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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 25-26 maggio 2007       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (90)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

I Giovani padani contestano la Lega ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tempi lunghi della burocrazia italiana, correremmo tra l'altro il rischio di realizzare centrali atomiche già vecchie rispetto ai progetti". Una eventuale centrale nucleare a Viadana (sito idoneo, secondo il vecchio Piano energetico nazionale) presenterebbe ulteriori problemi specifici: "Gli impianti - spiega Cavatorta - dovrebbero essere ad una certa distanza dalle abitazioni,

VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha ( da "Corriere delle Alpi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "

A fine giugno l'atteso cantiere ( da "Alto Adige" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma alla burocrazia pubblica, che aveva rallentato a dismisura la consegna dell'areale, in questi ultimi mesi si sono aggiunti anche ritardi causati dai lavori di allacciamento e appalto. L'amministrazione civica aveva consegnato le chiavi dell'area lo scorso 12 ottobre, ma dopo sette mesi alla ex Bosin è stato solamente effettuato un profondo scavo,

Lavoro cercasi. Oltre le sbarre ( da "Giornale di Brescia" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia". Ma basterebbe provare ad andare oltre le porte di Canton Mombello e Verziano per incontrare "un mondo che può anche dare". "Certo le nostre procedure non aiutano - ammette ancora il direttore -, e resistono ancora alcuni pregiudizi, ma è soprattutto la scarsa conoscenza delle possibilità che esistono a frenare le offerte di lavoro"

Turismo, di moda la deregulation ( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spiagge e locali notturni Il sindaco: "O così o la città muore di burocrazia". I contrari: "Basta con il "fai da te"" DEHOR A UN PASSO dal mare, cabine in muratura sulla spiaggia e fino a raggiungere la battigia, discoteche aperte e minacciate di chiusura perchè"fuori norma", esercizi pubblici e commerciali a dismisura e ovunque, nel Budello ed oltre.

Il sì di Marcegaglia<Nucleare avanti> ( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di cambiare il modello contrattuale ("basta con i contratti nazionali unici") e di semplificare la burocrazia. "Il problema delle imprese non è solo il costo dell'energia: c'è anche quello dei troppi adempimenti, che costano oltre 13 miliardi di euro l'anno alle aziende". 25/05/2008 ' 25/05/2008 il nord-estsi candidaUna centrale nella nostra regione?

Appalti pubblici, abruzzo maglia nera ( da "Centro, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abruzzo maglia nera La denuncia di Gavioli (Api Edil): fermi per le lungaggini della burocrazia PESCARA. Abruzzo maglia nera nell'utilizzo dei fondi statali già assegnati per l'edilizia sanitaria: nel 2007 sono stati approvati progetti per 28,3 milioni di euro su un totale di risorse assegnati di 226,3 milioni. Una media del 12,7% a fronte del 62,7% nazionale.

Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma a causa di una burocrazia-lumaca e in attesa dei pronunciamenti sui ricorsi contro le ordinanze comunali, abbiamo dovuto soprassedere. Stiamo comunque lavorando affinchè la legalità venga ripristinata al più presto". Si tratta di una vertenza davvero delicata da gestire per un piccolo Comune come Montirone.

Maria rocca sempre a rischio - stefania puorro ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per saltare tutta la burocrazia: l'intento era quello di sostituire totalmente gli infissi (vecchissimi) di Maria Rocca. Ma non è accaduto. Anzi. Nel mese di aprile - ricordano gli autori della protesta - si è sfiorato un altro incidente: il vento ha fatto sbattere una finestra, sul vetro si è formata una crepatura e solo per pura fortuna non è accaduto altro.

Il rispetto del dolore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Il rispetto del dolore Egregio direttore, sono costretta a scriverle dopo aver letto le precisazione del dr. A. Traficante dell'Inail di Brescia. Non avrei voluto farlo perchè essendo la zia del Sig. Ferrazzoli può ben capire in quale stato d'animo mi trovo.

Ruspe ferme tra pioggia e burocrazia - luigi soriga ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sassari Ruspe ferme tra pioggia e burocrazia Dieci proprietari non vogliono cedere, resta l'intoppo dei pali Enel LUIGI SORIGA SASSARI. I pali dell'Enel, i cavi della Telecom, le barricate erette dai proprietari terrieri: le ruspe sulla Buddi Buddi arrancano da sei mesi in mezzo a una selva di ostacoli burocratici.

MONTECCHIO HA APERTO IERI l'11 sportello bancario a Montecchio. Se ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e dare ad esso risposte cleri, senza la burocrazie dei grandi gruppi bancari". Nella filiale di via XX Settembre, sono state utilizzate nuove e sofisticate teconoligie, come la nuova sala dove i clienti potranno in ogni momento accedere attraverso una carta elettronica per riporrervi oggetti di valore.

QUESTIONE DI FIRME. La Pallavolo Cesena ha ottenuto le prime due della sua vita, ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma un passo alla volta: ci vogliono dieci-quindici giorni di burocrazia. Definita anche la sede, che sarà in zona stazione. Dopodiché gli appassionati vorrebbero sentire parlare solo di volley giocato. INTANTO c'è già una voce di mercato, anzi forse qualcosa di più. Cesena, infatti, si troverebbe a partire da zero nella sua nuova avventura.

Volpago (treviso). il federalismo fiscale potrebbe essere già nel dpef a giugno. lo ha ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "

La guerra è inutile Basta più rispetto per i diritti di tutti ( da "Giorno, Il (Milano)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la semplificazione della burocrazia, restano un'utopia. Come una legge che non consenta a pochi (magari in grado di pagarsi gli avvocati) di bloccare tutto. Per questo guardo con apprensione agli intoppi del progetto City Life: si faccia presto, ne va della credibilità della Giunta e di questa città.

La burocrazia uccide il futuro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1025 Commento La burocrazia uccide il futuro Commento --> La legge va rispettata, sempre. Se il titolare della Vecchia trattoria ha sbagliato sta pagando a caro prezzo l'errore. Una mazzata da lasciare tramortito un toro. Ristorante chiuso, personale a casa e danno d'immagine difficilmente quantificabile.

De Nicolo prende la mira Punta a salire sul podio ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di questa nostra trasferta è stata solo la burocrazia". Poi un altro fattore, questa volta climatico, ha colpito il tiratore gialloverde: "Lo smog si vede proprio ad occhio nudo". Questo assieme al caldo umido sarà tra le principali incognite di tutti gli atleti in gara. E anche chi si dovrà misurare nel tiro a segno in poligono, dovrà fare i conti con questo genere di problemi,

Troppi tagli per i piccoli ospedali, dalla cisl accuse ai vertici della asl ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quanto sopra avviene nel silenzio insidioso della burocrazia interna abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza come la nuova frontiera dell'assistenza domiciliare (che non riesce a garantire più di due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe dolorosissime o forme di non-

Madre coraggio made in Brianza ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dover combattere contro le barriere architettoniche e spesso contro la burocrazia. "Mio figlio frequenta la terza elementare dell'Istituto Comprensivo Aldo Moro - racconta la mamma -. In questo istituto lo scorso anno sono stati effettuati lavori edili durante i quali è stata realizzata una nuova uscita di sicurezza, l'unica via di fuga se l'uscita principale fosse inaccessibile.

COSA devono fare gli operatori dell'area della comunicazione per rimanere competitivi? C'& ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le imprese della comunicazione sono gravate dal peso della burocrazia e da una eccessiva tassazione, e da continue normative a cui le aziende si devono adeguare. Le aziende richiedono chiarezza sugli adempimenti e il pagamento di tasse ed oneri. Per non incorrere in sanzioni è bene avere chiaro il quadro normativo.

L'ASSESSORE ai Servizi Sociali del Comune di Cattolica Salvatore Epiceno con ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di sicuro però c'è pure chi, burocrazia o meno, sceglie di tornarsene a casa con i propri guadagni dopo alcuni anni in Italia. "Questo succede _ continua Epiceno _ ma si tratta di una minima parte. La burocrazia fa il resto, ma con le nuove leggi che sono in arrivo la burocrazia sarà sempre più vincolante".

Federalismo fiscale già nel Dpef ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "

Artigiani, protagonisti non <subordinati> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, energia e giustizia), e la valorizzazione del lavoro indipendente". Temi che hanno trovato sponda in tutti i politici intervenuti all'assemblea: Gregorio Fontana (Pdl), in particolare, ha rilanciato sulla necessità di "dar vita ad un patto di consultazione con le categorie produttive" individuando Imprese&Territorio come "

Tiziano bianchi ALA - Era un uomo libero, Gabriele ( da "Adige, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ottusità della burocrazia prima di tutto, glielo impedisce. Mamma Loretta, con le lacrime agli occhi, legge le ultime volontà di suo figlio scritte qualche tempo prima di morire su un quaderno di appunti: "voglio che le mie ceneri siano disperse al vento e voglio essere accompagnato dalla musica dei Pink Floyd e di Vasco Rossi".

Il quarto berlusconi ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma il problema è appunto questo: con quali strutture, con quali burocrazie, con quali apparati e quali politici locali? Forse dovremmo aggiungere: con quali cittadini? Con quelli che manifestano e dicono né discariche né inceneritori? O con i sindaci che capeggiano la protesta in Campania o nella Val di Susa contro la Tav?

Cannavò in Tribuna: Marzio, mio eroe ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Contro la burocrazia dello sport e il distacco della Chiesa Cannavò in Tribuna: "Marzio, mio eroe" La grande firma celebra il Giro e il cronomen di Piadera: mitici i suoi asini "Il doping ha distrutto i miti di Pantani e Basso ma il ciclismo resta" MASSIMO GUERRETTA Seguire in tivù una tappa del Giro con Candido Cannavò è come vedere un film western con Clint Eastwood.

Quello che vorrei lasciare ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppe tasse e troppa burocrazia in Italia e gli imprenditori emigrano. E' vero. Però molti dimenticano il costo dello Stato sociale: la nostra sanità è tra le migliori, ma ha un costo; la scuola pubblica ha un costo; gli enti inutili (tremila) hanno un costo; il clero ha un costo;

Studio la macchina anti-tumori ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cosa non le piace della Francia e non le manca dell'Italia? "La cosa che non mi piace in Francia è la burocrazia e quello che non mi manca dell'Italia è la demotivazione nell'ambiente di lavoro". Tornerebbe a vivere in Italia? "A vivere certamente sì...". Ilaria Gianfagna.

Subito i voucher raccolta l'appello contro gli abusivi ( da "Provincia Pavese, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rappresentava la scorciatoia per dribblare la troppa burocrazia. "Con la firma del decreto da parte del ministro del Lavoro e della previdenza sociale e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale - spiega il commissario Vito Bianco -, si è avviata la procedura per la semplificazione delle prestazioni inerenti l'attività di lavoro occasionale dei vendemmiatori".

Gli zingari strapagano i terreni per costruirci villette abusive ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Conoscendo i tempi della burocrazia italica, gli irregolari possono dormire sonni tranquilli. E continuare l'opera di cementificazione silenziosa. Il sindaco di Corbetta, Ugo Parini, a capo di una maggioranza di centrosinistra - una rarità nella zona - è ormai assediato dai suoi stessi concittadini.

"quell'indennità di missione adesso va subito cancellata" - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: significa che tra la politica e la burocrazia c'è un meccanismo di coincidenza degli interessi, di indulgenza. In poche parole, dobbiamo impedire che si mettano d'accordo. Perché poi, in casi come questo, bastano poche unità per infangare i tanti dipendenti onesti che svolgono ogni giorno il proprio dovere.

La Cisl all'attacco: stanno smantellando i piccoli ospedali ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avviene nel silenzio insidioso della burocrazia interna, abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza, come la nuova frontiera dell'assistenza domiciliare, che non riesce a garantire più di due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe dolorosissime o forme di non-

BUROCRAZIA Il rispetto del dolore ( da "Brescia Oggi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perchè spesso la burocrazia è cieca, saremmo ritornati a casa con la solita frase "è purtroppo un atto dovuto", come per altro con altre parole ha voluto precisare il funzionario, chiamando interpretazione autentica l'atto inviato. Vergogna! È vero che ci sono disposizioni e leggi, ma bastava che sulla busta ci fosse scritto agli eredi,

Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero ( da "Brescia Oggi" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le abitazioni "illegali" aumentano ma il Comune continua ad aiutare i minori dell'accampamento Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero Le ordinanze di demolizione delle costruzioni bloccate dalla burocrazia Il sindaco incarica un pool di legali e chiede aiuto a prefettura e questura  .

Giulianelli: "Pronti a ragionare su fatti concreti" ( da "Corriere Adriatico" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fiere e realizzato da privati si possono abbattere i tempi della burocrazia e riuscire a costruirlo in un lasso di tempo ridotto". Insomma la settimana che va ad aprirsi sarà decisiva per sbloccare la situazione. L'incontro tra Lube ed enti locali dovrebbe avvenire nelle prossime ore e da lì si vedrà se dal dialogo si passerà a quegli atti concreti richiesti dal club pallavolistico.

<Città di veti incrociati, senza coraggio e apertura culturale> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La recente riforma del codice dei beni culturali ne ha ulteriormente limitato gli spazi operativi, mentre la burocrazia, la mancanza di personale e di fondi adeguati ne hanno condizionato l'efficienza. Oggi le soprintendenze sono necessarie, previo un ammodernamento strutturale e legislativo".Di quale caso importante si sta occupando l'associazione?

<Il vero tumore dell'Italia è il ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: superare i costi e i vincoli della burocrazia: "Sono condizioni fondamentali per vivere in una competizione globale: o lo facciamo o siamo destinati a scomparire". Per il decano della famiglia di industriali coneglianesi questa è la priorità che sale dell'assise di Unindustria: "Farci lavorare: creare le condizioni perchè noi si possa esprimere le nostre energie,

Raccolta rifiuti, Coldiretti chiede di ridurre i costi ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di stampo borbonico, incomprensibile". Gli orticoltori della Coldiretti chiedono che la Provincia rifaccia un disciplinare snello ed efficace, lontando dall'essere un assillante perditempo. All'impresa municipalizzata preposta alla raccolta dei rifiuti, la Coldiretti chiede che vengano diminuite sensibilmente le tariffe che oggi si aggirano intorno ai 160 euro a servizio,

Federalismo fiscale, il governo stringe i tempi ( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A cominciare da una serie di iniziative "che sono ormai pronte" per ridurre la burocrazia a carico delle imprese: ad esempio il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola, o il superamento della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro.

Venegazzù (Treviso) NOSTRO INVIATO <È ( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: O con una duplicazione di costi e di burocrazie, eliminabili con una "seria privatizzazione e liberalizzazione dei mercati e un contestuale abbassamento del fisco che oggi com'è non attrae investimenti".Musica per le orecchie degli imprenditori trevigiani, ai quali la Marcegaglia esprime riconoscenza per aver sostenuto per primi la sua candidatura alla guida di Confindustria "

Le scuole "colorate" lanciano un Sos ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alunni non possono aspettare i tempi della burocrazia: sei mesi per un bambino sono una vita. Servono educatori che intervengano nelle classi più multietniche e affianchino le insegnanti con progetti seri".Su questo concorda anche Roberta Bellina, dirigente della media Via Petrarca, che vede il picco di studenti stranieri (18,46\% in media, ma all'ex Bellavitis si arriva quasi al 24\

<Referendum sul parco>MARIANOPOLI ( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ironia della burocrazia, con vincolo paesaggistico imposto proprio dalla Regione". Quindi Lombardo ricorda quanto accaduto nel recente Consiglio comunale monotematico tenuto a Marianopoli, cominciato "sotto i migliori auspici", afferma. "Il presidente - aggiunge il sindacalista - nel riconoscere il valore della petizione firmata da 250 cittadini,

Funzione pubblica, in rete tutti i dati ( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dei costi e della burocrazia". L'operazione è ancora in via di definizione, e l'intenzione è quella di pubblicare sul sito del ministero - come per una azienda - anche gli obiettivi, le valutazioni, gli indicatori finanziari di spesa e di qualità (per questo è stata avviata una collaborazione con l'Istat).

Giorgio petta ( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La difficoltà non è costituita dalla burocrazia, ma dalla mentalità burocratica. Non ci si può aggrappare ad ogni cavillo. Aprire un'impresa deve essere una cosa semplice. Bisogna dare la possibilità di creare occupazione nel rispetto delle leggi. Non è possibile continuare a sperare nel posto di lavoro caduto dall'alto.

Quale turismo nei parchiNicolosi ( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia, che spesso diventa un freno per gli imprenditori che vogliono investire. "Il turismo nei parchi non può avere un vero sviluppo se non si snellisce la pratica burocratica - afferma l'agronomo Luca Mangano - La burocratizzazione e l'accavallamento di responsabilità tra i diversi Enti deputati a vegliare sulle aree protette diventano un blocco allo sviluppo"

Mutui e azzzzzardi ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano

Il sindaco di mandello Vi spiego con i fatti perché le ronde non servono Vorrei rispondere alla lettera sulle ronde di Mandello, apparsa su queste colonne nella giornata di venerdì ( da "Provincia di Lecco, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invito quindi la signora ad aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica.

Sulla piazza Granda prove di <scontro> ma arriva un sofferto sì ( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una distrazione che ha prodotto burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili conclusa con la deriva dell'iniziale project financing". Un colpo di fioretto per scaricare sul Carroccio le responsabilità di tre anni di progetti e rinvii, conclusi (in teoria) l'altra sera con la nuova adozione di piazza Granda: "Il nostro gruppo vuole il recupero del comparto dell'

La replica Se la badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe concise per rispondere alla lettrice che racconta la straziante vita della badante c ( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invito quindi la signora ad aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica.

Hanno detto ( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una distrazione che ha prodotto molta burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili. Giuseppe Cerati Il rilancio del centro parte dal connubio tra case, negozi e funzioni pubbliche. Siamo per la politica del fare: lo dimostra l'intervento di via Santo Stefano che la minoranza ha trascinato per anni senza approdare a nulla.

Napoli, in tribunale i bimbi rom scomparsi ( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che dalla burocrazia vogliono sfuggire, rimangono imbrigliati nelle maglie di una procedura complicata. E negli ultimi tempi la situazione è anche peggiorata perché le condizioni di indigenza e elemosina che caratterizzano la vita dei campi vengono scambiate con sempre più facilità per induzione all'accattonaggio.

Settantenne ultrà senza bandiera ( da "Alto Adige" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vittima della burocrazia: la richiesta inviata con un giorno di ritardo Settantenne ultrà senza bandiera CARPENEDOLO. La richiesta alla Questura è stata inviata. La documentazione spedita in Lega. Ogni dettaglio espletato. Ma alla voglia di un ultrà ultrasettantenne di Mezzocorona di sbandierare sugli spalti dello stadietto di Carpenedolo è stato risposto:

Everest, l'alpinista valsabbino Manni conquista la vetta ( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INTERNO DOPO UN MESE TRASCORSO AL CAMPO BASE, BLOCCATO DALLA BUROCRAZIA E DAL MALTEMPO Everest, l'alpinista valsabbino Manni conquista la vetta La stupenda sagoma dell'Everest, meta dell'alpinismo di alto livello Roberto Manni in una foto d'archivio VESTONE - "Sono arrivato in cima in compagnia di uno sherpa, sono in vetta al mondo e sto bene.

Mifid, burocrazia per banche e clienti ( da "ItaliaOggi Sette" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per banche e clienti L'aggiornamento del profilo rischi dei risparmiatori a ralenty Consulenza finanziaria a pagamento per tutti, ma specifica per pochi. E fruibile solo dopo aver affrontato una montagna di burocrazia allo sportello che incombe su ogni investitore, da chi preferisce i Bot a chi opta per i derivati.

Vigili, passi nella giusta direzione ( da "Tirreno, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cappelli e Laura Cantini che dopo il superamento della solita burocrazia per unire le forze, hanno permesso una pattuglia in più sul territorio, da impiegare speriamo, per gli interventi più difficili. L'Italia dei Valori con altre chiare e concrete proposte, alcune già rese note, chiederà incontri paese per paese con tutti i primi cittadini, per discutere di sicurezza e legalità,

Un capogiro e scivola in un canalone ( da "Tirreno, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per problemi di burocrazia e di condizioni atmosferiche. La burocrazia impedisce che dalla piazzola dell'elisoccorso di Castelnuovo, attrezzata anche per i voli notturni, possano decollare velivoli di salvataggio. Neppure l'elicottero dell'antincendio, pronto in pochi minuti a partire.

<Troppa delinquenza perchè non c'è certezza della pena> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soprattutto i recidivi non vengono puniti nella giusta misura, i tempi e la burocrazia della giustizia italiana sono vergognosi, anzi, mi chiedo se esiste, a questo punto, la giustizia in Italia. I ragazzi che hanno ucciso Nicola a Verona erano già noti alle forze dell'ordine per altri episodi, sicuramente meno gravi, ma non per questo esenti da punizioni.

Sea Crema, grazie ragazze ( da "Provincia di Cremona, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Presto però bisognerà guardare al futuro: "Ci ritroveremo sabato prossimo per una grande festa di tutto il sodalizio, con tutte le nostre squadre presenti. Sappiamo bene però che i tempi stringono a livello di burocrazia, quindi credo che al massimo la prossima settimana ci riuniremo con tutta la dirigenza per stabilire il piano dell'anno prossimo".

E se un giorno sant'erasmo se ne andasse con cavallino - silvio tagliapietra ( da "Nuova Venezia, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soddisfacendole facilmente e senza conflitti di alcun genere con i loro programmi di sviluppo che ben si adattano anche a S.Erasmo. Ormai siamo stanchi di sentire sempre le stesse chiacchiere e le grandi promesse. Fermo restando che la laguna è un patrimonio da salvaguardare, Venezia tutt'oggi è arroccata nella sua burocrazia e vive solo di passato. Sant'Erasmo.

Corrado Ricci, l'uomo che cambiò la Carrara ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia statale, vissuto tra il 1858 e il 1934, sbalzato dalla natia Ravenna sullo scranno romano della Direzione generale per le antichità e belle arti. Ma chi è stato Corrado Ricci? Nessuno lo conosce e meno che mai si leggono i suoi scritti storico-artistici che, messi uno in fila all'altro, potrebbero arredare un'

SUPERLAVORO per gli impiegati, lamentele e attese infinite per i cittadini: ecco ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dei quintali di carta di cui necessita la burocrazia. Perché carte, domande e moduli servono ad esempio per le autorizzazioni edilizie o i permessi di occupazione del suolo pubblico. Ma da un po' di tempo pare che la situazione sia diventata quasi ingestibile e rispetto ai dipendenti che sono al lavoro, la carta comincia a diventare davvero troppa.

Nel '68 l'Alighieri soppiantò l'Ospedale (e due Santi) ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La funzione della centralissima cittadella, peraltro, non era mai stata molto diversa. Quel fortino, comunque, lo si sarebbe voluto atterrare sin dal 1859, all'indomani della definitiva fuga di Francesco V, ma la burocrazia gli prolungò la vita fino al 1870.

Soccorsi lenti, escursionista in coma ( da "Nazione, La (Empoli)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia frena gli elicotteri ? GARFAGNANA (Lucca) ? APUANE killer anche senza il ghiaccio. Ieri mattina è stata sufficiente un po' di pioggia per rendere viscida e scivolosa la strada erbosa per Foce di Cardeto sul versante nord-est del monte Cavallo.

Il governo che decide piace anche a sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con le resistenze della burocrazia e delle corporazioni e magari anche con la piazza. Tuttavia, il sostegno di un'opinione pubblica ansiosa di voltare pagina, l'atteggiamento abbastanza morbido del grosso dell'opposizione - attenta a mettere le vele al vento - e l'ormai percettibile insofferenza verso la politica dei rinvii potrebbe aiutarlo più di quanto non si pensi.

Tesi di Livadiotti Il sindacato è <L'altra casta> ( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel dibattito si discuterà di burocrazia sindacale: 700 mila delegati "che costano alle aziende un miliardo e 854 milioni di euro l'anno" conclude Livadiotti. "Ma i salari sono fermi e mancano controlli per evitare i morti sul lavoro". (Ida Bozzi) Sala Buzzati, via Balzan 3 ang.

IN EUROPA ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IN EUROPA Germania Tutto il mondo è paese e la burocrazia corre il rischio di essere asfissiante in ogni dove. E così in Germania il Governo federale è corso ai ripari e nel 2003 ha elaborato un progetto detto di Iniziativa di smantellamento burocratico. L'obiettivo,dopo aver effettuato una ricognizione delle norme in vigore, è di tagliare quelle superflue,

Dieci prof, zero alunni E arriva anche il supplente ( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia chiede il "rapporto finale" su ogni materia SEGUE DALLA PRIMA Dieci insegnanti, zero alunni. Appena una docente è andata in maternità, però, non c'è stato verso di rinunciare al supplente: "Sennò il rapporto finale su quella materia chi lo fa?

I mega yacht dirottati a Otranto ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma dalla burocrazia. E all'orizzonte spunta Otranto. Che accade, dopo 5 anni di crescita costante del numero delle soste alla banchina di viale Regina Margherita? Succede che la logistica al servizio di questo traffico decide di organizzarsi meglio, e di aumentare le sinergie con gli hotel de charme, i campi da golf e l'alta gastronomia del territorio,

In Austria fanno goal anche le imprese ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tassazione leggera e burocrazia snella hanno contribuito a rendere convenienti e competitivi gli investimenti nel Paese In Austria fanno goal anche le imprese Sono più di 850 le aziende italiane insediate sul territorio: nel 2007 un aumento del 50% PAGINA A CURA DI Sara Bianchi Francesca e Bruno ci sono arrivati da strade diverse,

Nella partita del business sfrutta gli errori altrui ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come una pesante tassazione per le imprese, una burocrazia asfissiante, poca manodopera qualificata e una non alta qualità della vita. Ecco allora che agevolazioni fiscali e possibilità di essere aiutati in modo semplice e veloce nell'avviare un'attività, diventano evidenti inviti rivolti ai grandi vicini come l'Italia.

Marcegaglia il governo ha mostrato di esserci. e il sindacato? ( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, federalismo, produttività e occupazione femminile sono componenti legate tra loro in maniera assolutamente inscindibile e vanno affrontate in un'unica grande partita che le renda diverse da come si attuano oggi. La burocrazia è, a mio parere, il peggior male del sistema Paese, i numeri dell'incidenza sono di tali dimensioni da superare,

Lombardo, <schiaffo> a Cuffaro Il suo uomo resta senza poltrona ( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono i segnali che inquietano i piani alti della burocrazia dove quasi tutti i dirigenti sono di stretta osservanza cuffariana. A cominciare da personaggi con i quali Lombardo ha continuato a lavorare nell'esordio. Tanto che molti dubitano su un reale cambio di passo. Ma già prima del varo della nuova giunta, la svolta di Lombardo aveva colpito i consorzi di bonifica,

L'abbraccio di Emma: <Federalismo e contratti sto dalla parte dei veneti> ( da "Corriere del Veneto" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: no a un federalismo che gonfia le spese e le burocrazie, sì a un progetto "che riduca i costi, dando la possibilità ai cittadini di vedere chi fa e chi no". Mentre Napoli brucia, Marcegaglia si fa interprete della linea dura ("Lo Stato riprenda il suo ruolo, sia tolleranza zero verso chi blocca il Paese") e mostra poca simpatia per il Ponte sullo Stretto di Messina (

Indiscreto ( da "Panorama" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tre saggi e la lettera fantasma BUROCRAZIE Restano ancora muti i tre saggi scelti per fare luce sulla faccenda dei derivati del Comune di Milano, investimento sottoscritto nel 2005 sul quale c'è una perdita potenziale di oltre 250 milioni. Nicola Cavalluzzo, commercialista, Paolo Chiaia, consulente, e Cesare Conti, docente della Bocconi,

Istruzione, problema centrale del Paese ( da "Denaro, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, la pressione fiscale, la Cina o l'India a renderci più poveri nei prossimi anni. Saranno quei dati sull'istruzione, la più importante delle cento statistiche presentate dall'Istat, la meno considerata". Questa che è una vera e propria emergenza nazionale, viene, al contrario, trascurata e considerata quasi un fatto di relativa rilevanza.

Nuove imprese: l'Ict batte la burocrazia ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Information & communication technology contribuisce a tagliare i tempi della burocrazia. E' quanto succede con l'avvio in via sperimentale della nuova procedura che rende più semplice e veloce la partenza di una attività. Il primo passo consiste nel collegarsi al sito www.registroimprese.camcom.it e cliccare sull'area “

Balcon chiede l'ex caserma dei pompieri come nuova sede per la Polizia municipale ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con troppa burocrazia. Lo chiede il capogruppo del Patto per Belluno Celeste Balcon, in un'interrogazione scritta e orale, nella quale domanda al sindaco Prade di avocare a sè i referati alla Polizia municipale e alla sicurezza. "Il Corpo di Polizia Municipale - afferma Balcon - da anni è in sottonumero di circa dieci unità rispetto a quella che dovrebbe essere la pianta organica,

Dialogo opzione primaria ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senso di diminuire burocrazia e costi per invogliare gli imprenditori ad investire nel nostro territorio, e la sicurezza."Bisogna pensare alla sicurezza stradale illuminando ed asfaltando le strade, anche in periferia e frazioni - afferma Bassal -, collaborare con le forze dell'ordine, dare alla Polizia locale la possibilità di esercitare il proprio lavoro su tutto il territorio,

Salari d'oro e furti legalizzati ( da "Opinione, L'" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di avvocati e di uomini che conoscono bene la burocrazia statale e sanno come manipolarla; nonché di coordinatori, amministratori e dirigenti. E' la cosiddetta tecnostruttura. E' la tecnostruttura che ha il potere ?" (pag. 104). Questa analisi è contenuta in un'opera divulgativa risalente a trentacinque anni fa, anche se tuttora attualissima.

FORESTAZIONE: SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO ( da "Basilicanet.it" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia sta compromettendo con le sue irragionevoli lungaggini la stagione forestale 2008, con buona pace dei lavoratori e delle loro famiglie, che sono ancora una volta senza lavoro e senza reddito. A questo punto lo sciopero generale, più¹ volte minacciato, diventa una soluzione più¹ che probabile per richiamare il governo regionale alla piena assunzione di responsabilità

Mestre, 10 prof e zero alunni. E arriva anche il supplente Stella ( da "Corriere.it" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, come ha scritto sul Gazzettino Maurizio Dianese, "non contempla sbavature: se la classe è formata è formata". Sempre lì torniamo: qual è l'obiettivo della scuola? Essere al servizio dei cittadini (cioè degli studenti e dei genitori che su di loro hanno investito) o distribuire posti di lavoro,

Generi/ Presto l'autorizzazione per l'operazione per cambiare sesso. Ma è il momento più difficile ( da "Affari Italiani (Online)" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia e la lista di attesa per l'operazione mi condurranno all'uscita dal tunnel, se tutto va bene, soltanto tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. E per la rettifica anagrafica occorrerà aspettare ancora altro tempo. Vorrei avere una maggiore capacità di attendere tranquillamente che la vita scorra sotto il mio ponte e riuscire poi a trasferire più serenità alla carne,

Sentieri d'Aspromonte: aderisce il Centro alpino ( da "Giornale di Calabria, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appalto si era arenato tra le secche della burocrazia e i tentacoli della 'ndrangheta dopo che la ditta vincitrice era stata sequestrata dall'autorità giudiziaria per associazione mafiosa". "Il nuovo Consiglio direttivo, insediatosi da qualche mese - prosegue la nota - ha inserito in bilancio un capitolo di spesa di circa 600 mila euro per interventi sui sentieri.

Espulsioni Missione impossibile ( da "Panorama" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia può essere persino più infida. Esempio: un provvedimento di espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui spesso non si conosce lo stato di origine). Così dai computer dei funzionari spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo, albanese,

Clandestini ed espulsioni: una missione impossibile ( da "Panorama.it" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia può essere persino più infida. Per esempio un provvedimento di espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui spesso non si conosce lo Stato di origine). Così dai computer dei funzionari spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo,

Megalomani o bugiardi? ( da "AprileOnline.info" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia idem, gli imprenditori sono in gran parte affezionati alla regola del "pochi maledetti e subito", molti investitori finanziari preferiscono quella del "magari sporchi ma presto e tanti". Le infrastrutture indispensabili -reti per la distribuzione di energia, sistemi di trasporti, sistemi di comunicazione- non sono cambiate in meglio ma forse in peggio;

MARCEGAGLIA: LA PRIORITÀ È IL RINNOVO DEI CONTRATTI ( da "Wall Street Italia" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Marcegaglia: la priorità è il rinnovo dei contratti -->Il nuovo numero uno di Confindustria: "Abbiamo molte proposte contro la burocrazia. Insieme possiamo rinnovare l'Italia". Sì al rilancio di Malpensa e al federalismo fiscale.

IMPRESE: MONDELLO, CAMERE COMMERCIO LAVORANO MOLTO E COSTANO POCO ( da "Asca" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha poi ricordato la differenza sostanziale tra enti che costano e non producono ed enti che, come la Camera di Commercio, producono e non costano. ''Basti pensare - ha concluso - che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di Euro, mentre le Camere dei Commercio lavorano con 0,75 miliardi di Euro''. res-map/sam/bra.

Il poliziotto-cacciatore e un esercito nascosto di 23 mila <fantasmi> ( da "Provincia di Lecco, La" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altra nelle carte della burocrazia. Non esiste ancora una banca dati nazionale, il prefetto Monaco ha rimesso insieme i numeri del Viminale sugli scomparsi dal 1994 - da quando è stato costituito un archivio informatico - per cercare di dare qualche risposta, incrociando queste nomi con quelli di corpi ritrovati ma senza nome,

Otto aziende sanitarie ( da "Giornale di Calabria, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la prima responsabilità viene individuata nella burocrazia; in questo, le responsabilità della politica sono almeno pari a quelle della burocrazia di cui spesso la politica si è servita, magari diventandone poi schiava". *** REGGIO CALABRIA. "Contestualmente alla presentazione del mio disegno di legge sulla sanità, presenterò le mie dimissioni da consigliere regionale"


Articoli

I Giovani padani contestano la Lega (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA POLEMICA I Giovani padani contestano la Lega VIADANA. Viadana torna a gridare "No nukes". E mentre il vecchio coordinamento anti-nucleare si riunirà il 30 maggio, scendono in campo anche i Giovani Padani. Nicola Cavatorta, del movimento giovanile leghista, esprime perplessità sul ricorso all'energia atomica in genere, e sulla possibile localizzazione viadanese in particolare. "Sono passati diversi anni - ricorda Cavatorta - dalle vecchie battaglie anti-nucleari. Da allora, la tecnologia è divenuta certamente più sicura; ma nel frattempo sono migliorati anche i sistemi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Noi riteniamo perciò sia meglio investire proprio su sole, vento e corsi d'acqua. Visti i tempi lunghi della burocrazia italiana, correremmo tra l'altro il rischio di realizzare centrali atomiche già vecchie rispetto ai progetti". Una eventuale centrale nucleare a Viadana (sito idoneo, secondo il vecchio Piano energetico nazionale) presenterebbe ulteriori problemi specifici: "Gli impianti - spiega Cavatorta - dovrebbero essere ad una certa distanza dalle abitazioni, e qui non credo esistano posti così isolati. A meno che non si esproprino terreni ai coltivatori, ma così non si salvaguarderebbe il settore agricolo. Il territorio viadanese, inoltre, già ospita un polo chimico e aziende di un certo impatto ambientale. Non è questa la strada da seguire". Luigi Gardini (Nonsoloverdi) annuncia intanto che venerdì sera, al Circolo ricreativo, gli otto ambientalisti arrestati nell'83 per il blocco ai sondaggi Enel incontreranno la cittadinanza per vedere il da farsi. Lo stesso Gardini ricorda che i consiglieri comunali Lega e Fi, in un recente consiglio, "erano usciti dall'aula pur di non votare una mozione anti-nucleare". (r.n.).

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VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha detto il ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, a margine dell'assemblea degli industriali di Treviso. "Il federalismo fiscale - ha spiegato Sacconi - è tra i primi impegni presi in campagna elettorale con Tremonti che ci porterà presto una proposta con la manovra di giugno". Il ministro trevigiano apre quindi alla richiesta dei sindaci veneti sulla necessità di risorse economiche agli enti locali. "La richiesta dei sindaci - ha sottolineato - è comprensibile anche perché gli enti locali veneti sono sempre stati penalizzati da quando, alla fine degli anni '70, si affermò il principio della spesa storica con i trasferimenti legati alla spesa passata. I viziosi furono premiati e i virtuosi no".. Federalismo subito, insomma, come il territorio chiede a gran voce. Ma non solo: secondo il neo ministro, il Governo è pronto anche a snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "perché la semplicità deve essere la regola". Decentrare e snellire, snellire e decentrare: Sacconi dice quello che gli industriali vogliono sentire. Il neo ministro strizza anche l'occhio alla platea quando parla della detassazione degli straordinari: "Qui a Treviso - dice - la piccola impresa applica già la detassazione degli straordinari". Sorrisi. Pagandoli in nero? Non si può dire. Altro capitolo, quello dell'articolo 18: "Una modifica non è in agenda", dice Sacconi, che poi parlando di scuola aggiunge: "La formazione, oggi, è il post-moderno articolo 18: è l'unica capace di garantirti che non perderai il posto di lavoro". Il clima è di fiducia, per non dire entusiasmo. Il cambio di governo ha dato una scossa agli imprenditori, che lo dicono senza timore. Sacconi e Zaia respirano a pieni polmoni il consenso che si respira a villa Gasparini Loredan. L'opposizione? Nominata solo di striscio, ma Sacconi garantisce che il clima è costruttivo. "Il Pd e il ministro ombra Enrico Letta con cui mi sono già confrontato - dice il ministro "luce" - hanno condiviso l'obiettivo e i principali contenuti dei provvedimenti per il sostegno del reddito delle famiglie. Mi sembra che la posizione dei pochi critici sia isolata". (f.p.).

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A fine giugno l'atteso cantiere (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo infiniti ritardi i lavori per la nuova zona produttiva stanno decollando A fine giugno l'atteso cantiere Venti imprese artigiane scalpitano per il condominio Il progetto varato dalla "Cna" vedrà la prossima settimana l'apertura delle buste per assegnare i lavori del centro MERANO. Bisognerà aspettare la fine del prossimo mese di giugno per vedere finalmente l'apertura del cantiere che servirà per la costruzione del primo palazzo capace di ospitare un consorzio di artigiani in città, quello previsto nell'ex area Bosin. Il gruppo di operatori che fa capo all'associazione Cna, infatti, la prossima settimana sceglierà a quale dei quattro imprenditori edili o associazioni temporanee d'impresa assegnare l'appalto privato indetto per la costruzione del complesso che darà sede a venti imprese artigianali. Con la prossima settimana idraulici, trasportatori, elettricisti, operatori del legno e altri inizieranno a vedere la luce del tunnel nel quale si erano inseriti ormai diversi anni fa per ricercare uno sbocco alla propria attività in crescita e quindi una nuova sede di lavoro. I ritardi accumulati nel tempo sono stati tali da ridurre al lumicino gli altri gruppi di operatori che si erano consorziati sognando uno spazio alla ex caserma Bosin e che hanno preferito scegliere altri inseduiamenti. Il terzo consorzio si è sciolto, il secondo, quello sorto attorno all'Apa, attualmente è composto da un numero risicato di soci in continua evoluzione. Ma alla burocrazia pubblica, che aveva rallentato a dismisura la consegna dell'areale, in questi ultimi mesi si sono aggiunti anche ritardi causati dai lavori di allacciamento e appalto. L'amministrazione civica aveva consegnato le chiavi dell'area lo scorso 12 ottobre, ma dopo sette mesi alla ex Bosin è stato solamente effettuato un profondo scavo, nulla di più. "Gli scavi per allacciamenti e infrastrutture - spiega il responsabile Gianni Sarti - hanno richiesto più tempo del previsto. In ottobre avevamo pensato di iniziare con i lavori a febbraio, ma abbiamo dovuto spostare tutto a giugno. Anche le imprese invitate a presentare offerte nella gara d'appalto privata che abbiamo indetto, anzichè un mese di tempo ci hanno chiesto quasi il doppio. La settimana prossima comunque apriremo le buste e i lavori del nuovo complesso artigianale saranno assegnati".

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Lavoro cercasi. Oltre le sbarre (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 25/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA Il direttore degli istituti di pena bresciani, Maria Grazia Bregoli: "Non tutti possono uscire, bisogna incentivare l'occupazione all'interno" Lavoro cercasi. Oltre le sbarre Dei 399 detenuti tra Canton Mombello e Verziano solo 70 hanno un'attività Il cancello della casa di reclusione di Verziano. Nelle altre fotografie in pagina, Canton Mombello Lavoro cercasi. In carcere. Perché il lavoro è un elemento fondamentale del cosiddetto "trattamento" - ovvero, in prospettiva, del reinserimento sociale - di chi ha commesso un reato e per questo sta scontando una pena. Ma non tutti i detenuti si trovano nelle condizioni di uscire dal carcere per andare a lavorare: non tutti possono usufruire delle misure alternative, oppure svolgere attività lavorativa all'esterno nell'ambito dell'articolo 21 dell'Ordinamento penitenziario, quello che prevede una decisione specifica da parte del direttore dell'istituto di pena. I numeri bresciani lo dicono chiaro: dei 399 detenuti tra la casa circondariale di Canton Mombello e quella di reclusione di Verziano soltanto una settantina lavora: circa 60 in carcere, sei in regime di semi-libertà e quattro nell'ambito dell'articolo 21. "Troppo pochi - afferma Maria Grazia Bregoli, direttore degli istituti di pena di Brescia, nel suo ufficio di via Spalto San Marco - ma i margini per fare di più ci sarebbero". Prima di spiegare di quali margini si tratti, però, il direttore si sofferma sulla situazione attuale. Della sessantina di detenuti che lavora all'interno, circa 50 svolgono le cosiddette "attività domestiche", che vanno dalle pulizie alla cucina, fino al taglio dei capelli. Come stabiliscono le norme sull'ordinamento penitenziario (la legge 354 del 26 luglio 1975) a fronte di tali attività i detenuti sono regolarmente retribuiti (la determinazione delle mercedi avviene secondo l'articolo 22 dell'ordinamento), così come nel caso in cui il lavoro in carcere sia stato commissionato da ditte esterne. Una modalità, quest'ultima, spesso gestita dalle cooperative, ma che può anche essere diretta, con la ditta e il detenuto che sottoscrivono un contratto di lavoro a domicilio in tutto uguale a quelli esterni. Da parte sua, l'istituto di pena può mettere a disposizione i locali necessari allo svolgimento delle attività attraverso convenzioni; e, innanzitutto, sovrintende all'ammissione dei detenuti al lavoro, che - sottolinea con forza Maria Grazia Bregoli - va inserito in un percorso - il trattamento, appunto - rispettoso delle leggi eppure individualizzato. Per quanto riguarda in particolare l'attività interna - che dura da uno a 18 mesi per darne l'opportunità al maggior numero possibile di persone - una commissione apposita si riunisce una volta all'anno e stila due graduatorie - una generica e una per le diverse mansioni - sulla base di una serie di criteri: data della disoccupazione ("che noi intendiamo come data d'ingresso in carcere"), situazione processuale e realtà familiare, ma anche condotta e volontà di aderire al progetto. Il Gruppo Osservazione e Trattamento, poi, si occupa dei detenuti con condanna definitiva, tracciando percorsi nei quali rientra il lavoro, interno o esterno. Al momento, a Brescia è in corso un'unica esperienza di lavoro interno su commesse esterne: a Verziano, una decina di detenute è impegnata nella produzione di maglieria e pezzi di scarpe, in attività di assemblaggio e découpage. "Peccato - commenta il direttore -. Il lavoro interno, infatti, andrebbe incentivato, anche perché non tutti i detenuti possono uscire dal carcere per andare a lavorare (basti pensare che l'80% sono indagati), e i motivi non sempre possono essere condivisi con chi si propone come committente. Noi - insiste la Bregoli - non ci possiamo permettere di fallire: il fallimento di un "articolo 21", per esempio, può precludere l'accesso a misure alternative più ampie. E non fa bene nemmeno alla società". Capita quindi che qualche offerta di lavoro resti in attesa, e che qualcuno se la prenda con "la burocrazia". Ma basterebbe provare ad andare oltre le porte di Canton Mombello e Verziano per incontrare "un mondo che può anche dare". "Certo le nostre procedure non aiutano - ammette ancora il direttore -, e resistono ancora alcuni pregiudizi, ma è soprattutto la scarsa conoscenza delle possibilità che esistono a frenare le offerte di lavoro". Per esempio, quante aziende sanno che chi assume detenuti può godere di sgravi fiscali per 516 euro al mese, in virtù della legge Smuraglia? I pregiudizi non sono decisivi, ma in parte resistono: "Mi sento dire che, con tutti i disoccupati che ci sono, noi ci preoccupiamo di trovare lavoro ai detenuti. Io rispondo che farli lavorare forse non sarà un vantaggio per la società, ma di sicuro è un problema in meno. E poi certi lavori non li vuole fare nessuno". Il problema degli spazi si pone fino a un certo punto: "Non potremo impiantare un'officina meccanica, ma ci sono attività manuali come quelle in corso a Verziano che non necessitano di ambienti particolari, e nemmeno di particolari competenze: le possono fare tutti". Quanto ai tempi, all'interno del carcere tutto diventa più snello e veloce, pur nel rispetto delle regole. Si tratta allora di "osare, con un po' di coraggio". Per scoprire magari che a Verziano c'è "una sarta eccezionale". Parola di direttore. Francesca Sandrini.

