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Articoli
Burocrazia (50)
Diritto di cronaca
( da "Stampaweb,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese. E ai comuni va garantita l'autonomia impositiva". Il ruolo dei partiti. "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese.
DIARIO
( da "Citta'
di Salerno, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un momento di approfondimento - svoltosi all'Oratorio San Domenico Savio - che ha visto l'esperienza in materia di energia alternativa pulita confrontarsi anche con gli istituti di credito visto che le riserve maggiori riguardano il peso della burocrazia nel finanziamento.
Bretella
entro cinque anni ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a che fare con i tempi della burocrazia. Ma poi si sbilancia: "Salvo complicazioni, sempre possibili per non dire probabili, i lavori per la bretella inizieranno nel 2010 per concludersi 36-38 mesi dopo". Insomma il collegamento tra Sabbionetana e Cremonese potrebbe essere in funzione tra 5 anni, consentendo di alleggerire i flussi di traffico pesante che attraversano Montanara.
Artigiani,
avviata la luna di miele con il Pdl
( da "Alto
Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: detassare gli straordinari e le tredicesime, abbattere la burocrazia. Tutte scelte che per gli artigiani dovrebbero permettere di creare un circolo virtuoso all'economia locale e nazionale. "C'è bisogno di un gioco di squadra da farsi con un po' di tempo a disposizione", così Del Tenno. Quest'ultimo, ieri, giocava in casa.
DELL'APA
( da "Alto
Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gnecchi: Prodi ha lavorato per meno burocrazia Tutti i numeri del settore Quasi 40 mila gli occupati Un po' di cifre su Apa e mondo dell'artigianato altoatesino. L'associazione provinciale vanta circa 8 mila soci di cui 2 mila del gruppo italiano. Le aziende artigiane in Alto Adige sono 13460, con 39.
Del
Tenno: Necessario il ritorno al nucleare
( da "Alto
Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In primo luogo occorre risolvere il problema della burocrazia. Alle piccole e medie imprese quello che più interessa è il tema fiscale". La solita litania della giungla delle imposte. Come rendere il tema meno nebuloso e intricato? "Si può offrire una "flat tax", adempiendo in un'unica soluzione al proprio dovere fiscale.
Sul
lavoro garanzie per la salute ( da "Alto Adige"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: imprenditori edili reclamano meno pressione fiscale e burocrazia Sul lavoro garanzie per la salute Sicurezza tema al centro dell'assemblea dei costruttori PARCINES. La risorsa più importante per un'impresa edile? I suoi dipendenti. E proprio per questo è necessario investire in sicurezza. è quanto emerso l'altra sera in occasione dell'assemblea comprensoriale - Burgraviato e Val Venosta -
In
Trentino paesaggio distrutto ( da "Trentino"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è così "sparpagliata" che non c'è più un controllo unitario. C'è poi un altro aspetto che mi preoccupa e che è collegato al precedente. Quale? In provincia si sta completamento distruggendo il paesaggio. Non c'è più un luogo dove si possa avere testimonianza del passato.
La
provincia chiede indietro il suo rudere
( da "Nuova
Sardegna, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: circa un milione di euro rimasto impigliato nei meccanismi di una burocrazia molto lenta. Sulla quale la Corte dei Conti ha intenzione di fare chiarezza. Nella comunicazione inviata dalla Provincia, settore Edilizia e patrimonio, non c'è neanche una virgola in riferimento ai sei anni di incomprensioni che hanno segnato il rapporto tra l'amministrazione e l'associazione.
Spiagge
sporche e l'estate si avvicina - gianni olandi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E allora si sta pensando a una gara di appalto e già si individua il capolavoro della burocrazia comunale. L'avvio del bando, i termini temporali per la presentazione delle offerte, l'analisi delle proposte e quindi l'aggiudicazione definitiva, comporteranno una dilatazione dell'intervento tale da giungere a ridosso... di ferragosto.
Una
scossa morale per l'italia - piero ottone
( da "Repubblica,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una riforma della burocrazia, che è di tipo ottomano; una liberalizzazione audace in campo economico. Siamo in grave ritardo nella costruzione di infrastrutture. Nessun governo al mondo potrebbe assolvere tutti questi compiti nel giro di pochi anni, non si può pretendere l'impossibile.
Pd,
prove di partito del nord commissioni al lavoro sullo statuto
( da "Repubblica,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: radicato al nord saprebbe rispondere alla questione dello sviluppo che finora non siamo riusciti ad interpretare: meno burocrazia, meno leggi, sviluppo economico, corretta flessibilità del lavoro. Effettivamente - dice Rossetti - le laboriose realtà della Lombardia e del Veneto non chiedono di parlare di spazio ai giovani, ma di operosità, sviluppo: i giovani chiedono efficienza.
I
rioni promuovono il vigile di quartiere
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con le istituzioni e accelerano i tempi della burocrazia per la soluzione dei problemi. Il compito principale dei vigili di quartiere è quello di sorvegliare il territorio, raccogliere segnalazioni, conoscere gli abitanti, i negozianti e annotare i problemi riferiti dai residenti. Al momento è più che positivo il bilancio delle prime due settimane del servizio nel rione di Panzano-
Il
dilemma dell'ateneo - michele mirabella
( da "Repubblica,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pensavo che la intitolazione fosse stata eliminata anche dalla burocrazia, oltre che dal comune sentire. Quando frequentavo questi luoghi ad altro titolo, quello di studente insicuro ma entusiasta, ricordo che mi colpì e incuriosì la faccenda, stante la certezza, acquisita con gli studi liceali e corroborata da quelli universitari, che fossero assai scarse le benemerenze accademiche,
Economia
Con il lavoro l'Italia non è mai stata un paese fortunato. Anni fa si diceva, e
era vero, c... ( da "Repubblica, La"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eletto che non facesse parte della stessa burocrazia sindacale. Un signor Rossi o un signor Bianchi. In passato ogni tanto c'era qualche immissione da fuori, ma solo perché lo decideva il partito di riferimento. Diciamo la verità: non si è mai vista una burocrazia così potente e così irresponsabile in una democrazia moderna (che per di più non presenta i conti: il vecchio Prodi,
Di
MARIO GRADARA CERTI gessati indossati dai signori sem
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: " (burocrazia asfissiante). Uomo: "Solo in Italia poteva succedere che chi ha fatto tutte queste colonie per i figli degli operai l'hanno impiccato. E ucciso anche dopo morto". Signora elegante: "Gli ho detto: possibile che non mi diate il permesso per undici appartamentini?
Meno
tasse, più risorse per il futuro del Paese
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il leader di via Cefalonia sollecita interventi su fisco, burocrazia e redditi "Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese" "Riduzione coraggiosa della pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi per un'inutile informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per semplificare;
Di
GIANFRANCO BENI ATTACCO del gruppo consiliare <
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per sopprimere parte della ridondante ed inefficiente burocrazia che grava sulle spalle dei cittadini". L'ARRIVO delle cartelle esattoriali inviate dal Consorzio di Bonifica Alta Maremma anche a quanti risiedono nel centro urbano massetano per il pagamento del contributo necessario alla manutenzione dei corsi di acqua nonché alla gestione di quattro impianti idrovori e all'
Chisso:
<E' stata una battaglia con la burocrazia>
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stata una battaglia con la burocrazia" LA REGIONE "IL RIGASSIFICATORE che sta nascendo a Porto Viro è una grande vittoria del partito del fare bene, di cui indosso con orgoglio la casacca, e della Regione del Veneto, che ha sempre sostenuto quest'opera, combattendo una durissima battaglia con la burocrazia nazionale e governativa e i suoi mille lacci e laccioli e che ora,
UNA
riunione di imprenditori aderenti
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attività di impresa che già è subissata quotidianamente dalla burocrazia e dagli adempimenti. Si vive nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in sanzioni o segnalazioni agli organi di vigilanza, che forse è la paura più grande di un imprenditore, poiché il clima che si è creato intorno ai lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi e da luoghi comuni.
A
TERRA tutto è pronto. Mentre in Spagna, nei cantieri
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dunque semplificazione amministrativa, abbattimento della burocrazia e collaborazione tra aziende e istituzioni devono diventare 'la regola':"Solo così ? ha chiuso Stradiotto ? il nostro Paese diventerà veramente competitivo" Maristella Carbonin.
Terminal,
a terra tutto è pronto ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dunque semplificazione amministrativa, abbattimento della burocrazia e collaborazione tra aziende e istituzioni devono diventare 'la regola':"Solo così ? ha chiuso Stradiotto ? il nostro Paese diventerà veramente competitivo" Maristella Carbonin.
<CI
RIPRENDEREMO le case popolari occupate dagli extra
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rispondo che siamo stati premiati perchè siamo dalla parte dei cittadini e l'abbiamo dimostrato con un programma chiaro e conciso (il "Patto per San Marco", in sette punti: federalismo fiscale, sicurezza, immigrazione, costo della vita, infrastrutture, tasse e burocrazia, ambiente e agricoltura, ndr)". Merchiori è avvertito, ma anche il centrodestra. Milena Furini.
<A
Berlusconi chiediamo un impegno diretto>
( da "Provincia
di Cremona, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: questo genera ingovernabilità e una burocrazia elefantiaca. I diversi Piani di sviluppo rurale ne sono la prova". Un accenno finale alle organizzazioni di prodotto e al tema degli Ogm. Sul primo tema Vecchioni ritiene necessario fare tutti gli sforzi per arrivare direttamente al mercato, in questo senso sono state fatte delle proposte migliorative sul decreto 102/
<Vorrei
poter votare Starei con Pdl o Lega>
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma per altri motivi come la burocrazia e l'economia italiana che scende sempre più in basso. Troppe tasse e i soldi mancano". Non c'entrano quindi gli immigrati se la Sinistra scende e la Lega sale? "Credo proprio di no perché noi stranieri, a parte qualche episodio iniziale, non abbiamo mai dato fastidio e non abbiamo rubato lavoro agli italiani.
Gratta
5 euro e ne vince 10 mila La fortuna si ferma in via Aporti
( da "Provincia
di Cremona, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: così come altri giochi analoghi, sono diventati una sorta di 'bene rifugio' per tantissimi cremonesi, giovani ed anziani senza particolare distinzione. Il vantaggio è che le cifre vinte si possono incassare subito, senza dover attendere i tempi infiniti della burocrazia. Ecco perchè hanno sempre maggiore diffusione.
La
burocrazia blocca i progetti di sviluppo
( da "Centro,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lettera a Napolitano e Del Turco "La burocrazia blocca i progetti di sviluppo" CASTELVECCHIO. Tutta la difficoltà di amministrare un paese di far quadrare il bilancio senza gravare sulle tasche dei cittadini, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a quello della giunta regionale Ottaviano Del Turco.
Tante
analisi dopo il voto ma nessuna autocritica L eggo quotidianamente analisi e
commenti sulle ragioni della sconfitta elettorale del centrosinistra
( da "Adige,
L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: evitando inutili passaggi tra i vari uffici pubblici già oberati da tanta burocrazia e dando la possibilità di fare un po' di moto! Inoltre la durata dell'utilizzo della bicicletta solo nei mesi maggio-giugno non ha nessun senso! Se effettuata nel periodo invernale l'azione riscaldante dell'attività motoria permetterebbe un abbassamento delle temperatura tropicale degli uffici pubblici.
Essa
però nulla deve avere in comune con quella del passato,
( da "Tempo,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci serve diffondere una nuova politica ambientale cha ha bisogno di cultura responsabile e non di burocrazia. Una politica ambientale che sappia essere parte dei processi di sviluppo come protagonista attivo, mai come passivo censore. Sempre citando R.J. Smith: "la storia dimostra che non esiste trade off tra crescita economica e qualità dell'ambiente, ma un gioco win-win".
Stage
con Guglielo Ferro per gli attori dell'Officina
( da "Stampa,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cercherà di aiutare il malcapitato travolto dalle spire della burocrazia e dall'ambiente, cui si aggiunge una vicenda non certo virtuosa, dal momento che Genuardi si è impegolato in una tresca amorosa che dovrebbe restare debitamente nascosta. La trasposizione del romanzo "La concessione del telefono" è prodotta dal Teatro Stabile di Catania.
Munter:
riforma dell'Iva e flat tax ( da "Corriere Alto Adige"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e le pressione fiscale I piccoli imprenditori si appellano al centrodestra BOLZANO - Meno burocrazia, una flat tax come in Austria e pagamento dell'Iva solo al momento dell'incasso. Questa la lista dei desiderata consegnata dal direttore dell'Apa, Hanspeter Munter a Maurizio Del Tenno, presidente dei giovani di Confartigianato e neo onorevole del Popolo delle Libertà.
STRATEGIE
PER ATTRARRE I TALENTI ( da "Corriere della Sera"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: funzionamento della burocrazia, accesso al credito e, quindi, attrattivo per le imprese e per i talenti. Operare scelte nette e chiare nel sostegno alla ricerca e all'innovazione, razionalizzando gli interventi, concentrando le risorse in settori e iniziative strategici, perseguendo con determinazione la messa in rete di tutti i soggetti della filiera dell'
Quando
la casa non è un sogno ma diventa un incubo
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'incredibile vicenda di una famiglia: sette avvocati per tentare di aprire quel portone da anni bloccato dalla burocrazia.
Una
donna mite, che non chiedeva nulla ma alla quale le era stata offerta anche
l'assistenza do ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assistenza domiciliare ma la burocrazia fu più lenta della guarigione e quando poteva iniziare l'assistenza da parte del Municipio era stato già superato il problema sanitario. Alla Centrale per l'emergenza sociale non specificano bene tutti gli interventi ma ci dovrebbero essere tutte le relazioni degli assistenti sociali per ricostruire anche questo aspetto della vita dell'
Campedel,
chiude l'Hotel Astor diventerà residence ocondominio
( da "Corriere
del Veneto" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Turismo in crisi e troppa burocrazia" BELLUNO - Dopo quasi mezzo secolo di attività l'Hotel Astor in Piazza dei Martiri a Belluno passa di mano e si avvia a essere ristrutturato per diventare un'elegante palazzina o un residence. L'attuale proprietà ha già comunicato all'ufficio provinciale la cessazione dell'attività iniziata nel 1996 con un deciso restyling degli ambienti.
Via
i T-Red: <Colpa della giustizia lumaca>
( da "Corriere
del Veneto" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La verità è che ci sentiamo impotenti di fronte alla burocrazia e alla lentezza della giustizia italiana". Lo scorso anno, illustrando la decisione di sospendere la consegna delle multe pur lasciando accesi i rilevatori, Giannira Petucco aveva assicurato: "Appena il tribunale civile si esprimerà, oppure il ministero risponderà alle nostre richieste di chiarimenti,
Addio
ai vecchi acquisti L'Ulss fa le gare on-line
( da "Arena.it,
L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: osso una burocrazia farraginosa ed ormai insostenibile. E così, d'ora in avanti, prediligerà alla contrattazione tradizionale le aste on line per procurarsi i beni e i servizi necessari allo svolgimento della propria attività. Una scelta che, sulla scorta dei benefici riscontrati nelle gare svolte tramite la "rete" durante una fase sperimentale,
DENTISTI
E POLEMICHE Filosofia di un americano
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la vecchia burocrazia disegnata per sopprimere il più debole e tenerlo schiavo del passato. Io, nel mio piccolo, mi accontento di realizzare anche su questa splendida isola il mio sogno Americano. Mi dispiaccio molto di non essere riuscito a trovare le tante ricerche di altissimo profilo da lei menzionate e pubblicate in numerose riviste internazionali (
<Meno
tasse, più risorse per il futuro del Paese>
( da "Brescia
Oggi" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e redditi "Meno tasse, più risorse per il futuro del Paese" Mattinzoli rilancia il fare sistema: "Ora puntiamo a un'intesa tra associazioni per una rete senza confini" "Riduzione coraggiosa della pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi per un'inutile informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per semplificare;
Un
futurista rossoTrevi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che siamo in mano al conformismo, a una burocrazia artistica grigia e senza sogni. Restiamo tutti estasiati nel guardare l'avveniristico hotel di Dubai, che sembra fatto di vele gigantesche. Nessuno ha mai dato un'occhiata ai lavori di Enrico Prampolini? Quelle vele sono state disegnate mezzo secolo fa".
Porta
Buzzati, Almerina inaugura la scultura
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sempre realizzato dal giovani, per il tempo consumato nella burocrazia per allestire la cerimonia. La porta sarà visibile anche oggi nella seconda giornata della festa dei Marangoni, con gli artigiani in piazza e l'esposizione dei disegni realizzati ieri mattina dagli alunni delle scuole di Belluno.M.
In
Polesine il <campo base> del rigassificatore
( da "Gazzettino,
Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la Regione Veneto chiama in causa la burocrazia romana In Polesine il "campo base" del rigassificatore Inaugurata a Porto Viro la base logistica del complesso che assicurerà il 10 per cento del fabbisogno italiano di gas Porto ViroNOSTRO INVIATOC'è una cifra che da sola basta a far capire cosa sia accaduto ieri in una giornata di sole a Porto Viro.
Ca'
Bianca avrà il suo centro civico. Entro settembre la gara d'appalto
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia scolastica che vedono a forte rischio di chiusura la scuola della piccola frazione per via del numero esiguo di studenti. Proprio per questi motivi il consigliere comunale dell'Udc Sandro Varagnolo aveva chiesto nei giorni scorsi che fosse abbandonato il progetto di realizzazione del centro civico per dirottare i fondi verso la realizzazione del collegamento tra le due
Picchettaggio
davanti alla casa del sindaco ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 20-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia nostrana si muove e l'altra sera è giunta una comunicazione della Provincia, che certifica l'ottemperanza totale alle richieste del settore ambientale. Manca solo, ma ci sono 10 giorni per presentare le carte, una relazione relativa all'adozione di sistemi di abbattimento integrativi o alternativi a quelli utilizzati e di uno studio delle ricadute delle polveri al suolo.
SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se non nella forma di stipendi distribuiti a una burocrazia pletorica, elefantiaca, rispetto a quanto avviene nell'amministrazione regionale veneta. Lo dicono i numeri: cinque volte tanto, riguardo a dipendenti e dirigenti. Il male non è solo della Sicilia, per la verità, ma si allarga a comprendere in via generale tutte le regioni del Mezzogiorno.
E'
stata scoperta la targa dedicata a Vittorio Acquarone
( da "Stampa,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e ha lottato contro burocrazia e indifferenza per quel riconoscimento, il nipote Felice Acquarone. Due anni di pellegrinaggi ai vari uffici, in Comune e all'Istituto storico della Resistenza, poi Felice ha visto realizzato il suo desiderio: riconoscere l'impegno civile di quello zio che tanto ammira.
Strangolata
in casa anziana di 81 anni ( da "Stampa, La"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che un territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il ruolo dei partiti "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese.
Airaudo:
visti troppo vicini al governo ( da "Stampa, La"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Prendo 1500 euro, la Fiom vive solo delle tessere da 200 euro all'anno degli iscritti, i nostri delegati non hanno neppure il rimborso benzina. Le sembriamo una casta? Al più siamo una mastodontica burocrazia. Per questo dico: uscire dagli uffici, tornare tra la gente".\.
LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La"
del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.
La
rivolta dei sindaci "Più soldi e poteri di ordine pubblico"
( da "Stampa,
La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che un territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il ruolo dei partiti "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese.
( da "Stampaweb, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pietro Vignali è una
di quelle figure lontane da partiti e ideologie che sempre più spesso vanno a gestire
le città del nord Italia. Sindaco di Parma, eletto con una lista civica dentro
la quale c'erano voti di Forza Italia, Udc, Margherita oltre che del suo
movimento cittadino, ha avuto un'idea: mettere intorno a uno stesso tavolo 16
sindaci per scrivere una Carta di sicurezza da mandare al governo non come
sindaci sceriffi ma "proprio perché non ci sia bisogno di sceriffi".
Ecco il suo decalogo su quello che un sindaco del Nord chiede ai politici
romani. Più poteri per i sindaci. "Se devo impedire che la prostituzione
renda invivibile un quartiere devo appellarmi al codice della strada? Oppure se
devo sgomberare uno stabile occupato abusivamente devo dichiararlo inagibile o
igienicamente insalubre? Ma, scherziamo? I sindaci devono poter emettere ordinanze
sull'ordine pubblico e ci vogliono poteri di polizia ai vigili per i reati
minori". Più soldi e mezzi. "Sono necessari un potenziamento
dell'organico e della dotazione dei mezzi delle forze dell'ordine. Servono
risorse per finanziamenti specifici per progetti di sicurezza e qualità urbana
e per un 'pacchetto rosa' specifico per la sicurezza delle donne. Oggi ci
paghiamo da soli l'illuminazione, la videosorveglianza nei luoghi pubblici e
sui mezzi di trasporto pubblico, il buono taxi serale per le donne, i parcheggi
rosa". Le leggi. "C'è bisogno di regole chiare e norme più severe per
alcuni reati: dallo sfruttamento dei minori in attività criminali o per
l'accattonaggio, all'occupazione abusiva di luogo pubblico. Ma si deve inserire
anche lo stupro, ad esempio, fra i reati che causano 'grave allarme
sociale'". La politica fiscale. "Io sono per la sussidiarietà fiscale
e il federalismo è il primo passo. Non mi spiego perché le risorse che un
territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi
ritornare indietro diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a
mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese. E ai
comuni va garantita l'autonomia impositiva". Il ruolo dei partiti. "I
partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne
fare dieci in avanti al Paese. Pensiamo all'incontro di venerdì sulla
sicurezza. Noi 16 sindaci non la pensiamo allo stesso modo su tutto, eppure
guardi su quanti argomenti facciamo fronte comune. Se le logiche di parte
vengono prima del bene comune, la politica non serve a nulla, è solo un costo
per i cittadini". Il dialogo bipartisan con i sindaci. "Anche in
futuro dobbiamo fare sistema. Continueremo a confrontarci e a collaborare anche
su altri temi e con altri comuni". La burocrazia.
