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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

Portabilità, Credem e Banco Popolare pagano le spese ( da "Gazzetta di Parma, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fra gli scogli da superare restano la burocrazia e le spese notarili, per questo gli istituti bancari stanno passando all'attacco con soluzioni a zero spese per il cliente che rinuncia alla "vecchia" banca. La strategia è stata inaugurata da banche nazionali, come il gruppo Intesa-Sanpaolo;

Focus Le grandi opere ( da "Corriere.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lavori sempre più lenti Tempi doppi rispetto al resto del mondo IL CASO. LA BRESCIA-BERGAMO-MILANO Brebemi, la burocrazia contro tutti Dal 1999 c'è accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i cantieri La Via infinita I tempi delle opere Il tracciato Focus del Corriere della Sera stampa |.

Brebemi, la burocrazia contro tutti ( da "Corriere.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia contro tutti Dal 1999 c'è accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i cantieri La burocrazia è un intralcio anche quando il consenso alla realizzazione di un'opera è pressoché totale. Prendete il caso della Brebemi, l'autostrada che dovrebbe collegare Brescia, Bergamo e Milano (da cui l'acronimo Bre-

Candidati, ecco le nostre richieste ( da "Gazzetta di Reggio" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Strade migliori e meno burocrazia: lo chiedono le imprese sampolesi protagoniste di un'indagine promossa dalla Cna Val d'Enza con l'obiettivo di dare voce agli imprenditori e di avere un quadro di riferimento utile per ripartire dopo un periodo di non governo del territorio.

Dipartimento prevenzione trasloca all'ex Lucchesi ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e la previsione di sanzioni amministrative in caso di omissioni è stato definito "una pagina delicata dei rapporti tra burocrazia e cittadini". E stato poi ribadito il contenuto delle leggi esaminate nei giorni scorsi sul fatto che la trasmissione dei dati deve riguardare solo i comuni e le aziende. LA BUONA notizia è stata annunciata dal presidente di Gaia Filippo Eugene Luchi.

ESPOSTI, segnalazioni, lettere e richieste di intervento sono stati sinora tutti ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E così, mentre il gatto della burocrazia si morde la coda, i colombi continuano ad infestare il condominio di via Fardella: lo strato di guano che già l'estate del 2007 si era fatto consistente, continua ad aumentare. "E indispensabile che chi ha qualche competenza ? scrive Sabbatini ?

LA BUROCRAZIA STA UCCIDENDO LE IMPRESE ( da "Nazione, La (Lucca)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'INTERVENTO LA BUROCRAZIA STA UCCIDENDO LE IMPRESE L'ASSESSORE regionale al bilancio Giuseppe Bertolucci ci ha presentato una serie di valutazioni sulla situazione economica provinciale, associandola a quella di altre province della Toscana, che hanno una forte propensione all'export.

Dubbi e richieste degli imprenditori della CNA ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, questo in sintesi è quanto chiedono gli imprenditori alla futura giunta di San Polo. L'indagine è stata promossa dalla CNA della Val d'Enza con l'obiettivo, come dichiara Matteo Leoni, Presidente della CNA comunale, "di dare ampia voce ai numerosi imprenditori e soprattutto di avere un quadro di riferimento utile per ripartire dopo un periodo di non governo del territorio"

Sangalli: Farò guerra alla burocrazia ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sangalli: "Farò guerra alla burocrazia" "L'IDEA di poter aprire un'impresa in un giorno è sacrosanta, ma si può fare di più". Da Bologna Gian Carlo Sangalli, ora candidato al Senato con il Pd, rilancia il tema della semplificazione burocratica, al centro della campagna elettorale.

Swg: lombardo avanti il pd: il recupero è iniziato ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia in parte tangentista, in parte comunque male organizzata, in cui le decisioni sono state lasciate ai singoli dirigenti, senza un controllo direttivo e coerente. La "rivoluzione siciliana" - conclude - prevede un rafforzamento reale all'interno della politica e dell'amministrazione di quelle infrastrutture della legalità che sono le più urgenti in Sicilia"

Parcheggio Caneve, si va all'appalto ( da "Trentino" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, probabilmente gli arcensi prima dell'appalto assisteranno all'inaugurazione della passerella sul fiume, prevista per giugno. Comunque non si deve disperare: magari entro la fine del 2008, dato che non si tratta di un intervento particolarmente complesso, la nuova area di sosta sarà pronta e i visitatori vi potranno parcheggiare la macchina recandosi in centro a piedi

La minoranza: la tangenziale sud torni priorità ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia". "Dalla mia posizione - spiega il capogruppo di minoranza - devo riconoscere che tutti i Comuni hanno impiegato le migliori energie e profuso un impegno estenuante, tuttora manifesto, per raggiungere l'obiettivo. Tutti si rendono conto che la sfida per riportare a una condizione di equilibrio ambientale restituendo una decorosa vivibilità ai nostri centri abitati passi

Task-force in aiuto alle piccole aziende ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, abbassare le tasse a imprese e cittadini, diminuire sensibilmente gli oneri che gravano impropriamente sul costo del lavoro, combattere i monopoli e i mercati protetti, ridurre la spesa pubblica, superare la contrapposizione fra lavoratori dipendenti e indipendenti", queste le priorità indicate dal presidente di Confartigianato che ha comunque distinto tra competenze

Grillo inadempiente , la copisa rivuole l'ostello ( da "Nuova Sardegna, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Evidentemente la questione dei tempi tecnici legati alle ingarbugliate maglie della burocrazia non convince tutti. Cosa succederà è impossibile da prevedere. La Copisa attende, prima di compiere nuovi eventuali passi e non si sbilancia. Facile però prevedere che la direzione di quei passi possa portare nuovamente nelle aule dei tribunali.

Fotovoltaico negli uffici vesta e lungo le barene di campalto - mitia chiarin ( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: città dove questi progetti faticano più che nei piccoli Comuni a tradursi in realtà per colpa della burocrazia. Veritas Energia ha più di un progetto nel cassetto, alcuni elaborati con Agire, l'agenzia comunale per l'energia. Dagli impianti a biomassa che utilizzano il legno per produrre riscaldamento ed energia elettrica ai pannelli a forma di albero per impianti di 250 kilowatt.

Il futuro di trieste è in chiave metropolitana ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia delle pubbliche amministrazioni tradizionali con i tempi biblici che accompagnano lo smaltimento delle pratiche più banali sono ovunque la piaga dello stato moderno: la città metropolitana con il suo sistema di competenze delegate dall'amministrazione centrale e dalle regioni, si propone come obiettivo fondamentale di superare la dispersiva frammentazione delle diverse

Abbasseremo le tasse, è una certezza Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. Di Pietro non farà il Guardasigilli ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vuole velocità e meno burocrazia". I figli di Berlusconi? "Compaiono in tutte le campagne elettorali, per giurarci su o vendergli ALitalia". Il primo ddl in consiglio dei ministri sarà quello contro la precarietà. E fa la predica alla Bignardi che si interrogava sulla sinistra più indignata per la battuta berlusconiana "sposi mio figlio" della stessa destinataria:

I volontari della protezione civile appiedati dalla burocrazia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Provincia di Cagliari Pagina 1045 Siliqua I volontari della protezione civile appiedati dalla burocrazia Siliqua --> La Protezione civile di Siliqua rivuole i mezzi antincendio. Ma la Regione dice no. I beni che appartenevano all'ormai soppressa XIX Comunità montana di Iglesias passano alle Unioni dei Comuni del Sulcis Iglesiente. Prosegue così la querelle infinita.

Contrordine di gaia questionari entro dicembre ( da "Tirreno, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA MORSA DELLA BUROCRAZIA Contrordine di Gaia questionari entro dicembre Slitta il termine del 31 marzo per la consegna dei dati catastali richiesti SAN MARCELLO. Contrordine compagni. Gaia spa fa dietrofront e allunga i termini. I questionari allegati alle ultime bollette dell'acqua, nei quali vanno inseriti i dati catastali degli utenti,

Il primo cittadino fa i complimenti al progetto "la fattoria" ( da "Centro, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Chiedo scusa per i tempi della burocrazia" GIULIANOVA. Il sindaco Claudio Ruffini ha inviato una lettera di elogio ai proprietari del parco giochi al coperto "Giocolandia" per aver realizzato "La Fattoria", il parco naturalistico dedicato agli animali domestici e alla tradizione agreste, che è stato inaugurato domenica scorsa.

In fila per ore all'inps per poter sbrigare le pratiche della pensione ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per tutti se le regole e la burocrazia fossero più chiare e snelle - spiega Graziano Sbogar -, ed invece siamo tutti costretti a rivolgerci a consulenti e patronati. Si possono perdere intere giornate". "Il sistema andrebbe senza dubbio semplificato - dice Danica Lakovic -, e penso soprattutto alle persone anziane che fanno sempre più difficoltà a tenersi al passo con le novità"

Ecofridge, revocati i finanziamenti e rischio di fallimento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una fabbrica chiusa dalla burocrazia ancor prima di andare in produzione. Ora i lavoratori rischiano di perdere definitivamente il lavoro, poiché il ministero per lo Sviluppo ha revocato i finanziamenti del Contratto d'Area, a causa dei ritardi nella realizzazione dello stabilimento.

L'Ulss rinnova il "parco" tac ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, chiamato ad accertarne il grado di radioattività. La gara resta dunque sub judice. Una burocrazia in più. "Una inutile perdita di tempo", dice il dg Alessandri. Perché l'ok non si sa quando arriverà, e in ospedale di questa tac c'è bisogno subito.

Studi legali, l'amicizia si trasforma in business Lo studio Pavia e Ansaldo ha scelto, per il momento, di posizionarsi come studio indipendente senza entrare a far parte di alleanz ( da "Italia Oggi" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficiente perché obbliga noi a una minore burocrazia reportistica e lascia a entrambi autonomia locale. Per questo il 2007 è stato l'anno più fruttuoso da quando abbiamo iniziato a collaborare". Tiene alla propria indipendenza anche Tonucci & partners, che per puntare ai clienti che contano ha deciso di allearsi con Mayer Brown, una cosiddetta "global law firm" presente in America,

Incontro a sagrado sulla realizzazione del parco del carso ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perciò le leggi numero 394 del 1991 e numero 157 del 1992 pongono l'assoluto divieto di caccia nei parchi pubblici nazionali, regionali e comunali". Nel corso dell'incontro saranno affrontati anche problemi riguardanti la burocrazia della gestione faunistica e venatoria.

Gaia, i sindaci chiedono lumi all'anci ( da "Tirreno, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Una pagina delicata dei rapporti tra burocrazia e cittadini". Viene così definito dagli amministratori comunali versiliesi, l'invio dei questionari da parte di Gaia a 192mila utenti con la richiesta di fornire all'anagrafe tributaria i dati catastali degli immobili, pena l'applicazione di sanzioni amministrative.

Lo strano caso di Terme e Castello ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una fitta rete fra i meandri di una burocrazia impietosa e implacabile. Ora in Comune cominciano a perdere la pazienza. "A tutto - sbotta il sindaco Giorgio Zucca- c'è un limite. L'abbiamo raggiunto e superato. Ai professionisti incaricati del progetto ho già dato un ultimatum: se entro il mese di marzo non ci sarà il lavoro concluso, è inutile che tornino in Comune.

Il disabile non può entrare alla festa ( da "Gazzetta della Martesana, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche qui abbiamo trovato un muro, non di cemento ma di burocrazia. A questo punto sono dovuti intervenire i carabinieri, sia quelli di Melzo che quelli della Compagnia di Cassano d'Adda, che hanno sbrogliato la matassa e aperto le transenne". Gianluca ha così potuto raggiungere gli amici e trascorrere con loro la serata.

La "Lavazza" s'allarga ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I terreni sono già pronti e anche la burocrazia ha fatto il suo ultimo passo. Durante il Consiglio comunale dell'altro giorno è stata approvata una convenzione tra il Comune e la Luigi Lavazza spa per lo "scambio" di alcuni terreni che andranno ad ampliare lo stabilimento diretto da Leonardo Langhi, che ora si estende su un'area di 55mila metri quadrati,

Isaac: rischio clandestinità per una firma ( da "Corriere del Trentino" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rischio clandestinità per una firma Il 17enne ghanese lotta contro i tempi della burocrazia. Barnao: scandaloso TRENTO - Isaac Mawuli ha 17 anni; tre mesi fa è arrivato a Rovereto dopo un viaggio di 80 giorni che dal Ghana lo ha portato in Trentino. Un percorso drammatico vissuto da solo, in compagnia di altri immigrati alla ricerca di un lavoro in Italia;

Imparare dagli errori. Sembra una banalità ma diventa finalmente la regola. Si chiama & ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Non è un ulteriore carico di burocrazia - dice la direttrice generale della Asl, Ilde Coiro - ma una tutela in più anzitutto per i pazienti e di conseguenza per gli operatori e l'azienda. Normalmente un evento avverso è dovuto a qualcosa che non funziona e di conseguenza porta a una perdita di fiducia".

NISCEMI, (Caltanissetta) - Quei cinque gradini di fronte alla sua abitazione le impedivano di uscire ( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che senso ha questa "burocrazia" spietata. "Le leggi vanno rispettate - sentenzia il sindaco Giovanni Di Martino - e quello scivolo non poteva restare lì. Non siamo in un comune dove le regole possono essere infrante da chicchessia. E inoltre non mi pare che l'amministrazione sia in ritardo nel dare una risposta alla disabile".

A danno fatto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dominata dalla grande industria e soffocata dalla burocrazia, dalle banche e dalla cattiva politica. Forse sarebbe meglio un lavoro da dipendente, con lo stipendio fisso, le ferie assicurate e retribuite, e senza rischi! Nonè un mistero per nessuno che il nostro, pur essendo un bel lavoro, perché a contatto con la natura, come tutti quelli in proprio,

Franceschini: <E' un'altra campagna acquisti di Berlusconi in Veneto> Venezia, partito nel caos Segretario eletto al bar e la sede viene requisita ( da "Corriere del Veneto" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di dare allo Stato una parte importante del reddito, dobbiamo dimostrare che non finanzia la burocrazia e l'inefficienza" S.D'A. A.Zo. In Veneto Ugo Bergamo L'ex senatore, membro laico del Csm autosospeso, è candidato blindato Per Franceschini non c'è un dopo-Galan imminente: "Non lascerà la Regione".

Decalogo Asco ai politici: meno leggi e aliquota unica ( da "Corriere del Veneto" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altrimenti tutta questa burocrazia ci soffocherà ". Così, onde evitare che i politici facciano gli gnorri, l'associazione dei commercianti dirama un comunicato in cui scrive nero su bianco le dieci iniziative che ritiene opportune per dare fiato all'economia. La prima richiesta del decalogo dei commercianti, fimata anche dal direttore generale Giorgio Sartori,

La sede apt? in piazza ( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: apertura della sede dell'ambito Apt a Cavallino è quanto mai necessaria per frenare il depauperamento commerciale del centro del paese. Certo è prevista la futura costruzione di un palazzetto del turismo, ma sono noti i tempi della burocrazia, e veramente la piazza non può più attendere ancora anni, e nemmeno mesi. (Francesco Macaluso).

Circonvallazione, il cantiere è diventato un campo nomadi ( da "CronacaQui.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e al fallimento dell'impresa appaltatrice. Per questo i ritardi nella costruzione della nuova circonvallazione si sono prolungati nel tempo: solo lo scorso anno l'amministrazione ha rescisso il contratto con l'azienda appaltatrice assegnando ad un'altra azienda il compito di completare la costruzione che prevede anche la realizzazione di una rotonda in corso Platone

Lavoratori dimissionari Il municipio fa da tutor ( da "Corriere Adriatico" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più adempimenti e burocrazia per dimettersi dal posto di lavoro. Aggiunge Cardenà: "Falerone, andando nella direzione di semplificare e agevolare i lavoratori della zona, evitando loro di andare al centro per l'impiego di Fermo o alla sede della direzione provinciale del lavoro di Ascoli Piceno, è stato uno dei primi Comuni ad attivare il servizio di tutoraggio:

Notiziario novità editoriali ( da "ADN Kronos" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In molti casi sono sfruttati e devono fare i conti con una burocrazia lenta e farraginosa. Spesso sono soltanto degli 'invisibili che vivono ai margini delle grandi citta. Cercano di sopravvivere tra mille stenti e difficolta. Chi sono gli immigrati che tentano la fortuna nel nostro Paese? Cosa fanno?

Un anno di carte bollate per ricostruire un ponte di legno ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che blocca la realizzazione dell'opera, dieci metri per uno e mezzo, sul rio del centro storico Un anno di carte bollate per ricostruire un ponte di legno Porcia (s.p.g.)"In applicazione del "Testo unico di leggi intorno alle opere idrauliche" si chiede l'autorizzazione ad eseguire la costruzione di una passerella in legno a servizio di un percorso pedonale sul rio Bujon"

Nord terra ostile, il libro sul capitalismo diffuso ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tanti lavori invece del "posto fisso", il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Il libro Nord terra ostile (Marsilio Editore - Collana I Grilli) sarà presentato martedì prossimo alle 20.30 in Sala Marzottini (via G. Marzotto, 1) a Valdagno.

Le occasioni perdute di Alitalia Dopo ( da "Gazzettino, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, trasporti, infrastrutture, peggiori che negli anni 50. Malcostume e corruzione da sottosviluppo. Un paese che da tempo non richiama più capitali, che esigono, oltre che stabilità e sicurezza, anche manodopera qualificata, tecnici, management che una scuola fallimentare non fornisce più.

Stazione Ip, lavori a rilento ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si sarebbero dovuti concludere addirittura nel marzo dello scorso anno, ma la burocrazia e un progetto non ben definito, hanno fatto slittare l'intervento. La struttura sarà ampliata e rinnovata con l'impianto di lavaggio, il bar e i servizi e diverrà così molto più funzionale. Un servizio in più non solo per i cittadini ma anche per i turisti.

(Pl.T.) Raccolte in due giorni ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mentre alla Usl si chiede di snellire la burocrazia per nuove assunzioni. "Sono richieste condivisibili anche perchè a Venezia il personale svolge turni diversi da altre sedi - secondo Salvatore Lihard, segretario della Cgil-Sanità - la giornata è divisa in tre turni, dalle sette, alle, tredici, alle ventuno e si lavora per due giorni alternando un turno di riposo e uno di lavoro,


Articoli

Portabilità, Credem e Banco Popolare pagano le spese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROPOSTE PER CHI CAMBIA BANCA MUTUI PROPOSTE PER CHI CAMBIA BANCA Portabilità, Credem e Banco Popolare pagano le spese II Continuano a formarsi brecce nel muro della portabilità dei mutui, novità incompiuta della legge Bersani sulle liberalizzazioni. Fra gli scogli da superare restano la burocrazia e le spese notarili, per questo gli istituti bancari stanno passando all'attacco con soluzioni a zero spese per il cliente che rinuncia alla "vecchia" banca. La strategia è stata inaugurata da banche nazionali, come il gruppo Intesa-Sanpaolo; ora arrivano Credem e Banco Popolare. Il meccanismo è sempre lo stesso: dato che le spese notarili e di perizia non vengono eliminate, è la banca a pagarle. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Focus Le grandi opere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE GRANDI OPERE Autostrade e ferrovie, lavori sempre più lenti Tempi doppi rispetto al resto del mondo IL CASO. LA BRESCIA-BERGAMO-MILANO Brebemi, la burocrazia contro tutti Dal 1999 c'è accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i cantieri   La Via infinita   I tempi delle opere   Il tracciato Focus del Corriere della Sera stampa |.

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Brebemi, la burocrazia contro tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso. La Brescia-Bergamo-Milano Brebemi, la burocrazia contro tutti Dal 1999 c'è accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i cantieri La burocrazia è un intralcio anche quando il consenso alla realizzazione di un'opera è pressoché totale. Prendete il caso della Brebemi, l'autostrada che dovrebbe collegare Brescia, Bergamo e Milano (da cui l'acronimo Bre-Be-Mi) alleggerendo il traffico congestionato sull'A4 Milano-Venezia: se ne parla dal lontano febbraio del 1999, quando fu lanciata come prima grande opera in project financing, e ancora non è stato aperto un cantiere. Ma dall'autunno del 2006, grazie alla collaborazione tra governo e Regione Lombardia, l'iter ha ripreso velocità e il mese prossimo il progetto definitivo sarà consegnato al ministero delle Infrastrutture. Nell'aprile del 2009 dovrebbero così essere aperti 6 cantieri. E nella primavera del 2012 con 5 anni di ritardo rispetto alle previsioni di partenza l'autostrada dovrebbe aprire i caselli a un traffico previsto in 50-60 mila veicoli al giorno contro i 100-110 mila dell'A4, correndo "in trincea" 14 metri sotto la superficie per metà del tracciato e interamente illuminata in funzione antinebbia. Ecco la storia. La Brebemi "nasce trasversale " nel febbraio 1999 da un accordo tra le amministrazioni, le Camere di commercio e le associazioni industriali di Brescia, Bergamo e Milano che vogliono un'autostrada alternativa all'A4ma non hanno i soldi per realizzarla. L'anno prima il Parlamento ha varato la legge Merloni ter che lancia il project financing, una forma di finanziamento tramite la quale le pubbliche amministrazioni ricorrono a capitali privati per realizzare progetti e infrastrutture ad uso della collettività. Insomma un'opera che allo Stato non costerà un euro. Tre mesi dopo, la società presenta il suo progetto all'Anas: e qui cominciano i guai. L'Anas dice: manca il regolamento attuativo della Merloni. Il regolamento viene approvato nel 2000, ma intanto passa un anno. Poi l'altra obiezione: il progetto Brebemi cozza contro la legge 492 del 1975 che vieta la costruzione di nuove autostrade (una follia proibizionista anni '70). Brebemi sostiene che quella legge vale solo per chi chiede contributi pubblici, ma l'Anas sposa la lettura più restrittiva e blocca tutto. Lo sblocco avviene con un decreto del governo Amato e nel dicembre del 2001 la Brebemi è nominata promotore del progetto. Intanto sono passati tre anni sul cammino di un'opera che non ha oppositori come la Tav ma al contrario sostenitori accaniti, come dimostrano le manifestazioni degli automobilisti in suo favore. La gara gestita dall'Anas dura 16 mesi invece che i 4 previsti. In lizza oltre a Brebemi in cui è entrata Autostrade come socio di maggioranza (che sarà poi sostituita da Intesa San Paolo) ci sono le cordate Astaldi-Dragados e Bechtel-Vito Bonsignore. La gara è vinta dai lombardi. Il valore della concessione è di 860 milioni di euro e la durata è di 19 anni e mezzo. Nel luglio 2003 si firma la convenzione: il calendario delle opere prevede l'apertura dei cantieri a inizio 2004 e la fine lavori a inizio 2007. Ma la burocrazia ha in serbo un'altra insidia: la convenzione non è efficace senza un decreto interministeriale e un successivo avallo della Corte dei Conti (incomprensibile, secondo Brebemi, trattandosi di un progetto privato). Passano altri 15 mesi e si arriva all'ottobre del 2004 senza che una sola ruspa sia uscita dal garage. A quel punto il documento è sottoposto alla consultazione pubblica, che la Regione Lombardia conclude in sei mesi, accelerando l'iter. Nel frattempo però le condizioni economiche sono cambiate e il costo dell'opera è salito da 860 a 1.580 milioni. Anche perché i Comuni vogliono che il tracciato della nuova autostrada sia più vicino a quello ferroviario, con l'aggravio di spese che la modifica comporta. A fronte dell'aumento dei costi, Brebemi chiede un riequilibrio delle condizioni contrattuali, per esempio con un allungamento della durata della concessione. L'Anas, cui spetta il compito di decidere, non riesce a trovare la soluzione e perde un altro anno. La svolta arriva con Di Pietro ministro delle Infrastrutture che nel 2006 stringe un patto di ferro (anzi d'asfalto) con Formigoni. La responsabilità sulla materia viene tolta all'Anas e conferita a una società mista Anas-Regione Lombardia (la Cal, Concessioni Autostradali Lombarde) e nel marzo 2007 una nuova convenzione viene firmata dall'amministratore delegato della Brebemi Bruno Bottiglieri e dal numero uno della Cal Antonio Rognoni. Costo finale dell'opera: 1.394 milioni di euro. Anziché allungare la concessione viene adottato il dispositivo di legge Costa-Ciampi, che prevede in alcuni casi la possibilità di concedere ammortamenti solo parziali del debito: alla fine del periodo concessorio, la Cal bandirà una nuova gara e il vincitore dovrà accollarsi anche il debito residuo. Oggi la situazione sembrerebbe sbloccata. Ma, visti i precedenti, nessuno si sogna di brindare. Il progetto (seimila elaborati, dalle relazioni alla cartografia) deve tornare al vaglio del ministero delle Infrastrutture, della Conferenza dei servizi e poi ancora del ministero. Solo a quel punto tra un anno le ruspe potranno uscire davvero dai garage. E. Se. stampa |.

