HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 25-26 maggio 2007
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Articoli
Burocrazia (90)
I Giovani padani contestano la Lega
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i tempi lunghi della burocrazia italiana, correremmo tra l'altro il rischio di realizzare centrali atomiche già vecchie rispetto ai progetti". Una eventuale centrale nucleare a Viadana (sito idoneo, secondo il vecchio Piano energetico nazionale) presenterebbe ulteriori problemi specifici: "Gli impianti - spiega Cavatorta - dovrebbero essere ad una certa distanza dalle abitazioni,
VOLPAGO
(Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha
( da "Corriere
delle Alpi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "
A
fine giugno l'atteso cantiere ( da "Alto Adige"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma alla burocrazia pubblica, che aveva rallentato a dismisura la consegna dell'areale, in questi ultimi mesi si sono aggiunti anche ritardi causati dai lavori di allacciamento e appalto. L'amministrazione civica aveva consegnato le chiavi dell'area lo scorso 12 ottobre, ma dopo sette mesi alla ex Bosin è stato solamente effettuato un profondo scavo,
Lavoro
cercasi. Oltre le sbarre ( da "Giornale di Brescia"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia". Ma basterebbe provare ad andare oltre le porte di Canton Mombello e Verziano per incontrare "un mondo che può anche dare". "Certo le nostre procedure non aiutano - ammette ancora il direttore -, e resistono ancora alcuni pregiudizi, ma è soprattutto la scarsa conoscenza delle possibilità che esistono a frenare le offerte di lavoro"
Turismo,
di moda la deregulation ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spiagge e locali notturni Il sindaco: "O così o la città muore di burocrazia". I contrari: "Basta con il "fai da te"" DEHOR A UN PASSO dal mare, cabine in muratura sulla spiaggia e fino a raggiungere la battigia, discoteche aperte e minacciate di chiusura perchè"fuori norma", esercizi pubblici e commerciali a dismisura e ovunque, nel Budello ed oltre.
Il
sì di Marcegaglia<Nucleare avanti>
( da "Secolo
XIX, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di cambiare il modello contrattuale ("basta con i contratti nazionali unici") e di semplificare la burocrazia. "Il problema delle imprese non è solo il costo dell'energia: c'è anche quello dei troppi adempimenti, che costano oltre 13 miliardi di euro l'anno alle aziende". 25/05/2008 ' 25/05/2008 il nord-estsi candidaUna centrale nella nostra regione?
Appalti
pubblici, abruzzo maglia nera ( da "Centro, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abruzzo maglia nera La denuncia di Gavioli (Api Edil): fermi per le lungaggini della burocrazia PESCARA. Abruzzo maglia nera nell'utilizzo dei fondi statali già assegnati per l'edilizia sanitaria: nel 2007 sono stati approvati progetti per 28,3 milioni di euro su un totale di risorse assegnati di 226,3 milioni. Una media del 12,7% a fronte del 62,7% nazionale.
Campo
nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma a causa di una burocrazia-lumaca e in attesa dei pronunciamenti sui ricorsi contro le ordinanze comunali, abbiamo dovuto soprassedere. Stiamo comunque lavorando affinchè la legalità venga ripristinata al più presto". Si tratta di una vertenza davvero delicata da gestire per un piccolo Comune come Montirone.
Maria
rocca sempre a rischio - stefania puorro
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per saltare tutta la burocrazia: l'intento era quello di sostituire totalmente gli infissi (vecchissimi) di Maria Rocca. Ma non è accaduto. Anzi. Nel mese di aprile - ricordano gli autori della protesta - si è sfiorato un altro incidente: il vento ha fatto sbattere una finestra, sul vetro si è formata una crepatura e solo per pura fortuna non è accaduto altro.
Il
rispetto del dolore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA Il rispetto del dolore Egregio direttore, sono costretta a scriverle dopo aver letto le precisazione del dr. A. Traficante dell'Inail di Brescia. Non avrei voluto farlo perchè essendo la zia del Sig. Ferrazzoli può ben capire in quale stato d'animo mi trovo.
Ruspe
ferme tra pioggia e burocrazia - luigi soriga
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sassari Ruspe ferme tra pioggia e burocrazia Dieci proprietari non vogliono cedere, resta l'intoppo dei pali Enel LUIGI SORIGA SASSARI. I pali dell'Enel, i cavi della Telecom, le barricate erette dai proprietari terrieri: le ruspe sulla Buddi Buddi arrancano da sei mesi in mezzo a una selva di ostacoli burocratici.
MONTECCHIO
HA APERTO IERI l'11 sportello bancario a Montecchio. Se
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e dare ad esso risposte cleri, senza la burocrazie dei grandi gruppi bancari". Nella filiale di via XX Settembre, sono state utilizzate nuove e sofisticate teconoligie, come la nuova sala dove i clienti potranno in ogni momento accedere attraverso una carta elettronica per riporrervi oggetti di valore.
QUESTIONE
DI FIRME. La Pallavolo Cesena ha ottenuto le prime due della sua vita,
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma un passo alla volta: ci vogliono dieci-quindici giorni di burocrazia. Definita anche la sede, che sarà in zona stazione. Dopodiché gli appassionati vorrebbero sentire parlare solo di volley giocato. INTANTO c'è già una voce di mercato, anzi forse qualcosa di più. Cesena, infatti, si troverebbe a partire da zero nella sua nuova avventura.
Volpago
(treviso). il federalismo fiscale potrebbe essere già nel dpef a giugno. lo ha
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "
La
guerra è inutile Basta più rispetto per i diritti di tutti
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la semplificazione della burocrazia, restano un'utopia. Come una legge che non consenta a pochi (magari in grado di pagarsi gli avvocati) di bloccare tutto. Per questo guardo con apprensione agli intoppi del progetto City Life: si faccia presto, ne va della credibilità della Giunta e di questa città.
La
burocrazia uccide il futuro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1025 Commento La burocrazia uccide il futuro Commento --> La legge va rispettata, sempre. Se il titolare della Vecchia trattoria ha sbagliato sta pagando a caro prezzo l'errore. Una mazzata da lasciare tramortito un toro. Ristorante chiuso, personale a casa e danno d'immagine difficilmente quantificabile.
De
Nicolo prende la mira Punta a salire sul podio
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di questa nostra trasferta è stata solo la burocrazia". Poi un altro fattore, questa volta climatico, ha colpito il tiratore gialloverde: "Lo smog si vede proprio ad occhio nudo". Questo assieme al caldo umido sarà tra le principali incognite di tutti gli atleti in gara. E anche chi si dovrà misurare nel tiro a segno in poligono, dovrà fare i conti con questo genere di problemi,
Troppi
tagli per i piccoli ospedali, dalla cisl accuse ai vertici della asl
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quanto sopra avviene nel silenzio insidioso della burocrazia interna abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza come la nuova frontiera dell'assistenza domiciliare (che non riesce a garantire più di due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe dolorosissime o forme di non-
Madre
coraggio made in Brianza ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dover combattere contro le barriere architettoniche e spesso contro la burocrazia. "Mio figlio frequenta la terza elementare dell'Istituto Comprensivo Aldo Moro - racconta la mamma -. In questo istituto lo scorso anno sono stati effettuati lavori edili durante i quali è stata realizzata una nuova uscita di sicurezza, l'unica via di fuga se l'uscita principale fosse inaccessibile.
COSA
devono fare gli operatori dell'area della comunicazione per rimanere
competitivi? C'& ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le imprese della comunicazione sono gravate dal peso della burocrazia e da una eccessiva tassazione, e da continue normative a cui le aziende si devono adeguare. Le aziende richiedono chiarezza sugli adempimenti e il pagamento di tasse ed oneri. Per non incorrere in sanzioni è bene avere chiaro il quadro normativo.
L'ASSESSORE
ai Servizi Sociali del Comune di Cattolica Salvatore Epiceno con
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Di sicuro però c'è pure chi, burocrazia o meno, sceglie di tornarsene a casa con i propri guadagni dopo alcuni anni in Italia. "Questo succede _ continua Epiceno _ ma si tratta di una minima parte. La burocrazia fa il resto, ma con le nuove leggi che sono in arrivo la burocrazia sarà sempre più vincolante".
Federalismo
fiscale già nel Dpef ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "
Artigiani,
protagonisti non <subordinati>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, energia e giustizia), e la valorizzazione del lavoro indipendente". Temi che hanno trovato sponda in tutti i politici intervenuti all'assemblea: Gregorio Fontana (Pdl), in particolare, ha rilanciato sulla necessità di "dar vita ad un patto di consultazione con le categorie produttive" individuando Imprese&Territorio come "
Tiziano
bianchi ALA - Era un uomo libero, Gabriele
( da "Adige,
L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ottusità della burocrazia prima di tutto, glielo impedisce. Mamma Loretta, con le lacrime agli occhi, legge le ultime volontà di suo figlio scritte qualche tempo prima di morire su un quaderno di appunti: "voglio che le mie ceneri siano disperse al vento e voglio essere accompagnato dalla musica dei Pink Floyd e di Vasco Rossi".
Il
quarto berlusconi ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma il problema è appunto questo: con quali strutture, con quali burocrazie, con quali apparati e quali politici locali? Forse dovremmo aggiungere: con quali cittadini? Con quelli che manifestano e dicono né discariche né inceneritori? O con i sindaci che capeggiano la protesta in Campania o nella Val di Susa contro la Tav?
Cannavò
in Tribuna: Marzio, mio eroe ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Contro la burocrazia dello sport e il distacco della Chiesa Cannavò in Tribuna: "Marzio, mio eroe" La grande firma celebra il Giro e il cronomen di Piadera: mitici i suoi asini "Il doping ha distrutto i miti di Pantani e Basso ma il ciclismo resta" MASSIMO GUERRETTA Seguire in tivù una tappa del Giro con Candido Cannavò è come vedere un film western con Clint Eastwood.
Quello
che vorrei lasciare ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppe tasse e troppa burocrazia in Italia e gli imprenditori emigrano. E' vero. Però molti dimenticano il costo dello Stato sociale: la nostra sanità è tra le migliori, ma ha un costo; la scuola pubblica ha un costo; gli enti inutili (tremila) hanno un costo; il clero ha un costo;
Studio
la macchina anti-tumori ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cosa non le piace della Francia e non le manca dell'Italia? "La cosa che non mi piace in Francia è la burocrazia e quello che non mi manca dell'Italia è la demotivazione nell'ambiente di lavoro". Tornerebbe a vivere in Italia? "A vivere certamente sì...". Ilaria Gianfagna.
Subito
i voucher raccolta l'appello contro gli abusivi
( da "Provincia
Pavese, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rappresentava la scorciatoia per dribblare la troppa burocrazia. "Con la firma del decreto da parte del ministro del Lavoro e della previdenza sociale e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale - spiega il commissario Vito Bianco -, si è avviata la procedura per la semplificazione delle prestazioni inerenti l'attività di lavoro occasionale dei vendemmiatori".
Gli
zingari strapagano i terreni per costruirci villette abusive
( da "Giornale.it,
Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Conoscendo i tempi della burocrazia italica, gli irregolari possono dormire sonni tranquilli. E continuare l'opera di cementificazione silenziosa. Il sindaco di Corbetta, Ugo Parini, a capo di una maggioranza di centrosinistra - una rarità nella zona - è ormai assediato dai suoi stessi concittadini.
"quell'indennità
di missione adesso va subito cancellata" - camilla povia
( da "Repubblica,
La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: significa che tra la politica e la burocrazia c'è un meccanismo di coincidenza degli interessi, di indulgenza. In poche parole, dobbiamo impedire che si mettano d'accordo. Perché poi, in casi come questo, bastano poche unità per infangare i tanti dipendenti onesti che svolgono ogni giorno il proprio dovere.
La
Cisl all'attacco: stanno smantellando i piccoli ospedali
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avviene nel silenzio insidioso della burocrazia interna, abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza, come la nuova frontiera dell'assistenza domiciliare, che non riesce a garantire più di due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe dolorosissime o forme di non-
BUROCRAZIA
Il rispetto del dolore ( da "Brescia Oggi"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perchè spesso la burocrazia è cieca, saremmo ritornati a casa con la solita frase "è purtroppo un atto dovuto", come per altro con altre parole ha voluto precisare il funzionario, chiamando interpretazione autentica l'atto inviato. Vergogna! È vero che ci sono disposizioni e leggi, ma bastava che sulla busta ci fosse scritto agli eredi,
Campo
nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero
( da "Brescia
Oggi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le abitazioni "illegali" aumentano ma il Comune continua ad aiutare i minori dell'accampamento Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero Le ordinanze di demolizione delle costruzioni bloccate dalla burocrazia Il sindaco incarica un pool di legali e chiede aiuto a prefettura e questura .
Giulianelli:
"Pronti a ragionare su fatti concreti"
( da "Corriere
Adriatico" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Fiere e realizzato da privati si possono abbattere i tempi della burocrazia e riuscire a costruirlo in un lasso di tempo ridotto". Insomma la settimana che va ad aprirsi sarà decisiva per sbloccare la situazione. L'incontro tra Lube ed enti locali dovrebbe avvenire nelle prossime ore e da lì si vedrà se dal dialogo si passerà a quegli atti concreti richiesti dal club pallavolistico.
<Città
di veti incrociati, senza coraggio e apertura culturale>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La recente riforma del codice dei beni culturali ne ha ulteriormente limitato gli spazi operativi, mentre la burocrazia, la mancanza di personale e di fondi adeguati ne hanno condizionato l'efficienza. Oggi le soprintendenze sono necessarie, previo un ammodernamento strutturale e legislativo".Di quale caso importante si sta occupando l'associazione?
<Il
vero tumore dell'Italia è il ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: superare i costi e i vincoli della burocrazia: "Sono condizioni fondamentali per vivere in una competizione globale: o lo facciamo o siamo destinati a scomparire". Per il decano della famiglia di industriali coneglianesi questa è la priorità che sale dell'assise di Unindustria: "Farci lavorare: creare le condizioni perchè noi si possa esprimere le nostre energie,
Raccolta
rifiuti, Coldiretti chiede di ridurre i costi
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia di stampo borbonico, incomprensibile". Gli orticoltori della Coldiretti chiedono che la Provincia rifaccia un disciplinare snello ed efficace, lontando dall'essere un assillante perditempo. All'impresa municipalizzata preposta alla raccolta dei rifiuti, la Coldiretti chiede che vengano diminuite sensibilmente le tariffe che oggi si aggirano intorno ai 160 euro a servizio,
Federalismo
fiscale, il governo stringe i tempi
( da "Gazzettino,
Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A cominciare da una serie di iniziative "che sono ormai pronte" per ridurre la burocrazia a carico delle imprese: ad esempio il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola, o il superamento della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro.
Venegazzù
(Treviso) NOSTRO INVIATO <È ( da "Gazzettino, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: O con una duplicazione di costi e di burocrazie, eliminabili con una "seria privatizzazione e liberalizzazione dei mercati e un contestuale abbassamento del fisco che oggi com'è non attrae investimenti".Musica per le orecchie degli imprenditori trevigiani, ai quali la Marcegaglia esprime riconoscenza per aver sostenuto per primi la sua candidatura alla guida di Confindustria "
Le
scuole "colorate" lanciano un Sos
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alunni non possono aspettare i tempi della burocrazia: sei mesi per un bambino sono una vita. Servono educatori che intervengano nelle classi più multietniche e affianchino le insegnanti con progetti seri".Su questo concorda anche Roberta Bellina, dirigente della media Via Petrarca, che vede il picco di studenti stranieri (18,46\% in media, ma all'ex Bellavitis si arriva quasi al 24\
<Referendum
sul parco>MARIANOPOLI ( da "Sicilia, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ironia della burocrazia, con vincolo paesaggistico imposto proprio dalla Regione". Quindi Lombardo ricorda quanto accaduto nel recente Consiglio comunale monotematico tenuto a Marianopoli, cominciato "sotto i migliori auspici", afferma. "Il presidente - aggiunge il sindacalista - nel riconoscere il valore della petizione firmata da 250 cittadini,
Funzione
pubblica, in rete tutti i dati ( da "Sicilia, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dei costi e della burocrazia". L'operazione è ancora in via di definizione, e l'intenzione è quella di pubblicare sul sito del ministero - come per una azienda - anche gli obiettivi, le valutazioni, gli indicatori finanziari di spesa e di qualità (per questo è stata avviata una collaborazione con l'Istat).
Giorgio
petta ( da "Sicilia, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La difficoltà non è costituita dalla burocrazia, ma dalla mentalità burocratica. Non ci si può aggrappare ad ogni cavillo. Aprire un'impresa deve essere una cosa semplice. Bisogna dare la possibilità di creare occupazione nel rispetto delle leggi. Non è possibile continuare a sperare nel posto di lavoro caduto dall'alto.
Quale
turismo nei parchiNicolosi ( da "Sicilia, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire la burocrazia, che spesso diventa un freno per gli imprenditori che vogliono investire. "Il turismo nei parchi non può avere un vero sviluppo se non si snellisce la pratica burocratica - afferma l'agronomo Luca Mangano - La burocratizzazione e l'accavallamento di responsabilità tra i diversi Enti deputati a vegliare sulle aree protette diventano un blocco allo sviluppo"
Mutui
e azzzzzardi ( da "Giornale.it, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano
Il
sindaco di mandello Vi spiego con i fatti perché le ronde non servono Vorrei
rispondere alla lettera sulle ronde di Mandello, apparsa su queste colonne
nella giornata di venerdì ( da "Provincia di Lecco, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invito quindi la signora ad aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica.
Sulla
piazza Granda prove di <scontro> ma arriva un sofferto sì
( da "Provincia
di Como, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una distrazione che ha prodotto burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili conclusa con la deriva dell'iniziale project financing". Un colpo di fioretto per scaricare sul Carroccio le responsabilità di tre anni di progetti e rinvii, conclusi (in teoria) l'altra sera con la nuova adozione di piazza Granda: "Il nostro gruppo vuole il recupero del comparto dell'
La
replica Se la badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le
invio due righe concise per rispondere alla lettrice che racconta la straziante
vita della badante c ( da "Provincia di Como, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invito quindi la signora ad aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica.
Hanno
detto ( da "Provincia di Como, La"
del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una distrazione che ha prodotto molta burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili. Giuseppe Cerati Il rilancio del centro parte dal connubio tra case, negozi e funzioni pubbliche. Siamo per la politica del fare: lo dimostra l'intervento di via Santo Stefano che la minoranza ha trascinato per anni senza approdare a nulla.
Napoli,
in tribunale i bimbi rom scomparsi
( da "Manifesto,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che dalla burocrazia vogliono sfuggire, rimangono imbrigliati nelle maglie di una procedura complicata. E negli ultimi tempi la situazione è anche peggiorata perché le condizioni di indigenza e elemosina che caratterizzano la vita dei campi vengono scambiate con sempre più facilità per induzione all'accattonaggio.
Settantenne
ultrà senza bandiera ( da "Alto Adige"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vittima della burocrazia: la richiesta inviata con un giorno di ritardo Settantenne ultrà senza bandiera CARPENEDOLO. La richiesta alla Questura è stata inviata. La documentazione spedita in Lega. Ogni dettaglio espletato. Ma alla voglia di un ultrà ultrasettantenne di Mezzocorona di sbandierare sugli spalti dello stadietto di Carpenedolo è stato risposto:
Everest,
l'alpinista valsabbino Manni conquista la vetta
( da "Giornale
di Brescia" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: INTERNO DOPO UN MESE TRASCORSO AL CAMPO BASE, BLOCCATO DALLA BUROCRAZIA E DAL MALTEMPO Everest, l'alpinista valsabbino Manni conquista la vetta La stupenda sagoma dell'Everest, meta dell'alpinismo di alto livello Roberto Manni in una foto d'archivio VESTONE - "Sono arrivato in cima in compagnia di uno sherpa, sono in vetta al mondo e sto bene.
Mifid,
burocrazia per banche e clienti ( da "ItaliaOggi Sette"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia per banche e clienti L'aggiornamento del profilo rischi dei risparmiatori a ralenty Consulenza finanziaria a pagamento per tutti, ma specifica per pochi. E fruibile solo dopo aver affrontato una montagna di burocrazia allo sportello che incombe su ogni investitore, da chi preferisce i Bot a chi opta per i derivati.
Vigili,
passi nella giusta direzione ( da "Tirreno, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cappelli e Laura Cantini che dopo il superamento della solita burocrazia per unire le forze, hanno permesso una pattuglia in più sul territorio, da impiegare speriamo, per gli interventi più difficili. L'Italia dei Valori con altre chiare e concrete proposte, alcune già rese note, chiederà incontri paese per paese con tutti i primi cittadini, per discutere di sicurezza e legalità,
Un
capogiro e scivola in un canalone
( da "Tirreno,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per problemi di burocrazia e di condizioni atmosferiche. La burocrazia impedisce che dalla piazzola dell'elisoccorso di Castelnuovo, attrezzata anche per i voli notturni, possano decollare velivoli di salvataggio. Neppure l'elicottero dell'antincendio, pronto in pochi minuti a partire.
<Troppa
delinquenza perchè non c'è certezza della pena>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soprattutto i recidivi non vengono puniti nella giusta misura, i tempi e la burocrazia della giustizia italiana sono vergognosi, anzi, mi chiedo se esiste, a questo punto, la giustizia in Italia. I ragazzi che hanno ucciso Nicola a Verona erano già noti alle forze dell'ordine per altri episodi, sicuramente meno gravi, ma non per questo esenti da punizioni.
Sea
Crema, grazie ragazze ( da "Provincia di Cremona, La"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Presto però bisognerà guardare al futuro: "Ci ritroveremo sabato prossimo per una grande festa di tutto il sodalizio, con tutte le nostre squadre presenti. Sappiamo bene però che i tempi stringono a livello di burocrazia, quindi credo che al massimo la prossima settimana ci riuniremo con tutta la dirigenza per stabilire il piano dell'anno prossimo".
E
se un giorno sant'erasmo se ne andasse con cavallino - silvio tagliapietra
( da "Nuova
Venezia, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soddisfacendole facilmente e senza conflitti di alcun genere con i loro programmi di sviluppo che ben si adattano anche a S.Erasmo. Ormai siamo stanchi di sentire sempre le stesse chiacchiere e le grandi promesse. Fermo restando che la laguna è un patrimonio da salvaguardare, Venezia tutt'oggi è arroccata nella sua burocrazia e vive solo di passato. Sant'Erasmo.
Corrado
Ricci, l'uomo che cambiò la Carrara
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia statale, vissuto tra il 1858 e il 1934, sbalzato dalla natia Ravenna sullo scranno romano della Direzione generale per le antichità e belle arti. Ma chi è stato Corrado Ricci? Nessuno lo conosce e meno che mai si leggono i suoi scritti storico-artistici che, messi uno in fila all'altro, potrebbero arredare un'
SUPERLAVORO
per gli impiegati, lamentele e attese infinite per i cittadini: ecco
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dei quintali di carta di cui necessita la burocrazia. Perché carte, domande e moduli servono ad esempio per le autorizzazioni edilizie o i permessi di occupazione del suolo pubblico. Ma da un po' di tempo pare che la situazione sia diventata quasi ingestibile e rispetto ai dipendenti che sono al lavoro, la carta comincia a diventare davvero troppa.
Nel
'68 l'Alighieri soppiantò l'Ospedale (e due Santi)
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La funzione della centralissima cittadella, peraltro, non era mai stata molto diversa. Quel fortino, comunque, lo si sarebbe voluto atterrare sin dal 1859, all'indomani della definitiva fuga di Francesco V, ma la burocrazia gli prolungò la vita fino al 1870.
Soccorsi
lenti, escursionista in coma ( da "Nazione, La (Empoli)"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia frena gli elicotteri ? GARFAGNANA (Lucca) ? APUANE killer anche senza il ghiaccio. Ieri mattina è stata sufficiente un po' di pioggia per rendere viscida e scivolosa la strada erbosa per Foce di Cardeto sul versante nord-est del monte Cavallo.
Il
governo che decide piace anche a sinistra
( da "Giornale.it,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con le resistenze della burocrazia e delle corporazioni e magari anche con la piazza. Tuttavia, il sostegno di un'opinione pubblica ansiosa di voltare pagina, l'atteggiamento abbastanza morbido del grosso dell'opposizione - attenta a mettere le vele al vento - e l'ormai percettibile insofferenza verso la politica dei rinvii potrebbe aiutarlo più di quanto non si pensi.
Tesi
di Livadiotti Il sindacato è <L'altra casta>
( da "Corriere
della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel dibattito si discuterà di burocrazia sindacale: 700 mila delegati "che costano alle aziende un miliardo e 854 milioni di euro l'anno" conclude Livadiotti. "Ma i salari sono fermi e mancano controlli per evitare i morti sul lavoro". (Ida Bozzi) Sala Buzzati, via Balzan 3 ang.
IN
EUROPA ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
IN EUROPA
Germania Tutto il mondo è paese e la burocrazia corre il rischio di essere
asfissiante in ogni dove. E così in Germania il Governo federale è corso ai
ripari e nel
Dieci
prof, zero alunni E arriva anche il supplente
( da "Corriere
della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia chiede il "rapporto finale" su ogni materia SEGUE DALLA PRIMA Dieci insegnanti, zero alunni. Appena una docente è andata in maternità, però, non c'è stato verso di rinunciare al supplente: "Sennò il rapporto finale su quella materia chi lo fa?
I
mega yacht dirottati a Otranto ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma dalla burocrazia. E all'orizzonte spunta Otranto. Che accade, dopo 5 anni di crescita costante del numero delle soste alla banchina di viale Regina Margherita? Succede che la logistica al servizio di questo traffico decide di organizzarsi meglio, e di aumentare le sinergie con gli hotel de charme, i campi da golf e l'alta gastronomia del territorio,
In
Austria fanno goal anche le imprese
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tassazione leggera e burocrazia snella hanno contribuito a rendere convenienti e competitivi gli investimenti nel Paese In Austria fanno goal anche le imprese Sono più di 850 le aziende italiane insediate sul territorio: nel 2007 un aumento del 50% PAGINA A CURA DI Sara Bianchi Francesca e Bruno ci sono arrivati da strade diverse,
Nella
partita del business sfrutta gli errori altrui
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come una pesante tassazione per le imprese, una burocrazia asfissiante, poca manodopera qualificata e una non alta qualità della vita. Ecco allora che agevolazioni fiscali e possibilità di essere aiutati in modo semplice e veloce nell'avviare un'attività, diventano evidenti inviti rivolti ai grandi vicini come l'Italia.
Marcegaglia
il governo ha mostrato di esserci. e il sindacato?
( da "Riformista,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, federalismo, produttività e occupazione femminile sono componenti legate tra loro in maniera assolutamente inscindibile e vanno affrontate in un'unica grande partita che le renda diverse da come si attuano oggi. La burocrazia è, a mio parere, il peggior male del sistema Paese, i numeri dell'incidenza sono di tali dimensioni da superare,
Lombardo,
<schiaffo> a Cuffaro Il suo uomo resta senza poltrona
( da "Corriere
della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono i segnali che inquietano i piani alti della burocrazia dove quasi tutti i dirigenti sono di stretta osservanza cuffariana. A cominciare da personaggi con i quali Lombardo ha continuato a lavorare nell'esordio. Tanto che molti dubitano su un reale cambio di passo. Ma già prima del varo della nuova giunta, la svolta di Lombardo aveva colpito i consorzi di bonifica,
L'abbraccio
di Emma: <Federalismo e contratti sto dalla parte dei veneti>
( da "Corriere
del Veneto" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: no a un federalismo che gonfia le spese e le burocrazie, sì a un progetto "che riduca i costi, dando la possibilità ai cittadini di vedere chi fa e chi no". Mentre Napoli brucia, Marcegaglia si fa interprete della linea dura ("Lo Stato riprenda il suo ruolo, sia tolleranza zero verso chi blocca il Paese") e mostra poca simpatia per il Ponte sullo Stretto di Messina (
Indiscreto
( da "Panorama"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i tre saggi e la lettera fantasma BUROCRAZIE Restano ancora muti i tre saggi scelti per fare luce sulla faccenda dei derivati del Comune di Milano, investimento sottoscritto nel 2005 sul quale c'è una perdita potenziale di oltre 250 milioni. Nicola Cavalluzzo, commercialista, Paolo Chiaia, consulente, e Cesare Conti, docente della Bocconi,
Istruzione,
problema centrale del Paese ( da "Denaro, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, la pressione fiscale, la Cina o l'India a renderci più poveri nei prossimi anni. Saranno quei dati sull'istruzione, la più importante delle cento statistiche presentate dall'Istat, la meno considerata". Questa che è una vera e propria emergenza nazionale, viene, al contrario, trascurata e considerata quasi un fatto di relativa rilevanza.
Nuove
imprese: l'Ict batte la burocrazia
( da "Sole
24 Ore Online, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Information
& communication technology contribuisce a tagliare i tempi della
burocrazia. E' quanto succede con l'avvio in via sperimentale della nuova
procedura che rende più semplice e veloce la partenza di una attività. Il primo
passo consiste nel collegarsi al sito www.registroimprese.ca
Balcon
chiede l'ex caserma dei pompieri come nuova sede per la Polizia municipale
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con troppa burocrazia. Lo chiede il capogruppo del Patto per Belluno Celeste Balcon, in un'interrogazione scritta e orale, nella quale domanda al sindaco Prade di avocare a sè i referati alla Polizia municipale e alla sicurezza. "Il Corpo di Polizia Municipale - afferma Balcon - da anni è in sottonumero di circa dieci unità rispetto a quella che dovrebbe essere la pianta organica,
Dialogo
opzione primaria ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senso di diminuire burocrazia e costi per invogliare gli imprenditori ad investire nel nostro territorio, e la sicurezza."Bisogna pensare alla sicurezza stradale illuminando ed asfaltando le strade, anche in periferia e frazioni - afferma Bassal -, collaborare con le forze dell'ordine, dare alla Polizia locale la possibilità di esercitare il proprio lavoro su tutto il territorio,
Salari
d'oro e furti legalizzati ( da "Opinione, L'"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di avvocati e di uomini che conoscono bene la burocrazia statale e sanno come manipolarla; nonché di coordinatori, amministratori e dirigenti. E' la cosiddetta tecnostruttura. E' la tecnostruttura che ha il potere ?" (pag. 104). Questa analisi è contenuta in un'opera divulgativa risalente a trentacinque anni fa, anche se tuttora attualissima.
FORESTAZIONE:
SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO ( da "Basilicanet.it"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia sta compromettendo con le sue irragionevoli lungaggini la stagione forestale 2008, con buona pace dei lavoratori e delle loro famiglie, che sono ancora una volta senza lavoro e senza reddito. A questo punto lo sciopero generale, più¹ volte minacciato, diventa una soluzione più¹ che probabile per richiamare il governo regionale alla piena assunzione di responsabilità
Mestre,
10 prof e zero alunni. E arriva anche il supplente Stella
( da "Corriere.it"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, come ha scritto sul Gazzettino Maurizio Dianese, "non contempla sbavature: se la classe è formata è formata". Sempre lì torniamo: qual è l'obiettivo della scuola? Essere al servizio dei cittadini (cioè degli studenti e dei genitori che su di loro hanno investito) o distribuire posti di lavoro,
Generi/
Presto l'autorizzazione per l'operazione per cambiare sesso. Ma è il momento
più difficile ( da "Affari Italiani (Online)"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia e la lista di attesa per l'operazione mi condurranno all'uscita dal tunnel, se tutto va bene, soltanto tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. E per la rettifica anagrafica occorrerà aspettare ancora altro tempo. Vorrei avere una maggiore capacità di attendere tranquillamente che la vita scorra sotto il mio ponte e riuscire poi a trasferire più serenità alla carne,
Sentieri
d'Aspromonte: aderisce il Centro alpino
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: appalto si era arenato tra le secche della burocrazia e i tentacoli della 'ndrangheta dopo che la ditta vincitrice era stata sequestrata dall'autorità giudiziaria per associazione mafiosa". "Il nuovo Consiglio direttivo, insediatosi da qualche mese - prosegue la nota - ha inserito in bilancio un capitolo di spesa di circa 600 mila euro per interventi sui sentieri.
Espulsioni
Missione impossibile ( da "Panorama"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia può essere persino più infida. Esempio: un provvedimento di espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui spesso non si conosce lo stato di origine). Così dai computer dei funzionari spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo, albanese,
Clandestini
ed espulsioni: una missione impossibile
( da "Panorama.it"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia può essere persino più infida. Per esempio un provvedimento di espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui spesso non si conosce lo Stato di origine). Così dai computer dei funzionari spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo,
Megalomani
o bugiardi? ( da "AprileOnline.info"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia idem, gli imprenditori sono in gran parte affezionati alla regola del "pochi maledetti e subito", molti investitori finanziari preferiscono quella del "magari sporchi ma presto e tanti". Le infrastrutture indispensabili -reti per la distribuzione di energia, sistemi di trasporti, sistemi di comunicazione- non sono cambiate in meglio ma forse in peggio;
MARCEGAGLIA:
LA PRIORITÀ È IL RINNOVO DEI CONTRATTI
( da "Wall
Street Italia" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Marcegaglia: la priorità è il rinnovo dei contratti -->Il nuovo numero uno di Confindustria: "Abbiamo molte proposte contro la burocrazia. Insieme possiamo rinnovare l'Italia". Sì al rilancio di Malpensa e al federalismo fiscale.
IMPRESE:
MONDELLO, CAMERE COMMERCIO LAVORANO MOLTO E COSTANO POCO
( da "Asca"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha poi ricordato la differenza sostanziale tra enti che costano e non producono ed enti che, come la Camera di Commercio, producono e non costano. ''Basti pensare - ha concluso - che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di Euro, mentre le Camere dei Commercio lavorano con 0,75 miliardi di Euro''. res-map/sam/bra.
Il
poliziotto-cacciatore e un esercito nascosto di 23 mila <fantasmi>
( da "Provincia
di Lecco, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: altra nelle carte della burocrazia. Non esiste ancora una banca dati nazionale, il prefetto Monaco ha rimesso insieme i numeri del Viminale sugli scomparsi dal 1994 - da quando è stato costituito un archivio informatico - per cercare di dare qualche risposta, incrociando queste nomi con quelli di corpi ritrovati ma senza nome,
Otto
aziende sanitarie ( da "Giornale di Calabria, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la prima responsabilità viene individuata nella burocrazia; in questo, le responsabilità della politica sono almeno pari a quelle della burocrazia di cui spesso la politica si è servita, magari diventandone poi schiava". *** REGGIO CALABRIA. "Contestualmente alla presentazione del mio disegno di legge sulla sanità, presenterò le mie dimissioni da consigliere regionale"
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA POLEMICA I Giovani
padani contestano la Lega VIADANA. Viadana torna a gridare "No
nukes". E mentre il vecchio coordinamento anti-nucleare si riunirà il 30
maggio, scendono in campo anche i Giovani Padani. Nicola Cavatorta, del
movimento giovanile leghista, esprime perplessità sul ricorso all'energia
atomica in genere, e sulla possibile localizzazione viadanese in particolare.
"Sono passati diversi anni - ricorda Cavatorta - dalle vecchie battaglie
anti-nucleari. Da allora, la tecnologia è divenuta certamente più sicura; ma
nel frattempo sono migliorati anche i sistemi per la produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili. Noi riteniamo perciò sia meglio investire
proprio su sole, vento e corsi d'acqua. Visti i tempi
lunghi della burocrazia
italiana, correremmo tra l'altro il rischio di realizzare centrali atomiche già
vecchie rispetto ai progetti". Una eventuale centrale nucleare a Viadana
(sito idoneo, secondo il vecchio Piano energetico nazionale) presenterebbe
ulteriori problemi specifici: "Gli impianti - spiega Cavatorta -
dovrebbero essere ad una certa distanza dalle abitazioni, e qui non
credo esistano posti così isolati. A meno che non si esproprino terreni ai
coltivatori, ma così non si salvaguarderebbe il settore agricolo. Il territorio
viadanese, inoltre, già ospita un polo chimico e aziende di un certo impatto
ambientale. Non è questa la strada da seguire". Luigi Gardini
(Nonsoloverdi) annuncia intanto che venerdì sera, al Circolo ricreativo, gli
otto ambientalisti arrestati nell'83 per il blocco ai sondaggi Enel
incontreranno la cittadinanza per vedere il da farsi. Lo stesso Gardini ricorda
che i consiglieri comunali Lega e Fi, in un recente consiglio, "erano
usciti dall'aula pur di non votare una mozione anti-nucleare". (r.n.).
( da "Corriere delle Alpi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VOLPAGO (Treviso).
Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha detto il
ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, a margine dell'assemblea degli
industriali di Treviso. "Il federalismo fiscale - ha spiegato Sacconi - è
tra i primi impegni presi in campagna elettorale con Tremonti che ci porterà
presto una proposta con la manovra di giugno". Il ministro trevigiano apre
quindi alla richiesta dei sindaci veneti sulla necessità di risorse economiche
agli enti locali. "La richiesta dei sindaci - ha sottolineato - è comprensibile
anche perché gli enti locali veneti sono sempre stati penalizzati da quando,
alla fine degli anni '70, si affermò il principio della spesa storica con i
trasferimenti legati alla spesa passata. I viziosi furono premiati e i virtuosi
no".. Federalismo subito, insomma, come il territorio chiede a gran voce.
Ma non solo: secondo il neo ministro, il Governo è pronto anche a snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il
superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e
della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su
modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta -
secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "perché
la semplicità deve essere la regola". Decentrare e snellire, snellire e
decentrare: Sacconi dice quello che gli industriali vogliono sentire. Il neo
ministro strizza anche l'occhio alla platea quando parla della detassazione
degli straordinari: "Qui a Treviso - dice - la piccola impresa applica già
la detassazione degli straordinari". Sorrisi. Pagandoli in nero? Non si
può dire. Altro capitolo, quello dell'articolo 18: "Una modifica non è in
agenda", dice Sacconi, che poi parlando di scuola aggiunge: "La
formazione, oggi, è il post-moderno articolo 18: è l'unica capace di garantirti
che non perderai il posto di lavoro". Il clima è di fiducia, per non dire
entusiasmo. Il cambio di governo ha dato una scossa agli imprenditori, che lo
dicono senza timore. Sacconi e Zaia respirano a pieni polmoni il consenso che
si respira a villa Gasparini Loredan. L'opposizione? Nominata solo di striscio,
ma Sacconi garantisce che il clima è costruttivo. "Il Pd e il ministro
ombra Enrico Letta con cui mi sono già confrontato - dice il ministro
"luce" - hanno condiviso l'obiettivo e i principali contenuti dei
provvedimenti per il sostegno del reddito delle famiglie. Mi sembra che la
posizione dei pochi critici sia isolata". (f.p.).
( da "Alto Adige" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo infiniti
ritardi i lavori per la nuova zona produttiva stanno decollando A fine giugno l'atteso
cantiere Venti imprese artigiane scalpitano per il condominio Il progetto
varato dalla "Cna" vedrà la prossima settimana l'apertura delle buste
per assegnare i lavori del centro MERANO. Bisognerà aspettare la fine del
prossimo mese di giugno per vedere finalmente l'apertura del cantiere che
servirà per la costruzione del primo palazzo capace di ospitare un consorzio di
artigiani in città, quello previsto nell'ex area Bosin. Il gruppo di operatori
che fa capo all'associazione Cna, infatti, la prossima settimana sceglierà a
quale dei quattro imprenditori edili o associazioni temporanee d'impresa
assegnare l'appalto privato indetto per la costruzione del complesso che darà
sede a venti imprese artigianali. Con la prossima settimana idraulici, trasportatori,
elettricisti, operatori del legno e altri inizieranno a vedere la luce del
tunnel nel quale si erano inseriti ormai diversi anni fa per ricercare uno
sbocco alla propria attività in crescita e quindi una nuova sede di lavoro. I
ritardi accumulati nel tempo sono stati tali da ridurre al lumicino gli altri
gruppi di operatori che si erano consorziati sognando uno spazio alla ex
caserma Bosin e che hanno preferito scegliere altri inseduiamenti. Il terzo
consorzio si è sciolto, il secondo, quello sorto attorno all'Apa, attualmente è
composto da un numero risicato di soci in continua evoluzione. Ma alla burocrazia pubblica, che aveva rallentato a dismisura la consegna
dell'areale, in questi ultimi mesi si sono aggiunti anche ritardi causati dai
lavori di allacciamento e appalto. L'amministrazione civica aveva consegnato le
chiavi dell'area lo scorso 12 ottobre, ma dopo sette mesi alla ex Bosin è stato
solamente effettuato un profondo scavo, nulla di più. "Gli scavi
per allacciamenti e infrastrutture - spiega il responsabile Gianni Sarti -
hanno richiesto più tempo del previsto. In ottobre avevamo pensato di iniziare
con i lavori a febbraio, ma abbiamo dovuto spostare tutto a giugno. Anche le
imprese invitate a presentare offerte nella gara d'appalto privata che abbiamo
indetto, anzichè un mese di tempo ci hanno chiesto quasi il doppio. La
settimana prossima comunque apriremo le buste e i lavori del nuovo complesso
artigianale saranno assegnati".
( da "Giornale di Brescia" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 25/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA Il direttore degli
istituti di pena bresciani, Maria Grazia Bregoli: "Non tutti possono
uscire, bisogna incentivare l'occupazione all'interno" Lavoro cercasi.
Oltre le sbarre Dei 399 detenuti tra Canton Mombello e Verziano solo 70 hanno
un'attività Il cancello della casa di reclusione di Verziano. Nelle altre
fotografie in pagina, Canton Mombello Lavoro cercasi. In carcere. Perché il
lavoro è un elemento fondamentale del cosiddetto "trattamento" -
ovvero, in prospettiva, del reinserimento sociale - di chi ha commesso un reato
e per questo sta scontando una pena. Ma non tutti i detenuti si trovano nelle
condizioni di uscire dal carcere per andare a lavorare: non tutti possono
usufruire delle misure alternative, oppure svolgere attività lavorativa
all'esterno nell'ambito dell'articolo 21 dell'Ordinamento penitenziario, quello
che prevede una decisione specifica da parte del direttore dell'istituto di
pena. I numeri bresciani lo dicono chiaro: dei 399 detenuti tra la casa
circondariale di Canton Mombello e quella di reclusione di Verziano soltanto
una settantina lavora: circa
( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alassio, delibere e
contenziosi per dehors, spiagge e locali notturni Il
sindaco: "O così o la città muore di burocrazia". I contrari: "Basta con il "fai da
te"" DEHOR A UN PASSO dal mare, cabine in muratura sulla spiaggia e
fino a raggiungere la battigia, discoteche aperte e minacciate di chiusura
perchè"fuori norma", esercizi pubblici e commerciali a dismisura e
ovunque, nel Budello ed oltre. Liberi tutti insomma ad Alassio. Forse
anche troppo liberi, forse anche di calpestare le altrui libertà, le leggi? La
fase che si vive attualmente è quella del contenzioso e della sospensiva dei
provvedimenti (quelli restrittivi) per dehor, spiagge, discoteche, esercizi
pubblici. Ma la sfida alle regole è apertissima nella "città del
Muretto". Alassio, la "piccola Montecarlo" (come molti amano
ancora chiamare la cittadina balneare più"trendy" del Ponente),
sembra voler giocare la sua partita nel campo del turismo globale, agguerrito
ed estremamente concorrenziale, mantenendosi in un limbo tra liberismo e
deregulation. "L'amministrazione comunale concede libertà di eccesso a
chiunque, non emana delibere se non ad hoc e per favorire investimenti
immobiliari. Non è così che si sostiene il turismo.In realtà non c'è alcuna
politica del turismo. Semmai si rischia la giungla" contesta con una certa
fermezza il consigliere di minoranza (Margherita ed ex Dc), Agostino Testa,
farmacista e figlio di un amatissimo sindaco alassino. "Nessuna giungla.