"Bisogna snellire, vorrei una grande semplificazione amministrativa. Non è
normale che per realizzare un termovalorizzatore l'iter amministrativo duri il
doppio di quello realizzativo". Ascoltare i cittadini. "La maggior
parte dei miei provvedimenti non nasce nelle stanze della strategia politica ma
da suggerimenti dei miei concittadini. Noi amministratori locali abbiamo
l'obbligo della concretezza, perché la gente non va certo al ministero dell'Interno
a reclamare più sicurezza". Una comunità attiva. "Ci sono sfide per
cui l'impegno dell'ente pubblico non basta. Penso alla qualità dell'aria, o
all'ambiente in genere ma anche alla sicurezza e al sociale. Il bene comune è
il bene di tutti e tutti sono chiamati a partecipare attivamente".
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( da "Citta' di Salerno, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
" INCARICHI
" Avanzamenti al municipio Nominata la commissione giudicatrice per
l'avanzamento di trenta impiegati comunali, venti amministrativi e dieci
operai, dalla posizione A alla posizione B, con un incremento lordo annuo di
circa mille euro. Si tratta di Luigi Canale e Maria Carmela Bracciale, come
presidenti, e loro collaboratori sono stati nominati i dirigenti Fiorentino
Mastroberti e Antonio Franza. "Non è un avanzamento chissá quanto grande
dal punto di vista economico - ha dichiarato l'assessore Cesarano - ma una
gratifica per la fedeltá dimostrata sul lavoro " AMBIENTE " Pannelli
fotovoltaici Entro la fine dell'anno il Comune provvederá ad installare
pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici. In fase di ultimazione il
progetto cui l'amministrazione. La scadenza è stata confermata in occasione di
un convegno di grosso spessore organizzato da AgroIng, associazione degli
ingegneri dell'Agro di cui è presidente Massimo Trotta. Un
momento di approfondimento - svoltosi all'Oratorio San Domenico Savio - che ha
visto l'esperienza in materia di energia alternativa pulita confrontarsi anche
con gli istituti di credito visto che le riserve maggiori riguardano il peso
della burocrazia nel
finanziamento.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stradivaria
conferma: lavori al via dal 2010 CURTATONE Affollata assemblea sull'autostrada CURTATONE.
Arriva una buona notizia per il comitato di quartiere di Eremo-Montanara sul
tema della futura autostrada Cremona-Mantova. La prima delle due richieste
avanzate dai residenti e appoggiata anche dall'amministrazione comunale -
ovvero la realizzazione già nel primo lotto della bretella di collegamento tra
la Sabbionetana e la Cremonese - è stata accolta dalla società promotrice, la
Stradivaria (emanazione del gruppo Centropadane). L'annuncio è arrivato venerdì
sera dal direttore Carlo Acerbi nel corso dell'incontro con lo stesso comitato,
con gli assessori comunali Giovanni Visioli e Luigi Gelati e con il
vicepresidente della Provincia Claudio Camocardi. Notizie meno confortanti, ma
non ancora definitive, arrivano invece sullo spostamento verso Sud dell'asse
autostradale, che potrebbe essere di scarsa entità. Lo stesso Acerbi ha poi
fatto chiarezza sullo stato dell'iter burocratico. Ad inizio aprile Stradivaria
ha presentato il progetto definitivo, che sarà pubblicato tra circa un mese.
Quello sarà il momento per la presentazione delle osservazioni. A quel punto il
definitivo sarà infatti trasferito allo Stato per la valutazione d'impatto
ambientale (Via), che dovrà arrivare entro otto mesi. Ma su questo passaggio si
aprono incognite di natura politica. La decisione sulla Via, sino a pochi mesi
fa, era di competenza regionale ed era stata trasferita a Roma con un
"blitz" nell'ultimo consiglio dei ministri prodiano. Se il nuovo
esecutivo dovesse decidere di restituire la competenza al Pirellone, i tempi
s'accorcerebbero. Acerbi dice di non essere solitamente propenso a fissare
scadenze, quando si ha a che fare con i tempi della burocrazia. Ma poi si sbilancia:
"Salvo complicazioni, sempre possibili per non dire probabili, i lavori
per la bretella inizieranno nel 2010 per concludersi 36-38 mesi dopo".
Insomma il collegamento tra Sabbionetana e Cremonese potrebbe essere in
funzione tra 5 anni, consentendo di alleggerire i flussi di traffico pesante
che attraversano Montanara. Nel frattempo il neoassessore all'urbanistica
Giovanni Visioli ha una volta di più chiarito la posizione dell'amministrazione
comunale: "Siamo sempre stati contrari al tracciato per l'impatto sul
nostro territorio e la scarsa utilità dell'infrastruttura stessa - ha spiegato
-. Per questo abbiamo depositato ricorso al Tar di Brescia. Ma ora, vedendo che
enti sovraordinati come la Regione stanno procedendo, non abbiamo scelta e
dobbiamo almeno impegnarci per limitare i danni derivanti da una scelta che
siamo costretti a subire al pari dei residenti". Gabriele De Stefani.
( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Artigiani, avviata
la "luna di miele" con il Pdl Applausi al deputato Del Tenno:
"Tassa unica e Iva da pagare solo all'incasso" MAURIZIO DALLAGO
BOLZANO. Prima uscita pubblica per Maurizio Del Tenno e subito nasce il
"feeling" tra l'associazione degli artigiani e il neo-deputato del
Pdl. Non poteva essere altrimenti dato che l'onorevole è pure presidente
nazionale dei giovani di Confartigianato. Giocava in casa, ieri mattina,
all'assemblea dei delegati Apa. Ma la politica si fa anche coi segnali e quelli
reciproci tra la potente associazione di categoria e l'esponente del Popolo
della libertà sono stati chiari. Da un lato, l'intervento di Del Tenno che si
sforza di dire qualche parola pure in lingua tedesca e dall'altro gli applausi
della platea ed i sorrisi del direttore, Hanspeter Munter. In sala un
"parterre de rois": in prima fila buona parte della giunta
provinciale, con in testa il presidente Durnwalder e gli assessori Frick,
Gnecchi, Berger e Laimer. Da non dimenticare che siamo già in campagna
elettorale per le provinciali, con tutto quello che ne consegue. In più a breve
ci sarà il nuovo governo che piace agli artigiani. Ci pensa il presidente
Herbert Fritz - il suo mandato scadrà l'anno prossimo - a sottolineare come
"le tasse sempre crescenti - soprattutto quelle dovute al governo appena
caduto - ci spingono ai margini della concorrenzialità". Quindi, meno
imposte e in un quadro più chiaro e meno burocratico. Magari per arrivare ad
una "flat tax", come auspicano Munter e Del Tenno. Una sola tassa, da
adempiere in un'unica soluzione, in modo per risparmiare tempo e seccature di
vario genere. Il tempo è denaro, è la massima sembra valere come non mai per
gli artigiani. "Ciò di cui abbiamo bisogno sono norme chiare, affidabili e
realistiche, elaborate insieme ad esperti artigiani", spiega Fritz,
lanciando il modello germanico di cogestione delle mutue assicuratrici contro
gli infortuni sul lavoro. "Mostra chiaramente come migliorare la
sicurezza", ricorda il presidente dell'Apa, che poi attacca sui costi
dell'energia. "Come possiamo essere competitivi se, per fare un esempio,
nella vicina Austria i costi energetici sono più bassi almeno del 40 per
cento", si chiede Fritz. E una ricetta per abbassare i costi, Del Tenno la
butta subito lì. "Bisogna tornare al nucleare", dice il deputato del
Pdl, ricevendo dalla mani di Munter una lettera con tutte le richieste degli
artigiani altoatesini. Senti il direttore dell'Apa e l'onorevole-artigiano ed è
come se parlasse la stessa persona. Consentire il pagamento dell'Iva al momento
dell'incasso per evitare di pagarla in anticipo, senza poi incassare nemmeno la
fattura, detassare gli straordinari e le tredicesime,
abbattere la burocrazia.
Tutte scelte che per gli artigiani dovrebbero permettere di creare un circolo
virtuoso all'economia locale e nazionale. "C'è bisogno di un gioco di
squadra da farsi con un po' di tempo a disposizione", così Del Tenno.
Quest'ultimo, ieri, giocava in casa. E la sua collega Luisa Gnecchi?
"Anche il governo Prodi ha lavorato per meno burocrazia
e per rilanciare l'economia come con gli incentivi statali", dice la
deputata del Pd. Ma oggi la platea è tutta per il suo collega del Popolo della
libertà.
( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La platea spera
nelle promesse di Berlusconi. Gnecchi: Prodi ha lavorato
per meno burocrazia Tutti i
numeri del settore Quasi 40 mila gli occupati Un po' di cifre su Apa e mondo
dell'artigianato altoatesino. L'associazione provinciale vanta circa 8 mila
soci di cui 2 mila del gruppo italiano. Le aziende artigiane in Alto Adige sono
13460, con 39.707 occupati, di cui 6200 donne. Il gettito annuale
dell'artigianato tra Irpef, Irap e Iva è di 625 milioni di euro, con la
Provincia che concede al settore 42 milioni di contributi all'anno. Il settore
rappresenta il 34% delle aziende altoatesine, contribuendo alla creazione del
13% del valore aggiunto. Fondamentale la formazione duale per i 4800
apprendisti.
( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Del Tenno:
"Necessario il ritorno al nucleare" BOLZANO. Trentacinque anni, titolare
di un'azienda di elettro-installazioni, presidente dei giovani di
Confartigianato e assessore provinciale al turismo della provincia di Sondrio.
Maurizio Del Tenno è adesso anche deputato del Pdl eletto in regione.
All'assemblea dell'Apa quale ruolo preferisce rimarcare? "Quello di
presidente dei giovani di Confartigianato, visto il lavoro che ho fatto in
questi anni". Ci si lamenta degli elevati costi dell'energia. "Tra le
altre proposte che meritano attenzione, credo occorra tornare al nucleare, dati
anche i progressi in tema di sicurezza". Tra le ingiustizie che gli
artigiani sottolineano c'è anche la questione dell'Iva. Come cambiare?
"Basta consentirne il pagamento al momento dell'incasso, per evitare come
succede spesso, di pagarla in anticipo, senza poi incassare nemmeno la
fattura". Come rilanciare l'economia in Italia e pure in questa provincia?
"La ricetta non si basa su singole azioni, ma su un insieme di scelte che
in primo luogo devono essere fatte dalla politica". Faccia degli esempi.
"In primo luogo occorre risolvere il problema della burocrazia. Alle piccole e medie imprese
quello che più interessa è il tema fiscale". La solita litania della
giungla delle imposte. Come rendere il tema meno nebuloso e intricato? "Si
può offrire una "flat tax", adempiendo in un'unica soluzione al
proprio dovere fiscale. In questo modo si risparmia soprattutto tempo,
che per l'imprenditore può essere impiegato in altri settori, per vincere, ad
esempio, la concorrenza". Si è già pensato a quale percentuale potrebbe
arrivare questa tassa? "Un primo obiettivo potrebbe essere intorno al 37
per cento. è tanto, ma in futuro si potrebbe scendere di anno in anno". Il
governo Berlusconi intende detassare gli straordinari. Lo farete in tempi
rapidi? "è stato detto in campagna elettorale e si farà, perché è una
misura per tornare al circolo virtuoso dell'economia. Un'ottima idea sia per i
titolari che per i dipendenti. Stesso discorso vale per le tredicesime".
( da "Alto Adige" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Congiuntura
sfavorevole, gli imprenditori edili reclamano meno
pressione fiscale e burocrazia Sul lavoro garanzie per la salute Sicurezza tema al centro
dell'assemblea dei costruttori PARCINES. La risorsa più importante per
un'impresa edile? I suoi dipendenti. E proprio per questo è necessario
investire in sicurezza. è quanto emerso l'altra sera in occasione
dell'assemblea comprensoriale - Burgraviato e Val Venosta - del collegio
dei costruttori edili proprio sul tema "Attivi e in forma - La salute sul
posto di lavoro" che si è tenuta all'Hotel Edelweiss a Parcines.
All'incontro hanno preso parte una quarantina di imprenditori oltre
all'assessore provinciale alla sanità Richard Theiner. è stato il presidente
Christian Egartner, nel suo intervento introduttivo, a porre in evidenza
l'aspetto sicurezza nei cantieri sollecitando l'introduzione di uno standard
minimo come requisito indispensabile per un'impresa ai fini
dell'immatricolazione nel registro della Camera di commercio. Anche se la
situazione congiunturale non è rosea, il comparto resta un settore di estrema
importanza per l'economia altoatesina. I costruttori necessitano però di buone
condizioni generali per lavorare, soprattutto di meno burocrazia.
Egartner ha inoltre auspicato un'intensificazione della collaborazione fra
pubblico e privato per un maggior numero di progetti di "public private partnership".
Note dolenti, inevitabili, sul tema della pressione fiscale: il peso eccessivo
mette a rischio la competitività delle imprese. Sull'importanza della salute
sul posto di lavoro è intervenuto anche l'assessore provinciale Richard
Theiner, sostenendo che spesso la causa principale di malattie sono le
condizioni di lavoro. Anche i collaboratori ne devono essere convinti: secondo
l'assessore è importante avere maggiore auto-responsabilità, in quanto circa il
50% dei problemi di salute sono da ricondursi allo stile di vita. Theiner ha
esposto alcune cifre secondo le quali circa il 15% delle imprese già oggi
adottano regolarmente delle misure per realizzare un ambiente di lavoro più
sano, il 25% le adottano invece sporadicamente. Le iniziative si concentrano
sulla sicurezza del lavoro (29%), sullo svolgimento di attività sportive (26%)
e per una migliore organizzazione del posto di lavoro/ergonomia (24%). (g.v.).
( da "Trentino" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"In Trentino
paesaggio distrutto" L'architetto Lupo boccia lo sviluppo urbanistico
locale PAOLO PIFFER TRENTO. Al Quirinale ha curato l'allestimento di
"Nostoi", la mostra che raccoglieva i capolavori dell'arte antica
recuperati dal ministro Rutelli negli Stati Uniti e, per settembre, si sta
occupando dell'esposizione che avrà al centro la "Madonna del
cardellino" di Raffaello che verrà esposta dopo un restauro, curato dall'Opificio
delle Pietre Dure, durato nove anni. Specializzato in storia dell'arte, ha
diretto importanti lavori di restauro di antichi palazzi in diverse città
italiane ma pure all'estero. L'architetto Michelangelo Lupo - già direttore del
Castello del Bonconsiglio e attuale componente del consiglio di amministrazione
del Mart - pur lavorando parecchio fuori provincia, guarda al Trentino con
attenzione e qualche preoccupazione. "Sulla recente discussione riguardo
all'abbattimento, o meno, del carcere di via Pilati per costruirvi il nuovo
polo giudiziario di una cosa sono certo. E cioè che non si può pensare di fare
le cose a metà magari lasciando in piedi qualcosa come testimonianza. Insomma o
lo si rade al suolo o lo si mantiene cosi com'è". E' un edificio da
tutelare? Non ho gli elementi per poterlo dire. Ho partecipato al concorso ma
non mi sono posto la questione perché l'edificio, come si sa, non è tutelato.
Inoltre non sono mai riuscito ad entrarci per un sopralluogo. Comunque, penso
che su questo tema, quello dell'identità della struttura, Italia Nostra e Fai
abbiano le loro ragioni. Però, sinceramente, non so come si possa sviluppare un
nuovo polo giudiziario senza fare interventi sostanziali in quell'area. La
tutela dei beni storico-artistici, in Trentino, è sufficiente o bisogna fare
qualcosa di più e meglio? C'è un grande impegno da parte dei funzionari
provinciali ma ci sono delle situazioni che sfuggono alla tutela. In sintesi,
va fatta una revisione dei vincoli, una nuova ondata. Lei lavora anche fuori
dal territorio provinciale e quindi ha dei termini di paragone ampi. Nel
settore della tutela dei beni storico-artistici che voto dà al Trentino? Se
guardiamo a regioni come la Toscana e l'Umbria o all'Alto Adige, in Trentino
siamo ben al di sotto della media. La burocrazia è così
"sparpagliata" che non c'è più un controllo unitario. C'è poi un
altro aspetto che mi preoccupa e che è collegato al precedente. Quale? In
provincia si sta completamento distruggendo il paesaggio. Non c'è più un luogo
dove si possa avere testimonianza del passato. Di quello di vent'anni
fa, mica di cinquanta. Pensi alla destra Adige, irriconoscibile. Una volta era
una delle zone più belle. Fa parte del consiglio d'amministrazione del Mart.
Che strada sta percorrendo il museo, tra mostre più popolari ed altre
maggiormente complesse e impegnative? Si stanno facendo sforzi eccezionali che
hanno portato il Trentino sulla bocca di tutti, in Italia ma anche all'estero.
Piuttosto, il problema è quello dello scollamento tra una città morta quale è
Rovereto e il museo. Parlo di bar, ristoranti, alberghi. Questo è un problema
innegabile. Lavora anche all'estero, in Libia. Sì da sei-sette anni. Prima ero
in Egitto dove mi sono occupato del restauro del convento di Sant'Antonio
Abate, nel deserto, sul mar Rosso e del palazzo di Mohamed Alì al Cairo. In
Libia, invece, lavoro al restauro del museo romano di Sabrata, costruito dagli
italiani negli anni Trenta e che è rimasto miracolosamente intatto. Poi mi
occupo dell'allestimento del nuovo padiglione del museo dei mosaici di Leptis
Magna e della riqualificazione del museo di Germa che si trova nell'Akakus,
zona famosa per i graffiti rupestri. Ha conosciuto il colonnello Gheddafi? No,
non l'ho mai visto. So che cambia spesso posto e vive in una grande tenda. Ho
conosciuto uno dei suoi figli, un ingegnere. Certo mi piacerebbe incontrarlo.
Comunque mi sembra già di conoscerlo un po' visto che la Libia è disseminta di
sue immagini e la sera, in televisione, viene riassunta nei minimi particolari
la giornata del leader. Ritorniamo in Trentino. Tra le tante mostre di cui ha
curato l'allestimento c'è anche quella di Segantini, qualche anno fa al palazzo
delle Albere. Adesso è in corso una mostra ad Arco. Ha avuto modo di visitarla?
Non ancora. Ma mi riprometto di farlo al più presto. E' stato responsabile
degli allestimenti di diverse esposizioni a Palazzo Chigi durante i governi del
centrosinistra guidati da D'Alema e Prodi. Che commento si sente di fare
sull'esito delle recenti elezioni? Con D'Alema e Prodi ho avuto ottimi
rapporti. Persone rispettose del mio lavoro, corrette. Ho un bellissimo
ricordo. Come d'altra parte di Ciampi. Al Quirinale continuo a collaborare con
l'attuale presidente Napolitano che è molto sensibile nei confronti dell'arte e
che ha voluto che il palazzo rimanesse aperto ai cittadini. Quando il
centrodestra è arrivato al governo ha scelto un altro curatore per gli
allestimenti delle mostre. Sulle ultime elezioni che vuole che le dica se non
"Speriamo". E ho detto tutto.
( da "Nuova Sardegna, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Silvia Sanna La Provincia
chiede indietro il suo rudere Lo stabile in via Bellini era stato ceduto nel
2002 all'associazione "Les clochards" La palazzina avrebbe dovuto
ospitare 30 barboni dopo l'intervento di ristrutturazione con i fondi promessi
da parte dell'amministrazione e mai arrivati SASSARI. Sfrattati da una casa mai
abitata, da quello che doveva essere un nido caldo e accogliente per almeno
trenta di loro. La Provincia pretende indietro il rudere di via Bellini, ceduto
nel
( da "Nuova Sardegna, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli arenili ancora
in stato di abbandono quando arrivano i primi turisti Spiagge sporche e
l'estate si avvicina Oltre ai ritardi del Comune c'è anche una controversa
circolare regionale L'appalto per la pulizia del litorale è in grave ritardo e
la situazione rischia di precipitare a causa delle disposizioni della Regione
sui mezzi da utilizzare sulla sabbia GIANNI OLANDI ALGHERO. Tra gli operatori
della balneazione e del comparto turistico ricettivo da tempo girava il
sospetto che il Comune non sarebbe stato in grado di presentare gli arenili in
ordine nel momento in cui sarebbe ripartita la bella stagione. Ma si sperava in
un colpo di reni per l'avvio delle pulizie. Ora il sospetto è svanito ed è
giunta puntuale la conferma: le spiagge della Riviera del corallo sono già meta
delle prime frequentazioni, in particolare i turisti provenienti dai paesi
nordici, ma hanno ancora l'aspetto invernale. Alghe, rifiuti portati dalle mareggiate,
lattine, bottiglie di plastica, sacchetti, pezzi di legname, cocci di vetro. Un
panorama desolante. Un biglietto da visita negativo per una città che dal
turismo vuole trarre elementi di crescita, occupazione ed economia. Ma che non
riesce a presentare in ordine uno dei luoghi di maggiore richiamo della propria
industria delle vacanze: gli arenili. Ma c'è di più. A Palazzo civico si
discute ancora se affidare la pulizia degli arenili alla Manutencoop, e sarebbe
quasi una conclusione naturale visto che l'impresa emiliana già gestisce il
servizio di igiene urbana. Ma l'azienda non disporrebbe delle macchine adeguate
a tale scopo. E allora si sta pensando a una gara di
appalto e già si individua il capolavoro della burocrazia comunale. L'avvio del bando, i termini temporali per la
presentazione delle offerte, l'analisi delle proposte e quindi l'aggiudicazione
definitiva, comporteranno una dilatazione dell'intervento tale da giungere a
ridosso... di ferragosto. Se questa è la programmazione del settore che
sovrintende a queste competenze forse è meglio che i programmatori cambino
mestiere. A complicare la già contorta procedura ci si è messa anche una
circolare esplicativa (?!) della Regione che autorizza la pulizia degli arenili
a decorrere dal 15 di aprile. Comunicazione fornita immediatamente a ridosso
della scadenza. Ma il percorso da rally della pulizia delle spiagge, fissato
dall'ente regionale, vanta ancora disposizioni che vanificano le migliori
intenzioni per fare il più in fretta possibile. La circolare, infatti, si
presenta piuttosto rigida anche per quanto riguarda i mezzi che dovranno essere
adottati nella pulizia degli arenili: non debbono superare le due tonnellate e
mezzo. Intanto, di queste dimensioni non se ne trovano sul mercato e poi il loro
utilizzo è più adatto agli spazi contenuti di uno stabilimento balneare
piuttosto che a un arenile di oltre quattro chilometri di lunghezza come quello
algherese. Si fa anche riferimento alla possibilità che le spiagge vengano
riordinate a mano e con l'utilizzo di mezzi a trazione animale. Anche il tipo
di intervento sulle alghe risulta particolarmente laborioso: la raccolta andrà
fatta recuperando un primo strato di posidonia spiaggiata, quello asciutto,
lasciando che lo strato sottostante, ancora umido, si asciughi e avanti così
fino alla rimozione complessiva. A proposito delle alghe, va osservato che da
qualche anno l'amministrazione comunale procede alla rimozione accumulandole in
un angolo dell'arenile e, una volta trascorsa la stagione balneare, riposizionandole
o in mare o comunque sulla spiaggia. Il vegetale quindi non si disperde e, sul
piano ambientale, tale comportamento appare in linea con il rispetto della
natura. Meno ambientalista appare invece l'attenzione che viene riposta sulla
sabbia, soprattutto quando viene investita dalle bufere di maestrale e libeccio
e finisce sulle strade, nelle abitazioni, intasa i tombini della rete fognaria
e si disperde in consistenti quantità. Nessuna protezione di contenimento è mai
stata utilizzata e tantomeno sull'argomento si registrano circolari
esplicative. Un ambientalismo a due marce, una avanti e l'altra indietro.