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Candidati, ecco le nostre richieste (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Candidati, ecco le nostre richieste" La Cna incontra i quattro in corsa per la poltrona di sindaco SAN POLO I risultati di un'indagine SAN POLO. Strade migliori e meno burocrazia: lo chiedono le imprese sampolesi protagoniste di un'indagine promossa dalla Cna Val d'Enza con l'obiettivo di dare voce agli imprenditori e di avere un quadro di riferimento utile per ripartire dopo un periodo di non governo del territorio. Sono stati così raccolti problemi e proposte da sottoporre poi ai candidati sindaco del Comune, in lizza alle prossime elezioni. Gli imprenditori avvertono come più urgente necessità l'ampliamento della dotazione infrastrutturale, soprattutto in vista della prossima apertura del casello autostradale Val D'Enza Terre di Canossa-Campegine. I risultati sono stati presentati ieri in municipio, nel corso di un confronto con i candidati alla carica di sindaco. L'indagine ha evidenziato in maniera netta come, riguardo alle facilitazioni rivolte all'artigianato e alle Pmi che il Comune dovrebbe adottare, vi sia la riduzione della burocrazia, alcune agevolazioni fiscali, la promozione del turismo e soprattutto l'individuazione di nuove aree industriali-artigianali. L'84% del campione considera necessarie nuove aree da adibire all'attività produttiva, mentre sei intervistati su dieci si dicono poco o per niente d'accordo col bisogno di nuove aree residenziali a San Polo. Dall'indagine è emerso anche il bisogno di una mensa nel centro di San Polo: il 65% del campione è molto o abbastanza d'accordo con questa richiesta. Cercando di cogliere in che modo gli imprenditori di San Polo percepiscono la presenza degli immigrati, sono emersi atteggiamenti anche in controtendenza: il 76% è poco o per niente d'accordo con l'affermazione "gli immigrati contribuiscono ad aumentare la disoccupazione degli italiani" (36% poco d'accordo, 40% per niente d'accordo). Secondo la maggioranza, gli stranieri sono una risorsa necessaria all'economia. In un altro senso vanno le risposte in merito alla cultura degli immigrati: una larga maggioranza degli intervistati ritiene che loro debbano adattarsi al nostro sistema di valori. Tre quarti del campione pensa che la presenza sempre più numerosa di stranieri comporti un aumento della criminalità. Frammentari i giudizi in merito all'arricchimento culturale apportato dagli immigrati: il 31% è abbastanza d'accordo col fatto che gli stranieri contribuiscano all'incremento della nostra cultura, il 25% è poco d'accordo, il 29% è per niente d'accordo e solo il 15% è molto d'accordo. Probabilmente tale discontinuità nei risultati sta ad indicare che il processo di integrazione è ancora in essere. L'indagine svolta a febbraio ha toccato anche altri temi, ad esempio sulla condizione generale di vita a San Polo: un terzo del campione la giudica più o meno negativa (abbastanza negativa il 28%, molto negativa il 7%), mentre nessuno la ritiene molto positiva. Vi è poi una maggioranza relativa del 37% che considera normale la condizione di vita nel comune. In merito ai servizi erogati dal Comune, l'82% degli intervistati si è detto soddisfatto di quelli rivolti agli anziani e nessuno è risultato per niente soddisfatto; l'86% ha espresso soddisfazione per i servizi all'infanzia, ma in questo ambito un 4% si è detto per niente soddisfatto, a causa della carenza di posti. Per quanto riguarda il funzionamento degli uffici comunali, sebbene una risicata maggioranza sia abbastanza soddisfatta, i dati rilevati sono frammentari. L'indagine ha trovato un 13% di utenti molto soddisfatti, un 53% abbastanza soddisfatti, un 27% poco soddisfatti e il rimanente 7,3% per niente soddisfatti.

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Dipartimento prevenzione trasloca all'ex Lucchesi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I SINDACI versiliesi si rivolgeranno all'Associazione nazionale dei comuni (Anci) per verificare la legittimità dei questionari sui dati catastali inviati da Gaia ai cittadini. Nel frattempo la scadenza della consegna dei questionari è slittata alla fine di dicembre anziché al 31 marzo. Sono questi gli aspetti salienti dell'incontro di ieri alla sede di Gaia tra i rappresentanti dell'azienda e gli amministratori. Tutti si sono trovati d'accordo su un principio di fondo: l'invio dei questionari a 192.000 cittadini e la previsione di sanzioni amministrative in caso di omissioni è stato definito "una pagina delicata dei rapporti tra burocrazia e cittadini". E' stato poi ribadito il contenuto delle leggi esaminate nei giorni scorsi sul fatto che la trasmissione dei dati deve riguardare solo i comuni e le aziende. LA BUONA notizia è stata annunciata dal presidente di Gaia Filippo Eugene Luchi. "L'Agenzia delle entrate ci ha concesso una proroga di consegna dei moduli al 31 marzo 2009. Pertanto i cittadini potranno comunicarci i loro dati anche entro dicembre". Dopo le elezioni politiche, i sindaci si rivolgeranno all'Anci: "Condividiamo l'obiettivo di individuare casi di evasione fiscale, ma non doveva ricadere come obbligo sul cittadino". - -->.

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ESPOSTI, segnalazioni, lettere e richieste di intervento sono stati sinora tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vani. Dal Comune, silenzio completo. Ed intanto il guano dei colombi, provenienti da uno stabile diroccato, si accumula creando, nel condominio di via Fardella, una situazione di degrado sempre più pesante. Il nuovo appello è lanciato dal portavoce dei cittadini Fabio Sabbatini che già l'estate scorsa aveva documentato ? con un vero e proprio dossier fotografico ? la situazione che si è creata nelle aree circostanti la Ca' Mazzucca, una possessione agricola diroccata, incuneata tra i condomini della zona tra via Fardella e via Verga, nel popoloso quartiere di via Bologna. "Centinaia e centinaia di colombi hanno creato uno strato di guano pericoloso per la salute ? scrive Sabbatini ?, gli animali migrano e invadono terrazze, balconi, davanzali, finestre imbrattando ogni cosa". L'esposto è stato inviato al servizio di Igiene Pubblica dell'Azienda Usl: "La risposta del dirigente è stata quella di girare la denuncia all'assessorato alla Sanità del Comune ? dice perplesso il portavoce dei cittadini ?, perchè possa attivare tutti gli organismi da coinvolgere". Tra i quali anche lo stesso Servizio di Igiene Pubblica... E così, mentre il gatto della burocrazia si morde la coda, i colombi continuano ad infestare il condominio di via Fardella: lo strato di guano che già l'estate del 2007 si era fatto consistente, continua ad aumentare. "E' indispensabile che chi ha qualche competenza ? scrive Sabbatini ? intervenga prima della stagione estiva, sinora gli appelli non hanno dato purtroppo alcun risultato". E' ovviamente da chiarire chi debba intervenire in concreto: il degrado del rustico Ca' Mazzucca, ovviamente, presuppone da parte delle autorità anche la ricerca di un eventuale proprietario o responsabile, che debba accollarsi le spese per la messa in sicurezza e la bonifica. Anche delle zone circostanti, nelle quali sono continui e pesanti i 'raid' dei colombi che hanno creato la propria tana nell'immobile abbandonato. L'sos è stato lanciato anche alla segreteria del sindaco ed al gruppo consiliare di An: chissà chi dimostrerà la maggior efficienza politica, nel rispondere all'appello dei residenti. - -->.

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LA BUROCRAZIA STA UCCIDENDO LE IMPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO LA BUROCRAZIA STA UCCIDENDO LE IMPRESE L'ASSESSORE regionale al bilancio Giuseppe Bertolucci ci ha presentato una serie di valutazioni sulla situazione economica provinciale, associandola a quella di altre province della Toscana, che hanno una forte propensione all'export. Condivido l'analisi sulla crisi in atto che investe l'industria in generale e il settore manifatturiero in particolare che purtroppo durerà nel tempo, essendo di natura strutturale con conseguente perdita di competitività. Non sono condivisibili, invece, i riferimenti che l'assessore fà al ruolo svolto dalla Regione e alle misure contenute nei vari atti di programmazione a cominciare dal Piano Regionale di Sviluppo (Prs) 2007-2010, che a tre anni dal l'inizio della legislatura non ha ancora trovato pratica attuazione. I tempi e le procedure burocratiche in atto sono incompatibili con le esigenze delle imprese e dell'intera società. - -->.

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Dubbi e richieste degli imprenditori della CNA (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN POLO Dubbi e richieste degli imprenditori della CNA ? SAN POLO ? PIÙ infrastrutture, meno burocrazia, questo in sintesi è quanto chiedono gli imprenditori alla futura giunta di San Polo. L'indagine è stata promossa dalla CNA della Val d'Enza con l'obiettivo, come dichiara Matteo Leoni, Presidente della CNA comunale, "di dare ampia voce ai numerosi imprenditori e soprattutto di avere un quadro di riferimento utile per ripartire dopo un periodo di non governo del territorio". Il campione indagato, un 10% delle imprese di San Polo, avverte come prima e più urgente necessità l'ampliamento infrastrutturale, soprattutto in vista della prossima apertura del casello autostradale della Val D'Enza: l'84,8% dei titolari di aziende è convinto che il nuovo casello porterà molti vantaggi. Dall'indagine è emerso anche il bisogno di una mensa: ben il 65% del campione si scopre d'accordo con questa richiesta. A proposito di condizione generale di vita a San Polo è emerso che un terzo del campione la giudica più o meno negativa mentre nessuno la ritiene molto positiva. - -->.

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Sangalli: Farò guerra alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sangalli: "Farò guerra alla burocrazia" "L'IDEA di poter aprire un'impresa in un giorno è sacrosanta, ma si può fare di più". Da Bologna Gian Carlo Sangalli, ora candidato al Senato con il Pd, rilancia il tema della semplificazione burocratica, al centro della campagna elettorale. "È una parola d'ordine ? spiega ? che non deve riguardare soltanto l'avvio di un'attività, dove certo si possono fare molti passi in avanti. Bisogna essere al fianco delle imprese per tutta la durata della loro vita, tanto più se sono piccole. Fondamentale ridurre i tempi della giustizia: è inaccettabile che occorrano 30 anni per arrivare a una sentenza in caso di fallimento. Insomma, se aprire un'impresa è difficile, chiudere un fallimento è diventato impossibile. E a rimetterci sono sempre i più deboli. È necessario quindi accelerare i tempi dei processi e luogo ricorrere il più possibile alla cosiddetta giustizia alternativa". - -->.

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Swg: lombardo avanti il pd: il recupero è iniziato (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Palermo La Alfano tra il 4 e il 5,5 per cento: "è partita la compravendita di voti" Swg: Lombardo avanti il Pd: il recupero è iniziato "Il leader Mpa ha dieci punti di vantaggio" Il sondaggio dice che Raffaele Lombardo è saldamente in testa, ma nel quartier generale del Partito democratico, piuttosto che deprimersi, ci si rallegra perché la forbice non va oltre i dieci punti di differenza, segno - dicono - che è iniziato il recupero. Si vedrà. I numeri, ameno quelli dell'indagine demoscopica condotta da Swg per Radio 24, parlano chiaro e confermano un netto vantaggio del centrodestra. Lombardo conquisterebbe tra il 49 e il 52 per cento dei consensi. Anna Finocchiaro metterebbe assieme tra il 39,5 e il 42,5 per cento delle preferenze. Ma la vera sorpresa arriva dall'outsider Sonia Alfano, sostenuta dalla lista Amici di Beppe Grillo, stimata tra il 4,5 e il 5,5 per cento. Il sondaggio, realizzato tra l'11 e il 15 marzo, è stato condotto con metodo Cati-Cawi su un campione nazionale stratificato per quote di mille soggetti rappresentativi della popolazione siciliana maggiorenne in base ai parametri Istat. Lombardo, intanto, continua a battere il ferro sull'autonomia della Regione. Innanzitutto, dice, "deve essere attuato lo Statuto siciliano e negli ultimi sessant'anni questo non è successo". Così, aggiunge, "reintrodurremo l'Alta corte, che è stata abolita, e applicheremo le disposizioni statutarie che stabiliscono che le imposte pagate dalle imprese che operano in Sicilia, debbano essere pagate al governo regionale". Il leader del Movimento per l'autonomia stima che "se venisse applicata solo questa disposizione, ogni anno avremmo a disposizione risorse per 8 miliardi di euro. Diventeremmo la regione più ricca d'Italia. Potremmo costruirci da soli il ponte sullo Stretto". Anna Finocchiaro, intanto, prepara la tre giorni che, da martedì a giovedì, la vedrà al fianco di Walter Veltroni, impegnato nella parte siciliana del suo "Giro dell'Italia nuova". Si comincia martedì a Trapani, Palermo e Agrigento. Mercoledì sarà la volta di Caltanissetta, Enna e Ragusa e giovedì si chiude a Siracusa, Messina e Catania. Oggi e domani, la Finocchiaro continuerà i suoi incontri elettorali a Catania e in provincia, cioè dove il potere di Lombardo è maggiormente radicato. Ma se il centrodestra si mostra oltremodo compatto per le regionali la stessa cosa non può dirsi per la sfida nazionale. Il presidente uscente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, lancia l'ennesimo attacco all'ex governatore Salvatore Cuffaro sulle pagine del "Dossier Sicilia" pubblicato da "Il Giornale": "Confindustria ha avuto uno scatto d'orgoglio straordinario. Il nuovo presidente, Ivan Lo Bello, sta dando un forte impulso e una speranza alla regione. Mi auguro che il Pdl crei al proprio interno una struttura di garanzia della legalità che sia rigidissima. Un partito deve essere più rigido della magistratura. Se si lamenta una magistratura politicizzata, ma si tollerano persone che brindano perché hanno preso "solo cinque anni", allora crolla tutto". Poi Miccichè si fa ancora più esplicito: "Sono molto critico nei confronti di Cuffaro e del suo sistema, una burocrazia in parte tangentista, in parte comunque male organizzata, in cui le decisioni sono state lasciate ai singoli dirigenti, senza un controllo direttivo e coerente. La "rivoluzione siciliana" - conclude - prevede un rafforzamento reale all'interno della politica e dell'amministrazione di quelle infrastrutture della legalità che sono le più urgenti in Sicilia". Sonia Alfano intanto denuncia che "in alcuni quartieri, specialmente quelli popolari, di tutte le città siciliane, la compravendita del voto è già partita" e per questo ha chiesto "l'intervento degli osservatori internazionali". m. l.

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Parcheggio Caneve, si va all'appalto (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervento costerà quasi 2 milioni 600 mila euro. Previsti 200 stalli Gran parte dei soldi a disposizione saranno spesi per gli espropri: 1 milione 377 mila euro Intanto procedono regolarmente i lavori per la realizzazione della passerella sul fiume Sarca ARCO. Mentre i lavori per la realizzazione della passerella ciclopedonale sul Sarca stanno procedendo secondo la tabella di marcia, gli uffici comunali hanno esaminato e approvato nei giorni scorsi la parte economica del progetto esecutivo del parcheggio di testata di Caneve. L'opera costerà 2 milioni 582mila euro. Cifra ragguardevole se pensiamo che le piazzole (per automobili, pullman e camper) che alla fine si ricaveranno non saranno più di 200. Il fatto è che per disporre dei 5000 metri quadrati di terreno necessari, il Comune di Arco deve spendere 1 milione 377 mila euro solo per gli espropri. Poi dovrà sborsare altri 400 mila euro per le opere di rifinitura e comletamento (dalla sistemazione del verde all'illuminazione), per gli allacciamenti, le spese tecniche e l'Iva. Insomma, per la realizzazione dell'area di sosta vera e propria e dei relativi collegamenti viari, la spesa è di 777.315 euro. Questo è il calcolo presunto del progettista dell'opera, l'ingegner Andrea Santini dello studio Abaco di Riva, il quale aveva consegnato il progetto definitivo nel giugno del 2006 e un anno dopo il progetto esecutivo. Sei mesi prima, quindi nel gennaio del 2007, Stefano Bresciani aveva inserito il parcheggio di Caneve tra le opere che avrebbero preso il via entro l'anno. Non è andata come da programma delle opere pubbliche stilate con grande ottimismo dall'assessore competente, ma finalmente ora si profila davvero il giorno dell'appalto. Ancora non è fissata una data precisa: considerati i tempi della burocrazia, probabilmente gli arcensi prima dell'appalto assisteranno all'inaugurazione della passerella sul fiume, prevista per giugno. Comunque non si deve disperare: magari entro la fine del 2008, dato che non si tratta di un intervento particolarmente complesso, la nuova area di sosta sarà pronta e i visitatori vi potranno parcheggiare la macchina recandosi in centro a piedi e in pochi minuti percorrendo la passerella.

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La minoranza: la tangenziale sud torni priorità (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campoformido. Il capogruppo in consiglio comunale Isidoro Zuliani sollecita la ripresa di contatti fra tutti i Comuni coinvolti La minoranza: la tangenziale sud torni priorità CAMPOFORMIDO. Viabilità, strade congestionate, nodo Basaldella, tangenziale sud: sui temi di maggiore attualità interviene Isidoro Zuliani, il capogruppo di minoranza in Comune. "A Campoformido - sostiene il rappresentante della Lega - ma anche a Basaldella, Villa Primavera, Santa Caterina e San Sebastiano, siamo a un punto di non ritorno. Infatti la drammaticità della condizione legata all'inquinamento, al pericolo per gli abitanti e alle code estenuanti che bloccano interi abitati ha raggiunto livelli insopportabili. La gente si lamenta perché c'è bisogno di intervenire con i fatti, lasciando da parte sterili ragionamenti". "Nel corso delle passate gestioni amministrative - osserva ancora Zuliani - si è dato corso a un confronto fra tutti i Comuni cui appartengono i territori interessati alla realizzazione della tangenziale sud. Opera che ha trovato parziale compimento in quello che viene tecnicamente definito primo lotto comprendente il tratto di superstrada che collega la statale Gorizia-Udine allo svincolo del casello autostradale di Udine sud. Le presenti e le scorse amministrazioni comunali, nel loro complesso, hanno saputo coinvolgere i residenti, modificando gli strumenti urbanistici per l'approvazione dei progetti. Come mai non è stato allora completato l'ultimo tratto comprendente anche i territori del secondo lotto di cui fa parte anche Campoformido? Ritengo che l'opera a suo tempo correttamente finanziata non abbia seguito un percorso preferenziale e il tutto sia rimasto impigliato tra le maglie della burocrazia". "Dalla mia posizione - spiega il capogruppo di minoranza - devo riconoscere che tutti i Comuni hanno impiegato le migliori energie e profuso un impegno estenuante, tuttora manifesto, per raggiungere l'obiettivo. Tutti si rendono conto che la sfida per riportare a una condizione di equilibrio ambientale restituendo una decorosa vivibilità ai nostri centri abitati passi inevitabilmente attraverso la realizzazione del secondo lotto della tangenziale. È chiaro che a questo punto la nuova amministrazione regionale dovrà farsi carico della drammaticità del traffico che incide sulla vita dei nostri paesi. Nei primi cento giorni del nuovo governo regionale si dovrà, in stretto coordinamento con i Comuni, superare gli ultimi legacci burocratici e puntare all'effettivo compimento dell'opera, tenendo conto della forte volontà espressa da tutta la comunità con i comitati locali. Non sono ottimista, però. Rimango fortemente preoccupato fintanto che non vedrò i cantieri al lavoro. Nel frattempo invito i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni a non distogliere l'attenzione da questo grave problema, consapevoli che solo con il lavoro di squadra si può pretendere la realizzazione della tangenziale sud".

