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tARTICOLI DEL 2-5-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (21)
Storia di Riccardo: prigioniero della burocrazia in 4
sportelli ( da "Corriere della Sera"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Storia di Riccardo: prigioniero della burocrazia in 4 sportelli Caro Buccini, per chiedere al IV Municipio una concessione per occupazione del suolo pubblico ho dovuto: 1) recarmi all'ufficio addetto (via Flavio Andò, solo martedì e giovedì) e presentare la domanda con gli allegati richiesti;
Call
center rifiuti: 34 telefonate e 34 dipendenti
( da "Corriere
della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in realtà un impasto melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare criminale". C'è poi da stupirsi della batosta elettorale alla sinistra, strameritata, del 13 aprile? Eppure era già tutto chiaro da un pezzo. Bastava leggere il dossier della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti presieduta dal forzista Paolo Russo del gennaio 2006.
<Emergenza>:
e lo Stato aggira le sue leggi ( da "Corriere della Sera"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sappiamo che è un Paese paralizzato dalla burocrazia, dai veti incrociati, dalla cultura del rinvio. Punto terzo: sappiamo che in questo Paese occorre uscire da questa paralisi. Dunque è necessaria una data catenaccio. Che ci costringa a fare le cose nei tempi stabiliti". (…) L'emergenza giustifica sempre tutto.
Ma
quale rimpasto, si cambi la <macchina>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: scoraggiati da una burocrazia inefficiente, da lungaggini estenuanti, da procedure obsolete e farraginose. E la città è praticamente ferma. E, si badi, che non sia questione di scarsa efficacia degli strumenti normativi a disposizione è dimostrato da un esempio lampante: l'amministrazione comunale di Napoli ha ottenuto,
Esportiamo
a Bari la meccatronica ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello che chiediamo a tutti i governi: ridurre le tasse, tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione.
L'Africa
del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una delle
attrattività dell'area, oltre al basso costo della manodopera, è il basso
livello di burocrazia che fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti,
della meccanica, dell'elettromedicale e dell'agricoltura. Dirani u pagina
Il
Nord Africa attrae insediamenti industriali
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A tutte queste peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto: "Qui la burocrazia è più snella che in Italia, il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le leggi islamiche non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un ostacolo a chi vuole investire in questi paesi".
Le
imprese chiedono meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono meno burocrazia TRIESTE In attesa che Governo e Giunta Tondo si costituiscano, le categorie economiche regionali stanno predispondendo le loro richieste. Per tutte ci sono elementi comuni: infrastrutture, costo dell'energia,riduzione della pressione fiscale.
Burocrazia
snella in aiuto agli affari ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meccanica ed elettromedicale Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto più snella di quella italiana, condizioni politiche stabili raggiunte ormai da molti Stati e il buon andamento delle economie interne ( il Marocco, ad esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per il Pil).
Oneri
aggiuntivi per il trasporto rifiuti
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi. Questa non è la strada giusta per risolvere i problemi, anche perchè la legge provinciale in materia era in grado di garantire una buona gestione del problema". Ad incidere sull'operatività delle aziende è l'annullamento dell'articolo 20, comma 2, della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'
L'Alto
Adige non seduce l'impresa ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oppure ai terreni, che continuano ad essere pochi e a venire assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo tempo alle imprese richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e qualità della vita punti di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme, il settore pubblico va migliorato".
FIERA
DI FOGGIA ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma ancora stretta nella morsa della burocrazia e dei crescenti costi di produzione, in modo particolare quelli energetici. Sullo sfondo restano inoltre sempre attuali le tematiche del grande divario tra i prezzi alla produzione con quelli al consumo, della necessità di intensificare i controlli a tutela delle produzioni agricole tipiche meridionali,
Regione
Piemonte, esodo incentivato per i funzionari
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i provvedimenti statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco auto circolante – gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la struttura e ridurre i costi (per quanto le "rottamazioni" non siano poi così indolori per le casse regionali)
La
ricetta vincente API: concretezza e impegno
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ed eccessiva lentezza della macchina pubblica. Pertanto confidiamo che le Amministrazioni locali diano una sensibile accelerazione all'ingente opera di razionalizzazione ed alleggerimento della mole di adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo disponibili ad attivare metodi di condivisione e concertazione con le Istituzioni e le Associazioni presenti sul territorio,
Rom,
sicuri solo fuori dalla città ( da "Manifesto, Il"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come sempre accade con la burocrazia, alla fine sono rigidi e inclementi. Perché le procedure non si discutono. Così qualche giorno fa i rom rumeni sono stati costretti ad andarsene. Tempo scaduto, tutti fuori e ringraziate per quel che è stato. Alla fine 200 persone per strada, come spesso accade con chi viene pensato zingaro .
