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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (50)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Diritto di cronaca ( da "Stampaweb, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese. E ai comuni va garantita l'autonomia impositiva". Il ruolo dei partiti. "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese.

DIARIO ( da "Citta' di Salerno, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un momento di approfondimento - svoltosi all'Oratorio San Domenico Savio - che ha visto l'esperienza in materia di energia alternativa pulita confrontarsi anche con gli istituti di credito visto che le riserve maggiori riguardano il peso della burocrazia nel finanziamento.

Bretella entro cinque anni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a che fare con i tempi della burocrazia. Ma poi si sbilancia: "Salvo complicazioni, sempre possibili per non dire probabili, i lavori per la bretella inizieranno nel 2010 per concludersi 36-38 mesi dopo". Insomma il collegamento tra Sabbionetana e Cremonese potrebbe essere in funzione tra 5 anni, consentendo di alleggerire i flussi di traffico pesante che attraversano Montanara.

Artigiani, avviata la luna di miele con il Pdl ( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: detassare gli straordinari e le tredicesime, abbattere la burocrazia. Tutte scelte che per gli artigiani dovrebbero permettere di creare un circolo virtuoso all'economia locale e nazionale. "C'è bisogno di un gioco di squadra da farsi con un po' di tempo a disposizione", così Del Tenno. Quest'ultimo, ieri, giocava in casa.

DELL'APA ( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gnecchi: Prodi ha lavorato per meno burocrazia Tutti i numeri del settore Quasi 40 mila gli occupati Un po' di cifre su Apa e mondo dell'artigianato altoatesino. L'associazione provinciale vanta circa 8 mila soci di cui 2 mila del gruppo italiano. Le aziende artigiane in Alto Adige sono 13460, con 39.

Del Tenno: Necessario il ritorno al nucleare ( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In primo luogo occorre risolvere il problema della burocrazia. Alle piccole e medie imprese quello che più interessa è il tema fiscale". La solita litania della giungla delle imposte. Come rendere il tema meno nebuloso e intricato? "Si può offrire una "flat tax", adempiendo in un'unica soluzione al proprio dovere fiscale.

Sul lavoro garanzie per la salute ( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprenditori edili reclamano meno pressione fiscale e burocrazia Sul lavoro garanzie per la salute Sicurezza tema al centro dell'assemblea dei costruttori PARCINES. La risorsa più importante per un'impresa edile? I suoi dipendenti. E proprio per questo è necessario investire in sicurezza. è quanto emerso l'altra sera in occasione dell'assemblea comprensoriale - Burgraviato e Val Venosta -

In Trentino paesaggio distrutto ( da "Trentino" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è così "sparpagliata" che non c'è più un controllo unitario. C'è poi un altro aspetto che mi preoccupa e che è collegato al precedente. Quale? In provincia si sta completamento distruggendo il paesaggio. Non c'è più un luogo dove si possa avere testimonianza del passato.

La provincia chiede indietro il suo rudere ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: circa un milione di euro rimasto impigliato nei meccanismi di una burocrazia molto lenta. Sulla quale la Corte dei Conti ha intenzione di fare chiarezza. Nella comunicazione inviata dalla Provincia, settore Edilizia e patrimonio, non c'è neanche una virgola in riferimento ai sei anni di incomprensioni che hanno segnato il rapporto tra l'amministrazione e l'associazione.

Spiagge sporche e l'estate si avvicina - gianni olandi ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E allora si sta pensando a una gara di appalto e già si individua il capolavoro della burocrazia comunale. L'avvio del bando, i termini temporali per la presentazione delle offerte, l'analisi delle proposte e quindi l'aggiudicazione definitiva, comporteranno una dilatazione dell'intervento tale da giungere a ridosso... di ferragosto.

Una scossa morale per l'italia - piero ottone ( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una riforma della burocrazia, che è di tipo ottomano; una liberalizzazione audace in campo economico. Siamo in grave ritardo nella costruzione di infrastrutture. Nessun governo al mondo potrebbe assolvere tutti questi compiti nel giro di pochi anni, non si può pretendere l'impossibile.

Pd, prove di partito del nord commissioni al lavoro sullo statuto ( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: radicato al nord saprebbe rispondere alla questione dello sviluppo che finora non siamo riusciti ad interpretare: meno burocrazia, meno leggi, sviluppo economico, corretta flessibilità del lavoro. Effettivamente - dice Rossetti - le laboriose realtà della Lombardia e del Veneto non chiedono di parlare di spazio ai giovani, ma di operosità, sviluppo: i giovani chiedono efficienza.

I rioni promuovono il vigile di quartiere ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con le istituzioni e accelerano i tempi della burocrazia per la soluzione dei problemi. Il compito principale dei vigili di quartiere è quello di sorvegliare il territorio, raccogliere segnalazioni, conoscere gli abitanti, i negozianti e annotare i problemi riferiti dai residenti. Al momento è più che positivo il bilancio delle prime due settimane del servizio nel rione di Panzano-

Il dilemma dell'ateneo - michele mirabella ( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pensavo che la intitolazione fosse stata eliminata anche dalla burocrazia, oltre che dal comune sentire. Quando frequentavo questi luoghi ad altro titolo, quello di studente insicuro ma entusiasta, ricordo che mi colpì e incuriosì la faccenda, stante la certezza, acquisita con gli studi liceali e corroborata da quelli universitari, che fossero assai scarse le benemerenze accademiche,

Economia Con il lavoro l'Italia non è mai stata un paese fortunato. Anni fa si diceva, e era vero, c... ( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eletto che non facesse parte della stessa burocrazia sindacale. Un signor Rossi o un signor Bianchi. In passato ogni tanto c'era qualche immissione da fuori, ma solo perché lo decideva il partito di riferimento. Diciamo la verità: non si è mai vista una burocrazia così potente e così irresponsabile in una democrazia moderna (che per di più non presenta i conti: il vecchio Prodi,

Di MARIO GRADARA CERTI gessati indossati dai signori sem ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: " (burocrazia asfissiante). Uomo: "Solo in Italia poteva succedere che chi ha fatto tutte queste colonie per i figli degli operai l'hanno impiccato. E ucciso anche dopo morto". Signora elegante: "Gli ho detto: possibile che non mi diate il permesso per undici appartamentini?

Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il leader di via Cefalonia sollecita interventi su fisco, burocrazia e redditi "Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese" "Riduzione coraggiosa della pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi per un'inutile informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per semplificare;

Di GIANFRANCO BENI ATTACCO del gruppo consiliare < ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per sopprimere parte della ridondante ed inefficiente burocrazia che grava sulle spalle dei cittadini". L'ARRIVO delle cartelle esattoriali inviate dal Consorzio di Bonifica Alta Maremma anche a quanti risiedono nel centro urbano massetano per il pagamento del contributo necessario alla manutenzione dei corsi di acqua nonché alla gestione di quattro impianti idrovori e all'

Chisso: <E' stata una battaglia con la burocrazia> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stata una battaglia con la burocrazia" LA REGIONE "IL RIGASSIFICATORE che sta nascendo a Porto Viro è una grande vittoria del partito del fare bene, di cui indosso con orgoglio la casacca, e della Regione del Veneto, che ha sempre sostenuto quest'opera, combattendo una durissima battaglia con la burocrazia nazionale e governativa e i suoi mille lacci e laccioli e che ora,

UNA riunione di imprenditori aderenti ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività di impresa che già è subissata quotidianamente dalla burocrazia e dagli adempimenti. Si vive nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in sanzioni o segnalazioni agli organi di vigilanza, che forse è la paura più grande di un imprenditore, poiché il clima che si è creato intorno ai lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi e da luoghi comuni.

A TERRA tutto è pronto. Mentre in Spagna, nei cantieri ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dunque semplificazione amministrativa, abbattimento della burocrazia e collaborazione tra aziende e istituzioni devono diventare 'la regola':"Solo così ? ha chiuso Stradiotto ? il nostro Paese diventerà veramente competitivo" Maristella Carbonin.

Terminal, a terra tutto è pronto ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dunque semplificazione amministrativa, abbattimento della burocrazia e collaborazione tra aziende e istituzioni devono diventare 'la regola':"Solo così ? ha chiuso Stradiotto ? il nostro Paese diventerà veramente competitivo" Maristella Carbonin.

<CI RIPRENDEREMO le case popolari occupate dagli extra ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rispondo che siamo stati premiati perchè siamo dalla parte dei cittadini e l'abbiamo dimostrato con un programma chiaro e conciso (il "Patto per San Marco", in sette punti: federalismo fiscale, sicurezza, immigrazione, costo della vita, infrastrutture, tasse e burocrazia, ambiente e agricoltura, ndr)". Merchiori è avvertito, ma anche il centrodestra. Milena Furini.

<A Berlusconi chiediamo un impegno diretto> ( da "Provincia di Cremona, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questo genera ingovernabilità e una burocrazia elefantiaca. I diversi Piani di sviluppo rurale ne sono la prova". Un accenno finale alle organizzazioni di prodotto e al tema degli Ogm. Sul primo tema Vecchioni ritiene necessario fare tutti gli sforzi per arrivare direttamente al mercato, in questo senso sono state fatte delle proposte migliorative sul decreto 102/

<Vorrei poter votare Starei con Pdl o Lega> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma per altri motivi come la burocrazia e l'economia italiana che scende sempre più in basso. Troppe tasse e i soldi mancano". Non c'entrano quindi gli immigrati se la Sinistra scende e la Lega sale? "Credo proprio di no perché noi stranieri, a parte qualche episodio iniziale, non abbiamo mai dato fastidio e non abbiamo rubato lavoro agli italiani.

Gratta 5 euro e ne vince 10 mila La fortuna si ferma in via Aporti ( da "Provincia di Cremona, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: così come altri giochi analoghi, sono diventati una sorta di 'bene rifugio' per tantissimi cremonesi, giovani ed anziani senza particolare distinzione. Il vantaggio è che le cifre vinte si possono incassare subito, senza dover attendere i tempi infiniti della burocrazia. Ecco perchè hanno sempre maggiore diffusione.

La burocrazia blocca i progetti di sviluppo ( da "Centro, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lettera a Napolitano e Del Turco "La burocrazia blocca i progetti di sviluppo" CASTELVECCHIO. Tutta la difficoltà di amministrare un paese di far quadrare il bilancio senza gravare sulle tasche dei cittadini, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a quello della giunta regionale Ottaviano Del Turco.

Tante analisi dopo il voto ma nessuna autocritica L eggo quotidianamente analisi e commenti sulle ragioni della sconfitta elettorale del centrosinistra ( da "Adige, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: evitando inutili passaggi tra i vari uffici pubblici già oberati da tanta burocrazia e dando la possibilità di fare un po' di moto! Inoltre la durata dell'utilizzo della bicicletta solo nei mesi maggio-giugno non ha nessun senso! Se effettuata nel periodo invernale l'azione riscaldante dell'attività motoria permetterebbe un abbassamento delle temperatura tropicale degli uffici pubblici.

Essa però nulla deve avere in comune con quella del passato, ( da "Tempo, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci serve diffondere una nuova politica ambientale cha ha bisogno di cultura responsabile e non di burocrazia. Una politica ambientale che sappia essere parte dei processi di sviluppo come protagonista attivo, mai come passivo censore. Sempre citando R.J. Smith: "la storia dimostra che non esiste trade off tra crescita economica e qualità dell'ambiente, ma un gioco win-win".

Stage con Guglielo Ferro per gli attori dell'Officina ( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cercherà di aiutare il malcapitato travolto dalle spire della burocrazia e dall'ambiente, cui si aggiunge una vicenda non certo virtuosa, dal momento che Genuardi si è impegolato in una tresca amorosa che dovrebbe restare debitamente nascosta. La trasposizione del romanzo "La concessione del telefono" è prodotta dal Teatro Stabile di Catania.

Munter: riforma dell'Iva e flat tax ( da "Corriere Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e le pressione fiscale I piccoli imprenditori si appellano al centrodestra BOLZANO - Meno burocrazia, una flat tax come in Austria e pagamento dell'Iva solo al momento dell'incasso. Questa la lista dei desiderata consegnata dal direttore dell'Apa, Hanspeter Munter a Maurizio Del Tenno, presidente dei giovani di Confartigianato e neo onorevole del Popolo delle Libertà.

STRATEGIE PER ATTRARRE I TALENTI ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: funzionamento della burocrazia, accesso al credito e, quindi, attrattivo per le imprese e per i talenti. Operare scelte nette e chiare nel sostegno alla ricerca e all'innovazione, razionalizzando gli interventi, concentrando le risorse in settori e iniziative strategici, perseguendo con determinazione la messa in rete di tutti i soggetti della filiera dell'

Quando la casa non è un sogno ma diventa un incubo ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'incredibile vicenda di una famiglia: sette avvocati per tentare di aprire quel portone da anni bloccato dalla burocrazia.

Una donna mite, che non chiedeva nulla ma alla quale le era stata offerta anche l'assistenza do ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assistenza domiciliare ma la burocrazia fu più lenta della guarigione e quando poteva iniziare l'assistenza da parte del Municipio era stato già superato il problema sanitario. Alla Centrale per l'emergenza sociale non specificano bene tutti gli interventi ma ci dovrebbero essere tutte le relazioni degli assistenti sociali per ricostruire anche questo aspetto della vita dell'

Campedel, chiude l'Hotel Astor diventerà residence ocondominio ( da "Corriere del Veneto" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Turismo in crisi e troppa burocrazia" BELLUNO - Dopo quasi mezzo secolo di attività l'Hotel Astor in Piazza dei Martiri a Belluno passa di mano e si avvia a essere ristrutturato per diventare un'elegante palazzina o un residence. L'attuale proprietà ha già comunicato all'ufficio provinciale la cessazione dell'attività iniziata nel 1996 con un deciso restyling degli ambienti.

Via i T-Red: <Colpa della giustizia lumaca> ( da "Corriere del Veneto" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La verità è che ci sentiamo impotenti di fronte alla burocrazia e alla lentezza della giustizia italiana". Lo scorso anno, illustrando la decisione di sospendere la consegna delle multe pur lasciando accesi i rilevatori, Giannira Petucco aveva assicurato: "Appena il tribunale civile si esprimerà, oppure il ministero risponderà alle nostre richieste di chiarimenti,

Addio ai vecchi acquisti L'Ulss fa le gare on-line ( da "Arena.it, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: osso una burocrazia farraginosa ed ormai insostenibile. E così, d'ora in avanti, prediligerà alla contrattazione tradizionale le aste on line per procurarsi i beni e i servizi necessari allo svolgimento della propria attività. Una scelta che, sulla scorta dei benefici riscontrati nelle gare svolte tramite la "rete" durante una fase sperimentale,

DENTISTI E POLEMICHE Filosofia di un americano ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la vecchia burocrazia disegnata per sopprimere il più debole e tenerlo schiavo del passato. Io, nel mio piccolo, mi accontento di realizzare anche su questa splendida isola il mio sogno Americano. Mi dispiaccio molto di non essere riuscito a trovare le tante ricerche di altissimo profilo da lei menzionate e pubblicate in numerose riviste internazionali (

<Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese> ( da "Brescia Oggi" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e redditi "Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese" Mattinzoli rilancia il fare sistema: "Ora puntiamo a un'intesa tra associazioni per una rete senza confini"   "Riduzione coraggiosa della pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi per un'inutile informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per semplificare;

Un futurista rossoTrevi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che siamo in mano al conformismo, a una burocrazia artistica grigia e senza sogni. Restiamo tutti estasiati nel guardare l'avveniristico hotel di Dubai, che sembra fatto di vele gigantesche. Nessuno ha mai dato un'occhiata ai lavori di Enrico Prampolini? Quelle vele sono state disegnate mezzo secolo fa".

Porta Buzzati, Almerina inaugura la scultura ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sempre realizzato dal giovani, per il tempo consumato nella burocrazia per allestire la cerimonia. La porta sarà visibile anche oggi nella seconda giornata della festa dei Marangoni, con gli artigiani in piazza e l'esposizione dei disegni realizzati ieri mattina dagli alunni delle scuole di Belluno.M.

In Polesine il <campo base> del rigassificatore ( da "Gazzettino, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la Regione Veneto chiama in causa la burocrazia romana In Polesine il "campo base" del rigassificatore Inaugurata a Porto Viro la base logistica del complesso che assicurerà il 10 per cento del fabbisogno italiano di gas Porto ViroNOSTRO INVIATOC'è una cifra che da sola basta a far capire cosa sia accaduto ieri in una giornata di sole a Porto Viro.

Ca' Bianca avrà il suo centro civico. Entro settembre la gara d'appalto ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia scolastica che vedono a forte rischio di chiusura la scuola della piccola frazione per via del numero esiguo di studenti. Proprio per questi motivi il consigliere comunale dell'Udc Sandro Varagnolo aveva chiesto nei giorni scorsi che fosse abbandonato il progetto di realizzazione del centro civico per dirottare i fondi verso la realizzazione del collegamento tra le due

Picchettaggio davanti alla casa del sindaco ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia nostrana si muove e l'altra sera è giunta una comunicazione della Provincia, che certifica l'ottemperanza totale alle richieste del settore ambientale. Manca solo, ma ci sono 10 giorni per presentare le carte, una relazione relativa all'adozione di sistemi di abbattimento integrativi o alternativi a quelli utilizzati e di uno studio delle ricadute delle polveri al suolo.

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se non nella forma di stipendi distribuiti a una burocrazia pletorica, elefantiaca, rispetto a quanto avviene nell'amministrazione regionale veneta. Lo dicono i numeri: cinque volte tanto, riguardo a dipendenti e dirigenti. Il male non è solo della Sicilia, per la verità, ma si allarga a comprendere in via generale tutte le regioni del Mezzogiorno.

E' stata scoperta la targa dedicata a Vittorio Acquarone ( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e ha lottato contro burocrazia e indifferenza per quel riconoscimento, il nipote Felice Acquarone. Due anni di pellegrinaggi ai vari uffici, in Comune e all'Istituto storico della Resistenza, poi Felice ha visto realizzato il suo desiderio: riconoscere l'impegno civile di quello zio che tanto ammira.

Strangolata in casa anziana di 81 anni ( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che un territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il ruolo dei partiti "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese.

Airaudo: visti troppo vicini al governo ( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Prendo 1500 euro, la Fiom vive solo delle tessere da 200 euro all'anno degli iscritti, i nostri delegati non hanno neppure il rimborso benzina. Le sembriamo una casta? Al più siamo una mastodontica burocrazia. Per questo dico: uscire dagli uffici, tornare tra la gente".\.

LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

La rivolta dei sindaci "Più soldi e poteri di ordine pubblico" ( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che un territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il ruolo dei partiti "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese.


Articoli

Diritto di cronaca (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pietro Vignali è una di quelle figure lontane da partiti e ideologie che sempre più spesso vanno a gestire le città del nord Italia. Sindaco di Parma, eletto con una lista civica dentro la quale c'erano voti di Forza Italia, Udc, Margherita oltre che del suo movimento cittadino, ha avuto un'idea: mettere intorno a uno stesso tavolo 16 sindaci per scrivere una Carta di sicurezza da mandare al governo non come sindaci sceriffi ma "proprio perché non ci sia bisogno di sceriffi". Ecco il suo decalogo su quello che un sindaco del Nord chiede ai politici romani. Più poteri per i sindaci. "Se devo impedire che la prostituzione renda invivibile un quartiere devo appellarmi al codice della strada? Oppure se devo sgomberare uno stabile occupato abusivamente devo dichiararlo inagibile o igienicamente insalubre? Ma, scherziamo? I sindaci devono poter emettere ordinanze sull'ordine pubblico e ci vogliono poteri di polizia ai vigili per i reati minori". Più soldi e mezzi. "Sono necessari un potenziamento dell'organico e della dotazione dei mezzi delle forze dell'ordine. Servono risorse per finanziamenti specifici per progetti di sicurezza e qualità urbana e per un 'pacchetto rosa' specifico per la sicurezza delle donne. Oggi ci paghiamo da soli l'illuminazione, la videosorveglianza nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto pubblico, il buono taxi serale per le donne, i parcheggi rosa". Le leggi. "C'è bisogno di regole chiare e norme più severe per alcuni reati: dallo sfruttamento dei minori in attività criminali o per l'accattonaggio, all'occupazione abusiva di luogo pubblico. Ma si deve inserire anche lo stupro, ad esempio, fra i reati che causano 'grave allarme sociale'". La politica fiscale. "Io sono per la sussidiarietà fiscale e il federalismo è il primo passo. Non mi spiego perché le risorse che un territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese. E ai comuni va garantita l'autonomia impositiva". Il ruolo dei partiti. "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese. Pensiamo all'incontro di venerdì sulla sicurezza. Noi 16 sindaci non la pensiamo allo stesso modo su tutto, eppure guardi su quanti argomenti facciamo fronte comune. Se le logiche di parte vengono prima del bene comune, la politica non serve a nulla, è solo un costo per i cittadini". Il dialogo bipartisan con i sindaci. "Anche in futuro dobbiamo fare sistema. Continueremo a confrontarci e a collaborare anche su altri temi e con altri comuni". La burocrazia. "Bisogna snellire, vorrei una grande semplificazione amministrativa. Non è normale che per realizzare un termovalorizzatore l'iter amministrativo duri il doppio di quello realizzativo". Ascoltare i cittadini. "La maggior parte dei miei provvedimenti non nasce nelle stanze della strategia politica ma da suggerimenti dei miei concittadini. Noi amministratori locali abbiamo l'obbligo della concretezza, perché la gente non va certo al ministero dell'Interno a reclamare più sicurezza". Una comunità attiva. "Ci sono sfide per cui l'impegno dell'ente pubblico non basta. Penso alla qualità dell'aria, o all'ambiente in genere ma anche alla sicurezza e al sociale. Il bene comune è il bene di tutti e tutti sono chiamati a partecipare attivamente". commenti (0) scrivi.