Tornando alla mancata pulizia degli arenili, da sottolineare che la situazione
di disordine ha già provocato le prime reazioni e sono annunciati interventi in
consiglio comunale. Ma a parte l'attenzione sull'argomento, resta il fatto che
in questi giorni i primi turisti sono stati costretti a stendere i loro
asciugamani sul sporcizia e i bambini costretti a giocare tra cocci di vetro e
rifiuti. Altro motivo che dovrebbe far riflettere sul disservizio: dalla prima
settimana di maggio cominceranno i voli charter da Germania, Olanda, Danimarca,
Svezia e Inghilterra.
( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti Una scossa
morale per l'Italia PIERO OTTONE Sembrava un uomo stanco, un uomo finito. Lo sembrava
a tanti, e anche a me, come ho scritto più di una volta. Adesso, a vederlo,
sembra rinato. è vero che il successo è un ottimo ricostituente, fa resuscitare
un morto. Ma il successo non è caduto dal cielo: se lo è guadagnato, scegliendo
nella campagna elettorale, evidentemente, la chiave giusta, tra uno scherzo e
una battuta, adatta a un paese sfiduciato che ormai non crede più a nulla. E
così una decisa maggioranza di italiani ha votato ancora una volta per lui, per
Silvio Berlusconi. Lo avevo sottovalutato. O forse avevo sopravvalutato gli
italiani, che continuano a dargli il voto. Comunque sia, riconosco l'errore. Mi
associo adesso allo stato d'animo prevalente. Avrei preferito un altro governo,
ma Berlusconi e la sua squadra hanno vinto: dispongono di una solida
maggioranza e speriamo che governino bene. Sappiamo tutti che quindici anni fa
Berlusconi decise di fare politica, in primo luogo, per proteggere se stesso, e
gli amici, dalla magistratura e dalle banche, per evitare il carcere e il fallimento.
Ma a mio parere lo fece anche, come ho scritto in varie occasioni, perché nella
sua infinita ambizione sperava di passare alla storia come il salvatore della
patria. Le successive esperienze hanno clamorosamente smentito queste belle
speranze: alla patria ha fatto solo danni. Adesso c'è l'ultimo appello: il
personaggio può riprovarci. C'è tanto da fare, come tutti ripetono in questi
giorni: la riforma istituzionale, per snellire un Parlamento macchinoso e
inefficiente; una riforma della burocrazia, che è di tipo ottomano; una liberalizzazione audace in campo
economico. Siamo in grave ritardo nella costruzione di infrastrutture. Nessun
governo al mondo potrebbe assolvere tutti questi compiti nel giro di pochi
anni, non si può pretendere l'impossibile. Ma bisognerà pur cominciare a
modernizzare il Paese, in un modo o nell'altro. Si dice comunemente che
l'Italia è ferma dalla metà degli anni Ottanta. E' tempo di muoversi, se
vogliamo avvicinarci, gradatamente, al livello europeo. E' pur vero che
l'Italia oggidì ha bisogno, prima ancora che di strade e di ferrovie, di una
scossa morale, di una iniezione di serietà. Abbiamo avuto nel passato momenti
felici, slanci generosi. Ma da troppo tempo siamo scivolati in uno stato
d'animo di indifferenza, di egoismo, di flaccidità, con un alto tasso di
corruzione. E' necessario, per la rinascita del Paese, il risveglio morale, che
può venire solo dall'alto. Dalla compagine vittoriosa in queste elezioni? A
giudicare dalle passate esperienze, purtroppo, è la meno adatta al compito. Ma
qualche volta accadono, nella vita degli individui come delle nazioni,
conversioni miracolose. Speriamo in un miracolo.
( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Genova
Carla Olivari Flick: "Il primo incontro ad Alessandria un mese fa, ora
pronti a chiudere per l'intesa" Pd, prove di partito del Nord commissioni
al lavoro sullo statuto Alleanza fra Liguria, Piemonte e Lombardia "Alcune
regioni potrebbero dare una struttura al loro collegamento noi siamo
pronti" Prove di partito del nord: le commissioni che stanno preparando
gli statuti regionali del Pd di Liguria, Piemonte e Lombardia le hanno già
fatte. Anzi, sono un passo avanti rispetto alle prove: "siamo d'accordo di
vederci appena terminate le vicende delle elezioni politiche, per prevedere che
in ciascuno degli statuti delle tre Regioni sia indicato un organismo comune,
un modo per dare una struttura al collegamento di Liguria, Lombardia e
Piemonte, il nord-ovest che ha tanti problemi comuni". Lo racconta Carla
Olivari Flick, che fa parte della commissione statuto del Pd ligure e che alle
primarie del Pd per la segreteria regionale aveva raccolto il 26 per cento dei
consensi. Spiega che: "c'è già stato un incontro delle commissioni statuto
del Pd delle tre regioni. E' successo un mese fa. Ci siamo visti ad
Alessandria". Ma è la prima volta che se ne sente parlare. "Un mese
fa eravamo a ridosso delle elezioni politiche: tutti erano concentrati su
questo e della riunione non si è più parlato". In realtà il lavoro è
cominciato: "Eravamo già d'accordo di vederci dopo le elezioni".
Dunque, tra breve. E la riunione di domani a Milano, dove Veltroni incontrerà i
segretari del Pd del nord, per discutere di un partito federale che rappresenti
l'area del nord del paese, potrebbe trasformarsi nell'occasione per allargare
gli orizzonti delle riunioni dei rappresentanti del partito nelle tre regioni.
Carla Olivari, par di capire, è tra i favorevoli ad un Pd del nord. O no?
"Se dovrà essere proprio un partito del nord non saprei, ma dato che è già
previsto che il Pd sia un partito federale, alcune Regioni potrebbero dare una
struttura al loro collegamento. Noi liguri con Lombardia e Piemonte abbiamo già
fatto questo passaggio: abbiamo deciso che nei tre statuti delle regioni del
nord ovest sia previsto un organismo comune, siano previsti incontri tra le tre
assemblee regionali. Ciò non toglie l'apertura ad altre Regioni". Ma è un
fatto, dice Carla Olivari Flick, che questo nord ovest abbia molto in comune:
"dalle questioni più complesse fino a quelle concrete come le
infrastrutture. Sono tre Regioni storicamente legate". E' un
"si" anche quello di Pippo Rossetti, che alle primarie il popolo del
Pd aveva eletto nella costituente. "Forse un Pd radicato
al nord saprebbe rispondere alla questione dello sviluppo che finora non siamo
riusciti ad interpretare: meno burocrazia, meno leggi, sviluppo economico, corretta flessibilità del
lavoro. Effettivamente - dice Rossetti - le laboriose realtà della Lombardia e
del Veneto non chiedono di parlare di spazio ai giovani, ma di operosità,
sviluppo: i giovani chiedono efficienza. E' un gap culturale che viene
da lontano. La Dc del Veneto e della Lombardia interpretava questa operosità
concreta del quotidiano". Mario Tullo, segretario ligure del Pd, domani
andrà a Milano: "Non so cosa dirà, ma la sua posizione non è quella del
partito, nel senso che nessuno è stato convocato per parlarne. Forse si è
sentito con quei quattro o cinque suoi amici che frequentano piazza De Marini:
il gruppo della burocrazia". Ubaldo Benvenuti,
consigliere regionale del Pd anche lui eletto nella costituente dal popolo
delle primarie, non da giudizi ma conferma: "prima di lunedì non è
previsto nessun passaggio con la segreteria regionale. O almeno: io non sono
stato convocato ed ho appreso della riunione leggendo i giornali".
Benvenuti è anche lui ben disposto verso un'ipotesi di federazione del Pd del
nord: "era una cosa che avevamo già iniziato a pensare oltre un anno fa.
C'era stata una riunione (eravamo ancora Ds), avevamo pensato ad una forma di
collaborazione tra le Regioni del Nord e non è un caso la collaborazione delle
giunte di Piemonte e Liguria, anche sulle infrastrutture. Io penso che davanti
alla questione settentrionale sia giusto dare una risposta politica. Non è solo
una questione organizzativa, ma bisogna saper cogliere le tematiche e saper
dare risposte. Ovviamente facendo attenzione che questo non avvenga contro gli
interessi complessi del paese". Ad esempio? "Concentrare risorse nel
sistema portuale del nord è una risposta positiva per tutto il paese; una forma
esagerata di federalismo fiscale invece sarebbe contro gli interessi di altre
parti del paese". (a.zun.).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si fa più capillare
la sorveglianza del territorio. Presto l'esperienza sarà estesa a tutta la
città I rioni promuovono il vigile di quartiere Soddisfatti i residenti di
Panzano e Aris-San Polo: "Ci sentiamo più sicuri" I rioni promuovono
il vigile di quartiere. I "bobby" stile inglese della Bisiacaria
piacciono ai residenti perché la loro presenza li fa sentire più sicuri,
rappresentano un rapporto diretto con le istituzioni e
accelerano i tempi della burocrazia per la soluzione dei problemi. Il compito principale dei vigili
di quartiere è quello di sorvegliare il territorio, raccogliere segnalazioni,
conoscere gli abitanti, i negozianti e annotare i problemi riferiti dai
residenti. Al momento è più che positivo il bilancio delle prime due settimane
del servizio nel rione di Panzano-Marina Julia e in quello di Aris-San
Polo istituito da lunedì al sabato dal Comune di Monfalcone e seguito in prima
persona dal comandante della Polizia municipale, Walter Milocchi. Una fase
sperimentale dopo la quale l'amministrazione comunale deciderà, a seconda delle
disponibilità e delle risorse, un calendario di interventi per gli altri rioni
cittadini, cioè Largo Isonzo, Centro e via Romana-Solvay-Enel. Sono state un
centinaio, infatti, le ore impegnate per il controllo del territorio dagli
agenti della Polizia municipale che hanno percorso a piedi le zone di
competenza, (presenza che ha sovltanuna funzione deterrente contro la
microcriminalità almeno nelle ore di vigilanza), per parlare con la gente e rilevare
eventuali problemi che in passato erano stati oggetto di polemiche. Le
segnalazioni ai vigili sono state diverse, anche se la gente stenta a
instaurare un dialogo immediato che si rafforzerà certamente nel tempo. Nei due
rioni, inoltre, in concomitanza con il servizio, sono stati effettuati anche
controlli di velocità con il telelaser, sia in via Callisto Cosulich sia in via
Aris, quelle soggette a un traffico maggiore, dove crescono i pericoli per
l'incolumità della gente, in particolare per pedoni e ciclisti. "Per il
momento il lavoro procede nel migliore dei modi e senza intoppi - spiega il
maresciallo capo Odorico Ciot - e gli agenti che vanno in pattugliamento lo
fanno con passione, anche perché conoscono bene il territorio e i problemi che
la zona può avere come ad esempio la viabilità o le soste selvagge. In media,
nei rioni, ogni vigile compie nella zona dalle 3 alle 4 ore di servizio
effettivo. Se poi ce ne sono due le ore di lavoro ovviamente raddoppiano".
"Occorre tuttavia far sapere ai cittadini - aggiunge Ciot - che i vigili
possono raccogliere le richieste e trovare il rimedio immediato solo per alcuni
problemi. Le altre questioni vengono inoltrate agli enti competenti che poi si
impegneranno a dare una risposta nel più breve tempo possibile".
Soddisfazione anche per i presidenti dei due rioni. "Non mi sembra vero -
afferma il presidente del Comitato di quartiere Aris-San Polo - che la nostra
richiesta si sia subito concretizzata. La proposta l'avevamo votata
all'unanimità nel comitato di quartiere. Il nostro appello era stato accolto
favorevolmente anche da parte del comandante Milocchi, dal Comune e dalla
Polizia municipale. Tra breve invieremo un'informativa a tutti i residenti
nella quale metteremo in primo piano innanzitutto il numero verde per mettersi
in contatto con i vigili dai quali il rione si attende più controllo e
sicurezza. Invitiamo nel frattempo gli abitanti alla massima collaborazione.
Siamo sicuri che il servizio funzionerà sempre meglio". Anche Franco
Visintin, presidente del quartiere di Panzano ha espresso il suo compiacimento
per questa nuova figura che sarà una garanzia in più per il territorio. A nome
del direttivo ha auspicato che questo impegno non sia solo sperimentale, ma che
si consolidi nel corso degli anni e venga esteso anche agli altri rioni di
Monfalcone. "E' importante - afferma - avere un collegamento del vigile a
diretto contatto con le istituzioni e che controlla nello stesso tempo anche il
territorio e si interessa dei piccoli problemi della gente. Nella prossima
riunione che avremo, abbiamo in programma già una prima proposta da fare per
quanto riguarda il traffico, il parcheggio e la viabilità. Naturalmente la
faremo in accordo con i residenti, il comandante dei vigili e l'assessore alla
Viabilità". Ciro Vitiello.
( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Bari IL
DILEMMA DELL'ATENEO MICHELE MIRABELLA Ci mancava anche questa. Io insegno (un
semplice contratto per un paio di seminari-laboratori nella bella facoltà di
Lettere) in una Università che si chiama "Benito Mussolini". Mi sono
laureato in una Università che si chiama "Benito Mussolini".
Intendiamoci, sapevo che così si fosse chiamata in tempi andati e lo ricordano
imperterrite memorie cartacee sciorinate lungo il porticato claustrale del
palazzo di piazza Umberto: diplomi di laurea di insigni studenti
dell'Università barese, oggi, quando non passati a migliori vita e studi,
affermati protagonisti del lavoro e della cultura. Talvolta in queste pergamene
figura chiamarsi il giovanissimo Ateneo "Benito Mussolini". Ma pensavo che la intitolazione fosse stata eliminata anche dalla burocrazia, oltre che dal comune
sentire. Quando frequentavo questi luoghi ad altro titolo, quello di studente
insicuro ma entusiasta, ricordo che mi colpì e incuriosì la faccenda, stante la
certezza, acquisita con gli studi liceali e corroborata da quelli universitari,
che fossero assai scarse le benemerenze accademiche, scientifiche,
culturali del duce e che, per meritare di intitolare una Università, non
bastasse aver scritto Claudia Particella ovvero l'amante del cardinale un
romanzo anticlericale-pornografico che la stessa fascista Margherita Sarfatti
definisce un polpettone senza capo né coda. SEGUE A PAGINA VIII.
( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Con il
lavoro l'Italia non è mai stata un paese fortunato. Anni fa si diceva, e era vero,
che riusciva a coniugare la più alta rigidità del lavoro con la più alta
disoccupazione: tutti garantiti e al sicuro, ma molti senza lavoro,
semplicemente fuori dai cancelli. Adesso c'è un altro paradosso e sarà molto
complicato da sciogliere: l'Italia mette insieme il sindacato più forte
d'Europa con le paghe più basse d'Europa e, in genere, con una condizione
lavorativa della gente che è fra le peggiori del Vecchio Continente. E infatti
il presidente uscente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha
cominciato a sparare palle incatenate contro questo sindacato, considerato un
serio ostacolo sulla strada del progresso. E subito si sono alzate le difese
d'ufficio: il sindacato è uno dei pilastri della democrazia, chi attacca il
sindacato è perché ha progetti autoritari, giù le mani dal sindacato. Ma
bisogna stare attenti al rischio banalità. Non a caso il bellissimo libro che
Stefano Livadiotti (collega dell' "Espresso") gli ha dedicato si
intitola "L'altra casta, privilegi, carriere, misfatti, e fatturati da
multinazionale". Chi vuole essere un pilastro della democrazia, oggi, ha
almeno due obblighi: farsi eleggere e pubblicare i resoconti finanziari della
propria organizzazione. Ebbene, tutti noi vediamo, una sera sì e l'altra pure,
qualcuno dei tre segretari generali seduti in qualche talk show che parlano di
tutto. Di paghe, ma anche del bollo auto. Dell'Ici, ma anche della immondizia
di Napoli. E magari mezz'ora prima li abbiamo visti al telegiornale che
uscivano da Palazzo Chigi con l'aria compunta, dove erano stati a discutere con
il governo più o meno delle stesse cose. E non si capisce perché Bonanni deve
andare a discutere di tasse: chi lo ha delegato? Ma come, si dirà, i sindacati
fanno un sacco di congressi. Certo, peccato che sia tutta roba interna.
Discutono, si accapigliano, poi i capi si ritirano in una stanza e decidono chi
deve essere eletto. Portano in sala le liste e il gioco è fatto. In tanti anni
di sindacalismo non si è mai visto uno eletto che non
facesse parte della stessa burocrazia sindacale. Un signor Rossi o un signor Bianchi. In passato ogni
tanto c'era qualche immissione da fuori, ma solo perché lo decideva il partito
di riferimento. Diciamo la verità: non si è mai vista una burocrazia così potente e così
irresponsabile in una democrazia moderna (che per di più non presenta i conti:
il vecchio Prodi, se si può ancora citare, diceva che le democrazie si
costruiscono sulle ricevute, ma quelle del sindacato non ci sono). Quelli del
sindacato sono affari piccoli? Mica tanto. Secondo Livadiotti la sola Cgil ha
un giro di affari di un miliardo di euro (rappresentato, suppongo, dai
contributi graziosamente raccolti dalle imprese per loro). Ma non è finita. I
delegati delle tre centrali sindacali (le maggiori) sono 700 mila in tutto, sei
volte più dei carabinieri. Basta questo per accorgersi che siamo nel ridicolo.
Che cosa devono fare 700 mila persone? Quali tremende discussioni devono
affrontare? Discutono di loro questioni interne e di contratti. Per fare questo
hanno bisogno di un milione di giornate lavorative (retribuite dalle ditte) al
mese. E costano al sistema-paese quasi due miliardi di euro anno l'anno.
Diciamo le cose come stanno. Nessun paese può permettersi un sindacato così
costoso. Un sindacato per che per questioni ideologiche dice no alle gabbie
salariali (e condanna quelli del sud alla disoccupazione perenne). Un sistema
per salvare qualcosa, comunque, ci sarebbe. Questo sindacato dovrebbe, nel giro
di 100 giorni, presentare un "piano industriale" su stesso, contenente
nuove regole democratiche, finanziamenti, procedure, ambiti di intervento, ecc.
E nei vertici, come accade per le società per azioni ormai, dovrebbe esserci
largamente posto per le minoranze (ma non quelle interne, quelle esterne). Non
se ne farà niente. I sindacalisti sanno che il Paese ha ben altro a cui
pensare. E così tirano avanti. Sicuri di essere ancora lì fra dieci anni.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag.
5 di MARIO GRADARA CERTI gessati indossati dai signori sem... di MARIO GRADARA
CERTI gessati indossati dai signori sembrano risorti dagli armadi dopo alcuni
lustri di quiete. Ma Van Gogh apprezzerebbe le cravatte: gialle, verdi, viola.
E anche le consorti, seppur fresche di parrucchiera, agghindate e ingioiellate
di tutto punto, danno l'idea di essere uscite trafelate da casa dopo aver dato
l'ultima smattarellata alla sfoglia, consegnata alle nuore per i cappelletti
domenicali. Il popolo del Carroccio, riminese doc, ha festeggiato a pranzo
all'hotel Le Conchiglie di Riccione il trionfo elettorale. Maestro di cerimonie
Dante Stambazzi, coordinatore provinciale della Lega, imbianchino per una vita,
neopensionato. Ospite d'onore l'onorevole Gianluca Pini, confermato a
Montecitorio a soli 35 anni. Unico parlamentare leghista della Romagna. Che
arriva con puntualità da lumbard alle 12,56 (il pranzo è fissato alle 13),
insieme a Stambazzi. Guida un fiammante suv Audi Q7 benzina a trazione
integrale ("beve troppo", commenta appena sceso). Antipasto di
piadina con squaqquerone e ruccola. Strozzapreti pasticciati. Grigliata mista
di carne. Dolce. Tra gli ospiti l'ex candidato sindaco di Forza Italia nel '94
e '99, Mario Gentilini. "Ma la festa vera per tutti la faremo il 5 maggio
al Rio Grande di Igea ? precisa Stambazzi ?. Questo pranzo è iniziativa del
Circoli dei pensionati Roberto Valturio, di piazza Mazzini. Quasi tutto
leghista". Flash back: l'attesa dell'onorevole sulle panchine esterne
dell'hotel. Tra gli adepti (sbigottiti) dell'Osho Festival, che meditano
cercando la pace interiore nelle energie cosmiche. SIGNORE distinto: "Non
tornano i conti, la roba viene a costare, e se non la vendi non incassi".
