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tARTICOLI DEL 22-4-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (47)
La Lega benedetta
( da "Corriere
delle Alpi" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale". Su quest'ultimo tema l'auspicio del giornale è che si tratti di un federalismo anche "solidale", infatti "l'Italia, infatti, può rialzarsi e farcela solo se progredisce tutta intera,
Don
Cipolla: ma le istituzioni non possono tirarsi indietro
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: funzione indispensabile di percepire in prima battuta i bisogni che nascono sul territorio, di segnalarne le necessità che la burocrazia non è in grado di cogliere". Il contributo di 50mila euro che la Fondazione ha donato a Casa San Simone è parte del milione e 620mila che saranno erogati nel 2008 per finanziare progetti presentati da associazioni ed enti no profit del territorio.
I
medici: Basta litigi tra di noi ( da "Arena, L'"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". La serata, cui avevano partecipato 300 camici bianchi oltre a politici, è stata organizzata dal medico e consigliere comunale Francesco Spangaro, con i sindacati. Ed era stata una sorta di "momento storico".
Approvato
il nuovo piano per salvare la cantina quattro mori
( da "Nuova
Sardegna, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che possibilmente vadano un pò più celeri dei tempi della burocrazia.", continua il presidente, "Stiamo cercando di ridurre i costi all'osso e stiamo lavorando molto sulla qualità dei vini, anche se i due milioni di euro di debito sono tanti, non possiamo fare altro che continuare a lavorare duro e sperare".
Veltroni:
coordinamento per Nord e Sud La nostra è stata una rivoluzione dolce . A Casini
un invito per l'opposizione comune
( da "Unita,
L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: niente burocrazia, solo l'esigenza di censire i problemi reali e immaginare soluzioni e insieme occasioni per proporre queste soluzioni. Insomma Veltroni non vuole lo spezzatino, non vuole "spezzettare", vuole un partito nazionale, secondo però quell'idea federale che sta nello stesso statuto e che non dovrebbe risolversi in un organigramma ma dovrebbe esaltarsi in una cultura.
"i
lumbàrd ora cancellino le venature anticristiane"
( da "Repubblica,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale". Su quest'ultimo tema l'auspicio del giornale è che si tratti di un federalismo anche "solidale", perché "l'Italia può rialzarsi e farcela solo se progredisce tutta intera,
Rotatoria?
no, un percorso a ostacoli ( da "Tirreno, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incomprensioni tra gli uffici e burocrazia che ritarderà non poco l'agognato intervento che incide sulla viabilità dei Comuni di Fauglia, Lorenzana, Casciana Terme, Orciano Pisano e Santa Luce. "Il progetto iniziale, finanziato dalla Regione per 400mila andava ad invadere la cassa di espansione del fiume Morra.
Crescono
le società di capitale Il punto di forza è l'export
( da "Nuova
Ferrara, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è giunto il momento di attrarre nuove imprese in provincia, in particolare mediante i fondi strutturali 2007-2013, con la predisposizione di aree attrezzate, la propensione all'innovazione garantita dalla collaborazione con l'Università e lo snellimento della burocrazia. Nel Ferrarese è necessaria al più presto una svolta occupazionale di segno positivo".
La
carica degli onorevoli imprenditori - (segue dalla prima cronaca) massimo
lorello ( da "Repubblica, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono due, infine, i pensionati: entrambi lavoravano per la Regione ed entrambi stanno con il Popolo della libertà. Pensionato è Giovanni Greco, e pensionato è Ignazio Marinese che della burocrazia regionale è stato protagonista per quarant'anni. Congedatosi da poco, non ha resistito alla nostalgia.
Neto,
il nipotino è diventato grande ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è diventato grande Solo la burocrazia finora gli ha tarpato le ali, impedendogli nel 2004 il salto alla Triestina "Per vincere i campionati si deve contare su un collettivo vero e sul giocatore più forte: noi avevamo entrambi". Così Zoratti, il tecnico dell'Itala appena ascesa in C2, benedice il suo gioiello Neto Pereira.
<Assurdo
penalizzare la qualità dei nostriprodotti con prezzi irrisori>
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Vedo la pesantezza della burocrazia, anzitutto. Pensi che, da calcoli precisi, un agricoltore deve spendere almeno 100 giorni all'anno per il disbrigo delle pratiche burocratiche, quindi bisogna semplificare, arrivare al minimo indispensabile e non invece appesantire in continuazione.
<Niente
scuse, ora la politica sioccupi dei campi>
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Altro guaio è la burocrazia: confidiamo nel piano di sviluppo rurale e nei contributi, ma bisogna che i soldi siano disponibili in fretta. C'è ancora troppa burocrazia, esistono troppe limitazioni agli investimenti". Per un'econmia agricola solida cosa servirebbe?
<la
lega perda le venature anticristiane>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese, federalismo fiscale". Ora, sottolinea però, "la Lega necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perché tanti cattolici l'hanno votata".
INAUGURATA
BASE LOGISTICA RIGASSIFICATORE PORTO VIRO (RO) CHISSO: "VITTORIA DEL FARE
BENE. CHIEDIAMO LIBERTA' DI VALUTAZIONE PER OPERE INTERAMENTE IN TERRITORIO
REGIONALE" ( da "marketpress.info"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: combattendo una durissima battaglia con la burocrazia nazionale e governativa e i suoi mille lacci e laccioli e che ora, alla luce dell'esperienza fatta, chiede al nuovo Governo che alle Regioni virtuose e capaci sia lasciata libertà di azione e valutazione degli impatti ambientali per le opere che ricadono integralmente all'intero del loro territorio".
Lettera
Il pdl è cresciuto di 8-10 punti ( da "Riformista, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia, dall'assistenzialismo, infrastrutturato con porti, strade, ferrovie e nuove tecnologie digitali. Occorre una visione del Mezzogiorno senza la quale il radicamento del partito è una risposta utile ma insufficiente ai bisogni delle comunità, in quanto risposta in termini di organizzazione politica,
Spese
di ricerca, nuove agevolazioni Confindustria, incontro con esperti
( da "Libertà"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: orientarsi tra la burocrazia dei prestiti e dei fondi comunitari, statali e regionali adibiti alla ricerca. Grazie a questa novità, tutte le realtà imprenditoriali potranno sviluppare progetti innovativi". Marcello Margotto, dottore commercialista e revisore contabile e Umbro Morgante, esperto in trasferimento tecnologico e pianificazione e gestione di progetti di ricerca industriale,
PERUGIA
<CHIEDERO' ai giudici e a tutte le persone pre
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per dimostrare che anche a palazzo di giustizia si può andare oltre le carte e la burocrazia, lasciando spazio al cuore e ai sentimenti". Nella prima udienza il collegio non era completo, per l'indisponibilità di un giudice e, quindi, il processo venne subito rinviato. La famiglia di Marta, assistita dall'avvocato Gianmarco Cesari, si è costituita parte civile.
)DISPERAZIONE
Sono un muratore artigiano vittima della burocrazia
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: DISPERAZIONE Sono un muratore artigiano vittima della burocrazia SONO un muratore artigiano, alle prese con un'odissea burocratica dopo un incidente patito sul lavoro. Questo accadde il 6 dicembre scorso: una brutta caduta in cantiere. Mi recai all'epoca al pronto soccorso. Lì, dopo semplice lastre, mi venne riscontrata una lesione da trauma guaribile in cinque giorni.
Di
EMANUELA ASTOLFI SAPETE quante associazioni sportive dilettan
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: interno della burocrazia, un aiuto concreto per la produzione e la ricerca di tutte le pratiche necessarie per usufruire delle agevolazioni previste dalla legge, o ancora l'associazione "Equo solidale", la "Zarepta". E per finire uno sguardo alla ricerca scientifica e universitaria, dove l'unico nome che campaggia è quello di "Tecnomarche"
Di
FRANCESCO MEUCCI L A NOVARTIS sta bene, cresce e punta ad espandere ancora
( da "Nazione,
La (Siena)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma al tempo stesso si scontra con le difficoltà e le pastoie tipiche della nostra burocrazia. Già alcuni mesi si era parlato di un possibile differenziamento degli investimenti verso i paesi asiatici, ma stando alla decisione di investire ulteriori 200 milioni di euro su Siena, potrebbe trattarsi di una prospettiva accantonata.
DAL
19 FEBBRAIO SCORSO si è avviata la fase di sperimentazione
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: occuparsi di tutta la burocrazia legata al rilascio di permessi ed autorizzazioni. Ma c'è dell'altro. Per quanto attiene, ad esempio, al credito ed ai finanziamenti, notoriamente difficili da ottenere, il servizio Credito oltre ad offrire una consulenza qualificata, con l'ausilio di Fidimpresa, propone mutui e prestiti a tassi di interesse decisamente inferiori a quelli di mercato,
DOPO
il recento furto di fitofarmaci per un v
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia nemica degli onesti, quindi, mentre potrebbe essere usata per far diventare quei materiali molto più difficili e pericolosi da smerciare. Adesso nel magazzino si alternano i parenti, per essere sempre in casa, almeno uno. E c'è anche l'intenzione di installare telecamere.
N
on ( da "Corriere di Bologna"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il dibattito La burocrazia e la sindrome della sfiducia di GILIBERTO CAPANO N on è facile gestire e organizzare istituzioni complesse come un'università. Il rischio di degenerazioni burocratiche è sempre presente, soprattutto in un paese dove, a tutti i livelli, l'incapacità a governare è stata colmata con la tendenza a normare e regolare.
Via
Caracciolo, altri 150 posti barca
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Madonnina dello scoglio ha fatto il miracolo e ha costretto a più miti pretese la burocrazia. Grazie alla intercessione della protettrice dei naviganti da maggio a tutto settembre duecento famiglie riusciranno a mettere d'accordo il pranzo con la cena. "La decisione dell'Autorità portuale - dice ancora Luise - è importante anche sul piano sociale perchè fa riemergere il lavoro nero.
La
burocrazia e la sfiducia ( da "Corriere di Bologna"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Dalla Prima La burocrazia e la sfiducia La responsabilità di questo assetto è da ricondurre non solo a noi docenti, ma anche alle leggi nazionali. Siamo noi che, autonomamente, abbiamo costruito - anche con le pratiche oltre che con le norme - un sistema decisionale che, per cambiare un regolamento o per approvare una convenzione,
La
crescita? Solo nel mercato ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, la rigidità del mercato del lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche nazionali possono governare, sesolo prendono un po' di coraggio. Né siamo condannati all'impoverimento dei ceti lavoratori e all'aumento delle diseguaglianze: lo conferma l'esempio dei Paesi ad alto reddito del Nord Europa.
Tis
e Fiera, i cda <dimagriscono>
( da "Corriere
Alto Adige" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia: incarico all'Eurac Tis e Fiera, i cda "dimagriscono" La giunta taglia i consiglieri. Appello alle altre società BOLZANO - Settantamila euro per spiegare alla Provincia come ridurre i costi della burocrazia. Palazzo Widmann ha incaricato l'Eurac di elaborare un piano per far risparmiare l'amministrazione pubblica nel frattempo la giunta provinciale ha invitato le varie
Famiglia
cristiana: per la Lega è l'ora dell'esame di maturità
( da "Sole
24 Ore, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale purché solidale". Dall'altro l'invito ad abbandonare in via definitiva le tentazioni anticristiane: "La Lega, uscita più forte dalle urne, necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane,
Famiglia
cristiana: via le venature anticristiane
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale" che tuttavia dev'essere "solidale" come "in Svizzera o in Germania". Anche l'immigrazione "va affrontata non in termini ideologici, ma concreti.
Una
famiglia in lotta contro l'indifferenza
( da "Giornale
di Merate" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: solo i sacrifici per dare loro una vita dignitosa ma anche a combattere contro la burocrazia e il poco interesse da parte dell'autorità. "Mio figlio Ambrogio era stato ricoverato per qualche tempo presso la Sacra famiglia di Cesano Boscone ha raccontato la mamma Qui ha raccontato di aver subìto un'aggressione sessuale. Quando me lo disse, mi rivolsi alla direzione e ai responsabili,
Agli
immigrati far rispettare tutte le regole Di Pierluigi Magnaschi
( da "Libertà"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avendo fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di scelta dei suoi cittadini) adesso si fanno dei decreti con i quali, ogni volta, si precisa il numero di immigrati da accogliere (le famose "quote"). E' una sciocchezza gigantesca. Bisognerebbe invece fare dei decreti che prevedono le "condizioni" per poter immigrare (posto di lavoro,
Agli
immigrati in regola far rispettare tutte le regole
( da "Libertà"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avendo fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di scelta dei suoi cittadini) adesso si fanno dei decreti con i quali, ogni volta, si precisa il numero di immigrati da accogliere (le famose "quote"). E' una sciocchezza gigantesca. Bisognerebbe invece fare dei decreti che prevedono le "condizioni" per poter immigrare (posto di lavoro,
La
sottile linea tra un cabanon e uno yacht al fuorisalone
( da "Italia
Oggi" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "è ancora rallentato dalla burocrazia". I clienti sono quindi soprattutto contract. Ma le fila dei curiosi si allungano. Per il 2009 verranno prodotte 450 suite home. Intanto il fatturato di Hhd è passato dai 2 milioni del 2006 ai 10 del 2007. E presto verrà lanciata la versione economica della villetta design.
L'unica
vera soluzione per il Comune vicino è modificare la destinazione d'uso
dell'area ( da "Giornale di Vimercate"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ovvero il paradosso fatto urbanistica e burocrazia. Le abitazioni infatti, esistenti da decenni, si trovano al confine con Verderio Inferiore, che ha collocato negli anni Novanta nel proprio Piano regolatore la zona industriale dall'altra parte del confine territoriale, di fatto a pochi metri dalle abitazioni.
Associazione
certificatori, un impegno per diffondere il vero risparmio energetico
( da "Denaro,
Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attesa che la macchina della burocrazia converga verso la definizione finale delle linee guida per la certificazione e delle procedure di accreditamento dei certificatori", conclude Ippolito, "ritengo fondamentale l'avvio di azioni concrete mirate a formare una nuova coscienza professionale, conformemente ai principi etici e tenendo sempre presenti i diritti del cittadino consumatore"
L'Italia
dei valori rilancia e punta i piedi
( da "Corriere
Adriatico" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: minore burocrazia e che il Pd da solo - spiega Borghesi - non avrebbe saputo cogliere". Ovviamente il tutto costituisce "un capitale da investire" in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le europee e amministrative del 2009 dove al voto andranno quattro Province e molti Comuni capoluogo nonché le regionali del 2010.
<Caparozzoli
alla diossina? È una campagna denigratoria>
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si eviterebbero in questo modo il "guardia e ladri", gli inseguimenti, le multe, i sequestri, la burocrazia "che fanno sembrare la laguna una discarica, quando la realtà è completamente opposta rispetto all'immagine che stanno creando ad hoc per chissà quale motivo che di occulto ha ben poco".Giorgio Boscolo.
La
Lega al bivio decisivo ( da "Opinione, L'"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, all'immigrazione e alla dilagante criminalità. Oggi la Lega è a un bivio. Può diventare un partito conservatore a base territoriale (come - si sente ripetere - la CDU bavarese), aggrappato alle gioie del potere, e legato a filo doppio a Berlusconi, oppure può tornare con energia a essere un grande movimento autonomista in grado di trascinare e non semplicemente fiancheggiare
Ogni
risorsa contro il crimine ( da "Opinione, L'"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il forte legame con la burocrazia pubblica e soprattutto con poliziotti e militari di professione) che spingono ad osteggiare uno sviluppo di risposte autonome, private e locali di fronte ai problemi dell'ordine pubblico. Non del tutto dimentica delle sue originarie radici antistataliste, la Lega non pare avere preoccupazioni di questo tipo.
Norme
antiriciclaggio, il fastidio delle imprese
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: già subissata quotidianamente dalla burocrazia e dagli adempimenti. Si vive nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in sanzioni o segnalazioni agli organi di vigilanza che forse è la paura più grande di un imprenditore, poiché il clima che si è creato intorno ai lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi e da luoghi comuni".
<Subito
al lavoro sui temi del federalismo fiscale, della burocrazia e dello
sviluppo> ( da "Gazzettino, Il"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia e dello sviluppo" Il Pd del Veneto, con le altre regioni del Nord, darà vita ad un coordinamento del Partito Democratico che "dovrà dare risposte alle grandi questioni di questo territorio": ad annunciarlo è Paolo Giaretta, il quale precisa che questo coordinamento "non dovrà servire però a disquisire tra di noi sulla forma partito"
VOLONTARIATO/
EUROPARLAMENTO: MENO BUROCRAZIA ED ESENZIONI
( da "Virgilio
Notizie" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Accesso
ai servizi, gli ostacoli della burocrazia
( da "Redattore
sociale" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli ostacoli della burocrazia L'assessore Battaglia pensa a una nuova programmazione socio-sanitaria in tutte le Asl del Lazio; a partire dall'esperienza di Villa Irma, una clinica dove vanno a partorire decine di donne Rom ROMA - Uno dei problemi ricorrenti è la difficoltà di rapporto con la burocrazia.
Le
Poste ancora nel camper "Mancano gli ultimi appalti"
( da "Stampa,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ho sempre avuto un ottimo rapporto con gli uffici locali e provinciali delle Poste, ma quando si arriva ai vertici regionali o nazionali, allora si mette in moto una burocrazia incredibile, che frena qualsiasi intervento. Mi pare che negli ultimi tempi i vertici delle Poste siano orientati a dare maggiore importanza ai servizi di carattere bancario che non a quelli postali".
Europarlamento,
per volontariato meno burocrazia ed esenzioni Iva
( da "Vita
non profit online" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
<Ridare
dignità al mondo agricolo> ( da "Padania, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Basta con la burocrazia incessante che continua ad aumentare i costi al consumatore. In agricoltura - conclude - non servono più operatori del settore per continuare a seminare o mungere le vacche, ma commercialisti. Una situazione inaccettabile". [Data pubblicazione: 22/04/2008].
LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.
( da "Corriere delle Alpi" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Lega
"benedetta" "Tanti cattolici hanno votato il Carroccio"
ROMA. "La Lega, uscita più forte dalle urne, necessita di disintossicarsi
dalle venature anticristiane, anche perchè tanti cattolici l'hanno
votata". Lo scrive Famiglia Cristiana che auspica "un contributo
maturo" del partito di Bossi alla crescita del nostro Paese. Qualunque
fosse il suo giudizio prima del voto, il settimanale cattolico prende atto con
rispetti della volontà espressa nelle urne. "Quello che i politici non
hanno saputo (o voluto) fare in anni di chiacchiere, gli elettori - scrive -
l'hanno deciso a suon di schede: in due giorni hanno semplificato il quadro
politico e spazzato via partiti di sinistra rissosi, professionisti del veto e
laicisti (sono sopravvissuti solo nove radicali, eletti grazie al'pasticcio
veltroniano' che ha alienato al Pd un'ampia fetta di voto cattolico".
L'editoriale sottolinea inoltre che "Bossi ha saputo intercettare bisogni
diffusi e reali: non è stato un voto di protesta. La gente vuole sicurezza,
meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle
piccole e medie imprese dalla concorrenza straniera... e, dulcis in fundo, il
federalismo fiscale". Su quest'ultimo tema l'auspicio del giornale è che
si tratti di un federalismo anche "solidale", infatti "l'Italia,
infatti, può rialzarsi e farcela solo se progredisce tutta intera, dalle
Alpi alla Sicilia. Gli esempi di federalismo solidale di Germania e Svizzera
sono lì a dimostrarlo: non con la politica dell'obolo, ma con la solidarietà
verso i più deboli, nell'interesse di tutti". Famiglia Cristiana si augura
inoltre "un cambio nello stile di governo". "Se gli auguri di
Walter Veltroni al vincitore - spiega - c'erano parsi un buon inizio, siamo già
precipitati al vecchio teatrino, alle insopportabili risse per una poltrona
ministeriale o per smarcarsi da accordi pre elettorali: vedi il ringalluzzito
Di Pietro: non lo farà per i soldi che prenderebbe con un suo gruppo alle
Camere?". E aggiunge: "è così'da giocondi' assegnare la presidenza di
Senato o Camera all'opposizione?". "Il Paese ha fame di governabilità
e stabilità - conclude il settimanale - ha bisogno di poche ma efficaci leggi,
fatte applicare con rigore (oggi ne abbiamo quasi 100 mila, spesso inutili e da
incubo!). Lo richiede la gravità della situazione economica, ma anche la
disperazione delle famiglie ridotte alla fame, senza soldi per la spesa.