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Task-force in aiuto alle piccole aziende (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Task-force in aiuto alle piccole aziende Bertossi rassicura la Confartigianato: "Le aiuterà a restare sul mercato" CATEGORIE "Il nostro è un comparto che, nel Friuli occidentale, conta circa 8 mila imprese e 25 mila addetti, e che è fortemente preoccupato. Il quadro economico internazionale e nazionale si ripercuote anche sulla nostra realtà territoriale. Solo un dato: dall'inizio dell'anno sono state chiuse 293 aziende artigiane e ne sono nate solo 104. E questo è un segnale molto, molto preoccupante". E' stato questo il biglietto da visita che il presidente di Confartigianato Pordenone ha presentato all'assessore regionale alle attività produttive, Enrico Bertossi, ospite del consiglio direttivo dell'associazione. LE PRIORITÀ. "C'è la necessità di una strategia che rilanci la crescita economica: senza di essa non è possibile generare risorse per la ricerca, l'innovazione, le infrastrutture, il potere d'acquisto dei cittadini, la solidarietà, il mantenimento dei servizi sociali. Colpire gli sprechi, ridurre la burocrazia, abbassare le tasse a imprese e cittadini, diminuire sensibilmente gli oneri che gravano impropriamente sul costo del lavoro, combattere i monopoli e i mercati protetti, ridurre la spesa pubblica, superare la contrapposizione fra lavoratori dipendenti e indipendenti", queste le priorità indicate dal presidente di Confartigianato che ha comunque distinto tra competenze della Regione e quelle dello Stato. Da qui il riconoscimento che "a livello regionale abbiamo rilevato una nuova attenzione e sensibilità nei confronti del settore". LE RICHIESTE. Pascolo ha quindi richiamato alcuni provvedimenti come quelli di tutoraggio e accompagnamento per le imprese di nuova costituzione, che meglio si espliciterebbe se vi fosse un riconoscimento vero dei Cata (i centri di assistenza tecnica alle imprese) per questo ruolo. Ha proseguito ricordando la riforma del credito agevolato sostenendo però una necessità di rilancio di questi strumenti, magari dando un ruolo più operativo e incisivo ai comitati di gestione. UN PERIODO DIFFICILE. L'assessore Bertossi ha esordito sostenendo come "il nostro è un Paese difficile che in questi 20 anni non ha lavorato per costruire il proprio futuro bensì per "vivere alla giornata", spostando in là nel tempo problemi che avrebbero dovuto venire affrontati". "Oggi viviamo momenti di grande difficoltà, innanzitutto istituzionale - ha aggiunto l'esponente di giunta -, con le elezioni anticipate che hanno impedito si svolgesse la consultazione referendaria sulla legge elettorale. E poi ci sono i diversi problemi: energia, burocrazia, costo del lavoro.". DALLA PARTE DELLE IMPRESE. Se è vero che la Regione non può varare politiche che cambino il contesto nazionale, è però vero "che in questi anni abbiamo cercato di fare il possibile per i cittadini e per le imprese. Sul fronte della semplificazione - ha ricordato Bertossi - abbiamo cercato di snellire le procedure e gli adempimenti di competenza regionale, ad esempio per il lavoro artigiano molte cose si risolvono con l'autocertificazione". L'assessore ha quindi ricordato la legge 4/2005, la legge Bertossi, con la quale si è abbandonata la logica dei contributi a pioggia per legarli allo sviluppo. Uno strumento "che potrebbe essere rivisto per avvicinarlo di più alle micro-imprese, oppure potremmo agire sull'assistenza alle imprese affinché accedano ai contributi coinvolgendo i Cata". Comunque per le micro-imprese bisogna fare di più. "Piccolo è bello - ha aggiunto l'assessore - ma questo segmento di imprese è quello a maggior rischio mortalità nei primi due anni. Questo indicatore, unito ai dati della Camera di commercio, ci fa capire come intraprendere sia diventato sempre più difficile: sempre di meno lo fanno e molti chiudono entro due anni. Attraverso i Cata - è l'obiettivo indicato - dovremmo prendere in custodia queste imprese e impedire che muoiano". TASK FORCE. Giudizio critico di Bertossi sulla avvenuta chiusura dell'Esa, che avrebbe potuto occuparsi di assistenza alle imprese, Bertossi indica proprio in questo "tutoraggio" uno degli obiettivi da consegnate al prossimo esecutivo, e ipotizza la nascita di "una sorta di task force di assistenza alle Pmi". Bertossi ha concluso parlando del credito, con un plauso alla fusione tra i Consorzi artigiani di Udine e Pordenone, e dichiarandosi disponibile ad agire sui regolamenti di Artigiancassa e Fondo di rotazione per renderli più accessibili al comparto.

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Grillo inadempiente , la copisa rivuole l'ostello (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari "Grillo inadempiente", la Copisa rivuole l'ostello La coop che per prima si aggiudicò la gestione si rivolge al Comune La struttura di Sa Rodia doveva aprire nel novembre del 2006 ORISTANO. A contarli bene sono diciassette mesi. Per il mondo politico oristanese, sono semplici tempi tecnici dilatati da qualche imprevisto. Per chi partecipa alle gare d'appalto tale spiegazione non può bastare e così, la tortuosa strada verso l'apertura dell'Hostel Rodia, l'ostello della gioventù del prolungamento di viale Repubblica, deve affrontare nuovi tornanti ciechi. All'uscita dei quali non si sa che tipo di strada si incontrerà. Ad essere stanca di aspettare è soprattutto la Copisa. La cooperativa era la prima ad essersi aggiudicata l'appalto per la gestione della struttura, salvo poi vederselo sfuggire in seguito ad una sentenza del Tar che aveva ritenuto illegittima la decisione presa dagli uffici comunali nel momento dell'apertura delle buste e dell'assegnazione della gara d'appalto. Per i giudici la gestione dell'ostello doveva essere affidata alla Grillo Hotels, società cagliaritana che, secondo il capitolato d'appalto, avrebbe dovuto garantire l'apertura della struttura sin dal mese di novembre del 2006. Ebbene, diciassette mesi più tardi, nonostante sia stata anche piazzata l'insegna all'ingresso dell'ostello e siano state ultimate le strade di accesso e l'illuminazione esterna, nessun ospite ha potuto saggiare la comodità dei letti dell'albergo comunale. Né alcun oristanese ha goduto delle benefiche ricadute occupazionali. Né l'asfittico mondo turistico oristanese ha tratto giovamento dall'annunciato e non realizzato incremento di posti letto. Se la rassegnazione alla lentezza e all'inefficienza permea ormai lo stato d'animo dei cittadini, non si può dire che l'attesa abbia sortito lo stesso effetto nella Copisa. Il suo presidente Antonio Di Marcantonio, esattamente un mese fa è uscito allo scoperto. Una lettera, indirizzata - così parrebbe - al sindaco e al dirigente d'area, è stata spedita in Comune. La richiesta è ben precisa e può essere riassunta con poche parole: la Grillo Hotels non ha rispettato il capitolato - quali che siano i motivi non interessa -, per cui, essendo venuto meno l'impegno preso, la società può essere dichiarata decaduta. Secondo legge, a subentrare sarebbe la seconda classificata della gara d'appalto, ovvero la Copisa che si dice pronta a gestire la struttura e, soprattutto a renderla funzionante e fruibile in tempi rapidi. "Era un atto dovuto - spiega Antonio Di Marcantonio -, col quale abbiamo chiesto informazioni al Comune. Dopo aver aspettato tanto tempo era doveroso fare una richiesta in tal senso. è vero che un po' di ritardo era naturale perché c'erano delle opere da terminare, ora però quelle opere sono state ultimate, per cui non si capisce quali ulteriori ostacoli impediscano l'apertura dell'ostello. Non riusciamo davvero a capire perché tutto sia fermo". Doverosa la domanda, doverosa è anche la risposta da parte del Comune, che di lentezza evidentemente soffre. Visto che in un mese non ha ancora trovato il tempo utile per dare quella risposta, aspettata non soltanto dalla Copisa ma anche da chi attende di vedere depennata una voce dall'inglorioso elenco delle incompiute storiche. Evidentemente la questione dei tempi tecnici legati alle ingarbugliate maglie della burocrazia non convince tutti. Cosa succederà è impossibile da prevedere. La Copisa attende, prima di compiere nuovi eventuali passi e non si sbilancia. Facile però prevedere che la direzione di quei passi possa portare nuovamente nelle aule dei tribunali. A meno che tutto si risolva attraverso strade più brevi. Enrico Carta.

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Fotovoltaico negli uffici vesta e lungo le barene di campalto - mitia chiarin (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Fotovoltaico negli uffici Vesta e lungo le barene di Campalto Zanutto: "Bisogna investire sempre più nelle fonti rinnovabili" MITIA CHIARIN CAMPALTO. Energie rinnovabili, anche a Mestre si fa qualche piccolo passo avanti. Veritas Energia sta lavorando per l'autosufficienza energetica della seconda sede di Vesta-Veritas in via Porto di Cavergnago a Campalto. E intanto ha studiato, assieme all'ente Parchi, una passeggiata all'ombra del fotovoltaico per la futura pista ciclabile che collegherà il parco di San Giuliano con Campalto. Il primo progetto viaggia spedito, dopo il via libera del Consiglio di amministrazione di Vesta-Veritas. Il secondo attende l'acquisizione delle aree per il percorso ciclopedonale lungo le barene di Campalto. "Bisogna avere coraggio ed investire nelle fonti rinnovabili", spiega Massimo Zanutto, amministratore delegato di Veritas Energia e direttore della divisione Energia dell'azienda, che da poco ha trasferito gli uffici in piazzale Da Vinci. Vista la crisi del petrolio, difficile dargli torto. "Stiamo lavorando alla progettazione energetica della sede di Porto di Cavergnago che si amplierà tra circa un anno con il nuovo edificio. Abbiamo progettato l'intero sistema del riscaldamento e copriremo il parcheggio della sede principale con tettoie composte di pannelli fotovoltaici e che ci permetteranno di produrre energia. Il nostro obiettivo è quello di rendere autosufficiente l'edificio dal punto di vista energetico". Un bel esempio in una città dove questi progetti faticano più che nei piccoli Comuni a tradursi in realtà per colpa della burocrazia. Veritas Energia ha più di un progetto nel cassetto, alcuni elaborati con Agire, l'agenzia comunale per l'energia. Dagli impianti a biomassa che utilizzano il legno per produrre riscaldamento ed energia elettrica ai pannelli a forma di albero per impianti di 250 kilowatt. E poi le bricole dotate di impianto eolico, per sfruttare i forti venti del canale di Malamocco per produrre energia. Ma è nei Comuni più piccoli dell'hinterland che si sono visti i primi risultati, spiega Zanutto. Cinque gli impianti fotovoltaici da 17 kilowatt realizzati da Veritas Energia con il sistema del project financing (l'azienda realizza l'impianto e poi ottiene crediti energetici dalla produzione) che coinvolgono anche Marcon (investimento da 800 mila euro) e Spinea. A Martellago si sta realizzando un impianto da 162 kilowatt sui tetti di alcune scuole. Altri 50 kilowatt sono previsti su edifici pubblici di Martellago, altri interventi sono programmati a Mogliano per un altro milione di euro di investimenti. L'azienda ha progettato anche l'impianto da 3 kilowatt della parrocchia di San Pietro Apostolo di Favaro. Il fotovoltaico è arrivato poi al Lido, sulle tettoie della piscina e degli arcieri. A Mestre il progetto più interessante, che attende il via libera, è quello pensato assieme all'ente Parchi di Giovanni Caprioglio, per ombreggiare la passeggiata dal parco di San Giuliano a Campalto, attraverso la gronda lagunare. Lungo la pista ciclabile è prevista la realizzazione di tettoie che garantiranno ombra ai passanti: saranno formate da pannelli fotovoltaici. "Tutto il parco è in una ottima posizione, quella ad Est, per sfruttare il sole per produrre energia. In centro a Mestre invece molti punti sono difficilmente utilizzabili, per l'ombra prodotta dai palazzi. Ma abbiamo progettato anche pannelli da posizionare lungo le fermate del People mover", spiega Zanutto. L'idea della pista ciclabile "al fotovoltaico" di Campalto è copiata da un intervento realizzato a Barcellona e potrebbe aprire la strada all'auto-produzione di energia in tutto il grande parco urbano. I pannelli possono anche esser posizionati sopra le rastrelliere per le bici o su pensiline, come prevede il progetto per il parco di via Camporese nel rione Pertini.

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Il futuro di trieste è in chiave metropolitana (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mauro Dellago, ospite della conviviale del club, ha trattato il peso politico ed economico dell'Euroregione Il futuro di Trieste è in chiave metropolitana "Il peso politico ed economico dell'Eurogione Alto Adriatico è destinato ad aumentare molto velocemente nei prossimi anni - questa la premessa che ha introdotto la relazione di Mauro Dellago, presidente dell'associazione Trieste Città Metropolitana, all'ultima conviviale del Rotary Club Trieste Nord - e Trieste, che per la sua posizione strategica si troverà a rivestire il ruolo naturale di città d'elezione, ha le carte in regola per ottenere lo status giuridico di città metropolitana". La burocrazia delle pubbliche amministrazioni tradizionali con i tempi biblici che accompagnano lo smaltimento delle pratiche più banali sono ovunque la piaga dello stato moderno: la città metropolitana con il suo sistema di competenze delegate dall'amministrazione centrale e dalle regioni, si propone come obiettivo fondamentale di superare la dispersiva frammentazione delle diverse funzioni istituzionali. Sulla carta questa forma di governance amministrativa è stata introdotta con la modifica del titolo V della Costituzione nel 2001 dall'articolo 114. Le città che corrispondono per densità urbana al concetto dell'area metropolitana studiata dal legislatore sono nove nel nostro paese, tra cui Napoli, Roma, Milano, Torino e Venezia. "Naturalmente Trieste non rientra nel concetto di città metropolitana in senso stretto - ha spiegato Dellago - tuttavia, potrebbe assumerne lo status giuridico in quanto le regioni a statuto speciale come il Fvg hanno la facoltà di introdurre questo sistema di amministrazione per le città capoluogo di provincia con più di 200 mila abitanti, profilo che calza a pennello alla città". In pratica ciò significa che ad affrontare le problematiche del territorio al posto di un tavolo composto da numerosi soggetti pubblici, come assessori provinciali, regionali, sindaci e tecnici dei vari comuni ecc., ce ne potrebbe essere uno con la metà degli organi amministrativi, con grande vantaggio in termini di costi e di tempo. La concreta fattibilità del sistema di governance metropolitano verrà affrontata nel convegno "Il sistema portuale di Trieste Città Metropolitana", mercoledì 2 aprile alle 17.30 nell'Auditorium di Allianz - Lloyd Adriatico in Largo Irneri 1. Patrizia Piccione.

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Abbasseremo le tasse, è una certezza Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. Di Pietro non farà il Guardasigilli (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del "Abbasseremo le tasse, è una certezza" Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. "Di Pietro non farà il Guardasigilli" di Federica Fantozzi / Roma OSPITE di quale famiglia italiana ha mangiato meglio? "In Veneto ma anche a Roma". Daria Bignardi insiste e ottiene, almeno, il primato del budino emiliano. Al tavolo delle Invasioni Barbariche, Veltroni annuncia che i punti di distacco sono 4-6, che il pareg- gio sarebbe un disastro perché "chi vince anche con un solo senatore governerà" ma le riforme istituzionali saranno condivise. Serafico al punto che la conduttrice de La 7 si domanda se faccia meditazione o si droghi, il candidato premier smonta i sondaggi berlusconiani: "Lui dal '94 dice sempre che vince, ma a volte ha perso". Il Pd partiva da meno 20 punti a settembre e ne ha recuperati 16. Gli operai votano per il centrodestra? "Non credo. Siamo in sintonia con loro". Promette che ridurre la pressione fiscale è possibile: "Assolutamente sì". Un punto percentuale per ogni aliquota. "Meno tasse e anche meno spesa pubblica". Come si dimezzeranno i parlamentari (obiettivo 570) e si allineeranno alla media europea i loro stipendi, benefici compresi: "Non possono stare più in alto di quelli dei lavoratori". I diritti dei gay? Non ci saranno i Dico, promette ma i Cus, perché il "realismo" - giura - frutta più di "soluzioni estreme". Rassicura: "Ogni forma di omofobia è una follia" Dribbla il toto-governo ma non del tutto: "Di Pietro non sarà Guardasigilli. Non credo che lui lo voglia, non è nel novero delle cose". Per il resto un criterio: "Persone che esprimano la novità del Pd". Perché se il PdL è quello di sempre con l'aggravante di aver "perso il più moderato Casini e imbarcato i meno moderati Mussolini e Ciarrapico". Il Pd invece è "un grande partito e un solo gruppo parlamentare" che, sull'esempio di Blair o Zapatero punta a cambiare il Pase con un "programma nuovo e fatto con un senso di libertà" (da alleati ingombranti). Il pullman partirà per la tappa in Sicilia dopo Pasqua (però niente cannoli, "li mangia qualcun altro"): "Questo viaggio è una bella immersione nell'Italia vera. Ma ho trovato un Paese teso e cupo che deve ritrovare dinamismo". Le preoccupazioni espresse da Riccardo Illy non lo contagiano. Il Nord Est? "Vuole velocità e meno burocrazia". I figli di Berlusconi? "Compaiono in tutte le campagne elettorali, per giurarci su o vendergli ALitalia". Il primo ddl in consiglio dei ministri sarà quello contro la precarietà. E fa la predica alla Bignardi che si interrogava sulla sinistra più indignata per la battuta berlusconiana "sposi mio figlio" della stessa destinataria: "Daria... Si era appena suicidato un operaio che aveva perso il lavoro. Sbaglierò, ma su questo tema non mi viene da ridere". L'antipolitica? "Alla fine si presenta alle elezioni. Io punto alla sobrietà della politica". Il confronto tv con Berlusconi? "Da mesi sono disponibile". Vittorio Zincone lo provoca: dagli antiabortisti siculi con Veronesi e la Bonino, dai pacifisti kosovari con Del Vecchio... Non è che se la politica arruola esterni per rappresentare quei mondi è perché ognuno rappresenta se stesso? Giammai: "No, no, un partito moderno tiene insieme chi sta insieme nel Paese. Sennò l'Italia si fascia. La strada opposta riporta al '900". La Bignardi manda in onda la vecchia imitazione di Corrado Guzzanti in cui Veltroni sfoglia la rosa dei candidati: Raul Bova? Ha detto no perchè teme di perdere pubblico. Di Caprio? Ha già fatto Titanic. Nazzari? "È morto, serve una riforma per candidarlo". Heidi era disponibile ma il nonno vota a destra, Topogigio è copyright Mediaset, resta solo Napo Orso Capo. Il bersaglio della satira - ovviamente - ride. Infine, si dichiara "non pentito" di aver doppiato il sindaco Rino Tacchino in un cartone animato (per beneficenza). Ma, a richiesta, si rifiuta di gorgogliare in diretta. Bisogna accontentarsi di un "possiamo farcela".

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I volontari della protezione civile appiedati dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1045 Siliqua I volontari della protezione civile appiedati dalla burocrazia Siliqua --> La Protezione civile di Siliqua rivuole i mezzi antincendio. Ma la Regione dice no. I beni che appartenevano all'ormai soppressa XIX Comunità montana di Iglesias passano alle Unioni dei Comuni del Sulcis Iglesiente. Prosegue così la querelle infinita. "Ci stanno sottraendo definitivamente i mezzi e le attrezzature che l'amministrazione della vecchia Comunità montana ci aveva messo a disposizione". Per l'associazione Pan, Protezione ambiente natura, la decisione presa dall'assessore regionale agli Enti locali Gian Valerio Sanna è un boccone amaro difficile da mandar giù. "Intervenire per spegnere un incendio senza il giusto equipaggiamento significa mettere a repentaglio la nostra stessa vita". Il caso scoppia un anno fa, quando l'ente montano requisisce ai volontari due moderne autovetture attrezzate per la lotta alle fiamme. La Regione sta provvedendo al riassetto delle Comunità montane e secondo i nuovi criteri Siliqua viene esclusa dall'organismo di Iglesias. Il Pan di colpo si ritrova alle porte di un'impegnativa campagna estiva antincendio con un parco mezzi più che dimezzato. PAOLO VALLONE.

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Contrordine di gaia questionari entro dicembre (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA MORSA DELLA BUROCRAZIA Contrordine di Gaia questionari entro dicembre Slitta il termine del 31 marzo per la consegna dei dati catastali richiesti SAN MARCELLO. Contrordine compagni. Gaia spa fa dietrofront e allunga i termini. I questionari allegati alle ultime bollette dell'acqua, nei quali vanno inseriti i dati catastali degli utenti, non dovranno più essere consegnati entro il 31 di marzo: la società che gestisce il servizio idrico integrato ha deciso lo slittamento della data al 31 dicembre prossimo. Nove mesi in più, resi possibili da una recente circolare dell'Agenzia delle entrate, che ha fatto a sua volta slittare al prossimo anno la consegna dei moduli da parte delle società dei servizi pubblici. Nel frattempo, però, ci sono cittadini che hanno già vissuto il "calvario" per consegnare la documentazione entro il 31 marzo, non più tassativo. Gaia spa ha diffuso un comunicato in cui spiega che c'è stato "l'intervento autorevole di alcuni sindaci" e che viene preso atto delle "difficoltà che i cittadini incontrano nella compilazione dei modelli di dichiarazione dei dati catastali". Ma, puntualizza la società, "tali difficoltà non possono essere ascrivibili a Gaia spa, in quanto, come per tutti gli altri gestori di servizi (elettricità, gas, eccetera), tutto ciò discende da disposizioni di legge emanate ormai da tempo (anno 2004) dallo Stato e quindi pienamente conosciute da tutte le amministrazioni pubbliche". "Gli adempimenti che lo Stato ha posto a carico dei cittadini-utenti sono ad essi ascrivibili anche riguardo alle eventuali responsabilità di errata e omessa dichiarazione; il che non li esime dall'essere ritenuti personalmente responsabili anche quando ciò sia predisposto da terzi". "S'intende ribadire quanto più volte rimarcato, e cioè che le informative inviate agli utenti sono state predisposte in accordo e collaborazione con l'Aato nº1, facendo seguire appositi incontri con gli Uffici per le relazioni col pubblico comunali, deputati a dare tutte le informazioni ai cittadini". Per quanto riguarda le code agli uffici Gaia, "ai quali i cittadini sono costretti, ce ne dispiace - dice la società - ma ciò è dovuto al fatto che Gaia spa, anche in questo caso, ha dovuto sobbarcarsi, con oneri molto gravosi, di un'attività impropria, che non attiene al servizio gestito (servizio idrico integrato), ed è stata obbligata a sostituirsi ad altri organi e agenzie dello Stato e delle amministrazioni pubbliche". E conclude: "Vorremmo quindi chiarire definitivamente che i disagi creati ai cittadini-utenti non sono imputabili alla società Gaia spa. Il gestore non fa altro che applicare una legge che lo obbliga a fare il passacarte per richiedere ai cittadini-utenti alcuni dati che servono per consentire allo Stato le proprie attività, riguardanti la lotta all'evasione ed elusione fiscale". Ma se lo Stato pretende i dati catastali e se Gaia si sobbarca un compito di raccolta-dati che non sarebbe il suo, alla fine, a rimetterci sono sempre gli utenti, soprattutto gli anziani, i più in difficoltà a barcamenarsi con i fogli catastali. E a dirla proprio tutta, non è detto che sia stata la protesta a smuovere "le acque", quanto piuttosto un'opportunità tecnica. Infatti, Gaia spiega che "essendo stato concesso solo recentemente con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate più tempo ai gestori per elaborare i dati da inviare all'Agenzia", per venire incontro ai disagi degli utenti "si ritiene opportuno concedere agli stessi un maggior termine per la compilazione e restituzione dei modelli entro il 31/12/2008".

