. Ho votato Izquierda Unida (Sinistra unita), ma sono abbastanza contento del governo Zapatero. Al presidente e al ministro degli Interni, Rubalcaba, rimprovero povertà di attuazione riguardo alla questione basca.

Nuclei familiari composti di 4, 5 anche 7 persone costretti a vivere in soli quaranta metri quadrati ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia è troppo lunga. Solo pochi ottemperano alle diffide; la maggioranza fa causa all'Amministrazione e questo ritarda enormemente i tempi". L'assessore parla anche di accordoi in atto tra Comune ed Ater per la costruzione di alloggi da concedere a canone concordato, definendo "quello della casa come il primo problema di tantissime famiglie a basso reddito;

Kosovo, il business decolla ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i benefici di una tassazione ridotta, i vantaggi di una burocrazia snella, dall'altro i rischi connessi ad un sistema Paese ancora da plasmare dopo la recente dichiarazione di indipendenza. La partita degli investimenti in Kosovo, almeno per le aziende italiane, sta iniziando soltanto ora e riguarda soprattutto il Nord-Est.

Record di voti alla Lega nei distretti delle partite Iva ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiedono a gran voce meno burocrazia, più opere in-frastrutturali, tutele contro la concorrenza. "Questo voto chiede di applicare solide linee guida per il territorio – dice Bernardo Finco, ad della Conceria Finco e rappresentante del distretto della concia di Vicenza (dove il Senatur ha portato a casa il 41,8% di voti a Chiampo e il 37,

La Toscana mette a punto il taglio della burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le aziende potranno partire senza permessi La Toscana mette a punto il taglio della burocrazia La Regione Toscana vuole accelerare le procedure per avviare nuove imprese: entro l'estate sarà varato dalla Giunta un testo sulla semplificazione che consente di aprire un'attività senza attendere le autorizzazioni, ma dopo il semplice espletamento degli adempimenti richiesti.

Il Carroccio affascina la Granda ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, valorizzazione e gdo, nitrati. Sulle quote latte, poi, puntiamo a soluzioni politiche per salvaguardare chi ha rispettato le regole ma anche chi non si è piegato a un sistema sbagliato e penalizzante ". Raddoppio leghista anche nell'albese, da Canale a Bergolo, da Barbaresco a Roddi, e consensi triplicati a Barolo,

Lega Nord leader nei distretti ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stanchi dei disservizi che derivano da burocrazia e amministrazione centrale". Per Massimo Zanirato, segretario della Uil di Ferrara l'immigrazione comunque centra: "Qui di immigrati ce ne sono tanti, e alcuni hanno messo in piedi delle piccole aziende. Qualcuno ne teme la concorrenza e per questo potrebbe aver scelto il Carroccio".

Troppi intralci a livello locale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non dobbiamo infatti dimenticare che nella vita di un imprenditore il rapporto con la burocrazia avviene anche a livello governativo locale". Il riferimento di Cavazzuti è agli sportelli per le imprese che si trovano nei Comuni, o anche in alcune Regioni, e ai quali spesso un lavoratore autonomo, sia esso industriale o artigiano, deve fare ricorso.

Brescia-Usa oltre la congiuntura ( da "Brescia Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bresciani e statunitensi sulle reciproche opportunità di business Brescia-Usa oltre la congiuntura Beretta: "La flessibilità del lavoro è determinante" Comini: "Servono progetti che superino la ciclicità" Camozzi: "Bisogna tornare all'immagine data dall'Italia negli ultimi decenni" Gli americani preoccupati solo dall'impatto con la burocrazia, non dal sistema infrastrutturale  .

Troppa burocrazia per un telefono amoroso ( da "Brescia Oggi" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: TEATRO. AL SOCIALE FINO A DOMENICA LO SPETTACOLO TRATTO DAL LIBRO DI CAMILLERI Troppa burocrazia per un telefono amoroso Una farsa che diventa tragedia con Musumeci e Pattavina  .

INPS, ARRIVA LA CARTA DEI SERVIZI PER I PENSIONATI ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perdano nei meandri della burocrazia. La Carta è stata presentata ieri mattina nel corso di un incontro che si è svolto nella sala convegni del carcere borbonico. "L'iniziativa nasce alla luce della nuova disciplina sulla trasparenza - afferma il presidente del comitato provinciale Sergio Imbimbo (nella foto) - rappresenta un patto basato sulla chiarezza e fiducia con i cittadini,

MARCEGAGLIA AL LEADER PDL: SUBITO GLI SGRAVI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche meno burocrazia perché finisce per diventare un laccio per le imprese, soffocate dai troppi adempimenti richiesti. Oltre a costare mezzo punto di crescita all'anno. Berlusconi ha assicurato piena collaborazione, aggiungendo che su alcuni punti - la defiscalizzazione degli straordinari, ad esempio - si punta a fare in fretta,

Licenze edilizie, pratiche-lumaca in Municipio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione comunale ma della eccessiva burocrazia che non viene per niente sveltita". Una soluzione la intravede anche l'assessore Scalas. "Senza però scaricare le colpe della situazione sugli uffici in generale", continua l'assessore all'Urbanistica. "Il funzionario responsabile d'area dovrebbe sveltire la burocrazia perché noi come amministratori non possiamo rimediare"

Gli artigiani chiedono al nuovo governo segnali forti per rilanciare la competività ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia (da anni l'organizzazione è impe-gnata su questo fronte), della diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni

Detrazioni fiscali per disabili ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pratiche da sbrigare, e di rendere più alla portata di tutti burocrazia e uffici. Dal lunedì al giovedì lo sportello è aperto dalle 9 alle 12 nella sede di Adria in piazzale Rovigno 9, adiacente al centro commerciale Il Porto, con numeri telefonici 0426-940642-629, email: infohandy@ulss19adria.veneto.it.

Vicenza del '500 attrazione europea ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I problemi dell'architetto con la burocrazia del tempo, ad esempio. Quella burocrazia che nel 500 allungava i tempi dei cantieri e che, nei secoli, non ha subito l'ingiuria del tempo. Provare per credere: piazza dei Signori, sulla destra. La Basilica Palladiana oggiP.R.

Manager, rischiano in sei: ricorso collettivo ( da "Denaro, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia condiziona tutto. Se non ho avuto fondi come facevo a spenderli?" Massimo Botti Quasi una processione ieri a Palazzo Santa Lucia dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania. Undici direttori si sono recati presso la sede della regione, presso gli uffici dell'assessorato di cui è responsabile Angelo Montemarano per ritirare le pagelle.

INVERIGO (s. cat.) Forse non cambiano la vita, le misure introdotte nel regolamento Ici comunale, ma ( da "Provincia di Como, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un risparmio di denaro e anche un risparmio di tempo e burocrazia. Si è però deciso di restringere il campo dei parenti che possono usufruire di questo beneficio, e il comodato gratuito riguarda quindi solo gli immobili concessi a parenti in linea retta entro il primo grado - genitori e figli - e collaterale entro il secondo grado, come fratelli sorelle.

Gli ultimi appelli al voto ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impegno ad eliminare la burocrazia inutile e far vincere il principio della meritocrazia: se questo vuol dire essere conservatori, evviva i conservatori. Franca Bevilacqua Ho fatto la mia scelta: Peretti. Ho assistito a dibattiti tra candidati e mi ha colpito per la competenza e la concretezza delle risposte, per il modo pacato,


Articoli

Asse con Cisl e Uil. E vede Bonanni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'agenda La continuità con il predecessore e il no ai riti "estenuanti e inconcludenti" Asse con Cisl e Uil. E vede Bonanni Le mosse di avvicinamento con la Cgil. "Dialogo non fine a se stesso" MILANO Un incontro iper-riservato, ieri sera, con Raffaele Bonanni. Ma Guglielmo Epifani no, non l'ha ancora visto. Non adesso, non in tutti questi mesi. Forse non si sono cercati. Forse, più semplicemente, non è capitato. O magari davvero c'entra la "sindrome da sedia vuota". Solo che non è Emma Marcegaglia quella che, nel caso, sembra esserne colpita. Certo dovrà a sua volta ripartire da qui, dal tavolo per la riforma delle relazioni industriali cui Luca Cordero di Montezemolo ha inutilmente invitato, per quattro anni, il segretario Cgil. Ovvio che pure lei speri che le cose cambino, che "il mutato contesto sociale reso più evidente dal voto del 13 aprile" spinga a "qualche riflessione" anche il primo sindacato italiano. Che insomma il dialogo ("Ma non a tutti i costi") possa riprendere. E qualcosa vorrà pur dire, se tra i primissimi atti da presidente eletta c'è quell'invito annunciato ieri: "Ci incontreremo al più presto con i leader sindacali ". Però nessuno si aspetti discontinuità con la linea montezemoliana. La tela che Marcegaglia si prepara a tessere resta quella del cambiamento "radicale". Non a senso unico: quando dice " dobbiamo finirla con i riti estenuanti e inconcludenti", ha in mente anche qualche sacca di burocrazia confindustriale. E forse pure questo l'aiuterà nei rapporti con Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Che non partono comunque da zero. È vero, in questi quattro anni lei si è occupata d'altro. Sì, sarà preziosa l'esperienza di Alberto Bombassei. Ed è da adesso che si fa sul serio. Però le prime "esplorazioni " ci sono già state. L'incontro riservato di ieri sera con Bonanni segna simbolicamente l'avvio del "cammino sindacale" di Marcegaglia. Ma con lo stesso Bonanni e con Luigi Angeletti, insomma con il mondo Uil e Cisl, i rapporti sono sempre stati meno formali e sporadici che non con Epifani. E questi contatti, nelle ultime settimane, si sono intensificati. Come quelli con Renata Polverini. E quelli segnale significativo con gli ambienti più riformisti della Cgil. Nessuno immagini disegni o trame anti-segretario. La questione è semmai di sensibilità comuni. E se è vero che Cisl e Uil, per dire, al tavolo delle riforme si sarebbero sedute già da tempo, l'analisi del voto di aprile avrebbe fissato altri punti di contatto. E rafforzato convergenze che già c'erano: se il nuovo governo si dice pronto a detassare gli straordinari, per esempio, e se questo è quanto chiedeva Confindustria, chi deve interrogarsi sulla "rappresentatività " e su quel che vogliono i lavoratori nelle fabbriche? La Cisl e la Uil che appoggiano la richiesta, o la Fiom e la parte di Cgil che dicono "no"? È un tema che "l'agenda Emma " segna, ovviamente, anche sotto la voce Epifani. Ma il confronto guai a usare la parola "concertazione": se è "fine a se stessa", nel vocabolario Marcegaglia non c'è è intanto incominciato con gli altri. E ha almeno un secondo punto in comune, anche questo legatissimo al quadro sociale uscito dalle urne. Quel punto è il ruolo del territorio. Lì guardano, e guarderanno sempre più, Cisl e Uil. Lì guarda la nuova presidente di Confindustria. Per opportunismo, per accattivarsi le simpatie della Lega e della nuova maggioranza? Qualche maligno lo dice. Lei in realtà resta bipartisan. E ha peraltro, da sempre, ottimi rapporti per esempio con Giulio Tremonti. Ma se elogia il libro del superministro in pectore, non lo fa per rimangiarsi tutto quel che ha sempre detto sulla globalizzazione: "Resto fortemente convinta dei vantaggi che ne derivano". E tuttavia l'ha ben presente, il problema. Il gruppo di famiglia è una multinazionale, figurarsi se può tifare per nuovi protezionismi, però resta saldamente ancorato a Gazoldo degli Ippoliti: 2 mila anime e quello stabilimento da cui tutto è partito e che, oggi, dà lavoro a mille persone. Praticamente tutto il circondario. Praticamente un quarto del Pil mantovano. Disoccupazione? Zero. E qualcuno può, sì, definirlo "paternalismo ". Però ci sarà una ragione se, pur con il 64% dei 6.500 dipendenti complessivi iscritti ai sindacati metalmeccanici (la metà alla Fiom), e pur se gli scioperi "nazionali " arrivano anche al 70% di adesioni, al gruppo i contratti integrativi e le questioni interne non hanno mai portato via neppure un'ora. Con "gli altri" ne ha già parlato. L'agenda, adesso, aspetta Epifani. Raffaella Polato stampa |.

Torna all'inizio


LIBERAZIONE 1 (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LIBERAZIONE 1 Quando sventolava il nostro tricolore Oggi si festeggia la festa della liberazione. Illusione se si pensa che lo sia. Io ricordo quel giorno, perché c'ero. Era festa, festa grande. Suonavano le campane le sirene davano il segnale non più di bombardamenti ma era che lo straniero, quello, che voleva essere il nostro padrone era stato vinto, se ne era andato. L'Italia era libera ed era tornata agli italiani. In ogni casa sventolava a festa la nostra cara bandiera tricolore con gioia ed orgoglio. Piano piano il nostro paese risorgeva con fatica e sudore gli abitanti tutti si davano da fare per riportare la nostra cara Patria agli antichi splendori. Dov'è ora la bandiera Tricolore non è più bianca rossa e verde. I colori sono sbiaditi dal tempo e dall'uomo. La nostra amatissima Italia non è più nostra. Troppi i colori che la vanno ad impoverire. Troppi gli stranieri che popolano il paese. Teniamo viva la nostra memoria. Ditemi se sono in errore. Ora come ora chi canta più 'Va fuori lo stranier'. Per tutto questo perché fare ancora festa! Fiorella Jori LIBERAZIONE 2 Una data storica per l'Italia Anche quest'anno i festeggiamenti per l'anniversario della liberazione sono oggetto di contestazione. Ci sono polemiche che contrappongono il centro sinistra ed il centro destra e lo dimostra anche il sindaco di Milano Letizia Moratti con la sua decisione di non scendere in piazza a festeggiare il 25 aprile. La signora Moratti ha forse dimenticato che la città che amministra è medaglia d'oro della Resistenza. La data del 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la nostra Repubblica, ma un quinto degli italiani non sa neppure cosa si festeggia quel giorno. Nel nostro Paese c'è dimostrazione di immaturità, indifferenza, insensibilità nei confronti della storia ed è triste constatare che quella che dovrebbe essere la festa di tutti gli italiani, il giorno della nascita dell'Italia democratica, l'Italia della libertà e della pace, sia regredita a una festa per pochi. Il 25 aprile viene ormai celebrato in un clima a metà strada tra la retorica ufficiale ed il disinteresse delle masse, preoccupate solo di allungare il ponte non della memoria storica, ma delle vacanze di primavera. Ma porsi fuori dallo spirito di questa giornata o sminuirne l'importanza storica, significa rinnegare la lotta partigiana contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori fascisti. Significa dimenticare la repressione che ha subito sotto il regime fascista chi ha rivendicato per se e per la collettività, l'uguaglianza e la libertà. Alla liberazione dell'Italia dalla dittatura si poté arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani uomini e donne che, pur appartenendo a differenti schieramenti politici, schiamavano con un solo nome, partigiani, e si riconoscevano tutti nell'antifascismo. Il 25 aprile 1945 è una data storica, una data simbolo dell'unità del nostro Paese e va ricordato che fu la resistenza partigiana antifascista a riscattarne l'onore e la dignità. Vanna Adinolfi LIBERAZIONE 3 La cacciata dei comunisti A 63 anni dalla liberazione avvenuta il 25 aprile del 1945 da parte delle truppe Alleate che avevano sconfitto il nazifascismo, un altro avvenimento, altrettanto importante, è accaduto nel nostro Paese, liberamente voluto, questa volta, dagli italiani: la cacciata dei comunisti dalle Istituzioni. Il perseguito obiettivo degli anni '70-'90 da parte della Sinistra di trasformare l'Italia in uno Stato sovietico, ha avuto una deriva lunga vent'anni. I nostalgicidi Stalin, hanno finalmente avuto quello che si meritano: eliminati da centri di potere. Un'ideologia fuori dalla Storia che impone ai cittadini di servire lo Stato mentre dev'essere lo Stato al servizio dei cittadini, non può avere consensi in un Paese che deve rimediare ai guasti generati dall'impostazione sovietica del ventennio rosso. La proposta: insieme al 25 aprile, il Paese festeggia anche il 13 aprile per commemorare la sconfitta del totalitarismo comunista dopo quello fascista. Lega Nord Ostiglia LIBERAZIONE 4 Ricordare è un dovere Da 63 anni il 25 aprile festeggiamo la liberazione dell'Italia dal nazismo e la fine della feroce dittatura fascista. Tutti abbiamo il dovere di ricordare che sono grazie al sacrificio di chi condusse la dura lotta di resistenza al fascismo e al nazismo, con l'aiuto determinante degli Alleati, oggi possiamo godere nel nostro. Paese di libertà e diritti civili. Riscrivere la storia per cancellare le nefandezze compiute riaprirebbe la porta all'inciviltà e all'orrore. Non dimentare è il solo modo per non ricadere mai più nel baratro. PD di Mantova BUROCRAZIA Quanti costi per la gestione Ma quanto costa un pezzo di carta ad un'impresa artigiana? La domanda che si pone l'artigiano trova risposta da uno studio di Confartigianato che ha calcolato che le imprese made in Italy pagano ogni anno 14.920 milioni per i costi burocratici legati all'avvio e alla gestione dell'attività. L'onere maggiore, pari a 11.386 milioni/anno, va a colpire proprio le piccole imprese, quelle fino a nove addetti. Se le piccole fossero sciolte da lungaggini burocratiche e procedure da lumaca, incrementerebbero la produttività del 2,3 %. Addirittura le piccole imprese registrerebbero un aumento del 5,8%, recuperando più della metà (53,7%) del gap di produttività che attualmente scontano rispetto alla media della produttività di Francia, Germania e Spagna. Franco Bruno Upa Confartigianato.

