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Articoli
Burocrazia (56)
Società partecipate, ok alla riforma Ma c'è ancora troppa
burocrazia ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è ancora troppa burocrazia" Una giornata di studio per capire le nuove normative riguardanti le società a partecipazione pubblica. E quella che si è tenuta ieri nella sala degli Stemmi di Palazzo Soardi al convegno organizzato dal Comune di Mantova e dalla Provincia, in collaborazione con gli Ordini dei dottori commercialisti e degli avvocati.
Permessi di soggiorno, riparte la protesta (
da "Corriere delle Alpi" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, costi elevati" FELTRE. Hanno manifestato, hanno raccontato le proprie storie, scritto lettere al Prefetto. Il 22 settembre, in Piazza Duomo a Belluno hanno fatto sentire la propria voce. Eppure la revisione della procedura per il rilascio dei permessi di soggiorno non è cambiata: rimane quella entrata in vigore l'
Parco meno soffocante (
da "Alto Adige" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vertici del Bauernbund in campo a Silandro contro l'eccessiva burocrazia normativa "Parco meno soffocante" Mayr: "Semplificare la vita e il lavoro ai contadini" SILANDRO. Mentre a Bormio si discute il nuovo piano di attuazione del Parco nazionale dello Stelvio, il Bauernbund della Val Venosta ha avanzato alcune richioeste giudicate "fondamentali".
Grazie a Villa Rosa (
da "Trentino" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: odissea per avere un farmaco Si è parlato tanto durante la campagna elettorale per rendere meno schiavi i cittadini dalla burocrazia. Sono tutte balle! Mia moglie operata per l'alluce valgo all'uscita dell'ospedale, le sono stati dati i farmaci indispensabili per tre giorni. Poi ha telefonato al medico di base, il quale non aveva tempo di passare da casa per le ricette del caso.
Bollette acqua ad alto rischio (
da "Citta' di Salerno, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia di San Valentino Torio. Questo significa che gli utenti prima di pagare gli avvisi che gli vengono recapitati, devono saper bene controllare la legittimitá della richiesta anche rispetto alle giuste procedure adottate. " Insomma, un problema serio con una avvertenza chiara: se il principio diventasse una sorta di prassi si rischierebbe anche in moltissimi altri comuni
Di Lorena Loiacono Sono intervenuti i carabinieri, ieri
mattin ( da "Leggo"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia fatta di pratiche e cartelle cliniche: "Da 15 giorni stiamo assistendo a un rimpallo di responsabilità tra la Asl e un'associazione accreditata - denuncia Danilo, figlio del paziente - non abbiamo avuto neanche una carrozzina". Purtroppo, però, sembra esserci stata una mancanza di comunicazione: "Per i malati terminali la procedura prevede che vengano prima portate ed
Precari in tutto (
da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fragilità della vita è racchiusa nella burocrazia ospedaliera, le migrazioni spostano il senso di comunità verso l'incomprensione, i ritorni a presunte origini etniche sono il sostegno funebre di un desiderio di stabilità, le fabbriche chiudono sotto la pressione delle economie emergenti, una cittadina della Cina può far dimenticare cento anni di tradizioni artigianali di un distretto,
Pochi e mal coordinati (
da "Tirreno, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tanta burocrazia per compiti che potrebbero assolvere altri: le forze dell'ordine presidiano il territorio dibattendosi fra mille difficoltà. Il risultato è che la seconda "volante" non c'è più da sei anni, che i carabinieri devono spesso coprire dieci Comuni con una sola auto e che il poliziotto di quartiere,
Pochi uomini per un'efficace prevenzione - guido fiorini (
da "Tirreno, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tanta burocrazia per compiti che potrebbero assolvere altri: le forze dell'ordine, in città, presidiano il territorio dibattendosi fra mille difficoltà. Il risultato è che la seconda "volante" non c'è più da sei anni, che i carabinieri devono spesso coprire dieci Comuni con una sola auto e che il poliziotto di quartiere,
Costi della politica (
da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia sono gli stessi adottati per la sanità e per l'università, buonanotte. Evidentemente nell'ambito della burocrazia si deve tener conto di avere il giusto equilibrio tra spese ed entrate correnti. Cainero: La risposta è insita in quella precedente, pur facendo io il consulente evidentemente ritengo che si debba andare a incidere in modo molto forte sulla riduzione di certe
PerchÉ ha vinto tondo (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellimento della burocrazia con relativo e massimo impegno per la modernizzazione della Regione, riqualificazione della sanità. Punti e valori essenziali, spiegati con semplicità, con convinzione e che non si potranno fare miracoli nell'immediato (vedi debito regionale) ma che vi sarà un impegno quotidiano, anche attraverso scelte difficili,
Pmi, appello nelle Marche (
da "Italia Oggi" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, taglio alla spesa pubblica, innovazione, formazione, infrastrutture e sostegno alla competitività. "Questo l'impegno dichiarato", continuano Albonetti e Gregoriani, "questo ciò che chiediamo di garantire ora. Nel paese si è delineata una chiara maggioranza e un'altrettanta chiara opposizione ed entrambi gli schieramenti che le rappresentano hanno espresso di voler procedere
Sanità senza frontiere? Non ancora (
da "Salute (La Repubblica)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oltre all'immancabile burocrazia. Si ricorda che in base all'attuale normativa nazionale, il rimborso delle spese sanitarie effettuate all'estero, preventivamente autorizzate, è pari all'80%. Un cittadino su quattro ritiene la percentuale insufficiente e desidera la copertura completa delle spese sostenute.
Cagidiaco verso il vertice dei giovani industriali ( da
"Piccolo di Trieste, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci vogliono meno tasse e meno burocrazia. Inoltre, le aziende che investono devono essere premiate. Lei è espressione dell'Isontino, la nuova situazione geopolitica dovrebbe favorire quest'area. Cosa ne pensa? Gorizia si trova in una posizione di grande opportunità e dovrebbe portare avanti una politica congiunta e complementare con Trieste.
Scelta del medico di famiglia la burocrazia non c'entra (
da "Tirreno, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Viareggio Scelta del medico di famiglia La burocrazia non c'entra L'articolo "Sanità - Troppi cambi di medico e ogni volta devo ricominciare", comparso sul Tirreno dello scorso 19 aprile, riporta notizie assolutamente errate, per cui ci sentiamo in dovere di replicare non solo per fornire una risposta a questa cittadina che ha rappresentato il suo disagio,
Stop burocrazia: l'azienda nascerà in dieci giorni -
giampiero calapà ( da "Tirreno, Il"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Legge regionale in arrivo Stop burocrazia: l'azienda nascerà in dieci giorni GIAMPIERO CALAPà FIRENZE. In campagna elettorale "l'azienda in un giorno" è stato uno dei cavalli di battaglia di Walter Veltroni. "Un'idea presa - rivela adesso il vicegovernatore della Toscana, Federico Gelli - dal lavoro della nostra Regione per la semplificazione delle pratiche burocratiche"
Brevi, schede e richiami 2 (
da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a proposito dei paurosi ritardi della nostra burocrazia in materia di permessi di soggiorno. Ha perfettamente ragione. Vorrei però chiedere se lui è a conoscenza che il governo cinese ha deciso di concedere agli italiani che per turismo, studio o business vogliono entrare (e quindi chiedono e pagano un regolare visto) la possibilità di ottenerlo solo per 30 giorni.
Genova, il teatro diventa far west - costantino malatto
raffaele niri ( da "Repubblica, La"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma è una corsa contro tempo e burocrazia. Per la tarda primavera, invece, il sindaco ha promesso un importante piano di rilancio. Se ne andrà Di Benedetto, avrà maggiore spazio il nuovo direttore artistico Cristina Ferrari, probabilmente ci sarà un rimescolamento anche nel cda.
LA DESTRA prende posizione. <Chi ha votato La Destra al
primo turno - ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia asfissiante responsabile della decadenza inarrestabile di Sondrio, mentre dietro a Faggi c'è un'umanità nuova produttrive e creativa. La Destra si schiera con Faggi e chiede ai sondriesi di votarlo perchè i rozzi che stanno dietro a Faggi, si chiamino pure Lega o Bossi o Rossi, producono e hanno prodotto,
<Fonti rinnovabili, c'è troppa burocrazia> (
da "Giorno, Il (Sondrio)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa burocrazia" La denuncia è stata fatta dal rappresentante di Confindustria Sondrio, Marco Bissi CONVEGNO IN CAMERA DI COMMERCIO di CARLALBERTO BIASINI ? SONDRIO ? FONTI RINNOVABILI, la valtellina guarda oltre i propri confini. Non sono mancati i contributi in Camera di commercio al convegno "Le fonti rinnovabili di energia:
ABBIAMO agito tutt'altro che in fretta e dato molto tempo
alla famiglia per ( da "Resto del Carlino, Il
(Imola)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ennesimo caso di burocrazia che danneggia i cittadini. Ora l'Asp ricostruisce tutta la vicenda. "La signora beneficiaria dell'assegno di cura per la figlia ? scrivono in una nota la presidente dell'Asp Gigliola Poli e il direttore Andrea Garofani ? è stata contattata telefonicamente dal servizio il 25 ottobre dell'anno scorso.
Salt'in... banchi: gli alunni itineranti (
da "Giorno, Il (Como)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Inoltre, la burocrazia esige nei vari Comuni una prassi estenuante e costosa (Tosap, ritiro rifiuti, acqua, energia elettrica) qualche mese prima di arrivare: è una vera e propria apertura di attività che si ripete in ogni piazza, anche 13-14 volte all'anno.
Caldaie, resiste l'export ma cresce l'insidia-costi (
da "Arena, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: euro mentre la burocrazia continua a gravare sui costi amministrativi e sulla tempistiche. L'andamento dei mercati, in ogni caso, non consente di poter adeguare i prezzi dei prodotti al trend ascensionale dei costi. "La nostra risposta", sottolinea Alberto Zerbinato, direttore commerciale di Ici Caldaie, "non può che essere quella della massima attenzione ai rialzi,
Diciannove modi per dire che la Costituzione è viva (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: economiche piuttosto che attraverso la burocrazia degli apparati pubblici". Ultimo tema "Giustizia, pena, libertà" che ha raccolto le testimonianze di Maria Grazia Bregoli, direttrice del carcere, Monica Riji detenuta di Verziano e Juan Baladàn-Gadea, detenuto per motivi politici in Uruguay, per cui "la consapevolezza della propria libertà personale va conquistata giorno dopo giorno,
A macomer la rete del gas sarà una realtà - tito giuseppe
tola ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se i tempi della burocrazia lo consentiranno, nel giro di pochi mesi la società che dieci anni fa si aggiudicò i lavori potrebbe riprenderli e portarli a termine. Il tutto nell'arco di tre anni, in tempo per cogliere l'opportunità offerta dal passaggio nel territorio di Macomer del metanodotto che porterà il gas algerino.
Di LAURA VALDESI <AREA SOTTOPOSTA a sequestro (
da "Nazione, La (Siena)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che richiede piani e contropiani per il risanamento, leggi in materia di ambiente che cambiano in continuazione sotto le mani dei pm, fondi che ai piccoli Comuni non bastano mai per interventi radicali come quello che deve liberare Collalto, al confine tra Asciano e Rapolano, da un incubo iniziato quella notte del 28 ottobre '
LO HANNO dovuto assolvere per un errore della burocrazia: è
andata bene per ( da "Nazione, La (Empoli)"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 2 LO HANNO dovuto assolvere per un errore della burocrazia: è andata bene per ... LO HANNO dovuto assolvere per un errore della burocrazia: è andata bene per un cinese clandestino X.S.C. di 29 anni, sorpreso a lavorare in un tomaificio durante un blitz congiunto dei carabinieri di Fucecchio e della guardia di finanza di Empoli, avvenuto la notte scorsa.
Clandestini, ma con il contratto (
da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dopo la bocciatura della Corte dei conti, che la burocrazia dell'immigrazione è particolarmente complessa e i ritardi che si accumulano non aiutano a fare chiarezza sulle dimensioni del fenomeno. Gli Sportelli unici – rimproverati dai giudici contabili per avere un ritmo medio di smaltimento delle pratiche superiore all'anno –
Iscrizione rifiutata a 40 imprenditori (
da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: faccio a convincere un associato a esporsi se la burocrazia, un cancro che uccide, è ancora forte e viviamo in una terra in cui i tre quarti dei consiglieri regionali sono indagati? Così si uccide ogni speranza. Già, così si uccide la speranza. Almeno la 'ndrangheta nella sua folle vigliaccheria è più indolore: qualche colpo di fucile alla testa e al collo di un imprenditore e via,
Il sostegno alla ricerca merita trasparenza (
da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: complessi e misteriosi meandri della burocrazia statale. Occorrerà ideare procedure semplici e chiare, oltre che naturalmente di assoluta sicurezzae trasparenza, per la distribuzione del gettito derivante dal 5 per mille ai destinatari finali, per evitare che si ripetano le lungaggini con le quali stiamo combattendo proprio in questi giorni per la corresponsione delle prime quote 2006.
Asse con Cisl e Uil. E vede Bonanni (
da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha in mente anche qualche sacca di burocrazia confindustriale. E forse pure questo l'aiuterà nei rapporti con Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Che non partono comunque da zero. è vero, in questi quattro anni lei si è occupata d'altro. Sì, sarà preziosa l'esperienza di Alberto Bombassei. Ed è da adesso che si fa sul serio.
BERLUSCONI E PUTIN (
da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ed ecco la burocrazia che colpisce: l'Inps mi scrive di "ripresentare la domanda in prossimità dell'apertura della finestra", invece di scadenziarla semplicemente. Perché mai? Gianni Coen Sacerdotti gianni.sacerdotti@ vadoetorno.com ALITALIA Il maxiprestito Per l'ennesima volta io, in compagnia di tutti gli altri contribuenti italiani,
Processi lampo e pene severe: sbloccato il <piano
sicurezza> ( da "Giornale.it, Il"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Procedure snelle e meno burocrazia per gestire 20 miliardi di euro di investimenti, tra statali e degli enti territoriali, e un business che a Milano di miliardi, secondo uno studio della Camera di commercio, ne porterà altri 44. All'indotto, tra edilizia, immobiliare, manifatturiero, commercio e anche agricoltura dato il tema scelto.
Nella commedia degli equivoci, anche la mafia soccombe tra
scartoffie e burocrazia ( da "Giornale di Brescia"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ) è costretta a soccombere di fronte alla burocrazia. Lo spettacolo, infatti, parte dai problemi della concessione di una linea telefonica per denunciare l'ottusità della burocrazia, cui tutti, dal protagonista, Pippo Genuardi, a don Calogero, il mafioso del paese, sono costretti a inchinarsi.
Quando passare le acque divenne moda e industria (
da "Giornale di Brescia" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ministeriale, che pretendeva cifre esorbitanti per appaltare lo sfruttamento della fonte e bloccò tutto per un decennio, fu sconfitta per aggiramento da un giovane pescivendolo, Angelo Gennari, che in quello stesso 1889 affittò un modesto immobile, aprendovi l'albergo "I promessi sposi" a gestione familiare e garantendo l'
L'Arnaldo ricorda Guerini (
da "Giornale di Brescia" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia su fatti "che ci riguardano tutti", al professore è stata inoltre dedicata, dai "suoi" ragazzi, la rappresentazione di un testo da lui redatto per narrare la tragedia consumatasi in piazza della Loggia. Commosso e partecipato è stato infine l'applauso di tutti, a dimostrazione che quella di Matteo Guerini è stata una presenza capace di trasmettere un importante lascito.
Il friulano morandini vicepresidente (
da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La necessità di uno Stato migliore equivale al miglioramento della burocrazia, che va snellita almeno del 50%: obiettivi alti e interventi drastici. Per quanto riguarda l'elaborazione di una strategia che contemperi le esigenze di crescita con i vincoli energetici e ambientali, qui in Regione necessitiamo di maggiori interconnessioni con l'estero.
La Lega festeggia e guarda al Comune (
da "Nuova Ferrara, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: grande aumento è proprio dovuto al fatto che la gente è stanca di burocrazia, troppo spesso costosa. La gente è stanca di subire l'incapacità di chi dirige e amministra i nostri soldi, il denaro del contribuente. Tutto aumenta e se a questo sommiamo il disagio provocato dalla burocrazia, la lentezza, lo spreco, ma soprattutto se non mettiamo un freno al problema degli stranieri,
Atelier di giovani artisti all'ex Distretto (
da "Tribuna di Treviso, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Per Santa Margherita il problema è dato dalla burocrazia militare, che è terribile e addirittura peggiore di quella civile - ha affermato De Poli, riferendosi alla giurisdizione del ministero della Difesa - L'acquisizione della chiesa di Santa Margherita non è un progetto tramontato, ma un'alba faticosa.
Alitalia 1 conversazione (
da "Riformista, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il ruolo della burocrazia che la tiene in ostaggio e una cronica disattenzione al cliente del management. L'analisi, impietosa, è di uno dei massimi esperti di salvataggi d'impresa, l'artefice della ristrutturazione di Cirio, Mario Resca. Il prestito ponte, spiega al Riformista , "è un altro debito che Alitalia contrae verso terzi,
Economia al tracollo se sparisse l'evasione NEREO VILLA (
da "Libertà" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nonostante i vari fattori negativi (costo e inefficienza della burocrazia, costo e scarsità del credito bancario, costo dell'energia, concorrenza straniera, ecc.) proprio grazie a questo risparmio. Se il governo impedisce loro di realizzare questo risparmio, le imprese commerciali si ritrovano con costi di produzione aumentati del 30%.
VINI/ ASSOENOLOGI: MENO BUROCRAZIA E PIU' RIGORE NEI (
da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma soprattutto meno burocrazia. Sono le richieste espresse dal congresso nazionale degli Enologi-enotecnici italiani (Assoenologi), aperto oggi a Venezia. Gli enologi italiani sottolineano alle autorità nazionali la necessità di "rinnovare e semplificare la normativa, rendendone nel contempo più stringente l'applicazione e la vigilanza".
INFRASTRUTTURE: CALTAGIRONE, RILANCIARLE PER COMBATTERE
STAGNAZIONE ( da "Asca"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di decisione e soprattutto di attuazione da parte della burocrazia. Lo afferma Francesco Gaetano Caltagirone, presidente dell'omonimo gruppo, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena. Caltagirone ha spiegato che le banche italiane sono ''piu' al riparo'' delle altre dagli effetti della crisi finanziaria internazionale,
FRANA, SOS ALLA REGIONE (
da "Mattino, Il (Avellino)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tale questione sembra sia andata a finire nel dimenticatoio della burocrazia. Ed a pochi giorni dalla scadenza del decreto governativo dell'emergenza frana (30 aprile 2008), il sindaco di Quindici, Liberato Santaniello invia una lettera aperta ai sindaci interessati (Sarno, Bracigliano, Siano e San Felice a Cancello) per un'azione sinergica.
LA TV E IL DOVERE D'INFORMARE E DI FORMARE (
da "Mattino, Il (Benevento)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come Vitale l'ispettore dei Falchi, per non soffocare nella burocrazia, nelle procedure incancrenite di leggi e leggine. E lavorando in tal modo svolgono un'eccellente attività operativa. La nuova "Squadra" è un raro esempio di televisione verità. Non è fiction. E per questo motivo attira un nugolo di critiche infondate.
<Ritardi per avere i permessi per costruire? In 2 anni
dimezzati i tempi> ( da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Peghin e dei professionisti che mettono sotto accusa la burocrazia comunale "Ritardi per avere i permessi per costruire? In 2 anni dimezzati i tempi" Cinque anni per ottenere l'approvazione di un piano urbanistico attuativo? Non è vero, ribatte l'assessore-architetto, Gianfranco Vecchiato che risponde così alle rimostranze dell'architetto Giampaolo Pighin e di quei professionisti che,
L'educazione alla vita inizia dalla strada (
da "Varesenews" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incuria del Comune quanto ad una serie di burocrazie tutte italiane. Ha portato la sua testimonianza e il suo contributo anche il Comandante dei Vigili Urbani Giuseppe Zanoletti. Ha esortato i giovani presenti, come ha fatto la dirigente scolastica Battaglia dell'Istituto Don Milani di Tradate, a prestare attenzione alla propria vita e a quella altrui mostrando senso di responsabilità.
CITTADINI IN PARLAMENTO (
da "HelpConsumatori" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Programma del candidato Francesco Rutelli (centro-sinistra) Burocrazia È matura una profonda riorganizzazione della macchina capitolina, dei Municipi, delle aziende, dei servizi. Vogliamo motivare e rendere protagonisti i dipendenti del Comune. Vogliamo rendere più efficiente e più unitaria nei quartieri della città la rete dei servizi alle persone.
Calderoli: <Riforme, ora o mai più> (
da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Impegnamoci a dare risposta sulla sicurezza, sulla riduzione della burocrazia, sulla necessità-obbligo di fare il vero federalismo fiscale"). Segnali da mettere insieme, ma che fanno ben sperare sulla possibilità che si stia aprendo davevro una stagione di riforme. Una stagione riformista che avrà nella Lega il suo perno e il suo garante.
LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO (
da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.
Una importante vetrina per alcuni cavatori valtellinesi in
trasferta in Cina ( da "Provincia di Sondrio,
La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: va snellita la burocrazia, basti pensare che ad oggi alcuni giacimenti sono chiusi in attesa delle autorizzazioni. Ricordo che le nostre aziende sopravvivono solo e perché i materiali che lavoriamo giungono da cave locali; economicamente insostenibile sarebbe lavorare marmi e graniti di importazione.
Accesso bloccato, l'officina è ferma al palo (
da "Provincia di Como, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia che sta mettendo a dura prova la pazienza di chi vorrebbe soltanto poter riorganizzare al meglio la propria attività: "Non si può dopo quasi un anno non sapere ancora quando verranno a spostare il palo; cosa faccio, lo butto giù io tra un po' ?
<Il sindacalista che parla di lavori usuranti mi deprime
e mi fa sorridere ( da "Provincia di Como, La"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abituando alla burocrazia, al malfunzionamento della giustizia, alla cooptazione invece che al merito, alla mancanza di mobilità sociale. Anche i sindacati devono fare la loro parte". Luca di Montezemolo, capitano degli industriali italiani rilancia: "Il confronto deve avvenire senza sbornie ideologiche altrimenti le imprese saranno costrette a rapporti diretti con i lavoratori"
Doc Piave verso nuovi importanti riconoscimenti (
da "superEva notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia a parte, come sarà, dunque, il Carmenère Piave Doc che si potrò quindi degustare, molto probabilmente, nel 2009? "Sarà un vino singolare e di ottima qualità ? spiega Bonotto ? dalle doti di particolare freschezza e di un'eleganza non standardizzata.
"Cercano prove nei miei computer Ma non so ancora di
cosa sono accusato" ( da "Stampa, La"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "L'unica cosa su cui potrei essere scivolato è l'aspetto burocratico dei concorsi. Su mille cose della burocrazia potrei scivolare. Sul piano amministrativo potrei esser scivolato su tutto quello che, eventualmente sbagliato, non mi è stato fatto notare".
[FIRMA]MARCO ACCOSSATO Stamattina mi trovato nella sala operatoria
per un intervento p ( da "Stampa, La"
del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "L'unica cosa su cui potrei essere scivolato è l'aspetto burocratico dei concorsi, lo ammetto: su migliaia di cose della burocrazia potrei aver sbagliato. Sul piano amministrativo potrei esser scivolato su tutto quello che, eventualmente sbagliato, non mi è stato fatto notare".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Società
partecipate, ok alla riforma "Ma c'è ancora troppa burocrazia" Una giornata di studio
per capire le nuove normative riguardanti le società a partecipazione pubblica.
E quella che si è tenuta ieri nella sala degli Stemmi di Palazzo Soardi al
convegno organizzato dal Comune di Mantova e dalla Provincia, in collaborazione
con gli Ordini dei dottori commercialisti e degli avvocati. Come
muoversi nel vasto mondo delle società partecipate? Che ruolo hanno i Comuni,
le società e le aziende che hanno il compito di gestire i servizi sul
territorio? Quali sono gli strumenti a disposizione per controllare
l'efficienza? Ad aprire i lavori è stato il presidente della Provincia Fontanili:
"Il compito degli enti pubblici - ha esordito - non è quello di costruire
holding, ma è di assicurarsi che gli utili delle aziende partecipate servano
per tenere basse le rette". Per l'assessore al Bilancio Piccinelli esiste
il problema far corrispondere la strategia dell'ente pubblico con quella della
società controllata o partecipata per offrire un sistema che risponda agli
obiettivi generali di una comunità. "Ok alla riforma che ha ridotto il
numero dei membri dei Cda nelle partecipate, rendendo le gestioni più snelle -
ha detto il presidente di Tea Gian Paolo Tosoni - tuttavia le multiutility sono
ancora sottoposte a troppe regole burocratiche".
( da "Corriere delle Alpi" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Elisa
Di Benedetto Permessi di soggiorno, riparte la protesta Gli immigrati si
radunano in città "Troppa burocrazia, costi elevati" FELTRE. Hanno manifestato, hanno raccontato
le proprie storie, scritto lettere al Prefetto. Il 22 settembre, in Piazza
Duomo a Belluno hanno fatto sentire la propria voce. Eppure la revisione della
procedura per il rilascio dei permessi di soggiorno non è cambiata: rimane quella
entrata in vigore l'11 dicembre 2006, con tutte le difficoltà ad essa
legate. A sette mesi di distanza da quella protesta pacifica, i cittadini di
paesi extraeuropei rilanciano da Feltre la loro protesta. Nulla è cambiato, per
loro. Devono ancora fare in conti con la scarsa chiarezza nella procedura, con
i tempi lunghi per il rilascio del permessi e con i costi elevati. Ma non si
sono arresi e continuano la propria battaglia per vedere riconosciuti i propri
diritti. L'invito a cercare insieme una soluzione parte ancora una volta
dall'Associazione amicizia italo-marocchina, che ha organizzato per domenica un
incontro aperto a tutti gli stranieri residenti nella provincia di Belluno.
Nella sala riunioni messa a disposizione dal Coordinamento feltrino per il volontariato,
in Via Peschiera (ore 15), si discuterà dei problemi legati al rinnovo del
permesso di soggiorno e alle conseguenze sulla vita di tutti i giorni.
"L'auspicio è che ci sia una partecipazione numerosa", dice
Abderrahim El Barqi, presidente dell'associazione. "Parleremo di aspetti
che riguardano tutti noi stranieri extracomunitari che viviamo in Italia e in
particolare nella provincia di Belluno". Le stesse tematiche saranno
affrontate il 10 maggio a Belluno, nella "Prima conferenza provinciale immigrati.
Dal permesso di soggiorno al diritto di cittadinanza, da una integrazione per
la sicurezza ad una sicura integrazione", organizzata da Cgil, Cisl e Uil.
Domenica a Feltre si comincerà a parlare anche di una unione delle associazioni
marocchine attive in provincia. "Vogliamo riflettere sulla possibilità di
unire le forze e le esperienze per affrontare le difficoltà di tutti i
giorni", spiega El Barqi. Nel frattempo, l'Associazione amicizia
italo-marocchina è entrata nell'Unione democratica delle associazioni
marocchine in Italia, che unisce numerose realtà impegnate su tutto il
territorio per superare i problemi legati alla burocrazia,
ma anche le difficoltà incontrate da chi rientra in Marocco per visitare la
famiglia per le ferie. Fra le attività dell'Udami vi è anche l'organizzazione
di feste marocchine che, spiega El Barqi, "tengono vive le nostre
tradizioni", ma anche di manifestazioni "importanti per far conoscere
la nostra cultura e favorire il dialogo fra culture diverse". Proprio
Feltre è stata scelta per l'incontro mensile del coordinamento, previsto per il
1º giugno.
