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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

VOUCHER TRA I FILARI ( da "Azione, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli,

Il Comune 'tutor' per i lavoratori dimissionari ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più adempimenti e burocrazia per dimettersi dal posto di lavoro. "Falerone per agevolare i lavoratori della zona - conclude Cardenà - evitando di recarsi al centro per l'impiego di Fermo o alla direzione provinciale del lavoro di Ascoli, è stato uno dei primi comuni ad attivare il servizio di tutoraggio.

Niente spadare con la bandiera dell'Unione Europea nel Mediterraneo. E' una se ( da "Stampa, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Forse ci sarebbe meno burocrazia e più volontà di cambiare le cose con leggi semplici, controlli efficaci, punizioni in grado di rappresentare un deterrente efficace. Già, perchè la nota stonata che accompagna la buona notizia della sentenza della Corte Europea è che la Francia avrà l'obbligo di multare le "spadare" che non si atterranno alla normativa.

Di PAOLA FICHERA LE CORSIE preferenziali sono l'ultima frontiera sulla qu ( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Toccafondi poi contesta il punto di partenza del vicesindaco: "L'amministrazione comunale non può mettere in dubbio la buona fede delle associazioni di volotariato, ma al contrario dovrebbe snellire la burocrazia ed effettuare casomai dei controlli mirati. Così si penalizzano tutti senza averne i motivi". - -->.

Mensa e ambulatorio per anziani e poveri in località "Fontanino" ( da "Stampa, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affossata da carenza di fondi e burocrazia. Dopo più di sei anni di inattività, a febbraio l'associazione ha rinnovato il direttivo e ha dato inizio a un nuovo capitolo del progetto. Al timone resta sempre Marina Lanza. Fu suo padre, Arturo Lanza (per tutti a Gravellona il "maestro Dino") ad acquistare nel 1994 dagli eredi Rothplez un terreno di circa 15 mila metri quadrati al "

La famiglia è in miseria ( da "Stampa, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perchè c'è di mezzo la burocrazia. Il Comune potrebbe contribuire alle spese dell'affitto ma perchè ciò avvenga si deve avere un regolare contratto e quel contratto, se arrivasse, farebbe indubbiamente lievitare l'affitto che oggi viene pagato in nero rendendo inefficace di conseguenza l'intervento di sostegno pubblico.

)MARIO GUIDAZZI (PRI) I "miracoli" dell'onorevole Dari ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che la burocrazia ha raggiunto livelli indicibili e che esiste il problema dei salari e delle pensioni. I presenti hanno applaudito queste capacità diagnostiche. Ma sulle terapie ancora si attendono indicazioni. Vorrei però che tutti si domandassero di chi è la responsabilità di questo stato di cose?

Di DANIELA GIOVANNETTI PER il soprintendente ai Beni archeologici delle Marche ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mediare fra le esigenze della scienza e quelle della burocrazia. "Prima di ogni altro ha capito l'importanza dei rapporti con gli Enti Locali ? prosegue De Marinis ?. E stato infatti un grande manager, il primo in questo settore, riuscendo a essere di stimolo per i colleghi e creando una rete di contatti con Comuni e Regioni, ancora oggi non sempre ben disposte nei nostro confronti"

Si sposta allora su un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare il Partito Democratico ( da "Trentino" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa,

La fiera delle promesse, ma la verità? ( da "Trentino" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Verità sui grandi numeri. C'è infine un deficit di verità: sui grandi numeri dell'economia nessun governo nazionale può molto. La falsa coscienza, la consapevolezza negata di questa realtà spinge molta opinione pubblica e qualche leader (Tremonti) sulla strada di una nuova autarchia, cioè dazi e chiusure commerciali che darebbero ristoro ai settori in sofferenza ma toglierebbero

Il candidato Pd incontra la Cia: prezzi e imprese vanno tutelati ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tante questioni denunciate dagli agricoltori mantovani: burocrazia molto pesante; necessità di una forte semplificazione fiscale; concorrenza sleale di prodotti stranieri e un rapporto sbilanciato con la grande distribuzione che si traduce in un grosso divario tra prezzo di produzione e prezzo al consumo.

Angeli, via ai lavori per le fognature Battù: saranno pronte entro l'estate ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ci ha messo del suo nel rallentare. Comune e Circoscrizione Sud hanno atteso a lungo l'autorizzazione dell'Aipo per l'avvio dei lavori del collettore che la Tea ha realizztao in questi mesi. "Adesso che il collettore è finito - dice Battù - possiamo realizzare la rete fognaria che sarà terminata per l'estate.

L'Udc: più fondi per la ricerca e ritorno al nucleare ( da "Alto Adige" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia L'Udc: più fondi per la ricerca e ritorno al nucleare BOLZANO. L'Udc non ci sta. Si oppone ad una competizione elettorale che veda protagonisti soltanto i due partiti maggiori, Pdl e Pd. "La sterile contrapposizione fra i personalismi di Berlusconi e Veltroni sta sempre più allontanando da questa campagna elettorale quella che dovrebbe essere la seria trattazione di argomenti

Tito Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13 aprile, ma anche e ( da "Corriere delle Alpi" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa,

NELLA SUA ULTIMA riunione il Consiglio comunale di Cutigliano ha proce ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia: "Chi sta negli uffici senza vivere i problemi che si presentano quotidianamente ? afferma Giani ? pone più interesse alle scartoffie che il più delle volte ci fanno perdere ore e ore di lavoro per nulla". La designazione di Giani a detta di molti è quindi davvero un valore aggiunto per l'assemblea della Comunità Montana che annovera al suo interno tanti politici e pochissimi

Boom di studenti, le scuole medie non bastano - maria rosa tomasello ( da "Centro, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: corsa davvero troppo veloce per i tempi della burocrazia. Il Comune, intanto, prova a rimettere in sesto le scuole già esistenti: il sindaco ha creato una speciale commissione per l'edilizia scolastica formata da due consiglieri - il presidente della commissione Lavori pubblici Claudio Di Emanuele, e il capogruppo dell'Udc Paolo Cilli - a cui è stato affiancato un tecnico comunale,

Euroburocrazia, tagli per 1 mld ( da "ItaliaOggi Sette" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. Dopo aver ridotto nel 2007 di 1,3 miliardi le spese inutili legate ai labirinti amministrativi che gravano sull'attività di impresa, la Commissione europea ha continuato lungo lo stesso sentiero predisponendo una serie di nuovi propositi che dovrebbero portare a un ulteriore risparmio per l'economia di Eurolandia stimato in 1 mld di euro entro la fine del 2008.

Gli esperti si dimenticano di noi ( da "Arena, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SALUTE E BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket "Gli esperti si dimenticano di noi" Non sarà serena la Pasqua dei malati colpiti dalla sindrome di Sjögren.

STRANEZZE della burocrazia. Sentite cosa è successo a un poggibonsese. L
 ( da "Nazione, La (Siena)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: STRANEZZE della burocrazia. Sentite cosa è successo a un poggibonsese. L'uomo, da tempo residente nella nostra città, ha ricevuto dal Comune l avviso di pagamento per un passo carrabile, di cui non aveva mai fatto richiesta e per il quale non aveva ricevuto prima alcun avviso di pagamento, pur avendo realizzato il cancello indicato in avviso di pagamento da circa vent'

Frana, lavori in ritardo ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altare della burocrazia e delle lungaggini. Un vero e proprio problema che rimane ancora irrisolto, alla vigilia peraltro dell'apertura della stagione termale con un previsto maggiore traffico sulla provinciale. Era il 27 novembre quando il lardaro è scivolato in basso travolgendo alberi, massi e scaricando sulla strada una quantità immensa di materiale,

Cittadini e Comune Rapporti migliori ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vogliamo mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche attraverso una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui siano riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di evitare i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M.

L'ombra di abusi, la bambina rimane con il padre ( da "Libertà" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: subisca i rallentamenti della burocrazia. Purtroppo, casi del genere proprio per la loro delicatezza, essendo coinvolti minori, richiedono tempi lunghi per l'accertamento di tutti gli aspetti della articolata vicenda. © LIBERTA © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA S.

Vigolzone, in aprile ritorna il servizio Informagiovani ( da "Libertà" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, la stesura di curriculum vitae, ma non sono mancate anche domande su turismo, vacanze, tempo libero e manifestazioni artistiche. Un sondaggio fra gli utenti - ha concluso Serena - ha rilevato l'alto indice di gradimento e l'assoluta efficacia del servizio, che sarà riattivato all'inizio di aprile e funzionerà ogni martedì dalle 17 alle 20 nella biblioteca comunale"

Noi donne e Sofri, le parole di un uomo ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma molte donne che "ultime" non sono e che pure soffrono quella rete di burocrazie e tempi duri da sopportare. Applicare la legge allora vuol dire agire su una molteplicità di tasti. Significa migliorare la prevenzione e la qualità dell'informazione sessuale. Ridurre i tempi di attesa. Selezionare personale qualificato e dedito.

Quando i nostri politici erano i meno pagati d'Europa ( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alta burocrazia, una tecnocrazia statale e locale di elevata preparazione e moralità. Non era ancora invalso nel settore pubblico il motto: ti assumo, ti pago poco, fa quello che puoi, o vuoi. Con le Regioni temo che abbiamo cominciato a smarrire - e siamo nel 1970 - il rapporto fra costo e produttività della politica.

Paladini:<Vicinoalla gente> ( da "Secolo XIX, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Noi ribadiamo anche la fine del duopolio Rai-Mediaset in linea con la comunità europea". Sì, ma temi liguri? "Mi auguro che questa città e questa Regione possano partire con il porto e le infrastrutture e una politica vicina alle aziende che sono il motore dell'Italia.

Sanità, 70.000 firme contro ( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autoreferenzialità del capo della burocrazia sanitaria rinvia, con i dovuti adattamenti, a sua maestà britannica che gli arma la mano. E Giancarlo Galan che gli ha affidato, per esempio, il ruolo di commissario del nuovo ospedale di Padova, esautorando nei fatti Adriano Cestrone, peraltro appena confermato direttore generale dell'Azienda Ospedaliera.

Centrale elettrica a biogas I consigli di partecipazione chiamati ad esprimersi ( da "Nuova Ferrara, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amici sui tempi della burocrazia sia per la società Marcopolo Engineering Spa che si deve premunire delle autorizzazioni, sia per il Comune di Argenta che vuol vederci chiaro sull'intera questione che, dal momento in cui la questione è stata resa di dominio pubblico sta tenendo in fibrillazione la comunità di Ospital Monacale ma anche i centri limitrofi di Benvignante e San Nicolò.

Donne, non votate Berlusconi: ci usa come predellini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ampio spazio alle piccole medie imprese, "strozzate" dal problema dei trasporti e della burocrazia. Le ricetta? Daniela invoca più finanziamenti alle realtà locali, il federalismo, concorrenza "motore trainante per competere in un mercato globalizzato", e la sburocratizzazione. (l.c.).

Dalle tasse al welfare, via al duello illy-tondo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e innovazione: le ricette degli sfidanti alla Regione di TOMMASO CERNO UDINE. Spot, manifesti, volantini, siti internet, porta a porta piuttosto che grandi convention elettorali nei teatri. Il duello politico fra Illy e Tondo per la poltrona di presidente della Regione è ormai entrato nel rush finale e le strategie di immagine dei due candidati si contendono i voti ogni

La volpe e la bambina ( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.

Ma i cittadini poi si stancano - oliviero benzo ( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pensato di tagliare qualche costo della politica o della burocrazia comunale? Vi sono le edificazioni sulle aree verdi già portate a termine (via Tevere, viale San Marco) e quelle che dovrebbero essere attuate (parco di via Pio X, Stadio Baracca). Operazioni di cassa che continuano a devastare questa povera Mestre già pesantemente saccheggiata e non si intravedono cambi di rotta.

La mia città a misura di disabile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costituire un solo sportello per disabili che sia in grado di espletare tutte le burocrazie". Per il trasporto pubblico locale, "serve un'accordo con il gestore del servizio - ha continuato Volpe Pasini - per consentire il libero accesso ai bus a chi è sulle carrozzine e ai disabili in genere". E ancora la sistemazione dei bancomat in posizioni accessibili a tutti.

La conquista del nord ( da "Mattino di Padova, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa,

Alla ricerca del nord perduto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centro-sinistra è rimasta la stessa,

Introdotta la tassa sulle lapidi: costa 500 euro ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Potrebbe sembrare l'ennesimo problema di ordinaria burocrazia: in realtà, la Dia ha anche un contraccolpo finanziario perché - per ottenerla - ci vogliono... 500 euro. "Ma lei c'è l'ha la Dia? No? E allora niente lapide". È quello che si sentono dire in alcuni Comuni del Friuli Venezia Giulia e dell'Isontino gli artigiani del settore.

L'imprenditorialità femminile ostacolata dalla burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al via gli incontri formativi nella sede della Provincia L'imprenditorialità femminile ostacolata dalla burocrazia LANUSEI. Sono cominciati gli incontri formativi per l'imprenditorialità femminile, curati dalla Commissione regionale per le Pari opportunità. Il primo si è tenuto venerdì pomeriggio nella sala congressi della Provincia Ogliastra a Lanusei.

Crisi del tessile, dai candidati la cna vuole promesse ( da "Tirreno, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono soldi che escono dalle stesse tasche". Promozione delle fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti, effettiva liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica e del gas, semplificazione della burocrazia: queste le richieste degli artigiani Cna al futuro governo. t.g.

Aquileia, risorse e progetti per il polo archeologico ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia asfissiante, va detto che la sua famiglia ha potuto creare ad Aquileia con un restauro esemplare - merito che gli viene unanimemente riconosciuto - la più grande cantina con punto vendita di prodotti agricoli di Aquileia e, nel tempo, ha potuto realizzare la più vasta lottizzazione privata del paese: lamentarsi a tale proposito di una burocrazia asfissiante forse non

"sfide in tv, pronti a disubbidire" - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Io sono disponibile a un faccia a faccia vero, non a una sfida di raggelante burocrazia come quella di due anni fa tra Berlusconi e Prodi. In vita mia - aggiunge - ho già fatto tanto, non ho bisogno di apparire in tv a fare il cronometrista". Ma il più agguerrito di tutti e forse quello piazzato meglio è Emilio Carelli, direttore di SkyTg24.

CIVITELLA ROVETO - Come evitare le stragi della superstrada del Liri o, meglio ancora, come scongiur ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E meno male che è andata così: quella che doveva essere la dorsale appenninica, infatti, sull'altro versante, verso Rieti si è addirittura bloccata e la burocrazia e la politica non riescono neanche a completare quei pochi chilometri che mancano per collegare Avezzano a Rieti.

Per noi non cambia nulla . Anna Teresa Formisano, parlamentare Udc, candidata alla camera ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che va snellita: la parola d'ordine è "semplificazione"". Un'economia in difficoltà presta il fianco ad infiltrazioni malavitose. Le ne ha parlato più volte, anche ultimamente. "In questa seppur breve legislatura ho chiesto formalmente più volte al Governo Prodi l'urgenza di adottare provvedimenti per frenare i continui episodi di criminalità che si stanno verificando

Pasqua senz'acqua per 400 famiglie di Pian della Carlotta al Sasso. Da tre giorni infatti i rub ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad accentuare i disagi per gli utenti è intervenuta anche la burocrazia. Dal primo marzo, infatti, manca un interlocutore diretto dato che la competenza del servizio idrico è passata dal comune di Cerveteri alla società Acea Ato 2 di Roma. Azienda con cui da 72 ore i residenti di Pian della Carlotta stanno cercando di avere un contatto, ostacolati anche dal lungo ponte pasquale.

L'isola di Dumas non è più proibita Montecristo apre ai turisti ( da "Corriere della Sera" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia formale, a prima vista. Una piccola rivoluzione nella sostanza. Fino ad oggi cale e sentieri, colline e anfratti, erano visitati quasi esclusivamente da scolaresche, ricercatori, tecnici. Adesso di fatto non ci saranno limitazioni per categoria o problemi organizzativi.

LA CONQUISTA DEL NORD ( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa,

Vogliono costringerci ( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono riempiti di funzionari di scarso rendimento pratico e di attitudini alla burocrazia ed alla complicazione delle cose piuttosto che al loro snellimento. Il conseguente aumento delle spese ha determinato la situazione fallimentare. Ora, la Francia dichiarandosi disposta a comprare l'Alitalia soltanto alle fondamentali condizioni che sia liberata da tanti esuberi di personale,

<Gli esperti si dimenticano di noi> ( da "Arena.it, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SALUTE E BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket "Gli esperti si dimenticano di noi" Nel Veronese sono 280 le persone affette. "Ogni mese 600 euro di spesa per alleviare le sofferenze"   Non sarà serena la Pasqua dei malati colpiti dalla sindrome di Sjögren.

Croce Gialla, la sede nell'ex ospedale ( da "Corriere Adriatico" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno dovuto fare i conti con la burocrazia che ha invece rallentanto tutto. Ecco perchè ci va con i piedi di piombo. Aspettiamo comunque il 31 dice. Sul suo volto però c'è un sorriso. E dietro questo, si intuisce, che la presidente non sta nella pelle di dare ufficialmente la buona novella ai suoi volontari il prossimo sei di aprile,

Cittadini e Comune <Rapporti migliori> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vogliamo mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche attraverso una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui siano riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di evitare i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M.  .

Ex Gil, a maggio il taglio del nastro ( da "Corriere Adriatico" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riorganizzazione logistica della burocrazia del Comune. Infatti all'ex Gil di viale Leopardi verranno concentrati gli uffici dei tributi, del patrimonio, del catasto, delle attività economiche, dei lavori pubblici, dell'urbanistica, dell'ambiente e della viabilità. In questa maniera si libereranno quelli di piazza Garibaldi, dove invece tra qualche settimana finiranno i servizi sociali,

In fila anche per dimettersi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che caratterizza i rapporti di lavoro.Sono questi i messaggi lanciati durante il convegno organizzato dai consulenti del lavoro della provincia di Treviso sulle dimissioni volontarie.Ad eccezione del rappresentante della Direzione provinciale del lavoro di Treviso, gli altri soggetti invitati all'incontro hanno convenuto nel ritenere assolutamente inutile un provvedimento,

Un'ambulanza annullata senza ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pensato di tagliare qualche costo della politica o della burocrazia comunale? Vi sono le edificazioni sulle aree verdi già portate a termine (via Tevere, viale San Marco) e quelle che dovrebbero essere attuate (Parco di via Pio X, Stadio Baracca). Operazioni di cassa che continuano a devastare questa povera Mestre già pesantemente saccheggiata e non si intravedono cambi di rotta.

<Città di serie A anche per i disabili> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per creare uno sportello dove espletare tutte le burocrazie; con i gestori dei trasporti pubblici, delle ferrovie e delle associazioni commercianti per rendere accessibili mezzi e negozi ai portatori di handicap e non manca un appello ai guidatori maleducati che parcheggiano l'auto sui marciapiedi o addirittura nei posti riservati ai disabili, "in cui peccano anche i politici"

L'INTERVENTO ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per natura ho poca fiducia nella burocrazia, ma essendo che le commissioni erano uscite una settimana prima della discussione, non ebbi materialmente il tempo di verificare se nell'assegnazione dell'aula era stata considerata l'accessibilità per una persona con problemi motori.

LETTERA E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: paga tasse e sopporta una burocrazia inefficiente inflazionata, non si riconosce e chiede a gran voce di trovare rappresentanza vera, perché quelli che occupano le sedie sono solo i rappresentanti di una sola parte del paese e non di tutta la comunità nazionale. E che la parte da loro rappresentata (visto la massa enorme di clienti della partitocrazia)

Albergo diffuso, ci provano le Valli ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovute alla burocrazia, e per problemi di destinazione dei contributi. Ma ora, grazie all'intervento della Regione, l'iter è ripartito e si concluderà in tempo molto breve, dando la possibilità a tutti i soci di aprire finalmente le porte al turista".Per chi vuole pernottare, l'offerta nelle Valli è variegata e diversificata: conta trattorie con posti letto,

PASQUA DA PRECARIO ANCHE PER VANVITELLI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 23-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la differenziazione delle professioni avverrà soltanto duecento anni dopo) contemplava anche l'acconto sulle spettanze maturate a far data dal novembre 1751 a tutto aprile 1752, quale rimborso di due trimestri. Il dispaccio era datato 26 aprile. Quando si dice la burocrazia! I tempi cambiano ma certi ritmi restano sempre costanti.


Articoli

VOUCHER TRA I FILARI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Voucher tra i filari VOUCHER TRA I FILARI Novità in vista per la prossima vendemmia. Il ministero del Lavoro ha annunciato il via libera alla sperimentazione dei cosiddetti "voucher vendemmia", nati per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità regolare di integrazione del reddito a studenti e pensionati. Un provvedimento lungamente atteso, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità, e che offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli, senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo, e garantendo al contempo ai lavoratori occasionali tutele assicurative e previdenziali, evitando la piaga del lavoro nero. Il meccanismo prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della propria provincia o nelle sedi dell'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,50 euro al netto, ossia questo va in tasca a chi lavora), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. Al contempo il sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la lotta al lavoro illegale. Ora lo strumento per essere in regola senza tante burocrazie c'è: resta la tentazione di far finta di niente, e stabilire una cifra a metà, a vantaggio di vignaiolo e di vendemmiatore. Ma a svantaggio dello Stato. AT.

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Il Comune 'tutor' per i lavoratori dimissionari (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

FALERONE Il Comune 'tutor' per i lavoratori dimissionari ? FALERONE ? QUELLO di Falerone è stato uno dei primi comuni delle Marche ad attivare il servizio di tutoraggio per i lavoratori dipendenti dimissionari. "Va detto - spiega l'assessore Stefano Cardenà - che il 21 gennaio è stato emanato il decreto interministeriale finalizzato all'adozione del modulo informatico per la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori. In parole povere, dallo scorso 5 marzo, un dipendente che intenda cessare il lavoro dalla propria azienda dovrà recarsi, prima che dal datore di lavoro, negli uffici preposti tra cui le direzioni provinciali del lavoro, i centri per l'impiego e i Comuni, farsi assistere da un tutor nella compilazione del modello e provvedere all'invio telematico. Dopodiché potrà presentare le dimissioni al proprio datore di lavoro, il quale procederà al licenziamento". Dunque, più adempimenti e burocrazia per dimettersi dal posto di lavoro. "Falerone per agevolare i lavoratori della zona - conclude Cardenà - evitando di recarsi al centro per l'impiego di Fermo o alla direzione provinciale del lavoro di Ascoli, è stato uno dei primi comuni ad attivare il servizio di tutoraggio. I lavoratori potranno rivolgersi al nostro municipio per compilare e trasmettere telematicamente il modello e procedere alle dimissioni volontarie". - -->.

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Niente spadare con la bandiera dell'Unione Europea nel Mediterraneo. E' una se (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Niente "spadare" con la bandiera dell'Unione Europea nel Mediterraneo. E' una sentenza della Corte di Giustizia di Bruxelles a bandire per sempre dai porti comunitari le reti pelagiche derivanti che ogni anno sono responsabili della morte di centinaia di cetacei. Uccisioni terribili, per annegamento, perchè quando un mammifero viene intrappolato senza possibilità di risalire in superficie non è pesca, è qualcosa di disumano. E non è meno disumano solo perchè avviene lontano dagli occhi di tutti. Pensate cosa accadrebbe se dovessimo vedere una mucca soffocata in un mattatoio! Il provvedimento dell'Alta Corte riguarda essenzialmente le flottiglie francesi visto che quelli transalpini erano gli unici pescherecci ad utilizzare quelle che gli ambientalisti, e non a torto, avevano definito le "reti killer" (utilizzate prevalentemente per la pesca del tonno e del pesce spada). Secondo gli ultimi dati una trentina di porti francesi davano ancora rifugio alle "spadare", in tutto una ventina di battelli in grado di mietere però tante, troppe vittime. Italia e Spagna, almeno nella normativa e nella volontà di molti operatori del mondo ittico, si sono adeguate alla moratoria internazionale sulle "spadare" da qualche anno. Ma non senza polemiche visto che ecologisti militanti, come è il caso di Greenpeace, non perdono occasione per pubblicare libri bianchi nei quali denunciano la presenza di naviglio italiano con imbarcate reti pelagiche della lunghezza tra i 15 e i 20 km, trappole mortali per i mammiferi marini. Insomma, le leggi sono una cosa, farle rispettare un'altra. Un'altra ancora far capire ai (fortunatamente) pochi pescatori che ancora si intestardiscono in quel tipo di pesca che praticarla significa uccidere a poco a poco l'ecosistema marino. Senza contare che un problema non da poco è quello delle flottiglie, in crescita, dei Paesi del Mediterraneo come il Marocco che alla moratoria internazionale sulle "spadare" non ha aderito e sul quale la Corte Europea non ha alcuna giurisdizione. Da una parte è sicuramente il caso di gioire, perchè la vittoria ambientalista sulle "spadare" rappresenta un passo in avanti per la tutela di quel Santuario del Mediterraneo, area protetta, tra Liguria, Corsica e Alto Tirreno, che con la primavera ricomincerà a regalare la migrazione annuale delle balenottere comuni, dei capodogli e di migliaia di delfini. Dall'altra è importante che studiosi e ricercatori continuino a proseguire in quell'opera di convincimento indispensabile per far crescere una coscienza mirata al rispetto del mare e dei cetacei. In Liguria i casi non mancano, come "Tethys", l'istituto fondato dal professor Giuseppe Notarbartolo di Sciara, esperto di cetacei che tutto il mondo ci invidia, che a Sanremo ha la sua base logistica e che continua a studiare le migrazioni ogni anno con la formula delle vacanze scientifiche. Forse bisognerebbe provarci. Passare una settimana con questi scienziati del mare e vivere il contatto tra uomo e cetaceo. Forse ci sarebbe meno burocrazia e più volontà di cambiare le cose con leggi semplici, controlli efficaci, punizioni in grado di rappresentare un deterrente efficace. Già, perchè la nota stonata che accompagna la buona notizia della sentenza della Corte Europea è che la Francia avrà l'obbligo di multare le "spadare" che non si atterranno alla normativa. Solo che al momento la Francia non ha una normativa in proposito e quindi non si sa bene se ci sarà una multa, una denuncia penale o cos'altro. A livello internazionale le leggi per la difesa degli animali non mancano, e anche severe nei confronti dell'uomo che sevizia o uccide il cagnolino o il gattino di casa. Ma quei "gattini subacquei", come potremmo soprannominare i delfini, perchè hanno meno diritti degli altri animali?.