Ragazzo in jeans e bomber: "Sono tornato dagli Usa e ho votato, portando
fortuna". Anziano: "Treméla document, treméla robi par fè un rogito:
masfal?" (burocrazia asfissiante). Uomo: "Solo in Italia poteva succedere che
chi ha fatto tutte queste colonie per i figli degli operai l'hanno impiccato. E
ucciso anche dopo morto". Signora elegante: "Gli ho detto: possibile
che non mi diate il permesso per undici appartamentini?", Uomo:
"Ma chésa aiò un salon a la bona, par 30 parsoni" (ho un salone alla
buona, per 30 persone). Signora: "La gente è diventata cattiva. Quando mai
si è visto ammazzarsi tra mamme, figli, padri?" Uomo: "Ho due nipoti,
prendevano 1.300 euro al mese, si sono licenziate. Che teste hanno? Mo andè a
lavurè!" Uomo: "Con sta crisi, oggi sei qualcuno, domani vai a
vendere la mortadella". Uomo: "Ho avuto i nomi dei pensionati Cgil
stanchi della sinistra, e li ho convertiti alla Lega".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASSOARTIGIANI. Il leader di via Cefalonia sollecita interventi su fisco, burocrazia e redditi "Meno tasse,
più risorse per il futuro del Paese" "Riduzione coraggiosa della
pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi per un'inutile
informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per semplificare; ed
ancora, una detassazione dei redditi da lavoro per assicurare ai dipendenti più
risorse e una redistribuzione delle risorse a favore delle famiglie e
contribuire a rilanciare il mercato interno". Sono le sollecitazioni
contenute nella relazione con la quale Enrico Mattinzoli, presidente
dell'Associazione Artigiani di Brescia ha aperto ieri l'assemblea ordinaria dei
soci: un appuntamento servito anche per ratificare i bilanci consuntivo 2007 e
preventivo 2008 dell'organizzazione diretta da Paolo Gerardini. IN MERITO alla
necessità di fare sistema Mattinzoli ha ricordato come l'Associazione di via
Cefalonia abbia messo in campo una serie di iniziative volte ad aumentare le
chances di competitività delle piccole imprese in un contesto economico che
richiede elevati livelli di specializzazione e circuiti ampi di circolazione
della conoscenza. "Come Associazione Artigiani - ha detto - stiamo
sviluppando un'alleanza tra associazioni, non necessariamente riferite alla
stessa sigla nazionale, per formare una rete operativa di servizi e, in prospettiva,
anche sindacale, che coinvolgerà più province lombarde come abbiamo già
sperimentato nel settore del credito. Un'esperienza che vogliamo
estendere". Nell'estate del 2007, come ricordato, si è concluso il
progetto di fusione fra il confidi Artfidi Brixia dell'Associazione Artigiani
di Brescia, Confialo dell'Unione artigiani di Lodi, Cooperativa artigiani di
garanzia e Crema fidi della Libera Associazione artigiani di Crema: ha portato
alla nascita di Artfidi Lombardia, secondo a livello regionale con oltre 14
mila iscritti. "Ci siamo posti l'obiettivo - ha aggiunto Mattinzoli - di
sviluppare un sistema di alleanze, in altri ambiti e settori, attraverso cui
predisporre un quadro complessivo di strumenti operativi atti a contribuire a
una necessaria accelerazione del passo di crescita delle imprese, tenuto conto
che il raggiungimento di questo obiettivo, alla luce di un sensibile
peggioramento delle attese di crescita per il 2008, si è fatto più urgente e
più difficile". A PREGIUDICARE la corsa delle aziende sono stati
determinanti soprattutto gli aumenti delle materie prime che, nel 2007 sono
stati di circa l'8%; anche nei primi mesi del 2008 si prevedono incrementi di
almeno altri 6 punti percentuali. Pesanti anche i rincari tariffari subiti
sugli approvvigionamenti di energia: circa il 10%, con punte di oltre il 22%
per quanto riguarda i soli carburanti. Una situazione inflativa che influisce
negativamente su molti settori del manifatturiero i quali, rispetto al 2006,
registrano un calo di circa l'1% della produzione e del fatturato, come negli
ordini. I primi mesi del 2008 dovrebbero comunque portare nuove commesse,
stimate intorno ad un più 2%. Problemi anche per le attività di servizio alle
persone che scontano il calo generalizzato dei consumi. Buoni i risultati
invece raggiunti dal settore dei servizi alle imprese con incrementi dello 0,7%
per produzione, dello 0,9% per fatturato, e dello 0,3% per l'occupazione.
Preoccupano i settori di servizio alla persona (estetica, acconciatura, ecc.),
le aziende dei settori legno e arredo, della moda, dell'edilizia e degli
impianti. MATTINZOLI, dopo aver sottolineato l'importanza di dare concreta
attuazione al rilancio dell'aeroporto di Montichiari ricordando la
partecipazione dell'Associazione Artigiani come socio fondatore in ABeM spa, ha
ricordato i dati più significativi dell'attività associativa: oltre 10 mila
pratiche svolte, corsi per 3.089 partecipanti, affidamenti per oltre 79 milioni
di euro tramite Artfidi Lombardia, aumento del patrimonio immobiliare dell'organizzazione
con nuove sedi a Montichiari, Carpenedolo, Iseo e Desenzano; e la creazione del
CAIT, il Centro Assistenza Impianti Termici, a livello regionale.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MASSA MARITTIMA pag.
15 di GIANFRANCO BENI ATTACCO del gruppo consiliare "... di GIANFRANCO
BENI ATTACCO del gruppo consiliare "Per l'Alternativa" rivolto alle
coalizioni sia di centrodestra sia di centrosinistra per la mancata
soppressione dei Consorzi di Bonifica e del relativo tributo richiesto a tutti
i contribuenti in applicazione alla legge con la quale la Regione Toscana ha
dichiarato tutto il proprio territorio sottoposto alla bonifica.
"UN'INCONGRUENZA vera e propria ? sostiene Per l'Alternativa ? che va
contro le promesse tanto sbandierate dall'una e dall'altra parte di puntare
all'eliminazione dei costi della politica e degli enti inutili. Questo il
ripetitivo refrain lanciato dalle principali coalizioni e dai loro leader
politici che ? ricordano Roberto Ovi e Angelo Maria Cappelloni ? da anni
promettono senza successo tagli draconiani a provincie, comunità montane e
consorzi di bonifica, per sopprimere parte della ridondante
ed inefficiente burocrazia
che grava sulle spalle dei cittadini". L'ARRIVO delle cartelle esattoriali
inviate dal Consorzio di Bonifica Alta Maremma anche a quanti risiedono nel
centro urbano massetano per il pagamento del contributo necessario alla
manutenzione dei corsi di acqua nonché alla gestione di quattro impianti
idrovori e all'esercizio di due impianti di irrigazione, rappresentano
la goccia finale di quel continuo salasso cui sono sottoposti i cittadini
indipendentemente dall'ubicazione della loro effettiva residenza. "UNA
SITUAZIONE ingiusta ? tuonano Ovi e Cappelloni ? visto che i residenti delle
aree abitate pagano già alla società Acquedotto del Fiora un tributo non
indifferente per l'erogazione del servizio idrico integrato che raramente
afferisce i propri reflui nei canali consortili oggetto del tributo loro
richiesto dal Consorzio di Bonifica Alta Maremma". EPPURE, nonostante le
unanimi proteste, concludono i due consiglieri di Per l'Alternativa,
"questi discutibili consorzi obbligatori, il cui numero di pubblici
amministratori è addirittura spesso superiore a quello degli stessi dipendenti
in pianta organica, continuano ancora ad esistere anche a causa delle
contraddittorie posizioni tenute nel corso degli anni da istituzioni e partiti
politici dei principali schieramenti che se da un lato ne chiedono la
soppressione dall'altro ne riconoscono l'utilità come risulta dalle conclusioni
di alcune indagini parlamentari svolte negli anni 1994 e 2005".
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO pag.
2 Chisso: "E' stata una battaglia con la burocrazia" LA REGIONE "IL
RIGASSIFICATORE che sta nascendo a Porto Viro è una grande vittoria del partito
del fare bene, di cui indosso con orgoglio la casacca, e della Regione del
Veneto, che ha sempre sostenuto quest'opera, combattendo una durissima
battaglia con la burocrazia
nazionale e governativa e i suoi mille lacci e laccioli e che ora, alla
luce dell'esperienza fatta, chiede al nuovo Governo che alle Regioni virtuose e
capaci sia lasciata libertà di azione e valutazione degli impatti ambientali
per le opere che ricadono integralmente all'intero del loro territorio".
Insomma, il federalismo semplificherà la vita alle istituzioni, al paese e darà
una grossa mano allo sviluppo. Questo, in sostanza, il messaggio lanciato ieri
dall'assessore regionale alle Politiche Infrastrutturali Renato Chisso,
intervenuto a Porto Viro all'inaugurazione della base logistica del terminal
gasiero e che ha portanto anche i saluti del governatore della regione Veneto
Giancarlo Galan, ieri a Roma per impegni post-elettorali. "Quest'opera ?
ha aggiunto Chisso ? pone il Veneto all'avanguardia nelle politiche energetiche
nazionali, porterà importanti benefici economici ed occupazionali all'intero
Polesine e non comporta pressoché alcun impatto ambientale". A questo
proposito, l'assessore ha tenuto a ricordare che "proprio la Regione
scelse a suo tempo di sostenere l'opzione del rigassificatore dopo essersi
opposta con forza e con successo alla pericolosa ipotesi dell'estrazione di metano
dal sottosuolo in Adriatico, con tutti i rischi di subsidenza che essa
comportava". "Con il rigassificatore, con la centrale a idrogeno di
Fusina e con la prospettiva di riconversione della centrale Enel di Porto Tolle
? ha detto anche Chisso ? il Veneto sta dando un contributo vitale
all'emergenza energetica italiana, ed ora si aspetta dall'Italia un
riconoscimento che possa incidere concretamente sulla vita delle nostre imprese
e dei nostri cittadini".
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ADRIA E DELTA DEL PO
pag. 7 UNA riunione di imprenditori aderenti... UNA riunione di imprenditori
aderenti alla Cna delle sezioni di Adria e del Delta all'Ostello Amolara, per
un aggiornamento sulle novità introdotte dalla nuova legge riguardante divieti
e limitazioni all'utilizzo di denaro contante e di altri strumenti di
pagamento. Ha parlato Claudio Rossini, responsabile organizzativo della Cna ed
esperto in materia, coadiuvato da Marco Pistritto della Federazione Regionale
delle Banche di Credito Cooperativo, in quanto la serata vedeva come ospite la
Bcc Santa Maria Assunta rappresentata dal Presidente Vicario Raffaele Riondino,
dal Direttore Generale Antonio Biasioli e dal vice Lorenzo Contiero. Marco
Bovolenta, segretario della Cna locale ha aperto i lavori, alla presenza di una
folta platea di imprenditori, più preoccupati che desiderosi di apprendere le
nuove regole previste dalla normativa. "Parlando con le imprese - ha
affermato Bovolenta - si avverte un clima di insofferenza ed un provvedimento
come questo sull'antiriciclaggio, pur motivato da un grave problema che
riguarda il rispetto della legalità nelle transazioni di denaro, provoca un
senso di sfiducia e di vessazione. Il fine di contrastare efficacemente la
lotta al riciclaggio dei proventi di attività illecita attraverso il
monitoraggio dei pagamenti, viene vissuto come ulteriore complicanza all'attività di impresa che già è subissata quotidianamente dalla burocrazia e dagli adempimenti. Si vive
nel continuo timore di sbagliare e di incorrere in sanzioni o segnalazioni agli
organi di vigilanza, che forse è la paura più grande di un imprenditore, poiché
il clima che si è creato intorno ai lavoratori autonomi è pervaso da pregiudizi
e da luoghi comuni. Occorre invertire questa tendenza: per questo
motivo, cerchiamo di rassicurare le imprese che non cambierà molto rispetto
alla situazione attuale poiché, non dimentichiamolo, queste norme sono in
vigore dal 1991 e la prima stesura del provvedimento vedeva tra i firmatari
Giovanni Falcone". I relatori hanno quindi spiegato che dal 30 aprile,
compreso anche quel giorno, scenderà da
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO
pag.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 2 Terminal, a terra tutto è pronto Ieri il taglio del nastro del complesso
situato a Porto Viro. INAUGURATA LA BASE LOGISTICA A TERRA tutto è pronto.
Mentre in Spagna, nei cantieri di Algeciras, i lavori per la costruzione del
gigantesco terminal gasiero procedono a ritmi serrati, in Polesine ieri è stata
inaugurata la base logistica di Porto Viro. Un taglio del nastro molto atteso
da Adriatic Lng perchè va ad aggiungere un altro tassello al completamento di
questa colossale opera, ormai quasi pronta a prendere il largo e a raggiungere
la sua destinazione, a 15 chilomentri dalla costa prospiciente Porto Levante.
Lì, in mezzo al mare, il terminal spunterà dall'acqua come un'isola futuristica
pronta a distribuire gas in un Paese affamato di energia. LA BASE logistica che
Adriatic Lng ha inagurato ieri, di fronte a molte autorità (tra i presenti il
sottosegretario Stradiotto, gli assessori regionali Chisso, Coppola e Marangon,
il presidente della provincia Saccardin, la neo deputata della Lega Munerato,
questore e prefetto), è un complesso di circa 5mila metri quadrati costruito nell'area
portuale di Cà Cappello, nel comune di Porto Viro, e si affaccia sul Po di
Levante. La struttura, costituita da una palazzina con gli uffici, una centrale
per le telecomunicazioni, un magazzino e una banchina portuale, funzionerà come
supporto logistico alle operazioni del terminale offshore. Insomma, un punto di
riferimento fondamentale per gli scambi tra 'il mare' e la terraferma. La
banchina, in sostanza, sarà il punto d'attracco tra l'imbarcazione che farà la
spola tra la base e il terminal per trasportare personale, merci e
rifornimenti; nel magazzino, invece, saranno piazzate parti di ricambio e
viveri. A RIASSUMERE bene l'importanza del complesso inaugurato a Porto Viro ci
ha pensato l'amministratore delegato di Adriatic Lng, Scott Miller: "La
base logistica ricoprirà un ruolo strategico di supporto alle attività del
terminal ? ha detto ? e rappresenterà il punto di incontro tra Adriatic Lng e
il Polesine, segno concreto della presenza stabile della società sul
territorio". Se da una parte, infatti, il terminal, con la ricezione, lo
stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale liquefatto ("che
arriverà dal Qatar"), rappresenterà un passo strategico per un paese dove
il rischio black-out è sempre dietro l'angolo, dall'altra, come ha ricordato
Miller, sarà anche il Polesine stesso a beneficiare dell'opera: "Ci
saranno ? ha detto l'ad di Adriatic Lng ? nuove opportunità di crescita
produttiva e occupazionale". E su questo tasto ha puntato anche il sindaco
di Porto Viro Doriano Mancin: "Qualche anno fa di 'no' ce n'erano, eccome.
Ma, fortunatamente, grazie ad amministratori intelligenti avremo quest'opera
fondamentale per l'Italia ma anche per il nostro territorio, dove vogliamo che
arrivino anche altri imprenditori ad investire. Non vogliamo mandare i nostri
giovani a lavorare altrove ? ha detto Mancin ?: certo il nostro Delta è un
ambiente unico ma ha anche bisogno di queste strutture e i Comuni devono fare
squadra nell'accettare queste trasformazioni". SORRIDENTE anche il
presidente della Provincia Federico Saccardin: non ha taciuto le difficoltà
incontrate nei rapporti con Adriatic Lng ma ha riconosciuto che "il
confronto è stato franco e positivo e che con la società è stata instaurato,
alla fine, un rapporto proficuo di reciproche garanzie: oggi ? ha chiuso il
presidente di Palazzo Celio ? siamo qui per guardare avanti". PRESENTE al
taglio del nastro anche il Sottosegretario al ministero dello Sviluppo
economico Marco Stradiotto, punto di riferimento per la società e gli enti
locali durante tutta la lunga fase di avvio del terminal. "Questa ? ha
dichiarato Stradiotto ? è un'opera stupenda, una risposta alla necessità del
nostro Paese di avere energia a prezzi inferiore ed evitare il rischio
balck-out. E' un'opera andata avanti nonostante in Italia ci sia un grosso
deficit culturale quando si parla di energia". Deficit che, sommato a
passaggi burocratici moltiplicati all'infinito, rendono complicatissimo l'avvio
di grandi opere come quella del terminal gaseiro. Dunque
semplificazione amministrativa, abbattimento della burocrazia e collaborazione tra aziende e istituzioni devono diventare 'la
regola':"Solo così ? ha chiuso Stradiotto ? il nostro Paese diventerà
veramente competitivo" Maristella Carbonin.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO pag. 4
"CI RIPRENDEREMO le case popolari occupate dagli extra... "CI
RIPRENDEREMO le case popolari occupate dagli extracomunitari".
All'indomani della tornata elettorale, che ha visto Lega Nord raddoppiare i
consensi nel Veneto e triplicarli (dal 5 al 15%) a Rovigo, i consiglieri di
minoranza Simone Bedendo e Alessandro D'Isanto sono già sul piede di guerra ed
in nome del mandato ricevuto dai cittadini, rivendicano "quello che il
sindaco Merchiori ha finora ignorato", ovvero il pacchetto sicurezza,
"approvato e mai finanziato", e la tutela dei cittadini locali a
fronte dell'aumento dell'immigrazione. "Sarebbe morale se Merchiori si
dimettesse ? ha affermato il segretario provinciale leghista, Antonello
Contiero, ieri dalla sede del partito di piazza Vittorio Emanuele II ? ma se
non lo fa, dovrà accettare le nostre istanze, perché abbiamo un mandato
popolare che, tra l'altro, ci deriva in gran parte dai cittadini delle frazioni
che lo hanno eletto e che lui ha deluso". FEDERALISMO fiscale,
rafforzamento della sicurezza e servizi "ai nostri cittadini" prima
di tutto. Hanno le idee chiare quelli di Lega Nord e il loro messaggio
all'amministrazione comunale non si fa attendere: "Per la proposta di An
sulla sicurezza, approvata in consiglio, il bilancio 2008 non prevede un solo
euro ? ha denunciato Bedendo, capogruppo leghista ?. Il pacchetto prevede
l'assunzione di nuove forze dell'ordine, l'istituzione di turni serali ed una
presenza costante della polizia locale non solo in città, ma anche nelle
frazioni, sia come deterrente sia come punto di riferimento per i cittadini,
così forse l'attuale giunta smetterebbe di mandarli solo a fare multe in corso
del Popolo". PER QUANTO riguarda la tutela dei cittadini invece, si parte
dalle case popolari, che devono essere immediatamente ridistribuite secondo
nuovi criteri. Quali? Basta prendere spunto dall'ordinanza
"anti-sbandati" di Bitonci (sindaco di Cittadella, Padova, che ha
introdotto un reddito minimo e tutta una serie di requisiti per concedere la
residenza agli extracomunitari, ndr) "per fare un po' di posto" e stabilire
nuovi criteri per l'assegnazione degli appartamenti in base agli anni di
residenza sul territorio. "Gli alloggi comunali sono circa un centinaio,
un terzo dei quali assegnati ad extracomunitari da poco arrivati in Italia ? ha
proseguito Bedendo ? a fronte di un'immigrazione pari al 5%, a Rovigo gli
stranieri occupano il 33% delle case popolari, mentre i nostri cittadini
restano in lista d'attesa, è così che l'amministrazione di centrosinistra
tutela i contribuenti? Se il sindaco non sa come fare, prenda spunto dall'ordinanza
Bitonci". E proprio per dare più valore alle tasse versate dai cittadini,
la Lega ha già convocato per martedì, insieme a Forza Italia, una commissione
consiliare per rivedere i criteri delle graduatorie Ater: "Il punteggio di
chi si mette in lista per un alloggio popolare è stabilito in base a criteri
fumosi, elaborati da questa giunta nel 2006 ? ha concluso il consigliere -. Noi
vogliamo un sistema chiaro, che privilegi chi risiede in loco da più tempo e
che ha quindi diritto ad avere un ritorno sui contributi versati. Se in questa
categoria ricadono anche cittadini extracomunitari, ben venga, ma è
inaccettabile che appena sbarcati venga data loro una casa, e tanti giovani e
anziani italiani restino in attesa perenne". LA MARCIA dei seguaci di
Bossi non è però partita solo a livello locale perché, con la forza dei numeri,
i leghisti avanzano richieste ben precise anche al governo neoeletto e non
transigono: "Se entro i primi cento giorni non sarà attuato il federalismo
fiscale ? ha chiarito Contiero ? il governo può anche scordarsi il nostro
appoggio". "La nostra è stata una rivoluzione silenziosa ? ha
aggiunto Alessandro D'Isanto ? a chi dice che abbiamo raccolto voti di
protesta, rispondo che siamo stati premiati perchè siamo
dalla parte dei cittadini e l'abbiamo dimostrato con un programma chiaro e
conciso (il "Patto per San Marco", in sette punti: federalismo
fiscale, sicurezza, immigrazione, costo della vita, infrastrutture, tasse e burocrazia, ambiente e agricoltura,
ndr)". Merchiori è avvertito, ma anche il centrodestra. Milena Furini.