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Il primo cittadino fa i complimenti al progetto "la fattoria" (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Teramo Il primo cittadino fa i complimenti al progetto "La Fattoria" Ruffini ha inviato una lettera al proprietario: "Chiedo scusa per i tempi della burocrazia" GIULIANOVA. Il sindaco Claudio Ruffini ha inviato una lettera di elogio ai proprietari del parco giochi al coperto "Giocolandia" per aver realizzato "La Fattoria", il parco naturalistico dedicato agli animali domestici e alla tradizione agreste, che è stato inaugurato domenica scorsa. "Questo parco rappresenta per Giulianova una occasione di crescita", ha scritto il primo cittadino al proprietario Pietro Cervellini, "non solo economica, ma anche turistica e dell'immagine e dà la possibilità di conoscere soprattutto ai bambini uno splendido spaccato sulle tradizioni agresti della nostra città". Nella lettera il sindaco Ruffini lancia anche un messaggio di collaborazione a favore dei privati e dei loro progetti e chiede scusa ai proprietari di "Giocolandia", che hanno dovuto aspettare diversi mesi prima che i passaggi burocratici necessari all'apertura del parco fossero tutti conclusi. "La burocrazia deve diventare uno strumento di garanzia delle procedure", scrive Ruffini in una nota, "e non uno strumento di disincentivazione all'investimento. Lavoro ogni giorno affinchè questo cambiamento di rotta e di mentalità possa realizzarsi anche a Giulianova". Il primo cittadino di Giulianova conclude la lettera invitando i genitori a portare i loro bambini a visitare la "Fattoria" per "il fascino della natura, la bellezza degli animali e l'incredibile varietà delle farfalle". (a.m).

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In fila per ore all'inps per poter sbrigare le pratiche della pensione (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono aperti solo due sportelli In fila per ore all'Inps per poter sbrigare le pratiche della pensione Se per i giovani che hanno appena iniziato a lavorare la pensione può apparire come un miraggio, anche per chi ha già terminato il suo percorso lavorativo, a Gorizia la pensione può costare una piccola odissea burocratica. Passando davanti alla sede goriziana dell'Inps, in una piazza Vittoria mascherata dai lavori in corso, non è difficile imbattersi in lunghe code di persone in attesa di consegnare documenti, avviare una pratica o ricevere una semplice informazione. Il motivo? Semplice: gli sportelli in funzione sono quasi sempre solamente due, uno per le informazioni ed uno per lo svolgimento delle pratiche, insufficienti per smaltire il gran numero di persone che ogni giorno si rivolge all'Inps. Questo, almeno, è quel che racconta chi, per necessità, da quegli uffici è dovuto passare in più di un'occasione. "Per evitare di commettere errori o per capire chiaramente la propria situazione è inevitabile venire qui - dice Giorgio Rossi -. Gli operatori dell'Inps sono tutti molto cordiali e preparati, ma non è accettabile sobbarcarsi ore di fila per ricevere informazioni anche minime". Si deve essere davvero fortunati, a quanto ci dicono, per scendere sotto le due ore di attesa. Una soluzione, secondo alcuni, potrebbe essere quella di affidare alle circoscrizioni in compito di raccogliere domande, pratiche e documenti da recapitare poi all'Inps. "Sarebbe molto più facile per tutti se le regole e la burocrazia fossero più chiare e snelle - spiega Graziano Sbogar -, ed invece siamo tutti costretti a rivolgerci a consulenti e patronati. Si possono perdere intere giornate". "Il sistema andrebbe senza dubbio semplificato - dice Danica Lakovic -, e penso soprattutto alle persone anziane che fanno sempre più difficoltà a tenersi al passo con le novità". Secondo Renato Cisilin non c'è bisogno di fare grandi rivoluzioni, ma semplicemente di aumentare il numero di operatori a disposizione dei cittadini. "Se ci si fa seguire da un patronato per quanto riguarda tutta la documentazione - dice Cisilin - , la questione della pensione non è poi così complicata. Il problema è invece che con soli due sportelli anche per le cose più semplici si perdono ore intere". Un chiaro esempio arriva da Riccardo Pigo, che osserva con aria ironica e un po' rassegnata la fila che lo precede. Come a molti altri, anche a lui non resta che prenderla con filosofia. "Meno male che a Gorizia c'è il vino buono e nell'attesa si può andare a bere un bicchiere - scherza -. Io arrivo da Grado, e quando ho visto oltre 20 persone in attesa prima di me, e con un solo sportello attivo, mi è preso un piccolo colpo". Marco Bisiach.

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Ecofridge, revocati i finanziamenti e rischio di fallimento (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuoro e Marghine Pagina 5025 Bolotana Pignorata la casa al titolare Ecofridge, revocati i finanziamenti e rischio di fallimento Bolotana. Pignorata la casa al titolare --> I finanziamenti pubblici non arrivano e l'esposizione con le banche è andata oltre ogni possibilità. Puntuale quindi arriva il pignoramento dell'abitazione milanese di Giuseppe Aloisi, titolare dell'Ecofridge, l'azienda sorta nell'area industriale fra Ottana e Bolotana, che doveva produrre sistemi refrigeranti ad alta tecnologia. Una fabbrica chiusa dalla burocrazia ancor prima di andare in produzione. Ora i lavoratori rischiano di perdere definitivamente il lavoro, poiché il ministero per lo Sviluppo ha revocato i finanziamenti del Contratto d'Area, a causa dei ritardi nella realizzazione dello stabilimento. Ritardi più che giustificati, poichè per togliere un palo dell'Enel, posto al centro dell'area in cui doveva sorgere lo stabilimento, si è dovuto attendere 30 mesi. Per l'allaccio dell'energia elettrica ben otto anni e per quello dell'acqua fino al luglio dello scorso anno. Ritardi sulla tabella di marcia, che hanno indotto il ministero a revocare definitivamente i finanziamenti a Giuseppe Aloisi che, dalla lombarda Gallarate, dieci anni fa aveva scommesso sulla Sardegna per produrre sistemi refrigeranti. Un mercato che li colloca primi in Europa e secondi a livello mondiale. La nuova azienda doveva dare lavoro, a regime, ad una quarantina di dipendenti, ma la revoca è arrivata proprio quando la fabbrica era pronta per la produzione. I lavoratori hanno deciso di sollecitare il Governo, con una accorata lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio. "Ci permettiamo di riovolgerci a Lei, perché il nostro titolare, l'ingegnere Giuseppe Aolisi, ha ricevuto l'atto di pignoramento sulla propria abitazione. Si può ben comprendere che dopo una notizia del genere, l'unica reazione possibile è quella di arrendersi e chiudere tutto". Nella lettera i lavoratori mettono in evidenza le gravi difficoltà incontrate dall'imprenditore: "Una fabbrica costata sacrifici e sforzi economici - è scritto nella lettera- per la quale Aloisi ha impegnato anche la propria abitazione". Giuseppe Aloisi conferma: "Siamo partiti con undici dipendenti e nell'attesa che la burocrazia terminasse il suo lungo iter, abbiamo acquisito delle commesse e ordinato la materia prima. Nel frattempo, però, è arrivata la revoca dei finanziamenti, che ci ha messo veramente in ginocchio. In questa fabbrica ho investito tutto i miei averi, ipotecando anche la mia personale abitazione - dice ancora Aloisi - se potessi tornare indietro, porterei tutto in Romania, dove pagherei un decimo del costo del lavoro. Resto qui, col sostegno dei lavoratori, che sono veramente eccezionali e del sindacato". Per la Ecofridge erano stati programmati circa cinque milioni di euro, ottenendo contributi pubblici, pari ad un milione e 871 mila euro, a fronte dei 3 milioni e 750 mila richiesti. Ora che lo stabilimento è stato completato, l'azienda si vede costretta a dover subire la revoca dei finanziamenti. F. O.

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L'Ulss rinnova il "parco" tac (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

OSPEDALE. Nuovi apparecchi per 5,7 milioni L'Ulss rinnova il "parco" tac di Franco Pepe Due risonanze magnetiche "chiavi in mano" per la neuroradiologia. Valore: 3 milioni 850 mila euro. Una tac multistrato a rotazione continua per la radioterapia. Valore: 850 mila euro. Una tac multistrato da 64 slice per la radiologia. Valore: 1 milione 50 mila euro. Quattro acquisti. In tutto una spesa di 5 milioni 750 mila euro, più Iva. L'Ulss 6 ha avviato le procedure per gli appalti delle quattro apparecchiature di ultima generazione che dovranno rinnovare il parco tecnologico del S. Bortolo. La prima risonanza denominata "a 3 tesla" dall'intensità del campo magnetico, andrà a sostituire la macchina oggi in uso nel reparto di neuroradiologia e verrà utilizzata per gli esami sia del corpo e sia neurologici. È in grado di effettuare indagini approfondite a due e a tre dimensioni del cervello, della testa, del collo, della colonna vertebrale, dell'addome, delle articolazioni, del cuore, delle mammelle. La seconda risonanza "a 1,5 tesla" verrà utilizzata per gli esami-body, in sostituzione del modello che va avanti da anni. La prima tac, a rotazione continua e a emissioni molto potenti, servirà per le applicazioni radioterapiche ai pazienti oncologici. La seconda, destinata alla radiologia, sarà in grado di eseguire esami urgenti in tempi ridottissimi al cuore, ai polmoni, all'aorta, alle arterie renali e periferiche. L'Ulss ha già bandito le rispettive gare. Solo che per la risonanza magnetica top, quella "a 3 tesla", per la quale arriverà anche un contributo dalla Fondazione Cariverona, resta ancora un ostacolo. La Regione ha autorizzato l'acquisto, ma per questa apparecchiatura, che consente di "fotografare" le zone più profonde del cervello evitando problemi di invasività, e che è in dotazione unicamente alle università e ai centri di ricerca (nel Veneto ce l'ha solo l'azienda ospedaliera di Verona), una vecchia legge prevede il nulla-osta dell'Ispesl di Roma, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, chiamato ad accertarne il grado di radioattività. La gara resta dunque sub judice. Una burocrazia in più. "Una inutile perdita di tempo", dice il dg Alessandri. Perché l'ok non si sa quando arriverà, e in ospedale di questa tac c'è bisogno subito.

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Studi legali, l'amicizia si trasforma in business Lo studio Pavia e Ansaldo ha scelto, per il momento, di posizionarsi come studio indipendente senza entrare a far parte di alleanz (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - studi e carriere Numero 070, pag. 41 del 22/3/2008 Autore: di Gabriele Ventura Visualizza la pagina in PDF       Indagine ItaliaOggi sulle alleanze. Il best friendship vincesu tutti gli altri modelli di collaborazione fra avvocati Studi legali, l'amicizia si trasforma in business Lo studio Pavia e Ansaldo ha scelto, per il momento, di posizionarsi come studio indipendente senza entrare a far parte di alleanze. "Ma questo non significa", ha detto Roberto Zanchi, managing partner, "che non possiamo guardarvi con interesse. Non abbiamo preclusioni nei confronti della forma, incluse le fusioni. Se si dovesse presentare un'occasione interessante la valuteremo attentamente". Mentre Apollo & associati sceglie di volta in volta e di paese in paese la firm che reputa abbia maggior know how relativamente alla specifica operazione in ballo. “Nell'ottica di dare il miglior servizio e il più elevato livello possibile di assistenza ai nostri clienti”, ha spiegato Davide Apollo, “preferiamo non essere legati a un network”. Studi legali in corsa verso la globalizzazione. Per incrementare il business all'estero, le firm italiane non hanno dubbi e puntano sull'amicizia (best friendship) con altri studi. è questo il modello di espansione che, secondo quanto emerge dall'indagine ItaliaOggi, va per la maggiore tra i protagonisti del mercato legale. Se non altro perchè con la formula "patti chiari micizia lunga" ognuno riesce a mantenere inalterata nel proprio paese l'indipendenza. Messa a rischio, invece, da network, alleanze o partnership. Da conquistare, i mercati del business legale di oggi, la city di Londra e la piazza di New York, e quelli del futuro, la Cina e il Medio oriente. Passando per l'Europa dell'Est, l'India e il Sud America. Insomma, tutti gli studi si stanno attrezzando per costruire una rete globale di contatti e dare al cliente la possibilità di investire ovunque desideri. Ma entriamo nel dettaglio, analizzando il risiko di accordi, alleanze e amicizie dei primari studi legali presenti in Italia. Network e alleanze I network e le alleanze presenti sul mercato mondiale sono molteplici e di vario tipo. Ci sono innanzitutto le cosiddette alliance, che mettono sotto uno stesso massimo comun denominatore una serie di studi legali di vari paesi per presentarsi in modo unitario sul mercato mondiale. è il caso di Cms, che racchiude sotto questo "marchio" nove law firm europee, tra cui l'italiana Adonnino Ascoli & Cavasola Scamoni, guidata da Paolo Cavasola. Ed è proprio di questi giorni la decisione unanime, da parte dell'alleanza, di stringere le maglie per una maggiore integrazione tra gli studi. L'intento di Cms è quello di agire,nelle 26 giurisdizioni dove è presente, come un'unica organizzazione. "Verrà conservata l'ampia autonomia locale e l'indipendenza ma ci doteremo di standard e procedure comuni", ha precisato Cavasola. è una realtà finanziariamente integrata diffusa in 25 paesi del mondo il network Dla Piper, presente in Italia a Milano e Roma. "L'integrazione finanziaria", ha spiegato Federico Sutti, managing partner per l'Italia, "è l'unico mezzo che consente un'effettiva unicità degli interessi in quanto la condivisione dei benefici e dei rischi finanziari porta a un'effettiva integrazione delle practice dei vari paesi e a un maggiore interscambio anche di lavoro e di clienti". Poi ci sono gli studi legali che sono entrati a far parte di un network per mettere in comune il know how con altri studi stranieri indipendenti e affacciarsi sui principali mercati stranieri. Da ultimo ha aderito a un'alleanza internazionale, che coinvolge altre quattro firm europee, lo studio Nunziante Magrone. "L'alleanza si occupa sia di formazione che di sviluppo di know how e marketing congiunto", ha detto Corrado Rosano, partner. Mentre lo Studio Verna società professionale è uno dei cinque soci fondatori del network Inpact International, nato nel 1989 e composto da 160 società professionali indipendenti sparse in 60 paesi del mondo. Le partnership Più delicato il discorso della partnership tra studi italiani e firm straniere. Dove i diversi approcci alla professione spesso non permettono di unire effettivamente le forze per competere alla sfida dell'internazionalizzazione. Emblematica, in questo senso, la relazione tra Hammonds e Rossotto. Che hanno scelto di fondersi per poi ridefinire gli accordi all'inizio del 2007, dopo cinque anni, ritraguardando al futuro la fusione. "Abbiamo deciso consensualmente di tornare indipendenti", ha spiegato Riccardo Rossotto, "mantenendo però l'accordo commerciale. Questo a causa delle evidenti differenze culturali, organizzative e dei metodi di retribuzione. La formula attuale è più flessibile ed efficiente perché obbliga noi a una minore burocrazia reportistica e lascia a entrambi autonomia locale. Per questo il 2007 è stato l'anno più fruttuoso da quando abbiamo iniziato a collaborare". Tiene alla propria indipendenza anche Tonucci & partners, che per puntare ai clienti che contano ha deciso di allearsi con Mayer Brown, una cosiddetta "global law firm" presente in America, Asia ed Europa, che recentemente, a sua volta, ha fatto una fusione con Johnson Stokes & Master, uno degli studi più grandi della Cina. "I clienti importanti,come le multinazionali", ha detto Mario Tonucci, "vogliono essere assistiti da un unico studio a livello mondiale. Il rischio di questi accordi, chiaramente, è quello di perdere la propria identità, anche perché diventerà sempre più ristretto il numero degli studi che dominano a livello globale. Il nostro accordo con Mayer Brown diciamo che è una best friendship molto accentuata, nel senso che esiste un'esclusiva ma moto strutturata perché ci pubblicizziamo insieme". I best friend Ci sono poi gli studi legali che per arrivare ai mercati, e ai clienti, più importanti ha scelto di tessere una ragnatela di rapporti di amicizia con gli studi stranieri al top. è il caso, per esempio, dello Studio legale Sutti, che dove non arriva con i suoi uffici sparsi all'estero, e soprattutto nei Balcani, viene "raccomandato" ai clienti dai colleghi stranieri. "Il 40% del nostro fatturato deriva proprio dalla nostra rete di rapporti che ci siamo costruiti in giro per il mondo", ha spiegato Stefano Sutti, "attraverso visite o due diligence su singoli mercati. Detto questo, facciamo anche parte di una serie di network o club specializzati, ma si tratta di alleanze dove gli studi mettono insieme risorse e know how per determinate materie e che poi sviluppano il loro business in totale autonomia". Anche Bonelli Erede Pappalardo, dalla sua costituzione, nel 1999, ha costruito una rete di rapporti con i primari studi europei: si tratta del gruppo dei cinque best friends, del quale fanno parte anche Bredin Prat (Francia), Hengeler Mueller (Germania), Slaughter & May (Gran Bretagna) e UrÍa Menéndez (Spagna). I cinque studi collaborano su base non esclusiva ma continuativa. Tutta una serie di studi, poi, come Di Tanno e associati, D'Urso Gatti e associati, Pedersoli e associati, Camozzi Bonissoni Varrenti & associati, Macchi di Cellere Gangemi, si avvalgono di collaborazioni con studi legali esteri, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. Gli attendisti e i contrari.

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Incontro a sagrado sulla realizzazione del parco del carso (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Incontro a Sagrado sulla realizzazione del parco del Carso SAGRADO Un incontro tra i cacciatori delle province di Gorizia e Trieste e i candidati al Consiglio regionale per affrontare le problematiche che coinvolgono la gestione faunistica e venatoria, l'ambiente in generale e il Carso in particolare. A promuoverlo è il distretto venatorio 13 "Carso". Lo scopo della riunione che si terrà martedì alle 20 a Peteano nella trattoria "Dal Checco" è capire le posizioni dei diversi candidati in relazione alla realizzazione del "Parco internazionale del Carso". "Tale progetto - scrive il presidente Renzo Ambrosi -, se non fosse caduto il Governo Prodi con le conseguenti dimissioni anche di Illy, avrebbe trovato approvazione con una sua legge già nel febbraio scorso e riporta d'attualità la vecchia legge regionale numero 11 de 1983. È ovvio - prosegue Ambrosi - che, qualora il Parco del Carso fosse istituito, di fatto scatterebbe il divieto dell'esercizio dell'attività venatoria, indipendentemente dalle affermazioni contrarie dei proponenti. Infatti, tutte le leggi regionali, anche quelle definite di competenza primaria, sono sempre e comunque subordinate alle leggi nazionali che, se modificate, possono esserlo solo in forma più restrittiva. Perciò le leggi numero 394 del 1991 e numero 157 del 1992 pongono l'assoluto divieto di caccia nei parchi pubblici nazionali, regionali e comunali". Nel corso dell'incontro saranno affrontati anche problemi riguardanti la burocrazia della gestione faunistica e venatoria.

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Gaia, i sindaci chiedono lumi all'anci (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio Gaia, i sindaci chiedono lumi all'Anci Gestore idrico messo nel mirino per la questione dei dati catastali I Comuni: "Errori nelle comunicazioni ai cittadini" VIAREGGIO. "Una pagina delicata dei rapporti tra burocrazia e cittadini". Viene così definito dagli amministratori comunali versiliesi, l'invio dei questionari da parte di Gaia a 192mila utenti con la richiesta di fornire all'anagrafe tributaria i dati catastali degli immobili, pena l'applicazione di sanzioni amministrative. Per questo motivo i sindaci, riuniti giovedì pomeriggio nella sede di Gaia a Marina, richiederanno l'interpretazione autentica della normativa all'Anci per verificare la legittimità dei questionari inviati da Gaia agli utenti. Incontro al quale erano presenti il sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, il sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti, l'assessore Fabio Francesconi di Massarosa, il sindaco di Stazzema Michele Silicani, il presidente del consiglio comunale di Seravezza Valter Bacci. A confrontarsi con gli amministratori c'era il presidente di Gaia Filippo Eugene Luchi, l'addetto al settore commerciale Nicola Bertoni, il vice presidente Francesco Mandorli. "Come già evidenziato nell'incontro tra gli amministratori dei Comuni che si è tenuto pochi giorni fa, i sindaci hanno portato all'attenzione dei referenti di Gaia le previsioni della normativa di riferimento e cioè gli articoli 332 e 333 della Legge Finanziaria n. 311 del 30/12/2004 oltre all'articolo 18 della Legge 240 del 1990 che, in sintesi, sanciscono che l'unico interlocutore restano le aziende erogatrici di servizi e gli unici casi in cui vengono richiesti i dati identificativi catastali al cittadino sono al momento della stipula del contratto e della voltura", si legge in una nota. Il presidente di Gaia ha fatto presente che, essendo pervenuta da parte dell'Agenzia delle Entrate una disposizione con cui si concede al gestore idrico una proroga di consegna dei moduli al 31 marzo 2009, "sarà ammessa da parte dei cittadini la comunicazione anche entro il dicembre 2008". Ma dai sindaci è arrivato un "siluro" alla società del sistema idrico per "l'atteggiamento di distanza che Gaia con le lettere inviate, evidenzia con gli utenti, soprattutto quelli più anziani". "La comunicazione rivolta ai cittadini doveva essere di altro tipo - ha detto il sindaco Massimo Mallegni - e comunque non appena verrà eletto il nuovo Governo, tutti i Comuni della Versilia invieranno all'Associazione nazionale comuni italiani la richiesta di interpretazione autentica della normativa dal momento che, se è condivisibile l'obiettivo che l'Agenzia delle Entrate intende perseguire incrociando i dati dei titolari delle forniture al fine di individuare casi di evasione fiscale o di allacci impropri, non ci pare giusto che ciò debba ricadere come obbligo perentorio sul cittadino". Gli stessi rappresentanti dei Comuni hanno anche sottolineato l'ingente sforzo che è stato sostenuto da parte del personale interno per offrire un aiuto ai tanti cittadini, soprattutto anziani, che si sono rivolti agli sportelli comunali per avere chiarimenti sui questionari di Gaia, andando così ad aggravare il carico quotidiano di lavoro. Luca Basile.