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Di PAOLA FICHERA LE CORSIE preferenziali sono l'ultima frontiera sulla qu (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PAOLA FICHERA LE CORSIE preferenziali sono l'ultima frontiera sulla quale si combatte la battaglia al traffico. Lo sanno bene gli autisti dell'Ataf che le difendono con le unghie e con i denti. E altrettanto bene lo sanno i tassisti che solo grazie al loro utilizzo riescono a lavorare nel centro storico. Lo sa bene il vicesindaco Giuseppe Matulli, ogni giorno subbissato di richieste e di proteste per le multe, ne sono testimoni i vigili urbani che le devono difendere proprio perché la loro funzione, di scorrimento veloce ai fini della pubblica utilità, non sia vanificata dall'uso eccessivo e improprio. Lo sanno bene le associazioni di pubblica assistenza, le misericordie, le onlus di ogni genere che si occupano di assistere malati e anziani. E i volontari che combattono sul campo la battaglia contro il traffico. Loro per accompagnare un anziano a fare un'analisi o una dialisi o a un consulto medico o se devono andare a prendere qualcuno che è stato dismesso da una casa di cura devono affrontare e far affrontare al loro passeggero una lunga 'traversata' in mezzo alle auto. Perché non si tratta ormai solo del centro storico, ma di una serie di direttrici cittadine che, di fatto, allungano e complicano a dismisura i servizi di trasporto sociale che i volontari sono chiamati a compiere. Per carità, il problema non si pone se il servizio viene effettuato con un'ambulanza. Queste ultime, infatti, possono circolare anche sulle corsie preferenziali, ma per le associazioni di volontariato non è sempre possibile utilizzarle, vengono così usate le auto. L'amministrazione comunale ne prevede l'ingresso in tutti i settori della ztl e pone come unica condizione che le vetture in questione siano "identificabili a vista con scritte ben visibili sulla carrozzeria" oppure, laddove questo non sia possibile per ragioni di opportunità o di tutela della privacy, è prevista la richiesta alla Sas, la società di servizi alla strada, di contrassegni identificativi. In nessun caso però a questi veicoli è consentito lo scorrimento sulle corsie preferenziali. Il consigliere comunale di Forza Italia verso il Popolo della libertà, Gabriele Toccafondi, candidato alla Camera, ha sollevato il problema con il vicesindaco Matulli e ha ottenuto questa risposta: "Nelle corsie preferenziali ? scrive l'assessore ? il transito è consentito solo alle ambulanze e non già ai veicoli impegnati in servizi cosiddetti socio-sanitari. La possibilità di transito sulle corsie di tali mezzi è da escludere onde evitare un ulteriore appesantimento dello scorrimento sulle stesse, anche sulla base del fatto che i servizi di cui trattasi non hanno una particolarità ben definita e quindi liberalizzarne il transito potrebbe portare ad utilizzare le stesse corsie anche per compiti non propriamente assimilabili alla pubblica assistenza". "Una disposizione ? commenta Toccafondi ? che certo non tutela i cittadini. Il mancato utilizzo delle corsie preferenziali per il trasporto sociale di fatto riduce in modo consistente il numero dei servizi che i volontari riescono a svolgere. E quindi i servizi a favore di persone anziane o malate che hanno bisogno di aiuto. Il tutto in una città in cui la popolazione sta invecchiando rapidamente e si fa un gran parlare dei servizi sociali e delle tante risorse che l'amministrazione impegna in questo settore. Rendere più rapidi ed efficienti i servizi del volontariato a favore della popolazione, in questo caso avrebbe anche costo zero". Il consigliere comunale solleva il problema anche in vista dell' istallazione delle nuove porte telematiche a tutela delle corsie preferenziali di via Senese, via del Massaio, via Marsilio Ficino, via dell'Olivuzzo che dovrebbero essere attivate alla fine di aprile. "Già con l'attuale quantità di traffico ? insiste Toccafondi ? soprattutto nelle ore di punta i tempi di percorrenza vengono triplicati. Vuol dire che se le associazioni onlus potessero usare le corsie preferenziali i volontari, nel tempo che generosamente mettono a disposizione della comunità, potrebbero svolgere treservizi al posto di uno. E significa anche che molti di più fra anziani e malati potrebbero usufruire dei trasporti sociali". Toccafondi poi contesta il punto di partenza del vicesindaco: "L'amministrazione comunale non può mettere in dubbio la buona fede delle associazioni di volotariato, ma al contrario dovrebbe snellire la burocrazia ed effettuare casomai dei controlli mirati. Così si penalizzano tutti senza averne i motivi". - -->.

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Mensa e ambulatorio per anziani e poveri in località "Fontanino" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GRAVELLONA TOCE.PROGETTO Il consiglio comunale ha concesso il terreno in utilizzo per realizzare la piastra dei servizi Mensa e ambulatorio per anziani e poveri in località "Fontanino" L'associazione "Buon Pastore" rilancia l'idea nata nel 1994 [FIRMA]LUCA ZIROTTI GRAVELLONA TOCE Una mensa e un ambulatorio medico per anziani e bisognosi, ma anche spazi per attività ricreative e culturali. Una piastra dei servizi, insomma, da affiancare a un'area residenziale. Più che un sogno, è l'obiettivo che si propone l'associazione gravellonese "Buon Pastore". L'idea non è recente. Risale addirittura al 1994, ma era stata affossata da carenza di fondi e burocrazia. Dopo più di sei anni di inattività, a febbraio l'associazione ha rinnovato il direttivo e ha dato inizio a un nuovo capitolo del progetto. Al timone resta sempre Marina Lanza. Fu suo padre, Arturo Lanza (per tutti a Gravellona il "maestro Dino") ad acquistare nel 1994 dagli eredi Rothplez un terreno di circa 15 mila metri quadrati al "Fontanino", località tra Casale Corte Cerro e la zona di Santa Maria a Gravellona Toce. Con Erminio Guida, Giuseppe Ravasio, Franco Zanoletti e Mario Beltrametti fondò l'associazione "Buon Pastore" e donò il terreno al Comune di Gravellona con l'obiettivo di realizzare un centro per gli anziani. "Un'opera voluta per ricordare mia madre e mio fratello Andrea, morti entrambi molto giovani - spiega Marina Lanza -, una missione che dal 1999, quando morì mio padre, è ricaduta sulle mie spalle. Sono stati anni difficili, rinvii e delusioni avevano quasi affossato l'associazione ed ero pronta a farmi da parte. Ora però ricominciamo con nuovo slancio: accanto al rinnovo del direttivo il 19 marzo abbiamo stipulato l'atto notarile con il Comune per l'utilizzo del terreno, che ci è stato concesso dal consiglio comunale". Ad affiancare Lanza ci sono i vice presidenti Rodolfo Magistris e Fulvio Vanotti e il segretario Stefano Oglina. "Ripartiamo con un capitale sociale di 180 mila euro - dice la presidente - e un intervento diviso in due parti: la piastra dei servizi, cui destineremo 4 mila metri quadrati, e un'area residenziale a carico della cooperativa Edificatrice Tre. Per il centro occorrono circa 560 mila euro, perciò dopo l'assemblea plenaria dei soci che terremo a breve avvieremo i contatti con enti e fondazioni bancarie del territorio". Il percorso si profila lungo, ma l'associazione è pronta alla sfida: "Dopo il periodo buio di questi anni finalmente vediamo un pò di luce in fondo al tunnel".

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La famiglia è in miseria (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO PADRE, MADRE E FIGLIA DI 23 ANNI DORMONO NELLO STESSO LETTO La famiglia è in miseria L'affitto è in nero ma il Comune per un sussidio pretende che ci sia il contratto acqua tagliata a Pasqua Denuncia della Caritas parrocchiale: "Abbandonati" [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO Una vita nella miseria. Indigenza e la sporcizia masticate quotidianamente, subite. E come "sorpresa" di Pasqua l'Amaie che ha tagliato il rifornimento dell'acqua. E' una storia che fa male, e lo deve fare, quella che emerge da una denuncia di una Caritas parrocchiale di Sanremo. A parlare sono i fatti. Tre persone: il padre di 59 anni, la madre di 54, la figlia di 23, abbandonati all'incubo della precarietà e, fatto gravissimo per la Caritas, abbandonati anche da tutto quel complesso di istituzioni come Asl e Servizi Sociali, in due parole lo Stato Assistenziale. Questa famiglia vive in un appartamentino del centro storico costituito da una stanza e un piccolo bagno. Tutti e tre dormono nello stesso letto. Pranzano seduti sul letto, appoggiati ad un tavolo che viene tenuto in piedi dalle sedie, perchè le gambe sono rotte. I pensili dell'angolo cottura sono crollati e sono stati sostituiti dai sacchetti di plastica. E sono in affitto. Da un padrone di casa, che probabilmente festeggerà la Pasqua in tutt'altro contesto, e che, quando gli inquilini riescono a racimolarli, intasca 300 euro di pigione rigorosamente in nero. Anche lui, il capofamiglia, l'unico a lavorare, e saltuariamente, viene pagato in nero. La madre accusa gravi anomalie psichiche e fisiche e la figlia, che pure in passato aveva frequentato la scuola dell'obbligo, presenta gravi capacità di comunicazione perchè non parla, si esprime a gesti e fonemi, non esce di casa ormai da mesi. In questo contesto di miseria la Caritas parrocchiale porta settimanalmente pacchi di viveri, paga qualche bolletta. Ma un intervento risolutore, anche se visto il contesto indubbiamente difficile, non arriva. Già, perchè c'è di mezzo la burocrazia. Il Comune potrebbe contribuire alle spese dell'affitto ma perchè ciò avvenga si deve avere un regolare contratto e quel contratto, se arrivasse, farebbe indubbiamente lievitare l'affitto che oggi viene pagato in nero rendendo inefficace di conseguenza l'intervento di sostegno pubblico. E se il capofamiglia pretendesse una busta paga probabilmente non troverebbe neppure quei "lavoretti" che gli permettono bene o male di tirare avanti. La Caritas, dopo che circa un anno fa i Servizi Sociali avevano pagato qualche bolletta, di recente ha scritto all'assessorato che il sindaco Borea ha voluto chiamare "alla Solidarietà". E non è arrivata risposta. Anche il difensore civico, rimasto esterrefatto, ha scosso le spalle. Nell'appello è stata sottolineata la necessità di "provvedimento urgenti sia riguardo alla casa ma soprattutto riguardo alla salute psichica e fisica delle due persone più deboli della famiglia, la madre e la figlia. Niente, nonostante sia stato scritto nella raccomandata in grassetto sottolineato, nessuno si è fatto vivo. Questa brutta storia, in un Paese che vive una profonda crisi, una crisi che si fa sentire anche nella Sanremo del benessere, deve far riflettere e non far dormire sonni tranquilli a tutti. Perchè queste cose non devono accadere, perchè quello scenario di miseria è una vergogna non per chi lo vive ma per la collettività che lo consente. E' Pasqua. Riflettiamoci su almeno un momento.

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)MARIO GUIDAZZI (PRI) I "miracoli" dell'onorevole Dari (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

O Franceschini MERCOLEDÌ SCORSO, l'onorevole Franceschini è venuto a Cesena per illustrare ciò che è la proposta politico-programmatia del PD. Franceschini, essendo cattolico, sa cosa sono i miracoli ma pare altresì avere scoperto l'acqua calda, cioè a dire che il territorio ha bisogno di infrastrutture, che la burocrazia ha raggiunto livelli indicibili e che esiste il problema dei salari e delle pensioni. I presenti hanno applaudito queste capacità diagnostiche. Ma sulle terapie ancora si attendono indicazioni. Vorrei però che tutti si domandassero di chi è la responsabilità di questo stato di cose? Che cosa ha fatto il governo Prodi per ovviare a tali problemi? E, più vicino a noi, cosa hanno fatto la Regione, la Provincia, il Comune, ad esempio, per le infrastrutture? A ben vedere, il primo miracolo fatto dall'onorevole Franceschini è stato quello di aver fatto sparire tutte le responsabilità. L'operato del governo Prodi non è in discussione, fa parte oramai del passato, lui, illuminato dalla Provvidenza, guarda e prega per il futuro. Anche se informa i presenti che ci sono 23 miliardi nel 2008 e che possono essere spesi. In che modo? "Migliorando stipendi e salari". Cioè, siccome la pressione fiscale ha superato ogni limite, oggi, giacché c'è la campagna elettorale, è meglio "distribuire" risorse fittizie. Mario Guidazzi(Pri) )FORZA ITALIA GIOVANI "I proff del liceo devono sempre correre per arrivare in orario" IN RELAZIONE all'articolo pubblicato venerdì 21 scorso riguardante il resoconto della conferenza stampa di Forza Italia Giovani, vorrei precisare un'affermazione che è stata riportata: i professori del liceo Classico di Cesena non sono costantemente in ritardo, ma devono correre per non esserlo, a causa dei numerosi spostamenti dovuti alla divisione dell'istituto in più succursali. Dopo tanti anni di disagi dovuti alla pessima situazione dell'edilizia scolastica, gli studenti di Cesena si attendono cambiamenti in tempi brevi. Martina Fiori Forza Italia Giovani - -->.

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Di DANIELA GIOVANNETTI PER il soprintendente ai Beni archeologici delle Marche (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di DANIELA GIOVANNETTI PER il soprintendente ai Beni archeologici delle Marche Giuliano De Marinis il professor Guglielmo Maetzke, l'estruscologo scomparso nei giorni scorsi a 93 anni, è stato e sempre resterà un pilastro fermo nel suo lavoro ma anche e soprattutto un maestro di vita. "Non voglio cadere nella retorica. Ma quello che vorrei in questa occasione sottolineare è proprio l'aspetto umano. Contrariamente a quanto poteva sembrare ad un incontro superficiale, quell'uomo all'antica, sempre con cappello, sciarpa e guanti, aveva prima di tutto una grandissima umanità, derivatagli probabilmente dalle esperienze personali ? racconta ?. Penso agli anni della Sardegna, quando per la prematura scomparsa della moglie si trovò solo con tre figli piccoli. E' andato avanti in maniera ammirevole senza togliere niente né alla famiglia né al lavoro. Questo lo ha portato ad essere determinato. Cosa che ha insegnato anche a chi lavorava con lui". Fraterna e amica anche l'ultima telefonata fra i due. "Ci siamo sentiti a Natale ? prosegue De Marinis ? Nonostante abbia lasciato Firenze da 12 anni eravamo sempre in contatto. Non sa qualte volte quando ho un problema penso: il professore cosa farebbe al mio posto? Sì, mi è sempre stato d'esempio". Dal punto di vista professionale è stato anche un grande innovatore. Niente a che vedere con l'immagine dell'archeologo ottocentesco, a caccia di tesori e fin troppo intellettuale, il professor Maetzke ha saputo mediare fra le esigenze della scienza e quelle della burocrazia. "Prima di ogni altro ha capito l'importanza dei rapporti con gli Enti Locali ? prosegue De Marinis ?. E' stato infatti un grande manager, il primo in questo settore, riuscendo a essere di stimolo per i colleghi e creando una rete di contatti con Comuni e Regioni, ancora oggi non sempre ben disposte nei nostro confronti". Per Firenze il nome del professor Maetzke è legato a quello del Centro di Restauro. Nel capoluogo toscano era tornato il 1 ottobre 1966, quando il 6 novembre la città viene sconvolta dall'alluvione. Alla Soprintendenza alle Antichità è affidato il recupero delle importanti collezioni del Museo Topografico dell'Etruria e di quelle conservate nei magazzini sotterranei. Il materiale viene così raccolto e ordinato in essiccatoi appositamente creati in attesa della successiva ricomposizione. Ed è a tale scopo, con notevole contributo del Ministero della Pubblica Istruzione, che Maetzke riesce a far organizzare un Centro di Restauro per conto della Soprintendenza, provvisto di attrezzature modernissime e di personale altamente qualificato e specializzato. Il centro in breve tempo raggiunge un notevole prestigio, in particolare nel settore del restauro dei metalli. La competenza è tale che i lavori si allargano e il centro di restauro di Firenze è sempre più punto di riferimento, tanto da dover provvedere al restauro di importanti monumenti e complessi affidatigli anche da altre soprintendenza e musei stranieri. Ricordiamo, per esempio, i Bronzi di Riace, quelli di Cartoceto di Pergola, il Sarcofago degli Sposi del Louvre. Oltre a questo notevole impegno e al non semplice lavoro di direzione dell'Ufficio e del personale, il professor Maetzke ha diretto personalmente numerose campagne di scavo e il restauro di monumenti in varie zone della Toscana. Imponenti gli interventi a Volterra e Roselle. Nel 1970 è stato eletto membro del Consiglio Superiore delle Antichità e Beni Ambientali del Ministero della Pubblica Istruzione e poi membro del Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni Culturali. E' stato collocato a riposo il 31 luglio 1980, con la qualifica di Direttore Generale. Inoltre è stato socio di vari Istituti e Accademie; è stato presidente dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e dell'Istituto e Museo Fiorentino di Preistoria nonché dell'Accademia Etrusca di Cortona. Ha ricevuto la medaglia d'oro ai Benemeriti della Cultura del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1968 e quella del Ministero ai Beni Ambientali nel 1985, oltre al Premio Zanotti Bianco per il Restauro. Impossibile citare le numerose pubblicazione, comparse sulle riviste scientifiche per lo più relazioni di scavo e di restauro e saggi archeologici diretti in campagnie fra Toscana, Lazio, Campania e Sardegna. Fra le lezioni tenute si ricordano quelle alla scuola di specializzazione in archeologica delle Università di Pisa e di Firenze, all'Università internazionale dell'Arte e all'Università dell'Età Libera di Firenze. - -->.

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Si sposta allora su un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare il Partito Democratico (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si sposta allora su un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare il Partito Democratico ... si sposta allora su un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare il Partito Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13 aprile, ma anche e soprattutto dopo? In che misura Veltroni riuscirà a tradurre in voti l'indubbia attenzione che sta riscuotendo nelle piazze sopra il Po? I precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali (Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria), dal 1994 il vantaggio del centrodestra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali). Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di quello Pd-Italia dei Valori; uno scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera gara. Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente, se non in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003 innanzitutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino, Genova): a nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare sostanziali segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta centrando il nocciolo duro della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso feeling con le principali categorie socio-professionali del nord, come conferma il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su "Repubblica": se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46 per cento del consenso degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei Valori; il 44 degli impiegati privati contro il 37; il 54 dei liberi professionisti contro il 29; addirittura il 58 di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23. Figure accomunate da una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori principali dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in palese crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele precostituite, con le logiche assistenziali, con le aree protette. Merito, regole, competizione, sono le tre parole-chiave indispensabili per incassare la fiducia di un nord oggi molto più vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa innovativa che all'obsoleta Italia. Se il centrosinistra non riuscirà a farle proprie, le terre sopra il Po rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il centrodestra si limiterà a capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare la trasformazione. Perciò la partita vera non è quella che si sta giocando a parole in queste settimane che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con i fatti, le scelte, i comportamenti di chi governerà e di chi starà all'opposizione. Se no, avremo solo buttato via l'ennesima domenica elettorale. Francesco Jori.

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La fiera delle promesse, ma la verità? (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli elettori non amano le medicine amare e i partiti si adeguano MINO FUCCILLO Bread and butter, brutale ed efficace la sintesi americana: al dunque è per il pane e per il burro che si vota. Un attento e raffinato linguista tradurrebbe però in maniera meno letterale e più al tempo con il 2008 italiano: qui e oggi si vota non per chi garantisce il pane e il burro ma per "l'ultima imburrata". L'ambiguità degli slogan. La diversità, la differenza tra le due formule sta nell'ambiguità, anzi nel vero e proprio equivoco voluto e coltivato dell'altro must (obbligo) della campagna elettorale: il cambiamento. La gente, l'opinione pubblica, l'elettorato intende per cambiamento il miglioramento quantitativo di quel che c'è. Cambiare vuol dire, nell'unico significato accettato e pure propagandato, lo stesso salario o reddito, che si forma nello stesso modo. Però cresce. Oppure lo stesso fisco che paga gli stessi servizi e però "cambia" e trasmuta in meno tasse. Al contrario il cambiamento inteso come diverso, molto diverso, modo di studiare, lavorare, guadagnare, produrre, vendere e garantire è inteso come minaccia. Ciò che i partiti possono offrire in campagna elettorale è il cambiamento del primo tipo, il cambiamento-promessa. L'altro cambiamento, se pure lo hanno in testa, devono dissimularlo, al massimo sperare di poterlo somministrare in dosi omeopatiche e comunque senza che il paziente sappia davvero. Altrimenti si ribellerebbe. Dunque la questione non è la "sostenibilità", se cioè ci saranno o no i soldi per mantenere le promesse dei partiti. Consenso e contro consenso. Il problema è se i partiti, una volta raccolto il consenso, vorranno e sapranno andare contro consenso per creare le condizioni indispensabili (il cambiamento del secondo tipo appunto) per mantenere le promesse. Comunque, chiunque vinca, l'ultima imburrata ci sarà. Anche qui il significato dell' aggettivo "ultima" è purtroppo duplice. Fisiologicamente ultima sta per ultima di una serie che continua: chi ci rimette soffre (i programmi come vedremo non sono per niente tutti uguali rispetto a quale "pane" spalmare), però il "burro" non finisce appunto con l'ultima spalmata, al prossimo giro forse andrà diversamente. Stavolta invece "ultima" può voler dire proprio ultima, dopo la quale burro non ce ne è più. Anche questa duplicità l'elettorato in qualche modo l'avverte e quindi si dispone a tentar di far parte di coloro, non tutti certo, che con il Pil che tende a zero, con l'inflazione che nessun governo può fermare per decreto e con la crisi finanziaria da 1000 miliardi di dollari di crediti inesigibili nelle tasche del credito planetario, si riempiranno la dispensa e peggio per gli altri. Si può scegliere, la merce esposta dai partiti è varia e ricca. Scaffale Irpef. Il Pd propone l'aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente, la detassazione della quota di salario che arriva da maggior produttività, un credito fiscale per il lavoro femminile, la dote fiscale per i nuovi nati e una progressiva (tre anni) revisione delle aliquote. Una famiglia di quattro persone che oggi guadagna 30mila euro e paga di tasse 6900 ne pagherebbe 6000. Quarantamila euro di reddito, tasse odierne 9600, tasse future 8400. Con 60mila si scende da 15440 a 13640 da pagare. Con 80mila da 23040 a 20640. Con centomila si cala da 30640 a 27640. Con 120mila da 38540 a 34940. Con 160mila da 55140 a 50340. Diversa è la "curva" proposta dal Pdl: a 30mila euro di reddito si paga lo stesso 6900, a quarantamila il risparmio annuo è di 800 euro inferiore a quello proposto dal Pd e lo stesso vale a quota 60mila. Dagli 80mila in poi lo sgravio fiscale proposto dal Pdl è maggiore di quello offerto dal Pd. Come si vede, una differenza c'è. Ma il Pdl recupera con una estensione della no tax area, con il quoziente familiare per cui il reddito viene tassato ad aliquota tanto minore quanto più vasta è la famiglia, con la detassazione delle tredicesime. Sul quoziente familiare insiste anche l'Unione di centro e pure la Lega. La Sinistra Arcobaleno propone l'abbassamento dell'aliquota del 23 al 20% e la tassazione al 20% delle rendite finanziarie. Scaffale "famiglia" Il Pdl offre libri gratuiti fino a 18 anni, la Lega premi per i "residenti" e meno Iva su pannolini e latte, l'Unione di centro la deducibilità dal reddito delle spese per asili nido, il Pdl il bonus bebè di 1000 euro, il Pd asili nido per il 25% della popolazione da zero a tre anni (oggi la copertura è appena del 6%) e l'aumento dell'indennità di accompagnmento per i disabili da 455 a 600 euro per i casi più gravi stimati al 30%. Scaffale "casa". Il Pdl mette in campo l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la Destra i mutui sociali, il Pd l'aumento della quota di deducibilità degli interessi sui mutui e l'aliquota fissa sui proventi d'affitto. Scaffale "pensioni". Il Pdl promette: rivalutazione e comunque un salario di cittadinanza di almeno 800 euro, il Pd un meccanismo di adeguamento al costo della vita a cadenze temporali più serrate del resto dei redditi. Scaffale "precari". Reddito minimo di 1000 euro per il Pd, abolizione progressiva dei contratti a tempo determinato per la Sinistra. Come si vede, molto burro e per ogni tipo di pane. Con Casini che mette l'accento sulla famiglia, Berlusconi sull'impresa (pagare l'Iva solo dopo aver incassato), Veltroni su lavoro (anche autonomo con l'estensione del forfait fiscale da 30 a 50mila euro) e capitale, Bertinotti sul salario da agganciare al costo della vita e la Santanchè su una sorta di moratoria dai debiti contratti con le banche. I conti in tasca. Un po' di conti, alla grossa ma non a casaccio: fino al 2011 trenta miliardi per non "sballare" con il deficit e debito pubblico, 15 di spesa pubblica aggiuntiva (contratti e manutenzione infrastrutture) e almeno 15 annui per finanziare gli sgravi fiscali. Fa novanta/cento miliardi di euro. Tutti dicono possano venire da una diminuzione dell'evasione (5 miliardi annui?), dalla vendita del patrimonio pubblico (altri 5?) e da una diminuzione della spesa pubblica dove l'area di spreco/inefficienza è stata stimata in 80 miliardi. Senza quest'ultima voce, senza rendere produttiva la spesa o comunque senza diversamente spendere, "l'Italia non si rialza" o "non si può fare" parafrasando i rispettivi slogan. Ma la vera "posta" che rende possibile e soprattutto stabile "l'imburrata" è un aumento del burro disponibile. E qui, per ottenerlo, come nel caso della minore o miglior spesa pubblica, chi oggi chiede consenso dovrà andare domani contro consenso: imporre una formazione selettiva nelle scuole e nelle università, una diversa formazione del salario nelle sue parti, un fisco amico ma non pigro, un riequilibrio se non un risarcimento del trasferimento di reddito (700 miliardi di euro in cinque anni) dal lavoro dipendente a quello autonomo. Su queste materie gli "scaffali" dei partiti sono invece vuoti o al massimo espongono etichette da guardare e non prodotti da consumare. Se fossero meno vaghi, incontrerebbero il no di milioni e milioni di elettori, non solo quelli degli altri, ma anche i "loro". Inoltre proprio non contemplati sono altri due "scaffali". Quello dell'economia criminale, 80 miliardi di reddito stimato. A questa stima ne va affiancata un'altra recentissima: l'otto per cento del voto "eterodiretto", cioè dato per indicazione di chi governa il territorio, soprattutto al Sud. Anche l'economia illegale dunque vota e, purtroppo, pesa dichiarandosi non riformabile. L'altro scaffale oscurato è quello del costo del federalismo che può anche tradursi in una moltiplicazione del costo della burocrazia. Verità sui grandi numeri. C'è infine un deficit di verità: sui grandi numeri dell'economia nessun governo nazionale può molto. La falsa coscienza, la consapevolezza negata di questa realtà spinge molta opinione pubblica e qualche leader (Tremonti) sulla strada di una nuova autarchia, cioè dazi e chiusure commerciali che darebbero ristoro ai settori in sofferenza ma toglierebbero ossigeno a quelli competitivi. Un'equazione a molte, troppe variabili quella del pane e del burro. Cui va sommata la "percezione" dei ceti sociali che determina il loro comportamento elettorale. Il lavoro autonomo vota in prevalenza al centro e a destra. Quello dipendente vota centro sinistra e sinistra, ma solo da una fascia di reddito in sù. Un terzo dei lavoratori precari è tentato dall'astensionismo. Più che i sondaggi, lo dice la storia recente italiana: per il pane e il burro il campionato sarebbe anche aperto, ma nella partita dell'ultima imburrata i più sono propensi a mettere il coltello per spalmare in mano a Berlusconi. Salvo poi accorgersi che pensavano fosse la finale di Coppa dei campioni e ritrovarsi invece con in mano una Coppa Italia.

