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top ARTICOLI DEL 25-3-2008
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Sono
arrivati parcheggi rosa e latte fresco
( da "Trentino"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
ridotta chi usufruisce delle Tagesmutter. A Spini di Gardolo è stato effettuata
l'indagine sul rumore prodotto dalla lavorazione del porfido: risulta nei
limiti di legge. Molti gli interventi di riqualificazione dei parchi per i
giovani, monitorato il grado di innevamento artificiale sul Bondone,
Rotonda
di Ghemme al via fra le polemiche
( da "Stampa,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ad otto mesi
dalla protesta in mutande perchè cominciassero i lavori all'entrata a Nord
dell'abitato ghemmese, lancia l'appello affinchè la si "smetta con i tempi
morti della burocrazia: se a breve non partiranno i lavori di completamento
delle rotonde, faremo un'altra clamorosa protesta per richiamare l'attenzione
dell'opinione pubblica su questo importante problema".
Investimenti
all'estero, Italia in ritardo ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
lenta, carenza delle infrastrutture, mancanza di regole certe, talvolta anche
malaffare e corruzione. Sono le cause principali del ritardo accumulato
dall'Italia nelle classifiche europee relative agli investimenti esteri. Unica
eccezione, il sistema bancario che, ultimi dati Abi alla mano,
Muggia,
fattoria didattica bloccata ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sfinimento"
a cui è sottoposto e afferma: "La burocrazia e le decisioni contrastanti
fra enti bloccano un'iniziativa con valore umanitario e sociale. Grazie a
questa nostra idea un giovane disabile, con problemi psicologici, collabora con
vitalità e dedizione con la nostra Cooperativa che gestisce questo progetto
agreste.
Disagi
in questura, allarme del coisp ( da "Nuova Venezia, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non possiamo
più aspettare i tempi della burocrazia, per questo abbiamo deciso di fare una
colletta e comprare noi stessi la maniglia rotta della porta dell'ufficio
stranieri in questura, che costa 20 euro. La vicenda è solo la punta di
un'iceberg del disagio che come poliziotti viviamo nella sede della questura di
via Nicolodi a Marghera".
La
volpe e la bambina ( da "Nuova Venezia, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sono venuti
per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per
qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela
da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e
dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
Da
otto anni in difesa dei diritti del malato
( da "Provincia
Pavese, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I cittadini
non sanno come districarsi nei meandri di una burocrazia eccessiva, devono
essere orientati". "La salute non è solo un diritto, ma anche un
dovere della collettività e del singolo. Oggi faccio del volontariato la mia
vita, lo sento come un dovere civico. Serve una comunicazione migliore.
Immobiliare
in crisi, 1.000 case invendute ( da "Nuova Venezia, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La casa in
affitto consente di evitare rogiti, spese notarili, burocrazia, accensione di
mutui quarantennali che gravano sul bilancio familiare per un'intera vita. Del
resto un miniappartamento arriva a costare fino a 110-120 mila euro, mentre per
un due camere si va dai 130 ai 150 mila nella migliore delle ipotesi.
Meno
ostacoli per il territorio ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
l'immediatezza delle realizzazioni (turistiche, commerciali, istituzionali,
anagrafiche, mappali eccetera) continuiamo a imbrigliare il nostro territorio
già sufficientemente penalizzato da strutture tardoborboniche. Nel contempo
offriamo un reddito di cittadinanza attraendo nullafacenti e bloccando nel
contempo in meccanismi avulsi tutti gli istituti coinvolti nella
Invalidità
e ritardi, l'inps corre ai ripari
( da "Provincia
Pavese, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che allunga a
dismisura i tempi e annega le pratiche in un mare di burocrazia". L'Inps
aveva in qualche modo ammesso il problema e promesso di correre ai ripari:
"E stata attivata una sottocommissione che ha affiancato la commissione
provinciale di Pavia", annuncia ora il presidente della commissione Inps
Nadia Polimeni.
Le
trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sono venuti
per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per
qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela
da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e
dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
Forse
in settimana gli anticipi della cig per gli operai legler
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dovuta
arrivare prima di Pasqua si è arenata nelle secche della burocrazia regionale e
dell'Inps. L'impegno è quello di pagare in settimana, ma non c'è la certezza
che i soldi arrivino. Si è intanto in attesa della convocazione dei sindacati
da parte del presidente della Regione, al quale era stato chiesto un incontro
informativo per conoscere gli ultimi sviluppi della vicenda Legler.
Imposta
sulle aree edificabili, arriva la stangata
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ironia della
burocrazia. Ma per stabilire la percentuale di aumento ci si è affidati al
tasso di inflazione calcolato dall'Istat. In altre parole sulla carta non si è
deciso un aumento con il ritocco dei coefficienti di calcolo. Mossa impopolare
e in contrasto con il Berlusca-pensiero.
La
rete turistica sicilia-tunisia - augusto cavadi
( da "Repubblica,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
presto
rispetto ai tempi della politica e della burocrazia. Alcuni operatori siciliani
dicono che le strutture diplomatiche non offrono grande aiuto. Per i turisti
tunisini, in ossequio alla legge Bossi-Fini, è poi difficile ottenere i visti.
è lo spreco di un'occasione di sviluppo economico per la Sicilia che potrebbe
costituire una meta per l'emergente ceto medio nordafricano.
L'opportunità
per il Nord ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il risultato
è l'elefantiaca burocrazia che si nutre del bilancio dello Stato, ma non
produce efficienza. Risparmiare vuol dire incidere su questa piaga. Il Sud ha
una vocazione turistica che sinora non ha sfruttato. La Spagna, che ha
attrazioni infinitamente inferiori, supera l'Italia per numero di turisti.
Riavrà
la pensione che le avevano tolto ( da "Nuova Ferrara, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
soprattutto contro una colossale ingiustizia. La Corte dei Conti in una recente
sentenza datata 7 marzo ha fatto marcia indietro rispetto ad una sua stessa
disposizione emanata nell'ottobre 2006, che toglieva alla donna ebrea, che
attualmente ha 101 anni, il vitalizio previsto dallo Stato per le vittime delle
persecuzione razziali e le intimava addirittura la restituzione
I
diritti dei più deboli una priorità per il Pd
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per prima
cosa bisogna sconfiggere la burocrazia: semplificando e riordinando la
normativa che riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le
procedure e gli adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini; aumentare
ed adeguare le pensioni di invalidità".
L'ultimo
rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
più snella, ma anche riscatto del Sud, e quindi lotta a tutte le mafie, insieme
a chi si oppone a racket e cosche, liste pulite, costi della politica. Non a
caso, prima di sbarcare a Trapani per un pranzo con una famiglia tipo della
zona (pescatori), e un incontro con operatori della cantieristica e della
pesca,
Belle
storie e belle facce dell'Italia di ieri
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è tutto di un
paese afflitto non solo dalle tragedie ma anche dall'immane burocrazia delle
tragedie, da una giustizia tradotta nell'enfasi del formalismo per tradire la
giustizia, un paese che a sua volta affligge di quest'altra macchinosa pena il
cittadino in solitudine, di giudici che affliggono inermi cittadini come
Rachele Torri.
A
101 anni il vitalizio di vittima della Shoah
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha vinto la
sua battaglia contro la burocrazia italiana, che le aveva bloccato il vitalizio
concessole come vittima della Shoah. Descritta da chi la conosce come una donna
lucida e di buona memoria, l ultracentenaria vive ancora nella sua casa nel
centro storico di Ferrara."La mia vita è stata costellata di tante partenze
e tappe forzate,
INVESTIMENTI
ESTERI: BANCHE UNICA VOCE A FAVORE
( da "Unita,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
lenta, carenza delle infrastrutture, mancanza di regole certe, talvolta anche
malaffare e corruzione. Sono le cause principali del ritardo accumulato
dall'Italia nelle classifiche europee relative agli investimenti esteri. Unica
eccezione, il sistema bancario che, dati Abi alla mano, ha visto tra il 1995 e
i primi mesi del 2007 crescere la quota di mercato degli intermediari
Attico
con vista (da sindaco) per Dal Cortivo
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la città da
Castello I casotti del Poetto e le villette di Marina Piccola: "Per colpa
della burocrazia l'intervento fu lasciato a metà". di Marcello Cocco
Peccato che quel minuscolo ma elegante attico in Castello sia stato ultimato
solo recentemente. Con quella finestra affacciata su via Santa Croce che mostra
il panorama della città, sarebbe l'appartamento ideale per un sindaco.
<Cara
burocrazia, quanto mi costi> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Cara
burocrazia, quanto mi costi" Permessi, la convenzione ministero-Poste ha
aumentato spese e attese per gli immigrati Fino a 600 euro, tra documenti,
marche da bollo e fotocopie. "La soluzione? I Comuni" Semplificare e
digitalizzare le procedure amministrative di rilascio e rinnovo dei permessi e
delle carte di soggiorno,
VOUCHER
TRA I FILARI ( da "Azione, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la
burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di
integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente
atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di
trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie
particolarmente deboli,
Colf
e badanti diventa regolare solo una su cento - vladimiro polchi
( da "Repubblica,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
viene
ossessivamente ripetuta da chi combatte con la "burocrazia dei
permessi". Volete mettere in regola un lavoratore extracomunitario?
Attenti, solo uno su cinque ce la farà, dopo una lunga corsa a ostacoli, tra
cavilli burocratici e difficili connessioni Internet. In regime di Bossi-Fini,
l'unica chance per uscire dall'illegalità si chiama infatti decreto flussi.
"due
anni di file e burocrazia per assumere il mio filippino"
( da "Repubblica,
La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Cronaca Un
regista romano racconta un calvario di attese e domande respinte "Due anni
di file e burocrazia per assumere il mio filippino" "Ore e ore
passate a studiare le istruzioni sul sito del Viminale, a volte contraddittorie
o cavillose" ROMA - "è assurdo: uno decide di pagare tasse e
contributi e trova tutte le porte chiuse". Andrea B.
ROMA
Tra delitti, processi, spazzatura, terrorismo, lo spauracchio della recessione,
( da "Messaggero,
Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
è dannosa per un'industria già in marcia, che vuol diventare sempre più
concorrenziale". E così, nel cantiere Mediaset sono iniziate le riprese di
sequel di successo, film pilota per testare il gusto degli spettatori, nuove
serie e miniserie che approderanno su Canale 5 nel 2009 ("stiamo
progettando anche prodotti adatti a Italia 1 e Retequattro"
<Eliminiamole
tutte Per fare le stesse cose bastano i municipi>
( da "Corriere
di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per carità:
hanno gruppi dirigenti e una burocrazia di valore, ma rivestono funzioni che
potrebbero essere svolte da Comuni e Regioni. Pensiamo a Bologna. Palazzo
Malvezzi si occupa delle scuole medie superiori: non se ne potrebbe occupare
direttamente il Comune? Per la gestione delle strade basterebbe un'agenzia
regionale.
Dalla
tua parte \ndi Gaia Giorgetti L'INCIDENTE DI LOS ROQUES SARA' DAVVERO UNA
DISGRAZIA?\n ( da "Corriere di Bologna"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mistero di
Los Roques rimane irrisolto anche se la burocrazia (o forse proprio per questo)
ha messo il sigillo alla pratica. Quattordici persone sono scomparse a bordo di
un aereo in fondo all'oceano e solo di una di esse è stato recuperato il cadavere,
quello del secondo pilota. Di Rita Calanni Rendina e Annalisa Montanari, le due
amiche bolognesi che viaggiavano su quel velivolo,
NOTIZIE
In breve ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LEGGI
RAZZIALI Centenaria ferrarese riottiene il vitalizio A 101 anni vince la sua
battaglia con la burocrazia e riottiene il vitalizio quale vittima della Shoah.
Lili Ascoli Magrini, che ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso, si era
vista infatti togliere l'indenizzo riconosciuto alle vittime di persecuzioni
razziali nel 2006 da una sentenza della Corte dei conti.
Così
ho vinto la sfida cinese ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Passo dopo
passo, nel libro sono raccolte tutte le ricette del suo successo, dalla scelta
del management ai rapporti con la burocrazia. Managing the dragon J. Perkowski
Crown Business ed. Pag. 336 27, 50$ l'articolo prosegue in altra pagina.
LE
POTATURE E I DISSERVIZI DEL COMUNE
( da "Corriere
della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ottusità
della burocrazia è nota, meno nota è la propensione degli ottusi a farsi scudo
della burocrazia stessa per agire. E allora sarebbe il caso che tra gli impegni
dei candidati sindaco ci fosse la creazione di un assessorato alla Logica,
incaricato di rendere comprensibile e coerente l'azione dei vari dipartimenti.
Flavia
Buccilli È polemica per le ( da "Tempo, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vengono
trattati come delinquenti per colpa di una burocrazia troppo rigida". Tra
l'altro il momento non dei migliori per chi si occupa di tonno rosso: "Qui
sono rimaste solo quattro barche - dice Camplone - mentre in passato erano
Veneto,
ciò che veramente ci divide dagli "ex cugini" dei centri sociali
( da "Liberazione"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle
burocrazie. Una sfida nella quale però diversi di noi che abbiamo in passato
promosso la stagione del movimento dei movimenti, oggi riteniamo necessario
spenderci e lavorare: nella speranza che coloro i quali invece se ne
rivendicano l'estraneità, non si risveglino paradossalmente in occasione delle
tornate elettorali per benedire o scomunicare questa o quella candidatura.
<Un
provvedimento tra luci e ombre> <Si prevede una generale messa in
sicurezza con maggiori garanzie anche per l'automazione di porte e cancelli>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sul fronte
della burocrazia, invece? "Il recapito della dichiarazione di conformità è
stabilito nello sportello unico, non più anche presso la Camera di Commercio.
Sarà lo sportello a farsi carico di trasmettere il documento all'ente
camerale". Le zone d'ombra.
Arrivano
i buoni vendemmia per studenti e pensionati
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la
burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del
reddito a studenti e pensionati. Si tratta, comunque, di una fase sperimentale,
per ora limitata al solo 2008. LA NOVITÀ Dopo oltre otto anni di attesa e una
serie di false partenze, trova spazio l'auspicata attuazione dell'articolo 70
del decreto legislativo 276/
<Burocrazia
in crescita> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia in
crescita" I commenti. Confartigianato evidenzia i punti critici della
normativa Ancora irrisolto il nodo dell'abusivismo --> Ancora irrisolto il
nodo dell'abusivismo Più ombre che luci. Per Antonello Di Iorio, presidente di
Confartigianato Impianti Sardegna, il decreto 37/2008 - che sostituisce la
vecchia legge 46/
Porte
in faccia a chi non ha lavoro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
non ha sentimento. Forse il buon senso dei commercianti ha consentito a
qualcuno di acquistare l'uovo di cioccolato per i bambini o un pezzo di carne
per il pranzo. Senza esagerare, però. Perché con i 700 euro dell'Inps anche il
necessario diventa lusso.
Da
destra a sinistra: che cosa c'è nei programmi dei partiti
( da "Panorama.it"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
l'edilizia
popolare, la morte della burocrazia, il made in Italy. E il mangiar sano e
tipico, ci mancherebbe. Il problema è uno solo: sono davvero pochi gli
argomenti che caratterizzano l'un programma o l'altro. A separare è più il come
che il cosa, però uno schema minimo di diversità si può fissare.
A
vent'anni dalla tragica alluvione
( da "Brescia
Oggi" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anni dalla
tragica alluvione 247 LE OPERE REALIZZATE IN OTTO COMUNI DELLA VALLE Una buona
collaborazione "Proficua collaborazione con gli enti locali camuni"
PIETRO FORTI FUNZIONARIO PROVINCIALE Sono 33 i milioni spesi per la difesa del
suolo Altri 49 impegnati nella ricostruzione e per lo sviluppo. Dal 2001
burocrazia più snella Ferrovia e metano agganciano il "treno" .
Elezioni,
la disabilità diventa tema da campagna elettorale
( da "Redattore
sociale" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sconfiggere
la burocrazia. Il commento di Antonio Guidi, ex ministro del governo
Berlusconi: ''La montagna ha partorito il topolino. Argentin (Pd): ''Fondamentale
l'esperienza dei candidati ROMA ? Era già successo, e ora è arrivato il bis. E
piena campagna elettorale, e naturalmente non corre buon sangue fra i due
principali partiti schierati per la conquista di palazzo Chigi.
Intervista
a TIZIANA ZORZAN / Un'imprenditrice alle prese con i saliscendi burocratici
( da "Opinione,
L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha costi
altissimi che non ti consentono di superare quei gap di inefficienza e di
deficit che la burocrazia impone con le sue regole assurde. Su questo ha potuto
confrontarsi con i suoi "colleghi" stranieri? Sicuramente noi
italiani non siamo secondi a nessuno, e siamo sempre stati capaci di trovare,
inventare e creare cose nuove, specie dopo periodi particolarmente brutti.
Intervista
a ETTORE RIELLO / L'anti-Calearo: "Voglio dare un contributo al Nordest e
al mio Paese" ( da "Opinione, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificazione
della burocrazia, riduzione degli sprechi, di infrastrutture. Il Paese deve
tornare ad essere competitivo, abbiamo perso troppo terreno negli ultimi anni.
Parlando di riforme, cosa ne pensa della questione Nordest? C'è bisogno di un
ministro del Nordest come ventilato da più parti politiche?
Sulle
pensioni Walter fa girare le palle
( da "Affari
Italiani (Online)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di favorire
nuove iniziative imprenditoriali alleggerendole con un taglio netto e
perentorio di burocrazia e tasse si pensa a risollevare il tenore di vita dei
pensionati da 2.000 euro che un gruzzoletto ce l'hanno pure. Certo è facile
spendere in regali come quello promesso da Veltroni, tanto pagano i cittadini,
giovani e disoccupati inclusi.
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mi viene
spontaneo dire "evviva la burocrazia italiana" e mi chiedeo come se
la cava quell'invalido che ha difficoltà a muoversi. Non sarebbe il caso che
qualche responsabile dell'Asl cominciasse a chiedersi se non sono troppe tutte
queste persone messe a disposizione per il rilascio di questi presidii?
PD:
CALEARO, SERVE UN AUTENTICO FEDERALISMO FISCALE
( da "Asca"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
serve un
fisco piu giusto, serve una burocrazia meno asfissiante perche anche in Italia
si deve poter aprire un'azienda in un giorno. Oggi il nostro Paese non offre
nessuna attrattiva agli investimenti stranieri proprio perche la burocrazia e
in alcune zone del paese la criminalita organizzata scoraggiano gli investitori.
Ferrara
Lili Ascoli Magrini ( da "Gazzettino, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha vinto la
sua battaglia contro la burocrazia italiana, che le aveva bloccato il vitalizio
concessole come vittima della Shoah. Descritta da chi la conosce come una donna
lucida e di buona memoria, l'ultracentenaria vive ancora nella sua casa nel
centro storico di Ferrara. "La mia vita è stata costellata di tante
partenze e tappe forzate,
Germain
e Roseline, un sì regale nella notte di Pasqua
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
che ha impedito il loro viaggio in Italia. Dall'Africa arriva comunque l'altro
sacerdote celebrante, padre Benoit Adou, rettore della Missione Africana di
Padova, oltre agli sfolgoranti alleluia del coro Lounge Divine, alle ceste di
frutta deposte sull'altare al momento dell'offertorio, e al riso Tchep
consumato con speziate bibite al Bissap durante il party protrattosi
Il
cielo plumbeo di Porto ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mantenimento
delle risorse nei territori e un loro utilizzo più efficiente ed efficace
rispetto al Veneto che trasferisce allo Stato centrale più del 70 per cento
delle proprie entrate.Questa condizione ha un'influenza diretta sulle performance
delle piccole e medie imprese venete perché maggiori aiuti e minore burocrazia
sono un costo ulteriore da sostenere.Antonio ZennaroRosolina.
Caro
Gianni, poche righe queste, ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Purtroppo la
burocrazia, ed i media, uniti ad una politica blindata da due schieramenti
opposti ma del tutto consociati, non hanno permesso all'inesperienza di chi si
è accostato a questo mondo, di presentare la volontà della gente a
rappresentarli in regione, ma convinti delle nostre battaglie e credendo di
poter andare avanti anche grazie a persone come te,
Fabio
Crivelli: <La musica costa troppo>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quando lo
spazio è quello esterno di una piazza, ci sono costi accessori e burocrazia.
Poi, l'economia di Treviso è costruita sul modello nord-est che ha poco tempo e
spazio per le iniziative di questo genere". Molti artisti così suonano
all'estero: "Alcuni artisti trevigiani hanno un buon seguito in Europa,
partecipano a festival e concorsi.
Di
MARCO SIGNORINI DI USCIRE dalle scuole superiori sapendone poco o niente di
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un impegno
che si sta scontrando da tempo con quella che, in Italia, è la più grande
nemica della: la burocrazia. "RESTA inteso che al nostro preside, abbiamo
fatto presente più volte il problema ? concludono i ragazzi ? ma evidentemente
non ha i mezzi necessari per risolvere la questione. Così, però, non si può
certo andare avanti". - -->.
ORA,
a 101 anni compiuti, può anche decidere di abbandonare questa vita pens
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ha vinto la
sua ultima battaglia, quella contro la burocrazia, che le aveva sospeso il
vitalizio a cui aveva diritto come vittima della Shoah: Lili Ascoli Magrini,
ferrarese, due anni fa si vide revocare l'assegno mensile dalla Corte dei Conti
e chiedere indietro 40mila euro "impropriamente percepiti".
Dopo
i nazisti, a 101 anni, batte anche la burocrazia
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vittima
della Shoah con i suoi 101 anni batte la burocrazia La Corte dei Conti
riconosce i diritti di una ferrarese
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Progetti
Equal, bilancio in chiaroscuro ( da "Vita non profit magazine"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
hanno
sofferto di autoreferenzialità e di burocrazia. Sono sembrate molto più
preoccupate di regolare i propri rapporti interni piuttosto che aprirsi al
territorio. Ecco quindi che l'implosione delle partnership ha generato un
doppio blocco: da un lato per le difficoltà a promuovere e a dare visibilità
alle iniziative "sul campo" chiamate a sperimentare nuove attività e
servizi e,
Asl
Chieti:<Liste d'attesa lunghe: colpa di burocrazia e cultura>
( da "PrimaDaNoi.it"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
CAMPIDOGLIO:
SORO (LISTA RUTELLI), TRASPORTO HA BISOGNO DI CONCORRENZA
( da "Asca"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ritardi e
burocrazie delle aziende che operano in regime di monopolio. E ora di finirla,
e questo significa dire 'stop agli affidamenti in house e assicurarsi la
certezza di una gestione indipendente delle gare. Vedrete che avremo in breve
tempo maggiore trasparenza, efficienza e qualita dei servizi.
Conca
prima provoca e poi tende la mano a Morleo
( da "Provincia
di Lecco, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche al
resto del gruppo del quale l'assessore è parte: solo pochi giorni fa
"Malgrate per tutti" ha firmato un durissimo comunicato contro lo
stesso Morleo, infarcito di impietosi giochi di parole. Quanto al Conca stesso,
si è già manifestato più volte critico nel corso della legislatura verso le
dinamiche della politica e della burocrazia. 25/03/2008.
Chiude
il Centro di formazione professionale dell'Opera Don Guanella, accreditato in
Regione Lombardia dal 2002, certificazione di qualità per la gestione, progetti
contro la dispe ( da "Provincia di Como, La"
del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
affonda un'Opera che negli ultimi anni s'è continuamente adeguata alle
disposizioni e ha ricevuto contributi dal Ministero del Lavoro, dalla Regione
Lombardia, dall'amministrazione Provinciale, dal Fondo Sociale Europeo,
utilizzati per consentire a ragazzi e a giovani di diventare "artisti di
se stessi",
( da "Trentino" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Niente aumento
dell'Ici, rispettato l'impegno sull'asfalto mangiasmog TRENTO. Per tanti
impegni ancora da portare a termine, ci sono molti progetti arrivati in porto.
In ordine: il parcheggio di attestamento in destra Adige (previsto nel 2008) e
la passerella per la Michelin, i distributori di latte fresco (in via delle
Bettine e al negozio Mein), lo scivolo per le bici nel sottopasso da piazza
Dante e corso Buonarroti, rimborso a chi ha realizzato interventi in
bioedilizia prima del regolamento, nessun aumento dell'Ici e rinuncia
all'addizionale Irpef, sperimentazioni dell'asfalto mangia-smog (i risultati
non sono però stati resi pubblici), area per il canile individuata a Camparta.
Sono stati istituiti i "parcheggi rosa" per le donne in gravidanz, la
Diocesi ha avuto la concessione per lo studentato in via Prepositura (il
vincolo archeologico non permetterà però di costruire la mensa), lo studio
sull'influenza delle Pm10 sulla salute è stato realizzato dall'Azienda
sanitaria, burocrazia ridotta chi
usufruisce delle Tagesmutter. A Spini di Gardolo è stato effettuata l'indagine
sul rumore prodotto dalla lavorazione del porfido: risulta nei limiti di legge.