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DIARIO (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

" INCARICHI " Avanzamenti al municipio Nominata la commissione giudicatrice per l'avanzamento di trenta impiegati comunali, venti amministrativi e dieci operai, dalla posizione A alla posizione B, con un incremento lordo annuo di circa mille euro. Si tratta di Luigi Canale e Maria Carmela Bracciale, come presidenti, e loro collaboratori sono stati nominati i dirigenti Fiorentino Mastroberti e Antonio Franza. "Non è un avanzamento chissá quanto grande dal punto di vista economico - ha dichiarato l'assessore Cesarano - ma una gratifica per la fedeltá dimostrata sul lavoro " AMBIENTE " Pannelli fotovoltaici Entro la fine dell'anno il Comune provvederá ad installare pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici. In fase di ultimazione il progetto cui l'amministrazione. La scadenza è stata confermata in occasione di un convegno di grosso spessore organizzato da AgroIng, associazione degli ingegneri dell'Agro di cui è presidente Massimo Trotta. Un momento di approfondimento - svoltosi all'Oratorio San Domenico Savio - che ha visto l'esperienza in materia di energia alternativa pulita confrontarsi anche con gli istituti di credito visto che le riserve maggiori riguardano il peso della burocrazia nel finanziamento.

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Bretella entro cinque anni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stradivaria conferma: lavori al via dal 2010 CURTATONE Affollata assemblea sull'autostrada CURTATONE. Arriva una buona notizia per il comitato di quartiere di Eremo-Montanara sul tema della futura autostrada Cremona-Mantova. La prima delle due richieste avanzate dai residenti e appoggiata anche dall'amministrazione comunale - ovvero la realizzazione già nel primo lotto della bretella di collegamento tra la Sabbionetana e la Cremonese - è stata accolta dalla società promotrice, la Stradivaria (emanazione del gruppo Centropadane). L'annuncio è arrivato venerdì sera dal direttore Carlo Acerbi nel corso dell'incontro con lo stesso comitato, con gli assessori comunali Giovanni Visioli e Luigi Gelati e con il vicepresidente della Provincia Claudio Camocardi. Notizie meno confortanti, ma non ancora definitive, arrivano invece sullo spostamento verso Sud dell'asse autostradale, che potrebbe essere di scarsa entità. Lo stesso Acerbi ha poi fatto chiarezza sullo stato dell'iter burocratico. Ad inizio aprile Stradivaria ha presentato il progetto definitivo, che sarà pubblicato tra circa un mese. Quello sarà il momento per la presentazione delle osservazioni. A quel punto il definitivo sarà infatti trasferito allo Stato per la valutazione d'impatto ambientale (Via), che dovrà arrivare entro otto mesi. Ma su questo passaggio si aprono incognite di natura politica. La decisione sulla Via, sino a pochi mesi fa, era di competenza regionale ed era stata trasferita a Roma con un "blitz" nell'ultimo consiglio dei ministri prodiano. Se il nuovo esecutivo dovesse decidere di restituire la competenza al Pirellone, i tempi s'accorcerebbero. Acerbi dice di non essere solitamente propenso a fissare scadenze, quando si ha a che fare con i tempi della burocrazia. Ma poi si sbilancia: "Salvo complicazioni, sempre possibili per non dire probabili, i lavori per la bretella inizieranno nel 2010 per concludersi 36-38 mesi dopo". Insomma il collegamento tra Sabbionetana e Cremonese potrebbe essere in funzione tra 5 anni, consentendo di alleggerire i flussi di traffico pesante che attraversano Montanara. Nel frattempo il neoassessore all'urbanistica Giovanni Visioli ha una volta di più chiarito la posizione dell'amministrazione comunale: "Siamo sempre stati contrari al tracciato per l'impatto sul nostro territorio e la scarsa utilità dell'infrastruttura stessa - ha spiegato -. Per questo abbiamo depositato ricorso al Tar di Brescia. Ma ora, vedendo che enti sovraordinati come la Regione stanno procedendo, non abbiamo scelta e dobbiamo almeno impegnarci per limitare i danni derivanti da una scelta che siamo costretti a subire al pari dei residenti". Gabriele De Stefani.

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Artigiani, avviata la luna di miele con il Pdl (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Artigiani, avviata la "luna di miele" con il Pdl Applausi al deputato Del Tenno: "Tassa unica e Iva da pagare solo all'incasso" MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. Prima uscita pubblica per Maurizio Del Tenno e subito nasce il "feeling" tra l'associazione degli artigiani e il neo-deputato del Pdl. Non poteva essere altrimenti dato che l'onorevole è pure presidente nazionale dei giovani di Confartigianato. Giocava in casa, ieri mattina, all'assemblea dei delegati Apa. Ma la politica si fa anche coi segnali e quelli reciproci tra la potente associazione di categoria e l'esponente del Popolo della libertà sono stati chiari. Da un lato, l'intervento di Del Tenno che si sforza di dire qualche parola pure in lingua tedesca e dall'altro gli applausi della platea ed i sorrisi del direttore, Hanspeter Munter. In sala un "parterre de rois": in prima fila buona parte della giunta provinciale, con in testa il presidente Durnwalder e gli assessori Frick, Gnecchi, Berger e Laimer. Da non dimenticare che siamo già in campagna elettorale per le provinciali, con tutto quello che ne consegue. In più a breve ci sarà il nuovo governo che piace agli artigiani. Ci pensa il presidente Herbert Fritz - il suo mandato scadrà l'anno prossimo - a sottolineare come "le tasse sempre crescenti - soprattutto quelle dovute al governo appena caduto - ci spingono ai margini della concorrenzialità". Quindi, meno imposte e in un quadro più chiaro e meno burocratico. Magari per arrivare ad una "flat tax", come auspicano Munter e Del Tenno. Una sola tassa, da adempiere in un'unica soluzione, in modo per risparmiare tempo e seccature di vario genere. Il tempo è denaro, è la massima sembra valere come non mai per gli artigiani. "Ciò di cui abbiamo bisogno sono norme chiare, affidabili e realistiche, elaborate insieme ad esperti artigiani", spiega Fritz, lanciando il modello germanico di cogestione delle mutue assicuratrici contro gli infortuni sul lavoro. "Mostra chiaramente come migliorare la sicurezza", ricorda il presidente dell'Apa, che poi attacca sui costi dell'energia. "Come possiamo essere competitivi se, per fare un esempio, nella vicina Austria i costi energetici sono più bassi almeno del 40 per cento", si chiede Fritz. E una ricetta per abbassare i costi, Del Tenno la butta subito lì. "Bisogna tornare al nucleare", dice il deputato del Pdl, ricevendo dalla mani di Munter una lettera con tutte le richieste degli artigiani altoatesini. Senti il direttore dell'Apa e l'onorevole-artigiano ed è come se parlasse la stessa persona. Consentire il pagamento dell'Iva al momento dell'incasso per evitare di pagarla in anticipo, senza poi incassare nemmeno la fattura, detassare gli straordinari e le tredicesime, abbattere la burocrazia. Tutte scelte che per gli artigiani dovrebbero permettere di creare un circolo virtuoso all'economia locale e nazionale. "C'è bisogno di un gioco di squadra da farsi con un po' di tempo a disposizione", così Del Tenno. Quest'ultimo, ieri, giocava in casa. E la sua collega Luisa Gnecchi? "Anche il governo Prodi ha lavorato per meno burocrazia e per rilanciare l'economia come con gli incentivi statali", dice la deputata del Pd. Ma oggi la platea è tutta per il suo collega del Popolo della libertà.

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DELL'APA (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La platea spera nelle promesse di Berlusconi. Gnecchi: Prodi ha lavorato per meno burocrazia Tutti i numeri del settore Quasi 40 mila gli occupati Un po' di cifre su Apa e mondo dell'artigianato altoatesino. L'associazione provinciale vanta circa 8 mila soci di cui 2 mila del gruppo italiano. Le aziende artigiane in Alto Adige sono 13460, con 39.707 occupati, di cui 6200 donne. Il gettito annuale dell'artigianato tra Irpef, Irap e Iva è di 625 milioni di euro, con la Provincia che concede al settore 42 milioni di contributi all'anno. Il settore rappresenta il 34% delle aziende altoatesine, contribuendo alla creazione del 13% del valore aggiunto. Fondamentale la formazione duale per i 4800 apprendisti.

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Del Tenno: Necessario il ritorno al nucleare (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Del Tenno: "Necessario il ritorno al nucleare" BOLZANO. Trentacinque anni, titolare di un'azienda di elettro-installazioni, presidente dei giovani di Confartigianato e assessore provinciale al turismo della provincia di Sondrio. Maurizio Del Tenno è adesso anche deputato del Pdl eletto in regione. All'assemblea dell'Apa quale ruolo preferisce rimarcare? "Quello di presidente dei giovani di Confartigianato, visto il lavoro che ho fatto in questi anni". Ci si lamenta degli elevati costi dell'energia. "Tra le altre proposte che meritano attenzione, credo occorra tornare al nucleare, dati anche i progressi in tema di sicurezza". Tra le ingiustizie che gli artigiani sottolineano c'è anche la questione dell'Iva. Come cambiare? "Basta consentirne il pagamento al momento dell'incasso, per evitare come succede spesso, di pagarla in anticipo, senza poi incassare nemmeno la fattura". Come rilanciare l'economia in Italia e pure in questa provincia? "La ricetta non si basa su singole azioni, ma su un insieme di scelte che in primo luogo devono essere fatte dalla politica". Faccia degli esempi. "In primo luogo occorre risolvere il problema della burocrazia. Alle piccole e medie imprese quello che più interessa è il tema fiscale". La solita litania della giungla delle imposte. Come rendere il tema meno nebuloso e intricato? "Si può offrire una "flat tax", adempiendo in un'unica soluzione al proprio dovere fiscale. In questo modo si risparmia soprattutto tempo, che per l'imprenditore può essere impiegato in altri settori, per vincere, ad esempio, la concorrenza". Si è già pensato a quale percentuale potrebbe arrivare questa tassa? "Un primo obiettivo potrebbe essere intorno al 37 per cento. è tanto, ma in futuro si potrebbe scendere di anno in anno". Il governo Berlusconi intende detassare gli straordinari. Lo farete in tempi rapidi? "è stato detto in campagna elettorale e si farà, perché è una misura per tornare al circolo virtuoso dell'economia. Un'ottima idea sia per i titolari che per i dipendenti. Stesso discorso vale per le tredicesime".

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Sul lavoro garanzie per la salute (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Congiuntura sfavorevole, gli imprenditori edili reclamano meno pressione fiscale e burocrazia Sul lavoro garanzie per la salute Sicurezza tema al centro dell'assemblea dei costruttori PARCINES. La risorsa più importante per un'impresa edile? I suoi dipendenti. E proprio per questo è necessario investire in sicurezza. è quanto emerso l'altra sera in occasione dell'assemblea comprensoriale - Burgraviato e Val Venosta - del collegio dei costruttori edili proprio sul tema "Attivi e in forma - La salute sul posto di lavoro" che si è tenuta all'Hotel Edelweiss a Parcines. All'incontro hanno preso parte una quarantina di imprenditori oltre all'assessore provinciale alla sanità Richard Theiner. è stato il presidente Christian Egartner, nel suo intervento introduttivo, a porre in evidenza l'aspetto sicurezza nei cantieri sollecitando l'introduzione di uno standard minimo come requisito indispensabile per un'impresa ai fini dell'immatricolazione nel registro della Camera di commercio. Anche se la situazione congiunturale non è rosea, il comparto resta un settore di estrema importanza per l'economia altoatesina. I costruttori necessitano però di buone condizioni generali per lavorare, soprattutto di meno burocrazia. Egartner ha inoltre auspicato un'intensificazione della collaborazione fra pubblico e privato per un maggior numero di progetti di "public private partnership". Note dolenti, inevitabili, sul tema della pressione fiscale: il peso eccessivo mette a rischio la competitività delle imprese. Sull'importanza della salute sul posto di lavoro è intervenuto anche l'assessore provinciale Richard Theiner, sostenendo che spesso la causa principale di malattie sono le condizioni di lavoro. Anche i collaboratori ne devono essere convinti: secondo l'assessore è importante avere maggiore auto-responsabilità, in quanto circa il 50% dei problemi di salute sono da ricondursi allo stile di vita. Theiner ha esposto alcune cifre secondo le quali circa il 15% delle imprese già oggi adottano regolarmente delle misure per realizzare un ambiente di lavoro più sano, il 25% le adottano invece sporadicamente. Le iniziative si concentrano sulla sicurezza del lavoro (29%), sullo svolgimento di attività sportive (26%) e per una migliore organizzazione del posto di lavoro/ergonomia (24%). (g.v.).

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In Trentino paesaggio distrutto (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"In Trentino paesaggio distrutto" L'architetto Lupo boccia lo sviluppo urbanistico locale PAOLO PIFFER TRENTO. Al Quirinale ha curato l'allestimento di "Nostoi", la mostra che raccoglieva i capolavori dell'arte antica recuperati dal ministro Rutelli negli Stati Uniti e, per settembre, si sta occupando dell'esposizione che avrà al centro la "Madonna del cardellino" di Raffaello che verrà esposta dopo un restauro, curato dall'Opificio delle Pietre Dure, durato nove anni. Specializzato in storia dell'arte, ha diretto importanti lavori di restauro di antichi palazzi in diverse città italiane ma pure all'estero. L'architetto Michelangelo Lupo - già direttore del Castello del Bonconsiglio e attuale componente del consiglio di amministrazione del Mart - pur lavorando parecchio fuori provincia, guarda al Trentino con attenzione e qualche preoccupazione. "Sulla recente discussione riguardo all'abbattimento, o meno, del carcere di via Pilati per costruirvi il nuovo polo giudiziario di una cosa sono certo. E cioè che non si può pensare di fare le cose a metà magari lasciando in piedi qualcosa come testimonianza. Insomma o lo si rade al suolo o lo si mantiene cosi com'è". E' un edificio da tutelare? Non ho gli elementi per poterlo dire. Ho partecipato al concorso ma non mi sono posto la questione perché l'edificio, come si sa, non è tutelato. Inoltre non sono mai riuscito ad entrarci per un sopralluogo. Comunque, penso che su questo tema, quello dell'identità della struttura, Italia Nostra e Fai abbiano le loro ragioni. Però, sinceramente, non so come si possa sviluppare un nuovo polo giudiziario senza fare interventi sostanziali in quell'area. La tutela dei beni storico-artistici, in Trentino, è sufficiente o bisogna fare qualcosa di più e meglio? C'è un grande impegno da parte dei funzionari provinciali ma ci sono delle situazioni che sfuggono alla tutela. In sintesi, va fatta una revisione dei vincoli, una nuova ondata. Lei lavora anche fuori dal territorio provinciale e quindi ha dei termini di paragone ampi. Nel settore della tutela dei beni storico-artistici che voto dà al Trentino? Se guardiamo a regioni come la Toscana e l'Umbria o all'Alto Adige, in Trentino siamo ben al di sotto della media. La burocrazia è così "sparpagliata" che non c'è più un controllo unitario. C'è poi un altro aspetto che mi preoccupa e che è collegato al precedente. Quale? In provincia si sta completamento distruggendo il paesaggio. Non c'è più un luogo dove si possa avere testimonianza del passato. Di quello di vent'anni fa, mica di cinquanta. Pensi alla destra Adige, irriconoscibile. Una volta era una delle zone più belle. Fa parte del consiglio d'amministrazione del Mart. Che strada sta percorrendo il museo, tra mostre più popolari ed altre maggiormente complesse e impegnative? Si stanno facendo sforzi eccezionali che hanno portato il Trentino sulla bocca di tutti, in Italia ma anche all'estero. Piuttosto, il problema è quello dello scollamento tra una città morta quale è Rovereto e il museo. Parlo di bar, ristoranti, alberghi. Questo è un problema innegabile. Lavora anche all'estero, in Libia. Sì da sei-sette anni. Prima ero in Egitto dove mi sono occupato del restauro del convento di Sant'Antonio Abate, nel deserto, sul mar Rosso e del palazzo di Mohamed Alì al Cairo. In Libia, invece, lavoro al restauro del museo romano di Sabrata, costruito dagli italiani negli anni Trenta e che è rimasto miracolosamente intatto. Poi mi occupo dell'allestimento del nuovo padiglione del museo dei mosaici di Leptis Magna e della riqualificazione del museo di Germa che si trova nell'Akakus, zona famosa per i graffiti rupestri. Ha conosciuto il colonnello Gheddafi? No, non l'ho mai visto. So che cambia spesso posto e vive in una grande tenda. Ho conosciuto uno dei suoi figli, un ingegnere. Certo mi piacerebbe incontrarlo. Comunque mi sembra già di conoscerlo un po' visto che la Libia è disseminta di sue immagini e la sera, in televisione, viene riassunta nei minimi particolari la giornata del leader. Ritorniamo in Trentino. Tra le tante mostre di cui ha curato l'allestimento c'è anche quella di Segantini, qualche anno fa al palazzo delle Albere. Adesso è in corso una mostra ad Arco. Ha avuto modo di visitarla? Non ancora. Ma mi riprometto di farlo al più presto. E' stato responsabile degli allestimenti di diverse esposizioni a Palazzo Chigi durante i governi del centrosinistra guidati da D'Alema e Prodi. Che commento si sente di fare sull'esito delle recenti elezioni? Con D'Alema e Prodi ho avuto ottimi rapporti. Persone rispettose del mio lavoro, corrette. Ho un bellissimo ricordo. Come d'altra parte di Ciampi. Al Quirinale continuo a collaborare con l'attuale presidente Napolitano che è molto sensibile nei confronti dell'arte e che ha voluto che il palazzo rimanesse aperto ai cittadini. Quando il centrodestra è arrivato al governo ha scelto un altro curatore per gli allestimenti delle mostre. Sulle ultime elezioni che vuole che le dica se non "Speriamo". E ho detto tutto.

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La provincia chiede indietro il suo rudere (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Silvia Sanna La Provincia chiede indietro il suo rudere Lo stabile in via Bellini era stato ceduto nel 2002 all'associazione "Les clochards" La palazzina avrebbe dovuto ospitare 30 barboni dopo l'intervento di ristrutturazione con i fondi promessi da parte dell'amministrazione e mai arrivati SASSARI. Sfrattati da una casa mai abitata, da quello che doveva essere un nido caldo e accogliente per almeno trenta di loro. La Provincia pretende indietro il rudere di via Bellini, ceduto nel 2002 in comodato d'uso ventennale all'associazione di volontariato "Les clochardes". Lo stabile è pericolante e il presidente Giuseppe Niedda non ha la possibilità di metterlo in sicurezza. L'avrebbe già fatto, se dall'amministrazione fossero arrivati i finanziamenti promessi: circa un milione di euro rimasto impigliato nei meccanismi di una burocrazia molto lenta. Sulla quale la Corte dei Conti ha intenzione di fare chiarezza. Nella comunicazione inviata dalla Provincia, settore Edilizia e patrimonio, non c'è neanche una virgola in riferimento ai sei anni di incomprensioni che hanno segnato il rapporto tra l'amministrazione e l'associazione. Il dirigente richiama esclusivamente i fatti più recenti, a partire dal sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco il 3 dicembre scorso in via Bellini. Chiamati dallo stesso Giuseppe Niedda, i vigili avevano accertato le condizioni di pericolosità dello stabile e avevano immediatamente disposto la sistemazione di una barriera di transenne intorno all'ex istituto Agrario. A quel punto Niedda, dopo avere pagato per anni la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, decise di farsi da parte. E fece mettere nero su bianco, nella perizia redatta dai vigili, che non intendeva più assumersi alcuna responsabilità "per eventuali danni che la palazzina pericolante potrebbe arrecare a persone, animali o cose". Una decisione un po' provocatoria che non ha avuto l'effetto sperato. Giuseppe Niedda puntava a svegliare la Provincia dal letargo burocratico, invitandola ad ammettere le sue colpe: "Lo stabile si trova in quelle condizioni perchè l'amministrazione non ha mai stanziato i fondi promessi, facendosi sfuggire tutte le occasioni di finanziamento". Il primo, promesso il giorno stesso della donazione, nel dicembre del 2002, ammontava a circa un milione di euro: una cifra sufficiente per ristrutturare la palazzina e ricavare 30 posti letto all'interno dei 360 metri quadri, nei quali avrebbero trovato posto anche una mensa, sale ricreative e, inoltre, assistenti sociali e personale medico a cui gli ex senza tetto si sarebbero potuti rivolgere per ogni necessità. Sfumata, senza spiegazioni, la prima possibilità di ottenere finanziamenti, Giuseppe Niedda accusa la Provincia di essersi lasciata sfuggire, in maniera clamorosa, anche la seconda chance: 300mila euro messi a disposizione dal ministero degli interni per la realizzazione di case d'accoglienza, a patto che la richiesta venisse presentata entro il 31 luglio 2007. Era stato lo stesso Niedda a informare la 5ª commissione consiliare (Pubblica istruzione, sanità e servizi sociali), dell'importante possibilità di ottenere almeno una parte del denaro promesso inizialmente. Dopo il nuovo nulla di fatto, il presidente dell'associazione aveva deciso di rivolgersi all'avvocato Paolo Gallizzi. E la storia complicata era stata spedita all'esame della Corte dei Conti, chiamata a fare luce sul danno che la Provincia avrebbe procurato a se stessa: se avesse attivato la procedura necessaria per ottenere i fondi, oggi potrebbe vantare nel suo patrimonio immobiliare una palazzina nuova di zecca utilizzata per nobili scopi. Qualche giorno fa Palazzo Sciuti ha rotto gli indugi. Mezza pagina per informare Giuseppe Niedda dell'avvio della procedura di revoca del comodato d'uso, con conseguente restituzione dell'edificio. Motivazione: lo stato di degrado accertato dai vigili del fuoco. Lo stesso degrado figlio dell'incuria e delle mancate promesse.