( da "Alto Adige" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vertici del Bauernbund in campo a Silandro contro l'eccessiva burocrazia
normativa "Parco meno soffocante" Mayr: "Semplificare la vita e
il lavoro ai contadini" SILANDRO. Mentre a Bormio si discute il nuovo
piano di attuazione del Parco nazionale dello Stelvio, il Bauernbund della Val
Venosta ha avanzato alcune richioeste giudicate "fondamentali". Il punto di partenza
rimane la considerazione che il parco comprende tre territori con diverse
situazioni: la Lombardia, il Trentino e l'Alto Adige. La regolamentazione che
vi presiede si articola in leggi, nazionali, regionali, provinciali. Pur
riconoscendo il fondamento della normativa del parco nazionale, i coltivatori
diretti, rappresentati nell'occasione dal presidente Georg Mayr e dal direttore
Siegfried Rinner, formulano l'esigenza di evitare il soffocamento burocratico.
La richiesta fondamentale è dunque quella della chiarezza e della
semplificazione normativa, evitarndo ogni centralismo e coinvolgendo i Comuni.
In particolare l'agricoltura di montagna è molto cambiata negli ultimi anni,
trovando nelle colture intensive, come si vede in Val Martello con fragole e
bacche, quel campo di attività che ha consentito ai contadini di migliorare
notevolmente le loro condizioni economiche un tempo molto depresse. In concreto
si tratta di agevolare le ricerche di sorgenti, consentire l'utilizzazione
delle acque residue, l'urbanistica, i pascoli, uso di attrezzi tecnici
meccanizzati, la questione dei rimborsi per danni, al momento fissati al 60 per
cento. Per poter operare in campo agricolo, contrassegnato da sviluppi adeguati
ai tempi, i contadini ricordano e chiedono che il passo fondamentale da
compiere da parte di una legislazione lungimirante sia quello di procedere nel
senso di semplicità, chiarezza e conseguente decentramento. (l.p.).
( da "Trentino" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grazie a
Villa Rosa per le cure a nostra madre Desideriamo esprimere un vivo
ringraziamento al Centro di Riabilitazione Villa Rosa per le premurose cure
prestate a nostra madre Rosina Marchi ved. Martinelli, di anni 95, che le hanno
consentito di recuperare, in misura accettabile per la sua età, le facoltà sia
fisiche che mentali. Nostra madre, dopo un difficile intervento chirurgico per
la rottura del femore, ha potuto ritornare a vivere in famiglia presso la
figlia. Un particolare 'grazie' al dott. Odorizzi del quale abbiamo apprezzato
la sensibilità e l'umanità e a tutto lo staff degli infermieri e dei
fisioterapisti molto premurosi e professionali. I figli Maria Grazia, Flavio
Adriano Martinelli CALCERANICA AL LAGO Scuola: i genitori vogliono dire la loro
Volevo rispondere all'editorialista Giuseppe Raspadori circa il tempo pieno e
la raccolta firme promossa da noi genitori per chiedere che le attività
opzionali rimangano facoltative. In particolare, volevo sottolineare che se i
genitori hanno la presunzione di porsi in un rapporto paritario e dunque
dialettico con la scuola ciò non deriva da un'incapacità a tagliare il cordone
ombelicale col proprio figlio, bensì dalla piena consapevolezza dei diritti e
doveri che la legge riconosce loro. La stessa Costituzione riconosce ai
genitori il diritto e il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, e
solo nei casi di loro incapacità, la legge è chiamata a provvedere a che siano
assolti i loro compiti. Lo Stato ha dunque il diritto di richiedere la
formazione dell'uomo, del cittadino e del lavoratore, ma non il diritto di
realizzarla direttamente attraverso l'imposizione di un sistema totalizzante.
Il diritto e il dovere di perseguire questa formazione umana sono invece
affidati alle singole persone umane, e in loro vece ai genitori. Non crediamo
che mettere in discussione un punto all'interno di una riforma scolastica tanto
importante quanto necessaria come la Riforma Salvaterra significhi
necessariamente fare guerra alla scuola, anzi significa voler partecipare alla
riforma stessa. Riteniamo che l'aperto e libero confronto con i genitori
rappresenti un arricchimento per l'intero sistema scolastico provinciale e in
questa chiave deve essere letta la nostra legittima richiesta, ma a quanto pare
il signor Giuseppe la pensa diversamente. Si chiede semplicemente che sia permesso
ai nostri figli di raggiungere il pieno sviluppo della loro personalità umana
attraverso anche la garanzia di libertà educativa riconosciuta alle famiglie
dalla stessa Costituzione. Se al centro del sistema scolastico ci sta il
bambino, perché il genitore non dovrebbe dire la sua? I genitori sono sempre
criticati o perché non si interessano dei loro figli o perché se ne interessano
troppo. Il tempo educativo dei nostri figli può essere reso pieno anche
attraverso le più diverse e libere offerte formative presenti sul territorio,
nel pieno rispetto delle opzioni che il genitore ha il diritto di fare anche in
base a ciò che il professore Raspadori definisce sue "aspirazioni,
presunzioni o stramberie". Non siamo tutti uguali e una società democratica
è una società che non lascia tutto il tempo educativo e formativo della persona
alla scuola. Impongono il rispetto delle diversità, non solo ragioni politiche
ed economiche, ma anche ragioni di ordine personale e culturale. Concludo
ricordando che tutte le indagini dimostrano come i risultati degli alunni con
minor tempo scuola non siano inferiori a quelli dei ragazzi che frequentano il
tempo pieno, anzi. Lucia Sicheri Don Tarcisio e i cani quante sciocchezze
Carissimo direttore, per dire tutte quelle idiozie sugli animali don Tarcisio
ha frequentato un corso? Ho letto le sue dichiarazioni sui due quotidiani
trentini. I cani come idoli? Hobby? Mi permetto di ricordare al religioso, per
quel che riguarda i cani, che ci sono cani da valanga, per ciechi, cani bagnini
addestrati al salvataggioio in acqua, di supporto alla polizia, cani antidroga,
da guardia e naturalmente anche i cani da compagnia che godono di tutto il
disprezzo del don, e certamente mi sfuggono molti altri loro impieghi e
mansioni. I possessori di animali spenderebbero fortune per i loro alimenti
dimenticando gli indigenti della Terra? Ha ricevuto comunicazioni al riguardo
dagli interessati o è sempre frutto del famoso corso? Se posso dare un
consiglio a don Tarcisio oltre al corso sopra citato ne frequenti anche uno di
bon ton! Auguri! Ennio Zucchellini RIVA DEL GARDA Mettiamo una taglia su chi
avvelena gli animali Si legge ogni giorno di animali avvelenati. In Trentino è
vera e propria emergenza e piaga. Complice degli avvelenamenti è l'omertà sempre
più fiorente, la quale si macchia dello stesso crimine esattamente di chi
dissemina i bocconi avvelenati. Purtroppo e per paura e per incuria spesso i
proprietari degli animali avvelenati non presentano apposita denuncia presso la
magistratura e questo non fa che favorire il mostro che sparge la morte. Il
Trentino non è solo la base dei bocconi avvelenati ma anche una regione ove
prospera un turismo assai redditizio, almeno finora perchè visto che le notizie
spiacevoli hanno le gambe lunghe un turista ci penserà bene prima di ivi
recarsi con il fondato timore di tornare a casa senza il suo compagno a 4
zampe. Io se fossi nei panni di un amministratore comunale attuerei ogni mezzo
per impedire il naufragio turistico. A questo proposito consiglierei al Sindaco
di Baselga di Pinè e alle forze pubbliche come ad ogni altra autorità coinvolta
sul cui territorio è stato commesso questo crimine penale, di istituire una
ricompensa a chi fornirà informazioni utili per fermare il mostro di turno.
Vuoi vedere che la prospettiva dei soldi potrebbe salvare non solo la vita
degli animali (domestici e selvatici ricordiamo bene) ma anche il turismo?
Ripeto le notizie di bocconi avvelenati hanno le gambe lunghe. Se si tratta di
salvare il turismo credo che mettere mano alle casse pubbliche non sarà un
problema no? I soldi, d'altronde, fanno comodo a tutti omertosi compresi!
Riflettano. Roberta Papa Beffata dall'autovelox del Comune di Montagna
Sicuramente le cose cambieranno, ma molte volte solamente il fatto di poter far
sentire a tutti la propria indignazione per il modo scorretto con cui il Comune
di Montagna batte cassa, fa stare già meglio. Sintetizzo: mia figlia, tre volte
alla settimana, si reca all'Università di Trento in quanto iscritta a
giurisprudenza. Premetto che abitiamo in val di Fassa e che distiamo da Trento
circa
( da "Citta' di Salerno, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
San
Valentino, verso la prescrizione Bollette acqua ad alto rischio " SAN
VALENTINO TORIO. Il rischio prescrizione incombe sui canoni del servizio idrico
riferito agli anni in cui era lo stesso comune a curare l'approvvigionamento
idrico ai cittadini. E sarebbe una brutta mazzata per la giunta Luminello.
" Un utente, infatti, ha impugnato davanti al Giudice di Pace la richiesta
di pagamento del servizio relativa all'anno 2001, comunicatagli, però, alla
fine del 2007. Il Giudice, accogliendo la tesi dell'utente, ha sancito che il
comune non ha più diritto a riscuote tali somme in quanto ha lasciato trascorrere
il termine di cinque anni concessi dalla legge per recuperarle. " Si
tratta, infatti, di un contratto paritetico di natura privatistica nel quale
l'ente è soggetto alla pari dell'utente per la fornitura del servizio e,
quindi, non essendo servizio pubblico, si applicano le norme del codice civile
sul tempo a disposizione per riscuotere il corrispettivo. Il comune, nel
giudizio, non ha prodotto atti che dimostravano che, nell'arco dei cinque anni,
erano state avanzate altre richieste. L'ente ha seguito una tesi che il Giudice
non ha ritenuto applicabile. " Infatti, secondo il funzionario del comune,
i ruoli comprendenti gli utenti morosi, negli anni precedenti, erano stati
affissi all'albo pretorio e, di per sé, questa attivitá bastava ad interrompere
la prescrizione, conservando il diritto a richiedere le somme in capo all'ente.
La sentenza apre la strada ai numerosi utenti morosi del piccolo centro che,
trovandosi nella stessa condizione del ricorrente, potrebbero non pagare più la
cifra dovuta, avendo beneficiato del servizio. " In pratica, gli utenti
morosi potrebbero aver trovato la via di scampo grazie ad una disattenzione dei
responsabili del servizio che non avrebbero applicato in maniera esatta le
norme sull'interruzione dei termini. Questa condotta, se confermata, potrebbe
arrecare un danno alle finanze del comune del piccolo centro per le minore
entrate patrimoniali che andrebbero a configurarsi, aprendo anche lo squarcio
ad ipotesi di responsabilitá contabile censurabili innanzi alla Corte dei Conti.
La questione rimane aperta perché potrebbe estendersi, a questo punto, anche ad
altre annualitá successive al 2001 e fino all'entrata in funzione della Gori,
che ha assorbito il servizio idrico comunale. " Ma la pronuncia del
Giudice di Pace di Sarno apre anche lo squarcio ad un'altra riflessione.
Infatti, vi potrebbero essere anche altri comuni che hanno adottato la tesi
sostenuta dalla burocrazia di San
Valentino Torio. Questo significa che gli utenti prima di pagare gli avvisi che
gli vengono recapitati, devono saper bene controllare la legittimitá della
richiesta anche rispetto alle giuste procedure adottate. " Insomma, un
problema serio con una avvertenza chiara: se il principio diventasse una sorta
di prassi si rischierebbe anche in moltissimi altri comuni del
comprensorio per quelle che sono le complesse situazioni pregresse.
( da "Leggo" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Lorena Loiacono Sono intervenuti i carabinieri, ieri mattina presso la Asl Rm B
nel X Municipio, per placare l'ira di una donna, alla disperata ricerca di
assistenza a domicilio per il marito malato di cancro, in fase terminale:
"Mio padre ha tenuto un ago per 15 giorni e nessuno è venuto a
toglierlo" è la denuncia del figlio, ma la Asl in realtà non ha mai preso
in carico il paziente. Una storia dolorosa in cui la sofferenza di una famiglia
si è scontrata con la burocrazia
fatta di pratiche e cartelle cliniche: "Da 15 giorni stiamo assistendo a
un rimpallo di responsabilità tra la Asl e un'associazione accreditata -
denuncia Danilo, figlio del paziente - non abbiamo avuto neanche una
carrozzina". Purtroppo, però, sembra esserci stata una mancanza di
comunicazione: "Per i malati terminali la procedura prevede che vengano
prima portate ed analizzate le cartelle cliniche presso la fondazione -
spiega la Asl Rm B - per avere poi la presa in carico del paziente. La famiglia,
di certo in un momento difficile, ha contattato solo telefonicamente, venerdì
scorso, la fondazione senza presentarsi di persona". (ass).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRA
ETICA E INSICUREZZA PRECARI IN TUTTO di ALBERTO GARLINI Per carità, non voglio
fare il sociologo. Ci sono già tanti sociologi che vaticinano sul presente.
Voglio solo proporre alcune riflessioni, che mi vengono stimolate da un
incontro col filosofo Aldo Giorgio Gargani, dal titolo "Vite precarie,
sentimenti precari" che si terrà oggi alla casa dello studente di
Pordenone, e dai temi che sono emersi dalla recente campagna elettorale. Non
vorrei sembrare uno che batte la grancassa, ma mi sembra ormai evidente che
siamo di fronte a una specie di rivoluzione antropologica, come quella che
Pasolini intuiva negli anni Settanta. All'epoca, secondo il poeta, finiva
l'Italietta patriarcale, cattolica e contadina, sostituita dalla società
consumistica, dalla cultura di massa. Oggi assistiamo al pieno definirsi di
quel momento storico, con la perdita ormai irrimediabile di alcuni bisogni che
hanno da sempre accompagnato la storia dell'uomo. Ma di ciò parleremo più
avanti. Ora guardiamo i sintomi. Basta fare un giro per le nostre campagne, per
le nostre scuole, per le nostre piazze. Le siepi si fanno sempre più alte, i
cancelli sempre più chiusi. Le porte sono blindate, la spesa per la sicurezza
aumenta ogni giorno. Nessuno si saluta, se cammini ti guardano con sospetto. Le
scuole hanno una composizione etnica variabile. Si sente il peso della bomba
demografica che presto esploderà, la società ha sempre meno ricchezza da
dividere. Il disagio si esprime in atti vandalici, in un voto in cui è
fortissimo il senso della hybris sociale e del mantenimento dello statu quo, in
case sempre più attrezzate all'interno, e in piazze sempre più giardini e
sempre meno cuori pulsanti della polis. L'Italia, se confrontata al resto
d'Europa, è un paese incattivito. Ovviamente questa richiesta di sicurezza è
solo il lato oscuro del vero problema, la precarietà, che ormai coinvolge la
nostra vita in ogni suo più piccolo dettaglio. Il lavoro si fa meno stabile, il
salario non è più garantito, le banche ti possono dare titoli non proprio
sicuri, i matrimoni non reggono al peso dei mesi, i figli sono rari, l'estrema fragilità della vita è racchiusa nella burocrazia ospedaliera, le migrazioni spostano il senso di comunità verso l'incomprensione,
i ritorni a presunte origini etniche sono il sostegno funebre di un desiderio
di stabilità, le fabbriche chiudono sotto la pressione delle economie
emergenti, una cittadina della Cina può far dimenticare cento anni di
tradizioni artigianali di un distretto, chi può delocalizza, si
delocalizza, scappa. La precarietà entra nei nostri sentimenti, l'amore è un
fatto di sms, il bello è legato al programma televisivo dell'ultima ora.
L'etica è scomparsa. E su questo ultimo punto vorrei aggiungere qualcosa. Se
analizziamo la situazione attuale e i bisogni umani più urgenti legati a essa,
notiamo che le nostre richieste non sono richieste di giustizia, ma piuttosto
richieste di sicurezza. La sicurezza non appare connessa a nessuna istanza di
giustizia. Non si rifà neppure a un aberrante ordine etico. Anche il nazismo
per esempio giustificava alcuni suoi provvedimenti con una giustizia razziale,
che per quanto delirante era oggetto di indagine e di costruzione etica. Il
comunismo ammazzava gli oppositori con il proposito di realizzare la giustizia
di classe, anche in questo caso ci sono svariati scaffali di libreria che
sostengono razionalmente, eticamente la necessità storica della violenza.
Seguendo le straordinarie intuizione di un grande filosofo contemporaneo Peter
Sloterdijk, il senso di giustizia ha sempre fatto parte del corredo politico
dell'uomo, è stata una energia, una ipotesi che ha coagulato la violenza
diffusa nelle varie epoche per cristallizzarla in un progetto politico di
salvezza futura. Il paradiso cristiano, la società senza classi marxista. Bene,
oggi il senso di giustizia è svanito. Sostituito dal bisogno di sicurezza. Per
questo dico che siamo di fronte a un cambiamento antropologico. La precarietà
ci fa desiderare tutto e subito, chiede un appagamento immediato, nessuno ne
vuole sapere più niente di un grande progetto di redenzione futura, nessuno
vuole sentirsi parte di qualcosa che lo trascende verso la giustizia. Oggi, con
il consenso della cittadinanza, si potrebbero prendere misure palesemente
ingiuste, pur di aumentare la sicurezza. Basta pensare alle leggi
antiterrorismo americane. Chiunque inquina l'appagamento del bisogno con una
qualunque questione di ordine etico, credo che sia tagliato fuori,
politicamente. Non è la ragione a parlare, ma l'emozionalità sociale. L'odio si
sposta dalla giustizia, alla sicurezza. Come sempre, questo cambiamento non è
male, né bene. Può liberare l'uomo, come potrebbe intorpidirlo. Potrebbe essere
anche una forma di verità antropologica. Può degenerare in una violenza diffusa
oppure in felicità collettiva. Non ne sappiamo nulla. Sappiamo solo una cosa,
in attesa che l'etica trovi nuove forme per esprimersi, oggi fare ricorso
all'argomento della giustizia non funziona più. Ti guardano storto.
( da "Tirreno, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli.
Allarme sicurezza dopo l'aggressione alla ragazza: "Tre sale operative in
pochi metri..." "Pochi e mal coordinati" Forze dell'ordine,
denuncia di un sindacato di polizia EMPOLI. Organico ridotto, caserme piccole,
niente alloggi per i giovani, assenza di coordinamento per le sale operative, tanta burocrazia per compiti che potrebbero assolvere altri: le forze dell'ordine
presidiano il territorio dibattendosi fra mille difficoltà. Il risultato è che
la seconda "volante" non c'è più da sei anni, che i carabinieri
devono spesso coprire dieci Comuni con una sola auto e che il poliziotto di
quartiere, che controllava tre zone cittadine, adesso riesce a farne
soltanto una. In questo modo la sicurezza, intesa soprattutto come prevenzione,
diventa sempre più una chimera. FIORINI in Empoli I SEGUE A PAGINA 1.
( da "Tirreno, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli
"Pochi uomini per un'efficace prevenzione" La denuncia del Coisp:
"Manca anche il coordinamento fra le varie forze" Tre sale operative
in pochi metri che fanno la stessa cosa GUIDO FIORINI EMPOLI. Organico ridotto,
caserme piccole, niente alloggi per i giovani, assenza di coordinamento per le
sale operative, tanta burocrazia per compiti che potrebbero assolvere altri: le forze
dell'ordine, in città, presidiano il territorio dibattendosi fra mille
difficoltà. Il risultato è che la seconda "volante" non c'è più da
sei anni, che i carabinieri devono spesso coprire dieci Comuni con una sola
auto e che il poliziotto di quartiere, che controllava tre zone
cittadine, adesso riesce a farne soltanto una. In questo modo la sicurezza,
intesa soprattutto come prevenzione, diventa sempre più una chimera. E in
questo contesto avvengono fatti come quello di tre giorni fa a
Castelfiorentino, in pieno giorno e alla stazione, non nel buio della notte in
qualche vicolo di periferia. Così, se da una parte i sindaci chiedono più
attenzione e più controlli, dall'altra polizia, stradale e carabinieri devono
dare risposte con il poco che hanno. Gli organici. La polizia adesso ha una
sessantina di uomini. Dovrebbero essere 75. La stradale ha circa 20 persone,
dovrebbero essere 27. Solo i carabinieri sono vicini ai "numeri
giusti", con 40 persone in via Tripoli più le stazioni periferiche che,
però, non tutte hanno gli uomini per essere operative dopo le 20. Di fatto, in
molti paesi, la stazione chiude. Le macchine. Il risultato è che a Empoli il
commissariato non ha più gli uomini per fare la seconda volante. Fino a 6 anni
fa c'era una seconda macchina che, almeno nei turni 8-14 e 14-20, copriva i
paesi del Circondario. La prima volante, infatti, sui quattro turni (7-13,
13-19, 19-1 e 1-7), copre soltanto il territorio di Empoli. All'esterno vanno i
carabinieri del Norm (Nucleo operativo radiomobile), qualche volta affiancati
da una macchina di qualche stazione periferica, quando gli uomini lo
consentono. La stradale, invece, non riesce a coprire tutti i turni in
superstrada, al massimo due consecutivi. Tre centrali. Manca, fra l'altro,
anche il coordinamento fra le varie forze dell'ordine. A Empoli, caso curioso,
tre sale operative che hanno le stesse funzioni sono raccolte in una manciata
di metri: il commissariato ce l'ha in piazza Gramsci, girato l'angolo in via
Rosselli c'è quella della polizia stradale. Due passi e in via Tripoli c'è
quella dei carabinieri. Per non parlare di quella dei vigili urbani, in via
Cavour, poche centinaia di metri più in là. "Lo diciamo da sempre - dice
Danilo Di Stefano, del Coisp - che una sola centrale sarebbe sufficiente.
Magari con due operatori invece di uno, ma potrebbe smistare le macchine in
base alla presenza sul territorio. Sarebbe più razionale e risparmieremmo
uomini da mandare in giro per la città". Funzioni anomale. Un altro
problema è legato alle funzioni anomale che, soprattutto la polizia, si trova a
dover svolgere, sia al commissariato che sul territorio. "Usiamo personale
per i permessi di soggiorno, che pure si fanno anche alle poste, o per il porto
d'armi per i cacciatori, quando potrebbe farli anche la prefettura. Tutti
uomini costretti a stare allo sportello invece che in strada. E che dire degli
incidenti? Adesso la volante, per una recente direttiva, deve, se chiamata,
rilevare anche quelli con feriti. E se arriva una telefonata d'emergenza mentre
è su un sinistro, magari mortale, che fa? Va via? Va con calma sull'emergenza?
Certo gli uomini non possono sdoppiarsi". Nei quartieri. Erano nove i
poliziotti di quartiere. Adesso sono tre. Prima coprivano il Centro, la zona
Ovest e la zona Sud, ora sono solo in centro. Tre li hanno anche i carabinieri.
Squadra mobile. Fra l'altro Empoli, entro breve tempo, potrebbe diventare un
commissariato "polo", cioè di area di particolare importanza (e
delicatezza). "Non solo prevenzione - spiega Di Stefano -. Se diventassimo
"polo" avremmo anche una sezione distaccata della squadra mobile. Ci
sono stati anche omicidi di recente, l'attività di indagine deve essere
potenziata". Le caserme. Il commissariato è piccolo e fatiscente. Ci sono
problemi anche con la legge 626 (sicurezza sul lavoro) e mancano gli alloggi
per il personale. "Non ci entriamo più - dice ancora Di Stefano - e le
condizioni di lavoro non sono regolari. Eppure si parla di una
ristrutturazione, invece della ricerca di una sistemazione nuova. E se
dovessero mandarci qualche ragazzo giovane, non sappiamo dove farlo
dormire". Solo la stradale sta un po' meglio, perché fra poco sarà pronta
la nuova caserma al Centro Commerciale Coop. I cartelli stradali ci sono già,
l'apertura non è lontana.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Costi
della politica Se sarà eletto sindaco, prevede una ristrutturazione interna
degli uffici di palazzo D'Aronco? Si parla tanto dei costi della politica:
ritiene di poter alleggerire da qualche onere la macchina comunale? Anche se la
legge fissa già un tetto, intende tagliare anche i costi delle consulenze e
degli incarichi esterni? Cainero: Se i criteri di riduzione dei costi della burocrazia sono gli stessi adottati per
la sanità e per l'università, buonanotte. Evidentemente nell'ambito della burocrazia si deve tener conto di avere
il giusto equilibrio tra spese ed entrate correnti. Cainero: La risposta è
insita in quella precedente, pur facendo io il consulente evidentemente ritengo
che si debba andare a incidere in modo molto forte sulla riduzione di certe
spese. Ribadisco, però, ancora una volta che le risorse del personale vanno
tutte valorizzate. Cainero: Se sarò eletto, il mio primo incontro sarà con i
dipendenti comunali, con tutta la struttura, perché intendo incidere in termini
di quantità e qualità del personale, valorizzandolo al massimo, quindi la prima
riunione sarà con tutti gli uomini del Comune di Udine. Da questo colloquio
deriverà un programma teso alla valorizzazione delle risorse interne. Honsell:
I costi delle consulenze vanno ridotti perché esistono forti competenze interne
e perché la legge ci invita a contenere anche le spese degli incarichi esterni.
Questo è ormai il modo nel quale le amministrazioni operano. Ma se vedete le
consulenze dell'università o del policlinico vedrete che sono tra le
amministrazioni che spendono meno, questo è il mio metodo. Honsell: Certamente,
anche come rettore dell'università di Udine ho ridotto di molto le spese e i
costi della gestione amministrativa e anche l'operazione che ho fatto di
fusione dell'azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia e del
policlinico ha portato a una riduzione dei costi amministrativi e a un
reinvestimento delle somme nei settori assistenziali, lo dimostro con due
esempi concreti. Honsell: In una situazione dove c'è un costante cambiamento
delle urgenze e delle priorità, credo sia indispensabile. Bisogna avere
strutture che si modificano coerentemente, non posso immaginare una struttura
rigida. Che poi la cosa debba essere realizzata tenendo conto delle competenze,
questo va da sé, ma è molto chiaro che alcuni aspetti che caratterizzano le
incapacità di risolvere certi problemi sono legati al fatto che non c'è una
cultura del risultato.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
PERCHÉ HA VINTO TONDO Lo "tsunami" regionale ha di certo risentito
del dato nazionale (è forse davvero cominciata la Terza Repubblica stante la imprevista
e sorprendente semplificazione politica!) ma, mi permetto, qualche riflessione
in più di mera caratteristica locale. Primo elemento: la diversità dei due
schieramenti. Il Popolo delle Libertà (straordinaria intuizione di Berlusconi
coadiuvato dalla intelligenza politica di Fini e spero che presto si possa
celebrare un congresso costituente) seppur partito in ritardo, assieme alla
Lega, ha condotto una capillare campagna elettorale sul territorio. Ha messo al
lavoro una nutrita e convinta massa di dirigenti e attivisti con slogan
semplici e chiari. Due temi poi, oltre al disastroso impatto del governo Prodi
sull'opinione pubblica, hanno caratterizzato la campagna del centrodestra e
hanno giocato un grande ruolo per il convincimento della gente: i gravi
problemi economici e la sicurezza. Un esempio? Federalismo fiscale non becero
(i denari rimangono dove si producono senza dimenticare l'interesse nazionale!)
e sicurezza sono stati i due cavalli di battaglia dell'indubbio successo della
Lega e dell'intera coalizione. Analizzando, pur se frettolosamente, questo voto
si osserva chiaramente come la Lega (ormai considerato dalla gente partito di
governo anche se può ancora intimidire qualcuno il folklore dialettico di
qualche suo esponente), ha saputo attirare numerosi consensi di molti elettori
di sinistra che, non trovando più la tradizionale corresponsione nei rispettivi
partiti, hanno dato fiducia a chi interpretava e rappresentava, in questo
momento particolare, l'attenzione massima verso tali esigenze. Ulteriore
riprova della fine, ormai irreversibile, delle vecchie ideologie e della
acquisita mobilità elettorale. Il Partito democratico regionale non ha saputo,
a sua volta, dare concretezza a simili argomenti, rifugiandosi, quasi
pavoneggiandosi, nell'elencazione dei risultati raggiunti (non molti per la
verità!) e lasciando al solo Illy la rappresentazione di cinque anni di governo
regionale e del programma futuro. Gli altri partiti, con esclusione dell'Italia
dei valori, che ha sottratto, a mio avviso, qualche voto allo stesso Pd e ha
intercettato una fetta di elettorato "grilliano" e dell'Udc, in
conflitto di posizione tra la ricerca di una propria autonomia politica e il
sostegno alla candidatura Tondo, hanno sinceramente avuto una presenza di puro
contorno o quasi. Secondo elemento: i candidati. Illy ha cominciato la sua
campagna elettorale abbondantemente un anno fa, pur giocando a rimpiattino con
il governo e tenendo i suoi sostenitori con il fiato sospso sino all'ultimo.
