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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (47)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

La Lega benedetta ( da "Corriere delle Alpi" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale". Su quest'ultimo tema l'auspicio del giornale è che si tratti di un federalismo anche "solidale", infatti "l'Italia, infatti, può rialzarsi e farcela solo se progredisce tutta intera,

Don Cipolla: ma le istituzioni non possono tirarsi indietro ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: funzione indispensabile di percepire in prima battuta i bisogni che nascono sul territorio, di segnalarne le necessità che la burocrazia non è in grado di cogliere". Il contributo di 50mila euro che la Fondazione ha donato a Casa San Simone è parte del milione e 620mila che saranno erogati nel 2008 per finanziare progetti presentati da associazioni ed enti no profit del territorio.

I medici: Basta litigi tra di noi ( da "Arena, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". La serata, cui avevano partecipato 300 camici bianchi oltre a politici, è stata organizzata dal medico e consigliere comunale Francesco Spangaro, con i sindacati. Ed era stata una sorta di "momento storico".

Approvato il nuovo piano per salvare la cantina quattro mori ( da "Nuova Sardegna, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che possibilmente vadano un pò più celeri dei tempi della burocrazia.", continua il presidente, "Stiamo cercando di ridurre i costi all'osso e stiamo lavorando molto sulla qualità dei vini, anche se i due milioni di euro di debito sono tanti, non possiamo fare altro che continuare a lavorare duro e sperare".

Veltroni: coordinamento per Nord e Sud La nostra è stata una rivoluzione dolce . A Casini un invito per l'opposizione comune ( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: niente burocrazia, solo l'esigenza di censire i problemi reali e immaginare soluzioni e insieme occasioni per proporre queste soluzioni. Insomma Veltroni non vuole lo spezzatino, non vuole "spezzettare", vuole un partito nazionale, secondo però quell'idea federale che sta nello stesso statuto e che non dovrebbe risolversi in un organigramma ma dovrebbe esaltarsi in una cultura.

"i lumbàrd ora cancellino le venature anticristiane" ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale". Su quest'ultimo tema l'auspicio del giornale è che si tratti di un federalismo anche "solidale", perché "l'Italia può rialzarsi e farcela solo se progredisce tutta intera,

Rotatoria? no, un percorso a ostacoli ( da "Tirreno, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incomprensioni tra gli uffici e burocrazia che ritarderà non poco l'agognato intervento che incide sulla viabilità dei Comuni di Fauglia, Lorenzana, Casciana Terme, Orciano Pisano e Santa Luce. "Il progetto iniziale, finanziato dalla Regione per 400mila andava ad invadere la cassa di espansione del fiume Morra.

Crescono le società di capitale Il punto di forza è l'export ( da "Nuova Ferrara, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è giunto il momento di attrarre nuove imprese in provincia, in particolare mediante i fondi strutturali 2007-2013, con la predisposizione di aree attrezzate, la propensione all'innovazione garantita dalla collaborazione con l'Università e lo snellimento della burocrazia. Nel Ferrarese è necessaria al più presto una svolta occupazionale di segno positivo".

La carica degli onorevoli imprenditori - (segue dalla prima cronaca) massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono due, infine, i pensionati: entrambi lavoravano per la Regione ed entrambi stanno con il Popolo della libertà. Pensionato è Giovanni Greco, e pensionato è Ignazio Marinese che della burocrazia regionale è stato protagonista per quarant'anni. Congedatosi da poco, non ha resistito alla nostalgia.

Neto, il nipotino è diventato grande ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è diventato grande Solo la burocrazia finora gli ha tarpato le ali, impedendogli nel 2004 il salto alla Triestina "Per vincere i campionati si deve contare su un collettivo vero e sul giocatore più forte: noi avevamo entrambi". Così Zoratti, il tecnico dell'Itala appena ascesa in C2, benedice il suo gioiello Neto Pereira.

<Assurdo penalizzare la qualità dei nostriprodotti con prezzi irrisori> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Vedo la pesantezza della burocrazia, anzitutto. Pensi che, da calcoli precisi, un agricoltore deve spendere almeno 100 giorni all'anno per il disbrigo delle pratiche burocratiche, quindi bisogna semplificare, arrivare al minimo indispensabile e non invece appesantire in continuazione.

<Niente scuse, ora la politica sioccupi dei campi> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Altro guaio è la burocrazia: confidiamo nel piano di sviluppo rurale e nei contributi, ma bisogna che i soldi siano disponibili in fretta. C'è ancora troppa burocrazia, esistono troppe limitazioni agli investimenti". Per un'econmia agricola solida cosa servirebbe?

<la lega perda le venature anticristiane> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese, federalismo fiscale". Ora, sottolinea però, "la Lega necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perché tanti cattolici l'hanno votata".

INAUGURATA BASE LOGISTICA RIGASSIFICATORE PORTO VIRO (RO) CHISSO: "VITTORIA DEL FARE BENE. CHIEDIAMO LIBERTA' DI VALUTAZIONE PER OPERE INTERAMENTE IN TERRITORIO REGIONALE" ( da "marketpress.info" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: combattendo una durissima battaglia con la burocrazia nazionale e governativa e i suoi mille lacci e laccioli e che ora, alla luce dell'esperienza fatta, chiede al nuovo Governo che alle Regioni virtuose e capaci sia lasciata libertà di azione e valutazione degli impatti ambientali per le opere che ricadono integralmente all'intero del loro territorio".

Lettera Il pdl è cresciuto di 8-10 punti ( da "Riformista, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia, dall'assistenzialismo, infrastrutturato con porti, strade, ferrovie e nuove tecnologie digitali. Occorre una visione del Mezzogiorno senza la quale il radicamento del partito è una risposta utile ma insufficiente ai bisogni delle comunità, in quanto risposta in termini di organizzazione politica,

Spese di ricerca, nuove agevolazioni Confindustria, incontro con esperti ( da "Libertà" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: orientarsi tra la burocrazia dei prestiti e dei fondi comunitari, statali e regionali adibiti alla ricerca. Grazie a questa novità, tutte le realtà imprenditoriali potranno sviluppare progetti innovativi". Marcello Margotto, dottore commercialista e revisore contabile e Umbro Morgante, esperto in trasferimento tecnologico e pianificazione e gestione di progetti di ricerca industriale,

PERUGIA <CHIEDERO' ai giudici e a tutte le persone pre ( da "Nazione, La (Umbria)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per dimostrare che anche a palazzo di giustizia si può andare oltre le carte e la burocrazia, lasciando spazio al cuore e ai sentimenti". Nella prima udienza il collegio non era completo, per l'indisponibilità di un giudice e, quindi, il processo venne subito rinviato. La famiglia di Marta, assistita dall'avvocato Gianmarco Cesari, si è costituita parte civile.

)DISPERAZIONE Sono un muratore artigiano vittima della burocrazia ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: DISPERAZIONE Sono un muratore artigiano vittima della burocrazia SONO un muratore artigiano, alle prese con un'odissea burocratica dopo un incidente patito sul lavoro. Questo accadde il 6 dicembre scorso: una brutta caduta in cantiere. Mi recai all'epoca al pronto soccorso. Lì, dopo semplice lastre, mi venne riscontrata una lesione da trauma guaribile in cinque giorni.

Di EMANUELA ASTOLFI SAPETE quante associazioni sportive dilettan ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interno della burocrazia, un aiuto concreto per la produzione e la ricerca di tutte le pratiche necessarie per usufruire delle agevolazioni previste dalla legge, o ancora l'associazione "Equo solidale", la "Zarepta". E per finire uno sguardo alla ricerca scientifica e universitaria, dove l'unico nome che campaggia è quello di "Tecnomarche"

Di FRANCESCO MEUCCI L A NOVARTIS sta bene, cresce e punta ad espandere ancora ( da "Nazione, La (Siena)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma al tempo stesso si scontra con le difficoltà e le pastoie tipiche della nostra burocrazia. Già alcuni mesi si era parlato di un possibile differenziamento degli investimenti verso i paesi asiatici, ma stando alla decisione di investire ulteriori 200 milioni di euro su Siena, potrebbe trattarsi di una prospettiva accantonata.

DAL 19 FEBBRAIO SCORSO si è avviata la fase di sperimentazione ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occuparsi di tutta la burocrazia legata al rilascio di permessi ed autorizzazioni. Ma c'è dell'altro. Per quanto attiene, ad esempio, al credito ed ai finanziamenti, notoriamente difficili da ottenere, il servizio Credito oltre ad offrire una consulenza qualificata, con l'ausilio di Fidimpresa, propone mutui e prestiti a tassi di interesse decisamente inferiori a quelli di mercato,

DOPO il recento furto di fitofarmaci per un v ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia nemica degli onesti, quindi, mentre potrebbe essere usata per far diventare quei materiali molto più difficili e pericolosi da smerciare. Adesso nel magazzino si alternano i parenti, per essere sempre in casa, almeno uno. E c'è anche l'intenzione di installare telecamere.

N on ( da "Corriere di Bologna" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il dibattito La burocrazia e la sindrome della sfiducia di GILIBERTO CAPANO N on è facile gestire e organizzare istituzioni complesse come un'università. Il rischio di degenerazioni burocratiche è sempre presente, soprattutto in un paese dove, a tutti i livelli, l'incapacità a governare è stata colmata con la tendenza a normare e regolare.

Via Caracciolo, altri 150 posti barca ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Madonnina dello scoglio ha fatto il miracolo e ha costretto a più miti pretese la burocrazia. Grazie alla intercessione della protettrice dei naviganti da maggio a tutto settembre duecento famiglie riusciranno a mettere d'accordo il pranzo con la cena. "La decisione dell'Autorità portuale - dice ancora Luise - è importante anche sul piano sociale perchè fa riemergere il lavoro nero.

La burocrazia e la sfiducia ( da "Corriere di Bologna" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Dalla Prima La burocrazia e la sfiducia La responsabilità di questo assetto è da ricondurre non solo a noi docenti, ma anche alle leggi nazionali. Siamo noi che, autonomamente, abbiamo costruito - anche con le pratiche oltre che con le norme - un sistema decisionale che, per cambiare un regolamento o per approvare una convenzione,

La crescita? Solo nel mercato ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, la rigidità del mercato del lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche nazionali possono governare, sesolo prendono un po' di coraggio. Né siamo condannati all'impoverimento dei ceti lavoratori e all'aumento delle diseguaglianze: lo conferma l'esempio dei Paesi ad alto reddito del Nord Europa.

Tis e Fiera, i cda <dimagriscono> ( da "Corriere Alto Adige" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia: incarico all'Eurac Tis e Fiera, i cda "dimagriscono" La giunta taglia i consiglieri. Appello alle altre società BOLZANO - Settantamila euro per spiegare alla Provincia come ridurre i costi della burocrazia. Palazzo Widmann ha incaricato l'Eurac di elaborare un piano per far risparmiare l'amministrazione pubblica nel frattempo la giunta provinciale ha invitato le varie

Famiglia cristiana: per la Lega è l'ora dell'esame di maturità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale purché solidale". Dall'altro l'invito ad abbandonare in via definitiva le tentazioni anticristiane: "La Lega, uscita più forte dalle urne, necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane,

Famiglia cristiana: via le venature anticristiane ( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale" che tuttavia dev'essere "solidale" come "in Svizzera o in Germania". Anche l'immigrazione "va affrontata non in termini ideologici, ma concreti.

Una famiglia in lotta contro l'indifferenza ( da "Giornale di Merate" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: solo i sacrifici per dare loro una vita dignitosa ma anche a combattere contro la burocrazia e il poco interesse da parte dell'autorità. "Mio figlio Ambrogio era stato ricoverato per qualche tempo presso la Sacra famiglia di Cesano Boscone ha raccontato la mamma Qui ha raccontato di aver subìto un'aggressione sessuale. Quando me lo disse, mi rivolsi alla direzione e ai responsabili,

Agli immigrati far rispettare tutte le regole Di Pierluigi Magnaschi ( da "Libertà" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avendo fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di scelta dei suoi cittadini) adesso si fanno dei decreti con i quali, ogni volta, si precisa il numero di immigrati da accogliere (le famose "quote"). E' una sciocchezza gigantesca. Bisognerebbe invece fare dei decreti che prevedono le "condizioni" per poter immigrare (posto di lavoro,

Agli immigrati in regola far rispettare tutte le regole ( da "Libertà" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avendo fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di scelta dei suoi cittadini) adesso si fanno dei decreti con i quali, ogni volta, si precisa il numero di immigrati da accogliere (le famose "quote"). E' una sciocchezza gigantesca. Bisognerebbe invece fare dei decreti che prevedono le "condizioni" per poter immigrare (posto di lavoro,

La sottile linea tra un cabanon e uno yacht al fuorisalone ( da "Italia Oggi" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "è ancora rallentato dalla burocrazia". I clienti sono quindi soprattutto contract. Ma le fila dei curiosi si allungano. Per il 2009 verranno prodotte 450 suite home. Intanto il fatturato di Hhd è passato dai 2 milioni del 2006 ai 10 del 2007. E presto verrà lanciata la versione economica della villetta design.

L'unica vera soluzione per il Comune vicino è modificare la destinazione d'uso dell'area ( da "Giornale di Vimercate" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ovvero il paradosso fatto urbanistica e burocrazia. Le abitazioni infatti, esistenti da decenni, si trovano al confine con Verderio Inferiore, che ha collocato negli anni Novanta nel proprio Piano regolatore la zona industriale dall'altra parte del confine territoriale, di fatto a pochi metri dalle abitazioni.

Associazione certificatori, un impegno per diffondere il vero risparmio energetico ( da "Denaro, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attesa che la macchina della burocrazia converga verso la definizione finale delle linee guida per la certificazione e delle procedure di accreditamento dei certificatori", conclude Ippolito, "ritengo fondamentale l'avvio di azioni concrete mirate a formare una nuova coscienza professionale, conformemente ai principi etici e tenendo sempre presenti i diritti del cittadino consumatore"

L'Italia dei valori rilancia e punta i piedi ( da "Corriere Adriatico" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: minore burocrazia e che il Pd da solo - spiega Borghesi - non avrebbe saputo cogliere". Ovviamente il tutto costituisce "un capitale da investire" in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le europee e amministrative del 2009 dove al voto andranno quattro Province e molti Comuni capoluogo nonché le regionali del 2010.

<Caparozzoli alla diossina? È una campagna denigratoria> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si eviterebbero in questo modo il "guardia e ladri", gli inseguimenti, le multe, i sequestri, la burocrazia "che fanno sembrare la laguna una discarica, quando la realtà è completamente opposta rispetto all'immagine che stanno creando ad hoc per chissà quale motivo che di occulto ha ben poco".Giorgio Boscolo.

La Lega al bivio decisivo ( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, all'immigrazione e alla dilagante criminalità. Oggi la Lega è a un bivio. Può diventare un partito conservatore a base territoriale (come - si sente ripetere - la CDU bavarese), aggrappato alle gioie del potere, e legato a filo doppio a Berlusconi, oppure può tornare con energia a essere un grande movimento autonomista in grado di trascinare e non semplicemente fiancheggiare

Ogni risorsa contro il crimine ( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il forte legame con la burocrazia pubblica e soprattutto con poliziotti e militari di professione) che spingono ad osteggiare uno sviluppo di risposte autonome, private e locali di fronte ai problemi dell'ordine pubblico. Non del tutto dimentica delle sue originarie radici antistataliste, la Lega non pare avere preoccupazioni di questo tipo.

Norme antiriciclaggio, il fastidio delle imprese ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: già subissata quotidianamente dalla burocrazia e dagli adempimenti. Si vive nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in sanzioni o segnalazioni agli organi di vigilanza che forse è la paura più grande di un imprenditore, poiché il clima che si è creato intorno ai lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi e da luoghi comuni".

<Subito al lavoro sui temi del federalismo fiscale, della burocrazia e dello sviluppo> ( da "Gazzettino, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia e dello sviluppo" Il Pd del Veneto, con le altre regioni del Nord, darà vita ad un coordinamento del Partito Democratico che "dovrà dare risposte alle grandi questioni di questo territorio": ad annunciarlo è Paolo Giaretta, il quale precisa che questo coordinamento "non dovrà servire però a disquisire tra di noi sulla forma partito"

VOLONTARIATO/ EUROPARLAMENTO: MENO BUROCRAZIA ED ESENZIONI ( da "Virgilio Notizie" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Accesso ai servizi, gli ostacoli della burocrazia ( da "Redattore sociale" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli ostacoli della burocrazia L'assessore Battaglia pensa a una nuova programmazione socio-sanitaria in tutte le Asl del Lazio; a partire dall'esperienza di Villa Irma, una clinica dove vanno a partorire decine di donne Rom ROMA - Uno dei problemi ricorrenti è la difficoltà di rapporto con la burocrazia.

Le Poste ancora nel camper "Mancano gli ultimi appalti" ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ho sempre avuto un ottimo rapporto con gli uffici locali e provinciali delle Poste, ma quando si arriva ai vertici regionali o nazionali, allora si mette in moto una burocrazia incredibile, che frena qualsiasi intervento. Mi pare che negli ultimi tempi i vertici delle Poste siano orientati a dare maggiore importanza ai servizi di carattere bancario che non a quelli postali".

Europarlamento, per volontariato meno burocrazia ed esenzioni Iva ( da "Vita non profit online" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

<Ridare dignità al mondo agricolo> ( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Basta con la burocrazia incessante che continua ad aumentare i costi al consumatore. In agricoltura - conclude - non servono più operatori del settore per continuare a seminare o mungere le vacche, ma commercialisti. Una situazione inaccettabile". [Data pubblicazione: 22/04/2008].

LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.


Articoli

La Lega benedetta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Lega "benedetta" "Tanti cattolici hanno votato il Carroccio" ROMA. "La Lega, uscita più forte dalle urne, necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perchè tanti cattolici l'hanno votata". Lo scrive Famiglia Cristiana che auspica "un contributo maturo" del partito di Bossi alla crescita del nostro Paese. Qualunque fosse il suo giudizio prima del voto, il settimanale cattolico prende atto con rispetti della volontà espressa nelle urne. "Quello che i politici non hanno saputo (o voluto) fare in anni di chiacchiere, gli elettori - scrive - l'hanno deciso a suon di schede: in due giorni hanno semplificato il quadro politico e spazzato via partiti di sinistra rissosi, professionisti del veto e laicisti (sono sopravvissuti solo nove radicali, eletti grazie al'pasticcio veltroniano' che ha alienato al Pd un'ampia fetta di voto cattolico". L'editoriale sottolinea inoltre che "Bossi ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali: non è stato un voto di protesta. La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale". Su quest'ultimo tema l'auspicio del giornale è che si tratti di un federalismo anche "solidale", infatti "l'Italia, infatti, può rialzarsi e farcela solo se progredisce tutta intera, dalle Alpi alla Sicilia. Gli esempi di federalismo solidale di Germania e Svizzera sono lì a dimostrarlo: non con la politica dell'obolo, ma con la solidarietà verso i più deboli, nell'interesse di tutti". Famiglia Cristiana si augura inoltre "un cambio nello stile di governo". "Se gli auguri di Walter Veltroni al vincitore - spiega - c'erano parsi un buon inizio, siamo già precipitati al vecchio teatrino, alle insopportabili risse per una poltrona ministeriale o per smarcarsi da accordi pre elettorali: vedi il ringalluzzito Di Pietro: non lo farà per i soldi che prenderebbe con un suo gruppo alle Camere?". E aggiunge: "è così'da giocondi' assegnare la presidenza di Senato o Camera all'opposizione?". "Il Paese ha fame di governabilità e stabilità - conclude il settimanale - ha bisogno di poche ma efficaci leggi, fatte applicare con rigore (oggi ne abbiamo quasi 100 mila, spesso inutili e da incubo!). Lo richiede la gravità della situazione economica, ma anche la disperazione delle famiglie ridotte alla fame, senza soldi per la spesa. Obiettivi raggiungibili grazie alla larga maggioranza in Parlamento".

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Don Cipolla: ma le istituzioni non possono tirarsi indietro (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il direttore della Caritas don Claudio Cipolla, spiegando lo spirito delle attività di Casa San Simone, ha lanciato un appello alle istituzioni: "Noi non vogliamo fare beneficenza, i servizi erogati non sono l'obiettivo, ma soltanto uno strumento per incontrare le persone ed aiutarle a ritrovare un cammino dignitoso. I poveri non sono soltanto della chiesa, ma di tutti i cittadini. Per questo è importante che le istituzioni, che dovrebbero avere la competenza per farsi carico del disagio, svolgano al meglio le loro funzioni di programmazione, finanziamento e controllo delle attività assistenziali. Ed abbiamo la sensazione che ci sia, su questi punti, per lo meno un po' di incertezza. Vorremmo inserirci in un piano politicamente ben elaborato e ben 'pesato'. Il piano di zona? Diciamo che la sua capacità progettuale è alle prime battute. Insomma, auspichiamo che le responsabilità concrete e quotidiane che negli anni ci siamo sempre assunti trovino un'adeguata corrispondenza nella responsabilità delle istituzioni". "Il terzo settore va ascoltato - ha aggiunto il presidente della Fondazione Comunità Mantovana onlus Stanislao Cavandoli - perché svolge anche la funzione indispensabile di percepire in prima battuta i bisogni che nascono sul territorio, di segnalarne le necessità che la burocrazia non è in grado di cogliere". Il contributo di 50mila euro che la Fondazione ha donato a Casa San Simone è parte del milione e 620mila che saranno erogati nel 2008 per finanziare progetti presentati da associazioni ed enti no profit del territorio. Altri 50mila sono stati destinati al servizio 'Dimissioni protette' del Poma. "Questo dell'hospice - ha detto il segretario generale della Fondazione Marcello Melani - è un progetto in cui abbiamo sempre creduto, ed in cui abbiamo investito dal 2005 oltre 200mila euro". (f.v.).

