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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (48)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Il nuovo padiglione è pronto: apertura prevista in autunno ( da "Cittadino, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e a questo punto la partita è in mano alla burocrazia. In particolare, sono in corso gli accertamenti necessari al rilascio dell'accreditamento. Un processo quest'ultimo, spiega la direzione sanitaria, "che richiede il tempo necessario per le verifiche nell'ambito delle quali dovrà essere accertato il rispetto di tutti i requisiti richiesti per legge".

Dimezzate in una notte le 3.500 tonnellate di immondizia che lunedì giacevano in città ( da "Gazzetta del Sud" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I treni partiranno domani perché ieri qualcuno li ha bloccati: camorra o burocrazia? O le due cose insieme? Per i più ottimisti tra i napoletani Silvio è l'uomo della provvidenza. Anche se non perdono l'ironia: "Berlusconi santo subito!", grida un manifesto sui muri della città, "se elimina immondizia e criminali", è il prodigio richiesto.

Albergatori contro l'Ici: La paghiamo solo noi ( da "Trentino" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La paghiamo solo noi" La battaglia per salvarsi dalle tasse, dalla burocrazia e dalle ispezioni ingiustificate TRENTO. Punto primo: "La pressione fiscale è insopportabile e siano rimasti gli unici a pagare l'Ici. Non ne possiamo più". Punto secondo: "Siamo il terreno di caccia di tutte le possibili e immaginabili ispezioni: così non va".

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Nidi, ok all'unanimità al taglio delle tariffe ( da "Trentino" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nella seduta di ieri il consiglio ha anche approvato il piano energetico: burocrazia semplificata per chi installa pannelli solari. Stasera tocca alla delibera sull'adesione del Comune a Trentino Riscossioni. Depositati 462 emendamenti delle minoranze. L'assessore Robol va avanti: "Difendo questo progetto. Per quanto mi riguarda sono pronto a restare in aula per giorni".

I cittadini vessati dalla burocrazia ( da "Trentino" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Quei 300 alpini al lavoro sul Doss Trento ( da "Trentino" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondo una burocrazia terribile: bisognava presentare domanda scritta anche per cambiare i copertoni della bicicletta che i militari usavano per spostarsi dal Doss al centro della città. Quella lista superò di molto le trecento righe. Si faticava sul Doss Trento, ma non troppo, soprattutto per uomini che la fatica sapevano cos'era.

Paradossi della burocrazia: invitato a partecipare all'incontro nell'inchiesta disposta da ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 1 Paradossi della burocrazia: invitato a partecipare all'incontro nell'inchiesta disposta da Paradossi della burocrazia: invitato a partecipare all'incontro nell'inchiesta disposta dall'Inail dopo l'infortunio nel quale ha perso la vita. In pratica, invitato a raccontare come è morto.

Cavalli a Tremonti: Subito il federalismo fiscale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, legando strettamente il prelievo dei tributi alla responsabilità politica di ciascun livello di governo". Cavalli ha poi sottolineato le cinque emergenze su cui è necessario avviare da subito una azione comune tra Governo ed istituzioni territoriali: la sicurezza, con la richiesta delle Province di partecipare direttamente alla definizione delle politiche di sicurezza

Fermate la strage sulle strade della gallura ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma tuona contro la lentezza della burocrazia, contro l'inattività della politica che in questi anni non è riuscita a migliorare le strade. "Spero che le morti di questi tre fratelli siano le ultime croci sulle strade della nostra provincia - tuona il monsignore -. è responsabilità delle istituzioni adeguare la sicurezza delle arterie stradali alla mole di traffico.

Arriva la concessione, la funivia di sella nevea si farà ( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non la burocrazia. Il Comune di Resia, infatti, ha dato a Promotur la concessione edilizia per l'utilizzo da parte della società che per conto della Regione gestisce gli impianti di risalita del Friuli Venenzia Giulia, dei 41 mila metri quadrati di terreno.

Sono tanti i nodi irrisolti: c'è troppa burocrazia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia" Già dal dicembre scorso molti docenti hanno chiesto il ritiro del decreto Fioroni E c'è anche chi propone di creare corsi via Internet per agevolare le lezioni Si ritorna, come ai vecchi tempi, agli esami a settembre: a deciderlo ha provveduto l'ordinanza ministeriale n°92/2007, emanata dall'ex Ministro Fioroni,

Discarica, la regione prende tempo il servizio tutela: aspetti da chiarire ( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tuttavia, burocrazia vuole che non sia ancora operativo: manca ancora l'autorizzazione integrata ambientale della Regione (Aia), che viene rinviata da mesi e mesi. Quando l'iter era in mano alla Provincia, la discarica doveva aprire già alla fine dello scorso anno.

Va avanti il progetto per pistoia ( da "Tirreno, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche sulla burocrazia". Il lancio del Progetto per Pistoia è iniziato studiando realtà europee come Bilbao, Glasgow o Manchester. "Il confronto con gli altri - sottolinea il direttore di Assindustria, Carlo Stilli - ci è servito per capire cosa ci serviva per il nostro progetto e, di conseguenza, ci siamo adoperati per avere risultati positivi.

Al nord solo le medie imprese resistono alla crisi ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intero sistema produttivo nazionale: burocrazia eccessiva, scarso aiuto nei processi di internazionalizzazione, atrattività dei territori, politiche industriali. Questioni che ora si pongono con forza ancora maggiore dopo il cambio politico nazionale, ma soprattutto a livello regionale dove agiscono i terminali dello sviluppo.

Poste e ambulatorio restano in forse ( da "Nuova Ferrara, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prevista per fine luglio perchè il tutto è imbavagliato dalla burocrazia all'interno degli uffici della direzione provinciale delle Poste di Ferrara. Il contratto passa da un dirigente all'altro e così scorrono settimane e settimane, e la gente di Campotto, e con loro l'amministrazione comunale, sono lì che aspettano e vengono accusati tramite cartelli di immobilismo e assenteismo.

Siamo ostaggi di una nuova borghesia: quella dei rifiuti tossici ( da "Unita, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa borghesia è diventata classe dirigente che comanda sulla burocrazia, nomina consulenti. Fa tutto quello che dovrebbe fare una classe dirigente "fisiologica". E ha trasformato tutta la società civile esercitando una grande influenza anche sui ceti professionali. Gli avvocati non sono più i De Marsico o i De Nicola.

Rigotti: via l'Ici dagli alberghi ( da "Adige, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 9 miliardi di euro il costo della burocrazia in Italia, con un mancato sviluppo del Pil pari al 2%. In assemblea verrà siglata anche un'intesa con Hgv, l'associazione degli albergatori altoatesini, per promuovere congiuntamente le Alpi. "Le "Alpi del sole" - precisa Rigotti - rappresentano infatti il 24% dell'intero patrimonio ricettivo italiano".

Folklore e convenienza degli investimenti in Cina ( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma possono anche essere determinate deduzioni sulle imposte e detassazioni degli utili reinvestiti da parte degli investitori stranieri. Inoltre sono previste procedure rapide per l'approvazione dei progetti. Quanto a burocrazia è proprio l'altra parte del mondo. S. R.

<Promesso: le imprese di Marina Fiera non andranno a bagno> ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è buona volontà da parte di tutti, e, come ha convenuto anche il prefetto Cancellieri, c'è anche la consapevolezza che non si può disperdere una risorsa per colpa della burocrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Quell'uscita di sicurezza dal Wal-Mart dell'identità ( da "Manifesto, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mentre si moltiplicano le denunce di corruzione del personale politico e della burocrazia statale. Il miracolo economico cinese e indiano sta sì cambiando gli equilibri nella globalizzazione, ma non rappresenta un modello alternativo ad essa. La Cina e l'India costituiscono semmai un esempio di come funziona oggi la globalizzazione.

I ritardi della burocrazia ( da "Manifesto, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edilizia sociale I ritardi della burocrazia r. t. Ancora in crescita (per il nono anno consecutivo) il settore delle costruzioni, ma i segnali di rallentamento sono evidenti. Per l'Ance, l'Associazione delle imprese del settore, nel 2007 gli investimenti nelle costruzioni sono cresciuti dell'1%, sfiorando i 153 miliardi di euro, con poco meno di 2 milioni di addetti,

Ripulire i tribunali dalla corruzione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che attualmente soffre di burocrazia e di lungaggini. La Russia ha ricevuto in eredità dall'Unione Sovietica un sistema di tribunali che coniava verdetti a seconda delle necessità politiche dettate dal Cremlino. Ai tempi di Stalin molti milioni di persone furono condannate a morte e mandate nei gulag sulla base di accuse false.

Sarà più facile gestire un'azienda agricola ( da "Libertà" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Agroalimentare, la Ue ridurrà la burocrazia di MATTEO FORNARA * La Commissione europea ha proposto ieri di ammodernare, semplificare e snellire ulteriormente la politica agricola europea, liberando gli agricoltori dalle rimanenti pastoie affinché possano soddisfare la crescente domanda di prodotti alimentari.

Una recente sentenza del Tar del Lazio ha fatto credere a molti proprietario che la cosiddetta Docfa ( da "Messaggero, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stanno impazzendo dietro i cavilli della burocrazia. "Qui siamo duecento inquilini racconta Michela Quagliara, che abita in circonvallazione Appia Alcuni hanno ricevuto le lettere del Comune, altri no. Certi uffici sostengono che il sopralluogo dei geometri convenzionati è gratuito, altri dicono, al contrario, che quando il geometra arriva si finisce comunque per pagare qualcosa.

Un sì di troppo per il piano dell'Arcipelago ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia: l'approvazione del piano di un parco nazionale è infatti alquanto complicato ci sono una decina di passaggi e quello in corso è solo il quarto. "L'abbiamo ritirata e ripresentata sotto altra forma per motivi procedurali ", spiega con un qualche disappunto, a proposito della delibera, l'assessore competente Marco Betti:

Comuni insieme per un unico grande parco produttivo ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una burocrazia snella ed efficiente sarà a vantaggio dei comuni interessati a far parte della società, nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti. Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana, lo ha definito un progetto ad ampio respiro, capace di incrementare notevolmente l'economia di tutta la Bassa Padovana e di migliorare la viabilità,

Non siamo nababbi concorrenza feroce ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oggi la burocrazia ci soffoca e la concorrenza è troppa: non è un mestiere facile. E purtroppo diventa sempre meno attrattivo per i giovani". Ha chiari in testa i problemi della professione Alberto Maraggia, presidente dell'Albo degli Odontoiatri: dalla burocrazia al turismo sanitario, dal fisco alle società di capitali.

Redditi, le dichiarazioni dei dentisti ( da "Mattino di Padova, Il" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: presidente della commissione dell'Albo degli odontoiatri, dice che "il dentista non è più un mestiere da nababbi". Chi intraprende la professione deve fare i conti con la burocrazia e preoccupa la concorrenza delle società di capitale: prezzi bassi uguale bassa qualità, sottolinea Maraggia. ALLE PAGINE 18 E 19.

Il miracolo di Silvio: il centro mai così pulito ( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I treni partiranno domani perché ieri qualcuno li ha bloccati: camorra o burocrazia? O le due cose insieme? Per i più ottimisti tra i napoletani Silvio è l'uomo della provvidenza. Anche se non perdono l'ironia: "Berlusconi santo subito!", grida un manifesto sui muri della città, "se elimina immondizia e criminali", è il prodigio richiesto.

VENDE L'AUTO ad un'amica senza fare il passaggio di proprietà come regola vorrebbe; c ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ha però fatto il suo corso e la multa è tornata al mittente sotto forma di cartella esattoriale, con l'importo originale triplicato. A quel punto la 50enne di Massa ha scelto la strada del tribunale, chiedendo l'annullamento della multa e citando in giudizio il Comune di Sarzana.

Aziende agricole e alimentari Taglio alla burocrazia ( da "Nazione, La (Empoli)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 25 Aziende agricole e alimentari Taglio alla burocrazia REGIONE: RIDOTTI TEMPI E COSTI di SANDRO BENNUCCI ? FIRENZE ? IL GIORNO DOPO l'impegno del governatore, Claudio Martini, di riportare a 50 i seggi del Consiglio regionale (gonfiati a 65 dall'inciucio del 2004 che cancellò anche le preferenze), dalla Regione arriva un deciso taglio alla burocrazia.

<Ci racconti come è morto sul lavoro> ( da "Brescia Oggi" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Paradossi della burocrazia: l'Inail convoca un giovane di Pavone per l'inchiesta sull'infortunio che lo aveva visto protagonista, ma lui era deceduto il giorno dopo "Ci racconti come è morto sul lavoro" La rabbia del padre di Claudio Ferrazzoli: "Ma nessuno ha comunicato che lui non c'è più?

Pagina XVII - Genova I l buco di bilancio e la politica edilizia che l'ha prodotto sono destinati a ... ( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: restituendo alla burocrazia interna il compito di dare risposte e togliendole quello di fare domande, semplificando l'organizzazione degli studi ecc. Se si pensa che, a Genova, solo le Facoltà di Lettere e Farmacia si sono attrezzate per adottare subito la razionalizzazione dei piani di studio, finalmente consentita da una vecchia legge finora mai applicata,

STAFF BENEVENTANO PER IL LEGHISTA MARONI CIRIELLO CAPO DELLA SEGRETERIA DEL MINISTRO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltre la burocrazia del Viminale - è stato chiamato un giovanissimo sannita, Giacomo Ciriello, che si aggiunge ad un'altra beneventana dello staff, Isabella Votino, capo ufficio stampa. Per la Votino (originaria di Montesarchio) si tratta di una conferma, per Ciriello invece si tratta di una assoluta novità.

IL TAR FERMA LE RUSPE, IL SINDACO VA ALL'ATTACCO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche alla burocrazia. Il primo cittadino, infatti, dopo aver reso noto l'inizio della nuova fase di abbattimenti, aveva chiesto maggiori poteri ai primi cittadini nella lotta agli abusi edilizi, più fondi da parte della Regione e soprattutto l'accelerazione dell'iter burocratico per portare a termine le demolizioni di strutture prive di autorizzazioni.

Fondi per la cultura, regione sotto accusa ( da "Opinione, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si evidenzia come il muro della burocrazia, serva a scoraggiare chi non ha lacci e laccioli politici. Il presidente della giunta all'inizio del suo secondo mandato alla guida della Campania, ha mantenuto per sé la delega alla cultura, per poi affidarla un anno dopo a Rachele Furfaro, ex assessore nella giunta di Napoli guidata dall'allora sindaco Bassolino,

Marina Silva, l'icona ecologista divorzia da Lula ( da "Opinione, L'" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I giornali parlano di un Lula furioso per aver appreso delle dimissioni del suo ministro dalla stampa. Dopo rapide consultazioni, Lula ha affidato il ministero al verde Minc, assessore dell'ambiente dello stato di Rio de Janeiro. La sua prima dichiarazione è stata: "Serietà e meno burocrazia nel rilascio delle licenze ambientali".

<Io, albanese "rondista" iscritto alla Lega> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci sono mille problemi a cominciare dalla burocrazia. Io dico, più duri verso l'immigrazione per rendere la vita più facile agli immigrati. Poi non mi piace il termine clandestino. Spesso è colui che ha buona volontà e cerca una vita più bella, lavora dalla mattina alla sera, si dà da fare mentre il delinquente è regolare".

Salasso multe/ Operazione salva-bilancio dei sindaci. Aci: equivalgono alle addizionali Irpef pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potenziali e notorie lungaggini correlate alla burocrazia. In un sistema giuridicamente evoluto la norma va, pertanto, salutata con favore, ma al tempo stesso non possono esserne sottovalutati i rischi. Tale disposizione, infatti, soprattutto se letta in relazione al principio generale di motivazione che informa i provvedimenti amministrativi (peraltro ribadito nelle norme in esame)

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: augurerei di non sporcarsi le mani e la toga nei cavilli della burocrazia, nei meandri teorici, nel buonismo non oggettivo, non concludente.Mettere una pietra sopra, in questo momento, significherebbe andare contro giustizia per le parti tutte, per Annalaura che ha perso la vita, o per David che non avrebbe più la possibilità di difendersi da accuse infamanti.

ComoNon sono le famiglie comasche a chiedere alle banche i finanziamenti più pesanti ( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Formare un Gas non è poi neppure molto impegnativo, anche se non c'è lo scaffale comodo da cui togliere i prodotti: "Non è neppure facilissimo per questo "L'isola che c'è" di Como cerca di dare una mano ai gruppi che si formano. Comunque non c'è molta burocrazia e non siamo ritenuti un'entità commerciale". Giovanni Cristiani 20/05/2008.

CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA IDENTIFICA PRIORITA' STRATEGIA ( da "Wall Street Italia" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di ANSA BUROCRAZIA, ENERGIA, INFRASTRUTTURE, MERCATI ESTERI, EDUCATION -->(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Lotta alla burocrazia, una nuova politica energetica che riparta dal nucleare, disegno strategico per le infrastrutture, sforzo sull'education e focus sui mercati emergenti ma anche su quelli maturi.

A TORINO ( da "Stampa, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano gentili, ma la burocrazia che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando per la sua residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in Serbia, America e Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su un'isola sperduta.

CLUB ( da "Stampa, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Metaphysical DI CLUB PERRY MAIL Nel febbraio scorso ha avuto luogo una rapina con bonifico, bell'incontro di burocrazia e di illegalità. Una donna di Grado rapina una banca di Trieste puntando un coltello alla gola del cassiere. Non le interessano le banconote, difficili da trasportare e magari segnate. Quello che vuole è un bonifico di 400.000 euro sul suo conto a Grado.


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Il nuovo padiglione è pronto: apertura prevista in autunno (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Donato Tra settembre e ottobre dovrebbe essere inaugurato il nuovo pronto soccorso del Policlinico di San Donato. Il padiglione di fatto è pronto, e a questo punto la partita è in mano alla burocrazia. In particolare, sono in corso gli accertamenti necessari al rilascio dell'accreditamento. Un processo quest'ultimo, spiega la direzione sanitaria, "che richiede il tempo necessario per le verifiche nell'ambito delle quali dovrà essere accertato il rispetto di tutti i requisiti richiesti per legge". Gli enti preposti quindi stanno effettuando una serie di sopralluoghi, che si concluderanno con il rilascio dell'attesissimo "via libera" finale. In base alla tabella di marcia, in autunno i sandonatesi che raggiungeranno in ambulanza l'ospedale, dovrebbero avere a disposizione un padiglione per le emergenze all'avanguardia, nuovo di zecca, capace di accogliere nel modo adeguato le urgenze "con spazi idonei per l'attesa dei pazienti barellati". Se quindi i tempi si sono rivelati più lunghi rispetto a quanto previsto inizialmente, sembra che il taglio del nastro, a questo punto, non dovrebbe farsi attendere. L'area a disposizione per le urgenze "verrà più che triplicata", e il personale sanitario si muoverà quindi in un ambiente di lavoro sulla carta capace di dare riscontro alle aspettative maturate dall'utenza, che spesso ha lamentato disagi per i tempi di attesa trascorsi in condizioni di difficoltà. Anche se in realtà attualmente, il disagio non è legato solo alle attese in sè, ma anche alle condizioni in cui nei momenti di punta talvolta i pazienti si trovano ad aspettare l'intervento dei medici. In realtà, sin dalla fase dei cantieri per l'ampliamento dell'ospedale, il pronto soccorso è sempre stato visto come il primo tassello da mettere in funzione. Una priorità a cui in base a fonti ufficiali verrà fornito riscontro nei prossimi mesi.