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Spiagge sporche e l'estate si avvicina - gianni olandi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli arenili ancora in stato di abbandono quando arrivano i primi turisti Spiagge sporche e l'estate si avvicina Oltre ai ritardi del Comune c'è anche una controversa circolare regionale L'appalto per la pulizia del litorale è in grave ritardo e la situazione rischia di precipitare a causa delle disposizioni della Regione sui mezzi da utilizzare sulla sabbia GIANNI OLANDI ALGHERO. Tra gli operatori della balneazione e del comparto turistico ricettivo da tempo girava il sospetto che il Comune non sarebbe stato in grado di presentare gli arenili in ordine nel momento in cui sarebbe ripartita la bella stagione. Ma si sperava in un colpo di reni per l'avvio delle pulizie. Ora il sospetto è svanito ed è giunta puntuale la conferma: le spiagge della Riviera del corallo sono già meta delle prime frequentazioni, in particolare i turisti provenienti dai paesi nordici, ma hanno ancora l'aspetto invernale. Alghe, rifiuti portati dalle mareggiate, lattine, bottiglie di plastica, sacchetti, pezzi di legname, cocci di vetro. Un panorama desolante. Un biglietto da visita negativo per una città che dal turismo vuole trarre elementi di crescita, occupazione ed economia. Ma che non riesce a presentare in ordine uno dei luoghi di maggiore richiamo della propria industria delle vacanze: gli arenili. Ma c'è di più. A Palazzo civico si discute ancora se affidare la pulizia degli arenili alla Manutencoop, e sarebbe quasi una conclusione naturale visto che l'impresa emiliana già gestisce il servizio di igiene urbana. Ma l'azienda non disporrebbe delle macchine adeguate a tale scopo. E allora si sta pensando a una gara di appalto e già si individua il capolavoro della burocrazia comunale. L'avvio del bando, i termini temporali per la presentazione delle offerte, l'analisi delle proposte e quindi l'aggiudicazione definitiva, comporteranno una dilatazione dell'intervento tale da giungere a ridosso... di ferragosto. Se questa è la programmazione del settore che sovrintende a queste competenze forse è meglio che i programmatori cambino mestiere. A complicare la già contorta procedura ci si è messa anche una circolare esplicativa (?!) della Regione che autorizza la pulizia degli arenili a decorrere dal 15 di aprile. Comunicazione fornita immediatamente a ridosso della scadenza. Ma il percorso da rally della pulizia delle spiagge, fissato dall'ente regionale, vanta ancora disposizioni che vanificano le migliori intenzioni per fare il più in fretta possibile. La circolare, infatti, si presenta piuttosto rigida anche per quanto riguarda i mezzi che dovranno essere adottati nella pulizia degli arenili: non debbono superare le due tonnellate e mezzo. Intanto, di queste dimensioni non se ne trovano sul mercato e poi il loro utilizzo è più adatto agli spazi contenuti di uno stabilimento balneare piuttosto che a un arenile di oltre quattro chilometri di lunghezza come quello algherese. Si fa anche riferimento alla possibilità che le spiagge vengano riordinate a mano e con l'utilizzo di mezzi a trazione animale. Anche il tipo di intervento sulle alghe risulta particolarmente laborioso: la raccolta andrà fatta recuperando un primo strato di posidonia spiaggiata, quello asciutto, lasciando che lo strato sottostante, ancora umido, si asciughi e avanti così fino alla rimozione complessiva. A proposito delle alghe, va osservato che da qualche anno l'amministrazione comunale procede alla rimozione accumulandole in un angolo dell'arenile e, una volta trascorsa la stagione balneare, riposizionandole o in mare o comunque sulla spiaggia. Il vegetale quindi non si disperde e, sul piano ambientale, tale comportamento appare in linea con il rispetto della natura. Meno ambientalista appare invece l'attenzione che viene riposta sulla sabbia, soprattutto quando viene investita dalle bufere di maestrale e libeccio e finisce sulle strade, nelle abitazioni, intasa i tombini della rete fognaria e si disperde in consistenti quantità. Nessuna protezione di contenimento è mai stata utilizzata e tantomeno sull'argomento si registrano circolari esplicative. Un ambientalismo a due marce, una avanti e l'altra indietro. Tornando alla mancata pulizia degli arenili, da sottolineare che la situazione di disordine ha già provocato le prime reazioni e sono annunciati interventi in consiglio comunale. Ma a parte l'attenzione sull'argomento, resta il fatto che in questi giorni i primi turisti sono stati costretti a stendere i loro asciugamani sul sporcizia e i bambini costretti a giocare tra cocci di vetro e rifiuti. Altro motivo che dovrebbe far riflettere sul disservizio: dalla prima settimana di maggio cominceranno i voli charter da Germania, Olanda, Danimarca, Svezia e Inghilterra.

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Una scossa morale per l'italia - piero ottone (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti Una scossa morale per l'Italia PIERO OTTONE Sembrava un uomo stanco, un uomo finito. Lo sembrava a tanti, e anche a me, come ho scritto più di una volta. Adesso, a vederlo, sembra rinato. è vero che il successo è un ottimo ricostituente, fa resuscitare un morto. Ma il successo non è caduto dal cielo: se lo è guadagnato, scegliendo nella campagna elettorale, evidentemente, la chiave giusta, tra uno scherzo e una battuta, adatta a un paese sfiduciato che ormai non crede più a nulla. E così una decisa maggioranza di italiani ha votato ancora una volta per lui, per Silvio Berlusconi. Lo avevo sottovalutato. O forse avevo sopravvalutato gli italiani, che continuano a dargli il voto. Comunque sia, riconosco l'errore. Mi associo adesso allo stato d'animo prevalente. Avrei preferito un altro governo, ma Berlusconi e la sua squadra hanno vinto: dispongono di una solida maggioranza e speriamo che governino bene. Sappiamo tutti che quindici anni fa Berlusconi decise di fare politica, in primo luogo, per proteggere se stesso, e gli amici, dalla magistratura e dalle banche, per evitare il carcere e il fallimento. Ma a mio parere lo fece anche, come ho scritto in varie occasioni, perché nella sua infinita ambizione sperava di passare alla storia come il salvatore della patria. Le successive esperienze hanno clamorosamente smentito queste belle speranze: alla patria ha fatto solo danni. Adesso c'è l'ultimo appello: il personaggio può riprovarci. C'è tanto da fare, come tutti ripetono in questi giorni: la riforma istituzionale, per snellire un Parlamento macchinoso e inefficiente; una riforma della burocrazia, che è di tipo ottomano; una liberalizzazione audace in campo economico. Siamo in grave ritardo nella costruzione di infrastrutture. Nessun governo al mondo potrebbe assolvere tutti questi compiti nel giro di pochi anni, non si può pretendere l'impossibile. Ma bisognerà pur cominciare a modernizzare il Paese, in un modo o nell'altro. Si dice comunemente che l'Italia è ferma dalla metà degli anni Ottanta. E' tempo di muoversi, se vogliamo avvicinarci, gradatamente, al livello europeo. E' pur vero che l'Italia oggidì ha bisogno, prima ancora che di strade e di ferrovie, di una scossa morale, di una iniezione di serietà. Abbiamo avuto nel passato momenti felici, slanci generosi. Ma da troppo tempo siamo scivolati in uno stato d'animo di indifferenza, di egoismo, di flaccidità, con un alto tasso di corruzione. E' necessario, per la rinascita del Paese, il risveglio morale, che può venire solo dall'alto. Dalla compagine vittoriosa in queste elezioni? A giudicare dalle passate esperienze, purtroppo, è la meno adatta al compito. Ma qualche volta accadono, nella vita degli individui come delle nazioni, conversioni miracolose. Speriamo in un miracolo.

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Pd, prove di partito del nord commissioni al lavoro sullo statuto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Genova Carla Olivari Flick: "Il primo incontro ad Alessandria un mese fa, ora pronti a chiudere per l'intesa" Pd, prove di partito del Nord commissioni al lavoro sullo statuto Alleanza fra Liguria, Piemonte e Lombardia "Alcune regioni potrebbero dare una struttura al loro collegamento noi siamo pronti" Prove di partito del nord: le commissioni che stanno preparando gli statuti regionali del Pd di Liguria, Piemonte e Lombardia le hanno già fatte. Anzi, sono un passo avanti rispetto alle prove: "siamo d'accordo di vederci appena terminate le vicende delle elezioni politiche, per prevedere che in ciascuno degli statuti delle tre Regioni sia indicato un organismo comune, un modo per dare una struttura al collegamento di Liguria, Lombardia e Piemonte, il nord-ovest che ha tanti problemi comuni". Lo racconta Carla Olivari Flick, che fa parte della commissione statuto del Pd ligure e che alle primarie del Pd per la segreteria regionale aveva raccolto il 26 per cento dei consensi. Spiega che: "c'è già stato un incontro delle commissioni statuto del Pd delle tre regioni. E' successo un mese fa. Ci siamo visti ad Alessandria". Ma è la prima volta che se ne sente parlare. "Un mese fa eravamo a ridosso delle elezioni politiche: tutti erano concentrati su questo e della riunione non si è più parlato". In realtà il lavoro è cominciato: "Eravamo già d'accordo di vederci dopo le elezioni". Dunque, tra breve. E la riunione di domani a Milano, dove Veltroni incontrerà i segretari del Pd del nord, per discutere di un partito federale che rappresenti l'area del nord del paese, potrebbe trasformarsi nell'occasione per allargare gli orizzonti delle riunioni dei rappresentanti del partito nelle tre regioni. Carla Olivari, par di capire, è tra i favorevoli ad un Pd del nord. O no? "Se dovrà essere proprio un partito del nord non saprei, ma dato che è già previsto che il Pd sia un partito federale, alcune Regioni potrebbero dare una struttura al loro collegamento. Noi liguri con Lombardia e Piemonte abbiamo già fatto questo passaggio: abbiamo deciso che nei tre statuti delle regioni del nord ovest sia previsto un organismo comune, siano previsti incontri tra le tre assemblee regionali. Ciò non toglie l'apertura ad altre Regioni". Ma è un fatto, dice Carla Olivari Flick, che questo nord ovest abbia molto in comune: "dalle questioni più complesse fino a quelle concrete come le infrastrutture. Sono tre Regioni storicamente legate". E' un "si" anche quello di Pippo Rossetti, che alle primarie il popolo del Pd aveva eletto nella costituente. "Forse un Pd radicato al nord saprebbe rispondere alla questione dello sviluppo che finora non siamo riusciti ad interpretare: meno burocrazia, meno leggi, sviluppo economico, corretta flessibilità del lavoro. Effettivamente - dice Rossetti - le laboriose realtà della Lombardia e del Veneto non chiedono di parlare di spazio ai giovani, ma di operosità, sviluppo: i giovani chiedono efficienza. E' un gap culturale che viene da lontano. La Dc del Veneto e della Lombardia interpretava questa operosità concreta del quotidiano". Mario Tullo, segretario ligure del Pd, domani andrà a Milano: "Non so cosa dirà, ma la sua posizione non è quella del partito, nel senso che nessuno è stato convocato per parlarne. Forse si è sentito con quei quattro o cinque suoi amici che frequentano piazza De Marini: il gruppo della burocrazia". Ubaldo Benvenuti, consigliere regionale del Pd anche lui eletto nella costituente dal popolo delle primarie, non da giudizi ma conferma: "prima di lunedì non è previsto nessun passaggio con la segreteria regionale. O almeno: io non sono stato convocato ed ho appreso della riunione leggendo i giornali". Benvenuti è anche lui ben disposto verso un'ipotesi di federazione del Pd del nord: "era una cosa che avevamo già iniziato a pensare oltre un anno fa. C'era stata una riunione (eravamo ancora Ds), avevamo pensato ad una forma di collaborazione tra le Regioni del Nord e non è un caso la collaborazione delle giunte di Piemonte e Liguria, anche sulle infrastrutture. Io penso che davanti alla questione settentrionale sia giusto dare una risposta politica. Non è solo una questione organizzativa, ma bisogna saper cogliere le tematiche e saper dare risposte. Ovviamente facendo attenzione che questo non avvenga contro gli interessi complessi del paese". Ad esempio? "Concentrare risorse nel sistema portuale del nord è una risposta positiva per tutto il paese; una forma esagerata di federalismo fiscale invece sarebbe contro gli interessi di altre parti del paese". (a.zun.).

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I rioni promuovono il vigile di quartiere (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si fa più capillare la sorveglianza del territorio. Presto l'esperienza sarà estesa a tutta la città I rioni promuovono il vigile di quartiere Soddisfatti i residenti di Panzano e Aris-San Polo: "Ci sentiamo più sicuri" I rioni promuovono il vigile di quartiere. I "bobby" stile inglese della Bisiacaria piacciono ai residenti perché la loro presenza li fa sentire più sicuri, rappresentano un rapporto diretto con le istituzioni e accelerano i tempi della burocrazia per la soluzione dei problemi. Il compito principale dei vigili di quartiere è quello di sorvegliare il territorio, raccogliere segnalazioni, conoscere gli abitanti, i negozianti e annotare i problemi riferiti dai residenti. Al momento è più che positivo il bilancio delle prime due settimane del servizio nel rione di Panzano-Marina Julia e in quello di Aris-San Polo istituito da lunedì al sabato dal Comune di Monfalcone e seguito in prima persona dal comandante della Polizia municipale, Walter Milocchi. Una fase sperimentale dopo la quale l'amministrazione comunale deciderà, a seconda delle disponibilità e delle risorse, un calendario di interventi per gli altri rioni cittadini, cioè Largo Isonzo, Centro e via Romana-Solvay-Enel. Sono state un centinaio, infatti, le ore impegnate per il controllo del territorio dagli agenti della Polizia municipale che hanno percorso a piedi le zone di competenza, (presenza che ha sovltanuna funzione deterrente contro la microcriminalità almeno nelle ore di vigilanza), per parlare con la gente e rilevare eventuali problemi che in passato erano stati oggetto di polemiche. Le segnalazioni ai vigili sono state diverse, anche se la gente stenta a instaurare un dialogo immediato che si rafforzerà certamente nel tempo. Nei due rioni, inoltre, in concomitanza con il servizio, sono stati effettuati anche controlli di velocità con il telelaser, sia in via Callisto Cosulich sia in via Aris, quelle soggette a un traffico maggiore, dove crescono i pericoli per l'incolumità della gente, in particolare per pedoni e ciclisti. "Per il momento il lavoro procede nel migliore dei modi e senza intoppi - spiega il maresciallo capo Odorico Ciot - e gli agenti che vanno in pattugliamento lo fanno con passione, anche perché conoscono bene il territorio e i problemi che la zona può avere come ad esempio la viabilità o le soste selvagge. In media, nei rioni, ogni vigile compie nella zona dalle 3 alle 4 ore di servizio effettivo. Se poi ce ne sono due le ore di lavoro ovviamente raddoppiano". "Occorre tuttavia far sapere ai cittadini - aggiunge Ciot - che i vigili possono raccogliere le richieste e trovare il rimedio immediato solo per alcuni problemi. Le altre questioni vengono inoltrate agli enti competenti che poi si impegneranno a dare una risposta nel più breve tempo possibile". Soddisfazione anche per i presidenti dei due rioni. "Non mi sembra vero - afferma il presidente del Comitato di quartiere Aris-San Polo - che la nostra richiesta si sia subito concretizzata. La proposta l'avevamo votata all'unanimità nel comitato di quartiere. Il nostro appello era stato accolto favorevolmente anche da parte del comandante Milocchi, dal Comune e dalla Polizia municipale. Tra breve invieremo un'informativa a tutti i residenti nella quale metteremo in primo piano innanzitutto il numero verde per mettersi in contatto con i vigili dai quali il rione si attende più controllo e sicurezza. Invitiamo nel frattempo gli abitanti alla massima collaborazione. Siamo sicuri che il servizio funzionerà sempre meglio". Anche Franco Visintin, presidente del quartiere di Panzano ha espresso il suo compiacimento per questa nuova figura che sarà una garanzia in più per il territorio. A nome del direttivo ha auspicato che questo impegno non sia solo sperimentale, ma che si consolidi nel corso degli anni e venga esteso anche agli altri rioni di Monfalcone. "E' importante - afferma - avere un collegamento del vigile a diretto contatto con le istituzioni e che controlla nello stesso tempo anche il territorio e si interessa dei piccoli problemi della gente. Nella prossima riunione che avremo, abbiamo in programma già una prima proposta da fare per quanto riguarda il traffico, il parcheggio e la viabilità. Naturalmente la faremo in accordo con i residenti, il comandante dei vigili e l'assessore alla Viabilità". Ciro Vitiello.

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Il dilemma dell'ateneo - michele mirabella (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Bari IL DILEMMA DELL'ATENEO MICHELE MIRABELLA Ci mancava anche questa. Io insegno (un semplice contratto per un paio di seminari-laboratori nella bella facoltà di Lettere) in una Università che si chiama "Benito Mussolini". Mi sono laureato in una Università che si chiama "Benito Mussolini". Intendiamoci, sapevo che così si fosse chiamata in tempi andati e lo ricordano imperterrite memorie cartacee sciorinate lungo il porticato claustrale del palazzo di piazza Umberto: diplomi di laurea di insigni studenti dell'Università barese, oggi, quando non passati a migliori vita e studi, affermati protagonisti del lavoro e della cultura. Talvolta in queste pergamene figura chiamarsi il giovanissimo Ateneo "Benito Mussolini". Ma pensavo che la intitolazione fosse stata eliminata anche dalla burocrazia, oltre che dal comune sentire. Quando frequentavo questi luoghi ad altro titolo, quello di studente insicuro ma entusiasta, ricordo che mi colpì e incuriosì la faccenda, stante la certezza, acquisita con gli studi liceali e corroborata da quelli universitari, che fossero assai scarse le benemerenze accademiche, scientifiche, culturali del duce e che, per meritare di intitolare una Università, non bastasse aver scritto Claudia Particella ovvero l'amante del cardinale un romanzo anticlericale-pornografico che la stessa fascista Margherita Sarfatti definisce un polpettone senza capo né coda. SEGUE A PAGINA VIII.

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Economia Con il lavoro l'Italia non è mai stata un paese fortunato. Anni fa si diceva, e era vero, c... (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Con il lavoro l'Italia non è mai stata un paese fortunato. Anni fa si diceva, e era vero, che riusciva a coniugare la più alta rigidità del lavoro con la più alta disoccupazione: tutti garantiti e al sicuro, ma molti senza lavoro, semplicemente fuori dai cancelli. Adesso c'è un altro paradosso e sarà molto complicato da sciogliere: l'Italia mette insieme il sindacato più forte d'Europa con le paghe più basse d'Europa e, in genere, con una condizione lavorativa della gente che è fra le peggiori del Vecchio Continente. E infatti il presidente uscente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha cominciato a sparare palle incatenate contro questo sindacato, considerato un serio ostacolo sulla strada del progresso. E subito si sono alzate le difese d'ufficio: il sindacato è uno dei pilastri della democrazia, chi attacca il sindacato è perché ha progetti autoritari, giù le mani dal sindacato. Ma bisogna stare attenti al rischio banalità. Non a caso il bellissimo libro che Stefano Livadiotti (collega dell' "Espresso") gli ha dedicato si intitola "L'altra casta, privilegi, carriere, misfatti, e fatturati da multinazionale". Chi vuole essere un pilastro della democrazia, oggi, ha almeno due obblighi: farsi eleggere e pubblicare i resoconti finanziari della propria organizzazione. Ebbene, tutti noi vediamo, una sera sì e l'altra pure, qualcuno dei tre segretari generali seduti in qualche talk show che parlano di tutto. Di paghe, ma anche del bollo auto. Dell'Ici, ma anche della immondizia di Napoli. E magari mezz'ora prima li abbiamo visti al telegiornale che uscivano da Palazzo Chigi con l'aria compunta, dove erano stati a discutere con il governo più o meno delle stesse cose. E non si capisce perché Bonanni deve andare a discutere di tasse: chi lo ha delegato? Ma come, si dirà, i sindacati fanno un sacco di congressi. Certo, peccato che sia tutta roba interna. Discutono, si accapigliano, poi i capi si ritirano in una stanza e decidono chi deve essere eletto. Portano in sala le liste e il gioco è fatto. In tanti anni di sindacalismo non si è mai visto uno eletto che non facesse parte della stessa burocrazia sindacale. Un signor Rossi o un signor Bianchi. In passato ogni tanto c'era qualche immissione da fuori, ma solo perché lo decideva il partito di riferimento. Diciamo la verità: non si è mai vista una burocrazia così potente e così irresponsabile in una democrazia moderna (che per di più non presenta i conti: il vecchio Prodi, se si può ancora citare, diceva che le democrazie si costruiscono sulle ricevute, ma quelle del sindacato non ci sono). Quelli del sindacato sono affari piccoli? Mica tanto. Secondo Livadiotti la sola Cgil ha un giro di affari di un miliardo di euro (rappresentato, suppongo, dai contributi graziosamente raccolti dalle imprese per loro). Ma non è finita. I delegati delle tre centrali sindacali (le maggiori) sono 700 mila in tutto, sei volte più dei carabinieri. Basta questo per accorgersi che siamo nel ridicolo. Che cosa devono fare 700 mila persone? Quali tremende discussioni devono affrontare? Discutono di loro questioni interne e di contratti. Per fare questo hanno bisogno di un milione di giornate lavorative (retribuite dalle ditte) al mese. E costano al sistema-paese quasi due miliardi di euro anno l'anno. Diciamo le cose come stanno. Nessun paese può permettersi un sindacato così costoso. Un sindacato per che per questioni ideologiche dice no alle gabbie salariali (e condanna quelli del sud alla disoccupazione perenne). Un sistema per salvare qualcosa, comunque, ci sarebbe. Questo sindacato dovrebbe, nel giro di 100 giorni, presentare un "piano industriale" su stesso, contenente nuove regole democratiche, finanziamenti, procedure, ambiti di intervento, ecc. E nei vertici, come accade per le società per azioni ormai, dovrebbe esserci largamente posto per le minoranze (ma non quelle interne, quelle esterne). Non se ne farà niente. I sindacalisti sanno che il Paese ha ben altro a cui pensare. E così tirano avanti. Sicuri di essere ancora lì fra dieci anni.