Torna all'inizio


LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'autore LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non si può non affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro. Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa nostra epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e soprattutto i talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una valenza politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

Torna all'inizio


Rischi e chances: ecco le due facce degli States (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 25/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Rischi e chances: ecco le due facce degli States Solo 16 le aziende bresciane delocalizzate negli Usa, 40 invece le filiali commerciali Marco Camozzi Linda Cuomo Giancarlo Linetti Alberto Comini Alessandro Cheula BRESCIA Piergiuseppe Beretta, indimenticato Cavaliere del Lavoro bresciano, amava dire che sono due le carte vincenti degli Stati Uniti: la libertà economica e l'equità del fisco. "Il resto è silenzio", diceva citando l'Amleto di Shakespeare. Libertà economica come responsabilità personale, poichè se la rivoluzione francese ha messo al centro lo Stato, la rivoluzione americana ha postulato il primato dell'individuo; equità fiscale come rappresentatività istituzionale. In omaggio al principio "No taxation without rapresentation", niente tasse senza rappresentanza, come rivendicavano i farmer delle colonie nordamericane nei confronti della Corona d'Inghilterra. Poichè nelle moderne democrazie il "do ut des" fiscale è la misura del contratto sociale su cui si fonda il rapporto Stato-cittadino. LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ. La premessa filosofica è necessaria non solo per capire l'America di ieri, ma anche per approcciare quella di oggi. Lo ha fatto la Camera di Commercio di Brescia che, tramite la controllata Pro Brixia e con l'appoggio della Regione Lombardia, ha organizzato ieri nella sede "fedrigolliana" - intesa come Fedrigolli, l'architetto bresciano che l'ha progettata - un convegno su "L'interscambio commerciale tra Brescia e America". Titolo calzante, ma parziale poichè - grazie a relatori di parte italiana quali Antonio Caprarica, direttore del Tg1, e Luca Paolazzi, direttore Centro studi Confindustria, e per merito di ospiti di parte italo-americana quali Linda Cuomo - si è parlato anche di interscambio culturale. A conferma che la cultura ha un valore cognitivo anche sul terreno del business. Dopo l'introduzione di Franco Bettoni, presidente della Cdc, e di Alberto Cavalli, presidente della Provincia, Antonio Caprarica ha parlato di egemonia americana anche per il 21esimo secolo, quello in corso, mentre Luca Paolazzi ha spiegato come il nuovo baricentro mondiale non sia più in America ma in Asia. Andrea Petronio, partner di Bain & Company, ha dato consigli utili su come posizionarsi sul mercato americano ("Grandi opportunità ma grandi rischi, ricco e affluente ma selettivo"). Nessuno dei tre relatori ha tuttavia accennato alla crisi dei mutui subprime - quelli erogati alla clientela secondaria - che ha generato perdite per 1000 miliardi di dollari spalmate sui mercati finanziari occidentali. DALL'EXPORT ALL'ESTERO. Slogan banale, quando l'estero sono gli Stati Uniti, ma non scontato, se è vero che sono solo 16 le aziende bresciane delocalizzate in Usa con unità industriali e non più di 40 quelle con filiali commerciali. Ma Brescia è la terza provincia italiana per quota di export, dopo Milano e Torino, con 12,5 miliardi di euro di prodotti esportati. Da qui la sfida di Bettoni: "Creare i presupposti per il rafforzamento della presenza bresciana in Usa". E da qui anche l'invito di Alberto Pasotti, contitolare della Ips di Prevalle-Sabbio Chiese nonchè consigliere Aib per l'internazionalizzazione, che ha realisticamente parlato degli Usa come di un "mercato forte ma complesso e competitivo, difficile da approcciare". Lo ha ribadito, con dovizia di dati e documentazione, Sergio Laverghetta, vicedirettore dell'Ufficio Ice di Milano, che ha citato una filastrocca degli emigranti di inizio Novecento: "L'America l'è larga e l'è longa". Ma anche accogliente. Una democrazia governante ma inclusiva, come ha ricordato Caprarica. La prova? I tre imprenditori d'Oltreoceano che hanno preso la parola in perfetto italiano nella tavola rotonda della tarda mattinata, moderati dal direttore del Tg1 - Alberto Comini della Cdc di New York (collabora con la maniglieria Giacinto Rivadossi di Agnosine), Luciano Moresco della Cdc di Houston e Linda Cuomo, operatrice economica - sono tutti italo-americani. Tutti e tre si sono misurati, con diplomatico garbo e pragmatico fair play, con omologhi bresciani. Tre imprenditori "glocali", cioè locali in quanto bresciani, ma "globali" in quanto abituati a solcare la competizione internazionale: Ugo Gussalli Beretta, della mitica fabbrica d'armi, Marco Camozzi dell'omonimo gruppo e Carlo Linetti della Cobo di Leno. STATO E MERCATO. In Usa lo Stato è amico del mercato. In Italia no: sta qui la madre di tutti gli errori. In Italia Stato e mercato sono nemici, armati l'un contro l'altro, non solo perchè nati in epoche diverse ma soprattutto perchè figli di due culture diverse. Mentre lo Stato è stato plasmato dalla cultura del Sud, il mercato è stato forgiato dalla cultura del Nord. Discrasia emersa con cristallina chiarezza nel dibattito che ha concluso il convegno. Alla domanda sulle ragioni per cui la Spagna supera l'Italia quanto a investimenti Usa, la risposta degli ospiti italoamericani è stata unanime: i tempi e i costi della burocrazia italiana. Alla domanda sulla debolezza della nostra presenza estera la risposta è stata altrettanto univoca: manca il sistema Paese. La politica italiana non ha ancora capito la lezione di Pino Beretta: libertà economica, equità del fisco. Oltre a mobilità e flessibilità del lavoro. In Usa è facile perdere il lavoro, ma è ancora più facile trovarlo. Se tutti siamo flessibili, nessuno è precario.

Torna all'inizio


Pioggia di "cartelle pazze" agli automobilisti per vecchi bolli auto (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Malaburocrazia LA MALABUROCRAZIA tende sempre agguati ai cittadini. L'ultimo, ma solo in ordine di tempo, riguarda i "bolli auto pazzi" . In questi giorni a molti spezzini, sono arrivate delle cartelle fiscali con la richiesta di pagamento di tasse automobilistiche per il 2005 di veicoli vecchi di oltre dieci anni di cui da decenni non sono più proprietari. E "follia" nella "follia" la richiesta di pagamento è arrivata diversi giorni dopo la scadenza del termine per corrispondere la somma. Insomma, un "capolavoro" che meglio non si poteva fare. Di cui è facilissimo capire chi sono gli autori. Basta leggere l'intestazione delle lettere con richiesta di pagamento della tassa per scoprire il combinanto disposto della Regione Liguria e di Equitalia, agente della riscossione. Ieri mattina gli uffici del Pubblico registro automobilistico (che come noto avrebbe dovuto essere eliminato secondo un disegno di legge sulle liberalizzazioni, poi stoppato dalle lobby dei soliti) e quelli dell'Agenzia delle entrate sono stati presi d'assalto dagli automobilisti imbufaliti che si visti recapitare la richiesta di pagamento della tassa automobilistica 2005 su veicoli di cui a stento ricordano di essere stati proprietari. All'Agenzia delle entrate solo due sportelli erano a disposizione (ma questo dipende dalla Regione) in quanto abilitati al disbrigo di queste pratiche. Al Pra molti automobilisti hanno richiesto la visura al costo di 2,80 euro per poter certificare di non essere più proprietari dei veicoli da un periodo antecedente al 2005. Ma, a quanto pare, è stata una spesa inutile, così come le lunghe code nel salone dell'Agenzia delle entrate, perché in virtù della legge Bassanini, sarebbe bastata un e-mail o un fax per autocertificare sotto la propria responsabilità di non essere stati proprietari del veicolo nel 2005, avendolo venduto prima, e quindi di non essere tenuti a corrispondere la tassa. Ma questo ovviamente non era spiegato ai "sudditi" della burocrazia in modo chiaro nel documento frutto del combinato disposto della Regione e di Equitalia. Quello che è chiaro è che i bolli pazzi sono costati un bel quid: ai cittadini che hanno perso ore di lavoro per affollare gli uffici e hanno pagato le visure del Pra, come un costo sono le ore investite dalla consistente struttura di impiegati e funzionari di Regione e di Equitalia utilizzati per le cartelle sbagliate eppoi (si spera) impegnati a rimediare agli sbagli cui si debbono aggikungere le spese postali per inviare le lettere con le richieste di pagamento. Chi paga? Il contribuente. .x/25/0804 Arrivate a molti spezzini le richieste di pagamento di tasse auto di veicoli vecchi di cui da decenni non sono più proprietari .x/25/0804.

Torna all'inizio


Colpi bassisul nuovoportavoce (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Inviato al cavaliere un dossier contro capezzone LO NOMINO, non lo nomino, lo nomino, non lo nomino: tempi incerti per Daniele Capezzone, l'ex segretario dei Radicali, inventore del network di idee Decidere.net e direttore dell'agenzia di stampa Il Velino, uno specchio informatissimo sulla vita del Palazzo, che Silvio Berlusconi avrebbe scelto, da prima del voto del 13 e 14 aprile, come suo nuovo portavoce al posto del fiorentino Paolo Bonaiuti, in procinto di fare il Ministro. La nomina di Capezzone, 35 anni, un posto da opinionista a Markette di Piero Chiambretti, uno dei programmi cult di La7, mai iscritto a Forza Italia e non candidato dal Popolo della libertà, ha scatenato una vera offensiva sul suo nome tanto che sul tavolo del Cavaliere, a Palazzo Grazioli, sarebbe arrivato un dossier con tutti i lanci di agenzia che riportano le parole del Capezzone radicale degli anni che furono. Tra i virgolettati più discussi, un passaggio del suo discorso (allora era ancora segretario dei Radicali italiani), il 1° novembre del 2004 al Terzo Congresso del partito. Parlando del Cavaliere (all'epoca al governo e presidente del Consiglio da oltre 3 anni) Capezzone spiegava: "Gli rimarranno solo il conflitto d'interesse e le leggi ad personam. A questo punto cercherà di giocarsela alla fascista e preparerà la salvezza dei suoi beni accordandosi con la sinistra. Vogliamo partecipare a questo gioco? No, io voglio partecipare ad altre battaglie politiche". Parole che starebbero facendo tentennare Berlusconi sull'ufficializzazione della nomina nonostante la decisione sembrasse già presa da tempo. Tanto che nelle ultime ore, dentro il Popolo della libertà, versante Forza Italia, sta circolando un nome nuovo e concorrente a quello di Daniele Capezzone per la nomina a portavoce del Cavaliere: quello di Sestino Giacomoni, 41 anni, già capo di gabinetto del ministro per le attività produttive Antonio Marzano e poi attivo nello staff di Presidenza dello stessi Berlusconi. Deputato uscente nella XV legislatura Giacomoni è stato candidato quest'anno nel Lazio 1, al settimo posto, dopo i big nazionali del partito, e rieletto alla Camera. Le perplessità di Berlusconi sull'incarico a Capezzone sarebbero soprattutto di natura politica e di opportunità ed il Cavaliere starebbe pensando per l'ex segretario Radicali ad un sottosegretariato, magari quello delle Attività produttive. Capezzone, infatti, è un v ero vulcano di idee e di proposte e potrebbe dare un apporto importante alla lotta alla burocrazia che spesso frena lo sviluppo delle aziende italiane. 25/04/2008.

Torna all'inizio


Incinta senza assistenza Non è una clandestina (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA. Paradossale storia di una ragazza brasiliana, sposata con uno scledense, che deve pagarsi tutte le cure Incinta senza assistenza "Non è una clandestina" di Mauro Sartori Jussara Jamila Pereira da Silva è in Italia con un permesso turistico, si è sposata con uno scledense di cui è incinta ma non riesce ad avere l'assistenza sanitaria pur avendo grossi problemi di salute, tanto dall'aver già superato una minaccia di aborto. Situazione paradossale ed assurda perchè la ragazza brasiliana originaria di Natal, stato di Rio Grande do Norte, pur avendo tutti i documenti in regola, non può godere degli stessi diritti di cui gode qualsiasi clandestino. Lei è entrata in Italia il 1 febbraio con visto turistico per trovare il fidanzato Stefano Acquasaliente, residente a Schio in via Scapaccino, zona Caile. Qui la coppia ha maturato il progetto di convivenza e di matrimonio, celebrato a palazzo Garbin il 18 aprile. Nel frattempo Jussara è rimasta incinta ma non può godere dell'assistenza medica perchè non ha il permesso di soggiorno, che potrà avere solo dopo il primo maggio, avviando le pratiche destinate a non avere vita breve.. Però lei necessita di cure mediche perchè è anemica, ha già avuto una minaccia di aborto e deve essere seguita constantemente: "Mi sono recato agli uffici comunali dove mi hanno indirizzato all'Agenzia delle Entrate per ottenere il codice fiscale - spiega Stefano Acquasaliente. - Ma non è stato possibile, perchè serve il permesso di soggiorno. Allora mi sono recato al distretto sanitario scledense e lì è saltato fuori che non potevano rilasciarmi la tessera". Intanto la nuova famiglia accumula spese per visite specialistiche, esami ed altro effettuati in studi privati. Pagate a cifre superiori a quelle garantite dall'assistenza pubblica, gratuite per chi è incinta. "Il clandestino, non avendo redditi ufficiali, non ha bisogno di pratiche particolari ed ottiene qualsiasi visita a titolo gratuito - contesta Acquasaliente. - Io e mia moglie abbiamo seguito tutto l'iter burocratico regolare con il risultato che deve aspettare il 2 maggio, forse, per avere la tessera sanitaria e le cure che le spettano. Una scadenza teorica perchè mi aspetto ulteriori documenti da produrre, oltre alla richiesta di ricongiugimento familiare, come se fossi anch'io un extracomunitario. Non ci fossimo sposati avrebbe avuto molte meno difficoltà". L'altro ieri c'è stato l'ultimo viaggio a vuoto in Questura a Vicenza per ottenere un documento provvisorio. Le pratiche inizieranno solo dopo il 2 maggio e rischiano di essere lunghe da espletare. E per la cittadinanza italiana dovrà attendere il 18 ottobre, un mese prima del parto. Amara la riflessione di Jussara: "Alle mie connazionali sto raccontando una realtà italiana un po' diversa e dico loro di venire qui, se intendono farlo, da clandestine, perchè saranno meglio assistite di me". Una straniera incinta immigrata irregolare ha il diritto di ottenere il permesso di soggiorno per motivi di salute, per tutto il periodo della gravidanza e per i sei mesi successivi alla nascita del bambino. Basta inoltrare la richiesta all'Ufficio Immigrazione di Tor Cervara portando il certificato medico attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto, quattro fotografie, il passaporto e una sua fotocopia, una marca da bollo da 10,33 euro. Per il periodo indicato la richiedente ha inoltre la possibilità di iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale. Tutti diritti di cui paradossalmente Jussara non può avvalersi, visto che non si trova nella condizione di immigrata clandestina ma è sposata regolarmente con un cittadino italiano, solo che è in possesso di un permesso di soggiorno turistico che non è ancora scaduto, questo la esclude da qualsiasi diritto alle prestazioni. V.C.

Torna all'inizio


Marcegaglia-Berlusconi Un patto per le riforme (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFINDUSTRIA. Faccia a faccia su competitività e salari: "Il governo ha la maggioranza sufficiente per agire subito" Marcegaglia-Berlusconi Un patto per le riforme ROMA Un incontro strategico per gettare le basi di un rapporto di collaborazione. Sul tavolo i temi caldi della competitività a partire dalle ragioni delle imprese. E un obiettivo preciso: ottenere dal nuovo governo la detassazione degli straordinari e del contratto di secondo livello. La neopresidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il premier in pectore Silvio Berlusconi ne hanno discusso a Palazzo Grazioli in una colazione di lavoro, durata un paio d'ore, che l'entourage del Cavaliere ha definito "cordiale e produttivo". A testimonianza di un rapporto di collaborazione che sta a cuore ad entrambi ma su cui la lady di ferro degli industriali ha piantato solidi paletti a difesa delle "istanze delle imprese". Al faccia a faccia, a cui hanno partecipato anche il numero uno uscente Luca Cordero Di Montezemolo e il direttore generale Maurizio Beretta, Marcegaglia si è presentata forte dell'agenda presentata davanti alla giunta che l'ha eletta con un plebiscito. Punto primo: vista l'ampia maggioranza parlamentare di cui gode il nuovo governo non avrà alibi se non realizzerà le riforme di cui il Paese ha bisogno. Secondo: il federalismo fiscale è in grado di attuare una governabilità positiva delegando alle Regioni la possibilità di imporre tasse per finanziare le spese. Quanto alla sfida della riforma contrattuale, oltre all'apertura ai sindacati, c'è la consapevolezza che anche il governo farà la sua parte. La maggioranza, conferma il parlamentare del Pdl Maurizio Sacconi, vede "con molto favore" l'arrivo della Marcegaglia che interpreta come il ritorno "a una Confindustria-sindacato che guarda un po' meno alle leggi elettorali e un po' di più a fisco, lavoro e oppressione della burocrazia sulle imprese". Positivo anche il giudizio dei sindacati. "In Confindustria l'aria è cambiata. Credo molto in Emma Marcegaglia. Sono sicuro che farà bene grazie al pragmatismo tipico delle donne, ma anche grazie alla sua esperienza nella gestione delle aziende" sostiene il leader della Cisl Raffaele Bonanni che promuove l'affondo sulla revisione degli assetti contrattuali. Renata Polverini, Ugl: "Può essere un'occasione per riscattarsi anche dalle accuse di immobilismo e di veto player". "Mi pare" ha detto invece Guglielmo Epifani, Cgil, "che la nuova presidente non voglia sentir parlare di contrattazione territoriale per le piccole e medie imprese. Spesso parlano di veti sindacali, ma qui colgo un veto di Confindustria". "Non può essere solo il contratto nazionale" ha aggiunto "a risolvere tutti i problemi delle politiche salariali. Occorre rafforzare il secondo livello di contrattazione". Intanto si rafforza la quota rosa ai vertici di Viale dell'Astronomia. Federica Guidi, 38 anni, direttore generale di Ducati Energia, è stata eletta presidente dei Giovani industriali con 131 voti (lo sfidante Cleto Sagripanti ne ha ottenuti 86). "Ci occuperemo di temi molto legati al mondo delle imprese piccole e medie" ha annunciato. L'imprenditrice bolognese, che subentra a Matteo Colaninno, sarà vice della Marcegaglia e sarà affiancata da Jacopo Morelli (Economia), Vincenzo Nasi (Rapporti interni), Alberto Marenghi (Rapporti interni) e Gianluca Gemelli (Energia, ambiente e infrastrutture).

Torna all'inizio


Brescia-Usa oltre la congiuntura (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CONVEGNO. Nell'auditorium della Camera di commercio il dibattito fra imprenditori bresciani e statunitensi sulle reciproche opportunità di business Brescia-Usa oltre la congiuntura di Giovanni Armanini In America si può ancora sognare. Così Luciano Moresco ha posto la ciliegina sulla torta del convegno organizzato ieri in Camera di Commercio nell'ambito della settimana economica di "America!". Ma quel punto finale messo da uno degli imparenditori americani presenti a Brescia in questi giorni per aprire nuovi canali di business in Italia nella mente di molti piccoli imprenditori bresciani è soprattutto un punto di domanda. NON TANTO per chi in America è presente e vincente, come Ugo Gussalli Beretta, Marco Camozzi e Carlo Linetti (intervenuti alla tavola rotonda coordinata da Antonio Caprarica, direttore del Radio Giornale di Radio Rai), che da tempo hanno scommesso sul mercato Usa, quanto per chi guarda ad un mercato non facile e in recessione, come i piccoli imprenditori che sollevano problemi molto pratici: culturali (dal commerciale al legale), operativi (legati alla manodopera), economici (costi e prezzi nella competizione mondiale), alla luce del cambio euro dollaro sfavorevole, richiamato da Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi di Confindustria, secondo cui "gli Usa hanno perso il ruolo di locomotiva mondiale". "Ma la scelta deve andare al di là - ha sottolineato Alberto Comini, della Camera di commercio di New York - dei problemi ciclici". Esiste una Brescia produttiva che vorrebbe sognare, a cui Beretta (il cui business è ormai per il 55% negli Usa) consiglia: "Programmazioni e investimenti sostenuti da una preparazione mentale che cerchi integrazione in un sistema che apprezza la qualità italiana ma vive la quotidianità in modo diverso". Lui stesso, scommettendo negli anni '60 ha avviato la commercializzazione prima di aprire un decennio dopo una fabbrica nel Maryland. "Un altro tema - ha aggiunto Beretta - è fondamentale: quello della dislocazione in un paese che ha grosse differenze nel mercato del lavoro". E proprio quest'ultimo fattore competitivo, legato alla manodopera, rappresenta una delle leve decisive per chi pensa in prospettiva. Fattore chiave, la bassa sindacalizzazione americana (che rappresenta solo il 7,5% dei lavoratori), anche se Moresco sottolinea: "Gli ammortizzatori sociali autocostituiti per tutelarsi dai licenziamenti" che fanno da contraltare ad istituti di ampia flessibilità (come l'assenza di un equivalente dell'articolo 18), come a dire che alla fine sulla bilancia di vantaggi e svantaggi il risultato è "che fra la produzione in Italia e quella negli Usa la differenza sta solo nella volatilità del cambio", garantisce Gussalli Beretta. MA MENTRE gli italiani si interrogano sulle opportunità gli Usa si dicono spaventati dalla burocrazia italiana e dalla scarsa flessibilità. Le infrastrutture? "Non sono un elemento determinante" afferma Comini. A metà fra i due mondi sta la Camozzi, che nel settore dei componenti per l'automazione opera in Italia per gli Usa e in quella delle macchine utensili con Ingersoll ha sviluppato dagli Usa verso il resto del mondo grosse possibilità di esportazione giungendo ad un giro d'affari del 20%. Il punto, secondo Marco Camozzi, è tutto politico: "Bisogna tornare all'immagine italiana che si è persa in questi anni, per dare un segnale di qualità e vitalità". L'approccio tecnico dei consulenti di Partner Bain & Company, esposto da Andrea Petronio, intervenuto nella prima parte della mattinata dopo l'apertura affidata ai presidenti Alberto Cavalli (Provincia), Francesco Bettoni (Cdc) ed al consigliere Aib Alberto Pasotti, punta infine su due fattori determinanti: focalizzazione e selezione. La prima attiene alla leva da sviluppare: "scegliendo - spiega Petronio - se puntare su prodotti o distribuzione commerciale, ovvero se valorizzare linee e marchi che van da sè o hanno bisogno di essere reinventati" (tropicalizzati, si direbbe nell'automotive), la seconda si concentra sulla selezione fra i modelli virtuosi "guidati da flessibilità strategica, analisi delle opportunità, limiti e vincoli ambientali, capacità finanziarie".

