HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “BUROCRAZIA”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  25-3-2008      #TOP


Report "Burocrazia"

Sono arrivati parcheggi rosa e latte fresco ( da "Trentino" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ridotta chi usufruisce delle Tagesmutter. A Spini di Gardolo è stato effettuata l'indagine sul rumore prodotto dalla lavorazione del porfido: risulta nei limiti di legge. Molti gli interventi di riqualificazione dei parchi per i giovani, monitorato il grado di innevamento artificiale sul Bondone,

Rotonda di Ghemme al via fra le polemiche ( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad otto mesi dalla protesta in mutande perchè cominciassero i lavori all'entrata a Nord dell'abitato ghemmese, lancia l'appello affinchè la si "smetta con i tempi morti della burocrazia: se a breve non partiranno i lavori di completamento delle rotonde, faremo un'altra clamorosa protesta per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica su questo importante problema".

Investimenti all'estero, Italia in ritardo ( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia lenta, carenza delle infrastrutture, mancanza di regole certe, talvolta anche malaffare e corruzione. Sono le cause principali del ritardo accumulato dall'Italia nelle classifiche europee relative agli investimenti esteri. Unica eccezione, il sistema bancario che, ultimi dati Abi alla mano,

Muggia, fattoria didattica bloccata ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sfinimento" a cui è sottoposto e afferma: "La burocrazia e le decisioni contrastanti fra enti bloccano un'iniziativa con valore umanitario e sociale. Grazie a questa nostra idea un giovane disabile, con problemi psicologici, collabora con vitalità e dedizione con la nostra Cooperativa che gestisce questo progetto agreste.

Disagi in questura, allarme del coisp ( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non possiamo più aspettare i tempi della burocrazia, per questo abbiamo deciso di fare una colletta e comprare noi stessi la maniglia rotta della porta dell'ufficio stranieri in questura, che costa 20 euro. La vicenda è solo la punta di un'iceberg del disagio che come poliziotti viviamo nella sede della questura di via Nicolodi a Marghera".

La volpe e la bambina ( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.

Da otto anni in difesa dei diritti del malato ( da "Provincia Pavese, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I cittadini non sanno come districarsi nei meandri di una burocrazia eccessiva, devono essere orientati". "La salute non è solo un diritto, ma anche un dovere della collettività e del singolo. Oggi faccio del volontariato la mia vita, lo sento come un dovere civico. Serve una comunicazione migliore.

Immobiliare in crisi, 1.000 case invendute ( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La casa in affitto consente di evitare rogiti, spese notarili, burocrazia, accensione di mutui quarantennali che gravano sul bilancio familiare per un'intera vita. Del resto un miniappartamento arriva a costare fino a 110-120 mila euro, mentre per un due camere si va dai 130 ai 150 mila nella migliore delle ipotesi.

Meno ostacoli per il territorio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e l'immediatezza delle realizzazioni (turistiche, commerciali, istituzionali, anagrafiche, mappali eccetera) continuiamo a imbrigliare il nostro territorio già sufficientemente penalizzato da strutture tardoborboniche. Nel contempo offriamo un reddito di cittadinanza attraendo nullafacenti e bloccando nel contempo in meccanismi avulsi tutti gli istituti coinvolti nella

Invalidità e ritardi, l'inps corre ai ripari ( da "Provincia Pavese, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che allunga a dismisura i tempi e annega le pratiche in un mare di burocrazia". L'Inps aveva in qualche modo ammesso il problema e promesso di correre ai ripari: "E stata attivata una sottocommissione che ha affiancato la commissione provinciale di Pavia", annuncia ora il presidente della commissione Inps Nadia Polimeni.

Le trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.

Forse in settimana gli anticipi della cig per gli operai legler ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovuta arrivare prima di Pasqua si è arenata nelle secche della burocrazia regionale e dell'Inps. L'impegno è quello di pagare in settimana, ma non c'è la certezza che i soldi arrivino. Si è intanto in attesa della convocazione dei sindacati da parte del presidente della Regione, al quale era stato chiesto un incontro informativo per conoscere gli ultimi sviluppi della vicenda Legler.

Imposta sulle aree edificabili, arriva la stangata ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ironia della burocrazia. Ma per stabilire la percentuale di aumento ci si è affidati al tasso di inflazione calcolato dall'Istat. In altre parole sulla carta non si è deciso un aumento con il ritocco dei coefficienti di calcolo. Mossa impopolare e in contrasto con il Berlusca-pensiero.

La rete turistica sicilia-tunisia - augusto cavadi ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: presto rispetto ai tempi della politica e della burocrazia. Alcuni operatori siciliani dicono che le strutture diplomatiche non offrono grande aiuto. Per i turisti tunisini, in ossequio alla legge Bossi-Fini, è poi difficile ottenere i visti. è lo spreco di un'occasione di sviluppo economico per la Sicilia che potrebbe costituire una meta per l'emergente ceto medio nordafricano.

L'opportunità per il Nord ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il risultato è l'elefantiaca burocrazia che si nutre del bilancio dello Stato, ma non produce efficienza. Risparmiare vuol dire incidere su questa piaga. Il Sud ha una vocazione turistica che sinora non ha sfruttato. La Spagna, che ha attrazioni infinitamente inferiori, supera l'Italia per numero di turisti.

Riavrà la pensione che le avevano tolto ( da "Nuova Ferrara, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e soprattutto contro una colossale ingiustizia. La Corte dei Conti in una recente sentenza datata 7 marzo ha fatto marcia indietro rispetto ad una sua stessa disposizione emanata nell'ottobre 2006, che toglieva alla donna ebrea, che attualmente ha 101 anni, il vitalizio previsto dallo Stato per le vittime delle persecuzione razziali e le intimava addirittura la restituzione

I diritti dei più deboli una priorità per il Pd ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per prima cosa bisogna sconfiggere la burocrazia: semplificando e riordinando la normativa che riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le procedure e gli adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini; aumentare ed adeguare le pensioni di invalidità".

L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più snella, ma anche riscatto del Sud, e quindi lotta a tutte le mafie, insieme a chi si oppone a racket e cosche, liste pulite, costi della politica. Non a caso, prima di sbarcare a Trapani per un pranzo con una famiglia tipo della zona (pescatori), e un incontro con operatori della cantieristica e della pesca,

Belle storie e belle facce dell'Italia di ieri ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è tutto di un paese afflitto non solo dalle tragedie ma anche dall'immane burocrazia delle tragedie, da una giustizia tradotta nell'enfasi del formalismo per tradire la giustizia, un paese che a sua volta affligge di quest'altra macchinosa pena il cittadino in solitudine, di giudici che affliggono inermi cittadini come Rachele Torri.

A 101 anni il vitalizio di vittima della Shoah ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia italiana, che le aveva bloccato il vitalizio concessole come vittima della Shoah. Descritta da chi la conosce come una donna lucida e di buona memoria, l ultracentenaria vive ancora nella sua casa nel centro storico di Ferrara."La mia vita è stata costellata di tante partenze e tappe forzate,

INVESTIMENTI ESTERI: BANCHE UNICA VOCE A FAVORE ( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia lenta, carenza delle infrastrutture, mancanza di regole certe, talvolta anche malaffare e corruzione. Sono le cause principali del ritardo accumulato dall'Italia nelle classifiche europee relative agli investimenti esteri. Unica eccezione, il sistema bancario che, dati Abi alla mano, ha visto tra il 1995 e i primi mesi del 2007 crescere la quota di mercato degli intermediari

Attico con vista (da sindaco) per Dal Cortivo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la città da Castello I casotti del Poetto e le villette di Marina Piccola: "Per colpa della burocrazia l'intervento fu lasciato a metà". di Marcello Cocco Peccato che quel minuscolo ma elegante attico in Castello sia stato ultimato solo recentemente. Con quella finestra affacciata su via Santa Croce che mostra il panorama della città, sarebbe l'appartamento ideale per un sindaco.

<Cara burocrazia, quanto mi costi> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cara burocrazia, quanto mi costi" Permessi, la convenzione ministero-Poste ha aumentato spese e attese per gli immigrati Fino a 600 euro, tra documenti, marche da bollo e fotocopie. "La soluzione? I Comuni" Semplificare e digitalizzare le procedure amministrative di rilascio e rinnovo dei permessi e delle carte di soggiorno,

VOUCHER TRA I FILARI ( da "Azione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli,

Colf e badanti diventa regolare solo una su cento - vladimiro polchi ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: viene ossessivamente ripetuta da chi combatte con la "burocrazia dei permessi". Volete mettere in regola un lavoratore extracomunitario? Attenti, solo uno su cinque ce la farà, dopo una lunga corsa a ostacoli, tra cavilli burocratici e difficili connessioni Internet. In regime di Bossi-Fini, l'unica chance per uscire dall'illegalità si chiama infatti decreto flussi.

"due anni di file e burocrazia per assumere il mio filippino" ( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca Un regista romano racconta un calvario di attese e domande respinte "Due anni di file e burocrazia per assumere il mio filippino" "Ore e ore passate a studiare le istruzioni sul sito del Viminale, a volte contraddittorie o cavillose" ROMA - "è assurdo: uno decide di pagare tasse e contributi e trova tutte le porte chiuse". Andrea B.

ROMA Tra delitti, processi, spazzatura, terrorismo, lo spauracchio della recessione, ( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è dannosa per un'industria già in marcia, che vuol diventare sempre più concorrenziale". E così, nel cantiere Mediaset sono iniziate le riprese di sequel di successo, film pilota per testare il gusto degli spettatori, nuove serie e miniserie che approderanno su Canale 5 nel 2009 ("stiamo progettando anche prodotti adatti a Italia 1 e Retequattro"

<Eliminiamole tutte Per fare le stesse cose bastano i municipi> ( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per carità: hanno gruppi dirigenti e una burocrazia di valore, ma rivestono funzioni che potrebbero essere svolte da Comuni e Regioni. Pensiamo a Bologna. Palazzo Malvezzi si occupa delle scuole medie superiori: non se ne potrebbe occupare direttamente il Comune? Per la gestione delle strade basterebbe un'agenzia regionale.

Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti L'INCIDENTE DI LOS ROQUES SARA' DAVVERO UNA DISGRAZIA?\n ( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mistero di Los Roques rimane irrisolto anche se la burocrazia (o forse proprio per questo) ha messo il sigillo alla pratica. Quattordici persone sono scomparse a bordo di un aereo in fondo all'oceano e solo di una di esse è stato recuperato il cadavere, quello del secondo pilota. Di Rita Calanni Rendina e Annalisa Montanari, le due amiche bolognesi che viaggiavano su quel velivolo,

NOTIZIE In breve ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LEGGI RAZZIALI Centenaria ferrarese riottiene il vitalizio A 101 anni vince la sua battaglia con la burocrazia e riottiene il vitalizio quale vittima della Shoah. Lili Ascoli Magrini, che ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso, si era vista infatti togliere l'indenizzo riconosciuto alle vittime di persecuzioni razziali nel 2006 da una sentenza della Corte dei conti.

Così ho vinto la sfida cinese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Passo dopo passo, nel libro sono raccolte tutte le ricette del suo successo, dalla scelta del management ai rapporti con la burocrazia. Managing the dragon J. Perkowski Crown Business ed. Pag. 336 27, 50$ l'articolo prosegue in altra pagina.

LE POTATURE E I DISSERVIZI DEL COMUNE ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ottusità della burocrazia è nota, meno nota è la propensione degli ottusi a farsi scudo della burocrazia stessa per agire. E allora sarebbe il caso che tra gli impegni dei candidati sindaco ci fosse la creazione di un assessorato alla Logica, incaricato di rendere comprensibile e coerente l'azione dei vari dipartimenti.

Flavia Buccilli È polemica per le ( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vengono trattati come delinquenti per colpa di una burocrazia troppo rigida". Tra l'altro il momento non dei migliori per chi si occupa di tonno rosso: "Qui sono rimaste solo quattro barche - dice Camplone - mentre in passato erano 35 in tutto l'Adriatico. La marineria croata è la più forte: hanno le vasche di ingrasso per i tonni, che potrebbero essere una soluzione anche per noi"

Veneto, ciò che veramente ci divide dagli "ex cugini" dei centri sociali ( da "Liberazione" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle burocrazie. Una sfida nella quale però diversi di noi che abbiamo in passato promosso la stagione del movimento dei movimenti, oggi riteniamo necessario spenderci e lavorare: nella speranza che coloro i quali invece se ne rivendicano l'estraneità, non si risveglino paradossalmente in occasione delle tornate elettorali per benedire o scomunicare questa o quella candidatura.

<Un provvedimento tra luci e ombre> <Si prevede una generale messa in sicurezza con maggiori garanzie anche per l'automazione di porte e cancelli> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sul fronte della burocrazia, invece? "Il recapito della dichiarazione di conformità è stabilito nello sportello unico, non più anche presso la Camera di Commercio. Sarà lo sportello a farsi carico di trasmettere il documento all'ente camerale". Le zone d'ombra.

Arrivano i buoni vendemmia per studenti e pensionati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Si tratta, comunque, di una fase sperimentale, per ora limitata al solo 2008. LA NOVITÀ Dopo oltre otto anni di attesa e una serie di false partenze, trova spazio l'auspicata attuazione dell'articolo 70 del decreto legislativo 276/

<Burocrazia in crescita> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia in crescita" I commenti. Confartigianato evidenzia i punti critici della normativa Ancora irrisolto il nodo dell'abusivismo --> Ancora irrisolto il nodo dell'abusivismo Più ombre che luci. Per Antonello Di Iorio, presidente di Confartigianato Impianti Sardegna, il decreto 37/2008 - che sostituisce la vecchia legge 46/

Porte in faccia a chi non ha lavoro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia non ha sentimento. Forse il buon senso dei commercianti ha consentito a qualcuno di acquistare l'uovo di cioccolato per i bambini o un pezzo di carne per il pranzo. Senza esagerare, però. Perché con i 700 euro dell'Inps anche il necessario diventa lusso.

Da destra a sinistra: che cosa c'è nei programmi dei partiti ( da "Panorama.it" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'edilizia popolare, la morte della burocrazia, il made in Italy. E il mangiar sano e tipico, ci mancherebbe. Il problema è uno solo: sono davvero pochi gli argomenti che caratterizzano l'un programma o l'altro. A separare è più il come che il cosa, però uno schema minimo di diversità si può fissare.

A vent'anni dalla tragica alluvione ( da "Brescia Oggi" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anni dalla tragica alluvione 247 LE OPERE REALIZZATE IN OTTO COMUNI DELLA VALLE Una buona collaborazione "Proficua collaborazione con gli enti locali camuni" PIETRO FORTI FUNZIONARIO PROVINCIALE Sono 33 i milioni spesi per la difesa del suolo Altri 49 impegnati nella ricostruzione e per lo sviluppo. Dal 2001 burocrazia più snella Ferrovia e metano agganciano il "treno"  .

Elezioni, la disabilità diventa tema da campagna elettorale ( da "Redattore sociale" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sconfiggere la burocrazia. Il commento di Antonio Guidi, ex ministro del governo Berlusconi: ''La montagna ha partorito il topolino. Argentin (Pd): ''Fondamentale l'esperienza dei candidati ROMA ? Era già successo, e ora è arrivato il bis. E piena campagna elettorale, e naturalmente non corre buon sangue fra i due principali partiti schierati per la conquista di palazzo Chigi.

Intervista a TIZIANA ZORZAN / Un'imprenditrice alle prese con i saliscendi burocratici ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha costi altissimi che non ti consentono di superare quei gap di inefficienza e di deficit che la burocrazia impone con le sue regole assurde. Su questo ha potuto confrontarsi con i suoi "colleghi" stranieri? Sicuramente noi italiani non siamo secondi a nessuno, e siamo sempre stati capaci di trovare, inventare e creare cose nuove, specie dopo periodi particolarmente brutti.

Intervista a ETTORE RIELLO / L'anti-Calearo: "Voglio dare un contributo al Nordest e al mio Paese" ( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione della burocrazia, riduzione degli sprechi, di infrastrutture. Il Paese deve tornare ad essere competitivo, abbiamo perso troppo terreno negli ultimi anni. Parlando di riforme, cosa ne pensa della questione Nordest? C'è bisogno di un ministro del Nordest come ventilato da più parti politiche?

Sulle pensioni Walter fa girare le palle ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di favorire nuove iniziative imprenditoriali alleggerendole con un taglio netto e perentorio di burocrazia e tasse si pensa a risollevare il tenore di vita dei pensionati da 2.000 euro che un gruzzoletto ce l'hanno pure. Certo è facile spendere in regali come quello promesso da Veltroni, tanto pagano i cittadini, giovani e disoccupati inclusi.

LETTERE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi viene spontaneo dire "evviva la burocrazia italiana" e mi chiedeo come se la cava quell'invalido che ha difficoltà a muoversi. Non sarebbe il caso che qualche responsabile dell'Asl cominciasse a chiedersi se non sono troppe tutte queste persone messe a disposizione per il rilascio di questi presidii?

PD: CALEARO, SERVE UN AUTENTICO FEDERALISMO FISCALE ( da "Asca" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: serve un fisco piu giusto, serve una burocrazia meno asfissiante perche anche in Italia si deve poter aprire un'azienda in un giorno. Oggi il nostro Paese non offre nessuna attrattiva agli investimenti stranieri proprio perche la burocrazia e in alcune zone del paese la criminalita organizzata scoraggiano gli investitori.

Ferrara Lili Ascoli Magrini ( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia italiana, che le aveva bloccato il vitalizio concessole come vittima della Shoah. Descritta da chi la conosce come una donna lucida e di buona memoria, l'ultracentenaria vive ancora nella sua casa nel centro storico di Ferrara. "La mia vita è stata costellata di tante partenze e tappe forzate,

Germain e Roseline, un sì regale nella notte di Pasqua ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che ha impedito il loro viaggio in Italia. Dall'Africa arriva comunque l'altro sacerdote celebrante, padre Benoit Adou, rettore della Missione Africana di Padova, oltre agli sfolgoranti alleluia del coro Lounge Divine, alle ceste di frutta deposte sull'altare al momento dell'offertorio, e al riso Tchep consumato con speziate bibite al Bissap durante il party protrattosi

Il cielo plumbeo di Porto ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mantenimento delle risorse nei territori e un loro utilizzo più efficiente ed efficace rispetto al Veneto che trasferisce allo Stato centrale più del 70 per cento delle proprie entrate.Questa condizione ha un'influenza diretta sulle performance delle piccole e medie imprese venete perché maggiori aiuti e minore burocrazia sono un costo ulteriore da sostenere.Antonio ZennaroRosolina.

Caro Gianni, poche righe queste, ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo la burocrazia, ed i media, uniti ad una politica blindata da due schieramenti opposti ma del tutto consociati, non hanno permesso all'inesperienza di chi si è accostato a questo mondo, di presentare la volontà della gente a rappresentarli in regione, ma convinti delle nostre battaglie e credendo di poter andare avanti anche grazie a persone come te,

Fabio Crivelli: <La musica costa troppo> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quando lo spazio è quello esterno di una piazza, ci sono costi accessori e burocrazia. Poi, l'economia di Treviso è costruita sul modello nord-est che ha poco tempo e spazio per le iniziative di questo genere". Molti artisti così suonano all'estero: "Alcuni artisti trevigiani hanno un buon seguito in Europa, partecipano a festival e concorsi.

Di MARCO SIGNORINI DI USCIRE dalle scuole superiori sapendone poco o niente di ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un impegno che si sta scontrando da tempo con quella che, in Italia, è la più grande nemica della: la burocrazia. "RESTA inteso che al nostro preside, abbiamo fatto presente più volte il problema ? concludono i ragazzi ? ma evidentemente non ha i mezzi necessari per risolvere la questione. Così, però, non si può certo andare avanti". - -->.

ORA, a 101 anni compiuti, può anche decidere di abbandonare questa vita pens ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha vinto la sua ultima battaglia, quella contro la burocrazia, che le aveva sospeso il vitalizio a cui aveva diritto come vittima della Shoah: Lili Ascoli Magrini, ferrarese, due anni fa si vide revocare l'assegno mensile dalla Corte dei Conti e chiedere indietro 40mila euro "impropriamente percepiti".

Dopo i nazisti, a 101 anni, batte anche la burocrazia ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Vittima della Shoah con i suoi 101 anni batte la burocrazia La Corte dei Conti riconosce i diritti di una ferrarese ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Progetti Equal, bilancio in chiaroscuro ( da "Vita non profit magazine" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno sofferto di autoreferenzialità e di burocrazia. Sono sembrate molto più preoccupate di regolare i propri rapporti interni piuttosto che aprirsi al territorio. Ecco quindi che l'implosione delle partnership ha generato un doppio blocco: da un lato per le difficoltà a promuovere e a dare visibilità alle iniziative "sul campo" chiamate a sperimentare nuove attività e servizi e,

Asl Chieti:<Liste d'attesa lunghe: colpa di burocrazia e cultura> ( da "PrimaDaNoi.it" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

CAMPIDOGLIO: SORO (LISTA RUTELLI), TRASPORTO HA BISOGNO DI CONCORRENZA ( da "Asca" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ritardi e burocrazie delle aziende che operano in regime di monopolio. E ora di finirla, e questo significa dire 'stop agli affidamenti in house e assicurarsi la certezza di una gestione indipendente delle gare. Vedrete che avremo in breve tempo maggiore trasparenza, efficienza e qualita dei servizi.

Conca prima provoca e poi tende la mano a Morleo ( da "Provincia di Lecco, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche al resto del gruppo del quale l'assessore è parte: solo pochi giorni fa "Malgrate per tutti" ha firmato un durissimo comunicato contro lo stesso Morleo, infarcito di impietosi giochi di parole. Quanto al Conca stesso, si è già manifestato più volte critico nel corso della legislatura verso le dinamiche della politica e della burocrazia. 25/03/2008.

Chiude il Centro di formazione professionale dell'Opera Don Guanella, accreditato in Regione Lombardia dal 2002, certificazione di qualità per la gestione, progetti contro la dispe ( da "Provincia di Como, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia affonda un'Opera che negli ultimi anni s'è continuamente adeguata alle disposizioni e ha ricevuto contributi dal Ministero del Lavoro, dalla Regione Lombardia, dall'amministrazione Provinciale, dal Fondo Sociale Europeo, utilizzati per consentire a ragazzi e a giovani di diventare "artisti di se stessi",


Articoli

Sono arrivati parcheggi rosa e latte fresco (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Niente aumento dell'Ici, rispettato l'impegno sull'asfalto mangiasmog TRENTO. Per tanti impegni ancora da portare a termine, ci sono molti progetti arrivati in porto. In ordine: il parcheggio di attestamento in destra Adige (previsto nel 2008) e la passerella per la Michelin, i distributori di latte fresco (in via delle Bettine e al negozio Mein), lo scivolo per le bici nel sottopasso da piazza Dante e corso Buonarroti, rimborso a chi ha realizzato interventi in bioedilizia prima del regolamento, nessun aumento dell'Ici e rinuncia all'addizionale Irpef, sperimentazioni dell'asfalto mangia-smog (i risultati non sono però stati resi pubblici), area per il canile individuata a Camparta. Sono stati istituiti i "parcheggi rosa" per le donne in gravidanz, la Diocesi ha avuto la concessione per lo studentato in via Prepositura (il vincolo archeologico non permetterà però di costruire la mensa), lo studio sull'influenza delle Pm10 sulla salute è stato realizzato dall'Azienda sanitaria, burocrazia ridotta chi usufruisce delle Tagesmutter. A Spini di Gardolo è stato effettuata l'indagine sul rumore prodotto dalla lavorazione del porfido: risulta nei limiti di legge. Molti gli interventi di riqualificazione dei parchi per i giovani, monitorato il grado di innevamento artificiale sul Bondone, individuata a Trento sud una zona per i camper, confermate le ecofeste con stoviglie riciclabili. Scongiurata la chiusura delle scuole Savio: il Comune si è attivato e le iscrizioni sembrano sufficienti a garantire la partenza di una prima anche a settembre. Sul polo della rottamazione la giunta informa che l'odg del consiglio è stato inviato in Provincia. Quanto al fatto che sia stato recepito, è tutta un'altra storia.

Torna all'inizio


Rotonda di Ghemme al via fra le polemiche (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DISAGI.I CANTIERI Rotonda di Ghemme al via fra le polemiche Al via i lavori alla rotonda Nord di Ghemme. Un'opera attesa da molto tempo ma che va ad incrementare i disagi degli automobilisti che in questo periodo percorrono la strada provinciale della Valsesia. Ci sono cantieri ovunque: nel tratto nelle vicinanze del capoluogo novarese, sulla tratta Briona-San Bernardino; a Ghemme, entrata a Sud, la rotatoria non è ancora terminata e anche all'imbocco del casello autostradale A26 Voltri-Sempione, a Romagnano Sesia. Non mancano le polemiche, soprattutto su quest'ultima canalizzazione del traffico: un biglietto da visita sicuramente brutto per quanti hanno raggiunto la Valsesia durante le festività pasquali. In molti si lamentano. E c'è già che promette iniziative plateali. Davide Brusotti, consigliere di minoranza del Comune di Ghemme, ad otto mesi dalla protesta in mutande perchè cominciassero i lavori all'entrata a Nord dell'abitato ghemmese, lancia l'appello affinchè la si "smetta con i tempi morti della burocrazia: se a breve non partiranno i lavori di completamento delle rotonde, faremo un'altra clamorosa protesta per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica su questo importante problema".

Torna all'inizio


Investimenti all'estero, Italia in ritardo (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si salva il sistema bancario Il sottosegretario Budin: "Colpa della politica". L'esperienza positiva di Terravision: "Una giungla a livello locale" 25/03/2008 Roma. Burocrazia lenta, carenza delle infrastrutture, mancanza di regole certe, talvolta anche malaffare e corruzione. Sono le cause principali del ritardo accumulato dall'Italia nelle classifiche europee relative agli investimenti esteri. Unica eccezione, il sistema bancario che, ultimi dati Abi alla mano, ha visto tra il 1995 e il 2007 crescere la quota di mercato degli intermediari esteri dal 5,2% a quasi il 20%. È il quadro emerso in una tavola rotonda organizzata dall'Associazione della stampa estera in Italia. Una fotografia che preoccupa, ha spiegato l'economista Luigi Paganetto, alla luce soprattutto di due indicazioni: primo, "ci sono Paesi come il Regno Unito che hanno il 40% della propria ricchezza prodotta da imprese estere"; secondo, "in un contesto in cui è notevolmente cresciuta la percentuale di investimenti extra Ue verso l'Europa, la quota dell'Italia è rimasta stabile, accumulando ritardo nei confronti dei suoi concorrenti". Il sottosegretario al Commercio Estero, Milos Budin, ha messo in evidenza come il problema riguardi essenzialmente "il modo di essere del Paese nella sua interezza" perché all'estero dà"un'immagine di scarsa qualità istituzionale". Soprattutto perché"non è ancora acquisita la consapevolezza che gli investimenti esteri sono indispensabili per lo sviluppo". Da un punto di vista strettamente economico, il sottosegretario ha evidenziato come nel nostro Paese "non ci sia certezza dei tempi: non è considerata come una variabile economica" e, ammette Budin, "la responsabilitàè tutta della politica". L'ex viceministro al Commercio Estero, Adolfo Urso, ha invitato a considerare il nesso "strettissimo" fra gli investimenti italiani all'estero e quelli esteri in Italia: è semplice, spiega, "più si investe, più si attrae". Un contributo alla discussione dal punto di vista delle aziende è arrivato da Fabio Petroni, della Terravision London, una società che opera nel settore del transfert aeroportuale e che in Italia lavora con le compagnie low-cost Ryanair e Easyjet. Il manager ha lamentato soprattutto il legame esistente tra "burocrazia e interessi economici protetti" che "si saldano spesso nella giungla politico-istituzionale, soprattutto a livello locale". 25/03/2008.