( da "Provincia di Cremona, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
20 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl "A Berlusconi chiediamo un impegno
diretto" CREMONA ? "La Confagricoltura è una sola, distribuita in
tutto il territorio nazionale. Siamo una sola struttura, unita da un'idea di
politica agricola che confrontiamo con il Governo e le istituzioni e che poi
deve poi trovare applicazione e sostegno nelle strutture periferiche. In questo
senso desidero che sia interpretata la mia partecipazione al consiglio della
Libera, una delle più importanti associazioni provinciali che aderiscono a
Confagricoltura". L'ha detto il presidente di Confagricoltura Federico
Vecchioni ai consiglieri della Libera riuniti in una seduta straordinaria, dopo
l'introduzione del presidente della Libera, Antonio Piva, che lo ha accolto
dandogli il benvenuto degli agricoltori cremonesi e ringraziandolo per la sua
presenza. "Ci vuole partecipazione nelle strutture, nella nostra in
particolare quella di dirigenti, soci e funzionari che crescendo fanno crescere
l'associazione e le nostre idee ? ha continuato Vecchioni ?. In questa attività
è necessario avere una proposta politica, capacità di analisi e la capacità e
coerenza di portare avanti le proprie idee. Questo lavoro è impegnativo; è
importante che vi sia un limite temporale a questa attività. Cremona è stata
molto vicina a Confagricoltura e continuerà ad esserlo con una base solida e
compatta. I contatti, come in passato, se necessario saranno quotidiani".
Vecchioni ha poi fatto una scaletta degli impegni dei prossimi quindici giorni,
che saranno determinanti, per gli anni a venire. Verrà nominato l'esecutivo e
con esso il ministro delle Politiche agricole. "Per quanto ci riguarda ?
ha detto ? abbiamo già avanzato le nostre richieste a Berlusconi, Casini e Veltroni,
nel nostro convegno di Taormina. Quindi il premier in pectore conosce le nostre
attese. Gli chiediamo un impegno diretto perché su temi come la riforma della
Pac e le trattative Wto il solo ministro dell'agricoltura, per quanto bravo e
preparato, non è sufficiente. Ci vuole il peso dell'intero Governo. E pensando
a questi temi, il nuovo ministro non avrà molto tempo per studiare vista la
vicinanza delle scadenze. Dovrà essere operativo immediatamente, visto che già
in maggio uscirà il documento finale della Commissaria Fischer Boel sull'Health
Check della Pac, che entrerà in vigore il prossimo anno. E subito dopo
riprenderanno le trattative per il Wto, con la grande pressione dei mercati
emergenti sulla vecchia Europa. In questo contesto un problema prioritario è
relativo alla istituzione del registro multilaterale dei prodotti Dop. Bisogna
tessere alleanze con il commissario Mendellson e con il direttore generale Wto,
Pascal Lamy". "Alla commissaria Fischer Boel, sul futuro della Pac ?
ha detto ancora Vecchioni ? abbiamo già fatto arrivare un documento
sottoscritto da undici organizzazioni, guidate da Confagricoltura. Tra queste
manca la Coldiretti". Sul piano interno, priorità assoluta deve essere
data al cambiamento del titolo V, perché "è impensabile che un ministro si
debba confrontare con le posizioni di 21 Regioni: questo
genera ingovernabilità e una burocrazia elefantiaca. I diversi Piani di sviluppo rurale ne sono la
prova". Un accenno finale alle organizzazioni di prodotto e al tema degli
Ogm. Sul primo tema Vecchioni ritiene necessario fare tutti gli sforzi per
arrivare direttamente al mercato, in questo senso sono state fatte delle
proposte migliorative sul decreto 102/03 per l'accesso ai mercati.
Confagricoltura sta lavorando a tre piani specifici: uno per la zootecnia, uno
per l'ortofrutta ed uno per il vino.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO PRIMO PIANO
pag. 3 "Vorrei poter votare Starei con Pdl o Lega" L'INTERVISTA ARBEN
DODA, IMMIGRATO DALL'ALBANIA di SETTIMO BAISI ? CASTELNOVO MONTI ? IL SUCCESSO
elettorale della Lega Nord sull'Appennino reggiano, secondo il 35enne albanese
Arben Doda (nella foto) che da quasi 20 anni vive in montagna, non esprime la
protesta nei confronti degli immigrati, ma piuttosto vuole essere il segnale di
un malumore diffuso. Arben, mediatore culturale, è sbarcato a Bari nel 1991 dopo
un viaggio avventuroso. Ospite 3 mesi nel centro di Monopoli e quindi inviato a
Pietracchetta di Villa Minozzo. Da lì ha iniziò l'avventura in cerca di lavoro
per aiutare la sua numerosa famiglia rimasta in Albania (è ultimo di 8 figli).
Subito dall'impresa edile Remo Magnani di Civago, poi sette anni all'azienda
agricola Dolci di Miscoso (Ramiseto) dove nel frattempo si è sposato ed è nato
un bambino, un anno in altra azienda agricola a Giandeto (Casina), alla
fabbrica di campane Capanni di Castelnovo Monti e in fine dal 2000 alla
ceramica Panaria. Attualmente risiede a Cervarezza. Da immigrato teme
l'avanzata della Lega Nord? "No assolutamente, non fa più paura. Il
successo ottenuto, secondo me, non è una risposta contro l'immigrazione. La
gente è stufa, ma non di noi, delle promesse non mantenute. Si capisce che ha
voglia di cambiare. Le cose non funzionano non per colpa di noi stranieri, ma per altri motivi come la burocrazia e l'economia italiana che scende sempre più in basso. Troppe
tasse e i soldi mancano". Non c'entrano quindi gli immigrati se la
Sinistra scende e la Lega sale? "Credo proprio di no perché noi stranieri,
a parte qualche episodio iniziale, non abbiamo mai dato fastidio e non abbiamo
rubato lavoro agli italiani. Io vedo in giro che chi ha voglia di
integrarsi e di lavorare, italiano o straniero, trova sempre da sistemarsi. La
minaccia della Lega non fa più paura, non è quella di una volta. I nuovi
leghisti vogliono cambiare la politica dei vecchi partiti e dei governi
passati". Ma c'è sempre Umberto Bossi... "E' sincero e spontaneo,
dice quello che gli passa per la mente senza cattiveria. Il suo linguaggio va
interpretato". Ha seguito con i suoi connazionali la campagna elettorale
italiana? "Certamente. Anche perché lavorando e vivendo in Italia siamo
direttamente interessati a chi ci governa. Peccato che non ci venga
riconosciuto il diritto di voto. Sarebbe giusto concedere il voto, almeno
quello per le elezioni amministrative, agli immigrati regolari che lavorano e
pagano le tasse come gli italiani per permettere anche a loro contribuire alla
scelta di amministratori". Per chi avrebbe votato se ne avesse avuta la
possibilità? "Per il Pdl, ma anche per la Lega Nord. Mi piace Maroni e un
po' anche Calderoli. Ammiro molto Berlusconi, ha un carisma eccezionale. Mi
dispiace per la fine di Bertinotti e della sinistra. Continuano a cambiare il
nome ai partiti però le persone restono le stesse. Spero che questo nuovo
governo decida di fare una legge per consentire anche a noi immigrati stabili
di dare il nostro contributo nelle prossime elezioni".
( da "Provincia di Cremona, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
20 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Il gioco. Nella tabaccheria Conca il bel
colpo da parte di un abituale cliente Gratta 5 euro e ne vince 10 mila La
fortuna si ferma in via Aporti La fortuna è passata in via Aporti 39,
esattamente dalla tabaccheria Conca, davanti all'oratorio. Nuove gestione con
le simpatiche Simona e Monica e subito un bel colpo per un abituale cliente.
Con un 'gratta e vinci' miliardario, si chiama così perchè la vincita massima è
appunto di 500 mila euro, un abituale cliente ha vinto ben 10 mila euro. Il
'gratta e vinci' è costato solo 5 euro. Cifra modesta che ha fruttato questo
interessante gruzzolo che, in tempi di magra come sono quelli che stiamo
vivendo, è davvero una manna piovuta dal cielo. Per Simona e Monica un
'viatico' per la loro attività. Ovviamente mantengono il più stretto riserbo
sull'identità del vincitore, ma lo conoscono bene e sono certa che i 10 mila
euro verranno spesi bene. Insomma il 'gratta e vinci', così
come altri giochi analoghi, sono diventati una sorta di 'bene rifugio' per
tantissimi cremonesi, giovani ed anziani senza particolare distinzione. Il
vantaggio è che le cifre vinte si possono incassare subito, senza dover
attendere i tempi infiniti della burocrazia. Ecco perchè hanno sempre maggiore diffusione.
( da "Centro, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Castelvecchio, lettera a Napolitano e Del Turco "La burocrazia blocca i progetti di
sviluppo" CASTELVECCHIO. Tutta la difficoltà di amministrare un paese di
far quadrare il bilancio senza gravare sulle tasche dei cittadini, in una
lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a
quello della giunta regionale Ottaviano Del Turco. L'iniziativa è di
Luigi Bianchi, assessore ai lavori pubblici del comune di Castelvecchio
Subequo. "L'amministrazione che rappresento", scrive ai due
presidenti, "ha presentato progetti per energie alternative, quali un
parco eolico, un impianto a pannelli fotovoltaici, nonché un progetto per una
cava di carbonato di calcio. Purtroppo" sottolinea con amarezza,
"l'attuale burocrazia ci impedisce di dare
seguito a quanto esposto a discapito di tutto il territorio, in particolare dei
giovani che non riescono a trovare occupazione e sono costretti a lasciare il
paese". E aggiunge: "Non desideriamo assistenza e commiserazione, ma
solo che non siano tarpate le ali a quei comuni che hanno voglia di realizzare
benessere economico". Poi un amaro sfogo: "Si dice" scrive
Bianchi, "che il sindaco di un paese dispone del territorio: ebbene non è
così! Troppi enti inutili frenano (in alcuni casi bloccano) lo sviluppo che un
comune programma. Le nostre uniche risorse sono quelle naturali, non inquinanti
e di scarso impatto ambientale, che porterebbero nelle casse del comune circa
330mila euro annui, che ci consentirebbero di contrarre mutui per milioni di
euro per favorire lo sviluppo". Pasquale D'Alberto.
( da "Adige, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tante analisi dopo
il voto ma nessuna autocritica L eggo quotidianamente analisi e commenti sulle
ragioni della sconfitta elettorale del centrosinistra. Quello che non riesco a
trovare è una sana autocritica. Marco Pisetta Quelle verità che Papa Ratzinger
non dice I l Papa che piace a Bush non tocca gli argomenti scomodi nei discorsi
che pronuncia nella sua visita negli States. Benedetto XVI parla di tante cose
alla Casa Bianca e all'Onu ma si "dimentica" della guerra in Iraq e
della pena di morte. A più riprese esalta il diritto alla vita, tema centrale
del suo pontificato. Pare però di capire che da questo diritto sono dispensati
le decine di migliaia di uomini, donne e bambini dell'Iraq che sono morti a
causa dell'occupazione americana e i condannati alla sedia elettrica o
all'iniezione letale nelle carceri del paese "più civile del mondo".
Papa Ratzinger ha perso una grande occasione per ribadire dalla tribuna
dell'Onu quell'appello "Mai più la guerra" che lanciarono al mondo
dalla stessa sede i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II. È triste
constatare che il capo della Chiesa cattolica per calcoli politici rinuncia ad
affermare verità scomode e si dimostra campione di prudenza e omertà. Corrado
Corradini - Rovereto Sostegni a chi va in bici Ma fatelo per tutti L a
bellissima iniziativa di mobilità sostenibile promossa dal Comune di Trento per
incentivare l'utilizzo della bicicletta riservata ai dipendenti pubblici poteva
essere estesa a tutte le categorie di lavoratori normali della città di Trento.
Inoltre ritengo che le modalità di gestione della partecipazione dovevano
attuarsi con un sistema più semplice e sostenibile timbrando una scheda al
Museo Storico del Doss Trento, evitando inutili passaggi
tra i vari uffici pubblici già oberati da tanta burocrazia e dando la possibilità di fare un po' di moto! Inoltre la durata
dell'utilizzo della bicicletta solo nei mesi maggio-giugno non ha nessun senso!
Se effettuata nel periodo invernale l'azione riscaldante dell'attività motoria
permetterebbe un abbassamento delle temperatura tropicale degli uffici
pubblici. Firmato da un lavoratore ciclista che ogni giorno, con
pioggia, sole, afa e neve, da 30 anni si fa mediamente 20 km! Fabrizio Pedrolli
Ho trovato l'alternativa per chi è stufo del Tg P er chi è stufo dei soliti
notiziari televisivi: ho scoperto, su Sat 2000 alle 21, il TgTg. Ospite in
studio questa settimana, a commentare le notizie, è Marco Ferrazzoli, capo
ufficio stampa del Cnr. Il programma è piacevole e si svolge in un'atmosfera
serena. Condotto dalla sosia della sòra Cesara, ha una scaletta molto precisa
ed aiuta, effettivamente, a capire come si confezionano - come si
"cucinano" - le notizie. Non è un tiggì normale ma, direi, un
meta-tiggì, un tiggì di tiggì. Purtroppo anche qui c'è la conduzione in coppia
(sebbene lui non sia in studio), che presenta aspetti un po' leziosi e
stucchevoli. Da rimarcare un servizio filmato "dall'aereo Papale"
(l'aggettivo è scritto proprio così, coll'iniziale maiuscola) e il ricorso, per
sorridere infine (ma de che?), a notizie e filmati di "Studio
aperto", che è - notoriamente - pessimo. Ruggero Morghen Dolore per la
morte di Jj3 Replica di un'"anima bella" R ispondo alla lettera a
firma di Giorgio Perversi sull'abbattimento di Jj3. La geografia che gli orsi
purtroppo non "conoscono" è materia ostica in antonomasia, per le
vecchie generazioni e per le nuove e volevo ricordare che il creato non ha
confini. Relativamente ai "danni" causati dall'orso è mia premura
comunicare al firmatario la lettera che esiste un fondo a risarcimento sul
quale spesso e volentieri si attinge indebitamente e lucrosamente peraltro. Le
"anime gentili" (e io sono una di quelle) che menziona nella lettera
provano certamente dolore e disappunto per l'abbattimento del figlio di Jurka
ma si consolano prendendo coscienza che la morte sopraggiunge per tutti,
animali umani e animali non umani, ma la differenza sta proprio qui ovvero se
qualcuno proverà dolore e disappunto. Roberta Papa roberta.papa@tin.it
20/04/2008.
( da "Tempo, Il" del 20-04-2008)
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Stampa Essa però
nulla deve avere in comune con quella del passato, ... Essa però nulla deve
avere in comune con quella del passato, basata sulla pervicace e ottusa
opposizione di una serie di vincoli amministrativi e giuridici che hanno quasi
sempre ottenuto l'unico effetto di paralizzare tutto. Quella che serve è una
nuova cultura basata sul buon senso e sulla volontà di "fare",
anzichè su quella di "impedire". A questo scopo il nuovo governo ha
di fronte una prima strada, facile ma poco ambiziosa: lasciare tutto com'è e
provare a metterci uno spirito nuovo. Ma ce n'è anche un'altra, più impervia ma
certamente in grado di ottenere risultati sorprendenti. Ed è la strada di gran
lungo più giusta. Il nuovo governo può nascere senza ministro (e ministero)
dell'Ambiente. Quelle competenze possono essere spalmate sui vari ministeri,
che di volta in volta si fanno garanti delle norme in materia nei propri atti o
autorizzazioni. Insomma non ci serve un "mister no" che bacchetta tutto
e tutti, in nome di un ambientalismo da quattro soldi che diventa spesso
ricatto e prevaricazione. Basti ricordare il livello d'impopolarità raggiunto
dall'attuale titolare Pecoraro Scanio, per comprendere sino in fondo di cosa
stiamo parlando. Ci serve diffondere una nuova politica
ambientale cha ha bisogno di cultura responsabile e non di burocrazia. Una politica ambientale che
sappia essere parte dei processi di sviluppo come protagonista attivo, mai come
passivo censore. Sempre citando R.J. Smith: "la storia dimostra che non
esiste trade off tra crescita economica e qualità dell'ambiente, ma un gioco
win-win". Un gioco in cui vincono tutti e due. Compia questo atto
di coraggio, presidente Berlusconi: cancelli il ministero dell'ambiente. Avrà
una poltrona in meno da assegnare ad uno dei suoi. Ma avrà fatto un primo
deciso passo in avanti verso quell'Italia diversa che molti si aspettano da
Lei. Roberto Arditti.
( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
[FIRMA]GIOVANNI
BARBERIS VERCELLI Ultima serata con l'"Emozione protagonista", per la
stagione teatrale confezionata dall'assessorato alla Cultura del Comune con la
Fondazione Circuito teatrale del Piemonte. Il sipario del Teatro Civico si
aprirà domani alle 21, per la pièce "La concessione del telefono",
ripresa dall'omonimo romanzo "cult" firmato da Andrea Camilleri. La
storia, trasferita dalle pagine del libro al palcoscenico non si smentisce,
anzi si sublima. L'ambientazione è la Sicilia camilleriana di Vigàta ed il
meccanismo farraginoso della trama viene mosso, nello stile del romanziere di Porto
Empedocle, tra contraddizioni, imbrogli, equivoci. A partire dalla
"scintilla" che fa scattare la vicenda, ovvero lo scambio tra la
lettera M e la lettera B iniziale di un cognome. Il protagonista, il
commerciante di legnami Filippo Genuardi, infatti, per ottenere il collegamento
privato di un telefono, inoltra la richiesta al prefetto denominandolo Vittorio
Parascianno. In verità il pubblico funzionario si chiama Marascianno. E qui
cominciano i guai seri... Non ottenendo risposta, Genuardi cerca qualche
"appiglio" per sveltire la pratica. Ma tutto questo lo metterà in una
situazione decisamente pericolosa, dal momento che il prefetto Marascianno si
convince che lui sia un agitatore politico. Soltanto Spinoso, il delegato della
polizia, cercherà di aiutare il malcapitato travolto dalle
spire della burocrazia e
dall'ambiente, cui si aggiunge una vicenda non certo virtuosa, dal momento che
Genuardi si è impegolato in una tresca amorosa che dovrebbe restare debitamente
nascosta. La trasposizione del romanzo "La concessione del telefono"
è prodotta dal Teatro Stabile di Catania. L'adattamento è stato curato
dallo stesso Camilleri insieme a Giuseppe Dipasquale. E quest'ultimo ha firmato
anche la regia. Le scene sono di Antonio Fiorentino, i costumi di Angela Gallaro,
le musiche di Massimiliano Pace. Questi gli attori in scena. Tuccio Musumeci,
Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Gian Paolo Poddighe, Alessandra Costanzo,
Francesco Di Vincenzo, Mimmo Mignemi, Angelo Tosto, Franz Cantalupo, Laura
Tornambene, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania e Sergio Seminara. Domani in
orario di apertura degli uffici dell'assessorato alla Cultura ci si può
informare sulle disponibilità dei posti e sui costi del biglietto. Tel
0161.596277 o 0161.596369. Il botteghino apre un'ora prima dello spettacolo.
Tel. 0161.255544.
( da "Corriere Alto Adige" del 20-04-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-04-20 num: - pag: 15
categoria: REDAZIONALE Artigianato Assemblea dei delegati dell'Apa. Pronta la
lista di temi per il futuro governo Berlusconi Munter: riforma dell'Iva e flat
tax Sicurezza, stoccata alla Provincia. Gnecchi: controlli necessari Ridurre la
burocrazia e le pressione fiscale
I piccoli imprenditori si appellano al centrodestra BOLZANO - Meno burocrazia, una flat tax come in Austria
e pagamento dell'Iva solo al momento dell'incasso. Questa la lista dei
desiderata consegnata dal direttore dell'Apa, Hanspeter Munter a Maurizio Del
Tenno, presidente dei giovani di Confartigianato e neo onorevole del Popolo
delle Libertà. "Sono le nostre richieste per i primi cento giorni
del governo" afferma Munter. "Faremo il possibile, questi
provvedimenti - sottolinea Del Tenno - sono indispensabili per ristabilire un
clima di fiducia indispensabile per la crescita ". Onde evitare spiacevoli
incidenti diplomatici una lista analoga è stata consegnata anche a Luisa
Gnecchi, assessora a Lavoro e Innovazione da poco eletta a Montecitorio. L'Apa
strizza l'occhio al Pdl che risponde presente. Che gli artigiani altoatesini
vedessero di buon occhio un cambiamento a Palazzo Chigi non è un mistero. La
riprova è arrivata ieri all'assemblea dei delegati dell'Apa quando Maurizio Del
Tenno ha incassato una vera e propria ovazione. Applausi anche per il direttore
Munter che ha enumerato tutte le riforme indispensabili per ridare ossigeno
agli artigiani. "Serve una riduzione della pressione fiscale e
l'introduzione di una flat tax sul modello di Austria, Germania e Spagna. Poi -
aggiunge Munter - chiediamo un taglio della burocrazia
che soffoca le imprese e impedisce loro di lavorare. Infine la questione Iva
che va pagata al momento dell'incasso non alla fatturazione: le piccole imprese
non possono trasformarsi nelle banche dello Stato ". La lista delle
richieste è stata consegnata a Del Tenno ma Munter ci ha tenuto a sottolineare
che si tratta solo di suggerimenti per i primi cento giorni. Poi ne arriveranno
altri. Il direttore dell'Apa non ha rinunciato a lanciare una frecciata anche
alla Provincia ed in particolare all'ispettorato del Lavoro. "Un'impresa è
stata multata perchè un parapetto era alto un centimetro meno di quanto prescritto
dalla legge" protesta Munter. Secca la replica di Luisa Gnecchi:
"Verificheremo ma faccio fatica a credere che i nostri ispettori siano
così intransigenti. La verità - ribatte la neo deputata del Pd - è che in
Italia c'è una certa allergia a moduli e controlli. Per quanto riguarda la
sburocratizzazione invece ricordo che è stato proprio il leader del Pd Veltroni
a proporre la riduzione del numero di leggi". Marco Angelucci Nuovo corso
Hanspeter Munter, direttore dell'associazione artigiani 13.500 Sono le aziende
artigiane altoatesine di cui 8mila sono associate all'Apa. Nel settore lavorano
oltre 40mila persone e 4.800 apprendisti 625 Sono i milioni che ogni anno gli
artigiani versano alle casse dello Stato e della Provincia. In cambio ottengono
contributi per 42 milioni di euro.
( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
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Corriere della Sera -
ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-20 num: - pag: 1 autore: di GIANNI
ORLANDI categoria: REDAZIONALE INNOVAZIONE E SVILUPPO STRATEGIE PER ATTRARRE I
TALENTI L a Ericsson-Marconi, multinazionale dell'ICT, sta chiudendo il centro
di ricerca e sviluppo che ha sede a Roma. Un laboratorio attivo da moltissimi
anni che ha sviluppato attività all'avanguardia e ha sempre operato in un
rapporto fecondo con le università romane. La notizia allarma. Per il futuro
dei 300 dipendenti, specie ingegneri e tecnici qualificati, ma anche per lo
scenario che evoca. Si continua ad assistere alle scelte di grandi aziende
multinazionali, dalla farmaceutica all'ICT, di delocalizzare dalla capitale le
attività di ricerca. Tutto ciò nonostante aumentino gli investimenti delle
multizionali nella capitale e, più in generale, i dati economici di Roma e del
Lazio parlino di crescita e di una vivace natalità di imprese, anche in
controtendenza con l'andamento nazionale, specie nel settore dell'ICT, che si
caratterizza come pervasivo e trainante dello sviluppo economico della regione.
La contraddizione è evidente e conduce ad interrogarsi sulle ragioni delle
scelte aziendali, ma soprattutto sulle politiche messe in atto a livello
territoriale. La Regione dichiara il suo impegno a puntare sulla valorizzazione
dell'attività di ricerca e di trasferimento tecnologico e su uno sviluppo
fondato sull'innovazione. Investe risorse in tale direzione. Sta varando, anche
se con ritardo, la legge regionale di sostegno alla ricerca e all'innovazione.
Forse occorre ripensare complessivamente la strategia regionale. Azzardo alcuni
suggerimenti sugli indirizzi da intraprendere. Velocizzare programmi,
interventi, procedure, perché nel mondo dell'innovazione il tempo è cruciale.
Impostare una politica a largo raggio che renda il territorio della regione
competitivo per qualità dei servizi e delle reti, funzionamento
della burocrazia, accesso
al credito e, quindi, attrattivo per le imprese e per i talenti. Operare scelte
nette e chiare nel sostegno alla ricerca e all'innovazione, razionalizzando gli
interventi, concentrando le risorse in settori e iniziative strategici,
perseguendo con determinazione la messa in rete di tutti i soggetti della
filiera dell'innovazione. La vicenda Ericsson è l'occasione nella quale
la Regione può dare un segnale forte dell'apertura di una nuova stagione di
governo.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'incredibile
vicenda di una famiglia: sette avvocati per tentare di aprire quel portone da
anni bloccato dalla burocrazia.
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
20-04-2008)
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Chiudi di MARCO
GIOVANNELLI Una donna mite, che non chiedeva nulla ma alla quale le era stata
offerta anche l'assistenza domiciliare dal Comune. L'aiuto, secondo
indiscrezioni che sarebbero confermate dalle relazioni degli assistenti
sociali, due anni fa venne rifiutato dal figlio. Nel febbraio del 2006 (poco
dopo la morte del marito della signora Emilia) la Centrale operativa comunale
per l'emergenza sociale ricevette una lettera sottoscritta da alcuni cittadini
della zona che denunciavano l'indigenza nelle quali viveva Milly. Un racconto
dettagliato, un racconto con il quale veniva descritta la situazione socio
sanitaria della donna ma anche le condizioni dell'abitazione che mostrava già
all'epoca tutti i segni del tempo e che aveva bisogna di manutenzione. Il 23
febbraio l'unità mobile della Centrale effettuò un sopralluogo per quella che
burocraticamente si chiama una "verifica domiciliare". Per gli
assistenti sociali non c'era una sola parola falsa rispetto alla denuncia degli
amici di Milly. Era tutto vero ed era necessario un intervento molto
importante. A questo punto sembra che il figlio si sia opposto all'assistenza
sostenendo che (anche se viveva distante dalla madre) insieme alla moglie, non
le facevano mancare nulla. A questo punto la pratica dell'assistenza
domiciliare si fermò perché è sempre necessario l'assenso della persona
interessata o dei familiari per far scattare l'aiuto. Non si fermò invece la
richiesta di una casa più decente inviata a un'altra Centrale, quella per
l'emergenza abitativa, ma evidentemente un nuovo alloggio per Milly non c'era.
La signora Emilia aveva avuto nel 2005 un altro contatto con i servizi sociali,
questa volta sollecitati dal figlio dopo una rovinosa caduta che le aveva
procurato una ferita a un braccio. Venne fatta la domanda per l'assistenza domiciliare ma la burocrazia fu più lenta della guarigione e quando poteva iniziare
l'assistenza da parte del Municipio era stato già superato il problema
sanitario. Alla Centrale per l'emergenza sociale non specificano bene tutti gli
interventi ma ci dovrebbero essere tutte le relazioni degli assistenti sociali
per ricostruire anche questo aspetto della vita dell'anziana. Una donna
morta in solitudine.
( da "Corriere del Veneto" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2008-04-20 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Campedel, chiude l'Hotel Astor diventerà residence ocondominio Dopo
quasi mezzo secolo sparisce l'albergo panoramico La nuova proprietà cambierà la
destinazione d'uso dell'edificio. La venditrice: "Turismo
in crisi e troppa burocrazia" BELLUNO - Dopo quasi mezzo secolo di attività l'Hotel Astor
in Piazza dei Martiri a Belluno passa di mano e si avvia a essere ristrutturato
per diventare un'elegante palazzina o un residence. L'attuale proprietà ha già
comunicato all'ufficio provinciale la cessazione dell'attività iniziata nel
1996 con un deciso restyling degli ambienti. La cessione "Vendiamo
perchè ci hanno preso alla gola" ha spiegato Alessandra Libralato, uno sei
soci proprietari che hanno venduto lo storico albergo che offre al visitatore
uno dei panorami più belli della città. Oltre a un'obiettivo scarso afflusso
turistico "abbiamo deciso di gettare la spugna anche per il carico di burocrazia e i problemi logistici che abbiamo dovuto
affrontare da subito senza peraltro ottenere sostegno e aiuto da nessuno.
Spesso piuttosto il contrario". Ricettività ridotta Nonostante ciò l'Astor
era una delle poche strutture ricettive in città (rimangono ancora due alberghi
in centro) in grado di offrire ospitalità, oltre che agli scarsi turisti, anche
ai visitatori di passaggio o a compagnie di spettacolo o uomini d'affari con le
sue 38 stanze con vista sulla valle del Piave. Nuove prospettive "Abbiamo
investito tempo, denaro e lavoro qui gratis da almeno dieci anni. Anche ad
agosto ormai non si fa più il pieno di clienti - continua la Libralato quasi
sollevata da un peso - già da un anno eravamo in trattative per la vendita.
Qualcuno dei possibili acquirenti (bellunesi, Ndr) pensava di mantenere la
destinazione d'uso, ma poi visto a cosa andava incontro ha preferito
rinunciare. Ora sembra che la società che lo sta rilevando abbia altre
idee". La storia L'Hotel Astor è stato costruito nel 1961 per conto di una
società, poi era passato per pochi mesi a una signora veneziana e quindi ai
fratelli Donà che lo hanno venduto alla società della Libralato undici anni fa.
La splendida terrazza dell'albergo che domina il Piave verso sud ha un vincolo
comunale paesaggistico che vieta ai proprietari dell'edificio di chiuderlo al
pubblico. Situazione precaria Sulla crisi del turismo in città l'imprenditrice
ha la sua analisi piuttosto dettagliata. "Il problema non è quello di
aumentare gli alberghi - chiarisce - ma di attirare i turisti a Belluno e
dargli una buona accoglienza. I miei clienti spesso sono disorientati quando
non trovano un bar o ristorante aperto in tutta la città o hanno problemi per
arrivare qui in auto e per trovare un parcheggio non troppo distante".
Feltre si difende A parte le grandi mostre che un po' di movimento hanno
portato in città, per il resto si naviga a vista. "Per onestà devo dire
che i miei amici albergatori di Feltre si lamentano molto meno - aggiunge -
perché lì pare che ci siano molte più manifestazioni e occasioni che durano più
giorni e attirano i turisti e anche gli sportivi". Le difficoltà
Ultimamente l'Hotel Astor è stato anche vittima di alcuni raggiri, con qualche
cliente che si è eclissato senza pagare il conto della camera e della prima
abbondante colazione. "Lavorando con i clienti di passaggio è più facile
andare incontro a problemi di questo tipo - puntualizza la Libralato - ma ripeto,
le famiglie a Belluno si vedono poco anche in agosto e anche quelli, magari più
anziani, che una volta arrivavano in città per un piacevole soggiorno in bassa
montagna oggi difficilmente decidono di passare qui alcuni giorni. Così si
lavora poco e restare in attività è sempre più difficile". Ezio
Franceschini La città che cambia L'Hotel Astor, vista sul Piave, diventerà
residence o condominio (foto Cappello).
( da "Corriere del Veneto" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-04-20 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE
Lo scontro Nel Comune delle 20 mila sanzioni il dibattito sui semafori si fa
rovente Via i T-Red: "Colpa della giustizia lumaca" Il sindaco di
Altavilla: "Martedì in giunta decideremo se toglierli" VICENZA -
"Spetta alla giunta decidere se togliere definitivamente i T-Red dai
semafori. Questi giorni li utilizzeremo per riflettere, martedì ci riuniremo e
faremo la nostra scelta". Non si sbilancia il sindaco di Altavilla
Vicentina, Giannira Petucco. Assicura: "Ho già una mia idea", ma non
rivela quale. Non esclude neppure che le cose possano restare come sono
attualmente, con buona pace per chi preme per dare un taglio netto al
problema". Dopo che è trapelata l'intenzione dell'amministrazione di
risolvere la querelle circa l'utilizzo dei rilevatori nei tre incroci della
strada regionale 11, ieri è stato il giorno della cautela. Il primo cittadino
conferma che martedì sera la giunta si riunirà per decidere come muoversi, dopo
che il tribunale civile di Vicenza ha rinviato al 21 dicembre 2010 la sentenza
che chiarirà una volta per tutte se è lecito affidare la gestione dei
famigerati T-Red a un'azienda privata. Dopodomani sul tavolo degli assessori ci
saranno due ipotesi: spegnere gli apparecchi, oppure lasciare le cose come
stanno. In quest'ultimo caso gli impianti continuerebbero a fotografare gli
automobilisti che attraversano con il semaforo rosso, nonostante le multe siano
destinate a restare nel cassetto. Da luglio dello scorso anno funziona proprio
così, con il risultato che le sanzioni cadono in prescrizione perché non
vengono consegnate entro cinque mesi. Una situazione paradossale che in molti,
anche all'interno dell'amministrazione, ritengono sia arrivato ormai il momento
di interrompere. Stando alle indiscrezioni trapelate venerdì, la giunta potrebbe
decidere di spegnere le telecamere, a patto che ci sia il via libera degli
avvocati. Occorre infatti accertare i rischi ai quali si andrebbe incontro
stracciando il contratto con la Citiesse, l'azienda che gestisce i dispositivi
e che ottiene il 30 per cento di ogni multa incassata dal Comune. I legali sono
già al lavoro e non è escluso che si tenti una mediazione con l'azienda. Ma il
sindaco non ci sta ad alzare bandiera bianca: "Voglio che sia ben chiaro
che se decideremo di staccare i T-Red non sarà perché ce lo chiede il comitato
di Multavilla o perchè riteniamo di non aver rispettato le regole. La verità è che ci sentiamo impotenti di fronte alla burocrazia e alla lentezza della
giustizia italiana". Lo scorso anno, illustrando la decisione di sospendere
la consegna delle multe pur lasciando accesi i rilevatori, Giannira Petucco
aveva assicurato: "Appena il tribunale civile si esprimerà, oppure il
ministero risponderà alle nostre richieste di chiarimenti, commineremo
le sanzioni agli automobilisti indisciplinati". Ma da Roma non è arrivato
alcun parere e per la sentenza occorre attendere il dicembre 2010. Andrea
Priante Semafori sotto accusa Ad Altavilla settemila ricorsi contro le multe Il
rinvio Il tribunale di Vicenza ha rinviato al 2010 la sentenza sulla
legittimità dei rilevatori.
( da "Arena.it, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LEGNAGO. L'Azienda
ricorrerà alle aste telematiche per rifornirsi dei beni e dei servizi necessari
alla propria attività Addio ai vecchi acquisti L'Ulss fa le gare on-line Le
forniture aggiudicate in una mattinata alle ditte collegate dalla propria sede
Si parte con 9 lotti di farmaci Stefano Nicoli Le ditte che
aspirano a fornire l'Ulss 21 non potranno più fare a meno di Internet. Così
come dovranno possedere una certa dimestichezza con le nuove frontiere
dell'informatica per non rischiare, a parità di condizioni, di dover cedere il
passo ai concorrenti. Anche l'Azienda ospedaliera della Bassa si è convertita,
infatti, agli acquisti telematici per velocizzare i tempi, abbattere i costi e
ridurre all'osso una burocrazia farraginosa ed ormai insostenibile. E così, d'ora in avanti,
prediligerà alla contrattazione tradizionale le aste on line per procurarsi i
beni e i servizi necessari allo svolgimento della propria attività. Una scelta
che, sulla scorta dei benefici riscontrati nelle gare svolte tramite la
"rete" durante una fase sperimentale, il direttore generale
Daniela Carraro è intenzionata a trasformare in una prassi corrente. A partire
dall'approvvigionamento dei nove lotti di farmaci, per un valore complessivo di
200 mila euro, che la direzione ha deliberato agli inizi di aprile. "Come
ho già avuto occasione di verificare quand'ero alla guida dell'Ulss 5 di
Arzignano", sottolinea Carraro, "le aste on line offrono delle
pecularietà che si traducono in una serie di vantaggi per l'Azienda non solo in
termini di procedure ma anche di costi e di tempi. Inoltre, garantiscono una
maggiore trasparenza grazie alla tracciabilità di tutte le operazioni
effettuate". Ma a rendere conveniente il ricorso allo strumento
telematico, "già testato con successo dall'Ulss 21 per l'acquisizione di
altri farmaci, mezzi di contrasto, soluzioni infusionali, sostanze
viscoelastiche e componentistica per i computer", sono soprattutto i
notevoli risparmi assicurati dalla competitività dei prezzi. "Con questa
modalità", aggiunge il direttore generale, "si ha, infatti,
l'opportunità di poter contare su una rosa ampliata di potenziali fornitori e
di strappare così, proprio a fronte di una concorrenza allargata, condizioni
economiche e qualitative migliori". Ma come si svolgerà la prossima asta
via cavo, che vedrà l'Azienda contrattare con gli aspiranti fornitori, anzichè
negli uffici di via Gianella, in una "stanza virtuale" accessibile
tramite Internet? "Tutto avverrà", informa Rosella Cremon,
responsabile della sezione gare e contratti del Servizio provveditorato
economato dell'Ulss 21, "attraverso una piattaforma digitale dotata di
tutte le necessarie misure di sicurezza. Nella fascia oraria prestabilita, le
ditte abilitate ed in possesso dei requisiti tecnici richiesti, potranno
collegarsi, contestualmente ed in forma anonima, per effettuare dalla propria
sede aziendale continui ribassi sul prezzo del prodotto richiesto, a partire da
quello fissato per la base d'asta". Una procedura che, in questo caso, si
ripeterà per ciascuno dei nove lotti di farmaci da aggiudicare e che si
esaurirà nell'arco di una mattinata con tempi record e senza la mole di
pratiche richieste nelle normali contrattazioni. "Al termine
dell'asta", prosegue Cremon, "il software consentirà la stampa
telematica sia del verbale di gara, con la graduatoria nominativa dei
concorrenti e dei ribassi pervenuti, che del verbale contenente le
registrazioni di tutte le operazioni effettuate dalle ditte collegate alla
piattaforma durante l'asta".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
20-04-2008)
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Lettere &
Opinioni Pagina 317 DENTISTI E POLEMICHE Filosofia di un americano --> Gentilissimo
presidente del Andi (associazione dentisti), ho letto con molta attenzione la
sua forbita replica alla mia intervista e mi ha fatto molto piacere vedere con
quanta attenzione ha preso a cuore le mie dissertazioni americane. Le sue
argomentazioni mi hanno fatto venire in mente le parole di un altro presidente
che qualche anno fa ebbe a dire (più o meno) così: "Non chiedere che cosa
può fare la Sardegna per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per la tua
Sardegna". Che anche JFK fosse rimasto incantato dal mito sardo? Could
be... Ironia a parte, penso che il sogno americano fu mal interpretato, perché
fu chiamato "Americano" il sogno, ma solo perché era il primo posto
nel mondo laddove l'uomo poteva realizzare i suoi desideri in piena libertà, senza
dover combattere con i vecchi centri di poteri, la vecchia burocrazia disegnata per sopprimere il
più debole e tenerlo schiavo del passato. Io, nel mio piccolo, mi accontento di
realizzare anche su questa splendida isola il mio sogno Americano. Mi dispiaccio
molto di non essere riuscito a trovare le tante ricerche di altissimo profilo
da lei menzionate e pubblicate in numerose riviste internazionali (anche
se in trenta anni mi risultano essere state solo 24, fonte www.pubmed.com). In
ogni caso, invito i numerosi ricercatori isolani ad inviare i loro studi al mio
indirizzo e-mail: david@studiobartolone.it, sarò lieto di confrontarmi con
tanta generosa intelligenza. David S. Bartolone.
( da "Brescia Oggi" del 20-04-2008)
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ASSOARTIGIANI. Il
leader di via Cefalonia sollecita interventi su fisco, burocrazia e redditi "Meno tasse, più risorse per il futuro del
Paese" Mattinzoli rilancia il fare sistema: "Ora puntiamo a un'intesa
tra associazioni per una rete senza confini" "Riduzione
coraggiosa della pressione fiscale, semplificazione burocratica che non passi
per un'inutile informatizzazione ma utilizzi le moderne tecnologie per
semplificare; ed ancora, una detassazione dei redditi da lavoro per
assicurare ai dipendenti più risorse e una redistribuzione delle risorse a
favore delle famiglie e contribuire a rilanciare il mercato interno". Sono
le sollecitazioni contenute nella relazione con la quale Enrico Mattinzoli,
presidente dell'Associazione Artigiani di Brescia ha aperto ieri l'assemblea
ordinaria dei soci: un appuntamento servito anche per ratificare i bilanci
consuntivo 2007 e preventivo 2008 dell'organizzazione diretta da Paolo
Gerardini. IN MERITO alla necessità di fare sistema Mattinzoli ha ricordato
come l'Associazione di via Cefalonia abbia messo in campo una serie di
iniziative volte ad aumentare le chances di competitività delle piccole imprese
in un contesto economico che richiede elevati livelli di specializzazione e
circuiti ampi di circolazione della conoscenza. "Come Associazione
Artigiani - ha detto - stiamo sviluppando un'alleanza tra associazioni, non
necessariamente riferite alla stessa sigla nazionale, per formare una rete
operativa di servizi e, in prospettiva, anche sindacale, che coinvolgerà più
province lombarde come abbiamo già sperimentato nel settore del credito.
Un'esperienza che vogliamo estendere". Nell'estate del 2007, come
ricordato, si è concluso il progetto di fusione fra il confidi Artfidi Brixia
dell'Associazione Artigiani di Brescia, Confialo dell'Unione artigiani di Lodi,
Cooperativa artigiani di garanzia e Crema fidi della Libera Associazione
artigiani di Crema: ha portato alla nascita di Artfidi Lombardia, secondo a
livello regionale con oltre 14 mila iscritti. "Ci siamo posti l'obiettivo
- ha aggiunto Mattinzoli - di sviluppare un sistema di alleanze, in altri
ambiti e settori, attraverso cui predisporre un quadro complessivo di strumenti
operativi atti a contribuire a una necessaria accelerazione del passo di
crescita delle imprese, tenuto conto che il raggiungimento di questo obiettivo,
alla luce di un sensibile peggioramento delle attese di crescita per il 2008,
si è fatto più urgente e più difficile". A PREGIUDICARE la corsa delle
aziende sono stati determinanti soprattutto gli aumenti delle materie prime
che, nel 2007 sono stati di circa l'8%; anche nei primi mesi del 2008 si
prevedono incrementi di almeno altri 6 punti percentuali. Pesanti anche i
rincari tariffari subiti sugli approvvigionamenti di energia: circa il 10%, con
punte di oltre il 22% per quanto riguarda i soli carburanti. Una situazione
inflativa che influisce negativamente su molti settori del manifatturiero i
quali, rispetto al 2006, registrano un calo di circa l'1% della produzione e
del fatturato, come negli ordini. I primi mesi del 2008 dovrebbero comunque
portare nuove commesse, stimate intorno ad un più 2%. Problemi anche per le
attività di servizio alle persone che scontano il calo generalizzato dei
consumi. Buoni i risultati invece raggiunti dal settore dei servizi alle
imprese con incrementi dello 0,7% per produzione, dello 0,9% per fatturato, e
dello 0,3% per l'occupazione. Preoccupano i settori di servizio alla persona
(estetica, acconciatura, ecc.), le aziende dei settori legno e arredo, della
moda, dell'edilizia e degli impianti. MATTINZOLI, dopo aver sottolineato
l'importanza di dare concreta attuazione al rilancio dell'aeroporto di
Montichiari ricordando la partecipazione dell'Associazione Artigiani come socio
fondatore in ABeM spa, ha ricordato i dati più significativi dell'attività
associativa: oltre 10 mila pratiche svolte, corsi per 3.089 partecipanti,
affidamenti per oltre 79 milioni di euro tramite Artfidi Lombardia, aumento del
patrimonio immobiliare dell'organizzazione con nuove sedi a Montichiari,
Carpenedolo, Iseo e Desenzano; e la creazione del CAIT, il Centro Assistenza
Impianti Termici, a livello regionale.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
20-04-2008)
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Attualita Pagina 109
Un futurista rossoTrevi Graziano Cecchini, un incursore nel mondo dell'arte
--> Graziano Cecchini, un incursore nel mondo dell'arte di GIORGIO PISANO Ha
faccia da onorevole e il tratto casual di un over cinquanta che indossa con
spavalderia il giubbotto con lo stemma delle Frecce tricolori. Occhiali di
ispirato design craxiano, orologio esagerato, taglia a passo sicuro piazza
Castello a Torino e subito lo blocca un giornalista. "Scusi, Rai tre, Tgr
Piemonte". Lo ha sicuramente scambiato per qualcuno che deve tenere un
comizio di lì a poco ma Graziano Cecchini non fa una piega.