Dal
turismo al manifatturiero: tante occasioni d'incontro
( da "Denaro,
Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello che più mi ha colpito è una burocrazia snella che dà la possibilità di attrarre investimenti dall'esterno. La burocrazia troppo macchinosa, invece, è un ostacolo allo sviluppo". "Purtroppo sostiene Pietro Gaeta dello studio Gaeta - la normativa italiana è stringente e cerca di trattenere nel Paese i capitali.
Reggia
chiusa, Confindustria protesta ( da "Denaro, Il"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i nostri investimenti ha aggiunto Coppola a che serve andare per fiere a promuovere i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla prima occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di una politica colpevolmente assente" del 01-05-2008 num.
La
falsa trasparenza della demagogia
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia (anzi, la "bureaucracy", visto che essa non sa che esista il termine privatezza in lingua italiana). continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
BA
Book 2008, libri... per tutti i palati
( da "Varesenews"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inferno della burocrazia quotidiana. Più una chicca per i giornalisti: "Sempre meglio che lavorare", del vicedirettore de Il Giornale Michele Brambilla, una panoramica su vezzi, vizi e virtù della professione della carta stampata (e non solo). Nutrita anche la rappresentanza del gentil sesso, con scrittrici di nome come Marta Boneschi,
Redditi
online/ Ancora online i dati dei contribuenti italiani. Il Garante non ferma
internet ( da "Affari Italiani (Online)"
del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e i divieti non fermano certo la web-democrazia. L'Agenzia delle entrate, infatti, mercoledì scorso ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi del 2005, ma la possibilità di accedere ai documenti è stata interrotta lo stesso giorno, dopo la richiesta del garante della privacy di sospendere la diffusione dei dati.
IL
TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'"
del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.
( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-05-01 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Storia di
Riccardo: prigioniero della burocrazia in 4 sportelli Caro
Buccini, per chiedere al IV Municipio una concessione per occupazione del suolo
pubblico ho dovuto: 1) recarmi all'ufficio addetto (via Flavio Andò, solo
martedì e giovedì) e presentare la domanda con gli allegati richiesti;
2) spostarmi ad altro ufficio di via Flavio Andò per ritirare il modello con il
quale pagare la reversale; 3) acquistare in tabaccheria una marca da bollo da
apporre alla domanda; 4) spostarmi alla sede di via Monte Rocchetta per pagare
la reversale; 5) recarmi in negozio di fotocopie (per fortuna ce ne è uno
proprio di fronte) per fare fotocopiare la domanda e la ricevuta del pagamento;
6) recarmi all'ufficio protocollo di via Monte Rocchetta per consegnare il
tutto all'ufficio protocollo. Riassumendo: 4 uffici (con relative code), 2
negozi e 3 spostamenti, per un tempo totale di circa 90 minuti, quando
l'operazione richiederebbe pochi minuti se effettuata da unico ufficio che
abbia il potere di effettuare tutte le operazioni. Domando al nuovo sindaco:
fra i tanti provvedimenti per il migliore funzionamento della città si potrebbe
anche introdurre una semplificazione nel disbrigo di pratiche semplici?
Riccardo Vasdeki Caro Riccardo, ci hanno provato a fare uno sportello unico
nella scorsa consiliatura ma s'è creato un conflitto di competenza tra gli
assessorati al Commercio e alla Semplificazione (sic). Poi c'è anche la
normativa nazionale da cambiare. In pratica all'ente pubblico non converrebbe
incassare i suoi soldi, perché gli costa troppo tenere aperti tanti sportelli.