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Dimezzate in una notte le 3.500 tonnellate di immondizia che lunedì giacevano in città (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pulito il centro del capoluogo partenopeo per l'arrivo dei ministri in Prefettura Leonardo Sturiale NAPOLI Mai stata così pulita Napoli. Il miracolo di Silvio è avvenuto prima del suo avvento. Berlusconi arriva oggi nella capitale del Sud, in pullman con tutta la squadra del suo Governo, al debutto in trasferta sul campo più difficile: piazza Plebiscito, cuore di Napoli. Il premier l'aveva promesso e lo fa. Ama le sfide. Troverà un pubblico attento, non solo ostile. A poche centinaia di metri dalla Prefettura, dentro la quale il Governo discuterà di Ici, detassazione, sicurezza e rifiuti, si sono dati appuntamento otto cortei diversi: dai no global agli ambientalisti, dai centri sociali di Caruso ai rom, agli anti razzisti, dai sindacati ai disoccupati organizzati, compresi gli ex detenuti che hanno fatto i corsi per trovare un lavoro che non c'è. Ci saranno le mille facce di Napoli. Comprese quelle che vengono dai margini di una società sbriciolata, precaria, che vive di espedienti e si trova accanto alla camorra, a chi ha superato i confini del lecito, almeno una volta o abitualmente. Si deve pur campare. Ma sulle strade ripulite per l'occasione ci sarà anche l'altra Napoli, quella esasperata dall'eterna emergenza rifiuti, dai cumuli di immondizia che ancora oggi sommergono le periferie, tappezzano i marciapiedi, bloccano gli ingressi delle scuole. Questi napoletani non hanno pregiudizi di alcun tipo, tanto meno ideologici. "Se Berlusconi ci riesce ben venga. E' l'ultima spiaggia". Al sindaco Jervolino e al governatore Bassolino non fanno più credito. E sono consapevoli che il miracolo dell'improvvisa pulizia del centro storico è dovuto anche al disperato bisogno delle istituzioni locali. Dovevano mostrare un minimo di decoro e di efficienza all'illustre ospite al quale offrono collaborazione per evitare il commissariamento. Il merito del 'miracolo' della città pulita spetta a un altro commissario: quello dell'emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro. A sette giorni dalla scadenza del suo incarico, De Gennaro ha ottenuto il dissequestro di alcune delle discariche bloccate nei giorni scorsi dalla magistratura e ha rimesso in moto la raccolta. L'altra sera a Napoli i camion compattatori dell'Asìa (l'Azienda della nettezza urbana) sfrecciavano per i vicoli del centro città come le Ferrari sul circuito di Monza. Dimezzate in una notte le 3.500 tonnellate di sudiciume che giacevano in città solo lunedì mattina. Buona parte di quei rifiuti sono stati imbarcati sui treni in partenza per Amburgo, dove i tedeschi li smaltiscono a 250 euro a tonnellata. I contratti sono stati rinnovati. I treni partiranno domani perché ieri qualcuno li ha bloccati: camorra o burocrazia? O le due cose insieme? Per i più ottimisti tra i napoletani Silvio è l'uomo della provvidenza. Anche se non perdono l'ironia: "Berlusconi santo subito!", grida un manifesto sui muri della città, "se elimina immondizia e criminali", è il prodigio richiesto. Per ora sono stati eliminati solo i rom, con la cacciata in massa dal campo nomadi di Ponticelli, subito dato alle fiamme. Ci ha pensato la rabbia popolare, interpretata e organizzata dall'istituzione locale più efficiente: la camorra. Perché nella Napoli della criminalità diffusa quella micro e quella macro, spaccio di droga e pistolettate, colletti bianchi, traffico di rifiuti tossici e abusi edilizi a tappeto il vero problema della sicurezza sono i rom, non la camorra. Cannes ammutolisce per Gomorra, il film tratto dal best seller di Saviano. L'Europa grida alla pulizia etnica e ieri a Strasburgo ha messo l'Italia sotto processo. A Napoli hanno identificato una dozzina dei colpevoli del rogo di Ponticelli, tra i quali alcuni affiliati al potente clan dei Sarno.

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Albergatori contro l'Ici: La paghiamo solo noi (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Roberto Colletti Albergatori contro l'Ici: "La paghiamo solo noi" La battaglia per salvarsi dalle tasse, dalla burocrazia e dalle ispezioni ingiustificate TRENTO. Punto primo: "La pressione fiscale è insopportabile e siano rimasti gli unici a pagare l'Ici. Non ne possiamo più". Punto secondo: "Siamo il terreno di caccia di tutte le possibili e immaginabili ispezioni: così non va". Punto terzo: "La politica chiacchiera e da qui al 26 ottobre chissà quante ne sentiremo: chiediamo solo la conferma delle risorse destinate al turismo". Sono le tre battagliere richieste con Natale Rigotti, presidente degli albergatori Asat, si presenterà domani all'assemblea annuale in progranna al Palacongressi di Andalo. E ad ascoltarlo ci sarà anche l'assessore Mellarini. Con sei anni di presidenza alle spalle Rigotti ha appreso l'arte di interpretare bene gli umori dei suoi associati. E l'assemblea annuale è il momento migliore per esibirli, anzitutto all'assessore al turismo che si presenterà offrendo i dati positivi della stagione invernale appena trascorsa. Ma non basterà per blandire gli albergatori di Rigotti che non si lamentano certo di arrivi e presenze - di queste ultime il Trentino ne colleziona 30 milioni nell'anno - semmai della spesa sempre più bassa dei turisti. Ma se per questo problema Mellarini può poco o nulla, la battaglia sulla torchiatura fiscale, sulle "ispezioni vessatorie", sulle complicazioni normative, ebbene tutti questi sono terreni su cui l'assessore al turismo e la Provincia hanno voce in capitolo. E visto che le elezioni provinciali d'ottobre s'avvicinano tanto vale sollecitarla, questa voce. SENTIMENTI. Le tasse, anzitutto. Troppe, esose, insopportabili. Sopratutto l'Ici che ormai Stato e Comuni fanno a gara ad abbuonare - e vabbè - alla prima casa, ma anche, e questo si capisce meno, alle Curie, ai contadini, ai cooperatori... "e noi chi siamo, l'unica vacca rimasta da mungere?" si domanda furioso Rigotti. Un sentimento condiviso da tutti gli associati "che con il loro lavoro contribuiscono a formare almeno il 17 per cento del Pil provinciale e, con l'indotto, anche il 30 per cento". Ed allora "con tutta la simpatia per gli amici sindaci, molti dei quali promotori di importanti iniziative turistiche, diciamo che non ne possiamo più di questa torchiatura fiscale". Che, calcola l'Asat, con il suo 4-5 per mille pesa con 3-4 mila euro sui piccoli alberghi e sale a 7-8 mila euro per le medie strutture per non parlare degli 80 mila euro delle strutture di lusso. Ma non verrebbero a mancare risorse agli enti locali? "Facciano assunzioni meno allegre" è l'agra replica. Dopo l'Ici nel mirino anche l'Irap, nonostante il taglio dell'1 per cento elargito da Dellai: "Va tutto bene, per carità, ma resta pur sempre una scellerata tassa sui debiti e sui salari pagati dall'azienda". INCOLPEVOLI. Se le tasse sono alte, lo sono anche i costi dell'azienda alberghiera "la cui redditività è al limite". Perché "si paga il gasolio a prezzo intero a differenza dei nostri concorrenti austriaci", perché l'acqua "proprio in Trentino, che ne è ricchissimo, pare oro ed infine perché anche la raccolta dei rifiuti è affidata al monopolio pubblico "quando un po' di concorrenza privata abbasserebbe di molto i costi". E poi le ispezioni. "Legittime e doverose" dice Rigotti. Ma si domanda perché agli ispettori piacciano così tanto gli alberghi: "Abbiamo fatti i conti: su 1.634 aziende ne sono state visitate 708, il 43,3 per cento, quando la media delle ispezioni negli altri settori è del 20 per cento, che sale al 25 per cento nell'edilizia. Non solo" aggiunge "il 70 per cento degli alberghi è risultato in regola ed il 70 per cento delle irregolarità era di tipo amministrativo. Solo nel 10 per cento degli esercizi sono stati rilevati casi di "lavoro nero"". Gli albergatori, insomma, non sono i depositari di tutti i mali da ispezionare, anzi sono perseguitati da norme adatte all'edilizia, ma non ai pubblici esercizi che obbligano di registrare il lavoratore 24 ore prima del suo ingresso in azienda: "Va bene per combattere gli incidenti sul lavoro, ma rende inutilmente complicato ovviare all'improvviso picco di clienti in un ristorante o in un albergo". Dunque, chiede Rigotti ai servizi ispettivi "meno repressione, più collaborazione". E per finire le sanzioni per le irregolarità, anche solo materiali, passate dai 100-200 euro ai 4 mila euro. "Un'esagerazione, manca solamente l'arresto". BUROCRAZIA. Tutte queste doglianze saranno messe in bell'ordine e sistemate dal direttore dell'Asat, Roberto Pallanch, e presentate come documento a Mellarini e tutti i consiglieri provinciali, con la richiesta di adoperarsi per semplificare norme, regolamenti, prassi burocratiche. "Il nostro compito, la nostra vocazione è produrre ricchezza per le nostre famiglie e la comunità, non perdere giornate per la burocrazia" è la conclusione di Rigotti. Domani saranno tutti d'accordo con lui.

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... 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Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (104 votes, average: 1.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 97 ) " (45 votes, average: 2.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 84 ) " (26 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (44 votes, average: 1.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (116 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (127 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 90 ) " (90 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (57 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (61 votes, average: 1.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (36) Ultime discussioni Livio: Ho visto il cortometraggio, simpatico, discreto, francese. Bello, il cutter a vele ammainate che passa (sembra... ENIO TERRACCIANO: E vero pero anche la satira ha le sue verita, questo governo ombra non ha i tre attributi... ENIO TERRACCIANO: Siamo alle solite uno attacca l'altro, e poi non si sa, mi viene in mente la parodia del... NET_BALLA: Il futuro è dentro di noi. E' già arrivato dobbiamo solo respirarlo a pieni polmoni e liquidare il... Marcelobranko: Vedo che i precedenti interventi hanno già più che abbondantemente provveduto a gettare discredito... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Tremonti: "Tagli alla spesa per Ici e straordinari"Droga, stroncato traffico per finanziare la jihad: 19 arrestiEuropei, Donadoni: sì a Del Piero e CassanoGiro: crono a Bruseghin, Contador vola tra i bigSicurezza, nel ddl il reato di clandestinitàCatania, due nomadi tentano di rapire bimba Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (5) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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Nidi, ok all'unanimità al taglio delle tariffe (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E stasera parte la battaglia su Trentino Riscossioni Nidi, ok all'unanimità al taglio delle tariffe TRENTO. Passa all'unanimità in consiglio comunale la variazione di bilancio che contiene la riduzione delle tariffe degli asili nido. è il taglio più forte degli ultimi anni, dal 30 al 67%, e scatta in modo retroattivo da gennaio: la retta massima cala da 504 a 353 euro, la retta più bassa scende da 84 a 36 euro. La Provincia ha stanziato 971 mila euro per garantire alle famiglie uno sconto del 30%, il Comune ne ha messi altri 300 mila. La delibera è stata votata da tutte le forze politiche. Ma la Lega ha messo in chiaro: "Non ci accontentiamo. Il costo dell'asilo nido dev'essere pari a zero e ne vanno costruiti di nuovi. Ci aspettiamo ulteriori risorse nella variazione di luglio". Nella seduta di ieri il consiglio ha anche approvato il piano energetico: burocrazia semplificata per chi installa pannelli solari. Stasera tocca alla delibera sull'adesione del Comune a Trentino Riscossioni. Depositati 462 emendamenti delle minoranze. L'assessore Robol va avanti: "Difendo questo progetto. Per quanto mi riguarda sono pronto a restare in aula per giorni".

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I cittadini vessati dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tia: gli uffici possiedono già i dati richiesti dal C9 RIVA. Una vecchietta che si vede chiedere dall'autorità costituita -nei cui confronti nutre fin dalla lontana e tenera infanzia un immenso rispetto condito da preoccupazione doverosa nei confronti del "potere"- il numero d'una particella fondiaria, nove casi su dieci entra in fibrillazione, telefona, annaspa, cerca di ritagliare nell'agenda della quotidianità una spedizione in qualche misterioso ufficio, è preoccupata della compilazione del modulo, teme di sbagliare e di dover pagare l'errore. Ha quindi perfettamente ragione Giuseppe Sansoni, segretario della federazione pensionati della Cisl, a protestare. "Vengono richiesti dati semplici -scrive- ma per esporli correttamente sarebbe doveroso consultare documenti notarili o recarsi all'ufficio del Catasto. Tutto questo è assurdo perchè i dati richiesti sono già in possesso dei vari uffici pubblici (catasto, anagrafe, tavolare) e questi potrebbero e dovrebbero semplificare la vita ai cittadini e non complicarla. Sono dotati di tecnologie, mezzi e personale e possono benissimo ricavare i dati richiesti autonomamente. Queste continue persecuzioni burocratiche portano all'esasperazione, alla sfiducia, allo scoraggiamento, ed in ultima sintesi alla ribellione".

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Quei 300 alpini al lavoro sul Doss Trento (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia delle penne nere che si salvarono costruendo la strada voluta dal Duce Per essere nella lista c'era chi chiedeva aiuto al parente in politica Pochi scelsero la trincea Rigoni, Stella, e Zambellini. Accanto ai nomi - aggiunta a penna, in bella calligrafia, come in quegli anni insegnavano sui banchi di scuola - c'era la mansione: manovale, muratore, scalpellino, tagliapietra o carpentiere, tutti lavori faticosi ma correva l'anno 1940, tempo di guerra, meglio lavorare di piccone e badile sul Doss Trento che imbracciare il fucile e fare il soldato. Per avere il proprio nome su quella lista c'era chi chiedeva aiuto al parente in politica o all'amico fascista. Ma c'erano anche quelli come il caporal maggiore Emilio Gabardi che grazie alla ferita di guerra subita in Albania e al padre cieco che l'aspettava in valle di Non riuscì a farsi aggiungere in coda a quell'elenco sterminato, che poi erano gli alpini assegnati al Distaccamento lavoratori truppe alpine Verruca. Sul colle di Trento arrivarono alpini da tutto il nord Italia, per ordine del Duce. C'era da costruire la strada monumentale e poi l'Acropoli Alpina. Erano gli anni in cui la lingua era il dialetto e la maggior parte delle penne nere di quel nome - acropoli - non conosceva nemmeno il significato. Nei primi giorni di lavoro quel cantiere sembrava quello della torre di Babele, con soldati che lavoravano fianco a fianco come se fossero stranieri. Gli uomini non mancavano (e infatti ne avevano mandati in abbondanza) i mezzi invece erano scarsi: arrivarono picconi, mazze, martelli, qualche mulo (che gli ufficiali nelle carte chiamavano "quadrupede") e qualche mezzo meccanico, magari sopravvissuto alla prima guerra mondiale, che avevano spedito a Trento perché non era utile a combattere il nemico. Tutto catalogato, tutto annotato con cura, secondo una burocrazia terribile: bisognava presentare domanda scritta anche per cambiare i copertoni della bicicletta che i militari usavano per spostarsi dal Doss al centro della città. Quella lista superò di molto le trecento righe. Si faticava sul Doss Trento, ma non troppo, soprattutto per uomini che la fatica sapevano cos'era. Quel Gabardi contadino ricorda che le sere d'estate - chiuso il cantiere - trovava ancora la forza per andare sui prati dei masi sopra Piedicastello e falciare l'erba: "Mi facevo due lire". Eppure c'erano quelli che il proprio nome nella lista lo soffrivano come una vergogna, soprattutto i graduati che al lavoro nel cantiere avrebbero preferito la gloria dei combattimenti. Ecco i sottotenenti Quadrini e Marenco che ottengono il permesso di rientrare ai propri reparti "per seguire la sorte degli stessi in questo speciale momento di vita della Patria". Eccone altri che si fanno volontari per entrare nei paracadutisti: giovani a cui non interessava la sicurezza di vedere il proprio nome nell'elenco "salvavita". Una minoranza. Erano molti di più quelli che scrivevano lettere accorate - spesso con la calligrafia incerta e la grammatica di chi ha interrotto le scuole troppo presto - per chiedere di poter lavorare sul Doss Trento. Impiegarono meno tempo gli alpini del distaccamento Verruca a realizzare la strada, partendo da zero, che gli operai degli anni Duemila a rimetterla in sesto. Che ci fosse un certo orgoglio nel portare avanti quel progetto lo si capisce dalla scritta che è rimasta scolpita sui fianchi della montagna e che ogni bambino degli anni Settanta, a Trento, ha visto almeno una volta, condotto per mano dal padre. Guarda figliolo, diceva il genitore indicando un punto in alto con il dito: "Per gli alpini non esiste l'impossibile". Non si traccia una frase del genere sulla roccia, appesi tutto il giorno su un enorme ponteggio mobile che veniva calato al mattino e sollevato al tramonto del sole, se non si è convinti che sia vera. Tutti noi, guardando lassù con occhi da bambino, ci siamo scoperti a chiedere: ma come avranno fatto? Ora, guardando le immagini di questo libro, lo sappiamo. Ecco il significato di questo libro fotografico, pubblicato per risvegliare la curiosità di salire a piedi lungo la strada del Doss Trento (percorrerla in auto sarebbe una mancanza di rispetto) per capire, finalmente, come è possibile che un'opera costruita dai militari in tempo di guerra possa essere un simbolo di pace. Di quei trecento alpini potevano restare i nomi scolpiti su una lapide di marmo ricoperta dalla polvere: il posto che spetta agli eroi. E' rimasta invece una lista che possono leggere i figli, i nipoti e i pronipoti di quegli uomini che finita la guerra, costruita la strada, sono tornati a casa a raccontare questa storia. Quale miglior destino? Andrea Selva (brano tratto da La strada degli alpini, Curcu & Genovese, 2008).

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Paradossi della burocrazia: invitato a partecipare all'incontro nell'inchiesta disposta da (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primapagina pag. 1 Paradossi della burocrazia: invitato a partecipare all'incontro nell'inchiesta disposta da Paradossi della burocrazia: invitato a partecipare all'incontro nell'inchiesta disposta dall'Inail dopo l'infortunio nel quale ha perso la vita. In pratica, invitato a raccontare come è morto. Protagonista involontario dell'assurdità burocratica il 23enne Claudio Ferrazzoli di Pavone Mella, deceduto il 4 gennaio mentre lavorava in un'azienda di Porzano di Leno. È il papà Giancarlo, amareggiato e sconcertato, a mostrare la lettera indirizzata a Claudio: "È invitato a presentarsi al fine di poter partecipare all'inchiesta per l'infortunio di cui all'oggetto". "Ma dopo oltre 4 mesi è possibile che nessuno abbia fatto sapere alla Direzione provinciale del lavoro che il nostro Claudio non c'è più?"18.