Obiettivi raggiungibili grazie alla larga maggioranza in Parlamento".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il direttore della
Caritas don Claudio Cipolla, spiegando lo spirito delle attività di Casa San
Simone, ha lanciato un appello alle istituzioni: "Noi non vogliamo fare
beneficenza, i servizi erogati non sono l'obiettivo, ma soltanto uno strumento
per incontrare le persone ed aiutarle a ritrovare un cammino dignitoso. I
poveri non sono soltanto della chiesa, ma di tutti i cittadini. Per questo è
importante che le istituzioni, che dovrebbero avere la competenza per farsi
carico del disagio, svolgano al meglio le loro funzioni di programmazione,
finanziamento e controllo delle attività assistenziali. Ed abbiamo la
sensazione che ci sia, su questi punti, per lo meno un po' di incertezza.
Vorremmo inserirci in un piano politicamente ben elaborato e ben 'pesato'. Il
piano di zona? Diciamo che la sua capacità progettuale è alle prime battute.
Insomma, auspichiamo che le responsabilità concrete e quotidiane che negli anni
ci siamo sempre assunti trovino un'adeguata corrispondenza nella responsabilità
delle istituzioni". "Il terzo settore va ascoltato - ha aggiunto il
presidente della Fondazione Comunità Mantovana onlus Stanislao Cavandoli -
perché svolge anche la funzione indispensabile di percepire
in prima battuta i bisogni che nascono sul territorio, di segnalarne le
necessità che la burocrazia
non è in grado di cogliere". Il contributo di 50mila euro che la
Fondazione ha donato a Casa San Simone è parte del milione e 620mila che
saranno erogati nel 2008 per finanziare progetti presentati da associazioni ed
enti no profit del territorio. Altri 50mila sono stati destinati al
servizio 'Dimissioni protette' del Poma. "Questo dell'hospice - ha detto
il segretario generale della Fondazione Marcello Melani - è un progetto in cui
abbiamo sempre creduto, ed in cui abbiamo investito dal 2005 oltre 200mila
euro". (f.v.).
( da "Arena, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAMICI BIANCHI.
Sindacati a confronto al convegno in Gran Guardia I medici: "Basta litigi
tra di noi" L'eclissi della professione medica si può allontanare. Ne sono
convinti i sindacati di una decina di sigle che, per la prima volta, si erano
riunite in maniera concorde attorno a un tavolo, il 31 marzo scorso alla Gran
Guardia, per un incontro dal titolo "Eclissi della professione medica? Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". La serata, cui avevano
partecipato 300 camici bianchi oltre a politici, è stata organizzata dal medico
e consigliere comunale Francesco Spangaro, con i sindacati. Ed era stata una
sorta di "momento storico". Partendo dai numerosi spunti
emersi durante quella serata, i sindacati medici si sono ritrovati a Palazzo
Barbieri ospiti di Spangaro. Scopo: mettere a punto proposte unitarie e condivise.
Ecco alcune delle strategie che, d'ora in poi, i sindacati medici cercheranno
di realizzare. Primo: eliminare le conflittualità tra diverse categorie di
medici. Secondo: migliorare il rapporto e il confronto tra medici del
territorio e ospedalieri, come ha sottolineato Lorenzo Adami della Fimmg,
"in modo da abolire inutili barriere nell'interesse degli ammalati e della
continuità delle cure". Terzo: costituzione di un tavolo permanente, che
si riunisca almeno due volte l'anno, per fare il punto sui progressi fatti e
possa dialogare con tre interlocutori privilegiati: l'assessore regionale alla
sanità, il procuratore della Repubblica, e i direttori delle testate
giornalistiche. Queste ultime tre sono state riconosciute come "aree
critiche" per la professione medica. Quarto: richieste di finanziamenti ad
enti e istituzioni per favorire la comunicazione tra medici, ad esempio con
supporti informatici e per le associazioni tra specialisti. Quinto: stabilire
percorsi diagnostico-terapeutici condivisi tra medicina generale e ospedali per
arrivare a metodi di diagnosi e di trattamento standardizzati a fronte delle
stesse patologie. "In questo modo", ha spiegato Pippo Lombardo, dello
Snami, "ci possiamo fare carico per intero dei problemi dei pazienti e ci assumiamo
la responsabilità di spendere denaro pubblico per fare solo gli accertamenti
necessari". Lo "stabilire noi le regole invece che subirle dai
burocrati regionali o ministeriali di turno", hanno affermato ancora i
medici, "aiuterà a diminuire i conflitti e le diversità di trattamento per
le stesse malattie". Sesto punto: proposte legislative per diminuire la
medicina difensiva, cioè la paura delle querele. Secondo i sindacati può
servire "una commissione di esperti nazionali, nominati o eletti, che possa
valutare preliminarmente controversie tra paziente e medico. Questo potrebbe
aiutare a evitare denunce alla magistratura, se infondate". Infine, altri
due punti critici: allargare i tavoli ai medici universitari e poi l'analisi
del protocollo di Azienda integrata Regione- Università. Quest'ultimo punto è
fonte da almeno quattro anni di scontri durissimi proprio tra medici
ospedalieri, dipendenti della Regione, e camici bianchi dipendenti dall'ateneo
scaligero. A Verona, gli ospedalieri sono 640 e gli universitari 219. "Sul
punto", hanno ricordato Luciano Biti dell'Anaao e Umberto Tedeschi
dell'Anpo, "sono state avanzate proposte precise dalla componente
ospedaliera per evitare di essere penalizzata dall'attuale intesa, ormai alla
firma". Il tavolo dei sindacati si è riservato di studiare nel dettaglio
la questione e prendere posizione unitaria alla luce delle risposte che
arriveranno dal direttore generale dell'Azienda di Verona, dalla Regione e
dalla Università. G.M.
( da "Nuova Sardegna, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MARRUBIU Approvato
il nuovo piano per salvare la Cantina Quattro Mori MARRUBIU. Tutto è andato
secondo i piani. Durante l'assemblea dei soci della Cantina sociale
"Quattro Mori" è stato infatti approvato il Piano industriale
elaborato per il recupero e la gestione dell'enopolio. Tutti i partecipanti -
tranne due dichiaratamente contrari - hanno votato a favore di questo progetto,
che prevede una serie di misure per la razionalizzazione e la maggiore
funzionalità della gestione aziendale, che appare ormai come l'unica strada
percorribile per la salvezza della Cantina. "I soci che hanno a cuore il
destino della cooperativa sanno che non ci sono alternative, e che questa è una
soluzione concreta che può dare respiro alla Cantina.", commenta il
presidente, Umberto Murtas, "Speriamo quindi che anche la Regione abbia
accolto favorevolmente il nostro piano industriale e che ci dia una parte di
quei contributi per le aziende in crisi che ha stanziato". Durante
l'assemblea di sabato pomeriggio i soci hanno poi colto l'occasione per
confermare la loro solidarietà al vicepresidente Simone Scanu, bersaglio
recentemente di un atto intimidatorio, probabilmente legato all'attività del
consiglio d'amministrazione della Cantina: il suo vigneto la settimana scorsa è
stato infatti devastato durante la notte da ignoti, rimasti tali. Intanto
continuano le normali attività della Cantina, e si sta inoltre provvedendo alla
messa in sicurezza completa dell'edificio. Una ulteriore spesa, seppure
strettamente necessaria, che va a gravare su una situazione finanziaria
fortemente debitoria. Proprio per questo si attendono risposte non solo dalla
Regione, circa il bando per il sostegno a cooperative in crisi, ma anche dalla
Provincia: infatti pare che nei giorni scorsi l'assessore all'Agricoltura,
Renzo Coghe, e altri esponenti della giunta si siano recati a visitare il
capannone di proprietà della Cantina (precedentemente utilizzato per le
attività di imbottigliamento e ora messo in vendita) per valutarne la
funzionalità in vista dell'acquisto. "Attendiamo ora un atto ufficiale da
parte della Provincia e risposte da parte della Regione: ci sono molte pendenze
urgenti, perciò abbiamo necessità di risposte sicure, che
possibilmente vadano un pò più celeri dei tempi della burocrazia.", continua il presidente, "Stiamo cercando di ridurre
i costi all'osso e stiamo lavorando molto sulla qualità dei vini, anche se i
due milioni di euro di debito sono tanti, non possiamo fare altro che
continuare a lavorare duro e sperare". Cristina Diana.
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Veltroni: coordinamento per Nord e Sud "La nostra è stata
una rivoluzione dolce". A Casini un invito per l'opposizione comune di
Oreste Pivetta/ Milano CONCRETEZZA Una settimana fa si contavano i voti, ieri a
Milano più che tirare le somme Walter Veltroni provava a rimettere sulle strade
della concretezza (vocabolo assai usato, fortunatamente) la "rivoluzione
dolce", avviata mesi fa, l'Ottobre 2007 se si vuole una data di nascita.
La "rivoluzione riformista" dovrà continuare dall'opposizione,
insieme con altri, ovviamente: l'alternatività alle promesse di Berlusconi
(Veltroni continua a non nominarlo) la si potrà misurare nei prossimi giorni,
grazie anche al "peso" di un governo ombra che dovrà proporsi in modo
positivo, costruttivo, rimandando a quei titoli che erano già in programma elettorale:
pensioni, salari, tasse, sicurezza. Dall'opposizione, Veltroni guarda all'Udc,
in primo luogo, ma non dimentica che oltre il parlamento è rimasto un
"pezzo" di questo Paese. A Milano si sono ritrovati i segretari
regionali con Veltroni, Franceschini e Bettini, invitato anche il fantasma del
partito del nord, evocato da alcuni sindaci (Cofferati e Vincenzi), ritoccato
nell'organizzazione geografica da altri (Cacciari), interpretato in chiave di
esigenza politica più che organizzativa da altri ancora (Chiamparino). Se n'è
discusso, in modo neppure troppo acceso, e alla fine s'è deciso che si farà un
coordinamento. Lo ha spiegato lo stesso Veltroni, durante la conferenza stampa,
"un coordinamento che promuova le iniziative politiche al nord su temi
programmatici". Di coordinamento se ne farà uno anche al sud. In un caso e
nell'altro, nord e sud, saranno segretari regionali, sindaci, presidenti delle
Regioni e delle Province a ritrovarsi: niente burocrazia, solo l'esigenza di censire i
problemi reali e immaginare soluzioni e insieme occasioni per proporre queste
soluzioni. Insomma Veltroni non vuole lo spezzatino, non vuole
"spezzettare", vuole un partito nazionale, secondo però quell'idea
federale che sta nello stesso statuto e che non dovrebbe risolversi in un
organigramma ma dovrebbe esaltarsi in una cultura. Lo ha spiegato anche
Goffredo Bettini: "Più che produrre apparati pesanti abbiamo pensato sia
più utile lavorare in rapporto con i dirigenti su tutto il territorio".
Anche "territorio" è diventata ormai parola d'uso frequente,
generalmente per sottolineare il legame con il "territorio" della
Lega, il partito vincente di queste elezioni. Veltroni lo ha riconosciuto: il
coordinamento dovrebbe servire a recuperare terreno e territorio. Qualcuno ha
obiettato che allo stesso modo si era tentato un decennio e più fa. Senza
grandi soddisfazioni. Veltroni lo poteva ricordare bene e forse per questo non
ha enfatizzato il passo: crede nei contenuti che saprà indicare un partito
riformista, un partito giovanissimo al quale è mancato il tempo per marcare la
sua diversità. Insomma pare che Veltroni chieda ai suoi segretari, ai suoi
sindaci, ai suoi amministratori di lasciare le scrivanie, per muoversi là dove
è necessario muoversi per dare corpo all'apertura che il Pd ha significato: di
una stagione politica nel segno di un linguaggio e di contenuti nuovi, sapendo
che le novità è difficile comunicarle. Malgrado tutto, i risultati ci sono
stati. Veltroni lo ha sottolineato con orgoglio: abbiamo costruito un partito che
vale più di un terzo dell'elettorato italiano, "qualcosa che l'Italia non
ha mai avuto nella sua storia", un partito che è cresciuto, che è riuscito
a recuperare lo spaventoso svantaggio che si era accumulato nei confronti del
centrodestra nei due anni del governo. Attacco a Prodi? "Distinguo sempre
- ha scandito Veltroni - tra governo e maggioranza". Insomma una presa di
distanza dai litigi, sul filo dell'impoliticità, di questa. Ma questo valeva
per ieri. Oggi e soprattutto domani al partito nuovo di Veltroni tocca il
contrasto con il centrodestra che sembra muoversi come l'altro ieri: "Vedo
già contraddizioni e smentite - ha osservato Veltroni - e una compagine di
governo che ricalca quella del 1994". Asprezza nella polemica Veltroni ha
trovato ricordando il tema della sicurezza: ricordando prima l'ostilità della
sinistra radicale e di Liberazione quando sul Corriere scrisse che la sicurezza
non è di destra nè di sinistra, poi l'attacco del sindaco di Milano. "Sono
stato colpito anche dal punto di vista dello stile dalle parole di Letizia
Moratti". "Tutti i sindaci - ha detto - si sono battuti per avere più
sicurezza. Potrei ricordare che il suo partito ha votato a favore dell'indulto,
potrei ricordare che ha autorizzato l'ingresso senza controllo di centinaia di
persone comunitarie, ma vorrei tenere la cosa fuori dalla strumentalizzazione
politica". E la strumentalizzazione politica è "quella per cui - ha
aggiunto - se avviene uno stupro a Roma è colpa dell'amministrazione comunale,
se capita a Milano è del governo nazionale". Il problema, secondo
Veltroni, è quello di garantire accoglienza e legalità. "In tutte queste
polemiche c'è una cosa - ha osservato - di cui nessuno parla più: cioè le donne
violentate".
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Famiglia Cristiana
"I lumbàrd ora cancellino le venature anticristiane" ROMA - "La
Lega necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perchè
tanti cattolici l'hanno votata". Lo scrive Famiglia Cristiana in un
editoriale che auspica "un contributo maturo" del partito di Bossi
alla crescita del nostro Paese. "Bossi - afferma il più diffuso dei
settimanali cattolici - ha saputo intercettare bisogni diffusi e reali: non è
stato un voto di protesta. La gente vuole sicurezza, meno tasse, più efficienza
nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza
straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale". Su quest'ultimo
tema l'auspicio del giornale è che si tratti di un federalismo anche
"solidale", perché "l'Italia può rialzarsi e farcela solo se
progredisce tutta intera, dalle Alpi alla Sicilia. Gli esempi di
federalismo solidale di Germania e Svizzera sono lì a dimostrarlo: non con la
politica dell'obolo, ma con la solidarietà verso i più deboli, nell'interesse
di tutti". è un passaggio che riecheggia le parole dell'arcivescovo di
Milano, Dionigi Tettamanzi, il quale commentando i risultati elettorali ha
esortato la classe politica a diffidare dei "localismi". Famiglia
Cristiana auspica anche una assegnazione bipartisan delle cariche
istituzionali: "Se non vogliamo aule parlamentari ancora da ring o,
peggio, da "Bagaglino", è così da "giocondi" assegnare la
presidenza di Camera o Senato all'opposizione?".
( da "Tirreno, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Rotatoria? No,
un percorso a ostacoli Tempi lunghi per lo svincolo di Torretta tra malintesi e
ritardi L'assessore: aspettiamo il parere dell'Autorità di Bacino sul progetto
Da Firenze, invece, negano qualsiasi richiesta di controllo FAUGLIA. Per
l'assessore il progetto della svincolo di Torretta sulla statale 2006 doveva
già essere sulla scrivania dell'Autorità di Bacino dell'Arno. Il responsabile
del distretto stradale dichiara l'esatto contrario, ovvero che il piano è
sempre in fase di ultimazione. Più che una rotatoria, la storia dello svincolo
sulla via Emilia sembra uno slalom. Un percorso a ostacoli tra lentezza
progettuale, incomprensioni tra gli uffici e burocrazia che ritarderà non poco
l'agognato intervento che incide sulla viabilità dei Comuni di Fauglia,
Lorenzana, Casciana Terme, Orciano Pisano e Santa Luce. "Il progetto
iniziale, finanziato dalla Regione per 400mila andava ad invadere la cassa di
espansione del fiume Morra. Dal momento che la zona è a rischio
esondazione abbiamo chiesto un parere all'autorità che segue il piano di
assetto idrogeologico. Aspettiamo una risposta per capire come procedere",
spiega l'assessore ai lavori pubblici della Provincia di Livorno Laura Bandini.
"A noi non è pervenuta alcuna richiesta di verifica", dichiarano
dall'Autorità copn sede a Firenze. L'amministratore labronico rimane a bocca
aperta quando viene a sapere che, in realtà, le carte sono ancora ferme a
palazzo granducale, a Livorno. E' l'istituzione livornese, infatti, a seguire
la realizzazione dell'intervento (capofila insieme alla Provincia di Pisa),
inserito nel piano regionale di viabilità 2003-2007. Ben 4 anni sono passati,
inutilmente. "La Regione aveva disposto un finanziamento di 400mila euro -
l'assessore ricostruisce il caso - Il primo progetto, che comprendeva anche
alcuni accessi richiesti da Fauglia, veniva a costare 800mila euro, il doppio
rispetto allo stanziamento previsto dalla Regione". Ecco che l'intervento
fa una prima brusca frenata. "Inoltre - continua - è venuto fuori che il
lavoro così come previsto va ad intaccare la cassa di espansione del Morra. Qui
l'intervento si è arenato. Dobbiamo sapere se possiamo allargarci dalla parte
del torrente senza compromettere niente. Per questo stiamo aspettando il parere
dell'Autorità di Bacino". Che vuol dire che in caso contrario dovrà essere
ripensato l'intero progetto. Che vedrà le ruspe in azione chissà quando.
"La Regione ci ha garantito - conclude - che nel nuovo piano di viabilità
che andrà in approvazione entro Natale, questo intervento sarà prioritario e
finanziato per 800mila euro". Più di questo Laura Bandini non è in grado
di dire. Perché "Dobbiamo ancora inviare il progetto all'Autorità di
Bacino", fa sapere Antonino Gennusa, responsabile del distretto stradale
della Provincia livornese. F.S.
( da "Nuova Ferrara, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
"Camera" analizza gli anni 2000 FABIO ZOLLINO Diminuisce il
fatturato, resta praticamente invariato il valore aggiunto ma aumenta il numero
di imprese e addetti. Sono questi i principali risultati del secondo "Rapporto
sui bilanci delle società di capitale della provincia di Ferrara",
promosso dall'Osservatorio dell'economia della Camera di Commercio estense e
presentato ieri mattina. Gli anni di riferimento della dettagliata analisi sono
quelli che vanno dal 2000 al 2005 e in questo periodo si è verificata una
evoluzione complessiva del numero di società di capitale, passate dalle 2.368
del 2000 alle 3.046 del 2005 (+678 unità). La cessazione di importanti realtà
dei settori moda, alimentare e costruzioni ha però inciso negativamente sul
fatturato totale che in questi sei anni è calato del 7,5%. Di conseguenza anche
il valore aggiunto ha sofferto di questo andamento, registrando un misero +0,4%
e pagando a caro prezzo il forte calo del 2003 recuperato poi dal trend positivo
del biennio 2004-2005. Stessa dinamica per l'occupazione: gli addetti delle
società di capitale, diminuiti di quasi 3mila unità nel 2003, sono poi
aumentati nei due anni successivi attestandosi nel
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Palermo
La carica degli onorevoli imprenditori Nella nuova Ars sono raddoppiati. Primi
gli impiegati, poi medici e avvocati I colletti bianchi spopolano nelle file
dell'Mpa e del Pd. Cinque docenti e tre i pensionati (SEGUE DALLA PRIMA
CRONACA) MASSIMO LORELLO Posto che la categoria di lavoratori più rappresentata
resta quella degli impiegati (sono in tutto 18), la professione medica si
conferma un ottimo viatico per accedere al Parlamento regionale. Ma cresce di
oltre il doppio il numero degli imprenditori, che salgono da
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA FESTA-PROMOZIONE
Il primo capitano straniero dell'Itala si chiama non a caso Leonidas, come il capocannoniere
brasiliano di Francia '38 Neto, il "nipotino" è
diventato grande Solo la burocrazia finora gli ha tarpato le ali, impedendogli nel 2004 il salto
alla Triestina "Per vincere i campionati si deve contare su un collettivo
vero e sul giocatore più forte: noi avevamo entrambi". Così Zoratti, il
tecnico dell'Itala appena ascesa in C2, benedice il suo gioiello Neto Pereira.
