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TRA I FILARI ( da "Azione, L'"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la
burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di
integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente
atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di
trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie
particolarmente deboli,
Il
Comune 'tutor' per i lavoratori dimissionari
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
più
adempimenti e burocrazia per dimettersi dal posto di lavoro. "Falerone per
agevolare i lavoratori della zona - conclude Cardenà - evitando di recarsi al
centro per l'impiego di Fermo o alla direzione provinciale del lavoro di
Ascoli, è stato uno dei primi comuni ad attivare il servizio di tutoraggio.
Niente
spadare con la bandiera dell'Unione Europea nel Mediterraneo. E' una se
( da "Stampa,
La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Forse ci
sarebbe meno burocrazia e più volontà di cambiare le cose con leggi semplici,
controlli efficaci, punizioni in grado di rappresentare un deterrente efficace.
Già, perchè la nota stonata che accompagna la buona notizia della sentenza
della Corte Europea è che la Francia avrà l'obbligo di multare le
"spadare" che non si atterranno alla normativa.
Di
PAOLA FICHERA LE CORSIE preferenziali sono l'ultima frontiera sulla qu
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Toccafondi
poi contesta il punto di partenza del vicesindaco: "L'amministrazione
comunale non può mettere in dubbio la buona fede delle associazioni di
volotariato, ma al contrario dovrebbe snellire la burocrazia ed effettuare
casomai dei controlli mirati. Così si penalizzano tutti senza averne i
motivi". - -->.
Mensa
e ambulatorio per anziani e poveri in località "Fontanino"
( da "Stampa,
La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
affossata da
carenza di fondi e burocrazia. Dopo più di sei anni di inattività, a febbraio
l'associazione ha rinnovato il direttivo e ha dato inizio a un nuovo capitolo
del progetto. Al timone resta sempre Marina Lanza. Fu suo padre, Arturo Lanza
(per tutti a Gravellona il "maestro Dino") ad acquistare nel 1994
dagli eredi Rothplez un terreno di circa 15 mila metri quadrati al "
La
famiglia è in miseria ( da "Stampa, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perchè c'è di
mezzo la burocrazia. Il Comune potrebbe contribuire alle spese dell'affitto ma
perchè ciò avvenga si deve avere un regolare contratto e quel contratto, se
arrivasse, farebbe indubbiamente lievitare l'affitto che oggi viene pagato in
nero rendendo inefficace di conseguenza l'intervento di sostegno pubblico.
)MARIO
GUIDAZZI (PRI) I "miracoli" dell'onorevole Dari
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che la
burocrazia ha raggiunto livelli indicibili e che esiste il problema dei salari
e delle pensioni. I presenti hanno applaudito queste capacità diagnostiche. Ma
sulle terapie ancora si attendono indicazioni. Vorrei però che tutti si
domandassero di chi è la responsabilità di questo stato di cose?
Di
DANIELA GIOVANNETTI PER il soprintendente ai Beni archeologici delle Marche
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mediare fra
le esigenze della scienza e quelle della burocrazia. "Prima di ogni altro
ha capito l'importanza dei rapporti con gli Enti Locali ? prosegue De Marinis
?. E stato infatti un grande manager, il primo in questo settore, riuscendo a
essere di stimolo per i colleghi e creando una rete di contatti con Comuni e
Regioni, ancora oggi non sempre ben disposte nei nostro confronti"
Si
sposta allora su un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare il
Partito Democratico ( da "Trentino"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa
malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e
Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a
partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la
stessa,
La
fiera delle promesse, ma la verità?
( da "Trentino"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Verità sui grandi numeri. C'è infine un deficit di verità: sui grandi numeri
dell'economia nessun governo nazionale può molto. La falsa coscienza, la
consapevolezza negata di questa realtà spinge molta opinione pubblica e qualche
leader (Tremonti) sulla strada di una nuova autarchia, cioè dazi e chiusure
commerciali che darebbero ristoro ai settori in sofferenza ma toglierebbero
Il
candidato Pd incontra la Cia: prezzi e imprese vanno tutelati
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tante
questioni denunciate dagli agricoltori mantovani: burocrazia molto pesante;
necessità di una forte semplificazione fiscale; concorrenza sleale di prodotti
stranieri e un rapporto sbilanciato con la grande distribuzione che si traduce
in un grosso divario tra prezzo di produzione e prezzo al consumo.
Angeli,
via ai lavori per le fognature Battù: saranno pronte entro l'estate
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
ci ha messo del suo nel rallentare. Comune e Circoscrizione Sud hanno atteso a
lungo l'autorizzazione dell'Aipo per l'avvio dei lavori del collettore che la
Tea ha realizztao in questi mesi. "Adesso che il collettore è finito -
dice Battù - possiamo realizzare la rete fognaria che sarà terminata per
l'estate.
L'Udc:
più fondi per la ricerca e ritorno al nucleare
( da "Alto
Adige" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
L'Udc: più fondi per la ricerca e ritorno al nucleare BOLZANO. L'Udc non ci
sta. Si oppone ad una competizione elettorale che veda protagonisti soltanto i
due partiti maggiori, Pdl e Pd. "La sterile contrapposizione fra i
personalismi di Berlusconi e Veltroni sta sempre più allontanando da questa
campagna elettorale quella che dovrebbe essere la seria trattazione di
argomenti
Tito
Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13
aprile, ma anche e ( da "Corriere delle Alpi"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far
presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e
Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a
partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la
stessa,
NELLA
SUA ULTIMA riunione il Consiglio comunale di Cutigliano ha proce
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia:
"Chi sta negli uffici senza vivere i problemi che si presentano
quotidianamente ? afferma Giani ? pone più interesse alle scartoffie che il più
delle volte ci fanno perdere ore e ore di lavoro per nulla". La
designazione di Giani a detta di molti è quindi davvero un valore aggiunto per
l'assemblea della Comunità Montana che annovera al suo interno tanti politici e
pochissimi
Boom
di studenti, le scuole medie non bastano - maria rosa tomasello
( da "Centro,
Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
corsa davvero
troppo veloce per i tempi della burocrazia. Il Comune, intanto, prova a
rimettere in sesto le scuole già esistenti: il sindaco ha creato una speciale
commissione per l'edilizia scolastica formata da due consiglieri - il
presidente della commissione Lavori pubblici Claudio Di Emanuele, e il
capogruppo dell'Udc Paolo Cilli - a cui è stato affiancato un tecnico comunale,
Euroburocrazia,
tagli per 1 mld ( da "ItaliaOggi Sette"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia. Dopo aver ridotto nel 2007 di 1,3 miliardi le spese inutili legate
ai labirinti amministrativi che gravano sull'attività di impresa, la
Commissione europea ha continuato lungo lo stesso sentiero predisponendo una
serie di nuovi propositi che dovrebbero portare a un ulteriore risparmio per
l'economia di Eurolandia stimato in 1 mld di euro entro la fine del 2008.
Gli
esperti si dimenticano di noi ( da "Arena, L'"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
SALUTE E
BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome
di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket
"Gli esperti si dimenticano di noi" Non sarà serena la Pasqua dei
malati colpiti dalla sindrome di Sjögren.
STRANEZZE
della burocrazia. Sentite cosa è successo a un poggibonsese. L
(
da "Nazione,
La (Siena)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
STRANEZZE
della burocrazia. Sentite cosa è successo a un poggibonsese. L'uomo, da tempo
residente nella nostra città, ha ricevuto dal Comune l avviso di pagamento per
un passo carrabile, di cui non aveva mai fatto richiesta e per il quale non
aveva ricevuto prima alcun avviso di pagamento, pur avendo realizzato il
cancello indicato in avviso di pagamento da circa vent'
Frana,
lavori in ritardo ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
altare della
burocrazia e delle lungaggini. Un vero e proprio problema che rimane ancora
irrisolto, alla vigilia peraltro dell'apertura della stagione termale con un
previsto maggiore traffico sulla provinciale. Era il 27 novembre quando il
lardaro è scivolato in basso travolgendo alberi, massi e scaricando sulla
strada una quantità immensa di materiale,
Cittadini
e Comune Rapporti migliori ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vogliamo
mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche
attraverso una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui
siano riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di
evitare i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M.
L'ombra
di abusi, la bambina rimane con il padre
( da "Libertà"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
subisca i
rallentamenti della burocrazia. Purtroppo, casi del genere proprio per la loro
delicatezza, essendo coinvolti minori, richiedono tempi lunghi per
l'accertamento di tutti gli aspetti della articolata vicenda. © LIBERTA © 1996
- 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA S.
Vigolzone,
in aprile ritorna il servizio Informagiovani
( da "Libertà"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, la stesura di curriculum vitae, ma non sono mancate anche domande
su turismo, vacanze, tempo libero e manifestazioni artistiche. Un sondaggio fra
gli utenti - ha concluso Serena - ha rilevato l'alto indice di gradimento e
l'assoluta efficacia del servizio, che sarà riattivato all'inizio di aprile e
funzionerà ogni martedì dalle 17 alle 20 nella biblioteca comunale"
Noi
donne e Sofri, le parole di un uomo
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma molte
donne che "ultime" non sono e che pure soffrono quella rete di
burocrazie e tempi duri da sopportare. Applicare la legge allora vuol dire
agire su una molteplicità di tasti. Significa migliorare la prevenzione e la
qualità dell'informazione sessuale. Ridurre i tempi di attesa. Selezionare
personale qualificato e dedito.
Quando
i nostri politici erano i meno pagati d'Europa
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alta
burocrazia, una tecnocrazia statale e locale di elevata preparazione e
moralità. Non era ancora invalso nel settore pubblico il motto: ti assumo, ti
pago poco, fa quello che puoi, o vuoi. Con le Regioni temo che abbiamo
cominciato a smarrire - e siamo nel 1970 - il rapporto fra costo e produttività
della politica.
Paladini:<Vicinoalla
gente> ( da "Secolo XIX, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia e diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Noi ribadiamo anche
la fine del duopolio Rai-Mediaset in linea con la comunità europea". Sì,
ma temi liguri? "Mi auguro che questa città e questa Regione possano
partire con il porto e le infrastrutture e una politica vicina alle aziende che
sono il motore dell'Italia.
Sanità,
70.000 firme contro ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
autoreferenzialità
del capo della burocrazia sanitaria rinvia, con i dovuti adattamenti, a sua
maestà britannica che gli arma la mano. E Giancarlo Galan che gli ha affidato,
per esempio, il ruolo di commissario del nuovo ospedale di Padova, esautorando
nei fatti Adriano Cestrone, peraltro appena confermato direttore generale
dell'Azienda Ospedaliera.
Centrale
elettrica a biogas I consigli di partecipazione chiamati ad esprimersi
( da "Nuova
Ferrara, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
amici sui
tempi della burocrazia sia per la società Marcopolo Engineering Spa che si deve
premunire delle autorizzazioni, sia per il Comune di Argenta che vuol vederci
chiaro sull'intera questione che, dal momento in cui la questione è stata resa
di dominio pubblico sta tenendo in fibrillazione la comunità di Ospital
Monacale ma anche i centri limitrofi di Benvignante e San Nicolò.
Donne,
non votate Berlusconi: ci usa come predellini
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ampio spazio
alle piccole medie imprese, "strozzate" dal problema dei trasporti e
della burocrazia. Le ricetta? Daniela invoca più finanziamenti alle realtà
locali, il federalismo, concorrenza "motore trainante per competere in un
mercato globalizzato", e la sburocratizzazione. (l.c.).
Dalle
tasse al welfare, via al duello illy-tondo
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e innovazione:
le ricette degli sfidanti alla Regione di TOMMASO CERNO UDINE. Spot, manifesti,
volantini, siti internet, porta a porta piuttosto che grandi convention
elettorali nei teatri. Il duello politico fra Illy e Tondo per la poltrona di
presidente della Regione è ormai entrato nel rush finale e le strategie di
immagine dei due candidati si contendono i voti ogni
La
volpe e la bambina ( da "Nuova Venezia, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sono venuti
per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per
qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela
da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e
dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
Ma
i cittadini poi si stancano - oliviero benzo
( da "Nuova
Venezia, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
pensato di
tagliare qualche costo della politica o della burocrazia comunale? Vi sono le
edificazioni sulle aree verdi già portate a termine (via Tevere, viale San
Marco) e quelle che dovrebbero essere attuate (parco di via Pio X, Stadio
Baracca). Operazioni di cassa che continuano a devastare questa povera Mestre
già pesantemente saccheggiata e non si intravedono cambi di rotta.
La
mia città a misura di disabile ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
costituire un
solo sportello per disabili che sia in grado di espletare tutte le
burocrazie". Per il trasporto pubblico locale, "serve un'accordo con
il gestore del servizio - ha continuato Volpe Pasini - per consentire il libero
accesso ai bus a chi è sulle carrozzine e ai disabili in genere". E ancora
la sistemazione dei bancomat in posizioni accessibili a tutti.
La
conquista del nord ( da "Mattino di Padova, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far
presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e
Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a
partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la
stessa,
Alla
ricerca del nord perduto ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far
presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e
Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a
partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centro-sinistra è rimasta la
stessa,
Introdotta
la tassa sulle lapidi: costa 500 euro
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Potrebbe
sembrare l'ennesimo problema di ordinaria burocrazia: in realtà, la Dia ha
anche un contraccolpo finanziario perché - per ottenerla - ci vogliono... 500
euro. "Ma lei c'è l'ha la Dia? No? E allora niente lapide". È quello
che si sentono dire in alcuni Comuni del Friuli Venezia Giulia e dell'Isontino
gli artigiani del settore.
L'imprenditorialità
femminile ostacolata dalla burocrazia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Al via gli
incontri formativi nella sede della Provincia L'imprenditorialità femminile
ostacolata dalla burocrazia LANUSEI. Sono cominciati gli incontri formativi per
l'imprenditorialità femminile, curati dalla Commissione regionale per le Pari
opportunità. Il primo si è tenuto venerdì pomeriggio nella sala congressi della
Provincia Ogliastra a Lanusei.
Crisi
del tessile, dai candidati la cna vuole promesse
( da "Tirreno,
Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sono soldi
che escono dalle stesse tasche". Promozione delle fonti rinnovabili, meno
accise sui carburanti, effettiva liberalizzazione del mercato dell'energia
elettrica e del gas, semplificazione della burocrazia: queste le richieste
degli artigiani Cna al futuro governo. t.g.
Aquileia,
risorse e progetti per il polo archeologico
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
asfissiante, va detto che la sua famiglia ha potuto creare ad Aquileia con un
restauro esemplare - merito che gli viene unanimemente riconosciuto - la più
grande cantina con punto vendita di prodotti agricoli di Aquileia e, nel tempo,
ha potuto realizzare la più vasta lottizzazione privata del paese: lamentarsi a
tale proposito di una burocrazia asfissiante forse non
"sfide
in tv, pronti a disubbidire" - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Io sono
disponibile a un faccia a faccia vero, non a una sfida di raggelante burocrazia
come quella di due anni fa tra Berlusconi e Prodi. In vita mia - aggiunge - ho
già fatto tanto, non ho bisogno di apparire in tv a fare il
cronometrista". Ma il più agguerrito di tutti e forse quello piazzato
meglio è Emilio Carelli, direttore di SkyTg24.
CIVITELLA
ROVETO - Come evitare le stragi della superstrada del Liri o, meglio ancora,
come scongiur ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E meno male
che è andata così: quella che doveva essere la dorsale appenninica, infatti,
sull'altro versante, verso Rieti si è addirittura bloccata e la burocrazia e la
politica non riescono neanche a completare quei pochi chilometri che mancano
per collegare Avezzano a Rieti.
Per
noi non cambia nulla . Anna Teresa Formisano, parlamentare Udc, candidata alla
camera ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
che va snellita: la parola d'ordine è "semplificazione"".
Un'economia in difficoltà presta il fianco ad infiltrazioni malavitose. Le ne
ha parlato più volte, anche ultimamente. "In questa seppur breve
legislatura ho chiesto formalmente più volte al Governo Prodi l'urgenza di
adottare provvedimenti per frenare i continui episodi di criminalità che si
stanno verificando
Pasqua
senz'acqua per 400 famiglie di Pian della Carlotta al Sasso. Da tre giorni
infatti i rub ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ad accentuare
i disagi per gli utenti è intervenuta anche la burocrazia. Dal primo marzo,
infatti, manca un interlocutore diretto dato che la competenza del servizio
idrico è passata dal comune di Cerveteri alla società Acea Ato 2 di Roma.
Azienda con cui da 72 ore i residenti di Pian della Carlotta stanno cercando di
avere un contatto, ostacolati anche dal lungo ponte pasquale.
L'isola
di Dumas non è più proibita Montecristo apre ai turisti
( da "Corriere
della Sera" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
formale, a prima vista. Una piccola rivoluzione nella sostanza. Fino ad oggi
cale e sentieri, colline e anfratti, erano visitati quasi esclusivamente da
scolaresche, ricercatori, tecnici. Adesso di fatto non ci saranno limitazioni
per categoria o problemi organizzativi.
LA
CONQUISTA DEL NORD ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far
presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e
Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a
partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la
stessa,
Vogliono
costringerci ( da "Nuova Venezia, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sono riempiti
di funzionari di scarso rendimento pratico e di attitudini alla burocrazia ed
alla complicazione delle cose piuttosto che al loro snellimento. Il conseguente
aumento delle spese ha determinato la situazione fallimentare. Ora, la Francia
dichiarandosi disposta a comprare l'Alitalia soltanto alle fondamentali
condizioni che sia liberata da tanti esuberi di personale,
<Gli
esperti si dimenticano di noi>
( da "Arena.it,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
SALUTE E
BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome
di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket
"Gli esperti si dimenticano di noi" Nel Veronese sono 280 le persone
affette. "Ogni mese 600 euro di spesa per alleviare le sofferenze"
Non sarà serena la Pasqua dei malati colpiti dalla sindrome di Sjögren.
Croce
Gialla, la sede nell'ex ospedale ( da "Corriere Adriatico"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
hanno dovuto
fare i conti con la burocrazia che ha invece rallentanto tutto. Ecco perchè ci
va con i piedi di piombo. Aspettiamo comunque il 31 dice. Sul suo volto però
c'è un sorriso. E dietro questo, si intuisce, che la presidente non sta nella
pelle di dare ufficialmente la buona novella ai suoi volontari il prossimo sei
di aprile,
Cittadini
e Comune <Rapporti migliori>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vogliamo
mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche
attraverso una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui
siano riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di
evitare i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M. .
Ex
Gil, a maggio il taglio del nastro
( da "Corriere
Adriatico" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riorganizzazione
logistica della burocrazia del Comune. Infatti all'ex Gil di viale Leopardi
verranno concentrati gli uffici dei tributi, del patrimonio, del catasto, delle
attività economiche, dei lavori pubblici, dell'urbanistica, dell'ambiente e
della viabilità. In questa maniera si libereranno quelli di piazza Garibaldi,
dove invece tra qualche settimana finiranno i servizi sociali,
In
fila anche per dimettersi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
che caratterizza i rapporti di lavoro.Sono questi i messaggi lanciati durante
il convegno organizzato dai consulenti del lavoro della provincia di Treviso
sulle dimissioni volontarie.Ad eccezione del rappresentante della Direzione
provinciale del lavoro di Treviso, gli altri soggetti invitati all'incontro
hanno convenuto nel ritenere assolutamente inutile un provvedimento,
Un'ambulanza
annullata senza ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
pensato di
tagliare qualche costo della politica o della burocrazia comunale? Vi sono le
edificazioni sulle aree verdi già portate a termine (via Tevere, viale San
Marco) e quelle che dovrebbero essere attuate (Parco di via Pio X, Stadio
Baracca). Operazioni di cassa che continuano a devastare questa povera Mestre
già pesantemente saccheggiata e non si intravedono cambi di rotta.
<Città
di serie A anche per i disabili>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per creare
uno sportello dove espletare tutte le burocrazie; con i gestori dei trasporti
pubblici, delle ferrovie e delle associazioni commercianti per rendere
accessibili mezzi e negozi ai portatori di handicap e non manca un appello ai
guidatori maleducati che parcheggiano l'auto sui marciapiedi o addirittura nei
posti riservati ai disabili, "in cui peccano anche i politici"
L'INTERVENTO
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per natura ho
poca fiducia nella burocrazia, ma essendo che le commissioni erano uscite una
settimana prima della discussione, non ebbi materialmente il tempo di
verificare se nell'assegnazione dell'aula era stata considerata l'accessibilità
per una persona con problemi motori.
LETTERA
E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
paga tasse e
sopporta una burocrazia inefficiente inflazionata, non si riconosce e chiede a
gran voce di trovare rappresentanza vera, perché quelli che occupano le sedie
sono solo i rappresentanti di una sola parte del paese e non di tutta la
comunità nazionale. E che la parte da loro rappresentata (visto la massa enorme
di clienti della partitocrazia)
Albergo
diffuso, ci provano le Valli ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dovute alla
burocrazia, e per problemi di destinazione dei contributi. Ma ora, grazie
all'intervento della Regione, l'iter è ripartito e si concluderà in tempo molto
breve, dando la possibilità a tutti i soci di aprire finalmente le porte al
turista".Per chi vuole pernottare, l'offerta nelle Valli è variegata e
diversificata: conta trattorie con posti letto,
PASQUA
DA PRECARIO ANCHE PER VANVITELLI ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
differenziazione delle professioni avverrà soltanto duecento anni dopo)
contemplava anche l'acconto sulle spettanze maturate a far data dal novembre
( da "Azione, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Voucher tra i filari VOUCHER TRA I FILARI Novità in vista per la prossima
vendemmia. Il ministero del Lavoro ha annunciato il via libera alla
sperimentazione dei cosiddetti "voucher vendemmia", nati per
combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e
dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e
pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte
avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove
opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli, senza per
questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo, e garantendo al contempo
ai lavoratori occasionali tutele assicurative e previdenziali, evitando la
piaga del lavoro nero. Il meccanismo prevede che chi è interessato a
partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della
propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice
di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un
blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro
effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,50 euro al netto,
ossia questo va in tasca a chi lavora), comprensivo del costo
dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati
potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei
soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. Al contempo il
sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a
carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale.