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Turismo, di moda la deregulation (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alassio, delibere e contenziosi per dehors, spiagge e locali notturni Il sindaco: "O così o la città muore di burocrazia". I contrari: "Basta con il "fai da te"" DEHOR A UN PASSO dal mare, cabine in muratura sulla spiaggia e fino a raggiungere la battigia, discoteche aperte e minacciate di chiusura perchè"fuori norma", esercizi pubblici e commerciali a dismisura e ovunque, nel Budello ed oltre. Liberi tutti insomma ad Alassio. Forse anche troppo liberi, forse anche di calpestare le altrui libertà, le leggi? La fase che si vive attualmente è quella del contenzioso e della sospensiva dei provvedimenti (quelli restrittivi) per dehor, spiagge, discoteche, esercizi pubblici. Ma la sfida alle regole è apertissima nella "città del Muretto". Alassio, la "piccola Montecarlo" (come molti amano ancora chiamare la cittadina balneare più"trendy" del Ponente), sembra voler giocare la sua partita nel campo del turismo globale, agguerrito ed estremamente concorrenziale, mantenendosi in un limbo tra liberismo e deregulation. "L'amministrazione comunale concede libertà di eccesso a chiunque, non emana delibere se non ad hoc e per favorire investimenti immobiliari. Non è così che si sostiene il turismo.In realtà non c'è alcuna politica del turismo. Semmai si rischia la giungla" contesta con una certa fermezza il consigliere di minoranza (Margherita ed ex Dc), Agostino Testa, farmacista e figlio di un amatissimo sindaco alassino. "Nessuna giungla. Semmai uno spirito amministrativo imprenditoriale e basato sull'efficienza. Il turismo muore di burocrazia. Ci muoviamo tra le regole e cercando di cambiarle. C'è provocazione certo. Se si vuol cambiare bisogna porre il problema. Ma sia ben chiaro: Alassio non è il Far-West" si scaglia contro, il sindaco ed architetto Marco Melgrati, ex leghista, Forza Italia, decisamente un primo cittadino al quale piace assumere le responsabilità. Nel bene e nel male. Sul banco degli indagati per la città di Riviera ci sono questioni tutte amministrative. L'ultima, solo per citarne una che farà molto discutere, riguarda le cabine degli stabilimenti balneari che il Comune, con una delibera, vorrebbe in muratura, distese lungo il litorale perpendicolarmente rispetto al fronte-mare. Insomma stile Forte dei Marmi o Riccione. La nuova ubicazione degli spogliatoi farebbe in modo che non si presentino come una barriera in legno multicolore alla vista dei turisti. Ma realizzare colate di cemento sul litorale è vietato dalle norme del codice della navigazione e dal demanio marittimo. la Regione perciò ha bocciato l'attuazione della delibera stessa. "E che dire della possibilità concessa dal Comune di espandere di notte i dehor? - aggiunge Agostino Testa - Favorisce solo chi gli spazi li ha. Dalle 19 alle 3 si possono seminare sedie e tavoli per accogliere i clienti. Questo è disordine, non è strategia turistica. Ho presentato tre interrogazioni su quest'argomento. ma l'amministrazione non ne vuole sentire". "Per i dehor basta andare in Francia, ma, senza sconfinare troppo, a Roma e vedere, legalmente o meno, come si espandono per accogliere al meglio la clientela - fa rilevare il sindaco - Noi abbiamo voluto regolarizzare con una delibera questa possibilità. Non può nuocere a nessuno". "Per le spiagge siamo in bagarre, c'è il nostro parere contro quello della Regione" dice Melgrati. E, tra il serio e il faceto lancia una delle sue frecce: "Tra due anni quando sarà cambiata la giunta in Regione e ci saremo noi, metteremo in cantiere anche questo progetto. Spero mi tocchi l'assessorato all'urbanistica". O al turismo? Deregolazione, ri-regolazione, voglia di richiamare ad Alassio le masse, quei cognomi di turisti perduti nel secolo scorso. A proposito, una voce autorevole, proprio del secolo scorso, si leva. E' quella dell'esperienza. Pasquale Balzola, titolare dell'omonima storica pasticceria del "Budello", nonchè presidente di una serie di associazioni di commercianti e titolari di esercizi pubblici, mai schieratosi in politica, commenta. "Alassio vive di turismo, cresce, si arricchisce, tenta di progettare future strategie - fa notare - Alcune possono essere condivisibili, altre meno. Ma la ricetta resta sempre una. Al turista va offerto quel che il turista chiede. Inutile puntare sulle famiglie, se non quelle di un certo rango. Servizi di qualità, accoglienza, gentilezza, decoro e inaspettate favorevoli sorprese. Stupire il turista, offrire quel che altri non offrono, diversificarsi. Ma non serve tanto, credetemi. Immaginiamo, faccio un esempio, un vigile, un giovane addetto, uno ad Ovest ed uno ad Est di Alassio che in estate indirizzano ai posteggi, accompagnano i turisti. È solo una delle tante "trovate". Deregulation o liberismo...mah, io penso che gli eccessi si paghino". Quale ricetta strategica è più indicata per il futuro turistico di Alassio? Quella della saggezza o quella della spregiudicatezza? Natalino Famà fama@ilsecoloxix.it 25/05/2008 ' 25/05/2008 Saggezzae intuizioni Stupire il turista, offrire quel che altri non offrono, diversificarsi. Ma non serve altro, credetemi Pasquale balzolaTitolare pasticceria storica 25/05/2008.

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Il sì di Marcegaglia<Nucleare avanti> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sì di Marcegaglia"Nucleare avanti" confindustria e politiche energetiche Polemica a distanza con la Bresso: "Non ci sono ragioni contrarie" dal nostro inviato Lorenzo Cresci Venegazzù (Tv). "L'epoca delle scelte sbagliate e ideologiche è finita. E ora che abbiamo fuori dal Parlamento le forze anti-imprese e anti-mercato è il momento di agire". È una Emma Marcegaglia "politica" quella che, a Venegazzù, in provincia di Treviso, debutta pubblicamente nella veste di presidente di Confindustria e battezza l'elezione di Alessandro Vardanega a presidente di Unindustria Treviso, succedendo così a "Mister Lotto", Andrea Tomat. Una Marcegaglia "dal sangue lombardo-veneto", che davanti a una platea di imprenditori che spinge per il federalismo fiscale strappa applausi e standing ovation. Anche quando parla del nucleare: "Se vogliamo mantenere il tasso di sviluppo del Paese, se vogliamo tariffe più basse, c'è solo una scelta: ed è il nucleare". Sposa il progetto del governo, quindi, e insiste perché i tempi siano rapidi. E lancia un invito: "Affrontiamolo in modo laico il dibattito sul ritorno alle centrali nucleari in Italia. Perché non ci possono essere subito regioni che dicono no". Non cita espressamente il governatore piemontese Mercedes Bresso, la prima a dire "non da noi", ma è chiaro il riferimento di Lady Marcegaglia. Una presidente troppo filo-governativa, l'accusano in molti. E lei non fa nulla per nasconderlo. Perché crede "in quanto detto nel primo Consiglio dei ministri", crede nelle parole pronunciate poco prima dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "Questi territori hanno la maturità per accettare infrastrutture sensibili, nella consapevolezza che la scienza ha reso elevata la sicurezza". E che sia arrivata la "stagione del fare", come ha sottolineato il ministro, è convinto anche il governatore veneto Giancarlo Galan che, a margine dell'assemblea ha schiettamente risposto: "Una centrale in Veneto? Perché no? Bisogna soltanto trovare il posto giusto". E potrebbe anche essere Porto Tolle, a Rovigo, "dove sarebbe stato meglio non costruire niente, ma visto che c'è una centrale meglio nucleare che a carbone". Per Emma Marcegaglia è necessario concentrarsi "su centrali di terza generazione, perché quelle di quarta hanno una tecnologia troppo lontana a venire". Anche se?"Non è detto che in prospettiva si lavori per puntare al meglio". E il problema energia, in generale, è uno dei punti del programma del numero uno di Viale dell'Astronomia. Che ha infatti rilanciato la necessità di puntare anche su termovalorizzatori e rigassificatori, perché"non possiamo dipendere da chi del gas ne fa uno strumento politico, come Russia e Algeria". E le fonti rinnovabili? "Vanno bene, ma darebbero un contributo percentuale modesto rispetto al fabbisogno complessivo". L'importante è non puntare su fonti come i biocarburanti "che hanno solo gravato sulle popolazioni più povere, togliendo il grano dal mercato alimentare". Energia, quindi, ma non solo nella relazione della Marcegaglia, che chiede al governo di sbloccare gli investimenti sulle infrastrutture, di cambiare il modello contrattuale ("basta con i contratti nazionali unici") e di semplificare la burocrazia. "Il problema delle imprese non è solo il costo dell'energia: c'è anche quello dei troppi adempimenti, che costano oltre 13 miliardi di euro l'anno alle aziende". 25/05/2008 ' 25/05/2008 il nord-estsi candidaUna centrale nella nostra regione? Perché no. Basta trovare il posto giusto giancarlo galanpresidente Regione Veneto 25/05/2008.

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Appalti pubblici, abruzzo maglia nera (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Appalti pubblici, Abruzzo maglia nera La denuncia di Gavioli (Api Edil): fermi per le lungaggini della burocrazia PESCARA. Abruzzo maglia nera nell'utilizzo dei fondi statali già assegnati per l'edilizia sanitaria: nel 2007 sono stati approvati progetti per 28,3 milioni di euro su un totale di risorse assegnati di 226,3 milioni. Una media del 12,7% a fronte del 62,7% nazionale. A questo si aggiunge la situazione generale di stallo nelle opere pubbliche con la stima di un miliardo di euro disponibili, ma fermi per ritardi e lungaggini nell'attuazione delle procedure di appalto. La denuncia è dell'Api Edil Abruzzo, associazione di categoria che rappresenta circa 500 imprese. Sul banco degli imputati finisce la Regione, in particolare l'assessorato alle Opere Pubbliche guidato da Mimmo Srour. Il presidente, Dino Gavioli, invoca misure concrete ed urgenti, ritenendo inefficaci i rimedi adottati: "L'azione avviata per risolvere il problema è lenta e poco incisiva", spiega Gavioli. "Con un apposito comitato istituto dall'Assessorato alle Opere Pubbliche, una sorta di 'task force', si vorrebbe accelerare l'iter degli appalti fermi, ma negli ultimi 6 mesi ci sono stati solo 2 incontri in cui ci si è concentrati sugli aspetti procedurali". A proposito dell'edilizia sanitaria, il presidente cita i dati elaborati dall'Osservatorio Regioni-Ministero della Salute. "L'Abruzzo nel 2007 è riuscita a farsi approvare progetti pari al 12,7% delle risorse disponibili, ponendosi insieme al Molise all'ultimo posto della graduatoria nazionale: e ci sono regione come Toscana ed Umbria che hanno raggiunto il 100%". Non fanno sorridere neppure i dati forniti dal Centro Ricerche Nazionale del settore che indica un calo del 55% delle gare di edilizia civile e industriale tra gennaio e aprile 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007. Per Api Edil Abruzzo serve che la classe politica, a partire da quella regionale, intervenga immediatamente per risolvere la problematica e, di conseguenza, bloccare l'emorragia causata dalle procedure di riduzione di personale di un comparto che dà lavoro a circa 30mila tra operai e artigiani. "Le imprese, in una situazione di scarsità di lavoro, si avviano ad un rapido declino" denuncia ancora Gavioli, "determinato da ribassi insostenibili praticati per aggiudicarsi le poche gare e di scarsa entità disponibili". Necessaria una ricognizione dettagliata delle risorse disponibili con l'indicazione del settore di provenienza: "Tutto ciò per evidenziare le amministrazioni appaltanti che non riescono ad utilizzare le risorse assegnate" puntualizza il presidente di Api Edil. Dalla quale non poteva mancare il no secco ad un nuovo aumento della tasse per il debito sulla sanità. Berardino Santilli.

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Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONTIRONE. Le abitazioni "illegali" aumentano ma il Comune continua ad aiutare i minori dell'accampamento Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero di Alfredo Laffranchi Non siamo certo di fronte agli scenari drammatici della Campania dove sta dilagando la protesta contro i campi-nomadi e sfociata in episodi di violenza, ma anche l' Amministrazione comunale di Montirone si trova da tempo alle prese con i problemi igienico-urbanistici legati all'accampamento di Rom alle porte del paese. "UN INSEDIAMENTO ABUSIVO in tutto e per tutto ma che in molti continuano a definire erroneamente campo nomadi - precisa subito il primo cittadino di Montirone Serafina Bandera -: le famiglie si sono accampate su un'area di loro proprietà classificata, nel piano regolatore, come agricola". Nella zona di via Borgosatollo, nonostante le continue pressioni e i controlli di Amministrazione comunale e carabinieri, il numero delle persone diventate ospiti stanziali è in continuo aumento. Con tutti i problemi connessi. Ma non è tutto: i Rom, hanno costruito senza alcun permesso edilizio otto casette sprovviste di acqua, fognature e servizi igienici. "Già lo scorso anno - prosegue il sindaco - volevamo intervenire per demolire i fabbricati abusivi, ma a causa di una burocrazia-lumaca e in attesa dei pronunciamenti sui ricorsi contro le ordinanze comunali, abbiamo dovuto soprassedere. Stiamo comunque lavorando affinchè la legalità venga ripristinata al più presto". Si tratta di una vertenza davvero delicata da gestire per un piccolo Comune come Montirone. Ma se sul fronte della legalità igienico-urbanistica il Comune sta usando il pugno di ferro, sul piano dell'assistenza sociale e della solidarietà, l'esecutivo sta dimostrando grande sensibilità. L'Amministrazione civica cerca di far frequentare con regolarità la scuola ai bambini dell'accampamento e si prende cura di quattro minori temporaneamente privi dei genitori che costantemente vengono monitorati dai Servizi sociali. "ABBIAMO ANCHE predisposto - prosegue Serafina Bandera - un pacchetto di assistenza calibrato ai bisogni urgenti dei piccoli nomadi". Solidarietà a parte, la situazione del campo resta davvero insostenibile per la comunità. Tanto da spingere l'Amministrazione a un nuovo giro di vite. "La nostra battaglia prosegue su due binari paralleli e distinti - spiega il sindaco -. Da un lato c'è l'impegno solidaristico, per quanto nelle nostre possibilità, dall'altro, intendiamo fare tutto quanto è in nostro potere eliminare le costruzioni abusive e impedire che la zona diventi progressivamente terra di nessuno". PER RAGGIUNGERE l'obbiettivo, Montirone ha convocato nei giorni scorsi un Tavolo permanente con prefettura e questura affidando a un pool di tecnici comunali coordinati da un legale l'incarico di studiare una soluzione che consenta di demolire le casette abusive. "CI TROVIAMO PURTROPPO davanti a ordinamento farraginoso costellato di cavilli giudirici che, spesso attraverso una malintesa forma di garantismo, consente ai più furbi di violare le norme" conclude Serafina Bandera. La Giunta tuttavia non demorde e chissà che nelle pieghe nel nascente pacchetto sicurezza del nuovo governo non trovi gli strumenti legislativi per riprinistare la legalità nell'accampamento dei nomadi.

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Maria rocca sempre a rischio - stefania puorro (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre "Maria Rocca sempre a rischio" Gli infissi sono ancora pericolanti. Genitori contro il sindaco STEFANIA PUORRO OLBIA. "Un'ordinanza bluff. E nella scuola di Maria Rocca il pericolo è costante. Finte promesse e neanche un fatto. Sono trascorsi due mesi e mezzo dal provvedimento urgente del sindaco (10 marzo): si sarebbero dovuti sostituire, immediatamente, tutti gli infissi dell'edificio che ospita materna ed elementare. Bugie". E i genitori dei bambini non ce la fanno più. "Mandare i bambini a scuola vuol dire mettere a rischio la loro incolumità". La speranza era legata al lungo ponte del 25 aprile. Le famiglie credevano che quella vacanza potesse essere il momento giusto per un intervento di sistemazione decisivo. E invece sono trascorsi altri trenta giorni e la situazione è rimasta identica: nessun infisso è stato sostituito, i vetri continuano a traballare "e l'ultima immagine legata all'illusione che qualcosa stesse per accadere, risale alla visita di tecnici e operai dopo l'ordinanza. Hanno svolto un sopralluogo, pensavamo che fosse la volta buona, e invece nulla di nulla". A Maria Rocca si vive da tanto tempo una situazione di insicurezza. Ma è stato all'inizio di quest'anno che è scattato l'allarme. Si era fatta male un'operatrice della mensa (proprio per le precarie condizioni degli infissi) e i rappresentanti dei genitori delle 13 classi avevano incontrato il sindaco il 15 gennaio. "Tante garanzie - hanno ricordato le famiglie - ma anche allora solo parole". Poi, ai primi di marzo, due alunni sono andati a sbattere contro una porta e una vetrata ha travolto uno di loro (era finito al pronto soccorso per un taglio alla mano)". Tutti i genitori hanno protestato in maniera ancora più dura chiedendo all'amministrazione comunale di far subito qualcosa per evitare conseguenze più gravi. La risposta: "Giovannelli ha emesso un'ordinanza con carattere d'urgenza, per saltare tutta la burocrazia: l'intento era quello di sostituire totalmente gli infissi (vecchissimi) di Maria Rocca. Ma non è accaduto. Anzi. Nel mese di aprile - ricordano gli autori della protesta - si è sfiorato un altro incidente: il vento ha fatto sbattere una finestra, sul vetro si è formata una crepatura e solo per pura fortuna non è accaduto altro. La scuola è ormai quasi finita e probabilmente è stato già deciso di posticipare i lavori. Noi ci siamo sentiti presi in giro, ma quel che è peggio è che non si dà importanza al reale pericolo col quale i nostri figli convivono ogni giorno".

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Il rispetto del dolore (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA Il rispetto del dolore Egregio direttore, sono costretta a scriverle dopo aver letto le precisazione del dr. A. Traficante dell'Inail di Brescia. Non avrei voluto farlo perchè essendo la zia del Sig. Ferrazzoli può ben capire in quale stato d'animo mi trovo. Quando è arrivata a casa di mia sorella la famosa raccomandata che invitava il Sig. Claudio Ferrazzoli a presentarsi per testimoniare relativamente al suo infortunio, non credevano ai nostri occhi, istintivamente avevo una gran voglia di recarmi dal funzionario che aveva firmato la convocazione per invitarlo ad avere almeno il pudore di aprire la cartella contenente la pratica per sincerarsi che purtroppo non era possibile la sua presenza.....magari! Lasciato decantare il momento di amarezza, ho detto ai miei famigliari che sarebbe stato inutile recarsi a chiedere spiegazioni, perchè spesso la burocrazia è cieca, saremmo ritornati a casa con la solita frase "è purtroppo un atto dovuto", come per altro con altre parole ha voluto precisare il funzionario, chiamando interpretazione autentica l'atto inviato. Vergogna! È vero che ci sono disposizioni e leggi, ma bastava che sulla busta ci fosse scritto agli eredi, oppure che la convocazione fosse accompagnata da un foglio con due semplici, banali righe che spiegassero ai genitori il fatto. Mi creda ci siamo sentiti presi in giro, non so quanti al nostro posto avrebbero pensato diversamente. Quello che adesso, ancor più di prima mi lascia stupefatta ed amareggiata è , ripeto, che la cecità e l'indifferenza difronte a cose tanto gravi, prevalgano su tutto e che con questo metro vengano gestite in egual modo, indipendentemente dal loro contenuto, tutte le pratiche. Vorrei tranquilizzare il dr. Traficante, che nessuno ha parlato di inefficienza dell'Inail, infatti la convocazione è arrivata dal Ministero del Lavoro. Semmai le spiegazioni relative "al'interpretazione autentica" dovrebbero esserci fornite dal responsabile del procedimento, così come sappiamo perfettamente che vi è in corso un'indagine giudiziaria per stabilire le responsabilità dell'infortunio, ma tutto ciò, comunque, non giustifica la convocazione ricevuta in quel modo anche se dal punto di vista legale inecceppibile. Nessuno mette in dubbio la regolarità dello svolgimento degli atti, ma il metodo si. A questo proposito vorrei fare un invito a quanti purtroppo per lavoro, quotidianamente gestiscono queste pratiche: non limitatevi freddamente ad inviare queste convocazioni, per favore, per rispetto a quanti sono nel dolore, aggiungete un biglietto nel quale si specifichi il contenuto del provvedimento, quanto meno non si sentiranno presi in giro e comprenderanno senza bisogno di un legale le motivazioni dell'atto. Grazie e scusatemi per lo sfogo. Mariateresa Morandi.

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Ruspe ferme tra pioggia e burocrazia - luigi soriga (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Ruspe ferme tra pioggia e burocrazia Dieci proprietari non vogliono cedere, resta l'intoppo dei pali Enel LUIGI SORIGA SASSARI. I pali dell'Enel, i cavi della Telecom, le barricate erette dai proprietari terrieri: le ruspe sulla Buddi Buddi arrancano da sei mesi in mezzo a una selva di ostacoli burocratici. Ultimamente si è messa anche la pioggia a impantanare ancora di più un cantiere che non riesce a farsi largo. Il capitolato dice che entro il 29 novembre 2009 la quattro corsie che dal bar Graziella si allunga verso il mare deve essere completata. La Provincia e l'impresa Eurocostruzioni dovranno darsi una mossa. L'invidiabile ottimismo di Giuseppe Bruno, amministratore della ditta che ha in mano l'appalto, è calato di diverse tacche. A novembre 2007, alla consegna dei lavori, non avrebbe mai pensato di trovare tante resistenze all'avanzare dei cingolati. Ma quando ha cominciato a toccare con mano la caparbietà di una decina di proprietari disposti a farsi strappare un rene piuttosto che un pezzo di orto o un muretto a secco, le sue rosee prospettive hanno cominciato a rabbuiarsi. Il più battagliero pare sia un ottantenne che coltiva da sempre un frutteto sotto il rio Gabaru. "Preferiremmo evitare gli espropri per pubblica utilità - spiega l'assessore provinciale alla viabilità Giovanni Serra - ma di questo passo saremo costretti a procedere con i carabinieri". Altri proprietari, invece, non cedranno la loro parte prima di ottenere il giusto risarcimento. "Per questo non c'è alcun problema - spiega Bruno - basta presentarsi agli uffici di Baldinca con l'atto originale di proprietà, e verranno immediatamente liquidati". C'è chi però non si accontenta del tariffario applicato dalla Provincia, e vorrebbe che il proprio appezzamento venisse considerato come un terreno coltivato e pagato tre volte tanto. Oppure, quando la quattro corsie o le tre rotatorie previste lambiscono le porzioni abitate, anche un metro in più o in meno diventa vitale. In questi casi la mediazione e la flessibilità sono essenziali. "Solo in rarissimi casi la 4 corsie è molto impattante sulle proprietà private - dice Bruno - in genere si tratta di rinunciare a piccole strisce di terra". Gli altri bastoni tra le ruote sono i pali in legno delle utenze Enel. Le ruspe, finché non arriva l'autorizzazione a rimuovere i cavi, devono stare alla larga e scavare a macchia di leopardo. Su questo problema si era arenata anche la precedente impresa appaltatrice, la Socome di Napoli, che dall'ottobre 2004 non era mai riuscita a vernirne a capo. Cambia ditta, subentra l'Eurocostruzioni, ma i pali sono ancora piantati nel bel mezzo del cantiere, e spostarli di venti metri pare essere una missione impossile. "I solleciti non si contano più - dice Bruno - la prossima settimana abbiamo un altro incontro con i tecnici". Se finalmente l'intoppo verrà risolto, i mezzi potranno macinare a pieno regime e imprimere una svolta ai lavori. "Per settembre c'è la possibilità che la ditta ci consegni il primo tratto di un chilometro e mezzo, nella parte bassa della Buddi Buddi - dice l'assessore Serra - Abbiamo stanziato altri soldi per la messa in sicurezza dell'opera, con un migliore impianto di illuminazione, l'asfalto drenante e un lembo di cunetta che sarà reso disponibile sia per i mezzi che devono accostare per un'emergenza, e sia per i ciclisti che non vogliono transitare all'interno delle corsie". Nel mezzo della carreggiata è prevista naturalmente una barriera spartitraffico che non permette invasioni tra i due sensi di marcia. Le tre rotatorie previste, ciascuna a distanza di circa due chilometri, servono a dare la possibilità agli automobilisti di cambiare direzione.

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MONTECCHIO HA APERTO IERI l'11 sportello bancario a Montecchio. Se (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANT'ILARIO, MONTECCHIO E VAL D'ENZA pag. 16 MONTECCHIO HA APERTO IERI l'11° sportello bancario a Montecchio. Se... MONTECCHIO HA APERTO IERI l'11° sportello bancario a Montecchio. Se si considera che il capoluogo della val d'Enza, conta 100 mila abitanti, si può dire che ogni 900 c'è una banca. Si tratta di un vero e proprio record, per non contare poi che a breve aprirà in paese la filiale di quella che sarà la 12° banca. Ieri intanto è stata inaugurata la filiale della "Banca di Cavola e Sassuolo", un piccolo istituto di credito nato 24 anni fa nel paesino di Cavola e che oggi conta 14 filiali fra le province di Reggio e Modena. " La nostra caratteristica ? ha affermato il presidente della banca Silvio Scalabrini ? è il rapporto personale che instauriamo con il cliente, quasi un rapporto famigliare di fiducia. Abbiamo voluto privilegiare proprio i rapporti con il cliente, e dare ad esso risposte cleri, senza la burocrazie dei grandi gruppi bancari". Nella filiale di via XX Settembre, sono state utilizzate nuove e sofisticate teconoligie, come la nuova sala dove i clienti potranno in ogni momento accedere attraverso una carta elettronica per riporrervi oggetti di valore. n.re.

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QUESTIONE DI FIRME. La Pallavolo Cesena ha ottenuto le prime due della sua vita, (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA SPORT pag. 26 QUESTIONE DI FIRME. La Pallavolo Cesena ha ottenuto le prime due della sua vita, ... QUESTIONE DI FIRME. La Pallavolo Cesena ha ottenuto le prime due della sua vita, le più importanti: questione di vita o di morte. Francesco Laterza, direttore generale di Altamura, annuncia che le prime pietre ormai sono state messe. Ora c'è da costruire una casa che si chiama serie A1. PRIMA di tutto la questione del Carisport. Il rifiuto ? in un primo tempo ? del consiglio d'amministrazione di Romagna Iniziative aveva messo paura ai pugliesi, desiderosi di fare armi e bagagli e trasferirsi a Cesena. Neanche il tempo di lanciare un ultimatum ("Una settimana ancora, se la trattativa non si sblocca ce ne andiamo", disse Laterza) e la partita più difficile si sbloccava. Adesso con Romagna Iniziative c'è un accordo sul numero di ore d'allenamento e l'utilizzo dell'impianto. E soprattutto una firma. La seconda è quella da un notaio: oggi la Pallavolo Cesena esiste. Passo indispensabile per trasferire in Romagna il titolo sportivo pugliese. Ancora la società non è affiliata alla Lega Pallavolo. E solo a quel punto Altamura potrebbe passarle il testimone (e gli sponsor: Lines, quella dei pannolini, ed Ecocapitanata). Ma un passo alla volta: ci vogliono dieci-quindici giorni di burocrazia. Definita anche la sede, che sarà in zona stazione. Dopodiché gli appassionati vorrebbero sentire parlare solo di volley giocato. INTANTO c'è già una voce di mercato, anzi forse qualcosa di più. Cesena, infatti, si troverebbe a partire da zero nella sua nuova avventura. Il patrimonio di giocatrici che quest'anno hanno chiuso al nono posto il campionato di A1 sparirà: niente Stacy Sykora nè altre. E allora il primo tassello, già bloccato, è il ruolo di libero. è in arrivo Luna Carocci (nella foto), libero di 20 anni, nata a Lucca e quest'anno fermata nella finalissima di A2 a Cremona. IN PUGLIA, contemporaneamente, si consumano gli ultimi tentativi (forse già fuori tempo massimo) di trattenere la società, che già 365 giorni fa sembrava sul piede di partenza. In pratica solo i tifosi si stanno facendo sentire. Ma politici e imprenditori ? si legge sul sito della Jogging Altamura ? hanno disertato l'ultima assemblea pubblica. Ormai le pedine si sono mosse. Verso Cesena. m. b.

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Volpago (treviso). il federalismo fiscale potrebbe essere già nel dpef a giugno. lo ha (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha ... VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha detto il ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, a margine dell'assemblea degli industriali di Treviso. "Il federalismo fiscale - ha spiegato Sacconi - è tra i primi impegni presi in campagna elettorale con Tremonti che ci porterà presto una proposta con la manovra di giugno". Il ministro trevigiano apre quindi alla richiesta dei sindaci veneti sulla necessità di risorse economiche agli enti locali. "La richiesta dei sindaci - ha sottolineato - è comprensibile anche perché gli enti locali veneti sono sempre stati penalizzati da quando, alla fine degli anni '70, si affermò il principio della spesa storica con i trasferimenti legati alla spesa passata. I viziosi furono premiati e i virtuosi no".. Federalismo subito, insomma, come il territorio chiede a gran voce. Ma non solo: secondo il neo ministro, il Governo è pronto anche a snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "perché la semplicità deve essere la regola". Decentrare e snellire, snellire e decentrare: Sacconi dice quello che gli industriali vogliono sentire. Il neo ministro strizza anche l'occhio alla platea quando parla della detassazione degli straordinari: "Qui a Treviso - dice - la piccola impresa applica già la detassazione degli straordinari". Sorrisi. Pagandoli in nero? Non si può dire. Altro capitolo, quello dell'articolo 18: "Una modifica non è in agenda", dice Sacconi, che poi parlando di scuola aggiunge: "La formazione, oggi, è il post-moderno articolo 18: è l'unica capace di garantirti che non perderai il posto di lavoro". Il clima è di fiducia, per non dire entusiasmo. Il cambio di governo ha dato una scossa agli imprenditori, che lo dicono senza timore. Sacconi e Zaia respirano a pieni polmoni il consenso che si respira a villa Gasparini Loredan. L'opposizione? Nominata solo di striscio, ma Sacconi garantisce che il clima è costruttivo. "Il Pd e il ministro ombra Enrico Letta con cui mi sono già confrontato - dice il ministro "luce" - hanno condiviso l'obiettivo e i principali contenuti dei provvedimenti per il sostegno del reddito delle famiglie. Mi sembra che la posizione dei pochi critici sia isolata". (f.p.).

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La guerra è inutile Basta più rispetto per i diritti di tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO ATTUALITA' pag. 5 La guerra è inutile Basta più rispetto per i diritti di tutti IL COMMENTO COMINCIAMO MALE. Anzi malissimo. Il dopo Expo, inteso come vittoria, prospettiva di crescita per la metropoli del futuro, è fermo ai box. Gli hanno già forato le gomme. Il cambiamento di approccio e mentalità, il primato degli interessi collettivi nel rispetto della libertà e del vivere dei singoli, la semplificazione della burocrazia, restano un'utopia. Come una legge che non consenta a pochi (magari in grado di pagarsi gli avvocati) di bloccare tutto. Per questo guardo con apprensione agli intoppi del progetto City Life: si faccia presto, ne va della credibilità della Giunta e di questa città. Nel mondo. Per questo non capisco, anche nei quartieri di confine fra la vita diurna e notturna, la contrapposizione totale fra i residenti e i gestori di locali, ristoranti e bar. Questi quartieri esistono in tutte le città e le metropoli internazionali, si fondano su una destinazione d'uso condivisa, su regole ragionevoli e certe, limiti fisiologici al caos e al rumore. Basta che ognuno faccia la sua parte. Il Comune con un piano del traffico e dei parcheggi che permetta prima di tutto la sopravvivenza di chi ci vive. I Consigli di Zona con prese di posizioni non solo antagoniste. I commercianti con il senso della misura e il rispetto per gli abitanti. Delle regole. La polizia, non solo municipale, con un monitoraggio quotidiano, multe e ammende a chi sgarra. I diritti doveri valgono anche per la movida: per chi ci lavora, per chi si diverte, per chi ci guadagna. Perchè duri fino all'estate del 2015. Almeno.

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La burocrazia uccide il futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1025 Commento La burocrazia uccide il futuro Commento --> La legge va rispettata, sempre. Se il titolare della Vecchia trattoria ha sbagliato sta pagando a caro prezzo l'errore. Una mazzata da lasciare tramortito un toro. Ristorante chiuso, personale a casa e danno d'immagine difficilmente quantificabile. Quanto tempo ci vorrà per mettere a tacere il chiacchiericcio gastronomico capace di decidere fortune o disgrazie di un ristorante che punta verso l'olimpo della gastronomia, o più semplicemente offrire ai clienti un servizio in più: per esempio cenare all'aperto respirando la brezza del maestrale. Magari in un gazebo, quello che ha determinato la chiusura del locale. Perché quattro anni di battaglie e migliaia di euro contro la burocrazia di Asl e Comune alla fine si sono risolte in una sconfitta. Cibi conservati alla perfezione, cucine senza topi e blatte, servizi igienici immacolati, ma il gazebo dà fastidio evidentemente a qualche funzionario che del mondo ha visto poco. E ha purtroppo idee e poteri che gli consentono di mantenere Cagliari al palo. La Cagliari città turistica, ovviamente.

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De Nicolo prende la mira Punta a salire sul podio (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT LEGNANO pag. 27 De Nicolo prende la mira Punta a salire sul podio Il tiratore parteciperà alle gare di carabina di LUCA DI FALCO ? LEGNANO ? IN QUESTI GIORNI è tra i protagonisti della prova di Coppa del Mondo alla Cagnola di Milano, Marco De Nicolo è l'unico legnanese a partecipare a Pechino 2008, essendosi guadagnato a suo tempo la carta olimpica. E proprio in Cina recentemente il tiratore del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, che difenderà i colori azzurri nelle gare di carabina, ha già fatto un utile sopralluogo in occasione di una prova di Coppa del Mondo. "Il poligono che ospiterà la gara olimpica - racconta - è davvero molto bello. La struttura è avveniristica e l'organizzazione cinese non ha evidentemente badato a spese per allestire il meglio possibile nel campo del tiro a segno". Marco si è poi trovato bene in questo primo approccio, che gli ha fatto pregustare il clima che troverà poi ad agosto. "Ci hanno riservato una calda accoglienza. Specialmente i giovani mi hanno colpito: vivono davvero con molto entusiasmo l'arrivo di una storica competizione olimpica per il proprio Paese. L'unico neo di questa nostra trasferta è stata solo la burocrazia". Poi un altro fattore, questa volta climatico, ha colpito il tiratore gialloverde: "Lo smog si vede proprio ad occhio nudo". Questo assieme al caldo umido sarà tra le principali incognite di tutti gli atleti in gara. E anche chi si dovrà misurare nel tiro a segno in poligono, dovrà fare i conti con questo genere di problemi, dato che le pesanti tute che indossano i tiratori a propria protezione, qualche problema per la resistenza al caldo lo porranno certamente. Dopo le Olimpiadi, Marco coronerà il suo sogno d'amore con la fidanzata Nicoletta e spera chiaramente di portare in "dote" qualche medaglia importante in questa sua terza Olimpiade, dopo le precedenti esperienze di Sydney 2000 ed Atene 2004. "La concorrenza sarà molto agguerrita a partire dalla stessa Cina, che giocando in casa, ci terrà sicuramente a fare una bella figura, poi tra americani ed tiratori dell'Europa orientale sarà sicuramente una bella lotta", conclude.

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Troppi tagli per i piccoli ospedali, dalla cisl accuse ai vertici della asl (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Troppi tagli per i piccoli ospedali, dalla Cisl accuse ai vertici della Asl SANITà "Compiono un delitto perfetto" ORISTANO. "Un delitto perfetto", con l'assassino che ancora una volta prende le mosse dall'ospedale di Ghilarza. è il segretario provinciale della Cisl, Antioco Patta, a lanciare un atto di accusa contro la Asl e il direttore generale. Cosa non nuova visto che dall'insediamento della giunta Soru e del nuovo manager Antonio Onnis, il sindacato ha più volte puntato il dito contro la gestione della sanità oristanese, peraltro non ottenendo quasi mai sponda nelle altre organizzazioni sindacali che invece a più riprese hanno condiviso l'azione del direttore generale. Il muro contro muro comunque continua e come farebbe un pubblico ministero, in attesa di eventuali arringhe difensive e di repliche, Antioco Patta enumera i reati di cui la direzione della Asl si è resa responsabile: "Ancora una volta parte da Ghilarza l'azione demolitoria dei servizi. Una vera e propria destrutturazione del sistema sanitario a partire da quello ospedaliero, che ha preso l'avvio con la smobilitazione di ostetricia-ginecologia e la conseguente chiusura del punto nascite ma che prosegue con la riduzione delle attività sia di medicina che di chirurgia". Accuse documentate con un elenco: "Già nei mesi scorsi infatti il responsabile del reparto di chirurgia, dottor Porcu, con una parte della sua equipe, è di fatto trasferito ad operare altrove lasciando a Ghilarza solo i piccoli interventi programmati con conseguente eliminazione degli interventi di emergenza. Ora è la volta di medicina che vede in partenza la responsabile di reparto con l'intera equipe (la dottoressa Asproni), che è una sorta di istituzione locale Addirittura sembra che anche alla dottoressa Bandinu (stimato medico anche del consultorio) e a quello che resta di ostetricia-ginecologia, siano state prospettate ipotesi di trasferimento". è questo il coronamento di quella che la Cisl indica come una vera e propria azione demolitoria di servizi considerati da tutti eccellenti. Ma le colpe non si fermano alla Asl: "Quanto sopra avviene nel silenzio insidioso della burocrazia interna abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza come la nuova frontiera dell'assistenza domiciliare (che non riesce a garantire più di due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe dolorosissime o forme di non-deambulanza gravi), la deospedalizzazione ed il rafforzamento delle strutture para-ospedaliere (che fine ha fatto il tanto strombazzato centro Alzeimher di Abbasanta?). Noi siamo pronti a scommettere che non se ne farà nulla". Ma questa per la Cisl è solo la punta dell'iceberg, perché il piano di ridimensionamto sta andando a toccare anche gli ospedali di Bosa "al punto che in Planargia, anche i sindaci che si staccarono dalla protesta di Ghilarza confidando sulle promesse del direttore generale ormai rimpiangono i tempi di Nuoro", e il San Martino di Oristano. Dove si assiste a "code e attese di ore presso il pronto soccorso e a visite specialistiche fissate anche a sei mesi di distanza", che sarebbero la diretta conseguenza della destrutturazione di alcuni servizi nelle strutture minori dell'entroterra, che ora subiranno anche il dimezzamento delle guardie mediche. Perchè tutto questo? La risposta di Antioco Patta è che al risparmio sulle spese generali corrisponde un aumento del premio di risultato ai dirigenti. "Incredibile - conclude il segretario della Cisl - la nostra civiltà si evolve nel settore sanitario offrendo premi ai dirigenti che tagliano servizi ai più bisognosi". (e.c.).

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Madre coraggio made in Brianza (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA STORIA pag. 16 Madre coraggio made in Brianza Combatte da 8 anni contro le "barriere" per il figlio affetto da tetraparesi di VERONICA TODARO ? VAREDO ? "NON SONO una mamma isterica, che sfoga le sue angosce attraverso una lotta contro il Comune. Sono solo una mamma che vuole far vivere una vita il più normale possibile a suo figlio, ma che purtroppo non viene aiutata in nessun modo dalle istituzioni locali, anzi mi trovo porte sbattute in faccia e incaricati che glissano ogni richiesta. E' da più di un anno che faccio segnalazioni verbali all'Amministrazione, senza ottenere riscontro. Adesso mi sono stancata di essere presa in giro e credo sia giusto portare alla luce le difficoltà che sto affrontando". Si sfoga così Sabrina Simonetti, mamma di Lorenzo, un dolcissimo bambino di 8 anni affetto da tetraparesi spastica, con capacità motorie compromesse e quindi su una carrozzina elettrica dalla nascita, che non riesce a capacitarsi di come non si possa intervenire per rendere meno difficile la vita del suo piccolo ma anche di tante altre persone disabili che ogni giorno si trovano a dover combattere contro le barriere architettoniche e spesso contro la burocrazia. "Mio figlio frequenta la terza elementare dell'Istituto Comprensivo Aldo Moro - racconta la mamma -. In questo istituto lo scorso anno sono stati effettuati lavori edili durante i quali è stata realizzata una nuova uscita di sicurezza, l'unica via di fuga se l'uscita principale fosse inaccessibile. Proprio l'uscita di sicurezza rappresenta una barriera architettonica perché realizzata con un pianerottolo di dimensioni ridotte e con una rampa di scale, la cui non conformità è già stata riscontrata da un tecnico". Lorenzo però deve affrontare quotidianamente anche tutta un'altra serie di problemi. Ad esempio lo stato del manto stradale in corrispondenza del parcheggio disabili in viale Brianza, di fronte alla scuola, in condizioni tali da non garantire un sicuro utilizzo da parte di portatori di handicap e loro accompagnatori. "In più sul lato del marciapiede sono posti dei ferri di cavallo che mi impediscono di aprire la portiera dell'auto e scaricare Lorenzo in modo sicuro: sono costretta a prelevare Lorenzo dal lato strada a mio rischio e pericolo in quanto la mattina alle 8.30 il traffico delle auto è sostenuto. La cosa assurda è che l'incaricato del comune, per ovviare a questo problema, mi ha consigliato di parcheggiare nel posto che è riservato alla polizia municipale: non ho parole. La presenza di dislivelli e buche nel terreno hanno causato per ben due volte il ribaltamento di mio figlio, fortunatamente senza causando danni solo alla carrozzina", ha proseguito Sabrina Simonetti. Senza contare buche, avvallamenti e dislivelli su marciapiedi e in corrispondenza di attraversamenti pedonali, che rappresentano un disagio e un pericolo non solo per chi si trova su una carrozzina. L'ultima richiesta in ordine di tempo, tra le tante lettere fatte pervenire al Comune, è quella per avere la possibilità di ricevere assistenza, durante l'oratorio feriale, nella Parrocchia Santa Maria Regina. "MI SONO sentita dire che non ci sono le risorse a bilancio per pagare un educatore che si rechi in oratorio. Purtroppo questa è una spiegazione che a un bambino di 8 anni non può essere data. Quando mio figlio mi chiede "Perché non posso andare all'oratorio", cosa dovrei rispondere? Che l'oratorio è un luogo privato e quindi non ha diritto ad avere un educatore se non pagato da mamma e papà? Nonostante il "rifiuto" del Comune ho comunque dato la possibilità a mio figlio di scegliere di fare quello che fanno i suoi amici: ho pagato una persona che stesse con lui durante l'oratorio feriale. Tra l'altro si tratta di un'attività extra-scolastica: mi chiedo quindi perché per l'assistenza in quella sede mi debba interfacciare con l'Ufficio Scuola, che con la Parrocchia e l'oratorio non ha nulla a che fare. La nostra non è stata e non è una richiesta di denaro. Non siamo benestanti ma non siamo neanche una famiglia in situazione di bisogno: siamo soltanto una famiglia che fa tutto il possibile per rendere un po' meno difficile la vita ad un bambino diversamente abile".

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COSA devono fare gli operatori dell'area della comunicazione per rimanere competitivi? C'& (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA pag. 7 COSA devono fare gli operatori dell'area della comunicazione per rimanere competitivi? C'&... COSA devono fare gli operatori dell'area della comunicazione per rimanere competitivi? C'è un futuro per le piccole imprese grafiche, fotografiche e multimediali nello scenario della globalizzazione? Le imprese della comunicazione sono gravate dal peso della burocrazia e da una eccessiva tassazione, e da continue normative a cui le aziende si devono adeguare. Le aziende richiedono chiarezza sugli adempimenti e il pagamento di tasse ed oneri. Per non incorrere in sanzioni è bene avere chiaro il quadro normativo. La Confartigianato da tempo si batte per una semplificazione burocratica e alleggerimento fiscale e per valorizzare le imprese regolari. Nell'occasione verranno illustrate anche la nuova normativa in materia di diritti di autore. E' per questo che la Confartigianato Comunicazione ha organizzato in collaborazione con la Siae un convegno per domani alle ore 9 presso il centro direzionale Confartigianato Via Fioretti 2/a Ancona, in cui si parlerà di diritti d'autore per immagini e musiche a cui parteciperà il dott. Verdolini funzionario della Siae di Ancona.