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I medici: Basta litigi tra di noi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAMICI BIANCHI. Sindacati a confronto al convegno in Gran Guardia I medici: "Basta litigi tra di noi" L'eclissi della professione medica si può allontanare. Ne sono convinti i sindacati di una decina di sigle che, per la prima volta, si erano riunite in maniera concorde attorno a un tavolo, il 31 marzo scorso alla Gran Guardia, per un incontro dal titolo "Eclissi della professione medica? Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". La serata, cui avevano partecipato 300 camici bianchi oltre a politici, è stata organizzata dal medico e consigliere comunale Francesco Spangaro, con i sindacati. Ed era stata una sorta di "momento storico". Partendo dai numerosi spunti emersi durante quella serata, i sindacati medici si sono ritrovati a Palazzo Barbieri ospiti di Spangaro. Scopo: mettere a punto proposte unitarie e condivise. Ecco alcune delle strategie che, d'ora in poi, i sindacati medici cercheranno di realizzare. Primo: eliminare le conflittualità tra diverse categorie di medici. Secondo: migliorare il rapporto e il confronto tra medici del territorio e ospedalieri, come ha sottolineato Lorenzo Adami della Fimmg, "in modo da abolire inutili barriere nell'interesse degli ammalati e della continuità delle cure". Terzo: costituzione di un tavolo permanente, che si riunisca almeno due volte l'anno, per fare il punto sui progressi fatti e possa dialogare con tre interlocutori privilegiati: l'assessore regionale alla sanità, il procuratore della Repubblica, e i direttori delle testate giornalistiche. Queste ultime tre sono state riconosciute come "aree critiche" per la professione medica. Quarto: richieste di finanziamenti ad enti e istituzioni per favorire la comunicazione tra medici, ad esempio con supporti informatici e per le associazioni tra specialisti. Quinto: stabilire percorsi diagnostico-terapeutici condivisi tra medicina generale e ospedali per arrivare a metodi di diagnosi e di trattamento standardizzati a fronte delle stesse patologie. "In questo modo", ha spiegato Pippo Lombardo, dello Snami, "ci possiamo fare carico per intero dei problemi dei pazienti e ci assumiamo la responsabilità di spendere denaro pubblico per fare solo gli accertamenti necessari". Lo "stabilire noi le regole invece che subirle dai burocrati regionali o ministeriali di turno", hanno affermato ancora i medici, "aiuterà a diminuire i conflitti e le diversità di trattamento per le stesse malattie". Sesto punto: proposte legislative per diminuire la medicina difensiva, cioè la paura delle querele. Secondo i sindacati può servire "una commissione di esperti nazionali, nominati o eletti, che possa valutare preliminarmente controversie tra paziente e medico. Questo potrebbe aiutare a evitare denunce alla magistratura, se infondate". Infine, altri due punti critici: allargare i tavoli ai medici universitari e poi l'analisi del protocollo di Azienda integrata Regione- Università. Quest'ultimo punto è fonte da almeno quattro anni di scontri durissimi proprio tra medici ospedalieri, dipendenti della Regione, e camici bianchi dipendenti dall'ateneo scaligero. A Verona, gli ospedalieri sono 640 e gli universitari 219. "Sul punto", hanno ricordato Luciano Biti dell'Anaao e Umberto Tedeschi dell'Anpo, "sono state avanzate proposte precise dalla componente ospedaliera per evitare di essere penalizzata dall'attuale intesa, ormai alla firma". Il tavolo dei sindacati si è riservato di studiare nel dettaglio la questione e prendere posizione unitaria alla luce delle risposte che arriveranno dal direttore generale dell'Azienda di Verona, dalla Regione e dalla Università. G.M.

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Approvato il nuovo piano per salvare la cantina quattro mori (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MARRUBIU Approvato il nuovo piano per salvare la Cantina Quattro Mori MARRUBIU. Tutto è andato secondo i piani. Durante l'assemblea dei soci della Cantina sociale "Quattro Mori" è stato infatti approvato il Piano industriale elaborato per il recupero e la gestione dell'enopolio. Tutti i partecipanti - tranne due dichiaratamente contrari - hanno votato a favore di questo progetto, che prevede una serie di misure per la razionalizzazione e la maggiore funzionalità della gestione aziendale, che appare ormai come l'unica strada percorribile per la salvezza della Cantina. "I soci che hanno a cuore il destino della cooperativa sanno che non ci sono alternative, e che questa è una soluzione concreta che può dare respiro alla Cantina.", commenta il presidente, Umberto Murtas, "Speriamo quindi che anche la Regione abbia accolto favorevolmente il nostro piano industriale e che ci dia una parte di quei contributi per le aziende in crisi che ha stanziato". Durante l'assemblea di sabato pomeriggio i soci hanno poi colto l'occasione per confermare la loro solidarietà al vicepresidente Simone Scanu, bersaglio recentemente di un atto intimidatorio, probabilmente legato all'attività del consiglio d'amministrazione della Cantina: il suo vigneto la settimana scorsa è stato infatti devastato durante la notte da ignoti, rimasti tali. Intanto continuano le normali attività della Cantina, e si sta inoltre provvedendo alla messa in sicurezza completa dell'edificio. Una ulteriore spesa, seppure strettamente necessaria, che va a gravare su una situazione finanziaria fortemente debitoria. Proprio per questo si attendono risposte non solo dalla Regione, circa il bando per il sostegno a cooperative in crisi, ma anche dalla Provincia: infatti pare che nei giorni scorsi l'assessore all'Agricoltura, Renzo Coghe, e altri esponenti della giunta si siano recati a visitare il capannone di proprietà della Cantina (precedentemente utilizzato per le attività di imbottigliamento e ora messo in vendita) per valutarne la funzionalità in vista dell'acquisto. "Attendiamo ora un atto ufficiale da parte della Provincia e risposte da parte della Regione: ci sono molte pendenze urgenti, perciò abbiamo necessità di risposte sicure, che possibilmente vadano un pò più celeri dei tempi della burocrazia.", continua il presidente, "Stiamo cercando di ridurre i costi all'osso e stiamo lavorando molto sulla qualità dei vini, anche se i due milioni di euro di debito sono tanti, non possiamo fare altro che continuare a lavorare duro e sperare". Cristina Diana.

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Veltroni: coordinamento per Nord e Sud La nostra è stata una rivoluzione dolce . A Casini un invito per l'opposizione comune (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Veltroni: coordinamento per Nord e Sud "La nostra è stata una rivoluzione dolce". A Casini un invito per l'opposizione comune di Oreste Pivetta/ Milano CONCRETEZZA Una settimana fa si contavano i voti, ieri a Milano più che tirare le somme Walter Veltroni provava a rimettere sulle strade della concretezza (vocabolo assai usato, fortunatamente) la "rivoluzione dolce", avviata mesi fa, l'Ottobre 2007 se si vuole una data di nascita. La "rivoluzione riformista" dovrà continuare dall'opposizione, insieme con altri, ovviamente: l'alternatività alle promesse di Berlusconi (Veltroni continua a non nominarlo) la si potrà misurare nei prossimi giorni, grazie anche al "peso" di un governo ombra che dovrà proporsi in modo positivo, costruttivo, rimandando a quei titoli che erano già in programma elettorale: pensioni, salari, tasse, sicurezza. Dall'opposizione, Veltroni guarda all'Udc, in primo luogo, ma non dimentica che oltre il parlamento è rimasto un "pezzo" di questo Paese. A Milano si sono ritrovati i segretari regionali con Veltroni, Franceschini e Bettini, invitato anche il fantasma del partito del nord, evocato da alcuni sindaci (Cofferati e Vincenzi), ritoccato nell'organizzazione geografica da altri (Cacciari), interpretato in chiave di esigenza politica più che organizzativa da altri ancora (Chiamparino). Se n'è discusso, in modo neppure troppo acceso, e alla fine s'è deciso che si farà un coordinamento. Lo ha spiegato lo stesso Veltroni, durante la conferenza stampa, "un coordinamento che promuova le iniziative politiche al nord su temi programmatici". Di coordinamento se ne farà uno anche al sud. In un caso e nell'altro, nord e sud, saranno segretari regionali, sindaci, presidenti delle Regioni e delle Province a ritrovarsi: niente burocrazia, solo l'esigenza di censire i problemi reali e immaginare soluzioni e insieme occasioni per proporre queste soluzioni. Insomma Veltroni non vuole lo spezzatino, non vuole "spezzettare", vuole un partito nazionale, secondo però quell'idea federale che sta nello stesso statuto e che non dovrebbe risolversi in un organigramma ma dovrebbe esaltarsi in una cultura. Lo ha spiegato anche Goffredo Bettini: "Più che produrre apparati pesanti abbiamo pensato sia più utile lavorare in rapporto con i dirigenti su tutto il territorio". Anche "territorio" è diventata ormai parola d'uso frequente, generalmente per sottolineare il legame con il "territorio" della Lega, il partito vincente di queste elezioni. Veltroni lo ha riconosciuto: il coordinamento dovrebbe servire a recuperare terreno e territorio. Qualcuno ha obiettato che allo stesso modo si era tentato un decennio e più fa. Senza grandi soddisfazioni. Veltroni lo poteva ricordare bene e forse per questo non ha enfatizzato il passo: crede nei contenuti che saprà indicare un partito riformista, un partito giovanissimo al quale è mancato il tempo per marcare la sua diversità. Insomma pare che Veltroni chieda ai suoi segretari, ai suoi sindaci, ai suoi amministratori di lasciare le scrivanie, per muoversi là dove è necessario muoversi per dare corpo all'apertura che il Pd ha significato: di una stagione politica nel segno di un linguaggio e di contenuti nuovi, sapendo che le novità è difficile comunicarle. Malgrado tutto, i risultati ci sono stati. Veltroni lo ha sottolineato con orgoglio: abbiamo costruito un partito che vale più di un terzo dell'elettorato italiano, "qualcosa che l'Italia non ha mai avuto nella sua storia", un partito che è cresciuto, che è riuscito a recuperare lo spaventoso svantaggio che si era accumulato nei confronti del centrodestra nei due anni del governo. Attacco a Prodi? "Distinguo sempre - ha scandito Veltroni - tra governo e maggioranza". Insomma una presa di distanza dai litigi, sul filo dell'impoliticità, di questa. Ma questo valeva per ieri. Oggi e soprattutto domani al partito nuovo di Veltroni tocca il contrasto con il centrodestra che sembra muoversi come l'altro ieri: "Vedo già contraddizioni e smentite - ha osservato Veltroni - e una compagine di governo che ricalca quella del 1994". Asprezza nella polemica Veltroni ha trovato ricordando il tema della sicurezza: ricordando prima l'ostilità della sinistra radicale e di Liberazione quando sul Corriere scrisse che la sicurezza non è di destra nè di sinistra, poi l'attacco del sindaco di Milano. "Sono stato colpito anche dal punto di vista dello stile dalle parole di Letizia Moratti". "Tutti i sindaci - ha detto - si sono battuti per avere più sicurezza. Potrei ricordare che il suo partito ha votato a favore dell'indulto, potrei ricordare che ha autorizzato l'ingresso senza controllo di centinaia di persone comunitarie, ma vorrei tenere la cosa fuori dalla strumentalizzazione politica". E la strumentalizzazione politica è "quella per cui - ha aggiunto - se avviene uno stupro a Roma è colpa dell'amministrazione comunale, se capita a Milano è del governo nazionale". Il problema, secondo Veltroni, è quello di garantire accoglienza e legalità. "In tutte queste polemiche c'è una cosa - ha osservato - di cui nessuno parla più: cioè le donne violentate".

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"i lumbàrd ora cancellino le venature anticristiane" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Famiglia Cristiana "I lumbàrd ora cancellino le venature anticristiane" ROMA - "La Lega necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perchè tanti cattolici l'hanno votata". Lo scrive Famiglia Cristiana in un editoriale che auspica "un contributo maturo" del partito di Bossi alla crescita del nostro Paese. "Bossi - afferma il più diffuso dei settimanali cattolici - ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali: non è stato un voto di protesta. La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale". Su quest'ultimo tema l'auspicio del giornale è che si tratti di un federalismo anche "solidale", perché "l'Italia può rialzarsi e farcela solo se progredisce tutta intera, dalle Alpi alla Sicilia. Gli esempi di federalismo solidale di Germania e Svizzera sono lì a dimostrarlo: non con la politica dell'obolo, ma con la solidarietà verso i più deboli, nell'interesse di tutti". è un passaggio che riecheggia le parole dell'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, il quale commentando i risultati elettorali ha esortato la classe politica a diffidare dei "localismi". Famiglia Cristiana auspica anche una assegnazione bipartisan delle cariche istituzionali: "Se non vogliamo aule parlamentari ancora da ring o, peggio, da "Bagaglino", è così da "giocondi" assegnare la presidenza di Camera o Senato all'opposizione?".

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Rotatoria? no, un percorso a ostacoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Rotatoria? No, un percorso a ostacoli Tempi lunghi per lo svincolo di Torretta tra malintesi e ritardi L'assessore: aspettiamo il parere dell'Autorità di Bacino sul progetto Da Firenze, invece, negano qualsiasi richiesta di controllo FAUGLIA. Per l'assessore il progetto della svincolo di Torretta sulla statale 2006 doveva già essere sulla scrivania dell'Autorità di Bacino dell'Arno. Il responsabile del distretto stradale dichiara l'esatto contrario, ovvero che il piano è sempre in fase di ultimazione. Più che una rotatoria, la storia dello svincolo sulla via Emilia sembra uno slalom. Un percorso a ostacoli tra lentezza progettuale, incomprensioni tra gli uffici e burocrazia che ritarderà non poco l'agognato intervento che incide sulla viabilità dei Comuni di Fauglia, Lorenzana, Casciana Terme, Orciano Pisano e Santa Luce. "Il progetto iniziale, finanziato dalla Regione per 400mila andava ad invadere la cassa di espansione del fiume Morra. Dal momento che la zona è a rischio esondazione abbiamo chiesto un parere all'autorità che segue il piano di assetto idrogeologico. Aspettiamo una risposta per capire come procedere", spiega l'assessore ai lavori pubblici della Provincia di Livorno Laura Bandini. "A noi non è pervenuta alcuna richiesta di verifica", dichiarano dall'Autorità copn sede a Firenze. L'amministratore labronico rimane a bocca aperta quando viene a sapere che, in realtà, le carte sono ancora ferme a palazzo granducale, a Livorno. E' l'istituzione livornese, infatti, a seguire la realizzazione dell'intervento (capofila insieme alla Provincia di Pisa), inserito nel piano regionale di viabilità 2003-2007. Ben 4 anni sono passati, inutilmente. "La Regione aveva disposto un finanziamento di 400mila euro - l'assessore ricostruisce il caso - Il primo progetto, che comprendeva anche alcuni accessi richiesti da Fauglia, veniva a costare 800mila euro, il doppio rispetto allo stanziamento previsto dalla Regione". Ecco che l'intervento fa una prima brusca frenata. "Inoltre - continua - è venuto fuori che il lavoro così come previsto va ad intaccare la cassa di espansione del Morra. Qui l'intervento si è arenato. Dobbiamo sapere se possiamo allargarci dalla parte del torrente senza compromettere niente. Per questo stiamo aspettando il parere dell'Autorità di Bacino". Che vuol dire che in caso contrario dovrà essere ripensato l'intero progetto. Che vedrà le ruspe in azione chissà quando. "La Regione ci ha garantito - conclude - che nel nuovo piano di viabilità che andrà in approvazione entro Natale, questo intervento sarà prioritario e finanziato per 800mila euro". Più di questo Laura Bandini non è in grado di dire. Perché "Dobbiamo ancora inviare il progetto all'Autorità di Bacino", fa sapere Antonino Gennusa, responsabile del distretto stradale della Provincia livornese. F.S.

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Crescono le società di capitale Il punto di forza è l'export (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La "Camera" analizza gli anni 2000 FABIO ZOLLINO Diminuisce il fatturato, resta praticamente invariato il valore aggiunto ma aumenta il numero di imprese e addetti. Sono questi i principali risultati del secondo "Rapporto sui bilanci delle società di capitale della provincia di Ferrara", promosso dall'Osservatorio dell'economia della Camera di Commercio estense e presentato ieri mattina. Gli anni di riferimento della dettagliata analisi sono quelli che vanno dal 2000 al 2005 e in questo periodo si è verificata una evoluzione complessiva del numero di società di capitale, passate dalle 2.368 del 2000 alle 3.046 del 2005 (+678 unità). La cessazione di importanti realtà dei settori moda, alimentare e costruzioni ha però inciso negativamente sul fatturato totale che in questi sei anni è calato del 7,5%. Di conseguenza anche il valore aggiunto ha sofferto di questo andamento, registrando un misero +0,4% e pagando a caro prezzo il forte calo del 2003 recuperato poi dal trend positivo del biennio 2004-2005. Stessa dinamica per l'occupazione: gli addetti delle società di capitale, diminuiti di quasi 3mila unità nel 2003, sono poi aumentati nei due anni successivi attestandosi nel 2005 a 38.112 unità. Nel corso della presentazione del rapporto sono stati citati anche alcuni dati più recenti, come quello che riguarda l'export: nel 2007, a fronte di una crescita della produzione del 2,2%, le esportazioni sono salite del 12,6% e tra le società di capitale del territorio, il 25,3% esporta, realizzando il 40,8% del fatturato proprio attraverso le transazioni con l'estero. Da una complessiva lettura del rapporto si deduce certamente che la chiave del successo in provincia per questa tipologia di imprese è certamente racchiusa in due fattori: le medio-grandi dimensioni e la capacità di creare gruppi e di relazionarsi con le altre società. "L'analisi - ha affermato il presidente della Camera di Commercio Carlo Alberto Roncarati - prende in esame tutti i bilanci delle società ferraresi di capitale, incluse le cooperative. Rappresenta dunque uno strumento straordinario anche per i singoli imprenditori che potranno così verificare il proprio posizionamento rispetto alle medie dei valori reddituali e patrimoniali del rispettivo dettore di appartenenza". Guido Caselli, vice-segretario generale di Unioncamere Emilia Romagna ha invece sottolineato che "l'aggregazione di più imprese di piccole dimensioni attorno a società leader di medie dimensioni sembra essere la chiave di successo nel territorio ferrarese", ed ha aggiunto poi che "gli investimenti hanno riguardato principalmente macchinari e software mentre pochi sono stati quelli dedicati alla R&S in senso stretto". Per Diego Carrara, assessore provinciale alle Attività economiche, "è giunto il momento di attrarre nuove imprese in provincia, in particolare mediante i fondi strutturali 2007-2013, con la predisposizione di aree attrezzate, la propensione all'innovazione garantita dalla collaborazione con l'Università e lo snellimento della burocrazia. Nel Ferrarese è necessaria al più presto una svolta occupazionale di segno positivo".