Molti gli interventi di riqualificazione dei parchi per i giovani, monitorato
il grado di innevamento artificiale sul Bondone, individuata a Trento
sud una zona per i camper, confermate le ecofeste con stoviglie riciclabili.
Scongiurata la chiusura delle scuole Savio: il Comune si è attivato e le
iscrizioni sembrano sufficienti a garantire la partenza di una prima anche a
settembre. Sul polo della rottamazione la giunta informa che l'odg del
consiglio è stato inviato in Provincia. Quanto al fatto che sia stato recepito,
è tutta un'altra storia.
( da "Stampa, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DISAGI.I CANTIERI
Rotonda di Ghemme al via fra le polemiche Al via i lavori alla rotonda Nord di
Ghemme. Un'opera attesa da molto tempo ma che va ad incrementare i disagi degli
automobilisti che in questo periodo percorrono la strada provinciale della Valsesia.
Ci sono cantieri ovunque: nel tratto nelle vicinanze del capoluogo novarese,
sulla tratta Briona-San Bernardino; a Ghemme, entrata a Sud, la rotatoria non è
ancora terminata e anche all'imbocco del casello autostradale A26
Voltri-Sempione, a Romagnano Sesia. Non mancano le polemiche, soprattutto su
quest'ultima canalizzazione del traffico: un biglietto da visita sicuramente
brutto per quanti hanno raggiunto la Valsesia durante le festività pasquali. In
molti si lamentano. E c'è già che promette iniziative plateali. Davide
Brusotti, consigliere di minoranza del Comune di Ghemme, ad
otto mesi dalla protesta in mutande perchè cominciassero i lavori all'entrata a
Nord dell'abitato ghemmese, lancia l'appello affinchè la si "smetta con i
tempi morti della burocrazia: se a breve non partiranno i lavori di completamento delle
rotonde, faremo un'altra clamorosa protesta per richiamare l'attenzione
dell'opinione pubblica su questo importante problema".
( da "Secolo XIX, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si salva il sistema
bancario Il sottosegretario Budin: "Colpa della politica".
L'esperienza positiva di Terravision: "Una giungla a livello locale"
25/03/2008 Roma. Burocrazia lenta, carenza delle
infrastrutture, mancanza di regole certe, talvolta anche malaffare e
corruzione. Sono le cause principali del ritardo accumulato dall'Italia nelle
classifiche europee relative agli investimenti esteri. Unica eccezione, il
sistema bancario che, ultimi dati Abi alla mano, ha visto tra il 1995 e
il 2007 crescere la quota di mercato degli intermediari esteri dal 5,2% a quasi
il 20%. È il quadro emerso in una tavola rotonda organizzata dall'Associazione
della stampa estera in Italia. Una fotografia che preoccupa, ha spiegato
l'economista Luigi Paganetto, alla luce soprattutto di due indicazioni: primo,
"ci sono Paesi come il Regno Unito che hanno il 40% della propria
ricchezza prodotta da imprese estere"; secondo, "in un contesto in
cui è notevolmente cresciuta la percentuale di investimenti extra Ue verso
l'Europa, la quota dell'Italia è rimasta stabile, accumulando ritardo nei
confronti dei suoi concorrenti". Il sottosegretario al Commercio Estero,
Milos Budin, ha messo in evidenza come il problema riguardi essenzialmente
"il modo di essere del Paese nella sua interezza" perché all'estero
dà"un'immagine di scarsa qualità istituzionale". Soprattutto
perché"non è ancora acquisita la consapevolezza che gli investimenti
esteri sono indispensabili per lo sviluppo". Da un punto di vista
strettamente economico, il sottosegretario ha evidenziato come nel nostro Paese
"non ci sia certezza dei tempi: non è considerata come una variabile
economica" e, ammette Budin, "la responsabilitàè tutta della
politica". L'ex viceministro al Commercio Estero, Adolfo Urso, ha invitato
a considerare il nesso "strettissimo" fra gli investimenti italiani
all'estero e quelli esteri in Italia: è semplice, spiega, "più si investe,
più si attrae". Un contributo alla discussione dal punto di vista delle
aziende è arrivato da Fabio Petroni, della Terravision London, una società che
opera nel settore del transfert aeroportuale e che in Italia lavora con le
compagnie low-cost Ryanair e Easyjet. Il manager ha lamentato soprattutto il
legame esistente tra "burocrazia e interessi
economici protetti" che "si saldano spesso nella giungla
politico-istituzionale, soprattutto a livello locale". 25/03/2008.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per il Corpo il
terreno sul quale dovrebbe sorgere la struttura è classificato "bosco"
ma per il Catasto è "pascolo" Muggia, fattoria didattica bloccata La
Forestale nega il permesso per costruire il deposito: stop alla pet therapy
MUGGIA Si arena tra lungaggini e ostacoli burocratici la nascita, a Muggia, di
un piccolo zoo-fattoria didattica, volta anche dare lavoro a persone
svantaggiate. L'iniziativa è della cooperativa Onlus "G&G" che ha
aperto a Muggia oltre un anno fa (in via del Serbatoio, vicino alla cava di
arenaria) e intende completare ora l'allestimento degli spazi su un'area
incolta per offrire ai giovani e non un luogo dove potersi riavvicinare alla
natura. Un progetto che gode anche di fondi dell'Unione europea, inseriti in un
contesto (di cui è capofila lo Ial) di creare lavoro per persone svantaggiate.
Di fondo c'è la volontà è di avvicinare i giovani e i bambini alla natura e
agli animali da cortile. Già ora nell'abbozzata fattoria didattica ci sono
visite di bambini e la Cooperativa G&G dà già lavoro a un giovane
svantaggiato. Tra le iniziative, la possibilità, ad esempio, di
"adottare" un animale (ovini o caprini, per fare degli esempi), che
viene accudito e gestito dall'affidatario nella fattoria, il quale, dietro
pagamento di una modica somma, può poi beneficiare di tutto ciò che l'animale
può dare: dalla carne alle uova, alla lana o alle piume. La "G&G"
è intenzionata anche ad attivare una serie d'iniziative di terapie con animali,
la cosiddetta "pet therapy", in particolare (novità di questo
progetto muggesano), con gli asini. Si tratta della "onoterapia", che
si avvale di questi quadrupedi così disprezzati nella tradizione popolare
quanto in realtà sensibili e intelligenti, oggetto di una riscoperta
scientifica a supporto, appunto, di malati o handicappati. A livello nazionale,
complice la frugalità e i bassi costi di allevamento e mantenimento dell'asino
rispetto al cavallo, negli ultimi anni si è registrato un consistente aumento
del numero di asini, delle diverse specie italiane, negli agriturismo o in
centri specializzati, così come una rivalutazione del latte d'asina e dei suoi
derivati. A Muggia tuttavia c'è la necessità di costruire un piccolo deposito
agricolo, per potere custodire gli attrezzi usati, gli animali appunto e i
prodotti della terra. E qui cominciano i problemi. Il Comune concede a Gian
Paolo Galluccio, presidente della Cooperativa G&G, il permesso per la
struttura ma l'Ispettorato forestale regionale glielo nega. E così è iniziata
una fitta corrispondenza tra la società e l'Ispettorato. Il problema è la
definizione della particella su cui costruire il deposito. Secondo il Catasto
l'appezzamento è "pascolo". Secondo la Forestale è invece
"bosco", accomunando il terreno a un appezzamento attiguo, che anche
il Catasto definisce, infatti, boscato, con tutti i vincoli che ne conseguono.
Inutili, finora, le contestazioni fornite dalla "G&G", che
lamenta anche disparità di trattamento rispetto a quanto concesso sulle
particelle vicine, con destinazione d'uso analoga. Galluccio non comprende lo
"sfinimento" a cui è sottoposto e afferma:
"La burocrazia e le decisioni
contrastanti fra enti bloccano un'iniziativa con valore umanitario e sociale.
Grazie a questa nostra idea un giovane disabile, con problemi psicologici,
collabora con vitalità e dedizione con la nostra Cooperativa che gestisce
questo progetto agreste. Siamo riusciti a ridargli il sorriso. Tutte
queste disquisizioni giuridiche non fanno altro che infrangere il sogno di quel
ragazzo e di quanti altri vorranno avvicinarsi alla nostra realtà". s.re.
( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marghera. Bagni
spesso fuori uso, inutilizzabili macchinari elettronici Disagi in questura,
allarme del Coisp Provocazione del sindacato: colletta per acquistare una
maniglia rotta di Alessandro Abbadir MARGHERA. "Non
possiamo più aspettare i tempi della burocrazia, per questo abbiamo deciso di fare una colletta e comprare noi
stessi la maniglia rotta della porta dell'ufficio stranieri in questura, che
costa 20 euro. La vicenda è solo la punta di un'iceberg del disagio che come
poliziotti viviamo nella sede della questura di via Nicolodi a Marghera".
A fare questa denuncia è Francesco Lipari, il nuovo segretario provinciale del
Coisp (sindacato di polizia) di Venezia. Lipari traccia un quadro poco
lusinghiero delle condizioni della Questura di Marghera in quella che in
origine era una sede scolastica ceduta dal Comune alle forze dell'ordine una
quindicina di anni fa. I gabinetti sono costantemente fuori uso, le macchine
per la produzione elettronica dei permessi di soggiorno per immigrati sono
fuori uso per la mancanza di batterie. Manca, nonostante le richieste, una
stanza di sicurezza per far fronte alla situazione igienico-sanitaria precaria
di molti immigrati. "Da settimane - spiega Lipari - abbiamo chiesto che
fosse riparata la maniglia della porta dell'ufficio stranieri della questura in
via Nicolodi. Visto che per una ragione o per un'altra servivano sempre nuovi
permessi abbiamo deciso di acquistarla con una colletta. La maniglia costa sui
20 euro. Abbiamo informato il questore Carlo Morselli della nostra
iniziativa". Ma i problemi non sono solo quelli della maniglia. "Da
qualche giorno - spiega Lipari - si sono esaurite le batterie delle nuove
macchine elettroniche per il rilascio del permesso di soggiorno agli stranieri.
Le macchine avrebbero sostituito la vecchia produzione cartacea. Il fatto è che
le pile si scaricano facilmente, non sono reperibili sul mercato e costano
tantissimo. Saremo costretti in poco tempo a tornare alla produzione manuale e
cartacea dei permessi di soggiorno". La struttura di via Nicolodi per il
Coisp ha bisogno di un rilevante intervento di adeguamento.
"Periodicamente vanno fuori uso i bagni - continua Lipari - Ne sono stati
appena riparati alcuni ma il guasto, viste le vecchie tubazioni, è dietro
l'angolo. L'ufficio stranieri è fra i più impegnati del Veneto vista la
presenza a Venezia di porto e aeroporto". Manca poi nella sede della
polizia in via Nicolodi un locale per la messa in sicurezza sanitaria e
l'identificazione degli stranieri.
( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte LA
VOLPE E LA BAMBINA LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia, 2007), commedia di Luc
Jacquet con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté
Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo
della natura, ha la possibilità di osservare le piante e gli animali. Conosce
una volpe, e nasce una tenera amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia, 2007),
drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria
Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore
di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e
alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti
riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla
ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa e ben
presto Gloria diventa per Adrian compagna, fonte ispiratrice delle sue opere e
agente. Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un
intellettuale di fama internazionale. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa, 2008), commedia
di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward
Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik
Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo
di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima
volta, dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. In una memorabile
serata, Jane riesce a fare la spola tra due ricevimenti nuziali, uno a
Manhattan e uno a Brooklyn, impresa che non sfugge all'occhio attento di Kevin,
un cronista che vuole sfruttare questa storia. LA BANDA (Israele e Francia,
2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel,
Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety In un
tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana
arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia,
ma a causa della burocrazia,
della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta.
Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina
israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
SPIDERWICK - LE CRONACHE (Usa, 2008), avventura di Mark Waters con Nick Nolte,
David Strathairn, Freddie Highmore, Sarah Bolger, Mary-Louise Parker, Andrew
McCarthy Lasciata New York per trasferirsi nella vecchia casa, appartenuta a
uno pro-zio, la famiglia Grace (mamma, due gemelli, Jared e Simon, e la sorella
Mallory), si trova alle prese con strane situazioni. Jared viene accusato di
misteriose sparizioni e fatti inconsueti: decide con i fratelli di capire cosa
accade.
( da "Provincia Pavese, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca "Da
otto anni in difesa dei diritti del malato" L'impegno di Cittadinanza
Attiva per le "vittime" della sanità PAVIA. "Sono otto anni che
faccio il volontario - dice Giuseppe Tallarico, ex tecnico dell'Enel, oggi in
pensione, responsabile della sede territoriale dell'onlus Cittadinanza attiva -
ho subìto un trapianto agli occhi che mi ha permesso di constatare sulla mia
pelle la mancanza di informazioni al malato, spesso vittima di casi di
malasanità. I cittadini non sanno come districarsi nei
meandri di una burocrazia
eccessiva, devono essere orientati". "La salute non è solo un
diritto, ma anche un dovere della collettività e del singolo. Oggi faccio del
volontariato la mia vita, lo sento come un dovere civico. Serve una
comunicazione migliore. Il cittadino non è solo elettore e contribuente:
deve prendere coscienza del proprio ruolo sociale". Calabrese, da
quarant'anni a Pavia, quando parla di orientamento e comunicazione sintetizza
l'essenza di Cittadinanza attiva, centro civico di promozione sociale
riconosciuto dal Comune, con sede in via dei Mille 130, i cui volontari, sono
impegnati nella tutela e rappresentanza dei diritti di cittadini e consumatori
spesso lesi da comportamenti negligenti delle Istituzioni. Cittadinanza attiva
dà voce ai singoli: ascolta e, attraverso una puntuale verifica della
situazione lamentata, li consiglia sul da farsi, gratuitamente. L'associazione,
coordinata a livello nazionale da Giovanni Moro, figlio dello statista ucciso
nel 1978 dalle Brigate rosse, e dalla giornalista Teresa Petrangolini, nasce
nel 1980 come Movimento federativo democratico e nel 2005 è riconosciuta come
fondazione, a livello europeo. Opera per promuovere iniziative di
"democrazia diretta" volte a coinvolgere i cittadini quali attori per
la tutela dei propri diritti nei settori fondamentali della vita pubblica tra
cui la salute, i servizi pubblici, la protezione civile, per estendersi, a fine
anni '90, ai diritti dei consumatori, alla giustizia, alla scuola.
L'organizzazione si compone di un sistema di sei reti: un Tribunale dei diritti
del malato, che opera per la tutela dei diritti nei servizi sanitari e
assistenziali; una rete scuola formata soprattutto da insegnanti per rispondere
alla crescente domanda di formazione e aggiornamento dei cittadini; un
coordinamento per malati cronici; una rete che si occupa di giustizia per i
diritti, composta da avvocati, medici legali e altri specialisti a difesa dei
singoli; un collegio dei procuratori dei cittadini per la difesa civica dei
servizi di pubblica utilità. Da ultimo è operativo un progetto integrato di
tutela, il cosiddetto Pit, punto d'aiuto psicologico per persone frragili, che
fornisce informazione e consulenza nel settore della salute e dei servizi di
pubblica utilità, attivo tutti i giorni dalle 9.30 alle 11.30. Il Tribunale per
i diritti del malato è la rete più importante. Sito in piazzale Golgi 5, presso
il Poliambulatorio, e attivo lunedì e venerdì dalle 11 alle 12 e mercoledì
dalle 16 alle 17, è diventato per il Policlinico San Matteo un interlocutore
insostituibile. Opera attraverso un'attività di ascolto e di intervento
diretto, tramite propri prefessionisti del diritto e medici legali. Tante le
segnalazioni: si va da contestazioni di pagamento ticket per prestazioni
ambulatoriali a interminabili liste d'attesa per le visite. A vere e proprie
denunce di malasanità: "Noi forniamo un aiuto concreto a chi si attiva.
Fare i cittadini è il modo migliore per esserlo". Francesca Fiocchi Sede:
Via dei Mille 130 Telefono: 0382/309714 Data di nascita: 2002 Volontari: 65
Responsabile: Giuseppe Tallarico.
( da "Nuova Venezia, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
San Donà. Allarme
dei mediatori: mutui troppo cari per le famiglie Immobiliare in crisi, 1.000
case invendute Trattative ferme, ma i prezzi calano solo del 5%. Crescono gli
affitti di Giovanni Cagnassi SAN DONA'. Crisi dell'immobiliare, nel Basso Piave
il mercato è ancora fermo, mentre torna la casa in affitto. Nel sandonatese si
parla di oltre 2 mila appartamenti invenduti. Più verosimilmente dovrebbe
aggirarsi ad un migliaio il numero di case e appartamenti ancora chiusi. I
prezzi scendono però a rilento e fanno segnare solo solo un meno 5 per cento.
Ecco che allora le famiglie scelgono di rinunciare al mutuo e tornare alla casa
in affitto in attesa che il mercato trovi un nuovo insperato equilibrio. La
Fimaa, federazione mediatori e agenti d'affari, conferma questa tendenza nel
Basso Piave. La casa in affitto consente di evitare rogiti,
spese notarili, burocrazia,
accensione di mutui quarantennali che gravano sul bilancio familiare per
un'intera vita. Del resto un miniappartamento arriva a costare fino a 110-120 mila
euro, mentre per un due camere si va dai 130 ai 150 mila nella migliore delle
ipotesi. Nelle zone più centrali i prezzi possono anche salire. "Le
famiglie sono in una situazione di difficoltà nella gestione del bilancio -
spiegano gli agenti Fimaa - se una coppia raggiunge i 2 mila euro al mese di
stipendi, accende mutui con rate che sono salite fino a 700-750 euro. Non
dimentichiamo le spese per auto, cellulari, rate varie ogni mese. E allora la
soluzione può essere nell'immediato la casa in affitto. Un mini arredato e
nuovo si aggira attorno ai 400-450 al mese, un due camere arriva a 500, ma
possono esserci sbalzi futuri. Si affittano anche villette a 620 euro
mensili". Il mercato della casa è più che mai in movimento e nei prossimi
mesi potrebbe sortire ulteriori sorprese. In clima di elezioni amministrative
tutti i candidati stanno affrontando nei loro programmi il problema casa che
sta diventando sempre più impellente. Tutti si sono resi conto che anche a San
Donà ci sono famiglie che non hanno una casa e neppure le risorse per
acquistarla affrontando mille ostacoli e un futuro più che mai incerto. I
disastri finanziari negli Stati Uniti poi insegnano che proprio sul mattone può
crollare un sistema economico. E questo vale a maggior ragione in una zona, il
Basso Piave, in cui sul mattone molti si sono arricchiti, altri indebitati. Ma
ormai l'equilibrio sembra essersi rotto.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGIONE/2 Meno
ostacoli per il territorio Mi auguro che con il nuovo governo regionale, sotto
la presidenza Tondo, si rigetti completamente l'istituto delle Aster e dei
redditi di cittadinanza. Pur manifestando solitamente grande ammirazione verso
le nazioni vicine per l'essenziale burocrazia e l'immediatezza delle realizzazioni (turistiche, commerciali,
istituzionali, anagrafiche, mappali eccetera) continuiamo a imbrigliare il
nostro territorio già sufficientemente penalizzato da strutture
tardoborboniche. Nel contempo offriamo un reddito di cittadinanza attraendo
nullafacenti e bloccando nel contempo in meccanismi avulsi tutti gli istituti
coinvolti nella gestione e nell'erogazione dello stesso. Delio Trossolo
Tarvisio.
( da "Provincia Pavese, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Stefano Romano
Invalidità e ritardi, l'Inps corre ai ripari "Tempi d'attesa più
brevi" Il patronato: verificheremo "Abbiamo esaminato 14.892 pratiche
dell'Asl Restano in stand-by soltanto 164 fascicoli in tutta la provincia"
VOGHERA. "E' troppo un anno d'attesa per avere la pensione d'invalidità o
l'assegno di accompagnamento": un mese fa, il responsabile del patronato
Cgil Giulio Perotti lanciava l'allarme. "Colpa - aggiungeva - del sistema
della "doppia visita" che allunga a dismisura i tempi e annega le
pratiche in un mare di burocrazia". L'Inps aveva
in qualche modo ammesso il problema e promesso di correre ai ripari: "E'
stata attivata una sottocommissione che ha affiancato la commissione
provinciale di Pavia", annuncia ora il presidente della commissione Inps
Nadia Polimeni. Le proteste dei patronati (e quindi degli invalidi in attesa di
un assegno di invalidità) poggiavano su un super-faldone di 1.400 pratiche
inevase. Gente che ha chiesto la pensione di invalidità (o un assegno di
accompagnamento), è già stata visitata dalla commissione Asl, ma deve aspettare
perchè l'Inps deve rivedere il fascicolo e si riserva la facoltà di convocare
il cittadino per una seconda visita. L'intoppo, secondo Perotti della Cgil, sta
in una legge di cinque anni fa che trasferisce le liquidazioni di invalidità
dal ministero delle Finanze all'Inps: dopo la richiesta di invalidità, la
commissione dell'Asl convoca il paziente per la prima visita, ma l'Inps rivede
tutte le carte e spesso convoca il cittadino per una seconda visita. Ed è qui
che si innesca il meccanismo dei ritardi. Perchè succede? "I medici su cui
l'Inps di Pavia si può appoggiare sono troppo pochi e di conseguenza le
convocazioni per le visite di controllo hanno tempi lunghissimi", spiega
Perotti. Proprio su questo passaggio, ora, l'Inps annuncia di aver agito per
tagliare i tempi. "La commissione medica superiore Inps - spiegano il
presidente della commissione medica Massimo Piccioni e la presidente della
commissione provinciale, Nadia Polimeni - ha attivato una sottocommissione che
nel giro di una settimana ha ridotto drasticamente le giacenze". Giacenze
pesanti: circa 1.400 pratiche. "Parlando di numeri - spiegano i dirigenti
Inps - va anche detto che la commissione di verifica provinciale Inps,
dall'inizio dell'attività nel maggio 2007 al febbraio
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte LE
TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di
Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva
Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety In un tempo non molto
lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche
altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli,
finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e
dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. 27 VOLTE IN BIANCO
(Usa 2008) durata: 107', commedia, sentimentale, di Anne Fletcher con Malin
Akerman, James Marsden, Katherine Heigl, Edward Burns Jane è una ragazza
idealista, romantica e altruista confinata perennemente al ruolo di damigella
d'onore ma che per il momento non sembra destinata ad avere un suo "happy
ending". Ma quando la sorella minore Tess conquista il cuore del suo capo
- di cui Jane è segretamente innamorata - Jane comincia a mettere in
discussione il suo stile di vita che l'ha portata fino a quel giorno a essere
sempre e solo la damigella d'onore. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007) durata: 110',
genere: thriller, di e con Sergio Rubini e con Sergio Rubini, Paola Barale,
Vittoria Puccini, Riccardo Scamarcio. Adrian è un giovane scultore di provincia
desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte. Fin dalla sua prima
esposizione nella Capitale, la sua personalità balza agli occhi di Gloria, una
giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Ma un altro
critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama
internazionale. Ma un'ombra minaccia l'ascesa del giovane: in occasione della
presentazione della mostra che lo consacrerà definitivamente come artista,
Gloria scopre che l'opera da lui presentata nasconde uno scandaloso segreto. LA
VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007) durata: 91', genere: avventura, di Luc
Jacquet con Bertille NoËl-Bruneau In una mattina d'autunno, alla curva di un
sentiero, una bambina scorge una volpe. Affascinata al punto da dimenticare la
paura, osa avvicinarsi. Per un attimo le barriere che dividono la bambina e
l'animale svaniscono. Comincia così la più sbalorditiva delle amicizie. QUESTA
NOTTE è ANCORA NOSTRA (Italia 2007) durata: 98', genere: commedia, di Luca
Miniero e Paolo Genovese con Nicolas Vaporidis, Ilaria Spada, Valentina Izumi
Massimo ha 25 anni e molti amici, fra cui Andrea. Di lavoro fa il
"cassamortaro" nella ditta di pompe funebri del padre. Il suo sogno è
incidere un disco con la sua band. Ci sarebbe un discografico pronto ad investire
in loro ma occorre una voce femminile e non una voce qualunque, qualcosa di
esotico. SPIDERWICK LE CRONACHE (Usa 2008) durata: 96', genere: fantasy, di
Mark Waters con Joan Plowright, Nick Nolte, Sarah Bolger Cose molto strane
cominciano ad accadere nel momento in cui la famiglia Grace (Jared, il suo
gemello Simon, la sorella Mallory e la loro mamma) lasciano New York e si
trasferiscono in una vecchia casa isolata di proprietà del loro lontanissimo
zio, Arthur Spiderwick. Incapaci di spiegarsi le stranezze e le sparizioni che
sembrano verificarsi quotidianamente, la famiglia cerca di scoprire cosa stia
realmente accadendo e porta alla luce la straordinaria verità sulla proprietà
Spiderwick e sulle creature che vi abitano. ONORA IL PADRE E LA MADRE (Usa,
2007), drammatico, di Sidney Lumet con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke,
Albert Finney, Marisa Tomei. Charles e Nanette Hanson hanno cresciuto i loro
figli come si deve. Andy, il maggiore è innamorato della bella moglie Gina ed è
un ricco dirigente di azienda. Hank, il più giovane, adora la figlia e sta
cercando la maniera per poterla iscrivere a un'esclusiva scuola. I PADRONI
DELLA NOTTE (Usa 2007) durata: 105', genere: drammatico, thriller, di James
Gray con Joaquin Phoenix, Robert Duvall, Eva Mendes Bobby Green ha deciso di
non seguire le orme paterne. Gestisce El Caribe, un leggendario locale di
Brooklyn. Si è cambiato il cognome e tiene nascosto il suo legame con una lunga
serie di affermati poliziotti di New York. PERSEPOLIS (Francia, 2007),
animazione di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi Marjane ha 9 anni e vive a
Teheran. Ha un carattere ribelle e anticonformista che le fa rifiutare le
rigide regole della società iraniana. Quando compie 14 anni, i genitori la
mandano a studiare in Austria. THE WATER HORSE LA LEGGENDA DEGLI ABISSI (Usa
2007) durata: 110', genere: fantasy, di Jay Russell con Ben Chaplin, Priyanka
Xi, Brian Cox, David Morrissey, Emily Watson Un ragazzo scozzese di nome Angus
MacMorrow desidera con tutto il cuore che il padre torni dalla guerra. Quando
Angus porta a casa un oggetto misterioso che ha trovato sulla spiaggia, scopre
che si tratta di un uovo incantato e si ritrova ad allevare una creatura
magica: il mitico "Drago Marino" della tradizione scozzese. Mentre
cerca di nascondere il suo amico, che si chiama Crusoe, stringe con lui un
legame e una forte amicizia e così incomincia un viaggio di scoperta,
proteggendo un segreto che dà vita ad una leggenda.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MACOMER Forse in
settimana gli anticipi della Cig per gli operai Legler MACOMER. In settimana si
aspettano i soldi che consentiranno ai lavoratori Legler di pagare parte dei
debiti contratti, per poter vivere, con amici e parenti e di tirare avanti per
un paio di mesi. L'anticipazione della cassa integrazione che sarebbe dovuta arrivare prima di Pasqua si è arenata nelle secche della burocrazia regionale e dell'Inps.