È stato l'airone brasiliano la marcia in più nella clamorosa stagione degli
isontini, l'"X-factor" capace di scavare un divario incolmabile fra i
biancoblù e le rivali. Leonidas Neto Pereira de Souza, dunque, ha mantenuto la
promessa fatta a suo tempo a patron Franco Bonanno e ai tifosi gradiscani:
"In C2 ci andremo insieme" disse, quando a causa di un regolamento
più assurdo che cervellotico sfumò il suo passaggio nel calcio che conta. Ma a
suon di gol e di assist Neto in un colpo solo si è ripreso tutto: l'Itala,
diventandone il primo capitano straniero della storia, i suoi sogni, il suo
futuro: la terza serie. "Faccio ancora fatica a credere che finalmente ce
l'abbiamo fatta - sorride con gli occhi ancora gonfi di stanchezza -. Ma non è
solo merito mio, senza gruppo non si va proprio da nessuna parte. Dopo tanti
anni abbiamo vinto, è la sensazione più bella che ho mai provato da quando sono
in Italia. Se ripenso ai sacrifici, alle delusioni, alle tante esperienze
positive e negative fatte in queste sette stagioni, è come se avessimo scalato
una montagna. Ma finalmente possiamo guardare giù". E un airone da quasi
90 gol in sette stagioni (ma ben 38 nelle ultime due) non soffre certo di
vertigini. Non ne soffriva neanche nell'estate 2004, Neto, quando l'allora
tecnico della Triestina Attilio Tesser chiama il collega Agostino Moretto,
allora all'Itala. "Mister, il tuo brasiliano è impressionante. Se per voi
sta bene vorrei testarlo, fargli giocare alcune amichevoli". Arriva
l'okay, a Gradisca mica si sognano di tarpare le ali a un ragazzo che ha già
dato tanto. Sanno bene che "Leo" è di categoria superiore. Non a caso
le prove generali vanno anche piuttosto bene. Pare tutto fatto, tant'è vero che
l'attaccante parla quasi da ex: "Non ho paura. So che è l'occasione della
vita e mi giocherò le mie chance, rimanendo sempre fedele ai miei valori".
Ma in agguato c'è la sempiterna burocrazia di questo
Paese, che rischia per davvero di spezzargli le ali. Un incredbile regolamento
federale infatti impedisce, in quanto contemporaneamente in possesso dello
status di extracomunitario e dilettante, di giocarsi quel sogno. Per assurdo
Neto - a meno di sposarsi e richiedere la cittadinanza italiana - rischiava di
dover rinunciare al professionismo persino se lo avesse conquistato sul campo,
con la sua Itala. Niente paura, nel frattempo la normativa è stata riveduta e
corretta. Leo sarà il capitano dei gradiscani anche il prossimo anno. Il
funambolico brasiliano assicura di non avere rimpianti. "Sarei bugiardo se
dicessi che non mi è bruciato - racconta oggi - ma il presidente mi ha sempre
assicurato che insieme ce l'avremmo fatta. E a lui, che per me è un secondo
padre, non potevo non credere". La storia di Leonidas Neto Pereira de
Souza è una piccola favola. Già Leonidas è un nome da predestinato, come quello
del capocannoniere di Francia '
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 4
"Assurdo penalizzare la qualità dei nostriprodotti con prezzi
irrisori" GIANFRANCO CONCORDATI, CONSIGLIEREAL PIRELLONE E CONTADINO ?
CASALPUSTERLENGO ? FA IL CONSIGLIERE al Pirellone, ma non ha rinunciato al suo
lavoro di titolare di un'azienda agricola, a metà con il fratello. Gianfranco
Concordati, quando non fa politica è a Cascina Scala, a mezza strada tra il
capoluogo Casalpusterlengo e la frazione Zorlesco, i cui capannoni ospitano
attrezzature modernissime per il lavoro dei campi. Concordati, riesce a conciliare
le due attività? "Diciamo che, quando sono impegnato al Pirellone, pensa
mio fratello a condurre l'azienda. La politica però è comunque un modo per
seguire da vicino i temi del mondo agricolo, specie quello lombardo e
lodigiano. Da c'è stata una forte riorganizzazione, ma ci sono ancora problemi
forti, come il prezzo del latte e dei suini. Alta specializzazione che è
sottopagata: assurdo". Come vede la situazione? "Vedo
la pesantezza della burocrazia, anzitutto. Pensi che, da calcoli precisi, un agricoltore deve
spendere almeno 100 giorni all'anno per il disbrigo delle pratiche
burocratiche, quindi bisogna semplificare, arrivare al minimo indispensabile e
non invece appesantire in continuazione. Pensi alla questione dei
nitrati e alla conseguente normativa: si spende un sacco di tempo e non si
conoscono le conseguenze. Noi siamo stati critici, come gruppo politico di
centrosinistra, nei confronti dell'assessore Beccalossi per i finanziamenti nei
confronti degli allevamenti senza considerare il conseguente carico delle
coltivazioni nei campi. Ora quegli allevamenti sono a rischio". Nel campo
dei cereali, però, c'era stata una boccata di ossigeno. "Già, l'impennata
dei prezzi aveva creato sollievo, ma la situazione oscilla troppo. Poi c'è la
Comunità Europea che costringere gli agricoltori a non coltivare i campi.
Inoltre le materie prime aumentano e i prezzi di vendita no. A questo punto,
l'unica cosa utile sarebbe la vendita diretta negli gli spacci in
cascina". L.A.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 4
"Niente scuse, ora la politica sioccupi dei campi" Mario Vigo: "I
numeri consentono di governare: burocrazia
econcorrenza le prime emergenze da risolvere" PARLA IL LEADER DI
CONFAGRICOLTURA MILANO-LODI di LUIGI ALBERTINI ? LODI ? IL CONGRESSO della
Congagricoltura, al parco tecnologico, è stato l'occasione per tirare le somme
del rapporto, tutt'altro che disteso, fra politica e mondo dei campi. Alla
grande assemblea, oltre al presidente Mario Vigo, c'erano l'assessore regionale
Viviana Beccalossi, il direttore generale di Confagricoltura Vito Bianco,
l'assessore provinciale di Milano, Bruna Brembilla, e di Lodi, Fabrizio
Santantonio, il neo prefetto di Lodi Peg Strano Materia e tante altre
personalità. Occasione propizia per il presidente per trarre le somme sullo
stato di salute del settore. Presidente, con la svolta politica delle ultime
elezioni si prevedono novità anche per gli agricoltori? "Siamo davanti ad
un esito elettorale che non lascia spazio a equivoci: ci sono tutti i numeri
per governare. Noi abbiamo in più occasioni esternato il nostro malcontento verso
un sistema elettorale che non ci piace, ma ora è tempo di fatti concreti perché
l'agricoltura possa mantenere un ruolo di primo piano nelle scelte di politica
economica". Quali sono per voi i problemi da risolvere? "Il fatto è
che da tempo siamo nella morsa della globalizzazione. Sulle nostre tavole
arrivano prodotti da ogni parte del mondo e nell'agroalimentare siamo arrivati
al punto che ciò che produciamo è completamente differente da ciò che
importiamo. Ad esempio, i prodotti contaminati entrati nella Unione Europea nel
2007 sono saliti dell'8,3 per cento rispetto al 2006 e la Cina, lo abbiamo
imparato bene purtroppo, è al primo posto nella classifica del rischio".
Insomma, voi sostenete che la concorrenza non è leale? "Sì, e siamo
stanchi di questa situazione. Il vero allarme sono le importazioni, anche se
abbiamo visto il calo della mozzarella di bufala: ci sono paesi e realtà che
non si fanno molti scrupoli ad usare l'arma alimentare come grimaldello per
favorire scelte geopolitiche anche per questioni commerciali. Senza contare il
problema dei prezzi, anche se sul caro-alimenti forse il cittadino ha capito e
compreso che i rincari non arrivano dalla campagna, ma sono il frutto di altre
logiche che con la produzione hanno pochissimo da spartire. Il caso del latte è
ormai storico: quello fresco nei supermercati costa 1,55-1,60 euro al litro, ma
meno di un quarto di questa cifra entra nelle tasche dei produttori. Siamo
l'anello debole della filiera, anche se siamo la base del settore". E
allora cosa proponete per reagire a questa situazione? "Chiediamo da
subito un intervento politico per raddrizzare gli squilibri nella filiera.
Servono misure strutturali e misure tampone, per esempio a favore del settore
suinicolo che sta vivendo da tempo una crisi pesantissima. Da parte nostra
stiamo facendo di tutto per accorciare la filiera, mettendo il consumatore a
diretto contatto con la cascina: puntiamo sul marchio "Lodigiano Terra
Buona", stiamo penando anche a dei mezzi mobili dell'azienda agricola,
adeguatamente refrigerati, dove comprare i nostri prodotti. Devo dare atto
all'ex ministro Paolo De Castro di aver aperto legislativamente una strada con
il decreto del novembre 2007 sui mercati riservati all'esercizio della vendita
diretta da parte degli imprenditori agricoli". Quali sono le vostre
maggiori difficoltà? "Il nostro lavoro talvolta è messo a dura prova dalla
mancanza di infrastrutture adeguate. Basta un'annata siccitosa per tornare
nell'emergenza. E intanto le organizzazioni agricole continuano a pesare poco nei
consorzi di bonifica. Altro guaio è la burocrazia: confidiamo nel piano di
sviluppo rurale e nei contributi, ma bisogna che i soldi siano disponibili in
fretta. C'è ancora troppa burocrazia, esistono troppe limitazioni agli investimenti". Per
un'econmia agricola solida cosa servirebbe? "Intanto noi vorremmo
che non venissero stravolte le linee di politica agricola. Poi penso all'Expo
2015: vogliamo che non diventi una occasione perduta per il mondo agricolo
milanese e lodigiano, quando proprio il tema scelto riguarda l'alimentazione
dell'uomo. Sarebbe un peccato mortale, che pagheremmo in termini economici,
viste le previsioni di attese di turisti e di indotto che si indirizzeranno
sulle nostre zone: dobbiamo metterci in gioco e calare i nostri assi sul tavolo
della programmazione delle iniziative per quello straordinario evento. Perdere
tempo significherebbe perdere davvero, ancora una volta, il treno del
rilancio".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"la lega perda
le venature anticristiane" Dopo aver vinto per aver "saputo
intercettare bisogni diffusi e reali", la Lega nord è chiamata, secondo
"Famiglia cristiana", a "disintossicarsi dalle venature
anticristiane, anche perché tanti cattolici l'hanno votata". E per la
formazione di Bossi è ora di "mettersi con concretezza al servizio
dell'Italia". "Famiglia cristiana" lo scrive nell'editoriale del
prossimo numero, intitolato "All'esame di maturità. Ragioni e boom della
Lega". Quello sfociato nel boom elettorale della Lega, per il settimanale
dei Paolini, "non è stato un voto di protesta: Bossi ha saputo
intercettare bisogni diffusi e reali. La gente vuole
sicurezza, meno tasse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle
piccole e medie imprese, federalismo fiscale". Ora, sottolinea però,
"la Lega necessita di disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche
perché tanti cattolici l'hanno votata".
( da "marketpress.info" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Porto Viro (Rovigo),
22 aprile 2008 - "Il rigassificatore che sta nascendo a Porto Viro è una grande
vittoria del partito del fare bene, di cui indosso con orgoglio la casacca, e
della Regione del Veneto, che ha sempre sostenuto quest'opera, combattendo una durissima battaglia con la burocrazia nazionale e governativa e i
suoi mille lacci e laccioli e che ora, alla luce dell'esperienza fatta, chiede
al nuovo Governo che alle Regioni virtuose e capaci sia lasciata libertà di
azione e valutazione degli impatti ambientali per le opere che ricadono
integralmente all'intero del loro territorio". Lo ha detto
l'Assessore regionale alle Politiche Infrastrutturali Renato Chisso
intervenendo oggi a Cà Cappello di Porto Viro (Rovigo) all'inaugurazione della
base logistica sulla costa che fungerà da appoggio al primo rigassificatore
offshore del mondo, in via di realizzazione da parte di Adriatic Lng a circa 15
chilometri al largo della costa, in alto Adriatico. All'importante
appuntamento, che prelude all'entrata in funzione dell'impianto prevista per
l'autunno, erano presenti numerose autorità, tra le quali il Sottosegretario
uscente all'economia Marco Stradiotto, gli Assessori regionali polesani Isi
Coppola e Renzo Marangon, il Managing Director di Adriatic Lng Scott Miller.
"Quest'opera ? ha aggiunto Chisso ? pone il Veneto all'avanguardia nelle
politiche energetiche nazionali, porterà importanti benefici economici ed
occupazionali all'intero Polesine e non comporta pressoché alcun impatto
ambientale". A questo proposito, l'Assessore ha tenuto a ricordare che
"proprio la Regione scelse a suo tempo di sostenere l'opzione del
rigassificatore dopo essersi opposta con forza e con successo alla pericolosa
ipotesi dell'estrazione di metano dal sottosuolo in Adriatico, con tutti i
rischi di subsidenza che essa comportava". "Con il rigassificatore,
con la centrale a idrogeno di Fusina e con la prospettiva di riconversione
della centrale Enel di Porto Tolle ? ha detto anche Chisso ? il Veneto sta
dando un contributo vitale all'emergenza energetica italiana, ed ora si aspetta
dall'Italia un riconoscimento che possa incidere concretamente sulla vita delle
nostre imprese e dei nostri cittadini". La struttura principale
dell'impianto, quella che andrà collocata in mare, è pressoché realizzata ad
Algeciras, in Spagna, è lunga 180 metri, larga 88 e alta 47 (buona parte dei
quali in immersione) e consentirà alle navi contenenti gas liquido provenienti
in gran parte da Qatar di portare materiale pari a 8 miliardi di metri cubi
l'anno, circa il 10% dell'intero fabbisogno nazionale. La base logistica
inaugurata oggi è un complesso di circa 5 mila metri quadri e sarà il punto
d'attracco per l'imbarcazione che farà la spola tra la base e il terminale in
mare per trasportare personale, merci e rifornimenti. All'interno del magazzino
saranno collocate parti di ricambio per il terminale e tutta la strumentazione
collegata all'attività complessiva. . <<BACK.
( da "Riformista, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettera Il pdl è
cresciuto di 8-10 punti Adesso basta sognare il partito del Nord I veri guai
del Pd sono nel Mezzogiorno Il Nord sembra essere diventato il grande malato
d'Italia: un tempo opulento, ricco, produttivo, oggi la nostra Baviera sarebbe
terra insicura, orfana di infrastrutture, depredata del proprio reddito da Roma
ladrona. La verità è che in un Paese a crescita zero, poco dinamico e
innovativo, scarsamente flessibile, in definitiva "vecchio", tutti
pagano un prezzo. A questa condizione di arretratezza, è la parte più debole a
pagare di più e quindi la questione settentrionale è, nei termini in cui viene
posta, semplicemente irricevibile. L'obiettivo sembra sbiadire, buttare
all'indietro, la vera, grande, unica, irrisolta questione che è quella
Meridionale. Il centrodestra ha vinto le ultime elezioni nel Mezzogiorno, con
un incremento di 8-10 punti in Campania, Calabria e Sicilia rispetto al 2006:
il Pd deve quindi ripartire da qui, senza rincorrere la Lega, ridefinendo un
nuovo progetto di crescita e modernizzazione per il Sud, dentro un regionalismo
virtuoso. I cittadini parlano con il voto e quelli delle nostre parti non hanno
affidato la propria rappresentanza politica al centrosinistra, forse perché c'è
chi si ostina a considerarli atavicamente rassegnati, sempre tolleranti,
scambiando realismo per capacità di sopportazione infinita. Viene invece dalle
comunità meridionali la richiesta di un progetto nuovo, dinamico, moderno per
un Sud finalmente competitivo, ecocompatibile, libero dalle mafie, dalla burocrazia, dall'assistenzialismo, infrastrutturato con porti, strade,
ferrovie e nuove tecnologie digitali. Occorre una visione del Mezzogiorno senza
la quale il radicamento del partito è una risposta utile ma insufficiente ai
bisogni delle comunità, in quanto risposta in termini di organizzazione
politica, di apparato, piuttosto che di progetto. Dividersi quindi sul
partito solido o liquido equivale a confondere il mezzo con il fine. C'è oggi
un Mezzogiorno di cittadini, soprattutto giovani, che non si rassegnano alle
mafie come cancro del sistema, a interi quartieri inaccessibili alle forze
dell'ordine, a piazze delle proprie città dove si spaccia la droga alla luce
del sole e c'è una pubblica opinione che non capisce perché non si interviene
in realtà ben definite come Gioia Tauro o il porto di Napoli per stroncare i
vari traffici illeciti da più parti pubblicamente denunciati. Vorrei inoltre
rassicurare come siano pochi i meridionali per i quali è normale una
Salerno-Reggio Calabria da 40 anni in costruzione o l'indicazione del
bergamasco Pezzotta alla presidenza della Fondazione Sud. Molti infine
ritengono che per ripartire dal fallimento della Giunta Loiero in Calabria,
dalla fatica di Vendola in Puglia e dall'evidente conclusione del ciclo
bassoliniano in Campania, sia indispensabile cominciare ad ammetterlo, senza
mezzi termini. Anche nel Mezzogiorno, piuttosto che sui Dico, sull'ingerenza
del Vaticano, sul dualismo uomo-donna, giovane-vecchio, c'è una richiesta di
sicurezza, di un fisco amico, di buona sanità, di lavoro sicuro così come c'è
stanchezza per i 70.000 giovani laureati emigranti e si è pronti a ragionare
anche di federalismo fiscale, a patto di partire dalla stessa dotazione
infrastrutturale del Nord. Questo Mezzogiorno chiede anche più facce
meridionali nella classe dirigente del nostro Pd: le culture politiche sono
infatti storie, libri, carte ma anche facce e nel nostro partito dal 1996, al
Governo o all'opposizione, così come nelle istituzioni locali, c'è ne sono di buone
per tutte le stagioni! Il progetto Paese che Veltroni ha iniziato a delineare
deve quindi ripartire dal Sud senza timidezze. La politica tornerà ad essere
credibile quando pretenderà, iniziando dal Mezzogiorno, una Confindustria
modello Lo Bello, un sindacato libero da assistenzialismi e sarà in grado di
offrire una classe dirigente onesta e capace di progettualità in una nuova
società meridionale ricca di opportunità e ridotta nei privilegi. 22/04/2008.
( da "Libertà" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
12 PIACENZA martedì
22 aprile 2008 Prospettive per piccole-medie imprese Spese di ricerca, nuove
agevolazioni Confindustria, incontro con esperti Le aziende italiane potranno
usufruire di agevolazioni sulle spese di ricerca e sviluppo. Questo il tema ed
il titolo del convegno organizzato dalla Confindustria di Piacenza, svoltosi ieri
mattina nella sede piacentina dell'associazione. Più di trenta le aziende che
attraverso i propri rappresentanti hanno aderito all'iniziativa. Piacenza, dopo
l'input del capoluogo regionale, per prima ha organizzato un incontro
sull'argomento che, discusso per un lungo anno dalla Commissione Europea, è
stato approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso venerdì.
"La nuova normativa, che prevede importanti disposizioni sul fronte della
ricerca e dello sviluppo, fornisce la possibilità di detrazioni e crediti
agevolati. Inoltre - ha spiegato Alberto Rota, presidente del Comitato Piccola
Industria all'interno della Confindustria- accedere alle detrazioni risulta ora
molto semplice. E' necessario infatti, dopo aver gestito questo ambito sotto il
profilo amministrativo, esporlo nel bilancio finale dell'azienda".