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La carica degli onorevoli imprenditori - (segue dalla prima cronaca) massimo lorello (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo La carica degli onorevoli imprenditori Nella nuova Ars sono raddoppiati. Primi gli impiegati, poi medici e avvocati I colletti bianchi spopolano nelle file dell'Mpa e del Pd. Cinque docenti e tre i pensionati (SEGUE DALLA PRIMA CRONACA) MASSIMO LORELLO Posto che la categoria di lavoratori più rappresentata resta quella degli impiegati (sono in tutto 18), la professione medica si conferma un ottimo viatico per accedere al Parlamento regionale. Ma cresce di oltre il doppio il numero degli imprenditori, che salgono da 5 a 11. Al radiologo Salvatore Cuffaro, che ha lasciato Palazzo d'Orleans dopo la condanna a cinque anni per avere favorito singoli mafiosi, è subentrato lo psichiatra Raffaele Lombardo, amico dello stesso Cuffaro e fondatore dell'Mpa. Il fisiatra Antonello Antinoro, dirigente dell'Udc, si è confermato primo degli eletti di tutta la Sicilia con 28 mila preferenze (due anni fa superò il tetto delle 30 mila). Lo tallona l'ortopedico Nino Dina, pure lui dello Scudo crociato, eletto con 25 mila preferenze. E del partito di Cuffaro fanno parte altri tre camici bianchi eletti all'Ars: Salvatore Cascio, Giuseppe Gianni e Giuseppe Lo Giudice. Dal giuramento di Ippocrate sono passati pure tre deputati del Pdl: Francesco Cascio (odontoiatra), Santi Formica e Edoardo Leanza, mentre dall'Mpa, oltre a Lombardo, entrano a Palazzo dei Normanni l'assessore uscente alla Famiglia Paolo Colianni (chirurgo e psicoterapeuta) e il dentista Giuseppe Federico. Complessivamente il centrodestra - che, manco a dirlo, ha cominciato a litigare sulla poltrona di assessore alla Sanità - presenterà a Sala d'Ercole undici medici. Uno in più rispetto alla precedente legislatura. L'opposizione dovrà accontentarsi di due camici bianchi: i democratici Roberto Ammatuna e Cataldo Fiorenza. è uscito dal Parlamento regionale, infatti, Salvatore La Manna che occupava i banchi di Uniti per la Sicilia, coalizione sparita dall'Ars. Sala d'Ercole, medici a parte, dovrà rinunciare anche allo psicologo Enzo Culicchia e alla farmacista Rita Borsellino (che però potrebbe rientrare in Assemblea contando sul ripescaggio legato all'ipotetica rinuncia di Anna Finocchiaro). In compenso il Parlamento regionale guadagnerà il dietologo Giuseppe Buzzanca. Undici imprenditori, di diverso cabotaggio, faranno base a Sala d'Ercole per i prossimi cinque anni. Sono sei in più rispetto alla precedente legislatura. Proprio sei fanno parte del Pdl, quattro dell'Mpa e due sono in forza al Partito democratico. La ristorazione è il settore dell'agrigentino Nino Bosco (Pdl) che con i suoi 29 anni appena compiuti è il deputato più giovane del nuovo Parlamento regionale. Imprenditori in forza al Popolo della libertà sono anche Antonino Scilla, Roberto Corona (ex presidente della Confcommercio di Messina), Guglielmo Scammacca della Bruca (si occupa di sanità privata e torna all'Ars dopo due legislature) e Raffaele Nicotra, titolare di supermercati nel Catanese e terzo deputato più ricco, con 295 mila euro dichiarati nella precedente legislatura. Allora, Nicotra stava nell'Mpa, dove ha ritrovato un posto al sole Cateno De Luca, titolare di due società turistiche, che nella passata legislatura si separò temporaneamente dagli autonomisti lombardiani. De Luca, durante l'ultima amministrazione Cuffaro, è risultato il secondo deputato in ordine di ricchezza con una dichiarazione dei redditi da oltre 300 mila euro. Meglio di lui ha fatto solo il siracusano Nunzio Cappadona (460 mila euro) che però non è stato rieletto. I lombardiani portano a Sala d'Ercole altri tre imprenditori: Nicola D'Agostino, Giuseppe Gennuso e Riccardo Minardo (componente di una famiglia di petrolieri ragusani). Non ne ha eletti l'Udc, mentre dal Pd approderanno al Parlamento regionale Mario Bonomo e l'ex sindaco di Comiso Giuseppe Digiacomo. All'Ars prenderanno posto diciotto impiegati: due in meno rispetto alla precedente legislatura. L'Mpa potrà contare su cinque colletti bianchi prestati alla politica, a cominciare da Angelo Lombardo, fratello del leader del partito. Impiegato è anche Roberto Di Mauro (capogruppo uscente) come i neoeletti Marianna Caronia e Salvatore Lentini. Il solo Alberto Campagna, dipendente della Provincia, tiene alto il vessillo degli impiegati nel gruppo del Popolo della libertà. Nel Pd, invece, la categoria è rappresentata, fra gli altri, da Antonello Cracolici (dipendente dell'Inps), Giuseppe Apprendi (vigile del fuoco) e Gaspare Vitrano (burocrate regionale). Resta in equilibrio il borsino degli avvocati: erano dieci nella passata legislatura e altrettanti sono rimasti in quella che comincerà a giorni. Fra le new entry Salvatore Cordaro, penalista eletto nell'Udc grazie al sostegno del leader regionale Saverio Romano, e Francesco Musotto, presidente uscente della Provincia, eletto con il Pdl e in corsa per la guida dell'Assemblea. Rientra a Sala d'Ercole Giovanbattista Bufardeci, ex sindaco di Siracusa. Il mondo della scuola sarà presente all'Ars con cinque deputati docenti. Nella passata legislatura erano sei. Ma almeno non si è persa per strada la preside. Giulia Adamo, infatti, è stata confermata nelle file del Pdl. Sono due, infine, i pensionati: entrambi lavoravano per la Regione ed entrambi stanno con il Popolo della libertà. Pensionato è Giovanni Greco, e pensionato è Ignazio Marinese che della burocrazia regionale è stato protagonista per quarant'anni. Congedatosi da poco, non ha resistito alla nostalgia.

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Neto, il nipotino è diventato grande (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA FESTA-PROMOZIONE Il primo capitano straniero dell'Itala si chiama non a caso Leonidas, come il capocannoniere brasiliano di Francia '38 Neto, il "nipotino" è diventato grande Solo la burocrazia finora gli ha tarpato le ali, impedendogli nel 2004 il salto alla Triestina "Per vincere i campionati si deve contare su un collettivo vero e sul giocatore più forte: noi avevamo entrambi". Così Zoratti, il tecnico dell'Itala appena ascesa in C2, benedice il suo gioiello Neto Pereira. È stato l'airone brasiliano la marcia in più nella clamorosa stagione degli isontini, l'"X-factor" capace di scavare un divario incolmabile fra i biancoblù e le rivali. Leonidas Neto Pereira de Souza, dunque, ha mantenuto la promessa fatta a suo tempo a patron Franco Bonanno e ai tifosi gradiscani: "In C2 ci andremo insieme" disse, quando a causa di un regolamento più assurdo che cervellotico sfumò il suo passaggio nel calcio che conta. Ma a suon di gol e di assist Neto in un colpo solo si è ripreso tutto: l'Itala, diventandone il primo capitano straniero della storia, i suoi sogni, il suo futuro: la terza serie. "Faccio ancora fatica a credere che finalmente ce l'abbiamo fatta - sorride con gli occhi ancora gonfi di stanchezza -. Ma non è solo merito mio, senza gruppo non si va proprio da nessuna parte. Dopo tanti anni abbiamo vinto, è la sensazione più bella che ho mai provato da quando sono in Italia. Se ripenso ai sacrifici, alle delusioni, alle tante esperienze positive e negative fatte in queste sette stagioni, è come se avessimo scalato una montagna. Ma finalmente possiamo guardare giù". E un airone da quasi 90 gol in sette stagioni (ma ben 38 nelle ultime due) non soffre certo di vertigini. Non ne soffriva neanche nell'estate 2004, Neto, quando l'allora tecnico della Triestina Attilio Tesser chiama il collega Agostino Moretto, allora all'Itala. "Mister, il tuo brasiliano è impressionante. Se per voi sta bene vorrei testarlo, fargli giocare alcune amichevoli". Arriva l'okay, a Gradisca mica si sognano di tarpare le ali a un ragazzo che ha già dato tanto. Sanno bene che "Leo" è di categoria superiore. Non a caso le prove generali vanno anche piuttosto bene. Pare tutto fatto, tant'è vero che l'attaccante parla quasi da ex: "Non ho paura. So che è l'occasione della vita e mi giocherò le mie chance, rimanendo sempre fedele ai miei valori". Ma in agguato c'è la sempiterna burocrazia di questo Paese, che rischia per davvero di spezzargli le ali. Un incredbile regolamento federale infatti impedisce, in quanto contemporaneamente in possesso dello status di extracomunitario e dilettante, di giocarsi quel sogno. Per assurdo Neto - a meno di sposarsi e richiedere la cittadinanza italiana - rischiava di dover rinunciare al professionismo persino se lo avesse conquistato sul campo, con la sua Itala. Niente paura, nel frattempo la normativa è stata riveduta e corretta. Leo sarà il capitano dei gradiscani anche il prossimo anno. Il funambolico brasiliano assicura di non avere rimpianti. "Sarei bugiardo se dicessi che non mi è bruciato - racconta oggi - ma il presidente mi ha sempre assicurato che insieme ce l'avremmo fatta. E a lui, che per me è un secondo padre, non potevo non credere". La storia di Leonidas Neto Pereira de Souza è una piccola favola. Già Leonidas è un nome da predestinato, come quello del capocannoniere di Francia '38. In realtà è il nome del nonno: Neto, infatti, sta proprio per "nipote". Ed è così che chiede ai giornalisti di essere chiamato quando giunge in Italia. Allora è solo un ragazzo smilzo e timido, che abbassa lo sguardo non appena qualcuno gli rivolge la parola. Non è che questa tendenza sia sparita del tutto, ma di certo quel ragazzo è diventato un uomo. Neto vede la luce nel '79 a General Carneiro, Stato del Mato Grosso, ma la famiglia (papà Josè Carlos, mamma Arlinda e il fratello maggiore, Carlos) è di Cuiaba, 700 mila abitanti. E lì che il ragazzo tira i primi calci. Lo nota dapprima il Corinthians - ma il cuore è tutto per il Santos di Pelè -, e poi il Matsubara Paranà, dove completa la gavetta sino all'approdo in prima squadra con la firma sul primo contratto professionistico. C'è però l'Italia è nel destino di Neto. Anche se si fa attendere: galeotta una partecipazione al torneo di Viareggio, dove viene notato da qualche addetto ai lavori che lo consiglia alla Cremonese. La società lombarda tentenna, ma al provino è presente anche un dirigente gradiscano, Giuliano Spessot, che se ne innamora e chiama patron Bonanno. "Credimi, questo è veramente forte" gli assicura. Nel gennaio del 2001 Neto approda quindi a Gradisca. Impatto niente affatto facile: il freddo, la lingua, la saudade. "All'inizio è stata dura, ma il presidente e il suo staff mi hanno fatto sentire uno di famiglia. Ed è tuttora così. E anche Gradisca, così tranquilla, non mi ha mai fatto sentire un estraneo. Non smetterò mai di ringraziarvi tutti, domenica abbiamo vinto tutti insieme". Punta esterna, seconda punta, centravanti: negli anni cambiano i tecnici ma tutti cuciono l'Itala attorno a lui. Da imprevedibile suggeritore diventa sempre più anche un cannoniere. E diviene persino il primo capitano straniero dei biancoblù, quando il fraterno amico Peroni - è l'estate 2007 - lascia il club . "Sandro mi ha insegnato tante cose, è stato un vero fratello per me. Sono felicissimo che abbia vinto con il Pordenone e sia di nuovo in serie D. Però pare che non ci incroceremo ancora per un po...". Luigi Murciano.

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<Assurdo penalizzare la qualità dei nostriprodotti con prezzi irrisori> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 4 "Assurdo penalizzare la qualità dei nostriprodotti con prezzi irrisori" GIANFRANCO CONCORDATI, CONSIGLIEREAL PIRELLONE E CONTADINO ? CASALPUSTERLENGO ? FA IL CONSIGLIERE al Pirellone, ma non ha rinunciato al suo lavoro di titolare di un'azienda agricola, a metà con il fratello. Gianfranco Concordati, quando non fa politica è a Cascina Scala, a mezza strada tra il capoluogo Casalpusterlengo e la frazione Zorlesco, i cui capannoni ospitano attrezzature modernissime per il lavoro dei campi. Concordati, riesce a conciliare le due attività? "Diciamo che, quando sono impegnato al Pirellone, pensa mio fratello a condurre l'azienda. La politica però è comunque un modo per seguire da vicino i temi del mondo agricolo, specie quello lombardo e lodigiano. Da c'è stata una forte riorganizzazione, ma ci sono ancora problemi forti, come il prezzo del latte e dei suini. Alta specializzazione che è sottopagata: assurdo". Come vede la situazione? "Vedo la pesantezza della burocrazia, anzitutto. Pensi che, da calcoli precisi, un agricoltore deve spendere almeno 100 giorni all'anno per il disbrigo delle pratiche burocratiche, quindi bisogna semplificare, arrivare al minimo indispensabile e non invece appesantire in continuazione. Pensi alla questione dei nitrati e alla conseguente normativa: si spende un sacco di tempo e non si conoscono le conseguenze. Noi siamo stati critici, come gruppo politico di centrosinistra, nei confronti dell'assessore Beccalossi per i finanziamenti nei confronti degli allevamenti senza considerare il conseguente carico delle coltivazioni nei campi. Ora quegli allevamenti sono a rischio". Nel campo dei cereali, però, c'era stata una boccata di ossigeno. "Già, l'impennata dei prezzi aveva creato sollievo, ma la situazione oscilla troppo. Poi c'è la Comunità Europea che costringere gli agricoltori a non coltivare i campi. Inoltre le materie prime aumentano e i prezzi di vendita no. A questo punto, l'unica cosa utile sarebbe la vendita diretta negli gli spacci in cascina". L.A.

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<Niente scuse, ora la politica sioccupi dei campi> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 4 "Niente scuse, ora la politica sioccupi dei campi" Mario Vigo: "I numeri consentono di governare: burocrazia econcorrenza le prime emergenze da risolvere" PARLA IL LEADER DI CONFAGRICOLTURA MILANO-LODI di LUIGI ALBERTINI ? LODI ? IL CONGRESSO della Congagricoltura, al parco tecnologico, è stato l'occasione per tirare le somme del rapporto, tutt'altro che disteso, fra politica e mondo dei campi. Alla grande assemblea, oltre al presidente Mario Vigo, c'erano l'assessore regionale Viviana Beccalossi, il direttore generale di Confagricoltura Vito Bianco, l'assessore provinciale di Milano, Bruna Brembilla, e di Lodi, Fabrizio Santantonio, il neo prefetto di Lodi Peg Strano Materia e tante altre personalità. Occasione propizia per il presidente per trarre le somme sullo stato di salute del settore. Presidente, con la svolta politica delle ultime elezioni si prevedono novità anche per gli agricoltori? "Siamo davanti ad un esito elettorale che non lascia spazio a equivoci: ci sono tutti i numeri per governare. Noi abbiamo in più occasioni esternato il nostro malcontento verso un sistema elettorale che non ci piace, ma ora è tempo di fatti concreti perché l'agricoltura possa mantenere un ruolo di primo piano nelle scelte di politica economica". Quali sono per voi i problemi da risolvere? "Il fatto è che da tempo siamo nella morsa della globalizzazione. Sulle nostre tavole arrivano prodotti da ogni parte del mondo e nell'agroalimentare siamo arrivati al punto che ciò che produciamo è completamente differente da ciò che importiamo. Ad esempio, i prodotti contaminati entrati nella Unione Europea nel 2007 sono saliti dell'8,3 per cento rispetto al 2006 e la Cina, lo abbiamo imparato bene purtroppo, è al primo posto nella classifica del rischio". Insomma, voi sostenete che la concorrenza non è leale? "Sì, e siamo stanchi di questa situazione. Il vero allarme sono le importazioni, anche se abbiamo visto il calo della mozzarella di bufala: ci sono paesi e realtà che non si fanno molti scrupoli ad usare l'arma alimentare come grimaldello per favorire scelte geopolitiche anche per questioni commerciali. Senza contare il problema dei prezzi, anche se sul caro-alimenti forse il cittadino ha capito e compreso che i rincari non arrivano dalla campagna, ma sono il frutto di altre logiche che con la produzione hanno pochissimo da spartire. Il caso del latte è ormai storico: quello fresco nei supermercati costa 1,55-1,60 euro al litro, ma meno di un quarto di questa cifra entra nelle tasche dei produttori. Siamo l'anello debole della filiera, anche se siamo la base del settore". E allora cosa proponete per reagire a questa situazione? "Chiediamo da subito un intervento politico per raddrizzare gli squilibri nella filiera. Servono misure strutturali e misure tampone, per esempio a favore del settore suinicolo che sta vivendo da tempo una crisi pesantissima. Da parte nostra stiamo facendo di tutto per accorciare la filiera, mettendo il consumatore a diretto contatto con la cascina: puntiamo sul marchio "Lodigiano Terra Buona", stiamo penando anche a dei mezzi mobili dell'azienda agricola, adeguatamente refrigerati, dove comprare i nostri prodotti. Devo dare atto all'ex ministro Paolo De Castro di aver aperto legislativamente una strada con il decreto del novembre 2007 sui mercati riservati all'esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli". Quali sono le vostre maggiori difficoltà? "Il nostro lavoro talvolta è messo a dura prova dalla mancanza di infrastrutture adeguate. Basta un'annata siccitosa per tornare nell'emergenza. E intanto le organizzazioni agricole continuano a pesare poco nei consorzi di bonifica. Altro guaio è la burocrazia: confidiamo nel piano di sviluppo rurale e nei contributi, ma bisogna che i soldi siano disponibili in fretta. C'è ancora troppa burocrazia, esistono troppe limitazioni agli investimenti". Per un'econmia agricola solida cosa servirebbe? "Intanto noi vorremmo che non venissero stravolte le linee di politica agricola. Poi penso all'Expo 2015: vogliamo che non diventi una occasione perduta per il mondo agricolo milanese e lodigiano, quando proprio il tema scelto riguarda l'alimentazione dell'uomo. Sarebbe un peccato mortale, che pagheremmo in termini economici, viste le previsioni di attese di turisti e di indotto che si indirizzeranno sulle nostre zone: dobbiamo metterci in gioco e calare i nostri assi sul tavolo della programmazione delle iniziative per quello straordinario evento. Perdere tempo significherebbe perdere davvero, ancora una volta, il treno del rilancio".

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<la lega perda le venature anticristiane> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"la lega perda le venature anticristiane" Dopo aver vinto per aver "saputo intercettare bisogni diffusi e reali", la Lega nord è chiamata, secondo "Famiglia cristiana", a "disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perché tanti cattolici l'hanno votata". E per la formazione di Bossi è ora di "mettersi con concretezza al servizio dell'Italia". "Famiglia cristiana" lo scrive nell'editoriale del prossimo numero, intitolato "All'esame di maturità. Ragioni e boom della Lega". Quello sfociato nel boom elettorale della Lega, per il settimanale dei Paolini, "non è stato un voto di protesta: Bossi ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali. La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese, federalismo fiscale". Ora, sottolinea però, "la Lega necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perché tanti cattolici l'hanno votata".

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INAUGURATA BASE LOGISTICA RIGASSIFICATORE PORTO VIRO (RO) CHISSO: "VITTORIA DEL FARE BENE. CHIEDIAMO LIBERTA' DI VALUTAZIONE PER OPERE INTERAMENTE IN TERRITORIO REGIONALE" (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Porto Viro (Rovigo), 22 aprile 2008 - "Il rigassificatore che sta nascendo a Porto Viro è una grande vittoria del partito del fare bene, di cui indosso con orgoglio la casacca, e della Regione del Veneto, che ha sempre sostenuto quest'opera, combattendo una durissima battaglia con la burocrazia nazionale e governativa e i suoi mille lacci e laccioli e che ora, alla luce dell'esperienza fatta, chiede al nuovo Governo che alle Regioni virtuose e capaci sia lasciata libertà di azione e valutazione degli impatti ambientali per le opere che ricadono integralmente all'intero del loro territorio". Lo ha detto l'Assessore regionale alle Politiche Infrastrutturali Renato Chisso intervenendo oggi a Cà Cappello di Porto Viro (Rovigo) all'inaugurazione della base logistica sulla costa che fungerà da appoggio al primo rigassificatore offshore del mondo, in via di realizzazione da parte di Adriatic Lng a circa 15 chilometri al largo della costa, in alto Adriatico. All'importante appuntamento, che prelude all'entrata in funzione dell'impianto prevista per l'autunno, erano presenti numerose autorità, tra le quali il Sottosegretario uscente all'economia Marco Stradiotto, gli Assessori regionali polesani Isi Coppola e Renzo Marangon, il Managing Director di Adriatic Lng Scott Miller. "Quest'opera ? ha aggiunto Chisso ? pone il Veneto all'avanguardia nelle politiche energetiche nazionali, porterà importanti benefici economici ed occupazionali all'intero Polesine e non comporta pressoché alcun impatto ambientale". A questo proposito, l'Assessore ha tenuto a ricordare che "proprio la Regione scelse a suo tempo di sostenere l'opzione del rigassificatore dopo essersi opposta con forza e con successo alla pericolosa ipotesi dell'estrazione di metano dal sottosuolo in Adriatico, con tutti i rischi di subsidenza che essa comportava". "Con il rigassificatore, con la centrale a idrogeno di Fusina e con la prospettiva di riconversione della centrale Enel di Porto Tolle ? ha detto anche Chisso ? il Veneto sta dando un contributo vitale all'emergenza energetica italiana, ed ora si aspetta dall'Italia un riconoscimento che possa incidere concretamente sulla vita delle nostre imprese e dei nostri cittadini". La struttura principale dell'impianto, quella che andrà collocata in mare, è pressoché realizzata ad Algeciras, in Spagna, è lunga 180 metri, larga 88 e alta 47 (buona parte dei quali in immersione) e consentirà alle navi contenenti gas liquido provenienti in gran parte da Qatar di portare materiale pari a 8 miliardi di metri cubi l'anno, circa il 10% dell'intero fabbisogno nazionale. La base logistica inaugurata oggi è un complesso di circa 5 mila metri quadri e sarà il punto d'attracco per l'imbarcazione che farà la spola tra la base e il terminale in mare per trasportare personale, merci e rifornimenti. All'interno del magazzino saranno collocate parti di ricambio per il terminale e tutta la strumentazione collegata all'attività complessiva. . <<BACK.