Ora lo strumento per essere in regola senza tante burocrazie c'è: resta la
tentazione di far finta di niente, e stabilire una cifra a metà, a vantaggio di
vignaiolo e di vendemmiatore. Ma a svantaggio dello Stato. AT.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
FALERONE Il Comune
'tutor' per i lavoratori dimissionari ? FALERONE ? QUELLO di Falerone è stato
uno dei primi comuni delle Marche ad attivare il servizio di tutoraggio per i
lavoratori dipendenti dimissionari. "Va detto - spiega l'assessore Stefano
Cardenà - che il 21 gennaio è stato emanato il decreto interministeriale
finalizzato all'adozione del modulo informatico per la presentazione delle
dimissioni volontarie dei lavoratori. In parole povere, dallo scorso 5 marzo,
un dipendente che intenda cessare il lavoro dalla propria azienda dovrà
recarsi, prima che dal datore di lavoro, negli uffici preposti tra cui le
direzioni provinciali del lavoro, i centri per l'impiego e i Comuni, farsi
assistere da un tutor nella compilazione del modello e provvedere all'invio
telematico. Dopodiché potrà presentare le dimissioni al proprio datore di
lavoro, il quale procederà al licenziamento". Dunque, più
adempimenti e burocrazia
per dimettersi dal posto di lavoro. "Falerone per agevolare i lavoratori
della zona - conclude Cardenà - evitando di recarsi al centro per l'impiego di
Fermo o alla direzione provinciale del lavoro di Ascoli, è stato uno dei primi
comuni ad attivare il servizio di tutoraggio. I lavoratori potranno
rivolgersi al nostro municipio per compilare e trasmettere telematicamente il
modello e procedere alle dimissioni volontarie". - -->.
( da "Stampa, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Niente
"spadare" con la bandiera dell'Unione Europea nel Mediterraneo. E'
una sentenza della Corte di Giustizia di Bruxelles a bandire per sempre dai
porti comunitari le reti pelagiche derivanti che ogni anno sono responsabili
della morte di centinaia di cetacei. Uccisioni terribili, per annegamento,
perchè quando un mammifero viene intrappolato senza possibilità di risalire in superficie
non è pesca, è qualcosa di disumano. E non è meno disumano solo perchè avviene
lontano dagli occhi di tutti. Pensate cosa accadrebbe se dovessimo vedere una
mucca soffocata in un mattatoio! Il provvedimento dell'Alta Corte riguarda
essenzialmente le flottiglie francesi visto che quelli transalpini erano gli
unici pescherecci ad utilizzare quelle che gli ambientalisti, e non a torto,
avevano definito le "reti killer" (utilizzate prevalentemente per la
pesca del tonno e del pesce spada). Secondo gli ultimi dati una trentina di
porti francesi davano ancora rifugio alle "spadare", in tutto una
ventina di battelli in grado di mietere però tante, troppe vittime. Italia e
Spagna, almeno nella normativa e nella volontà di molti operatori del mondo
ittico, si sono adeguate alla moratoria internazionale sulle
"spadare" da qualche anno. Ma non senza polemiche visto che
ecologisti militanti, come è il caso di Greenpeace, non perdono occasione per
pubblicare libri bianchi nei quali denunciano la presenza di naviglio italiano
con imbarcate reti pelagiche della lunghezza tra i 15 e i
( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PAOLA FICHERA LE
CORSIE preferenziali sono l'ultima frontiera sulla quale si combatte la
battaglia al traffico. Lo sanno bene gli autisti dell'Ataf che le difendono con
le unghie e con i denti. E altrettanto bene lo sanno i tassisti che solo grazie
al loro utilizzo riescono a lavorare nel centro storico. Lo sa bene il
vicesindaco Giuseppe Matulli, ogni giorno subbissato di richieste e di proteste
per le multe, ne sono testimoni i vigili urbani che le devono difendere proprio
perché la loro funzione, di scorrimento veloce ai fini della pubblica utilità,
non sia vanificata dall'uso eccessivo e improprio. Lo sanno bene le
associazioni di pubblica assistenza, le misericordie, le onlus di ogni genere
che si occupano di assistere malati e anziani. E i volontari che combattono sul
campo la battaglia contro il traffico. Loro per accompagnare un anziano a fare
un'analisi o una dialisi o a un consulto medico o se devono andare a prendere
qualcuno che è stato dismesso da una casa di cura devono affrontare e far
affrontare al loro passeggero una lunga 'traversata' in mezzo alle auto. Perché
non si tratta ormai solo del centro storico, ma di una serie di direttrici
cittadine che, di fatto, allungano e complicano a dismisura i servizi di
trasporto sociale che i volontari sono chiamati a compiere. Per carità, il
problema non si pone se il servizio viene effettuato con un'ambulanza. Queste
ultime, infatti, possono circolare anche sulle corsie preferenziali, ma per le
associazioni di volontariato non è sempre possibile utilizzarle, vengono così
usate le auto. L'amministrazione comunale ne prevede l'ingresso in tutti i
settori della ztl e pone come unica condizione che le vetture in questione
siano "identificabili a vista con scritte ben visibili sulla
carrozzeria" oppure, laddove questo non sia possibile per ragioni di
opportunità o di tutela della privacy, è prevista la richiesta alla Sas, la
società di servizi alla strada, di contrassegni identificativi. In nessun caso
però a questi veicoli è consentito lo scorrimento sulle corsie preferenziali.
Il consigliere comunale di Forza Italia verso il Popolo della libertà, Gabriele
Toccafondi, candidato alla Camera, ha sollevato il problema con il vicesindaco
Matulli e ha ottenuto questa risposta: "Nelle corsie preferenziali ?
scrive l'assessore ? il transito è consentito solo alle ambulanze e non già ai
veicoli impegnati in servizi cosiddetti socio-sanitari. La possibilità di
transito sulle corsie di tali mezzi è da escludere onde evitare un ulteriore
appesantimento dello scorrimento sulle stesse, anche sulla base del fatto che i
servizi di cui trattasi non hanno una particolarità ben definita e quindi
liberalizzarne il transito potrebbe portare ad utilizzare le stesse corsie
anche per compiti non propriamente assimilabili alla pubblica assistenza".
"Una disposizione ? commenta Toccafondi ? che certo non tutela i
cittadini. Il mancato utilizzo delle corsie preferenziali per il trasporto
sociale di fatto riduce in modo consistente il numero dei servizi che i
volontari riescono a svolgere. E quindi i servizi a favore di persone anziane o
malate che hanno bisogno di aiuto. Il tutto in una città in cui la popolazione
sta invecchiando rapidamente e si fa un gran parlare dei servizi sociali e
delle tante risorse che l'amministrazione impegna in questo settore. Rendere
più rapidi ed efficienti i servizi del volontariato a favore della popolazione,
in questo caso avrebbe anche costo zero". Il consigliere comunale solleva
il problema anche in vista dell' istallazione delle nuove porte telematiche a
tutela delle corsie preferenziali di via Senese, via del Massaio, via Marsilio
Ficino, via dell'Olivuzzo che dovrebbero essere attivate alla fine di aprile.
"Già con l'attuale quantità di traffico ? insiste Toccafondi ? soprattutto
nelle ore di punta i tempi di percorrenza vengono triplicati. Vuol dire che se
le associazioni onlus potessero usare le corsie preferenziali i volontari, nel
tempo che generosamente mettono a disposizione della comunità, potrebbero
svolgere treservizi al posto di uno. E significa anche che molti di più fra
anziani e malati potrebbero usufruire dei trasporti sociali". Toccafondi
poi contesta il punto di partenza del vicesindaco: "L'amministrazione
comunale non può mettere in dubbio la buona fede delle associazioni di
volotariato, ma al contrario dovrebbe snellire la burocrazia
ed effettuare casomai dei controlli mirati. Così si penalizzano tutti senza
averne i motivi". - -->.
( da "Stampa, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GRAVELLONA
TOCE.PROGETTO Il consiglio comunale ha concesso il terreno in utilizzo per
realizzare la piastra dei servizi Mensa e ambulatorio per anziani e poveri in
località "Fontanino" L'associazione "Buon Pastore" rilancia
l'idea nata nel 1994 [FIRMA]LUCA ZIROTTI GRAVELLONA TOCE Una mensa e un
ambulatorio medico per anziani e bisognosi, ma anche spazi per attività
ricreative e culturali. Una piastra dei servizi, insomma, da affiancare a
un'area residenziale. Più che un sogno, è l'obiettivo che si propone l'associazione
gravellonese "Buon Pastore". L'idea non è recente. Risale addirittura
al 1994, ma era stata affossata da carenza di fondi e burocrazia. Dopo più di sei anni di
inattività, a febbraio l'associazione ha rinnovato il direttivo e ha dato
inizio a un nuovo capitolo del progetto. Al timone resta sempre Marina Lanza.
Fu suo padre, Arturo Lanza (per tutti a Gravellona il "maestro Dino")
ad acquistare nel 1994 dagli eredi Rothplez un terreno di circa 15 mila metri
quadrati al "Fontanino", località tra Casale Corte Cerro e la
zona di Santa Maria a Gravellona Toce. Con Erminio Guida, Giuseppe Ravasio,
Franco Zanoletti e Mario Beltrametti fondò l'associazione "Buon
Pastore" e donò il terreno al Comune di Gravellona con l'obiettivo di
realizzare un centro per gli anziani. "Un'opera voluta per ricordare mia
madre e mio fratello Andrea, morti entrambi molto giovani - spiega Marina Lanza
-, una missione che dal 1999, quando morì mio padre, è ricaduta sulle mie
spalle. Sono stati anni difficili, rinvii e delusioni avevano quasi affossato
l'associazione ed ero pronta a farmi da parte. Ora però ricominciamo con nuovo
slancio: accanto al rinnovo del direttivo il 19 marzo abbiamo stipulato l'atto
notarile con il Comune per l'utilizzo del terreno, che ci è stato concesso dal
consiglio comunale". Ad affiancare Lanza ci sono i vice presidenti Rodolfo
Magistris e Fulvio Vanotti e il segretario Stefano Oglina. "Ripartiamo con
un capitale sociale di 180 mila euro - dice la presidente - e un intervento
diviso in due parti: la piastra dei servizi, cui destineremo 4 mila metri
quadrati, e un'area residenziale a carico della cooperativa Edificatrice Tre.
Per il centro occorrono circa 560 mila euro, perciò dopo l'assemblea plenaria
dei soci che terremo a breve avvieremo i contatti con enti e fondazioni
bancarie del territorio". Il percorso si profila lungo, ma l'associazione
è pronta alla sfida: "Dopo il periodo buio di questi anni finalmente
vediamo un pò di luce in fondo al tunnel".
( da "Stampa, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO PADRE, MADRE
E FIGLIA DI 23 ANNI DORMONO NELLO STESSO LETTO La famiglia è in miseria
L'affitto è in nero ma il Comune per un sussidio pretende che ci sia il
contratto acqua tagliata a Pasqua Denuncia della Caritas parrocchiale:
"Abbandonati" [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO Una vita nella miseria.
Indigenza e la sporcizia masticate quotidianamente, subite. E come
"sorpresa" di Pasqua l'Amaie che ha tagliato il rifornimento
dell'acqua. E' una storia che fa male, e lo deve fare, quella che emerge da una
denuncia di una Caritas parrocchiale di Sanremo. A parlare sono i fatti. Tre
persone: il padre di 59 anni, la madre di 54, la figlia di 23, abbandonati
all'incubo della precarietà e, fatto gravissimo per la Caritas, abbandonati
anche da tutto quel complesso di istituzioni come Asl e Servizi Sociali, in due
parole lo Stato Assistenziale. Questa famiglia vive in un appartamentino del
centro storico costituito da una stanza e un piccolo bagno. Tutti e tre dormono
nello stesso letto. Pranzano seduti sul letto, appoggiati ad un tavolo che
viene tenuto in piedi dalle sedie, perchè le gambe sono rotte. I pensili
dell'angolo cottura sono crollati e sono stati sostituiti dai sacchetti di
plastica. E sono in affitto. Da un padrone di casa, che probabilmente
festeggerà la Pasqua in tutt'altro contesto, e che, quando gli inquilini
riescono a racimolarli, intasca 300 euro di pigione rigorosamente in nero.
Anche lui, il capofamiglia, l'unico a lavorare, e saltuariamente, viene pagato
in nero. La madre accusa gravi anomalie psichiche e fisiche e la figlia, che
pure in passato aveva frequentato la scuola dell'obbligo, presenta gravi
capacità di comunicazione perchè non parla, si esprime a gesti e fonemi, non
esce di casa ormai da mesi. In questo contesto di miseria la Caritas
parrocchiale porta settimanalmente pacchi di viveri, paga qualche bolletta. Ma
un intervento risolutore, anche se visto il contesto indubbiamente difficile,
non arriva. Già, perchè c'è di mezzo la burocrazia. Il Comune potrebbe
contribuire alle spese dell'affitto ma perchè ciò avvenga si deve avere un
regolare contratto e quel contratto, se arrivasse, farebbe indubbiamente lievitare
l'affitto che oggi viene pagato in nero rendendo inefficace di conseguenza
l'intervento di sostegno pubblico. E se il capofamiglia pretendesse una
busta paga probabilmente non troverebbe neppure quei "lavoretti" che
gli permettono bene o male di tirare avanti. La Caritas, dopo che circa un anno
fa i Servizi Sociali avevano pagato qualche bolletta, di recente ha scritto
all'assessorato che il sindaco Borea ha voluto chiamare "alla
Solidarietà". E non è arrivata risposta. Anche il difensore civico, rimasto
esterrefatto, ha scosso le spalle. Nell'appello è stata sottolineata la
necessità di "provvedimento urgenti sia riguardo alla casa ma soprattutto
riguardo alla salute psichica e fisica delle due persone più deboli della
famiglia, la madre e la figlia. Niente, nonostante sia stato scritto nella
raccomandata in grassetto sottolineato, nessuno si è fatto vivo. Questa brutta
storia, in un Paese che vive una profonda crisi, una crisi che si fa sentire
anche nella Sanremo del benessere, deve far riflettere e non far dormire sonni
tranquilli a tutti. Perchè queste cose non devono accadere, perchè quello
scenario di miseria è una vergogna non per chi lo vive ma per la collettività
che lo consente. E' Pasqua. Riflettiamoci su almeno un momento.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
O Franceschini
MERCOLEDÌ SCORSO, l'onorevole Franceschini è venuto a Cesena per illustrare ciò
che è la proposta politico-programmatia del PD. Franceschini, essendo
cattolico, sa cosa sono i miracoli ma pare altresì avere scoperto l'acqua
calda, cioè a dire che il territorio ha bisogno di infrastrutture, che la burocrazia ha raggiunto livelli indicibili e che esiste il problema dei
salari e delle pensioni. I presenti hanno applaudito queste capacità
diagnostiche. Ma sulle terapie ancora si attendono indicazioni. Vorrei però che
tutti si domandassero di chi è la responsabilità di questo stato di cose?
Che cosa ha fatto il governo Prodi per ovviare a tali problemi? E, più vicino a
noi, cosa hanno fatto la Regione, la Provincia, il Comune, ad esempio, per le
infrastrutture? A ben vedere, il primo miracolo fatto dall'onorevole
Franceschini è stato quello di aver fatto sparire tutte le responsabilità.
L'operato del governo Prodi non è in discussione, fa parte oramai del passato,
lui, illuminato dalla Provvidenza, guarda e prega per il futuro. Anche se
informa i presenti che ci sono 23 miliardi nel 2008 e che possono essere spesi.
In che modo? "Migliorando stipendi e salari". Cioè, siccome la
pressione fiscale ha superato ogni limite, oggi, giacché c'è la campagna elettorale,
è meglio "distribuire" risorse fittizie. Mario Guidazzi(Pri) )FORZA
ITALIA GIOVANI "I proff del liceo devono sempre correre per arrivare in
orario" IN RELAZIONE all'articolo pubblicato venerdì 21 scorso riguardante
il resoconto della conferenza stampa di Forza Italia Giovani, vorrei precisare
un'affermazione che è stata riportata: i professori del liceo Classico di
Cesena non sono costantemente in ritardo, ma devono correre per non esserlo, a
causa dei numerosi spostamenti dovuti alla divisione dell'istituto in più
succursali. Dopo tanti anni di disagi dovuti alla pessima situazione
dell'edilizia scolastica, gli studenti di Cesena si attendono cambiamenti in
tempi brevi. Martina Fiori Forza Italia Giovani - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di DANIELA
GIOVANNETTI PER il soprintendente ai Beni archeologici delle Marche Giuliano De
Marinis il professor Guglielmo Maetzke, l'estruscologo scomparso nei giorni
scorsi a 93 anni, è stato e sempre resterà un pilastro fermo nel suo lavoro ma
anche e soprattutto un maestro di vita. "Non voglio cadere nella retorica.
Ma quello che vorrei in questa occasione sottolineare è proprio l'aspetto
umano. Contrariamente a quanto poteva sembrare ad un incontro superficiale,
quell'uomo all'antica, sempre con cappello, sciarpa e guanti, aveva prima di
tutto una grandissima umanità, derivatagli probabilmente dalle esperienze
personali ? racconta ?. Penso agli anni della Sardegna, quando per la prematura
scomparsa della moglie si trovò solo con tre figli piccoli. E' andato avanti in
maniera ammirevole senza togliere niente né alla famiglia né al lavoro. Questo
lo ha portato ad essere determinato. Cosa che ha insegnato anche a chi lavorava
con lui". Fraterna e amica anche l'ultima telefonata fra i due. "Ci
siamo sentiti a Natale ? prosegue De Marinis ? Nonostante abbia lasciato
Firenze da 12 anni eravamo sempre in contatto. Non sa qualte volte quando ho un
problema penso: il professore cosa farebbe al mio posto? Sì, mi è sempre stato
d'esempio". Dal punto di vista professionale è stato anche un grande
innovatore. Niente a che vedere con l'immagine dell'archeologo ottocentesco, a
caccia di tesori e fin troppo intellettuale, il professor Maetzke ha saputo
mediare fra le esigenze della scienza e quelle della burocrazia.
"Prima di ogni altro ha capito l'importanza dei rapporti con gli Enti
Locali ? prosegue De Marinis ?. E' stato infatti un grande manager, il primo in
questo settore, riuscendo a essere di stimolo per i colleghi e creando una rete
di contatti con Comuni e Regioni, ancora oggi non sempre ben disposte nei nostro
confronti". Per Firenze il nome del professor Maetzke è legato a quello
del Centro di Restauro. Nel capoluogo toscano era tornato il 1 ottobre 1966,
quando il 6 novembre la città viene sconvolta dall'alluvione. Alla
Soprintendenza alle Antichità è affidato il recupero delle importanti
collezioni del Museo Topografico dell'Etruria e di quelle conservate nei
magazzini sotterranei. Il materiale viene così raccolto e ordinato in
essiccatoi appositamente creati in attesa della successiva ricomposizione. Ed è
a tale scopo, con notevole contributo del Ministero della Pubblica Istruzione,
che Maetzke riesce a far organizzare un Centro di Restauro per conto della
Soprintendenza, provvisto di attrezzature modernissime e di personale altamente
qualificato e specializzato. Il centro in breve tempo raggiunge un notevole
prestigio, in particolare nel settore del restauro dei metalli. La competenza è
tale che i lavori si allargano e il centro di restauro di Firenze è sempre più
punto di riferimento, tanto da dover provvedere al restauro di importanti
monumenti e complessi affidatigli anche da altre soprintendenza e musei
stranieri. Ricordiamo, per esempio, i Bronzi di Riace, quelli di Cartoceto di
Pergola, il Sarcofago degli Sposi del Louvre. Oltre a questo notevole impegno e
al non semplice lavoro di direzione dell'Ufficio e del personale, il professor
Maetzke ha diretto personalmente numerose campagne di scavo e il restauro di
monumenti in varie zone della Toscana. Imponenti gli interventi a Volterra e
Roselle. Nel 1970 è stato eletto membro del Consiglio Superiore delle Antichità
e Beni Ambientali del Ministero della Pubblica Istruzione e poi membro del
Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni Culturali. E' stato collocato a
riposo il 31 luglio 1980, con la qualifica di Direttore Generale. Inoltre è
stato socio di vari Istituti e Accademie; è stato presidente dell'Istituto
Nazionale di Studi Etruschi e Italici e dell'Istituto e Museo Fiorentino di
Preistoria nonché dell'Accademia Etrusca di Cortona. Ha ricevuto la medaglia
d'oro ai Benemeriti della Cultura del Ministero della Pubblica Istruzione nel
1968 e quella del Ministero ai Beni Ambientali nel 1985, oltre al Premio
Zanotti Bianco per il Restauro. Impossibile citare le numerose pubblicazione,
comparse sulle riviste scientifiche per lo più relazioni di scavo e di restauro
e saggi archeologici diretti in campagnie fra Toscana, Lazio, Campania e
Sardegna. Fra le lezioni tenute si ricordano quelle alla scuola di
specializzazione in archeologica delle Università di Pisa e di Firenze,
all'Università internazionale dell'Arte e all'Università dell'Età Libera di
Firenze. - -->.
( da "Trentino" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si sposta allora su
un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare il Partito Democratico
... si sposta allora su un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare
il Partito Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo
il 13 aprile, ma anche e soprattutto dopo? In che misura Veltroni riuscirà a
tradurre in voti l'indubbia attenzione che sta riscuotendo nelle piazze sopra
il Po? I precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali
(Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria), dal 1994 il
vantaggio del centrodestra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti
indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali).
Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha
ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di quello Pd-Italia dei Valori; uno
scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in
Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia
settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due anni
fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera gara.
Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente, se non
in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003
innanzitutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino,
Genova): a nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento
strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo
delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che
continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano
Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è
cambiato a partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è
rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente
negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare sostanziali
segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio
su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta centrando il nocciolo duro
della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per
rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso
feeling con le principali categorie socio-professionali del nord, come conferma
il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su
"Repubblica": se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46
per cento del consenso degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei Valori; il
44 degli impiegati privati contro il 37; il 54 dei liberi professionisti contro
il 29; addirittura il 58 di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23.
Figure accomunate da una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori
principali dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in
palese crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele
precostituite, con le logiche assistenziali, con le aree protette. Merito,
regole, competizione, sono le tre parole-chiave indispensabili per incassare la
fiducia di un nord oggi molto più vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa
innovativa che all'obsoleta Italia. Se il centrosinistra non riuscirà a farle
proprie, le terre sopra il Po rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il
centrodestra si limiterà a capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare
la trasformazione. Perciò la partita vera non è quella che si sta giocando a
parole in queste settimane che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con
i fatti, le scelte, i comportamenti di chi governerà e di chi starà
all'opposizione. Se no, avremo solo buttato via l'ennesima domenica elettorale.
Francesco Jori.
( da "Trentino" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli elettori non
amano le medicine amare e i partiti si adeguano MINO FUCCILLO Bread and butter,
brutale ed efficace la sintesi americana: al dunque è per il pane e per il
burro che si vota. Un attento e raffinato linguista tradurrebbe però in maniera
meno letterale e più al tempo con il 2008 italiano: qui e oggi si vota non per
chi garantisce il pane e il burro ma per "l'ultima imburrata". L'ambiguità
degli slogan. La diversità, la differenza tra le due formule sta
nell'ambiguità, anzi nel vero e proprio equivoco voluto e coltivato dell'altro
must (obbligo) della campagna elettorale: il cambiamento. La gente, l'opinione
pubblica, l'elettorato intende per cambiamento il miglioramento quantitativo di
quel che c'è. Cambiare vuol dire, nell'unico significato accettato e pure
propagandato, lo stesso salario o reddito, che si forma nello stesso modo. Però
cresce. Oppure lo stesso fisco che paga gli stessi servizi e però
"cambia" e trasmuta in meno tasse. Al contrario il cambiamento inteso
come diverso, molto diverso, modo di studiare, lavorare, guadagnare, produrre,
vendere e garantire è inteso come minaccia. Ciò che i partiti possono offrire
in campagna elettorale è il cambiamento del primo tipo, il
cambiamento-promessa. L'altro cambiamento, se pure lo hanno in testa, devono
dissimularlo, al massimo sperare di poterlo somministrare in dosi omeopatiche e
comunque senza che il paziente sappia davvero. Altrimenti si ribellerebbe.
Dunque la questione non è la "sostenibilità", se cioè ci saranno o no
i soldi per mantenere le promesse dei partiti. Consenso e contro consenso. Il
problema è se i partiti, una volta raccolto il consenso, vorranno e sapranno
andare contro consenso per creare le condizioni indispensabili (il cambiamento
del secondo tipo appunto) per mantenere le promesse. Comunque, chiunque vinca,
l'ultima imburrata ci sarà. Anche qui il significato dell' aggettivo
"ultima" è purtroppo duplice. Fisiologicamente ultima sta per ultima
di una serie che continua: chi ci rimette soffre (i programmi come vedremo non
sono per niente tutti uguali rispetto a quale "pane" spalmare), però
il "burro" non finisce appunto con l'ultima spalmata, al prossimo
giro forse andrà diversamente. Stavolta invece "ultima" può voler
dire proprio ultima, dopo la quale burro non ce ne è più. Anche questa
duplicità l'elettorato in qualche modo l'avverte e quindi si dispone a tentar
di far parte di coloro, non tutti certo, che con il Pil che tende a zero, con
l'inflazione che nessun governo può fermare per decreto e con la crisi
finanziaria da 1000 miliardi di dollari di crediti inesigibili nelle tasche del
credito planetario, si riempiranno la dispensa e peggio per gli altri. Si può
scegliere, la merce esposta dai partiti è varia e ricca. Scaffale Irpef. Il Pd
propone l'aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente, la detassazione
della quota di salario che arriva da maggior produttività, un credito fiscale
per il lavoro femminile, la dote fiscale per i nuovi nati e una progressiva
(tre anni) revisione delle aliquote. Una famiglia di quattro persone che oggi
guadagna 30mila euro e paga di tasse 6900 ne pagherebbe 6000. Quarantamila euro
di reddito, tasse odierne 9600, tasse future 8400. Con 60mila si scende da
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marco Carra in
Commissione parlamentare agricoltura: questo l'auspicio che la Confederazione
italiana agricoltori di Mantova ha espresso nell'incontro con il candidato alla
Camera, e segretario provinciale, del Partito democratico. Sul tavolo del
confronto, a cui hanno partecipato i vertici di Cia con la presidente
Elisabetta Poloni, tante questioni denunciate dagli agricoltori
mantovani: burocrazia molto
pesante; necessità di una forte semplificazione fiscale; concorrenza sleale di
prodotti stranieri e un rapporto sbilanciato con la grande distribuzione che si
traduce in un grosso divario tra prezzo di produzione e prezzo al consumo.
"Il mio impegno, se sarò eletto - ha detto Marco Carra - sarà di ridare
una nuova e forte rappresentanza a settori come l'artigianato, l'agricoltura,
il commercio, che finora hanno avuto poca attenzione dal mondo politico. Il
Partito democratico intende superare gli antichi retaggi culturali che vedevano
la sinistra ostile a taluni settori. Credo fortemente nella concertazione con
tutte le categorie produttive, con cui creare rapporti solidi per raggiungere
insieme risultati concreti". Per Carra "è necessaria un'iniziativa
politica forte affinché i produttori agricoli trovino la strada per esprimersi
con una voce sola, ma più forte e autorevole, in sede di trattativa dei prezzi
dei prodotti e di tutela delle imprese agricole".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Nicola Corradini
Angeli, via ai lavori per le fognature Battù: saranno pronte entro l'estate
Stop agli allagamenti di cantine e garage nel quartiere senza nome Il manto di
asfalto delle strade è stato frantumato, ma nessuno nel rione di Borgo Angeli alle
spalle del pastificio Zanellini, il cosiddetto quartiere senza nome, se ne
lamenta. Le macchine che l'altro ieri hanno iniziato a raschiare le vie del
piccolo borgo sono la prima tappa verso la costruzione del nuovo sistema
fognario che, dopo anni, risolverà il problema dei frequenti allagamenti di
scantinati e garage delle villette e delle palazzine costruite una ventina di
anni fa in questa fetta di terreno compresa tra via Cremona e strada
Circonvallazione Sud. "La ditta sta facendo dei rilevamenti per evitare di
scavare dove si trovano i cavi elettrici e le linee telefoniche - spiega
l'assessore ai lavori pubblici, Luciano Battù - i lavori per la realizzazione
delle fogne per l'acqua piovana inizieranno a breve". Occorreranno alcuni
mesi di lavoro per dotare il quartiere Peep - come ancora viene definito questo
borgo di 500 abitanti in continua crescita- di un sistema fognario funzionale,
in grado di separare le cosiddette acque nere che provengono dagli scarichi
delle case, dalle acqua bianche, vale a dire l'acqua piovana. L'opera che verrà
realizzata dalla impresa Sodis Srl di Vercelli costerà alle casse del Comune un
po' meno di 400mila euro. Ma l'intera operazione - iniziata in settembre con la
posa del nuovo collettore sotto via Boldrini e sotto via Cremona per portare
l'acqua piovana raccolta dai tombini direttamente nel lago Superiore - è
costata un milione. D'altronde il sistema fognario del quartiere era
assolutamente inadeguato, tanto che buona parte delle case si trovava con
garage e scantinati allagati ad ogni temporale di una certa intensità. Per non
parlare delle strade, in parte ancora da asfaltare. Erano anni che gli abitanti
della zona chiedevano di risolvere il problema. "Ma ora siamo
soddisfatti", dice Saverio Consiglio, per anni in prima fila nelle
iniziative per chiedere la sistemazione delle fogne. La burocrazia ci ha messo del suo nel
rallentare. Comune e Circoscrizione Sud hanno atteso a lungo l'autorizzazione
dell'Aipo per l'avvio dei lavori del collettore che la Tea ha realizztao in
questi mesi. "Adesso che il collettore è finito - dice Battù - possiamo
realizzare la rete fognaria che sarà terminata per l'estate. Il sistema
separerà le acque nere, che ciroleranno nella fognatura esistente portandola
verso il depuratore, dalla acque bianche che verranno convogliate verso il lago
Superiore. Le lottizzazioni da poco realizzate (o in corso di costruzione) in
via Boldrini hanno già i sistemi separati e, quando avremo finito il lavoro,
potranno essere collegate alla rete".
( da "Alto Adige" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I centristi contro i
"personalismi" dei due maggiori partiti: alle imprese del nostro
Paese serve meno burocrazia L'Udc:
più fondi per la ricerca e ritorno al nucleare BOLZANO. L'Udc non ci sta. Si
oppone ad una competizione elettorale che veda protagonisti soltanto i due
partiti maggiori, Pdl e Pd. "La sterile contrapposizione fra i
personalismi di Berlusconi e Veltroni sta sempre più allontanando da questa
campagna elettorale quella che dovrebbe essere la seria trattazione di
argomenti vitali del Paese: ricerca/università, impresa ed energia
costituiscono i tre pilastri ineludibili", afferma l'Udc altoatesina. Tra
le altre proposte si vuole l'aumento dei salari dei ricercatori e professori
universitari, con la crescita del finanziamento alla ricerca fino ad almeno
l'1,8% del Pil. Sul tema della imprese lo snellimento e semplificazione delle
pratiche burocratiche e la revisione degli attuali studi di settore.
Sull'energia l'Udc rilancia la produzione di energia nucleare.
( da "Corriere delle Alpi" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tito Democratico in
quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13 aprile, ma anche e
... tito Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il
13 aprile, ma anche e soprattutto dopo? In che misura Veltroni riuscirà a
tradurre in voti l'indubbia attenzione che sta riscuotendo nelle piazze sopra
il Po? I precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali
(Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria), dal 1994 il
vantaggio del centrodestra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti
indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali).
Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha
ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di quello Pd-Italia dei Valori; uno
scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in
Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia
settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due
anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera
gara. Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente, se
non in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003
innanzitutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino,
Genova): a nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento
strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo
delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che
continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano
Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è
cambiato a partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è
rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente
negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare sostanziali
segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio
su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta centrando il nocciolo duro
della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per
rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso
feeling con le principali categorie socio-professionali del nord, come conferma
il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su
"Repubblica": se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46
per cento del consenso degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei Valori; il
44 degli impiegati privati contro il 37; il 54 dei liberi professionisti contro
il 29; addirittura il 58 di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23.
Figure accomunate da una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori
principali dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in palese
crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele precostituite, con
le logiche assistenziali, con le aree protette. Merito, regole, competizione,
sono le tre parole-chiave indispensabili per incassare la fiducia di un nord
oggi molto più vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa innovativa che
all'obsoleta Italia. Se il centrosinistra non riuscirà a farle proprie, le
terre sopra il Po rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il centrodestra
si limiterà a capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare la
trasformazione. Perciò la partita vera non è quella che si sta giocando a
parole in queste settimane che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con
i fatti, le scelte, i comportamenti di chi governerà e di chi starà all'opposizione.
Se no, avremo solo buttato via l'ennesima domenica elettorale. Francesco Jori.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Duto alla
designazione di Simone Giani come componente dell'Assemblea della Comunità
Montana Appennino pistoiese. Giani riempie così il vuoto verificatosi al
momento della decadenza da assessore di Renzo Martino. E' un giovane trentenne
che ha realizzato quello che fin da piccolo era il suo sogno: metter su un
allevamento di animali da carne. Ha preso in affitto il podere
"Roncobroccioli" da anni abbandonato, ne ha recuperato i prati e i
pascoli d ora dispone di una grande stalla al coperto in cui allevare fino a
settanta capi mentre in altre stalle sono ricoverati 20 maiali e 15 capre. NON
HA ECCESSIVE simpatie verso la burocrazia: "Chi sta negli uffici senza vivere i problemi che si
presentano quotidianamente ? afferma Giani ? pone più interesse alle scartoffie
che il più delle volte ci fanno perdere ore e ore di lavoro per nulla". La
designazione di Giani a detta di molti è quindi davvero un valore aggiunto per
l'assemblea della Comunità Montana che annovera al suo interno tanti politici e
pochissimi imprenditori. "C'è da sperare ? dicono i suoi
concittadini ? che la Comunità Montana si decida una buona volta a nominare il
Presidente e la Giunta che, al momento al suo interno annovera persone che
essendo state elette dal Consiglio comunale di San Marcello prima delle
elezioni del 2007, non hanno la richiesta legittimazione". - -->.
( da "Centro, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara Boom di
studenti, le scuole medie non bastano Il sindaco: "Gli iscritti continuano
a crescere, ormai è una vera emergenza" MARIA ROSA TOMASELLO MONTESILVANO.
Il numero degli alunni continua a crescere, ma le scuole, soprattutto le medie,
non hanno aule a sufficienza per ospitarli. Il sindaco parla di una vera e
propria emergenza a cui il Comune, in vista del nuovo anno scolastico, cercherà
di far fronte affittando nuovi locali. "Ma è necessario costruire almeno
due nuovi istituti, perché la crescita è esponenziale e anche i presidi sono
preccupati". Secondo le richieste raccolte dal sindaco nel corso del suo
contestato tour pre-pasquale nelle scuole, organizzato per fare gli auguri agli
studenti, ma anche per esaminare le strutture, Pasquale Cordoma ha registrato
dati preoccupanti. "I presidi non mi hanno fatto cifre, ma tutti i plessi
delle medie nei prossimi 5-6 anni avranno bisogno di tre o quattro classi in
più ogni anno: è un'emergenza assoluta" sostiene il sindaco. Sono i dati
che emergono dalle pre-iscrizioni, che si scontrano con una difficoltà:
"Noi abbiamo sei aule vuote nell'ex Ragioneria di via Verrotti, e abbiamo
la media di Montesilvano centro che ha bisogno di tre locali in più, ma c'è
qualche resistenza a spostarsi in quell'edificio: quindi dovremo trovare
un'altra soluzione" spiega l'assessore ai Lavori pubblici Carlo Tereo de
Landerset. "Il vero problema" sottolinea, "è che questa città è
stato realizzato un milione di metri cubi di appartamenti, ma non si è pensato
a realizzare al contempo i servizi necessari, come nel quartiere del Pp1,
nell'area compresa tra il mare e Porto Allegro, dove non c'è nulla: è stato uno
sviluppo incontrollato e noi adesso ci troviamo in difficoltà". Non è
escluso, dunque, che l'amministrazione debba anticipare la realizzazione delle
due scuole inserite nel programma triennale delle opere pubblica: la prima, in
calendario per il 2009, con una spesa di 1,2 milioni di euro, è quella inserita
nel Pp1, mentre nel 2010 sarà costruito, con 1,2 milioni di euro, il nuovo polo
scolastico. è il tempo il vero nemico dell'amministrazione: la città, infatti,
cresce al ritmo di mille persone l'anno, un trend inarrestabile che dovrebbe
portare Montesilvano a quota 60 mila abitanti in dieci anni. Una corsa davvero troppo veloce per i tempi della burocrazia. Il Comune, intanto, prova a
rimettere in sesto le scuole già esistenti: il sindaco ha creato una speciale
commissione per l'edilizia scolastica formata da due consiglieri - il
presidente della commissione Lavori pubblici Claudio Di Emanuele, e il
capogruppo dell'Udc Paolo Cilli - a cui è stato affiancato un tecnico comunale,
Antonella Cecamore, geometra. "Dovranno visitare tutte le scuole per
rilevare le carenze, dai banchi rotti alle finestre che non funzionano, alla
situazione della messa a norma" conclude il sindaco, "entro il 20
aprile devono restituirmi la relazione, poi cominceranno i lavori".
( da "ItaliaOggi Sette" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Internazionale Numero 071, pag. 26
del 23/3/2008 Autore: di Gabriele Frontoni Visualizza la pagina in PDF
Bruxelles ha presentato un piano per ottenere risparmi per le
imprese entro il 2008 Euroburocrazia, tagli per 1 mld
Ridotti gli obblighi di informazione e gli oneri per le pmi Nuova raffica di
misure per tagliare le gambe ai costi della burocrazia. Dopo aver ridotto nel 2007
di 1,3 miliardi le spese inutili legate ai labirinti amministrativi che gravano
sull'attività di impresa, la Commissione europea ha continuato lungo lo stesso
sentiero predisponendo una serie di nuovi propositi che dovrebbero portare a un
ulteriore risparmio per l'economia di Eurolandia stimato in 1 mld di euro entro
la fine del 2008. "Le esigenze amministrative possono condizionare
l'ambiente imprenditoriale in quanto le imprese in tutta la comunità sono
tenute a dedicare molto tempo alla compilazione di moduli e a riferire su
un'ampia gamma di materie", si legge nel rapporto della Commissione Ue.
"Secondo le stime, questi costi rappresentano attualmente il 3,5% del pil
dell'Unione europea. Grazie alla riduzione degli obblighi di informazione
ridondanti, il personale delle imprese potrà dedicare più tempo alle attività
fondamentali dell'impresa, con conseguente diminuzione dei costi di produzione
e maggiore concentrazione su attività innovative e di investimento che possono
migliorare la produttività e la competitività generale". Nel mese di marzo
2007 il Consiglio europeo aveva dato il via libera al varo delle prime dieci
misure che avrebbero dovuto mettere al muro il ridondante sistema degli oneri
amministrativi europei. Dopo un anno di tempo, cinque misure su dieci hanno
ottenuto attuazione decretando un risparmio per il sistema stimato in 500
milioni di euro, mentre gli ulteriori cinque strumenti a disposizione di
Bruxelles dovrebbero raggiungere la completa attuazione entro la fine
dell'anno. Entro i primi mesi del 2008, infatti, il Consiglio europeo sarà
chiamato a dare un giudizio sugli interventi dalla Commissione Ue per tagliare
gli oneri che gravano sulle imprese. I nuovi interventi anti-oneri
amministrativi Il primo intervento predisposto da Bruxelles riguarda
l'undicesima direttiva 89/666/Cee del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativa
alla pubblicità delle succursali create in uno Stato membro da alcune società
soggette al diritto di un altro Stato. Per cercare di favorire l'espansione
transnazionale delle imprese europee, la Commissione Ue ha bollato come inutile
la pratica attualmente in vigore che prevede la traduzione certificata dei
documenti richiesti dagli artt. 2 e 3 della direttiva in tutte le lingue dei
paesi, anche nel caso di stati in cui si parla la medesima lingua. Secondo
Bruxelles, nel caso di pmi, si dovrebbe abolire la normativa che impone di
indicare in maniera dettagliata il processo di formazione delle spese di
esercizio e quella che prevede la scomposizione del fatturato totale per
categorie economiche e per aree geografiche.Favorire la diffusione di sistemi tecnologici
in grado di ottimizzare il processo produttivo e decisionale delle industrie di
Eurolandia, il direttivo di Bruxelles ha proposto l'introduzione di una
variante alla normativa imponendo ai produttori di apparati telecomunicazioni
di notificare l'immissione sul mercato di nuovi prodotti. I vertici della
Commissione non hanno trascurato i benefici potenziali connessi con una
riduzione degli oneri amministrativi nel comparto farmaceutico.
"Attualmente più del 60% delle risorse aziendali che si occupano di
normative e regolamenti all'interno delle case farmaceutiche sono catalizzati
da un sistema a macchia di leopardo che prevede regole di packaging e di
informativa diverse da stato a stato", si legge nel documento presentato
dalla Commissione europea. Uniformare questa materia porterebbe benefici
economici enormi per le imprese del settore, senza ridurre il livello di
sicurezza e di protezione assicurato ai pazienti. La longa manus di Bruxelles è
arrivata a toccare anche il regolamento 638/2004 del Parlamento Ue in tema di
flusso di dati statistici. Secondo il parere la pratica in vigore che impone a
tutte le imprese di fornire con regolarità a Intrastat i dati relativi ai
propri commerci intra-Ue risulta del tutto eccessiva per le microimprese che dovrebbero
essere escluse da questa pratica.
( da "Arena, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALUTE
E BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome
di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket
"Gli esperti si dimenticano di noi" Non sarà serena la Pasqua dei
malati colpiti dalla sindrome di Sjögren. Sono
( da "Nazione, La (Siena)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
STRANEZZE della burocrazia. Sentite cosa è successo a un poggibonsese.
L'uomo, da tempo residente nella nostra città, ha ricevuto dal Comune l' avviso
di pagamento per un passo carrabile, di cui non aveva mai fatto richiesta e per
il quale non aveva ricevuto prima alcun avviso di pagamento, pur avendo
realizzato il cancello indicato in avviso di pagamento da circa vent'anni. Il
poggibonsese, ritendendosi vittima di un'ingiustizia, prima ha protestato poi
ha informato della cosa il difensore civico di Colle per verificare la legittimità
del comportamento dell'amministrazione, che pretendeva il pagamento del canone
di occupazione spazi ed aree pubbliche (Cosap). La storia ovviamente non
finisce qui. Visto l'incompetenza territoriale del difensore civico di Colle, e
visto che il Comune di Poggibonsi non ha istituito ancora questa figura, la
pratica è stata trasmessa al difensore civico regionale. Di fronte alla
richiesta di chiarimenti, il responsabile del servizio Tributi del Comune di
Poggibonsi ha confermato l'accertamento effettuato ed ha motivato il
provvedimento con la presenza di un'interruzione nel marciapiede atta a
facilitare l'ingresso alla proprietà privata, che costituisce suolo pubblico ed
implica il pagamento della Cosap indipendentemente dall'esistenza o meno di una
concessione di passo carrabile. Si tratta, secondo l'amministrazione locale,
dell'applicazione, analoga in tutti i comuni limitrofi, di un decreto
legislativo del 1993. La querelle va avanti, fino all'inatteso epilogo. Di
recente infatti è intervenuta la sentenza della Corte di Cassazione, che di
fatto ha stabilito la legittimità dell'azione del Comune. Quindi il
poggibonsese dovrà pagare. - -->.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
RECOARO. A quattro
mesi dallo smottamento a Fonte Abelina l'opera di bonifica annunciata non è
ancora partita Frana, lavori in ritardo di Luigi Centomo "A metà marzo
avremo la ditta a cui appaltare i lavori di bonifica della frana". Lo
pronunciava con fierezza il presidente di Vi.Abilità Carlo Fongaro insieme alla
notizia di centomila euro stanziati dalla Provincia per il progetto di
sistemazione della frana. Nell'uovo di Pasqua invece ancora nulla. Nessun
lavoro in corso e tantomeno all'orizzonte. La gente ormai si è adattata e
sostare al cospetto della frana, in attesa del verde del semaforo del senso
unico alternato, diventato un "Belvedere" sul disastro del crollo di
oltre
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
AMMINISTRAZIONE.