Ciò non è stata una mossa che ha pagato perché, in conclusione, ha offerto
un'immagine di indecisione più che un braccio di ferro che doveva dimostrare
quanto il governatore contasse. Illy ha poi condotto una campagna elettorale in
prima persona, confidando solo sulla sua immagine di uomo vincente, che
"non doveva chiedere mai!". Gli stessi mass media da sempre suoi
sostenitori, pur se con diverse sfumature talvolta anche critiche, lo hanno
incensato con particolare vigore. In buona sostanza, il messaggio quotidiano
era semplice: a livello nazionale probabilmente vincerà di misura il
centrodestra ma a livello regionale non c'è partita! Una campagna quindi
condotta con sopravvalutazione illyana e scarsa considerazione per
l'avversario. Un avversario uscito all'ultimo istante, dopo logoranti beghe di
partito il quale aveva sponsorizzato candidati più illustri e dal profilo più
nobile, un rude uomo di montagna che non poteva competere perché rappresentava
il passato. Illy invece guardava avanti, a una Regione futuribile, dai contorni
non ancora ben delineati ma certamente con ottime prospettive di crescita
culturale ed economica. Illy, caricatosi addosso alla sua persona un programma
tecnocratico e difficile da esemplificare, ha condotto la sua campagna al
motto: "Ho governato bene, datemi ancora sostegno e lasciatemi
lavorare!". Tutto ciò senza condividere quasi nulla con i suoi assessori e
con i partiti che lo sostenevano da cui si è tenuto volutamente distaccato. Una
campagna solitaria e, se mi è permesso con simpatia, "algida" (un po'
come il carattere apparente dell'interessato, al quale va dato comunque atto di
coraggio, capacità e impegno personale) una campagna, in definitiva, che non ha
convinto né la testa né i cuori. Una sconfitta, la prima, bruciante senza se e
senza ma. Al contrario Tondo, partito con mille difficoltà, scetticismo e
guardato da parte di alcuni illustri sodali con sofferenza (oggi, naturalmente,
sono i primi a coccolarlo!) è riuscito, coinvolgendo con il suo entusiasmo
tutte le forze politiche che lo sostenevano, a suscitare piano piano
l'interesse, la condivisione delle idee e infine il consenso della gente,
quella comune, il cui voto nell'urna (lo dico con rispetto!) equivale a quello
del Presidente della Repubblica. (A proposito, è stata confermata la tesi che l'appoggio
di qualche personaggio emerso non porti particolare fortuna!). È stata la
vittoria, insperata nel risultato così netto, di una coalizione finalmente
coesa e di un uomo che ha saputo interpretare e spiegare un programma semplice
e chiaro: sostegno alle famiglie anche con interventi spiccioli ma mirati;
rivisitazione degli aiuti alle imprese particolarmente le piccole e medie,
riconsiderazione di alcune scelte in campo economico (Friulia), del Trasporto
pubblico locale e infrastrutturale; maggior impegno per la sicurezza delle
città e della gente, snellimento della burocrazia con relativo e massimo
impegno per la modernizzazione della Regione, riqualificazione della sanità.
Punti e valori essenziali, spiegati con semplicità, con convinzione e che non
si potranno fare miracoli nell'immediato (vedi debito regionale) ma che vi sarà
un impegno quotidiano, anche attraverso scelte difficili, senza buttare
nel cestino alcune cose positive fatte in precedenza. Coerenza, buon senso ed
equilibrio. Tondo ha saputo arrivare al "cuore" della comunità
regionale, ha saputo farsi capire e accettare dalla gente che lo ha ritenuto
"uno di noi" ma assolutamente degno e capace di presiedere con
efficacia la Regione. La gente, oggi, ha bisogno di certezze, di sentirsi capita
nei suoi bisogni primari, di redere in chi la governa. Un'operazione forse
banale ma bisognava decodificarla e riuscire a farsi accettare come personaggio
che, pur appartenendo alla "casta", è capace di interpretarne gli
aspetti migliori. Un autentico mandato fiduciario. Tondo sa che il suo compito
sarà pesante e avrà, specie all'inizio, gli occhi di tutti puntati sul suo
operato e sulle scelte che farà. Son certo che ce la può fare e che la Regione,
nel suo complesso, ne trarrà un sicuro beneficio. Pier Giorgio Luccarini
Partito della Libertà Trieste.
( da "Italia Oggi" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 098, pag. 14
del 24/4/2008 Autore: di Daniela Giacchetti Visualizza la pagina in PDF
Pmi, appello nelle Marche è il momento giusto per pensare alle pmi. Così
si esprime il comitato unitario Cna-Apindustria-Confesercenti, richiamando
l'attenzione dei parlamentari di Ancona, in vista dell'insediamento ufficiale
del nuovo parlamento, verso il mondo della piccola e media impresa.
"Chiediamo soprattutto coerenza rispetto agli impegni annunciati per il
mondo produttivo che caratterizza la realtà territoriale così come l'intero
paese, e che si attende risposte precise e concrete rispetto ai temi affrontati
nel corso della campagna elettorale", dichiarano Claudio Albonetti e
Otello Gregorini, rispettivamente presidente e coordinatore del comitato. E
ricordano con chiarezza e decisione i temi verso i quali i parlamentari avevano
dichiarato, in campagna elettorale, di volersi impegnare: fisco, burocrazia, taglio alla spesa pubblica, innovazione,
formazione, infrastrutture e sostegno alla competitività. "Questo
l'impegno dichiarato", continuano Albonetti e Gregoriani, "questo ciò
che chiediamo di garantire ora. Nel paese si è delineata una chiara maggioranza
e un'altrettanta chiara opposizione ed entrambi gli schieramenti che le
rappresentano hanno espresso di voler procedere con interventi
importanti sul piano fiscale (riduzione del prelievo) e sul fronte della burocrazia (tagli di tanti orpelli)", aggiungono.
"Partendo da qui, ci attendiamo quanto prima provvedimenti incisivi".
( da "Salute (La Repubblica)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO
SALUTE ultimo aggiornamento 24 Aprile 2008 Stampa pag. 6 Sanità senza
frontiere? Non ancora Europa Il cuore crea problemi? Si va a Londra. Male al
ginocchio? La meta prescelta è la Francia. La riabilitazione dopo un incidente?
Si può fare ad Innsbruck in Austria. Oggi ciascuno è libero di scegliere in
quale paese dell'Unione Europea farsi curare, senza costi, e con la garanzia di
avere la stessa qualità di terapie alle medesime condizioni. E questo grazie
alla Corte Europea di Giustizia che ha stabilito come le regole del libero
mercato debbano applicarsi anche ai servizi sanitari. Attualmente le migrazioni
sanitarie, in base ai dati del ministero della Salute riferiti al 2005, vedono
circa 70 mila italiani recarsi in Francia (68%), per il 12% in Germania e Belgio,
per il 6% in Austria, fino all'1% in Regno Unito e Svezia. Di contro gli
Europei che vengono nel nostro Paese, inclusi i cittadini che già lavorano in
Italia, sono circa 35 mila. Tra le regioni prescelte, il Lazio si posiziona
alla vetta della classifica con 4.904 pazienti, seguita dalla Lombardia con
4.791 unità e dal Veneto con 2895 malati. Molise e Basilicata rimangono i
fanalini di coda rispettivamente con 74 e 59 stranieri. Secondo il Tribunale
per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, gli italiani che si recano
all'estero (dati 2006) sono il 60,9% del totale delle segnalazioni in tema di
mobilità internazionale. Tra i motivi che inducono ad intraprendere questi
"viaggi della speranza" troviamo la necessità di sottoporsi a
specifiche terapie (28,1%), seguite da interventi chirurgici (21,9%) e malattie
rare (15,6%). Su 100 segnalazioni riguardanti gli italiani che, varcato il
confine, hanno avuto a che fare con la sanità di altri paesi, più della metà
(per la precisione il 59,5%) lo ha fatto per dichiarati motivi di cura, a
fronte del 38,1% che si era recato all'estero per altre esigenze e poi ha
dovuto far ricorso a terapie mediche. Tra gli ostacoli che incontrano i
cittadini italiani vogliosi di curarsi all'estero, il principale è senza dubbio
rappresentato dagli alti costi, seguito da rifiuti per i rimborsi e per le
necessarie autorizzazioni, oltre all'immancabile burocrazia. Si ricorda che in base
all'attuale normativa nazionale, il rimborso delle spese sanitarie effettuate
all'estero, preventivamente autorizzate, è pari all'80%. Un cittadino su
quattro ritiene la percentuale insufficiente e desidera la copertura completa
delle spese sostenute. Ecco perchè l'idea degli ospedali senza
frontiere, e senza sostenere spese, è stata accolta dagli italiani con molto
entusiasmo. Tuttavia non sono pochi quelli che temono un'invasione degli
stranieri. Potrebbe capitare, infatti, che qualsiasi ucraino o rumeno si
presenti in un ospedale del Paese per chiedere qualunque prestazione, senza che
nessuno possa negargliela, finendo magari per intasare le già lunghe liste
d'attesa. In realtà la proposta di legge in circolazione (il via libero
definitivo sta continuamente slittando da gennaio) prevede la creazione di una
rete di assistenza sanitaria attraverso l'Unione, senza minacciare l'integrità
e il corretto funzionamento dei sistemi sanitari nazionali e soprattutto
stabilisce che ci sia un rimborso pari ai costi equivalenti che si dovrebbero
affrontare se il paziente si facesse curare in patria. Realisticamente, però, è
difficile che alcune nazioni europee possano permettersi di rimborsare i costi
delle costose cure italiane, per cui si sta pensando a dei meccanismi di
controllo a livello normativo: la bozza del Parlamento europeo parla della
possibilità di perseguire gli Stati inadempienti. Intanto, sta prendendo sempre
più piede la "migrazione" verso i Paesi dell'Est, soprattutto
Ungheria, Romania e Croazia, alla ricerca di prezzi più abbordabili per le cure
dentali. Protesi, impianti o altro a meno della metà rispetto agli studi di
casa nostra, vacanza inclusa: è la proposta di molti Tour Operator del centro
nord. Ne vale davvero la pena? Secondo Roberto Callioni, presidente dell'Andi
(Associazione Nazionale Dentisti Italiani) deve essere una scelta da meditare bene,
perchè spesso l'assenza di garanzie chiare in merito alle condizioni igieniche
dei dentisti oltre confine rischia di far pagare molto caro alla lunga il
risparmio iniziale. (i. gr.).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'imprenditore
goriziano in corsa per la vicepresidenza Cagidiaco verso il vertice dei giovani
industriali GORIZIA Oggi a Roma verrà eletto il nuovo presidente del gruppo
giovani di Confindustria e in lizza per il posto di vicepresidente c'è il
trentasettenne isontino Simone Cagidiaco. Amministratore unico della Cagi
Aquatech design di Romans d'Isonzo, Cagidiaco si trova alla guida del gruppo
provinciale di Gorizia dal marzo
( da "Tirreno, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Scelta del medico di famiglia La burocrazia non
c'entra L'articolo "Sanità - Troppi cambi di medico e ogni volta devo
ricominciare", comparso sul Tirreno dello scorso 19 aprile, riporta
notizie assolutamente errate, per cui ci sentiamo in dovere di replicare non
solo per fornire una risposta a questa cittadina che ha rappresentato il suo
disagio, ma anche per dare una corretta informazione a tutti i lettori. Al
momento del pensionamento del Dott. Massimo Puccinelli gli assistiti hanno
dovuto scegliere un altro medico di medicina generale convenzionato con la Asl
e sotto il numero massimo di scelte consentito. A tutti gli assistiti del dr.
Puccinelli, quindi anche alla sig.ra Ghilarducci, è stata data la possibilità
di effettuare una nuova scelta tra i medici generale convenzionati nell'ambito
territoriale di Viareggio. Nella fattispecie la sig.ra Ghilarducci ha scelto la
d.ssa Cristina Iodice, che purtroppo è prematuramente deceduta. Conseguente la
sig.ra Ghilarducci si è trovata nuovamente, e non certo per burocrazia,
nella condizione di dover effettuare una nuova scelta in favore di un medico di
medicina generale convenzionato, scelta che è a tempo indeterminato e non fino
a Novembre. Per quanto riguarda l'attività del dott. Claudio Pardini, si
precisa che lo stesso non è al momento un medico convenzionato con la Ausl 12 e
quindi non può acquisire scelte in proprio favore, mentre può effettuare
sostituzioni di medici, cosa che ha fatto durante la malattia della Dott.ssa
Iodice. Nel caso specifico la normativa nazionale prevede che, in caso di
decesso, il medico sostituto può proseguire l'assistenza per un periodo di non
oltre 30 giorni dalla data del decesso, per consentire alla Ausl di informare
tutti gli assistiti e agli stessi di effettuare una scelta, senza interruzioni
del servizio. In data 3 aprile 2008 è stata predisposta ed inviata una lettera
informativa a tutti gli assistiti della Dott.ssa Iodice, dove venivano indicati
tutti i presidi distrettuali ove era possibile effettuare la nuova scelta, tra
cui anche proprio le sedi di Viareggio Tabarracci e Torre Del Lago (e non è
stato invece indicato di recarsi alla sede Ausl di Lido di Camaiore). Inoltre,
al fine di andare incontro alle esigenze dell'utenza, sono state organizzate 5
sedute straordinarie in orario pomeridiano nella sede Tabarracci di Viareggio
dedicate agli assistiti del medico cessato, di cui è stata data informazione
all'interno della sopracitata lettera. Ci farebbe piacere essere contattati
(telefono 0584.6059219) dalla Sig.ra Ghilarducci per fornirle personalmente
tutti i chiarimenti necessari e per capire la fonte delle informazioni errate
che certamente non ha acquisito dalla nostra lettera informativa. Dott.ssa
Carla Selvaggio Responsabile Ufficio supporto tecnico amministrativo e
direzionale di Distretto Dott. Fabio Michelotti Resp. Dipartimento dei Servizi
Territoriali Asl 12.
( da "Tirreno, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Legge regionale in arrivo Stop burocrazia:
l'azienda nascerà in dieci giorni GIAMPIERO CALAPà FIRENZE. In campagna
elettorale "l'azienda in un giorno" è stato uno dei cavalli di
battaglia di Walter Veltroni. "Un'idea presa - rivela adesso il
vicegovernatore della Toscana, Federico Gelli - dal lavoro della nostra Regione
per la semplificazione delle pratiche burocratiche". Entro agosto il
progetto di legge regionale dovrebbe diventare realtà per consentire, tra
l'altro, alle nuove imprese, che avranno già predisposto e consegnato tutti gli
adempimenti necessari, di avviare la propria attività senza dover attendere
alcuna autorizzazione. La Regione provvederà in un secondo momento a verificare
la regolarità delle aziende con dei controlli a campione. La nuova legge
regionale si riferisce, a sua volta, in larga misura alla Capezzone-Bersani,
rimasta impantanata nelle secche parlamentari della commissione Attività
produttive. La Toscana si muove in questa direzione già dal
( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Indifferenza?
IL 10 aprile è stato presentato il progetto di valorizzazione dell'archivio
storico della Cooperativa Risanamento che, nei suoi 124 anni di vita, ha
contribuito allo sviluppo edilizio della nostra città. All'evento hanno
presenziato rappresentanti della cultura bolognese mentre sono clamorosamente
mancate tutte le personalità istituzionali facenti capo a Comune, Provincia e
Regione. Sono offeso da tale comportamento al limite dell'indifferenza. Luciano
Trombetti Visti e cinesi NELLA cronaca si riportava un giudizio molto pesante
di uno studente cinese che frequenta l'Università a Bologna, a proposito dei paurosi ritardi della nostra burocrazia in materia di permessi di
soggiorno. Ha perfettamente ragione. Vorrei però chiedere se lui è a conoscenza
che il governo cinese ha deciso di concedere agli italiani che per turismo,
studio o business vogliono entrare (e quindi chiedono e pagano un regolare
visto) la possibilità di ottenerlo solo per 30 giorni. Nessun giornale
italiano per il momento riporta la notizia, salvo scoprirlo presso un Consolato
cinese in Italia. Anna Rever Bus senza biglietto QUALCHE sera fa, verso le ore
21, ho preso l'autobus 27 direzione Corticella-Bologna per andare in piazza
Maggiore. Ho notato che in questo tragitto molte persone salivano sul bus e non
timbravano il biglietto. Non penso che tutti avessero un abbonamento! Vorrei
sapere quando l'Atc prenderà provvedimenti per risolvere questo problema di
viaggiare senza biglietto. Gradirei ricevere una risposta. Luisa Cavazza Sabato
in città Dopo una settimana di accelerazioni cardiache, lavori precari, orari
atrofizzati e pause pranzo sacrificate all'ennesimo contrattempo, finalmente
anche per l'uomo "spezzatino", quello che dal lunedì al venerdì si
divide fra due lavori, una casa, un asilo e ore in riunione, arriva la
rassicurante quiete del sabato. Sabato mattina è la normalità di un'uscita in
bicicletta in centro, a comprare il pesce in via Pescherie Vecchie, la verdura
al Mercato delle Erbe e poi una pedalata in via Galliera. Ma questo ritmo
vitale è il mio, quello della mia famiglia, di tanta gente che conosco ma non
quello della mia città. Bologna, il sabato, in centro, è nevroticamente
ancorata ai ritmi infartuati della metropoli che si sposta in auto, si ingorga
e si insulta. Al sabato Sirio è spento, tutti possono entrare senza permessi.
Orde di automobilisti dalla prima periferia, incoraggiati dai commercianti, si
infilano fra le mura antiche per provare il brivido del proibito. Saltano le
regole, l'aria dei piccoli viottoli del centro urbano si satura di benzene,
automobili dribblano passanti in shopping compulsivo. E così, un po' indispettiti,
con il mal di testa, carichi di CO2 nei polmoni, facciamo ritorno a casa.
Jonathan Ferramola.
( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli
Genova, il teatro diventa Far West Scioperi a raffica, opere saltate e il
pubblico fugge dal Carlo Felice COSTANTINO MALATTO RAFFAELE NIRI genova Ormai
anche gli spettatori più fedeli dell'opera lirica hanno deciso di alzare
bandiera bianca. E alle "prime" del teatro Carlo Felice di Genova non
prenotano più le loro poltrone. Perché in una stagione falcidiata dagli
scioperi nessuna rappresentazione è assicurata. L'ultimo caso è di oggi:
stasera sarebbe dovuta andare in scena La sonnambula di Vincenzo Bellini, ma è
stata cancellata dallo sciopero dei sindacati autonomi Fials, Snater,
Libersind. Salterà anche la recita di domenica prossima, le altre chissà. Tra
le opere di grande richiamo si è salvata solo la Manon Lescaut di Puccini.
Cancellata la prima dei Vespri Siciliani a ottobre, che era anche la serata
inaugurale della stagione. Poi Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota a
dicembre e Il trovatore a marzo. Anche la metà del tradizionale concerto di
Natale è caduta sotto la mannaia dell'astensione dal lavoro dei coristi.
Risultato: la minaccia del pubblico di abbandonare il teatro, una spaccatura
sindacale senza precedenti, il sovrintendente Gennaro Di Benedetto contestato
violentemente dai dipendenti e in procinto di lasciare il suo posto. Una guerra
all'ultimo sangue sulla candidatura del celebre maestro israeliano Daniel Oren
a direttore musicale. E un'emergenza economica e finanziaria che mette a
rischio la stessa sopravvivenza del teatro. "In cassa siamo quasi
all'asciutto - dice allarmato il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che è anche
presidente della Fondazione cui fa capo il teatro - e se continua così non
riusciremo neppure a pagare gli stipendi di giugno". Il caso clamoroso di
questi giorni è quello legato all'anticipo, un centinaio di euro a testa al
mese, sul prossimo contratto integrativo, naturalmente ancora da firmare. Cgil,
Cisl, Uil - una sessantina su quasi 300 dipendenti - siglano l'intesa, gli autonomi
no. Quando il consiglio d'amministrazione ratifica questo accordo, gli autonomi
dissotterrano l'ascia di guerra e dichiarano due giornate di sciopero. "è
il primo caso di uno sciopero indetto contro un aumento salariale" accusa
la Vincenzi. "Niente affatto, è lei che ci ha teso un tranello e ci ha
portato a questo punto dopo averci fatto promesse che non ha mantenuto"
ribattono Nicola Lo Gerfo, Roberto Conti e Marco Raffo, leader delle tre sigle
sindacali. A rappresentare 295 dipendenti ci sono sei sigle sindacali, alcune
delle quali con un'esistenza quasi virtuale. Gli iscritti alla Uil, per
esempio, si possono contare sulle dita di una mano. Quelli del Libersind sono
una quindicina. Quando a fine novembre, la sera in cui la prima del Cappello di
paglia di Firenze di Nino Rota salta per lo sciopero dei coristi dello Snater,
il sindaco Vincenzi tuona davanti all'orchestra schierata: "Mai più senza
una prima!". Sembra l'inizio di una fase nuova. Cinque mesi dopo sindaco e
sovrintendente hanno contro anche l'orchestra, metà della quale è passata con
gli "insorti". A inasprire lo scontro c'è la vicenda del fallimento
del Fondo pensionistico integrativo, un buco che va dai 5 ai 9 milioni di euro
a seconda delle versioni, che ha mietuto vittime tra i vecchi dipendenti. E che
ha portato al rinvio a giudizio del precedente sovrintendente, Nicola Costa. La
Vincenzi sta cercando un accordo extragiudiziale e spera di riuscirci prima
dell'udienza preliminare fissata per settembre. Ma è una
corsa contro tempo e burocrazia. Per la tarda primavera, invece, il sindaco ha promesso un
importante piano di rilancio. Se ne andrà Di Benedetto, avrà maggiore spazio il
nuovo direttore artistico Cristina Ferrari, probabilmente ci sarà un
rimescolamento anche nel cda.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SONDRIO pag.
4 LA DESTRA prende posizione. "Chi ha votato La Destra al primo turno -
... LA DESTRA prende posizione. "Chi ha votato La Destra al primo turno -
spiegano i responsabili - non ha bisogno di suggerimenti: a sinistra c'è solo
il comunismo, o il para-comunismo, paradiso dei burocrati e dei parassiti. Nel
ballottaggio tra Faggi e Molteni, di fronte al silenzio assordante degli altri
gruppi politici, che per partecipare al banchetto dei vincitori e spartirsene
le briciole tacciono come tartufi, La Destra non interviene per orientare i
suoi elettori, che sanno per chi votare, ma prende posizione per ricordare agli
elettori che dietro alla simpatia naturale e alle doti umane di Molteni si
nascondono la spocchia degli apparatschic e degli intellettuali organici,
incapaci di produrre cose diverse dalle loro rendite parassitarie, c'è la
verbosità inconcludente, la burocrazia asfissiante responsabile della decadenza inarrestabile di
Sondrio, mentre dietro a Faggi c'è un'umanità nuova produttrive e creativa. La
Destra si schiera con Faggi e chiede ai sondriesi di votarlo perchè i rozzi che
stanno dietro a Faggi, si chiamino pure Lega o Bossi o Rossi, producono e hanno
prodotto, vogliono la libertà, la sicurezza, la vita, mentre i nani e le
ballerine del circo Molteni vivono di chiacchiere e di burocrazia
e hanno anche loro iniziato e contribuito a ridurre Sondrio come tutti possono
vedere". La Destra, infine, precisa: "Francesco Violante, che ha
invitato al ballottaggio i "suoi elettori" a votare Molteni, non è
iscritto a La Destra, non ha mai fatto parte della segreteria. ed è memore
dell'antica militanza socialdemocratica. Dissentiamo dalle sue
esternazioni".
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALTELLINA:
PRIMO PIANO pag. 2 "Fonti rinnovabili, c'è troppa burocrazia" La denuncia è stata
fatta dal rappresentante di Confindustria Sondrio, Marco Bissi CONVEGNO IN
CAMERA DI COMMERCIO di CARLALBERTO BIASINI ? SONDRIO ? FONTI RINNOVABILI, la
valtellina guarda oltre i propri confini. Non sono mancati i contributi in
Camera di commercio al convegno "Le fonti rinnovabili di energia:
il mercato italiano e i sistemi di incentivazione. Applicazione nelle aree
alpine" al quale è seguito un dibattito fra imprenditori e rappresentati
di categoria. Daniele Ferrero, ingegnere ambientale di Antea Srl si è
soffermato ad esempio sull'esperienza del vicino Comune di Prato allo Stelvio,
già visitato da una delegazione valtellinese. Il paese in provincia di Bolzano
si è dotato di un impianto a biogas gestito in forma cooperativa con circa 50
soci contadini. L'impianto ha una produzione di 600mila metri cubi di biogas
che dà energia elettrica e termica per circa 3,5 milioni di kWh/a. Il Comune ha
inoltre un impianto di teleriscaldamento con due caldaie a biomassa e quattro
impianti di cogenerazione a biocombustibile (olio di colza, olio di soia,
biogas, biodisel) con circa 300 utenze allacciate. ALTRO ESEMPIO virtuoso,
vista la nostra realtà turistica, il rifugio Chalet de l'Epée in Valgrisenche
che è "completamente autonomo" dal punto di vista energetico. La
struttura valdostana dispone di una centralina idroelettrica, di un impianto di
riscaldamento centralizzato con termosifoni a gas e stufa a legna, di una
sorgente d'acqua potabile controllata captata in una falda a monte del rifugio.
Claudio Caccia, responsabile regionale del programma
"SvizzeraEnergia" ha invece illustrato la strategia della
Confederazione per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Politica portata avanti
in primis dai Cantoni e dai Comuni. Paolo Silva, del dipartimento di Energia al
Politecnico di Milano ha tenuto un'esaustiva relazione sulla produzione di
energia da fonti rinnovabili in ambiente alpino fornendo lumi sugli impianti
solari, fotovoltaici, certificati verdi e titoli di efficienza energetica. In
chiusura, Marco Bissi, in rappresentanza di Confindustria Sondrio, ha rimarcato
come le energie rinnovabili, oltre che salvaguardia dell'ambiente, significhino
investimenti sul territorio. Ha però stigmatizzato quanto pesino le pratiche
burocratiche. WALTER RIGHINI, presidente di Teleriscaldamento e cogenerazione
Valcamonica, Valtellina, Valchiavenna e presidente della Federazione italiana
produttori di energia da fonti rinnovabili ha fatto cenno al risparmio in
termini ambientali grazie agli impianti di Tirano e Sondalo. Ha ricordato che,
in accordo con Coldiretti, Teleriscaldamento ha raccolto in questi primi tre
mesi dell'anno 3mila quintali di biomassa nei vigneti della valle (le
potature). Combustibile in grado di far funzionare per tre giorni l'impianto
aduano. Il presidente dell'Unione artigiani di Sondrio, Fabio Bresesti, in
rappresentanza di 5mila aziende, ha detto che sul settore fonti rinnovabili
serve "più sensibilizzazione. Lo stesso artigiano è più facile che investa
su una macchina per la produzione con tecnologia avanzata piuttosto che sul
risparmio energetico. Chiediamo inoltre sull'argomento fotovoltaico per le
aziende private uno sforzo maggiore da parte degli istituti di credito".