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Lo strano caso di Terme e Castello (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3045 Sardara. Fermi i lavori anche per Monreale, il sindaco: progetti pronti entro marzo Lo strano caso di Terme e Castello Sardara.. Fermi i lavori anche per Monreale, il sindaco: progetti pronti entro marzo Mai spesi i tre milioni per valorizzare Santa Mariaquas --> Mai spesi i tre milioni per valorizzare Santa Mariaquas Si infiamma lo scontro sui finanziamenti mai spesi per valorizzare le terme di Santa Mariaquas e castello di Monreale. Che fine hanno fatto i 3 milioni e 250 mila euro destinati alla valorizzazione dell'area termale di Santa Mariaquas e del castello di Monreale? All'ombra di questa domanda è nato un giallo che resiste dal 2003, anno del primo finanziamento. Attese e speranze si susseguono con un misto di curiosità e di rabbia. Polemiche e accuse si sprecano. La vecchia amministrazione comunale punta il dito contro la nuova, colpevole di aver chiuso a chiave "ingenti risorse". L'attuale Giunta sostiene di "non aver trovato un minimo di programmazione". In mezzo i disoccupati che da quei fondi aspettano il lavoro promesso. Era gennaio del 2004 quando l'ex primo cittadino Giuseppe Cuccu dichiarava che "sul binomio terme e castello si sarebbe giocato il futuro del paese". E ce l'aveva messa tutta per fare arrivare nelle casse del municipio 2 milioni e 250 mila euro per la rinascita del maniero e delle sue possenti fortificazioni che svettano da una collina di 270 metri su tutto il Campidano centrale. Non diversamente per l'area termale di Santa Mariaquas. Quattro anni dopo quello sviluppo è ancora impigliato tra decreti, leggi, leggine, permessi, autorizzazioni, progetti preliminari, esecutivi e poi ancora preliminari. Una fitta rete fra i meandri di una burocrazia impietosa e implacabile. Ora in Comune cominciano a perdere la pazienza. "A tutto - sbotta il sindaco Giorgio Zucca- c'è un limite. L'abbiamo raggiunto e superato. Ai professionisti incaricati del progetto ho già dato un ultimatum: se entro il mese di marzo non ci sarà il lavoro concluso, è inutile che tornino in Comune. Provvederemo diversamente. Gli incarichi agli esterni, il più delle volte, trovano giustificazione nel sovraccarico degli impegni del personale dipendente e nella necessità di portare a temine l'opera prima possibile. Spesso non succede. In questo caso non è successo. Non voglio dire che i veri responsabili siano i progettisti, né che la colpa sia solo e tutta loro". Un mea culpa da parte di tutti gli interessati. Che sono davvero tanti. Perché si dà il caso che a metà percorso le elezioni comunali abbiano sostituito gli inquilini del palazzo. Quello che avevano in mente i primi non andava bene agli altri. E i soldi sono ancora lì che aspettano di essere spesi. "Dal 2003 al 2006 - precisa l'assessore al Bilancio Roberto Caddeo - si è riusciti solo ad affidare l'incarico di progettazione. Posso garantire che entro aprile i lavori del Castello saranno appaltati". E quelli per le terme di Santa Mariaquas? SANTINA RAVÌ.

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Il disabile non può entrare alla festa (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta della Martesana, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO Gianluca, 17 anni, è affetto da distrofia muscolare e costretto su una sedia a rotelle IL DISABILE NON PUÒ ENTRARE ALLA FESTA Nessuna autorizzazione "speciale" per l'auto guidata dal padre del ragazzo richiedi la foto Giuseppe Gazzo, papà di Gianluca, affetto da distrofia Melzo - L'auto del disabile? Non può entrare. Mentre gli organizzatori della Fiera delle Palme tirano un bilancio dell'edizione appena conclusa e i commercianti si dicono soddisfatti per l'ingente mole di visitatori che ha fatto capolino nelle varie piazze, in città c'è chi non sa darsi pace per un episodio che ha in parte rovinato il clima di festa e che ha per incolpevole protagonista una ragazzo disabile residente a Liscate. Gianluca Gazzo, 17 anni, è affetto da distrofia muscolare degenerativa ed è costretto a vivere su una sedia a rotelle. Sabato sera avrebbe voluto raggiungere gli amici nell'area dove erano insediate le giostre, ma per quello che il papà ha definito "un eccesso di zelo da parte degli agenti della Polizia locale" è stato costretto a imboccare un vero e proprio percorso a ostacoli. Il papà Giuseppe ha chiesto che le transenne, sistemate proprio per impedire alle macchine di entrare nell'area fiera, venissero aperte in modo da accompagnare il figlio in prossimità delle giostre. Gli agenti, invece, si sono opposti con forza. Ne è nato un battibecco risolto dopo più di mezz'ora, quando Giuseppe ha chiamato i carabinieri per far valere i propri diritti. "Ho assistito a una brutta scena - ha raccontato Bruno Roccato, amico della famiglia Gazzo e testimone oculare dell'episodio - Per accedere alla fiera sono state chiuse due strade. Noi abbiamo provato a percorrerne una, chiedendo agli uomini incaricati di vigilare gli accessi di farci passare in modo da portare Gianluca fin davanti alle giostre. Dopo che questo diritto ci è stato negato, abbiamo provato a entrare dalla parte opposta, ma anche qui abbiamo trovato un muro, non di cemento ma di burocrazia. A questo punto sono dovuti intervenire i carabinieri, sia quelli di Melzo che quelli della Compagnia di Cassano d'Adda, che hanno sbrogliato la matassa e aperto le transenne". Gianluca ha così potuto raggiungere gli amici e trascorrere con loro la serata. "Un paio d'ore più tardi - ha proseguito Roccato - siamo andati a riprenderlo, ma questa volta abbiamo preferito parcheggiare l'auto lontano dall'area fiera, in modo da non avere altri problemi". La cosa che ha mandato su tutte le furie Giuseppe e Bruno è l'aver visto un Suv oltrepassare senza problemi il posto di blocco: "Forse era un residente - ha ammesso Roccato - Evidentemente solo i disabili non hanno diritti.". Papà Giuseppe è amareggiato, tanto per usare un eufemismo: "Quando vado all'estero mi fanno entrare ovunque, anche col camper - è stato il suo sfogo - Non è possibile che qui accadano cose del genere. Mio figlio ha una malattia progressiva ed è invalido al cento per cento. Sabato voleva trascorrere qualche ora con i suoi compagni di scuola e quando ci è stato detto che l'auto non poteva entrare sono andato letteralmente su tutte le furie". "Solo chi ha un disabile in casa ha concluso Gazzo - può capire le battaglia che noi genitori siamo costretti a sostenere tutti i giorni. E' ora di finirla". Articolo pubblicato il 22/03/08.

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La "Lavazza" s'allarga (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GATTINARA.ACCORDO CON IL COMUNE SUI TERRENI La "Lavazza" s'allarga Boom per lo stabilimento delle cialde: in arrivo tre nuovi capannoni [FIRMA]GIUSEPPE ORRÚ GATTINARA Lo stabilimento che produce caffè in cialde più grande del mondo cresce ancora. E' la Lavazza di Gattinara, che aggiungerà al suo impero altri tre capannoni in cui produrre queste pillole di eccellenza "made in Italy" che, messe in una macchina da caffè, danno un espresso come quello del bar. I terreni sono già pronti e anche la burocrazia ha fatto il suo ultimo passo. Durante il Consiglio comunale dell'altro giorno è stata approvata una convenzione tra il Comune e la Luigi Lavazza spa per lo "scambio" di alcuni terreni che andranno ad ampliare lo stabilimento diretto da Leonardo Langhi, che ora si estende su un'area di 55mila metri quadrati, di cui 30mila coperti, dove lavorano oltre 400 dipendenti. L'amministrazione cederà all'azienda torinese 2.315 metri quadrati, mentre la Lavazza ricambierà con 2.136 metri quadrati e costruirà inoltre un parcheggio pubblico a sue spese, così come pure i servizi di urbanizzazione. "In pratica uno scambio - dice l'assessore Mario Mantovani - perchè l'azienda possa avere terreni adiacenti allo stabilimento, fino alla zona del sottopasso. E' già prevista la costruzione di tre nuovi padiglioni produttivi". Intanto prosegue a gonfie vele la produzione delle nuove cialde "A modo mio". Nel 2008 ne verranno prodotte 100 milioni di pezzi per il mercato italiano per un fatturato di 30 milioni di euro e si inizierà anche l'attività di vendita sull'estero. Si prevede che saranno 250mila le macchine Saeco nelle case degli italiani che utilizzeranno queste cialde. Nel 2007 sono state prodotte 420 milioni di cialde del sistema "Blue", utilizzate da 560mila macchine in tutto il mondo. Per "Espresso point", invece, sono state vendute un miliardo 600 milioni di cialde con 2 milioni di parco macchine in tutto il mondo. Cifre da record, ma ancora da superare. Nei prossimi mesi, infatti, arriveranno nuove linee di produzione. Oggi ci sono 34 linee produttive: 24 per le cialde "Espresso point"; 9 per il sistema "Blue" e una per "A modo mio"; a breve saranno installate un'altra linea per "A modo mio" e altre due per il sistema "Blue", per un totale di 37 filiere produttive. Le cialde Lavazza, prodotte unicamente a Gattinara, stanno travolgendo il mercato: dal 2003 la produzione è raddoppiata e nel 2007 è stata raggiunta la soglia dei 2 miliardi di pezzi in un anno. Dal 2005 a oggi l'incremento del personale ha raggiunto il 25 per cento e sono in arrivo nuove assunzioni.

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Isaac: rischio clandestinità per una firma (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Trentino" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-03-22 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Immigrazione Decine di pratiche ferme in cancelleria. Il giudice a "Officina Sociale": farò il possibile Isaac: rischio clandestinità per una firma Il 17enne ghanese lotta contro i tempi della burocrazia. Barnao: scandaloso TRENTO - Isaac Mawuli ha 17 anni; tre mesi fa è arrivato a Rovereto dopo un viaggio di 80 giorni che dal Ghana lo ha portato in Trentino. Un percorso drammatico vissuto da solo, in compagnia di altri immigrati alla ricerca di un lavoro in Italia; cinque di loro sono morti in mare tra Tripoli e Lampedusa. Il bisogno di Isaac era quello di proseguire gli studi, ma le lungaggini burocratiche potrebbero trasformare le sue speranze in un sogno irraggiungibile: se tra due mesi, al compimento della maggiore età, il giudice del lavoro di Trento non avrà firmato il fascicolo che gli assegna un tutor, il 17enne ghanese diventerà automaticamente clandestino e, di conseguenza, espedibile dal Paese. Come Isaac sono decine i minori in attesa di essere regolarizzati grazie a una figura che si faccia garante della loro formazione, del percorso lavorativo e delle condizioni di vita dei giovani extracomunitari. Figure professionali volontarie, messe a disposizione dall'Associazione Tutori che fa capo a Villa Sant'Ignazio, che devono essere autorizzate e assegnate da un giudice entro il compimento dei 18 anni. Termine ultimo per l'assegnazione istantanea di documenti, certificati di residenza, codice fiscale e assistenza sanitaria. Per sbloccare una situazione ormai ad alto rischio per decine di giovani stranieri, ieri mattina gli attivisti dell'associazione Officina Solidale si sono presentati davanti alla sede del Giudice Tutelare di via Jacopo Aconcio, a Trento. Due portavoce hanno accompagnato Isaac nel breve colloquio concesso dal giudice Michele Maria Benini. "Ci ha spiegato che le assegnazioni dei tutori risentono delle lungaggini burocratiche legate a problemi di cancelleria - riferisce Corrado Furlani di Officina Solidale - Il giudice ha detto che farà il possibile e noi torneremo dopo Pasqua per verificare quante pratiche siano in sospeso e cosa si può fare". Mentre Isaac resta in attesa di risposte e prosegue i suoi studi all'Ipia di Villazzano, il sociologo Charlie Barnao denuncia una situazione insostenibile: "è uno scandalo. Il futuro di queste persone dipende da una firma e le inefficienze della burocrazia bloccano le migliori intenzioni di chi vuole regolarizzare la sua posizione e del privato sociale che si fa carico di queste situazioni lottando contro i mulini a vento". Silvia Senette L'inghippo Il tribunale deve autorizzare un tutore per i minori a farsi carico del ragazzo, che tra due mesi verrebbe espulso L'incontro Isaac entra nell'ufficio del giudice con i volontari.

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Imparare dagli errori. Sembra una banalità ma diventa finalmente la regola. Si chiama & (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di GIOVANNI DEL GIACCIO Imparare dagli errori. Sembra una banalità ma diventa finalmente la regola. Si chiama "gestione del rischio clinico" per dirla in termini comprensibili, "risk management" per definire l'unità operativa che si occupa di prevenire gli errori, monitorarli, intervenire per correggerli. Una serie di procedure da seguire nell'affrontare i pazienti, soprattutto nei posti più a rischio come una sala operatoria, erano state messe a punto già nel 2004. Nessuno ci aveva dato più seguito, poi è arrivato Petti alla direzione generale ed è stata avviata la procedura sollecitata anche dall'Ordine dei medici che ieri - dopo una serie di verifiche con i direttori sanitari e i responsabili delle sale operatorie - è diventata realtà. "Non è un ulteriore carico di burocrazia - dice la direttrice generale della Asl, Ilde Coiro - ma una tutela in più anzitutto per i pazienti e di conseguenza per gli operatori e l'azienda. Normalmente un evento avverso è dovuto a qualcosa che non funziona e di conseguenza porta a una perdita di fiducia". Ecco allora una "check list" prima di entrare in sala operatoria, i controlli da effettuare, l'attenzione all'igiene, le verifiche su paziente e cartella clinica, il dialogo costante per evitare tensioni. Sembrano banalità, invece... "Abbiamo avuto un errore grave - dice Adriana Ianiri, responsabile dell'unità - un ginocchio operato al posto di un altro. Poi ci sono casi meno seri ma comunque rilevanti e che possono capitare ogni giorno". Basta pensare, ma è un altro camp, alle cause che la Asl ha soltanto per le cadute accidentali. Ma dove sono i rischi maggiori? Al 32% nelle sale operatorie, 26% nelle stanze di degenza, 22% in pronto soccorso e 18% nelle sale diagnostiche. Si tratta "di un sistema di tutela complessivo - spiega Giuseppe Testa, direttore amministrativo della Asl - anzitutto per i cittadini ma anche per l'azienda che diminuendo i contenziosi risparmia su polizze assicurative e accantonamenti". Il tutto in un periodo "nel quale si va ormai direttamente a chiedere il risarcimento, senza passare per un giudizio penale". Questo "non significa che dovete evitare di assumere rischi, è nella natura della vostra attività - dice il direttore sanitario, Carlo Saitto - ma inserire il discorso in quello più generale della qualità dell'assistenza". E a proposito di qualità ieri è arrivata la conferma di ciò che si sapeva da tempo. Entro il 31 maggio l'Ospedale Santa Maria Goretti di Latina sarà Dea di II livello. Verrà adeguato "al fine di assicurare una risposta completa in caso di emergenza ai cittadini che appartengono alle Asl di Latina e Frosinone" - dice il presidente della Regione Piero Marrazzo.

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NISCEMI, (Caltanissetta) - Quei cinque gradini di fronte alla sua abitazione le impedivano di uscire (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ed è per questo che il 28 febbraio scorso Maria La Rocca, 69 anni, disabile sulla sedia a rotelle, di Niscemi, ha presentato la domanda al Comune per realizzare uno scivolo. Struttura in legno che a sua insaputa è stata montata da un vicino di casa, Giuseppe Maida, che però è stato multato dagli agenti della polizia municipale della sezione vigilanza edilizia perchè il Comune non ha ancora dato la concessione. "Dopo le sollecitazioni di molti cittadini di Niscemi - racconta Maida - e dopo avere appreso che Maria aveva presentato negli anni diversi progetti per l'abbattimento delle barriere architettoniche, senza avere avuto un riscontro positivo, ho fatto realizzare la pedana rimuovibile per consentire provvisoriamente il passaggio della mia amica disabile. Volevo solo aiutarla". Ma la felicità di Maria La Rocca è durata poco meno di 24 ore: all'alba di ieri i vigili urbani del piccolo comune hanno rimosso lo scivolo di legno. "Abito a due passi dalla piazza centrale - commenta la donna - ma non posso uscire perché da sola non so come superare i gradini. Per me quello scivolo era l'unico modo per farlo". E ora tutti in paese si chiedono il perché della decisione del Comune. Che senso ha questa "burocrazia" spietata. "Le leggi vanno rispettate - sentenzia il sindaco Giovanni Di Martino - e quello scivolo non poteva restare lì. Non siamo in un comune dove le regole possono essere infrante da chicchessia. E inoltre non mi pare che l'amministrazione sia in ritardo nel dare una risposta alla disabile". Una persona, però, che resta condannata a stare in casa. In attesa di una risposta concreta. O di un altro scivolo.

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A danno fatto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-22 - pag: 12 autore: A danno fatto Anche la Cei si è accorta di questa legge elettorale autoritaria, antidemocratica e quindi incostituzionale. è una legge che offende la democrazia in questo Paese. Le proteste in atto da ogni parte sono ormai innumerevoli. Speriamo che la Corte costituzionale intervenga prima che i guasti prodotti dalla legge si evidenzino in maniera irreversibile (già sta succedendo). Francesco Degni e-mail M onsignor Betori è l'ultimo nella lista dei "convertiti" sui malestri della legge elettorale. Un elenco che si allunga ogni giorno, con denunce più o meno risonanti. Oggi. A volte, i denuncianti sono gli stessi che, ieri, hanno taciuto e perfino anche elogiato, magari sperando che dal "mostro" si potesse cavare qualche vantaggio. Eppure, di che porcata si trattasse era chiaro fin dall'inizio. Regole congegnate per mettere segatura negli ingranaggi del governo; e che consegnavano il potere di scelta e di nomina dei parlamentari a una stretta oligarchia di capi-partito. Dalla vicenda, dovremmo ricavare la conferma di un vecchio insegnamento. In politica, il tempo è quasi tutto. E le cose valgono soprattutto per il momento in cui si dicono. Le stesse critiche di ora sarebbero state un arnese di lotta parlamentare, quando si discuteva dell'approvazione della legge. A danno fatto, hanno l'aria delle lamentazioni. Impeccabili. E disoccupate. - Cambiare mentalità Si può cambiare la mentalità di un Paese che tra perdonismo cattolico e permissivismo di sinistra si rende inaffidabile al mondo? Il disastro della giustizia affidata a una casta che non risponde mai dei propri errori. Il tracollo Alitalia è avvenuto per fatalità o per precise responsabilità sindacali, perennemente in sciopero, e di amministratori incapaci? Discorso analogo per tutti i settori. I rifiuti a Napoli sembrano essere dovutia imponderabili fattori, nessuno se ne assume davvero la responsabilità. I sindacati hanno sempre difeso fannullonie incapaci. Il Palazzo accampa continuamente retoriche giustificazioni.C'è un solo settore, dico uno, il cui funzionamento sia all'altezza degli altri Paesi europei? La risposta è no. Il resto sono chiacchiere e sofismi. Francesco Sforza e-mail Povera agricoltura Sono la mamma di un giovane sfiduciato di 22 anni e la moglie di un agricoltore preoccupato e arrabbiato. Mio figlio si sta laureando con ottimi risultati in Scienze e tecnologie agrarie, ma si chiede quale futuro lo attende in questa Italia, dominata dalla grande industria e soffocata dalla burocrazia, dalle banche e dalla cattiva politica. Forse sarebbe meglio un lavoro da dipendente, con lo stipendio fisso, le ferie assicurate e retribuite, e senza rischi! Nonè un mistero per nessuno che il nostro, pur essendo un bel lavoro, perché a contatto con la natura, come tutti quelli in proprio, non ha orari, giorni di malattia e ferie. Ogni anno poi ci troviamo a dover combattere contro avversità atmosferiche, emergenze sanitarie, quote latte, macchinari sempre più costosi, diserbanti dai prezzi esorbitanti... e a tutto questo va anche aggiunto un euro troppo forte, che ci rende ancora meno competitivi sui mercati internazionali. Chiediamo quantomeno che ci sia la volontà politica di tutelare anche il nostro settore e che i ruoli chiave siano assunti da persone competenti in materia. Paola Pacchioni e-mail.