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L'ASSESSORE ai Servizi Sociali del Comune di Cattolica Salvatore Epiceno con (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CATTOLICA E VALCONCA pag. 15 L'ASSESSORE ai Servizi Sociali del Comune di Cattolica Salvatore Epiceno con... L'ASSESSORE ai Servizi Sociali del Comune di Cattolica Salvatore Epiceno conferma la fuga di badanti. "A Cattolica sono quasi un centinaio le famiglie che ricorrono ad incarichi affidati a badanti _ spiega Epiceno _ ma vorrei tranquillizzare tutti. Le badanti che tornano a casa sono principalmente quelle che faticano a regolarizzare la propria posizione anche per una mancanza di serietà e collaborazione da parte dei datori di lavoro. Che fortunatamente sino ad ora sono una minima parte. Dunque, io credo che anche in vista di nuove leggi ancor più rigide, solo chi regolarizza la posizione di tali signore può evitare un loro ritorno in patria. Sicuramente il servizio che ricoprono per certe famiglie è fondamentale. E d'altronde - aggiunge - se queste donne si trovano bene, vengono rispettate e remunerate come la legge prevede, difficilmente ripartono". Di sicuro però c'è pure chi, burocrazia o meno, sceglie di tornarsene a casa con i propri guadagni dopo alcuni anni in Italia. "Questo succede _ continua Epiceno _ ma si tratta di una minima parte. La burocrazia fa il resto, ma con le nuove leggi che sono in arrivo la burocrazia sarà sempre più vincolante".

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Federalismo fiscale già nel Dpef (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL MINISTRO DEL WELFARE "Federalismo fiscale già nel Dpef" Sacconi accelera. E apre ai sindaci: "Più risorse ai Comuni" "Non è nella nostra agenda la modifica dell'articolo 18" VOLPAGO (Treviso). Il federalismo fiscale potrebbe essere già nel Dpef a giugno. Lo ha detto il ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, a margine dell'assemblea degli industriali di Treviso. "Il federalismo fiscale - ha spiegato Sacconi - è tra i primi impegni presi in campagna elettorale con Tremonti che ci porterà presto una proposta con la manovra di giugno". Il ministro trevigiano apre quindi alla richiesta dei sindaci veneti sulla necessità di risorse economiche agli enti locali. "La richiesta dei sindaci - ha sottolineato - è comprensibile anche perché gli enti locali veneti sono sempre stati penalizzati da quando, alla fine degli anni '70, si affermò il principio della spesa storica con i trasferimenti legati alla spesa passata. I viziosi furono premiati e i virtuosi no".. Federalismo subito, insomma, come il territorio chiede a gran voce. Ma non solo: secondo il neo ministro, il Governo è pronto anche a snellire le procedure per le imprese e a ridurre la burocrazia. Tra le iniziative "il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola - ha detto Sacconi - e della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro". La riforma è già pronta - secondo Sacconi - ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione "perché la semplicità deve essere la regola". Decentrare e snellire, snellire e decentrare: Sacconi dice quello che gli industriali vogliono sentire. Il neo ministro strizza anche l'occhio alla platea quando parla della detassazione degli straordinari: "Qui a Treviso - dice - la piccola impresa applica già la detassazione degli straordinari". Sorrisi. Pagandoli in nero? Non si può dire. Altro capitolo, quello dell'articolo 18: "Una modifica non è in agenda", dice Sacconi, che poi parlando di scuola aggiunge: "La formazione, oggi, è il post-moderno articolo 18: è l'unica capace di garantirti che non perderai il posto di lavoro". Il clima è di fiducia, per non dire entusiasmo. Il cambio di governo ha dato una scossa agli imprenditori, che lo dicono senza timore. Sacconi e Zaia respirano a pieni polmoni il consenso che si respira a villa Gasparini Loredan. L'opposizione? Nominata solo di striscio, ma Sacconi garantisce che il clima è costruttivo. "Il Pd e il ministro ombra Enrico Letta con cui mi sono già confrontato - dice il ministro "luce" - hanno condiviso l'obiettivo e i principali contenuti dei provvedimenti per il sostegno del reddito delle famiglie. Mi sembra che la posizione dei pochi critici sia isolata". (f.p.).

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Artigiani, protagonisti non <subordinati> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Artigiani, protagonisti non "subordinati" Un nuovo modello di rappresentanza che veda le piccole imprese finalmente protagoniste delle scelte del territorio e nazionali, ma anche i classici "problemi" che affliggono il mondo delle imprese: "La riduzione della spesa pubblica, l'eliminazione degli sprechi come per esempio i costi della politica, e la diminuzione della pressione fiscale su imprese e famiglie". Sono i temi che il presidente dell'Associazione artigiani di Bergamo Angelo Carrara ha preso in esame nella sua relazione, sottolineando come "punti irrinunciabili" quello "della promozione del ruolo della micro e piccola impresa, la liberalizzazione dell'azienda da costi e vincoli (come fisco, burocrazia, energia e giustizia), e la valorizzazione del lavoro indipendente". Temi che hanno trovato sponda in tutti i politici intervenuti all'assemblea: Gregorio Fontana (Pdl), in particolare, ha rilanciato sulla necessità di "dar vita ad un patto di consultazione con le categorie produttive" individuando Imprese&Territorio come "l'interlocutore giusto". Linea che ha trovato l'intesa anche di Giacomo Stucchi (Lega), che ha ribadito come l'impegno del governo stia andando "nella direzione di risolvere i problemi esistenti", così come di Giovanni Sanga (Pd) che ha evidenziato la necessità di un dialogo aperto sui temi e, per il territorio, di completare i piani infrastrutturali già delineati in precedenza sostenendo la valenza del federalismo fiscale. Dialogo che va esteso anche al livello regionale, come ha sottolineato Carlo Saffioti (Pdl), presidente della commissione Attività produttive della Regione Lombardia. Nello specifico del tema del nuovo modello di rappresentanza per gli artigiani e le piccole imprese si è soffermato il presidente regionale di Confartigianato Giorgio Merletti: "Bergamo è capofila di questa nuova stagione: Imprese&Territorio ha scatenato non pochi mal di pancia. Prova ne è l'iniziativa di Assoartigiani portata avanti da Confindustria che, in risposta a Imprese&Territorio è proprio partita da Bergamo con quella che si annuncia la sua nuova "stagione di caccia" nel territorio artigiano". Anche perché, come Merletti ha affermato a chiare lettere riferendosi (ma senza mai citarla apertamente) all'Unione artigiani del presidente Remigio Villa, "in questo territorio c'è chi si vende. Faccio però fatica a capire come possa essere rappresentato il mondo artigiano là dove sono contemporaneamente rappresentate grandi imprese del calibro delle Ferrovie, di Alitalia o Sea. Noi preferiamo orientarci verso rappresentanze che vanno in una direzione opposta: dove ha un senso dire "prima ci siamo noi piccoli"". E Merletti si è spinto oltre nelle critiche: "Mi dicono che nessun rappresentante di Confindustria oggi sia in sala: un peccato per loro. Noi non ci dimentichiamo, comunque, di un ex presidente Montezemolo che solo qualche mese fa alzava il dito indicando coloro che, secondo lui, erano "gli evasori"...". Agli inviti al nuovo governo per non appiattirsi sulle posizioni solo confindustriali ha fatto eco a Merletti anche il segretario nazionale di Confartigianato Cesare Fumagalli: "Serve un confronto aperto sui temi e noi dobbiamo essere protagonisti forti del nostro radicamento territoriale. La priorità assoluta per il mondo artigiano è la crescita economica: ce lo impone la globalizzazione". Fumagalli soffermandosi poi sulla necessità di "liberare l'impresa" dai tanti vincoli che la bloccano ha lanciato la sfida al sindacato: "Occorre rilanciare sulla contrattazione laddove non siamo riusciti a farlo nei mesi scorsi anche per una certa parte sindacale. È necessario riprendere, anche forzando, il confronto sindacale: qualche categoria significativa ha i numeri e le potenzialità per rilanciare il dibattito. Servono accordi regionali e la Lombardia può provare a forzare sui contratti". Accenno all'esperienza bergamasca di Imprese&Territorio anche da parte di Fumagalli: "Confartigianato è consapevole dei cambiamenti in atto: stiamo in mezzo a Confindustria e sindacati, insieme ad una serie di altre confederazioni. La scelta è andare da soli o dar vita a una federazione di categorie. Bergamo, non a caso, è un "sistema" confortante. La scelta da fare è crescere insieme, per vincere". P. P.

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Tiziano bianchi ALA - Era un uomo libero, Gabriele (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tiziano bianchi ALA - Era un uomo libero, Gabriele tiziano bianchi ALA - Era un uomo libero, Gabriele. E avrebbe voluto essere libero, e volare sulle ali del vento, anche dopo la morte. Ma qualcuno gliel'ha impedito. Qualcuno, l'ottusità della burocrazia prima di tutto, glielo impedisce. Mamma Loretta, con le lacrime agli occhi, legge le ultime volontà di suo figlio scritte qualche tempo prima di morire su un quaderno di appunti: "voglio che le mie ceneri siano disperse al vento e voglio essere accompagnato dalla musica dei Pink Floyd e di Vasco Rossi". La sua musica, almeno quella, Gabriele l'ha avuta: gli è stata dedicata durante il corteo funebre che ha accompagnata la sua salma. Ma non ha avuto la sua libertà. La libertà di correre sulle ali del vento: ora le sue ceneri riposano, si fa per dire, chiuse dentro un anonimo loculo del cimitero di Ala. I regolamenti, la burocrazia, gli uffici, impediscono alla sua famiglia di far volare l'anima di Gabriele. Gabriele Cazzanelli morì improvvisamente lo scorso 15 gennaio, nella sua casa di Lavarone. Un arresto cardiaco a 33 anni. Lassù, sugli altipiani, dal 2002, Gabriele gestiva il bar al Centro. Un leader. Un ragazzo innamorato della vita tanto quanto della politica: ad Ala era stata uno dei rifondatori della sezione autonomista cittadina. Prossimamente gli sarà intitolata la sezione delle stelle alpine della città. A Lavarone i ragazzi del suo bar gli stanno già organizzando un memorial di calcetto. "Ha vissuto poco ma ha lasciato un grande segno nella sua comunità", raccontava ieri la mamma Loretta. Eppure le sue ultime volontà, a 4 mesi dalla morte, sono violate e negate. Loretta vorrebbe disperdere parte delle le ceneri del figlio, e tumularne una parte in una tomba di famiglia "per permettere a tutti i suoi amici di avere un luogo dove ritrovarlo". Ad Ala non glielo permettono. Il regolamento cimiteriale consente la dispersione delle ceneri solo dentro l'area cimiteriale. E nessuno ha voglia di cambiarlo. Una proposta di modifica, sull'esempio del regolamento di Rovereto modificato nel luglio 2007, è approdata in giunta comunale lo scorso 7 febbraio a cura dell'assessore Zendri. Ma li si è arenata. E non se ne è saputo più niente. La situazione potrebbe cambiare con il disegno di legge Andreolli - Barbacovi, appena licenziato dalla commissione. Ma per ora le cose stanno così: ogni Comune è libero di fare ciò che vuole e così succede che ad Ala anche la morte debba subire le ingiurie della burocrazia e della lentezza della politica. "Ho provato a parlarne con il sindaco - racconta mamma Loretta - ma non ne ho cavato niente, se non risposte vaghe ed evasive. Qualche volta addirittura scortesi e indifferenti. Ho provato a parlarne con gli uffici e ho avuto risposte ancora diverse. Ora non so più cosa fare. So solo che voglio rispettare la volontà di mio figlio". Già, ma le ceneri di Gabriele sono imprigionate dentro un loculo cimiteriale e le autorità non vogliono restituirle alla famiglia. I regolamenti prima di tutto. E i regolamenti, a differenza del buon senso, non conoscono l'umana pietas. 25/05/2008.

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Il quarto berlusconi (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N EDITORIALE IL QUARTO BERLUSCONI di SERGIO BARALDI Era da tempo che non si registrava una simile luna di miele tra il governo e il Paese. Berlusconi sta mostrando all'Italia una nuova immagine di sé: più sobria, più rispettosa delle regole istituzionali, più aperta al dialogo con l'opposizione. Inoltre, è riuscito a trasmettere l'idea di un esecutivo che vuole por subito mano ai nodi strutturali: rifiuti, sicurezza e immigrazione, infrastrutture, economia. Il premier sembra raccogliere le domande degli italiani, anche di coloro che non lo hanno votato, e questo atteggiamento gli viene riconosciuto. Le parole con le quali il nuovo presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, lo ha salutato sembrano indicative del credito che gli viene aperto. La nuova leader degli industriali, infatti, ha sottolineato come questa fiducia sia basata su una ragione fondamentale: il voto ci ha restituito un sistema politico diverso dal passato, questo autorizza a pensare che i problemi possano essere affrontati. C'è un governo con un ampio mandato degli elettori; c'è un nuovo clima politico, con il Pd che attua una strategia d'opposizione rigorosa, ma non imperniata sul muro contro muro. Berlusconi e Veltroni hanno contribuito a disegnare un quadro più civile e moderno. Si può quindi avere fiducia? Per rispondere occorre rovesciare la domanda: il nuovo governo riuscirà a corrispondere a questa fiducia? Questa è la sfida che il Berlusconi silenzioso di oggi sa di dovere affrontare. Il premier ha sottolineato come lo Stato debba essere presente e far valere la sua autorità. Giusto. Ma il problema è appunto questo: con quali strutture, con quali burocrazie, con quali apparati e quali politici locali? Forse dovremmo aggiungere: con quali cittadini? Con quelli che manifestano e dicono né discariche né inceneritori? O con i sindaci che capeggiano la protesta in Campania o nella Val di Susa contro la Tav? Tutte persone che hanno le loro ragioni, ma che sono la sintesi della italianità media, che ciascuno di noi nasconde dentro di sé. L'italianità che ha sempre opposto i particolarismi all'interesse generale, le rendite di posizione alle necessità del Paese, che ha frenato, bloccato con il potere d'interdizione delle corporazioni. L'Italia dei furbi, che rispunta ora nel decreto che salva Rete4, la tv del premier, dal satellite. Questa Italia conservatrice esiste indipendentemente da Berlusconi. Ma il fatto è che Berlusconi l'ha interpretata. Ne ha costituito la figura emblematica. Ne ha rappresentato paure, interessi. Le ha dato una casa. Il Berlusconi che oggi vuole affrontare con mano ferma i nodi strutturali del Paese è un Berlusconi che deve fare i conti con se stesso. Che deve realizzare il miracolo di contraddire molte cose con cui è stato identificato. Che deve compiere le scelte non per conquistare il consenso dell'italiano medio, ma per l'Italia che attende. Il Berlusconi statista dovrà dismettere il vestito del populismo, con il quale ha vinto le elezioni, e indossare quello dell'uomo di governo. Dovrà essere pronto a pagarne i prezzi, primo dei quali il rischio d'impopolarità. Questo significa che se non si affermano il ruolo delle istituzioni e i doveri (non solo i diritti) di cittadinanza, sarà difficile progredire. Se non si affronteranno i nodi culturali, politici, materiali che immobilizzano l'Italia, gli atti del governo rischiano di rimanere atti simbolici, che produrranno un consenso temporaneo. Non basta varare questa o quella misura, sulla cui adeguatezza possiamo discutere, se non si aggredisce il dato di fondo: l'urgenza di rifondare lo Stato e l'identità del Paese. Un'identità debole anche perché deboli sono state le istituzioni. Per questo le riforme sono il passaggio decisivo per tutti. Le condizioni per cambiare ci sarebbero: l'Europa ci spinge a compiere scelte più efficienti; il declino incombente toglie argomenti a favore dei conservatori. Tra molte incertezze, il Pd deve trovare il coraggio di non tornare indietro, come ha fatto quando al ponte sullo Stretto del governo ha contrapposto l' idea di fare dei salari la priorità. Invece, il quarto Berlusconi dovrà credere in ciò che dice, sfidare la sua identità, se davvero intende cambiare volto all'Italia. A essere forte non dovrà essere solo il governo. Dovrà esserlo il Paese.

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Cannavò in Tribuna: Marzio, mio eroe (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

In redazione per vedere la tappa, poi da Marton a presentare l'ultimo libro "Pretacci". Contro la burocrazia dello sport e il distacco della Chiesa Cannavò in Tribuna: "Marzio, mio eroe" La grande firma celebra il Giro e il cronomen di Piadera: mitici i suoi asini "Il doping ha distrutto i miti di Pantani e Basso ma il ciclismo resta" MASSIMO GUERRETTA Seguire in tivù una tappa del Giro con Candido Cannavò è come vedere un film western con Clint Eastwood. Lo sguardo si sposta verso il monitor, ma lui non ferma il dialogo, non sposta l'attenzione tra le memorie e la salita verso il Pampeago. Ieri pomeriggio il direttore della Gazzetta (lo è stato per 19 anni, oggi è l'opinionista di punta della rosea) è passato in visita alla tribuna, fermandosi in redazione per vedere le fasi decisive della 14ª tappa del Giro, da Verona alla Val di Fiemme. Poi ha presentato la sua ultima fatica editoriale, "Pretacci", nella sala conferenze della libreria Marton-Ubik, per un incontro con il pubblico trevigiano. Prima aveva fatto in tempo a stilare le pagelle dei "nostri" corridori impegnati nella corsa rosa, mentre salivano verso il passo Menghen. "Bruseghin è un eroe - racconta - ha costruito un vero personaggio. I suoi asini sono diventati ormai un simbolo: pare il ciclista di una volta, che cura i propri animali e poi trova due ore di tempo per allenarsi. E lui è riuscito a ritagliarsi uno spazio, dimostrandosi corridore capace soprattutto a cronometro, è lì che emerge la sua classe, da ciclismo all'antica". Gli altri stanno dietro: "Pelizzotti sta facendo un signor giro, si vede che ora ha la squadra, riesce a dire la sua anche in salita. Anche Lorenzetto non è male. Dall'Antonia è all'esordio, Gatto e Pagliarini si sono ritirati adesso". E poi c'è Priamo. "Uno con un nome così non può che segnare la corsa: ha la classe di un re. Qui poi avete Pinarello, che è un altro personaggio mitico delle nostre strade". Non è riuscito a tenere il conto delle tante avventure vissute al Giro: "Anche perché non ne ho mai visto uno intero: per un motivo o per l'altro ci sono rimasto 2-3 giorni di seguito al massimo, poi ho fatto altro". La tappa si accende. E via col pronostico: "Sella ormai è andato, non credo che la salita finale distribuirà distacchi significativi". Tappa letta in anticipo, mancava solo il nome di Menchov. Il Giro, quindi, è ancora tutto da decidere. "Possono vincerlo in tanti: Di Luca, Contador, Riccò. Il tema di quest'anno sono proprio i giovani, o le sorprese come Visconti e Nibali". Non manca il suo riferimento, tanto genuino quanto doloroso, al doping: "E' la gente a dar forza al ciclismo. Che in questi anni si è fatto del male, come chi tenta di suicidarsi per dieci volte ma fallisce sempre, non riesce a morire. Eppure ha distrutto dei miti come Pantani e Basso, mentre il mio ricordo più bello è sempre legato a Bartali". Anche se il mondo dello sport si allontana dalla gente. "La vicenda Pistorius è significativa: a 11 mesi non aveva più le gambe, non poteva compiere i primi passi, non poteva calciare un pallone, non poteva correre. Ma è un prodigio: si immagina campione, e lo diventa. Poi la burocrazia dello sport ha deciso di fermarlo, qualcuno gli ha detto che non poteva più correre: grazie a Dio si è ripianato al misfatto". E' proprio l'aspetto religioso a interessare Cannavò nell'ultimo lavoro letterario. "Anche la chiesa, come lo sport, si è allontanata dalla gente. Nel libro racconto delle storie di strada, con i "preti da marciapiede". Uomini diversi da ciò che ho visto a Catania nei giorni seguenti all'omicidio Raciti, allo stadio. La città era socialmente devastata, ma non si poteva fermare la cerimonia del martirio di Sant'Agata: il cardinale ha rivolto solo due parole alla famiglia distrutta dal dolore, preferendo un trattato di teologia. Serve ora una spinta della chiesa verso il marciapiede". Intanto i corridori faticano in salita. "Rimane la meraviglia, anche dopo tanti anni, della capacità di questi uomini di regalare un sogno a chi arriva fin lassù".

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Quello che vorrei lasciare (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quello che vorrei lasciare al figlio che vorrei avere Premetto che non ho figli. Desidero molto averne, ma con la persona giusta. Con quella che pensi che fare un figlio voglia dire cercare di lasciare in eredità al mondo quanto di meglio si è fatto o pensato nella propria esistenza. Una persona che non pensi che un figlio va fatto perché diversamente "chi avrà cura di me quando sarò vecchio". E peggio ancora non vorrei fare un figlio con una che pensa che i figli debbano realizzare i propri sogni inespressi, che debbano fare tutto quello che non si è fatto nella propria vita, che debbano avere tutto quello che non si è potuto avere nella nostra. Va bene, voi direte, sono buoni propositi che poi si debbono concretizzare e la natura umana è quella che è, ma su questo credo di non accettare compromessi. Così come in questi giorni fatico a capire come sia possibile che un genitore sia totalmente insensibile alla sofferenza di un figlio, che sia in grado addirittura di creare ulteriore sofferenza allo stesso. E sì che i figli sono l'espressione dei genitori stessi, sono forse gli unici che avranno memoria di mamma e papà quando non ci saranno più, dei loro gesti, dei loro segni di affetto, delle loro carezze e anche delle loro sofferenze. Gli unici che debbono la loro vita a loro, che li hanno messi al mondo. E allora non capisco, non capisco perché non riconoscere nei figli un pò di noi stessi, e perchè non volergli bene e non accudirli da grandi, nei momenti di difficoltà, così come è stato quando erano piccoli e indifesi. Perchè in fondo noi, figli, è questo che ci aspettiamo dai nostri genitori, che ci vogliano bene come ne vogliamo noi a loro, che ci amino come noi amiamo loro. Che nei momenti di bisogno, quando torniamo ad essere dei piccoli bambini indifesi, ci accolgano a braccia aperte per scaldarci, ancora una volta, con il loro affetto. N.Z. E-Mail Così Fornari ha salvato la storia di Aldo Piccoli In occasione del bicentenario del liceo Canova di Treviso, è stato pubblicato un ponderoso volume di 545 pagine, ricco di documenti, ricostruzioni, testimonianze, ricordi. Vorrei soffermarmi su un singolo apporto per la sua forza emotiva, senza voler sminuire gli altri: quello di Giuseppe Fornari, che ha profuso intelligenza e sensibilità nell'impegno di "salvare la storia" di Aldo Piccoli: professore amatissimo, scrittore e poeta non conformista e non apprezzato quanto meritava (anche post portem), forse poco compreso nella sua grandezza modesta. Ne è uscito un ritratto vivido e commovente che ha fatto rivivere, in chi ha avuto la fortuna di averlo come docente, la sua profondità coniugata con la leggerezza, il suo sguardo fanciullesco, divertito e curioso del mondo, che penetrava in te, incerto adolescente, cogliendo la tua essenza, invisibile agli occhi degli altri adulti: per lui eri una persona unica, irripetibile, di cui amava profetizzare persino il destino. Piccoli non aveva l'aria superiore di tanti intellettuali che "se la tirano": amava piuttosto a proporsi come anti-eroe alla maniera sveviana, imbranato, umoristico e tenero. Grazie anche per aver ricordato, accanto a lui, la grandissima Emilia Zambon, che Fornari definisce "splendidamente inattuale, nella sostanziale indifferenza ai contenuti che contrassegna l'attuale corso scolastico e culturale". Per centinaia di alunni, entrambi sono stati due colonne della formazione che impartiva il Canova negli anni '70 e '80: l'una rappresentava la razionalità, il rigore logico ed etico, la geometria del pensiero; l'altro la poesia, la sensibilità, l'ineffabile dell'animo umano, nelle sue infinite contraddizioni. Grazie a loro, grazie a Giuseppe Fornari. Francesca Meneghetti Treviso Quando ogni problema è "colpa dello Stato" Se l'industriale delocalizza l'industria è colpa dello Stato. Se i clandestini vengono assunti in nero da imprenditori furbi è ancora colpa dello Stato che non vigila e non fa buone leggi. Troppe tasse e troppa burocrazia in Italia e gli imprenditori emigrano. E' vero. Però molti dimenticano il costo dello Stato sociale: la nostra sanità è tra le migliori, ma ha un costo; la scuola pubblica ha un costo; gli enti inutili (tremila) hanno un costo; il clero ha un costo; l'esercito ha un costo; la giustizia ha un costo; le forze dell'ordine hanno un costo; la burocrazia elefantiaca ha un costo; i 20 mila insegnanti di religione hanno un costo; i pensionati hanno un costo; le scuole private sovvenzionate indirettamente hanno un costo. Ancora: le centomila auto blu hanno un costo; gli stipendi dei 500 mila politici in attività hanno un costo; il finanziamento ai partiti (bocciato da un referendum...) ha un costo; gli ottomila comuni (basterebbero 3 mila) hanno un costo; il finanziamento ai giornali di partito e alla carta stampata ha un costo; l'evasione fiscale ha un costo; le circoscrizioni in ogni città hanno un costo; le consulenze esterne richieste dagli enti pubblici hanno un enorme costo; gli interessi pagati dallo Stato sui titoli emessi (70 miliardi annui) hanno un costo; gli sprechi degli enti locali (anche del Nord) hanno un costo. Chi rinuncerebbe a una carriera politica super pagata? Chi rinuncerebbe ad un impiego in un ente inutile? E' certo che molti italiani vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca. Franco Vicentini Treviso Una lettera aperta al presidente Napolitano Caro Presidente della Repubblica, non le nascondo la mia delusione e quella di tanti miei amici quando per la giornata della memoria, nel suo discorso, Lei ha paragonato il comunismo al fascismo. Non so cosa c'entrino gli orrori di Stalin, se è questo che lei intendeva, con il comunismo. E' come se volessimo attribuire alla nostra Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza gli orrori commessi per tanti anni dalla ex Dc con le stragi di Stato: Bologna, Ustica, Italicus, Brescia, il delitto Moro ecc. e di tutti i morti sulle piazze italiane da Portello della Ginestra, Avola, Battipaglia, fino ai morti di Reggio Emilia uccisi dalla Polizia di Scelba (democristiano), solo perché chiedevano un posto di lavoro o un pezzo di terra da lavorare. Oppure della discriminazione anticomunista per opera della Gladio clandestina democristiana e fascista, dove furono cacciati dai posti di lavoro tanti comunisti e valorosi partigiani costretti quindi a emigrare all'estero, come nel nostro Veneto bianco. Tanto che lo stesso ex presidente Francesco Cossiga tempo fa, onestamente, si è sentito in dovere di chiedere scusa ai comunisti italiani per le angherie subite per opera della Gladio. Lei non può ignorare che i comunisti italiani sono sempre stati strenui difensori della Costituzione Repubblicana combattendo contro le ingiustizie che offendevano i più deboli, contro le Brigate Rosse, la mafia e la violenza. Il compagno Gramsci è morto nelle carceri fasciste e tanti altri comunisti hanno subito anni di carcere nelle patrie galere fasciste soltanto per i loro ideali. Il comunista operaio Guido Rossa è stato ucciso dalle Brigate Rosse, mentre il comunista Pio La Torre è stato ucciso dalla mafia, e così per tanti altri. Non uccidiamoli un'altra volta. Per non parlare del grande contributo dato dai comunisti nella Resistenza contro il nazifascismo per la Libertà, la Giustizia e la Pace. PS. caro Presidente, per saperne di più oltre a questo mio scritto Le allego altre testimonianze che la prego con umiltà di leggere. Testimonianze che nessuno mai ha smentito e che dimostrano del perché i comunisti sono l'opposto dell'ideologia fascista. Con la speranza che queste analogie non vengano più ripetute, la saluto. Olga Bernardi Castello di Godego.

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Studio la macchina anti-tumori (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il fisico udinese Alessandro Variola lavora al Laboratorio dell'acceleratore lineare di Parigi e si occupa di raggi X "Studio la macchina anti-tumori" "A Udine c'è una vivacità interessante dal punto di vista della ricerca" L'INTERVISTA DELLA DOMENICA "Purtroppo si guadagna di più col "Grande fratello" che a fare il ricercatore" Un altro "cervello" udinese che, emigrato all'estero, ha ottenuto importanti risultati: è Alessandro Variola, un'eccellenza della Fisica, che oggi lavora a Parigi. Come ha scoperto la sua passione per la fisica? "Il padre del mio migliore amico era un brillante fisico, che ha dovuto interrompere la carriera a causa di una malattia. Ho incominciato a parlarne e a fare i compiti del liceo con lui. Poi l'ultimo anno di scuola ho seguito un corso sulla relatività tenuto da Mauro Ferrari... a quel punto ho preso la decisione". Dove lavora attualmente? "Al Laboratorio dell'acceleratore lineare di Parigi (Laboratoire de l'accélérateur linéaire)". Cosa si fa al Lal? "Si lavora su progetti di grandi acceleratori...". Che cos'è un acceleratore? "È un qualsiasi macchinario che crea, modifica e accelera le particelle". Per esempio? "Un tubo catodico della televisione, cioè la tecnologia che ci permette di vedere le immagini sullo schermo". Dicevamo, al Lal cosa si fa esattamente? "Si lavora su progetti di grandi acceleratori per studiare le leggi dell'universo e allo stesso tempo sviluppare dei programmi che abbiano ricadute sulla società". In che modo? "Per esempio, in ambito medico e più precisamente per diagnosticare e curare tumori attraverso macchine associate all'effetto Compton". In termini più semplici? "Diciamo che si parla di tecnologie che usano i raggi X". Su cosa sta lavorando esattamente? "Su un macchinario che consentirà non solo di effettuare esami come radiografie, mammografie con una qualità di immagine drasticamente superiore a quelle ottenute con tecniche convenzionali, ma anche di distruggere in modo mirato le cellule tumorali, con l'uso di raggi X. Come si chiama il progetto? "ThomX". Qual è la novità? "La parte terapeutica. Esempi di diagnosi con i raggi X esistono già, anche a Trieste". E a Udine? "A Udine esiste già un apparecchio Pet, in grado di diagnosticare i tumori. La Pet è un altro esempio di ricaduta medica degli studi di fisica fondamentale". Quando sarà pronto il macchinario? "Entro la fine dell'anno dovremmo mettere a punto la macchina, poi dall'arrivo dei finanziamenti passeranno un due o tre anni per realizzarla". Quindi in cinque anni dovrebbe essere in funzione? "Sì, abbiamo già ricevuto molte richieste da industrie pronte a produrla". E potrà essere adottato da tutti gli ospedali? "Sì, perché la vera innovazione del macchinario è la dimensione e il costo. Un macchinario simile adesso occupa centinaia di metri, perché si articola in un tunnel e costa centinaia di milioni di euro". Quali saranno le caratteristiche della macchina? "Potrà essere contenuta all'interno di una stanza per un costo di circa 5 milioni di euro". La macchina ha solo un'applicazione nel campo medico? "No, per esempio il museo del Louvre si sta interessando al nostro lavoro". In che senso? "Solo per poter spostare un'opera d'arte dal museo a un laboratorio per fare delle analisi ci vorrebbero moltissimi soldi, se il museo possedesse al suo interno un "piccolo laboratorio", potrebbero analizzare in loco i quadri, con il risultato di risparmiare denaro senza il rischio di danneggiare i pezzi". Cambiando argomento e spostandoci dalla Francia all'Italia, lei torna spesso a Udine? "Sì, mancavo da un po' di tempo, ma qui ho la famiglia e quando posso vengo a trovarli". Conosce il panorama scientifico a Udine e in regione? "Sì, abbastanza, non vivendolo ho forse una visione diversa". Come stanno le cose a Udine sul fronte della ricerca? "Udine è ancora un'isola felice rispetto al resto d'Italia. C'è movimento, voglia di fare e di proporre nuove idee che, spesso trovano piccoli finanziamenti, più facili da reperire rispetto a grosse cifre. Inoltre è un posto flessibile dove le idee vengono ancora prese in considerazione". Ma Udine non è un po' schiacciata da Trieste in quanto a ricerca? "Sono due cose completamente diverse: a Udine la ricerca è applicata, quindi più immediata e con maggiore impatto sulla società e sulle industrie. Mentre a Trieste si parla di ricerca fondamentale, ovvero la spiegazione dei fenomeni della natura". Da cosa si vede la flessibilità udinese? "Dalle varie iniziative e strutture molto dinamiche come il Parco tecnologico, le fiere di tecnologia e innovazione. Per le dimensioni della città, mi sembra che ci sia una vivacità abbastanza interessante". Perché, com'è nel resto d'Italia? "È dura. In generale, in tutta Italia c'è un costante bisogno di gente e capitali. I salari dei ricercatori sono una vergogna. È demotivante". Soldi a parte, cosa c'è che non funziona nella ricerca? "In Italia, nel bene e nel male, si dà poca attenzione alle idee. I concorsi prendono in considerazione solo il numero di pubblicazioni fatte, mentre il concetto più ampio di progetto di ricerca è completamente assente. In nome del progresso da qualche parte dovranno pur considerare anche le idee... Sì nei paesi anglosassoni. In America e in Gran Bretagna questo è un principio fondamentale. C'è da dire che è difficile e rischioso finanziare un'idea, ma nei paesi anglosassoni lo fanno e non solo l'Italia, ma tutta l'Europa è assolutamente indietro rispetto a loro". Ritiene che in questo clima i giovani siano attratti da professioni scientifiche? "Negli ultimi anni c'è stato un disastroso calo di giovani nel settore. Credo sia un problema di società: in termini economici, ma soprattutto in popolarità si guadagna di più ad andare al "Grande fratello", che a essere un bravo ricercatore. Questo è il devastante messaggio che si trasmette". In Francia è la stessa cosa? "Credo in Francia sia una figura ancora tutto sommato stimata". Cosa le piace della Francia e cosa le manca dell'Italia? "La cosa che apprezzo di più in Francia è il rispetto per la cultura in generale, la cosa che mi manca di più dell'Italia sono i rapporti umani". Cosa non le piace della Francia e non le manca dell'Italia? "La cosa che non mi piace in Francia è la burocrazia e quello che non mi manca dell'Italia è la demotivazione nell'ambiente di lavoro". Tornerebbe a vivere in Italia? "A vivere certamente sì...". Ilaria Gianfagna.

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Subito i voucher raccolta l'appello contro gli abusivi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA VENDEMMIA "Subito i voucher raccolta" L'appello contro gli abusivi CASTEGGIO. Poche righe perché la rivoluzione nel mondo vitivinicolo si compia davvero. Vito Bianco, commissario straordinario dell'Unione agricoltori provinciale, torna a bussare alla porta delle istituzioni del territorio per chiedere la stipula di una convenzione volta a rendere effettiva sul territorio la nuova norma sulla prestazione occasionale di tipo accessorio per le vendemmie. C'è chi lo chiama "voucher vendemmia", per tutti si tratta di uno strumento per far emergere ed estirpare la piaga del lavoro nero che spesso, per alcune aziende, rappresentava la scorciatoia per dribblare la troppa burocrazia. "Con la firma del decreto da parte del ministro del Lavoro e della previdenza sociale e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale - spiega il commissario Vito Bianco -, si è avviata la procedura per la semplificazione delle prestazioni inerenti l'attività di lavoro occasionale dei vendemmiatori". Un passaggio importante, quasi storico, per il mondo della vite: "La viticoltura pavese - ricorda Bianco - è l'attività primaria per la collina oltrepadana. I terreni vitati occupano una superficie produttiva superiore a 13mila ettari. Si parla quindi di centinaia d'imprese vitivinicole". Il numero uno dell'Unione agricoltori pavese, che è anche direttore generale di Confagricoltura a livello nazionale, torna a chiedere uno sforzo congiunto alla Direzione del lavoro, all'Inps, all'Inail e alla Provincia. "Chiediamo l'attuazione delle procedure previste dal decreto stesso e, in particolare, la stipula della necessaria convenzione. Considerata la ristrettezza dei tempi necessari all'espletamento dell'azione burocratica, si confida in un tempestivo interessamento degli enti onde permettere l'utilizzo del nuovo strumento già con la prossima vendemmia". Emanuele Bottiroli.

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Gli zingari strapagano i terreni per costruirci villette abusive (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 124 del 2008-05-25 pagina 2 Gli zingari strapagano i terreni per costruirci villette abusive di Giacomo Susca Ai vecchietti offrono fino a cinque, anche dieci volte il valore di mercato dei terreni. E cosa possono fare gli alacri coltivatori di zolle padane davanti alle borse colme di fresche banconote? Cedono, naturalmente. Coi tempi che corrono per arrivare a fine mese è come trovare un tesoro zappando. E si mettono l'anima in pace senza più pensare alla pensione. Niente di strano, si dirà, se non fosse che a Corbetta e nelle frazioni del parco Sud Milano i nuovi ricchi sono i rom. Sì, proprio quelli che nella metropoli spesso sopravvivono tra topi e aree inquinate, in provincia si concedono il lusso (invidiabile) di una villa immersa nel verde, o a due passi dalla ferrovia. Qui i nomadi, pronti a offrire talmente tanti euro per questi fazzoletti di terra, una volta divenuti padroni a tutti gli effetti, mica si mettono a seminare pomodori e zucchine. Però fanno crescere pareti, tetti, case. Piantano camper e container. Edificano chalet da fare invidia alla Valle d'Aosta. Basta fare un giro - diurno, raccomandano in paese - nelle campagne di Corbetta ed ecco che saltano fuori almeno sette insediamenti abusivi per centinaia di metri quadrati "occupati", tra un ciuffo di grano e un ramo fiorito. Il Comune continua a chiamarli "campi nomadi", ma stavolta bisognerà rivedere il vocabolario. Perché in casi del genere pensare a uno sgombero diventa utopia. Le ruspe nelle proprietà private non entrano, la legge vieta di espellere gli occupanti; al massimo, si può far partire una denuncia per abuso edilizio e aspettare che la magistratura o il prefetto diano l'ordine di abbattimento. Conoscendo i tempi della burocrazia italica, gli irregolari possono dormire sonni tranquilli. E continuare l'opera di cementificazione silenziosa. Il sindaco di Corbetta, Ugo Parini, a capo di una maggioranza di centrosinistra - una rarità nella zona - è ormai assediato dai suoi stessi concittadini. Chiedono sicurezza: controlli a tappeto e allontanamenti. Lui replica: "Non siamo né lassisti, ne accondiscendenti al fenomeno. Abbiamo fatto ordinanze su ordinanze per bloccare le costruzioni non autorizzate. Anzi, ci adoperiamo per fermarli in partenza". È vero, il primo cittadino è andato oltre. Ha caldamente invitato tutti i corbettesi proprietari di terreni agricoli a "evitare di venderli, anche a fronte di offerte particolarmente vantaggiose - persone che non siano operatori del settore e, in ogni caso, a soggetti il cui comportamento potrebbe creare problemi alla collettività". Sarebbe a dire, i rom. Ma non è tutto, l'ultimo giro di vite varato alla vigilia di una manifestazione leghista che ha portato in piazza tanti residenti stanchi di montare filo spinato sul portone, suona alquanto inedito. Parini in persona passerà al vaglio ogni atto di compravendita. "Sono pronto a negare il certificato di destinazione urbanistica qualora la vendita di terreni sia sospetta o esplicitamente attribuibile a favore dei nomadi". Soluzione "forte" ma perfettamente legale, tiene a precisare la sezione locale del Pd. E passi per quel manifesto apparso sui muri del paese: "Padroni a casa nostra... nella legalità", che fa un po' déjà vu. Ma sabato scorso il corteo del Carroccio contro l'abusivismo dei rom, in prima fila l'europarlamentare Mario Borghezio, ha ottenuto un effetto indesiderato. La notte successiva, "per ritorsione" dicono i ragazzi col foulard verde, qualcuno ha rubato del rame e danneggiato gli arredi funerari nel cimitero locale. E a Corbetta torna quel clima di paura che due settimane fa l'amministrazione comunale aveva tentato di scacciare con un pranzo a base di cibi tipici della terra di Dracula. Il tutto "in onore" dei 95 romeni (18 i bimbi della scuola primaria) che, ad oggi, risultano iscritti all'anagrafe di Corbetta. A tavola, però, mancavano loro. I "contadini" delle roulotte. Due o trecento persone, raccontano al bar. Difficile quantificare esattamente. Il grano è già troppo alto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"quell'indennità di missione adesso va subito cancellata" - camilla povia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Bari L'assessore al Personale, Guglielmo Minervini "Quell'indennità di missione adesso va subito cancellata" la critica è una forma di ingiustizia salariale, uno scandalo con cui conviviamo tutti CAMILLA POVIA Non è sorpreso l'assessore alla trasparenza, Guglielmo Minervini. Per l'inchiesta della procura sugli assenteisti in Regione, piuttosto "prevale un profondo sentimento di amarezza". Assessore, dieci dipendenti della Regione sono stati indagati per assenteismo. Firmavano ma non erano presenti in sede. "Sì, ma erano tutti "missionari", e vorrei partire dalla necessità di mettere un parola fine al ricorso sistematico alle missioni continuative. Prima era una possibilità, adesso è diventata un'abitudine. è un tema che come governo abbiamo posto più volte nel corso della legislatura, ma non abbiamo mai avuto una risposta seria e adeguata". Quindi lei è favorevole all'abolizione delle missioni continuative? "Assolutamente sì. Speriamo sia la volta buona per fare un passo in avanti, abolendo non solo un comportamento ma proprio un sistema. E il fatto che queste persone che firmavano e si allontanavano, fossero dipendenti dei gruppi consiliari, significa che tra la politica e la burocrazia c'è un meccanismo di coincidenza degli interessi, di indulgenza. In poche parole, dobbiamo impedire che si mettano d'accordo. Perché poi, in casi come questo, bastano poche unità per infangare i tanti dipendenti onesti che svolgono ogni giorno il proprio dovere. E questo non dovrebbe accadere". Tra l'altro i dipendenti in "missione" percepiscono una notevole indennità, oltre lo stipendio mensile. "è una forma di ingiustizia salariale, uno scandalo con cui conviviamo tutti. E questa volta saremo molto più rigorosi, per esempio attraverso il controllo oggettivo, meccanico e automatico dell'orario di lavoro, con il badge. Ma non solo, c'è anche una seconda azione che contiamo di attuare, e cioè le sanzioni. Non solo per i dipendenti ma anche per il dirigente dell'ufficio del gruppo consiliare, qualora fosse necessario. Il controllo della presenza dei dipendenti spetta anche a lui, e in alcuni casi in cui si configuri una negligenza grave del dirigente, le sanzioni potrebbero colpirlo". In poche parole è sua la responsabilità? "Anche. La regione dispone di un quadro molto articolato di sanzioni, qualora fosse necessario, anche di natura sospensiva".

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La Cisl all'attacco: stanno smantellando i piccoli ospedali (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oristano e Planargia Pagina 4050 Sanità. Asl 5 nel mirino La Cisl all'attacco: stanno smantellando i piccoli ospedali Sanità.. Asl 5 nel mirino --> Nuovi tagli in vista per l'ospedale di Ghilarza. Lo denuncia, in una lettera aperta, il segretario provinciale della Cisl Antioco Patta. A suo avviso ci si trova di fronte ad una "destrutturazione del sistema sanitario". E proprio dal presidio ospedaliero Delogu avrebbe preso l'avvio "con la smobilitazione di ostetricia-ginecologia e la conseguente chiusura del punto nascite". Ora però, secondo Patta, "prosegue con la riduzione delle attività sia di medicina che di chirurgia". "Già nei mesi scorsi - spiega il segretario della Cisl - il responsabile del reparto di chirurgia, l'ottimo e stimato Gianfranco Porcu, con una parte della sua équipe, è di fatto trasferito ad operare altrove, lasciando a Ghilarza solo i piccoli interventi programmati con conseguente eliminazione degli interventi di emergenza. Ora è la volta di medicina che vede in partenza la responsabile di reparto con l'intera équipe, la dottoressa Asproni, che è una sorta di "istituzione locale" e che tanto ha fatto per far maturare nella zona la consapevolezza e la percezione del buon servizio nella comunità locale". Ma non è tutto. "Addirittura - va avanti Patta - sembra che anche alla dottoressa Bandinu, stimato medico anche del consultorio e di quello che resta di ostetricia-ginecologia, siano state prospettate ipotesi di trasferimento, una vera e propria azione demolitoria di servizi considerati da tutti eccellenti". Il segretario della Cisl sottolinea che tutto ciò "avviene nel silenzio insidioso della burocrazia interna, abbinato all'opera pubblicitaria fatta di slogan e promesse vaghe su azioni che palesemente appaiono prive di sostanza, come la nuova frontiera dell'assistenza domiciliare, che non riesce a garantire più di due visite settimanali di pochi minuti a settimana anche per gente con piaghe dolorosissime o forme di non-deambulanza gravi, la deospedalizzazione ed il rafforzamento delle strutture para-ospedaliere". Le cose non andrebbero meglio nell'ospedale di Bosa. "Che dire delle attese di ore al pronto soccorso del San Martino di Oristano e delle visite specialistiche fissate da tre a sei mesi di distanza? È mai possibile che nessuno metta in correlazione queste attese con la destrutturazione di alcuni servizi nelle strutture minori dell'entroterra?", si chiede Antioco Patta. A ciò si vanno ad aggiungere "gli aumenti di spese per la mobilità passiva, che spesso sono i viaggi della speranza, magari fatti a tempo scaduto per ritardi diagnostici. Insomma un doppio danno poiché, a fronte di un taglio dei servizi, non corrisponde un risparmio". ALESSIA ORBANA.