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMOLA
pag. 5 ABBIAMO agito tutt'altro che in fretta e dato molto tempo alla famiglia
per ... ABBIAMO agito tutt'altro che in fretta e dato molto tempo alla famiglia
per regolarizzare la posizione: ecco in sintesi che cosa risponde l'Asp,
l'Azienda dei servizi alla persona, sul caso di Erica, sollevato qualche giorno
fa dal Carlino. Erica (il nome è di fantasia) è una giovane donna di 36 anni,
gravemente disabile da circa
( da "Giorno, Il (Como)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE
NOSTRE INIZIATIVE pag. 6 Salt'in... banchi: gli alunni itineranti La vita su
quattro ruote dei figli dei giostrai del Luna Park di primavera ? COMO ? SI
PENSA sempre che la scuola sia un'aula con alunni che da settembre a giugno
siedono agli stessi banchi e seguono le stesse lezioni. E invece no? Nella
nostra città, come ogni anno, in primavera arrivano i giostrai, che
allestiscono nel nostro quartiere i loro spettacoli per il periodo di Pasqua. E
i loro figli frequentano la scuola, come noi. Quest'anno sono in 11 nella
scuola media, 10 nelle elementari e 2 nella scuola d'infanzia. Per circa 40
giorni, si aggiungono a noi. Sono ragazzi che vivono in case mobili, che
costano come una villetta sul lago di Como; arrivano anche ai 100 mq., hanno
l'idromassaggio e Sky e loro possono arredarle secondo il proprio gusto;
semplicemente, "si stringono" durante gli spostamenti e "si
allargano" durante la permanenza. AD ESEMPIO, Sara ci ha raccontato che
lei si sente molto tranquilla nel suo guscio, mentre è in ansia se dorme in
albergo o dalla nonna. Il lavoro per spostare un'attrazione va dalle 18 alle 24
ore; la vita del Luna Park è pesante, ma amata e condivisa da tutta la
famiglia, al punto che i ragazzi sanno già quale sarà il loro destino:
continuare la tradizione di famiglia che, a volte, dura già da diverse
generazioni. In pochi decidono di cercare una vita sedentaria, allontanandosi
dalla famiglia per studiare e fare un lavoro diverso. Le loro attrazioni sono
spesso macchine molto costose (anche oltre i 200.000 euro) e richiedono
manutenzione continua; vengono controllate mensilmente da tecnici e da
commissioni di vigilanza preposte. Inoltre, la burocrazia esige nei vari Comuni una
prassi estenuante e costosa (Tosap, ritiro rifiuti, acqua, energia elettrica)
qualche mese prima di arrivare: è una vera e propria apertura di attività che
si ripete in ogni piazza, anche 13-14 volte all'anno. I GIOSTRAI sono
compatti tra loro e si aiutano l'un l'altro, ma si fanno anche concorrenza;
hanno a volte a che fare con clienti rissosi o ubriachi e devono fronteggiare
il maltempo. I ragazzi non solo cambiano scuola diverse volte all'anno, ma
condividono gli impegni lavorativi e lo stile di vita dei genitori. Pertanto,
la loro frequenza a scuola è fortemente condizionata dalle problematiche
dell'itineranza: spesso non hanno libri e, se li hanno, non sono quelli dei
compagni, si assentano frequentemente e a volte in classe sono stanchi;
conoscono bene la vita, un po' meno la grammatica e le tabelline; hanno in
genere poca voglia di studiare perché per essere un buon giostraio non serve
tanto possedere un bagaglio culturale quanto avere un bell'aspetto, capacità
comunicativa, disinvoltura, abilità manuali e pratiche; seguono i programmi in
modo frammentario, ma sono fieri di essere giostrai, convinti di continuare su
quella strada, felici di avere amici ovunque e conoscere tutti.
( da "Arena, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TERMOMECCANICA.
La costante ascesa di energetici e materie prime costringe i produttori a tenere
alta la guardia Caldaie, resiste l'export ma cresce l'insidia-costi È
l'esportazione, nonostante un modesto calo rispetto al passato,che consente al
settore delle caldaie industriali - comparto dove Verona ha una posizione
preminente con un export di 280 milioni nel 2007 - di mantenere i ritmi
produttivi. Perchè in Italia, stando agli operatori, da qualche anno non si
investe più, mancano le infrastrutture e il sistema produttivo è penalizzato
dai continui rincari delle materie prime e dal cambio dollaro-euro mentre la burocrazia continua a gravare sui costi amministrativi e sulla tempistiche.
L'andamento dei mercati, in ogni caso, non consente di poter adeguare i prezzi
dei prodotti al trend ascensionale dei costi. "La nostra risposta",
sottolinea Alberto Zerbinato, direttore commerciale di Ici Caldaie, "non
può che essere quella della massima attenzione ai rialzi, ma soprattutto
della ricerca che ci fornisca qualcosa di più e di diverso rispetto alla
concorrenza internazionale, a partire dalla cura del risparmio energetico, dove
dobbiamo essere propositori e protagonisti. Nei prossimi giorni verificheremo
ad Hannover, alla rassegna mondiale dedicata all'ambiente e all'innovazione, la
validità delle nostre scelte in questa direzione, in particolar e quelle
dedicate allo sviluppo dell'idrogeno". Attività indirizzate a ricerca e
innovazione, quindi, coniugata alle proiezioni sull'andamento dei costi delle
materie prime e degli energetici. A partire da quelli delle lamiere nere, che
tra dicembre 2007 e il prossimo mese di maggio dovrebbero subire rialzi
nell'ordine del 25%, con ulteriore tendenza alla crescita per l'intero
semestre. Per i tubi saldati si prevedono rincari ancora più accentuati,
confermando così la tendenza all'incremento registrata già in avvio di 2008.
"Il mondo siderurgico", spiega ancora Zerbinato "sta vivendo in
questo scorcio d'anno un forte incremento della domanda legata soprattutto agli
sviluppi produttivi che vivono Cina, Russia, India, Sud America, Estremo e
Medio Oriente. I volumi si riflettono sui prezzi finali dei piani con aumenti
delle quotazioni base di circa 250 euro per tonnellata a partire da inizio
anno". E anche per la lamiera lucida e decapata sono state superate
"tutte le precedenti escursioni di prezzo e non ci sono previsioni di
stabilizzazione dei prezzi, quanto di una loro costante crescita". A
questo si aggiunga il nuovo massimo storico per il petrolio, che non è
abbastanza coperto dall'euro forte. E poi c'è il grande male d'Italia il costo
dell'energia elettrica, con le tariffe del primo trimestre salite del 3,8% e
quelle del metano del 3,4%. E, ultima ciliegina, c'è poi il costo del denaro,
con lo spread dei tassi a lungo termine a sfavore dell'Italia sulla Germania
salito di oltre 70 punti base per la prima volta dall'avvento dell'euro. F.R.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AL VANVITELLIANO.
Un incontro a più voci organizzato dalla Ccdc insieme a Comune e Ctb Diciannove
modi per dire che la Costituzione è viva di Lucilla Perrini Ha 60 anni ma è più
viva che mai e ha ancora molto da dire. La Costituzione non è un corpus di norme
statico come è risultato evidente nell'incontro di ieri, "Le parole della
Costituzione", organizzato dalla Ccdc in collaborazione con il Comune e il
Ctb (al tavolo la presidente Ccdc Paola Paganuzzi e il sindaco Adriano Paroli).
Mentre nella Sala del Consiglio Francesco Onofri raccontava la sua "Isola
di Alice", una fiaba per spiegare ai bambini la Costituzione, nel salone
Vanvitelliano, davanti a uno schermo sul quale erano proiettati gli articoli
suddivisi in otto tematiche, si sono alternati diciannove bresciani, coadiuvati
dagli attori Laura Mantovi e Dario Mascherpa. "Diritti fondamentali e
doveri inderogabili", questo il primo tema, sul quale sono intervenuti due
docenti dell'Università di Legge, Adriana Apostoli e Mario Gorlani, e due detenuti
di Verziano, Morris Razio e Letizia Balbi. Secondo Gorlani esiste oggi un
profondo scompenso tra diritti e doveri: "La Costituzione ha riconosciuto
diritti inviolabili ma ha chiesto ai cittadini altrettanto in cambio: l'impegno
quotidiano per difendere la democrazia dal suo peggior nemico,
l'indifferenza". Secondo tema il "Principio di uguaglianza", sul
quale si sono soffermati Ornella Savoldi, dell'Università delle Donne, e Andrea
Bettini, musicista, due le voci sul "Principio lavorista", quella di
Franca Zoli, sindacalista, e di Flavio Pasotti, industriale. "Nel 1948 -
dice Pasotti - qualcuno scriveva che ciò che unisce i cittadini, che rifonda lo
Stato, è il lavoro. Sessant'anni dopo leggo il coraggio di un gruppo dirigente
che scommetteva su qualcosa che voleva costruire per tutti. E guardo con
sufficienza a chi dice che quelle parole sono superate, che mostra indulgenza
verso il fascismo dicendo che è roba passata". Sulla "Laicità dello
Stato" si sono confrontati Luciano Eusebi, docente universitario, e Agape
Quilleri, protagonista della Resistenza bresciana; sulla "Costituzione e
diritto internazionale" Pierluigi Scarlatti, tenente colonnello degli
Alpini e Enzo Pezzini, della cooperazione europea. Il sesto tema, "Cultura
e scuola". Promozione e tutela della cultura, dove "tutelare non deve
trasformarsi in mummificazione - sostiene Cesare Lievi, regista teatrale - in
conformismo intellettuale freddo, così come il promuovere in oblio di ciò che è
stato". Mariella Mentasti, operatrice sociale, e Felice Scalvini, imprenditore
sociale, sono intervenuti sul "Principio di sussidiarietà", "un
principio - ha detto Scalvini - che è rimasto per lungo tempo seminascosto. È
stato necessario che nascessero migliaia di associazioni, di cooperative, a
dimostrare come la solidarietà si può sviluppare attraverso il gioco positivo
delle relazioni sociali ed economiche piuttosto che
attraverso la burocrazia
degli apparati pubblici". Ultimo tema "Giustizia, pena, libertà"
che ha raccolto le testimonianze di Maria Grazia Bregoli, direttrice del
carcere, Monica Riji detenuta di Verziano e Juan Baladàn-Gadea, detenuto per
motivi politici in Uruguay, per cui "la consapevolezza della propria
libertà personale va conquistata giorno dopo giorno, amata e coltivata
come un albero".
( da "Nuova Sardegna, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
Regione finanzia il completamento dei lavori nei comuni che li avevano iniziati
prima del '99 A Macomer la rete del gas sarà una realtà Occorrerà rimodulare il
progetto studiato per l'aria propanata TITO GIUSEPPE TOLA MACOMER. La Regione
finanzierà il completamento della rete urbana del gas a Macomer. Nel corso di
un incontro tenuto nei giorni scorsi a Cagliari, l'assessorato all'Industria ha
dato via libera ai lavori nei comuni che li avevano iniziati prima del 1999.
Macomer è tra questi. Se i tempi della burocrazia lo consentiranno, nel giro di
pochi mesi la società che dieci anni fa si aggiudicò i lavori potrebbe
riprenderli e portarli a termine. Il tutto nell'arco di tre anni, in tempo per
cogliere l'opportunità offerta dal passaggio nel territorio di Macomer del
metanodotto che porterà il gas algerino. Prima, però, sarà necessario
rimodulare il progetto, studiato per distribuire inizialmente aria propanata.
Per la condotta non ci sono problemi, ma bisognerà eliminare e modificare la
parte della centrale in quanto la Regione non finanziata impianti per
l'erogazione di aria propanata. Ciò significa che il gas nelle case arriverà
quando il metano algerino raggiungerà la Sardegna, cioè fra tre o quattro anni.
A portare avanti i lavori sarà il consorzio di coperative Conscoop di Forlì,
col quale nella seconda metà degli anni Novanta il comune aveva stipulato una
convenzione. La ditta era stata individuata attraverso una selezione alla quale
aveva proceduto un'apposita commissione di tecnici e di esperti che aveva
esaminato le offerte e i progetti presentati alla gara-concorso. Quello della
ditta di Forlì era apparso il più vantaggioso. All'incontro tenuto a Cagliari
c'erano i rappresentanti di alcuni comuni del bacino n. 13, al quale fa capo il
comune di Macomer che era rappresentato dall'assessore ai lavori pubblici,
Roberto Falchi. "Sono stati convocati i comuni che hanno già realizzato
parte della rete - spiega l'assessore -, noi siamo tra questi. Macomer aveva
anticipato la Regione aviando i lavori della rete del gas. Allora gli scenari
erano diversi. Poi sono cambiati e i lavori sono stati fermati in attesa che la
Regione finanziasse i progetti. Ora è possibile riprenderli con la stessa
impresa alla quale li avevamo affidati". A Macomer sono state realizzate
alcune tratte della condotta sul Corso e in alcune vie del centro storico dove
si doveva rifare la pavimentazione. é ancora da realizzare più del 90 per cento
della rete. Restano validi, naturalmente, i contratti di fornitura già
stipulati dalla Concoop a condizioni vantaggiose.
( da "Nazione, La (Siena)" del 24-04-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 2 di LAURA VALDESI "AREA SOTTOPOSTA a sequestro ? ... di LAURA
VALDESI "AREA SOTTOPOSTA a sequestro ? si legge ? comprensiva dei rifiuti
ivi esistenti per circa 45mila metri quadrati ai sensi dell'articolo 354 cpp,
in violazione dell'articolo 51 bis decreto legislativo 22/97". In poche
parole, l'omessa bonifica. La data è il 28 novembre 2005, la firma quella del
comandante della stazione dei carabinieri di Rapolano. Sono sparsi ovunque, su
pali e cancelli. L'area che punteggiano è enorme, tuttora cinta da nastro
bianco e rosso. La montagna di copertoni si vede subito fra il bosco, arrivando
dalla Sp10, lasciata Serre. Chiazze nere sulla scarpata, ammassi lungo la
strada. Marciti, altri integri. E' così da anni. Un quadro cristallizzato,
sembra di capire, per un mix di fattori: burocrazia che richiede piani e contropiani per il risanamento, leggi in
materia di ambiente che cambiano in continuazione sotto le mani dei pm, fondi
che ai piccoli Comuni non bastano mai per interventi radicali come quello che
deve liberare Collalto, al confine tra Asciano e Rapolano, da un incubo
iniziato quella notte del 28 ottobre '95 quando si sviluppò l'enorme
incendio. Da allora "le colline del disonore", come le ha definite
martedì sera l'inviato di "Striscia", sono lì. La magistratura se n'è
occupata a lungo. E tornerà a farlo, stante il via vai visto ieri mattina in
procura e l'attività compiuta d'iniziativa dalle fiamme gialle sin dalle prime
luci dell'alba. Anche se il sequestro dell'ex deposito di gomme (vi si può
accedere infatti solo per operazioni di bonifica) è stato eseguito anni fa dai
carabinieri. I finanzieri hanno battuto le crete per trovare l'oggetto dello
scandalo televisivo, aiutati da un elicottero alzatosi in volo da Pisa che
tanti cittadini, fra Asciano e Rapolano, hanno visto. Quanto appurato è
arrivato subito sul tavolo del sostituto Alessandra Chiavegatti che, vista la
competenza in materia ambientale, ha comunque affidato alla Forestale il nuovo
troncone d'inchiesta su questo sfregio che non fa onore alla nostra provincia.
Si accendono dunque i riflettori sul perché non è ancora avvenuto, dopo anni,
il risanamento. Nonostante i fondi (100mila euro) erogati dalla Regione per il
piano di caratterizzazione e dopo tante riunioni, compresa quella del dicembre
2005 della Conferenza dei servizi dove si è detto sì al progetto a condizione
di integrazioni (analisi chimiche, rapporto fra l'ex deposito di gomme e le
falde che alimentano Rapolano, per esempio). Che hanno richiesto un più
sostanzioso intervento economico, fino a sfiorare i 200mila euro. Finalmente,
con delibera del 17 gennaio 2007 della giunta termale, è giunto l'ok al piano
stesso redatto da uno studio di Abbadia San Salvatore secondo le condizioni
prescritte. Da allora è trascorso oltre un anno e, stando a quanto abbiamo
visto ieri, le operazioni previste dal progetto di caratterizzazione non sono
iniziate. In realtà, spiega nell'articolo a fianco il sindaco, è stato
depositato nel febbraio 2008. Ma la bonifica, mette le mani avanti, costerà
così tanto (visto che il proprietario è inadempiente a lui si sostituisce
l'amministrazione) da risultare insostenibile per un Comune così piccolo. Il
fascicolo del pm, come detto, è ancora in erba. Cercherà di fare chiarezza,
grazie all'apporto della Forestale, su eventuali responsabilità in merito alla
"bonifica-lumaca", in primis degli enti locali (vedi Comune) e di
quanti hanno assunto decisioni in merito. Si scaverà certo negli atti ? una
montagna anche questi ? che parlano della vicenda per capire se la patata
bollente se la sono palleggiata troppo. Ma siamo veramente alle prime battute
di un'indagine complessa per fare congetture ulteriori.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 24-04-2008)
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CRONACA
EMPOLI pag. 2 LO HANNO dovuto assolvere per un errore della
burocrazia: è andata bene
per ... LO HANNO dovuto assolvere per un errore della burocrazia: è andata bene per un cinese clandestino X.S.C. di 29 anni,
sorpreso a lavorare in un tomaificio durante un blitz congiunto dei carabinieri
di Fucecchio e della guardia di finanza di Empoli, avvenuto la notte scorsa.
Il cavillo per cui l'arrestato, sebbene sia stato convalidato il provvedimento
dal giudice del Tribunale di Firenze, è stato rimesso in libertà è la mancata
traduzione in lingua cinese dell'ordine di espulsione emesso dal questore di
Ascoli il 20 settembre 2007, secondo il quale il 29enne avrebbe dovuto lasciare
il territorio nazionale da qualche mese. Un dettaglio che alla fine
dell'udienza di convalida ha fatto la differenza ed è stato il lasciapassare
che ha permesso all'orientale di essere assolto. L'OPERAIO clandestino era
stato sorpreso da carabinieri di Fucecchio e Fiamme gialle empolesi insieme ad
altri tre connazionali in un tomaificio di Fucecchio, in via Pierluigi da
Palestrina, mentre stavano lavorando per un imprenditore cinese. Tutti e quattro
sono risultati clandestini e non in regola con i permessi di soggiorno. A
finire nei guai, oltre ai dipendenti, è stato anche il titolare del laboratorio
che è risultato un "recidivo" nello sfruttamento di manodopera
clandestina, tanto che gli uomini dell'Arma e la guardia di finanza ha deciso
di procedere alla sua denuncia. Inoltre è stato posto sotto sequestro
preventivo il tomaificio, in quanto l'uomo è stato trovato fuori regola anche
per quanto riguarda il mancato assolvimento degli obblighi del sostituto di
imposta. I CONTROLLI sulle attività produttive dei cittadini orientali vengono
fatte a raffica su tutto il territorio: ieri i carabinieri di Vinci hanno
denunciato per sfruttamento di manodopera clandestina un marocchino 40enne di
Pontedera e titolare di una macelleria nel comune vinciano: nel suo negozio è
stato trovato a lavorare un connazionale dell'81 sprovvisto dei documenti di
soggiorno. Quest'ultimo è stato avviato alle procedure per la regolarizzazione
agli uffici della Questura. Sara Bessi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
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Il Sole-24
Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-24 - pag: 15 autore:
Clandestini, ma con il contratto Sono 600mila i lavoratori stranieri che hanno
un'occupazione riconosciuta di Francesca Milano e Francesca Padula I l tam tam
arriva in queste ore sui cellulari dei 600mila lavoratori immigrati irregolari
in Italia (il 57% sono colf e badanti, il 43 lavoratori dipendenti), un numero
"certificato" dall'ultimo decreto flussi 2007. Lo sciopero dei sans
papiers è scoppiato nelle cucine dei ristoranti di Parigi dove i lavoratori
irregolari della ristorazione sono scesi in piazza per rivendicare un permesso
di soggiorno e un contratto di lavoro regolare. Con tanto di contributi e
tutele su ferie e malattie. Nessun déjà-vu: è la prima volta in Europa che si fermano
dei lavoratori irregolari ed è la prima volta che i loro datori di lavoro
chiedono ufficialmente alGoverno francese di intervenire con una
regolarizzazione di massa a favore dei dipendenti stranieri occupati nella
ristorazione (50mila secondo le stime). Gli invisibili è l'ultima rivoluzione
che rischia di accendere una miccia per i lavoratori di altri settori non solo
del turismo, ma dell'industria e dei servizi di assistenza alle famiglie. In
Francia come in Italia, dove i lavoratori sono irregolari di nome e lavorano
regolarmente di fatto. Seicentomila lavoratori irregolari non sono pochi: sono
un numero poco più alto degli abitanti di una bella città d'arte, come Firenze,
o di un grosso centro portuale come Genova. Eppure durante la campagna elettorale,
in nessuna delle tante occasioni di dibattito si è fatto cenno ai 600mila
lavoratori "invisibili" e ogni riferimento all'immigrazione è stato
ed è tuttora strettamente legato al problema della sicurezza. Ma la categoria
degli irregolari che ha già un datore di lavoro è la più numerosa e non va
confusa con quanti entrano in Italia clandestinamente, non hanno trovato o non
trovano un'occupazione e vivono accampati ai margini delle città. La gara
telematica La corsa all'assunzione regolare è esplosa a fine 2007 e continua a
crescere: a dicembre erano 680mila, ora sono a quota 724mila. Per soli 170mila
posti di lavoro. Le domande di assunzione sono state compilate e firmate dai
datori italiani interessati a "chiamare" dall'estero (come previsto
dalla legge Bossi- Fini) altrettanti lavoratori da inserire nelle proprie
imprese o nelle famiglie. Immigrati che di fatto sono già in Italia,
"invisibili" ma che non passano inosservati e sui quali il nuovo
Governo dovrà presto prendere una decisione. Tenendo conto delle domande
raccolte nel server del mini-stero, dove sono archiviati tutti i dati: non solo
l'ora di arrivo ma nome,cognome,indirizzo, professione e codice fiscale del
datore e del lavoratore. In teoria, quindi, non c'è posto per tutti. Ma in
pratica ognuno di loro un posto ce l'ha già,è inserito nel circuito economico
–dall'industria all'assistenza familiare – e cerca a tutti i costi di
regolarizzare (con l'appoggio dei datori) la propria posizione in Italia.
Anchea costo di incrociare le braccia, come succede a Parigi, per attirare
l'attenzione? Ma, senza arrivare alla protesta, quante probabilità ci sono che
la propria posizione venga salvata senza dover ripetere la procedura?
L'istruttoria 2008 Soddisfare tutte le domande valide che stanno ancora arrivando
non sarà possibile: il Governo Prodi non ha riaperto, come invece poteva fare
in ordinaria amministrazione, le quote del decreto 2007. In compenso, però,
anche se in ritardo di circa sei mesi, è pronta l'istruttoria per il decreto
flussi 2008 che il Governo Berlusconi riceverà in eredità. Si tratterà di un
decreto praticamente identico a quello 2007, visto che la programmazione
triennale (prevista dalla riforma Amato-Ferrero rimasta sulla carta) non è
stata approvata. Se le domande già arrivate al sistema informatico dovessero
andare perse si rischierebbe di doverne vagliare un numero anche maggiore al
prossimo decreto, perché il flusso di stranieri in entrata non si è arrestato.
La decisione, forse più conveniente, di tener valide le liste già pronte spetta
al Governo in arrivo. C'è anche un gap temporale da non sottovalutare. Le
domande arrivano velocemente, mentre l'esame da parte degli Sportelli unici
procede molto a rilento. L'ennesima dimostrazione, dopo la
bocciatura della Corte dei conti, che la burocrazia dell'immigrazione è particolarmente complessa e i ritardi che si
accumulano non aiutano a fare chiarezza sulle dimensioni del fenomeno. Gli
Sportelli unici – rimproverati dai giudici contabili per avere un ritmo medio
di smaltimento delle pratiche superiore all'anno – stanno cominciando
ora il lavoro di vaglio delle istanze 2007. Fino a ieri sono state esaminate
poco più di 33mila pratiche con solo 17.835 nulla osta rilasciati. Un
lasciapassare su dieci rispetto a tutti i posti messi in palio dal decreto.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-04-24 - pag: 22 autore:
INTERVISTA UmbertoDeRose Industrialicalabresi "Iscrizione rifiutata a 40
imprenditori" COSENZA Quaranta richieste di iscrizione a Confindustria
Calabria respinte negli ultimi mesi. La territoriale di Reggio ha cancellato
dai suoi elenchi 80 imprese. E la scrematura, presso tutte le associazioni
regionali, è solo all'inizio. Umberto De Rose, 51 anni, presidente di
Confindustria Calabria, non ci sta al silenzio che sta avvolgendo la sua terra
e la memoria di un imprenditore edile, Antonio Longo, trucidato il 26 marzo
sulla SalernoReggio Calabria da killer professionisti perché si stava
probabilmente ribellando al giogo della 'ndrangheta sui suoi appalti in
regione. Il silenzio, dice, fa più male di una pallottola, perché non dà il coraggio
agli altri di seguire la strada della ribellione alle cosche. E non a caso,
denuncia De Rose, qualcuno ora ha paura a seguire la strada segnata da Longo,
che era oltretutto parte lesa in un processo per racket in corso di svolgimento
a Cosenza. Presidente De Rose cosa è successo dopo quell'omicidio? Il silenzio
assoluto. Eppure Longo ha avuto il coraggio di dire no con i fatti e non con le
chiacchiere. Partecipando a un bando dell'Anas, a esempio, rivoluzionario, che
obbligava a denunciare pressioni e infiltrazioni, pena la revoca dei lavori. La
stessa clausola prevista ora dalla nuova legge sulla stazione unica appaltante
approvata dalla Regione Calabria. La sensazione è che gli investigatori stiano
brancolando nel buio. L'inchiesta è ancora a carico della Procura di Lamezia
Terme, segno che la Direzione distrettuale antimafia non ha elementi per
assumerne la guida. Tutto questo non incentiva la volontà di denuncia degli
imprenditori calabresi. Siete stati accusati di non seguire la strada di Confindustria
Sicilia, che sta espellendo chi paga il pizzo. Basta con le contrapposizioni.
Nel silenzio dei media e della politica abbiamo respinto 40 nuove adesioni, Il
fiuto ci ha consigliato di non ammetterle a Confindustria. Lo stesso fiuto che
ha guidato il mio collega Francesco Femia a Reggio, che non ha rinnovato
l'iscrizione a 80 imprese. Ma non basta. Ci siamo costituiti parte civile, per
la prima volta, nell'omicidio del giovane commerciante di Siderno Gianluca
Congiusta, contro la cosca Costa. Neppure il Comune aveva avuto il coraggio di
farlo. Con Confindustria Sicilia abbiamo deciso di costituirci insieme parte
civile in ogni grande processo di mafia e di 'ndrangheta. Approfondiamo
l'approccio nei confronti delle imprese: se non gridate "abbasso la 'ndrangheta"
come fanno a darvi ascolto? La ribellione allo strapotere delle cosche passa
attraverso una costante sensibilizzazione al problema. Avviciniamo ogni giorno
gli imprenditori per convincerli che la 'ndrangheta distorce il mercato,
inquina l'economia, grava sulla redditività e distrugge la società. Le nuove
imprese che si avvicinano a Confindustria Calabria devono dimostrare di non
avere o di aver rotto ogni rapporto dubbio o, peggio, collusivo. Ma tutto
questo non basta agli occhi dell'opinione pubblica. Cosa manca?