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Cavalli a Tremonti: Subito il federalismo fiscale (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INCONTRO CON IL GOVERNO. A palazzo Chigi nella veste di vicepresidente vicario dell'Unione Province italiane insieme a Filippo Penati Cavalli a Tremonti: "Subito il federalismo fiscale" Dare piena attuazione al federalismo fiscale per ridurre la spesa pubblica, alleggerendo il carico fiscale sui cittadini e sulle imprese e semplificando il sistema tributario. É la priorità che il vicepresidente vicario dell'Upi, Alberto Cavalli, presidente della Provincia di Brescia, affiancato da Filippo Penati presidente della Provincia di Milano, ha rappresentato al tavolo di palazzo Chigi nell'incontro di ieri con il Governo, nel quale il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. ha illustrato le linee generali del programma di Governo. "Un tema - ha detto Cavalli - dal quale è necessario partire, se si vuole davvero procedere al riordino del sistema istituzionale del Paese e alla riduzione dei costi della burocrazia, legando strettamente il prelievo dei tributi alla responsabilità politica di ciascun livello di governo". Cavalli ha poi sottolineato le cinque emergenze su cui è necessario avviare da subito una azione comune tra Governo ed istituzioni territoriali: la sicurezza, con la richiesta delle Province di partecipare direttamente alla definizione delle politiche di sicurezza del Paese, per contribuire ad assicurare la legalità e la sicurezza dei cittadini nei piccoli come nei grandi centri urbani. Per questo il vicepresidente Cavalli ha chiesto l'immediata attivazione di un tavolo "Governo- Enti locali" attraverso cui rafforzare le attività di controllo del territorio e rilanciare i Patti per la sicurezza, coordinando l'azione della polizia locale con le forze di polizia nazionale. Poi c'è il lavoro, con la promozione di politiche che leghino strettamente l'istruzione, la formazione professionale e il lavoro stesso. Questo consentirebbe alle nuove generazioni di affrontare con le competenze adeguate la sfida dell'occupazione, facendo crescere complessivamente la produttività del sistema. Ancora, l'istruzione, con un Piano straordinario per l'emergenza educativa, che investa anche nell'ammodernamento, nella messa in sicurezza delle scuole, nell'utilizzo di energie rinnovabili e nella dotazione delle nuove tecnologie, così da trasformare le scuole italiane in veri centri per l'educazione permanente. Quanto alle infrastrutture, serve un rilancio degli investimenti per la mobilità (strade, ferrovie, porti e aeroporti) che consenta l'ammodernamento del patrimonio di rete stradale gestito dalle Province (circa l'84 per cento della rete nazionale). Per finire, l'ambiente, con la previsione di un piano straordinario per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico, rafforzando la capacità di prevenzione dalle grandi calamità naturali.

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Fermate la strage sulle strade della gallura (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Luca Rojch "Fermate la strage sulle strade della Gallura" Omelia di fuoco del vescovo Sebastiano Sanguinetti contro la lentezza della politica OLBIA. Grida senza speranza di una vedova troppo giovane, di una madre coraggiosa che cede allo sconforto. Rumori di dolore. La bara si allontana, ultima delle tre, in una sfilata mesta che odora di morte, che non trova consolazione. Masina crolla, vede Mauro andare via in una cassa. Vede il suo sposo cadavere, unito ai fratelli da un destino senza senso. Vite spezzate in uno schianto all'alba della festa. La città livida e a mezz'asta cerca di scaldare il cuore in frantumi della famiglia Diana. Le due mogli Masina, Veronica, sono in prima fila nella chiesa della Sacra Famiglia accanto ai tre i fratelli e alle due sorelle di Mauro, Franco e Paolo. Intorno a loro la bolgia della solidarietà. Migliaia di persone che la chiesa strapiena risputa fino al piazzale. Gli uomini della Croce Bianca portano a spalla la bara di Mauro, dietro di loro arrivano quelle di Franco e Paolo. Le foto decorano i lati dei feretri. Volti sorridenti, scende di vita quotidiana. Quasi per aggrapparsi a un'idea di normalità per sempre svanita. Il sindaco Gianni Giovannelli segue in piedi la cerimonia con la fascia tricolore. La polizia municipale tiene il gonfalone listato a lutto. Gli uomini della Croce Bianca hanno la fascia nera sul braccio nelle loro tute arancioni. Il vescovo Sebastiano Sanguinetti non ha solo parole di conforto per la famiglia Diana, ma tuona contro la lentezza della burocrazia, contro l'inattività della politica che in questi anni non è riuscita a migliorare le strade. "Spero che le morti di questi tre fratelli siano le ultime croci sulle strade della nostra provincia - tuona il monsignore -. è responsabilità delle istituzioni adeguare la sicurezza delle arterie stradali alla mole di traffico. Si fanno campagne per combattere gli incidenti sul lavoro, vorrei che la stessa attenzione venisse rivolta alle strade. Io ogni giorno percorro la le strade della Gallura e dell'Anglona, ne conosco le insidie e l'inadeguatezza. Mi chiedo quante vite ancora si debbano sacrificare sull'altare dei ritardi". Parole affilate, rasoiate sulla coscienza. Il vescovo non si limita caricare su di sé il dolore della comunità. Punta il dito contro la politica delle tante parole e delle poche azioni concrete. Poi allarga il cuore, le braccia, cerca di dare coraggio alle due giovani vedove, Masina che ha un figlio, Gabriele di 6 mesi, e Veronica, che ha una figlia, Michelle di 3 anni. "Mi rivolgo a voi Veronica e Tomasina - dice Sanguinetti -. Avete davanti a voi un futuro difficile, avete due figli da crescere, dovete moltiplicare le vostre energie. è l'eredità più grande anche avete ricevuto. Nei due figli i loro padri continueranno a vivere". La cognizione del dolore diventa troppo forte. Masina sbianca gli occhi sempre più pesti si chiudono. Viene portata via in braccio dagli uomini della Croce Bianca. Ma dopo qualche minuto si risiede al suo posto in prima fila davanti al dolore. La sofferenza diventa collettiva. Piange la famiglia Diana, stretta tra i banchi in un unico abbraccio, piange chi in chiesa è arrivato per dare una testimonianza, piange anche il cielo che scroscia secchiate d'acqua su una folla che non si scompone. Le bare escono in fila accompagnate da un lungo applauso nella giornata del lutto.

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Arriva la concessione, la funivia di sella nevea si farà (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiusaforte. Il collegamento con la Slovenia sarà completato entro l'inizio 2009. Sarà realizzata una funivia da 15 milioni simile a quella di Ravascletto-Zoncolan Arriva la concessione, la funivia di Sella Nevea si farà Via libera da Resia per l'uso del terreno a Sella Prevala, ma la neve rallenta l'inizio dei lavori CHIUSAFORTE. Dal Comune di Resia la concessione edilizia è arrivata. Non ci sono più ostacoli burocratici quindi alla realizzazione della funivia che dal rifugio Gilberti porterà a Sella Prevala costituendo l'asse portante del collegamento, sci ai piedi, tra la stazione di Sella Nevea e quella slovena di Bovec. Ora Promotur attende l'arrivo delle ultime autorizzazioni all'apertura dei cantieri (attese comunque tra pochissimi giorni) e soprattutto spera che l'abbondante coltre nevosa che ancora copre la zona oggetto degli interventi si sciolga. È questo infatti il solo ostacolo al via dell'ultima fase della realizzazione del collegamento tra le località sciistiche di Sella Nevea e quella slovena di Plezzo. Un ostacolo alto, tuttavia. Mai come quest'anno l'innevamento ha permesso alla stagione della neve di arrivare ben oltre l'inizio della primavera consentendo agli appassionati di sci di godersi appieno la nuova telecabina del Canin aperta al pubblico all'inizio di febbraio. La coltre nevosa, come si diceva, è ancora ben presente sul Canin, oltre un metro di neve nella zona di Sella Prevala e in quella del rifugio Gilberti, rispettivamente quota 1.846 e 2.133 metri. Quando la neve si scioglierà potranno partire i cantieri per la costruzione della funivia da 15 milioni di euro e della pista che collegherà Sella Prevala al Gilberti. I tecnici della Promotur, che quest'inverno avevano già cominciato a portare in quota buona parte del materiale necessario alla realizzazione della nuova funivia, sperano di poter iniziare i lavori fra al massimo un mese. "Se così fosse - spiega il presidente di Promotur, Luca Vidoni - la funivia per Sella Prevala e la pista di collegamento tra la vetta e il Gilberti potrebbe essere pronta per il mese di gennaio, massimo febbraio, un po' com'è avvenuto quest'anno per la telecabina del Canin". Tutto dipende dalla neve, infatti, sia per quanto riguarda i tempi di scioglimento sia, dall'autunno, per quanto concerne l'arrivo di nuove precipitazioni. Il meteo, insomma, potrebbe creare una serie di ostacoli alla realizzazione dell'atteso collegamento con le piste slovene. Non la burocrazia. Il Comune di Resia, infatti, ha dato a Promotur la concessione edilizia per l'utilizzo da parte della società che per conto della Regione gestisce gli impianti di risalita del Friuli Venenzia Giulia, dei 41 mila metri quadrati di terreno. Per due anni, come ha riferito il sindaco di Resia, Sergio Barbarino, Promotur corrisponderà al Comune un canone di due mila euro annui. In cambio la precedente giunta regionale si è impegnata a favorire una serie di interventi in ambito socio economico nel comune dell'Alto Friuli. E il sindaco Barbarino garantisce che il recente cambio della guardia al vertice della Regione non modificherà di una virgola l'accordo raggiunto (a.s.).

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Sono tanti i nodi irrisolti: c'è troppa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'OPINIONE DEI PROFESSORI Sono tanti i nodi irrisolti: "C'è troppa burocrazia" Già dal dicembre scorso molti docenti hanno chiesto il ritiro del decreto Fioroni E c'è anche chi propone di creare corsi via Internet per agevolare le lezioni Si ritorna, come ai vecchi tempi, agli esami a settembre: a deciderlo ha provveduto l'ordinanza ministeriale n°92/2007, emanata dall'ex Ministro Fioroni, che istituisce dei corsi di recupero per gli studenti insufficienti in alcune materie, e un esame di verifica a settembre che, se non superato, comporta la bocciatura. Cosa pensano i professori di questa novità? Il corpo docente sembra in parte essere favorevole all'ordinanza. Secondo l'insegnante Lorena Gozzoli, non apporterà cambiamenti all'interno della vita scolastica "anche se i corsi potrebbero terminare già il 30 giugno oppure al massimo il 15 luglio e in questo periodo potrebbero essere inseriti anche gli esami finali che invece adesso si svolgono a settembre. E, a dirigerli, dovrebbero essere preposti gli insegnanti che non partecipano agli esami di Stato, garantendo così un impegno equilibrato". C'è chi invece seguirebbe una linea un po' più moderna, offrendo la possibilità di creare dei corsi di recupero direttamente online per evitare in tal modo l'enorme disagio procurato dal caldo durante le lezioni estive. Ad opporsi all'ordinanza ministeriale è invece la professoressa Daniela Antoni. "Già nel mese di dicembre del 2007 - spiega - molti collegi docenti di varie scuole italiane, fra le quali il Liceo 'Dante Alighieri', hanno chiesto il ritiro della stessa, perché non rispetta le norme scolastiche del Testo Unico e dimostra solamente una falsa partecipazione alle problematiche scolastiche da parte del Governo, facendo sì che in questo modo non si sviluppi la scuola della Costituzione, nella quale lo studente dovrebbe, come suo diritto, divenire un attento cittadino critico. Sostituire i professori assenti con i supplenti - prosegue Antoni - o creare una situazione tale per cui un terzo degli insegnanti italiani lavora nell'ambito del precariato, rimangono purtroppo solo problemi irrisolti che il Ministero ha ignorato completamente". Ad aggiungere difficoltà nell'istruzione pubblica italiana concorre anche l'organizzazione delle classi a settembre, che consente l'inserimento casuale di alunni bocciati agli esami di riparazione in una classe già numerosa. "Inoltre - sottolinea la docente - insegnanti che divengono meri esecutori delle ordinanze ministeriali, sommersi da una burocrazia tutta tesa ad evitare ricorsi, uno spreco di intelligenze e tempo che si sarebbe potuto dedicare invece al chiedersi perché i ragazzi non imparano". Ora spetta al nuovo governo decidere se abolire o meno questa innovazione. Benedetta Moro (Liceo classico D. Alighieri - Trieste).

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Discarica, la regione prende tempo il servizio tutela: aspetti da chiarire (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Autorizzazione integrata ambientale: chieste spiegazioni alla General Beton Discarica, la Regione prende tempo Il servizio tutela: aspetti da chiarire PORCIA PORCIA. È stato ribadito durante la presentazione del programma provinciale di gestione dei rifiuti speciali (pericolosi e no), la scorsa settimana in Provincia: è da mesi che si sta attendendo l'apertura della discarica di cemento-amianto di Porcia. Il sito è pronto da quasi un anno: un sito importante, per la provincia di Pordenone, dal punto di vista strategico, capace di garantire l'autosufficienza della Destra Tagliamento e anche della regione per parecchi anni. Tuttavia, burocrazia vuole che non sia ancora operativo: manca ancora l'autorizzazione integrata ambientale della Regione (Aia), che viene rinviata da mesi e mesi. Quando l'iter era in mano alla Provincia, la discarica doveva aprire già alla fine dello scorso anno. Il via alla gestione è passato alla competenza della Regione. Si pensava che, dopo la conferenza dei servizi di febbraio, le cose stessero per concludersi. Invece, a oggi, ossia tre mesi dopo, dell'autorizzazione integrata ambientale, il tassello mancante, non v'è ancora ombra. Da Trieste, precisamente dal Servizio tutela da inquinamento atmosferico-ambientale della Regione, fanno sapere che "la pratica (ovvero l'Aia), è all'esame degli uffici: dobbiamo chiarire alcuni dubbi sorti predisponendo l'atto di autorizzazione alla gestione del sito dove, non appena operativo, verranno conferiti manufatti in amianto legato in matrice cementizia o resinoide. Abbiamo chiesto alla General Beton (la società che gestirà il sito, ndr) integrazioni e spiegazioni rispetto alcuni dettagli della discarica". Quando arriverà questa autorizzazione? "Il prima possibile, compatibilmente con la necessità di chiarire alcuni aspetti". Il sito, ricavato nell'ex cava Croce Vial, è dunque pronto, ma non operativo. La sua capacità sarà di 5 mila metri cubi per anno (tradotti in traffico: tre autotreni la settimana), servirà in primis la provincia di Pordenone, e solo in subordine la regione (per ora non è previsto il conferimento di rifiuti provenienti da fuori regione). Soltanto le aziende autorizzate potranno accedervi. In 5 o 6 anni - secondo le stime dell'amministrazione comunale - la cava dovrebbe esaurirsi. Martina Tesolin.

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Va avanti il progetto per pistoia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montecatini Va avanti il Progetto per Pistoia Tra gli obiettivi la nascita di un'agenzia acchiappa-investimenti Dopo sei mesi di lavori industriali e sindacati cercano alleati tra le istituzioni e le banche PISTOIA. Dopo sei mesi di attenta analisi dei lavori, il "Progetto per Pistoia" portato avanti da Assindustria, Cgil, Cisl, Uil e Ugl provinciali prende quota con la presentazione di quelli che saranno gli obiettivi per cercare di dare al territorio nuove opportunità di crescita, soprattutto per quello che riguarda gli insediamenti produttivi in quei settori che richiedono un elevato contenuto tecnologico. Adesso, dopo aver dettagliato questo protocollo, le parti interessate si aspettano un coinvolgimento della Provincia e dei Comuni. Gli ambiti sui quali si andrà a lavorare sono due: il marketing territoriale e la semplificazione amministrativa. "E' questo un appuntamento importante - sottolinea il segretario provinciale Cgil Daniele Quiriconi - perché riusciamo a dare operatività all'accordo dello scorso novembre. Per avere un'effettiva accelerazione dei tempi burocratici per le imprese. Per questo motivo, verrà istituita una agenzia di attrazione degli investimenti sul modello che bene ha funzionato nella città di Manchester. Si è provveduto ad una mappatura del territorio per capire i luoghi dove oggi si può andare ad investire. Nella nostra provincia sono molto limitati, se esclude l'unica area efficiente che è quella di Camporcioni a Chiesina Uzzanese e, ovviamente, non prendendo in considerazione la montagna. E' fondamentale effettuare promozione del territorio perché non vogliamo che le aziende vadano via dalla provincia a cercare fortuna da altre parti, dove poi magari il costo della vita è maggiore rispetto che da noi". L'obiettivo primario rimane unico. "Adesso chiediamo agli altri - conclude Quiriconi - banche e istituzioni, dopo che anche la Regione con Martini e Fragai hanno dato il proprio benestare, di dire cosa ne pensano. Affinché questo progetto si possa realizzare serviranno centinaia di migliaia di euro". L'altro aspetto essenziale riguarda lo snellimento della macchina amministrativa, da sempre ritenuta uno strumento che blocca le iniziative delle imprese. "E' davvero un problema serio - afferma il segretario provinciale Cisl, Patrizia Pellegatti - che non riguarda soltanto Pistoia. In futuro ci aspettiamo un maggior coordinamento fra i piani regolatori dell'area metropolitana, cosa che oggi non accade. Inoltre bisogna creare l'attrattività sugli insediamenti delle imprese per avere un più snello sistema di welfare e servizi. L'obiettivo finale deve essere molto semplice ed immediato: avere un forte coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche sulla burocrazia". Il lancio del Progetto per Pistoia è iniziato studiando realtà europee come Bilbao, Glasgow o Manchester. "Il confronto con gli altri - sottolinea il direttore di Assindustria, Carlo Stilli - ci è servito per capire cosa ci serviva per il nostro progetto e, di conseguenza, ci siamo adoperati per avere risultati positivi. C'è bisogno di fare un'efficace promozione all'esterno della provincia e, per questo, è stata necessaria effettuare la mappatura dettagliata del territorio. Adesso ognuno deve svolgere il proprio compito, dalle istituzioni al prefetto, per avere un coordinamento sulle azioni informative. Sono aspetti fattibili che servono per poter soddisfare il fabbisogno dei cittadini". Saverio Melegari.