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Il candidato Pd incontra la Cia: prezzi e imprese vanno tutelati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marco Carra in Commissione parlamentare agricoltura: questo l'auspicio che la Confederazione italiana agricoltori di Mantova ha espresso nell'incontro con il candidato alla Camera, e segretario provinciale, del Partito democratico. Sul tavolo del confronto, a cui hanno partecipato i vertici di Cia con la presidente Elisabetta Poloni, tante questioni denunciate dagli agricoltori mantovani: burocrazia molto pesante; necessità di una forte semplificazione fiscale; concorrenza sleale di prodotti stranieri e un rapporto sbilanciato con la grande distribuzione che si traduce in un grosso divario tra prezzo di produzione e prezzo al consumo. "Il mio impegno, se sarò eletto - ha detto Marco Carra - sarà di ridare una nuova e forte rappresentanza a settori come l'artigianato, l'agricoltura, il commercio, che finora hanno avuto poca attenzione dal mondo politico. Il Partito democratico intende superare gli antichi retaggi culturali che vedevano la sinistra ostile a taluni settori. Credo fortemente nella concertazione con tutte le categorie produttive, con cui creare rapporti solidi per raggiungere insieme risultati concreti". Per Carra "è necessaria un'iniziativa politica forte affinché i produttori agricoli trovino la strada per esprimersi con una voce sola, ma più forte e autorevole, in sede di trattativa dei prezzi dei prodotti e di tutela delle imprese agricole".

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Angeli, via ai lavori per le fognature Battù: saranno pronte entro l'estate (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Nicola Corradini Angeli, via ai lavori per le fognature Battù: saranno pronte entro l'estate Stop agli allagamenti di cantine e garage nel quartiere senza nome Il manto di asfalto delle strade è stato frantumato, ma nessuno nel rione di Borgo Angeli alle spalle del pastificio Zanellini, il cosiddetto quartiere senza nome, se ne lamenta. Le macchine che l'altro ieri hanno iniziato a raschiare le vie del piccolo borgo sono la prima tappa verso la costruzione del nuovo sistema fognario che, dopo anni, risolverà il problema dei frequenti allagamenti di scantinati e garage delle villette e delle palazzine costruite una ventina di anni fa in questa fetta di terreno compresa tra via Cremona e strada Circonvallazione Sud. "La ditta sta facendo dei rilevamenti per evitare di scavare dove si trovano i cavi elettrici e le linee telefoniche - spiega l'assessore ai lavori pubblici, Luciano Battù - i lavori per la realizzazione delle fogne per l'acqua piovana inizieranno a breve". Occorreranno alcuni mesi di lavoro per dotare il quartiere Peep - come ancora viene definito questo borgo di 500 abitanti in continua crescita- di un sistema fognario funzionale, in grado di separare le cosiddette acque nere che provengono dagli scarichi delle case, dalle acqua bianche, vale a dire l'acqua piovana. L'opera che verrà realizzata dalla impresa Sodis Srl di Vercelli costerà alle casse del Comune un po' meno di 400mila euro. Ma l'intera operazione - iniziata in settembre con la posa del nuovo collettore sotto via Boldrini e sotto via Cremona per portare l'acqua piovana raccolta dai tombini direttamente nel lago Superiore - è costata un milione. D'altronde il sistema fognario del quartiere era assolutamente inadeguato, tanto che buona parte delle case si trovava con garage e scantinati allagati ad ogni temporale di una certa intensità. Per non parlare delle strade, in parte ancora da asfaltare. Erano anni che gli abitanti della zona chiedevano di risolvere il problema. "Ma ora siamo soddisfatti", dice Saverio Consiglio, per anni in prima fila nelle iniziative per chiedere la sistemazione delle fogne. La burocrazia ci ha messo del suo nel rallentare. Comune e Circoscrizione Sud hanno atteso a lungo l'autorizzazione dell'Aipo per l'avvio dei lavori del collettore che la Tea ha realizztao in questi mesi. "Adesso che il collettore è finito - dice Battù - possiamo realizzare la rete fognaria che sarà terminata per l'estate. Il sistema separerà le acque nere, che ciroleranno nella fognatura esistente portandola verso il depuratore, dalla acque bianche che verranno convogliate verso il lago Superiore. Le lottizzazioni da poco realizzate (o in corso di costruzione) in via Boldrini hanno già i sistemi separati e, quando avremo finito il lavoro, potranno essere collegate alla rete".

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L'Udc: più fondi per la ricerca e ritorno al nucleare (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I centristi contro i "personalismi" dei due maggiori partiti: alle imprese del nostro Paese serve meno burocrazia L'Udc: più fondi per la ricerca e ritorno al nucleare BOLZANO. L'Udc non ci sta. Si oppone ad una competizione elettorale che veda protagonisti soltanto i due partiti maggiori, Pdl e Pd. "La sterile contrapposizione fra i personalismi di Berlusconi e Veltroni sta sempre più allontanando da questa campagna elettorale quella che dovrebbe essere la seria trattazione di argomenti vitali del Paese: ricerca/università, impresa ed energia costituiscono i tre pilastri ineludibili", afferma l'Udc altoatesina. Tra le altre proposte si vuole l'aumento dei salari dei ricercatori e professori universitari, con la crescita del finanziamento alla ricerca fino ad almeno l'1,8% del Pil. Sul tema della imprese lo snellimento e semplificazione delle pratiche burocratiche e la revisione degli attuali studi di settore. Sull'energia l'Udc rilancia la produzione di energia nucleare.

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Tito Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13 aprile, ma anche e (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tito Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13 aprile, ma anche e ... tito Democratico in quel nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13 aprile, ma anche e soprattutto dopo? In che misura Veltroni riuscirà a tradurre in voti l'indubbia attenzione che sta riscuotendo nelle piazze sopra il Po? I precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali (Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria), dal 1994 il vantaggio del centrodestra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali). Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di quello Pd-Italia dei Valori; uno scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera gara. Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente, se non in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003 innanzitutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino, Genova): a nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992 ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare sostanziali segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta centrando il nocciolo duro della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso feeling con le principali categorie socio-professionali del nord, come conferma il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su "Repubblica": se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46 per cento del consenso degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei Valori; il 44 degli impiegati privati contro il 37; il 54 dei liberi professionisti contro il 29; addirittura il 58 di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23. Figure accomunate da una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori principali dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in palese crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele precostituite, con le logiche assistenziali, con le aree protette. Merito, regole, competizione, sono le tre parole-chiave indispensabili per incassare la fiducia di un nord oggi molto più vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa innovativa che all'obsoleta Italia. Se il centrosinistra non riuscirà a farle proprie, le terre sopra il Po rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il centrodestra si limiterà a capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare la trasformazione. Perciò la partita vera non è quella che si sta giocando a parole in queste settimane che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con i fatti, le scelte, i comportamenti di chi governerà e di chi starà all'opposizione. Se no, avremo solo buttato via l'ennesima domenica elettorale. Francesco Jori.

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NELLA SUA ULTIMA riunione il Consiglio comunale di Cutigliano ha proce (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Duto alla designazione di Simone Giani come componente dell'Assemblea della Comunità Montana Appennino pistoiese. Giani riempie così il vuoto verificatosi al momento della decadenza da assessore di Renzo Martino. E' un giovane trentenne che ha realizzato quello che fin da piccolo era il suo sogno: metter su un allevamento di animali da carne. Ha preso in affitto il podere "Roncobroccioli" da anni abbandonato, ne ha recuperato i prati e i pascoli d ora dispone di una grande stalla al coperto in cui allevare fino a settanta capi mentre in altre stalle sono ricoverati 20 maiali e 15 capre. NON HA ECCESSIVE simpatie verso la burocrazia: "Chi sta negli uffici senza vivere i problemi che si presentano quotidianamente ? afferma Giani ? pone più interesse alle scartoffie che il più delle volte ci fanno perdere ore e ore di lavoro per nulla". La designazione di Giani a detta di molti è quindi davvero un valore aggiunto per l'assemblea della Comunità Montana che annovera al suo interno tanti politici e pochissimi imprenditori. "C'è da sperare ? dicono i suoi concittadini ? che la Comunità Montana si decida una buona volta a nominare il Presidente e la Giunta che, al momento al suo interno annovera persone che essendo state elette dal Consiglio comunale di San Marcello prima delle elezioni del 2007, non hanno la richiesta legittimazione". - -->.

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Boom di studenti, le scuole medie non bastano - maria rosa tomasello (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pescara Boom di studenti, le scuole medie non bastano Il sindaco: "Gli iscritti continuano a crescere, ormai è una vera emergenza" MARIA ROSA TOMASELLO MONTESILVANO. Il numero degli alunni continua a crescere, ma le scuole, soprattutto le medie, non hanno aule a sufficienza per ospitarli. Il sindaco parla di una vera e propria emergenza a cui il Comune, in vista del nuovo anno scolastico, cercherà di far fronte affittando nuovi locali. "Ma è necessario costruire almeno due nuovi istituti, perché la crescita è esponenziale e anche i presidi sono preccupati". Secondo le richieste raccolte dal sindaco nel corso del suo contestato tour pre-pasquale nelle scuole, organizzato per fare gli auguri agli studenti, ma anche per esaminare le strutture, Pasquale Cordoma ha registrato dati preoccupanti. "I presidi non mi hanno fatto cifre, ma tutti i plessi delle medie nei prossimi 5-6 anni avranno bisogno di tre o quattro classi in più ogni anno: è un'emergenza assoluta" sostiene il sindaco. Sono i dati che emergono dalle pre-iscrizioni, che si scontrano con una difficoltà: "Noi abbiamo sei aule vuote nell'ex Ragioneria di via Verrotti, e abbiamo la media di Montesilvano centro che ha bisogno di tre locali in più, ma c'è qualche resistenza a spostarsi in quell'edificio: quindi dovremo trovare un'altra soluzione" spiega l'assessore ai Lavori pubblici Carlo Tereo de Landerset. "Il vero problema" sottolinea, "è che questa città è stato realizzato un milione di metri cubi di appartamenti, ma non si è pensato a realizzare al contempo i servizi necessari, come nel quartiere del Pp1, nell'area compresa tra il mare e Porto Allegro, dove non c'è nulla: è stato uno sviluppo incontrollato e noi adesso ci troviamo in difficoltà". Non è escluso, dunque, che l'amministrazione debba anticipare la realizzazione delle due scuole inserite nel programma triennale delle opere pubblica: la prima, in calendario per il 2009, con una spesa di 1,2 milioni di euro, è quella inserita nel Pp1, mentre nel 2010 sarà costruito, con 1,2 milioni di euro, il nuovo polo scolastico. è il tempo il vero nemico dell'amministrazione: la città, infatti, cresce al ritmo di mille persone l'anno, un trend inarrestabile che dovrebbe portare Montesilvano a quota 60 mila abitanti in dieci anni. Una corsa davvero troppo veloce per i tempi della burocrazia. Il Comune, intanto, prova a rimettere in sesto le scuole già esistenti: il sindaco ha creato una speciale commissione per l'edilizia scolastica formata da due consiglieri - il presidente della commissione Lavori pubblici Claudio Di Emanuele, e il capogruppo dell'Udc Paolo Cilli - a cui è stato affiancato un tecnico comunale, Antonella Cecamore, geometra. "Dovranno visitare tutte le scuole per rilevare le carenze, dai banchi rotti alle finestre che non funzionano, alla situazione della messa a norma" conclude il sindaco, "entro il 20 aprile devono restituirmi la relazione, poi cominceranno i lavori".

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Euroburocrazia, tagli per 1 mld (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - Internazionale Numero 071, pag. 26 del 23/3/2008 Autore: di Gabriele Frontoni Visualizza la pagina in PDF       Bruxelles ha presentato un piano per ottenere risparmi per le imprese entro il 2008 Euroburocrazia, tagli per 1 mld Ridotti gli obblighi di informazione e gli oneri per le pmi Nuova raffica di misure per tagliare le gambe ai costi della burocrazia. Dopo aver ridotto nel 2007 di 1,3 miliardi le spese inutili legate ai labirinti amministrativi che gravano sull'attività di impresa, la Commissione europea ha continuato lungo lo stesso sentiero predisponendo una serie di nuovi propositi che dovrebbero portare a un ulteriore risparmio per l'economia di Eurolandia stimato in 1 mld di euro entro la fine del 2008. "Le esigenze amministrative possono condizionare l'ambiente imprenditoriale in quanto le imprese in tutta la comunità sono tenute a dedicare molto tempo alla compilazione di moduli e a riferire su un'ampia gamma di materie", si legge nel rapporto della Commissione Ue. "Secondo le stime, questi costi rappresentano attualmente il 3,5% del pil dell'Unione europea. Grazie alla riduzione degli obblighi di informazione ridondanti, il personale delle imprese potrà dedicare più tempo alle attività fondamentali dell'impresa, con conseguente diminuzione dei costi di produzione e maggiore concentrazione su attività innovative e di investimento che possono migliorare la produttività e la competitività generale". Nel mese di marzo 2007 il Consiglio europeo aveva dato il via libera al varo delle prime dieci misure che avrebbero dovuto mettere al muro il ridondante sistema degli oneri amministrativi europei. Dopo un anno di tempo, cinque misure su dieci hanno ottenuto attuazione decretando un risparmio per il sistema stimato in 500 milioni di euro, mentre gli ulteriori cinque strumenti a disposizione di Bruxelles dovrebbero raggiungere la completa attuazione entro la fine dell'anno. Entro i primi mesi del 2008, infatti, il Consiglio europeo sarà chiamato a dare un giudizio sugli interventi dalla Commissione Ue per tagliare gli oneri che gravano sulle imprese. I nuovi interventi anti-oneri amministrativi Il primo intervento predisposto da Bruxelles riguarda l'undicesima direttiva 89/666/Cee del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativa alla pubblicità delle succursali create in uno Stato membro da alcune società soggette al diritto di un altro Stato. Per cercare di favorire l'espansione transnazionale delle imprese europee, la Commissione Ue ha bollato come inutile la pratica attualmente in vigore che prevede la traduzione certificata dei documenti richiesti dagli artt. 2 e 3 della direttiva in tutte le lingue dei paesi, anche nel caso di stati in cui si parla la medesima lingua. Secondo Bruxelles, nel caso di pmi, si dovrebbe abolire la normativa che impone di indicare in maniera dettagliata il processo di formazione delle spese di esercizio e quella che prevede la scomposizione del fatturato totale per categorie economiche e per aree geografiche.Favorire la diffusione di sistemi tecnologici in grado di ottimizzare il processo produttivo e decisionale delle industrie di Eurolandia, il direttivo di Bruxelles ha proposto l'introduzione di una variante alla normativa imponendo ai produttori di apparati telecomunicazioni di notificare l'immissione sul mercato di nuovi prodotti. I vertici della Commissione non hanno trascurato i benefici potenziali connessi con una riduzione degli oneri amministrativi nel comparto farmaceutico. "Attualmente più del 60% delle risorse aziendali che si occupano di normative e regolamenti all'interno delle case farmaceutiche sono catalizzati da un sistema a macchia di leopardo che prevede regole di packaging e di informativa diverse da stato a stato", si legge nel documento presentato dalla Commissione europea. Uniformare questa materia porterebbe benefici economici enormi per le imprese del settore, senza ridurre il livello di sicurezza e di protezione assicurato ai pazienti. La longa manus di Bruxelles è arrivata a toccare anche il regolamento 638/2004 del Parlamento Ue in tema di flusso di dati statistici. Secondo il parere la pratica in vigore che impone a tutte le imprese di fornire con regolarità a Intrastat i dati relativi ai propri commerci intra-Ue risulta del tutto eccessiva per le microimprese che dovrebbero essere escluse da questa pratica.

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Gli esperti si dimenticano di noi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE E BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket "Gli esperti si dimenticano di noi" Non sarà serena la Pasqua dei malati colpiti dalla sindrome di Sjögren. Sono 80 a Verona, 200 in provincia, oltre 1800 nel Veneto, diverse migliaia in Italia, ma di loro si sente parlare poco e, soprattutto, di loro ben pochi si interessano. A rompere il silenzio, in questi giorni di festa, è Lucia Marotta, veronese, presidente di AniMaSS (associazione malati sindrome di Sjögren, che ha sede in via Santa Chiara 6), allarmata dalle tante telefonate di soci e malati. "Sono persone", chiarisce Marotta, "che hanno contattato il numero verde attivato dall'Istituto Superiore di Sanità per avere informazioni sulle malattie rare. Ebbene, pur in assenza di disposizioni ufficiali l'operatore dell'Iss comunica agli interlocutori una novità che per noi ha ricadute importantissime e devastanti. Ossia che gli esperti hanno ritenuto di classificare la sindrome di Sjögren come malattia cronica e non rara. Inutile cercare conferme o smentite, nessuno ci dice nulla. Ci sentiamo traditi e umiliati". La differenza fra malattia cronica e rara non è irrilevante. "Le malattie rare inserite nell'apposita lista dell'Iss", spiega Marotta, "godono dell'esenzione del ticket e già questo costituirebbe, per noi malati, un sollievo non indifferente. Ogni mese, per acquistare le medicine e i presidi che ci permettono di alleviare le sofferenze provocate dalla malattia, spendiamo dai 500 ai 600 euro. Lacrime artificiali, gel, dentifrici, creme idratanti e detergenti speciali, privi di profumi e conservanti, fanno parte del bagaglio quotidiano del malato di sindrome di Sjögren. Soldi che spendiamo di tasca nostra. E non tutti i malati, purtroppo, sono in grado di far fronte a questa spesa importante". L'associazione chiama in causa la Regione Veneto, "che per interessamento dell'assessore Francesca Martini", puntualizza Marotta, "ha varato un provvedimento che riconosce ai malati una dispensa mensile di 50 euro per acquistare parafarmaci. Ma è poco, in confronto alle spese reali che dobbiamo affrontare". A nome dei malati veronesi e veneti la signora lancia un nuovo appello alla classe politica. "La nostra associazione", rimarca, "da anni collabora con l'Istituto Superiore di Sanità, fornendo dati e contributi scientifici, per ottenere che la commissione inserisca la sindrome di Sjögren nella lista delle malattie rare, al pari della sindrome di Larson Sjögren, variante pediatrica della patologia. Perchè questa differenza? Gli adulti sono malati di serie B? Cosa dobbiamo fare per far valere le nostre ragioni? Dobbiamo forse fare lo sciopero della fame?". La signora Marotta evidenzia un'altra discriminazione: "Perchè ai malati di sindrone di Sjögren vengono riconosciuti sconti dei ticket solo se hanno redditi bassi, mentre a un celiaco milionario viene concesso tutto, alimenti speciali compresi? Non meritiamo questo trattamento, già soffriamo abbastanza, la nostra vita è sgretolata dal male". Marotta si rivolge infine ai ricercatori: "La sindrome nei laboratori di ricerca viene ignorata e anche questo gioca a nostro svantaggio. Telethon non ha ricerche specifiche, solo grazie a una borsa di studio finanziata dalla nostra associazione all'Università di Udine si comincia a fare qualcosa. L'unico farmaco disponibile non funziona nel 90% dei malati. Abbiamo bisogno del sostegno dell'opinione pubblica, ma soprattutto dei politici. Non abbandonateci". P.Col.

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STRANEZZE della burocrazia. Sentite cosa è successo a un poggibonsese. L
 (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

STRANEZZE della burocrazia. Sentite cosa è successo a un poggibonsese. L'uomo, da tempo residente nella nostra città, ha ricevuto dal Comune l' avviso di pagamento per un passo carrabile, di cui non aveva mai fatto richiesta e per il quale non aveva ricevuto prima alcun avviso di pagamento, pur avendo realizzato il cancello indicato in avviso di pagamento da circa vent'anni. Il poggibonsese, ritendendosi vittima di un'ingiustizia, prima ha protestato poi ha informato della cosa il difensore civico di Colle per verificare la legittimità del comportamento dell'amministrazione, che pretendeva il pagamento del canone di occupazione spazi ed aree pubbliche (Cosap). La storia ovviamente non finisce qui. Visto l'incompetenza territoriale del difensore civico di Colle, e visto che il Comune di Poggibonsi non ha istituito ancora questa figura, la pratica è stata trasmessa al difensore civico regionale. Di fronte alla richiesta di chiarimenti, il responsabile del servizio Tributi del Comune di Poggibonsi ha confermato l'accertamento effettuato ed ha motivato il provvedimento con la presenza di un'interruzione nel marciapiede atta a facilitare l'ingresso alla proprietà privata, che costituisce suolo pubblico ed implica il pagamento della Cosap indipendentemente dall'esistenza o meno di una concessione di passo carrabile. Si tratta, secondo l'amministrazione locale, dell'applicazione, analoga in tutti i comuni limitrofi, di un decreto legislativo del 1993. La querelle va avanti, fino all'inatteso epilogo. Di recente infatti è intervenuta la sentenza della Corte di Cassazione, che di fatto ha stabilito la legittimità dell'azione del Comune. Quindi il poggibonsese dovrà pagare. - -->.

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Frana, lavori in ritardo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

RECOARO. A quattro mesi dallo smottamento a Fonte Abelina l'opera di bonifica annunciata non è ancora partita Frana, lavori in ritardo di Luigi Centomo "A metà marzo avremo la ditta a cui appaltare i lavori di bonifica della frana". Lo pronunciava con fierezza il presidente di Vi.Abilità Carlo Fongaro insieme alla notizia di centomila euro stanziati dalla Provincia per il progetto di sistemazione della frana. Nell'uovo di Pasqua invece ancora nulla. Nessun lavoro in corso e tantomeno all'orizzonte. La gente ormai si è adattata e sostare al cospetto della frana, in attesa del verde del semaforo del senso unico alternato, diventato un "Belvedere" sul disastro del crollo di oltre 500 metri cubi di materiale, che ora, a ormai quattro mesi dallo smottamento, assume i connotati di un monumento innalzato sull'altare della burocrazia e delle lungaggini. Un vero e proprio problema che rimane ancora irrisolto, alla vigilia peraltro dell'apertura della stagione termale con un previsto maggiore traffico sulla provinciale. Era il 27 novembre quando il lardaro è scivolato in basso travolgendo alberi, massi e scaricando sulla strada una quantità immensa di materiale, sfiorando per pochi metri un paio d'auto. Da lì una passerella di geologi ed esperti che sono sfilati per progettare il risanamento. Un supplemento di spesa di altri 300 mila euro. Per l'incolumità degli automobilisti è stato costruito un grande dosso che separa di una sola corsia dal fronte della frana con una trincea. Caso mai vi fossero stati cedimenti quello sbarramento avrebbe preservato le auto in transito da possibili e temibili coinvolgimenti. Per rimuovere i massi pericolanti, sono state effettuate inoltre due esplosioni. Poi l'annuncio del fatidico stanziamento della Provincia. Ma l'attesa sistemazione definitiva della zona, tarda ad arrivare. Il ritorno al doppio senso di marcia, tuttora regolato da semaforo, era stato annunciato per maggio. Ma tutto appare, ad oggi, inesorabilmente in ritardo. [\FIRMA].