Semmai uno spirito amministrativo imprenditoriale e basato sull'efficienza. Il
turismo muore di burocrazia. Ci muoviamo tra le regole
e cercando di cambiarle. C'è provocazione certo. Se si vuol cambiare bisogna
porre il problema. Ma sia ben chiaro: Alassio non è il Far-West" si
scaglia contro, il sindaco ed architetto Marco Melgrati, ex leghista, Forza
Italia, decisamente un primo cittadino al quale piace assumere le
responsabilità. Nel bene e nel male. Sul banco degli indagati per la città di
Riviera ci sono questioni tutte amministrative. L'ultima, solo per citarne una
che farà molto discutere, riguarda le cabine degli stabilimenti balneari che il
Comune, con una delibera, vorrebbe in muratura, distese lungo il litorale
perpendicolarmente rispetto al fronte-mare. Insomma stile Forte dei Marmi o
Riccione. La nuova ubicazione degli spogliatoi farebbe in modo che non si
presentino come una barriera in legno multicolore alla vista dei turisti. Ma
realizzare colate di cemento sul litorale è vietato dalle norme del codice
della navigazione e dal demanio marittimo. la Regione perciò ha bocciato
l'attuazione della delibera stessa. "E che dire della possibilità concessa
dal Comune di espandere di notte i dehor? - aggiunge Agostino Testa - Favorisce
solo chi gli spazi li ha. Dalle 19 alle 3 si possono seminare sedie e tavoli
per accogliere i clienti. Questo è disordine, non è strategia turistica. Ho
presentato tre interrogazioni su quest'argomento. ma l'amministrazione non ne
vuole sentire". "Per i dehor basta andare in Francia, ma, senza
sconfinare troppo, a Roma e vedere, legalmente o meno, come si espandono per
accogliere al meglio la clientela - fa rilevare il sindaco - Noi abbiamo voluto
regolarizzare con una delibera questa possibilità. Non può nuocere a
nessuno". "Per le spiagge siamo in bagarre, c'è il nostro parere
contro quello della Regione" dice Melgrati. E, tra il serio e il faceto
lancia una delle sue frecce: "Tra due anni quando sarà cambiata la giunta
in Regione e ci saremo noi, metteremo in cantiere anche questo progetto. Spero
mi tocchi l'assessorato all'urbanistica". O al turismo? Deregolazione,
ri-regolazione, voglia di richiamare ad Alassio le masse, quei cognomi di
turisti perduti nel secolo scorso. A proposito, una voce autorevole, proprio
del secolo scorso, si leva. E' quella dell'esperienza. Pasquale Balzola,
titolare dell'omonima storica pasticceria del "Budello", nonchè
presidente di una serie di associazioni di commercianti e titolari di esercizi
pubblici, mai schieratosi in politica, commenta. "Alassio vive di turismo,
cresce, si arricchisce, tenta di progettare future strategie - fa notare -
Alcune possono essere condivisibili, altre meno. Ma la ricetta resta sempre
una. Al turista va offerto quel che il turista chiede. Inutile puntare sulle
famiglie, se non quelle di un certo rango. Servizi di qualità, accoglienza,
gentilezza, decoro e inaspettate favorevoli sorprese. Stupire il turista,
offrire quel che altri non offrono, diversificarsi. Ma non serve tanto,
credetemi. Immaginiamo, faccio un esempio, un vigile, un giovane addetto, uno
ad Ovest ed uno ad Est di Alassio che in estate indirizzano ai posteggi,
accompagnano i turisti. È solo una delle tante "trovate".
Deregulation o liberismo...mah, io penso che gli eccessi si paghino".
Quale ricetta strategica è più indicata per il futuro turistico di Alassio?
Quella della saggezza o quella della spregiudicatezza? Natalino Famà
fama@ilsecoloxix.it 25/05/2008 ' 25/05/2008 Saggezzae intuizioni Stupire il
turista, offrire quel che altri non offrono, diversificarsi. Ma non serve
altro, credetemi Pasquale balzolaTitolare pasticceria storica 25/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sì di
Marcegaglia"Nucleare avanti" confindustria e politiche energetiche
Polemica a distanza con la Bresso: "Non ci sono ragioni contrarie"
dal nostro inviato Lorenzo Cresci Venegazzù (Tv). "L'epoca delle scelte
sbagliate e ideologiche è finita. E ora che abbiamo fuori dal Parlamento le
forze anti-imprese e anti-mercato è il momento di agire". È una Emma
Marcegaglia "politica" quella che, a Venegazzù, in provincia di
Treviso, debutta pubblicamente nella veste di presidente di Confindustria e
battezza l'elezione di Alessandro Vardanega a presidente di Unindustria
Treviso, succedendo così a "Mister Lotto", Andrea Tomat. Una
Marcegaglia "dal sangue lombardo-veneto", che davanti a una platea di
imprenditori che spinge per il federalismo fiscale strappa applausi e standing
ovation. Anche quando parla del nucleare: "Se vogliamo mantenere il tasso
di sviluppo del Paese, se vogliamo tariffe più basse, c'è solo una scelta: ed è
il nucleare". Sposa il progetto del governo, quindi, e insiste perché i
tempi siano rapidi. E lancia un invito: "Affrontiamolo in modo laico il
dibattito sul ritorno alle centrali nucleari in Italia. Perché non ci possono
essere subito regioni che dicono no". Non cita espressamente il governatore
piemontese Mercedes Bresso, la prima a dire "non da noi", ma è chiaro
il riferimento di Lady Marcegaglia. Una presidente troppo filo-governativa,
l'accusano in molti. E lei non fa nulla per nasconderlo. Perché crede "in
quanto detto nel primo Consiglio dei ministri", crede nelle parole
pronunciate poco prima dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "Questi
territori hanno la maturità per accettare infrastrutture sensibili, nella
consapevolezza che la scienza ha reso elevata la sicurezza". E che sia
arrivata la "stagione del fare", come ha sottolineato il ministro, è
convinto anche il governatore veneto Giancarlo Galan che, a margine
dell'assemblea ha schiettamente risposto: "Una centrale in Veneto? Perché
no? Bisogna soltanto trovare il posto giusto". E potrebbe anche essere
Porto Tolle, a Rovigo, "dove sarebbe stato meglio non costruire niente, ma
visto che c'è una centrale meglio nucleare che a carbone". Per Emma
Marcegaglia è necessario concentrarsi "su centrali di terza generazione,
perché quelle di quarta hanno una tecnologia troppo lontana a venire".
Anche se?"Non è detto che in prospettiva si lavori per puntare al
meglio". E il problema energia, in generale, è uno dei punti del programma
del numero uno di Viale dell'Astronomia. Che ha infatti rilanciato la necessità
di puntare anche su termovalorizzatori e rigassificatori, perché"non
possiamo dipendere da chi del gas ne fa uno strumento politico, come Russia e
Algeria". E le fonti rinnovabili? "Vanno bene, ma darebbero un contributo
percentuale modesto rispetto al fabbisogno complessivo". L'importante è
non puntare su fonti come i biocarburanti "che hanno solo gravato sulle
popolazioni più povere, togliendo il grano dal mercato alimentare".
Energia, quindi, ma non solo nella relazione della Marcegaglia, che chiede al
governo di sbloccare gli investimenti sulle infrastrutture, di cambiare il modello contrattuale ("basta con i contratti
nazionali unici") e di semplificare la burocrazia. "Il problema delle imprese non è solo il costo
dell'energia: c'è anche quello dei troppi adempimenti, che costano oltre 13
miliardi di euro l'anno alle aziende". 25/05/2008 ' 25/05/2008 il
nord-estsi candidaUna centrale nella nostra regione? Perché no. Basta
trovare il posto giusto giancarlo galanpresidente Regione Veneto 25/05/2008.
( da "Centro, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Appalti
pubblici, Abruzzo maglia nera La denuncia di Gavioli (Api
Edil): fermi per le lungaggini della burocrazia PESCARA. Abruzzo maglia nera nell'utilizzo dei fondi statali già
assegnati per l'edilizia sanitaria: nel 2007 sono stati approvati progetti per
28,3 milioni di euro su un totale di risorse assegnati di 226,3 milioni. Una
media del 12,7% a fronte del 62,7% nazionale. A questo si aggiunge la
situazione generale di stallo nelle opere pubbliche con la stima di un miliardo
di euro disponibili, ma fermi per ritardi e lungaggini nell'attuazione delle
procedure di appalto. La denuncia è dell'Api Edil Abruzzo, associazione di
categoria che rappresenta circa 500 imprese. Sul banco degli imputati finisce
la Regione, in particolare l'assessorato alle Opere Pubbliche guidato da Mimmo
Srour. Il presidente, Dino Gavioli, invoca misure concrete ed urgenti,
ritenendo inefficaci i rimedi adottati: "L'azione avviata per risolvere il
problema è lenta e poco incisiva", spiega Gavioli. "Con un apposito
comitato istituto dall'Assessorato alle Opere Pubbliche, una sorta di 'task
force', si vorrebbe accelerare l'iter degli appalti fermi, ma negli ultimi 6
mesi ci sono stati solo 2 incontri in cui ci si è concentrati sugli aspetti
procedurali". A proposito dell'edilizia sanitaria, il presidente cita i
dati elaborati dall'Osservatorio Regioni-Ministero della Salute.
"L'Abruzzo nel 2007 è riuscita a farsi approvare progetti pari al 12,7%
delle risorse disponibili, ponendosi insieme al Molise all'ultimo posto della
graduatoria nazionale: e ci sono regione come Toscana ed Umbria che hanno
raggiunto il 100%". Non fanno sorridere neppure i dati forniti dal Centro
Ricerche Nazionale del settore che indica un calo del 55% delle gare di
edilizia civile e industriale tra gennaio e aprile 2008, rispetto allo stesso
periodo del 2007. Per Api Edil Abruzzo serve che la classe politica, a partire
da quella regionale, intervenga immediatamente per risolvere la problematica e,
di conseguenza, bloccare l'emorragia causata dalle procedure di riduzione di
personale di un comparto che dà lavoro a circa 30mila tra operai e artigiani.
"Le imprese, in una situazione di scarsità di lavoro, si avviano ad un
rapido declino" denuncia ancora Gavioli, "determinato da ribassi
insostenibili praticati per aggiudicarsi le poche gare e di scarsa entità
disponibili". Necessaria una ricognizione dettagliata delle risorse
disponibili con l'indicazione del settore di provenienza: "Tutto ciò per
evidenziare le amministrazioni appaltanti che non riescono ad utilizzare le risorse
assegnate" puntualizza il presidente di Api Edil. Dalla quale non poteva
mancare il no secco ad un nuovo aumento della tasse per il debito sulla sanità.
Berardino Santilli.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONTIRONE. Le
abitazioni "illegali" aumentano ma il Comune continua ad aiutare i
minori dell'accampamento Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero di
Alfredo Laffranchi Non siamo certo di fronte agli scenari drammatici della
Campania dove sta dilagando la protesta contro i campi-nomadi e sfociata in
episodi di violenza, ma anche l' Amministrazione comunale di Montirone si trova
da tempo alle prese con i problemi igienico-urbanistici legati all'accampamento
di Rom alle porte del paese. "UN INSEDIAMENTO ABUSIVO in tutto e per tutto
ma che in molti continuano a definire erroneamente campo nomadi - precisa
subito il primo cittadino di Montirone Serafina Bandera -: le famiglie si sono
accampate su un'area di loro proprietà classificata, nel piano regolatore, come
agricola". Nella zona di via Borgosatollo, nonostante le continue
pressioni e i controlli di Amministrazione comunale e carabinieri, il numero
delle persone diventate ospiti stanziali è in continuo aumento. Con tutti i
problemi connessi. Ma non è tutto: i Rom, hanno costruito senza alcun permesso
edilizio otto casette sprovviste di acqua, fognature e servizi igienici.
"Già lo scorso anno - prosegue il sindaco - volevamo intervenire per
demolire i fabbricati abusivi, ma a causa di una burocrazia-lumaca e in attesa dei
pronunciamenti sui ricorsi contro le ordinanze comunali, abbiamo dovuto
soprassedere. Stiamo comunque lavorando affinchè la legalità venga ripristinata
al più presto". Si tratta di una vertenza davvero delicata da gestire per
un piccolo Comune come Montirone. Ma se sul fronte della legalità
igienico-urbanistica il Comune sta usando il pugno di ferro, sul piano
dell'assistenza sociale e della solidarietà, l'esecutivo sta dimostrando grande
sensibilità. L'Amministrazione civica cerca di far frequentare con regolarità
la scuola ai bambini dell'accampamento e si prende cura di quattro minori
temporaneamente privi dei genitori che costantemente vengono monitorati dai
Servizi sociali. "ABBIAMO ANCHE predisposto - prosegue Serafina Bandera -
un pacchetto di assistenza calibrato ai bisogni urgenti dei piccoli
nomadi". Solidarietà a parte, la situazione del campo resta davvero insostenibile
per la comunità. Tanto da spingere l'Amministrazione a un nuovo giro di vite.
"La nostra battaglia prosegue su due binari paralleli e distinti - spiega
il sindaco -. Da un lato c'è l'impegno solidaristico, per quanto nelle nostre
possibilità, dall'altro, intendiamo fare tutto quanto è in nostro potere
eliminare le costruzioni abusive e impedire che la zona diventi
progressivamente terra di nessuno". PER RAGGIUNGERE l'obbiettivo,
Montirone ha convocato nei giorni scorsi un Tavolo permanente con prefettura e
questura affidando a un pool di tecnici comunali coordinati da un legale
l'incarico di studiare una soluzione che consenta di demolire le casette
abusive. "CI TROVIAMO PURTROPPO davanti a ordinamento farraginoso
costellato di cavilli giudirici che, spesso attraverso una malintesa forma di
garantismo, consente ai più furbi di violare le norme" conclude Serafina
Bandera. La Giunta tuttavia non demorde e chissà che nelle pieghe nel nascente
pacchetto sicurezza del nuovo governo non trovi gli strumenti legislativi per
riprinistare la legalità nell'accampamento dei nomadi.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre "Maria
Rocca sempre a rischio" Gli infissi sono ancora pericolanti. Genitori
contro il sindaco STEFANIA PUORRO OLBIA. "Un'ordinanza bluff. E nella
scuola di Maria Rocca il pericolo è costante. Finte promesse e neanche un fatto.
Sono trascorsi due mesi e mezzo dal provvedimento urgente del sindaco (10
marzo): si sarebbero dovuti sostituire, immediatamente, tutti gli infissi
dell'edificio che ospita materna ed elementare. Bugie". E i genitori dei
bambini non ce la fanno più. "Mandare i bambini a scuola vuol dire mettere
a rischio la loro incolumità". La speranza era legata al lungo ponte del
25 aprile. Le famiglie credevano che quella vacanza potesse essere il momento
giusto per un intervento di sistemazione decisivo. E invece sono trascorsi
altri trenta giorni e la situazione è rimasta identica: nessun infisso è stato
sostituito, i vetri continuano a traballare "e l'ultima immagine legata
all'illusione che qualcosa stesse per accadere, risale alla visita di tecnici e
operai dopo l'ordinanza. Hanno svolto un sopralluogo, pensavamo che fosse la
volta buona, e invece nulla di nulla". A Maria Rocca si vive da tanto
tempo una situazione di insicurezza. Ma è stato all'inizio di quest'anno che è
scattato l'allarme. Si era fatta male un'operatrice della mensa (proprio per le
precarie condizioni degli infissi) e i rappresentanti dei genitori delle 13
classi avevano incontrato il sindaco il 15 gennaio. "Tante garanzie -
hanno ricordato le famiglie - ma anche allora solo parole". Poi, ai primi
di marzo, due alunni sono andati a sbattere contro una porta e una vetrata ha
travolto uno di loro (era finito al pronto soccorso per un taglio alla
mano)". Tutti i genitori hanno protestato in maniera ancora più dura
chiedendo all'amministrazione comunale di far subito qualcosa per evitare
conseguenze più gravi. La risposta: "Giovannelli ha emesso un'ordinanza
con carattere d'urgenza, per saltare tutta la burocrazia: l'intento era quello di
sostituire totalmente gli infissi (vecchissimi) di Maria Rocca. Ma non è
accaduto. Anzi. Nel mese di aprile - ricordano gli autori della protesta - si è
sfiorato un altro incidente: il vento ha fatto sbattere una finestra, sul vetro
si è formata una crepatura e solo per pura fortuna non è accaduto altro.
La scuola è ormai quasi finita e probabilmente è stato già deciso di
posticipare i lavori. Noi ci siamo sentiti presi in giro, ma quel che è peggio
è che non si dà importanza al reale pericolo col quale i nostri figli convivono
ogni giorno".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
Il rispetto del dolore Egregio direttore, sono costretta a scriverle dopo aver
letto le precisazione del dr. A. Traficante dell'Inail di Brescia. Non avrei
voluto farlo perchè essendo la zia del Sig. Ferrazzoli può ben capire in quale
stato d'animo mi trovo. Quando è arrivata a casa di mia sorella la famosa raccomandata che
invitava il Sig. Claudio Ferrazzoli a presentarsi per testimoniare
relativamente al suo infortunio, non credevano ai nostri occhi, istintivamente
avevo una gran voglia di recarmi dal funzionario che aveva firmato la
convocazione per invitarlo ad avere almeno il pudore di aprire la cartella
contenente la pratica per sincerarsi che purtroppo non era possibile la sua
presenza.....magari! Lasciato decantare il momento di amarezza, ho detto ai
miei famigliari che sarebbe stato inutile recarsi a chiedere spiegazioni,
perchè spesso la burocrazia è cieca, saremmo ritornati
a casa con la solita frase "è purtroppo un atto dovuto", come per
altro con altre parole ha voluto precisare il funzionario, chiamando
interpretazione autentica l'atto inviato. Vergogna! È vero che ci sono disposizioni
e leggi, ma bastava che sulla busta ci fosse scritto agli eredi, oppure che la
convocazione fosse accompagnata da un foglio con due semplici, banali righe che
spiegassero ai genitori il fatto. Mi creda ci siamo sentiti presi in giro, non
so quanti al nostro posto avrebbero pensato diversamente. Quello che adesso,
ancor più di prima mi lascia stupefatta ed amareggiata è , ripeto, che la
cecità e l'indifferenza difronte a cose tanto gravi, prevalgano su tutto e che
con questo metro vengano gestite in egual modo, indipendentemente dal loro
contenuto, tutte le pratiche. Vorrei tranquilizzare il dr. Traficante, che
nessuno ha parlato di inefficienza dell'Inail, infatti la convocazione è
arrivata dal Ministero del Lavoro. Semmai le spiegazioni relative "al'interpretazione
autentica" dovrebbero esserci fornite dal responsabile del procedimento,
così come sappiamo perfettamente che vi è in corso un'indagine giudiziaria per
stabilire le responsabilità dell'infortunio, ma tutto ciò, comunque, non giustifica
la convocazione ricevuta in quel modo anche se dal punto di vista legale
inecceppibile. Nessuno mette in dubbio la regolarità dello svolgimento degli
atti, ma il metodo si. A questo proposito vorrei fare un invito a quanti
purtroppo per lavoro, quotidianamente gestiscono queste pratiche: non
limitatevi freddamente ad inviare queste convocazioni, per favore, per rispetto
a quanti sono nel dolore, aggiungete un biglietto nel quale si specifichi il
contenuto del provvedimento, quanto meno non si sentiranno presi in giro e
comprenderanno senza bisogno di un legale le motivazioni dell'atto. Grazie e
scusatemi per lo sfogo. Mariateresa Morandi.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari
Ruspe ferme tra pioggia e burocrazia Dieci
proprietari non vogliono cedere, resta l'intoppo dei pali Enel LUIGI SORIGA
SASSARI. I pali dell'Enel, i cavi della Telecom, le barricate erette dai
proprietari terrieri: le ruspe sulla Buddi Buddi arrancano da sei mesi in mezzo
a una selva di ostacoli burocratici. Ultimamente si è messa anche la pioggia a impantanare ancora
di più un cantiere che non riesce a farsi largo. Il capitolato dice che entro
il 29 novembre 2009 la quattro corsie che dal bar Graziella si allunga verso il
mare deve essere completata. La Provincia e l'impresa Eurocostruzioni dovranno
darsi una mossa. L'invidiabile ottimismo di Giuseppe Bruno, amministratore
della ditta che ha in mano l'appalto, è calato di diverse tacche. A novembre
2007, alla consegna dei lavori, non avrebbe mai pensato di trovare tante
resistenze all'avanzare dei cingolati. Ma quando ha cominciato a toccare con
mano la caparbietà di una decina di proprietari disposti a farsi strappare un
rene piuttosto che un pezzo di orto o un muretto a secco, le sue rosee
prospettive hanno cominciato a rabbuiarsi. Il più battagliero pare sia un
ottantenne che coltiva da sempre un frutteto sotto il rio Gabaru.
"Preferiremmo evitare gli espropri per pubblica utilità - spiega
l'assessore provinciale alla viabilità Giovanni Serra - ma di questo passo
saremo costretti a procedere con i carabinieri". Altri proprietari,
invece, non cedranno la loro parte prima di ottenere il giusto risarcimento.
"Per questo non c'è alcun problema - spiega Bruno - basta presentarsi agli
uffici di Baldinca con l'atto originale di proprietà, e verranno immediatamente
liquidati". C'è chi però non si accontenta del tariffario applicato dalla
Provincia, e vorrebbe che il proprio appezzamento venisse considerato come un
terreno coltivato e pagato tre volte tanto. Oppure, quando la quattro corsie o
le tre rotatorie previste lambiscono le porzioni abitate, anche un metro in più
o in meno diventa vitale. In questi casi la mediazione e la flessibilità sono
essenziali. "Solo in rarissimi casi la 4 corsie è molto impattante sulle
proprietà private - dice Bruno - in genere si tratta di rinunciare a piccole
strisce di terra". Gli altri bastoni tra le ruote sono i pali in legno
delle utenze Enel. Le ruspe, finché non arriva l'autorizzazione a rimuovere i
cavi, devono stare alla larga e scavare a macchia di leopardo. Su questo problema
si era arenata anche la precedente impresa appaltatrice, la Socome di Napoli,
che dall'ottobre 2004 non era mai riuscita a vernirne a capo. Cambia ditta,
subentra l'Eurocostruzioni, ma i pali sono ancora piantati nel bel mezzo del
cantiere, e spostarli di venti metri pare essere una missione impossile.
"I solleciti non si contano più - dice Bruno - la prossima settimana
abbiamo un altro incontro con i tecnici". Se finalmente l'intoppo verrà
risolto, i mezzi potranno macinare a pieno regime e imprimere una svolta ai
lavori. "Per settembre c'è la possibilità che la ditta ci consegni il
primo tratto di un chilometro e mezzo, nella parte bassa della Buddi Buddi -
dice l'assessore Serra - Abbiamo stanziato altri soldi per la messa in
sicurezza dell'opera, con un migliore impianto di illuminazione, l'asfalto
drenante e un lembo di cunetta che sarà reso disponibile sia per i mezzi che
devono accostare per un'emergenza, e sia per i ciclisti che non vogliono
transitare all'interno delle corsie". Nel mezzo della carreggiata è
prevista naturalmente una barriera spartitraffico che non permette invasioni
tra i due sensi di marcia. Le tre rotatorie previste, ciascuna a distanza di
circa due chilometri, servono a dare la possibilità agli automobilisti di
cambiare direzione.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SANT'ILARIO, MONTECCHIO
E VAL D'ENZA pag. 16 MONTECCHIO HA APERTO IERI l'11° sportello bancario a
Montecchio. Se... MONTECCHIO HA APERTO IERI l'11° sportello bancario a
Montecchio. Se si considera che il capoluogo della val d'Enza, conta 100 mila
abitanti, si può dire che ogni 900 c'è una banca. Si tratta di un vero e
proprio record, per non contare poi che a breve aprirà in paese la filiale di
quella che sarà la 12° banca. Ieri intanto è stata inaugurata la filiale della
"Banca di Cavola e Sassuolo", un piccolo istituto di credito nato 24
anni fa nel paesino di Cavola e che oggi conta 14 filiali fra le province di
Reggio e Modena. " La nostra caratteristica ? ha affermato il presidente
della banca Silvio Scalabrini ? è il rapporto personale che instauriamo con il
cliente, quasi un rapporto famigliare di fiducia. Abbiamo voluto privilegiare
proprio i rapporti con il cliente, e dare ad esso risposte
cleri, senza la burocrazie dei grandi gruppi bancari". Nella filiale di
via XX Settembre, sono state utilizzate nuove e sofisticate teconoligie, come
la nuova sala dove i clienti potranno in ogni momento accedere attraverso una
carta elettronica per riporrervi oggetti di valore. n.re.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA SPORT pag.
26 QUESTIONE DI FIRME. La Pallavolo Cesena ha ottenuto le prime due della sua
vita, ... QUESTIONE DI FIRME. La Pallavolo Cesena ha ottenuto le prime due
della sua vita, le più importanti: questione di vita o di morte. Francesco
Laterza, direttore generale di Altamura, annuncia che le prime pietre ormai
sono state messe. Ora c'è da costruire una casa che si chiama serie A1. PRIMA
di tutto la questione del Carisport. Il rifiuto ? in un primo tempo ? del
consiglio d'amministrazione di Romagna Iniziative aveva messo paura ai
pugliesi, desiderosi di fare armi e bagagli e trasferirsi a Cesena. Neanche il
tempo di lanciare un ultimatum ("Una settimana ancora, se la trattativa
non si sblocca ce ne andiamo", disse Laterza) e la partita più difficile
si sbloccava. Adesso con Romagna Iniziative c'è un accordo sul numero di ore
d'allenamento e l'utilizzo dell'impianto. E soprattutto una firma. La seconda è
quella da un notaio: oggi la Pallavolo Cesena esiste. Passo indispensabile per
trasferire in Romagna il titolo sportivo pugliese. Ancora la società non è
affiliata alla Lega Pallavolo. E solo a quel punto Altamura potrebbe passarle
il testimone (e gli sponsor: Lines, quella dei pannolini, ed Ecocapitanata). Ma un passo alla volta: ci vogliono dieci-quindici giorni di burocrazia. Definita anche la sede, che
sarà in zona stazione. Dopodiché gli appassionati vorrebbero sentire parlare
solo di volley giocato. INTANTO c'è già una voce di mercato, anzi forse
qualcosa di più. Cesena, infatti, si troverebbe a partire da zero nella sua
nuova avventura. Il patrimonio di giocatrici che quest'anno hanno chiuso
al nono posto il campionato di A1 sparirà: niente Stacy Sykora nè altre. E
allora il primo tassello, già bloccato, è il ruolo di libero. è in arrivo Luna
Carocci (nella foto), libero di 20 anni, nata a Lucca e quest'anno fermata
nella finalissima di A2 a Cremona. IN PUGLIA, contemporaneamente, si consumano
gli ultimi tentativi (forse già fuori tempo massimo) di trattenere la società,
che già 365 giorni fa sembrava sul piede di partenza. In pratica solo i tifosi
si stanno facendo sentire. Ma politici e imprenditori ? si legge sul sito della
Jogging Altamura ? hanno disertato l'ultima assemblea pubblica. Ormai le pedine
si sono mosse. Verso Cesena. m. b.
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità VOLPAGO
(Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha
... VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a
giugno. Lo ha detto il ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, a margine
dell'assemblea degli industriali di Treviso. "Il federalismo fiscale - ha
spiegato Sacconi - è tra i primi impegni presi in campagna elettorale con
Tremonti che ci porterà presto una proposta con la manovra di giugno". Il
ministro trevigiano apre quindi alla richiesta dei sindaci veneti sulla
necessità di risorse economiche agli enti locali. "La richiesta dei sindaci
- ha sottolineato - è comprensibile anche perché gli enti locali veneti sono
sempre stati penalizzati da quando, alla fine degli anni '70, si affermò il
principio della spesa storica con i trasferimenti legati alla spesa passata. I
viziosi furono premiati e i virtuosi no".. Federalismo subito, insomma,
come il territorio chiede a gran voce. Ma non solo: secondo il neo ministro, il
Governo è pronto anche a snellire le procedure per le
imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta
del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo
delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del
ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è
incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "perché la semplicità
deve essere la regola". Decentrare e snellire, snellire e decentrare:
Sacconi dice quello che gli industriali vogliono sentire. Il neo ministro
strizza anche l'occhio alla platea quando parla della detassazione degli
straordinari: "Qui a Treviso - dice - la piccola impresa applica già la
detassazione degli straordinari". Sorrisi. Pagandoli in nero? Non si può
dire. Altro capitolo, quello dell'articolo 18: "Una modifica non è in
agenda", dice Sacconi, che poi parlando di scuola aggiunge: "La
formazione, oggi, è il post-moderno articolo 18: è l'unica capace di garantirti
che non perderai il posto di lavoro". Il clima è di fiducia, per non dire
entusiasmo. Il cambio di governo ha dato una scossa agli imprenditori, che lo
dicono senza timore. Sacconi e Zaia respirano a pieni polmoni il consenso che
si respira a villa Gasparini Loredan. L'opposizione? Nominata solo di striscio,
ma Sacconi garantisce che il clima è costruttivo. "Il Pd e il ministro
ombra Enrico Letta con cui mi sono già confrontato - dice il ministro
"luce" - hanno condiviso l'obiettivo e i principali contenuti dei
provvedimenti per il sostegno del reddito delle famiglie. Mi sembra che la
posizione dei pochi critici sia isolata". (f.p.).
( da "Giorno, Il (Milano)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO ATTUALITA'
pag. 5 La guerra è inutile Basta più rispetto per i diritti di tutti IL
COMMENTO COMINCIAMO MALE. Anzi malissimo. Il dopo Expo, inteso come vittoria,
prospettiva di crescita per la metropoli del futuro, è fermo ai box. Gli hanno
già forato le gomme. Il cambiamento di approccio e mentalità, il primato degli
interessi collettivi nel rispetto della libertà e del vivere dei singoli, la semplificazione della burocrazia, restano un'utopia. Come una legge che non consenta a pochi
(magari in grado di pagarsi gli avvocati) di bloccare tutto. Per questo guardo
con apprensione agli intoppi del progetto City Life: si faccia presto, ne va
della credibilità della Giunta e di questa città. Nel mondo. Per questo
non capisco, anche nei quartieri di confine fra la vita diurna e notturna, la
contrapposizione totale fra i residenti e i gestori di locali, ristoranti e
bar. Questi quartieri esistono in tutte le città e le metropoli internazionali,
si fondano su una destinazione d'uso condivisa, su regole ragionevoli e certe,
limiti fisiologici al caos e al rumore. Basta che ognuno faccia la sua parte.
Il Comune con un piano del traffico e dei parcheggi che permetta prima di tutto
la sopravvivenza di chi ci vive. I Consigli di Zona con prese di posizioni non
solo antagoniste. I commercianti con il senso della misura e il rispetto per
gli abitanti. Delle regole. La polizia, non solo municipale, con un
monitoraggio quotidiano, multe e ammende a chi sgarra. I diritti doveri valgono
anche per la movida: per chi ci lavora, per chi si diverte, per chi ci guadagna.
Perchè duri fino all'estate del 2015. Almeno.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1025 Commento La burocrazia uccide il futuro
Commento --> La legge va rispettata, sempre. Se il titolare della Vecchia
trattoria ha sbagliato sta pagando a caro prezzo l'errore. Una mazzata da
lasciare tramortito un toro. Ristorante chiuso, personale a casa e danno
d'immagine difficilmente quantificabile. Quanto tempo ci vorrà per mettere a
tacere il chiacchiericcio gastronomico capace di decidere fortune o disgrazie
di un ristorante che punta verso l'olimpo della gastronomia, o più
semplicemente offrire ai clienti un servizio in più: per esempio cenare
all'aperto respirando la brezza del maestrale. Magari in un gazebo, quello che
ha determinato la chiusura del locale. Perché quattro anni di battaglie e
migliaia di euro contro la burocrazia di Asl e Comune
alla fine si sono risolte in una sconfitta. Cibi conservati alla perfezione,
cucine senza topi e blatte, servizi igienici immacolati, ma il gazebo dà
fastidio evidentemente a qualche funzionario che del mondo ha visto poco. E ha
purtroppo idee e poteri che gli consentono di mantenere Cagliari al palo. La
Cagliari città turistica, ovviamente.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPORT LEGNANO pag.
27 De Nicolo prende la mira Punta a salire sul podio Il tiratore parteciperà
alle gare di carabina di LUCA DI FALCO ? LEGNANO ? IN QUESTI GIORNI è tra i
protagonisti della prova di Coppa del Mondo alla Cagnola di Milano, Marco De
Nicolo è l'unico legnanese a partecipare a Pechino 2008, essendosi guadagnato a
suo tempo la carta olimpica. E proprio in Cina recentemente il tiratore del
Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, che difenderà i colori azzurri nelle gare di
carabina, ha già fatto un utile sopralluogo in occasione di una prova di Coppa
del Mondo. "Il poligono che ospiterà la gara olimpica - racconta - è
davvero molto bello. La struttura è avveniristica e l'organizzazione cinese non
ha evidentemente badato a spese per allestire il meglio possibile nel campo del
tiro a segno". Marco si è poi trovato bene in questo primo approccio, che
gli ha fatto pregustare il clima che troverà poi ad agosto. "Ci hanno
riservato una calda accoglienza. Specialmente i giovani mi hanno colpito:
vivono davvero con molto entusiasmo l'arrivo di una storica competizione
olimpica per il proprio Paese. L'unico neo di questa nostra
trasferta è stata solo la burocrazia". Poi un altro fattore, questa volta climatico, ha colpito
il tiratore gialloverde: "Lo smog si vede proprio ad occhio nudo".
Questo assieme al caldo umido sarà tra le principali incognite di tutti gli
atleti in gara. E anche chi si dovrà misurare nel tiro a segno in poligono, dovrà
fare i conti con questo genere di problemi, dato che le pesanti tute che
indossano i tiratori a propria protezione, qualche problema per la resistenza
al caldo lo porranno certamente. Dopo le Olimpiadi, Marco coronerà il suo sogno
d'amore con la fidanzata Nicoletta e spera chiaramente di portare in
"dote" qualche medaglia importante in questa sua terza Olimpiade,
dopo le precedenti esperienze di Sydney 2000 ed Atene 2004. "La
concorrenza sarà molto agguerrita a partire dalla stessa Cina, che giocando in
casa, ci terrà sicuramente a fare una bella figura, poi tra americani ed
tiratori dell'Europa orientale sarà sicuramente una bella lotta",
conclude.
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari Troppi
tagli per i piccoli ospedali, dalla Cisl accuse ai vertici della Asl SANITà
"Compiono un delitto perfetto" ORISTANO. "Un delitto
perfetto", con l'assassino che ancora una volta prende le mosse
dall'ospedale di Ghilarza. è il segretario provinciale della Cisl, Antioco
Patta, a lanciare un atto di accusa contro la Asl e il direttore generale. Cosa
non nuova visto che dall'insediamento della giunta Soru e del nuovo manager
Antonio Onnis, il sindacato ha più volte puntato il dito contro la gestione
della sanità oristanese, peraltro non ottenendo quasi mai sponda nelle altre
organizzazioni sindacali che invece a più riprese hanno condiviso l'azione del
direttore generale. Il muro contro muro comunque continua e come farebbe un
pubblico ministero, in attesa di eventuali arringhe difensive e di repliche,
Antioco Patta enumera i reati di cui la direzione della Asl si è resa responsabile:
"Ancora una volta parte da Ghilarza l'azione demolitoria dei servizi. Una
vera e propria destrutturazione del sistema sanitario a partire da quello
ospedaliero, che ha preso l'avvio con la smobilitazione di
ostetricia-ginecologia e la conseguente chiusura del punto nascite ma che
prosegue con la riduzione delle attività sia di medicina che di
chirurgia". Accuse documentate con un elenco: "Già nei mesi scorsi
infatti il responsabile del reparto di chirurgia, dottor Porcu, con una parte
della sua equipe, è di fatto trasferito ad operare altrove lasciando a Ghilarza
solo i piccoli interventi programmati con conseguente eliminazione degli
interventi di emergenza. Ora è la volta di medicina che vede in partenza la
responsabile di reparto con l'intera equipe (la dottoressa Asproni), che è una
sorta di istituzione locale Addirittura sembra che anche alla dottoressa
Bandinu (stimato medico anche del consultorio) e a quello che resta di
ostetricia-ginecologia, siano state prospettate ipotesi di trasferimento".
è questo il coronamento di quella che la Cisl indica come una vera e propria
azione demolitoria di servizi considerati da tutti eccellenti. Ma le colpe non
si fermano alla Asl: "Quanto sopra avviene nel
silenzio insidioso della burocrazia interna abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e
promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza come la
nuova frontiera dell'assistenza domiciliare (che non riesce a garantire più di
due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe
dolorosissime o forme di non-deambulanza gravi), la deospedalizzazione
ed il rafforzamento delle strutture para-ospedaliere (che fine ha fatto il
tanto strombazzato centro Alzeimher di Abbasanta?). Noi siamo pronti a
scommettere che non se ne farà nulla". Ma questa per la Cisl è solo la
punta dell'iceberg, perché il piano di ridimensionamto sta andando a toccare
anche gli ospedali di Bosa "al punto che in Planargia, anche i sindaci che
si staccarono dalla protesta di Ghilarza confidando sulle promesse del
direttore generale ormai rimpiangono i tempi di Nuoro", e il San Martino
di Oristano. Dove si assiste a "code e attese di ore presso il pronto
soccorso e a visite specialistiche fissate anche a sei mesi di distanza",
che sarebbero la diretta conseguenza della destrutturazione di alcuni servizi
nelle strutture minori dell'entroterra, che ora subiranno anche il dimezzamento
delle guardie mediche. Perchè tutto questo? La risposta di Antioco Patta è che
al risparmio sulle spese generali corrisponde un aumento del premio di
risultato ai dirigenti. "Incredibile - conclude il segretario della Cisl -
la nostra civiltà si evolve nel settore sanitario offrendo premi ai dirigenti
che tagliano servizi ai più bisognosi". (e.c.).
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA STORIA pag. 16
Madre coraggio made in Brianza Combatte da 8 anni contro le
"barriere" per il figlio affetto da tetraparesi di VERONICA TODARO ?
VAREDO ? "NON SONO una mamma isterica, che sfoga le sue angosce attraverso
una lotta contro il Comune. Sono solo una mamma che vuole far vivere una vita
il più normale possibile a suo figlio, ma che purtroppo non viene aiutata in
nessun modo dalle istituzioni locali, anzi mi trovo porte sbattute in faccia e
incaricati che glissano ogni richiesta. E' da più di un anno che faccio
segnalazioni verbali all'Amministrazione, senza ottenere riscontro. Adesso mi
sono stancata di essere presa in giro e credo sia giusto portare alla luce le
difficoltà che sto affrontando". Si sfoga così Sabrina Simonetti, mamma di
Lorenzo, un dolcissimo bambino di 8 anni affetto da tetraparesi spastica, con
capacità motorie compromesse e quindi su una carrozzina elettrica dalla
nascita, che non riesce a capacitarsi di come non si possa intervenire per
rendere meno difficile la vita del suo piccolo ma anche di tante altre persone
disabili che ogni giorno si trovano a dover combattere
contro le barriere architettoniche e spesso contro la burocrazia. "Mio figlio frequenta la terza elementare dell'Istituto
Comprensivo Aldo Moro - racconta la mamma -. In questo istituto lo scorso anno
sono stati effettuati lavori edili durante i quali è stata realizzata una nuova
uscita di sicurezza, l'unica via di fuga se l'uscita principale fosse
inaccessibile. Proprio l'uscita di sicurezza rappresenta una barriera
architettonica perché realizzata con un pianerottolo di dimensioni ridotte e
con una rampa di scale, la cui non conformità è già stata riscontrata da un
tecnico". Lorenzo però deve affrontare quotidianamente anche tutta
un'altra serie di problemi. Ad esempio lo stato del manto stradale in
corrispondenza del parcheggio disabili in viale Brianza, di fronte alla scuola,
in condizioni tali da non garantire un sicuro utilizzo da parte di portatori di
handicap e loro accompagnatori. "In più sul lato del marciapiede sono
posti dei ferri di cavallo che mi impediscono di aprire la portiera dell'auto e
scaricare Lorenzo in modo sicuro: sono costretta a prelevare Lorenzo dal lato
strada a mio rischio e pericolo in quanto la mattina alle 8.30 il traffico
delle auto è sostenuto. La cosa assurda è che l'incaricato del comune, per
ovviare a questo problema, mi ha consigliato di parcheggiare nel posto che è
riservato alla polizia municipale: non ho parole. La presenza di dislivelli e
buche nel terreno hanno causato per ben due volte il ribaltamento di mio
figlio, fortunatamente senza causando danni solo alla carrozzina", ha
proseguito Sabrina Simonetti. Senza contare buche, avvallamenti e dislivelli su
marciapiedi e in corrispondenza di attraversamenti pedonali, che rappresentano
un disagio e un pericolo non solo per chi si trova su una carrozzina. L'ultima
richiesta in ordine di tempo, tra le tante lettere fatte pervenire al Comune, è
quella per avere la possibilità di ricevere assistenza, durante l'oratorio
feriale, nella Parrocchia Santa Maria Regina. "MI SONO sentita dire che
non ci sono le risorse a bilancio per pagare un educatore che si rechi in
oratorio. Purtroppo questa è una spiegazione che a un bambino di 8 anni non può
essere data. Quando mio figlio mi chiede "Perché non posso andare
all'oratorio", cosa dovrei rispondere? Che l'oratorio è un luogo privato e
quindi non ha diritto ad avere un educatore se non pagato da mamma e papà?