L'ass. Mauro Lazzarotto Cittadini e Comune "Rapporti migliori" A
detta del dirigente dell'area economico-finanziaria del Comune, Francesco
Benacchio, "i regolamenti comunali relativi alle entrate tributarie e alla
contabilità vanno rivisti ogni due anni". E questo è proprio un anno in
cui è necessaria un'operazione di aggiornamento, che in queste settimane sta
per essere valutata dalla commissione bilancio. I punti all'ordine del giorno
delle ultime commissioni hanno riguardato il bilancio di previsione 2008, che
ha subìto piccole modifiche. Non ci sono, quindi, variazioni rilevanti alla
precedente previsione. Modifiche che, a quanto pare, sono state apportate al
regolamento delle entrate tributarie (tasse) e al regolamento di contabilità.
"Si tratta di cose molto tecniche - afferma l'assessore al bilancio, Mauro
Lazzarotto -, tuttavia possiamo dire che stiamo lavorando per migliorare e
semplificare i rapporti tra i cittadini e il Comune. Vogliamo
mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche attraverso
una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui siano
riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di evitare
i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M.
( da "Libertà" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
11 PIACENZA domenica
23 marzo 2008 Sarà affidata a una struttura in provincia L'ombra di abusi, la
bambina rimane con il padre La ex moglie vive in provincia di Piacenza, ed è ad
una struttura nel nostro territorio che la piccola dovrebbe essere affidataE'
restata col padre, per il momento. La data stabilita per il rientro dalla
Sardegna della bimba, in provincia di Piacenza, sarebbe stata giovedì scorso.
Doveva tornare a Piacenza dopo che il tribunale l'aveva affidata ad una
struttura del territorio. Ma il papà, che vive in Sardegna, in provincia di
Oristano, si è opposto al suo rientro, denunciando alla procura il timore
(forse non solo quello) di presunti abusi subiti dalla bimba. Ci sarebbero a
questo punto dei certificati medici a sostenere che la bimba debba restare con
la famiglia di papà. La ex moglie vive in provincia di Piacenza, e lui, operaio
poco più che trentenne abitante in Sardegna, una settimana fa aveva lanciato un
appello disperato: "Fra quattro giorni la mia bimba dovrebbe lasciare la
mia casa per essere affidata ad una struttura, in Emilia Romagna. Ma io non
sono disposto a lasciarla andare: gli psicologi affermano che qui, con la mia
famiglia, c'è l'ambiente adatto a farla crescere". Parole disperate
rimbalzate fino a Piacenza, dove secondo la testimonianza dell'uomo vivrebbe
oggi l'ex moglie. L'uomo,oggi come ieri, si sarebbe detto contrario a lasciar
andare la piccola dalla sua abitazione in Sardegna, e in base alle ultime
notizie la piccola non avrebbe ancora lasciato il padre ed i suoi familiari.
Tutto sarebbe cominciato, sempre in base alle parole dell'uomo, a seguito della
separazione dalla moglie, alla quale il tribunale aveva affidato la bambina,
che poteva tuttavia trascorrere con il padre alcuni periodi dell'anno. In uno
di questi, presso la sua abitazione, l'uomo si sarebbe accorto di qualcosa che
a suo dire "non andava", e che lo avrebbe lasciato "piuttosto
sconcertato", ancora per usare parole sue. Atteggiamenti che il padre
avrebbe riscontrato nella bambina, e per ciò assolutamente sconvenienti alla
sua giovanissima età. Tutto ciò, chiaramente, avrebbe provocato nel giovane padre
sospetti terribili. "Ed una certezza - ha detto l'uomo -. E cioè che mia
figlia non avrebbe più dovuto stare in quella casa, in provincia di Piacenza,
dove evidentemente accadevano cose troppo strane". Il carpentiere ha
raccontato questi pensieri ai carabinieri del suo paese, e ciò ha innescato la
segnalazione alla Procura della Repubblica di Oristano, da dove è partito per
la magistratura dell'Emilia Romagna il fascicolo. Ora il giovane papà si duole
che la vicenda, purtroppo, subisca i rallentamenti della burocrazia.
Purtroppo, casi del genere proprio per la loro delicatezza, essendo coinvolti
minori, richiedono tempi lunghi per l'accertamento di tutti gli aspetti della
articolata vicenda. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti
sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Libertà" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
18 PROVINCIA
domenica 23 marzo 2008 nella biblioteca comunale Vigolzone, in aprile ritorna
il servizio Informagiovani VIGOLZONE - (n.p.) Sarà riaperto ai primi giorni di
aprile lo sportello Informagiovani, istituito dal Comune di Vigolzone per andare
incontro alle più varie richieste dei giovani dai 15 ai 25 anni. Il servizio è
stato avviato a metà del giugno 2007 ed ha funzionato per tre ore ogni martedì,
per un totale di 102 ore. Dopo la pausa da agosto fino a metà settembre, lo
sportello ha terminato la sua fase sperimentale agli inizi di marzo 2008. Il
bilancio, dicono in Comune, è positivo. Una settantina le visite, una media di
4 richieste ad ogni giorno di apertura, quasi una sessantina i casi risolti.
Coordinato da un'operatrice della cooperativa Eureka di Piacenza,
l'Informagiovani di Vigolzone è stato interpellato anche da adulti del paese e
da giovani dei Comuni limitrofi. Oltre che dal computer le richieste sono state
esaudite anche con depliant, opuscoli, schede, modulistica varia ed altro
materiale informativo. "Un risultato - commenta Lucia Serena, assessore
alle politiche giovanili di Vigolzone - che è la dimostrazione pratica d'aver
offerto un servizio utile ed apprezzato che riproporremo dopo la pausa
pasquale. La maggior parte delle richieste ha riguardato il lavoro, la
formazione, la burocrazia, la stesura di curriculum vitae, ma non sono mancate anche
domande su turismo, vacanze, tempo libero e manifestazioni artistiche. Un
sondaggio fra gli utenti - ha concluso Serena - ha rilevato l'alto indice di
gradimento e l'assoluta efficacia del servizio, che sarà riattivato all'inizio
di aprile e funzionerà ogni martedì dalle 17 alle 20 nella biblioteca
comunale". © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i
diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Noi donne e Sofri, le parole di un uomo Barbara Pollastrini
Segue dalla Prima Q ello della maternità e il significato intimo della
gravidanza e della sua eventuale interruzione. Lo fa in aperta polemica con un
suo amico di lunga data che si è posto alla guida di una campagna politica e
culturale "contro l'aborto". O come dice Giuliano Ferrara, per una
"moratoria" dell'aborto, echeggiando l'azione di decine di governi
impegnati a cancellare la pena di morte e la sua ideologia. Due uomini. Due
punti di vista radicalmente opposti. Con la particolarità di un dialogo, tutto
maschile, che sceglie come oggetto la vita e il corpo delle donne. L'origine
del pamphlet immagino stia anche nella scelta di Ferrara di dar vita a una
lista elettorale pro-life. E nel ricorso ad argomenti che negli ultimi mesi
hanno scandito, con qualche brutalità, l'aggressione nei confronti delle donne
"colpevoli" di sopprimere una vita prima del suo nascere (e del resto
la sovrapposizione tra aborto e pena di morte non viene per caso). La cronaca
ha fatto il resto. Dapprima con la benedizione della destra e di parte
autorevole della Chiesa cattolica nei confronti della proposta di moratoria.
Subito dopo con gli episodi di Napoli e di Genova e il rianimarsi della
discussione intorno ai limiti di una delle leggi più monitorate dell'intera storia
repubblicana. Ho letto il saggio di Sofri nell'unico modo per me possibile, con
gli occhi e la sensibilità di una donna che per questa legge, insieme a tante
altre, si è battuta. Che questa legge ha difeso da attacchi e scomuniche.
Ritenendola un punto di equilibrio che ha quasi debellato la piaga della
clandestinità e sorretto migliaia di donne in momenti dolorosi della propria
esistenza. E ho apprezzato merito e tono che Sofri ha privilegiato nella sua
polemica. Con la scelta di indagare le ragioni che rendono irricevibile il
messaggio dell'altra parte. Su due punti in particolare. L'accusa di tollerare
un mondo dove la pianificazione delle nascite prefigura uno sterminio
"delle innocenti", trattandosi spesso di una selezione che condiziona
al genere il diritto a venire al mondo. E la pericolosità di un'eugenetica che,
al riparo di leggi compiacenti, eliminerebbe dalle società "ricche"
ogni anomalia o malformazione in nome di un edonismo cinico. Sulla prima
questione, che è parte del più vasto capitolo dei diritti umani delle donne,
sono convinta che ogni relativismo debba essere bandito. Come del resto ci
chiedono, per prime, le vittime di quegli integralismi. Purtroppo, nonostante
fuori e dentro gli organismi internazionali a partire dall'Onu diverse voci si
siano levate a segnalare il dramma in atto - penso alla rete delle Ong o allo
sguardo aperto di alcuni governi - ancora diffusa è l'indifferenza di buona
parte delle élites, anche nella politica. Mentre di più si dovrebbe agire
contro regimi che puniscono la femminilità nel modo più brutale, negandole
semplicemente il diritto di nascere. E allo stesso modo si dovrebbe avere
maggiore coscienza dello scontro che è tornato a consumarsi, in luoghi diversi,
sulla libertà e sul destino delle donne. Frontiera che segnerà da ora e in
futuro il vero discrimine tra progresso e reazione. Figlie, mogli, madri,
costrette da nuovi fondamentalismi a subire una violazione del corpo e della
dignità. Il compito della politica, dunque, è rimettere al centro i diritti umani,
a partire da quelli delle donne, facendo della libertà di nascere
"femmina" una battaglia di civiltà e liberazione per alcuni miliardi
di esseri umani. L'altro punto - l'incubo di un'eugenetica subdola - ci conduce
invece a tanta parte della stessa polemica sulla 194. Qui la natura delle
parole dice molto anche del clima che ha contrassegnato finora la discussione.
Penso alla violenza di quel titolo di giornale, "Napoli, ucciso un feto
malato". O a quella citazione terribile, "abort macht frei",
epitaffio per cliniche equiparate a campi di sterminio. Fino allo strillo,
"Genova, bimbo abortito per un reality show", coniato per dar conto
della "miseria morale" dell'ultimo scandalo culminato col suicidio di
un noto ginecologo. Anche su questo Sofri ragiona. Distingue tra l'offesa
inaccettabile di un mondo senza malati e l'utopia generosa di una realtà senza
la malattia. Lo fa col pudore di un uomo che si accosta a un universo femminile
parzialmente inaccessibile e che tale, a mio parere, deve restare. Il punto è
che la crociata antiaborista di questi mesi ha scelto di riproporre un
principio di colpevolezza e di superiore moralità che nega in radice la storia
vera di un dramma sociale (perché tale l'aborto clandestino è stato anche nel
nostro Paese) e la forza che ha spinto le donne a lottare per superare quella
duplice violenza. Vorrei dirlo nel modo più semplice. Non siamo noi che
dobbiamo "giustificare" una legge saggia. E non siamo noi che
dobbiamo dimostrare la correttezza di un approccio che non si è mai scostato,
almeno per quanto mi riguarda, dall'amore per la vita. Sentimento che non è
presidiato da altri o da una sola parte o religione. E allora si tratta di
recuperare il senso, direi proprio l'etica delle parole. Respingendo ciò che
non è lecito fare. Equiparare un patibolo a una sala operatoria. O liquidare la
pillola Ru486 come "veleno nel corpo delle donne". Prezzemolo
moderno. C'è dunque, e per prima cosa, un pudore del dire. Del parlare, che
molto ha a che fare con la natura dell'attacco alle donne. E il libro, in
questo, è testimonianza di una dedizione rara al ripristino di un codice di
rispetto. Urgenza condivisa da tantissime donne, ma tuttora da pochi uomini
lungimiranti e allarmati dall'offensiva maturata sul terreno della laicità e
dell'autonomia della politica. Ma poi c'è il merito. Che non è per la
maggioranza delle donne meno rilevante. Perché incarna le ragioni di una
cultura e di una storia comuni. Non ne faccio una questione di ortodossia
femminile o femminista. Ma solo e soltanto un problema di significati da
offrire al principio della dignità e autodeterminazione. La 194 allora diventa
qualcosa di più e di diverso da una somma di articoli e prescrizioni legali.
Diventa la griglia che consente, in condizioni storiche mutate rispetto al 1978,
di verificare l'approdo della responsabilità femminile. E quale equilibrio sia
possibile oggi tra la dignità di ogni donna, i diritti del nascituro e i codici
deontologici dei medici. Perché l'aborto era allora e rimane adesso una
questione soggettiva certo, e carica di sofferenza e drammaticità, ma ha anche
una dimensione pubblica e sociale. E la capacità, da sempre, è nel combinare le
due sfere. Non a caso dopo i fatti di Genova ci sono state donne autorevoli che
hanno criticato la legge perché troppo vincolante. Una legge frutto
dell'incontro delle due culture forti di allora più che di uno spirito
esclusivamente liberale. Oggi considero essenziale rafforzarne in tutti i sensi
l'applicazione come del resto è previsto dalle linee guida. Questo significa un
impegno più intenso per il diritto alla maternità. Maggiore prevenzione,
soprattutto verso le giovani migranti che affollano in tante le nostre città e
in molte meno i nostri consultori. E più assistenza e solidarietà. Valori che
non riguardano solo le "ultime", ieri come oggi. Ma
molte donne che "ultime" non sono e che pure soffrono quella rete di
burocrazie e tempi duri da sopportare. Applicare la legge allora vuol dire
agire su una molteplicità di tasti. Significa migliorare la prevenzione e la qualità
dell'informazione sessuale. Ridurre i tempi di attesa. Selezionare personale
qualificato e dedito. Garantire la distribuzione territoriale di medici
non obiettori. Investire risorse nel diritto alla maternità in un legame
positivo con la ricerca e il professionismo più avanzati. Riannodare i fili
della legge
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Quando i nostri politici erano i meno pagati d'Europa di
Vittorio Emiliani I l costo della politica è alto in Italia. Una volta non era
così. Trent'anni fa realizzai una inchiesta dalla quale emerse che i nostri parlamentari
erano fra i meno pagati del vecchio continente. Oggi, invece, sono fra i più
remunerati. Un riallineamento europeo appare necessario. Fra l'altro -
chiedetelo ai commessi anziani di Montecitorio o di Palazzo Madama - il livello
medio, a cominciare dalla buona educazione, di quei parlamentari allora così
sobriamente remunerati era decisamente più elevato, come quello del confronto
politico. La politica, ieri, non soltanto costava di meno, ma aveva anche una
più alta produttività, una efficacia pratica più tangibile. Era più
controllata. Lo era, nei primi anni '60, il debito pubblico, bassissimo.
C'erano ancora un'alta burocrazia, una tecnocrazia
statale e locale di elevata preparazione e moralità. Non era ancora invalso nel
settore pubblico il motto: ti assumo, ti pago poco, fa' quello che puoi, o
vuoi. Con le Regioni temo che abbiamo cominciato a smarrire - e siamo nel 1970
- il rapporto fra costo e produttività della politica. Lo dico da regionalista
prima convinto e poi deluso. Il centro è stato giustamente smagrito e però non
qualificato, né rafforzato nei poteri di indirizzo e di controllo. Alle Regioni
sono state assegnate deleghe fondamentali (dalla sanità all'urbanistica,
dall'agricoltura all'ambiente, al turismo) senza strumentare e concertare in
pratica quel processo, senza creare per davvero una nuova e più qualificata
macchina politico-amministrativa. I dipendenti delle Regioni guadagnarono
subito cifre elevate, decisamente più elevate di quelli degli Enti locali, ma
da loro non si pretesero, in cambio, produttività adeguate. Non solo: le
Regioni, più che svolgere funzioni di indirizzo, programmazione e controllo,
gestirono direttamente, alla maniera (tanto deprecata) della Regione Sicilia,
creando nuovi enti presto inutili, o aprendo sedi estere. In più, la politica
entrò con ancora maggior peso nelle nomine, anche in quelle più tecniche (vedi
la sanità), e lì è rimasta, largamente. Una revisione di tutta questa macchina
decentrata, regionalizzata, bisognerà pur farla. Altro che secessioni o
repubbliche del Nord. Si dovevano accorpare, con diversi sistemi, i Comuni più
piccoli. Veltroni ha riproposto l'esigenza pochi giorni fa. La Germania
Federale affidò la ricomposizione di ben 26.000 Comuni ai Land, e ognuno di
essi, usando ricette diverse, ha conseguito risultati decisivi. Da noi i Comuni
sono poco più di 8.000, il loro numero incide soprattutto in Lombardia (1.545
Comuni), Piemonte e Liguria, in genere sono molti in collina e montagna. Ma le
Regioni - che pure ne hanno la competenza costituzionale - poco o nulla hanno
fatto in materia. Lo stesso per le Province. Nel lontano 1970 Ugo La Malfa ne
chiedeva la soppressione. Al contrario il loro numero è balzato da
( da "Secolo XIX, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Paladini:"Vicinoalla
gente" candidati alla camera: italia dei valori Genova. In lista, alla
Camera, è alle spalle del suo leader e di fatto in Liguria Giovanni Paladini è
il numero uno di Italia dei Valori, il partito di Antonio Di Pietro. Di Pietro
ha detto niente inciuci, Veltroni è sulla stessa lunghezza d'onda, ma non le
sembra che il centrosinistra non abbia margine per governare da solo? "Per
non indebolirsi di più il centrosinistra deve fare in questi ultimi giorni la
campagna elettorale tornando al vecchio modello di stare vicino alla gente, con
proposte concrete e reali. La gente è stanca di sentire grandi promesse e
vedere pochi fatti". C'è stato un gran sgomitare per trovare un posto in
qualche lista, anche lei giorni fa è passato dalla Margherita a Italia dei
Valori. "Sono sempre stato votato nel sistema elettorale proporzionale,
mai nei listini. Sgomita chi non è mai stato eletto. Per quanto mi riguarda io
sono passato con Di Pietro perché ho trovato in lui un modello, seppur
semplice, di coerenza e di farsi capire con semplicità dalla gente. La gente
vuole che le cose vengano fatte, non solo dette. La differenza è tra il fare e
il dire, ecco perché ho sposato Di Pietro. È coerente anche con il mio modello
di vita, visto che sono un poliziotto. Lui ha votato contro l'indulto, contro
la commissione d'inchiesta e su determinati temi ha una politica molto vicina
al mio modo di pensare". Nel Pd dunque stava stretto? "Io non sono
andato via per un posto perché a me, che in Regione sono stato il quarto più
votato del mio partito, non poteva togliermelo nessuno. Sono andato via per
coerenza. Ho sempre detto che sono contro la commissione d'inchiesta del G8
perché ci sono temi più importanti come la gente che non arriva a fine mese. La
magistratura sta facendo il suo lavoro e dopo 8 anni si fa ancora demagogia. I
veri temi di cui parlare sono la scuola, gli stipendi, la sicurezza". E i
temi della sua campagna elettorale? "Sicurezza e legalità, meno burocrazia e diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Noi ribadiamo
anche la fine del duopolio Rai-Mediaset in linea con la comunità europea".
Sì, ma temi liguri? "Mi auguro che questa città e questa Regione possano
partire con il porto e le infrastrutture e una politica vicina alle aziende che
sono il motore dell'Italia. Oltre ovviamente la sicurezza e stando
vicino alle forze dell'ordine perché mi sembra che i partiti di sinistra spesso
le vedano in una maniera distorta. Le forze dell'ordine in uno stato
democratico vanno difese, indipendentemente dal fatto che se qualcuno sbaglia
deve pagare". Temi etici: in questi giorni si parla molto di aborto...
"Sono cattolico e quindi contrario". Quindi se la legge 194 fosse
all'approvazione oggi non la voterebbe? "No, perché non è una buona legge se
dopo 30 anni siamo ancora qui a parlarne. E mi meraviglio che non sia ancora
stata modificata perchéè superata, basta pensare ai consultori". Al. Cost.
costante@ilsecoloxix.it 23/03/2008.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Laboratori privati:
una vertenza in mano ai burocrati LA DENUNCIA Verso la chiusura il 1º gennaio
2010 RENZO MAZZARO PADOVA. L'evanescente ruolo dell'assessore alla sanità
Francesca Martini, oscurata dal protagonismo del segretario regionale Giancarlo
Ruscitti, è scritto in una sola riga del diario di un anno di trattative tra
Anisap (laboratori privati) e Regione Veneto: "5 dicembre 2007, incontro con
l'assessore alla politiche sanitarie Francesca Martini. L'assessore afferma di
non essere al corrente delle proposte formulate dai suoi uffici". Come la
mettereste voi se, dopo un tiramolla che va avanti da mesi, vi trovaste a
parlare con la persona che deve decidere, scoprendo che non sa niente?