Sensibilizzazione e cultura. Come faccio a convincere un imprenditore a
denunciare e a esporsi se poi le indagini sull'omicidio di Longo non vanno
avanti? Come faccio a convincere un associato a esporsi se
la burocrazia, un cancro
che uccide, è ancora forte e viviamo in una terra in cui i tre quarti dei
consiglieri regionali sono indagati? Così si uccide ogni speranza. Già, così si
uccide la speranza. Almeno la 'ndrangheta nella sua folle vigliaccheria è più
indolore: qualche colpo di fucile alla testa e al collo di un imprenditore e
via, a rincorrere la prossima vittima. R.Gal. "L'operazione pulizia
è solo all'inizio L'opinione pubblica sappia che rischiamo" Al vertice. Il
leader degli industriali calabresi Umberto De Rose MARIO TOSTI.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24
Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-04-24 - pag: 28 autore: Lettera Il
sostegno alla ricerca merita trasparenza C aro direttore, gli articoli
pubblicati dal Sole 24 Ore, sul "vero" 5 per mille e sui criteri di
finanziamento della ricerca nel nostro Paese, mi offrono lo spunto per alcune
considerazioni a nome dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro,
l'organizzazione che ha conseguito un assoluto primato con la scelta da parte
di 1.087.000 contribuenti e che ha contribuito e contribuisce in modo
determinante al successo della ricerca oncologica italiana. La prima
considerazione riguarda proprio i meccanismi del 5 per mille. Occorre
sicuramente non far cadere le assicurazioni formulate durante la campagna
elettorale da ciascuna delle due parti, perché la devoluzione diventi stabile e
senza limiti imposti. Lo chiede una fondamentale esigenza dei progetti a medioe
lungo termine, quali sono elettivamente quelli della ricerca scientifica
d'eccellenza,che senza la garanzia di continuità difficilmente potrebbero
essere intrapresi. Ma occorre anche che con decisione si esca dalle logiche
ripartitorie e si faccia chiarezza sulle categorie di destinatari, per evitare
(come scrive il 12 aprile scorso Elio Silva sempre sul Sole 24 Ore) che lo strumento
rimanga vittima del proprio successoe muoia d'asfissia per sovraffollamento. La
seconda osservazione è in realtà una raccomandazione, che vorrei potesse
arrivarea coloro che operano nei complessi e misteriosi
meandri della burocrazia
statale. Occorrerà ideare procedure semplici e chiare, oltre che naturalmente
di assoluta sicurezzae trasparenza, per la distribuzione del gettito derivante
dal 5 per mille ai destinatari finali, per evitare che si ripetano le
lungaggini con le quali stiamo combattendo proprio in questi giorni per la
corresponsione delle prime quote 2006. Infine, non posso che condividere
appieno quanto scrive il 12 aprile Andrea Ichino a proposito dei finanziamenti
a pioggia della ricerca e della quasi assoluta mancanza di quello strumento essenziale
di valutazione tecnica che è la peer review nel caso dei finanziamenti diretti
da parte dello Stato ai progetti di ricerca. Vorrei solo ricordare che la
nostra Associazione da sempre utilizza queste procedure per la valutazione dei
progetti da finanziare: oltre 200 ricercatori stranieri sono coinvolti nella
valutazione tanto delle proposte quanto degli stati di avanzamento annuali dei
progetti. Nel corso degli anni l'Airc ha acquisito in questo settore
un'esperienza e una capacità che le sono unanimamente riconosciute da eminenti
centri internazionali, e volentieri questa esperienza e capacità potrebbe
metterea disposizione degli organismi statali che ne fossero interessati. Piero
Sierra * Presidente Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro.
( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-24 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE L'agenda La continuità con il predecessore e il no ai
riti "estenuanti e inconcludenti" Asse con Cisl e Uil. E vede Bonanni
Le mosse di avvicinamento con la Cgil. "Dialogo non fine a se stesso"
La neo-leader: "Resto convinta dei vantaggi della globalizzazione".
Sugli straordinari l'appoggio al governo MILANO - Un incontro iper-riservato,
ieri sera, con Raffaele Bonanni. Ma Guglielmo Epifani no, non l'ha ancora
visto. Non adesso, non in tutti questi mesi. Forse non si sono cercati. Forse,
più semplicemente, non è capitato. O magari davvero c'entra la "sindrome
da sedia vuota". Solo che non è Emma Marcegaglia quella che, nel caso,
sembra esserne colpita. Certo dovrà a sua volta ripartire da qui, dal tavolo
per la riforma delle relazioni industriali cui Luca Cordero di Montezemolo ha
inutilmente invitato, per quattro anni, il segretario Cgil. Ovvio che pure lei
speri che le cose cambino, che "il mutato contesto sociale reso più
evidente dal voto del 13 aprile" spinga a "qualche riflessione"
anche il primo sindacato italiano. Che insomma il dialogo ("Ma non a tutti
i costi") possa riprendere. E qualcosa vorrà pur dire, se tra i primissimi
atti da presidente eletta c'è quell'invito annunciato ieri: "Ci incontreremo
al più presto con i leader sindacali ". Però nessuno si aspetti
discontinuità con la linea montezemoliana. La tela che Marcegaglia si prepara a
tessere resta quella del cambiamento "radicale". Non a senso unico:
quando dice " dobbiamo finirla con i riti estenuanti e
inconcludenti", ha in mente anche qualche sacca di burocrazia confindustriale. E forse pure
questo l'aiuterà nei rapporti con Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Che non partono
comunque da zero. è vero, in questi quattro anni lei si è occupata d'altro. Sì,
sarà preziosa l'esperienza di Alberto Bombassei. Ed è da adesso che si fa sul
serio. Però le prime "esplorazioni " ci sono già state.
L'incontro riservato di ieri sera con Bonanni segna simbolicamente l'avvio del
"cammino sindacale" di Marcegaglia. Ma con lo stesso Bonanni e con
Luigi Angeletti, insomma con il mondo Uil e Cisl, i rapporti sono sempre stati
meno formali e sporadici che non con Epifani. E questi contatti, nelle ultime
settimane, si sono intensificati. Come quelli con Renata Polverini. E quelli -
segnale significativo - con gli ambienti più riformisti della Cgil. Nessuno
immagini disegni o trame anti-segretario. La questione è semmai di sensibilità
comuni. E se è vero che Cisl e Uil, per dire, al tavolo delle riforme si
sarebbero sedute già da tempo, l'analisi del voto di aprile avrebbe fissato
altri punti di contatto. E rafforzato convergenze che già c'erano: se il nuovo
governo si dice pronto a detassare gli straordinari, per esempio, e se questo è
quanto chiedeva Confindustria, chi deve interrogarsi sulla
"rappresentatività " e su quel che vogliono i lavoratori nelle
fabbriche? La Cisl e la Uil che appoggiano la richiesta, o la Fiom e la parte
di Cgil che dicono "no"? è un tema che "l'agenda Emma "
segna, ovviamente, anche sotto la voce Epifani. Ma il confronto - guai a usare
la parola "concertazione": se è "fine a se stessa", nel
vocabolario Marcegaglia non c'è - è intanto incominciato con gli altri. E ha
almeno un secondo punto in comune, anche questo legatissimo al quadro sociale
uscito dalle urne. Quel punto è il ruolo del territorio. Lì guardano, e
guarderanno sempre più, Cisl e Uil. Lì guarda la nuova presidente di
Confindustria. Per opportunismo, per accattivarsi le simpatie della Lega e
della nuova maggioranza? Qualche maligno lo dice. Lei in realtà resta
bipartisan. E ha peraltro, da sempre, ottimi rapporti per esempio con Giulio
Tremonti. Ma se elogia il libro del superministro in pectore, non lo fa per
rimangiarsi tutto quel che ha sempre detto sulla globalizzazione: "Resto
fortemente convinta dei vantaggi che ne derivano". E tuttavia l'ha ben
presente, il problema. Il gruppo di famiglia è una multinazionale, figurarsi se
può tifare per nuovi protezionismi, però resta saldamente ancorato a Gazoldo
degli Ippoliti: 2 mila anime e quello stabilimento da cui tutto è partito e
che, oggi, dà lavoro a mille persone. Praticamente tutto il circondario.
Praticamente un quarto del Pil mantovano. Disoccupazione? Zero. E qualcuno può,
sì, definirlo "paternalismo ". Però ci sarà una ragione se, pur con
il 64% dei 6.500 dipendenti complessivi iscritti ai sindacati metalmeccanici
(la metà alla Fiom), e pur se gli scioperi "nazionali " arrivano
anche al 70% di adesioni, al gruppo i contratti integrativi e le questioni
interne non hanno mai portato via neppure un'ora. Con "gli altri" ne
ha già parlato. L'agenda, adesso, aspetta Epifani. Raffaella Polato I leader Da
sinistra, Raffaele Bonanni della Cisl, Luigi Angeletti della Uil e Guglielmo
Epifani della Cgil.
( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-24 num: -
pag: 43 categoria: BREVI BERLUSCONI E PUTIN Rapporti convenienti Caro Romano,
nella sua campagna elettorale Berlusconi non ha perso occasione per trovare ex
comunisti dappertutto e per ammonire gli italiani a guardarsi bene dal dare
credito a tale genìa di personaggi. Per questo sono rimasto inorridito
nell'apprendere che Berlusconi ha accolto in Sardegna un certo Vladimir Putin,
addirittura proponendogli di collaborare al salvataggio di Alitalia. Proprio
perché anch'io non amo i comunisti, chiedo a lei: può avvertire Silvio
Berlusconi che Vladimir Putin, membro del Partito Comunista dell'Unione
Sovietica, fu arruolato alla fine degli studi nel Kgb? E che, durante la sua
carriera come membro e quindi dirigente dell'organizzazione segreta, durata dal
1975 al 1991, ha vissuto per 5 anni a Dresda, nella Repubblica Democratica
Tedesca? Non vorrei che Berlusconi ci restasse male, venendolo a sapere troppo
tardi. Giovanni Castelli, Milano Anche a me non è piaciuta l'insistenza con cui
Berlusconi ha ricordato il passato comunista dei suoi avversari. Ma il
confronto tra Putin e gli ex comunisti italiani mi sembra improprio. Fra due
Paesi si possono fare affari e allacciare rapporti di reciproca convenienza
senza dare alcuna importanza alle differenze ideologiche, soprattutto se le
relazioni sono fondate sul principio della non interferenza. Verso coloro che
avrebbero voluto introdurre il comunismo in Italia è possibile avere un
atteggiamento diverso. PER I MINISTRI Avere il portafoglio Caro Romano, nei
prossimi giorni si spera sia formato il nuovo Governo. Ci saranno ministri,
vice-ministri e sottosegretari. Qualcuno ci spiegherà che differenza c'è tra un
vice-ministro e un sottosegretario? Se poi un cittadino qualsiasi potesse anche
sapere che differenza c'è tra un ministro con portafoglio e uno senza, sarebbe
il massimo. Carlo Corsi, Milano Il vice-ministro è il vicario del titolare del
ministero e può sostituirlo a tutti gli effetti in caso di assenza o malattia.
I sottosegretari hanno compiti delimitati (le deleghe) e possono uscire
occasionalmente dall'area delle loro competenze soltanto con una specifica
autorizzazione. Il ministro senza portafoglio invece è quello che non dispone
di un bilancio iscritto nella legge finanziaria e che dipende generalmente, per
la realizzazione delle sue iniziative, dai fondi della presidenza del
Consiglio. SICUREZZA Problema urgente L'allarme sicurezza va affrontato in modo
serio e rigoroso. Arduo sarà il compito del nuovo governo in materia: la gente
è stufa di questa microdelinquenza dilagante che nella maggior parte dei casi
rimane impunita. Lo Stato ha abdicato di fronte a un fenomeno talmente diffuso
da non essere più controllabile. Scandaloso! Meglio soprassedere piuttosto che
reprimere: dove è andato a finire lo Stato di diritto? In mano a scippatori,
stupratori, spacciatori, truffatori, ecc. Se lo Stato non riesce a garantire la
sicurezza dei propri cittadini può essere ancora definito tale? Prima di
pensare alla sicurezza altrui (Afghanistan, Libano) ristabiliamola a casa nostra:
volere è potere, forse. Giuseppe Diotto, Torino A NAPOLI La spazzatura Ma che
fine ha fatto la spazzatura di Napoli? Prima delle politiche si parlava solo di
quello, ora, alla vigilia dei ballottaggi alle comunali di Roma si parla solo
di immigrati, violenza, ecc. Sarà un caso? Daniela Rossi ziadany46@hotmail.com
PENSIONE La domanda all'Inps A dicembre, compiendo i 65 anni a gennaio, ho
fatto la complicatissima domanda per la pensione di vecchiaia. Il 1Ë?gennaio è
entrata in vigore la nuova legge che introduce le finestre anche per la
pensione di vecchiaia: l'erogazione della pensione è quindi rinviata al secondo
semestre. Ed ecco la burocrazia che colpisce: l'Inps mi scrive di "ripresentare la domanda
in prossimità dell'apertura della finestra", invece di scadenziarla
semplicemente. Perché mai? Gianni Coen Sacerdotti gianni.sacerdotti@
vadoetorno.com ALITALIA Il maxiprestito Per l'ennesima volta io, in compagnia
di tutti gli altri contribuenti italiani, sono chiamato a pagare
l'inefficienza della gestione dell'Alitalia. Stavolta ci chiedono 300 milioni
di euro, assicurandoci che verranno restituiti entro la fine dell'anno.
Troveranno un compratore, forse, e ci verranno a dire che i 300 milioni saranno
inseriti nel prezzo di vendita. Se non lo troveranno, la nostra Compagnia di
Bandiera sopravviverà ancora per altri trecento giorni, a nostre spese. Paolo
Gavazzi p.gavazzi@infinito.it CLANDESTINI Norme sulle espulsioni Credo che una
delle prime misure che il nuovo governo dovrebbe attuare sia una modifica del
quadro normativo riguardante le espulsioni degli stranieri clandestini, per
renderle effettive e non farle rimanere solo sulla carta, com'è stato fino ad
ora, a causa dell'eccessiva farraginosità e complessità delle procedure.
Stefano Vizioli ste_viz@yahoo.it A BOLZANO Il "4 politico" Dopo il
sei politico di sessantottina memoria arriva ora a Bolzano la richiesta del
quattro politico. Basta insomma votacci come uno, due o tre ma si vuole partire
dal quattro, è più semplice da recuperare si dice. Speriamo non in italiano
anche perché avendo visto gli striscioni in lingua tedesca e sentito parlare i
partecipanti mi sa che anche il 4 sarà duro da tirar su. Umberto Brusco
Bardolino (Vr) POLIZIOTTI Ridurre le scorte Parlando di sicurezza tutti,
cittadini e politici, invocano maggior presenza di poliziotti sul territorio.
Ma quanti sono i poliziotti che fanno servizi di scorta a ministri,
sottosegretari e altri? Quanti sono addetti alla vigilanza delle loro
abitazioni? Riduciamo drasticamente questi servizi e mandiamo la polizia a
controllare il territorio! Renato Meregalli renmer@tiscali.it.
( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 98
del 2008-04-24 pagina 3 Processi lampo e pene severe: sbloccato il "piano
sicurezza" di Giannino della Frattina La Moratti ottiene da Berlusconi
l'ok al progetto contro la delinquenza, i super poteri per il 2015 e garanzie
sul futuro dell'hub Malpensa (...) ieri ha concordato con lei le strategie per
il futuro più prossimo. A partire dalla sicurezza. Con il "pacchetto"
inserito nelle priorità del nuovo governo. "Abbiamo parlato di tutte le
norme di un piano già molto dettagliato - racconta la Moratti al termine
dell'incontro -. E che prevede maggiore certezza e inasprimento delle pene
oltre ai processi per direttissima nel caso di flagranza di reato". Più
poteri ai sindaci, dunque, per fronteggiare le emergenze criminalità e
immigrazione clandestina che assediano le città. Nutrito anche il capitolo Expo
con la nomina della Moratti a commissario. "Con Berlusconi - riferisce -
abbiamo parlato dei primi passi da fare. Ci sarà un decreto legge da varare in
Consiglio dei ministri per la struttura organizzativa. Berlusconi ha stabilito
che io avrò il ruolo di commissario e di presidente del comitato coordinatore e
abbiamo deciso la proposta dell'amministratore delegato della società di
gestione che ho indicato in Paolo Glisenti". Il suo braccio destro e colui
che fino a oggi ha sapientemente guidato il comitato promotore nella vittoriosa
campagna di Parigi. Per quanto riguarda i poteri, saranno come quelli che hanno
consentito all'ex sindaco Gabriele Albertini di costruire a tempo record i
quattro depuratori che Milano aspettava da più di trent'anni. Procedure snelle e meno burocrazia per gestire 20 miliardi di euro di investimenti, tra statali e
degli enti territoriali, e un business che a Milano di miliardi, secondo uno
studio della Camera di commercio, ne porterà altri 44. All'indotto, tra
edilizia, immobiliare, manifatturiero, commercio e anche agricoltura dato il
tema scelto. Oltre a 70mila nuovi posti di lavoro. Intanto il nuovo
presidente Emma Marcegaglia ha affidato al numero uno di Assolombarda Diana
Bracco la delega a Ricerca, innovazione e rappresentanza di Confindustria
all'Expo. Terzo punto nell'agenda Alitalia e Malpensa con la Moratti che
annuncia la possibilità di ritirare la causa miliardaria (1,25 miliardi di
euro) intentata contro la compagnia di bandiera. "In questo momento il
ricorso c'è e si mantiene - ricorda - Ma se verranno meno le condizioni per cui
il ricorso è stato deciso verrà meno anche il ricorso". Tradotto, causa
ritirata "se ci sarà la possibilità per Sea di poter tornare allo stesso
utile di quando la compagnia di bandiera era presente. Bisogna ripristinare le
tratte continentali e intercontinentali che garantiscono quegli utili".
Durante l'incontro confermata da Berlusconi l'esistenza di una cordata
salva-Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale di Brescia" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
24/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI COMICITA' SURREALE E
A VOLTE AMARA NE "LA CONCESSIONE DEL TELEFONO" DI ANDREA CAMILLERI, FINO
A DOMENICA AL SOCIALE Nella commedia degli equivoci, anche la mafia soccombe
tra scartoffie e burocrazia Musumeci e Pattavina in
scena per "La concessione del telefono" Un paio di settimane fa al
Teatro Sociale, Michela Lucenti ha proposto "Uncinné", splendido
spettacolo che indaga tra le pieghe della mafia. Ieri, sempre al Sociale, il
Teatro Stabile di Catania ha presentato "La concessione del
telefono". Anche questo allestimento, che, insieme con il regista Giuseppe
Dipasquale, Andrea Camilleri ha tratto dal suo omonimo romanzo, parla, seppur
di striscio, di mafia. Solo che, mentre "Uncinné" guarda alle
tragedie che si nascondono dietro Cosa Nostra, mostrandoci come sia difficile
sradicare la cultura dell'omertà, "La concessione del telefono"
indaga da tutt'altra parte, mescolando tragedia e farsa per portare sotto le
luci della ribalta una mafia che, al pari delle istituzioni (la Questura, la
Benemerita, persino la Chiesa...) è costretta a soccombere
di fronte alla burocrazia.
Lo spettacolo, infatti, parte dai problemi della concessione di una linea
telefonica per denunciare l'ottusità della burocrazia, cui tutti, dal protagonista, Pippo Genuardi, a don Calogero, il
mafioso del paese, sono costretti a inchinarsi. Commedia degli equivoci
e degli imbrogli, "La concessione del telefono" è ambientata verso la
fine dell'Ottocento, a Vigàta, l'immaginaria cittadina siciliana in cui
Camilleri colloca tutte le sue storie, compreso quelle del commissario
Montalbano. La trama si sviluppa intorno a una richiesta di concessione del
telefono, che però, per colpa di uno scambio d'identità, si perde in oscuri
meandri burocratici, per poi finire in tragedia a causa di conturbanti risvolti
passionali. In questo ambiente si muovono i personaggi di Camilleri,
incredibili e surreali, che a momenti ricordano quelli di Pirandello. "La
concessione del telefono" è una sinfonia, una specie di vaudeville in cui
ognuno pensa al proprio interesse, alle personali necessità, lasciando fuori
dalla porta la coscienza. Il risultato è una fantasmagorica commedia, i cui
toni farseschi non escludono però spunti di riflessione. Sinfonia che ha un
punto di forza nella lingua in cui Camilleri costringe i suoi personaggi: uno
slang originale, un italo-siciliano fatto di neologismi, sintassi molto
elastica, frasi che guardano al dialetto, esaltando la recitazione degli
attori. I quali, chiamati a recitare letteralmente sommersi da una scenografia
fatta di enormi faldoni (che rendono bene l'idea delle "carte",
quindi della burocrazia, ma che a volte sembrano
intralciare i movimenti dei personaggi) si esibiscono in una sequela di
siparietti, alcuni dei quali ricordano il grande Totò. Bene tutti gli
interpreti, a cominciare da Tuccio Musumeci (improbabile mafioso-macchietta) e
Pippo Pattavina, che ha dato corpo a ben sette personaggi, tra cui il simpatico
prete-canterino, che si interessa un po' troppo su cosa Pippo Genuardi e la
moglie fanno sotto le coperte, a casa loro. "La concessione del
telefono" replica fino a domenica: tutte le sere alle 20,30; domenica alle
15,30. Ingresso 24-17-11 . Info: 030-2928611. (gaf).
( da "Giornale di Brescia" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
24/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CULTURA Una curiosa
dissertazione sulla realtà termale tra Brescia e Bergamo Quando "passare
le acque" divenne moda e industria di Boario, costruita nel 1913 e tuttora
il simbolo del centro camuno. Sotto il gazebo e sulla balconata chiusa da
colonnette di marmo bianco si esibivano le orchestre incaricate di intrattenere
gli ospiti dello stabilimento termale" title="La caratteristica
cupola liberty delle Terme di Boario, costruita nel 1913 e tuttora il simbolo
del centro camuno. Sotto il gazebo e sulla balconata chiusa da colonnette di
marmo bianco si esibivano le orchestre incaricate di intrattenere gli ospiti
dello stabilimento termale" onClick="showImage('http://quotidiano.giornaledibrescia.it/contenuti/20080424/foto/full_brescia_801.jpg',600,556)">
La caratteristica cupola liberty delle Terme di Boario, costruita nel 1913 e
tuttora il simbolo del centro camuno. Sotto il gazebo e sulla balconata chiusa
da colonnette di marmo bianco si esibivano le orchestre incaricate di
intrattenere gli ospiti dello stabilimento termale L'interesse per le acque
termali è una delle rare costanti storiche che accomunano tutti, romani antichi
e barbari medievali, umanisti e barocchi (nonostante la notoria allergia
all'igiene), illuministi e romantici e così via fino ad oggi, con uno zenit
nella Belle Époque, quando "passare le acque" diventa non solo una
moda, ma una mania, un obbligo mondano al quale nessuno, tra classe media e
aristocrazia, può sottrarsi, anche a costo di far debiti, magari con
l'illusione di rifarsi ai tavoli da gioco, complemento indissolubile, con
alberghi, teatri, sale da musica e da ballo, delle vacanze termali. Un
intreccio storico intrigante tra economia e cultura, con propaggini
politico-mondane e, buone ultime, medico-sanitarie, che è stato trattato in
prospettiva bresciano-bergamasca da Sergio Onger, docente di Storia Economica
all'Università di Brescia, in una recente conversazione all'Ateneo su
"L'industria termale nella Lombardia orientale fra Otto e primo
Novecento", per il Gruppo naturalistico "Giuseppe Ragazzoni". La
fonte di tradizione più antica è Trescore Balneario, dall'VIII secolo, con un
rilancio nel XV grazie a Bartolomeo Colleoni, condottiero di vasti interessi
feudali locali, seguita nel XVI secolo da San Pellegrino, unica località
termale della Lombardia Orientale destinata ad assurgere, tra '800 e '900, a
dimensioni nazionali esclusivamente in forza dell'idroterapia, grazie a
un'accorta politica di investimenti e promozione turistica che ne fecero,
diceva lo slogan, "la Vichy d'Italia". Tra la fine del '700 e i primi
decenni dell'800 furono scoperte diverse altre località anche nelle valli
bresciane, ma la loro fioritura, anche per l'esiguità dei mezzi finanziari e la
carenza di infrastrutture - strade soprattutto - fu effimera, concentrata nella
seconda metà del sec. XIX, sull'onda degli entusiasmi per l'Unità d'Italia. A
questo amaro destino, del quale il caso emblematico è Collio in Valtrompia, si
sottrassero nel bresciano poche località, in genere grazie allo smercio
dell'acqua in bottiglia, in particolare, per motivi diversi, la più antica e la
più recente: Boario in Valcamonica e Sirmione sul Garda. Boario era nota dal
'700, ma le piene del fiume Oglio la rendevano spesso impraticabile e comunque
poco frequentata fino agli albori del secolo XX, quando in pochi anni si
accumularono la costruzione delle terme, di giardini e viali, del teatro, di
alberghi, locande e pensioni fino all'immancabile Grand Hôtel, grazie
all'afflusso di consistenti capitali, propiziato da imprenditori come
l'industriale metallurgico bresciano Enrico Tempini e coronato
dall'allacciamento ferroviario del 1907 che rese Boario un centro turistico
idroterapico di livello regionale. La storia di Sirmione è ancor più recente,
perché la captazione della fonte subacquea Boiola, nel bel mezzo del lago, si
realizzò solo nel 1889 con l'impegno del palombaro veneziano Angelo Procopio e
dell'industriale idraulico Giuseppe Piana di Badia Polesine, dopo molti
tentativi falliti. La burocrazia ministeriale, che pretendeva cifre esorbitanti per appaltare lo
sfruttamento della fonte e bloccò tutto per un decennio, fu sconfitta per
aggiramento da un giovane pescivendolo, Angelo Gennari, che in quello stesso
1889 affittò un modesto immobile, aprendovi l'albergo "I promessi
sposi" a gestione familiare e garantendo l'approvvigionamento di
acqua con un'impegnativa ma redditizia spola, in barca, per portarla senza
chiedere specifici permessi a nessuno dalla fonte a certi camerini di legno
allestiti per i suoi clienti. Nel 1892, l'ex pescivendolo iniziò a costruire
l'Hôtel Sirmione e nel giro di un ventennio giunse a monopolizzare la gestione
termale e turistica della località. Mancavano tuttavia le infrastrutture,
dall'acqua potabile alle strade lastricate, alla valorizzazione
estetico-culturale del borgo e dei suoi monumenti, dal Castello Scaligero alle
Grotte di Catullo: bisognerà attendere gli Anni Trenta, quando la Società Terme
e Grandi Alberghi della famiglia Gennari controllava i due istituti di cura e i
tre maggiori alberghi di una Sirmione assai simile all'attuale, perfettamente
inserita nel turismo internazionale gardesano. Per concludere, Sergio Onger ha
raccontato la paradossale e fulminea parabola di Collio, che per pochi anni,
sul finire dell'800, attirò una lucrosa invasione di turisti da tutta Italia
senza minimamente valorizzare la fonte termale, scoperta all'inizio del secolo
e presto entrata in crisi. Federico Bagozzi, imprenditore edile valtrumplino
ritiratosi dall'affare Sirmione per i sopra ricordati ostacoli burocratici,
investì i capitali suoi e di Filippo Cavallini, deputato e banchiere, nel Grand
Hôtel Mella, inaugurato nel 1895 a Collio, dove passava le vacanze Giuseppe
Zanardelli - la famiglia era originaria del posto -, allora allo zenit della
politica. Sulla sua scia giunsero "i nomi risonanti dell'aristocrazia
romana, Chigi e Torlonia, gli industriali Pirelli, Migliavacca, Hefti, Glisenti
e Tempini, il presidente della Banca Commerciale Italiana, Alfonso Sanseverino
Vimercati" e molti altri, che ne fecero il centro di cronache mondane e
politiche estive fino al 1899, quando la prematura scomparsa di Bagozzi e il
cambio di proprietà allontanarono Zanardelli e i suoi, mettendo in crisi il Grand
Hôtel, chiuso definitivamente nel 1910. Mino Morandini.