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Lettera Il pdl è cresciuto di 8-10 punti (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettera Il pdl è cresciuto di 8-10 punti Adesso basta sognare il partito del Nord I veri guai del Pd sono nel Mezzogiorno Il Nord sembra essere diventato il grande malato d'Italia: un tempo opulento, ricco, produttivo, oggi la nostra Baviera sarebbe terra insicura, orfana di infrastrutture, depredata del proprio reddito da Roma ladrona. La verità è che in un Paese a crescita zero, poco dinamico e innovativo, scarsamente flessibile, in definitiva "vecchio", tutti pagano un prezzo. A questa condizione di arretratezza, è la parte più debole a pagare di più e quindi la questione settentrionale è, nei termini in cui viene posta, semplicemente irricevibile. L'obiettivo sembra sbiadire, buttare all'indietro, la vera, grande, unica, irrisolta questione che è quella Meridionale. Il centrodestra ha vinto le ultime elezioni nel Mezzogiorno, con un incremento di 8-10 punti in Campania, Calabria e Sicilia rispetto al 2006: il Pd deve quindi ripartire da qui, senza rincorrere la Lega, ridefinendo un nuovo progetto di crescita e modernizzazione per il Sud, dentro un regionalismo virtuoso. I cittadini parlano con il voto e quelli delle nostre parti non hanno affidato la propria rappresentanza politica al centrosinistra, forse perché c'è chi si ostina a considerarli atavicamente rassegnati, sempre tolleranti, scambiando realismo per capacità di sopportazione infinita. Viene invece dalle comunità meridionali la richiesta di un progetto nuovo, dinamico, moderno per un Sud finalmente competitivo, ecocompatibile, libero dalle mafie, dalla burocrazia, dall'assistenzialismo, infrastrutturato con porti, strade, ferrovie e nuove tecnologie digitali. Occorre una visione del Mezzogiorno senza la quale il radicamento del partito è una risposta utile ma insufficiente ai bisogni delle comunità, in quanto risposta in termini di organizzazione politica, di apparato, piuttosto che di progetto. Dividersi quindi sul partito solido o liquido equivale a confondere il mezzo con il fine. C'è oggi un Mezzogiorno di cittadini, soprattutto giovani, che non si rassegnano alle mafie come cancro del sistema, a interi quartieri inaccessibili alle forze dell'ordine, a piazze delle proprie città dove si spaccia la droga alla luce del sole e c'è una pubblica opinione che non capisce perché non si interviene in realtà ben definite come Gioia Tauro o il porto di Napoli per stroncare i vari traffici illeciti da più parti pubblicamente denunciati. Vorrei inoltre rassicurare come siano pochi i meridionali per i quali è normale una Salerno-Reggio Calabria da 40 anni in costruzione o l'indicazione del bergamasco Pezzotta alla presidenza della Fondazione Sud. Molti infine ritengono che per ripartire dal fallimento della Giunta Loiero in Calabria, dalla fatica di Vendola in Puglia e dall'evidente conclusione del ciclo bassoliniano in Campania, sia indispensabile cominciare ad ammetterlo, senza mezzi termini. Anche nel Mezzogiorno, piuttosto che sui Dico, sull'ingerenza del Vaticano, sul dualismo uomo-donna, giovane-vecchio, c'è una richiesta di sicurezza, di un fisco amico, di buona sanità, di lavoro sicuro così come c'è stanchezza per i 70.000 giovani laureati emigranti e si è pronti a ragionare anche di federalismo fiscale, a patto di partire dalla stessa dotazione infrastrutturale del Nord. Questo Mezzogiorno chiede anche più facce meridionali nella classe dirigente del nostro Pd: le culture politiche sono infatti storie, libri, carte ma anche facce e nel nostro partito dal 1996, al Governo o all'opposizione, così come nelle istituzioni locali, c'è ne sono di buone per tutte le stagioni! Il progetto Paese che Veltroni ha iniziato a delineare deve quindi ripartire dal Sud senza timidezze. La politica tornerà ad essere credibile quando pretenderà, iniziando dal Mezzogiorno, una Confindustria modello Lo Bello, un sindacato libero da assistenzialismi e sarà in grado di offrire una classe dirigente onesta e capace di progettualità in una nuova società meridionale ricca di opportunità e ridotta nei privilegi. 22/04/2008.

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Spese di ricerca, nuove agevolazioni Confindustria, incontro con esperti (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

12 PIACENZA martedì 22 aprile 2008 Prospettive per piccole-medie imprese Spese di ricerca, nuove agevolazioni Confindustria, incontro con esperti Le aziende italiane potranno usufruire di agevolazioni sulle spese di ricerca e sviluppo. Questo il tema ed il titolo del convegno organizzato dalla Confindustria di Piacenza, svoltosi ieri mattina nella sede piacentina dell'associazione. Più di trenta le aziende che attraverso i propri rappresentanti hanno aderito all'iniziativa. Piacenza, dopo l'input del capoluogo regionale, per prima ha organizzato un incontro sull'argomento che, discusso per un lungo anno dalla Commissione Europea, è stato approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso venerdì. "La nuova normativa, che prevede importanti disposizioni sul fronte della ricerca e dello sviluppo, fornisce la possibilità di detrazioni e crediti agevolati. Inoltre - ha spiegato Alberto Rota, presidente del Comitato Piccola Industria all'interno della Confindustria- accedere alle detrazioni risulta ora molto semplice. E' necessario infatti, dopo aver gestito questo ambito sotto il profilo amministrativo, esporlo nel bilancio finale dell'azienda". L'ammontare del valore delle detrazioni è del 10% delle spese di ricerca sostenute, che possono arrivare fino al 40% se l'attività di ricerca e sviluppo è svolta in sinergia con l'università. Un'occasione di rilancio e un modo per fronteggiare senza timore i momenti di crisi e un circuito di competitori divenuto ormai internazionale. E se prima di questa novità la tanto invocata, ma soprattutto nominata nelle sedi istituzionali, ricerca era una possibilità realizzabile generalmente nelle medie e grandi imprese, oggi vista la semplicità del percorso attuativo, potrà essere considerata una risorsa concreta anche dalle micro e piccole aziende che rappresentano gran parte del tessuto imprenditoriale piacentino e italiano. "Prima di venerdì -ha aggiunto Rota- solo le grandi aziende potevano permettersi una struttura amministrativa tale da riuscire ad orientarsi tra la burocrazia dei prestiti e dei fondi comunitari, statali e regionali adibiti alla ricerca. Grazie a questa novità, tutte le realtà imprenditoriali potranno sviluppare progetti innovativi". Marcello Margotto, dottore commercialista e revisore contabile e Umbro Morgante, esperto in trasferimento tecnologico e pianificazione e gestione di progetti di ricerca industriale, sono stati i relatori del convegno. Mentre Margotto ha fornito una lettura tecnica del decreto, Morgante ha descritto le tre attività che possono essere detratte come la ricerca di base, la ricerca industriale e applicata e lo sviluppo pre-competitivo. Chiara Cecutta © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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PERUGIA <CHIEDERO' ai giudici e a tutte le persone pre (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 18 ? PERUGIA ? "CHIEDERO' ai giudici e a tutte le persone pre... ? PERUGIA ? "CHIEDERO' ai giudici e a tutte le persone presenti di osservare un minuto di silenzio: perché esattamente quattro anni fa mia figlia moriva per quello che doveva essere un innocuo intervento chirurgico al naso". Francesco Benedetti non si rassegna e vuole giustizia. Ma, soprattutto, vuole che la figlia Marta, deceduta all'ospedale di Città di Castello nelle fasi preliminari di un'operazione di rinoplastica, venga ricordata per quello che era: una giovane donna di 37 anni, musicista colta e raffinata, appassionata e innamorata della vita. IL PROCESSO per la sua morte riprenderà domani, dopo una prima udienza-lampo agli inizi di marzo. Marta ha perso la vita proprio il 23 aprile del 2004: "Il destino è beffardo ? dice ancora il padre Francesco ?: visto che questo tremendo anniversario cade proprio quando saremo in aula, chiederò un piccolo gesto di raccoglimento, per dimostrare che anche a palazzo di giustizia si può andare oltre le carte e la burocrazia, lasciando spazio al cuore e ai sentimenti". Nella prima udienza il collegio non era completo, per l'indisponibilità di un giudice e, quindi, il processo venne subito rinviato. La famiglia di Marta, assistita dall'avvocato Gianmarco Cesari, si è costituita parte civile. Proprio l'avvocato Cesari domani mattina, in apertura, presenterà un'eccezione: "Nel decreto di rinvio a giudizio ? spiega ? non è citato l'ospedale di Città di Castello, non è citata l'Asl n.1 Umbria. Un fatto gravissimo, a nostro avviso, al quale chiederemo che venga posto rimedio". Gli imputati sono il dottor Carmelo Zappone e il dottor Luigi Melara (all'epoca dei fatti rispettivamente primario del reparto di otorino-laringoiatra e medico chirurgo dell'ospedale), entrambi accusati di omicidio colposo e rinviati a giudizio dal gup Marina De Robertis. LA GIOVANE MUSICISTA entrò in ospedale il 23 aprile: sarebbe dovuta uscire all'indomani ma morì prima che il chirurgo la operasse. Morì collassata, secondo la procura della repubblica (pubblico ministero è Gabrile Paci) a causa della somministrazione di un farmaco vasocostrittore utilizzato per tenere 'pulito' dal sangue il campo operatorio. La famiglia di Marta è una famiglia "speciale", che lei amava particolarmente: il padre e la madre della donna, Francesco Benedetti e Giuseppina Checcaglini, e un secondo padre, Giovanni Battista Spacca. E' l'uomo con cui la mamma di Marta ha vissuto (e ha sposato) dopo la separazione da Benedetti. Hanno intrapreso l'azione legale tutti e tre insieme, in accordo, per avere giustizia in nome dell'amata figlia. "Chiediamo il risarcimento del danno per i genitori di Marta - spiega l'avvocato Cesari - ma chiediamo anche che venga risarcito il danno provocato dalla perdita della vita di Marta in sé". Per Benedetti, Checcaglini e Spacca il legale ha chiesto quasi 700mila euro. Per il decesso della giovane donna "una liquidazione in termini equitativi" non inferiore a quanto accordato ai genitori. Annalisa Angelici.

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)DISPERAZIONE Sono un muratore artigiano vittima della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGENDA LA SPEZIA pag. 22 )DISPERAZIONE Sono un muratore artigiano vittima della burocrazia SONO un muratore artigiano, alle prese con un'odissea burocratica dopo un incidente patito sul lavoro. Questo accadde il 6 dicembre scorso: una brutta caduta in cantiere. Mi recai all'epoca al pronto soccorso. Lì, dopo semplice lastre, mi venne riscontrata una lesione da trauma guaribile in cinque giorni. Con esso ho aperto la pratica all'Inail. Il fatto è che dopo cinque giorni stavo ancora male. Decido di fare una risonanza magnetica in privato. Da essa emerge una situazione più complessa: rottura a manico di secchio del menisco mediale del ginocchio destro. Evidenzio la circostanza all'Inail. Il medico sostiene che devo essere operato. Passano i giorni, continuo a non lavorare. Mi opero. Speravo che l'Inail facesse scattare l'indennità dovuta per l'incidente sul lavoro. Non è ancora successo niente. A far fede, mi hanno detto, è il certificato dal pronto soccorso, che considerava la lesione guaribile in cinque giorni. Io continuo a star male. Nel frattempo devo pagare un mutuo, sono bersagliato dalle bollette. Mi mancano i soldi. Sono costretto a chiedere al medico di famiglia di farmi un certificato per poter tornare al lavoro, per poter guadagnare qualcosa. Nel frattempo, dopo i nuovi certificati medici presentati all'Inail, speravo che scattasse la diaria giornaliera. Ancora niente. Non so a che santo votarmi. All'Inail mi rimbalzano da un ufficio all'altro. Sono ancora qua in attesa. Dicono che devo fare ricorso. Ma intanto sono senza soldi. Mi sento preso in giro. Mi sono rivolto al mio sindacato, la Confartigianato. Spero di ottenere quello che mi spetta. Altrimenti saprò io come festeggiare la festa del lavoro del primo maggio. Attendo fino a quel giorno. Poi mi farò giustisia da solo. Non è una minaccia. Ma esasperazione. Carmine Iorio )TORMENTONI Andiamoci piano con i sindaci sceriffi IL PROBLEMA della sicurezza è ricorrente nel paese e conseguentemente anche alla Spezia, e apprendo che un gruppo di sindaci del Nord tra cui quello della Spezia, hanno sottoscritto un documento unitario sulla sicurezza. A tale proposito ritengo che la sicurezza sia un bisogno ed un diritto di tutti i cittadini e della collettività, e che essa debba essere quindi garantita nei modi corretti ed efficienti. Data l'importanza del problema ritengo, però, che tale compito spetti a chi ne ha la preparazione e la missione per espletarlo al meglio, vale a dire alle forze di pubblica sicurezza, e che quindi sia poco credibile che i sindaci assumano funzioni e ruoli di sovrapposizione rispetto a questo. In tale atteggiamento dei sindaci-sceriffi si rileva solo demagogia, poca utilità reale, e troppa voglia di apparire. Quindi, rispetto a quanto indicato dai sindaci comunque sono positive le proposte volte a una maggiore collaborazione tra vigili urbani e le forze dell'ordine e l'accento posto sulla necessità di intervenire anche nel tessuto sociale per eliminare la povertà e il disagio, mentre non mi trovano consenzienti le proposte di dotare i sindaci di maggiori poteri rispetto alla sicurezza, per quello ci sono già le forze dell'ordine. Alle forze di pubblica sicurezza della Spezia è opportuno chiedere una maggiore presenza nel territorio, soprattutto nelle periferie dove il disagio rispetto a questi temi è più forte, al sindaco della Spezia di non farsi abbagliare dalle visioni demagogiche dei sindaci-sceriffi ma di proseguire nel cammino di riduzione del disagio sociale che l'attuale amministrazione ha giustamente iniziato. Infine è giusto sottolineare che tra le misure importanti da attualizzare vi è anche quella di ottenere la certezza della pena, per tutti e indistintamente, e qui più che, l'appello fatto dai sindaci per aumentare pene per i piccoli reati, è condivisibile l'appello ad applicare le pene, che già ci sono, in modo rigoroso. Marco Azzarini Segretario provinciale Prc.

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Di EMANUELA ASTOLFI SAPETE quante associazioni sportive dilettan (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASCOLI PRIMO PIANO pag. 3 di EMANUELA ASTOLFI SAPETE quante associazioni sportive dilettan... di EMANUELA ASTOLFI SAPETE quante associazioni sportive dilettantistiche ascolane si trovano, scorrendo gli elenchi dei soggetti che concorrono all'assegnazione del 5 per mille? Sono 86, molte di più delle Onlus. Tutte associazioni riconosciute dal Coni, per tanti misteriose, che invece hanno conquistato nel tempo una folta schiera di appassionati e simpatizzanti. Il Texas Hold'em, per esempio, è una specialità del gioco del poker ed è quella più giocata nei casinò degli Stati Uniti. Ebbene, anche all'ombra delle cento torri ci sono appassionati di Hol'em che si sono uniti nell'associazione "Ascoli Texas Hold'em". Anche loro figurano negli elenchi dei papabili destinatari del 5 per mille, pubblicati sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Sempre in tema di carte, si può scegliere di donare il cinque per mille al "Burraco versus". L'associazione è nata con fini sportivi dilettantistici, senza scopi di lucro e , come si legge nello statuto, ha come finalità praticare e diffondere il gioco del Burraco. Un gruppo di ascolani ha fondato il "Circolo biliardo di Ascoli" che si trova in via Mamiani, anche a questa associazione o alla "Bocciofila città di Ascoli" si può devolvere il cinque per mille della propria Irpef. Le passioni, si sa, possono essere le più insolite, ma per gli amanti degli sport più 'tradizionali' si può scegliere tra "Judo cento torri", "Kung fu club Ascoli", "Crono race" e le associazioni di nuoto, ginnastica, e orienteering. E c'è pure l'ippica con il "Centro ippico piceno" che si trova a Monticelli. E un po' come se un esercito di associazioni bussasse alla porta dei contribuenti, ognuna con le sue ragioni, per chiedere un piccolo aiuto. Tra quelle impegnate nel volontariato, i contribuenti possono scegliere tra più di cinquanta realtà. Da quelle che si occupa della tutela e della difesa dei diritti degli anziani, a quelle che curano dell'universo dei disabili o quello dei minori. La "Compagnia dei donattori" è una delle asociazioni presenti nella lunga lista. E' nata nell'ottobre del 2006 con l'intento di promuovere attività culturali e ricreative senza scopo di lucro. Ha scelto il suo nome perché tra i suoi attori ci sono diversi donatori Avis che promuovono la donazione del sangue. Ma c'è anche "La meridiana", nata nel 2002 per contribuire a risolvere le problematiche legate all'handicap, dando ai familiari che non riescono a districarsi all'interno della burocrazia, un aiuto concreto per la produzione e la ricerca di tutte le pratiche necessarie per usufruire delle agevolazioni previste dalla legge, o ancora l'associazione "Equo solidale", la "Zarepta". E per finire uno sguardo alla ricerca scientifica e universitaria, dove l'unico nome che campaggia è quello di "Tecnomarche". Tutte le realtà del nostro territorio a cui poter destinare il cinque per mille (si possono conoscere vivitando il sito dell'Agenzia delle Entrate, dove sono presenti gli elenchi provvisori dei soggetti ammessi.

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Di FRANCESCO MEUCCI L A NOVARTIS sta bene, cresce e punta ad espandere ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 di FRANCESCO MEUCCI L A NOVARTIS sta bene, cresce e punta ad espandere ancora ... di FRANCESCO MEUCCI L A NOVARTIS sta bene, cresce e punta ad espandere ancora di più la sua presenza a Siena. Se qualche mese fa circolavano voci secondo cui la multinazionale era addirittura a un passo dal disimpegno, adesso ogni nube si dirada con la presentazione del bilancio relativo ai primi tre mesi dell'anno. Il fatturato del colosso svizzero nel nostro Paese si attesta a 329 milioni di euro, con una crescita del 6 per cento sullo stesso periodo 2007. Ma a far sorridere sono i piani di investimento del colosso farmaceutico che prevedono uno stanziamento di ben 200 milioni di euro, di cui una cospicua parte destinati al centro ricerche di Siena e al polo produttivo di Rosia. E' stato lo stesso amministratore delegato Mark Never a illustrare ieri le prospettive di crescita della Novartis in Italia, ponendo anzitutto l'accento su alcune difficoltà esistenti nel nostro Paese: "I nostri piani di investimento ? spiega il manager ? vedono Novartis protagonista degli accordi di programma stabiliti per favorire lo sviluppo dell'innovazione farmaceutica in Italia. A questo proposito, sono stati fatti certamente passi avanti verso il riconoscimento dell'innovazione, ma l'accesso a nuove terapie, avanzate ed efficaci, incontra ancora troppi ostacoli che pongono l'Italia in una situazione più arretrata rispetto all'Europa. E' auspicabile che istituzioni sanitarie e aziende farmaceutiche continuino sulla via di un dialogo costruttivo, perché questi ostacoli vengano presto superati nell'interesse dei pazienti e di una sempre più efficace tutela della salute". In questo quadro, gli investimenti nei primi tre mesi del 2008 sono stati 46 milioni di euro (12 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2007). E a questi vanno aggiunti i 200 milioni di euro destinati ad accrescere il polo di Torre Fiorentina e l'insediamento produttivo di Rosia. Al centro ricerche è in programma la costruzione di una nuova palazzina destinata a ospitare nuovi laboratori. Dunque, un ulteriore passo avanti verso il consolidamento della presenza di Novartis a Siena. E NON FINISCE QUI perché, come spiega in una nota l'azienda, "gli investimenti di Novartis in Italia potrebbero raggiungere una cifra notevolmente superiore, purché in un contesto politico-sanitario che offra condizioni più favorevoli e che sia in grado di valorizzare impegni industriali di questa portata". SI TRATTA di un problema con cui la multinazionale fa i conti sin dal suo insediamento nel nostro Paese. Novartis punta molto a crescere in Italia, perché qui trova un contesto molto fecondo sul piano della ricerca e delle risorse umane, ma al tempo stesso si scontra con le difficoltà e le pastoie tipiche della nostra burocrazia. Già alcuni mesi si era parlato di un possibile differenziamento degli investimenti verso i paesi asiatici, ma stando alla decisione di investire ulteriori 200 milioni di euro su Siena, potrebbe trattarsi di una prospettiva accantonata. D'altronde, le cose vanno abbastanza bene e non sembra il momento giusto per cambiare le strategie. Il primo trimestre si è chiuso con un utile in crescita del 10 per cento, pari a 2,3 miliardi di dollari, contro la previsione di 1,78 miliardi formulata dagli analisti. Le vendite registrano un incremento dell'8,6 per cento (9,9 miliardi di dollari) grazie all'aumento delle vendite dei farmaci Diovan e Gleevec, ma anche per la debolezza del dollaro. GLI IMPEGNI di Novartis su Siena, poi, non si esauriscono negli investimenti sulla ricerca e la produzione. La multinazionale svizzera è impegnata a operare in modo sostenibile, nel pieno rispetto dell'ambiente, della salute e della sicurezza di lavoratori e clienti, al punto che lo scorso anno sono stati investiti per il miglioramento degli aspetti ambientali circa due milioni di euro. Tra questi, spicca l'ambizioso obiettivo di ottenere la certificazione per il sistema di gestione integrato salute, sicurezza, ambiente (Hse), nel rispetto delle norme internazionali Uni En Iso 14001 (ambiente) e Ohsas 18001 (sicurezza). Mentre un progetto dello stabilimento di Rosia per implementare le fonti di energia rinnovabile secondo le indicazioni del protocollo di Kyoto, è stato premiato con il riconoscimento attribuito dal gruppo Novartis alle migliori idee scelte tra 46 progetti provenienti da tutto il mondo.