Torna all'inizio


Muggia, fattoria didattica bloccata (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per il Corpo il terreno sul quale dovrebbe sorgere la struttura è classificato "bosco" ma per il Catasto è "pascolo" Muggia, fattoria didattica bloccata La Forestale nega il permesso per costruire il deposito: stop alla pet therapy MUGGIA Si arena tra lungaggini e ostacoli burocratici la nascita, a Muggia, di un piccolo zoo-fattoria didattica, volta anche dare lavoro a persone svantaggiate. L'iniziativa è della cooperativa Onlus "G&G" che ha aperto a Muggia oltre un anno fa (in via del Serbatoio, vicino alla cava di arenaria) e intende completare ora l'allestimento degli spazi su un'area incolta per offrire ai giovani e non un luogo dove potersi riavvicinare alla natura. Un progetto che gode anche di fondi dell'Unione europea, inseriti in un contesto (di cui è capofila lo Ial) di creare lavoro per persone svantaggiate. Di fondo c'è la volontà è di avvicinare i giovani e i bambini alla natura e agli animali da cortile. Già ora nell'abbozzata fattoria didattica ci sono visite di bambini e la Cooperativa G&G dà già lavoro a un giovane svantaggiato. Tra le iniziative, la possibilità, ad esempio, di "adottare" un animale (ovini o caprini, per fare degli esempi), che viene accudito e gestito dall'affidatario nella fattoria, il quale, dietro pagamento di una modica somma, può poi beneficiare di tutto ciò che l'animale può dare: dalla carne alle uova, alla lana o alle piume. La "G&G" è intenzionata anche ad attivare una serie d'iniziative di terapie con animali, la cosiddetta "pet therapy", in particolare (novità di questo progetto muggesano), con gli asini. Si tratta della "onoterapia", che si avvale di questi quadrupedi così disprezzati nella tradizione popolare quanto in realtà sensibili e intelligenti, oggetto di una riscoperta scientifica a supporto, appunto, di malati o handicappati. A livello nazionale, complice la frugalità e i bassi costi di allevamento e mantenimento dell'asino rispetto al cavallo, negli ultimi anni si è registrato un consistente aumento del numero di asini, delle diverse specie italiane, negli agriturismo o in centri specializzati, così come una rivalutazione del latte d'asina e dei suoi derivati. A Muggia tuttavia c'è la necessità di costruire un piccolo deposito agricolo, per potere custodire gli attrezzi usati, gli animali appunto e i prodotti della terra. E qui cominciano i problemi. Il Comune concede a Gian Paolo Galluccio, presidente della Cooperativa G&G, il permesso per la struttura ma l'Ispettorato forestale regionale glielo nega. E così è iniziata una fitta corrispondenza tra la società e l'Ispettorato. Il problema è la definizione della particella su cui costruire il deposito. Secondo il Catasto l'appezzamento è "pascolo". Secondo la Forestale è invece "bosco", accomunando il terreno a un appezzamento attiguo, che anche il Catasto definisce, infatti, boscato, con tutti i vincoli che ne conseguono. Inutili, finora, le contestazioni fornite dalla "G&G", che lamenta anche disparità di trattamento rispetto a quanto concesso sulle particelle vicine, con destinazione d'uso analoga. Galluccio non comprende lo "sfinimento" a cui è sottoposto e afferma: "La burocrazia e le decisioni contrastanti fra enti bloccano un'iniziativa con valore umanitario e sociale. Grazie a questa nostra idea un giovane disabile, con problemi psicologici, collabora con vitalità e dedizione con la nostra Cooperativa che gestisce questo progetto agreste. Siamo riusciti a ridargli il sorriso. Tutte queste disquisizioni giuridiche non fanno altro che infrangere il sogno di quel ragazzo e di quanti altri vorranno avvicinarsi alla nostra realtà". s.re.

Torna all'inizio


Disagi in questura, allarme del coisp (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marghera. Bagni spesso fuori uso, inutilizzabili macchinari elettronici Disagi in questura, allarme del Coisp Provocazione del sindacato: colletta per acquistare una maniglia rotta di Alessandro Abbadir MARGHERA. "Non possiamo più aspettare i tempi della burocrazia, per questo abbiamo deciso di fare una colletta e comprare noi stessi la maniglia rotta della porta dell'ufficio stranieri in questura, che costa 20 euro. La vicenda è solo la punta di un'iceberg del disagio che come poliziotti viviamo nella sede della questura di via Nicolodi a Marghera". A fare questa denuncia è Francesco Lipari, il nuovo segretario provinciale del Coisp (sindacato di polizia) di Venezia. Lipari traccia un quadro poco lusinghiero delle condizioni della Questura di Marghera in quella che in origine era una sede scolastica ceduta dal Comune alle forze dell'ordine una quindicina di anni fa. I gabinetti sono costantemente fuori uso, le macchine per la produzione elettronica dei permessi di soggiorno per immigrati sono fuori uso per la mancanza di batterie. Manca, nonostante le richieste, una stanza di sicurezza per far fronte alla situazione igienico-sanitaria precaria di molti immigrati. "Da settimane - spiega Lipari - abbiamo chiesto che fosse riparata la maniglia della porta dell'ufficio stranieri della questura in via Nicolodi. Visto che per una ragione o per un'altra servivano sempre nuovi permessi abbiamo deciso di acquistarla con una colletta. La maniglia costa sui 20 euro. Abbiamo informato il questore Carlo Morselli della nostra iniziativa". Ma i problemi non sono solo quelli della maniglia. "Da qualche giorno - spiega Lipari - si sono esaurite le batterie delle nuove macchine elettroniche per il rilascio del permesso di soggiorno agli stranieri. Le macchine avrebbero sostituito la vecchia produzione cartacea. Il fatto è che le pile si scaricano facilmente, non sono reperibili sul mercato e costano tantissimo. Saremo costretti in poco tempo a tornare alla produzione manuale e cartacea dei permessi di soggiorno". La struttura di via Nicolodi per il Coisp ha bisogno di un rilevante intervento di adeguamento. "Periodicamente vanno fuori uso i bagni - continua Lipari - Ne sono stati appena riparati alcuni ma il guasto, viste le vecchie tubazioni, è dietro l'angolo. L'ufficio stranieri è fra i più impegnati del Veneto vista la presenza a Venezia di porto e aeroporto". Manca poi nella sede della polizia in via Nicolodi un locale per la messa in sicurezza sanitaria e l'identificazione degli stranieri.

Torna all'inizio


La volpe e la bambina (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LA VOLPE E LA BAMBINA LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia, 2007), commedia di Luc Jacquet con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo della natura, ha la possibilità di osservare le piante e gli animali. Conosce una volpe, e nasce una tenera amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia, 2007), drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa e ben presto Gloria diventa per Adrian compagna, fonte ispiratrice delle sue opere e agente. Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama internazionale. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa, 2008), commedia di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta, dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. In una memorabile serata, Jane riesce a fare la spola tra due ricevimenti nuziali, uno a Manhattan e uno a Brooklyn, impresa che non sfugge all'occhio attento di Kevin, un cronista che vuole sfruttare questa storia. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. SPIDERWICK - LE CRONACHE (Usa, 2008), avventura di Mark Waters con Nick Nolte, David Strathairn, Freddie Highmore, Sarah Bolger, Mary-Louise Parker, Andrew McCarthy Lasciata New York per trasferirsi nella vecchia casa, appartenuta a uno pro-zio, la famiglia Grace (mamma, due gemelli, Jared e Simon, e la sorella Mallory), si trova alle prese con strane situazioni. Jared viene accusato di misteriose sparizioni e fatti inconsueti: decide con i fratelli di capire cosa accade. 10.000 A.C. (Usa, 2007), avventura di Roland Emmerich, con Camilla Belle, Steven Strait, Cliff Curtis, Omar Sharif In una tribù isolata tra le montagne, il giovane cacciatore D'Leh ha trovato l'amore della sua vita, la bella Evolet. Ma quando dei misteriosi signori della guerra attaccheranno il villaggio rapendola, D'Leh la cerca. ONORA IL PADRE E LA MADRE (Usa, 2007), drammatico di Sidney Lumet con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Amy Ryan, Rosemary Harris, Alex Emanuel, Jack Fitz, Guy A. Fortt, Edwin Freeman Charles e Nanette Hanson hanno cresciuto i loro figli come si deve. Andy, il maggiore è innamorato della bella moglie Gina ed è un ricco dirigente di azienda. Hank, il più giovane, adora la figlia e sta cercando la maniera per poterla iscrivere a un'esclusiva scuola. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia, 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre storie parallele. Nella prima, Leo e la sua famiglia si svegliano di buon'ora per partecipare a un raduno di boy scout; Callisto Cagnato, temuto professore universitario, preoccupato dal fatto che il figlio non riesce con le ragazze, decide di fargli conoscere una studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia benestante ma un po' rozza in vacanza a Taormina.

Torna all'inizio


Da otto anni in difesa dei diritti del malato (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca "Da otto anni in difesa dei diritti del malato" L'impegno di Cittadinanza Attiva per le "vittime" della sanità PAVIA. "Sono otto anni che faccio il volontario - dice Giuseppe Tallarico, ex tecnico dell'Enel, oggi in pensione, responsabile della sede territoriale dell'onlus Cittadinanza attiva - ho subìto un trapianto agli occhi che mi ha permesso di constatare sulla mia pelle la mancanza di informazioni al malato, spesso vittima di casi di malasanità. I cittadini non sanno come districarsi nei meandri di una burocrazia eccessiva, devono essere orientati". "La salute non è solo un diritto, ma anche un dovere della collettività e del singolo. Oggi faccio del volontariato la mia vita, lo sento come un dovere civico. Serve una comunicazione migliore. Il cittadino non è solo elettore e contribuente: deve prendere coscienza del proprio ruolo sociale". Calabrese, da quarant'anni a Pavia, quando parla di orientamento e comunicazione sintetizza l'essenza di Cittadinanza attiva, centro civico di promozione sociale riconosciuto dal Comune, con sede in via dei Mille 130, i cui volontari, sono impegnati nella tutela e rappresentanza dei diritti di cittadini e consumatori spesso lesi da comportamenti negligenti delle Istituzioni. Cittadinanza attiva dà voce ai singoli: ascolta e, attraverso una puntuale verifica della situazione lamentata, li consiglia sul da farsi, gratuitamente. L'associazione, coordinata a livello nazionale da Giovanni Moro, figlio dello statista ucciso nel 1978 dalle Brigate rosse, e dalla giornalista Teresa Petrangolini, nasce nel 1980 come Movimento federativo democratico e nel 2005 è riconosciuta come fondazione, a livello europeo. Opera per promuovere iniziative di "democrazia diretta" volte a coinvolgere i cittadini quali attori per la tutela dei propri diritti nei settori fondamentali della vita pubblica tra cui la salute, i servizi pubblici, la protezione civile, per estendersi, a fine anni '90, ai diritti dei consumatori, alla giustizia, alla scuola. L'organizzazione si compone di un sistema di sei reti: un Tribunale dei diritti del malato, che opera per la tutela dei diritti nei servizi sanitari e assistenziali; una rete scuola formata soprattutto da insegnanti per rispondere alla crescente domanda di formazione e aggiornamento dei cittadini; un coordinamento per malati cronici; una rete che si occupa di giustizia per i diritti, composta da avvocati, medici legali e altri specialisti a difesa dei singoli; un collegio dei procuratori dei cittadini per la difesa civica dei servizi di pubblica utilità. Da ultimo è operativo un progetto integrato di tutela, il cosiddetto Pit, punto d'aiuto psicologico per persone frragili, che fornisce informazione e consulenza nel settore della salute e dei servizi di pubblica utilità, attivo tutti i giorni dalle 9.30 alle 11.30. Il Tribunale per i diritti del malato è la rete più importante. Sito in piazzale Golgi 5, presso il Poliambulatorio, e attivo lunedì e venerdì dalle 11 alle 12 e mercoledì dalle 16 alle 17, è diventato per il Policlinico San Matteo un interlocutore insostituibile. Opera attraverso un'attività di ascolto e di intervento diretto, tramite propri prefessionisti del diritto e medici legali. Tante le segnalazioni: si va da contestazioni di pagamento ticket per prestazioni ambulatoriali a interminabili liste d'attesa per le visite. A vere e proprie denunce di malasanità: "Noi forniamo un aiuto concreto a chi si attiva. Fare i cittadini è il modo migliore per esserlo". Francesca Fiocchi Sede: Via dei Mille 130 Telefono: 0382/309714 Data di nascita: 2002 Volontari: 65 Responsabile: Giuseppe Tallarico.

Torna all'inizio


Immobiliare in crisi, 1.000 case invendute (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Donà. Allarme dei mediatori: mutui troppo cari per le famiglie Immobiliare in crisi, 1.000 case invendute Trattative ferme, ma i prezzi calano solo del 5%. Crescono gli affitti di Giovanni Cagnassi SAN DONA'. Crisi dell'immobiliare, nel Basso Piave il mercato è ancora fermo, mentre torna la casa in affitto. Nel sandonatese si parla di oltre 2 mila appartamenti invenduti. Più verosimilmente dovrebbe aggirarsi ad un migliaio il numero di case e appartamenti ancora chiusi. I prezzi scendono però a rilento e fanno segnare solo solo un meno 5 per cento. Ecco che allora le famiglie scelgono di rinunciare al mutuo e tornare alla casa in affitto in attesa che il mercato trovi un nuovo insperato equilibrio. La Fimaa, federazione mediatori e agenti d'affari, conferma questa tendenza nel Basso Piave. La casa in affitto consente di evitare rogiti, spese notarili, burocrazia, accensione di mutui quarantennali che gravano sul bilancio familiare per un'intera vita. Del resto un miniappartamento arriva a costare fino a 110-120 mila euro, mentre per un due camere si va dai 130 ai 150 mila nella migliore delle ipotesi. Nelle zone più centrali i prezzi possono anche salire. "Le famiglie sono in una situazione di difficoltà nella gestione del bilancio - spiegano gli agenti Fimaa - se una coppia raggiunge i 2 mila euro al mese di stipendi, accende mutui con rate che sono salite fino a 700-750 euro. Non dimentichiamo le spese per auto, cellulari, rate varie ogni mese. E allora la soluzione può essere nell'immediato la casa in affitto. Un mini arredato e nuovo si aggira attorno ai 400-450 al mese, un due camere arriva a 500, ma possono esserci sbalzi futuri. Si affittano anche villette a 620 euro mensili". Il mercato della casa è più che mai in movimento e nei prossimi mesi potrebbe sortire ulteriori sorprese. In clima di elezioni amministrative tutti i candidati stanno affrontando nei loro programmi il problema casa che sta diventando sempre più impellente. Tutti si sono resi conto che anche a San Donà ci sono famiglie che non hanno una casa e neppure le risorse per acquistarla affrontando mille ostacoli e un futuro più che mai incerto. I disastri finanziari negli Stati Uniti poi insegnano che proprio sul mattone può crollare un sistema economico. E questo vale a maggior ragione in una zona, il Basso Piave, in cui sul mattone molti si sono arricchiti, altri indebitati. Ma ormai l'equilibrio sembra essersi rotto.

Torna all'inizio


Meno ostacoli per il territorio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGIONE/2 Meno ostacoli per il territorio Mi auguro che con il nuovo governo regionale, sotto la presidenza Tondo, si rigetti completamente l'istituto delle Aster e dei redditi di cittadinanza. Pur manifestando solitamente grande ammirazione verso le nazioni vicine per l'essenziale burocrazia e l'immediatezza delle realizzazioni (turistiche, commerciali, istituzionali, anagrafiche, mappali eccetera) continuiamo a imbrigliare il nostro territorio già sufficientemente penalizzato da strutture tardoborboniche. Nel contempo offriamo un reddito di cittadinanza attraendo nullafacenti e bloccando nel contempo in meccanismi avulsi tutti gli istituti coinvolti nella gestione e nell'erogazione dello stesso. Delio Trossolo Tarvisio.

Torna all'inizio


Invalidità e ritardi, l'inps corre ai ripari (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Stefano Romano Invalidità e ritardi, l'Inps corre ai ripari "Tempi d'attesa più brevi" Il patronato: verificheremo "Abbiamo esaminato 14.892 pratiche dell'Asl Restano in stand-by soltanto 164 fascicoli in tutta la provincia" VOGHERA. "E' troppo un anno d'attesa per avere la pensione d'invalidità o l'assegno di accompagnamento": un mese fa, il responsabile del patronato Cgil Giulio Perotti lanciava l'allarme. "Colpa - aggiungeva - del sistema della "doppia visita" che allunga a dismisura i tempi e annega le pratiche in un mare di burocrazia". L'Inps aveva in qualche modo ammesso il problema e promesso di correre ai ripari: "E' stata attivata una sottocommissione che ha affiancato la commissione provinciale di Pavia", annuncia ora il presidente della commissione Inps Nadia Polimeni. Le proteste dei patronati (e quindi degli invalidi in attesa di un assegno di invalidità) poggiavano su un super-faldone di 1.400 pratiche inevase. Gente che ha chiesto la pensione di invalidità (o un assegno di accompagnamento), è già stata visitata dalla commissione Asl, ma deve aspettare perchè l'Inps deve rivedere il fascicolo e si riserva la facoltà di convocare il cittadino per una seconda visita. L'intoppo, secondo Perotti della Cgil, sta in una legge di cinque anni fa che trasferisce le liquidazioni di invalidità dal ministero delle Finanze all'Inps: dopo la richiesta di invalidità, la commissione dell'Asl convoca il paziente per la prima visita, ma l'Inps rivede tutte le carte e spesso convoca il cittadino per una seconda visita. Ed è qui che si innesca il meccanismo dei ritardi. Perchè succede? "I medici su cui l'Inps di Pavia si può appoggiare sono troppo pochi e di conseguenza le convocazioni per le visite di controllo hanno tempi lunghissimi", spiega Perotti. Proprio su questo passaggio, ora, l'Inps annuncia di aver agito per tagliare i tempi. "La commissione medica superiore Inps - spiegano il presidente della commissione medica Massimo Piccioni e la presidente della commissione provinciale, Nadia Polimeni - ha attivato una sottocommissione che nel giro di una settimana ha ridotto drasticamente le giacenze". Giacenze pesanti: circa 1.400 pratiche. "Parlando di numeri - spiegano i dirigenti Inps - va anche detto che la commissione di verifica provinciale Inps, dall'inizio dell'attività nel maggio 2007 al febbraio 2008, ha ricevuto dall'Asl ben 14.892 pratiche. Quanto all'eccessivo tempo di giacenza delle 1.400 pratiche, si deve dire che non è stato l'effetto di comportamenti anomali della commissione, quanto piuttosto di una verifica attenta di tutti i verbali. Un'attenta verifica, del resto, è la principale garanzia del rispetto della legalità". Bene, ma ora che la seconda commissione di controllo è al lavoro, quante sono le pratiche in giacenza? Quanti sono, in altre parole, i cittadini che aspettano dopo aver richiesto una pensione di invalidità? "Rimangono in esame solo 164 pratiche - spiegano i dirigenti Inps -. E l'organico a disposizione (5 medici legali integrati dai 6 nominati dalle associazioni invalidi) è in grado di evitare ulteriori giacenze". E il patronato come commenta? "L'intenzione pare buona - conclude Giulio Perotti -. Verificheremo i risultati pratici...".

Torna all'inizio


Le trame dei film di prima visione (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LE TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008) durata: 107', commedia, sentimentale, di Anne Fletcher con Malin Akerman, James Marsden, Katherine Heigl, Edward Burns Jane è una ragazza idealista, romantica e altruista confinata perennemente al ruolo di damigella d'onore ma che per il momento non sembra destinata ad avere un suo "happy ending". Ma quando la sorella minore Tess conquista il cuore del suo capo - di cui Jane è segretamente innamorata - Jane comincia a mettere in discussione il suo stile di vita che l'ha portata fino a quel giorno a essere sempre e solo la damigella d'onore. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007) durata: 110', genere: thriller, di e con Sergio Rubini e con Sergio Rubini, Paola Barale, Vittoria Puccini, Riccardo Scamarcio. Adrian è un giovane scultore di provincia desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte. Fin dalla sua prima esposizione nella Capitale, la sua personalità balza agli occhi di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama internazionale. Ma un'ombra minaccia l'ascesa del giovane: in occasione della presentazione della mostra che lo consacrerà definitivamente come artista, Gloria scopre che l'opera da lui presentata nasconde uno scandaloso segreto. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007) durata: 91', genere: avventura, di Luc Jacquet con Bertille NoËl-Bruneau In una mattina d'autunno, alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Affascinata al punto da dimenticare la paura, osa avvicinarsi. Per un attimo le barriere che dividono la bambina e l'animale svaniscono. Comincia così la più sbalorditiva delle amicizie. QUESTA NOTTE è ANCORA NOSTRA (Italia 2007) durata: 98', genere: commedia, di Luca Miniero e Paolo Genovese con Nicolas Vaporidis, Ilaria Spada, Valentina Izumi Massimo ha 25 anni e molti amici, fra cui Andrea. Di lavoro fa il "cassamortaro" nella ditta di pompe funebri del padre. Il suo sogno è incidere un disco con la sua band. Ci sarebbe un discografico pronto ad investire in loro ma occorre una voce femminile e non una voce qualunque, qualcosa di esotico. SPIDERWICK LE CRONACHE (Usa 2008) durata: 96', genere: fantasy, di Mark Waters con Joan Plowright, Nick Nolte, Sarah Bolger Cose molto strane cominciano ad accadere nel momento in cui la famiglia Grace (Jared, il suo gemello Simon, la sorella Mallory e la loro mamma) lasciano New York e si trasferiscono in una vecchia casa isolata di proprietà del loro lontanissimo zio, Arthur Spiderwick. Incapaci di spiegarsi le stranezze e le sparizioni che sembrano verificarsi quotidianamente, la famiglia cerca di scoprire cosa stia realmente accadendo e porta alla luce la straordinaria verità sulla proprietà Spiderwick e sulle creature che vi abitano. ONORA IL PADRE E LA MADRE (Usa, 2007), drammatico, di Sidney Lumet con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei. Charles e Nanette Hanson hanno cresciuto i loro figli come si deve. Andy, il maggiore è innamorato della bella moglie Gina ed è un ricco dirigente di azienda. Hank, il più giovane, adora la figlia e sta cercando la maniera per poterla iscrivere a un'esclusiva scuola. I PADRONI DELLA NOTTE (Usa 2007) durata: 105', genere: drammatico, thriller, di James Gray con Joaquin Phoenix, Robert Duvall, Eva Mendes Bobby Green ha deciso di non seguire le orme paterne. Gestisce El Caribe, un leggendario locale di Brooklyn. Si è cambiato il cognome e tiene nascosto il suo legame con una lunga serie di affermati poliziotti di New York. PERSEPOLIS (Francia, 2007), animazione di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi Marjane ha 9 anni e vive a Teheran. Ha un carattere ribelle e anticonformista che le fa rifiutare le rigide regole della società iraniana. Quando compie 14 anni, i genitori la mandano a studiare in Austria. THE WATER HORSE LA LEGGENDA DEGLI ABISSI (Usa 2007) durata: 110', genere: fantasy, di Jay Russell con Ben Chaplin, Priyanka Xi, Brian Cox, David Morrissey, Emily Watson Un ragazzo scozzese di nome Angus MacMorrow desidera con tutto il cuore che il padre torni dalla guerra. Quando Angus porta a casa un oggetto misterioso che ha trovato sulla spiaggia, scopre che si tratta di un uovo incantato e si ritrova ad allevare una creatura magica: il mitico "Drago Marino" della tradizione scozzese. Mentre cerca di nascondere il suo amico, che si chiama Crusoe, stringe con lui un legame e una forte amicizia e così incomincia un viaggio di scoperta, proteggendo un segreto che dà vita ad una leggenda.

Torna all'inizio


Forse in settimana gli anticipi della cig per gli operai legler (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MACOMER Forse in settimana gli anticipi della Cig per gli operai Legler MACOMER. In settimana si aspettano i soldi che consentiranno ai lavoratori Legler di pagare parte dei debiti contratti, per poter vivere, con amici e parenti e di tirare avanti per un paio di mesi. L'anticipazione della cassa integrazione che sarebbe dovuta arrivare prima di Pasqua si è arenata nelle secche della burocrazia regionale e dell'Inps. L'impegno è quello di pagare in settimana, ma non c'è la certezza che i soldi arrivino. Si è intanto in attesa della convocazione dei sindacati da parte del presidente della Regione, al quale era stato chiesto un incontro informativo per conoscere gli ultimi sviluppi della vicenda Legler. I tempi stringono e si teme che le cose precipitino. I creditori incalzano alle porte dell'azienda. L'auspicio è che gli imprenditori interessati concludano presto con la Regione. Nel frattempo va avanti la protesta del non voto. Venerdì, il banchetto e gli striscioni dei lavoratori Legler che ritiravano le tessere elettorali sono stati piazzati provocatoriamente all'ingresso del salone Castagna, dove si teneva la presentazione delle candidature e del programma del centro destra per le elezioni politiche. Alcuni rappresentanti del Pdl si sono fermati con i lavoratori. Altri hanno tirato dritto. Non sono mancati i toni polemici tra il segretario regionale di An, Mario Diana, e il segretario dei tessili Ugl, Franceschino Spanu. Si sono poi fermati il coordinatore regionale di Fi, Pier Giorgio Massidda, e Silvesto Ladu. "Abbiamo presentato interrogazioni e interpellanze, ma non ci hanno ascoltato", hanno detto i politici. "Noi non abbiamo visto nulla e viviamo il disagio e il dramma di chi è senza lavoro e senza soldi - hanno risposto i lavoratori -, se siamo qui è perché la politica, soprattutto i parlamentari nuoresi, non hanno fatto nulla per dare respiro nazionale a questa vertenza. Forse ci avrebbero rappresentato meglio i parlamentari veneti della Lega. Noi non ce l'abbiamo con i partiti, ma coi i politici eletti in questa provincia che non si sono curati della Legler". Di tessere elettorali finora ne sono state raccolte più di 4500. Nei prossimi giorni si farà il punto per intensificare la raccolta nei quindici giorni che precedono il voto. Nel frattempo si pensa alle iniziative di lotta da portare avanti nelle prossime settimane. Non è da escludere qualche iniziativa clamorosa quando arriveranno in Sardegna i leader della politica. "è l'unico modo - dicono i lavoratori - di far conoscere loro il dramma di 800 famiglie".(t.g.t.).

Torna all'inizio


Imposta sulle aree edificabili, arriva la stangata (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Finanze locali. L'amministrazione prepara la "manovrina" di primavera per far cassa Imposta sulle aree edificabili, arriva la stangata La giunta comunale ha deciso: l'Ici aumenterà del 4.1% in base al tasso di inflazione Per le zone urbane A e B si dovranno pagare circa 206 euro al metro A Porto Rotondo invece il valore è di 343 euro OLBIA. La casa come nuovo bene rifugio. Mattoni che valgono più dell'oro, e pesano sempre di più sulle tasche delle famiglie. Dal mutuo che dura 40 anni, debito generazionale. Al doping immobiliare di un mercato che continua a bruciare record. Il monolocale diventa uno status symbol. Ma l'intimità edilizia non soffoca l'entusiasmo dei nuovi aspiranti cittadini. A minacciare il focolare domestico arrivano anche i balzelli aggiornati al tasso di inflazione. Il Comune si traveste da massaia e spia dentro il carrello della spesa per far crescere l'imposta più odiata dagli italiani. L'Ici sulle aree edificabili aumenterà di oltre il 4 per cento. Ma per rendere ancora più indigesta la stangata non si parte dalle case reali, ma da quelle virtuali. La giunta ha deciso di far crescere l'imposta sugli immobili delle aree fabbricabili. In altre parole si deve pagare più imposta sulla casa nei terreni in cui la casa non c'è. Ironia della burocrazia. Ma per stabilire la percentuale di aumento ci si è affidati al tasso di inflazione calcolato dall'Istat. In altre parole sulla carta non si è deciso un aumento con il ritocco dei coefficienti di calcolo. Mossa impopolare e in contrasto con il Berlusca-pensiero. Far crescere l'Ici è un peccato mortale di cui una giunta di centro destra non si può macchiare, si corre il rischio di essere bollati come fan di Padoa-Schioppa, il ministro che ha un'estasi estetica davanti alle tasse. L'amministrazione è ricorsa a una sottigliezza filosofica. Non si aumenta l'Ici in base a un innalzamento del coefficiente di calcolo, ma in base al tasso di inflazione. L'Istat implacabile ha segnato un più 4,1 percento. In altre parole costano di più pane, benzina e banane, in base a questo aumento cresce anche l'imposta sulle aree fabbricabili. Consumatori esultate. Se le tasse aumentano è colpa dei prezzi dei beni di prima necessità. Salasso da mercato colpito da depressione globale. La delibera è passata per ora in giunta, ma sembra scontato il via libera anche in consiglio comunale. Il documento è accompagnata anche da una tabella del valore delle aree fabbricabili al metro quadro, compreso il 4 percento di aumento legato alla svalutazione. Le zone A, di rilevanza architettonica e ambientale, e quelle B, urbane, sono quotate 206 euro al metro quadro. Per le C, di espansione, si scende a 143 euro. Nelle frazioni il valore cresce dai 17 euro di Berchiddeddu, ai 143 di Murta Maria e San Pantaleo, fino ai 343 euro di Porto Rotondo. Ritoccati anche i prezzi per le aree fabbricabili dei piani di risanamento. A Ruinadas il valore è di 114 euro al metro quadro, a Poltu Cuadu 91 euro, a Maria Rocca, Colcò, Pasana e Isticadeddu 68 euro, a Murta Maria 114. Si sale a 171 per Pittulongu, 148 per Sa Minda Noa, 114 per San Nicola, 91 Degortes, 57 euro per Rudalza, 34 Berchiddeddu e 68 per Santa Mariedda. Valore stabilito dal catasto, per calcolare l'Ici da pagare, ma che sono molto al di sotto del reale valore di mercato di aree edificabili in città. L'amministrazione deve far quadrare i conti. L'Ici è rimasta l'unica possibilità per l'amministrazione di fare cassa. I tagli dei governi in questi anni hanno flagellato i bilanci dei Comuni, sempre più a dieta. L'aumento dell'imposta comunale sulle aree fabbricabili in base alla crescita del costo della vita stabilito dall'Istat è normale per i contabili del Comune, insopportabili per i cittadini che cercano di scollinare la terza settimana. Ma le contraddizioni continuano. Un po' come i capi dei grandi stilisti Olbia ha un fascino magnetico e un costo esorbitante. è seconda in Italia per capacità di attirare nuovi residenti. I prezzi fuori mercato sembrano non fare paura alla gente che continua a cercare di prendere casa in città.

