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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

VOUCHER TRA I FILARI ( da "Azione, L'" del 24-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli,

L'archivista di fronte all'estremo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondo le leggi di una burocrazia ormai del tutto paranoica. Di tanto in tanto sbircia un dattiloscritto, snocciola mentalmente dialoghi di teatro o versi simbolisti. Non che dalla letteratura gli possa venire salvezza, e nemmeno consolazione: sa di "galleggiare in quell'acqua nera, come in una fiaba", e le frasi ben tornite,

Restiamo un Paese di primo piano ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A dispetto della burocrazia,l'Italia produce il 3,1% della ricchezza mondiale, quando la Gran Bretagna sfiora il 3 per cento. Dipenderà dal fatto che siamo un Paese molto esteso? No, un ventottesimo del Brasile, un sessantesimo della Russia. Dipenderà dagli abitanti?

Cosa c'è nei programmi dei partiti ( da "Panorama" del 24-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'edilizia popolare, la morte della burocrazia, il made in Italy. E il mangiar sano e tipico, ci mancherebbe. Il problema è uno solo: sono davvero pochi gli argomenti che caratterizzano l'un programma o l'altro. A separare è più il come che il cosa, però uno schema minimo di diversità si può fissare.

DISABILI: VELTRONI, NOSTRA PRIORITA' RICONOSCERE DIRITTI DEI PIU' DEBOLI ( da "ADN Kronos" del 24-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: COSA BISOGNA SCONFIGGERE LA BUROCRAZIA ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 24 mar. (Adnkronos) - "In una famiglia su quattro vive una persona con una disabilita. Per questo e un dovere occuparsi dei disabili e delle loro famiglie: il Partito Democratico vuole assumere il tema del riconoscimento dei diritti e delle esigenze delle persone piu'

ELEZIONI/ VELTRONI SU DISABILI: DIRITTI PIU' DEBOLI UNA PRIORITA' ( da "Virgilio Notizie" del 24-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per prima cosa bisogna sconfiggere la burocrazia: semplificando e riordinando la normativa che riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le procedure e gli adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini; aumentare ed adeguare le pensioni di invalidità; riconoscere l'impegno e il lavoro di cura prestato dal coniuge,


Articoli

VOUCHER TRA I FILARI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 24-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Voucher tra i filari VOUCHER TRA I FILARI Novità in vista per la prossima vendemmia. Il ministero del Lavoro ha annunciato il via libera alla sperimentazione dei cosiddetti "voucher vendemmia", nati per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli, senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo, e garantendo al contempo ai lavoratori occasionali tutele assicurative e previdenziali, evitando la piaga del lavoro nero. Il meccanismo prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,50 euro al netto, ossia questo va in tasca a chi lavora), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. Al contempo il sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale. Ora lo strumento per essere in regola senza tante burocrazie c'è: resta la tentazione di far finta di niente, e stabilire una cifra a metà, a vantaggio di vignaiolo e di vendemmiatore. Ma a svantaggio dello Stato. AT.