L'impegno è quello di pagare in settimana, ma non c'è la certezza che i soldi
arrivino. Si è intanto in attesa della convocazione dei sindacati da parte del
presidente della Regione, al quale era stato chiesto un incontro informativo
per conoscere gli ultimi sviluppi della vicenda Legler. I tempi
stringono e si teme che le cose precipitino. I creditori incalzano alle porte
dell'azienda. L'auspicio è che gli imprenditori interessati concludano presto
con la Regione. Nel frattempo va avanti la protesta del non voto. Venerdì, il
banchetto e gli striscioni dei lavoratori Legler che ritiravano le tessere
elettorali sono stati piazzati provocatoriamente all'ingresso del salone
Castagna, dove si teneva la presentazione delle candidature e del programma del
centro destra per le elezioni politiche. Alcuni rappresentanti del Pdl si sono
fermati con i lavoratori. Altri hanno tirato dritto. Non sono mancati i toni
polemici tra il segretario regionale di An, Mario Diana, e il segretario dei
tessili Ugl, Franceschino Spanu. Si sono poi fermati il coordinatore regionale
di Fi, Pier Giorgio Massidda, e Silvesto Ladu. "Abbiamo presentato
interrogazioni e interpellanze, ma non ci hanno ascoltato", hanno detto i
politici. "Noi non abbiamo visto nulla e viviamo il disagio e il dramma di
chi è senza lavoro e senza soldi - hanno risposto i lavoratori -, se siamo qui
è perché la politica, soprattutto i parlamentari nuoresi, non hanno fatto nulla
per dare respiro nazionale a questa vertenza. Forse ci avrebbero rappresentato
meglio i parlamentari veneti della Lega. Noi non ce l'abbiamo con i partiti, ma
coi i politici eletti in questa provincia che non si sono curati della
Legler". Di tessere elettorali finora ne sono state raccolte più di 4500.
Nei prossimi giorni si farà il punto per intensificare la raccolta nei quindici
giorni che precedono il voto. Nel frattempo si pensa alle iniziative di lotta
da portare avanti nelle prossime settimane. Non è da escludere qualche
iniziativa clamorosa quando arriveranno in Sardegna i leader della politica.
"è l'unico modo - dicono i lavoratori - di far conoscere loro il dramma di
800 famiglie".(t.g.t.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Finanze locali.
L'amministrazione prepara la "manovrina" di primavera per far cassa
Imposta sulle aree edificabili, arriva la stangata La giunta comunale ha
deciso: l'Ici aumenterà del 4.1% in base al tasso di inflazione Per le zone
urbane A e B si dovranno pagare circa 206 euro al metro A Porto Rotondo invece
il valore è di 343 euro OLBIA. La casa come nuovo bene rifugio. Mattoni che
valgono più dell'oro, e pesano sempre di più sulle tasche delle famiglie. Dal
mutuo che dura 40 anni, debito generazionale. Al doping immobiliare di un
mercato che continua a bruciare record. Il monolocale diventa uno status
symbol. Ma l'intimità edilizia non soffoca l'entusiasmo dei nuovi aspiranti
cittadini. A minacciare il focolare domestico arrivano anche i balzelli aggiornati
al tasso di inflazione. Il Comune si traveste da massaia e spia dentro il
carrello della spesa per far crescere l'imposta più odiata dagli italiani.
L'Ici sulle aree edificabili aumenterà di oltre il 4 per cento. Ma per rendere
ancora più indigesta la stangata non si parte dalle case reali, ma da quelle
virtuali. La giunta ha deciso di far crescere l'imposta sugli immobili delle
aree fabbricabili. In altre parole si deve pagare più imposta sulla casa nei
terreni in cui la casa non c'è. Ironia della burocrazia. Ma per stabilire la
percentuale di aumento ci si è affidati al tasso di inflazione calcolato
dall'Istat. In altre parole sulla carta non si è deciso un aumento con il
ritocco dei coefficienti di calcolo. Mossa impopolare e in contrasto con il
Berlusca-pensiero. Far crescere l'Ici è un peccato mortale di cui una
giunta di centro destra non si può macchiare, si corre il rischio di essere
bollati come fan di Padoa-Schioppa, il ministro che ha un'estasi estetica
davanti alle tasse. L'amministrazione è ricorsa a una sottigliezza filosofica.
Non si aumenta l'Ici in base a un innalzamento del coefficiente di calcolo, ma
in base al tasso di inflazione. L'Istat implacabile ha segnato un più 4,1
percento. In altre parole costano di più pane, benzina e banane, in base a
questo aumento cresce anche l'imposta sulle aree fabbricabili. Consumatori
esultate. Se le tasse aumentano è colpa dei prezzi dei beni di prima necessità.
Salasso da mercato colpito da depressione globale. La delibera è passata per
ora in giunta, ma sembra scontato il via libera anche in consiglio comunale. Il
documento è accompagnata anche da una tabella del valore delle aree
fabbricabili al metro quadro, compreso il 4 percento di aumento legato alla
svalutazione. Le zone A, di rilevanza architettonica e ambientale, e quelle B,
urbane, sono quotate 206 euro al metro quadro. Per le C, di espansione, si
scende a 143 euro. Nelle frazioni il valore cresce dai 17 euro di Berchiddeddu,
ai 143 di Murta Maria e San Pantaleo, fino ai 343 euro di Porto Rotondo.
Ritoccati anche i prezzi per le aree fabbricabili dei piani di risanamento. A
Ruinadas il valore è di 114 euro al metro quadro, a Poltu Cuadu 91 euro, a
Maria Rocca, Colcò, Pasana e Isticadeddu 68 euro, a Murta Maria 114. Si sale a
171 per Pittulongu, 148 per Sa Minda Noa, 114 per San Nicola, 91 Degortes, 57
euro per Rudalza, 34 Berchiddeddu e 68 per Santa Mariedda. Valore stabilito dal
catasto, per calcolare l'Ici da pagare, ma che sono molto al di sotto del reale
valore di mercato di aree edificabili in città. L'amministrazione deve far
quadrare i conti. L'Ici è rimasta l'unica possibilità per l'amministrazione di
fare cassa. I tagli dei governi in questi anni hanno flagellato i bilanci dei
Comuni, sempre più a dieta. L'aumento dell'imposta comunale sulle aree
fabbricabili in base alla crescita del costo della vita stabilito dall'Istat è
normale per i contabili del Comune, insopportabili per i cittadini che cercano
di scollinare la terza settimana. Ma le contraddizioni continuano. Un po' come
i capi dei grandi stilisti Olbia ha un fascino magnetico e un costo
esorbitante. è seconda in Italia per capacità di attirare nuovi residenti. I
prezzi fuori mercato sembrano non fare paura alla gente che continua a cercare
di prendere casa in città.
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Palermo
La rete turistica Sicilia-Tunisia AUGUSTO CAVADI Nel 2010 il Mediterraneo
diventerà una sorta di zona di libero scambio. Evento che, come ogni passo
verso la globalizzazione, potrà arricchire proporzionatamente le popolazioni
coinvolte ma anche favorire lo strapotere dei forti sui deboli. Al di là dell'entusiasmo
di facciata, le prospettive non sono le più rosee: gli amministratori
siciliani, troppo impegnati in risse da cortile pre-elettorali, non stanno
predisponendo nessuna strategia complessiva in vista della scadenza e tutto
lascia presagire che saranno soltanto le imprese del Nord (italiano ed europeo)
ad approfittare - del tutto legalmente - dei nuovi mercati. Fedele
all'ispirazione originaria, il Cresm di Gibellina (il Centro di ricerche
economiche e sociali per lo sviluppo del Mediterraneo fondato da Lorenzo
Barbera, uno dei più creativi collaboratori di Danilo Dolci) progetta e mette
in esecuzione strategie che possano enfatizzare i vantaggi e ridurre al minimo
i risvolti negativi di questo processo attivato dall'Unione europea. "Partecipare",
rivista reperibile gratuitamente in internet (www. cresm. it) e anche su carta,
aggiorna sui progetti dell'associazione senza fini di lucro: ma almeno le
vicende di uno di questi progetti meritano d'essere segnalate. L'idea
originaria è, nella sua semplicità, geniale: sconvolgere l'assunto che debbano
essere solo gli europei a visitare da turisti l'Africa e promuovere una
corrente inversa. Più precisamente: favorire il turismo tunisino in Sicilia
alla riscoperta delle radici arabe. Ma questa è, per così dire, la seconda
fase. Per renderla possibile è opportuno, come spiega l'attuale presidente del
Cresm Alessandro La Grassa, realizzare in Tunisia interventi per attivare
processi di sviluppo sostenibile e di cooperazione solidale, attraverso il
riconoscimento delle diversità culturali, la conoscenza e il rispetto della
dimensione locale, lo studio dell'impatto sociale del turismo di massa, spesso
invasivo e distruttivo. A tale scopo è fondamentale attrezzare le popolazioni
tunisine sia dal punto di vista logistico (incrementando la disponibilità di
letti anche attraverso i bed & breakfast gestiti da famiglie) sia, ancor
più, dal punto di vista mentale: diffondendo la convinzione che "il
turismo - se turismo consapevole, responsabile e sostenibile - rappresenta il
primo strumento per far incontrare, interagire e conoscere realtà
socio-culturali diverse, in un'atmosfera gioiosa, rilassante, piena di
curiosità da un lato, e di ospitalità dall'altro". Si sono attuate le
prime iniziative nella regione di Medenine (e, in particolare, nel capoluogo
Zarzis, cittadina della costa meridionale della Tunisia, al confine con la
Libia, di fronte all'isola di Djerba), provando a costruire i primi nodi di una
rete turistica capace di interconnettere realtà produttive (olivocoltura,
pesca, artigianato) e patrimoni culturali (siti archeologici, luoghi di
rilevante bellezza naturale, tradizioni gastronomiche a rischio di estinzione).
Purtroppo le idee migliori arrivano di solito troppo presto
rispetto ai tempi della politica e della burocrazia. Alcuni operatori siciliani dicono che le strutture diplomatiche
non offrono grande aiuto. Per i turisti tunisini, in ossequio alla legge
Bossi-Fini, è poi difficile ottenere i visti. è lo spreco di un'occasione di
sviluppo economico per la Sicilia che potrebbe costituire una meta per
l'emergente ceto medio nordafricano.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alberto Krali Il
caso Malpensa offre al Nord l'opportunità di diventare classe dirigente del
Paese. Non basta protestare contro il governo di Roma, bisogna anche assumersi
responsabilità. Sono al Nord le capacità imprenditoriali. Alitalia è l'occasione.
Un azzardo, ma anche l'occasione per evitare la sudditanza verso i francesi.
Possiedono banche, sono leader nei supermercati, sono in Mediobanca e hanno le
Generali sotto scacco: con la compagnia di bandiera fanno l'en plein. Vogliamo
diventare una loro appendice? L'emancipazione dai francesi è un punto fermo, ma
il vero obiettivo del riscatto è uno e uno solo, ed è in casa: la finanza
pubblica. Ci stiamo infilando nella crisi. C'è un indice che la segnala: i Bot
italiani non si collocano sul mercato. La Ragioneria generale annuncia
"gravi criticità" tra maggio e giugno. Non ci sono soldi. Se il
debito si coniuga con una crescita quasi nulla, investire nei Bot italiani può
costituire una prova a rischio. È quello che pensa il mercato internazionale
che vede nell'Italia il malato d'Europa. La verità è che sino ad ora ci ha
salvato l'euro. Solo lo scudo della valuta europea ci ha garantiti dagli
attacchi speculativi. Il '92, quando l'Italia sfiorò il default all'Argentina,
è ancora tutto lì a rammentarcelo. Quindi la questione delle questioni è una
sola: il debito troppo elevato. Lo dice l'Ocse, la Commissione europea, il
Fondo monetario internazionale, ma soprattutto lo dice il buon senso. Del resto
gli italiani non tollererebbero di avere sulle spalle della loro famiglia il
carico del 104% di quello che guadagnano. L'abitudine alla mano larga nella
spesa pubblica ha lunga tradizione in Italia. Basti leggere Giustino Fortunato.
Sono passati 110 anni e siamo ancora lì. C'è una parte del Paese che però non
ci sta più. Finanziare a piè di lista gli sprechi e le inettitudini della
sanità calabrese, i rifiuti napoletani, i voti di scambio di molte zone del
Sud, è impensabile per il Nordest che ha una densità di impresa del 97,9 per
ogni mille abitanti, o per il Nordovest con l'88,1. Qui la gente vive in Europa
e di Europa. La concorrenza è lo strumento con cui si afferma sui mercati. Un
balzello che grava sui bilanci senza un ritorno in termini di efficienza del
sistema, senza che il Sud riveli tutte le potenzialità di cui è capace, è
percepito come dannoso per la competitività. La crisi costringe ad essere
parsimoniosi, ma al contempo può essere anche una grande opportunità. Diventare
classe dirigente per il Nord significa definire una progettualità per il Sud.
Il problema centrale italiano è evitare il drenaggio di risorse verso spese di
puro mantenimento. La piccola borghesia meridionale ha da sempre come suo primo
obiettivo il posto fisso. Sabino Cassese l'ha documentato nei suoi studi. I
governi nel corso del tempo hanno agevolato questa tendenza, perché funge da
sbocco alla disoccupazione cronica del Meridione. Il
risultato è l'elefantiaca burocrazia che si nutre del bilancio dello Stato, ma non produce
efficienza. Risparmiare vuol dire incidere su questa piaga. Il Sud ha una
vocazione turistica che sinora non ha sfruttato. La Spagna, che ha attrazioni
infinitamente inferiori, supera l'Italia per numero di turisti. Vi è un
numero di giovani nel Mezzogiorno con diplomi e lauree che è costretto a venire
al Nord o ad emigrare. Il tutto perché nessuno ha offerto loro le opportunità
per mettere in pratica quello che l'India ha fatto con Bangalore, un centro
informatico di eccellenza mondiale. La buona volontà sinora non c'è riuscita.
Non ci resta che attendere l'emergenza.
( da "Nuova Ferrara, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ribaltata la
sentenza del 2006 che aveva sollevato tanta indignazione Riavrà la pensione che
le avevano tolto La Corte dei Conti restituisce il vitalizio ad una donna ebrea
ferrarese Lili Ascoli Magrini ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia e soprattutto contro una
colossale ingiustizia. La Corte dei Conti in una recente sentenza datata 7
marzo ha fatto marcia indietro rispetto ad una sua stessa disposizione emanata
nell'ottobre 2006, che toglieva alla donna ebrea, che attualmente ha 101 anni,
il vitalizio previsto dallo Stato per le vittime delle persecuzione razziali e
le intimava addirittura la restituzione delle somme percepite in
precedenza per un importo di circa 40 mila euro. "Sono commossa e felice
per questa notizia - ha detto ieri l'anziana nella sua casa di via Mentana dopo
aver appreso che il suo ricorso alla sentenza è stata accolto - adesso posso
anche morire tranquilla visto che ho già 101 anni". La donna è ancora
lucidissima e in questi mesi ha sempre combattuto con grande dignità la sua
battaglia per riavere un vitalizio che le spettava di diritto visto che nella
sua lunga esistenza ha dovuto subire, con la sua famiglia, il periodo nero dal
1938 al 1945, quello delle leggi razziali, della seconda guerra mondiale, delle
deportazioni, dell'occupazione nazifascista. Ce ne abbastanza per rientrare in
quella fascia allargata nel 1997, rispetto al decreto Terracini del 1955, per
riconoscere agli ebrei il vitalizio statale di poco più di 400 euro mensili per
le discrimazioni subite in quegli anni terribili. Alle fine del 2006 è arrivata
invece, come una doccia scozzese, la notizia che quel vitalizio non spettava
più alla donna, perché non aveva i requisiti necessari per aver "sofferto
abbastanza" in termini descriminatori. Come se l'internamento del marito,
la deportazione della mamma poi morta ad Auschwitz, la fuga precipitosa verso
la Svizzera con i figli, dove è rimasta fino alla fine della guerra e il
ritorno a Ferrara con la casa distrutta, non fossero elementi sufficienti per
decretarne una discriminazione. La sentenza del 2006 della Corte dei Conti
scatenò un putiferio di polemiche e di indignazione non solo da parte della
comunità ebraica ferrarese, presieduta da Michele Sacerdoti, ma anche delle
autorità locali a cominciare dal sindaco Gaetano Sateriale. In questi mesi la
donna non ha ricevuto più il vitalizio, mentre prima di procedere alla beffarda
restituzione di quanto percepito in precedenza si aspettava gli esiti di un
ricorso alla sentenza. Questa volta però, anche in base ad una nuova
documentazione presentata dal legale della donna, Michele Ravenna, il collegio
della Corte dei Conti, ha riconosciuto "una serie di fattori
discriminatori e di persecuzioni, quali l'internamento in Svizzera, la
limitazione della libertà individuale, l'obbligo di residenza in appositi
campi, l'obbligo del lavoro ed altri disagi, che integrano la nozione di
violenza morale, sufficiente anche sulla base della più recente
giurisprudenza". In base a questa sentenza a Lili Ascoli Magrini dovranno
essere corrisposti tutti i vitalizi che le erano stati sospesi e naturalmente
gli interessi legali su questi arretrati. "Ringrazio di cuore tutti quanti
si sono interessati alla mia vicenda - ha dichiarato ieri Lili, dopo che era
andata ad ascoltare un po' di buona musica a casa da un giovane pianista - ed
hanno fatto in modo che i giudici prendessero una decisione diversa da quella
decisa in precedenza. Sono molto contenta, è un riconoscimento morale
importante per me". (g.p.z.).
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del DISABILI "I diritti dei più deboli una priorità per il
Pd" ROMA "In una famiglia su quattro vive una persona con una
disabilità. Per questo è un dovere occuparsi dei disabili e delle loro
famiglie: il Partito Democratico vuole assumere il tema del riconoscimento dei
diritti e delle esigenze delle persone più deboli come una delle priorità
dell'azione di governo". Lo afferma Walter Veltroni, segretario e
candidato premier del PD. "Su questi temi - prosegue - abbiamo proposte e
idee concrete. Per prima cosa bisogna sconfiggere la burocrazia: semplificando e riordinando
la normativa che riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le
procedure e gli adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini; aumentare
ed adeguare le pensioni di invalidità".
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del L'ultimo rush Pd: nuovi slogan per i giovani e gli indecisi di
Bruno Miserendino / Roma I due pullman del tour, traghetto permettendo,
sbarcano questa mattina a Palermo. Le previsioni metereologiche indicano ancora
vento e mare mosso, in linea con quelle politiche. Nel senso che da oggi la
partita elettorale entra nella fase decisiva e di solito turbolenta, e Veltroni
deve risalire il vento. La Sicilia non è data tra le regioni in bilico, perchè
il centrodestra, nonostante le diverse alleanze tra partita regionale e
competizione politica, dovrebbe vincere la sfida. Però è una terra su cui
Veltroni punta molto per riaffermare l'identità del Pd. Girerà per tre giorni
le nove province dell'isola insieme ad Anna Finocchiaro e punterà sui temi che
dovrebbero marcare la differenza nella gara con la destra: lotta alla
precarietà, aiuto alle pensioni e ai salari, proposte contro il caro-vita, burocrazia più snella, ma anche riscatto
del Sud, e quindi lotta a tutte le mafie, insieme a chi si oppone a racket e
cosche, liste pulite, costi della politica. Non a caso, prima di sbarcare a
Trapani per un pranzo con una famiglia tipo della zona (pescatori), e un
incontro con operatori della cantieristica e della pesca, Veltroni
presenterà a Roma il progetto del Pd per alzare le pensioni medio-basse. Sulla
precarietà e in generale le tematiche giovanili il leader democratico batte e
ribatte in tutta Italia, convinto che alla fine il tema farà breccia
nell'elettorato giovane, una fascia decisiva e anche molto incerta a giudicare
dai sondaggi. Non è un caso che Veltroni abbia spinto per candidare proprio in
Sicilia una precaria di un grande call center di Palermo (che sarà oggi sul
palco del capoluogo siciliano nel terzo appuntamento della giornata). E non a
caso Veltroni tornerà ad incontrare a Caltanissetta anche le associazioni
antiracket e gli imprenditori che si sono ribellati al pizzo. Ci sarà anche un
duello a distanza con Berlusconi, visto che entrambi saranno a Taormina, ma in
giorni diversi, al forum annuale di Confagricoltura. Quanto ai costi della
politica, la Sicilia, con la sua Assemblea regionale, ma non solo, è un emblema
triste: forse il tema può interessare, sperano al Pd. Il fatto che la partita
siciliana sia difficile, non impedirà a Veltroni, assicurano, di giocarla in
attacco. Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della regione, sta facendo
una campagna elettorale classica, zeppa di incontri con categorie e di
manifestazioni, al contrario del suo antagonista Lombardo che si limita a
qualche intervista televisiva senza farsi vedere in giro. Nei sondaggi la
Finocchiaro è in salita. Può darsi che nell'isola dove il figlio di Totò Riina
gira libero acquistando cannoli, e dove dei mafiosi escono perchè un magistrato
non ha scritto in tempo la motivazione di una sentenza, il verdetto elettorale
sia già scritto. Però Veltroni è convinto di una cosa: alla fine dovrà
risultare chiaro chi è la novità e chi vuole per la Sicilia un film già visto,
"molto vecchio e anche molto brutto". Del resto, anche sul piano
generale, il rush finale si gioca su due piani paralleli: il primo riguarda la
conquista degli indecisi, soprattutto giovani, pensionati e fasce deboli, il
secondo riguarda l'identità politica dei due partiti maggiori. Veltroni insisterà
su precari, pensioni e salari, ma ricordando che i progetti del Pd, compreso
l'abbassamento delle tasse, prevedono adeguate coperture, mentre dall'altra
parte, conti alla mano, ce ne sono di meno. Di questo parlerà anche alla
conferenza operaia di Brescia, il 29 marzo. Soprattutto Veltroni insisterà
sulla novità del progetto del Pd: insistenza inversamente proporzionale a
quella degli avversari, che vogliono inchiodarlo all'eredità del governo Prodi.