Torna all'inizio


La rete turistica sicilia-tunisia - augusto cavadi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Palermo La rete turistica Sicilia-Tunisia AUGUSTO CAVADI Nel 2010 il Mediterraneo diventerà una sorta di zona di libero scambio. Evento che, come ogni passo verso la globalizzazione, potrà arricchire proporzionatamente le popolazioni coinvolte ma anche favorire lo strapotere dei forti sui deboli. Al di là dell'entusiasmo di facciata, le prospettive non sono le più rosee: gli amministratori siciliani, troppo impegnati in risse da cortile pre-elettorali, non stanno predisponendo nessuna strategia complessiva in vista della scadenza e tutto lascia presagire che saranno soltanto le imprese del Nord (italiano ed europeo) ad approfittare - del tutto legalmente - dei nuovi mercati. Fedele all'ispirazione originaria, il Cresm di Gibellina (il Centro di ricerche economiche e sociali per lo sviluppo del Mediterraneo fondato da Lorenzo Barbera, uno dei più creativi collaboratori di Danilo Dolci) progetta e mette in esecuzione strategie che possano enfatizzare i vantaggi e ridurre al minimo i risvolti negativi di questo processo attivato dall'Unione europea. "Partecipare", rivista reperibile gratuitamente in internet (www. cresm. it) e anche su carta, aggiorna sui progetti dell'associazione senza fini di lucro: ma almeno le vicende di uno di questi progetti meritano d'essere segnalate. L'idea originaria è, nella sua semplicità, geniale: sconvolgere l'assunto che debbano essere solo gli europei a visitare da turisti l'Africa e promuovere una corrente inversa. Più precisamente: favorire il turismo tunisino in Sicilia alla riscoperta delle radici arabe. Ma questa è, per così dire, la seconda fase. Per renderla possibile è opportuno, come spiega l'attuale presidente del Cresm Alessandro La Grassa, realizzare in Tunisia interventi per attivare processi di sviluppo sostenibile e di cooperazione solidale, attraverso il riconoscimento delle diversità culturali, la conoscenza e il rispetto della dimensione locale, lo studio dell'impatto sociale del turismo di massa, spesso invasivo e distruttivo. A tale scopo è fondamentale attrezzare le popolazioni tunisine sia dal punto di vista logistico (incrementando la disponibilità di letti anche attraverso i bed & breakfast gestiti da famiglie) sia, ancor più, dal punto di vista mentale: diffondendo la convinzione che "il turismo - se turismo consapevole, responsabile e sostenibile - rappresenta il primo strumento per far incontrare, interagire e conoscere realtà socio-culturali diverse, in un'atmosfera gioiosa, rilassante, piena di curiosità da un lato, e di ospitalità dall'altro". Si sono attuate le prime iniziative nella regione di Medenine (e, in particolare, nel capoluogo Zarzis, cittadina della costa meridionale della Tunisia, al confine con la Libia, di fronte all'isola di Djerba), provando a costruire i primi nodi di una rete turistica capace di interconnettere realtà produttive (olivocoltura, pesca, artigianato) e patrimoni culturali (siti archeologici, luoghi di rilevante bellezza naturale, tradizioni gastronomiche a rischio di estinzione). Purtroppo le idee migliori arrivano di solito troppo presto rispetto ai tempi della politica e della burocrazia. Alcuni operatori siciliani dicono che le strutture diplomatiche non offrono grande aiuto. Per i turisti tunisini, in ossequio alla legge Bossi-Fini, è poi difficile ottenere i visti. è lo spreco di un'occasione di sviluppo economico per la Sicilia che potrebbe costituire una meta per l'emergente ceto medio nordafricano.

Torna all'inizio


L'opportunità per il Nord (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alberto Krali Il caso Malpensa offre al Nord l'opportunità di diventare classe dirigente del Paese. Non basta protestare contro il governo di Roma, bisogna anche assumersi responsabilità. Sono al Nord le capacità imprenditoriali. Alitalia è l'occasione. Un azzardo, ma anche l'occasione per evitare la sudditanza verso i francesi. Possiedono banche, sono leader nei supermercati, sono in Mediobanca e hanno le Generali sotto scacco: con la compagnia di bandiera fanno l'en plein. Vogliamo diventare una loro appendice? L'emancipazione dai francesi è un punto fermo, ma il vero obiettivo del riscatto è uno e uno solo, ed è in casa: la finanza pubblica. Ci stiamo infilando nella crisi. C'è un indice che la segnala: i Bot italiani non si collocano sul mercato. La Ragioneria generale annuncia "gravi criticità" tra maggio e giugno. Non ci sono soldi. Se il debito si coniuga con una crescita quasi nulla, investire nei Bot italiani può costituire una prova a rischio. È quello che pensa il mercato internazionale che vede nell'Italia il malato d'Europa. La verità è che sino ad ora ci ha salvato l'euro. Solo lo scudo della valuta europea ci ha garantiti dagli attacchi speculativi. Il '92, quando l'Italia sfiorò il default all'Argentina, è ancora tutto lì a rammentarcelo. Quindi la questione delle questioni è una sola: il debito troppo elevato. Lo dice l'Ocse, la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale, ma soprattutto lo dice il buon senso. Del resto gli italiani non tollererebbero di avere sulle spalle della loro famiglia il carico del 104% di quello che guadagnano. L'abitudine alla mano larga nella spesa pubblica ha lunga tradizione in Italia. Basti leggere Giustino Fortunato. Sono passati 110 anni e siamo ancora lì. C'è una parte del Paese che però non ci sta più. Finanziare a piè di lista gli sprechi e le inettitudini della sanità calabrese, i rifiuti napoletani, i voti di scambio di molte zone del Sud, è impensabile per il Nordest che ha una densità di impresa del 97,9 per ogni mille abitanti, o per il Nordovest con l'88,1. Qui la gente vive in Europa e di Europa. La concorrenza è lo strumento con cui si afferma sui mercati. Un balzello che grava sui bilanci senza un ritorno in termini di efficienza del sistema, senza che il Sud riveli tutte le potenzialità di cui è capace, è percepito come dannoso per la competitività. La crisi costringe ad essere parsimoniosi, ma al contempo può essere anche una grande opportunità. Diventare classe dirigente per il Nord significa definire una progettualità per il Sud. Il problema centrale italiano è evitare il drenaggio di risorse verso spese di puro mantenimento. La piccola borghesia meridionale ha da sempre come suo primo obiettivo il posto fisso. Sabino Cassese l'ha documentato nei suoi studi. I governi nel corso del tempo hanno agevolato questa tendenza, perché funge da sbocco alla disoccupazione cronica del Meridione. Il risultato è l'elefantiaca burocrazia che si nutre del bilancio dello Stato, ma non produce efficienza. Risparmiare vuol dire incidere su questa piaga. Il Sud ha una vocazione turistica che sinora non ha sfruttato. La Spagna, che ha attrazioni infinitamente inferiori, supera l'Italia per numero di turisti. Vi è un numero di giovani nel Mezzogiorno con diplomi e lauree che è costretto a venire al Nord o ad emigrare. Il tutto perché nessuno ha offerto loro le opportunità per mettere in pratica quello che l'India ha fatto con Bangalore, un centro informatico di eccellenza mondiale. La buona volontà sinora non c'è riuscita. Non ci resta che attendere l'emergenza.

Torna all'inizio


Riavrà la pensione che le avevano tolto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ribaltata la sentenza del 2006 che aveva sollevato tanta indignazione Riavrà la pensione che le avevano tolto La Corte dei Conti restituisce il vitalizio ad una donna ebrea ferrarese Lili Ascoli Magrini ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia e soprattutto contro una colossale ingiustizia. La Corte dei Conti in una recente sentenza datata 7 marzo ha fatto marcia indietro rispetto ad una sua stessa disposizione emanata nell'ottobre 2006, che toglieva alla donna ebrea, che attualmente ha 101 anni, il vitalizio previsto dallo Stato per le vittime delle persecuzione razziali e le intimava addirittura la restituzione delle somme percepite in precedenza per un importo di circa 40 mila euro. "Sono commossa e felice per questa notizia - ha detto ieri l'anziana nella sua casa di via Mentana dopo aver appreso che il suo ricorso alla sentenza è stata accolto - adesso posso anche morire tranquilla visto che ho già 101 anni". La donna è ancora lucidissima e in questi mesi ha sempre combattuto con grande dignità la sua battaglia per riavere un vitalizio che le spettava di diritto visto che nella sua lunga esistenza ha dovuto subire, con la sua famiglia, il periodo nero dal 1938 al 1945, quello delle leggi razziali, della seconda guerra mondiale, delle deportazioni, dell'occupazione nazifascista. Ce ne abbastanza per rientrare in quella fascia allargata nel 1997, rispetto al decreto Terracini del 1955, per riconoscere agli ebrei il vitalizio statale di poco più di 400 euro mensili per le discrimazioni subite in quegli anni terribili. Alle fine del 2006 è arrivata invece, come una doccia scozzese, la notizia che quel vitalizio non spettava più alla donna, perché non aveva i requisiti necessari per aver "sofferto abbastanza" in termini descriminatori. Come se l'internamento del marito, la deportazione della mamma poi morta ad Auschwitz, la fuga precipitosa verso la Svizzera con i figli, dove è rimasta fino alla fine della guerra e il ritorno a Ferrara con la casa distrutta, non fossero elementi sufficienti per decretarne una discriminazione. La sentenza del 2006 della Corte dei Conti scatenò un putiferio di polemiche e di indignazione non solo da parte della comunità ebraica ferrarese, presieduta da Michele Sacerdoti, ma anche delle autorità locali a cominciare dal sindaco Gaetano Sateriale. In questi mesi la donna non ha ricevuto più il vitalizio, mentre prima di procedere alla beffarda restituzione di quanto percepito in precedenza si aspettava gli esiti di un ricorso alla sentenza. Questa volta però, anche in base ad una nuova documentazione presentata dal legale della donna, Michele Ravenna, il collegio della Corte dei Conti, ha riconosciuto "una serie di fattori discriminatori e di persecuzioni, quali l'internamento in Svizzera, la limitazione della libertà individuale, l'obbligo di residenza in appositi campi, l'obbligo del lavoro ed altri disagi, che integrano la nozione di violenza morale, sufficiente anche sulla base della più recente giurisprudenza". In base a questa sentenza a Lili Ascoli Magrini dovranno essere corrisposti tutti i vitalizi che le erano stati sospesi e naturalmente gli interessi legali su questi arretrati. "Ringrazio di cuore tutti quanti si sono interessati alla mia vicenda - ha dichiarato ieri Lili, dopo che era andata ad ascoltare un po' di buona musica a casa da un giovane pianista - ed hanno fatto in modo che i giudici prendessero una decisione diversa da quella decisa in precedenza. Sono molto contenta, è un riconoscimento morale importante per me". (g.p.z.).

Torna all'inizio


I diritti dei più deboli una priorità per il Pd (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del DISABILI "I diritti dei più deboli una priorità per il Pd" ROMA "In una famiglia su quattro vive una persona con una disabilità. Per questo è un dovere occuparsi dei disabili e delle loro famiglie: il Partito Democratico vuole assumere il tema del riconoscimento dei diritti e delle esigenze delle persone più deboli come una delle priorità dell'azione di governo". Lo afferma Walter Veltroni, segretario e candidato premier del PD. "Su questi temi - prosegue - abbiamo proposte e idee concrete. Per prima cosa bisogna sconfiggere la burocrazia: semplificando e riordinando la normativa che riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le procedure e gli adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini; aumentare ed adeguare le pensioni di invalidità".

Torna all'inizio


L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi di Bruno Miserendino / Roma I due pullman del tour, traghetto permettendo, sbarcano questa mattina a Palermo. Le previsioni metereologiche indicano ancora vento e mare mosso, in linea con quelle politiche. Nel senso che da oggi la partita elettorale entra nella fase decisiva e di solito turbolenta, e Veltroni deve risalire il vento. La Sicilia non è data tra le regioni in bilico, perchè il centrodestra, nonostante le diverse alleanze tra partita regionale e competizione politica, dovrebbe vincere la sfida. Però è una terra su cui Veltroni punta molto per riaffermare l'identità del Pd. Girerà per tre giorni le nove province dell'isola insieme ad Anna Finocchiaro e punterà sui temi che dovrebbero marcare la differenza nella gara con la destra: lotta alla precarietà, aiuto alle pensioni e ai salari, proposte contro il caro-vita, burocrazia più snella, ma anche riscatto del Sud, e quindi lotta a tutte le mafie, insieme a chi si oppone a racket e cosche, liste pulite, costi della politica. Non a caso, prima di sbarcare a Trapani per un pranzo con una famiglia tipo della zona (pescatori), e un incontro con operatori della cantieristica e della pesca, Veltroni presenterà a Roma il progetto del Pd per alzare le pensioni medio-basse. Sulla precarietà e in generale le tematiche giovanili il leader democratico batte e ribatte in tutta Italia, convinto che alla fine il tema farà breccia nell'elettorato giovane, una fascia decisiva e anche molto incerta a giudicare dai sondaggi. Non è un caso che Veltroni abbia spinto per candidare proprio in Sicilia una precaria di un grande call center di Palermo (che sarà oggi sul palco del capoluogo siciliano nel terzo appuntamento della giornata). E non a caso Veltroni tornerà ad incontrare a Caltanissetta anche le associazioni antiracket e gli imprenditori che si sono ribellati al pizzo. Ci sarà anche un duello a distanza con Berlusconi, visto che entrambi saranno a Taormina, ma in giorni diversi, al forum annuale di Confagricoltura. Quanto ai costi della politica, la Sicilia, con la sua Assemblea regionale, ma non solo, è un emblema triste: forse il tema può interessare, sperano al Pd. Il fatto che la partita siciliana sia difficile, non impedirà a Veltroni, assicurano, di giocarla in attacco. Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della regione, sta facendo una campagna elettorale classica, zeppa di incontri con categorie e di manifestazioni, al contrario del suo antagonista Lombardo che si limita a qualche intervista televisiva senza farsi vedere in giro. Nei sondaggi la Finocchiaro è in salita. Può darsi che nell'isola dove il figlio di Totò Riina gira libero acquistando cannoli, e dove dei mafiosi escono perchè un magistrato non ha scritto in tempo la motivazione di una sentenza, il verdetto elettorale sia già scritto. Però Veltroni è convinto di una cosa: alla fine dovrà risultare chiaro chi è la novità e chi vuole per la Sicilia un film già visto, "molto vecchio e anche molto brutto". Del resto, anche sul piano generale, il rush finale si gioca su due piani paralleli: il primo riguarda la conquista degli indecisi, soprattutto giovani, pensionati e fasce deboli, il secondo riguarda l'identità politica dei due partiti maggiori. Veltroni insisterà su precari, pensioni e salari, ma ricordando che i progetti del Pd, compreso l'abbassamento delle tasse, prevedono adeguate coperture, mentre dall'altra parte, conti alla mano, ce ne sono di meno. Di questo parlerà anche alla conferenza operaia di Brescia, il 29 marzo. Soprattutto Veltroni insisterà sulla novità del progetto del Pd: insistenza inversamente proporzionale a quella degli avversari, che vogliono inchiodarlo all'eredità del governo Prodi. "Noi - ribadisce a ogni occasione - abbiamo un progetto riformista, loro sono la riproposizione peggiorata del film di 14 anni fa". Da allora, dice Veltroni, "si sono spostati molto più a destra", visto che non sono più alleati con i moderati dell'Udc. Le liste del Pdl, dalla Mussolini a Ciarrapico, confermano. Anche un sondaggio dell'Swg dimostra che la maggioranza degli elettori di Berlusconi, Fini e Bossi preferisce un accordo con la Santachè, piuttosto che con Casini. Punti interrogativi. Il primo è quanto pesa lo sbilanciamento dell'informazione televisiva a favore del Pdl. "Conta moltissimo", dicono al Pd, "e cosa ancor più grave lo sbilanciamento è considerato un dato di natura immutabile". "Risponderemo con le nostre armi: mobilitazione del popolo delle primarie col D-Day del 30 marzo, nuovi slogan (quello della "quarta settimana" e il caro vita) per raggiungere indecisi e fasce deboli". I big si mobiliteranno nelle regioni in bilico dove Veltroni non potrà tornare. Si spera anche che qualcuno, leggi radicali e Di Pietro, si impegni di più e polemizzi di meno. Il secondo elemento è se ci sarà mai un duello televisivo tra i due maggiori candidati. È ovvio che non si farà finchè Berlusconi si riterrà in vantaggio. La terza incognita è quanto peserà il caso Alitalia. Al nord, temono al Pd, la cordata berlusconiana, vera o finta, qualche voto lo porterà. Però l'esperienza insegna che nelle ultime due-tre settimane può cambiare tutto.

Torna all'inizio


Belle storie e belle facce dell'Italia di ieri (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Belle storie e belle facce dell'Italia di ieri di Oreste Pivetta M aestri e infedeli, di cui l'Unità ha già anticipato alcune pagine, è un libro molto bello che restituisce alcune tra le interviste che un giornalista e scrittore,tra i più bravi, Corrado Stajano, ha raccolto nel corso del suo lavoro (con molte fote di Paola Agosti e Giovanna Borgese). Ritratti del Novecento è il sottotitolo e "ritratti" è in fondo termine più preciso, più corretto, da considerarsi quasi una presa di distanza rispetto al modello di intervista come la si legge e la si consuma oggi sui nostri quotidiani, quel botta e risposta (per lo più sbrigativamente telefonico) che lascia un po' di spazio all'interrogato e niente all'intervistatore, non tanto alla contestazione di questa o quella considerazione quanto all'osservazione degli atteggiamenti, dei toni, dello stile, dei tic, di un ambiente, che pure aiuterebbe alla comprensione di un personaggio, al "ritratto". L'intervista d'oggi è una "voce" senza sfondo, senza profondità: poco importa delle "figure", di una concretezza fatta di corpo e di gesti, che pure dovrebbero aiutare a comprendere umanità e personalità. A spiegare il senso e il tono dei "ritratti" basterebbe il primo, quello che compare ad apertura del volume, un'intervista a Carlo Emilio Gadda, che risale al 1968 (ci sarebbe dunque un anniversario tondo da festeggiare). Stajano incontra Gadda che gli racconta della Grande Guerra, del Monte Nero, del Piave, degli alpini, della sua prigionia, della morte del fratello aviatore "senza nascondere la pena". "Ma è puntiglioso nella memoria", aggiunge subito a marcare la religione del rigore nel Gran Lombardo. Che gli si presenta vestito di blu, faccia stanca, ancora più pallido, "alto, massiccio, un po' curvo", impacciato tra i suoi libri: "Mentre parla ha di continuo l'aria di chiedere scusa, qualche volta si scusa sul serio, timoroso di fare al prossimo quei torti di cui probabilmente è spesso vittima, o teme di esserlo, per la sua acuta sensibilità, la sua timidezza e la sua ansia di fronte alle cose...". Sono poche righe (ce ne sarebbero altre) che potrebbero aggiungersi a qualsiasi antologia critica gaddiana, indispensabili a chi ad esempio non ha avuto la fortuna di "vedere" lo scrittore dell'Adalgisa, per correggere sensazioni di durezza, per afferrare qualche filo della sua ricerca. I ritratti di Stajano sono sessanta: da Carlo Emilio Gadda si risale quasi ai giorni nostri, dall'antifascismo alle soglie del terzo millennio, senza avvicinarsi troppo al presente. È un'Italia di ieri quella che ci presenta Stajano, un paesaggio probabilmente irripetibile. L'ultimo incontro è con Claudio Magris e siamo al gennaio 1999. Tra Gadda e Magris s'incontrano politici, artisti, scrittori, poeti, scienziati, letterati, registi cinematografici, musicisti, religiosi, persino un banchiere e poi alcune persone per così dire "comuni", sventurate nella loro notorietà, ma forti, coraggiose, dignitose davanti alle loro sventure. "Maestri" e "infedeli" per quei segni di rottura, di anticonformismo, di originalità intellettuale che è nelle loro parole, nelle loro opere. Se ne dovrebbe citare qualcuno: Bassani, subito dopo Gadda, Bachelet, Mattioli, Nuto Revelli, Franco Antonicelli, Mario Soldati, Umberto Terracini, Franco Fortini, Galante Garrone, Anna Maria Ortese, Cesare Garboli, Bilenchi, Dionisotti, David Maria Turoldo, "che ha una voce reboante, smisurata come i piedi e le mani", Camillo de Piaz, Norberto Bobbio. Riccardo Lombardi, il socialista "alto, asciutto, pieno di vitalità e simpatia", ricorda il suo 25 Aprile a Milano, in Arcivescovado, con il cardinale Schuster, con il generale Cadorna, con l'avvocato Marazza e con Mussolini, presente per la resa: "Mussolini era disfatto, molto pallido, di un colore malaticcio. Grasso, in disordine, con un'aria rassegnata: ricordo che sull'uniforme aveva una macchia di caffé...". A proposito di Nuto Revelli vale l'immagine di uomo forte, coraggioso, costretto a dire con rabbia: "Guardi, la delusione più grossa della mia vita è che dopo la guerra e dopo la guerra partigiana, soprattutto, le cose non siano cambiate molto, che viviamo in una società sbagliata, che le lezioni tremende subite in quegli anni siano servite a poco e niente...". Di Mattioli, il banchiere umanista della Comit, vorrei citare un breve passaggio, d'attualità: "Come giudica la classe dirigente d'oggi? Mattioli ha un moto d'impazienza, prende a fischiettare come quando è di malumore e i suoi collaboratori intuiscono aria di temporale. Poi, di contrasto inizia a parlare sottovoce, con l'atteggiamento di un attore in disarmo: "Spesso è gente che non sa di che cosa parla..."". Gherardo Colombo, il magistrato, immagina la corruzione come una piramide infinita: "Chi regge la cosa pubblica, a qualsiasi livello di responsabilità, deve convincersi che in quel modo devastante non si può andare avanti...". Si illude il magistrato rispondendo alla domanda se da Milano di Tangentopoli può uscire una possibilità di riscatto: "Penso proprio di sì e lo dico come cittadino. Sono certo che questo è il momento buono. Purchè si cambino metodi, misure, parametri. Non ci vuole neppure tanto". Tra maestri e infedeli persone note per sventura sono Licia Pinelli e Rachele Torri. "Quella notte di dicembre", ricorda Stajano. "Io cerco di non pensarci, però ci sono dei giorni particolari in cui il cervello e il cuore non si distolgono di là...", ricorda la vedova dell'anarchico Pino Pinelli. Licia Pinelli che "non piange - come scriveva una compagna di lavoro di Stajano, Camilla Cederna - ed è per questo che fa più impressione: è lì tutta dritta nella sua vestaglietta rosa dal collettino ricamato, con un bel viso grigio di pallore e gli occhi intenti che han sotto un alone scuro". Che "parla piano per non svegliare le bambine...". In una casa popolare di via Preneste, verso San Siro, dove era salito anche lui, Corrado Stajano, cronista ancora che consumava "le suole delle scarpe". Come descrive Camilla Cederna: "Corrado Stajano e Giampaolo Pansa... hanno la faccia e i modi di questi giorni, gesti frettolosi, rabbia e dolore negli occhi...". Viene in mente una frase di un altro maestro, Ryszard Kapuscinski: "Il cinico non è adatto a questo mestiere" (è diventato il titolo di un piccolo libro, vademecum prezioso per aspiranti giornalisti). Rachele Torri era la zia di Pietro Valpreda, una donna semplice, modesta, sola di fronte all'oscurità di piazza Fontana, alle accuse tremende contro il nipote, di fronte alla giustizia e all'ingiustizia, ai giudici, agli avvocati, ai poliziotti. "Lei ha conosciuto tanti giudici?" le chiede Stajano. "Oeu! per l'amor di Dio, una quantità infinita!". Nelle due righe d'esordio c'è tutto di un paese afflitto non solo dalle tragedie ma anche dall'immane burocrazia delle tragedie, da una giustizia tradotta nell'enfasi del formalismo per tradire la giustizia, un paese che a sua volta affligge di quest'altra macchinosa pena il cittadino in solitudine, di giudici che affliggono inermi cittadini come Rachele Torri. Anche in questo modo: "Come vestiva suo nipote?", "Aveva una maglia beige", "Non conosco la parola beige", "Caffelatte un po' chiaro che deriva dal marrone...". Pochi anni prima Stajano aveva intervistato Leonardo Sciascia, che aveva appena pubblicato il Contesto, la zona grigia che annichilisce responsabilità e moralità. Nei sessanta ritratti corre il filo di una storia italiana, un filo che riallaccia numerose altre tracce disposte nel tempo da Corrado Stajano, cogliendo le "stazioni" del nostro dopoguerra: lo scempio del Sud, la criminalità organizzata, la rivolta, la corruzione, la sconfitta dei "resistenti", la P2, le stragi di Stato, le menzogne di Stato, l'immoralità del potere. Sono titoli da ricordare: da Africo al Sovversivo, dal Disordine a Un eroe borghese, agli ultimi, Patrie smarrite e I cavalli di Caligola. Una rappresentazione dei mali del paese e di alcune occasioni per risollevarsi, tradite, perdute, come era stata la lotta di Liberazione nel rimpianto di Nuto Revelli. Senza illudersi e illudere che il futuro possa essere migliore. Cesare Segre, in una recensione d'anni fa (a proposito del Disordine) scrisse che "Stajano, oltre che grande giornalista, è scrittore, e i critici dovrebbero decidersi a tenerne conto, superando la superstizione dei generi letterari". Viene da aggiungere, per rispondere a chi lamenta la povertà della storia italiana nella narrativa italiana, che ci possiamo sempre rivolgere a pagine come queste, soprattutto come queste, scartando la comodità delle classificazioni. RITRATTI Un grande giornalista, Corrado Stajano, ci restituisce attraverso sessanta personaggi da lui intervistati la storia, irripetibile, del nostro paese, dall'antifascismo alle soglie del terzo millennio.

Torna all'inizio


A 101 anni il vitalizio di vittima della Shoah (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Italiana Pagina 110 Ferrara. L'assegno le era stato ritirato nel 2006. In appello ha avuto giustizia A 101 anni il vitalizio di vittima della Shoah Ferrara.. L'assegno le era stato ritirato nel 2006. In appello ha avuto giustizia --> FERRARA Lili Ascoli Magrini ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso e ora, con la nuova sentenza della Corte dei Conti, ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia italiana, che le aveva bloccato il vitalizio concessole come vittima della Shoah. Descritta da chi la conosce come una donna lucida e di buona memoria, l' ultracentenaria vive ancora nella sua casa nel centro storico di Ferrara."La mia vita è stata costellata di tante partenze e tappe forzate, con amare sorprese dietro l' angolo. Questa è l' ultima in ordine di tempo", aveva commentato amaramente quando le ritirarono l'assegno. Nel novembre 2006 una sentenza d'appello della Corte dei Conti non riconobbe a Lili Ascoli Magrini il vitalizio che le spettava come discriminata, dal 1938 al 1945, dalle leggi razziali e poi dalla persecuzione da parte dei nazifascisti. Non solo, ma la donna avrebbe anche dovuto restituire i compensi che aveva ricevuto negli anni, circa 40.000 euro. Assistita dall' avvocato Michele Ravenna, aveva impugnato la sentenza e i fatti le hanno dato ragione."È un elementare dovere dello Stato risarcire con un vitalizio l'ingiustizia subita dalle vittime delle leggi razziali e ora bisogna risolvere il problema una volta per tutte, dando direttive precise alla Commissione che decide sulle domande di riconoscimento", commenta il sottosegretario della Giustizia Luigi Manconi. Nata a Graz, in Austria, Lili giunse a Ferrara dove conobbe l'avvocato Renzo Bonfiglioli che per le sue origini ebree fu internato per oltre un anno nel campo di concentramento di Urbisaglia. La madre venne arrestata dai nazifascisti a Cannobio, fu deportata ad Auschwitz e lì uccisa.