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L'archivista di fronte all'estremo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: LETTURE data: 2008-03-23 - pag: 32 autore: Travis Holland L'archivista di fronte all'estremo di Giulio Busi I nferno, anzi " enfer". Così si chiamava, ai bei tempi andati, la raccolta dei libri proibiti, di argomento e tono scabroso, nascosti in un angolo inaccessibile delle biblioteche nobiliari o alto borghesi. Di tutt'altra natura è l'inferno librario immaginato da Travis Holland nel suo romanzo d'esordio. Al posto di volumi rilegati in marocchino rosso, Holland allinea infatti anonimi fascicoli di cartoncino verde e scatole polverose. La suaè una "Geenna" rivoluzionario-proletaria, caotica, smisurata, terrifica. è il 1939 e Mosca s'è fatta livida di paura. Tutti sospettano di tutti, giacché ogni alba può cominciare con i colpi secchi della polizia politica alla porta. Anche Pavel Dubrov fa parte della gigantesca macchina di persecuzione staliniana. A lui è stato affidato un compito intellettuale: deve catalogare tutti gli scritti degli autori finiti in cella. E poiché le galere funzionano a pieno ritmo,l'archivio di Pavel rischia di straripare per le sempre nuove acquisizioni. Ma per fortuna c'è l'inceneritore, che vomita fiamme nei sotterranei, come in ogni inferno che si rispetti. Pavel cataloga, sposta pile di documenti, e poi li conduce al rogo, secondo le leggi di una burocrazia ormai del tutto paranoica. Di tanto in tanto sbircia un dattiloscritto, snocciola mentalmente dialoghi di teatro o versi simbolisti. Non che dalla letteratura gli possa venire salvezza, e nemmeno consolazione: sa di "galleggiare in quell'acqua nera, come in una fiaba", e le frasi ben tornite, di schiere di scrittori già condannati, sono per lui come relitti di un naufragio. Come quasi tutti coloro che gli vivono attorno, anche Pavel è solo un uomo qualunque, banalmente colpevole e mediocremente acquiescente. E nemmeno un'avventura d'amore,consumata con dignità, basta a riscattarlo. La grande storia gli scivola accanto, così come la grande letteratura gli passa tra le mani prima di finire nel fuoco. Un giorno, però, si trova davanti alla grande letteratura in carne e ossa. Proprio per dirimere un dubbio di catalogazione, incontra Isaak Babel', prigioniero d'eccezione, umiliato, reo confesso e prossimo alla fucilazione. Le parole affannate di Babel' suonano come teofania della fine. Persino un "uomo senza qua-lità" come Pavel Dubrov può aggrapparsi a un'ultima vampata d'orgoglio, e opporsi, a modo suo – da perdente – all'autodafé della memoria collettiva. Non ci si può aspettare che un romanzo sulle purghe sovietiche sia allegro, e Holland ha intriso la sua prosa di sconforto. Eppure, nel gioco di riflessi tra letteratura vissuta e vita scritta, si riesce a cogliere il bagliore di un epocale disastro delle coscienze e di un più sommesso controcanto dell'individuo. 1Travis Holland, "Storia di un archivista", Guanda, Parma, pagg. 258, Á 15,00.