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Franceschini: <E' un'altra campagna acquisti di Berlusconi in Veneto> Venezia, partito nel caos Segretario eletto al bar e la sede viene requisita (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Centristi spaccati Il vicesegretario del Pd a Mestre Franceschini: "E' un'altra campagna acquisti di Berlusconi in Veneto" Venezia, partito nel caos Segretario eletto al bar e la sede viene requisita VENEZIA- Quando un amore finisce, non c'è solo la triste cerimonia delle restituzioni. A volte, nei rapporti d'amore più tempestosi, le ripicche passano anche per porte chiuse in faccia e notti all'addiaccio. Nell'Udc sotto le bombe delle ultime ore (l'addio del segretario regionale Francesco Piccolo è solo uno dei capitoli, ma non l'ultimo) è capitato anche questo: l'elezione del nuovo segretario provinciale di Venezia fatta nel bar di fronte al centro commerciale Sme di Marghera. Motivo? Le chiavi della nuovissima sede di via Orsato, che l'Udc avrebbe dovuto inaugurare proprio in queste ore, sono in mano al segretario regionale amministrativo, Giancarlo Vigoni. Che non ritenendo legittima la convocazione della direzione provinciale, non ha concesso l'uso della sede: "è la sede regionale - dice Vigoni, pronto alle dimissioni - se il partito vuole le chiavi mi deve chiamare Rocco Buttiglione". Il quale Buttiglione, sostengono ora i sopravvissuti del partito, nel suo nuovo ruolo di commissario regionale, le chiavi le avrebbe chieste direttamente a Piccolo. Vero o no, dentro il partito il terremoto continua. E l'elezione del nuovo segretario provinciale, Luca Scalabrin, che prende il posto di Piccolo, ieri è avvenuta in uno scenario surreale: metà componenti della direzione riteneva che la riunione fosse rimandata, metà si è trovata al bar per eleggere Scalabrin. Arrabbiatissimo Alberto Giganti, vice segretario provinciale ed ex candidato alla segreteria provinciale. Che ieri ha lasciato il partito in fortissima polemica: "Ho visto traditi gli ideali del partito da chi, per ruolo e responsabilità politica e morale, avrebbe più degli altri dovuto testimoniarli". Ovvero Ugo Bergamo. Grande regista dell'elezione di Scalabrin (qualcuno lo definisce un golpe) e grande accusato dai transfughi (Piccolo in testa). Lui, sospeso dal Csm e candidato blindato alla Camera, ribatte: "Piccolo? Si è comportato in modo sconcertante. è stato meschino, non merita nemmeno il mio giudizio. Trent'anni che faccio politica, mai vista una cosa del genere". – Contro i "trasfughi" veneti dell'Udc, passati al Pdl sotto la guida dal veneziano Francesco Piccolo, tira fuori l'artiglieria pesante. "Si tratta dell'ennesimo esempio della campagna acquisti di Berlusconi". Mentre sul futuro politico del Veneto, con la Lega che – su assicurazione di Silvio Berlusconi – mira al dopo-Galan, se la cava con una battuta. "Non è un tema di attualità, perché non credo che Galan si dimetterà per fare il parlamentare di minoranza". Dario Franceschini, vicesegretario del Partito democratico, arriva a Mestre poco prima delle 17, Rodolfo Viola da una parte, Andrea Causin dall'altra. La scelta del comizio di venerdì santo non è forse il massimo, visto che a Santa Maria delle Grazie ci sono una novantina di persone. Ma Franceschini ce la mette tutta per scaldare i "quadri" che gli stanno davanti. Parte invitando a credere nella vittoria elettorale, "perché nessuno credeva nemmeno al Pd, o al fatto che avremmo portato 3 milioni di italiani alle primarie, o che avremmo avuto il coraggio di andare al voto da soli". Sottolinea l'entusiasmo per il nuovo partito anche al Nord ("c'è un clima nuovo, gli italiani stanno capendo la sfida") e punta dritto sulla questione tasse. "Uno dei primi provvedimenti sarà destinare le risorse recuperate dall'evasione fiscale ai redditi più deboli – spiega – ma abbiamo anche promesso che nei primi tre anni abbasseremo di tre punti la pressione fiscale e del 2,5 per cento la spesa pubblica". Il perché è presto detto. "Se chiediamo agli imprenditori, soprattutto al Nord, di dare allo Stato una parte importante del reddito, dobbiamo dimostrare che non finanzia la burocrazia e l'inefficienza" S.D'A. A.Zo. In Veneto Ugo Bergamo L'ex senatore, membro laico del Csm autosospeso, è candidato blindato Per Franceschini non c'è un dopo-Galan imminente: "Non lascerà la Regione".

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Decalogo Asco ai politici: meno leggi e aliquota unica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-22 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Decalogo Asco ai politici: meno leggi e aliquota unica Icommercianti ai candidati: abolire l'Irap edetassare le buste paga Stilati dieci punti. "Si deve riconoscere al turismo un ruolo strategico e al negozio tradizionale un valore sociale" VERONA - è cominciato il conto alla rovescia. La fatidica data del 14 aprile s'avvicina e se il mondo politico ha la testa occupata nella campagna elettorale, le categorie produttive mettono sul piatto del futuro vincitore le richieste che sperano di vedere esaudite. Ieri ha fatto sentire la propria voce Confcommercio Verona. Il presidente provinciale Fernando Morando è categorico: "Bisogna ripartire da zero - spiega - altrimenti tutta questa burocrazia ci soffocherà ". Così, onde evitare che i politici facciano gli gnorri, l'associazione dei commercianti dirama un comunicato in cui scrive nero su bianco le dieci iniziative che ritiene opportune per dare fiato all'economia. La prima richiesta del decalogo dei commercianti, fimata anche dal direttore generale Giorgio Sartori, è il testo unico delle leggi economiche. Se l'Italia è ancora il Paese degli azzeccagarbugli questo è il senso della richiesta di Confcommercio - lo si deve all'asfissiante presenza di leggi e leggine contorte che spesso si contraddicono l'una con l'altra. Per i commercianti, allora, la priorità è una sola: semplificare. Magari cominciando a tagliare alcuni adempimenti inutili come l'invio telematico dei corrispettivi e degli elenchi clienti e fornitori (seconda richiesta). Il terzo punto è quello più dirompente: aliquota unica al 30%. Roba da far venire il mal di mare a qualunque ministro del Tesoro. Per i commercianti, però, si può fare: basta introdurre il principio del "contrasto di interessi ". Il cittadino, cioè, deve poter dedurre tutte le spese che è capace di documentare. In tal modo nessuno rinuncerebbe più a scotrini e fatture e si riuscirebbe a ridurre drasticamente l'evasione fiscale. La quarta richiesta è più politica che economica: elaborare uno statuto dell'imprenditore, contenente diritti e doveri nei confronti dello Stato. Oltre a ciò, i commercianti chiedono di abolire l'Irap, di detassare le buste paga per garantire a chi lavora uno stipendio netto più pesante, e di reintrodurre con legge il lavoro a chiamata. Le ultime richieste sono agevolazioni per le piccole e medie imprese che investono nell'ambiente, il riconoscimento del ruolo strategico del turismo e l'attribuzione di un valore sociale al negozio tradizionale. è un libro dei sogni? Ora è presto per dirlo, ma è chiaro il senso complessivo di queste richieste, che fanno capire che non c'è più tempo da perdere: le questioni sul tavolo ci sono già tutte, non resta che metterci mano. Davide Pyriochos Presidente Fernando Morando Shopping Icommercianti di Verona chiedono impegno ai candidati.

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La sede apt? in piazza (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IN CENTRO A CAVALLINO La sede Apt? In piazza Accordo di massima tra giunta e comitati CAVALLINO. "La nuova sede provvisoria dell'Apt di Cavallino-Treporti potrebbe sorgere già da quest'estate nell'ex negozio Nardin vicino piazza Santa Maria Elisabetta". A convergere sulla scelta dello stabile, con ampie vetrine e circa 200 metri quadri di estensione, sono il comitato "La piazza che vogliamo" e la giunta comunale, grazie al sindaco Erminio Vanin. "Non solo è dotato di ampio parcheggio e una piazzetta adiacente - spiega Vanin - ma è anche a ridosso della pista ciclabile che fra poco inaugureremo avendo disponibili anche i portabici. Ora attendiamo un segnale della Provincia". Fra gli obiettivi del comitato presieduto da Enzo Lazzarini e dal vice presidente Antonio Padovan, un'operazione "globale" in oltre 10 punti presentata al sindaco Vanin che doterebbe finalmente il litorale di un polo culturale-sociale in centro a Cavallino. "L'offerta turistica, di tipo balneare e stanziale, è già forte - spiegano dal comitato - noi proponiamo il centro culturale e di servizi che manca agli abitanti ed agli ospiti estivi. Ora l'apertura della sede dell'ambito Apt a Cavallino è quanto mai necessaria per frenare il depauperamento commerciale del centro del paese. Certo è prevista la futura costruzione di un palazzetto del turismo, ma sono noti i tempi della burocrazia, e veramente la piazza non può più attendere ancora anni, e nemmeno mesi. (Francesco Macaluso).

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Circonvallazione, il cantiere è diventato un campo nomadi (sezione: Burocrazia)

( da "CronacaQui.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lavori fermi da anni e nell'area adiacente si sono insediati gli zingari Circonvallazione, il cantiere è diventato un campo nomadi VOLPIANO - La circonvallazione che avrebbe dovuto collegare lo svincolo dell'autostrada Torino- Aosta al confine con San Benigno è ancora ferma. Le erbacce e l'abbandono hanno avvolto quel poco di asfalto che sino ad ora aveva collegato solo virtualmente le due zone cittadine senza poter chiudere quell'importante anello che solo in futuro permetterà di scavalcare il centro cittadino mettendo in collegamento non solo l'autostrada a San Benigno ma anche incanalare i mezzi provenienti da Settimo, dalla Cebrosa e dal nuovo svincolo della Torino- Milano lontano dal centro abitato. La posa della prima pietra fu effettuata nel 2005 mettendo fine ad un lungo iter. Ma ben presto la costruzione dovette far fronte alla burocrazia e al fallimento dell'impresa appaltatrice. Per questo i ritardi nella costruzione della nuova circonvallazione si sono prolungati nel tempo: solo lo scorso anno l'amministrazione ha rescisso il contratto con l'azienda appaltatrice assegnando ad un'altra azienda il compito di completare la costruzione che prevede anche la realizzazione di una rotonda in corso Platone e l'allacciamento nella già esistente rotatoria di via san Benigno. Da allora tutto è ancora fermo con gran gioia di un gruppo di nomadi che nel frattempo ha utilizzato l'area adiacente alla circonvallazione per dare vita ad un piccolo accampamento, in un'area che risulta essere di loro proprietà ma soggetta ad esproprio per permettere il completamento della piccola tangenziale cittadina. "I lavori di completamento inizieranno presto" commenta il sindaco Francesco Goia ricordando come proprio in questi giorni la Provincia, competente per questo tratto di strada abbia presentato, attraverso il Servizio progettazione ed esecuzione interventi viabilità, il progetto che sarà la base per la nuova gara di appalto. Il primo cittadino si dice fiducioso: "Speriamo entro un mese di riaprire il cantiere e comunque prima dell'estate di completare i lavori dell'opera che metterà in comunicazione i due importanti nodi cittadini e le zone di corso Platone e via Pinetti. Interventi che una volta ultimati ci permetteranno anche di affrontare il problema dei nomadi che nel frattempo si sono stabiliti nei pressi dell'autostrada per Aosta". Luigi Paonessa 22/03/2008.

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Lavoratori dimissionari Il municipio fa da tutor (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Falerone, Cardenà illustra l'impegno per il recupero Lavoratori dimissionari Il municipio fa da tutor FALERONE Il Comune di Falerone è stato uno dei primi nelle Marche ad attivare il servizio di tutoraggio per i lavoratori dipendenti dimissionari. "Va detto spiega l'assessore Stefano Cardenà che il 21 gennaio è stato emanato il decreto interministeriale finalizzato all'adozione del modulo informatico per la presentazione delle dimissioni volontarie dei lavoratori, in attuazione della legge 188/2007. In parole povere, dallo scorso 5 marzo un dipendente che intenda cessare il lavoro dalla propria azienda, dovrà recarsi prima che dal datore di lavoro, agli uffici preposti tra cui le direzioni provinciali del lavoro, i centri per l'impiego e i Comuni, farsi assistere da un tutor nella compilazione del modello e provvedere all'invio telematico. Dopodiché potrà presentare le dimissioni al proprio datore di lavoro, il quale procederà al licenziamento". Dunque, più adempimenti e burocrazia per dimettersi dal posto di lavoro. Aggiunge Cardenà: "Falerone, andando nella direzione di semplificare e agevolare i lavoratori della zona, evitando loro di andare al centro per l'impiego di Fermo o alla sede della direzione provinciale del lavoro di Ascoli Piceno, è stato uno dei primi Comuni ad attivare il servizio di tutoraggio: i lavoratori si potranno rivolgere nel nostro municipio per compilare e trasmettere il modello ministeriale e procedere alle dimissioni volontarie".