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Cittadini e Comune Rapporti migliori (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

AMMINISTRAZIONE. L'ass. Mauro Lazzarotto Cittadini e Comune "Rapporti migliori" A detta del dirigente dell'area economico-finanziaria del Comune, Francesco Benacchio, "i regolamenti comunali relativi alle entrate tributarie e alla contabilità vanno rivisti ogni due anni". E questo è proprio un anno in cui è necessaria un'operazione di aggiornamento, che in queste settimane sta per essere valutata dalla commissione bilancio. I punti all'ordine del giorno delle ultime commissioni hanno riguardato il bilancio di previsione 2008, che ha subìto piccole modifiche. Non ci sono, quindi, variazioni rilevanti alla precedente previsione. Modifiche che, a quanto pare, sono state apportate al regolamento delle entrate tributarie (tasse) e al regolamento di contabilità. "Si tratta di cose molto tecniche - afferma l'assessore al bilancio, Mauro Lazzarotto -, tuttavia possiamo dire che stiamo lavorando per migliorare e semplificare i rapporti tra i cittadini e il Comune. Vogliamo mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche attraverso una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui siano riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di evitare i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M.

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L'ombra di abusi, la bambina rimane con il padre (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

11 PIACENZA domenica 23 marzo 2008 Sarà affidata a una struttura in provincia L'ombra di abusi, la bambina rimane con il padre La ex moglie vive in provincia di Piacenza, ed è ad una struttura nel nostro territorio che la piccola dovrebbe essere affidataE' restata col padre, per il momento. La data stabilita per il rientro dalla Sardegna della bimba, in provincia di Piacenza, sarebbe stata giovedì scorso. Doveva tornare a Piacenza dopo che il tribunale l'aveva affidata ad una struttura del territorio. Ma il papà, che vive in Sardegna, in provincia di Oristano, si è opposto al suo rientro, denunciando alla procura il timore (forse non solo quello) di presunti abusi subiti dalla bimba. Ci sarebbero a questo punto dei certificati medici a sostenere che la bimba debba restare con la famiglia di papà. La ex moglie vive in provincia di Piacenza, e lui, operaio poco più che trentenne abitante in Sardegna, una settimana fa aveva lanciato un appello disperato: "Fra quattro giorni la mia bimba dovrebbe lasciare la mia casa per essere affidata ad una struttura, in Emilia Romagna. Ma io non sono disposto a lasciarla andare: gli psicologi affermano che qui, con la mia famiglia, c'è l'ambiente adatto a farla crescere". Parole disperate rimbalzate fino a Piacenza, dove secondo la testimonianza dell'uomo vivrebbe oggi l'ex moglie. L'uomo,oggi come ieri, si sarebbe detto contrario a lasciar andare la piccola dalla sua abitazione in Sardegna, e in base alle ultime notizie la piccola non avrebbe ancora lasciato il padre ed i suoi familiari. Tutto sarebbe cominciato, sempre in base alle parole dell'uomo, a seguito della separazione dalla moglie, alla quale il tribunale aveva affidato la bambina, che poteva tuttavia trascorrere con il padre alcuni periodi dell'anno. In uno di questi, presso la sua abitazione, l'uomo si sarebbe accorto di qualcosa che a suo dire "non andava", e che lo avrebbe lasciato "piuttosto sconcertato", ancora per usare parole sue. Atteggiamenti che il padre avrebbe riscontrato nella bambina, e per ciò assolutamente sconvenienti alla sua giovanissima età. Tutto ciò, chiaramente, avrebbe provocato nel giovane padre sospetti terribili. "Ed una certezza - ha detto l'uomo -. E cioè che mia figlia non avrebbe più dovuto stare in quella casa, in provincia di Piacenza, dove evidentemente accadevano cose troppo strane". Il carpentiere ha raccontato questi pensieri ai carabinieri del suo paese, e ciò ha innescato la segnalazione alla Procura della Repubblica di Oristano, da dove è partito per la magistratura dell'Emilia Romagna il fascicolo. Ora il giovane papà si duole che la vicenda, purtroppo, subisca i rallentamenti della burocrazia. Purtroppo, casi del genere proprio per la loro delicatezza, essendo coinvolti minori, richiedono tempi lunghi per l'accertamento di tutti gli aspetti della articolata vicenda. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Vigolzone, in aprile ritorna il servizio Informagiovani (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

18 PROVINCIA domenica 23 marzo 2008 nella biblioteca comunale Vigolzone, in aprile ritorna il servizio Informagiovani VIGOLZONE - (n.p.) Sarà riaperto ai primi giorni di aprile lo sportello Informagiovani, istituito dal Comune di Vigolzone per andare incontro alle più varie richieste dei giovani dai 15 ai 25 anni. Il servizio è stato avviato a metà del giugno 2007 ed ha funzionato per tre ore ogni martedì, per un totale di 102 ore. Dopo la pausa da agosto fino a metà settembre, lo sportello ha terminato la sua fase sperimentale agli inizi di marzo 2008. Il bilancio, dicono in Comune, è positivo. Una settantina le visite, una media di 4 richieste ad ogni giorno di apertura, quasi una sessantina i casi risolti. Coordinato da un'operatrice della cooperativa Eureka di Piacenza, l'Informagiovani di Vigolzone è stato interpellato anche da adulti del paese e da giovani dei Comuni limitrofi. Oltre che dal computer le richieste sono state esaudite anche con depliant, opuscoli, schede, modulistica varia ed altro materiale informativo. "Un risultato - commenta Lucia Serena, assessore alle politiche giovanili di Vigolzone - che è la dimostrazione pratica d'aver offerto un servizio utile ed apprezzato che riproporremo dopo la pausa pasquale. La maggior parte delle richieste ha riguardato il lavoro, la formazione, la burocrazia, la stesura di curriculum vitae, ma non sono mancate anche domande su turismo, vacanze, tempo libero e manifestazioni artistiche. Un sondaggio fra gli utenti - ha concluso Serena - ha rilevato l'alto indice di gradimento e l'assoluta efficacia del servizio, che sarà riattivato all'inizio di aprile e funzionerà ogni martedì dalle 17 alle 20 nella biblioteca comunale". © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Noi donne e Sofri, le parole di un uomo (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Noi donne e Sofri, le parole di un uomo Barbara Pollastrini Segue dalla Prima Q ello della maternità e il significato intimo della gravidanza e della sua eventuale interruzione. Lo fa in aperta polemica con un suo amico di lunga data che si è posto alla guida di una campagna politica e culturale "contro l'aborto". O come dice Giuliano Ferrara, per una "moratoria" dell'aborto, echeggiando l'azione di decine di governi impegnati a cancellare la pena di morte e la sua ideologia. Due uomini. Due punti di vista radicalmente opposti. Con la particolarità di un dialogo, tutto maschile, che sceglie come oggetto la vita e il corpo delle donne. L'origine del pamphlet immagino stia anche nella scelta di Ferrara di dar vita a una lista elettorale pro-life. E nel ricorso ad argomenti che negli ultimi mesi hanno scandito, con qualche brutalità, l'aggressione nei confronti delle donne "colpevoli" di sopprimere una vita prima del suo nascere (e del resto la sovrapposizione tra aborto e pena di morte non viene per caso). La cronaca ha fatto il resto. Dapprima con la benedizione della destra e di parte autorevole della Chiesa cattolica nei confronti della proposta di moratoria. Subito dopo con gli episodi di Napoli e di Genova e il rianimarsi della discussione intorno ai limiti di una delle leggi più monitorate dell'intera storia repubblicana. Ho letto il saggio di Sofri nell'unico modo per me possibile, con gli occhi e la sensibilità di una donna che per questa legge, insieme a tante altre, si è battuta. Che questa legge ha difeso da attacchi e scomuniche. Ritenendola un punto di equilibrio che ha quasi debellato la piaga della clandestinità e sorretto migliaia di donne in momenti dolorosi della propria esistenza. E ho apprezzato merito e tono che Sofri ha privilegiato nella sua polemica. Con la scelta di indagare le ragioni che rendono irricevibile il messaggio dell'altra parte. Su due punti in particolare. L'accusa di tollerare un mondo dove la pianificazione delle nascite prefigura uno sterminio "delle innocenti", trattandosi spesso di una selezione che condiziona al genere il diritto a venire al mondo. E la pericolosità di un'eugenetica che, al riparo di leggi compiacenti, eliminerebbe dalle società "ricche" ogni anomalia o malformazione in nome di un edonismo cinico. Sulla prima questione, che è parte del più vasto capitolo dei diritti umani delle donne, sono convinta che ogni relativismo debba essere bandito. Come del resto ci chiedono, per prime, le vittime di quegli integralismi. Purtroppo, nonostante fuori e dentro gli organismi internazionali a partire dall'Onu diverse voci si siano levate a segnalare il dramma in atto - penso alla rete delle Ong o allo sguardo aperto di alcuni governi - ancora diffusa è l'indifferenza di buona parte delle élites, anche nella politica. Mentre di più si dovrebbe agire contro regimi che puniscono la femminilità nel modo più brutale, negandole semplicemente il diritto di nascere. E allo stesso modo si dovrebbe avere maggiore coscienza dello scontro che è tornato a consumarsi, in luoghi diversi, sulla libertà e sul destino delle donne. Frontiera che segnerà da ora e in futuro il vero discrimine tra progresso e reazione. Figlie, mogli, madri, costrette da nuovi fondamentalismi a subire una violazione del corpo e della dignità. Il compito della politica, dunque, è rimettere al centro i diritti umani, a partire da quelli delle donne, facendo della libertà di nascere "femmina" una battaglia di civiltà e liberazione per alcuni miliardi di esseri umani. L'altro punto - l'incubo di un'eugenetica subdola - ci conduce invece a tanta parte della stessa polemica sulla 194. Qui la natura delle parole dice molto anche del clima che ha contrassegnato finora la discussione. Penso alla violenza di quel titolo di giornale, "Napoli, ucciso un feto malato". O a quella citazione terribile, "abort macht frei", epitaffio per cliniche equiparate a campi di sterminio. Fino allo strillo, "Genova, bimbo abortito per un reality show", coniato per dar conto della "miseria morale" dell'ultimo scandalo culminato col suicidio di un noto ginecologo. Anche su questo Sofri ragiona. Distingue tra l'offesa inaccettabile di un mondo senza malati e l'utopia generosa di una realtà senza la malattia. Lo fa col pudore di un uomo che si accosta a un universo femminile parzialmente inaccessibile e che tale, a mio parere, deve restare. Il punto è che la crociata antiaborista di questi mesi ha scelto di riproporre un principio di colpevolezza e di superiore moralità che nega in radice la storia vera di un dramma sociale (perché tale l'aborto clandestino è stato anche nel nostro Paese) e la forza che ha spinto le donne a lottare per superare quella duplice violenza. Vorrei dirlo nel modo più semplice. Non siamo noi che dobbiamo "giustificare" una legge saggia. E non siamo noi che dobbiamo dimostrare la correttezza di un approccio che non si è mai scostato, almeno per quanto mi riguarda, dall'amore per la vita. Sentimento che non è presidiato da altri o da una sola parte o religione. E allora si tratta di recuperare il senso, direi proprio l'etica delle parole. Respingendo ciò che non è lecito fare. Equiparare un patibolo a una sala operatoria. O liquidare la pillola Ru486 come "veleno nel corpo delle donne". Prezzemolo moderno. C'è dunque, e per prima cosa, un pudore del dire. Del parlare, che molto ha a che fare con la natura dell'attacco alle donne. E il libro, in questo, è testimonianza di una dedizione rara al ripristino di un codice di rispetto. Urgenza condivisa da tantissime donne, ma tuttora da pochi uomini lungimiranti e allarmati dall'offensiva maturata sul terreno della laicità e dell'autonomia della politica. Ma poi c'è il merito. Che non è per la maggioranza delle donne meno rilevante. Perché incarna le ragioni di una cultura e di una storia comuni. Non ne faccio una questione di ortodossia femminile o femminista. Ma solo e soltanto un problema di significati da offrire al principio della dignità e autodeterminazione. La 194 allora diventa qualcosa di più e di diverso da una somma di articoli e prescrizioni legali. Diventa la griglia che consente, in condizioni storiche mutate rispetto al 1978, di verificare l'approdo della responsabilità femminile. E quale equilibrio sia possibile oggi tra la dignità di ogni donna, i diritti del nascituro e i codici deontologici dei medici. Perché l'aborto era allora e rimane adesso una questione soggettiva certo, e carica di sofferenza e drammaticità, ma ha anche una dimensione pubblica e sociale. E la capacità, da sempre, è nel combinare le due sfere. Non a caso dopo i fatti di Genova ci sono state donne autorevoli che hanno criticato la legge perché troppo vincolante. Una legge frutto dell'incontro delle due culture forti di allora più che di uno spirito esclusivamente liberale. Oggi considero essenziale rafforzarne in tutti i sensi l'applicazione come del resto è previsto dalle linee guida. Questo significa un impegno più intenso per il diritto alla maternità. Maggiore prevenzione, soprattutto verso le giovani migranti che affollano in tante le nostre città e in molte meno i nostri consultori. E più assistenza e solidarietà. Valori che non riguardano solo le "ultime", ieri come oggi. Ma molte donne che "ultime" non sono e che pure soffrono quella rete di burocrazie e tempi duri da sopportare. Applicare la legge allora vuol dire agire su una molteplicità di tasti. Significa migliorare la prevenzione e la qualità dell'informazione sessuale. Ridurre i tempi di attesa. Selezionare personale qualificato e dedito. Garantire la distribuzione territoriale di medici non obiettori. Investire risorse nel diritto alla maternità in un legame positivo con la ricerca e il professionismo più avanzati. Riannodare i fili della legge 40 in materia di prevenzione di gravi patologie geneticamente trasmissibili. Nessuno mi convincerà mai che un aborto terapeutico "dopo" è cosa più saggia e comprensiva di un'analisi dell'embrione "prima". O che darsi regole anche severe ma che non inibiscano la ricerca nell'utilizzo degli embrioni crio-conservati e non impiantabili non sia coerente con l'amore per la vita. Così come non è parlar d'altro ricordare che maggiore occupazione e trasparenza nelle carriere offre serenità alle famiglie e alle single anche nel promuovere la natalità. E lo stesso vale per il contrasto alle violenze consumate all'ombra delle pareti di casa. Sono obiettivi ragionevoli. Alla portata di un Paese che su un terreno tanto delicato non dovrebbe arretrare, culturalmente oltre che nelle sue politiche pubbliche. La gran parte delle donne questa necessità la vive su di sé e il libro di Sofri ha il merito di riconoscerlo. Sarebbe bello che molti altri uomini e che la politica capissero come da questo sentiero, e più in generale dalla frontiera dei diritti umani delle donne e delle bambine, non passa solo il destino di una buona legge ma la visione che quella politica avrà a lungo della persona, della sua libertà e responsabilità come leva di crescita e di un nuovo prezioso civismo.

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Quando i nostri politici erano i meno pagati d'Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Quando i nostri politici erano i meno pagati d'Europa di Vittorio Emiliani I l costo della politica è alto in Italia. Una volta non era così. Trent'anni fa realizzai una inchiesta dalla quale emerse che i nostri parlamentari erano fra i meno pagati del vecchio continente. Oggi, invece, sono fra i più remunerati. Un riallineamento europeo appare necessario. Fra l'altro - chiedetelo ai commessi anziani di Montecitorio o di Palazzo Madama - il livello medio, a cominciare dalla buona educazione, di quei parlamentari allora così sobriamente remunerati era decisamente più elevato, come quello del confronto politico. La politica, ieri, non soltanto costava di meno, ma aveva anche una più alta produttività, una efficacia pratica più tangibile. Era più controllata. Lo era, nei primi anni '60, il debito pubblico, bassissimo. C'erano ancora un'alta burocrazia, una tecnocrazia statale e locale di elevata preparazione e moralità. Non era ancora invalso nel settore pubblico il motto: ti assumo, ti pago poco, fa' quello che puoi, o vuoi. Con le Regioni temo che abbiamo cominciato a smarrire - e siamo nel 1970 - il rapporto fra costo e produttività della politica. Lo dico da regionalista prima convinto e poi deluso. Il centro è stato giustamente smagrito e però non qualificato, né rafforzato nei poteri di indirizzo e di controllo. Alle Regioni sono state assegnate deleghe fondamentali (dalla sanità all'urbanistica, dall'agricoltura all'ambiente, al turismo) senza strumentare e concertare in pratica quel processo, senza creare per davvero una nuova e più qualificata macchina politico-amministrativa. I dipendenti delle Regioni guadagnarono subito cifre elevate, decisamente più elevate di quelli degli Enti locali, ma da loro non si pretesero, in cambio, produttività adeguate. Non solo: le Regioni, più che svolgere funzioni di indirizzo, programmazione e controllo, gestirono direttamente, alla maniera (tanto deprecata) della Regione Sicilia, creando nuovi enti presto inutili, o aprendo sedi estere. In più, la politica entrò con ancora maggior peso nelle nomine, anche in quelle più tecniche (vedi la sanità), e lì è rimasta, largamente. Una revisione di tutta questa macchina decentrata, regionalizzata, bisognerà pur farla. Altro che secessioni o repubbliche del Nord. Si dovevano accorpare, con diversi sistemi, i Comuni più piccoli. Veltroni ha riproposto l'esigenza pochi giorni fa. La Germania Federale affidò la ricomposizione di ben 26.000 Comuni ai Land, e ognuno di essi, usando ricette diverse, ha conseguito risultati decisivi. Da noi i Comuni sono poco più di 8.000, il loro numero incide soprattutto in Lombardia (1.545 Comuni), Piemonte e Liguria, in genere sono molti in collina e montagna. Ma le Regioni - che pure ne hanno la competenza costituzionale - poco o nulla hanno fatto in materia. Lo stesso per le Province. Nel lontano 1970 Ugo La Malfa ne chiedeva la soppressione. Al contrario il loro numero è balzato da 92 a 104. Alcune registrano un numero di abitanti da Comune medio: Ogliastra 58.000 residenti, Isernia 90.000, Medio Campidano 104.000 e così via. Sotto i 200.000 abitanti ce ne sono ben sedici. Soltanto i presidenti, gli assessori e i consiglieri delle 104 Province costano all'anno circa 120 milioni di euro di indennità. Più, ovviamente, il costo di 62.000 dipendenti. Per compiti che possono giustificarle - opportunamente revisionate - in Regioni tanto grandi quanto polverizzate dove fra i micro-Comuni e l'ente regionale qualcosa ci deve stare. Almeno fino alla conclusione degli accorpamenti comunali. Per i micro-Comuni presentò un disegno di legge Marco Minghetti agli albori dell'Italia unita. Della soppressione, almeno parziale, delle Province si torna a parlare a trent'anni dalle Regioni. L'opinione pubblica più avvertita attende segnali decisi. Ma smantellare un bel po' di Province dopo averne create, da poco, un'altra ventina non sarà indolore. Tuttavia il segnale che viene sentito come più urgente mi sembra quello del dimagramento delle assemblee elettive, pletoriche e poco efficienti, a cominciare dai circa 1.000 parlamentari. Ne bastano, più o meno, la metà: quelli che realmente partecipano ai lavori più impegnativi, cioè alle sedute di commissione. La nuova legislatura dovrà assolutamente affrontare questo problema nodale: meno parlamentari, meglio attrezzati e più motivati a lavorare con maggiore efficienza e produttività in due Camere dai ruoli differenziati e non più identici. L'altro problema strategico: le buone leggi spesso ci sono già, mancano, clamorosamente, uomini e mezzi per attuarle. Sanzioni più aspre per gli infortuni sul lavoro, d'accordo, e però più ispettori e controlli. Norme più severe per il paesaggio e tuttavia più tecnici nelle Soprintendenze. No ai condoni edilizi, ma più mezzi di tipo nuovo per individuare gli edifici illegali, come il satellite acchiappa-abusivi MARSEC promosso dal presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone (un miracolo nella disastrata Campania). Più investimenti sul turismo, preceduti o accompagnati da un maggior coordinamento degli sforzi oggi pateticamente polverizzati fra venti Regioni e chissà quanti altri enti. Infine, la gente deve essere responsabilizzata: troppo facile spendere energie in blocchi e proteste senza prima aver fatto in proprio quanto si può e si deve. C'è un Comune dal buffo nome di Strangolagalli (2.600 abitanti), in provincia di Frosinone, dove la raccolta differenziata va fortissimo, mentre a Cassino e nel capoluogo ciociaro essa è ferma o ristagna a livelli infimi. Come a Napoli, come in tanti Comuni campani dove si protesta molto e si continua però a gettare la monnezza per strada. Questi pochi esempi bastano a far capire che la democrazia è bella, ma richiede impegno civico, personale, famigliare, nel quartiere, in città, nella regione, nel Paese intero.

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Paladini:<Vicinoalla gente> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Paladini:"Vicinoalla gente" candidati alla camera: italia dei valori Genova. In lista, alla Camera, è alle spalle del suo leader e di fatto in Liguria Giovanni Paladini è il numero uno di Italia dei Valori, il partito di Antonio Di Pietro. Di Pietro ha detto niente inciuci, Veltroni è sulla stessa lunghezza d'onda, ma non le sembra che il centrosinistra non abbia margine per governare da solo? "Per non indebolirsi di più il centrosinistra deve fare in questi ultimi giorni la campagna elettorale tornando al vecchio modello di stare vicino alla gente, con proposte concrete e reali. La gente è stanca di sentire grandi promesse e vedere pochi fatti". C'è stato un gran sgomitare per trovare un posto in qualche lista, anche lei giorni fa è passato dalla Margherita a Italia dei Valori. "Sono sempre stato votato nel sistema elettorale proporzionale, mai nei listini. Sgomita chi non è mai stato eletto. Per quanto mi riguarda io sono passato con Di Pietro perché ho trovato in lui un modello, seppur semplice, di coerenza e di farsi capire con semplicità dalla gente. La gente vuole che le cose vengano fatte, non solo dette. La differenza è tra il fare e il dire, ecco perché ho sposato Di Pietro. È coerente anche con il mio modello di vita, visto che sono un poliziotto. Lui ha votato contro l'indulto, contro la commissione d'inchiesta e su determinati temi ha una politica molto vicina al mio modo di pensare". Nel Pd dunque stava stretto? "Io non sono andato via per un posto perché a me, che in Regione sono stato il quarto più votato del mio partito, non poteva togliermelo nessuno. Sono andato via per coerenza. Ho sempre detto che sono contro la commissione d'inchiesta del G8 perché ci sono temi più importanti come la gente che non arriva a fine mese. La magistratura sta facendo il suo lavoro e dopo 8 anni si fa ancora demagogia. I veri temi di cui parlare sono la scuola, gli stipendi, la sicurezza". E i temi della sua campagna elettorale? "Sicurezza e legalità, meno burocrazia e diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Noi ribadiamo anche la fine del duopolio Rai-Mediaset in linea con la comunità europea". Sì, ma temi liguri? "Mi auguro che questa città e questa Regione possano partire con il porto e le infrastrutture e una politica vicina alle aziende che sono il motore dell'Italia. Oltre ovviamente la sicurezza e stando vicino alle forze dell'ordine perché mi sembra che i partiti di sinistra spesso le vedano in una maniera distorta. Le forze dell'ordine in uno stato democratico vanno difese, indipendentemente dal fatto che se qualcuno sbaglia deve pagare". Temi etici: in questi giorni si parla molto di aborto... "Sono cattolico e quindi contrario". Quindi se la legge 194 fosse all'approvazione oggi non la voterebbe? "No, perché non è una buona legge se dopo 30 anni siamo ancora qui a parlarne. E mi meraviglio che non sia ancora stata modificata perchéè superata, basta pensare ai consultori". Al. Cost. costante@ilsecoloxix.it 23/03/2008.