Promoveatur. Sarebbe sbagliato tirare la croce addosso unicamente alla Martini,
perché non si è dimostrata all'altezza. Dopo meno di un anno all'assessorato
alla sanità, la Lega l'ha ricandidata al parlamento, in posizione da essere
eletta. Non è un caso: promoveatur ut amoveatur. Almeno in questo il Carroccio
fa proprio un comportamento dell'odiata Roma. E lo stile non è certo dei
peggiori. Ma ci voleva altro che la Martini per tenere testa a un Ruscitti approdato
a Palazzo Balbi come l'agente 007, con licenza di uccidere.
L'autoreferenzialità del capo della burocrazia
sanitaria rinvia, con i dovuti adattamenti, a sua maestà britannica che gli
arma la mano. E' Giancarlo Galan che gli ha affidato, per esempio, il ruolo di
commissario del nuovo ospedale di Padova, esautorando nei fatti Adriano
Cestrone, peraltro appena confermato direttore generale dell'Azienda
Ospedaliera. Perché Cestrone non potrebbe dirigere la costruzione del nuovo
ospedale di Padova, come sta facendo il suo collega Padoan a Mestre? Forse
s'intende poco di finanza di progetto? Petizione. I rapporti con gli operatori
sanitari non vengono più gestiti ormai dall'assessore ma dal capo della burocrazia. E non si tratta degli orari di apertura e chiusura,
ma di politiche sanitarie. "Noi non abbiamo mai visto una lettera firmata
dall'assessore Martini - dice Lia Ravagnin, presidente di Anisap - ma solo da
Ruscitti. Mon era mai accaduto prima". Lia Ravagnin parla in una
conferenza stampa convocata con il vertice Anisap (Alberto Bressan, Maria Luisa
D'Accunti, Tobaldo Gallo e Giampaolo Fagan) per annunciare che la raccolta di
firme contro la Regione è arrivata a quota 70.000. E per informare che almeno
quelle verranno consegnate a Galan e non a Ruscitti. Sono firme di utenti dei
laboratori privati convenzionati, strutture nelle quali lavorano nel Veneto
2000 persone che non si riconoscono in sigle sindacali. Voce unica. Anisap
dunque rappresenta insieme i gestori dei laboratori, i dipendenti e gli utenti.
Un po' troppo. Ma è un'altra prova della confusione in cui è stato lasciato
colpevolmente un settore di cui oggi difficilmente si può fare a meno, visto
che eroga il 75% di tutte le prestazioni di fisioterapia richieste nel Veneto e
più del 50% di radiografia (Tac e Rm incluse). E soprattutto incassa il 30%
dell'intera spesa ambulatoriale pagata dai veneti, come prestazioni da privato
a privato. Se un veneto su tre preferisce pagare di tasca propria rivolgendosi
ai laboratori privati, vorrà dire qualcosa di poco simpatico per la struttura
pubblica. O no? Il pregresso. Una legislazione da lumaca incrociata col
singhiozzo governa il settore. Peschiamo dal caos, citando sperabilmente non a
vanvera: il ddl 502 del 30 dicembre 1992 (accanto alla convenzione viene introdotto
l'accreditamento); la legge statale 229 del 1996 (tutti provvisoriamente
accreditati o pre-accreditati); la legge regionale 22 del 2002 (termine al 2007
per i criteri dell'accreditamento definitivo); la Finanziaria statale 2007
(riduce la spesa, introduce nuovi termini e chiude al 1º gennaio 2010 tutti gli
accreditamenti). Il punto di vista è sempre il solito: risparmiare. Benemerito.
Si suppone bloccando la proliferazione. Benfatto. Peccato che, ancora una
volta, si chiuda la stalla quando i buoi sono già scappati. Braccio di ferro.
Il punto di vista di Ruscitti, pardon della Regione Veneto, è arrivare al 2010
azzerando la spesa per le convenzioni con i laboratori di analisi. Vuol dire
farci chiudere, replica Anisap, la bellezza di 46 laboratori privati e un'altra
ventina di punti di prelievo. Riciclatevi in altre attività (!), rilancia
Ruscitti. Chi faceva prelievi, si oppone Anisap, non può fare fisioterapia. Per
di più, accusa, siamo fuori di qualunque programmazione. E ricorre al Tar. Non
solo: agisce sui ritardati pagamenti delle Usl, pretendendo gli interessi di
mora. Proclama lo stato di agitazione. Organizza una serrata (31 gennaio 2008).
E cerca un interlocutore politico. Ma è proprio questo che manca.
( da "Nuova Ferrara, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ospital Monacale.
L'incontro dopo Pasqua Centrale elettrica a biogas I consigli di partecipazione
chiamati ad esprimersi OSPITAL MONACALE. Della futura nascita a Ospital Moncale
delle centrale per la produzione di energia elettrica tramite il biogas
prodotto dalla fermentazione anaerobica di biomassa, si è parlato venerdì sera
a Ospital Monacale. Anzi, si sarebbe dovuto parlare in maniera molto più
approfondita di quanto in realtà è avvenuto ma qualche cosa non ha funzionato
nell'organizzazione dell'incontro a cura dei consigli di partecipazione di San
Nicolò, Benvignante e Ospital Monacale. Il tutto quindi, alla presenza
dell'assessore all'Ambiente Filippo Mazzanti, si e tramutato in una
chiacchierata fra amici sui tempi della burocrazia sia per la società Marcopolo
Engineering Spa che si deve premunire delle autorizzazioni, sia per il Comune
di Argenta che vuol vederci chiaro sull'intera questione che, dal momento in
cui la questione è stata resa di dominio pubblico sta tenendo in fibrillazione
la comunità di Ospital Monacale ma anche i centri limitrofi di Benvignante e
San Nicolò. Attualmente, dei tre Consigli di partecipazione, si è
pronunciato quello di Ospital Monacale che ritiene inopportuno l'insediamento
della centrale a biogas mentre, al momento, San Nicolò vuol vedere tutti i
documenti prima di pronunciare il definitivo parere su un problema estremamente
delicato e al contempo così importante. "Mercoledì prossimo subito dopo le
festività pasquali - annuncia la presidente Roberta Zucchini - riunirò il
Consiglio di partecipazione di San Nicolò ma a porte chiuse. Ascolterò tutte le
opinione dei vari consiglieri sdu questo argomento e poi al termin. Solamente
allora il consiglio di partecipazione avrà assunto una posizione dopodichè si
potrà tenere il vertice congiunto con gli altri due Cdp". Bisognerà quindi
attendere ancora un po' prima che si arrivi ad un pronunciamento ufficiale
anche se i tempi sono oramai maturi. Nelle tre comunità il problema è
particolarmente avvertito e, come spesso avviene in casi del genere c'è chi è a
favore dell'insiediamento adducendo le ragioni del caso e chi invece è
nettamente contrario articolando variamente il proprio no. (g.c.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SANTANCHE' IERI
NELLA MARCA "Donne, non votate Berlusconi: ci usa come predellini"
"Donne non votate Berlusconi, perchè è la preferenza più inutile che
possiate esprimere". Daniela Santanchè, pasionaria candidata premier della
Destra lancia dalla Marca - prima a Villa Condulmer a Mogliano e poi a Resana
all'enoteca "Al Poggio - una provocazione tutta in rosa alle affermazioni
del Cavaliere sul "voto inutile" dato ai piccoli partiti. La
Santanchè non ha certo rinuncia alla sua grinta, e attaccare l'avversario
numero uno a destra con una proviocazione tutta rosa e molto femminista.
"Sappiamo bene cosa pensa davvero Berlusconi delle donne, lui ha sempre
utilizzato le donne come il predellino della Mercedes - è sbottata - un punto
di appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda". Da
qui l'onorevole ha invitato il pubblico trevigiano a votare la Destra. "Il
voto per noi è invece utilissimo, perché serve a rompere i vecchi giochi della
politica e a rimettere valori e ideali che non devono essere cancellati".
Ne ha veramente per tutti, Daniela, toccata nel vivo sulle questioni della dura
legge dello sbarramento percentuale da superare per accedere alle poltrone
parlamentari, e su quelle delle pari opportunità. Ma non risparmia parole forti
sul tema degli immigrati clandestini a cui, secondo la candidata premier
bisognerebbe "dare un calcio nel sedere". Caduta di stile? Dipende,
visto che da quando è l'unica donna candidata premier ha innescato un
linguaggio poco diplomatico e convenzionele con toni infuocati che bucano il
video (anche le urne?). "Gli immigrati sono ben accetti purché entrino
legalmente nel nostro territorio" - preciserà poi. In territorio leghista,
un tema toccato non a caso. Stretta di mano poi con il candidato premier alle
comunali, Lucio Bucci, imprenditore del ramo abbigliamento: "Rappresenta
il nuovo che avanza e che si è impegnato ad una militanza attiva non solo nei
mesi pre-elettorali ma anche dopo". E la Marca? Ampio
spazio alle piccole medie imprese, "strozzate" dal problema dei
trasporti e della burocrazia. Le ricetta? Daniela invoca più finanziamenti alle realtà
locali, il federalismo, concorrenza "motore trainante per competere in un
mercato globalizzato", e la sburocratizzazione. (l.c.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il leader di Intesa
democratica lancia la Regione della conoscenza Il candidato Cdl ha sottoscritto
un manifesto dei valori Dalle tasse al welfare, via al duello Illy-Tondo
Economia, infrastrutture, meno burocrazia e innovazione: le ricette degli sfidanti alla Regione di TOMMASO
CERNO UDINE. Spot, manifesti, volantini, siti internet, porta a porta piuttosto
che grandi convention elettorali nei teatri. Il duello politico fra Illy e
Tondo per la poltrona di presidente della Regione è ormai entrato nel rush
finale e le strategie di immagine dei due candidati si contendono i voti ogni
giorno. Ma - messi per un attimo da parte gli effetti speciali della campagna
elettorale - anche i programmi dei due aspiranti governatori (Illy è presidente
uscente, Tondo è stato parlamentare di Fi nell'ultima legislatura) si
incontrano su più di un tema, per poi scontrarsi invece su ricette e proposte.
Così abbiamo scelto quattro priorità per cominciare il confronto fra le due
piattaforme. E siamo partiti da quattro punti considerati centrali da entrambi
i candidati: economia, welfare, infrastrutture e politiche ambientali,
istituzioni e federalismo. Illy si affida alla "Regione della
conoscenza", una sintesi programmatica che parte da quanto realizzato nei
cinque anni di governo. la sua ricetta cerca di coniugare sviluppo e welfare,
ambiente e infrastrutture. "Cinque anni fa, nel 2003, Intesa Democratica
ha ottenuto la fiducia dei cittadini - scrive Illy presentandosi agli elettori
- su un programma di "Riforma e Rilancio della Regione". L'idea
ispiratrice era che fosse possibile valorizzare e nello stesso tempo
armonizzare, ricondurre a unità d'intenti le energie e le diverse specificità
di un territorio complesso come il Friuli Venezia Giulia. Intesa Democratica ha
proposto un progetto di sviluppo e di equità in cui ciascuno potesse trovare
occasione di crescita per le proprie aspirazioni". Il presidente uscente
intende ripartire da lì, con una proposta nuova: "L'impegno è stato
mantenuto - prosegue -. La coalizione di Intesa Democratica ha iniziato la sua
esperienza di governo in una situazione di sostanziale stagnazione economica.
Oggi il tasso di crescita del Friuli Venezia Giulia è ben al di sopra della
media nazionale, il tasso di occupazione è ai massimi storici e il lavoro è
cresciuto non solo in quantità, ma anche in qualità. La laboriosità, la tenacia
e la creatività dei lavoratori e degli imprenditori è stata sostenuta e
incoraggiata a esplorare i percorsi dell'innovazione". Il candidato del
centro-destra, Renzo Tondo, si affida invece a un manifesto dei valori, come
piattaforma politico-culturale del suo programma e della sua azione di governo,
in caso di vittoria il 13 e 14 aprile. "Oggi siamo maggiormente consapevoli
delle nostre capacità, sappiamo di nuovo guardare avanti con coraggio, persino
con ambizione - dice -.Con il Manifesto dei Valori vogliamo comunicare
l'identità della coalizione di Centrodestra, per coerenza politica e per lealtà
nei confronti degli elettori. Credere nella centralità della persona significa
porre la difesa della vita e la dignità dell'essere umano come fondamento e
limite dell'azione politica". Per il carnico, i "protagonisti devono
essere l'agire della persona, delle famiglie, delle imprese, degli enti locali,
delle comunità intermedie. Non più una Regione dalla quale tutto dipende, ma
un'istituzione amica e più vicina al cittadino".
( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte LA
VOLPE E LA BAMBINA LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia, 2007), commedia di Luc
Jacquet con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté
Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo
della natura, ha la possibilità di osservare le piante e gli animali. Conosce
una volpe, e nasce una tenera amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia, 2007),
drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria
Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore
di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e
alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti
riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla
ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa e ben
presto Gloria diventa per Adrian compagna, fonte ispiratrice delle sue opere e
agente. Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un
intellettuale di fama internazionale. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa, 2008), commedia
di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward
Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik
Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo
di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima
volta, dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. In una memorabile
serata, Jane riesce a fare la spola tra due ricevimenti nuziali, uno a
Manhattan e uno a Brooklyn, impresa che non sfugge all'occhio attento di Kevin,
un cronista che vuole sfruttare questa storia. LA BANDA (Israele e Francia,
2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel,
Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety In un
tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana
arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia,
ma a causa della burocrazia,
della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta.
Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina
israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
SPIDERWICK - LE CRONACHE (Usa, 2008), avventura di Mark Waters con Nick Nolte,
David Strathairn, Freddie Highmore, Sarah Bolger, Mary-Louise Parker, Andrew
McCarthy Lasciata New York per trasferirsi nella vecchia casa, appartenuta a
uno pro-zio, la famiglia Grace (mamma, due gemelli, Jared e Simon, e la sorella
Mallory), si trova alle prese con strane situazioni. Jared viene accusato di
misteriose sparizioni e fatti inconsueti: decide con i fratelli di capire cosa
accade.
( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL GIUDIZIO/2 Ma i
cittadini poi si stancano OLIVIERO BENZO Sembra scontato che la disastrosa
situazione dei rifiuti a Napoli, della quale molti osservatori imputano la
maggiore responsabilità al governatore Bassolino e al sindaco Iervolino, abbia
eroso notevolmente verso l'attuale maggioranza politica. A Venezia e Mestre,
fortunatamente, non abbiamo situazioni del genere per quanto riguarda i rifiuti,
anche se siamo il penultimo comune della provincia per la raccolta
differenziata. Assistiamo comunque a un crescente malcontento da parte dei
cittadini, per com'è amministrata la città sia nel metodo che nel merito.
Mestre è bloccata da anni dai lavori del tram e da un susseguirsi di cantieri
che provocano una serie di sgradevoli inconvenienti e malumori che fanno
passare in secondo piano l'utilità del progetto. Possibile che non fosse
possibile gestire meglio apertura e tempi dei cantieri? La scelta del tipo di
tram adottato non è stata fatta a scapito di progetti meno dispendiosi e più
semplici (guida ottica o magnetica anziché meccanica che sventrato le strade di
Mestre)? Poi vi sono gli sprechi come i 15 milioni di euro per il ponte di
Calatrava (ponte dei schei persi - ponte dei soldi persi) di cui nessuno
intuisce l'utilità, costoso per la manutenzione e di pesante impatto visivo.
Come conseguenza di queste scelte economicamente gravose vi è la disinvolta
vendita di immobili pubblici e cessione di terreni per edificazione per un
ammontare di 120 milioni di euro. Stiamo vivendo sopra le nostre possibilità,
dice il sindaco che annuncia che dopo aver venduto tutti i "gioielli di
famiglia" comunque si dovrà tirare la cinghia, aumentare le rette degli
asili, tagliare qualche servizio e così via. Ma non ha mai pensato
di tagliare qualche costo della politica o della burocrazia comunale? Vi sono le edificazioni sulle aree verdi già portate a
termine (via Tevere, viale San Marco) e quelle che dovrebbero essere attuate
(parco di via Pio X, Stadio Baracca). Operazioni di cassa che continuano a
devastare questa povera Mestre già pesantemente saccheggiata e non si
intravedono cambi di rotta. Ed eccoci al punto dolente, il metodo con il
quale vengono prese tutte queste decisioni: non solo non vengono consultati i
cittadini ma quando, il direttore dell'Asl ha criticato la costruzione del
nuovo Palazzo del Cinema, il sindaco ha affermato che "non ascolta le
proposte di un cittadino qualunque". Se poi si delibera la costruzione di
un palazzo privato sul parco pubblico (di via Pio X), il sindaco bacchetta chi
vi si oppone (5200 cittadini, nove ricercatori storici, nove docenti
universitari) perché non capiscono niente del progetto; e se vi saranno altri
impedimenti manderà lui i vigili a far largo alle ruspe. Se qualcuno poi si
oppone alla riproposizione del festival Rock nel Parco di San Giuliano, quando
il primo, solo per caso, non è finito in una tragedia, gli vengono rivolti
epiteti poco lusinghieri. Tutte affermazioni che apprendiamo dalla stampa. Io
credo che da tutto ciò emerga un quadro niente affatto roseo del modo di
governare questo comune, poco in linea con le aspettative di partecipazione
popolare che i partiti spesso, a parole, invocano. Ci chiediamo se sia
ipotizzabile una rapida e sostanziale correzione a questo modo di amministrare
questa città di rilievo nazionale ed internazionale? In caso contrario
riteniamo che gli elettori, anche nelle prossime elezioni, pur politiche e non
amministrative, faranno sentire la loro opinione. Mestre.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine "La mia
città a misura di disabile" L'impegno del candidato sindaco Volpe Pasini,
che ieri ha illustrato il suo programma di GIANPIERO BELLUCCI Udine, una città
normale per tutti, senza barriere architettoniche e con più attenzione per le
persone disabili. È in sintesi la parte di programma riguardante il mondo della
disabilità che ha illustrato ieri, nel corso di una conferenza, il candidato
sindaco per Sos Italia, Diego Volpe Pasini. Con questo capitolo si è aperta la
serie di dieci incontri nel corso dei quali il consigliere comunale uscente
illustrerà il programma per la città, "che non si può dire appartenga al
gruppo di barzellette, anche perché - ha ironizzato - ancora non l'ha mai letto
nessuno". E con lui anche un candidato nella lista Sos Italia, Popolo
della libertà, Vincenzo La Marca, coordinatore regionale del Movimento italiano
disabili. "Udine deve diventare una città normale per tutti - ha detto
Volpe Pasini -. In questi dieci anni l'amministrazione comunale non ha saputo
dare risposte convincenti e concrete, quello che è mancato a Cecotti è stato il
contatto umano". Tra gli obiettivi presenti nel programma di Volpe Pasini
si distingue il protocollo d'intesa con l'azienda sanitaria per "costituire un solo sportello per disabili che sia in grado di
espletare tutte le burocrazie". Per il trasporto pubblico locale,
"serve un'accordo con il gestore del servizio - ha continuato Volpe Pasini
- per consentire il libero accesso ai bus a chi è sulle carrozzine e ai
disabili in genere". E ancora la sistemazione dei bancomat in posizioni
accessibili a tutti. "La città non fa altro che mortificare le
persone con disabilità - ha accusato il candidato sindaco - dalle
infrastrutture fino alla maleducazione degli automobilisti che parcheggiano sui
marciapiedi e negli stalli riservati ai disabili senza che ci siano adeguate
sanzioni". Accanto a Volpe Pasini c'è stato anche l'intervento di La Marca
che ha esordito con una polemica politica: "Sono sconcertato - ha detto -
dal fatto che una delle liste in corsa per queste elezioni abbia presentato un
candidato con l'indicazione dell'attività "paraplegico". La cosa è di
cattivo gusto - ha continuato - non abbiamo bisogno di compassione ma di vivere
normalmente". Tra le criticità, ha poi sottolineato il problema dei parcheggi
e dei "molti ostacoli architettonici".