Nonostante il "rifiuto" del Comune ho comunque dato la possibilità a
mio figlio di scegliere di fare quello che fanno i suoi amici: ho pagato una
persona che stesse con lui durante l'oratorio feriale. Tra l'altro si tratta di
un'attività extra-scolastica: mi chiedo quindi perché per l'assistenza in
quella sede mi debba interfacciare con l'Ufficio Scuola, che con la Parrocchia
e l'oratorio non ha nulla a che fare. La nostra non è stata e non è una
richiesta di denaro. Non siamo benestanti ma non siamo neanche una famiglia in
situazione di bisogno: siamo soltanto una famiglia che fa tutto il possibile
per rendere un po' meno difficile la vita ad un bambino diversamente abile".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANCONA pag. 7 COSA
devono fare gli operatori dell'area della comunicazione per rimanere
competitivi? C'&... COSA devono fare gli operatori dell'area della
comunicazione per rimanere competitivi? C'è un futuro per le piccole imprese
grafiche, fotografiche e multimediali nello scenario della globalizzazione? Le imprese della comunicazione sono gravate dal peso della burocrazia e da una eccessiva
tassazione, e da continue normative a cui le aziende si devono adeguare. Le
aziende richiedono chiarezza sugli adempimenti e il pagamento di tasse ed
oneri. Per non incorrere in sanzioni è bene avere chiaro il quadro normativo.
La Confartigianato da tempo si batte per una semplificazione burocratica e
alleggerimento fiscale e per valorizzare le imprese regolari. Nell'occasione
verranno illustrate anche la nuova normativa in materia di diritti di autore.
E' per questo che la Confartigianato Comunicazione ha organizzato in
collaborazione con la Siae un convegno per domani alle ore 9 presso il centro
direzionale Confartigianato Via Fioretti 2/a Ancona, in cui si parlerà di
diritti d'autore per immagini e musiche a cui parteciperà il dott. Verdolini
funzionario della Siae di Ancona.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CATTOLICA E VALCONCA
pag.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL MINISTRO DEL
WELFARE "Federalismo fiscale già nel Dpef" Sacconi accelera. E apre
ai sindaci: "Più risorse ai Comuni" "Non è nella nostra agenda la
modifica dell'articolo 18" VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale
potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha detto il ministro per il Welfare,
Maurizio Sacconi, a margine dell'assemblea degli industriali di Treviso.
"Il federalismo fiscale - ha spiegato Sacconi - è tra i primi impegni
presi in campagna elettorale con Tremonti che ci porterà presto una proposta
con la manovra di giugno". Il ministro trevigiano apre quindi alla
richiesta dei sindaci veneti sulla necessità di risorse economiche agli enti
locali. "La richiesta dei sindaci - ha sottolineato - è comprensibile
anche perché gli enti locali veneti sono sempre stati penalizzati da quando,
alla fine degli anni '70, si affermò il principio della spesa storica con i
trasferimenti legati alla spesa passata. I viziosi furono premiati e i virtuosi
no".. Federalismo subito, insomma, come il territorio chiede a gran voce.
Ma non solo: secondo il neo ministro, il Governo è pronto anche a snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il
superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e
della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su
modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta -
secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "perché
la semplicità deve essere la regola". Decentrare e snellire, snellire e
decentrare: Sacconi dice quello che gli industriali vogliono sentire. Il neo
ministro strizza anche l'occhio alla platea quando parla della detassazione
degli straordinari: "Qui a Treviso - dice - la piccola impresa applica già
la detassazione degli straordinari". Sorrisi. Pagandoli in nero? Non si
può dire. Altro capitolo, quello dell'articolo 18: "Una modifica non è in
agenda", dice Sacconi, che poi parlando di scuola aggiunge: "La
formazione, oggi, è il post-moderno articolo 18: è l'unica capace di garantirti
che non perderai il posto di lavoro". Il clima è di fiducia, per non dire
entusiasmo. Il cambio di governo ha dato una scossa agli imprenditori, che lo
dicono senza timore. Sacconi e Zaia respirano a pieni polmoni il consenso che
si respira a villa Gasparini Loredan. L'opposizione? Nominata solo di striscio,
ma Sacconi garantisce che il clima è costruttivo. "Il Pd e il ministro
ombra Enrico Letta con cui mi sono già confrontato - dice il ministro
"luce" - hanno condiviso l'obiettivo e i principali contenuti dei
provvedimenti per il sostegno del reddito delle famiglie. Mi sembra che la
posizione dei pochi critici sia isolata". (f.p.).
( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Artigiani,
protagonisti non "subordinati" Un nuovo modello di rappresentanza che
veda le piccole imprese finalmente protagoniste delle scelte del territorio e
nazionali, ma anche i classici "problemi" che affliggono il mondo
delle imprese: "La riduzione della spesa pubblica, l'eliminazione degli
sprechi come per esempio i costi della politica, e la diminuzione della
pressione fiscale su imprese e famiglie". Sono i temi che il presidente
dell'Associazione artigiani di Bergamo Angelo Carrara ha preso in esame nella
sua relazione, sottolineando come "punti irrinunciabili" quello
"della promozione del ruolo della micro e piccola impresa, la
liberalizzazione dell'azienda da costi e vincoli (come fisco, burocrazia, energia e giustizia), e la
valorizzazione del lavoro indipendente". Temi che hanno trovato sponda in
tutti i politici intervenuti all'assemblea: Gregorio Fontana (Pdl), in
particolare, ha rilanciato sulla necessità di "dar vita ad un patto di
consultazione con le categorie produttive" individuando
Imprese&Territorio come "l'interlocutore giusto". Linea
che ha trovato l'intesa anche di Giacomo Stucchi (Lega), che ha ribadito come
l'impegno del governo stia andando "nella direzione di risolvere i
problemi esistenti", così come di Giovanni Sanga (Pd) che ha evidenziato
la necessità di un dialogo aperto sui temi e, per il territorio, di completare
i piani infrastrutturali già delineati in precedenza sostenendo la valenza del
federalismo fiscale. Dialogo che va esteso anche al livello regionale, come ha
sottolineato Carlo Saffioti (Pdl), presidente della commissione Attività
produttive della Regione Lombardia. Nello specifico del tema del nuovo modello
di rappresentanza per gli artigiani e le piccole imprese si è soffermato il
presidente regionale di Confartigianato Giorgio Merletti: "Bergamo è
capofila di questa nuova stagione: Imprese&Territorio ha scatenato non
pochi mal di pancia. Prova ne è l'iniziativa di Assoartigiani portata avanti da
Confindustria che, in risposta a Imprese&Territorio è proprio partita da
Bergamo con quella che si annuncia la sua nuova "stagione di caccia"
nel territorio artigiano". Anche perché, come Merletti ha affermato a
chiare lettere riferendosi (ma senza mai citarla apertamente) all'Unione
artigiani del presidente Remigio Villa, "in questo territorio c'è chi si vende.
Faccio però fatica a capire come possa essere rappresentato il mondo artigiano
là dove sono contemporaneamente rappresentate grandi imprese del calibro delle
Ferrovie, di Alitalia o Sea. Noi preferiamo orientarci verso rappresentanze che
vanno in una direzione opposta: dove ha un senso dire "prima ci siamo noi
piccoli"". E Merletti si è spinto oltre nelle critiche: "Mi
dicono che nessun rappresentante di Confindustria oggi sia in sala: un peccato
per loro. Noi non ci dimentichiamo, comunque, di un ex presidente Montezemolo
che solo qualche mese fa alzava il dito indicando coloro che, secondo lui,
erano "gli evasori"...". Agli inviti al nuovo governo per non
appiattirsi sulle posizioni solo confindustriali ha fatto eco a Merletti anche il
segretario nazionale di Confartigianato Cesare Fumagalli: "Serve un
confronto aperto sui temi e noi dobbiamo essere protagonisti forti del nostro
radicamento territoriale. La priorità assoluta per il mondo artigiano è la
crescita economica: ce lo impone la globalizzazione". Fumagalli
soffermandosi poi sulla necessità di "liberare l'impresa" dai tanti
vincoli che la bloccano ha lanciato la sfida al sindacato: "Occorre
rilanciare sulla contrattazione laddove non siamo riusciti a farlo nei mesi
scorsi anche per una certa parte sindacale. È necessario riprendere, anche
forzando, il confronto sindacale: qualche categoria significativa ha i numeri e
le potenzialità per rilanciare il dibattito. Servono accordi regionali e la
Lombardia può provare a forzare sui contratti". Accenno all'esperienza
bergamasca di Imprese&Territorio anche da parte di Fumagalli:
"Confartigianato è consapevole dei cambiamenti in atto: stiamo in mezzo a
Confindustria e sindacati, insieme ad una serie di altre confederazioni. La
scelta è andare da soli o dar vita a una federazione di categorie. Bergamo, non
a caso, è un "sistema" confortante. La scelta da fare è crescere
insieme, per vincere". P. P.
( da "Adige, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tiziano bianchi ALA
- Era un uomo libero, Gabriele tiziano bianchi ALA - Era un uomo libero, Gabriele.
E avrebbe voluto essere libero, e volare sulle ali del vento, anche dopo la
morte. Ma qualcuno gliel'ha impedito. Qualcuno, l'ottusità
della burocrazia prima di
tutto, glielo impedisce. Mamma Loretta, con le lacrime agli occhi, legge le
ultime volontà di suo figlio scritte qualche tempo prima di morire su un
quaderno di appunti: "voglio che le mie ceneri siano disperse al vento e
voglio essere accompagnato dalla musica dei Pink Floyd e di Vasco Rossi".
La sua musica, almeno quella, Gabriele l'ha avuta: gli è stata dedicata durante
il corteo funebre che ha accompagnata la sua salma. Ma non ha avuto la sua
libertà. La libertà di correre sulle ali del vento: ora le sue ceneri riposano,
si fa per dire, chiuse dentro un anonimo loculo del cimitero di Ala. I
regolamenti, la burocrazia, gli uffici, impediscono
alla sua famiglia di far volare l'anima di Gabriele. Gabriele Cazzanelli morì
improvvisamente lo scorso 15 gennaio, nella sua casa di Lavarone. Un arresto
cardiaco a 33 anni. Lassù, sugli altipiani, dal 2002, Gabriele gestiva il bar
al Centro. Un leader. Un ragazzo innamorato della vita tanto quanto della
politica: ad Ala era stata uno dei rifondatori della sezione autonomista
cittadina. Prossimamente gli sarà intitolata la sezione delle stelle alpine
della città. A Lavarone i ragazzi del suo bar gli stanno già organizzando un
memorial di calcetto. "Ha vissuto poco ma ha lasciato un grande segno
nella sua comunità", raccontava ieri la mamma Loretta. Eppure le sue
ultime volontà, a 4 mesi dalla morte, sono violate e negate. Loretta vorrebbe
disperdere parte delle le ceneri del figlio, e tumularne una parte in una tomba
di famiglia "per permettere a tutti i suoi amici di avere un luogo dove
ritrovarlo". Ad Ala non glielo permettono. Il regolamento cimiteriale
consente la dispersione delle ceneri solo dentro l'area cimiteriale. E nessuno
ha voglia di cambiarlo. Una proposta di modifica, sull'esempio del regolamento
di Rovereto modificato nel luglio 2007, è approdata in giunta comunale lo
scorso 7 febbraio a cura dell'assessore Zendri. Ma li si è arenata. E non se ne
è saputo più niente. La situazione potrebbe cambiare con il disegno di legge
Andreolli - Barbacovi, appena licenziato dalla commissione. Ma per ora le cose
stanno così: ogni Comune è libero di fare ciò che vuole e così succede che ad
Ala anche la morte debba subire le ingiurie della burocrazia
e della lentezza della politica. "Ho provato a parlarne con il sindaco -
racconta mamma Loretta - ma non ne ho cavato niente, se non risposte vaghe ed
evasive. Qualche volta addirittura scortesi e indifferenti. Ho provato a
parlarne con gli uffici e ho avuto risposte ancora diverse. Ora non so più cosa
fare. So solo che voglio rispettare la volontà di mio figlio". Già, ma le
ceneri di Gabriele sono imprigionate dentro un loculo cimiteriale e le autorità
non vogliono restituirle alla famiglia. I regolamenti prima di tutto. E i
regolamenti, a differenza del buon senso, non conoscono l'umana pietas.
25/05/2008.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N EDITORIALE IL
QUARTO BERLUSCONI di SERGIO BARALDI Era da tempo che non si registrava una
simile luna di miele tra il governo e il Paese. Berlusconi sta mostrando
all'Italia una nuova immagine di sé: più sobria, più rispettosa delle regole
istituzionali, più aperta al dialogo con l'opposizione. Inoltre, è riuscito a
trasmettere l'idea di un esecutivo che vuole por subito mano ai nodi
strutturali: rifiuti, sicurezza e immigrazione, infrastrutture, economia. Il
premier sembra raccogliere le domande degli italiani, anche di coloro che non
lo hanno votato, e questo atteggiamento gli viene riconosciuto. Le parole con
le quali il nuovo presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, lo ha
salutato sembrano indicative del credito che gli viene aperto. La nuova leader
degli industriali, infatti, ha sottolineato come questa fiducia sia basata su
una ragione fondamentale: il voto ci ha restituito un sistema politico diverso
dal passato, questo autorizza a pensare che i problemi possano essere
affrontati. C'è un governo con un ampio mandato degli elettori; c'è un nuovo
clima politico, con il Pd che attua una strategia d'opposizione rigorosa, ma
non imperniata sul muro contro muro. Berlusconi e Veltroni hanno contribuito a
disegnare un quadro più civile e moderno. Si può quindi avere fiducia? Per
rispondere occorre rovesciare la domanda: il nuovo governo riuscirà a
corrispondere a questa fiducia? Questa è la sfida che il Berlusconi silenzioso
di oggi sa di dovere affrontare. Il premier ha sottolineato come lo Stato debba
essere presente e far valere la sua autorità. Giusto. Ma il
problema è appunto questo: con quali strutture, con quali burocrazie, con quali
apparati e quali politici locali? Forse dovremmo aggiungere: con quali
cittadini? Con quelli che manifestano e dicono né discariche né inceneritori? O
con i sindaci che capeggiano la protesta in Campania o nella Val di Susa contro
la Tav? Tutte persone che hanno le loro ragioni, ma che sono la sintesi
della italianità media, che ciascuno di noi nasconde dentro di sé. L'italianità
che ha sempre opposto i particolarismi all'interesse generale, le rendite di
posizione alle necessità del Paese, che ha frenato, bloccato con il potere
d'interdizione delle corporazioni. L'Italia dei furbi, che rispunta ora nel
decreto che salva Rete4, la tv del premier, dal satellite. Questa Italia
conservatrice esiste indipendentemente da Berlusconi. Ma il fatto è che
Berlusconi l'ha interpretata. Ne ha costituito la figura emblematica. Ne ha
rappresentato paure, interessi. Le ha dato una casa. Il Berlusconi che oggi
vuole affrontare con mano ferma i nodi strutturali del Paese è un Berlusconi
che deve fare i conti con se stesso. Che deve realizzare il miracolo di
contraddire molte cose con cui è stato identificato. Che deve compiere le
scelte non per conquistare il consenso dell'italiano medio, ma per l'Italia che
attende. Il Berlusconi statista dovrà dismettere il vestito del populismo, con
il quale ha vinto le elezioni, e indossare quello dell'uomo di governo. Dovrà
essere pronto a pagarne i prezzi, primo dei quali il rischio d'impopolarità.
Questo significa che se non si affermano il ruolo delle istituzioni e i doveri
(non solo i diritti) di cittadinanza, sarà difficile progredire. Se non si
affronteranno i nodi culturali, politici, materiali che immobilizzano l'Italia,
gli atti del governo rischiano di rimanere atti simbolici, che produrranno un
consenso temporaneo. Non basta varare questa o quella misura, sulla cui
adeguatezza possiamo discutere, se non si aggredisce il dato di fondo:
l'urgenza di rifondare lo Stato e l'identità del Paese. Un'identità debole
anche perché deboli sono state le istituzioni. Per questo le riforme sono il
passaggio decisivo per tutti. Le condizioni per cambiare ci sarebbero: l'Europa
ci spinge a compiere scelte più efficienti; il declino incombente toglie
argomenti a favore dei conservatori. Tra molte incertezze, il Pd deve trovare il
coraggio di non tornare indietro, come ha fatto quando al ponte sullo Stretto
del governo ha contrapposto l' idea di fare dei salari la priorità. Invece, il
quarto Berlusconi dovrà credere in ciò che dice, sfidare la sua identità, se
davvero intende cambiare volto all'Italia. A essere forte non dovrà essere solo
il governo. Dovrà esserlo il Paese.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
In redazione per
vedere la tappa, poi da Marton a presentare l'ultimo libro
"Pretacci". Contro la burocrazia dello sport e il distacco della Chiesa Cannavò in Tribuna:
"Marzio, mio eroe" La grande firma celebra il Giro e il cronomen di
Piadera: mitici i suoi asini "Il doping ha distrutto i miti di Pantani e
Basso ma il ciclismo resta" MASSIMO GUERRETTA Seguire in tivù una tappa
del Giro con Candido Cannavò è come vedere un film western con Clint Eastwood.
Lo sguardo si sposta verso il monitor, ma lui non ferma il dialogo, non sposta
l'attenzione tra le memorie e la salita verso il Pampeago. Ieri pomeriggio il
direttore della Gazzetta (lo è stato per 19 anni, oggi è l'opinionista di punta
della rosea) è passato in visita alla tribuna, fermandosi in redazione per
vedere le fasi decisive della 14ª tappa del Giro, da Verona alla Val di Fiemme.
Poi ha presentato la sua ultima fatica editoriale, "Pretacci", nella
sala conferenze della libreria Marton-Ubik, per un incontro con il pubblico
trevigiano. Prima aveva fatto in tempo a stilare le pagelle dei
"nostri" corridori impegnati nella corsa rosa, mentre salivano verso
il passo Menghen. "Bruseghin è un eroe - racconta - ha costruito un vero
personaggio. I suoi asini sono diventati ormai un simbolo: pare il ciclista di
una volta, che cura i propri animali e poi trova due ore di tempo per
allenarsi. E lui è riuscito a ritagliarsi uno spazio, dimostrandosi corridore
capace soprattutto a cronometro, è lì che emerge la sua classe, da ciclismo
all'antica". Gli altri stanno dietro: "Pelizzotti sta facendo un
signor giro, si vede che ora ha la squadra, riesce a dire la sua anche in
salita. Anche Lorenzetto non è male. Dall'Antonia è all'esordio, Gatto e
Pagliarini si sono ritirati adesso". E poi c'è Priamo. "Uno con un
nome così non può che segnare la corsa: ha la classe di un re. Qui poi avete
Pinarello, che è un altro personaggio mitico delle nostre strade". Non è
riuscito a tenere il conto delle tante avventure vissute al Giro: "Anche perché
non ne ho mai visto uno intero: per un motivo o per l'altro ci sono rimasto 2-3
giorni di seguito al massimo, poi ho fatto altro". La tappa si accende. E
via col pronostico: "Sella ormai è andato, non credo che la salita finale
distribuirà distacchi significativi". Tappa letta in anticipo, mancava
solo il nome di Menchov. Il Giro, quindi, è ancora tutto da decidere.
"Possono vincerlo in tanti: Di Luca, Contador, Riccò. Il tema di
quest'anno sono proprio i giovani, o le sorprese come Visconti e Nibali".
Non manca il suo riferimento, tanto genuino quanto doloroso, al doping:
"E' la gente a dar forza al ciclismo. Che in questi anni si è fatto del
male, come chi tenta di suicidarsi per dieci volte ma fallisce sempre, non
riesce a morire. Eppure ha distrutto dei miti come Pantani e Basso, mentre il
mio ricordo più bello è sempre legato a Bartali". Anche se il mondo dello
sport si allontana dalla gente. "La vicenda Pistorius è significativa: a
11 mesi non aveva più le gambe, non poteva compiere i primi passi, non poteva
calciare un pallone, non poteva correre. Ma è un prodigio: si immagina
campione, e lo diventa. Poi la burocrazia dello sport
ha deciso di fermarlo, qualcuno gli ha detto che non poteva più correre: grazie
a Dio si è ripianato al misfatto". E' proprio l'aspetto religioso a
interessare Cannavò nell'ultimo lavoro letterario. "Anche la chiesa, come
lo sport, si è allontanata dalla gente. Nel libro racconto delle storie di
strada, con i "preti da marciapiede". Uomini diversi da ciò che ho
visto a Catania nei giorni seguenti all'omicidio Raciti, allo stadio. La città
era socialmente devastata, ma non si poteva fermare la cerimonia del martirio
di Sant'Agata: il cardinale ha rivolto solo due parole alla famiglia distrutta
dal dolore, preferendo un trattato di teologia. Serve ora una spinta della
chiesa verso il marciapiede". Intanto i corridori faticano in salita.
"Rimane la meraviglia, anche dopo tanti anni, della capacità di questi
uomini di regalare un sogno a chi arriva fin lassù".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quello che vorrei
lasciare al figlio che vorrei avere Premetto che non ho figli. Desidero molto
averne, ma con la persona giusta. Con quella che pensi che fare un figlio
voglia dire cercare di lasciare in eredità al mondo quanto di meglio si è fatto
o pensato nella propria esistenza. Una persona che non pensi che un figlio va
fatto perché diversamente "chi avrà cura di me quando sarò vecchio".
E peggio ancora non vorrei fare un figlio con una che pensa che i figli debbano
realizzare i propri sogni inespressi, che debbano fare tutto quello che non si
è fatto nella propria vita, che debbano avere tutto quello che non si è potuto
avere nella nostra. Va bene, voi direte, sono buoni propositi che poi si
debbono concretizzare e la natura umana è quella che è, ma su questo credo di
non accettare compromessi. Così come in questi giorni fatico a capire come sia
possibile che un genitore sia totalmente insensibile alla sofferenza di un
figlio, che sia in grado addirittura di creare ulteriore sofferenza allo
stesso. E sì che i figli sono l'espressione dei genitori stessi, sono forse gli
unici che avranno memoria di mamma e papà quando non ci saranno più, dei loro
gesti, dei loro segni di affetto, delle loro carezze e anche delle loro
sofferenze. Gli unici che debbono la loro vita a loro, che li hanno messi al
mondo. E allora non capisco, non capisco perché non riconoscere nei figli un pò
di noi stessi, e perchè non volergli bene e non accudirli da grandi, nei
momenti di difficoltà, così come è stato quando erano piccoli e indifesi.
Perchè in fondo noi, figli, è questo che ci aspettiamo dai nostri genitori, che
ci vogliano bene come ne vogliamo noi a loro, che ci amino come noi amiamo
loro. Che nei momenti di bisogno, quando torniamo ad essere dei piccoli bambini
indifesi, ci accolgano a braccia aperte per scaldarci, ancora una volta, con il
loro affetto. N.Z. E-Mail Così Fornari ha salvato la storia di Aldo Piccoli In
occasione del bicentenario del liceo Canova di Treviso, è stato pubblicato un
ponderoso volume di 545 pagine, ricco di documenti, ricostruzioni,
testimonianze, ricordi. Vorrei soffermarmi su un singolo apporto per la sua
forza emotiva, senza voler sminuire gli altri: quello di Giuseppe Fornari, che
ha profuso intelligenza e sensibilità nell'impegno di "salvare la
storia" di Aldo Piccoli: professore amatissimo, scrittore e poeta non
conformista e non apprezzato quanto meritava (anche post portem), forse poco
compreso nella sua grandezza modesta. Ne è uscito un ritratto vivido e
commovente che ha fatto rivivere, in chi ha avuto la fortuna di averlo come
docente, la sua profondità coniugata con la leggerezza, il suo sguardo
fanciullesco, divertito e curioso del mondo, che penetrava in te, incerto
adolescente, cogliendo la tua essenza, invisibile agli occhi degli altri
adulti: per lui eri una persona unica, irripetibile, di cui amava profetizzare persino
il destino. Piccoli non aveva l'aria superiore di tanti intellettuali che
"se la tirano": amava piuttosto a proporsi come anti-eroe alla
maniera sveviana, imbranato, umoristico e tenero. Grazie anche per aver
ricordato, accanto a lui, la grandissima Emilia Zambon, che Fornari definisce
"splendidamente inattuale, nella sostanziale indifferenza ai contenuti che
contrassegna l'attuale corso scolastico e culturale". Per centinaia di
alunni, entrambi sono stati due colonne della formazione che impartiva il
Canova negli anni '70 e '80: l'una rappresentava la razionalità, il rigore
logico ed etico, la geometria del pensiero; l'altro la poesia, la sensibilità,
l'ineffabile dell'animo umano, nelle sue infinite contraddizioni. Grazie a
loro, grazie a Giuseppe Fornari. Francesca Meneghetti Treviso Quando ogni
problema è "colpa dello Stato" Se l'industriale delocalizza
l'industria è colpa dello Stato. Se i clandestini vengono assunti in nero da
imprenditori furbi è ancora colpa dello Stato che non vigila e non fa buone
leggi. Troppe tasse e troppa burocrazia in Italia e gli imprenditori emigrano. E' vero. Però molti
dimenticano il costo dello Stato sociale: la nostra sanità è tra le migliori,
ma ha un costo; la scuola pubblica ha un costo; gli enti inutili (tremila)
hanno un costo; il clero ha un costo; l'esercito ha un costo; la
giustizia ha un costo; le forze dell'ordine hanno un costo; la burocrazia elefantiaca ha un costo; i 20 mila insegnanti di
religione hanno un costo; i pensionati hanno un costo; le scuole private
sovvenzionate indirettamente hanno un costo. Ancora: le centomila auto blu
hanno un costo; gli stipendi dei 500 mila politici in attività hanno un costo;
il finanziamento ai partiti (bocciato da un referendum...) ha un costo; gli
ottomila comuni (basterebbero 3 mila) hanno un costo; il finanziamento ai
giornali di partito e alla carta stampata ha un costo; l'evasione fiscale ha un
costo; le circoscrizioni in ogni città hanno un costo; le consulenze esterne
richieste dagli enti pubblici hanno un enorme costo; gli interessi pagati dallo
Stato sui titoli emessi (70 miliardi annui) hanno un costo; gli sprechi degli
enti locali (anche del Nord) hanno un costo. Chi rinuncerebbe a una carriera
politica super pagata? Chi rinuncerebbe ad un impiego in un ente inutile? E'
certo che molti italiani vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca. Franco
Vicentini Treviso Una lettera aperta al presidente Napolitano Caro Presidente
della Repubblica, non le nascondo la mia delusione e quella di tanti miei amici
quando per la giornata della memoria, nel suo discorso, Lei ha paragonato il
comunismo al fascismo. Non so cosa c'entrino gli orrori di Stalin, se è questo
che lei intendeva, con il comunismo. E' come se volessimo attribuire alla
nostra Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza gli orrori commessi per
tanti anni dalla ex Dc con le stragi di Stato: Bologna, Ustica, Italicus,
Brescia, il delitto Moro ecc. e di tutti i morti sulle piazze italiane da
Portello della Ginestra, Avola, Battipaglia, fino ai morti di Reggio Emilia
uccisi dalla Polizia di Scelba (democristiano), solo perché chiedevano un posto
di lavoro o un pezzo di terra da lavorare. Oppure della discriminazione
anticomunista per opera della Gladio clandestina democristiana e fascista, dove
furono cacciati dai posti di lavoro tanti comunisti e valorosi partigiani
costretti quindi a emigrare all'estero, come nel nostro Veneto bianco. Tanto
che lo stesso ex presidente Francesco Cossiga tempo fa, onestamente, si è
sentito in dovere di chiedere scusa ai comunisti italiani per le angherie
subite per opera della Gladio. Lei non può ignorare che i comunisti italiani
sono sempre stati strenui difensori della Costituzione Repubblicana combattendo
contro le ingiustizie che offendevano i più deboli, contro le Brigate Rosse, la
mafia e la violenza. Il compagno Gramsci è morto nelle carceri fasciste e tanti
altri comunisti hanno subito anni di carcere nelle patrie galere fasciste
soltanto per i loro ideali. Il comunista operaio Guido Rossa è stato ucciso
dalle Brigate Rosse, mentre il comunista Pio La Torre è stato ucciso dalla
mafia, e così per tanti altri. Non uccidiamoli un'altra volta. Per non parlare
del grande contributo dato dai comunisti nella Resistenza contro il
nazifascismo per la Libertà, la Giustizia e la Pace. PS. caro Presidente, per
saperne di più oltre a questo mio scritto Le allego altre testimonianze che la
prego con umiltà di leggere. Testimonianze che nessuno mai ha smentito e che
dimostrano del perché i comunisti sono l'opposto dell'ideologia fascista. Con
la speranza che queste analogie non vengano più ripetute, la saluto. Olga
Bernardi Castello di Godego.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il fisico udinese
Alessandro Variola lavora al Laboratorio dell'acceleratore lineare di Parigi e
si occupa di raggi X "Studio la macchina anti-tumori" "A Udine c'è
una vivacità interessante dal punto di vista della ricerca" L'INTERVISTA
DELLA DOMENICA "Purtroppo si guadagna di più col "Grande
fratello" che a fare il ricercatore" Un altro "cervello"
udinese che, emigrato all'estero, ha ottenuto importanti risultati: è
Alessandro Variola, un'eccellenza della Fisica, che oggi lavora a Parigi. Come
ha scoperto la sua passione per la fisica? "Il padre del mio migliore
amico era un brillante fisico, che ha dovuto interrompere la carriera a causa
di una malattia. Ho incominciato a parlarne e a fare i compiti del liceo con
lui. Poi l'ultimo anno di scuola ho seguito un corso sulla relatività tenuto da
Mauro Ferrari... a quel punto ho preso la decisione". Dove lavora
attualmente? "Al Laboratorio dell'acceleratore lineare di Parigi
(Laboratoire de l'accélérateur linéaire)". Cosa si fa al Lal? "Si
lavora su progetti di grandi acceleratori...". Che cos'è un acceleratore?
"È un qualsiasi macchinario che crea, modifica e accelera le
particelle". Per esempio? "Un tubo catodico della televisione, cioè
la tecnologia che ci permette di vedere le immagini sullo schermo".
Dicevamo, al Lal cosa si fa esattamente? "Si lavora su progetti di grandi
acceleratori per studiare le leggi dell'universo e allo stesso tempo sviluppare
dei programmi che abbiano ricadute sulla società". In che modo? "Per
esempio, in ambito medico e più precisamente per diagnosticare e curare tumori
attraverso macchine associate all'effetto Compton". In termini più
semplici? "Diciamo che si parla di tecnologie che usano i raggi X".
Su cosa sta lavorando esattamente? "Su un macchinario che consentirà non
solo di effettuare esami come radiografie, mammografie con una qualità di
immagine drasticamente superiore a quelle ottenute con tecniche convenzionali,
ma anche di distruggere in modo mirato le cellule tumorali, con l'uso di raggi
X. Come si chiama il progetto? "ThomX". Qual è la novità? "La
parte terapeutica. Esempi di diagnosi con i raggi X esistono già, anche a
Trieste". E a Udine? "A Udine esiste già un apparecchio Pet, in grado
di diagnosticare i tumori. La Pet è un altro esempio di ricaduta medica degli
studi di fisica fondamentale". Quando sarà pronto il macchinario?
"Entro la fine dell'anno dovremmo mettere a punto la macchina, poi
dall'arrivo dei finanziamenti passeranno un due o tre anni per
realizzarla". Quindi in cinque anni dovrebbe essere in funzione? "Sì,
abbiamo già ricevuto molte richieste da industrie pronte a produrla". E
potrà essere adottato da tutti gli ospedali? "Sì, perché la vera
innovazione del macchinario è la dimensione e il costo. Un macchinario simile
adesso occupa centinaia di metri, perché si articola in un tunnel e costa
centinaia di milioni di euro". Quali saranno le caratteristiche della
macchina? "Potrà essere contenuta all'interno di una stanza per un costo
di circa 5 milioni di euro". La macchina ha solo un'applicazione nel campo
medico? "No, per esempio il museo del Louvre si sta interessando al nostro
lavoro". In che senso? "Solo per poter spostare un'opera d'arte dal
museo a un laboratorio per fare delle analisi ci vorrebbero moltissimi soldi,
se il museo possedesse al suo interno un "piccolo laboratorio",
potrebbero analizzare in loco i quadri, con il risultato di risparmiare denaro
senza il rischio di danneggiare i pezzi". Cambiando argomento e
spostandoci dalla Francia all'Italia, lei torna spesso a Udine? "Sì,
mancavo da un po' di tempo, ma qui ho la famiglia e quando posso vengo a
trovarli". Conosce il panorama scientifico a Udine e in regione? "Sì,
abbastanza, non vivendolo ho forse una visione diversa". Come stanno le
cose a Udine sul fronte della ricerca? "Udine è ancora un'isola felice
rispetto al resto d'Italia. C'è movimento, voglia di fare e di proporre nuove
idee che, spesso trovano piccoli finanziamenti, più facili da reperire rispetto
a grosse cifre. Inoltre è un posto flessibile dove le idee vengono ancora prese
in considerazione". Ma Udine non è un po' schiacciata da Trieste in quanto
a ricerca? "Sono due cose completamente diverse: a Udine la ricerca è
applicata, quindi più immediata e con maggiore impatto sulla società e sulle
industrie. Mentre a Trieste si parla di ricerca fondamentale, ovvero la
spiegazione dei fenomeni della natura". Da cosa si vede la flessibilità
udinese? "Dalle varie iniziative e strutture molto dinamiche come il Parco
tecnologico, le fiere di tecnologia e innovazione. Per le dimensioni della
città, mi sembra che ci sia una vivacità abbastanza interessante". Perché,
com'è nel resto d'Italia? "È dura. In generale, in tutta Italia c'è un costante
bisogno di gente e capitali. I salari dei ricercatori sono una vergogna. È
demotivante". Soldi a parte, cosa c'è che non funziona nella ricerca?
"In Italia, nel bene e nel male, si dà poca attenzione alle idee. I
concorsi prendono in considerazione solo il numero di pubblicazioni fatte,
mentre il concetto più ampio di progetto di ricerca è completamente assente. In
nome del progresso da qualche parte dovranno pur considerare anche le idee...
Sì nei paesi anglosassoni. In America e in Gran Bretagna questo è un principio
fondamentale. C'è da dire che è difficile e rischioso finanziare un'idea, ma
nei paesi anglosassoni lo fanno e non solo l'Italia, ma tutta l'Europa è
assolutamente indietro rispetto a loro". Ritiene che in questo clima i
giovani siano attratti da professioni scientifiche? "Negli ultimi anni c'è
stato un disastroso calo di giovani nel settore. Credo sia un problema di
società: in termini economici, ma soprattutto in popolarità si guadagna di più
ad andare al "Grande fratello", che a essere un bravo ricercatore.
Questo è il devastante messaggio che si trasmette". In Francia è la stessa
cosa? "Credo in Francia sia una figura ancora tutto sommato stimata".
Cosa le piace della Francia e cosa le manca dell'Italia? "La cosa che
apprezzo di più in Francia è il rispetto per la cultura in generale, la cosa
che mi manca di più dell'Italia sono i rapporti umani". Cosa non le piace della Francia e non le manca dell'Italia?
"La cosa che non mi piace in Francia è la burocrazia e quello che non mi manca dell'Italia è la demotivazione
nell'ambiente di lavoro". Tornerebbe a vivere in Italia? "A vivere
certamente sì...". Ilaria Gianfagna.
( da "Provincia Pavese, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA VENDEMMIA
"Subito i voucher raccolta" L'appello contro gli abusivi CASTEGGIO.
Poche righe perché la rivoluzione nel mondo vitivinicolo si compia davvero.
Vito Bianco, commissario straordinario dell'Unione agricoltori provinciale,
torna a bussare alla porta delle istituzioni del territorio per chiedere la
stipula di una convenzione volta a rendere effettiva sul territorio la nuova
norma sulla prestazione occasionale di tipo accessorio per le vendemmie. C'è
chi lo chiama "voucher vendemmia", per tutti si tratta di uno
strumento per far emergere ed estirpare la piaga del lavoro nero che spesso,
per alcune aziende, rappresentava la scorciatoia per
dribblare la troppa burocrazia. "Con la firma del decreto da parte del ministro del Lavoro
e della previdenza sociale e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale - spiega
il commissario Vito Bianco -, si è avviata la procedura per la semplificazione
delle prestazioni inerenti l'attività di lavoro occasionale dei
vendemmiatori". Un passaggio importante, quasi storico, per il
mondo della vite: "La viticoltura pavese - ricorda Bianco - è l'attività
primaria per la collina oltrepadana. I terreni vitati occupano una superficie
produttiva superiore a 13mila ettari. Si parla quindi di centinaia d'imprese
vitivinicole". Il numero uno dell'Unione agricoltori pavese, che è anche
direttore generale di Confagricoltura a livello nazionale, torna a chiedere uno
sforzo congiunto alla Direzione del lavoro, all'Inps, all'Inail e alla
Provincia. "Chiediamo l'attuazione delle procedure previste dal decreto
stesso e, in particolare, la stipula della necessaria convenzione. Considerata
la ristrettezza dei tempi necessari all'espletamento dell'azione burocratica,
si confida in un tempestivo interessamento degli enti onde permettere
l'utilizzo del nuovo strumento già con la prossima vendemmia". Emanuele
Bottiroli.
( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 124 del
2008-05-25 pagina 2 Gli zingari strapagano i terreni per costruirci villette abusive
di Giacomo Susca Ai vecchietti offrono fino a cinque, anche dieci volte il
valore di mercato dei terreni. E cosa possono fare gli alacri coltivatori di
zolle padane davanti alle borse colme di fresche banconote? Cedono,
naturalmente. Coi tempi che corrono per arrivare a fine mese è come trovare un
tesoro zappando. E si mettono l'anima in pace senza più pensare alla pensione.
Niente di strano, si dirà, se non fosse che a Corbetta e nelle frazioni del
parco Sud Milano i nuovi ricchi sono i rom. Sì, proprio quelli che nella
metropoli spesso sopravvivono tra topi e aree inquinate, in provincia si
concedono il lusso (invidiabile) di una villa immersa nel verde, o a due passi
dalla ferrovia. Qui i nomadi, pronti a offrire talmente tanti euro per questi fazzoletti
di terra, una volta divenuti padroni a tutti gli effetti, mica si mettono a
seminare pomodori e zucchine. Però fanno crescere pareti, tetti, case. Piantano
camper e container. Edificano chalet da fare invidia alla Valle d'Aosta. Basta
fare un giro - diurno, raccomandano in paese - nelle campagne di Corbetta ed
ecco che saltano fuori almeno sette insediamenti abusivi per centinaia di metri
quadrati "occupati", tra un ciuffo di grano e un ramo fiorito. Il
Comune continua a chiamarli "campi nomadi", ma stavolta bisognerà
rivedere il vocabolario. Perché in casi del genere pensare a uno sgombero
diventa utopia. Le ruspe nelle proprietà private non entrano, la legge vieta di
espellere gli occupanti; al massimo, si può far partire una denuncia per abuso
edilizio e aspettare che la magistratura o il prefetto diano l'ordine di
abbattimento. Conoscendo i tempi della burocrazia italica, gli irregolari
possono dormire sonni tranquilli. E continuare l'opera di cementificazione
silenziosa. Il sindaco di Corbetta, Ugo Parini, a capo di una maggioranza di
centrosinistra - una rarità nella zona - è ormai assediato dai suoi stessi
concittadini. Chiedono sicurezza: controlli a tappeto e allontanamenti.
Lui replica: "Non siamo né lassisti, ne accondiscendenti al fenomeno.
Abbiamo fatto ordinanze su ordinanze per bloccare le costruzioni non
autorizzate. Anzi, ci adoperiamo per fermarli in partenza". È vero, il
primo cittadino è andato oltre. Ha caldamente invitato tutti i corbettesi
proprietari di terreni agricoli a "evitare di venderli, anche a fronte di
offerte particolarmente vantaggiose - persone che non siano operatori del
settore e, in ogni caso, a soggetti il cui comportamento potrebbe creare
problemi alla collettività". Sarebbe a dire, i rom. Ma non è tutto, l'ultimo
giro di vite varato alla vigilia di una manifestazione leghista che ha portato
in piazza tanti residenti stanchi di montare filo spinato sul portone, suona
alquanto inedito. Parini in persona passerà al vaglio ogni atto di
compravendita. "Sono pronto a negare il certificato di destinazione
urbanistica qualora la vendita di terreni sia sospetta o esplicitamente
attribuibile a favore dei nomadi". Soluzione "forte" ma
perfettamente legale, tiene a precisare la sezione locale del Pd. E passi per
quel manifesto apparso sui muri del paese: "Padroni a casa nostra... nella
legalità", che fa un po' déjà vu. Ma sabato scorso il corteo del Carroccio
contro l'abusivismo dei rom, in prima fila l'europarlamentare Mario Borghezio,
ha ottenuto un effetto indesiderato. La notte successiva, "per
ritorsione" dicono i ragazzi col foulard verde, qualcuno ha rubato del
rame e danneggiato gli arredi funerari nel cimitero locale. E a Corbetta torna
quel clima di paura che due settimane fa l'amministrazione comunale aveva
tentato di scacciare con un pranzo a base di cibi tipici della terra di
Dracula. Il tutto "in onore" dei 95 romeni (18 i bimbi della scuola
primaria) che, ad oggi, risultano iscritti all'anagrafe di Corbetta. A tavola,
però, mancavano loro. I "contadini" delle roulotte. Due o trecento
persone, raccontano al bar. Difficile quantificare esattamente. Il grano è già
troppo alto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Bari
L'assessore al Personale, Guglielmo Minervini "Quell'indennità di missione
adesso va subito cancellata" la critica è una forma di ingiustizia
salariale, uno scandalo con cui conviviamo tutti CAMILLA POVIA Non è sorpreso
l'assessore alla trasparenza, Guglielmo Minervini. Per l'inchiesta della
procura sugli assenteisti in Regione, piuttosto "prevale un profondo
sentimento di amarezza". Assessore, dieci dipendenti della Regione sono
stati indagati per assenteismo. Firmavano ma non erano presenti in sede.
"Sì, ma erano tutti "missionari", e vorrei partire dalla
necessità di mettere un parola fine al ricorso sistematico alle missioni
continuative. Prima era una possibilità, adesso è diventata un'abitudine. è un
tema che come governo abbiamo posto più volte nel corso della legislatura, ma
non abbiamo mai avuto una risposta seria e adeguata". Quindi lei è
favorevole all'abolizione delle missioni continuative? "Assolutamente sì.
Speriamo sia la volta buona per fare un passo in avanti, abolendo non solo un
comportamento ma proprio un sistema. E il fatto che queste persone che
firmavano e si allontanavano, fossero dipendenti dei gruppi consiliari, significa che tra la politica e la burocrazia c'è un meccanismo di coincidenza degli interessi, di indulgenza.