L'ammontare del valore delle detrazioni è del 10% delle spese di ricerca
sostenute, che possono arrivare fino al 40% se l'attività di ricerca e sviluppo
è svolta in sinergia con l'università. Un'occasione di rilancio e un modo per
fronteggiare senza timore i momenti di crisi e un circuito di competitori
divenuto ormai internazionale. E se prima di questa novità la tanto invocata,
ma soprattutto nominata nelle sedi istituzionali, ricerca era una possibilità
realizzabile generalmente nelle medie e grandi imprese, oggi vista la
semplicità del percorso attuativo, potrà essere considerata una risorsa
concreta anche dalle micro e piccole aziende che rappresentano gran parte del
tessuto imprenditoriale piacentino e italiano. "Prima di venerdì -ha
aggiunto Rota- solo le grandi aziende potevano permettersi una struttura
amministrativa tale da riuscire ad orientarsi tra la burocrazia dei prestiti e dei fondi
comunitari, statali e regionali adibiti alla ricerca. Grazie a questa novità,
tutte le realtà imprenditoriali potranno sviluppare progetti innovativi".
Marcello Margotto, dottore commercialista e revisore contabile e Umbro
Morgante, esperto in trasferimento tecnologico e pianificazione e gestione di
progetti di ricerca industriale, sono stati i relatori del convegno.
Mentre Margotto ha fornito una lettura tecnica del decreto, Morgante ha
descritto le tre attività che possono essere detratte come la ricerca di base,
la ricerca industriale e applicata e lo sviluppo pre-competitivo. Chiara
Cecutta © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono
riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 22-04-2008)
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CRONACHE pag. 18 ?
PERUGIA ? "CHIEDERO' ai giudici e a tutte le persone pre... ? PERUGIA ?
"CHIEDERO' ai giudici e a tutte le persone presenti di osservare un minuto
di silenzio: perché esattamente quattro anni fa mia figlia moriva per quello
che doveva essere un innocuo intervento chirurgico al naso". Francesco
Benedetti non si rassegna e vuole giustizia. Ma, soprattutto, vuole che la
figlia Marta, deceduta all'ospedale di Città di Castello nelle fasi preliminari
di un'operazione di rinoplastica, venga ricordata per quello che era: una
giovane donna di 37 anni, musicista colta e raffinata, appassionata e
innamorata della vita. IL PROCESSO per la sua morte riprenderà domani, dopo una
prima udienza-lampo agli inizi di marzo. Marta ha perso la vita proprio il 23
aprile del 2004: "Il destino è beffardo ? dice ancora il padre Francesco
?: visto che questo tremendo anniversario cade proprio quando saremo in aula,
chiederò un piccolo gesto di raccoglimento, per dimostrare
che anche a palazzo di giustizia si può andare oltre le carte e la burocrazia, lasciando spazio al cuore e
ai sentimenti". Nella prima udienza il collegio non era completo, per
l'indisponibilità di un giudice e, quindi, il processo venne subito rinviato.
La famiglia di Marta, assistita dall'avvocato Gianmarco Cesari, si è costituita
parte civile. Proprio l'avvocato Cesari domani mattina, in apertura,
presenterà un'eccezione: "Nel decreto di rinvio a giudizio ? spiega ? non
è citato l'ospedale di Città di Castello, non è citata l'Asl n.1 Umbria. Un
fatto gravissimo, a nostro avviso, al quale chiederemo che venga posto
rimedio". Gli imputati sono il dottor Carmelo Zappone e il dottor Luigi
Melara (all'epoca dei fatti rispettivamente primario del reparto di
otorino-laringoiatra e medico chirurgo dell'ospedale), entrambi accusati di
omicidio colposo e rinviati a giudizio dal gup Marina De Robertis. LA GIOVANE
MUSICISTA entrò in ospedale il 23 aprile: sarebbe dovuta uscire all'indomani ma
morì prima che il chirurgo la operasse. Morì collassata, secondo la procura
della repubblica (pubblico ministero è Gabrile Paci) a causa della
somministrazione di un farmaco vasocostrittore utilizzato per tenere 'pulito'
dal sangue il campo operatorio. La famiglia di Marta è una famiglia
"speciale", che lei amava particolarmente: il padre e la madre della
donna, Francesco Benedetti e Giuseppina Checcaglini, e un secondo padre,
Giovanni Battista Spacca. E' l'uomo con cui la mamma di Marta ha vissuto (e ha
sposato) dopo la separazione da Benedetti. Hanno intrapreso l'azione legale
tutti e tre insieme, in accordo, per avere giustizia in nome dell'amata figlia.
"Chiediamo il risarcimento del danno per i genitori di Marta - spiega
l'avvocato Cesari - ma chiediamo anche che venga risarcito il danno provocato
dalla perdita della vita di Marta in sé". Per Benedetti, Checcaglini e
Spacca il legale ha chiesto quasi 700mila euro. Per il decesso della giovane
donna "una liquidazione in termini equitativi" non inferiore a quanto
accordato ai genitori. Annalisa Angelici.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGENDA LA SPEZIA
pag. 22 )DISPERAZIONE Sono un muratore artigiano vittima
della burocrazia SONO un muratore
artigiano, alle prese con un'odissea burocratica dopo un incidente patito sul
lavoro. Questo accadde il 6 dicembre scorso: una brutta caduta in cantiere. Mi
recai all'epoca al pronto soccorso. Lì, dopo semplice lastre, mi venne
riscontrata una lesione da trauma guaribile in cinque giorni. Con esso
ho aperto la pratica all'Inail. Il fatto è che dopo cinque giorni stavo ancora
male. Decido di fare una risonanza magnetica in privato. Da essa emerge una
situazione più complessa: rottura a manico di secchio del menisco mediale del
ginocchio destro. Evidenzio la circostanza all'Inail. Il medico sostiene che
devo essere operato. Passano i giorni, continuo a non lavorare. Mi opero.
Speravo che l'Inail facesse scattare l'indennità dovuta per l'incidente sul lavoro.
Non è ancora successo niente. A far fede, mi hanno detto, è il certificato dal
pronto soccorso, che considerava la lesione guaribile in cinque giorni. Io
continuo a star male. Nel frattempo devo pagare un mutuo, sono bersagliato
dalle bollette. Mi mancano i soldi. Sono costretto a chiedere al medico di
famiglia di farmi un certificato per poter tornare al lavoro, per poter
guadagnare qualcosa. Nel frattempo, dopo i nuovi certificati medici presentati
all'Inail, speravo che scattasse la diaria giornaliera. Ancora niente. Non so a
che santo votarmi. All'Inail mi rimbalzano da un ufficio all'altro. Sono ancora
qua in attesa. Dicono che devo fare ricorso. Ma intanto sono senza soldi. Mi
sento preso in giro. Mi sono rivolto al mio sindacato, la Confartigianato.
Spero di ottenere quello che mi spetta. Altrimenti saprò io come festeggiare la
festa del lavoro del primo maggio. Attendo fino a quel giorno. Poi mi farò
giustisia da solo. Non è una minaccia. Ma esasperazione. Carmine Iorio
)TORMENTONI Andiamoci piano con i sindaci sceriffi IL PROBLEMA della sicurezza
è ricorrente nel paese e conseguentemente anche alla Spezia, e apprendo che un
gruppo di sindaci del Nord tra cui quello della Spezia, hanno sottoscritto un
documento unitario sulla sicurezza. A tale proposito ritengo che la sicurezza
sia un bisogno ed un diritto di tutti i cittadini e della collettività, e che
essa debba essere quindi garantita nei modi corretti ed efficienti. Data
l'importanza del problema ritengo, però, che tale compito spetti a chi ne ha la
preparazione e la missione per espletarlo al meglio, vale a dire alle forze di
pubblica sicurezza, e che quindi sia poco credibile che i sindaci assumano
funzioni e ruoli di sovrapposizione rispetto a questo. In tale atteggiamento
dei sindaci-sceriffi si rileva solo demagogia, poca utilità reale, e troppa
voglia di apparire. Quindi, rispetto a quanto indicato dai sindaci comunque
sono positive le proposte volte a una maggiore collaborazione tra vigili urbani
e le forze dell'ordine e l'accento posto sulla necessità di intervenire anche
nel tessuto sociale per eliminare la povertà e il disagio, mentre non mi
trovano consenzienti le proposte di dotare i sindaci di maggiori poteri
rispetto alla sicurezza, per quello ci sono già le forze dell'ordine. Alle
forze di pubblica sicurezza della Spezia è opportuno chiedere una maggiore
presenza nel territorio, soprattutto nelle periferie dove il disagio rispetto a
questi temi è più forte, al sindaco della Spezia di non farsi abbagliare dalle
visioni demagogiche dei sindaci-sceriffi ma di proseguire nel cammino di
riduzione del disagio sociale che l'attuale amministrazione ha giustamente
iniziato. Infine è giusto sottolineare che tra le misure importanti da
attualizzare vi è anche quella di ottenere la certezza della pena, per tutti e
indistintamente, e qui più che, l'appello fatto dai sindaci per aumentare pene
per i piccoli reati, è condivisibile l'appello ad applicare le pene, che già ci
sono, in modo rigoroso. Marco Azzarini Segretario provinciale Prc.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASCOLI PRIMO PIANO
pag. 3 di EMANUELA ASTOLFI SAPETE quante associazioni sportive dilettan... di
EMANUELA ASTOLFI SAPETE quante associazioni sportive dilettantistiche ascolane
si trovano, scorrendo gli elenchi dei soggetti che concorrono all'assegnazione
del 5 per mille? Sono 86, molte di più delle Onlus. Tutte associazioni
riconosciute dal Coni, per tanti misteriose, che invece hanno conquistato nel
tempo una folta schiera di appassionati e simpatizzanti. Il Texas Hold'em, per
esempio, è una specialità del gioco del poker ed è quella più giocata nei
casinò degli Stati Uniti. Ebbene, anche all'ombra delle cento torri ci sono
appassionati di Hol'em che si sono uniti nell'associazione "Ascoli Texas
Hold'em". Anche loro figurano negli elenchi dei papabili destinatari del 5
per mille, pubblicati sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Sempre in tema di
carte, si può scegliere di donare il cinque per mille al "Burraco
versus". L'associazione è nata con fini sportivi dilettantistici, senza
scopi di lucro e , come si legge nello statuto, ha come finalità praticare e
diffondere il gioco del Burraco. Un gruppo di ascolani ha fondato il
"Circolo biliardo di Ascoli" che si trova in via Mamiani, anche a
questa associazione o alla "Bocciofila città di Ascoli" si può
devolvere il cinque per mille della propria Irpef. Le passioni, si sa, possono
essere le più insolite, ma per gli amanti degli sport più 'tradizionali' si può
scegliere tra "Judo cento torri", "Kung fu club Ascoli",
"Crono race" e le associazioni di nuoto, ginnastica, e orienteering.
E c'è pure l'ippica con il "Centro ippico piceno" che si trova a
Monticelli. E un po' come se un esercito di associazioni bussasse alla porta
dei contribuenti, ognuna con le sue ragioni, per chiedere un piccolo aiuto. Tra
quelle impegnate nel volontariato, i contribuenti possono scegliere tra più di
cinquanta realtà. Da quelle che si occupa della tutela e della difesa dei
diritti degli anziani, a quelle che curano dell'universo dei disabili o quello
dei minori. La "Compagnia dei donattori" è una delle asociazioni presenti
nella lunga lista. E' nata nell'ottobre del 2006 con l'intento di promuovere
attività culturali e ricreative senza scopo di lucro. Ha scelto il suo nome
perché tra i suoi attori ci sono diversi donatori Avis che promuovono la
donazione del sangue. Ma c'è anche "La meridiana", nata nel 2002 per
contribuire a risolvere le problematiche legate all'handicap, dando ai
familiari che non riescono a districarsi all'interno della burocrazia, un aiuto concreto per la
produzione e la ricerca di tutte le pratiche necessarie per usufruire delle
agevolazioni previste dalla legge, o ancora l'associazione "Equo
solidale", la "Zarepta". E per finire uno sguardo alla ricerca
scientifica e universitaria, dove l'unico nome che campaggia è quello di
"Tecnomarche". Tutte le realtà del nostro territorio a cui
poter destinare il cinque per mille (si possono conoscere vivitando il sito
dell'Agenzia delle Entrate, dove sono presenti gli elenchi provvisori dei
soggetti ammessi.
( da "Nazione, La (Siena)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2 di
FRANCESCO MEUCCI L A NOVARTIS sta bene, cresce e punta ad espandere ancora ...
di FRANCESCO MEUCCI L A NOVARTIS sta bene, cresce e punta ad espandere ancora
di più la sua presenza a Siena. Se qualche mese fa circolavano voci secondo cui
la multinazionale era addirittura a un passo dal disimpegno, adesso ogni nube
si dirada con la presentazione del bilancio relativo ai primi tre mesi
dell'anno. Il fatturato del colosso svizzero nel nostro Paese si attesta a 329
milioni di euro, con una crescita del 6 per cento sullo stesso periodo 2007. Ma
a far sorridere sono i piani di investimento del colosso farmaceutico che
prevedono uno stanziamento di ben 200 milioni di euro, di cui una cospicua
parte destinati al centro ricerche di Siena e al polo produttivo di Rosia. E'
stato lo stesso amministratore delegato Mark Never a illustrare ieri le
prospettive di crescita della Novartis in Italia, ponendo anzitutto l'accento
su alcune difficoltà esistenti nel nostro Paese: "I nostri piani di
investimento ? spiega il manager ? vedono Novartis protagonista degli accordi
di programma stabiliti per favorire lo sviluppo dell'innovazione farmaceutica
in Italia. A questo proposito, sono stati fatti certamente passi avanti verso
il riconoscimento dell'innovazione, ma l'accesso a nuove terapie, avanzate ed
efficaci, incontra ancora troppi ostacoli che pongono l'Italia in una
situazione più arretrata rispetto all'Europa. E' auspicabile che istituzioni
sanitarie e aziende farmaceutiche continuino sulla via di un dialogo
costruttivo, perché questi ostacoli vengano presto superati nell'interesse dei
pazienti e di una sempre più efficace tutela della salute". In questo
quadro, gli investimenti nei primi tre mesi del 2008 sono stati 46 milioni di
euro (12 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2007). E a questi
vanno aggiunti i 200 milioni di euro destinati ad accrescere il polo di Torre
Fiorentina e l'insediamento produttivo di Rosia. Al centro ricerche è in
programma la costruzione di una nuova palazzina destinata a ospitare nuovi
laboratori. Dunque, un ulteriore passo avanti verso il consolidamento della
presenza di Novartis a Siena. E NON FINISCE QUI perché, come spiega in una nota
l'azienda, "gli investimenti di Novartis in Italia potrebbero raggiungere
una cifra notevolmente superiore, purché in un contesto politico-sanitario che
offra condizioni più favorevoli e che sia in grado di valorizzare impegni
industriali di questa portata". SI TRATTA di un problema con cui la
multinazionale fa i conti sin dal suo insediamento nel nostro Paese. Novartis
punta molto a crescere in Italia, perché qui trova un contesto molto fecondo
sul piano della ricerca e delle risorse umane, ma al tempo
stesso si scontra con le difficoltà e le pastoie tipiche della nostra burocrazia. Già alcuni mesi si era
parlato di un possibile differenziamento degli investimenti verso i paesi
asiatici, ma stando alla decisione di investire ulteriori 200 milioni di euro
su Siena, potrebbe trattarsi di una prospettiva accantonata. D'altronde,
le cose vanno abbastanza bene e non sembra il momento giusto per cambiare le
strategie. Il primo trimestre si è chiuso con un utile in crescita del 10 per
cento, pari a 2,3 miliardi di dollari, contro la previsione di 1,78 miliardi
formulata dagli analisti. Le vendite registrano un incremento dell'8,6 per
cento (9,9 miliardi di dollari) grazie all'aumento delle vendite dei farmaci
Diovan e Gleevec, ma anche per la debolezza del dollaro. GLI IMPEGNI di
Novartis su Siena, poi, non si esauriscono negli investimenti sulla ricerca e
la produzione. La multinazionale svizzera è impegnata a operare in modo
sostenibile, nel pieno rispetto dell'ambiente, della salute e della sicurezza
di lavoratori e clienti, al punto che lo scorso anno sono stati investiti per
il miglioramento degli aspetti ambientali circa due milioni di euro. Tra
questi, spicca l'ambizioso obiettivo di ottenere la certificazione per il
sistema di gestione integrato salute, sicurezza, ambiente (Hse), nel rispetto
delle norme internazionali Uni En Iso 14001 (ambiente) e Ohsas 18001
(sicurezza). Mentre un progetto dello stabilimento di Rosia per implementare le
fonti di energia rinnovabile secondo le indicazioni del protocollo di Kyoto, è
stato premiato con il riconoscimento attribuito dal gruppo Novartis alle
migliori idee scelte tra 46 progetti provenienti da tutto il mondo.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CESENA ECONOMIA pag.
12 DAL 19 FEBBRAIO SCORSO si è avviata la fase di sperimentazione... DAL 19
FEBBRAIO SCORSO si è avviata la fase di sperimentazione del procedimento della
comunicazione unica; ciò significa che l'azienda comunica ? con un'unica
trasmissione telematica ? al Registro delle imprese le informazioni per
l'iscrizione ai fini inps, Inail e Agenzia delle Entrate (oltre che,
ovviamente, alla Camera di Commercio). Dal 20 agosto la comunicazione unica
diverrà obbligatoria. Il provvedimento va nella direzione giusta, ossia quella
di considerare il fare impresa non solo come un "qualcosa da
autorizzare" ma anche come evento da auspicare da parte dello Stato. Vale
a dire: occorre premiare chi rischia in proprio e produce ricchezza per sé, per
la propria famiglia e per l'economia contribuendo alla coesione sociale. Cna,
dal canto suo, fornisce il proprio aiuto a chi vuole "intraprendere",
siano esse persone che intendono continuare attività preesistenti (trasmissione
di impresa), sia persone che intendono avviare attività autonome nuove. Per
questi motivi, l'associazione ha creato la "Scuola di Impresa" per
affiancare e supportare coloro che intendono avviare nuove attività nell'ambito
artigianale, commerciale, piccolo industriale e del lavoro autonomo, nei
momenti più difficili individuabili nella scelta imprenditoriale e nei primi
mesi di attività. INOLTRE, grazie all'esperienza ed alla conoscenza dei vari
settori, gli esperti Cna sono in grado di fornire le informazioni, all'aspirante
imprenditore, sul mercato potenziale dell'impresa che si vuole avviare. Ossia,
tramite il servizio Cna "Creaimpresa", vengono forniti tre livelli
qualificati di consulenza correlati al grado di complessità dell'azienda da
avviare, oltre ad occuparsi di tutta la burocrazia legata al rilascio di
permessi ed autorizzazioni. Ma c'è dell'altro. Per quanto attiene, ad esempio,
al credito ed ai finanziamenti, notoriamente difficili da ottenere, il servizio
Credito oltre ad offrire una consulenza qualificata, con l'ausilio di
Fidimpresa, propone mutui e prestiti a tassi di interesse decisamente inferiori
a quelli di mercato, garantendo parte del prestito erogato. IL PROGRAMMA
di attenzioni verso i neo imprenditori non si esaurisce tuttavia qui. Esso
prevede un pacchetto di promozioni molto interessanti quali: tre mesi di
contabilità gratuita, l'omaggio di un pacchetto di fatturazione e agevolazioni
verso la giovane imprenditoria ad elevata conoscenza (spin- off universitari).