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Di MARIO GRADARA CERTI gessati indossati dai signori sem (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI CRONACA pag. 5 di MARIO GRADARA CERTI gessati indossati dai signori sem... di MARIO GRADARA CERTI gessati indossati dai signori sembrano risorti dagli armadi dopo alcuni lustri di quiete. Ma Van Gogh apprezzerebbe le cravatte: gialle, verdi, viola. E anche le consorti, seppur fresche di parrucchiera, agghindate e ingioiellate di tutto punto, danno l'idea di essere uscite trafelate da casa dopo aver dato l'ultima smattarellata alla sfoglia, consegnata alle nuore per i cappelletti domenicali. Il popolo del Carroccio, riminese doc, ha festeggiato a pranzo all'hotel Le Conchiglie di Riccione il trionfo elettorale. Maestro di cerimonie Dante Stambazzi, coordinatore provinciale della Lega, imbianchino per una vita, neopensionato. Ospite d'onore l'onorevole Gianluca Pini, confermato a Montecitorio a soli 35 anni. Unico parlamentare leghista della Romagna. Che arriva con puntualità da lumbard alle 12,56 (il pranzo è fissato alle 13), insieme a Stambazzi. Guida un fiammante suv Audi Q7 benzina a trazione integrale ("beve troppo", commenta appena sceso). Antipasto di piadina con squaqquerone e ruccola. Strozzapreti pasticciati. Grigliata mista di carne. Dolce. Tra gli ospiti l'ex candidato sindaco di Forza Italia nel '94 e '99, Mario Gentilini. "Ma la festa vera per tutti la faremo il 5 maggio al Rio Grande di Igea ? precisa Stambazzi ?. Questo pranzo è iniziativa del Circoli dei pensionati Roberto Valturio, di piazza Mazzini. Quasi tutto leghista". Flash back: l'attesa dell'onorevole sulle panchine esterne dell'hotel. Tra gli adepti (sbigottiti) dell'Osho Festival, che meditano cercando la pace interiore nelle energie cosmiche. SIGNORE distinto: "Non tornano i conti, la roba viene a costare, e se non la vendi non incassi". Ragazzo in jeans e bomber: "Sono tornato dagli Usa e ho votato, portando fortuna". Anziano: "Treméla document, treméla robi par fè un rogito: masfal?" (burocrazia asfissiante). Uomo: "Solo in Italia poteva succedere che chi ha fatto tutte queste colonie per i figli degli operai l'hanno impiccato. E ucciso anche dopo morto". Signora elegante: "Gli ho detto: possibile che non mi diate il permesso per undici appartamentini?", Uomo: "Ma chésa aiò un salon a la bona, par 30 parsoni" (ho un salone alla buona, per 30 persone). Signora: "La gente è diventata cattiva. Quando mai si è visto ammazzarsi tra mamme, figli, padri?" Uomo: "Ho due nipoti, prendevano 1.300 euro al mese, si sono licenziate. Che teste hanno? Mo andè a lavurè!" Uomo: "Con sta crisi, oggi sei qualcuno, domani vai a vendere la mortadella". Uomo: "Ho avuto i nomi dei pensionati Cgil stanchi della sinistra, e li ho convertiti alla Lega".

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Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASSOARTIGIANI. Il leader di via Cefalonia sollecita interventi su fisco, burocrazia e redditi "Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese" "Riduzione coraggiosa della pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi per un'inutile informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per semplificare; ed ancora, una detassazione dei redditi da lavoro per assicurare ai dipendenti più risorse e una redistribuzione delle risorse a favore delle famiglie e contribuire a rilanciare il mercato interno". Sono le sollecitazioni contenute nella relazione con la quale Enrico Mattinzoli, presidente dell'Associazione Artigiani di Brescia ha aperto ieri l'assemblea ordinaria dei soci: un appuntamento servito anche per ratificare i bilanci consuntivo 2007 e preventivo 2008 dell'organizzazione diretta da Paolo Gerardini. IN MERITO alla necessità di fare sistema Mattinzoli ha ricordato come l'Associazione di via Cefalonia abbia messo in campo una serie di iniziative volte ad aumentare le chances di competitività delle piccole imprese in un contesto economico che richiede elevati livelli di specializzazione e circuiti ampi di circolazione della conoscenza. "Come Associazione Artigiani - ha detto - stiamo sviluppando un'alleanza tra associazioni, non necessariamente riferite alla stessa sigla nazionale, per formare una rete operativa di servizi e, in prospettiva, anche sindacale, che coinvolgerà più province lombarde come abbiamo già sperimentato nel settore del credito. Un'esperienza che vogliamo estendere". Nell'estate del 2007, come ricordato, si è concluso il progetto di fusione fra il confidi Artfidi Brixia dell'Associazione Artigiani di Brescia, Confialo dell'Unione artigiani di Lodi, Cooperativa artigiani di garanzia e Crema fidi della Libera Associazione artigiani di Crema: ha portato alla nascita di Artfidi Lombardia, secondo a livello regionale con oltre 14 mila iscritti. "Ci siamo posti l'obiettivo - ha aggiunto Mattinzoli - di sviluppare un sistema di alleanze, in altri ambiti e settori, attraverso cui predisporre un quadro complessivo di strumenti operativi atti a contribuire a una necessaria accelerazione del passo di crescita delle imprese, tenuto conto che il raggiungimento di questo obiettivo, alla luce di un sensibile peggioramento delle attese di crescita per il 2008, si è fatto più urgente e più difficile". A PREGIUDICARE la corsa delle aziende sono stati determinanti soprattutto gli aumenti delle materie prime che, nel 2007 sono stati di circa l'8%; anche nei primi mesi del 2008 si prevedono incrementi di almeno altri 6 punti percentuali. Pesanti anche i rincari tariffari subiti sugli approvvigionamenti di energia: circa il 10%, con punte di oltre il 22% per quanto riguarda i soli carburanti. Una situazione inflativa che influisce negativamente su molti settori del manifatturiero i quali, rispetto al 2006, registrano un calo di circa l'1% della produzione e del fatturato, come negli ordini. I primi mesi del 2008 dovrebbero comunque portare nuove commesse, stimate intorno ad un più 2%. Problemi anche per le attività di servizio alle persone che scontano il calo generalizzato dei consumi. Buoni i risultati invece raggiunti dal settore dei servizi alle imprese con incrementi dello 0,7% per produzione, dello 0,9% per fatturato, e dello 0,3% per l'occupazione. Preoccupano i settori di servizio alla persona (estetica, acconciatura, ecc.), le aziende dei settori legno e arredo, della moda, dell'edilizia e degli impianti. MATTINZOLI, dopo aver sottolineato l'importanza di dare concreta attuazione al rilancio dell'aeroporto di Montichiari ricordando la partecipazione dell'Associazione Artigiani come socio fondatore in ABeM spa, ha ricordato i dati più significativi dell'attività associativa: oltre 10 mila pratiche svolte, corsi per 3.089 partecipanti, affidamenti per oltre 79 milioni di euro tramite Artfidi Lombardia, aumento del patrimonio immobiliare dell'organizzazione con nuove sedi a Montichiari, Carpenedolo, Iseo e Desenzano; e la creazione del CAIT, il Centro Assistenza Impianti Termici, a livello regionale.

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Di GIANFRANCO BENI ATTACCO del gruppo consiliare < (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MASSA MARITTIMA pag. 15 di GIANFRANCO BENI ATTACCO del gruppo consiliare "... di GIANFRANCO BENI ATTACCO del gruppo consiliare "Per l'Alternativa" rivolto alle coalizioni sia di centrodestra sia di centrosinistra per la mancata soppressione dei Consorzi di Bonifica e del relativo tributo richiesto a tutti i contribuenti in applicazione alla legge con la quale la Regione Toscana ha dichiarato tutto il proprio territorio sottoposto alla bonifica. "UN'INCONGRUENZA vera e propria ? sostiene Per l'Alternativa ? che va contro le promesse tanto sbandierate dall'una e dall'altra parte di puntare all'eliminazione dei costi della politica e degli enti inutili. Questo il ripetitivo refrain lanciato dalle principali coalizioni e dai loro leader politici che ? ricordano Roberto Ovi e Angelo Maria Cappelloni ? da anni promettono senza successo tagli draconiani a provincie, comunità montane e consorzi di bonifica, per sopprimere parte della ridondante ed inefficiente burocrazia che grava sulle spalle dei cittadini". L'ARRIVO delle cartelle esattoriali inviate dal Consorzio di Bonifica Alta Maremma anche a quanti risiedono nel centro urbano massetano per il pagamento del contributo necessario alla manutenzione dei corsi di acqua nonché alla gestione di quattro impianti idrovori e all'esercizio di due impianti di irrigazione, rappresentano la goccia finale di quel continuo salasso cui sono sottoposti i cittadini indipendentemente dall'ubicazione della loro effettiva residenza. "UNA SITUAZIONE ingiusta ? tuonano Ovi e Cappelloni ? visto che i residenti delle aree abitate pagano già alla società Acquedotto del Fiora un tributo non indifferente per l'erogazione del servizio idrico integrato che raramente afferisce i propri reflui nei canali consortili oggetto del tributo loro richiesto dal Consorzio di Bonifica Alta Maremma". EPPURE, nonostante le unanimi proteste, concludono i due consiglieri di Per l'Alternativa, "questi discutibili consorzi obbligatori, il cui numero di pubblici amministratori è addirittura spesso superiore a quello degli stessi dipendenti in pianta organica, continuano ancora ad esistere anche a causa delle contraddittorie posizioni tenute nel corso degli anni da istituzioni e partiti politici dei principali schieramenti che se da un lato ne chiedono la soppressione dall'altro ne riconoscono l'utilità come risulta dalle conclusioni di alcune indagini parlamentari svolte negli anni 1994 e 2005".

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Chisso: <E' stata una battaglia con la burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 Chisso: "E' stata una battaglia con la burocrazia" LA REGIONE "IL RIGASSIFICATORE che sta nascendo a Porto Viro è una grande vittoria del partito del fare bene, di cui indosso con orgoglio la casacca, e della Regione del Veneto, che ha sempre sostenuto quest'opera, combattendo una durissima battaglia con la burocrazia nazionale e governativa e i suoi mille lacci e laccioli e che ora, alla luce dell'esperienza fatta, chiede al nuovo Governo che alle Regioni virtuose e capaci sia lasciata libertà di azione e valutazione degli impatti ambientali per le opere che ricadono integralmente all'intero del loro territorio". Insomma, il federalismo semplificherà la vita alle istituzioni, al paese e darà una grossa mano allo sviluppo. Questo, in sostanza, il messaggio lanciato ieri dall'assessore regionale alle Politiche Infrastrutturali Renato Chisso, intervenuto a Porto Viro all'inaugurazione della base logistica del terminal gasiero e che ha portanto anche i saluti del governatore della regione Veneto Giancarlo Galan, ieri a Roma per impegni post-elettorali. "Quest'opera ? ha aggiunto Chisso ? pone il Veneto all'avanguardia nelle politiche energetiche nazionali, porterà importanti benefici economici ed occupazionali all'intero Polesine e non comporta pressoché alcun impatto ambientale". A questo proposito, l'assessore ha tenuto a ricordare che "proprio la Regione scelse a suo tempo di sostenere l'opzione del rigassificatore dopo essersi opposta con forza e con successo alla pericolosa ipotesi dell'estrazione di metano dal sottosuolo in Adriatico, con tutti i rischi di subsidenza che essa comportava". "Con il rigassificatore, con la centrale a idrogeno di Fusina e con la prospettiva di riconversione della centrale Enel di Porto Tolle ? ha detto anche Chisso ? il Veneto sta dando un contributo vitale all'emergenza energetica italiana, ed ora si aspetta dall'Italia un riconoscimento che possa incidere concretamente sulla vita delle nostre imprese e dei nostri cittadini".

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UNA riunione di imprenditori aderenti (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ADRIA E DELTA DEL PO pag. 7 UNA riunione di imprenditori aderenti... UNA riunione di imprenditori aderenti alla Cna delle sezioni di Adria e del Delta all'Ostello Amolara, per un aggiornamento sulle novità introdotte dalla nuova legge riguardante divieti e limitazioni all'utilizzo di denaro contante e di altri strumenti di pagamento. Ha parlato Claudio Rossini, responsabile organizzativo della Cna ed esperto in materia, coadiuvato da Marco Pistritto della Federazione Regionale delle Banche di Credito Cooperativo, in quanto la serata vedeva come ospite la Bcc Santa Maria Assunta rappresentata dal Presidente Vicario Raffaele Riondino, dal Direttore Generale Antonio Biasioli e dal vice Lorenzo Contiero. Marco Bovolenta, segretario della Cna locale ha aperto i lavori, alla presenza di una folta platea di imprenditori, più preoccupati che desiderosi di apprendere le nuove regole previste dalla normativa. "Parlando con le imprese - ha affermato Bovolenta - si avverte un clima di insofferenza ed un provvedimento come questo sull'antiriciclaggio, pur motivato da un grave problema che riguarda il rispetto della legalità nelle transazioni di denaro, provoca un senso di sfiducia e di vessazione. Il fine di contrastare efficacemente la lotta al riciclaggio dei proventi di attività illecita attraverso il monitoraggio dei pagamenti, viene vissuto come ulteriore complicanza all'attività di impresa che già è subissata quotidianamente dalla burocrazia e dagli adempimenti. Si vive nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in sanzioni o segnalazioni agli organi di vigilanza, che forse è la paura più grande di un imprenditore, poiché il clima che si è creato intorno ai lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi e da luoghi comuni. Occorre invertire questa tendenza: per questo motivo, cerchiamo di rassicurare le imprese che non cambierà molto rispetto alla situazione attuale poiché, non dimentichiamolo, queste norme sono in vigore dal 1991 e la prima stesura del provvedimento vedeva tra i firmatari Giovanni Falcone". I relatori hanno quindi spiegato che dal 30 aprile, compreso anche quel giorno, scenderà da 12.500 a 5.000 euro il limite per il trasferimento di somme in contanti, per i libretti e gli assegni al portatore, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, anche quando il valore dell'operazione è frazionato ma complessivamente è pari o superiore a 5.000 euro. L'altra novità degna di nota è che tutti gli assegni bancari e postali, rispettando il limite anzidetto, dovranno necessariamente riportare sempre la clausola di non trasferibilità ed il nome o la ragione sociale del beneficiario. Sarà ancora possibile utilizzare assegni "in forma libera" (cioè privi della dicitura "non trasferibile") ma dovranno essere richiesti per iscritto e comunque dovranno essere inferiori a 5.000 euro. Infine, anche i libretti di deposito bancari o postali al portatore, dal 30 aprile, dovranno avere una saldo inferiore a 5.000 euro ma chi dovesse esserne in possesso con un saldo superiore, avrà tempo sino al 30 giugno 2009 per ridurne l'importo entro il citato limite o per estinguerli.

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A TERRA tutto è pronto. Mentre in Spagna, nei cantieri (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 3 A TERRA tutto è pronto. Mentre in Spagna, nei cantieri... A TERRA tutto è pronto. Mentre in Spagna, nei cantieri di Algeciras, i lavori per la costruzione del gigantesco terminal gasiero procedono a ritmi serrati, in Polesine ieri è stata inaugurata la base logistica di Porto Viro. Un taglio del nastro molto atteso da Adriatic Lng perchè va ad aggiungere un altro tassello al completamento di questa colossale opera, ormai quasi pronta a prendere il largo e a raggiungere la sua destinazione, a 15 chilomentri dalla costa prospiciente Porto Levante. Lì, in mezzo al mare, il terminal spunterà dall'acqua come un'isola futuristica pronta a distribuire gas in un Paese affamato di energia. LA BASE logistica che Adriatic Lng ha inagurato ieri, di fronte a molte autorità (tra i presenti il sottosegretario Stradiotto, gli assessori regionali Chisso, Coppola e Marangon, il presidente della provincia Saccardin, la neo deputata della Lega Munerato, questore e prefetto), è un complesso di circa 5mila metri quadrati costruito nell'area portuale di Cà Cappello, nel comune di Porto Viro, e si affaccia sul Po di Levante. La struttura, costituita da una palazzina con gli uffici, una centrale per le telecomunicazioni, un magazzino e una banchina portuale, funzionerà come supporto logistico alle operazioni del terminale offshore. Insomma, un punto di riferimento fondamentale per gli scambi tra 'il mare' e la terraferma. La banchina, in sostanza, sarà il punto d'attracco tra l'imbarcazione che farà la spola tra la base e il terminal per trasportare personale, merci e rifornimenti; nel magazzino, invece, saranno piazzate parti di ricambio e viveri. A RIASSUMERE bene l'importanza del complesso inaugurato a Porto Viro ci ha pensato l'amministratore delegato di Adriatic Lng, Scott Miller: "La base logistica ricoprirà un ruolo strategico di supporto alle attività del terminal ? ha detto ? e rappresenterà il punto di incontro tra Adriatic Lng e il Polesine, segno concreto della presenza stabile della società sul territorio". Se da una parte, infatti, il terminal, con la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale liquefatto ("che arriverà dal Qatar"), rappresenterà un passo strategico per un paese dove il rischio black-out è sempre dietro l'angolo, dall'altra, come ha ricordato Miller, sarà anche il Polesine stesso a beneficiare dell'opera: "Ci saranno ? ha detto l'ad di Adriatic Lng ? nuove opportunità di crescita produttiva e occupazionale". E su questo tasto ha puntato anche il sindaco di Porto Viro Doriano Mancin: "Qualche anno fa di 'no' ce n'erano, eccome. Ma, fortunatamente, grazie ad amministratori intelligenti avremo quest'opera fondamentale per l'Italia ma anche per il nostro territorio, dove vogliamo che arrivino anche altri imprenditori ad investire. Non vogliamo mandare i nostri giovani a lavorare altrove ? ha detto Mancin ?: certo il nostro Delta è un ambiente unico ma ha anche bisogno di queste strutture e i Comuni devono fare squadra nell'accettare queste trasformazioni". SORRIDENTE anche il presidente della Provincia Federico Saccardin: non ha taciuto le difficoltà incontrate nei rapporti con Adriatic Lng ma ha riconosciuto che "il confronto è stato franco e positivo e che con la società è stata instaurato, alla fine, un rapporto proficuo di reciproche garanzie: oggi ? ha chiuso il presidente di Palazzo Celio ? siamo qui per guardare avanti". PRESENTE al taglio del nastro anche il Sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Marco Stradiotto, punto di riferimento per la società e gli enti locali durante tutta la lunga fase di avvio del terminal. "Questa ? ha dichiarato Stradiotto ? è un'opera stupenda, una risposta alla necessità del nostro Paese di avere energia a prezzi inferiore ed evitare il rischio balck-out. E' un'opera andata avanti nonostante in Italia ci sia un grosso deficit culturale quando si parla di energia". Deficit che, sommato a passaggi burocratici moltiplicati all'infinito, rendono complicatissimo l'avvio di grandi opere come quella del terminal gaseiro. Dunque semplificazione amministrativa, abbattimento della burocrazia e collaborazione tra aziende e istituzioni devono diventare 'la regola':"Solo così ? ha chiuso Stradiotto ? il nostro Paese diventerà veramente competitivo" Maristella Carbonin.

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Terminal, a terra tutto è pronto (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 Terminal, a terra tutto è pronto Ieri il taglio del nastro del complesso situato a Porto Viro. INAUGURATA LA BASE LOGISTICA A TERRA tutto è pronto. Mentre in Spagna, nei cantieri di Algeciras, i lavori per la costruzione del gigantesco terminal gasiero procedono a ritmi serrati, in Polesine ieri è stata inaugurata la base logistica di Porto Viro. Un taglio del nastro molto atteso da Adriatic Lng perchè va ad aggiungere un altro tassello al completamento di questa colossale opera, ormai quasi pronta a prendere il largo e a raggiungere la sua destinazione, a 15 chilomentri dalla costa prospiciente Porto Levante. Lì, in mezzo al mare, il terminal spunterà dall'acqua come un'isola futuristica pronta a distribuire gas in un Paese affamato di energia. LA BASE logistica che Adriatic Lng ha inagurato ieri, di fronte a molte autorità (tra i presenti il sottosegretario Stradiotto, gli assessori regionali Chisso, Coppola e Marangon, il presidente della provincia Saccardin, la neo deputata della Lega Munerato, questore e prefetto), è un complesso di circa 5mila metri quadrati costruito nell'area portuale di Cà Cappello, nel comune di Porto Viro, e si affaccia sul Po di Levante. La struttura, costituita da una palazzina con gli uffici, una centrale per le telecomunicazioni, un magazzino e una banchina portuale, funzionerà come supporto logistico alle operazioni del terminale offshore. Insomma, un punto di riferimento fondamentale per gli scambi tra 'il mare' e la terraferma. La banchina, in sostanza, sarà il punto d'attracco tra l'imbarcazione che farà la spola tra la base e il terminal per trasportare personale, merci e rifornimenti; nel magazzino, invece, saranno piazzate parti di ricambio e viveri. A RIASSUMERE bene l'importanza del complesso inaugurato a Porto Viro ci ha pensato l'amministratore delegato di Adriatic Lng, Scott Miller: "La base logistica ricoprirà un ruolo strategico di supporto alle attività del terminal ? ha detto ? e rappresenterà il punto di incontro tra Adriatic Lng e il Polesine, segno concreto della presenza stabile della società sul territorio". Se da una parte, infatti, il terminal, con la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale liquefatto ("che arriverà dal Qatar"), rappresenterà un passo strategico per un paese dove il rischio black-out è sempre dietro l'angolo, dall'altra, come ha ricordato Miller, sarà anche il Polesine stesso a beneficiare dell'opera: "Ci saranno ? ha detto l'ad di Adriatic Lng ? nuove opportunità di crescita produttiva e occupazionale". E su questo tasto ha puntato anche il sindaco di Porto Viro Doriano Mancin: "Qualche anno fa di 'no' ce n'erano, eccome. Ma, fortunatamente, grazie ad amministratori intelligenti avremo quest'opera fondamentale per l'Italia ma anche per il nostro territorio, dove vogliamo che arrivino anche altri imprenditori ad investire. Non vogliamo mandare i nostri giovani a lavorare altrove ? ha detto Mancin ?: certo il nostro Delta è un ambiente unico ma ha anche bisogno di queste strutture e i Comuni devono fare squadra nell'accettare queste trasformazioni". SORRIDENTE anche il presidente della Provincia Federico Saccardin: non ha taciuto le difficoltà incontrate nei rapporti con Adriatic Lng ma ha riconosciuto che "il confronto è stato franco e positivo e che con la società è stata instaurato, alla fine, un rapporto proficuo di reciproche garanzie: oggi ? ha chiuso il presidente di Palazzo Celio ? siamo qui per guardare avanti". PRESENTE al taglio del nastro anche il Sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Marco Stradiotto, punto di riferimento per la società e gli enti locali durante tutta la lunga fase di avvio del terminal. "Questa ? ha dichiarato Stradiotto ? è un'opera stupenda, una risposta alla necessità del nostro Paese di avere energia a prezzi inferiore ed evitare il rischio balck-out. E' un'opera andata avanti nonostante in Italia ci sia un grosso deficit culturale quando si parla di energia". Deficit che, sommato a passaggi burocratici moltiplicati all'infinito, rendono complicatissimo l'avvio di grandi opere come quella del terminal gaseiro. Dunque semplificazione amministrativa, abbattimento della burocrazia e collaborazione tra aziende e istituzioni devono diventare 'la regola':"Solo così ? ha chiuso Stradiotto ? il nostro Paese diventerà veramente competitivo" Maristella Carbonin.