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Sanità, 70.000 firme contro (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Laboratori privati: una vertenza in mano ai burocrati LA DENUNCIA Verso la chiusura il 1º gennaio 2010 RENZO MAZZARO PADOVA. L'evanescente ruolo dell'assessore alla sanità Francesca Martini, oscurata dal protagonismo del segretario regionale Giancarlo Ruscitti, è scritto in una sola riga del diario di un anno di trattative tra Anisap (laboratori privati) e Regione Veneto: "5 dicembre 2007, incontro con l'assessore alla politiche sanitarie Francesca Martini. L'assessore afferma di non essere al corrente delle proposte formulate dai suoi uffici". Come la mettereste voi se, dopo un tiramolla che va avanti da mesi, vi trovaste a parlare con la persona che deve decidere, scoprendo che non sa niente? Promoveatur. Sarebbe sbagliato tirare la croce addosso unicamente alla Martini, perché non si è dimostrata all'altezza. Dopo meno di un anno all'assessorato alla sanità, la Lega l'ha ricandidata al parlamento, in posizione da essere eletta. Non è un caso: promoveatur ut amoveatur. Almeno in questo il Carroccio fa proprio un comportamento dell'odiata Roma. E lo stile non è certo dei peggiori. Ma ci voleva altro che la Martini per tenere testa a un Ruscitti approdato a Palazzo Balbi come l'agente 007, con licenza di uccidere. L'autoreferenzialità del capo della burocrazia sanitaria rinvia, con i dovuti adattamenti, a sua maestà britannica che gli arma la mano. E' Giancarlo Galan che gli ha affidato, per esempio, il ruolo di commissario del nuovo ospedale di Padova, esautorando nei fatti Adriano Cestrone, peraltro appena confermato direttore generale dell'Azienda Ospedaliera. Perché Cestrone non potrebbe dirigere la costruzione del nuovo ospedale di Padova, come sta facendo il suo collega Padoan a Mestre? Forse s'intende poco di finanza di progetto? Petizione. I rapporti con gli operatori sanitari non vengono più gestiti ormai dall'assessore ma dal capo della burocrazia. E non si tratta degli orari di apertura e chiusura, ma di politiche sanitarie. "Noi non abbiamo mai visto una lettera firmata dall'assessore Martini - dice Lia Ravagnin, presidente di Anisap - ma solo da Ruscitti. Mon era mai accaduto prima". Lia Ravagnin parla in una conferenza stampa convocata con il vertice Anisap (Alberto Bressan, Maria Luisa D'Accunti, Tobaldo Gallo e Giampaolo Fagan) per annunciare che la raccolta di firme contro la Regione è arrivata a quota 70.000. E per informare che almeno quelle verranno consegnate a Galan e non a Ruscitti. Sono firme di utenti dei laboratori privati convenzionati, strutture nelle quali lavorano nel Veneto 2000 persone che non si riconoscono in sigle sindacali. Voce unica. Anisap dunque rappresenta insieme i gestori dei laboratori, i dipendenti e gli utenti. Un po' troppo. Ma è un'altra prova della confusione in cui è stato lasciato colpevolmente un settore di cui oggi difficilmente si può fare a meno, visto che eroga il 75% di tutte le prestazioni di fisioterapia richieste nel Veneto e più del 50% di radiografia (Tac e Rm incluse). E soprattutto incassa il 30% dell'intera spesa ambulatoriale pagata dai veneti, come prestazioni da privato a privato. Se un veneto su tre preferisce pagare di tasca propria rivolgendosi ai laboratori privati, vorrà dire qualcosa di poco simpatico per la struttura pubblica. O no? Il pregresso. Una legislazione da lumaca incrociata col singhiozzo governa il settore. Peschiamo dal caos, citando sperabilmente non a vanvera: il ddl 502 del 30 dicembre 1992 (accanto alla convenzione viene introdotto l'accreditamento); la legge statale 229 del 1996 (tutti provvisoriamente accreditati o pre-accreditati); la legge regionale 22 del 2002 (termine al 2007 per i criteri dell'accreditamento definitivo); la Finanziaria statale 2007 (riduce la spesa, introduce nuovi termini e chiude al 1º gennaio 2010 tutti gli accreditamenti). Il punto di vista è sempre il solito: risparmiare. Benemerito. Si suppone bloccando la proliferazione. Benfatto. Peccato che, ancora una volta, si chiuda la stalla quando i buoi sono già scappati. Braccio di ferro. Il punto di vista di Ruscitti, pardon della Regione Veneto, è arrivare al 2010 azzerando la spesa per le convenzioni con i laboratori di analisi. Vuol dire farci chiudere, replica Anisap, la bellezza di 46 laboratori privati e un'altra ventina di punti di prelievo. Riciclatevi in altre attività (!), rilancia Ruscitti. Chi faceva prelievi, si oppone Anisap, non può fare fisioterapia. Per di più, accusa, siamo fuori di qualunque programmazione. E ricorre al Tar. Non solo: agisce sui ritardati pagamenti delle Usl, pretendendo gli interessi di mora. Proclama lo stato di agitazione. Organizza una serrata (31 gennaio 2008). E cerca un interlocutore politico. Ma è proprio questo che manca.

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Centrale elettrica a biogas I consigli di partecipazione chiamati ad esprimersi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ospital Monacale. L'incontro dopo Pasqua Centrale elettrica a biogas I consigli di partecipazione chiamati ad esprimersi OSPITAL MONACALE. Della futura nascita a Ospital Moncale delle centrale per la produzione di energia elettrica tramite il biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica di biomassa, si è parlato venerdì sera a Ospital Monacale. Anzi, si sarebbe dovuto parlare in maniera molto più approfondita di quanto in realtà è avvenuto ma qualche cosa non ha funzionato nell'organizzazione dell'incontro a cura dei consigli di partecipazione di San Nicolò, Benvignante e Ospital Monacale. Il tutto quindi, alla presenza dell'assessore all'Ambiente Filippo Mazzanti, si e tramutato in una chiacchierata fra amici sui tempi della burocrazia sia per la società Marcopolo Engineering Spa che si deve premunire delle autorizzazioni, sia per il Comune di Argenta che vuol vederci chiaro sull'intera questione che, dal momento in cui la questione è stata resa di dominio pubblico sta tenendo in fibrillazione la comunità di Ospital Monacale ma anche i centri limitrofi di Benvignante e San Nicolò. Attualmente, dei tre Consigli di partecipazione, si è pronunciato quello di Ospital Monacale che ritiene inopportuno l'insediamento della centrale a biogas mentre, al momento, San Nicolò vuol vedere tutti i documenti prima di pronunciare il definitivo parere su un problema estremamente delicato e al contempo così importante. "Mercoledì prossimo subito dopo le festività pasquali - annuncia la presidente Roberta Zucchini - riunirò il Consiglio di partecipazione di San Nicolò ma a porte chiuse. Ascolterò tutte le opinione dei vari consiglieri sdu questo argomento e poi al termin. Solamente allora il consiglio di partecipazione avrà assunto una posizione dopodichè si potrà tenere il vertice congiunto con gli altri due Cdp". Bisognerà quindi attendere ancora un po' prima che si arrivi ad un pronunciamento ufficiale anche se i tempi sono oramai maturi. Nelle tre comunità il problema è particolarmente avvertito e, come spesso avviene in casi del genere c'è chi è a favore dell'insiediamento adducendo le ragioni del caso e chi invece è nettamente contrario articolando variamente il proprio no. (g.c.).

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Donne, non votate Berlusconi: ci usa come predellini (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANTANCHE' IERI NELLA MARCA "Donne, non votate Berlusconi: ci usa come predellini" "Donne non votate Berlusconi, perchè è la preferenza più inutile che possiate esprimere". Daniela Santanchè, pasionaria candidata premier della Destra lancia dalla Marca - prima a Villa Condulmer a Mogliano e poi a Resana all'enoteca "Al Poggio - una provocazione tutta in rosa alle affermazioni del Cavaliere sul "voto inutile" dato ai piccoli partiti. La Santanchè non ha certo rinuncia alla sua grinta, e attaccare l'avversario numero uno a destra con una proviocazione tutta rosa e molto femminista. "Sappiamo bene cosa pensa davvero Berlusconi delle donne, lui ha sempre utilizzato le donne come il predellino della Mercedes - è sbottata - un punto di appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda". Da qui l'onorevole ha invitato il pubblico trevigiano a votare la Destra. "Il voto per noi è invece utilissimo, perché serve a rompere i vecchi giochi della politica e a rimettere valori e ideali che non devono essere cancellati". Ne ha veramente per tutti, Daniela, toccata nel vivo sulle questioni della dura legge dello sbarramento percentuale da superare per accedere alle poltrone parlamentari, e su quelle delle pari opportunità. Ma non risparmia parole forti sul tema degli immigrati clandestini a cui, secondo la candidata premier bisognerebbe "dare un calcio nel sedere". Caduta di stile? Dipende, visto che da quando è l'unica donna candidata premier ha innescato un linguaggio poco diplomatico e convenzionele con toni infuocati che bucano il video (anche le urne?). "Gli immigrati sono ben accetti purché entrino legalmente nel nostro territorio" - preciserà poi. In territorio leghista, un tema toccato non a caso. Stretta di mano poi con il candidato premier alle comunali, Lucio Bucci, imprenditore del ramo abbigliamento: "Rappresenta il nuovo che avanza e che si è impegnato ad una militanza attiva non solo nei mesi pre-elettorali ma anche dopo". E la Marca? Ampio spazio alle piccole medie imprese, "strozzate" dal problema dei trasporti e della burocrazia. Le ricetta? Daniela invoca più finanziamenti alle realtà locali, il federalismo, concorrenza "motore trainante per competere in un mercato globalizzato", e la sburocratizzazione. (l.c.).

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Dalle tasse al welfare, via al duello illy-tondo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leader di Intesa democratica lancia la Regione della conoscenza Il candidato Cdl ha sottoscritto un manifesto dei valori Dalle tasse al welfare, via al duello Illy-Tondo Economia, infrastrutture, meno burocrazia e innovazione: le ricette degli sfidanti alla Regione di TOMMASO CERNO UDINE. Spot, manifesti, volantini, siti internet, porta a porta piuttosto che grandi convention elettorali nei teatri. Il duello politico fra Illy e Tondo per la poltrona di presidente della Regione è ormai entrato nel rush finale e le strategie di immagine dei due candidati si contendono i voti ogni giorno. Ma - messi per un attimo da parte gli effetti speciali della campagna elettorale - anche i programmi dei due aspiranti governatori (Illy è presidente uscente, Tondo è stato parlamentare di Fi nell'ultima legislatura) si incontrano su più di un tema, per poi scontrarsi invece su ricette e proposte. Così abbiamo scelto quattro priorità per cominciare il confronto fra le due piattaforme. E siamo partiti da quattro punti considerati centrali da entrambi i candidati: economia, welfare, infrastrutture e politiche ambientali, istituzioni e federalismo. Illy si affida alla "Regione della conoscenza", una sintesi programmatica che parte da quanto realizzato nei cinque anni di governo. la sua ricetta cerca di coniugare sviluppo e welfare, ambiente e infrastrutture. "Cinque anni fa, nel 2003, Intesa Democratica ha ottenuto la fiducia dei cittadini - scrive Illy presentandosi agli elettori - su un programma di "Riforma e Rilancio della Regione". L'idea ispiratrice era che fosse possibile valorizzare e nello stesso tempo armonizzare, ricondurre a unità d'intenti le energie e le diverse specificità di un territorio complesso come il Friuli Venezia Giulia. Intesa Democratica ha proposto un progetto di sviluppo e di equità in cui ciascuno potesse trovare occasione di crescita per le proprie aspirazioni". Il presidente uscente intende ripartire da lì, con una proposta nuova: "L'impegno è stato mantenuto - prosegue -. La coalizione di Intesa Democratica ha iniziato la sua esperienza di governo in una situazione di sostanziale stagnazione economica. Oggi il tasso di crescita del Friuli Venezia Giulia è ben al di sopra della media nazionale, il tasso di occupazione è ai massimi storici e il lavoro è cresciuto non solo in quantità, ma anche in qualità. La laboriosità, la tenacia e la creatività dei lavoratori e degli imprenditori è stata sostenuta e incoraggiata a esplorare i percorsi dell'innovazione". Il candidato del centro-destra, Renzo Tondo, si affida invece a un manifesto dei valori, come piattaforma politico-culturale del suo programma e della sua azione di governo, in caso di vittoria il 13 e 14 aprile. "Oggi siamo maggiormente consapevoli delle nostre capacità, sappiamo di nuovo guardare avanti con coraggio, persino con ambizione - dice -.Con il Manifesto dei Valori vogliamo comunicare l'identità della coalizione di Centrodestra, per coerenza politica e per lealtà nei confronti degli elettori. Credere nella centralità della persona significa porre la difesa della vita e la dignità dell'essere umano come fondamento e limite dell'azione politica". Per il carnico, i "protagonisti devono essere l'agire della persona, delle famiglie, delle imprese, degli enti locali, delle comunità intermedie. Non più una Regione dalla quale tutto dipende, ma un'istituzione amica e più vicina al cittadino".

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La volpe e la bambina (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LA VOLPE E LA BAMBINA LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia, 2007), commedia di Luc Jacquet con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo della natura, ha la possibilità di osservare le piante e gli animali. Conosce una volpe, e nasce una tenera amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia, 2007), drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa e ben presto Gloria diventa per Adrian compagna, fonte ispiratrice delle sue opere e agente. Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama internazionale. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa, 2008), commedia di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta, dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. In una memorabile serata, Jane riesce a fare la spola tra due ricevimenti nuziali, uno a Manhattan e uno a Brooklyn, impresa che non sfugge all'occhio attento di Kevin, un cronista che vuole sfruttare questa storia. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. SPIDERWICK - LE CRONACHE (Usa, 2008), avventura di Mark Waters con Nick Nolte, David Strathairn, Freddie Highmore, Sarah Bolger, Mary-Louise Parker, Andrew McCarthy Lasciata New York per trasferirsi nella vecchia casa, appartenuta a uno pro-zio, la famiglia Grace (mamma, due gemelli, Jared e Simon, e la sorella Mallory), si trova alle prese con strane situazioni. Jared viene accusato di misteriose sparizioni e fatti inconsueti: decide con i fratelli di capire cosa accade. 10.000 A.C. (Usa, 2007), avventura di Roland Emmerich, con Camilla Belle, Steven Strait, Cliff Curtis, Omar Sharif In una tribù isolata tra le montagne, il giovane cacciatore D'Leh ha trovato l'amore della sua vita, la bella Evolet. Ma quando dei misteriosi signori della guerra attaccheranno il villaggio rapendola, D'Leh la cerca. ONORA IL PADRE E LA MADRE (Usa, 2007), drammatico di Sidney Lumet con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Amy Ryan, Rosemary Harris, Alex Emanuel, Jack Fitz, Guy A. Fortt, Edwin Freeman Charles e Nanette Hanson hanno cresciuto i loro figli come si deve. Andy, il maggiore è innamorato della bella moglie Gina ed è un ricco dirigente di azienda. Hank, il più giovane, adora la figlia e sta cercando la maniera per poterla iscrivere a un'esclusiva scuola. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia, 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre storie parallele. Nella prima, Leo e la sua famiglia si svegliano di buon'ora per partecipare a un raduno di boy scout; Callisto Cagnato, temuto professore universitario, preoccupato dal fatto che il figlio non riesce con le ragazze, decide di fargli conoscere una studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia benestante ma un po' rozza in vacanza a Taormina.

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Ma i cittadini poi si stancano - oliviero benzo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL GIUDIZIO/2 Ma i cittadini poi si stancano OLIVIERO BENZO Sembra scontato che la disastrosa situazione dei rifiuti a Napoli, della quale molti osservatori imputano la maggiore responsabilità al governatore Bassolino e al sindaco Iervolino, abbia eroso notevolmente verso l'attuale maggioranza politica. A Venezia e Mestre, fortunatamente, non abbiamo situazioni del genere per quanto riguarda i rifiuti, anche se siamo il penultimo comune della provincia per la raccolta differenziata. Assistiamo comunque a un crescente malcontento da parte dei cittadini, per com'è amministrata la città sia nel metodo che nel merito. Mestre è bloccata da anni dai lavori del tram e da un susseguirsi di cantieri che provocano una serie di sgradevoli inconvenienti e malumori che fanno passare in secondo piano l'utilità del progetto. Possibile che non fosse possibile gestire meglio apertura e tempi dei cantieri? La scelta del tipo di tram adottato non è stata fatta a scapito di progetti meno dispendiosi e più semplici (guida ottica o magnetica anziché meccanica che sventrato le strade di Mestre)? Poi vi sono gli sprechi come i 15 milioni di euro per il ponte di Calatrava (ponte dei schei persi - ponte dei soldi persi) di cui nessuno intuisce l'utilità, costoso per la manutenzione e di pesante impatto visivo. Come conseguenza di queste scelte economicamente gravose vi è la disinvolta vendita di immobili pubblici e cessione di terreni per edificazione per un ammontare di 120 milioni di euro. Stiamo vivendo sopra le nostre possibilità, dice il sindaco che annuncia che dopo aver venduto tutti i "gioielli di famiglia" comunque si dovrà tirare la cinghia, aumentare le rette degli asili, tagliare qualche servizio e così via. Ma non ha mai pensato di tagliare qualche costo della politica o della burocrazia comunale? Vi sono le edificazioni sulle aree verdi già portate a termine (via Tevere, viale San Marco) e quelle che dovrebbero essere attuate (parco di via Pio X, Stadio Baracca). Operazioni di cassa che continuano a devastare questa povera Mestre già pesantemente saccheggiata e non si intravedono cambi di rotta. Ed eccoci al punto dolente, il metodo con il quale vengono prese tutte queste decisioni: non solo non vengono consultati i cittadini ma quando, il direttore dell'Asl ha criticato la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema, il sindaco ha affermato che "non ascolta le proposte di un cittadino qualunque". Se poi si delibera la costruzione di un palazzo privato sul parco pubblico (di via Pio X), il sindaco bacchetta chi vi si oppone (5200 cittadini, nove ricercatori storici, nove docenti universitari) perché non capiscono niente del progetto; e se vi saranno altri impedimenti manderà lui i vigili a far largo alle ruspe. Se qualcuno poi si oppone alla riproposizione del festival Rock nel Parco di San Giuliano, quando il primo, solo per caso, non è finito in una tragedia, gli vengono rivolti epiteti poco lusinghieri. Tutte affermazioni che apprendiamo dalla stampa. Io credo che da tutto ciò emerga un quadro niente affatto roseo del modo di governare questo comune, poco in linea con le aspettative di partecipazione popolare che i partiti spesso, a parole, invocano. Ci chiediamo se sia ipotizzabile una rapida e sostanziale correzione a questo modo di amministrare questa città di rilievo nazionale ed internazionale? In caso contrario riteniamo che gli elettori, anche nelle prossime elezioni, pur politiche e non amministrative, faranno sentire la loro opinione. Mestre.

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La mia città a misura di disabile (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine "La mia città a misura di disabile" L'impegno del candidato sindaco Volpe Pasini, che ieri ha illustrato il suo programma di GIANPIERO BELLUCCI Udine, una città normale per tutti, senza barriere architettoniche e con più attenzione per le persone disabili. È in sintesi la parte di programma riguardante il mondo della disabilità che ha illustrato ieri, nel corso di una conferenza, il candidato sindaco per Sos Italia, Diego Volpe Pasini. Con questo capitolo si è aperta la serie di dieci incontri nel corso dei quali il consigliere comunale uscente illustrerà il programma per la città, "che non si può dire appartenga al gruppo di barzellette, anche perché - ha ironizzato - ancora non l'ha mai letto nessuno". E con lui anche un candidato nella lista Sos Italia, Popolo della libertà, Vincenzo La Marca, coordinatore regionale del Movimento italiano disabili. "Udine deve diventare una città normale per tutti - ha detto Volpe Pasini -. In questi dieci anni l'amministrazione comunale non ha saputo dare risposte convincenti e concrete, quello che è mancato a Cecotti è stato il contatto umano". Tra gli obiettivi presenti nel programma di Volpe Pasini si distingue il protocollo d'intesa con l'azienda sanitaria per "costituire un solo sportello per disabili che sia in grado di espletare tutte le burocrazie". Per il trasporto pubblico locale, "serve un'accordo con il gestore del servizio - ha continuato Volpe Pasini - per consentire il libero accesso ai bus a chi è sulle carrozzine e ai disabili in genere". E ancora la sistemazione dei bancomat in posizioni accessibili a tutti. "La città non fa altro che mortificare le persone con disabilità - ha accusato il candidato sindaco - dalle infrastrutture fino alla maleducazione degli automobilisti che parcheggiano sui marciapiedi e negli stalli riservati ai disabili senza che ci siano adeguate sanzioni". Accanto a Volpe Pasini c'è stato anche l'intervento di La Marca che ha esordito con una polemica politica: "Sono sconcertato - ha detto - dal fatto che una delle liste in corsa per queste elezioni abbia presentato un candidato con l'indicazione dell'attività "paraplegico". La cosa è di cattivo gusto - ha continuato - non abbiamo bisogno di compassione ma di vivere normalmente". Tra le criticità, ha poi sottolineato il problema dei parcheggi e dei "molti ostacoli architettonici".

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La conquista del nord (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità LA CONQUISTA DEL NORD SEGUE DALLA PRIMA I precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali (Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria), dal 1994 il vantaggio del centrodestra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali). Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di quello Pd-Italia dei valori; uno scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera gara. Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente, se non in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003 innanzitutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino, Genova): a Nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare sostanziali segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta incentrando il nocciolo duro della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso feeling con le principali categorie socio-professionali del Nord, come conferma il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su "Repubblica": se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46 per cento del consenso degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei valori; il 44 degli impiegati privati contro il 37; il 54 dei liberi professionisti contro il 29; addirittura il 58 di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23. Figure accomunate da una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori principali dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in palese crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele precostituite, con le logiche assistenziali, con le aree protette. Merito, regole, competizione, sono le tre parole-chiave indispensabili per incassare la fiducia di un Nord oggi molto più vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa innovativa che all'obsoleta Italia. Se il centrosinistra non riuscirà a farle proprie, le terre sopra il Po rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il centrodestra si limiterà a capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare la trasformazione. Perciò la partita vera non è quella che si sta giocando a parole in queste settimane che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con i fatti, le scelte, i comportamenti di chi governerà e di chi starà all'opposizione. Se no, avremo solo buttato via l'ennesima domenica elettorale. Francesco Jori.

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Alla ricerca del nord perduto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIFFICILE SFIDA PER VELTRONI ALLA RICERCA DEL NORD PERDUTO di FRANCESCO JORI Un elettore su dieci, alle politiche 2006, ha deciso per chi votare solo l'ultimo giorno, in pratica uscendo di casa per andare al seggio. Tutti i sondaggi attuali segnalano che a tre settimane dalla chiamata alle urne un italiano su tre è ancora indeciso. E qualche ricerca propone aspetti eclatanti di disaffezione, specie tra i giovani: il 37% degli under 35 oggi come oggi pensa di astenersi. Ma né l'incertezza sulle scelte né il rifiuto dell'offerta elettorale sembrano in grado di incidere su un risultato finale pressoché scontato, almeno alla Camera, dove basterà ottenere almeno un voto in più dell'avversario per garantirsi un robusto premio di maggioranza. In questo scenario, l'interrogativo più stimolante si sposta allora su un altro piano: quanto svantaggio riuscirà a rimontare il Partito democratico in quel Nord che tutti indicano come decisivo non solo il 13 aprile, ma anche e soprattutto dopo? In che misura Veltroni riuscirà a tradurre in voti l'indubbia attenzione che sta riscuotendo nelle piazze sopra il Po? I precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Liguria) dal 1994 il vantaggio del centro-destra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali). Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha ottenuto il 46%, contro il 31 di quello Pd-Italia dei valori; uno scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera gara. Il centro-sinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente se non in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003 innanzi tutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino, Genova): a Nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centro-sinistra è rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. È proprio su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta centrando il nocciolo duro della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso feeling con le principali categorie socio-professionali del Nord, come conferma il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su "Repubblica": se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46% del consenso degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei Valori; il 44% degli impiegati privati contro il 37; il 54% dei liberi professionisti contro il 29; addirittura il 58% di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23. Figure accomunate da una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori principali dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in palese crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele precostituite, con le logiche assistenziali, con le aree protette. Merito, regole, competizione sono le tre parole chiave indispensabili per incassare la fiducia di un Nord oggi molto più vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa innovativa che all'obsoleta Italia. Se il centro-sinistra non riuscirà a farle proprie, le terre sopra il Po rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il centro-destra si limiterà a capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare la trasformazione. Perciò la partita vera non è quella che si sta giocando a parole in queste settimane che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con i fatti, le scelte, i comportamenti di chi governerà e di chi starà all'opposizione. Se no, avremo solo buttato via l'ennesima domenica elettorale.

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Introdotta la tassa sulle lapidi: costa 500 euro (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo sfogo dei marmisti. Il capocategoria regionale Della Mora: "La Regione intervenga e faccia chiarezza una volta per tutte" Introdotta la tassa sulle lapidi: costa 500 euro Diversi Comuni isontini richiedono la costosa "dichiarazione d'inizio attività" di Francesco Fain GORIZIA Ha i connotati della "doccia scozzese". Per i marmisti ma anche per i loro clienti che si trovano a dover sostenere - di fatto - una nuova tassa. Tutto nasce dalla "Dia": dietro questo acronimo si nasconde la Dichiarazione di inizio attività. È necessario averla perché, altrimenti, non si possono posare le lapidi. Potrebbe sembrare l'ennesimo problema di ordinaria burocrazia: in realtà, la Dia ha anche un contraccolpo finanziario perché - per ottenerla - ci vogliono... 500 euro. "Ma lei c'è l'ha la Dia? No? E allora niente lapide". È quello che si sentono dire in alcuni Comuni del Friuli Venezia Giulia e dell'Isontino gli artigiani del settore. La denuncia viene formulata da Paolo Della Mora, capo-categoria regionale dei marmisti. È un fiume in piena: evidenzia che la denuncia di inizio attività, prevista generalmente per opere edili che hanno un certo impatto urbanistico o tecnologico (arredo urbano, recinzioni, posa di condutture, tanto per fare alcuni esempi) e dal costo insostenibile per una lapide (almeno 500 euro), ora viene richiesta anche "per la posa delle lapidi da alcuni Comuni della regione. Ciò crea non pochi problemi davvero di difficile comprensione per i cittadini che si vedono poi addebitato quantomeno il costo vivo, mentre le imprese artigiane si caricano sulle spalle i costi accessori relativi alla compilazione di stampati, domande e concessioni". Un problema - dunque - di non facile decifrazione. Aggiunge Della Mora: "Ci sono dei Comuni che hanno interpretato la legge urbanistica regionale in senso restrittivo, applicandola a qualsiasi lapide mentre la legge regionale prevede la Dia solo per monumenti funerari, ossia per opere di una certa importanza e di una certa grandezza. E anche se la Regione ci ha più volte chiarito in via ufficiosa che la dichiarazione di inizio attività non serve per la posa delle lapidi - insiste Della Mora -, sono molti i Comuni che ce la chiedono. Ora, ci appelliamo alla Regione affinché emani un documento ufficiale: così, non si può andare avanti". Una lettera alla Direzione centrale pianificazione territoriale, energia, mobilità e infrastrutture di trasporto (si trova in via Giulia, a Trieste) è stata inviata ancora nello scorso mese di ottobre del 2007. "Ad oggi - conclude il rappresentante dei marmisti - non è giunta alcuna risposta. Dopo ripetuti solleciti scatta ora la protesta con la denuncia agli organi di stampa".