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BUROCRAZIA Il rispetto del dolore (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Egregio direttore, sono costretta a scriverle dopo aver letto le precisazione del dr. A. Traficante dell'Inail di Brescia. Non avrei voluto farlo perchè essendo la zia del Sig. Ferrazzoli può ben capire in quale stato d'animo mi trovo. Quando è arrivata a casa di mia sorella la famosa raccomandata che invitava il Sig. Claudio Ferrazzoli a presentarsi per testimoniare relativamente al suo infortunio, non credevano ai nostri occhi, istintivamente avevo una gran voglia di recarmi dal funzionario che aveva firmato la convocazione per invitarlo ad avere almeno il pudore di aprire la cartella contenente la pratica per sincerarsi che purtroppo non era possibile la sua presenza.....magari! Lasciato decantare il momento di amarezza, ho detto ai miei famigliari che sarebbe stato inutile recarsi a chiedere spiegazioni, perchè spesso la burocrazia è cieca, saremmo ritornati a casa con la solita frase "è purtroppo un atto dovuto", come per altro con altre parole ha voluto precisare il funzionario, chiamando interpretazione autentica l'atto inviato. Vergogna! È vero che ci sono disposizioni e leggi, ma bastava che sulla busta ci fosse scritto agli eredi, oppure che la convocazione fosse accompagnata da un foglio con due semplici, banali righe che spiegassero ai genitori il fatto. Mi creda ci siamo sentiti presi in giro, non so quanti al nostro posto avrebbero pensato diversamente. Quello che adesso, ancor più di prima mi lascia stupefatta ed amareggiata è , ripeto, che la cecità e l'indifferenza difronte a cose tanto gravi, prevalgano su tutto e che con questo metro vengano gestite in egual modo, indipendentemente dal loro contenuto, tutte le pratiche. Vorrei tranquilizzare il dr. Traficante, che nessuno ha parlato di inefficienza dell'Inail, infatti la convocazione è arrivata dal Ministero del Lavoro. Semmai le spiegazioni relative "al'interpretazione autentica" dovrebbero esserci fornite dal responsabile del procedimento, così come sappiamo perfettamente che vi è in corso un'indagine giudiziaria per stabilire le responsabilità dell'infortunio, ma tutto ciò, comunque, non giustifica la convocazione ricevuta in quel modo anche se dal punto di vista legale inecceppibile. Nessuno mette in dubbio la regolarità dello svolgimento degli atti, ma il metodo si. A questo proposito vorrei fare un invito a quanti purtroppo per lavoro, quotidianamente gestiscono queste pratiche: non limitatevi freddamente ad inviare queste convocazioni, per favore, per rispetto a quanti sono nel dolore, aggiungete un biglietto nel quale si specifichi il contenuto del provvedimento, quanto meno non si sentiranno presi in giro e comprenderanno senza bisogno di un legale le motivazioni dell'atto. Grazie e scusatemi per lo sfogo. [FIRMA LETT]Mariateresa Morandi.

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Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONTIRONE. Le abitazioni "illegali" aumentano ma il Comune continua ad aiutare i minori dell'accampamento Campo nomadi abusivo Scatta la tolleranza zero Le ordinanze di demolizione delle costruzioni bloccate dalla burocrazia Il sindaco incarica un pool di legali e chiede aiuto a prefettura e questura  .

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Giulianelli: "Pronti a ragionare su fatti concreti" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Una sinergia che deve abbracciare il comprensorio di Macerata e Treia. Il progetto del palazzetto c'è già, bisogna solo ritoccarlo" L'amministratore unico della Lube disposto ad incontrare il sindaco del capoluogo e tutti gli enti interessati Giulianelli: "Pronti a ragionare su fatti concreti" MACERATA - Operare in sintonia e far emergere, da tutte le parti, il buon senso. E' questa la ricetta che propone l'amministratore unico della Lube Fabio Giulianelli, all'indomani del susseguirsi di colpi di scena sull'annosa questione palas. "Da parte nostra è da sempre che auspichiamo la discussione -esordisce Giulianelli- per cui va apprezzata l'opera portata avanti da Maurizio Mosca in questa fase. Si tratta di lavorare a beneficio del territorio visto in maniera comprensoriale e non ognuno pensando a se stesso". Da parte sua l'azienda treiese non rinuncia ai passi già attuati, lasciando però aperta, spalancata, la porta al dialogo con gli enti pubblici. "La prossima settimana forniremo al Comune di Treia -continua Giulianelli- la documentazione necessaria a completare l'iter per ottenere dalla Provincia l'accordo di programma che ci consentirebbe già a settembre di far partire i lavori qui a Treia. Certo è che la situazione è in evoluzione. Se nelle prossime ore ci saranno atti concreti, da parte nostra c'è l'intenzione a valutarli attentamente". La mediazione di Mosca sembra, quindi, aver aperto una breccia nel muro contro muro tra società e Comune di Macerata. "So che il sindaco Meschini mi sta cercando -ammette Giulianelli- e penso proprio che prestissimo ci sarà un incontro, assieme a Comune di Treia e Provincia. Mi sembra che la disponibilità di fondo sia quella di vedere in ottica generale tutta la vicenda. Dal palas a Villa Potenza alla "palestrona" di Treia ma anche la sistemazione dell'intera area comprensorale, con strade, viabilità e servizi che abbraccino le due realtà. Insomma un tutt'uno da su cui andare a incidere e non più la tentazione di ogni soggetto di andare avanti per la sua zona di competenza". Ma di tempo se ne è perso fin troppo e ora la Lube chiede di passare rapidamente ad atti concreti. "Dobbiamo bruciare le tappe e se esiste la volontà di tutte le parti in causa si può fare" sottolinea l'a.u. della Lube. Anche sul nuovo palas che ospiterà le gare della Lube si è molto avanti. "Il progetto che abbiamo già realizzato per Treia -rileva ancora Giulianelli- con qualche giusto e necessario adattamento, si può sposare perfettamente alla zona di Villa Potenza dove il Comune di Macerata intende realizzare la struttura. Dato che l'impianto sarà estrapolato dalla riqualificazione del Centro Fiere e realizzato da privati si possono abbattere i tempi della burocrazia e riuscire a costruirlo in un lasso di tempo ridotto". Insomma la settimana che va ad aprirsi sarà decisiva per sbloccare la situazione. L'incontro tra Lube ed enti locali dovrebbe avvenire nelle prossime ore e da lì si vedrà se dal dialogo si passerà a quegli atti concreti richiesti dal club pallavolistico. L'impressione è che si sia giunti davvero all'epilogo: ora o mai più, per un palas atteso da fin troppo tempo. MAURO GIUSTOZZI,.

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<Città di veti incrociati, senza coraggio e apertura culturale> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Città di veti incrociati, senza coraggio e apertura culturale" È subentrata a Fabio Gasparini pochi giorni fa. Giovanna Dalla Pozza Peruffo è il nuovo presidente della sezione vicentina di Italia Nostra. Per lei si tratta di un ritorno, visto che in passato è già stata al vertice dell'associazione di via Arzignano. Il nuovo direttivo, che rimarrà in carica fino al 2011, è composto inoltre da due vicepresidenti: Alberto Broglio, accademico olimpico ed ex presidente della Fondazione Cariverona, e Alda Bressan Fantuz, ex insegnante dell'istituto Rossi.Come mai ha accettato un nuovo mandato?"La scelta del consiglio direttivo onestamente mi ha messa in difficoltà. Il mio assenso è legato all'affetto, alla stima dei soci e alle insistenze dei consiglieri. Il tutto nonostante le difficoltà della mia vita personale. Il mio entusiasmo per gli ideali di Italia Nostra, il senso di responsabilità che mi caratterizza, l'amore per la mia città e per la tutela dei suoi edifici artistici hanno fatto il resto".Quali sono le sue priorità?"La massima attenzione alle scelte di politica urbanistica e di governo del territorio, sia in città che nei comuni affidati alla tutela della sezione di Vicenza. Vorrei fare un censimento degli edifici di valore storico-monumentale non vincolati dalla Soprintendenza ma di particolare interesse architettonico, purtoppo spesso in rovina e oggetto di speculazione edilizia che ne stravolge l'identità attraverso pseudo-ristrutturazioni. Mi riferisco per esempio a villa Paolini a Bertesina e al complesso di San Valentino a Costabissara".Altri progetti?"La tutela e la valorizzazione delle mura e il polo culturale di San Biagio sono priorità assolute. Inoltre va rispettato il regolamento comunale sul verde delle proprietà private, molte volte cancellato da ristrutturazioni in aree Rc1. Serve poi lo sviluppo di un programma culturale ed educativo rivolto agli adulti e agli studenti degli istituti superiori della città".Avete stimato il numero degli abusi a Vicenza?"Non abbiamo mai fatto questo tipo di controllo, sia perché essere solo inquisitori dell'urbanistica non basta, sia perché le forze qualificate a disposizione del volontariato associativo sono limitate. Dobbiamo intervenire su segnalazioni quasi sempre tardive dei cittadini, quando le concessioni edilizie sono già state rilasciate".Quante sono le violazioni che l'associazione ha bloccato negli anni?"Le vittorie si contano sulle dita di una mano o quasi. Importante è mantenere viva un'azione critica, con una serie di campanelli d'allarme, in modo da essere l'espressione della coscienza civica. Tra i nostri recenti successi, ricordo la difesa della Valletta del silenzio contro i capannoni-agriturismo e di Monte Corbin sull'Altopiano di Asiago contro l'apertura di una cava vicino al forte, l'intervento a tutela della praderia a Castelgomberto".Se ne ricorda una in particolare di cui Italia Nostra è fiera?"Da un punto di vista urbanistico ed edilizio, a Vicenza e in altri comuni è difficile parlare di clamorosi fatti di illegalità. Spesso siamo di fronte a comportamenti che giocano in modo sottile sulla capacità di aggirare e neutralizzare le regole e i Piani regolatori generali, con compiacenti varianti o variantine. Si tratta quasi sempre di azioni giuridicamente inattaccabili, che favoriscono l'interesse privato, non rispettano le indicazioni programmatiche di Regione e Provincia, ignorano il bene pubblico, i pericoli connessi alla cementificazione, alla mancanza di verde pubblico e privato, alla distruzione del paesaggio urbano e collinare".Che cosa ne pensa delle soprintendenze?"Le soprintendenze sono un punto dolente. È difficilissimo stabilire un dialogo, avere risposte alle nostre segnalazioni. Vorremmo tentare di costruire un rapporto migliore. La recente riforma del codice dei beni culturali ne ha ulteriormente limitato gli spazi operativi, mentre la burocrazia, la mancanza di personale e di fondi adeguati ne hanno condizionato l'efficienza. Oggi le soprintendenze sono necessarie, previo un ammodernamento strutturale e legislativo".Di quale caso importante si sta occupando l'associazione?"Della difesa urbanistica dell'area ex Q8. Il Consiglio direttivo ha deciso di presentare ricorso al Tar del Veneto, assieme al Comitato Santa Lucia e al fianco del sindaco Achille Variati".Che cosa manca a Vicenza per fare il salto di qualità dal punto di vista urbanistico?"Vicenza è la città dei veti incrociati, manca di coraggio, vivacità e apertura culturale. È condizionata da centri di potere occulto. Apertura culturale non significa accettare senza critica le proposte dei grandi architetti internazionali. Questi sono belli in termini assoluti, ma ignorano il rapporto ambientale con i centri storici o il paesaggio collinare. Italia Nostra ha dato precise indicazioni sulla stesura del Pat-Piano di assetto del territorio. Ci sono aspetti che non condividiamo e che andrebbero rivisti".C'è, in questo momento, una grande opera pubblica da bocciare?"Il nuovo palazzo del tribunale, di impatto visivo insopportabile per il paesaggio urbano e pesantissimo per la futura viabilità. La Valdastico sud, che distruggerà inutilmente una realtà territoriale di grande bellezza e storicità. La costruzione di un nuovo stadio a Vicenza est. Il progressivo abbandono del centro storico di Vicenza, privato di diversificazione commerciale, e ricco di negozi di abbigliamento, banche, centri direzionali, uffici professionali, appartamenti superlusso, che privano la città di un vivificante ricambio di popolazione. È una città che al venerdì sera si svuota come la 'City' londinese".Come salvaguardare il centro storico di Vicenza?"Innanzitutto bisogna adottare un Piano del colore per difendere le antiche armonie dalla violenza dei colori acrilici. Inoltre bisogna tutelare il verde pubblico e il decoro floreale - penso agli incongrui e volgari vasoni in plastica - liberare progressivamente le strade dai parcheggi privati, impedire il parcheggio delle auto lungo le vie congestionate come contra' San Marco, viale Margherita, piazza Biade e contra' Porti. Quest'ultima è la più bella via gotica di tutto il Veneto, ma i turisti non possono nemmeno scattare una foto. È opportuno favorire insediamenti del ceto medio e popolare e riscattare piazza delle Erbe".Si dice che nel quinto centenario della nascita del Palladio ci siano troppi monumenti in restauro. Che cosa ne pensa?"Meglio restaurarli che abbandonarli, anche se in materia di programmazione pubblica e culturale ci sarebbe molto da dire".Che cosa si aspetta dal nuovo sindaco?"Italia Nostra è per statuto apolitica e apartitica. Offre alla giunta Variati la propria collaborazione e l'apporto di una critica costruttiva e culturalmente motivata".Roberto Cervellin.

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<Il vero tumore dell'Italia è il (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Il vero tumore dell'Italia è il ... "Il vero tumore dell'Italia è il Sud: fin tanto che non mettiamo le mani e non curiamo questo male, il paese non partirà mai". Mario Moretti Polegato precisa di riferirsi all'aspetto economico, ma la sua declinazione della "questione meridionale", tutt'altro che allusiva, ben coagula un sentore diffuso tra gli imprenditori trevigiani stipati nel salone sotterraneo di villa Loredan: la "locomotiva" triveneta non abdica, ma ribadisce di non poter tirare ancora a lungo, pena il deragliamento complessivo, un convoglio carico di inefficenze pubbliche e private, assistenzialismo a fondo perduto, illegalità diffusa e tollerata.Ed ecco allora che Mister Geox saluta con favore l'avvento di tre ministri veneti nei palazzi romani. Sarà un bene, dice, per il Nordest: "Perchè in fin dei conti questa è sempre l'area trainante in Italia, la piccola e media impresa nordestina non è morta, anzi è vivace, anche a se costituisce una tipologia di industria che deve ancora maturare". Ma anche per il paese intero: "L'Italia non va male per Treviso o per il Nordest, ma perchè è ancora divisa. Abbiamo un 50\% dell'Italia che produce e vive il mercato e un altro 50\% che vive sul sistema paese". Il patron della "scarpa che respira", tuttavia, resta scettico riguardo ai trapianti di "veneticità" tout court. Le soluzioni sono più complesse: "In passato ci sono state delle azioni in questo senso: gli imprenditori di Treviso, ad esempio, sono stati a Manfredonia con la speranza di poter rilanciare quel territorio, è stato un ennesimo fallimento. Serve una volontà politica che parta a livello nazionale e che aiuti gli imprenditori: da soli non ce la possono fare. Il problema principale che abbiamo è la sicurezza. Io sono contrario a trasferire imprese di Treviso nel Meridione: dobbiamo piuttosto fornire sovvenzioni alle persone del sud. Prima dei finanziamenti, però, occorre dare loro la cultura dell'impresa".Tra gli unanimi elogi agli interventi dei presidenti, uscente, entrante e nazionale, il modello veneto resta vincente anche per altri big dell'industria nostrana. E vale la pena provare ad estenderlo all'intero Belpaese: "È una questione di volontà - chiosa Giancarlo Zanatta, alla guida del gruppo Tecnica (sci, scarponi ed attrezzature per la montagna e lo sport) -. Il sistema veneto è una realtà, ce ne sono altre, la Lombardia, piuttosto che l'Emilia, e lo si può esportare nel resto d'Italia. Auguri a tutta l'Italia".Un modello da imitare e "logicamente anche da perfezionare", precisa Gianfranco Zoppas. A partire da una premessa essenziale: superare i costi e i vincoli della burocrazia: "Sono condizioni fondamentali per vivere in una competizione globale: o lo facciamo o siamo destinati a scomparire". Per il decano della famiglia di industriali coneglianesi questa è la priorità che sale dell'assise di Unindustria: "Farci lavorare: creare le condizioni perchè noi si possa esprimere le nostre energie, sviluppando le quali si possano creare ulteriori opportunità per la popolazione e per l'Italia stessa". In molti, tra i colleghi dell'associazione si augurano che questa possa essere la volta buona. E Zoppas, fiuta aria di cambiamento? "Qui sì - sorride abbracciando con lo sguardo la platea -. Vorrei che una parte di tutto questo diventi realtà".Mattia Zanardo.

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Raccolta rifiuti, Coldiretti chiede di ridurre i costi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAVALLINO-TREPORTI Raccolta rifiuti, Coldiretti chiede di ridurre i costi I neo presidenti di zona della Coldiretti di Cavallino-Treporti, Michele Borgo (Treporti) e Luigi Ballarin (Cavallino), chiedono che vengano ridotti i costi e semplificate le procedure burocratiche, riguardanti la raccolta e lo smaltimento di rifiuti speciali derivanti dall'attività agricola: contenitori di fitofarmaci, batterie e olii esausti, e vecchie coperture di serre. Lo hanno chiesto all'amministrazione comunale, allegandovi una ipotesi di delibera consiliare, perché a sua volta, intervenga formalmente come mediatrice, sia presso la Provincia, che presso la municipalizzata incaricata alla gestione dei rifiuti. Alla Provincia, perché ne modifichi i disciplinari in vigore, da essa istituiti mediante registri e formulari incrociati, gestiti dalle aziende che generano rifiuti e da chi li recupera. "Un sistema complicato secondo il quale - affermano i soci Coldiretti - viene richiesto all'ortolano dell'Estuario, dopo 10-12 ore di lavoro quotidiano sui campi, di trasformarsi in funzionario pennaiolo al servizio di una burocrazia di stampo borbonico, incomprensibile". Gli orticoltori della Coldiretti chiedono che la Provincia rifaccia un disciplinare snello ed efficace, lontando dall'essere un assillante perditempo. All'impresa municipalizzata preposta alla raccolta dei rifiuti, la Coldiretti chiede che vengano diminuite sensibilmente le tariffe che oggi si aggirano intorno ai 160 euro a servizio, dei quali: 25 di convenzione; 60 di diritto di chiamata; il resto derivante dalla quantità da smaltire; 160 euro, che diventano più di 500 a servizio, per le aziende non convenzionate.Il sindaco Erminio Vanin e l'assessore Angelo Zanella hanno assicurato l'interessamento del Comune per la soluzione del problema.Egidio Bergamo.

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Federalismo fiscale, il governo stringe i tempi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I due ministri veneti, intervistati da Bruno Vespa durante l'assemblea di Unindustria Treviso, anticipano i programmi su riforme, welfare e agricoltura Federalismo fiscale, il governo stringe i tempi Sacconi: "Potrebbe essere inserito a giugno nel Dpef". Zaia: "L'Unione europea deve rivedere la politica delle quote" (Segue dalla prima pagina)Un Dpef che avrà un "respiro" triennale, e getterà le basi per una sorta di manovra economica fino al 2010.Sul federalismo fiscale agganciato alla Finanziaria Zaia si limita a sorridere e ammiccare, evidentemente teme di alimentare aspettative senza il "via libera" ufficiale. E se il ministro del Welfare è disponibile a esaminare la richiesta dei sindaci veneti di lasciare sul territorio il 20\% dell'Irpef ("La richiesta è comprensibile, anche perché gli enti locali veneti sono sempre stati penalizzati da quando, alla fine degli anni '70, si affermò il principio della spesa storica con i trasferimenti statali legati alla spesa passata. I viziosi furono premiati e i virtuosi no"), il ministro dell'Agricoltura invece conferma la linea della Lega: "Ho il massimo rispetto per questa iniziativa, ma fanno bene i primi cittadini della Lega a non aderire perché sanno quanto serio sia questo Governo. Non c'è dubbio sul fatto che vogliamo utilizzare i decreti per dare una risposta ai cittadini e ritengo pertanto che quando si parlerà di federalismo e di rispetto delle comunità del Nord ci saranno risposte adeguate".Risposte come quelle date al problema dei rifiuti in Campania, dove "non siamo usciti con aria fritta ma con decisioni uniche". Nonostante gli scontri prevedibili delle ultime ore con i manifestanti: "Gli uomini dello Stato devono applicare la Legge - taglia corto Sacconi -, non cercare il consenso". Non è più tempo di mediazioni fini a se stesse, e lo capiranno probabilmente anche i ministri dell'Agricoltura europei che Zaia si appresta ad incontrare domani e martedì a Maribor, in Slovenia. Il suo programma è drastico: "L'Ue deve cambiare le proprie politiche nel settore primario perché è cambiato il mercato globale. È assurdo che fino ad ora si sia ragionato in termini di eccedenze, e oggi non ce ne sono più. È mancato il grano e poi il latte, e i prezzi sono saliti. Non si può guardare solo ai Paesi in via di sviluppo perché da lì non vengono le certezze. Noi paghiamo multe per eccesso di produzione di latte e la maggior parte di quello che consumiamo lo importiamo, mentre gli altri Paesi europei bevono il 100\% del loro latte".Situazione assurda che sarà esaminata nell'appuntamento a fine anno con l'Healt Check, il summit di valutazione delle politiche agricole nel quale "parleremo di quote latte, di biocarburante, di modulazione, di regionalizzazione e di tutti quelli che saranno i finanziamenti comunitari per l'agricoltura. L'Europa dovrà avere una sua autosufficienza nella produzione agricola". Quell'Europa che secondo Sacconi "pone grande attesa su ciò che farà il nostro Paese. Vedremo anni di grandi cambiamenti, noi sappiamo di essere incaricati di una grande missione e siamo assolutamente consapevoli che su di noi c'è una grande attesa". A cominciare da una serie di iniziative "che sono ormai pronte" per ridurre la burocrazia a carico delle imprese: ad esempio il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola, o il superamento della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie in forma scritta su modulo alfanumerico del ministero del Lavoro. "La riforma è gia pronta di concerto con gli altri ministeri a cominciare da quello della Giustizia ed è incentrata sull'arbitrato e la conciliazione perché la semplicità deve essere la regola dei rapporti".E a proposito di rapporti, quelli con l'opposizione ( o almeno con il Pd), per ora si confermano costruttivi se è vero quel che sostiene Sacconi: "Il Pd ha sostanzialmente condiviso i principali contenuti della proposta di governo per aiutare le famiglie e le persone. Mi pare che le posizioni critiche siano molto isolate". Ben diverso è il confronto con la Cgil: "Defiscalizzando gli straordinari non abbiamo fatto solo un'agevolazione fiscale; mettiamo a disposizione uno strumento, si tratta di vedere se c'è chi ha voglia di pedalare. E la Cgil invece pare attardata in una dimensione che nei luoghi di lavoro va superata".Ario Gervasutti.

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Venegazzù (Treviso) NOSTRO INVIATO <È (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venegazzù (Treviso) NOSTRO INVIATO "È ... Venegazzù (Treviso)NOSTRO INVIATO"È l'ora della tolleranza zero". E poi: "Non siamo mica fessi". E ancora: "È finito il tempo dei lamenti". Per chi non avesse ancora capito l'aria che tira, Emma Marcegaglia ha scelto la sua prima uscita da presidente di Confindustria come palcoscenico dal quale dettare la linea. La platea non poteva che essere più favorevole: davanti a centinaia di industriali trevigiani, politici di tutti gli schieramenti e i due ministri di questa provincia, Maurizio Sacconi e Luca Zaia, la "lady d'acciaio" ha martellato sul "fattore tempo". Nel senso che "si deve dialogare con tutti e su tutto, ma le decisioni vanno prese subito". Non c'è tempo da perdere, e va colto il momento favorevole finché il Paese è ancora "vivo": "Nel primo trimestre il Pil è cresciuto dell'0,4\%, non siamo alla crescita zero ma quasi. E comunque siamo sempre sotto la media europea". Che fare, quindi? Per prima cosa fissare le priorità: e tra queste non c'è ad esempio il ponte di Messina. "È un'opera che costa molto - spiega diplomaticamente la Marcegaglia -, penso che però sia altrettanto importante investire, ad esempio, su Tav, autostrade e porti".Decisionismo da applicare su altri fronti, come quello dei rifiuti campani: "È un caso eclatante e drammatico. La città sta annegando nei rifiuti e i soliti mille bloccano tutto incendiando autobus. È venuto il momento che lo Stato faccia rispettare la legge e imponga "tolleranza zero". Perché fino ad oggi abbiamo vissuto un falso solidarismo che ha aiutato solo chi delinque. Noi vogliamo dare voce alla maggioranza silenziosa del Paese". Con queste premesse è quasi una conseguenza inevitabile la battuta con la quale Marcegaglia risponde al segretario della Cgil Epifani, il quale in un'intervista ha detto che l'intesa sulla riforma dei contratti è a portata di mano "se Confindustria risponde sì su tutto": "Epifani, non siamo mica fessi...". La spiegazione è più articolata: "Non possiamo accettare condizioni che ci porterebbero fuori dall'Ue; ma siamo pronti a giungere ad un risultato in pochi mesi superando anche irrigidimenti al nostro interno". Il tema centrale è sempre quello: aumentare la produttività. "Coniugare salario e produttività lo si può fare solo a livello aziendale perché è qui che si incontrano questi due elementi. Il contratto nazionale unico punta al ribasso, ci vuole più spazio a livello aziendale e individuale per liberare energie: noi siamo pronti".Una previsione resa ancor più rosea, secondo la presidente di Confindustria, dal fatto che "sono fuori dal Parlamento i partiti anti impresa ed anti mercato. Non ci sono più alibi per non cambiare il paese, è finita l'antipolitica". E magari è anche arrivato il tempo di riforme vere, compreso il federalismo fiscale che ovviamente sollecita gli applausi di una simile platea: "Ma il federalismo fiscale serve anche al Sud - spiega Marcegaglia - che negli anni ha ricevuto miliardi di euro ma che hanno solo alimentato i delinquenti e non le aziende sane. I nostri imprenditori meridionali sono d'accordo perché sanno che i soldi buttati lì non servono". Via subito quindi al federalismo, anche a "geometria variabile", ovvero concedendo alle regioni che sono più pronte di partire per prime con un trasferimento graduale di competenze e risorse. "Basta non incorrere negli errori del passato avverte - perché fino ad oggi si è fatto un disastro planetario, con costi che sono esplosi ad esempio nella sanità". O con una duplicazione di costi e di burocrazie, eliminabili con una "seria privatizzazione e liberalizzazione dei mercati e un contestuale abbassamento del fisco che oggi com'è non attrae investimenti".Musica per le orecchie degli imprenditori trevigiani, ai quali la Marcegaglia esprime riconoscenza per aver sostenuto per primi la sua candidatura alla guida di Confindustria "insieme con le altre territoriali del Veneto". Ma anche a loro va un avvertimento: "È finito il tempo dei lamenti, della demagogia. Ognuno oggi deve lavorare con serenità, nel proprio ruolo, per cambiare il Paese. Noi imprenditori abbiamo un compito importante: difendere e valorizzare la cultura d'impresa. Siamo portatori di una cultura molto chiara, di una società aperta che premia il merito, la meritocrazia". Obbiettivi da raggiungere risolvendo le priorità: riforma dello Stato, fisco più equo, sburocratizzazione, nuovi modelli contrattuali, sblocco degli investimenti nelle infrastrutture, energia nucleare, scuola e formazione. Su tutto questo, garantisce la Marcegaglia, Confindustria ci sarà: "Perché vogliamo essere protagonisti importanti del nuovo rinascimento del Paese".Ario Gervasutti.

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Le scuole "colorate" lanciano un Sos (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Aita: "Franzil ha rotto un tabù. Ora intervenga l'Ambito socio-assistenziale: le maestre da sole non possono farcela" Le scuole "colorate" lanciano un Sos I presidi dei plessi con tanti bimbi immigrati sollecitano più educatori e tempi rapidi d'intervento Le scuole "colorate", quelle dove i compagni di classe si chiamano Mohammed, Luz, Abdel e Li Yu e dove in un'aula entra un mappamondo di culture e lingue diverse, non hanno paura di diventare dei ghetti. Ma chiedono di non essere lasciate sole. A lanciare l'sos sono gli stessi presidi. Come Gloria Aita, che dirige il secondo circolo udinese, uno dei più multietnici della città, addirittura da primato alle materne, con il 34\% di bimbi stranieri. Lei, come altri dirigenti, non si nasconde la scomoda verità evidenziata anche dall'assessore all'Istruzione Kristian Franzil. "È vero: ci sono scuole, come la D'Orlandi o la Cossettini, che hanno tanti alunni stranieri e altre, come la IV novembre, dove ce ne sono molti di meno. A volte, nelle scuole più multietniche, il disagio c'è, ma non per la diversità linguistica: c'è perché questi bimbi immigrati, portati via dalla loro terra e dai loro affetti, hanno fatto un salto enorme e talora ne subiscono il contraccolpo. Possono avere delle difficoltà o, in qualche raro caso, disabilità non identificate nel loro Paese. Cose che capitano anche ai bimbi italiani. Le maestre si arrabattano come possono per aiutarli, ma da sole non ce la possono fare. E allora capita che alcuni genitori possano dire: iscrivo i miei figli in istituti dove c'è più tranquillità. Non per razzismo, ma per una difficoltà effettiva: non temono il diverso, ma alla fine si arrendono se non ci sono aiuti". Per Aita, "Franzil ha fatto bene a rompere il tabù e ho apprezzato che abbia parlato con tutti noi dirigenti. Il problema esiste. Recentemente, alcuni genitori della D'Orlandi mi hanno detto: "Fate qualcosa. Vogliamo che i nostri figli restino in questa scuola, ci piace la classe "colorata". Ma ci sono delle difficoltà"".Aita ci ha provato: "Quando sono arrivata a dicembre, ho subito chiesto aiuto: di incontri se ne sono fatti, ma di interventi concreti, da parte dell'Ambito socioassistenziale, ancora non ce ne sono stati. Come ho detto a Franzil, bisogna affrontare la cosa con l'Ambito e intervenire con tempestività. Gli alunni non possono aspettare i tempi della burocrazia: sei mesi per un bambino sono una vita. Servono educatori che intervengano nelle classi più multietniche e affianchino le insegnanti con progetti seri".Su questo concorda anche Roberta Bellina, dirigente della media Via Petrarca, che vede il picco di studenti stranieri (18,46\% in media, ma all'ex Bellavitis si arriva quasi al 24\%): "Non posso escludere che i genitori preferiscano iscrivere i loro figli in scuole con meno stranieri, anche se direttamente non mi è stato detto. È capitato che chiedano una sezione piuttosto che un'altra. Nelle nostre scuole i ragazzi stranieri non sono un problema, ma una realtà da gestire. Noi seguiamo un protocollo d'accoglienza che funziona molto bene: da quando arrivano gli studenti, c'è già un percorso stabilito. Un docente è in contatto diretto con i mediatori linguistici e le associazioni. Per noi non è un'emergenza. Ma concordo con Aita: le figure di supporto sono necessarie. Da noi gli educatori verranno chiesti a inizio anno".Anche Maria Cacciola, dirigente del primo circolo, che vede scuole come la Dante con il 40\% di alunni stranieri, pur sottolineando che "il plesso già segue un progetto pilota di accoglienza", ritiene che "ci vorrebbero più mediatori linguistici e più ore di "lingua seconda"".Camilla De Mori.

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<Referendum sul parco>MARIANOPOLI (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Referendum sul parco"MARIANOPOLI. La Cgil-Funzione pubblica torna a sollecitare una consultazione popolare per l'eolico Marianopoli. La Cgil-Funzione pubblica domani proporrà un referendum sulla realizzazione del parco eolico sulle Rupi e sul Monte Mimiani. Lo farà il segretario generale Salvatore Lombardo in occasione dell'assemblea degli ambientalisti e di quanti in paese sono contrari alla realizzazione del parco eolico. Ieri lo stesso Lombardo ha diffuso una lunga nota in cui tra l'altro si legge: "Con la riconferma del Consiglio comunale di Marianopoli di installare il parco eolico sulle Rupi e sul Monte Mimiani, con il cinismo del Consiglio comunale di Caltanissetta che ha dimostrato fino all'ultimo una fredda e calcolata insensibilità alle sollecitazioni della Cgil e delle associazioni ambientaliste e con il Decreto dell'Assessorato regionale Industria, di qualche giorno fa, di autorizzazione ai lavori, ormai, salvo qualche colpo di scena, ci si avvia speditamente alla distruzione di un sito di interesse comunitario, peraltro, ironia della burocrazia, con vincolo paesaggistico imposto proprio dalla Regione". Quindi Lombardo ricorda quanto accaduto nel recente Consiglio comunale monotematico tenuto a Marianopoli, cominciato "sotto i migliori auspici", afferma. "Il presidente - aggiunge il sindacalista - nel riconoscere il valore della petizione firmata da 250 cittadini, dialogava con i due consiglieri firmatari della stessa petizione per scegliere la data, prima o dopo le elezioni provinciali, in cui consultare la cittadinanza per evitare che su una materia così importante per lo sviluppo del paese ci fosse anche l'ombra di una prevaricazione da parte del Consiglio comunale. Ma prima di passare ai voti prendeva la parola il sindaco che con un intervento populista e demagogico contro chi aveva firmato la petizione, riscaldava ad arte un uditorio già carico di tensione e di rabbia e riportava tutto sul terreno dello scontro. Peraltro facendo perdere le staffe prima al consigliere comunale Acquisti, poi al sottoscritto, che si rammarica dell'accaduto, e ad altri cittadini presenti alla seduta consiliare. Il sindaco dimenticava il suo passato ambientalista e la sua posizione politica contro il Parco e si avventurava in un excursus di benefici inesistenti che il Parco dovrebbe arrecare alla cittadinanza". "E così - continua Lombardo - anche il presidente del Consiglio si dimenticava della sua disponibilità iniziale alla consultazione dei cittadini e invitava il Consiglio a votare per l'installazione del Parco. Potenza della coerenza! Di questa triste pagina l'aspetto positivo è che finalmente conosciamo con chiarezza la posizione dei consiglieri e del sindaco. Per questo evitino di inventarsi scuse come quella di dire che la consultazione referendaria non si sarebbe potuta indire a causa dell'alto costo. E' evidente che una consultazione popolare sarebbe costata solo le fotocopie delle schede e qualche manifesto. La verità è che l'Amministrazione di Marianopoli ha avuto paura di essere schiacciata dalla stragrande maggioranza della popolazione".

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Funzione pubblica, in rete tutti i dati (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il ministro Brunetta avvia l'operazione trasparenza. In media 22 giorni di assenze l'anno oltre le ferie ANDREA GAGLIARDUCCI Roma. Spogliarsi della veste dell'inefficienza e agire sull'esempio delle società quotate in Borsa, guidate dal principio della trasparenza: questa la nuova mission che Brunetta, ministro della Funzione pubblica, vuole imprimere alle amministrazioni dello Stato. Lo fa con "spintaneità": un neologismo coniato da lui stesso per definire un approccio non coericitivo alla trasparenza che porterà sul web tutti i dati sulla struttura ministeriale e le funzioni del personale: a partire da curricula, telefoni ed E-mail, fino alle assenze dei dipendenti e agli stipendi dei dirigenti. Nessun segreto, insomma. È la "piccola rivoluzione" eseguita in accordo con il Garante della privacy. Per ora, l'operazione riguarda solo il personale del ministero e le strutture collegate: un universo di circa 1100 dipendenti, dei quali sarà comunicato anche il tasso di assenteismo ufficio per ufficio. Ma si punta a coinvolgere tutti i tre milioni e 600 mila addetti dell'amministrazione pubblica. E non si sottrarrà lo stesso Brunetta: nell'arco di dieci giorni saranno inseriti on line anche i suoi dati, compresa la retribuzione annua lorda, e dei suoi collaboratori. Parte così una nuova fase. Tra i primi dati resi pubblici, quelli sull'assenteismo: ventidue giorni in media di assenza per ogni dipendente del dipartimento di Funzione pubblica, 11 in media le assenze per malattie. Mentre è di 53 giorni di assenza ognuno il totale di ferie, malattie, permessi retribuiti, maternità, congedi parentali. "Entro una settimana - annuncia - sarà pronto il piano industriale che la riformerà. Il pacchetto normativo sarà operativo entro l'anno e, nel corso della prossima settimana, ci sarà l'incontro con le parti sociali". Il piano industriale, con la sua normativa, "troverà attuazione attraverso un decreto legge, un disegno di legge che sarà nel Dpef e delle deleghe, tutte da approvare entro l'anno". Il Paese - dichiara il ministro - "non ne può più di una amministrazione pubblica opaca e arretrata. Io voglio considerarla come le società quotate, in cui gli azionisti sono i cittadini, quei sessanta e oltre milioni di italiani chiamati a fare i cani da guardia. La stella polare sarà la soddisfazione dei clienti e se nel privato che non lavora interviene il piede invisibile che si chiama mercato, io nel pubblico lo voglio introdurre nel senso della pedata. Insomma, daremo la caccia agli imboscati". Una "grande operazione di trasparenza" vi sarà anche sui permessi sindacali, "per capire quali sono i costi, ma anche i ricavi. Voglio però essere chiaro - sottolinea Brunetta - il sindacato è un grande fattore di democrazia". Spera, Brunetta, che anche gli altri ministeri facciano come il suo. E magari - aggiunge - anche giornali, agenzie di stampa, amministrazioni locali e magistratura, mentre la stessa operazione sarà fatta per le consulenze esterne. "Dobbiamo tirare fuori il Paese buono, il lavoro buono, che non può essere offeso da chi non lavora, dai fannulloni. Questo è il mio impegno nei confronti dei cittadini italiani. Il privato che lavora, il pubblico che nella stragrande maggioranza lavora e si impegna, sono il lavoro buono, contro chi non produce. Bisogna superare il gap di produttività". Per quanto riguarda gli incentivi, Brunetta anticipa che ci sarà una scala perché "gli incentivi uguali per tutti non sono incentivi: i minimi saranno molto minimi, i massimi molto massimi". Per quantificare, l'obiettivo è quello di arrivare a "un incremento dell'efficienza del sistema pari al 30-40 per cento, sia per quanto riguarda i servizi che la crescita del Pil, accompagnata allo stesso tempo da una riduzione, negli stessi termini, dei costi e della burocrazia". L'operazione è ancora in via di definizione, e l'intenzione è quella di pubblicare sul sito del ministero - come per una azienda - anche gli obiettivi, le valutazioni, gli indicatori finanziari di spesa e di qualità (per questo è stata avviata una collaborazione con l'Istat).

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Giorgio petta (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorgio petta L'eco della tragica fine di Lorena, la quattordicenne di Niscemi massacrata da tre balordi, non si è ancora spenta neppure tra le mura austere della Prefettura di Caltanissetta. Il caso è risolto dal punto investigativo, ma l'amaro in bocca continua a persistere. Perché una vicenda del genere, per chiunque, è un pugno alla bocca dello stomaco. Non nasconde il proprio disagio il prefetto Vincenzo Petrucci. Il prossimo agosto sarà un anno che rappresenta il Governo di Roma in questa provincia e dal momento in cui si è insediato ha cercato di capire e di collaborare, con l'obiettivo di ottenere i migliori risultati per il territorio che gli è stato affidato. Capire e collaborare. Un binomio semplice quanto opportuno, ma di difficile applicazione in un Paese di monadi come il nostro e quasi impossibile in Sicilia, terra di invincibile individualismo. Ma il dottore Petrucci, campano Doc di grande cultura, umanistica e amministrativa, insiste, non si lascia smontare. È un tipo paziente e al contempo assai tosto. Come tutte le persone dalle idee chiare. Tanto più se si è alti funzionari dello Stato. E lui lo è. Fino al midollo. Insomma, un carattere di ferro addolcito da cortesia e bonomia. Ma senza dimenticare mai che ? dietro l'understatement della sua misurata eleganza ? è, appunto, di ferro. "In una realtà come questa ? spiega ? è importante che ci rendiamo conto del territorio e delle sue esigenze. Di conseguenza, appena arrivato, ho fatto un corso accelerato di sicilianità e di sicilitudine per capire la realtà di quest'Isola che è fatta di segnali e di cose non dette. Al primo incontro con gli industriali e con i sindaci della provincia non ho usato mezzi termini. "Ditemi chiaramente cosa volete. Non serve parlarmi per segnali per capire e accogliere le esigenze del territorio". Il discorso ? aggiunge ? penso che sia stato utile e devo dire che con i sindaci la collaborazione è ottima". I problemi, in una provincia come quella di Caltanissetta, con la disoccupazione a due cifre percentuali, non mancano. Basta leggere i giornali. Dal lavoro nero agli infortuni sul lavoro. Ma il dottore Petrucci ritiene che si possa fare parecchio. "Ho avuto ? dice ? parecchi incontri con i sindacati, le forze sociali egli imprenditori per sottolineare che il mondo del lavoro debba seguire delle regole. In accordo con l'Inps, le forze dell'ordine e l'Ufficio del lavoro abbiamo avviato una campagna di controlli in funzione preventiva sulla regolarità del posto di lavoro. Ci troviamo di fronte ad una realtà economica problematica. C'è la presenza di lavoro sotto pagato che comunque deve essere tutelato. Bisogna trovare una soluzione nel rispetto della legge. Purtroppo qui il lavoratore si trova di fronte ad un bivio: o accetta un lavoro sotto pagato e senza tutele oppure non lavora. Si è costretti ad accettare queste condizioni perché non ci sono prospettive. Neppure quella dell'emigrazione". L'emergenza, in questa parte della Sicilia, è soprattutto economica. E la mafia, con la sua presenza, è assolutamente negativa per lo sviluppo del territorio. "Perché ? spiega il prefetto Petrucci ? è parassitaria e non rende alcun servizio; perché è inserita in attività falsamente legali; perché ricicla denaro sporco ed è di conseguenza sleale sul piano della competitività. Tutto ciò blocca lo sviluppo del territorio. L'imprenditoria, sottoposta al pizzo e alla concorrenza sleale, si disamora e va via e questo è un guaio per il futuro della provincia di Caltanissetta e dell'intera Sicilia. Abbiamo bisogno di sviluppo vero e leggo con raccapriccio che da parte dei giovani la mafia venga percepita come datrice di lavoro. La mafia, invece, porta solo criminalità. Per questa ragione sostengo che Stato ed Enti locali dovrebbero incrementare la loro sinergia e fare un passo in più sul tema dello sviluppo. Sono convinto che la cosa pubblica quando funziona, funziona meglio del privato. Le leggi non sono un vincolo. La difficoltà non è costituita dalla burocrazia, ma dalla mentalità burocratica. Non ci si può aggrappare ad ogni cavillo. Aprire un'impresa deve essere una cosa semplice. Bisogna dare la possibilità di creare occupazione nel rispetto delle leggi. Non è possibile continuare a sperare nel posto di lavoro caduto dall'alto. Dobbiamo avere uno scatto d'orgoglio. Non dobbiamo chiedere favori ma il rispetto dei nostri diritti e dei nostri doveri di cittadini". Con Cosa Nostra si entra in pieno nel tema della sicurezza, anche se il trend dei delitti e dei reati ? statistiche alla mano ? è in calo, "in conseguenza ? annota il prefetto ? sia dei controlli del territorio, sia dei piccoli passi nella coscienza della gente della necessità di rispettare la norma che garantisce la collettività e la convivenza. Purtroppo prevale ancora la cultura del farsi ragione da sé e quindi molte volte non c'entra il pizzo, né il racket, né la mafia, ma piuttosto i dissapori personali e i litigi". La realtà, comunque, non è statica. "C'è un grande impulso, soprattutto a Gela, della lotta alla mafia, a partire dalla ribellione degli imprenditori contro il racket del pizzo. Quanto sta accadendo a Gela ? sottolinea il prefetto ? è la dimostrazione che senza la collaborazione delle vittime, contro il racket dell'estorsione, anche se non sono mancati i risultati, le forze dell'ordine possono fare ben poco. La presa di coscienza da parte degli operatori economici che denunciano gli estorsori è la prova che insieme ? vittime e investigatori ? ottengono risultati clamorosi. È un fenomeno nuovo che è diffuso a Gela ma non a Caltanissetta. Qui di denunzie formali e spontanee non ce ne sono state, né ce ne sono. Nonostante l'impegno di Confindustria e l'espulsione di qualche imprenditore risultato colluso. A Caltanissetta città purtroppo non ci sono denunzie e lo dico con molta amarezza. Le grosse imprese, anche quelle del Nord, vedi il caso della Calcestruzzi, non denunciano e neppure i piccoli imprenditori e gli operatori commerciali. A Caltanissetta c'è ancora molta strada da fare". Eppure le istituzioni non stanno con le mani in mano. Dalla Prefettura al Comune, alla scuola. "C'è un grande fermento ? ricorda il dottor Petrucci ? e di mafia se ne parla anche a scuola con magistrati, avvocati, imprenditori, forze dell'ordine. Con le quarte classi abbiamo avviato un percorso che si concluderà il prossimo 31 maggio. Ma abbiamo capito che non basta, che bisogna cominciare prima, con gli scolari ancora più piccoli. Non ci facciamo illusioni, siamo realisti. Però vogliamo sapere ciò di cui hanno bisogno, rispondere alle loro domande, conoscerli. Non vogliamo fare lezioni di legalità, ma fare capire che le Istituzioni esistono e sono al loro fianco". Più o meno come si sta facendo a favore dei contadini dopo l'allarme sicurezza lanciato dalle associazioni professionali agricole per quanto riguarda i danneggiamenti e gli incendi dolosi. "Proprio in questi giorni è partita una campagna di prevenzione. Il problema ? riconosce ? esiste. L'agricoltura è al secondo posto della produzione di reddito e in vista della stagione dei raccolti è partita un'attività di vigilanza preventiva nei confronti di chi danneggia e avverte senza che l'origine sia mafiosa. I sindaci si stanno muovendo siglando accordi con le associazioni di volontari, la polizia, i carabinieri, il corpo forestale regionale. Sappiamo che prima si individuano i responsabili, prima si circoscrivono gli effetti. Gela e Niscemi, in particolare, sono le zone nel mirino di un progetto di sorveglianza tecnologica delle campagne finanziato con il Pon-Sicurezza 2007-2013 con un accordo di programma Stato-Regione. Il progetto, coordinato dalla Prefettura, prevede la video sorveglianza delle strade e delle campagne". Anche quello dei rifiuti è un problema. "Gli Ato ? spiega il prefetto ? si ritrovati carichi di debiti perché i cittadini non pagano il servizio ottenuto. Ecco, occorre cambiare questa mentalità". Un capitolo a parte merita Gela, "un territorio ? rileva il dottore Petrucci ? particolarmente delicato e fragile sotto l'aspetto dell'inquinamento. Esiste un piano regionale di disinquinamento per l'area compresa tra Caltanissetta, Gela, Niscemi e Butera. Il coordinamento spetta alla Prefettura. Come prefetto ho avuto incontri con i responsabili della sanità regionale e locale, con i vigili del fuoco, con i rappresentanti della raffineria Eni. Negli ultimi mesi sono stati siglati gli accordi per la discarica di Gela, Niscemi e Butera, per la rete fognante di Gela, per gli interventi nella Riserva naturale del Biviere. Due settimane addietro è stato deciso di finanziare un'attività della Provincia per la realizzazione di una rete di rilevazione e comunicazione di dati relativi alla Piana di Gela in modo da fornire in tempo reale ciò che accade ed accertare se ci sono o meno parametri fuori norma e quindi prevedere gli interventi conseguenti. Il nostro obiettivo è di raggiungere il maggiore grado di garanzia per la salute dei cittadini".