Torna all'inizio


INVESTIMENTI ESTERI: BANCHE UNICA VOCE A FAVORE (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del INVESTIMENTI ESTERI: BANCHE UNICA VOCE A FAVORE Burocrazia lenta, carenza delle infrastrutture, mancanza di regole certe, talvolta anche malaffare e corruzione. Sono le cause principali del ritardo accumulato dall'Italia nelle classifiche europee relative agli investimenti esteri. Unica eccezione, il sistema bancario che, dati Abi alla mano, ha visto tra il 1995 e i primi mesi del 2007 crescere la quota di mercato degli intermediari esteri dal 5,2% a quasi il 20%.

Torna all'inizio


Attico con vista (da sindaco) per Dal Cortivo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1025 Passato e presente. Fu il più giovane primo cittadino: "Io e Ferrara pietre dello scandalo" Attico con vista (da sindaco) per Dal Cortivo Passato e presente.. Fu il più giovane primo cittadino: "Io e Ferrara pietre dello scandalo" Rampante della politica cagliaritana, ora osserva la città da Castello --> Rampante della politica cagliaritana, ora osserva la città da Castello I casotti del Poetto e le villette di Marina Piccola: "Per colpa della burocrazia l'intervento fu lasciato a metà". di Marcello Cocco Peccato che quel minuscolo ma elegante attico in Castello sia stato ultimato solo recentemente. Con quella finestra affacciata su via Santa Croce che mostra il panorama della città, sarebbe l'appartamento ideale per un sindaco. Quel ruolo che il suo proprietario, Roberto Dal Cortivo, ha ricoperto diciotto anni fa. Adesso, invece, l'ex uomo nuovo del Partito Socialista cagliaritano ha abbandonato la politica attiva ("Ma mi sento sempre impegnato", puntualizza). E ha finito con il privilegiare un altra parte dell'appartamento: quel tavolino dove fanno bella mostra di sé due libri, La serenità interiore di Plutarco e Chi crede non è solo di Benedetto XVI. Dall'azione alla meditazione, all'osservazione: un bel salto per chi sembrava destinato a lasciare un segno indelebile nella storia cittadina. LA NOTORIETÀ In realtà, un segno è, comunque, riuscito a lasciarlo: per tutti è l'uomo che, nel 1985, ha fatto sparire i casotti dalla spiaggia del Poetto. "Anche se", puntualizza immediatamente, "io ero l'assessore al turismo, cultura, spettacolo e sport della giunta De Magistris. Comunque, mi assumo le mie responsabilità. In quella fase storica, era necessario un intervento per permettere che la spiaggia potesse essere liberalizzata e usata dai 100, 150 mila cagliaritani che adesso la occupano. E, sia chiaro, parliamo dei casotti ma anche delle villette a ridosso di Marina Piccola. Non dimenticate che i casotti erano diventati pericolosi per la salute: c'era il rischio di un'epidemia per la presenza di colibatteri. E, per di più, c'erano problemi legati alla prostituzione e allo spaccio di droga". Si decise così di abbattere i casotti. Ma, come spesso capita, i lavori furono lasciati a metà. "L'intervento era più generale e rientrava nel compendio delle Saline: c'erano una serie di progetti, dalla destinazione del porticciolo ai natanti a vela alla trasformazione di Mammarranca in canale navigabile. E si era deciso anche di ricostruire alcuni casotti nella spiaggia per tenere viva la memoria storica. Purtroppo la lentezza della burocrazia impedì di portare a termine tutti questi progetti. Ma la strada era quella giusta: lo dimostra il fatto che le scelte attuali sono ispirata proprio a quella impostazione". IL SINDACO Eppure, nonostante le polemiche di quel periodo, sei anni dopo Dal Cortivo divenne sindaco. Non fu un momento molto facile per il giovane esponente socialista. "Con il mio mandato di sindaco si concluse il periodo di laicizzazione che la città aveva cominciato eleggendo il primo sindaco socialista della sua storia, Salvatore Ferrara". Un processo che, evidentemente, non piaceva a tutti. "Avevo la colpa di non essere degli is de nosus , quella oligarchia che ha sempre gestito gli affari della città. Dopo le mie dimissioni - assolutamente irrevocabili, primo caso nella storia - sono riemerse le vecchie famiglie". Che, dal suo angolo di visuale, lo hanno sempre combattuto. Magari facendo ricorso anche ad "armi non convenzionali", l'insulto, per esempio. Chi non ricorda i nomignoli Dal Furtivo o Detersivo ? "Per rispondere seriamente, basta dire che non ho mai gestito appalti pubblici. Quindi come sarei potuto essere Dal Furtivo ? Mi consola, comunque, il fatto che non ero solo: Mario Floris, il padre dell'attuale sindaco, era diventato Marpio , diminutivo di marpione". GLI ATTACCHI In realtà, non fu quello l'unico attacco: alcuni lo accusarono di essere un donnaiolo. Per altri, la sua colpa era di essere un massone. "Non nego che le donne mi siano sempre piaciute. E non rinnego neanche il fatto di essere stato un massone: sono entrato in sonno appena è cominciata la mia vita politica. Per difendermi basta dire che in Consiglio non ho mai ricevuto critiche per la mia appartenenza alla massoneria". Per altri Dal Cortivo aveva approfittato di situazioni favorevoli, propiziate dalla politica. "Mai ricevuto incarichi o prebende. E, quando sono stato sindaco, mettevo in tasca due milioni e 600 mila lire. L'indennità serviva solo a integrare quello che guadagnavo da dipendente della Regione". IL PRESENTE Quello che non riuscì ai suoi critici fu portato a termine dalla magistratura: Tangentopoli lasciò Dal Cortivo senza casa politica. "Ma io non ho mai tirato i remi in barca: mi sono sempre sentito politicamente impegnato". Ha partecipato, con Peppino Tocco, alla creazione del Partito Socialista Sardegna. Che, stranamente, è confluito nel centrodestra. "In quella fase storica non poteva essere altrimenti: noi socialisti dovevamo difenderci dagli attacchi che ci portava la magistratura e i partiti del centrosinistra. Era l'unico modo per difendere la cultura socialista libertaria di cui mi nutro sin da quando avevo dodici anni. Di quella cultura che, poi, portato nella mia esperienza sindacale". Fresco pensionato ("Da appena un mese", puntualizza con un sorriso), Dal Cortivo non vuole smettere con l'impegno politico. "Anche se osservo un processo storico, quello della Seconda Repubblica, che non si è ancora concluso". E il futuro? "Non mi interessano le cariche". Certo che un Dal Cortivo bis sulla poltrona di sindaco... "Non amo le minestre riscaldate. Anche perché mi piace pensare che io e Ferrara abbiamo segnalato l'evoluzione della città un po' come fece il massone Ottone Baccaredda".

Torna all'inizio


<Cara burocrazia, quanto mi costi> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Cara burocrazia, quanto mi costi" Permessi, la convenzione ministero-Poste ha aumentato spese e attese per gli immigrati Fino a 600 euro, tra documenti, marche da bollo e fotocopie. "La soluzione? I Comuni" Semplificare e digitalizzare le procedure amministrative di rilascio e rinnovo dei permessi e delle carte di soggiorno, per ridurre i tempi di consegna e migliorare la qualità dei servizi per gli stranieri: i nobili intenti della convenzione triennale, stipulata tra ministero dell'Interno e Poste Italiane il 30 gennaio 2006, con l'adesione dell'Anci e degli istituti di patronato, nella realtà sono neve al sole. La nuova procedura per mezzo dei kit reperibili in uffici postali, patronati e Comuni abilitati, esecutiva dall'11 dicembre 2006, ha incrementato attese e costi. Gli stranieri e i sindacati, che assistono gratuitamente gli immigrati nella compilazione della modulistica, si sentono beffati. Ripetere aiuta, dicevano i latini, ma "ribadire di continuo la necessità di accorciare i tempi ha senso?", chiede con ironia Mimma Pelleriti, segretario confederale Cisl. Per Roberto Carminati dell'Ufficio Diritti della Cgil "i costi aggiuntivi della nuova procedura seguono la logica di limitare la criminalità, ma in realtà creano solo difficoltà ai regolari". Prima della convenzione richiedere o rinnovare un permesso di soggiorno costava 14,62 euro di marca da bollo più le spese delle fotocopie del passaporto indicanti l'identità, oggi a un richiedente oltre i 14 anni costa circa 90 euro. Difatti alla marca da bollo si aggiungono 30 euro per busta e spedizione; 27,50 per permesso di soggiorno elettronico; circa 12 per fotocopiare la documentazione richiesta, tra cui tutte le pagine del passaporto, bianche comprese, e 5 di fototessera. Al costo fisso di 90 euro si possono aggiungere 14,62 euro per la certificazione di residenza e stato di famiglia. Una famiglia di 4 persone pagherebbe 360 euro per il permesso. Ma cosa succede se il rilascio è in ritardo? Leda Kola, presidente dell'associazione nazionale italo-albanese Alba, ha denunciato, tra i tanti, il caso di un macedone, H. Sulejman. Ha ricevuto ora il permesso di soggiorno richiesto nove mesi fa per tutta la famiglia. Valido un anno, fra tre mesi si prospettano altri 360 euro per il rinnovo. A detta dei sindacati prima della convenzione i permessi erano rilasciati "a vista" o dopo 60 giorni. Il ritardo è ora di un anno. Nell'attesa? A confermare la messa in regola dovrebbe valere la ricevuta rilasciata dalle Poste. Ma i disagi imperversano. Carminati ne elenca alcuni: nessuna libertà di circolazione nei Paesi Ue; difficoltà nel cambiare lavoro, stipulare contratti di affitto o compravendita, rinnovare la patente; divieto di richiedere la cittadinanza o il ricongiungimento familiare. Per quest'ultimo, oltre ai costi aggiuntivi, variabili dai 30 ai 60 euro, pagati per ciascuno dei ricongiunti alle ambasciate italiane nei Paesi d'origine, quelli fissi: 2 marche da bollo di 14,62 euro, circa 30 euro in fotocopie e in media 40 euro d'idoneità alloggiativa. Questa varia da comune a comune: dai 40 agli 80 euro. L'idoneità dura sei mesi, viene richiesta per il ricongiungimento o per la carta di soggiorno (ora, permesso di soggiorno elettronico per soggiornanti di lungo periodo, detto Slp) inoltrata anche per familiari e figli oltre i 14 anni. Ma perché ripagarla se la residenza non cambia? Leda Kola riporta l'esempio della famiglia albanese di A. Brhaimi. Oggi, avendo richiesto il Slp per la sua famiglia (moglie, madre e due figli maggiorenni), pur non avendo cambiato casa, ha dovuto ripagare l'idoneità alloggiativa, versata due anni fa per il ricongiungimento di sua madre. Quanto è costato il Slp per cinque persone? Circa 590 euro, comprese le spese di casellario giudiziale, prima assenti per verifica diretta della Questura. In proporzione benefici e costi del quinquennale Slp sono più convenienti di un rinnovo di permesso di soggiorno di validità biennale (450 euro di costo), ma per Brhaimi ? 1100 euro mensili ? spendere in un mese tale cifra è troppo. Secondo i sindacati per snellire tempi e costi, rilascio e rinnovo sono da rimettere al Comune. "È necessario ? per Pelleriti ? porre al centro la dignità della persona spostando così il primato del "business"": 30 euro alle Poste, 27,50 alla Zecca per il permesso elettronico e 14,62 euro di marca da bollo allo Stato. Per Adriano Allieri della Cisl "moltiplicando i tre milioni di stranieri per i 72,12 euro, il guadagno per Poste e Stato è di 216.360.000 euro". Per datori di lavoro e lavoratori stranieri il costo è invece sociale: 10 giornate lavorative perse per motivi istituzionali legati alle pratiche suddette. Daniela Morandi.

Torna all'inizio


VOUCHER TRA I FILARI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Voucher tra i filari VOUCHER TRA I FILARI Novità in vista per la prossima vendemmia. Il ministero del Lavoro ha annunciato il via libera alla sperimentazione dei cosiddetti "voucher vendemmia", nati per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli, senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo, e garantendo al contempo ai lavoratori occasionali tutele assicurative e previdenziali, evitando la piaga del lavoro nero. Il meccanismo prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,50 euro al netto, ossia questo va in tasca a chi lavora), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. Al contempo il sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale. Ora lo strumento per essere in regola senza tante burocrazie c'è: resta la tentazione di far finta di niente, e stabilire una cifra a metà, a vantaggio di vignaiolo e di vendemmiatore. Ma a svantaggio dello Stato. AT.

Torna all'inizio


Colf e badanti diventa regolare solo una su cento - vladimiro polchi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Colf e badanti diventa regolare solo una su cento Immigrati, la lotteria dei permessi Decreto flussi: appena 6.600 i nulla osta arrivati ai datori di lavoro, le domande erano oltre 700mila VLADIMIRO POLCHI ROMA - "Volevo solo assumere una colf". La frase, come un mantra, viene ossessivamente ripetuta da chi combatte con la "burocrazia dei permessi". Volete mettere in regola un lavoratore extracomunitario? Attenti, solo uno su cinque ce la farà, dopo una lunga corsa a ostacoli, tra cavilli burocratici e difficili connessioni Internet. In regime di Bossi-Fini, l'unica chance per uscire dall'illegalità si chiama infatti decreto flussi. è un sistema di porte girevoli: si esce clandestini, si rientra regolari. L'esercito degli invisibili la chiama "lotteria dei permessi": presenti domanda d'assunzione, rientri nelle quote, passi il confine e torni in Italia con i documenti in regola. Estrarre il biglietto fortunato non è però facile: finora, meno dell'1% dei partecipanti ha vinto uno dei 170mila posti messi in palio dal decreto 2007. Per tutti gli altri, colf e badanti, si riapriranno le porte del lavoro sommerso nelle case degli italiani. Col decreto flussi, l'Italia fissa ogni anno il tetto massimo (le "quote") di cittadini extracomunitari, che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Questo solo sulla carta, però. In verità i flussi rappresentano da anni l'unica chance per mettere in regola chi già si trova in Italia. L'anno scorso il decreto si è fatto attendere a lungo (pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 novembre 2007), tutta colpa dei lavori di smaltimento delle pratiche dei due decreti 2006: 470mila ingressi, che hanno tenuto occupati gli uffici competenti per oltre 18 mesi. Col 2007 è arrivata la "rivoluzione informatica": per la prima volta le domande d'assunzione potevano essere inviate solo via Internet. Addio, dunque, alle interminabili file notturne davanti alle poste, ereditate dal governo Berlusconi. Tre erano le date per partecipare alla lotteria delle quote, i cosiddetti "clic day" (divisi per categorie di lavoratori): 15, 18 e 21 dicembre 2007. Gli immigrati ammessi? Solo 170mila. Le domande pervenute? Più di 711mila, di cui 400mila per lavoro domestico (colf e badanti). Oltre mezzo milione di pratiche, dunque, andranno al macero. Il 17 marzo scorso, il Viminale ha fotografato lo stato dei lavori: 83mila le domande esaminate dalle questure con esito positivo, tremila quelle respinte; 19.500 i pareri positivi delle Direzioni provinciali del lavoro, 7.100 i negativi. In tutto, sono solo 6.600 i nulla osta all'assunzione arrivati finalmente nelle mani dei datori di lavoro (277 pratiche sono invece state chiuse per volontà degli stessi richiedenti). Tradotto, meno dell'1% di quanti hanno provato ad assumere (o meglio, a mettere in regola) un lavoratore extracomunitario, hanno finora avuto successo. Unica eccezione Bolzano, dove il 70% dei nulla osta è già stato consegnato. In tanti resteranno dunque a bocca asciutta, tra datori di lavoro e immigrati, tanto che Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di emanare un nuovo decreto flussi in tempi brevissimi. Non è tutto. Tra le 711mila domande d'assunzione del 2007, si nascondono anche i tentativi dei migranti di portare in Italia i parenti più stretti. Se infatti regolarizzare un extracomunitario si rivela un'impresa titanica, fargli ottenere il "ricongiungimento familiare" (85mila domande nel 2007) è una missione quasi impossibile. E così si ricorre alla lotteria dei flussi. Ma questa è un'altra storia.

Torna all'inizio


"due anni di file e burocrazia per assumere il mio filippino" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Un regista romano racconta un calvario di attese e domande respinte "Due anni di file e burocrazia per assumere il mio filippino" "Ore e ore passate a studiare le istruzioni sul sito del Viminale, a volte contraddittorie o cavillose" ROMA - "è assurdo: uno decide di pagare tasse e contributi e trova tutte le porte chiuse". Andrea B. è un giovane regista televisivo romano. Da anni combatte coi decreti flussi. "La mia via crucis è cominciata con quello del 2006. Il 14 marzo di quell'anno - racconta - ho presentato domanda per mettere in regola il mio collaboratore domestico filippino: c'è voluta una interminabile fila notturna davanti alle poste di Vitinia. Poi, per mesi, non abbiamo ricevuto alcuna informazione. A settembre 2007 ho chiesto alla questura e mi hanno risposto che il mio reddito era insufficiente e dovevo spedire un nuovo modello Unico. L'ho fatto, ma inutilmente. Il 19 febbraio 2008 mi arriva una raccomandata dello Sportello Unico (datata però 12 dicembre 2007): la mia domanda d'assunzione è stata rigettata per carenza d'informazioni". E non è finita qui. "Nel frattempo - prosegue Andrea B. - ho deciso di partecipare al decreto flussi 2007. Questa volta, per fortuna, tutta la procedura è on-line. All'inizio di dicembre, mi sono messo a studiare le istruzioni sul sito del Viminale. Alcune informazioni si contraddicono, altre sono cavillose. Ho passato due ore a leggere. Poi, una settimana prima del clic day, ho scaricato i moduli, li ho compilati e "congelati" nel server del ministero: altre 5 ore di lavoro intenso. Quindi, la mattina del 15 dicembre, mi sono svegliato all'alba. Ho sincronizzato l'orologio del mio computer con il sito del meridiano di Greenwich, ho atteso qualche secondo dopo le 8 e ho dato il comando di "invio". Ho guardato con angoscia la sbarra di scorrimento, poi ho esultato: "Inviato con successo". La mia domanda è stata registrata alle 8.20 in punto. Ora, io e il mio amico filippino restiamo in attesa. Lui vorrebbe andare a trovare il figlio di 2 anni, ma per ora non può: è ancora un clandestino". (vla. po.).

Torna all'inizio


ROMA Tra delitti, processi, spazzatura, terrorismo, lo spauracchio della recessione, (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MICAELA URBANO ROMA "Tra delitti, processi, spazzatura, terrorismo, lo spauracchio della recessione, è difficile sorridere. Proprio per questo l'Italia ha voglia di leggerezza: noi faremo di tutto per offrirgliela. La nostra linea editoriale non punta solo su fiction d'impegno civile - zoccolo duro delle scorse stagioni - ma scommette, soprattutto, su storie d'amore, action, commedia, intrattenimento puro, thriller". Giancarlo Scheri, manager di professione e cinefilo per vocazione, per sei anni alla direzione di Retequattro e dalla scorsa estate alla guida della fiction Mediaset, parla della politica intrapresa per rendere più forte la fiction "rispondendo alla domanda del pubblico". In primis, il direttore ribadisce la diversità fra cinema e tv, "che non sta certo nella tecnica, ma nei linguaggi". Quindi anticipa: "Senza togliere nulla la qualità, accorceremo i tempi di produzione. La burocrazia è dannosa per un'industria già in marcia, che vuol diventare sempre più concorrenziale". E così, nel cantiere Mediaset sono iniziate le riprese di sequel di successo, film pilota per testare il gusto degli spettatori, nuove serie e miniserie che approderanno su Canale 5 nel 2009 ("stiamo progettando anche prodotti adatti a Italia 1 e Retequattro"). I lavori in corso procedono rigorosamente divisi in generi, "quei generi che sono riusciti a salvare la vita anche al cinema". La commedia familiare: oltre a I Cesaroni 3, che partirà il 14 aprile, tra Roma e Milano sono iniziate le riprese di Amiche mie che, con Elena Sofia Ricci, Cecilia Dazzi e Luisa Ranieri, è la risposta italiana alle americane Desperate Housewives. Partito anche Los hombres de Paco, storia di tre cialtroni di poliziotti che si ritrovano alle prese con un neonato, tratta da un format spagnolo, come Un medico in famiglia e I Cesaroni. Che sia una tendenza? "Altro che moda: gli spagnoli sono avanti a noi e più creativi di noi", dice Scheri. Romantici e dintorni: chi non ha sospirato e sognato con Pretty woman, o versato lacrime su Ghost? Tra poco una ventata di passione soffierà sul serial. E con una supervisione coi fiocchi: quella di Gabriele Muccino. L'avventura è l'avventura: c'erano una volta, in America, Starsky & Hutch. Ci saranno tra poco, a cavallo di potenti motociclette, due poliziotti, simili a loro, ma molto molto italiani: Claudio Bisio & Alessandro Gassmann. Servizi Segreti: Raoul Bova è il protagonista di Intelligence, prossimo prodotto di Taodue, con la regia di Alexis Sweet. Action per action: torneranno i Ris. Nonostante il risultato Auditel della quarta serie non sia stato smagliante. Ma nemmeno un flop secondo Scheri: "E' stato seguito dal pubblico giovane, e noi di quel pubblico abbiamo bisogno per gli inserzionisti pubblicitari...". In preparazione anche altre due storie di denuncia e azione, ancora in via di definizione, sempre made in Taodue. Brillanti, come Vanzina: Piper si moltiplica per sei e diventa una serie, con Anna Falchi. E arriva anche una saga sui Vip, con Valeria Marini vamp. Sabrina si spoglia a mezzanotte: la Ferilli sta per finire le riprese di una fiction scritta per lei. Si tratta di Anna e i cinque, storia di una baby sitter che al calar del sole di trasforma in una spogliarellista per sbarcare il lunario. La regia è di Monica Vullo. Janus Factory: dopo successi, come il sorridente Caterina e le sue sue figlie, o altre eroine, prigioniere dietro le sbarre ma soprattutto ferite nel cuore, tormentate e sventurate come quelle di Catene, la Janus presenta il mélo in costume Il sangue e la rosa, passione, morte, sudore e polvere nell'Ottocento della Roma papalina, con Gabriel Garko. Quindi, la seconda serie de L'onore e il rispetto (sempre con Garko, morto nella prima serie, ma resuscitato, come nei migliori feuilletton). E ancora, due progetti in via di definizione. Morire di paura: torna il thriller. Tornano quei bei noir inventati di sana pianta, senza alcuna pretesa di denuncia, che a colpi di suspence e di brividi, riescono a farti dimenticare il quotidiano. "Senza scomodare Dario Argento, nel cinema degli Anni Settanta e Ottanta, c'erano bravi artigiani come i Bava e i Fulci. Adesso tocca a noi riportare in vita quel genere", spiega il direttore, convinto soprattutto dal successo di Io confesso (sempre della Janus). I titoli? Top mistery. Metti un Abatantuono a cena: fatto fuori il delizioso Giudice Mastrangelo, ma non chi lo ha interpretato. Scheri vuole che l'attore torni in squadra. E con una storia tagliata per lui su misura, insomma extra- large.

Torna all'inizio


<Eliminiamole tutte Per fare le stesse cose bastano i municipi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-25 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE "Eliminiamole tutte Per fare le stesse cose bastano i municipi" Il giurista (ex ds) Barbera va oltre Veltroni "Lo so di non essere in linea con Veltroni: ma sono e resto per l'eliminazione di tutte le province, non solo a Bologna e nelle altre aree metropolitane". Il costituzionalista Augusto Barbera, tra i membri dell'assemblea costituente del Pd, è una voce fuori dal coro (all'interno del Pd) in fatto di sopravvivenza delle Province: "Dalla nascita delle Regioni non ha senso che esistano ". Professore, il futuro di Palazzo Malvezzi sembra ormai segnato, a prescindere da chi vinca le elezioni. Il programma del Pd, però, salverà le Province in gran parte dell'Italia. è d'accordo? "Ho avuto la possibilità di dare il mio contributo al programma del Pd, che è davvero in grado di innovare il Paese. Ma sulle Province la penso diversamente: sono da sempre favorevole alla loro eliminazione. So che la mia posizione non è quella di Veltroni, ma è un'idea che sostengo dalla nascita delle Regioni. Già La Malfa e Berlinguer erano per la loro abolizione, ma non si è fatto niente per decenni. Sui programmi dei partiti bisogna comunque fare attenzione: Berlusconi parla di abolizione, ma Bossi, per ragioni elettorali, si è già detto contrario". Ma perché tanto accanimento contro le Province? "Per carità: hanno gruppi dirigenti e una burocrazia di valore, ma rivestono funzioni che potrebbero essere svolte da Comuni e Regioni. Pensiamo a Bologna. Palazzo Malvezzi si occupa delle scuole medie superiori: non se ne potrebbe occupare direttamente il Comune? Per la gestione delle strade basterebbe un'agenzia regionale. E poi ci sono enti di secondo grado, come le unioni dei Comuni, che devono essere valorizzati". Il Pd punta a sostituire la Provincia con la città metropolitana. Non si rischia semplicemente di cambiare nome, ma non diminuire le spese? "La città metropolitana non sarebbe un semplice doppione: è chiaro che non si licenzierebbero tutti i dipendenti, ma la riorganizzazione delle competenze garantirebbe dei risparmi. Ormai non c'è soluzione di continuità tra Bologna e i Comuni della cintura: non si può pretendere di affrontare i problemi del capoluogo, come il traffico, senza guardare tutto il territorio". Ma perché, dopo quasi vent'anni di dibattito, non si è ancora arrivati a costituirla? "Le difficoltà decisionali del sistema politico italiano sono note: troppi veti reciproci, troppi organi chiamati a decidere. E alla fine, spesso, non se ne fa nulla. Ma di mezzo c'è anche un problema politico specifico. La giunta Guazzaloca, di città metropolitana, non ne ha voluto sentir parlare: perché dalla sua nascita, grazie ai comuni della cintura, la sinistra ne sarebbe uscita rafforzata". F. Ro. Costituzionalista Il professor Augusto Barbera.

Torna all'inizio


Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti L'INCIDENTE DI LOS ROQUES SARA' DAVVERO UNA DISGRAZIA?\n (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-25 num: - pag: 9 categoria: BREVI Dalla tua parte di Gaia Giorgetti L'INCIDENTE DI LOS ROQUES SARA' DAVVERO UNA DISGRAZIA? I l tragico mistero di Los Roques rimane irrisolto anche se la burocrazia (o forse proprio per questo) ha messo il sigillo alla pratica. Quattordici persone sono scomparse a bordo di un aereo in fondo all'oceano e solo di una di esse è stato recuperato il cadavere, quello del secondo pilota. Di Rita Calanni Rendina e Annalisa Montanari, le due amiche bolognesi che viaggiavano su quel velivolo, è rimasta la foto sui giornali, oltre che il ricordo di chi voleva loro bene. è stata una disgrazia, hanno certificato le autorità venezuelane. è la verità? Francesca F. Gentile signora Francesca, Che in quella tragedia siano scomparsi, sui quattordici passeggeri del velivolo Transaven, ben otto italiani è un dato che avrebbe dovuto indurre il nostro Paese a partecipare più attivamente alle indagini in Venezuela. Ho l'impressione che l'intera vicenda abbia coinvolto più le diplomazie che gli investigatori: è stato per caso inviato qualcuno dall'Italia ad affiancare i detective di Caracas? Siccome è un giallo, può darsi che i particolari non siano noti e che quindi la mia sia solo una domanda retorica. Ma, a quanto ne sappiamo, non è accaduto. Se ho ben compreso dalle cronache dei giornali, mi sembra che dall'Italia ci siamo limitati ad accogliere la versione ufficiale del governo Venezuelano. L'aereo si è inabissato il 4 gennaio al largo dell'arcipelago di Los Roques. Nulla è stato ritrovato, tranne il corpo del copilota. Nessuna registrazione, nessuna traccia, nessun relitto e, a quanto pare, si fa fatica anche a farsi dare copia dell'assicurazione dell'aereo. Non è un po' troppo poco per dichiarare chiuso un caso? Non sono passati neppure tre mesi, e ci arrendiamo anche se in ballo ci sono otto dispersi italiani? Capisco che questo governo è in zona Cesarini, ma la Farnesina resta tale, anche se un ministro sta facendo i bagagli. è l'Italia, la nostra immagine e la nostra dignità che si mette alla prova nella relazioni con un altro Paese. Non ci si può accontentare di verità ufficiali che non soddisfano soprattutto familiari e legali delle vittime. Dubito che se Paesi quali Francia o Usa, avessero avuto parte in causa in questa tragedia si sarebbero accontentati di indagini frettolose. Eppure, il nostro ministero degli Esteri si è dato molto da fare in altre occasioni, per esempio per Silvia Baraldini.