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Notiziario novità editoriali (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA RITRATTO 'IRRIVERENTE' DEL GIORNALISMO Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - E' un mestiere che continua ad esercitare un grande fascino. E' ambito, sognato da un numero sempre crescente di giovani aspiranti. Il giornalismo rappresenta ancora una professione molto richiesta, difficile e spesso irrealizzabile. Quali sono i suoi segreti? Come si vive in una redazione? Quali sono le strategie migliori per potersi affermare? Cosa fanno e come si comportano i giornalisti? Sono queste le domande alle quali Michele Brambilla, vicedirettore de 'Il Giornale', risponde nel saggio irriverente ''Sempre meglio che lavorare. Il mestiere del giornalista'' pubblicato dalla casa editrice Piemme. La vita di una redazione e' circondata da un'atmosfera incerta forse anche misteriosa. I giornalisti lavorano senza sosta. Dalla mattina alla notte fonda restano incollati alle loro scrivanie pur di 'chiudere' il giornale con l'ultima notizia in pagina. Non riescono a riservarsi uno spazio per la loro vita privata. Il mito del giornalista dedito esclusivamente al suo lavoro, insomma, e' duro a morire. Brambilla, pero', propone un'immagine diversa da quella tradizionale. Molto spesso, valgono le considerazioni esposte dall'inviato speciale Luigi Barzini secondo il quale ''il mestiere del giornalista e' difficile, carico di responsabilita', con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma e' sempre meglio che lavorare''. E' per questo motivo che Brambilla rappresenta il ritratto dei giornalisti in modo irriverente e controcorrente. In molte circostanze i giornalisti non danno buona prova di se'. Alcuni sono sempre in viaggio verso mete esotiche, altri si dedicano ad attivita' che esulano dalle loro competenze lucrando sulle note spese per servizio. Il mestiere del giornalista, d'altra parte, non e' cosi' affascinante come sembra. Si trascorrono, ad esempio, molte ore in ambienti chiusi illuminati soltanto dalle luci al neon. ''La maggior parte dei giornalisti - scrive Brambilla - fa una vita tutt'altro che avventurosa e tutt'altro che affascinante: passa ore e ore in redazione, alla luce artificiale, di fronte a un computer. Guarda le notizie d'agenzia che scorrono sul video, disegna i menabo' e li passa alla tipografia con la quale immancabilmente litiga perche' c'e' sempre qualcosa che non torna''. L'autore, giornalista per diciotto anni al 'Corriere della Sera', tiene conto anche dei direttori, editorialisti e professionisti che ha conosciuto durante la sua carriera. Rappresenta le caratteristiche principali di Montanelli, di Enzo Biagi, di Dino Buzzati e di Oriana Fallaci. Al tempo stesso descrive le abilita' dei protagonisti di oggi come Mieli, De Bortoli, Belpietro e Feltri. LE 'VOCI'DEGLI IMMIGRATI IN ITALIA Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Gli immigrati, in Italia, sono oltre tre milioni. Sono una presenza stabile, ben radicata nella societa'. In molti casi sono sfruttati e devono fare i conti con una burocrazia lenta e farraginosa. Spesso sono soltanto degli 'invisibili' che vivono ai margini delle grandi citta'. Cercano di sopravvivere tra mille stenti e difficolta'. Chi sono gli immigrati che tentano la fortuna nel nostro Paese? Cosa fanno? Che tipo di lavori svolgono? La giornalista Rula Jebreal, nata ad Haifa nel 1973, palestinese con passaporto israeliano, in Italia dal 1993, risponde a queste domande nel saggio ''Divieto di soggiorno. L'Italia vista con gli occhi dei suoi immigrati'', pubblicato dalla Rizzoli. Nella sua indagine la Jebreal fa parlare gli stranieri, ascolta le loro storie descrivendo le loro esperienze. Mano a mano mette in scena un mondo articolato in cui si alternano speranze, sogni, successi e grandi delusioni. Sono tante le testimonianze che raccoglie nel corso della sua ricerca. Testimonianze toccanti come quella di Olga, una giovane prostituta che abbassa gli occhi quando incontra le sue concittadine. Vicende pericolose come quella di Mohammed, un muratore che rischia la vita denunciando lo sfruttamento e il caporalato. Eppure, ci sono anche innegabili successi. Jean-Le'onard Touadi, ad esempio, si e' affermato come assessore del comune di Roma. Forte della sua esperienza di immigrata capace di integrarsi, la Jebreal dialoga, di volta in volta, con professori, badanti, imam e operai confrontandosi con realta' contraddittorie. Nel corso della sua inchiesta la giornalista si muove nelle periferie, nelle moschee, nei luoghi in cui l'immigrazione e' piu' presente. Entra anche, pero', nelle case in cui gli stranieri lavorano raccontando i loro sogni e le loro perplessita'. ''Mi auguro - scrive la Jebreal - che la politica sappia fare i suoi passi e che nell'arco di pochi anni riesca a dar vita a una comune legislazione europea nei confronti dell'immigrazione, con regole chiare e condivise che segnino un buon compromesso tra tutte le posizioni in gioco, tra le necessita' spesso urgenti di tanti esseri umani e le legittime aspirazioni di tutti''. Le luci e le ombre che caratterizzano l'immigrazione sono diverse. Negli ultimi dieci anni, comunque, sono stati registrati anche vari progressi. ''Basta entrare in una classe elementare italiana - afferma la Jebreal - per avere il quadro di una convivenza tra bambini di tutti i colori''. IL VIAGGIO IN MUSICA DI SANREMO Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il Festival di Sanremo e' un lungo viaggio in musica. Un'avventura che inizia nel lontano gennaio del 1951 e che si estende fino all'edizione che debutta stasera. Quali sono i suoi segreti e le sue regole non scritte? Federico Gennaccari, giornalista parlamentare che si occupa anche della musica e Massimo Maffei, giornalista, opinionista, critico musicale e teatrale, rispondono a questa domanda nel libro ''Sanremo e' Sanremo. I retroscena del Festival dal 1951 al 2007'', pubblicato dall'editore Curcio Musica proponendo un percorso tra le tante edizioni della manifestazioni per scoprirne i segreti piu' e meno noti. Canzoni, personaggi, pettegolezzi. Ma anche polemiche, piccole e grandi denunce che hanno trovato, grazie al palcoscenico del Festival, una cassa di risonanza invidiabile. Sono questi gli 'ingredienti' principali, di cui gli autori raccontano gli aspetti poco noti, che hanno impreziosito l'appuntamento canoro dell'anno. Nel testo la chiave di lettura e' fornita dai quotidiani piu' importanti tra i quali spiccano il 'Corriere della Sera', il 'Il Messaggero, la 'Repubblica' e 'l'Unita''. Rileggendo le cronache dell'epoca Gennaccari e Maffei, dunque, ripercorrono la storia del Festival. Vicende che si intersecano, soprattutto, con il costume e le abitudini nazionali. ''E' davvero impossibile pensare alla canzone italiana - scrivono Gennaccari e Maffei nell'introduzione del libro - senza il Festival di Sanremo. Infatti al di la' dei numeri la manifestazione iniziata nel gennaio del 1951 ha inciso profondamente nella musica e nel costume degli italiani e del resto, da Proust a Pasolini, e' lungo l'elenco di quanto sostengono che dalle canzoni si puo' cogliere lo spirito dei tempi''. Nel corso degli anni al Festival hanno partecipato numerosi artisti che si sono esibiti con canzoni rimaste nell'immaginario canoro degli italiani. Sul palco dell'Ariston sono sfilati, tra gli altri, artisti cantanti del calibro di Domenico Modugno, Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Gigliola Cinquetti. Di fatto, Sanremo si e' imposto come una vera e propria istituzione nazionale. Ogni anno si rinnovano le schermaglie, le ambizioni, gli interessi e gli affari che ne caratterizzano lo svolgimento. ''Il Festival di Sanremo - sottolineano i due autori - e' diventato un'istituzione anche se ormai da istituzione nel campo della musica si e' trasformato in un'istituzione televisiva che pero' funziona ancora da trampolino per i nuovi divi''. Un'istituzione che, di volta in volta, suscita pareri contrastanti. E' amata, detestata, attesa e rifiutata categoricamente. Eppure, nonostante tutto, il Festival sembra essersi iscritto nella vita privata e pubblica del Paese. VIAGGIO NELLE MOSCHEE ITALIANE Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - L'Occidente e l'Islam si confrontano da secoli. Fin dai tempi delle crociate si sono succeduti contrasti insanabili puntellati da scontri memorabili. In questi ultimi anni, a causa della crisi tra le civilta', i motivi di attrito si sono moltiplicati ulteriormente. D'altra parte, la massiccia presenza dei musulmani in Italia e in Europa ha determinato un confronto sempre piu' netto tra le opposte civilta'. Eppure, la conoscenza dell'Islam resta vaga e incerta. In realta', le sue regole sono poco note. Come sono strutturate le moschee italiane? Quali sono i principi che ispirano la celebrazione dei riti? Chi sono e cosa fanno gli imam? Sono queste le domande alle quali Yahya Pallavicini, imam della moschea al-Wahid di Milano risponde nel saggio ''Dentro la moschea'', pubblicato dalla Biblioteca Universale Rizzoli. Cosa succede in una moschea? Quali sono i momenti salienti della vita delle comunita' islamiche in Italia? Fin dalle prime pagine del volume Pallavicini introduce il lettore nell'atmosfera sconosciuta delle moschee italiane. Si sofferma, in particolare, sull'appuntamento piu' significativo, quello dedicato alla preghiera spiegandone i punti irrinunciabili: la lettura della parola divina e il sermone che la illustra e la rende comprensibile. Allo stesso tempo, mostra come e' organizzato lo spazio all'interno della moschea, chi la frequenta e come e quando si prega. Si parte, comunque, da un dato interessante. I luoghi di culto degli islamici sono diffusi sul territorio come le Chiese. ''Nel mondo arabo - afferma infatti Pallavicini - le moschee sono diffuse tanto quanto le chiese in Europa. La varieta' di stili, dimensioni e tecniche di costruzione rispecchia la specificita' del contesto geografico, storico e culturale in cui sono state edificate''. Il libro, d'altra parte, si presenta come un viaggio nel mondo dell'Islam. L'autore esamina le caratteristiche della comunita' di cui e' responsabile. Raccoglie, infatti, le esperienze dei fedeli che frequentano la sua moschea. Esperienze di musulmani in bilico tra l'appartenenza alla loro cultura d'origine e il desiderio di integrarsi nella civilta' occidentale. Islamici in bilico, insomma, tra identita' e integrazione. Mano a mano vengono spiegati i temi principali della religione islamica: dalla nascita alla morte, dal ramadam al pellegrinaggio, dalla questione del velo a quella della scuola. Non solo. La ricerca di Pallavicini viene completata dai sermoni di 25 imam italiani nei quali si intrecciano le testimonianze di fede e i comportamenti pubblici e privati dei credenti in Maometto. IL RISCATTO DELLE DONNE ISLAMICHE Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La rivoluzione femminile e' in atto. Dall'Arabia Saudita al Marocco, dall'Egitto alla Turchia le donne cercano di fare sentire la loro voce. Desiderano rivendicare i loro diritti nonostante i divieti e l'oppressione maschile. Cercano di affermare le loro caratteristiche e la loro individualita'. Non si piegano di fronte alle ingiustizie che l'Islam piu' retrogrado applica contro l'universo femminile. Lilli Gruber, giornalista, saggista e deputato al Parlamento Europeo dal 2004, nel saggio ''Figlie dell'Islam. La rivoluzione pacifica delle donne musulmane'', pubblicato dalla Rizzoli, registra i lenti ma progressivi passi in avanti compiuti dalle donne negli ultimi anni. La Gruber percorre le vie sconosciute e misteriose del mondo islamico. Annota vicende, raccoglie testimonianze uniche e strazianti. Allo stesso tempo, mette in scena i desideri e le speranze delle donne islamiche. Sono tante le emozioni che, di volta in volta, appunta nel suo resoconto di viaggio. Molte storie evidenziano un possibile cambiamento, un riscatto che si concretizza con sempre maggiore forza. Le testimonianze sono diverse. Affermano il desiderio delle donne di contare e di esprimere tutto il loro dissenso contro le regole in vigore nei paesi in cui vivono. Shabara, ad esempio, e' una giovane islamica nata in Gran Bretagna. I suoi genitori sono pakistani. Nonostante le sue origini e la sua identita', Shabara si sente inglese fino in fondo. Vive come gli occidentali. Indossa il velo soltanto quando va a pregare nella moschea. Non appena si trasferisce nel Medio Oriente, la Gruber si confronta con delle realta' in piena evoluzione. In Arabia Saudita, tanto per cominciare, una psicoanalista insieme ad altre 47 donne dell'alta borghesia, ha deciso di guidare l'automobile nonostante il divieto imposto dai maschi. Altri segnali provengono anche da Tangeri. Meriam ha scritto la sua tesi di dottorato sulla condizione delle prostitute vivendo con loro per un mese. Ha sfidato le regole del suo paese. Ha avuto il coraggio di sfidare i principi della moralita' che segnano la vita e i costumi sociali del Marocco. ''Un'altra interpretazione dell'Islam - afferma Lilli Gruber - e' dunque possibile. E infatti in Stati diversi sono state date letture diverse, anche opposte, dei suoi principi fondamentali. In ognuno, la condizione delle donne cambia: in Marocco, Algeria o Tunisia molto differente all'Arabia Saudita, allo Yemen e agli Stati del Golfo''. LE TRAME DEL QUARTO REICH Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il potere del Terzo Reich non e' piu' inattaccabile. I segnali di un lento ma inarrestabile declino sono evidenti. I margini per la vittoria finale sono sempre piu' stretti. Il sogno del Reich si infrange contro l'offensiva delle forze alleate. All'insaputa di Hitler, il 10 agosto del 1944, all'Hotel Maison Rouge di Strasburgo, si incontrano i vertici politici, economici, finanziari e industriali della Germania con l'obiettivo di salvare uomini e capitali prima della disfatta finale. E' forse l'ultimo tentativo per proteggere cio' che resta del Terzo Reich. E' da qui che Marco Dolcetta, autore, produttore e regista cinematografico, descrive la parabola dei gerarchi nazisti in fuga in Sud America, nel saggio ''Gli spettri del Quarto Reich. Le trame occulte del nazismo dal 1945 a oggi'', pubblicato dalla Biblioteca Universale Rizzoli nella collana 'Saggi'. Quali sono state le connivenze, gli intrighi, le coperture di cui i nazisti hanno goduto dopo la fine della guerra? Come e' stato possibile che, per molti decenni, nessuno li ha individuati ed arrestati? Dolcetta segue le fughe messe in atto da uomini del calibro di Mengele e Eichmann. Ricostruisce le trame oscure che hanno indotto i russi e gli americani a recuperare e 'riciclare' gli apparati spionistici del Reich.''La vicenda del Quarto Reich comincia con il crepuscolo del Terzo Reich - scrive Marco Dolcetta. Lo analizzeremo seguendo coloro che non si rassegnarono a scomparire con la sconfitta. Ricordiamo -aggiunge - la grande attenzione dimostrata dai nazisti, sin dal 1936, per il continente latinoamericano. I sottomarini tedeschi solcavano gli oceani diretti in Brasile, Argentina, Cile, Uruguay, addirittura al Polo Sud''. Un dato, dunque, emerge su tutti. Fin dal 1936 le migrazioni verso il Sud America erano costanti e ripetute. I paesi latinoamericani erano considerati i luoghi migliori in cui potersi rifugiare evitando che la giustizia facesse il suo corso perseguendo le responsabilita' dei criminali. Il Sud America, d'altra parte, rappresentava anche lo sbocco ideale per organizzare le colonie di cui la Germania era ancora sprovvista. Dolcetta, attraverso una mole molto consistente di dati e di riferimenti, ricompone le tessere di un grande mosaico che ha permesso l'impunita' dei gerarchi. Un disegno dietro al quale si nascondono le trame occulte del Quarto Reich. I MECCANISMI DEL SONNO Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il sonno serve per recuperare le energie perdute durante le ore di veglia. Costituisce la risorsa principale grazie alla quale recuperare efficienza e freschezza. Quali sono, pero', i meccanismi che ne regolano le dinamiche? Quali sono i suoi 'segreti'? Sono queste le domande alle quali risponde Elio Lugaresi, professore emerito di Neurologia all'Universita' di Bologna, nel breve saggio ''Il sonno e i suoi disturbi. Alleato, nemico o tiranno?'', pubblicato dalla casa editrice il Mulino nella collana 'Farsi un'idea'. ''Il sonno - spiega Lugaresi - e' una forma evoluta di riposo che ha le caratteristiche essenziali di un istinto. Come per ogni altro istinto, una fase preparatoria, consistente nella scelta della posizione e del luogo in cui dormite, precede la fase consumatoria (il sonno vero e proprio). Tuttavia, non sappiamo ancora a che cosa serve il sonno, a quali reali esigenze biologiche risponda''. L'autore parte da un dato fondamentale. Tutti gli esseri viventi, dagli insetti ai mammiferi, hanno bisogno di riposo. Gli animali a sangue caldo, gli uccelli e i mammiferi, possono fare i conti con due tipi di sonno. Il sonno sincrono e il sonno Rem. Nel corso delle ore di riposo vengono attivati un centinaio di geni che, facendo leva su alcuni meccanismi non ancora ben chiari, riescono a riparare ''i guasti cellulari della veglia''. Sono stati registrati alcuni vantaggi che il sonno puo' innescare. Lugaresi ricorda che ''serve a consolidare memorie acquisite durante la giornata, oltre a far parte dell'esperienza soggettiva di ciascuno di noi''. Il sonno, comunque, ha una struttura ciclica. Il sonno sincrono e quello Rem si alternano ogni 90 minuti dalle quattro alle sei volte nel corso della notte. In ogni caso, il sonno e' un fenomeno molto personale. Alcune persone, infatti, non sono capaci di resistere durante il giorno se non dormono oltre otto ore ogni notte. Altre, invece, riescono ad essere produttivi anche con tre o quattro ore di riposo.''In un soggetto adulto - sottolinea ancora l'autore -la durata media del sonno e' di 7-8 ore. Vi sono, tuttavia,persone che non riescono a dormire piu' di 4-5 ore per notte e altre che non risentono riposate se non dormono almeno 9-10 ore''. LA NUOVA VITA DI LEXI Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Lexi vive in un sogno strano e, almeno in apparenza, irrealizzabile. Non appena si sveglia dopo una lunga degenza, si rende conto che la sua vita e' cambiata. Non ha piu' 25 anni. Non ha piu' una vita sentimentale costellata di delusioni e sconfitte. Non e' piu' brutta, con i denti storti e le unghie tutte mangiate. Non e' piu' una ragazza priva di fiducia in se stessa e senza un avvenire sicuro. Lexi e' molto diversa da come era prima. Ora, infatti, ha 28 anni ed e' sempre curata. E'una manager molto importante con tanti soldi a disposizione. Ma, soprattutto, Lexi si e' sposata con un miliardario che le rende tutto piu' semplice. Cosa e' successo? Come mai la sua vita e' cambiata tanto radicalmente? Sono queste le domande dell'ultimo romanzo di Sophie Kinsella ''Ti ricordi di me?'', pubblicato dalla Mondadori. Quando esce dall'ospedale, dunque, Lexi inizia una nuova esistenza. Vive in una grande casa comoda ed accogliente. Tutto appare nuovo e stimolante. Il suo nuovo marito e' un perfetto sconosciuto che, pero', si mostra sensibile: vuole cominciare la vita matrimoniale nel miglior modo possibile creando le condizioni per una convivenza serena e costruttiva. ''Guardo allo specchio il mio riflesso stravolto, familiare e sconosciuto allo stesso tempo - scrive Lexi - Qualcuno mi sta facendo un colossale scherzo? Sono in preda alle allucinazioni? Ho ventotto anni, denti bianchi e perfetti, una borsa Louis Vuitton , un biglietto da visita che mi definisce 'direttore' e un marito''. La rivoluzione in atto nella vita di Lexi, sembra davvero impensabile. Come e' stato possibile, infatti, incontrare una fortuna cosi' inattesa? E' proprio vero che abita in una delle case piu' belle della citta'? Fino a poco tempo prima nessuno avrebbe immaginato una trasformazione cosi' evidente e inattesa. Per Lexi, d'altra parte, e' molto difficile riuscire ad armonizzare la sua nuova esistenza con la vecchia. Eppure, nonostante i primi ostacoli, riuscira' a calarsi perfettamente nella sua nuova vita. Riuscira' a dimenticare, una volta per tutte, il suo passato triste e complicato. ESCE 'IL LIBRETTO ROSSO' DI MAO Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - In quarant'anni e' stato diffuso in milioni di copie. Ha segnato un'epoca orientando le speranze e le prospettive di vita di milioni di cittadini. E' entrato a far parte della cultura occidentale in modo decisivo affascinando generazioni intere soprattutto a partire dal 1968. E' il ''Libretto Rosso'' di Mao Tse Tung che la casa editrice Newton Compton pubblica in un nuova edizione presentata da Federico Rampini. Il ''Libretto Rosso'' presenta le idee principali sulle quali si e' basata l'ideologia comunista. Operai, contadini, soldati ed intellettuali hanno applicato gli 'insegnamenti' di Mao Tse Tung, protagonista della genesi e dell'evoluzione del partito comunista cinese, il piu' grande e importante di tutto il mondo. ''Di pochi libri - scrive Federico Rampini nella presentazione - si puo' dire davvero, a decenni di distanza, che hanno segnato un'epoca. Questo ha tentato di cambiare il mondo e c'e' quasi riuscito. Di certo ha impresso il suo colore rosso sugli anni Sessanta e Settanta: in Cina, nei campus universitari occidentali, nelle rivoluzioni del Terzo mondo. E' il secondo best-seller di tutti i tempi dopo la Bibbia''. Eppure, il cosiddetto 'Libretto Rosso'', non fu mai scritto. In realta', come ricorda Federico Rampini ''il suo titolo autentico e' 'Citazioni del Presidente Mao Tse-tung'. E lui non lo scrisse mai. A compilarlo e' Lin Piao, maresciallo dell'esercito di liberazione popolare, ministro della Difesa, braccio destro e aspirante successore di Mao''. Le pagine del ''Libretto Rosso'' restituiscono, in modo integrale tutta la forza del messaggio comunista. Un messaggio che proponeva contenuti anche molto violenti. ''Il potere politico - si legge - nasce dalla canna del fucile''. Dalle frasi riportate nel libro emerge l'immagine piu' significativa del Mao Tse-tung : il suo talento da contadino autodidatta ''capace di ispirarsi all'antica tradizione poetica e letteraria cinese''. L'ULTIMA AVVENTURA DI TOBIA Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il regno di Tobia, un albero grande e maestoso, e' in pericolo. Nuove minacce vi si abbattono mettendo a rischio la sua sopravvivenza. La quercia e' colpita da un cratere scavato nel legno che la indebolisce. A poco valgono le esili reazioni messe in atto dagli ''abitanti'' dell'albero, una schiera molto folta di piccoli animali e di strane creature. Mano a mano i rami colpiti si spezzano in modo inesorabile. I muschi e i licheni, che hanno preso il sopravvento, si avventano contro tutte le creature. E' questo lo scenario in cui si sviluppa la seconda avventura della saga di Tobia, il personaggio inventato da Timothe'e de Fombelle, ''Tobia. II. Gli occhi di Elisha'', pubblicato dalla casa editrice San Paolo. Tobia Loiness non si piega di fronte agli eventi. Non rinuncia alla possibilita' di salvare il suo albero dalla terribile aggressione che lo insidia. Tutti gli abitanti dell'albero sono terrorizzati e sembrano incapaci di reagire. Molti di loro, poi, sono attaccati e colpiti. Il gruppo degli 'Spelati', ad esempio, si e' trasformato in una preda alla quale Leo Blu, il terribile aggressore, da' la caccia senza pieta'. Tobia, pero', cerca di rispondere organizzando la sua resistenza nella clandestinita'. Il romanzo si apre con la descrizione dell'atmosfera che si respira in tutto il racconto. ''Era quasi notte sull'albero - si legge nelle prime pagine del libro - Una notte piena di nebbia, spazzata da un vento gelido. Di fatto, era stato buio tutto il giorno. Fin dall'alba, le Cime dell'albero erano state immerse in un cielo scuro, cupo, da fine del mondo. L'umidita' faceva salire dai rami un forte odore di pan di spezie''. Dopo aver cominciato a resistere Tobia si rende conto di non essere solo. In realta', nel cuore della notte un numero molto consistente di abitanti della quercia cerca di organizzarsi per difendersi. Tobia, pero', ha anche un altro obiettivo. Vuole trovare la sua Elisha, prigioniera di Leo Blu che tiranneggia senza pieta' tutte le comunita' che vivono sull'albero. IL SEQUESTRO MORO E LA STAMPA Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il 16 marzo del 1978, a Roma, nel quartiere residenziale della Camilluccia, viene rapito Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. E' l'inizio di una tragedia nazionale sulla quale non e' stata fatta ancora piena luce. Un dramma che, a trent'anni di distanza, continua ad interrogare le coscienze. Chi uccise Aldo Moro? Come reagi' l'Italia nei 55 giorni in cui si consumo' la tragedia? Il giornalista Ivo Mej non ha dubbi. Il sequestro e l'uccisione di Moro hanno rappresentato una sfida inedita per tutti i mezzi d'informazione. Nel volume ''Moro rapito. Personaggi. Testimonianze. Fatti'', pubblicato dalla casa editrice Barbera, spiega come questo evento cosi' doloroso ha cambiato radicalmente il mondo dell'informazione in Italia. Le prime notizie cominciano ad arrivare nelle redazioni dei giornali e della Rai subito dopo il sequestro. Si parla, all'inizio, di quattro agenti di polizia uccisi. L'inquietudine e lo stupore serpeggiano tra la gente comune e tra i giornalisti. La notizia e' ben presto di dominio pubblico. Il direttore del Gr2, Gustavo Selva, autorizza la diffusione delle prime informazioni poco dopo le nove del mattino. ''Interrompiamo le trasmissioni - spiega Cesare Calandri - per una drammatica notizia che ha dell'incredibile''. Il senso di incertezza pervade anche la stampa. Per la prima volta, la cronaca sembra prendere il sopravvento irrompendo in modo dirompente. In poco tempo e' necessario allestire le prime pagine e fornire indicazioni all'opinione pubblica in tempo reale. ''Con il rapimento Moro - scrive infatti Ivo Mej - per la prima volta nella storia della televisione italiana, 'la finestra e' aperta' sul mondo di notizie che si affastellano una sull'altra nell'incertezza della verita'''. Il giorno dell'agguato, d'altra parte, alcuni quotidiani tra i quali 'la Repubblica', 'Il Messaggero', 'Paese Sera' escono a Roma con un'edizione straordinaria. Ivo Mej scrive che lo studio sul comportamento della stampa, realizzato nel quinto anniversario dall'evento, '' ha tuttavia la forza travolgente dello sguardo all'indietro di chi ha ora l'esperienza, la rassegnazione e la consapevolezza che la democrazia e' un organismo debole, delicato, del quale i vasi sanguigni piu' importanti sono rappresentati dai mezzi di comunicazione di massa''. Nel libro vengono anche riportate le testimonianze di uomini dello spettacolo, della politica e del giornalismo che ricordano le loro emozioni maturate nelle prime ore del 16 marzo del 1978. IL DIARIO DI VISCONTE LASCANO TEGUI Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un racconto sull'infanzia e sulla giovinezza. Un diario in cui vengono annotate le scoperte, i passi in avanti, le intuizioni della giovinezza. Un libro che descrive la lunga e complessa iniziazione alla vita di un giovane poeta. E' questo il contenuto del libro ''Sogno senza fine'' pubblicato per la prima volta nel 1925 e scritto da Visconte Di Lascano Tegui, traduttore e poeta argentino nato nel 1887. Lascanio Tegui, dunque, racconta il passaggio dall'adolescenza all'eta' matura. Un periodo caratterizzato da incontri strani e difficili. Una fase della sua vita, soprattutto, durante la quale Lascanio Tegui fa esperienze nuove e ricche di fascino. Esperienze uniche come la sua iniziazione al sesso, alla letteratura e al crimine. I misteri legati ad alcuni omicidi, infatti, si fanno strada fin dai primi ricordi. Da bambino, peraltro, Lascanio Tegui viveva a Parigi ai bordi della Senna. I cadaveri affioravano dalle acque colpendo anche la sua fervida immaginazione. ''Sono nato a Bougival - racconta - La Senna scorre veloce alle spalle del borgo. Fugge da Parigi. Le sue acque verde scuro trascinano via il sudiciume della citta' felice. Attraversando il paese il fiume fa girare le ruote dei mulini, dove vanno a nascondersi i cadaveri degli annegati pudibondi. Hanno concluso il loro viaggio forzato''. Egli comincia a conquistarsi il rispetto dei suoi coetanei recuperando proprio i tanti cadaveri che affiorano dalle acque. Non solo. Sono tanti gli incontri che, nel corso della sua giovinezza, hanno offerto a Lascanio Tegui l'opportunita' di crescere e di maturare. Incontri con cocchieri e preti che hanno abbandonato la tonaca insieme a molti altri eventi terribili. Eventi impossibili come, ad esempio, le precoci esperienze sentimentali omosessuali ed eterosessuali. Il libro, infine, mescola generi letterari diversi. L'autore introduce elementi tratti dal romanzo gotico e polizieschi, inserendo anche slanci lirici e divertenti parodie. INDAGINE SULLA QUOTIDIANITA' Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il 'quotidiano' e' una dimensione di vita imprescindibile. Puo' rappresentare la noiosa e stanca ripetizione di gesti sempre uguali a se stessi. Puo' essere considerata una strategia per ordinare la vita secondo appuntamenti fissi nel tempo. Definisce l'individualita' e il carattere delle persone. Racchiude gli eventi scontati che segnano il trascorrere dei giorni e degli anni. Francesca Emiliani, docente di Psicologia sociale nella Facolta' di Scienze della Formazione dell'Universita' di Bologna, nel saggio ''La realta' delle piccole cose'', pubblicato dalla casa editrice il Mulino, indaga gli elementi del quotidiano mettendo in luce tutti i suoi segreti. Quali sono gli aspetti piu' rilevanti che caratterizzano gli appuntamenti di tutti i giorni? Come definire 'il quotidiano'? ''Non e' facile studiare la realta' della vita quotidiana - spiega l'autrice del saggio - perche' questo termine rimanda ad un oggetto complesso, sfuggente e ambivalente. Il linguaggio comune lo mette continuamente in gioco e lo definisce una realta' di faccende banali, di affanni spiccioli, di piccole cose di ogni giorno''. Un dato appare molto chiaro. Il quotidiano non e' soltanto la riproduzione stanca di eventi uguali a se stessi. Di fatto esso si manifesta come la ''realta' della stabilita'''. Si tratta di un modello necessario allo sviluppo e all'adattamento delle persone. Un modello che, soprattutto, funziona per gestire al meglio il periodo dell'infanzia e dell'invecchiamento. Periodi nei quali la vita deve essere organizzata in forme sicure e condivise. Nel primo capitolo del libro la Emiliani affronta il tema studiando ''le funzioni riservate all'esperienza quotidiana'' Spiega, infatti, ''come viene definita, soprattutto, a che cosa e' funzionale. Il termine 'quotidiano' - aggiunge - assume significati diversi fra cui, il piu' immediato rimanda alla collocazione temporale degli eventi''. La quotidianita' costituisce il desiderio di recuperare la familiarita' con le 'piccole cose' della vita, con la tranquillita' e la sicurezza di ogni giorno. L'EREDITA' DI VIRGILIO Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Riscoprire l'eredita' del poeta romano Virgilio. Spiegare quali sono stati gli elementi fondamentali delle sue creazioni e della sua vita. Ricostruire il suo percorso intellettuale. Sono questi gli obiettivi che Niklas Holzberg, docente di filologia classica alla Ludwig Maximilians Universitat di Monaco, persegue nel saggio ''Virgilio'', pubblicato dalla casa editrice il Mulino. Chi era Virgilio? Quali itinerario ha seguito nel corso della sua esistenza? Cosa si nasconde nelle Georgiche, nelle Bucoliche e nell'Eneide, le sue opere poetiche piu' significative? L'autore del saggio parte da una riflessione fondamentale. Virgilio, nato ad Andes, alle porte di Mantova, nel 70 a.C. e morto a Brindisi nel 19 a. C., fu il poeta piu' importante della Roma antica. ''E' un dato di fatto - scrive - e nessuno ne dubita: e' il poeta piu' importante della Roma antica. Ecco perche' fin dall'antichita' fu letto e riletto infinite volte, non solo da poeti e scrittori, ma anche da compositori e artisti. Un particolare interesse, naturalmente, ha suscitato tra i filologi''. Eppure, malgrado il grande interesse che continua ad esercitare, gli studi sulla sua produzione poetica restano sempre ancorati alla sfera specialistica. Mancano, insomma, dei testi divulgativi capaci di parlare anche ad un pubblico piu' vasto ed eterogeneo. ''Per quale ragione - si chiede Holzberg - coloro che 'a titolo ufficiale' si occupano di testi antichi vogliono tenere Virgilio per se'?'' E' da qui che nasce l'esigenza di descrivere il mondo di Virgilio in tutte le sue caratteristiche. Un'esigenza che prende corpo nella ricostruzione delle vicende biografiche della vita di Virgilio e nella rilettura di una serie piuttosto corposa di esempi testuali. Il primo capitolo del libro e' dedicato alla descrizione della sua figura e delle sue ambizioni. L'autore del volume prende in considerazione ''il rapporto che Virgilio intrattiene con i suoi modelli letterari, la sua rappresentazione di Roma e il rapporto con il principe''. L'opera del poeta viene studiata anche approfondendo l'analisi dei suoi carmi bucolici. Holzberg analizza, d'altra parte, l'epopea di Enea mettendo in evidenza le sue caratteristiche e gli elementi fondamentali della sua avventura. LA CRESCITA DEL POTERE IN ROSA' Roma, 22 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - E' in atto, oramai da qualche anno, una forte 'rivoluzione in rosa'. Un numero crescente di donne ha assunto incarichi politici di grande responsabilita'. In molti paesi guidano ministeri di prestigio ed ambiscono a raggiungere i piu' alti livelli dell'amministrazione. Negli Stati Uniti, in America Latina, ma anche in Europa, donne preparate e determinate danno vita ad un cambiamento sociale sempre piu' rapido ed efficace. L'esempio di Margaret Thatcher, primo ministro della Gran Bretagna dal 1979 al 1990, rappresenta un modello seguito in diversi paesi tra i quali spicca anche Israele. Elena Molinari, corrispondente dagli Stati Uniti per il quotidiano 'Avvenire' e Radio Vaticana, traccia nel volume ''Potere in rosa. Donne al comando del mondo'', pubblicato dalla casa editrice L'Ancora del Mediterraneo, la mappa del nuovo potere femminile mettendo in evidenza gli aspetti piu' rilevanti e le prospettive per il futuro. Sono tante le donne impegnate in politica. Dall'inizio del secondo mandato del presidente repubblicano George W. Bush, nel 2004, Condoleezza Rice riveste l'incarico di segretario di Stato ereditato da Collin Powell. Hillary Clinton, senatore dello Stato di New York, e' uno dei candidati democratici alla presidenza nelle elezioni del 2008. Non solo. In due realta' dell'America Latina, in Cile e in Argentina, il potere e' passato nelle mani delle donne. Michelle Bachelet, dall'11 marzo del 2006, e' presidente del Cile. Cristina Kirchner, invece, e' approdata alla Casa Rosada, diventando presidente dell'Argentina, il 10 dicembre del 2007. Angela Merkel, d'altro canto, e' a capo del governo tedesco dal novembre del 2005. In Francia, infine, Se'gole'ne Royal ha sfiorato la conquista dell'Eliseo, battuta soltanto all'ultimo da Nicolas Sarkozy. ''Le cose - spiega Elena Molinari - stanno cambiando sotto i nostri occhi. Ogni giorno le donne conquistano nuove cariche elettive e nomine di prestigio. Nel 2006 - aggiunge - Margaret Beckett e' diventata il primo ministro degli Esteri donna del Regno Unito. Tzipi Livni ha aggiunto il posto di ministro alla Giustizia al suo gia' ricco portafoglio di ministro degli Esteri e vicepremier di Israele. L'autrice del volume propone i ritratti delle diverse candidate realizzando un affresco umano composito e ricco. Un affresco nel quale l'Italia appare ancora ai margini. Il genio femminile, infatti, sembra ancora incapace di affermare del tutto le sue potenzialita'.