Naturalmente poi, ci sono tutti gli altri servizi, le opportunità e le
convenzioni che rendono Cna il partner ideale dell'impresa. Daniele Vallicelli
responsabile Sviluppo Associativo e Giovani Imprenditori Cna Forlì-Cesena.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LUGO pag. 25 DOPO il
recento furto di fitofarmaci per un v... DOPO il recento furto di fitofarmaci per
un valore di 50mila euro nel suo deposito di S.Agata sul Santerno, Luigi Proni
ha l'impressione di lottare contro dei ladri quasi da film. Perchè quelli che
hanno derubato la sua rivendita di prodotti per l'agricoltura, stando alle
modalità del furto, sono degli specialisti: "Si sono avvicinati dai campi
in una notte di vento, cosa che ha coperto il rumore del mezzo e quello
dell'inferriata che veniva divelta. Poi sono riusciti ad agire indisturbati in
un magazzino dotato di serrature di sicurezza a quattro mandate, allarmi
elettronici collegati via radio, sensori, vigilanza notturna. Sono entrati da
una piccola finestra ? racconta ancora Proni ? e hanno agito aderenti al muro
come alpinisti su una parete di roccia a strapiombo, non esponendosi oltre il metro
e sfuggendo così al tiro incrociato dei sensori. Forse erano dotati di occhiali
speciali per vedere il raggio elettronico". E non era neanche il primo dei
due furti, perchè il primo l'ha subìto un anno fa. E da allora aveva spostato i
prodotti più costosi. Ma i ladri si vede che erano ben informati. Proni quindi
allarga le braccia ed esprime tutta l'amarezza di coloro che sono sottoposti a
tanti adempimenti burocratici "che potrebbero però essere usati come
deterrente allo smercio di questi prodotti. I fitofarmaci più sofisticati, in
quanto veleni, sono prodotti secondo 'regole precise' e le confezioni sono
marchiate con il numero identificativo del committente, il quale, da
rivenditore, è soggetto a permessi speciali e controlli rigorosi. E rivende i prodotti
ad agricoltori anch'essi dotati di patentino speciale per la manipolazione e
l'utilizzo di queste sostanze". Nelle bolle che circolano con il prodotto,
"devono essere indicati i componenti, e i Nas compiono verifiche a
campionatura nelle rivendite, perchè, in caso di incidente, si devono poter
conoscere le composizioni e attivare le misure giuste. Basterebbe quindi una
buona campagna di controlli, una verifica regolare della corrispondenza dei
numeri sulle confezioni e la documentazione di acquisto, per rendere molto più
difficile la ricettazione". Da 'scoperte' di agricoltori e rivenditori,
del proprio numero identificativo su confezioni trovate in province vicine, si
presume che queste merci rubate viaggino verso il Sud, "e quindi tornino
anche molto vicino, con prezzi molto invoglianti specialmente per strutture che
possono fare grandi stoccaggi. Oltre al furto, quindi subiamo la concorrenza
sleale ? commenta Proni ? perchè si trovano prezzi non credibili, al di sotto
del costo ai commercianti regolari". Burocrazia nemica
degli onesti, quindi, mentre potrebbe essere usata per far diventare quei
materiali molto più difficili e pericolosi da smerciare. Adesso nel magazzino
si alternano i parenti, per essere sempre in casa, almeno uno. E c'è anche l'intenzione
di installare telecamere. Anche perchè nell'ambiente agricolo si parla
di altri furti di questo genere avvenuti negli ultimi mesi a Lugo e a
Conselice: ma lo spettro è quello del collega ferrarese, che è stato derubato
per ben dieci volte. Valeria Giordani.
( da "Corriere di Bologna" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna -
BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-04-22 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE L'intervento Università, il dibattito La burocrazia e la sindrome della sfiducia
di GILIBERTO CAPANO N on è facile gestire e organizzare istituzioni complesse
come un'università. Il rischio di degenerazioni burocratiche è sempre presente,
soprattutto in un paese dove, a tutti i livelli, l'incapacità a governare è
stata colmata con la tendenza a normare e regolare. è questo il caso
dell'Università di Bologna? Francamente non direi, ovvero, solo in parte e su
alcune questioni. Certamente il nostro ateneo ha un sistema decisionale
arzigogolato che rende le decisioni opache. CONTINUA A PAGINA 9.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-04-22 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Ormeggi Anche il terzo consorzio ha superato il test di
affidabilità. Le boe mobili a cento metri dalla riva Via Caracciolo, altri 150
posti barca I marinai: "Non faremo favori, vogliamo restare nella
legalità" Per ogni natante sopra i dieci metri un fitto di 4.500 euro per
cinque mesi "Sono i prezzi di mercato e c'è già la fila" NAPOLI -
Anche il terzo consorzio di boe galleggianti, quello di via Caracciolo, ha
superato il test di affidabilità della Prefettura e dell'Autortà portuale e ha
ottenuto una concessione quadriennale per 150 posti-barca. A Mergellina si fa
festa e si raccolgono le prime prenotazini. "La lista di chi vuole
l'ormeggio è lunghissima - dicono Antonio e Stefano due ormeggiatori della
cooperativa Marina di Sant'Antonio - avessimo mille boe le fitteremmo tutte, ma
rispetteremo rigorosamente gli ordini. Non un posto in più, per avere questa
concessione abbiamo penato, quando eravamo ormeggiatori abusivi nessuno si
curava di noi e lavoravamo in pace, oggi siamo nell'occhio del ciclone, ma va
bene così, siamo contenti di stare nella legge". Antonio, tra l'altro, è
un marinaio di lunga esperienza e Massimo D'Alema si è rivolto a lui in
campagna elettorale: "Gli serviva una barca veloce per andare a Ischia a
parlare con un sindaco, l'ho portato io e ho fatto il tifo per lui". Gli
ormeggi del lungomare si sommano a quelli di Largo Sermoneta e di Nazario Sauro
e rendono un tantino meno drammatica la fame di spazio del diportismo
napoletano: 700 posti sono una goccia del mare perchè ne servirebbero almeno
settemila, ma Massimo Luise ricorda l'adagio (meglio un uovo oggi che una
gallina domani) e commenta: "Le boe sono una manna, ci aiutano a lavorare
meglio e non è vero che fanno concorrenza sleale ai porti turistici, tanto è vero
che le stanno adottando sulla Costa Smeralda un campo di boe lo ha installato
Briatore, tanto per capirci - e in Liguria dove non hanno la nostra fame di
spazi a mare". Le boe saranno installate da maggio a settembre. I marinai
si fanno il segno della croce: la Madonnina dello scoglio
ha fatto il miracolo e ha costretto a più miti pretese la burocrazia. Grazie alla intercessione
della protettrice dei naviganti da maggio a tutto settembre duecento famiglie
riusciranno a mettere d'accordo il pranzo con la cena. "La decisione
dell'Autorità portuale - dice ancora Luise - è importante anche sul piano
sociale perchè fa riemergere il lavoro nero. Si comincia a mettere un
minimio d'ordine nel caos della linea di costa, ma per uscire dal tunnel
occorrono interventi strutturali, il turismo si rilancia con i porti, insomma,
non annunciando interventi". Le boe galleggianti di via Caracciolo
verranno installate cento metri al largo del Consolato americano in modo da non
incorrere negli strali della Soprintendenza che difende con i denti la
visibilità del muro borbonico del lungomare. "E' una soluzione provvisoria
e sperimentale ", ripetono i funzionari dell'Authority, i quali,
evidentemente, non sanno che la storia di Napoli è lastricata di soluzioni
provvisorie diventate definitive. L'esempio dei barbacani che sorreggono i
palazzi pericolanti dopo i colpi della guerra e del terremioto stanno lì a
confermarlo. Potrebbe accadere la stessa cosa per i campi boe: vedremo quanto
dureranno. I timori degli ormeggiatori del consorzio "Marina di
Sant'Antonio" si sono dissolti ieri mattina la termine dei una riunione
svoltasi nella sede dell'Autorità portuale. L'intoppo che teneva bloccata la
loro pratica è stato rimosso con l'esautoramento del vecchio rappresentante e
l'elezione del nuovo, un giovane ingegnere, Salvatore Vecchione, che ha
superato tutte le verifiche amministrative e di trasparenza. Ottenuta via
libera gli ormeggiatori fanno promesse solenni: le nonstre boe sono
ecocompatibili perchè hanno un Ph9 molto basso. Abbiamo seguito a puntino le
prescrizioni degli esperti dell'Istituto scientifico marino di Ancona (Isme) e
non ci siamo lasciati spaventare dal prezzo: ogni boa costerà circa duemila
euro, ma va bene così. Vi rifarete con i contratti di fitto? "No, applicheremo
tariffe giuste, per una barca di 10 metri i clienti pagheranno 4000-4500 euro
per cinque mesi e i prezzi caleranno per i natanti più piccoli. Non siamo cari
perchè è un prezzo che comprende il servizio di navetta dal molo alla boa, il
lavaggio e tutti gli oneri accessori ". Carlo Franco Le boe galleggianti
installate due anni fa a Mergellina.
( da "Corriere di Bologna" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-04-22 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Dalla Prima La burocrazia e la sfiducia La responsabilità di questo assetto è da
ricondurre non solo a noi docenti, ma anche alle leggi nazionali. Siamo noi
che, autonomamente, abbiamo costruito - anche con le pratiche oltre che con le
norme - un sistema decisionale che, per cambiare un regolamento o per approvare
una convenzione, impone una trafila infinita di pareri e contropareri sulla
base della convinzione che, se tutti vengono sentiti, allora la decisione è
giusta. è invece la normativa nazionale che impone la collegialità di molte
decisioni, anche le più insignificanti (da qui, ad esempio, l'estenuante
procedura che serve per cambiare un piano di studi). Molte procedure minute
appaiono punitive e basate sulla "sfiducia" nei confronti di coloro
che debbono attuarle. Ma la maggior parte degli orpelli burocratici dipende
dalla legislazione nazionale (il centro del sistema non ha ancora imparato a
governare l'autonomia universitaria e tende a comportarsi come se essa non
esistesse). Non possiamo, però, non ricordarci di quanto siano diminuite le
pastoie burocratiche nell'ultimo decennio grazie anche all'applicazione delle
tecnologie informatiche intelligentemente perseguita dal nostro ateneo. Oggi
gli studenti si iscrivono agli esami via Internet, gli studiosi possono fare le
domande per i fondi di ricerca senza fare girare alcun pezzo di carta, si
risparmia tantissimo tempo non dovendo più compilare i verbali cartacei degli
esami, ecc. Insomma, la realtà dei fatti non mi pare così disastrosa. Certo, i
dirigenti tendono a dare interpretazioni restrittive delle norme perché si
fidano poco dei professori i quali, a loro volta, tendono a considerarsi
onniscienti e onnipotenti solo perché professori. Ma si tratta di problemi che
si possono risolvere con una buona attività di comunicazione, costruendo, e
governando, una più chiara ripartizione dei ruoli e delle competenze. Non vi è,
insomma, la necessità di creare alcun Comitato per la semplificazione
(l'esperienza ci dice che in Italia funzionano poco). Basterebbe che ognuno -
dirigenti, presidi, direttori di dipartimento, consiglio di amministrazione,
ecc. - facesse la sua parte, responsabilmente. Giliberto Capano.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-22 - pag: 15 autore: L'azione di Governo /
1. Rischio recessione La crescita? Solo nel mercato Meno vincoli e più
concorrenza, lo statalismo ha già fatto troppi danni di Stefano Micossi I l
dibattito sull'economia nel nostro Paese mi sembra dominato non solo dalla
paura, ma da un senso diffuso di impotenza. Secondo me, si esagera quando si
evoca la ripetizione della Grande Depressione del 1929. Chi invoca il ritorno
della politica sopra il mercato può esser frainteso: si vuole di nuovo che lo
Stato sostenga i redditi, rimborsi i risparmiatori che hanno perso in impieghi
troppo rischiosi, fermi il gioco della finanza con i controlli sui capitali,
nazionalizzi le banche? L'Italialo ha fatto fin troppo a lungoe i risultati
sono sotto gli occhi di tutti. Grazie al cielo, gli interventi più disastrosi
sono preclusi dall'Europa; ma ciò non basta a rassicurare un'opinione pubblica
spaventata, più che dal martellamento delle cattive notizie, dal messaggio
d'impotenza trasmesso dai leader dell'economia e della politica, che sembrano
dire: non possiamo far nulla, perché è il mondo che va male. Invece, serve un
messaggio positivo e concreto: non sta crollando la casa, i problemi sono
gestibili. I nostri timonieri - eletti finalmente con una maggioranza che li
condanna a governare - possono guidare la barca fuori della tempesta. Guardiamo
ai fatti. La fase acuta della crisi finanziaria è probabilmente passata, anche
se gli effetti della riduzione della leva finanziaria ( de-leveraging)
continueranno a generare tensioni in vari comparti dei mercati dei capitali. Le
banche centrali hanno dimostrato di poter gestire le fasi acute
dell'instabilità; dopo gli interventi di salvataggio di alcuni intermediari
sull'orlo dell'insolvenza - che dobbiamo sperare restino casi isolati - le
lacune colossali della regolamentazione e della vigilanza verranno certamente
affrontate dalla nuova amministrazione americana, senza più cedere ai lobbisti
della grande finanza, troppo assecondati da Bush a Greenspan. Certo, lo “sboom”
dei prezzi delle case peserà a lungo sulla crescita dei consumi negli Stati
Uniti e alcuni Paesi europei (l'Irlanda,il Regno Unito e la Spagna). Ma secondo
le ultime previsioni del Fondo monetario, nel biennio 2008-09 l'economia mondiale
crescerà a ritmi vicini al 4% - con un rischio inferiore al 25% di un andamento
peggiore- grazie al dinamismo delle economie emergenti dell'Asia, dell'America
Latina e dei Paesi esportatori di materie prime. Il rallentamento della domanda
aggregata dovrebbe allentare le tensioni sui prezzi delle materie prime; nel
medio andare, i prezzi elevati spingeranno l'aumento dell'offerta. Aiuterebbe
l'abbandono della disastrosa politica di sussidio ai bio-carburanti da parte
degli Stati Uniti e dell'Europa - un colossale regalo alle lobby agricole - che
sottrae importanti superfici alla produzione di materie alimentari. L'Europa
non galopperà, ma le politiche finanziarie stabili di cui si è dotata
dovrebbero evitarle una recessione; ma deve frenare l'inflazione. L'economia
tedesca è forte ed esporta vigorosamente, pur sei consumi ristagnano per
l'aumento delle imposte. L'Istat ha rivisto al rialzo i dati sull'andamento
delle nostre esportazioni, che indicano una forza inattesa delle imprese
italiane, le quali si sono ristrutturate e stanno affrontando con grande vigore
le sfide competitive della globalizzazione. Non siamo condannati a crescere
all'1%, perché i vincoli che impediscono all'Europa, e all'Italia, di avanzare
più rapidamente sono di origine domestica: la burocrazia, la rigidità del mercato del
lavoro, i troppi ostacoli agli investimenti. Tutte cose che le politiche
nazionali possono governare, sesolo prendono un po' di coraggio. Né siamo
condannati all'impoverimento dei ceti lavoratori e all'aumento delle
diseguaglianze: lo conferma l'esempio dei Paesi ad alto reddito del Nord
Europa. Ma dobbiamo abbandonare il disastroso modello di difesa rigida
del posto fisso di lavoro, che genera precariato per quelli che sono esclusi
dal mercato del lavoro uf-ficiale, e morte lenta per soffocamento dei posti di
lavoro protetti dal sindacato. Dobbiamo spostare la contrattazione a livello
aziendale per liberare la produttività; dobbiamo unificare il mercato del
lavoro, allentando i vincoli all'uscita e garantendo all'ingresso un sentiero
di transizione dalla flessibilità alla stabilità, secondo le proposte avanzate
da tempo da Tito Boeri e Pietro Ichino. Naturalmente, serve un sistema
generalizzato di sostegno alla disoccupazione, che accompagni chi perde il
posto alla nuova occupazione: è questo il vero intervento con cui la politica
può rassicurare il mondo del lavoro. Nel medio termine, i redditi possono
crescere solo se cresce la produttività: ciò richiede, come ben sappiamo, più
concorrenza nei servizi, anche quelli pubblici. Ma soprattutto richiede una
profonda riforma del nostro fallimentare sistema educativo, devastato da
decenni di lassismo e di occupazione sindacale (nella scuola) e professorale
(nell'università). La base della ricchezza e della minor dispersione dei
redditi nei Paesi del Nord Europa è la qualità eccellente dei sistemi
educativi: il 90% della popolazione tra 25 e 34 anni di età ha completato un
liceo, e il 40% ha un titolo universitario (i valori analoghi per l'Italia sono
meno della metà); i loro studenti hanno le performance migliori nei test Pisa
del'Ocse (noi, le peggiori tra i Paesi avanzati). Non stiamo per esser travolti
da eventi esterni, il nostro destino è nelle nostre mani. Possiamo crescere al
3, o anche al 5%, se affrontiamo con decisione i nodi che ci soffocano. Magari,
evitando di disperdere risorse in affrettate distribuzioni di denaro pubblico,
che non contribuiscono un'acca alla soluzione dei nostri problemi. RIFORME E
RIGIDITà Per aumentare la produttività è necessario liberalizzare il lavoro,
dare spazio ai contratti decentrati, riformare la scuola e i servizi.
( da "Corriere Alto Adige" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-22 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Lotta agli sprechi Come risparmiare sulla burocrazia: incarico all'Eurac Tis e
Fiera, i cda "dimagriscono" La giunta taglia i consiglieri. Appello
alle altre società BOLZANO - Settantamila euro per spiegare alla Provincia come
ridurre i costi della burocrazia. Palazzo Widmann ha incaricato l'Eurac di elaborare un piano per
far risparmiare l'amministrazione pubblica nel frattempo la giunta provinciale
ha invitato le varie spa pubbliche (e in Alto Adige sono tante!) ad
attivarsi per ridurre il numero dei membri dei cda. I tempi in cui Durnwalder
tuonava contro la Stato che aveva imposto il taglio dei consigli di
amministrazione delle società pubbliche sembrano lontani anni luce. In
provincia ora la parola d'ordine è risparmiare, risparmiare e ancora
risparmiare. In vista delle prossime assemblee generali, Palazzo Widmann ha
invitato i rappresentanti della Provincia nei diversi cda ad attivarsi per una
riduzione dei membri complessivi del consiglio di amministrazione: "Da 7 a
6 per Fiera Bolzano, da 17 a 6 per il Tis" ha chiarito Durnwalder.
Riguardo all'annunciato disimpegno della Provincia in Ecocenter e dopo le
numerose richieste giunte da più parti di rivedere questa decisione, Durnwalder
ha precisato che "la Provincia resterà in Ecocenter solo a fronte di una
specifica delibera dell'assemblea dei soci". Intanto nel quadro del
progetto "Ridurre i costi della burocrazia"
varato dalla Giunta, l'incarico di proporre interventi è stato
affidatall'Eurac. Costo dell'operazione 69mila euro. Novità in arrivo Gnecchi e
Durnwalder insieme al presidente del Tis, Guariello.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-22 - pag: 16 autore: LA GIORNATA CHIESA E
POLITICA Famiglia cristiana: per la Lega è l'ora dell'esame di maturità
"Il Carroccio abbandoni le venature anticristiane Giusto dare una Camera
all'opposizione" "Se non vogliamo aule parlamentari ancora da ring o,
peggio, da Bagaglino, è così da "giocondi" assegnare la presidenza di
Senato o Camera all'opposizione? ".L'appello e la provocazione vengono dal
settimanale cattolico Famiglia cristiana, che stigmatizza così il gesto
plateale con il dito indice passato sulla fronte con il quale il premier in
pectore Silvio Berlusconi ha risposto in conferenza stampa a chi chiedeva,
appunto, se fosse opportuno concedere la presidenza di una delle due Camere
allo sconfitto Partito democratico. "La gente pensa che sia una cosa
giusta da fare – scrive Famiglia cristiana – e sa che non si governa a dispetto
di metà degli italiani. Il Paese ha fame di governabilità e di stabilità".
Quanto alle legge elettorale, il settimanale dei Paolini rimarca anche che
"quello che i politici non hanno saputo o voluto fare in anni di
chiacchiere gli elettori l'hanno deciso a suon di schede, semplificando in due
giorni il quadro politico". Con il vantaggio che sono stati "spazzati
via i partiti di sinistra rissosi, professionisti del veto e laicisti". E
la Lega? Per Famiglia cristiana è giunta l'ora dell'esame di maturità. Da un
lato il riconoscimento di aver "saputo intercettare bisogni diffusi e
reali": "Non è stato un voto di protesta – è l'analisi–.La gente
vuole sicurezza, meno asse, più efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza
straniera e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale purché solidale".
Dall'altro l'invito ad abbandonare in via definitiva le tentazioni
anticristiane: "La Lega, uscita più forte dalle urne, necessita di
disintossicarsi dalle venature anticristiane, anche perché tanti
cattolici l'hanno votata". E ancora: "Da grande e popolare forza
politica qual è, non può governare il Paese solo con slogan, tanto coloriti
quanto inaccettabili, ma mettendosi con concretezza al servizio
dell'Italia".
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Appello al Carroccio Famiglia cristiana: via le venature anticristiane
MILANO - Un riconoscimento non scontato, "Bossi ha saputo intercettare
bisogni diffusi e reali, non è stato un voto di protesta", e insieme un
monito: "La Lega necessita di "disintossicarsi" dalle venature
"anticristiane", anche perché tanti cattolici l'hanno votata!".