Ma dietro gli sportelli c'è personale, dietro cui ci sono rappresentanze sindacali,
interessi, spinte corporative... Insomma, il suo è un caso di scuola. Speriamo
che le cose cambino. E presto. gbuccini@rcs.it.
( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-05-01 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Il caso Le denunce contenute nella relazione della Commissione
parlamentare d'inchiesta Call center rifiuti: 34 telefonate e 34 dipendenti
Napoli, i numeri della crisi: dai camion rubati ai satellitari mai installati
Quanto all'emergenza delle emergenze, la spazzatura a Napoli, fa nausea perfino
tornarci sopra. Niente puzza d'imbroglio quanto quel-l'emergenza, fittiziamente
costruita su una realtà vecchia di decenni se non di secoli. (…) Più ancora
delle inchieste giornalistiche pesa come una pietra tombale la relazione finale
nella primavera del 2008 della Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta
dal napoletano ed ex assessore bassoliniano Roberto Barbieri. Che parla di
"risorse utilizzate non per avviare tempestivamente un ciclo industriale
integrato dei rifiuti, bensì per costruire apparati burocratici, formare
consigli di amministrazione di società miste, assumere lavoratori da tenere in
parcheggio: politiche di rassegnato sostegno dell'esistente, nell'illusione che
l'esistente sostenesse indefinitamente la politica". Col risultato che
"accanto al percolato che, nel frattempo, discariche mal gestite vomitano
sui terreni, ammorbando l'aria e intossicando le acque, questo maneggio
improprio di risorse pubbliche lascia trasudare ciò che pudicamente è stato
definito magma: in realtà un impasto melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare criminale".
C'è poi da stupirsi della batosta elettorale alla sinistra, strameritata, del
13 aprile? Eppure era già tutto chiaro da un pezzo. Bastava leggere il dossier
della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti presieduta dal forzista
Paolo Russo del gennaio 2006. Dove si raccontava come il sub commissario
operativo del 1998 (Giovanni D'Elia) avesse preso per un anno di lavoro 16.638
euro lordi e i suoi successori ne avessero incassati 100.000 nel 1999, 250.000
nel 2000. Finché nel 2003, con la moltiplicazione di poltrone e la scelta di
equiparare vicecommissari e subsubcommissari e commissari vicari allo stesso
Bassolino, ai consiglieri e agli assessori regionali, il vertice arrivò a
costare un milione e 140.000. Cioè sessantotto volte più che all'inizio. Una
schifezza tale che a un certo punto il governo mandò a verificare i conti un
ispettore, Natale Monsurrò. Il quale ne scoprì di tutti i colori. Come
l'affitto per il Commissariato di 4 (quattro!) sedi per un totale di 857.000
euro l'anno. L'acquisto di 50 camion per la raccolta differenziata subito
rubati (rubati!) come se esistesse un solo ricettatore al mondo interessato a
comprarli. L'invenzione del famigerato "call center ambientale " dove
34 persone ricevevano mediamente a testa una telefonata (una!) la settimana.
L'ampliamento degli organici gonfiati fino a oltre 3000 persone, gran parte
delle quali (esattamente 2361) stipendiate per fare la raccolta differenziata
ma senza farla. Un'operazione di puro assistenzialismo. Di quelle che il
giovane Bassolino avrebbe rinfacciato ai Gava e ai Pomicino vomitando parole di
fuoco. Risultato: ogni abitante della Campania sommersa dalla spazzatura,
vegliardi e neonati compresi, tira fuori quasi 61 euro l'anno per pagare gli
stipendi agli "operatori della nettezza urbana". Per non parlare,
scrisse Monsurrò, della pioggia di consulenze "non sempre imposte dalla
straordinarietà e dall'emergenza ". Delle trasferte in comitiva a Rimini
per la fiera "Ricicla" con pernottamento al Grand Hotel: 280 euro a
notte. O del progetto battezzato, poeticamente, Sirenetta. Cioè Sistema
informativo regionale emergenza rifiuti NETwork tecnologia ambientale:
9.270.401 euro per installare sui camion dell'immondizia sistemi di
telerilevamento per verificare se andavano davvero a buttare il pattume dove
dovevano. Quattro anni di calvario per i collaudi e fallimento totale. Perché?