Torna all'inizio


Penalizzati dalle tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIELETTA. In villa Cordellina l'assemblea annuale. L'imprenditrice di Arzignano resterà in carica per altri due anni "Penalizzati dalle tasse" di Elisa Morici Capacità di rinnovarsi e una sfida sociale che mira a "catturare[\FIRMA]" i giovani. Inizia un nuovo biennio per il raggruppamento di Arzignano e Montecchio di Assindustria; futuro che avanza ma nel segno della continuità. Al timone del mandamento resta infatti Susanna Magnabosco, rieletta ieri sera a villa Cordellina nel corso dell'assemblea annuale: sorriso aperto e fermezza tutta al femminile per guidare il raggruppamento più forte della provincia. "Il periodo non è dei più facili, non lo scopriamo adesso, e a vivere un fase di luci e ombre è soprattutto il settore della concia - esordisce la presidente -. Un comparto fatto di imprenditori in gamba ma chiamati a prendere decisioni importanti, a fronte di un disagio strutturale sfociato in una sovraproduzione a livello mondiale". Il costo delle materie prime e in generale la crisi finanziaria ha comunque investito ogni settore della produzione, senza sconti. Eppure l'ottimismo non viene meno, rafforzato da certezze consolidate e dalla prospettiva del nuovo che avanza. "Chi ha saputo reinventarsi non solo sopravvive ma va avanti bene. Al contrario, chi è rimasto legato a prodotti e lavorazioni tradizionali si è fermato. E se non c'è nulla di sorprendente in un questa ricetta che vale da sempre - commenta ancora Susanna Magnabosco -, quel che è cambiato sono i tempi in cui deve compiersi l'innovazione, non in cinque o dieci anni ma di fatto come un processo in continuum. Mi auguro inoltre che la nuova maggioranza di governo, votata fortemente nei comuni del raggruppamento, sia più vicina alle nostre esigenze di sviluppo, affrontando due problemi che rischiano di mettere in ginocchio le imprese, soprattutto quelle di medie e piccola estensione: burocrazia e una pressione fiscale che non può più essere accettata passivamente". Ma non si vive di soli numeri, tanto più in un mandamento che del legame con il territorio ha fatto da sempre uno dei suoi punti di forza. Imprenditori che vivono a due passi dalle loro aziende e che ora lanciano una nuova sfida per non perdere nè disperdere il potenziale delle nuove generazioni. "Senza generalizzare, resta il fatto che il benessere diffuso di questa zona porta molti ragazzi verso situazioni "limite". Compito di un imprenditore, il cui futuro non può peraltro prescindere da una ragionevole certezza di poter contare un domani su successori impegnati e motivati, a qualsiasi livello, è dunque anche quello di trasmettere esempi e valori forti". La nuova classe dirigente al centro della tavola rotonda pubblica seguita ieri sera, a villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore, all'elezione del presidente del raggruppamento dell'Associazione Industriali. Una tema la cui discussione si è aperta proprio sulle considerazioni di Susanna Magnabosco, rieletta per il prossimo biennio, che ha ribadito l' impegno e la necessità di investire sui giovani e sulle strategie per coinvolgerli e farli crescere nella consapevolezza di poter essere realmente il futuro delle aziende, e sul quale sono intervenuti nomi di spicco dell'imprenditoria. Umberto Anzolin, presidente della Sezione concia di Assindustria, Antonio Favrin, presidente di Marzotto Spa e di Neafidi, e Chiara Mastrotto (Gruppo Mastrotto Spa), moderati da Sebastiano Barisoni, caporedattore news di Radio24 Il Sole 24Ore. E.M.

Torna all'inizio


<Costruzioni, c'è aria di crisi> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

12 PIACENZA venerdì 25 aprile 2008 Cinquanta lavoratori nel presidio davanti a Confindustria "Costruzioni, c'è aria di crisi" "Avete mai sentito di un muratore che lavora part-time?". Dietro allo sciopero dei lavoratori dell'edilizia non ci sono solo i 105 euro lordi di aumento negati, per il momento, dalle parti datoriali. C'è un intero settore artigianale e industriale in forte crisi. Che stando a quanto hanno denunciato la cinquantina di lavoratori che ieri hanno presidiato le finestre di Confindustria in via IV Novembre, cerca di compensare le perdite dovute ad appalti sempre più radi con i minori costi della manodopera, spesso mandata in cantiere alla "sperindio". E la stanchezza, la distrazione, l'infortunio sono dietro l'angolo. "Abbiamo chiuso nei giorni scorsi il contratto del settore del cemento - hanno spiegato Paolo Chiappa (Fillea-Cgil), Paolo Carrera (Filca-Cisl) e Michele Zapponi (Feneal-Uil) - ma la trattativa per il comparto edile è saltata quando si è iniziato a parlare di aumenti, nonostante Confindustria denunci come gli stipendi italiani siano i più bassi d'Europa". I sindacati chiedono maggiore formazione e "regole più chiare per il part-time", raddoppiato in questi anni tanto da rappresentare il 10 per cento dei contratti, e "una sicurezza sul lavoro che non sia vista come un costo o come mera burocrazia, ma come diritto dei lavoratori". E nell'immediato futuro non sembra rasserenarsi la trattativa su un contratto che in provincia riguarda 4mila addetti: il 5 maggio incroceranno le braccia i lavoratori dell'industria del laterizio (Rdb, Paver e Canorba le industrie più grandi). Intanto ieri si è arrivati, secondo i sindacati, al 70 per cento di astensione nelle industrie, poco meno tra gli artigiani e ad "una grande partecipazione" nelle cooperative edili. matmot © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

Torna all'inizio


Montagna di pneumatici Forestale acquisisce i primi atti (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA SIENA pag. 4 Montagna di pneumatici Forestale acquisisce i primi atti INCHIESTA GLI UOMINI della Forestale ieri hanno acquisito una parte della copiosa documentazione relativa alle migliaia di pneumatici che ricoprono una collina nel comune di Rapolano. Un fatto datato nel tempo e riportato ora all'attenzione della pubblica opinione da un servizio mandato in onda martedì sera da "Striscia la notizia". Nelle prime ore del mattino la Forestale, su delega del pubblico ministero ha eseguito un sopralluogo all'intera area, poi gli investigatori si sono mossi per acquisire tutti gli atti: ci vorrà del tempo perché abbiano in mano la documentazione completa. Saranno necessari diversi giorni di lavoro per accertare se siano configurabili inottemperanze, oppure ritardi; o ? ancora ? se l'attuale situazione è imputabile solo a "inghippi" burocratici. UNA COSA È CERTA: i carabinieri della caserma di Rapolano in questi anni non sono stati certo con le mani in mano. La zona interessata era stata, infatti, tutta delimitata perché sottoposta a sequestro conservativo da parte della magistratura e avevano inoltrato alla Procura della Repubblica varie informative.Quel deposito di pneumatici balzato all'attenzione delle cronache dopo un incendio doloso (mai scoperto il responsabile) il 28 ottobre del 1995 è stato oggetto di ben tre differenti percorsi giudiziari: penale, civile e amministrativo. I GIUDICI del Tar chiamati a decidere sul ricorso peresentato dal proprietario dopo che il Comune aveva lamentato un danno per la "montagna" di pneumatici ha di fatto bloccato (con la concessione della sospensiva) la rimozione che doveva essere a carico dello stesso proprietario. Si è così arrivati alla situazione attuale con nuovi accertamenti e l'acquisizione di documenti. Intanto ieri nei bar e nei negozi di Rapolano è stato distribuito un volantino dove si polemizza con l'amministrazione comunale di Rapolano.E' presto al momento per capire se si possa parlare di errore commesso da qualcuno, oppure se tutto questo si è creato a causa della burocrazia. A Rapolano e dintorni nessuno aveva dimenticato comunque quell'oncendio di dodici anni e mezzo fa quando per giorni gli abitanti non poterono bere l'acqua, raccogliere le verdure negli orti e furono costretti (almeno quelli più vicini alla zona del rogo) a non aprire le finestre a causa del denso ed acre fumo che faceva lacrimare, causando irritazioni alla gola.

Torna all'inizio


Sit-in di protesta dei residenti contro la chiusura della strada (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CIVITANOVA pag. 12 Sit-in di protesta dei residenti contro la chiusura della strada FONDOVALLE "ASOLA" SALE DI TONO LA PROTESTA DOPO LA DECISIONE DEL COMUNE DI POTENZA PICENA FATTI prigionieri, in "casa" loro, dalla burocrazia. E' quel che denunciano i residenti di contrada Asola che si sono visti sbarrare la cosiddetta "strada della Bonifica", da anni uno sbocco viario importante per la vallata. A chiuderla è stato il Comune di Potenza Picena, "senza che ai residenti sia stata data alcuna comunicazione, e benchè siano stati quasi ultimati i lavori finanziati dal Cosmari e dai Comuni interessati all'ampliamento della strada stessa". Strada per la quale, denunciano sempre i residenti, sono stati spesi fior di soldi pubblici. La verità, secondo la versione dei residenti della vallata, è "che nessuno vuol accollarsi la gestione di quella strada, neanche Civitanova e Potenza Picena, che sono i Comuni frontalieri e che hanno lasciato marcire la situazione, rendendo impossibile la vita dei residenti". Anche la Provincia viene coinvolta nelle responsabilità, in quanto non si è mai attivata per rendere transitabile la strada. I residenti chiedono ai Comuni e alla Provincia di aprire un tavolo di trattativa e annunciano per domani un sit in alle 11 davanti allo sbarramento della strada. Image: 20080425/foto/3017.jpg.

Torna all'inizio


Il film <La banda> alla Sala Esse (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIORNO E NOTTE FIRENZE pag. 36 Il film "La banda" alla Sala Esse Stasera alle 21,15 alla Sala Esse, via del Ghirlandaio 38, verrà proiettato il film "La banda" di Eran Kolrin. In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Era venuta per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto non trovò nessuno.

Torna all'inizio


Da dieci anni aspetto la licenza per costruire (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca "Da dieci anni aspetto la licenza per costruire" La storia di un imprenditore che vuole ampliare l'azienda "Mi avevano detto che avrei ottenuto l'edificabilità" PAVIA. Il signor Oliviero Busi ha acquistato dieci anni fa il terreno retrostante la sua azienda di viale Certosa 8/b con la finalità di ampliare la sua attività. La "O.M. Busi" è una delle poche industrie di rilievo che rimangono nella nostra città. L'azienda, che produce motori per ascensori idraulici ed è nata nel 1975, dà lavoro a trenta dipendenti ed esporta il prodotto in Europa, Giappone, Corea e Australia. L'ex assessore Lorenzo Rampa aveva assicurato a Busi che, una volta comperato il terreno, non ci sarebbero stati problemi per ottenere i permessi per edificare. Ma alla fine così non è stato. Da dieci anni Oliviero Busi e i suoi figli stanno combattendo una loro personalissima battaglia contro i lacci della burocrazia per poter ampliare la propria attività e ottengono solo risposte vaghe e continui rimandi: "Sei mesi dopo l'acquisto - racconta Busi - mi hanno spiegato che il terreno non era edificabile perché faceva parte del parco del Ticino. Ai tempi il nostro principale concorrente aveva smesso di produrre i motori per ascensori idraulici quindi noi avevamo l'opportunità di raddoppiare la produzione". Per fare questo, però, la ditta necessitava di nuove attrezzature e più spazio: "Non abbiamo potuto ampliare e da allora, per stare al passo con la produzione siamo stati costretti a far fare ai nostri operai doppio turno e ad assumere altre persone". I disagi, ovviamente, non riguardavano e riguardano a tutt'ora solamente la produzione, ma si estendono anche al settore degli imballaggi e del deposito dei prodotti finiti prima dell'esportazione: "Siamo costretti - prosegue il titolare - a lasciare gli imballaggi all'aria aperta con un conseguente enorme spreco perché spesso il legno marcisce. Per il deposito abbiamo dovuto costruire delle tettoie esterne". Intanto il campo retrostante l'azienda rimane inutilizzato e l'unica attività alla quale Busi lo può adibire è il suo hobby: allevare delle galline. Una destinazione decisamente diversa da quella che, nelle intenzioni dell'imprenditore, dovrebbe essere. Le amministrazioni che si sono susseguite hanno conosciuto la storia di Busi e hanno sempre affermato di voler salvaguardare l'industria pavese: "Mi è sempre sembrato, però, - racconta l'uomo - che non sia mai realmente interessato a nessuno il nostro problema. Mi avevano promesso di cambiare la destinazione d'uso dell'area, chiedendo il permesso al parco del Ticino, nel Piano Regolatore ma non l'hanno mai fatto". L'ultimo contatto che il titolare ha avuto con l'amministrazione risale a qualche mese fa: "Oliviero Busi - racconta Alberto Artuso, presidente della commissione territorio del Comune di Pavia - mi ha interpellato quattro mesi fa e io mi sono recato a vedere la situazione. Per quanto riguarda la variazione dell'attuale Piano Regolatore ormai il treno era perso e l'area è rimasta agricola, avrebbero dovuto chiedere prima". Artuso ha posto alla famiglia Busi due potenziali soluzioni. La prima, la più facilmente attuabile, è cambiare la destinazione d'uso dell'area nell'ambito del Piano di Governo del Territorio (Pgt), di cui l'amministrazione si sta occupando ora: "A giugno finiremo la stesura del Pgt - spiega Artuso - entro fine anno il nuovo strumento verrà adottato, quindi entro la fine del 2009 il terreno di Oliviero Busi diventerà edificabile". La seconda soluzione consisteva nel chiedere ora una variante ad hoc del Piano Regolatore: "Questa è una strada molto difficile - conclude il presidente della commissione territorio - e comunque lunga perché implica un iter di almeno un anno e mezzo. In più il parco del Ticino avrebbe potuto negare l'ok per una sola variazione". Insomma, l'amministrazione assicura che la ditta verrà accontentata, ma non prima di un paio di anni. Sono proprio i tempi a preoccupare la famiglia Busi: "Ci sentiamo presi in giro - conclude Busi - anche perché i tempi dell'industria sono molto veloci e bisogna rispettarli se si vuole stare al passo con la concorrenza. Stiamo cercando di sperimentare qualcosa di nuovo ma purtroppo non abbiamo spazio né per costruire prototipi, né per la sperimentazione. Non possiamo andare avanti così ancora per due anni". Giulia Cimpanelli.

Torna all'inizio


Giovani imprenditori, silva e zonin nella squadra di federica guidi (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Giovani imprenditori, Silva e Zonin nella squadra di Federica Guidi PADOVA. Era nell'aria. Come da pronostico, ieri Federica Guidi si è insediata in Viale dell'Astronomia, succedendo a Matteo Colaninno nel ruolo di presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Su 217 voti, la squadra della Guidi ne ha ottenuti 131, contro gli 86 del team guidato dal rivale Cleto Sagripanti. E' una vittoria importante per il Veneto. Dell'équipe della giovane imprenditrice emiliana, infatti, fanno parte due veneti: uno è Jacopo Silva, con delega alla modernizzazione del Paese; l'altro è Domenico Zonin, con mandato alle politiche per lo sviluppo d'impresa. "Ci siamo alleati con il Friuli e il Trentino - afferma Gianluca Vigne, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto - per raggiungere questo risultato. Ragionando in termini di macro-regioni, con sei mesi di lavoro abbiamo trainato la campagna della Guidi puntando su un argomento importante per lo Stato, già in programma, quello dell'agenda degli investimenti. Vogliamo proporre al Governo un insieme di progetti a medio termine e un piano per diminuire le spese". Raggiante Jacopo Silva, che ritiene che sia una buona occasione per spingere verso una burocrazia meno oppressiva e verso delle decisioni pratiche per le imprese. "Confindustria - afferma- con Emma Marcegaglia e Federica Guidi spinge sull'acceleratore dell'innovazione. Questo, per noi Giovani Imprenditori vuol dire sottrarre definitivamente il mondo giovanile a una politica che non si rinnova e non vuole trovare soluzioni. I giovani hanno bisogno di quelle risposte concrete che finora sono state sacrificate sull'altare del battibecco e dello spreco di Stato". "La nostra - afferma infine Domenico Zonin - è una regione che conta dal punto i vista economico, e il risultato di oggi lo dimostra. Per quanto riguarda il mio settore quello che si farà è aiutare lo start-up di nuove imprese, mettendo a disposizione dei giovani le strutture e i contatti di Confindustria; in questo, in Veneto vogliamo impegnarci con intensità. Inoltre, vogliamo creare un collegamento tra istituti universitari e il nostro centro studi per capire dove andrà l'economia mondiale nei prossimi anni". (Marco dè Francesco).

Torna all'inizio


<Sinistra in ritardo sulla sicurezza> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 5 "Sinistra in ritardo sulla sicurezza" L'autocritica di Antonini (Pd) ? PERUGIA ? "SICUREZZA? Siamo franchi, la sinistra ha 15 anni di ritardo. Sbagliando, non l'avevamo considerata tema prioritario": Carlo Antonini, membro dell'Esecutivo umbro del Pd e assessore alla Polizia della Provincia di Perugia, sfodera compiaciuto il programma redatto, in materia, da Walter Veltroni: "Non abbiamo certo rinunciato al solidarismo che è nel nostro Dna, però ora ci confrontiamo senza indugi con le dinamiche di una realtà che è diventata molto complessa. E' evidente che i territori vanno tutelati con determinazione e assiduità. Sono lontani i tempi delle porte aperte e delle passeggiate senza rischi". Partendo da qui Antonini lancia una proposta che ha l'aria di una mezza provocazione: "Nel giro di un triennio le Province e i Comuni dovrebbero aumentare del 30% gli organici delle loro polizie". Utopie, è questione di risorse economiche: non ci sono i quattrini? "Nemmeno un euro in più. Basta applicare il sano concetto della flessibilità. Gli organici delle amministrazioni locali non possono essere cristallizzati, devono adattarsi alle esigenze della società. C'è tanta gente che sta negli uffici, spesso ad incrociare le braccia. Utilizziamo quei dipendenti per interessi superiori". Non è facile passare dai timbri alle funzioni di polizia? "Ma non è impossibile organizzare corsi di formazione. Certi enti vanno riorganizzati a seconda delle richieste che vengono dalla gente. Faccio un esempio di casa mia, così rendo l'idea: non molto tempo fa la Provincia ha assunto, con concorso, 68 addetti alla Polizia provinciale, però soltanto 33 fanno davvero tutela territoriale. Gli altri 35 sono chiusi in ufficio. Non è accettabile. Noi dobbiamo modificare questo andazzo. La nostra polizia può essere utile, non soltanto lungo le strade o nelle campagne, ma anche nei cantieri e in molti settori operativi a rischio di irregolarità. L'approccio col crimine ha radici molto articolate". Nei Comuni questa idea può apparire sconvolgente... "Mi aspetto che qualche sindaco risponda. E magari spieghi perché no. E naturalmente, tenuto che l'indicazione in fondo viene dallo stresso programma nazionale del Pd, auspico che la stessa Regione si pronunci con indicazioni precise e inequivocabili. Oggi c'è bisogno di meno burocrazia e di più risorse indirizzate verso le necessità emergenti". Se l'idea passasse, sarebbe una vera incursione all'interno di numerosi uffici pubblici... "Si potrebbe cominciare da qui per fare anche qualcosa di più: non se ne può più di vedere le risorse distribuite non a seconda dei meriti e dell'efficienza, ma, semmai, degli appoggi di questo o di quello. Alla parità dei diritti deve corrispondere il giusto riconoscimento dei doveri, cioè di chi i doveri li onora sul serio. E' assurdo che tutti siano parificati, indipendentemente da ciò che sanno e che rendono. Ed è intollerabile che si diffonda la convinzione dei concorsi pubblici vinti a prescindere. Come fanno i giovani a credere sul loro valore se si persuadono che tanto la spunterà quell'altro che ha meno valore e magari non ha faticato neanche un po'. Certi ritardi storici vanno colmati anche a sinistra. Lo dico per noi che amministriamo la cosa pubblica e anche per i sindacati. Con l'egualitarismo piatto affondiamo tutti". Gianfranco Ricci.