( da "Mattino di Padova, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità LA
CONQUISTA DEL NORD SEGUE DALLA PRIMA I precedenti indicano che nelle cinque
maggiori regioni settentrionali (Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia,
Piemonte e Liguria), dal 1994 il vantaggio del centrodestra ha oscillato
stabilmente tra i 15 e i 18 punti indipendentemente dal tipo di elezioni
(politiche, europee, regionali). Applicando l'esito del 2006 alle attuali
coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di
quello Pd-Italia dei valori; uno scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia
(20 punti di differenza) e in Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos
segnala che nella fascia settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché
immutato rispetto a due anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui
non c'è mai stata vera gara. Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi
competitivo e vincente, se non in alcuni e pur significativi test locali (le
regionali friulane del 2003 innanzitutto, ma anche il Trentino e città come
Venezia, Padova, Torino, Genova): a Nord soffre di una cronica debolezza,
indice di un fallimento strategico che non si può spiegare solo con il comune
sentire del "popolo delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più
qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata
offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla
rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992, ma
l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa, conferma
Roberto D'Alimonte: sostanzialmente negativa. Il che significa che la
coalizione non è riuscita a dare sostanziali segnali di discontinuità, specie
nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio su quest'ultimo aspetto che il Pd
di Veltroni sta incentrando il nocciolo duro della propria strategia; ma è
chiaro che non basta una campagna elettorale per rimontare uno svantaggio
competitivo così pesante. E che è legato allo scarso feeling con le principali
categorie socio-professionali del Nord, come conferma il sondaggio di Ilvo
Diamanti pubblicato l'altro ieri su "Repubblica": se si votasse ora,
Pdl e Lega raccoglierebbero il 46 per cento del consenso degli operai contro il
31 di Pd e Italia dei valori; il 44 degli impiegati privati contro il 37; il 54
dei liberi professionisti contro il 29; addirittura il 58 di imprenditori e
lavoratori autonomi contro il 23. Figure accomunate da una forte richiesta alla
politica (ma anche agli attori principali dell'economia, dalle associazioni di
categoria al sindacato, in palese crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti
con le tutele precostituite, con le logiche assistenziali, con le aree
protette. Merito, regole, competizione, sono le tre parole-chiave
indispensabili per incassare la fiducia di un Nord oggi molto più vicino a Bruxelles
che a Roma, all'Europa innovativa che all'obsoleta Italia. Se il centrosinistra
non riuscirà a farle proprie, le terre sopra il Po rimarranno una Waterloo
ricorrente; ma anche il centrodestra si limiterà a capitalizzare la protesta,
senza riuscire a guidare la trasformazione. Perciò la partita vera non è quella
che si sta giocando a parole in queste settimane che precedono il voto:
comincerà dal 15 aprile. Con i fatti, le scelte, i comportamenti di chi
governerà e di chi starà all'opposizione. Se no, avremo solo buttato via
l'ennesima domenica elettorale. Francesco Jori.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIFFICILE SFIDA PER
VELTRONI ALLA RICERCA DEL NORD PERDUTO di FRANCESCO JORI Un elettore su dieci,
alle politiche
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lo sfogo dei
marmisti. Il capocategoria regionale Della Mora: "La Regione intervenga e
faccia chiarezza una volta per tutte" Introdotta la tassa sulle lapidi:
costa 500 euro Diversi Comuni isontini richiedono la costosa
"dichiarazione d'inizio attività" di Francesco Fain GORIZIA Ha i
connotati della "doccia scozzese". Per i marmisti ma anche per i loro
clienti che si trovano a dover sostenere - di fatto - una nuova tassa. Tutto
nasce dalla "Dia": dietro questo acronimo si nasconde la
Dichiarazione di inizio attività. È necessario averla perché, altrimenti, non
si possono posare le lapidi. Potrebbe sembrare l'ennesimo
problema di ordinaria burocrazia: in realtà, la Dia ha anche un contraccolpo finanziario perché -
per ottenerla - ci vogliono... 500 euro. "Ma lei c'è l'ha la Dia? No? E
allora niente lapide". È quello che si sentono dire in alcuni Comuni del
Friuli Venezia Giulia e dell'Isontino gli artigiani del settore. La
denuncia viene formulata da Paolo Della Mora, capo-categoria regionale dei
marmisti. È un fiume in piena: evidenzia che la denuncia di inizio attività,
prevista generalmente per opere edili che hanno un certo impatto urbanistico o
tecnologico (arredo urbano, recinzioni, posa di condutture, tanto per fare
alcuni esempi) e dal costo insostenibile per una lapide (almeno 500 euro), ora
viene richiesta anche "per la posa delle lapidi da alcuni Comuni della
regione. Ciò crea non pochi problemi davvero di difficile comprensione per i
cittadini che si vedono poi addebitato quantomeno il costo vivo, mentre le
imprese artigiane si caricano sulle spalle i costi accessori relativi alla
compilazione di stampati, domande e concessioni". Un problema - dunque -
di non facile decifrazione. Aggiunge Della Mora: "Ci sono dei Comuni che
hanno interpretato la legge urbanistica regionale in senso restrittivo,
applicandola a qualsiasi lapide mentre la legge regionale prevede la Dia solo
per monumenti funerari, ossia per opere di una certa importanza e di una certa
grandezza. E anche se la Regione ci ha più volte chiarito in via ufficiosa che
la dichiarazione di inizio attività non serve per la posa delle lapidi -
insiste Della Mora -, sono molti i Comuni che ce la chiedono. Ora, ci
appelliamo alla Regione affinché emani un documento ufficiale: così, non si può
andare avanti". Una lettera alla Direzione centrale pianificazione
territoriale, energia, mobilità e infrastrutture di trasporto (si trova in via
Giulia, a Trieste) è stata inviata ancora nello scorso mese di ottobre del
2007. "Ad oggi - conclude il rappresentante dei marmisti - non è giunta
alcuna risposta. Dopo ripetuti solleciti scatta ora la protesta con la denuncia
agli organi di stampa".
( da "Nuova Sardegna, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lanusei. Al via gli incontri formativi nella sede della Provincia
L'imprenditorialità femminile ostacolata dalla burocrazia LANUSEI. Sono cominciati gli incontri formativi per
l'imprenditorialità femminile, curati dalla Commissione regionale per le Pari
opportunità. Il primo si è tenuto venerdì pomeriggio nella sala congressi della
Provincia Ogliastra a Lanusei. Oltre al presidente Piero Carta erano
presenti diversi rappresentanti istituzionali. C'erano infatti l'assessore
all'Urbanistica Enrico Lai, la commissaria regionale per le Pari opportunità
Antonietta Cossu e Anna Lucia Cannas, del Consorzio Finsardegna. Una ventina di
giovani imprenditrici ogliastrine hanno assistito alla lezione. Diversi i
settori produttivi: dalla produzione di prodotti tipici al turismo, alla
produzione orafa. Molti i problemi con cui l'imprenditoria femminile (non
diversamente da quella maschile) si scontra, primo fra tutti la burocrazia: "Per poter depositare il mio marchio - ha
raccontato una di esse - ho dovuto attendere oltre un anno". Ancora più
complicato l'accesso al credito: "Spesso ci si scontra con gli interessi
delle banche - ha detto Anna Lucia Cannas - ma oggi, con le norme comunitarie,
queste ultime devono confrontarsi con il mercato europeo e stanno dando
risposte differenti. Anche gli istituti di credito, però, hanno delle
giustificazioni. La media di vita delle nuove imprese è di appena tre anni - ha
aggiunto Cannas - e questo rende difficile a un funzionario di banca concedere
un finanziamento a cinque anni a una nuova impresa. Per questo l'idea proposta
deve essere credibile e l'impresa proponente deve dimostrare di essere capace e
affidabile". Il presidente Carta è stato meno morbido con le banche:
"Amministrano soldi nostri - ha detto - quindi, schiena dritta quando si
va a chiedere un finanziamento. Possibilmente non andateci da sole, ma
accompagnate da un rappresentante di categoria. Meglio ancora se ci si riunisce
in associazione e si va a contrattare insieme". Il presidente della
Provincia ha invitato le imprenditrici a rivolgersi al Laboratorio della
Provincia. Carta ha ricordato lo sforzo fatto dall'ente intermedio nella
progettazione integrata e ha promesso il massimo impegno nella mediazione tra
le imprenditrici e le istituzioni.
( da "Tirreno, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia Crisi del
tessile, dai candidati la Cna vuole promesse "Devono dirci se stanno con
noi per il made in Italy o con chi produce all'estero" AGLIANA. Un impegno
concreto per il rilancio del settore. Chiunque vincerà le prossime elezioni politiche,
chiedono le aziende tessili pistoiesi aderenti a Cna, si adoperi per recepire
le istanze delle imprese. "In questi anni di crisi - spiega Patrizio
Santini, presidente di Federmoda Cna Pistoia - l'attenzione dei politici è
stata del tutto insufficiente e contradditoria, spesso solo di facciata. è
anche per questo che i problemi si sono aggravati e il sistema produttivo ha
perso ulteriormente terreno. L'esempio più evidente è il disegno di legge 3643,
che prevede l'istituzione del marchio "100% Italia", approvato in
prima lettura da Camera e Senato a giugno nel 2005 e che sta ancora aspettando
l'approvazione definitiva". Le forze politiche in lizza, sostiene Santini,
devono assumersi degli impegni di fronte alle imprese. Cna si dichiara
disponibile al confronto, ma "con interlocutori seri". "Che ci
dicano con chiarezza se sul Made in Italy stanno con noi o con alcuni gruppi
industriali che producono all'estero. Se intendono impegnarsi nella lotta alla
contraffazione, o se ritengono che debbano stare sullo stesso piano prodotti
realizzati in ambienti dove si applicano le normative di sicurezza dei
lavoratori con quelli realizzati in luoghi di lavoro privi di tutele sindacali
e sanitarie". Altri nodi fondamentali riguardano la riforma del fisco e i
costi del lavoro. "è fumo negli occhi degli elettori l'impegno a togliere
un balzello a livello nazionale se poi se ne introducono due a livello locale. Sono soldi che escono dalle stesse tasche". Promozione delle
fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti, effettiva liberalizzazione del
mercato dell'energia elettrica e del gas, semplificazione della burocrazia: queste le richieste degli
artigiani Cna al futuro governo. t.g.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia Aquileia,
risorse e progetti per il polo archeologico Fa piacere sapere che ci sia ancora
qualcuno, come il signor Paolo Calligaris (lettera pubblicata il 14 marzo), che
può affrontare la vita con la dovuta filosofia e reagire con una sana risata ai
fatti e alle situazioni che lo circondano, un lusso riservato, ahimè, ormai a
pochi! Ma per passare dal faceto al serio, mi pare che il signor Calligaris,
almeno dalle considerazioni contenute nella sua lettera apparsa recentemente,
non abbia piena conoscenza e coscienza di cosa sia la Fondazione per Aquileia,
quali i suoi obiettivi e quali le risorse disponibili. Lo scopo principale della
Fondazione non è certo quello di ricercare soggetti privati, come egli
sostiene, ma di lavorare per piani pluriennali, condivisi, di valorizzazione di
questa città come polo archeologico di primaria importanza, alla quale potranno
partecipare anche soggetti privati, qualora siano in accordo con le finalità e
gli obiettivi della stessa. Il fatto poi che nella legge regionale 18/06,
riguardante l'istituzione della Fondazione, ci siano incentivi da destinarsi
agli operatori privati, che intendano adeguare e migliorare l'offerta
commerciale di Aquileia, può anche non interessare il signor Calligaris, ma
sono convinto che altri operatori economici presenti sul territorio saranno ben
contenti di beneficiarne. Per quanto riguarda la non tanto velata accusa al Comune,
di esercitare una burocrazia
asfissiante, va detto che la sua famiglia ha potuto creare ad Aquileia con un
restauro esemplare - merito che gli viene unanimemente riconosciuto - la più
grande cantina con punto vendita di prodotti agricoli di Aquileia e, nel tempo,
ha potuto realizzare la più vasta lottizzazione privata del paese: lamentarsi a
tale proposito di una burocrazia asfissiante forse non è sempre da attribuirsi al Comune,
ma a progetti non pienamente rispettosi delle prescrizioni del Piano regolatore
e ai pareri negativi di altri enti, come le Soprintendenze le quali, nella loro
piena autonomia, non ritengono autorizzabili determinati interventi. Comunque,
in ultima analisi, sono contento che il signor Paolo Calligaris, senza fare
tanto clamore, operi nel suo piccolo per Aquileia e auspichiamo che possano
farlo anche altri nuovi operatori, capaci di cogliere gli stimoli e le
occasioni che potranno presentarsi. Alviano Scarel sindaco di Aquileia.
( da "Repubblica, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Floris vuole in
studio i candidati premier il 6 aprile. Mentana: sia un dibattito vero
"Sfide in tv, pronti a disubbidire" I conduttori alla Vigilanza: il
confronto Berlusconi-Veltroni va fatto Carelli (Sky): se i candidati ci danno
l'okay noi li manderemo in onda Landolfi: il faccia a faccia è assolutamente
impossibile Lo dice la legge FRANCESCO BEI ROMA - Mancano tre settimane al
voto, la febbre sale, i conduttori televisivi scalpitano per accaparrarsi la
sfida all'ok corral fra Veltroni e Berlusconi. Il problema è che, in teoria,
questo confronto non si può fare. "Il regolamento della Vigilanza è chiaro
- spiega il presidente della commissione Mario Landolfi - se si facesse il
faccia a faccia tra i due leader, tutti gli altri candidati premier reclamerebbero
giustamente lo stesso trattamento. Santanché vorrebbe sfidare Berlusconi,
Boselli vorrebbe Veltroni e così via all'infinito. Non se ne esce, niente da
fare". E tuttavia la pressione è forte, anche se Forza Italia - nonostante
Berlusconi si sia detto disponibile al confronto - fa di tutto perché il faccia
a faccia non ci sia, visto che in queste condizioni sarebbe un vantaggio per
l'inseguitore Veltroni. Il ministro Paolo Gentiloni è convinto invece che sia
possibile, perché "nessuna legge vieta di ospitare due leader politici a
"Porta a Porta" o a "Matrix", sempre che si rispetti la par
condicio nell'intero ciclo di trasmissioni". Dall'altra parte della
barricata gli replica Paolo Bonaiuti: "Il fariseo Gentiloni vuole la par
condicio per mettere il bavaglio a Berlusconi e ci prova intanto a invocare un
confronto fuorilegge, nella speranza di dare un po' di ossigeno al suo
candidato pallido ed esangue". In questo scontro politico provano a
inserirsi i giornalisti. Disposti a tutto, anche a sfidare la legge. "Ho
inviato oggi una mail a Berlusconi e a Veltroni - rivela Giovanni Floris -
invitandoli a confrontarsi a Ballarò domenica 6 aprile, l'ultima puntata prima
delle elezioni politiche". Naturalmente anche il presidente della
"terza Camera" non si tira indietro: "Sia Veltroni che
Berlusconi si sono dichiarati disponibili - sostiene Bruno Vespa - ma lo staff
del leader del Pdl si è richiamato al divieto di confronti diretti tra i
candidati premier espresso dal presidente della Vigilanza. Se mutassero le
condizioni la disponibilità di "Porta a porta" è ovviamente assoluta,
come sanno bene da molto tempo entrambi gli interessati". Enrico Mentana -
che ha invitato entrambi i candidati a "Matrix" - pone invece una
condizione, che le regole non imbavaglino il confronto: "Io sono disponibile a un faccia a faccia vero, non a una sfida di
raggelante burocrazia come
quella di due anni fa tra Berlusconi e Prodi. In vita mia - aggiunge - ho già
fatto tanto, non ho bisogno di apparire in tv a fare il cronometrista". Ma
il più agguerrito di tutti e forse quello piazzato meglio è Emilio Carelli,
direttore di SkyTg24. Forse perché il satellite è più anarchico, forse
perché l'editore Murdoch si cura meno dei lacci della Vigilanza, Carelli si
mostra spavaldo: "Io spero che si possa fare, ce la stiamo mettendo tutta
e l'editore ci tiene molto. D'altronde, come si fa a privare il Paese di un
faccia a faccia tra i due principali candidati premier?". E il regolamento
della Vigilanza? E L'Autorità per le comunicazioni? "Se i due leader ci
danno una risposta positiva noi lo facciamo comunque, a prescindere. Se gli
altri candidati faranno degli esposti, siamo pronti ad assumercene la
responsabilità". Il problema, allora, non sono tanto le regole quanto la
volontà politica. "La questione vera - riassume Mentana - è che i faccia a
faccia si fanno solo quando convengono a entrambi. E a Berlusconi ora non
conviene, chi è avanti non ha interesse a farlo".
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di JOLE MARIANI
CIVITELLA ROVETO - Come evitare le stragi della superstrada del Liri o, meglio
ancora, come scongiurare la media, agghiacciante, dei sette morti e dei circa
cento feriti ogni anno "causati" dall'arteria, considerata una delle
vie più pericolose nel sistema dei collegamenti. Di questo si è parlato nel
corso di un summit svoltosi nella sede della Comunità montana Valle Roveto. Si
è parlato della necessità di mettere in sicurezza la bretella, proprio alla
luce dei tantissimi incidenti che vi accadono. Ma si è parlato anche delle
funzioni strategiche che l'arteria potrebbe rivestire per uno sviluppo del
territorio marsicano dato che essa è l'unico asse di collegamento tra Avezzano
e le Regioni del Lazio e della Campania. Dirigenti dell'Anas, presenti alla
riunione, hanno intanto annunciato che a giugno inizieranno i lavori per la
messa in sicurezza delle due gallerie "Salviano" e
"Giorgia" e per la sistemazione della segnaletica. Il summit è stato
convocato dall'assessore alle attività produttive della Comunità montana Valle
Roveto, Mauro Antonini, che ha ribadito anche l'urgenza di riqualificare la
storica ex statale 82, unica alternativa alla superstrada del Liri quando
questa rimane chiusa per lavori. Hanno partecipato al vertice, oltre al presidente
della Comunità montana Valle Roveto, Marcello Di Cesare, anche i parlamentari
Luigi Lusi e Pina Fasciani, il vice presidente del Consiglio regionale Nicola
Pisegna Orlando, l'assessore provinciale alla Viabilità Pio Alleva e gli
amministratori comunali della Marsica e del Frusinate; tra l'altro con qualche
nota polemica dell'Udc che per bocca di Giuseppe Gagliardi ha contestato
l'iniziativa e sostenuto che restano validi solo i fondi messi a disposizione
da De Laurentiis. L'assessore provinciale Alleva ha nel frattempo annunciato la
disponibilità finanziaria, un milione di euro, per la sistemazione delle curve
più pericolose della ex Statale 82, da alcuni anni passata alla Provincia. Al
di là della polemica politica, però, è in piedi da tempo il problema: i conti
sono macabri: in due anni quattordici morti per incidente stradale. C'è
qualcosa che non va. La superstrada viene percorsa a velocità sostenuta dagli
utenti e da questo punto di vista l'Autovelox del Comune di Civita d'Antino ha
la funzione dello spauracchio. E c'è chi sostiene che la politica dei
dissuasori, in questo senso, potrebbe avere maggior valore di tutti i soldi
spesi fino a oggi per rendere più sicura la superstrada che, va ricordato, era
stata progettata a quattro corsie e per chissà quale motivo poi fu completata a
due. E meno male che è andata così: quella che doveva
essere la dorsale appenninica, infatti, sull'altro versante, verso Rieti si è
addirittura bloccata e la burocrazia e la politica non riescono neanche a completare quei pochi
chilometri che mancano per collegare Avezzano a Rieti.
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di VITTORIO
BUONGIORNO "Per noi non cambia nulla". Anna Teresa Formisano,
parlamentare Udc, candidata alla camera nel collegio 2 accoglie con freddezza
la notizia dello strappo di Bruno Scittarelli. Perché è accaduto?
"Chiedetelo a lui". Cambia qualcosa per lei e l'Udc? "Continua
la campagna elettorale". La sorprende questo passaggio al Pdl? "I
tentativi erano sotto gli occhi di tutti". Perché non siete riusciti ad
evitare l'addio? "Chiedetelo a lui. La prego, adesso parliamo di altro".
Parliamo della crisi che attanaglia a l'economia ciociara. Come si può
invertire la tendenza? "Credo che innanzitutto occorra rendere la vita più
facile alle imprese. Il mercato ha bisogno di maggiore libertà e di essere esso
stesso messo in condizione sia di agevolare la creazione di nuove attività che
di potenziare quelle già esistenti. Detto questo, noi proponiamo di valorizzare
il ruolo economico e sociale delle piccole e medie imprese e dei lavoratori
autonomi, ma anche di riconoscere la soggettività giuridica e fiscale ai
distretti industriali, di riformare gli incentivi della legge 488/92 con
l'introduzione del credito di imposta. Tutto ciò attraverso una burocrazia che va snellita: la parola
d'ordine è "semplificazione"". Un'economia in difficoltà presta
il fianco ad infiltrazioni malavitose. Le ne ha parlato più volte, anche
ultimamente. "In questa seppur breve legislatura ho chiesto formalmente
più volte al Governo Prodi l'urgenza di adottare provvedimenti per frenare i
continui episodi di criminalità che si stanno verificando nella nostra
Provincia. Allo stesso modo ho sottolineato come nel territorio frusinate, e in
particolare a Cassino si stessero susseguendo gravi episodi di criminalità:
assalti a banche, uffici postali, negozi e furti nelle abitazioni, con conseguenti
ingenti investimenti della malavita organizzata. Migliorare e aumentare il
monitoraggio delle attività sensibili a fenomeni di infiltrazione mafiosa
nell'area di Cassino e della provincia di Frosinone è una priorità. A mio
avviso occorre anche tornare ai poliziotti di quartiere nei centri più grandi
della Provincia. Solo impiegandoli subito a svolgere il loro servizio sulle
strade, e rafforzando al tempo stesso gli organici delle forze dell'ordine e la
collaborazione con la Dia, si potrà mettere un freno a una situazione che si
sta rendendo davvero insostenibile". Frosinone è la città più inquinata
d'Italia, ma le polveri sottili ormai hanno invaso anche Cassino. Cosa si può
fare? Sicuramente con provvedimenti spot non si risolve il problema. Occorre predisporre
un progetto serio e attuabile immediatamente per migliorare la qualità
ambientale del nostro capoluogo. L'Università di Cassino è una risorsa per il
territorio, come si può sfruttarla per lo sviluppo dell'economia ciociara?
Incentivando la ricerca attraverso la meritocrazia e incrementando il
finanziamento pubblico in questo settore, prevedendo una quota riservata a
giovani ricercatori e a gruppi che si consorzino su progetti strategici - di
cui le imprese presenti nel territorio possono beneficiare - e incentivando
l'investimento privato nella ricerca con sgravi fiscali. E poi, collegare la
scuola con il mondo del lavoro, prevedendo stage in tre fasi: ingresso per i
giovani provenienti dalle scuole superiori e dall'università in azienda per un
mese, accesso dei migliori ad un contratto a tempo determinato di un anno,
selezione per assunzione a tempo indeterminato con dote fiscale a favore
dell'impresa per almeno cinque anni. Cassino provincia, è ancora una ipotesi
percorribile? Francamente mi sembra molto difficile oggi dare una risposta,
l'unico volano potrebbe essere Roma città metropolitana Come aiutare le
famiglie, soprattutto quelle famiglie numerose. Le famiglie si aiutano con una
politica fiscale degna di tale nome, sensibile soprattutto ai nuclei
monoreddito con figli, attraverso una detassazione "selettiva".
L'Unione di Centro propone il riconoscimento alla famiglia del ruolo di
soggetto tributario: bonus e detrazioni per attività del nucleo familiare in
proporzione al numero di componenti - con agevolazioni aggiuntive per la
presenza di diversamente abili e di non autosufficienti -, badanti, colf, asili
nido e scuole, libri e mense scolastiche, attività sportive, corsi di studio
all'estero, detassazione delle borse di studio, agevolazioni per l'avvio di
imprese familiari, incremento degli assegni familiari per ogni figlio a carico
e conciliazione dei tempi di lavoro con la vita quotidiana familiare. Dopo
tante campagne elettorali all'interno della Casa delle Libertà stavolta l'Udc
corre senza Fi e An. Cosa si sente di dire ai vecchi alleati? Di piantarla con
il tormentone del "voto inutile", tanto gli italiani non ci cascano.