In poche parole, dobbiamo impedire che si mettano d'accordo. Perché poi, in
casi come questo, bastano poche unità per infangare i tanti dipendenti onesti
che svolgono ogni giorno il proprio dovere. E questo non dovrebbe
accadere". Tra l'altro i dipendenti in "missione" percepiscono
una notevole indennità, oltre lo stipendio mensile. "è una forma di ingiustizia
salariale, uno scandalo con cui conviviamo tutti. E questa volta saremo molto
più rigorosi, per esempio attraverso il controllo oggettivo, meccanico e
automatico dell'orario di lavoro, con il badge. Ma non solo, c'è anche una
seconda azione che contiamo di attuare, e cioè le sanzioni. Non solo per i
dipendenti ma anche per il dirigente dell'ufficio del gruppo consiliare,
qualora fosse necessario. Il controllo della presenza dei dipendenti spetta
anche a lui, e in alcuni casi in cui si configuri una negligenza grave del
dirigente, le sanzioni potrebbero colpirlo". In poche parole è sua la
responsabilità? "Anche. La regione dispone di un quadro molto articolato
di sanzioni, qualora fosse necessario, anche di natura sospensiva".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oristano e Planargia
Pagina 4050 Sanità. Asl 5 nel mirino La Cisl all'attacco: stanno smantellando i
piccoli ospedali Sanità.. Asl 5 nel mirino --> Nuovi tagli in vista per
l'ospedale di Ghilarza. Lo denuncia, in una lettera aperta, il segretario
provinciale della Cisl Antioco Patta. A suo avviso ci si trova di fronte ad una
"destrutturazione del sistema sanitario". E proprio dal presidio
ospedaliero Delogu avrebbe preso l'avvio "con la smobilitazione di
ostetricia-ginecologia e la conseguente chiusura del punto nascite". Ora però,
secondo Patta, "prosegue con la riduzione delle attività sia di medicina
che di chirurgia". "Già nei mesi scorsi - spiega il segretario della
Cisl - il responsabile del reparto di chirurgia, l'ottimo e stimato Gianfranco
Porcu, con una parte della sua équipe, è di fatto trasferito ad operare
altrove, lasciando a Ghilarza solo i piccoli interventi programmati con
conseguente eliminazione degli interventi di emergenza. Ora è la volta di
medicina che vede in partenza la responsabile di reparto con l'intera équipe,
la dottoressa Asproni, che è una sorta di "istituzione locale" e che
tanto ha fatto per far maturare nella zona la consapevolezza e la percezione
del buon servizio nella comunità locale". Ma non è tutto.
"Addirittura - va avanti Patta - sembra che anche alla dottoressa Bandinu,
stimato medico anche del consultorio e di quello che resta di
ostetricia-ginecologia, siano state prospettate ipotesi di trasferimento, una
vera e propria azione demolitoria di servizi considerati da tutti eccellenti".
Il segretario della Cisl sottolinea che tutto ciò "avviene
nel silenzio insidioso della burocrazia interna, abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e
promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza, come la
nuova frontiera dell'assistenza domiciliare, che non riesce a garantire più di
due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe
dolorosissime o forme di non-deambulanza gravi, la deospedalizzazione ed
il rafforzamento delle strutture para-ospedaliere". Le cose non andrebbero
meglio nell'ospedale di Bosa. "Che dire delle attese di ore al pronto
soccorso del San Martino di Oristano e delle visite specialistiche fissate da
tre a sei mesi di distanza? È mai possibile che nessuno metta in correlazione
queste attese con la destrutturazione di alcuni servizi nelle strutture minori
dell'entroterra?", si chiede Antioco Patta. A ciò si vanno ad aggiungere
"gli aumenti di spese per la mobilità passiva, che spesso sono i viaggi
della speranza, magari fatti a tempo scaduto per ritardi diagnostici. Insomma
un doppio danno poiché, a fronte di un taglio dei servizi, non corrisponde un
risparmio". ALESSIA ORBANA.
( da "Brescia Oggi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Egregio direttore,
sono costretta a scriverle dopo aver letto le precisazione del dr. A.
Traficante dell'Inail di Brescia. Non avrei voluto farlo perchè essendo la zia
del Sig. Ferrazzoli può ben capire in quale stato d'animo mi trovo. Quando è
arrivata a casa di mia sorella la famosa raccomandata che invitava il Sig.
Claudio Ferrazzoli a presentarsi per testimoniare relativamente al suo
infortunio, non credevano ai nostri occhi, istintivamente avevo una gran voglia
di recarmi dal funzionario che aveva firmato la convocazione per invitarlo ad
avere almeno il pudore di aprire la cartella contenente la pratica per
sincerarsi che purtroppo non era possibile la sua presenza.....magari! Lasciato
decantare il momento di amarezza, ho detto ai miei famigliari che sarebbe stato
inutile recarsi a chiedere spiegazioni, perchè spesso la burocrazia è cieca, saremmo ritornati a
casa con la solita frase "è purtroppo un atto dovuto", come per altro
con altre parole ha voluto precisare il funzionario, chiamando interpretazione
autentica l'atto inviato. Vergogna! È vero che ci sono disposizioni e leggi, ma
bastava che sulla busta ci fosse scritto agli eredi, oppure che la
convocazione fosse accompagnata da un foglio con due semplici, banali righe che
spiegassero ai genitori il fatto. Mi creda ci siamo sentiti presi in giro, non
so quanti al nostro posto avrebbero pensato diversamente. Quello che adesso,
ancor più di prima mi lascia stupefatta ed amareggiata è , ripeto, che la
cecità e l'indifferenza difronte a cose tanto gravi, prevalgano su tutto e che
con questo metro vengano gestite in egual modo, indipendentemente dal loro
contenuto, tutte le pratiche. Vorrei tranquilizzare il dr. Traficante, che nessuno
ha parlato di inefficienza dell'Inail, infatti la convocazione è arrivata dal
Ministero del Lavoro. Semmai le spiegazioni relative "al'interpretazione
autentica" dovrebbero esserci fornite dal responsabile del procedimento,
così come sappiamo perfettamente che vi è in corso un'indagine giudiziaria per
stabilire le responsabilità dell'infortunio, ma tutto ciò, comunque, non
giustifica la convocazione ricevuta in quel modo anche se dal punto di vista
legale inecceppibile. Nessuno mette in dubbio la regolarità dello svolgimento
degli atti, ma il metodo si. A questo proposito vorrei fare un invito a quanti
purtroppo per lavoro, quotidianamente gestiscono queste pratiche: non
limitatevi freddamente ad inviare queste convocazioni, per favore, per rispetto
a quanti sono nel dolore, aggiungete un biglietto nel quale si specifichi il
contenuto del provvedimento, quanto meno non si sentiranno presi in giro e
comprenderanno senza bisogno di un legale le motivazioni dell'atto. Grazie e
scusatemi per lo sfogo. [FIRMA LETT]Mariateresa Morandi.
( da "Brescia Oggi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONTIRONE. Le abitazioni "illegali" aumentano ma il Comune
continua ad aiutare i minori dell'accampamento Campo nomadi abusivo Scatta la
tolleranza zero Le ordinanze di demolizione delle costruzioni bloccate dalla burocrazia Il sindaco incarica un pool
di legali e chiede aiuto a prefettura e questura .
( da "Corriere Adriatico" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Una sinergia
che deve abbracciare il comprensorio di Macerata e Treia. Il progetto del
palazzetto c'è già, bisogna solo ritoccarlo" L'amministratore unico della
Lube disposto ad incontrare il sindaco del capoluogo e tutti gli enti
interessati Giulianelli: "Pronti a ragionare su fatti concreti"
MACERATA - Operare in sintonia e far emergere, da tutte le parti, il buon
senso. E' questa la ricetta che propone l'amministratore unico della Lube Fabio
Giulianelli, all'indomani del susseguirsi di colpi di scena sull'annosa questione
palas. "Da parte nostra è da sempre che auspichiamo la discussione
-esordisce Giulianelli- per cui va apprezzata l'opera portata avanti da
Maurizio Mosca in questa fase. Si tratta di lavorare a beneficio del territorio
visto in maniera comprensoriale e non ognuno pensando a se stesso". Da
parte sua l'azienda treiese non rinuncia ai passi già attuati, lasciando però
aperta, spalancata, la porta al dialogo con gli enti pubblici. "La
prossima settimana forniremo al Comune di Treia -continua Giulianelli- la documentazione
necessaria a completare l'iter per ottenere dalla Provincia l'accordo di
programma che ci consentirebbe già a settembre di far partire i lavori qui a
Treia. Certo è che la situazione è in evoluzione. Se nelle prossime ore ci
saranno atti concreti, da parte nostra c'è l'intenzione a valutarli
attentamente". La mediazione di Mosca sembra, quindi, aver aperto una
breccia nel muro contro muro tra società e Comune di Macerata. "So che il
sindaco Meschini mi sta cercando -ammette Giulianelli- e penso proprio che
prestissimo ci sarà un incontro, assieme a Comune di Treia e Provincia. Mi
sembra che la disponibilità di fondo sia quella di vedere in ottica generale
tutta la vicenda. Dal palas a Villa Potenza alla "palestrona" di
Treia ma anche la sistemazione dell'intera area comprensorale, con strade,
viabilità e servizi che abbraccino le due realtà. Insomma un tutt'uno da su cui
andare a incidere e non più la tentazione di ogni soggetto di andare avanti per
la sua zona di competenza". Ma di tempo se ne è perso fin troppo e ora la
Lube chiede di passare rapidamente ad atti concreti. "Dobbiamo bruciare le
tappe e se esiste la volontà di tutte le parti in causa si può fare"
sottolinea l'a.u. della Lube. Anche sul nuovo palas che ospiterà le gare della
Lube si è molto avanti. "Il progetto che abbiamo già realizzato per Treia
-rileva ancora Giulianelli- con qualche giusto e necessario adattamento, si può
sposare perfettamente alla zona di Villa Potenza dove il Comune di Macerata
intende realizzare la struttura. Dato che l'impianto sarà estrapolato dalla
riqualificazione del Centro Fiere e realizzato da privati
si possono abbattere i tempi della burocrazia e riuscire a costruirlo in un lasso di tempo ridotto".
Insomma la settimana che va ad aprirsi sarà decisiva per sbloccare la
situazione. L'incontro tra Lube ed enti locali dovrebbe avvenire nelle prossime
ore e da lì si vedrà se dal dialogo si passerà a quegli atti concreti richiesti
dal club pallavolistico. L'impressione è che si sia giunti davvero
all'epilogo: ora o mai più, per un palas atteso da fin troppo tempo. MAURO
GIUSTOZZI,.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Città di veti
incrociati, senza coraggio e apertura culturale" È subentrata a Fabio
Gasparini pochi giorni fa. Giovanna Dalla Pozza Peruffo è il nuovo presidente della
sezione vicentina di Italia Nostra. Per lei si tratta di un ritorno, visto che
in passato è già stata al vertice dell'associazione di via Arzignano. Il nuovo
direttivo, che rimarrà in carica fino al 2011, è composto inoltre da due
vicepresidenti: Alberto Broglio, accademico olimpico ed ex presidente della
Fondazione Cariverona, e Alda Bressan Fantuz, ex insegnante dell'istituto
Rossi.Come mai ha accettato un nuovo mandato?"La scelta del consiglio
direttivo onestamente mi ha messa in difficoltà. Il mio assenso è legato
all'affetto, alla stima dei soci e alle insistenze dei consiglieri. Il tutto
nonostante le difficoltà della mia vita personale. Il mio entusiasmo per gli
ideali di Italia Nostra, il senso di responsabilità che mi caratterizza,
l'amore per la mia città e per la tutela dei suoi edifici artistici hanno fatto
il resto".Quali sono le sue priorità?"La massima attenzione alle
scelte di politica urbanistica e di governo del territorio, sia in città che
nei comuni affidati alla tutela della sezione di Vicenza. Vorrei fare un
censimento degli edifici di valore storico-monumentale non vincolati dalla
Soprintendenza ma di particolare interesse architettonico, purtoppo spesso in
rovina e oggetto di speculazione edilizia che ne stravolge l'identità attraverso
pseudo-ristrutturazioni. Mi riferisco per esempio a villa Paolini a Bertesina e
al complesso di San Valentino a Costabissara".Altri progetti?"La
tutela e la valorizzazione delle mura e il polo culturale di San Biagio sono
priorità assolute. Inoltre va rispettato il regolamento comunale sul verde
delle proprietà private, molte volte cancellato da ristrutturazioni in aree
Rc1. Serve poi lo sviluppo di un programma culturale ed educativo rivolto agli
adulti e agli studenti degli istituti superiori della città".Avete stimato
il numero degli abusi a Vicenza?"Non abbiamo mai fatto questo tipo di
controllo, sia perché essere solo inquisitori dell'urbanistica non basta, sia
perché le forze qualificate a disposizione del volontariato associativo sono
limitate. Dobbiamo intervenire su segnalazioni quasi sempre tardive dei
cittadini, quando le concessioni edilizie sono già state
rilasciate".Quante sono le violazioni che l'associazione ha bloccato negli
anni?"Le vittorie si contano sulle dita di una mano o quasi. Importante è
mantenere viva un'azione critica, con una serie di campanelli d'allarme, in
modo da essere l'espressione della coscienza civica. Tra i nostri recenti
successi, ricordo la difesa della Valletta del silenzio contro i
capannoni-agriturismo e di Monte Corbin sull'Altopiano di Asiago contro
l'apertura di una cava vicino al forte, l'intervento a tutela della praderia a
Castelgomberto".Se ne ricorda una in particolare di cui Italia Nostra è
fiera?"Da un punto di vista urbanistico ed edilizio, a Vicenza e in altri
comuni è difficile parlare di clamorosi fatti di illegalità. Spesso siamo di
fronte a comportamenti che giocano in modo sottile sulla capacità di aggirare e
neutralizzare le regole e i Piani regolatori generali, con compiacenti varianti
o variantine. Si tratta quasi sempre di azioni giuridicamente inattaccabili,
che favoriscono l'interesse privato, non rispettano le indicazioni
programmatiche di Regione e Provincia, ignorano il bene pubblico, i pericoli
connessi alla cementificazione, alla mancanza di verde pubblico e privato, alla
distruzione del paesaggio urbano e collinare".Che cosa ne pensa delle
soprintendenze?"Le soprintendenze sono un punto dolente. È difficilissimo
stabilire un dialogo, avere risposte alle nostre segnalazioni. Vorremmo tentare
di costruire un rapporto migliore. La recente riforma del
codice dei beni culturali ne ha ulteriormente limitato gli spazi operativi,
mentre la burocrazia, la
mancanza di personale e di fondi adeguati ne hanno condizionato l'efficienza.
Oggi le soprintendenze sono necessarie, previo un ammodernamento strutturale e
legislativo".Di quale caso importante si sta occupando l'associazione?"Della
difesa urbanistica dell'area ex Q8. Il Consiglio direttivo ha deciso di
presentare ricorso al Tar del Veneto, assieme al Comitato Santa Lucia e al
fianco del sindaco Achille Variati".Che cosa manca a Vicenza per fare il
salto di qualità dal punto di vista urbanistico?"Vicenza è la città dei
veti incrociati, manca di coraggio, vivacità e apertura culturale. È condizionata
da centri di potere occulto. Apertura culturale non significa accettare senza
critica le proposte dei grandi architetti internazionali. Questi sono belli in
termini assoluti, ma ignorano il rapporto ambientale con i centri storici o il
paesaggio collinare. Italia Nostra ha dato precise indicazioni sulla stesura
del Pat-Piano di assetto del territorio. Ci sono aspetti che non condividiamo e
che andrebbero rivisti".C'è, in questo momento, una grande opera pubblica
da bocciare?"Il nuovo palazzo del tribunale, di impatto visivo
insopportabile per il paesaggio urbano e pesantissimo per la futura viabilità.
La Valdastico sud, che distruggerà inutilmente una realtà territoriale di
grande bellezza e storicità. La costruzione di un nuovo stadio a Vicenza est. Il
progressivo abbandono del centro storico di Vicenza, privato di
diversificazione commerciale, e ricco di negozi di abbigliamento, banche,
centri direzionali, uffici professionali, appartamenti superlusso, che privano
la città di un vivificante ricambio di popolazione. È una città che al venerdì
sera si svuota come la 'City' londinese".Come salvaguardare il centro
storico di Vicenza?"Innanzitutto bisogna adottare un Piano del colore per
difendere le antiche armonie dalla violenza dei colori acrilici. Inoltre
bisogna tutelare il verde pubblico e il decoro floreale - penso agli incongrui
e volgari vasoni in plastica - liberare progressivamente le strade dai
parcheggi privati, impedire il parcheggio delle auto lungo le vie congestionate
come contra' San Marco, viale Margherita, piazza Biade e contra' Porti.
Quest'ultima è la più bella via gotica di tutto il Veneto, ma i turisti non
possono nemmeno scattare una foto. È opportuno favorire insediamenti del ceto
medio e popolare e riscattare piazza delle Erbe".Si dice che nel quinto
centenario della nascita del Palladio ci siano troppi monumenti in restauro.
Che cosa ne pensa?"Meglio restaurarli che abbandonarli, anche se in
materia di programmazione pubblica e culturale ci sarebbe molto da
dire".Che cosa si aspetta dal nuovo sindaco?"Italia Nostra è per
statuto apolitica e apartitica. Offre alla giunta Variati la propria
collaborazione e l'apporto di una critica costruttiva e culturalmente
motivata".Roberto Cervellin.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il vero tumore
dell'Italia è il ... "Il vero tumore dell'Italia è il Sud: fin tanto che
non mettiamo le mani e non curiamo questo male, il paese non partirà mai".
Mario Moretti Polegato precisa di riferirsi all'aspetto economico, ma la sua
declinazione della "questione meridionale", tutt'altro che allusiva,
ben coagula un sentore diffuso tra gli imprenditori trevigiani stipati nel
salone sotterraneo di villa Loredan: la "locomotiva" triveneta non
abdica, ma ribadisce di non poter tirare ancora a lungo, pena il deragliamento
complessivo, un convoglio carico di inefficenze pubbliche e private, assistenzialismo
a fondo perduto, illegalità diffusa e tollerata.Ed ecco allora che Mister Geox
saluta con favore l'avvento di tre ministri veneti nei palazzi romani. Sarà un
bene, dice, per il Nordest: "Perchè in fin dei conti questa è sempre
l'area trainante in Italia, la piccola e media impresa nordestina non è morta,
anzi è vivace, anche a se costituisce una tipologia di industria che deve
ancora maturare". Ma anche per il paese intero: "L'Italia non va male
per Treviso o per il Nordest, ma perchè è ancora divisa. Abbiamo un 50\%
dell'Italia che produce e vive il mercato e un altro 50\% che vive sul sistema
paese". Il patron della "scarpa che respira", tuttavia, resta
scettico riguardo ai trapianti di "veneticità" tout court. Le
soluzioni sono più complesse: "In passato ci sono state delle azioni in
questo senso: gli imprenditori di Treviso, ad esempio, sono stati a Manfredonia
con la speranza di poter rilanciare quel territorio, è stato un ennesimo
fallimento. Serve una volontà politica che parta a livello nazionale e che
aiuti gli imprenditori: da soli non ce la possono fare. Il problema principale
che abbiamo è la sicurezza. Io sono contrario a trasferire imprese di Treviso
nel Meridione: dobbiamo piuttosto fornire sovvenzioni alle persone del sud.
Prima dei finanziamenti, però, occorre dare loro la cultura
dell'impresa".Tra gli unanimi elogi agli interventi dei presidenti,
uscente, entrante e nazionale, il modello veneto resta vincente anche per altri
big dell'industria nostrana. E vale la pena provare ad estenderlo all'intero
Belpaese: "È una questione di volontà - chiosa Giancarlo Zanatta, alla
guida del gruppo Tecnica (sci, scarponi ed attrezzature per la montagna e lo
sport) -. Il sistema veneto è una realtà, ce ne sono altre, la Lombardia,
piuttosto che l'Emilia, e lo si può esportare nel resto d'Italia. Auguri a
tutta l'Italia".Un modello da imitare e "logicamente anche da
perfezionare", precisa Gianfranco Zoppas. A partire da una premessa
essenziale: superare i costi e i vincoli della burocrazia: "Sono condizioni
fondamentali per vivere in una competizione globale: o lo facciamo o siamo
destinati a scomparire". Per il decano della famiglia di industriali
coneglianesi questa è la priorità che sale dell'assise di Unindustria:
"Farci lavorare: creare le condizioni perchè noi si possa esprimere le
nostre energie, sviluppando le quali si possano creare ulteriori
opportunità per la popolazione e per l'Italia stessa". In molti, tra i
colleghi dell'associazione si augurano che questa possa essere la volta buona.
E Zoppas, fiuta aria di cambiamento? "Qui sì - sorride abbracciando con lo
sguardo la platea -. Vorrei che una parte di tutto questo diventi
realtà".Mattia Zanardo.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAVALLINO-TREPORTI
Raccolta rifiuti, Coldiretti chiede di ridurre i costi I neo presidenti di zona
della Coldiretti di Cavallino-Treporti, Michele Borgo (Treporti) e Luigi
Ballarin (Cavallino), chiedono che vengano ridotti i costi e semplificate le
procedure burocratiche, riguardanti la raccolta e lo smaltimento di rifiuti
speciali derivanti dall'attività agricola: contenitori di fitofarmaci, batterie
e olii esausti, e vecchie coperture di serre. Lo hanno chiesto
all'amministrazione comunale, allegandovi una ipotesi di delibera consiliare,
perché a sua volta, intervenga formalmente come mediatrice, sia presso la
Provincia, che presso la municipalizzata incaricata alla gestione dei rifiuti.
Alla Provincia, perché ne modifichi i disciplinari in vigore, da essa istituiti
mediante registri e formulari incrociati, gestiti dalle aziende che generano
rifiuti e da chi li recupera. "Un sistema complicato secondo il quale -
affermano i soci Coldiretti - viene richiesto all'ortolano dell'Estuario, dopo
10-12 ore di lavoro quotidiano sui campi, di trasformarsi in funzionario
pennaiolo al servizio di una burocrazia di stampo borbonico, incomprensibile". Gli orticoltori
della Coldiretti chiedono che la Provincia rifaccia un disciplinare snello ed
efficace, lontando dall'essere un assillante perditempo. All'impresa
municipalizzata preposta alla raccolta dei rifiuti, la Coldiretti chiede che
vengano diminuite sensibilmente le tariffe che oggi si aggirano intorno ai 160
euro a servizio, dei quali: 25 di convenzione; 60 di diritto di
chiamata; il resto derivante dalla quantità da smaltire; 160 euro, che
diventano più di
( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
I due ministri
veneti, intervistati da Bruno Vespa durante l'assemblea di Unindustria Treviso,
anticipano i programmi su riforme, welfare e agricoltura Federalismo fiscale,
il governo stringe i tempi Sacconi: "Potrebbe essere inserito a giugno nel
Dpef". Zaia: "L'Unione europea deve rivedere la politica delle
quote" (Segue dalla prima pagina)Un Dpef che avrà un "respiro"
triennale, e getterà le basi per una sorta di manovra economica fino al
2010.Sul federalismo fiscale agganciato alla Finanziaria Zaia si limita a
sorridere e ammiccare, evidentemente teme di alimentare aspettative senza il
"via libera" ufficiale. E se il ministro del Welfare è disponibile a esaminare
la richiesta dei sindaci veneti di lasciare sul territorio il 20\% dell'Irpef
("La richiesta è comprensibile, anche perché gli enti locali veneti sono
sempre stati penalizzati da quando, alla fine degli anni '70, si affermò il
principio della spesa storica con i trasferimenti statali legati alla spesa
passata. I viziosi furono premiati e i virtuosi no"), il ministro
dell'Agricoltura invece conferma la linea della Lega: "Ho il massimo
rispetto per questa iniziativa, ma fanno bene i primi cittadini della Lega a
non aderire perché sanno quanto serio sia questo Governo. Non c'è dubbio sul
fatto che vogliamo utilizzare i decreti per dare una risposta ai cittadini e
ritengo pertanto che quando si parlerà di federalismo e di rispetto delle
comunità del Nord ci saranno risposte adeguate".Risposte come quelle date
al problema dei rifiuti in Campania, dove "non siamo usciti con aria
fritta ma con decisioni uniche". Nonostante gli scontri prevedibili delle
ultime ore con i manifestanti: "Gli uomini dello Stato devono applicare la
Legge - taglia corto Sacconi -, non cercare il consenso". Non è più tempo
di mediazioni fini a se stesse, e lo capiranno probabilmente anche i ministri
dell'Agricoltura europei che Zaia si appresta ad incontrare domani e martedì a
Maribor, in Slovenia. Il suo programma è drastico: "L'Ue deve cambiare le
proprie politiche nel settore primario perché è cambiato il mercato globale. È
assurdo che fino ad ora si sia ragionato in termini di eccedenze, e oggi non ce
ne sono più. È mancato il grano e poi il latte, e i prezzi sono saliti. Non si
può guardare solo ai Paesi in via di sviluppo perché da lì non vengono le
certezze. Noi paghiamo multe per eccesso di produzione di latte e la maggior
parte di quello che consumiamo lo importiamo, mentre gli altri Paesi europei
bevono il 100\% del loro latte".Situazione assurda che sarà esaminata
nell'appuntamento a fine anno con l'Healt Check, il summit di valutazione delle
politiche agricole nel quale "parleremo di quote latte, di biocarburante,
di modulazione, di regionalizzazione e di tutti quelli che saranno i
finanziamenti comunitari per l'agricoltura. L'Europa dovrà avere una sua
autosufficienza nella produzione agricola". Quell'Europa che secondo
Sacconi "pone grande attesa su ciò che farà il nostro Paese. Vedremo anni
di grandi cambiamenti, noi sappiamo di essere incaricati di una grande missione
e siamo assolutamente consapevoli che su di noi c'è una grande attesa". A cominciare da una serie di iniziative "che sono ormai
pronte" per ridurre la burocrazia a carico delle imprese: ad esempio il superamento dell'obbligo
di tenuta del libro matricola, o il superamento della norma che vuole l'obbligo
delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del
ministero del Lavoro. "La riforma è gia pronta di concerto con gli
altri ministeri a cominciare da quello della Giustizia ed è incentrata
sull'arbitrato e la conciliazione perché la semplicità deve essere la regola
dei rapporti".E a proposito di rapporti, quelli con l'opposizione ( o
almeno con il Pd), per ora si confermano costruttivi se è vero quel che
sostiene Sacconi: "Il Pd ha sostanzialmente condiviso i principali
contenuti della proposta di governo per aiutare le famiglie e le persone. Mi
pare che le posizioni critiche siano molto isolate". Ben diverso è il
confronto con la Cgil: "Defiscalizzando gli straordinari non abbiamo fatto
solo un'agevolazione fiscale; mettiamo a disposizione uno strumento, si tratta
di vedere se c'è chi ha voglia di pedalare. E la Cgil invece pare attardata in
una dimensione che nei luoghi di lavoro va superata".Ario Gervasutti.
( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venegazzù (Treviso)
NOSTRO INVIATO "È ... Venegazzù (Treviso)NOSTRO INVIATO"È l'ora della
tolleranza zero". E poi: "Non siamo mica fessi". E ancora:
"È finito il tempo dei lamenti". Per chi non avesse ancora capito
l'aria che tira, Emma Marcegaglia ha scelto la sua prima uscita da presidente
di Confindustria come palcoscenico dal quale dettare la linea. La platea non
poteva che essere più favorevole: davanti a centinaia di industriali
trevigiani, politici di tutti gli schieramenti e i due ministri di questa
provincia, Maurizio Sacconi e Luca Zaia, la "lady d'acciaio" ha
martellato sul "fattore tempo". Nel senso che "si deve dialogare
con tutti e su tutto, ma le decisioni vanno prese subito". Non c'è tempo
da perdere, e va colto il momento favorevole finché il Paese è ancora
"vivo": "Nel primo trimestre il Pil è cresciuto dell'0,4\%, non
siamo alla crescita zero ma quasi. E comunque siamo sempre sotto la media
europea". Che fare, quindi? Per prima cosa fissare le priorità: e tra queste
non c'è ad esempio il ponte di Messina. "È un'opera che costa molto -
spiega diplomaticamente la Marcegaglia -, penso che però sia altrettanto
importante investire, ad esempio, su Tav, autostrade e porti".Decisionismo
da applicare su altri fronti, come quello dei rifiuti campani: "È un caso
eclatante e drammatico. La città sta annegando nei rifiuti e i soliti mille
bloccano tutto incendiando autobus. È venuto il momento che lo Stato faccia
rispettare la legge e imponga "tolleranza zero". Perché fino ad oggi
abbiamo vissuto un falso solidarismo che ha aiutato solo chi delinque. Noi
vogliamo dare voce alla maggioranza silenziosa del Paese". Con queste
premesse è quasi una conseguenza inevitabile la battuta con la quale
Marcegaglia risponde al segretario della Cgil Epifani, il quale in
un'intervista ha detto che l'intesa sulla riforma dei contratti è a portata di
mano "se Confindustria risponde sì su tutto": "Epifani, non
siamo mica fessi...". La spiegazione è più articolata: "Non possiamo
accettare condizioni che ci porterebbero fuori dall'Ue; ma siamo pronti a
giungere ad un risultato in pochi mesi superando anche irrigidimenti al nostro
interno". Il tema centrale è sempre quello: aumentare la produttività.
"Coniugare salario e produttività lo si può fare solo a livello aziendale
perché è qui che si incontrano questi due elementi. Il contratto nazionale
unico punta al ribasso, ci vuole più spazio a livello aziendale e individuale
per liberare energie: noi siamo pronti".Una previsione resa ancor più
rosea, secondo la presidente di Confindustria, dal fatto che "sono fuori
dal Parlamento i partiti anti impresa ed anti mercato. Non ci sono più alibi
per non cambiare il paese, è finita l'antipolitica". E magari è anche
arrivato il tempo di riforme vere, compreso il federalismo fiscale che
ovviamente sollecita gli applausi di una simile platea: "Ma il federalismo
fiscale serve anche al Sud - spiega Marcegaglia - che negli anni ha ricevuto
miliardi di euro ma che hanno solo alimentato i delinquenti e non le aziende
sane. I nostri imprenditori meridionali sono d'accordo perché sanno che i soldi
buttati lì non servono". Via subito quindi al federalismo, anche a
"geometria variabile", ovvero concedendo alle regioni che sono più
pronte di partire per prime con un trasferimento graduale di competenze e
risorse. "Basta non incorrere negli errori del passato avverte - perché
fino ad oggi si è fatto un disastro planetario, con costi che sono esplosi ad
esempio nella sanità". O con una duplicazione di costi
e di burocrazie, eliminabili con una "seria privatizzazione e
liberalizzazione dei mercati e un contestuale abbassamento del fisco che oggi
com'è non attrae investimenti".Musica per le orecchie degli imprenditori
trevigiani, ai quali la Marcegaglia esprime riconoscenza per aver sostenuto per
primi la sua candidatura alla guida di Confindustria "insieme con
le altre territoriali del Veneto". Ma anche a loro va un avvertimento:
"È finito il tempo dei lamenti, della demagogia. Ognuno oggi deve lavorare
con serenità, nel proprio ruolo, per cambiare il Paese. Noi imprenditori
abbiamo un compito importante: difendere e valorizzare la cultura d'impresa.
Siamo portatori di una cultura molto chiara, di una società aperta che premia
il merito, la meritocrazia". Obbiettivi da raggiungere risolvendo le priorità:
riforma dello Stato, fisco più equo, sburocratizzazione, nuovi modelli
contrattuali, sblocco degli investimenti nelle infrastrutture, energia
nucleare, scuola e formazione. Su tutto questo, garantisce la Marcegaglia,
Confindustria ci sarà: "Perché vogliamo essere protagonisti importanti del
nuovo rinascimento del Paese".Ario Gervasutti.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aita: "Franzil
ha rotto un tabù. Ora intervenga l'Ambito socio-assistenziale: le maestre da
sole non possono farcela" Le scuole "colorate" lanciano un Sos I
presidi dei plessi con tanti bimbi immigrati sollecitano più educatori e tempi
rapidi d'intervento Le scuole "colorate", quelle dove i compagni di
classe si chiamano Mohammed, Luz, Abdel e Li Yu e dove in un'aula entra un
mappamondo di culture e lingue diverse, non hanno paura di diventare dei
ghetti. Ma chiedono di non essere lasciate sole. A lanciare l'sos sono gli
stessi presidi. Come Gloria Aita, che dirige il secondo circolo udinese, uno
dei più multietnici della città, addirittura da primato alle materne, con il
34\% di bimbi stranieri. Lei, come altri dirigenti, non si nasconde la scomoda
verità evidenziata anche dall'assessore all'Istruzione Kristian Franzil.
"È vero: ci sono scuole, come la D'Orlandi o la Cossettini, che hanno
tanti alunni stranieri e altre, come la IV novembre, dove ce ne sono molti di
meno. A volte, nelle scuole più multietniche, il disagio c'è, ma non per la
diversità linguistica: c'è perché questi bimbi immigrati, portati via dalla
loro terra e dai loro affetti, hanno fatto un salto enorme e talora ne
subiscono il contraccolpo. Possono avere delle difficoltà o, in qualche raro
caso, disabilità non identificate nel loro Paese. Cose che capitano anche ai
bimbi italiani. Le maestre si arrabattano come possono per aiutarli, ma da sole
non ce la possono fare. E allora capita che alcuni genitori possano dire:
iscrivo i miei figli in istituti dove c'è più tranquillità. Non per razzismo,
ma per una difficoltà effettiva: non temono il diverso, ma alla fine si
arrendono se non ci sono aiuti". Per Aita, "Franzil ha fatto bene a
rompere il tabù e ho apprezzato che abbia parlato con tutti noi dirigenti. Il
problema esiste. Recentemente, alcuni genitori della D'Orlandi mi hanno detto:
"Fate qualcosa. Vogliamo che i nostri figli restino in questa scuola, ci
piace la classe "colorata". Ma ci sono delle difficoltà"".Aita
ci ha provato: "Quando sono arrivata a dicembre, ho subito chiesto aiuto:
di incontri se ne sono fatti, ma di interventi concreti, da parte dell'Ambito
socioassistenziale, ancora non ce ne sono stati. Come ho detto a Franzil,
bisogna affrontare la cosa con l'Ambito e intervenire con tempestività. Gli alunni non possono aspettare i tempi della burocrazia: sei mesi per un bambino sono
una vita. Servono educatori che intervengano nelle classi più multietniche e
affianchino le insegnanti con progetti seri".Su questo concorda anche
Roberta Bellina, dirigente della media Via Petrarca, che vede il picco di
studenti stranieri (18,46\% in media, ma all'ex Bellavitis si arriva quasi al
24\%): "Non posso escludere che i genitori preferiscano iscrivere i
loro figli in scuole con meno stranieri, anche se direttamente non mi è stato
detto. È capitato che chiedano una sezione piuttosto che un'altra. Nelle nostre
scuole i ragazzi stranieri non sono un problema, ma una realtà da gestire. Noi
seguiamo un protocollo d'accoglienza che funziona molto bene: da quando
arrivano gli studenti, c'è già un percorso stabilito. Un docente è in contatto
diretto con i mediatori linguistici e le associazioni. Per noi non è
un'emergenza. Ma concordo con Aita: le figure di supporto sono necessarie. Da
noi gli educatori verranno chiesti a inizio anno".Anche Maria Cacciola,
dirigente del primo circolo, che vede scuole come la Dante con il 40\% di
alunni stranieri, pur sottolineando che "il plesso già segue un progetto
pilota di accoglienza", ritiene che "ci vorrebbero più mediatori
linguistici e più ore di "lingua seconda"".Camilla De Mori.
( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Referendum sul
parco"MARIANOPOLI. La Cgil-Funzione pubblica torna a sollecitare una
consultazione popolare per l'eolico Marianopoli. La Cgil-Funzione pubblica
domani proporrà un referendum sulla realizzazione del parco eolico sulle Rupi e
sul Monte Mimiani. Lo farà il segretario generale Salvatore Lombardo in
occasione dell'assemblea degli ambientalisti e di quanti in paese sono contrari
alla realizzazione del parco eolico. Ieri lo stesso Lombardo ha diffuso una lunga
nota in cui tra l'altro si legge: "Con la riconferma del Consiglio
comunale di Marianopoli di installare il parco eolico sulle Rupi e sul Monte
Mimiani, con il cinismo del Consiglio comunale di Caltanissetta che ha
dimostrato fino all'ultimo una fredda e calcolata insensibilità alle
sollecitazioni della Cgil e delle associazioni ambientaliste e con il Decreto
dell'Assessorato regionale Industria, di qualche giorno fa, di autorizzazione
ai lavori, ormai, salvo qualche colpo di scena, ci si avvia speditamente alla
distruzione di un sito di interesse comunitario, peraltro, ironia
della burocrazia, con
vincolo paesaggistico imposto proprio dalla Regione". Quindi Lombardo
ricorda quanto accaduto nel recente Consiglio comunale monotematico tenuto a
Marianopoli, cominciato "sotto i migliori auspici", afferma. "Il
presidente - aggiunge il sindacalista - nel riconoscere il valore della
petizione firmata da 250 cittadini, dialogava con i due consiglieri
firmatari della stessa petizione per scegliere la data, prima o dopo le
elezioni provinciali, in cui consultare la cittadinanza per evitare che su una
materia così importante per lo sviluppo del paese ci fosse anche l'ombra di una
prevaricazione da parte del Consiglio comunale. Ma prima di passare ai voti
prendeva la parola il sindaco che con un intervento populista e demagogico
contro chi aveva firmato la petizione, riscaldava ad arte un uditorio già
carico di tensione e di rabbia e riportava tutto sul terreno dello scontro.
Peraltro facendo perdere le staffe prima al consigliere comunale Acquisti, poi
al sottoscritto, che si rammarica dell'accaduto, e ad altri cittadini presenti
alla seduta consiliare. Il sindaco dimenticava il suo passato ambientalista e
la sua posizione politica contro il Parco e si avventurava in un excursus di
benefici inesistenti che il Parco dovrebbe arrecare alla cittadinanza".
"E così - continua Lombardo - anche il presidente del Consiglio si
dimenticava della sua disponibilità iniziale alla consultazione dei cittadini e
invitava il Consiglio a votare per l'installazione del Parco. Potenza della
coerenza! Di questa triste pagina l'aspetto positivo è che finalmente
conosciamo con chiarezza la posizione dei consiglieri e del sindaco. Per questo
evitino di inventarsi scuse come quella di dire che la consultazione
referendaria non si sarebbe potuta indire a causa dell'alto costo. E' evidente
che una consultazione popolare sarebbe costata solo le fotocopie delle schede e
qualche manifesto. La verità è che l'Amministrazione di Marianopoli ha avuto
paura di essere schiacciata dalla stragrande maggioranza della
popolazione".
( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il ministro Brunetta
avvia l'operazione trasparenza. In media 22 giorni di assenze l'anno oltre le
ferie ANDREA GAGLIARDUCCI Roma. Spogliarsi della veste dell'inefficienza e
agire sull'esempio delle società quotate in Borsa, guidate dal principio della
trasparenza: questa la nuova mission che Brunetta, ministro della Funzione
pubblica, vuole imprimere alle amministrazioni dello Stato. Lo fa con
"spintaneità": un neologismo coniato da lui stesso per definire un
approccio non coericitivo alla trasparenza che porterà sul web tutti i dati
sulla struttura ministeriale e le funzioni del personale: a partire da
curricula, telefoni ed E-mail, fino alle assenze dei dipendenti e agli stipendi
dei dirigenti. Nessun segreto, insomma. È la "piccola rivoluzione"
eseguita in accordo con il Garante della privacy. Per ora, l'operazione
riguarda solo il personale del ministero e le strutture collegate: un universo
di circa 1100 dipendenti, dei quali sarà comunicato anche il tasso di
assenteismo ufficio per ufficio. Ma si punta a coinvolgere tutti i tre milioni
e 600 mila addetti dell'amministrazione pubblica. E non si sottrarrà lo stesso
Brunetta: nell'arco di dieci giorni saranno inseriti on line anche i suoi dati,
compresa la retribuzione annua lorda, e dei suoi collaboratori. Parte così una
nuova fase. Tra i primi dati resi pubblici, quelli sull'assenteismo: ventidue
giorni in media di assenza per ogni dipendente del dipartimento di Funzione
pubblica,
( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorgio petta L'eco
della tragica fine di Lorena, la quattordicenne di Niscemi massacrata da tre
balordi, non si è ancora spenta neppure tra le mura austere della Prefettura di
Caltanissetta. Il caso è risolto dal punto investigativo, ma l'amaro in bocca
continua a persistere. Perché una vicenda del genere, per chiunque, è un pugno
alla bocca dello stomaco. Non nasconde il proprio disagio il prefetto Vincenzo
Petrucci. Il prossimo agosto sarà un anno che rappresenta il Governo di Roma in
questa provincia e dal momento in cui si è insediato ha cercato di capire e di
collaborare, con l'obiettivo di ottenere i migliori risultati per il territorio
che gli è stato affidato. Capire e collaborare. Un binomio semplice quanto
opportuno, ma di difficile applicazione in un Paese di monadi come il nostro e
quasi impossibile in Sicilia, terra di invincibile individualismo. Ma il
dottore Petrucci, campano Doc di grande cultura, umanistica e amministrativa,
insiste, non si lascia smontare. È un tipo paziente e al contempo assai tosto.
Come tutte le persone dalle idee chiare. Tanto più se si è alti funzionari dello
Stato. E lui lo è. Fino al midollo. Insomma, un carattere di ferro addolcito da
cortesia e bonomia. Ma senza dimenticare mai che ? dietro l'understatement
della sua misurata eleganza ? è, appunto, di ferro. "In una realtà come
questa ? spiega ? è importante che ci rendiamo conto del territorio e delle sue
esigenze. Di conseguenza, appena arrivato, ho fatto un corso accelerato di
sicilianità e di sicilitudine per capire la realtà di quest'Isola che è fatta
di segnali e di cose non dette. Al primo incontro con gli industriali e con i
sindaci della provincia non ho usato mezzi termini. "Ditemi chiaramente
cosa volete. Non serve parlarmi per segnali per capire e accogliere le esigenze
del territorio". Il discorso ? aggiunge ? penso che sia stato utile e devo
dire che con i sindaci la collaborazione è ottima". I problemi, in una
provincia come quella di Caltanissetta, con la disoccupazione a due cifre
percentuali, non mancano. Basta leggere i giornali. Dal lavoro nero agli
infortuni sul lavoro. Ma il dottore Petrucci ritiene che si possa fare
parecchio. "Ho avuto ? dice ? parecchi incontri con i sindacati, le forze
sociali egli imprenditori per sottolineare che il mondo del lavoro debba
seguire delle regole. In accordo con l'Inps, le forze dell'ordine e l'Ufficio
del lavoro abbiamo avviato una campagna di controlli in funzione preventiva
sulla regolarità del posto di lavoro. Ci troviamo di fronte ad una realtà
economica problematica. C'è la presenza di lavoro sotto pagato che comunque
deve essere tutelato. Bisogna trovare una soluzione nel rispetto della legge.