Torna all'inizio


Rosi: pronto il ricorso L'Udc: serve chiarezza (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

TREVISO. "Siamo pronti al ricorso". Franco Rosi (nella foto), leader della lista Città Mia, è duro: "Qui ci troviamo davanti un caso eclatante di mala-organizzazione. La burocrazia ha vinto sulla democrazia. Se non troveranno una soluzione entro pochi giorni, dovranno vedersela con il Tar". Se il magistrato alla guida della commissione elettorale centrale non troverà la via giuridica per annullare il verdetto del Tribunale, Rosi darà battaglia. E con lui, soprattutto, Alfio Bolzonello, fino a poche ore fa consigliere in carica per la lista Città Mia, oggi panchinaro sostituito da Paolo Dalle Carbonare. "Spero che prevalga il buonsenso - prosegue Rosi - qui si tratta, in tutto, di 900 preferenze sparite nel nulla. E' possibile? Stiamo parlando di voti dei cittadini. Sarebbe assurdo dover ricorrere alla giustizia amministrativa per veder riconosciuto un diritto, ma se serve lo faremo". Per Città Mia il ricorso al Tar sarà un'azione di lista, non un gesto del singolo consigliere: "Questa è la decisione - chiarisce infatti Bolzonello - ma spero non si arrivi a tanto. Spero che il Tribunale si muova in autotutela e annulli i suoi calcoli". Tira aria di protesta anche tra le fila dell'Udc, altra lista penalizzata dai conteggi, ma prevale la cautela: "Non ho ancora elementi per definire cosa sia successo e quanto - ammette Gianna Galzignato, segretario provinciale - quando riusciremo ad avere le idee più chiare sulle responsabilità di questo squilibrio, allora decideremo il da farsi". Via Verdi, mercoledì, ha decretato che il consigliere di lista non sarebbe stato Vittorio Padovan, come stabilito dai calcoli del Comune, ma l'architetto Claudio Alessandri. I due si contendevano il posto sul filo del voto (93 preferenza Padovan, 92 Alessandri). Ma il Tribunale ha stravolto le carte: 51 preferenze Alessandri, primo in lista, 42 Padovan. (f.d.w.).

Torna all'inizio


Storia ferrarese. Correva l'anno (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronologia ferrarese: aprile Il 25 aprile 1922 Italo Balbo si recò a Milano per illustrare a Mussolini la difficile situazione delle campagne ferraresi e le linee generali di un suo progetto per costringere il Governo ad erogare alla classe operaia i fondi di sussistenza. La popolazione delle campagne trovava lavoro nella applicazione dei patti di imponibilità che costringevano i proprietari ad assumere circa 6 persone disoccupate ogni trenta ettari. Ma finiti i lavori agricoli, tra la fine dell'inverno e l'inizio dell'estate, la grande massa operaia restava senza lavoro. I disoccupati raggiungevano una quota di sessanta-settantamila unità. Negli anni precedenti il Governo destinava alla provincia di Ferrara 10-15 milioni da impiegare in lavori pubblici, nel 1922, nonostante le premure fatte dai nostri deputati e dalle autorità prefettizie, e benché tutti i progetti di lavori pubblici fossero stati studiati il Governo non si faceva sentire. Balbo supponeva che tutto ciò fosse opera dei deputati socialisti intenzionati a far passare per incapaci i fascisti e far pagare con la fame il voltafaccia della stragrande maggioranza di lavoratori passati nelle file del fascio. Mussolini convenne con Balbo e aggiunse che all'ostruzionismo del Governo si doveva certamente aggiungere anche quello della burocrazia ancora legata ai deputati socialisti. A quel punto Balbo espose un piano: concentrare a Ferrara all'improvviso tutti i lavoratori disoccupati della provincia, cioè circa 60 mila persone, mobilitandoli fulmineamente, prima che l'autorità ne venisse a conoscenza. Occupare la città e non togliere l'assedio alla Prefettura finché Roma non desse garanzie. Mussolini, dopo un rapido esame, acconsentì ogni lato della questione. Balbo conoscendo a perfezione il Ferrarese, le sue strade, i suoi accessi, assicurò Mussolini del buon esito della manovra e se ne assunse la piena responsabilità.(segue il 27 c.m.). Italo Balbo, Diario 1922, Mondadori, Verona 1932. Rubrica a cura di Graziano Gruppioni.

Torna all'inizio


Frana a vellano: lavori fermi da un anno (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I tempi della burocrazia rallentano la sistemazione della provinciale Val di Forfora Frana a Vellano: lavori fermi da un anno VELLANO. I tempi della burocrazia si traducono anche in disagi per la circolazione stradale. è quanto emerge dall'interrogazione che il capogruppo di An Roberto Franchini ha fatto all'assessore provinciale Mauro Mari, ha proposito della provinciale 34 Val di Forfora, nella Svizzera Pesciatina. "Sono costretto a tornare a parlare dello stato attuale della strada - ha detto Franchini - perché nonostante le promesse che mi sono state fatte 5, 6 mesi or sono, per la pronta sistemazione del tratto in questione, la situazione purtroppo è identica ad allora. Mi sto riferendo al cedimento della strada a 200 metri dall'incrocio di Val di Forfora con la Mammianese, in direzione Vellano: la buca è transennata, le auto che transitano di lì devono fermarsi, aspettare per poter passare, non senza rischi però per l'incolumità di automobilisti e passanti. Mi chiedo allora quale sia il motivo che, dopo un anno, non consenta di ripristinare quei pochi metri di strada provinciale". Nella risposta, l'assessore Mari ha ripercorso tutte le tappe della vicenda: "La mattina del 5 maggio 2007 si verificò la frana e gli operai della Provincia intervennero subito per la prima emergenza. Lo stesso giorno intervenne l'impresa affidataria del contratto aperto per allargare la carreggiata stradale verso monte con l'asportazione di una parte del ciglio stradale e la creazione di una corsia di 3 metri lato monte. Nel tardo pomeriggio fu riaperta la strada, con senso unico alternato e semaforo. Nei giorni 17, 18, 22, 23 e 24 maggio 2007 la strada fu chiusa temporaneamente per eseguire un ulteriore intervento con la realizzazione di pali, completato il 16 giugno 2007 in modo da consentire l'eliminazione del semaforo. Con determinazione del 18 dicembre 2007 fu stato approvato il progetto per la sistemazione finale. Il 4 gennaio scorso, infine, il progetto fu inviato al Comune per le necessarie autorizzazioni, di cui siamo in attesa per poter iniziare i lavori che permetteranno di ripristinare completamente il traffico a doppio senso. Il Comune, previo parere favorevole della commissione edilizia integrata, ha appena inoltrato il progetto alla Sopraintendenza".

Torna all'inizio


Banche, imprese e burocrazia tutti gli uomini del presidente - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Palermo Pistorio e Leanza gli scudieri politici. Nei ruoli chiave un avvocato e il sovrintendente del Bellini Banche, imprese e burocrazia tutti gli uomini del presidente Il legame con i big dell'industria catanese, i nuovi rapporti con Albanese e Basile EMANUELE LAURIA Il passo d'apertura nel ballo del potere, Raffaele Lombardo l'ha compiuto prima ancora della proclamazione ufficiale, dando l'assenso alla successione di Salvatore Mancuso nel board di Unicredit: il neogovernatore ha scelto l'ex sottosegretaria Marianna Li Calzi, capolista nella lista dell'Mpa per il Senato nel Lazio. Non eletta, la Li Calzi, ma subito catapultata nella rete che l'autonomista si prepara a costruire (anzi, a rafforzare) dopo l'elezione a Palazzo d'Orleans. Banche, imprese, istituzioni, sottogoverno, burocrazia regionale: così cambia la mappa del "chi conta" nell'Isola. Uomini (e donne) forti, figure emergenti o di ritorno su cui puntare: state certi, nei prossimi anni saranno protagonisti. In stretto ambito politico, ai volti noti degli "scudieri" come Lino Leanza e Giovanni Pistorio si affiancano oggi i nomi nuovi dell'Mpa. Due, fra tanti, quelli di Elita Schillaci e Giuseppe Arena. La prima, ordinario di economia e gestione delle imprese all'Università di Catania e già assessore della giunta Scapagnini, è la donna che ha messo in pratica il modello Lombardo del "direttorio", quella gestione unica delle aziende comunali proposta anche - senza fortuna - a Diego Cammarata. La Schillaci è in corsa per un posto nel governo regionale. Su Giuseppe Arena, ex vicesindaco di Catania, Lombardo ha puntato forte, strappandolo ad An alla vigilia delle elezioni e contribuendo alla sua affermazione alle urne. Ai vertici dell'Mpa assicurano che anche Arena avrà un ruolo importante, nella legislatura che va ad aprirsi. E un ruolo importante, da frontman, Lombardo l'ha già assegnato ad Antonio Fiumefreddo, avvocato catanese e sovrintendente del teatro Bellini, spedito in tivù a difendere il movimento dalle accuse sui pacchi di pasta offerti in cambio di voti, contenute nel servizio di Exit. Nel sottogoverno lombardiano brilla la stella di Alfio D'Urso, legale dell'Mpa nella vicenda dei ricorsi amministrativi contro l'ammissione delle liste della Colomba gravate da un difetto di delega. D'Urso è stato nominato nel consorzio Asi di Catania, nel cda della società che gestisce l'aeroporto di Fontanarossa e nell'Ato idrico etneo. Quella degli aeroporti è una vecchia passione del leader di Grammichele, primo sponsor di un fantomatico hub nella piana di Catania che intanto si accontenta di estendere la sua influenza anche sul nuovo scalo di Comiso: l'amministratore delegato è Pietro Ivan Maravigna, coordinatore del movimento dei liberali riformatori che ha ottenuto la nomina pochi mesi dopo aver stretto un accordo politico con l'Mpa. Il Lombardo che lunedì s'insedia a Palazzo d'Orleans ha un rapporto solido con l'imprenditoria etnea, con nomi storici come i Virlinzi o quelli, meno noti al grande pubblico, dei Costanzo (Siciliana Carbolio) che da 70 anni operano nel settore dei prodotti energetici. Un legame rinsaldato in questi mesi anche attraverso il nuovo piano regolatore di Catania, la cui gestione è stata affidata a Enzo Oliva, altro uomo forte di Lombardo nella giunta Scapagnini. E durante la campagna elettorale il capo dell'Mpa ha regalato un paio delle poche visite palermitane ad Alessandro Albanese, presidente del consorzio Asi (che non a caso ha poi espresso compiacimento per la sua elezione) e all'imprenditore Rosario Basile, titolare della società di vigilanza Ksm. E prima del voto Lombardo ha stabilito una corsia preferenziale anche con ambienti bancari, rafforzando ad esempio il suo legame con Francesco Maiolini, direttore generale di Banca Nuova. L'incursione dell'Mpa nel mondo delle banche, d'altronde, era già cominciata durante il governo Cuffaro, con le nomine di alcuni "fedelissimi" di Lombardo nel cda del Banco di Sicilia (Giuseppe Mineo) e nella Fondazione (Carmelo Galati e l'immancabule Alfio D'Urso). E grazie, ancora, al filo doppio che lega Lombardo all'ex deputato democristiano Francesco Parisi, presidente della Banca popolare di credito cooperativo. Poi ci sono le tradizionali roccaforti del potere del nuovo governatore. Le postazioni-chiave nella Sanità: la guida dell'Ausl catanese affidata ad Antonio Scavone o quella dell'azienda di Enna, al cui timone c'è Francesco Iudica, il cognato di Lombardo. Ma anche il direttore generale dell'ospedale Gravina di Caltagirone, Carlo Romano, e il direttore sanitario del Garibaldi di Catania, Salvo Giuffrida, sono professionisti vicini al capo dell'Mpa. La longa manus di Lombardo raggiunge il settore delle cooperative, grazie alla presidenza dell'Ircac affidata ad Antonio Carullo. Tocca gli enti parco come quello dell'Etna amministrato dal commissario Ettore Foti. Marco Forzese, vicepresidente di una storica azienda regionale come l'Ast (azienda trasporti) ha corso con l'Mpa per le regionali a Catania. Con lui c'era anche Orazio D'Antoni, presidente della Sac service, la società di servizi dell'aeroporto di Fontanarossa. Altra figura centrale, nel Catanese, è quella di Armando Giacalone, ex segretario generale e oggi (dopo il pensionamento) direttore generale a contratto del Comune, che siede contemporaneamente sulle poltrone di quattro società con capitale pubblico: quella della Sidra (distribuzione idrica), dell'Asec (energia), di Multiservizi, che conta complessivamente oltre mille dipendenti, e di Patrimonio e sviluppo, altra controllata che ha invece la gestione degli immobili comunali. Tutti gli uomini del presidente: il Lombardo I non potrà fare a meno di loro.

Torna all'inizio


La storia a lieto fine di ndeck posso giocare grazie al livorno (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno La storia a lieto fine di Ndeck "Posso giocare grazie al Livorno" NOCETO (Parma). "Ringrazio i miei amici dell'associazione Ciac di Fidenza, che mi hanno seguito e accolto in questi mesi, i giornalisti che hanno parlato di me, ma soprattutto il Livorno calcio. Anche se non mi hanno potuto tesserare, hanno reso possibile il mio sogno di giocare in Italia". Un sogno che per Patrice Beki Ndeck, 23 anni, camerunense, potrebbe diventare ancora più bello dopo la decisione della Figc di equipararlo ad un giocatore comunitario visto il suo status giuridico di rifugiato. Il giovane calciatore africano, che oggi milita nella formazione parmense di serie D dei Crociati Noceto, era arrivato in Italia due anni fa dopo essere fuggito dal Camerun per evitare l'arresto. La sua colpa era quella di fare parte di un gruppo di opposizione al governo in carica e per lui, proprio per le sue idee politiche, era preclusa qualsiasi possibilità di giocare a calcio. In Italia, invece, un anno dopo il suo arrivo e il riconoscimento dello status di rifugiato da parte del Servizio Centrale di protezione dei rifugiati del Ministero dell'Interno, Patrice ha provato a tentare la fortuna nel mondo del pallone. Così, nel giugno del 2006, si era presentato a Milano per fare un provino con il Livorno. "I dirigenti mi dissero che avevo le qualità tecnico-fisiche per giocare con loro - racconta oggi - Ma purtroppo per me c'era solo la possibilità di ottenere un cartellino come giocatore extracomunitario, nonostante il mio status di rifugiato mi garantisse la cittadinanza italiana, e, a malincuore, mi dissero che non potevano tesserarmi. Il Livorno non aveva infatti più posti in rosa per giocatori extracomunitari". La società amaranto ha reso nota la storia di Patrice Beki Ndeck e il giocatore è entrata in contatto con la società emiliana dei Crociati Noceto. "Anche qui però è stato difficile - dice ridendo Beki Ndeck - La burocrazia mi ha tenuto fermo per tanto tempo". Alla fine però arriva il debutto in serie D, nel dicembre scorso; oggi l'ultimo atto con il riconoscimento dello status di giocatore comunitario. "Aspettavo da tanto tempo questo momento - commenta Patrice Beki Ndeck - Peccato ci sia voluto tanto tempo, chissà cosa sarebbe successo se mi avessero fatto subito giocare. Ora? Io continuo a sognare. Il Livorno in questi mesi ha sempre parlato di me ed ha sollecitato perchè la mia situazione si sbloccasse. Quando mi fecero il provino mi avevano detto che potevano aspettare. Speriamo che sia davvero così".

Torna all'inizio


Roccobarocco, la moda sbarca a cuba ma è sfrattata dalla piazza di fidel - laura asnaghi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'evento Roccobarocco, la moda sbarca a Cuba ma è sfrattata dalla piazza di Fidel LAURA ASNAGHI DAL NOSTRO INVIATO L'AVANA - Cuba si apre alla moda griffata. Dopo computer e telefonini (in dieci giorni più di 7000 utenze), nell'isola di Raul Castro si cerca, non senza difficoltà, di conquistare una nuova frontiera del lusso. Di qui l'invito a sfilare fatto a Rocco Barocco, lo stilista che frequenta Cuba da anni. Ma allestire una passerella, davanti a 20 mila persone, come gli avevano promesso, su una delle piazze più importanti dell'Avana, quella più cara al "lider maximo", si è rivelato un progetto troppo ambizioso. Che la burocrazia cubana ha rivisto e corretto in extremis con un defilé nei giardini dell'Hotel National. Si è quasi sfiorato l'incidente diplomatico, ma la sfilata è comunque andata in porto alla presenza dell'ambasciatore italiano Domenico Vecchioni, del ministro della cultura Abel Prieto e con una schiera di 30 modelle, tutte cubane doc. A far da tramite a Barocco, Lucia Altieri, cantante italiana e personaggio influente nell'entourage di Fidel Castro, all'Avana dagli anni '70. I cartoncini d'invito prevedevano la Tribuna anti-imperialista con passerella allestita dal regista Sergio Salerni a ridosso della scritta "patria o muerte". Ma gli abiti supersexy di Barocco avrebbero potuto sembrare una provocazione. Come uscire dall'empasse? "Scusate, la piazza è prenotata per un altro evento" è stata la risposta giunta per via diplomatica, avallata dal fatto che a Cuba fervono i preparativi per il Primo maggio. A Rocco Barocco prima è stato offerto l'Hotel National, un pezzo di storia cubana che ha ospitato da Winston Churchill a Garcia Marquez passando per Ava Gardner e Marlon Brando. "Adesso metteranno anche la mia foto - scherza Barocco - sfilare all'Avana è stata una impresa, ma ne valeva la pena".

Torna all'inizio


<Azzerare la giunta provinciale> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-04-25 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La crisi del Pd "De Franciscis ha commesso l'errore di presentarsi alle primarie del partito" "Azzerare la giunta provinciale" Ceceri, primo dei non eletti alla Camera: "Primo passo per il rilancio" Dura disanima del risultato elettorale: "In proppi centri si è arrivati alla soglia del 25% e non può essere solo colpa dello tsunami Berlusconi" CASERTA - Prima le dimissioni da assessore provinciale di Franco Capobianco. Poi la notizia del documento sottoscritto da gran parte dei consiglieri di maggioranza del Comune capoluogo, per dichiararsi "autospesi". "Sono due episodi che testimoniano lo stato di crisi in cui versa da mesi il centrosinistra casertano, lacerato da continue fibrillazioni. Soprattutto dopo la nascita del Pd". Chicco Ceceri la sensazione di quel malessere dilagante l'aveva colta in tempi non sospetti. E non a caso, in occasione della cerimonia di inaugurazione della campagna elettorale, alla presenza di Follini, aveva lanciato un accorato appello all'impegno comune in campagna elettorale, e invitato Sandro de Franciscis a provvedere al rimpasto per riempire le caselle vacanti nell'esecutivo "al fine di riequilibrare la rappresentanza territoriale". Qualche giorno fa, nel corso di una riunione dei vertici del Pd convocata per l'analisi del voto, pare ci sia andato ancora più duro, chiedendo tout court l'azzeramento della Giunta. "In realtà - spiega Ceceri - il mio è stato un discorso un po' più articolato, che ha cercato di esaminare le ragioni di un risultato elettorale oggettivamente mediocre, nonostante le possibili scusanti dello "tsunami Berluscon"' e degli effetti dell'emergenza rifiuti. Perché è chiaro, se in una città come Marcianise un dato del 25% non può essere considerato negativo alla luce di fattori come la defezione di Squeglia o lo scioglimento dell'Amministrazione, lo stesso non può dirsi per risultati analoghi in altre realtà. Ora serve una svolta decisa, per invertire la tendenza in tempi brevi. Ed il primo passo non può che essere il rilancio dell'azione ammini-strativa nei principali enti che governiamo ". Cominciando, appunto dalla Provincia: "Lì, nei primi due anni si è avuta nettamente la percezione di una svolta riformista - sottolinea Ceceri - ma poi, a partire dalle primarie è cominciata una fase di stallo. è evidente che la candidatura di Sandro è stata un errore: credo che lo riconosca anche lui. Ha favorito le divisioni, mentre occorreva invece rimanere uniti per affrontare con più forza le rivendicazioni nei riguardi dei livelli regionali e nazionali. Come pure, il doppio incarico di presidente della Provincia e leader del partito si è rivelato troppo oneroso: può essere sostenibile solo per una fase limitata". Diverso il discorso per il Comune: "Molte delle rivendicazioni dei consiglieri, che chiedono un ruolo più significativo, sono del tutto condivisibili: a partire dalle critiche ad una certa burocrazia. Ma questo stillicidio non può proseguire: se non si cambia registro, il rischio è di compromettere anche i rapporti personali e di andare tutti a casa". Infine, un messaggio al segretario regionale Tino Iannuzzi: "Caserta si attende un risarcimento ". Pietro Falco.