( da "Giornale di Brescia" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
24/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SCUOLA SCRIGNI DEL SAPERE /2 Al
professore scomparso due anni fa intitolata la sezione della biblioteca di
storia e filosofia L'Arnaldo ricorda Guerini Matteo Guerini, ieri ricordato
all'Arnaldo Mercoledì 23 aprile. Cielo sgombro. Cortile dell'Arnaldo gremito di
studenti, insegnanti, ex alunni. Un sole timido che illumina di sé i volti,
colmi di rispetto. Ieri al liceo classico di corso Magenta soffiava la stessa
brezza leggera di quella domenica di due anni fa, quando la morte si portò via
quel professore "qualche volta prolisso ma efficace" di cui il
rimpianto e la nostalgia permangono immutati: Matteo Guerini. Proprio per
rendergli omaggio, amici, allievi e colleghi ieri hanno voluto esserci, sotto
il colonnato di quella scuola cui lui tanto aveva dato. Alla sua memoria, ai
suoi preziosi insegnamenti, al suo singolare temperamento è stata dedicata una
sezione della biblioteca i cui scaffali, silenziosi, custodiscono i volumi
delle discipline cui da anni "il professore" si dedicava con
dedizione: la storia e la filosofia. Gli amici e i colleghi lo hanno voluto
"spiegare" - rivolgendosi agli alunni che non hanno avuto la fortuna
di conoscerlo - attraverso il suo pensiero, ripercorrendone i princìpi,
riproponendone gli ideali e, soprattutto, quell'assioma: "Il filosofo è un
uomo libero o non è". L'abilità di saper comunicare. L'ambizione. Il
lascito. La necessità di combattere il conformismo e l'indifferenza, in quanto
atteggiamenti d'ostacolo per la maturazione di un pensiero critico, specie se
l'obiettivo perseguito è quello di divenire cittadini e non sudditi. Questo il
messaggio che il nome di Matteo Guerini ha evocato a tutti coloro che da sempre
hanno vissuto con lui la quotidianità. Come un sottile filo rosso che passava,
impercettibile da un testimone all'altro, in un intreccio di generazioni e
ricordi: così tra i colleghi, tra gli amici e così, pure, tra gli ex alunni
che, a loro volta, si legavano ai "nuovi" più giovani discepoli,
testimoni di quella verità propria di coloro che credono nella cultura,
nell'equilibrio e, soprattutto, nelle persone. Fondatore, nel suo convinto
antifascismo, del gruppo di lavoro "I giovani e la memoria", sempre
critico verso il sistematico temporeggiare della burocrazia su fatti "che ci riguardano tutti", al professore è
stata inoltre dedicata, dai "suoi" ragazzi, la rappresentazione di un
testo da lui redatto per narrare la tragedia consumatasi in piazza della
Loggia. Commosso e partecipato è stato infine l'applauso di tutti, a
dimostrazione che quella di Matteo Guerini è stata una presenza capace di
trasmettere un importante lascito. Nuri Fatolahzadeh.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
Il friulano Morandini vicepresidente Guida le Piccole industrie. "Fvg un
esempio di come si sostegnono le Pmi" LA CONFERMA ROMA. Riconfermato alla
presidenza della Piccola industria, alla quale sono state affidate le deleghe
alla semplificazione burocratica e agli strumenti di finanza, credito e fisco:
la seduta di ieri della giunta di Confindustria, la prima presieduta dal nuovo
presidente Emma Marcegaglia, è stata estremamente positiva per il friulano
Giuseppe Morandini, che diventa anche vicepresidente di diritto dell'intera
associazione. Morandini si dichiara "soddisfatto" di questo primo
meeting, sia per quanto riguarda i contenuti che per quanto concerne la forma:
"Il discorso della Marcegaglia è stato apprezzabile, a partire dal
linguaggio utilizzato, da vera imprenditrice: chiaro, conciso, tanti contenuti
e pochi aggettivi. Il nuovo presidente ha tracciato un quadro generale della
situazione delle imprese italiane per poi passare alla definizione delle future
linee operative, sottolineando in primis la necessità del rinnovo dei rapporti
con i sindacati focalizzandosi sulla crescita senza però prescindere dal
mettere al centro dell'attenzione l'impresa. La riunione di ieri ha evidenziato
inoltre la volontà di prestare grande attenzione al territorio". Le linee
guida evidenziate dalla lady d'acciaio sono quattro, e Morandini non ha alcuna
difficoltà a declinarle in salsa friulana: "Il punto programmatico principale
è l'attenzione all'investimento in termini di capitale umano; grazie alle
deleghe regionali è possibile agire facendone una discriminante per il futuro
della società. La necessità di uno Stato migliore equivale
al miglioramento della burocrazia, che va snellita almeno del 50%: obiettivi alti e interventi
drastici. Per quanto riguarda l'elaborazione di una strategia che contemperi le
esigenze di crescita con i vincoli energetici e ambientali, qui in Regione
necessitiamo di maggiori interconnessioni con l'estero. Sì ai
rigassificatori: basta con le prese di posizione che tendono alla chiusura.
Sull'ultimo punto, la creazione cioè di una società aperta e integrata nel
sistema internazionale, chi meglio del Friuli Vg può interpretare lo spirito
adatto a realizzare questo obiettivo. Da tempo abbiamo capito che di solo
mercato interno non si può vivere: dobbiamo solo proseguire, rafforzandoci,
sulla strada già intrapresa". Tornando alle due deleghe assegnate al
gruppo della Piccola industria, queste "rappresentano il riconoscimento e
la legittimazione del lavoro che abbiamo portato avanti in questi ultimi anni.
Fisco e burocrazia, infatti, sono due leve sulle quali
bisogna agire con decisione, e quindi una sorta di arma a doppio taglio che se
usata bene porta al rilancio altrimenti rischia di strozzare determinati
settori. La doppia delega ci permette di intervenire in queste due aree
sensibili, rilanciando la competitività delle piccole imprese". Ancora a
livello regionale, Morandini ricorda che "il Friuli Vg è portato a esempio
per quanto riguarda l'attenzione alla Piccola impresa, grazie alle leggi
Sabatini e Bertossi. Provvedimenti che mi auguro saranno un punto di partenza
anche per la nuova giunta regionale". Greta Sclaunich.
( da "Nuova Ferrara, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Raddoppiati
i consensi. Brina: la gente ci capisce e adesso ci premia ARGENTA Il Carroccio
ambizioso ARGENTA. La Lega Nord ad Argenta non si era mai fatta viva.
All'indomani delle scorse elezioni politiche, però, i "padani" si
sono ringalluzziti, poichè dai 438 voti 8pari 2,65%) del 2006 sono passati ai
902 voti (5,75%). La Lega Nord, dunque, raddoppia anche ad Argenta, un
risultato oltre ogni aspettativa. Addirittura ha l'11,59% a Ospital Monacale,
il 9,39% a San Nicolò e l'8,59% a Codifiume, rimanendo nell'ordine del 5% in
tutte le altre frazioni tranne a Filo e Bando, con il 3,81%, e ad Anita, che
dai 4 leghisti del 2006 è passata a 11, pari al 2,47%. "Finalmente - si
legge in una nota Giuseppe Brina, di Codifiume, portavoce del Carroccio
argentano - anche nel nostro Comune l'elettorato sta prendendo coscienza di
cosa è veramente la Lega Nord. Fino a ieri siamo sempre rimasti un po'
nell'ombra, pensando a lavorare e facendoci conoscere in qualche occasione, ma
fra di noi siamo vivi eccome! Noi della Lega Nord - scrive Brina - siamo un
popolo con le nostre tradizioni che nessuno ha il diritto di calpestare. E lo
dimostrano i risultati di queste elezioni. Per questo è giusto ringraziare
tutte le donne e gli uomini che ci hanno dato fiducia con il loro
consenso". Brina mette la mani avanti per le prossime elezioni
amministrative del 2009, che vedranno coinvolto anche il Comune di Argenta.
"Agli amici leghisti argentani - precisa Brina - voglio ricordare inoltre
che, insieme alle nostre e alle altre forze, abbiamo ottime probabilità di
determinare un risultato elettorale molto soddisfacente e finalmente dare inizio
alla "pulizia" del sistema burocratico molto lento e troppo costoso
che esiste nel nostro Comune. Se abbiamo ottenuto questo grande
aumento è proprio dovuto al fatto che la gente è stanca di burocrazia, troppo spesso costosa. La
gente è stanca di subire l'incapacità di chi dirige e amministra i nostri
soldi, il denaro del contribuente. Tutto aumenta e se a questo sommiamo il
disagio provocato dalla burocrazia, la lentezza, lo spreco, ma soprattutto se non mettiamo un freno
al problema degli stranieri, allora ci viene il voltastomaco. E' ora di
mandare a casa chi non lavora e non rispetta le nostre regole. La gente non ne
può più. Un'ultima cosa - conclude Brina mandando un messaggio agli alleati
berlusconiani -: tutti uniti per Argenta ce la possiamo fare. Ci siamo ripresi
l'Italia, prendiamo Argenta". (g.c.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
presidente di Fondazione Cassamarca vuole accelerare le trattative per
l'acquisto della chiesa di Santa Margherita: entro fine anno l'apertura
dell'Appiani Atelier di giovani artisti all'ex Distretto L'annuncio di De Poli:
"Sarà un centro esposizioni per i pittori trevigiani" La riviera
diventerà il quartiere culturale della città Riviera Santa Margherita nel
mirino di Dino De Poli. Nel corso della presentazione della mostra su
Canaletto, il presidente di Fondazione Cassamarca ha annunciato l'intenzione di
concedere l'ex distretto militare ai giovani artisti trevigiani, rendendolo
centro di mostre ed esposizioni. De Poli interverrà inoltre per accelerare i
tempi per la chiesa di Santa Margherita su cui è in corso una faticosa
trattativa. La chiesa sconsacrata, infatti, è sotto la giurisdizione dei
ministeri della Difesa e delle Finanze, e le pratiche burocratiche da risolvere
sono numerose. Così come numerose sono le iniziative che bollono in pentola a
Ca' Spineda. La più importante riguarda la sede dell'ex distretto militare in
riviera Santa Margherita, vicino alla segreteria dei corsi di laurea
dell'università di Ca' Foscari: De Poli vuole trasformarla in un centro
espositivo da riservare agli artisti trevigiani. "L'ex distretto militare
diventerà un punto di esposizione per i giovani artisti - ha affermato il
presidente di Fondazione Cassamarca - Questo è un tema vivo e sentito, Treviso
ha una tradizione pittorica molto importante: ha bisogno di questo punto di
riferimento". Per ora i dettagli dell'operazione non sono stati chiariti,
ma De Poli ha dato la sua parola d'onore ed è probabile che i lavori partano a
breve. Si tratta di un'iniziativa importante, che colmerebbe un vuoto avvertito
da molti artisti in città. Le ambizioni di De Poli, però, non si fermano all'ex
distretto militare ma si allargano anche alla chiesa sconsacrata, che sorge a
pochi metri di distanza, all'incrocio con via Reggimento Italia Libera: se
potesse, De Poli la vorrebbe a disposizione già per la mostra su Canaletto. "Per Santa Margherita il problema è dato dalla burocrazia militare, che è terribile e
addirittura peggiore di quella civile - ha affermato De Poli, riferendosi alla
giurisdizione del ministero della Difesa - L'acquisizione della chiesa di Santa
Margherita non è un progetto tramontato, ma un'alba faticosa. Alcuni
quadri del Canaletto sono di dimensione tale che Ca' dei Carraresi non può
ospitarli, la chiesa di Santa Margherita sarebbe stata la soluzione
adatta". Difficile, se non impossibile, che Fondazione Cassamarca entri in
possesso dell'edificio già dal prossimo ottobre: le trattative per la
dismissione di un bene appartenente al demanio statale, infatti, hanno tempi
molto lunghi. L'acquisizione dello stesso ex distretto militare, che De Poli
vorrebbe convertire in centro espositivo per giovani artisti, ha richiesto una
trattativa di 8 anni, nonostante Fondazione Cassamarca fosse l'unico acquirente
e ne richiedesse la proprietà per uno scopo sociale. Ad aggravare la situazione
ci sarebbe anche un contenzioso ancora in corso tra il Demanio, che è
proprietario dell'immobile, ed un gruppo di privati che aveva avviato un lavoro
di recupero della chiesa. Le dichiarazioni di De Poli si aggiungono alle
iniziative che Fondazione Cassamarca ha già avviato da tempo. La più importante
riguarda l'area Appiani, dove nei prossimi mesi avvrrà l'insediamento di
Questura, Polstrada, Unindustria, Confartigianato, Asco e Camera di Commercio,
oltre a negozi, uffici e locali. L'edificazione della "Cittadella delle
Istituzioni", che è progettata dall'architetto Mario Botta e si svilupperà
su una superficie di 68.000 mq, procede a pieno ritmo, e ieri De Poli ha
confermato che una parte del complesso verrà aperta entro la fine del 2008.
Infine, De Poli ha ribadito l'intenzione di potenziare l'area metropolitana
compresa fra Mogliano e Sandonà, con la creazione di un auditorium da 2.500
posti.
( da "Riformista, Il" del 24-04-2008)
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Alitalia
1 conversazione Resca: "Interessano più i lavoratori che i clienti"
"Il rapporto incestuoso tra politica e sindacati" Il prestito ponte
concesso dal governo, che va ad aggiungersi ai debiti, non cambia la situazione
di Alitalia. Ora, a meno di colpi di scena, si profila la scelta, dolorosa e
ineluttabile, del commissariamento. Con tutti i costi che ne derivano per lo
Stato e per i dipendenti. Un epilogo della partita per la privatizzazione della
compagnia che sconta il rapporto "incestuoso" fra sindacato e
politica, il ruolo della burocrazia che la tiene in ostaggio e una cronica disattenzione al cliente
del management. L'analisi, impietosa, è di uno dei massimi esperti di
salvataggi d'impresa, l'artefice della ristrutturazione di Cirio, Mario Resca.
Il prestito ponte, spiega al Riformista , "è un altro debito che Alitalia
contrae verso terzi, in questo caso il governo, e non cambia la
situazione della compagnia". Una situazione che appare
"allarmante": in questi anni, osserva, "si è sempre parlato di
dipendenti e di taglio dei costi" ma, in un mercato che continua a
crescere, "nessuno si è occupato dei clienti". Il risultato è il
frutto della stratificazione negli anni delle carenze gestionali: "oggi
l'azienda, che ha compiuto errori strategici per anni, ha un personale
demotivato e in totale instabilità". Soprattutto, insiste il manager,
"c'è stato un continuo esodo di clienti verso altri fornitori di
servizi". E l'emorragia è tuttora in atto. "Ogni giorno che passa ci sono
nuovi clienti che scelgono un'altra compagnia, perché Alitalia è poco
competitiva sulle rotte, sulla qualità del servizio e sulla flotta, che è
obsoleta e non razionalizzata". I clienti, che secondo Resca rappresentano
l'unica variabile in grado di ridare respiro alla filiera, "per anni sono
stati umiliati con tariffe proibitive su rotte in monopolio". Poi, quando
si è aperto il mercato, "il cliente non ha dimenticato e ha continuato a
punire una compagnia che fa pagare un Roma-Milano come un Roma-New York".
Nell'analisi del manager c'è spazio anche per il ruolo del sindacato e della
politica e, in particolare, per il loro rapporto "incestuoso". Il
sindacato, spiega, "è diventato l'arbitro assoluto" della partita e
chi ha negoziato con Air France, ovvero il governo Prodi, "ne ha
legittimato la posizione di vero e proprio azionista di riferimento". A
pesare sulle sorti della privatizzazione c'è stata poi, in un passaggio chiave,
la campagna elettorale. Su questo fronte, però, l'approccio di Resca, da sempre
considerato vicino a Berlusconi, è meno tranchant. Alitalia "è un marchio
importantissimo, che riguarda tutti, come la Telecom: è strategico, perché le
comunicazioni sono fondamentali per l'economia, come il turismo e i
trasporti", argomenta, preferendo focalizzare l'attenzione su "una burocrazia che tiene in ostaggio la politica",
piuttosto che sulle responsabilità di un clima avvelenato che ha contribuito a
far fallire la trattativa con Air France. A questo punto, prosegue il manager,
il commissariamento "è una scelta dolorosa e ineluttabile" anche se
il ricorso alla legge Marzano è sempre "malaugurato" perché
"sarebbe la conseguenza di una dichiarazione di insolvenza". Resca,
quindi, forte della sua esperienza in Cirio, descrive l'azione che un commissario
sarebbe chiamato a svolgere in Alitalia: "tutti i debiti e l'intero stato
passivo verrebbero congelati, e il commissario interverrebbe con poteri pieni,
avendo come unico interlocutore i creditori e i sindacati. Dovrebbe
razionalizzare i costi e fare grossi investimenti sulla parte
industriale". Il commissario, sintetizza, "dovrebbe occuparsi di
tenere in vita" la compagnia, potendo contare "su una nuova
contabilità, con tutto l'attivo a disposizione" e cercando di "ottenere
finanziamenti dalle banche". Quello che è certo, aggiunge Resca, è che
"non risponderebbe più alla politica ma solo al mercato, con l'unico
obiettivo di agire in tempi rapidissimi con un piano d'emergenza". A
pagare le conseguenze sarebbero soprattutto le casse dello Stato, con il Tesoro
che "perderebbe il valore delle azioni che ha in mano", i fornitori
che "in molti casi non vedrebbero onorati i loro crediti" e i
lavoratori che sconterebbero "inevitabili tagli all'occupazione".
Quello che Resca non dice, ma che deriva dalla sua analisi, è che un accordo
con Air France avrebbe scongiurato uno scenario che appare tutt'altro che
incoraggiante. 24/04/2008.
( da "Libertà" del 24-04-2008)
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NECROLOGIE giovedì 24 aprile 2008 L'Italia delle tasse Economia al tracollo se
sparisse l'evasione NEREO VILLA Berlusconi ha già preventivato fra le sue
cosiddette urgenti "misure impopolari" una "seria" lotta
all'evasione. Ma ciò non potrà che produrre collasso economico, non benefici
per la collettività. Infatti, se le cosiddette misure impopolari del suo
governo saranno il proseguimento di quelle del precedente, vale a dire delle politiche
fiscali per risolvere i problemi dell'economia, proprio quelle misure si
mostreranno in tutta la loro inefficacia, palesando il fine vero della
tassazione e della cosiddetta "lotta all'evasione". Oggi gli italiani
non riescono a rendersi ancora conto (se fosse vero il contrario avrebbero
disertato le urne) che se la lotta all'evasione (fiscale e contributiva) fosse
condotta davvero seriamente, e raggiungesse gli obiettivi che si propone, cioè
se si ponesse fine all'evasione per davvero, per l'economia nazionale sarebbe
semplicemente il tracollo definitivo: infatti le tasse ed i contributi sono per
le imprese e/o per i commercianti un elevatissimo costo di produzione, e se si
riesce a evadere il 30% come mediamente si fa, significa che si riducono i
costi di produzione del 30%. Molte imprese riescono a stare sul mercato, nonostante i vari fattori negativi (costo e inefficienza della burocrazia, costo e scarsità del credito
bancario, costo dell'energia, concorrenza straniera, ecc.) proprio grazie a questo
risparmio. Se il governo impedisce loro di realizzare questo risparmio, le
imprese commerciali si ritrovano con costi di produzione aumentati del 30%.
A questo punto cosa fanno? Si trovano costrette a scegliere fra le seguenti
opzioni, tutte distruttive per l'economia nazionale: aumentare i prezzi, o
chiudere l'impresa, o trasferirsi all'estero, o tagliare su investimenti e
costi, o passare al lavoro nero totale. Più precisamente: se i costi di
produzione aumentano del 30%, allora anche i prezzi devono aumentare del 30%.
Il che si traduce in costi e servizi più cari del 30%. E chi ci rimette sono
sempre i poveri consumatori. Ma vi è dell'altro: se l'impresa in questione
aumenta i suoi prezzi del 30% (dato che a differenza dei poveri consumatori può
scaricare tale 30 % sui prezzi) è certo che non riesce più a vendere come
prima, per cui deve uscire dal mercato, e deve chiudere, licenziare, cessare la
produzione, quindi smettere di pagare anche quelle tasse e quei contributi che
pagava prima. Ed i suoi dipendenti rimangono disoccupati e a carico della
collettività. L'imprenditore, se può, trasferisce allora la sua attività in un
paese straniero dove tassazione e costo del lavoro sono bassi (per esempio
Slovacchia, Romania, Tunisia, ecc.). Di conseguenza porta con sé capitali,
tecnologia, e i suoi collaboratori più qualificati. E dall'estero fa
concorrenza all'Italia, creando ulteriori difficoltà alle imprese rimaste in
Italia. E di fatto è già così, dato che molte imprese hanno già fatto questo e
che molte altre lo stanno facendo: lo fanno appunto per le eccessive tasse
italiane. Alcuni imprenditori cercano di sopravvivere in Italia, riducendo il
margine di profitto e tagliando le spese al massimo, cioè licenziando i
lavoratori non indispensabili, e rinunciando agli investimenti e
all'innovazione, quindi destinandosi a diventare obsoleti in breve tempo. Altri
decidono di passare interamente al nero, cioè all'evasione totale. E gli altri
"evasori", vale a dire coloro che, pensionati o no, lavorano in nero,
o che fanno un doppio lavoro, o che lavorano a tempo pieno con un contratto
part-time, ecc., per "starci dentro", riescono a lavorare perché non
pagano tasse né contributi sul loro lavoro nero. Se dovessero pagarli, il loro
lavoro costerebbe d'un tratto il 90% circa in più tra tasse e contributi, e non
sarebbe più conveniente, perciò dovrebbero cessare l'attività, perdendo il
relativo reddito, necessario a sostenere le spese di un mutuo, o dello studio
di un figlio, o per le rate di un leasing. Le conseguenze sono immaginabili. La
Casta tende a massimizzare l'imposizione fiscale, quantificandola non secondo
esigenze oggettive, ma creando queste esigenze illegalmente: per potersi
impadronire del reddito, arricchire e ricattare. Scoprire quello che le Caste
dei professionisti della politica, dei giornalisti, e degli "esperti"
nascondono sull'organizzazione economica, politica e criminale del nostro paese
sarà reso sempre più nascosto dalla televisione e dai media, perché l'Italia è
uno Stato che non ha mai funzionato, e che mai funzionerà proprio perché
specializzato a far convergere l'attenzione su provvedimenti alieni dalla vera
causa del suo male. Dietro il quadro, quasi folkloristico, di un'allegra
brigata di politici ladri, l'Italia nasconde infatti la sua vera situazione:
indici economici da fallimento, tessuto sociale putrescente, legalità ridotta a
una vernice screpolata (mentre da ampi settori della magistratura arrivano
trame di intimidazione e condizionamento denunciate anche in parlamento). Sui
centri di potere italiani si consolida la proprietà finanziaria straniera,
colonialista, che i nostri governanti hanno dotato di potenti strumenti
informatici, finalizzati a sorvegliare e schedare cittadini ed imprese.
Contemporaneamente, con risibili pretesti, o con risibili paroloni impongono
l'uso (forzoso) del falso denaro bancario in sostituzione di una valuta a
misura d'uomo. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono
riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Virgilio Notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONTROLLI
Martelli: troppi 21 enti deputati alle verifiche nel settore postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 24 apr. (Apcom) - Più rigore e trasparenza
nei controlli su tutto il settore vinicolo italiano, ma
soprattutto meno burocrazia.
Sono le richieste espresse dal congresso nazionale degli Enologi-enotecnici
italiani (Assoenologi), aperto oggi a Venezia. Gli enologi italiani
sottolineano alle autorità nazionali la necessità di "rinnovare e
semplificare la normativa, rendendone nel contempo più stringente
l'applicazione e la vigilanza". "Il settore ne ha urgentemente
bisogno - ha detto il presidente dell'Assoenologi, Giancarlo Prevarin, nella
sua prolusione al Congresso -. Il settore rappresenta oltre 12 miliardi di
euro, di cui 3,3 miliardi frutto dell'export, più altri 2 miliardi di
tecnologie e macchinari, anch'essi abbondantemente esportati dall'Italia".
Un dato che va inserito in un quadro di contrazione della produzione vinicola
italiana, scesa ad una media di 48 milioni di ettolitri annui nell'ultimo
quinquennio, rispetto ai 61,7 milioni di ettolitri annui del decennio 1987/96.
"Gli enologi - ha spiegato il direttore Giuseppe Martelli nella sua
relazione - hanno trasformato una vitienologia di quantità in una di qualità,
con un consumo pro-capite di vino in Italia che è passato dagli oltre 110 litri
annui degli anni '70 agli attuali 46". Dal congresso nazionale, a fronte
di un processo di specializzazione e rinnovamento delle strutture produttive,
gli enologi si aspettano che le autorità "rispondano con un impegno di
sburocratizzazione e semplificazione normativa che li sollevi - ha detto ancora
Martelli - dal peso di scartoffie che attualmente li opprime costringendoli a
dedicare un quarto del loro tempo a riempire moduli per rispondere ai ventuno
enti diversi deputati alle verifiche nel settore".