"Noi - ribadisce a ogni occasione - abbiamo un progetto riformista, loro
sono la riproposizione peggiorata del film di 14 anni fa". Da allora, dice
Veltroni, "si sono spostati molto più a destra", visto che non sono
più alleati con i moderati dell'Udc. Le liste del Pdl, dalla Mussolini a Ciarrapico,
confermano. Anche un sondaggio dell'Swg dimostra che la maggioranza degli
elettori di Berlusconi, Fini e Bossi preferisce un accordo con la Santachè,
piuttosto che con Casini. Punti interrogativi. Il primo è quanto pesa lo
sbilanciamento dell'informazione televisiva a favore del Pdl. "Conta
moltissimo", dicono al Pd, "e cosa ancor più grave lo sbilanciamento
è considerato un dato di natura immutabile". "Risponderemo con le
nostre armi: mobilitazione del popolo delle primarie col D-Day del 30 marzo,
nuovi slogan (quello della "quarta settimana" e il caro vita) per
raggiungere indecisi e fasce deboli". I big si mobiliteranno nelle regioni
in bilico dove Veltroni non potrà tornare. Si spera anche che qualcuno, leggi
radicali e Di Pietro, si impegni di più e polemizzi di meno. Il secondo
elemento è se ci sarà mai un duello televisivo tra i due maggiori candidati. È
ovvio che non si farà finchè Berlusconi si riterrà in vantaggio. La terza
incognita è quanto peserà il caso Alitalia. Al nord, temono al Pd, la cordata
berlusconiana, vera o finta, qualche voto lo porterà. Però l'esperienza insegna
che nelle ultime due-tre settimane può cambiare tutto.
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Belle storie e belle facce dell'Italia di ieri di Oreste Pivetta
M aestri e infedeli, di cui l'Unità ha già anticipato alcune pagine, è un libro
molto bello che restituisce alcune tra le interviste che un giornalista e
scrittore,tra i più bravi, Corrado Stajano, ha raccolto nel corso del suo
lavoro (con molte fote di Paola Agosti e Giovanna Borgese). Ritratti del
Novecento è il sottotitolo e "ritratti" è in fondo termine più
preciso, più corretto, da considerarsi quasi una presa di distanza rispetto al
modello di intervista come la si legge e la si consuma oggi sui nostri
quotidiani, quel botta e risposta (per lo più sbrigativamente telefonico) che
lascia un po' di spazio all'interrogato e niente all'intervistatore, non tanto
alla contestazione di questa o quella considerazione quanto all'osservazione
degli atteggiamenti, dei toni, dello stile, dei tic, di un ambiente, che pure
aiuterebbe alla comprensione di un personaggio, al "ritratto".
L'intervista d'oggi è una "voce" senza sfondo, senza profondità: poco
importa delle "figure", di una concretezza fatta di corpo e di gesti,
che pure dovrebbero aiutare a comprendere umanità e personalità. A spiegare il
senso e il tono dei "ritratti" basterebbe il primo, quello che
compare ad apertura del volume, un'intervista a Carlo Emilio Gadda, che risale
al 1968 (ci sarebbe dunque un anniversario tondo da festeggiare). Stajano
incontra Gadda che gli racconta della Grande Guerra, del Monte Nero, del Piave,
degli alpini, della sua prigionia, della morte del fratello aviatore
"senza nascondere la pena". "Ma è puntiglioso nella
memoria", aggiunge subito a marcare la religione del rigore nel Gran
Lombardo. Che gli si presenta vestito di blu, faccia stanca, ancora più
pallido, "alto, massiccio, un po' curvo", impacciato tra i suoi
libri: "Mentre parla ha di continuo l'aria di chiedere scusa, qualche
volta si scusa sul serio, timoroso di fare al prossimo quei torti di cui probabilmente
è spesso vittima, o teme di esserlo, per la sua acuta sensibilità, la sua
timidezza e la sua ansia di fronte alle cose...". Sono poche righe (ce ne
sarebbero altre) che potrebbero aggiungersi a qualsiasi antologia critica
gaddiana, indispensabili a chi ad esempio non ha avuto la fortuna di
"vedere" lo scrittore dell'Adalgisa, per correggere sensazioni di
durezza, per afferrare qualche filo della sua ricerca. I ritratti di Stajano
sono sessanta: da Carlo Emilio Gadda si risale quasi ai giorni nostri,
dall'antifascismo alle soglie del terzo millennio, senza avvicinarsi troppo al
presente. È un'Italia di ieri quella che ci presenta Stajano, un paesaggio
probabilmente irripetibile. L'ultimo incontro è con Claudio Magris e siamo al
gennaio 1999. Tra Gadda e Magris s'incontrano politici, artisti, scrittori,
poeti, scienziati, letterati, registi cinematografici, musicisti, religiosi,
persino un banchiere e poi alcune persone per così dire "comuni",
sventurate nella loro notorietà, ma forti, coraggiose, dignitose davanti alle
loro sventure. "Maestri" e "infedeli" per quei segni di
rottura, di anticonformismo, di originalità intellettuale che è nelle loro
parole, nelle loro opere. Se ne dovrebbe citare qualcuno: Bassani, subito dopo
Gadda, Bachelet, Mattioli, Nuto Revelli, Franco Antonicelli, Mario Soldati,
Umberto Terracini, Franco Fortini, Galante Garrone, Anna Maria Ortese, Cesare
Garboli, Bilenchi, Dionisotti, David Maria Turoldo, "che ha una voce
reboante, smisurata come i piedi e le mani", Camillo de Piaz, Norberto
Bobbio. Riccardo Lombardi, il socialista "alto, asciutto, pieno di
vitalità e simpatia", ricorda il suo 25 Aprile a Milano, in Arcivescovado,
con il cardinale Schuster, con il generale Cadorna, con l'avvocato Marazza e
con Mussolini, presente per la resa: "Mussolini era disfatto, molto
pallido, di un colore malaticcio. Grasso, in disordine, con un'aria rassegnata:
ricordo che sull'uniforme aveva una macchia di caffé...". A proposito di
Nuto Revelli vale l'immagine di uomo forte, coraggioso, costretto a dire con
rabbia: "Guardi, la delusione più grossa della mia vita è che dopo la
guerra e dopo la guerra partigiana, soprattutto, le cose non siano cambiate
molto, che viviamo in una società sbagliata, che le lezioni tremende subite in
quegli anni siano servite a poco e niente...". Di Mattioli, il banchiere
umanista della Comit, vorrei citare un breve passaggio, d'attualità: "Come
giudica la classe dirigente d'oggi? Mattioli ha un moto d'impazienza, prende a
fischiettare come quando è di malumore e i suoi collaboratori intuiscono aria
di temporale. Poi, di contrasto inizia a parlare sottovoce, con l'atteggiamento
di un attore in disarmo: "Spesso è gente che non sa di che cosa
parla..."". Gherardo Colombo, il magistrato, immagina la corruzione
come una piramide infinita: "Chi regge la cosa pubblica, a qualsiasi
livello di responsabilità, deve convincersi che in quel modo devastante non si
può andare avanti...". Si illude il magistrato rispondendo alla domanda se
da Milano di Tangentopoli può uscire una possibilità di riscatto: "Penso
proprio di sì e lo dico come cittadino. Sono certo che questo è il momento
buono. Purchè si cambino metodi, misure, parametri. Non ci vuole neppure
tanto". Tra maestri e infedeli persone note per sventura sono Licia
Pinelli e Rachele Torri. "Quella notte di dicembre", ricorda Stajano.
"Io cerco di non pensarci, però ci sono dei giorni particolari in cui il
cervello e il cuore non si distolgono di là...", ricorda la vedova
dell'anarchico Pino Pinelli. Licia Pinelli che "non piange - come scriveva
una compagna di lavoro di Stajano, Camilla Cederna - ed è per questo che fa più
impressione: è lì tutta dritta nella sua vestaglietta rosa dal collettino
ricamato, con un bel viso grigio di pallore e gli occhi intenti che han sotto
un alone scuro". Che "parla piano per non svegliare le
bambine...". In una casa popolare di via Preneste, verso San Siro, dove
era salito anche lui, Corrado Stajano, cronista ancora che consumava "le
suole delle scarpe". Come descrive Camilla Cederna: "Corrado Stajano
e Giampaolo Pansa... hanno la faccia e i modi di questi giorni, gesti
frettolosi, rabbia e dolore negli occhi...". Viene in mente una frase di
un altro maestro, Ryszard Kapuscinski: "Il cinico non è adatto a questo
mestiere" (è diventato il titolo di un piccolo libro, vademecum prezioso
per aspiranti giornalisti). Rachele Torri era la zia di Pietro Valpreda, una
donna semplice, modesta, sola di fronte all'oscurità di piazza Fontana, alle
accuse tremende contro il nipote, di fronte alla giustizia e all'ingiustizia,
ai giudici, agli avvocati, ai poliziotti. "Lei ha conosciuto tanti
giudici?" le chiede Stajano. "Oeu! per l'amor di Dio, una quantità
infinita!". Nelle due righe d'esordio c'è tutto di un
paese afflitto non solo dalle tragedie ma anche dall'immane burocrazia delle tragedie, da una
giustizia tradotta nell'enfasi del formalismo per tradire la giustizia, un
paese che a sua volta affligge di quest'altra macchinosa pena il cittadino in
solitudine, di giudici che affliggono inermi cittadini come Rachele Torri.
Anche in questo modo: "Come vestiva suo nipote?", "Aveva una
maglia beige", "Non conosco la parola beige", "Caffelatte
un po' chiaro che deriva dal marrone...". Pochi anni prima Stajano aveva
intervistato Leonardo Sciascia, che aveva appena pubblicato il Contesto, la
zona grigia che annichilisce responsabilità e moralità. Nei sessanta ritratti
corre il filo di una storia italiana, un filo che riallaccia numerose altre
tracce disposte nel tempo da Corrado Stajano, cogliendo le "stazioni"
del nostro dopoguerra: lo scempio del Sud, la criminalità organizzata, la
rivolta, la corruzione, la sconfitta dei "resistenti", la P2, le
stragi di Stato, le menzogne di Stato, l'immoralità del potere. Sono titoli da
ricordare: da Africo al Sovversivo, dal Disordine a Un eroe borghese, agli
ultimi, Patrie smarrite e I cavalli di Caligola. Una rappresentazione dei mali
del paese e di alcune occasioni per risollevarsi, tradite, perdute, come era
stata la lotta di Liberazione nel rimpianto di Nuto Revelli. Senza illudersi e
illudere che il futuro possa essere migliore. Cesare Segre, in una recensione
d'anni fa (a proposito del Disordine) scrisse che "Stajano, oltre che
grande giornalista, è scrittore, e i critici dovrebbero decidersi a tenerne
conto, superando la superstizione dei generi letterari". Viene da
aggiungere, per rispondere a chi lamenta la povertà della storia italiana nella
narrativa italiana, che ci possiamo sempre rivolgere a pagine come queste,
soprattutto come queste, scartando la comodità delle classificazioni. RITRATTI
Un grande giornalista, Corrado Stajano, ci restituisce attraverso sessanta
personaggi da lui intervistati la storia, irripetibile, del nostro paese,
dall'antifascismo alle soglie del terzo millennio.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Italiana
Pagina 110 Ferrara. L'assegno le era stato ritirato nel
( da "Unita, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del INVESTIMENTI ESTERI: BANCHE UNICA VOCE A FAVORE Burocrazia lenta, carenza delle infrastrutture, mancanza di
regole certe, talvolta anche malaffare e corruzione. Sono le cause principali
del ritardo accumulato dall'Italia nelle classifiche europee relative agli
investimenti esteri. Unica eccezione, il sistema bancario che, dati Abi alla
mano, ha visto tra il 1995 e i primi mesi del 2007 crescere la quota di mercato
degli intermediari esteri dal 5,2% a quasi il 20%.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1025 Passato e presente. Fu il più giovane primo cittadino: "Io e
Ferrara pietre dello scandalo" Attico con vista (da sindaco) per Dal
Cortivo Passato e presente.. Fu il più giovane primo cittadino: "Io e
Ferrara pietre dello scandalo" Rampante della politica cagliaritana, ora
osserva la città da Castello --> Rampante della politica cagliaritana, ora
osserva la città da Castello I casotti del Poetto e le
villette di Marina Piccola: "Per colpa della burocrazia l'intervento fu lasciato a metà". di Marcello Cocco Peccato
che quel minuscolo ma elegante attico in Castello sia stato ultimato solo
recentemente. Con quella finestra affacciata su via Santa Croce che mostra il
panorama della città, sarebbe l'appartamento ideale per un sindaco. Quel
ruolo che il suo proprietario, Roberto Dal Cortivo, ha ricoperto diciotto anni
fa. Adesso, invece, l'ex uomo nuovo del Partito Socialista cagliaritano ha
abbandonato la politica attiva ("Ma mi sento sempre impegnato",
puntualizza). E ha finito con il privilegiare un altra parte dell'appartamento:
quel tavolino dove fanno bella mostra di sé due libri, La serenità interiore di
Plutarco e Chi crede non è solo di Benedetto XVI. Dall'azione alla meditazione,
all'osservazione: un bel salto per chi sembrava destinato a lasciare un segno
indelebile nella storia cittadina. LA NOTORIETÀ In realtà, un segno è,
comunque, riuscito a lasciarlo: per tutti è l'uomo che, nel
( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Cara burocrazia, quanto mi costi" Permessi, la convenzione ministero-Poste
ha aumentato spese e attese per gli immigrati Fino a 600 euro, tra documenti,
marche da bollo e fotocopie. "La soluzione? I Comuni" Semplificare e
digitalizzare le procedure amministrative di rilascio e rinnovo dei permessi e
delle carte di soggiorno, per ridurre i tempi di consegna e migliorare
la qualità dei servizi per gli stranieri: i nobili intenti della convenzione
triennale, stipulata tra ministero dell'Interno e Poste Italiane il 30 gennaio
2006, con l'adesione dell'Anci e degli istituti di patronato, nella realtà sono
neve al sole. La nuova procedura per mezzo dei kit reperibili in uffici
postali, patronati e Comuni abilitati, esecutiva dall'11 dicembre
( da "Azione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Voucher tra i filari VOUCHER TRA I FILARI Novità in vista per la prossima
vendemmia. Il ministero del Lavoro ha annunciato il via libera alla
sperimentazione dei cosiddetti "voucher vendemmia", nati per
combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e
dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e
pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte
avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove
opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli, senza per
questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo, e garantendo al contempo
ai lavoratori occasionali tutele assicurative e previdenziali, evitando la
piaga del lavoro nero. Il meccanismo prevede che chi è interessato a
partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della
propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice
di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un
blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro
effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,50 euro al netto,
ossia questo va in tasca a chi lavora), comprensivo del costo
dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati
potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei
soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. Al contempo il
sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a
carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale.
Ora lo strumento per essere in regola senza tante burocrazie c'è: resta la
tentazione di far finta di niente, e stabilire una cifra a metà, a vantaggio di
vignaiolo e di vendemmiatore. Ma a svantaggio dello Stato. AT.
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Colf e
badanti diventa regolare solo una su cento Immigrati, la lotteria dei permessi
Decreto flussi: appena 6.600 i nulla osta arrivati ai datori di lavoro, le
domande erano oltre 700mila VLADIMIRO POLCHI ROMA - "Volevo solo assumere
una colf". La frase, come un mantra, viene
ossessivamente ripetuta da chi combatte con la "burocrazia dei permessi". Volete mettere in regola un lavoratore
extracomunitario? Attenti, solo uno su cinque ce la farà, dopo una lunga corsa
a ostacoli, tra cavilli burocratici e difficili connessioni Internet. In regime
di Bossi-Fini, l'unica chance per uscire dall'illegalità si chiama infatti
decreto flussi. è un sistema di porte girevoli: si esce clandestini, si
rientra regolari. L'esercito degli invisibili la chiama "lotteria dei
permessi": presenti domanda d'assunzione, rientri nelle quote, passi il
confine e torni in Italia con i documenti in regola. Estrarre il biglietto
fortunato non è però facile: finora, meno dell'1% dei partecipanti ha vinto uno
dei 170mila posti messi in palio dal decreto 2007. Per tutti gli altri, colf e
badanti, si riapriranno le porte del lavoro sommerso nelle case degli italiani.
Col decreto flussi, l'Italia fissa ogni anno il tetto massimo (le "quote")
di cittadini extracomunitari, che possono entrare nel Paese per motivi di
lavoro subordinato o autonomo. Questo solo sulla carta, però. In verità i
flussi rappresentano da anni l'unica chance per mettere in regola chi già si
trova in Italia. L'anno scorso il decreto si è fatto attendere a lungo
(pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 novembre 2007), tutta colpa dei lavori
di smaltimento delle pratiche dei due decreti 2006: 470mila ingressi, che hanno
tenuto occupati gli uffici competenti per oltre 18 mesi. Col 2007 è arrivata la
"rivoluzione informatica": per la prima volta le domande d'assunzione
potevano essere inviate solo via Internet. Addio, dunque, alle interminabili
file notturne davanti alle poste, ereditate dal governo Berlusconi. Tre erano le
date per partecipare alla lotteria delle quote, i cosiddetti "clic
day" (divisi per categorie di lavoratori): 15, 18 e 21 dicembre 2007. Gli
immigrati ammessi? Solo 170mila. Le domande pervenute? Più di 711mila, di cui
400mila per lavoro domestico (colf e badanti). Oltre mezzo milione di pratiche,
dunque, andranno al macero. Il 17 marzo scorso, il Viminale ha fotografato lo
stato dei lavori: 83mila le domande esaminate dalle questure con esito
positivo, tremila quelle respinte; 19.500 i pareri positivi delle Direzioni
provinciali del lavoro, 7.100 i negativi. In tutto, sono solo 6.600 i nulla
osta all'assunzione arrivati finalmente nelle mani dei datori di lavoro (277
pratiche sono invece state chiuse per volontà degli stessi richiedenti).
Tradotto, meno dell'1% di quanti hanno provato ad assumere (o meglio, a mettere
in regola) un lavoratore extracomunitario, hanno finora avuto successo. Unica
eccezione Bolzano, dove il 70% dei nulla osta è già stato consegnato. In tanti
resteranno dunque a bocca asciutta, tra datori di lavoro e immigrati, tanto che
Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di emanare un nuovo decreto flussi in tempi
brevissimi. Non è tutto. Tra le 711mila domande d'assunzione del 2007, si
nascondono anche i tentativi dei migranti di portare in Italia i parenti più
stretti. Se infatti regolarizzare un extracomunitario si rivela un'impresa
titanica, fargli ottenere il "ricongiungimento familiare" (85mila
domande nel 2007) è una missione quasi impossibile. E così si ricorre alla
lotteria dei flussi. Ma questa è un'altra storia.
( da "Repubblica, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
Un regista romano racconta un calvario di attese e domande respinte "Due
anni di file e burocrazia per assumere il mio
filippino" "Ore e ore passate a studiare le istruzioni sul sito del
Viminale, a volte contraddittorie o cavillose" ROMA - "è assurdo: uno
decide di pagare tasse e contributi e trova tutte le porte chiuse". Andrea
B. è un giovane
regista televisivo romano. Da anni combatte coi decreti flussi. "La mia
via crucis è cominciata con quello del 2006. Il 14 marzo di quell'anno -
racconta - ho presentato domanda per mettere in regola il mio collaboratore
domestico filippino: c'è voluta una interminabile fila notturna davanti alle
poste di Vitinia. Poi, per mesi, non abbiamo ricevuto alcuna informazione. A
settembre 2007 ho chiesto alla questura e mi hanno risposto che il mio reddito
era insufficiente e dovevo spedire un nuovo modello Unico. L'ho fatto, ma
inutilmente. Il 19 febbraio
( da "Messaggero, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MICAELA URBANO
ROMA "Tra delitti, processi, spazzatura, terrorismo, lo spauracchio della
recessione, è difficile sorridere. Proprio per questo l'Italia ha voglia di
leggerezza: noi faremo di tutto per offrirgliela. La nostra linea editoriale
non punta solo su fiction d'impegno civile - zoccolo duro delle scorse stagioni
- ma scommette, soprattutto, su storie d'amore, action, commedia,
intrattenimento puro, thriller". Giancarlo Scheri, manager di professione
e cinefilo per vocazione, per sei anni alla direzione di Retequattro e dalla
scorsa estate alla guida della fiction Mediaset, parla della politica intrapresa
per rendere più forte la fiction "rispondendo alla domanda del
pubblico". In primis, il direttore ribadisce la diversità fra cinema e tv,
"che non sta certo nella tecnica, ma nei linguaggi". Quindi anticipa:
"Senza togliere nulla la qualità, accorceremo i tempi di produzione. La burocrazia
è dannosa per un'industria già in marcia, che vuol diventare sempre più
concorrenziale". E così, nel cantiere Mediaset sono iniziate le riprese di
sequel di successo, film pilota per testare il gusto degli spettatori, nuove
serie e miniserie che approderanno su Canale 5 nel 2009 ("stiamo
progettando anche prodotti adatti a Italia 1 e Retequattro"). I
lavori in corso procedono rigorosamente divisi in generi, "quei generi che
sono riusciti a salvare la vita anche al cinema". La commedia familiare:
oltre a I Cesaroni 3, che partirà il 14 aprile, tra Roma e Milano sono iniziate
le riprese di Amiche mie che, con Elena Sofia Ricci, Cecilia Dazzi e Luisa
Ranieri, è la risposta italiana alle americane Desperate Housewives. Partito
anche Los hombres de Paco, storia di tre cialtroni di poliziotti che si
ritrovano alle prese con un neonato, tratta da un format spagnolo, come Un
medico in famiglia e I Cesaroni. Che sia una tendenza? "Altro che moda:
gli spagnoli sono avanti a noi e più creativi di noi", dice Scheri.
Romantici e dintorni: chi non ha sospirato e sognato con Pretty woman, o
versato lacrime su Ghost? Tra poco una ventata di passione soffierà sul serial.
E con una supervisione coi fiocchi: quella di Gabriele Muccino. L'avventura è
l'avventura: c'erano una volta, in America, Starsky & Hutch. Ci saranno tra
poco, a cavallo di potenti motociclette, due poliziotti, simili a loro, ma
molto molto italiani: Claudio Bisio & Alessandro Gassmann. Servizi Segreti:
Raoul Bova è il protagonista di Intelligence, prossimo prodotto di Taodue, con
la regia di Alexis Sweet. Action per action: torneranno i Ris. Nonostante il
risultato Auditel della quarta serie non sia stato smagliante. Ma nemmeno un
flop secondo Scheri: "E' stato seguito dal pubblico giovane, e noi di quel
pubblico abbiamo bisogno per gli inserzionisti pubblicitari...". In
preparazione anche altre due storie di denuncia e azione, ancora in via di
definizione, sempre made in Taodue. Brillanti, come Vanzina: Piper si moltiplica
per sei e diventa una serie, con Anna Falchi. E arriva anche una saga sui Vip,
con Valeria Marini vamp. Sabrina si spoglia a mezzanotte: la Ferilli sta per
finire le riprese di una fiction scritta per lei. Si tratta di Anna e i cinque,
storia di una baby sitter che al calar del sole di trasforma in una
spogliarellista per sbarcare il lunario. La regia è di Monica Vullo. Janus
Factory: dopo successi, come il sorridente Caterina e le sue sue figlie, o
altre eroine, prigioniere dietro le sbarre ma soprattutto ferite nel cuore,
tormentate e sventurate come quelle di Catene, la Janus presenta il mélo in
costume Il sangue e la rosa, passione, morte, sudore e polvere nell'Ottocento
della Roma papalina, con Gabriel Garko. Quindi, la seconda serie de L'onore e
il rispetto (sempre con Garko, morto nella prima serie, ma resuscitato, come
nei migliori feuilletton). E ancora, due progetti in via di definizione. Morire
di paura: torna il thriller. Tornano quei bei noir inventati di sana pianta,
senza alcuna pretesa di denuncia, che a colpi di suspence e di brividi,
riescono a farti dimenticare il quotidiano. "Senza scomodare Dario
Argento, nel cinema degli Anni Settanta e Ottanta, c'erano bravi artigiani come
i Bava e i Fulci. Adesso tocca a noi riportare in vita quel genere",
spiega il direttore, convinto soprattutto dal successo di Io confesso (sempre
della Janus). I titoli? Top mistery. Metti un Abatantuono a cena: fatto fuori
il delizioso Giudice Mastrangelo, ma non chi lo ha interpretato. Scheri vuole
che l'attore torni in squadra. E con una storia tagliata per lui su misura,
insomma extra- large.
( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-25 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE "Eliminiamole tutte Per fare le stesse cose bastano i
municipi" Il giurista (ex ds) Barbera va oltre Veltroni "Lo so di non
essere in linea con Veltroni: ma sono e resto per l'eliminazione di tutte le
province, non solo a Bologna e nelle altre aree metropolitane". Il
costituzionalista Augusto Barbera, tra i membri dell'assemblea costituente del
Pd, è una voce fuori dal coro (all'interno del Pd) in fatto di sopravvivenza
delle Province: "Dalla nascita delle Regioni non ha senso che esistano
". Professore, il futuro di Palazzo Malvezzi sembra ormai segnato, a
prescindere da chi vinca le elezioni. Il programma del Pd, però, salverà le
Province in gran parte dell'Italia. è d'accordo? "Ho avuto la possibilità
di dare il mio contributo al programma del Pd, che è davvero in grado di
innovare il Paese. Ma sulle Province la penso diversamente: sono da sempre
favorevole alla loro eliminazione. So che la mia posizione non è quella di
Veltroni, ma è un'idea che sostengo dalla nascita delle Regioni. Già La Malfa e
Berlinguer erano per la loro abolizione, ma non si è fatto niente per decenni.