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Al nord solo le medie imprese resistono alla crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

RAPPORTO SULLO SVILUPPO Al Nord solo le medie imprese resistono alla crisi Indagine su 61 realtà aziendali di spicco distribuite dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia segue dalla prima dall'inviato GIULIO GARAU Poche indicazioni, semplici solo apparentemente: sono le ricette che arrivano dalle stesse imprese, quelle medie, che hanno determinato il successo dell'Italia del Nordest, che hanno vinto la sfida della globalizzazione e che ora insistono sull'efficacia di questo percorso come unica via per favorire la "possibilità di una ripresa della crescita". Non sembra, ma è in realtà anche la fotografia di quel che è successo nel Friuli Venezia Giulia in questi anni in cui "innovazione e sfida alla globalizzazione" sono diventati leit motiv consueti e familiari nel linguaggio delle imprese di casa nostra che per avere successo hanno trovato nel territorio, nelle amministrazioni regionali e locali, ma anche nelle istituzioni finanziarie, una sponda essenziale per consolidare le affermazioni sul mercato. Ed è questa la fotografia che traccia anche il volume (uno studio approfondito di grande interesse) di Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione Nordest "Fuori dalla media. Percorsi di sviluppo delle imprese di successo" edito da Marsilio, presentato ieri a Milano, e che raccoglie saggi di diversi autori. Marini ha scandagliato i percorsi di sviluppo delle medie imprese del Nord Italia e sono state studiate 61 realtà aziendali di spicco distribuite dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Dallo studio è emerso un "ceto medio" di imprese che hanno saputo affrontare per tempo le sfide della globalizzazione dei mercati. Aziende che hanno assunto una leadership nel processo di trasformazione del sistema produttivo italiano. Il saggio di Marini, lo dice lui stesso, non vuole affatto fare un "elegia della media impresa industriale", quanto piuttosto mettere in evidenza che che è in corso in questo momento in Italia un "mutamento di pelle" delle imprese e che ha come attore principale quelle di taglia media. C'è anche una questione Settentrionale nel senso che i problemi delle imprese del Nord, fortemente proiettate sui mercati internazionali, le aziende pilota del sistema Paese, diventano i problemi dell'intero sistema produttivo nazionale: burocrazia eccessiva, scarso aiuto nei processi di internazionalizzazione, atrattività dei territori, politiche industriali. Questioni che ora si pongono con forza ancora maggiore dopo il cambio politico nazionale, ma soprattutto a livello regionale dove agiscono i terminali dello sviluppo. Temi questi emersi con forza ieri anche nell'incontro organizzato ieri da Unicredit Corporate Banking a Milano nella sede dell'Associazione della stampa estera, per presentare il libro di Marini ma anche per fare una riflessione sulla media impresa protagonista dello sviluppo del Nord. C'è l'esigenza ora di uno Stato più flessibile e più vicino ai bisogni dei territori, ma c'è anche la consapevolezza della necessità di formare una classe dirigente che "sappia dialogare con le istituzioni". Una necessità che si sente soprattutto al Nord perchè è il Nord ancora il motore principale dello sviluppo economico dell'Italia. Lo mettono i evidenza i dati di Mediobanca e Unioncamere sulle medie imprese italiane: la loro localizzazione è concentrata prevalentemente in quest'area. Tra Piemonte e Friuli Venezia Giulia infatti (lo sottolinea Marini) risiedono quasi i quattro quinti (78,9%) delle medie imprese. Medie imprese e Nord, tutti gli indicatori fanno pensare che il "futuro delle prospettive di crescita dell'Italia" si giocherà proprio su questi due assi tematici.

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Poste e ambulatorio restano in forse (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Poche le risposte concrete durante il consiglio di partecipazione Assemblea affollata e qualche cartello di contestazione Ma la giunta spiega: "Non è colpa nostra" CAMPOTTO. E' stata forse l'unica assemblea, nella storia di Campotto, che è risultata così numerosa. Lunedì sera, la solita saletta che ospita il condisglio di partecipazione era piena e non solo di persone anziane; all'incontro erano presenti diversi giovani compresi alcuni giunti appositamente da Chiesa Nuova, la vicina frazione del comune di Conselice in provincia di Ravenna. Il soddisfatto presidente del cdp, Termine Galeati, ma mano che entrava gente, aggiungeva sedie. E questo è il "sintomo" che i temi al centro della serata interessavano eccome i cittadini di Campotto. Tanto più che, a tentare di dipanare le varie e scottanti questioni, c'era il vicesindaco Antonio Fiorentini, gli assessori Ferdide Bosi (lavori pubblici), Rino Orlandini (decentramento) e più tardi è arrivato anche il sindaco di Argenta, Giorgio Bellini. Doveva essere un'assemblea che, una volta per tutte, avrebbe dovuto fornire elementi precisi su ufficio postale, campo sportivo, pista ciclabile, sicurezza e viabilità. Ebbene, non è che di rassicurazioni ne siano arrivate tante, prima fra tutte l'annosa questione dell'ufficio postale. L'apertura sarebbe prevista per fine luglio perchè il tutto è imbavagliato dalla burocrazia all'interno degli uffici della direzione provinciale delle Poste di Ferrara. Il contratto passa da un dirigente all'altro e così scorrono settimane e settimane, e la gente di Campotto, e con loro l'amministrazione comunale, sono lì che aspettano e vengono accusati tramite cartelli di immobilismo e assenteismo. "Sono cartelli - ha rimproverato Fiorentini - che hanno urtato l'amministrazione, che hanno ferito il cdp che è invece una risorsa per i cittadini. Fare il presidente del cdp non piace a nessuno ed è facile accusare chi di colpe che non ha. Cartelli quindi che considero - ha concluso - una ferita per Campotto". Tornando ai lavori di ristrutturazione del fabbricato da adibire ad ufficio postale, l'assessore Bosi ha precisato che "l'edificio è pronto. Poste Italiane ci ha fatto continue richieste tanto da far lievitare la spesa oltre a 60 mila euro. Oggi - ha aggiunto - siamo più scontenti che mai. Il contratto sarebbe alla firma ma in realtà non firmano". Un cittadino fra il pubblico rumoreggia sottovoce dicendo: "Non è che Poste Italiane perde tempo perchè vuol chiudere?". Per quel che riguarda i lavori di completamento all'ambulatorio medico, Bosi ha assicurato che alla ditta alla quale è stato assegnato l'intervento, è stato dato come ultimo termine i primi di luglio. Per i farmaci poi che l'azienda delle farmacie vorrebbe distribuire nei nuovi locali, si sta aspettando l'autorizzazione ministeriale. L'argomento che invece ha avuto una risposta concreta da ambo le parti è il campo sportivo. In sintesi, il Comune, su sollecitazione del cdp (spronato da alcuni giovani), ha già fatto sfalciare l'erba, ha ordinato le porte nuove e verrà posizionata una rete di protezione. Entro giugno tutto sarà pronto e non sarà una soluzione per dare due calci, così tanto da passare il tempo. Infatti proprio i giovani presenti all'assemblea, compreso il gruppetto di Chiesa Nuova, si assumerebbero la responsabilità della continuità di gestione formando anche una squadra agonistica. Giorgio Carnaroli.

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Siamo ostaggi di una nuova borghesia: quella dei rifiuti tossici (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del GERARDO MAROTTAIl fondatore dell'Istituto italiano di studi filosofici: qui c'è stata una mutazione antropologica di tutte le professioni "Siamo ostaggi di una nuova borghesia: quella dei rifiuti tossici" inviato a Napoli Ha passato una settimana impegnativa, l'avvocato Gerardo Marotta, classe 1927, presidente e fondatore dell'"Istituto Italiano per gli Studi Filosofici" e dell'"Assise di Palazzo Marigliano". Preso nell'organizzazione di un importante convegno su Francesco Saverio Nitti, è rimasto colpito dall'associazione che il Corriere della Sera ha fatto giusto ieri: la sua foto era accostata "al magma che si annuncia nella città di Napoli". Vale a dire a quella moltitudine di istanze che oggi avranno visibilità, in occasione dell'arrivo del governo, nel capoluogo partenopeo. "Le Assise della città di Napoli - ci tiene a precisare - sono una libera accademia dove si studiano e si propongono soluzioni secondo le più avanzate idee scientifiche". Avvocato Marotta, lei è preoccupato per la sua città. Perché? "Sono preoccupato della trasformazione antropologica che è avvenuta a Napoli. Le cause derivano dalla circostanza che le industrie del Nord da più di 40 anni, per risparmiare sui costi della bonifica dei rifiuti tossici che producono, hanno pensato di affidarsi alla camorra e alla mafia per sversare nelle terre del Mezzogiorno tutti i loro scarti di lavorazione. In questo modo hanno ridotto il povero Mezzogiorno, con le campagne più fiorenti d'Italia e d'Europa, un territorio celebrato da viaggiatori stranieri, in un'area soffocata dai rifiuti tossici". Quale è stata la conseguenza? "Gli imprenditori del Nord hanno risparmiato: se lo smaltimento regolare fosse costato 10, con la camorra costava 3. Ma soprattutto hanno prodotto l'arricchimento del capitale finanziario di mafia e camorra. Il punto è quello denunciato dall'ultimo Congresso dei magistrati a Sorrento: questo traffico di rifiuti tossici da Nord a Sud ha creato una nuova borghesia, dei "gestori dei rifiuti tossici". Questa borghesia è diventata classe dirigente che comanda sulla burocrazia, nomina consulenti. Fa tutto quello che dovrebbe fare una classe dirigente "fisiologica". E ha trasformato tutta la società civile esercitando una grande influenza anche sui ceti professionali. Gli avvocati non sono più i De Marsico o i De Nicola. Oggi assistono la nuova borghesia dei gestori dei rifiuti a evadere le tasse, anche perché il ministero delle Finanza non ha ancora classificato questa tipologia di lavoro. E quindi questi non pagano tasse". Che effetti causa l'innesto di questa nuova borghesia nella realtà campana? "Si è passati dal "familismo amorale" di Banfield in cui si cerca di massimizzare i vantaggi per la propria sola famiglia, al totale disinteresse del bene pubblico. Si è passati alla corsa forsennata al denaro, a guadagnare soldi comunque. Tutte le professioni ci sono dentro. È la trasformazione antropologica della società civile. I figli arrivano a scuola con Bmw e Mercedes, e insultano i professori dicendo: "Noi abbiamo la Mercedes, mentre tu non riesci a fare la spesa". E se il preside interviene finisce che distruggono la scuola". Come si risponde a questo processo antropologico? "La stampa nazionale crede che le Assise siano un movimento quasi politico, tipo '68. Per carità. Le Assise del mezzogiorno sono centri di tenuta civile, così come l'Istituto italiani per gli studi storici e l'Istituto italiano per gli studi filosofici. Sono Assise che studiano l'agricoltura, la diossina, le scienze. Servono a questo". Durante l'ultima crisi-rifiuti molte regioni del nord non hanno accettato di ricevere la spazzatura napoletana... "Ora dicono: "Il Mezzogiorno non lo vogliamo più". Ma come vi permettete? Voi avete infestato tutto, il cratere di Pianura oggi non esiste più, vi hanno buttato dentro anche i camion oltre che i rifiuti. E adesso la magistratura qui camion li ha addirittura trovati". e.d.b.

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Rigotti: via l'Ici dagli alberghi (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Siamo gli unici a pagarla" Patto con Bolzano per le Alpi TRENTO - "Non possiamo più sopportare l'Ici sugli alberghi, ormai siamo gli unici rimasti a pagarlo". Natale Rigotti, presidente degli albergatori trentini, lancia questa richiesta presentando la 62esima assemblea della categoria, che si terrà domani alle 16.30 al Palacongressi di Andalo. Non verrebbero così a mancare risorse importanti ai Comuni? "Non credo i Comuni possano andare avanti con questo andazzo, erano tutte necessarie le assunzioni fatte in questi ultimi anni?". Per la prima volta Asat decide di presentare un proprio decalogo di sollecitazioni al futuro governo provinciale. La richiesta fondamentale è di un'attenzione costante al settore, anche in termini di contributi, "visto che il 92% delle aziende sono a gestione familiare". Rigotti non vede di buon grado il fatto che regolamentazione ed assunzione dei rapporti di lavoro debba essere fatta 24 ore prima dell'inizio dell'attività. Inoltre "è offensivo il fatto che per la sicurezza si prenda pari pari la legge dall'edilizia". Il 43,3% degli alberghi trentini è stato ispezionato. "Il 70% delle aziende controllate - spiega Rigotti - è stato trovato in regola, altre hanno registrato irregolarità amministrative". È il direttore Roberto Pallanch a ricordare dei dati: 9 miliardi di euro il costo della burocrazia in Italia, con un mancato sviluppo del Pil pari al 2%. In assemblea verrà siglata anche un'intesa con Hgv, l'associazione degli albergatori altoatesini, per promuovere congiuntamente le Alpi. "Le "Alpi del sole" - precisa Rigotti - rappresentano infatti il 24% dell'intero patrimonio ricettivo italiano". La filosofia di sviluppo rigottiana comprende anche l'idea di un aeroporto regionale, "siamo l'unica regione a non averlo. Oggi, poi, il 42,9% dei turisti arriva in aereo". Il titolo dell'assemblea sarà di stampo ambientale: "Non abbiamo un Trentino di ricambio". La richiesta per Trentino spa è invece quella di una cabina di regia che "riesca a far tornare di moda il Trentino: dobbiamo essere scelti, non cercare noi. Serve un marchio di qualità con un sistema di prezzi che non cerchi il costo minimo". Durante l'assemblea presentata da Adriana Volpe verranno premiate 7 coppie di coniugi albergatori e sarà forse presente anche Pasquale Gentile, presidente degli albergatori napoletani "per i quali serve un nostro atto di solidarietà in questo momento difficile". Sull'occupazione reale delle camere d'albergo Rigotti attenua i dati accademici che mostrano il sovradimensionamento delle strutture. "A Trento l'occupazione media è attorno al 60%, a Riva ad esempio in inverno tengono aperti 29 alberghi". M. Fri. 21/05/2008.

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Folklore e convenienza degli investimenti in Cina (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anche all'Istma inaugurazione secondo i costumi locali Nel 2012 a Pechino e Shanghai in treno in due ore e mezzo dall'inviato Jining (Cina) L'inaugurazione di una fabbrica in Cina segue un preciso cerimoniale che si è ripetuto anche nel caso dell'Istma. Nessun taglio del nastro "all'occidentale" quindi a Jining, ma richiami alla tradizione e ai rituali locali. Tra questi, l'inizio a un orario con il numero "otto", considerato fortunato (non a caso le Olimpiadi di Pechino inizieranno l'ottavo giorno dell'ottavo mese dell'anno); il rosso, colore della festa, dovunque; l'accoglienza con tamburi e acrobati camuffati da draghi; la scaramantica tradizionale pittura dell'occhio del drago e un più tecnologico tocco della sfera di vetro con una scritta augurale con il laser. E poi una lunga serie di discorsi inaugurali e augurali di personalità cinesi e dell'azienda. Oltre all'ambasciatore italiano in Cina, Riccardo Sessa, per la prima volta a Jining. Della delegazione giunta dall'Italia facevano parte tre dei cinque componenti del consiglio d'amministrazione di Itema, il presidente Angelo Radici, l'amministratore delegato Miro Radici, e Aldo Arizzi, oltre al responsabile delle filiali estere del gruppo Danilo Arizzi, ma erano presenti anche rappresentanti del mondo bancario, politico, imprenditoriale e istituzionale. Questo per dimostrare l'interesse per l'operazione da parte italiana. Ma nel magazzino, uno dei tre grandi padiglioni dello stabilimento, adattato per l'occasione a salone delle feste per la cerimonia d'inaugurazione, erano presenti anche centinaia di clienti oltre ad autorità locali a testimoniare l'importanza dello stabilimento anche per i cinesi. Un parco con mille imprese Eppure nella Jining High and New Technology Development Zone, una sorta di parco industriale, nato nel 1991, ha già visto l'insediamento di oltre 1.000 imprese su un'area di 169 chilometri quadrati con una popolazione di 146 mila lavoratori. Il vicesindaco di Jining Wang Cizhong (il sindaco era stato convocato a Pechino per una riunione legata alla questione del terremoto, peraltro avvenuto ad oltre mille chilometri di distanza Ndr) ha però ricordato come il settore tessile sia una delle attività strategiche per la zona (con oltre 4.200 aziende e un giro d'affari 2007 complessivo nella provincia dello Shandong di 45 miliardi di dollari, in crescita del 30% sull'anno precedente) e quindi "la presenza di Istma rappresenta un contributo tecnologico per lo sviluppo". Costi bassi e opportunità Non sono soltanto parole e ringraziamenti quelli che le autorità locale offrono agli investitori stranieri, presenti in massa in particolare anche nel mondo dell'automotive, della componentistica e della biotecnologia. A parte l'ottimale situazione logistica (nel raggio di 500 chilometri ci sono Pechino, Shanghai e un mercato di 600 milioni di persone) e di disponibilità di risorse energetiche ed idriche a prezzi contenuti, Jining si è dotata di 57 scuole di formazione tecnica e continua a fornire manodopera a costi competitivi (circa 200 euro al mese). Resta ancora il problema della lingua: gli interpreti restano preziosi, ma la conoscenza dell'inglese si sta diffondendo anche se in questo campo la Cina non ha i ritmi di crescita dell'economia. Alcuni problemi infrastrutturali stanno per essere rapidamente risolti con l'apertura a settembre di un nuovo aeroporto e la realizzazione di una ferrovia "espresso" che collegherà Pechino e Shanghai in due ore e mezzo: sarà aperta nel 2012. Entro fine anno saranno anche completato un albergo a cinque stelle di 50 mila metri quadrati e un centro per investitori stranieri, con club, appartamenti, attività ricreative, in una città che è ancora più vicina al modello della vecchia Cina che a quello delle metropoli. Ma l'evoluzione anche in questo campo è rapida. La spinta degli incentivi Soprattutto però, per attirare investimenti stranieri, le autorità locali spingono anche sul fronte di incentivi personalizzati a seconda dei progetti. Alcuni esempi: il rimborso delle tasse locali nei primi due anni e la riduzione alla metà nei succesivi tre; prezzi di favore per i terreni e gli affitti; contributi legati ai fondi per lo sviluppo e per la tecnologia. Ma possono anche essere determinate deduzioni sulle imposte e detassazioni degli utili reinvestiti da parte degli investitori stranieri. Inoltre sono previste procedure rapide per l'approvazione dei progetti. Quanto a burocrazia è proprio l'altra parte del mondo. S. R.