Un aggettivo che la definisce. "Concreta e testarda" Un aggettivo che
definisca gli altri candidati ciociari. "Non è nel mio stile definire gli
altri con un aggettivo".
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di GIANNI PALMIERI
Pasqua senz'acqua per 400 famiglie di Pian della Carlotta al Sasso. Da tre
giorni infatti i rubinetti delle case della frazione di Cerveteri sono
all'asciutto a causa di un improvviso abbassamento della pressione idrica. Un
disservizio che era già accaduto lo scorso mese nella zona rurale, provocando
per giorni enormi disagi ai cittadini che avevano sonoramente protestato. In
quel caso una serie di guasti a condutture ormai fatiscenti e obsolete erano
stati all'origine della grave carenza di acqua nelle abitazioni. Ora il
problema si è riproposto, probabilmente per un'altra rottura nella
ramificazione delle tubature, ma ad accentuare i disagi per
gli utenti è intervenuta anche la burocrazia. Dal primo marzo, infatti, manca un interlocutore diretto dato
che la competenza del servizio idrico è passata dal comune di Cerveteri alla
società Acea Ato 2 di Roma. Azienda con cui da 72 ore i residenti di Pian della
Carlotta stanno cercando di avere un contatto, ostacolati anche dal lungo ponte
pasquale. Per ora la popolazione si è organizzata in modo provvisorio,
ma il malumore serpeggia e rischia di esplodere nelle prossime ore. Sulla
vicenda è intervenuto il Codacons che ha chiamato tutte le autorità ad un
maggior senso di responsabilità. "I fatti che periodicamente accadono
nella zona del borgo del Sasso - dice il coordinatore del litorale, Angelo
Bernabei - sono veramente grotteschi. E' da tempo che le 400 famiglie segnalano
di rimanere spesso con i rubinetti asciutti, eppure nemmeno il passaggio di
gestione alla società capitolina Acea sembra aver recato giovamenti. Anzi, pure
a Pasqua gli utenti che pagano regolarmente le bollette dovranno munirsi di
acqua minerale per cucinare e per le altre faccende domestiche". "Ci
auguriamo - continua Bernabei - che oltre all'intervento tampone per riportare
l'erogazione dell'acqua a Pian della Carlotta, chi di dovere comprenda che
nelle campagne di Cerveteri è necessaria una tempestiva ristrutturazione di una
rete idrica vecchia di oltre trent'anni. Se l'acqua mancasse nelle case anche
in estate col caldo torrido i disagi odierni diventerebbero vere e proprie
sciagure".
( da "Corriere della Sera" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-23 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE Nuove regole Le domande si potranno fare online, ma resta il numero
chiuso L'isola di Dumas non è più proibita Montecristo apre ai turisti PORTOFERRAIO
(Livorno) - Era l'ultima isola misteriosa del Tirreno, prigione del Conte e
dell'abate Faria, nascondiglio di un tesoro inestimabile. Dieci chilometri
quadrati a sud dell'Elba, resi immortali dal capolavoro di Alexander Dumas.
Adesso su Montecristo si alzano i veli e si dirada la cortina di esotismo
romantico. Chiunque potrà sbarcare a Cala maestra e camminare tra decine di
sentieri a picco su anfratti dalla sabbia bianca, scogliere sferzate dal
libeccio, grotte marine popolate da gabbiani e rifugio di delfini e foche
monache. Basterà fare domanda via Internet ed aspettare il proprio turno. Non
sarà facile, però, perché l'accesso è rigorosamente a numero chiuso e chi vorrà
visitare l'isola dovrà seguire pure un corso, ma è comunque un segnale decisivo
verso l'apertura ai "capolavori dell'ambiente " e a un turismo
ecocompatibile, sostenibile e culturale. La svolta durante l'ultimo consiglio
del Parco dell'Arcipelago toscano e l'approvazione della "carta
Montecristo", una modifica del regolamento grazie alla quale sarà
organizzato un programma di visite guidate gestite da Parco in collaborazione
con la Forestale che fino ad oggi ha preservato lo "scoglio" dagli
intrusi. Burocrazia formale, a prima vista. Una piccola
rivoluzione nella sostanza. Fino ad oggi cale e sentieri, colline e anfratti,
erano visitati quasi esclusivamente da scolaresche, ricercatori, tecnici.
Adesso di fatto non ci saranno limitazioni per categoria o problemi
organizzativi. E tutti potranno andare alla scoperta dei segreti
del-l'isola, riserva biogenetica, così tutelata da essere proibito l'attracco
di qualsiasi imbarcazione privata e persino un bagno nel mare incontaminato. I
visitatori che rientreranno nella lista delle visite a numero chiuso (mille
l'anno ai quali si potrebbero aggiungere altri duemila visitatori del solo
museo naturale di Cala Maestra, il principale approdo) dovranno però
guadagnarselo questo sbarco straordinario. Come? Andando a scuola. "Il
giorno prima della visita organizzeremo corsi di educazione ambientale - spiega
Mario Tozzi, ricercatore del Cnr e conduttore televisivo, presidente del Parco
dell'arcipelago toscano -. Perché anche il turismo è una risorsa culturale.
Montecristo è un museo naturalistico a cielo aperto e le persone che la
visiteranno dovranno essere educate, capire quali tesori andranno a visitare
". Sull'isola, dove vive un custode con la famiglia, ci sono una villa
settecentesca, le rovine di un antico monastero e la grotta di San Mamiliano,
vescovo di Palermo. Nel quarto secolo, il santo qui si rifugiò per sfuggire
alle persecuzioni dei Vandali e dall'isola fu per sempre stregato. La fiction
Un insuperabile Gerard Depardieu nei panni di Edmond Dantes nella fiction sul
Conte di Montecristo di Josee Dayan del 1998. Qui la scena in cui scopre il tesoro
sull'isola Marco Gasperetti.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA I
precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali
(Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria), dal 1994 il
vantaggio del centrodestra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti
indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali).
Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha
ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di quello Pd-Italia dei valori; uno
scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in
Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia
settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due
anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera
gara. Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente, se
non in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003
innanzitutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino,
Genova): a Nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento
strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo
delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che
continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano
Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è
cambiato a partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è
rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente
negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare sostanziali
segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio
su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta incentrando il nocciolo duro
della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per
rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso
feeling con le principali categorie socio-professionali del Nord, come conferma
il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su "Repubblica":
se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46 per cento del consenso
degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei valori; il 44 degli impiegati
privati contro il 37; il 54 dei liberi professionisti contro il 29; addirittura
il 58 di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23. Figure accomunate da
una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori principali
dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in palese crisi di
rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele precostituite, con le logiche
assistenziali, con le aree protette. Merito, regole, competizione, sono le tre
parole-chiave indispensabili per incassare la fiducia di un Nord oggi molto più
vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa innovativa che all'obsoleta Italia.
Se il centrosinistra non riuscirà a farle proprie, le terre sopra il Po
rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il centrodestra si limiterà a
capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare la trasformazione. Perciò
la partita vera non è quella che si sta giocando a parole in queste settimane
che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con i fatti, le scelte, i
comportamenti di chi governerà e di chi starà all'opposizione. Se no, avremo
solo buttato via l'ennesima domenica elettorale. Francesco Jori.
( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)
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Altre Vogliono
costringerci Vogliono costringerci a comprare il garage Quale cittadino
residente in via Dante, vorrei segnalare una situazione che sta arrecando
notevole disagio agli abitanti della zona. La municipalità di Mestre Carpenedo
ha di recente eliminato circa 50 posti auto in via Ludovico Ariosto a Mestre.
Considerato che le abitazioni di via Dante e di via Ariosto sono state
costruite attorno agli anni '30 e sono, per la maggior parte, sprovviste di
posti auto condominiali; dopo la riduzione dei parcheggi dovuta alla
realizzazione della pista ciclabile in via Dante, si è pensato bene di
eliminare altri 50 posti auto, costringendo spesso gli abitanti del quartiere a
posteggiare nelle zone limitrofe con conseguente disagio per chi già vi vive.
Vorrei ricordare che quando ancora si discuteva della realizzazione della pista
ciclabile, l'amministrazione locale era apparsa sensibile al problema del
parcheggio dei residenti, addirittura prospettando la possibilità di riservare
loro alcuni posti auto. Ora non solo queste promesse sono rimaste inattuate, ma
addirittura di recente si è deciso di ridurre ulteriormente la disponibilità
dei parcheggi, eliminando tutto il lato destro di via Ariosto. Oggi, con
l'introduzione del posteggio a pagamento, i residenti di via Dante e di via
Ariosto si sono trovati costretti a pagare un abbonamento annuale per il
parcheggio nei pressi della propria abitazione; la situazione che si è venuta a
creare ci obbliga talvolta a portare l'auto in zone che non rientrano nel nostro
abbonamento, obbligandoci a pagare due volte la "tassa" di
parcheggio. Non dimentichiamo la presenza di un cinema, assai frequentato: chi
ci va dove "infilerà" il proprio automezzo? Inoltre colgo l'occasione
per evidenziare la cecità di un'amministrazione pubblica che mentre si
preoccupa di eliminare i posti auto, non si ricorda di ripristinare i bidoni
per la raccolta differenziata della carta, bruciati a seguito di atti
vandalici. A oggi il servizio non solo non è stato ripristinato, ma il
contenitore per la raccolta differenziata è stato sostituito da famigerati
paletti; forse l'idea è quella di obbligare i residenti a parcheggiare in altri
quartieri utilizzando la loro vettura per il trasporto della carta. Non riesco
a capire chi possa trarre vantaggio da tale situazione; saremo dunque costretti
ad acquistare i garage che verranno realizzati in piazzale Leonardo da Vinci?
Riccardo Comastri Mestre Risolto il problema del signor Cipolato Con
riferimento all'articolo pubblicato nei giorni scorsi dal titolo "San
Liberale, casa nuova ma senza luce", Enel informa di aver contattato il
signor Cipolato per chiarire la vicenda e comunicargli che a breve sarà
allacciato. Il cliente aveva richiesto un contratto agli inizi di febbraio, ma
la documentazione non gli era mai pervenuta, in quanto aveva registrato
erroneamente il suo nominativo. Contattato telefonicamente nei giorni scorsi,
il signor Cipolato sarà presto allacciato. Enel - Relazioni Esterne Triveneto
Venezia Con le loro pensioni attrezzate gli ospedali Nei giornali di questa
settimana santa, si potevano leggere articoli che parlavano, delle pensioni di
molti personaggi in vista. A loro venivano erogate rette dalle casse dello
Stato elevate. Questo non mi fa invidia, però con una quantità di denaro
inferiore a quanto percepito annualmente da tre di loro si potrebbero
acquistare, macchinari ospedalieri utili a togliere da serie difficoltà
centinaia di cittadini, col male del secolo. Non voglio togliere un forse mezzo
di sussistenza a dei personaggi in vista, ma per l'età dichiarata, la
stragrande maggioranza dei cittadini deve ancora lavorare molti anni, e questo
mi sembra profondamente ingiusto. Aldo Bruni Mestre Non serve il francese per
farci volare Per una questione di dignità nazionale consiglio il Governo di non
vendere l'Alitalia ai francesi né a nessun'altra cordata nazionale o straniera.
Non bisogna assolutamente ripetere l'errore che anni orsono abbiamo fatto nel
vendere affrettatamente e per pochi soldi la grande flotta navale di preminente
interesse nazionale che avevamo e che mandava bellissime navi in tutti i porti
del mondo. In tal modo incassavamo noli in preziosa valuta straniera, si
pubblicizzava il "made in ltaly" si preparavano ottimi equipaggi e si
faceva cultura del mare suscitando il legittimo orgoglio della nostra marineria
e dei connazionali all'estero. Le sovvenzioni statali delle quali godevano le
Società Italia, Adriatica Lloyd Triestino e Tirrenia erano allora ampiamente
giustificate in termini di immagine, di resa globale e di esempio armatoriale
di tutela ambientale contro le carrette del mare e le bandiere ombra. Poi con
l'andar del tempo, a seguito di ingerenze e pressioni politiche per assunzioni
clientelari, gli uffici si sono riempiti di funzionari di
scarso rendimento pratico e di attitudini alla burocrazia ed alla complicazione delle cose piuttosto che al loro
snellimento. Il conseguente aumento delle spese ha determinato la situazione
fallimentare. Ora, la Francia dichiarandosi disposta a comprare l'Alitalia
soltanto alle fondamentali condizioni che sia liberata da tanti esuberi di
personale, ci ha fatto chiaramente intendere che i nostri aerei possono
continuare a volare e guadagnare soltanto se gestiti da un minor numero di
funzionari e impiegati. Per quanto non ci volesse molto a capire questi
semplici concetti di economia aziendale del taglio dei rami secchi, l'offerta
condizionata di acquisto di Air France ci sta gridando, che Alitalia può
rimanere dello Stato, snellita secondo gli schemi dell'offerta francese. Non
esponiamoci al ridicolo dell'incapacità manageriale. Ferruccio Falconi Lido di
Venezia.
( da "Arena.it, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALUTE
E BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome
di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket
"Gli esperti si dimenticano di noi" Nel Veronese sono 280 le persone
affette. "Ogni mese 600 euro di spesa per alleviare le sofferenze"
Non sarà serena la Pasqua dei malati colpiti dalla sindrome di Sjögren. Sono
( da "Corriere Adriatico" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Con la firma
dell'accordo arriva la soddisfazione della presidente Zincarini MONTEGRANARO -
Con la firma arriva la soddisfazione. Quella della presidente della Croce
Gialla Annalina Zincarini, quella del sindaco Giovanni Basso e quella del
direttore della locale sanità Mario Forti. Ora che per l'ultimo passo per la
nuova sede della pubblica assistenza c'è una data certa, ed è quella del 31,
torna il sorriso sui volti di tutti i protagonisti di quella che sembrava dover
essere una storia senza fine. Come anticipato ieri dal Corriere Adriatico per
la Croce Gialla e per molte altre associazioni di volontariato cittadine che in
questi locali ugualmente troveranno un punto di riferimento, l'ultima giornata
del mese sarà una di quelle importanti. Con essa, infatti, si chiude un iter
durato mesi e mesi. Anzi, anni. Verrà apposta l'ultima firma sulla convenzione,
anche se già nei fatti l'accordo è concluso e quindi la partita chiusa, che
formalizzerà l'ultimo passo necessario da compiersi per il trasferimento della
pubblica assistenza dai locali di cui dispone attualmente in via Zaccagnini a
quelli nuovi situati al primo piano di quello che ormai è l'ex ospedale. Certo,
ci sono i lavori da fare. Ma gli euro necessari sono già nel bilancio del
Comune per quanto riguarda i lavori esterni e, per quelli al'interno,
ugualmente è di procedere spediti. Ergo, il peggio, il limbo, quei tempi
tecnici di attesa che sono diventati poi tempi biblici, sembrano ormai fare parte
del passato. E, nel ventennale dalla nascita della Croce Gialla, ventennale che
verrà festeggiato a settembre, mai notizia poteva essere più bella. Una bella
sorpresa che ci ha portato la Pasqua commenta la presidente Annalina Zincarini.
Che però tira il freno. Tante volte è stata rassicurata. Ma, altrettante volte,
le speranze che fosse fatta, hanno dovuto fare i conti con
la burocrazia che ha invece
rallentanto tutto. Ecco perchè ci va con i piedi di piombo. Aspettiamo comunque
il 31 dice. Sul suo volto però c'è un sorriso. E dietro questo, si intuisce,
che la presidente non sta nella pelle di dare ufficialmente la buona novella ai
suoi volontari il prossimo sei di aprile, quando si terrà l'annuale
assemblea dei soci. E felice si dichiara anche il sindaco di Montegranaro,
Giovanni Basso. Si chiude un percorso durato diverso tempo. E sulla tempistica
rimarca: Se avessimo potuto avremmo preferito fare prima, molto prima. La burocrazia, purtroppo, ci ha impedito di procedere come
speravamo. Adesso comunque che, per fortuna, sulla convenzione scriviamo
l'ultima parola non possiamo che gioirne. La Croce Gialla attendeva questa
sede. E noi siamo lieti di aver contribuito a rispondere a questa esigenza. Il
sindaco Giovanni Basso ha inoltre invitato la presidente Zincarini in comune il
giorno che, tra ente e Asur, si provvederà a ufficializzare l'accordo.
Soddisfatto anche Mario Forti, direttore della zona territoriale fermana. E'
arrivato Forti, alla guida della sanità fermana, che l'iter per la sede della
Croce Gialla era già stato avviato. Da un pezzo E, da un po', era in sospeso.
Ho trovato la questione sul tavolo, ricorda. E aggiunge: Sapevo quanto a
Montegranaro la questione fosse sentita. Adesso però, la storia, volge al
termine. Una felice conclusione - afferma il direttore - per il giorno della
firma ci saranno a Montegranaro anche i vertici della sanità regionale. Dopo la
sede della Croce Gialla toccherà all'Hospice, anche la partenza di questo
progetto è molto importante. Avvio in quest'ultimo caso previsto per luglio.
ISABELLA CARDINALI,.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
AMMINISTRAZIONE.
L'ass. Mauro Lazzarotto Cittadini e Comune "Rapporti migliori"
A detta del dirigente dell'area economico-finanziaria del Comune, Francesco
Benacchio, "i regolamenti comunali relativi alle entrate tributarie e alla
contabilità vanno rivisti ogni due anni". E questo è proprio un anno in
cui è necessaria un'operazione di aggiornamento, che in queste settimane sta
per essere valutata dalla commissione bilancio. I punti all'ordine del giorno
delle ultime commissioni hanno riguardato il bilancio di previsione 2008, che
ha subìto piccole modifiche. Non ci sono, quindi, variazioni rilevanti alla
precedente previsione. Modifiche che, a quanto pare, sono state apportate al
regolamento delle entrate tributarie (tasse) e al regolamento di contabilità.
"Si tratta di cose molto tecniche - afferma l'assessore al bilancio, Mauro
Lazzarotto -, tuttavia possiamo dire che stiamo lavorando per migliorare e
semplificare i rapporti tra i cittadini e il Comune. Vogliamo
mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche
attraverso una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui
siano riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di
evitare i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M. .
( da "Corriere Adriatico" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ospiterà gli uffici
comunali oggi in piazza Garibaldi come deciso dalla giunta del sindaco Mariani
nel 1994Lo spettro delle decisioni sul maxi-risarcimentoalla Sacramati Ormai
ultimati i lavori per il recupero dello storico edificio di viale Leopardi Ex
Gil, a maggio il taglio del nastro SENIGALLIA - L'edificio dell'ex Gil di viale
Leopardi come il Reichstag, la sede del Parlamento tedesco a Berlino. Infatti
come nello storico palazzo della capitale della Germania tutto funzionerà con
energie rinnovabili, dal sole al vento, così per quello senigalliese viene
annunciata la prossima installazione di un impianto di pannelli solari, che lo
renderà energeticamente autonomo. E' questa una delle novità per il palazzo
che, dopo quasi quindici anni, è arrivato al traguardo di ospitare buona parte
degli uffici comunali, così come decise appunto nel 1994 la giunta guidata dal
sindaco Graziano Mariani. Un edificio dai grandi numeri questo della ex Gil.
Tremiladuecento metri quadri di superficie, 700 dei quali di sotterraneo da
destinare all'archivio; decine di uffici e sale riunioni che dovrebbero rendere
più funzionali i servizi di settori rilevanti dell'apparato comunale, come i
lavori pubblici e le attività economiche, oggi "sacrificati" negli
spazi dell'ex collegio Pio IX di piazza Garibaldi. Tutto "cablato",
cioè dotato delle tecnologie di comunicazione indispensabili al lavoro di
impiegati e funzionari. Senza tralasciare qualche civetteria decisamente
insolita: su tutti gli interruttori e le prese elettriche distribuiti a
centinaia per ogni esigenza, c'è impresso lo stemma del Comune. Un edificio che
rappresenta la prima tappa della riorganizzazione logistica
della burocrazia del
Comune. Infatti all'ex Gil di viale Leopardi verranno concentrati gli uffici
dei tributi, del patrimonio, del catasto, delle attività economiche, dei lavori
pubblici, dell'urbanistica, dell'ambiente e della viabilità. In questa maniera
si libereranno quelli di piazza Garibaldi, dove invece tra qualche settimana
finiranno i servizi sociali, la pubblica istruzione, la cultura, oggi
ospitati in un'ala di Palazzo del Duca; con essi resterà la Polizia municipale,
che nell'occasione guadagnerà qualche altro metro quadro di spazio. "L'ex
collegio Pio IX, l'ex Gil e il palazzo di piazza Roma saranno in questa maniera
le tre sedi del Comune, con una evidente razionalizzazione sul piano delle
spese, perchè sono tutti immobili di nostra proprietà e della
funzionalità", afferma l'assessore alle infrastrutture e qualità urbana
Maurizio Mangialardi. "Si tratta di un bel restauro - afferma a sua volta
il sindaco Luana Angeloni - per una delle opere pubbliche più importanti cui
abbiamo messo le mani. Nonostante i condizionamenti dovuti ai vincoli
architettonici, siamo riusciti a realizzare un intervento che tra l'altro
testimonia la volontà dell'Amministrazione comunale di contribuire in modo
significativo alla valorizzazione del centro storico". Sull'onda di questa
convinzione, il Comune ha deciso di dare avvio a una "operazione
immagine". Nelle prossime settimane, prima del trasloco degli uffici e
prima del giorno del taglio del nastro (secondo indiscrezioni fissato per il 4
maggio), il bianco palazzone di viale Leopardi sarà aperto ai cittadini, che in
questa maniera potranno curiosare all'interno di un edificio che, specialmente
negli ultimi mesi, è stato fonte di aspre vicende politiche e giudiziarie. Non
può essere dimenticato infatti il risultato del lodo arbitrale con cui
all'impresa Sacramati, appaltatrice dei lavori e a suo tempo licenziata dal
Comune per inadempienze contrattuali, è stato riconosciuto un risarcimento di
oltre 2 milioni di euro. Un verdetto non ancora definitivo e per il quale gli
amministratori comunali continuano ad essere convinti che alla fine (ma
l'udienza d'appello è in calendario per il 2012) tutto si risolvere a favore
del Comune. "Tutte le nostre iniziative legali e naturalmente anche
questa, sono nell'esclusivo interesse pubblico", ribadisce il sindaco.