Sui programmi dei partiti bisogna comunque fare attenzione: Berlusconi parla di
abolizione, ma Bossi, per ragioni elettorali, si è già detto contrario".
Ma perché tanto accanimento contro le Province? "Per
carità: hanno gruppi dirigenti e una burocrazia di valore, ma rivestono funzioni che potrebbero essere svolte da
Comuni e Regioni. Pensiamo a Bologna. Palazzo Malvezzi si occupa delle scuole
medie superiori: non se ne potrebbe occupare direttamente il Comune? Per la
gestione delle strade basterebbe un'agenzia regionale. E poi ci sono
enti di secondo grado, come le unioni dei Comuni, che devono essere
valorizzati". Il Pd punta a sostituire la Provincia con la città
metropolitana. Non si rischia semplicemente di cambiare nome, ma non diminuire
le spese? "La città metropolitana non sarebbe un semplice doppione: è
chiaro che non si licenzierebbero tutti i dipendenti, ma la riorganizzazione
delle competenze garantirebbe dei risparmi. Ormai non c'è soluzione di
continuità tra Bologna e i Comuni della cintura: non si può pretendere di
affrontare i problemi del capoluogo, come il traffico, senza guardare tutto il
territorio". Ma perché, dopo quasi vent'anni di dibattito, non si è ancora
arrivati a costituirla? "Le difficoltà decisionali del sistema politico
italiano sono note: troppi veti reciproci, troppi organi chiamati a decidere. E
alla fine, spesso, non se ne fa nulla. Ma di mezzo c'è anche un problema
politico specifico. La giunta Guazzaloca, di città metropolitana, non ne ha
voluto sentir parlare: perché dalla sua nascita, grazie ai comuni della
cintura, la sinistra ne sarebbe uscita rafforzata". F. Ro.
Costituzionalista Il professor Augusto Barbera.
( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-25 num: - pag: 9 categoria: BREVI
Dalla tua parte di Gaia Giorgetti L'INCIDENTE DI LOS ROQUES SARA' DAVVERO UNA
DISGRAZIA? I l tragico mistero di Los Roques rimane
irrisolto anche se la burocrazia (o forse proprio per questo) ha messo il sigillo alla pratica.
Quattordici persone sono scomparse a bordo di un aereo in fondo all'oceano e
solo di una di esse è stato recuperato il cadavere, quello del secondo pilota.
Di Rita Calanni Rendina e Annalisa Montanari, le due amiche bolognesi che
viaggiavano su quel velivolo, è rimasta la foto sui giornali, oltre che
il ricordo di chi voleva loro bene. è stata una disgrazia, hanno certificato le
autorità venezuelane. è la verità? Francesca F. Gentile signora Francesca, Che
in quella tragedia siano scomparsi, sui quattordici passeggeri del velivolo
Transaven, ben otto italiani è un dato che avrebbe dovuto indurre il nostro
Paese a partecipare più attivamente alle indagini in Venezuela. Ho
l'impressione che l'intera vicenda abbia coinvolto più le diplomazie che gli
investigatori: è stato per caso inviato qualcuno dall'Italia ad affiancare i
detective di Caracas? Siccome è un giallo, può darsi che i particolari non
siano noti e che quindi la mia sia solo una domanda retorica. Ma, a quanto ne
sappiamo, non è accaduto. Se ho ben compreso dalle cronache dei giornali, mi
sembra che dall'Italia ci siamo limitati ad accogliere la versione ufficiale
del governo Venezuelano. L'aereo si è inabissato il 4 gennaio al largo dell'arcipelago
di Los Roques. Nulla è stato ritrovato, tranne il corpo del copilota. Nessuna
registrazione, nessuna traccia, nessun relitto e, a quanto pare, si fa fatica
anche a farsi dare copia dell'assicurazione dell'aereo. Non è un po' troppo
poco per dichiarare chiuso un caso? Non sono passati neppure tre mesi, e ci
arrendiamo anche se in ballo ci sono otto dispersi italiani? Capisco che questo
governo è in zona Cesarini, ma la Farnesina resta tale, anche se un ministro
sta facendo i bagagli. è l'Italia, la nostra immagine e la nostra dignità che
si mette alla prova nella relazioni con un altro Paese. Non ci si può
accontentare di verità ufficiali che non soddisfano soprattutto familiari e
legali delle vittime. Dubito che se Paesi quali Francia o Usa, avessero avuto
parte in causa in questa tragedia si sarebbero accontentati di indagini
frettolose. Eppure, il nostro ministero degli Esteri si è dato molto da fare in
altre occasioni, per esempio per Silvia Baraldini.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-25 - pag: 33 autore: NOTIZIE In breve
"GAZZETTA UFFICIALE" Aumentati del 2,45% i canoni demaniali Il
ministero dei Trasporti ha aggiornato, innalzandole del 2,45%, le misure
unitarie dei canoni per le concessioni demaniali marittime. Il decreto,
pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 70 del 22 marzo, è datato 27
novembre 2007. La misura minima del canone, prevista dal decreto del 19 luglio
1989, è stata aumentata da 314,96 euro a 322,99 euro, condecorrenza 1Úgennaio
2008. LEGGI RAZZIALI Centenaria ferrarese riottiene il
vitalizio A 101 anni vince la sua battaglia con la burocrazia e riottiene il vitalizio quale vittima della Shoah. Lili Ascoli
Magrini, che ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso, si era vista infatti
togliere l'indenizzo riconosciuto alle vittime di persecuzioni razziali nel
2006 da una sentenza della Corte dei conti. La donna era stata anche
condannata a restituire quanto percepito in questi anni, circa 40mila euro. La
Corte dei conti (sentenza numero 122 pubblicata il 7 marzo scorso) ha fatto
marcia indietro, ripristinando il beneficio. A determinare la nuova decisione,
alcuni documenti, presentati già allora dalla donna ma che non erano stati
valutati. Atti che comprovano (come ha sottolineato la prima sezione d'appello
dell'organo di giustizia contabile) l'internamento cui la stessa Ascoli Magrini
fu sottoposta dal marzo del 1944 all'aprile
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-03-25 - pag: 30 autore: LIBRI & STUDI
"Così ho vinto la sfida cinese" "M anaging the dragon" è un
libro autobiografico: la storia di un businessman occidentale, Jack Perkowski,
che scelse la via della seta tra i primi, negli anni '90, e installò in Cina
un'azienda di successo. Asimco Technologies, la sua creatura, è infatti oggi
una delle realtà più rampanti nel settore automobilistico cinese. Passo dopo passo, nel libro sono raccolte tutte le ricette del
suo successo, dalla scelta del management ai rapporti con la burocrazia. Managing the dragon J.
Perkowski Crown Business ed. Pag. 336 27, 50$ l'articolo prosegue in altra
pagina.
( da "Corriere della Sera" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-25 num: - pag: 1 autore: di
GIUSEPPE PULLARA categoria: REDAZIONALE COMPETENZE LE POTATURE E I DISSERVIZI
DEL COMUNE N el quartiere Prati si sta procedendo alla potatura degli alberi
che ornano le maggiori strade. L'ufficio comunale competente ha aspettato che
gli arbusti mettessero le gemme, che ne sbocciassero i fiori, che si formassero
le prime tenere foglie. Dopodiché ha dato il via al taglio dei rami. Proprio il
contrario di quanto si fa in campagna, dove non ci sono quei mattacchioni degli
agronomi del Comune. La potatura, lo sanno tutti, si fa infatti a natura ferma,
non "rinascente". Quest'anno lo sviluppo degli alberi sarà
pesantemente compromesso. Si tratta di un esempio di come si muovono spesso gli
uffici capitolini. Laddove una strada appare in perfette condizioni, ecco che
il manto d'asfalto viene inspiegabilmente sostituito mentre quando è percorsa
da buche e avvallamenti nulla accade. E i vigili urbani? è l'utilitaria,
parcheggiata in perfetto ordine su un divieto di sosta che non fa male a
nessuno, ad essere colpita: ma i mastodontici Suv neri messi di traverso sulle
strisce spesso restano immuni da ammende. Che dire dei semafori che mancano
dove servono e funzionano dove potrebbero non esserci? E di fogne e tombini
stradali che vengono (raramente) puliti nella bella stagione mentre restano
intasati al cadere delle foglie e nel piovoso inverno? L'altro giorno
un'autobotte municipale ha innaffiato dopo mesi d'astinenza i fragili alberelli
impiantati l'anno scorso: una provocazione a Giove Pluvio. L'ottusità della burocrazia è nota, meno nota è la propensione degli ottusi a farsi scudo
della burocrazia stessa per
agire. E allora sarebbe il caso che tra gli impegni dei candidati sindaco ci
fosse la creazione di un assessorato alla Logica, incaricato di rendere
comprensibile e coerente l'azione dei vari dipartimenti. E magari di
dare loro qualche suggerimento su come organizzare i servizi che spesso sono
carenti non tanto per la famosa "mancanza di risorse" quanto per
semplice dis-organizzazione.
( da "Tempo, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Flavia
Buccilli è polemica per le ... Flavia Buccilli è polemica per le nuove
disposizioni comunitarie che tutelano il tonno rosso. Questa specie non può
essere pescata se gli esemplari pesano meno di 30 chili o sono lunghi meno di
115 centimetri: e per chi non rispetta la legge si prevedono sanzioni e
denunce. In città i primi provvedimenti di sequestro sono già scattati, ad
opera della Capitaneria di porto, ed è subito insorto Arnaldo Camplone, il
primo pescatore di tonni in Adriatico, che ha passato una vita in mare e ora ha
passato le consegne al figlio Mario. In 52 anni di attività Camplone ne ha
viste di tutti i colori, e mai si sarebbe aspettato simili restrizioni: "Norme
troppo severe: e se si va avanti così - dice - rischiamo di non pescare più.
Nel momento in cui ci si trova in mare di fronte ad un branco di tonni è
impossibile guardarli tutti e capire da lontano quanto misurino i singoli
pesci. Prima di tirarli su non si può sapere se ogni tonno pesa più di 30 chili
o se è più lungo di
( da "Liberazione" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intervento
dell'attivista e candidato della Sinistra arcobaleno dopo le
"contestazioni" Veneto, ciò che veramente ci divide dagli "ex
cugini" dei centri sociali Francesco Caruso Dopo due anni di esperienza
parlamentare, credevo giunto il momento di chiudere questa parentesi
istituzionale per certi e molti versi disdicevole, difficile e fallimentare. In
televisione Fausto Bertinotti parlava della mia candidatura come di una scelta
poco felice e probabilmente non aveva tutti i torti: insofferente alle
mediazioni e ai compromessi, ho sempre mostrato chiari segni di ribellione
nello svolgere il ruolo di parlamentare di maggioranza del governo Prodi. E
invece, dentro e fuori il partito, dentro e fuori i circuiti di movimento, in
tanti hanno sostenuto la necessità di una mia ricandidatura non solo e non
tanto come risposta alla criminalizzazione politica e giudiziaria scatenatasi
sulle mie spalle per l'impegno sociale dentro i movimenti negli ultimi anni, ma
anche come riconoscimento del lavoro svolto, non certo di portavoce di
strutture di movimento ma più semplicemente di amplificatore di lotte sociali.
La proposta di candidarmi in Veneto, l'ultima regione nella quale avrei pensato
di poter impegnarmi in questa difficile campagna elettoral, mi ha lasciato
inizialmente interdetto. La tentazione a rinunciare l'ho messa da parte non
tanto per un calcolo utilitaristico - del resto non essendo capolista le mie
possibilità di elezione dipendono tutt'al più dallo stato di salute del mio
amico Gino Sperandio, al quale auguro però di campare altri cent'anni - ma per
non mancare di rispetto nei confronti dei compagni e delle compagne che hanno
fatto della mia ricandidatura un elemento di battaglia politica. Di contro alle
esortazioni di coloro i quali, pur essendo fortemente radicati nelle lotte e
nei movimenti del Veneto, da anni hanno intrapreso altri e differenti percorsi
politici, incentrati su una forte autonomia del sociale che però va a braccetto
con altrettanta e spregiudicata autonomia del politico. Questi compagni dei
centri sociali del nordest peccano di egocentrismo nel momento in cui ritengono
che la scelta della sinistra arcobaleno di "paracadutarmi" in Veneto
sia una sfida nei loro confronti da parte dei vertici di rifondazione e dei
verdi, partito quest'ultimo nel quale militano in molti: ma hanno le loro buone
ragioni nel criticare la scelta calata dall'alto di una persona che negli
ultimi 10 anni ha organizzato e preso parte a centinaia di mobilitazioni paesi
più sperduti del meridione, non certo del Veneto. E proprio l'insediamento e
l'internità sociale oggi rappresentano l'unico valore aggiunto, l'elemento di
scarto e di ricchezza rispetto all'aridita del quadro politico, che la sinistra
deve riscoprire e rimettere in movimento se vuol vincere la drammatica partita
oggi in gioco: non la vittoria di questo o quello schieramento, ma l'esistenza
stessa di un'opzione di alternativa di società. Questa prospettiva politica che
personalmente perseguo, cioè della costruzione a sinistra di uno spazio autonomo
e antagonista rispetto alle dinamiche neocentriste del partito democratico
(posizione non certo condivisa da tutti i gruppi dirigenti dell'arcobaleno),
credo sia precisamente il macigno che pesa su qualsiasi ipotesi di confronto
con gli "ex-cugini" del nord-est: Beppe Caccia, storico esponente dei
centri sociali del Veneto e attuale consigliere di maggioranza della giunta
Cacciari, dichiara infatti che la sinistra arcobaleno è un progetto sbagliato
perchè si pone sul terreno dell'antagonismo e non dell'alleanza con il Pd.
Questo credo sia il punto politico dirimente. Appunto, la configurazione
possibile dello spazio politico della sinistra: stampella del partito che in
Veneto candida Massimo Calearo e che persegue la sistematica distruzione degli
spazi politici per la sinistra, oppure un percorso di sperimentazione autonomo
che si propone di costruire meccanismi innovativi di compenetrazione tra
democrazia, politica e società? La scelta delle candidature per le elezioni
politiche, risultante ultima di un compromesso affrettato tra quattro apparati
politico-partitici dentro il quadro ignobile e squallido dell'attuale legge
elettorale, probabilmente è stata l'ultimo atto di una sinistra che non c'è
più. La scommessa ora è costruire la sinistra che non c'è ancora, uno spazio
pubblico nel quale anche i tradizionali processi verticali di decisionalità
politica vengono superati da dinamiche di autorganizzazione dal basso, di
partecipazione reale. E' una scommessa difficile che si scontra con resistenze
degli apparati e delle burocrazie. Una sfida nella quale
però diversi di noi che abbiamo in passato promosso la stagione del movimento
dei movimenti, oggi riteniamo necessario spenderci e lavorare: nella speranza
che coloro i quali invece se ne rivendicano l'estraneità, non si risveglino
paradossalmente in occasione delle tornate elettorali per benedire o
scomunicare questa o quella candidatura. 25/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
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11032 "Un provvedimento tra luci e ombre" "Si prevede una
generale messa in sicurezza con maggiori garanzie anche per l'automazione di
porte e cancelli" Porcu (Cna): passo avanti, ma c'è il rischio di costi
più elevati a scapito dei cittadini --> Porcu (Cna): passo avanti, ma c'è il
rischio di costi più elevati a scapito dei cittadini Una normativa che presenta
luci e ombre. È cauto il giudizio del segretario regionale della Cna Francesco
Porcu sul decreto 37 del ministero dello Sviluppo, che introduce nuovi obblighi
per imprese e cittadini su installazioni, trasformazioni e ampliamenti degli
impianti all'interno degli edifici. Resta comunque la soddisfazione per un
provvedimento che "si attendeva da tempo". È stato un iter tortuoso?
"Direi di sì, e si sentiva da anni la forte necessità di un riordino della
disciplina". Quali norme vengono sostituite? "Il decreto comporta
l'abrogazione di quasi tutti gli articoli della legge 46/90, che si riferiva
solo all'edilizia civile, e dei contenuti sugli impianti del Testo Unico
dell'edilizia, il Dpr 380 del 2000". Che conseguenze avrebbe avuto la
mancata abrogazione? "Il Testo Unico prevedeva l'istituzione dell'Albo dei
responsabili tecnici, che veniva aperto in via automatica a tutte le imprese
che possedevano unicamente la certificazione Soa, rilasciata dalla Società
organismi di attestazione: un'estensione inopportuna. Ora, invece, si è elevato
il livello di garanzia. In generale, poi, sono state accolte alcune nostre
richieste". Quali? "La stessa estensione dell'ambito di applicazione
sulle tipologie edilizie rispetto alla 46/90: sono state incluse tutte, dalla
destinazione a terziario a quella industriale, oltre all'edilizia civile".
Altre novità da accogliere con favore? "È un passo avanti la logica
integrata della sicurezza, che caratterizza il decreto. Si prevede in pratica
una generale messa in sicurezza con maggiori garanzie. Importante, in questo
senso, il fatto che vengano ricompresi alcuni impianti, come quelli di
automazione di porte, cancelli e barriere. Opportuno anche l'innalzamento dei requisiti
tecnici, dal punto di vista temporale. Si tratta di un settore caratterizzato
da una veloce evoluzione ed è necessario che i livelli siano adeguati". Sul fronte della burocrazia, invece? "Il recapito della dichiarazione di conformità è
stabilito nello sportello unico, non più anche presso la Camera di Commercio.
Sarà lo sportello a farsi carico di trasmettere il documento all'ente
camerale". Le zone d'ombra. "Il decreto entra in vigore il 27
marzo ma avremmo preferito che fosse stata contemplata una fase di transizione,
per dare la possibilità alle imprese di conoscere le novità. Inoltre non è
chiaro cosa si prevede per chi fino a oggi si è occupato di impianti in ambito
industriale: l'esperienza è da ritenersi utile per il riconoscimento dei requisiti
tecnici richiesti? Non viene specificato e i dubbi devono essere
chiariti". Altri punti oscuri? "Il sistema di verifiche e controlli
che si dovrà mettere in campo perché la legge venga rispettata".
Adempimenti considerato eccessivo? "È stata fissata una soglia troppo
bassa delle dimensioni degli impianti in merito alla redazione di un progetto
da parte di un professionista iscritto agli albi professionali con specifiche
competenze tecniche richieste piuttosto che da parte dell'impresa. Questo si
traduce in costi più elevati per i cittadini". Un esempio pratico.
"Se la potenza degli impianti è superiore ai 6 Kw, ma i casi sono
numerosi, viene richiesto un progetto che anche le imprese potrebbero curare
con il massimo delle garanzie. Ma questo non viene consentito". MARIANGELA
LAMPIS.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
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11035 AGRICOLTURA Il ministero del Lavoro ha introdotto la sperimentazione per
il 2008 Arrivano i buoni vendemmia per studenti e pensionati AGRICOLTURA. Il
ministero del Lavoro ha introdotto la sperimentazione per il 2008 --> Arrivano
i buoni vendemmia. Con un decreto del 13 marzo scorso, il ministro del Lavoro
Cesare Damiano ha introdotto in campagna i voucher per combattere il lavoro
nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione
del reddito a studenti e pensionati. Si tratta, comunque, di una fase
sperimentale, per ora limitata al solo 2008. LA NOVITÀ Dopo oltre otto anni di
attesa e una serie di false partenze, trova spazio l'auspicata attuazione
dell'articolo 70 del decreto legislativo 276/2003 sulle prestazioni
occasionali di tipo accessorio. E sarà proprio il settore agricolo a
sperimentare la novità con l'arrivo dei voucher vendemmia a partire dalla
prossima raccolta dell'uva. Il decreto (il testo si potrà scaricare dal sito
www.lavoro.gov.it) fissa a 10 euro il valore nominale del buono che, al netto
degli importi dovuti ai fini previdenziali (1,30 euro Inps), assicurativi (0,70
euro Inail) e per il concessionario (0,50 euro), garantirà una remunerazione
netta pari a 7,50 euro. La paga oraria sarà sempre e comunque pari alle
retribuzioni stabilite per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. La
copertura assicurativa e previdenziale si accompagna infatti sotto l'aspetto
economico all'esclusione della remunerazione dalla base imponibile fiscale e
per l'aspetto normativo non incide sull'eventuale stato di
disoccupazione/inoccupazione del percettore (studente). COME FUNZIONA Come
viene spiegato in una nota della Coldiretti nazionale, "chi intenda
svolgere prestazioni di lavoro accessorio dovrà preventivamente formalizzare la
propria disponibilità presentandosi nei servizi per l'Impiego della provincia o
nelle sedi dell'Inps, che rilasceranno allo studente o pensionato un codice di
identificazione personale". Le imprese agricole, invece, dovranno
acquistare il carnet dei buoni e poi consegnarli sulla base delle ore lavorate.
GLI OBIETTIVI La ratio del provvedimento, evidenzia Coldiretti, "non nasce
dalla volontà di destrutturare il mercato del lavoro agricolo ponendo
un'alternativa al lavoro subordinato, ma trova ragione d'essere
nell'intervenire, in una realtà di fatto esistente, introducendo tutele
prioritariamente assicurative e previdenziali a favore di particolari
prestatori d'opera - studenti di qualsiasi scuola, per ordine e grado, in corso
e fuori corso e pensionati a qualsiasi titolo, vecchiaia, anzianità, invalidità
- che potranno così avere un reale interesse a regolarizzare la propria
posizione". I SINDACATI La novità non piace ai rappresentanti sindacali
dei lavoratori. Per Stefano Mantegazza, segretario nazionale della Uila-Uil,
"è una scelta molto grave che interrompe un percorso durato anni di avvisi
comuni e decisioni concertate e che ha portato a risultati importanti per la
trasparenza e contro il lavoro nero nel settore". È un peccato, aggiunge
Mantegazza, "che nel momento in cui anche in agricoltura le assunzioni
diventano on-line, il ministro introduca una scappatoia verso il lavoro nero,
oggi limitata alla vendemmia ma che le imprese hanno già dichiarato di voler
estendere a tutte le operazioni di raccolta". LE ASSOCIAZIONI AGRICOLE
"Si tratta di un provvedimento che finalmente dà attuazione - con
importanti adattamenti al settore agricolo - ad una disposizione già prevista
dalla legge Biagi". Questo, invece, il commento della Cia-Confederazione
italiana agricoltori. "La sperimentazione", confida, "sarà la
dimostrazione di quanto incidono gli interventi di semplificazione
sull'emersione di alcune tipologie di lavoro vigenti nel settore agricolo, che
sono "irregolari" non per la volontà degli imprenditori di
trasgredire alla norma, ma perché - considerata la loro breve durata e
l'occasionalità - tali rapporti non sono riconducibili alle norme per il lavoro
subordinato". ( e. d. ).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
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11033 I commenti Confartigianato evidenzia i punti critici della normativa
"Burocrazia in crescita" I commenti. Confartigianato evidenzia i
punti critici della normativa Ancora irrisolto il nodo dell'abusivismo -->
Ancora irrisolto il nodo dell'abusivismo Più ombre che luci. Per Antonello Di
Iorio, presidente di Confartigianato Impianti Sardegna, il decreto 37/2008 -
che sostituisce la vecchia legge 46/90 - fa aumentare per i clienti i documenti
"che dovranno essere presentati in caso di vendita dell'immobile e che
riguarderanno tutti gli allacci, quali energia elettrica, gas e acqua". E
non solo. I LIMITI Per i tecnici, ci saranno maggiori limitazioni sulle
competenze. "Per esempio", continua Di Iorio, "gli installatori
di impianti televisivi, antenne e impianti elettronici, non potranno più, da
soli, installare un impianto di domotica (ovvero quando la tecnologia viene
applicata alla casa), come avveniva prima, e per ottenere l'abilitazione
occorrerà essere più "esperti"". Su tutto questo vigileranno le
Camere di commercio con un controllo incrociato sulle certificazioni con
sanzioni, sulle irregolarità, che arriveranno a 10 mila euro. Tuttavia,
"la situazione irrisolta", aggiunge l'imprenditore, "è quella
riguardante gli impianti telefonici: nonostante le liberalizzazioni e il nuovo
decreto, non si capisce come, sebbene in possesso di requisiti di
professionalità e competenza, i tecnici non possano ancora certificare gli
impianti telefonici". LA CRITICA Dal canto suo, Roberto Poddighe, installatore
e dirigente della Confartigianato di Sassari, denuncia l'ennesimo colpo di
spugna del legislatore, che ha introdotto la cosiddetta dichiarazione di
rispondenza. "Di fatto, è una sorta di sanatoria verso una parte di
cittadini che hanno eseguito l'adeguamento o il rifacimento dell'impianto
elettrico, come regolamentato dalla 46/90, ma trasgredendo alcune norme che
avevano lo scopo di contrastare il lavoro nero e di garantire la sicurezza
altrui". Infatti, a lavori ultimati è obbligatorio rilasciare "la
dichiarazione di conformità da parte di una ditta abilitata con regolare
iscrizione, ma com'è ormai noto", conclude Poddighe, "alcuni degli
impianti adeguati o realizzati di sana pianta sono stati eseguiti da
elettricisti abusivi, fuori da ogni controllo e spesso dotati di scarsa
professionalità". ( lan. ol. ).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-03-2008)
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2 Il caso Legler e le elezioni Porte in faccia a chi non ha lavoro Il caso
Legler e le elezioni di Michele Tatti --> di Michele Tatti Hanno raccolto
4500 certificati elettorali, ma non sembrano essere riusciti a spaventare i
politici: cosa volete che contino poche migliaia di voti in tempi in cui
l'elezione si conquista secondo l'ordine di lista e uno non deve neanche sudare
per strappare il voto di preferenza? Nella corsa verso le politiche al massimo
gli 850 lavoratori della Legler possono provocare gli effetti di una curva
mediamente pericolosa. Soprattutto quando gli operai senza futuro si presentano
alle manifestazioni elettorali, è obbligatorio rallentare, per poi ripartire a
tutta velocità, magari senza degnarsi di guardare nemmeno nello specchietto
retrovisore il sit-in lasciato alle spalle. Certo il sottosegretario arrivato
da Roma firma in Regione il protocollo d'intesa, ma dopo tre mesi senza un
soldo, la cassa integrazione arriverà dopo Pasqua. La burocrazia non ha sentimento. Forse il
buon senso dei commercianti ha consentito a qualcuno di acquistare l'uovo di
cioccolato per i bambini o un pezzo di carne per il pranzo. Senza esagerare,
però. Perché con i 700 euro dell'Inps anche il necessario diventa lusso.