Torna all'inizio


Vino, marketing sotto accusa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-04-25 - pag: 22 autore: Promozione. BuonItalia è paralizzata dalla burocrazia mentre manca una regìa per gli eventi all'estero Vino, marketing sotto accusa De Piazza: "Troppi ostacoli" - Caprai: "I progetti sono bloccati" Nicola Dante Basile MILANO Diciotto mesi di buoni propositi resi sterili da una burocrazia farraginosa e inconcludente. Accade nel giardino di BuonItalia, la Spa del ministero delle Politiche agricole nata per promuovere la tavola made in Italy nel mondo. Dove il consigliere Marco Caprai, vignaiolo di rango in quel di Montefalco, non ha trovato stimoli per continuare a dare il proprio contributo di imprenditore di successo. Così dopo 18 mesi "di niente ", lo "scopritore" del vino Sagrantino ha pensato bene di chiudere quella che non esita a definire "un'esperienza che non ha vistodecollare uno straccio di progetto, bloccati da veti e controveti di ogni genere. è incredibile vedere una struttura che ha 50 milioni di dotazione finanziaria che non riesce a spendere, che ha 35 amministrativi e nemmeno un project manager ". Di cose strane nel sistema vino italiano non ci sono solo i "conti che non tornano" o le varie sofisticazioni che ledono all'immagine ditutto il sistema Paese. Si prenda la promozione: cosa e quanto si fa di concreto per un prodotto che comunica il territorio? Un invito a nozze per Lucio Caputo,direttore dell'Iwfi di New York, che spara a zero. "Nel principale mercato per il vino italiano, gli Usa, l'Italia istituzionale –dice –è praticamente assente. Le sole iniziative appartengono a singole imprese o enti privati". Ma come?, c'è l'Ice, c'è BuonItalia, ci sono le Regioni che organizzano missioni ed eventi a destra e a manca. "Per l'appunto, troppe iniziative per lo più fatte senza alcun coordinamento tra loro", commenta il toscano Sergio Zingarelli di Rocca delle Macìe, anzienda che esporta il 50% della produzione nel solo Nord America. Secondo il quale "l'Italia otterrebbe di più se all'esterosi andasse con un messaggio univoco". Invece succede che l'Ice, che ha strutture in 85 Paesi, nel 2007 ha avuto solo 1,5 milioni di euro per organizzare eventi a favore del vino. Niente rispetto ai 20 miliardi di lire che gestiva nei primi anni del decennio 90. Colpa di BuonItalia?, che ha finito per distrarre risorse? All'Ice, va da sé, preferiscono svicolare sul merito della questione, preferendo invece porre l'accento – come fa il responsabile della sezione vino, Stefano Raimondi – sulla "visione d'insieme ed efficienza che la rete dell'Istituto è in grado di fornire alle imprese che vogliono andare sui mercati esteri ". Efficienza che invece risulta carente a una struttura come BuonItalia, la cui personalità giuridica dovrebbe garantire piena rispondenza alle esigenze di mercato. Ma è proprio così? A un anno dalla nomina a presidente e amministratore delegato della Spa, Emilio De Piazza non nasconde di avere qualche perplessità. Dice: "Quando si fa promozione, le opportunità vanno colte al volo. Se questo non accade, saranno gli altri ad avvantaggiarsene. Ebbene, in questo anno di gestione non nascondo che ci siano stati tanti ostacoli, sicché abbiamo finito per gestire cinque progetti della gestione precedente, mentre dei 23 progetti che abbiamo presentato in autunno per il 2008 a tutt'oggi non sappiamo nulla di nulla". E senza programmazione è chiaro che non si va da nessuna parte. Caprai ipse dixit. Certo non si andrà da nessuna parte se non si decide di mettere mano alle riforme minime che il settor auspica da tempo. Per esempio "l'eliminazione di sovrastrutture – dice il direttore generale di Federvini, Ottavio Cagiano de Azevedo – che impediscono al settore di cogliere le opportunità che il mercato internazionale offre. Parlo della semplificazione della gestione amministrativa, della riforma della legge sulle denominazioni di origine che, da un lato, salvaguardi le produzioni espressione del territorio e, dall'altro,dia la possibilitàdi offrire prodotti che il consumatore chiede ". "Non è possibile che se noi oggi abbiamo bisogno di introdurre il tappo a vite– osserva l'ad del Gruppo Italiano Vini, Emilio Pedron – dobbiamo attendere un anno di iter burocratico. Agli australiani bastano poche settimane. Certo, abbiamo bisogno di leggi che dettino i fondamentali, ma poi bisogna essere elastici su tutto ciò che è collaterale. La legge 164 sulle Doc, per esempio, va rivista da capo a piedi, soprattutto se dovesse passare quanto indicato nella recente riforma Ocm-vino che, tra le altre cose, minaccia l'estensione del nome di vitigno anche ai vini da tavola". E poiché l'Ocm-vino sarà il banco di prova a cui il settore dovrà dare delle risposte a breve, il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni fa sapere di non avere "nulla in contrario ad adeguare la normativa delle pratiche enologiche agli standard dell'Oiv, a patto che non si creino sperequazioni che possano indebolire la competitività del sistema Italia ". Nuovi standard, efficienza amministrativa che trovano allineato un difensore della territorialità come il presidente di Coldiretti Sergio Marini, il quale fa notare che "la semplificazione non deve significare meno controlli. E soprattutto bisogna impedire di affidare questi controlli agli stessi controllati". Insomma, chiunque sia il nuovo responsabile della Politica agricola italiana, in tema di vino (e non solo) sa già di dovere correre parecchio. Seconda puntata Il precedente articolo è stato pubblicato domenica 20 aprile SENZA PROGRAMMAZIONE La società del ministero delle Politiche agricole ha una dotazione di 50 milioni di euro che non riesce a spendere Senza strategia. Suscita polemiche la mancanza di organizzazione della promozione dei vini italiani nel mondo INFOPHOTO.

Torna all'inizio


Assoenologi: vanno cercate nuove vie per le esportazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-04-25 - pag: 22 autore: Assoenologi: vanno cercate nuove vie per le esportazioni Giorgio dell'Orefice VENEZIA Il vino italiano riparte dal mercato. Mentre ancora non si è spenta l'eco delle inchieste e degli scandali delle scorse settimane il mondo del vino made in Italy riprende a discutere di competitività ed export. Sono infatti questi i due temi chiave del 63mo Congresso di Assoenologi ( l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani) che si è aperto ieri a Venezia. E si riparte dalla competitività nella convinzione che al di là degli episodi di cronaca le brillanti performance di mercato messe a segno negli anni (nel 2007 quasi 12 miliardi di euro il giro d'affari del settore, 3,5 dei quali legati all'export e 2 alle tecnologie di cantina) possono essere rafforzate solo attraverso la capacità di proseguire lungo la strada della qualità e di nuovi sbocchi all'estero. "Un rafforzamento competitivo – ha detto ieri il presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin – che Bruxelles ha annunciato di voler mettere al centro della recente riforma Ue del settore vino. Ma poi, alla luce dei fatti, ha cambiato strada. Siamo, infatti, molto critici nei confronti di una riforma che si è rivelata debole e che contiene misure che possono rivelarsi pericolose per il made in Italy". Il riferimento è soprattutto alle norme che prevedono, a partire dall'1Ú agosto 2009, la possibilità per i vini da tavola di indicare vitigno di provenienza e annata di produzione. "Si tratta di una deregulation – ha aggiunto Prevarin – che se da un lato rischia di vanificare anni di lavoro spesi per valorizzare il sistema dei vini a denominazione d'origine, nell'immediato,rischia di penalizzare i nostri prodotti Igt ( a indicazione geografica tipica). I futuri vini da tavola con provenienza e annata ne ricalcheranno le caratteristiche ingolfando l'offerta". Nel corso della giornata sotto accusa è finito anche l'eccesso di burocrazia che ancora penalizza le imprese italiane. Secondo le nostre stime –ha detto il direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli - un tecnico di cantina spende in media il 25% del proprio tempo a districarsi tra scartoffie e pastoie burocratiche ". "è impensabile ingessare l'attività delle imprese – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni- . Le aziende italiane hanno già dimostrato di saper realizzare prodotti di qualità. Adesso è il turno della politica che deve dimostrare di saper mettere in campo anche una macchina amministrativa di qualità". PAROLE CHIAVE Al centro del63ÚCongresso della categoria il tema della qualità Martelli: schiacciante il peso dei vincoli sul settore IMAGOECONOMICA Assoenologi. Giuseppe Martelli.

Torna all'inizio


La concessione del telefono (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-25 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE BRESCIA, TEATRO SOCIALE, FINO AL 27 APRILE La concessione del telefono Nella commedia di Camilleri, tratta dall'omonimo romanzo, nella Sicilia di fine Ottocento la richiesta di una concessione telefonica scatena un tourbillon di accadimenti e quiproquo sotto i quali si cela il peso della burocrazia, della mafia e del perbenismo. Protagonisti amanti e mogli, mariti e cornuti, un prefetto truffaldino e integerrimi funzionari. Una farsa dai toni macchiettistici con la regia di Giuseppe Dipasquale. Bravi, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.

Torna all'inizio


<Meglio un governatore sotto botta che niente> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'intervista La giornalista commenta l'uscita della Marcegaglia sulla crisi dei rifiuti e sul deficit di classe dirigente "Meglio un governatore sotto botta che niente" Lucia Annunziata critica borghesia e imprenditori: "Avvelenati dall'assistenzialismo" NAPOLI - Lucia Annunziata usa le metafore ferroviarie, mutuate dal papà, per dire che "Bassolino ha fatto bene a non mollare. Quando c'è un incidente di treno se non si vuole un disastro non si uccide certo il macchinista". E riserva una sorpresa: "Sarò scandalosa, ma sono a favore del federalismo fiscale". La presidente designata di Confindustria, Emma Marcegaglia, nella sua relazione ha detto: "La crisi dei rifiuti rileva un difetto di governo e di classe dirigente di gravità inaudita". Un'accusa durissima, non crede? "Conoscendo un po' Emma Marcegaglia non la prendo come un'accusa. Direi, piuttosto, che ha inteso fare una radiografia e, a torto o a ragione, ha dato voce a un sentimento diffuso nel Nord". Il fallimento della classe dirigente del Sud? "Per un verso indiscutibile: se un treno non funziona è perché il macchinista non è capace. Ma cosa si intende per classe dirigente? ". Cosa si intende? "è la politica che non ha funzionato? Le istituzioni, intese non solo come Regione e comuni? è la borghesia del Sud che non è forte? O ancora il tessuto produttivo è debole? è indubbio che ci sia un deficit di classe dirigente che non fa essere competitivo il Mezzogiorno con il resto del Paese. Ed esiste la tentazione di intendere solo la politica come classe dirigente". Invece? "Io, invece, penso che gettare tutto sulle spalle di Bassolino o dei sindaci è come scappare dalla realtà. è un modo di crearsi un alibi. Bassolino ha sbagliato? è vero, ma non può bastare a spiegare la crisi profonda in cui versa la Campania. Credo che Emma Marcegaglia abbia questa convinzione. Quando parla di fondi europei, parla anche delle istituzioni e del tessuto produttivo. Sta parlando ai suoi. Alle imprese che hanno avuto un atteggiamento fatalista, debole, rassegnato. La creatività individuale è stata risucchiata. La borghesia ha nicchiato". La domanda spontanea è: perché? Qual è la causa, quale la conseguenza? "La posso prendere alla lontana? ". Certo. "Le città del Sud sono centralizzate: esistono le zone bene e poi le periferie. Quelle del Nord sono intrecciate, più estese. Quelle meridionali più stabili. In questo contesto la borghesia ha sempre giocato un grande ruolo. Eppure, ad un certo punto, questo ceto ha gettato le armi". Dunque responsabili sono i borghesi? "Guardi che faccio questo ragionamento non certo per scagionare la politica e scaricare sugli altri. La storia del Mezzogiorno nasce nel 1916 con i primi contributi nazionali per Bagnoli. Il veleno nelle vene del Sud è quello dell'aiuto statale. La cellula di memoria è l'aiuto statale. Che nelle imprese e nella borghesia si è trasformato in malattia mentale. A Milano a 25 anni si cerca di metter su nel garage di casa un'impresa. A Napoli si fanno i concorsi. Un sistema avvelenato che ha fatto crescere culturalmente ed economicamente il Mezzogiorno in maniera diversa". Come dimostra l'incapacità di utilizzare i fondi europei? "Appunto. Sono mal sfruttati perché non sono vissuti come fonte di stimolo, ma di assistenza. E quindi sono stati utilizzati più per salvare attività in crisi che per crearne di nuove". Quale mostro ha creato l'assistenzialismo? "Qui veniamo al secondo problema: questo sistema ha rafforzato la burocrazia, i famosi lacci e lacciuolo. Mi ricordo un momento, sette anni fa, in cui Napoli divenne un fenomeno: boom di nuove aziende ed export. Il tentativo c'è stato, ma non è stato di lungo respiro perché inghiottito dalla melma di lacci e lacciuoli. La burocrazia ammazza l'iniziativa privata. Dirò una cosa scandolosa". Quale? "Sono a favore del federalismo fiscale". Davvero? "Sarà una riforma molto sofferta, ma è necessaria una misura choc. è necessario che si accetti che il Nord e il Sud sono realtà diverse, con costi della vita differenti e tempi della burocrazia differenti. La questione va affrontata per macroregioni. Di positivo nel Mezzogiorno c'è che fa più figli. Il costo del lavoro è inferiore. Per me c'ha tutto da guadagnare da una riforma rapida". Che, dicono i detrattori, dividerà l'Italia. "La considererei più una separazione consensuale in forma federativa, che impedisce al Nord di crearsi l'alibi del Sud e viceversa". Se è così, la politica arriva sempre ultima. Veltroni, nel Pd, invece del partito federale, ha preferito dei coordinamenti. "è vero che è più lenta, ma faccio un pronostico: il Pd andrà per forza verso una federalizzazione interna, che è l'unica forma di sopravvivenza ". Secondo lei il Partito democratico ha perso le elezioni per i rifiuti? "I rifiuti sono stati una poderosa immagine del fallimento del centrosinistra più all'esterno che in Campania. La spazzatura, al di là delle responsabilità, è stato un elemento fortemente emotivo dell'incapacità di gestione". Dunque Bassolino avrebbe fatto meglio a dimettersi? "No. Se si dimetteva nel pieno della campagna elettorale chi avrebbe preso la situazione in pugno in appena 24 ore? Capisco che al Pd avrebbe giovato, ma chi la toglieva l'immondizia da terra?". Quindi meglio se resta fino al prossimo anno? "Io mi sono dimessa due volte. Considero le dimissioni un gesto esemplare. Ma nel caso di Bassolino sarebbe stato un lavarsi le mani. Per me ha fatto bene a rimanere. è giusto che si prenda la responsabilità di risolvere l'emergenza e che mostri di esserne capace. Razionalmente penso che sia anche meglio lavorare con un governatore sotto botta". Simona Brandolini \\ Emma ha inteso fare una radiografia e, a torto o a ragione, ha dato voce a un sentimento diffuso nel Nord \\ Sarà una riforma molto sofferta, ma dico con chiarezza che sono a favore del federalismo fiscale Giornalista Lucia Annunziata, salernitana, scrittrice, giornalista e conduttrice televisiva, è stata presidente Rai Il dal 13 marzo 2003 al 4 maggio 2004.

Torna all'inizio


Atxaga: scrivere è il mio impegno civile (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-04-25 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE Incontri La poetica, la vita, i valori: parla il narratore basco che con "Il libro di mio fratello" (Einaudi) ha ottenuto in Italia importanti riconoscimenti Atxaga: scrivere è il mio impegno civile "Ha ragione Doris Lessing, non esiste letteratura fine a se stessa. Io mi batto contro la retorica" dal nostro corrispondente ELISABETTA ROSASPINA MADRID - I luoghi, dice, sono personaggi. E la sua mappa personale è un palcoscenico affollato. Reno (Nevada): dove vive dall'agosto dell'anno scorso, in ossequio a un singolare patto con il Centro studi baschi dell'università locale. Un piccolo ufficio nella biblioteca, una casa, uno stipendio per un anno, il tempo (un po' stretto) di scrivere un libro. Villamediana (Castiglia): dove s'installò a trent'anni, perché lì era capitato il suo dito indice, puntato a caso sulla carta geografica della Spagna. Torino e Palermo (Italia): dove verrà a fine maggio per ritirare il premio Grinzane Cavour e il premio Mondello, che gli sono stati assegnati quest'anno per Il libro di mio fratello. Asteasu, provincia di Guipuzcoa (Paesi Baschi), dove è nato 56 anni fa. Ma soprattutto, Obaba: il posto che esiste soltanto dentro di lui e dei lettori sempre più spesso trafitti dal fascino letterario di Bernardo Atxaga. Pubblicato dalla casa editrice Pamiela di Pamplona e da Einaudi, in Italia, Atxaga, pseudonimo di Joseba Irazu Garmendia, è l'autore di libri di successo, come Obabakoak, L'uomo solo (Giunti), Sotto un altro cielo (Zanzibar), Un uomo in codice (Salani). Dal '72 scrive sotto il nome dell'amico che gli prestò la prima macchina per scrivere, Bernardo, e di un suo bisnonno, Atxaga. Anticipa la domanda su che cosa ci faccia uno scrittore basco nell'ovest americano, in una delle città più artificiali e superficiali del mondo, spiegando: "Nevada, California, Idaho sono state zone di grande immigrazione, nel secolo scorso. Esistono colonie italiane, scozzesi, russe e anche basche. Qui era nato lo scrittore Robert Laxalt, discendente di un'importante famiglia basca, il fratello era un senatore. E qui si è formata una letteratura molto legata al mondo basco. L'università propone ogni anno a uno scrittore o a un legislatore, un matematico, ospitalità per un anno, una sorta di borsa di studio per scrivere un libro a tema libero. In realtà, ne sto scrivendo due, uno di giorno e uno di notte, e mi ci vorrà almeno un altro anno per digerire tutto questo ". Tutto cosa? "Il deserto. Non avevo mai vissuto in un deserto. Mi dicono che ogni deserto è diverso dall'altro. Questo ha perfino fiumi e laghi. Non me lo immaginavo così". Resterebbe? "No, c'è un punto di non ritorno nella vita. Uno come me, che l'ha passata tutta nei Paesi Baschi, non può fare una curva secca e uscirne, lasciare la casa, gli amici di sempre. Alla mia età, sono legato a una società, a un Paese, nel bene e nel male. La mia casa è anche il mio carcere. Dipende se ci penso di giorno o di notte. è molto tipica dei Paesi Baschi questa sensazione ambivalente. Paradiso e inferno, in fondo, si toccano. Come qui". Anche a Reno? "Sì. Ieri eravamo in uno di questi posti meravigliosi, sul lago Tahoe, a 2.500 metri di quota. Bellissimo, come il primo giorno della Terra. E proprio ieri si celebrava lì il funerale di un soldato morto in Iraq. Ho seguito il corteo, perché m'interessa tutto della vita di qui. Ho saputo così che aveva 25 anni: un ragazzo nato e cresciuto in un luogo come questo, con il lago, gli orsi, i cervi, la neve sulle montagne è andato a morire su una bomba, a Bagdad, in una guerra senza prestigio. Questo intendo quando dico che viviamo sulla frontiera tra inferno e paradiso. E che anche se, a volte, mi sento rinchiuso e asfissiato, non potrei abbandonare i Paesi Baschi". Non è tanto il paesaggio, per il quale Atxaga ammette di avere sviluppato una sensibilità magari esasperata, ma la vita, che lascia le sue impronte in ogni luogo, a ispirarlo: "A 30 anni decisi di trasferirmi in un paese scelto a caso sulla mappa. Era Villamediana, a est di Palencia, in Castiglia, dove ho passato un anno assorbendo questa esperienza. Ho scritto Un uomo solo in una fattoria spersa nella campagna francese". Ma il libro è ambientato alla periferia di Barcellona: "Ho vissuto anche lì. è una zona che conosco bene. Parto da un'esperienza vissuta: non è l'unico cammino per scrivere, ma il più sicuro". Obaba, invece, non esiste: "La mia non è una geografia fisica. è umana e simbolica. C'è un posto non lontano da Guipuzcoa, si chiama Zizurkil: se uno si siede all'ingresso del cimitero, tutto ciò che vede è il paesaggio di Obaba. Il paesaggio della mia infanzia e della mia gioventù. Il Monte Ernio, pieno di leggende. Ogni scrittore ha il suo manuale di regole: una, per me, è di scrivere in un posto estraneo, un'altra è di iniziare sempre in lingua euskera, in basco. è la mia lingua intima, la lingua dei miei quaderni. Prendo sempre appunti in basco, anche per le conferenze. Poi riscrivo, non traduco, riscrivo in spagnolo, insieme con mia moglie. Quando si traduce, si cambia. Possono anche sparire capitoli interi da una versione all'altra". Doris Lessing sostiene che non possa esistere letteratura fine a se stessa. Che un autore, per essere tale, debba avere un progetto, un impegno politico, sociale o civile. "Sono completamente d'accordo. C'è stato un periodo della mia vita in cui pensavo che non fosse così. Ma ora sono convinto che la letteratura debba avere una relazione con temi forti, grandi temi come la giustizia, l'uguaglianza, una morte giusta o anche l'amore. è lo stesso con la pittura: nessun artista, nessuna scuola di pittura, neanche quella astratta, si riduce a una funzione puramente estetica. La pittura avulsa da temi forti, è soltanto decorazione. E perciò secondaria. Penso alla letteratura di Jorge Luis Borges, che pare sorgere dall'etere, staccata da tutto il resto, invece contiene una forte componente ideologica". La letteratura può battersi su fronti opposti: pro o contro la guerra, per esempio. Martin Saldias, protagonista de L'uomo in codice, dice che non esiste una guerra giusta. E Atxaga: "è l'atto più nobile della letteratura battersi contro la retorica. E di tutte le retoriche la più pericolosa è quella secondo la quale la vita non è importante. Al funerale dell'altro giorno, ascoltavo le parole del prete: dovere, onore, patria. è solo una poesia, una menzogna. Colpevole, quando serve per spingere qualcuno, di solito il più povero, alla morte. Ed è la magra consolazione di chi resta, davanti a una bara". Si ritrova nel ruolo di ambasciatore della cultura basca nel mondo? "Per carità, detesto tutto ciò che è ufficialità e burocrazia. Vero, detengo il record mondiale di conferenze e letture in piccoli paesi, ma non c'è nessuno dietro di me, nessun partito politico. Ho votato Izquierda Unida (Sinistra unita), ma sono abbastanza contento del governo Zapatero. Al presidente e al ministro degli Interni, Rubalcaba, rimprovero povertà di attuazione riguardo alla questione basca. Un piccolo gesto sarebbe bastato ad aprire molte porte. Anche la negoziazione è possibile, con un po' di intelligenza politica. Quel che più mi deprime, all'ora di tornare a casa, è di ritrovare tutto com'era. Le mie figlie crescono, ma nulla cambia e loro vivranno come me quattordicenne. Tutto quel che è buono, in politica, si muove, evolve. Tra quattro anni saremo ancora allo stesso punto: a seguire una corsa elettorale, testa a testa". L'autore Bernardo Atxaga è nato a Asteasu, nei Paesi Baschi, nel 1951. è autore di racconti, romanzi e poesie.