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<CI RIPRENDEREMO le case popolari occupate dagli extra (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO pag. 4 "CI RIPRENDEREMO le case popolari occupate dagli extra... "CI RIPRENDEREMO le case popolari occupate dagli extracomunitari". All'indomani della tornata elettorale, che ha visto Lega Nord raddoppiare i consensi nel Veneto e triplicarli (dal 5 al 15%) a Rovigo, i consiglieri di minoranza Simone Bedendo e Alessandro D'Isanto sono già sul piede di guerra ed in nome del mandato ricevuto dai cittadini, rivendicano "quello che il sindaco Merchiori ha finora ignorato", ovvero il pacchetto sicurezza, "approvato e mai finanziato", e la tutela dei cittadini locali a fronte dell'aumento dell'immigrazione. "Sarebbe morale se Merchiori si dimettesse ? ha affermato il segretario provinciale leghista, Antonello Contiero, ieri dalla sede del partito di piazza Vittorio Emanuele II ? ma se non lo fa, dovrà accettare le nostre istanze, perché abbiamo un mandato popolare che, tra l'altro, ci deriva in gran parte dai cittadini delle frazioni che lo hanno eletto e che lui ha deluso". FEDERALISMO fiscale, rafforzamento della sicurezza e servizi "ai nostri cittadini" prima di tutto. Hanno le idee chiare quelli di Lega Nord e il loro messaggio all'amministrazione comunale non si fa attendere: "Per la proposta di An sulla sicurezza, approvata in consiglio, il bilancio 2008 non prevede un solo euro ? ha denunciato Bedendo, capogruppo leghista ?. Il pacchetto prevede l'assunzione di nuove forze dell'ordine, l'istituzione di turni serali ed una presenza costante della polizia locale non solo in città, ma anche nelle frazioni, sia come deterrente sia come punto di riferimento per i cittadini, così forse l'attuale giunta smetterebbe di mandarli solo a fare multe in corso del Popolo". PER QUANTO riguarda la tutela dei cittadini invece, si parte dalle case popolari, che devono essere immediatamente ridistribuite secondo nuovi criteri. Quali? Basta prendere spunto dall'ordinanza "anti-sbandati" di Bitonci (sindaco di Cittadella, Padova, che ha introdotto un reddito minimo e tutta una serie di requisiti per concedere la residenza agli extracomunitari, ndr) "per fare un po' di posto" e stabilire nuovi criteri per l'assegnazione degli appartamenti in base agli anni di residenza sul territorio. "Gli alloggi comunali sono circa un centinaio, un terzo dei quali assegnati ad extracomunitari da poco arrivati in Italia ? ha proseguito Bedendo ? a fronte di un'immigrazione pari al 5%, a Rovigo gli stranieri occupano il 33% delle case popolari, mentre i nostri cittadini restano in lista d'attesa, è così che l'amministrazione di centrosinistra tutela i contribuenti? Se il sindaco non sa come fare, prenda spunto dall'ordinanza Bitonci". E proprio per dare più valore alle tasse versate dai cittadini, la Lega ha già convocato per martedì, insieme a Forza Italia, una commissione consiliare per rivedere i criteri delle graduatorie Ater: "Il punteggio di chi si mette in lista per un alloggio popolare è stabilito in base a criteri fumosi, elaborati da questa giunta nel 2006 ? ha concluso il consigliere -. Noi vogliamo un sistema chiaro, che privilegi chi risiede in loco da più tempo e che ha quindi diritto ad avere un ritorno sui contributi versati. Se in questa categoria ricadono anche cittadini extracomunitari, ben venga, ma è inaccettabile che appena sbarcati venga data loro una casa, e tanti giovani e anziani italiani restino in attesa perenne". LA MARCIA dei seguaci di Bossi non è però partita solo a livello locale perché, con la forza dei numeri, i leghisti avanzano richieste ben precise anche al governo neoeletto e non transigono: "Se entro i primi cento giorni non sarà attuato il federalismo fiscale ? ha chiarito Contiero ? il governo può anche scordarsi il nostro appoggio". "La nostra è stata una rivoluzione silenziosa ? ha aggiunto Alessandro D'Isanto ? a chi dice che abbiamo raccolto voti di protesta, rispondo che siamo stati premiati perchè siamo dalla parte dei cittadini e l'abbiamo dimostrato con un programma chiaro e conciso (il "Patto per San Marco", in sette punti: federalismo fiscale, sicurezza, immigrazione, costo della vita, infrastrutture, tasse e burocrazia, ambiente e agricoltura, ndr)". Merchiori è avvertito, ma anche il centrodestra. Milena Furini.

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<A Berlusconi chiediamo un impegno diretto> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 20 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl "A Berlusconi chiediamo un impegno diretto" CREMONA ? "La Confagricoltura è una sola, distribuita in tutto il territorio nazionale. Siamo una sola struttura, unita da un'idea di politica agricola che confrontiamo con il Governo e le istituzioni e che poi deve poi trovare applicazione e sostegno nelle strutture periferiche. In questo senso desidero che sia interpretata la mia partecipazione al consiglio della Libera, una delle più importanti associazioni provinciali che aderiscono a Confagricoltura". L'ha detto il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni ai consiglieri della Libera riuniti in una seduta straordinaria, dopo l'introduzione del presidente della Libera, Antonio Piva, che lo ha accolto dandogli il benvenuto degli agricoltori cremonesi e ringraziandolo per la sua presenza. "Ci vuole partecipazione nelle strutture, nella nostra in particolare quella di dirigenti, soci e funzionari che crescendo fanno crescere l'associazione e le nostre idee ? ha continuato Vecchioni ?. In questa attività è necessario avere una proposta politica, capacità di analisi e la capacità e coerenza di portare avanti le proprie idee. Questo lavoro è impegnativo; è importante che vi sia un limite temporale a questa attività. Cremona è stata molto vicina a Confagricoltura e continuerà ad esserlo con una base solida e compatta. I contatti, come in passato, se necessario saranno quotidiani". Vecchioni ha poi fatto una scaletta degli impegni dei prossimi quindici giorni, che saranno determinanti, per gli anni a venire. Verrà nominato l'esecutivo e con esso il ministro delle Politiche agricole. "Per quanto ci riguarda ? ha detto ? abbiamo già avanzato le nostre richieste a Berlusconi, Casini e Veltroni, nel nostro convegno di Taormina. Quindi il premier in pectore conosce le nostre attese. Gli chiediamo un impegno diretto perché su temi come la riforma della Pac e le trattative Wto il solo ministro dell'agricoltura, per quanto bravo e preparato, non è sufficiente. Ci vuole il peso dell'intero Governo. E pensando a questi temi, il nuovo ministro non avrà molto tempo per studiare vista la vicinanza delle scadenze. Dovrà essere operativo immediatamente, visto che già in maggio uscirà il documento finale della Commissaria Fischer Boel sull'Health Check della Pac, che entrerà in vigore il prossimo anno. E subito dopo riprenderanno le trattative per il Wto, con la grande pressione dei mercati emergenti sulla vecchia Europa. In questo contesto un problema prioritario è relativo alla istituzione del registro multilaterale dei prodotti Dop. Bisogna tessere alleanze con il commissario Mendellson e con il direttore generale Wto, Pascal Lamy". "Alla commissaria Fischer Boel, sul futuro della Pac ? ha detto ancora Vecchioni ? abbiamo già fatto arrivare un documento sottoscritto da undici organizzazioni, guidate da Confagricoltura. Tra queste manca la Coldiretti". Sul piano interno, priorità assoluta deve essere data al cambiamento del titolo V, perché "è impensabile che un ministro si debba confrontare con le posizioni di 21 Regioni: questo genera ingovernabilità e una burocrazia elefantiaca. I diversi Piani di sviluppo rurale ne sono la prova". Un accenno finale alle organizzazioni di prodotto e al tema degli Ogm. Sul primo tema Vecchioni ritiene necessario fare tutti gli sforzi per arrivare direttamente al mercato, in questo senso sono state fatte delle proposte migliorative sul decreto 102/03 per l'accesso ai mercati. Confagricoltura sta lavorando a tre piani specifici: uno per la zootecnia, uno per l'ortofrutta ed uno per il vino.

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<Vorrei poter votare Starei con Pdl o Lega> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO PRIMO PIANO pag. 3 "Vorrei poter votare Starei con Pdl o Lega" L'INTERVISTA ARBEN DODA, IMMIGRATO DALL'ALBANIA di SETTIMO BAISI ? CASTELNOVO MONTI ? IL SUCCESSO elettorale della Lega Nord sull'Appennino reggiano, secondo il 35enne albanese Arben Doda (nella foto) che da quasi 20 anni vive in montagna, non esprime la protesta nei confronti degli immigrati, ma piuttosto vuole essere il segnale di un malumore diffuso. Arben, mediatore culturale, è sbarcato a Bari nel 1991 dopo un viaggio avventuroso. Ospite 3 mesi nel centro di Monopoli e quindi inviato a Pietracchetta di Villa Minozzo. Da lì ha iniziò l'avventura in cerca di lavoro per aiutare la sua numerosa famiglia rimasta in Albania (è ultimo di 8 figli). Subito dall'impresa edile Remo Magnani di Civago, poi sette anni all'azienda agricola Dolci di Miscoso (Ramiseto) dove nel frattempo si è sposato ed è nato un bambino, un anno in altra azienda agricola a Giandeto (Casina), alla fabbrica di campane Capanni di Castelnovo Monti e in fine dal 2000 alla ceramica Panaria. Attualmente risiede a Cervarezza. Da immigrato teme l'avanzata della Lega Nord? "No assolutamente, non fa più paura. Il successo ottenuto, secondo me, non è una risposta contro l'immigrazione. La gente è stufa, ma non di noi, delle promesse non mantenute. Si capisce che ha voglia di cambiare. Le cose non funzionano non per colpa di noi stranieri, ma per altri motivi come la burocrazia e l'economia italiana che scende sempre più in basso. Troppe tasse e i soldi mancano". Non c'entrano quindi gli immigrati se la Sinistra scende e la Lega sale? "Credo proprio di no perché noi stranieri, a parte qualche episodio iniziale, non abbiamo mai dato fastidio e non abbiamo rubato lavoro agli italiani. Io vedo in giro che chi ha voglia di integrarsi e di lavorare, italiano o straniero, trova sempre da sistemarsi. La minaccia della Lega non fa più paura, non è quella di una volta. I nuovi leghisti vogliono cambiare la politica dei vecchi partiti e dei governi passati". Ma c'è sempre Umberto Bossi... "E' sincero e spontaneo, dice quello che gli passa per la mente senza cattiveria. Il suo linguaggio va interpretato". Ha seguito con i suoi connazionali la campagna elettorale italiana? "Certamente. Anche perché lavorando e vivendo in Italia siamo direttamente interessati a chi ci governa. Peccato che non ci venga riconosciuto il diritto di voto. Sarebbe giusto concedere il voto, almeno quello per le elezioni amministrative, agli immigrati regolari che lavorano e pagano le tasse come gli italiani per permettere anche a loro contribuire alla scelta di amministratori". Per chi avrebbe votato se ne avesse avuta la possibilità? "Per il Pdl, ma anche per la Lega Nord. Mi piace Maroni e un po' anche Calderoli. Ammiro molto Berlusconi, ha un carisma eccezionale. Mi dispiace per la fine di Bertinotti e della sinistra. Continuano a cambiare il nome ai partiti però le persone restono le stesse. Spero che questo nuovo governo decida di fare una legge per consentire anche a noi immigrati stabili di dare il nostro contributo nelle prossime elezioni".

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Gratta 5 euro e ne vince 10 mila La fortuna si ferma in via Aporti (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 20 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Il gioco. Nella tabaccheria Conca il bel colpo da parte di un abituale cliente Gratta 5 euro e ne vince 10 mila La fortuna si ferma in via Aporti La fortuna è passata in via Aporti 39, esattamente dalla tabaccheria Conca, davanti all'oratorio. Nuove gestione con le simpatiche Simona e Monica e subito un bel colpo per un abituale cliente. Con un 'gratta e vinci' miliardario, si chiama così perchè la vincita massima è appunto di 500 mila euro, un abituale cliente ha vinto ben 10 mila euro. Il 'gratta e vinci' è costato solo 5 euro. Cifra modesta che ha fruttato questo interessante gruzzolo che, in tempi di magra come sono quelli che stiamo vivendo, è davvero una manna piovuta dal cielo. Per Simona e Monica un 'viatico' per la loro attività. Ovviamente mantengono il più stretto riserbo sull'identità del vincitore, ma lo conoscono bene e sono certa che i 10 mila euro verranno spesi bene. Insomma il 'gratta e vinci', così come altri giochi analoghi, sono diventati una sorta di 'bene rifugio' per tantissimi cremonesi, giovani ed anziani senza particolare distinzione. Il vantaggio è che le cifre vinte si possono incassare subito, senza dover attendere i tempi infiniti della burocrazia. Ecco perchè hanno sempre maggiore diffusione.

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La burocrazia blocca i progetti di sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Castelvecchio, lettera a Napolitano e Del Turco "La burocrazia blocca i progetti di sviluppo" CASTELVECCHIO. Tutta la difficoltà di amministrare un paese di far quadrare il bilancio senza gravare sulle tasche dei cittadini, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a quello della giunta regionale Ottaviano Del Turco. L'iniziativa è di Luigi Bianchi, assessore ai lavori pubblici del comune di Castelvecchio Subequo. "L'amministrazione che rappresento", scrive ai due presidenti, "ha presentato progetti per energie alternative, quali un parco eolico, un impianto a pannelli fotovoltaici, nonché un progetto per una cava di carbonato di calcio. Purtroppo" sottolinea con amarezza, "l'attuale burocrazia ci impedisce di dare seguito a quanto esposto a discapito di tutto il territorio, in particolare dei giovani che non riescono a trovare occupazione e sono costretti a lasciare il paese". E aggiunge: "Non desideriamo assistenza e commiserazione, ma solo che non siano tarpate le ali a quei comuni che hanno voglia di realizzare benessere economico". Poi un amaro sfogo: "Si dice" scrive Bianchi, "che il sindaco di un paese dispone del territorio: ebbene non è così! Troppi enti inutili frenano (in alcuni casi bloccano) lo sviluppo che un comune programma. Le nostre uniche risorse sono quelle naturali, non inquinanti e di scarso impatto ambientale, che porterebbero nelle casse del comune circa 330mila euro annui, che ci consentirebbero di contrarre mutui per milioni di euro per favorire lo sviluppo". Pasquale D'Alberto.

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Tante analisi dopo il voto ma nessuna autocritica L eggo quotidianamente analisi e commenti sulle ragioni della sconfitta elettorale del centrosinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tante analisi dopo il voto ma nessuna autocritica L eggo quotidianamente analisi e commenti sulle ragioni della sconfitta elettorale del centrosinistra. Quello che non riesco a trovare è una sana autocritica. Marco Pisetta Quelle verità che Papa Ratzinger non dice I l Papa che piace a Bush non tocca gli argomenti scomodi nei discorsi che pronuncia nella sua visita negli States. Benedetto XVI parla di tante cose alla Casa Bianca e all'Onu ma si "dimentica" della guerra in Iraq e della pena di morte. A più riprese esalta il diritto alla vita, tema centrale del suo pontificato. Pare però di capire che da questo diritto sono dispensati le decine di migliaia di uomini, donne e bambini dell'Iraq che sono morti a causa dell'occupazione americana e i condannati alla sedia elettrica o all'iniezione letale nelle carceri del paese "più civile del mondo". Papa Ratzinger ha perso una grande occasione per ribadire dalla tribuna dell'Onu quell'appello "Mai più la guerra" che lanciarono al mondo dalla stessa sede i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II. È triste constatare che il capo della Chiesa cattolica per calcoli politici rinuncia ad affermare verità scomode e si dimostra campione di prudenza e omertà. Corrado Corradini - Rovereto Sostegni a chi va in bici Ma fatelo per tutti L a bellissima iniziativa di mobilità sostenibile promossa dal Comune di Trento per incentivare l'utilizzo della bicicletta riservata ai dipendenti pubblici poteva essere estesa a tutte le categorie di lavoratori normali della città di Trento. Inoltre ritengo che le modalità di gestione della partecipazione dovevano attuarsi con un sistema più semplice e sostenibile timbrando una scheda al Museo Storico del Doss Trento, evitando inutili passaggi tra i vari uffici pubblici già oberati da tanta burocrazia e dando la possibilità di fare un po' di moto! Inoltre la durata dell'utilizzo della bicicletta solo nei mesi maggio-giugno non ha nessun senso! Se effettuata nel periodo invernale l'azione riscaldante dell'attività motoria permetterebbe un abbassamento delle temperatura tropicale degli uffici pubblici. Firmato da un lavoratore ciclista che ogni giorno, con pioggia, sole, afa e neve, da 30 anni si fa mediamente 20 km! Fabrizio Pedrolli Ho trovato l'alternativa per chi è stufo del Tg P er chi è stufo dei soliti notiziari televisivi: ho scoperto, su Sat 2000 alle 21, il TgTg. Ospite in studio questa settimana, a commentare le notizie, è Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa del Cnr. Il programma è piacevole e si svolge in un'atmosfera serena. Condotto dalla sosia della sòra Cesara, ha una scaletta molto precisa ed aiuta, effettivamente, a capire come si confezionano - come si "cucinano" - le notizie. Non è un tiggì normale ma, direi, un meta-tiggì, un tiggì di tiggì. Purtroppo anche qui c'è la conduzione in coppia (sebbene lui non sia in studio), che presenta aspetti un po' leziosi e stucchevoli. Da rimarcare un servizio filmato "dall'aereo Papale" (l'aggettivo è scritto proprio così, coll'iniziale maiuscola) e il ricorso, per sorridere infine (ma de che?), a notizie e filmati di "Studio aperto", che è - notoriamente - pessimo. Ruggero Morghen Dolore per la morte di Jj3 Replica di un'"anima bella" R ispondo alla lettera a firma di Giorgio Perversi sull'abbattimento di Jj3. La geografia che gli orsi purtroppo non "conoscono" è materia ostica in antonomasia, per le vecchie generazioni e per le nuove e volevo ricordare che il creato non ha confini. Relativamente ai "danni" causati dall'orso è mia premura comunicare al firmatario la lettera che esiste un fondo a risarcimento sul quale spesso e volentieri si attinge indebitamente e lucrosamente peraltro. Le "anime gentili" (e io sono una di quelle) che menziona nella lettera provano certamente dolore e disappunto per l'abbattimento del figlio di Jurka ma si consolano prendendo coscienza che la morte sopraggiunge per tutti, animali umani e animali non umani, ma la differenza sta proprio qui ovvero se qualcuno proverà dolore e disappunto. Roberta Papa roberta.papa@tin.it 20/04/2008.

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Essa però nulla deve avere in comune con quella del passato, (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Essa però nulla deve avere in comune con quella del passato, ... Essa però nulla deve avere in comune con quella del passato, basata sulla pervicace e ottusa opposizione di una serie di vincoli amministrativi e giuridici che hanno quasi sempre ottenuto l'unico effetto di paralizzare tutto. Quella che serve è una nuova cultura basata sul buon senso e sulla volontà di "fare", anzichè su quella di "impedire". A questo scopo il nuovo governo ha di fronte una prima strada, facile ma poco ambiziosa: lasciare tutto com'è e provare a metterci uno spirito nuovo. Ma ce n'è anche un'altra, più impervia ma certamente in grado di ottenere risultati sorprendenti. Ed è la strada di gran lungo più giusta. Il nuovo governo può nascere senza ministro (e ministero) dell'Ambiente. Quelle competenze possono essere spalmate sui vari ministeri, che di volta in volta si fanno garanti delle norme in materia nei propri atti o autorizzazioni. Insomma non ci serve un "mister no" che bacchetta tutto e tutti, in nome di un ambientalismo da quattro soldi che diventa spesso ricatto e prevaricazione. Basti ricordare il livello d'impopolarità raggiunto dall'attuale titolare Pecoraro Scanio, per comprendere sino in fondo di cosa stiamo parlando. Ci serve diffondere una nuova politica ambientale cha ha bisogno di cultura responsabile e non di burocrazia. Una politica ambientale che sappia essere parte dei processi di sviluppo come protagonista attivo, mai come passivo censore. Sempre citando R.J. Smith: "la storia dimostra che non esiste trade off tra crescita economica e qualità dell'ambiente, ma un gioco win-win". Un gioco in cui vincono tutti e due. Compia questo atto di coraggio, presidente Berlusconi: cancelli il ministero dell'ambiente. Avrà una poltrona in meno da assegnare ad uno dei suoi. Ma avrà fatto un primo deciso passo in avanti verso quell'Italia diversa che molti si aspettano da Lei. Roberto Arditti.

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Stage con Guglielo Ferro per gli attori dell'Officina (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

[FIRMA]GIOVANNI BARBERIS VERCELLI Ultima serata con l'"Emozione protagonista", per la stagione teatrale confezionata dall'assessorato alla Cultura del Comune con la Fondazione Circuito teatrale del Piemonte. Il sipario del Teatro Civico si aprirà domani alle 21, per la pièce "La concessione del telefono", ripresa dall'omonimo romanzo "cult" firmato da Andrea Camilleri. La storia, trasferita dalle pagine del libro al palcoscenico non si smentisce, anzi si sublima. L'ambientazione è la Sicilia camilleriana di Vigàta ed il meccanismo farraginoso della trama viene mosso, nello stile del romanziere di Porto Empedocle, tra contraddizioni, imbrogli, equivoci. A partire dalla "scintilla" che fa scattare la vicenda, ovvero lo scambio tra la lettera M e la lettera B iniziale di un cognome. Il protagonista, il commerciante di legnami Filippo Genuardi, infatti, per ottenere il collegamento privato di un telefono, inoltra la richiesta al prefetto denominandolo Vittorio Parascianno. In verità il pubblico funzionario si chiama Marascianno. E qui cominciano i guai seri... Non ottenendo risposta, Genuardi cerca qualche "appiglio" per sveltire la pratica. Ma tutto questo lo metterà in una situazione decisamente pericolosa, dal momento che il prefetto Marascianno si convince che lui sia un agitatore politico. Soltanto Spinoso, il delegato della polizia, cercherà di aiutare il malcapitato travolto dalle spire della burocrazia e dall'ambiente, cui si aggiunge una vicenda non certo virtuosa, dal momento che Genuardi si è impegolato in una tresca amorosa che dovrebbe restare debitamente nascosta. La trasposizione del romanzo "La concessione del telefono" è prodotta dal Teatro Stabile di Catania. L'adattamento è stato curato dallo stesso Camilleri insieme a Giuseppe Dipasquale. E quest'ultimo ha firmato anche la regia. Le scene sono di Antonio Fiorentino, i costumi di Angela Gallaro, le musiche di Massimiliano Pace. Questi gli attori in scena. Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Gian Paolo Poddighe, Alessandra Costanzo, Francesco Di Vincenzo, Mimmo Mignemi, Angelo Tosto, Franz Cantalupo, Laura Tornambene, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania e Sergio Seminara. Domani in orario di apertura degli uffici dell'assessorato alla Cultura ci si può informare sulle disponibilità dei posti e sui costi del biglietto. Tel 0161.596277 o 0161.596369. Il botteghino apre un'ora prima dello spettacolo. Tel. 0161.255544.