Più che il calendario dei comizi con annesso sit-in, i lavoratori della Legler
dovrebbero tenere aggiornato l'elenco delle cene e dei pranzi elettorali e,
magari, riuscire ad imbucarsi per unire l'utile al dilettevole. Certo non
mancheranno i sorrisi di compatimento o la solita filosofia al ribasso di chi
ritiene i cassintegrati fortunati rispetto ai disoccupati che non incassano
neanche il sussidio dello Stato. Un discorso - come dimostra il fallimento di
una sottoscrizione organizzata a Natale a Macomer - che fa presa sull'opinione
pubblica e che, sotto sotto, anche i politici cavalcano abilmente contribuendo
in questo modo a sfilacciare un tessuto sociale molto difficile poi da
rammendare. Perché è difficile spersonalizzare, sostenere che il problema non
sono le buste paga tolte al singolo, ma i posti di lavoro scippati a tutta la
comunità. Lo dissero chiaramente gli operai della Montefibre quando, dopo una
lotta condotta con il coltello tra i denti, ottennero l'accompagnamento alla
pensione: parlarono di sconfitta perché, pur sistemate le posizioni personali,
si resero conto che l'economia della provincia di Nuoro perdeva altri 130 posti
di lavoro. Pagando cassa integrazioni, assegni di mobilità, pensioni anticipate
per consentire ai genitori messi a riposo forzato di mantenere i figli
disoccupati. L'assistenzialismo finisce per siliconare le porte del futuro.
Porte sbattute in faccia anche oggi perché anche alla Legler, tra ipotesi di
ristrutturazione e progetti silenziati di un difficile riavvio della produzione,
in realtà si fa la conta dell'anzianità degli operai da lasciare a casa
sfruttando ogni norma favorevole degli ammortizzatori sociali. Un processo
inesorabile emerso chiaramente in questa campagna elettorale, con i candidati
costretti a inseguire le emergenze del passato e incapaci di tracciare un solo
progetto concreto e fattibile per lo sviluppo futuro. Alzi la mano chi è in
grado di promettere una sola assunzione. Si faccia avanti chi può spedire un
nuovo contratto di lavoro a Dario, Battista e Antonello. Chi sono? Tre operai
della Montefibre con pochi anni di lavoro alle spalle e la colpa di essere
troppo giovani: per loro nessun intervento pubblico riuscirà ad ammortizzare il
colpo del licenziamento.
( da "Panorama.it" del 25-03-2008)
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Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Da destra a sinistra: che cosa c'è nei
programmi dei partiti Posted By redazione On 25/3/2008 @ 10:14 In Apertura#1 |
No Comments di Carlo Puca È di moda la raccolta differenziata. Per tutti,
proprio tutti, è la priorità del governo che verrà. Da Fausto Bertinotti a
Daniela Santanchè, passando per Walter Veltroni e Silvio Berlusconi e gli altri
candidati premier, non ce n'è uno che non indichi la strada maestra del
riciclaggio per risolvere la questione dei rifiuti. Fa nulla che siano poche,
anzi pochissime, le sezioni di partito che in Italia, a cominciare dalla Napoli
disastrata, differenzino la spazzatura. Ma si sa: una cosa sono i programmi
elettorali, un'altra la vita reale. Al tempo delle elezioni conta cavalcare
l'onda. Ecco dunque assicurati gli asili nido, la certezza della pena, l'edilizia popolare, la morte della burocrazia, il made in Italy. E il mangiar sano e tipico, ci mancherebbe.
Il problema è uno solo: sono davvero pochi gli argomenti che caratterizzano
l'un programma o l'altro. A separare è più il come che il cosa, però uno schema
minimo di diversità si può fissare. Bertinotti e Veltroni sono divisi
dall'economia e dalle grandi opere. Veltroni e il socialista Enrico Boselli da
un pizzico di laicità in più del secondo. Veltroni e Boselli si distinguono da
Pier Ferdinando Casini sui temi eticamente delicati. Casini da Berlusconi
soltanto sulla riduzione delle tasse (il Popolo della libertà generalizza,
l'Udc la vuole prima per le famiglie). Ben più ampia è la divaricazione tra
Berlusconi e Santanchè, liberista il primo, sociale la seconda. Al punto che la
Destra incrocia più la Sinistra arcobaleno che il Pdl. Come Bertinotti, per
esempio, Santanchè contesta la privatizzazione dell'acqua e ne chiede la
"riconversione a bene pubblico ". Altissima, purissima, statalissima.
Destra e sinistra radicali si diversificano soltanto su droghe leggere, energia
nucleare e immigrati. Nello specifico, Santanchè intende "prendere i
clandestini a calci nel c.". Bertinotti pretende invece la chiusura
immediata dei centri di permanenza temporanea e chiede "l'abolizione della
Bossi-Fini e una nuova normativa che introduca per i migranti l'ingresso per
ricerca di lavoro". Ma a guardare le proposte su mutui sociali, tassazione
delle rendite finanziarie e salario minimo garantito sembra di rileggere, in politichese,
il Fasciocomunista di Antonio Pennacchi. In politica gli estremi(sti) si
toccano. In verità, il salario minimo lo garantiscono praticamente tutti. La
base di partenza sono 1.000 euro netti al mese, "ma anche" 1.100
secondo Veltroni. Sinistra critica e la sua candidata Flavia D'Angeli arrivano
a quantificare a 1.300 gli euro essenziali per sopravvivere. Bertinotti
rilancia: propone il ritorno alla scala mobile e una nuova legge che fissi
"la durata massima del lavoro giornaliero a otto ore e in due ore la
durata massima degli straordinari". E Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori, è categorico: "Bisogna partire dall'assunzione a
tempo indeterminato di tutti i lavoratori oggi precari". Manco fossero
bruscolini. E i pezzi grossi, Partito democratico e Popolo della libertà? Si
accusano reciprocamente di aver copiato e rivendicano la primogenitura del
programma. In effetti, più di una convergenza c'è, sull'economia anzitutto.
Berlusconi punta a ridurre la spesa statale di un punto all'anno, Veltroni lo
stesso, ma dal secondo esercizio di governo. L'Iva sul turismo l'abbassano
entrambi, la banda larga è un diritto "naturale", un nuovo sistema di
ammortizzatori sociali pure. I giovani e le donne meritano i prestiti d'onore,
il Mezzogiorno la perequazione e la fiscalità di vantaggio. Il credito
d'imposta alle imprese che assumono a tempo indeterminato? Già fatto, come
l'alienazione di un parte del patrimonio pubblico. E se Berlusconi è contro
l'evasione fiscale e dice no a nuovi condoni, Veltroni parla insistentemente di
ridurre le tasse. È il mondo alla rovescia. Ma somiglianze e (presunte)
copiature riguardano l'intero scibile umano e programmatico. Per i non
autosufficienti è pronto un piano straordinario, la castrazione chimica per i
pedofili non è tabù, il numero di poliziotti (e il loro stipendio) verrà
aumentato, sarà vietato pubblicare le intercettazioni, le liste d'attesa negli
ospedali pubblici diverranno un brutto ricordo. E ancora: niente più manager
raccomandati nelle asl, università in competizione, riqualificazione delle
periferie, privatizzazione delle municipalizzate, liberalizzazione
dell'energia, processi più rapidi, maggiore sicurezza sul lavoro, lotta senza
quartiere alle mafie, via libera a rigassificatori e termovalorizzatori,
fors'anche al nucleare. Programma vasto, forse troppo. Programma da Caw,
Cavaliere più Walter. Programma da larghe intese. E c'è ancora il capitolo
delle infrastrutture. Berlusconi cita la "legge obiettivo", Veltroni
no. Ma il risultato è lo stesso: via libera, e in maniera spedita, a tutte le
grandi opere. Soltanto sul ponte di Messina il programma democratico,
prudentemente, glissa. Glissano entrambi, invece, sulle banche: né il Cavaliere
né Walterissimo affrontano il tema della riforma del sistema bancario e
creditizio, un mutuo politico troppo alto da pagare. Cosa separa allora il Pdl
dal Pd, e viceversa? Quali sono le differenze tra le sette missioni
berlusconiane e i 12 punti veltroniani? Poche, ma decisive. Esempio: il Pd non
prende posizioni sulle droghe, il Pdl è per la guerra totale anche a quelle
leggere. Poi c'è l'immigrazione. Il Popolo della libertà rilancia la
Bossi-Fini, con la Lega si oppone nettamente "al diritto di voto alle
amministrative per gli immigrati " e nega "il welfare italiano agli
immigrati ", l'esatto contrario del programma democratico, sul punto
diverso persino da quello di Antonio Di Pietro, assai severo con i clandestini.
Per inciso, l'ex pm chiede anche la reintroduzione del reato di falso in
bilancio e l'abolizione delle comunità montane, temi assenti nel testo
democratico. Così come è assente la parola Malpensa, e proprio mentre la Lega
definisce "una tragedia" il ridimensionamento dello scalo
aeroportuale milanese, "a vantaggio di Fiumicino, noto aeroporto veltroniano".
Ma la grande divaricazione del Caw va in scena su un altro palcoscenico, ben
più ideale, quello dei temi eticamente delicati: aborto, testamento biologico e
coppie di fatto. Sulle interruzioni di gravidanza la posizione è più sfumata,
il Pd sostiene "l'obiettivo di un'ulteriore riduzione del numero degli
aborti". Ma anche che "la legge 194 è una legge equilibrata, che ha
conseguito buoni risultati". Il Pdl invece rilancia "il ruolo dei
consultori pubblici e privati per garantire alternative all'aborto".
Checché ne dicano i cattolici del Partito democratico, nel programma è
chiaramente scritto che il Pd si impegna "a prevenire l'accanimento
terapeutico anche attraverso il testamento biologico " e promuove "il
riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone
stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale".
Viceversa, il Pdl esclude "ogni ipotesi di legge che permetta o comunque
favorisca pratiche mediche assimilabili all'eutanasia" e rifiuta una legislazione
per le coppie omosessuali. Sono differenze pesanti. Le ha colte la Cei, con
monsignor Giuseppe Betori: "Cari cattolici, votate chi mantiene due punti
fermi: tutela della vita e della famiglia tradizionale". Veltroni,
solitamente loquace, ha preso tempo. Meglio parlare di raccolta differenziata,
va.
( da "Brescia Oggi" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Legge Valtellina.
Bilanci A vent'anni dalla tragica alluvione 247 LE OPERE
REALIZZATE IN OTTO COMUNI DELLA VALLE Una buona collaborazione "Proficua
collaborazione con gli enti locali camuni" PIETRO FORTI FUNZIONARIO
PROVINCIALE Sono 33 i milioni spesi per la difesa del suolo Altri 49 impegnati
nella ricostruzione e per lo sviluppo. Dal 2001 burocrazia più snella Ferrovia e metano agganciano il "treno"
.
( da "Redattore sociale" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DISABILITÀ
12.4225/03/2008 Elezioni, la disabilità diventa tema da campagna elettorale
Walter Veltroni (Pd) presenta le sue proposte: sconfiggere la burocrazia. Il commento di Antonio Guidi, ex ministro del
governo Berlusconi: ''La montagna ha partorito il topolino''. Argentin (Pd):
''Fondamentale l'esperienza dei candidati'' ROMA ? Era già successo, e ora è
arrivato il bis. E' piena campagna elettorale, e naturalmente non corre buon
sangue fra i due principali partiti schierati per la conquista di palazzo
Chigi. Ieri, il candidato premier del Partito Democratico Valter Weltroni ha
affrontato il tema della disabilità proponendo le sue ricette per i problemi
attuali: immediato l'attacco di Antonio Guidi, ex ministro del governo
Berlusconi e disabile lui stesso, immediatamente seguita dalle dichiarazioni
della candidata del Pd Ileana Argentin, ovviamente favorevoli all'ex sindaco di
Roma. Botta e risposta elettorali, sintomo se non altro, però, che i temi della
disabilità si affacciano nel panorama politico e informativo. "In una
famiglia su quattro vive una persona con una disabilità ? ha affermato Veltroni
? e per questo è un dovere occuparsi dei disabili e delle loro famiglie: il
Partito Democratico vuole assumere il tema del riconoscimento dei diritti e
delle esigenze delle persone più deboli come una delle priorità dell'azione di
governo". Il segretario del Pd ha continuato affermando che "su questi
temi abbiamo proposte e idee concrete: per prima cosa bisogna sconfiggere la burocrazia, semplificando e riordinando la normativa che
riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le procedure e gli
adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini". Inoltre, per
Veltroni occorre "aumentare ed adeguare le pensioni di invalidità,
riconoscere l'impegno e il lavoro di cura prestato dal coniuge, dai genitori o
da fratelli e sorelle, a favore dei disabili, attraverso strumenti di
rivalutazione contributiva o anticipazione del trattamento pensionistico".
''E poi ?ha concluso Veltroni - garantire finalmente l'abbattimento delle
barriere che rendono ancora più difficile la vita dei disabili, da quelle
architettoniche a quelle che rendono difficili lo studio e l'inserimento nel
mondo del lavoro". A stretto giro di posta la replica di Antonio Guidi:
"'Sulla disabilità la montagna ha partorito il topolino. Aspettavo che
Veltroni parlasse di handicap e mi aspettavo qualcosa di interessante: invece nulla
di più generico. Sono anni che quello che ha detto Veltroni fa parte
dell'agenda dei governi e delle associazioni: in parte realizzati, in parte no,
per il vizio di mettere la disabilità come ruota di scorta di ogni azione''.
L'ex ministro della Famiglia del governo Berlusconi prosegue affermando che
Veltroni "non può impegnarsi su cose generiche già condivise ma deve
impegnarsi parlando di un punto essenziale nella politica: che rappresentanza
avranno i disabili nel suo governo? Questo non lo ha detto e sarebbe stato
l'unico punto interessante''. ''Purtroppo ? ha aggiunto ancora - le poltrone di
governo per Veltroni non si danno a chi le merita e per la disabilità si parla
sempre per conto terzi. Nei due governi Berlusconi la disabilità è stata rappresentata
al massimo livello di ministero della famiglia prima e nel secondo al ministero
della Salute come vice ministro''. ''Questo ? ha osservato Guidi - è il punto
critico, quale peso politico dare a chi rappresenta la disabilità, il resto
sono chiacchiere. E poi diciamocela tutta, come fa Veltroni a parlare di
barriere architettoniche dopo aver fatto per sette anni il sindaco di Roma e
mai come a Roma ci sono tante barriere architettoniche? Qualche volta ? ha
concluso Guidi - più che proporre bisognerebbe chiedere scusa di quello che non
è stato''. "Ricordo ad Antonio Guidi ? è la replica di Ileana Argentin,
che a Roma è stata consigliere delegato per le politiche dell'handicap
nell'amministrazione guidata da Veltroni - che il problema non è la quantità dei
disabili presenti nelle liste, ma la qualità e l'esperienza dei candidati: per
noi la disabilità non è una cosa a parte, ma è dentro il meccanismo della
collettività". "Sto con Walter Veltroni nel Partito Democratico ? ha
spiegato la candidata alla Camera del Pd - per aumentare le pensioni di
invalidità nel rispetto dell'indice Istat e per differenziare il trattamento
previdenziale in relazione alla gravità della disabilità". Inoltre, per
Argentin è necessario "prevedere forme di defiscalizzazione per gli
esercizi commerciali che si adeguino a proprie spese alla normativa vigente
sulle barriere architettoniche" e garantire "il prepensionamento dei
coniugi, genitori e parenti che si prendono cura dei loro familiari
disabili". Opportuno, ha concluso Argentin, "ricordare a tutti che i
disabili non sono un genere, ma persone". (ska).
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Intervista a TIZIANA ZORZAN / Un'imprenditrice
alle prese con i saliscendi burocratici di Silvia Sitari Con carattere,
determinazione e competenza ma anche con quel buon senso e quell'attenzione di
cui le donne sono più dotate, ha raggiunto dei risultati che le hanno procurato
la carica di Presidente di "Federlazio Donna"- Coordinamento donne
imprenditrici Lazio, nonché Presidente del Comitato per l'imprenditoria
femminile della Camera di Commercio di Roma. Non aveva previsto di diventare
imprenditrice. Eppure ha saputo portare una piccola azienda che costruiva solo
cabine per ascensori, a diventare una realtà che oggi ha ben quattro brevetti
di cui uno internazionale, che ha vinto premi in casa e all'estero producendo
interi impianti ascensoristici. Stiamo parlando di Tiziana Zorzan. Dottoressa
Zorzan ci racconti la sua storia imprenditoriale. Il mio percorso professionale
nasce con l'orientamento scolastico prima, e universitario poi, dei miei studi.
Da dottore commercialista avevo aperto uno studio di consulenza nel quale, come
è usuale, gravitavano molti imprenditori. Tra questi mi capitò di aiutarne uno
ad acquisire una piccola attività artigianale fallita. Questo cliente, molto
facoltoso, rilevò l'attività non portando capitale contante ma garantendo le
banche con un ingente patrimonio personale. Decise, inoltre, di dividere la
società con il vecchio proprietario che era ottimo artigiano ma decisamente
incapace nel condurre attività. Avvenne che i due, così diversi fra loro,
litigarono e il mio cliente facoltoso mi chiese di vendere la sua quota perché
voleva ritirarsi. Per sei mesi cercammo un nuovo socio. Così lui mi offrì di
rilevare la sua quota, in accordo con l'altro socio. Io, all'epoca non
disponevo né di grande liquidità né, tantomeno, ero in grado di garantire una
tale copertura con le banche, dunque mi sembrava irrealizzabile. Ma la
disponibilità del mio cliente ad aiutarmi e la sfida che mi si presentava mi
condussero davanti ad un altissimo funzionario, di un grande gruppo bancario il
quale, dopo avermi ascoltato per più di mezz'ora, mi mise a disposizione quanto
mi serviva per rilevare la quota. Ma mi diede anche un tempo ben definito per
rientrare dall'esposizione. Così mi rimboccai le maniche ricominciando da zero
e ricostruendo l'azienda. L'altro socio, non avendo figli, si affidò
completamente a me. Quando lui venne a mancare, facendo un salto nel buio,
cambiai definitivamente il corso della mia vita. I figli proseguiranno la sua
opera? Ho tre figlie femmine e la prima ha diciotto anni. Non mi sono posta
questo problema perché una volta c'era un concetto di economia che permetteva
la gestione familiare delle aziende, oggi con la globalizzazione, non è più
così. Se intenderanno proseguire, bene. Altrimenti venderò l'azienda. Com'è il
suo rapporto con i dipendenti? Al mattino, quando entro in azienda, e
attraverso lo stabilimento, capisco subito se uno ha qualche problema
familiare, se un altro ha litigato con la moglie, se un altro ancora ha
problemi economici. Insomma con un rapporto diretto è più facile. L'anno scorso
ho avuto due dipendenti che erano andati nel pallone per la faccenda dei mutui
a tasso variabile: li ho sostenuti con le banche, attraverso semplici accordi,
aiutandoli a pagare le rate scoperte. Il suo è un settore metalmeccanico dunque
molto maschile: come hanno accolto un titolare donna? Mi sono dovuta fare le
ossa sul campo. Non credo nella leadership imposta ma in quella riconosciuta.
Pertanto i miei dipendenti devono sapere che non sono meglio di loro ma che
sono molto capace. La preparazione tecnica deve essere dimostrata sul campo, un
po' come con i figli. Se l'azienda richiede dei sacrifici, il titolare non si può
comprare il macchinone o il pelliccione: deve essere il primo che si sacrifica
per dimostrare che sta investendo sull'azienda ed avere, così, il
coinvolgimento emotivo di tutti. Già i colleghi uomini ti guardano come un
fenomeno un po' curioso che è frutto di un retaggio culturale che persiste, ma
in ambiti come il mio, sicuramente, la strada è più in salita. Quali sono i
chiari, e gli scuri, nel fare impresa in Italia? Fare impresa, e cultura
d'impresa, oggi è un problema serissimo perché abbiamo un grosso deficit
strutturale. Fino a quando siamo stati in espansione economica questo gap
negativo non si preavvisava; ma quando si è verificata questa contrazione del
mercato, sia a livello interno che internazionale, sono iniziati i problemi. Se
un'azienda, anziché produrre cento pezzi, che hanno un certo costo, deve
produrne dieci perché la domanda si è ridotta, sostiene comunque quel costo che
è fisso e rimane tale. Quella produzione, dunque, ha costi
altissimi che non ti consentono di superare quei gap di inefficienza e di
deficit che la burocrazia impone
con le sue regole assurde. Su questo ha potuto confrontarsi con i suoi
"colleghi" stranieri? Sicuramente noi italiani non siamo secondi a
nessuno, e siamo sempre stati capaci di trovare, inventare e creare cose nuove,
specie dopo periodi particolarmente brutti. Ma penso che abbiamo peccato
di presunzione confidando troppo su questa nostra bravura. E, mentre gli altri
andavano avanti migliorandosi, noi ci siamo fermati cullandoci sugli allori.
Gli altri Stati sostengono e portano avanti la cultura d'impresa con servizi e
infrastrutture, qui da noi questa cultura c'è al nord. Al Centro e al Sud non
c'è niente. Che situazione vive l'imprenditoria? Dobbiamo avere una vocazione
essenziale: l'innovazione. In un momento di crisi, è in atto una sorta di selezione
naturale dove rimangono i migliori, quelli che riescono a rinnovarsi. Come
avviene durante le epidemie, resistono i più forti. Ma attenzione: l'epidemia
sta durando troppo con il rischio di colpire anche i più sani perché purtroppo
non c'è un rimedio centrale che intervenga a debellare questa epidemia al
momento giusto. Nell'ambito dei ruoli istituzionali che ricopre, quali
interventi sostiene per le nostre imprese? Non mi attribuisca capacità,
potenzialità, e arbitrio, che non posseggo. Nell'ambito di Federlazio cerco di
sollecitare e sensibilizzare, creando con il mio gruppo una serie di
iniziative. Alla Camera di Commercio, dove il Comitato per l'imprenditoria
femminile è solo una costola, non abbiamo la capacità di compiere atti di
carattere applicativo. Con il mio carattere combattivo porto avanti delle
proposte, faccio "muro", ma è dura! Come mai? Perché le Istituzioni
locali sono rappresentanza dei partiti. I partiti sostengono interessi di tipo
clientelare. L'alternanza, poi, fa il resto. Ci vorrebbe una cabina di regia
per egolare le competenze dei vari livelli locali, invece ognuno fa come gli
pare. Come mai registriamo tante morti bianche? Qui bisogna fare cultura
d'impresa: quando l'imprenditore capisce il senso della sicurezza, la applica a
prescindere dalle regole. Ma, poiché non siamo tutti uguali e dunque abbiamo
bisogno di regole imposte, ritengo che il dramma di queste morti sia dovuto al
fatto che si risparmia su tutto: sulle visite mediche, sulle dotazioni,
sull'adeguamento degli impianti. Altro motivo è che aumentando le penali da
comminare, ho il sospetto che risulti inferiore il numero delle infrazioni,
specie in certe zone. E perché? Perché certi ispettori andando a fare le
visite, potrebbero "essere indotti" a non comminare le multe. Si
dovrebbe abbassare il potere del verificatore e potenziare il ruolo
dell'azienda nel rispettare le norme. L'esatto opposto dell'attuale decreto!.