( da "Asca" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) -
Siena, 24 apr - In una fase in cui l'economia italiana e' a ''crescita zero''
un rilancio delle infrastrutture puo' avere ''un'azione anticongiunturale'' ma
serve rapidita' di decisione e soprattutto di attuazione da
parte della burocrazia. Lo
afferma Francesco Gaetano Caltagirone, presidente dell'omonimo gruppo, parlando
con i giornalisti a margine dell'assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Caltagirone ha spiegato che le banche italiane sono ''piu' al riparo'' delle altre
dagli effetti della crisi finanziaria internazionale, sottolineando che
l'Italia e' ''a crescita zero'' piu' che per i riflessi della crisi perche'
''l'economia non gira''. ''Se ci fosse un rilancio forte delle infrastrutture -
ha detto Caltagirone -, non teorico ma con spesa e cantieri aperti, ci potrebbe
essere un'azione anticongiunturale, con un incremento dell'occupazione e dei
consumi'', ma, ha precisato l'imprenditore, ''nell'immediato vedo
stagnazione''. Ribadendo la necessita' di fare le grandi opere in un Paese
''senza infrastrutture o comunque fortemente arretrato'', Caltagirone ha
chiesto tempi rapidi: ''Il problema non e' costituito dai tempi di decisione
della politica - ha spiegato - ma dalla rapidita' della burocrazia,
che e' lenta nell'esecuzione. Serve - ha concluso - un grande sforzo di
semplificazione''. afe/cam/bra.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALLO
LAURO. SINDACI ALL'ATTACCO Frana, sos alla Regione Quindici. Emergenza per i
paesi colpiti dalla frana del 5 maggio 1998: tra una settimana scadono i
termini ed ancora nessuna novità sul passaggio alla fase ordinaria. Scatta così
il tam-tam tra i sindaci dei cinque comuni colpiti, tra cui anche Quindici, per
avere risposte concrete sia dalla Regione Campania che dal Governo. L'assise
dei primi cittadini si riunirà il 29 aprile per elaborare iniziative che vadano
dalle proposte alle proteste. Ricostruzione, contributi per le abitazioni
distrutte, opere di bonifica e personale, questi i quesiti cui gli enti
sovracomunali dovranno dare il proprio responso. E poi l'Arcadis, l'agenzia
regionale per la difesa suolo, che doveva essere competente in questo settore
nel passaggio tra la fase straordinaria a quella ordinaria, che ancora non
riesce a darsi una struttura definita. Argomenti, quindi, cui le risposte
vengono sollecitate dai sindaci, ogni qualvolta, tale
questione sembra sia andata a finire nel dimenticatoio della burocrazia. Ed a pochi giorni dalla
scadenza del decreto governativo dell'emergenza frana (30 aprile 2008), il
sindaco di Quindici, Liberato Santaniello invia una lettera aperta ai sindaci
interessati (Sarno, Bracigliano, Siano e San Felice a Cancello) per un'azione
sinergica. Stessa missiva, per sollecitare le decisioni e l'intervento,
è stata inviata anche alla Regione Campania, alla quale si chiedeva la
convocazione di un comitato istituzionale per analizzare la situazione attuale.
Per adesso, solo i sindaci hanno aderito alla iniziativa: il prossimo 29 aprile
il primo passo. gi.sp.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RISPONDE
PIETRO GARGANO La tv e il dovere d'informare e di formare È iniziata la seconda
serie della fiction televisiva "Capri", ideata da Carlo Rossella e
ritenuta "il primo grande successo della Film Commission Regione
Campania". I protagonisti, titolari di una società di trasporti marittimi,
dopo il rinvenimento fortuito di un'anfora sui fondali, operano
indiscriminatamente una serie di recuperi subacquei di reperti archeologici. I
reperti vengono affidati a un istituto locale di archeologia, la cui direttrice
incoraggia l'attività dei due fratelli, allo scopo di proteggere il sito dal
saccheggio clandestino. Intanto viene informato il ministero, che invia un
funzionario archeologo. È singolare che un'archeologa avalli il recupero di
reperti, definiti di notevole valore, da parte di persone non competenti. È
desolante osservare come venga svilita la figura dell'archeologo, rappresentato
nelle vesti di una presunta professionista locale che opera con leggerezza e
noncuranza degli obblighi di tutela, parte imprescindibile della deontologia
professionale di ogni archeologo. Si offre, così, al grande pubblico una
visione totalmente falsata del mondo di chi opera nel settore dei beni
culturali, che purtroppo spesso solo a parole vengono definiti la più grande
risorsa del Paese. Questi beni sono tutelati e valorizzati a fatica dalle
Soprintendenze e dai funzionari ministeriali, privati di risorse, che spesso in
collaborazione con le università, altrettanto depauperate e carenti di fondi
per la ricerca, tentano di indagare, studiare e divulgare correttamente il
valore scientifico, storico, culturale e formativo delle antichità. I reperti
sono presentati solo come testimonianza di un passato mitico incomprensibile,
alieno ed esotico. Gli archeologi, percepiti in genere nell'immaginario
collettivo come sorta di Indiana Jones, sono in realtà persone che hanno
seguito un lungo e complesso percorso formativo (laurea, specializzazione e
spesso dottorato di ricerca), al termine del quale purtroppo nella maggior
parte dei casi non riescono a trovare adeguata collocazione nel mondo del
lavoro e spesso sono costretti a ripiegare su altre professioni. I naturali
sbocchi, specie soprintendenze e università, malgrado le enormi necessità di
ricerca, tutela e valorizzazione del nostro ingente patrimonio, sono
praticamente chiusi, dal momento che non si garantisce nemmeno il turn over. Ci
si augurerebbe, pertanto, che i mass media contribuissero a diffondere - così
come per altre categorie professionali - un'immagine più dignitosa e realistica
di un'attività che non può essere assimilata a un avventuroso gioco di
improvvisati "cercatori di tesori". E ci si chiede se questa possa
essere una reale promozione della Campania - la regione con le più importanti,
vaste e meglio conservate aree archeologiche al mondo - e delle testimonianze
della nostra comune identità culturale, essendo basata sulla disinformazione,
svuotata di ogni contenuto storico e valore formativo. Maria Tommasa Granese -
NAPOLI * * * Leggo le critiche di Daniele B. e il commento del cronista al
nuova edizioni della "Squadra" in tv, e rimango sbalordito.
Evidentemente né il lettore né il cronista si rendono conto della realtà di
Napoli. E forse vivono in un sogno. Inseguono l'ideale romantico del poliziotto
alla Derrik, del tenente Colombo. Della finzione che rende l'investigatore puro
e cristallino. Finzione pura. La realtà è diversa. Basta viverla per rendersene
conto. E allora tocca capire se in tv occorra attingere al cliché stucchevole
che spesso affliggeva la vecchia "Squadra", o farsi coraggio e
mostrare la verità. Napoli è questa. Le forze di Polizia, almeno i reparti che
fronteggiano la criminalità, lavorano spesso al limite della legalità. Ci sono
costretti, come Vito Sorrentino, come Vitale l'ispettore
dei Falchi, per non soffocare nella burocrazia, nelle procedure incancrenite di leggi e leggine. E lavorando in
tal modo svolgono un'eccellente attività operativa. La nuova
"Squadra" è un raro esempio di televisione verità. Non è fiction. E
per questo motivo attira un nugolo di critiche infondate. Ottavio V. -
NAPOLI In tempi di grave decadenza, la televisione - massima fonte di
informazione degli italiani - ha dei doveri in più e invece cade nello
spettacolo a ogni costo, nella rissa, nella volgarità, spesso
nell'approssimazione come a proposito degli archeologi di "Capri".
Quanto alla Squadra bis, non avendo la capacità del lettore senza cognome d'individuare
un'unica verità, tutta nera, continuo a pensare che Napoli non sia solo quella
della violenza totale, estesa perfino a un commissariato, dell'oscurità senza
futuro: una città irreparabilmente vinta. Non lo è, e sta perdendo. Ma
rimonterà, come ha fatto tante volte in una lunga storia.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore
Gianfranco Vecchiato replica alle rimostranze dell'architetto Giampaolo Peghin e dei professionisti che mettono sotto accusa la burocrazia comunale "Ritardi per
avere i permessi per costruire? In 2 anni dimezzati i tempi" Cinque anni
per ottenere l'approvazione di un piano urbanistico attuativo? Non è vero,
ribatte l'assessore-architetto, Gianfranco Vecchiato che risponde così alle
rimostranze dell'architetto Giampaolo Pighin e di quei professionisti che,
come lui, lamentano i tempi troppo lunghi per ottenere i permessi di costruire
o restaurare una casa, o per realizzare un intervento edilizio su un lotto di
terreno.Pighin aveva chiesto al Comune di poter vedere i documenti relativi
alle pratiche in corso, o appena concluse, per i piani attuativi (che, oltre
all'edificazione di case, prevedono le strade di collegamento, il verde, i
parcheggi... ).La Direzione Sviluppo del territorio ed Edilizia del Comune di
Venezia gli ha risposto che i documenti non poteva vederli perché la richiesta
non era stata adeguatamente motivata, ma gli ha fatto pervenire una tabella con
l'elenco dei procedimenti e i tempi relativi. In quella tabella, a parte
qualche rarissimo caso, si va dai 10 ai 38 mesi."Se un cittadino non
indica chiaramente l'oggetto della richiesta non possiamo distogliere i nostri
tecnici dal lavoro che già è tanto. Ma al di là di questo, ciò che più mi preme
dire è che i tempi di istruttoria dei nostri uffici sono molto ma molto più
brevi di quelli denunciati e che appaiono nelle tabelle" spiega
l'assessore Vecchiato."Gli uffici sono abbastanza tarati su tempi medi di
60 giorni, come prevede la legge - prosegue l'esponente della giunta comunale
di Ca' farsetti - Il problema è che, poi, il conto finale si allunga perché pratiche
complesse come quelle dei piani attuativi diventano come la carta moschicida e
si portano dietro una serie di altre incombenze che, però, non dipendono da
noi."Questi piani, ad esempio, devono passare in Consiglio comunale -
afferma l'assessore Gianfranco Vecchiato - che ha i suoi tempi. Inoltre i
nostri tecnici, proprio perché sanno che si tratta di procedure non semplici,
forniscono più informazioni possibili al momento dell'apertura delle pratiche,
ma evidentemente non bastano visto che spesso sono incomplete e quindi bisogna
chiedere delle integrazioni. E alcuni professionisti purtroppo ci mettono
parecchi mesi per consegnarle"."Ci mettiamo i mesi che ci vogliono:
se le integrazioni che il Comune ci chiede coinvolgono, ad esempio, i consorzi
di bonifica (a seguito delle nuove direttive anti allagamenti), dobbiamo
aspettare mesi perché i consorzi ci rispondano - dice Pighin - Ma il problema è
più a monte, perché chiedere troppe integrazioni non è un buon segno di
efficienza, e non può essere che sia colpa solo dei professionisti che, in
fondo, non è da ieri che disegnano piani attuativi".L'assessore Gianfranco
Vecchiato riconosce che ci sono dei problemi e che l'organico degli uffici è
ridotto "ma non mi pare si possa definire un disastro. Nonostante le mille
difficoltà che dobbiamo fronteggiare ogni giorno, possiamo dire che il servizio
offerto ai cittadini è buono."Se guardiamo le statistiche del Suep (lo
Sportello unico per l'edilizia privata), dall'1 marzo 2007 al 1 marzo 2008 -
puntualizza l'assessore - architetto - sono state presentate e istruite, in un
tempo medio di 27 giorni, 1295 Dia (Dichiarazioni di inizio attività); nello
stesso periodo sono state presentate 522 domande di permessi di costruire: 265
(il 51\%) sono state evase in un tempo medio di 99 giorni, 257 (49\%) sono
ancora in corso di esame."Da novembre 2005 a novembre 2006 - conclude
l'assessore Vecchiato - i tempi erano di 197 giorni, sono scesi a 150 giorni
tra il 2006 e il 2007; da allora a oggi siamo scesi a 99 giorni. Non mi sembrano
tempi così lunghi".E.T.
( da "Varesenews" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Luino - Al
via un progetto tra autoscuole ed enti locali sulla sicurezza stradale dedicato
ai più giovani L'educazione alla vita inizia dalla strada Il tema della
sicurezza stradale, soprattutto dell'educazione alla vita, è stato
trattato questa mattina in un convegno al CFP di Luino organizzato da Global
Service di Germignaga e che ha visto tra i partecipanti anche rappresentanze di
alunni e insegnanti dei vari istituti tecnici del luinese. Lo scopo di Global
Service e del servizio che svolge da anni come autoscuola, è quello di
sensibilizzare un nuovo modo di intendere l'educazione stradale che valica i
confini dell'autoscuola. Il comune di Luino e la Comunità Montana Valli del
Luinese, presenti rispettivamente con l'assessore Sarchi e con il presidente
Ido Locatelli, si sono dimostrati sensibili all'argomento con il desiderio di
accettare un manifesto comune fatto da operatori del settore sinergicamente con
scuole, istituzioni e medici. La presenza di Ernesto Restelli ha subito dato un
taglio incisivo all'incontro con la sua testimonianza diretta, dalla voce di
chi ha perso molto sulla strada. Significativa è stata una frase che ha colpito
molto i ragazzi in merito alle sanzioni e all'educazione che bisogna avere
sulla strada: "Meglio avere un figlio senza patente che una patente senza
figlio". Restelli ha sottolineato che bisogna lavorare sui conducenti, sui
veicoli e sulle infrastrutture. L'ing. Pasqualino Di Mauro della Motorizzazione
civile di Varese ha riportato con precisione i dati provinciali in merito al rilascio
di patenti di ogni categoria e al numero di sayioni e incidenti nel corso dello
scorso biennio. I dati dimostrano che le istituzioni preposte, come la
motorizzazione, fanno la loro parte ma serve uno sforzo congiunto che non può
prescindere dal rispetto delle regole. Angelo Sarrubbi, colui che più di tutti
e con forza ha voluto questo primo incontro per la sottoscrizione di un
manifesto congiunto sul tema dell'educazione stradale ha sottolineato
l'importanza di fare gruppo anche con le altre autoscuole, alcune delle quali
erano presenti in sala. Tra le proposte fatte ci sono la presenza di un medico
in autoscuola, un parco a tema dove già da piccini si possano imparare i
rudimenti anche solo attraverso i colori o la bicicletta, qualcosa che a Luino
si è cominciato a fare e con una pubblicazione. Magari un fumetto, qualcosa di
facile da veicolare tra i giovani, nelle scuole. Queste sono solo alcuni dei
temi trattati che troveranno,anche secondo le parole dei presenti un seguito
certo in altri incontri. I ragazzi hanno mostrato attenzione e si sta già
pensando ad un nuovo incontro che comprenda tutte le scuole del luinese.
Particolarmente apprezzate sono state le parole della delegata del Comune di
Mesenzana in merito allo sforzo dell'amministrazione per porre rimedio al
fenomeno incidenti che, proprio in quel territorio, ha visto una vera e propria
mattanza, fenomeno non certo dovuto all'incuria del Comune
quanto ad una serie di burocrazie tutte italiane. Ha portato la sua
testimonianza e il suo contributo anche il Comandante dei Vigili Urbani
Giuseppe Zanoletti. Ha esortato i giovani presenti, come ha fatto la dirigente
scolastica Battaglia dell'Istituto Don Milani di Tradate, a prestare attenzione
alla propria vita e a quella altrui mostrando senso di responsabilità.
Giovedi 24 Aprile 2008.
( da "HelpConsumatori" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
News
CITTADINI IN PARLAMENTO 24/04/2008 - 17:37 Domenica 27 e lunedì 28 aprile si
tornerà a votare per il turno di ballottaggio per le elezioni dei presidenti di
5 province e dei sindaci di 43 comuni, di cui 6 capoluoghi di provincia (Asti,
Massa-Carrara, Roma, Foggia, Catanzaro). Il corpo elettorale interessato alla
consultazione è complessivamente, considerando una volta sola gli enti
interessati a più elezioni, di 5.716.839 elettori. Le operazioni di voto si
svolgeranno dalle ore 8.00 alle ore 22.00 della domenica e dalle ore 7.00 alle
ore 15.00 del lunedì, mentre lo scrutinio avrà inizio al termine delle
operazioni di voto. Si ricorda che per il turno di ballottaggio si vota solo
tra i due candidati che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di
voti, tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del
candidato prescelto. Tra i comuni interessati dal ballottaggio anche Roma, a
cui Cittadini in Parlamento dedica questa settimana uno specifico
approfondimento. Sono stati infatti scandagliati i programmi dei due candidati
alla poltrona di primo cittadino, Francesco Rutelli per il centro-sinistra e
Gianni Alemanno per il centro-destra, alla ricerca di proposte interessanti per
i consumatori. Ecco il risultato: Programma del candidato
Francesco Rutelli (centro-sinistra) Burocrazia È matura una profonda
riorganizzazione della macchina capitolina, dei Municipi, delle aziende, dei
servizi. Vogliamo motivare e rendere protagonisti i dipendenti del Comune.
Vogliamo rendere più efficiente e più unitaria nei quartieri della città la
rete dei servizi alle persone. Più pronta e veloce l'amministrazione,
più snella la burocrazia per le imprese, per le
famiglie, per tutti. Vivibilità quartieri Il progetto delle Centoscuole:
apertura durante tutta la giornata di complessi scolastici destinati a
diventare centro della vita e della socialità dei quartieri. Aperti non solo a
studenti, insegnanti, famiglie, ma ad attività culturali e sociali,
all'associazionismo, agli anziani. Dove palestre e auditorium, biblioteche e
computer siano ricchezza per tutti. Tecnologie e ambiente Il programma perché
Roma sia una delle città più tecnologiche ed ecologiche del mondo. Meno file e
meno scartoffie. Più infomobilità, gestione avanzata dell'intero ciclo dei
rifiuti, bus a biodiesel, più telelavoro e telemedicina, sino al pagamento dei
parcheggi col cellulare. Con le opportunità di Internet e le nuove tecnologie
può cambiare la qualità della vita dell'intera popolazione: non meno che con
l'ecologia, ovvero piantando a Roma mezzo milione di alberi in 5 anni,
moltiplicando i mezzi elettrici e l'apporto dell'energia dal sole, proteggendo
i beni comuni come l'acqua, l'aria, l'ambiente. Mobilità Lo sviluppo deciso dei
programmi di modernizzazione: la costruzione della grande Metropolitana C e
della B1 entro il 2011, l'inizio dei lavori della linea D; i prolungamenti e
l'ammodernamento delle linee A e B e un nuovo e vincolante Patto con le
Ferrovie dello Stato e la Regione per rafforzare la rete delle ferrovie
metropolitane utili ai cittadini romani e ai pendolari. Allo stesso tempo
continueranno ad essere prioritari gli interventi relativi alla grande
viabilità dalle Complanari dell'A24 ai corridoi della mobilità, dal nuovo
svincolo degli Oceani tra la Colombo e l'Eur al nuovo Ponte della Scafa a
Ostia, alla realizzazione del Nodo di Termini. Roma continuerà a valorizzarsi
anche con il Nuovo Centro Congressi dell'Eur, con la Città dello Sport a Tor
Vergata e con i Campus universitari. Casa Occorre una politica per la casa che
acceleri e rafforzi tutti i programmi in campo. Oggi è troppo difficile trovare
un'abitazione in affitto, o comperarla per chi ha un reddito medio-basso.
Vogliamo realizzare, nel corso del mandato, 10.000 case popolari, 10.000 case
in affitto agevolato, 6.000 alloggi per studenti. Una città che si modernizza
diffondendo servizi di qualità: questa sarà l'attuazione del Piano Regolatore.
Le nuove centralità urbane porteranno nelle periferie sedi universitarie,
centri di ricerca avanzati, impianti sportivi, spazi per giovani, luoghi per la
cultura. Il trasporto su ferro sarà la struttura portante della mobilità. Il
verde dovrà vivere, non essere sulla carta. I quartieri costruiti abusivamente
ottenere la conclusione della loro regolarizzazione. Politiche sociali Le
politiche sociali sono state considerate esclusivamente politiche per i deboli,
rischiando talvolta di diventare anch'esse politiche deboli. E' necessario che
recuperino la loro centralità orientando le politiche pubbliche di sviluppo
locale, perseguendo l'integrazione con le politiche della formazione,
dell'occupazione, dell'abitare e dell'urbanistica: per gli anziani, ad esempio,
che debbono essere sempre più una risorsa importante per l'Amministrazione e
per la partecipazione tra l'altro nelle politiche di sostegno all'infanzia e nel
supporto alla fruizione del patrimonio ambientale e culturale; per le famiglie,
con centri di sostegno alla genitorialità, predisponendo una rete di
agevolazioni soprattutto per le famiglie numerose e quelle monoparentali, e
aumentando la capacità di ricettività degli asili nido di altri 8000 posti.
Saremo la prima città in Italia ad anticipare la ratifica della Convenzione
dell'Onu sui diritti dei diversamente abili, adottandone i principi nei primi
100 giorni di governo. Rifiuti Un asse fondamentale della riorganizzazione
della città riguarderà la cura, la pulizia e la manutenzione. Il degrado si
combatte con un'attenzione costante, con un'azione incessante, ma soprattutto
con un'organizzazione efficiente. Chiederemo ai cittadini di partecipare alla
raccolta differenziata per portarla al 35% in tempi rapidi e certi; con il
rispetto delle regole, con un rinnovato volontariato civico che coinvolga anche
associazioni di quartiere e imprese. Applicheremo sanzioni alternative con
obbligo di ripristino per i responsabili di danneggiamenti e vandalismi.
Sicurezza La percezione di insicurezza è cresciuta in città nonostante i dati
reali indichino Roma come una delle città più sicure al mondo. Andiamo allora
alla radice di un problema che avrà certamente benefici dalla riorganizzazione
del decoro urbano e dalla prevenzione e dalla cura del territorio. Occorrerà
collaborare costantemente con le Forze dell'Ordine, attraverso il Comitato
l'Ordine e la Sicurezza sin da subito la ridislocazione dei Commissariati e
delle Stazioni dei Carabinieri in ragione delle nuove urbanizzazioni. Dobbiamo
creare pattuglie miste della Polizia Municipale con la Guardia di Finanza per
contrastare l'abusivismo commerciale; pattuglie miste dei nostri Vigili con
Polizia e Carabinieri per il controllo del territorio. Perché le donne che
rientrano a casa hanno diritto di sentirsi sicure, così come i bambini, così
come le persone anziane non solo nei loro spostamenti in città ma anche nelle
loro case. Stiamo dalla parte delle vittime della violenza e dell'illegalità.
Il programma di Francesco Rutelli Programma del candidato Gianni Alemanno
(centro-destra) Piano casa Costruzione di 25mila alloggi destinati alle
famiglie dei lavoratori con retribuzioni medio-basse, sia attraverso l'edilizia
economico-popolare, sia con la concessione a riscatto e/o in affitto con un
canone compatibile con i salari degli assegnatari. Si propone l'abolizione
dell'Ici sulla prima casa. L'Irpef comunale verrà ridotta fino a un'aliquota
pari allo 0.25%. Riqualificazione periferie e quartieri svantaggiati Per Roma è
previsto, nell'ambito del programma nazionale di interventi sociali e di
attrazione d'impresa, lo stanziamento di 1miliardo e 500milioni di euro in
favore della periferia, utilizzando, oltre agli strumenti esistenti, quello
innovativo della demolizione e ricostruzione. Piano straordinario per la
mobilità Il piano prevede la realizzazione del 2° anello esterno del Grande
Raccordo Anulare e il completamento dell'anello ferroviario, l'incremento dei
parcheggi di scambio e rotazionali, la diversificazione della flotta degli
autobus, l'aumento dei treni della metro, la realizzazione dei prolungamenti
delle linee A e B, la costruzione della linea D e la conclusione nei tempi
previsti della metro B1 e della metro C, la più grande opera pubblica
programmata in Italia negli ultimi 25 anni e finanziata per l'82% dal Governo
Berlusconi. Riordino della logistica per il trasporto merci per evitare il
transito in città di camion e mezzi di trasporto pesanti. Legalità e decoro urbano
Riforma della Polizia Municipale con la creazione di reparti specializzati
nella lotta al commercio abusivo, nella prevenzione e repressione della
mendicità minorile e dell'offerta di manodopera clandestina. Costituzione di
nuovi presidi per ospitare i bambini sottratti all'accattonaggio. Adozione del
regolamento per l'armamento. Progetti di telesorveglianza assistita e
tecnologica e contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nel
tessuto commerciale cittadino attraverso il riciclaggio del danaro sporco.
Sostegno alle famiglie e politiche sociali Ripristino del bonus per il sostegno
della natalità, libri di testo gratuiti fino ai 18 anni per le famiglie meno
abbienti. Apertura di un negoziato con l'Ue per ridurre l'Iva su tutti i
prodotti per l'infanzia. Creazione di 10mila nuovi posti per i bambini di Roma,
attraverso la costruzione di nuovi asili pubblici, l'incentivazione alla
creazione di asili nido aziendali e privati, accreditati e convenzionati,
l'obbligo per tutte le grandi unità produttive di dotarsi di questo servizio.
Realizzazione di un piano straordinario per contrastare la povertà che colpisce
476.000 famiglie romane e per assicurare l'assistenza agli anziani, per
garantire ai non autosufficienti e agli incapienti di essere assistiti e curati
preferibilmente nella propria casa. Rendere protagonista di questo piano tutto
il mondo dell'associazionismo e del volontariato secondo il principio della
sussidiarietà. Qualità dell'offerta sanitaria Intesa con il Governo per la
costruzione di un nuovo e moderno Policlinico Umberto I con tempi certi di
realizzazione, creazione di presidi sanitari di quartiere per alleggerire il
carico sugli ospedali, snellire le liste d'attesa, ottenere una sanità per
tutti, ma diversificata tra prestazioni di base e di eccellenza, nel rispetto
della parità tra erogatori pubblici e privati. Nuovo Piano rifiuti Scongiurare
il rischio di un'emergenza rifiuti analoga a quella di Napoli, passare
immediatamente alla raccolta differenziata "porta a porta" in tutta la
città, realizzare subito tutti gli impianti necessari allo smaltimento dei
rifiuti di Roma. Chiudere la discarica di Malagrotta nei tempi previsti.
Realizzare il quarto impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti su
iniziativa dell'Ama per dare valore industriale all'azienda pubblica. Lotta
all'inquinamento e tutela della salute dei cittadini Creazione di un nuovo e
più efficiente sistema di monitoraggio delle varie forme di inquinamento che
vengono rilevate nella città di Roma, per garantire il benessere dei cittadini
anche attraverso forme attive di prevenzione e la promozione di idonei stili di
vita e di comportamento. Il programma di Gianni Alemanno 2008 - redattore: DP.
( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Calderoli:
"Riforme, ora o mai più" FEDERALISMO AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO
Fabrizio Carcano Si apre la stagione delle riforme, si apre la stagione del
Federalismo fiscale. "Quella che si apre sarà veramente una legislatura
costituente, con un popolo molto attento a quello che farà la politica: per cui
ora o mai più! E questo vale tanto per la maggioranza quanto per l
opposizione". A garantirlo è Roberto Calderoli che commenta così i tanti e
crescenti segnali positivi che, in queste ultime ore, si percepiscono intorno
al tema delle riforme: con il Federalismo in prima fila, quello fiscale, che
consentirà ai territori di trattenere una parte cospicua delle proprie risorse,
e quello amministrativo, ovvero la possibilità di far gestire ai territori
stessi materie di enorme importanza nella vita quotidiana dei cittadini, quali
l assistenza sanitaria, l istruzione scolastica, la gestione del patrimonio
ambientale o culturale, fino ovviamente alla sicurezza. Temi portati avanti per
oltre due decenni dalla Lega Nord, in una battaglia solitaria, ma ora diventati
condivisi da tutti, non solo nella maggioranza di centrodestra uscita
nettamente vincitrice dall ultima tornata elettorale. Il Federalismo ora sembra
essere diventato una priorità anche per Confindustria: qualche giorno fa era
stato il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo a chiedere alla
politica di spingere sul gas delle riforme istituzionali, mentre ieri è toccato
al suo successore, il neo presidente Emma Marcegaglia, rilanciare la richiesta
degli imprenditori per un Federalismo che sia realtà nel più breve tempo
possibile. "Oggi serve a questo Paese un vero disegno di federalismo
fiscale, un vero piano che avvicini i soldi a chi decide e ai cittadini. Su
questo tema lavoreremo nei prossimi mesi", ha spiegato alla platea degli
industriali il neo presidente, ricordando poi che "non ci sono più alibi
per non fare le riforme. C è un governo chiaro, che ha vinto con ampia
maggioranza. C è una semplificazione politica straordinaria e la sinistra
radicale è fuori dal Parlamento. Noi siamo molto determinati su questo e nei prossimi
giorni incontreremo Berlusconi". Un sprone chiaro, quello del mondo
imprenditoriale, ad accelerare nel percorso federalista. E della possibilità di
rivedere la Costituzione nella sua seconda parte, quella riguardante l
ordinamento della Repubblica, ha accennato anche il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano ("l'esigenza della revisione dovrebbe
essere chiaramente riferita, e nei fatti in tutti i successivi tentativi di
riforma è stata riferita, alla seconda parte della Costituzione, cioè all'ordinamento
della Repubblica, mentre la prima parte rimane cosí valida, viva e capace di
adeguarsi a nuove realtà"), in un passaggio del discorso che ha
indirizzato ai vertici della Federazione della stampa per il centenario della
Fnsi. E aperture incoraggianti al Federalismo, e all opportunità di dialogare
sulle riforme, arrivano dal centrosinistra, ovvero dal Partito Democratico che
prima con il ministro Livia Turco, poi con il responsabile economico Giorgio
Tonini ("Il Federalismo non è un tabù", "pronti a collaborare")
e con il neo deputato vicentino Massimo Calearo ("Impegnamoci
a dare risposta sulla sicurezza, sulla riduzione della burocrazia, sulla necessità-obbligo di
fare il vero federalismo fiscale"). Segnali da mettere insieme, ma che
fanno ben sperare sulla possibilità che si stia aprendo davevro una stagione di
riforme. Una stagione riformista che avrà nella Lega il suo perno e il suo
garante. Come osserva lo stesso Calderoli: "Questo successo
elettorale della Lega rappresenta la garanzia dell attuazione di quelle riforme
oggi richiamate anche dal neo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e
dallo stesso Presidente della Repubblica. Quella che si apre sarà veramente una
legislatura costituente, con un popolo molto attento a quello che farà la politica:
per cui ora o mai più! E questo vale tanto per la maggioranza quanto per l
opposizione". Opposizione che, come detto, sembra aprirsi al dialogo, come
confermano le parole di Tonini, Calearo e della Turco. "Mi sembra che si
stia partendo con il piede giusto e se si vuole veramente lavorare la Lega non
avrà difficoltà a mettersi a lavorare fin da subito e a parlare di federalismo
fiscale basato sulla sussidiarietà e sulla solidarietà", riflette
Calderoli, che aggiunge: "Pur contestando la parola armistizio mi sembra
che, comunque, debba essere interpretata come un sì la risposta del
responsabile economico del Pd, Giorgio Tonini, al mio appello a un dialogo tra
maggioranza e opposizione su tematiche di tale portata e importanza. E
sicuramente condivisibile la necessità di affrontare la riforma del sistema
elettorale, per le elezioni Europee e per quelle Politiche, valutando la
necessità, avvertita dai cittadini, che i vari sistemi siano il più possibile
simili tra di loro. Così come è da valutare positivamente il suo richiamo all
articolo 119 e indirettamente all articolo 116 della Costituzione e ai
contratti di lavoro su base aziendale e territoriale". [Data
pubblicazione: 24/04/2008].
( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autore
LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato
nell'autunno di due anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita
a un documentario sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza,
anche questa volta la mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla
Rai, con cui ho provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi
ennesimi rifiuti mi hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il
film, dato il suo senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si
definisce civile non si può non affrontare un problema come questo, la morte
sul luogo di lavoro. Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere,
calarmi come ho fatto nel dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il
dolore sta subendo in questa nostra epoca: la messa in scena della sofferenza
attraverso le fiction e soprattutto i talk show rappresentano l'identità
spappolata di questo nostro tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è
un film per tutti, non ha una valenza politica, spero vada al di là delle
appartenenze; non c'è nulla di ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una
mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime. La realtà
evidente è che c'è molta solitudine in questi lavoratori - nel mio documentario
mi sono soffermato sul mondo dell'edilizia- , in quanto non
sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma,
non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio
lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo
piano la questione del lavoro.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Una importante
vetrina per alcuni cavatori valtellinesi in trasferta in Cina. Tre aziende del
Consorzio estrattori pietre ornamentali della provincia di Sondrio hanno
infatti partecipato a una fiera a Shanghai, una importante occasione per
confrontarsi con una realtà diversa ed in fortissima espansione. Le ditte
partecipanti a questa singolare e strategica trasferta sono state la Serpentino
d'Italia, la Marmi Pedrotti e la Serpentino e Graniti. "Si tratta di un
mercato interessante in forte crescita - il commento dei protagonisti del
viaggio - ci è quindi apparso importante partecipare con i nostri prodotti. La
concorrenza delle pietre locali è forte, impossibile per noi competere, ma il
mercato che intendiamo avvicinare è di nicchia, quello delle abitazioni di lusso
in cui il Made in Italy rappresenta uno status symbol e in cui è fondamentale
presentare un prodotto di altissima qualità". Pietro Cabello sottolinea le
differenze esistenti fra l'Italia e la Cina. "Da circa 20 anni viaggio in
questo paese, ad ogni mia visita trovo nuove infrastrutture che non solo
aiutano il paese ad essere sempre più competitivo e con merci di sempre
migliore qualità, ma che creano un'economia interna oggi forte tanto quanto
l'export. In questa affascinante realtà lo Stato si pone come partner per le
aziende aiutandole a crescere. In Italia invece è un problema muoversi e far
muovere le nostre merci, mancano le infrastrutture e quelle che ci sono non
funzionano perché vecchie e congestionate. L'energia elettrica costa più del
doppio visto che mancano le centrali e il nucleare, unica fonte che potrebbe
diversificare e rendere meno dipendente dall'estero il nostro paese e che
rappresenta un'utopia". Di conseguenza "i prodotti giungono sui
mercati con un rapporto qualità-prezzo sempre meno competitivo, il costo delle
merci nei supermercati aumenta e i salari perdono potere di acquisto".
Cosa deve migliorare per il vostro settore? "Nel nostro piccolo vanno
risolti i problemi di viabilità con la realizzazione di nuove strade, va snellita la burocrazia, basti pensare che ad oggi alcuni giacimenti sono chiusi in
attesa delle autorizzazioni. Ricordo che le nostre aziende sopravvivono solo e
perché i materiali che lavoriamo giungono da cave locali; economicamente
insostenibile sarebbe lavorare marmi e graniti di importazione. I nostri
fatturati e la mano d'opera impiegata sembrano esigui ma in realtà, essendo i
nostri prodotti interamente Made in Italy, il marmo e il granito sono una delle
poche commodities di cui il paese dispone, e creano un indotto indispensabile
per il benessere del paese e della valle. Oggi le nostre aziende vivono una
forte crisi ed è proprio in questo momento che maggiormente necessitiamo
dell'aiuto dello Stato che dovrebbe favorire la crescita delle aziende e non
ostacolarla". 24/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bulgarograsso
Il titolare conferma di aver seguito le indicazioni della Provincia e di aver
pagato il dovuto undici mesi fa Accesso bloccato, l'officina è ferma al palo
Michele Clerici: "Da un anno chiediamo all'Enel di spostare un lampione
per trasferirci nella nuova sede" BULGAROGRASSO Non può trasferire
l'autofficina per colpa di un palo. "Il lampione della vergogna" l'ha
ribattezzato Michele Clerici - titolare, con il figlio Andrea, dell'A. M. Car
sport ? in attesa da mesi che Enel provveda alla rimozione di un pilone della
luce posto proprio al centro del cancello d'ingresso della nuova sede, in via
Ferloni 52, lungo la provinciale. Impossibile entrare con i camion che
trasportano le attrezzature per allestire l'autofficina. "Abbiamo
realizzato il cancello come da prescrizione della Provincia, che ha indicato di
costruirlo proprio in quel punto nonostante la presenza del palo e del
passaggio dell'alta tensione ? spiega Clerici ? Abbiamo già versato a Enel,
ormai quasi un anno fa, ottocento euro per trasferimento palo e installato il plinto.
Tutto è pronto; abbiamo consegnato i lavori due mesi e venti giorni fa, ma da
Enel non abbiamo più avuto alcuna comunicazione in merito allo spostamento,
nonostante ripetuti solleciti. Non so quante volte abbiamo chiamato, sentendoci
rispondere prima che il problema era dovuto al Comune, adesso che aspettano il
permesso della Provincia. Ho verificato in Comune e non c'è alcuna difficoltà;
per quanto riguarda l'autorizzazione provinciale non compete a me farne
richiesta. Certo che se Enel, anziché inoltrare la domanda alla Provincia
subito dopo la nostra richiesta di spostamento e il versamento del dovuto, l'ha
fatta solo di recente, dopo i nostri solleciti, per forza passerà ancora del
tempo prima di poter rimuovere il palo". No spostamento, no trasloco:
"Non possiamo trasferirci nella nuova autofficina - conferma Clerici - I
camion che dovrebbero portare le attrezzature per allestire la nuova sede non
possono entrare per la presenza del palo al centro del cancello. Siamo pronti;
la struttura è stata sistemata, mancano soltanto i macchinari. Ma ora che
piazzeranno tutto passerà un paio di mesi ancora, con il risultato di ritardare
ulteriormente il trasferimento nella nuova autofficina rispetto ai
programmi". Nel frattempo, non mancano piccoli grandi inconvenienti.
Giorni fa, per non far tornare indietro un autotrasportatore, ha scaricato
all'esterno il materiale poi portato all'interno a ?spalla?, non potendo
accedere nel cortile con il camion. Una storia di ordinaria
burocrazia che sta mettendo
a dura prova la pazienza di chi vorrebbe soltanto poter riorganizzare al meglio
la propria attività: "Non si può dopo quasi un anno non sapere ancora
quando verranno a spostare il palo; cosa faccio, lo butto giù io tra un po' ?
sbotta Clerici - Dopo sei-otto mesi dalla prima richiesta e dopo aver pagato
ottocento euro, hanno fatto il sopralluogo e ci hanno allacciato il contatore,
assicurandoci che entro novanta giorni avrebbero effettuato lo spostamento,
siamo ormai all'ottantatreesimo giorno e ancora tutto tace. Dall'Enel non ci è
arrivato alcun avviso al riguardo; se non fosse per le continue telefonate
fatte da me per conoscere lo stato della pratica, non avremmo saputo neppure
quel poco che ci hanno detto. Non lo trovo un comportamento corretto. Noi
abbiamo ottemperato a tutto quanto ci è stato richiesto sia dalla Provincia che
da Enel e, tuttavia, siamo ancora in attesa di una soluzione. Senza sapere
neppure quando arriverà". Manuela Clerici 24/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il
sindacalista che parla di lavori usuranti mi deprime e mi fa sorridere "Il
sindacalista che parla di lavori usuranti mi deprime e mi fa sorridere. Che
cosa fa un sindacalista? È un mestiere fondato sugli appuntamenti". Forte,
forse eccessiva. Ma questa impressione dispensata da Asor Rosa non è altro che
l'ultimo attacco al sindacato italiano. Un sindacato che non sta bene. L'ultimo
colpo è partito subito dopo i risultati elettorali. Dopo che la Lega di Umberto
Bossi aveva sbancato le fabbriche del Nord, i luoghi di lavoro tanto cari a
sinistra e sindacato. E così dalle fabbriche "della Lega", si è
alzato un messaggio: l'allarme e la protesta che provengono dal Nord è tutta
racchiuso in quel patto produttori-lavoratori rovesciato beffardamente nel suo
opposto. Il risultato delle urne - ha detto Guglielmo Epifani, leader Cgil - ha
bocciato la radicalità ideologica. E ha continuato così: il compito del
sindacato è "evitare di ridursi ad un avamposto di testimonianza
continuando a dimostrare concretezza nelle proposte". In realtà quel
risultato è stato ampiamente determinato proprio dalla mancanza di risposte
concrete. E in più, qualcosa d'altro era successo. Era emersa un'altra presa di
coscienza: "I sindacati sono lontani da tutto, non capiscono la realtà.
Sono rimasti solo loro, ormai, a difendere posizioni perdenti, a fermare la
storia". Sentenza impietosa di un operaio dell'Emilia rossa (dove la Lega
è passata dal 4 a quasi l'8%). Ma poteva essere un operaio di Varese, di
Brescia, di Bergamo, Lecco o Como, tutte culle verdi del Carroccio. Il
sentimento ormai è diffuso: se gli italiani ne hanno abbastanza della casta dei
politici, il discorso vale ancora di più per quella dei sindacalisti. Che a
differenza dei primi non vengono neanche eletti, ma semplicemente cooptati.
L'insofferenza sempre più marcata nei confronti dello strapotere e
dell'invadenza delle tre grandi centrali confederali e del bazar di sigle e
siglette che fanno loro da contorno emerge da tutti i sondaggi d'opinione
realizzati negli ultimi anni. La sentenza finale, poi, è ancora più risolutiva:
questi ultimi anni di veti, di no, di resistenze alle innovazioni dentro il
mondo delle fabbriche e sui posti di lavoro, di false difese delle nuove forme
occupazionali e contrattuali hanno portato a dilapidare un patrimonio di
credibilità conquistato negli anni dalle loro lotte e insegne. Alla fine
l'Italia si ritrova con un sindacato - ottava azienda privata del Belpaese con
un fatturato da multinazionale e oltre ventimila dipendenti diretti pagati dal
contribuente - la cui immagine di un soggetto responsabile percepito da
cittadini e lavoratori capace di farsi carico degli interessi generali del
paese, è stata sostituita da quella di un'arrogante casta iperburocratizzata e
autoreferenziale che via via ha perso il contatto con il mondo reale. Troppo
facile? A volte ci sono libri che per la loro portata e i contenuti sanno
esprimere e cogliere lo spirito dei tempi, di intercettare uno stato d'animo
comune. Giusto o sbagliato che sia. Quello appena uscito, L'altra casta
(Bompiani, 236 pp., 15 euro) scritto da Stefano Livadiotti, è certo uno di
questi libri. Del sindacato elenca le storture, gli organici colossali, lo
sterminato e parzialmente detassato patrimonio immobiliare, i vantaggi, i
privilegi, di una "casta" appunto che ormai ha perso identità svelando
al contempo la debolezza, i limiti nel recitare un ruolo importante che
dovrebbe avere nel Paese. Insomma, traduce un sentimento forte, diffuso. Che
sembra dire che è giunto il momento di abbandonare un modello di concertazione
ormai degenerata in esclusivo diritto di veto e che pretende di mettere becco
ovunque. E allora si capisce perchè solo il 5,1% degli italiani, uno su venti,
si sente adeguatamente rappresentato dai sindacati. E il 61,6%, quasi due su
tre, non ritiene invece facciano anche i suoi interessi. Le imprese italiane
hanno accettato la globalizzazione e la concorrenza. "Il paese è fermo e
ci stiamo abituando alla burocrazia, al malfunzionamento della giustizia, alla cooptazione invece
che al merito, alla mancanza di mobilità sociale. Anche i sindacati devono fare
la loro parte". Luca di Montezemolo, capitano degli industriali italiani
rilancia: "Il confronto deve avvenire senza sbornie ideologiche altrimenti
le imprese saranno costrette a rapporti diretti con i lavoratori".
I sindacati? Solo a denti stretti ammettono il rischio di una nuova pesante
sconfitta. Sul tappeto ci sono questioni forti. Anche il caso Alitalia.
L'ultima vertenza che ha svelato il mare di privilegi per difendere i quali si
è arrivati quasi alla Fiat dell'80, con lo shock della marcia dei quarantamila
colletti bianchi. In marcia oggi sono hostess e steward. Simone Casiraghi
24/04/2008.
( da "superEva notizie" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per
saperne di piu' Doc Piave verso nuovi importanti riconoscimenti A cura di Piera
Genta Pubblicato il 24/04/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per la
STAMPA " Le vostre opinioni Il produttori vitivinicoli della Doc Piave
hanno raggiunto un importante traguardo, a Palazzo Foscolo di Oderzo, grazie
alla serena e costruttiva riuscita della pubblica audizione relativa alla
modifica e integrazione del disciplinare della Doc "Piave" o
"Vini del Piave", programmata dal Comitato nazionale per la tutela e
la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche tipiche dei vini. Un'appposita commissione nominata dal suddetto
comitato e composta da Herbert Dorfmann (presidente) Ezio Pelissetti e Terenzio
Ravotto, alla presenza del funzionario del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali Stefania Fedeli, i produttori della Doc Piave hanno
potuto assistere alla lettura del nuovo disciplinare di produzione dei vini del
Piave Doc e proporre gli ultimi perfezionamenti allo stesso, modificato secondo
le richieste dei produttori stessi ed approvato già da oltre un anno dal
comitato vitivinicolo veneto. Due, sostanzialmente, le grandi novità del nuovo
disciplinare: l'introduzione della tipologia "Superiore" per il
Raboso Piave Doc e il riconoscimento della tipologia "Carmènere":
importanti modifiche che saranno ora discusse presso il Ministero e, secondo la
tempistica indicata dal commissario Pelissetti potrebbero entrare in vigore a
tutti gli effetti nei prossimi due-tre mesi, ossia prima della vendemmia 2008.
"L'identificazione della tipologia Superiore - spiega Pierclaudio De
Martin, presidente del Consorzio Tutela Vini del Piave - è nata dalla volontà
di conferire al Raboso Piave una sorta di titolo di merito, anche alla luce
della rivalutazione di questo vigneto operata da alcuni tenaci ed appassionati
produttori, che hanno fatto sì che con il Raboso i vini del Piave trovassero una
sorta di "bandiera" capace di comunicare ad un pubblico molto vasto e
di attirare l'attenzione di critici e consumatori verso tutta la produzione del
Piave. Ora che lo strumento "Superiore" è a disposizione di chi vorrà
attenersi alle nuove regole, sono certo che il Raboso potrà ottenere nuove e
grandi gratificazioni". Anche se le regole di coltivazione e produzione
non sono certo argomento facile da affrontare, proviamo comunque a spiegare in
che cosa sarà il Raboso Superiore dovrà essere diverso dall'altro Raboso Piave
Doc. Ed è ancora De Martin ad illustrare che: "anzitutto la resa massima
di uva ammessa per la produzione di Superiore sarà di 120 quintali per ettaro,
in luogo del 140 richiesti per il Raboso Doc, ma la novità più importante riguarda
sicuramente l'appassimento delle uve, pratica già adottata da molti produttori
senza che questa fosse contemplata e quindi regolamentata dal precedente
disciplinare della Doc. Ma poiché in molti casi i successi raggiunti dal Raboso
Piave negli ultimi anni sono stati determinati proprio dall'inedita morbidezza
conferitagli dall'appassimento, regolarne percentuali e tempi era oramai
necessario". In termini tecnici ma comprensibili cosa prevede a tal
proposito il nuovo disciplinare? "Che il Raboso Superiore dovrà contenere
uve sottoposte ad appassimento per un quantitativo variabile tra il 15 e il
30%? aggiunge sempre il presidente del Consorzio ? e che dovrà avere un titolo
alcolometrico minimo di 11 gradi in luogo dei 10,5 richiesti per le altre
tipologie di Vini Piave, nonché presentare un'acidità più bassa del Raboso Doc.
Inoltre, dovrà superare un periodo di invecchiamento di almeno trentasei mesi,
di cui almeno dodici in botte e quattro in bottiglia". Piccole ma non
secondarie variazioni, quindi, rispetto alla produzione corrente di Raboso Doc,
per fregiarsi di un titolo selettivo e competitivo, ma anche ? pur se questo né
De Martin né i consorziati lo ammetteranno esplicitamente ? per cominciare ad
avvicinare il Raboso all'ottenimento del fregio di un ambizioso, ma non
irraggiungibile, marchio Docg. Molto più significativo in termini
"numerici" è l'altro traguardo oramai prossimo dopo la pubblica
audizione: la definizione della paradossale situazione del vitigno Carmènere,
antica varietà bordolese arrivata nel Nordest italiano alla fine
dell'Ottocento, assieme al Cabernet Franc nell'Ottocento e presto confusasi con
quest'ultimo. No, non tanto dai viticoltori, che sanno ben distinguere
quest'uva a lungo definita "Cabernet franc italiano", quanto dalla
Legge, che ne ha lungamente vietato non solo l'utilizzo per ricavare vini che
ne dichiarassero il suo nome in etichetta, ma anche la coltivazione di uve così
denominate. "Così abbiamo prodotto una non irrilevante quantità di
Carmenère annegandolo nel mare magnum del Cabernet Franc - commenta il
vicepresidente del Consorzio, Antonio Bonotto ? mentre, ad esempio, sta
provenendo dal sudamerica una grande quantità di questo vino, che ha avuto
negli ultimi anni un successo tale da segnare un'autentica rinascita di questo
vitigno. quasi del tutto dimenticato anche nella sua terra d'origine, la
Francia". Non si tratta di discriminazione, ma di semplice confusione?
che, però, come spesso accade, ha generato altre confusioni, particolarmente
dannose in un periodo in cui i vitigni autoctoni sono sempre più apprezzati e
ricercati, mentre i vignaioli del Piave hanno dovuto "nascondere"
questo peculiare prodotto. E' ancora Bonotto a spiegare che "sin dal 1991,
ossia da quanto l'Istituto Sperimentale per la Viticoltura ha chiarito l'identità
del Carmenère, è stato avviato l'iter per ottenere l'autorizzazione
all'impianto di questo vitigno con il suo vero nome. Ora, finalmente, grazie
anche all'operosa collaborazione della Regione del Veneto, siamo riusciti a
completare il percorso burocratico che consentirà ai viticoltori interessati
d'autocertificare il possesso di vigneti di Carmenère, per la veloce iscrizione
degli stessi nell'apposito registro". Burocrazia a
parte, come sarà, dunque, il Carmenère Piave Doc che si potrò quindi degustare,
molto probabilmente, nel 2009? "Sarà un vino singolare e di ottima qualità
? spiega Bonotto ? dalle doti di particolare freschezza e di un'eleganza non
standardizzata. Un vino dalla personalità ben definibile, con
particolari caratteristiche erbacee non solo congenite ma anche legate alla
frequente impossibilità di ottenere, nella zona Piave, una maturazione completa
di queste uve. Sicuramente non sarà un vino che passerà inosservato...".
( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
professor Piero Sismondi "Cercano prove nei miei computer Ma non so ancora
di cosa sono accusato" [FIRMA]MARCO ACCOSSATO Stamattina ero in sala
operatoria per un intervento particolarmente complesso che hanno dovuto
proseguire senza di me. Ho dato carta bianca ai carabinieri. Non ho nulla da
nascondere. Mi hanno sequestrato il computer a Candiolo, poi sono andati al
Mauriziano e a casa, e hanno preso anche il portatile in studio. Avranno un bel
po' di documenti da leggere, là dentro". Per trovare che cosa, professor
Sismondi? "Questo non l'ho capito. Non mi hanno dato molte informazioni:
hanno il sospetto che io abbia fatto pressioni per modificare i risultati di
concorsi. Ma non so quali: io faccio parte di numerose selezioni". Non le
hanno neppure detto a che periodo si riferiscono, quei concorsi?
"Marzo-aprile: in questi ultimi mesi ci sono state due borse di studio e,
in precedenza, l'ammissione alla Specialità. Ma io non ero presidente, e le
ammissioni sono regolate da procedure matematiche rigidissime". Parliamo
delle borse di studio. "Sono fatte su progetti di ricerca che richiedono
competenze particolari". E chi stabilisce o giudica le competenze?
"Ritengo mio dovere, e uno dei compiti del mio ruolo, selezionare le
persone più adatte a svolgere determinati lavori. Se no che ci sto a fare? Se
poi, per quei lavori, ho la fortuna oppure ho fatto la fatica di recuperare
finanziamenti è solo per permettere ai giovani ricercatori di lavorare
guadagnando qualcosa". Non è questo il punto, professore. Non è il denaro.
Sembra che lei abbia favorito alcuni candidati, penalizzandone altri. "Non
so davvero che cosa possano contestarmi. Nell'ultimo periodo, tre miei ex
collaboratori sono stati assunti in ospedale ad Alba, a Moncalieri e a
Verbania. Uno ha lasciato la borsa di studio ed è entrato chi era dopo di lui
in graduatoria. Per la seconda è stato fatto un concorso dopo esser stata
nuovamente bandita la borsa, perché non c'era nessuno in graduatoria. Per il
terzo c'è la nuova graduatoria ma il posto non è stato ancora assegnato".
Risulta che l'indagine sia partita da lontano, dalla dottoressa D'Innocenzo
intercettata. Che cosa c'entra il Sant'Anna con le sue borse di studio?
"Al Sant'Anna c'è stata una borsa di studio nata sul residuo di un'altra
borsa, poco appetibile peraltro. Hanno vinto le persone con i migliori
requisiti. Alcuni miei collaboratori, invece, hanno partecipato alla gara per
una borsa al San Luigi di Orbassano, ma non hanno vinto". Davvero non ha
favorito nessuno? Nessuna "spinta"? Nessuna telefonata? "L'unica cosa su cui potrei essere scivolato è l'aspetto
burocratico dei concorsi. Su mille cose della burocrazia potrei scivolare. Sul piano amministrativo potrei esser
scivolato su tutto quello che, eventualmente sbagliato, non mi è stato fatto
notare".
( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Articolarmente
complesso che i colleghi hanno dovuto proseguire senza di me. Ho dato carta
bianca ai carabinieri. Non ho nulla da nascondere. Mi hanno sequestrato il
computer a Candiolo, poi sono andati al Mauriziano e a casa, e hanno preso
anche il portatile in studio. Avranno una bella quantità di documenti da leggere,
là dentro". Per trovare che cosa, professor Sismondi? "Questo non
l'ho ancora capito. Non mi hanno dato molte informazioni: hanno il sospetto che
io abbia fatto pressioni per modificare i risultati di concorsi. Ma non so
quali: io faccio parte di numerose selezioni". Non le hanno neppure detto
a che periodo si riferiscono, quei concorsi? "Marzo-aprile: in questi
ultimi mesi ci sono state due borse di studio e, in precedenza, l'ammissione
alla Specialità. Ma io non ero presidente, e le ammissioni sono regolate da
procedure matematiche rigidissime". Parliamo delle borse di studio.
"Sono fatte su progetti di ricerca che richiedono competenze
particolari". E chi stabilisce o giudica le competenze? "Ritengo mio
dovere, e uno dei compiti del mio ruolo, selezionare le persone più adatte a
svolgere determinati lavori. Se no che ci sto a fare? Se poi, per quei lavori,
ho la fortuna oppure ho fatto la fatica di recuperare finanziamenti è solo per
permettere ai giovani ricercatori di lavorare guadagnando qualcosa". Non è
questo il punto, professore. Non è il denaro. Sembra che lei abbia favorito
alcuni candidati, penalizzandone altri. "Non so davvero che cosa possano
contestarmi. Nell'ultimo periodo, tre miei ex collaboratori sono stati assunti
in ospedale ad Alba, a Moncalieri e a Verbania. Uno ha lasciato la borsa di
studio ed è entrato chi era dopo di lui in graduatoria. Per la seconda è stato
fatto un concorso dopo esser stata nuovamente bandita la borsa, perché non
c'era nessuno in graduatoria. Per il terzo caso c'è la nuova graduatoria ma
quel posto non è stato ancora assegnato". Risulta che l'indagine sia
partita da lontano, dalla dottoressa D'Innocenzo intercettata. Che cosa c'entra
l'ospedale Sant'Anna con le sue borse di studio? "Al Sant'Anna c'è stata
una borsa di studio nata sul residuo di un'altra borsa, poco appetibile
peraltro. Hanno vinto le persone con i migliori requisiti. Alcuni miei
collaboratori, invece, hanno partecipato alla gara per una borsa al San Luigi
di Orbassano, ma non hanno vinto". Davvero non ha favorito nessuno?
Nessuna "spinta"? Nessuna telefonata? "L'unica
cosa su cui potrei essere scivolato è l'aspetto burocratico dei concorsi, lo
ammetto: su migliaia di cose della burocrazia potrei aver sbagliato. Sul piano amministrativo potrei esser
scivolato su tutto quello che, eventualmente sbagliato, non mi è stato fatto
notare".