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<Promesso: le imprese di Marina Fiera non andranno a bagno> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 120 del 2008-05-21 pagina 4 "Promesso: le imprese di Marina Fiera non andranno a bagno" di Redazione In prefettura trovato l'accordo per salvare dal fallimento le aziende dell'area Dare soluzione urgente al problema della Marina Fiera di Genova, per consentire alle aziende che gravitano nell'area della struttura di lavorare, evitando la chiusura dell'attività e il conseguente licenziamento di una trentina di dipendenti: è quanto è scaturito dall'incontro di ieri pomeriggio in prefettura, che ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo il prefetto Anna Maria Cancellieri, il presidente della Regione Claudio Burlando, l'assessore comunale Gianfranco Tiezzi e i rappresentanti di Fiera, Provincia e Autorità portuale. L'obiettivo - come abbiamo scritto nei giorni scorsi su queste pagine - è innanzi tutto quello di garantire l'operatività delle imprese che hanno "scommesso" sulla darsena diciotto mesi fa, al momento dell'inaugurazione: allora la prospettiva era di ospitare negli spazi della Marina, per tutto l'anno, escluso il periodo del Salone Nautico (con i posti riservati alla Fiera), oltre 250 imbarcazioni che avrebbero assicurato una ricaduta sulle aziende stesse, sul comparto della nautica e sull'intera città. Le pastoie burocratiche, invece, hanno ritardato fino ad oggi la definizione delle procedure di gestione degli spazi in banchina, rimasti deserti, fino a provocare il progressivo calo dell'attività delle aziende dell'area che forniscono attrezzature e servizi di supporto alla nautica, oltre a servizi di bar e ristorazione. Per loro, la situazione è diventata, negli ultimi mesi, insostenibile. Per dare l'idea: un imprenditore ha denunciato incassi di poco più di duecento euro al mese, a fronte di spese di affitto di 8mila euro. Da qui la sollevazione, composta ma fermissima, delle aziende che si sono autotassate per acquistare una pagina sul nostro Giornale in cui hanno spiegato la storia infinita della faccenda-Marina Fiera, una struttura costata 45 milioni di euro di denaro pubblico e sostanzialmente non utilizzata. A quel punto, anche su sollecitazione del consigliere regionale Gianni Plinio (An), e dei consiglieri comunali Gianni Bernabò Brea (La Destra) e Franco De Benedictis (Lista Biasotti), Burlando e il neo-presidente dell'Autorità portuale Luigi Merlo si sono detti disponibili a trovare una soluzione, almeno provvisoria. L'incontro di ieri è servito a questo: "È stato individuato un itinerario virtuoso - sottolinea Burlando -, una strada che consentirà alle aziende di acquisire commesse e contratti per la stagione estiva, in linea sostanzialmente con la soluzione provvisoria adottata lo scorso anno. Tutto questo, in attesa di formalizzare le procedure per l'assegnazione definitiva degli spazi". Concetto ribadito anche da Tiezzi che aggiunge: "La soluzione dovrà passare dal Comitato portuale, ma dev'essere acceleratissima. Nel frattempo le imprese interessate dovranno essere messe in condizione di lavorare. C'è buona volontà da parte di tutti, e, come ha convenuto anche il prefetto Cancellieri, c'è anche la consapevolezza che non si può disperdere una risorsa per colpa della burocrazia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Quell'uscita di sicurezza dal Wal-Mart dell'identità (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un'intervista con l'autore del libro "Perché non ci odiano. La vera storia dello scontro di civiltà". Una corrosiva e brillante analisi della globalizzazione e delle forme di resistenza che si sviluppano nel Nord e nel Sud del pianeta Benedetto Vecchi Lo stile di vita, le istituzioni politiche, insomma l'ethos dominante negli Stati Uniti rischia di essere sommerso dalla crescente marea dei latinos, portatori di identità altere rispetto a quella statunitense. Si chiude così il libro di Samuel Hungtinton sul sotterraneo "scontro di civiltà" che caratterizza la vita del pianeta. Il discusso studioso americano non poteva certo prevedere che il titolo del suo pamphlet diventasse la chiave interpretativa di tutti i conflitti che vedono coinvolti gli Stati Uniti. C'è lo scontro di civiltà, infatti, dietro l'attacco dell'11 settembre al World Trade Center e la reazione statunitense culminata nell'invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq. C'è scontro di civiltà dietro le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran o tra Washington e la Corea del Nord. All'orizzonte si sta profilando forse il padre di tutti gli scontri di civiltà del futuro, quelle cioè tra Pechino e tutto il mondo occidentale. Da una parte quindi il "nostro" Occidente, dall'altra il resto del pianeta. Una rappresentazione dove all'Occidente spetta la palma della superiorità nelle istituzioni politiche, nel rispetto dei diritti individuali, della democrazia, mentre il libero mercato, va da sé, è il modo migliore per produrre la ricchezza. Mark LeVine è un giovane studioso - insegna Storia Moderna del Medio Oriente alla University of California - a cui il paradigma sullo scontro di civiltà sta stretto, anzi lo considera il risultato di una vera e propria campagna ideologica per garantire l'egemonia occidentale nel pianeta. Nel volume Perché non ci odiano (DerivaApprodi, pp. 314, euro 20) sostiene che ci sono molti più punti di contatto tra un business man del Marocco e della California che non tra un operaio di Chicago e un manager wasp di Wal Mart. Per LeVine, infatti, la globalizzazione ha favorito la crescita di una élite globale che condivide non la religione, ma la stessa propensione a vivere come un corpo seprato all'interno degli stati nazione dove sono nati. Per il resto della popolazione mondiale, invece, l'articolazione delle identità, delle forme di vita produce un patchwork in cui, ad esempio, l'Islam convive con la musica heavy metal o il rap. L'intervista è avvenuta in due tornate. Prima in rete e poi vis-à-vis, visto che lo studioso è in Italia per presentera il suo libro. Il tuo libro ribalta l'immagine dominante sull'ostilità dell'Islam verso l'Occidente. Sostieni, ad esempio, che non ci sono molte differenze tra un musulmano del Cairo e un "americano medio" verso i terroristi; e che entrambi manifestano una certo ostilità verso il potere costituito. E' proprio così? Le differenze culturali tra l'America profonda - un'espressione che negli Stati Uniti viene usata per indicare i bianchi evangelici, i colletti bianchi o gli operai triturati dalla globalizzazione - e i musulmani conservatori del mondo arabo sono di gran lunga meno profonde di quando gli studiosi mainstream sostengono. Entrambi propongono una lettura nazionalista e religiosa del proprio mondo, rappresentato come un fortino assediato da infidi nemici al soldo di Satana. Una visione luciferina della realtà che li porta a giustificare, seppur da parti opposte della barricata, il conflitto tra gli Stati Uniti e il mondo islamico. Le identità che esprimono sono "identità resistenti" caratterizzate dalla paura verso tutto ciò che mette in discussione stili di vita e autorità consolidate. Da qui la richiesta di leaders che esprimano virilmente forza e determinazione nel reagire, a nome del gruppo, alle minacce dei "nemici". Questi i punti di contatto. C'è però una cosa che mi ha enormente sorpreso nei miei soggiorni prolungati nel mondo islamico: i musulmani conoscono meglio di noi statunitensi la storia dei rapporti tra Occidente e mondo islamico. Questo provoca una "disconnessione" tra quanto pensano gli americani e la maggioranza dei musulmani. Negli Stati Uniti, ad esempio, la maggiorannza della popolazione ha ritenuto che la scelta di Washington di invadere l'Afghnaistan e l'Iraq era mossa da intenzioni "nobili" - la libertà, la democrazia, i diritti umani, la sicurezza - e che nonostante i disastri sociali e politici provocati pochi sono i dubbi manifestati sulla buona fede della nostra politica estera. Diverso è invece il giudizio dei musulmani, che si limitano a constatare empiricamente che quelle scelte erano un non senso. Questa disconnessione non produce però un odio verso gli statunitensi: semmai è odiata, come ha ammesso più volte lo stesso Pentagono, la politica estera di Washington. Per queste ragioni considero essenziale definire un'agenda politica che favorisca il rapporto tra attivisti europei, statunitensi e attivisti presenti nei paesi islamici. Un'agenda politica che porti a quella "cultura jamming" all'interno della quale tessere alleanze per costruire una globalizzazione inclusiva, basata su uno sviluppo economico sostenibile e egualitario. Scrivi molto della diffusione globale di stili di espressione, di forme artistiche che vengono plasmate a secondo dei contesti locali. Vuoi dire che la globalizzazione neoliberista vada fermata, mentre quella culturale no? Nell'attuale globalizzazione il sociale e l'economico sono stati "culturalizzati". Mi spiego: le imprese basano oramia i loro profitti sul potere del brand, mentre fanno fare il lavoro "sporco" a una rete di imprese esterne. Tutto questo significa che imprese come Nike o Microsoft vendono idee di una merce che è prodotta da altri. Inoltre, nel libro scrivo della "walmartizzazione" dell'economia globale. Wal Mart non è solo un'impresa transnazionale, ma anche un modello di relazione tra capitale e forza-lavoro opposto a quello comunemente definito fordista. Nelle fabbrica automobilistiche di Henry Ford, è noto, i salari erano relativamente alti in modo tale che operai potevano acquistare il modello T che producevano. Wal Mart paga invece salari così bassi che i suoi dipendenti riescono solo a sopravvivere. Questa tendenza al ribasso salariale vale in tutto il mondo. Ad esempio, in Giordania, le imprese non assumono lavoratori giordani o palestinesi, bensì uomini e donne provenienti dal Bangladesh o dal Pakistan perché sono "cheaper", così leggeri che possono essere pagati pochissimo e essere sostituiti in ogni momento. E questo accade anche a Dubai, in Israele, ovunque. Attualmente Rotana, il gigante saudita dell'intrattenimento, sforna merci culturali all'interno di uno modo di produzione che non è poi così diverso da quello che gli intellettuali islamici denunciavano come strumento occidentale per cancellare la diversità culturale dell'Islam. Allo stesso tempo, si sono manifestate forti tendenze underground dove l'ibridazione tra l'Islam e altre "culture" è molto accentuata. Ad esempio i giovani musulmani - il più importante gruppo demografico dei paesi arabi - producono artefatti culturali "contaminati". E così esistono moltissime band di giovani islamici che fanno Heavy Metal. Questa è la "cultura jamming", il lato positivo della globalizzazione che può aiutare la formazione di azioni politiche e relazioni economiche alternative a quelle proposte dagli estremisti neoliberisti o religiosi. Nel volume la globalizzazione è sinonimo di diseguaglianze, una bomba a tempo che può portare a una nuova guerra globale, ben più temibile di quella preventiva voluta da Goerge W. Bush. Ti dilunghi inoltre sull'ascesa della Cina e dell'India. Non credi che proprio il loro fragoroso ingresso nel salotto buono dell'economia mondiale porterà a un altro tipo di globalizzazione e che occorrerà considerare ricomposta quella che lo studioso Ken Pomeranz ha chiamato chiama "grande divergenza"? Il libro di Pomeranz La grande divergenza è importante perché invita a guardare alla vicende attuali all'interno di una prospettiva storica di lunga durata. Pomeranz afferma che fino al 1750 la Cina era la società economicamente e socialmente più sviluppata del mondo. Poi, una combinazione di fattori (presenza di enormi risorse naturali come il carbone e il legname unita all'accesso coloniale alle miniere di argento del Nuovo mondo) ha permesso a alcuni paesi del vecchio continente - l'Inghilterra, Francia e più tardi la Germania - di conquistare la leadership dell'economia mondiale. Concordo con questa ricostruzione, perché aiuta a comprendere il fatto che lo sviluppo capitalista europeo e più tardi statunitense si è basato su ciè che io chiamo la "la matrice della modernità". Il colonialismo e il nazionalismo sono fenomeni ampiamente studiati: senza di essi non sarebbe stato possibile lo sviluppo capitalista. Altrettanto studiata è la tendenza a ridurre a entità misurabili i fenomeni sociali. Una tendenza alla razionalizzazione usata per costruire l'ideologia sulla superiorità etica, culturale dell'Occidente rispetto al resto del pianeta. L'attuale rilevanza della Cina e dell'India nel panorama mondiale è sicuramente in controtendenza rispetto la storia degli ulrimi secoli. Tuttavia la realtà che si cela dietro il "miracolo asiatico" è meno rosea di quanto venga sostenuto. In Cina, ad esempio, la democrazia rimane un miraggio, mentre l'oppressione in cui è tenuta gran parte della popolazione e l'aumento delle diseguaglianze sociali sono i prezzi pagati dai cinesi per lo sviluppo economico. A completare questo fosco affresco c'è il vorticoso spostamento di milioni di contadini verso le metropoli. L'India, dal canto suo, è certo un paese democratico, ma con milioni di lavoratori che ricevono salari poco sopra il livello di povertà, mentre si moltiplicano le denunce di corruzione del personale politico e della burocrazia statale. Il miracolo economico cinese e indiano sta sì cambiando gli equilibri nella globalizzazione, ma non rappresenta un modello alternativo ad essa. La Cina e l'India costituiscono semmai un esempio di come funziona oggi la globalizzazione. Secondo te l'Islam è diventato un brand globale. Provocazione per provocazione: non pensi che la rivendicazione di una identità islamica sia proprio un modo per affermare un brand che partecipa al grande banchetto dell'economia mondiale? Dipende di quale Islam si parla. Esistono infatti innumerevoli espressioni della cultura islamica, molte delle quali sono in profondo e spesso radicale conflitto l'una contro l'altra. Ad esempio, si è sviluppata una cultura islamica neoliberista, spesso derisa come l'"Islam da aria condizionata", che è espressa dalla borghesia musulmana, una classe sociale protagonista nella definizione delle politiche neoliberiste di regime autoritari come l'Egitto, il Marocco, la Tunisia, dove la repressione dei gruppi islamici e di altri oppositori è stata particolarmente brutale. Le élite islamiche neoliberiste vivono in comunità recintate, sfoggiano merci griffate, sono sempre connessi alla rete, proprio come le élite occidentali. Comportamenti e stili di vita che hanno la loro rappresentazioni nelle visioni distopiche proposte dall'architettura di Dubai. Credo quindi anch'io che le élite dei paesi musulmani partecipano al grande banchetto dell'economia mondiale. Ci sono però donne e uomini islamici che si battono contro la povertà nei loro paesi. La vera questione è come tutti noi, indipendentemente dalla nostra religione e nazionalità, possiamo sederci a un tavolo dove ognuno possa mangiare secondo i suoi bisogni. Questo significa trovare una via d'uscita dal neoliberismo, prima che i danni sociali, ambientali e politici da esso prodotti diventino irreversibili.

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I ritardi della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rapporto Ance: l'Italia in coda per l'edilizia sociale I ritardi della burocrazia r. t. Ancora in crescita (per il nono anno consecutivo) il settore delle costruzioni, ma i segnali di rallentamento sono evidenti. Per l'Ance, l'Associazione delle imprese del settore, nel 2007 gli investimenti nelle costruzioni sono cresciuti dell'1%, sfiorando i 153 miliardi di euro, con poco meno di 2 milioni di addetti, dei quali 257 mila stranieri. Come già accaduto negli ultimi anni, la crescita è stata trainata dall'edilizia privata sia residenziale (+1,6%) che non residenziale (+2,8%) mentre è stato fortemente negativo l'andamento delle opere pubbliche (-2,9%) che segue la caduta nel 2005 (2,9%) proseguita nel 2006. Per il 2008, l'Ance prevede che il settore rallenterà la crescita allo 0,6%, mentre per le opere pubbliche dovrebbe esserci una piccola crescita dello 0,1%. Nonostante la vivacità, il settore delle costruzioni potrebbe dare un contributo maggiore alla crescita del Pil, sostiene l'Ance. E i confronti con gli altri paesi della Ue a 15 sembrano dargli ragione. Ma cos'è che non va in Italia? L'Ance mette sotto accusa in primo luogo la burocrazia. O meglio la lentezza delle procedure che portano alla realizzazione delle opere pubbliche. In media, per le opere di importo superiore ai 50 milioni di euro, servono almeno una decina di anni per arrivare dal progetto preliminare alla realizzazione dei lavori. E questo porta anche a un abnorme aumento nei costi delle opere. E la colpa non è solo di "Roma ladrona", ma a cascata le responsabilità sono spesso anche delle regioni e degli organismi di controllo. Un solo esempio (molto sociale): quello degli asili nido. A fronte dei 340 milioni di finanziamenti concessi nel 2007 e rinnovati per altri 117 milioni con la finanziaria del 2008, "gran parte dei fondi disponibili ancora non si sono tradotti in bandi di gara". E questa volta la colpa principale è delle Regioni per la "mancata definizione dei piani straordinari che avrebbero dovuto approvare per ottenere i finanziamenti". L'Ance chiede uno snellimento delle procedure, ma chiede anche che lo stato si dia una mossa per risolvere il problema del disagio abitativo legato all'eccesso del mercato degli affitti. Si parla molto di Ici e proprietà, ma si dimentica che in Italia quasi il 20% delle famiglie vive in affitto. Il problema è serissimo per l'edilizia sociale: l'Italia è il fanalino di coda in Europa. con un disimpegno progressivo dello stato. Un solo dato: nel 2005 in Italia sono state costruite 1.900 abitazioni di edilizia pubblica, in Francia 70 mila.

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Ripulire i tribunali dalla corruzione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-05-21 - pag: 11 autore: Il presidente Medvedev tenta la riforma più difficile: il sistema legale "Ripulire i tribunali dalla corruzione" MOSCA Il sistema giudiziario della Russia necessita di una riforma urgente e di fondo. Il neopresidente, Dmitrij Medvedv, ha denunciato ieri la parzialità di cui peccano i giudici russi, che non di rado emettono le sentenze ingiuste, dopo aver subito pressioni politiche da parte delle autorità, oppure in cambio di tangenti. Medvedev, ex professore universitario di legge, ha ordinato la costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà elaborare un piano d'azione in base al quale "alla dea della giustizia russa sarà restituita, finalmente, la sua benda sugli occhi, che tradizionalmente simboleggia l'imparzialità". Secondo Medvedev si tratta di una riforma di straordinaria difficoltà, la cui realizzazione richiederà molta determinazione e fatica. La riforma dovrà avere come orientamenti l'indipendenza dei tribunali dal potere politico e l'efficienza dell'intero sistema giudiziario, che attualmente soffre di burocrazia e di lungaggini. La Russia ha ricevuto in eredità dall'Unione Sovietica un sistema di tribunali che coniava verdetti a seconda delle necessità politiche dettate dal Cremlino. Ai tempi di Stalin molti milioni di persone furono condannate a morte e mandate nei gulag sulla base di accuse false. Più recentemente, secondo le organizzazioni per la tutela dei diritti umani il tribunale del quartiere di Basmannyj di Mosca avrebbe condannato l'ex magnate del petrolio, Mikhail Khodorkovskij a otto anni di campi di lavoro correttivo in Siberia dopo aver subito forti pressioni da parte dell'amministrazione del Cremlino, che in vista delle elezioni legislative e soprattutto di quelle presidenziali non voleva permettere che il miliardario finanziasse l'opposizione anti Putin. Lo stesso meccanismo si starebbe ora accanendo contro Tnk-Bp, il consorzio petrolifero russo-britannico che ieri ha subito una nuova perquisizione negli uffici Bp di Mosca da parte dei servizi di intelligence russi. Si ritiene che i recenti attacchi della Procura russa siano legati al desiderio del monopolio statale Gazprom di entrare in possesso di alcuni giacimenti strategici, attualmente controllati dalla joint venture. Dopo le retate del marzo scorso, gli inquirenti sarebbero ora in cerca di informazioni confidenziali strappate su Gazprom. In marzo, con l'accusa di spionaggio industriale, erano stati messi agli arresti i fratelli Zaslavskij - uno dei quali dipendente di Tnk-Bp: l'accusa era di aver raccolto illegalmente informazioni commerciali per un certo numero di compagnie energetiche straniere. Tnk-Bp sta trattando con Gazprom la cessione della licenza di sfruttamento del giacimento di gas di Kovykta, in Siberia. V.Sa. STATO E BUSINESS In un caso che rischia di assomigliare a Yukos, il consorzio russo-britannico Tnk-Bp ha subìto nuove perquisizioni dei servizi.