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 25 Mar
2008 Edizione 58 del 22-03-2008 Intervista a ETTORE RIELLO / L'anti-Calearo:
"Voglio dare un contributo al Nordest e al mio Paese" di Alessandro
Gentile Ettore Riello, veronese, classe
( da "Affari Italiani (Online)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedí 25.03.2008
13:48 --> Di Pasquale Della Torca Caro Direttore, la sai l'ultima? Veltroni
si coccola i pensionati per affossare il Pdl al Senato. Già. Alla faccia dei
giovani ha trovato dentro l'uovo questa buona nuova: promette già da luglio ai
pensionati di oltre 65 anni un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le
pensioni fino a 25 mila euro l'anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un
incremento fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso
tra 25 mila e 55 mila euro l'anno. Tutto questo a fronte di un programma che fa
acqua sia per quanto concerne le politiche di rilancio del reddito e
dell'occupazione dei giovani e degli under 40-50 (completamente assenti,
cancellati, inesistenti), sia per quanto concerne le politiche di rilancio
industriale e della crescita. 400 euro a chi ha pensioni di 2.000 euro al mese
quando intere schiere di giovani arrancano con l'elemosina del lavoro precario
e quasi tutti i lavoratori dipendenti (ci è stato detto) guadagnano circa 1.600
euro! Qualcuno, come al solito, bara. Fin quando si parla di incrementare le
pensioni di 500-1000 euro mensili va bene, ma dare 400 euro a chi prende 2.000
di pensione e 100-250 euro a chi ne prende 4.500 di euro fa proprio girare le
palle. E senza entrare nella solita solfa del "ci dica dove li prende i
soldi" vorrei proprio capire chi cavolo ancora dovrà pagare per tutti
questi regali. Qua invece di parlare di rilancio dell'occupazione, di
incremento della crescita, di alleggerimento fiscale, di
favorire nuove iniziative imprenditoriali alleggerendole con un taglio netto e
perentorio di burocrazia e
tasse si pensa a risollevare il tenore di vita dei pensionati da 2.000 euro che
un gruzzoletto ce l'hanno pure. Certo è facile spendere in regali come quello
promesso da Veltroni, tanto pagano i cittadini, giovani e disoccupati inclusi.
Ed è facile eludere così il problema principale, il più difficile, che è quello
dell'aumento del tenore di vita delle famiglie perchè lì bisogna andar giù
duri: con gli industriali, con le banche, con lo stesso Stato datore di lavoro.
Allora o io non ho capito niente oppure questo è un paese che veramente non ha
più speranze.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere Si attende
la verità sulla caccia alle streghe Luigino Piccirilli - AFRAGOLA (NA) Caro
Gargano, papa Wojtyla annunciò la disponibilità della Chiesa a chiedere perdono
del sangue versato in nome della Fede, per riconciliarsi con la storia, dato
che purificare la memoria significava gettare il seme di pace e amore nel nuovo
Millennio. E quando, 10 anni fa, fu aperto l'archivio del Sant'Officio, egli
convocò un pool di storici perché facessero luce su quel Tribunale. Ma il mea
culpa non sembra aver raggiunto l'unanimità, specie sull'Inquisizione. Il
Sant'Officio non ha scheletri negli armadi: i roghi mica lasciano scheletri. Né
è dato sapere che cosa abbiano scoperto storici e teologi. Una cosa è certa,
l'indagine condotta dall'allora cardinale Ratzinger, prefetto della
Congregazione per la dottrina della Fede, rivelava una novità sconcertante: in
Italia, e non solo in Italia, l'Inquisizione aveva processato più streghe che
eretici. Però, sta scritto: "Non lascerete vivere una strega" (Esodo
22-18). Ma se il Salvatore, luce d'Amore e di Vita, il laico per eccellenza
(laicità intesa come libertà), non consente stragi, queste come potettero
accadere? "Nell'Inquisizione, risponde Dostoevski, Cristo era assente, anzi
era di nuovo in croce". La caccia alle streghe divenne spietata dopo la
bolla di Innocenzo VIII (1484). L'idea cardine era il fatto che Eva era stata
creata da una costola di Adamo. Di qui, i difetti delle donne, facile preda del
Demonio, soprattutto per la carnalità. Nel '600 la napoletana suor Giulia de
Marco fondò una congregazione mistico-erotica, detta della "carità
carnale"; ma ci lasciò le penne con tutto il suo seguito. Era troppo
tardi, quando Carlo di Borbone (1747) nel Duomo affollato, sguainò la spada sull'altare
e giurò di difendere il suo popolo dalle minacce del Sant'Officio. Ma torniamo
a quella misoginia assoluta. In quattro secoli centinaia di migliaia di donne,
se non milioni, identificate con Satana e colpevoli di ogni flagello, furono
arse vive. Quelle di Salem, Massachusetts, erano streghe finanche per la
conformazione dei capezzoli, "invertiti e freddi". La donna, l'altra
metà del Cielo, deve ricordarsi anche della follia di quelle persecuzioni. A
Napoli, ed è una delle pagine più belle della nostra storia, l'Inquisizione non
passò, fermata dal popolo in armi. Pochi lo ricordano. Quanto alla caccia alle
streghe, è forte la nostalgia per Wojtyla, il Papa che era pronto ad ammettere
gli errori per diffondere pace. Quando rivedremo tutto San Martino? Sergio
Majocchi - NAPOLI Gentile dottore, tempo fa sono stato con mia moglie a San
Martino con lo scopo, fra l'altro, di mostrare al nostro piccolo i meravigliosi
presepi e di farlo stare in un'oasi di pace lontana dai rumori e dagli
inquinamenti della pur vicina parte centrale del Vomero. Ci tenevo però anche a
portarlo alla cosidetta "passeggiata dei monaci", lo stupendo
giardino che si affaccia sul mare; con mia sorpresa ho saputo che un'enorme
fetta del museo, compreso il Quarto del Priore, la terrazza panoramica e i
giardini, è chiusa per lavori non so da quanto tempo e non so fino a quando.
Poichè si tratta di una delle parti più belle del mondo sarebbe bello sapere
dalla Sovrintendenza di che tipo di lavori si tratta e quando avranno termine.
Giriamo le domande alla Soprintendenza, meglio avere risposte ufficiali ed
esaurienti. Il mobbing è in agguato Salvatore Patacca - NAPOLI Sempre più
numerosi i luoghi in cui si verificano soprusi e angherie nei confronti dei
dipendenti: banche, scuole, università, industrie. Non solo in ufficio ma anche
in altri settori i terreni fertili per il mobbing, la pressione psicologica
fatta di abusi e vessazioni. Circa il 30% dei lavoratori italiani ne è vittima.
Il mobbing è presente anche dove meno te le aspetti. In particolare le scuole
sono luoghi a rischio, soprattutto a causa delle continue riforme che inducono
a frequenti cambiamenti nella organizzazione e nei programmi, di non facile
gestione; chi non si allinea può diventare il capro espiatorio. Lo scrivente è
un dirigente sindacale del comparto scuola. La parola ciuccio deriva dall'arabo
Raffaele Bracale - NAPOLI In napoletano ciuccio equivale ad asino, quadrupede
ritenuto paziente e cocciuto nonché (ma non se ne intende il perché) ignorante.
Varie sono le proposte circa l'origine della parola: chi dal latino cicu, chi
da cillus da collegare al greco kíllos (asino), chi dallo spagnolo chico
(piccolo) atteso che l'asino è piú piccolo del cavallo. Son però ipotesi che
non mi convincono molto; e segnatamente non mi convince quella che si richiama
a chico, piccolo, malgrado sia semanticamente perseguibile. Appaiono altresì
forzate le idee che ciuccio sia da collegare a ciuco o a ciocco. Il ciuco è sí
l'asino ma nessuno spiega la strada morfologica seguita, se non con un
inconferente origine espressiva. Mi pare piú perseguibile l'idea che sia
l'italiano ciuco a derivare dal napoletano ciuc(ci)o anziché il contrario. Men
che meno mi solletica l'idea che possa derivare da ciocco, grosso pezzo di
legno, e figuratamente uomo stupido, insensibile ed estensivamente ignorante e
dunque asino. No, la strada semantica seguita è bizantina e arzigogolata. Mi
pare piú perseguibile l'ipotesi che la voce ciuccio vada collegata alla radice
sciach dell'arabo sciacharà, ragliare, il verso proprio dell'asino. Rammento
che in siciliano l'asino è detto sceccu con evidente derivazione dalla medesima
radice araba. Chiste paraustielle ncuoll'a me m'hanno sempe ammusciato, dicette
'o ciuccio: senza allusione, per carità. Forse nessun altro animale ha dato la
stura a tanti proverbi. Tra i più arguti: miette 'e denare 'ncann' 'o ciuccio e
'o chiammano Don Ciuccio; il perfido 'a femmena nun se sposa 'o ciuccio pecché
le straccia 'e llenzole; 'o ciuccio chiamma recchia longa 'o cavallo (a
proposito di difetti); il botta e risposta: aspetta, ciuccio mio, ca mo vene
l'evera nova seguito da 'quanno l'evera nova venette, 'o ciuccio era muorto 'e
famma. Un'odissea per un farmaco Maria Prota - NAPOLI Diabetica, sono
intollerante alla metformina, presente nella maggior parte dei farmaci
antidiabetici. Il medico che mi cura, dopo vari tentativi per trovare il
prodotto giusto, mi ha prescritto un farmaco che pare faccia al caso mio. Però
non si vende in farmacia ma è distribuito dalla farmacia dell'Asl in via Degni
a Fuorigrotta. Vi invito ad andarci in una qualsiasi mattina e verificare il
caos. Sorvolando sull'orario (9-13) che costringe ad assentarsi dal lavoro,
bisogna fare file anche di due o tre ore in piedi; e quanti si recano lì sono
malati, molti di tumore. Addetta al servizio è una signora (forse una
dottoressa) gentilissima, si fa in quattro per rendere un buon servizio; ma è
sola, nonostante che negli altri uffici ci siano persone che sembrerebbero far
nulla. Si può fare qualcosa? Che cosa insegna la tragedia di Gravina Emanuele
De Lucia - NAPOLI Il caso Pappalardi è una di quelle tragedie, trasformate in
telenovela dai media, che a un certo punto della storia hanno una svolta.
Nutrivo da molto tempo il sospetto che il padre di Ciccio e Tore non fosse
l'assassino dei suoi figli, ma era difficile sostenere che non fosse colpevole
di niente un genitore dai modi bruschi che è stato visto per ultimo in
compagnia dei due bambini di Gravina. Ecco perché credo che non sia giusto
applaudire un uomo che si è macchiato di una colpa, seppur non omicida, ma
indirettamente causa di una morte, peraltro molto sofferta. Posso tutt'al più
giustificare la solidarietà dei concittadini di Filippo Pappalardi dopo la
scarcerazione, perché forse è uno sfogo dovuto allo stress causato
dall'invadenza delle telecamere e della gogna mediatica che lo reputava
assassino. Se anche fosse vero che Pappalardi non era un buon padre, è stata
eccessiva l'accusa di omicidio da parte dell'ex-moglie (avvelenata ancora dalle
cause del divorzio e dalla custodia affidata al padre). In conclusione, va
detto che, in caso di affidamento, soprattutto di bambini, un padre deve
ritenersi fortunato per averne ottenuto la custodia, quasi sempre affidata alla
madre, e deve meritare l'affidamento con comportamenti virtuosi ed esemplari
(naturalmente, lo stesso discorso vale per le madri). Attendendo la conclusione
dell'inchiesta per pronunciarsi (come sarebbe bene fare sempre in certi casi
oscuri) si può però dire che almeno nella prima fase delle indagini chi indaga
non deve avere idee preconcette: se non si fosse subito individuato un
assassino, e si fossero seguite bene anche le piste dell'incidente, forse quel
buco sarebbe stato esplorato meglio e i due ragazizni trovati subito.
Sull'argomento ha scritto anche l'avvocato Ivan Montone che critica l'operato
dei magistrati: non esistevano indizi tanto gravi da giustificare l'arresto dei
padre dei due sventurati fratelli di Gravina. In napoletano la vocale si scrive
Diego Franchi - Provincia di ROMA Scrivo a proposito della traduzione in
napoletano dello slogan di Veltroni "si può fare". Sono un napoletano
vissuto la gran parte della vita a Roma e ora a
( da "Asca" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Vicenza, 25
mar - ''Il mio scopo e' quello di dare una rappresentanza forte alla nostra
regione e mettere assieme le forze migliori per fare del Veneto un polo di
crescita e catalizzatore di sviluppo, capace di integrare competitivita'
economica, coesione sociale, innovazione e produzione di benessere, sviluppo
sostenibile''. Lo ha detto Massimo Calearo, capolista alla Camera per il Pd
nella circoscrizione ''Veneto 1''. ''La mia presenza sul territorio vuole
essere anzitutto la dimostrazione che cambiare si puo', e che grazie alla
proposta del Partito democratico e' possibile realizzare un'Italia migliore per
i nostri figli'', ha aggiunto Calearo. Da oggi e' online il sito internet per
la campagna elettorale all'indirizzo www.massimocalearo.it, dove saranno
indicate anche le tappe del tour che portera' Calearo in tutte le province
della regione. La presentazione della campagna elettorale e' stata anche l'occasione
per spiegare quali sono i punti fondamentali per Calearo di cui il prossimo
parlamento dovra' occuparsi: il federalismo fiscale, un fisco vicino alle
imprese, il tema della sicurezza e dell'immigrazione, le infrastrutture, la burocrazia e infine il tema dell'ambiente. ''Il nostro Paese
deve fare uno sforzo per essere all'altezza degli altri paesi dell'Europa. Non
serve inventarsi ricette o miracoli, basta guardare quello che fanno i nostri
vicini. Serve un autentico federalismo fiscale, serve un fisco piu' giusto,
serve una burocrazia meno asfissiante perche' anche in
Italia si deve poter aprire un'azienda in un giorno. Oggi il nostro Paese non
offre nessuna attrattiva agli investimenti stranieri proprio perche' la burocrazia e in alcune zone del paese la criminalita'
organizzata scoraggiano gli investitori. Dobbiamo tornare ad essere competitivi
anche e soprattutto come sistema paese''. Calearo ha poi sottolineato altri
temi in cima alla sua agenda delle priorita': la sicurezza e la questione
immigrati. ''Va approvato subito il pacchetto sicurezza, ma soprattutto bisogna
fare in modo che chi e' condannato sconti effettivamente e fino in fondo la
pena''. ''Per lo sviluppo del nostro Paese - ha aggiunto poi Calearo - bisogna
rimettere in cima alla lista delle priorita' le infrastrutture. Oggi l'Italia
e' fanalino di coda dell'Europa non solo per la rete autostradale, ma anche per
quella ferroviaria. Mentre Germania e Spagna sono passate da
( da "Gazzettino, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
FerraraLili Ascoli
Magrini ha compiuto 101 anni il 31 dicembre scorso e ora, con la nuova sentenza
della Corte dei Conti, ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia italiana, che le aveva
bloccato il vitalizio concessole come vittima della Shoah. Descritta da chi la
conosce come una donna lucida e di buona memoria, l'ultracentenaria vive ancora
nella sua casa nel centro storico di Ferrara. "La mia vita è stata costellata
di tante partenze e tappe forzate, con amare sorprese dietro l'angolo.
Questa è l'ultima in ordine di tempo", aveva commentato amaramente quando
le ritirarono l'assegno.Nel novembre 2006 una sentenza d'appello della Corte
dei Conti non riconobbe a Lili Ascoli Magrini il vitalizio che le spettava come
discriminata, dal 1938 al 1945, dalle leggi razziali e poi dalla persecuzione
da parte dei nazifascisti. Non solo, ma la donna avrebbe anche dovuto
restituire i compensi che aveva ricevuto negli anni, circa 40.000 euro. Si è
così rivolta a un avvocato. "È un elementare dovere dello Stato risarcire
con un vitalizio l'ingiustizia subita dalle vittime delle leggi razziali e ora
bisogna risolvere il problema una volta per tutte, dando direttive precise alla
Commissione che decide sulle domande di riconoscimento", commenta il
sottosegretario della Giustizia Luigi Manconi.Nata a Graz, in Austria, figlia
di un medico, Lili giunse a Ferrara dove conobbe l'avvocato Renzo Bonfiglioli,
nota figura di benefattore cittadino, che divenne suo marito e che per le sue
origini ebree fu internato per oltre un anno allo scoppio della seconda guerra
mondiale nel campo di concentramento di Urbisaglia. La madre venne arrestata
dai nazifascisti a Cannobio, fu deportata ad Auschwitz e qui uccisa, mentre i
figli della signora Lili, Dori e Geri, vennero allontanati da scuola. Tutti si
salvarono grazie ad un avventuroso viaggio in Svizzera, ma al ritorno a
Ferrara, dopo la guerra, la famiglia trovò la propria casa distrutta e
saccheggiata. Lili Ascoli Magrini ricevette un vitalizio grazie ad un decreto
ministeriale del '97.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lui mediatore
culturale lei operaia: la coppia della Costa d'Avorio si è sposata col rito
cattolico africano a San Giuseppe Amici in costumi tradizionali tra i vicentini
del quartiere, coro parrocchiale e tam tam: un colorato via vai da Arca di Noè
L'Arca di Noè oggi è la chiesa di San Giuseppe, quella vicentina a forma di
astronave davanti al Mercato ortofrutticolo. Nella notte di Pasqua se ne
accorgono gli invitati al matrimonio con rito cattolico africano che lì si
celebra per due sposi della Costa d'Avorio, Germain Kouame e Roseline Agba.
Come solo nell'Arca succede, c'è posto per tutti, senza capire bene perché sia
così facile. Un po' la stessa storia di quella pagnotta e quelle due sarde che
sfamarono una folla da stadio.C'è posto innanzitutto per quelli della comunità
ivoriana giunti anche da Padova, sembrati cento in chiesa, e almeno il triplo
alla festa svoltasi subito dopo in patronato. Ma c'è posto anche per i fedeli
di San Giuseppe, che alla veglia pasquale di solito si pestano i piedi, per il
coro camerunese Lounge Divine sommato a quello parrocchiale, per un'infinità di
bambini bianco-cioccolata sparpagliati fin sull'altare, per i suonatori di tam
tam acquattati in seconda fila, per le suore ballerine di Nostra Signora della
Pace, e addirittura per la principessa Anna Beatrice Nanna Beneoua,
visibilmente felice di lasciare la divisa di un'impresa di pulizie per
indossare la sfolgorante veste nero-dorata con cui aggiungersi ai fotografi
della cerimonia.E c'è di più. Ovvero un copione apparentemente studiato nei
dettagli, ma in realtà abbandonato alla più pura improvvisazione. Si vedono
così catechiste vagare alla ricerca di bambini a cui affidare le candeline,
scout quasi dimenticarsi di raccogliere le offerte, coppie uscire di soppiatto
pensando non a torto di avere sbagliato chiesa, coristi accudire figli tra una
canzone e l'altra. Attorno a Noè l'atmosfera non doveva essere tanto diversa,
con gli ippopotami da spingere in fondo mentre qualcun altro metteva tinozze
sotto il diluvio universale per lavare neonati urlanti. A trent'anni esatti
dalla sua inaugurazione, la chiesa costruita sul disegno dell'architetto Sergio
Ortolani, dà ragione a quanti l'hanno sempre scambiata per un disco volante,
con la sua sopraelevata forma oblunga e i suoi giganteschi oblò. Se in pieno
Duemila un'Arca ancora funziona, la forma può essere solo quella di
un'astronave, con cui prendere la rotta del cielo stellato il giorno prima che
la Terra scoppi.Questo matrimonio ivoriano serve anche a fare una simulazione
del decollo, con risultati splendidi. A cominciare dall'ingresso. Niente lui
impietrito nel suo gessato sotto l'altare, e lei che "appare" sulle
note di Mendelssohn pensando alla tenuta del trucco sotto il braccio di papà.
Germain e Roseline entrano invece fianco a fianco, come due che sono già in
cammino da tempo, e vengono qui a dire quanto è bello camminare assieme. Li
accompagna l'amica Therese, che trascina fino all'altare il valigione dove sono
contenute le vesti tradizionali africane da indossare durante la cerimonia, i
"kita" intessuti a mosaico e sparsi di brillanti. Bastano i primi, a
fantasia oro e vinaccia, per esaltare la bellezza di lui, quarantaduenne
mediatore culturale in servizio al Comune di Padova, e quella di lei, sette
anni più giovane, operaia in una ditta di abbigliamento. Entrambi sono alti,
Germain con possenti tratti da guerriero, Roseline con la grazia che ricorda
un'aurora africana. Quando i diademi dorati si posano sui loro capi, diventano
i sovrani a cui fanno da testimoni la pensionata vicentina Luciana Lokar, a sua
volta in kita ("una mamma italiana di Roseline", racconta
intenerita), e l'amico ivoriano Stanislas Kouadio. A lui tocca in dote anche
una madrina, la maestra Angelica De Boni. Necessaria perché, dopo averci
provato vanamente da altre parti, qui, prima del sì, lo sposo riesce a farsi
battezzare. Succede così che, quando il minuto parroco di San Giuseppe, don
Ferdinando Pistore, asciuga la fronte bagnata di questo imponente figlio di
Dio, i due ricordano un pugile e il suo allenatore all'angolo, in attesa che
suoni il gong. Immagine perfetta per una vita così simile a una battaglia, come
ricorda l'assenza dei congiunti, messi al tappeto da una burocrazia che ha impedito il loro viaggio in Italia. Dall'Africa arriva
comunque l'altro sacerdote celebrante, padre Benoit Adou, rettore della
Missione Africana di Padova, oltre agli sfolgoranti alleluia del coro Lounge
Divine, alle ceste di frutta deposte sull'altare al momento dell'offertorio, e
al riso Tchep consumato con speziate bibite al Bissap durante il party
protrattosi fino all'alba.E poi si ha il coraggio di dire che un
progredire non esiste. Quando, giusto 40 anni fa, il vicentino Goffredo Parise
scriveva dei bambini biafrani che la fame spegneva davanti ai suoi occhi di
reporter, l'Africa era un mondo lontano, totalmente separato da questo. Oggi
qualcuno c'è che si salva da quell'inferno, e viene a sposarsi e a fare festa
in un'Arca di Noè a forma di astronave, ormeggiata davanti al Mercato di
Vicenza.Stefano Ferrio.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il cieloplumbeodi
Porto TolleHo sempre sostenuto che se una persona fa politica perché crede in
qualcosa e si muove nell'ambito della legalità per trovare soluzioni a ciò che
egli rappresenta (o ritiene di rappresentare) quella persona va incoraggiata ad
andare avanti, anche se risponde ad idee e vedute contrarie alle tue.Ma in
presenza di quello che sta succedendo a Portotolle, questo mio convincimento
comincia a vacillare.Non riesco a capire quale motivata giustificazione possa
indurre un consigliere comunale dopo ciqnue anni di dura opposizione (a volte
con offese personali) a 30 giorni dal voto accettare la candidatura nella lista
dello stesso sindaco?Quello che è più grave è che questi signori rivendichino
la loro provenienza partitica e lascino correre il fatto che Finotti sbandieri
(giustamente dal suo punto di vista) l'operato sin qui fatto, cioè esattamente
quello che gli Azzalin, Boscolo, Fecchio, Banin hanno contestato sino ad
oggi.Del resto che il cielo della politica non sia azzurro è noto: se pensiamo
che capolista nel Veneto per il Pd c'è un signore che si chiama Massimo
Calearo, e che questo partito si rivolge ai lavoratori e ai pensionati la dice
lunga.Ma se in Italia il cielo non è azzurro, a Portotolle è plumbeo.Basta
leggere le cronache locali: due liste contrapposte tenute a battesimo da
assessori regionali che dovrebbero avere gli stessi obiettivi.Renzo Marangon
sponsorizza Mancin, il quale definisce la sua lista l'unica vera di destra.La
sua collega Isi Coppola, Finotti, dimenticando (anche lei smemorata?) che solo
poco tempo fa aveva polemizzato con lo stesso, accusandolo di accettare tutto
ciò che proponeva l'Enel.Se questi sono gli esempi della nuova politica,
ridatemi la vecchia.C'è solo un fatto da registrare: la rete che Enel ha calato
in questi anni ha preso proprio tutti.Luigi PizzoPorto TolleL'Ici colpiscechi è
fiscalmentea caricoDopo tanti anni di conclamate promesse di equità,
razionalità e trasparenze fiscali, il fisco italiano, più volte sotto accusa, è
rimasto insensibile alle più manifeste esigenze legislative per un radicale
mutamento in difesa dei nuclei familiari meno abbienti, delle famiglie
monoreddito e soprattutto, del costituzionale prelievo tributario in rapporto
alla reale capacità reddituale prodotta.È pur vero che per quanto attiene al
prelievo erariale Irpef la tassazione immobiliare sull'abitazione principale è
stata totalmente azzerata.Ma il quesito fiscale più importante e più volte
formulato ai nostri parlamentari veneti è rimasto sinora privo di un'autorevole
parere risolutivo: si può configurare soggetto passivo dell'obbligazione
tributaria la persona che vive fiscalmente a carico e quindi non produce alcun
reddito?.Per essere più espliciti: è costituzionalmente legittimo pretendere
l'onerosa imposizione Ici sulla cosiddetta abitazione principale da tutti quei
comproprietari (coniuge, figli, ecc.) privi di ogni personale cespite di
sostentamento e facenti, spesso, parte della tipica famiglia monoreddito?.Il
dissenso generale per siffatta imposizione locale trova il suffragio politico
persino nelle molteplici declamazioni pubbliche dove non si lesina definire
demenziale il pretendere forzoso di balzelli a chi vive fiscalmente a carico
con il riconoscimento ministeriale del misero assegno familiare mensile di 11,33
euro.Si confida, pertanto, nell'auspicato intervento politico dei nostri
parlamentari.G.F.Nuova coscienza fscaleL'exportnelle regioniautonomeNel
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caro Gianni,poche
righe queste, ma accompagnate da un grande sentimento di stima e riconoscenza
per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti alla raccolta delle firme
di presentazione della Lista civica regionale Amici di Beppe Grillo. Senza di
Te, per il poco tempo che le dimissioni del governatore ci hanno dato, mai
sarebbe stato possibile raccogliere le oltre 1000 firme che al di là della
condivisione per l'iniziativa, dimostrano l'innegabile esigenza dei cittadini
per un cambiamento all'interno della politica. Sappiamo di averti creato dei
grattacapi, ma hai agito come sempre da uomo giusto, aperto alle istanze della
gente, esempio di democrazia. Di questo ti siamo grati e speriamo di poter ricambiare
la fiducia. Il tuo comportamento è stato un segno di civiltà che non abbiamo
dato per scontato. Purtroppo la burocrazia, ed i media, uniti ad una politica blindata da due schieramenti
opposti ma del tutto consociati, non hanno permesso all'inesperienza di chi si
è accostato a questo mondo, di presentare la volontà della gente a
rappresentarli in regione, ma convinti delle nostre battaglie e credendo di
poter andare avanti anche grazie a persone come te, vogliamo dimostrarti
con questa tutta la nostra stima".Saverio Galluccio.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fabio Crivelli:
"La musica costa troppo" Il gestore di Santi Angeli critica le
pretese di band giovani che pesano sugli organizzatori TrevisoLa scena musicale
trevigiana vive anche del lavoro dei gestori dei locali, delle associazioni
culturali, delle radio e degli studi di registrazione. Dopo l'opinione dei
musicisti (Gazzettino del 23 marzo), tocca ora agli esponenti di queste
categorie esprimere la propria posizione, che del resto è molto vicina a quella
degli artisti in particolare per quanto riguarda l'insufficienza degli spazi
dove esibirsi. Alcuni degli intervistati ritengono però che, nonostante ci
siano buone ed interessanti proposte, le nuove generazioni siano poco
"umili" e vogliano subito il successo (nonché un cachet elevato).