Torna all'inizio


Nuclei familiari composti di 4, 5 anche 7 persone costretti a vivere in soli quaranta metri quadrati (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di casa o poco più. Lo denuncia l'assessore alle politiche della casa Bassam El Zohbi che sta cercando una soluzione: ovvero dare la possibilità a queste famiglie di cambiare abitazione per una più ampia e più confortevole. "Il Comune - dice El Zohbi - metterà a disposizione di quanti si trovano in queste condizioni (e in altre, come vedremo) il trenta per cento degli alloggi disponibili. Stiamo per pubblicare il bando della mobilità volontaria (la scadenza per le domande è il 31 maggio prossimo) riservando quasi un terzo delle abitazioni che saremo in grado di assegnare a quanti si trovano in una disagevole, direi inverosimile condizione di vivere in locali assolutamente insufficienti. Anche questo è un modo concreto di intervenire a sostegno delle situazioni più critiche". Non solo, in quel trenta per cento di abitazioni da riassegnare rientrano anche i casi di persone anziane che abitano al quarto o quinto piano di uno stabile senza ascensore e che hanno difficoltà di deambulazione. "Dovremmo tenere conto anche di queste condizioni e situazioni", promette l'assessore, impegnato con il personale dell'Ufficio, a controllare la situazione caso per caso. Intanto, mentre l'iter della mobilità volontaria per l'assegnazione di abitazioni va avanti, l'Amministrazione Ricci spera che si concluda il grosso contenzioso in atto relative alla richiesta a molti inquilini di restituire l'alloggio che occupano, ritenendo il Comune che sono venuti meno i requisiti. "Abbiamo 127 appartamenti da riprendere - rileva l'assessore El Zobhi - ma la burocrazia è troppo lunga. Solo pochi ottemperano alle diffide; la maggioranza fa causa all'Amministrazione e questo ritarda enormemente i tempi". L'assessore parla anche di accordoi in atto tra Comune ed Ater per la costruzione di alloggi da concedere a canone concordato, definendo "quello della casa come il primo problema di tantissime famiglie a basso reddito; la priorità delle priorità". (A.C.).

Torna all'inizio


Kosovo, il business decolla (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-23 - pag: 4 autore: Kosovo, il business decolla Sul vino l'investimento più forte - Il Friuli-V.G. si affida a Informest A CURA DI Mauro Pizzin Da un lato le opportunità collegate ad un costo del lavoro medio pari a 300 euro al mese, i benefici di una tassazione ridotta, i vantaggi di una burocrazia snella, dall'altro i rischi connessi ad un sistema Paese ancora da plasmare dopo la recente dichiarazione di indipendenza. La partita degli investimenti in Kosovo, almeno per le aziende italiane, sta iniziando soltanto ora e riguarda soprattutto il Nord-Est. "Finora le operazioni più importanti –fa il punto Dukagjin Hysa, referente dell'Istituto per il commercio estero della capitale Pristina, che dipende ancora da Ice Macedonia – hanno riguardato il bancario, ma non solo, e sono state concluse da sloveni e tedeschi, mentre gli italiani sono in ritardo". Ritardo che proprio una regione del Nord-Est, il Friuli-Venezia Giulia, sta cercando di colmare attraverso il progetto Desk Kosovo, il cui sviluppo è stato affidato a Informest. Al netto di questo intervento, l'unica operazione di rilievo nello Stato balcanico è stata conclusa nel vitivinicolo e porta la firma del Gruppo Fantinel (si legga l'articolo in pagina), mentre non ha preso corpo il progetto di apertura, datato 2006 e targato Bernardi, per due punti vendita a Pristina. Le linee di intervento di Desk Kosovo, avviato nel 2007 e finanziato con 80mila euro, spazia dal settore idroelettrico al supporto alle Pmi locali. La prima azione, riguarda lo sviluppo delle energie rinnovabili e sta coinvolgendo istituzioni e aziende della Carnia. "è ormai prossima la presentazione dei bandi di gara per una serie di siti (18) su cui costruire delle centrali idroelettriche – spiega Laura Trevisan, capoprogetto di Informest –. Il workshop tenutosi di recente a Tolmezzo ha confermato l'interesse della Comunità montana a supportare l'iniziativa a livello gestionale, così come quello di investire da parte di alcuni imprenditori locali. In quest'ottica, del resto, è stata già da tempo costituita una società pubblico-privata, Energymont". Il secondo intervento riguarda la costituzione di una filiera lattiero-casearia nella regione a maggioranza serba di Mitrovica in collaborazione con la Provincia di Gorizia. "In questo caso – precisa Trevisan – si tratta di ampliare le azioni realizzare sul versante sociale dall'ente territoriale, fornendo anche una prospettiva economica agli operatori della zona". Nello specifico, l'obiettivo è approfondire la conoscenza della realtà locale e verificare la possibilità di collegarla con il settore lattiero caseario friulano. La terza leva d'intervento riguarda l'assistenza alla Camera di commercio del Kosovo, che intende ottenere la certificazione Iso, e all'associazione locale delle imprese It, costituita di recente. Anche in questo caso, una volta messe sotto la lente le caratteristice delle realtà kosovare, si tratta di valutare se possano esistere concrete possibilità di partnership con aziende nordestine. Proprio per realizzare un ponte fra le imprese delle due aree si è, infine, concretizzato il quarto intervento, volto al potenziamento del sito www. dkfvg.org in italiano e inglese. Su internet sono fornite informazioni sulle opportunità commerciali nel Paese, a partire dalle aste di privatizzazione e dalle gare d'appalto, ma anche resoconti di eventi, seminari, accordi di libero scambio. In prospettiva, tuttavia, le opportunità non mancano, a partire da quelle nel settore agricolo e del legno. Si segnala, su quest'ultimo fronte, lo studio di fattibilità per la certificazione dell'industria di settore con realizzazione di un laboratorio specializzato sul modello del Catas di San Giovanni al Natisone (Ud), a cui potrebbe venire affidato lo studio di fattibilità e la realizzazione dello stesso. mauro.pizzin@ilsole24ore.com.

Torna all'inizio


Record di voti alla Lega nei distretti delle partite Iva (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-23 - pag: 15 autore: Elezioni 2008. In alcune circoscrizioni percentuali oltre il 40% Record di voti alla Lega nei distretti delle partite Iva Katy Mandurino Certamente non è stato un voto di protesta. Il voto leghista dei distretti produttivi veneti ha avuto origine nell'esigenza di concretezza e pragmatismo che, in queste aree – dove il tessuto imprenditoriale è intrecciato con quello sociale e urbano –, si incarna soprattutto in due richieste: il federalismo fiscale e la necessità di maggior sicurezza. Si spiegano così le alte percentuali ottenute dal Carroccio in comuni come Rosà (46%), Trissino (42,6%), Dolcé (40%), Domegge di Cadore (35,6%), Motta di Livenza (34,2%). Comuni al centro di di-stretti industriali ( mobile, concia, oreficeria, marmo, occhialeria) che registrano più del doppio di voti rispetto ai risultati elettorali del 2006. Comuni di quel Nord che, secondo un'analisi della Fondazione Edison, chiedono a gran voce meno burocrazia, più opere in-frastrutturali, tutele contro la concorrenza. "Questo voto chiede di applicare solide linee guida per il territorio – dice Bernardo Finco, ad della Conceria Finco e rappresentante del distretto della concia di Vicenza (dove il Senatur ha portato a casa il 41,8% di voti a Chiampo e il 37,1% ad Arzignano) – e il fatto che ci sia questa forte spinta dai distretti significa che c'è un grande bisogno di certezze normative". "è un voto espresso per se stessi – aggiunge Diego Testi, presidente dei marmisti veronesi e titolare della Graniti Marmi di Affi –, un voto con il quale il tessuto industriale fatto di piccoli artigiani e operai, molti dei quali sono immigrati, esprime la necessità di una maggiore fermezza nell'affrontare le problematiche lavorative ". "Non è un voto di protesta, ma un voto di conferma – dice Andrea Parisotto, presidente dei calzaturieri di Unindustria Treviso e titolare del calzaturificio Scarpa di Asolo, comune al centro di un distretto, quello della calzatura sportiva, che ha registrato percentuali record (il 42,5% ad Altivole, il 30,9% a Montebelluna) –. Non si deve distinguere tra operai e imprenditori: qui gli imprenditori sono medi e piccoli, sono al tempo stesso operai, combattono ogni giorno con mille problemi, molti dei quali potrebbero essere risolti applicando il federalismo fiscale". "è così – conferma Fabrizio Paolin, responsabile dell'Ufficio distretti produttivi della Camera di commercio di Vicenza –; il nostro tessuto economico è caratterizzato da microimprese, molte artigiane, dove non c'è contrapposizione ma comunanza di idee tra datore di lavoro e operaio; non c'è conflitto di classe ma l'esigenza comune di pagare meno tasse e avere più strade". è comunque innegabile il consistente "spostamento" da sinistra della cosiddetta classe operaia. "Il problema dei lavoratori è sempre lo stesso, quello del salario e del caro-vita – dice Emanuela Munerato, neo deputata leghista e operaia tessile a Lendinara (Ro) –. La Lega ha saputo parlare di cose concrete come la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione. Chi lavora è sensibile a questi temi". "La percezione dell'elettorato è chiara – aggiunge Laura Puppato, sindaco Pd di Montebelluna (Tv), 30.500 abitanti nel distretto della calzatura sportiva, reddito pro capite di 27mila euro, il più alto d'Italia, una partita Iva ogni sette abitanti e il 30,9% dei voti alla Lega –: si vive una situazione di abbandono, di assenza di rispetto vero per il lavoro e l'onestà. La Lega è stata capace di parlare al territorio e incarnare il grido di dolore di chi non ha più tempo per i massimi sistemi ". "Il federalismo fiscale in questa regione è stato invocato per anni – analizza Fabrizio De Checchi, presidente di Eurispes Veneto – ma non è stato mai realizzato. Non solo: qui non è stato modificato nemmeno lo statuto regionale e questo, in un territorio strozzato da due regioni confinanti caratterizzate da una forte autonomia, non è gradito alle categorie economiche. Il voto leghista, quindi, è anche un voto di sfiducia nei confronti della Regione ". "Il significato fiscale di questo risultato elettorale è forte– concorda Silvia Rizzotto, sindaco di Altivole (Tv), eletta con la lista civica "Insieme per Altivole" –. Il 42,5% di voti alla Lega si spiega col malessere di tanti artigiani e lavoratori autonomi. Ora c'è una forte aspettativa da parte di tutti: chi ha vinto deve portare a casa quello che si è impegnato a promettere ". katy.mandurino@ilsole24ore.com LE RICHIESTE Piccoli imprenditori, artigiani e commercianti chiedono meno burocrazia, certezze normative, maggiori infrastrutture TRA I DIPENDENTI Hanno fatto presa proposte concrete come la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione.

Torna all'inizio


La Toscana mette a punto il taglio della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-23 - pag: 1 autore: Semplificazione. Le aziende potranno partire senza permessi La Toscana mette a punto il taglio della burocrazia La Regione Toscana vuole accelerare le procedure per avviare nuove imprese: entro l'estate sarà varato dalla Giunta un testo sulla semplificazione che consente di aprire un'attività senza attendere le autorizzazioni, ma dopo il semplice espletamento degli adempimenti richiesti. Lo spirito della legge è quello di ripercorrere l'esperienza pilota di "Impresa in un giorno", in corso presso le Cdc di Prato e Ravenna. Sono stati raggiunti risultati significativi anche se ci sono ampi margini di miglioramento. Sempre in tema di lotta alla burocrazia, il Consiglio regionale della Toscana discuterà di taglio dei seggi:è questo l'obiettivo della commissione Riforme che termina i lavori il 30 aprile prossimo. Servizi u pagina 3 l'articolo prosegue in altra pagina.

Torna all'inizio


Il Carroccio affascina la Granda (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE (Rubriche) data: 2008-04-23 - pag: 16 autore: Post elezioni. La Lega Nord ha raccolto consensi in tutta la regione e in particolare nei distretti Il Carroccio affascina la Granda Motivi del voto i temi della semplificazione e delle infrastrutture Fabrizio Brignone CUNEO Come il Po che nasce dal Monviso, anche la Lega Nord è diventata un fiume di voti in terra cuneese, sfiorando il 20 per cento. E come indica l'analisi di Marco Fortis (si veda "Il Sole-24 Ore" del 16 aprile, ndr), questo fiume si è snodato un po' in tutto il Piemonte: dal distretto novarese della rubinetteria ( 15-18% a Pogno, Gozzano e San Maurizio; 40% a Valduggia, nel vercellese) a quello biellese del tessile (raddoppio provinciale al 16,4%), anche la macchina produttiva subalpina si colora di verde. Tra le province, Cuneo registra il balzo dal 10,6% di due anni fa al 19,7%, con picchi tra 30 e 40% in alcuni Comuni. Un voto "solo" di protesta? I dati sono certo più complessi e riflettono un elettorato interclassista, trasversale ai diversi comparti produttivi e al tessuto imprenditoriale, nella terra dei 250 Comuni che insieme contano 570mila abitanti e 72mila imprese. "Una piccola regione – la definisce il braidese Michelino Davico, senatore leghista confermato –, con una miriade di aziende, soprattutto familiari; una potenza economica, nonostante Cuneo sia forse l'ultimo capoluogo di provincia europeo non collegatoalla rete autostradale e manchino vie rapide verso Europa e pianura padana. Qui si crea tanta economia ma non è stata data una risposta adeguata al sistema, ci sono aziende uniche al mondo ma non ne vengono riconosciuti gli sforzi (in formazione, tecnologia, qualità, export). Qui non è la politica a fare l'economia, semmai il contrario! Gli imprenditori chiedono di "poter fare", non liberismo senza limiti ma buon senso: dobbiamo dare loro semplificazione e infrastrutture". Terra ricca e laboriosa, che i distretti non li ha sulla carta ma nella realtà dei fatti, Cuneo è disagiata nei collegamenti anche per la natura del territorio, con ampi spazi montani. E nelle "terre alte" il vento del Carroccio si è fatto sentire con forza, con un terzo dei voti (o più) da Bellino a Villar San Costanzo, da Crissolo a Montemale. "Nelle aree montane la Lega è presente da tempi non sospetti – fa notare Stefano Isaia, caragliese, segretario provinciale del partito –:un bacino elettorale limitato, ma un fortino dei valori e delle tradizioni. I problemi sono enormi, chi ci vive va aiutato: vogliamo fornire aiuti sul gasolio, mantenere i piccoli negozi e i servizi, destinare più risorse. Se tutti i cittadini sono uguali, come vuole la Costituzione, vanno garantite condizioni di vita degne anche alle aree disagiate. Il tessuto locale ha recepito i nostri impegni e ci ha affidato un mandato forte, che non vogliamo deludere". Richiamo alla responsabilità anche da Barge, che con la vicina Bagnolo Piemonte costituisce un distretto della pietra e dove la comunità cinese raggiunge il 10% della popolazione. "Il voto leghista nella nostra zona è un segnale – afferma il sindaco Luca Colombatto, vicino al centrodestra – affinché a livello amministrativo si continui una politica per il territorio e per tutte le categorie produttive, in un'ottica di federalismo. Sul piano sociale, poi, l'esigenza è di maggior sicurezza, ma questa viene dalle istituzioni prima che dalla politica: per questo a Barge abbiamo istituito e riconosciuto la comunità culturale cinese, tramite per un'integrazione sociale che oggi non c'è". Lontana da Roma e ai confini dell'impero, Cuneo ha puntato su lavoro e produzione diversificata, anche nel primario. "Siamo stati gli unici a dedicare un programma all'agricoltura cuneese – sottolinea Claudio Sacchetto, imprenditore frutticolo, consigliere comunale nel capoluogo –, che abbiamo inviato alle 23mila imprese agricole ed è stato apprezzato per la sua concretezza: manodopera, burocrazia, valorizzazione e gdo, nitrati. Sulle quote latte, poi, puntiamo a soluzioni politiche per salvaguardare chi ha rispettato le regole ma anche chi non si è piegato a un sistema sbagliato e penalizzante ". Raddoppio leghista anche nell'albese, da Canale a Bergolo, da Barbaresco a Roddi, e consensi triplicati a Barolo, terra del re dei vini. Zone in cui vigne, castelli e imprese si fondono in un unico skyline, dove dinamismo e concretezza sono quasi un imprinting: "Il voto alla Lega in questa coalizione non è protesta – secondo Luca Drocco, presidente Dromont Spa di Grinzane Cavour, che produce sistemi di dosaggio e opera in tutto il mondo –, ma la richiesta di un territorio, degli imprenditori e di ampi strati della popolazione, alla politica: lavorare seriamente, senza sprechi di risorse pubbliche, garantendo infrastrutture e servizi. L'albese ha risultati eccezionali di produzione, occupazione, redditi pro capite: qui le imprese non chiedono aiuti ma che vengano tolti lacci. E poi l'esigenza di uno Stato che funzioni è comune a tanti cittadini e riguarda anche l'immigrazione, tra sostegno al lavoro e tutela dalla criminalità: in altri Paesi il controllo è stretto, senza per questo rinunciare a democrazia, sviluppo e benessere". L'AGRICOLTURA Claudio Sacchetto, imprenditore e consigliere comunale a Cuneo: "Nel programma la soluzione per le quote latte" L'INDUSTRIA Per Luca Drocco, presidente della Dromont di Grinzane Cavour, "la richiesta è di garantire servizi senza sprechi".