Torna all'inizio


NOTIZIE In breve (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-25 - pag: 33 autore: NOTIZIE In breve "GAZZETTA UFFICIALE" Aumentati del 2,45% i canoni demaniali Il ministero dei Trasporti ha aggiornato, innalzandole del 2,45%, le misure unitarie dei canoni per le concessioni demaniali marittime. Il decreto, pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 70 del 22 marzo, è datato 27 novembre 2007. La misura minima del canone, prevista dal decreto del 19 luglio 1989, è stata aumentata da 314,96 euro a 322,99 euro, condecorrenza 1Úgennaio 2008. LEGGI RAZZIALI Centenaria ferrarese riottiene il vitalizio A 101 anni vince la sua battaglia con la burocrazia e riottiene il vitalizio quale vittima della Shoah. Lili Ascoli Magrini, che ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso, si era vista infatti togliere l'indenizzo riconosciuto alle vittime di persecuzioni razziali nel 2006 da una sentenza della Corte dei conti. La donna era stata anche condannata a restituire quanto percepito in questi anni, circa 40mila euro. La Corte dei conti (sentenza numero 122 pubblicata il 7 marzo scorso) ha fatto marcia indietro, ripristinando il beneficio. A determinare la nuova decisione, alcuni documenti, presentati già allora dalla donna ma che non erano stati valutati. Atti che comprovano (come ha sottolineato la prima sezione d'appello dell'organo di giustizia contabile) l'internamento cui la stessa Ascoli Magrini fu sottoposta dal marzo del 1944 all'aprile 1945, in un campo svizzero. "La signora Ascoli Magrini ha subito, per motivi di ordine razziale, una serie di fatti discriminatori e di persecuzioni – ha precisato la Corte – quali l'internamento in Svizzera, la limitazione della libertà individuale, l'obbligo di residenza in appositi campi, l'obbligo del lavoro e altri disagi". Atti che "integrano la nozione di violenza morale, sufficiente anche sulla base della più recente giurisprudenza per la concessione dell'assegno vitalizio". E a conferma di questa tesi, la prima sezione di appello cita una circolare della presidenza del Consiglio dei ministri sul riconoscimento dell'assegno di benemerenza che pone tra gli atti di violenza rilevanti ai fini della concessione del vitalizio "l'emigrazione forzata in Svizzera". SCUOLA Fondo di mille euro per acquisti di libri Mille euro di finanziamento a ogni scuola per l'acquisto di libri di lettura da mettere a disposizione degli allievi e per la realizzazione di iniziative che favoriscano la lettura. L'iniziativa rientra nel progetto ministeriale "Amico libro" che "affida alle scuole, nel rispetto della loro autonomia, la progettazione di percorsi educativi tesi a incrementare il piacere intellettuale ed emotivo del leggere e finalizzati allo sviluppo dell'identità, dell'autonomia, delle competenze e all'esercizio della cittadinanza", come si legge nella nota inviata alle direzioni regionali. Ogni istituto potrà comprare i libri direttamente nelle librerie che le scuole riterranno di individuare. Per aumentare le risorse a disposizione, il ministero ha sottoscritto un protocollo con l'Associazione nazionale Comuni e con l'Unione delle Province. SONDAGGIO ANCOT Federalismo fiscale, scarsa informazione Il 93% degli italiani ritiene che "il federalismo fiscale non sia coinciso con il miglioramento dell'offerta dei servizi regionali". Lo rivela un'indagine dell'Associazione nazionale consulenti tributari su un campione di oltre 300 risposte. Dal sondaggio emerge che il 51% è convinto che il federalismo fiscale sia già iniziato; il 58% si definisce "poco informato" sulla materia, mentre il 61% riterrebbe utile una maggiore informazione da parte delle istituzioni regionali e il 39% da parte di Governo e Parlamento. Il 45% fa equivalere il significato di federalismo fiscale al fatto che le imposte restino nella propria regione.

Torna all'inizio


Così ho vinto la sfida cinese (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-03-25 - pag: 30 autore: LIBRI & STUDI "Così ho vinto la sfida cinese" "M anaging the dragon" è un libro autobiografico: la storia di un businessman occidentale, Jack Perkowski, che scelse la via della seta tra i primi, negli anni '90, e installò in Cina un'azienda di successo. Asimco Technologies, la sua creatura, è infatti oggi una delle realtà più rampanti nel settore automobilistico cinese. Passo dopo passo, nel libro sono raccolte tutte le ricette del suo successo, dalla scelta del management ai rapporti con la burocrazia. Managing the dragon J. Perkowski Crown Business ed. Pag. 336 27, 50$ l'articolo prosegue in altra pagina.

Torna all'inizio


LE POTATURE E I DISSERVIZI DEL COMUNE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-25 num: - pag: 1 autore: di GIUSEPPE PULLARA categoria: REDAZIONALE COMPETENZE LE POTATURE E I DISSERVIZI DEL COMUNE N el quartiere Prati si sta procedendo alla potatura degli alberi che ornano le maggiori strade. L'ufficio comunale competente ha aspettato che gli arbusti mettessero le gemme, che ne sbocciassero i fiori, che si formassero le prime tenere foglie. Dopodiché ha dato il via al taglio dei rami. Proprio il contrario di quanto si fa in campagna, dove non ci sono quei mattacchioni degli agronomi del Comune. La potatura, lo sanno tutti, si fa infatti a natura ferma, non "rinascente". Quest'anno lo sviluppo degli alberi sarà pesantemente compromesso. Si tratta di un esempio di come si muovono spesso gli uffici capitolini. Laddove una strada appare in perfette condizioni, ecco che il manto d'asfalto viene inspiegabilmente sostituito mentre quando è percorsa da buche e avvallamenti nulla accade. E i vigili urbani? è l'utilitaria, parcheggiata in perfetto ordine su un divieto di sosta che non fa male a nessuno, ad essere colpita: ma i mastodontici Suv neri messi di traverso sulle strisce spesso restano immuni da ammende. Che dire dei semafori che mancano dove servono e funzionano dove potrebbero non esserci? E di fogne e tombini stradali che vengono (raramente) puliti nella bella stagione mentre restano intasati al cadere delle foglie e nel piovoso inverno? L'altro giorno un'autobotte municipale ha innaffiato dopo mesi d'astinenza i fragili alberelli impiantati l'anno scorso: una provocazione a Giove Pluvio. L'ottusità della burocrazia è nota, meno nota è la propensione degli ottusi a farsi scudo della burocrazia stessa per agire. E allora sarebbe il caso che tra gli impegni dei candidati sindaco ci fosse la creazione di un assessorato alla Logica, incaricato di rendere comprensibile e coerente l'azione dei vari dipartimenti. E magari di dare loro qualche suggerimento su come organizzare i servizi che spesso sono carenti non tanto per la famosa "mancanza di risorse" quanto per semplice dis-organizzazione.

Torna all'inizio


Flavia Buccilli È polemica per le (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Flavia Buccilli è polemica per le ... Flavia Buccilli è polemica per le nuove disposizioni comunitarie che tutelano il tonno rosso. Questa specie non può essere pescata se gli esemplari pesano meno di 30 chili o sono lunghi meno di 115 centimetri: e per chi non rispetta la legge si prevedono sanzioni e denunce. In città i primi provvedimenti di sequestro sono già scattati, ad opera della Capitaneria di porto, ed è subito insorto Arnaldo Camplone, il primo pescatore di tonni in Adriatico, che ha passato una vita in mare e ora ha passato le consegne al figlio Mario. In 52 anni di attività Camplone ne ha viste di tutti i colori, e mai si sarebbe aspettato simili restrizioni: "Norme troppo severe: e se si va avanti così - dice - rischiamo di non pescare più. Nel momento in cui ci si trova in mare di fronte ad un branco di tonni è impossibile guardarli tutti e capire da lontano quanto misurino i singoli pesci. Prima di tirarli su non si può sapere se ogni tonno pesa più di 30 chili o se è più lungo di 115 cm., quindi l'unica soluzione è prenderli e ributtarli in mare, se si capisce che sono sotto misura: ma a quel punto sono morti e potrebbero essere presi da altre imbarcazioni. Ma per evitare le multe si deve fare proprio così". Camplone ce l'ha anche con il personale della Capitaneria: "Multe e denunce penali - dice sconsolato -: i pescatori vengono trattati come delinquenti per colpa di una burocrazia troppo rigida". Tra l'altro il momento non dei migliori per chi si occupa di tonno rosso: "Qui sono rimaste solo quattro barche - dice Camplone - mentre in passato erano 35 in tutto l'Adriatico. La marineria croata è la più forte: hanno le vasche di ingrasso per i tonni, che potrebbero essere una soluzione anche per noi".

Torna all'inizio


Veneto, ciò che veramente ci divide dagli "ex cugini" dei centri sociali (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervento dell'attivista e candidato della Sinistra arcobaleno dopo le "contestazioni" Veneto, ciò che veramente ci divide dagli "ex cugini" dei centri sociali Francesco Caruso Dopo due anni di esperienza parlamentare, credevo giunto il momento di chiudere questa parentesi istituzionale per certi e molti versi disdicevole, difficile e fallimentare. In televisione Fausto Bertinotti parlava della mia candidatura come di una scelta poco felice e probabilmente non aveva tutti i torti: insofferente alle mediazioni e ai compromessi, ho sempre mostrato chiari segni di ribellione nello svolgere il ruolo di parlamentare di maggioranza del governo Prodi. E invece, dentro e fuori il partito, dentro e fuori i circuiti di movimento, in tanti hanno sostenuto la necessità di una mia ricandidatura non solo e non tanto come risposta alla criminalizzazione politica e giudiziaria scatenatasi sulle mie spalle per l'impegno sociale dentro i movimenti negli ultimi anni, ma anche come riconoscimento del lavoro svolto, non certo di portavoce di strutture di movimento ma più semplicemente di amplificatore di lotte sociali. La proposta di candidarmi in Veneto, l'ultima regione nella quale avrei pensato di poter impegnarmi in questa difficile campagna elettoral, mi ha lasciato inizialmente interdetto. La tentazione a rinunciare l'ho messa da parte non tanto per un calcolo utilitaristico - del resto non essendo capolista le mie possibilità di elezione dipendono tutt'al più dallo stato di salute del mio amico Gino Sperandio, al quale auguro però di campare altri cent'anni - ma per non mancare di rispetto nei confronti dei compagni e delle compagne che hanno fatto della mia ricandidatura un elemento di battaglia politica. Di contro alle esortazioni di coloro i quali, pur essendo fortemente radicati nelle lotte e nei movimenti del Veneto, da anni hanno intrapreso altri e differenti percorsi politici, incentrati su una forte autonomia del sociale che però va a braccetto con altrettanta e spregiudicata autonomia del politico. Questi compagni dei centri sociali del nordest peccano di egocentrismo nel momento in cui ritengono che la scelta della sinistra arcobaleno di "paracadutarmi" in Veneto sia una sfida nei loro confronti da parte dei vertici di rifondazione e dei verdi, partito quest'ultimo nel quale militano in molti: ma hanno le loro buone ragioni nel criticare la scelta calata dall'alto di una persona che negli ultimi 10 anni ha organizzato e preso parte a centinaia di mobilitazioni paesi più sperduti del meridione, non certo del Veneto. E proprio l'insediamento e l'internità sociale oggi rappresentano l'unico valore aggiunto, l'elemento di scarto e di ricchezza rispetto all'aridita del quadro politico, che la sinistra deve riscoprire e rimettere in movimento se vuol vincere la drammatica partita oggi in gioco: non la vittoria di questo o quello schieramento, ma l'esistenza stessa di un'opzione di alternativa di società. Questa prospettiva politica che personalmente perseguo, cioè della costruzione a sinistra di uno spazio autonomo e antagonista rispetto alle dinamiche neocentriste del partito democratico (posizione non certo condivisa da tutti i gruppi dirigenti dell'arcobaleno), credo sia precisamente il macigno che pesa su qualsiasi ipotesi di confronto con gli "ex-cugini" del nord-est: Beppe Caccia, storico esponente dei centri sociali del Veneto e attuale consigliere di maggioranza della giunta Cacciari, dichiara infatti che la sinistra arcobaleno è un progetto sbagliato perchè si pone sul terreno dell'antagonismo e non dell'alleanza con il Pd. Questo credo sia il punto politico dirimente. Appunto, la configurazione possibile dello spazio politico della sinistra: stampella del partito che in Veneto candida Massimo Calearo e che persegue la sistematica distruzione degli spazi politici per la sinistra, oppure un percorso di sperimentazione autonomo che si propone di costruire meccanismi innovativi di compenetrazione tra democrazia, politica e società? La scelta delle candidature per le elezioni politiche, risultante ultima di un compromesso affrettato tra quattro apparati politico-partitici dentro il quadro ignobile e squallido dell'attuale legge elettorale, probabilmente è stata l'ultimo atto di una sinistra che non c'è più. La scommessa ora è costruire la sinistra che non c'è ancora, uno spazio pubblico nel quale anche i tradizionali processi verticali di decisionalità politica vengono superati da dinamiche di autorganizzazione dal basso, di partecipazione reale. E' una scommessa difficile che si scontra con resistenze degli apparati e delle burocrazie. Una sfida nella quale però diversi di noi che abbiamo in passato promosso la stagione del movimento dei movimenti, oggi riteniamo necessario spenderci e lavorare: nella speranza che coloro i quali invece se ne rivendicano l'estraneità, non si risveglino paradossalmente in occasione delle tornate elettorali per benedire o scomunicare questa o quella candidatura. 25/03/2008.

Torna all'inizio


<Un provvedimento tra luci e ombre> <Si prevede una generale messa in sicurezza con maggiori garanzie anche per l'automazione di porte e cancelli> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impresa Oggi Pagina 11032 "Un provvedimento tra luci e ombre" "Si prevede una generale messa in sicurezza con maggiori garanzie anche per l'automazione di porte e cancelli" Porcu (Cna): passo avanti, ma c'è il rischio di costi più elevati a scapito dei cittadini --> Porcu (Cna): passo avanti, ma c'è il rischio di costi più elevati a scapito dei cittadini Una normativa che presenta luci e ombre. È cauto il giudizio del segretario regionale della Cna Francesco Porcu sul decreto 37 del ministero dello Sviluppo, che introduce nuovi obblighi per imprese e cittadini su installazioni, trasformazioni e ampliamenti degli impianti all'interno degli edifici. Resta comunque la soddisfazione per un provvedimento che "si attendeva da tempo". È stato un iter tortuoso? "Direi di sì, e si sentiva da anni la forte necessità di un riordino della disciplina". Quali norme vengono sostituite? "Il decreto comporta l'abrogazione di quasi tutti gli articoli della legge 46/90, che si riferiva solo all'edilizia civile, e dei contenuti sugli impianti del Testo Unico dell'edilizia, il Dpr 380 del 2000". Che conseguenze avrebbe avuto la mancata abrogazione? "Il Testo Unico prevedeva l'istituzione dell'Albo dei responsabili tecnici, che veniva aperto in via automatica a tutte le imprese che possedevano unicamente la certificazione Soa, rilasciata dalla Società organismi di attestazione: un'estensione inopportuna. Ora, invece, si è elevato il livello di garanzia. In generale, poi, sono state accolte alcune nostre richieste". Quali? "La stessa estensione dell'ambito di applicazione sulle tipologie edilizie rispetto alla 46/90: sono state incluse tutte, dalla destinazione a terziario a quella industriale, oltre all'edilizia civile". Altre novità da accogliere con favore? "È un passo avanti la logica integrata della sicurezza, che caratterizza il decreto. Si prevede in pratica una generale messa in sicurezza con maggiori garanzie. Importante, in questo senso, il fatto che vengano ricompresi alcuni impianti, come quelli di automazione di porte, cancelli e barriere. Opportuno anche l'innalzamento dei requisiti tecnici, dal punto di vista temporale. Si tratta di un settore caratterizzato da una veloce evoluzione ed è necessario che i livelli siano adeguati". Sul fronte della burocrazia, invece? "Il recapito della dichiarazione di conformità è stabilito nello sportello unico, non più anche presso la Camera di Commercio. Sarà lo sportello a farsi carico di trasmettere il documento all'ente camerale". Le zone d'ombra. "Il decreto entra in vigore il 27 marzo ma avremmo preferito che fosse stata contemplata una fase di transizione, per dare la possibilità alle imprese di conoscere le novità. Inoltre non è chiaro cosa si prevede per chi fino a oggi si è occupato di impianti in ambito industriale: l'esperienza è da ritenersi utile per il riconoscimento dei requisiti tecnici richiesti? Non viene specificato e i dubbi devono essere chiariti". Altri punti oscuri? "Il sistema di verifiche e controlli che si dovrà mettere in campo perché la legge venga rispettata". Adempimenti considerato eccessivo? "È stata fissata una soglia troppo bassa delle dimensioni degli impianti in merito alla redazione di un progetto da parte di un professionista iscritto agli albi professionali con specifiche competenze tecniche richieste piuttosto che da parte dell'impresa. Questo si traduce in costi più elevati per i cittadini". Un esempio pratico. "Se la potenza degli impianti è superiore ai 6 Kw, ma i casi sono numerosi, viene richiesto un progetto che anche le imprese potrebbero curare con il massimo delle garanzie. Ma questo non viene consentito". MARIANGELA LAMPIS.

Torna all'inizio


Arrivano i buoni vendemmia per studenti e pensionati (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impresa Oggi Pagina 11035 AGRICOLTURA Il ministero del Lavoro ha introdotto la sperimentazione per il 2008 Arrivano i buoni vendemmia per studenti e pensionati AGRICOLTURA. Il ministero del Lavoro ha introdotto la sperimentazione per il 2008 --> Arrivano i buoni vendemmia. Con un decreto del 13 marzo scorso, il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha introdotto in campagna i voucher per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Si tratta, comunque, di una fase sperimentale, per ora limitata al solo 2008. LA NOVITÀ Dopo oltre otto anni di attesa e una serie di false partenze, trova spazio l'auspicata attuazione dell'articolo 70 del decreto legislativo 276/2003 sulle prestazioni occasionali di tipo accessorio. E sarà proprio il settore agricolo a sperimentare la novità con l'arrivo dei voucher vendemmia a partire dalla prossima raccolta dell'uva. Il decreto (il testo si potrà scaricare dal sito www.lavoro.gov.it) fissa a 10 euro il valore nominale del buono che, al netto degli importi dovuti ai fini previdenziali (1,30 euro Inps), assicurativi (0,70 euro Inail) e per il concessionario (0,50 euro), garantirà una remunerazione netta pari a 7,50 euro. La paga oraria sarà sempre e comunque pari alle retribuzioni stabilite per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. La copertura assicurativa e previdenziale si accompagna infatti sotto l'aspetto economico all'esclusione della remunerazione dalla base imponibile fiscale e per l'aspetto normativo non incide sull'eventuale stato di disoccupazione/inoccupazione del percettore (studente). COME FUNZIONA Come viene spiegato in una nota della Coldiretti nazionale, "chi intenda svolgere prestazioni di lavoro accessorio dovrà preventivamente formalizzare la propria disponibilità presentandosi nei servizi per l'Impiego della provincia o nelle sedi dell'Inps, che rilasceranno allo studente o pensionato un codice di identificazione personale". Le imprese agricole, invece, dovranno acquistare il carnet dei buoni e poi consegnarli sulla base delle ore lavorate. GLI OBIETTIVI La ratio del provvedimento, evidenzia Coldiretti, "non nasce dalla volontà di destrutturare il mercato del lavoro agricolo ponendo un'alternativa al lavoro subordinato, ma trova ragione d'essere nell'intervenire, in una realtà di fatto esistente, introducendo tutele prioritariamente assicurative e previdenziali a favore di particolari prestatori d'opera - studenti di qualsiasi scuola, per ordine e grado, in corso e fuori corso e pensionati a qualsiasi titolo, vecchiaia, anzianità, invalidità - che potranno così avere un reale interesse a regolarizzare la propria posizione". I SINDACATI La novità non piace ai rappresentanti sindacali dei lavoratori. Per Stefano Mantegazza, segretario nazionale della Uila-Uil, "è una scelta molto grave che interrompe un percorso durato anni di avvisi comuni e decisioni concertate e che ha portato a risultati importanti per la trasparenza e contro il lavoro nero nel settore". È un peccato, aggiunge Mantegazza, "che nel momento in cui anche in agricoltura le assunzioni diventano on-line, il ministro introduca una scappatoia verso il lavoro nero, oggi limitata alla vendemmia ma che le imprese hanno già dichiarato di voler estendere a tutte le operazioni di raccolta". LE ASSOCIAZIONI AGRICOLE "Si tratta di un provvedimento che finalmente dà attuazione - con importanti adattamenti al settore agricolo - ad una disposizione già prevista dalla legge Biagi". Questo, invece, il commento della Cia-Confederazione italiana agricoltori. "La sperimentazione", confida, "sarà la dimostrazione di quanto incidono gli interventi di semplificazione sull'emersione di alcune tipologie di lavoro vigenti nel settore agricolo, che sono "irregolari" non per la volontà degli imprenditori di trasgredire alla norma, ma perché - considerata la loro breve durata e l'occasionalità - tali rapporti non sono riconducibili alle norme per il lavoro subordinato". ( e. d. ).

Torna all'inizio


<Burocrazia in crescita> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impresa Oggi Pagina 11033 I commenti Confartigianato evidenzia i punti critici della normativa "Burocrazia in crescita" I commenti. Confartigianato evidenzia i punti critici della normativa Ancora irrisolto il nodo dell'abusivismo --> Ancora irrisolto il nodo dell'abusivismo Più ombre che luci. Per Antonello Di Iorio, presidente di Confartigianato Impianti Sardegna, il decreto 37/2008 - che sostituisce la vecchia legge 46/90 - fa aumentare per i clienti i documenti "che dovranno essere presentati in caso di vendita dell'immobile e che riguarderanno tutti gli allacci, quali energia elettrica, gas e acqua". E non solo. I LIMITI Per i tecnici, ci saranno maggiori limitazioni sulle competenze. "Per esempio", continua Di Iorio, "gli installatori di impianti televisivi, antenne e impianti elettronici, non potranno più, da soli, installare un impianto di domotica (ovvero quando la tecnologia viene applicata alla casa), come avveniva prima, e per ottenere l'abilitazione occorrerà essere più "esperti"". Su tutto questo vigileranno le Camere di commercio con un controllo incrociato sulle certificazioni con sanzioni, sulle irregolarità, che arriveranno a 10 mila euro. Tuttavia, "la situazione irrisolta", aggiunge l'imprenditore, "è quella riguardante gli impianti telefonici: nonostante le liberalizzazioni e il nuovo decreto, non si capisce come, sebbene in possesso di requisiti di professionalità e competenza, i tecnici non possano ancora certificare gli impianti telefonici". LA CRITICA Dal canto suo, Roberto Poddighe, installatore e dirigente della Confartigianato di Sassari, denuncia l'ennesimo colpo di spugna del legislatore, che ha introdotto la cosiddetta dichiarazione di rispondenza. "Di fatto, è una sorta di sanatoria verso una parte di cittadini che hanno eseguito l'adeguamento o il rifacimento dell'impianto elettrico, come regolamentato dalla 46/90, ma trasgredendo alcune norme che avevano lo scopo di contrastare il lavoro nero e di garantire la sicurezza altrui". Infatti, a lavori ultimati è obbligatorio rilasciare "la dichiarazione di conformità da parte di una ditta abilitata con regolare iscrizione, ma com'è ormai noto", conclude Poddighe, "alcuni degli impianti adeguati o realizzati di sana pianta sono stati eseguiti da elettricisti abusivi, fuori da ogni controllo e spesso dotati di scarsa professionalità". ( lan. ol. ).

Torna all'inizio


Porte in faccia a chi non ha lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina Pagina 2 Il caso Legler e le elezioni Porte in faccia a chi non ha lavoro Il caso Legler e le elezioni di Michele Tatti --> di Michele Tatti Hanno raccolto 4500 certificati elettorali, ma non sembrano essere riusciti a spaventare i politici: cosa volete che contino poche migliaia di voti in tempi in cui l'elezione si conquista secondo l'ordine di lista e uno non deve neanche sudare per strappare il voto di preferenza? Nella corsa verso le politiche al massimo gli 850 lavoratori della Legler possono provocare gli effetti di una curva mediamente pericolosa. Soprattutto quando gli operai senza futuro si presentano alle manifestazioni elettorali, è obbligatorio rallentare, per poi ripartire a tutta velocità, magari senza degnarsi di guardare nemmeno nello specchietto retrovisore il sit-in lasciato alle spalle. Certo il sottosegretario arrivato da Roma firma in Regione il protocollo d'intesa, ma dopo tre mesi senza un soldo, la cassa integrazione arriverà dopo Pasqua. La burocrazia non ha sentimento. Forse il buon senso dei commercianti ha consentito a qualcuno di acquistare l'uovo di cioccolato per i bambini o un pezzo di carne per il pranzo. Senza esagerare, però. Perché con i 700 euro dell'Inps anche il necessario diventa lusso. Più che il calendario dei comizi con annesso sit-in, i lavoratori della Legler dovrebbero tenere aggiornato l'elenco delle cene e dei pranzi elettorali e, magari, riuscire ad imbucarsi per unire l'utile al dilettevole. Certo non mancheranno i sorrisi di compatimento o la solita filosofia al ribasso di chi ritiene i cassintegrati fortunati rispetto ai disoccupati che non incassano neanche il sussidio dello Stato. Un discorso - come dimostra il fallimento di una sottoscrizione organizzata a Natale a Macomer - che fa presa sull'opinione pubblica e che, sotto sotto, anche i politici cavalcano abilmente contribuendo in questo modo a sfilacciare un tessuto sociale molto difficile poi da rammendare. Perché è difficile spersonalizzare, sostenere che il problema non sono le buste paga tolte al singolo, ma i posti di lavoro scippati a tutta la comunità. Lo dissero chiaramente gli operai della Montefibre quando, dopo una lotta condotta con il coltello tra i denti, ottennero l'accompagnamento alla pensione: parlarono di sconfitta perché, pur sistemate le posizioni personali, si resero conto che l'economia della provincia di Nuoro perdeva altri 130 posti di lavoro. Pagando cassa integrazioni, assegni di mobilità, pensioni anticipate per consentire ai genitori messi a riposo forzato di mantenere i figli disoccupati. L'assistenzialismo finisce per siliconare le porte del futuro. Porte sbattute in faccia anche oggi perché anche alla Legler, tra ipotesi di ristrutturazione e progetti silenziati di un difficile riavvio della produzione, in realtà si fa la conta dell'anzianità degli operai da lasciare a casa sfruttando ogni norma favorevole degli ammortizzatori sociali. Un processo inesorabile emerso chiaramente in questa campagna elettorale, con i candidati costretti a inseguire le emergenze del passato e incapaci di tracciare un solo progetto concreto e fattibile per lo sviluppo futuro. Alzi la mano chi è in grado di promettere una sola assunzione. Si faccia avanti chi può spedire un nuovo contratto di lavoro a Dario, Battista e Antonello. Chi sono? Tre operai della Montefibre con pochi anni di lavoro alle spalle e la colpa di essere troppo giovani: per loro nessun intervento pubblico riuscirà ad ammortizzare il colpo del licenziamento.