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Un anno di carte bollate per ricostruire un ponte di legno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PORCIA Il vicesindaco Zanot denuncia "lo scandalo" della burocrazia che blocca la realizzazione dell'opera, dieci metri per uno e mezzo, sul rio del centro storico Un anno di carte bollate per ricostruire un ponte di legno Porcia (s.p.g.)"In applicazione del "Testo unico di leggi intorno alle opere idrauliche" si chiede l'autorizzazione ad eseguire la costruzione di una passerella in legno a servizio di un percorso pedonale sul rio Bujon". Iniziava così, il 26 aprile 2007, l'iter per la costruzione del ponte in legno sul laghetto del Bujon, da anni inagibile. L'anno scorso il Comune chiese a Regione e Provincia il nulla osta per sostituire il vecchio con uno nuovo. Normale burocrazia, se non fosse che a distanza di un anno il ponticello -lungo 10 metri e largo 1 e mezzo- non è stato ricostruito e non è concluso il via vai di carte bollate. Una prima risposta arrivò il 10 luglio dalla Provincia, che confermava l'avvio del procedimento individuando un responsabile di istruttoria. Il 16 luglio la Regione intervenne per chiedere se la realizzazione del nuovo ponte fosse soggetta al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, sollecitando inoltre l'invio di 5 copie delle mappe catastali. Non solo: con un ultimo appunto la Regione chiese di verificare che il soggetto idoneo a rilasciare la concessione per la costruzione del ponticello non fosse il Consorzio Cellina Meduna. Si giunse al mese di settembre, quando il Comune confermò alla Regione l'assenza di obbligo di rilascio di alcuna concessione paesaggistica. Due mesi dopo la Regione bloccò nuovamente la procedura: "A seguito di una nostra visita è stata accertata la presenza sul medesimo attraversamento di una vecchia passerella in legno in condizioni fatiscenti -si legge nella lettera del 28 novembre-. Poiché agli atti non è stata rinvenuta alcuna autorizzazione idraulica, si chiede se codesta amministrazione sia a conoscenza di precedenti nulla-osta in merito". La Regione, accortasi dello stato dell'attuale ponte, richiese di risalire agli anni in cui fu costruito per sapere se allora era stato concesso il nulla-osta idraulico. L'ultimo episodio è del 18 gennaio: i funzionari comunali risposero che avevano dimenticato di allegare tale documentazione, "essendo implicito che la realizzazione della nuova passerella comporta la rimozione del manufatto esistente". "È paradossale bloccare un'amministrazione per un ponte in legno": Giovanni Zanot, vicesindaco che ha segnalato il caso, è deluso per "l'ultimo esempio di come opera un ente irrispettoso del cittadino". La sua critica è rivolta sia alla gestione pubblica purliliese, sia al sistema in generale: "Dovremmo imparare dal privato e riformare i nostri apparati pubblici, a distanza di un anno ancora non sapremo che cosa sarà di quel ponte".

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Nord terra ostile, il libro sul capitalismo diffuso (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONTECCHIO MAGGIORE Nord terra ostile, il libro sul capitalismo diffuso MONTECCHIO MAGGIORE - Speciale Nord terra ostile. Attraverso un'analisi acuta e disincantata - a metà tra pamphlet di scenario e reportage sul campo - il libro di Marco Alfieri racconta in presa diretta la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del "posto fisso", il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Il libro Nord terra ostile (Marsilio Editore - Collana I Grilli) sarà presentato martedì prossimo alle 20.30 in Sala Marzottini (via G. Marzotto, 1) a Valdagno. Saranno presenti l'autore Marco Alfieri, l'imprenditore vicentino Massimo Calearo Ciman e l'onorevole Alberto Filippi. La serata sarà introdotta e coordinata dalla giornalista Alessandra Carini, inviato in Veneto per i quotidiani locali del gruppo L'Espresso."L'imprenditore dei distretti - scrive Alfieri - quasi sempre è stato a sua volta operaio. Ha fortissimi legami con il lavoro diffuso, domestico. Mostra un genio particolare nel produrre beni per la persona, per la casa, e beni di investimento che rendono più agevole il vivere e il lavorare. Questo è il suo segreto".

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Le occasioni perdute di Alitalia Dopo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le occasioniperdutedi AlitaliaDopo più di un anno che il governo non era riuscito a trovare "marito" per Alitalia è arrivato il "principe franco-olandese" Air France-Klm, ma non basta. Aspettare o tergiversare, non solo ora ma ancora molto tempo prima, è ed è stato un grave errore.Prima Prodi chiedeva troppi soldi (per una società super indebitata) e altri, i sindacati, troppe garanzie contro i necessari esuberi.Troppe lobby politiche e troppi manager incapaci quanto strapagati, così da anni Alitalia macina debiti su debiti.Ora Berlusconi infervorato dalla campagna politica, grida al patriottiottismo, e vuole che resti italiana. Purtroppo le occasioni quando passano, passano e non tornano.Air France ha fatto la sua coraggiosa offerta, intanto Alitalia, che andrebbe fermata continua a volare, vola e fa aumentare i debiti. Debiti, molti milioni di euro di debiti che per forza di cose costano, costano sacrifici e soldi a noi cittadini. E noi paghiamo!Buona Pasqua,Nico KoperAviano (PN)Sarkozy non vagiudicatoper le sue donneIl Gazzettino ricorda che alcuni francesi criticano il presidente Sarkozy e il risultato delle elezioni amministrative, più favorevole alla sinistra, sembra causato dal suo comportamento. Le infatuazioni collettive esistevano prima che la televisione trasmettesse il morbo in tempo reale e nella Bibbia si legge che l'ira della folla è temibile. L'infatuazione può essere un sollievo per l'animo umano, come quando i fiorentini all'inizio si lasciarono sedurre da Savonarola, ma poi lo vollero condannato a morte.Consideriamo una piccola azienda, dove tutti hanno posto sicuro e onesta retribuzione perché il proprietario sa il suo mestiere e lo fa bene. Un giorno sua moglie chiede il divorzio e va ad abitare altrove. L'uomo trova un'amante e, abituato a dormire assieme ad una donna come vuole la natura, la porta a casa. Se continua a dirigere bene l'azienda e conclude contratti vantaggiosi per lunghe forniture, ha senso che i dipendenti lo boicottino perché qualcuno sostiene che conduce una vita immorale? Sarkozy ha oltre cinquant'anni, la moglie ha chiesto il divorzio e lui ne ha sposato un'altra. Cosa avrebbero detto i critici se avesse fatto entrare all'Eliseo una donna del mestiere? Che trasformava la sede del presidente della Repubblica francese in un bordello? Che doveva fare voto di castità? E se l'avesse incontrata nella sua casa di campagna avrebbero detto che non aveva il coraggio di farlo pubblicamente? Che costringeva una dozzina di uomini della scorta a far la guardia ad una casa privata per permettergli di sollazzarsi in pace?Cerchiamo di essere onesti con noi stessi e di metterci nei panni degli altri prima di criticare. Sarkozy fa bene il lavoro per il quale è stato eletto per cinque anni? I francesi la smettano di leggere "La Gazzetta delle comari", lo lascino lavorare e lo giudichino per le decisioni politiche alle fine del mandato. Altrettanto vale per noi italiani: fare opposizione sì, ma intelligente e mai contro l'interesse del Paese.Emilio PalazziDoorn, Paesi BassiTremontie i numeri usatia fini elettoraliEgregio direttore,diventa problematico intervenire in periodo elettorale. Pur esplicitando una lampante verità, l'informazione è cauta. Giusto non si può demolire quel partito a vantaggio di un altro. Oppure quel politico che parla a vanvera in favore di un altro. Dopo una scorsa ai messaggi in video, ho letto le affermazioni di Tremonti contro il governo decaduto. Ma come si esprime l'ex ministro dell'Economia, leader della finanza innovativa? Le affermazioni di Tremonti, a proposito di tasso di inflazione (5\%), di carico fiscale al 44\% solo durante il governo Prodi, di cicala e formica, solo cicala nei due anni di Prodi, rappresentano falsità inaudite. Voglio dire "canarine" per restare in tema. In due anni di Prodi, tutto a rotoli! Ma va! Il debito pubblico è aumentato a dismisura solo di recente. L'inflazione, a questi livelli, è prodotta dal governo uscente. E non spiega che attualmente si parla di inflazione da profitti, inflazione importata, e inflazione da costi. Va a finire che la causa riguarda l'inflazione da salari, ovvero la spirale prezzi-salari. Probabilmente per Tremonti vale quest'ultima. Giusto, siamo in campagna elettorale, e le tensioni e panico devono aumentare, a vantaggio della raccolta voti.Giuliano PaganinSan Pietro in Gu (Pd)Provvedimentiimmediaticontro l'inflazioneI prezzi continuano a crescere e questa situazione non sembra per niente stabilizzarsi, anzi peggiora sempre di più, ogni giorno. Aumentano i generi alimentari, pane, latte, carne, verdura, frutta, le assicurazioni auto, le tariffe del gas, la luce, la benzina, e le previsioni per i prossimi mesi non sono certo buone. Per arginare questa situazione bisogna prendere dei provvedimenti immediati, per dare respiro a chi oggi con difficoltà arriva alla fine del mese. Bisogna pensare in modo particolare alle persone più deboli, alle famiglie, a chi ha un reddito da lavoratore dipendente, a chi è in pensione. Si deve aumentare da subito il reddito di chi oggi sta soffrendo per la perdita del potere d'acquisto, riducendo le aliquote delle trattenute Irpef, modificando i relativi scaloni, ridando dignità a chi la sta perdendo non per sua colpa.I commercianti dovrebbero far scendere i prezzi di vendita dei prodotti venduti, per poter aumentare gli incassi. Non voglio criminalizzare nessuno, ma per fare aumentare i consumi e le vendite si potrebbero applicare tariffe più basse, in modo da permettere a più persone di avvicinarsi a più prodotti. Le persone possono avere dei bisogni, ma con i soldi che hanno oggi devono fare sacrifici e scegliere cosa comperare e questo non è certo una bella cosa, e questa situazione blocca il mercato, i piccoli negozi chiudono. Il paese chiede questa svolta, e a questo grido che arriva dalla popolazione il prossimo governo non può restare insensibile ma deve dare una risposta immediata.Emanuele BocciniMestreIl conflittod'interessiè diventato tabùIn questa campagna elettorale, a tratti ridicola e tragicomica, manca il vero quesito che giornalisti, opinione pubblica, forze politiche e sociali democratiche straniere, in particolare europee e nordamericane, pongono: dove è finito il conflitto d'interessi? Perché nessuno ne parla? Giorni fa su Rai 3, nella trasmissione mattutina "Il Caffè" di Corradino Mineo, un giornalista francese, di fronte all'impeto, al diluvio parolaio di Bobo Craxi ha chiesto: "Ma perché il conflitto d'interessi è sparito dalla campagna elettorale? Perché nessuno ne parla"?All'estero non possono crederci. Ma come è possibile, si chiedono, che un paese che ha dato i natali a Galilei, a Leonardo da Vinci, a Dante e via dicendo non si pone la soluzione di questa problema? Come è possibile che un ex premier e candidato in eterno a palazzo Chigi, possegga tre televisioni di sua proprietà, giornali, tre televisioni "pubbliche" a suo servizio (se eletto premier) e la principale casa editrice, la Mondadori?Mesi fa il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha detto che bisogna applicare la direttiva europea nei riguardi di Rete 4 e affidare le frequenze ai legittimi interessati. Si è scatenato il finimondo! L'armata Mediaset, con in testa Emilio Fede, ha minacciato la "discesa in campo" di milioni di italiani. Veltroni ha gettato acqua sul fuoco e ha dichiarato che sul tema in questione contava il programma Pd. Insomma non se ne faceva niente! Mi trovavo tempo fa da amici presso la prestigiosa università di Ulm, un vero e proprio gioiello tedesco ed europeo nel campo della ricerca, della matematica, della scienza e della tecnica. I professori emeriti, dopo un buffet di laurea, mi hanno chiesto come fosse possibile che il signor Berlusconi potesse continuare a "imperversare", a candidarsi e "accomodarsi" premier, con un conflitto d'interessi enorme come l'Everest. Questo non è possibile - hanno detto - né in Germania, né in Francia, né in Inghilterra, né negli Usa. Che dire? Ho risposto che il conflitto d'interessi in Italia è diventato un tabù. Giù una risata collettiva!Francesco LuscianoChioggia (Ve)Italia a rischioe capitalidelocalizzatiI soldi lasciano l'Italia? Non è una novità. Magari si dia un'occhiata anche tra i molti delocalizzatori che all'insegna della globalizzazione operano all'estero indisturbati e riveriti: sul piano concreto non c'è diversità se non fosse per il formalismo di una norma illiberale, benché comprensibile. Piuttosto la politica di uno statalismo miope ammetta il fallimento che ha minato la struttura di questo stato e diffuso un'immagine di comprovata inaffidabilità, che si cerca affannosamente di contrastare con gli effetti di costosissime performances sportive e cose simili.La realtà è palpabile. Istituzioni, sicurezza e legalità sono in costante deterioramento. L'indebitamento e la tassazione sono da bancarotta: la miseria cresce. L'inflazione permane a livelli almeno tripli di quella ufficiale (...non è tutta colpa dell'euro...). Burocrazia, trasporti, infrastrutture, peggiori che negli anni 50. Malcostume e corruzione da sottosviluppo. Un paese che da tempo non richiama più capitali, che esigono, oltre che stabilità e sicurezza, anche manodopera qualificata, tecnici, management che una scuola fallimentare non fornisce più. Mancano reali prospettive di reddito. È il quadro sconfortante di un paese che invece di evolversi sembra aver imboccato la via di un sottosviluppo sempre più evidente. Ne consegue che non solo non attiriamo più capitali esteri ma chi ha qualche quattrino cerca di porlo in salvo, compresi non pochi virtuosi della politica che crocifiggono gli esterofili. Ma che non fanno nulla per rimuovere le cause del problema.Gianfranco RoderSanta Lucia di Piave (Tv).

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Stazione Ip, lavori a rilento (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DOMEGGE - Entro fine maggio verranno quasi certamente completati i lavori di ristrutturazione dell'impianto IP di Domegge. Finanziati dalla stessa compagnia petrolifera, si sarebbero dovuti concludere addirittura nel marzo dello scorso anno, ma la burocrazia e un progetto non ben definito, hanno fatto slittare l'intervento. La struttura sarà ampliata e rinnovata con l'impianto di lavaggio, il bar e i servizi e diverrà così molto più funzionale. Un servizio in più non solo per i cittadini ma anche per i turisti. Il complesso infatti sarà tra i più organizzati della zona e diverrà un sicuro punto di ritrovo. Il gestore Paolo Pagnin, che ormai da tre anni ha rilevato la licenza, si augura che i lavori finiscano al più presto: "È da più di un anno che dovrebbe essere già finito tutto e invece il cantiere è ancora aperto. Ora spero che i lavori si velocizzino in modo tale da poter sfruttare il turismo del periodo estivo fornendo ai miei clienti quei servizi che attendono da tempo".

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(Pl.T.) Raccolte in due giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(Pl.T.) Raccolte in due giorni oltre trecento firme di fronte all'Ospedale civile a sostegno della petizione, promossa da sindacato autonomo Fsi (Federazione sindacati indipendenti) per ottenere il riconoscimento di sede di lavoro disagiata per gli ospedali del centro storico e del Lido. L'iniziativa incassa l'appoggio delle associazioni dei cittadini e dei sindacati confederati, che chiedono il ripristino dela foresteria che esisteva fino a venti anni fa presso il Civile, il Giustinian e l'ospedale al Mare. Mentre in una nota Roberto Tosi, infermiere al Civile e segretario veneziano della Fsi, si aspetta la solidarietà degli stessi dirigenti sanitari. "Le difficoltà della sanità veneziana sono state compresa, ci sembra, dai nuovi direttori - scrive Roberto Tosi, infermiere al Civile e segretario veneziano della Fsi - che crediamo hanno la capacità di intervenire per contenere la fuga dal centro storico dovuta soprattutto al pendolarismo e alla difficoltà di trovare un alloggio a Venezia". Intanto il Coordinamento per la difesa della Sanità, guidato da Nelli-Elena Vanzan Marchini, oltre a solidarizzare con la Fsi esprime "disappunto verso la politica del Comune, attento a fare varianti urbanistiche per la creazione di nuovi alberghi, che depauperano Venezia, come si vuole fare per l'Ospedale al Mare". La petizione chiede alla Regione fondi per incentivare i pendolari a continuare a lavorare negli ospedali del centro storico e a non chiedere trasferimenti in altre sedi e al Comune di attribuire punteggi ai sanitari nelle graduatorie degli alloggi pubblici. Inoltre si chiede il ripristino di corsi di infermiere professionale a Venezia, ora delegati all'università sotto forma di laurea triennale. Mentre alla Usl si chiede di snellire la burocrazia per nuove assunzioni. "Sono richieste condivisibili anche perchè a Venezia il personale svolge turni diversi da altre sedi - secondo Salvatore Lihard, segretario della Cgil-Sanità - la giornata è divisa in tre turni, dalle sette, alle, tredici, alle ventuno e si lavora per due giorni alternando un turno di riposo e uno di lavoro, svolgendo quindi due turni al giorno, per poi stare a casa i due giorni successivi". Un orario che trovava una logica proprio per favorire i pendolari, che non erano costretti a spostamenti quotidiani. "Ma questo orario presuppone una foresteria dove il personale possa riposarsi tra un turno di lavoro e l'altro - spiega Lihard - ora invece una persona che smonta alle sette e deve tornare al lavoro alle tredici, o vive a Venezia o non sa dove andare a riposarsi". E sono indispensabili, secondo Lihard, anche corsi di infermiere in centro storico "per favorire la presenza di personale locale".

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