"In Provincia ci sono molti validi musicisti; sia nell'ambito della
canzone d'autore, ma anche nel blues e nel jazz, per non parlare delle rock
band e dei generi più di nicchia come metal e core", dice Andrea Maroelli
dell'associazione Officine per lo Spettacolo. Il problema è che gli spazi per
esibirsi non sono molti: "Esistono due problemi - commenta Antonio Donner
dello studio di registrazione Imputlevel di Conegliano, - il costo per i
gestori dei locali della musica live e la cultura cittadina che è orientata su
altri tipi di business. I costi che deve affrontare un gestore di un locale
pubblico sono elevati, una band che propone uno spettacolo diventa un costo
aggiuntivo se non è ammortizzato e per esserlo la band che si esibisce deve
avere un seguito di pubblico che consuma. Meglio un dj che porta più gente e
costa meno. Quando lo spazio è quello esterno di una
piazza, ci sono costi accessori e burocrazia. Poi, l'economia di Treviso è costruita sul modello nord-est che
ha poco tempo e spazio per le iniziative di questo genere". Molti artisti
così suonano all'estero: "Alcuni artisti trevigiani hanno un buon seguito
in Europa, partecipano a festival e concorsi. E' un problema più in
generale italiano, non solo trevigiano. E poi i gestori spesso non hanno molta
cultura musicale. Credo che se una band suona bene, la gente rimane, bisogna
abituare le persone ad ascoltare buona musica", dice Mauro Spinelli di
Radio Base. Ma gli spazi volendo ci sono: "Ad esempio i concorsi musicali.
Non portano ad avere contratti discografici, ma se non altro danno visibilità,
permettono ad un autore/band di fare esperienza e confrontarsi", commenta
Maroelli. Una giovane band che produce musica propria deve darsi da fare e
dimostrare umiltà: "La mentalità della zona tende a privilegiare le cover band,
ma le occasioni per farsi conoscere non mancano, anche se non sono molte.
L'importante è lavorare con umiltà e impegno, la vita prima o dopo premia.
Bisogna avere pazienza e darsi da fare, non sognare la vita dell'artista ad
occhi aperti", dice Maroelli. Il problema della poca umiltà delle band lo
sperimentano i gestori dei locali: "Molti intendono fare live come fare
soldi - afferma Fabio Crivelli del Santi Angeli Music House di Giavera del
Montello, - i locali sono in crisi, chiudono, non si può pretendere un alto
cachet. Anch'io sono musicista, e come altri suono per il piacere di suonare.
". Molto però dipende anche dal fattore promozione, "mancano le
persone che promuovano i gruppi, gli uffici stampa competenti - dice Mauro
Spinelli, - e le band devono capire che per farsi conoscere devono iniziare
suonando anche gratis".Sara De Vido.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MARCO SIGNORINI
DI USCIRE dalle scuole superiori sapendone poco o niente di matematica proprio
non ne vogliono sapere e se qualcuno mai, in futuro, dovesse rimproverarli per
le lacune che hanno, pretendono che sia chiara una cosa: la colpa non è loro perché
quello che hanno sempre chiesto è un professore 'presente' che insegnasse loro
a 'far di conto'. Un 'sogno' per gli studenti di quattro classi di un istituto
superiore di Adria che, non potendone più delle assenze del loro insegnante,
hanno deciso di rivolgersi al nostro quotidiano con la speranza che qualcuno si
muova per garantire quello che è un diritto sancito dalla Costituzione:
l'istruzione. "SI DICE che la matematica non sia un'opinione, che andare a
scuola sia un diritto, e che insegnare sia un dovere oltre che ad essere un
lavoro ? spiegano gli studenti ?. Ma, soprattutto, secondo noi, l'insegnamento
è una vocazione. Imparare la matematica, come le altre materie, per noi alunni
è una cosa molto importante perché si tratta di una delle materie base della
nostra scuola, senza, ovviamente, nulla togliere alle altre. Purtroppo per noi
però ? proseguono con amarezza gli studenti ? questa materia per quasi tutto
l'anno scolastico ci è stata negata. Il motivo è presto detto: la causa è da
imputare alle numerose assenze dell'insegnante titolare della cattedra che,
attualmente, manca da circa un mese". Assenze 'scaglionate' che,
difficilmente, pare superino le due settimane non permettendo di nominare un
supplente della stessa materia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che
ha spinto i ragazzi a fare qualcosa in vista del loro futuro. Una mossa per non
restare in balia degli eventi, considerando che l'insegnante ? di cui i ragazzi
fanno nome e cognome ? pare sia stato presente con il conta gocce. "NOI
STUDENTI ? sottolineano ancora i giovani ? ignoriamo il motivo delle così
numerose assenze e vogliamo pensare che abbia i suoi buoni motivi per non
essere presente alle lezioni. Ma un fatto è certo: a noi viene negato
l'insegnamento della matematica. Questo andrà a discapito del nostro futuro e
della nostra formazione scolastica. Per cui noi ci troveremo svantaggiati
rispetto agli altri studenti che potranno imparare questa materia". Parole
pronunciate da giovani che, però, lasciano trasparire tutta la loro saggezza.
"Non bisogna anche dimenticare l' enorme sacrificio delle nostre famiglie
per mandarci a scuola ? aggiungono ancora gli alunni ?. Pertanto noi vorremmo
chiedere alla collettività, o a qualcuno che ci possa ascoltare ed aiutare di
risolvere il nostro problema". UN APPELLO molto chiaro, una richiesta di
Sos lanciata al mondo degli adulti che non può e non deve restare indifferente
anche se i ragazzi ritengono doveroso fare una precisazione. Una precisazione
dove si sottolinea la grande disponibilità del preside che, con grande
professionalità, ha ascoltato le richieste dei ragazzi cercando di risolvere il
problema. Un impegno che si sta scontrando da tempo con quella che, in Italia,
è la più grande nemica della: la burocrazia.
"RESTA inteso che al nostro preside, abbiamo fatto presente più volte il
problema ? concludono i ragazzi ? ma evidentemente non ha i mezzi necessari per
risolvere la questione. Così, però, non si può certo andare avanti". -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ando che un briciolo
di giustizia terrena se l'è conquistata prima di varcare la soglia dell'aldilà.
Ha vinto la sua ultima battaglia, quella contro la burocrazia, che le aveva sospeso il
vitalizio a cui aveva diritto come vittima della Shoah: Lili Ascoli Magrini,
ferrarese, due anni fa si vide revocare l'assegno mensile dalla Corte dei Conti
e chiedere indietro 40mila euro "impropriamente percepiti". Il
caso finì sui giornali e in tivù. Lei, così vecchia e battagliera ma
lucidissima, rispolverò tutta la grinta che le aveva permesso di sopravvivere
alla tragedia della madre, morta ad Auschwitz, e del marito rinchiuso nel campo
di Urbisaglia mentre i suoi due figli venivano allontanati da scuola nel '38
con l'introduzione delle leggi razziali. Tutti poi si salvarono
avventurosamente in Svizzera, e al ritorno trovarono la casa saccheggiata e
distrutta. La stessa dove ancora vive Lili, con i suoi 101 anni di memorie e
un'ultima significativa vittoria. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA CRISI quando si
abbatterà sul serio su di noi - non è detto che sia ora, ma prima o poi ciò
fatalmente avverrà - sarà infinitamente più grave di quella del 1929. Allora
infatti il mondo non era ancora così integrato, c'erano ampi margini di
sopravvivenza e vie di sfogo. Oggi il modello di sviluppo è unico e planetario
e quindi il collasso, quando avverrà, sarà planetario. Dal '
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
? FERRARA ? DUE ANNI
fa, con una decisione che aveva suscitato polemiche, le aveva tolto il
vitalizio previsto per le vittime delle persecuzioni razziali; non solo, ma
avrebbe anche dovuto restituire i compensi che aveva ricevuto negli anni, circa
40.000 euro. Ora la Corte dei conti (sentenza numero 122 pubblicata il 7 marzo
scorso), ha fatto marcia indietro, riconoscendo il beneficio a Lili Ascoli
Magrini, l'ebrea centenaria di Ferrara (ha compiuto 101 anni il 31 dicembre
scorso) il cui marito era stato internato in campo di concentramento, il figlio
espulso da scuola nel periodo fascista, mentre la mamma era morta in un campo
di sterminio. L'INTERNAMENTO del marito Renzo Bonfiglioli nel campo di
Urbisaglia dal 1940 al 1941, la morte della mamma in un lager nel 1944 e
l'espulsione del figlio Gerio dalla scuola pubblica "non possono costituire
direttamente atti di violenza" nei confronti della donna aveva allora
argomentato la Corte, togliendole "l'assegno di benemerenza". A
determinare il dietro-front dei giorni scorsi, alcuni documenti, presentati
allora dalla donna ma che non erano stati valutati: atti che comprovavano ?
come sottolinea la prima sezione d'appello dell'organo di giustizia contabile
(consigliere relatore Rita Loreto) ? l'internamento cui la stessa Ascoli
Magrini fu sottoposta, dal marzo del 1944 all'aprile
( da "Vita non profit magazine" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 21/03/2008 --> E'tempo di bilanci.In giro per l'Italia e
l'Europa si raccolgono però opinioni non proprio rosee circa l'efficacia di
questi progetti Progetti Equal. è tempo di bilanci. In giro per l'Italia e
l'Europa si raccolgono però opinioni non proprio rosee. Si tratta di un punto
di vista non basato su analisi valutative, eppure sembra di percepire,
soprattutto in questa fase di "sciogliete le righe", molta stanchezza
e fin qui niente di sorprendente, ma anche sfiducia e scetticismo circa
l'efficacia di questi progetti. Formalmente i risultati "da
formulario" sono stati raggiunti, le rendicontazioni amministrative e le
valutazioni sono accurate e ineccepibili (almeno nella gran parte dei casi). Ma
il problema di fondo è legato al raggiungimento di quegli obiettivi che
sostanziavano la filosofia di questa misura, ovvero la creazione di connessioni
stabili e biunivoche tra interventi settoriali (inclusione, pari opportunità,
occupabilità, ecc.) e processi socio-economici locali. L'impressione è che solo
in pochi casi, queste sì "best practice", si sia realizzata una vera
e propria saldatura tra politiche settoriali e processi di sviluppo locale.
Perché ciò non è avvenuto? Quali sono le cause? > Sarebbe utile che il terzo
settore, o almeno le sue componenti più sensibili e rappresentative,
intraprendesse un'attività di autovalutazione su base volontaria, visto che sul
fronte istituzionale le iniziative latitano o si concentrano solo sugli
elementi di successo. Riflettere sulle difficoltà incontrate può aiutare a
ripensare, anche in profondità, non solo la struttura ma anche l'approccio del
terzo settore a questa misura (e ad altre simili). L'impressione generale è che
la maggior parte dei problemi di Equal vengano dal suo principale elemento di
innovazione, ovvero il soggetto gestore. Le "partnership di sviluppo"
costituivano una forma gestionale inedita, strettamente legata all'efficacia
dei progetti. La presenza di un organismo in forma reticolare e radicato
localmente doveva garantire infatti una maggiore coesione interna delle
"filiere settoriali" (ad esempio i soggetti impegnati nelle attività
di inclusione) e contemporaneamente maggiori opportunità di connessione ai più
ampi processi di sviluppo locale. In realtà le partnership spesso hanno sofferto di autoreferenzialità e di burocrazia. Sono sembrate molto più
preoccupate di regolare i propri rapporti interni piuttosto che aprirsi al
territorio. Ecco quindi che l'implosione delle partnership ha generato un
doppio blocco: da un lato per le difficoltà a promuovere e a dare visibilità
alle iniziative "sul campo" chiamate a sperimentare nuove attività e
servizi e, dall'altro, per i problemi legati alla scarsa strutturazione
(o assenza) di un efficiente sistema di governo dello sviluppo locale. Questa
duplice impasse è all'origine del fallimento sostanziale di molti progetti
Equal: le sperimentazioni sono rimaste tali; l'innovazione non è stata
"messa a sistema" dall'attività di policy making e quindi non ha
generato un significativo "effetto leva" per lo sviluppo. Come si possono
superare queste difficoltà? La domanda è cruciale perché i progetti del
prossimo periodo di programmazione confermeranno a livello di gestione
l'impostazione di Equal, ed inoltre altre linee di finanziamento intendono
proporre, e in qualche caso rafforzare, il carattere reticolare della gestione.
Ecco quindi qualche indicazione utile soprattutto ad alimentare dibattito. 1.
La fase di progettazione dell'iniziativa dovrebbe essere oggetto di attenta
valutazione non solo per quanto riguarda il contenuto delle singole attività
progettuali, ma anche guardando all'impostazione e al funzionamento
dell'organismo di gestione. Si potrebbero, ad esempio, premiare attività di
networking che insistono per tutto l'arco di esecuzione del progetto. 2.
Dovrebbe esserci maggiore attenzione rispetto alle modalità adottate per dare
continuità alle sperimentazioni, valutando positivamente tutte quelle
iniziative volte ad "accreditare" il progetto all'interno dei sistemi
istituzionali dove si definiscono e si implementano le politiche locali, anche
per recuperare nuove risorse aggiuntive rispetto al finanziamento comunitario.
( da "PrimaDaNoi.it" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CHIETI. Tornano
d'attualità (ma per la gente comune sono sempre attuali) i problemi legati alle
lunghissime attese per le visite mediche e gli interventi ospedalieri.
Sollecitato da un articolo di stampa il manager della Asl di Chieti, Mario
Maresca, espone il suo punto di vista circa il perché i problemi da sempre non
vengono risolti. "Il problema delle liste di attesa è una questione annosa
e uniforme, o quasi, in tutta Italia. Si lavora, si lavora, ma le difficoltà
nel risolverlo sono molteplici", dice Maresca che poi evidenzia le
criticità principali che sono: 1) La richiesta abnorme di esami radiologici (in
Italia sono otto volte superiori alla Germania). 2) L'impossibilità di
utilizzare le apparecchiature per 24 ore al giorno, soprattutto per la carenza
di personale tecnico. 3) Il 30% delle persone prenotate non si presenta,
lasciando il medico in attesa passiva. 4) Oltre il 95% degli esami è negativo e
ciò evidenzia un'eccessiva leggerezza nella richiesta di esami da parte di
utenti e medici. 5) Vi è una carenza di informazione e di cultura. Gli esami
non necessari possono essere pericolosi, tant'è che le statistiche parlano di
una mortalità dall'esposizione ai raggi pari all'uno per mille. 6) Vi è un
aumento di richieste per la curiosità di sottoporsi a diagnosi da nuove
tecnologie per esami che si rivelano non necessari. La controprova è che, con
l'arrivo di nuove apparecchiature, si verifica un'impennata delle richieste.
Morale: l'offerta alimenta la domanda! 7) Vi è l'impossibilità di confrontare
in tempo reale esami a distanza di tempo a causa delle carenze informatiche.
L'ospedale ideale deve consentire le prenotazioni on line, il pagamento
telematico del ticket, deve avere reparti interamente informatizzati e abolire
il cartaceo. Ecco allora che la risoluzione potrebbe essere un percorso lungo e
tortuoso. "Noi alla Asl di Chieti", spiega Maresca, "stiamo
facendo del nostro meglio puntando sulla riorganizzazione delle procedure
interne; l'informatizzazione a rete che permetterà verifiche e controlli in
tempo reale; il controllo di appropriatezza delle prestazioni; la formazione
del personale; la forte collaborazione con i medici di medicina generale".
Eppure la situazione attuale nella Asl di Chieti è di sofferenza, secondo il
manager, "per i gravissimi ritardi del passato", ma è anche "in
forte evoluzione progettuale e realizzativa, malgrado i freni di un sistema che
tarda, per età e timori, a sposare le nuove metodologie". "Il
cambiamento non lo si digerisce in pochi anni", è il parere di Maresca,
"ma la pressione sul sistema è forte e darà i risultati attesi: qualche
avvisaglia è già visibile. Entro il 2010 dobbiamo pertanto cambiare la cultura
del sistema e, con una forte attività di formazione, avviare la nuova azienda
ospedaliera". NIENTE SOSPENSIVA PER IL RICORSO CONTRO L'APPALTO DI
LAVANDERIA Intanto la sezione staccata di Pescara del Tribunale amministrativo
regionale dell'Abruzzo ha rigettato l'istanza di sospensiva ? presentata dalla
Hospital Service Srl ? del provvedimento con il quale l'Azienda sanitaria
locale di Chieti ha escluso tale società dalla gara per l'affidamento dei
servizi di lavaggio e noleggio della biancheria. La Hospital Service aveva
presentato un'offerta anomala, giudicata "nel suo complesso
inaffidabile" dalla commissione aggiudicatrice. Per la dodicesima volta in
due anni ? tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato ? i giudici
amministrativi hanno respinto le pretese di tale ditta, che aveva gestito in
precedenza l'attività, muovendo una serie di rivendicazioni e contestazioni
riferite sia alla vecchia gara sia alla nuova. Il servizio di lavanolo
prosegue, senza interruzione dal momento dell'affidamento, con il nuovo
gestore, la Servizi Ospedalieri Spa che si è regolarmente aggiudicata
l'appalto. 25/03/2008 13.59.
( da "Asca" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 25
mar - ''Per guarire il trasporto pubblico romano, oltre alla cura del ferro, ci
vuole una massiccia iniezione di concorrenza. E questo sara' possibile solo con
una dose robusta di liberalizzazioni''. ''Il trasporto pubblico ha un disperato
bisogno di efficienza; oggi il costo del biglietto dell'autobus o del tram non
e' soltanto quello che paghiamo al tabaccaio o all'edicola, ma e' maggiorato da
un costo occulto che paghiamo in tasse e che e' prodotto da debiti,
inefficienze, ritardi e burocrazie delle aziende che operano in regime di
monopolio. E' ora di finirla, e questo significa dire 'stop' agli affidamenti
in house e assicurarsi la certezza di una gestione indipendente delle gare.
Vedrete che avremo in breve tempo maggiore trasparenza, efficienza e qualita'
dei servizi''. Lo afferma Francesco Soro, coordinatore della lista civica ''per
Rutelli''. ''Un mercato aperto sara' fonte di opportunita' per tutti, imprese e
cittadini, anche se - conclude Soro - questo la destra si ostina a non volerlo,
come dimostra inequivocabilmente la candidatura di Bittarelli, il capopopolo
dei tassisti che ha paralizzato Roma per protestare contro alcune misure minime
di liberalizzazione dei taxi, che e' estremamente indicativa dello spirito
corporativo e anticoncorrenziale che serpeggia tra le fila del PDL''.
bet/sam/rob (Asca).
( da "Provincia di Lecco, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MALGRATE Iniziano le
manovre elettorali in paese in vista delle prossime elezioni amministrative
Conca prima provoca e poi tende la mano a Morleo MALGRATE(p. zuc.) Prime
manovre elettorali in vista delle prossime amministrative: l'assessore Marco
Conca tende la mano nientemeno che all'avversario storico della giunta Codega,
Adriano Morleo, attualmente schierato con "Obiettivo Persona". Gli
manda anzitutto a dire, con riferimento ai suoi compagni di squadra: "Caro
Adriano, ti sei alleato con le persone sbagliate. Nel nostro gruppo avresti
potuto essere una "risorsa tecnica". Sei circondato da ex consiglieri
della vecchia maggioranza che, loro sì, hanno ?fatto il piano regolatore?,
quello la cui responsabilità imputi impropriamente a noi chiamando in causa
anche le nostre professioni; ti ricordo ? continua Conca nella sua premessa -
che noi abbiamo "solo" ereditato il piano urbanistico e,
responsabilmente, ne abbiamo chiuso l'iter. Abbiamo approvato un piano che non
ci piace, ma era tardi ormai per ribaltarlo. Grazie, dunque ? manda a dire
Conca - per l'ennesima problematica eredità. Ora, però, abbiamo dato un
incarico per l'elaborazione del nuovo Piano di governo del territorio". E'
su questo che Conca getta a Morleo un ponte: "Potremmo anche discuterne
insieme ? gli manda a dire - Caro Adriano, guarda al futuro. E' vero, i
malgratesi tireranno le somme a fine mandato di ciò che è stato e ti posso
garantire già da ora che saranno positive per ciò che noi stiamo facendo con
impegno, in un periodo particolarmente difficile a causa del caro-vita,
sostenendo le famiglie con servizi e iniziative sociali sotto gli occhi di
tutti". L'apertura di Conca verso Morleo non è detto che giunga, peraltro,
gradita non solo al destinatario, ma anche al resto del
gruppo del quale l'assessore è parte: solo pochi giorni fa "Malgrate per
tutti" ha firmato un durissimo comunicato contro lo stesso Morleo,
infarcito di impietosi giochi di parole. Quanto al Conca stesso, si è già
manifestato più volte critico nel corso della legislatura verso le dinamiche
della politica e della burocrazia. 25/03/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 25-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rsione scolastica ed
azioni per la formazione e la crescita della persona umana nel lavoro Chiude il
Centro di formazione professionale dell'Opera Don Guanella, accreditato in
Regione Lombardia dal 2002, certificazione di qualità per la gestione, progetti
contro la dispersione scolastica ed azioni per la formazione e la crescita
della persona umana nel lavoro. Un lavoro vero, che consente a se stessi di
sviluppare tutti i propri talenti, di mantenere la propria famiglia e di
servire la società, dove sono necessari la mente e anche le mani. È lo spirito
di Don Guanella che nel 1886 avviò la Casa della Divina Provvidenza, con la
Congregazione delle Figlie di Santa Maria e poi con la Congregazione dei Servi
della Carità allargò l'assistenza al ramo maschile perché nessuno, bambini,
giovani, anziani, svantaggiati, emarginati, rimanesse solo. Ma per il Centro di
formazione professionale "Gerardo Cattaneo" è cominciato il conto
alla rovescia. In questi anni ha realizzato corsi per operatori nelle aree del
legno arredo e dell'agricoltura e nel settore amministrativo, azioni di
orientamento e di inserimento lavorativo, formazione permanente, formazione di
esperti in bilancio sociale per aziende no profit, ma si occupa pure della
qualificazione e della riqualificazione degli addetti alle tante Case
dell'Opera, sulla legge per la sicurezza, per esempio o dei lavoratori addetti
ai videoterminali, nonché di corsi per ausiliari socio- assistenziali. Ma una
delibera della Regione Lombardia del 21 dicembre