Torna all'inizio


Da destra a sinistra: che cosa c'è nei programmi dei partiti (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Da destra a sinistra: che cosa c'è nei programmi dei partiti Posted By redazione On 25/3/2008 @ 10:14 In Apertura#1 | No Comments di Carlo Puca È di moda la raccolta differenziata. Per tutti, proprio tutti, è la priorità del governo che verrà. Da Fausto Bertinotti a Daniela Santanchè, passando per Walter Veltroni e Silvio Berlusconi e gli altri candidati premier, non ce n'è uno che non indichi la strada maestra del riciclaggio per risolvere la questione dei rifiuti. Fa nulla che siano poche, anzi pochissime, le sezioni di partito che in Italia, a cominciare dalla Napoli disastrata, differenzino la spazzatura. Ma si sa: una cosa sono i programmi elettorali, un'altra la vita reale. Al tempo delle elezioni conta cavalcare l'onda. Ecco dunque assicurati gli asili nido, la certezza della pena, l'edilizia popolare, la morte della burocrazia, il made in Italy. E il mangiar sano e tipico, ci mancherebbe. Il problema è uno solo: sono davvero pochi gli argomenti che caratterizzano l'un programma o l'altro. A separare è più il come che il cosa, però uno schema minimo di diversità si può fissare. Bertinotti e Veltroni sono divisi dall'economia e dalle grandi opere. Veltroni e il socialista Enrico Boselli da un pizzico di laicità in più del secondo. Veltroni e Boselli si distinguono da Pier Ferdinando Casini sui temi eticamente delicati. Casini da Berlusconi soltanto sulla riduzione delle tasse (il Popolo della libertà generalizza, l'Udc la vuole prima per le famiglie). Ben più ampia è la divaricazione tra Berlusconi e Santanchè, liberista il primo, sociale la seconda. Al punto che la Destra incrocia più la Sinistra arcobaleno che il Pdl. Come Bertinotti, per esempio, Santanchè contesta la privatizzazione dell'acqua e ne chiede la "riconversione a bene pubblico ". Altissima, purissima, statalissima. Destra e sinistra radicali si diversificano soltanto su droghe leggere, energia nucleare e immigrati. Nello specifico, Santanchè intende "prendere i clandestini a calci nel c.". Bertinotti pretende invece la chiusura immediata dei centri di permanenza temporanea e chiede "l'abolizione della Bossi-Fini e una nuova normativa che introduca per i migranti l'ingresso per ricerca di lavoro". Ma a guardare le proposte su mutui sociali, tassazione delle rendite finanziarie e salario minimo garantito sembra di rileggere, in politichese, il Fasciocomunista di Antonio Pennacchi. In politica gli estremi(sti) si toccano. In verità, il salario minimo lo garantiscono praticamente tutti. La base di partenza sono 1.000 euro netti al mese, "ma anche" 1.100 secondo Veltroni. Sinistra critica e la sua candidata Flavia D'Angeli arrivano a quantificare a 1.300 gli euro essenziali per sopravvivere. Bertinotti rilancia: propone il ritorno alla scala mobile e una nuova legge che fissi "la durata massima del lavoro giornaliero a otto ore e in due ore la durata massima degli straordinari". E Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori, è categorico: "Bisogna partire dall'assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori oggi precari". Manco fossero bruscolini. E i pezzi grossi, Partito democratico e Popolo della libertà? Si accusano reciprocamente di aver copiato e rivendicano la primogenitura del programma. In effetti, più di una convergenza c'è, sull'economia anzitutto. Berlusconi punta a ridurre la spesa statale di un punto all'anno, Veltroni lo stesso, ma dal secondo esercizio di governo. L'Iva sul turismo l'abbassano entrambi, la banda larga è un diritto "naturale", un nuovo sistema di ammortizzatori sociali pure. I giovani e le donne meritano i prestiti d'onore, il Mezzogiorno la perequazione e la fiscalità di vantaggio. Il credito d'imposta alle imprese che assumono a tempo indeterminato? Già fatto, come l'alienazione di un parte del patrimonio pubblico. E se Berlusconi è contro l'evasione fiscale e dice no a nuovi condoni, Veltroni parla insistentemente di ridurre le tasse. È il mondo alla rovescia. Ma somiglianze e (presunte) copiature riguardano l'intero scibile umano e programmatico. Per i non autosufficienti è pronto un piano straordinario, la castrazione chimica per i pedofili non è tabù, il numero di poliziotti (e il loro stipendio) verrà aumentato, sarà vietato pubblicare le intercettazioni, le liste d'attesa negli ospedali pubblici diverranno un brutto ricordo. E ancora: niente più manager raccomandati nelle asl, università in competizione, riqualificazione delle periferie, privatizzazione delle municipalizzate, liberalizzazione dell'energia, processi più rapidi, maggiore sicurezza sul lavoro, lotta senza quartiere alle mafie, via libera a rigassificatori e termovalorizzatori, fors'anche al nucleare. Programma vasto, forse troppo. Programma da Caw, Cavaliere più Walter. Programma da larghe intese. E c'è ancora il capitolo delle infrastrutture. Berlusconi cita la "legge obiettivo", Veltroni no. Ma il risultato è lo stesso: via libera, e in maniera spedita, a tutte le grandi opere. Soltanto sul ponte di Messina il programma democratico, prudentemente, glissa. Glissano entrambi, invece, sulle banche: né il Cavaliere né Walterissimo affrontano il tema della riforma del sistema bancario e creditizio, un mutuo politico troppo alto da pagare. Cosa separa allora il Pdl dal Pd, e viceversa? Quali sono le differenze tra le sette missioni berlusconiane e i 12 punti veltroniani? Poche, ma decisive. Esempio: il Pd non prende posizioni sulle droghe, il Pdl è per la guerra totale anche a quelle leggere. Poi c'è l'immigrazione. Il Popolo della libertà rilancia la Bossi-Fini, con la Lega si oppone nettamente "al diritto di voto alle amministrative per gli immigrati " e nega "il welfare italiano agli immigrati ", l'esatto contrario del programma democratico, sul punto diverso persino da quello di Antonio Di Pietro, assai severo con i clandestini. Per inciso, l'ex pm chiede anche la reintroduzione del reato di falso in bilancio e l'abolizione delle comunità montane, temi assenti nel testo democratico. Così come è assente la parola Malpensa, e proprio mentre la Lega definisce "una tragedia" il ridimensionamento dello scalo aeroportuale milanese, "a vantaggio di Fiumicino, noto aeroporto veltroniano". Ma la grande divaricazione del Caw va in scena su un altro palcoscenico, ben più ideale, quello dei temi eticamente delicati: aborto, testamento biologico e coppie di fatto. Sulle interruzioni di gravidanza la posizione è più sfumata, il Pd sostiene "l'obiettivo di un'ulteriore riduzione del numero degli aborti". Ma anche che "la legge 194 è una legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati". Il Pdl invece rilancia "il ruolo dei consultori pubblici e privati per garantire alternative all'aborto". Checché ne dicano i cattolici del Partito democratico, nel programma è chiaramente scritto che il Pd si impegna "a prevenire l'accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico " e promuove "il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale". Viceversa, il Pdl esclude "ogni ipotesi di legge che permetta o comunque favorisca pratiche mediche assimilabili all'eutanasia" e rifiuta una legislazione per le coppie omosessuali. Sono differenze pesanti. Le ha colte la Cei, con monsignor Giuseppe Betori: "Cari cattolici, votate chi mantiene due punti fermi: tutela della vita e della famiglia tradizionale". Veltroni, solitamente loquace, ha preso tempo. Meglio parlare di raccolta differenziata, va.

Torna all'inizio


A vent'anni dalla tragica alluvione (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Legge Valtellina. Bilanci A vent'anni dalla tragica alluvione 247 LE OPERE REALIZZATE IN OTTO COMUNI DELLA VALLE Una buona collaborazione "Proficua collaborazione con gli enti locali camuni" PIETRO FORTI FUNZIONARIO PROVINCIALE Sono 33 i milioni spesi per la difesa del suolo Altri 49 impegnati nella ricostruzione e per lo sviluppo. Dal 2001 burocrazia più snella Ferrovia e metano agganciano il "treno"  .

Torna all'inizio


Elezioni, la disabilità diventa tema da campagna elettorale (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DISABILITÀ 12.4225/03/2008 Elezioni, la disabilità diventa tema da campagna elettorale Walter Veltroni (Pd) presenta le sue proposte: sconfiggere la burocrazia. Il commento di Antonio Guidi, ex ministro del governo Berlusconi: ''La montagna ha partorito il topolino''. Argentin (Pd): ''Fondamentale l'esperienza dei candidati'' ROMA ? Era già successo, e ora è arrivato il bis. E' piena campagna elettorale, e naturalmente non corre buon sangue fra i due principali partiti schierati per la conquista di palazzo Chigi. Ieri, il candidato premier del Partito Democratico Valter Weltroni ha affrontato il tema della disabilità proponendo le sue ricette per i problemi attuali: immediato l'attacco di Antonio Guidi, ex ministro del governo Berlusconi e disabile lui stesso, immediatamente seguita dalle dichiarazioni della candidata del Pd Ileana Argentin, ovviamente favorevoli all'ex sindaco di Roma. Botta e risposta elettorali, sintomo se non altro, però, che i temi della disabilità si affacciano nel panorama politico e informativo. "In una famiglia su quattro vive una persona con una disabilità ? ha affermato Veltroni ? e per questo è un dovere occuparsi dei disabili e delle loro famiglie: il Partito Democratico vuole assumere il tema del riconoscimento dei diritti e delle esigenze delle persone più deboli come una delle priorità dell'azione di governo". Il segretario del Pd ha continuato affermando che "su questi temi abbiamo proposte e idee concrete: per prima cosa bisogna sconfiggere la burocrazia, semplificando e riordinando la normativa che riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le procedure e gli adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini". Inoltre, per Veltroni occorre "aumentare ed adeguare le pensioni di invalidità, riconoscere l'impegno e il lavoro di cura prestato dal coniuge, dai genitori o da fratelli e sorelle, a favore dei disabili, attraverso strumenti di rivalutazione contributiva o anticipazione del trattamento pensionistico". ''E poi ?ha concluso Veltroni - garantire finalmente l'abbattimento delle barriere che rendono ancora più difficile la vita dei disabili, da quelle architettoniche a quelle che rendono difficili lo studio e l'inserimento nel mondo del lavoro". A stretto giro di posta la replica di Antonio Guidi: "'Sulla disabilità la montagna ha partorito il topolino. Aspettavo che Veltroni parlasse di handicap e mi aspettavo qualcosa di interessante: invece nulla di più generico. Sono anni che quello che ha detto Veltroni fa parte dell'agenda dei governi e delle associazioni: in parte realizzati, in parte no, per il vizio di mettere la disabilità come ruota di scorta di ogni azione''. L'ex ministro della Famiglia del governo Berlusconi prosegue affermando che Veltroni "non può impegnarsi su cose generiche già condivise ma deve impegnarsi parlando di un punto essenziale nella politica: che rappresentanza avranno i disabili nel suo governo? Questo non lo ha detto e sarebbe stato l'unico punto interessante''. ''Purtroppo ? ha aggiunto ancora - le poltrone di governo per Veltroni non si danno a chi le merita e per la disabilità si parla sempre per conto terzi. Nei due governi Berlusconi la disabilità è stata rappresentata al massimo livello di ministero della famiglia prima e nel secondo al ministero della Salute come vice ministro''. ''Questo ? ha osservato Guidi - è il punto critico, quale peso politico dare a chi rappresenta la disabilità, il resto sono chiacchiere. E poi diciamocela tutta, come fa Veltroni a parlare di barriere architettoniche dopo aver fatto per sette anni il sindaco di Roma e mai come a Roma ci sono tante barriere architettoniche? Qualche volta ? ha concluso Guidi - più che proporre bisognerebbe chiedere scusa di quello che non è stato''. "Ricordo ad Antonio Guidi ? è la replica di Ileana Argentin, che a Roma è stata consigliere delegato per le politiche dell'handicap nell'amministrazione guidata da Veltroni - che il problema non è la quantità dei disabili presenti nelle liste, ma la qualità e l'esperienza dei candidati: per noi la disabilità non è una cosa a parte, ma è dentro il meccanismo della collettività". "Sto con Walter Veltroni nel Partito Democratico ? ha spiegato la candidata alla Camera del Pd - per aumentare le pensioni di invalidità nel rispetto dell'indice Istat e per differenziare il trattamento previdenziale in relazione alla gravità della disabilità". Inoltre, per Argentin è necessario "prevedere forme di defiscalizzazione per gli esercizi commerciali che si adeguino a proprie spese alla normativa vigente sulle barriere architettoniche" e garantire "il prepensionamento dei coniugi, genitori e parenti che si prendono cura dei loro familiari disabili". Opportuno, ha concluso Argentin, "ricordare a tutti che i disabili non sono un genere, ma persone". (ska).

Torna all'inizio


Intervista a TIZIANA ZORZAN / Un'imprenditrice alle prese con i saliscendi burocratici (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Intervista a TIZIANA ZORZAN / Un'imprenditrice alle prese con i saliscendi burocratici di Silvia Sitari Con carattere, determinazione e competenza ma anche con quel buon senso e quell'attenzione di cui le donne sono più dotate, ha raggiunto dei risultati che le hanno procurato la carica di Presidente di "Federlazio Donna"- Coordinamento donne imprenditrici Lazio, nonché Presidente del Comitato per l'imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Roma. Non aveva previsto di diventare imprenditrice. Eppure ha saputo portare una piccola azienda che costruiva solo cabine per ascensori, a diventare una realtà che oggi ha ben quattro brevetti di cui uno internazionale, che ha vinto premi in casa e all'estero producendo interi impianti ascensoristici. Stiamo parlando di Tiziana Zorzan. Dottoressa Zorzan ci racconti la sua storia imprenditoriale. Il mio percorso professionale nasce con l'orientamento scolastico prima, e universitario poi, dei miei studi. Da dottore commercialista avevo aperto uno studio di consulenza nel quale, come è usuale, gravitavano molti imprenditori. Tra questi mi capitò di aiutarne uno ad acquisire una piccola attività artigianale fallita. Questo cliente, molto facoltoso, rilevò l'attività non portando capitale contante ma garantendo le banche con un ingente patrimonio personale. Decise, inoltre, di dividere la società con il vecchio proprietario che era ottimo artigiano ma decisamente incapace nel condurre attività. Avvenne che i due, così diversi fra loro, litigarono e il mio cliente facoltoso mi chiese di vendere la sua quota perché voleva ritirarsi. Per sei mesi cercammo un nuovo socio. Così lui mi offrì di rilevare la sua quota, in accordo con l'altro socio. Io, all'epoca non disponevo né di grande liquidità né, tantomeno, ero in grado di garantire una tale copertura con le banche, dunque mi sembrava irrealizzabile. Ma la disponibilità del mio cliente ad aiutarmi e la sfida che mi si presentava mi condussero davanti ad un altissimo funzionario, di un grande gruppo bancario il quale, dopo avermi ascoltato per più di mezz'ora, mi mise a disposizione quanto mi serviva per rilevare la quota. Ma mi diede anche un tempo ben definito per rientrare dall'esposizione. Così mi rimboccai le maniche ricominciando da zero e ricostruendo l'azienda. L'altro socio, non avendo figli, si affidò completamente a me. Quando lui venne a mancare, facendo un salto nel buio, cambiai definitivamente il corso della mia vita. I figli proseguiranno la sua opera? Ho tre figlie femmine e la prima ha diciotto anni. Non mi sono posta questo problema perché una volta c'era un concetto di economia che permetteva la gestione familiare delle aziende, oggi con la globalizzazione, non è più così. Se intenderanno proseguire, bene. Altrimenti venderò l'azienda. Com'è il suo rapporto con i dipendenti? Al mattino, quando entro in azienda, e attraverso lo stabilimento, capisco subito se uno ha qualche problema familiare, se un altro ha litigato con la moglie, se un altro ancora ha problemi economici. Insomma con un rapporto diretto è più facile. L'anno scorso ho avuto due dipendenti che erano andati nel pallone per la faccenda dei mutui a tasso variabile: li ho sostenuti con le banche, attraverso semplici accordi, aiutandoli a pagare le rate scoperte. Il suo è un settore metalmeccanico dunque molto maschile: come hanno accolto un titolare donna? Mi sono dovuta fare le ossa sul campo. Non credo nella leadership imposta ma in quella riconosciuta. Pertanto i miei dipendenti devono sapere che non sono meglio di loro ma che sono molto capace. La preparazione tecnica deve essere dimostrata sul campo, un po' come con i figli. Se l'azienda richiede dei sacrifici, il titolare non si può comprare il macchinone o il pelliccione: deve essere il primo che si sacrifica per dimostrare che sta investendo sull'azienda ed avere, così, il coinvolgimento emotivo di tutti. Già i colleghi uomini ti guardano come un fenomeno un po' curioso che è frutto di un retaggio culturale che persiste, ma in ambiti come il mio, sicuramente, la strada è più in salita. Quali sono i chiari, e gli scuri, nel fare impresa in Italia? Fare impresa, e cultura d'impresa, oggi è un problema serissimo perché abbiamo un grosso deficit strutturale. Fino a quando siamo stati in espansione economica questo gap negativo non si preavvisava; ma quando si è verificata questa contrazione del mercato, sia a livello interno che internazionale, sono iniziati i problemi. Se un'azienda, anziché produrre cento pezzi, che hanno un certo costo, deve produrne dieci perché la domanda si è ridotta, sostiene comunque quel costo che è fisso e rimane tale. Quella produzione, dunque, ha costi altissimi che non ti consentono di superare quei gap di inefficienza e di deficit che la burocrazia impone con le sue regole assurde. Su questo ha potuto confrontarsi con i suoi "colleghi" stranieri? Sicuramente noi italiani non siamo secondi a nessuno, e siamo sempre stati capaci di trovare, inventare e creare cose nuove, specie dopo periodi particolarmente brutti. Ma penso che abbiamo peccato di presunzione confidando troppo su questa nostra bravura. E, mentre gli altri andavano avanti migliorandosi, noi ci siamo fermati cullandoci sugli allori. Gli altri Stati sostengono e portano avanti la cultura d'impresa con servizi e infrastrutture, qui da noi questa cultura c'è al nord. Al Centro e al Sud non c'è niente. Che situazione vive l'imprenditoria? Dobbiamo avere una vocazione essenziale: l'innovazione. In un momento di crisi, è in atto una sorta di selezione naturale dove rimangono i migliori, quelli che riescono a rinnovarsi. Come avviene durante le epidemie, resistono i più forti. Ma attenzione: l'epidemia sta durando troppo con il rischio di colpire anche i più sani perché purtroppo non c'è un rimedio centrale che intervenga a debellare questa epidemia al momento giusto. Nell'ambito dei ruoli istituzionali che ricopre, quali interventi sostiene per le nostre imprese? Non mi attribuisca capacità, potenzialità, e arbitrio, che non posseggo. Nell'ambito di Federlazio cerco di sollecitare e sensibilizzare, creando con il mio gruppo una serie di iniziative. Alla Camera di Commercio, dove il Comitato per l'imprenditoria femminile è solo una costola, non abbiamo la capacità di compiere atti di carattere applicativo. Con il mio carattere combattivo porto avanti delle proposte, faccio "muro", ma è dura! Come mai? Perché le Istituzioni locali sono rappresentanza dei partiti. I partiti sostengono interessi di tipo clientelare. L'alternanza, poi, fa il resto. Ci vorrebbe una cabina di regia per egolare le competenze dei vari livelli locali, invece ognuno fa come gli pare. Come mai registriamo tante morti bianche? Qui bisogna fare cultura d'impresa: quando l'imprenditore capisce il senso della sicurezza, la applica a prescindere dalle regole. Ma, poiché non siamo tutti uguali e dunque abbiamo bisogno di regole imposte, ritengo che il dramma di queste morti sia dovuto al fatto che si risparmia su tutto: sulle visite mediche, sulle dotazioni, sull'adeguamento degli impianti. Altro motivo è che aumentando le penali da comminare, ho il sospetto che risulti inferiore il numero delle infrazioni, specie in certe zone. E perché? Perché certi ispettori andando a fare le visite, potrebbero "essere indotti" a non comminare le multe. Si dovrebbe abbassare il potere del verificatore e potenziare il ruolo dell'azienda nel rispettare le norme. L'esatto opposto dell'attuale decreto!.

Torna all'inizio


Intervista a ETTORE RIELLO / L'anti-Calearo: "Voglio dare un contributo al Nordest e al mio Paese" (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Intervista a ETTORE RIELLO / L'anti-Calearo: "Voglio dare un contributo al Nordest e al mio Paese" di Alessandro Gentile Ettore Riello, veronese, classe 1956, a capo dell'omonimo gruppo leader mondiale dei bruciatori e delle caldaie a muro, 2.100 dipendenti, 570 milioni di fatturato è il nome nuovo del Partito delle Libertà in Veneto. L'imprenditore, che è stato scelto da Giancarlo Galan in persona dopo un colloquio con il Cavaliere, è colui che dovrà portare in politica il mondo dell'impresa veneta, del Nordest produttivo. Una sfida affascinante piena di responsabilità e insidie ma anche molto stimolante. Etichettato subito da gran parte della stampa come "l'anti-Calearo", è candidato al numero nove della lista alla Camera di Veneto 2, dove il Pdl in caso di vittoria farà presumibilmente 8 deputati. Tante chanche di essere eletto e di portare a Roma l'esperienza e le esigenze dell'industria veneta e non solo. Con quale spirito affronta questa nuova esperienza? L'affronto con piacere e con grande impegno, con la consapevolezza di riuscire a far comprendere il vissuto che esiste nell'impresa e a fornire risposte il più concrete possibili. Cosa l'ha convinta ad accettare questa sfida? L'idea di poter dare il mio contributo al Nordest e più in generale al mio Paese. La crisi si avverte infatti a tutte le latitudini. E' ora di avviare riforme in grado di modificare radicalmente il sistema che regola il mondo del lavoro e quello delle imprese. Non teme di essere schiacciato dal meccanismo come è successo da illustri predecessori (Umberto Agnelli, Benetton)? Dipende dalle motivazioni e dagli obiettivi con cui si entra in politica: io entro con una logica di servizio con l'obiettivo di poter dare il mio contributo da un'ottica, quella imprenditoriale, sino ad oggi scarsamente rappresentata. Con la sua esperienza in campo di impresa, quale ricetta propone per un rilancio economico, adesso che il tema è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico? C'è un gran bisogno di cambiamenti veri: riforme fiscali, semplificazione della burocrazia, riduzione degli sprechi, di infrastrutture. Il Paese deve tornare ad essere competitivo, abbiamo perso troppo terreno negli ultimi anni. Parlando di riforme, cosa ne pensa della questione Nordest? C'è bisogno di un ministro del Nordest come ventilato da più parti politiche? Su questo punto non sarei così categorico. Non contano i ministri, contano le regole. Servono regole che ci mettano in condizione di competere ad armi pari con i concorrenti esteri. E' questo che la politica deve fare adesso, ed è questo il motivo per cui ho accettato la candidatura.

Torna all'inizio


Sulle pensioni Walter fa girare le palle (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedí 25.03.2008 13:48 --> Di Pasquale Della Torca Caro Direttore, la sai l'ultima? Veltroni si coccola i pensionati per affossare il Pdl al Senato. Già. Alla faccia dei giovani ha trovato dentro l'uovo questa buona nuova: promette già da luglio ai pensionati di oltre 65 anni un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un incremento fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l'anno. Tutto questo a fronte di un programma che fa acqua sia per quanto concerne le politiche di rilancio del reddito e dell'occupazione dei giovani e degli under 40-50 (completamente assenti, cancellati, inesistenti), sia per quanto concerne le politiche di rilancio industriale e della crescita. 400 euro a chi ha pensioni di 2.000 euro al mese quando intere schiere di giovani arrancano con l'elemosina del lavoro precario e quasi tutti i lavoratori dipendenti (ci è stato detto) guadagnano circa 1.600 euro! Qualcuno, come al solito, bara. Fin quando si parla di incrementare le pensioni di 500-1000 euro mensili va bene, ma dare 400 euro a chi prende 2.000 di pensione e 100-250 euro a chi ne prende 4.500 di euro fa proprio girare le palle. E senza entrare nella solita solfa del "ci dica dove li prende i soldi" vorrei proprio capire chi cavolo ancora dovrà pagare per tutti questi regali. Qua invece di parlare di rilancio dell'occupazione, di incremento della crescita, di alleggerimento fiscale, di favorire nuove iniziative imprenditoriali alleggerendole con un taglio netto e perentorio di burocrazia e tasse si pensa a risollevare il tenore di vita dei pensionati da 2.000 euro che un gruzzoletto ce l'hanno pure. Certo è facile spendere in regali come quello promesso da Veltroni, tanto pagano i cittadini, giovani e disoccupati inclusi. Ed è facile eludere così il problema principale, il più difficile, che è quello dell'aumento del tenore di vita delle famiglie perchè lì bisogna andar giù duri: con gli industriali, con le banche, con lo stesso Stato datore di lavoro. Allora o io non ho capito niente oppure questo è un paese che veramente non ha più speranze.