Torna all'inizio


Lega Nord leader nei distretti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ISTITUZIONI (Cantiere leg.) data: 2008-04-23 - pag: 13 autore: Il dopo voto. In Emilia-Romagna si è avuto un boom di preferenze nei centri chiave dei poli produttivi Lega Nord leader nei distretti Il mondo economico punta l'indice su sicurezza e sprechi della Pa Deborah Dirani BOLOGNA In Emilia-Romagna la Lega prende poco più del 7% dei voti sia a Camera (7,76) che Senato (7,12), poco al di sotto del dato nazionale che colloca il partito di Bossi all'8 per cento. Eppure anche nella rossa terra d'Emilia e di Romagna il verde dei leghisti ha avuto performance di rilievo sia rispetto alle elezioni precedenti ( 3,92% alla Camera e 3,84% alla Camera) sia in alcuni Comuni, dove le percentuali locali hanno superato di diversi punti quelle nazionali. Un consenso, quello raccolto dalla Lega Nord, penetrato fin nel cuore dei distretti produttivi emiliano-romagnoli: a Langhirano (Parma) terra d'elezione della produzione di prosciutto (14,85% alla Camera, 13,35 al Senato); nel distretto della piastrella a Sassuolo (11,6% alla Camera, 10,18 al Senato); in quello della meccanica agricola, a Cento, nel Ferrarese (12,61% alla Camera e 12,02 al Senato) e a Galeata (ForlìCesena) nell'Alta Valle del Bidente, cuore della produzione avicola (15,59% alla Camera e 12,84 al Senato). Sono percentuali che si discostano anche di diversi punti da quelle dei Comuni capoluogo delle province dei quattro distretti e che sono interpretate, quasi univocamente da categorie economiche e ammini-stratori, come il segnale di una paura diffusa tra la popolazione. "Qui da noi – spiega Marcello Mazzera, responsabile della sezione di Langhirano di Cna – la presenza di extracomunitari è molto forte per via dei prosciuttifici che necessitano di manodopera. Ma evidentemente molte persone che abitano nel distretto in cui si produce il prosciutto di Parma fanno ancora fatica ad accettarli, forse perché quello dell'immigrazione qui è un fenomeno recente: fino a 10 anni fa quasi non c'era". Tuttavia, secondo Daniela Incerti, segretario generale della Cisl di Parma, "un risultato tanto eclatante non può venire letto come semplice segnale di protesta dei cittadini. è invece indicativo di una mancanza di fiducia nei partiti tradizionali che vengono visti come meno sensibili ai problemi del territorio. A Langhirano comunque non c'è il problema della microcriminalità riconducibile agli extracomunitari. Qui, anzi, sono fondamentali per le aziende". Il problema della sicurezza e della microcriminalità potrebbe invece aver guidato la mano dei residenti di Sassuolo, capitale italiana della ceramica, che hanno messo la croce sul simbolo del carroccio: a pensarla così sono sia il sindaco del Pd, Graziano Pattuzzi, che il responsabile locale della Cgil, Rocco Corvaglia. Concordi nell'affermare che di certo non saranno stati gli industriali a dare il voto alla Lega. "Gli immigrati - ricorda Corvaglia- sono fondamentali per le nostre aziende. Piuttosto credo che la questione della sicurezza sia stata fondamentale". Soprattutto in alcuni quartieri, come il Braida. "Qui molte persone conferma il sindaco Pattuzzi- vedono gli extracomunitari come un'insidia; si sentono minacciati nel lavoro, nella casa, nel futuro. Non capiscono che sono fondamentali per le aziende". Soprattutto perché accettano di fare quei lavori che ormai un italiano rifiuta, conferma Rodolfo Valentini, sindaco di Galeata, paese che detiene il primato regionale di immigrati sulla popolazione residente: "Nel mio comune, di 2500 abitanti, gli immigrati sono 480 e di questi circa 300 lavorano tutti alla Pollo del Campo, nelle prime due linee quella del vivo e quella del taglio. Svolgono un lavoro duro che nessun altro vuole fare, ma hanno contratti che li impiegano solo per alcuni giorni la settimana; gli altri non hanno niente da fare e se ne stanno in piazza, cosa che da noi non è ben vista. Chi ha votato Lega qui? Qualche anziano, alcuni ex di Rifondazione e anche degli imprenditori che temono la concorrenza degli stessi immigrati ". Dalla Pollo del Campo, colosso del settore della carne, confermano che gli immigrati sono fondamentali: "Gli immigrati –spiega Guido Sassi, amministratore delegato dell'azienda – per noi sono una ricchezza. Non credo che su questo punto la Lega abbia preso voti dagli imprenditori ". E ricchezza in termini di manodopera gli extracomunitari lo sono anche a Cento, centro nevralgico della produzione di macchine agricole. Eppure questo è l'unico Comune in cui si azzarda l'ipotesi che a votare Lega siano stati gli imprenditori. "Il nostro territorio - racconta Donato Toselli direttore della locale sede di Confartigianato - è per certi versi molto simile alla Brianza o al Nord-Est. Gli immigrati sono sì una risorsa per le aziende, ma credo che il 60% dei voti alla Lega sia riconducibile agli stessi titolari di quelle aziende, stanchi dei disservizi che derivano da burocrazia e amministrazione centrale". Per Massimo Zanirato, segretario della Uil di Ferrara l'immigrazione comunque centra: "Qui di immigrati ce ne sono tanti, e alcuni hanno messo in piedi delle piccole aziende. Qualcuno ne teme la concorrenza e per questo potrebbe aver scelto il Carroccio". LE VALUTAZIONI Mazzera (Cna Langhirano): "Reazione alla forte presenza di extracomunitari". Zanirato (Uil Ferrara): "Si teme la concorrenza degli immigrati" LOTTA AI DISSERVIZI Toselli (Confartigianato): "Qui a Cento il 60% dei voti è riconducibile agli imprenditori stanchi della troppa burocrazia".

Torna all'inizio


Troppi intralci a livello locale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO (impresa in un data: 2008-04-23 - pag: 3 autore: INTERVISTA Filippo Cavazzuti Docente di Economia "Troppi intralci a livello locale" BOLOGNA "Sicuramente la forma di riduzione burocratica rappresentata dalla Comunicazione unica agevola le aziende. Ma non è sufficiente: si tratta infatti di un primo passo a cui dovrebbero seguirne altri, sulla stessa strada, per arrivare a una rete in cui far confluire tutti gli adempimenti che pesano sulle imprese". Filippo Cavazzuti, 66 anni, docente di Economia e regolazione dei mercati finanziari all'Università di Bologna e presidente di Carisbo, accoglie positivamente l'innovazione contenuta nella legge Bersani-bis che ha dato il via al progetto Impresa in un giorno. "Con la ComUnica – continua – si fanno dialogare tre istituti nazionali, come Inps, Inail, e Agenzia del-le entrate, ma non è sufficiente. Non dobbiamo infatti dimenticare che nella vita di un imprenditore il rapporto con la burocrazia avviene anche a livello governativo locale". Il riferimento di Cavazzuti è agli sportelli per le imprese che si trovano nei Comuni, o anche in alcune Regioni, e ai quali spesso un lavoratore autonomo, sia esso industriale o artigiano, deve fare ricorso. "Il passo fin qui compiuto è stato sì fondamentale, ma forse, è anche stato il più facile, trattandosi di istituzioni nazionali verticali. Ora si tratta di trasporlo anche a un altro livello, che comprenda Comuni, Province e Regioni". L'obiettivo che Cavazzuti ritiene doveroso perseguire, allo scopo di agevolare l'imprenditoria e, di conseguenza, favorire una ripresa mercato nazionale interno, è la creazione di un sistema in rete. Una sorta di "google" delle aziende. "Sarebbe importante per il futuro che sul modello di questo progetto della Comunicazione unica venisse strutturata una vera rete telematica in cui far confluire tutti gli adempimenti burocratici delle imprese. Solo così si avrebbe una reale riduzione degli oneri che ad oggi continuano a gravare sugli imprenditori ". De.D. Economista. Filippo Cavazzuti, presidente Carisbo.

Torna all'inizio


Brescia-Usa oltre la congiuntura (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CONVEGNO. Nell'auditorium della Camera di commercio il dibattito fra imprenditori bresciani e statunitensi sulle reciproche opportunità di business Brescia-Usa oltre la congiuntura Beretta: "La flessibilità del lavoro è determinante" Comini: "Servono progetti che superino la ciclicità" Camozzi: "Bisogna tornare all'immagine data dall'Italia negli ultimi decenni" Gli americani preoccupati solo dall'impatto con la burocrazia, non dal sistema infrastrutturale  .

Torna all'inizio


Troppa burocrazia per un telefono amoroso (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

TEATRO. AL SOCIALE FINO A DOMENICA LO SPETTACOLO TRATTO DAL LIBRO DI CAMILLERI Troppa burocrazia per un telefono amoroso Una farsa che diventa tragedia con Musumeci e Pattavina  .

Torna all'inizio


INPS, ARRIVA LA CARTA DEI SERVIZI PER I PENSIONATI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Inps, arriva la carta dei servizi per i pensionati Tempi certi per le pratiche dell'Inps. Nasce la Carta dei servizi che consentirà agli utenti di poter seguire l'iter delle proprie pratiche ed evitare che si perdano nei meandri della burocrazia. La Carta è stata presentata ieri mattina nel corso di un incontro che si è svolto nella sala convegni del carcere borbonico. "L'iniziativa nasce alla luce della nuova disciplina sulla trasparenza - afferma il presidente del comitato provinciale Sergio Imbimbo (nella foto) - rappresenta un patto basato sulla chiarezza e fiducia con i cittadini, in particolare le fasce deboli, che avranno la possibilità di conoscere ogni passaggio delle proprie pratiche". La Carta dei servizi dell'Inps sancisce, dunque, i tempi necessari per le istanze avanzate dagli utenti garantendone il rispetto. "L'indicazione della tempistica è importante soprattutto per le persone anziane - afferma Imbimbo - naturalmente, cercheremo di superare tutte le difficoltà che gli uffici incontrano per la carenza di personale e la giacenza delle pratiche. È un punto di partenza perché si possa dare un contributo affinché ognuno che si rivolge all'Inps possa avere, in tempi brevi, le risposte alle proprie aspettative sia in termini previdenziali che assistenziali". Allegato alla Carta dei servizi, c'è il modulo di reclamo. "Lo stampato consente agli utenti di avanzare le proprie rimostranze o indicazioni sulle pratiche - spiega Sergio Imbimbo - nonostante la costante attenzione alla qualità del servizio, è possibile che non tutte le richieste e aspettative vengano soddisfatti nei tempi e nei modi sperati. L'Inps vuole raccogliere le eventuali osservazioni degli utenti che permetteranno al referente della procedura di superare gli ostacoli e portare a termine la pratica". L'iniziativa accelera il contatto tra l'amministrazione e gli utenti e agevola gli anziani nella soluzione delle problematiche aperte presso l'Istituto previdenziale. "La Carta dei servizi è un vademecum che facilita agli utenti l'accesso ai servizi - aggiunge Imbimbo - aiuta a far conoscere le strutture presenti sul territorio, gli strumenti a tutela del cittadino e delle imprese, i servizi offerti dall'istituto". ci.pu.

Torna all'inizio


MARCEGAGLIA AL LEADER PDL: SUBITO GLI SGRAVI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il vertice La Guidi batte Sagripanti ed è eletta presidente dei Giovani con 131 preferenze MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Ha anticipato il suo intervento davanti ai giovani di Confindustria, riuniti per eleggere il nuovo presidente. Avrebbe dovuto parlare per ultima Emma Marcegaglia, ma a Palazzo Grazioli la aspettava il futuro premier del Consiglio Silvio Berlusconi. E così mentre Federica Guidi veniva scelta (131 preferenze su 217 votanti) per succedere a Matteo Colaninno, neoparlamentare del Pd, l'auto del presidente designato di Confindustria stava raggiungendo Via del Plebiscito. "Parleremo delle istanze delle imprese", sbrigativa Emma Marcegaglia. Ad accompagnarla il direttore generale di Viale dell'Astronomia Maurizio Beretta; Luca Cordero di Montezemolo li avrebbe raggiunti solo alle 14. Ricco il menu, condiviso da Fedele Confalonieri e Gianni Letta: le riforme, compresa quella contrattuale, ma soprattutto la detassazione degli straordinari e i premi di produzione. Berlusconi ne ha parlato a più riprese durante la campagna elettorale e ora per gli imprenditori è arrivato il momento di affrontare concretamente la questione. "Le due ipotesi (defiscalizzazione degli straordinari e premi di produzione) ci vedono molto favorevoli. Sono richieste che Confindustria fa da sempre e che finora non sono state mai accolte. Permetterebbero di aumentare il potere d'acquisto e la libertà di scelta dei lavoratori", ha detto Marcegaglia alla giunta proprio nel giorno della sua designazione. I commensali si sono trovati d'accordo anche sulla necessità di interventi per far ripartire il Paese e aiutare la crescita: e allora maggiori infrastrutture e rilancio dell'economia meridionale perché le regioni del Sud possano tornare a essere competitive. Ma anche meno burocrazia perché finisce per diventare un laccio per le imprese, soffocate dai troppi adempimenti richiesti. Oltre a costare mezzo punto di crescita all'anno. Berlusconi ha assicurato piena collaborazione, aggiungendo che su alcuni punti - la defiscalizzazione degli straordinari, ad esempio - si punta a fare in fretta, tanto più che i sindacati (solo la Cgil mantiene perplessità) non oppongono particolari ostacoli. Infatti, il tema è già stato al centro di un incontro tra Marcegaglia e il leader della Cisl Raffaele Bonanni; e di un colloquio telefonico con il segretario confederale della Cgil Guglielmo Epifani e prossimamente anche con Luigi Angeletti, della Uil. Certo è che le tre organizzazioni sindacali cercano tra di loro una preventiva intesa sui possibili punti di confronto con gli industriali, in modo da sedersi al tavolo della trattativa e parlare il più possibile con un'unica voce. E tra i punti di confronto ci sarà sicuramente la riforma del contratto di lavoro, che Confindustria vorrebbe meno "rigido" e più moderno. Considerazione che Berlusconi condivide. "C'è intesa sulle cose da fare e sullo sforzo per far ripartire lo sviluppo. Il clima è stato molto cordiale", trapela a conclusione del pranzo a Palazzo Grazioli. Possibile che del menu abbiano fatto parte anche Alitalia - per Emma Marcegaglia "il peggior caso di gestione all'italiana" - e la revisione delle norme per la sicurezza sul lavoro, recentemente varate dal governo Prodi. "Sono troppo rigide. È stata una scelta profondamente sbagliata. Chiederò al prossimo esecutivo di modificarle", aveva detto nei giorni scorsi la presidente designata. Probabile che la richiesta sia già stata fatta ieri. Marcegaglia non ha rilasciato dichiarazioni al termine dell'incontro con Berlusconi, che si è intrattenuto per un'altra ventina di minuti con Luca Cordero di Montezemolo. Ma in questo caso al centro del faccia a faccia era la composizione del nuovo governo e la possibilità che il presidente uscente di Confindustria ne faccia parte. A Viale dell'Astronomia, intanto, Federica Guidi festeggiava la sua elezione a presidente dei giovani industriali: "Lavoreremo con serietà e ottimismo, con responsabilità e creatività". "Una bella competizione", ha commentato Emma Marcegaglia. Guidi, figlia di Guidalberto (vicepresidente di Confindustria con Antonio D'Amato), ha avuto la meglio su Cleto Sagripanti, con 131 preferenze contro 86 dello sfidante. Con la nomina di ieri diventa anche, di diritto, vicepresidente di Confindustria. Della sua squadra fanno parte i vicepresidenti Jacopo Morelli (Economia); Vincenzo Nasi (Scuola e Formazione); Alberto Marenghi (Rapporti Interni); Gianluca Gemelli (Energia, ambiente e infrastrutture); Florindo Rubettino, direttore della rivista "Quale impresa"; Domenico Zonin, consigliere incaricato per le nuove imprese; Jacopo Silva, consigliere incaricato per la modernizzazione del Paese. Nella squadra dovrebbero entrare anche il presidente di Napoli Antimo Caputo e il casertano Gianluigi Traettino.

Torna all'inizio


Licenze edilizie, pratiche-lumaca in Municipio (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1043 Assemini. Anche un anno d'attesa per avere l'autorizzazione a costruire Licenze edilizie, pratiche-lumaca in Municipio Assemini.. Anche un anno d'attesa per avere l'autorizzazione a costruire --> Otto mesi d'attesa fino ad arrivare persino a un anno prima di vedersi rilasciare anche la più semplice licenzia edilizia dal Municipio. Al quarto piano del Comune, dove ha sede l'ufficio Urbanistica, cova la polemica e semplici cittadini, professionisti e imprenditori non sanno più a quale santo votarsi per vedersi rilasciate le autorizzazioni richieste. "Ho presentato una richiesta per l'apertura di una finestra in un caseggiato già esistente", rivela un imprenditore edile, "e dopo mesi di attesa mi sono sentito richiedere una miriade di progettazioni degli impianti e certificati vari che, se li dovessi davvero produrre, avrebbero un costo complessivo di non meno di diecimila euro contro i 300 necessari per realizzare l'apertura necessaria". In questa situazione che dura ormai da anni, la protesta monta silenziosa. "È una situazione vergognosa", taglia corto l'assessore ai Lavori pubblici Francesco Lecis, "e pur non avendo possibilità di intervenire, ricevo tutti i giorni molti cittadini che si lamentano della situazione". Giancarlo Scalas, assessore all'Urbanistica e responsabile politico della situazione, allarga sconsolato le braccia: "Non è colpa dell'amministrazione comunale ma della eccessiva burocrazia che non viene per niente sveltita". Una soluzione la intravede anche l'assessore Scalas. "Senza però scaricare le colpe della situazione sugli uffici in generale", continua l'assessore all'Urbanistica. "Il funzionario responsabile d'area dovrebbe sveltire la burocrazia perché noi come amministratori non possiamo rimediare". I problemi per la consegna delle varie autorizzazione a costruire, di inizio attività edilizia, delle concessioni e dei vari certificati urbanistici rilasciati dal Comune continuano però a diventare merce rara nelle mani dei cittadini e dei vari professionisti impegnati nel settore edilizio. "E' sicuramente una situazione che non favorisce l'economia del territorio", ammette l'assessore Scalas. GIAN LUIGI PALA.

Torna all'inizio


Gli artigiani chiedono al nuovo governo segnali forti per rilanciare la competività (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Gli artigiani chiedono al nuovo governo segnali forti per rilanciare la competività di Girolamo Astolfi * L'impresa artigiana si regge su determinati valori, si regge sui legami familiari, sulla voglia di migliorare la propria condizione e generare lavoro.Ma poi si scontra contro un muro invalicabile di vincoli, balzelli e con un sistema che le mette all'angolo soffocandola di leggi e leggine, di costi e lungaggini burocratiche che superano ogni ragionevole limite di tolleranza.Gli artigiani lavorano in silenzio, non fanno le marce, non fanno la rivoluzione, non hanno cordate di salvataggio, si arrangiano da soli ma sono stanchi di subire e la loro pazienza ha raggiunto il limite umano di sopportazione.Con le loro aziende che nella stragrande maggioranza non superano i nove addetti, sono l'ossatura importante della nostra società, ma hanno capito che questa società è indifferente e scarica a getto conti-nuo una buona dose della sua inefficienza.La Confartigianato Imprese di Rovigo confida nell'impegno del nuovo Governo ad operare scelte rapide e di interesse generale per affrontare la fitta agenda dei problemi del Paese. Infatti, dalle consultazioni elettorali è emersa una coalizione che può amministrare il Paese con un Governo stabile nel tempo e garantire certezze e affidabilità al sistema imprenditoriale.Le imprese artigiane si aspettano dal nuovo governo segnali forti ed efficaci per rilanciare la competitività del comparto. Per questo si chiede l'attenzione nei confronti dell'artigianato e delle piccole imprese che del resto è contenuta nel programma elettorale del Popolo della Libertà, trovi concreta e rapida attuazione.Iniziando a ridurre la spesa pubblica ed eliminare gli sprechi. In materia fiscale è necessario andare oltre l'impegno a non chiedere ulteriori sacrifici agli italiani: bisogna abbassare la pressione tributaria su imprese e famiglie, semplificare gli adempimenti fiscali e la revisione degli studi di settore.Gli artigiani si aspettano che vengono liberati dalla zavorra opprimente dei costi della burocrazia (da anni l'organizzazione è impe-gnata su questo fronte), della diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. In particolare viene chiesta una rappresentanza degli artigiani sui tavoli di concertazione basata sulla pari dignità con le altre forze economiche e sindacali.*Presidente Confargianato.