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Munter: riforma dell'Iva e flat tax (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-04-20 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Artigianato Assemblea dei delegati dell'Apa. Pronta la lista di temi per il futuro governo Berlusconi Munter: riforma dell'Iva e flat tax Sicurezza, stoccata alla Provincia. Gnecchi: controlli necessari Ridurre la burocrazia e le pressione fiscale I piccoli imprenditori si appellano al centrodestra BOLZANO - Meno burocrazia, una flat tax come in Austria e pagamento dell'Iva solo al momento dell'incasso. Questa la lista dei desiderata consegnata dal direttore dell'Apa, Hanspeter Munter a Maurizio Del Tenno, presidente dei giovani di Confartigianato e neo onorevole del Popolo delle Libertà. "Sono le nostre richieste per i primi cento giorni del governo" afferma Munter. "Faremo il possibile, questi provvedimenti - sottolinea Del Tenno - sono indispensabili per ristabilire un clima di fiducia indispensabile per la crescita ". Onde evitare spiacevoli incidenti diplomatici una lista analoga è stata consegnata anche a Luisa Gnecchi, assessora a Lavoro e Innovazione da poco eletta a Montecitorio. L'Apa strizza l'occhio al Pdl che risponde presente. Che gli artigiani altoatesini vedessero di buon occhio un cambiamento a Palazzo Chigi non è un mistero. La riprova è arrivata ieri all'assemblea dei delegati dell'Apa quando Maurizio Del Tenno ha incassato una vera e propria ovazione. Applausi anche per il direttore Munter che ha enumerato tutte le riforme indispensabili per ridare ossigeno agli artigiani. "Serve una riduzione della pressione fiscale e l'introduzione di una flat tax sul modello di Austria, Germania e Spagna. Poi - aggiunge Munter - chiediamo un taglio della burocrazia che soffoca le imprese e impedisce loro di lavorare. Infine la questione Iva che va pagata al momento dell'incasso non alla fatturazione: le piccole imprese non possono trasformarsi nelle banche dello Stato ". La lista delle richieste è stata consegnata a Del Tenno ma Munter ci ha tenuto a sottolineare che si tratta solo di suggerimenti per i primi cento giorni. Poi ne arriveranno altri. Il direttore dell'Apa non ha rinunciato a lanciare una frecciata anche alla Provincia ed in particolare all'ispettorato del Lavoro. "Un'impresa è stata multata perchè un parapetto era alto un centimetro meno di quanto prescritto dalla legge" protesta Munter. Secca la replica di Luisa Gnecchi: "Verificheremo ma faccio fatica a credere che i nostri ispettori siano così intransigenti. La verità - ribatte la neo deputata del Pd - è che in Italia c'è una certa allergia a moduli e controlli. Per quanto riguarda la sburocratizzazione invece ricordo che è stato proprio il leader del Pd Veltroni a proporre la riduzione del numero di leggi". Marco Angelucci Nuovo corso Hanspeter Munter, direttore dell'associazione artigiani 13.500 Sono le aziende artigiane altoatesine di cui 8mila sono associate all'Apa. Nel settore lavorano oltre 40mila persone e 4.800 apprendisti 625 Sono i milioni che ogni anno gli artigiani versano alle casse dello Stato e della Provincia. In cambio ottengono contributi per 42 milioni di euro.

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STRATEGIE PER ATTRARRE I TALENTI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-20 num: - pag: 1 autore: di GIANNI ORLANDI categoria: REDAZIONALE INNOVAZIONE E SVILUPPO STRATEGIE PER ATTRARRE I TALENTI L a Ericsson-Marconi, multinazionale dell'ICT, sta chiudendo il centro di ricerca e sviluppo che ha sede a Roma. Un laboratorio attivo da moltissimi anni che ha sviluppato attività all'avanguardia e ha sempre operato in un rapporto fecondo con le università romane. La notizia allarma. Per il futuro dei 300 dipendenti, specie ingegneri e tecnici qualificati, ma anche per lo scenario che evoca. Si continua ad assistere alle scelte di grandi aziende multinazionali, dalla farmaceutica all'ICT, di delocalizzare dalla capitale le attività di ricerca. Tutto ciò nonostante aumentino gli investimenti delle multizionali nella capitale e, più in generale, i dati economici di Roma e del Lazio parlino di crescita e di una vivace natalità di imprese, anche in controtendenza con l'andamento nazionale, specie nel settore dell'ICT, che si caratterizza come pervasivo e trainante dello sviluppo economico della regione. La contraddizione è evidente e conduce ad interrogarsi sulle ragioni delle scelte aziendali, ma soprattutto sulle politiche messe in atto a livello territoriale. La Regione dichiara il suo impegno a puntare sulla valorizzazione dell'attività di ricerca e di trasferimento tecnologico e su uno sviluppo fondato sull'innovazione. Investe risorse in tale direzione. Sta varando, anche se con ritardo, la legge regionale di sostegno alla ricerca e all'innovazione. Forse occorre ripensare complessivamente la strategia regionale. Azzardo alcuni suggerimenti sugli indirizzi da intraprendere. Velocizzare programmi, interventi, procedure, perché nel mondo dell'innovazione il tempo è cruciale. Impostare una politica a largo raggio che renda il territorio della regione competitivo per qualità dei servizi e delle reti, funzionamento della burocrazia, accesso al credito e, quindi, attrattivo per le imprese e per i talenti. Operare scelte nette e chiare nel sostegno alla ricerca e all'innovazione, razionalizzando gli interventi, concentrando le risorse in settori e iniziative strategici, perseguendo con determinazione la messa in rete di tutti i soggetti della filiera dell'innovazione. La vicenda Ericsson è l'occasione nella quale la Regione può dare un segnale forte dell'apertura di una nuova stagione di governo.

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Quando la casa non è un sogno ma diventa un incubo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'incredibile vicenda di una famiglia: sette avvocati per tentare di aprire quel portone da anni bloccato dalla burocrazia.

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Una donna mite, che non chiedeva nulla ma alla quale le era stata offerta anche l'assistenza do (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di MARCO GIOVANNELLI Una donna mite, che non chiedeva nulla ma alla quale le era stata offerta anche l'assistenza domiciliare dal Comune. L'aiuto, secondo indiscrezioni che sarebbero confermate dalle relazioni degli assistenti sociali, due anni fa venne rifiutato dal figlio. Nel febbraio del 2006 (poco dopo la morte del marito della signora Emilia) la Centrale operativa comunale per l'emergenza sociale ricevette una lettera sottoscritta da alcuni cittadini della zona che denunciavano l'indigenza nelle quali viveva Milly. Un racconto dettagliato, un racconto con il quale veniva descritta la situazione socio sanitaria della donna ma anche le condizioni dell'abitazione che mostrava già all'epoca tutti i segni del tempo e che aveva bisogna di manutenzione. Il 23 febbraio l'unità mobile della Centrale effettuò un sopralluogo per quella che burocraticamente si chiama una "verifica domiciliare". Per gli assistenti sociali non c'era una sola parola falsa rispetto alla denuncia degli amici di Milly. Era tutto vero ed era necessario un intervento molto importante. A questo punto sembra che il figlio si sia opposto all'assistenza sostenendo che (anche se viveva distante dalla madre) insieme alla moglie, non le facevano mancare nulla. A questo punto la pratica dell'assistenza domiciliare si fermò perché è sempre necessario l'assenso della persona interessata o dei familiari per far scattare l'aiuto. Non si fermò invece la richiesta di una casa più decente inviata a un'altra Centrale, quella per l'emergenza abitativa, ma evidentemente un nuovo alloggio per Milly non c'era. La signora Emilia aveva avuto nel 2005 un altro contatto con i servizi sociali, questa volta sollecitati dal figlio dopo una rovinosa caduta che le aveva procurato una ferita a un braccio. Venne fatta la domanda per l'assistenza domiciliare ma la burocrazia fu più lenta della guarigione e quando poteva iniziare l'assistenza da parte del Municipio era stato già superato il problema sanitario. Alla Centrale per l'emergenza sociale non specificano bene tutti gli interventi ma ci dovrebbero essere tutte le relazioni degli assistenti sociali per ricostruire anche questo aspetto della vita dell'anziana. Una donna morta in solitudine.

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Campedel, chiude l'Hotel Astor diventerà residence ocondominio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-04-20 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Campedel, chiude l'Hotel Astor diventerà residence ocondominio Dopo quasi mezzo secolo sparisce l'albergo panoramico La nuova proprietà cambierà la destinazione d'uso dell'edificio. La venditrice: "Turismo in crisi e troppa burocrazia" BELLUNO - Dopo quasi mezzo secolo di attività l'Hotel Astor in Piazza dei Martiri a Belluno passa di mano e si avvia a essere ristrutturato per diventare un'elegante palazzina o un residence. L'attuale proprietà ha già comunicato all'ufficio provinciale la cessazione dell'attività iniziata nel 1996 con un deciso restyling degli ambienti. La cessione "Vendiamo perchè ci hanno preso alla gola" ha spiegato Alessandra Libralato, uno sei soci proprietari che hanno venduto lo storico albergo che offre al visitatore uno dei panorami più belli della città. Oltre a un'obiettivo scarso afflusso turistico "abbiamo deciso di gettare la spugna anche per il carico di burocrazia e i problemi logistici che abbiamo dovuto affrontare da subito senza peraltro ottenere sostegno e aiuto da nessuno. Spesso piuttosto il contrario". Ricettività ridotta Nonostante ciò l'Astor era una delle poche strutture ricettive in città (rimangono ancora due alberghi in centro) in grado di offrire ospitalità, oltre che agli scarsi turisti, anche ai visitatori di passaggio o a compagnie di spettacolo o uomini d'affari con le sue 38 stanze con vista sulla valle del Piave. Nuove prospettive "Abbiamo investito tempo, denaro e lavoro qui gratis da almeno dieci anni. Anche ad agosto ormai non si fa più il pieno di clienti - continua la Libralato quasi sollevata da un peso - già da un anno eravamo in trattative per la vendita. Qualcuno dei possibili acquirenti (bellunesi, Ndr) pensava di mantenere la destinazione d'uso, ma poi visto a cosa andava incontro ha preferito rinunciare. Ora sembra che la società che lo sta rilevando abbia altre idee". La storia L'Hotel Astor è stato costruito nel 1961 per conto di una società, poi era passato per pochi mesi a una signora veneziana e quindi ai fratelli Donà che lo hanno venduto alla società della Libralato undici anni fa. La splendida terrazza dell'albergo che domina il Piave verso sud ha un vincolo comunale paesaggistico che vieta ai proprietari dell'edificio di chiuderlo al pubblico. Situazione precaria Sulla crisi del turismo in città l'imprenditrice ha la sua analisi piuttosto dettagliata. "Il problema non è quello di aumentare gli alberghi - chiarisce - ma di attirare i turisti a Belluno e dargli una buona accoglienza. I miei clienti spesso sono disorientati quando non trovano un bar o ristorante aperto in tutta la città o hanno problemi per arrivare qui in auto e per trovare un parcheggio non troppo distante". Feltre si difende A parte le grandi mostre che un po' di movimento hanno portato in città, per il resto si naviga a vista. "Per onestà devo dire che i miei amici albergatori di Feltre si lamentano molto meno - aggiunge - perché lì pare che ci siano molte più manifestazioni e occasioni che durano più giorni e attirano i turisti e anche gli sportivi". Le difficoltà Ultimamente l'Hotel Astor è stato anche vittima di alcuni raggiri, con qualche cliente che si è eclissato senza pagare il conto della camera e della prima abbondante colazione. "Lavorando con i clienti di passaggio è più facile andare incontro a problemi di questo tipo - puntualizza la Libralato - ma ripeto, le famiglie a Belluno si vedono poco anche in agosto e anche quelli, magari più anziani, che una volta arrivavano in città per un piacevole soggiorno in bassa montagna oggi difficilmente decidono di passare qui alcuni giorni. Così si lavora poco e restare in attività è sempre più difficile". Ezio Franceschini La città che cambia L'Hotel Astor, vista sul Piave, diventerà residence o condominio (foto Cappello).

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Via i T-Red: <Colpa della giustizia lumaca> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-04-20 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Lo scontro Nel Comune delle 20 mila sanzioni il dibattito sui semafori si fa rovente Via i T-Red: "Colpa della giustizia lumaca" Il sindaco di Altavilla: "Martedì in giunta decideremo se toglierli" VICENZA - "Spetta alla giunta decidere se togliere definitivamente i T-Red dai semafori. Questi giorni li utilizzeremo per riflettere, martedì ci riuniremo e faremo la nostra scelta". Non si sbilancia il sindaco di Altavilla Vicentina, Giannira Petucco. Assicura: "Ho già una mia idea", ma non rivela quale. Non esclude neppure che le cose possano restare come sono attualmente, con buona pace per chi preme per dare un taglio netto al problema". Dopo che è trapelata l'intenzione dell'amministrazione di risolvere la querelle circa l'utilizzo dei rilevatori nei tre incroci della strada regionale 11, ieri è stato il giorno della cautela. Il primo cittadino conferma che martedì sera la giunta si riunirà per decidere come muoversi, dopo che il tribunale civile di Vicenza ha rinviato al 21 dicembre 2010 la sentenza che chiarirà una volta per tutte se è lecito affidare la gestione dei famigerati T-Red a un'azienda privata. Dopodomani sul tavolo degli assessori ci saranno due ipotesi: spegnere gli apparecchi, oppure lasciare le cose come stanno. In quest'ultimo caso gli impianti continuerebbero a fotografare gli automobilisti che attraversano con il semaforo rosso, nonostante le multe siano destinate a restare nel cassetto. Da luglio dello scorso anno funziona proprio così, con il risultato che le sanzioni cadono in prescrizione perché non vengono consegnate entro cinque mesi. Una situazione paradossale che in molti, anche all'interno dell'amministrazione, ritengono sia arrivato ormai il momento di interrompere. Stando alle indiscrezioni trapelate venerdì, la giunta potrebbe decidere di spegnere le telecamere, a patto che ci sia il via libera degli avvocati. Occorre infatti accertare i rischi ai quali si andrebbe incontro stracciando il contratto con la Citiesse, l'azienda che gestisce i dispositivi e che ottiene il 30 per cento di ogni multa incassata dal Comune. I legali sono già al lavoro e non è escluso che si tenti una mediazione con l'azienda. Ma il sindaco non ci sta ad alzare bandiera bianca: "Voglio che sia ben chiaro che se decideremo di staccare i T-Red non sarà perché ce lo chiede il comitato di Multavilla o perchè riteniamo di non aver rispettato le regole. La verità è che ci sentiamo impotenti di fronte alla burocrazia e alla lentezza della giustizia italiana". Lo scorso anno, illustrando la decisione di sospendere la consegna delle multe pur lasciando accesi i rilevatori, Giannira Petucco aveva assicurato: "Appena il tribunale civile si esprimerà, oppure il ministero risponderà alle nostre richieste di chiarimenti, commineremo le sanzioni agli automobilisti indisciplinati". Ma da Roma non è arrivato alcun parere e per la sentenza occorre attendere il dicembre 2010. Andrea Priante Semafori sotto accusa Ad Altavilla settemila ricorsi contro le multe Il rinvio Il tribunale di Vicenza ha rinviato al 2010 la sentenza sulla legittimità dei rilevatori.

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Addio ai vecchi acquisti L'Ulss fa le gare on-line (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LEGNAGO. L'Azienda ricorrerà alle aste telematiche per rifornirsi dei beni e dei servizi necessari alla propria attività Addio ai vecchi acquisti L'Ulss fa le gare on-line Le forniture aggiudicate in una mattinata alle ditte collegate dalla propria sede Si parte con 9 lotti di farmaci     Stefano Nicoli Le ditte che aspirano a fornire l'Ulss 21 non potranno più fare a meno di Internet. Così come dovranno possedere una certa dimestichezza con le nuove frontiere dell'informatica per non rischiare, a parità di condizioni, di dover cedere il passo ai concorrenti. Anche l'Azienda ospedaliera della Bassa si è convertita, infatti, agli acquisti telematici per velocizzare i tempi, abbattere i costi e ridurre all'osso una burocrazia farraginosa ed ormai insostenibile. E così, d'ora in avanti, prediligerà alla contrattazione tradizionale le aste on line per procurarsi i beni e i servizi necessari allo svolgimento della propria attività. Una scelta che, sulla scorta dei benefici riscontrati nelle gare svolte tramite la "rete" durante una fase sperimentale, il direttore generale Daniela Carraro è intenzionata a trasformare in una prassi corrente. A partire dall'approvvigionamento dei nove lotti di farmaci, per un valore complessivo di 200 mila euro, che la direzione ha deliberato agli inizi di aprile. "Come ho già avuto occasione di verificare quand'ero alla guida dell'Ulss 5 di Arzignano", sottolinea Carraro, "le aste on line offrono delle pecularietà che si traducono in una serie di vantaggi per l'Azienda non solo in termini di procedure ma anche di costi e di tempi. Inoltre, garantiscono una maggiore trasparenza grazie alla tracciabilità di tutte le operazioni effettuate". Ma a rendere conveniente il ricorso allo strumento telematico, "già testato con successo dall'Ulss 21 per l'acquisizione di altri farmaci, mezzi di contrasto, soluzioni infusionali, sostanze viscoelastiche e componentistica per i computer", sono soprattutto i notevoli risparmi assicurati dalla competitività dei prezzi. "Con questa modalità", aggiunge il direttore generale, "si ha, infatti, l'opportunità di poter contare su una rosa ampliata di potenziali fornitori e di strappare così, proprio a fronte di una concorrenza allargata, condizioni economiche e qualitative migliori". Ma come si svolgerà la prossima asta via cavo, che vedrà l'Azienda contrattare con gli aspiranti fornitori, anzichè negli uffici di via Gianella, in una "stanza virtuale" accessibile tramite Internet? "Tutto avverrà", informa Rosella Cremon, responsabile della sezione gare e contratti del Servizio provveditorato economato dell'Ulss 21, "attraverso una piattaforma digitale dotata di tutte le necessarie misure di sicurezza. Nella fascia oraria prestabilita, le ditte abilitate ed in possesso dei requisiti tecnici richiesti, potranno collegarsi, contestualmente ed in forma anonima, per effettuare dalla propria sede aziendale continui ribassi sul prezzo del prodotto richiesto, a partire da quello fissato per la base d'asta". Una procedura che, in questo caso, si ripeterà per ciascuno dei nove lotti di farmaci da aggiudicare e che si esaurirà nell'arco di una mattinata con tempi record e senza la mole di pratiche richieste nelle normali contrattazioni. "Al termine dell'asta", prosegue Cremon, "il software consentirà la stampa telematica sia del verbale di gara, con la graduatoria nominativa dei concorrenti e dei ribassi pervenuti, che del verbale contenente le registrazioni di tutte le operazioni effettuate dalle ditte collegate alla piattaforma durante l'asta".

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DENTISTI E POLEMICHE Filosofia di un americano (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 317 DENTISTI E POLEMICHE Filosofia di un americano --> Gentilissimo presidente del Andi (associazione dentisti), ho letto con molta attenzione la sua forbita replica alla mia intervista e mi ha fatto molto piacere vedere con quanta attenzione ha preso a cuore le mie dissertazioni americane. Le sue argomentazioni mi hanno fatto venire in mente le parole di un altro presidente che qualche anno fa ebbe a dire (più o meno) così: "Non chiedere che cosa può fare la Sardegna per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per la tua Sardegna". Che anche JFK fosse rimasto incantato dal mito sardo? Could be... Ironia a parte, penso che il sogno americano fu mal interpretato, perché fu chiamato "Americano" il sogno, ma solo perché era il primo posto nel mondo laddove l'uomo poteva realizzare i suoi desideri in piena libertà, senza dover combattere con i vecchi centri di poteri, la vecchia burocrazia disegnata per sopprimere il più debole e tenerlo schiavo del passato. Io, nel mio piccolo, mi accontento di realizzare anche su questa splendida isola il mio sogno Americano. Mi dispiaccio molto di non essere riuscito a trovare le tante ricerche di altissimo profilo da lei menzionate e pubblicate in numerose riviste internazionali (anche se in trenta anni mi risultano essere state solo 24, fonte www.pubmed.com). In ogni caso, invito i numerosi ricercatori isolani ad inviare i loro studi al mio indirizzo e-mail: david@studiobartolone.it, sarò lieto di confrontarmi con tanta generosa intelligenza. David S. Bartolone.