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Sarà più facile gestire un'azienda agricola (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Agroalimentare, la Ue ridurrà la burocrazia di MATTEO FORNARA * La Commissione europea ha proposto ieri di ammodernare, semplificare e snellire ulteriormente la politica agricola europea, liberando gli agricoltori dalle rimanenti pastoie affinché possano soddisfare la crescente domanda di prodotti alimentari. La cosiddetta "valutazione dello stato di salute della Politica agricola comune (Pac)" spezzerà ancor più il legame tra pagamenti diretti e produzione, consentendo agli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato con la massima libertà. Le proposte prevedono, tra tutta una serie di misure, l'abolizione della messa a riposo dei seminativi, il graduale aumento delle quote latte fino alla loro scomparsa nel 2015 e un'attenuazione dell'intervento sui mercati. Grazie a questi cambiamenti, gli agricoltori, ormai liberi da inutili restrizioni, potranno massimizzare il loro potenziale di produzione. Si propone anche di aumentare la modulazione, ossia il meccanismo per il quale vengono decurtati i pagamenti diretti agli agricoltori e il denaro così risparmiato è versato al Fondo per lo sviluppo rurale. Ecco le principali novità: Abolizione della messa a riposo - La Commissione propone di abolire l'obbligo per gli agricoltori di lasciare incolto il 10% dei seminativi. In questo modo essi potranno massimizzare il loro potenziale di produzione. Estinzione graduale delle quote latte - Le quote latte sono destinate ad estinguersi nel 2015. Per favorire una "uscita morbida", la Commissione europea propone 5 maggiorazioni annuali delle quote nella misura dell'1% tra il 2009/10 e il 2013/14. Disaccoppiamento degli aiuti - La riforma della Pac aveva "disaccoppiato" gli aiuti diretti corrisposti agli agricoltori, cioè i pagamenti non erano più vincolati alla produzione di un particolare prodotto. Nondimeno, alcuni Stati Ue avevano scelto di mantenere una parte dei pagamenti "accoppiati" (cioè vincolati alla produzione). Ora si propone di abolire i rimanenti aiuti accoppiati e di integrarli nel regime di pagamento unico (Rpu), a eccezione dei premi per le vacche nutrici, le pecore e le capre, per i quali gli Stati membri possono mantenere gli attuali livelli di aiuto accoppiato. Abbandono del modello storico - In alcuni Stati Ue gli agricoltori percepiscono aiuti calcolati in funzione dell'importo ricevuto durante un periodo di riferimento, mentre in altri i pagamenti sono calcolati su base regionale e per ettaro. Con l'andare del tempo, il modello storico diventa sempre più difficile da giustificare, per cui la Commissione propone di autorizzare gli Stati membri a forfettizzare i regimi di aiuti. Condizionalità - L'erogazione di aiuti agli agricoltori è condizionata al rispetto di determinati vincoli ambientali, di benessere animale e di qualità alimentare. Gli agricoltori che non rispettano tali norme si vedono tagliare gli aiuti. Questo sistema, noto come "condizionalità", sarà semplificato, ritirandone gli obblighi che non sono pertinenti o che ricadono sotto la normale responsabilità dell'agricoltore. Saranno aggiunti nuovi requisiti per salvaguardare i benefici ambientali del regime della messa a riposo e per migliorare la gestione idrica. Sostegno ai settori con problemi specifici - Attualmente gli Stati Ue possono trattenere, per settore, il 10% dei massimali di bilancio nazionali applicabili ai pagamenti diretti, da destinare a misure ambientali o al miglioramento della qualità e della commercializzazione dei prodotti del settore in questione. La Commissione intende rendere questo strumento più flessibile: il denaro non dovrà più essere speso necessariamente nello stesso settore, ma potrà servire ad aiutare i produttori di latte, carni bovine o carni ovine e caprine in regioni svantaggiate, oppure a sovvenzionare misure di gestione dei rischi quali polizze di assicurazione. Storno di fondi dagli aiuti diretti allo sviluppo rurale - Attualmente, tutti gli agricoltori che ricevono più di 5mila euro l'anno di aiuti diretti si vedono detrarre il 5%, quota che viene devoluta al bilancio dello sviluppo rurale. Si propone di aumentare questa percentuale al 13% entro il 2012. Le grandi aziende agricole subirebbero ulteriori tagli (un 3% in più per i beneficiari di aiuti eccedenti un totale annuo di 100mila euro, 6% per oltre 200mila euro e 9% per oltre 300mila euro). I fondi così ottenuti potranno essere utilizzati dagli Stati membri a sostegno di programmi in materia di cambiamenti climatici, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche e biodiversità. Meccanismi d'intervento - Le misure di contenimento dell'offerta non debbono frenare la capacità degli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato. La Commissione europea propone di abolire l'intervento per il frumento duro, il riso e le carni suine, di azzerarlo per i cereali da foraggio e di assoggettarlo a una procedura di gara per il frumento panificabile, il burro e il latte scremato in polvere. Limiti ai pagamenti - Gli Stati dell'Ue dovrebbero applicare una soglia minima di pagamento di 250 euro per azienda o una superficie minima di 1 ettaro, o entrambe. Altre misure - Una serie di regimi di sostegno minori saranno disaccoppiati e trasferiti all'Rpu, con effetto immediato per canapa, foraggi essiccati, colture proteiche e frutta a guscio, e al termine di un periodo transitorio per riso, patate da fecola e fibre lunghe di lino. La Commissione propone altresì l'abolizione del premio alle colture energetiche. * rappresentanza a Milano della Commissione Europea 21/05/2008.

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Una recente sentenza del Tar del Lazio ha fatto credere a molti proprietario che la cosiddetta Docfa (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(Documento Catasto Informatico) non fosse più dovuta. Ma i giudici amministrativi, accogliendo un ricorso della Confedilizia, hanno di fatto enunciato un concetto diverso. Cioè questo: gli arretrati non sono dovuti se la variazione all'insù della categoria o della classe catastale è dovuta a piccole migliorie apportate non all'immobile bensì al fabbricato del quale fa parte. L'installazione di un ascensore, in questa ottica, non può comportare l'obbligo del proprietario di versare gli arretrati. Anche se, pare di capire, la variazione di rendita resta ed esplicherà i suoi effetti per il futuro (ad esempio a fini della dichiarazione dei redditi). Migliaia di cittadini ovviamente non sanno nulla di certi tecnicismi e stanno impazzendo dietro i cavilli della burocrazia. "Qui siamo duecento inquilini racconta Michela Quagliara, che abita in circonvallazione Appia Alcuni hanno ricevuto le lettere del Comune, altri no. Certi uffici sostengono che il sopralluogo dei geometri convenzionati è gratuito, altri dicono, al contrario, che quando il geometra arriva si finisce comunque per pagare qualcosa. Ci abbiamo fatto una apposita riunione di condominio, perché la gente non sa davvero che pesci prendere. Questa storia ha l'aria di una cosa con la quale si cerca di "spaventare" i cittadini, scaricando su di loro l'onere di decidere cosa fare senza dare indicazioni sufficienti. Non ci sembra il massimo della correttezza". L. Lip.

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Un sì di troppo per il piano dell'Arcipelago (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-05-21 - pag: 1 autore: ... LA TOSCANA APPROVA E POI ANNULLA ... Un"sì"di troppo per il piano dell'Arcipelago di Andrea Gennai Q uell'atto non era di nostra competen-za e dunque cancelliamo la delibera. Suona così (nella sostanza) la marcia indietro che la Giunta regionale toscana ha fatto sull'adozione del piano del parco dell'Arcipelago.Approvato l'atto nella seduta del 14 aprile, con alcune raccomandazioni, e revocato due settimane dopo, nella seduta del 28 aprile, con la seguente motivazione: "ritenuto che spetti al Consiglio Regionale sia l'adozione che l'approvazione, dell'atto di cui trattasi". Insomma, la Giunta è tornata su suoi passi e nella seduta dello stesso giorno ha inviato la proposta di deliberazione al Consiglio per la ripresa dell'iter. Un incidente di percorso dettato probabilmente dall'eccesso di burocrazia: l'approvazione del piano di un parco nazionale è infatti alquanto complicato ci sono una decina di passaggi e quello in corso è solo il quarto. "L'abbiamo ritirata e ripresentata sotto altra forma per motivi procedurali ", spiega con un qualche disappunto, a proposito della delibera, l'assessore competente Marco Betti: evidentemente c'è stato a monte un problema interpretativo anche se si è cercato di rimediare in tempi rapidi. Le due settimane di intoppo non saranno quelle decisive, ma intanto occorrerà aspettare l'adozione del Consiglio,raccogliere eventuali raccomandazioni da parte dell'aula, aprire la fase delle osservazioni, e dopo un'altra serie di passaggi, arrivare all'approvazione finale. La legge quadro sui parchi, del 1991, prevede infatti "che i piani dei parchi nazionali vengano adottati dalle Regioni territorialmente competenti per l'avvio del successivo svolgimento dell'iter procedurale stabilito dalla legge, fino alla loro definitiva approvazione da parte delle Regioni stesse". Una dicitura forse non troppo chiara che può aver tratto qualcuno in errore.

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Comuni insieme per un unico grande parco produttivo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: SYSTEM (C.N.A.) data: 2008-05-21 - pag: 11 autore: Logistica, commerciale e produttiva le tre macro aree previste Comuni insieme per un unico grande parco produttivo è interregionale l'interesse nei confronti del parco produttivo del Fiumicello che sorgerà entro il 2011 n prossimità del nuovo casello autostradale di Santa Margherita d'Adige in provincia di Padova, con la realizzazione dell'autostrada Valdastico Sud A31. I primi contatti di aziende lombarde ed emiliane attratte dalla possibilità di acquistare terreni di grande metratura a prezzi concorrenziali - in un polo industriale di nuova concezione - non hanno tardato a farsi avanti. I firmatari della Stu, Società di Trasfor-mazione Urbanistica, al momento sono Giuliano Nicoletti, vice sindaco del comune di Santa Margherita d'Adige, Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana e presidente della società, Fidenzio Bellini, primo cittadino di Medaglino San Fidenzio. Le aspettative sul ruolo della nuova società nello sviluppo non solo di quest'area ma in generale di tutta la Bassa Padovana sono molte, indirizzate soprattutto alla nascita di una moderna ed attrezzata zona industriale, che tenga conto di aspetti imprescindibili: risparmio energetico, utilizzo di nuove e moderne tecnologie, rispetto dell'ambiente e di un'appropriata divisione del territorio in base alle esigenze imprenditoriali. Secondo lo Studio di Fattibilità redatto il 12 giugno 2007 la nuova Stu è in sintonia con la Legge regionae 11/2004 che disciplina la materia urbanistica, e introducendo regole per ottimizzare la pianificazione e limitare le cosiddette zone 'a macchia di leopardo', con piccole aree produttive sparse in quasi tutti i comuni. La nascita della società ha visto la luce dopo svariati dibattiti e confronti all'interno delle sedi comunali - dichiara Giuliano Nicoletti, attuale vice sindaco di Santa Margherita d'Adige dopo due mandati da sindaco - e il ruolo giocato dalla Valdastico Sud nella decisione finale è stato fondamentale. Fino ad oggi la viabilità è stata garantita solo in senso estovest dalla vecchia S.R.10, da domani il dialogo culturale ed economico si giocherà anche lungo la nuova autostrada in senso nord-sud, assicura il vice sindaco. Il sindaco di Montagnana Giuseppe Mossa sottolinea la grande novità di questa nuova zona produttiva, ossia il fatto che i comuni si sono organizzati in una logica di squadra e hanno programmato in un'unica macro zona le rispettive aree di espansione produttiva. I tre risultati principali sono: la costituzione di una massa critica per l'espansione produttiva, tale da permettere la nascita di servizi di primaria importanza a supporto delle imprese (vigilanza, ristorazione, asili, sportelli bancari, logistica...); il connubio fra sviluppo produttivo e salvaguardia del patrimonio paesaggistico capace di costituire il motore di importanti settori economici come il turismo e le produzioni agricole di qualità (si pensi alla città di Montagnana con le sue splendide mura, alle produzioni di qualità come la mela dop di Castelbaldo o la cantina di Merlara); la nascita delle condizioni per rendere quest'area un vero punto strategico di incontro ferro/ gomma nella rete dei corridoi europei, intercettando le direttrici del corridoio 1 (Berlino-Palermo) e 5 (Lisbona- Kiev). Secondo il sindaco Fidenzio Bellini sono tre le macro aree individuabili all'interno dell'area battezzata parco produttivo del Fiumicello: logistica, commerciale e produttiva. Anche all'interno del Parco sarà messa in campo una pianificazione attenta ad evitare la commistione di insediamenti tra loro incompatibili per esigenze e problematiche.Una burocrazia snella ed efficiente sarà a vantaggio dei comuni interessati a far parte della società, nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti. Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana, lo ha definito un progetto ad ampio respiro, capace di incrementare notevolmente l'economia di tutta la Bassa Padovana e di migliorare la viabilità, a condizione di una gestione che ne rispetti il carattere di vivibilità richiesto. In questo contesto, Eddi Gennaro - presidente della Cna di Este – esprimendo la propria valutazione positiva sull'iniziativa, conclude sottolineando il ruolo che la Cna di Padova, con la sua presenza capillare sul territorio della Bassa Padovana, può ed intende svolgere come soggetto di riferimento per coordinare l'insediamento delle imprese, in particolare di quelle di minori dimensioni, nella nuova area produttiva, facilitando e razionalizzando l'incontro tra domanda ed offerta di nuovi spazi insediativi. Da sinistra: Daniela Costantin, Giuseppe Mossa, Giuliano Nicoletti, Fidenzio Bellini, Eddy Gennaro.

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Non siamo nababbi concorrenza feroce (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Parla Alberto Maraggia, presidente dell'Albo "Non siamo nababbi Concorrenza feroce" "Il dentista? Non è più una professione da nababbi. Oggi la burocrazia ci soffoca e la concorrenza è troppa: non è un mestiere facile. E purtroppo diventa sempre meno attrattivo per i giovani". Ha chiari in testa i problemi della professione Alberto Maraggia, presidente dell'Albo degli Odontoiatri: dalla burocrazia al turismo sanitario, dal fisco alle società di capitali. Presidente, un reddito medio da 47 mila euro: ma i dentisti non erano tutti ricchi? "L'argomento fisco è molto delicato". "Si tratta infatti di medie che non tengono conto delle grandi società, che spesso hanno guadagni molto consistenti, mentre tra i professionisti con partita Iva sono tantissimi i giovani che, a inizio carriera, si accontentano di consulenze e di conseguenza hanno bassi redditi. Resta il fatto che questa professione non è più da nababbi". Quanto incide il fenomeno dell'evasione fiscale? "I dentisti non sono evasori. I clienti chiedono sempre la fattura, perché hanno la possibilità di scaricarla. Qualche "mela marcia" ci sarà anche tra noi, ma non si può criminalizzare una categoria". Cos'è cambiato rispetto a qualche anno fa? "Ci sono adempimenti burocratici sempre più impegnativi, che sottraggono molto tempo alla professione. E poi a Padova la concorrenza è forte: c'è una pletora esagerata di professionisti, con un bacino d'utenza limitato. A questo si aggiunge l'arrivo delle società di capitali. Nascono studi medici multi-ambito che propongono tariffe "low cost". Abbiamo visto aprire in questi anni società di capitali e persino società in franchising che propongono prestazioni odontoiatriche. E' un fenomeno che ci preoccupa, non in quanto "lobby" ma per la salute dei cittadini: è necessario sapere che nella sanità basse tariffe equivalgono spesso a bassa qualità. E poi manca il rapporto con un professionista che risponde sempre del proprio operato". Quali provvedimenti sta prendendo l'Ordine per tutelare la professione? "Siamo in prima linea per ridurre la burocrazia e migliorare la qualità delle cure. Agiremo con campagne d'informazione, anche contro il fenomeno del "turismo odontoiatrico". Sono i molti che vanno all'estero, in Slovenia o in Romania, per cure a basso costo: sempre più spesso osserviamo lavori che implicano rifacimenti che diventano più onerosi".

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Redditi, le dichiarazioni dei dentisti (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente dell'Albo odontoiatri sulla concorrenza delle società di capitale: prezzi bassi uguale bassa qualità Redditi, le dichiarazioni dei dentisti Imponibile medio 43.715 euro. "Non è più mestiere da nababbi" PADOVA. Il reddito medio denunciato dai dentisti padovani è di 43.715 euro. Lo rivelano le dichiarazioni del 2006 con gli imponibili relativi all'anno precedente diffuse dall'Agenzia delle entrate. Il più ricco è Carlo Mazzocco, che ha dichiarato guadagni per 271 mila euro in uno studio con un giro d'affari di oltre 500 mila euro. Lo segue Giovanni La Scala con 229 mila euro. Alberto Maraggia, presidente della commissione dell'Albo degli odontoiatri, dice che "il dentista non è più un mestiere da nababbi". Chi intraprende la professione deve fare i conti con la burocrazia e preoccupa la concorrenza delle società di capitale: prezzi bassi uguale bassa qualità, sottolinea Maraggia. ALLE PAGINE 18 E 19.