Torna all'inizio


LETTERE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere Si attende la verità sulla caccia alle streghe Luigino Piccirilli - AFRAGOLA (NA) Caro Gargano, papa Wojtyla annunciò la disponibilità della Chiesa a chiedere perdono del sangue versato in nome della Fede, per riconciliarsi con la storia, dato che purificare la memoria significava gettare il seme di pace e amore nel nuovo Millennio. E quando, 10 anni fa, fu aperto l'archivio del Sant'Officio, egli convocò un pool di storici perché facessero luce su quel Tribunale. Ma il mea culpa non sembra aver raggiunto l'unanimità, specie sull'Inquisizione. Il Sant'Officio non ha scheletri negli armadi: i roghi mica lasciano scheletri. Né è dato sapere che cosa abbiano scoperto storici e teologi. Una cosa è certa, l'indagine condotta dall'allora cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, rivelava una novità sconcertante: in Italia, e non solo in Italia, l'Inquisizione aveva processato più streghe che eretici. Però, sta scritto: "Non lascerete vivere una strega" (Esodo 22-18). Ma se il Salvatore, luce d'Amore e di Vita, il laico per eccellenza (laicità intesa come libertà), non consente stragi, queste come potettero accadere? "Nell'Inquisizione, risponde Dostoevski, Cristo era assente, anzi era di nuovo in croce". La caccia alle streghe divenne spietata dopo la bolla di Innocenzo VIII (1484). L'idea cardine era il fatto che Eva era stata creata da una costola di Adamo. Di qui, i difetti delle donne, facile preda del Demonio, soprattutto per la carnalità. Nel '600 la napoletana suor Giulia de Marco fondò una congregazione mistico-erotica, detta della "carità carnale"; ma ci lasciò le penne con tutto il suo seguito. Era troppo tardi, quando Carlo di Borbone (1747) nel Duomo affollato, sguainò la spada sull'altare e giurò di difendere il suo popolo dalle minacce del Sant'Officio. Ma torniamo a quella misoginia assoluta. In quattro secoli centinaia di migliaia di donne, se non milioni, identificate con Satana e colpevoli di ogni flagello, furono arse vive. Quelle di Salem, Massachusetts, erano streghe finanche per la conformazione dei capezzoli, "invertiti e freddi". La donna, l'altra metà del Cielo, deve ricordarsi anche della follia di quelle persecuzioni. A Napoli, ed è una delle pagine più belle della nostra storia, l'Inquisizione non passò, fermata dal popolo in armi. Pochi lo ricordano. Quanto alla caccia alle streghe, è forte la nostalgia per Wojtyla, il Papa che era pronto ad ammettere gli errori per diffondere pace. Quando rivedremo tutto San Martino? Sergio Majocchi - NAPOLI Gentile dottore, tempo fa sono stato con mia moglie a San Martino con lo scopo, fra l'altro, di mostrare al nostro piccolo i meravigliosi presepi e di farlo stare in un'oasi di pace lontana dai rumori e dagli inquinamenti della pur vicina parte centrale del Vomero. Ci tenevo però anche a portarlo alla cosidetta "passeggiata dei monaci", lo stupendo giardino che si affaccia sul mare; con mia sorpresa ho saputo che un'enorme fetta del museo, compreso il Quarto del Priore, la terrazza panoramica e i giardini, è chiusa per lavori non so da quanto tempo e non so fino a quando. Poichè si tratta di una delle parti più belle del mondo sarebbe bello sapere dalla Sovrintendenza di che tipo di lavori si tratta e quando avranno termine. Giriamo le domande alla Soprintendenza, meglio avere risposte ufficiali ed esaurienti. Il mobbing è in agguato Salvatore Patacca - NAPOLI Sempre più numerosi i luoghi in cui si verificano soprusi e angherie nei confronti dei dipendenti: banche, scuole, università, industrie. Non solo in ufficio ma anche in altri settori i terreni fertili per il mobbing, la pressione psicologica fatta di abusi e vessazioni. Circa il 30% dei lavoratori italiani ne è vittima. Il mobbing è presente anche dove meno te le aspetti. In particolare le scuole sono luoghi a rischio, soprattutto a causa delle continue riforme che inducono a frequenti cambiamenti nella organizzazione e nei programmi, di non facile gestione; chi non si allinea può diventare il capro espiatorio. Lo scrivente è un dirigente sindacale del comparto scuola. La parola ciuccio deriva dall'arabo Raffaele Bracale - NAPOLI In napoletano ciuccio equivale ad asino, quadrupede ritenuto paziente e cocciuto nonché (ma non se ne intende il perché) ignorante. Varie sono le proposte circa l'origine della parola: chi dal latino cicu, chi da cillus da collegare al greco kíllos (asino), chi dallo spagnolo chico (piccolo) atteso che l'asino è piú piccolo del cavallo. Son però ipotesi che non mi convincono molto; e segnatamente non mi convince quella che si richiama a chico, piccolo, malgrado sia semanticamente perseguibile. Appaiono altresì forzate le idee che ciuccio sia da collegare a ciuco o a ciocco. Il ciuco è sí l'asino ma nessuno spiega la strada morfologica seguita, se non con un inconferente origine espressiva. Mi pare piú perseguibile l'idea che sia l'italiano ciuco a derivare dal napoletano ciuc(ci)o anziché il contrario. Men che meno mi solletica l'idea che possa derivare da ciocco, grosso pezzo di legno, e figuratamente uomo stupido, insensibile ed estensivamente ignorante e dunque asino. No, la strada semantica seguita è bizantina e arzigogolata. Mi pare piú perseguibile l'ipotesi che la voce ciuccio vada collegata alla radice sciach dell'arabo sciacharà, ragliare, il verso proprio dell'asino. Rammento che in siciliano l'asino è detto sceccu con evidente derivazione dalla medesima radice araba. Chiste paraustielle ncuoll'a me m'hanno sempe ammusciato, dicette 'o ciuccio: senza allusione, per carità. Forse nessun altro animale ha dato la stura a tanti proverbi. Tra i più arguti: miette 'e denare 'ncann' 'o ciuccio e 'o chiammano Don Ciuccio; il perfido 'a femmena nun se sposa 'o ciuccio pecché le straccia 'e llenzole; 'o ciuccio chiamma recchia longa 'o cavallo (a proposito di difetti); il botta e risposta: aspetta, ciuccio mio, ca mo vene l'evera nova seguito da 'quanno l'evera nova venette, 'o ciuccio era muorto 'e famma. Un'odissea per un farmaco Maria Prota - NAPOLI Diabetica, sono intollerante alla metformina, presente nella maggior parte dei farmaci antidiabetici. Il medico che mi cura, dopo vari tentativi per trovare il prodotto giusto, mi ha prescritto un farmaco che pare faccia al caso mio. Però non si vende in farmacia ma è distribuito dalla farmacia dell'Asl in via Degni a Fuorigrotta. Vi invito ad andarci in una qualsiasi mattina e verificare il caos. Sorvolando sull'orario (9-13) che costringe ad assentarsi dal lavoro, bisogna fare file anche di due o tre ore in piedi; e quanti si recano lì sono malati, molti di tumore. Addetta al servizio è una signora (forse una dottoressa) gentilissima, si fa in quattro per rendere un buon servizio; ma è sola, nonostante che negli altri uffici ci siano persone che sembrerebbero far nulla. Si può fare qualcosa? Che cosa insegna la tragedia di Gravina Emanuele De Lucia - NAPOLI Il caso Pappalardi è una di quelle tragedie, trasformate in telenovela dai media, che a un certo punto della storia hanno una svolta. Nutrivo da molto tempo il sospetto che il padre di Ciccio e Tore non fosse l'assassino dei suoi figli, ma era difficile sostenere che non fosse colpevole di niente un genitore dai modi bruschi che è stato visto per ultimo in compagnia dei due bambini di Gravina. Ecco perché credo che non sia giusto applaudire un uomo che si è macchiato di una colpa, seppur non omicida, ma indirettamente causa di una morte, peraltro molto sofferta. Posso tutt'al più giustificare la solidarietà dei concittadini di Filippo Pappalardi dopo la scarcerazione, perché forse è uno sfogo dovuto allo stress causato dall'invadenza delle telecamere e della gogna mediatica che lo reputava assassino. Se anche fosse vero che Pappalardi non era un buon padre, è stata eccessiva l'accusa di omicidio da parte dell'ex-moglie (avvelenata ancora dalle cause del divorzio e dalla custodia affidata al padre). In conclusione, va detto che, in caso di affidamento, soprattutto di bambini, un padre deve ritenersi fortunato per averne ottenuto la custodia, quasi sempre affidata alla madre, e deve meritare l'affidamento con comportamenti virtuosi ed esemplari (naturalmente, lo stesso discorso vale per le madri). Attendendo la conclusione dell'inchiesta per pronunciarsi (come sarebbe bene fare sempre in certi casi oscuri) si può però dire che almeno nella prima fase delle indagini chi indaga non deve avere idee preconcette: se non si fosse subito individuato un assassino, e si fossero seguite bene anche le piste dell'incidente, forse quel buco sarebbe stato esplorato meglio e i due ragazizni trovati subito. Sull'argomento ha scritto anche l'avvocato Ivan Montone che critica l'operato dei magistrati: non esistevano indizi tanto gravi da giustificare l'arresto dei padre dei due sventurati fratelli di Gravina. In napoletano la vocale si scrive Diego Franchi - Provincia di ROMA Scrivo a proposito della traduzione in napoletano dello slogan di Veltroni "si può fare". Sono un napoletano vissuto la gran parte della vita a Roma e ora a 40 km dalla capitale. Il "se pò fà" al quale sono arrivati i traduttori vuol essere napoletano ma è romanesco. Per essere napoletano bisogna scrivere "S' po' fa'". Quando mai il napoletano parlato leggerebbe quella e di "se"? Parlando no, ma scrivendo quella e è d'obbligo. La nuova cultura orale non può scavalcare le regole. Sette passaggi per un ausilio Giuseppe Sepe - NAPOLI Gentile dottor Gargano, sono un portatore di stomia, somo stato operato nel 2002 per K del rette ed elenco i passaggi per il ritiro degli ausilii per la stomia che ogni tre mesi mi tocca fare: richiesta medico di base per una visita chirurgica presso l'Asl; prenotazione visita Asl; visita che rilascia la richiesta (in media dopo 15 giorni); farmacia per il preventivo sulla richiesta; presidio sanitario per autorizzazione al preventivo; ritiro dopo 7 giorni; finalmente in farmacia. Mi viene spontaneo dire "evviva la burocrazia italiana" e mi chiedeo come se la cava quell'invalido che ha difficoltà a muoversi. Non sarebbe il caso che qualche responsabile dell'Asl cominciasse a chiedersi se non sono troppe tutte queste persone messe a disposizione per il rilascio di questi presidii? Ingiusti i tagli per la scuola al Sud Luca De Cristofaro e Michele Sargiotta - FRATTAMAGGIORE (NA) Le scuole della Campania dovranno fare a meno di tremila insegnanti e 18 milioni di euro. Questa drastica riduzione è stata giustificata dal Governo con il principio che gli insegnanti si nominano in base alla popolazione scolastica, e a Napoli e provincia i ragazzi che disertano la scuola dell'obbligo sono 10.000. Diversa è la situazione al Nord dove verranno messi a disposizione un maggior numero di docenti perché maggiore è il parterre di ragazzi negli istituti pubblici. Questa riduzione è penalizzante per i ragazzi che vogliono costruirsi un futuro attraverso la scuola e la cultura. Se non ci saranno modifiche ai tagli si potrà parlare di interruzione del principio del diritto allo studio; si verificherà una sorta di serie A e serie B. Luca e Michele sono studenti del quarto anno dell'Istituto tecnico commerciale "Gateano Filangieri". Prima si comincia a difendere i propri diritti, meglio è. I tagli sono stati previsti dalla Finanziaria 2007; in dieci anni il Sud ha perso 278.000 studenti e in tre anni 24.000 cattedre. Al nord i prof cominciano a scarseggiare, prevista una nuova ondata migratoria. Senza la pensione causa un codice ignoto Giovana D'Abronzo - FRATTAMAGGIORE (NA) Caro dottore Gargano, sono un'infermiera in pensione dell'ex Inam, distretto 64, ora Asl Na3 Frattamaggiore. In applicazione dell'art.74 del dpr 761/79 ho ricevuto il 23 giugno 2006 dal ministero dell'Economia e Finanze, ufficio Ragioneria generale dello Stato, Ispettorato generale per gli affari e la gestione del patrimonio degli enti disciolti, la somma relativa alla posizione contributiva presso il fondo integrativo di previdenza del disciolto Inam, mandato n° 000282196. Ma fino a oggi non ho ricevuto quei soldi, perchè l'Inpdap di Napoli non conosce il codice di accesso al datebase del ministero. Mi sono rivolta a un legale, ma la risposta è la stessa. Inutile anche telefonare all'Urp dell'Inpdap, non risponde mai. Cosa devo fare? Quei soldi mi occorrono. La vicenda è incredibile. Al ministero qualcuno forse leggerà questa lettera: allora, per favore, si preoccupi di comunicare quel codice. Se non succederà, gentile signora, si faccia risentire. "Ho avuto solidarietà ma lo sfratto arriverà" Giovanni Di Leo - NAPOLI Gentile Pietro Gargano, la ringrazio per aver pubblicato la mia lettera "Sotto sfratto e non ho un euro". Mi sono arrivate tante telefonate di di solidarietà, tanti legali mi hanno offerto il gratuito patrocino, due angeli mi hanno fatto visita per confortarmi. Ma intanto lo sfratto va avanti. Sono venuti l'ufficiale giudiziario, il proprietario e il suo legale. Il mio avvocato, Teresa Botticelli, il terzo angelo, ha combattuto ma la avversa ha voluto far volere le sue ragioni e l'ufficiale giudiziario, poverino, ligio al dovere non ha potuto fermare il mio destino. Il 7 maggio saremo buttati fuori di casa, invalido e no, come scatoli, cose vecchie. Quel giorno difenderò la mia famiglia con tutto me stesso, farò di tutto, ma di tutto. Di tutto, ma nel rispetto della legge, è ovvio. Manca ancora un po' di tempo; se qualcuno può dare una mano in qualche modo, contatti il signor Di Leo. L'italiano in scatola Andrea Bucci - TORINO In principio il tormentone era "I care", un'affermazione che ricordava un certo Icaro, che per essersi avvicinato troppo al sole rimase senza ali. Ora è la volta di "Yes, we can". Trovare un qualcosa che che sia comprensibile per tutti quanti deve essere troppo complesso e allora dopo aver inventato termini come devolution e welfare si importano anche termini dalle primarie americane. Se negli Stati Uniti "We can" può essere un motto innocente e magari anche convincente, in Italia potrebbe prestarsi ad una doppia interpretazione fastidiosa perchè "We can" significa anche "inscatoliamo, mettiamo (cibo/bevande) in lattina". Visti i trascorsi Parmalat e Cirio, ricorrere a questi paralleli può rievocare un passato spiacevole per molti risparmiatori anche se non tutti sono in grado di cogliere il doppiosenso. Si capisca o non si capisca, in scatola - e sotto vuoto spinto - sta finendo la lingua italiana.

Torna all'inizio


PD: CALEARO, SERVE UN AUTENTICO FEDERALISMO FISCALE (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Vicenza, 25 mar - ''Il mio scopo e' quello di dare una rappresentanza forte alla nostra regione e mettere assieme le forze migliori per fare del Veneto un polo di crescita e catalizzatore di sviluppo, capace di integrare competitivita' economica, coesione sociale, innovazione e produzione di benessere, sviluppo sostenibile''. Lo ha detto Massimo Calearo, capolista alla Camera per il Pd nella circoscrizione ''Veneto 1''. ''La mia presenza sul territorio vuole essere anzitutto la dimostrazione che cambiare si puo', e che grazie alla proposta del Partito democratico e' possibile realizzare un'Italia migliore per i nostri figli'', ha aggiunto Calearo. Da oggi e' online il sito internet per la campagna elettorale all'indirizzo www.massimocalearo.it, dove saranno indicate anche le tappe del tour che portera' Calearo in tutte le province della regione. La presentazione della campagna elettorale e' stata anche l'occasione per spiegare quali sono i punti fondamentali per Calearo di cui il prossimo parlamento dovra' occuparsi: il federalismo fiscale, un fisco vicino alle imprese, il tema della sicurezza e dell'immigrazione, le infrastrutture, la burocrazia e infine il tema dell'ambiente. ''Il nostro Paese deve fare uno sforzo per essere all'altezza degli altri paesi dell'Europa. Non serve inventarsi ricette o miracoli, basta guardare quello che fanno i nostri vicini. Serve un autentico federalismo fiscale, serve un fisco piu' giusto, serve una burocrazia meno asfissiante perche' anche in Italia si deve poter aprire un'azienda in un giorno. Oggi il nostro Paese non offre nessuna attrattiva agli investimenti stranieri proprio perche' la burocrazia e in alcune zone del paese la criminalita' organizzata scoraggiano gli investitori. Dobbiamo tornare ad essere competitivi anche e soprattutto come sistema paese''. Calearo ha poi sottolineato altri temi in cima alla sua agenda delle priorita': la sicurezza e la questione immigrati. ''Va approvato subito il pacchetto sicurezza, ma soprattutto bisogna fare in modo che chi e' condannato sconti effettivamente e fino in fondo la pena''. ''Per lo sviluppo del nostro Paese - ha aggiunto poi Calearo - bisogna rimettere in cima alla lista delle priorita' le infrastrutture. Oggi l'Italia e' fanalino di coda dell'Europa non solo per la rete autostradale, ma anche per quella ferroviaria. Mentre Germania e Spagna sono passate da 0 km di alta velocita' nel 1981 rispettivamente a 1291 e 1225 nel 2006 noi siamo ancora fermi a 562 km e con una rete tra le piu' vecchie del continente. E i costi di questi ritardi li paghiamo tutti noi, non solo le aziende, ma anche il nostro territorio''. fdm/cam/bra (Asca).

Torna all'inizio


Ferrara Lili Ascoli Magrini (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

FerraraLili Ascoli Magrini ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso e ora, con la nuova sentenza della Corte dei Conti, ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia italiana, che le aveva bloccato il vitalizio concessole come vittima della Shoah. Descritta da chi la conosce come una donna lucida e di buona memoria, l'ultracentenaria vive ancora nella sua casa nel centro storico di Ferrara. "La mia vita è stata costellata di tante partenze e tappe forzate, con amare sorprese dietro l'angolo. Questa è l'ultima in ordine di tempo", aveva commentato amaramente quando le ritirarono l'assegno.Nel novembre 2006 una sentenza d'appello della Corte dei Conti non riconobbe a Lili Ascoli Magrini il vitalizio che le spettava come discriminata, dal 1938 al 1945, dalle leggi razziali e poi dalla persecuzione da parte dei nazifascisti. Non solo, ma la donna avrebbe anche dovuto restituire i compensi che aveva ricevuto negli anni, circa 40.000 euro. Si è così rivolta a un avvocato. "È un elementare dovere dello Stato risarcire con un vitalizio l'ingiustizia subita dalle vittime delle leggi razziali e ora bisogna risolvere il problema una volta per tutte, dando direttive precise alla Commissione che decide sulle domande di riconoscimento", commenta il sottosegretario della Giustizia Luigi Manconi.Nata a Graz, in Austria, figlia di un medico, Lili giunse a Ferrara dove conobbe l'avvocato Renzo Bonfiglioli, nota figura di benefattore cittadino, che divenne suo marito e che per le sue origini ebree fu internato per oltre un anno allo scoppio della seconda guerra mondiale nel campo di concentramento di Urbisaglia. La madre venne arrestata dai nazifascisti a Cannobio, fu deportata ad Auschwitz e qui uccisa, mentre i figli della signora Lili, Dori e Geri, vennero allontanati da scuola. Tutti si salvarono grazie ad un avventuroso viaggio in Svizzera, ma al ritorno a Ferrara, dopo la guerra, la famiglia trovò la propria casa distrutta e saccheggiata. Lili Ascoli Magrini ricevette un vitalizio grazie ad un decreto ministeriale del '97.

Torna all'inizio


Germain e Roseline, un sì regale nella notte di Pasqua (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lui mediatore culturale lei operaia: la coppia della Costa d'Avorio si è sposata col rito cattolico africano a San Giuseppe Amici in costumi tradizionali tra i vicentini del quartiere, coro parrocchiale e tam tam: un colorato via vai da Arca di Noè L'Arca di Noè oggi è la chiesa di San Giuseppe, quella vicentina a forma di astronave davanti al Mercato ortofrutticolo. Nella notte di Pasqua se ne accorgono gli invitati al matrimonio con rito cattolico africano che lì si celebra per due sposi della Costa d'Avorio, Germain Kouame e Roseline Agba. Come solo nell'Arca succede, c'è posto per tutti, senza capire bene perché sia così facile. Un po' la stessa storia di quella pagnotta e quelle due sarde che sfamarono una folla da stadio.C'è posto innanzitutto per quelli della comunità ivoriana giunti anche da Padova, sembrati cento in chiesa, e almeno il triplo alla festa svoltasi subito dopo in patronato. Ma c'è posto anche per i fedeli di San Giuseppe, che alla veglia pasquale di solito si pestano i piedi, per il coro camerunese Lounge Divine sommato a quello parrocchiale, per un'infinità di bambini bianco-cioccolata sparpagliati fin sull'altare, per i suonatori di tam tam acquattati in seconda fila, per le suore ballerine di Nostra Signora della Pace, e addirittura per la principessa Anna Beatrice Nanna Beneoua, visibilmente felice di lasciare la divisa di un'impresa di pulizie per indossare la sfolgorante veste nero-dorata con cui aggiungersi ai fotografi della cerimonia.E c'è di più. Ovvero un copione apparentemente studiato nei dettagli, ma in realtà abbandonato alla più pura improvvisazione. Si vedono così catechiste vagare alla ricerca di bambini a cui affidare le candeline, scout quasi dimenticarsi di raccogliere le offerte, coppie uscire di soppiatto pensando non a torto di avere sbagliato chiesa, coristi accudire figli tra una canzone e l'altra. Attorno a Noè l'atmosfera non doveva essere tanto diversa, con gli ippopotami da spingere in fondo mentre qualcun altro metteva tinozze sotto il diluvio universale per lavare neonati urlanti. A trent'anni esatti dalla sua inaugurazione, la chiesa costruita sul disegno dell'architetto Sergio Ortolani, dà ragione a quanti l'hanno sempre scambiata per un disco volante, con la sua sopraelevata forma oblunga e i suoi giganteschi oblò. Se in pieno Duemila un'Arca ancora funziona, la forma può essere solo quella di un'astronave, con cui prendere la rotta del cielo stellato il giorno prima che la Terra scoppi.Questo matrimonio ivoriano serve anche a fare una simulazione del decollo, con risultati splendidi. A cominciare dall'ingresso. Niente lui impietrito nel suo gessato sotto l'altare, e lei che "appare" sulle note di Mendelssohn pensando alla tenuta del trucco sotto il braccio di papà. Germain e Roseline entrano invece fianco a fianco, come due che sono già in cammino da tempo, e vengono qui a dire quanto è bello camminare assieme. Li accompagna l'amica Therese, che trascina fino all'altare il valigione dove sono contenute le vesti tradizionali africane da indossare durante la cerimonia, i "kita" intessuti a mosaico e sparsi di brillanti. Bastano i primi, a fantasia oro e vinaccia, per esaltare la bellezza di lui, quarantaduenne mediatore culturale in servizio al Comune di Padova, e quella di lei, sette anni più giovane, operaia in una ditta di abbigliamento. Entrambi sono alti, Germain con possenti tratti da guerriero, Roseline con la grazia che ricorda un'aurora africana. Quando i diademi dorati si posano sui loro capi, diventano i sovrani a cui fanno da testimoni la pensionata vicentina Luciana Lokar, a sua volta in kita ("una mamma italiana di Roseline", racconta intenerita), e l'amico ivoriano Stanislas Kouadio. A lui tocca in dote anche una madrina, la maestra Angelica De Boni. Necessaria perché, dopo averci provato vanamente da altre parti, qui, prima del sì, lo sposo riesce a farsi battezzare. Succede così che, quando il minuto parroco di San Giuseppe, don Ferdinando Pistore, asciuga la fronte bagnata di questo imponente figlio di Dio, i due ricordano un pugile e il suo allenatore all'angolo, in attesa che suoni il gong. Immagine perfetta per una vita così simile a una battaglia, come ricorda l'assenza dei congiunti, messi al tappeto da una burocrazia che ha impedito il loro viaggio in Italia. Dall'Africa arriva comunque l'altro sacerdote celebrante, padre Benoit Adou, rettore della Missione Africana di Padova, oltre agli sfolgoranti alleluia del coro Lounge Divine, alle ceste di frutta deposte sull'altare al momento dell'offertorio, e al riso Tchep consumato con speziate bibite al Bissap durante il party protrattosi fino all'alba.E poi si ha il coraggio di dire che un progredire non esiste. Quando, giusto 40 anni fa, il vicentino Goffredo Parise scriveva dei bambini biafrani che la fame spegneva davanti ai suoi occhi di reporter, l'Africa era un mondo lontano, totalmente separato da questo. Oggi qualcuno c'è che si salva da quell'inferno, e viene a sposarsi e a fare festa in un'Arca di Noè a forma di astronave, ormeggiata davanti al Mercato di Vicenza.Stefano Ferrio.

Torna all'inizio


Il cielo plumbeo di Porto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il cieloplumbeodi Porto TolleHo sempre sostenuto che se una persona fa politica perché crede in qualcosa e si muove nell'ambito della legalità per trovare soluzioni a ciò che egli rappresenta (o ritiene di rappresentare) quella persona va incoraggiata ad andare avanti, anche se risponde ad idee e vedute contrarie alle tue.Ma in presenza di quello che sta succedendo a Portotolle, questo mio convincimento comincia a vacillare.Non riesco a capire quale motivata giustificazione possa indurre un consigliere comunale dopo ciqnue anni di dura opposizione (a volte con offese personali) a 30 giorni dal voto accettare la candidatura nella lista dello stesso sindaco?Quello che è più grave è che questi signori rivendichino la loro provenienza partitica e lascino correre il fatto che Finotti sbandieri (giustamente dal suo punto di vista) l'operato sin qui fatto, cioè esattamente quello che gli Azzalin, Boscolo, Fecchio, Banin hanno contestato sino ad oggi.Del resto che il cielo della politica non sia azzurro è noto: se pensiamo che capolista nel Veneto per il Pd c'è un signore che si chiama Massimo Calearo, e che questo partito si rivolge ai lavoratori e ai pensionati la dice lunga.Ma se in Italia il cielo non è azzurro, a Portotolle è plumbeo.Basta leggere le cronache locali: due liste contrapposte tenute a battesimo da assessori regionali che dovrebbero avere gli stessi obiettivi.Renzo Marangon sponsorizza Mancin, il quale definisce la sua lista l'unica vera di destra.La sua collega Isi Coppola, Finotti, dimenticando (anche lei smemorata?) che solo poco tempo fa aveva polemizzato con lo stesso, accusandolo di accettare tutto ciò che proponeva l'Enel.Se questi sono gli esempi della nuova politica, ridatemi la vecchia.C'è solo un fatto da registrare: la rete che Enel ha calato in questi anni ha preso proprio tutti.Luigi PizzoPorto TolleL'Ici colpiscechi è fiscalmentea caricoDopo tanti anni di conclamate promesse di equità, razionalità e trasparenze fiscali, il fisco italiano, più volte sotto accusa, è rimasto insensibile alle più manifeste esigenze legislative per un radicale mutamento in difesa dei nuclei familiari meno abbienti, delle famiglie monoreddito e soprattutto, del costituzionale prelievo tributario in rapporto alla reale capacità reddituale prodotta.È pur vero che per quanto attiene al prelievo erariale Irpef la tassazione immobiliare sull'abitazione principale è stata totalmente azzerata.Ma il quesito fiscale più importante e più volte formulato ai nostri parlamentari veneti è rimasto sinora privo di un'autorevole parere risolutivo: si può configurare soggetto passivo dell'obbligazione tributaria la persona che vive fiscalmente a carico e quindi non produce alcun reddito?.Per essere più espliciti: è costituzionalmente legittimo pretendere l'onerosa imposizione Ici sulla cosiddetta abitazione principale da tutti quei comproprietari (coniuge, figli, ecc.) privi di ogni personale cespite di sostentamento e facenti, spesso, parte della tipica famiglia monoreddito?.Il dissenso generale per siffatta imposizione locale trova il suffragio politico persino nelle molteplici declamazioni pubbliche dove non si lesina definire demenziale il pretendere forzoso di balzelli a chi vive fiscalmente a carico con il riconoscimento ministeriale del misero assegno familiare mensile di 11,33 euro.Si confida, pertanto, nell'auspicato intervento politico dei nostri parlamentari.G.F.Nuova coscienza fscaleL'exportnelle regioniautonomeNel 2007 l'export italiano è cresciuto dell'8 per cento, ma l'export veneto, sempre nello stesso anno è cresciuto, solo del 2,7 per cento.L'export della regione Friuli Venezia Giulia è cresciuto dell'11,3 per cento, quello del Trentino-Alto Adige dell'8 per cento.Essendo nel Nordest il tessuto aziendale similare, caratterizzato da piccole e medie impresa a bassa capitalizzazione, la differenza di performance tra imprese nel Nordest è dovuta al differente sistema amministrativo che caratterizza le tre aree.L'autonomia della Regione Friuli Venezia Giulia e delle Province di Trento e Bolzano, permette il mantenimento delle risorse nei territori e un loro utilizzo più efficiente ed efficace rispetto al Veneto che trasferisce allo Stato centrale più del 70 per cento delle proprie entrate.Questa condizione ha un'influenza diretta sulle performance delle piccole e medie imprese venete perché maggiori aiuti e minore burocrazia sono un costo ulteriore da sostenere.Antonio ZennaroRosolina.

Torna all'inizio


Caro Gianni, poche righe queste, (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caro Gianni,poche righe queste, ma accompagnate da un grande sentimento di stima e riconoscenza per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti alla raccolta delle firme di presentazione della Lista civica regionale Amici di Beppe Grillo. Senza di Te, per il poco tempo che le dimissioni del governatore ci hanno dato, mai sarebbe stato possibile raccogliere le oltre 1000 firme che al di là della condivisione per l'iniziativa, dimostrano l'innegabile esigenza dei cittadini per un cambiamento all'interno della politica. Sappiamo di averti creato dei grattacapi, ma hai agito come sempre da uomo giusto, aperto alle istanze della gente, esempio di democrazia. Di questo ti siamo grati e speriamo di poter ricambiare la fiducia. Il tuo comportamento è stato un segno di civiltà che non abbiamo dato per scontato. Purtroppo la burocrazia, ed i media, uniti ad una politica blindata da due schieramenti opposti ma del tutto consociati, non hanno permesso all'inesperienza di chi si è accostato a questo mondo, di presentare la volontà della gente a rappresentarli in regione, ma convinti delle nostre battaglie e credendo di poter andare avanti anche grazie a persone come te, vogliamo dimostrarti con questa tutta la nostra stima".Saverio Galluccio.