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<Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASSOARTIGIANI. Il leader di via Cefalonia sollecita interventi su fisco, burocrazia e redditi "Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese" Mattinzoli rilancia il fare sistema: "Ora puntiamo a un'intesa tra associazioni per una rete senza confini"   "Riduzione coraggiosa della pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi per un'inutile informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per semplificare; ed ancora, una detassazione dei redditi da lavoro per assicurare ai dipendenti più risorse e una redistribuzione delle risorse a favore delle famiglie e contribuire a rilanciare il mercato interno". Sono le sollecitazioni contenute nella relazione con la quale Enrico Mattinzoli, presidente dell'Associazione Artigiani di Brescia ha aperto ieri l'assemblea ordinaria dei soci: un appuntamento servito anche per ratificare i bilanci consuntivo 2007 e preventivo 2008 dell'organizzazione diretta da Paolo Gerardini. IN MERITO alla necessità di fare sistema Mattinzoli ha ricordato come l'Associazione di via Cefalonia abbia messo in campo una serie di iniziative volte ad aumentare le chances di competitività delle piccole imprese in un contesto economico che richiede elevati livelli di specializzazione e circuiti ampi di circolazione della conoscenza. "Come Associazione Artigiani - ha detto - stiamo sviluppando un'alleanza tra associazioni, non necessariamente riferite alla stessa sigla nazionale, per formare una rete operativa di servizi e, in prospettiva, anche sindacale, che coinvolgerà più province lombarde come abbiamo già sperimentato nel settore del credito. Un'esperienza che vogliamo estendere". Nell'estate del 2007, come ricordato, si è concluso il progetto di fusione fra il confidi Artfidi Brixia dell'Associazione Artigiani di Brescia, Confialo dell'Unione artigiani di Lodi, Cooperativa artigiani di garanzia e Crema fidi della Libera Associazione artigiani di Crema: ha portato alla nascita di Artfidi Lombardia, secondo a livello regionale con oltre 14 mila iscritti. "Ci siamo posti l'obiettivo - ha aggiunto Mattinzoli - di sviluppare un sistema di alleanze, in altri ambiti e settori, attraverso cui predisporre un quadro complessivo di strumenti operativi atti a contribuire a una necessaria accelerazione del passo di crescita delle imprese, tenuto conto che il raggiungimento di questo obiettivo, alla luce di un sensibile peggioramento delle attese di crescita per il 2008, si è fatto più urgente e più difficile". A PREGIUDICARE la corsa delle aziende sono stati determinanti soprattutto gli aumenti delle materie prime che, nel 2007 sono stati di circa l'8%; anche nei primi mesi del 2008 si prevedono incrementi di almeno altri 6 punti percentuali. Pesanti anche i rincari tariffari subiti sugli approvvigionamenti di energia: circa il 10%, con punte di oltre il 22% per quanto riguarda i soli carburanti. Una situazione inflativa che influisce negativamente su molti settori del manifatturiero i quali, rispetto al 2006, registrano un calo di circa l'1% della produzione e del fatturato, come negli ordini. I primi mesi del 2008 dovrebbero comunque portare nuove commesse, stimate intorno ad un più 2%. Problemi anche per le attività di servizio alle persone che scontano il calo generalizzato dei consumi. Buoni i risultati invece raggiunti dal settore dei servizi alle imprese con incrementi dello 0,7% per produzione, dello 0,9% per fatturato, e dello 0,3% per l'occupazione. Preoccupano i settori di servizio alla persona (estetica, acconciatura, ecc.), le aziende dei settori legno e arredo, della moda, dell'edilizia e degli impianti. MATTINZOLI, dopo aver sottolineato l'importanza di dare concreta attuazione al rilancio dell'aeroporto di Montichiari ricordando la partecipazione dell'Associazione Artigiani come socio fondatore in ABeM spa, ha ricordato i dati più significativi dell'attività associativa: oltre 10 mila pratiche svolte, corsi per 3.089 partecipanti, affidamenti per oltre 79 milioni di euro tramite Artfidi Lombardia, aumento del patrimonio immobiliare dell'organizzazione con nuove sedi a Montichiari, Carpenedolo, Iseo e Desenzano; e la creazione del CAIT, il Centro Assistenza Impianti Termici, a livello regionale.

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Un futurista rossoTrevi (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualita Pagina 109 Un futurista rossoTrevi Graziano Cecchini, un incursore nel mondo dell'arte --> Graziano Cecchini, un incursore nel mondo dell'arte di GIORGIO PISANO Ha faccia da onorevole e il tratto casual di un over cinquanta che indossa con spavalderia il giubbotto con lo stemma delle Frecce tricolori. Occhiali di ispirato design craxiano, orologio esagerato, taglia a passo sicuro piazza Castello a Torino e subito lo blocca un giornalista. "Scusi, Rai tre, Tgr Piemonte". Lo ha sicuramente scambiato per qualcuno che deve tenere un comizio di lì a poco ma Graziano Cecchini non fa una piega. "Un'intervista? Come no". Gli chiedono se può illustrare il suo programma e lui, serissimo: "Sono per gli uomini liberi, tutto qui, non c'è altro da aggiungere". Pochino per il giornalista Rai che cerca allora di salvarsi in corner: e del programma degli avversari, che pensa? "Niente, non leggo programmi politici perché sono tutti uguali". Fine di un'imbarazzata intervista. Cecchini sorride, saluta e tira dritto fino a che, cento metri più avanti, torna alla carica il solito giornalista: scusi, può dirmi il suo nome? La risposta arriva sicura: Salvemini, Gaetano Salvemini. Il giornalista felice e sconosciuto se ne va soddisfatto. Cecchini anche. Chissà se al tiggì della sera apparirà la sua faccia e la scritta in sovrimpressione: Gaetano Salvemini. Senza l'aggiunta che avrebbe doverosamente imposto la Storia: buonanima. Due figlie, romano de Roma, l'uomo che ha fatto rossa la fontana di Trevi vive nel segno della provocazione e dello scontro. Dopo aver tinteggiato l'acqua di uno dei monumenti più celebri al mondo, ha fatto cadere dalla scalinata di Trinità dei Monti (sempre a Roma) una valanga di cinquecentomila palline colorate. Un'idea rubata alla pubblicità, dice chi lo detesta. "Io l'ho fatto perché a quell'ora il rumore mi ricordava, nella città quasi deserta, le risa fragorose dei bambini che escono da scuola". Cinquantaquattro anni, studi (interrotti) al Nautico, ex lavapiatti, ex body guard, ha completato alla grande una sola carriera: nel ristorante dove l'avevano assunto ultimo degli ultimi, si è licenziato anni dopo da direttore. E l'arte? Quella l'ha sempre avuta dentro, come un piccolo sisma gastrico, una marcia su Roma e dintorni che prima o poi doveva esplodere. Gli siede accanto, assistente silenzioso, Luca Castellano, responsabile del suo sito. Cioè l'autore di una cronaca magistrale sulla primissima incursione del maestro: c'era un uomo, sulla fontana, che indossava un cappellino e degli occhiali scuri. Aveva le braccia perpendicolari al resto del corpo, piegate a sollevare una busta. Che era bianca. Trasparente da far intravedere del rosso, dentro. L'uomo era Graziano Cecchini, e nella busta c'era il suo rossotrevi. Il giorno, per stare stretti stretti alla cronaca, era il 19 di ottobre 2007. Ore, per stare giusti sul tempo, 16,30. L'idea iniziale del sabotaggio era quella di far saltare la luce mentre a Roma, da tutt'altra parte, Uòlter Veltroni celebrava la festa del Cinema, un affare da quindici milioni di euro. Ripiegare su Trevi non è stata una Caporetto strategica, semmai un blitz premeditato dopo l'acquisto di due litri e mezzo di concentrato di tempera. Doveva essere, nelle intenzioni dell'artista, un segnale dello stesso colore del sangue, forte fino ad sembrare urlo. A seguire, l'arresto, un giorno in galera e un lampo di notorietà. S'è fatto ricco? "Lo sono stato, in passato. Ma ho scelto di uscire dal tritacarne dove tentano di infilarci tutti. Cercare la libertà ha fatto naufragare il mio matrimonio. In compenso oggi continuo a inseguire il mio sogno: voglio fare la manovella. Del tritacarne, s'intende". La militanza a destra rientra in questo progetto? "Non milito, militavo. Non ci sono più uomini di destra". Dunque lei resta un fascista solitario. "Non sono fascista, almeno per come si intende di questi tempi. Ho contribuito a far nascere Forza Nuova perché me lo aveva chiesto un amico carissimo mentre moriva". La definizione di post-futurista è corretta? "Non sono post e neppure neo. Futurista e basta. Punto indegnamente a superare ciò che sosteneva Filippo Tommaso Marinetti con l'ideologia e Giacomo Balla con l'arte. Poi, che dire? Durante un convegno Vittorio Sgarbi mi ha introdotto in maniera esaltante: signori, vi presento l'erede dei futuristi" . Che fa a Torino? "Studio, per conto del mio mecenate, qualcosa che finirà sul desktop dei computer". Chi è il suo mecenate? "Un imprenditore torinese, proprietario di un piccolo giornale locale. È lui che finora ha finanziato i miei arrembaggi. Cerco nuovi sponsor perché mi frulla una certa idea in testa". Sentiamo. "Non sentiamo niente, vedrete. Ho quattro amici che conoscono in anticipo i progetti ma nessuno, proprio nessuno, conosce le ultime tre pagine, quelle definitive e conclusive, della mia vita d'artista". Com'è nata l'idea di colorare fontana di Trevi? "Abito con mia madre in una casa popolare. Volevo gridare il mio no a uno spreco così imponente di danaro pubblico. Ho scelto il rosso perché rosso è il colore dell'emergenza, del lavoro che non c'è, dei morti per mancanza di sicurezza, di un mondo in affanno permanente. Ho scelto Trevi perché è a mezza strada tra Montecitorio e Quirinale". Ce l'ha fatta per un soffio. "Macché. Roma città sicura è uno slogan fasullo del prefetto. Puoi fare quello che vuoi dove vuoi: io sono la prova vivente. Vorrei avere un centesimo per ogni reperto antico che rubano quotidianamente ai Fori imperiali". Poi c'è stato il bis a Trinità dei monti. "Già, pensavano fosse finito tutto. Pensavano di essere ormai tranquilli, il matto aveva colpito senza far troppi danni e credevano di poter riprendere sonni quieti". Ci mancherebbe. "Sia chiara una cosa: fin dal primo momento, la mia unica preoccupazione è stata quella di non danneggiare i monumenti. Così, ho comprato mezzo milione di palline colorate da far precipitare lungo la scalinata di piazza di Spagna. Bella provocazione, bella opera d'arte, neanche un graffio alla pietra. Il costo? Venticinquemila euro in tutto. Lavoro in economia, io". Settore visionari, giusto? "Hanno parlato a sproposito di pop art. La mia non è arte destinata al popolo ma arte che nasce del popolo. Dal rossotrevi alla quadricromia della palline: volevo sperimentare e dimostrare la dinamica del movimento e le suggestioni del colore". Conclusione, manette. "Divertente il reato contestato: interruzione di pubblico servizio. Che, come tutti sanno, in un'isola pedonale non esiste. Resto quello che sono". Ovvero? "L'inventore dell'hackeraggio mediatico. Di quel che ho fatto hanno scritto anche i giornali della Papuasia. Effetto non previsto, sono stato subito licenziato dal consigliere comunale di An per il quale lavoravo come segretario". Vergogna nazionale. "Anche peggio, se è per questo. Siamo un popolo di ignavi, odiosi a Dio e agl'inimici suoi, direbbe Dante. A Firenze, dove sono andato per la vicenda del tram da far passare a un passo dal Battistero, mi hanno multato perché ho rotto il silenzio del referendum indetto dal Comune". E allora? "Allora, come ho spiegato in un'intervista alla Bbc, non è con queste ridicolaggini che si può fermare l'azione di un artista in un'Italia collassata. Io, per dire, non vendo i miei quadri e vado in tivù gratis". Cosa vuol dire? "I miei quadri, che fino a un anno fa non valevano nulla, adesso sono quotati anche ventimila euro. Me li tengo. Sono cosciente della mia forza: quindi sarò io a decidere quando e quanto. Ne approfitto per dire ai giovani che hanno idee: non svendetevi per disperazione al primo che passa, siate consapevoli del vostro valore e fate voi il prezzo, ma solo quando siete certi di spuntare quello più alto". In televisione invece? "Da quando ho combinato tutto quel fracasso, mi invitano continuamente. Sono diventato all'improvviso un personaggio curioso, interessante, intelligente, faccio share insomma. Mi offrono un gettone di presenza e io mi levo lo sfizio di andarci gratis, in tivù. Se mi dovessero pagare per quel che valgo in questo momento, di gettoni ce ne vorrebbe una montagna". Perché l'arte, la sua arte, ha bisogno di fare rumore? "Altrimenti non sentono, troppi hanno le orecchie tappate e gli occhi chiusi. Ho fatto la mia prima mostra a diciott'anni, reinterpretavo De Chirico. Cosa sono queste brutture?, s'è chiesto un critico guardando i miei quadri. Gli ho dato un pugno, levato le tele dalle pareti e me ne sono andato". La domanda era un'altra. "Un attimo e ci arriviamo. Da scuola sono stato cacciato perché avevo organizzato una sommossa. Ho fatto il militare e stavo sempre punito. Proprio allora ho capito che non c'era verso: dovevo star solo davanti alla vita. Ho letto, da autodidatta, millecinquecento libri d'arte". Fino ad arrivare a Trevi. "Esatto. La regola, in fondo, è una sola: innanzitutto avere l'idea, avvertire un po' di giornalisti e metterla in atto. Il botto è sicuro". Ha già messo il concetto per iscritto. "Sto proponendo sul mio sito il Manifesto del nuovo futurismo. Oggi innovazione non è il motore a scoppio che stupiva e sorprendeva Balla, innovazione è il gigabyte. E io, attorno al gigabyte, lavoro". Gillo Dorfles, critico autorevolissimo, sostiene che l'arte moderna è incomprensibile. "Ha ragione. Però dimentica di dire che nell'arte si può fare tutto, ma proprio tutto, a patto che si sappia perché lo si fa". Italia, artisti di regime. "Piccola premessa: dove sono gli artisti? È artista Maurizio Cattelan perché appende pupazzi agli alberi di Milano? Ho citato il nome più conosciuto per dire che scambiamo per artisti signori che frequentano senza sosta salotti e discoteche, radio e studi televisivi". Invece? "L'artista è altro. Deve, sopra ogni cosa, restare immerso nella società, non perderla mai di vista. A Venezia la direttrice di Palazzo Grassi ha dichiarato che in Italia non c'è più una leadership artistica. Sa che vuol dire?" No. "Vuol dire che non contiamo più nulla, che siamo in mano al conformismo, a una burocrazia artistica grigia e senza sogni. Restiamo tutti estasiati nel guardare l'avveniristico hotel di Dubai, che sembra fatto di vele gigantesche. Nessuno ha mai dato un'occhiata ai lavori di Enrico Prampolini? Quelle vele sono state disegnate mezzo secolo fa". Molti hanno considerato le sue incursioni una pagliacciata. "Achille Bonito Oliva, padre della transavanguardia, mi ha liquidato dicendo che il futurismo è roba di cent'anni fa. Vendetta trasversale anti-Sgarbi, che ha la colpa di stimarmi. Che pena, un borghesuccio piccolo piccolo questo Bonito Oliva". La Chiesa condiziona lo sviluppo dell'arte? "In misura molto pesante. L'ultimo Papa che riconosco è Giulio II. Senza di lui non ci sarebbe stato il Rinascimento. Su tutti quelli che seguono meglio tacere". Esiste una mafietta dell'arte in Italia? "Paro paro a quella dei libri. Il mercato fabbrica artisti, sforna curriclum su misura, plasma il giovane emergente da mandare un po' in giro a stupire, come al circo. Il bravo & famoso esce da una specie di catena di montaggio. Quanti poi sopravvivono al severo esame del tempo è un altro problema". Lei ci riuscirà? "Chissà. Il mercato mi dovrebbe comunque essere riconoscente: grazie a me, le quotazioni dei futuristi sono salite del 20 per cento. Vuoi vedere che adesso, incontrandomi per strada, i galleristi trendy non avranno più la puzza sotto il naso?" Ce l'ha un difetto? "Due. Sono arrogante e presuntuoso: mi serve per andare avanti. Il che, rovesciando la domanda, è un pregio. Sono stufo di stare in una vasca di pesciolini rossi dove tutti ti mordicchiano credendosi squali". La prossima incursione? "Un'ideuzza c'è e riguarda l'apertura dei giochi olimpici a Pechino. Aspetto di sapere quale sarà la posizione del nostro nuovo premier nei confronti della Cina. Subito dopo mi muoverò. Come sempre contro i governi, mai contro i popoli". pisano@unionesarda.it.

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Porta Buzzati, Almerina inaugura la scultura (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Borgo Prà, dove oggi si tiene la rievocazione degli antichi mestieri, scoperta un'opera lignea alta due metri dedicata da un gruppo di artisti allo scrittore bellunese Porta Buzzati, Almerina inaugura la scultura La vedova: "Maturità artistica da adulti". E l'assessore annuncia un progetto di sistemazione dello Spazio giovani "Sono dei ragazzi, ma la loro maturità artistica è da adulti. Giovani competenti che hanno letto con la giusta ottica i racconti di Dino che ho amato di più". E' stata Almerina Buzzati, la moglie del celebre scrittore bellunese, a dare lustro ieri allo Spazio giovani di Belluno all'inaugurazione ufficiale della "Porta Buzzati", realizzata da un gruppo di giovani guidati dallo scultore Beppino Lorenzet e da Marta Farina. Un'opera in legno di 2 metri per 106, in larice e tiglio trattata da terre naturali e cera che verrà montata all'entrata della Sala Cappella di Palazzo Crepadona. Enozionatissima, Almerina Buzzati ha voluto essere presente al varo di un progetto avviato ancora nel 2006 e sviluppatosi in più fasi che hanno impegnato non poco i giovai artisti Sara Andrich, Sergio Boso, Gianernesto Feltrin, Andrea Forti, Renata Forcellini, Luigina Garzotto, Diego Gazzi, Gianni Giozet, Stefano Lezzi e Renato Rigo.Presenti e soddisfatti per la riuscita dell'opera scoperta, come ha sottolineato l'assessore alla cultura del Comune Maria Grazia Passuello, proprio in occasione della festa dei Marangoni, ovvero la rievocazione dell'epopea degli artigiani e degli artisti che un tempo popolavano Borgo Prà. Sulla porta sono state ricavate le figure celebri del Buzzati grafico e pittore: il Duomo di Milano, il cane, il Babau che ha popolato racconti e fogli già esposti nella mostraPoema a Fumetti di Belluno, trasportata nel capoluogo lombardo per le iniziative del centenario della nascita. La porta è quindi il punto d'arrivo, quasi simbolico, il superamento di un percorso che ha visto insegnanti e allievi cimentarsi in questi due anni in bozzetti in creta e in legno, anch'essi esposti ieri allo Spazio giovani, le cui copie sono state donate ad Almerina Buzzati e alle autorità. Oltre alla Passuello, hanno voluto assistere all'inaugurazione della posta anche l'assessore alle politiche giovani del Comune Marco Da Rin Zanco, il presidente del Consiglio Comunale Oreste Cugnach e del consiglio provinciale Emilio Isotton. E' stata un'occasione anche per celebrare il centro giovanile di Borgo Prà, per il quale, ha detto Da Rin Zanco, esiste un progetto di ulteriore sistemazione che si aggiungerà alle sale già sistemate a servizio dei ragazzi. Poca ufficialità e tanta spontaneità, come si conviene ad uno spazio eclettico come quello che ha ospitato la presentazione. Con la scherzosa consegna di un "tapiro" al Comune, sempre realizzato dal giovani, per il tempo consumato nella burocrazia per allestire la cerimonia. La porta sarà visibile anche oggi nella seconda giornata della festa dei Marangoni, con gli artigiani in piazza e l'esposizione dei disegni realizzati ieri mattina dagli alunni delle scuole di Belluno.M.D.

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In Polesine il <campo base> del rigassificatore (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Otto anni di attesa per il via libera al progetto, realizzato in appena 24 mesi: la Regione Veneto chiama in causa la burocrazia romana In Polesine il "campo base" del rigassificatore Inaugurata a Porto Viro la base logistica del complesso che assicurerà il 10 per cento del fabbisogno italiano di gas Porto ViroNOSTRO INVIATOC'è una cifra che da sola basta a far capire cosa sia accaduto ieri in una giornata di sole a Porto Viro. E che cosa accadrà nel futuro del nostro Paese. La dice nel suo ultimo intervento da sottosegretario alle Attività produttive Marco Stradiotto: "Nel terminal rigassificatore di Rovigo arriverà il dieci per cento del gas che consuma una nazione come l'Italia". Basta. No? Stradiotto si toglie tutti i sassolini che erano finiti nelle scarpe di uomo di governo: "In questo Paese non abbiamo solo un deficit di energia, ma anche un deficit culturale verso l'energia".Scott Miller, l'amministratore delegato di Adriatic Lng, la società che sta costruendo il terminal gasiero non muove un muscolo. Da più di un anno si incontra una volta al mese con Stradiotto per la "road map" dei lavori. "Quest'opera vale un miliardo e 800 milioni di euro, ricorda il sottosegretario - È stata fatta in gran parte in Spagna. L'ingegnere che coordina il progetto ad Algeciras mi ha detto che le autorità spagnole hanno dato l'ok ai lavori in un mese". Un tempo impensabile per l'Italia.La cronaca potrebbe finire qui. Non servirebbe altro per descrivere questa specie di miracolo energetico che sta - comunque - sorgendo nel Delta del Po. La base logistica di Porto Viro, appena inaugurata, si sviluppa su 5.000 metri quadrati e darà lavoro a un centinaio di persone, indotto compreso. È il luogo che ospita tutto il materiale necessario per la manutenzione e lo sviluppo del rigassificatore che sarà operativo in autunno a 15 chilometri dalla costa veneta. "Un lavoro completato all'87 per cento - ha detto puntuale sotto il capannone di tela bianca - Carlo Mangia, manager tecnico di Adriatic - che ha anche superato uno sforzo importante, quello dell'adempimento all'ampio spettro delle leggi applicabili".Non è un'accusa al nostro Paese ma se qualcuno volesse approfittarne, si ricordi che per le strutture off shore come questa abbiamo dovuto applicare le norme sulle attività minerarie. Dolo che noi non facciamo attività minerarie. Incomprensibile a qualunque europeo.Alla fine il rilievo diventa un omaggio alla abilità delle autorità e all'elasticità di chissà quante brave persone si sono date da fare per applicare norme leggi e quant'altro. "Anche se a Roma c'è - ha tuonato l'assessore Renato Chisso - qualche funzionario di ministero che si è inventato oscure norme. Imbrigliando la Regione nel suo ruolo. Non si deve più pensare che per le opere strategiche di questo Paese si debba fare così. Noi veneti, primi in classifica della capacità e della tecnologia, dobbiamo poter agire da soli. Questa opera è stata pensata nel 1998. I lavori sono cominciato otto anni dopo. Troppi tempi morti. Bisogna cambiare questi percorsi".Eccola la bandiera della crisi di efficienza: un Paese moderno deve dare risposte rapide. Ma anche mantenere la democrazia al suo interno, sembra rispondere Federico Saccardin, presidente della provincia di Rovigo, uomo di centrosinistra che non nascosto nemmeno uno dei problemi e delle crisi che hanno tormentato il suo mandato di presidente in rapporto al progetto di Adriatic e del rigassificatore. Saccardin è uno che ha detto (all'inizio) tanti "no" ma che alla fine è riuscito a trovare un dialogo."È più agevole salutare adesso - dice pacato - che nella inaugurazione della sede di Rovigo. Allora dissi che non eravamo favorevoli al progetto: non nascondo e non rinnego nulla. Ammetto - dice - che lo sforzo e il coraggio sono serviti a superare la condizione negativa". All'ex sindacalista Cisl queste parole devono costare perché ritorna al "primo incontro con Miller: non è stato agevole, ci siamo misurati da pozioni molto lontane però abbiamo trovato, nel corso dei lavori, posizioni di reciproche garanzie".Saccardin ricorda i suoi appelli ad Enrico Letta, a Marco Stradiotto. Ha mosso santi e madonne insomma quest'uomo che però ricorda anche: "Mai messo in discussione il valore nazionale dell'opera. Semmai si è discusso sull'opportunità di metterla qui". Era oggetto di conflitto il rigassificatore? Adesso è diventata una potenzialità produttiva. E che il momento fosse pieno di attese e tensioni lo ha capito anche l'amministratore delegato di Adriatic, Scott Milller che ieri si è avventurato nel suo primo discorso (letto, qualche accento non perfetto, ma...) in italiano. Un segnale di accoglienza ulteriore col territorio ."Il vero problema del nostro paese - dice ancora Stradiotto - è la sburocratizzazione, togliere i mille lacci che bloccano ogni azione". Quella "cultura dell'energia" di cui parlava prima e che - mancando - produce veti e immobilismi. "Nel primo dialogo con Miller tre anni fa c'erano interi pacchi di carta con le cose da fare - conclude il sottosegretario - Adesso siamo ad un solo foglio con poche incompiute; un risultato utile per entrambi. Dico questo perché l'Italia è indietro perfino su fotovoltaico ed eolico perché non riesce a superare i problemi della burocrazia. Con Miller? Ho l'ultimo appuntamento operativo sul rigassificatore all'inizio di maggio...".Adriano Favaro.