Purtroppo qui il lavoratore si trova di fronte ad un bivio: o accetta un lavoro
sotto pagato e senza tutele oppure non lavora. Si è costretti ad accettare
queste condizioni perché non ci sono prospettive. Neppure quella
dell'emigrazione". L'emergenza, in questa parte della Sicilia, è
soprattutto economica. E la mafia, con la sua presenza, è assolutamente
negativa per lo sviluppo del territorio. "Perché ? spiega il prefetto
Petrucci ? è parassitaria e non rende alcun servizio; perché è inserita in
attività falsamente legali; perché ricicla denaro sporco ed è di conseguenza
sleale sul piano della competitività. Tutto ciò blocca lo sviluppo del
territorio. L'imprenditoria, sottoposta al pizzo e alla concorrenza sleale, si
disamora e va via e questo è un guaio per il futuro della provincia di
Caltanissetta e dell'intera Sicilia. Abbiamo bisogno di sviluppo vero e leggo
con raccapriccio che da parte dei giovani la mafia venga percepita come datrice
di lavoro. La mafia, invece, porta solo criminalità. Per questa ragione
sostengo che Stato ed Enti locali dovrebbero incrementare la loro sinergia e
fare un passo in più sul tema dello sviluppo. Sono convinto che la cosa
pubblica quando funziona, funziona meglio del privato. Le leggi non sono un
vincolo. La difficoltà non è costituita dalla burocrazia, ma dalla mentalità
burocratica. Non ci si può aggrappare ad ogni cavillo. Aprire un'impresa deve
essere una cosa semplice. Bisogna dare la possibilità di creare occupazione nel
rispetto delle leggi. Non è possibile continuare a sperare nel posto di lavoro
caduto dall'alto. Dobbiamo avere uno scatto d'orgoglio. Non dobbiamo
chiedere favori ma il rispetto dei nostri diritti e dei nostri doveri di
cittadini". Con Cosa Nostra si entra in pieno nel tema della sicurezza,
anche se il trend dei delitti e dei reati ? statistiche alla mano ? è in calo,
"in conseguenza ? annota il prefetto ? sia dei controlli del territorio,
sia dei piccoli passi nella coscienza della gente della necessità di rispettare
la norma che garantisce la collettività e la convivenza. Purtroppo prevale
ancora la cultura del farsi ragione da sé e quindi molte volte non c'entra il
pizzo, né il racket, né la mafia, ma piuttosto i dissapori personali e i litigi".
La realtà, comunque, non è statica. "C'è un grande impulso, soprattutto a
Gela, della lotta alla mafia, a partire dalla ribellione degli imprenditori
contro il racket del pizzo. Quanto sta accadendo a Gela ? sottolinea il
prefetto ? è la dimostrazione che senza la collaborazione delle vittime, contro
il racket dell'estorsione, anche se non sono mancati i risultati, le forze
dell'ordine possono fare ben poco. La presa di coscienza da parte degli
operatori economici che denunciano gli estorsori è la prova che insieme ?
vittime e investigatori ? ottengono risultati clamorosi. È un fenomeno nuovo
che è diffuso a Gela ma non a Caltanissetta. Qui di denunzie formali e
spontanee non ce ne sono state, né ce ne sono. Nonostante l'impegno di
Confindustria e l'espulsione di qualche imprenditore risultato colluso. A
Caltanissetta città purtroppo non ci sono denunzie e lo dico con molta
amarezza. Le grosse imprese, anche quelle del Nord, vedi il caso della
Calcestruzzi, non denunciano e neppure i piccoli imprenditori e gli operatori
commerciali. A Caltanissetta c'è ancora molta strada da fare". Eppure le
istituzioni non stanno con le mani in mano. Dalla Prefettura al Comune, alla
scuola. "C'è un grande fermento ? ricorda il dottor Petrucci ? e di mafia
se ne parla anche a scuola con magistrati, avvocati, imprenditori, forze
dell'ordine. Con le quarte classi abbiamo avviato un percorso che si concluderà
il prossimo 31 maggio. Ma abbiamo capito che non basta, che bisogna cominciare
prima, con gli scolari ancora più piccoli. Non ci facciamo illusioni, siamo
realisti. Però vogliamo sapere ciò di cui hanno bisogno, rispondere alle loro
domande, conoscerli. Non vogliamo fare lezioni di legalità, ma fare capire che
le Istituzioni esistono e sono al loro fianco". Più o meno come si sta
facendo a favore dei contadini dopo l'allarme sicurezza lanciato dalle
associazioni professionali agricole per quanto riguarda i danneggiamenti e gli
incendi dolosi. "Proprio in questi giorni è partita una campagna di
prevenzione. Il problema ? riconosce ? esiste. L'agricoltura è al secondo posto
della produzione di reddito e in vista della stagione dei raccolti è partita
un'attività di vigilanza preventiva nei confronti di chi danneggia e avverte
senza che l'origine sia mafiosa. I sindaci si stanno muovendo siglando accordi
con le associazioni di volontari, la polizia, i carabinieri, il corpo forestale
regionale. Sappiamo che prima si individuano i responsabili, prima si
circoscrivono gli effetti. Gela e Niscemi, in particolare, sono le zone nel
mirino di un progetto di sorveglianza tecnologica delle campagne finanziato con
il Pon-Sicurezza 2007-2013 con un accordo di programma Stato-Regione. Il
progetto, coordinato dalla Prefettura, prevede la video sorveglianza delle
strade e delle campagne". Anche quello dei rifiuti è un problema.
"Gli Ato ? spiega il prefetto ? si ritrovati carichi di debiti perché i
cittadini non pagano il servizio ottenuto. Ecco, occorre cambiare questa
mentalità". Un capitolo a parte merita Gela, "un territorio ? rileva
il dottore Petrucci ? particolarmente delicato e fragile sotto l'aspetto
dell'inquinamento. Esiste un piano regionale di disinquinamento per l'area
compresa tra Caltanissetta, Gela, Niscemi e Butera. Il coordinamento spetta
alla Prefettura. Come prefetto ho avuto incontri con i responsabili della
sanità regionale e locale, con i vigili del fuoco, con i rappresentanti della
raffineria Eni. Negli ultimi mesi sono stati siglati gli accordi per la
discarica di Gela, Niscemi e Butera, per la rete fognante di Gela, per gli interventi
nella Riserva naturale del Biviere. Due settimane addietro è stato deciso di
finanziare un'attività della Provincia per la realizzazione di una rete di
rilevazione e comunicazione di dati relativi alla Piana di Gela in modo da
fornire in tempo reale ciò che accade ed accertare se ci sono o meno parametri
fuori norma e quindi prevedere gli interventi conseguenti. Il nostro obiettivo
è di raggiungere il maggiore grado di garanzia per la salute dei
cittadini".
( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Qualificati gli
interventi al workshop nella sede del "Parco" Il suggestivo scenario a
verde offerto dalla sede del Parco dell'Etna di Nicolosi, ha fatto da cornice
al quarto workshop, organizzato nell'ambito del progetto
"Ori.Etna.Tour" (Orientamento e Inserimento del Settore Turistico),
sviluppato nell'ambito del Pit Etna 24. Tema affrontato "Il turismo nei
parchi", forma di turismo ambientale che rappresenta un settore
dell'economia turistica del futuro, dove il contatto con la natura diventa
fondamentale. Ad aprire il dibattito, moderato dal dott. Francesco Messina, il
prof. Vincenzo Asero, docente di Economia del Turismo: "Fare turismo nel
Parco significa fare anche turismo con il Parco che diventa non solo un Ente
gestore ma si trasforma in organizzatore concreto che possa collaborare con il
territorio". Ha puntato alla valorizzazione delle risorse naturali ed
umane, Sebastiano Messina, dottore di Economia pubblica: "Bisogna partire
dal concetto che occorre fare sistema. Spesso il Parco dell'Etna non viene
visto come un Ente che collabora ma come un osteggiatore per il ruolo di vigilante
e di preservatore del territorio che svolge, contro la cementificazione
selvaggia in un'area che deve essere protetta. Il turista naturalista chiede di
entrare nel territorio, di vivere l'aspetto umano del territorio, con un
contatto diretto con le realtà territoriali". Rispetto della natura sì, ma
deve anche essere necessario snellire la burocrazia, che spesso diventa un freno
per gli imprenditori che vogliono investire. "Il turismo nei parchi non
può avere un vero sviluppo se non si snellisce la pratica burocratica - afferma
l'agronomo Luca Mangano - La burocratizzazione e l'accavallamento di
responsabilità tra i diversi Enti deputati a vegliare sulle aree protette
diventano un blocco allo sviluppo". "L'Ente Parco non è
burocratizzato come si pensa - spiega il responsabile dell'Ut del Parco, geom.
Luciano Signorello - e non è vero che il territorio senza l'esistenza di
quest'Ente fosse stato preservato; per capire basta guardare ad alcuni Prg dei
Comuni. Noi lavoriamo con il territorio. L'Ente da anni ha puntato l'attenzione
al contatto diretto con gli operatori economici, mettendoli in rete, con un
ritorno in termini turistici non indifferente". "E' un fatto
culturale - ha affermato il presidente dell'Agenzia Simeto-Etna, Lorenzo
Laudani - Manca, comunque, oggi tra i giovani una conoscenza effettiva del
territorio". Ha concluso gli interventi il prof. Natale Andaloro. A. A. M.
( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vi segnalo un bel
articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla
dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile.
Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e
mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la
manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e
provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per
la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine
qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è
rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento
dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini
possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un
mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto
perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci
pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha
un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata
alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche)
potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla
ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori.
Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le
banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e
se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che
qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le
scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un
beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del
2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione
finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 2 ) "
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A
proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale
per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la
tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non
tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non
introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore
ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi
della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello
di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte
antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere
difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e
con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno
stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un
manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca
sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in
Berlusconi IV Commenti ( 29 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading
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questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione
ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso".
Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha
fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un
rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi
ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori
(caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui
rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati
per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista,
o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi
pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile
Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un
rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo
partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo.
Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati.
Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 22 ) " (8 votes, average: 4.5 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico
il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita
della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia
rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di
una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I
consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa:
all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più
o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe
ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (3 votes, average: 3.67
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Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica
Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti
dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi
elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto,
ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma
come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato
massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di
bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di
razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo
tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su
fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i
giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a
vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni
consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace
di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati
i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque
elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie
Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa
campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di
Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui
risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di
politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar
08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro,
come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia
debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per
rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci
di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la
soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la
lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di
rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il
pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di
niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000
persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira
intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In
pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene
sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli
affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi
inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los
angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia
coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere
un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere
la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti,
e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci
sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però
imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (8 votes, average: 4 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani
mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino
mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un
morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve
per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in
discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono
deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore
(l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi
metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su
questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere
con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul
giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti
una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta
di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta.
Anzi più norme, più burocrazia,
più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle
per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti (
26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola
Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono
balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si
chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of
trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio
del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena
applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento
dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche
protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate
particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della
terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per
cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente
prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle.
Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta
Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di
Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a
meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo
da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è
quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 )
" (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08
Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto.
Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si
parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della
rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate
di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con
la sintesi della ricerca:
http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte
le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto
effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle
terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di
quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 42 ) " (18
votes, average: 4.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed
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sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di
economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it
contatti Categorie Berlusconi IV (2) burocrazia (1)
citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni
paolo: la disamina di questo signore dimentica che negli anni passati chi si
avvicinava ad una banca con... Phastidio: Concordo. Questo accordo realizza una
ossimorica "fidelizzazione forzata" dei mutuatari alla... Umberto
Cisotti: Rispondo a ValeriaV. Io, risiedo in UK ma ho un'attivita' in
Lithuania, ove con evidente... ANTONIO: l'ICI va cancellata del tutto su tutti
gli immobili, mentre le tasse vanno proporzionate al reddito e... Claudio
Borghi: Anche in questo caso sono (ovviamente, dopo i chili di inchiostro che
ci ho scritto sopra) del tutto... I più inviati I "cagasotto" - 4
Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di
ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog
amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei
liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario May
( da "Provincia di Lecco, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco di mandello
Vi spiego con i fatti perché le ronde non servono Vorrei rispondere alla
lettera sulle ronde di Mandello, apparsa su queste colonne nella giornata di
venerdì il sindaco di mandello Vi spiego con i fatti perché le ronde non
servono Vorrei rispondere alla lettera sulle ronde di Mandello, apparsa su
queste colonne nella giornata di venerdì. Egr. Sig. Sole, l'argomento
"sicurezza" è troppo serio per poter essere liquidato con una
battuta. Infatti ho continuato a dire in questi giorni cosa il Comune avrebbe
fatto per garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza. I nostri agenti
polizia locale svolgono anche servizi notturni in forza del progetto
"Mandello Sicura" avviato ormai da diversi anni nella fase
primaverile ed estiva. Credo che sia uno tra i pochi progetti di servizio
notturno previsti in Provincia di Lecco. Ricordo, inoltre, che esiste la
Caserma dei Carabinieri in Mandello che svolge altresì un fondamentale compito
di controllo in sinergia con i nostri agenti. Caserma che la mia Amministrazione
sta ristrutturando affinchè resti sul territorio: da parecchi anni i Comandi
più alti dei Carabinieri in paese e in Provincia ne richiedevano la
riqualificazione alla precedente Giunta leghista senza ottenere mai niente,
tant'è che, quando siamo arrivati noi, stavano decidendo di smantellarla. Ciò è
stato scongiurato con il nostro intervento ed è bene ricordarlo. E' prevista a
breve l'installazione di telecamere ad alta tecnologia in entrata e in uscita
dal paese sulla SP 72 nella doppia direzione Abbadia/Lierna, per facilitare le
forze dell'ordine nelle indagini a seguito di eventi criminosi. Ne verrà posta
anche una tra Maggiana e Abbadia. E' stato assunto per il trimestre estivo un
ulteriore agente di polizia locale per rafforzare l'organico nei mesi di maggio
afflusso di gente in Mandello. Ma non basta. Noi riusciremo a rispondere
all'insicurezza con ancora maggiore efficacia se l'attuale Governo eliminerà
dal tetto di spesa imposto ai Comuni, con il Patto di stabilità, le spese per
la sicurezza consentendoci di assumere più agenti e di investire in tecnologia
a difesa del territorio. E' inutile dare più poteri ai Sindaci, con il nuovo
decreto, e poi non consentire agli stessi di spendere i soldi del Comune per
tutelare i propri cittadini. Sarebbe davvero l'ennesima beffa dei governi
centrali verso le autonomie locali. Ora governa il centrodestra: in tema di
sicurezza e federalismo hanno promesso grandi cose. Bene. Noi Sindaci non
chiediamo risorse nè a Roma nè al Pirellone (che fa belle leggi sulla sicurezza
per i Comuni senza erogare le risorse sufficienti - vedasi la legge regionale
4/2003) vogliamo soltanto che ci lascino almeno spendere i nostri soldi per
proteggere le nostre comunità! Vediamo come ci risponderanno Maroni e Tremonti
in proposito. Intanto i nostri agenti di polizia locale si danno un gran
daffare, mi creda, e così i carabinieri. Fanno un lavoro duro, tutti i giorni e
tutte le notti, e va rispettato La sicurezza esige risposte serie e durevoli
nel tempo, con personale professionalmente preparato e dotato dei necessari
strumenti di difesa e tecnologici a supporto. Per questo le ronde non servono
(dovrebbe esserci un "esercito" di volontari 365 notti all'anno),
sono pericolose per chi le attua (l'incontro con un malvivente non è mai da
escludere) e non hanno nessun effetto di deterrenza al crimine (i furti
avvengono comunque). Questo era il senso della mia provocazione. Con
cordialità. Riccardo Mariani Sindaco di Mandello del Lario la replica Se la
badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe
concise per rispodere alla lettrice che racconta la straziante vita della
badante che accudisce ai suoi genitori ( dizione del 19/5/2008). Come mai il
datore di lavoro non chiede il permesso di soggiorno per questa signora che
lavora coscenziosamente ed onestamente? Questa signora che lavora onestamente e
coscenziosamente deve godere di diritti civili e non di clandestinità. Dobbiamo
riconoscere a chi lavora onestamente e coscenziosamente cercando di integrarsi
nella società rispettando anche la nostra cultura, tutti i diritti di cui gode
un cittadino italiano. Questo nel rispetto, non solo nostro, ma anche del
lavoratore extracomunitario. Invito quindi la signora ad
aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il
permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di
iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far
sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica.
Penso che dobbiamo smetterla con questo buonismo che fa più comodo a noi che
agli altri. La ringrazio della attenzione e le porgo cordiali saluti. Fiorella
Gualzetti sicurezza Che il "razzismo" non diventi un pretesto Egregio
direttore, chiedo mi venga concesso di replicare alla lettera del signor Lello
Trifirò. In primo luogo vorrei dire allo scrivente che chi sta sempre a
pontificare sulla democrazia, sulla tolleranza e, più in generale sul rispetto
dei diritti, forse farebbe meglio ad impararli, prima di insegnarli. Il signor
Trifirò pretende che il preoccupante fenomeno della criminalita non sia
ricondotto eslusivamente all'immigrazione, e ha ragione, per carità! Ne sono
assolutamente convinto. Moltissimi criminali incalliti sono italiani, ma forse
si dovrebbe anche capire che proprio perché già siamo costretti a tenerci in
casa mafiosi, cammorristi e delinquenti comuni di ogni categoria (dei quali
purtroppo, in quanto cittadini, non ci possiamo sbarazzare), non possiamo
permetterci il "lusso" di tollerare anche gli altri (come finiremmo,
altrimenti?). Ragionare in questi termini sarebbe come dire, paradossalmente,
che delinquere è un diritto e che, in quanto tale, spetta a tutti (italiani e
non). Il nascondersi sempre dietro il pretesto del "razzismo" (che
pure esiste!) in nome di un demagogico buonismo, costituisce un atteggiamento a
mio avviso intellettualmente poco onesto. In secondo luogo vorrei ricordare che
oltre ad una legge che punisce l'apologia del fascismo, ne esiste una che
punisce l'istigazione alla violenza e all'odio tra le classi sociali, e una che
sanziona penalmente il vilipendio alle Forze Armate dello Stato. E allora mi
saprebbe spiegare, il signor Trifirò, perchè ancora oggi circolano liberamente
canzoni comuniste o anarchiche che esortano a sputare addosso a chi ha
rinnegato le idee comuniste, o che a suo tempo contribuirono ad istigare
all'assassinio di un onesto servitore dello Stato come Luigi Calabresi? E che
dire di quei siti web di estrema sinistra che offendono i carabinieri e i
soldati di Nassyria? A lei fanno paura le croci celtiche? Le assicuro che a
molta gente fanno altrettanta paura le stelle a cinque punte tuttora presenti
nei simboli dei vari partiti comunisti. Perché non parla anche di questo? E a
proposito del barbaro delitto di Verona (che a me risulta avvenuto per una
sigaretta), mi sa dire cosa sarebbe successo se l'omicida fosse stato di fede
comunista? L'Unità avrebbe forse titolato in prima pagina: "Sono stati i
comunisti!". Non credo proprio. D'altronde lei mi insegna che la faziosità
è dura a morire. Negli anni '70 le Brigate Rosse erano sedicenti (ma le prove
dove sono?), oppure erano nere, e se i br non erano fascisti erano burattini
dello Stato "capitalista e imperialista". Insomma, i comunisti sono
sempre in odore di santità e i fascisti sempre belve sanguinarie. Guardi un po'
più in la del suo naso, magari rifletta anche sui fatti del G8 di Genova, e si
renderà conto che non è sempre così. Cordiali saluti, Marco Albonico e.mail Lo
spillo Le vittorie contro il Parma e l'esultanza di Moratti Egr. direttore,
Moratti, in un momento di alterazione collettiva ha detto: "Abbiamo vinto
contro tutti". Facile smentirlo, guardarlo "solo" le partite col
Parma, almeno "due" non remavano contro! Cordialmente. Enzo Bernasconi
25/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mariano comense
Sulla piazza Granda prove di "scontro" ma arriva un sofferto sì Il
terzo progetto approvato dalla sola maggioranza Dal forzista Antonio Rodi
severe critiche a sindaco e alla Lega MARIANO L'adozione del terzo progetto di
piazza Granda, avvenuta venerdì sera in consiglio comunale con i soli voti
della maggioranza (e l'astensione del consigliere de "La Destra"
Giovanni Guerrieri tra stupore e polemiche), ha confermato e allo stesso tempo
acuito lo scontro politico sui temi dell'urbanistica, del nuovo cemento e del
costruire. Una ?guerra? tutta interna alla Casa delle Libertà. "mancato
controllo" Lo si è evidenziato l'altra sera in aula, con le critiche del
forzista Antonio Rodi, presidente anche della commissione urbanistica, su come
sia stata gestita la vicenda della piazza Granda, prologo del vero scontro, che
si aprirà a giugno quando si discuterà del piano di governo del territorio.
"Prendiamo atto con rammarico, ma anche con lucida coerenza ? ha
dichiarato Rodi? che c'è stata una carenza di controllo politico sulle scelte
dei tecnici addetti al progetto della piazza Granda, una
distrazione che ha prodotto burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili conclusa con la deriva
dell'iniziale project financing". Un colpo di fioretto per scaricare sul
Carroccio le responsabilità di tre anni di progetti e rinvii, conclusi (in
teoria) l'altra sera con la nuova adozione di piazza Granda: "Il nostro
gruppo vuole il recupero del comparto dell'ex cinema Astor ? ha
proseguito Rodi -, ma questo intervento deve essere inquadrato nel piano del
governo del territorio che andremo a discutere a breve. La riqualificazione di
questa parte del centro deve essere vista come il primo atto delle linee guida
delle scelte politiche che affronteremo per la futura gestione del territorio
con il Pgt, perché il rilancio di Mariano Comense passa solo attraverso dei
ragionamenti che sono stati alla base della filosofia di governo di questa
maggioranza sin dal suo insediamento, segnando un passo di rottura con il
passato". nessuna replica Il sindaco Alessandro Turati ha incassato senza
replicare. Ma la vicenda non si chiude qui: se Forza Italia ha appoggiato un
progetto fortemente voluto dal Carroccio, fa pensare che quando si andranno a
discutere i contenuti del nuovo Piano del governo del territorio, gli azzurri
potrebbero presentare il conto alla Lega. critiche condivise Le critiche
sollevate da Rodi nei confronti del primo cittadino sulla gestione
dell'operazione della piazza Granda sono state condivise da Savina Marelli
(Pd): "Non posso che essere d'accordo ? ha detto motivando il voto
contrario -: tutta questa vicenda ha dimostrato come la maggioranza si sia
mossa navigando a vista e cambiando rotta ogni volta che è andata a scontrarsi
con un problema. Il risultato è stato quello di produrre 6 progetti, tre piani
integrati di intervento diversi e aver già speso oltre 300 mila euro in tre
anni per essere arrivati al punto attuale". Critiche condivise da Felice
Capellini (Vivi Mariano): "Siamo e saremo sempre contrari all'edificazione
della parte privata: non è con nuovi appartamenti o nuovi negozi che si
rilancia il centro", gli stessi motivi che hanno motivato il voto
contrario di Nuova Mariano con Nicola Sanzari. Eugenio Secchi (Rifondazione),
ribadendo il suo no ha invitato la maggioranza a "non farsi prendere dalla
fretta". Timori espressi anche da Renato Viganò (Pd): "Sul quel
comparto è vietato sbagliare perché non si potrà più tornare indietro". Di
avviso contrario, ovviamente, la Lega Nord: "Siamo convinti che il
rilancio del centro parta da questo connubio tra case, negozi e funzioni
pubbliche ? ha detto Giuseppe Cerati -. Siamo per la politica del fare: lo
dimostra l'intervento di via Santo Stefano che la minoranza ha trascinato per
anni e che noi abbiamo già avviato". Roberta Busnelli 25/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La replica Se la
badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe concise
per rispondere alla lettrice che racconta la straziante vita della badante che
accudisce ai suoi genitori (dizione del 19/5/2008) la replica Se la badante
merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe concise
per rispondere alla lettrice che racconta la straziante vita della badante che
accudisce ai suoi genitori (dizione del 19/5/2008). Come mai il datore di
lavoro non chiede il permesso di soggiorno per questa signora che lavora
coscenziosamente ed onestamente? Questa signora che lavora onestamente e
coscenziosamente deve godere di diritti civili e non di clandestinità. Dobbiamo
riconoscere a chi lavora onestamente e coscenziosamente cercando di integrarsi
nella società rispettando anche la nostra cultura, tutti i diritti di cui gode
un cittadino italiano. Questo nel rispetto, non solo nostro, ma anche del
lavoratore extracomunitario. Invito quindi la signora ad
aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il
permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di
iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far
sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica.
Penso che dobbiamo smetterla con questo buonismo che fa più comodo a noi che
agli altri. La ringrazio della attenzione e le porgo cordiali saluti. Fiorella
Gualzetti e.mail Lo spillo Le vittorie contro il Parma e l'esultanza di Moratti
Egr. direttore, Moratti, in un momento di alterazione collettiva ha detto:
"Abbiamo vinto contro tutti". Facile smentirlo, guardando
"solo" le partite col Parma, almeno "due" non remavano
contro! Cordialmente. Enzo Bernasconi Varese sicurezza Che il
"razzismo" non diventi un pretesto Egregio direttore, chiedo mi venga
concesso di replicare alla lettera del signor Lello Trifirò. In primo luogo
vorrei dire allo scrivente che chi sta sempre a pontificare sulla democrazia,
sulla tolleranza e, più in generale sul rispetto dei diritti, forse farebbe
meglio ad impararli, prima di insegnarli. Il signor Trifirò pretende che il
preoccupante fenomeno della criminalità non sia ricondotto eslusivamente
all'immigrazione, e ha ragione, per carità! Ne sono assolutamente convinto.
Moltissimi criminali incalliti sono italiani, ma forse si dovrebbe anche capire
che proprio perché già siamo costretti a tenerci in casa mafiosi, camorristi e
delinquenti comuni di ogni categoria (dei quali purtroppo, in quanto cittadini,
non ci possiamo sbarazzare), non possiamo permetterci il "lusso" di
tollerare anche gli altri (come finiremmo, altrimenti?). Ragionare in questi
termini sarebbe come dire, paradossalmente, che delinquere è un diritto e che,
in quanto tale, spetta a tutti (italiani e non). Il nascondersi sempre dietro
il pretesto del "razzismo" (che pure esiste!) in nome di un
demagogico buonismo, costituisce un atteggiamento a mio avviso
intellettualmente poco onesto. In secondo luogo vorrei ricordare che oltre ad
una legge che punisce l'apologia del fascismo, ne esiste una che punisce
l'istigazione alla violenza e all'odio tra le classi sociali, e una che
sanziona penalmente il vilipendio alle Forze Armate dello Stato. E allora mi
saprebbe spiegare, il signor Trifirò, perché ancora oggi circolano liberamente
canzoni comuniste o anarchiche che esortano a sputare addosso a chi ha
rinnegato le idee comuniste, o che a suo tempo contribuirono ad istigare
all'assassinio di un onesto servitore dello Stato come Luigi Calabresi? E che
dire di quei siti web di estrema sinistra che offendono i carabinieri e i soldati
di Nassyria? A lei fanno paura le croci celtiche? Le assicuro che a molta gente
fanno altrettanta paura le stelle a cinque punte tuttora presenti nei simboli
dei vari partiti comunisti. Perché non parla anche di questo? E a proposito del
barbaro delitto di Verona (che a me risulta avvenuto per una sigaretta), mi sa
dire cosa sarebbe successo se l'omicida fosse stato di fede comunista? L'Unità
avrebbe forse titolato in prima pagina: "Sono stati i comunisti!".
Non credo proprio. D'altronde lei mi insegna che la faziosità è dura a morire.
Negli anni '70 le Brigate Rosse erano sedicenti (ma le prove dove sono?),
oppure erano nere, e se i br non erano fascisti erano burattini dello Stato
"capitalista e imperialista". Insomma, i comunisti sono sempre in
odore di santità e i fascisti sempre belve sanguinarie. Guardi un po' più in la
del suo naso, magari rifletta anche sui fatti del G8 di Genova, e si renderà
conto che non è sempre così. Cordiali saluti, Marco Albonico e.mail lo sfogo
Io, precario, e gli altri assenteisti col posto fisso Egregio signor direttore,
sono un giovane di vent'anni e vorrei parlare di precariato e sicurezza sul
lavoro. Sono stato assunto da Poste Italiane con un contratto a tempo
determinato, oggi mi sono dimesso perché ho messo in discussione tali cose. Per
problemi che sussistevano già da tempo mi si chiedeva di fare consegne anche
oltre l'orario (8:10/14:10) ho fatto presente che i portalettere hanno una
copertura assicurativa sino a un'ora dopo la fine dell'orario definito secondo
contratto (tale cosa mi è stata ribadita più volte dai responsabili della
sicurezza degli uffici generali durante il corso a Milano). Nonostante le
difficoltà iniziali (imparare strade, nomi ecc...) ero partito con voglia di
lavorare e imparare. Ma con l'andare dei giorni mi sono reso conto che la
sicurezza non era l'unico problema. In questo periodo dovremmo essere in cinque
a fare servizio di portalettere ma per il turnover di malattia siamo sempre
meno e da qui nasce l'esigenza di sforare l'orario, per giunta gratis (gli
straordinari non sono pagati) e, da come ho capito a Milano, senza copertura
assicurativa. Quindi chiedo alle Poste Italiane se possono rispondere al mio
quesito. Ho capito bene quello che il responsabile della sicurezza ha spiegato
durante il corso? O sono io che sbaglio? Precario senza troppi diritti, in soli
due mesi dovrei risolvere i problemi di un ufficio postale e tutto ciò per
garantire lunga vita lavorativa agli assenteisti (con posto fisso). Se qualche
responsabile potesse risolvere i miei dubbi sulla sicurezza mi farebbe piacere.
Riccardo Lena e.mail Il tema è di grande interesse oltre che, purtroppo,
drammaticamente attuale. Per questo saremo lieti di sentire anche l'altra
campana e di ospitare, se fosse necessario, un contraddittorio. immigrati Dalle
strade di Como è sparita un po' di gente Cara Provincia, credo sia un dato di
fatto sorprendente e non opinabile la scomparsa dalle strade di Como, dal
momento in cui il nuovo governo ha preannunciato rigorose misure contro i
clandestini, di quella parte di immigrati che non dava certo l'impressione di
essere impegnata in mansioni di lavoro, né di cercarlo o di averne necessità.
La scomparsa è ovviamente temporanea. Tuttavia la differenza, in termini di
numero, di questi fannulloni (eufemisticamente parlando) e dei rispettivi
familiari è davvero sorprendente ed ha un rilievo assai significativo nel dare
conferma della consistenza del fenomeno dell'immigrazione regolare e,
conseguentemente, della fondatezza dell'allarme sociale, la cui ampia
diffusione ormai nessuno nega. E' auspicabile che ne venga tenuto conto in sede
di conversione in legge dei provvedimenti adottati dal governo e, soprattutto,
in sede di loro attuazione pratica. Laddove, purtroppo, tutte le leggi in
Italia fanno la fine delle buone intenzioni, nel migliore dei casi. Guido
Fugazza Como 25/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Antonio Rodi
Prendiamo atto con rammarico, ma anche con lucida coerenza che c'è stata una
carenza di controllo politico sulle scelte dei tecnici. Una
distrazione che ha prodotto molta burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili. Giuseppe Cerati Il
rilancio del centro parte dal connubio tra case, negozi e funzioni pubbliche.
Siamo per la politica del fare: lo dimostra l'intervento di via Santo Stefano
che la minoranza ha trascinato per anni senza approdare a nulla. Savina
Marelli La maggioranza si è mossa navigando a vista e cambiando rotta ogni
volta che è andata a scontrarsi con un problema. Il risultato: sei progetti,
tre piani integrati di intervento diversi e oltre 300 mila euro già spesi in
tre anni. 25/05/2008.
( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli, in tribunale
i bimbi rom "scomparsi" Lunedì l'europarlamentare ungherese Mohacsi, in
visita nei campi nomadi, aveva denunciato gravi violazioni dei diritti umani I.
U. Napoli La scomparsa di alcuni bambini rom a Napoli non è esattamente da
attribuire a casi di desaparecidos, come annunciato lunedì
dall'europarlamentare ungherese rom Viktoria Mohacsi. La situazione è ben
diversa, forse ancora più difficile. L'esponente della plenaria di Strasburgo
che in visita in Italia ha denunciato "le gravissime violazioni di diritti
umani" nelle baraccopoli di Roma e Napoli, non ha potuto però comprendere
in pieno la tragica vicenda di quasi un centinaio di bambini rom, e forse più,
a causa di un problema di traduzione. Così almeno precisa l'associazione Opera
Nomadi che, puntualizzando la questione, apre un capitolo, se vogliamo, ancora
più drammatico. Sono decine e decine i bambini rom che vengono
"prelevati" dal Tribunale dei minori di Napoli, dalle loro famiglie e
nella maggior parte dei casi trascorrono mesi e mesi prima che possano
rivederle. Non soltanto dodici come nel caso sollevato dalla Mohacsi. Per
alcuni come Mirko, uno dei papà rom sfuggito la settimana scorsa all'attacco
incendiario nei campi di Ponticelli, possono trascorrere anche due anni. La
figlia di Mirko, vittima di una violenza sessuale da parte di ragazzi
napoletani chiede di vedere la famiglia, ma a distanza di due anni, l'incontro
non è ancora avvenuto. Il papà Mirko non riesce a spiegarsi come il mancato
controllo della ragazzina di dodici anni possa tramutarsi in fine della patria
potestà. "In questo caso in particolare - spiega Cristian Valle, uno degli
avvocati che collabora con Opera Nomadi - il papà si è anche costituito parte
civile nel processo per stupro, ma per ora non ha ancora potuto vedere la
bambina". Mirko non sa neanche dove si trovi la sua piccola. "Ogni
volta che ci incontra - spiegano gli operatori di Opera Nomadi - chiede come
sia possibile tutto questo". E veniamo a cosa dice la legge. La procedura
è abbastanza complessa e riguarda l'intervento della pubblica autorità a favore
dei minori, prevista dall'articolo 403 del codice civile, in caso in cui il
minore sia stato trovato abbandonato o "allevato in locali insalubri e
pericolosi". In seguito all'intervento del tribunale, i genitori possono
rivendicare la patria potestà e, intanto che le autorità giudiziarie verificano
la possibilità o meno dei genitori di provvedere al figlio assistito nel
frattempo dai servizi sociali, la famiglia può avere incontri periodici con il
bambino. Qui sorge il primo problema. "Le case famiglia spesso non si
assumono la responsabilità di organizzare gli incontri perché non si sentono in
grado di gestirli - spiegano ancora da Opera Nomadi - gli assistenti sociali
dicono che le figure competenti sono i pm, ma i pubblici ministeri,
naturalmente, ricordano che a farlo devono essere gli assistenti sociali. E
quindi l'incontro viene rimandato per mesi". I figli del vento, che dalla burocrazia vogliono sfuggire, rimangono imbrigliati nelle maglie di una
procedura complicata. E negli ultimi tempi la situazione è anche peggiorata
perché le condizioni di indigenza e elemosina che caratterizzano la vita dei
campi vengono scambiate con sempre più facilità per induzione
all'accattonaggio. Si moltiplicano quindi i processi nei confronti di
genitori rom che, spesso, hanno come unica colpa quella di non avere una casa e
un lavoro. E dire che se un rom vuole iscrivere suo figlio a scuola non riesce
mai a farlo. "Quasi sempre a Napoli ci siamo trovati di fronte a scuole
che dicono di non avere posti - raccontano da Opera Nomadi - ancora peggio se
il genitore vuole trovare un lavoro: non viene considerato". Prima ancora
del lungo iter di integrazione per il quale, ha ricordato sempre la Mohacsi
"l'Italia non ha chiesto neanche i soldi previsti dalla Ue", i
bambini vengono affidati ad altre famiglie. In caso di risposta negativa da
parte del Tribunale, alcuni vengono adottati direttamente da famiglie italiane.
In altri casi ancora i genitori non sono in grado di reclamare la potestà
genitoriale per problemi linguistici e incapacità di richiedere assistenza da
parte degli avvocati.
( da "Alto Adige" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vittima
della burocrazia: la richiesta inviata con un giorno di ritardo
Settantenne ultrà senza bandiera CARPENEDOLO. La richiesta alla Questura è
stata inviata. La documentazione spedita in Lega. Ogni dettaglio espletato. Ma
alla voglia di un ultrà ultrasettantenne di Mezzocorona di sbandierare sugli spalti
dello stadietto di Carpenedolo è stato risposto: nisba! Ma cosa mancava alla
richiesta. L'asta del bandierone? Perfetta. Lo stendardo? Dimensioni congrue.
Tutto a posto. Ma niente permesso. Colpa di chi? Ma del timbro postale. La
domanda - questioni di ordine pubblico - va fatta 7 giorni prima, ma la
raccomandata è partita solo con 6. E così l'ultrà ultrasettantenne non ha
sbandierato. Ma va là... (silver).
( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 26/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO DOPO UN MESE TRASCORSO
AL CAMPO BASE, BLOCCATO DALLA BUROCRAZIA E DAL MALTEMPO Everest, l'alpinista
valsabbino Manni conquista la vetta La stupenda sagoma dell'Everest, meta
dell'alpinismo di alto livello Roberto Manni in una foto d'archivio VESTONE -
"Sono arrivato in cima in compagnia di uno sherpa, sono in vetta al mondo
e sto bene. Qui è bellissimo...". Sono le 11 del mattino e
calcolando il fuso orario localmente devono essere le 15. La voce di Roberto
Manni gracchia un po' al telefono satellitare, interrotta dallo sforzo fisico
sopportato, ma anche dalla forte emozione. Dall'altra parte c'è la moglie
Lorella che dall'hotel "Ai mughi" di Pinzolo tiene i contatti col
resto del mondo: "Mi ha chiamato anche alcune ore dopo dal Colle Sud - ci
dice orgogliosa del suo Roby -. Mi ha detto che era nella fase di rientro e che
era felicissimo di quello che è riuscito a fare. Devo andare a prenderlo in
aeroporto sabato e non vedo l'ora". Roberto Manni, forte scalatore
valsabbino di Nozza che di mestiere fa la guida alpina ed il maestro di sci a
Madonna di Campiglio, era al campo base dell'Everest con la spedizione italiana
delle quale fanno parte il "Gnaro" Silvio Mondinelli, Marco
Confortola e Michele Enzio. Poche e frammentarie per ora altre informazioni
sull'impresa. Bloccato dalla burocrazia prima e per
quasi un mese al campo base, senza nemmeno poter fare le classiche operazioni
di acclimatamento ed in attesa che la fiaccola olimpica potesse arrivare sul
tetto del mondo senza problemi, nei giorni scorsi aveva dovuto fare i conti con
il maltempo. Ieri finalmente le migliori condizioni fisiche ed uno spiraglio
meteo favorevole: Roberto ha deciso di muoversi dall'ultimo campo in compagnia
di Sergio Martini e di uno sherpa prima degli altri. È stata questa la scelta
risolutiva che gli ha permesso di arrivare in cima. Gli altri, Silvio
Mondinelli compreso, per il momento hanno dovuto rinunciare, a causa del forte
vento che improvvisamente ha chiuso loro la porta dell'Everest in faccia. Nelle
gambe del valsabbino c'erano già
( da "ItaliaOggi Sette" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - investimento Numero 124, pag. 6 del
26/5/2008 Autore: Pagine a cura di Pasquale Scordino Visualizza la pagina in
PDF Conto alla rovescia per gli istituti di credito che
devono ultimare gli adempimenti entro il 30 giugno Mifid, burocrazia per banche e clienti L'aggiornamento del profilo rischi dei
risparmiatori a ralenty Consulenza finanziaria a pagamento per tutti, ma
specifica per pochi. E fruibile solo dopo aver affrontato una montagna di burocrazia allo sportello che incombe su
ogni investitore, da chi preferisce i Bot a chi opta per i derivati. Tra
i documenti in cima alla lista, i famosi questionari per l'aggiornamento dei
profili di rischio di ciascun cliente che secondo Bankitalia e Consob dovrebbe avvenire
entro il 30 giugno. Ma il condizionale è d'obbligo perché dall'inchiesta di
ItaliaOggi Sette emerge che per ora, anche se manca un mese, nessun istituto di
credito ha raccolto le informazioni di tutti. E dall'aria che tira
difficilmente questo avverrà entro il termine previsto. Aspetterà invano chi
crede che con l'entrata in vigore della direttiva europea sui mercati
finanziari possa usufruire di un servizio di consulenza a 360 gradi, operazione
per operazione. E soprattutto gratis. Se tutti gli investitori fossero
qualificati e quindi in grado di prendere autonomamente decisioni di
investimento il problema non esisterebbe. Non essendo così, l'unico modo è
servirsi dei servizi offerti dagli intermediari. Che oggi vuol dire
innanzitutto andare dalla propria banca per donare una versione aggiornata del
proprio profilo di rischio e del proprio patrimonio. Donare perché queste
informazioni hanno un valore tale che senza di esse l'intermediario non
potrebbe erogare il servizio richiesto; e anche perché probabilmente rispetto a
prima non si avrà nulla di differente in cambio, se non una tutela effettiva
costruita in base alla conoscenza approfondita del cliente. Difficilmente,
però, le modalità di intervista adottate raggiungeranno l'obiettivo, per come inteso
dal legislatore europeo. Questo perché le firme da mettere in banca sono tante,
e anche i clienti sono tanti. Se si aggiunge che lo stesso investitore è
cliente di più banche e che presso di ognuna ha dovuto o dovrà ripetere la
stessa operazione, il risultato non è difficile da immaginare. Rispettare le
scadenze significherà raccogliere in poco più di un mese informazioni cruciali
da tutti. O per lo meno dai nuovi o da coloro che vogliono effettuare
operazioni di investimento. Secondo alcuni operatori, infatti, l'indicazione
della Consob è che la scadenza del 30 giugno non riguarda coloro che
risultavano clienti prima dell'entrata in vigore della direttiva Mifid, quindi
novembre 2007, e che da allora non hanno effettuato operazioni. Sarebbero
chiamati a sottoporsi alla nuova profilatura e alla firma dei nuovi contratti
solo nel momento in cui decideranno di investire nuovamente. Consulenza a tutti
i costi A oggi sembrerebbe che diverse banche hanno reso l'attesa ai loro
clienti tutt'altro che serena. Il messaggio che aleggia sotto tono su diverse
brochure e siti internet è, infatti, che non sottoporsi al questionario, ossia
disertare la scelta di servirsi della consulenza a tutti costi o dei servizi di
gestione, potrebbe provocare un blocco dell'operatività. Minaccia alquanto
assurda, visto che, al contrario di quanto previsto dalla Mifid, non viene
spiegata alcuna modalità d'esercizio dell'Alt. Se un cliente detenesse azioni
che a luglio improvvisamente vanno a picco non potrà venderle se non firma? E
se un altro cliente volesse esercitare il diritto di acquisto supponiamo di
azioni, insito in un contratto di opzione plain vanilla sottoscritto prima del
30 giugno ma con scadenza oltre questa data? Probabilmente basterebbe una
liberatoria nei confronti della banca per vedere il proprio ordine eseguito
senza troppe storie. Attenzione però, e le banche qui stanno lavorando a
stretto contatto con i principali studi legali, ora c'è la tutela della
direttiva, e chi firma deve poterla sfruttare. I clienti che hanno firmato per
la consulenza o che firmeranno, anche se ricevono soltanto i soliti consigli
d'investimento, che inviino sin da ora una comunicazione con ricevuta di
ritorno nella quale riconoscendo di avere competenze limitate in materia
finanziaria continueranno ad avvalersi della consulenza della banca, di cui
hanno finora usufruito, senza aggravio di costi. La banca sarà così obbligata
per legge a valutare l'adeguatezza e non solo l'appropriatezza delle operazioni
proposte (si veda il dettaglio in pagina) e rispondere giuridicamente nel caso
l'investimento proposto non si configurasse congruo rispetto al proprio
portafoglio e al proprio livello di rischio.