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Restiamo un Paese di primo piano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI data: 2008-03-23 - pag: 11 autore: INTERVISTA Domenico De Masi Sociologo "Restiamo un Paese di primo piano" di Walter Mariotti D omenico De Masi, 70 anni, ordinario di Sociologia del lavoro alla Sapienza di Roma, insegna all'università da 47 anni. Sulla poltrona dell'assessorato al Turismo e ai Beni culturali della Campania, però, è rimasto soltanto dieci giorni. Le basta così poco per perdere ogni speranza? L'incarico non era conciliabile con gli impegni accademici e della Fondazione (Ravello, di cui è presidente, ndr). Per le speranze bisogna distinguere. Una cosa è Napoli, altra la Campania, altra l'Italia. Distinguiamo. Le denunce della stampa estera sono legittime. Napoli è un caso a parte, ma tutta la Campania mostra bassa capacità organizzativa. Non ha difficoltà di risorse, ma di riuscire a metabolizzarle. Basta leggere Gomorra di Roberto Saviano, il miglior testo su questo. Il dato è che le intelligenze più fervide qui si dedicano alla criminalità. L'idea di capitalismo di Saviano è discutibile. La sua Napoli per molti versi ideologica, spesso caricaturale. Non tutto è così,ovvio.Il patrimonio artistico e naturalistico della Campania è strabiliante. E ci sono singoli fattori positivi: il buon imprenditore, il buon professionista,lo scienziato di qualità. Oggi però il nodo cruciale delle collettività non è la presenza di punti d'eccellenza, ma della loro capacità di fare sistema. Da assessore non avrebbe fatto l'attuale campagna pubblicitaria? Mi è stato chiesto, ho rifiutato. Quella pubblicità è demenziale. Come consulente aziendale non consiglierei mai una pubblicità nei momenti di débcle. è un problema culturale? Di atteggiamento culturale. Se a Brescia ci fosse l'emergenza spazzatura, il vescovo pregherebbe e poi si metterebbe a organizzare. A Napoli tira fuori il sangue di San Gennaro e vede se si scioglie. Dove nasce questo atteggiamento? Ha radici storiche profonde, ma oggi non ha più attenuanti.è un'incapacità strutturale. Se anche qualche realtà avesse velleità organizzative, immersa in un contesto disorganizzato non potrebbe far molto perché si creano catene disorganizzate molto peggiori dei singoli anelli disorganizzati. L'immondizia non è solo una metafora, ma un esempio. è come se nel corpo umano non funzionasse cuore, milza, fegato, intestino, reni. Tutto insomma. L'Italia invece funziona? Zapatero può dire quel che vuole, ma ci sono dati incontrovertibili. Su 194 Paesi solo 30 fanno parte dell'Ocse, che raggruppa quelli che si distinguono per l'eccellenza nella produzione. L'Italia non solo ne fa parte,ma è anche negli otto considerati i più importanti. Atteggiamento culturale anche qui? Appunto.A dispetto della burocrazia,l'Italia produce il 3,1% della ricchezza mondiale, quando la Gran Bretagna sfiora il 3 per cento. Dipenderà dal fatto che siamo un Paese molto esteso? No, un ventottesimo del Brasile, un sessantesimo della Russia. Dipenderà dagli abitanti?Siamoal26Úpostonelmondopernumero di abitanti. Materie prime non ne abbiamo. Lingua? La parlano in 60 milioni contro i 3miliardi dell'inglese e un miliardo che parla l'hurdu di Bin Laden. Dunque? Siamo uno dei Paesi più postindustriali, che ha capito come una società postindustriale esalta soprattutto la produzione di valori, simboli, estetica. Se si paragonano Milano, Torino e Detroit si vede come Milano ha capito tutto esaltando moda, design, editoria, Torino lo sta facendo mentre Detroit è in panne. Aveva due milioni di abitanti 50 anni fa, oggi ne ha 800mila. Aveva la Ford, la General Mo-tors, la Chrysler, oggi ha un reddito bassissimo pro capite. L'Italia ha tutte le carte in regola ma è minata da una vasta zona criminale. L'ottimismo è importante. Anche a Pasqua. Io sono un ottimista. Possediamo le risorse per recuperare. A condizione però che in Campania come in altre regioni del Sud si finisca con un approccio preindustriale basato sull'informalità e l'approssimazione, salvo poche eccezioni che non risolvono niente. walter.mariotti@ilsole24ore.com "Sono ottimista: possediamo le risorse per recuperare puntando sempre di più su valori, simboli, estetica" Sociologo del lavoro. Domenico De Masi AGF.