Molti camionisti rifiutarono d'installare i terminali ("Nuje nun simme
camurriste 'a controlla'!") e il Tar diede loro ragione. (…) Per non dire
dei risvolti pecorecci. Quali una mostruosa bolletta di 724.680 euro di
telefono fisso speso dai dipendenti del Commissariato per chiamare
"prefissi internazionali della zona 7" (Caraibi, Polinesia, Nepal,
Mongolia) ma ancor più numeri col prefisso 144, 166, 709, 899. Per capirci:
servizi a pagamento. Soprattutto erotici: "Sì, caro, ciao, sono
Samantha". Al punto che fu chiesto alla Telecom di disattivarli a uno a
uno… S.Rizz. G.A.S. LEGGI le puntate precedenti su www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-05-01 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE "Emergenza": e lo Stato aggira le sue leggi Dai restauri
ai vertici: ci pensa la Protezione SEGUE DALLA PRIMA Infatti l'ordinanza firmata
nell'estate 2006 da Romano Prodi spiegava che il "contributo
straordinario" alla Sovrintendenza per il David era necessario "per
il proseguimento delle iniziative finalizzate al recupero del patrimonio
storico-artistico danneggiato dagli eventi alluvionali che hanno colpito
Firenze il 4 novembre del 1966". Un'emergenza di quarant'anni prima. Ci
sarebbe da ridere, se non fosse ormai la prassi. In un Paese dove fare ogni
cosa, dall'asfaltare una strada a organizzare una gara podistica, è un'impresa,
la Protezione civile è diventata un grimaldello. Certo, uno Stato serio davanti
alla paralisi dovuta al mostruoso traboccare di norme e cavilli, risse
ideologiche e veti sindacali, cambierebbe le regole. Da noi no: scorciatoia
all'italiana. Lo Stato che fotte le regole dello Stato. Geniale. Così
l'istituto nato nel 1982 dopo il terremoto in Irpinia e la tragedia di
Vermicino, quando l'Italia scoprì traumatizzata dall'agonia di Alfredino che
non esisteva neppure una lista di chi aveva questo o quel mezzo di soccorso per
aiutare un bambino caduto in un pozzo, ora è la chiave per fare in fretta e
aprire ogni porta. La bacchetta magica si chiama "emergenza". Anche
la ricostruzione della cattedrale di Noto, gravemente danneggiata dal terremoto
del 1998, è finita nell'elenco delle opere fatte grazie ai soldi (e alle
deroghe) della Protezione civile. E tutto sommato, viste le condizioni in cui
si trovavano le strutture della chiesa dopo il sisma, ci potrebbe anche stare.
Se al commissario per l'emergenza non fosse stato affidato anche, testuale,
"il restauro delle vetrate artistiche, degli oggetti e dei corredi sacri,
delle sculture e delle opere lignee, dei metalli e argenti, dei dipinti su tela
e su carta, delle pale d'altare; il restauro conservativo degli altari della navata
e del transetto sinistri, del fonte battesimale e dell'acquasantiera, delle
cappelle di San Corrado, del SS. Sacramento e della Madonna con Bambino; il
restauro della scalinata e del portone in bronzo della navata
centrale...". Tolta la salvaguardia dei merletti di Burano, dei torroncini
messinesi e della foca monaca di Capo Carbonara, non c'è problema che non sia
stato affrontato negli ultimi anni con la dichiarazione dello stato di
emergenza, l'affido formale alla struttura diretta dal 2001 dal padovan- romano
Guido Bertolaso e la nomina di un commissario straordinario. Prendete Napoli.