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Quale turismo nei parchiNicolosi (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Qualificati gli interventi al workshop nella sede del "Parco" Il suggestivo scenario a verde offerto dalla sede del Parco dell'Etna di Nicolosi, ha fatto da cornice al quarto workshop, organizzato nell'ambito del progetto "Ori.Etna.Tour" (Orientamento e Inserimento del Settore Turistico), sviluppato nell'ambito del Pit Etna 24. Tema affrontato "Il turismo nei parchi", forma di turismo ambientale che rappresenta un settore dell'economia turistica del futuro, dove il contatto con la natura diventa fondamentale. Ad aprire il dibattito, moderato dal dott. Francesco Messina, il prof. Vincenzo Asero, docente di Economia del Turismo: "Fare turismo nel Parco significa fare anche turismo con il Parco che diventa non solo un Ente gestore ma si trasforma in organizzatore concreto che possa collaborare con il territorio". Ha puntato alla valorizzazione delle risorse naturali ed umane, Sebastiano Messina, dottore di Economia pubblica: "Bisogna partire dal concetto che occorre fare sistema. Spesso il Parco dell'Etna non viene visto come un Ente che collabora ma come un osteggiatore per il ruolo di vigilante e di preservatore del territorio che svolge, contro la cementificazione selvaggia in un'area che deve essere protetta. Il turista naturalista chiede di entrare nel territorio, di vivere l'aspetto umano del territorio, con un contatto diretto con le realtà territoriali". Rispetto della natura sì, ma deve anche essere necessario snellire la burocrazia, che spesso diventa un freno per gli imprenditori che vogliono investire. "Il turismo nei parchi non può avere un vero sviluppo se non si snellisce la pratica burocratica - afferma l'agronomo Luca Mangano - La burocratizzazione e l'accavallamento di responsabilità tra i diversi Enti deputati a vegliare sulle aree protette diventano un blocco allo sviluppo". "L'Ente Parco non è burocratizzato come si pensa - spiega il responsabile dell'Ut del Parco, geom. Luciano Signorello - e non è vero che il territorio senza l'esistenza di quest'Ente fosse stato preservato; per capire basta guardare ad alcuni Prg dei Comuni. Noi lavoriamo con il territorio. L'Ente da anni ha puntato l'attenzione al contatto diretto con gli operatori economici, mettendoli in rete, con un ritorno in termini turistici non indifferente". "E' un fatto culturale - ha affermato il presidente dell'Agenzia Simeto-Etna, Lorenzo Laudani - Manca, comunque, oggi tra i giovani una conoscenza effettiva del territorio". Ha concluso gli interventi il prof. Natale Andaloro. A. A. M.

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Mutui e azzzzzardi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 2 ) " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 29 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 22 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 08 Alitaglia/2 Cari commensali, l'amico Gamaximo scrive: "Egr. Sig. Porro, come certamente avrà inteso sono uno tra i sostenitori del fatto che Alitalia debba essere venduta ad una società privata che abbia le competenze per rimettere a posto una situazione che noi, in vent'anni, non siamo stati capaci di sistemare. Mi sembra tra l'altro che Air France-KLM possa essere proprio la soluzione giusta ma .. le ultime notizie trapelate questa mattina, dopo la lunga riunione dei vertici Alitalia, mi fa pensare che forse sarebbe il caso di rivedere la cosa. In pratica, sembrerebbe, che AF-KLM vogliano acquistare il pacchetto Alitalia ad esclusione di AZ service cioè comprando a poco più di niente una società che in effetti vale poco ma lasciandoci una società ( 10.000 persone) che vive sui servizi dati agli aeromobili e a tutto quanto ci gira intorno ma ..togliendoci gli aeromobili. Cosa vuol dire? Che affare è? In pratica mi sembra che ci venga offerto un bel panino imbottito da quale viene sfilato in prosciutto! Cosa ne dice? Forse bisognerà dire ad AF-KLM che gli affari bisogna farli in due !!". Sapete che vi dico: qualche sospetto mi inizia a venire anche a me. Sono da 20 ore in viaggio: sono andato a Los angeles, ovviamente via Monaco. E sono ancora qui, a Monaco, che aspetto la mia coincidenza per Malpensa. Sono disponibile, ma anche rattristato, di non avere un volo diretto da Milano a Lax, ma il costo di questo sacrificio deve valere la pena. Certo, poi penso al servizio e al costo di Alitalia peri contribuenti, e mi viene un po' di pessimismo. L'idea che Airfrance si compri Alitalia, ci sposti a Parigi, e non si prenda tutto il "pacco" mi fa però imbufalire Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Mar 08 Morti di ipocrisia Se domani mattina, speriamo di no, dovessi fare un incidente mortale con il motorino mentre vado a fare un'intervista, sarei considerato, per le statistiche, un morto sul lavoro. I commensali mi perdoneranno la macabra suggestione, ma serve per evitare di parlare di morti senza mai mettersi, anche ipoteticamente, in discussione. Ebbene circa il 70 per cento dei circa 1200 morti sul lavoro, sono deceduti per incidenti stradali. Qualcuno pensa dunque che il mio datore (l'odiato Berlusconi, in questo caso jr) sia responsabile anche di questo? Mi metto in discussione in prima persona e paradossalmente perchè mi sembra che su questa faccenda si stia facendo un baccano ipocrita che nulla ha a che vedere con le morti drammatiche sul modello Thyssen. Oggi mi sono dilungato sul giornale esattamente su questo tema. Il consiglio dei ministri pensa che basti una legge e una sanzione dura per ridurre gli incidenti sul lavoro. Si tratta di un alibi insopportabile, soprattutto vista la gravità del tema che affronta. Anzi più norme, più burocrazia, più imposizioni rischiano di metterne fuori legge le imprese marginali, quelle per le quali il rischio professionale è maggiore. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (15 votes, average: 4.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Il grano e gli Aerei puliti Ieri le quotazioni del grano sono balzate del 25 per cento, toccando il record di 12 dollari per bushel (così si chiama l'unità di misura delle materie prime alimentari) al Chicago board of trade. Si tratta di un record storico. La causa scatenante deriva dall'annuncio del Kazakistan di mettere un dazio all'export di grano. Così come quelli appena applicati dalla Russia, i grandi granai del mondo sono preoccupati dall'aumento dei prezzi del grano nei loro paesi e dunque adottano politiche protezionistiche. A ciò si aggiunga che le raccolte mondiali non sono andate particolarmente bene. Ma il fattore scatenante è l'utilizzo dei prodotti della terra per fare biocarburanti. Grazie ai sussidi negli stati uniti il 4 per cento del Mais è stato prodotto per fini energetici. Come era facilmente prevedibile il prezzo dei prodotti base alimentari sta andando alle stelle. Proprio ieri uno dei quattro motori del Boeing 747 della Virgin sulla rotta Londra Amsterdam è stato alimentato con una miscela (il 20 per cento) di Biofuel. Perfetto i nostri areoplani (che secondo le stime contribuiscono a meno del per cento dell'effetto serra) saranno in futuro puliti. Se il prezzo da pagare è avere il raddoppio del valore delle materie prime alimentari (è quanto è avvenuto da gennaio) pazienza. O no? Scritto in Varie Commenti ( 21 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Biocarburanti ed effetto serra: quante balle Non vi fidate del sottoscritto. Anzi non citatemi proprio. Ma quando state in un bel salotto progressista e si parla di effetto serra e di carburanti alternativi citate l'ultimo studio della rivista Science: non certo una pattuglia di inquinatori con il Suv. Anzi fate di più appuntatetevi questo indirizzo internet (un po' lungo per la verità) con la sintesi della ricerca: http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1151861 Sostengono, contro tutte le mode del momento, che i biocarburanti contribuiscono a peggiorare il cosiddetto effetto serra, quasi raddoppiandolo. E che lo sfruttamento intensivo delle terre per la coltivazione estesa di biocarburanti danneggia l'ambiente più di quanto faccio l'uso del petrolio. Scritto in Varie Commenti ( 42 ) " (18 votes, average: 4.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. 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Il sindaco di mandello Vi spiego con i fatti perché le ronde non servono Vorrei rispondere alla lettera sulle ronde di Mandello, apparsa su queste colonne nella giornata di venerdì (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco di mandello Vi spiego con i fatti perché le ronde non servono Vorrei rispondere alla lettera sulle ronde di Mandello, apparsa su queste colonne nella giornata di venerdì il sindaco di mandello Vi spiego con i fatti perché le ronde non servono Vorrei rispondere alla lettera sulle ronde di Mandello, apparsa su queste colonne nella giornata di venerdì. Egr. Sig. Sole, l'argomento "sicurezza" è troppo serio per poter essere liquidato con una battuta. Infatti ho continuato a dire in questi giorni cosa il Comune avrebbe fatto per garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza. I nostri agenti polizia locale svolgono anche servizi notturni in forza del progetto "Mandello Sicura" avviato ormai da diversi anni nella fase primaverile ed estiva. Credo che sia uno tra i pochi progetti di servizio notturno previsti in Provincia di Lecco. Ricordo, inoltre, che esiste la Caserma dei Carabinieri in Mandello che svolge altresì un fondamentale compito di controllo in sinergia con i nostri agenti. Caserma che la mia Amministrazione sta ristrutturando affinchè resti sul territorio: da parecchi anni i Comandi più alti dei Carabinieri in paese e in Provincia ne richiedevano la riqualificazione alla precedente Giunta leghista senza ottenere mai niente, tant'è che, quando siamo arrivati noi, stavano decidendo di smantellarla. Ciò è stato scongiurato con il nostro intervento ed è bene ricordarlo. E' prevista a breve l'installazione di telecamere ad alta tecnologia in entrata e in uscita dal paese sulla SP 72 nella doppia direzione Abbadia/Lierna, per facilitare le forze dell'ordine nelle indagini a seguito di eventi criminosi. Ne verrà posta anche una tra Maggiana e Abbadia. E' stato assunto per il trimestre estivo un ulteriore agente di polizia locale per rafforzare l'organico nei mesi di maggio afflusso di gente in Mandello. Ma non basta. Noi riusciremo a rispondere all'insicurezza con ancora maggiore efficacia se l'attuale Governo eliminerà dal tetto di spesa imposto ai Comuni, con il Patto di stabilità, le spese per la sicurezza consentendoci di assumere più agenti e di investire in tecnologia a difesa del territorio. E' inutile dare più poteri ai Sindaci, con il nuovo decreto, e poi non consentire agli stessi di spendere i soldi del Comune per tutelare i propri cittadini. Sarebbe davvero l'ennesima beffa dei governi centrali verso le autonomie locali. Ora governa il centrodestra: in tema di sicurezza e federalismo hanno promesso grandi cose. Bene. Noi Sindaci non chiediamo risorse nè a Roma nè al Pirellone (che fa belle leggi sulla sicurezza per i Comuni senza erogare le risorse sufficienti - vedasi la legge regionale 4/2003) vogliamo soltanto che ci lascino almeno spendere i nostri soldi per proteggere le nostre comunità! Vediamo come ci risponderanno Maroni e Tremonti in proposito. Intanto i nostri agenti di polizia locale si danno un gran daffare, mi creda, e così i carabinieri. Fanno un lavoro duro, tutti i giorni e tutte le notti, e va rispettato La sicurezza esige risposte serie e durevoli nel tempo, con personale professionalmente preparato e dotato dei necessari strumenti di difesa e tecnologici a supporto. Per questo le ronde non servono (dovrebbe esserci un "esercito" di volontari 365 notti all'anno), sono pericolose per chi le attua (l'incontro con un malvivente non è mai da escludere) e non hanno nessun effetto di deterrenza al crimine (i furti avvengono comunque). Questo era il senso della mia provocazione. Con cordialità. Riccardo Mariani Sindaco di Mandello del Lario la replica Se la badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe concise per rispodere alla lettrice che racconta la straziante vita della badante che accudisce ai suoi genitori ( dizione del 19/5/2008). Come mai il datore di lavoro non chiede il permesso di soggiorno per questa signora che lavora coscenziosamente ed onestamente? Questa signora che lavora onestamente e coscenziosamente deve godere di diritti civili e non di clandestinità. Dobbiamo riconoscere a chi lavora onestamente e coscenziosamente cercando di integrarsi nella società rispettando anche la nostra cultura, tutti i diritti di cui gode un cittadino italiano. Questo nel rispetto, non solo nostro, ma anche del lavoratore extracomunitario. Invito quindi la signora ad aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica. Penso che dobbiamo smetterla con questo buonismo che fa più comodo a noi che agli altri. La ringrazio della attenzione e le porgo cordiali saluti. Fiorella Gualzetti sicurezza Che il "razzismo" non diventi un pretesto Egregio direttore, chiedo mi venga concesso di replicare alla lettera del signor Lello Trifirò. In primo luogo vorrei dire allo scrivente che chi sta sempre a pontificare sulla democrazia, sulla tolleranza e, più in generale sul rispetto dei diritti, forse farebbe meglio ad impararli, prima di insegnarli. Il signor Trifirò pretende che il preoccupante fenomeno della criminalita non sia ricondotto eslusivamente all'immigrazione, e ha ragione, per carità! Ne sono assolutamente convinto. Moltissimi criminali incalliti sono italiani, ma forse si dovrebbe anche capire che proprio perché già siamo costretti a tenerci in casa mafiosi, cammorristi e delinquenti comuni di ogni categoria (dei quali purtroppo, in quanto cittadini, non ci possiamo sbarazzare), non possiamo permetterci il "lusso" di tollerare anche gli altri (come finiremmo, altrimenti?). Ragionare in questi termini sarebbe come dire, paradossalmente, che delinquere è un diritto e che, in quanto tale, spetta a tutti (italiani e non). Il nascondersi sempre dietro il pretesto del "razzismo" (che pure esiste!) in nome di un demagogico buonismo, costituisce un atteggiamento a mio avviso intellettualmente poco onesto. In secondo luogo vorrei ricordare che oltre ad una legge che punisce l'apologia del fascismo, ne esiste una che punisce l'istigazione alla violenza e all'odio tra le classi sociali, e una che sanziona penalmente il vilipendio alle Forze Armate dello Stato. E allora mi saprebbe spiegare, il signor Trifirò, perchè ancora oggi circolano liberamente canzoni comuniste o anarchiche che esortano a sputare addosso a chi ha rinnegato le idee comuniste, o che a suo tempo contribuirono ad istigare all'assassinio di un onesto servitore dello Stato come Luigi Calabresi? E che dire di quei siti web di estrema sinistra che offendono i carabinieri e i soldati di Nassyria? A lei fanno paura le croci celtiche? Le assicuro che a molta gente fanno altrettanta paura le stelle a cinque punte tuttora presenti nei simboli dei vari partiti comunisti. Perché non parla anche di questo? E a proposito del barbaro delitto di Verona (che a me risulta avvenuto per una sigaretta), mi sa dire cosa sarebbe successo se l'omicida fosse stato di fede comunista? L'Unità avrebbe forse titolato in prima pagina: "Sono stati i comunisti!". Non credo proprio. D'altronde lei mi insegna che la faziosità è dura a morire. Negli anni '70 le Brigate Rosse erano sedicenti (ma le prove dove sono?), oppure erano nere, e se i br non erano fascisti erano burattini dello Stato "capitalista e imperialista". Insomma, i comunisti sono sempre in odore di santità e i fascisti sempre belve sanguinarie. Guardi un po' più in la del suo naso, magari rifletta anche sui fatti del G8 di Genova, e si renderà conto che non è sempre così. Cordiali saluti, Marco Albonico e.mail Lo spillo Le vittorie contro il Parma e l'esultanza di Moratti Egr. direttore, Moratti, in un momento di alterazione collettiva ha detto: "Abbiamo vinto contro tutti". Facile smentirlo, guardarlo "solo" le partite col Parma, almeno "due" non remavano contro! Cordialmente. Enzo Bernasconi 25/05/2008.

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Sulla piazza Granda prove di <scontro> ma arriva un sofferto sì (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mariano comense Sulla piazza Granda prove di "scontro" ma arriva un sofferto sì Il terzo progetto approvato dalla sola maggioranza Dal forzista Antonio Rodi severe critiche a sindaco e alla Lega MARIANO L'adozione del terzo progetto di piazza Granda, avvenuta venerdì sera in consiglio comunale con i soli voti della maggioranza (e l'astensione del consigliere de "La Destra" Giovanni Guerrieri tra stupore e polemiche), ha confermato e allo stesso tempo acuito lo scontro politico sui temi dell'urbanistica, del nuovo cemento e del costruire. Una ?guerra? tutta interna alla Casa delle Libertà. "mancato controllo" Lo si è evidenziato l'altra sera in aula, con le critiche del forzista Antonio Rodi, presidente anche della commissione urbanistica, su come sia stata gestita la vicenda della piazza Granda, prologo del vero scontro, che si aprirà a giugno quando si discuterà del piano di governo del territorio. "Prendiamo atto con rammarico, ma anche con lucida coerenza ? ha dichiarato Rodi? che c'è stata una carenza di controllo politico sulle scelte dei tecnici addetti al progetto della piazza Granda, una distrazione che ha prodotto burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili conclusa con la deriva dell'iniziale project financing". Un colpo di fioretto per scaricare sul Carroccio le responsabilità di tre anni di progetti e rinvii, conclusi (in teoria) l'altra sera con la nuova adozione di piazza Granda: "Il nostro gruppo vuole il recupero del comparto dell'ex cinema Astor ? ha proseguito Rodi -, ma questo intervento deve essere inquadrato nel piano del governo del territorio che andremo a discutere a breve. La riqualificazione di questa parte del centro deve essere vista come il primo atto delle linee guida delle scelte politiche che affronteremo per la futura gestione del territorio con il Pgt, perché il rilancio di Mariano Comense passa solo attraverso dei ragionamenti che sono stati alla base della filosofia di governo di questa maggioranza sin dal suo insediamento, segnando un passo di rottura con il passato". nessuna replica Il sindaco Alessandro Turati ha incassato senza replicare. Ma la vicenda non si chiude qui: se Forza Italia ha appoggiato un progetto fortemente voluto dal Carroccio, fa pensare che quando si andranno a discutere i contenuti del nuovo Piano del governo del territorio, gli azzurri potrebbero presentare il conto alla Lega. critiche condivise Le critiche sollevate da Rodi nei confronti del primo cittadino sulla gestione dell'operazione della piazza Granda sono state condivise da Savina Marelli (Pd): "Non posso che essere d'accordo ? ha detto motivando il voto contrario -: tutta questa vicenda ha dimostrato come la maggioranza si sia mossa navigando a vista e cambiando rotta ogni volta che è andata a scontrarsi con un problema. Il risultato è stato quello di produrre 6 progetti, tre piani integrati di intervento diversi e aver già speso oltre 300 mila euro in tre anni per essere arrivati al punto attuale". Critiche condivise da Felice Capellini (Vivi Mariano): "Siamo e saremo sempre contrari all'edificazione della parte privata: non è con nuovi appartamenti o nuovi negozi che si rilancia il centro", gli stessi motivi che hanno motivato il voto contrario di Nuova Mariano con Nicola Sanzari. Eugenio Secchi (Rifondazione), ribadendo il suo no ha invitato la maggioranza a "non farsi prendere dalla fretta". Timori espressi anche da Renato Viganò (Pd): "Sul quel comparto è vietato sbagliare perché non si potrà più tornare indietro". Di avviso contrario, ovviamente, la Lega Nord: "Siamo convinti che il rilancio del centro parta da questo connubio tra case, negozi e funzioni pubbliche ? ha detto Giuseppe Cerati -. Siamo per la politica del fare: lo dimostra l'intervento di via Santo Stefano che la minoranza ha trascinato per anni e che noi abbiamo già avviato". Roberta Busnelli 25/05/2008.

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La replica Se la badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe concise per rispondere alla lettrice che racconta la straziante vita della badante c (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La replica Se la badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe concise per rispondere alla lettrice che racconta la straziante vita della badante che accudisce ai suoi genitori (dizione del 19/5/2008) la replica Se la badante merita, va aiutata fino in fondo Egregio direttore, le invio due righe concise per rispondere alla lettrice che racconta la straziante vita della badante che accudisce ai suoi genitori (dizione del 19/5/2008). Come mai il datore di lavoro non chiede il permesso di soggiorno per questa signora che lavora coscenziosamente ed onestamente? Questa signora che lavora onestamente e coscenziosamente deve godere di diritti civili e non di clandestinità. Dobbiamo riconoscere a chi lavora onestamente e coscenziosamente cercando di integrarsi nella società rispettando anche la nostra cultura, tutti i diritti di cui gode un cittadino italiano. Questo nel rispetto, non solo nostro, ma anche del lavoratore extracomunitario. Invito quindi la signora ad aiutare la badante a districarsi tra i meandri della nostra burocrazia al fine di ottenere il permesso di soggiorno che potrà permettere a lei, quale datore di lavoro, di iscriverla all'Inps e quindi di farle godere un domani di una pensione, di far sì che la badante abbia una copertura sanitaria ed infortunisitica. Penso che dobbiamo smetterla con questo buonismo che fa più comodo a noi che agli altri. La ringrazio della attenzione e le porgo cordiali saluti. Fiorella Gualzetti e.mail Lo spillo Le vittorie contro il Parma e l'esultanza di Moratti Egr. direttore, Moratti, in un momento di alterazione collettiva ha detto: "Abbiamo vinto contro tutti". Facile smentirlo, guardando "solo" le partite col Parma, almeno "due" non remavano contro! Cordialmente. Enzo Bernasconi Varese sicurezza Che il "razzismo" non diventi un pretesto Egregio direttore, chiedo mi venga concesso di replicare alla lettera del signor Lello Trifirò. In primo luogo vorrei dire allo scrivente che chi sta sempre a pontificare sulla democrazia, sulla tolleranza e, più in generale sul rispetto dei diritti, forse farebbe meglio ad impararli, prima di insegnarli. Il signor Trifirò pretende che il preoccupante fenomeno della criminalità non sia ricondotto eslusivamente all'immigrazione, e ha ragione, per carità! Ne sono assolutamente convinto. Moltissimi criminali incalliti sono italiani, ma forse si dovrebbe anche capire che proprio perché già siamo costretti a tenerci in casa mafiosi, camorristi e delinquenti comuni di ogni categoria (dei quali purtroppo, in quanto cittadini, non ci possiamo sbarazzare), non possiamo permetterci il "lusso" di tollerare anche gli altri (come finiremmo, altrimenti?). Ragionare in questi termini sarebbe come dire, paradossalmente, che delinquere è un diritto e che, in quanto tale, spetta a tutti (italiani e non). Il nascondersi sempre dietro il pretesto del "razzismo" (che pure esiste!) in nome di un demagogico buonismo, costituisce un atteggiamento a mio avviso intellettualmente poco onesto. In secondo luogo vorrei ricordare che oltre ad una legge che punisce l'apologia del fascismo, ne esiste una che punisce l'istigazione alla violenza e all'odio tra le classi sociali, e una che sanziona penalmente il vilipendio alle Forze Armate dello Stato. E allora mi saprebbe spiegare, il signor Trifirò, perché ancora oggi circolano liberamente canzoni comuniste o anarchiche che esortano a sputare addosso a chi ha rinnegato le idee comuniste, o che a suo tempo contribuirono ad istigare all'assassinio di un onesto servitore dello Stato come Luigi Calabresi? E che dire di quei siti web di estrema sinistra che offendono i carabinieri e i soldati di Nassyria? A lei fanno paura le croci celtiche? Le assicuro che a molta gente fanno altrettanta paura le stelle a cinque punte tuttora presenti nei simboli dei vari partiti comunisti. Perché non parla anche di questo? E a proposito del barbaro delitto di Verona (che a me risulta avvenuto per una sigaretta), mi sa dire cosa sarebbe successo se l'omicida fosse stato di fede comunista? L'Unità avrebbe forse titolato in prima pagina: "Sono stati i comunisti!". Non credo proprio. D'altronde lei mi insegna che la faziosità è dura a morire. Negli anni '70 le Brigate Rosse erano sedicenti (ma le prove dove sono?), oppure erano nere, e se i br non erano fascisti erano burattini dello Stato "capitalista e imperialista". Insomma, i comunisti sono sempre in odore di santità e i fascisti sempre belve sanguinarie. Guardi un po' più in la del suo naso, magari rifletta anche sui fatti del G8 di Genova, e si renderà conto che non è sempre così. Cordiali saluti, Marco Albonico e.mail lo sfogo Io, precario, e gli altri assenteisti col posto fisso Egregio signor direttore, sono un giovane di vent'anni e vorrei parlare di precariato e sicurezza sul lavoro. Sono stato assunto da Poste Italiane con un contratto a tempo determinato, oggi mi sono dimesso perché ho messo in discussione tali cose. Per problemi che sussistevano già da tempo mi si chiedeva di fare consegne anche oltre l'orario (8:10/14:10) ho fatto presente che i portalettere hanno una copertura assicurativa sino a un'ora dopo la fine dell'orario definito secondo contratto (tale cosa mi è stata ribadita più volte dai responsabili della sicurezza degli uffici generali durante il corso a Milano). Nonostante le difficoltà iniziali (imparare strade, nomi ecc...) ero partito con voglia di lavorare e imparare. Ma con l'andare dei giorni mi sono reso conto che la sicurezza non era l'unico problema. In questo periodo dovremmo essere in cinque a fare servizio di portalettere ma per il turnover di malattia siamo sempre meno e da qui nasce l'esigenza di sforare l'orario, per giunta gratis (gli straordinari non sono pagati) e, da come ho capito a Milano, senza copertura assicurativa. Quindi chiedo alle Poste Italiane se possono rispondere al mio quesito. Ho capito bene quello che il responsabile della sicurezza ha spiegato durante il corso? O sono io che sbaglio? Precario senza troppi diritti, in soli due mesi dovrei risolvere i problemi di un ufficio postale e tutto ciò per garantire lunga vita lavorativa agli assenteisti (con posto fisso). Se qualche responsabile potesse risolvere i miei dubbi sulla sicurezza mi farebbe piacere. Riccardo Lena e.mail Il tema è di grande interesse oltre che, purtroppo, drammaticamente attuale. Per questo saremo lieti di sentire anche l'altra campana e di ospitare, se fosse necessario, un contraddittorio. immigrati Dalle strade di Como è sparita un po' di gente Cara Provincia, credo sia un dato di fatto sorprendente e non opinabile la scomparsa dalle strade di Como, dal momento in cui il nuovo governo ha preannunciato rigorose misure contro i clandestini, di quella parte di immigrati che non dava certo l'impressione di essere impegnata in mansioni di lavoro, né di cercarlo o di averne necessità. La scomparsa è ovviamente temporanea. Tuttavia la differenza, in termini di numero, di questi fannulloni (eufemisticamente parlando) e dei rispettivi familiari è davvero sorprendente ed ha un rilievo assai significativo nel dare conferma della consistenza del fenomeno dell'immigrazione regolare e, conseguentemente, della fondatezza dell'allarme sociale, la cui ampia diffusione ormai nessuno nega. E' auspicabile che ne venga tenuto conto in sede di conversione in legge dei provvedimenti adottati dal governo e, soprattutto, in sede di loro attuazione pratica. Laddove, purtroppo, tutte le leggi in Italia fanno la fine delle buone intenzioni, nel migliore dei casi. Guido Fugazza Como 25/05/2008.

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Hanno detto (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Antonio Rodi Prendiamo atto con rammarico, ma anche con lucida coerenza che c'è stata una carenza di controllo politico sulle scelte dei tecnici. Una distrazione che ha prodotto molta burocrazia, ritardi e difficoltà insormontabili. Giuseppe Cerati Il rilancio del centro parte dal connubio tra case, negozi e funzioni pubbliche. Siamo per la politica del fare: lo dimostra l'intervento di via Santo Stefano che la minoranza ha trascinato per anni senza approdare a nulla. Savina Marelli La maggioranza si è mossa navigando a vista e cambiando rotta ogni volta che è andata a scontrarsi con un problema. Il risultato: sei progetti, tre piani integrati di intervento diversi e oltre 300 mila euro già spesi in tre anni. 25/05/2008.

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Napoli, in tribunale i bimbi rom scomparsi (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli, in tribunale i bimbi rom "scomparsi" Lunedì l'europarlamentare ungherese Mohacsi, in visita nei campi nomadi, aveva denunciato gravi violazioni dei diritti umani I. U. Napoli La scomparsa di alcuni bambini rom a Napoli non è esattamente da attribuire a casi di desaparecidos, come annunciato lunedì dall'europarlamentare ungherese rom Viktoria Mohacsi. La situazione è ben diversa, forse ancora più difficile. L'esponente della plenaria di Strasburgo che in visita in Italia ha denunciato "le gravissime violazioni di diritti umani" nelle baraccopoli di Roma e Napoli, non ha potuto però comprendere in pieno la tragica vicenda di quasi un centinaio di bambini rom, e forse più, a causa di un problema di traduzione. Così almeno precisa l'associazione Opera Nomadi che, puntualizzando la questione, apre un capitolo, se vogliamo, ancora più drammatico. Sono decine e decine i bambini rom che vengono "prelevati" dal Tribunale dei minori di Napoli, dalle loro famiglie e nella maggior parte dei casi trascorrono mesi e mesi prima che possano rivederle. Non soltanto dodici come nel caso sollevato dalla Mohacsi. Per alcuni come Mirko, uno dei papà rom sfuggito la settimana scorsa all'attacco incendiario nei campi di Ponticelli, possono trascorrere anche due anni. La figlia di Mirko, vittima di una violenza sessuale da parte di ragazzi napoletani chiede di vedere la famiglia, ma a distanza di due anni, l'incontro non è ancora avvenuto. Il papà Mirko non riesce a spiegarsi come il mancato controllo della ragazzina di dodici anni possa tramutarsi in fine della patria potestà. "In questo caso in particolare - spiega Cristian Valle, uno degli avvocati che collabora con Opera Nomadi - il papà si è anche costituito parte civile nel processo per stupro, ma per ora non ha ancora potuto vedere la bambina". Mirko non sa neanche dove si trovi la sua piccola. "Ogni volta che ci incontra - spiegano gli operatori di Opera Nomadi - chiede come sia possibile tutto questo". E veniamo a cosa dice la legge. La procedura è abbastanza complessa e riguarda l'intervento della pubblica autorità a favore dei minori, prevista dall'articolo 403 del codice civile, in caso in cui il minore sia stato trovato abbandonato o "allevato in locali insalubri e pericolosi". In seguito all'intervento del tribunale, i genitori possono rivendicare la patria potestà e, intanto che le autorità giudiziarie verificano la possibilità o meno dei genitori di provvedere al figlio assistito nel frattempo dai servizi sociali, la famiglia può avere incontri periodici con il bambino. Qui sorge il primo problema. "Le case famiglia spesso non si assumono la responsabilità di organizzare gli incontri perché non si sentono in grado di gestirli - spiegano ancora da Opera Nomadi - gli assistenti sociali dicono che le figure competenti sono i pm, ma i pubblici ministeri, naturalmente, ricordano che a farlo devono essere gli assistenti sociali. E quindi l'incontro viene rimandato per mesi". I figli del vento, che dalla burocrazia vogliono sfuggire, rimangono imbrigliati nelle maglie di una procedura complicata. E negli ultimi tempi la situazione è anche peggiorata perché le condizioni di indigenza e elemosina che caratterizzano la vita dei campi vengono scambiate con sempre più facilità per induzione all'accattonaggio. Si moltiplicano quindi i processi nei confronti di genitori rom che, spesso, hanno come unica colpa quella di non avere una casa e un lavoro. E dire che se un rom vuole iscrivere suo figlio a scuola non riesce mai a farlo. "Quasi sempre a Napoli ci siamo trovati di fronte a scuole che dicono di non avere posti - raccontano da Opera Nomadi - ancora peggio se il genitore vuole trovare un lavoro: non viene considerato". Prima ancora del lungo iter di integrazione per il quale, ha ricordato sempre la Mohacsi "l'Italia non ha chiesto neanche i soldi previsti dalla Ue", i bambini vengono affidati ad altre famiglie. In caso di risposta negativa da parte del Tribunale, alcuni vengono adottati direttamente da famiglie italiane. In altri casi ancora i genitori non sono in grado di reclamare la potestà genitoriale per problemi linguistici e incapacità di richiedere assistenza da parte degli avvocati.

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Settantenne ultrà senza bandiera (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vittima della burocrazia: la richiesta inviata con un giorno di ritardo Settantenne ultrà senza bandiera CARPENEDOLO. La richiesta alla Questura è stata inviata. La documentazione spedita in Lega. Ogni dettaglio espletato. Ma alla voglia di un ultrà ultrasettantenne di Mezzocorona di sbandierare sugli spalti dello stadietto di Carpenedolo è stato risposto: nisba! Ma cosa mancava alla richiesta. L'asta del bandierone? Perfetta. Lo stendardo? Dimensioni congrue. Tutto a posto. Ma niente permesso. Colpa di chi? Ma del timbro postale. La domanda - questioni di ordine pubblico - va fatta 7 giorni prima, ma la raccomandata è partita solo con 6. E così l'ultrà ultrasettantenne non ha sbandierato. Ma va là... (silver).

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Everest, l'alpinista valsabbino Manni conquista la vetta (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 26/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO DOPO UN MESE TRASCORSO AL CAMPO BASE, BLOCCATO DALLA BUROCRAZIA E DAL MALTEMPO Everest, l'alpinista valsabbino Manni conquista la vetta La stupenda sagoma dell'Everest, meta dell'alpinismo di alto livello Roberto Manni in una foto d'archivio VESTONE - "Sono arrivato in cima in compagnia di uno sherpa, sono in vetta al mondo e sto bene. Qui è bellissimo...". Sono le 11 del mattino e calcolando il fuso orario localmente devono essere le 15. La voce di Roberto Manni gracchia un po' al telefono satellitare, interrotta dallo sforzo fisico sopportato, ma anche dalla forte emozione. Dall'altra parte c'è la moglie Lorella che dall'hotel "Ai mughi" di Pinzolo tiene i contatti col resto del mondo: "Mi ha chiamato anche alcune ore dopo dal Colle Sud - ci dice orgogliosa del suo Roby -. Mi ha detto che era nella fase di rientro e che era felicissimo di quello che è riuscito a fare. Devo andare a prenderlo in aeroporto sabato e non vedo l'ora". Roberto Manni, forte scalatore valsabbino di Nozza che di mestiere fa la guida alpina ed il maestro di sci a Madonna di Campiglio, era al campo base dell'Everest con la spedizione italiana delle quale fanno parte il "Gnaro" Silvio Mondinelli, Marco Confortola e Michele Enzio. Poche e frammentarie per ora altre informazioni sull'impresa. Bloccato dalla burocrazia prima e per quasi un mese al campo base, senza nemmeno poter fare le classiche operazioni di acclimatamento ed in attesa che la fiaccola olimpica potesse arrivare sul tetto del mondo senza problemi, nei giorni scorsi aveva dovuto fare i conti con il maltempo. Ieri finalmente le migliori condizioni fisiche ed uno spiraglio meteo favorevole: Roberto ha deciso di muoversi dall'ultimo campo in compagnia di Sergio Martini e di uno sherpa prima degli altri. È stata questa la scelta risolutiva che gli ha permesso di arrivare in cima. Gli altri, Silvio Mondinelli compreso, per il momento hanno dovuto rinunciare, a causa del forte vento che improvvisamente ha chiuso loro la porta dell'Everest in faccia. Nelle gambe del valsabbino c'erano già 8.201 metri del Cho-Oyu conquistati tre anni fa, il Shisha Pangma mancato per meno di cento metri l'anno successivo, l'anno scorso il Lhotse alla fine di maggio ed il Broad Peak poche settimane dopo. Roby Manni ha quarantacinque anni e tanta voglia di recuperare terreno sulla conquista a raffica degli ottomila. Ubaldo Vallini.

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Mifid, burocrazia per banche e clienti (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - investimento Numero 124, pag. 6 del 26/5/2008 Autore: Pagine a cura di Pasquale Scordino Visualizza la pagina in PDF       Conto alla rovescia per gli istituti di credito che devono ultimare gli adempimenti entro il 30 giugno Mifid, burocrazia per banche e clienti L'aggiornamento del profilo rischi dei risparmiatori a ralenty Consulenza finanziaria a pagamento per tutti, ma specifica per pochi. E fruibile solo dopo aver affrontato una montagna di burocrazia allo sportello che incombe su ogni investitore, da chi preferisce i Bot a chi opta per i derivati. Tra i documenti in cima alla lista, i famosi questionari per l'aggiornamento dei profili di rischio di ciascun cliente che secondo Bankitalia e Consob dovrebbe avvenire entro il 30 giugno. Ma il condizionale è d'obbligo perché dall'inchiesta di ItaliaOggi Sette emerge che per ora, anche se manca un mese, nessun istituto di credito ha raccolto le informazioni di tutti. E dall'aria che tira difficilmente questo avverrà entro il termine previsto. Aspetterà invano chi crede che con l'entrata in vigore della direttiva europea sui mercati finanziari possa usufruire di un servizio di consulenza a 360 gradi, operazione per operazione. E soprattutto gratis. Se tutti gli investitori fossero qualificati e quindi in grado di prendere autonomamente decisioni di investimento il problema non esisterebbe. Non essendo così, l'unico modo è servirsi dei servizi offerti dagli intermediari. Che oggi vuol dire innanzitutto andare dalla propria banca per donare una versione aggiornata del proprio profilo di rischio e del proprio patrimonio. Donare perché queste informazioni hanno un valore tale che senza di esse l'intermediario non potrebbe erogare il servizio richiesto; e anche perché probabilmente rispetto a prima non si avrà nulla di differente in cambio, se non una tutela effettiva costruita in base alla conoscenza approfondita del cliente. Difficilmente, però, le modalità di intervista adottate raggiungeranno l'obiettivo, per come inteso dal legislatore europeo. Questo perché le firme da mettere in banca sono tante, e anche i clienti sono tanti. Se si aggiunge che lo stesso investitore è cliente di più banche e che presso di ognuna ha dovuto o dovrà ripetere la stessa operazione, il risultato non è difficile da immaginare. Rispettare le scadenze significherà raccogliere in poco più di un mese informazioni cruciali da tutti. O per lo meno dai nuovi o da coloro che vogliono effettuare operazioni di investimento. Secondo alcuni operatori, infatti, l'indicazione della Consob è che la scadenza del 30 giugno non riguarda coloro che risultavano clienti prima dell'entrata in vigore della direttiva Mifid, quindi novembre 2007, e che da allora non hanno effettuato operazioni. Sarebbero chiamati a sottoporsi alla nuova profilatura e alla firma dei nuovi contratti solo nel momento in cui decideranno di investire nuovamente. Consulenza a tutti i costi A oggi sembrerebbe che diverse banche hanno reso l'attesa ai loro clienti tutt'altro che serena. Il messaggio che aleggia sotto tono su diverse brochure e siti internet è, infatti, che non sottoporsi al questionario, ossia disertare la scelta di servirsi della consulenza a tutti costi o dei servizi di gestione, potrebbe provocare un blocco dell'operatività. Minaccia alquanto assurda, visto che, al contrario di quanto previsto dalla Mifid, non viene spiegata alcuna modalità d'esercizio dell'Alt. Se un cliente detenesse azioni che a luglio improvvisamente vanno a picco non potrà venderle se non firma? E se un altro cliente volesse esercitare il diritto di acquisto supponiamo di azioni, insito in un contratto di opzione plain vanilla sottoscritto prima del 30 giugno ma con scadenza oltre questa data? Probabilmente basterebbe una liberatoria nei confronti della banca per vedere il proprio ordine eseguito senza troppe storie. Attenzione però, e le banche qui stanno lavorando a stretto contatto con i principali studi legali, ora c'è la tutela della direttiva, e chi firma deve poterla sfruttare. I clienti che hanno firmato per la consulenza o che firmeranno, anche se ricevono soltanto i soliti consigli d'investimento, che inviino sin da ora una comunicazione con ricevuta di ritorno nella quale riconoscendo di avere competenze limitate in materia finanziaria continueranno ad avvalersi della consulenza della banca, di cui hanno finora usufruito, senza aggravio di costi. La banca sarà così obbligata per legge a valutare l'adeguatezza e non solo l'appropriatezza delle operazioni proposte (si veda il dettaglio in pagina) e rispondere giuridicamente nel caso l'investimento proposto non si configurasse congruo rispetto al proprio portafoglio e al proprio livello di rischio.

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Vigili, passi nella giusta direzione (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA Vigili, passi nella giusta direzione Finalmente abbiamo iniziato anche nel nostro territorio a promuovere concrete misure per la sicurezza. Un primo passo nella direzione giusta. Bene le pattuglie notturne della polizia municipale formate da tre agenti e dotate di sfollagente, (per i più sensibili "segnalatori luminosi") e spray al peperoncino come hanno già in dotazione altre forze di polizia. Crediamo che questa sia una prima risposta alla richiesta dei cittadini di maggiore controllo del territorio, poiché non approviamo né la giustizia fai da te, nè le ronde, le quali possono dare la spiacevole sensazione di potersi sostituire alle forze dell'ordine. Lo Stato e le amministrazioni locali devono, a nostro avviso, avere migliori strumenti per garantire la legalità, ma impiegando pubblici ufficiali, non cittadini. Quindi un plauso e pieno sostegno all'iniziativa dei due sindaci donna Luciana Cappelli e Laura Cantini che dopo il superamento della solita burocrazia per unire le forze, hanno permesso una pattuglia in più sul territorio, da impiegare speriamo, per gli interventi più difficili. L'Italia dei Valori con altre chiare e concrete proposte, alcune già rese note, chiederà incontri paese per paese con tutti i primi cittadini, per discutere di sicurezza e legalità, contribuendo così, a trovare soluzioni ferme e condivise. Alessandro Alderighi coordinatore Italia dei Valori.