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Cosa c'è nei programmi dei partiti (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 24-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cosa c'è nei programmi dei partiti CARLO PUCA Elezioni Case popolari, salari, asili nido, mangiare sano... Le chiedono tutti i candidati premier, nessuno escluso. Viaggio, con sorprese, nei progetti di governo: gli intrecci tra Bertinotti e Santanchè, le sfumature di Di Pietro, la divaricazione sui valori tra Berlusconi e Veltroni, favorevole a testamento biologico e coppie omosessuali. Èdi moda la raccolta differenziata. Per tutti, proprio tutti, è la priorità del governo che verrà. Da Fausto Bertinotti a Daniela Santanchè, passando per Walter Veltroni e Silvio Berlusconi e gli altri candidati premier, non ce n'è uno che non indichi la strada maestra del riciclaggio per risolvere la questione dei rifiuti. Fa nulla che siano poche, anzi pochissime, le sezioni di partito che in Italia, a cominciare dalla Napoli disastrata, differenzino la spazzatura. Ma si sa: una cosa sono i programmi elettorali, un'altra la vita reale. Al tempo delle elezioni conta cavalcare l'onda. Ecco dunque assicurati gli asili nido, la certezza della pena, l'edilizia popolare, la morte della burocrazia, il made in Italy. E il mangiar sano e tipico, ci mancherebbe. Il problema è uno solo: sono davvero pochi gli argomenti che caratterizzano l'un programma o l'altro. A separare è più il come che il cosa, però uno schema minimo di diversità si può fissare. Bertinotti e Veltroni sono divisi dall'economia e dalle grandi opere. Veltroni e il socialista Enrico Boselli da un pizzico di laicità in più del secondo. Veltroni e Boselli si distinguono da Pier Ferdinando Casini sui temi eticamente delicati. Casini da Berlusconi soltanto sulla riduzione delle tasse (il Popolo della libertà generalizza, l'Udc la vuole prima per le famiglie). Ben più ampia è la divaricazione tra Berlusconi e Santanchè, liberista il primo, sociale la seconda. Al punto che la Destra incrocia più la Sinistra arcobaleno che il Pdl. Come Bertinotti, per esempio, Santanchè contesta la privatizzazione dell'acqua e ne chiede la "riconversione a bene pubblico". Altissima, purissima, statalissima. Destra e sinistra radicali si diversificano soltanto su droghe leggere, energia nucleare e immigrati. Nello specifico, Santanchè intende "prendere i clandestini a calci nel c...". Bertinotti pretende invece la chiusura immediata dei centri di permanenza temporanea e chiede "l'abolizione della Bossi-Fini e una nuova normativa che introduca per i migranti l'ingresso per ricerca di lavoro". Ma a guardare le proposte su mutui sociali, tassazione delle rendite finanziarie e salario minimo garantito sembra di rileggere, in politichese, il Fasciocomunista di Antonio Pennacchi. In politica gli estremi(sti) si toccano. In verità, il salario minimo lo garantiscono praticamente tutti. La base di partenza sono 1.000 euro netti al mese, "ma anche" 1.100 secondo Veltroni. Sinistra critica e la sua candidata Flavia D'Angeli arrivano a quantificare a 1.300 gli euro essenziali per sopravvivere. Bertinotti rilancia: propone il ritorno alla scala mobile e una nuova legge che fissi "la durata massima del lavoro giornaliero a otto ore e in due ore la durata massima degli straordinari". E Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori, è categorico: "Bisogna partire dall'assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori oggi precari". Manco fossero bruscolini. E i pezzi grossi, Partito democratico e Popolo della libertà? Si accusano reciprocamente di aver copiato e rivendicano la primogenitura del programma. In effetti, più di una convergenza c'è, sull'economia anzitutto. Berlusconi punta a ridurre la spesa statale di un punto all'anno, Veltroni lo stesso, ma dal secondo esercizio di governo. L'iva sul turismo l'abbassano entrambi, la banda larga è un diritto "naturale", un nuovo sistema di ammortizzatori sociali pure. I giovani e le donne meritano i prestiti d'onore, il Mezzogiorno la perequazione e la fiscalità di vantaggio. Il credito d'imposta alle imprese che assumono a tempo indeterminato? Già fatto, come l'alienazione di un parte del patrimonio pubblico. E se Berlusconi è contro l'evasione fiscale e dice no a nuovi condoni, Veltroni parla insistentemente di ridurre le tasse. È il mondo alla rovescia. Ma somiglianze e (presunte) copiature riguardano l'intero scibile umano e programmatico. Per i non autosufficienti è pronto un piano straordinario, la castrazione chimica per i pedofili non è tabù, il numero di poliziotti (e il loro stipendio) verrà aumentato, sarà vietato pubblicare le intercettazioni, le liste d'attesa negli ospedali pubblici diverranno un brutto ricordo. E ancora: niente più manager raccomandati nelle asl, università in competizione, riqualificazione delle periferie, privatizzazione delle municipalizzate, liberalizzazione dell'energia, processi più rapidi, maggiore sicurezza sul lavoro, lotta senza quartiere alle mafie, via libera a rigassificatori e termovalorizzatori, fors'anche al nucleare. Programma vasto, forse troppo. Programma da Caw, Cavaliere più Walter. Programma da larghe intese. E c'è ancora il capitolo delle infrastrutture. Berlusconi cita la "legge obiettivo", Veltroni no. Ma il risultato è lo stesso: via libera, e in maniera spedita, a tutte le grandi opere. Soltanto sul ponte di Messina il programma democratico, prudentemente, glissa. Glissano entrambi, invece, sulle banche: né il Cavaliere né Walterissimo affrontano il tema della riforma del sistema bancario e creditizio, un mutuo politico troppo alto da pagare. Cosa separa allora il Pdl dal Pd, e viceversa? Quali sono le differenze tra le sette missioni berlusconiane e i 12 punti veltroniani? Poche, ma decisive. Esempio: il Pd non prende posizioni sulle droghe, il Pdl è per la guerra totale anche a quelle leggere. Poi c'è l'immigrazione. Il Popolo della libertà rilancia la Bossi-Fini, con la Lega si oppone nettamente "al diritto di voto alle amministrative per gli immigrati" e nega "il welfare italiano agli immigrati", l'esatto contrario del programma democratico, sul punto diverso persino da quello di Antonio Di Pietro, assai severo con i clandestini. Per inciso, l'ex pm chiede anche la reintroduzione del reato di falso in bilancio e l'abolizione delle comunità montane, temi assenti nel testo democratico. Così come è assente la parola Malpensa, e proprio mentre la Lega definisce "una tragedia" il ridimensionamento dello scalo aeroportuale milanese, "a vantaggio di Fiumicino, noto aeroporto veltroniano". Ma la grande divaricazione del Caw va in scena su un altro palcoscenico, ben più ideale, quello dei temi eticamente delicati: aborto, testamento biologico e coppie di fatto. Sulle interruzioni di gravidanza la posizione è più sfumata, il Pd sostiene "l'obiettivo di un'ulteriore riduzione del numero degli aborti". Ma anche che "la legge 194 è una legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati". Il Pdl invece rilancia "il ruolo dei consultori pubblici e privati per garantire alternative all'aborto". Checché ne dicano i cattolici del Partito democratico, nel programma è chiaramente scritto che il Pd si impegna "a prevenire l'accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico" e promuove "il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale". Viceversa, il Pdl esclude "ogni ipotesi di legge che permetta o comunque favorisca pratiche mediche assimilabili all'eutanasia" e rifiuta una legislazione per le coppie omosessuali. Sono differenze pesanti. Le ha colte la Cei, con monsignor Giuseppe Betori: "Cari cattolici, votate chi mantiene due punti fermi: tutela della vita e della famiglia tradizionale". Veltroni, solitamente loquace, ha preso tempo. Meglio parlare di raccolta differenziata, va.