Scriveva Donatien-Alphonse- FranÇois marchese de Sade a proposito di via
Toledo: "Questa strada sarebbe, senza dubbio, una delle più belle che sia
dato vedere in una qualunque città europea, se non ci fossero a guastarla le
botteghe che si allungano fin quasi alla metà della via, tanto più che si
tratta in genere di botteghe di macelleria e di altri generi commestibili, che
la rendono fetida e sudicia. (...) Le carrozze vi stanno in perpetuo su due o
tre file; i calessi e i piccoli cabriolets, leggerissimi, che a Napoli sono
usati come vetture pubbliche, si sono moltiplicati all'infinito; e tutti questi
veicoli s'incrociano ininterrottamente". Insomma: il problema dei rifiuti
e del traffico infernale con parcheggi in terza fila c'era già negli anni
Settanta del Settecento. Due secoli fa. Eppure, oltre che per la spazzatura,
anche per il caos nelle strade è stata dichiarata, manco fosse cascato a
sorpresa un meteorite, l'emergenza. E la Protezione civile ha emanato nel marzo
2007 un'ordinanza nominando il sindaco Rosa Russo Iervolino commissario
straordinario con poteri speciali per "individuare misure efficaci per la
disciplina del traffico, della viabilità, del controllo della sosta", ma
anche per "la realizzazione di parcheggi, anche a tariffa" e
"l'incremento dei livelli di sicurezza stradale" e il
"potenziamento dell'efficacia operativa del Corpo di polizia municipale
". (…) Sempre lì si finisce: perché affaticarsi a cambiare le regole, se
si possono aggirare? Ed ecco che si ricorre all'"emergenza" per
completare i lavori all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro
Spallanzani di Roma e all'ospedale Sacco di Milano. Per
"delocalizzare" gli sfasciacarrozze nel territorio capitolino. Per
rimuovere il relitto della nave Margaret, affondata nel golfo di La Spezia.
Fino all'organizzazione dei Grandi eventi. Un'idea di Berlusconi. Che appena
insediato nel
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-01 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE COMUNE DI NAPOLI Ma quale rimpasto, si cambi la
"macchina" di SERGIO LOCORATOLO N apoli è rimasta l'unica delle tre
grandi città italiane ad essere amministrata dal centrosinistra. Dopo Milano,
infatti, anche Roma è passata, armi e bagagli, sotto la tutela del
centrodestra. La circostanza finisce con il caricare di ulteriori significati
il ruolo e la funzione della Iervolino, anche alla luce delle voci di rimpasto
di giunta, cui sembra decisamente orientata. Perché, sia chiaro, dipende molto
dalle scelte dei prossimi mesi la possibilità per il centrosinistra di rialzare
la testa e recuperare uno svantaggio che oggi appare incolmabile o,
diversamente, preparare il terreno per una comoda successione, al governo della
città e della regione, dello schieramento avverso. è perciò giusto concentrare
ora su Napoli gli sforzi residui e dimostrare, se ne si hanno le capacità, che
il Pd e il centrosinistra sono ancora in grado di esprimere una classe
dirigente preparata e innovativa, buone e fantasiose iniziative, approcci e
progetti non scontati. Qui, e voglio dirlo con chiarezza, non basta un rimpasto
in giunta, ma occorre mettere mano pesantemente alle strutture portanti
dell'azione amministrativa. Credo, cioè, che la questione non sia tanto
cambiare qualche assessore (anche se un altro tema che il Pd dovrà prima o poi
affrontare riguarda la qualità e il livello dei dirigenti e degli
amministratori, soprattutto locali), ma di stravolgere "la macchina
amministrativa e burocratica" della città. è questa la vera rivoluzione.
Ed allora: riduzione delle procedure amministrative, razionalizzazione degli
uffici, possibilità di rimuovere, spostare, degradare dirigenti e dipendenti
dell'amministrazione comunale che non siano palesemente in grado di svolgere
con fattività le loro mansioni, definizione di tempi certi e di risposte
adeguate alle domande e alle esigenze dei cittadini. Insomma, semplificare,
semplificare, semplificare. Sul punto, ricordo solo che nei mesi scorsi abbiamo
assistito alla scandalosa vicenda che ha riguardato "La Rinascente ",
costretta a rinunciare ad investire in città perché sottoposta ad un
palleggiamento di responsabilità tra comune e provincia durato oltre 18 mesi,
senza vedersi fornire alcuna risposta certa. E sono tanti gli imprenditori
costretti a scappare (tra quei pochi, eroici, che ancora penserebbero di
investire qui), scoraggiati da una burocrazia inefficiente, da lungaggini estenuanti, da procedure obsolete e
farraginose. E la città è praticamente ferma. E, si badi, che non sia questione
di scarsa efficacia degli strumenti normativi a disposizione è dimostrato da un
esempio lampante: l'amministrazione comunale di Napoli ha ottenuto, lo
scorso anno, i poteri "straordinari" per la mobilità; ebbene, da
allora, non un solo parcheggio è stato realizzato ed il caos impera sovrano tra
le strade. E, dunque, se è davvero intenzione della Iervolino e del Pd cambiare
marcia al governo della città, che si cominci da qui, senza paure o timori,
partendo dalle fondamenta, dai cancri atavici che ci stanno inesorabilmente
affossando.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / ROBERTO DITRI ...