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L'imprenditorialità femminile ostacolata dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lanusei. Al via gli incontri formativi nella sede della Provincia L'imprenditorialità femminile ostacolata dalla burocrazia LANUSEI. Sono cominciati gli incontri formativi per l'imprenditorialità femminile, curati dalla Commissione regionale per le Pari opportunità. Il primo si è tenuto venerdì pomeriggio nella sala congressi della Provincia Ogliastra a Lanusei. Oltre al presidente Piero Carta erano presenti diversi rappresentanti istituzionali. C'erano infatti l'assessore all'Urbanistica Enrico Lai, la commissaria regionale per le Pari opportunità Antonietta Cossu e Anna Lucia Cannas, del Consorzio Finsardegna. Una ventina di giovani imprenditrici ogliastrine hanno assistito alla lezione. Diversi i settori produttivi: dalla produzione di prodotti tipici al turismo, alla produzione orafa. Molti i problemi con cui l'imprenditoria femminile (non diversamente da quella maschile) si scontra, primo fra tutti la burocrazia: "Per poter depositare il mio marchio - ha raccontato una di esse - ho dovuto attendere oltre un anno". Ancora più complicato l'accesso al credito: "Spesso ci si scontra con gli interessi delle banche - ha detto Anna Lucia Cannas - ma oggi, con le norme comunitarie, queste ultime devono confrontarsi con il mercato europeo e stanno dando risposte differenti. Anche gli istituti di credito, però, hanno delle giustificazioni. La media di vita delle nuove imprese è di appena tre anni - ha aggiunto Cannas - e questo rende difficile a un funzionario di banca concedere un finanziamento a cinque anni a una nuova impresa. Per questo l'idea proposta deve essere credibile e l'impresa proponente deve dimostrare di essere capace e affidabile". Il presidente Carta è stato meno morbido con le banche: "Amministrano soldi nostri - ha detto - quindi, schiena dritta quando si va a chiedere un finanziamento. Possibilmente non andateci da sole, ma accompagnate da un rappresentante di categoria. Meglio ancora se ci si riunisce in associazione e si va a contrattare insieme". Il presidente della Provincia ha invitato le imprenditrici a rivolgersi al Laboratorio della Provincia. Carta ha ricordato lo sforzo fatto dall'ente intermedio nella progettazione integrata e ha promesso il massimo impegno nella mediazione tra le imprenditrici e le istituzioni.

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Crisi del tessile, dai candidati la cna vuole promesse (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia Crisi del tessile, dai candidati la Cna vuole promesse "Devono dirci se stanno con noi per il made in Italy o con chi produce all'estero" AGLIANA. Un impegno concreto per il rilancio del settore. Chiunque vincerà le prossime elezioni politiche, chiedono le aziende tessili pistoiesi aderenti a Cna, si adoperi per recepire le istanze delle imprese. "In questi anni di crisi - spiega Patrizio Santini, presidente di Federmoda Cna Pistoia - l'attenzione dei politici è stata del tutto insufficiente e contradditoria, spesso solo di facciata. è anche per questo che i problemi si sono aggravati e il sistema produttivo ha perso ulteriormente terreno. L'esempio più evidente è il disegno di legge 3643, che prevede l'istituzione del marchio "100% Italia", approvato in prima lettura da Camera e Senato a giugno nel 2005 e che sta ancora aspettando l'approvazione definitiva". Le forze politiche in lizza, sostiene Santini, devono assumersi degli impegni di fronte alle imprese. Cna si dichiara disponibile al confronto, ma "con interlocutori seri". "Che ci dicano con chiarezza se sul Made in Italy stanno con noi o con alcuni gruppi industriali che producono all'estero. Se intendono impegnarsi nella lotta alla contraffazione, o se ritengono che debbano stare sullo stesso piano prodotti realizzati in ambienti dove si applicano le normative di sicurezza dei lavoratori con quelli realizzati in luoghi di lavoro privi di tutele sindacali e sanitarie". Altri nodi fondamentali riguardano la riforma del fisco e i costi del lavoro. "è fumo negli occhi degli elettori l'impegno a togliere un balzello a livello nazionale se poi se ne introducono due a livello locale. Sono soldi che escono dalle stesse tasche". Promozione delle fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti, effettiva liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica e del gas, semplificazione della burocrazia: queste le richieste degli artigiani Cna al futuro governo. t.g.

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Aquileia, risorse e progetti per il polo archeologico (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Aquileia, risorse e progetti per il polo archeologico Fa piacere sapere che ci sia ancora qualcuno, come il signor Paolo Calligaris (lettera pubblicata il 14 marzo), che può affrontare la vita con la dovuta filosofia e reagire con una sana risata ai fatti e alle situazioni che lo circondano, un lusso riservato, ahimè, ormai a pochi! Ma per passare dal faceto al serio, mi pare che il signor Calligaris, almeno dalle considerazioni contenute nella sua lettera apparsa recentemente, non abbia piena conoscenza e coscienza di cosa sia la Fondazione per Aquileia, quali i suoi obiettivi e quali le risorse disponibili. Lo scopo principale della Fondazione non è certo quello di ricercare soggetti privati, come egli sostiene, ma di lavorare per piani pluriennali, condivisi, di valorizzazione di questa città come polo archeologico di primaria importanza, alla quale potranno partecipare anche soggetti privati, qualora siano in accordo con le finalità e gli obiettivi della stessa. Il fatto poi che nella legge regionale 18/06, riguardante l'istituzione della Fondazione, ci siano incentivi da destinarsi agli operatori privati, che intendano adeguare e migliorare l'offerta commerciale di Aquileia, può anche non interessare il signor Calligaris, ma sono convinto che altri operatori economici presenti sul territorio saranno ben contenti di beneficiarne. Per quanto riguarda la non tanto velata accusa al Comune, di esercitare una burocrazia asfissiante, va detto che la sua famiglia ha potuto creare ad Aquileia con un restauro esemplare - merito che gli viene unanimemente riconosciuto - la più grande cantina con punto vendita di prodotti agricoli di Aquileia e, nel tempo, ha potuto realizzare la più vasta lottizzazione privata del paese: lamentarsi a tale proposito di una burocrazia asfissiante forse non è sempre da attribuirsi al Comune, ma a progetti non pienamente rispettosi delle prescrizioni del Piano regolatore e ai pareri negativi di altri enti, come le Soprintendenze le quali, nella loro piena autonomia, non ritengono autorizzabili determinati interventi. Comunque, in ultima analisi, sono contento che il signor Paolo Calligaris, senza fare tanto clamore, operi nel suo piccolo per Aquileia e auspichiamo che possano farlo anche altri nuovi operatori, capaci di cogliere gli stimoli e le occasioni che potranno presentarsi. Alviano Scarel sindaco di Aquileia.

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"sfide in tv, pronti a disubbidire" - francesco bei (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Floris vuole in studio i candidati premier il 6 aprile. Mentana: sia un dibattito vero "Sfide in tv, pronti a disubbidire" I conduttori alla Vigilanza: il confronto Berlusconi-Veltroni va fatto Carelli (Sky): se i candidati ci danno l'okay noi li manderemo in onda Landolfi: il faccia a faccia è assolutamente impossibile Lo dice la legge FRANCESCO BEI ROMA - Mancano tre settimane al voto, la febbre sale, i conduttori televisivi scalpitano per accaparrarsi la sfida all'ok corral fra Veltroni e Berlusconi. Il problema è che, in teoria, questo confronto non si può fare. "Il regolamento della Vigilanza è chiaro - spiega il presidente della commissione Mario Landolfi - se si facesse il faccia a faccia tra i due leader, tutti gli altri candidati premier reclamerebbero giustamente lo stesso trattamento. Santanché vorrebbe sfidare Berlusconi, Boselli vorrebbe Veltroni e così via all'infinito. Non se ne esce, niente da fare". E tuttavia la pressione è forte, anche se Forza Italia - nonostante Berlusconi si sia detto disponibile al confronto - fa di tutto perché il faccia a faccia non ci sia, visto che in queste condizioni sarebbe un vantaggio per l'inseguitore Veltroni. Il ministro Paolo Gentiloni è convinto invece che sia possibile, perché "nessuna legge vieta di ospitare due leader politici a "Porta a Porta" o a "Matrix", sempre che si rispetti la par condicio nell'intero ciclo di trasmissioni". Dall'altra parte della barricata gli replica Paolo Bonaiuti: "Il fariseo Gentiloni vuole la par condicio per mettere il bavaglio a Berlusconi e ci prova intanto a invocare un confronto fuorilegge, nella speranza di dare un po' di ossigeno al suo candidato pallido ed esangue". In questo scontro politico provano a inserirsi i giornalisti. Disposti a tutto, anche a sfidare la legge. "Ho inviato oggi una mail a Berlusconi e a Veltroni - rivela Giovanni Floris - invitandoli a confrontarsi a Ballarò domenica 6 aprile, l'ultima puntata prima delle elezioni politiche". Naturalmente anche il presidente della "terza Camera" non si tira indietro: "Sia Veltroni che Berlusconi si sono dichiarati disponibili - sostiene Bruno Vespa - ma lo staff del leader del Pdl si è richiamato al divieto di confronti diretti tra i candidati premier espresso dal presidente della Vigilanza. Se mutassero le condizioni la disponibilità di "Porta a porta" è ovviamente assoluta, come sanno bene da molto tempo entrambi gli interessati". Enrico Mentana - che ha invitato entrambi i candidati a "Matrix" - pone invece una condizione, che le regole non imbavaglino il confronto: "Io sono disponibile a un faccia a faccia vero, non a una sfida di raggelante burocrazia come quella di due anni fa tra Berlusconi e Prodi. In vita mia - aggiunge - ho già fatto tanto, non ho bisogno di apparire in tv a fare il cronometrista". Ma il più agguerrito di tutti e forse quello piazzato meglio è Emilio Carelli, direttore di SkyTg24. Forse perché il satellite è più anarchico, forse perché l'editore Murdoch si cura meno dei lacci della Vigilanza, Carelli si mostra spavaldo: "Io spero che si possa fare, ce la stiamo mettendo tutta e l'editore ci tiene molto. D'altronde, come si fa a privare il Paese di un faccia a faccia tra i due principali candidati premier?". E il regolamento della Vigilanza? E L'Autorità per le comunicazioni? "Se i due leader ci danno una risposta positiva noi lo facciamo comunque, a prescindere. Se gli altri candidati faranno degli esposti, siamo pronti ad assumercene la responsabilità". Il problema, allora, non sono tanto le regole quanto la volontà politica. "La questione vera - riassume Mentana - è che i faccia a faccia si fanno solo quando convengono a entrambi. E a Berlusconi ora non conviene, chi è avanti non ha interesse a farlo".

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CIVITELLA ROVETO - Come evitare le stragi della superstrada del Liri o, meglio ancora, come scongiur (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di JOLE MARIANI CIVITELLA ROVETO - Come evitare le stragi della superstrada del Liri o, meglio ancora, come scongiurare la media, agghiacciante, dei sette morti e dei circa cento feriti ogni anno "causati" dall'arteria, considerata una delle vie più pericolose nel sistema dei collegamenti. Di questo si è parlato nel corso di un summit svoltosi nella sede della Comunità montana Valle Roveto. Si è parlato della necessità di mettere in sicurezza la bretella, proprio alla luce dei tantissimi incidenti che vi accadono. Ma si è parlato anche delle funzioni strategiche che l'arteria potrebbe rivestire per uno sviluppo del territorio marsicano dato che essa è l'unico asse di collegamento tra Avezzano e le Regioni del Lazio e della Campania. Dirigenti dell'Anas, presenti alla riunione, hanno intanto annunciato che a giugno inizieranno i lavori per la messa in sicurezza delle due gallerie "Salviano" e "Giorgia" e per la sistemazione della segnaletica. Il summit è stato convocato dall'assessore alle attività produttive della Comunità montana Valle Roveto, Mauro Antonini, che ha ribadito anche l'urgenza di riqualificare la storica ex statale 82, unica alternativa alla superstrada del Liri quando questa rimane chiusa per lavori. Hanno partecipato al vertice, oltre al presidente della Comunità montana Valle Roveto, Marcello Di Cesare, anche i parlamentari Luigi Lusi e Pina Fasciani, il vice presidente del Consiglio regionale Nicola Pisegna Orlando, l'assessore provinciale alla Viabilità Pio Alleva e gli amministratori comunali della Marsica e del Frusinate; tra l'altro con qualche nota polemica dell'Udc che per bocca di Giuseppe Gagliardi ha contestato l'iniziativa e sostenuto che restano validi solo i fondi messi a disposizione da De Laurentiis. L'assessore provinciale Alleva ha nel frattempo annunciato la disponibilità finanziaria, un milione di euro, per la sistemazione delle curve più pericolose della ex Statale 82, da alcuni anni passata alla Provincia. Al di là della polemica politica, però, è in piedi da tempo il problema: i conti sono macabri: in due anni quattordici morti per incidente stradale. C'è qualcosa che non va. La superstrada viene percorsa a velocità sostenuta dagli utenti e da questo punto di vista l'Autovelox del Comune di Civita d'Antino ha la funzione dello spauracchio. E c'è chi sostiene che la politica dei dissuasori, in questo senso, potrebbe avere maggior valore di tutti i soldi spesi fino a oggi per rendere più sicura la superstrada che, va ricordato, era stata progettata a quattro corsie e per chissà quale motivo poi fu completata a due. E meno male che è andata così: quella che doveva essere la dorsale appenninica, infatti, sull'altro versante, verso Rieti si è addirittura bloccata e la burocrazia e la politica non riescono neanche a completare quei pochi chilometri che mancano per collegare Avezzano a Rieti.

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Per noi non cambia nulla . Anna Teresa Formisano, parlamentare Udc, candidata alla camera (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di VITTORIO BUONGIORNO "Per noi non cambia nulla". Anna Teresa Formisano, parlamentare Udc, candidata alla camera nel collegio 2 accoglie con freddezza la notizia dello strappo di Bruno Scittarelli. Perché è accaduto? "Chiedetelo a lui". Cambia qualcosa per lei e l'Udc? "Continua la campagna elettorale". La sorprende questo passaggio al Pdl? "I tentativi erano sotto gli occhi di tutti". Perché non siete riusciti ad evitare l'addio? "Chiedetelo a lui. La prego, adesso parliamo di altro". Parliamo della crisi che attanaglia a l'economia ciociara. Come si può invertire la tendenza? "Credo che innanzitutto occorra rendere la vita più facile alle imprese. Il mercato ha bisogno di maggiore libertà e di essere esso stesso messo in condizione sia di agevolare la creazione di nuove attività che di potenziare quelle già esistenti. Detto questo, noi proponiamo di valorizzare il ruolo economico e sociale delle piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi, ma anche di riconoscere la soggettività giuridica e fiscale ai distretti industriali, di riformare gli incentivi della legge 488/92 con l'introduzione del credito di imposta. Tutto ciò attraverso una burocrazia che va snellita: la parola d'ordine è "semplificazione"". Un'economia in difficoltà presta il fianco ad infiltrazioni malavitose. Le ne ha parlato più volte, anche ultimamente. "In questa seppur breve legislatura ho chiesto formalmente più volte al Governo Prodi l'urgenza di adottare provvedimenti per frenare i continui episodi di criminalità che si stanno verificando nella nostra Provincia. Allo stesso modo ho sottolineato come nel territorio frusinate, e in particolare a Cassino si stessero susseguendo gravi episodi di criminalità: assalti a banche, uffici postali, negozi e furti nelle abitazioni, con conseguenti ingenti investimenti della malavita organizzata. Migliorare e aumentare il monitoraggio delle attività sensibili a fenomeni di infiltrazione mafiosa nell'area di Cassino e della provincia di Frosinone è una priorità. A mio avviso occorre anche tornare ai poliziotti di quartiere nei centri più grandi della Provincia. Solo impiegandoli subito a svolgere il loro servizio sulle strade, e rafforzando al tempo stesso gli organici delle forze dell'ordine e la collaborazione con la Dia, si potrà mettere un freno a una situazione che si sta rendendo davvero insostenibile". Frosinone è la città più inquinata d'Italia, ma le polveri sottili ormai hanno invaso anche Cassino. Cosa si può fare? Sicuramente con provvedimenti spot non si risolve il problema. Occorre predisporre un progetto serio e attuabile immediatamente per migliorare la qualità ambientale del nostro capoluogo. L'Università di Cassino è una risorsa per il territorio, come si può sfruttarla per lo sviluppo dell'economia ciociara? Incentivando la ricerca attraverso la meritocrazia e incrementando il finanziamento pubblico in questo settore, prevedendo una quota riservata a giovani ricercatori e a gruppi che si consorzino su progetti strategici - di cui le imprese presenti nel territorio possono beneficiare - e incentivando l'investimento privato nella ricerca con sgravi fiscali. E poi, collegare la scuola con il mondo del lavoro, prevedendo stage in tre fasi: ingresso per i giovani provenienti dalle scuole superiori e dall'università in azienda per un mese, accesso dei migliori ad un contratto a tempo determinato di un anno, selezione per assunzione a tempo indeterminato con dote fiscale a favore dell'impresa per almeno cinque anni. Cassino provincia, è ancora una ipotesi percorribile? Francamente mi sembra molto difficile oggi dare una risposta, l'unico volano potrebbe essere Roma città metropolitana Come aiutare le famiglie, soprattutto quelle famiglie numerose. Le famiglie si aiutano con una politica fiscale degna di tale nome, sensibile soprattutto ai nuclei monoreddito con figli, attraverso una detassazione "selettiva". L'Unione di Centro propone il riconoscimento alla famiglia del ruolo di soggetto tributario: bonus e detrazioni per attività del nucleo familiare in proporzione al numero di componenti - con agevolazioni aggiuntive per la presenza di diversamente abili e di non autosufficienti -, badanti, colf, asili nido e scuole, libri e mense scolastiche, attività sportive, corsi di studio all'estero, detassazione delle borse di studio, agevolazioni per l'avvio di imprese familiari, incremento degli assegni familiari per ogni figlio a carico e conciliazione dei tempi di lavoro con la vita quotidiana familiare. Dopo tante campagne elettorali all'interno della Casa delle Libertà stavolta l'Udc corre senza Fi e An. Cosa si sente di dire ai vecchi alleati? Di piantarla con il tormentone del "voto inutile", tanto gli italiani non ci cascano. Un aggettivo che la definisce. "Concreta e testarda" Un aggettivo che definisca gli altri candidati ciociari. "Non è nel mio stile definire gli altri con un aggettivo".

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Pasqua senz'acqua per 400 famiglie di Pian della Carlotta al Sasso. Da tre giorni infatti i rub (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di GIANNI PALMIERI Pasqua senz'acqua per 400 famiglie di Pian della Carlotta al Sasso. Da tre giorni infatti i rubinetti delle case della frazione di Cerveteri sono all'asciutto a causa di un improvviso abbassamento della pressione idrica. Un disservizio che era già accaduto lo scorso mese nella zona rurale, provocando per giorni enormi disagi ai cittadini che avevano sonoramente protestato. In quel caso una serie di guasti a condutture ormai fatiscenti e obsolete erano stati all'origine della grave carenza di acqua nelle abitazioni. Ora il problema si è riproposto, probabilmente per un'altra rottura nella ramificazione delle tubature, ma ad accentuare i disagi per gli utenti è intervenuta anche la burocrazia. Dal primo marzo, infatti, manca un interlocutore diretto dato che la competenza del servizio idrico è passata dal comune di Cerveteri alla società Acea Ato 2 di Roma. Azienda con cui da 72 ore i residenti di Pian della Carlotta stanno cercando di avere un contatto, ostacolati anche dal lungo ponte pasquale. Per ora la popolazione si è organizzata in modo provvisorio, ma il malumore serpeggia e rischia di esplodere nelle prossime ore. Sulla vicenda è intervenuto il Codacons che ha chiamato tutte le autorità ad un maggior senso di responsabilità. "I fatti che periodicamente accadono nella zona del borgo del Sasso - dice il coordinatore del litorale, Angelo Bernabei - sono veramente grotteschi. E' da tempo che le 400 famiglie segnalano di rimanere spesso con i rubinetti asciutti, eppure nemmeno il passaggio di gestione alla società capitolina Acea sembra aver recato giovamenti. Anzi, pure a Pasqua gli utenti che pagano regolarmente le bollette dovranno munirsi di acqua minerale per cucinare e per le altre faccende domestiche". "Ci auguriamo - continua Bernabei - che oltre all'intervento tampone per riportare l'erogazione dell'acqua a Pian della Carlotta, chi di dovere comprenda che nelle campagne di Cerveteri è necessaria una tempestiva ristrutturazione di una rete idrica vecchia di oltre trent'anni. Se l'acqua mancasse nelle case anche in estate col caldo torrido i disagi odierni diventerebbero vere e proprie sciagure".

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L'isola di Dumas non è più proibita Montecristo apre ai turisti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-23 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Nuove regole Le domande si potranno fare online, ma resta il numero chiuso L'isola di Dumas non è più proibita Montecristo apre ai turisti PORTOFERRAIO (Livorno) - Era l'ultima isola misteriosa del Tirreno, prigione del Conte e dell'abate Faria, nascondiglio di un tesoro inestimabile. Dieci chilometri quadrati a sud dell'Elba, resi immortali dal capolavoro di Alexander Dumas. Adesso su Montecristo si alzano i veli e si dirada la cortina di esotismo romantico. Chiunque potrà sbarcare a Cala maestra e camminare tra decine di sentieri a picco su anfratti dalla sabbia bianca, scogliere sferzate dal libeccio, grotte marine popolate da gabbiani e rifugio di delfini e foche monache. Basterà fare domanda via Internet ed aspettare il proprio turno. Non sarà facile, però, perché l'accesso è rigorosamente a numero chiuso e chi vorrà visitare l'isola dovrà seguire pure un corso, ma è comunque un segnale decisivo verso l'apertura ai "capolavori dell'ambiente " e a un turismo ecocompatibile, sostenibile e culturale. La svolta durante l'ultimo consiglio del Parco dell'Arcipelago toscano e l'approvazione della "carta Montecristo", una modifica del regolamento grazie alla quale sarà organizzato un programma di visite guidate gestite da Parco in collaborazione con la Forestale che fino ad oggi ha preservato lo "scoglio" dagli intrusi. Burocrazia formale, a prima vista. Una piccola rivoluzione nella sostanza. Fino ad oggi cale e sentieri, colline e anfratti, erano visitati quasi esclusivamente da scolaresche, ricercatori, tecnici. Adesso di fatto non ci saranno limitazioni per categoria o problemi organizzativi. E tutti potranno andare alla scoperta dei segreti del-l'isola, riserva biogenetica, così tutelata da essere proibito l'attracco di qualsiasi imbarcazione privata e persino un bagno nel mare incontaminato. I visitatori che rientreranno nella lista delle visite a numero chiuso (mille l'anno ai quali si potrebbero aggiungere altri duemila visitatori del solo museo naturale di Cala Maestra, il principale approdo) dovranno però guadagnarselo questo sbarco straordinario. Come? Andando a scuola. "Il giorno prima della visita organizzeremo corsi di educazione ambientale - spiega Mario Tozzi, ricercatore del Cnr e conduttore televisivo, presidente del Parco dell'arcipelago toscano -. Perché anche il turismo è una risorsa culturale. Montecristo è un museo naturalistico a cielo aperto e le persone che la visiteranno dovranno essere educate, capire quali tesori andranno a visitare ". Sull'isola, dove vive un custode con la famiglia, ci sono una villa settecentesca, le rovine di un antico monastero e la grotta di San Mamiliano, vescovo di Palermo. Nel quarto secolo, il santo qui si rifugiò per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali e dall'isola fu per sempre stregato. La fiction Un insuperabile Gerard Depardieu nei panni di Edmond Dantes nella fiction sul Conte di Montecristo di Josee Dayan del 1998. Qui la scena in cui scopre il tesoro sull'isola Marco Gasperetti.