Lo scrive nell'editoriale Famiglia cristiana, diretta da don Antonio Sciortino
(foto): "La gente vuole sicurezza, meno tasse, più
efficienza nei servizi pubblici, meno burocrazia, maggiore tutela delle piccole e medie imprese dalla concorrenza
straniera... e, dulcis in fundo, il federalismo fiscale" che tuttavia
dev'essere "solidale" come "in Svizzera o in Germania".
Anche l'immigrazione "va affrontata non in termini ideologici, ma
concreti. La gente ha paura dello straniero, ma il conflitto non va
esasperato: è contro l'interesse nazionale. Più sicurezza e legalità, sì, ma
anche accoglienza e solidarietà".
( da "Giornale di Merate" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
OSNAGO La tormentata
storia di Ambrogio tra ricoveri e disagi UNA FAMIGLIA IN LOTTA CONTRO
L'INDIFFERENZA Osnago - La storia di Ambrogio Cogliati e della mamma Gabriella
è un esempio di come le famiglie di portatori di handicap siano spesso
costrette ad affrontare non solo i sacrifici per dare loro
una vita dignitosa ma anche a combattere contro la burocrazia e il poco interesse da parte dell'autorità. "Mio figlio Ambrogio
era stato ricoverato per qualche tempo presso la Sacra famiglia di Cesano
Boscone ha raccontato la mamma Qui ha raccontato di aver subìto un'aggressione
sessuale. Quando me lo disse, mi rivolsi alla direzione e ai responsabili,
ma non ottenni niente. Così lo portai a casa. Ritornò poi in quella struttura,
ma in un reparto diverso. Fu un dramma, perché non mangiava più e, lui che è un
uomo robusto, era diventato pelle e ossa, irriconoscibile. Quando lo chiamavo
al telefono mi dicevano che non poteva rispondere perché dormiva. Alla fine ho
dovuto minacciare di andare a far visita a mio figlio accompagnata dai
carabinieri e sono così riuscita infine a riportarlo a casa. Non mi hanno
voluto neanche consegnare copia della cartella clinica. In quel periodo nessuno
dei servizi sociali si è preoccupato di fare una visita in istituto per vedere
come andavano le cose. E' così tornato a casa per il Natale di 2 anni fa.
Avrebbe poi dovuto rientrare il 27 dicembre, ma lui si è opposto e a Cesano
Boscone non ha più voluto andare. Da allora è vissuto con me". Gabriella
Lutti abita però in una casa Aler di 50 mq e con una stanza sola. "Oltre
ai problemi di umidità di cui ha parlato anche il vostro giornale recentemente
e per i quali ho dovuto intervenire a mie spese imbiancando i locali, avevo
anche il problema di dover dormire insieme a mio figlio che, in passato, ha
avuto attacchi di violenza. Una situazione che anche i medici sconsigliavano.
Poiché non sono riuscita ad ottenere un appartamento con due stanze dall'Aler,
nonostante ne fossero venuti liberi due, assegnati poi a extracomunitari. Ho
acceso un fido in banca e ho fatto erigere una divisione in cartongesso per
creare una stanzetta per Ambrogio. E' piccola ma ha anche la possibilità di
accedere ad un terrazzo, sul quale ho messo una tenda per il sole. Farei di
tutto per il suo bene. Durante il periodo dei lavori, che è coinciso anche con
un mio problema di salute, Ambrogio è stato ospite a mie spese al Granaio. Solo
una parte della retta è stata coperta da Retesalute. Anche questi attuali primi
giorni di ricovero sono a mio carico, fino al 25 aprile quando sarà
ufficialmente considerato ospite della struttura. Allora dovrò versare per la
retta gli assegni per l'invalidità e l'accompagnamento che percepisce Ambrogio
e a me rimarrà solo la mia pensione di 800 euro con la quale vivere e pagare
anche le altre spese per Ambrogio. Mi rimangono inoltre la rata del fido che la
banca mi ha concesso per i lavori di ristrutturazione in casa e per l'acquisto
dell'automobile. Per questo vado a fare qualche lavoro di pulizia nelle case.
Cercherò altre famiglie che hanno bisogno. Non è certo il lavoro che mi
spaventa, mi piace e soprattutto dove vado sono sempre ben voluta e
apprezzata". Articolo pubblicato il 22/04/08.
( da "Libertà" del 22-04-2008)
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Il caso Agli immigrati
far rispettare tutte le regole Di Pierluigi Magnaschi Il problema
dell'immigrazione, essendo stato mal affrontato in quest'ultimo quindicennio
(quindi sia da parte della destra che da parte della sinistra) sta diventando
un frutto avvelenato che sta danneggiando, contemporaneamente, sia gli
italiani, sia coloro che hanno scelto di abitare da noi e intendono comportarsi
da buoni cittadini, e sono tanti. Il problema dell'immigrazione, che meritava
di essere analizzato e risolto nell'interesse di tutti, è invece stato sinora
trattato come una disputa ideologica. La destra teme il contagio da parte di
gente che ha una faccia o parla una lingua diversa dalla nostra mentre la
sinistra buonista apre le porte dell'accoglienza, scardinandole. Anche in questi
giorni, su alcuni inquietanti fatti delinquenziali, si sta giocando a
scaricabarile. In vista poi del voto municipale nella città di Roma, che si
terrà domenica prossima, lo scaricabarile è diventato rovente. Passato il voto,
tutto ritornerà come prima, con i quartieri chic (a Roma, ad esempio, i
Parioli) dove i rom non si azzardano ad arrivare (e infatti in questi quartieri
iper-borghesi la maggioranza del voto va al Pd; se fossi in Veltroni mi
interrogherei su questo successo) e i quartieri popolari (come Tor Bellamonica)
che sono diventati dei Far West che sono anche privi di sceriffi, quindi sono
dei Far West al cubo. Per governare l'immigrazione basterebbe invece tener
presenti pochi punti. - Il primo punto da tener presente è che l'Italia
"ha bisogno" degli immigrati perché ci sono molti posti di lavoro che
non interessano agli italiani ma che, nell'interesse degli italiani,
necessitano di essere coperti. Basterebbe pensare alle infermiere, alle
badanti, alle colf, ai lavoratori agricoli, ai bergamini, agli operai. Senza
immigrati si fermerebbero gli ospedali, le donne italiane (dopo aver studiato
ed essersi guadagnate un posto professionale, sarebbero ricacciate davanti ai
fornelli) , gli anziani non autosufficienti, non trovando posti negli ospizi (che
tra l'altro costano un occhio della testa) sarebbero collocati per strada, i
campi, già deserti, sarebbero abbandonati e le stalle diverrebbero vuote. Un
paese avanzato ha anche bisogno di insegnanti di lingua stranieri, di
scienziati e di specialisti che arrivano dall'estero. E la prova che un paese
dispone un sistema universitario valido risiede nel fatto che è in grado di
attirare studenti stranieri. Se in un Paese avanzato come l'Italia non arrivano
in massa studenti stranieri vuol dire che abbiamo un'università provinciale o
che si presenta come tale, non avendo, ad esempio, corsi in inglese (come
succede alla Bocconi o al San Raffaele o in tutti i 13 grandi campus delle
super università cinesi). - Il secondo punto è che l'immigrazione deve essere "regolata",
nel senso che non può essere lasciata al caso ma deve rispondere alla capacità
di impiego e di accoglienza del Paese. Chiedere che un immigrato, per poter
stare in Italia, debba dimostrare di avere un lavoro e un tetto, significa
costruire un'accoglienza basata su delle premesse umanitarie che sono destinate
a tradursi in un insediamento dignitoso. L'arrivo selvaggio invece spinge alla
delinquenza anche gli immigrati meglio disposti. Se un immigrato non ha un
lavoro, come fa a guadagnarsi lecitamente da mangiare? E se non dispone di un
reddito pulito, ci vuole tanto a capire che, per sopravvivere, se lo troverà
sporco? - La regolazione dell'immigrazione però non significa "regolazione
con il contagocce", come avviene adesso. Avendo a disposizione, per
retaggio catto-comunista, uno stato supposto onnisciente, onnipotente ed
onnifacente (che quindi, avendo fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di
scelta dei suoi cittadini) adesso si fanno dei decreti con i quali, ogni volta,
si precisa il numero di immigrati da accogliere (le famose "quote").
E' una sciocchezza gigantesca. Bisognerebbe invece fare dei decreti che
prevedono le "condizioni" per poter immigrare (posto di lavoro,
reddito minimo, tetto) e poi lasciare agli italiani la possibilità di
utilizzare o meno questa opportunità determinando, per loro chiamata, "il
numero" degli immigrati da accogliere. Oggi invece, perché la maglie
formali dell'immigrazione sono più strette delle necessità degli italiani, è la
legge che crea gran parte della clandestinità operosa. Chi oggi ha in casa una
badante in nero (e l'ha assunta così, non per risparmiare soldi, ma solo perché
non ho trovato altro modo per risolvere una necessità impellente e perciò ha
voglia di assumerla regolarmente) molto spesso, non riesce a farlo. Se
riuscisse, la badante (che magari vive dall'altra parte del mondo) dovrebbe poi
tornare a casa sua e, dopo aver svolto difficile adempimenti burocratici da l
paese di origine, dovrebbe ritornare in Italia. Nel paese delle sanatorie
(anche le più ignobili) non si potrebbe sanare queste situazioni approvando una
legge che preveda che chi, in Italia, si trova nelle già dette condizioni di
poter immigrare, può farlo in modo semplicissimo e senza alcuna sanzione.
Oltretutto questa riemersione porterebbe tasse allo stato, contributi agli enti
previdenziali e dignità agli immigrati che se lo meritano per il loro lavoro e
per il loro rispetto delle leggi italiane che oggi, come è successo, se si
gettano in un fiume per salvare una persona, poi vengono riaccompagnati al
confine perché sono immigrati non in regola mentre restano arroganti,
sfacciati, provocatori ed impuniti legioni di ladri, lenoni, stupratori e
spacciatori. - Gli immigrati debbono sottostare a "tutte" le leggi che
agiscono sugli italiani. Oggi, se un negoziante italiano mette in vetrina dei
prodotti contraffatti, le autorità lo costringono (giustamente) sul lastrico.
Se lo fanno gli immigrati, tutti chiudono entrambi gli occhi. Se un italiano
vuol dedicarsi al commercio ambulante deve, prima trovare una licenza, poi
iscriversi all'Iva, quindi vedersi assegnare un codice fiscale e via dicendo.
Un immigrato (che spesso non è nemmeno a posto con le regole di soggiorno) può
invece fare ciò che gli pare, con la certezza che rimarrà impunito, non per la
latitanza delle forze dell'ordine, ma per le difficoltà ideologiche,
legislative e di amministrazione della giustizia che impediscono alle forze
dell'ordine di operare efficacemente. La conclusione è che agli immigrati in
regola con le regole di soggiorno bisogna chiedere l'osservanza di tutte regole
che sono chieste agli italiani. Non una in più, ma nemmeno una in meno.
Tassativamente. Impostato così, il tema dell'immigrazione, fuori cioè dai fumi
intossicanti delle polemiche pregiudiziali che oscillano fra il buonismo
demente e l'intransigenza assurda, potrebbe essere facilmente avviato a
soluzione nell'interesse degli italiani e degli immigrati. E' chiedere troppo?
Non sarebbe, questo, un grosso-semplice tema, da affrontare in modo bipartisan?
Il primo dei temi da affrontare, subito dopo le elezioni al comune di Roma.
Temo purtroppo però che, anche in questo caso, la politica degli schieramenti e
delle battaglie con le corazze di cartapesta, le spade di cartone e le
trombette di plastica con i tric-a trac che fanno qualche scoppio e un po' di
fumo, avranno ancora una volta il sopravvento. Perché? Perché troppi politici
non temono di essere ridicoli. Per loro infatti è meglio soffiare sul fuoco che
metterci su una pentola con della roba buona dentro. Pierluigi Magnaschi ©
LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati
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( da "Libertà" del 22-04-2008)
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2 ATTUALITÀ martedì
22 aprile 2008 Dalla prima pagina Agli immigrati in regola far rispettare tutte
le regole Senza immigrati si fermerebbero gli ospedali, le donne italiane (dopo
aver studiato ed essersi guadagnate un posto professionale, sarebbero
ricacciate davanti ai fornelli) , gli anziani non autosufficienti, non trovando
posti negli ospizi (che tra l'altro costano un occhio della testa) sarebbero collocati
per strada, i campi, già deserti, sarebbero abbandonati e le stalle
diverrebbero vuote. Un paese avanzato ha anche bisogno di insegnanti di lingua
stranieri, di scienziati e di specialisti che arrivano dall'estero. E la prova
che un paese dispone un sistema universitario valido risiede nel fatto che è in
grado di attirare studenti stranieri. Se in un Paese avanzato come l'Italia non
arrivano in massa studenti stranieri vuol dire che abbiamo un'università
provinciale o che si presenta come tale, non avendo, ad esempio, corsi in
inglese (come succede alla Bocconi o al San Raffaele o in tutti i 13 grandi
campus delle super università cinesi). - Il secondo punto è che l'immigrazione
deve essere "regolata", nel senso che non può essere lasciata al caso
ma deve rispondere alla capacità di impiego e di accoglienza del Paese.
Chiedere che un immigrato, per poter stare in Italia, debba dimostrare di avere
un lavoro e un tetto, significa costruire un'accoglienza basata su delle
premesse umanitarie che sono destinate a tradursi in un insediamento dignitoso.
L'arrivo selvaggio invece spinge alla delinquenza anche gli immigrati meglio
disposti. Se un immigrato non ha un lavoro, come fa a guadagnarsi lecitamente
da mangiare? E se non dispone di un reddito pulito, ci vuole tanto a capire
che, per sopravvivere, se lo troverà sporco? - La regolazione dell'immigrazione
però non significa "regolazione con il contagocce", come avviene
adesso. Avendo a disposizione, per retaggio catto-comunista, uno stato supposto
onnisciente, onnipotente ed onnifacente (che quindi, avendo
fiducia solo nella burocrazia, diffida delle capacità di scelta dei suoi cittadini) adesso si
fanno dei decreti con i quali, ogni volta, si precisa il numero di immigrati da
accogliere (le famose "quote"). E' una sciocchezza gigantesca.
Bisognerebbe invece fare dei decreti che prevedono le "condizioni"
per poter immigrare (posto di lavoro, reddito minimo, tetto) e poi
lasciare agli italiani la possibilità di utilizzare o meno questa opportunità
determinando, per loro chiamata, "il numero" degli immigrati da
accogliere. Oggi invece, perché la maglie formali dell'immigrazione sono più
strette delle necessità degli italiani, è la legge che crea gran parte della
clandestinità operosa. Chi oggi ha in casa una badante in nero (e l'ha assunta
così, non per risparmiare soldi, ma solo perché non ho trovato altro modo per
risolvere una necessità impellente e perciò ha voglia di assumerla
regolarmente) molto spesso, non riesce a farlo. Se riuscisse, la badante (che magari
vive dall'altra parte del mondo) dovrebbe poi tornare a casa sua e, dopo aver
svolto difficile adempimenti burocratici da l paese di origine, dovrebbe
ritornare in Italia. Nel paese delle sanatorie (anche le più ignobili) non si
potrebbe sanare queste situazioni approvando una legge che preveda che chi, in
Italia, si trova nelle già dette condizioni di poter immigrare, può farlo in
modo semplicissimo e senza alcuna sanzione. Oltretutto questa riemersione
porterebbe tasse allo stato, contributi agli enti previdenziali e dignità agli
immigrati che se lo meritano per il loro lavoro e per il loro rispetto delle
leggi italiane che oggi, come è successo, se si gettano in un fiume per salvare
una persona, poi vengono riaccompagnati al confine perché sono immigrati non in
regola mentre restano arroganti, sfacciati, provocatori ed impuniti legioni di
ladri, lenoni, stupratori e spacciatori. - Gli immigrati debbono sottostare a
"tutte" le leggi che agiscono sugli italiani. Oggi, se un negoziante
italiano mette in vetrina dei prodotti contraffatti, le autorità lo costringono
(giustamente) sul lastrico. Se lo fanno gli immigrati, tutti chiudono entrambi
gli occhi. Se un italiano vuol dedicarsi al commercio ambulante deve, prima
trovare una licenza, poi iscriversi all'Iva, quindi vedersi assegnare un codice
fiscale e via dicendo. Un immigrato (che spesso non è nemmeno a posto con le
regole di soggiorno) può invece fare ciò che gli pare, con la certezza che
rimarrà impunito, non per la latitanza delle forze dell'ordine, ma per le
difficoltà ideologiche, legislative e di amministrazione della giustizia che
impediscono alle forze dell'ordine di operare efficacemente. La conclusione è
che agli immigrati in regola con le regole di soggiorno bisogna chiedere
l'osservanza di tutte regole che sono chieste agli italiani. Non una in più, ma
nemmeno una in meno. Tassativamente. Impostato così, il tema dell'immigrazione,
fuori cioè dai fumi intossicanti delle polemiche pregiudiziali che oscillano
fra il buonismo demente e l'intransigenza assurda, potrebbe essere facilmente
avviato a soluzione nell'interesse degli italiani e degli immigrati. E'
chiedere troppo? Non sarebbe, questo, un grosso-semplice tema, da affrontare in
modo bipartisan? Il primo dei temi da affrontare, subito dopo le elezioni al
comune di Roma. Temo purtroppo però che, anche in questo caso, la politica
degli schieramenti e delle battaglie con le corazze di cartapesta, le spade di
cartone e le trombette di plastica con i tric-a trac che fanno qualche scoppio
e un po' di fumo, avranno ancora una volta il sopravvento. Perché? Perché
troppi politici non temono di essere ridicoli. Per loro infatti è meglio
soffiare sul fuoco che metterci su una pentola con della roba buona dentro.
Pierluigi Magnaschi © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti
sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Italia Oggi" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Marketing Numero 096, pag. 27 del 22/4/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF La sottile linea tra un
cabanon e uno yacht al fuorisalone Yacht in darsena, cabanon che sembrano
barche di lusso in Zona Tortona. Il Fuorisalone delle novità ha dato specchio a
tutto l'immaginabile del mondo del design. Sicuramente anche all'inatteso. Come
il motor yacht Pershing 64 che Ferretti group ha portato, via Po e via strada,
fino al Naviglio grande trasformato in piccolo Salone nautico sotto gli occhi
increduli del quartiere. Design d'interni Poltrona Frau, effetti musicali
B&O, una campagna lancio studiata ad hoc e tanta soddisfazione da parte di
Tilli Antonelli, a.d. del marchio di super yacht ad alta velocità del cantiere
forlivese controllato da Candover. La razionalizzazione degli spazi tipica
degli yacht di lusso ha poi ispirato un altro grande progetto esordiente al
fuorisalone: la suite house di Hhd (Holiday home design) marchio di Agorà
prefab specializzato in case mobili di design. "Il nostro core erano un
tempo case per campeggi", racconta a ItaliaOggi Alessandro Rado, titolare
e amministratore delegato di Hhd. "Tre anni fa la svolta con Hangar design
group e la trasformazione radicale di prodotto da case mobili a basso contenuto
design a cabanon di lusso hi-tech". Tre i modelli presentati in Zona
Tortona, Suite home, Icaro bay e Joshua Tree, per un prezzo che può variare dai
55 ai 70 mila euro, Iva e trasporto escluso. "Il mercato dei cabanon made
in Italy", dice Rado, "è ancora rallentato dalla burocrazia". I clienti sono quindi
soprattutto contract. Ma le fila dei curiosi si allungano. Per il 2009 verranno
prodotte 450 suite home. Intanto il fatturato di Hhd è passato dai 2 milioni
del 2006 ai 10 del 2007. E presto verrà lanciata la versione economica della
villetta design. Prezzo base 30 mila euro.