( da "Tirreno, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA Vigili,
passi nella giusta direzione Finalmente abbiamo iniziato anche nel nostro territorio
a promuovere concrete misure per la sicurezza. Un primo passo nella direzione
giusta. Bene le pattuglie notturne della polizia municipale formate da tre
agenti e dotate di sfollagente, (per i più sensibili "segnalatori
luminosi") e spray al peperoncino come hanno già in dotazione altre forze
di polizia. Crediamo che questa sia una prima risposta alla richiesta dei
cittadini di maggiore controllo del territorio, poiché non approviamo né la
giustizia fai da te, nè le ronde, le quali possono dare la spiacevole
sensazione di potersi sostituire alle forze dell'ordine. Lo Stato e le
amministrazioni locali devono, a nostro avviso, avere migliori strumenti per
garantire la legalità, ma impiegando pubblici ufficiali, non cittadini. Quindi
un plauso e pieno sostegno all'iniziativa dei due sindaci donna Luciana Cappelli e Laura Cantini che dopo il superamento della solita burocrazia per unire le forze, hanno
permesso una pattuglia in più sul territorio, da impiegare speriamo, per gli
interventi più difficili. L'Italia dei Valori con altre chiare e concrete
proposte, alcune già rese note, chiederà incontri paese per paese con tutti i
primi cittadini, per discutere di sicurezza e legalità, contribuendo
così, a trovare soluzioni ferme e condivise. Alessandro Alderighi coordinatore
Italia dei Valori.
( da "Tirreno, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Un
capogiro e scivola in un canalone In gravi condizioni un'escursionista. La burocrazia frena i soccorsi La donna, che è moglie dell'ex
calciatore e allenatore Davide Cei, è precipitata dal Monte Cavallo. Ora è in
coma farmacologico LUCCA. Monica Moni, escursionista esperta, originaria di
Ponsacco, precipita sul Monte Cavallo intorno a mezzogiorno. è grave, si
capisce subito. Ma l'elicottero che la soccorre arriva due ore dopo. In
Garfagnana, da mesi, non c'è più l'elisoccorso. Per recuperarla l'elicottero
della Regione deve decollare dal Cinquale. Questo basta per far esplodere la
polemica: è inaccettabile - denunciano Provincia e Comune di Castelnuovo - che
non ci sia l'elicottero sulle Apuane, zona a rischio di gravi incidenti per
l'elevata presenza di escursionisti, cercatori di funghi e speleologi. In
montagna, dunque, il primo grave incidente della stagione rischia di
trasformarsi in tragedia. Per problemi di burocrazia e di condizioni atmosferiche.
La burocrazia impedisce che
dalla piazzola dell'elisoccorso di Castelnuovo, attrezzata anche per i voli
notturni, possano decollare velivoli di salvataggio. Neppure l'elicottero
dell'antincendio, pronto in pochi minuti a partire. La nebbia, invece,
impedisce a lungo il decollo dell'elicottero dal Cinquale. Così l'escursionista
viene soccorsa solo due ore dopo l'incidente. A rischiare la vita è Monica
Moni, 45 anni, moglie dell'ex calciatore e allenatore Davide Cei, madre di due
bambini. La donna verso mezzogiorno scivola dalla cresta est del versante
lucchese del Monte Cavallo. Un volo di oltre
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E OPINIONI
pag. 29 "Troppa delinquenza perchè non c'è certezza della pena"
SICUREZZA Caro Carlino, la delinquenza sembra non avere fine, ormai dal Nord al
Sud della penisola gli articoli dei giornali sono una sequenza di piccoli
furti, rapine, molestie, stupri, risse e talvolta omicidi. I colpevoli nella
maggioranza dei casi sono i rumeni, ovviamente già noti alle forze dell'ordine,
hanno già diverse denunce, magari c'è già stata nei loro confronti un'ordinanza
di espulsione, però, chissà per quale motivo, ce li troviamo sempre in giro per
le nostre città! La risposta è semplice: in Italia si sta bene, anzi mi
correggo, stanno troppo bene i delinquenti, arrivano senza arte né parte, non
hanno un alloggio, non si preoccupano di cercare lavoro perché tanto ci sono
tutte le associazioni pronte ad aiutarli e a riempirgli la pancia, bivaccano,
si ubriacano, molestano, stuprano, rubano e spacciano e alla fine cosa gli
fanno? Nulla, sono sempre liberi e impuniti! Ci sono anche tutti i cittadini
onesti che contribuiscono al loro sostentamento, buona parte dei soldi che
escono dalle nostre tasche servono per mantenere tutti questi delinquenti,
permettendogli così di vivere alle nostre spalle senza nemmeno rispettarci, se
ne approfittano senza ritegno e l'unico modo col quale sanno ringraziarci è
facendoci del male! In questa cerchia di delinquenti troviamo anche gente tipo
i ragazzi di Verona che hanno percosso a morte un loro coetaneo per una
sigaretta! Il problema nasce dal fatto che i delinquenti non hanno mai la
giusta punizione, dai piccoli ai grandi reati: non vengono applicate le leggi, soprattutto i recidivi non vengono puniti nella giusta misura, i
tempi e la burocrazia della
giustizia italiana sono vergognosi, anzi, mi chiedo se esiste, a questo punto, la
giustizia in Italia. I ragazzi che hanno ucciso Nicola a Verona erano già noti
alle forze dell'ordine per altri episodi, sicuramente meno gravi, ma non per
questo esenti da punizioni. Chi delinque o si macchia di delitti così
gravi deve avere pene certe senza sconti, anche perché questo serva da esempio
per tanti altri malintenzionati, perché serva a farci rispettare, non si può
più tollerare tanta delinquenza e tanto buonismo, da troppo tempo assistiamo a
crimini di ogni tipo senza porre contrasti né limiti e pene severe! Tutti i
giorni una donna viene stuprata, sono poche le città esenti da questi episodi,
nord, centro, sud non ci sono eccezioni. Pochi giorni fa una donna ha rischiato
di essere uccisa a Firenze da un branco di zingare, ora cosa succederà? Che
pena verrà inflitta alla rumena che a Napoli ha tentato di rapire la bambina di
6 mesi? Un'altra a Caltanissetta? E ai carabinieri picchiati da 3 rom a Genova?
Idem a Ferrara zona via Baluardi, notizia di qualche giorno fa; per quanto
piccola cittadina la nostra Ferrara non è di certo estranea a questo tipo di
cronaca. Potremmo aggiungere altri mille episodi accaduti in quest'ultimo
periodo, la cronaca ormai è fatta solo di queste notizie, poi ci vogliono
tranquillizzare con statistiche le quali riportano dati positivi rispetto a
quello che invece è la realtà dei fatti, dicono che è superfluo tanto
allarmismo. A questo punto i cittadini si sentono presi in giro, abbandonati,
decidono di fare le ronde arrivando alla giustizia fai da te visto che questa
gli viene negata dallo Stato! Stiamo perdendo la libertà, si stanno
impossessando della nostra terra e l'indifferenza di chi ci ha governato ha
provocato tutto questo, la gente però si sta stancando, tanti hanno aperto gli
occhi per fortuna e hanno dato un forte segnale con il voto alle ultime
elezioni. Rivolgo dunque un forte appello al nuovo governo, il quale si era già
mostrato molto attento a questo problema, sia come oppositore nell'ultima
legislatura sia nel quinquennio precedente, affinchè realizzi davvero e il più
in fretta possibile tutto ciò che sta proponendo, ora che è sparita la sinistra
buonista e permissiva, la quale ha sempre accolto tutti a braccia aperte senza
distinzione alcuna, fregandosene dei fatti e delle richieste di aiuto della gente
(il risultato delle elezioni mi pare non li abbia molto premiati per queste
buone azioni), ora che con questa larga maggioranza potrà lavorare senza
contrasti, faccia tutto il possibile per il bene dei cittadini attivandosi nel
bonificare le città da tendopoli, baraccopoli e rimandi tutti i delinquenti al
proprio paese, devono scontare la pena nelle carceri di provenienza e non in
Italia a nostre spese, basta buttare soldi per loro, gestiamoli al meglio per
riportare ai cittadini quello che finora è stato tolto! C'è già tanta
soddisfazione e speranza tra la gente, proprio in questi giorni, per quanto
riguarda il nuovo decreto per la sicurezza che verrà varato nei prossimi
giorni, questa è la strada giusta che farà del bene al paese, la gente non
aspetta altro, sono convinta che se l'attuale governo risolverà questi
problemi, anche chi finora non ha voluto togliersi la benda dagli occhi facendo
finta di niente, sarà talmente soddisfatto che premierà questa coalizione anche
a livello locale, perché davvero il limite è stato superato, non se ne può più
di episodi criminosi, e non diamo colpa alla fame, ai flussi migratori o ad
altri sociologismi oziosi e inesistenti, la colpa è di chi non applica e non fa
rispettare le leggi, a volte sembra di vivere nel Far West dove la delinquenza
dilaga, con la sola differenza che se è un cittadino normale a commettere anche
solo un infrazione tipo eccesso di velocità gli viene fatta una bella multa e
tolta la patente, giustamente, ma se è un extracomunitario si fa prima a lasciar
perdere perché di solito è sprovvisto di patente, l'auto che guida non è la
sua, l'assicurazione non esiste dunque per le forze dell'ordine è tempo perso.
Si dice anche che l'immigrazione serve per arricchire il paese, purtroppo in
questi ultimi anni il risultato mi sembra esattamente l'opposto: c'è un
impoverimento evidente a livello nazionale innegabile, bisogna attuare un
rigoroso impegno sugli ingressi e selezionare coloro i quali veramente entrano
in Italia con buone intenzioni e la volontà di lavorare, per il bene loro e
dell'Italia, questo produrrà arricchimento, se invece continueremo a mantenere
delinquenti di ogni genere tra un paio d'anni andrà anche peggio! Credo sia
arrivato il momento di voltare pagina, la gente ha bisogno di pace, serenità e
che sia fatta giustizia, questo non è razzismo ma un sacrosanto diritto.
Susanna Droghetti Portavoce Comitato Mille Firme e presidente della consulta
sicurezza An-Pdl.
( da "Provincia di Cremona, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Lunedì
26 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Basket, A2 femminile. L'elogio di
Spinelli per una stagione comunque esaltante Sea Crema, grazie ragazze di
Tommaso Gipponi CREMA ? Anche l'amaro in bocca lasciato da una storica
promozione sfumata a pochi secondi dal termine dell'ultima partita non può
rendere negativo il giudizio sulla stagione della Sea Logistic Crema. È infatti
comunque all'insegna della grande soddisfazione il primo bilancio stagionale
che fa il presidente del sodalizio Giuseppe Spinelli, all'indomani della grande
ma sfortunata gara 3 di finale contro il Geas: "Alle ragazze posso solo
dire bravissime, per una stagione fantastica, forse irripetibile. Chiaro poi
che nell'immediato dopo gara dell'ultima partita ce l'avevamo un po' tutti con
gli arbitri, che non sono stati all'altezza a parer mio di un incontro di
questo tipo. Per questo dalla federazione sono un po' deluso, con tutti i
campionati fermi poteva mandare due arbitri migliori". Al di là
dell'ultimo atto, durante la stagione sarebbe stato difficile pronosticarvi
fino a questo punto: "Durante tutta questa stagione ci sono successe
davvero molte cose, e già essere arrivati ai playoff, che era il nostro
obiettivo di inizio anno, lo ritenevamo un risultato super. Poi siamo arrivati
fino a un passo dalla A1, grazie a un gruppo che ha lottato sempre insieme fino
alla fine, mettendocela tutta e dimostrando grande attaccamento alla maglia.
Abbiamo la coscienza a posto, non penso potevamo ottenere di più. Ringrazio la
squadra ma anche tutta la dirigenza e i tifosi per quest'annata davvero
magica". Presto però bisognerà guardare al futuro:
"Ci ritroveremo sabato prossimo per una grande festa di tutto il
sodalizio, con tutte le nostre squadre presenti. Sappiamo bene però che i tempi
stringono a livello di burocrazia, quindi credo che al massimo la prossima settimana ci riuniremo
con tutta la dirigenza per stabilire il piano dell'anno prossimo".
( da "Nuova Venezia, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre E se un giorno
Sant'Erasmo se ne andasse con Cavallino Venezia non ascolta le esigenze
dell'isola e la usa solo come casa di campagna, con tanto di orto SILVIO
TAGLIAPIETRA Sant'Erasmo, questa grande isola della laguna, famosa purtroppo
solo per le verdure e il carciofo, continua ad essere costantemente abbandonata
dall'amministrazione veneziana. La popolazione comincia a immaginare
l'annessione al Comune di Cavallino Treporti. Esprimo tutta la mia delusione e
quella di molti altri concittadini verso le istituzioni. L'isola non viene
minimamente considerata come risorsa da sviluppare, inoltre le politiche che
vengono attuate per il centro storico non sono adeguate alle esigenze della
nostra realtà, che è completamente diversa dalle altre aree del contesto
veneziano. Sono necessarie delle politiche specifiche che invertano l'ormai
consolidata tendenza all'invecchiamento della popolazione, all'abbandono della
residenza da parte dei giovani e alla riduzione del numero di attività
produttive interne. Ai grandi interventi di riqualificazione dell'isola
realizzati negli ultimi anni dal Magistrato alle Acque nell'ambito dell'accordo
di programma con il Comune di Venezia, purtroppo non sono seguiti validi
progetti e investimenti dell'amministrazione comunale rivolti alla
valorizzazione e allo sviluppo socio economico. Non si può assolutamente dire
che la popolazione è stata indifferente a queste problematiche. Da anni i
gruppi, le associazioni e i singoli abitanti si impegnano in prima linea per
proporre alle amministrazioni delle soluzioni e dei progetti di sviluppo.
Puntualmente questi vengono ignorati o rimandati ad altri enti incaricati,
avviando un balletto interminabile di responsabilità altrui che evidenzia la
completa mancanza di programmi e politiche adeguate alle nostre esigenze.
Inoltre, per i progetti di salvaguardia già avviati, ci viene presentata
all'orizzonte la mancanza di fondi necessari al loro completamento, mentre i
capitali già stanziati da tempo dal Comune per l'acquisto dell'area della peschiera,
rischiano di andare perduti per l'ennesimo balletto di responsabilità. In
questo scenario deludente sta prendendo piede la volontà di tagliare il cordone
ombelicale ormai secco che ci tiene sterilmente legati a Venezia. La naturale
vicinanza di Cavallino Treporti, e le caratteristiche territoriali che ci
accomunano, fa sentire la nostra isola più vicina a loro piuttosto che al
centro storico veneziano così preso da se stesso. Mi azzardo a dire che Venezia
ha sempre avuto paura di questa nostra somiglianza alla terraferma del nord,
tanto da ostacolare continuamente qualsiasi contatto con i nostri vicini. Basti
pensare che abbiamo dovuto combattere da sempre per poter avere un collegamento
di navigazione adeguato con il vicinissimo terminal di Treporti. Nel centro
storico ci considerano come loro proprietà privata con spiagge vergini e
approdi non regolamentati da utilizzare per le escursioni in barca, o per avere
la casetta di campagna con recinto e verdurine fresche dove nessuno, compreso i
santerasmini, deve venire a disturbare. Sono convito che Cavallino sarebbe
entusiasta di annoverare la nostra isola tra le loro fila e saprebbe rispondere
da subito alle nostre esigenze basilari, soddisfacendole
facilmente e senza conflitti di alcun genere con i loro programmi di sviluppo
che ben si adattano anche a S.Erasmo. Ormai siamo stanchi di sentire sempre le
stesse chiacchiere e le grandi promesse. Fermo restando che la laguna è un
patrimonio da salvaguardare, Venezia tutt'oggi è arroccata nella sua burocrazia e vive solo di passato.
Sant'Erasmo.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chissà chi aveva in
mente Federico Fellini quando ha messo in scena in "Amarcord" quel
noioso erudito, chiamato "avvocato", ripreso ? tra una pernacchia e
l'altra ? a raccontare la storia del suo paesino natale? È una domanda che si
sono posti anche i curatori della mostra dedicata a Corrado Ricci (aperta fino
al 22 giugno ai Musei d'Arte della città di Ravenna, catalogo Electa, euro 40),
solo per negare qualsiasi riferimento al grande "avvocato" della burocrazia statale, vissuto tra il 1858 e il 1934, sbalzato dalla natia
Ravenna sullo scranno romano della Direzione generale per le antichità e belle
arti. Ma chi è stato Corrado Ricci? Nessuno lo conosce e meno che mai si
leggono i suoi scritti storico-artistici che, messi uno in fila all'altro,
potrebbero arredare un'intera biblioteca. E allora perché celebrarlo
proprio mentre si ha la netta sensazione che gli organi di tutela territoriale
(cioè le Soprintendenze) stiano attraversando un'epoca buia della loro gloriosa
storia? Un gesto di reazione? O è solo il canto del cigno? Tanto per cominciare
la mostra di Ravenna si inserisce in un filone di iniziative che la Loggetta
Lombardesca ha inaugurato nel 2003 con un'esposizione dedicata a Roberto Longhi
(e proseguita poi con Francesco Arcangeli). Difficile immaginare un luogo meno
longhiano (o arcangeliano) di Ravenna, ma oramai siamo abituati a vedere mostre
di Antonello da Messina a Roma e di Monet a Brescia, perciò non ci
scandalizziamo più di tanto. Ricci a Ravenna casca, al contrario, come il cacio
sui maccheroni. Ravenna era la sua città di origine e ne divenne Soprintendente
ai monumenti nel 1897. Per la pineta di Ravenna venne emanata (grazie a lui)
una legge di tutela nel 1905, cellula fondamentale dei successivi interventi
legislativi in materia di tutela del paesaggio. E altri motivi potrebbero
essere snocciolati sulla pertinenza di questa mostra in questo preciso luogo.
Corrado Ricci è stato un prolifico riordinatore di musei. Ha riallestito la
Galleria di Parma, la Pinacoteca di Brera e la Galleria Capitolina (solo per
citare gli interventi principali). Nel 1912 mise mano anche all'Accademia
Carrara e su questo argomento si legge con un certo interesse il saggio di
Giovanni Valagussa stampato in catalogo. Si viene per esempio a sapere che
l'allestimento di Ricci aveva profondamente rivoluzionato l'impianto
museografico della raccolta, fino ad allora organizzata per collezioni, d'ora
in avanti rifusa secondo criteri cronologici e stilistici (ad esclusione del
legato Giovanni Morelli). L'argomento è quanto mai di attualità, ora che
l'Accademia Carrara sta per chiudere i battenti, per riaprirli in futuro con un
nuovo allestimento. E proprio su questo argomento si sente la mancanza di un
lavoro di scavo che porti in superficie tutti i materiali documentari e
fotografici sui più antichi allestimenti del museo, dall'epoca d'oro
ottocentesca (quando arrivarono le cospicue collezioni Lochis e Morelli) fino
al più recente intervento Dell'Acqua-Wittgens (che ha compiuto ormai più di
mezzo secolo di vita). Simone Facchinetti.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA IMOLA pag.
27 SUPERLAVORO per gli impiegati, lamentele e attese infinite per i cittadini:
ecco ... SUPERLAVORO per gli impiegati, lamentele e attese infinite per i
cittadini: ecco la situazione all'ufficio Protocollo del Comune. E' il
consigliere di Per Imola Giuseppe Palazzolo (foto) a lanciare l'allarme e a
spiegare che cosa sta succedendo. Motivo: la carenza di personale. Soluzione:
informatizzare. E' DAL PROTOCOLLO, all'ultimo piano del Municipio, che devono
passare tutti i documenti che comuni cittadini, commercianti o liberi
professionisti presentano in Comune: in pratica si tratta della porta
'lasciapassare' dei quintali di carta di cui necessita la burocrazia. Perché carte, domande e
moduli servono ad esempio per le autorizzazioni edilizie o i permessi di
occupazione del suolo pubblico. Ma da un po' di tempo pare che la situazione
sia diventata quasi ingestibile e rispetto ai dipendenti che sono al lavoro, la
carta comincia a diventare davvero troppa. "Ho sentito tante
lamentele di persone che hanno aspettato anche 15 giorni prima che la loro
pratica riuscisse a essere trasmessa all'ufficio competente", racconta
Palazzolo, deciso a portare la questione in consiglio comunale. "Tra
pensionamenti e trasferimenti, dei sei dipendenti che in origine lavoravano al
Protocollo ne sono rimasti solo quattro, sommersi dalle carte". La cosa
più curiosa è che, per mettere una pezza al problema, pare sia arrivato in
aiuto un pensionato: "Secondo alcune voci ? riporta Palazzolo ? per
aiutare gli impiegati a volte arriva un ex dipendente comunale, impietosito
dalla situazione in cui si trovano i vecchi colleghi". Il consigliere
della lista civica rilancia allora l'informatizzazione del servizio: "Da
tempo ? sottolinea Palazzolo ? chiedo di verificare i tempi e i flussi dei
documenti, per capire quanto ci mettono i cittadini ad avere una risposta e i
percorsi che le carte devono fare". Ma soprattutto è da tempo che
Palazzolo chiede di passare dalle carte al computer. Ecco, secondo lui, qual è
l'unica soluzione. "GIÀ TEMPO FA si iniziò a utilizzare di più il
computer, ma poi la cosa si è fermata e ora gli uffici sono intasati. A Bologna
invece, tanto per fare un esempio, si fa tutto in rete già da alcuni
anni". Palazzolo chiede che i cittadini, ma anche i liberi professionisti,
possano seguire l'iter della loro pratica attraverso internet: "Così
sarebbe sufficiente portare la pratica in Comune e ottenere un numero per
tenere sotto controllo il percorso". In questo modo, per Palazzolo i
cittadini risparmierebbero tempo e i dipendenti non sarebbero sommersi dalle
carte, ma soprattutto si potrebbe gestire la partita con un minore utilizzo di
personale. Laura Dall'Olio.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
26-05-2008)
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REGGIO AGENDA pag.
29 Nel '
( da "Nazione, La (Empoli)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 17
Soccorsi lenti, escursionista in coma Scivola in un canalone e batte la testa. La burocrazia
frena gli elicotteri ? GARFAGNANA (Lucca) ? APUANE killer anche senza il
ghiaccio. Ieri mattina è stata sufficiente un po' di pioggia per rendere
viscida e scivolosa la strada erbosa per Foce di Cardeto sul versante nord-est
del monte Cavallo. Una donna di 45 anni, Monica Moni, nativa di
Pontedera e residente a Ponsacco, è scivolata e dopo un volo di una settantina
di metri si è fermata contro un albero riportando un forte trauma cranico. Ora
si trova ricoverata al- l'ospedale di Pisa. I medici si sono riservati la
prognosi. La donna era con una quindicina di soci della sezione Cai di
Pontedera e partecipava all'escursione sulla cresta del monte Cavallo, un
percorso classificato come altamente impegnativo, con un dislivello di
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 21 del 2008-05-26
pagina 12 Il governo che decide piace anche a sinistra di Redazione Mi telefona
un'amica che sei settimane fa aveva votato, convinta, per Veltroni: "Se
Berlusconi riuscirà a resistere alle pressioni e risolvere la crisi della
"monnezza", mi convertirò al Popolo delle libertà". Parlo con un
collega di sicura fede di sinistra, ma consapevole che la crisi energetica
rischia di mandare l'Italia a fondo: "Se davvero questo governo spezzerà
il tabù del nucleare, ignorerà i signornò e comincerà a costruire anche una
sola nuova centrale entro la fine della legislatura, la prossima volta avrà anche
il mio voto". Rincara la dose il mio meccanico, addirittura ex elettore di
Bertinotti, che fino a ieri non perdeva occasione per lamentarsi che con
l'aumento delle rate dei mutui rischiava di perdere la casa: "Finalmente
un governo che si è fatto carico di un problema reale di noi operai".
Completa il quadro un signore che incontro spesso passeggiando il cane e che
mesi fa era stato vittima di un furto in casa: "Per la verità ancora non
ci credo, perché si fa presto a dire sicurezza, ma se Berlusconi ce la facesse
a risolvere finalmente questo problema degli stranieri che vengono qui per
delinquere meriterebbe di governare, età permettendo, per altri dieci
anni". Bastano queste battute per spiegare perché, secondo il sondaggio di
Renato Mannheimer pubblicato ieri dal Corriere della Sera, a poco più di un
mese dalle elezioni un quarto degli elettori del Partito democratico (e in
particolare i più giovani) approvano l'azione di governo e sembrano pronti a
cambiare campo. E bastano anche a illustrare, meglio di tanti talk show e
seminari, che cosa vogliono oggi gli italiani dai loro governanti:
decisionismo, decisionismo e ancora decisionismo. Non tutti i provvedimenti
annunciati a raffica dal governo nella sua prima settimana di vita suscitano
eguali consensi - per esempio, sul reato di immigrazione clandestina, sia pure
non retroattivo, ci sono molte riserve - ma il solo fatto di avere rotto il
litigioso immobilismo dell'esecutivo precedente ha fatto cambiare idea ai tanti
che, ricordando la non esaltante esperienza del Berlusconi II e III, temevano
un déjà vu. In pochi giorni il Berlusconi IV, cambiando marcia rispetto al
passato, ha non solo soddisfatto le aspettative individuali di molti cittadini,
ma creato anche un clima nuovo, in cui la gente torna a sperare che il Paese
possa uscire dal tunnel in cui si era cacciato. Come ha detto la nuova
presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ma come crede anche la stragrande
maggioranza degli italiani che lavorano e che si sentivano umiliati dal
progressivo deterioramento del sistema, ora si può ripartire. Gli scettici
opinano che si tratta del solito effetto "luna di miele", di cui
tutti i nuovi governi beneficiano nei primi tre mesi, ma che si dissolve
rapidamente se aspettative importanti non vengono soddisfatte. Costoro citano
il caso di Sarkozy, salutato al suo avvento come il salvatore della patria, ma
che in un anno ha visto precipitare i suoi consensi non solo per le sue vicende
private, ma anche per la lentezza (e i compromessi) con cui vengono introdotte le
riforme promesse. È un pericolo che corre anche Berlusconi, perché una volta
esauriti i provvedimenti di immediata applicazione, come l'abolizione dell'Ici
sulla prima casa, dovrà misurarsi con le lentezze del nostro apparato
legislativo (per fortuna Fini gli ha già dato una mano, proponendo che i
parlamentari lavorino un giorno in più alla settimana), con
le resistenze della burocrazia e delle corporazioni e magari anche con la piazza. Tuttavia, il
sostegno di un'opinione pubblica ansiosa di voltare pagina, l'atteggiamento
abbastanza morbido del grosso dell'opposizione - attenta a mettere le vele al
vento - e l'ormai percettibile insofferenza verso la politica dei rinvii
potrebbe aiutarlo più di quanto non si pensi. Il presidente del
Consiglio, conscio che da quanto riuscirà a fare nel primo anno di governo
dipenderà il suo posto nella storia, cercherà senz'altro di non farsi sfuggire
quella che appare come una occasione irripetibile. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-26 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE LA DISCUSSIONE Tesi di Livadiotti Il sindacato è "L'altra
casta" Scollamento dalla realtà dei lavoratori: se quella politica è una
casta, come la definisce il bestseller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo,
il sindacato rischia di apparire come "L'altra casta". è il titolo
del libro di Stefano Livadiotti (Bompiani) sui tre grandi sindacati italiani:
l'autore ne parla in Sala Buzzati con il ministro Maurizio Sacconi, il
direttore del Corriere Paolo Mieli, il sindacalista Savino Pezzotta,
l'economista Tito Boeri, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei.
"Non è un libro contro il sindacato" dice Livadiotti, firma di
L'Espresso. "Ma se alla domanda "vi sentite rappresentati dai
sindacati" risponde sì solo il 5,1% dei lavoratori è un allarme". Nel dibattito si discuterà di burocrazia sindacale: 700 mila delegati "che costano alle aziende un
miliardo e 854 milioni di euro l'anno" conclude Livadiotti. "Ma i salari
sono fermi e mancano controlli per evitare i morti sul lavoro". (Ida
Bozzi) Sala Buzzati, via Balzan 3 ang. via San Marco, stasera ore 18.30,
ingr. con prenotazione al tel. 02.20.40.03.32 Ministro Il titolare del Welfare,
Maurizio Sacconi: sarà al dibattito stasera in Sala Buzzati.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
26-05-2008)
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Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-26 - pag: 7 autore: IN
EUROPA Germania Tutto il mondo è paese e la burocrazia corre il rischio di essere asfissiante in ogni dove. E così in
Germania il Governo federale è corso ai ripari e nel
( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-26 num: - pag: 22 categoria:
REDAZIONALE Scuola Ritiro totale di una classe delle serali. Ma l'insegnante
incinta viene sostituita Dieci prof, zero alunni E arriva anche il supplente Al
Pacinotti di Mestre lezioni deserte da febbraio All'inizio dell'anno scolastico
gli allievi della "1ª A" erano 18, poi sono calati fino a
estinguersi. Ma la burocrazia chiede il "rapporto finale" su ogni materia SEGUE
DALLA PRIMA Dieci insegnanti, zero alunni. Appena una docente è andata in
maternità, però, non c'è stato verso di rinunciare al supplente: "Sennò il
rapporto finale su quella materia chi lo fa?" E così, da un
mesetto, i "prof." sono diventati undici. La scuola in questione è
l'"Antonio Pacinotti", un istituto tecnico aziendale nato negli anni
Quaranta per "preparare periti, tecnici e dirigenti per le industrie che
si andavano sviluppando nel territorio", in particolare a Marghera. Il
progetto ministeriale è il "Sirio", che il Ministero della Pubblica
Istruzione, per bocca della dirigente Elisabetta Davoli, descrive come la
risposta alla "necessità, ormai largamente condivisa, di realizzare più
agili e nuove forme di qualificazione di giovani ed adulti privi di una
professionalità aggiornata, per i quali il possesso del diploma di licenza
media non costituisce più una garanzia dall'emarginazione culturale e/o
lavorativa". Traduzione: sono corsi serali esattamente uguali a quelli
normali del mattino, sono destinati a quanti durante il giorno lavorano,
cominciano poco dopo le sei di sera, finiscono alle undici per un totale di 25
ore la settimana e consentono di prendere un diploma identico a quello degli
altri allievi. Tanto che gli stessi professori, a volte, fanno sia qualche ora
la mattina, sia qualche ora la sera. L'iscrizione costa cento euro e in larga
parte gli studenti sono stranieri di buona volontà che desiderano migliorare la
loro condizione. Persone che spesso, mosse da grandi speranze, si presentano in
classe dopo aver cominciato a faticare nei cantieri o nelle fabbriche nelle
prime ore dell'alba. E che, per quanto motivate, dopo qualche mese si rendono
conto di non farcela. Troppo pesante, tenere insieme lo studio e il lavoro. E
scelgono, ovvio, il lavoro. Insomma: che ci fosse una emorragia fisiologica
degli iscritti era stato messo nel conto. Non c'è classe che parta e arrivi a
destinazione con lo stesso numero di allievi. E nessuno può onestamente
contestare al ministero la scelta di tenere aperte certe classi anche se
falciate dagli abbandoni pur di rispettare il patto firmato con chi si è
iscritto. Perfino se le classi, come capita non solo al "Pacinotti"
ma un po' in tutti gli istituti italiani coinvolti nel "Progetto
Sirio", dalle Alpi alla Sicilia, si riducono via via alla presenza di
sette, sei, cinque studenti. Ma è lecito o no pretendere un minimo di buon
senso? Al "Pacinotti", regole alla mano, non c'è stato. E così, via
via che i diciotto allievi iniziali della "1ª A" sono scesi nel corso
dell'anno scolastico a dodici, dieci, otto, sei, quattro, tre, due, uno fino
allo "zero carbonella" di fine febbraio, tutto è andato come niente
fosse. La burocrazia, come ha scritto sul Gazzettino
Maurizio Dianese, "non contempla sbavature: se la classe è formata è
formata". Sempre lì torniamo: qual è l'obiettivo della scuola? Essere al
servizio dei cittadini (cioè degli studenti e dei genitori che su di loro hanno
investito) o distribuire posti di lavoro, a volte superflui se non addirittura
insensati? La risposta è nella storia della "1ª A" mestrina. Dove,
appena una dei dieci docenti è andata in maternità, un mese fa, la direzione
non ha neppure ipotizzato di rinunciare a sostituirla. Nonostante il registro
di classe fosse da settimane riempito da una sola scritta: "Tutti assenti
". E così, nell'aula desolatamente vuota è arrivato anche un supplente.
Meno male: almeno questo non aveva il pancione. Sennò ne sarebbe nata una
spirale ancora più perversa. Come quella vissuta in una scuola di Latina dove,
per sostituire una maestra in maternità, sono arrivati a fare 103 telefonate e
telegrammi prima di trovare infine chi era disponibile: "Accetto".
"Bene, venga domattina". "Non posso, sono incinta anch'io".
Ed ecco che lo Stato si è ritrovato a pagare per una sola cattedra la titolare
incinta, una prima supplente incinta (che solo per aver detto
"accetto" aveva diritto al posto pur non potendo insegnare) e una
terza supplente della supplente incinta della titolare incinta. Evviva la
maternità, evviva le donne incinte, evviva il sindacato che le protegge: ma in
quali altri Paesi del pianeta capita una cosa simile? Difficile non sorriderne.
Com'è difficile non sorridere di un'altra storia successa al
"Pacinotti", cioè nel cuore non del Mezzogiorno ma del ricco e
produttivo Nordest. è la storia di una docente di diritto, che chiameremo
professoressa Alfa, così interessata a crescere professionalmente da chiedere
un lungo congedo per un dottorato di ricerca. Concesso. Ma come sostituirla?
Faceva quattro ore all'istituto tecnico nei corsi tradizionali della mattina,
otto in quelli serali e altre sei alle "serali" dello
"Zuccante", altro istituto mestrino per periti elettronici e
informatici. è finita in un delirio. Con l'assunzione part-time prima di una
supplente Beta che aveva accettato di subentrare al "Pacinotti" ma
era incinta e quindi non è subentrata affatto, poi di un secondo supplente
subentrato alla supplente incinta per le ore del mattino, poi di un terzo
supplente subentrato alla supplente incinta per le ore serali e infine di un
quarto supplente per le sei ore allo "Zuccante". Finché, il primo
giorno lavorativo dopo la scadenza fissata dalle norme per il 30 aprile, si è
rifatta viva la professoressa Alfa: "Eccomi, sono tornata ". La
risposta la conosceva già: "Grazie, ma sono appena scaduti i termini. Per
non turbare i ragazzi alla conclusione dell'anno scolastico, le regole dicono
che bisogna chiudere coi supplenti. Quindi lei resti pure a disposizione".
E a quel punto, per un solo posto di lavoro sia pure "sparpagliato"
in scuole e turni diversi, lo Stato si è trovato a pagare (con salari e forme
diversi, si capisce) cinque persone: la titolare, la supplente incinta, i due
supplenti mattutino e serale della supplente incinta e un quinto supplente per
le ore allo "Zuccante ". Per carità, tutto corretto. Tutto in regola.
Tutto legale. Ma onestamente: vi pare normale? Gian Antonio Stella.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: BRINDISI - data: 2008-05-25 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Porto Non ancora rilasciata la concessione quadriennale
alla società "Salento Yachting Terminal" I mega yacht dirottati a
Otranto Manca la banchina riservata, penalizzato il traffico vip Lo scalo in
ritardo nella programmazione, la decisione rinviata alla prossima seduta del
comitato portuale BRINDISI - Sono in tanti a spingere per entrare nei piani di
navigazione dei grandi yacht, e chi ha più filo tesse. A Brindisi, dopo gli
innumerevoli peana al valore di questo traffico per l'immagine della città e
del porto, pare si sia tornati all'ovile dei tempi dettati non dal mercato, ma dalla burocrazia. E all'orizzonte spunta Otranto. Che accade, dopo 5 anni di
crescita costante del numero delle soste alla banchina di viale Regina
Margherita? Succede che la logistica al servizio di questo traffico decide di
organizzarsi meglio, e di aumentare le sinergie con gli hotel de charme, i
campi da golf e l'alta gastronomia del territorio, e per farlo fonda una
società apposita, e chiede non più una concessione stagionale della banchina,
ma una "quadriennale " con
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-26 - pag: 17 autore: Verso gli
Europei di calcio. Tassazione leggera e burocrazia snella hanno contribuito a
rendere convenienti e competitivi gli investimenti nel Paese In Austria fanno
goal anche le imprese Sono più di 850 le aziende italiane insediate sul
territorio: nel 2007 un aumento del 50% PAGINA A CURA DI Sara Bianchi Francesca
e Bruno ci sono arrivati da strade diverse, dopo gli studi, a Napoli e
Firenze lei, a Bologna e negli Stati Uniti lui. Innsbruck è la sede di Iqoqi,
Istituto di fisica quantistica d'avanguardia in tutto il mondo. è qui che i due
giovani scienziati vivono l'intensa attività di ricerca a caccia delle leggi
che regolano il moto lento di atomi neutri, coltivando in un ambiente
internazionale il sogno di un brillante percorso professionale.Benvenuti
nell'Austria delle opportunità personali come quelle colte dai due post doc
italiani i quali, se l'Iqoqi non avesse domicilio a Innsbruck, avrebbero
proseguito le loro ricerche altrove. Ma soprattutto benvenuti in un'Austria
paese ospitante degli Europei di calcio, che lascia la sua immagine di
cartolina sullo sfondo e punta a presentare opportunità per le imprese
straniere. è il caso di oltre 857 aziende italiane presenti in territorio
austriaco, 22 delle quali insediatesi nel 2007, in aumento di oltre il 50%
rispetto all'anno precedente. I dati sono stati raccolti da Aba, agenzia
austriaca del business, che il Ministero Federale dell'Economia ha voluto
indipendente e che fornisce consulenza e informazioni a titolo gratutito.A
rendere il Paese un bacino interessante, spiega Marion Schramm, direttore
Italia di Austrian Business Agency "contribuiscono diversi fattori, primo
fra tutti la tassazione, tra le più basse d'Europa: l'imposta sui redditi di
società di capitale conta un'aliquota nominale del 25%e un tasso effettivo al
22,4%. Numerose sono le possibilità di detrazione e le sovvenzioni per i
progetti innovativi arrivano fino al 50%". Ma il Paese, prosegue Schramm,
"conta anche su una sostanziale pace sociale, con le giornate di sciopero
per mille lavoratori dipendenti (dal 1995 al 2004) tra le più basse al mondo:
1.3, pari soltanto a quelle del Giappone, contro le 28 della Gran Bretagna, le
29.7 della Francia e le 120.9 dell'Italia ".Una sorta di quiete collettiva
che pone le sue basi su una disciplina del diritto del lavoro semplificata: non
esiste uno stipendio minimo generale, i salari sono regolati da accordi
settoriali e i dipendenti possono essere licenziati senza giusta causa. Elevata
la disponibilità di manodopera qualificata: in scala da uno a 10 è calcolata al
7.38 contro il 6.92 di Singapore e il 5.36 dell'Italia. Strategica poi
l'ubicazione geografica: al centro dell'Europa e al confine con i Paesi
dell'Est da poco entrati nell'Unione. "Avevamo previsto di servire solo
l'Austria" racconta Helmut Kubin, amministratore delegato di Europlast,
"ma ora con l'Europa sempre più spostata verso Est lavoriamo anche con la
Romania e la Bulgaria, dove abbiamo aperto un nuovo ufficio e i nostri
contenitori arrivano fino sulla piazza Rossa". Europlast, azienda
produttrice di contenitori per la raccolta differenziata e per l'agricoltura è
nata nel 1980 come importatore esclusivo dall'Italia di Jcoplastic, ma ben
presto si è ampliata. E dai 25 dipendi di allora è passata ai 90 attuali. Oggi
è attiva anche in Croazia, Serbia, Romania e Bulgaria con un giro d'affari di
25 milioni di Euro. Ma in Austria hanno sede anche multinazionali del calibro
di Skidata, che da Salisburgo, doveè stata fondata trent'anni fa,si è ampliata
in tutto il mondo. "Lavoriamo in 36 Paesi - dice Robert Weisskopt,
consigliere d'amministrazione - in Europa, America e Asia e per gli Europei 2008
ci siamo occupati dello stadio di Basilea in Svizzera, dove si inaugura il
campionato e di quello della finale, a Vienna". Compito delicato quello di
Skidata che realizza i sistemi di accesso. La società ha già gestito i
"tornelli" in Italia, con l'introduzione dei controlli obbligatori
degli ingressi a partire dal 2007, dopo i tragici fatti di Catania. Suo è l'
equipaggiamento di 11 dei nostri stadi, compreso il San PaOlo di Napoli. E per
gli appassionati di calcio Skidata annuncia novità: "presto arriverà la
carta del tifoso - promette Josef Lageder, responsabile Italia - che dopo
l'accesso servirà da borsellino elettronico per le consumazioni ".