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DAL 19 FEBBRAIO SCORSO si è avviata la fase di sperimentazione (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CESENA ECONOMIA pag. 12 DAL 19 FEBBRAIO SCORSO si è avviata la fase di sperimentazione... DAL 19 FEBBRAIO SCORSO si è avviata la fase di sperimentazione del procedimento della comunicazione unica; ciò significa che l'azienda comunica ? con un'unica trasmissione telematica ? al Registro delle imprese le informazioni per l'iscrizione ai fini inps, Inail e Agenzia delle Entrate (oltre che, ovviamente, alla Camera di Commercio). Dal 20 agosto la comunicazione unica diverrà obbligatoria. Il provvedimento va nella direzione giusta, ossia quella di considerare il fare impresa non solo come un "qualcosa da autorizzare" ma anche come evento da auspicare da parte dello Stato. Vale a dire: occorre premiare chi rischia in proprio e produce ricchezza per sé, per la propria famiglia e per l'economia contribuendo alla coesione sociale. Cna, dal canto suo, fornisce il proprio aiuto a chi vuole "intraprendere", siano esse persone che intendono continuare attività preesistenti (trasmissione di impresa), sia persone che intendono avviare attività autonome nuove. Per questi motivi, l'associazione ha creato la "Scuola di Impresa" per affiancare e supportare coloro che intendono avviare nuove attività nell'ambito artigianale, commerciale, piccolo industriale e del lavoro autonomo, nei momenti più difficili individuabili nella scelta imprenditoriale e nei primi mesi di attività. INOLTRE, grazie all'esperienza ed alla conoscenza dei vari settori, gli esperti Cna sono in grado di fornire le informazioni, all'aspirante imprenditore, sul mercato potenziale dell'impresa che si vuole avviare. Ossia, tramite il servizio Cna "Creaimpresa", vengono forniti tre livelli qualificati di consulenza correlati al grado di complessità dell'azienda da avviare, oltre ad occuparsi di tutta la burocrazia legata al rilascio di permessi ed autorizzazioni. Ma c'è dell'altro. Per quanto attiene, ad esempio, al credito ed ai finanziamenti, notoriamente difficili da ottenere, il servizio Credito oltre ad offrire una consulenza qualificata, con l'ausilio di Fidimpresa, propone mutui e prestiti a tassi di interesse decisamente inferiori a quelli di mercato, garantendo parte del prestito erogato. IL PROGRAMMA di attenzioni verso i neo imprenditori non si esaurisce tuttavia qui. Esso prevede un pacchetto di promozioni molto interessanti quali: tre mesi di contabilità gratuita, l'omaggio di un pacchetto di fatturazione e agevolazioni verso la giovane imprenditoria ad elevata conoscenza (spin- off universitari). Naturalmente poi, ci sono tutti gli altri servizi, le opportunità e le convenzioni che rendono Cna il partner ideale dell'impresa. Daniele Vallicelli responsabile Sviluppo Associativo e Giovani Imprenditori Cna Forlì-Cesena.

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DOPO il recento furto di fitofarmaci per un v (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUGO pag. 25 DOPO il recento furto di fitofarmaci per un v... DOPO il recento furto di fitofarmaci per un valore di 50mila euro nel suo deposito di S.Agata sul Santerno, Luigi Proni ha l'impressione di lottare contro dei ladri quasi da film. Perchè quelli che hanno derubato la sua rivendita di prodotti per l'agricoltura, stando alle modalità del furto, sono degli specialisti: "Si sono avvicinati dai campi in una notte di vento, cosa che ha coperto il rumore del mezzo e quello dell'inferriata che veniva divelta. Poi sono riusciti ad agire indisturbati in un magazzino dotato di serrature di sicurezza a quattro mandate, allarmi elettronici collegati via radio, sensori, vigilanza notturna. Sono entrati da una piccola finestra ? racconta ancora Proni ? e hanno agito aderenti al muro come alpinisti su una parete di roccia a strapiombo, non esponendosi oltre il metro e sfuggendo così al tiro incrociato dei sensori. Forse erano dotati di occhiali speciali per vedere il raggio elettronico". E non era neanche il primo dei due furti, perchè il primo l'ha subìto un anno fa. E da allora aveva spostato i prodotti più costosi. Ma i ladri si vede che erano ben informati. Proni quindi allarga le braccia ed esprime tutta l'amarezza di coloro che sono sottoposti a tanti adempimenti burocratici "che potrebbero però essere usati come deterrente allo smercio di questi prodotti. I fitofarmaci più sofisticati, in quanto veleni, sono prodotti secondo 'regole precise' e le confezioni sono marchiate con il numero identificativo del committente, il quale, da rivenditore, è soggetto a permessi speciali e controlli rigorosi. E rivende i prodotti ad agricoltori anch'essi dotati di patentino speciale per la manipolazione e l'utilizzo di queste sostanze". Nelle bolle che circolano con il prodotto, "devono essere indicati i componenti, e i Nas compiono verifiche a campionatura nelle rivendite, perchè, in caso di incidente, si devono poter conoscere le composizioni e attivare le misure giuste. Basterebbe quindi una buona campagna di controlli, una verifica regolare della corrispondenza dei numeri sulle confezioni e la documentazione di acquisto, per rendere molto più difficile la ricettazione". Da 'scoperte' di agricoltori e rivenditori, del proprio numero identificativo su confezioni trovate in province vicine, si presume che queste merci rubate viaggino verso il Sud, "e quindi tornino anche molto vicino, con prezzi molto invoglianti specialmente per strutture che possono fare grandi stoccaggi. Oltre al furto, quindi subiamo la concorrenza sleale ? commenta Proni ? perchè si trovano prezzi non credibili, al di sotto del costo ai commercianti regolari". Burocrazia nemica degli onesti, quindi, mentre potrebbe essere usata per far diventare quei materiali molto più difficili e pericolosi da smerciare. Adesso nel magazzino si alternano i parenti, per essere sempre in casa, almeno uno. E c'è anche l'intenzione di installare telecamere. Anche perchè nell'ambiente agricolo si parla di altri furti di questo genere avvenuti negli ultimi mesi a Lugo e a Conselice: ma lo spettro è quello del collega ferrarese, che è stato derubato per ben dieci volte. Valeria Giordani.

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N on (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-04-22 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'intervento Università, il dibattito La burocrazia e la sindrome della sfiducia di GILIBERTO CAPANO N on è facile gestire e organizzare istituzioni complesse come un'università. Il rischio di degenerazioni burocratiche è sempre presente, soprattutto in un paese dove, a tutti i livelli, l'incapacità a governare è stata colmata con la tendenza a normare e regolare. è questo il caso dell'Università di Bologna? Francamente non direi, ovvero, solo in parte e su alcune questioni. Certamente il nostro ateneo ha un sistema decisionale arzigogolato che rende le decisioni opache. CONTINUA A PAGINA 9.

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Via Caracciolo, altri 150 posti barca (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-04-22 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Ormeggi Anche il terzo consorzio ha superato il test di affidabilità. Le boe mobili a cento metri dalla riva Via Caracciolo, altri 150 posti barca I marinai: "Non faremo favori, vogliamo restare nella legalità" Per ogni natante sopra i dieci metri un fitto di 4.500 euro per cinque mesi "Sono i prezzi di mercato e c'è già la fila" NAPOLI - Anche il terzo consorzio di boe galleggianti, quello di via Caracciolo, ha superato il test di affidabilità della Prefettura e dell'Autortà portuale e ha ottenuto una concessione quadriennale per 150 posti-barca. A Mergellina si fa festa e si raccolgono le prime prenotazini. "La lista di chi vuole l'ormeggio è lunghissima - dicono Antonio e Stefano due ormeggiatori della cooperativa Marina di Sant'Antonio - avessimo mille boe le fitteremmo tutte, ma rispetteremo rigorosamente gli ordini. Non un posto in più, per avere questa concessione abbiamo penato, quando eravamo ormeggiatori abusivi nessuno si curava di noi e lavoravamo in pace, oggi siamo nell'occhio del ciclone, ma va bene così, siamo contenti di stare nella legge". Antonio, tra l'altro, è un marinaio di lunga esperienza e Massimo D'Alema si è rivolto a lui in campagna elettorale: "Gli serviva una barca veloce per andare a Ischia a parlare con un sindaco, l'ho portato io e ho fatto il tifo per lui". Gli ormeggi del lungomare si sommano a quelli di Largo Sermoneta e di Nazario Sauro e rendono un tantino meno drammatica la fame di spazio del diportismo napoletano: 700 posti sono una goccia del mare perchè ne servirebbero almeno settemila, ma Massimo Luise ricorda l'adagio (meglio un uovo oggi che una gallina domani) e commenta: "Le boe sono una manna, ci aiutano a lavorare meglio e non è vero che fanno concorrenza sleale ai porti turistici, tanto è vero che le stanno adottando sulla Costa Smeralda un campo di boe lo ha installato Briatore, tanto per capirci - e in Liguria dove non hanno la nostra fame di spazi a mare". Le boe saranno installate da maggio a settembre. I marinai si fanno il segno della croce: la Madonnina dello scoglio ha fatto il miracolo e ha costretto a più miti pretese la burocrazia. Grazie alla intercessione della protettrice dei naviganti da maggio a tutto settembre duecento famiglie riusciranno a mettere d'accordo il pranzo con la cena. "La decisione dell'Autorità portuale - dice ancora Luise - è importante anche sul piano sociale perchè fa riemergere il lavoro nero. Si comincia a mettere un minimio d'ordine nel caos della linea di costa, ma per uscire dal tunnel occorrono interventi strutturali, il turismo si rilancia con i porti, insomma, non annunciando interventi". Le boe galleggianti di via Caracciolo verranno installate cento metri al largo del Consolato americano in modo da non incorrere negli strali della Soprintendenza che difende con i denti la visibilità del muro borbonico del lungomare. "E' una soluzione provvisoria e sperimentale ", ripetono i funzionari dell'Authority, i quali, evidentemente, non sanno che la storia di Napoli è lastricata di soluzioni provvisorie diventate definitive. L'esempio dei barbacani che sorreggono i palazzi pericolanti dopo i colpi della guerra e del terremioto stanno lì a confermarlo. Potrebbe accadere la stessa cosa per i campi boe: vedremo quanto dureranno. I timori degli ormeggiatori del consorzio "Marina di Sant'Antonio" si sono dissolti ieri mattina la termine dei una riunione svoltasi nella sede dell'Autorità portuale. L'intoppo che teneva bloccata la loro pratica è stato rimosso con l'esautoramento del vecchio rappresentante e l'elezione del nuovo, un giovane ingegnere, Salvatore Vecchione, che ha superato tutte le verifiche amministrative e di trasparenza. Ottenuta via libera gli ormeggiatori fanno promesse solenni: le nonstre boe sono ecocompatibili perchè hanno un Ph9 molto basso. Abbiamo seguito a puntino le prescrizioni degli esperti dell'Istituto scientifico marino di Ancona (Isme) e non ci siamo lasciati spaventare dal prezzo: ogni boa costerà circa duemila euro, ma va bene così. Vi rifarete con i contratti di fitto? "No, applicheremo tariffe giuste, per una barca di 10 metri i clienti pagheranno 4000-4500 euro per cinque mesi e i prezzi caleranno per i natanti più piccoli. Non siamo cari perchè è un prezzo che comprende il servizio di navetta dal molo alla boa, il lavaggio e tutti gli oneri accessori ". Carlo Franco Le boe galleggianti installate due anni fa a Mergellina.

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La burocrazia e la sfiducia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-04-22 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Dalla Prima La burocrazia e la sfiducia La responsabilità di questo assetto è da ricondurre non solo a noi docenti, ma anche alle leggi nazionali. Siamo noi che, autonomamente, abbiamo costruito - anche con le pratiche oltre che con le norme - un sistema decisionale che, per cambiare un regolamento o per approvare una convenzione, impone una trafila infinita di pareri e contropareri sulla base della convinzione che, se tutti vengono sentiti, allora la decisione è giusta. è invece la normativa nazionale che impone la collegialità di molte decisioni, anche le più insignificanti (da qui, ad esempio, l'estenuante procedura che serve per cambiare un piano di studi). Molte procedure minute appaiono punitive e basate sulla "sfiducia" nei confronti di coloro che debbono attuarle. Ma la maggior parte degli orpelli burocratici dipende dalla legislazione nazionale (il centro del sistema non ha ancora imparato a governare l'autonomia universitaria e tende a comportarsi come se essa non esistesse). Non possiamo, però, non ricordarci di quanto siano diminuite le pastoie burocratiche nell'ultimo decennio grazie anche all'applicazione delle tecnologie informatiche intelligentemente perseguita dal nostro ateneo. Oggi gli studenti si iscrivono agli esami via Internet, gli studiosi possono fare le domande per i fondi di ricerca senza fare girare alcun pezzo di carta, si risparmia tantissimo tempo non dovendo più compilare i verbali cartacei degli esami, ecc. Insomma, la realtà dei fatti non mi pare così disastrosa. Certo, i dirigenti tendono a dare interpretazioni restrittive delle norme perché si fidano poco dei professori i quali, a loro volta, tendono a considerarsi onniscienti e onnipotenti solo perché professori. Ma si tratta di problemi che si possono risolvere con una buona attività di comunicazione, costruendo, e governando, una più chiara ripartizione dei ruoli e delle competenze. Non vi è, insomma, la necessità di creare alcun Comitato per la semplificazione (l'esperienza ci dice che in Italia funzionano poco). Basterebbe che ognuno - dirigenti, presidi, direttori di dipartimento, consiglio di amministrazione, ecc. - facesse la sua parte, responsabilmente. Giliberto Capano.

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La crescita? Solo nel mercato (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-22 - pag: 15 autore: L'azione di Governo / 1. Rischio recessione La crescita? Solo nel mercato Meno vincoli e più concorrenza, lo statalismo ha già fatto troppi danni di Stefano Micossi I l dibattito sull'economia nel nostro Paese mi sembra dominato non solo dalla paura, ma da un senso diffuso di impotenza. Secondo me, si esagera quando si evoca la ripetizione della Grande Depressione del 1929. Chi invoca il ritorno della politica sopra il mercato può esser frainteso: si vuole di nuovo che lo Stato sostenga i redditi, rimborsi i risparmiatori che hanno perso in impieghi troppo rischiosi, fermi il gioco della finanza con i controlli sui capitali, nazionalizzi le banche? L'Italialo ha fatto fin troppo a lungoe i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Grazie al cielo, gli interventi più disastrosi sono preclusi dall'Europa; ma ciò non basta a rassicurare un'opinione pubblica spaventata, più che dal martellamento delle cattive notizie, dal messaggio d'impotenza trasmesso dai leader dell'economia e della politica, che sembrano dire: non possiamo far nulla, perché è il mondo che va male. Invece, serve un messaggio positivo e concreto: non sta crollando la casa, i problemi sono gestibili. I nostri timonieri - eletti finalmente con una maggioranza che li condanna a governare - possono guidare la barca fuori della tempesta. Guardiamo ai fatti. La fase acuta della crisi finanziaria è probabilmente passata, anche se gli effetti della riduzione della leva finanziaria ( de-leveraging) continueranno a generare tensioni in vari comparti dei mercati dei capitali. Le banche centrali hanno dimostrato di poter gestire le fasi acute dell'instabilità; dopo gli interventi di salvataggio di alcuni intermediari sull'orlo dell'insolvenza - che dobbiamo sperare restino casi isolati - le lacune colossali della regolamentazione e della vigilanza verranno certamente affrontate dalla nuova amministrazione americana, senza più cedere ai lobbisti della grande finanza, troppo assecondati da Bush a Greenspan. Certo, lo “sboom” dei prezzi delle case peserà a lungo sulla crescita dei consumi negli Stati Uniti e alcuni Paesi europei (l'Irlanda,il Regno Unito e la Spagna). Ma secondo le ultime previsioni del Fondo monetario, nel biennio 2008-09 l'economia mondiale crescerà a ritmi vicini al 4% - con un rischio inferiore al 25% di un andamento peggiore- grazie al dinamismo delle economie emergenti dell'Asia, dell'America Latina e dei Paesi esportatori di materie prime. Il rallentamento della domanda aggregata dovrebbe allentare le tensioni sui prezzi delle materie prime; nel medio andare, i prezzi elevati spingeranno l'aumento dell'offerta. Aiuterebbe l'abbandono della disastrosa politica di sussidio ai bio-carburanti da parte degli Stati Uniti e dell'Europa - un colossale regalo alle lobby agricole - che sottrae importanti superfici alla produzione di materie alimentari. L'Europa non galopperà, ma le politiche finanziarie stabili di cui si è dotata dovrebbero evitarle una recessione; ma deve frenare l'inflazione. L'economia tedesca è forte ed esporta vigorosamente, pur sei consumi ristagnano per l'aumento delle imposte. L'Istat ha rivisto al rialzo i dati sull'andamento delle nostre esportazioni, che indicano una forza inattesa delle imprese italiane, le quali si sono ristrutturate e stanno affrontando con grande vigore le sfide competitive della globalizzazione. Non siamo condannati a crescere all'1%, perché i vincoli che impediscono all'Europa, e all'Italia, di avanzare più rapidamente sono di origine domestica: la burocrazia, la rigidità del mercato del lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche nazionali possono governare, sesolo prendono un po' di coraggio. Né siamo condannati all'impoverimento dei ceti lavoratori e all'aumento delle diseguaglianze: lo conferma l'esempio dei Paesi ad alto reddito del Nord Europa. Ma dobbiamo abbandonare il disastroso modello di difesa rigida del posto fisso di lavoro, che genera precariato per quelli che sono esclusi dal mercato del lavoro uf-ficiale, e morte lenta per soffocamento dei posti di lavoro protetti dal sindacato. Dobbiamo spostare la contrattazione a livello aziendale per liberare la produttività; dobbiamo unificare il mercato del lavoro, allentando i vincoli all'uscita e garantendo all'ingresso un sentiero di transizione dalla flessibilità alla stabilità, secondo le proposte avanzate da tempo da Tito Boeri e Pietro Ichino. Naturalmente, serve un sistema generalizzato di sostegno alla disoccupazione, che accompagni chi perde il posto alla nuova occupazione: è questo il vero intervento con cui la politica può rassicurare il mondo del lavoro. Nel medio termine, i redditi possono crescere solo se cresce la produttività: ciò richiede, come ben sappiamo, più concorrenza nei servizi, anche quelli pubblici. Ma soprattutto richiede una profonda riforma del nostro fallimentare sistema educativo, devastato da decenni di lassismo e di occupazione sindacale (nella scuola) e professorale (nell'università). La base della ricchezza e della minor dispersione dei redditi nei Paesi del Nord Europa è la qualità eccellente dei sistemi educativi: il 90% della popolazione tra 25 e 34 anni di età ha completato un liceo, e il 40% ha un titolo universitario (i valori analoghi per l'Italia sono meno della metà); i loro studenti hanno le performance migliori nei test Pisa del'Ocse (noi, le peggiori tra i Paesi avanzati). Non stiamo per esser travolti da eventi esterni, il nostro destino è nelle nostre mani. Possiamo crescere al 3, o anche al 5%, se affrontiamo con decisione i nodi che ci soffocano. Magari, evitando di disperdere risorse in affrettate distribuzioni di denaro pubblico, che non contribuiscono un'acca alla soluzione dei nostri problemi. RIFORME E RIGIDITà Per aumentare la produttività è necessario liberalizzare il lavoro, dare spazio ai contratti decentrati, riformare la scuola e i servizi.