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DISABILI: VELTRONI, NOSTRA PRIORITA' RICONOSCERE DIRITTI DEI PIU' DEBOLI (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 24-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

'PER PRIMA COSA BISOGNA SCONFIGGERE LA BUROCRAZIA' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 24 mar. (Adnkronos) - "In una famiglia su quattro vive una persona con una disabilita'. Per questo e' un dovere occuparsi dei disabili e delle loro famiglie: il Partito Democratico vuole assumere il tema del riconoscimento dei diritti e delle esigenze delle persone piu' deboli come una delle priorita' dell'azione di governo". Lo afferma Walter Veltroni, segretario e candidato premier del Pd.

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ELEZIONI/ VELTRONI SU DISABILI: DIRITTI PIU' DEBOLI UNA PRIORITA' (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 24-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

24-03-2008 15:48 Abbiamo proposte concrete: da servizi ad abbattimento barriere Roma, 24 mar. (Apcom) - "In una famiglia su quattro vive una persona con una disabilità. Per questo è un dovere occuparsi dei disabili e delle loro famiglie: il Partito Democratico vuole assumere il tema del riconoscimento dei diritti e delle esigenze delle persone più deboli come una delle priorità dell'azione di governo". E' quanto afferma in una nota Walter Veltroni, segretario e candidato premier del Pd. "Su questi temi abbiamo proposte e idee concrete - spiega Veltroni -. Per prima cosa bisogna sconfiggere la burocrazia: semplificando e riordinando la normativa che riguarda l'erogazione dei servizi socio-sanitari, snellendo le procedure e gli adempimenti amministrativi per ridurre le lungaggini; aumentare ed adeguare le pensioni di invalidità; riconoscere l'impegno e il lavoro di cura prestato dal coniuge, dai genitori o da fratelli e sorelle, a favore dei disabili, attraverso strumenti di rivalutazione contributiva o anticipazione del trattamento pensionistico". "E poi, garantire finalmente l'abbattimento delle barriere che rendono ancora più difficile la vita dei disabili, da quelle architettoniche a quelle che rendono difficili lo studio e l'inserimento nel mondo del lavoro", conclude Veltroni.

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