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LA CONQUISTA DEL NORD (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA I precedenti indicano che nelle cinque maggiori regioni settentrionali (Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Liguria), dal 1994 il vantaggio del centrodestra ha oscillato stabilmente tra i 15 e i 18 punti indipendentemente dal tipo di elezioni (politiche, europee, regionali). Applicando l'esito del 2006 alle attuali coalizioni, il tandem Pdl-Lega ha ottenuto il 46 per cento, contro il 31 di quello Pd-Italia dei valori; uno scarto che ha avuto i suoi picchi in Lombardia (20 punti di differenza) e in Veneto (18). E un recente sondaggio di Demos segnala che nella fascia settentrionale dell'elettorato il divario è pressoché immutato rispetto a due anni fa: una quindicina di punti. Finora, dunque, qui non c'è mai stata vera gara. Il centrosinistra non è riuscito a dimostrarsi competitivo e vincente, se non in alcuni e pur significativi test locali (le regionali friulane del 2003 innanzitutto, ma anche il Trentino e città come Venezia, Padova, Torino, Genova): a Nord soffre di una cronica debolezza, indice di un fallimento strategico che non si può spiegare solo con il comune sentire del "popolo delle partite Iva" in materia di tasse, burocrazia, infrastrutture. C'è in più qualcosa che viene da lontano e che continua a far presa malgrado la mutata offerta politica, come bene spiegano Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni sulla rivista "Il Mulino". Tutto è cambiato a partire dal 1992, ma l'immagine dei partiti di centrosinistra è rimasta la stessa, conferma Roberto D'Alimonte: sostanzialmente negativa. Il che significa che la coalizione non è riuscita a dare sostanziali segnali di discontinuità, specie nello strategico Lombardo-Veneto. E' proprio su quest'ultimo aspetto che il Pd di Veltroni sta incentrando il nocciolo duro della propria strategia; ma è chiaro che non basta una campagna elettorale per rimontare uno svantaggio competitivo così pesante. E che è legato allo scarso feeling con le principali categorie socio-professionali del Nord, come conferma il sondaggio di Ilvo Diamanti pubblicato l'altro ieri su "Repubblica": se si votasse ora, Pdl e Lega raccoglierebbero il 46 per cento del consenso degli operai contro il 31 di Pd e Italia dei valori; il 44 degli impiegati privati contro il 37; il 54 dei liberi professionisti contro il 29; addirittura il 58 di imprenditori e lavoratori autonomi contro il 23. Figure accomunate da una forte richiesta alla politica (ma anche agli attori principali dell'economia, dalle associazioni di categoria al sindacato, in palese crisi di rappresentanza) di tagliare i ponti con le tutele precostituite, con le logiche assistenziali, con le aree protette. Merito, regole, competizione, sono le tre parole-chiave indispensabili per incassare la fiducia di un Nord oggi molto più vicino a Bruxelles che a Roma, all'Europa innovativa che all'obsoleta Italia. Se il centrosinistra non riuscirà a farle proprie, le terre sopra il Po rimarranno una Waterloo ricorrente; ma anche il centrodestra si limiterà a capitalizzare la protesta, senza riuscire a guidare la trasformazione. Perciò la partita vera non è quella che si sta giocando a parole in queste settimane che precedono il voto: comincerà dal 15 aprile. Con i fatti, le scelte, i comportamenti di chi governerà e di chi starà all'opposizione. Se no, avremo solo buttato via l'ennesima domenica elettorale. Francesco Jori.

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Vogliono costringerci (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre Vogliono costringerci Vogliono costringerci a comprare il garage Quale cittadino residente in via Dante, vorrei segnalare una situazione che sta arrecando notevole disagio agli abitanti della zona. La municipalità di Mestre Carpenedo ha di recente eliminato circa 50 posti auto in via Ludovico Ariosto a Mestre. Considerato che le abitazioni di via Dante e di via Ariosto sono state costruite attorno agli anni '30 e sono, per la maggior parte, sprovviste di posti auto condominiali; dopo la riduzione dei parcheggi dovuta alla realizzazione della pista ciclabile in via Dante, si è pensato bene di eliminare altri 50 posti auto, costringendo spesso gli abitanti del quartiere a posteggiare nelle zone limitrofe con conseguente disagio per chi già vi vive. Vorrei ricordare che quando ancora si discuteva della realizzazione della pista ciclabile, l'amministrazione locale era apparsa sensibile al problema del parcheggio dei residenti, addirittura prospettando la possibilità di riservare loro alcuni posti auto. Ora non solo queste promesse sono rimaste inattuate, ma addirittura di recente si è deciso di ridurre ulteriormente la disponibilità dei parcheggi, eliminando tutto il lato destro di via Ariosto. Oggi, con l'introduzione del posteggio a pagamento, i residenti di via Dante e di via Ariosto si sono trovati costretti a pagare un abbonamento annuale per il parcheggio nei pressi della propria abitazione; la situazione che si è venuta a creare ci obbliga talvolta a portare l'auto in zone che non rientrano nel nostro abbonamento, obbligandoci a pagare due volte la "tassa" di parcheggio. Non dimentichiamo la presenza di un cinema, assai frequentato: chi ci va dove "infilerà" il proprio automezzo? Inoltre colgo l'occasione per evidenziare la cecità di un'amministrazione pubblica che mentre si preoccupa di eliminare i posti auto, non si ricorda di ripristinare i bidoni per la raccolta differenziata della carta, bruciati a seguito di atti vandalici. A oggi il servizio non solo non è stato ripristinato, ma il contenitore per la raccolta differenziata è stato sostituito da famigerati paletti; forse l'idea è quella di obbligare i residenti a parcheggiare in altri quartieri utilizzando la loro vettura per il trasporto della carta. Non riesco a capire chi possa trarre vantaggio da tale situazione; saremo dunque costretti ad acquistare i garage che verranno realizzati in piazzale Leonardo da Vinci? Riccardo Comastri Mestre Risolto il problema del signor Cipolato Con riferimento all'articolo pubblicato nei giorni scorsi dal titolo "San Liberale, casa nuova ma senza luce", Enel informa di aver contattato il signor Cipolato per chiarire la vicenda e comunicargli che a breve sarà allacciato. Il cliente aveva richiesto un contratto agli inizi di febbraio, ma la documentazione non gli era mai pervenuta, in quanto aveva registrato erroneamente il suo nominativo. Contattato telefonicamente nei giorni scorsi, il signor Cipolato sarà presto allacciato. Enel - Relazioni Esterne Triveneto Venezia Con le loro pensioni attrezzate gli ospedali Nei giornali di questa settimana santa, si potevano leggere articoli che parlavano, delle pensioni di molti personaggi in vista. A loro venivano erogate rette dalle casse dello Stato elevate. Questo non mi fa invidia, però con una quantità di denaro inferiore a quanto percepito annualmente da tre di loro si potrebbero acquistare, macchinari ospedalieri utili a togliere da serie difficoltà centinaia di cittadini, col male del secolo. Non voglio togliere un forse mezzo di sussistenza a dei personaggi in vista, ma per l'età dichiarata, la stragrande maggioranza dei cittadini deve ancora lavorare molti anni, e questo mi sembra profondamente ingiusto. Aldo Bruni Mestre Non serve il francese per farci volare Per una questione di dignità nazionale consiglio il Governo di non vendere l'Alitalia ai francesi né a nessun'altra cordata nazionale o straniera. Non bisogna assolutamente ripetere l'errore che anni orsono abbiamo fatto nel vendere affrettatamente e per pochi soldi la grande flotta navale di preminente interesse nazionale che avevamo e che mandava bellissime navi in tutti i porti del mondo. In tal modo incassavamo noli in preziosa valuta straniera, si pubblicizzava il "made in ltaly" si preparavano ottimi equipaggi e si faceva cultura del mare suscitando il legittimo orgoglio della nostra marineria e dei connazionali all'estero. Le sovvenzioni statali delle quali godevano le Società Italia, Adriatica Lloyd Triestino e Tirrenia erano allora ampiamente giustificate in termini di immagine, di resa globale e di esempio armatoriale di tutela ambientale contro le carrette del mare e le bandiere ombra. Poi con l'andar del tempo, a seguito di ingerenze e pressioni politiche per assunzioni clientelari, gli uffici si sono riempiti di funzionari di scarso rendimento pratico e di attitudini alla burocrazia ed alla complicazione delle cose piuttosto che al loro snellimento. Il conseguente aumento delle spese ha determinato la situazione fallimentare. Ora, la Francia dichiarandosi disposta a comprare l'Alitalia soltanto alle fondamentali condizioni che sia liberata da tanti esuberi di personale, ci ha fatto chiaramente intendere che i nostri aerei possono continuare a volare e guadagnare soltanto se gestiti da un minor numero di funzionari e impiegati. Per quanto non ci volesse molto a capire questi semplici concetti di economia aziendale del taglio dei rami secchi, l'offerta condizionata di acquisto di Air France ci sta gridando, che Alitalia può rimanere dello Stato, snellita secondo gli schemi dell'offerta francese. Non esponiamoci al ridicolo dell'incapacità manageriale. Ferruccio Falconi Lido di Venezia.

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<Gli esperti si dimenticano di noi> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE E BUROCRAZIA. Crea apprensione nei malati il mancato inserimento della sindrome di Sjögren nella lista delle patologie che godono dell'esenzione dal ticket "Gli esperti si dimenticano di noi" Nel Veronese sono 280 le persone affette. "Ogni mese 600 euro di spesa per alleviare le sofferenze"   Non sarà serena la Pasqua dei malati colpiti dalla sindrome di Sjögren. Sono 80 a Verona, 200 in provincia, oltre 1800 nel Veneto, diverse migliaia in Italia, ma di loro si sente parlare poco e, soprattutto, di loro ben pochi si interessano. A rompere il silenzio, in questi giorni di festa, è Lucia Marotta, veronese, presidente di AniMaSS (associazione malati sindrome di Sjögren, che ha sede in via Santa Chiara 6), allarmata dalle tante telefonate di soci e malati. "Sono persone", chiarisce Marotta, "che hanno contattato il numero verde attivato dall'Istituto Superiore di Sanità per avere informazioni sulle malattie rare. Ebbene, pur in assenza di disposizioni ufficiali l'operatore dell'Iss comunica agli interlocutori una novità che per noi ha ricadute importantissime e devastanti. Ossia che gli esperti hanno ritenuto di classificare la sindrome di Sjögren come malattia cronica e non rara. Inutile cercare conferme o smentite, nessuno ci dice nulla. Ci sentiamo traditi e umiliati". La differenza fra malattia cronica e rara non è irrilevante. "Le malattie rare inserite nell'apposita lista dell'Iss", spiega Marotta, "godono dell'esenzione del ticket e già questo costituirebbe, per noi malati, un sollievo non indifferente. Ogni mese, per acquistare le medicine e i presidi che ci permettono di alleviare le sofferenze provocate dalla malattia, spendiamo dai 500 ai 600 euro. Lacrime artificiali, gel, dentifrici, creme idratanti e detergenti speciali, privi di profumi e conservanti, fanno parte del bagaglio quotidiano del malato di sindrome di Sjögren. Soldi che spendiamo di tasca nostra. E non tutti i malati, purtroppo, sono in grado di far fronte a questa spesa importante". L'associazione chiama in causa la Regione Veneto, "che per interessamento dell'assessore Francesca Martini", puntualizza Marotta, "ha varato un provvedimento che riconosce ai malati una dispensa mensile di 50 euro per acquistare parafarmaci. Ma è poco, in confronto alle spese reali che dobbiamo affrontare". A nome dei malati veronesi e veneti la signora lancia un nuovo appello alla classe politica. "La nostra associazione", rimarca, "da anni collabora con l'Istituto Superiore di Sanità, fornendo dati e contributi scientifici, per ottenere che la commissione inserisca la sindrome di Sjögren nella lista delle malattie rare, al pari della sindrome di Larson Sjögren, variante pediatrica della patologia. Perchè questa differenza? Gli adulti sono malati di serie B? Cosa dobbiamo fare per far valere le nostre ragioni? Dobbiamo forse fare lo sciopero della fame?". La signora Marotta evidenzia un'altra discriminazione: "Perchè ai malati di sindrone di Sjögren vengono riconosciuti sconti dei ticket solo se hanno redditi bassi, mentre a un celiaco milionario viene concesso tutto, alimenti speciali compresi? Non meritiamo questo trattamento, già soffriamo abbastanza, la nostra vita è sgretolata dal male". Marotta si rivolge infine ai ricercatori: "La sindrome nei laboratori di ricerca viene ignorata e anche questo gioca a nostro svantaggio. Telethon non ha ricerche specifiche, solo grazie a una borsa di studio finanziata dalla nostra associazione all'Università di Udine si comincia a fare qualcosa. L'unico farmaco disponibile non funziona nel 90% dei malati. Abbiamo bisogno del sostegno dell'opinione pubblica, ma soprattutto dei politici. Non abbandonateci". P.Col.  .

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Croce Gialla, la sede nell'ex ospedale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Con la firma dell'accordo arriva la soddisfazione della presidente Zincarini MONTEGRANARO - Con la firma arriva la soddisfazione. Quella della presidente della Croce Gialla Annalina Zincarini, quella del sindaco Giovanni Basso e quella del direttore della locale sanità Mario Forti. Ora che per l'ultimo passo per la nuova sede della pubblica assistenza c'è una data certa, ed è quella del 31, torna il sorriso sui volti di tutti i protagonisti di quella che sembrava dover essere una storia senza fine. Come anticipato ieri dal Corriere Adriatico per la Croce Gialla e per molte altre associazioni di volontariato cittadine che in questi locali ugualmente troveranno un punto di riferimento, l'ultima giornata del mese sarà una di quelle importanti. Con essa, infatti, si chiude un iter durato mesi e mesi. Anzi, anni. Verrà apposta l'ultima firma sulla convenzione, anche se già nei fatti l'accordo è concluso e quindi la partita chiusa, che formalizzerà l'ultimo passo necessario da compiersi per il trasferimento della pubblica assistenza dai locali di cui dispone attualmente in via Zaccagnini a quelli nuovi situati al primo piano di quello che ormai è l'ex ospedale. Certo, ci sono i lavori da fare. Ma gli euro necessari sono già nel bilancio del Comune per quanto riguarda i lavori esterni e, per quelli al'interno, ugualmente è di procedere spediti. Ergo, il peggio, il limbo, quei tempi tecnici di attesa che sono diventati poi tempi biblici, sembrano ormai fare parte del passato. E, nel ventennale dalla nascita della Croce Gialla, ventennale che verrà festeggiato a settembre, mai notizia poteva essere più bella. Una bella sorpresa che ci ha portato la Pasqua commenta la presidente Annalina Zincarini. Che però tira il freno. Tante volte è stata rassicurata. Ma, altrettante volte, le speranze che fosse fatta, hanno dovuto fare i conti con la burocrazia che ha invece rallentanto tutto. Ecco perchè ci va con i piedi di piombo. Aspettiamo comunque il 31 dice. Sul suo volto però c'è un sorriso. E dietro questo, si intuisce, che la presidente non sta nella pelle di dare ufficialmente la buona novella ai suoi volontari il prossimo sei di aprile, quando si terrà l'annuale assemblea dei soci. E felice si dichiara anche il sindaco di Montegranaro, Giovanni Basso. Si chiude un percorso durato diverso tempo. E sulla tempistica rimarca: Se avessimo potuto avremmo preferito fare prima, molto prima. La burocrazia, purtroppo, ci ha impedito di procedere come speravamo. Adesso comunque che, per fortuna, sulla convenzione scriviamo l'ultima parola non possiamo che gioirne. La Croce Gialla attendeva questa sede. E noi siamo lieti di aver contribuito a rispondere a questa esigenza. Il sindaco Giovanni Basso ha inoltre invitato la presidente Zincarini in comune il giorno che, tra ente e Asur, si provvederà a ufficializzare l'accordo. Soddisfatto anche Mario Forti, direttore della zona territoriale fermana. E' arrivato Forti, alla guida della sanità fermana, che l'iter per la sede della Croce Gialla era già stato avviato. Da un pezzo E, da un po', era in sospeso. Ho trovato la questione sul tavolo, ricorda. E aggiunge: Sapevo quanto a Montegranaro la questione fosse sentita. Adesso però, la storia, volge al termine. Una felice conclusione - afferma il direttore - per il giorno della firma ci saranno a Montegranaro anche i vertici della sanità regionale. Dopo la sede della Croce Gialla toccherà all'Hospice, anche la partenza di questo progetto è molto importante. Avvio in quest'ultimo caso previsto per luglio. ISABELLA CARDINALI,.

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Cittadini e Comune <Rapporti migliori> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

AMMINISTRAZIONE. L'ass. Mauro Lazzarotto Cittadini e Comune "Rapporti migliori"   A detta del dirigente dell'area economico-finanziaria del Comune, Francesco Benacchio, "i regolamenti comunali relativi alle entrate tributarie e alla contabilità vanno rivisti ogni due anni". E questo è proprio un anno in cui è necessaria un'operazione di aggiornamento, che in queste settimane sta per essere valutata dalla commissione bilancio. I punti all'ordine del giorno delle ultime commissioni hanno riguardato il bilancio di previsione 2008, che ha subìto piccole modifiche. Non ci sono, quindi, variazioni rilevanti alla precedente previsione. Modifiche che, a quanto pare, sono state apportate al regolamento delle entrate tributarie (tasse) e al regolamento di contabilità. "Si tratta di cose molto tecniche - afferma l'assessore al bilancio, Mauro Lazzarotto -, tuttavia possiamo dire che stiamo lavorando per migliorare e semplificare i rapporti tra i cittadini e il Comune. Vogliamo mettere il cittadino nelle migliori condizioni per pagare i tributi, anche attraverso una gestione più flessibile della rateizzazione, nei casi in cui siano riscontrate particolari difficoltà". Le intenzioni sono quelle di evitare i disguidi e snellire la pesante burocrazia. P.M.  .

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Ex Gil, a maggio il taglio del nastro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ospiterà gli uffici comunali oggi in piazza Garibaldi come deciso dalla giunta del sindaco Mariani nel 1994Lo spettro delle decisioni sul maxi-risarcimentoalla Sacramati Ormai ultimati i lavori per il recupero dello storico edificio di viale Leopardi Ex Gil, a maggio il taglio del nastro SENIGALLIA - L'edificio dell'ex Gil di viale Leopardi come il Reichstag, la sede del Parlamento tedesco a Berlino. Infatti come nello storico palazzo della capitale della Germania tutto funzionerà con energie rinnovabili, dal sole al vento, così per quello senigalliese viene annunciata la prossima installazione di un impianto di pannelli solari, che lo renderà energeticamente autonomo. E' questa una delle novità per il palazzo che, dopo quasi quindici anni, è arrivato al traguardo di ospitare buona parte degli uffici comunali, così come decise appunto nel 1994 la giunta guidata dal sindaco Graziano Mariani. Un edificio dai grandi numeri questo della ex Gil. Tremiladuecento metri quadri di superficie, 700 dei quali di sotterraneo da destinare all'archivio; decine di uffici e sale riunioni che dovrebbero rendere più funzionali i servizi di settori rilevanti dell'apparato comunale, come i lavori pubblici e le attività economiche, oggi "sacrificati" negli spazi dell'ex collegio Pio IX di piazza Garibaldi. Tutto "cablato", cioè dotato delle tecnologie di comunicazione indispensabili al lavoro di impiegati e funzionari. Senza tralasciare qualche civetteria decisamente insolita: su tutti gli interruttori e le prese elettriche distribuiti a centinaia per ogni esigenza, c'è impresso lo stemma del Comune. Un edificio che rappresenta la prima tappa della riorganizzazione logistica della burocrazia del Comune. Infatti all'ex Gil di viale Leopardi verranno concentrati gli uffici dei tributi, del patrimonio, del catasto, delle attività economiche, dei lavori pubblici, dell'urbanistica, dell'ambiente e della viabilità. In questa maniera si libereranno quelli di piazza Garibaldi, dove invece tra qualche settimana finiranno i servizi sociali, la pubblica istruzione, la cultura, oggi ospitati in un'ala di Palazzo del Duca; con essi resterà la Polizia municipale, che nell'occasione guadagnerà qualche altro metro quadro di spazio. "L'ex collegio Pio IX, l'ex Gil e il palazzo di piazza Roma saranno in questa maniera le tre sedi del Comune, con una evidente razionalizzazione sul piano delle spese, perchè sono tutti immobili di nostra proprietà e della funzionalità", afferma l'assessore alle infrastrutture e qualità urbana Maurizio Mangialardi. "Si tratta di un bel restauro - afferma a sua volta il sindaco Luana Angeloni - per una delle opere pubbliche più importanti cui abbiamo messo le mani. Nonostante i condizionamenti dovuti ai vincoli architettonici, siamo riusciti a realizzare un intervento che tra l'altro testimonia la volontà dell'Amministrazione comunale di contribuire in modo significativo alla valorizzazione del centro storico". Sull'onda di questa convinzione, il Comune ha deciso di dare avvio a una "operazione immagine". Nelle prossime settimane, prima del trasloco degli uffici e prima del giorno del taglio del nastro (secondo indiscrezioni fissato per il 4 maggio), il bianco palazzone di viale Leopardi sarà aperto ai cittadini, che in questa maniera potranno curiosare all'interno di un edificio che, specialmente negli ultimi mesi, è stato fonte di aspre vicende politiche e giudiziarie. Non può essere dimenticato infatti il risultato del lodo arbitrale con cui all'impresa Sacramati, appaltatrice dei lavori e a suo tempo licenziata dal Comune per inadempienze contrattuali, è stato riconosciuto un risarcimento di oltre 2 milioni di euro. Un verdetto non ancora definitivo e per il quale gli amministratori comunali continuano ad essere convinti che alla fine (ma l'udienza d'appello è in calendario per il 2012) tutto si risolvere a favore del Comune. "Tutte le nostre iniziative legali e naturalmente anche questa, sono nell'esclusivo interesse pubblico", ribadisce il sindaco. VINCENZO OLIVERI,.

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In fila anche per dimettersi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I dipendenti costretti a rivolgersi a uffici pubblici per "salutare" il padrone Avanti con la carta. Il nuovo obbligo (5 marzo) a carico dei dipendenti di comunicare le proprie dimissioni dal lavoro attraverso dei moduli numerati che debbono essere inviati da soggetti abilitati (Direzione del lavoro, ecc.) sta generando confusione tra gli operatori e, soprattutto, sta appesantendo il già elevato livello di burocrazia che caratterizza i rapporti di lavoro.Sono questi i messaggi lanciati durante il convegno organizzato dai consulenti del lavoro della provincia di Treviso sulle dimissioni volontarie.Ad eccezione del rappresentante della Direzione provinciale del lavoro di Treviso, gli altri soggetti invitati all'incontro hanno convenuto nel ritenere assolutamente inutile un provvedimento, che, invece, sta scatenando una tal confusione da mettere in dubbio le stesse pratiche di dimissioni da parte dei lavoratori.Denis Farnea, assessore alle Politiche per l'occupazione della Provincia di Treviso, giudica sproporzionato il decreto rispetto alla marginalità del fenomeno che con il nuovo adempimento si vuole combattere: quello cioè delle dimissioni cosiddette "in bianco". Il provvedimento legislativo rasenterebbe addirittura l'illegittimità: è la conclusione cui perviene Marco Tremolada, docente di Giurisprudenza, secondo il quale, accanto alla finalità principale consistente nel certificare l'autenticità delle dimissioni, attraverso il decreto ci sarebbe un tentativo di ricavare tutta una serie di informazioni e dati con finalità meramente ispettive.A riprova di quest'ultima tesi la Direzione provinciale del lavoro di Treviso - cui sono pervenute al 19 marzo 300 dimissioni secondo la nuova modalità - chiederebbe al lavoratore dimissionario una serie di documenti non previsti dalla legge. "Li richiediamo non per perseguire altre finalità - eccepisce la Direzione provinciale del lavoro di Treviso - bensì per facilitare il disbrigo delle pratiche".L'assessore provinciale al Lavoro ed alle Attività produttive Michele Noal evidenzia come tra i soggetti abilitati all'invio delle dimissioni dei lavoratori ci siano anche i comuni: "Per buona parte dei comuni tale nuova funzione potrebbe essere percepita come un'ulteriore incombenza, da dover espletare in molti casi senza personale specificatamente preparato. Proprio l'altro giorno ho avuto notizia che un sindaco del trevigiano ha scritto al Prefetto che nel suo comune non vuole proprio saperne di garantire questo servizio".I consulenti del lavoro della provincia di Treviso fanno la voce grossa: "Siamo molto arrabbiati - afferma Cesare Artico, presidente dell'Ancl di Treviso - così non si può più andare avanti".Sorprende, negativamente, la stima che Sergio Rosato, direttore di Veneto Lavoro, propone circa i costi impropri che sarebbero generati dal nuovo adempimento: "per ogni pratica di dimissione la collettività è costretta ad accollarsi 10 euro di costi impropri. Tenendo conto che nella regione Veneto ogni hanno ci sono 200 mila dimissioni, i costi inutili subiti dai cittadini per solo effetto di questo nuovo adempimento si aggirano a 2 milioni di euro all'anno".B.S.