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Ca' Bianca avrà il suo centro civico. Entro settembre la gara d'appalto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ILLUSTRATO IL PROGETTO Ca' Bianca avrà il suo centro civico. Entro settembre la gara d'appalto ChioggiaCa' Bianca avrà il nuovo centro civico. Il complesso, che vedrà la luce entro il 2009, sarà realizzato su una superficie di 300 metri quadrati di coperto dalla parte opposta della Chiesa della frazione sulla strada provinciale Rebosola, per una spesa di 800 mila euro. A dare l'annuncio l'assessore ai Lavori pubblici Gian Paolo Convento: Il progetto è già definitivo spiega ora non resta che fare la gara d'appalto entro settembre e poi procedere con l'inizio dei lavori. Si tratta del terzo grosso intervento in poco tempo fatto su Ca' Bianca a dimostrazione della forte sensibilità dell'amministrazione nei confronti dei cittadini delle frazioni. La nuova struttura avrà al suo interno un'ampia sala riunione di 82 metri quadrati, una biblioteca di 60 con un soppalco di 40 per il deposito e l'archiviazione dei libri. Altre tre sale più piccole verranno invece destinate ad ambulatorio ed internet point. Davanti al nuovo centro civico verrà anche realizzata un'area parcheggio con circa 20 posti macchina. Gli investimenti dell'amministrazione a Ca' Bianca sono stati fin qui notevoli: a maggio si chiuderà la gara d'appalto per la realizzazione della pista ciclabile che costerà circa 1 milione e 100 mila euro, mentre sono già iniziati i lavori per il nuovo campo sportivo per una spesa complessiva che si aggira attorno ai 300 mila euro. Ma gli interventi sulla frazione non si chiuderanno con la realizzazione del centro civico: Stiamo pensando continua Convento - alla sistemazione dello spiazzo antistante la chiesa ed è in fase di studio un progetto per collegare con un ponte carrabile le frazioni di Valli e Ca' Bianca sfruttando la strutture già esistenti. Se l'unione andrà a buon fine ottimizzeremo i costi e i servizi di entrambe le frazioni, i cui centri distano solo tre chilometri e mezzo l'uno dall'altro. Il collegamento in particolar modo favorirebbe i lavoratori pendolari di Ca'Bianca che potrebbero raggiungere facilmente Valli di Chioggia per poi usufruire dei mezzi extraurbani. Inoltre in questo modo potrebbero risolversi i problemi di burocrazia scolastica che vedono a forte rischio di chiusura la scuola della piccola frazione per via del numero esiguo di studenti. Proprio per questi motivi il consigliere comunale dell'Udc Sandro Varagnolo aveva chiesto nei giorni scorsi che fosse abbandonato il progetto di realizzazione del centro civico per dirottare i fondi verso la realizzazione del collegamento tra le due frazioni, considerato di prioritaria importanza. Ipotesi poi attaccata direttamente dal comitato cittadino di Ca'Bianca.Marco Biolcati.

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Picchettaggio davanti alla casa del sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Padova))

Argomenti: Burocrazia

PONSO Sandro Parolo "pedinato" fino all'abitazione da un gruppo di operai della Coop Sistem guidati dal legale rappresentante dell'azienda Picchettaggio davanti alla casa del sindaco Ma il Comune non fa marcia indietro. Avviate le procedure per collocare in cassa integrazione i 120 dipendenti PonsoNiente tregue, nessuna marcia indietro: prosegue il braccio di ferro tra il sindaco Sandro Parolo e la ditta Coop Sistem Scarl, chiusa da un'ordinanza del Comune a causa di alcune inadempienze di natura ambientale. Lo scontro è talmente serrato da portare un picchetto di operai, condotti dal legale rappresentante, sotto l'abitazione del primo cittadino al termine di un pedinamento serale. "Ricordo che le norme italiane è il commento della vittima delle attenzioni - non consentono pedinamenti e picchetti sotto casa". Ma la fazione opposta sottolinea come la manifestazione serale sia stata pacifica e motivata solamente dal fatto che era stata promessa dal Municipio una risposta entro venerdì sera, mai arrivata. Sono già arrivate invece alle forze dell'ordine le richieste per altre manifestazioni di protesta davanti al Comune e i lavoratori avvertono che se non si giungerà ad una soluzione a fine mese andranno a mangiare in municipio. Intanto la burocrazia nostrana si muove e l'altra sera è giunta una comunicazione della Provincia, che certifica l'ottemperanza totale alle richieste del settore ambientale. Manca solo, ma ci sono 10 giorni per presentare le carte, una relazione relativa all'adozione di sistemi di abbattimento integrativi o alternativi a quelli utilizzati e di uno studio delle ricadute delle polveri al suolo. "Le prescrizioni spiega Parolo sono arrivate direttamente dalla Provincia, dall'Arpav, dall'Ulss 17 e dai vigili del fuoco. Mi sono sentito in dovere di fare quanto in mio potere per salvaguardare la tutela e la salute dei miei cittadini". La posizione della giunta è emersa ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa tenuta da Parolo e dall'assessore all'ambiente, Mario Mori. "L'ordinanza con cui ho chiesto la cessazione dell'attività continua il sindaco - è rivolta solo ed esclusivamente all'interesse collettivo, compreso quello dei dipendenti, "he non vedono tutelate le proprie condizioni di sicurezza. Sono partite anche le procedure per mettere in cassa integrazione i 120 dipendenti, ma i titolari annunciano un ricorso al Tar, già espressosi positivamente nei confronti della Coop Sistem riguardo ad un capannone che non aveva ottenuto l'agibilità dal Municipio: si parla di un risarcimento danni di 500 mila euro, ma il sindaco risponde colpo su colpo e segnala che una quarantina di residenti della zona in cui opera la ditta stanno avviando una richiesta di danni per i problemi causati dalle polveri sollevate durante la lavorazione.Ferdinando Garavello.

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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I parassitiPiuttosto l'hanno costretto a costruirsi modelli culturali più pronti alla difesa che alla libera esplicazione delle proprie vocazioni. L'isola si è come ritratta, pur conservando uno spirito d'accoglienza che ha visto radicarsi altre popolazioni, come gli albanesi in fuga dalla violenza ottomana. Diversa la storia dei veneti. In una terra pure attraversata da invasioni e interessata a trapianti d'altre culture. Con la Sicilia il Veneto contemporaneo offre più di una possibilità di comparazione: entrambe le regioni hanno un numero di abitanti intorno a cinque milioni, in tutte e due la lingua più parlata in casa e fuori è il dialetto locale, che nonostante i mutamenti continua ad essere un codice di comunicazione vivo, nelle conversazioni, nei canti, nei modi di dire; hanno avuto una lunga esperienza di emigrazioni, ai vertici in Italia. Sia nell'emigrazione verso l'estero che in quella interna, seppure in tempi diversi. Anche i veneti si sono trasferiti in Piemonte e in Lombardia per lavorare nelle fabbriche, prima che la grande trasformazione rivoluzionasse i percorsi, e la regione diventasse in qualche decennio terra di immigrati. Anche la Sicilia ha i suoi immigrati, che arrivano dall'altra sponda del Mediterraneo per prestare le loro braccia ai pescherecci, o magari per far rinascere antiche tradizioni artigiane nella ceramica. E tuttavia si deve riconoscere che queste similitudini si fermano qui. La tenebrosa industria del crimine alligna nelle province sicule in modo endemico, purtroppo, in una misura che nelle Venezie è assolutamente non comparabile. C'è poi la questione dell'autonomia, che l'isola ha avuto riconosciuta fin dal dopoguerra, ma senza riceverne frutti di benessere comunitario. Se non nella forma di stipendi distribuiti a una burocrazia pletorica, elefantiaca, rispetto a quanto avviene nell'amministrazione regionale veneta. Lo dicono i numeri: cinque volte tanto, riguardo a dipendenti e dirigenti. Il male non è solo della Sicilia, per la verità, ma si allarga a comprendere in via generale tutte le regioni del Mezzogiorno. Evidentemente non per motivi etnici (come nella sua ignoranza, propone ancora qualche sprovveduto, che non conosce la quantità e qualità del lavoro di cui sono stati capaci i nostri emigrati meridionali in giro per il mondo). La cosa va piuttosto ricondotta a dei modelli culturali di riferimento, dove la storia ha insegnato ad apprezzare la sicurezza di uno stipendio fisso piuttosto che il coraggio del rischio d'impresa. E si capisce, pensando al"pizzo" che viene inflitto a ogni azienda, piccola o grande che sia. Ed è proprio intorno ai modelli culturali che bisogna lavorare. La mano dello Stato, armata per combattere il crimine è indispensabile, ma al tempo stesso è il cambiamento radicale della mentalità che si deve raggiungere. Non mancano segni positivi in questa direzione, come i gruppi giovanili che si battono a viso aperto contro le mafie. I governi devono insistere su questa strada, impedendo, con provvedimenti adeguati, che continui l'emorragia di intelligenze costrette ad andarsene dalla mancata possibilità di sviluppare i talenti in libertà. Si pensi solo alle enormi possibilità turistiche della Sicilia, tutte legate alla capacità di rimuovere le condizioni di sicurezza e l'immagine torva della delinquenza che grava sul patrimonio d'arte e di cultura custodito dall'isola. Terra difficile, come hanno più e più volte magnificamente raccontato Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa, De Roberto. Ma anche le culture possono mutare. E dimostrare, magari, che l'autonomia si merita e si conserva misurandosi con gli altri. Imparando a fare i conti giusti. Investendo le risorse nella promozione di ciò che apre alle relazioni e agli scambi, al mercato e al mondo, onestamente. Rinunciando, con grande coraggio, alle logiche parassitarie. Un'operazione chirurgica salvifica.Ulderico Bernardi.

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E' stata scoperta la targa dedicata a Vittorio Acquarone (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CERIMONIA A IMPERIA E' stata scoperta la targa dedicata a Vittorio Acquarone Vittorio Acquarone, avvocato, comandante partigiano e primo prefetto di Imperia nell'immediato dopoguerra, ha la sua targa commemorativa nei giardini a lui intitolati sopra Largo Ghiglia. L'ha voluta fortemente, e ha lottato contro burocrazia e indifferenza per quel riconoscimento, il nipote Felice Acquarone. Due anni di pellegrinaggi ai vari uffici, in Comune e all'Istituto storico della Resistenza, poi Felice ha visto realizzato il suo desiderio: riconoscere l'impegno civile di quello zio che tanto ammira. All'inaugurazione erano presenti tra gli altri l'assessore Giuseppe Fossati, il presidente dell'Istituto storico della Resistenza Manfredo Manfredi e le associazioni partigiane. \.

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Strangolata in casa anziana di 81 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nella capitale Strangolata in casa anziana di 81 anni Potrebbe essere la rapina, nonostante fosse poverissima, il movente dell'uccisione per strangolamento di una donna, di 81 anni, che abitava sola in una casa comunale a Roma. È l'ipotesi sulla quale stanno lavorando i carabinieri. Il cadavere è stato trovato ieri pomeriggio ma la rapina sarebbe avvenuta 48 ore prima e sarebbe maturata tra disperati in una situazione di degrado ed abbandono. Emilia Matilde Stoppioni viveva di elemosina e racimolando cibo e vestiti da passanti o nei cassonetti. La sua abitazione, trovata a soqquadro, è in un casolare degradato in via della Moschea, a pochi passi dal quartiere elegante dei Parioli. La vittima potrebbe essere stata strangolata con un laccio di cuoio o con un filo di nylon. Gli ultimi ad averla vista viva sembra siano stati alcuni venditori del mercato rionale. Pietro Vignali è una di queste figure lontane da partiti e ideologie che sempre più spesso vanno a gestire le città del nord Italia. Sindaco di Parma, eletto con una lista civica con i voti di Forza Italia, Udc, Margherita oltre che del suo movimento cittadino, ha avuto un'idea: mettere intorno a uno stesso tavolo 16 sindaci per scrivere una Carta di sicurezza da mandare al governo non come sindaci sceriffi ma "proprio perché non ci sia bisogno di sceriffi". Ecco il suo decalogo su quello che un sindaco del Nord chiede ai politici romani. Come la polizia "Se devo impedire che la prostituzione renda invivibile un quartiere devo appellarmi al codice della strada? Oppure se devo sgomberare uno stabile occupato devo dichiararlo inagibile o igienicamente insalubre? Ma, scherziamo? I sindaci devono poter emettere ordinanze sull'ordine pubblico e ci vogliono poteri di polizia ai vigili per i reati minori". Organici da potenziare "Sono necessari un potenziamento dell'organico e della dotazione dei mezzi delle forze dell'ordine. Servono risorse per finanziamenti specifici per progetti di sicurezza e qualità urbana e per un "pacchetto rosa" specifico per la sicurezza delle donne. Oggi ci paghiamo da soli l'illuminazione, la videosorveglianza nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto pubblico, il buono taxi serale per le donne, i parcheggi rosa". Le leggi "C'è bisogno di regole chiare e norme più severe per alcuni reati: dallo sfruttamento dei minori in attività criminali o per l'accattonaggio, all'occupazione abusiva di luogo pubblico. Ma si deve inserire anche lo stupro fra i reati che causano grave allarme sociale". La politica fiscale "Io sono per la sussidiarietà fiscale e il federalismo è il primo passo. Non mi spiego perché le risorse che un territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il ruolo dei partiti "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese. Pensiamo all'incontro di venerdì sulla sicurezza. Noi sedici sindaci non la pensiamo allo stesso modo su tutto, eppure guardi su quanti argomenti facciamo fronte comune. Se le logiche di parte vengono prima del bene comune, la politica non serve a nulla, è solo un costo per i cittadini". Il dialogo bipartisan "Anche in futuro dobbiamo fare sistema. Continueremo a confrontarci e a collaborare anche su altri temi e con altri comuni". La burocrazia "Bisogna snellire, vorrei una grande semplificazione amministrativa. Non è normale che per realizzare un termovalorizzatore l'iter amministrativo duri il doppio di quello realizzativo". Ascoltare i cittadini "La maggior parte dei miei provvedimenti non nasce dalla strategia politica ma da suggerimenti dei miei concittadini. Noi amministratori abbiamo l'obbligo della concretezza,". Una comunità attiva "Ci sono sfide per cui l'impegno dell'ente pubblico non basta. Penso alla qualità dell'aria, o all'ambiente in genere ma anche alla sicurezza e al sociale. Il bene comune è il bene di tutti e tutti sono chiamati a partecipare attivamente".

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Airaudo: visti troppo vicini al governo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' persino un poco brutale il segretario della Fiom, Giorgio Airaudo, quando dice: "Gli operai hanno votato Lega o non votato Sinistra Arcobaleno e così facendo hanno dato un giudizio anche sul sindacato. Ci hanno visti come troppo vicini al governo. Si potrebbe dire che siamo stati vittime di un fuoco amico". Ma che cosa significa? "Che un governo pieno di ex sindacalisti ha ancora una volta tenuto fuori gli operai dalla "festa" che per loro non arriva mai: si sbattono dal '77, dai tempi dell'Eur e dei sacrifici, per il Paese e quando si arriva a loro si salta il turno". Quindi per lei non è stata una sorpresa il voto anche alla Lega di molti operai anche di Mirafiori? "C'erano stati i fischi ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, il massiccio no al protocollo sul Welfare. Segnali chiarissimi. Gli operai votano a destra ormai da anni, avevano smesso e cambiato solo nel 2006; e domenica scorsa hanno votato pragmaticamente su due anni di governo di centro sinistra". Ma perché coinvolgere anche il sindacato nel giudizio negativo? "Perché siamo stati identificati come amici di quel governo. L'abolizione dello scalone sostituito dagli scalini per gli operai del Nord ha avuto un effetto depressivo di promessa non mantenuta". Però il protocollo del Welfare è stato approvato a larga maggioranza. "Sì e quel segno è stato scambiato per una approvazione dell'opera del governo. Invece chi non ha votato no, l'ha approvato perché pensava solo di non poter ottenere di meglio". Visto il quadro che fa dovrebbe temere l'arrivo a Mirafiori di un sindacato leghista o no? "Ma guardi: a metà Anni 90 quando, la Lega aveva a Torino il 12% e non il 6 di oggi, a Mirafiori ci hanno provato e non hanno eletto neppure un delegato. Comunque tra un mese si vota al Centro ricerche Fiat, tra un anno alle Carrozzerie: se il Sinpa riesce a trovare candidati può correre". Mi sembra scettico sulle chance del sindacato padano. "Credo che non abbiano sfondato e non sfonderanno perché in fabbrica bisogna decidere se si sta con gli operai o con il padrone". Prego? "Loro stanno contro la Fiat?". Non vi viene ma il dubbio di essere o di essere visti come una casta? "Prendo 1500 euro, la Fiom vive solo delle tessere da 200 euro all'anno degli iscritti, i nostri delegati non hanno neppure il rimborso benzina. Le sembriamo una casta? Al più siamo una mastodontica burocrazia. Per questo dico: uscire dagli uffici, tornare tra la gente".\.

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LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'autore LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non si può non affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro. Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa nostra epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e soprattutto i talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una valenza politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

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La rivolta dei sindaci "Più soldi e poteri di ordine pubblico" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso L'appello bipartisan di 16 Comuni La rivolta dei sindaci "Più soldi e poteri di ordine pubblico" FLAVIA AMABILE ROMA Pietro Vignali è una di queste figure lontane da partiti e ideologie che sempre più spesso vanno a gestire le città del nord Italia. Sindaco di Parma, eletto con una lista civica con i voti di Forza Italia, Udc, Margherita oltre che del suo movimento cittadino, ha avuto un'idea: mettere intorno a uno stesso tavolo 16 sindaci per scrivere una Carta di sicurezza da mandare al governo non come sindaci sceriffi ma "proprio perché non ci sia bisogno di sceriffi". Ecco il suo decalogo su quello che un sindaco del Nord chiede ai politici romani. Come la polizia "Se devo impedire che la prostituzione renda invivibile un quartiere devo appellarmi al codice della strada? Oppure se devo sgomberare uno stabile occupato devo dichiararlo inagibile o igienicamente insalubre? Ma, scherziamo? I sindaci devono poter emettere ordinanze sull'ordine pubblico e ci vogliono poteri di polizia ai vigili per i reati minori". Organici da potenziare "Sono necessari un potenziamento dell'organico e della dotazione dei mezzi delle forze dell'ordine. Servono risorse per finanziamenti specifici per progetti di sicurezza e qualità urbana e per un "pacchetto rosa" specifico per la sicurezza delle donne. Oggi ci paghiamo da soli l'illuminazione, la videosorveglianza nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto pubblico, il buono taxi serale per le donne, i parcheggi rosa". Le leggi "C'è bisogno di regole chiare e norme più severe per alcuni reati: dallo sfruttamento dei minori in attività criminali o per l'accattonaggio, all'occupazione abusiva di luogo pubblico. Ma si deve inserire anche lo stupro fra i reati che causano grave allarme sociale". La politica fiscale "Io sono per la sussidiarietà fiscale e il federalismo è il primo passo. Non mi spiego perché le risorse che un territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il ruolo dei partiti "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese. Pensiamo all'incontro di venerdì sulla sicurezza. Noi sedici sindaci non la pensiamo allo stesso modo su tutto, eppure guardi su quanti argomenti facciamo fronte comune. Se le logiche di parte vengono prima del bene comune, la politica non serve a nulla, è solo un costo per i cittadini". Il dialogo bipartisan "Anche in futuro dobbiamo fare sistema. Continueremo a confrontarci e a collaborare anche su altri temi e con altri comuni". La burocrazia "Bisogna snellire, vorrei una grande semplificazione amministrativa. Non è normale che per realizzare un termovalorizzatore l'iter amministrativo duri il doppio di quello realizzativo". Ascoltare i cittadini "La maggior parte dei miei provvedimenti non nasce dalla strategia politica ma da suggerimenti dei miei concittadini. Noi amministratori abbiamo l'obbligo della concretezza,". Una comunità attiva "Ci sono sfide per cui l'impegno dell'ente pubblico non basta. Penso alla qualità dell'aria, o all'ambiente in genere ma anche alla sicurezza e al sociale. Il bene comune è il bene di tutti e tutti sono chiamati a partecipare attivamente".

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