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Tis e Fiera, i cda <dimagriscono> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-22 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Lotta agli sprechi Come risparmiare sulla burocrazia: incarico all'Eurac Tis e Fiera, i cda "dimagriscono" La giunta taglia i consiglieri. Appello alle altre società BOLZANO - Settantamila euro per spiegare alla Provincia come ridurre i costi della burocrazia. Palazzo Widmann ha incaricato l'Eurac di elaborare un piano per far risparmiare l'amministrazione pubblica nel frattempo la giunta provinciale ha invitato le varie spa pubbliche (e in Alto Adige sono tante!) ad attivarsi per ridurre il numero dei membri dei cda. I tempi in cui Durnwalder tuonava contro la Stato che aveva imposto il taglio dei consigli di amministrazione delle società pubbliche sembrano lontani anni luce. In provincia ora la parola d'ordine è risparmiare, risparmiare e ancora risparmiare. In vista delle prossime assemblee generali, Palazzo Widmann ha invitato i rappresentanti della Provincia nei diversi cda ad attivarsi per una riduzione dei membri complessivi del consiglio di amministrazione: "Da 7 a 6 per Fiera Bolzano, da 17 a 6 per il Tis" ha chiarito Durnwalder. Riguardo all'annunciato disimpegno della Provincia in Ecocenter e dopo le numerose richieste giunte da più parti di rivedere questa decisione, Durnwalder ha precisato che "la Provincia resterà in Ecocenter solo a fronte di una specifica delibera dell'assemblea dei soci". Intanto nel quadro del progetto "Ridurre i costi della burocrazia" varato dalla Giunta, l'incarico di proporre interventi è stato affidatall'Eurac. Costo dell'operazione 69mila euro. Novità in arrivo Gnecchi e Durnwalder insieme al presidente del Tis, Guariello.

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Famiglia cristiana: per la Lega è l'ora dell'esame di maturità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-22 - pag: 16 autore: LA GIORNATA CHIESA E POLITICA Famiglia cristiana: per la Lega è l'ora dell'esame di maturità "Il Carroccio abbandoni le venature anticristiane Giusto dare una Camera all'opposizione" "Se non vogliamo aule parlamentari ancora da ring o, peggio, da Bagaglino, è così da "giocondi" assegnare la presidenza di Senato o Camera all'opposizione? ".L'appello e la provocazione vengono dal settimanale cattolico Famiglia cristiana, che stigmatizza così il gesto plateale con il dito indice passato sulla fronte con il quale il premier in pectore Silvio Berlusconi ha risposto in conferenza stampa a chi chiedeva, appunto, se fosse opportuno concedere la presidenza di una delle due Camere allo sconfitto Partito democratico. "La gente pensa che sia una cosa giusta da fare – scrive Famiglia cristiana – e sa che non si governa a dispetto di metà degli italiani. Il Paese ha fame di governabilità e di stabilità". Quanto alle legge elettorale, il settimanale dei Paolini rimarca anche che "quello che i politici non hanno saputo o voluto fare in anni di chiacchiere gli elettori l'hanno deciso a suon di schede, semplificando in due giorni il quadro politico". Con il vantaggio che sono stati "spazzati via i partiti di sinistra rissosi, professionisti del veto e laicisti". E la Lega? Per Famiglia cristiana è giunta l'ora dell'esame di maturità. Da un lato il riconoscimento di aver "saputo intercettare bisogni diffusi e reali": "Non è stato un voto di protesta – è l'analisi–.La gente vuole sicurezza, meno asse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale purché solidale". Dall'altro l'invito ad abbandonare in via definitiva le tentazioni anticristiane: "La Lega, uscita più forte dalle urne, necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perché tanti cattolici l'hanno votata". E ancora: "Da grande e popolare forza politica qual è, non può governare il Paese solo con slogan, tanto coloriti quanto inaccettabili, ma mettendosi con concretezza al servizio dell'Italia".

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Famiglia cristiana: via le venature anticristiane (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Appello al Carroccio Famiglia cristiana: via le venature anticristiane MILANO - Un riconoscimento non scontato, "Bossi ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali, non è stato un voto di protesta", e insieme un monito: "La Lega necessita di "disintossicarsi" dalle venature "anticristiane", anche perché tanti cattolici l'hanno votata!". Lo scrive nell'editoriale Famiglia cristiana, diretta da don Antonio Sciortino (foto): "La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale" che tuttavia dev'essere "solidale" come "in Svizzera o in Germania". Anche l'immigrazione "va affrontata non in termini ideologici, ma concreti. La gente ha paura dello straniero, ma il conflitto non va esasperato: è contro l'interesse nazionale. Più sicurezza e legalità, sì, ma anche accoglienza e solidarietà".

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Una famiglia in lotta contro l'indifferenza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Merate" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

OSNAGO La tormentata storia di Ambrogio tra ricoveri e disagi UNA FAMIGLIA IN LOTTA CONTRO L'INDIFFERENZA Osnago - La storia di Ambrogio Cogliati e della mamma Gabriella è un esempio di come le famiglie di portatori di handicap siano spesso costrette ad affrontare non solo i sacrifici per dare loro una vita dignitosa ma anche a combattere contro la burocrazia e il poco interesse da parte dell'autorità. "Mio figlio Ambrogio era stato ricoverato per qualche tempo presso la Sacra famiglia di Cesano Boscone ha raccontato la mamma Qui ha raccontato di aver subìto un'aggressione sessuale. Quando me lo disse, mi rivolsi alla direzione e ai responsabili, ma non ottenni niente. Così lo portai a casa. Ritornò poi in quella struttura, ma in un reparto diverso. Fu un dramma, perché non mangiava più e, lui che è un uomo robusto, era diventato pelle e ossa, irriconoscibile. Quando lo chiamavo al telefono mi dicevano che non poteva rispondere perché dormiva. Alla fine ho dovuto minacciare di andare a far visita a mio figlio accompagnata dai carabinieri e sono così riuscita infine a riportarlo a casa. Non mi hanno voluto neanche consegnare copia della cartella clinica. In quel periodo nessuno dei servizi sociali si è preoccupato di fare una visita in istituto per vedere come andavano le cose. E' così tornato a casa per il Natale di 2 anni fa. Avrebbe poi dovuto rientrare il 27 dicembre, ma lui si è opposto e a Cesano Boscone non ha più voluto andare. Da allora è vissuto con me". Gabriella Lutti abita però in una casa Aler di 50 mq e con una stanza sola. "Oltre ai problemi di umidità di cui ha parlato anche il vostro giornale recentemente e per i quali ho dovuto intervenire a mie spese imbiancando i locali, avevo anche il problema di dover dormire insieme a mio figlio che, in passato, ha avuto attacchi di violenza. Una situazione che anche i medici sconsigliavano. Poiché non sono riuscita ad ottenere un appartamento con due stanze dall'Aler, nonostante ne fossero venuti liberi due, assegnati poi a extracomunitari. Ho acceso un fido in banca e ho fatto erigere una divisione in cartongesso per creare una stanzetta per Ambrogio. E' piccola ma ha anche la possibilità di accedere ad un terrazzo, sul quale ho messo una tenda per il sole. Farei di tutto per il suo bene. Durante il periodo dei lavori, che è coinciso anche con un mio problema di salute, Ambrogio è stato ospite a mie spese al Granaio. Solo una parte della retta è stata coperta da Retesalute. Anche questi attuali primi giorni di ricovero sono a mio carico, fino al 25 aprile quando sarà ufficialmente considerato ospite della struttura. Allora dovrò versare per la retta gli assegni per l'invalidità e l'accompagnamento che percepisce Ambrogio e a me rimarrà solo la mia pensione di 800 euro con la quale vivere e pagare anche le altre spese per Ambrogio. Mi rimangono inoltre la rata del fido che la banca mi ha concesso per i lavori di ristrutturazione in casa e per l'acquisto dell'automobile. Per questo vado a fare qualche lavoro di pulizia nelle case. Cercherò altre famiglie che hanno bisogno. Non è certo il lavoro che mi spaventa, mi piace e soprattutto dove vado sono sempre ben voluta e apprezzata". Articolo pubblicato il 22/04/08.

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Agli immigrati far rispettare tutte le regole Di Pierluigi Magnaschi (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Agli immigrati far rispettare tutte le regole Di Pierluigi Magnaschi Il problema dell'immigrazione, essendo stato mal affrontato in quest'ultimo quindicennio (quindi sia da parte della destra che da parte della sinistra) sta diventando un frutto avvelenato che sta danneggiando, contemporaneamente, sia gli italiani, sia coloro che hanno scelto di abitare da noi e intendono comportarsi da buoni cittadini, e sono tanti. Il problema dell'immigrazione, che meritava di essere analizzato e risolto nell'interesse di tutti, è invece stato sinora trattato come una disputa ideologica. La destra teme il contagio da parte di gente che ha una faccia o parla una lingua diversa dalla nostra mentre la sinistra buonista apre le porte dell'accoglienza, scardinandole. Anche in questi giorni, su alcuni inquietanti fatti delinquenziali, si sta giocando a scaricabarile. In vista poi del voto municipale nella città di Roma, che si terrà domenica prossima, lo scaricabarile è diventato rovente. Passato il voto, tutto ritornerà come prima, con i quartieri chic (a Roma, ad esempio, i Parioli) dove i rom non si azzardano ad arrivare (e infatti in questi quartieri iper-borghesi la maggioranza del voto va al Pd; se fossi in Veltroni mi interrogherei su questo successo) e i quartieri popolari (come Tor Bellamonica) che sono diventati dei Far West che sono anche privi di sceriffi, quindi sono dei Far West al cubo. Per governare l'immigrazione basterebbe invece tener presenti pochi punti. - Il primo punto da tener presente è che l'Italia "ha bisogno" degli immigrati perché ci sono molti posti di lavoro che non interessano agli italiani ma che, nell'interesse degli italiani, necessitano di essere coperti. Basterebbe pensare alle infermiere, alle badanti, alle colf, ai lavoratori agricoli, ai bergamini, agli operai. Senza immigrati si fermerebbero gli ospedali, le donne italiane (dopo aver studiato ed essersi guadagnate un posto professionale, sarebbero ricacciate davanti ai fornelli) , gli anziani non autosufficienti, non trovando posti negli ospizi (che tra l'altro costano un occhio della testa) sarebbero collocati per strada, i campi, già deserti, sarebbero abbandonati e le stalle diverrebbero vuote. Un paese avanzato ha anche bisogno di insegnanti di lingua stranieri, di scienziati e di specialisti che arrivano dall'estero. E la prova che un paese dispone un sistema universitario valido risiede nel fatto che è in grado di attirare studenti stranieri. Se in un Paese avanzato come l'Italia non arrivano in massa studenti stranieri vuol dire che abbiamo un'università provinciale o che si presenta come tale, non avendo, ad esempio, corsi in inglese (come succede alla Bocconi o al San Raffaele o in tutti i 13 grandi campus delle super università cinesi). - Il secondo punto è che l'immigrazione deve essere "regolata", nel senso che non può essere lasciata al caso ma deve rispondere alla capacità di impiego e di accoglienza del Paese. Chiedere che un immigrato, per poter stare in Italia, debba dimostrare di avere un lavoro e un tetto, significa costruire un'accoglienza basata su delle premesse umanitarie che sono destinate a tradursi in un insediamento dignitoso. L'arrivo selvaggio invece spinge alla delinquenza anche gli immigrati meglio disposti. Se un immigrato non ha un lavoro, come fa a guadagnarsi lecitamente da mangiare? E se non dispone di un reddito pulito, ci vuole tanto a capire che, per sopravvivere, se lo troverà sporco? - La regolazione dell'immigrazione però non significa "regolazione con il contagocce", come avviene adesso. Avendo a disposizione, per retaggio catto-comunista, uno stato supposto onnisciente, onnipotente ed onnifacente (che quindi, avendo fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di scelta dei suoi cittadini) adesso si fanno dei decreti con i quali, ogni volta, si precisa il numero di immigrati da accogliere (le famose "quote"). E' una sciocchezza gigantesca. Bisognerebbe invece fare dei decreti che prevedono le "condizioni" per poter immigrare (posto di lavoro, reddito minimo, tetto) e poi lasciare agli italiani la possibilità di utilizzare o meno questa opportunità determinando, per loro chiamata, "il numero" degli immigrati da accogliere. Oggi invece, perché la maglie formali dell'immigrazione sono più strette delle necessità degli italiani, è la legge che crea gran parte della clandestinità operosa. Chi oggi ha in casa una badante in nero (e l'ha assunta così, non per risparmiare soldi, ma solo perché non ho trovato altro modo per risolvere una necessità impellente e perciò ha voglia di assumerla regolarmente) molto spesso, non riesce a farlo. Se riuscisse, la badante (che magari vive dall'altra parte del mondo) dovrebbe poi tornare a casa sua e, dopo aver svolto difficile adempimenti burocratici da l paese di origine, dovrebbe ritornare in Italia. Nel paese delle sanatorie (anche le più ignobili) non si potrebbe sanare queste situazioni approvando una legge che preveda che chi, in Italia, si trova nelle già dette condizioni di poter immigrare, può farlo in modo semplicissimo e senza alcuna sanzione. Oltretutto questa riemersione porterebbe tasse allo stato, contributi agli enti previdenziali e dignità agli immigrati che se lo meritano per il loro lavoro e per il loro rispetto delle leggi italiane che oggi, come è successo, se si gettano in un fiume per salvare una persona, poi vengono riaccompagnati al confine perché sono immigrati non in regola mentre restano arroganti, sfacciati, provocatori ed impuniti legioni di ladri, lenoni, stupratori e spacciatori. - Gli immigrati debbono sottostare a "tutte" le leggi che agiscono sugli italiani. Oggi, se un negoziante italiano mette in vetrina dei prodotti contraffatti, le autorità lo costringono (giustamente) sul lastrico. Se lo fanno gli immigrati, tutti chiudono entrambi gli occhi. Se un italiano vuol dedicarsi al commercio ambulante deve, prima trovare una licenza, poi iscriversi all'Iva, quindi vedersi assegnare un codice fiscale e via dicendo. Un immigrato (che spesso non è nemmeno a posto con le regole di soggiorno) può invece fare ciò che gli pare, con la certezza che rimarrà impunito, non per la latitanza delle forze dell'ordine, ma per le difficoltà ideologiche, legislative e di amministrazione della giustizia che impediscono alle forze dell'ordine di operare efficacemente. La conclusione è che agli immigrati in regola con le regole di soggiorno bisogna chiedere l'osservanza di tutte regole che sono chieste agli italiani. Non una in più, ma nemmeno una in meno. Tassativamente. Impostato così, il tema dell'immigrazione, fuori cioè dai fumi intossicanti delle polemiche pregiudiziali che oscillano fra il buonismo demente e l'intransigenza assurda, potrebbe essere facilmente avviato a soluzione nell'interesse degli italiani e degli immigrati. E' chiedere troppo? Non sarebbe, questo, un grosso-semplice tema, da affrontare in modo bipartisan? Il primo dei temi da affrontare, subito dopo le elezioni al comune di Roma. Temo purtroppo però che, anche in questo caso, la politica degli schieramenti e delle battaglie con le corazze di cartapesta, le spade di cartone e le trombette di plastica con i tric-a trac che fanno qualche scoppio e un po' di fumo, avranno ancora una volta il sopravvento. Perché? Perché troppi politici non temono di essere ridicoli. Per loro infatti è meglio soffiare sul fuoco che metterci su una pentola con della roba buona dentro. Pierluigi Magnaschi © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Agli immigrati in regola far rispettare tutte le regole (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

2 ATTUALITÀ martedì 22 aprile 2008 Dalla prima pagina Agli immigrati in regola far rispettare tutte le regole Senza immigrati si fermerebbero gli ospedali, le donne italiane (dopo aver studiato ed essersi guadagnate un posto professionale, sarebbero ricacciate davanti ai fornelli) , gli anziani non autosufficienti, non trovando posti negli ospizi (che tra l'altro costano un occhio della testa) sarebbero collocati per strada, i campi, già deserti, sarebbero abbandonati e le stalle diverrebbero vuote. Un paese avanzato ha anche bisogno di insegnanti di lingua stranieri, di scienziati e di specialisti che arrivano dall'estero. E la prova che un paese dispone un sistema universitario valido risiede nel fatto che è in grado di attirare studenti stranieri. Se in un Paese avanzato come l'Italia non arrivano in massa studenti stranieri vuol dire che abbiamo un'università provinciale o che si presenta come tale, non avendo, ad esempio, corsi in inglese (come succede alla Bocconi o al San Raffaele o in tutti i 13 grandi campus delle super università cinesi). - Il secondo punto è che l'immigrazione deve essere "regolata", nel senso che non può essere lasciata al caso ma deve rispondere alla capacità di impiego e di accoglienza del Paese. Chiedere che un immigrato, per poter stare in Italia, debba dimostrare di avere un lavoro e un tetto, significa costruire un'accoglienza basata su delle premesse umanitarie che sono destinate a tradursi in un insediamento dignitoso. L'arrivo selvaggio invece spinge alla delinquenza anche gli immigrati meglio disposti. Se un immigrato non ha un lavoro, come fa a guadagnarsi lecitamente da mangiare? E se non dispone di un reddito pulito, ci vuole tanto a capire che, per sopravvivere, se lo troverà sporco? - La regolazione dell'immigrazione però non significa "regolazione con il contagocce", come avviene adesso. Avendo a disposizione, per retaggio catto-comunista, uno stato supposto onnisciente, onnipotente ed onnifacente (che quindi, avendo fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di scelta dei suoi cittadini) adesso si fanno dei decreti con i quali, ogni volta, si precisa il numero di immigrati da accogliere (le famose "quote"). E' una sciocchezza gigantesca. Bisognerebbe invece fare dei decreti che prevedono le "condizioni" per poter immigrare (posto di lavoro, reddito minimo, tetto) e poi lasciare agli italiani la possibilità di utilizzare o meno questa opportunità determinando, per loro chiamata, "il numero" degli immigrati da accogliere. Oggi invece, perché la maglie formali dell'immigrazione sono più strette delle necessità degli italiani, è la legge che crea gran parte della clandestinità operosa. Chi oggi ha in casa una badante in nero (e l'ha assunta così, non per risparmiare soldi, ma solo perché non ho trovato altro modo per risolvere una necessità impellente e perciò ha voglia di assumerla regolarmente) molto spesso, non riesce a farlo. Se riuscisse, la badante (che magari vive dall'altra parte del mondo) dovrebbe poi tornare a casa sua e, dopo aver svolto difficile adempimenti burocratici da l paese di origine, dovrebbe ritornare in Italia. Nel paese delle sanatorie (anche le più ignobili) non si potrebbe sanare queste situazioni approvando una legge che preveda che chi, in Italia, si trova nelle già dette condizioni di poter immigrare, può farlo in modo semplicissimo e senza alcuna sanzione. Oltretutto questa riemersione porterebbe tasse allo stato, contributi agli enti previdenziali e dignità agli immigrati che se lo meritano per il loro lavoro e per il loro rispetto delle leggi italiane che oggi, come è successo, se si gettano in un fiume per salvare una persona, poi vengono riaccompagnati al confine perché sono immigrati non in regola mentre restano arroganti, sfacciati, provocatori ed impuniti legioni di ladri, lenoni, stupratori e spacciatori. - Gli immigrati debbono sottostare a "tutte" le leggi che agiscono sugli italiani. Oggi, se un negoziante italiano mette in vetrina dei prodotti contraffatti, le autorità lo costringono (giustamente) sul lastrico. Se lo fanno gli immigrati, tutti chiudono entrambi gli occhi. Se un italiano vuol dedicarsi al commercio ambulante deve, prima trovare una licenza, poi iscriversi all'Iva, quindi vedersi assegnare un codice fiscale e via dicendo. Un immigrato (che spesso non è nemmeno a posto con le regole di soggiorno) può invece fare ciò che gli pare, con la certezza che rimarrà impunito, non per la latitanza delle forze dell'ordine, ma per le difficoltà ideologiche, legislative e di amministrazione della giustizia che impediscono alle forze dell'ordine di operare efficacemente. La conclusione è che agli immigrati in regola con le regole di soggiorno bisogna chiedere l'osservanza di tutte regole che sono chieste agli italiani. Non una in più, ma nemmeno una in meno. Tassativamente. Impostato così, il tema dell'immigrazione, fuori cioè dai fumi intossicanti delle polemiche pregiudiziali che oscillano fra il buonismo demente e l'intransigenza assurda, potrebbe essere facilmente avviato a soluzione nell'interesse degli italiani e degli immigrati. E' chiedere troppo? Non sarebbe, questo, un grosso-semplice tema, da affrontare in modo bipartisan? Il primo dei temi da affrontare, subito dopo le elezioni al comune di Roma. Temo purtroppo però che, anche in questo caso, la politica degli schieramenti e delle battaglie con le corazze di cartapesta, le spade di cartone e le trombette di plastica con i tric-a trac che fanno qualche scoppio e un po' di fumo, avranno ancora una volta il sopravvento. Perché? Perché troppi politici non temono di essere ridicoli. Per loro infatti è meglio soffiare sul fuoco che metterci su una pentola con della roba buona dentro. Pierluigi Magnaschi © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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La sottile linea tra un cabanon e uno yacht al fuorisalone (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Marketing Numero 096, pag. 27 del 22/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     La sottile linea tra un cabanon e uno yacht al fuorisalone Yacht in darsena, cabanon che sembrano barche di lusso in Zona Tortona. Il Fuorisalone delle novità ha dato specchio a tutto l'immaginabile del mondo del design. Sicuramente anche all'inatteso. Come il motor yacht Pershing 64 che Ferretti group ha portato, via Po e via strada, fino al Naviglio grande trasformato in piccolo Salone nautico sotto gli occhi increduli del quartiere. Design d'interni Poltrona Frau, effetti musicali B&O, una campagna lancio studiata ad hoc e tanta soddisfazione da parte di Tilli Antonelli, a.d. del marchio di super yacht ad alta velocità del cantiere forlivese controllato da Candover. La razionalizzazione degli spazi tipica degli yacht di lusso ha poi ispirato un altro grande progetto esordiente al fuorisalone: la suite house di Hhd (Holiday home design) marchio di Agorà prefab specializzato in case mobili di design. "Il nostro core erano un tempo case per campeggi", racconta a ItaliaOggi Alessandro Rado, titolare e amministratore delegato di Hhd. "Tre anni fa la svolta con Hangar design group e la trasformazione radicale di prodotto da case mobili a basso contenuto design a cabanon di lusso hi-tech". Tre i modelli presentati in Zona Tortona, Suite home, Icaro bay e Joshua Tree, per un prezzo che può variare dai 55 ai 70 mila euro, Iva e trasporto escluso. "Il mercato dei cabanon made in Italy", dice Rado, "è ancora rallentato dalla burocrazia". I clienti sono quindi soprattutto contract. Ma le fila dei curiosi si allungano. Per il 2009 verranno prodotte 450 suite home. Intanto il fatturato di Hhd è passato dai 2 milioni del 2006 ai 10 del 2007. E presto verrà lanciata la versione economica della villetta design. Prezzo base 30 mila euro.