( da "Giornale di Vimercate" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Verso il pgt -
delocalizzare le ditte L'UNICA VERA SOLUZIONE PER IL COMUNE VICINO È MODIFICARE
LA DESTINAZIONE D'USO DELL'AREA Bernareggio - Cascina Gattafame, ovvero il paradosso fatto urbanistica e burocrazia. Le abitazioni infatti, esistenti da decenni, si trovano al
confine con Verderio Inferiore, che ha collocato negli anni Novanta nel proprio
Piano regolatore la zona industriale dall'altra parte del confine territoriale,
di fatto a pochi metri dalle abitazioni. Una follia. Tra l'altro senza
tenere conto che le case si trovano tutte in territorio bernareggese tranne
una, quella di Pietro Redaelli, che quindi si è trovata in zona industriale. La
conseguenza è che in territorio verderiese il piano di zonizzazione acustica
aveva un valore di 5, mentre in quello bernareggese di 2. Uno scarto
normativamente non consentito. La soluzione trovata è stata modificare il piano
in modo tale che le due fasce di confine passino da una parte a 4 e dall'altra
a 3. Con tale provvedimento le aziende "incriminate"
"Comase", "Castoldi", "Seruso" e "Rgm"
sarebbero costrette ad adeguare le proprie emissioni sonore. Ma la vera
soluzione, quella che vorrebbero i cittadini, è un'altra. I Comuni lombardi
dovranno prossimamente mettere mano al Piano di governo del territorio, il
documento urbanistico che sostituirà il Piano regolatore. Un'occasione ottima
per Verderio Inferiore cambiare la destinazione d'uso di quell'area e rimediare
a una scelta scellerata del passato e prevedendo quindi una graduale
delocalizzazione delle aziende esistenti, con buona pace per tutti. Articolo
pubblicato il 22/04/08.
( da "Denaro, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Salerno ambiente Associazione
certificatori, un impegno per diffondere il vero risparmio energetico
Un'associazione specializzata nella certificazione energetica degli edifici. E'
lo scopo dell'Arcec, costituita a Salerno con l'obiettivo della promozione di
un uso razionale dell'energia. Caterina La Bella Nasce a Salerno l'Associazione
Regionale Certificatori Energetici Campani con lo scopo di diffondere e
promuovere la Certificazione Energetica degli edifici e l'uso razionale
dell'energia in ambito civile e industriale. L'associazione, presieduta da
Lucio Ippolito, promuoverà studi, ricerche e seminari sul settore, iniziative
di formazione e assistenza. Con il presidente Lucio Ippolito, fanno parte del
Consiglio Direttivo Gianluca Basile (VicePresidente), Felice Argenio (Segretario
Tesoriere), Luca Cascone, Francesco Festa, Achille Mastrocinque, Angelo
Nicoletti e Michele Petrocelli. "Con l'avvenuta approvazione dei decreti
attuativi e delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli
edifici da parte della Conferenza Unificata Stato-Regioni", spiega il
presidente Ippolito, "la certificazione energetica, che attualmente è
considerata alla stregua di un mero strumento conoscitivo, assume un ruolo
fondamentale nella allocazione di contributi e incentivi per la realizzazione
di edifici progettati e realizzati con criteri di eccellenza". La nuova
associazione, insomma, dovrà favorire il confronto tra il ruolo pubblico e il
mondo degli operatori con l'obiettivo comune di formare una classe di tecnici e
professionisti capaci di affrontare la Certificazione Energetica attraverso una
metodologia di calcolo comune e di promuovere una cittadinanza energetica
attraverso azioni di informazione e coinvolgimento sui temi del risparmio
energetico nel suo complesso e della sostenibilità ambientale. "In attesa che la macchina della burocrazia converga verso la definizione finale delle linee guida per la
certificazione e delle procedure di accreditamento dei certificatori",
conclude Ippolito, "ritengo fondamentale l'avvio di azioni concrete mirate
a formare una nuova coscienza professionale, conformemente ai principi etici e
tenendo sempre presenti i diritti del cittadino consumatore". del
22-04-2008 num.
( da "Corriere Adriatico" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'accordo con il Pd
nelle Marche ha funzionato "Sarà l'asse del futuro"Un parlamentare
anche alle Europee L'Italia dei valori rilancia e punta i piedi "Dati
straordinari. Nel 2009 ruoli al vertice di Comuni e Province" ANCONA -
Idv, un successo "straordinario" a fronte della ancora bruciante
sconfitta della coalizione di centrosinistra. Passate le elezioni è tempo di
analisi. Buona la affermazione ad Ascoli. Ottima ad Ancona che porta a
Montecitorio l'avvocato David Favia. E bene è andata anche nell'alta
Valmarecchia con percentuali fino all'8% e dove il segretario regionale
Borghesi ha saputo imporsi pur non ottenendo il seggio al Senato. Nel Fermano
il partito si è attestato sul dato nazionale, mentre Borghesi non ha nascosto
che "sono andate meno bene" le province di Macerata e Pesaro Urbino.
A pesare, forse, la polemica giudicata "inopportuna" e "sorta anche
al nostro interno" sulla secessione dell'alta Valmarecchia, nodo che la
Regione dovrà comunque affrontare. Per il resto, il risultato è stato
"rimarchevole". "Abbiamo saputo intercettare una componente
della società che chiede sicurezza, legalità, minore burocrazia e che il Pd da solo - spiega
Borghesi - non avrebbe saputo cogliere". Ovviamente il tutto costituisce
"un capitale da investire" in vista dei prossimi appuntamenti
elettorali: le europee e amministrative del 2009 dove al voto andranno quattro
Province e molti Comuni capoluogo nonché le regionali del 2010. E sarà
questa l'occasione per mirare alto. "Potremo proporre qualche
vertice", dice Favia. Le aspettative sono soprattutto per le provinciali
di Fermo e Ascoli. Ma anche per Bruxelles. "Il primo obiettivo - spiega Borghesi
- è arrivare al 5% eleggendo un eurodeputato marchigiano e ottenendo ruoli
importanti nella guida delle amministrazioni locali". Intanto si guarda a
Chiaravalle, dove l'Idv l'ha spuntata alla grande con due consiglieri e un
assessore. Mentre a Falconara, dove il partito di Di Pietro sostiene al
ballottaggio il candidato di centrosinistra Lodolini, il risultato può
ritenersi più che dignitoso trattandosi, come spiega il coordinatore
provinciale Guido Caruso, di un Comune commissariato dove la competizione è
stata particolarmente accesa. Chiaro che l'accordo Pd-Idv ha funzionato e
questo, in un quadro nazionale di spostamento verso il centro e il
centrodestra, costituirà "l'asse del futuro". "Chiediamo al Pd
di considerare che questo asse ha pagato nelle Marche, non in termini di
poltrone, ma di programmi", dice Favia parlando di "contatti
importanti" in corso con l'Udc che però non dovrebbero escludere la
sinistra. "Si apre una fase politica di grandi riflessioni. La società ha
gridato forte. Sono convinto che il centrosinistra ha gettato le basi per
tornare al governo. E lo farà prima di quanto si pensi". "Chi come me
da anni crede in questo progetto - ha detto anche l'ex coordinatore regionale
Dante Merlonghi - non potrà non esserci". PIA BACCHIELLI,.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lo sostiene l'assessore
comunale Malaspina: i livelli riscontrati sarebbero ben al di sotto dei
parametri richiesti dalla normativa europea "Caparozzoli alla diossina? È
una campagna denigratoria" ChioggiaL'assessore comunale alle Attività
produttive, Massimiliano Malaspina, scende in campo a difesa della qualità dei
molluschi della laguna veneta. "È pretestuosa - sostiene l'assessore - la
campagna demolitoria, del tutto non veritiera in merito al fatto che i
caparozzoli conterrebbero diossina". Con 1,65 picogrammi per grammo di
sostanza alimentare, il massimo riscontrato, sostiene Malaspina, i molluschi
della laguna, sono abbondantemente entro i livelli stabiliti dalla normativa
comunitaria, che fissa il limite di tollerabilità entro i 4 picogrammi. "È
successo - aggiunge l'assessore - che un operatore sia stato accusato di
spacciare prodotto inquinato: nella sua produzione l'indice di diossina
rilevato è risultato di 0,6 picogrammi, quindi sei volte, anzi quasi sette
volte al di sotto del limite europeo".Prese di posizione del genere hanno
solo l'effetto di allarmare i consumatori, che vanno tutelati in ogni modo.
"Allo stesso tempo diffondendo notizie che poi risultano infondate -
argomenta Malaspina - si ottiene di destabilizzare ulteriormente un settore già
in crisi". Tanto per avere un'idea delle dimensioni cui ci si riferisce,
Malaspina riporta che "un picogrammo corrisponde ad un miliardesimo di
grammo. Se proprio ci si deve preoccupare - concede l'assessore - è bene farlo,
per esempio, per il salmone norvegese, che con tanta gioia gustiamo sulle
nostre tavole. Il valore della diossina presente risulta di 4,5 picogrammi di
diossina: ma anche il latte materno ne contiene molta di più dei caparozzolli,
addirittura 3 picogrammi!"Se le cose stanno così, si chiede Malaspina
"siamo di fronte ad un allarme infondato, che ha tutte le caratteristiche
di un pretesto che serve a mantenere il lavoro di gente che magari non sa cosa
fare di meglio che rovinare delle famiglie che nulla fanno più che andare a
lavorare tutti i santi giorni".In laguna, conclude Malaspina, esiste un
unico vero problema, quello delle pertinenze di Porto Marghera, "un'area
che si può interdire con sbarramenti fisici di facile attuazione. Non si
capisce infatti come questo non venga fatto". Si
eviterebbero in questo modo il "guardia e ladri", gli inseguimenti,
le multe, i sequestri, la burocrazia "che fanno sembrare la laguna una discarica, quando la
realtà è completamente opposta rispetto all'immagine che stanno creando ad hoc
per chissà quale motivo che di occulto ha ben poco".Giorgio Boscolo.
( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 22 Apr
2008 Edizione 78 del 22-04-2008 Otto consigli non richiesti per trasformare il
successo elettorale in una vittoria politca La Lega al bivio decisivo di
Gilberto Oneto Anche per uno come me, che è stato ed è fortemente critico nei
confronti di "questa" Lega, il suo risultato elettorale costituisce
un segnale fortemente incoraggiante: i suoi messaggi di base sono ancora forti,
le sue idee originarie sono sempre vincenti e hanno una forza di attrazione che
va al di là della qualità di chi li rappresenta. Vediamo innanzitutto i dati.
La Lega ha vinto al di à di ogni previsione e speranza. 3.024.000 voti alla
Camera sono tanti, sono il doppio dell'ultima volta. Chi sono questi nuovi
elettori? Leghisti che si erano allontanati? Sì, ma solo in parte. Lo
starebbero a dimostrare quei 103 mila che al Senato hanno votato per partitini
autonomisti padani ma, soprattutto, la scelta dell'astensione che hanno ancora
fatto molti ex elettori e anche una fetta di militanti in polemica con la
dirigenza. Quasi tutti sono perciò nuovi. Sono gente che ha voluto dare un
segnale di cambiamento rispetto allo schifo prodiano ma che non ha voluto
votare Berlusconi: ha ritenuto la Lega più affidabile o meno peggio. È gente
che non trova in Berlusconi (e meno ancora in Fini) un sincero oppositore
dell'immigrazione o un difensore della sicurezza: ha ritenuto sprecato votare
per La Destra e ha votato Lega. Ci sono poi elettori del centro-destra che non
hanno digerito la fusione. Ci sono forse anche dei neofiti del federalismo che
hanno perso ogni speranza nelle capacità riformiste di tutti gli altri. Nel
complesso si tratta di una incoraggiante vendemmia di consensi avvenuta in gran
parte grazie a gente nuova che intacca solo marginalmente il vasto mercato
degli ex, dei delusi, degli autonomisti "duri e puri". Vediamo i
numeri. Alle elezioni del 1992, sempre alla Camera, la Lega aveva preso 371mila
voti in più di oggi, nel 1994 211mila. Nel 1996 addirittura quasi un milione in
più. Alcune indagini effettuate negli scorsi anni ci dicono che un numero molto
superiore di padani ha votato almeno in una occasione per la Lega. Ci sono
perciò alcuni milioni di cittadini che sono stati un momento o in parte
attratti dalle idee leghiste ma che se ne sono allontanati. Molti sono rifluiti
in altri partiti ma molti di più si sono rifugiati nell'astensione. Si assiste
a un fenomeno paradossale: gli autonomisti non votano, addirittura militanti e
iscritti alla Lega non votano e il loro posto viene preso nelle urne da altra
gente, soprattutto di destra. È un ricambio di cui il partito si è fortemente
avvantaggiato nelle ultime elezioni. Questo è anche il risultato di una
politica (su famiglia, immigrazione, fecondazione, Islam eccetera) su cui la
Lega si è infervorata lasciando un po' da parte i suoi tradizionali temi
anti-centralisti e anti-romani. Come c'è stato un mutamento ideologico dei
vertici, di pari passo è seguita una identica deriva dell'elettorato. Così
succede che gran parte del blocco di opinione
autonomista-federalista-indipendentista, di formazione sia identitaria che
liberista che comunitarista, se ne resti ancora lì in attesa di una
collocazione e di un recupero nell'arena della politica attiva. Assieme a
questi c'è la stragrande maggioranza dei lavoratori e contribuenti padani che
cercano chi li protegga dalla criminalità e dall'immigrazione, che assicuri una
forte autonomia fiscale e identitaria, che li riporti nel consesso delle
comunità europee più civili. C'è chi ha votato per Berlusconi turandosi il
naso, chi si astiene e anche tanti che hanno votato a sinistra: la posizione
"anomala" di Illy non è un caso isolato. In questo panorama la Lega
ha dimostrato di detenere ancora una sorta di monopolio del padanesimo e di
essere comunque con esso identificata dalla larga maggioranza dei cittadini che
ne ignora le vicissitudini e le tensioni interne. Per la quasi totalità della
gente la Lega rappresenta il federalismo, l'idea di Padania, ma anche la
resistenza all'oppressione fiscale, alle prepotenze della burocrazia, all'immigrazione e alla dilagante criminalità. Oggi la Lega è a
un bivio. Può diventare un partito conservatore a base territoriale (come - si
sente ripetere - la CDU bavarese), aggrappato alle gioie del potere, e legato a
filo doppio a Berlusconi, oppure può tornare con energia a essere un grande
movimento autonomista in grado di trascinare e non semplicemente fiancheggiare
le altre forze politiche, e di rappresentare gli interessi di un intero popolo,
al di là di tutte le divisioni ideologiche. Per scegliere con decisione questa
seconda strada dovrebbe fare subito alcune cose. So benissimo che il suo gruppo
dirigente non è fatto di gente tanto pronta a ricevere consigli, meno che meno
da me. Ma io ? per quel che valgono - glieli do ugualmente. Primo. Forte del
suo consenso, cerchi di recuperare tutti i suoi ex militanti e simpatizzanti
che si sono (o sono stati) allontanati ma che non si sono mai intruppati in
nessun partito "italiano". Dimostri che non è il momento di divisioni
e di recriminazioni. Allo stesso modo cerchi un avvicinamento con tutti i movimenti
autonomisti (anche con quelli che spregiativamente definisce "liste
patacca") perchè lì si sono rifugiate grandi frange di energia autonomista
e movimentista che non dovrebbe sprecare. Secondo. Cerchi di inventarsi
rapporti nuovi e più rispettosi con i movimenti autonomisti storici (sardi,
sudtirolesi e valdostani) con cui costruire una più stretta comunità di
sinergie politiche. Ne guadagnerebbe molto anche in termini di credibilità sul
piano internazionale. Terzo. Restituisca nel giro di un anno tutti i quattrini
ai soci della CrediEuroNord. Sarebbe una operazione di profondo senso morale ma
anche di immagine. Con i molti parlamentari appena eletti basterebbero pochi
mesi di paga e privilegi per raggiungere l'obiettivo in cui sono oggi impegnate
alcune persone per bene ma senza grandi mezzi finanziari. Quarto. Riprenda con
vigore una forte operazione di approfondimento culturale. Non basta citare
Miglio, si deve incominciare a rielaborarne le teorie con efficacia. Si
abbandonino le vaccate come Miss Padania e ci si metta di nuovo a lavorare
seriamente su progetti di cultura identitaria, oggi quasi del tutto negletti.
Quinto. Si affronti con decisione la questione ambientale. La sparizione dei
Verdi dalla scena politica lascia spazi enormi che prima erano occupati da
gente faziosa e asservita alle peggiori ideologie e che oggi può essere
virtuosamente riempito da un ambientalismo serio e ? come avviene ovunque
all'estero ? intimamente collegato con le istanze autonomiste. Sesto. Si
riformino radicalmente i mezzi di comunicazione del movimento, oggi piuttosto
malandati. La radio - ad esempio - ha un enorme potenziale di penetrazione e di
formazione del consenso ma è abbandonata a una gestione volonterosa ma carente
sul piano professionale. Settimo. Selezioni con attenzione il proprio
personale. Il successo elettorale (in parte imprevisto) ha premiato anche
funzionari e galoppini dotati forse di grandi doti di fedeltà ma poco incisivi
sul piano della comunicazione che è oggi affidata a non più di cinque o sei
persone, sempre le stesse. Ottavo. Prendere subito alcune iniziative dal forte
significato anche simbolico, come ? ad esempio - presentare una legge
sull'immigrazione ancora più determinata, riscrivere in chiave molto più
autonomista il progetto di Statuto della Lombardia e di altre regioni, abolire
balzelli e adempimenti particolarmente odiosi (il canone RAI, il bollo
automobilistico, gli studi di settore), pretendere la creazione di una rete
televisiva davvero localista. Non è un compito facile ma il momento è
favorevole. La Lega non può commettere altri errori: perdere questa occasione
sarebbe fatale per lei ma anche per le istanze autonomiste e federaliste.
( da "Opinione, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 22 Apr
2008 Edizione 78 del 22-04-2008 Ronde padane e guardie private Ogni risorsa contro
il crimine di Carlo Lottieri Rilanciato con un'intervista a Roberto Maroni
pubblicata in grande evidenza dal Corriere della Sera, quello delle
"ronde" è un tema che è destinato ad animare a lungo la discussione.
Di fronte all'emergenza della sicurezza, infatti, da parte della Lega si torna
a sottolineare l'importanza di tutto quanto può portare tranquillità in quelle
aree maggiormente afflitte da questi problemi. Nelle dichiarazioni rilasciate
al quotidiano milanese, quello che viene presentato come il futuro ministro
degli Interni ha buon gioco nel rilevare come chi in passato demonizzava le
ronde padane ora si trovi a vedere di buon occhio quei cittadini che si
organizzano per vigilare i loro quartieri, a turno, durante le ore della notte:
come da qualche tempo succede perfino nella rossa Bologna amministrata da
Sergio Cofferati. Nel centro-destra, per la verità, non tutti sembrano
apprezzare l'idea delle ronde spontanee: in camicia verde o diversamente
abbigliate. In una sua dichiarazione, ad esempio, Maurizio Gasparri ha voluto
sottolineare come più che di ronde private ci sia bisogno di un rafforzamento
della presenza della polizia di Stato e dei carabinieri. La questione è
interessante perché sembra rivelatrice di sensibilità diverse all'interno dell'alleanza
guidata da Silvio Berlusconi, e ciò anche quando si tratta di formazioni che
egualmente da tempo dedicano una parte rilevante della loro propaganda ai temi
della sicurezza. Esiste infatti una parte dell'area moderata che continua a
ritenere che l'unico modo per essere protetti consista nell'aumentare il numero
dei poliziotti e migliorarne la formazione e l'equipaggiamento. Soprattutto in
Alleanza Nazionale, vi sono ragioni elettorali (il forte
legame con la burocrazia
pubblica e soprattutto con poliziotti e militari di professione) che spingono
ad osteggiare uno sviluppo di risposte autonome, private e locali di fronte ai
problemi dell'ordine pubblico. Non del tutto dimentica delle sue originarie
radici antistataliste, la Lega non pare avere preoccupazioni di questo tipo.
Non a caso nell'intervista al Corriere Maroni ha fatto riferimento all'attività
? che ormai dura da molti anni ? del gruppo dei City Angels, che senza
pretendere di sostituirsi alle forze di polizia cercano però di contribuire a
fare di Milano una città più vivibile. Su questi temi, i leghisti sembrano
manifestare una approccio molto "più laico" e disincantato. Come si
ricorderà, quando la Lega in qualche città ha attivato gruppi di guardie padane
con lo scopo di togliere dal cono d'ombra della notte talune aree di questa o
quella città, i cittadini hanno sempre espresso apprezzamento per tali
iniziative. Né si può dire che vi siano stati episodi di abusi di alcun tipo.