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Un capogiro e scivola in un canalone (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Un capogiro e scivola in un canalone In gravi condizioni un'escursionista. La burocrazia frena i soccorsi La donna, che è moglie dell'ex calciatore e allenatore Davide Cei, è precipitata dal Monte Cavallo. Ora è in coma farmacologico LUCCA. Monica Moni, escursionista esperta, originaria di Ponsacco, precipita sul Monte Cavallo intorno a mezzogiorno. è grave, si capisce subito. Ma l'elicottero che la soccorre arriva due ore dopo. In Garfagnana, da mesi, non c'è più l'elisoccorso. Per recuperarla l'elicottero della Regione deve decollare dal Cinquale. Questo basta per far esplodere la polemica: è inaccettabile - denunciano Provincia e Comune di Castelnuovo - che non ci sia l'elicottero sulle Apuane, zona a rischio di gravi incidenti per l'elevata presenza di escursionisti, cercatori di funghi e speleologi. In montagna, dunque, il primo grave incidente della stagione rischia di trasformarsi in tragedia. Per problemi di burocrazia e di condizioni atmosferiche. La burocrazia impedisce che dalla piazzola dell'elisoccorso di Castelnuovo, attrezzata anche per i voli notturni, possano decollare velivoli di salvataggio. Neppure l'elicottero dell'antincendio, pronto in pochi minuti a partire. La nebbia, invece, impedisce a lungo il decollo dell'elicottero dal Cinquale. Così l'escursionista viene soccorsa solo due ore dopo l'incidente. A rischiare la vita è Monica Moni, 45 anni, moglie dell'ex calciatore e allenatore Davide Cei, madre di due bambini. La donna verso mezzogiorno scivola dalla cresta est del versante lucchese del Monte Cavallo. Un volo di oltre 30 metri terminato contro gli alberi, in un canalone: ora è ricoverata prognosi riservata e in coma farmacologico all'ospedale S. Chiara di Pisa. Non avrebbe riportato lesioni a organi vitali, ma una frattura del femore destro. L' escursionista era in cordata con una quindicina di appassionati del Cai di Pontedera. Una gita programmata da tempo a 1.888 metri di altezza. La comitiva arriva di buon mattino al bivio della strada Gorfigliano-Vagli nel territorio di Minucciano. Da lì gli escursionisti, muniti di scarponi e attrezzatura, risalgono la strada che porta a Cave Campaccio sino a quota 950 metri. Arrivato, attraverso la Carcaraia, al Passo della Focolaccia il gruppo prosegue sino a un canalone chiuso e da lì cerca l'arrampicata in cresta. Nel frattempo però le condizioni atmosferiche peggiorano. Nella zona cala una fitta nebbia. Su un sentiero che guarda la Foce di Cardeto a 1800 metri, Monica Moni - raccontano alcuni escursionisti - accusa un leggero malore. Forse un capogiro. Basta un attimo. La madre precipita in fondo al canalone senza emettere un grido d'aiuto. Paolo Desideri, il responsabile dell'escursione, lancia subito l'Sos: con il cellulare riesce ad avvertire il 118 e scattano i soccorsi. Dal Cinquale, però, l'elicottero non può decollare per nebbia e l'elicottero antincendio di Castelnuovo non ha l'autorizzazione al decollo: è monomotore e non bimotore come i mezzi dell'elisoccorso. Si perde tempo. Il Soccorso Alpino si muove per primo. Via terra. Fa arrivare in zona un volontario che informa la centrale sia del meteo sia delle condizioni della donna, priva di conoscenza. Verso le 14, poi, il paradosso: sono due gli elicotteri a decollare. Parte il Pegaso 3 della Regione dal Cinquale e l'elicottero antincendio del Cai con medico a bordo da Castelnuovo. Vista l'urgenza, il sindaco ottiene un'autorizzazione dal Prefetto per far decollare il velivolo. Raggiunta la zona vengono calati con il verricello il medico anestesista rianimatore e l'infermiere, mentre un altro soccorritore viene trasportato in elicottero nel punto esatto dove è finita l'escursionista. Intubata e sedata Monica Moni viene sistemata su una barella spinale e, nonostante il forte vento, i volontari riescono a issarla sull'elicottero diretto a Pisa. Sono le 15.30. Luca Tronchetti.

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<Troppa delinquenza perchè non c'è certezza della pena> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 29 "Troppa delinquenza perchè non c'è certezza della pena" SICUREZZA Caro Carlino, la delinquenza sembra non avere fine, ormai dal Nord al Sud della penisola gli articoli dei giornali sono una sequenza di piccoli furti, rapine, molestie, stupri, risse e talvolta omicidi. I colpevoli nella maggioranza dei casi sono i rumeni, ovviamente già noti alle forze dell'ordine, hanno già diverse denunce, magari c'è già stata nei loro confronti un'ordinanza di espulsione, però, chissà per quale motivo, ce li troviamo sempre in giro per le nostre città! La risposta è semplice: in Italia si sta bene, anzi mi correggo, stanno troppo bene i delinquenti, arrivano senza arte né parte, non hanno un alloggio, non si preoccupano di cercare lavoro perché tanto ci sono tutte le associazioni pronte ad aiutarli e a riempirgli la pancia, bivaccano, si ubriacano, molestano, stuprano, rubano e spacciano e alla fine cosa gli fanno? Nulla, sono sempre liberi e impuniti! Ci sono anche tutti i cittadini onesti che contribuiscono al loro sostentamento, buona parte dei soldi che escono dalle nostre tasche servono per mantenere tutti questi delinquenti, permettendogli così di vivere alle nostre spalle senza nemmeno rispettarci, se ne approfittano senza ritegno e l'unico modo col quale sanno ringraziarci è facendoci del male! In questa cerchia di delinquenti troviamo anche gente tipo i ragazzi di Verona che hanno percosso a morte un loro coetaneo per una sigaretta! Il problema nasce dal fatto che i delinquenti non hanno mai la giusta punizione, dai piccoli ai grandi reati: non vengono applicate le leggi, soprattutto i recidivi non vengono puniti nella giusta misura, i tempi e la burocrazia della giustizia italiana sono vergognosi, anzi, mi chiedo se esiste, a questo punto, la giustizia in Italia. I ragazzi che hanno ucciso Nicola a Verona erano già noti alle forze dell'ordine per altri episodi, sicuramente meno gravi, ma non per questo esenti da punizioni. Chi delinque o si macchia di delitti così gravi deve avere pene certe senza sconti, anche perché questo serva da esempio per tanti altri malintenzionati, perché serva a farci rispettare, non si può più tollerare tanta delinquenza e tanto buonismo, da troppo tempo assistiamo a crimini di ogni tipo senza porre contrasti né limiti e pene severe! Tutti i giorni una donna viene stuprata, sono poche le città esenti da questi episodi, nord, centro, sud non ci sono eccezioni. Pochi giorni fa una donna ha rischiato di essere uccisa a Firenze da un branco di zingare, ora cosa succederà? Che pena verrà inflitta alla rumena che a Napoli ha tentato di rapire la bambina di 6 mesi? Un'altra a Caltanissetta? E ai carabinieri picchiati da 3 rom a Genova? Idem a Ferrara zona via Baluardi, notizia di qualche giorno fa; per quanto piccola cittadina la nostra Ferrara non è di certo estranea a questo tipo di cronaca. Potremmo aggiungere altri mille episodi accaduti in quest'ultimo periodo, la cronaca ormai è fatta solo di queste notizie, poi ci vogliono tranquillizzare con statistiche le quali riportano dati positivi rispetto a quello che invece è la realtà dei fatti, dicono che è superfluo tanto allarmismo. A questo punto i cittadini si sentono presi in giro, abbandonati, decidono di fare le ronde arrivando alla giustizia fai da te visto che questa gli viene negata dallo Stato! Stiamo perdendo la libertà, si stanno impossessando della nostra terra e l'indifferenza di chi ci ha governato ha provocato tutto questo, la gente però si sta stancando, tanti hanno aperto gli occhi per fortuna e hanno dato un forte segnale con il voto alle ultime elezioni. Rivolgo dunque un forte appello al nuovo governo, il quale si era già mostrato molto attento a questo problema, sia come oppositore nell'ultima legislatura sia nel quinquennio precedente, affinchè realizzi davvero e il più in fretta possibile tutto ciò che sta proponendo, ora che è sparita la sinistra buonista e permissiva, la quale ha sempre accolto tutti a braccia aperte senza distinzione alcuna, fregandosene dei fatti e delle richieste di aiuto della gente (il risultato delle elezioni mi pare non li abbia molto premiati per queste buone azioni), ora che con questa larga maggioranza potrà lavorare senza contrasti, faccia tutto il possibile per il bene dei cittadini attivandosi nel bonificare le città da tendopoli, baraccopoli e rimandi tutti i delinquenti al proprio paese, devono scontare la pena nelle carceri di provenienza e non in Italia a nostre spese, basta buttare soldi per loro, gestiamoli al meglio per riportare ai cittadini quello che finora è stato tolto! C'è già tanta soddisfazione e speranza tra la gente, proprio in questi giorni, per quanto riguarda il nuovo decreto per la sicurezza che verrà varato nei prossimi giorni, questa è la strada giusta che farà del bene al paese, la gente non aspetta altro, sono convinta che se l'attuale governo risolverà questi problemi, anche chi finora non ha voluto togliersi la benda dagli occhi facendo finta di niente, sarà talmente soddisfatto che premierà questa coalizione anche a livello locale, perché davvero il limite è stato superato, non se ne può più di episodi criminosi, e non diamo colpa alla fame, ai flussi migratori o ad altri sociologismi oziosi e inesistenti, la colpa è di chi non applica e non fa rispettare le leggi, a volte sembra di vivere nel Far West dove la delinquenza dilaga, con la sola differenza che se è un cittadino normale a commettere anche solo un infrazione tipo eccesso di velocità gli viene fatta una bella multa e tolta la patente, giustamente, ma se è un extracomunitario si fa prima a lasciar perdere perché di solito è sprovvisto di patente, l'auto che guida non è la sua, l'assicurazione non esiste dunque per le forze dell'ordine è tempo perso. Si dice anche che l'immigrazione serve per arricchire il paese, purtroppo in questi ultimi anni il risultato mi sembra esattamente l'opposto: c'è un impoverimento evidente a livello nazionale innegabile, bisogna attuare un rigoroso impegno sugli ingressi e selezionare coloro i quali veramente entrano in Italia con buone intenzioni e la volontà di lavorare, per il bene loro e dell'Italia, questo produrrà arricchimento, se invece continueremo a mantenere delinquenti di ogni genere tra un paio d'anni andrà anche peggio! Credo sia arrivato il momento di voltare pagina, la gente ha bisogno di pace, serenità e che sia fatta giustizia, questo non è razzismo ma un sacrosanto diritto. Susanna Droghetti Portavoce Comitato Mille Firme e presidente della consulta sicurezza An-Pdl.

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Sea Crema, grazie ragazze (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Lunedì 26 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Basket, A2 femminile. L'elogio di Spinelli per una stagione comunque esaltante Sea Crema, grazie ragazze di Tommaso Gipponi CREMA ? Anche l'amaro in bocca lasciato da una storica promozione sfumata a pochi secondi dal termine dell'ultima partita non può rendere negativo il giudizio sulla stagione della Sea Logistic Crema. È infatti comunque all'insegna della grande soddisfazione il primo bilancio stagionale che fa il presidente del sodalizio Giuseppe Spinelli, all'indomani della grande ma sfortunata gara 3 di finale contro il Geas: "Alle ragazze posso solo dire bravissime, per una stagione fantastica, forse irripetibile. Chiaro poi che nell'immediato dopo gara dell'ultima partita ce l'avevamo un po' tutti con gli arbitri, che non sono stati all'altezza a parer mio di un incontro di questo tipo. Per questo dalla federazione sono un po' deluso, con tutti i campionati fermi poteva mandare due arbitri migliori". Al di là dell'ultimo atto, durante la stagione sarebbe stato difficile pronosticarvi fino a questo punto: "Durante tutta questa stagione ci sono successe davvero molte cose, e già essere arrivati ai playoff, che era il nostro obiettivo di inizio anno, lo ritenevamo un risultato super. Poi siamo arrivati fino a un passo dalla A1, grazie a un gruppo che ha lottato sempre insieme fino alla fine, mettendocela tutta e dimostrando grande attaccamento alla maglia. Abbiamo la coscienza a posto, non penso potevamo ottenere di più. Ringrazio la squadra ma anche tutta la dirigenza e i tifosi per quest'annata davvero magica". Presto però bisognerà guardare al futuro: "Ci ritroveremo sabato prossimo per una grande festa di tutto il sodalizio, con tutte le nostre squadre presenti. Sappiamo bene però che i tempi stringono a livello di burocrazia, quindi credo che al massimo la prossima settimana ci riuniremo con tutta la dirigenza per stabilire il piano dell'anno prossimo".

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E se un giorno sant'erasmo se ne andasse con cavallino - silvio tagliapietra (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre E se un giorno Sant'Erasmo se ne andasse con Cavallino Venezia non ascolta le esigenze dell'isola e la usa solo come casa di campagna, con tanto di orto SILVIO TAGLIAPIETRA Sant'Erasmo, questa grande isola della laguna, famosa purtroppo solo per le verdure e il carciofo, continua ad essere costantemente abbandonata dall'amministrazione veneziana. La popolazione comincia a immaginare l'annessione al Comune di Cavallino Treporti. Esprimo tutta la mia delusione e quella di molti altri concittadini verso le istituzioni. L'isola non viene minimamente considerata come risorsa da sviluppare, inoltre le politiche che vengono attuate per il centro storico non sono adeguate alle esigenze della nostra realtà, che è completamente diversa dalle altre aree del contesto veneziano. Sono necessarie delle politiche specifiche che invertano l'ormai consolidata tendenza all'invecchiamento della popolazione, all'abbandono della residenza da parte dei giovani e alla riduzione del numero di attività produttive interne. Ai grandi interventi di riqualificazione dell'isola realizzati negli ultimi anni dal Magistrato alle Acque nell'ambito dell'accordo di programma con il Comune di Venezia, purtroppo non sono seguiti validi progetti e investimenti dell'amministrazione comunale rivolti alla valorizzazione e allo sviluppo socio economico. Non si può assolutamente dire che la popolazione è stata indifferente a queste problematiche. Da anni i gruppi, le associazioni e i singoli abitanti si impegnano in prima linea per proporre alle amministrazioni delle soluzioni e dei progetti di sviluppo. Puntualmente questi vengono ignorati o rimandati ad altri enti incaricati, avviando un balletto interminabile di responsabilità altrui che evidenzia la completa mancanza di programmi e politiche adeguate alle nostre esigenze. Inoltre, per i progetti di salvaguardia già avviati, ci viene presentata all'orizzonte la mancanza di fondi necessari al loro completamento, mentre i capitali già stanziati da tempo dal Comune per l'acquisto dell'area della peschiera, rischiano di andare perduti per l'ennesimo balletto di responsabilità. In questo scenario deludente sta prendendo piede la volontà di tagliare il cordone ombelicale ormai secco che ci tiene sterilmente legati a Venezia. La naturale vicinanza di Cavallino Treporti, e le caratteristiche territoriali che ci accomunano, fa sentire la nostra isola più vicina a loro piuttosto che al centro storico veneziano così preso da se stesso. Mi azzardo a dire che Venezia ha sempre avuto paura di questa nostra somiglianza alla terraferma del nord, tanto da ostacolare continuamente qualsiasi contatto con i nostri vicini. Basti pensare che abbiamo dovuto combattere da sempre per poter avere un collegamento di navigazione adeguato con il vicinissimo terminal di Treporti. Nel centro storico ci considerano come loro proprietà privata con spiagge vergini e approdi non regolamentati da utilizzare per le escursioni in barca, o per avere la casetta di campagna con recinto e verdurine fresche dove nessuno, compreso i santerasmini, deve venire a disturbare. Sono convito che Cavallino sarebbe entusiasta di annoverare la nostra isola tra le loro fila e saprebbe rispondere da subito alle nostre esigenze basilari, soddisfacendole facilmente e senza conflitti di alcun genere con i loro programmi di sviluppo che ben si adattano anche a S.Erasmo. Ormai siamo stanchi di sentire sempre le stesse chiacchiere e le grandi promesse. Fermo restando che la laguna è un patrimonio da salvaguardare, Venezia tutt'oggi è arroccata nella sua burocrazia e vive solo di passato. Sant'Erasmo.

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Corrado Ricci, l'uomo che cambiò la Carrara (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chissà chi aveva in mente Federico Fellini quando ha messo in scena in "Amarcord" quel noioso erudito, chiamato "avvocato", ripreso ? tra una pernacchia e l'altra ? a raccontare la storia del suo paesino natale? È una domanda che si sono posti anche i curatori della mostra dedicata a Corrado Ricci (aperta fino al 22 giugno ai Musei d'Arte della città di Ravenna, catalogo Electa, euro 40), solo per negare qualsiasi riferimento al grande "avvocato" della burocrazia statale, vissuto tra il 1858 e il 1934, sbalzato dalla natia Ravenna sullo scranno romano della Direzione generale per le antichità e belle arti. Ma chi è stato Corrado Ricci? Nessuno lo conosce e meno che mai si leggono i suoi scritti storico-artistici che, messi uno in fila all'altro, potrebbero arredare un'intera biblioteca. E allora perché celebrarlo proprio mentre si ha la netta sensazione che gli organi di tutela territoriale (cioè le Soprintendenze) stiano attraversando un'epoca buia della loro gloriosa storia? Un gesto di reazione? O è solo il canto del cigno? Tanto per cominciare la mostra di Ravenna si inserisce in un filone di iniziative che la Loggetta Lombardesca ha inaugurato nel 2003 con un'esposizione dedicata a Roberto Longhi (e proseguita poi con Francesco Arcangeli). Difficile immaginare un luogo meno longhiano (o arcangeliano) di Ravenna, ma oramai siamo abituati a vedere mostre di Antonello da Messina a Roma e di Monet a Brescia, perciò non ci scandalizziamo più di tanto. Ricci a Ravenna casca, al contrario, come il cacio sui maccheroni. Ravenna era la sua città di origine e ne divenne Soprintendente ai monumenti nel 1897. Per la pineta di Ravenna venne emanata (grazie a lui) una legge di tutela nel 1905, cellula fondamentale dei successivi interventi legislativi in materia di tutela del paesaggio. E altri motivi potrebbero essere snocciolati sulla pertinenza di questa mostra in questo preciso luogo. Corrado Ricci è stato un prolifico riordinatore di musei. Ha riallestito la Galleria di Parma, la Pinacoteca di Brera e la Galleria Capitolina (solo per citare gli interventi principali). Nel 1912 mise mano anche all'Accademia Carrara e su questo argomento si legge con un certo interesse il saggio di Giovanni Valagussa stampato in catalogo. Si viene per esempio a sapere che l'allestimento di Ricci aveva profondamente rivoluzionato l'impianto museografico della raccolta, fino ad allora organizzata per collezioni, d'ora in avanti rifusa secondo criteri cronologici e stilistici (ad esclusione del legato Giovanni Morelli). L'argomento è quanto mai di attualità, ora che l'Accademia Carrara sta per chiudere i battenti, per riaprirli in futuro con un nuovo allestimento. E proprio su questo argomento si sente la mancanza di un lavoro di scavo che porti in superficie tutti i materiali documentari e fotografici sui più antichi allestimenti del museo, dall'epoca d'oro ottocentesca (quando arrivarono le cospicue collezioni Lochis e Morelli) fino al più recente intervento Dell'Acqua-Wittgens (che ha compiuto ormai più di mezzo secolo di vita). Simone Facchinetti.

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SUPERLAVORO per gli impiegati, lamentele e attese infinite per i cittadini: ecco (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA IMOLA pag. 27 SUPERLAVORO per gli impiegati, lamentele e attese infinite per i cittadini: ecco ... SUPERLAVORO per gli impiegati, lamentele e attese infinite per i cittadini: ecco la situazione all'ufficio Protocollo del Comune. E' il consigliere di Per Imola Giuseppe Palazzolo (foto) a lanciare l'allarme e a spiegare che cosa sta succedendo. Motivo: la carenza di personale. Soluzione: informatizzare. E' DAL PROTOCOLLO, all'ultimo piano del Municipio, che devono passare tutti i documenti che comuni cittadini, commercianti o liberi professionisti presentano in Comune: in pratica si tratta della porta 'lasciapassare' dei quintali di carta di cui necessita la burocrazia. Perché carte, domande e moduli servono ad esempio per le autorizzazioni edilizie o i permessi di occupazione del suolo pubblico. Ma da un po' di tempo pare che la situazione sia diventata quasi ingestibile e rispetto ai dipendenti che sono al lavoro, la carta comincia a diventare davvero troppa. "Ho sentito tante lamentele di persone che hanno aspettato anche 15 giorni prima che la loro pratica riuscisse a essere trasmessa all'ufficio competente", racconta Palazzolo, deciso a portare la questione in consiglio comunale. "Tra pensionamenti e trasferimenti, dei sei dipendenti che in origine lavoravano al Protocollo ne sono rimasti solo quattro, sommersi dalle carte". La cosa più curiosa è che, per mettere una pezza al problema, pare sia arrivato in aiuto un pensionato: "Secondo alcune voci ? riporta Palazzolo ? per aiutare gli impiegati a volte arriva un ex dipendente comunale, impietosito dalla situazione in cui si trovano i vecchi colleghi". Il consigliere della lista civica rilancia allora l'informatizzazione del servizio: "Da tempo ? sottolinea Palazzolo ? chiedo di verificare i tempi e i flussi dei documenti, per capire quanto ci mettono i cittadini ad avere una risposta e i percorsi che le carte devono fare". Ma soprattutto è da tempo che Palazzolo chiede di passare dalle carte al computer. Ecco, secondo lui, qual è l'unica soluzione. "GIÀ TEMPO FA si iniziò a utilizzare di più il computer, ma poi la cosa si è fermata e ora gli uffici sono intasati. A Bologna invece, tanto per fare un esempio, si fa tutto in rete già da alcuni anni". Palazzolo chiede che i cittadini, ma anche i liberi professionisti, possano seguire l'iter della loro pratica attraverso internet: "Così sarebbe sufficiente portare la pratica in Comune e ottenere un numero per tenere sotto controllo il percorso". In questo modo, per Palazzolo i cittadini risparmierebbero tempo e i dipendenti non sarebbero sommersi dalle carte, ma soprattutto si potrebbe gestire la partita con un minore utilizzo di personale. Laura Dall'Olio.

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Nel '68 l'Alighieri soppiantò l'Ospedale (e due Santi) (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO AGENDA pag. 29 Nel '68 l'Alighieri soppiantò l'Ospedale (e due Santi) VIA DANTE di GLAUCO BERTOLINI E' VIA DANTE solo dal 1968. Prima si chiamava via dell'Ospedale. E prima del 1814 quest'ultimo era il nome solo del suo tratto centrale: quello verso le mura era via San Marco (con riferimento a un'antica porta poi inglobata in un bastione), quello verso via Roma era Contrada di Santa Maria Nuova (a motivo di una chiesa che già esisteva nel 1374): denominazione, quest'ultima, passata poi all'ospedale che ? trasferito dopo ottocento anni di attività ? attualmente si sta ulteriormente ingrandendo in viale Risorgimento. DI CERTO, via Dante offre più storia in quello che non c'è più che in quello che c'è rimasto. Rimane (sghembo, abbandonato da tempo immemore, e ignorato persino dai bombardamenti che devastarono la zona) un triste e basso edificio che, di fronte all'odierna questura, ospitava laboratori del vecchio ospedale. Rimane, appunto, la caserma Cialdini che ospita gli apparati della pubblica sicurezza e che, rifatta dopo essere stata semidistrutta nell'ultima guerra, aveva avuto funzioni militari sin dal 1774; ma l'edificato attuale poggia sulle rovine della chiesa di Gesù Cristo (nota nel 1256) e del Priorato di Santo Spirito (1446). Rimane la storica chiesa di San Giacomo e Filippo, col suo ultimo aspetto ricevuto nel 1720, risistemato un po' nel 1808 e nel 1923, medioevalizzato dalla torre campanaria che la tradizione vorrebbe d'epoca matildica e associabile all'antichità dei fregi e degli archetti presenti in quel suo fianco che un tempo era facciata. Rimane il complesso dell'ex monastero domenicano ora contenitore di mostre varie nonché sede del "Peri" e di altre istituzioni culturali; ma il mutare dei tempi ha cancellato anche il ricordo della rinomanza nazionale che vi ebbe l'Istituto di Incremento Ippico, tanto importante da essere stato affidato (dal 1861 al 1965) alla vigilanza di diversi ministeri. NON C'È PIÙ, nella parte che si affaccia su via Samarotto, la contiguità con quel mercato bestiame che col suo grande e alto porticato si estendeva lungo gran parte dell'attuale viale Monte San Michele e che ? realizzato nel 1926 su disegno dell'architetto Sorgato ? venne abbattuto nel 1950. Non c'è più, appunto, quell'ospedale di Santa Maria Nuova che già nel 1198 era noto come luogo di cura e di assistenza. E a questo solo proposito ci sarebbe da inoltrarsi in una storia (non soltanto della città, ma anche della medicina) quasi millenaria. E TROPPO lungo sarebbe anche l'elenco-non-c'è-più. Lo tronchiamo e aggiungiamo solo che non c'è più, là dove la via s'innesta sulla circonvallazione, un dimenticato fortino che il penultimo duca aveva fatto costruire sul già citato baluardo di San Marco. Era simile a quello eretto a guardia della Sparavalle (ma non si dovrebbe dire Aspra Valle?), però mentre i resti di quest'ultimo hanno meritato restauri, la destinazione dell'altro non merita rimpianti. "Era costituito ? annota Andrea Balletti ? da una caserma bastionata e da una torre che volgeva le sue finestre quadrate verso la città per fulminarla con le artiglierie, se mai fosse insorta". La funzione della centralissima cittadella, peraltro, non era mai stata molto diversa. Quel fortino, comunque, lo si sarebbe voluto atterrare sin dal 1859, all'indomani della definitiva fuga di Francesco V, ma la burocrazia gli prolungò la vita fino al 1870.

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Soccorsi lenti, escursionista in coma (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 17 Soccorsi lenti, escursionista in coma Scivola in un canalone e batte la testa. La burocrazia frena gli elicotteri ? GARFAGNANA (Lucca) ? APUANE killer anche senza il ghiaccio. Ieri mattina è stata sufficiente un po' di pioggia per rendere viscida e scivolosa la strada erbosa per Foce di Cardeto sul versante nord-est del monte Cavallo. Una donna di 45 anni, Monica Moni, nativa di Pontedera e residente a Ponsacco, è scivolata e dopo un volo di una settantina di metri si è fermata contro un albero riportando un forte trauma cranico. Ora si trova ricoverata al- l'ospedale di Pisa. I medici si sono riservati la prognosi. La donna era con una quindicina di soci della sezione Cai di Pontedera e partecipava all'escursione sulla cresta del monte Cavallo, un percorso classificato come altamente impegnativo, con un dislivello di 780 metri e una durata di circa 6-7 ore, che richiede imbracatura, casco da roccia, cordini e moschettoni a ghiera. Trattandosi di un'escursione riservata ai soli soci del Cai, è evidente che i partecipanti avevano un'adeguata preparazione e un'idonea attrezzatura. Eppure è bastata una semplice svista, una banale scivolata per precipitare. La presenza dell'albero, un faggio, è stata al tempo stesso provvidenziale ma anche traumatica. Sicuramente ha fermato la caduta della donna, che altrimenti sarebbe diventata vertiginosa nel canalone, ma al tempo stesso ha rappresentato un ostacolo troppo rigido e dunque le lesioni prodotte, a cominciare dal trauma cranico, sono state molto gravi. A DARE l'allarme sono stati i compagni di escursione che hanno allertato 118 e Soccorso alpino. Ma ci sono volute oltre due ore e mezzo prima di arrivare alla conclusione dell'intervento. Si è creato infatti uno scontro burocratico. A intervenire doveva essere l'elicottero "Pegaso" che ha la sua base a Massa ma in quel momento le condizioni meteo sulle Apuane non erano delle migliori, dunque non c'era un adeguato margine di sicurezza. I volontari del Soccorso alpino di Lucca e della Garfagnana hanno cercato di utilizzare l'elicottero del servizio antincendio della Regione che ha sede a Castelnuovo Garfagnana. Elicottero che era disponibile e che poteva intervenire subito ma che non è convenzionato per il soccorso in montagna. Così mentre i volontari del Soccorso alpino si avvicinavano a piedi al punto dell'incidente, è iniziata una serie di telefonate che hanno coinvolto amministratori locali e provinciali, responsabili della protezione civile e del 118 dell'Usl di Lucca. Alla fine, quando erano passate un paio d'ore, il prefetto di Lucca, Carmelo Aronica, ha autorizzato l'uso dell'elicottero antincendio. Il velivolo, con un medico e un volontario del Soccorso alpino, è decollato da Castelnuovo ma, alla stessa ora, le condizioni meteo sono migliorate e così è decollato anche l'elicottero "Pegaso" da Massa e proprio quest'ultimo è intervenuto sul versante nord-est del monte Cavallo. Diatribe e polemiche sono destinate a crescere nei prossimi giorni. Il sindaco di Castelnuovo, Sauro Bonaldi, è pronto a disertare la cerimonia in programma il 14 giugno con l'inaugurazione della piazzola per l'atterraggio notturno degli elicotteri, se la Regione non risolverà il problema del Soccorso alpino. In Garfagnana le montagne sono pericolose e gli incidenti sono frequenti in tutte le stagioni dell'anno. Paolo Mandoli.

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Il governo che decide piace anche a sinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 21 del 2008-05-26 pagina 12 Il governo che decide piace anche a sinistra di Redazione Mi telefona un'amica che sei settimane fa aveva votato, convinta, per Veltroni: "Se Berlusconi riuscirà a resistere alle pressioni e risolvere la crisi della "monnezza", mi convertirò al Popolo delle libertà". Parlo con un collega di sicura fede di sinistra, ma consapevole che la crisi energetica rischia di mandare l'Italia a fondo: "Se davvero questo governo spezzerà il tabù del nucleare, ignorerà i signornò e comincerà a costruire anche una sola nuova centrale entro la fine della legislatura, la prossima volta avrà anche il mio voto". Rincara la dose il mio meccanico, addirittura ex elettore di Bertinotti, che fino a ieri non perdeva occasione per lamentarsi che con l'aumento delle rate dei mutui rischiava di perdere la casa: "Finalmente un governo che si è fatto carico di un problema reale di noi operai". Completa il quadro un signore che incontro spesso passeggiando il cane e che mesi fa era stato vittima di un furto in casa: "Per la verità ancora non ci credo, perché si fa presto a dire sicurezza, ma se Berlusconi ce la facesse a risolvere finalmente questo problema degli stranieri che vengono qui per delinquere meriterebbe di governare, età permettendo, per altri dieci anni". Bastano queste battute per spiegare perché, secondo il sondaggio di Renato Mannheimer pubblicato ieri dal Corriere della Sera, a poco più di un mese dalle elezioni un quarto degli elettori del Partito democratico (e in particolare i più giovani) approvano l'azione di governo e sembrano pronti a cambiare campo. E bastano anche a illustrare, meglio di tanti talk show e seminari, che cosa vogliono oggi gli italiani dai loro governanti: decisionismo, decisionismo e ancora decisionismo. Non tutti i provvedimenti annunciati a raffica dal governo nella sua prima settimana di vita suscitano eguali consensi - per esempio, sul reato di immigrazione clandestina, sia pure non retroattivo, ci sono molte riserve - ma il solo fatto di avere rotto il litigioso immobilismo dell'esecutivo precedente ha fatto cambiare idea ai tanti che, ricordando la non esaltante esperienza del Berlusconi II e III, temevano un déjà vu. In pochi giorni il Berlusconi IV, cambiando marcia rispetto al passato, ha non solo soddisfatto le aspettative individuali di molti cittadini, ma creato anche un clima nuovo, in cui la gente torna a sperare che il Paese possa uscire dal tunnel in cui si era cacciato. Come ha detto la nuova presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ma come crede anche la stragrande maggioranza degli italiani che lavorano e che si sentivano umiliati dal progressivo deterioramento del sistema, ora si può ripartire. Gli scettici opinano che si tratta del solito effetto "luna di miele", di cui tutti i nuovi governi beneficiano nei primi tre mesi, ma che si dissolve rapidamente se aspettative importanti non vengono soddisfatte. Costoro citano il caso di Sarkozy, salutato al suo avvento come il salvatore della patria, ma che in un anno ha visto precipitare i suoi consensi non solo per le sue vicende private, ma anche per la lentezza (e i compromessi) con cui vengono introdotte le riforme promesse. È un pericolo che corre anche Berlusconi, perché una volta esauriti i provvedimenti di immediata applicazione, come l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, dovrà misurarsi con le lentezze del nostro apparato legislativo (per fortuna Fini gli ha già dato una mano, proponendo che i parlamentari lavorino un giorno in più alla settimana), con le resistenze della burocrazia e delle corporazioni e magari anche con la piazza. Tuttavia, il sostegno di un'opinione pubblica ansiosa di voltare pagina, l'atteggiamento abbastanza morbido del grosso dell'opposizione - attenta a mettere le vele al vento - e l'ormai percettibile insofferenza verso la politica dei rinvii potrebbe aiutarlo più di quanto non si pensi. Il presidente del Consiglio, conscio che da quanto riuscirà a fare nel primo anno di governo dipenderà il suo posto nella storia, cercherà senz'altro di non farsi sfuggire quella che appare come una occasione irripetibile. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tesi di Livadiotti Il sindacato è <L'altra casta> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-26 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE LA DISCUSSIONE Tesi di Livadiotti Il sindacato è "L'altra casta" Scollamento dalla realtà dei lavoratori: se quella politica è una casta, come la definisce il bestseller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, il sindacato rischia di apparire come "L'altra casta". è il titolo del libro di Stefano Livadiotti (Bompiani) sui tre grandi sindacati italiani: l'autore ne parla in Sala Buzzati con il ministro Maurizio Sacconi, il direttore del Corriere Paolo Mieli, il sindacalista Savino Pezzotta, l'economista Tito Boeri, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei. "Non è un libro contro il sindacato" dice Livadiotti, firma di L'Espresso. "Ma se alla domanda "vi sentite rappresentati dai sindacati" risponde sì solo il 5,1% dei lavoratori è un allarme". Nel dibattito si discuterà di burocrazia sindacale: 700 mila delegati "che costano alle aziende un miliardo e 854 milioni di euro l'anno" conclude Livadiotti. "Ma i salari sono fermi e mancano controlli per evitare i morti sul lavoro". (Ida Bozzi) Sala Buzzati, via Balzan 3 ang. via San Marco, stasera ore 18.30, ingr. con prenotazione al tel. 02.20.40.03.32 Ministro Il titolare del Welfare, Maurizio Sacconi: sarà al dibattito stasera in Sala Buzzati.

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IN EUROPA (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-26 - pag: 7 autore: IN EUROPA Germania Tutto il mondo è paese e la burocrazia corre il rischio di essere asfissiante in ogni dove. E così in Germania il Governo federale è corso ai ripari e nel 2003 ha elaborato un progetto detto di Iniziativa di smantellamento burocratico. L'obiettivo,dopo aver effettuato una ricognizione delle norme in vigore, è di tagliare quelle superflue, che appesantiscono l'ordinamento e ne minano la comprensibilità e l'accessibilità.Le modalità– come viene illustrato in uno studio comparato predisposto dalla Camera dei deputati italiana –sono simili a quelle messe in atto dal pool taglia-leggi nostrano: siè chiesto ai ministeri di individuare le norme di settore e di indicare quelle superflue, da sfoltire con interventi legislativi ad hoc. Certo, siamo lontani dai numeri italiani: da quando il progetto si è messo in moto sono state approvate nove leggi di riordino che, partendo da uno stock normativo di 5.117 leggi, a ottobre scorso le aveva ridotte a 4.547, una potatura di poco più dell'11 per cento. Regno Unito Dal 1965 il Regno Unito affida alla Law commission –un organo collegiale che resta in carica tre anni ed è presieduto da un ex giudice dell'Alta corte, al quale si affiancano quattro componenti scelti tra giudici, avvocati e docenti di materie giuridiche –per mettere ordine nel sistema normativo. La missione istituzionale della commissione è, infatti, quella di procedere alla revisione della legislazione (e del common law) con l'obiettivo di assicurarne congruenza, chiarezza e non ridondanza. Allo stesso tempo, la commissione trasferisce al Governo le indicazioni scaturite dall'opera di revisione perché ne faccia tesoro al momento di formulare nuove leggi. Spagna I codici,che in alcuni Paesi (Italia compresa)sono lo strumento di riordino della legislazione,in Spagna conoscono un'applicazione limitata.In particolare nel settore amministrativo,dove ci si affida a grandi leggi che dettano regole sia in maniera trasversale (per esempio,sul regime giuridicoo sui contratti delle pubbliche amministrazioni)sia in modo settoriale (per esempio,leggi sulle telecomunicazioni o la sanità pubblica).La revisione normativa vera e propria è, invece,affidata ai textos refundidos, testi di riordino a cui provvede l'Esecutivo su delega parlamentare.

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Dieci prof, zero alunni E arriva anche il supplente (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-26 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Scuola Ritiro totale di una classe delle serali. Ma l'insegnante incinta viene sostituita Dieci prof, zero alunni E arriva anche il supplente Al Pacinotti di Mestre lezioni deserte da febbraio All'inizio dell'anno scolastico gli allievi della "1ª A" erano 18, poi sono calati fino a estinguersi. Ma la burocrazia chiede il "rapporto finale" su ogni materia SEGUE DALLA PRIMA Dieci insegnanti, zero alunni. Appena una docente è andata in maternità, però, non c'è stato verso di rinunciare al supplente: "Sennò il rapporto finale su quella materia chi lo fa?" E così, da un mesetto, i "prof." sono diventati undici. La scuola in questione è l'"Antonio Pacinotti", un istituto tecnico aziendale nato negli anni Quaranta per "preparare periti, tecnici e dirigenti per le industrie che si andavano sviluppando nel territorio", in particolare a Marghera. Il progetto ministeriale è il "Sirio", che il Ministero della Pubblica Istruzione, per bocca della dirigente Elisabetta Davoli, descrive come la risposta alla "necessità, ormai largamente condivisa, di realizzare più agili e nuove forme di qualificazione di giovani ed adulti privi di una professionalità aggiornata, per i quali il possesso del diploma di licenza media non costituisce più una garanzia dall'emarginazione culturale e/o lavorativa". Traduzione: sono corsi serali esattamente uguali a quelli normali del mattino, sono destinati a quanti durante il giorno lavorano, cominciano poco dopo le sei di sera, finiscono alle undici per un totale di 25 ore la settimana e consentono di prendere un diploma identico a quello degli altri allievi. Tanto che gli stessi professori, a volte, fanno sia qualche ora la mattina, sia qualche ora la sera. L'iscrizione costa cento euro e in larga parte gli studenti sono stranieri di buona volontà che desiderano migliorare la loro condizione. Persone che spesso, mosse da grandi speranze, si presentano in classe dopo aver cominciato a faticare nei cantieri o nelle fabbriche nelle prime ore dell'alba. E che, per quanto motivate, dopo qualche mese si rendono conto di non farcela. Troppo pesante, tenere insieme lo studio e il lavoro. E scelgono, ovvio, il lavoro. Insomma: che ci fosse una emorragia fisiologica degli iscritti era stato messo nel conto. Non c'è classe che parta e arrivi a destinazione con lo stesso numero di allievi. E nessuno può onestamente contestare al ministero la scelta di tenere aperte certe classi anche se falciate dagli abbandoni pur di rispettare il patto firmato con chi si è iscritto. Perfino se le classi, come capita non solo al "Pacinotti" ma un po' in tutti gli istituti italiani coinvolti nel "Progetto Sirio", dalle Alpi alla Sicilia, si riducono via via alla presenza di sette, sei, cinque studenti. Ma è lecito o no pretendere un minimo di buon senso? Al "Pacinotti", regole alla mano, non c'è stato. E così, via via che i diciotto allievi iniziali della "1ª A" sono scesi nel corso dell'anno scolastico a dodici, dieci, otto, sei, quattro, tre, due, uno fino allo "zero carbonella" di fine febbraio, tutto è andato come niente fosse. La burocrazia, come ha scritto sul Gazzettino Maurizio Dianese, "non contempla sbavature: se la classe è formata è formata". Sempre lì torniamo: qual è l'obiettivo della scuola? Essere al servizio dei cittadini (cioè degli studenti e dei genitori che su di loro hanno investito) o distribuire posti di lavoro, a volte superflui se non addirittura insensati? La risposta è nella storia della "1ª A" mestrina. Dove, appena una dei dieci docenti è andata in maternità, un mese fa, la direzione non ha neppure ipotizzato di rinunciare a sostituirla. Nonostante il registro di classe fosse da settimane riempito da una sola scritta: "Tutti assenti ". E così, nell'aula desolatamente vuota è arrivato anche un supplente. Meno male: almeno questo non aveva il pancione. Sennò ne sarebbe nata una spirale ancora più perversa. Come quella vissuta in una scuola di Latina dove, per sostituire una maestra in maternità, sono arrivati a fare 103 telefonate e telegrammi prima di trovare infine chi era disponibile: "Accetto". "Bene, venga domattina". "Non posso, sono incinta anch'io". Ed ecco che lo Stato si è ritrovato a pagare per una sola cattedra la titolare incinta, una prima supplente incinta (che solo per aver detto "accetto" aveva diritto al posto pur non potendo insegnare) e una terza supplente della supplente incinta della titolare incinta. Evviva la maternità, evviva le donne incinte, evviva il sindacato che le protegge: ma in quali altri Paesi del pianeta capita una cosa simile? Difficile non sorriderne. Com'è difficile non sorridere di un'altra storia successa al "Pacinotti", cioè nel cuore non del Mezzogiorno ma del ricco e produttivo Nordest. è la storia di una docente di diritto, che chiameremo professoressa Alfa, così interessata a crescere professionalmente da chiedere un lungo congedo per un dottorato di ricerca. Concesso. Ma come sostituirla? Faceva quattro ore all'istituto tecnico nei corsi tradizionali della mattina, otto in quelli serali e altre sei alle "serali" dello "Zuccante", altro istituto mestrino per periti elettronici e informatici. è finita in un delirio. Con l'assunzione part-time prima di una supplente Beta che aveva accettato di subentrare al "Pacinotti" ma era incinta e quindi non è subentrata affatto, poi di un secondo supplente subentrato alla supplente incinta per le ore del mattino, poi di un terzo supplente subentrato alla supplente incinta per le ore serali e infine di un quarto supplente per le sei ore allo "Zuccante". Finché, il primo giorno lavorativo dopo la scadenza fissata dalle norme per il 30 aprile, si è rifatta viva la professoressa Alfa: "Eccomi, sono tornata ". La risposta la conosceva già: "Grazie, ma sono appena scaduti i termini. Per non turbare i ragazzi alla conclusione dell'anno scolastico, le regole dicono che bisogna chiudere coi supplenti. Quindi lei resti pure a disposizione". E a quel punto, per un solo posto di lavoro sia pure "sparpagliato" in scuole e turni diversi, lo Stato si è trovato a pagare (con salari e forme diversi, si capisce) cinque persone: la titolare, la supplente incinta, i due supplenti mattutino e serale della supplente incinta e un quinto supplente per le ore allo "Zuccante ". Per carità, tutto corretto. Tutto in regola. Tutto legale. Ma onestamente: vi pare normale? Gian Antonio Stella.

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I mega yacht dirottati a Otranto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: BRINDISI - data: 2008-05-25 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Porto Non ancora rilasciata la concessione quadriennale alla società "Salento Yachting Terminal" I mega yacht dirottati a Otranto Manca la banchina riservata, penalizzato il traffico vip Lo scalo in ritardo nella programmazione, la decisione rinviata alla prossima seduta del comitato portuale BRINDISI - Sono in tanti a spingere per entrare nei piani di navigazione dei grandi yacht, e chi ha più filo tesse. A Brindisi, dopo gli innumerevoli peana al valore di questo traffico per l'immagine della città e del porto, pare si sia tornati all'ovile dei tempi dettati non dal mercato, ma dalla burocrazia. E all'orizzonte spunta Otranto. Che accade, dopo 5 anni di crescita costante del numero delle soste alla banchina di viale Regina Margherita? Succede che la logistica al servizio di questo traffico decide di organizzarsi meglio, e di aumentare le sinergie con gli hotel de charme, i campi da golf e l'alta gastronomia del territorio, e per farlo fonda una società apposita, e chiede non più una concessione stagionale della banchina, ma una "quadriennale " con 300 metri di waterfront in cui ci sono anche scalinata e colonna romana. Bene, bravi, dicono (quasi) tutti. Poi, però, per la concessione non ci sono tempi di decisione rapidi, e si dovrà attende la prossima riunione del Comitato portuale. C'entra per caso la politica? Non si sa. Ma gli yacht non aspettano, ed i primi 5 sono già passati, serviti - al meglio, data la situazione - alla banchina pubblica. Nel frattempo, si è detto Teo Titi, il socio di Jlt a Brindisi (l'agenzia internazionale con base a Venezia, che muove quasi tutto il traffico di settore in Adriatico), bisogna aprire anche altri accessi tra le vacanze in mare dei vip ed il Salento. E allora Otranto (invece che Gallipoli), dove venerdì ha fatto sosta dalle 15 alle 20 "Reverie", un Benetti 230 di proprietà di una società di charter in trasferimento senza ospiti da Portofino a Venezia. Sette ponti, 70 metri, Jacuzzi nelle cabine, palestre, garage con moto d'acqua, windsurf, canoe, derive. Giusto per inaugurare un nuovo possibile hot spot per lo yachting di lusso. A Otranto tutti hanno capito: visita del comandante di Circomare (l'ufficio circondariale della Guardia costiera) a bordo, e visita della polizia di frontiera, messaggio del sindaco. E i superyacht li vogliono, eccome. Brindisi deve tremare? No, non è il caso se si ragiona in termini di risorse tutte al servizio di una causa comune. E poi, Jlt ha portato la scorsa stagione 107 barche a lungomare Regina Margherita, la metà di quelle che ha messo insieme Venezia. Una ragione ci sarà. Comunque ritardi, incertezze e convulsioni possono fare male. Salento Yachting Terminal (Titi Shipping, Massimo Ferrarese, famiglia Montinari e Giovanni Danese) ha ottenuto la parola di Giuseppe Giurgola, il presidente dell'Autorità portuale brindisina, che la domanda di concessione quadriennale sarà portata in comitato con parere favorevole. Dopo di che, toccherà a Brindisi sfruttare i nuovi piani di soste prolungate, sul piano commerciale e turistico. E restare la porta principale del Salento sul mare delle barche da sogno. Marcello Orlandini "Reverie" Ecco "Reverie", un Benetti 230 di proprietà di una società di charter. Venerdì ha fatto sosta a Otranto anziché a Brindisi.