Torna all'inizio


Detrazioni fiscali per disabili (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un incontro per la divulgazione dei contenuti della legge finanziaria Detrazioni fiscali per disabili Al fine di realizzare un'informazione efficace e attenta alle esigenze della popolazione, lo sportello Informa Handicap dell'unità Handicap adulto e Sil dell'Ulss 19 di Adria ha organizzato la serie di incontri monotematici "Uno sportello per ..." dedicati al turismo accessibile, alla dichiarazione dei redditi, agli ausili e alla normativa sull'handicap. Nel marzo scorso si è tenuto il primo appuntamento sul tema del turismo accessibile, con la presentazione delle varie possibilità di fare vacanza in strutture e zone attrezzate per ospitare anche disabili medio- gravi. Il prossimo incontro è fissato per mercoledì 30 aprile, dalle 9 alle 11, nella sede dello sportello Informa Handicap. Durante l'appuntamento saranno esaminati gli argomenti della legge finanziaria utili ai fini delle detrazioni fiscali. Sostanzialmente le agevolazioni previste riguardano le detrazioni per carichi di famiglia, le agevolazioni sui veicoli, le agevolazioni lavorative e per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti. L'obiettivo dell'incontro è quello di offrire alle persone interessate l'opportunità di ricevere, in un unico luogo e senza girovagare per diversi uffici, tutte le risposte necessarie: un grande vantaggio specialmente nei riguardi di coloro che a causa del loro handicap hanno problemi di autonomia e di spostamenti, o dei loro familiari impegnati nell'attività di accompagnamento ed assistenza. Molto spesso accade, infatti, che la domanda espressa sia legata ad una informazione ricevuta quando, invece, l'esigenza vera e propria è di natura diversa, più profonda e di maggiore difficoltà. La competenza unita all'esperienza e alla sensibilità degli operatori dello sportello Informa Handicap consentono di coniugare in un'unica dimensione più fattori, facilitando alle persone il duro compito di comprendere leggi, disposizioni, pratiche da sbrigare, e di rendere più alla portata di tutti burocrazia e uffici. Dal lunedì al giovedì lo sportello è aperto dalle 9 alle 12 nella sede di Adria in piazzale Rovigno 9, adiacente al centro commerciale Il Porto, con numeri telefonici 0426-940642-629, email: infohandy@ulss19adria.veneto.it.

Torna all'inizio


Vicenza del '500 attrazione europea (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Presentata ieri l'iniziativa di Confindustria che mostra l'altra faccia della città (antica) Vicenza del '500 attrazione europea Un Palladio dagli umori complessi e cangianti, che si aggira in una Vicenza del 500 colma di fervori rinascimentali. La sua vita privata, tanto imperscrutabile quanto misteriosa, in una città che diventa un polo d'attrazione socio-economico a livello europeo.Potrebbe essere il canovaccio di un film, ed invece il ciclo di 5 incontri chiamato Palladio in Corso, che si terrà a Palazzo Bonin Longare a partire dal 29 aprile, è qualcosa di più. L'iniziativa, organizzata da Confindustria Vicenza e presentata ieri nella sede dell'associazione, si inserisce nella serie di manifestazioni programmate a Vicenza per l'anno del Palladio. L'obiettivo è quello di mostrare l'altra faccia dell'architetto (e della sua città adottiva) al di là delle sue opere. La moda, gli stili di vita, i costumi, l'economia del 500 saranno illustrati, nei simposi, da tre accreditati relatori. I segni delle peculiarità di quell'epoca sono ad esempio nascosti in un affresco di Villa Caldogno, in cui una donna porta al braccio una stola di scoiattolo che serve da anti-pulci. Una particolarità più unica che rara nelle raffigurazioni del rinascimento. E questa è solo una delle tante chicche, che Katia Brugnolo, docente di Storia dell'arte, svelerà il 29 aprile con la sua relazione dal titolo "Miti, moda e musica: storia del costume nei cicli a fresco delle ville palladiane". Sempre lei, il 6 maggio dedicherà l'incontro al tema "Dalla villa romana alla villa palladiana, l'eredità nella decorazione", e il titolo spiega già tutto.Un altro docente, Edoardo Demo, parlerà invece di economia e di industria d'epoca il 13 maggio con "Città ricchissima e di gran traffici, Vicenza e la sua economia ai tempi del Palladio" e il 20 maggio con "Due manifatture a livello internazionale, il lanificio e il setificio a Vicenza nel secolo del Palladio".Il ciclo sarà concluso il 27 maggio da Giorgio Ceraso, appassionato cultore di storia vicentina, che delineerà il percorso inedito della figura del Palladio attraverso i secoli. E quindi fino alla sua attuale iconografia "pubblicitaria". Non tralasciando però il passato. I problemi dell'architetto con la burocrazia del tempo, ad esempio. Quella burocrazia che nel 500 allungava i tempi dei cantieri e che, nei secoli, non ha subito l'ingiuria del tempo. Provare per credere: piazza dei Signori, sulla destra. La Basilica Palladiana oggiP.R.

Torna all'inizio


Manager, rischiano in sei: ricorso collettivo (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania sanita' Manager, rischiano in sei: ricorso collettivo Manager sotto esame: pagelle ritirate oggi, verdetti confermati. Tre su undici direttori, come anticipato ieri dal Denaro, non raggiungono la sufficienza. Per altri tre la poltrona traballarebbe per vari motivi, dal mancato via libera da parte della conferenza dei sindaci come è il caso di Federico Pagano manager della Asl Salerno 2 alla insufficiente riduzione del deficit in rapporto all'adeguamento avvenuto per il budget come avviene per Raffaele Ateniese al mancato utilizzo di fondi per l'edilizia ospedaliera come risulterebbe per il vertice della Asl Caserta 2. Quel che è certo è che tutti sono pronti a fare ricorso, compresi coloro che non sono in odore di bocciatura. A cominciare da Nicola Mininni, manager del Santobono che si difende: "Mi viene contestato di non aver ristrutturato il Pausilipon, ma io i progetti li ho presenti per quell'ospedale che è sotto vincolo della soprintendenza e la burocrazia condiziona tutto. Se non ho avuto fondi come facevo a spenderli?" Massimo Botti Quasi una processione ieri a Palazzo Santa Lucia dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania. Undici direttori si sono recati presso la sede della regione, presso gli uffici dell'assessorato di cui è responsabile Angelo Montemarano per ritirare le pagelle. Ossia il plico con il responso, dettagliato e documentato, del lavoro della commissione di valutazione che nei mesi scorsi ha fatto le pulci a bilanci, rapporto tra entrate e uscite, attività manageriale svolta negli ultimi due anni da ciascun direttore per migliorare l'assistenza, elevare la qualità dei servizi e garantire i Livelli essenziali di assistenza pur in presenza di un duro piano finanziario di rientro dal debito. Tutte confermate le indiscrezioni giornalistiche della vigilia e le anticipazioni del Denaro. Tre manager non raggiungono la sufficienza. Tutti sono pronti, anzi prontissimi, ad avanzare ricorso. I bocciati A preparare le carte sono Nicola Mininni, vertice dell'ospedale Santobono che si attesta, sia per le attività gestionali, sia per quelle manageriali, al di sotto della soglia minima di 50 punti. Per Mininni pesa soprattutto un budget risicato, sottostimato per circa 20 milioni e dunque per il 95 per cento assorbito dagli stipendi del personale.Poco superiore a quaranta anche il punteggio raggiunto da Armando Poggi che alla Asl Napoli 3 non ha inciso sul deficit, anzi peggiorando alcune performance raggiunte dal precedente management sul fronte del governo della spesa farmaceutica e non ha garantito numeri, per le attività assistenziali, in grado di testimoniare il rispetto dei vincoli dei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Pochi investimenti anche quelli addebitati a Giovanni Russo vertice della Asl Salerno 1. Pronti a fare ricorso anche Raffaele Ateniese di poco al di sotto della sufficienza che ritiene di aver inciso eccome sul dato gestionale nonostante i cospicui investimenti fatti nelle zone isolane di Ischia a Procida dove è stato necessario garantire determinati standard di personale. L'iter L'iter a questo punto prevede il deposito delle controdeduzioni rispetto al lavoro svolto dalla commissione. L'analisi e i rilievi di merito della stessa commissione. Una eventuale decisione finale della giunta regionale riguardo alla riconferma o meno dell'incarico (che ha durata quinquennale). E in ultima istanza, l'eventuale ricorso degli esclusi. Ce ne è abbastanza per far slittare all'state eventuali bocciatura e cambi di poltrone. Primi della classe Una novità è il fatto che anche tra i primi della classe, come Bruno de Stefano, a capo della Asl di Benevento, si annuncia il ricorso: "Io sono assolutamente in linea con gli obiettivi di spesa fissati dal piano di rientro dice il manager ma il punteggiod ella commissione, pur nella sufficienza si ferma a 53 punti. Lo trovo inspiegabile. Anzi, credo che aver centrato l'obiettivo di risparmio sia un fattore più positivo di chi ha in realtà risparmiato tanto da andare oltre gli obiettivi prefissati". é il caso di Donato Saracino, manager della Asl Salerno 3, al governo della sanità del vasto Cilento e della zona a Sud di Salerno .Tutti argomenti che saranno approfonditi al tavolo del coordinamento dei direttori generali che dopo il round di giovedì prevede un'altra tappa lunedì prossimo. Oltre alle pagelle dei valutatori in primo piano la discussione ull'applicazione del nuovo contratto di lavoro. I manager, infatti, siano essi direttori generali o sanitari guadagnano ormai, a distanza di cinque anni dall'ultimo adeguamento contrattuale, meno di quanto guadagni un sottoposto, come può essere un direttore di dipartimento. Da approfondire anche la questione della premialità sullo stipendio fino a un massimo del 20 per cento per chi ha superato la sufficienza visto che il tetto massimo fissato dalla Regione (300 milioni) non consente di andare oltre il 10 per cento degli stipendi attuali. Tra ospedali e Aziende locali 24 direttori generali Asl Avellino 1: Luigi Giordano Asl Avellino 2: Roberto Landolfi Asl Benevento 1: Bruno De Stefano Asl Caserta 1: Francesco Bottino Asl Caserta 2: Antonietta Costantini Asl Salerno 1: Giovanni Russo Asl Salerno 2: Federico Pagano Asl Salerno 3: Mario Donato Sarracino Asl Napoli 1: Giovanni Di Minno Asl Napoli 2: Raffaele Ateniese Asl Napoli 3: Armando Poggi Asl Napoli 4: Angela Ruggiero Asl Napol 5: Gennaro D'Auria A.O. Cardarelli: Enrico Iovino A.O. Cotugno: Antonio Giordano A.O. V.Monaldi: Tullio Cusano A.O. Santobono Pausillipon: Nicola Mininni A.O.S.Giovanni di Dio: Attilio Bianchi AO.S.G.Moscati: Giuseppe Rosato A.O. Rummo: Rosario Lanzetta A.O.Multizonale Caserta: Luigi Annunziata AUP II Ateneo: Luigi Muto AUP Federico II: Luigi Canfora Fond.Pascale I.R.C.C.S: Mario Santangelo Tredici manager per le Aziende saniatarie locali e undici per gli ospedali. La commissione di valutazione ha sottoposto a verifica l'operato di 11 direttori nominati a dicembre del 2005. del 25-04-2008 num.

Torna all'inizio


INVERIGO (s. cat.) Forse non cambiano la vita, le misure introdotte nel regolamento Ici comunale, ma (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

INVERIGO (s. cat.) Forse non cambiano la vita, le misure introdotte nel regolamento Ici comunale, ma certo la semplificano un po'. Soprattutto nel caso in cui alle prese con la tassa sull'abitazione sia un figlio che è andato a stare nella casa intestata a papà o alla sorella maggiore. La novità più consistente, infatti, riguarda proprio gli immobili concessi in uso gratuito, per i quali non è più prevista una scrittura privata registrata, ma una semplice dichiarazione da presentare su apposito modulo disponibile in municipio all'ufficio tributi. Un risparmio di denaro e anche un risparmio di tempo e burocrazia. Si è però deciso di restringere il campo dei parenti che possono usufruire di questo beneficio, e il comodato gratuito riguarda quindi solo gli immobili concessi a parenti in linea retta entro il primo grado - genitori e figli - e collaterale entro il secondo grado, come fratelli sorelle. Per quanto riguarda le aliquote, vengono confermate quelle degli anni passati, ovvero 5,4 per mille per la prima abitazione e 6,6 per mille per la seconda. Per la prima casa resta la detrazione pari a 103,29 euro - aumentata a 153 per i nuclei familiari che contemplino la presenza di almeno una persona di 70 anni compiuti o di tre o più figli minorenni o di un portatore di handicap ? cui si aggiunge l'ulteriore detrazione statale pari all'1,33 per mille calcolata sul valore imponibile dell'immobile fino a un massimo di 200 euro. 25/04/2008.

Torna all'inizio


Gli ultimi appelli al voto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IO STO CON..... Gli ultimi appelli al voto degli elettori astigiani Si conclude oggi la "tribuna" riservata ai lettori Per la prima volta Asti ha l'opportunità di avere un presidente donna. Non è un femminismo di ritorno o la rivendicazione della quota rosa per legge: la scelta di Armosino afferma, in concreto, che anche le donne possono raggiungere i posti di comando. E sono certa che saprà farsi valere. Domenica Demetrio Voto e faccio votare Roberto Peretti perché sarà un presidente a tempo pieno, perché è un amministratore capace ed attento alle esigenze di tutti i cittadini, perché crede, da astigiano, nelle potenzialità di questo territorio. Massimo Fiorio deputato Pd Voto per Maria Teresa Armosino, candidata del Pdl, partito che ho votato alle Politiche. L'auspicio è che la collaborazione tra Governo, Comune capoluogo e Provincia possa dare risultati proficui, in particolare per sicurezza e sviluppo economico. Piero Mora consigliere comunale Ho votato per Mariangela Cotto al 1° turno perchè ho condiviso il suo progetto. Non potendo più votarla penso che il programma più vicino sia quello proposto da Roberto Peretti, che voterò contro l'arroganza del potere. Rita Bonetto, Calliano Un voto per la Armosino e il Pdl è utile per continuare a valorizzare il nostro territorio ed avere un'affidabile referente. Avere come presidente una parlamentare è sinonimo di utili contatti con il Parlamento. Mirko Mazzinghi. Conosco Armosino apprezzo la sua grinta e il suo attivismo. Voto per lei perchè sono sicuro che riuscirà a far ripartire l'Astigiano, specialmente nel settore lavoro. Pietro Nuccio Dopo..la Agela Merkel astigiana che dichiara di essere del Pdl ma lasciando al suo elettorato la libertà di voto ecco il Merkel dell'Udc (Accornero) che dichiara: "dobbiamo ancora decidere". Apro La Stampa del 24/04 ed ecco il Merckel d'estrema ex sinistra (Robotti) svelare l'arcano: l'Udc sostiene il candidato del Pd. Queste confusioni mi portano a votare Maria Teresa Armosino perchè ha mantenuto la sua linea: nessun apparentamento. Nunzio Grasso Ho conosciuto Peretti alcuni anni fa, quando era stato eletto sindaco di Villanova, ed io ero assessore al comune di Asti. In questi anni ho avuto modo ci apprezzare il lavoro da lui svolto, la sua disponibilità, i suoi desideri di conoscenza dei diversi problemi per poi effettuare le scelte migliori per il suo territorio. Caratteristiche che mi portano a sostenere Peretti ed a richiedere agli astigiani di votarlo. Mauro Trivelli Armosino ha scelto di dedicare il proprio impegno alla sua terra, dimostrando di essere attaccata ai nostri valori e alla nostra gente. Merita la nostra stima e il nostro voto. Mimmo Basso Ritengo che questa provincia non possa che augurarsi una vittoria di Peretti. Non piacerà ai poteri forti(non politici) in Asti, ma potrebbe aprire una stagione di libertà, competenza e reale servizio al territorio. Dario Rei Armosino parla in italiano con termini molto eleganti, ma l'ho sentita fare battute gustosissime in astigiano largo. E' un modo concreto per dimostrare attaccamento alle proprie radici e alla propria identità. Mi dà fiducia, la voto. Renato Gendre docente di filologia Nel programma di Maria Teresa Armosino c'è l'impegno ad eliminare la burocrazia inutile e far vincere il principio della meritocrazia: se questo vuol dire essere conservatori, evviva i conservatori. Franca Bevilacqua Ho fatto la mia scelta: Peretti. Ho assistito a dibattiti tra candidati e mi ha colpito per la competenza e la concretezza delle risposte, per il modo pacato, sobrio ed educato nel proporsi, ma anche deciso nel chiamare con il loro nome i problemi. Roberto Greco Invitiamo a votare Peretti perché è un capace e giovane amministratore della nostra Provincia. Perché è stato scelto dalle persone e non si è imposto con la forza all'interno del proprio partito. Perché ha deciso di occuparsi a tempo pieno del territorio e, a differenza della sua avversaria, avrà modo e tempo per farlo. Circolo Pd Langa astigiana Detesto l'aggressività e la spavalderia, nella vita come in politica. Roberto Peretti è persona gentile, che sa ascoltare e ama il confronto. Uno di cui ci si può fidare. Simona Catalano e altri 12 firmatari Voterò e consiglio di votare o di tornare a votare per Roberto Peretti; la sua storia di sindaco è una garanzia delle capacità di amministratore e della vocazione a guidare la provincia di Asti. Antonio Fassone Votando Armosino spenderemo tutti di meno e la Provincia sarà più virtuosa nelle spese. E' una politica attenta ai cittadini-consumatori: quando era al governo, con la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, ha avviato una politica seria per far recuperare risorse allo Stato senza spremere i cittadini. Salvatore Ingrasci Io voterò e farò votare Roberto Peretti, perchè sono stata colpita, tra le altre cose, dal suo entusiasmo, dalla caparbietà e concretezza tipica di chi vive la politica in funzione del prossimo. Ivana Bione Scelgo Roberto Peretti, un giovane legato al suo territorio, con la speranza che sia l'inizio del rinnovamento della nostra classe politica e l'apertura ad idee nuove e finalmente efficaci per lo sviluppo della nostra Provincia. Fabio Serra Voto maria Teresa Armosino perchè è attenta ai problemi della casa. Con i contratti di Quartiere che ha sostenuto sempre, indipendentemente da chi governava la città, da politica seria e responsabile, ha saputo portare ad Asti le risorse per costruire nuovi alloggi, rispondendo con i fatti a chi chiede di risolvere i problemi abitativi. Rosanna Valle vicepresidente Atc Con la presidenza Armosino rivedremo all'opera molti amministratori della giunta Marmo ed allora perché abbiamo dovuto interrompere tutto un anno prima? Per non assistere a un film brutto e già visto, credo sia importante riservare il voto per Roberto Peretti persona equilibrata e buon amministratore. Celeste Malerba In campagna elettorale Armosino non ha rivendicato nulla di quanto fatto dal predecessore Marmo, allora perché dovremmo ridare fiducia allo stesso schieramento? Invito a votare Roberto Peretti che ha i requisiti fondamentali per essere considerato un buon amministratore. Mario Colucciello Italia dei Valori Anni fa la signora Ottaviano mi confidava che la politica è l'arte del possibile e certe volte anche dell'impossibile, ma mi nascondeva il termine "incredibile". Le votazioni provinciali hanno dell'incredibile. Affinchè anche il loro epilogo non abbia la stessa connotazione, voterò Maria Teresa Armosino. Giacomo Sizia.

Torna all'inizio