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Il miracolo di Silvio: il centro mai così pulito (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 10 Il miracolo di Silvio: il centro mai così pulito LA SFIDA IL PREMIER ARRIVA IN PULLMAN CON TUTTO IL GOVERNO. DIMEZZATI IN UNA NOTTE I RIFIUTI IN STRADA dall'inviato LEONARDO STURIALE ? NAPOLI ? MAI STATA così pulita Napoli. Il miracolo di Silvio è avvenuto prima del suo avvento. Berlusconi arriva oggi nella capitale del Sud, in pullman con tutta la squadra del suo Governo, al debutto in trasferta sul campo più difficile: piazza Plebiscito, cuore di Napoli. Il premier l'aveva promesso e lo fa. Ama le sfide. Troverà un pubblico attento, non solo ostile. A poche centinaia di metri dalla Prefettura, dentro la quale il Governo discuterà di Ici, detassazione, sicurezza e rifiuti, si sono dati appuntamento otto cortei diversi: dai no global agli ambientalisti, dai centri sociali di Caruso ai rom, agli anti razzisti, dai sindacati ai disoccupati organizzati, compresi gli ex detenuti che hanno fatto i corsi per trovare un lavoro che non c'è. Ci saranno le mille facce di Napoli. Comprese quelle che vengono dai margini di una società sbriciolata, precaria, che vive di espedienti e si trova accanto alla camorra, a chi ha superato i confini del lecito, almeno una volta o abitualmente. Si deve pur campare. MA SULLE STRADE ripulite per l'occasione ci sarà anche l'altra Napoli, quella esasperata dall'eterna emergenza rifiuti, dai cumuli di immondizia che ancora oggi sommergono le periferie, tappezzano i marciapiedi, bloccano gli ingressi delle scuole. Questi napoletani non hanno pregiudizi di alcun tipo, tanto meno ideologici. "Se Berlusconi ci riesce ben venga. E' l'ultima spiaggia". Al sindaco Jervolino e al governatore Bassolino non fanno più credito. E sono consapevoli che il miracolo dell'improvvisa pulizia del centro storico è dovuto anche al disperato bisogno delle istituzioni locali. Dovevano mostrare un minimo di decoro e di efficienza all'illustre ospite al quale offrono collaborazione per evitare il commissariamento. IL MERITO del 'miracolo' della città pulita spetta a un altro commissario: quello dell'emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro. A sette giorni dalla scadenza del suo incarico, De Gennaro ha ottenuto il dissequestro di alcune delle discariche bloccate nei giorni scorsi dalla magistratura e ha rimesso in moto la raccolta. L'altra sera a Napoli i camion compattatori dell'Asìa (l'Azienda della nettezza urbana) sfrecciavano per i vicoli del centro città come le Ferrari sul circuito di Monza. DIMEZZATE in una notte le 3.500 tonnellate di sudiciume che giacevano in città solo lunedì mattina. Buona parte di quei rifiuti sono stati imbarcati sui treni in partenza per Amburgo, dove i tedeschi li smaltiscono a 250 euro a tonnellata. I contratti sono stati rinnovati. I treni partiranno domani perché ieri qualcuno li ha bloccati: camorra o burocrazia? O le due cose insieme? Per i più ottimisti tra i napoletani Silvio è l'uomo della provvidenza. Anche se non perdono l'ironia: "Berlusconi santo subito!", grida un manifesto sui muri della città, "se elimina immondizia e criminali", è il prodigio richiesto. Per ora sono stati eliminati solo i rom, con la cacciata in massa dal campo nomadi di Ponticelli, subito dato alle fiamme. CI HA PENSATO la rabbia popolare, interpretata e organizzata dall'istituzione locale più efficiente: la camorra. Perché nella Napoli della criminalità diffusa ? quella micro e quella macro, spaccio di droga e pistolettate, colletti bianchi, traffico di rifiuti tossici e abusi edilizi a tappeto ? il vero problema della sicurezza sono i rom, non la camorra. Cannes ammutolisce per Gomorra, il film tratto dal best seller di Saviano. L'Europa grida alla pulizia etnica e ieri a Strasburgo ha messo l'Italia sotto processo. A Napoli hanno identificato una dozzina dei colpevoli del rogo di Ponticelli, tra i quali alcuni affiliati al potente clan dei Sarno. Ma intanto in Procura sono arrivati gli atti sugli appalti del piano di recupero urbano di Ponticelli. Dicono che sul campo rom sgombrato manu militari siano subito arrivati i tecnici a fare rilievi e prendere misure per il cemento. Perché il ciclo dell'economia criminale ? conferma il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ?, quella che accumula miliardi anche col traffico dei rifiuti tossici del Nord, gettati nelle discariche della Campania, sempre col cemento si chiude. LÌ FINISCONO i cadaveri scomodi e soprattutto vengono 'lavati' i mostruosi proventi illegali: appalti truccati ed edilizia abusiva. E' cronaca di ieri l'arresto di 39 persone (tra cui 23 vigili urbani) a Giuliano, dove c'è una discarica chiusa: erano pagati (con soldi e qualche volta sesso) per chiudere gli occhi sugli abusi. Secondo Grasso è un "sistema destinato a implodere". "L'emergenza rifiuti a Napoli ? sottolinea ? è frutto dell'influenza della camorra, ma anche della mancanza di scelte decisionali che non hanno portato alla soluzione del problema".

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VENDE L'AUTO ad un'amica senza fare il passaggio di proprietà come regola vorrebbe; c (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SARZANA / LUNIGIANA pag. 11 VENDE L'AUTO ad un'amica senza fare il passaggio di proprietà come regola vorrebbe; c... VENDE L'AUTO ad un'amica senza fare il passaggio di proprietà come regola vorrebbe; così facendo risparmia qualche centinaia di euro ma si infila in un tunnel burocratico che la porta in tribunale. Protagonista della vicenda una 50enne residente a Massa; poco tempo dopo aver venduto l'auto, la donna si è vista arrivare a casa una multa fatta dai vigili urbani di Sarzana. Motivazione, la macchina era stata trovata senza assicurazione. La proprietaria del mezzo però anzichè impugnare la sanzione entro i 60 giorni previsti dalla legge, ha lasciato cadere la cosa così come l'amica-acquirente. La burocrazia ha però fatto il suo corso e la multa è tornata al mittente sotto forma di cartella esattoriale, con l'importo originale triplicato. A quel punto la 50enne di Massa ha scelto la strada del tribunale, chiedendo l'annullamento della multa e citando in giudizio il Comune di Sarzana. Da parte sua l'ufficio legale dell'amministrazione comunale ha chiesto l'inammissibilità e l'improcedibilità della richiesta. La causa sarà discussa nei prossimi giorni così come quella legata una concessione edilizia rilasciata per un lastrico solare di un palazzo, al centro di una disputa fra più persone che ne rivendicano la proprietà. Il Comune in questo caso è stato citato in giudizio, senza però aver alcuna colpa specifica.

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Aziende agricole e alimentari Taglio alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA & FINANZA pag. 25 Aziende agricole e alimentari Taglio alla burocrazia REGIONE: RIDOTTI TEMPI E COSTI di SANDRO BENNUCCI ? FIRENZE ? IL GIORNO DOPO l'impegno del governatore, Claudio Martini, di riportare a 50 i seggi del Consiglio regionale (gonfiati a 65 dall'inciucio del 2004 che cancellò anche le preferenze), dalla Regione arriva un deciso taglio alla burocrazia. E soprattutto ai costi e agli impedimenti che gravano sulla gente. Per esempio, i piccoli produttori del ramo zootecnico, come ad esempio i caseifici (avevamo riportato la loro denuncia la settimana scorsa), potranno vendere pecorino e marzolino non più solo nell'ambito del loro comune e dei comuni contermini, ma in tutta la provincia e nelle province contermini, ampliando così il raggio di vendita. E i piccoli produttori di conigli e pollame potranno vendere, con notevoli semplificazioni amministrative, non più fino a 500 ma fino a 10 mila capi l'anno. E ancora: tutti coloro che vorranno aprire bar, ristoranti, macellerie, punti vendita diretta di prodotti alimentari o anche avviare un' azienda agricola, potranno farlo con pratiche semplici: inviando al Comune solo una Dia (dichiarazione di inizio attività), senza aspettare i 30 giorni canonici. Tutto questo è previsto da una delibera approvata dalla giunta regionale lunedì scorso, su proposta dell'assessore alla sanità Enrico Rossi. E sarà sufficiente una comunicazione anche per gli imprenditori che intendono fare modifiche strutturali, variare la titolarità o la ragione sociale dell' impresa alimentare. PER ESEMPIO quelle che lavorano pesce, carne, selvaggina, latte e uova. Non è tutto: la delibera modifica anche articoli e commi del decreto 40 che attua un regolamento Ue in materia d'igiene dei prodotti alimentari e di alimenti di origine animale. Ma la Regione vuole andare avanti. Per la prossima settimana è annunciato un provvedimento capace di eliminare scartoffie e tempi d'attesa alle concerie. Fino ad arrivare a semplificazioni per le persone: partendo dalle forniture di protesi e di ausilii.

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<Ci racconti come è morto sul lavoro> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO. Paradossi della burocrazia: l'Inail convoca un giovane di Pavone per l'inchiesta sull'infortunio che lo aveva visto protagonista, ma lui era deceduto il giorno dopo "Ci racconti come è morto sul lavoro" La rabbia del padre di Claudio Ferrazzoli: "Ma nessuno ha comunicato che lui non c'è più?"  .

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Pagina XVII - Genova I l buco di bilancio e la politica edilizia che l'ha prodotto sono destinati a ... (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVII - Genova I l buco di bilancio e la politica edilizia che l'ha prodotto sono destinati a tenere ancora banco nelle elezioni del prossimo rettore dell'università di Genova. In effetti, è un grosso problema: si pensi che per il solo Albergo dei Poveri sono già stati spesi più di 20 milioni di euro (oltre ai 15 che debbono essere ancora pagati e che mancano all'appello) e che per l'Ennebique, dove non c'è al momento ombra di insediamento universitario, sono già stati spesi più di 3 milioni o che l'Ateneo ha ricevuto, negli ultimi anni, dal Ministero più di 50 milioni di euro per l'edilizia, mentre non è più riuscito a procurarsi fondi per la ricerca e l'assunzione di giovani ricercatori. Un riequilibrio tra le voci di spesa e investimento deve essere ristabilito e l'università deve tornare a investire in risorse umane e culturali. Questo progetto può essere realizzato solo con una forte discontinuità col recente passato, rinnovando coraggiosamente la catena di comando, immettendo uomini e aria nuova nelle stanze del potere amministrativo e accademico di via Balbi. Purtroppo il dibattito interno all'Ateneo è stato da ultimo calamitato da alcune campagne di stampa, che hanno finito per distogliere l'attenzione dai dati più drammatici, concentrandola su singoli e secondari episodi. Sta così passando sotto silenzio un altro grande problema dell'università, che certi aspetti della tragica fine di Vincenzo Tagliasco avrebbero potuto aiutare a rimettere al centro. Penso alla crisi radicale dell'università come luogo di trasmissione di saperi, alla sua trasformazione in macchina burocratica insensata, all'avvilimento in cui sono stati gettati i professori migliori, alla licealizzazione della didattica. Per la verità, questo è un problema che riguarda l'intera istituzione universitaria nazionale, ferita a morte anni fa da Luigi Berlinguer e "finita" recentemente da Fabio Mussi, con un "fuoco amico" che ha coscienziosamente demolito quello che di buono c'era nella vecchia università, sostituendolo con prodotti scadenti e truccati (basti pensare al grande imbroglio delle lauree triennali, titolo di serie C che non serve a niente). Ma, a livello locale, qualche difesa si potrebbe predisporre, puntando a rivalorizzare la qualità (per riconoscere la quale non occorrono costose agenzie o complicati nuclei di valutazione), rimettendo al centro la didattica e la ricerca, abolendo organismi pletorici, restituendo alla burocrazia interna il compito di dare risposte e togliendole quello di fare domande, semplificando l'organizzazione degli studi ecc. Se si pensa che, a Genova, solo le Facoltà di Lettere e Farmacia si sono attrezzate per adottare subito la razionalizzazione dei piani di studio, finalmente consentita da una vecchia legge finora mai applicata, e che quindi, anche il prossimo anno, molti studenti del nostro ateneo continueranno ad affrontare corsi farciti di innumerevoli esami spezzatino, da due o tre crediti l'uno, degno frutto del famigerato 3+2 e dell'egoismo settoriale dei professori, si avrà la misura di quanto restino colpevolmente secondari i problemi della didattica e quindi dei giovani e delle loro famiglie.

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STAFF BENEVENTANO PER IL LEGHISTA MARONI CIRIELLO CAPO DELLA SEGRETERIA DEL MINISTRO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Staff beneventano per il leghista Maroni Ciriello capo della segreteria del ministro Roma. Staff beneventano per il neo ministro dell'Interno, Roberto Maroni. A guidare la sua segreteria - l'ufficio fiduciario di più diretta emanazione, oltre la burocrazia del Viminale - è stato chiamato un giovanissimo sannita, Giacomo Ciriello, che si aggiunge ad un'altra beneventana dello staff, Isabella Votino, capo ufficio stampa. Per la Votino (originaria di Montesarchio) si tratta di una conferma, per Ciriello invece si tratta di una assoluta novità. Appena trentenne, laureato in filosofia, ex cronista del "Sannio quotidiano", con un master in giornalismo alla Cattolica, Ciriello è anche esponente della società Dante Alighieri. Ma non è nuovo all'attività a livello ministeriale. Nello scorso governo Berlusconi è stato capo ufficio stampa e tra i principali collaboratori del sottosegretario al Welfare (riconfermato) Pasquale Viespoli, sannita come lui. Proprio al ministero, e grazie a Viespoli, è nato e si è rafforzato il rapporto con Maroni (che allora era appunto ministro del Welfare), fino alla recente nomina.

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IL TAR FERMA LE RUSPE, IL SINDACO VA ALL'ATTACCO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ERCOLANO. BLOCCATO IL PIANO ABBATTIMENTI Il Tar ferma le ruspe, il sindaco va all'attacco EMANUELA SORRENTINO Ercolano. Il Tar sospende l'abbattimento di un immobile abusivo in Traversa Gaudino a poche ore dall'arrivo delle ruspe. E il sindaco Nino Daniele va giù duro contro la decisione, chiedendo un incontro urgente con il presidente del Tribunale Amministrativo Regionale. "Sono sconcertato e frustrato - spiega il primo cittadino - esprimo tutta la mia rabbia perché sono tre anni che combattiamo per questa vicenda e sia il Tar sia il Consiglio di Stato si erano già espressi. Quando c'è stato il ricorso perché i proprietari avevano impugnato la comunicazione indicante il giorno e l'ora dell'abbattimento lo stesso Tar aveva considerato tale avviso non impugnabile in quanto meramente esecutivo. Qui impugnano i sigilli, le decisioni del Tar e persino gli avvisi. Non so più cosa fare. E pensare - prosegue il sindaco - che parliamo di una demolizione di una struttura realizzata senza autorizzazioni per la quale ieri mattina sarebbero dovute iniziare le operazioni di abbattimento. A dodici ore dalla demolizione, invece, è arrivata la sospensione del Tar. Possibile che un'ordinanza del sindaco per divenire esecutiva debba passare tre o quattro al Tar e poi persino al Consiglio di stato e comunque c'è sempre il modo per bloccarla? Ma per compiere un atto dovuto, per demolire un immobile abusivo che è uno scempio ambientale, quante risorse umane e quanti costi bisogna sostenere?". L'appello di Daniele varca i confini cittadini: "Ho chiesto un incontro ai responsabili del Tar perché abbiamo diritto a una risposta in un territorio come il nostro in cui sono all'ordine del giorno le battaglie per la legalità". Due giorni fa l'annuncio, da parte dell'amministrazione di Ercolano, dell'avvio di un corposo piano per demolire le costruzioni abusive, finanziato dal Comune con 100 mila euro. Lotta al cemento selvaggio, quindi, ma anche alla burocrazia. Il primo cittadino, infatti, dopo aver reso noto l'inizio della nuova fase di abbattimenti, aveva chiesto maggiori poteri ai primi cittadini nella lotta agli abusi edilizi, più fondi da parte della Regione e soprattutto l'accelerazione dell'iter burocratico per portare a termine le demolizioni di strutture prive di autorizzazioni. "Non è possibile - aveva spiegato il primo cittadino di Ercolano - che si debba arrivare al Consiglio di stato per avere l'autorizzazione a compiere un abbattimento e che l'ordinanza del primo cittadino possa essere continuamente impugnata, i sindaci devono avere più poteri in questo settore". Oggi, intanto, continuano le demolizioni rientranti nello stesso piano abbattimenti.

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Fondi per la cultura, regione sotto accusa (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 21 Mag 2008 Edizione 100 del 21-05-2008 Liberali e Repubblicani contro la gestione Fondi per la cultura, regione sotto accusa di Boris Mantova La cultura non si tocca. In regione questo è un imperativo che da sempre contraddistingue il governatore che su Arte e musei non ha mai smesso di puntare buona parte delle risorse pubbliche perché come spesso dice "solo con la cultura, Napoli e la Campania possono mostrare le enormi potenzialità di cui dispongono". Il problema non è l'attenzione verso la cultura, ma verso chi vuole contribuire a diffonderla. A denunciarlo è il coordinamento campano di Liberali e Repubblicani che addita la gestione dei fondi. Con una nota, si evidenzia come il muro della burocrazia, serva a scoraggiare chi non ha lacci e laccioli politici. Il presidente della giunta all'inizio del suo secondo mandato alla guida della Campania, ha mantenuto per sé la delega alla cultura, per poi affidarla un anno dopo a Rachele Furfaro, ex assessore nella giunta di Napoli guidata dall'allora sindaco Bassolino, confermata dalla Iervolino ma trombata eccellente dai napoletani che non le hanno permesso di conquistare un seggio nell'assise cittadina. I Liberali e Repubblicani additano quel settore culturale di Palazzo Santa Lucia, reo "di aver dimenticato che la vivacità creativa, di animazione e di presenza sul territorio affidata a tante piccole Associazioni che sono purtroppo alla mercé di burocrati accecati e funzionari boriosi e distanti dalla realtà". Fuori dal politichese, si tratta di un attacco vero e proprio alla gestione della cultura, secondo molti ghettizzata dalla politica: se non sei alla corte del re, non puoi avere contributi oppure devi seguire la lunga e tortuosa strada della burocrazia. La legge che regola il settore dei contributi per le iniziative volte a diffondere cultura, prevede che ben il 50% delle spese debba ricadere sui promotori, la restante parte viene liquidata tra i 12 e i 18 mesi dopo, defalcata a volte anche del 30% per errori formali o pignolerie di solerti dirigenti sapientemente istruiti visto che sono loro a decidere quali ricevute sono passabili e quali no. Il Coordinamento campano di Liberali e Repubblicani guidato da Elio Notarbartolo chiede un'inversione di rotta della Giunta Bassolino ed in particolare del settore cultura che sembra sempre più andare alla deriva.

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Marina Silva, l'icona ecologista divorzia da Lula (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 21 Mag 2008 Edizione 100 del 21-05-2008 Brasile Marina Silva, l'icona ecologista divorzia da Lula di Roberto Lovari Mercoledì 14 maggio tutti i giornali e le televisioni brasiliane erano pieni di notizie sulle dimissioni del ministro dell'ambiente, la senatrice del PT Marina Silva. Per la figura del ministro e per la carica ricoperta si è trattato di un vero terremoto politico. Maria Os Marina Da Silva Vaz De Lima, meglio conosciuta come Marina Silva, ha una storia personale veramente particolare e di grande rilievo. Nata nel profondo dell'Amazzonia nel 1958, a sedici anni ha imparato a leggere e scrivere. Avrebbe voluto farsi suora, ha conosciuto padre Clodoveo Boff, uno dei personaggi più importanti della Teologia della Liberazione, su cui successivamente scrisse la sua tesi di laurea. Ma il personaggio che ha segnato la sua vita è stato Chico Mendes, storico difensore dei poveri raccoglitori di gomma nella foresta amazzonica dello stato dell'Acre. Insieme hanno fondato il CUT, la Centrale Unica dei Lavoratori. Dopo l'omicidio di Chico Mendes, Marina Silva è diventata personaggio importante del PT e senatrice dello Stato dell'Acre. Dopo la vittoria di Lula, è diventata ministro dell'ambiente. Subito ha acquistato notorietà: con il suo rigido atteggiamento sull'Amazzonia è subito divenuta la beniamina di un certo ambientalismo massimalista e di alcuni personaggi famosi che nel mondo amavano lanciare allarmi e campagne in difesa dell'Amazzonia, campagne quasi sempre finite senza che arrivasse un solo dollaro alle popolazioni amazzoniche. Per anni Marina Silva è riuscita ad imporre le sue idee di fondamentalismo ambientalista, ma negli ultimi tempi le cose sono cambiate. Sempre di più si scontrava con un Brasile in rapida crescita economica e bisognoso di energia e di aree da destinare a quella industria agraria che assicurava tanto lavoro e montagne di dollari. Già l'anno scorso Lula non aveva nascosto il suo dissenso per le lungaggini ambientali per il rilascio delle licenze per costruire gli impianti idroelettrici del fiume Madeira. Ormai lo scontro con Dilma Roussiff, delegata da Lula a seguire il PAC (Piano di Accelerazione della Crescita economica), era continuo. Altro punto di scontro con il governo era stata l'autorizzazione per gli Ogm, dato che il Brasile è uno dei più grandi produttori mondiali di granoturco transgenico. Nel settembre scorso altro durissimo scontro con il ministro dell'agricoltura, Reinhold Stephanes, sulla possibilità di piantare canna da zucchero in aree degradate o devastate dell'Amazzonia. La goccia che l'ha spinta alle dimissioni viene indicata nella recente decisione di Lula di affidare il piano dell'Amazzonia sostenibile al segretario di Grandi Progetti, Mangabeira Unger, e non al ministro dell'ambiente. I giornali parlano di un Lula furioso per aver appreso delle dimissioni del suo ministro dalla stampa. Dopo rapide consultazioni, Lula ha affidato il ministero al verde Minc, assessore dell'ambiente dello stato di Rio de Janeiro. La sua prima dichiarazione è stata: "Serietà e meno burocrazia nel rilascio delle licenze ambientali".