"Un'intervista? Come no". Gli chiedono se può illustrare il suo
programma e lui, serissimo: "Sono per gli uomini liberi, tutto qui, non
c'è altro da aggiungere". Pochino per il giornalista Rai che cerca allora
di salvarsi in corner: e del programma degli avversari, che pensa?
"Niente, non leggo programmi politici perché sono tutti uguali". Fine
di un'imbarazzata intervista. Cecchini sorride, saluta e tira dritto fino a
che, cento metri più avanti, torna alla carica il solito giornalista: scusi,
può dirmi il suo nome? La risposta arriva sicura: Salvemini, Gaetano Salvemini.
Il giornalista felice e sconosciuto se ne va soddisfatto. Cecchini anche.
Chissà se al tiggì della sera apparirà la sua faccia e la scritta in
sovrimpressione: Gaetano Salvemini. Senza l'aggiunta che avrebbe doverosamente
imposto la Storia: buonanima. Due figlie, romano de Roma, l'uomo che ha fatto
rossa la fontana di Trevi vive nel segno della provocazione e dello scontro.
Dopo aver tinteggiato l'acqua di uno dei monumenti più celebri al mondo, ha
fatto cadere dalla scalinata di Trinità dei Monti (sempre a Roma) una valanga
di cinquecentomila palline colorate. Un'idea rubata alla pubblicità, dice chi
lo detesta. "Io l'ho fatto perché a quell'ora il rumore mi ricordava,
nella città quasi deserta, le risa fragorose dei bambini che escono da
scuola". Cinquantaquattro anni, studi (interrotti) al Nautico, ex
lavapiatti, ex body guard, ha completato alla grande una sola carriera: nel
ristorante dove l'avevano assunto ultimo degli ultimi, si è licenziato anni
dopo da direttore. E l'arte? Quella l'ha sempre avuta dentro, come un piccolo
sisma gastrico, una marcia su Roma e dintorni che prima o poi doveva esplodere.
Gli siede accanto, assistente silenzioso, Luca Castellano, responsabile del suo
sito. Cioè l'autore di una cronaca magistrale sulla primissima incursione del
maestro: c'era un uomo, sulla fontana, che indossava un cappellino e degli
occhiali scuri. Aveva le braccia perpendicolari al resto del corpo, piegate a
sollevare una busta. Che era bianca. Trasparente da far intravedere del rosso,
dentro. L'uomo era Graziano Cecchini, e nella busta c'era il suo rossotrevi. Il
giorno, per stare stretti stretti alla cronaca, era il 19 di ottobre 2007. Ore,
per stare giusti sul tempo, 16,30. L'idea iniziale del sabotaggio era quella di
far saltare la luce mentre a Roma, da tutt'altra parte, Uòlter Veltroni
celebrava la festa del Cinema, un affare da quindici milioni di euro. Ripiegare
su Trevi non è stata una Caporetto strategica, semmai un blitz premeditato dopo
l'acquisto di due litri e mezzo di concentrato di tempera. Doveva essere, nelle
intenzioni dell'artista, un segnale dello stesso colore del sangue, forte fino
ad sembrare urlo. A seguire, l'arresto, un giorno in galera e un lampo di
notorietà. S'è fatto ricco? "Lo sono stato, in passato. Ma ho scelto di
uscire dal tritacarne dove tentano di infilarci tutti. Cercare la libertà ha
fatto naufragare il mio matrimonio. In compenso oggi continuo a inseguire il
mio sogno: voglio fare la manovella. Del tritacarne, s'intende". La
militanza a destra rientra in questo progetto? "Non milito, militavo. Non
ci sono più uomini di destra". Dunque lei resta un fascista solitario.
"Non sono fascista, almeno per come si intende di questi tempi. Ho
contribuito a far nascere Forza Nuova perché me lo aveva chiesto un amico
carissimo mentre moriva". La definizione di post-futurista è corretta?
"Non sono post e neppure neo. Futurista e basta. Punto indegnamente a
superare ciò che sosteneva Filippo Tommaso Marinetti con l'ideologia e Giacomo
Balla con l'arte. Poi, che dire? Durante un convegno Vittorio Sgarbi mi ha
introdotto in maniera esaltante: signori, vi presento l'erede dei
futuristi" . Che fa a Torino? "Studio, per conto del mio mecenate,
qualcosa che finirà sul desktop dei computer". Chi è il suo mecenate?
"Un imprenditore torinese, proprietario di un piccolo giornale locale. È
lui che finora ha finanziato i miei arrembaggi. Cerco nuovi sponsor perché mi
frulla una certa idea in testa". Sentiamo. "Non sentiamo niente,
vedrete. Ho quattro amici che conoscono in anticipo i progetti ma nessuno,
proprio nessuno, conosce le ultime tre pagine, quelle definitive e conclusive,
della mia vita d'artista". Com'è nata l'idea di colorare fontana di Trevi?
"Abito con mia madre in una casa popolare. Volevo gridare il mio no a uno
spreco così imponente di danaro pubblico. Ho scelto il rosso perché rosso è il
colore dell'emergenza, del lavoro che non c'è, dei morti per mancanza di
sicurezza, di un mondo in affanno permanente. Ho scelto Trevi perché è a mezza
strada tra Montecitorio e Quirinale". Ce l'ha fatta per un soffio.
"Macché. Roma città sicura è uno slogan fasullo del prefetto. Puoi fare
quello che vuoi dove vuoi: io sono la prova vivente. Vorrei avere un centesimo
per ogni reperto antico che rubano quotidianamente ai Fori imperiali". Poi
c'è stato il bis a Trinità dei monti. "Già, pensavano fosse finito tutto.
Pensavano di essere ormai tranquilli, il matto aveva colpito senza far troppi
danni e credevano di poter riprendere sonni quieti". Ci mancherebbe.
"Sia chiara una cosa: fin dal primo momento, la mia unica preoccupazione è
stata quella di non danneggiare i monumenti. Così, ho comprato mezzo milione di
palline colorate da far precipitare lungo la scalinata di piazza di Spagna.
Bella provocazione, bella opera d'arte, neanche un graffio alla pietra. Il
costo? Venticinquemila euro in tutto. Lavoro in economia, io". Settore
visionari, giusto? "Hanno parlato a sproposito di pop art. La mia non è
arte destinata al popolo ma arte che nasce del popolo. Dal rossotrevi alla
quadricromia della palline: volevo sperimentare e dimostrare la dinamica del
movimento e le suggestioni del colore". Conclusione, manette. "Divertente
il reato contestato: interruzione di pubblico servizio. Che, come tutti sanno,
in un'isola pedonale non esiste. Resto quello che sono". Ovvero?
"L'inventore dell'hackeraggio mediatico. Di quel che ho fatto hanno
scritto anche i giornali della Papuasia. Effetto non previsto, sono stato
subito licenziato dal consigliere comunale di An per il quale lavoravo come
segretario". Vergogna nazionale. "Anche peggio, se è per questo.
Siamo un popolo di ignavi, odiosi a Dio e agl'inimici suoi, direbbe Dante. A
Firenze, dove sono andato per la vicenda del tram da far passare a un passo dal
Battistero, mi hanno multato perché ho rotto il silenzio del referendum indetto
dal Comune". E allora? "Allora, come ho spiegato in un'intervista
alla Bbc, non è con queste ridicolaggini che si può fermare l'azione di un
artista in un'Italia collassata. Io, per dire, non vendo i miei quadri e vado
in tivù gratis". Cosa vuol dire? "I miei quadri, che fino a un anno
fa non valevano nulla, adesso sono quotati anche ventimila euro. Me li tengo.
Sono cosciente della mia forza: quindi sarò io a decidere quando e quanto. Ne
approfitto per dire ai giovani che hanno idee: non svendetevi per disperazione
al primo che passa, siate consapevoli del vostro valore e fate voi il prezzo,
ma solo quando siete certi di spuntare quello più alto". In televisione
invece? "Da quando ho combinato tutto quel fracasso, mi invitano
continuamente. Sono diventato all'improvviso un personaggio curioso,
interessante, intelligente, faccio share insomma. Mi offrono un gettone di
presenza e io mi levo lo sfizio di andarci gratis, in tivù. Se mi dovessero
pagare per quel che valgo in questo momento, di gettoni ce ne vorrebbe una
montagna". Perché l'arte, la sua arte, ha bisogno di fare rumore?
"Altrimenti non sentono, troppi hanno le orecchie tappate e gli occhi
chiusi. Ho fatto la mia prima mostra a diciott'anni, reinterpretavo De Chirico.
Cosa sono queste brutture?, s'è chiesto un critico guardando i miei quadri. Gli
ho dato un pugno, levato le tele dalle pareti e me ne sono andato". La
domanda era un'altra. "Un attimo e ci arriviamo. Da scuola sono stato
cacciato perché avevo organizzato una sommossa. Ho fatto il militare e stavo
sempre punito. Proprio allora ho capito che non c'era verso: dovevo star solo
davanti alla vita. Ho letto, da autodidatta, millecinquecento libri
d'arte". Fino ad arrivare a Trevi. "Esatto. La regola, in fondo, è
una sola: innanzitutto avere l'idea, avvertire un po' di giornalisti e metterla
in atto. Il botto è sicuro". Ha già messo il concetto per iscritto.
"Sto proponendo sul mio sito il Manifesto del nuovo futurismo. Oggi
innovazione non è il motore a scoppio che stupiva e sorprendeva Balla,
innovazione è il gigabyte. E io, attorno al gigabyte, lavoro". Gillo
Dorfles, critico autorevolissimo, sostiene che l'arte moderna è
incomprensibile. "Ha ragione. Però dimentica di dire che nell'arte si può
fare tutto, ma proprio tutto, a patto che si sappia perché lo si fa".
Italia, artisti di regime. "Piccola premessa: dove sono gli artisti? È
artista Maurizio Cattelan perché appende pupazzi agli alberi di Milano? Ho
citato il nome più conosciuto per dire che scambiamo per artisti signori che
frequentano senza sosta salotti e discoteche, radio e studi televisivi".
Invece? "L'artista è altro. Deve, sopra ogni cosa, restare immerso nella
società, non perderla mai di vista. A Venezia la direttrice di Palazzo Grassi
ha dichiarato che in Italia non c'è più una leadership artistica. Sa che vuol
dire?" No. "Vuol dire che non contiamo più nulla, che siamo in mano al conformismo, a una burocrazia artistica grigia e senza sogni. Restiamo tutti estasiati nel
guardare l'avveniristico hotel di Dubai, che sembra fatto di vele gigantesche.
Nessuno ha mai dato un'occhiata ai lavori di Enrico Prampolini? Quelle vele
sono state disegnate mezzo secolo fa". Molti hanno considerato le
sue incursioni una pagliacciata. "Achille Bonito Oliva, padre della
transavanguardia, mi ha liquidato dicendo che il futurismo è roba di cent'anni
fa. Vendetta trasversale anti-Sgarbi, che ha la colpa di stimarmi. Che pena, un
borghesuccio piccolo piccolo questo Bonito Oliva". La Chiesa condiziona lo
sviluppo dell'arte? "In misura molto pesante. L'ultimo Papa che riconosco
è Giulio II. Senza di lui non ci sarebbe stato il Rinascimento. Su tutti quelli
che seguono meglio tacere". Esiste una mafietta dell'arte in Italia?
"Paro paro a quella dei libri. Il mercato fabbrica artisti, sforna
curriclum su misura, plasma il giovane emergente da mandare un po' in giro a
stupire, come al circo. Il bravo & famoso esce da una specie di catena di
montaggio. Quanti poi sopravvivono al severo esame del tempo è un altro
problema". Lei ci riuscirà? "Chissà. Il mercato mi dovrebbe comunque
essere riconoscente: grazie a me, le quotazioni dei futuristi sono salite del
20 per cento. Vuoi vedere che adesso, incontrandomi per strada, i galleristi
trendy non avranno più la puzza sotto il naso?" Ce l'ha un difetto?
"Due. Sono arrogante e presuntuoso: mi serve per andare avanti. Il che,
rovesciando la domanda, è un pregio. Sono stufo di stare in una vasca di
pesciolini rossi dove tutti ti mordicchiano credendosi squali". La
prossima incursione? "Un'ideuzza c'è e riguarda l'apertura dei giochi
olimpici a Pechino. Aspetto di sapere quale sarà la posizione del nostro nuovo
premier nei confronti della Cina. Subito dopo mi muoverò. Come sempre contro i
governi, mai contro i popoli". pisano@unionesarda.it.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Borgo Prà, dove
oggi si tiene la rievocazione degli antichi mestieri, scoperta un'opera lignea
alta due metri dedicata da un gruppo di artisti allo scrittore bellunese Porta
Buzzati, Almerina inaugura la scultura La vedova: "Maturità artistica da
adulti". E l'assessore annuncia un progetto di sistemazione dello Spazio
giovani "Sono dei ragazzi, ma la loro maturità artistica è da adulti.
Giovani competenti che hanno letto con la giusta ottica i racconti di Dino che
ho amato di più". E' stata Almerina Buzzati, la moglie del celebre
scrittore bellunese, a dare lustro ieri allo Spazio giovani di Belluno
all'inaugurazione ufficiale della "Porta Buzzati", realizzata da un
gruppo di giovani guidati dallo scultore Beppino Lorenzet e da Marta Farina.
Un'opera in legno di 2 metri per 106, in larice e tiglio trattata da terre
naturali e cera che verrà montata all'entrata della Sala Cappella di Palazzo
Crepadona. Enozionatissima, Almerina Buzzati ha voluto essere presente al varo
di un progetto avviato ancora nel 2006 e sviluppatosi in più fasi che hanno
impegnato non poco i giovai artisti Sara Andrich, Sergio Boso, Gianernesto
Feltrin, Andrea Forti, Renata Forcellini, Luigina Garzotto, Diego Gazzi, Gianni
Giozet, Stefano Lezzi e Renato Rigo.Presenti e soddisfatti per la riuscita
dell'opera scoperta, come ha sottolineato l'assessore alla cultura del Comune
Maria Grazia Passuello, proprio in occasione della festa dei Marangoni, ovvero
la rievocazione dell'epopea degli artigiani e degli artisti che un tempo
popolavano Borgo Prà. Sulla porta sono state ricavate le figure celebri del
Buzzati grafico e pittore: il Duomo di Milano, il cane, il Babau che ha
popolato racconti e fogli già esposti nella mostraPoema a Fumetti di Belluno,
trasportata nel capoluogo lombardo per le iniziative del centenario della
nascita. La porta è quindi il punto d'arrivo, quasi simbolico, il superamento
di un percorso che ha visto insegnanti e allievi cimentarsi in questi due anni
in bozzetti in creta e in legno, anch'essi esposti ieri allo Spazio giovani, le
cui copie sono state donate ad Almerina Buzzati e alle autorità. Oltre alla
Passuello, hanno voluto assistere all'inaugurazione della posta anche
l'assessore alle politiche giovani del Comune Marco Da Rin Zanco, il presidente
del Consiglio Comunale Oreste Cugnach e del consiglio provinciale Emilio
Isotton. E' stata un'occasione anche per celebrare il centro giovanile di Borgo
Prà, per il quale, ha detto Da Rin Zanco, esiste un progetto di ulteriore
sistemazione che si aggiungerà alle sale già sistemate a servizio dei ragazzi.
Poca ufficialità e tanta spontaneità, come si conviene ad uno spazio eclettico
come quello che ha ospitato la presentazione. Con la scherzosa consegna di un
"tapiro" al Comune, sempre realizzato dal
giovani, per il tempo consumato nella burocrazia per allestire la cerimonia. La porta sarà visibile anche oggi
nella seconda giornata della festa dei Marangoni, con gli artigiani in piazza e
l'esposizione dei disegni realizzati ieri mattina dagli alunni delle scuole di
Belluno.M.D.
( da "Gazzettino, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Otto anni di attesa
per il via libera al progetto, realizzato in appena 24 mesi: la Regione Veneto chiama in causa la burocrazia romana In Polesine il "campo base" del rigassificatore
Inaugurata a Porto Viro la base logistica del complesso che assicurerà il 10
per cento del fabbisogno italiano di gas Porto ViroNOSTRO INVIATOC'è una cifra
che da sola basta a far capire cosa sia accaduto ieri in una giornata di sole a
Porto Viro. E che cosa accadrà nel futuro del nostro Paese. La dice nel
suo ultimo intervento da sottosegretario alle Attività produttive Marco
Stradiotto: "Nel terminal rigassificatore di Rovigo arriverà il dieci per
cento del gas che consuma una nazione come l'Italia". Basta. No?
Stradiotto si toglie tutti i sassolini che erano finiti nelle scarpe di uomo di
governo: "In questo Paese non abbiamo solo un deficit di energia, ma anche
un deficit culturale verso l'energia".Scott Miller, l'amministratore
delegato di Adriatic Lng, la società che sta costruendo il terminal gasiero non
muove un muscolo. Da più di un anno si incontra una volta al mese con
Stradiotto per la "road map" dei lavori. "Quest'opera vale un
miliardo e 800 milioni di euro, ricorda il sottosegretario - È stata fatta in
gran parte in Spagna. L'ingegnere che coordina il progetto ad Algeciras mi ha
detto che le autorità spagnole hanno dato l'ok ai lavori in un mese". Un
tempo impensabile per l'Italia.La cronaca potrebbe finire qui. Non servirebbe
altro per descrivere questa specie di miracolo energetico che sta - comunque -
sorgendo nel Delta del Po. La base logistica di Porto Viro, appena inaugurata,
si sviluppa su 5.000 metri quadrati e darà lavoro a un centinaio di persone,
indotto compreso. È il luogo che ospita tutto il materiale necessario per la
manutenzione e lo sviluppo del rigassificatore che sarà operativo in autunno a
15 chilometri dalla costa veneta. "Un lavoro completato all'87 per cento -
ha detto puntuale sotto il capannone di tela bianca - Carlo Mangia, manager
tecnico di Adriatic - che ha anche superato uno sforzo importante, quello
dell'adempimento all'ampio spettro delle leggi applicabili".Non è
un'accusa al nostro Paese ma se qualcuno volesse approfittarne, si ricordi che
per le strutture off shore come questa abbiamo dovuto applicare le norme sulle
attività minerarie. Dolo che noi non facciamo attività minerarie.