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L'unica vera soluzione per il Comune vicino è modificare la destinazione d'uso dell'area (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Verso il pgt - delocalizzare le ditte L'UNICA VERA SOLUZIONE PER IL COMUNE VICINO È MODIFICARE LA DESTINAZIONE D'USO DELL'AREA Bernareggio - Cascina Gattafame, ovvero il paradosso fatto urbanistica e burocrazia. Le abitazioni infatti, esistenti da decenni, si trovano al confine con Verderio Inferiore, che ha collocato negli anni Novanta nel proprio Piano regolatore la zona industriale dall'altra parte del confine territoriale, di fatto a pochi metri dalle abitazioni. Una follia. Tra l'altro senza tenere conto che le case si trovano tutte in territorio bernareggese tranne una, quella di Pietro Redaelli, che quindi si è trovata in zona industriale. La conseguenza è che in territorio verderiese il piano di zonizzazione acustica aveva un valore di 5, mentre in quello bernareggese di 2. Uno scarto normativamente non consentito. La soluzione trovata è stata modificare il piano in modo tale che le due fasce di confine passino da una parte a 4 e dall'altra a 3. Con tale provvedimento le aziende "incriminate" "Comase", "Castoldi", "Seruso" e "Rgm" sarebbero costrette ad adeguare le proprie emissioni sonore. Ma la vera soluzione, quella che vorrebbero i cittadini, è un'altra. I Comuni lombardi dovranno prossimamente mettere mano al Piano di governo del territorio, il documento urbanistico che sostituirà il Piano regolatore. Un'occasione ottima per Verderio Inferiore cambiare la destinazione d'uso di quell'area e rimediare a una scelta scellerata del passato e prevedendo quindi una graduale delocalizzazione delle aziende esistenti, con buona pace per tutti. Articolo pubblicato il 22/04/08.

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Associazione certificatori, un impegno per diffondere il vero risparmio energetico (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salerno ambiente Associazione certificatori, un impegno per diffondere il vero risparmio energetico Un'associazione specializzata nella certificazione energetica degli edifici. E' lo scopo dell'Arcec, costituita a Salerno con l'obiettivo della promozione di un uso razionale dell'energia. Caterina La Bella Nasce a Salerno l'Associazione Regionale Certificatori Energetici Campani con lo scopo di diffondere e promuovere la Certificazione Energetica degli edifici e l'uso razionale dell'energia in ambito civile e industriale. L'associazione, presieduta da Lucio Ippolito, promuoverà studi, ricerche e seminari sul settore, iniziative di formazione e assistenza. Con il presidente Lucio Ippolito, fanno parte del Consiglio Direttivo Gianluca Basile (VicePresidente), Felice Argenio (Segretario Tesoriere), Luca Cascone, Francesco Festa, Achille Mastrocinque, Angelo Nicoletti e Michele Petrocelli. "Con l'avvenuta approvazione dei decreti attuativi e delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici da parte della Conferenza Unificata Stato-Regioni", spiega il presidente Ippolito, "la certificazione energetica, che attualmente è considerata alla stregua di un mero strumento conoscitivo, assume un ruolo fondamentale nella allocazione di contributi e incentivi per la realizzazione di edifici progettati e realizzati con criteri di eccellenza". La nuova associazione, insomma, dovrà favorire il confronto tra il ruolo pubblico e il mondo degli operatori con l'obiettivo comune di formare una classe di tecnici e professionisti capaci di affrontare la Certificazione Energetica attraverso una metodologia di calcolo comune e di promuovere una cittadinanza energetica attraverso azioni di informazione e coinvolgimento sui temi del risparmio energetico nel suo complesso e della sostenibilità ambientale. "In attesa che la macchina della burocrazia converga verso la definizione finale delle linee guida per la certificazione e delle procedure di accreditamento dei certificatori", conclude Ippolito, "ritengo fondamentale l'avvio di azioni concrete mirate a formare una nuova coscienza professionale, conformemente ai principi etici e tenendo sempre presenti i diritti del cittadino consumatore". del 22-04-2008 num.

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L'Italia dei valori rilancia e punta i piedi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'accordo con il Pd nelle Marche ha funzionato "Sarà l'asse del futuro"Un parlamentare anche alle Europee L'Italia dei valori rilancia e punta i piedi "Dati straordinari. Nel 2009 ruoli al vertice di Comuni e Province" ANCONA - Idv, un successo "straordinario" a fronte della ancora bruciante sconfitta della coalizione di centrosinistra. Passate le elezioni è tempo di analisi. Buona la affermazione ad Ascoli. Ottima ad Ancona che porta a Montecitorio l'avvocato David Favia. E bene è andata anche nell'alta Valmarecchia con percentuali fino all'8% e dove il segretario regionale Borghesi ha saputo imporsi pur non ottenendo il seggio al Senato. Nel Fermano il partito si è attestato sul dato nazionale, mentre Borghesi non ha nascosto che "sono andate meno bene" le province di Macerata e Pesaro Urbino. A pesare, forse, la polemica giudicata "inopportuna" e "sorta anche al nostro interno" sulla secessione dell'alta Valmarecchia, nodo che la Regione dovrà comunque affrontare. Per il resto, il risultato è stato "rimarchevole". "Abbiamo saputo intercettare una componente della società che chiede sicurezza, legalità, minore burocrazia e che il Pd da solo - spiega Borghesi - non avrebbe saputo cogliere". Ovviamente il tutto costituisce "un capitale da investire" in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le europee e amministrative del 2009 dove al voto andranno quattro Province e molti Comuni capoluogo nonché le regionali del 2010. E sarà questa l'occasione per mirare alto. "Potremo proporre qualche vertice", dice Favia. Le aspettative sono soprattutto per le provinciali di Fermo e Ascoli. Ma anche per Bruxelles. "Il primo obiettivo - spiega Borghesi - è arrivare al 5% eleggendo un eurodeputato marchigiano e ottenendo ruoli importanti nella guida delle amministrazioni locali". Intanto si guarda a Chiaravalle, dove l'Idv l'ha spuntata alla grande con due consiglieri e un assessore. Mentre a Falconara, dove il partito di Di Pietro sostiene al ballottaggio il candidato di centrosinistra Lodolini, il risultato può ritenersi più che dignitoso trattandosi, come spiega il coordinatore provinciale Guido Caruso, di un Comune commissariato dove la competizione è stata particolarmente accesa. Chiaro che l'accordo Pd-Idv ha funzionato e questo, in un quadro nazionale di spostamento verso il centro e il centrodestra, costituirà "l'asse del futuro". "Chiediamo al Pd di considerare che questo asse ha pagato nelle Marche, non in termini di poltrone, ma di programmi", dice Favia parlando di "contatti importanti" in corso con l'Udc che però non dovrebbero escludere la sinistra. "Si apre una fase politica di grandi riflessioni. La società ha gridato forte. Sono convinto che il centrosinistra ha gettato le basi per tornare al governo. E lo farà prima di quanto si pensi". "Chi come me da anni crede in questo progetto - ha detto anche l'ex coordinatore regionale Dante Merlonghi - non potrà non esserci". PIA BACCHIELLI,.

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<Caparozzoli alla diossina? È una campagna denigratoria> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo sostiene l'assessore comunale Malaspina: i livelli riscontrati sarebbero ben al di sotto dei parametri richiesti dalla normativa europea "Caparozzoli alla diossina? È una campagna denigratoria" ChioggiaL'assessore comunale alle Attività produttive, Massimiliano Malaspina, scende in campo a difesa della qualità dei molluschi della laguna veneta. "È pretestuosa - sostiene l'assessore - la campagna demolitoria, del tutto non veritiera in merito al fatto che i caparozzoli conterrebbero diossina". Con 1,65 picogrammi per grammo di sostanza alimentare, il massimo riscontrato, sostiene Malaspina, i molluschi della laguna, sono abbondantemente entro i livelli stabiliti dalla normativa comunitaria, che fissa il limite di tollerabilità entro i 4 picogrammi. "È successo - aggiunge l'assessore - che un operatore sia stato accusato di spacciare prodotto inquinato: nella sua produzione l'indice di diossina rilevato è risultato di 0,6 picogrammi, quindi sei volte, anzi quasi sette volte al di sotto del limite europeo".Prese di posizione del genere hanno solo l'effetto di allarmare i consumatori, che vanno tutelati in ogni modo. "Allo stesso tempo diffondendo notizie che poi risultano infondate - argomenta Malaspina - si ottiene di destabilizzare ulteriormente un settore già in crisi". Tanto per avere un'idea delle dimensioni cui ci si riferisce, Malaspina riporta che "un picogrammo corrisponde ad un miliardesimo di grammo. Se proprio ci si deve preoccupare - concede l'assessore - è bene farlo, per esempio, per il salmone norvegese, che con tanta gioia gustiamo sulle nostre tavole. Il valore della diossina presente risulta di 4,5 picogrammi di diossina: ma anche il latte materno ne contiene molta di più dei caparozzolli, addirittura 3 picogrammi!"Se le cose stanno così, si chiede Malaspina "siamo di fronte ad un allarme infondato, che ha tutte le caratteristiche di un pretesto che serve a mantenere il lavoro di gente che magari non sa cosa fare di meglio che rovinare delle famiglie che nulla fanno più che andare a lavorare tutti i santi giorni".In laguna, conclude Malaspina, esiste un unico vero problema, quello delle pertinenze di Porto Marghera, "un'area che si può interdire con sbarramenti fisici di facile attuazione. Non si capisce infatti come questo non venga fatto". Si eviterebbero in questo modo il "guardia e ladri", gli inseguimenti, le multe, i sequestri, la burocrazia "che fanno sembrare la laguna una discarica, quando la realtà è completamente opposta rispetto all'immagine che stanno creando ad hoc per chissà quale motivo che di occulto ha ben poco".Giorgio Boscolo.

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La Lega al bivio decisivo (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 22 Apr 2008 Edizione 78 del 22-04-2008 Otto consigli non richiesti per trasformare il successo elettorale in una vittoria politca La Lega al bivio decisivo di Gilberto Oneto Anche per uno come me, che è stato ed è fortemente critico nei confronti di "questa" Lega, il suo risultato elettorale costituisce un segnale fortemente incoraggiante: i suoi messaggi di base sono ancora forti, le sue idee originarie sono sempre vincenti e hanno una forza di attrazione che va al di là della qualità di chi li rappresenta. Vediamo innanzitutto i dati. La Lega ha vinto al di à di ogni previsione e speranza. 3.024.000 voti alla Camera sono tanti, sono il doppio dell'ultima volta. Chi sono questi nuovi elettori? Leghisti che si erano allontanati? Sì, ma solo in parte. Lo starebbero a dimostrare quei 103 mila che al Senato hanno votato per partitini autonomisti padani ma, soprattutto, la scelta dell'astensione che hanno ancora fatto molti ex elettori e anche una fetta di militanti in polemica con la dirigenza. Quasi tutti sono perciò nuovi. Sono gente che ha voluto dare un segnale di cambiamento rispetto allo schifo prodiano ma che non ha voluto votare Berlusconi: ha ritenuto la Lega più affidabile o meno peggio. È gente che non trova in Berlusconi (e meno ancora in Fini) un sincero oppositore dell'immigrazione o un difensore della sicurezza: ha ritenuto sprecato votare per La Destra e ha votato Lega. Ci sono poi elettori del centro-destra che non hanno digerito la fusione. Ci sono forse anche dei neofiti del federalismo che hanno perso ogni speranza nelle capacità riformiste di tutti gli altri. Nel complesso si tratta di una incoraggiante vendemmia di consensi avvenuta in gran parte grazie a gente nuova che intacca solo marginalmente il vasto mercato degli ex, dei delusi, degli autonomisti "duri e puri". Vediamo i numeri. Alle elezioni del 1992, sempre alla Camera, la Lega aveva preso 371mila voti in più di oggi, nel 1994 211mila. Nel 1996 addirittura quasi un milione in più. Alcune indagini effettuate negli scorsi anni ci dicono che un numero molto superiore di padani ha votato almeno in una occasione per la Lega. Ci sono perciò alcuni milioni di cittadini che sono stati un momento o in parte attratti dalle idee leghiste ma che se ne sono allontanati. Molti sono rifluiti in altri partiti ma molti di più si sono rifugiati nell'astensione. Si assiste a un fenomeno paradossale: gli autonomisti non votano, addirittura militanti e iscritti alla Lega non votano e il loro posto viene preso nelle urne da altra gente, soprattutto di destra. È un ricambio di cui il partito si è fortemente avvantaggiato nelle ultime elezioni. Questo è anche il risultato di una politica (su famiglia, immigrazione, fecondazione, Islam eccetera) su cui la Lega si è infervorata lasciando un po' da parte i suoi tradizionali temi anti-centralisti e anti-romani. Come c'è stato un mutamento ideologico dei vertici, di pari passo è seguita una identica deriva dell'elettorato. Così succede che gran parte del blocco di opinione autonomista-federalista-indipendentista, di formazione sia identitaria che liberista che comunitarista, se ne resti ancora lì in attesa di una collocazione e di un recupero nell'arena della politica attiva. Assieme a questi c'è la stragrande maggioranza dei lavoratori e contribuenti padani che cercano chi li protegga dalla criminalità e dall'immigrazione, che assicuri una forte autonomia fiscale e identitaria, che li riporti nel consesso delle comunità europee più civili. C'è chi ha votato per Berlusconi turandosi il naso, chi si astiene e anche tanti che hanno votato a sinistra: la posizione "anomala" di Illy non è un caso isolato. In questo panorama la Lega ha dimostrato di detenere ancora una sorta di monopolio del padanesimo e di essere comunque con esso identificata dalla larga maggioranza dei cittadini che ne ignora le vicissitudini e le tensioni interne. Per la quasi totalità della gente la Lega rappresenta il federalismo, l'idea di Padania, ma anche la resistenza all'oppressione fiscale, alle prepotenze della burocrazia, all'immigrazione e alla dilagante criminalità. Oggi la Lega è a un bivio. Può diventare un partito conservatore a base territoriale (come - si sente ripetere - la CDU bavarese), aggrappato alle gioie del potere, e legato a filo doppio a Berlusconi, oppure può tornare con energia a essere un grande movimento autonomista in grado di trascinare e non semplicemente fiancheggiare le altre forze politiche, e di rappresentare gli interessi di un intero popolo, al di là di tutte le divisioni ideologiche. Per scegliere con decisione questa seconda strada dovrebbe fare subito alcune cose. So benissimo che il suo gruppo dirigente non è fatto di gente tanto pronta a ricevere consigli, meno che meno da me. Ma io ? per quel che valgono - glieli do ugualmente. Primo. Forte del suo consenso, cerchi di recuperare tutti i suoi ex militanti e simpatizzanti che si sono (o sono stati) allontanati ma che non si sono mai intruppati in nessun partito "italiano". Dimostri che non è il momento di divisioni e di recriminazioni. Allo stesso modo cerchi un avvicinamento con tutti i movimenti autonomisti (anche con quelli che spregiativamente definisce "liste patacca") perchè lì si sono rifugiate grandi frange di energia autonomista e movimentista che non dovrebbe sprecare. Secondo. Cerchi di inventarsi rapporti nuovi e più rispettosi con i movimenti autonomisti storici (sardi, sudtirolesi e valdostani) con cui costruire una più stretta comunità di sinergie politiche. Ne guadagnerebbe molto anche in termini di credibilità sul piano internazionale. Terzo. Restituisca nel giro di un anno tutti i quattrini ai soci della CrediEuroNord. Sarebbe una operazione di profondo senso morale ma anche di immagine. Con i molti parlamentari appena eletti basterebbero pochi mesi di paga e privilegi per raggiungere l'obiettivo in cui sono oggi impegnate alcune persone per bene ma senza grandi mezzi finanziari. Quarto. Riprenda con vigore una forte operazione di approfondimento culturale. Non basta citare Miglio, si deve incominciare a rielaborarne le teorie con efficacia. Si abbandonino le vaccate come Miss Padania e ci si metta di nuovo a lavorare seriamente su progetti di cultura identitaria, oggi quasi del tutto negletti. Quinto. Si affronti con decisione la questione ambientale. La sparizione dei Verdi dalla scena politica lascia spazi enormi che prima erano occupati da gente faziosa e asservita alle peggiori ideologie e che oggi può essere virtuosamente riempito da un ambientalismo serio e ? come avviene ovunque all'estero ? intimamente collegato con le istanze autonomiste. Sesto. Si riformino radicalmente i mezzi di comunicazione del movimento, oggi piuttosto malandati. La radio - ad esempio - ha un enorme potenziale di penetrazione e di formazione del consenso ma è abbandonata a una gestione volonterosa ma carente sul piano professionale. Settimo. Selezioni con attenzione il proprio personale. Il successo elettorale (in parte imprevisto) ha premiato anche funzionari e galoppini dotati forse di grandi doti di fedeltà ma poco incisivi sul piano della comunicazione che è oggi affidata a non più di cinque o sei persone, sempre le stesse. Ottavo. Prendere subito alcune iniziative dal forte significato anche simbolico, come ? ad esempio - presentare una legge sull'immigrazione ancora più determinata, riscrivere in chiave molto più autonomista il progetto di Statuto della Lombardia e di altre regioni, abolire balzelli e adempimenti particolarmente odiosi (il canone RAI, il bollo automobilistico, gli studi di settore), pretendere la creazione di una rete televisiva davvero localista. Non è un compito facile ma il momento è favorevole. La Lega non può commettere altri errori: perdere questa occasione sarebbe fatale per lei ma anche per le istanze autonomiste e federaliste.