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<Io, albanese "rondista" iscritto alla Lega> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CITTADELLA Florian Bukli ha 33 anni, è un imprenditore, in tasca ha la tessera del Carroccio e da tempo esce la notte per sorvegliare le strade "Io, albanese "rondista" iscritto alla Lega" "In Italia l'immigrazione non è una risorsa ma un problema di sicurezza solo perché non esistono leggi severe" Cittadella"Bisogna rispettare le regole del paese che ti ospita. Chi non lo fa deve essere punito effettivamente e se finisce in carcere deve lavorare per mantenersi. Occorrono leggi più severe e maggiori poteri alle forze dell'ordine". Non sono parole di chissà quale politico, ma di Florian Bukli, 33 anni, di nazionalità albanese. Studi di perito meccanico, in Italia da 20 anni, nel 1997 ha fondato la Bkf Snc che realizza costruzioni meccaniche per conto terzi ed impiega quattro connazionali. La sede è a Cittadella dove vive. Florian Bukli è sposato e tra meno di tre mesi diventerà papà. Nel novembre del 2007 si è iscritto alla sezione locale della Lega Nord e fin dalla prima ora è un volontario per la sicurezza e partecipa alle "ronde".Perchè si è iscritto alla Lega Nord, partito tacciato di essere contro gli stranieri?"La Lega Nord è il partito fatto da persone che capiscono i problemi della gente la cui idea di gestione dell'immigrazione è vicina alla mia. L'immigrazione è una risorsa, in Italia è diventata una emergenza per mancanza di leggi adeguate. La criminalità straniera ha messo in cattiva luce coloro che qui cercano di vivere dignitosamente, meglio che nei loro paesi. Questo a me non va e quando sento che un connazionale infrange la legge, sono più arrabbiato degli italiani. Ho voluto e voglio fare la mia parte".Com'era l'Italia quando lei è arrivato?"L'Italia è un bellissimo paese, io ho trovato sempre grande disponibilità ed accoglienza. All'inizio sono stato ospitato dalla comunità Papa Giovanni XXIII. Nei primi anni non c'erano la paura e la diffidenza di adesso create dagli stranieri che delinquono e che danneggiano i connazionali creando una diffidenza generalizzata che comprendo, ma che voglio combattere. Gli italiani in sè non sono cattivi, anzi, è il sistema che si è creato che porta ad essere diffidenti e creare pericolose discriminazioni".Vive ancora tutto questo?"In parte sì. Nonostante sia regolare, abbia casa, lavoro e dia lavoro e parli il dialetto, a volte sentono che sono albanese e noto un comportamento differente. In Italia si vive un paradosso che spero possa cambiare al più presto. I delinquenti non hanno nulla da perdere mentre per chi dall'estero cerca una vita migliore, in regola, ci sono mille problemi a cominciare dalla burocrazia. Io dico, più duri verso l'immigrazione per rendere la vita più facile agli immigrati. Poi non mi piace il termine clandestino. Spesso è colui che ha buona volontà e cerca una vita più bella, lavora dalla mattina alla sera, si dà da fare mentre il delinquente è regolare".Come hanno commentato i connazionali l'iscrizione alla Lega Nord?"Sono stati un po' perplessi, ma ho spiegato i motivi".Che pensa delle "ronde" fatte da immigrati?"Mi sembra strano le facciano solo adesso, forse è una mossa di una certa parte politica".Nel mondo del lavoro diffidenze per la sua nazionalita?"No, nessuna, nell'imprenditoria comanda il mercato".Sogna di ritornare in Albania, magari fondando li un'impresa?"No, casa mia ormai è questa".Michelangelo Cecchetto.

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Salasso multe/ Operazione salva-bilancio dei sindaci. Aci: equivalgono alle addizionali Irpef pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salasso multe/ Operazione salva-bilancio dei sindaci. Aci: equivalgono alle addizionali Irpef Mercoledí 21.05.2008 15:30 --> Con riguardo alla tutela amministrativa, emerge, inoltre, la natura e il tratto garantistico della disposizione che introduce nel ricorso al Prefetto la formula del silenzio accoglimento. Si tratta di una norma - viene ricordato - finalizzata a tutelare il cittadino dalle potenziali e notorie lungaggini correlate alla burocrazia. In un sistema giuridicamente evoluto la norma va, pertanto, salutata con favore, ma al tempo stesso non possono esserne sottovalutati i rischi. Tale disposizione, infatti, soprattutto se letta in relazione al principio generale di motivazione che informa i provvedimenti amministrativi (peraltro ribadito nelle norme in esame), non ha mancato di produrre, nella pratica, numerosi accoglimenti giustificati soltanto dalla impossibilita' di smaltire adeguatamente il carico di lavoro. In merito poi alle patologie presenti nel verbale di accertamento, sono estremamente ampie, possono essere legate alla mancata o inesatta valutazione dei fatti, alla illogicita' o contraddittorieta' della motivazione, alla inosservanza di circolari, alla erronea interpretazione di disposizioni di legge, alla carenza della fase istruttoria, a vizi di forma e, in particolare, mancato rispetto dei termini per la notificazione (150 giorni dal momento dell'accertamento), erronea indicazione delle generalita' del conducente o degli estremi di identificazione del veicolo, mancata indicazione delle modalita' per procedere al pagamento in misura ridotta (sul punto non c'e' unita' di posizioni in giurisprudenza) et similia.

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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SE FOSSI DAVIDSecondo etica il fine ultimo dovrebbe essere una presa di coscienza nuova, e la necessità di indagine profonda, affinchè pervenire ad un vero e proprio conclamato giudizio. Giudizio della pena o dell'innocenza. Totale, completa. Non questo andirivieni di pareri e di rinnovati o rinnovabili sospetti.Mi chiamassi David, Rosalinda, ritenendomi innocente chiederei io stessa di far chiarezza ulteriore, avrei l'esigenza di riconoscimento di verità e di innocenza. Al loro posto, non vorrei comunque avere su di me questo sospetto infamante per tutta la vita. Si, per tutta la vita. Questa sì, condanna vera, condanna atroce, a cui, in ogni caso, non potrà sfuggire.Perché a tutti, anche agli innocentisti più accaniti, resterà il dubbio; chiunque potrà puntare il dito. Sarà lui? Non sarà lui? E' un assassino? Forse, chissà? !Ma il dubbio resta dell'assassino.Se io fossi in David, in Rosalinda, penso che non potrei reggere, ne morirei: innocente, ma accusato, sarebbe troppo. Se fossi David, vorrei riguadagnare rispetto; potrei finalmente dire in una immane catarsi liberatoria sì, ho sbagliato. Il perché, come e quando. Sarebbe un por fine ad una tragedia, intima, prima di tutto, a una gogna sociale e mediatica in ultimo. Sarebbe come salire al cielo in leggerezza assoluta.A chi deve emettere giudizio, nel rispetto delle regole e delle leggi, augurerei di non sporcarsi le mani e la toga nei cavilli della burocrazia, nei meandri teorici, nel buonismo non oggettivo, non concludente.Mettere una pietra sopra, in questo momento, significherebbe andare contro giustizia per le parti tutte, per Annalaura che ha perso la vita, o per David che non avrebbe più la possibilità di difendersi da accuse infamanti.David non ha più l'età, non è più un adolescente in cerca di emozioni pericolose, è un uomo fatto, e David resta.Paola Pedron Zamuner(P.S). Ho letto l'intervento di Don Padovese, che mai ebbi occasione di conoscere, ma pur tuttavia mi sono giunte sue osservazioni e conclusioni paradossali. Mi dispiace dover dire che è un po' tardi piangere oggi sul "latte versato", non aver prima prevenuto e considerato sui pericoli e sui fatti.Le analisi di superficie di oggi, non servono più. Sono state sostenute ed avvalorate nel tempo posizioni e scelte chiaramente discutibili, di cui sempre mi sono meravigliata, pur comprendendone le difficoltà.Ora è tardi, egregio Don Padovese, per arrivare attraverso la critica postuma a qualunque conclusione nell'oggi.Paola Pedron Zamuner(mammadi Annalaura Pedron).

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ComoNon sono le famiglie comasche a chiedere alle banche i finanziamenti più pesanti (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ComoNon sono le famiglie comasche a chiedere alle banche i finanziamenti più pesanti comoNon sono le famiglie comasche a chiedere alle banche i finanziamenti più pesanti. E non sono quindi le famiglie comasche le più indebitate d'Italia. Anzi, si collocano addirittura sotto la media nazionale. Como, nella classifica dei debiti, figura a metà della graduatoria con un prestito medio per famiglia di 12.255 euro. Un importo comunque non certo irrilevante, anche se - seguendo la dinamica dei prestiti - anche per Como va segnalato un certo rallentamento nel ricorso. Non certo invece per l'importo del debito acceso che nell'ultimo anno è cresciuto del 9% circa. Como comunque si colloca fra Chieti, dove si trovano le famiglie più indebitate (14.882 euro) e la città di Pesaro, dove l'esposizione è invece al minimo con 10.350 euro. La classifica, elaborata da una analisi di Crif Decision Solution su Eurisc, il sistema proprietario di informazioni creditizie che solo nello scorso anno ha registrato svariati milioni di pratiche di credito al consumo, non esita a collocare i comaschi fra i cittadini in un certo senso fra i più "parchi" d'Italia. Forse hanno imparato anche a spendere con più oculatezza. Oppure, forse, hanno imparato a far fronte al caro vita in maniera diversa. E così si scopre che questa nuova via ha aggregato quasi un migliaio di gruppi, valgono 200mila euro e rifiutano la grande distribuzione: supermarket, discount e centri commerciali. Il popolo dei Gas del comasco ha un giro d'affari annuo imponente, circa duecentomila euro, interessa trecento famiglie, con venti gruppi presenti sul territorio e più di venti produttori. L'alternativa al carrello della spesa e alla grande distribuzione già esiste ed è una realtà nel comasco, sono questi gruppi di persone, i Gas (Gruppi d'acquisto solidale). Niente carrelli ma cassette della frutta e ampi borsoni ecologici per contenere conserve, pasta, miele, detersivi e molto altro. Il giro d'affari è notevole e rende questi gruppi una delle principali realtà economiche della provincia per denaro movimentato. La scelta di vivere l'acquisto in modo più etico e virtuoso coinvolge più di un migliaio di persone, che si alimentano per più del sessanta per cento con prodotti acquistati attraverso i Gas. "Si vuole conoscere e capire quanto si mangia, e cosa può soddisfare questa richiesta meglio di una visita al produttore - spiega Silvia Re dell'Associazione "L'isola che c'è" di Como che coordina i Gas presenti sul territorio -. I nostri gruppi conoscono il prodotto e chi lo ha creato, sono consumatori attivi e informati". Questa sarebbe la differenza principale con il canale più consolidato, nei Gas si compra poi di tutto, non solo alimenti ma anche detersivi. "La distinzione principale per noi è tra fresco e secco, il fresco diventa chiaramente un problema, infatti deve restare per forza di cose per un breve periodo in casa di chi distribuisce gli alimenti ed è a rischio deperimento - prosegue Silvia Re -. Si tratta di un grosso limite che rende più difficile operare, poi ci sono delle felici distinzioni, per esempio abbiamo acquistato otto bancali di arance cresciute in terreni confiscati alla mafia, questi frutti vengono distribuiti a tutti con grande soddisfazione anche di persone che non partecipano ai gas". Grande spazio quindi al secco, e a tutti gli alimenti non deperibili, per i Gas la parte principale del loro mercato: "Per il nostro tipo di distribuzione il vasetto, la pasta, il miele, l'olio, sono i prodotti più importanti. Il fresco diventa più problematico, ma comunque chi si avvicina a noi poi cerca di comprare comunque attraverso altri canali, non il centro commerciale o il supermercato. Si cerca il coltivatore o magari ci si affida alla bancarella del mercato. I consumatori dei gruppi d'acquisto acquisiscono una visione diversa del commercio". Formare un Gas non è poi neppure molto impegnativo, anche se non c'è lo scaffale comodo da cui togliere i prodotti: "Non è neppure facilissimo per questo "L'isola che c'è" di Como cerca di dare una mano ai gruppi che si formano. Comunque non c'è molta burocrazia e non siamo ritenuti un'entità commerciale". Giovanni Cristiani 20/05/2008.

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CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA IDENTIFICA PRIORITA' STRATEGIA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANSA BUROCRAZIA, ENERGIA, INFRASTRUTTURE, MERCATI ESTERI, EDUCATION -->(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Lotta alla burocrazia, una nuova politica energetica che riparta dal nucleare, disegno strategico per le infrastrutture, sforzo sull'education e focus sui mercati emergenti ma anche su quelli maturi. Queste le principali linee guida della presidenza Marcegaglia della Confindustria. Ad indicarle è stata la stessa Emma Marcegaglia nel suo intervento all'Assemblea privata di viale dell'Astronomia. Per ciò che riguarda la burocrazia - secondo quanto si apprende - secondo Marcegaglia in Italia ci sono "troppe leggi" che "condannano il Paese a non crescere". Sul fronte dell'energia, secondo la neo presidente degli industriali, è necessario "dire sì con forza al nucleare, unico modo per coniugare politica energetica con riduzione dei costi e cambiamenti climatici". Per ciò che riguarda infrastrutture e logistica l'indirizzo di Marcegaglia è di lavorare su due aspetti fondamentali: "Il rilancio di un ampio disegno strategico e la gestione del consenso", dicendo basta "a veti di piccoli gruppi" che ostacolano la realizzazione delle opere. Proseguirà inoltre - secondo il nuovo presidente - "il lavoro di internazionalizzazione sui mercati emergenti ma anche su quelli maturi", con un focus particolare su paesi strategici per l'Italia come la Germania, il Giappone e gli Usa. Per ciò che riguarda l'education, Marcegaglia per sottolinearne l'importanza ha annunciato che al tema sarà dedicata un'ampia parte della sua relazione all'Assemblea pubblica di domani. Dove non mancherà di affrontare anche i temi del fisco, dell'Europa e degli investimenti. (ANSA).

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A TORINO (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Globalisti DI A TORINO JASMINA TE?ANOVIC BRUCE STERLING Che bello essere di nuovo a Torino, città del nostro destino! Questa volta l'opportunità ci è stata offerta dalla Fiera del Libro: ci hanno invitati per un dibattito di Bruce sul futuro della città e la presentazione di un libro di Ivo Andric e dell'ultimo di Jasmina. Adesso che abbiamo deciso di vivere a Torino dobbiamo decidere cosa fare con tutti i nostri libri in Texas e in Serbia. Bruce vuole regalare i suoi all'università, Jasmina ai centri degli studi delle donne. È un sollievo andare a una fiera del libro e vedere che ci sono tanti altri libri. Era un tormento per tutti e due vedere libri ammassati in un posto, ma per ragioni diverse. Per Bruce, come se qualcuno gli buttasse migliaia di cioccolatini in bocca, e per Jasmina per l'ansia che tutto è ormai già scritto, ma non letto. Sappiamo che i libri ci saranno sempre attorno a noi: ci cascheranno addosso come foglie in autunno. Incredibilmente, siamo riusciti ad uscire dalla Fiera solo con tre libri in mano, ma ci aspettano tanti altri, quindi bisogna trovare subito una casa dove metterli. Questo comporta tutti i soliti problemi dell'immigrazione. Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano gentili, ma la burocrazia che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando per la sua residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in Serbia, America e Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su un'isola sperduta. Per evitare lo sconvolgimento che subiamo con i libri, abbiamo deciso di scriverne ancora un paio noi stessi. Bruce ha capito che "American science fiction" e fantascienza italiana non sono la stessa cosa. Ora vuole scrivere due libri: american science fiction e italian science fiction. Jasmina sta per finire il suo libro "My life Without Me", il genere non si addice alle vite di donne globaliste. Nonostante il fatto che appena arrivati a Torino, la vita ha cominciato a sorriderci, divertirci - il vino, gli amici, i libri, il cinema, il cibo, i musei, il design, la cultura cyber, il sole, le scarpe... - abbiamo deciso di essere duri e disciplinati e scrivere. La vita é bella in Italia. Speriamo che l'ufficio d'immigrazione italiano non ci metta in prigione, dove potremmo scrivere senza distrazioni. Noi globalisti siamo l'altra faccia degli zingari.

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CLUB (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 21-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Metaphysical DI CLUB PERRY MAIL Nel febbraio scorso ha avuto luogo una rapina con bonifico, bell'incontro di burocrazia e di illegalità. Una donna di Grado rapina una banca di Trieste puntando un coltello alla gola del cassiere. Non le interessano le banconote, difficili da trasportare e magari segnate. Quello che vuole è un bonifico di 400.000 euro sul suo conto a Grado. Per sveltire l'operazione, la rapinatrice sì è premurata di assaltare una filiale della stessa banca su cui ha il conto; si sa, è tutto più facile. Il direttore, però, riesce a ingannarla. Gli consegna un bonifico, ma falso. Dunque, a rapinatrice legalista si contrappone un direttore falsario, però a fin di bene, nell'interesse della banca, almeno, perché a quanto pare se il bonifico fosse stato vero forse i 400.000 euro se li sarebbe comunque tenuti la rapinatrice burocratica. Dostoevskij diceva che i francesi sono incantati dai pezzi di carta, con l'ironia supplementare che in effetti i francesi furono rovinati dai titoli emessi per sostenere la Russia nella prima guerra mondiale. Ma non si capisce perché soltanto i francesi. Dopotutto, la rapina avveniva a Grado, Friuli Venezia Giulia, e avrebbe potuto avvenire anche a Cuneo, Napoli, Catania. In definitiva, se siamo così tranquilli del fatto che tutti i nostri soldi (pezzi di carta, dopotutto) sono al sicuro in una banca dove non ce li fanno vedere, ma ci dicono soltanto, con altri pezzi di carta, che ci sono, non è chiaro perché l'affezione per la carta sia un mal francese, o la deviazione di una signora che aveva urgente bisogno di un prestito a fondo perduto.

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