Torna all'inizio


Fabio Crivelli: <La musica costa troppo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fabio Crivelli: "La musica costa troppo" Il gestore di Santi Angeli critica le pretese di band giovani che pesano sugli organizzatori TrevisoLa scena musicale trevigiana vive anche del lavoro dei gestori dei locali, delle associazioni culturali, delle radio e degli studi di registrazione. Dopo l'opinione dei musicisti (Gazzettino del 23 marzo), tocca ora agli esponenti di queste categorie esprimere la propria posizione, che del resto è molto vicina a quella degli artisti in particolare per quanto riguarda l'insufficienza degli spazi dove esibirsi. Alcuni degli intervistati ritengono però che, nonostante ci siano buone ed interessanti proposte, le nuove generazioni siano poco "umili" e vogliano subito il successo (nonché un cachet elevato). "In Provincia ci sono molti validi musicisti; sia nell'ambito della canzone d'autore, ma anche nel blues e nel jazz, per non parlare delle rock band e dei generi più di nicchia come metal e core", dice Andrea Maroelli dell'associazione Officine per lo Spettacolo. Il problema è che gli spazi per esibirsi non sono molti: "Esistono due problemi - commenta Antonio Donner dello studio di registrazione Imputlevel di Conegliano, - il costo per i gestori dei locali della musica live e la cultura cittadina che è orientata su altri tipi di business. I costi che deve affrontare un gestore di un locale pubblico sono elevati, una band che propone uno spettacolo diventa un costo aggiuntivo se non è ammortizzato e per esserlo la band che si esibisce deve avere un seguito di pubblico che consuma. Meglio un dj che porta più gente e costa meno. Quando lo spazio è quello esterno di una piazza, ci sono costi accessori e burocrazia. Poi, l'economia di Treviso è costruita sul modello nord-est che ha poco tempo e spazio per le iniziative di questo genere". Molti artisti così suonano all'estero: "Alcuni artisti trevigiani hanno un buon seguito in Europa, partecipano a festival e concorsi. E' un problema più in generale italiano, non solo trevigiano. E poi i gestori spesso non hanno molta cultura musicale. Credo che se una band suona bene, la gente rimane, bisogna abituare le persone ad ascoltare buona musica", dice Mauro Spinelli di Radio Base. Ma gli spazi volendo ci sono: "Ad esempio i concorsi musicali. Non portano ad avere contratti discografici, ma se non altro danno visibilità, permettono ad un autore/band di fare esperienza e confrontarsi", commenta Maroelli. Una giovane band che produce musica propria deve darsi da fare e dimostrare umiltà: "La mentalità della zona tende a privilegiare le cover band, ma le occasioni per farsi conoscere non mancano, anche se non sono molte. L'importante è lavorare con umiltà e impegno, la vita prima o dopo premia. Bisogna avere pazienza e darsi da fare, non sognare la vita dell'artista ad occhi aperti", dice Maroelli. Il problema della poca umiltà delle band lo sperimentano i gestori dei locali: "Molti intendono fare live come fare soldi - afferma Fabio Crivelli del Santi Angeli Music House di Giavera del Montello, - i locali sono in crisi, chiudono, non si può pretendere un alto cachet. Anch'io sono musicista, e come altri suono per il piacere di suonare. ". Molto però dipende anche dal fattore promozione, "mancano le persone che promuovano i gruppi, gli uffici stampa competenti - dice Mauro Spinelli, - e le band devono capire che per farsi conoscere devono iniziare suonando anche gratis".Sara De Vido.

Torna all'inizio


Di MARCO SIGNORINI DI USCIRE dalle scuole superiori sapendone poco o niente di (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MARCO SIGNORINI DI USCIRE dalle scuole superiori sapendone poco o niente di matematica proprio non ne vogliono sapere e se qualcuno mai, in futuro, dovesse rimproverarli per le lacune che hanno, pretendono che sia chiara una cosa: la colpa non è loro perché quello che hanno sempre chiesto è un professore 'presente' che insegnasse loro a 'far di conto'. Un 'sogno' per gli studenti di quattro classi di un istituto superiore di Adria che, non potendone più delle assenze del loro insegnante, hanno deciso di rivolgersi al nostro quotidiano con la speranza che qualcuno si muova per garantire quello che è un diritto sancito dalla Costituzione: l'istruzione. "SI DICE che la matematica non sia un'opinione, che andare a scuola sia un diritto, e che insegnare sia un dovere oltre che ad essere un lavoro ? spiegano gli studenti ?. Ma, soprattutto, secondo noi, l'insegnamento è una vocazione. Imparare la matematica, come le altre materie, per noi alunni è una cosa molto importante perché si tratta di una delle materie base della nostra scuola, senza, ovviamente, nulla togliere alle altre. Purtroppo per noi però ? proseguono con amarezza gli studenti ? questa materia per quasi tutto l'anno scolastico ci è stata negata. Il motivo è presto detto: la causa è da imputare alle numerose assenze dell'insegnante titolare della cattedra che, attualmente, manca da circa un mese". Assenze 'scaglionate' che, difficilmente, pare superino le due settimane non permettendo di nominare un supplente della stessa materia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto i ragazzi a fare qualcosa in vista del loro futuro. Una mossa per non restare in balia degli eventi, considerando che l'insegnante ? di cui i ragazzi fanno nome e cognome ? pare sia stato presente con il conta gocce. "NOI STUDENTI ? sottolineano ancora i giovani ? ignoriamo il motivo delle così numerose assenze e vogliamo pensare che abbia i suoi buoni motivi per non essere presente alle lezioni. Ma un fatto è certo: a noi viene negato l'insegnamento della matematica. Questo andrà a discapito del nostro futuro e della nostra formazione scolastica. Per cui noi ci troveremo svantaggiati rispetto agli altri studenti che potranno imparare questa materia". Parole pronunciate da giovani che, però, lasciano trasparire tutta la loro saggezza. "Non bisogna anche dimenticare l' enorme sacrificio delle nostre famiglie per mandarci a scuola ? aggiungono ancora gli alunni ?. Pertanto noi vorremmo chiedere alla collettività, o a qualcuno che ci possa ascoltare ed aiutare di risolvere il nostro problema". UN APPELLO molto chiaro, una richiesta di Sos lanciata al mondo degli adulti che non può e non deve restare indifferente anche se i ragazzi ritengono doveroso fare una precisazione. Una precisazione dove si sottolinea la grande disponibilità del preside che, con grande professionalità, ha ascoltato le richieste dei ragazzi cercando di risolvere il problema. Un impegno che si sta scontrando da tempo con quella che, in Italia, è la più grande nemica della: la burocrazia. "RESTA inteso che al nostro preside, abbiamo fatto presente più volte il problema ? concludono i ragazzi ? ma evidentemente non ha i mezzi necessari per risolvere la questione. Così, però, non si può certo andare avanti". - -->.

Torna all'inizio


ORA, a 101 anni compiuti, può anche decidere di abbandonare questa vita pens (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ando che un briciolo di giustizia terrena se l'è conquistata prima di varcare la soglia dell'aldilà. Ha vinto la sua ultima battaglia, quella contro la burocrazia, che le aveva sospeso il vitalizio a cui aveva diritto come vittima della Shoah: Lili Ascoli Magrini, ferrarese, due anni fa si vide revocare l'assegno mensile dalla Corte dei Conti e chiedere indietro 40mila euro "impropriamente percepiti". Il caso finì sui giornali e in tivù. Lei, così vecchia e battagliera ma lucidissima, rispolverò tutta la grinta che le aveva permesso di sopravvivere alla tragedia della madre, morta ad Auschwitz, e del marito rinchiuso nel campo di Urbisaglia mentre i suoi due figli venivano allontanati da scuola nel '38 con l'introduzione delle leggi razziali. Tutti poi si salvarono avventurosamente in Svizzera, e al ritorno trovarono la casa saccheggiata e distrutta. La stessa dove ancora vive Lili, con i suoi 101 anni di memorie e un'ultima significativa vittoria. - -->.

Torna all'inizio


Dopo i nazisti, a 101 anni, batte anche la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CRISI quando si abbatterà sul serio su di noi - non è detto che sia ora, ma prima o poi ciò fatalmente avverrà - sarà infinitamente più grave di quella del 1929. Allora infatti il mondo non era ancora così integrato, c'erano ampi margini di sopravvivenza e vie di sfogo. Oggi il modello di sviluppo è unico e planetario e quindi il collasso, quando avverrà, sarà planetario. Dal '29 in poi questo modello ha reagito ad ogni crisi finanziaria del sistema (Messico 1996, "Piccole Tigri" del 1999, eccetera) immettendovi altro denaro. Che è come quando un debitore per sanare un debito ne contrae uno ancora più grosso. Abbiamo cioè continuato a scommettere sul futuro (perchè il denaro, in estrema sintesi, è futuro) portandolo a distanze talmente siderali da diventare irraggiungibile... Tutti i Paesi sono indebitati con tutti gli altri e c'è in circolazione una tal massa di denaro la cui millesima parte sarebbe sufficiente a comprare tutti i beni e i servizi del mondo. E tutto il resto cos'è? Non è niente, non corrisponde ad alcuna realtà. Un giorno tutta questa massa di denaro si rivelerà per quello che è, e il futuro orgiastico, che sempre ci viene agitato davanti, per farci correre inutilmente come i cani levrieri che, al cinodromo, inseguono la lepre di stoffa, svelerà la sua inesistenza e ci ricadrà addosso come drammatico, e ineludibile, presente. Faremo la fine, meritata, di chi troppo a lungo è ricorso, con ottuso ottimismo, agli strozzini. Solo che, beffardamente, siamo stati noi gli strozzini di noi stessi. - -->.

Torna all'inizio


Vittima della Shoah con i suoi 101 anni batte la burocrazia La Corte dei Conti riconosce i diritti di una ferrarese (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

? FERRARA ? DUE ANNI fa, con una decisione che aveva suscitato polemiche, le aveva tolto il vitalizio previsto per le vittime delle persecuzioni razziali; non solo, ma avrebbe anche dovuto restituire i compensi che aveva ricevuto negli anni, circa 40.000 euro. Ora la Corte dei conti (sentenza numero 122 pubblicata il 7 marzo scorso), ha fatto marcia indietro, riconoscendo il beneficio a Lili Ascoli Magrini, l'ebrea centenaria di Ferrara (ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso) il cui marito era stato internato in campo di concentramento, il figlio espulso da scuola nel periodo fascista, mentre la mamma era morta in un campo di sterminio. L'INTERNAMENTO del marito Renzo Bonfiglioli nel campo di Urbisaglia dal 1940 al 1941, la morte della mamma in un lager nel 1944 e l'espulsione del figlio Gerio dalla scuola pubblica "non possono costituire direttamente atti di violenza" nei confronti della donna aveva allora argomentato la Corte, togliendole "l'assegno di benemerenza". A determinare il dietro-front dei giorni scorsi, alcuni documenti, presentati allora dalla donna ma che non erano stati valutati: atti che comprovavano ? come sottolinea la prima sezione d'appello dell'organo di giustizia contabile (consigliere relatore Rita Loreto) ? l'internamento cui la stessa Ascoli Magrini fu sottoposta, dal marzo del 1944 all'aprile 1945, in un campo svizzero. NELLA SENTENZA del 7 marzo, il Collegio ha riconosciuto che l'anziana signora "ha subito, per motivi razziali, una serie di persecuzioni, quali l'internamento in Svizzera, la limitazione della libertà individuale, l'obbligo di residenza in appositi campi, l'obbligo del lavoro ed altri disagi, che integrano la nozione di violenza morale, sufficiente anche sulla base della più recente giurisprudenza, per la concessione dell'assegno vitalizio". E, per quanto riguarda il passato, alla signora centenaria spettano gli interessi legali sulle somme arretrate. NATA A GRAZ, in Austria, figlia di un medico che cambiava spesso residenza per questioni di lavoro, Lili - che vive ancora nella sua abitazione del centro storico della città estense -, giunse a Ferrara dove conobbe l'avvocato Renzo Bonfiglioli, nota figura di benefattore cittadino, che divenne suo marito e che per le sue origini ebree fu internato per oltre un anno allo scoppio della seconda guerra mondiale nel campo di concentramento di Urbisaglia. La madre venne arrestata dai nazifascisti a Cannobio, deportata ad Auschwitz e qui uccisa, mentre i figli della signora Lili, Dori e Geri, vennero allontanati da scuola. Tutti si salvarono grazie ad un avventuroso viaggio in Svizzera, ma al ritorno a Ferrara, dopo la guerra, la famiglia trovò la propria casa distrutta e saccheggiata. LILI ASCOLI MAGRINI ricevette un vitalizio grazie ad un decreto ministeriale del '97 che allargava ulteriormente, rispetto alla legge Terracini del 1955, il campo delle discriminazioni subite dagli ebrei per ottenere un risarcimento. Nell'agosto 2006 è morto il figlio Geri Bonfiglioli, vicepresidente della comunità ebraica di Ferrara. "E' un elementare dovere dello Stato risarcire con un vitalizio l'ingiustizia subita dalle vittime delle leggi razziali e ora bisogna risolvere il problema una volta per tutte, dando direttive precise alla Commissione che decide sulle domande di riconoscimento", ha commentato il sottosegretario della Giustizia Luigi Manconi. Nicola Bianchi - -->.

Torna all'inizio


Progetti Equal, bilancio in chiaroscuro (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit magazine" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 21/03/2008 --> E'tempo di bilanci.In giro per l'Italia e l'Europa si raccolgono però opinioni non proprio rosee circa l'efficacia di questi progetti Progetti Equal. è tempo di bilanci. In giro per l'Italia e l'Europa si raccolgono però opinioni non proprio rosee. Si tratta di un punto di vista non basato su analisi valutative, eppure sembra di percepire, soprattutto in questa fase di "sciogliete le righe", molta stanchezza e fin qui niente di sorprendente, ma anche sfiducia e scetticismo circa l'efficacia di questi progetti. Formalmente i risultati "da formulario" sono stati raggiunti, le rendicontazioni amministrative e le valutazioni sono accurate e ineccepibili (almeno nella gran parte dei casi). Ma il problema di fondo è legato al raggiungimento di quegli obiettivi che sostanziavano la filosofia di questa misura, ovvero la creazione di connessioni stabili e biunivoche tra interventi settoriali (inclusione, pari opportunità, occupabilità, ecc.) e processi socio-economici locali. L'impressione è che solo in pochi casi, queste sì "best practice", si sia realizzata una vera e propria saldatura tra politiche settoriali e processi di sviluppo locale. Perché ciò non è avvenuto? Quali sono le cause? > Sarebbe utile che il terzo settore, o almeno le sue componenti più sensibili e rappresentative, intraprendesse un'attività di autovalutazione su base volontaria, visto che sul fronte istituzionale le iniziative latitano o si concentrano solo sugli elementi di successo. Riflettere sulle difficoltà incontrate può aiutare a ripensare, anche in profondità, non solo la struttura ma anche l'approccio del terzo settore a questa misura (e ad altre simili). L'impressione generale è che la maggior parte dei problemi di Equal vengano dal suo principale elemento di innovazione, ovvero il soggetto gestore. Le "partnership di sviluppo" costituivano una forma gestionale inedita, strettamente legata all'efficacia dei progetti. La presenza di un organismo in forma reticolare e radicato localmente doveva garantire infatti una maggiore coesione interna delle "filiere settoriali" (ad esempio i soggetti impegnati nelle attività di inclusione) e contemporaneamente maggiori opportunità di connessione ai più ampi processi di sviluppo locale. In realtà le partnership spesso hanno sofferto di autoreferenzialità e di burocrazia. Sono sembrate molto più preoccupate di regolare i propri rapporti interni piuttosto che aprirsi al territorio. Ecco quindi che l'implosione delle partnership ha generato un doppio blocco: da un lato per le difficoltà a promuovere e a dare visibilità alle iniziative "sul campo" chiamate a sperimentare nuove attività e servizi e, dall'altro, per i problemi legati alla scarsa strutturazione (o assenza) di un efficiente sistema di governo dello sviluppo locale. Questa duplice impasse è all'origine del fallimento sostanziale di molti progetti Equal: le sperimentazioni sono rimaste tali; l'innovazione non è stata "messa a sistema" dall'attività di policy making e quindi non ha generato un significativo "effetto leva" per lo sviluppo. Come si possono superare queste difficoltà? La domanda è cruciale perché i progetti del prossimo periodo di programmazione confermeranno a livello di gestione l'impostazione di Equal, ed inoltre altre linee di finanziamento intendono proporre, e in qualche caso rafforzare, il carattere reticolare della gestione. Ecco quindi qualche indicazione utile soprattutto ad alimentare dibattito. 1. La fase di progettazione dell'iniziativa dovrebbe essere oggetto di attenta valutazione non solo per quanto riguarda il contenuto delle singole attività progettuali, ma anche guardando all'impostazione e al funzionamento dell'organismo di gestione. Si potrebbero, ad esempio, premiare attività di networking che insistono per tutto l'arco di esecuzione del progetto. 2. Dovrebbe esserci maggiore attenzione rispetto alle modalità adottate per dare continuità alle sperimentazioni, valutando positivamente tutte quelle iniziative volte ad "accreditare" il progetto all'interno dei sistemi istituzionali dove si definiscono e si implementano le politiche locali, anche per recuperare nuove risorse aggiuntive rispetto al finanziamento comunitario. 3. In terzo luogo, si potrebbe assegnare una maggiore attenzione all'innovazione, in quanto l'impressione è che molti Equal siano stati finanziati più per gestire l'esistente piuttosto che per sperimentare. Se prevale questa impostazione, allora occorrerebbe ripensare anche alla "taglia" dei finanziamenti. In Italia ha prevalso un approccio puntiforme, con tanti progetti di piccole e piccolissime dimensioni, ma forse l'innovazione e la sua messa a regime hanno bisogno di risorse ben più consistenti .4. Bisognerebbe stimolare forme di governance che, da un lato, confermino il carattere multistakeholder delle partnership, ma, d'altro canto, contribuiscano a rafforzare i legami di interdipendenza attraverso una più chiara formalizzazione di ruoli e di responsabilità non solo rispetto alla specifica "quota di budget" o "fase di pertinenza" ma soprattutto rispetto alle finalità del progetto. è chiaro, infatti, che la scarsa coesione delle partnership rispetto agli obiettivi è la prima causa dell'inefficacia dei progetti ed il fallimento di queste iniziative non farà che alimentare le argomentazioni di coloro che considerano ormai al tramonto il paradigma dello sviluppo su base locale.

Torna all'inizio


Asl Chieti:<Liste d'attesa lunghe: colpa di burocrazia e cultura> (sezione: Burocrazia)

( da "PrimaDaNoi.it" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHIETI. Tornano d'attualità (ma per la gente comune sono sempre attuali) i problemi legati alle lunghissime attese per le visite mediche e gli interventi ospedalieri. Sollecitato da un articolo di stampa il manager della Asl di Chieti, Mario Maresca, espone il suo punto di vista circa il perché i problemi da sempre non vengono risolti. "Il problema delle liste di attesa è una questione annosa e uniforme, o quasi, in tutta Italia. Si lavora, si lavora, ma le difficoltà nel risolverlo sono molteplici", dice Maresca che poi evidenzia le criticità principali che sono: 1) La richiesta abnorme di esami radiologici (in Italia sono otto volte superiori alla Germania). 2) L'impossibilità di utilizzare le apparecchiature per 24 ore al giorno, soprattutto per la carenza di personale tecnico. 3) Il 30% delle persone prenotate non si presenta, lasciando il medico in attesa passiva. 4) Oltre il 95% degli esami è negativo e ciò evidenzia un'eccessiva leggerezza nella richiesta di esami da parte di utenti e medici. 5) Vi è una carenza di informazione e di cultura. Gli esami non necessari possono essere pericolosi, tant'è che le statistiche parlano di una mortalità dall'esposizione ai raggi pari all'uno per mille. 6) Vi è un aumento di richieste per la curiosità di sottoporsi a diagnosi da nuove tecnologie per esami che si rivelano non necessari. La controprova è che, con l'arrivo di nuove apparecchiature, si verifica un'impennata delle richieste. Morale: l'offerta alimenta la domanda! 7) Vi è l'impossibilità di confrontare in tempo reale esami a distanza di tempo a causa delle carenze informatiche. L'ospedale ideale deve consentire le prenotazioni on line, il pagamento telematico del ticket, deve avere reparti interamente informatizzati e abolire il cartaceo. Ecco allora che la risoluzione potrebbe essere un percorso lungo e tortuoso. "Noi alla Asl di Chieti", spiega Maresca, "stiamo facendo del nostro meglio puntando sulla riorganizzazione delle procedure interne; l'informatizzazione a rete che permetterà verifiche e controlli in tempo reale; il controllo di appropriatezza delle prestazioni; la formazione del personale; la forte collaborazione con i medici di medicina generale". Eppure la situazione attuale nella Asl di Chieti è di sofferenza, secondo il manager, "per i gravissimi ritardi del passato", ma è anche "in forte evoluzione progettuale e realizzativa, malgrado i freni di un sistema che tarda, per età e timori, a sposare le nuove metodologie". "Il cambiamento non lo si digerisce in pochi anni", è il parere di Maresca, "ma la pressione sul sistema è forte e darà i risultati attesi: qualche avvisaglia è già visibile. Entro il 2010 dobbiamo pertanto cambiare la cultura del sistema e, con una forte attività di formazione, avviare la nuova azienda ospedaliera". NIENTE SOSPENSIVA PER IL RICORSO CONTRO L'APPALTO DI LAVANDERIA Intanto la sezione staccata di Pescara del Tribunale amministrativo regionale dell'Abruzzo ha rigettato l'istanza di sospensiva ? presentata dalla Hospital Service Srl ? del provvedimento con il quale l'Azienda sanitaria locale di Chieti ha escluso tale società dalla gara per l'affidamento dei servizi di lavaggio e noleggio della biancheria. La Hospital Service aveva presentato un'offerta anomala, giudicata "nel suo complesso inaffidabile" dalla commissione aggiudicatrice. Per la dodicesima volta in due anni ? tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato ? i giudici amministrativi hanno respinto le pretese di tale ditta, che aveva gestito in precedenza l'attività, muovendo una serie di rivendicazioni e contestazioni riferite sia alla vecchia gara sia alla nuova. Il servizio di lavanolo prosegue, senza interruzione dal momento dell'affidamento, con il nuovo gestore, la Servizi Ospedalieri Spa che si è regolarmente aggiudicata l'appalto. 25/03/2008 13.59.

Torna all'inizio


CAMPIDOGLIO: SORO (LISTA RUTELLI), TRASPORTO HA BISOGNO DI CONCORRENZA (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 25 mar - ''Per guarire il trasporto pubblico romano, oltre alla cura del ferro, ci vuole una massiccia iniezione di concorrenza. E questo sara' possibile solo con una dose robusta di liberalizzazioni''. ''Il trasporto pubblico ha un disperato bisogno di efficienza; oggi il costo del biglietto dell'autobus o del tram non e' soltanto quello che paghiamo al tabaccaio o all'edicola, ma e' maggiorato da un costo occulto che paghiamo in tasse e che e' prodotto da debiti, inefficienze, ritardi e burocrazie delle aziende che operano in regime di monopolio. E' ora di finirla, e questo significa dire 'stop' agli affidamenti in house e assicurarsi la certezza di una gestione indipendente delle gare. Vedrete che avremo in breve tempo maggiore trasparenza, efficienza e qualita' dei servizi''. Lo afferma Francesco Soro, coordinatore della lista civica ''per Rutelli''. ''Un mercato aperto sara' fonte di opportunita' per tutti, imprese e cittadini, anche se - conclude Soro - questo la destra si ostina a non volerlo, come dimostra inequivocabilmente la candidatura di Bittarelli, il capopopolo dei tassisti che ha paralizzato Roma per protestare contro alcune misure minime di liberalizzazione dei taxi, che e' estremamente indicativa dello spirito corporativo e anticoncorrenziale che serpeggia tra le fila del PDL''. bet/sam/rob (Asca).

Torna all'inizio


Conca prima provoca e poi tende la mano a Morleo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MALGRATE Iniziano le manovre elettorali in paese in vista delle prossime elezioni amministrative Conca prima provoca e poi tende la mano a Morleo MALGRATE(p. zuc.) Prime manovre elettorali in vista delle prossime amministrative: l'assessore Marco Conca tende la mano nientemeno che all'avversario storico della giunta Codega, Adriano Morleo, attualmente schierato con "Obiettivo Persona". Gli manda anzitutto a dire, con riferimento ai suoi compagni di squadra: "Caro Adriano, ti sei alleato con le persone sbagliate. Nel nostro gruppo avresti potuto essere una "risorsa tecnica". Sei circondato da ex consiglieri della vecchia maggioranza che, loro sì, hanno ?fatto il piano regolatore?, quello la cui responsabilità imputi impropriamente a noi chiamando in causa anche le nostre professioni; ti ricordo ? continua Conca nella sua premessa - che noi abbiamo "solo" ereditato il piano urbanistico e, responsabilmente, ne abbiamo chiuso l'iter. Abbiamo approvato un piano che non ci piace, ma era tardi ormai per ribaltarlo. Grazie, dunque ? manda a dire Conca - per l'ennesima problematica eredità. Ora, però, abbiamo dato un incarico per l'elaborazione del nuovo Piano di governo del territorio". E' su questo che Conca getta a Morleo un ponte: "Potremmo anche discuterne insieme ? gli manda a dire - Caro Adriano, guarda al futuro. E' vero, i malgratesi tireranno le somme a fine mandato di ciò che è stato e ti posso garantire già da ora che saranno positive per ciò che noi stiamo facendo con impegno, in un periodo particolarmente difficile a causa del caro-vita, sostenendo le famiglie con servizi e iniziative sociali sotto gli occhi di tutti". L'apertura di Conca verso Morleo non è detto che giunga, peraltro, gradita non solo al destinatario, ma anche al resto del gruppo del quale l'assessore è parte: solo pochi giorni fa "Malgrate per tutti" ha firmato un durissimo comunicato contro lo stesso Morleo, infarcito di impietosi giochi di parole. Quanto al Conca stesso, si è già manifestato più volte critico nel corso della legislatura verso le dinamiche della politica e della burocrazia. 25/03/2008.

Torna all'inizio


Chiude il Centro di formazione professionale dell'Opera Don Guanella, accreditato in Regione Lombardia dal 2002, certificazione di qualità per la gestione, progetti contro la dispe (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 25-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rsione scolastica ed azioni per la formazione e la crescita della persona umana nel lavoro Chiude il Centro di formazione professionale dell'Opera Don Guanella, accreditato in Regione Lombardia dal 2002, certificazione di qualità per la gestione, progetti contro la dispersione scolastica ed azioni per la formazione e la crescita della persona umana nel lavoro. Un lavoro vero, che consente a se stessi di sviluppare tutti i propri talenti, di mantenere la propria famiglia e di servire la società, dove sono necessari la mente e anche le mani. È lo spirito di Don Guanella che nel 1886 avviò la Casa della Divina Provvidenza, con la Congregazione delle Figlie di Santa Maria e poi con la Congregazione dei Servi della Carità allargò l'assistenza al ramo maschile perché nessuno, bambini, giovani, anziani, svantaggiati, emarginati, rimanesse solo. Ma per il Centro di formazione professionale "Gerardo Cattaneo" è cominciato il conto alla rovescia. In questi anni ha realizzato corsi per operatori nelle aree del legno arredo e dell'agricoltura e nel settore amministrativo, azioni di orientamento e di inserimento lavorativo, formazione permanente, formazione di esperti in bilancio sociale per aziende no profit, ma si occupa pure della qualificazione e della riqualificazione degli addetti alle tante Case dell'Opera, sulla legge per la sicurezza, per esempio o dei lavoratori addetti ai videoterminali, nonché di corsi per ausiliari socio- assistenziali. Ma una delibera della Regione Lombardia del 21 dicembre 2007 ha imposto ai Centri di formazione professionale in capo a Congregazioni religiose di assumere un'altra forma giuridica, trasformandosi in Cooperativa o in Fondazione e ha dettato una serie di requisiti ai quali adeguarsi. "Per noi è impossibile staccarci dall'Opera e costituirci in altre forme. Il 15 giugno prossimo cesseremo l'attività", afferma Padre Gabriele, Superiore della Casa Divina Provvidenza. La burocrazia affonda un'Opera che negli ultimi anni s'è continuamente adeguata alle disposizioni e ha ricevuto contributi dal Ministero del Lavoro, dalla Regione Lombardia, dall'amministrazione Provinciale, dal Fondo Sociale Europeo, utilizzati per consentire a ragazzi e a giovani di diventare "artisti di se stessi", anche in collaborazione con altre Cooperative sociali, con la Cooperativa Artigiani Guanelliani e con la Fondazione Minoprio, con l'Associazione Cometa. Detenuti e disabili hanno imparato un mestiere; extracomunitari, con un corso di 40 ore, la lingua italiana, per citare qualche esempio; ragazzi a rischio hanno trovato la loro strada. "Certamente, la chiusura del Centro rappresenta una perdita ed andrà valutato se è proprio detta l'ultima parola o se le difficoltà burocratiche possono essere superate", afferma Giacomo Castiglioni, imprenditore, presidente di Univercomo e vicino ai Guanelliani. Il mondo della formazione professionale, nel territorio comasco, è variegato e complesso; il Centro dell'Opera Don Guanella si distingue per la propria offerta e prima di partire per una breve visita ai Confratelli in Africa, fratel Mauro Cecchinato, direttore dell'Opera, ha espresso il proprio rammarico per le nuove disposizioni della Regione: "Di fatto - ha detto - escludono gli enti religiosi tra i soggetti accreditabili per la formazione professionale". Una storia si chiude? E' l'interrogativo. Maria Castelli 25/03/2008.

Torna all'inizio