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In Austria fanno goal anche le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 26-05-2008)

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Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-26 - pag: 17 autore: Verso gli Europei di calcio. Tassazione leggera e burocrazia snella hanno contribuito a rendere convenienti e competitivi gli investimenti nel Paese In Austria fanno goal anche le imprese Sono più di 850 le aziende italiane insediate sul territorio: nel 2007 un aumento del 50% PAGINA A CURA DI Sara Bianchi Francesca e Bruno ci sono arrivati da strade diverse, dopo gli studi, a Napoli e Firenze lei, a Bologna e negli Stati Uniti lui. Innsbruck è la sede di Iqoqi, Istituto di fisica quantistica d'avanguardia in tutto il mondo. è qui che i due giovani scienziati vivono l'intensa attività di ricerca a caccia delle leggi che regolano il moto lento di atomi neutri, coltivando in un ambiente internazionale il sogno di un brillante percorso professionale.Benvenuti nell'Austria delle opportunità personali come quelle colte dai due post doc italiani i quali, se l'Iqoqi non avesse domicilio a Innsbruck, avrebbero proseguito le loro ricerche altrove. Ma soprattutto benvenuti in un'Austria paese ospitante degli Europei di calcio, che lascia la sua immagine di cartolina sullo sfondo e punta a presentare opportunità per le imprese straniere. è il caso di oltre 857 aziende italiane presenti in territorio austriaco, 22 delle quali insediatesi nel 2007, in aumento di oltre il 50% rispetto all'anno precedente. I dati sono stati raccolti da Aba, agenzia austriaca del business, che il Ministero Federale dell'Economia ha voluto indipendente e che fornisce consulenza e informazioni a titolo gratutito.A rendere il Paese un bacino interessante, spiega Marion Schramm, direttore Italia di Austrian Business Agency "contribuiscono diversi fattori, primo fra tutti la tassazione, tra le più basse d'Europa: l'imposta sui redditi di società di capitale conta un'aliquota nominale del 25%e un tasso effettivo al 22,4%. Numerose sono le possibilità di detrazione e le sovvenzioni per i progetti innovativi arrivano fino al 50%". Ma il Paese, prosegue Schramm, "conta anche su una sostanziale pace sociale, con le giornate di sciopero per mille lavoratori dipendenti (dal 1995 al 2004) tra le più basse al mondo: 1.3, pari soltanto a quelle del Giappone, contro le 28 della Gran Bretagna, le 29.7 della Francia e le 120.9 dell'Italia ".Una sorta di quiete collettiva che pone le sue basi su una disciplina del diritto del lavoro semplificata: non esiste uno stipendio minimo generale, i salari sono regolati da accordi settoriali e i dipendenti possono essere licenziati senza giusta causa. Elevata la disponibilità di manodopera qualificata: in scala da uno a 10 è calcolata al 7.38 contro il 6.92 di Singapore e il 5.36 dell'Italia. Strategica poi l'ubicazione geografica: al centro dell'Europa e al confine con i Paesi dell'Est da poco entrati nell'Unione. "Avevamo previsto di servire solo l'Austria" racconta Helmut Kubin, amministratore delegato di Europlast, "ma ora con l'Europa sempre più spostata verso Est lavoriamo anche con la Romania e la Bulgaria, dove abbiamo aperto un nuovo ufficio e i nostri contenitori arrivano fino sulla piazza Rossa". Europlast, azienda produttrice di contenitori per la raccolta differenziata e per l'agricoltura è nata nel 1980 come importatore esclusivo dall'Italia di Jcoplastic, ma ben presto si è ampliata. E dai 25 dipendi di allora è passata ai 90 attuali. Oggi è attiva anche in Croazia, Serbia, Romania e Bulgaria con un giro d'affari di 25 milioni di Euro. Ma in Austria hanno sede anche multinazionali del calibro di Skidata, che da Salisburgo, doveè stata fondata trent'anni fa,si è ampliata in tutto il mondo. "Lavoriamo in 36 Paesi - dice Robert Weisskopt, consigliere d'amministrazione - in Europa, America e Asia e per gli Europei 2008 ci siamo occupati dello stadio di Basilea in Svizzera, dove si inaugura il campionato e di quello della finale, a Vienna". Compito delicato quello di Skidata che realizza i sistemi di accesso. La società ha già gestito i "tornelli" in Italia, con l'introduzione dei controlli obbligatori degli ingressi a partire dal 2007, dopo i tragici fatti di Catania. Suo è l' equipaggiamento di 11 dei nostri stadi, compreso il San PaOlo di Napoli. E per gli appassionati di calcio Skidata annuncia novità: "presto arriverà la carta del tifoso - promette Josef Lageder, responsabile Italia - che dopo l'accesso servirà da borsellino elettronico per le consumazioni ".

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Nella partita del business sfrutta gli errori altrui (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-26 - pag: 17 autore: FUORICAMPO Nella partita del business sfrutta gli errori altrui di Massimo Esposti P er trovarli in mezzo a una montagna ricoperta di verde e fiori bisogna avere una guida. Eppure non dovrebbero essere né piccoli né poco appariscenti: infine eccoli i due grandi pannelli fotovoltaici, in un paesaggio che potrebbe vederli come una presenza ostile e invece li integra. è forse questo uno biglietti da visita più nuovi dell'Austria che sta per accogliere gli Europei di calcio. Da una parte le tradizioni, sulle quali non si discute e che vengono gelosamente difese, dall'altra la corsa verso uno sviluppo per porsi come un interlocutoree una calamita per le imprese dei Paesi della vecchia e nuova Europa. Gli strumenti utilizzati fanno leva sui tradizionali handicap che in molte Nazioni rallentano la crescita, come una pesante tassazione per le imprese, una burocrazia asfissiante, poca manodopera qualificata e una non alta qualità della vita. Ecco allora che agevolazioni fiscali e possibilità di essere aiutati in modo semplice e veloce nell'avviare un'attività, diventano evidenti inviti rivolti ai grandi vicini come l'Italia. L'Austria la sua partitala sta giocando.

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Marcegaglia il governo ha mostrato di esserci. e il sindacato? (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia il governo ha mostrato di esserci. e il sindacato? Le quattro sfide di Emma per rilanciare un Paese in affanno Il nuovo presidente di Confindustria,Emma Marcegaglia, nella giornata della sua incoronazione, ha saputo esprimere e rappresentare assai bene attese e bisogni del Paese Italia e delle indispensabili correzione che debbono essere messe in atto e per uscire dalla stagnazione finanziaria in cui siamo da troppi anni. Un discorso pratico, concreto, aperto com'è nello stile della prima leader donna della Confindustria. I quattro punti sostanziali dell'intervento badano al sodo e mirano tutti a dare al sistema paese una nuova straordinaria opportunità di crescita, visto il clima positivo che si è instaurato tra governo e opposizione e tra governo e società civile. Burocrazia, federalismo, produttività e occupazione femminile sono componenti legate tra loro in maniera assolutamente inscindibile e vanno affrontate in un'unica grande partita che le renda diverse da come si attuano oggi. La burocrazia è, a mio parere, il peggior male del sistema Paese, i numeri dell'incidenza sono di tali dimensioni da superare, per gli effetti negativi che producono, i 4 punti di Pil, oltre sessanta miliardi di euro; per la sola piccola impresa siamo intorno ai 15 miliardi di costo aggiuntivo ogni anno. Risolvere il problema si può se si ha il coraggio di agire sui gangli operativi del sistema pubblico. Troppe pratiche, troppo lenta la macchina operativa, troppa la distanza dalle esigenze dell'impresa in particolare e del singolo cittadino in generale. La ricetta del governo coincide perfettamente con quella della Marcegaglia ed è basata su un'efficienza degli occupati del mondo pubblico che si traduca in efficacia applicativa, minor tempo, poche pratiche, risposte in tempi accelerati. Il federalismo può essere il viatico per rendere il sistema pubblico diverso dall'attuale e adeguarlo al nostro tempo. È importante evitare la sovrapposizione di ruoli e incombenze, non farlo sarebbe letale per la macchina pubblica; presto uscirà la ricetta governo per il federalismo, se sarà come nelle attese scatteranno molti benefici. Lo snellimento della burocrazia in un federalismo efficiente favorirà il recupero della produttività il cui effetto si tradurrà in sviluppo, occupazione e capacità di competere. Un ruolo sostanziale spetterà al aindacato, il quale finora ha mantenuto posizioni e politiche superate e anti sviluppo nel nome della difesa dei più deboli, ottenendo, viceversa, il più delle volte l'esatto effetto contrario. Così è stato per Alitalia, dove la miopia ha, per anni, bloccato soluzioni fondamentali che affrontate prima avrebbero favorito il rilancio e qualificato l'occupazione. L'invito della presidente degli industriali a cambiare e a farlo rapidamente è elemento sostanziale per dare impulso alla ripresa. Infine il ruolo della donna nel mondo del lavoro, lo spazio attuale, l'esigenza di continuare a essere perno centrale nella famiglia sono l'ultimo anello di un percorso virtuoso che la leader di Confindustria ha prospettato al governo e agli altri decisori nazionali. Il ruolo della donna di oggi è indispensabile per favorire la ripresa del Paese. Nell'università si laurea più in fretta e con risultati migliori, dimostrando subito dopo determinazione e coraggio nella ricerca di un occupazione adeguata al titolo raggiunto. Cionostante il posizionamento aziendale tarda ad affermarsi e al primo sentore di maternità rischia di esser messa in un angolo, da cui poi difficilmente esce al rientro in azienda. Fondamentale è superare i retaggi maschilisti e lasciare spazio alla crescita dello spazio del mondo femminile. Importante per farlo non sono certo le quote rosa, ma la consapevolezza di quanto l'universo donna possa contribuire al miglioramento dello status paese. Governo e Confindustria su questi temi vanno a braccetto, su altri come sanzioni, fiscalità, sicurezza sul lavoro potrebbero avere posizioni diverse. Quel che conta è che oggi per rilanciare il Paese la politica e uno del maggiori protagonisti dello sviluppo si siano strizzati l'occhio, speriamo che anche gli altri principali attori a cominciare dai sindacati facciano lo stesso. Un maxi accordo fatto di concretezza e scadenzato nel tempo, tra tutti i decisori, deve essere il perno per far ripartire il Paese. Berlusconi e Marcegaglia ne hanno dato il primo esempio, bene che gli altri li seguano. 26/05/2008.

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Lombardo, <schiaffo> a Cuffaro Il suo uomo resta senza poltrona (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-26 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE In Sicilia Fuori dalla giunta anche un esponente di An sotto inchiesta Lombardo, "schiaffo" a Cuffaro Il suo uomo resta senza poltrona DAL NOSTRO INVIATO PALERMO - Dopo la bufera giudiziaria e politica di Totò Cuffaro, in Sicilia si ricomincia con due magistrati in giunta come assessori, Massimo Russo e Giovanni Ilarda. E' la svolta di Raffaele Lombardo, il governatore autonomista. Una svolta che sembra una sberla proprio al suo amico di sempre, lo stesso Cuffaro. Perché, dopo molti mal di pancia per varare la giunta e lasciare in sella soprattutto Russo, il "duro" prestato alla politica dal pool antimafia, si è dovuto accettare un "veto" su un cuffariano di ferro, Nino Dina, e su un esponente di An, Salvino Caputo, sotto inchiesta per falsa testimonianza proprio al processo Cuffaro. Entrambi dati per certi fino a sabato sera, poi fuori nella notte dei lunghi coltelli, tra fendenti che creano problemi interni anche ad An e Forza Italia. Un veto attribuito a Russo. Lombardo smentisce. Senza convincere gli "amici" dell'Udc che con il coordinatore Saverio Romano parlano di "sostanziale insoddisfazione" perché "non si è tenuto contro della forza parlamentare ed elettorale del partito". Il dato di maggior rilievo politico resta la decisione di Lombardo di affidare due delle 12 poltrone del governo ai due "tecnici" in toga da piazzare in roccaforti clientelari e a rischio mafia come la Sanità e il Territorio. Non a caso scatta il plauso di Ivan Lo Bello, il presidente di Confindustria Sicilia: "Una scelta coraggiosa in una regione dove è necessario recuperare una forte legalità ". Sarà Russo ad occuparsi della "mafia bianca", come viene indicato il settore preso di mira dall'omonimo Dvd che triturava gli amici di Cuffaro, a cominciare dallo stesso Dina. Per Ilarda, magistrato sempre moderato, si profila un altro assessorato ad alto rischio, forse destinato ad occuparsi di acqua e rifiuti, ovvero della Presidenza con un controllo diretto sul personale. Sono i segnali che inquietano i piani alti della burocrazia dove quasi tutti i dirigenti sono di stretta osservanza cuffariana. A cominciare da personaggi con i quali Lombardo ha continuato a lavorare nell'esordio. Tanto che molti dubitano su un reale cambio di passo. Ma già prima del varo della nuova giunta, la svolta di Lombardo aveva colpito i consorzi di bonifica, con decine di carrozzoni azzerati. Poi la scure sui 27 Ato, gli enti che si occupano di acqua e rifiuti. Cancellati d'un colpo tutti i consigli di amministrazione. Trecento posti di sottogoverno spariti. "Sostituiti con 9 nuovi Ato, uno per ogni provincia, formati però dalle assemblee dei sindaci interessati, senza gettoni, a costo zero ", spiega Lombardo mentre già controlla le carte sulla Sanità da affidare a Russo per un taglio di 2.000 posti letto, revisione delle convenzioni con le strutture private e riduzione della spesa farmaceutica. Altalenanti le prime reazioni. Duro Antonello Cracolici, Pd: "Un governicchio che non arriverà al panettone di Natale ". Lombardo sorride sotto i baffetti, mentre i deputati di An minacciano di formare un gruppo autonomo. Felice Cavallaro Esclusi Salvino Caputo e, a fianco, Nino Dina tra la moglie Enza e Totò Cuffaro (foto da www.ninodina.it).

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L'abbraccio di Emma: <Federalismo e contratti sto dalla parte dei veneti> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'abbraccio di Emma: "Federalismo e contratti sto dalla parte dei veneti" Accoglienza calorosa per il presidente Marcegaglia all'assemblea di Unindustria: "Non dimentico il vostro aiuto" Il ministro Sacconi polemizza con la Cgil ("è attardata") e ricorda gli straordinari in nero pagati in Veneto VENEGAZZU' (Treviso) - "Statemi vicino". Emma Marcegaglia chiude l'intervento all'assemblea degli industriali di Treviso con un appello quasi intimo, da sorella che chiede appoggio ai familiari prima di una sfida difficile. La platea si spella le mani, ma non c'era bisogno di una riprova: l'esordio pubblico assoluto della neopresidente di Confindustria è pura luna di miele, e i tempi in cui Luca di Montezemolo doveva in qualche modo farsi accettare dal riottoso Nord Est appaiono di colpo lontani. Lei esordisce dal palco: "Ho la memoria lunga, e non dimentico che i veneti mi hanno sostenuto nella campagna per la presidenza quando avevo lo zero virgola di consensi". Frasi già pronunciate, ma che non fa male ripetere, insieme alla proclamazione di appartenenza: "Sono figlia di un veneto e qui il mio gruppo ha gli stabilimenti più produttivi". Affettuosità che servono non tanto a ingraziarsi la platea quanto a riconoscere una comune appartenenza. Le istanze del Nord Est diventano quelle nazionali di Confindustria e si intrecciano con i temi del nuovo governo, in un clima che ispira alla Marcegaglia la riflessione: "La squadra di Berlusconi è lombardo-veneta, e anche la mia lo è". Se Montezemolo ci pensava quattro volte prima di parlare di federalismo, Emma si butta e dice sì "a un federalismo a geometria variabile ", tema caro al centrodestra padano. Anche se le vecchie avvertenze confindustriali sono sempre valide: "Fino ad ora i tentativi si sono tradotti in un disastro planetario, con costi che sono esplosi anche del 50%, per esempio nella sanità". Quindi: no a un federalismo che gonfia le spese e le burocrazie, sì a un progetto "che riduca i costi, dando la possibilità ai cittadini di vedere chi fa e chi no". Mentre Napoli brucia, Marcegaglia si fa interprete della linea dura ("Lo Stato riprenda il suo ruolo, sia tolleranza zero verso chi blocca il Paese") e mostra poca simpatia per il Ponte sullo Stretto di Messina ("Opera che costa molto, è altrettanto importante investire su Tav e autostrade"), unico tema che crea qualche piccolo imbarazzo tra lei e il governo che riesuma l'opera. Ma è la stagione di riforma dei contratti a spingerla oltre l'andazzo soft: "Non siamo fessi", risponde dura a Guglielmo Epifani che ha espresso le sue richieste in un'intervista al Corriere della Sera. "Epifani vuole che diciamo sì a tutto, ma non possiamo accettare condizioni che ci porterebbero fuori dall'Europa". In realtà c'è parecchio su cui trattare, a cominciare dal cosiddetto federalismo contrattuale. Il no continua ad essere fermo: "Noi insistiamo sul potenziamento degli accordi aziendali perché è lì che si può commisurare l'aumento salariale alla produttività, non certo su base provinciale. I contratti territoriali rischiano di creare un terzo livello". Crescità e produttività sono le nuove parole d'ordine, Luca Zaia e Maurizio Sacconi sono i ministri che giocano (politicamente e geograficamente) in casa. Il secondo polemizza con la Cgil ("è attardata ") e difende la detassazione degli straordinari: "Noi applichiamo una fiscalità amorevole con coloro che si rendono disponibili a raggiungere risultati per le aziende nelle quali lavorano ". Durante il talk show condotto da Bruno Vespa, si lascia anche sfuggire la battuta: "In fondo, qui nel Nord Est la detassazione degli straordinari l'applicavano già da tempo". Come dire: finora i soldi si sono dati in nero. "Noi - chiude sornione - abbiamo avvicinato la norma a questa realtà". C.T. L'applauso e il discorsi Emma Marcegaglia si alza in piedi tra il presidente veneto Riello e il neopresidente trevigiano Vardanega, accolta dagli applausi. A fianco il presidente nazionale di Confindustria durante il suo discorso (Balanza).

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Indiscreto (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Indiscreto indiscreto Il leghista e la rassegna stampa CASTIGAMATTI Dopo aver tagliato auto blu e stipendi alla Provincia di Varese, dov'era presidente, il leghista Marco Reguzzoni si annuncia come castigamatti di Montecitorio. Neodeputato e neovicecapogruppo, il giovane pupillo di Umberto Bossi ha messo nel mirino la rassegna stampa: "Vi pare possibile averla alle 4 del pomeriggio? A quell'ora non serve più, ma intanto si buttano migliaia di euro dei contribuenti". Poi ha avuto da ridire sui tappeti rossi in Transatlantico: "Terminano su muri ciechi, mentre non ci sono guide per entrare in aula". (P.S.) Sui fondi in crisi lo shock Consob RICETTE La galassia dei fondi comuni di investimento è in subbuglio. La Consob, per arginare la crisi del risparmio gestito (45 miliardi di euro ritirati nei primi 4 mesi del 2008, contro 50 in tutto il 2007), ha proposto in uno studio una soluzione drastica: la quotazione in borsa dei fondi, che così dovrebbero migliorare la trasparenza e di conseguenza ridurre i costi. L'Assoreti, associazione che riunisce i venditori di questi prodotti finanziari (sim e banche), ha alzato le barricate sostenendo che è preferibile puntare su una migliore informazione alla clientela. Ma la Consob sembra decisa ad andare avanti. Se ne parlerà (insieme all'ipotesi di una più favorevole tassazione) in un vertice in Bankitalia, a inizio giugno. Il sindaco, i tre saggi e la lettera fantasma BUROCRAZIE Restano ancora muti i tre saggi scelti per fare luce sulla faccenda dei derivati del Comune di Milano, investimento sottoscritto nel 2005 sul quale c'è una perdita potenziale di oltre 250 milioni. Nicola Cavalluzzo, commercialista, Paolo Chiaia, consulente, e Cesare Conti, docente della Bocconi, dopo tre mesi sono senza lettera d'incarico. L 'hanno spiegato alla commissione Bilancio del comune che li ha chiamati a febbraio. "Ci hanno detto che la relazione sarebbe pronta, ma finché non ricevono l'incarico non possono parlare: una situazione kafkiana" racconta a Panorama Giancarlo Pagliarini, vicepresidente della commissione. Per uscire dallo stallo il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri (FI) ha chiesto all'ufficio di presidenza di Palazzo Marino di formalizzare il loro ruolo. Ma prima si deve pronunciare il sindaco Letizia Moratti e la pratica le è arrivata solo il 21 maggio. (E.R.) La mappa Paese per paese, gli istituti di credito in Europa gli affari li fa LA BANCA Ammontano a 8.700 gli istituti di credito nell'Ue. Stando alla fotografia scattata dall'Eurostat, l'ufficio statistico europeo, impiegano 3,2 milioni di dipendenti, hanno 2.060 miliardi di euro fra capitali e riserve con un bilancio complessivo di 36 mila miliardi di euro: 3 volte il pil dell'Ue a 27. La Germania da sola ne ha quasi 2 mila: il 23 per cento del totale. (A.M.A.).

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Istruzione, problema centrale del Paese (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Soldi & Imprese Fatti e numeri Istruzione, problema centrale del Paese Francesco Fracasso In quale misura la disastrata situazione dell'istruzione nel nostro Paese determina il suo stato di crisi? Un esame diretto verosimilmente è impossibile ma i dati statistici che approfondiscono ed aggiornano questo tema sono davvero tanti. E in numerose occasioni questa rubrica vi si è già soffermata, analizzandone alcuni aspetti. Assai di recente, l'Istat ha pubblicato "cento statistiche per il Paese" ed i dati marcatamente più allarmanti provengono proprio dall'istruzione. Proviamo ad indicarne soltanto qualcuno, tra i più immediati: la spesa è bloccata al 4,4 per cento del Pil a fronte della media europea che è notevolmente superiore; il livello di istruzione è limitato,dal momento che ben il 48,2 per cento degli italiani è in possesso della sola licenza di scuola media inferiore contro il 30 per cento dell'Ue27. Scorrendo,poi, gli altri dati si resta a dir poco sconfortati: il numero dei giovani che abbandonano gli studi superiori al primo anno è ancora elevato ed è pari all'11,1 per cento, i "consumi" culturali degli italiani (6,9 per cento della spesa complessiva) sono bassi non solo con riferimento alla media dei Paesi dell'Ue 15(9,6 per cento) ma anche di quelli che di recente sono entrati a far parte dell'Ue27(9,5 per cento). Una ricerca dell'Ocse attesta che il 50, 9 per cento dei ragazzi italiani non è stato in grado di capire neppure una parte minima del brano di lettura proposto nel corso della ricerca. Un docente universitario di Lettere di Napoli, in una lettera inviata a Mario Pirani in relazione alla sua rubrica "Linea di confine"(la Repubblica dello scorso 12 maggio) annota, tra l'altro, riferendosi ai suoi studenti : "Non molti conoscono le basi della sintassi, la grammatica, il significato delle parole che adoperano a casaccio. La responsabilità del disastro è della scuola dell'obbligo e degli istituti superiori, dove magari si organizzano presuntuosi seminari di scrittura "creativa", ma poi si tollerano frasi infarcite di errori grossolani".Egli,poi, fornisce qualche "esempio". Ne cito due. "Una gentile laureanda, riassumendo un testo scrive: "L'attore all'ungandosi verso la finestra....", un altro racconta di un ladruncolo che "facendosi innocuo uscì dalla chiesa", mentre "i fedeli si sono posizionati tra i banchi". Scorro le tabelle dell'Istat e mi viene sott'occhio un altro dato di indiretta e significativa rilevanza. Quanti sono i bambini che nel nostro Paese frequentano gli asili nido? Soltanto l'11,3 per cento: in cima alla classifica si trova l'Emilia Romagna col 27,5 per cento ed all'ultimo posto c'è la Campania dove soltanto l'1,5 per cento dei bambini può permettersi di andare all'asilo nido.Non credo proprio che questo dato abbia bisogno di commento. La marea di informazioni con le quali si può fotografare la penosa ed angosciante situazione dell'istruzione in Italia, avrebbe dovuto provocare già da tempo una vera e propria levata di scudi di tutte le forze politiche, sociali ed economiche del Paese. Di fronte a questo mastodontico fallimento e che di certo rappresenta un "aspetto" essenziale della progressiva ed accentuata regressione italiana, c'è al contrario un sostanziale silenzio. Nella campagna elettorale, appena conclusa, l'argomento non è stato nemmeno sfiorato.E non mi sembra che esso rappresenti una priorità del nuovo governo. Ma il peggio è che la gravità estrema della realtà non sembra essere percepita neppure dai cittadini i quali non riescono ad intendere qual è la vera origine dell'arretramento dell'Italia. Scrive Curzio Maltese nella sua rubrica " Contromano" del Venerdì di Repubblica del 16 maggio:" Non saranno la microcriminalità, l'immigrazione, la burocrazia, la pressione fiscale, la Cina o l'India a renderci più poveri nei prossimi anni. Saranno quei dati sull'istruzione, la più importante delle cento statistiche presentate dall'Istat, la meno considerata". Questa che è una vera e propria emergenza nazionale, viene, al contrario, trascurata e considerata quasi un fatto di relativa rilevanza. Gli eventi di questi ultimi 30-40 anni nei quali si sono succeduti, a ritmo vertiginoso, provvedimenti di "riforme" dell'istruzione -l'una completamente diversa dall'altra- hanno sconvolto il sistema degli studi precedente. Se questa non è la sede idonea per analizzare le ragioni dell'attuale fallimento del sistema scolastico italiano, forse per interpretare indirettamente l'involuzione dell'istruzione potrebbe bastare questo solo "dato": nel 1995, con voto unanime, il Parlamento approvò l'abolizione degli esami di riparazione e furono introdotti i meccanismi dei "debiti" e "crediti".Uno dei simboli dello sfascio. Se vogliamo davvero ritrovare le chiavi dello sviluppo, come a parole viene invocato da tutti, il primo ed essenziale compito dovrebbe essere quello di avere in merito idee chiare e,quindi, investire innanzitutto in risorse per lo sviluppo del sistema istruzione-ricerca. del 24-05-2008 num.

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Nuove imprese: l'Ict batte la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La comunicazione unica sarà obbligatoria dall'agosto di quest'anno 26 Maggio 2008 L'Information & communication technology contribuisce a tagliare i tempi della burocrazia. E' quanto succede con l'avvio in via sperimentale della nuova procedura che rende più semplice e veloce la partenza di una attività. Il primo passo consiste nel collegarsi al sito www.registroimprese.camcom.it e cliccare sull'area “comunicazione unica”. Da qui si scaricano alcuni software che servono per la realizzazione delle richieste che devono essere poi firmate digitalmente e inviate via telematica. Cinque i passaggi da effettuare: compilare la richiesta di attribuzione di partita Iva / Codice Fiscale, compilare la pratica per il Registro delle Imprese, completare la pratica di Comunicazione Unica (inserendo eventualmente i moduli Inps e Inail), firmare digitalmente i documenti della pratica, inviare la pratica al Registro Imprese La risposta degli enti può arrivare nella sella di posta certificata attribuita gratuitamente dalla Camera di commercio entro sette giorni. Inoltre, la ricevuta della ricezione della richiesta inviata dal registro delle imprese costituisce titolo autorizzativo per poter iniziare a fatturare come previsto dalla legge Bersani sulle liberalizzazioni. Questo a meno che non ci sia bisogno di altre autorizzazioni. Attivata in dieci città (Torino, Milano, Venezia, Padova, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Taranto, Cagliari) dove gli imprenditori possono comunque seguire la vecchia strada, la procedura dovrebbe diventare operativa in tutta Italia entro giugno. Dal 20 agosto di quest'anno sarà obbligatoria.

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Balcon chiede l'ex caserma dei pompieri come nuova sede per la Polizia municipale (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PATTO PER BELLUNO Balcon chiede l'ex caserma dei pompieri come nuova sede per la Polizia municipale (M.D.) Una sede più idonea per la Polizia municipale e un concorso per assumere nuovi vigili. Ma anche evitare di oberare gli agenti con troppa burocrazia. Lo chiede il capogruppo del Patto per Belluno Celeste Balcon, in un'interrogazione scritta e orale, nella quale domanda al sindaco Prade di avocare a sè i referati alla Polizia municipale e alla sicurezza. "Il Corpo di Polizia Municipale - afferma Balcon - da anni è in sottonumero di circa dieci unità rispetto a quella che dovrebbe essere la pianta organica, un vigile ogni 900/1000 abitanti. Senza contare che ci sono vigili distaccati in altri uffici e servizi, le possibile malattie, le gravidanze e ferie non godute". Per il capogruppo del Patto anche la sede della Polizia locale di via Gabelli si trova decentrata rispetto al centro città, è promiscua con altri servizi e inaccessibile alle persone portatrici di handicap. Ecco, allora, la proposta. "Venga assegnata al Corpo di Polizia Municipale una sede consona in zona più centrale, accessibile anche alle persone portatrici di handicap o menomate. Sede ideale, sentito il parere di molti cittadini - argomenta Balcon - sarebbe l'ex caserma dei Vigili del Fuoco in Piazza Piloni". Ma Balcon sottolinea anche la gestione "politica" della sicurezza. "A Belluno gli assessorati alla Polizia Municipale e alla sicurezza sono attribuiti a due diversi assessori, e questo crea confusione. Il sindaco, che per legge opera anche come ufficiale di governo, dovrebbe prendersi a carico gli assessorati a sicurezza e Polizia Locale, per meglio svolgere i compiti a lui attribuiti".

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Dialogo opzione primaria (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LENDINARA Le linee d'azione di "Scelta democratica" in vista delle amministrative Dialogo opzione primaria Scelta Democratica dà il via alle danze in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno.Lo annuncia il coordinatore Nabeel Bassal, che sottolinea come le prossime mosse siano in linea con lo statuto del gruppo nato nel 1994. "Il nostro è un movimento civico aperto a persone di differente colore politico - spiega - che vogliono mettere il loro impegno al servizio della città".Nella riunione che si è svolta nei giorni scorsi, a cui hanno preso parte Bassal, Enrico Biscuola, Gianni Borghesan, Angelo Busollo, Stefano Tridello, Stefania Pegoraro e Chiara Gramegna, è stato deciso di prendere contatti con nuove persone che vogliano collaborare al progetto per poi procedere, entro metà luglio, all'elezione del nuovo direttivo.Punti cardine su cui fissare l'azione di preparazione alle aministrative 2009, oltre alla predisposizione di "alleanze elettorali con coloro che mettono al primo posto il bene della città", sono l'occupazione, nel senso di diminuire burocrazia e costi per invogliare gli imprenditori ad investire nel nostro territorio, e la sicurezza."Bisogna pensare alla sicurezza stradale illuminando ed asfaltando le strade, anche in periferia e frazioni - afferma Bassal -, collaborare con le forze dell'ordine, dare alla Polizia locale la possibilità di esercitare il proprio lavoro su tutto il territorio, e creare un gruppo intercomunale per la vigilanza nelle ore notturne". Si parla anche di sport e attività ricreative, in particolare della possibilità di utilizzo degli impianti sportivi per tutti e per tutte le discipline con pari condizioni, e la creazione di spazi per altre attività ricreative. "Inoltre - conclude - , bisogna creare un dialogo tra comune e direzione scolastica, istituire un comitato di esperti per la gestione del teatro Ballarin e pensare a progetti per la solidarietà sociale".

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Salari d'oro e furti legalizzati (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Lun, 26 Mag 2008 Edizione 104 del 26-05-2008 PIERO OSTELLINO L'ex direttore giustifica i manager E dimentica la lezione di Galbraith Salari d'oro e furti legalizzati di Livio Ghersi L'Eurogruppo è l'insieme dei ministri dell'economia e delle finanze degli Stati membri dell'Unione Europea che hanno adottato l'euro come moneta. L'attuale presidente dell'Eurogruppo è Jean-Claude Juncker (nella foto), uomo politico cristiano-sociale, che è al governo in Lussemburgo. Nel "Corriere della Sera" (17 maggio 2008, pag. 36), Piero Ostellino riporta tra virgolette una dichiarazione resa da Juncker, in una delle ultime riunioni dell'Eurogruppo: "Quando i redditi dei cittadini sono falcidiati dall'inflazione servono strumenti finanziari contro eccessi eticamente inaccettabili". Juncker parla del trattamento economico dei manager. Ci si aspetterebbe, da parte del commentatore italiano, apprezzamento del giudizio espresso dal presidente dell'Eurogruppo. Invece, in nome della cultura liberale e del libero mercato, Ostellino difende gli "stipendi d'oro". Juncker sbaglierebbe e, con lui, il neo-ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti. Secondo Ostellino, "puzza lontano un miglio di populismo" il mettere in discussione contratti "liberamente sottoscritti dalle parti (azionisti e manager)" che fissano gli emolumenti dei dirigenti di aziende private. Nel 1973 l'economista canadese, poi cittadino degli Stati Uniti, John Kenneth Galbraith (1908-2006) dedicò una delle sue tante opere divulgative, apprezzate dal pubblico, all'argomento "Economics and The Public Purpose" (traduzione italiana "L'economia e l'interesse pubblico", Mondadori, 1974). Galbraith spiegava allora come funzionano le grandi imprese, le "corporations", nei Paesi ad economia capitalistica. La proprietà (gli azionisti) conta ben poco, tanto più se facciamo riferimento alla pluralità dei piccoli azionisti. Il potere reale è esercitato dalla "tecnostruttura". Così definita dallo stesso Galbraith: "Coll'andare del tempo, l'intelligenza che finisce per guidare l'azienda imprenditoriale non è più un individuo singolo ma un complesso di scienziati, di ingegneri e di tecnici; di esperti in vendite, pubblicità e marketing; di tecnici delle relazioni pubbliche, di lobbisti, di avvocati e di uomini che conoscono bene la burocrazia statale e sanno come manipolarla; nonché di coordinatori, amministratori e dirigenti. E' la cosiddetta tecnostruttura. E' la tecnostruttura che ha il potere ?" (pag. 104). Questa analisi è contenuta in un'opera divulgativa risalente a trentacinque anni fa, anche se tuttora attualissima. Nelle grandi corporations (quelle che noi definiamo "multinazionali") i dirigenti, cioè gli effettivi detentori del potere, accordano a se stessi trattamenti economici (inclusi benefits di varia natura) di cui il cittadino comune nemmeno riesce più a comprendere l'entità (perché, oltre un certo importo, si fa fatica a stare dietro agli zeri). Lo stesso avviene in Italia in aziende che non sono veramente private, perché prima facevano parte del settore pubblico e ora non si sa bene quale natura abbiano, dopo avventurosi processi di privatizzazione che non hanno impedito e non impediscono continui interscambi di favori con i titolari del potere politico. Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici ai top-manager del settore bancario e finanziario? Già ma quei trattamenti economici sono pagati attingendo al risparmio dei cittadini, quel risparmio che la Repubblica dovrebbe "incoraggiare e tutelare" (articolo 47 della Costituzione) e che un economista liberale come Luigi Einaudi considerava cosa quasi sacra (infatti, un tempo, "risparmiatore" era sinonimo di virtuoso). Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici agli amministratori delegati ed ai top manager di aziende come l'Alitalia, o le Ferrovie dello Stato, o la Telecom? Già ma quei trattamenti, incluse le liquidazioni finali, sono corrisposti a prescindere dai risultati. O meglio, forse sono riferiti a "risultati", che però non corrispondono mai a quanto i cittadini si aspetterebbero: una gestione efficiente, a servizio degli utenti. Vogliono i populisti negare adeguati trattamenti economici ai giornalisti anziani del "Corriere della Sera", il più prestigioso e diffuso giornale italiano? Già, ma visto che Ostellino parla di contratti liberamente sottoscritti dagli azionisti, ogni tanto bisognerebbe pure ricordarsi della curiosa situazione proprietaria del medesimo "Corriere della Sera", che, peraltro, come tutti i quotidiani, ma in quantità maggiore per la sua tiratura, percepisce pure una non trascurabile dotazione annua di fondi pubblici a sostegno dell'editoria. C'è un problema ancora più serio: quello del trattamento economico dei titolari di funzioni pubbliche elettive, facenti parte di organi costituzionali dotati di potere di auto-organizzazione interna costituzionalmente garantito (Camera dei Deputati, Senato della Repubblica). Non si discute soltanto dell'indennità parlamentare, di quella di funzione, di voci aggiuntive riconosciute a vario titolo. Si dovrebbe discutere, ad esempio, del perché Camera e Senato acquistino o affittino un numero crescente di immobili nel centro storico di Roma da destinare alle esigenze dei parlamentari. Naturalmente, i locali devono essere sempre adeguati al prestigio dell'Istituzione di cui si fa parte. Si dovrebbe discutere dei trattamenti di missione dei parlamentari. Naturalmente, sempre per ragioni di prestigio, devono alloggiare in alberghi di lusso e frequentare i migliori ristoranti. Si dovrebbe discutere del trattamento pensionistico dei parlamentari. Si dovrebbe discutere dell'irrazionalità del fatto che quando un politico lascia una assemblea elettiva, magari dopo mezza legislatura, magari perché eletto in altra assemblea elettiva, gli debba comunque essere corrisposta una liquidazione (generosa) commisurata ai mandati espletati nell'Istituzione rappresentativa che lascia. Chi paga? Gli oneri sono a carico della fiscalità generale; tradotto: pagano tutti i contribuenti. Tanto spreco diventa più stridente se si considera che il ruolo del Parlamento è sempre più svilito, perché le leggi elettorali vigenti subordinano le assemblee elettive al Governo, cui viene garantita una maggioranza numerica, e perché i singoli parlamentari non sono effettivamente scelti dagli elettori ma designati dai vertici dei partiti. Forse l'opulenza ed il denaro servono ad addormentare le coscienze di parlamentari che, altrimenti, potrebbero soffrire una condizione che risolve il loro ruolo nello schiacciare il pulsante giusto in occasione delle votazioni. In materia di spese deliberate dalle Camere, le leggi non possono intervenire perché c'è una riserva di regolamento parlamentare. I giudici, ordinari, amministrativi e contabili, non possono intervenire e quando la Corte dei Conti compie qualche timido passo si grida al golpe. Io sono un convinto assertore dello Stato di diritto. Mi viene da ridere perché quando i nostri politici parlano di "Stato di diritto" lo fanno quasi sempre per sostenere esigenze di garantismo, più o meno peloso: la presunzione di innocenza (articolo 27, comma 2, della Costituzione), i tre gradi di giudizio, eccetera. Invero, il concetto di Stato di diritto è ben più complesso: indica un ordinamento improntato al principio secondo cui governano le leggi, non gli uomini: nessuno, qualunque sia la carica ricoperta, è svincolato dal rispetto delle leggi e, in primo luogo, dal rispetto della Costituzione (la legge delle leggi). Nell'Italia odierna c'è una macroscopica, gigantesca, lacuna dello Stato di diritto: i tradizionali istituti di garanzia delle assemblee parlamentari e dei singoli eletti hanno finito per determinare un regime di completa irresponsabilità dei decisori politici in ordine alle spese di funzionamento delle Istituzioni rappresentative, sia con riferimento alle risorse, direttamente o indirettamente, destinate al finanziamento della attività politica, sia per quanto concerne i privilegi inerenti allo "status" di parlamentare. L'irresponsabilità di spesa dei decisori politici riguarda anche gli stipendi d'oro delle burocrazie di supporto dei due Rami del Parlamento e degli altri Organi costituzionali. Perché un semplice commesso (pardon, "assistente parlamentare") arriva a percepire trattamenti economici che, in relazione alle funzioni disimpegnate, non hanno giustificazione in una logica di mercato? Perché quanti lavorano a stretto contatto con il ceto politico vengono pagati profumatamente? Si tratta di una logica di scambio: ti pago in modo esagerato, ma da parte tua pretendo fedeltà, silenzio e discrezione. Infatti, non sempre i politici si accontentano del loro trattamento privilegiato; ma ogni tanto chiedono qualche cosa di più che, a rigore, non spetterebbe (per fare l'esempio più banale, l'impiego per scopi strettamente privati di un'autovettura di servizio, con relativo autista). Per non parlare di tutti i casi in cui, nel condurre le inevitabili mediazioni parlamentari, i politici vengono fuori al naturale, mostrando lati del proprio carattere che non giovano alla loro immagine pubblica. Ciò spiega perché le burocrazie parlamentari siano strapagate. E la professionalità, la capacità nel lavoro? Certamente si richiedono pure questi elementi, ma se dovessero tradursi in attitudine critica, allora molto meglio premiare una mediocrità silenziosa e fedele. Né il discorso si chiude a Roma; ma si ripropone in ogni Regione (ogni Consiglio regionale tende ad atteggiarsi come un piccolo Parlamento). In particolare andrebbe attentamente studiata l'esperienza storica delle Regioni ad autonomia differenziata; qui già si trova tutto quello che c'è da sapere sul fenomeno della irresponsabilità di spesa dei decisori politici. Nella lingua tedesca, che spesso ci soccorre, c'e l'espressione "legalisierter Raub": rapina legalizzata. Gli stipendi d'oro sono sempre legali. Il loro fondamento va ricercato in delibere sempre formalmente ineccepibili; cosicché, chi si avventurasse a criticarle si esporrebbe pure a possibili querele, con puntuali richieste di risarcimento dei danni morali e d'immagine (per il cittadino senza potere, il danno e la beffa, insieme). Scrive Ostellino: "quand'è che un emolumento diventa eticamente inaccettabile? E chi lo decide?". Penso, invece, che l'etica abbia una sua ragion d'essere per favorire la coesione sociale. E l'etica comanda di impiegare per fini di reale utilità sociale il denaro che viene prelevato dai contribuenti. Affinché i cittadini possano verificare che quanto versano in imposte e tasse sia utilizzato per fini di utilità generale, occorre garantire massima trasparenza sulla spesa pubblica, a partire da quella diretta al finanziamento delle Istituzioni rappresentative. Penso che i titolari di cariche pubbliche abbiano più responsabilità degli altri e siano tenuti a dare il buon esempio, non il cattivo esempio. Una piccola notazione finale: nella sua rubrica, "Il dubbio", Ostellino dà lezioni di liberalismo. Così, per testimoniare le esigenze di sobrietà e di buona amministrazione, Ostellino ama ricordare il Presidente Einaudi perché era un liberale empirista. Ma nella tradizione italiana ci sono tante altre testimonianze di politici che hanno coniugato l'idea liberale con una forte attenzione all'etica pubblica: i politici della "Destra storica" (Quintino Sella, Silvio Spaventa). Erano "liberali etici", direbbe Ostellino. Appunto mi piacciono. www.livioghersi.it.

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FORESTAZIONE: SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

16.14.06 [Basilicata] â??I sindacati di categoria Fai, Flai e Uila â?" si legge in un comunicato - minacciano il ricorso allo sciopero generale del settore forestale se il governo regionale non dovesse dare il via libera ai cantieri entro il 3 giugno. La data probabile è¨ il prossimo 10 giugno. È? un vero e proprio ultimatum quello concordato questo pomeriggio in un vertice di segreteria tra i leader sindacali Lapadula, Esposito e Nardielloâ?. Al termine della riunione i massimi dirigenti di Fai, Flai e Uila hanno rimarcato la gravità  della situazione. â??Nonostante le rassicurazioni dell'assessore Santochirico â?" hanno detto â?" la burocrazia sta compromettendo con le sue irragionevoli lungaggini la stagione forestale 2008, con buona pace dei lavoratori e delle loro famiglie, che sono ancora una volta senza lavoro e senza reddito. A questo punto lo sciopero generale, più¹ volte minacciato, diventa una soluzione più¹ che probabile per richiamare il governo regionale alla piena assunzione di responsabilità . Non ci faremo trascinare nel circolo vizioso delle promesse non mantenute â?" hanno ribadito Lapadula, Esposito e Nardiello â?" questa sarà  una settimana decisiva per capire se dalla controparte politica c'è¨ la seria volontà  di chiudere un capitolo increscioso e di ristabilire un minimo di certezza per un settore che svolge un ruolo cruciale nelle politiche di tutela e prevenzione ambientaleâ?. BAS 05.