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Un'ambulanza annullata senza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un'ambulanzaannullatasenza motivoSiamo i nipoti di un'anziana signora di 92 anni che soffre di varie patologie. Sabato mattina la zia accusava forti dolori al basso ventre, per cui alle 11.30 abbiamo deciso di chiamare il 118. Poiché alle 13.30 l'ambulanza non era ancora arrivata, abbiamo richiamato e ci è stato risposto che la nostra richiesta era stata inspiegabilmente annullata. Ci chiediamo se la zia fosse stata un'infartuata che effetto avrebbe avuto questa lunga attesa? Non diciamo altro!Lettera firmataVenezia LidoMa c'é anche una sanitàche funzionaDesidero esprimere tutta la mia ammirazione ai dottori Bonazza e Mameli dell'Unità Diagnostica per l'Osteoporosi presso l'ospedale civile Ss. Giovanni e Paolo per la gentilezza, l'accoglienza, l'entusiasmo per il lavoro e, ovviamente, per la professionalità che offrono ai pazienti prima durante e dopo l'esame. Ho avuto modo di conoscerli la settimana scorsa ed è stata un'esperienza molto piacevole, il che di solito non succede in ambiente sanitario e ospedaliero. È assolutamente importante mettere il paziente a proprio agio, dato che di solito è in situazione di imbarazzo, di incertezza oppure di sudditanza. Grazie ancora per avermi riconciliato con la sanità veneziana.Anna LinguerriVeneziaIn piazza S. Marcoi venditori paghino300 euro al giornoL'interminabile vicenda dei colombi e dei venditori di grano in Piazza S.Marco dimostra la colpevole insipienza delle amministrazioni comunali che si sono susseguite nella conduzione di questi problemi che sembrano tutto sommato non prioritari per la città, ma che evidenziano un inaccettabile atteggiamento al limite della connivenza. Ormai da decenni si sta denunciando l'ineludibile danno provocato da questi animali sui delicatissimi monumenti di Venezia. A tale danno si è poi aggiunto il pericolo per la salute pubblica, variamente contestato, ed il decoro e la pulizia della città. Si assume una drastica decisione: i piccioni non possono più essere nutriti dai cittadini, ma non in Piazza S. Marco dove i banchetti del grano continuano a lavorare indisturbati.Ora i cittadini sono venuti a sapere che, a fronte di presunti introiti giornalieri di mille euro e con un costo pressoché inesistente della materia prima, viene pagato una Cosap di 53,12 euro all'anno!Di qui la proposta, forse un po' provocatoria ma non troppo: per chi vuole vendere nell'area marciana una tassa di 300 euro al giorno riscossi quotidianamente, indipendentemente dalle merci trattate (grano o souvenir). Chi non accetta chiederà di spostarsi in zone meno care. In questo modo raggiungeremmo due scopi: l'applicazione del decreto Rutelli per lo sgombero delle bancarelle dalle aree principali delle città d'arte ed un aumento delle entrate comunali. Non va poi sottovalutato l'aspetto equiparativo di questa soluzione con i pesantissimi oneri che gravano sui commercianti della piazza.William Pinarello Marino ChiozzottaMarina DrigottiFranco Rossi Luigino Vianello Marisa ZaninVenezia Dove sonoi manifestielettorali?Già da due settimane sono state posizionate le stutture per ospitare i manifesti delle prossime elezioni. In data odierna sono ancora inutilizzati. Mi chiedo se sono proprio necessari... Andrea FerraroVeneziaTram e Calatravaspese eccessivee mal governoVenezia, Mestre, ponte di Calatrava, tram, insulti: la giunta Cacciari piace ai cittadini? Assistiamo ad un crescente malcontento, da parte dei cittadini, per com'è amministrata la città. Mestre è bloccata da anni dai lavori del tram e da un susseguirsi di cantieri che provocano una serie di sgradevoli inconvenienti e malumori che fanno passare in secondo piano l'utilità del progetto. Possibile che non fosse possibile gestire meglio apertura e tempi dei cantieri? La scelta del tipo di tram adottato non è stata fatta a scapito di progetti meno dispendiosi e più semplici (guida ottica o magnetica, anziché meccanica che sventrato le strade di Mestre)? Poi vi sono gli sprechi come i 15 milioni di euro per il ponte di Calatrava di cui nessuno intuisce l'utilità, costoso per la manutenzione e di pesante impatto visivo. Come conseguenza di queste scelte economicamente gravose vi è la disinvolta vendita di immobili pubblici e cessione di terreni per edificazione per un ammontare di 120 milioni di euro. Stiamo vivendo sopra le nostre possibilità, dice il sindaco che annuncia che dopo aver venduto tutti i gioielli di famiglia' comunque si dovrà tirare la cinghia, aumentare le rette degli asili, tagliare qualche servizio e così via. Ma non ha mai pensato di tagliare qualche costo della politica o della burocrazia comunale? Vi sono le edificazioni sulle aree verdi già portate a termine (via Tevere, viale San Marco) e quelle che dovrebbero essere attuate (Parco di via Pio X, Stadio Baracca). Operazioni di cassa che continuano a devastare questa povera Mestre già pesantemente saccheggiata e non si intravedono cambi di rotta. Ed eccoci al punto dolente, il metodo con il quale vengono prese tutte queste decisioni: non solo non vengono consultati i cittadini ma quando, il presidente dell'Asl ha criticato la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema, il sindaco ha affermato che non ascolta le proposte di un cittadino qualunque. Se poi si delibera la costruzione di un palazzo privato sul parco pubblico (di via Pio X), il sindaco bacchetta chi vi si oppone (5200 cittadini, 9 ricercatori storici, 9 docenti universitari) perché non capiscono niente del progetto; e se vi saranno altri impedimenti manderà lui i vigili a far largo alle ruspe. Se qualcuno poi si oppone alla riproposizione del Festival Rock nel Parco di San Giuliano, quando il primo, solo per caso, non è finito in una tragedia, gli vengono rivolti epiteti poco lusinghieri. Io credo che da tutto ciò emerga un quadro niente affatto roseo del modo di governare questo comune, poco in linea con le aspettative di partecipazione popolare che i partiti spesso, a parole, invocano. Ci chiediamo se sia ipotizzabile una rapida e sostanziale correzione a questo modo di amministrare questa città di rilievo nazionale ed internazionale? In caso contrario riteniamo che gli elettori, anche nelle prossime elezioni, pur politiche e non amministrative, faranno sentire la loro opinione.Oliviero BenzoMestrePer Mira l'Adslè un miraggioirraggiungibileVolevo chiedere cortesemente a Telecom Italia: che fine ha fatto l'Adsl nelle frazioni di Gambarare e Piazza Vecchia di Mira?E che non vengano a dire, che per ragioni legate al numero di utenze, preferiscono "cablare" prima Comuni e frazioni più grandi delle nostre perché offrono maggior guadagno.Basta dare un'occhiata alla mappatura dell'Adsl in Italia, per vedere che sono state "servite" anche micro frazioni.E poi, non riesco a capire, perché continuano ad aumentare la velocità di "banda" solo dove l'Adsl esiste già da anni, (forse lì, pagano il canone più alto?) mentre continuano a lasciare senza Adsl milioni di famiglie in tutta Italia.Oltre tutto, qui a Piazza Vecchia di Mira esiste da molti anni anche una zona industriale che, anche se di medie dimensioni, é senza Adsl. Immaginarsi, in uno dei Comuni più grandi d'Italia una zona industriale alle soglie del 2010 senza Adsl, è come immaginarsi Porto Marghera negli anni Ottanta senza telefono. Comunque, i problemi che riguardano il nostro tempo sono altri ed è per questo che non scriverò più lettere per richiedere l'Adsl. Ho aspettato 11 anni, posso aspettare ancora, anche se ormai sono diventato "vecchio" ed ho consumato 5 serie di Computers, dal "Pentium 133" al più moderno "Dual Core"; tutti praticamente resi inservibili dai virus che si trovano nella rete, non potendo mai aggiornare il sistema operativo e l'antivirus in quanto fare aggiornamenti con la linea "Analogica" è come bere l'acqua con lo scolapasta.Mario BonesiMira.

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<Città di serie A anche per i disabili> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIEGO VOLPE PASINI "Città di serie A anche per i disabili" Il candidato sindaco vuole abbattere le barriere che bloccano tanti cittadini Udine come ti vorrei. Senza barriere architettoniche per il candidato sindaco Diego Volpe Pasini che ieri nella sede di TeleUdine ha inaugurato una serie di incontri dove affronterà un capitolo alla volta del suo programma elettorale che non è ancora stato presentato e non fa parte dei programmi-barzellette ha incalzato Volpe Pasini. Il primo incontro è stato dedicato ai diversamente abili e alle difficoltà che incontrano nel vivere la città. Udine dev'essere una città normale per tutti ha sostenuto senza tutte le barriere architettoniche che mortificano i disabili non permettendo loro di vivere normalmente la città e soprattutto il centro.Volpe Pasini ha elencato le numerose barriere che mettono i disabili nelle condizioni di non potersi muovere da soli, dagli autobus agli uffici pubblici, dalle ferrovie alle case Ater, ma anche banche e supermercati che non sono a misura di disabili. Solo chi vive tutti i giorni queste difficoltà può capirle; ha detto Volpe Pasini passando la parola a Vincenzo La Marca, candidato nella lista Sos Italia e rappresentante del Friuli del movimento italiano disabili. Udine deve diventare una città di serie A anche per i disabili; chiediamo solo una città dove poter fare da soli senza dover essere sempre accompagnati da qualcuno perché non riusciamo ad accedere a un ufficio o utilizzare uno sportello bancomat. Vogliamo solo vivere la città come tutti ed è un nostro diritto.La Marca che abita a Udine da 8 anni racconta le difficoltà quotidiane che i diversamente abili affrontano per cercare di vivere autonomamente. Ma quanto costerebbe rendere la città a misura di tutti? Poco risponde Volpe Pasini purché le barriere architettoniche vengano evitate in fase di progettazione delle nuove strutture; eliminare quelle presenti invece ha sicuramente costi molto alti, l'attenzione ribadisce Volpe Pasini va posta prima di realizzare edifici cui i disabili non possono accedere. Le sue proposte si concentrano in numerosi accordi: con l'azienda sanitaria, per creare uno sportello dove espletare tutte le burocrazie; con i gestori dei trasporti pubblici, delle ferrovie e delle associazioni commercianti per rendere accessibili mezzi e negozi ai portatori di handicap e non manca un appello ai guidatori maleducati che parcheggiano l'auto sui marciapiedi o addirittura nei posti riservati ai disabili, "in cui peccano anche i politici".L.Z.

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L'INTERVENTO (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il 18 ottobre scorso ho discusso la mia tesi di laurea specialistica in Psicologia clinico-dinamica all'Università di Padova. Mia madre è disabile, ormai costretta da lungo tempo su una sedia a rotelle. Nonostante il parere sfavorevole dei medici ad affrontare un viaggio lungo, mio padre e mia madre partirono da Savona per assistere alla discussione della mia laurea. Purtroppo il Bo si dimostrò una barriera particolarmente difficile da superare per un disabile. Fui assegnato all'aula di Scienze al terzo piano. Per natura ho poca fiducia nella burocrazia, ma essendo che le commissioni erano uscite una settimana prima della discussione, non ebbi materialmente il tempo di verificare se nell'assegnazione dell'aula era stata considerata l'accessibilità per una persona con problemi motori. Il 17 ci siamo recati a prendere visione del luogo. Il primo impatto non fu incoraggiante: chiedendo alle guardie giurate come potevamo accedere all'aula ricevemmo come risposta sguardi tra lo sperduto e lo sconsolato, mentre le proposte andarono dal "parcheggiare" mia madre nel loggione in attesa, al "sollevamento pesi" effettuato da me e mio padre per superare gli antichi gradini del palazzo. Dietro mie insistenze, riuscii ad accedere al secondo livello della nostra personale battaglia. Una guardia mi condusse dall'usciere. Qui dovetti rispolverare le mie conoscenze linguistiche, perché sebbene il veneto non sia la lingua ufficiale d'Italia, è stato il solo mezzo di comunicazione offerto per comprendere le informazioni. Con un'insofferenza che oscillò dal disappunto al fastidio estremo, mi venne mostrato un percorso possibile: ascensore fino al terzo piano, gradini in discesa (fattibili), attraversamento dell'aula di Lettere durante le discussioni, conclusione con gradini in salita abbordabili da un sedia per fuoristrada. Essendo che mio padre ha oltrepassato la settantina e io non ho esattamente dedicato i miei anni di studio in palestra, l'unica alternativa fu quella di raccogliere un gruppo di amici per superare l'ultimo tratto. D'accordo. Il giorno dopo ci presentammo con un'ora d'anticipo per preparaci alle prove, la mia e la loro. Primo problema: la guardia era cambiata e alla nuova dovemmo rispiegare tutto, scontrandoci con la sua reticenza a disturbare la commissione per attraversare l'aula. Lo sguardo di sufficienza che egli gettò su mia mamma fu una vera violenza. Riuscimmo a salire in ascensore, a scendere i gradini ed attendere di fronte alla porta dell'aula di Lettere che i professori terminassero la valutazione del candidato per passare. Qui, mia madre iniziò a piangere. Prima sommessamente, poi sempre più copiosamente. Perché si sente veramente un peso, perché si sente rifiutata, perché sente il mio nervosismo mentre guardo il tempo passare, il mio timore di arrivare in ritardo alla mia presentazione. Piange e io non posso far altre che aspettare, non ho nemmeno la forza di consolarla. Mi servono energie per finire il mio percorso accademico. Passiamo. Troviamo i miei amici. La solleviamo e finalmente posso pensare a laurearmi. Il ritorno è fatto direttamente scendendo le scale con la carrozzella sollevata. Festeggio, ma rifletto. I miei genitori sono abituati da una vita a subire e accettano. Io sono ancora giovane e non mi va di lasciar perdere. Non tanto per aver effettuato la mia laurea con la rabbia, il dolore di veder mia madre soffrire oltre a quanto già normalmente fa. Piuttosto per l'assurdità di tutto questo. L'assurdità di chiedere se è presente un disabile e non far nulla per esso. L'assurdità di costruire rampe presenti solo in parte. L'assurdità della sofferenza gratuita di mia madre. Di essere ancora a dover evidenziare questi problemi in un'Università antica come la nostra. Con tutte le iniziative in favore della disabilità. Di studiare sistemi di presa in carico dei malati e sentirsi ridicolizzati se la malattia è in casa nostra.Daniele Luzzo.

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LETTERA E OPINIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sporcizia in stradaSforziamocidi essere più civiliVolevo fare una presa di posizione contro chi sporca la città.Da molto tempo vedo le strade ed ogni angolo della città invase dalle solite cicche, cartacce e pacchetti di sigarette vuote. L'altro giorno ho ripreso una gentile signora, mentre si accingeva a scendere per le scale mobili, si è girata a torno ed ha buttato la cicca della sigaretta per terra, quanto a pochi passi c'era il solito posa-cenere, messo appositamente dal comune. Ditemi voi cari cittadini, se tutto questo è civiltà o senso civico. Ci lamentiamo che tutto è caro: le tasse, le tariffe dell'immondizie, eccetera, e poi sporchiamo la cosa pubblica, senza pensare che, chi pulisce dopo, sono persone pagate con le nostre tasche, cioè con le tasse e tariffe. Non siamo repressivi contro chi fuma e consuma cibo per le strade, perché per fortuna c'è gente molto educata, cioè la maggior parte; invece gli altri che sporcano, pensateci bene, fate quei passi in più ed utilizzate i soliti cestini e posa-cenere, sarebbe un bel gesto di civiltà. Prendiamo esempio dalla vicina Austria; per le strade non si trova sporcizia, cioè vero senso civico; infatti, gli austriaci, pagano meno tasse, perché sporcano di meno.Francesco PingitoreCapogruppo AnCaso Metalball solito cabaretdella politicaHo letto alcuni giorni orsono la risposta dell'amministrazione provinciale alle solite giuste e inascoltate riflessioni del comitato contro l'ampliamento della Metalba di Longarone. Il linguaggio inadatto e l'atteggiamento scortese sono evidenti, ma quando la provincia afferma che le parole del comitato sono semplici "chiacchiere da bar" allora si intravede qualcosa di positivo. Se questo è vero significa che i locali pubblici di questa provincia stanno mutando ri/proponendosi come situazioni di socialità che vanno al di là del puro e semplice (nonché rispettabilissimo) oziare, se in birrerie baretti e osterie si inizia a discutere e a confrontarsi su palesi evidenze aritmetiche e note risultanze statistiche questo è il chiaro segnale di una tendenza assolutamente positiva, di una crescita civile e culturale che merita la dovuta attenzione. Perché di questo si tratta, sono i semplici numeri a raccontarci di inquinamento, di tumori, di dissesto del territorio, di non-programmazione, di speculazione edilizia e quant'altro. Non sono fantasie o chiacchiere da ufficio, come non lo sono quelle sull'inceneritore e/o sull'autostrada, ambite "torte" su cui la "banda larga" volteggia con affettuosa attenzione. Su Falcade, dove invece a tutt'oggi nulla è sostanzialmente cambiato, posso dire che nell'unica serata pubblica sull'argomento (organizzata dal locale comitato) ho notato solo un sindaco "sui generis" un assessore di centro (sinistra) e un consigliere regionale di (centro) destra che utilizzavano a turno lo stesso inconcludente linguaggio. E così continuiamo ad assistere al solito e noioso cabaret di provincia, in cui oggi come allora si tira avanti tra finte polemiche e tragiche condivisioni mentre si attende con fede statistica e speranza elettorale che i vari rompipalle inizino a stufarsi.Barbieri MorenoVerdi di Belluno"Erica era bella"Non mi è piaciutoil sarcasmoFare campagna elettorale non vuol dire essere necessariamente candidati, anche se mi rendo conto che per i più "fare politica" si identifica con il voler essere eletto in qualche organismo di gestione della cosa pubblica, per cui quando parlo o meglio scrivo di "propaganda elettorale" lungi da me il volerla identificare con una corsa alla poltrona.Mi trovo a dover rispondere alla sig.ra Danila Tirabeni su due questioni molto diverse tra loro: una di politica attuale ed una che invece ci riporta alle giornate buie della guerra civile.Mi spiace per il sarcasmo usato nel riportare la frase "Erica era bella"... sì Erica era molto bella, e se non fosse stata cosi bella non sarebbe morta, perché quel "signore" che facendola passare per una spia fascista l'ha violentata ed uccisa, si era invaghito della sua bellezza e nonostante avesse molti più anni di Erica la voleva ad ogni costo. Ma Erica aveva altre speranze, altri sogni, magari fosse stata brutta! Mia madre era compagna di scuola di Erica, per cui la sua storia mi ha colpito dalla prima volta che mi è stata raccontata, quando ancora ragazzina ancora non avevo fatto una scelta politica di conseguenza scevra da posizioni precostituite. Sono disponibile a raccontare tutta la storia di Erica, ma non qui, perché mi sembrerebbe di sporcare la sua memoria per fini politici.Per quanto riguarda invece il programma della Destra tutto ruota attorno alla persona, dal concepimento alla morte, con i suoi diritti e la sua dignità.Comunque a disposizione per qualsiasi tipo di informazione inerente la nostra battaglia politica.Titti MonteleoneBellunoChi lavora e paganon si ritrovain questa politicaÈ innegabile che fin dai tempi della prima Repubblica i partiti (tutti) hanno fatto tutto il possibile per distruggere qualsiasi fiducia dei cittadini nei loro confronti. Cioè a distruggere quel principio fondamentale della democrazia che nei partiti trova il mezzo per aggregare la gente. Dalla corruzione ai privilegi di casta, ai referendum traditi, al tradimento verso l'altra metà del cielo nelle candidature, alla pretesa di farci andare a votare per i loro candidati e non per i nostri. Tutto concorre a far sì che l'astensionismo (voti non dati, schede annullate o bianche) che nelle democrazie mature è fenomeno marginale, rischia di diventare nelle prossime elezioni il primo dei partiti in lizza. E non più come aspetto di nicchia ma come espressione di valenza politica più importante dello stesso voto dato ai partiti. Lasciare questo voto privo di rappresentanza non mi pare molto democratico. E nell'universale demenza propongo quanto segue: esiste un numero certo ed è il numero degli aventi diritto al voto. Certo è anche il numero delle poltrone di Camera e Senato. Dovrebbe quindi dedursi che dividendo i votanti per il numero delle poltrone si dovrebbe concludere che una poltrona "vale" tante migliaia di voti. Propongo quindi che per ognuno di questi quozienti di voti nulli, una poltrona vuota, a testimonianza anche visiva che una parte (quanto rilevante si vedrà) che lavora, paga tasse e sopporta una burocrazia inefficiente inflazionata, non si riconosce e chiede a gran voce di trovare rappresentanza vera, perché quelli che occupano le sedie sono solo i rappresentanti di una sola parte del paese e non di tutta la comunità nazionale. E che la parte da loro rappresentata (visto la massa enorme di clienti della partitocrazia) non è né la migliore né forze nemmeno la maggiorana. Se la storia ci insegna qualcosa, quando si crea un vuoto (come nel caso) c'è sempre un Pinochet dietro l'angolo. Il pericolo non è per coloro che cambiano camicia a comando, il rischio come sempre, è tutto nostro.Lucio Da Corte CavallerAuronzo di Cadore.

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Albergo diffuso, ci provano le Valli (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONTAGNA Hanno aderito residenti di Stregna, Grimacco e Drenchia. Saranno ottanta i posti-letto disponibili Albergo diffuso, ci provano le Valli La nuova formula turistica, già sperimentata in Carnia, sta per sbarcare anche nel Cividalese Valli del NatisoneNell'altopiano di Lauco sono più di ottanta, così come a Sutrio, a Sauris, a Comeglians, a Forgaria nel Friuli e a Ovaro, con un'offerta che sfiora i 600 posti letto.Si tratta della disponibilità di alloggio dell'albergo diffuso in montagna (oltre a Tarvisio, Paularo e Taipana). Adesso, oltre che in Carnia e Alto Friuli, il piano sta diventando realtà pure nelle Valli del Natisone."Ad aderire all'iniziativa - spiega Liliana Stulin, presidente della società che ha sede a Grimacco - sono stati molti residenti che vivono perlopiù nei comuni di Stregna e Grimacco. La nostra realtà comprende pure Drenchia che, tuttavia, non ha ancora partecipato a livello di privati, pur facendo parte della società. Il progetto è partito da tempo, ma non è mai decollato a causa di intoppi burocratici legati alla struttura Finestra sul mondo slavo di Tribil Superiore. Ora, però, superato l'impasse, stiamo finalmente definendo il piano. I posti letto saranno disponibili a breve, speriamo entro la fine del mese di marzo".L'edificio, ex-scuola elementare dell'abitato montano di Stregna, è stato quasi completamente recuperato con trasformazione dell'intero edificio. A piano terra è già pronta, ed è già stata utilizzata, la sala polifunzionale. "Si sono tenuti importanti convegni sulla nuova Europa - spiega il vicesindaco del paese, Davide Clodig - e incontri di approfondimento sulla storia di questi singolari territori. Il primo piano è destinato a ospitare, tra breve, 25 posti letto all'interno del progetto Albergo diffuso, con gestione diretta dalla società nata ad hoc. Contrariamente all'offerta delle abitazioni private, che nel nostro comprensorio si sono già organizzate con ristrutturazioni ed adeguamenti alle norme, la struttura di Tribil nasce per accogliere perlopiù gruppi, scolaresche, scout e compagnie di turisti. Per le coppie e per chi cerca l'intimità di locali contenuti e di charme, la scelta cade sulle camere singole nelle varie case di Grimacco e Stregna".La Finestra sul mondo slavo è stata recuperata grazie a fondi Obiettivo, per un ammontare di oltre 300mila euro. "Il cantiere ha subito uno stop di un anno per cause maggiori, dovute alla burocrazia, e per problemi di destinazione dei contributi. Ma ora, grazie all'intervento della Regione, l'iter è ripartito e si concluderà in tempo molto breve, dando la possibilità a tutti i soci di aprire finalmente le porte al turista".Per chi vuole pernottare, l'offerta nelle Valli è variegata e diversificata: conta trattorie con posti letto, agriturismi, bed&breakfast e, tra non molto, anche nuovi 80 posti dell'Albergo diffuso: "Una proposta composita, - dice Clodig - che alimenta la domanda e che risponde alle esigenze più diverse, con ricaduta positiva per tutti gli operatori".Molti gli utenti italiani non friulani; ancora più numerosi quelli che arrivano da Austria e Germania, Paesi dove i maggiori tour operator inseriscono la zona delle Valli del Natisone come tappa significativa per chi viaggia verso Trieste.Paola Treppo.

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PASQUA DA PRECARIO ANCHE PER VANVITELLI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 23-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pasqua "da precario" anche per Vanvitelli ALBERTO ZAZA d'AULISIO Pasqua 1752. Cade il due aprile. Piacevole sorpresa per Luigi Vanvitelli al quale il marchese Giovanni Fogliani d'Aragona, ministro segretario di Stato di Carlo di Borbone, annuncia che è in arrivo la patente di Primo Architetto e Ingegnere di Sua Maestà per la Reggia di Caserta con lo stipendio annuo di duemila ducati. Provvedimento particolarmente atteso se si pensa che l'incarico per l'impegnativa opera era stato conferito verbalmente l'anno precedente e che la posa della prima pietra era avvenuta il 20 gennaio 1752, in occasione del genetliaco del Re e della festa solenne di San Sebastiano, patrono della città. Luigi Vanvitelli si era tuffato con il più vivo entusiasmo nel nuovo lavoro, senza percepire alcunché. Né si era mai premurato di sollecitare la formalizzazione della nomina anche se, in cuor suo, l'auspicava da un momento all'altro. La sorpresa di Pasqua si affrettò a condividerla immediatamente col fratello don Urbano al quale comunicò la notizia con evidente compiacimento, ripromettendosi che "quando averò avuta la patente et il dispaccio ne renderò raguagliato Monsignor Costanzo, a cui portando i miei umili ossequi gli lo paleserete". Il prelato, amico di don Urbano, era stata parte molto attiva nel conferimento dell'incarico a Luigi Vanvitelli da parte di Carlo di Borbone, tanto vicino alla Chiesa cattolica. Ci volle un mese, poi, affinché la sorpresa pasquale prendesse corpo. Il due maggio successivo, infatti, il marchese Fogliari, alla presenza dell'Intendente alla fabbrica di Caserta Lorenzo Maria Neroni, consegnò la patente a Luigi Vanvitelli nella reggia di Portici dove presentò il suo progetto per il possente acquedotto che avrebbe dovuto alimentare i giochi d'acqua delle "reali delizie" con una portata di mille e trecento once, condotto lungo un percorso di 24 chilometri. "Averà da passare una valle vicino Matalona, nella quale vi farà bisogno inalzare almeno 200 palmi di acquedotto, in piccolo tratto però, il quale dovrà essere come qui esprimo; figuratevi il ponte di Civita Castellana, due volte più lungo". Per mera curiosità storico-contabile va annotato che il dispaccio relativo alla nomina di Primo Architetto e Ingegnere (la differenziazione delle professioni avverrà soltanto duecento anni dopo) contemplava anche l'acconto sulle spettanze maturate a far data dal novembre 1751 a tutto aprile 1752, quale rimborso di due trimestri. Il dispaccio era datato 26 aprile. Quando si dice la burocrazia! I tempi cambiano ma certi ritmi restano sempre costanti.

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