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Ogni risorsa contro il crimine (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 22 Apr 2008 Edizione 78 del 22-04-2008 Ronde padane e guardie private Ogni risorsa contro il crimine di Carlo Lottieri Rilanciato con un'intervista a Roberto Maroni pubblicata in grande evidenza dal Corriere della Sera, quello delle "ronde" è un tema che è destinato ad animare a lungo la discussione. Di fronte all'emergenza della sicurezza, infatti, da parte della Lega si torna a sottolineare l'importanza di tutto quanto può portare tranquillità in quelle aree maggiormente afflitte da questi problemi. Nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano milanese, quello che viene presentato come il futuro ministro degli Interni ha buon gioco nel rilevare come chi in passato demonizzava le ronde padane ora si trovi a vedere di buon occhio quei cittadini che si organizzano per vigilare i loro quartieri, a turno, durante le ore della notte: come da qualche tempo succede perfino nella rossa Bologna amministrata da Sergio Cofferati. Nel centro-destra, per la verità, non tutti sembrano apprezzare l'idea delle ronde spontanee: in camicia verde o diversamente abbigliate. In una sua dichiarazione, ad esempio, Maurizio Gasparri ha voluto sottolineare come più che di ronde private ci sia bisogno di un rafforzamento della presenza della polizia di Stato e dei carabinieri. La questione è interessante perché sembra rivelatrice di sensibilità diverse all'interno dell'alleanza guidata da Silvio Berlusconi, e ciò anche quando si tratta di formazioni che egualmente da tempo dedicano una parte rilevante della loro propaganda ai temi della sicurezza. Esiste infatti una parte dell'area moderata che continua a ritenere che l'unico modo per essere protetti consista nell'aumentare il numero dei poliziotti e migliorarne la formazione e l'equipaggiamento. Soprattutto in Alleanza Nazionale, vi sono ragioni elettorali (il forte legame con la burocrazia pubblica e soprattutto con poliziotti e militari di professione) che spingono ad osteggiare uno sviluppo di risposte autonome, private e locali di fronte ai problemi dell'ordine pubblico. Non del tutto dimentica delle sue originarie radici antistataliste, la Lega non pare avere preoccupazioni di questo tipo. Non a caso nell'intervista al Corriere Maroni ha fatto riferimento all'attività ? che ormai dura da molti anni ? del gruppo dei City Angels, che senza pretendere di sostituirsi alle forze di polizia cercano però di contribuire a fare di Milano una città più vivibile. Su questi temi, i leghisti sembrano manifestare una approccio molto "più laico" e disincantato. Come si ricorderà, quando la Lega in qualche città ha attivato gruppi di guardie padane con lo scopo di togliere dal cono d'ombra della notte talune aree di questa o quella città, i cittadini hanno sempre espresso apprezzamento per tali iniziative. Né si può dire che vi siano stati episodi di abusi di alcun tipo. Quando Maroni verrà chiamato a guidare il ministero degli Interni, nel caso in cui questo sia il suo prossimo incarico, è anche possibile che il raggio d'azione delle risposte "private" alla criminalità possa allargarsi. In fondo, già adesso quanti possono (le banche, molte imprese, taluni titolari di ville vistose e isolate) fanno ricorso ai servizi di agenzie private di protezione. Esistono però molte norme che tuttora limitano in maniera eccessiva e irragionevole la libertà d'azione di questi poliziotti privati. Una risposta più articolata, che unisca imprenditorialità e volontariato, facendo cooperare le attuali forze di polizie con realtà nuove e di altra natura, potrebbe fronteggiare assai meglio l'insicurezza che grava sui cittadini. Al fine di ottenere questa risposta sarebbe pure opportuno che quanti decidono di destinare proprie risorse alla sicurezza siano sollevati (con forme di detrazione, ad esempio) almeno da una quota delle imposte: dato che con tali investimenti privati agevolano il lavoro stesso delle forze pubbliche. C'è quindi bisogno di più spazio e libertà d'azione al volontariato espresso dalle società civile (le ronde), da un lato, e di un diverso riconoscimento anche del ruolo svolto dalle imprese private di protezione, dall'altro. Ma è egualmente opportuno, e su questo tema è possibile che Maroni si riveli attento e puntuale, che vi sia una maggiore responsabilizzazione dei sindaci e in generale delle autonomie locali. La gente chiede sicurezza ai primi cittadini, ma fino ad oggi essi non hanno mai avuto veri strumenti nelle loro mani. Non è detto però che la situazione non muti alla svelta.

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Norme antiriciclaggio, il fastidio delle imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Incontro organizzato dalla Cna e dalla Bcc Santa Maria Assunta per spiegare i nuovi limiti in vigore dal 30 aprile Norme antiriciclaggio, il fastidio delle imprese I nuovi divieti e le limitazioni all'utilizzo di denaro contante e di altri strumenti di pagamento, in vigore dal prossimo 30 aprile, al centro di una riunione di imprenditori aderenti alla Cna delle sezioni di Adria e del Delta all'ostello Amolara. Ha relazionato Claudio Rossini, responsabile organizzativo della Cna ed esperto in materia, coadiuvato da Marco Pistritto della Federazione regionale delle banche di credito cooperativo, in quanto la serata vedeva come ospite la Bcc Santa Maria Assunta rappresentata dal presidente vicario Raffaele Riondino, dal direttore generale Antonio Biasioli e dal vice Lorenzo Contiero.Marco Bovolenta, segretario locale della Cna, ha introdotto i lavori, alla presenza di una folta platea di imprenditori, più preoccupati che desiderosi di apprendere le nuove regole. "Parlando con le imprese - ha affermato Bovolenta - si avverte un clima di insofferenza. Un provvedimento come questo sull'antiriciclaggio, pur motivato da un grave problema che riguarda il rispetto della legalità nelle transazioni di denaro, provoca un senso di sfiducia e di vessazione. Il fine di contrastare efficacemente la lotta al riciclaggio dei proventi di attività illecita attraverso il monitoraggio dei pagamenti, viene vissuto come un'ulteriore complicazione all'attività di impresa, già subissata quotidianamente dalla burocrazia e dagli adempimenti. Si vive nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in sanzioni o segnalazioni agli organi di vigilanza che forse è la paura più grande di un imprenditore, poiché il clima che si è creato intorno ai lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi e da luoghi comuni".Per Bolovonta occorrerebbe invertire questa tendenza. "Per questo motivo cerchiamo di rassicurare le imprese che non cambierà molto rispetto alla situazione attuale poiché, non dimentichiamolo, queste norme sono in vigore dal 1991".I relatori hanno spiegato che dal 30 aprile scenderà da 12.500 a cinquemila euro il limite per il trasferimento di somme in contanti, per i libretti e gli assegni al portatore, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, anche quando il valore dell'operazione è frazionato, ma complessivamente è pari o superiore a cinquemila euro. L'altra novità degna di nota il fatto che tutti gli assegni bancari e postali, rispettando il limite, dovranno necessariamente riportare sempre la clausola di non trasferibilità, oltre che il nome o la ragione sociale del beneficiario. Sarà ancora possibile utilizzare assegni privi della dicitura "non trasferibile", ma dovranno essere richiesti per iscritto. Comunque dovranno essere inferiori a cinquemila euro. Anche i libretti di deposito bancari o postali al portatore, dal 30 aprile, dovranno avere una saldo inferiore a cinquemila. Chi dovesse esserne in possesso con un saldo superiore, avrà tempo sino al 30 giugno 2009 per ridurne l'importo o per estinguerli.Ha chiuso i lavori Lino Ponzetto, vicepresidente provinciale della Cna.

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<Subito al lavoro sui temi del federalismo fiscale, della burocrazia e dello sviluppo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Subito al lavoro sui temi del federalismo fiscale, della burocrazia e dello sviluppo" Il Pd del Veneto, con le altre regioni del Nord, darà vita ad un coordinamento del Partito Democratico che "dovrà dare risposte alle grandi questioni di questo territorio": ad annunciarlo è Paolo Giaretta, il quale precisa che questo coordinamento "non dovrà servire però a disquisire tra di noi sulla forma partito".Il Pd, sintetizza Giaretta dopo la riunione dei segretari regionali con Veltroni, deve rimanere "saldamente ancorato al profilo del partito riformista italiano fin qui tracciato e deve essere federale. Restare ancorati al profilo del partito riformista - sottolinea - significa portare avanti i temi cari al Nord: federalismo fiscale, politiche per lo sviluppo, semplificazione burocratica e fiscale, questione salariale e tutela dei ceti deboli, l'efficienza dei grandi servizi pubblici". Per Giaretta è su questi temi che il Pd "lancia la sfida al governo delle destre".

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VOLONTARIATO/ EUROPARLAMENTO: MENO BUROCRAZIA ED ESENZIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

2- In Italia le associazioni aumentate del 152% in dieci anni postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Strasburgo, 22 apr. (Apcom) - I deputati invitano poi la Commissione a lavorare all'instaurazione, per tutti i fondi comunitari, di un sistema in base al quale l'attività di volontariato possa essere riconosciuta quale contributo ai progetti cofinanziati e a studiare meccanismi che consentano di valutare adeguatamente il valore economico del lavoro di volontariato. Devono poi essere messe in atto misure nazionali e locali per accrescere la mobilità dei volontari e promuovere progetti transfrontalieri di volontariato rivedendo anche la politica in materia di visti per i partecipanti di paesi terzi a programmi di volontariato riconosciuti che si svolgono nell'UE. I deputati raccomandano di dichiarare il 2011 come "Anno europeo del volontariato". Assieme agli Stati membri, infine, la Commissione dovrebbe indagare sulle ragioni del ritardo dell'adozione della "Carta Europea del volontariato" che dovrebbe definire il ruolo delle organizzazioni di volontariato e stabilire i loro diritti e le loro responsabilità. In Italia nel corso del biennio 2004-2005, l'Istat ha svolto la quinta rilevazione sulle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e provinciali. Rispetto alla prima rilevazione, riferita al 1995, esse sono aumentate del 152,0%, passando da 8.343 a 21.021 unità. Secondo l'Istat, l'analisi dei dati permette di confermare alcune delle caratteristiche delle organizzazioni di volontariato: più radicato nel Nord (il 28,5% delle organizzazioni di volontariato è localizzato nel Nord-ovest, il 31,5% nel Nord-est, il 19,3% nel Centro e il 20,7% nel Sud ed Isole), la prevalenza relativa di piccole dimensioni organizzative, la concentrazione relativa di unità nei settori della sanità (28%) e dell'assistenza sociale (27,8%), anche se cresce nel tempo il numero di quelle che operano in altri settori (ricreazione e cultura, protezione civile, istruzione, tutela e protezione dei diritti e attività sportive). Il Servizio Civile Nazionale contava 45.890 volontari nel 2006 (di cui 439 operanti al di fuori dell'Italia). Il 21,34% era nel Nord Italia, il 21,98% al Centro e il 55,75% al Sud e nelle Isole. Tra i settori d'impiego, il 50,57% dei volontari operava nell'assistenza, il 37,58% nella cultura ed educazione e l'11,85% nell'ambiente e protezione civile. Il 66% dei volontari ha un'età compresa tra 21 e 26 anni.

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Accesso ai servizi, gli ostacoli della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOMADI 15.5422/04/2008 Accesso ai servizi, gli ostacoli della burocrazia L'assessore Battaglia pensa a una nuova programmazione socio-sanitaria in tutte le Asl del Lazio; a partire dall'esperienza di Villa Irma, una clinica dove vanno a partorire decine di donne Rom ROMA - Uno dei problemi ricorrenti è la difficoltà di rapporto con la burocrazia. Questo vale per tutti gli immigrati, ma vale in particolare per la popolazione Rom e Sinti. Lo ha detto oggi Augusto Battaglia, assessore alla sanità della Regione Lazio, durante la presentazione della ricerca "Salute senza esclusione" su un progetto di integrazione sanitaria che ha coinvolto circa 5000 Rom e Sinti di 35 campi nomadi della capitale. Secondo l'assessore Battaglia, l"amministrazione pubblica deve lavorare ancora per semplificare e favorire l'accesso ai servizi da parte degli immigrati e dei Rom in particolare, che in genere sono molto ostici a qualsiasi forma di burocrazia. Battaglia ha spiegato che il progetto gestito dalle Asl e della Caritas ha avuto una grande importanza, anche perché ha fatto emergere la differenza di gestione nei diversi insediamenti Rom e Sinti. Uno degli insegnamenti principali di quella esperienza, ha spiegato oggi Battaglia, riguarda la necessità di integrare meglio i diversi interventi sanitari e socio-sanitari. Per Augusto Battaglia, proprio in considerazione della specificità dei Rom, è necessario sfruttare al meglio ogni momento. Per quanto riguarda per esempio i ragazzi Rom che sono inseriti nelle scuole di Roma si tratta di sfruttare anche le ore che sono a scuola per intervenire anche dal punto di vista sanitario e della prevenzione. Battaglia ha anche detto che l'esperienza realizzata nel 2006 può essere replicata anche in altre realtà. Si tratta di avviare una nuova programmazione socio-sanitaria in tutte le Asl del Lazio. Un punto di osservazione interessante, per quanto riguarda la prevenzione e in generale la salute del Rom, è Villa Irma, una clinica dove vanno a partorire decine di donne Rom. Ma l'obiettivo prioritario ? ha concluso Battaglia ? è intanto quello di favore l'accesso burocratico dei Rom e Sinti ai servizi pubblici. (pan).

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Le Poste ancora nel camper "Mancano gli ultimi appalti" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRESSA.SENZA SEDE DA SEI MESI Portalettere Le Poste ancora nel camper "Mancano gli ultimi appalti" Comune ha finito la ristrutturazione ma l'ente ritarda e ci sono proteste Non arrivano i sostituti [FIRMA]MARCELLO GIORDANI CRESSA Ufficio postale "mobile", nel camper da sei mesi: il Comune ha allestito un gazebo per riparare dalla pioggia gli utenti ma intanto si levano nuove proteste per i ritardi di PosteItaliane nell'approntare i nuovi uffici. Da un mese il Comune ha terminato la ristrutturazione dei locali del vecchio municipio: "Qui - dice il sindaco Luigi Zabarini - c'erano l'ambulatorio medico e le Poste. A dicembre abbiamo iniziato i lavori per risistemare tutto l'immobile e li abbiamo terminati a metà marzo. Nel frattempo le Poste hanno predisposto un camper con un ufficio mobile che abbiamo ospitato nel cortile interno del Comune". L'amministrazione comunale era convinta che, finiti i lavori di risistemazione dell'edificio, sarebbe partito subito l'allestimento del nuovo ufficio postale. Non è stato così: "Le Poste devono fare davvero poca cosa: controsoffittatura, impianto elettrico e montaggio del bancone. Il grosso del lavoro - dice il sindaco - ce lo siamo accollati noi come Comune. Per cui sono rimasto stupefatto quando ho contattato PosteItaliane e mi hanno risposto che non hanno ancora appaltato i lavori. Quando e cosa aspettano? Che razza di tempi burocratici hanno? Si tratta di fare degli interventi che in due settimane si possono completare, mi chiedo a che cosa siano dovuti questi tempi elefantiaci, che creano solo difficoltà agli utenti". Ad essere disagiati sono sia gli addetti postali, che lavorano in uno spazio minuscolo, dove non è possibile neppure collocare i documenti dell'archivio, ma anche gli utenti che, proprio per le ristrettezza dello spazio disponibile, non possono usufruire di alcuni servizi: "In questi giorni di pioggia la gente, e molti sono anziani - osserva il sindaco - deve aspettare al freddo e sotto la pioggia. Per alleviare i problemi abbiamo sistemato un gazebo, che almeno consente di evitare di fare la coda sotto la pioggia. Chiedo di nuovo, pubblicamente, ai dirigenti regionali delle Poste di intervenire con urgenza, perchè la situazione è diventata insostenibile".Recentemente a Cressa il disagio ha coinvolto anche la consegna della corrispondenza: "La postina ha avuto un incidente in motorino: è caduta - racconta il sindaco Luigi Zabarini -, si è fatta male e giustamente non ha potuto consegnare la posta. Peccato che le Poste per due settimane non abbiano provveduto a rimpiazzarla perchè, così mi è stato detto, non avevano a disposizione altri portalettere. Anche in questo caso mi chiedo se da parte di questo ente non si debba cercare di avere maggiore attenzione per le esigenze degli utenti. Personalmente - sottolinea Zabarini - ho sempre avuto un ottimo rapporto con gli uffici locali e provinciali delle Poste, ma quando si arriva ai vertici regionali o nazionali, allora si mette in moto una burocrazia incredibile, che frena qualsiasi intervento. Mi pare che negli ultimi tempi i vertici delle Poste siano orientati a dare maggiore importanza ai servizi di carattere bancario che non a quelli postali".

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Europarlamento, per volontariato meno burocrazia ed esenzioni Iva (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Paul Ricard (redazione@vita.it) 22/04/2008 E' quanto sostiene il Parlamento europeo chiedendo di prendere in considerazione l'introduzione di esenzioni dall'Iva sugli acquisti delle organizzazioni di volontariato destinati allo svolgimento Le organizzazioni di volontariato dovrebbero accedere a finanziamenti sufficienti e sostenibili senza eccessivi adempimenti burocratici e formalità di documentazione. E' quanto sostiene il Parlamento europeo chiedendo di prendere in considerazione l'introduzione di esenzioni dall'Iva sugli acquisti delle organizzazioni di volontariato destinati allo svolgimento dei loro compiti e sui beni e servizi ad esse donati. Occorre inoltre accrescere la mobilità dei volontari e promuovere progetti transfrontalieri. Sono oltre 100 milioni i cittadini dell'UE che svolgono attività di volontariato e il contributo economico degli enti senza scopo di lucro (Npi) è pari, in media, al 5% del Pil e oltre un quarto di tale cifra è dovuto al tempo impiegato in attività di volontariato. Inoltre, un recente studio sulle organizzazioni che si avvalgono di volontari in tutta Europa ha dimostrato che, per ogni euro speso per sostenere l'attività dei volontari, le organizzazioni hanno ricavato, in media, un rendimento compreso tra 3 e 8 euro. Approvando con 639 voti favorevoli, 23 contrari e 21 astensioni la relazione di Marian Harkin (Alde), il Parlamento incoraggia gli Stati membri e le autorità regionali e locali a riconoscere il valore del volontariato per la "promozione della coesione sociale ed economica". Li esorta inoltre ad operare in partenariato con le organizzazioni del volontariato e a consultare adeguatamente il settore per sviluppare piani e strategie finalizzati al "riconoscimento, all'apprezzamento, al sostegno, all'agevolazione e all'incoraggiamento del volontariato". Anche perché, il volontariato "non ha solo un valore economico misurabile, ma può anche consentire risparmi significativi per i servizi pubblici" che, peraltro, non deve andare a sostituire. L'attività di volontariato, inoltre, non deve prendere il posto del lavoro retribuito. I deputati sollecitano, inoltre, gli Stati membri a creare un quadro stabile e istituzionale per la partecipazione delle organizzazioni non governative (Ong) ai dibattiti pubblici. E' necessario, però, distinguere in modo più chiaro le organizzazioni di volontariato dalle Ong, le cui attività non sono organizzate sulle stesse basi. Stati membri e autorità regionali e locali dovrebbero inoltre compiere "veri sforzi" per aiutare le organizzazioni del volontariato ad accedere a finanziamenti sufficienti e sostenibili a fini amministrativi e per progetti. Ma, ammoniscono i deputati, "senza eccessivi adempimenti burocratici e formalità di documentazione", pur mantenendo i necessari controlli sull'esborso di fondi pubblici. Nella prospettiva della revisione prevista per il 2010 delle disposizioni sull'Iva, il Parlamento invita la Commissione a prendere in considerazione - insieme agli Stati membri - "i validi argomenti sociali" in favore dell'introduzione di esenzioni dall'Iva per le organizzazioni di volontariato, registrate a livello nazionale, su acquisti intesi all'esecuzione dei loro compiti. Dovrebbe inoltre prendere in considerazione gli argomenti a favore dell'esenzione, "in casi specifici", dal pagamento dell'Iva su beni e servizi donati alle organizzazioni di volontariato.) Inoltre, le imprese e gli altri operatori del settore privato, nell'ambito della loro strategia di responsabilità sociale, dovrebbero sostenere finanziariamente iniziative volte a promuovere e potenziare il volontariato, e ricevere incentivi dagli Stati membri affinché supportino tale settore. Leggi la relazione di Marian Harkin, clicca qui.

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<Ridare dignità al mondo agricolo> (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L APPELLO DI FABIO RAINIERI, LEADER DEI COBAS DEL LATTE "Ridare dignità al mondo agricolo" Simone Boiocchi Ridare dignità al mondo agricolo e restituire agli agricoltori quel ruolo che spetta loro. Questo l invito che Fabio Rainieri, leader dei Cobas del latte e neo-eletto Parlamentare della Lega Nord in Emilia fa a quello che sarà il futuro ministro dell Agricoltura. "Come rappresentante di quel mondo agricolo che è uno dei fiori all occhiello del nostro Paese - spiega Rainieri - mi auguro che con il nuovo Governo e, soprattutto, con un nuovo ministro che speriamo sia del Nord, si dia una nuova immagine all agricoltura. Negli ultimi anni, infatti, gli agricoltori sono sempre stati dipinti come braccia da lavoro spesso alle dipendenze di grandi multinazionali. Il che non è assolutamente vero. Quello che è vero, invece, è che la Comunità Europea ha bastonato il settore impedendo di fatto agli agricoltori di fare reddito e di gestire al meglio le proprie aziende mettendo di fatto il settore in crisi". Come fare allora? Una domanda alla quale Rainieri risponde senza esitazione: "Dobbiamo fare in modo che la categoria abbia la possibilità di produrre come sa fare, con la qualità che la contraddistingue. Così facendo tutti i prodotti base della nostra alimentazione mediterranea otterrebbero maggiori risultati. Su tutti una maggiore tutela e garanzia per i consumatori. Così facendo l agricoltura tornerebbe ad essere la forza motrice della nostra economia". Poi un monito. "Basta con le incursioni della Comunità Europea. Basta a quelle penalizzazioni che pesano sulla nostra agricoltura, basta con le letture di quegli economisti agricoli che negli ultimi 20 anni hanno sbagliato qualsiasi tipo di previsione. Basta con la burocrazia incessante che continua ad aumentare i costi al consumatore. In agricoltura - conclude - non servono più operatori del settore per continuare a seminare o mungere le vacche, ma commercialisti. Una situazione inaccettabile". [Data pubblicazione: 22/04/2008].

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LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'autore LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non si può non affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro. Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa nostra epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e soprattutto i talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una valenza politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

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