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-26 - pag: 17 autore:
FUORICAMPO Nella partita del business sfrutta gli errori altrui di Massimo
Esposti P er trovarli in mezzo a una montagna ricoperta di verde e fiori
bisogna avere una guida. Eppure non dovrebbero essere né piccoli né poco
appariscenti: infine eccoli i due grandi pannelli fotovoltaici, in un paesaggio
che potrebbe vederli come una presenza ostile e invece li integra. è forse
questo uno biglietti da visita più nuovi dell'Austria che sta per accogliere
gli Europei di calcio. Da una parte le tradizioni, sulle quali non si discute e
che vengono gelosamente difese, dall'altra la corsa verso uno sviluppo per
porsi come un interlocutoree una calamita per le imprese dei Paesi della
vecchia e nuova Europa. Gli strumenti utilizzati fanno leva sui tradizionali
handicap che in molte Nazioni rallentano la crescita, come
una pesante tassazione per le imprese, una burocrazia asfissiante, poca manodopera qualificata e una non alta qualità
della vita. Ecco allora che agevolazioni fiscali e possibilità di essere
aiutati in modo semplice e veloce nell'avviare un'attività, diventano evidenti
inviti rivolti ai grandi vicini come l'Italia. L'Austria la sua
partitala sta giocando.
( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marcegaglia il
governo ha mostrato di esserci. e il sindacato? Le quattro sfide di Emma per
rilanciare un Paese in affanno Il nuovo presidente di Confindustria,Emma
Marcegaglia, nella giornata della sua incoronazione, ha saputo esprimere e
rappresentare assai bene attese e bisogni del Paese Italia e delle
indispensabili correzione che debbono essere messe in atto e per uscire dalla
stagnazione finanziaria in cui siamo da troppi anni. Un discorso pratico,
concreto, aperto com'è nello stile della prima leader donna della
Confindustria. I quattro punti sostanziali dell'intervento badano al sodo e
mirano tutti a dare al sistema paese una nuova straordinaria opportunità di
crescita, visto il clima positivo che si è instaurato tra governo e opposizione
e tra governo e società civile. Burocrazia, federalismo,
produttività e occupazione femminile sono componenti legate tra loro in maniera
assolutamente inscindibile e vanno affrontate in un'unica grande partita che le
renda diverse da come si attuano oggi. La burocrazia è, a mio parere, il peggior male del sistema Paese, i numeri
dell'incidenza sono di tali dimensioni da superare, per gli effetti
negativi che producono, i 4 punti di Pil, oltre sessanta miliardi di euro; per
la sola piccola impresa siamo intorno ai 15 miliardi di costo aggiuntivo ogni
anno. Risolvere il problema si può se si ha il coraggio di agire sui gangli
operativi del sistema pubblico. Troppe pratiche, troppo lenta la macchina
operativa, troppa la distanza dalle esigenze dell'impresa in particolare e del
singolo cittadino in generale. La ricetta del governo coincide perfettamente
con quella della Marcegaglia ed è basata su un'efficienza degli occupati del
mondo pubblico che si traduca in efficacia applicativa, minor tempo, poche
pratiche, risposte in tempi accelerati. Il federalismo può essere il viatico
per rendere il sistema pubblico diverso dall'attuale e adeguarlo al nostro
tempo. È importante evitare la sovrapposizione di ruoli e incombenze, non farlo
sarebbe letale per la macchina pubblica; presto uscirà la ricetta governo per
il federalismo, se sarà come nelle attese scatteranno molti benefici. Lo
snellimento della burocrazia in un federalismo
efficiente favorirà il recupero della produttività il cui effetto si tradurrà
in sviluppo, occupazione e capacità di competere. Un ruolo sostanziale spetterà
al aindacato, il quale finora ha mantenuto posizioni e politiche superate e
anti sviluppo nel nome della difesa dei più deboli, ottenendo, viceversa, il
più delle volte l'esatto effetto contrario. Così è stato per Alitalia, dove la
miopia ha, per anni, bloccato soluzioni fondamentali che affrontate prima
avrebbero favorito il rilancio e qualificato l'occupazione. L'invito della
presidente degli industriali a cambiare e a farlo rapidamente è elemento
sostanziale per dare impulso alla ripresa. Infine il ruolo della donna nel
mondo del lavoro, lo spazio attuale, l'esigenza di continuare a essere perno
centrale nella famiglia sono l'ultimo anello di un percorso virtuoso che la
leader di Confindustria ha prospettato al governo e agli altri decisori
nazionali. Il ruolo della donna di oggi è indispensabile per favorire la
ripresa del Paese. Nell'università si laurea più in fretta e con risultati migliori,
dimostrando subito dopo determinazione e coraggio nella ricerca di un
occupazione adeguata al titolo raggiunto. Cionostante il posizionamento
aziendale tarda ad affermarsi e al primo sentore di maternità rischia di esser
messa in un angolo, da cui poi difficilmente esce al rientro in azienda.
Fondamentale è superare i retaggi maschilisti e lasciare spazio alla crescita
dello spazio del mondo femminile. Importante per farlo non sono certo le quote
rosa, ma la consapevolezza di quanto l'universo donna possa contribuire al
miglioramento dello status paese. Governo e Confindustria su questi temi vanno
a braccetto, su altri come sanzioni, fiscalità, sicurezza sul lavoro potrebbero
avere posizioni diverse. Quel che conta è che oggi per rilanciare il Paese la politica
e uno del maggiori protagonisti dello sviluppo si siano strizzati l'occhio,
speriamo che anche gli altri principali attori a cominciare dai sindacati
facciano lo stesso. Un maxi accordo fatto di concretezza e scadenzato nel
tempo, tra tutti i decisori, deve essere il perno per far ripartire il Paese.
Berlusconi e Marcegaglia ne hanno dato il primo esempio, bene che gli altri li
seguano. 26/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE In Sicilia Fuori dalla giunta anche un esponente di An sotto
inchiesta Lombardo, "schiaffo" a Cuffaro Il suo uomo resta senza
poltrona DAL NOSTRO INVIATO PALERMO - Dopo la bufera giudiziaria e politica di
Totò Cuffaro, in Sicilia si ricomincia con due magistrati in giunta come
assessori, Massimo Russo e Giovanni Ilarda. E' la svolta di Raffaele Lombardo,
il governatore autonomista. Una svolta che sembra una sberla proprio al suo
amico di sempre, lo stesso Cuffaro. Perché, dopo molti mal di pancia per varare
la giunta e lasciare in sella soprattutto Russo, il "duro" prestato
alla politica dal pool antimafia, si è dovuto accettare un "veto" su
un cuffariano di ferro, Nino Dina, e su un esponente di An, Salvino Caputo,
sotto inchiesta per falsa testimonianza proprio al processo Cuffaro. Entrambi
dati per certi fino a sabato sera, poi fuori nella notte dei lunghi coltelli,
tra fendenti che creano problemi interni anche ad An e Forza Italia. Un veto
attribuito a Russo. Lombardo smentisce. Senza convincere gli "amici"
dell'Udc che con il coordinatore Saverio Romano parlano di "sostanziale
insoddisfazione" perché "non si è tenuto contro della forza
parlamentare ed elettorale del partito". Il dato di maggior rilievo
politico resta la decisione di Lombardo di affidare due delle 12 poltrone del
governo ai due "tecnici" in toga da piazzare in roccaforti
clientelari e a rischio mafia come la Sanità e il Territorio. Non a caso scatta
il plauso di Ivan Lo Bello, il presidente di Confindustria Sicilia: "Una
scelta coraggiosa in una regione dove è necessario recuperare una forte
legalità ". Sarà Russo ad occuparsi della "mafia bianca", come
viene indicato il settore preso di mira dall'omonimo Dvd che triturava gli
amici di Cuffaro, a cominciare dallo stesso Dina. Per Ilarda, magistrato sempre
moderato, si profila un altro assessorato ad alto rischio, forse destinato ad
occuparsi di acqua e rifiuti, ovvero della Presidenza con un controllo diretto
sul personale. Sono i segnali che inquietano i piani alti
della burocrazia dove quasi
tutti i dirigenti sono di stretta osservanza cuffariana. A cominciare da
personaggi con i quali Lombardo ha continuato a lavorare nell'esordio. Tanto
che molti dubitano su un reale cambio di passo. Ma già prima del varo della
nuova giunta, la svolta di Lombardo aveva colpito i consorzi di bonifica,
con decine di carrozzoni azzerati. Poi la scure sui 27 Ato, gli enti che si
occupano di acqua e rifiuti. Cancellati d'un colpo tutti i consigli di
amministrazione. Trecento posti di sottogoverno spariti. "Sostituiti con 9
nuovi Ato, uno per ogni provincia, formati però dalle assemblee dei sindaci
interessati, senza gettoni, a costo zero ", spiega Lombardo mentre già
controlla le carte sulla Sanità da affidare a Russo per un taglio di 2.000
posti letto, revisione delle convenzioni con le strutture private e riduzione
della spesa farmaceutica. Altalenanti le prime reazioni. Duro Antonello
Cracolici, Pd: "Un governicchio che non arriverà al panettone di Natale
". Lombardo sorride sotto i baffetti, mentre i deputati di An minacciano
di formare un gruppo autonomo. Felice Cavallaro Esclusi Salvino Caputo e, a
fianco, Nino Dina tra la moglie Enza e Totò Cuffaro (foto da www.ninodina.it).
( da "Corriere del Veneto" del 26-05-2008)
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Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-25 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'abbraccio di Emma: "Federalismo e contratti sto dalla parte
dei veneti" Accoglienza calorosa per il presidente Marcegaglia
all'assemblea di Unindustria: "Non dimentico il vostro aiuto" Il
ministro Sacconi polemizza con la Cgil ("è attardata") e ricorda gli
straordinari in nero pagati in Veneto VENEGAZZU' (Treviso) - "Statemi
vicino". Emma Marcegaglia chiude l'intervento all'assemblea degli
industriali di Treviso con un appello quasi intimo, da sorella che chiede
appoggio ai familiari prima di una sfida difficile. La platea si spella le
mani, ma non c'era bisogno di una riprova: l'esordio pubblico assoluto della
neopresidente di Confindustria è pura luna di miele, e i tempi in cui Luca di
Montezemolo doveva in qualche modo farsi accettare dal riottoso Nord Est appaiono
di colpo lontani. Lei esordisce dal palco: "Ho la memoria lunga, e non
dimentico che i veneti mi hanno sostenuto nella campagna per la presidenza
quando avevo lo zero virgola di consensi". Frasi già pronunciate, ma che
non fa male ripetere, insieme alla proclamazione di appartenenza: "Sono
figlia di un veneto e qui il mio gruppo ha gli stabilimenti più
produttivi". Affettuosità che servono non tanto a ingraziarsi la platea
quanto a riconoscere una comune appartenenza. Le istanze del Nord Est diventano
quelle nazionali di Confindustria e si intrecciano con i temi del nuovo
governo, in un clima che ispira alla Marcegaglia la riflessione: "La
squadra di Berlusconi è lombardo-veneta, e anche la mia lo è". Se
Montezemolo ci pensava quattro volte prima di parlare di federalismo, Emma si
butta e dice sì "a un federalismo a geometria variabile ", tema caro
al centrodestra padano. Anche se le vecchie avvertenze confindustriali sono
sempre valide: "Fino ad ora i tentativi si sono tradotti in un disastro
planetario, con costi che sono esplosi anche del 50%, per esempio nella
sanità". Quindi: no a un federalismo che gonfia le
spese e le burocrazie, sì a un progetto "che riduca i costi, dando la
possibilità ai cittadini di vedere chi fa e chi no". Mentre Napoli brucia,
Marcegaglia si fa interprete della linea dura ("Lo Stato riprenda il suo
ruolo, sia tolleranza zero verso chi blocca il Paese") e mostra poca
simpatia per il Ponte sullo Stretto di Messina ("Opera che costa
molto, è altrettanto importante investire su Tav e autostrade"), unico
tema che crea qualche piccolo imbarazzo tra lei e il governo che riesuma
l'opera. Ma è la stagione di riforma dei contratti a spingerla oltre l'andazzo
soft: "Non siamo fessi", risponde dura a Guglielmo Epifani che ha
espresso le sue richieste in un'intervista al Corriere della Sera.
"Epifani vuole che diciamo sì a tutto, ma non possiamo accettare
condizioni che ci porterebbero fuori dall'Europa". In realtà c'è parecchio
su cui trattare, a cominciare dal cosiddetto federalismo contrattuale. Il no
continua ad essere fermo: "Noi insistiamo sul potenziamento degli accordi
aziendali perché è lì che si può commisurare l'aumento salariale alla
produttività, non certo su base provinciale. I contratti territoriali rischiano
di creare un terzo livello". Crescità e produttività sono le nuove parole
d'ordine, Luca Zaia e Maurizio Sacconi sono i ministri che giocano
(politicamente e geograficamente) in casa. Il secondo polemizza con la Cgil
("è attardata ") e difende la detassazione degli straordinari:
"Noi applichiamo una fiscalità amorevole con coloro che si rendono
disponibili a raggiungere risultati per le aziende nelle quali lavorano ".
Durante il talk show condotto da Bruno Vespa, si lascia anche sfuggire la
battuta: "In fondo, qui nel Nord Est la detassazione degli straordinari
l'applicavano già da tempo". Come dire: finora i soldi si sono dati in
nero. "Noi - chiude sornione - abbiamo avvicinato la norma a questa
realtà". C.T. L'applauso e il discorsi Emma Marcegaglia si alza in piedi
tra il presidente veneto Riello e il neopresidente trevigiano Vardanega,
accolta dagli applausi. A fianco il presidente nazionale di Confindustria
durante il suo discorso (Balanza).
( da "Panorama" del 26-05-2008)
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Indiscreto
indiscreto Il leghista e la rassegna stampa CASTIGAMATTI Dopo aver tagliato auto
blu e stipendi alla Provincia di Varese, dov'era presidente, il leghista Marco
Reguzzoni si annuncia come castigamatti di Montecitorio. Neodeputato e
neovicecapogruppo, il giovane pupillo di Umberto Bossi ha messo nel mirino la
rassegna stampa: "Vi pare possibile averla alle 4 del pomeriggio? A
quell'ora non serve più, ma intanto si buttano migliaia di euro dei
contribuenti". Poi ha avuto da ridire sui tappeti rossi in Transatlantico:
"Terminano su muri ciechi, mentre non ci sono guide per entrare in aula".
(P.S.) Sui fondi in crisi lo shock Consob RICETTE La galassia dei fondi comuni
di investimento è in subbuglio. La Consob, per arginare la crisi del risparmio
gestito (45 miliardi di euro ritirati nei primi 4 mesi del 2008, contro 50 in
tutto il 2007), ha proposto in uno studio una soluzione drastica: la quotazione
in borsa dei fondi, che così dovrebbero migliorare la trasparenza e di
conseguenza ridurre i costi. L'Assoreti, associazione che riunisce i venditori
di questi prodotti finanziari (sim e banche), ha alzato le barricate sostenendo
che è preferibile puntare su una migliore informazione alla clientela. Ma la
Consob sembra decisa ad andare avanti. Se ne parlerà (insieme all'ipotesi di
una più favorevole tassazione) in un vertice in Bankitalia, a inizio giugno. Il
sindaco, i tre saggi e la lettera fantasma BUROCRAZIE
Restano ancora muti i tre saggi scelti per fare luce sulla faccenda dei
derivati del Comune di Milano, investimento sottoscritto nel 2005 sul quale c'è
una perdita potenziale di oltre 250 milioni. Nicola Cavalluzzo, commercialista,
Paolo Chiaia, consulente, e Cesare Conti, docente della Bocconi, dopo
tre mesi sono senza lettera d'incarico. L 'hanno spiegato alla commissione
Bilancio del comune che li ha chiamati a febbraio. "Ci hanno detto che la
relazione sarebbe pronta, ma finché non ricevono l'incarico non possono
parlare: una situazione kafkiana" racconta a Panorama Giancarlo
Pagliarini, vicepresidente della commissione. Per uscire dallo stallo il
presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri (FI) ha chiesto all'ufficio
di presidenza di Palazzo Marino di formalizzare il loro ruolo. Ma prima si deve
pronunciare il sindaco Letizia Moratti e la pratica le è arrivata solo il 21
maggio. (E.R.) La mappa Paese per paese, gli istituti di credito in Europa gli
affari li fa LA BANCA Ammontano a 8.700 gli istituti di credito nell'Ue. Stando
alla fotografia scattata dall'Eurostat, l'ufficio statistico europeo, impiegano
3,2 milioni di dipendenti, hanno 2.060 miliardi di euro fra capitali e riserve
con un bilancio complessivo di 36 mila miliardi di euro: 3 volte il pil dell'Ue
a 27. La Germania da sola ne ha quasi 2 mila: il 23 per cento del totale.
(A.M.A.).
( da "Denaro, Il" del 26-05-2008)
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Soldi & Imprese
Fatti e numeri Istruzione, problema centrale del Paese Francesco Fracasso In
quale misura la disastrata situazione dell'istruzione nel nostro Paese
determina il suo stato di crisi? Un esame diretto verosimilmente è impossibile
ma i dati statistici che approfondiscono ed aggiornano questo tema sono davvero
tanti. E in numerose occasioni questa rubrica vi si è già soffermata,
analizzandone alcuni aspetti. Assai di recente, l'Istat ha pubblicato
"cento statistiche per il Paese" ed i dati marcatamente più
allarmanti provengono proprio dall'istruzione. Proviamo ad indicarne soltanto
qualcuno, tra i più immediati: la spesa è bloccata al 4,4 per cento del Pil a
fronte della media europea che è notevolmente superiore; il livello di
istruzione è limitato,dal momento che ben il 48,2 per cento degli italiani è in
possesso della sola licenza di scuola media inferiore contro il 30 per cento
dell'Ue27. Scorrendo,poi, gli altri dati si resta a dir poco sconfortati: il
numero dei giovani che abbandonano gli studi superiori al primo anno è ancora
elevato ed è pari all'11,1 per cento, i "consumi" culturali degli
italiani (6,9 per cento della spesa complessiva) sono bassi non solo con
riferimento alla media dei Paesi dell'Ue 15(9,6 per cento) ma anche di quelli
che di recente sono entrati a far parte dell'Ue27(9,5 per cento). Una ricerca
dell'Ocse attesta che il 50, 9 per cento dei ragazzi italiani non è stato in
grado di capire neppure una parte minima del brano di lettura proposto nel
corso della ricerca. Un docente universitario di Lettere di Napoli, in una
lettera inviata a Mario Pirani in relazione alla sua rubrica "Linea di
confine"(la Repubblica dello scorso 12 maggio) annota, tra l'altro,
riferendosi ai suoi studenti : "Non molti conoscono le basi della
sintassi, la grammatica, il significato delle parole che adoperano a casaccio.
La responsabilità del disastro è della scuola dell'obbligo e degli istituti
superiori, dove magari si organizzano presuntuosi seminari di scrittura
"creativa", ma poi si tollerano frasi infarcite di errori
grossolani".Egli,poi, fornisce qualche "esempio". Ne cito due.
"Una gentile laureanda, riassumendo un testo scrive: "L'attore
all'ungandosi verso la finestra....", un altro racconta di un ladruncolo
che "facendosi innocuo uscì dalla chiesa", mentre "i fedeli si
sono posizionati tra i banchi". Scorro le tabelle dell'Istat e mi viene
sott'occhio un altro dato di indiretta e significativa rilevanza. Quanti sono i
bambini che nel nostro Paese frequentano gli asili nido? Soltanto l'11,3 per
cento: in cima alla classifica si trova l'Emilia Romagna col 27,5 per cento ed
all'ultimo posto c'è la Campania dove soltanto l'1,5 per cento dei bambini può
permettersi di andare all'asilo nido.Non credo proprio che questo dato abbia
bisogno di commento. La marea di informazioni con le quali si può fotografare
la penosa ed angosciante situazione dell'istruzione in Italia, avrebbe dovuto
provocare già da tempo una vera e propria levata di scudi di tutte le forze
politiche, sociali ed economiche del Paese. Di fronte a questo mastodontico
fallimento e che di certo rappresenta un "aspetto" essenziale della
progressiva ed accentuata regressione italiana, c'è al contrario un sostanziale
silenzio. Nella campagna elettorale, appena conclusa, l'argomento non è stato
nemmeno sfiorato.E non mi sembra che esso rappresenti una priorità del nuovo
governo. Ma il peggio è che la gravità estrema della realtà non sembra essere
percepita neppure dai cittadini i quali non riescono ad intendere qual è la
vera origine dell'arretramento dell'Italia. Scrive Curzio Maltese nella sua
rubrica " Contromano" del Venerdì di Repubblica del 16 maggio:"
Non saranno la microcriminalità, l'immigrazione, la burocrazia, la pressione fiscale, la
Cina o l'India a renderci più poveri nei prossimi anni. Saranno quei dati
sull'istruzione, la più importante delle cento statistiche presentate
dall'Istat, la meno considerata". Questa che è una vera e propria
emergenza nazionale, viene, al contrario, trascurata e considerata quasi un
fatto di relativa rilevanza. Gli eventi di questi ultimi 30-40 anni nei
quali si sono succeduti, a ritmo vertiginoso, provvedimenti di
"riforme" dell'istruzione -l'una completamente diversa dall'altra-
hanno sconvolto il sistema degli studi precedente. Se questa non è la sede
idonea per analizzare le ragioni dell'attuale fallimento del sistema scolastico
italiano, forse per interpretare indirettamente l'involuzione dell'istruzione
potrebbe bastare questo solo "dato": nel 1995, con voto unanime, il
Parlamento approvò l'abolizione degli esami di riparazione e furono introdotti
i meccanismi dei "debiti" e "crediti".Uno dei simboli dello
sfascio. Se vogliamo davvero ritrovare le chiavi dello sviluppo, come a parole
viene invocato da tutti, il primo ed essenziale compito dovrebbe essere quello
di avere in merito idee chiare e,quindi, investire innanzitutto in risorse per
lo sviluppo del sistema istruzione-ricerca. del 24-05-2008 num.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La comunicazione unica
sarà obbligatoria dall'agosto di quest'anno 26 Maggio 2008 L'Information & communication technology contribuisce a
tagliare i tempi della burocrazia. E' quanto succede con l'avvio in via sperimentale della nuova
procedura che rende più semplice e veloce la partenza di una attività. Il primo
passo consiste nel collegarsi al sito www.registroimprese.camcom.it e cliccare
sull'area “comunicazione unica”. Da qui si scaricano alcuni software che
servono per la realizzazione delle richieste che devono essere poi firmate
digitalmente e inviate via telematica. Cinque i passaggi da effettuare:
compilare la richiesta di attribuzione di partita Iva / Codice Fiscale,
compilare la pratica per il Registro delle Imprese, completare la pratica di
Comunicazione Unica (inserendo eventualmente i moduli Inps e Inail), firmare
digitalmente i documenti della pratica, inviare la pratica al Registro Imprese
La risposta degli enti può arrivare nella sella di posta certificata attribuita
gratuitamente dalla Camera di commercio entro sette giorni. Inoltre, la
ricevuta della ricezione della richiesta inviata dal registro delle imprese
costituisce titolo autorizzativo per poter iniziare a fatturare come previsto
dalla legge Bersani sulle liberalizzazioni. Questo a meno che non ci sia
bisogno di altre autorizzazioni. Attivata in dieci città (Torino, Milano,
Venezia, Padova, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Taranto, Cagliari) dove gli
imprenditori possono comunque seguire la vecchia strada, la procedura dovrebbe
diventare operativa in tutta Italia entro giugno. Dal 20 agosto di quest'anno
sarà obbligatoria.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PATTO PER BELLUNO
Balcon chiede l'ex caserma dei pompieri come nuova sede per la Polizia
municipale (M.D.) Una sede più idonea per la Polizia municipale e un concorso
per assumere nuovi vigili. Ma anche evitare di oberare gli agenti con troppa burocrazia. Lo chiede il capogruppo del Patto per Belluno Celeste Balcon,
in un'interrogazione scritta e orale, nella quale domanda al sindaco Prade di
avocare a sè i referati alla Polizia municipale e alla sicurezza. "Il
Corpo di Polizia Municipale - afferma Balcon - da anni è in sottonumero di
circa dieci unità rispetto a quella che dovrebbe essere la pianta organica,
un vigile ogni 900/1000 abitanti. Senza contare che ci sono vigili distaccati
in altri uffici e servizi, le possibile malattie, le gravidanze e ferie non
godute". Per il capogruppo del Patto anche la sede della Polizia locale di
via Gabelli si trova decentrata rispetto al centro città, è promiscua con altri
servizi e inaccessibile alle persone portatrici di handicap. Ecco, allora, la
proposta. "Venga assegnata al Corpo di Polizia Municipale una sede consona
in zona più centrale, accessibile anche alle persone portatrici di handicap o
menomate. Sede ideale, sentito il parere di molti cittadini - argomenta Balcon
- sarebbe l'ex caserma dei Vigili del Fuoco in Piazza Piloni". Ma Balcon
sottolinea anche la gestione "politica" della sicurezza. "A
Belluno gli assessorati alla Polizia Municipale e alla sicurezza sono
attribuiti a due diversi assessori, e questo crea confusione. Il sindaco, che
per legge opera anche come ufficiale di governo, dovrebbe prendersi a carico
gli assessorati a sicurezza e Polizia Locale, per meglio svolgere i compiti a
lui attribuiti".
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LENDINARA Le linee
d'azione di "Scelta democratica" in vista delle amministrative Dialogo
opzione primaria Scelta Democratica dà il via alle danze in vista delle
elezioni amministrative del prossimo anno.Lo annuncia il coordinatore Nabeel
Bassal, che sottolinea come le prossime mosse siano in linea con lo statuto del
gruppo nato nel 1994. "Il nostro è un movimento civico aperto a persone di
differente colore politico - spiega - che vogliono mettere il loro impegno al
servizio della città".Nella riunione che si è svolta nei giorni scorsi, a
cui hanno preso parte Bassal, Enrico Biscuola, Gianni Borghesan, Angelo
Busollo, Stefano Tridello, Stefania Pegoraro e Chiara Gramegna, è stato deciso
di prendere contatti con nuove persone che vogliano collaborare al progetto per
poi procedere, entro metà luglio, all'elezione del nuovo direttivo.Punti cardine
su cui fissare l'azione di preparazione alle aministrative 2009, oltre alla
predisposizione di "alleanze elettorali con coloro che mettono al primo
posto il bene della città", sono l'occupazione, nel senso
di diminuire burocrazia e
costi per invogliare gli imprenditori ad investire nel nostro territorio, e la
sicurezza."Bisogna pensare alla sicurezza stradale illuminando ed
asfaltando le strade, anche in periferia e frazioni - afferma Bassal -,
collaborare con le forze dell'ordine, dare alla Polizia locale la possibilità
di esercitare il proprio lavoro su tutto il territorio, e creare un
gruppo intercomunale per la vigilanza nelle ore notturne". Si parla anche
di sport e attività ricreative, in particolare della possibilità di utilizzo
degli impianti sportivi per tutti e per tutte le discipline con pari
condizioni, e la creazione di spazi per altre attività ricreative.
"Inoltre - conclude - , bisogna creare un dialogo tra comune e direzione
scolastica, istituire un comitato di esperti per la gestione del teatro
Ballarin e pensare a progetti per la solidarietà sociale".
( da "Opinione, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Lun, 26 Mag
2008 Edizione 104 del 26-05-2008 PIERO OSTELLINO L'ex direttore giustifica i
manager E dimentica la lezione di Galbraith Salari d'oro e furti legalizzati di
Livio Ghersi L'Eurogruppo è l'insieme dei ministri dell'economia e delle finanze
degli Stati membri dell'Unione Europea che hanno adottato l'euro come moneta.
L'attuale presidente dell'Eurogruppo è Jean-Claude Juncker (nella foto), uomo
politico cristiano-sociale, che è al governo in Lussemburgo. Nel "Corriere
della Sera" (17 maggio 2008, pag. 36), Piero Ostellino riporta tra
virgolette una dichiarazione resa da Juncker, in una delle ultime riunioni
dell'Eurogruppo: "Quando i redditi dei cittadini sono falcidiati
dall'inflazione servono strumenti finanziari contro eccessi eticamente inaccettabili".
Juncker parla del trattamento economico dei manager. Ci si aspetterebbe, da
parte del commentatore italiano, apprezzamento del giudizio espresso dal
presidente dell'Eurogruppo. Invece, in nome della cultura liberale e del libero
mercato, Ostellino difende gli "stipendi d'oro". Juncker sbaglierebbe
e, con lui, il neo-ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti. Secondo
Ostellino, "puzza lontano un miglio di populismo" il mettere in
discussione contratti "liberamente sottoscritti dalle parti (azionisti e
manager)" che fissano gli emolumenti dei dirigenti di aziende private. Nel
1973 l'economista canadese, poi cittadino degli Stati Uniti, John Kenneth
Galbraith (1908-2006) dedicò una delle sue tante opere divulgative, apprezzate
dal pubblico, all'argomento "Economics and The Public Purpose"
(traduzione italiana "L'economia e l'interesse pubblico", Mondadori,
1974). Galbraith spiegava allora come funzionano le grandi imprese, le
"corporations", nei Paesi ad economia capitalistica. La proprietà (gli
azionisti) conta ben poco, tanto più se facciamo riferimento alla pluralità dei
piccoli azionisti. Il potere reale è esercitato dalla
"tecnostruttura". Così definita dallo stesso Galbraith:
"Coll'andare del tempo, l'intelligenza che finisce per guidare l'azienda
imprenditoriale non è più un individuo singolo ma un complesso di scienziati,
di ingegneri e di tecnici; di esperti in vendite, pubblicità e marketing; di
tecnici delle relazioni pubbliche, di lobbisti, di avvocati
e di uomini che conoscono bene la burocrazia statale e sanno come manipolarla; nonché di coordinatori,
amministratori e dirigenti. E' la cosiddetta tecnostruttura. E' la
tecnostruttura che ha il potere ?" (pag. 104). Questa analisi è contenuta
in un'opera divulgativa risalente a trentacinque anni fa, anche se tuttora
attualissima. Nelle grandi corporations (quelle che noi definiamo
"multinazionali") i dirigenti, cioè gli effettivi detentori del
potere, accordano a se stessi trattamenti economici (inclusi benefits di varia
natura) di cui il cittadino comune nemmeno riesce più a comprendere l'entità
(perché, oltre un certo importo, si fa fatica a stare dietro agli zeri). Lo
stesso avviene in Italia in aziende che non sono veramente private, perché
prima facevano parte del settore pubblico e ora non si sa bene quale natura
abbiano, dopo avventurosi processi di privatizzazione che non hanno impedito e
non impediscono continui interscambi di favori con i titolari del potere
politico. Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici ai
top-manager del settore bancario e finanziario? Già ma quei trattamenti
economici sono pagati attingendo al risparmio dei cittadini, quel risparmio che
la Repubblica dovrebbe "incoraggiare e tutelare" (articolo 47 della
Costituzione) e che un economista liberale come Luigi Einaudi considerava cosa
quasi sacra (infatti, un tempo, "risparmiatore" era sinonimo di
virtuoso). Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici agli
amministratori delegati ed ai top manager di aziende come l'Alitalia, o le
Ferrovie dello Stato, o la Telecom? Già ma quei trattamenti, incluse le
liquidazioni finali, sono corrisposti a prescindere dai risultati. O meglio,
forse sono riferiti a "risultati", che però non corrispondono mai a
quanto i cittadini si aspetterebbero: una gestione efficiente, a servizio degli
utenti. Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici ai
giornalisti anziani del "Corriere della Sera", il più prestigioso e
diffuso giornale italiano? Già, ma visto che Ostellino parla di contratti
liberamente sottoscritti dagli azionisti, ogni tanto bisognerebbe pure
ricordarsi della curiosa situazione proprietaria del medesimo "Corriere
della Sera", che, peraltro, come tutti i quotidiani, ma in quantità
maggiore per la sua tiratura, percepisce pure una non trascurabile dotazione
annua di fondi pubblici a sostegno dell'editoria. C'è un problema ancora più
serio: quello del trattamento economico dei titolari di funzioni pubbliche
elettive, facenti parte di organi costituzionali dotati di potere di auto-organizzazione
interna costituzionalmente garantito (Camera dei Deputati, Senato della
Repubblica). Non si discute soltanto dell'indennità parlamentare, di quella di
funzione, di voci aggiuntive riconosciute a vario titolo. Si dovrebbe
discutere, ad esempio, del perché Camera e Senato acquistino o affittino un
numero crescente di immobili nel centro storico di Roma da destinare alle
esigenze dei parlamentari. Naturalmente, i locali devono essere sempre adeguati
al prestigio dell'Istituzione di cui si fa parte. Si dovrebbe discutere dei
trattamenti di missione dei parlamentari. Naturalmente, sempre per ragioni di
prestigio, devono alloggiare in alberghi di lusso e frequentare i migliori
ristoranti. Si dovrebbe discutere del trattamento pensionistico dei parlamentari.
Si dovrebbe discutere dell'irrazionalità del fatto che quando un politico
lascia una assemblea elettiva, magari dopo mezza legislatura, magari perché
eletto in altra assemblea elettiva, gli debba comunque essere corrisposta una
liquidazione (generosa) commisurata ai mandati espletati nell'Istituzione
rappresentativa che lascia. Chi paga? Gli oneri sono a carico della fiscalità
generale; tradotto: pagano tutti i contribuenti. Tanto spreco diventa più
stridente se si considera che il ruolo del Parlamento è sempre più svilito,
perché le leggi elettorali vigenti subordinano le assemblee elettive al
Governo, cui viene garantita una maggioranza numerica, e perché i singoli
parlamentari non sono effettivamente scelti dagli elettori ma designati dai vertici
dei partiti. Forse l'opulenza ed il denaro servono ad addormentare le coscienze
di parlamentari che, altrimenti, potrebbero soffrire una condizione che risolve
il loro ruolo nello schiacciare il pulsante giusto in occasione delle
votazioni. In materia di spese deliberate dalle Camere, le leggi non possono
intervenire perché c'è una riserva di regolamento parlamentare. I giudici,
ordinari, amministrativi e contabili, non possono intervenire e quando la Corte
dei Conti compie qualche timido passo si grida al golpe. Io sono un convinto
assertore dello Stato di diritto. Mi viene da ridere perché quando i nostri
politici parlano di "Stato di diritto" lo fanno quasi sempre per
sostenere esigenze di garantismo, più o meno peloso: la presunzione di innocenza
(articolo 27, comma 2, della Costituzione), i tre gradi di giudizio, eccetera.
Invero, il concetto di Stato di diritto è ben più complesso: indica un
ordinamento improntato al principio secondo cui governano le leggi, non gli
uomini: nessuno, qualunque sia la carica ricoperta, è svincolato dal rispetto
delle leggi e, in primo luogo, dal rispetto della Costituzione (la legge delle
leggi). Nell'Italia odierna c'è una macroscopica, gigantesca, lacuna dello
Stato di diritto: i tradizionali istituti di garanzia delle assemblee
parlamentari e dei singoli eletti hanno finito per determinare un regime di
completa irresponsabilità dei decisori politici in ordine alle spese di
funzionamento delle Istituzioni rappresentative, sia con riferimento alle
risorse, direttamente o indirettamente, destinate al finanziamento della
attività politica, sia per quanto concerne i privilegi inerenti allo
"status" di parlamentare. L'irresponsabilità di spesa dei decisori
politici riguarda anche gli stipendi d'oro delle burocrazie di supporto dei due
Rami del Parlamento e degli altri Organi costituzionali. Perché un semplice
commesso (pardon, "assistente parlamentare") arriva a percepire
trattamenti economici che, in relazione alle funzioni disimpegnate, non hanno
giustificazione in una logica di mercato? Perché quanti lavorano a stretto
contatto con il ceto politico vengono pagati profumatamente? Si tratta di una
logica di scambio: ti pago in modo esagerato, ma da parte tua pretendo fedeltà,
silenzio e discrezione. Infatti, non sempre i politici si accontentano del loro
trattamento privilegiato; ma ogni tanto chiedono qualche cosa di più che, a
rigore, non spetterebbe (per fare l'esempio più banale, l'impiego per scopi
strettamente privati di un'autovettura di servizio, con relativo autista). Per
non parlare di tutti i casi in cui, nel condurre le inevitabili mediazioni
parlamentari, i politici vengono fuori al naturale, mostrando lati del proprio
carattere che non giovano alla loro immagine pubblica. Ciò spiega perché le
burocrazie parlamentari siano strapagate. E la professionalità, la capacità nel
lavoro? Certamente si richiedono pure questi elementi, ma se dovessero tradursi
in attitudine critica, allora molto meglio premiare una mediocrità silenziosa e
fedele. Né il discorso si chiude a Roma; ma si ripropone in ogni Regione (ogni
Consiglio regionale tende ad atteggiarsi come un piccolo Parlamento). In
particolare andrebbe attentamente studiata l'esperienza storica delle Regioni
ad autonomia differenziata; qui già si trova tutto quello che c'è da sapere sul
fenomeno della irresponsabilità di spesa dei decisori politici. Nella lingua
tedesca, che spesso ci soccorre, c'e l'espressione "legalisierter
Raub": rapina legalizzata. Gli stipendi d'oro sono sempre legali. Il loro
fondamento va ricercato in delibere sempre formalmente ineccepibili; cosicché,
chi si avventurasse a criticarle si esporrebbe pure a possibili querele, con
puntuali richieste di risarcimento dei danni morali e d'immagine (per il
cittadino senza potere, il danno e la beffa, insieme). Scrive Ostellino:
"quand'è che un emolumento diventa eticamente inaccettabile? E chi lo
decide?". Penso, invece, che l'etica abbia una sua ragion d'essere per
favorire la coesione sociale. E l'etica comanda di impiegare per fini di reale
utilità sociale il denaro che viene prelevato dai contribuenti. Affinché i
cittadini possano verificare che quanto versano in imposte e tasse sia
utilizzato per fini di utilità generale, occorre garantire massima trasparenza
sulla spesa pubblica, a partire da quella diretta al finanziamento delle
Istituzioni rappresentative. Penso che i titolari di cariche pubbliche abbiano
più responsabilità degli altri e siano tenuti a dare il buon esempio, non il
cattivo esempio. Una piccola notazione finale: nella sua rubrica, "Il
dubbio", Ostellino dà lezioni di liberalismo. Così, per testimoniare le
esigenze di sobrietà e di buona amministrazione, Ostellino ama ricordare il
Presidente Einaudi perché era un liberale empirista. Ma nella tradizione
italiana ci sono tante altre testimonianze di politici che hanno coniugato
l'idea liberale con una forte attenzione all'etica pubblica: i politici della
"Destra storica" (Quintino Sella, Silvio Spaventa). Erano
"liberali etici", direbbe Ostellino. Appunto mi piacciono.
www.livioghersi.it.
( da "Basilicanet.it" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
16.14.06 [Basilicata]
â??I sindacati di categoria Fai, Flai e Uila â?" si legge in un comunicato
- minacciano il ricorso allo sciopero generale del settore forestale se il
governo regionale non dovesse dare il via libera ai cantieri entro il 3 giugno.
La data probabile è¨ il prossimo 10 giugno. È? un vero e proprio ultimatum
quello concordato questo pomeriggio in un vertice di segreteria tra i leader
sindacali Lapadula, Esposito e Nardielloâ?. Al termine della riunione
i massimi dirigenti di Fai, Flai e Uila hanno rimarcato la gravità della situazione.
â??Nonostante le rassicurazioni dell'assessore Santochirico â?" hanno
detto â?" la burocrazia sta compromettendo con le sue irragionevoli lungaggini la
stagione forestale 2008, con buona pace dei lavoratori e delle loro famiglie,
che sono ancora una volta senza lavoro e senza reddito. A questo punto lo
sciopero generale, più¹ volte minacciato, diventa una soluzione più¹ che
probabile per richiamare il governo regionale alla piena assunzione di
responsabilità . Non ci faremo trascinare nel circolo vizioso delle
promesse non mantenute â?" hanno ribadito Lapadula, Esposito e Nardiello
â?" questa sarà una settimana decisiva per capire se dalla
controparte politica c'è¨ la seria volontà di chiudere un capitolo
increscioso e di ristabilire un minimo di certezza per un settore che svolge un
ruolo cruciale nelle politiche di tutela e prevenzione ambientaleâ?. BAS
05.
( da "Corriere.it" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ritiro totale di una
classe delle serali. Ma l'insegnante incinta viene sostituita Dieci prof, zero
alunni E arriva anche il supplente Al Pacinotti di Mestre lezioni deserte da
febbraio Assente, assente, assente... Nella "1ª A" di una scuola di
Mestre i professori non fanno più l'appello da febbraio: tutti assenti. Tutti.
Dieci insegnanti, zero alunni. Appena una docente è andata in maternità, però, non
c'è stato verso di rinunciare al supplente: "Sennò il rapporto finale su
quella materia chi lo fa?" E così, da un mesetto, i "prof." sono
diventati undici. La scuola in questione è l'"Antonio Pacinotti", un
istituto tecnico aziendale nato negli anni Quaranta per "preparare periti,
tecnici e dirigenti per le industrie che si andavano sviluppando nel
territorio", in particolare a Marghera. Il progetto ministeriale è il
"Sirio", che il Ministero della Pubblica Istruzione, per bocca della
dirigente Elisabetta Davoli, descrive come la risposta alla "necessità,
ormai largamente condivisa, di realizzare più agili e nuove forme di
qualificazione di giovani ed adulti privi di una professionalità aggiornata,
per i quali il possesso del diploma di licenza media non costituisce più una
garanzia dall'emarginazione culturale e/o lavorativa". Traduzione: sono
corsi serali esattamente uguali a quelli normali del mattino, sono destinati a
quanti durante il giorno lavorano, cominciano poco dopo le sei di sera, finiscono
alle undici per un totale di 25 ore la settimana e consentono di prendere un
diploma identico a quello degli altri allievi. Tanto che gli stessi professori,
a volte, fanno sia qualche ora la mattina, sia qualche ora la sera.
L'iscrizione costa cento euro e in larga parte gli studenti sono stranieri di
buona volontà che desiderano migliorare la loro condizione. Persone che spesso,
mosse da grandi speranze, si presentano in classe dopo aver cominciato a
faticare nei cantieri o nelle fabbriche nelle prime ore dell'alba. E che, per
quanto motivate, dopo qualche mese si rendono conto di non farcela. Troppo
pesante, tenere insieme lo studio e il lavoro. E scelgono, ovvio, il lavoro.