VINCENZO OLIVERI,.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I dipendenti
costretti a rivolgersi a uffici pubblici per "salutare" il padrone
Avanti con la carta. Il nuovo obbligo (5 marzo) a carico dei dipendenti di
comunicare le proprie dimissioni dal lavoro attraverso dei moduli numerati che
debbono essere inviati da soggetti abilitati (Direzione del lavoro, ecc.) sta
generando confusione tra gli operatori e, soprattutto, sta appesantendo il già
elevato livello di burocrazia che
caratterizza i rapporti di lavoro.Sono questi i messaggi lanciati durante il
convegno organizzato dai consulenti del lavoro della provincia di Treviso sulle
dimissioni volontarie.Ad eccezione del rappresentante della Direzione
provinciale del lavoro di Treviso, gli altri soggetti invitati all'incontro
hanno convenuto nel ritenere assolutamente inutile un provvedimento,
che, invece, sta scatenando una tal confusione da mettere in dubbio le stesse
pratiche di dimissioni da parte dei lavoratori.Denis Farnea, assessore alle
Politiche per l'occupazione della Provincia di Treviso, giudica sproporzionato
il decreto rispetto alla marginalità del fenomeno che con il nuovo adempimento
si vuole combattere: quello cioè delle dimissioni cosiddette "in
bianco". Il provvedimento legislativo rasenterebbe addirittura
l'illegittimità: è la conclusione cui perviene Marco Tremolada, docente di
Giurisprudenza, secondo il quale, accanto alla finalità principale consistente
nel certificare l'autenticità delle dimissioni, attraverso il decreto ci sarebbe
un tentativo di ricavare tutta una serie di informazioni e dati con finalità
meramente ispettive.A riprova di quest'ultima tesi la Direzione provinciale del
lavoro di Treviso - cui sono pervenute al 19 marzo 300 dimissioni secondo la
nuova modalità - chiederebbe al lavoratore dimissionario una serie di documenti
non previsti dalla legge. "Li richiediamo non per perseguire altre
finalità - eccepisce la Direzione provinciale del lavoro di Treviso - bensì per
facilitare il disbrigo delle pratiche".L'assessore provinciale al Lavoro
ed alle Attività produttive Michele Noal evidenzia come tra i soggetti
abilitati all'invio delle dimissioni dei lavoratori ci siano anche i comuni:
"Per buona parte dei comuni tale nuova funzione potrebbe essere percepita
come un'ulteriore incombenza, da dover espletare in molti casi senza personale
specificatamente preparato. Proprio l'altro giorno ho avuto notizia che un
sindaco del trevigiano ha scritto al Prefetto che nel suo comune non vuole
proprio saperne di garantire questo servizio".I consulenti del lavoro
della provincia di Treviso fanno la voce grossa: "Siamo molto arrabbiati -
afferma Cesare Artico, presidente dell'Ancl di Treviso - così non si può più
andare avanti".Sorprende, negativamente, la stima che Sergio Rosato, direttore
di Veneto Lavoro, propone circa i costi impropri che sarebbero generati dal
nuovo adempimento: "per ogni pratica di dimissione la collettività è
costretta ad accollarsi 10 euro di costi impropri. Tenendo conto che nella
regione Veneto ogni hanno ci sono 200 mila dimissioni, i costi inutili subiti
dai cittadini per solo effetto di questo nuovo adempimento si aggirano a 2
milioni di euro all'anno".B.S.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un'ambulanzaannullatasenza
motivoSiamo i nipoti di un'anziana signora di 92 anni che soffre di varie
patologie. Sabato mattina la zia accusava forti dolori al basso ventre, per cui
alle 11.30 abbiamo deciso di chiamare il 118. Poiché alle
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIEGO VOLPE PASINI
"Città di serie A anche per i disabili" Il candidato sindaco vuole
abbattere le barriere che bloccano tanti cittadini Udine come ti vorrei. Senza
barriere architettoniche per il candidato sindaco Diego Volpe Pasini che ieri
nella sede di TeleUdine ha inaugurato una serie di incontri dove affronterà un
capitolo alla volta del suo programma elettorale che non è ancora stato
presentato e non fa parte dei programmi-barzellette ha incalzato Volpe Pasini.
Il primo incontro è stato dedicato ai diversamente abili e alle difficoltà che
incontrano nel vivere la città. Udine dev'essere una città normale per tutti ha
sostenuto senza tutte le barriere architettoniche che mortificano i disabili
non permettendo loro di vivere normalmente la città e soprattutto il
centro.Volpe Pasini ha elencato le numerose barriere che mettono i disabili
nelle condizioni di non potersi muovere da soli, dagli autobus agli uffici
pubblici, dalle ferrovie alle case Ater, ma anche banche e supermercati che non
sono a misura di disabili. Solo chi vive tutti i giorni queste difficoltà può
capirle; ha detto Volpe Pasini passando la parola a Vincenzo La Marca,
candidato nella lista Sos Italia e rappresentante del Friuli del movimento
italiano disabili. Udine deve diventare una città di serie A anche per i
disabili; chiediamo solo una città dove poter fare da soli senza dover essere
sempre accompagnati da qualcuno perché non riusciamo ad accedere a un ufficio o
utilizzare uno sportello bancomat. Vogliamo solo vivere la città come tutti ed
è un nostro diritto.La Marca che abita a Udine da 8 anni racconta le difficoltà
quotidiane che i diversamente abili affrontano per cercare di vivere
autonomamente. Ma quanto costerebbe rendere la città a misura di tutti? Poco
risponde Volpe Pasini purché le barriere architettoniche vengano evitate in
fase di progettazione delle nuove strutture; eliminare quelle presenti invece
ha sicuramente costi molto alti, l'attenzione ribadisce Volpe Pasini va posta
prima di realizzare edifici cui i disabili non possono accedere. Le sue
proposte si concentrano in numerosi accordi: con l'azienda sanitaria, per creare uno sportello dove espletare tutte le burocrazie; con
i gestori dei trasporti pubblici, delle ferrovie e delle associazioni commercianti
per rendere accessibili mezzi e negozi ai portatori di handicap e non manca un
appello ai guidatori maleducati che parcheggiano l'auto sui marciapiedi o
addirittura nei posti riservati ai disabili, "in cui peccano anche i
politici".L.Z.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il 18 ottobre scorso
ho discusso la mia tesi di laurea specialistica in Psicologia clinico-dinamica
all'Università di Padova. Mia madre è disabile, ormai costretta da lungo tempo
su una sedia a rotelle. Nonostante il parere sfavorevole dei medici ad affrontare
un viaggio lungo, mio padre e mia madre partirono da Savona per assistere alla
discussione della mia laurea. Purtroppo il Bo si dimostrò una barriera
particolarmente difficile da superare per un disabile. Fui assegnato all'aula
di Scienze al terzo piano. Per natura ho poca fiducia nella
burocrazia, ma essendo che
le commissioni erano uscite una settimana prima della discussione, non ebbi
materialmente il tempo di verificare se nell'assegnazione dell'aula era stata
considerata l'accessibilità per una persona con problemi motori. Il 17
ci siamo recati a prendere visione del luogo. Il primo impatto non fu
incoraggiante: chiedendo alle guardie giurate come potevamo accedere all'aula
ricevemmo come risposta sguardi tra lo sperduto e lo sconsolato, mentre le proposte
andarono dal "parcheggiare" mia madre nel loggione in attesa, al
"sollevamento pesi" effettuato da me e mio padre per superare gli
antichi gradini del palazzo. Dietro mie insistenze, riuscii ad accedere al
secondo livello della nostra personale battaglia. Una guardia mi condusse
dall'usciere. Qui dovetti rispolverare le mie conoscenze linguistiche, perché
sebbene il veneto non sia la lingua ufficiale d'Italia, è stato il solo mezzo
di comunicazione offerto per comprendere le informazioni. Con un'insofferenza
che oscillò dal disappunto al fastidio estremo, mi venne mostrato un percorso
possibile: ascensore fino al terzo piano, gradini in discesa (fattibili),
attraversamento dell'aula di Lettere durante le discussioni, conclusione con
gradini in salita abbordabili da un sedia per fuoristrada. Essendo che mio
padre ha oltrepassato la settantina e io non ho esattamente dedicato i miei
anni di studio in palestra, l'unica alternativa fu quella di raccogliere un
gruppo di amici per superare l'ultimo tratto. D'accordo. Il giorno dopo ci
presentammo con un'ora d'anticipo per preparaci alle prove, la mia e la loro.
Primo problema: la guardia era cambiata e alla nuova dovemmo rispiegare tutto,
scontrandoci con la sua reticenza a disturbare la commissione per attraversare
l'aula. Lo sguardo di sufficienza che egli gettò su mia mamma fu una vera
violenza. Riuscimmo a salire in ascensore, a scendere i gradini ed attendere di
fronte alla porta dell'aula di Lettere che i professori terminassero la
valutazione del candidato per passare. Qui, mia madre iniziò a piangere. Prima
sommessamente, poi sempre più copiosamente. Perché si sente veramente un peso,
perché si sente rifiutata, perché sente il mio nervosismo mentre guardo il
tempo passare, il mio timore di arrivare in ritardo alla mia presentazione.
Piange e io non posso far altre che aspettare, non ho nemmeno la forza di
consolarla. Mi servono energie per finire il mio percorso accademico. Passiamo.
Troviamo i miei amici. La solleviamo e finalmente posso pensare a laurearmi. Il
ritorno è fatto direttamente scendendo le scale con la carrozzella sollevata.
Festeggio, ma rifletto. I miei genitori sono abituati da una vita a subire e
accettano. Io sono ancora giovane e non mi va di lasciar perdere. Non tanto per
aver effettuato la mia laurea con la rabbia, il dolore di veder mia madre
soffrire oltre a quanto già normalmente fa. Piuttosto per l'assurdità di tutto
questo. L'assurdità di chiedere se è presente un disabile e non far nulla per
esso. L'assurdità di costruire rampe presenti solo in parte. L'assurdità della
sofferenza gratuita di mia madre. Di essere ancora a dover evidenziare questi
problemi in un'Università antica come la nostra. Con tutte le iniziative in
favore della disabilità. Di studiare sistemi di presa in carico dei malati e
sentirsi ridicolizzati se la malattia è in casa nostra.Daniele Luzzo.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sporcizia in
stradaSforziamocidi essere più civiliVolevo fare una presa di posizione contro
chi sporca la città.Da molto tempo vedo le strade ed ogni angolo della città
invase dalle solite cicche, cartacce e pacchetti di sigarette vuote. L'altro
giorno ho ripreso una gentile signora, mentre si accingeva a scendere per le
scale mobili, si è girata a torno ed ha buttato la cicca della sigaretta per
terra, quanto a pochi passi c'era il solito posa-cenere, messo appositamente
dal comune. Ditemi voi cari cittadini, se tutto questo è civiltà o senso
civico. Ci lamentiamo che tutto è caro: le tasse, le tariffe dell'immondizie,
eccetera, e poi sporchiamo la cosa pubblica, senza pensare che, chi pulisce
dopo, sono persone pagate con le nostre tasche, cioè con le tasse e tariffe.
Non siamo repressivi contro chi fuma e consuma cibo per le strade, perché per
fortuna c'è gente molto educata, cioè la maggior parte; invece gli altri che
sporcano, pensateci bene, fate quei passi in più ed utilizzate i soliti cestini
e posa-cenere, sarebbe un bel gesto di civiltà. Prendiamo esempio dalla vicina
Austria; per le strade non si trova sporcizia, cioè vero senso civico; infatti,
gli austriaci, pagano meno tasse, perché sporcano di meno.Francesco
PingitoreCapogruppo AnCaso Metalball solito cabaretdella politicaHo letto
alcuni giorni orsono la risposta dell'amministrazione provinciale alle solite
giuste e inascoltate riflessioni del comitato contro l'ampliamento della
Metalba di Longarone. Il linguaggio inadatto e l'atteggiamento scortese sono
evidenti, ma quando la provincia afferma che le parole del comitato sono
semplici "chiacchiere da bar" allora si intravede qualcosa di
positivo. Se questo è vero significa che i locali pubblici di questa provincia
stanno mutando ri/proponendosi come situazioni di socialità che vanno al di là
del puro e semplice (nonché rispettabilissimo) oziare, se in birrerie baretti e
osterie si inizia a discutere e a confrontarsi su palesi evidenze aritmetiche e
note risultanze statistiche questo è il chiaro segnale di una tendenza
assolutamente positiva, di una crescita civile e culturale che merita la dovuta
attenzione. Perché di questo si tratta, sono i semplici numeri a raccontarci di
inquinamento, di tumori, di dissesto del territorio, di non-programmazione, di
speculazione edilizia e quant'altro. Non sono fantasie o chiacchiere da
ufficio, come non lo sono quelle sull'inceneritore e/o sull'autostrada, ambite
"torte" su cui la "banda larga" volteggia con affettuosa attenzione.
Su Falcade, dove invece a tutt'oggi nulla è sostanzialmente cambiato, posso
dire che nell'unica serata pubblica sull'argomento (organizzata dal locale
comitato) ho notato solo un sindaco "sui generis" un assessore di
centro (sinistra) e un consigliere regionale di (centro) destra che
utilizzavano a turno lo stesso inconcludente linguaggio. E così continuiamo ad
assistere al solito e noioso cabaret di provincia, in cui oggi come allora si
tira avanti tra finte polemiche e tragiche condivisioni mentre si attende con fede
statistica e speranza elettorale che i vari rompipalle inizino a
stufarsi.Barbieri MorenoVerdi di Belluno"Erica era bella"Non mi è
piaciutoil sarcasmoFare campagna elettorale non vuol dire essere
necessariamente candidati, anche se mi rendo conto che per i più "fare
politica" si identifica con il voler essere eletto in qualche organismo di
gestione della cosa pubblica, per cui quando parlo o meglio scrivo di
"propaganda elettorale" lungi da me il volerla identificare con una
corsa alla poltrona.Mi trovo a dover rispondere alla sig.ra Danila Tirabeni su
due questioni molto diverse tra loro: una di politica attuale ed una che invece
ci riporta alle giornate buie della guerra civile.Mi spiace per il sarcasmo
usato nel riportare la frase "Erica era bella"... sì Erica era molto
bella, e se non fosse stata cosi bella non sarebbe morta, perché quel
"signore" che facendola passare per una spia fascista l'ha violentata
ed uccisa, si era invaghito della sua bellezza e nonostante avesse molti più
anni di Erica la voleva ad ogni costo. Ma Erica aveva altre speranze, altri
sogni, magari fosse stata brutta! Mia madre era compagna di scuola di Erica,
per cui la sua storia mi ha colpito dalla prima volta che mi è stata
raccontata, quando ancora ragazzina ancora non avevo fatto una scelta politica
di conseguenza scevra da posizioni precostituite. Sono disponibile a raccontare
tutta la storia di Erica, ma non qui, perché mi sembrerebbe di sporcare la sua
memoria per fini politici.Per quanto riguarda invece il programma della Destra
tutto ruota attorno alla persona, dal concepimento alla morte, con i suoi
diritti e la sua dignità.Comunque a disposizione per qualsiasi tipo di
informazione inerente la nostra battaglia politica.Titti MonteleoneBellunoChi
lavora e paganon si ritrovain questa politicaÈ innegabile che fin dai tempi
della prima Repubblica i partiti (tutti) hanno fatto tutto il possibile per
distruggere qualsiasi fiducia dei cittadini nei loro confronti. Cioè a
distruggere quel principio fondamentale della democrazia che nei partiti trova
il mezzo per aggregare la gente. Dalla corruzione ai privilegi di casta, ai
referendum traditi, al tradimento verso l'altra metà del cielo nelle
candidature, alla pretesa di farci andare a votare per i loro candidati e non
per i nostri. Tutto concorre a far sì che l'astensionismo (voti non dati,
schede annullate o bianche) che nelle democrazie mature è fenomeno marginale,
rischia di diventare nelle prossime elezioni il primo dei partiti in lizza. E
non più come aspetto di nicchia ma come espressione di valenza politica più
importante dello stesso voto dato ai partiti. Lasciare questo voto privo di
rappresentanza non mi pare molto democratico. E nell'universale demenza
propongo quanto segue: esiste un numero certo ed è il numero degli aventi
diritto al voto. Certo è anche il numero delle poltrone di Camera e Senato.
Dovrebbe quindi dedursi che dividendo i votanti per il numero delle poltrone si
dovrebbe concludere che una poltrona "vale" tante migliaia di voti.
Propongo quindi che per ognuno di questi quozienti di voti nulli, una poltrona
vuota, a testimonianza anche visiva che una parte (quanto rilevante si vedrà)
che lavora, paga tasse e sopporta una burocrazia inefficiente inflazionata,
non si riconosce e chiede a gran voce di trovare rappresentanza vera, perché
quelli che occupano le sedie sono solo i rappresentanti di una sola parte del
paese e non di tutta la comunità nazionale. E che la parte da loro
rappresentata (visto la massa enorme di clienti della partitocrazia) non
è né la migliore né forze nemmeno la maggiorana. Se la storia ci insegna
qualcosa, quando si crea un vuoto (come nel caso) c'è sempre un Pinochet dietro
l'angolo. Il pericolo non è per coloro che cambiano camicia a comando, il
rischio come sempre, è tutto nostro.Lucio Da Corte CavallerAuronzo di Cadore.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MONTAGNA Hanno
aderito residenti di Stregna, Grimacco e Drenchia. Saranno ottanta i
posti-letto disponibili Albergo diffuso, ci provano le Valli La nuova formula
turistica, già sperimentata in Carnia, sta per sbarcare anche nel Cividalese
Valli del NatisoneNell'altopiano di Lauco sono più di ottanta, così come a
Sutrio, a Sauris, a Comeglians, a Forgaria nel Friuli e a Ovaro, con un'offerta
che sfiora i 600 posti letto.Si tratta della disponibilità di alloggio
dell'albergo diffuso in montagna (oltre a Tarvisio, Paularo e Taipana). Adesso,
oltre che in Carnia e Alto Friuli, il piano sta diventando realtà pure nelle
Valli del Natisone."Ad aderire all'iniziativa - spiega Liliana Stulin,
presidente della società che ha sede a Grimacco - sono stati molti residenti
che vivono perlopiù nei comuni di Stregna e Grimacco. La nostra realtà
comprende pure Drenchia che, tuttavia, non ha ancora partecipato a livello di
privati, pur facendo parte della società. Il progetto è partito da tempo, ma
non è mai decollato a causa di intoppi burocratici legati alla struttura
Finestra sul mondo slavo di Tribil Superiore. Ora, però, superato l'impasse,
stiamo finalmente definendo il piano. I posti letto saranno disponibili a
breve, speriamo entro la fine del mese di marzo".L'edificio, ex-scuola
elementare dell'abitato montano di Stregna, è stato quasi completamente
recuperato con trasformazione dell'intero edificio. A piano terra è già pronta,
ed è già stata utilizzata, la sala polifunzionale. "Si sono tenuti
importanti convegni sulla nuova Europa - spiega il vicesindaco del paese,
Davide Clodig - e incontri di approfondimento sulla storia di questi singolari
territori. Il primo piano è destinato a ospitare, tra breve, 25 posti letto
all'interno del progetto Albergo diffuso, con gestione diretta dalla società
nata ad hoc. Contrariamente all'offerta delle abitazioni private, che nel
nostro comprensorio si sono già organizzate con ristrutturazioni ed adeguamenti
alle norme, la struttura di Tribil nasce per accogliere perlopiù gruppi, scolaresche,
scout e compagnie di turisti. Per le coppie e per chi cerca l'intimità di
locali contenuti e di charme, la scelta cade sulle camere singole nelle varie
case di Grimacco e Stregna".La Finestra sul mondo slavo è stata recuperata
grazie a fondi Obiettivo, per un ammontare di oltre 300mila euro. "Il
cantiere ha subito uno stop di un anno per cause maggiori, dovute
alla burocrazia, e per
problemi di destinazione dei contributi. Ma ora, grazie all'intervento della
Regione, l'iter è ripartito e si concluderà in tempo molto breve, dando la
possibilità a tutti i soci di aprire finalmente le porte al turista".Per
chi vuole pernottare, l'offerta nelle Valli è variegata e diversificata: conta
trattorie con posti letto, agriturismi, bed&breakfast e, tra non
molto, anche nuovi 80 posti dell'Albergo diffuso: "Una proposta composita,
- dice Clodig - che alimenta la domanda e che risponde alle esigenze più
diverse, con ricaduta positiva per tutti gli operatori".Molti gli utenti
italiani non friulani; ancora più numerosi quelli che arrivano da Austria e
Germania, Paesi dove i maggiori tour operator inseriscono la zona delle Valli
del Natisone come tappa significativa per chi viaggia verso Trieste.Paola
Treppo.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 23-03-2008)
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Pasqua "da
precario" anche per Vanvitelli ALBERTO ZAZA d'AULISIO Pasqua 1752. Cade il
due aprile. Piacevole sorpresa per Luigi Vanvitelli al quale il marchese
Giovanni Fogliani d'Aragona, ministro segretario di Stato di Carlo di Borbone,
annuncia che è in arrivo la patente di Primo Architetto e Ingegnere di Sua
Maestà per la Reggia di Caserta con lo stipendio annuo di duemila ducati.
Provvedimento particolarmente atteso se si pensa che l'incarico per
l'impegnativa opera era stato conferito verbalmente l'anno precedente e che la
posa della prima pietra era avvenuta il 20 gennaio