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Mestre, 10 prof e zero alunni. E arriva anche il supplente Stella (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ritiro totale di una classe delle serali. Ma l'insegnante incinta viene sostituita Dieci prof, zero alunni E arriva anche il supplente Al Pacinotti di Mestre lezioni deserte da febbraio Assente, assente, assente... Nella "1ª A" di una scuola di Mestre i professori non fanno più l'appello da febbraio: tutti assenti. Tutti. Dieci insegnanti, zero alunni. Appena una docente è andata in maternità, però, non c'è stato verso di rinunciare al supplente: "Sennò il rapporto finale su quella materia chi lo fa?" E così, da un mesetto, i "prof." sono diventati undici. La scuola in questione è l'"Antonio Pacinotti", un istituto tecnico aziendale nato negli anni Quaranta per "preparare periti, tecnici e dirigenti per le industrie che si andavano sviluppando nel territorio", in particolare a Marghera. Il progetto ministeriale è il "Sirio", che il Ministero della Pubblica Istruzione, per bocca della dirigente Elisabetta Davoli, descrive come la risposta alla "necessità, ormai largamente condivisa, di realizzare più agili e nuove forme di qualificazione di giovani ed adulti privi di una professionalità aggiornata, per i quali il possesso del diploma di licenza media non costituisce più una garanzia dall'emarginazione culturale e/o lavorativa". Traduzione: sono corsi serali esattamente uguali a quelli normali del mattino, sono destinati a quanti durante il giorno lavorano, cominciano poco dopo le sei di sera, finiscono alle undici per un totale di 25 ore la settimana e consentono di prendere un diploma identico a quello degli altri allievi. Tanto che gli stessi professori, a volte, fanno sia qualche ora la mattina, sia qualche ora la sera. L'iscrizione costa cento euro e in larga parte gli studenti sono stranieri di buona volontà che desiderano migliorare la loro condizione. Persone che spesso, mosse da grandi speranze, si presentano in classe dopo aver cominciato a faticare nei cantieri o nelle fabbriche nelle prime ore dell'alba. E che, per quanto motivate, dopo qualche mese si rendono conto di non farcela. Troppo pesante, tenere insieme lo studio e il lavoro. E scelgono, ovvio, il lavoro. Insomma: che ci fosse una emorragia fisiologica degli iscritti era stato messo nel conto. Non c'è classe che parta e arrivi a destinazione con lo stesso numero di allievi. E nessuno può onestamente contestare al ministero la scelta di tenere aperte certe classi anche se falciate dagli abbandoni pur di rispettare il patto firmato con chi si è iscritto. Perfino se le classi, come capita non solo al "Pacinotti" ma un po' in tutti gli istituti italiani coinvolti nel "Progetto Sirio", dalle Alpi alla Sicilia, si riducono via via alla presenza di sette, sei, cinque studenti. Ma è lecito o no pretendere un minimo di buon senso? Al "Pacinotti", regole alla mano, non c'è stato. E così, via via che i diciotto allievi iniziali della "1ª A" sono scesi nel corso dell'anno scolastico a dodici, dieci, otto, sei, quattro, tre, due, uno fino allo "zero carbonella" di fine febbraio, tutto è andato come niente fosse. La burocrazia, come ha scritto sul Gazzettino Maurizio Dianese, "non contempla sbavature: se la classe è formata è formata". Sempre lì torniamo: qual è l'obiettivo della scuola? Essere al servizio dei cittadini (cioè degli studenti e dei genitori che su di loro hanno investito) o distribuire posti di lavoro, a volte superflui se non addirittura insensati? La risposta è nella storia della "1ª A" mestrina. Dove, appena una dei dieci docenti è andata in maternità, un mese fa, la direzione non ha neppure ipotizzato di rinunciare a sostituirla. Nonostante il registro di classe fosse da settimane riempito da una sola scritta: "Tutti assenti ". E così, nell'aula desolatamente vuota è arrivato anche un supplente. Meno male: almeno questo non aveva il pancione. Sennò ne sarebbe nata una spirale ancora più perversa. Come quella vissuta in una scuola di Latina dove, per sostituire una maestra in maternità, sono arrivati a fare 103 telefonate e telegrammi prima di trovare infine chi era disponibile: "Accetto". "Bene, venga domattina". "Non posso, sono incinta anch'io". Ed ecco che lo Stato si è ritrovato a pagare per una sola cattedra la titolare incinta, una prima supplente incinta (che solo per aver detto "accetto" aveva diritto al posto pur non potendo insegnare) e una terza supplente della supplente incinta della titolare incinta. Evviva la maternità, evviva le donne incinte, evviva il sindacato che le protegge: ma in quali altri Paesi del pianeta capita una cosa simile? Difficile non sorriderne. Com'è difficile non sorridere di un'altra storia successa al "Pacinotti", cioè nel cuore non del Mezzogiorno ma del ricco e produttivo Nordest. È la storia di una docente di diritto, che chiameremo professoressa Alfa, così interessata a crescere professionalmente da chiedere un lungo congedo per un dottorato di ricerca. Concesso. Ma come sostituirla? Faceva quattro ore all'istituto tecnico nei corsi tradizionali della mattina, otto in quelli serali e altre sei alle "serali" dello "Zuccante", altro istituto mestrino per periti elettronici e informatici. È finita in un delirio. Con l'assunzione part-time prima di una supplente Beta che aveva accettato di subentrare al "Pacinotti" ma era incinta e quindi non è subentrata affatto, poi di un secondo supplente subentrato alla supplente incinta per le ore del mattino, poi di un terzo supplente subentrato alla supplente incinta per le ore serali e infine di un quarto supplente per le sei ore allo "Zuccante". Finché, il primo giorno lavorativo dopo la scadenza fissata dalle norme per il 30 aprile, si è rifatta viva la professoressa Alfa: "Eccomi, sono tornata ". La risposta la conosceva già: "Grazie, ma sono appena scaduti i termini. Per non turbare i ragazzi alla conclusione dell'anno scolastico, le regole dicono che bisogna chiudere coi supplenti. Quindi lei resti pure a disposizione". E a quel punto, per un solo posto di lavoro sia pure "sparpagliato" in scuole e turni diversi, lo Stato si è trovato a pagare (con salari e forme diversi, si capisce) cinque persone: la titolare, la supplente incinta, i due supplenti mattutino e serale della supplente incinta e un quinto supplente per le ore allo "Zuccante ". Per carità, tutto corretto. Tutto in regola. Tutto legale. Ma onestamente: vi pare normale? Gian Antonio Stella stampa |.

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Generi/ Presto l'autorizzazione per l'operazione per cambiare sesso. Ma è il momento più difficile (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lunedí 26.05.2008 09:43 --> All'inizio dell'autunno, dovrei ottenere le due perizie (endocrinologica e psicologica) da presentare al Tribunale di Milano insieme alla richiesta di autorizzare l'operazione chirurgica di rettifica sessuale. Da varie settimane, lo stress fisico sta via via aumentando. Sono consapevole del fatto che i tempi della burocrazia e la lista di attesa per l'operazione mi condurranno all'uscita dal tunnel, se tutto va bene, soltanto tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. E per la rettifica anagrafica occorrerà aspettare ancora altro tempo. Vorrei avere una maggiore capacità di attendere tranquillamente che la vita scorra sotto il mio ponte e riuscire poi a trasferire più serenità alla carne, alle arterie, alle vene e al cuore. Mi accorgo che il corpo è da molto tempo sottoposto a una tensione alla quale non era abituato. La mente si è liberata dalle catene, ma queste catene si sono trasferite sul mio fisico. E non poteva accadere altrimenti. Da più di un anno, ogni giorno ha scadenze fisse in cui il corpo diventa protagonista di atti obbligatori: pochi i piacevoli, molti i noiosi.

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Sentieri d'Aspromonte: aderisce il Centro alpino (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO CALABRIA. La sezione di Reggio Calabria del Centro alpino italiano (Cai) ha aderito all'ottava Giornata nazionale dei sentieri. "A Reggio - è detto in un comunicato del Cai - l'iniziativa é stata celebrata percorrendo in modo inusuale il sentiero che conduce alle cascate dell'Amendolea, a valle della diga del Menta e probabilmente il più frequentato del Parco Nazionale dell'Aspromonte. I soci reggini del CAI si sono impegnati nella raccolta dei rifiuti lungo il percorso, nella manutenzione del sentiero stesso, nel ripristino di una sorgente e nella riparazione di un tabellone informativo danneggiato da vandali. La manutenzione dei sentieri è infatti estremamente carente non solo in Aspromonte ma in tutto il centro sud del nostro Paese. In Aspromonte il Club alpino italiano e le associazioni escursionistiche hanno avviato da oltre vent'anni una volontaria e meritoria opera di individuazione, pulitura e segnatura sentieri dotando il Parco Nazionale dell'Aspromonte di una rete di 384 km di percorsi. Su tali infrastrutture però l'Ente Parco non è riuscito a realizzare alcun intervento organico. Il precedente Consiglio direttivo aveva avviato lavori sul sentiero Italia e sul Sentiero del Brigante per circa 800 milioni delle vecchie lire, ma l'appalto si era arenato tra le secche della burocrazia e i tentacoli della 'ndrangheta dopo che la ditta vincitrice era stata sequestrata dall'autorità giudiziaria per associazione mafiosa". "Il nuovo Consiglio direttivo, insediatosi da qualche mese - prosegue la nota - ha inserito in bilancio un capitolo di spesa di circa 600 mila euro per interventi sui sentieri. Ci auguriamo non facciano la fine degli 800 milioni di lire precedenti. Inoltre, a 14 anni dalla sua istituzione, l'Ente Parco nazionale dell'Aspromonte ha finalmente approvato un Regolamento per la gestione e fruizione dei sentieri. Attendiamo, tuttavia, da mesi che il presidente dell'ente, Leo Autelitano, insedi la Consulta prevista nel Regolamento stesso".

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Espulsioni Missione impossibile (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Espulsioni Missione impossibile GIACOMO AMADORI esclusivo I clandestini sono centinaia di migliaia in Italia. Molti lavorano. Ma quelli che commettono reati difficilmente possono essere espulsi. Colpa di norme farraginose, mancanza di strutture come i cpt, della lentezza delle ambasciate. E soprattutto per l'impossibilità di identificarli con precisione. Sul nuovo disegno di legge che dovrebbe introdurre il reato di immigrazione clandestina l'Italia si è già divisa in due curve di ultrà: i favorevoli in nome della sicurezza e i contrari che accusano di xenofobia il progetto. In verità, almeno in questo caso, la realtà potrebbe spiazzare entrambi gli schieramenti. Infatti solo chi in questi anni ha provato a contrastare, stando in prima linea, l'ingresso degli stranieri irregolari sa che spesso il problema non sono le leggi, ma la loro applicazione. O meglio, l'impossibilità di applicarle. Per questo Panorama ha trascorso due giorni insieme con gli uomini dell'Ufficio immigrazione della questura di Milano, guidato dal dirigente Giuseppe De Angelis, dove quotidianamente transitano decine di immigrati fuori legge. Che spesso è impossibile rimpatriare. I motivi? Bizantinismi legislativi, un numero insufficiente di centri di permanenza temporanea (cpt), giudici poco severi, scarsa collaborazione da parte dei consolati stranieri. Un labirinto da cui non sarà facile uscire neppure con una nuova legge. L'invasione degli uomini invisibili Nella sala d'attesa della sezione prevenzione e controllo dell'ufficio immigrazione (diretta dal commissario capo Mario Irace) ci sono lunghe panche e vetri antisfondamento, per tenere a distanza i fermati più aggressivi, in particolare i nordafricani. Prima di entrare i clandestini devono consegnare i loro cellulari per non riprendere il volto dei poliziotti. Nel 2007 sono passati di qui oltre 20 mila immigrati privi del permesso di soggiorno rinnovato. Per vari motivi (disguidi, regolarizzazioni in corso, richieste di asilo politico, gravidanze, bambini da mantenere in Italia) l'espulsione è scattata unicamente per 3.088 di loro, ma solo 653 sono stati imbarcati su un aereo e rimpatriati: uno su cinque. Tutti gli altri sono rimasti in Italia. Perché? Soprattutto per la mancanza di posti nei cpt o per l'impossibilità di identificare gli irregolari. Infatti quando arrivano in questura molti fermati scelgono nomi fittizi. E per le forze dell'ordine inizia la caccia all'identità reale. Primo passo: il fotosegnalamento e il controllo delle impronte digitali. E qui arrivano le prime sorprese. Per esempio, il giorno della visita di Panorama, al polpastrello di una giovane romena corrispondono, consultando la banca dari dello Sdi, tre pagine di reati collegati a nomi diversi: furto aggravato, rapina, ricettazione, lesioni. La maggior parte dei fermati senza documenti ha precedenti con la giustizia e una sfilza di alias. Martedì 20 maggio sulla scrivania di un funzionario c'è la storia criminale del serbo Dario, noto anche come Marco o Femid, più altri tre o quattro nomi. "C'è chi arriva a 50" assicurano all'ufficio fotosegnalamenti. "Un bambino della ex Iugoslavia a 7 anni aveva già tre identità diverse". I "più sfigati e poveri cristi" sono quelli che si presentano ai controlli con il passaporto. Come Carlos Alberto, originario del Salvador, quarantenne ipertiroideo che sconsolato si fa coccolare dalla fidanzata Maria Olimpia, badante honduregna di 36 anni, clandestina come lui. Rafael, operaio ecuadoriano di 64 anni, fa sapere di essere padre di famiglia. Per tutti, sino a oggi, l'arresto scattava solo se c'era un mandato di cattura di una procura o se il clandestino aveva già subito un'espulsione. Agli altri bisognava trovare un posto nei cpt oppure consegnare l'ordine del questore di lasciare il territorio italiano entro 5 giorni. Un foglio che quasi sempre finiva nel cestino dell'immondizia. Espulsione sconosciuta In questura sanno bene che il "trattenimento" presso i cpt è l'unico provvedimento efficace, visto che, dopo un periodo di detenzione, consente di imbarcare su un aereo il clandestino. Il 20 maggio nella struttura milanese di via Corelli sono disponibili solo otto brande su 112 (56 uomini, 28 donne, altrettanti transessuali): possono entrare un maschio, quattro femmine e tre viados. Stasera il posto libero per i signori l'ha "vinto" Bujar, 34 anni, kosovaro, tre espulsioni alle spalle e una vita randagia. Due letti sono stati lasciati da una coppia di giovani romene che sono partite per l'aeroporto di Malpensa sorridendo: Verginica 24 anni, accusata di vari reati, dal borseggio alla ricettazione, e Tatiana, 29 anni, 16 furti in curriculum. E per chi non trova un tetto a Milano? I funzionari controllano la disponibilità negli altri centri italiani. Soprattutto per gente come Abdulaye, 28 anni, senegalese, cappellino di lana in testa, fermato quattro volte in passato per reati legati agli stupefacenti. A settembre era stato espulso dalla procura di Vercelli. O per l'egiziano Mohamed, 27 anni, due alias già registrati e un arresto a Udine nel luglio scorso per non aver lasciato l'Italia. I posti sono ardui da scovare e, terminata la ricerca, la maggioranza dei clandestini torna in libertà. Anche chi finisce nei centri di permanenza può farla facilmente franca. Non tanto per la possibilità di fuga (a settembre 17 algerini l'hanno tentata in gruppo, usando come arieti gli estintori, mentre altri distraevano le guardie appiccando piccoli incendi), quanto per il fatto che la condizione indispensabile per allontanare un clandestino è scoprire da dove venga (per il rimpatrio occorre avere il lasciapassare dello stato di origine). Se non viene riconosciuto entro 60 giorni dal fermo i responsabili del cpt sono costretti a rilasciarlo. Caccia all'identità perduta Al primo piano dell'ufficio immigrazione ormai i poliziotti si sono specializzati nel riconoscere lingue e accenti. Nei giorni scorsi un egiziano ha assicurato di essere marocchino, ma in questura lo hanno smascherato. Questo è il primo passo per scoprire la provenienza dei clandestini. Poi bisogna mandare foto e impronte digitali all'ufficio diplomatico giusto o per lo meno restringere la ricerca il più possibile. Purtroppo i consolati sono molto lenti nel rispondere e i lasciapassare spesso giungono con incredibile ritardo. Per esempio quello di Moez, tunisino, è stato rilasciato solo all'ultimo giorno utile. E così in questura hanno dovuto organizzare l'espulsione in mezza giornata (auto per il trasporto, uomini di scorta, prenotazione volo...). In numerosi altri casi i documenti necessari non arrivano affatto, anche perché in molti paesi, soprattutto africani, l'anagrafe non esiste o non è centralizzata. E così i cartellini con foto e impronte dei clandestini spesso viaggiano inutilmente per il mondo all'interno di valigie diplomatiche. Qualche volta la collaborazione con i paesi stranieri dà risultato. Per esempio alcuni consolati volonterosi inviano delegati a intervistare i fermati per capire se siano loro connazionali. In caso di risposta positiva non sempre arriva il lasciapassare. Per esempio per i brasiliani è necessario il consenso dell'espulso. "Riusciamo a rimpatriarli solo in prossimità del Natale o a Carnevale, quando sono contenti di tornare a casa a spese nostre" sottolinea un ispettore. La gincana burocratica I problemi per ottenere un rimpatrio non sono finiti. In questura uno degli uffici più impegnati è quello "Contenzioso" che deve contrastare i ricorsi degli avvocati: per questo prepara ogni anno centinaia di rapporti da inviare a giudici e avvocatura dello Stato per ottenere la conferma delle espulsioni. Grazie a questo lavoro dal gennaio 2008 sono stati respinti 220 ricorsi su 290. Ma la burocrazia può essere persino più infida. Esempio: un provvedimento di espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui spesso non si conosce lo stato di origine). Così dai computer dei funzionari spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo, albanese, serbo, croato, portoghese. Peccato che "order to leave the Italian territory" od "orden de dejar el teritorio del Estado italiano" per gli stranieri abbiano lo stesso significato: praticamente nessuno. Anche perché un tempo si poteva consegnare alla stessa persona più volte il foglio di via, poi una sentenza della Corte di cassazione ha cambiato l'interpretazione della legge. "Ha stabilito che quando un clandestino viene fermato per la seconda volta può essere solo condotto in un cpt" sottolineano in questura. Così, se non c'è posto, attualmente, lo straniero viene rilasciato. Lo stesso accade per criminali che non siano stati identificati (cosa che raramente succede durante la prigionia). Per esempio nei giorni scorsi un uomo (apparentemente nordafricano), sulla trentina, condannato per spaccio e detenzione di stupefacenti, uscito dal carcere di San Vittore, è tornato libero perché le sue generalità restano un mistero. Non è finita. A complicare le cose ci pensano pure i magistrati. Infatti non rispettare l'ordine di lasciare il paese sino a oggi comportava una pena da 1 a 4 anni. Ma la condanna del giudice è quasi sempre inferiore a 24 mesi con conseguente sospensione condizionale della punizione e straniero di nuovo a piede libero. Il 20 maggio un magistrato ha rinviato l'udienza per tre egiziani al 9 febbraio 2009. A Mohamed, connazionale ventunenne, espulso dalla questura di Caltanissetta, il tribunale ha inflitto una pena di 5 mesi e 10 giorni, rimettendolo subito fuori. Un rischio, quello del buonismo giudiziario, che le nuove misure del governo non potranno scongiurare. Ali tarpate C'è un'altra grana che il nuovo pacchetto sicurezza difficilmente potrà risolvere. L'odissea dell'imbarco sull'aereo, dove il comandante può decidere di non partire se la situazione non è tranquilla. Gli espulsi lo sanno e fanno di tutto per farsi lasciare a terra: gridano, piangono, si feriscono (soprattutto i nordafricani). Elio, brasiliano, ha fatto di più: ha infilato le mani nei pantaloni per estrarre degli escrementi che poi ha lanciato contro i passeggeri. Quindi ha urlato di avere la tbc e ha sputato sui vicini. Non è partito. Gli agenti hanno provato a imbarcare la cilena Marioly quattro volte. Quando saliva a bordo si tagliava i polsi con le unghie, si mordeva la lingua e sputava sangue sui poliziotti che la accompagnavano. Poi diceva di essere stata picchiata dalla sua scorta. Solo al quinto tentativo i poliziotti sono riusciti a farla partire. Per non rischiare di perdere i soldi del biglietto in questura pagano i voli a prezzo pieno anche per tre o più persone (gli stranieri particolarmente agitati vengono accompagnati da almeno due agenti di scorta). Alla fine il prezzo dell'operazione può arrivare a 4-5 mila euro per ogni espulso. Un costo altissimo che sarà complicato far diminuire per legge.

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Clandestini ed espulsioni: una missione impossibile (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Clandestini ed espulsioni: una missione impossibile Posted By giacomo.amadori On 25/5/2008 @ 8:47 In Headlines | 2 Comments [1] Sul nuovo disegno di legge che introdurrà [2] il reato di immigrazione clandestina, l'Italia si è già divisa in due curve di ultrà: i favorevoli in nome della sicurezza e i contrari che accusano di [3] xenofobia il progetto. In verità, almeno in questo caso, la realtà potrebbe spiazzare entrambi gli schieramenti. Infatti solo chi in questi anni ha provato a contrastare, stando in prima linea, l'ingresso degli stranieri irregolari, sa che spesso il problema non sono le leggi, ma la loro applicazione. O meglio, l'impossibilità di applicarle. Per questo Panorama ha trascorso due giorni insieme con gli uomini dell'Ufficio immigrazione della [4] questura di Milano, guidato dal dirigente Giuseppe De Angelis, dove quotidianamente transitano decine di immigrati fuori legge. Che spesso è impossibile rimpatriare. I motivi? Bizantinismi legislativi, un numero insufficiente di centri di permanenza temporanea (cpt), giudici poco severi, scarsa collaborazione da parte dei consolati stranieri. Un labirinto da cui non sarà facile uscire neppure con una nuova legge. L'invasione degli uomini invisibili. Nella sala d'attesa della sezione prevenzione e controllo dell'ufficio immigrazione (diretta dal commissario capo Mario Irace) ci sono lunghe panche e vetri antisfondamento (per tenere a distanza i fermati più aggressivi, in particolare i nordafricani). Prima di entrare i clandestini devono consegnare i loro cellulari per non riprendere il volto dei poliziotti. Nel 2007 sono passati di qui più di 20mila immigrati privi del permesso di soggiorno rinnovato. Per vari motivi (disguidi, regolarizzazioni in corsa, richieste di asilo politico, gravidanze, bambini da mantenere in Italia) l'espulsione è scattata unicamente per 3.088 di loro, ma solo 653 sono stati imbarcati su un aereo e rimpatriati: uno su cinque. Tutti gli altri sono rimasti in Italia. Perché? Soprattutto per la mancanza di posti nei cpt o per l'impossibilità di identificare gli irregolari. Infatti quando arrivano in questura molti fermati scelgono nomi fittizi. E per le forze dell'ordine inizia la caccia all'identità reale. Il primo passo sono il fotosegnalamento e il controllo delle impronte digitali. E qui arrivano le prime sorprese. Per esempio, il giorno della visita di Panorama, al polpastrello di una giovane romena corrispondono, consultando la banca dari dello Sdi, tre pagine di reati collegati a nomi diversi: furto aggravato, rapina, ricettazione, lesioni. La maggior parte dei fermati senza documenti ha precedenti con la giustizia e una sfilza di alias. Martedì 20 maggio sulla scrivania di un funzionario c'è la storia criminale del serbo Dario, noto anche come Marco o Femid, più altri tre o quattro nomi. "C'è chi arriva a 503 giurano all'ufficio fotosegnalamenti. "Un bambino della ex Jugoslavia a 7 anni aveva già tre identità diverse". I "più sfigati e poveri cristi" sono quelli che si presentano ai controlli con il passaporto. Come Carlos Alberto, originario del Salvador, quarantenne ipertiroideo che sconsolato si fa coccolare dalla fidanzata Maria Olimpia, badante honduregna di 36 anni, clandestina come lui. Rafael, operaio ecuadoriano di 64 anni, fa sapere di essere "padre di famiglia". Per tutti, sino a oggi, l'arresto scattava solo se c'era un mandato di cattura di una procura o se il clandestino aveva già subito un espulsione. Agli altri bisognava trovare un posto nei cpt oppure consegnare l'ordine del questore di lasciare il territorio italiano entro cinque giorni. Un foglio che quasi sempre finiva nel cestino dell'immondizia. Espulsione quella sconosciuta. In questura sanno bene che il "trattenimento" presso i cpt è l'unico provvedimento efficace, visto che, dopo un periodo di detenzione, consente di imbarcare su un aereo il clandestino. Il 20 maggio nella struttura milanese di via Corelli sono disponibili solo sette brande su 112 (56 uomini, 28 donne, altrettanti transessuali): possono entrare un maschio, quattro femmine e tre viados. Stasera il posto libero per i signori l'ha "vinto" Bujar, 34 anni, kosovaro, mascella da attore, tre espulsioni alle spalle e una vita randagia. Due letti sono stati lasciati vuoti da una coppia di giovani romene che sono partite per l'aeroporto di Malpensa sorridendo: Verginica 24 anni, accusata di vari reati, dal borseggio alla ricettazione, e Tatiana, 29 anni, 16 furti in curriculum. E per chi non trova un tetto a Milano? I funzionari controllano la disponibilità negli altri centri italiani. Soprattutto per gente come Abdulaye, 28 anni, senegalese, cappellino di lana in testa, fermato quattro volte in passato per reati legati agli stupefacenti. A settembre era stato espulso dalla procura di Vercelli. O per l'egiziano Mohamed, 27 anni, due alias già registrati e un arresto a Udine nel luglio scorso per non aver lasciato l'Italia. Ma i posti sono ardui da scovare e terminata la ricerca, la maggioranza dei clandestini torna in libertà. Ma anche chi finisce nei centri di permanenza può farla facilmente franca. Non tanto per la possibilità di fuga (a settembre 17 algerini l'hanno tentata in gruppo, usando come arieti gli estintori, mentre altri distraevano le guardie appiccando piccoli incendi), quanto per il fatto che la condizione indispensabile per allontanare un clandestino è scoprire da dove venga (per il rimpatrio occorre avere il lasciapassare dello Stato di origine). Se non viene riconosciuto entro 60 giorni dal fermo i responsabili del cpt sono costretti a rilasciarlo. [5] Caccia all'identità perduta. Al primo piano dell'Ufficio immigrazione ormai i poliziotti si sono specializzati nel riconoscere lingue e accenti. Nei giorni scorsi un egiziano ha assicurato di essere marocchino, ma i "glottologi" della questura lo hanno smascherato. Questo è il primo passo per scoprire la provenienza dei clandestini. Poi bisogna mandare foto e impronte digitali all'ufficio diplomatico giusto o per lo meno restringere la ricerca il più possibile. Purtroppo i consolati sono molto lenti nel rispondere e i lasciapassare spesso giungono con incredibile ritardo. Per esempio quello di Moez, tunisino, è stato rilasciato solo all'ultimo giorno utile. E così in questura hanno dovuto organizzare l'espulsione in mezza giornata (auto per il trasporto, uomini di scorta, prenotazione volo). In numerosi altri casi i documenti necessari non arrivano affatto, anche perché, per esempio, in molti Paesi, soprattutto africani, l'anagrafe non esiste o non è centralizzata. E così i cartellini con foto e impronte dei clandestini spesso viaggiano inutilmente per il mondo all'interno di valigie diplomatiche. Qualche volta, invece, la collaborazione con i Paesi stranieri dà qualche risultato. Per esempio alcuni consolati volenterosi inviano delegati a intervistare i fermati per capire se siano loro connazionali. In caso di risposta positiva, però, non sempre arriva il lasciapassare. Per esempio per i brasiliani è necessario il consenso dell'espulso. "Riusciamo a rimpatriarli solo in prossimità del Natale o a Carnevale, quando sono contenti di tornare a casa a spese nostre" sottolinea un ispettore. [6] Dove vanno i clandestini La gimkana burocratica. I problemi per ottenere un rimpatrio non sono finiti. In questura uno degli uffici più impegnati è quello "Contenzioso" che deve contrastare i ricorsi degli avvocati: per questo prepara ogni anno centinaia di rapporti da inviare a giudici e avvocatura dello Stato per ottenere la conferma delle espulsioni. Grazie a questo lavoro dal gennaio 2008 sono stati respinti 220 ricorsi su 290. Ma la burocrazia può essere persino più infida. Per esempio un provvedimento di espulsione non è valido se non è scritto nella lingua del clandestino (di cui spesso non si conosce lo Stato di origine). Così dai computer dei funzionari spuntano documenti in inglese, francese, arabo, cinese, spagnolo, moldavo, albanese, serbo, croato, portoghese. Peccato che "order to leave the italian territory" o "orden de dejar el teritorio del estado italiano" per gli stranieri abbiano lo stesso significato: praticamente nessuno. Anche perché un tempo si poteva consegnare alla stessa persona più volte il foglio di via, poi una sentenza della Corte di cassazione ha cambiato l'interpretazione della legge. "Ha stabilito che quando un clandestino viene fermato per la seconda volta può essere solo condotto in un cpt" sottolineano in questura. Così, se non c'è posto, attualmente, lo straniero viene rilasciato. Lo stesso accade per criminali che non siano stati identificati (cosa che raramente succede durante la prigionia). Per esempio nei giorni scorsi un uomo (apparentemente nordafricano), sulla trentina, condannato per spaccio e detenzione di stupefacenti, uscito dal carcere di San Vittore, è tornato libero perché le sue generalità restano un mistero. Non è finita. A complicare le cose ci pensano pure i magistrati. Infatti non rispettare l'ordine di lasciare il Paese sino a oggi comportava una pena da 1 a 4 anni. Ma la condanna del giudice è quasi sempre inferiore a 24 mesi con conseguente sospensione condizionale della punizione e straniero di nuovo a piede libero. Il 20 maggio un magistrato ha rinviato l'udienza per tre egiziani al 9 febbraio 2009. A Mohamed, connazionale ventunenne, espulso dalla questura di Caltanissetta, il tribunale ha inflitto una pena di 5 mesi e dieci giorni, rimettendolo subito fuori. Un rischio, quello del buonismo giudiziario, che le nuove misure del governo non potranno scongiurare. Ali tarpate. C'è un altra grana che il nuovo pacchetto sicurezza difficilmente potrà risolvere. L'odissea dell'imbarco sull'aereo, dove il comandante può decidere di non partire se la situazione non è tranquilla. Gli espulsi lo sanno e fanno di tutto per farsi lasciare a terra: gridano, piangono, si feriscono (soprattutto i nordafricani). Elio, brasiliano, ha fatto di più: ha infilato le mani nei pantaloni per estrarre degli escrementi che poi ha lanciato contro i passeggeri. Quindi ha urlato di avere la tbc e ha sputato sui vicini. Ovviamente non è partito. Gli agenti hanno provato a imbarcare la cilena Marioly ben 4 volte. Quando saliva a bordo si tagliava i polsi con le unghie, si mordeva la lingua e sputava sangue sui poliziotti che la accompagnavano. Poi diceva di essere stata picchiata dalla sua scorta. Solo al quinto tentativo i poliziotti sono riusciti a farla partire. Per non rischiare di perdere i soldi del biglietto in questura pagano i voli a prezzo pieno anche per tre o più persone (gli stranieri particolarmente agitati vengono accompagnati da almeno due agenti di scorta). Alla fine il prezzo dell'operazione può arrivare a 4-5 mila euro per ogni espulso. Un costo altissimo che sarà complicato far diminuire per legge.

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Megalomani o bugiardi? (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Renzo Butazzi, 26 maggio 2008, 11:11 Spigolando Per gli impianti nucleari avverrà quello che accade per le discariche e gli inceneritori: la definizione dei siti si scontrerà con la paura dei cittadini. Con una divisione fra locale e cantrale che metterà a dura prova il governo, sospeso fra istanze federalista della Lega e posizioni più legate ad una visione "unitaria" dello Stato Nella seconda metà degli anni '70 del secolo scorso si manifestò in Italia un fenomeno del tutto inaspettato: la scomparsa degli spiccioli. Essi cominciarono ad essere sostituiti da caramelle, francobolli e gettoni telefonici, causando irritazione e discussioni tra venditori e clienti. Nel dicembre del 1975 numerose banche ed enti commerciali ebbero il permesso di emettere piccole banconote (mini assegni) per i valori corrispondenti agli spiccioli: 50, 100, 150 lire, ecc. Ne comparve una quantità immensa e dettero luogo anche ad una forma di collezionismo. Per spiegare il bizzarro fenomeno fu detto che la Zecca era incapace di batter moneta (è il colmo!) in attesa che dalla Germania le arrivassero nuove macchine. Si disse anche che alcune monetine venivano distolte dalla circolazione per farne dei bottoni rivestiti di stoffa, che valevano più del contenuto. Finalmente nel 1978 il Poligrafico dello Stato riuscì a ribattere moneta e la tragicommedia degli spiccioli ebbe fine. Nello stesso periodo mi recai in Francia dove scoprii che non solo il franco aveva tutti gli spiccioli necessari ma nelle stazioni della rete espressa regionale parigina vi erano macchine per l'emissione automatica dei biglietti. Esse indicavano quanto costava il biglietto, quanti spiccioli mancavano ancora per completare l'acquisto e, meraviglia delle meraviglie, davano perfino il resto. Per parecchi anni le macchine installate allo stesso scopo in Italia rimasero funestate da un avviso che diceva: "Attenzione: la macchina non dà il resto". Vi pare credibile che, quale che sia il governo, in un paese nel quale non si fu capaci di prevenire o risolvere rapidamente il problema degli spiccioli, sia possibile fare contemporaneamente: un gruppo di centrali nucleari, la TAV, il ponte sullo stretto, e risolvere il più che decennale problema dell'immondizia in Campania? Il personale politico è sempre uguale, la burocrazia idem, gli imprenditori sono in gran parte affezionati alla regola del "pochi maledetti e subito", molti investitori finanziari preferiscono quella del "magari sporchi ma presto e tanti". Le infrastrutture indispensabili -reti per la distribuzione di energia, sistemi di trasporti, sistemi di comunicazione- non sono cambiate in meglio ma forse in peggio; solo il sistema criminale pare sempre efficiente. Per di più quando lo Stato sarà diventato federalista, molte cose dovrebbero sfuggire al controllo del governo centrale. Per quanto riguarda gli impianti nucleari potrebbe avvenire quello che accade per le discariche e gli inceneritori. La definizione dei siti si scontrerà con la paura dei cittadini ma, in più, i parlamenti regionali dovranno essere convinti ad accettare gli impianti nell'interesse di uno Stato "ricentralizzato" per la bisogna Chissà come reagirebbe la "Padania" se dovesse ospitare qualche centrale la cui energia andrebbe a beneficio anche delle regioni meridionali? Un conto è mandare al sud i propri rifiuti tossici, un conto è mandargli della buona elettricità prodotta a proprio rischio. Intanto, mentre chi ci governa pasticcerà con questi megaproblemi, dove andranno a finire i soldi sempre più necessari per la normale manutenzione dello stivale, così pieno di scuciture e di toppe? Una volta si diceva che lo Stato doveva amministrare seguendo i criteri del "buon padre di famiglia", ma qui delle due l'una: o la "famiglia" è in mano a dei megalomani scriteriati, oppure chi ci governa racconta un sacco di balle per impressionare i sudditi.

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MARCEGAGLIA: LA PRIORITÀ È IL RINNOVO DEI CONTRATTI (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia: la priorità è il rinnovo dei contratti -->Il nuovo numero uno di Confindustria: "Abbiamo molte proposte contro la burocrazia. Insieme possiamo rinnovare l'Italia". Sì al rilancio di Malpensa e al federalismo fiscale.

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IMPRESE: MONDELLO, CAMERE COMMERCIO LAVORANO MOLTO E COSTANO POCO (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 26 mag - Le piccole imprese ''operando in rete, tra di loro, sono riuscite a conquistare il mercato internazionale, senza dunque il traino delle grandi imprese. E questo non sembra un fatto nuovo nella realta' italiana: grandi banche e piccole imprese capaci di operare all'estero''. Lo ha detto Andrea Mondello, presidente Cciaa di Roma e Unioncamere, durante la presentazione del rapporto di ricerca di Bic Lazio sulla creazione d'impresa. Mondello, riferendosi alla polemica relativa all'eliminazione delle Province e degli enti annessi, ha poi ricordato la differenza sostanziale tra enti che costano e non producono ed enti che, come la Camera di Commercio, producono e non costano. ''Basti pensare - ha concluso - che la burocrazia statale brucia 15 miliardi di Euro, mentre le Camere dei Commercio lavorano con 0,75 miliardi di Euro''. res-map/sam/bra.

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Il poliziotto-cacciatore e un esercito nascosto di 23 mila <fantasmi> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il poliziotto-cacciatore e un esercito nascosto di 23 mila "fantasmi" Prefetto e un ufficio per costruire la banca dati di chi sparisce Ancora scarse le risorse: in altri Stati pure i privati finanziano Missing. Desaparecido. Scomparso. Sembra strano nell'epoca delle mille telecamere, del Grande Fratello che governa ogni nostro passo, elle registrazioni continue. Eppure si sparisce, ogni giorno, più volte al giorno. Un lampo temporale e la persona lascia dietro di sé il ricordo e tanto dolore. L'inquietudine infinita dei parenti e degli amici stretti che si chiedono se possono avere avuto una qualche responsabilità. Eppure si sparisce anche per colpa di nessuno. Per scelta. E sono tanti, 8 mila all'anno, finche a qualcuno, a Roma, è venuto in mente di contarli, di farli diventare un caso nazionale quando fino ad ora era solo una sequenza di vicende mediatizzate attraverso "Chi l'ha visto?". Al 31 gennaio scorso le persone dissoltesi nel nulla in Italia erano 23 mila 545. Uomini, donne, bambini, anziani, giovani, persone conosciute, illustri anonimi, solitari e persone che amavano la compagnia. il commissario Un esercito come quello di Serse, perso in un deserto di indifferenza, come ha denunciato l'ex ministro Giuliano Amato quando ha reso noto i dati di questa tragedia silenziosa e trascurata. Eppure ora c'è anche chi si occupa di questi fantasmi. Si chiama Rino Monaco, è un prefetto, ex poliziotto di quelli di un tempo, duro, testardo che dall'anno scorso può contare su un ufficio, cinque collaboratori, una manciata di telefoni e computer per cercare di riannodare le fila degli scomparsi italiani, dispersi due volte: una dalla vita pubblica, l'altra nelle carte della burocrazia. Non esiste ancora una banca dati nazionale, il prefetto Monaco ha rimesso insieme i numeri del Viminale sugli scomparsi dal 1994 - da quando è stato costituito un archivio informatico - per cercare di dare qualche risposta, incrociando queste nomi con quelli di corpi ritrovati ma senza nome, ai sospetti più atroci. Tuttavia occuparsi di chi è dissolto nel nulla non è facile, né semplice. Perché, ad esempio se si è maggiorenni e non si hanno obblighi verso altre persone, si ha tutto il diritto di celarsi al mondo, è una libera scelta, per quanto crudele per chi resta da questa parte, da quella degli "esistente". Se un giorno la polizia rintraccia uno di questi volontari della sparizione, altro non può fare che informare i congiunti che il loro caro è in vita. Ma il luogo dove ha trovato riparo e magari si è rifatto una vita deve restare un segreto. gli allontanamenti Quindi , rispetto a questo che viene classificato come "allontanamento volontario", ai cacciatori come il prefetto Monaco non resta che andare a spulciare nelle altre categorie: di chi se ne è andato per un disturbo psichico, oppure in conseguenza di un reato (come vittima o autore) oppure per una qualsiasi altra causa che rimane sconosciuta. La battaglia è impari: da un lato i parenti che non si arrendono e i poliziotti come il commissario di governo, dall'altra un mondo che ha fretta e non ferma neppure per riflettere su tutti coloro che si sono dileguati nelle immediate vicinanze. La scommessa in fondo è una sola, una scelta roulette: capire se lo scomparso è vivo o morto, il rosso o il nero. Dopo, se le circostanze lo richiederanno si può andare avanti, sempre che a qualcuno interessi, a iniziare dal personaggio in questione. I problemi sono due tipi: la volontà, come detto, e le risorse. In altri Paesi per aiutare questi nuclei specializzati arrivano addirittura i privati a finanziare (ad esempio in Canada), ma per la gran parte si devono racimolare le risorse tra le pieghe dei bilanci statali. i casi mediatici Un lavoro oscuro, anonimo che però arriva alla ribalta quando lo scomparso, per le sue caratteristiche o per le circostanze, finisce per uscire dall'aura di normalità e diventa divo. Bastino alcuni nomi, di giovanissimi in gran parte: a cominciare da Emanuela Orlandi, tirata in ballo anche per oscure trame internazionali legate addirittura all'attentato a Giovanni Paolo II, alla recente Denise Pipitone, ad Angela Celentano. Eppure anche per questi ultimi, a cadenza quasi regolare, spuntano fuori nuove piste, ipotesi alternative, sospetti incredibili. Ma con altrettanta regolarità, l possibile svolta svanisce quasi subito. Resta la via obbligata del raffronto con chi è stato trovato, un corpo, talvolta un oggetto. Un parallelo triste e crudele ma che finora si è rivelato il metodo più sicuro per poter chiarire molte scomparse. Ma anche questo parziale, bastai pensare che a Milano un terzo dei cadaveri rinvenuti ogni anno resta senza nome. Dunque per uno scomparso che viene legato al suo corpo riemerso, spesso un altro essere ridiventa anonimo, non avendo un nome e una storia a cui ricollegarsi. Il ciclo ricomincia, infinito e disperato. Umberto Montin 26/05/2008.

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Otto aziende sanitarie (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' quanto prevede la proposta di legge della Lo Moro che lascia il Consiglio REGGIO CALABRIA. Un progetto di legge costituito da un solo articolo che emenda completamente l'art. 7 della legge regionale n. 9 del 2007, il così detto maxi emendamento e ridisegna, ricostituendone alcune, l'organizzazione territoriale delle Aziende sanitarie. È quanto prevede l'iniziativa legislativa illustrata a Reggio Calabria da Doris Lo Moro, ex assessore regionale alla Salute, neo eletta al parlamento per il Partito Democratico. In particolare, Doris Lo Moro ripropone nel disegno di legge una nuova articolazione territoriale delle aziende sanitarie calabresi, con l'individuazione di otto aziende così distribuite: Vibo Valentia e Crotone, coincidono con il rispettivo territorio provinciale, mentre Cosenza, Reggio e Catanzaro avranno due aziende sanitarie ciascuna. Oltre Reggio, Catanzaro e Cosenza, saranno sede di azienda sanitaria anche Lamezia Terme, Castrovillari-Rossano e Locri-Palmi. "Quando si valutano aspetti organizzativi - ha sottolineato Doris Lo Moro nella sua relazione di accompagnamento al progetto di legge - la prima responsabilità viene individuata nella burocrazia; in questo, le responsabilità della politica sono almeno pari a quelle della burocrazia di cui spesso la politica si è servita, magari diventandone poi schiava". *** REGGIO CALABRIA. "Contestualmente alla presentazione del mio disegno di legge sulla sanità, presenterò le mie dimissioni da consigliere regionale". Lo ha affermato Doris Lo Moro, presidente del Pd calabrese ed ex assessore alla Salute, eletta deputato lo scorso aprile incontrando i giornalisti a Reggio. "È stata un'esperienza ricchissima di fatti positivi, ma non solo - ha detto Lo Moro - nel corso degli ultimi trenta mesi in cui mi sono occupata di sanità ho lavorato per assicurare ai cittadini buoni servizi, anche se non sono purtroppo mancati casi di gravissime emergenze. Mi aspettavo che partisse la discussione sul Piano sanitario ma così non è stato. Credo che il punto più alto della crisi, nel rapporto che ho avuto con la Giunta ed il presidente Loiero, si sia verificato nel rapporto che la Regione doveva avere con la sanità privata". "La relazione Riccio - ha proseguito Lo Moro - ricalca in buona parte lo schema del Piano sanitario regionale, solo che la breve paginetta delle osservazioni finali ha prevalso su tutto". Nel corso della conferenza stampa, Lo Moro ha anche posto l'accento su alcune iniziative prodotte durante la sua guida dell'assessorato, "con l'inchiesta avviata nell'ex Asl di Cosenza - ha detto - su cui va richiamata l'attenzione della Giunta regionale, che ha portato all'attenzione del Dipartimento regionale un sistema consolidato in cui il personale veniva retribuito in maniera non corretta, con una insostenibile lievitazione dei costi e con sperequazioni a danno di personale competente e non valorizzato".

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