Insomma: che ci fosse una emorragia fisiologica degli iscritti era stato messo
nel conto. Non c'è classe che parta e arrivi a destinazione con lo stesso
numero di allievi. E nessuno può onestamente contestare al ministero la scelta
di tenere aperte certe classi anche se falciate dagli abbandoni pur di
rispettare il patto firmato con chi si è iscritto. Perfino se le classi, come
capita non solo al "Pacinotti" ma un po' in tutti gli istituti
italiani coinvolti nel "Progetto Sirio", dalle Alpi alla Sicilia, si
riducono via via alla presenza di sette, sei, cinque studenti. Ma è lecito o no
pretendere un minimo di buon senso? Al "Pacinotti", regole alla mano,
non c'è stato. E così, via via che i diciotto allievi iniziali della "1ª
A" sono scesi nel corso dell'anno scolastico a dodici, dieci, otto, sei,
quattro, tre, due, uno fino allo "zero carbonella" di fine febbraio,
tutto è andato come niente fosse. La burocrazia, come ha scritto sul
Gazzettino Maurizio Dianese, "non contempla sbavature: se la classe è
formata è formata". Sempre lì torniamo: qual è l'obiettivo della scuola?
Essere al servizio dei cittadini (cioè degli studenti e dei genitori che su di
loro hanno investito) o distribuire posti di lavoro, a volte superflui
se non addirittura insensati? La risposta è nella storia della "1ª A"
mestrina. Dove, appena una dei dieci docenti è andata in maternità, un mese fa,
la direzione non ha neppure ipotizzato di rinunciare a sostituirla. Nonostante
il registro di classe fosse da settimane riempito da una sola scritta:
"Tutti assenti ". E così, nell'aula desolatamente vuota è arrivato anche
un supplente. Meno male: almeno questo non aveva il pancione. Sennò ne sarebbe
nata una spirale ancora più perversa. Come quella vissuta in una scuola di
Latina dove, per sostituire una maestra in maternità, sono arrivati a fare 103
telefonate e telegrammi prima di trovare infine chi era disponibile:
"Accetto". "Bene, venga domattina". "Non posso, sono
incinta anch'io". Ed ecco che lo Stato si è ritrovato a pagare per una
sola cattedra la titolare incinta, una prima supplente incinta (che solo per
aver detto "accetto" aveva diritto al posto pur non potendo
insegnare) e una terza supplente della supplente incinta della titolare
incinta. Evviva la maternità, evviva le donne incinte, evviva il sindacato che
le protegge: ma in quali altri Paesi del pianeta capita una cosa simile?
Difficile non sorriderne. Com'è difficile non sorridere di un'altra storia
successa al "Pacinotti", cioè nel cuore non del Mezzogiorno ma del
ricco e produttivo Nordest. È la storia di una docente di diritto, che
chiameremo professoressa Alfa, così interessata a crescere professionalmente da
chiedere un lungo congedo per un dottorato di ricerca. Concesso. Ma come
sostituirla? Faceva quattro ore all'istituto tecnico nei corsi tradizionali
della mattina, otto in quelli serali e altre sei alle "serali" dello
"Zuccante", altro istituto mestrino per periti elettronici e
informatici. È finita in un delirio. Con l'assunzione part-time prima di una
supplente Beta che aveva accettato di subentrare al "Pacinotti" ma
era incinta e quindi non è subentrata affatto, poi di un secondo supplente
subentrato alla supplente incinta per le ore del mattino, poi di un terzo
supplente subentrato alla supplente incinta per le ore serali e infine di un
quarto supplente per le sei ore allo "Zuccante". Finché, il primo
giorno lavorativo dopo la scadenza fissata dalle norme per il 30 aprile, si è
rifatta viva la professoressa Alfa: "Eccomi, sono tornata ". La
risposta la conosceva già: "Grazie, ma sono appena scaduti i termini. Per
non turbare i ragazzi alla conclusione dell'anno scolastico, le regole dicono
che bisogna chiudere coi supplenti. Quindi lei resti pure a disposizione".
E a quel punto, per un solo posto di lavoro sia pure "sparpagliato"
in scuole e turni diversi, lo Stato si è trovato a pagare (con salari e forme diversi,
si capisce) cinque persone: la titolare, la supplente incinta, i due supplenti
mattutino e serale della supplente incinta e un quinto supplente per le ore
allo "Zuccante ". Per carità, tutto corretto. Tutto in regola. Tutto
legale. Ma onestamente: vi pare normale? Gian Antonio Stella stampa |.
( da "Affari Italiani (Online)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lunedí 26.05.2008
09:43 --> All'inizio dell'autunno, dovrei ottenere le due perizie
(endocrinologica e psicologica) da presentare al Tribunale di Milano insieme alla
richiesta di autorizzare l'operazione chirurgica di rettifica sessuale. Da
varie settimane, lo stress fisico sta via via aumentando. Sono consapevole del
fatto che i tempi della burocrazia e la lista di attesa per l'operazione mi condurranno all'uscita
dal tunnel, se tutto va bene, soltanto tra la fine del 2010 e l'inizio del
2011. E per la rettifica anagrafica occorrerà aspettare ancora altro tempo.
Vorrei avere una maggiore capacità di attendere tranquillamente che la vita
scorra sotto il mio ponte e riuscire poi a trasferire più serenità alla carne,
alle arterie, alle vene e al cuore. Mi accorgo che il corpo è da molto tempo
sottoposto a una tensione alla quale non era abituato. La mente si è liberata
dalle catene, ma queste catene si sono trasferite sul mio fisico. E non poteva
accadere altrimenti. Da più di un anno, ogni giorno ha scadenze fisse in cui il
corpo diventa protagonista di atti obbligatori: pochi i piacevoli, molti i
noiosi.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO CALABRIA. La
sezione di Reggio Calabria del Centro alpino italiano (Cai) ha aderito
all'ottava Giornata nazionale dei sentieri. "A Reggio - è detto in un
comunicato del Cai - l'iniziativa é stata celebrata percorrendo in modo
inusuale il sentiero che conduce alle cascate dell'Amendolea, a valle della
diga del Menta e probabilmente il più frequentato del Parco Nazionale
dell'Aspromonte. I soci reggini del CAI si sono impegnati nella raccolta dei
rifiuti lungo il percorso, nella manutenzione del sentiero stesso, nel
ripristino di una sorgente e nella riparazione di un tabellone informativo
danneggiato da vandali. La manutenzione dei sentieri è infatti estremamente
carente non solo in Aspromonte ma in tutto il centro sud del nostro Paese. In
Aspromonte il Club alpino italiano e le associazioni escursionistiche hanno
avviato da oltre vent'anni una volontaria e meritoria opera di individuazione,
pulitura e segnatura sentieri dotando il Parco Nazionale dell'Aspromonte di una
rete di 384 km di percorsi. Su tali infrastrutture però l'Ente Parco non è
riuscito a realizzare alcun intervento organico. Il precedente Consiglio
direttivo aveva avviato lavori sul sentiero Italia e sul Sentiero del Brigante
per circa 800 milioni delle vecchie lire, ma l'appalto si
era arenato tra le secche della burocrazia e i tentacoli della 'ndrangheta dopo che la ditta vincitrice era
stata sequestrata dall'autorità giudiziaria per associazione mafiosa".
"Il nuovo Consiglio direttivo, insediatosi da qualche mese - prosegue la
nota - ha inserito in bilancio un capitolo di spesa di circa 600 mila euro per
interventi sui sentieri. Ci auguriamo non facciano la fine degli 800
milioni di lire precedenti. Inoltre, a 14 anni dalla sua istituzione, l'Ente
Parco nazionale dell'Aspromonte ha finalmente approvato un Regolamento per la
gestione e fruizione dei sentieri. Attendiamo, tuttavia, da mesi che il
presidente dell'ente, Leo Autelitano, insedi la Consulta prevista nel
Regolamento stesso".
( da "Panorama" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Espulsioni Missione
impossibile GIACOMO AMADORI esclusivo I clandestini sono centinaia di migliaia
in Italia. Molti lavorano. Ma quelli che commettono reati difficilmente possono
essere espulsi. Colpa di norme farraginose, mancanza di strutture come i cpt,
della lentezza delle ambasciate. E soprattutto per l'impossibilità di
identificarli con precisione. Sul nuovo disegno di legge che dovrebbe
introdurre il reato di immigrazione clandestina l'Italia si è già divisa in due
curve di ultrà: i favorevoli in nome della sicurezza e i contrari che accusano
di xenofobia il progetto. In verità, almeno in questo caso, la realtà potrebbe
spiazzare entrambi gli schieramenti. Infatti solo chi in questi anni ha provato
a contrastare, stando in prima linea, l'ingresso degli stranieri irregolari sa
che spesso il problema non sono le leggi, ma la loro applicazione. O meglio,
l'impossibilità di applicarle. Per questo Panorama ha trascorso due giorni
insieme con gli uomini dell'Ufficio immigrazione della questura di Milano,
guidato dal dirigente Giuseppe De Angelis, dove quotidianamente transitano
decine di immigrati fuori legge. Che spesso è impossibile rimpatriare. I
motivi? Bizantinismi legislativi, un numero insufficiente di centri di
permanenza temporanea (cpt), giudici poco severi, scarsa collaborazione da
parte dei consolati stranieri. Un labirinto da cui non sarà facile uscire
neppure con una nuova legge. L'invasione degli uomini invisibili Nella sala
d'attesa della sezione prevenzione e controllo dell'ufficio immigrazione
(diretta dal commissario capo Mario Irace) ci sono lunghe panche e vetri
antisfondamento, per tenere a distanza i fermati più aggressivi, in particolare
i nordafricani. Prima di entrare i clandestini devono consegnare i loro cellulari
per non riprendere il volto dei poliziotti. Nel 2007 sono passati di qui oltre
20 mila immigrati privi del permesso di soggiorno rinnovato. Per vari motivi
(disguidi, regolarizzazioni in corso, richieste di asilo politico, gravidanze,
bambini da mantenere in Italia) l'espulsione è scattata unicamente per 3.088 di
loro, ma solo 653 sono stati imbarcati su un aereo e rimpatriati: uno su
cinque. Tutti gli altri sono rimasti in Italia. Perché? Soprattutto per la
mancanza di posti nei cpt o per l'impossibilità di identificare gli irregolari.
Infatti quando arrivano in questura molti fermati scelgono nomi fittizi. E per
le forze dell'ordine inizia la caccia all'identità reale. Primo passo: il
fotosegnalamento e il controllo delle impronte digitali. E qui arrivano le
prime sorprese. Per esempio, il giorno della visita di Panorama, al
polpastrello di una giovane romena corrispondono, consultando la banca dari
dello Sdi, tre pagine di reati collegati a nomi diversi: furto aggravato,
rapina, ricettazione, lesioni. La maggior parte dei fermati senza documenti ha
precedenti con la giustizia e una sfilza di alias. Martedì 20 maggio sulla
scrivania di un funzionario c'è la storia criminale del serbo Dario, noto anche
come Marco o Femid, più altri tre o quattro nomi. "C'è chi arriva a
50" assicurano all'ufficio fotosegnalamenti. "Un bambino della ex
Iugoslavia a 7 anni aveva già tre identità diverse". I "più sfigati e
poveri cristi" sono quelli che si presentano ai controlli con il
passaporto. Come Carlos Alberto, originario del Salvador, quarantenne
ipertiroideo che sconsolato si fa coccolare dalla fidanzata Maria Olimpia,
badante honduregna di 36 anni, clandestina come lui. Rafael, operaio
ecuadoriano di 64 anni, fa sapere di essere padre di famiglia. Per tutti, sino
a oggi, l'arresto scattava solo se c'era un mandato di cattura di una procura o
se il clandestino aveva già subito un'espulsione. Agli altri bisognava trovare
un posto nei cpt oppure consegnare l'ordine del questore di lasciare il
territorio italiano entro 5 giorni. Un foglio che quasi sempre finiva nel
cestino dell'immondizia. Espulsione sconosciuta In questura sanno bene che il
"trattenimento" presso i cpt è l'unico provvedimento efficace, visto
che, dopo un periodo di detenzione, consente di imbarcare su un aereo il
clandestino. Il 20 maggio nella struttura milanese di via Corelli sono
disponibili solo otto brande su 112 (56 uomini, 28 donne, altrettanti
transessuali): possono entrare un maschio, quattro femmine e tre viados.
Stasera il posto libero per i signori l'ha "vinto" Bujar, 34 anni,
kosovaro, tre espulsioni alle spalle e una vita randagia. Due letti sono stati
lasciati da una coppia di giovani romene che sono partite per l'aeroporto di
Malpensa sorridendo: Verginica 24 anni, accusata di vari reati, dal borseggio
alla ricettazione, e Tatiana, 29 anni, 16 furti in curriculum. E per chi non
trova un tetto a Milano? I funzionari controllano la disponibilità negli altri
centri italiani. Soprattutto per gente come Abdulaye, 28 anni, senegalese,
cappellino di lana in testa, fermato quattro volte in passato per reati legati
agli stupefacenti. A settembre era stato espulso dalla procura di Vercelli. O
per l'egiziano Mohamed, 27 anni, due alias già registrati e un arresto a Udine
nel luglio scorso per non aver lasciato l'Italia. I posti sono ardui da scovare
e, terminata la ricerca, la maggioranza dei clandestini torna in libertà. Anche
chi finisce nei centri di permanenza può farla facilmente franca. Non tanto per
la possibilità di fuga (a settembre 17 algerini l'hanno tentata in gruppo,
usando come arieti gli estintori, mentre altri distraevano le guardie
appiccando piccoli incendi), quanto per il fatto che la condizione
indispensabile per allontanare un clandestino è scoprire da dove venga (per il
rimpatrio occorre avere il lasciapassare dello stato di origine). Se non viene
riconosciuto entro 60 giorni dal fermo i responsabili del cpt sono costretti a
rilasciarlo. Caccia all'identità perduta Al primo piano dell'ufficio
immigrazione ormai i poliziotti si sono specializzati nel riconoscere lingue e
accenti. Nei giorni scorsi un egiziano ha assicurato di essere marocchino, ma
in questura lo hanno smascherato. Questo è il primo passo per scoprire la
provenienza dei clandestini. Poi bisogna mandare foto e impronte digitali
all'ufficio diplomatico giusto o per lo meno restringere la ricerca il più
possibile. Purtroppo i consolati sono molto lenti nel rispondere e i
lasciapassare spesso giungono con incredibile ritardo. Per esempio quello di
Moez, tunisino, è stato rilasciato solo all'ultimo giorno utile. E così in
questura hanno dovuto organizzare l'espulsione in mezza giornata (auto per il
trasporto, uomini di scorta, prenotazione volo...). In numerosi altri casi i
documenti necessari non arrivano affatto, anche perché in molti paesi,
soprattutto africani, l'anagrafe non esiste o non è centralizzata. E così i
cartellini con foto e impronte dei clandestini spesso viaggiano inutilmente per
il mondo all'interno di valigie diplomatiche. Qualche volta la collaborazione
con i paesi stranieri dà risultato. Per esempio alcuni consolati volonterosi
inviano delegati a intervistare i fermati per capire se siano loro
connazionali. In caso di risposta positiva non sempre arriva il lasciapassare.
Per esempio per i brasiliani è necessario il consenso dell'espulso.
"Riusciamo a rimpatriarli solo in prossimità del Natale o a Carnevale,
quando sono contenti di tornare a casa a spese nostre" sottolinea un
ispettore. La gincana burocratica I problemi per ottenere un rimpatrio non sono
finiti. In questura uno degli uffici più impegnati è quello
"Contenzioso" che deve contrastare i ricorsi degli avvocati: per
questo prepara ogni anno centinaia di rapporti da inviare a giudici e
avvocatura dello Stato per ottenere la conferma delle espulsioni. Grazie a
questo lavoro dal gennaio 2008 sono stati respinti 220 ricorsi su 290. Ma la burocrazia può essere persino più infida. Esempio: un provvedimento di
espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui
spesso non si conosce lo stato di origine). Così dai computer dei funzionari
spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo,
albanese, serbo, croato, portoghese. Peccato che "order to leave
the Italian territory" od "orden de dejar el teritorio del Estado
italiano" per gli stranieri abbiano lo stesso significato: praticamente
nessuno. Anche perché un tempo si poteva consegnare alla stessa persona più
volte il foglio di via, poi una sentenza della Corte di cassazione ha cambiato
l'interpretazione della legge. "Ha stabilito che quando un clandestino
viene fermato per la seconda volta può essere solo condotto in un cpt"
sottolineano in questura. Così, se non c'è posto, attualmente, lo straniero
viene rilasciato. Lo stesso accade per criminali che non siano stati
identificati (cosa che raramente succede durante la prigionia). Per esempio nei
giorni scorsi un uomo (apparentemente nordafricano), sulla trentina, condannato
per spaccio e detenzione di stupefacenti, uscito dal carcere di San Vittore, è
tornato libero perché le sue generalità restano un mistero. Non è finita. A
complicare le cose ci pensano pure i magistrati. Infatti non rispettare
l'ordine di lasciare il paese sino a oggi comportava una pena da 1 a 4 anni. Ma
la condanna del giudice è quasi sempre inferiore a 24 mesi con conseguente
sospensione condizionale della punizione e straniero di nuovo a piede libero.
Il 20 maggio un magistrato ha rinviato l'udienza per tre egiziani al 9 febbraio
2009. A Mohamed, connazionale ventunenne, espulso dalla questura di
Caltanissetta, il tribunale ha inflitto una pena di 5 mesi e 10 giorni,
rimettendolo subito fuori. Un rischio, quello del buonismo giudiziario, che le
nuove misure del governo non potranno scongiurare. Ali tarpate C'è un'altra
grana che il nuovo pacchetto sicurezza difficilmente potrà risolvere. L'odissea
dell'imbarco sull'aereo, dove il comandante può decidere di non partire se la
situazione non è tranquilla. Gli espulsi lo sanno e fanno di tutto per farsi
lasciare a terra: gridano, piangono, si feriscono (soprattutto i nordafricani).
Elio, brasiliano, ha fatto di più: ha infilato le mani nei pantaloni per
estrarre degli escrementi che poi ha lanciato contro i passeggeri. Quindi ha
urlato di avere la tbc e ha sputato sui vicini. Non è partito. Gli agenti hanno
provato a imbarcare la cilena Marioly quattro volte. Quando saliva a bordo si
tagliava i polsi con le unghie, si mordeva la lingua e sputava sangue sui
poliziotti che la accompagnavano. Poi diceva di essere stata picchiata dalla
sua scorta. Solo al quinto tentativo i poliziotti sono riusciti a farla
partire. Per non rischiare di perdere i soldi del biglietto in questura pagano
i voli a prezzo pieno anche per tre o più persone (gli stranieri
particolarmente agitati vengono accompagnati da almeno due agenti di scorta).
Alla fine il prezzo dell'operazione può arrivare a 4-5 mila euro per ogni
espulso. Un costo altissimo che sarà complicato far diminuire per legge.
( da "Panorama.it" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Clandestini ed espulsioni: una missione
impossibile Posted By giacomo.amadori On 25/5/2008 @ 8:47 In Headlines | 2
Comments [1] Sul nuovo disegno di legge che introdurrà [2] il reato di
immigrazione clandestina, l'Italia si è già divisa in due curve di ultrà: i
favorevoli in nome della sicurezza e i contrari che accusano di [3] xenofobia
il progetto. In verità, almeno in questo caso, la realtà potrebbe spiazzare
entrambi gli schieramenti. Infatti solo chi in questi anni ha provato a
contrastare, stando in prima linea, l'ingresso degli stranieri irregolari, sa
che spesso il problema non sono le leggi, ma la loro applicazione. O meglio,
l'impossibilità di applicarle. Per questo Panorama ha trascorso due giorni
insieme con gli uomini dell'Ufficio immigrazione della [4] questura di Milano,
guidato dal dirigente Giuseppe De Angelis, dove quotidianamente transitano
decine di immigrati fuori legge. Che spesso è impossibile rimpatriare. I
motivi? Bizantinismi legislativi, un numero insufficiente di centri di
permanenza temporanea (cpt), giudici poco severi, scarsa collaborazione da
parte dei consolati stranieri. Un labirinto da cui non sarà facile uscire
neppure con una nuova legge. L'invasione degli uomini invisibili. Nella sala
d'attesa della sezione prevenzione e controllo dell'ufficio immigrazione
(diretta dal commissario capo Mario Irace) ci sono lunghe panche e vetri
antisfondamento (per tenere a distanza i fermati più aggressivi, in particolare
i nordafricani). Prima di entrare i clandestini devono consegnare i loro
cellulari per non riprendere il volto dei poliziotti. Nel 2007 sono passati di
qui più di 20mila immigrati privi del permesso di soggiorno rinnovato. Per vari
motivi (disguidi, regolarizzazioni in corsa, richieste di asilo politico,
gravidanze, bambini da mantenere in Italia) l'espulsione è scattata unicamente
per 3.088 di loro, ma solo 653 sono stati imbarcati su un aereo e rimpatriati:
uno su cinque. Tutti gli altri sono rimasti in Italia. Perché? Soprattutto per
la mancanza di posti nei cpt o per l'impossibilità di identificare gli
irregolari. Infatti quando arrivano in questura molti fermati scelgono nomi
fittizi. E per le forze dell'ordine inizia la caccia all'identità reale. Il
primo passo sono il fotosegnalamento e il controllo delle impronte digitali. E
qui arrivano le prime sorprese. Per esempio, il giorno della visita di
Panorama, al polpastrello di una giovane romena corrispondono, consultando la
banca dari dello Sdi, tre pagine di reati collegati a nomi diversi: furto
aggravato, rapina, ricettazione, lesioni. La maggior parte dei fermati senza
documenti ha precedenti con la giustizia e una sfilza di alias. Martedì 20
maggio sulla scrivania di un funzionario c'è la storia criminale del serbo
Dario, noto anche come Marco o Femid, più altri tre o quattro nomi. "C'è
chi arriva a 503 giurano all'ufficio fotosegnalamenti. "Un bambino della
ex Jugoslavia a 7 anni aveva già tre identità diverse". I "più
sfigati e poveri cristi" sono quelli che si presentano ai controlli con il
passaporto. Come Carlos Alberto, originario del Salvador, quarantenne
ipertiroideo che sconsolato si fa coccolare dalla fidanzata Maria Olimpia,
badante honduregna di 36 anni, clandestina come lui. Rafael, operaio
ecuadoriano di 64 anni, fa sapere di essere "padre di famiglia". Per
tutti, sino a oggi, l'arresto scattava solo se c'era un mandato di cattura di
una procura o se il clandestino aveva già subito un espulsione. Agli altri
bisognava trovare un posto nei cpt oppure consegnare l'ordine del questore di
lasciare il territorio italiano entro cinque giorni. Un foglio che quasi sempre
finiva nel cestino dell'immondizia. Espulsione quella sconosciuta. In questura
sanno bene che il "trattenimento" presso i cpt è l'unico
provvedimento efficace, visto che, dopo un periodo di detenzione, consente di
imbarcare su un aereo il clandestino. Il 20 maggio nella struttura milanese di
via Corelli sono disponibili solo sette brande su 112 (56 uomini, 28 donne,
altrettanti transessuali): possono entrare un maschio, quattro femmine e tre
viados. Stasera il posto libero per i signori l'ha "vinto" Bujar, 34
anni, kosovaro, mascella da attore, tre espulsioni alle spalle e una vita
randagia. Due letti sono stati lasciati vuoti da una coppia di giovani romene
che sono partite per l'aeroporto di Malpensa sorridendo: Verginica 24 anni,
accusata di vari reati, dal borseggio alla ricettazione, e Tatiana, 29 anni, 16
furti in curriculum. E per chi non trova un tetto a Milano? I funzionari
controllano la disponibilità negli altri centri italiani. Soprattutto per gente
come Abdulaye, 28 anni, senegalese, cappellino di lana in testa, fermato
quattro volte in passato per reati legati agli stupefacenti. A settembre era
stato espulso dalla procura di Vercelli. O per l'egiziano Mohamed, 27 anni, due
alias già registrati e un arresto a Udine nel luglio scorso per non aver
lasciato l'Italia. Ma i posti sono ardui da scovare e terminata la ricerca, la
maggioranza dei clandestini torna in libertà. Ma anche chi finisce nei centri
di permanenza può farla facilmente franca. Non tanto per la possibilità di fuga
(a settembre 17 algerini l'hanno tentata in gruppo, usando come arieti gli
estintori, mentre altri distraevano le guardie appiccando piccoli incendi),
quanto per il fatto che la condizione indispensabile per allontanare un
clandestino è scoprire da dove venga (per il rimpatrio occorre avere il
lasciapassare dello Stato di origine). Se non viene riconosciuto entro 60
giorni dal fermo i responsabili del cpt sono costretti a rilasciarlo. [5]
Caccia all'identità perduta. Al primo piano dell'Ufficio immigrazione ormai i
poliziotti si sono specializzati nel riconoscere lingue e accenti. Nei giorni
scorsi un egiziano ha assicurato di essere marocchino, ma i
"glottologi" della questura lo hanno smascherato. Questo è il primo
passo per scoprire la provenienza dei clandestini. Poi bisogna mandare foto e
impronte digitali all'ufficio diplomatico giusto o per lo meno restringere la
ricerca il più possibile. Purtroppo i consolati sono molto lenti nel rispondere
e i lasciapassare spesso giungono con incredibile ritardo. Per esempio quello
di Moez, tunisino, è stato rilasciato solo all'ultimo giorno utile. E così in
questura hanno dovuto organizzare l'espulsione in mezza giornata (auto per il
trasporto, uomini di scorta, prenotazione volo). In numerosi altri casi i
documenti necessari non arrivano affatto, anche perché, per esempio, in molti
Paesi, soprattutto africani, l'anagrafe non esiste o non è centralizzata. E
così i cartellini con foto e impronte dei clandestini spesso viaggiano
inutilmente per il mondo all'interno di valigie diplomatiche. Qualche volta,
invece, la collaborazione con i Paesi stranieri dà qualche risultato. Per
esempio alcuni consolati volenterosi inviano delegati a intervistare i fermati
per capire se siano loro connazionali. In caso di risposta positiva, però, non
sempre arriva il lasciapassare. Per esempio per i brasiliani è necessario il
consenso dell'espulso. "Riusciamo a rimpatriarli solo in prossimità del
Natale o a Carnevale, quando sono contenti di tornare a casa a spese
nostre" sottolinea un ispettore. [6] Dove vanno i clandestini La gimkana burocratica.
I problemi per ottenere un rimpatrio non sono finiti. In questura uno degli
uffici più impegnati è quello "Contenzioso" che deve contrastare i
ricorsi degli avvocati: per questo prepara ogni anno centinaia di rapporti da
inviare a giudici e avvocatura dello Stato per ottenere la conferma delle
espulsioni. Grazie a questo lavoro dal gennaio 2008 sono stati respinti 220
ricorsi su 290. Ma la burocrazia può essere persino più infida. Per esempio un provvedimento di
espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui
spesso non si conosce lo Stato di origine). Così dai computer dei funzionari
spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo,
albanese, serbo, croato, portoghese. Peccato che "order to leave the italian
territory" o "orden de dejar el teritorio del estado italiano"
per gli stranieri abbiano lo stesso significato: praticamente nessuno. Anche
perché un tempo si poteva consegnare alla stessa persona più volte il foglio di
via, poi una sentenza della Corte di cassazione ha cambiato l'interpretazione
della legge. "Ha stabilito che quando un clandestino viene fermato per la
seconda volta può essere solo condotto in un cpt" sottolineano in
questura. Così, se non c'è posto, attualmente, lo straniero viene rilasciato.
Lo stesso accade per criminali che non siano stati identificati (cosa che
raramente succede durante la prigionia). Per esempio nei giorni scorsi un uomo
(apparentemente nordafricano), sulla trentina, condannato per spaccio e
detenzione di stupefacenti, uscito dal carcere di San Vittore, è tornato libero
perché le sue generalità restano un mistero. Non è finita. A complicare le cose
ci pensano pure i magistrati. Infatti non rispettare l'ordine di lasciare il
Paese sino a oggi comportava una pena da 1 a 4 anni. Ma la condanna del giudice
è quasi sempre inferiore a 24 mesi con conseguente sospensione condizionale
della punizione e straniero di nuovo a piede libero. Il 20 maggio un magistrato
ha rinviato l'udienza per tre egiziani al 9 febbraio 2009. A Mohamed,
connazionale ventunenne, espulso dalla questura di Caltanissetta, il tribunale
ha inflitto una pena di 5 mesi e dieci giorni, rimettendolo subito fuori. Un
rischio, quello del buonismo giudiziario, che le nuove misure del governo non
potranno scongiurare. Ali tarpate. C'è un altra grana che il nuovo pacchetto
sicurezza difficilmente potrà risolvere. L'odissea dell'imbarco sull'aereo,
dove il comandante può decidere di non partire se la situazione non è
tranquilla. Gli espulsi lo sanno e fanno di tutto per farsi lasciare a terra:
gridano, piangono, si feriscono (soprattutto i nordafricani). Elio, brasiliano,
ha fatto di più: ha infilato le mani nei pantaloni per estrarre degli
escrementi che poi ha lanciato contro i passeggeri. Quindi ha urlato di avere
la tbc e ha sputato sui vicini. Ovviamente non è partito. Gli agenti hanno
provato a imbarcare la cilena Marioly ben 4 volte. Quando saliva a bordo si
tagliava i polsi con le unghie, si mordeva la lingua e sputava sangue sui
poliziotti che la accompagnavano. Poi diceva di essere stata picchiata dalla
sua scorta. Solo al quinto tentativo i poliziotti sono riusciti a farla
partire. Per non rischiare di perdere i soldi del biglietto in questura pagano
i voli a prezzo pieno anche per tre o più persone (gli stranieri
particolarmente agitati vengono accompagnati da almeno due agenti di scorta).
Alla fine il prezzo dell'operazione può arrivare a 4-5 mila euro per ogni
espulso. Un costo altissimo che sarà complicato far diminuire per legge.
( da "AprileOnline.info" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Renzo Butazzi, 26
maggio 2008, 11:11 Spigolando Per gli impianti nucleari avverrà quello che accade
per le discariche e gli inceneritori: la definizione dei siti si scontrerà con
la paura dei cittadini. Con una divisione fra locale e cantrale che metterà a
dura prova il governo, sospeso fra istanze federalista della Lega e posizioni
più legate ad una visione "unitaria" dello Stato Nella seconda metà
degli anni '70 del secolo scorso si manifestò in Italia un fenomeno del tutto
inaspettato: la scomparsa degli spiccioli. Essi cominciarono ad essere
sostituiti da caramelle, francobolli e gettoni telefonici, causando irritazione
e discussioni tra venditori e clienti. Nel dicembre del 1975 numerose banche ed
enti commerciali ebbero il permesso di emettere piccole banconote (mini
assegni) per i valori corrispondenti agli spiccioli: 50, 100, 150 lire, ecc. Ne
comparve una quantità immensa e dettero luogo anche ad una forma di
collezionismo. Per spiegare il bizzarro fenomeno fu detto che la Zecca era
incapace di batter moneta (è il colmo!) in attesa che dalla Germania le
arrivassero nuove macchine. Si disse anche che alcune monetine venivano
distolte dalla circolazione per farne dei bottoni rivestiti di stoffa, che
valevano più del contenuto. Finalmente nel 1978 il Poligrafico dello Stato
riuscì a ribattere moneta e la tragicommedia degli spiccioli ebbe fine. Nello
stesso periodo mi recai in Francia dove scoprii che non solo il franco aveva
tutti gli spiccioli necessari ma nelle stazioni della rete espressa regionale
parigina vi erano macchine per l'emissione automatica dei biglietti. Esse
indicavano quanto costava il biglietto, quanti spiccioli mancavano ancora per
completare l'acquisto e, meraviglia delle meraviglie, davano perfino il resto.
Per parecchi anni le macchine installate allo stesso scopo in Italia rimasero
funestate da un avviso che diceva: "Attenzione: la macchina non dà il
resto". Vi pare credibile che, quale che sia il governo, in un paese nel
quale non si fu capaci di prevenire o risolvere rapidamente il problema degli
spiccioli, sia possibile fare contemporaneamente: un gruppo di centrali nucleari,
la TAV, il ponte sullo stretto, e risolvere il più che decennale problema
dell'immondizia in Campania? Il personale politico è sempre uguale, la burocrazia
idem, gli imprenditori sono in gran parte affezionati alla regola del
"pochi maledetti e subito", molti investitori finanziari preferiscono
quella del "magari sporchi ma presto e tanti". Le infrastrutture
indispensabili -reti per la distribuzione di energia, sistemi di trasporti,
sistemi di comunicazione- non sono cambiate in meglio ma forse in peggio;
solo il sistema criminale pare sempre efficiente. Per di più quando lo Stato
sarà diventato federalista, molte cose dovrebbero sfuggire al controllo del
governo centrale. Per quanto riguarda gli impianti nucleari potrebbe avvenire
quello che accade per le discariche e gli inceneritori. La definizione dei siti
si scontrerà con la paura dei cittadini ma, in più, i parlamenti regionali
dovranno essere convinti ad accettare gli impianti nell'interesse di uno Stato
"ricentralizzato" per la bisogna Chissà come reagirebbe la
"Padania" se dovesse ospitare qualche centrale la cui energia
andrebbe a beneficio anche delle regioni meridionali? Un conto è mandare al sud
i propri rifiuti tossici, un conto è mandargli della buona elettricità prodotta
a proprio rischio. Intanto, mentre chi ci governa pasticcerà con questi
megaproblemi, dove andranno a finire i soldi sempre più necessari per la
normale manutenzione dello stivale, così pieno di scuciture e di toppe? Una
volta si diceva che lo Stato doveva amministrare seguendo i criteri del
"buon padre di famiglia", ma qui delle due l'una: o la
"famiglia" è in mano a dei megalomani scriteriati, oppure chi ci
governa racconta un sacco di balle per impressionare i sudditi.
( da "Wall Street Italia" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marcegaglia: la
priorità è il rinnovo dei contratti -->Il nuovo numero uno di Confindustria:
"Abbiamo molte proposte contro la burocrazia.
Insieme possiamo rinnovare l'Italia". Sì al rilancio di Malpensa e al
federalismo fiscale.
( da "Asca" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 26
mag - Le piccole imprese ''operando in rete, tra di loro, sono riuscite a conquistare
il mercato internazionale, senza dunque il traino delle grandi imprese. E
questo non sembra un fatto nuovo nella realta' italiana: grandi banche e
piccole imprese capaci di operare all'estero''. Lo ha detto Andrea Mondello,
presidente Cciaa di Roma e Unioncamere, durante la presentazione del rapporto
di ricerca di Bic Lazio sulla creazione d'impresa. Mondello, riferendosi alla
polemica relativa all'eliminazione delle Province e degli enti annessi, ha poi ricordato la differenza sostanziale tra enti che costano e
non producono ed enti che, come la Camera di Commercio, producono e non
costano. ''Basti pensare - ha concluso - che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di Euro, mentre le Camere dei
Commercio lavorano con 0,75 miliardi di Euro''. res-map/sam/bra.
( da "Provincia di Lecco, La" del 26-05-2008)
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Il poliziotto-cacciatore
e un esercito nascosto di 23 mila "fantasmi" Prefetto e un ufficio
per costruire la banca dati di chi sparisce Ancora scarse le risorse: in altri
Stati pure i privati finanziano Missing. Desaparecido. Scomparso. Sembra strano
nell'epoca delle mille telecamere, del Grande Fratello che governa ogni nostro
passo, elle registrazioni continue. Eppure si sparisce, ogni giorno, più volte
al giorno. Un lampo temporale e la persona lascia dietro di sé il ricordo e
tanto dolore. L'inquietudine infinita dei parenti e degli amici stretti che si
chiedono se possono avere avuto una qualche responsabilità. Eppure si sparisce
anche per colpa di nessuno. Per scelta. E sono tanti, 8 mila all'anno, finche a
qualcuno, a Roma, è venuto in mente di contarli, di farli diventare un caso
nazionale quando fino ad ora era solo una sequenza di vicende mediatizzate
attraverso "Chi l'ha visto?". Al 31 gennaio scorso le persone
dissoltesi nel nulla in Italia erano 23 mila 545. Uomini, donne, bambini,
anziani, giovani, persone conosciute, illustri anonimi, solitari e persone che
amavano la compagnia. il commissario Un esercito come quello di Serse, perso in
un deserto di indifferenza, come ha denunciato l'ex ministro Giuliano Amato
quando ha reso noto i dati di questa tragedia silenziosa e trascurata. Eppure
ora c'è anche chi si occupa di questi fantasmi. Si chiama Rino Monaco, è un
prefetto, ex poliziotto di quelli di un tempo, duro, testardo che dall'anno
scorso può contare su un ufficio, cinque collaboratori, una manciata di
telefoni e computer per cercare di riannodare le fila degli scomparsi italiani,
dispersi due volte: una dalla vita pubblica, l'altra nelle
carte della burocrazia. Non
esiste ancora una banca dati nazionale, il prefetto Monaco ha rimesso insieme i
numeri del Viminale sugli scomparsi dal 1994 - da quando è stato costituito un
archivio informatico - per cercare di dare qualche risposta, incrociando queste
nomi con quelli di corpi ritrovati ma senza nome, ai sospetti più
atroci. Tuttavia occuparsi di chi è dissolto nel nulla non è facile, né
semplice. Perché, ad esempio se si è maggiorenni e non si hanno obblighi verso
altre persone, si ha tutto il diritto di celarsi al mondo, è una libera scelta,
per quanto crudele per chi resta da questa parte, da quella degli
"esistente". Se un giorno la polizia rintraccia uno di questi
volontari della sparizione, altro non può fare che informare i congiunti che il
loro caro è in vita. Ma il luogo dove ha trovato riparo e magari si è rifatto
una vita deve restare un segreto. gli allontanamenti Quindi , rispetto a questo
che viene classificato come "allontanamento volontario", ai
cacciatori come il prefetto Monaco non resta che andare a spulciare nelle altre
categorie: di chi se ne è andato per un disturbo psichico, oppure in
conseguenza di un reato (come vittima o autore) oppure per una qualsiasi altra
causa che rimane sconosciuta. La battaglia è impari: da un lato i parenti che
non si arrendono e i poliziotti come il commissario di governo, dall'altra un
mondo che ha fretta e non ferma neppure per riflettere su tutti coloro che si
sono dileguati nelle immediate vicinanze. La scommessa in fondo è una sola, una
scelta roulette: capire se lo scomparso è vivo o morto, il rosso o il nero.
Dopo, se le circostanze lo richiederanno si può andare avanti, sempre che a
qualcuno interessi, a iniziare dal personaggio in questione. I problemi sono
due tipi: la volontà, come detto, e le risorse. In altri Paesi per aiutare
questi nuclei specializzati arrivano addirittura i privati a finanziare (ad
esempio in Canada), ma per la gran parte si devono racimolare le risorse tra le
pieghe dei bilanci statali. i casi mediatici Un lavoro oscuro, anonimo che però
arriva alla ribalta quando lo scomparso, per le sue caratteristiche o per le
circostanze, finisce per uscire dall'aura di normalità e diventa divo. Bastino
alcuni nomi, di giovanissimi in gran parte: a cominciare da Emanuela Orlandi,
tirata in ballo anche per oscure trame internazionali legate addirittura
all'attentato a Giovanni Paolo II, alla recente Denise Pipitone, ad Angela
Celentano. Eppure anche per questi ultimi, a cadenza quasi regolare, spuntano
fuori nuove piste, ipotesi alternative, sospetti incredibili. Ma con
altrettanta regolarità, l possibile svolta svanisce quasi subito. Resta la via
obbligata del raffronto con chi è stato trovato, un corpo, talvolta un oggetto.
Un parallelo triste e crudele ma che finora si è rivelato il metodo più sicuro
per poter chiarire molte scomparse. Ma anche questo parziale, bastai pensare
che a Milano un terzo dei cadaveri rinvenuti ogni anno resta senza nome. Dunque
per uno scomparso che viene legato al suo corpo riemerso, spesso un altro
essere ridiventa anonimo, non avendo un nome e una storia a cui ricollegarsi.
Il ciclo ricomincia, infinito e disperato. Umberto Montin 26/05/2008.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' quanto prevede la
proposta di legge della Lo Moro che lascia il Consiglio REGGIO CALABRIA. Un
progetto di legge costituito da un solo articolo che emenda completamente
l'art. 7 della legge regionale n. 9 del 2007, il così detto maxi emendamento e
ridisegna, ricostituendone alcune, l'organizzazione territoriale delle Aziende
sanitarie. È quanto prevede l'iniziativa legislativa illustrata a Reggio
Calabria da Doris Lo Moro, ex assessore regionale alla Salute, neo eletta al
parlamento per il Partito Democratico. In particolare, Doris Lo Moro ripropone
nel disegno di legge una nuova articolazione territoriale delle aziende
sanitarie calabresi, con l'individuazione di otto aziende così distribuite:
Vibo Valentia e Crotone, coincidono con il rispettivo territorio provinciale,
mentre Cosenza, Reggio e Catanzaro avranno due aziende sanitarie ciascuna.
Oltre Reggio, Catanzaro e Cosenza, saranno sede di azienda sanitaria anche
Lamezia Terme, Castrovillari-Rossano e Locri-Palmi. "Quando si valutano
aspetti organizzativi - ha sottolineato Doris Lo Moro nella sua relazione di
accompagnamento al progetto di legge - la prima
responsabilità viene individuata nella burocrazia; in questo, le responsabilità della politica sono almeno pari a
quelle della burocrazia di
cui spesso la politica si è servita, magari diventandone poi schiava". ***
REGGIO CALABRIA. "Contestualmente alla presentazione del mio disegno di
legge sulla sanità, presenterò le mie dimissioni da consigliere regionale".
Lo ha affermato Doris Lo Moro, presidente del Pd calabrese ed ex assessore alla
Salute, eletta deputato lo scorso aprile incontrando i giornalisti a Reggio.
"È stata un'esperienza ricchissima di fatti positivi, ma non solo - ha
detto Lo Moro - nel corso degli ultimi trenta mesi in cui mi sono occupata di
sanità ho lavorato per assicurare ai cittadini buoni servizi, anche se non sono
purtroppo mancati casi di gravissime emergenze. Mi aspettavo che partisse la
discussione sul Piano sanitario ma così non è stato. Credo che il punto più
alto della crisi, nel rapporto che ho avuto con la Giunta ed il presidente
Loiero, si sia verificato nel rapporto che la Regione doveva avere con la
sanità privata". "La relazione Riccio - ha proseguito Lo Moro -
ricalca in buona parte lo schema del Piano sanitario regionale, solo che la breve
paginetta delle osservazioni finali ha prevalso su tutto". Nel corso della
conferenza stampa, Lo Moro ha anche posto l'accento su alcune iniziative
prodotte durante la sua guida dell'assessorato, "con l'inchiesta avviata
nell'ex Asl di Cosenza - ha detto - su cui va richiamata l'attenzione della
Giunta regionale, che ha portato all'attenzione del Dipartimento regionale un
sistema consolidato in cui il personale veniva retribuito in maniera non
corretta, con una insostenibile lievitazione dei costi e con sperequazioni a
danno di personale competente e non valorizzato".