Quando Maroni verrà chiamato a guidare il ministero degli Interni, nel caso in
cui questo sia il suo prossimo incarico, è anche possibile che il raggio
d'azione delle risposte "private" alla criminalità possa allargarsi.
In fondo, già adesso quanti possono (le banche, molte imprese, taluni titolari
di ville vistose e isolate) fanno ricorso ai servizi di agenzie private di
protezione. Esistono però molte norme che tuttora limitano in maniera eccessiva
e irragionevole la libertà d'azione di questi poliziotti privati. Una risposta
più articolata, che unisca imprenditorialità e volontariato, facendo cooperare
le attuali forze di polizie con realtà nuove e di altra natura, potrebbe
fronteggiare assai meglio l'insicurezza che grava sui cittadini. Al fine di
ottenere questa risposta sarebbe pure opportuno che quanti decidono di
destinare proprie risorse alla sicurezza siano sollevati (con forme di
detrazione, ad esempio) almeno da una quota delle imposte: dato che con tali
investimenti privati agevolano il lavoro stesso delle forze pubbliche. C'è
quindi bisogno di più spazio e libertà d'azione al volontariato espresso dalle
società civile (le ronde), da un lato, e di un diverso riconoscimento anche del
ruolo svolto dalle imprese private di protezione, dall'altro. Ma è egualmente
opportuno, e su questo tema è possibile che Maroni si riveli attento e
puntuale, che vi sia una maggiore responsabilizzazione dei sindaci e in
generale delle autonomie locali. La gente chiede sicurezza ai primi cittadini,
ma fino ad oggi essi non hanno mai avuto veri strumenti nelle loro mani. Non è
detto però che la situazione non muti alla svelta.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Incontro organizzato
dalla Cna e dalla Bcc Santa Maria Assunta per spiegare i nuovi limiti in vigore
dal 30 aprile Norme antiriciclaggio, il fastidio delle imprese I nuovi divieti
e le limitazioni all'utilizzo di denaro contante e di altri strumenti di
pagamento, in vigore dal prossimo 30 aprile, al centro di una riunione di
imprenditori aderenti alla Cna delle sezioni di Adria e del Delta all'ostello
Amolara. Ha relazionato Claudio Rossini, responsabile organizzativo della Cna
ed esperto in materia, coadiuvato da Marco Pistritto della Federazione
regionale delle banche di credito cooperativo, in quanto la serata vedeva come
ospite la Bcc Santa Maria Assunta rappresentata dal presidente vicario Raffaele
Riondino, dal direttore generale Antonio Biasioli e dal vice Lorenzo
Contiero.Marco Bovolenta, segretario locale della Cna, ha introdotto i lavori,
alla presenza di una folta platea di imprenditori, più preoccupati che
desiderosi di apprendere le nuove regole. "Parlando con le imprese - ha
affermato Bovolenta - si avverte un clima di insofferenza. Un provvedimento
come questo sull'antiriciclaggio, pur motivato da un grave problema che
riguarda il rispetto della legalità nelle transazioni di denaro, provoca un
senso di sfiducia e di vessazione. Il fine di contrastare efficacemente la
lotta al riciclaggio dei proventi di attività illecita attraverso il
monitoraggio dei pagamenti, viene vissuto come un'ulteriore complicazione
all'attività di impresa, già subissata quotidianamente
dalla burocrazia e dagli
adempimenti. Si vive nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in
sanzioni o segnalazioni agli organi di vigilanza che forse è la paura più
grande di un imprenditore, poiché il clima che si è creato intorno ai
lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi e da luoghi comuni".Per
Bolovonta occorrerebbe invertire questa tendenza. "Per questo motivo
cerchiamo di rassicurare le imprese che non cambierà molto rispetto alla
situazione attuale poiché, non dimentichiamolo, queste norme sono in vigore dal
1991".I relatori hanno spiegato che dal 30 aprile scenderà da 12.500 a
cinquemila euro il limite per il trasferimento di somme in contanti, per i
libretti e gli assegni al portatore, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti
diversi, anche quando il valore dell'operazione è frazionato, ma
complessivamente è pari o superiore a cinquemila euro. L'altra novità degna di
nota il fatto che tutti gli assegni bancari e postali, rispettando il limite,
dovranno necessariamente riportare sempre la clausola di non trasferibilità,
oltre che il nome o la ragione sociale del beneficiario. Sarà ancora possibile
utilizzare assegni privi della dicitura "non trasferibile", ma
dovranno essere richiesti per iscritto. Comunque dovranno essere inferiori a
cinquemila euro. Anche i libretti di deposito bancari o postali al portatore,
dal 30 aprile, dovranno avere una saldo inferiore a cinquemila. Chi dovesse
esserne in possesso con un saldo superiore, avrà tempo sino al 30 giugno 2009
per ridurne l'importo o per estinguerli.Ha chiuso i lavori Lino Ponzetto,
vicepresidente provinciale della Cna.
( da "Gazzettino, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Subito al
lavoro sui temi del federalismo fiscale, della burocrazia e dello sviluppo" Il Pd
del Veneto, con le altre regioni del Nord, darà vita ad un coordinamento del
Partito Democratico che "dovrà dare risposte alle grandi questioni di
questo territorio": ad annunciarlo è Paolo Giaretta, il quale precisa che
questo coordinamento "non dovrà servire però a disquisire tra di noi sulla
forma partito".Il Pd, sintetizza Giaretta dopo la riunione dei
segretari regionali con Veltroni, deve rimanere "saldamente ancorato al
profilo del partito riformista italiano fin qui tracciato e deve essere
federale. Restare ancorati al profilo del partito riformista - sottolinea -
significa portare avanti i temi cari al Nord: federalismo fiscale, politiche
per lo sviluppo, semplificazione burocratica e fiscale, questione salariale e
tutela dei ceti deboli, l'efficienza dei grandi servizi pubblici". Per
Giaretta è su questi temi che il Pd "lancia la sfida al governo delle
destre".
( da "Virgilio Notizie" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
2- In Italia le
associazioni aumentate del 152% in dieci anni postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Strasburgo, 22 apr. (Apcom) - I deputati invitano poi la Commissione
a lavorare all'instaurazione, per tutti i fondi comunitari, di un sistema in
base al quale l'attività di volontariato possa essere riconosciuta quale
contributo ai progetti cofinanziati e a studiare meccanismi che consentano di
valutare adeguatamente il valore economico del lavoro di volontariato. Devono
poi essere messe in atto misure nazionali e locali per accrescere la mobilità dei
volontari e promuovere progetti transfrontalieri di volontariato rivedendo
anche la politica in materia di visti per i partecipanti di paesi terzi a
programmi di volontariato riconosciuti che si svolgono nell'UE. I deputati
raccomandano di dichiarare il 2011 come "Anno europeo del
volontariato". Assieme agli Stati membri, infine, la Commissione dovrebbe
indagare sulle ragioni del ritardo dell'adozione della "Carta Europea del
volontariato" che dovrebbe definire il ruolo delle organizzazioni di
volontariato e stabilire i loro diritti e le loro responsabilità. In Italia nel
corso del biennio 2004-2005, l'Istat ha svolto la quinta rilevazione sulle
organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e provinciali.
Rispetto alla prima rilevazione, riferita al 1995, esse sono aumentate del
152,0%, passando da 8.343 a 21.021 unità. Secondo l'Istat, l'analisi dei dati
permette di confermare alcune delle caratteristiche delle organizzazioni di
volontariato: più radicato nel Nord (il 28,5% delle organizzazioni di
volontariato è localizzato nel Nord-ovest, il 31,5% nel Nord-est, il 19,3% nel
Centro e il 20,7% nel Sud ed Isole), la prevalenza relativa di piccole
dimensioni organizzative, la concentrazione relativa di unità nei settori della
sanità (28%) e dell'assistenza sociale (27,8%), anche se cresce nel tempo il
numero di quelle che operano in altri settori (ricreazione e cultura,
protezione civile, istruzione, tutela e protezione dei diritti e attività
sportive). Il Servizio Civile Nazionale contava 45.890 volontari nel 2006 (di
cui 439 operanti al di fuori dell'Italia). Il 21,34% era nel Nord Italia, il
21,98% al Centro e il 55,75% al Sud e nelle Isole. Tra i settori d'impiego, il
50,57% dei volontari operava nell'assistenza, il 37,58% nella cultura ed educazione
e l'11,85% nell'ambiente e protezione civile. Il 66% dei volontari ha un'età
compresa tra 21 e 26 anni.
( da "Redattore sociale" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
NOMADI
15.5422/04/2008 Accesso ai servizi, gli ostacoli della burocrazia L'assessore Battaglia pensa a
una nuova programmazione socio-sanitaria in tutte le Asl del Lazio; a partire dall'esperienza
di Villa Irma, una clinica dove vanno a partorire decine di donne Rom ROMA -
Uno dei problemi ricorrenti è la difficoltà di rapporto con la burocrazia. Questo vale per tutti
gli immigrati, ma vale in particolare per la popolazione Rom e Sinti. Lo ha
detto oggi Augusto Battaglia, assessore alla sanità della Regione Lazio,
durante la presentazione della ricerca "Salute senza esclusione" su
un progetto di integrazione sanitaria che ha coinvolto circa 5000 Rom e Sinti
di 35 campi nomadi della capitale. Secondo l'assessore Battaglia,
l"amministrazione pubblica deve lavorare ancora per semplificare e
favorire l'accesso ai servizi da parte degli immigrati e dei Rom in
particolare, che in genere sono molto ostici a qualsiasi forma di burocrazia. Battaglia ha spiegato che il progetto gestito
dalle Asl e della Caritas ha avuto una grande importanza, anche perché ha fatto
emergere la differenza di gestione nei diversi insediamenti Rom e Sinti. Uno
degli insegnamenti principali di quella esperienza, ha spiegato oggi Battaglia,
riguarda la necessità di integrare meglio i diversi interventi sanitari e
socio-sanitari. Per Augusto Battaglia, proprio in considerazione della
specificità dei Rom, è necessario sfruttare al meglio ogni momento. Per quanto
riguarda per esempio i ragazzi Rom che sono inseriti nelle scuole di Roma si
tratta di sfruttare anche le ore che sono a scuola per intervenire anche dal
punto di vista sanitario e della prevenzione. Battaglia ha anche detto che
l'esperienza realizzata nel 2006 può essere replicata anche in altre realtà. Si
tratta di avviare una nuova programmazione socio-sanitaria in tutte le Asl del
Lazio. Un punto di osservazione interessante, per quanto riguarda la
prevenzione e in generale la salute del Rom, è Villa Irma, una clinica dove
vanno a partorire decine di donne Rom. Ma l'obiettivo prioritario ? ha concluso
Battaglia ? è intanto quello di favore l'accesso burocratico dei Rom e Sinti ai
servizi pubblici. (pan).
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRESSA.SENZA SEDE DA
SEI MESI Portalettere Le Poste ancora nel camper "Mancano gli ultimi
appalti" Comune ha finito la ristrutturazione ma l'ente ritarda e ci sono
proteste Non arrivano i sostituti [FIRMA]MARCELLO GIORDANI CRESSA Ufficio
postale "mobile", nel camper da sei mesi: il Comune ha allestito un
gazebo per riparare dalla pioggia gli utenti ma intanto si levano nuove
proteste per i ritardi di PosteItaliane nell'approntare i nuovi uffici. Da un
mese il Comune ha terminato la ristrutturazione dei locali del vecchio
municipio: "Qui - dice il sindaco Luigi Zabarini - c'erano l'ambulatorio
medico e le Poste. A dicembre abbiamo iniziato i lavori per risistemare tutto
l'immobile e li abbiamo terminati a metà marzo. Nel frattempo le Poste hanno
predisposto un camper con un ufficio mobile che abbiamo ospitato nel cortile
interno del Comune". L'amministrazione comunale era convinta che, finiti i
lavori di risistemazione dell'edificio, sarebbe partito subito l'allestimento
del nuovo ufficio postale. Non è stato così: "Le Poste devono fare davvero
poca cosa: controsoffittatura, impianto elettrico e montaggio del bancone. Il
grosso del lavoro - dice il sindaco - ce lo siamo accollati noi come Comune.
Per cui sono rimasto stupefatto quando ho contattato PosteItaliane e mi hanno
risposto che non hanno ancora appaltato i lavori. Quando e cosa aspettano? Che
razza di tempi burocratici hanno? Si tratta di fare degli interventi che in due
settimane si possono completare, mi chiedo a che cosa siano dovuti questi tempi
elefantiaci, che creano solo difficoltà agli utenti". Ad essere disagiati
sono sia gli addetti postali, che lavorano in uno spazio minuscolo, dove non è
possibile neppure collocare i documenti dell'archivio, ma anche gli utenti che,
proprio per le ristrettezza dello spazio disponibile, non possono usufruire di
alcuni servizi: "In questi giorni di pioggia la gente, e molti sono
anziani - osserva il sindaco - deve aspettare al freddo e sotto la pioggia. Per
alleviare i problemi abbiamo sistemato un gazebo, che almeno consente di
evitare di fare la coda sotto la pioggia. Chiedo di nuovo, pubblicamente, ai
dirigenti regionali delle Poste di intervenire con urgenza, perchè la
situazione è diventata insostenibile".Recentemente a Cressa il disagio ha
coinvolto anche la consegna della corrispondenza: "La postina ha avuto un
incidente in motorino: è caduta - racconta il sindaco Luigi Zabarini -, si è
fatta male e giustamente non ha potuto consegnare la posta. Peccato che le
Poste per due settimane non abbiano provveduto a rimpiazzarla perchè, così mi è
stato detto, non avevano a disposizione altri portalettere. Anche in questo caso
mi chiedo se da parte di questo ente non si debba cercare di avere maggiore
attenzione per le esigenze degli utenti. Personalmente - sottolinea Zabarini - ho sempre avuto un ottimo rapporto con gli uffici locali e
provinciali delle Poste, ma quando si arriva ai vertici regionali o nazionali,
allora si mette in moto una burocrazia incredibile, che frena qualsiasi intervento. Mi pare che negli
ultimi tempi i vertici delle Poste siano orientati a dare maggiore importanza
ai servizi di carattere bancario che non a quelli postali".
( da "Vita non profit online" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Paul Ricard
(redazione@vita.it) 22/04/2008 E' quanto sostiene il Parlamento europeo
chiedendo di prendere in considerazione l'introduzione di esenzioni dall'Iva
sugli acquisti delle organizzazioni di volontariato destinati allo svolgimento
Le organizzazioni di volontariato dovrebbero accedere a finanziamenti
sufficienti e sostenibili senza eccessivi adempimenti burocratici e formalità
di documentazione. E' quanto sostiene il Parlamento europeo chiedendo di
prendere in considerazione l'introduzione di esenzioni dall'Iva sugli acquisti
delle organizzazioni di volontariato destinati allo svolgimento dei loro
compiti e sui beni e servizi ad esse donati. Occorre inoltre accrescere la
mobilità dei volontari e promuovere progetti transfrontalieri. Sono oltre 100
milioni i cittadini dell'UE che svolgono attività di volontariato e il
contributo economico degli enti senza scopo di lucro (Npi) è pari, in media, al
5% del Pil e oltre un quarto di tale cifra è dovuto al tempo impiegato in
attività di volontariato. Inoltre, un recente studio sulle organizzazioni che
si avvalgono di volontari in tutta Europa ha dimostrato che, per ogni euro
speso per sostenere l'attività dei volontari, le organizzazioni hanno ricavato,
in media, un rendimento compreso tra 3 e 8 euro. Approvando con 639 voti
favorevoli, 23 contrari e 21 astensioni la relazione di Marian Harkin (Alde),
il Parlamento incoraggia gli Stati membri e le autorità regionali e locali a
riconoscere il valore del volontariato per la "promozione della coesione sociale
ed economica". Li esorta inoltre ad operare in partenariato con le
organizzazioni del volontariato e a consultare adeguatamente il settore per
sviluppare piani e strategie finalizzati al "riconoscimento,
all'apprezzamento, al sostegno, all'agevolazione e all'incoraggiamento del
volontariato". Anche perché, il volontariato "non ha solo un valore
economico misurabile, ma può anche consentire risparmi significativi per i
servizi pubblici" che, peraltro, non deve andare a sostituire. L'attività
di volontariato, inoltre, non deve prendere il posto del lavoro retribuito. I
deputati sollecitano, inoltre, gli Stati membri a creare un quadro stabile e
istituzionale per la partecipazione delle organizzazioni non governative (Ong)
ai dibattiti pubblici. E' necessario, però, distinguere in modo più chiaro le
organizzazioni di volontariato dalle Ong, le cui attività non sono organizzate
sulle stesse basi. Stati membri e autorità regionali e locali dovrebbero
inoltre compiere "veri sforzi" per aiutare le organizzazioni del
volontariato ad accedere a finanziamenti sufficienti e sostenibili a fini
amministrativi e per progetti. Ma, ammoniscono i deputati, "senza
eccessivi adempimenti burocratici e formalità di documentazione", pur
mantenendo i necessari controlli sull'esborso di fondi pubblici. Nella
prospettiva della revisione prevista per il 2010 delle disposizioni sull'Iva,
il Parlamento invita la Commissione a prendere in considerazione - insieme agli
Stati membri - "i validi argomenti sociali" in favore dell'introduzione
di esenzioni dall'Iva per le organizzazioni di volontariato, registrate a
livello nazionale, su acquisti intesi all'esecuzione dei loro compiti. Dovrebbe
inoltre prendere in considerazione gli argomenti a favore dell'esenzione,
"in casi specifici", dal pagamento dell'Iva su beni e servizi donati
alle organizzazioni di volontariato.) Inoltre, le imprese e gli altri operatori
del settore privato, nell'ambito della loro strategia di responsabilità
sociale, dovrebbero sostenere finanziariamente iniziative volte a promuovere e
potenziare il volontariato, e ricevere incentivi dagli Stati membri affinché
supportino tale settore. Leggi la relazione di Marian Harkin, clicca qui.
( da "Padania, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L APPELLO DI FABIO
RAINIERI, LEADER DEI COBAS DEL LATTE "Ridare dignità al mondo
agricolo" Simone Boiocchi Ridare dignità al mondo agricolo e restituire
agli agricoltori quel ruolo che spetta loro. Questo l invito che Fabio
Rainieri, leader dei Cobas del latte e neo-eletto Parlamentare della Lega Nord
in Emilia fa a quello che sarà il futuro ministro dell Agricoltura. "Come
rappresentante di quel mondo agricolo che è uno dei fiori all occhiello del
nostro Paese - spiega Rainieri - mi auguro che con il nuovo Governo e,
soprattutto, con un nuovo ministro che speriamo sia del Nord, si dia una nuova
immagine all agricoltura. Negli ultimi anni, infatti, gli agricoltori sono
sempre stati dipinti come braccia da lavoro spesso alle dipendenze di grandi
multinazionali. Il che non è assolutamente vero. Quello che è vero, invece, è
che la Comunità Europea ha bastonato il settore impedendo di fatto agli
agricoltori di fare reddito e di gestire al meglio le proprie aziende mettendo
di fatto il settore in crisi". Come fare allora? Una domanda alla quale
Rainieri risponde senza esitazione: "Dobbiamo fare in modo che la
categoria abbia la possibilità di produrre come sa fare, con la qualità che la
contraddistingue. Così facendo tutti i prodotti base della nostra alimentazione
mediterranea otterrebbero maggiori risultati. Su tutti una maggiore tutela e
garanzia per i consumatori. Così facendo l agricoltura tornerebbe ad essere la
forza motrice della nostra economia". Poi un monito. "Basta con le
incursioni della Comunità Europea. Basta a quelle penalizzazioni che pesano
sulla nostra agricoltura, basta con le letture di quegli economisti agricoli
che negli ultimi 20 anni hanno sbagliato qualsiasi tipo di previsione. Basta con la burocrazia incessante che continua ad aumentare i costi al consumatore. In
agricoltura - conclude - non servono più operatori del settore per continuare a
seminare o mungere le vacche, ma commercialisti. Una situazione
inaccettabile". [Data pubblicazione: 22/04/2008].
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autore LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due
anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario
sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la
mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho
provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi
hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo
senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non
si può non affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro.
Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel
dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa
nostra epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e
soprattutto i talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro
tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una
valenza politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di
ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti
dei familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in
questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo
dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati
dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla
nostra burocrazia. Si è
superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta
questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la
questione del lavoro.