Incomprensibile a qualunque europeo.Alla fine il rilievo diventa un omaggio
alla abilità delle autorità e all'elasticità di chissà quante brave persone si
sono date da fare per applicare norme leggi e quant'altro. "Anche se a
Roma c'è - ha tuonato l'assessore Renato Chisso - qualche funzionario di
ministero che si è inventato oscure norme. Imbrigliando la Regione nel suo
ruolo. Non si deve più pensare che per le opere strategiche di questo Paese si
debba fare così. Noi veneti, primi in classifica della capacità e della
tecnologia, dobbiamo poter agire da soli. Questa opera è stata pensata nel
1998. I lavori sono cominciato otto anni dopo. Troppi tempi morti. Bisogna
cambiare questi percorsi".Eccola la bandiera della crisi di efficienza: un
Paese moderno deve dare risposte rapide. Ma anche mantenere la democrazia al
suo interno, sembra rispondere Federico Saccardin, presidente della provincia
di Rovigo, uomo di centrosinistra che non nascosto nemmeno uno dei problemi e
delle crisi che hanno tormentato il suo mandato di presidente in rapporto al
progetto di Adriatic e del rigassificatore. Saccardin è uno che ha detto
(all'inizio) tanti "no" ma che alla fine è riuscito a trovare un
dialogo."È più agevole salutare adesso - dice pacato - che nella
inaugurazione della sede di Rovigo. Allora dissi che non eravamo favorevoli al
progetto: non nascondo e non rinnego nulla. Ammetto - dice - che lo sforzo e il
coraggio sono serviti a superare la condizione negativa". All'ex
sindacalista Cisl queste parole devono costare perché ritorna al "primo
incontro con Miller: non è stato agevole, ci siamo misurati da pozioni molto
lontane però abbiamo trovato, nel corso dei lavori, posizioni di reciproche
garanzie".Saccardin ricorda i suoi appelli ad Enrico Letta, a Marco
Stradiotto. Ha mosso santi e madonne insomma quest'uomo che però ricorda anche:
"Mai messo in discussione il valore nazionale dell'opera. Semmai si è
discusso sull'opportunità di metterla qui". Era oggetto di conflitto il
rigassificatore? Adesso è diventata una potenzialità produttiva. E che il
momento fosse pieno di attese e tensioni lo ha capito anche l'amministratore
delegato di Adriatic, Scott Milller che ieri si è avventurato nel suo primo discorso
(letto, qualche accento non perfetto, ma...) in italiano. Un segnale di
accoglienza ulteriore col territorio ."Il vero problema del nostro paese -
dice ancora Stradiotto - è la sburocratizzazione, togliere i mille lacci che
bloccano ogni azione". Quella "cultura dell'energia" di cui
parlava prima e che - mancando - produce veti e immobilismi. "Nel primo
dialogo con Miller tre anni fa c'erano interi pacchi di carta con le cose da
fare - conclude il sottosegretario - Adesso siamo ad un solo foglio con poche
incompiute; un risultato utile per entrambi. Dico questo perché l'Italia è
indietro perfino su fotovoltaico ed eolico perché non riesce a superare i
problemi della burocrazia. Con Miller? Ho l'ultimo
appuntamento operativo sul rigassificatore all'inizio di
maggio...".Adriano Favaro.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ILLUSTRATO IL
PROGETTO Ca' Bianca avrà il suo centro civico. Entro settembre la gara
d'appalto ChioggiaCa' Bianca avrà il nuovo centro civico. Il complesso, che
vedrà la luce entro il 2009, sarà realizzato su una superficie di 300 metri
quadrati di coperto dalla parte opposta della Chiesa della frazione sulla
strada provinciale Rebosola, per una spesa di 800 mila euro. A dare l'annuncio
l'assessore ai Lavori pubblici Gian Paolo Convento: Il progetto è già
definitivo spiega ora non resta che fare la gara d'appalto entro settembre e
poi procedere con l'inizio dei lavori. Si tratta del terzo grosso intervento in
poco tempo fatto su Ca' Bianca a dimostrazione della forte sensibilità
dell'amministrazione nei confronti dei cittadini delle frazioni. La nuova
struttura avrà al suo interno un'ampia sala riunione di 82 metri quadrati, una
biblioteca di 60 con un soppalco di 40 per il deposito e l'archiviazione dei
libri. Altre tre sale più piccole verranno invece destinate ad ambulatorio ed
internet point. Davanti al nuovo centro civico verrà anche realizzata un'area
parcheggio con circa 20 posti macchina. Gli investimenti dell'amministrazione a
Ca' Bianca sono stati fin qui notevoli: a maggio si chiuderà la gara d'appalto
per la realizzazione della pista ciclabile che costerà circa 1 milione e 100
mila euro, mentre sono già iniziati i lavori per il nuovo campo sportivo per
una spesa complessiva che si aggira attorno ai 300 mila euro. Ma gli interventi
sulla frazione non si chiuderanno con la realizzazione del centro civico:
Stiamo pensando continua Convento - alla sistemazione dello spiazzo antistante
la chiesa ed è in fase di studio un progetto per collegare con un ponte
carrabile le frazioni di Valli e Ca' Bianca sfruttando la strutture già
esistenti. Se l'unione andrà a buon fine ottimizzeremo i costi e i servizi di
entrambe le frazioni, i cui centri distano solo tre chilometri e mezzo l'uno
dall'altro. Il collegamento in particolar modo favorirebbe i lavoratori
pendolari di Ca'Bianca che potrebbero raggiungere facilmente Valli di Chioggia
per poi usufruire dei mezzi extraurbani. Inoltre in questo modo potrebbero
risolversi i problemi di burocrazia scolastica che vedono a forte rischio di chiusura la scuola
della piccola frazione per via del numero esiguo di studenti. Proprio per
questi motivi il consigliere comunale dell'Udc Sandro Varagnolo aveva chiesto
nei giorni scorsi che fosse abbandonato il progetto di realizzazione del centro
civico per dirottare i fondi verso la realizzazione del collegamento tra le due
frazioni, considerato di prioritaria importanza. Ipotesi poi attaccata
direttamente dal comitato cittadino di Ca'Bianca.Marco Biolcati.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 20-04-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Padova))
Argomenti: Burocrazia
PONSO Sandro Parolo
"pedinato" fino all'abitazione da un gruppo di operai della Coop Sistem
guidati dal legale rappresentante dell'azienda Picchettaggio davanti alla casa
del sindaco Ma il Comune non fa marcia indietro. Avviate le procedure per
collocare in cassa integrazione i 120 dipendenti PonsoNiente tregue, nessuna
marcia indietro: prosegue il braccio di ferro tra il sindaco Sandro Parolo e la
ditta Coop Sistem Scarl, chiusa da un'ordinanza del Comune a causa di alcune
inadempienze di natura ambientale. Lo scontro è talmente serrato da portare un
picchetto di operai, condotti dal legale rappresentante, sotto l'abitazione del
primo cittadino al termine di un pedinamento serale. "Ricordo che le norme
italiane è il commento della vittima delle attenzioni - non consentono
pedinamenti e picchetti sotto casa". Ma la fazione opposta sottolinea come
la manifestazione serale sia stata pacifica e motivata solamente dal fatto che
era stata promessa dal Municipio una risposta entro venerdì sera, mai arrivata.
Sono già arrivate invece alle forze dell'ordine le richieste per altre
manifestazioni di protesta davanti al Comune e i lavoratori avvertono che se
non si giungerà ad una soluzione a fine mese andranno a mangiare in municipio.
Intanto la burocrazia nostrana si
muove e l'altra sera è giunta una comunicazione della Provincia, che certifica
l'ottemperanza totale alle richieste del settore ambientale. Manca solo, ma ci
sono 10 giorni per presentare le carte, una relazione relativa all'adozione di
sistemi di abbattimento integrativi o alternativi a quelli utilizzati e di uno
studio delle ricadute delle polveri al suolo. "Le prescrizioni
spiega Parolo sono arrivate direttamente dalla Provincia, dall'Arpav, dall'Ulss
17 e dai vigili del fuoco. Mi sono sentito in dovere di fare quanto in mio
potere per salvaguardare la tutela e la salute dei miei cittadini". La
posizione della giunta è emersa ieri mattina, nel corso di una conferenza
stampa tenuta da Parolo e dall'assessore all'ambiente, Mario Mori.
"L'ordinanza con cui ho chiesto la cessazione dell'attività continua il
sindaco - è rivolta solo ed esclusivamente all'interesse collettivo, compreso
quello dei dipendenti, "he non vedono tutelate le proprie condizioni di
sicurezza. Sono partite anche le procedure per mettere in cassa integrazione i
120 dipendenti, ma i titolari annunciano un ricorso al Tar, già espressosi
positivamente nei confronti della Coop Sistem riguardo ad un capannone che non
aveva ottenuto l'agibilità dal Municipio: si parla di un risarcimento danni di
500 mila euro, ma il sindaco risponde colpo su colpo e segnala che una
quarantina di residenti della zona in cui opera la ditta stanno avviando una
richiesta di danni per i problemi causati dalle polveri sollevate durante la
lavorazione.Ferdinando Garavello.
( da "Gazzettino, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I parassitiPiuttosto
l'hanno costretto a costruirsi modelli culturali più pronti alla difesa che
alla libera esplicazione delle proprie vocazioni. L'isola si è come ritratta,
pur conservando uno spirito d'accoglienza che ha visto radicarsi altre
popolazioni, come gli albanesi in fuga dalla violenza ottomana. Diversa la
storia dei veneti. In una terra pure attraversata da invasioni e interessata a
trapianti d'altre culture. Con la Sicilia il Veneto contemporaneo offre più di
una possibilità di comparazione: entrambe le regioni hanno un numero di
abitanti intorno a cinque milioni, in tutte e due la lingua più parlata in casa
e fuori è il dialetto locale, che nonostante i mutamenti continua ad essere un
codice di comunicazione vivo, nelle conversazioni, nei canti, nei modi di dire;
hanno avuto una lunga esperienza di emigrazioni, ai vertici in Italia. Sia
nell'emigrazione verso l'estero che in quella interna, seppure in tempi
diversi. Anche i veneti si sono trasferiti in Piemonte e in Lombardia per
lavorare nelle fabbriche, prima che la grande trasformazione rivoluzionasse i
percorsi, e la regione diventasse in qualche decennio terra di immigrati. Anche
la Sicilia ha i suoi immigrati, che arrivano dall'altra sponda del Mediterraneo
per prestare le loro braccia ai pescherecci, o magari per far rinascere antiche
tradizioni artigiane nella ceramica. E tuttavia si deve riconoscere che queste
similitudini si fermano qui. La tenebrosa industria del crimine alligna nelle
province sicule in modo endemico, purtroppo, in una misura che nelle Venezie è
assolutamente non comparabile. C'è poi la questione dell'autonomia, che l'isola
ha avuto riconosciuta fin dal dopoguerra, ma senza riceverne frutti di
benessere comunitario. Se non nella forma di stipendi
distribuiti a una burocrazia pletorica, elefantiaca, rispetto a quanto avviene
nell'amministrazione regionale veneta. Lo dicono i numeri: cinque volte tanto,
riguardo a dipendenti e dirigenti. Il male non è solo della Sicilia, per la
verità, ma si allarga a comprendere in via generale tutte le regioni del
Mezzogiorno. Evidentemente non per motivi etnici (come nella sua
ignoranza, propone ancora qualche sprovveduto, che non conosce la quantità e
qualità del lavoro di cui sono stati capaci i nostri emigrati meridionali in
giro per il mondo). La cosa va piuttosto ricondotta a dei modelli culturali di
riferimento, dove la storia ha insegnato ad apprezzare la sicurezza di uno
stipendio fisso piuttosto che il coraggio del rischio d'impresa. E si capisce,
pensando al"pizzo" che viene inflitto a ogni azienda, piccola o
grande che sia. Ed è proprio intorno ai modelli culturali che bisogna lavorare.
La mano dello Stato, armata per combattere il crimine è indispensabile, ma al
tempo stesso è il cambiamento radicale della mentalità che si deve raggiungere.
Non mancano segni positivi in questa direzione, come i gruppi giovanili che si
battono a viso aperto contro le mafie. I governi devono insistere su questa
strada, impedendo, con provvedimenti adeguati, che continui l'emorragia di
intelligenze costrette ad andarsene dalla mancata possibilità di sviluppare i
talenti in libertà. Si pensi solo alle enormi possibilità turistiche della
Sicilia, tutte legate alla capacità di rimuovere le condizioni di sicurezza e
l'immagine torva della delinquenza che grava sul patrimonio d'arte e di cultura
custodito dall'isola. Terra difficile, come hanno più e più volte
magnificamente raccontato Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa, De
Roberto. Ma anche le culture possono mutare. E dimostrare, magari, che
l'autonomia si merita e si conserva misurandosi con gli altri. Imparando a fare
i conti giusti. Investendo le risorse nella promozione di ciò che apre alle
relazioni e agli scambi, al mercato e al mondo, onestamente. Rinunciando, con
grande coraggio, alle logiche parassitarie. Un'operazione chirurgica
salvifica.Ulderico Bernardi.
( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CERIMONIA A IMPERIA
E' stata scoperta la targa dedicata a Vittorio Acquarone Vittorio Acquarone, avvocato,
comandante partigiano e primo prefetto di Imperia nell'immediato dopoguerra, ha
la sua targa commemorativa nei giardini a lui intitolati sopra Largo Ghiglia.
L'ha voluta fortemente, e ha lottato contro burocrazia e indifferenza per quel
riconoscimento, il nipote Felice Acquarone. Due anni di pellegrinaggi ai vari
uffici, in Comune e all'Istituto storico della Resistenza, poi Felice ha visto
realizzato il suo desiderio: riconoscere l'impegno civile di quello zio che
tanto ammira. All'inaugurazione erano presenti tra gli altri l'assessore
Giuseppe Fossati, il presidente dell'Istituto storico della Resistenza Manfredo
Manfredi e le associazioni partigiane. \.
( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nella capitale
Strangolata in casa anziana di 81 anni Potrebbe essere la rapina, nonostante
fosse poverissima, il movente dell'uccisione per strangolamento di una donna,
di 81 anni, che abitava sola in una casa comunale a Roma. È l'ipotesi sulla
quale stanno lavorando i carabinieri. Il cadavere è stato trovato ieri
pomeriggio ma la rapina sarebbe avvenuta 48 ore prima e sarebbe maturata tra
disperati in una situazione di degrado ed abbandono. Emilia Matilde Stoppioni
viveva di elemosina e racimolando cibo e vestiti da passanti o nei cassonetti.
La sua abitazione, trovata a soqquadro, è in un casolare degradato in via della
Moschea, a pochi passi dal quartiere elegante dei Parioli. La vittima potrebbe
essere stata strangolata con un laccio di cuoio o con un filo di nylon. Gli
ultimi ad averla vista viva sembra siano stati alcuni venditori del mercato
rionale. Pietro Vignali è una di queste figure lontane da partiti e ideologie
che sempre più spesso vanno a gestire le città del nord Italia. Sindaco di
Parma, eletto con una lista civica con i voti di Forza Italia, Udc, Margherita
oltre che del suo movimento cittadino, ha avuto un'idea: mettere intorno a uno
stesso tavolo 16 sindaci per scrivere una Carta di sicurezza da mandare al
governo non come sindaci sceriffi ma "proprio perché non ci sia bisogno di
sceriffi". Ecco il suo decalogo su quello che un sindaco del Nord chiede
ai politici romani. Come la polizia "Se devo impedire che la prostituzione
renda invivibile un quartiere devo appellarmi al codice della strada? Oppure se
devo sgomberare uno stabile occupato devo dichiararlo inagibile o igienicamente
insalubre? Ma, scherziamo? I sindaci devono poter emettere ordinanze
sull'ordine pubblico e ci vogliono poteri di polizia ai vigili per i reati
minori". Organici da potenziare "Sono necessari un potenziamento
dell'organico e della dotazione dei mezzi delle forze dell'ordine. Servono
risorse per finanziamenti specifici per progetti di sicurezza e qualità urbana
e per un "pacchetto rosa" specifico per la sicurezza delle donne.
Oggi ci paghiamo da soli l'illuminazione, la videosorveglianza nei luoghi
pubblici e sui mezzi di trasporto pubblico, il buono taxi serale per le donne,
i parcheggi rosa". Le leggi "C'è bisogno di regole chiare e norme più
severe per alcuni reati: dallo sfruttamento dei minori in attività criminali o
per l'accattonaggio, all'occupazione abusiva di luogo pubblico. Ma si deve
inserire anche lo stupro fra i reati che causano grave allarme sociale".
La politica fiscale "Io sono per la sussidiarietà fiscale e il federalismo
è il primo passo. Non mi spiego perché le risorse che un
territorio produce debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro
diminuite del costo della burocrazia. Poi bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a
mantenere le risorse dove si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il
ruolo dei partiti "I partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano
un passo indietro per farne fare dieci in avanti al Paese. Pensiamo
all'incontro di venerdì sulla sicurezza. Noi sedici sindaci non la pensiamo
allo stesso modo su tutto, eppure guardi su quanti argomenti facciamo fronte
comune. Se le logiche di parte vengono prima del bene comune, la politica non
serve a nulla, è solo un costo per i cittadini". Il dialogo bipartisan
"Anche in futuro dobbiamo fare sistema. Continueremo a confrontarci e a
collaborare anche su altri temi e con altri comuni". La burocrazia
"Bisogna snellire, vorrei una grande semplificazione amministrativa. Non è
normale che per realizzare un termovalorizzatore l'iter amministrativo duri il
doppio di quello realizzativo". Ascoltare i cittadini "La maggior
parte dei miei provvedimenti non nasce dalla strategia politica ma da
suggerimenti dei miei concittadini. Noi amministratori abbiamo l'obbligo della
concretezza,". Una comunità attiva "Ci sono sfide per cui l'impegno
dell'ente pubblico non basta. Penso alla qualità dell'aria, o all'ambiente in
genere ma anche alla sicurezza e al sociale. Il bene comune è il bene di tutti
e tutti sono chiamati a partecipare attivamente".
( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' persino un poco
brutale il segretario della Fiom, Giorgio Airaudo, quando dice: "Gli
operai hanno votato Lega o non votato Sinistra Arcobaleno e così facendo hanno
dato un giudizio anche sul sindacato. Ci hanno visti come troppo vicini al
governo. Si potrebbe dire che siamo stati vittime di un fuoco amico". Ma
che cosa significa? "Che un governo pieno di ex sindacalisti ha ancora una
volta tenuto fuori gli operai dalla "festa" che per loro non arriva
mai: si sbattono dal '77, dai tempi dell'Eur e dei sacrifici, per il Paese e
quando si arriva a loro si salta il turno". Quindi per lei non è stata una
sorpresa il voto anche alla Lega di molti operai anche di Mirafiori?
"C'erano stati i fischi ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, il
massiccio no al protocollo sul Welfare. Segnali chiarissimi. Gli operai votano
a destra ormai da anni, avevano smesso e cambiato solo nel 2006; e domenica
scorsa hanno votato pragmaticamente su due anni di governo di centro sinistra".
Ma perché coinvolgere anche il sindacato nel giudizio negativo? "Perché
siamo stati identificati come amici di quel governo. L'abolizione dello scalone
sostituito dagli scalini per gli operai del Nord ha avuto un effetto depressivo
di promessa non mantenuta". Però il protocollo del Welfare è stato
approvato a larga maggioranza. "Sì e quel segno è stato scambiato per una
approvazione dell'opera del governo. Invece chi non ha votato no, l'ha
approvato perché pensava solo di non poter ottenere di meglio". Visto il
quadro che fa dovrebbe temere l'arrivo a Mirafiori di un sindacato leghista o
no? "Ma guardi: a metà Anni 90 quando, la Lega aveva a Torino il 12% e non
il 6 di oggi, a Mirafiori ci hanno provato e non hanno eletto neppure un delegato.
Comunque tra un mese si vota al Centro ricerche Fiat, tra un anno alle
Carrozzerie: se il Sinpa riesce a trovare candidati può correre". Mi
sembra scettico sulle chance del sindacato padano. "Credo che non abbiano
sfondato e non sfonderanno perché in fabbrica bisogna decidere se si sta con
gli operai o con il padrone". Prego? "Loro stanno contro la
Fiat?". Non vi viene ma il dubbio di essere o di essere visti come una
casta? "Prendo 1500 euro, la Fiom vive solo delle
tessere da 200 euro all'anno degli iscritti, i nostri delegati non hanno
neppure il rimborso benzina. Le sembriamo una casta? Al più siamo una
mastodontica burocrazia.
Per questo dico: uscire dagli uffici, tornare tra la gente".\.
( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autore LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due
anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario
sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la
mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho
provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi
hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo
senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non
si può non affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro.
Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel
dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa
nostra epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e
soprattutto i talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro
tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una
valenza politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di
ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti
dei familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in
questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo
dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati
dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla
nostra burocrazia. Si è
superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta
questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la
questione del lavoro.
( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso L'appello bipartisan
di 16 Comuni La rivolta dei sindaci "Più soldi e poteri di ordine
pubblico" FLAVIA AMABILE ROMA Pietro Vignali è una di queste figure
lontane da partiti e ideologie che sempre più spesso vanno a gestire le città
del nord Italia. Sindaco di Parma, eletto con una lista civica con i voti di
Forza Italia, Udc, Margherita oltre che del suo movimento cittadino, ha avuto
un'idea: mettere intorno a uno stesso tavolo 16 sindaci per scrivere una Carta
di sicurezza da mandare al governo non come sindaci sceriffi ma "proprio
perché non ci sia bisogno di sceriffi". Ecco il suo decalogo su quello che
un sindaco del Nord chiede ai politici romani. Come la polizia "Se devo
impedire che la prostituzione renda invivibile un quartiere devo appellarmi al
codice della strada? Oppure se devo sgomberare uno stabile occupato devo
dichiararlo inagibile o igienicamente insalubre? Ma, scherziamo? I sindaci
devono poter emettere ordinanze sull'ordine pubblico e ci vogliono poteri di
polizia ai vigili per i reati minori". Organici da potenziare "Sono
necessari un potenziamento dell'organico e della dotazione dei mezzi delle
forze dell'ordine. Servono risorse per finanziamenti specifici per progetti di
sicurezza e qualità urbana e per un "pacchetto rosa" specifico per la
sicurezza delle donne. Oggi ci paghiamo da soli l'illuminazione, la
videosorveglianza nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto pubblico, il
buono taxi serale per le donne, i parcheggi rosa". Le leggi "C'è
bisogno di regole chiare e norme più severe per alcuni reati: dallo
sfruttamento dei minori in attività criminali o per l'accattonaggio,
all'occupazione abusiva di luogo pubblico. Ma si deve inserire anche lo stupro
fra i reati che causano grave allarme sociale". La politica fiscale
"Io sono per la sussidiarietà fiscale e il federalismo è il primo passo.
Non mi spiego perché le risorse che un territorio produce
debbano andare in blocco a Roma per poi ritornare indietro diminuite del costo
della burocrazia. Poi
bisognerà arrivare alla sussidiarietà fiscale cioè a mantenere le risorse dove
si generano: cittadini, famiglie, imprese". Il ruolo dei partiti "I
partiti sono importanti ma c'è bisogno che facciano un passo indietro per farne
fare dieci in avanti al Paese. Pensiamo all'incontro di venerdì sulla
sicurezza. Noi sedici sindaci non la pensiamo allo stesso modo su tutto, eppure
guardi su quanti argomenti facciamo fronte comune. Se le logiche di parte
vengono prima del bene comune, la politica non serve a nulla, è solo un costo
per i cittadini". Il dialogo bipartisan "Anche in futuro dobbiamo
fare sistema. Continueremo a confrontarci e a collaborare anche su altri temi e
con altri comuni". La burocrazia "Bisogna
snellire, vorrei una grande semplificazione amministrativa. Non è normale che
per realizzare un termovalorizzatore l'iter amministrativo duri il doppio di
quello realizzativo". Ascoltare i cittadini "La maggior parte dei
miei provvedimenti non nasce dalla strategia politica ma da suggerimenti dei
miei concittadini. Noi amministratori abbiamo l'obbligo della
concretezza,". Una comunità attiva "Ci sono sfide per cui l'impegno
dell'ente pubblico non basta. Penso alla qualità dell'aria, o all'ambiente in
genere ma anche alla sicurezza e al sociale. Il bene comune è il bene di tutti
e tutti sono chiamati a partecipare attivamente".