"Esportiamo a Bari la meccatronica" A pplicare in azienda il metodo
del "pensare snello", evitare gli sprechi e "delocalizzare"
(ma all'interno del proprio territorio). Per recuperare produttività e reagire
alla crisi economica Roberto Ditri, presidente della Marelli Motori di
Arzignano (oltre 500 dipendenti) e coordinatore del distretto della meccatronica
di Confindustria Vicenza, crede più nella capacità imprenditoriale che nelle
risposte delle istituzioni. Che fare dunque per ridare fiato all'economia?
Bisogna reagire, cercare idee e prodotti nuovi, riorganizzarsi nei distretti;
risposta, strumento che fa diventare un'impresa "globale"
indipendentemente dalla loro dimensione. E al nuovo Governo cosa chiedete? Quello che chiediamo a tutti i governi: ridurre le tasse,
tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il
caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul
lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le
persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione. Sul piano locale
cosa può favorire la ripresa? La premessa è di rendere il territorio nel suo
complesso più competitivo risolvendo problemi vecchi come la carenza di
infrastrutture. Poi c'è quello che possiamo fare noi come imprenditori. E qui
entrano in gioco i distretti oi metadistretti regionali come quello del Veneto
per la meccatronica. Distretti che devono puntare sulla formazione, sulla
ricerca e che devono collaborare anche a distanza come abbiamo iniziato a fare
con i colleghi di Confindustria di Bari. Abbiamo avviato una collaborazione che
potrà aiutare la crescita di un sistema associativo aperto. Bari può essere una
piattaforma logistica interessante per la meccatronica vicentina. Potremmo
mettere in comune l'esperienza che le aziende del Nord-Est stanno svolgendo,
tramite il Cuoa, sul tema del "lean thinking" ossia del pensiero
snello come strumento teso a migliorare l'efficienza produttiva. M. Mas.
Roberto Ditri. Coordinatore Meccatronica, Confind. Vicenza.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: Emilia-R. Interscambio in forte
crescita L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di
nuovi business Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede
il Marocco in crescita del 110% e l'Egitto del 93 per cento: numeri che
indicano chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia
dell'Emilia-Romagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria
- Confindustria EmiliaRomagna ha appena organizzato una missione commerciale -
che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte del Governo. Una delle attrattività dell'area, oltre al basso costo della
manodopera, è il basso livello di burocrazia che
fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti, della meccanica, dell'elettromedicale
e dell'agricoltura. Dirani u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Nuovi mercati. Scambi in crescita
e Confindustria vara missioni commerciali Il Nord Africa attrae insediamenti
industriali Nel 2007 export per oltre un miliardo, Marocco in testa Deborah
Dirani BOLOGNA Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede
il Marocco in crescita del 110%e l'Egitto del 93 per cento:numeri che indicano
chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia
dell'EmiliaRomagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria e
amministratori che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte
del Governo: "L'Emilia-Romagna – conferma l'assessore regionale alle
Attività produttive,Duccio Campagnoli– è pronta a essere della partita se da
parte dell'amministrazione centrale verranno promossi progetti a favore degli
scambi commerciali con questi Paesi. Noi per il momento non ne abbiamo ma
qualora arrivasse l'input nazionale lo accoglieremmo immediatamente. Certo è
che l'Africa, come ha ben compreso la Cina,è l'interlocutore per il futuro e,
credo che sia nostro compito aiutarla nel suo processo di sviluppo con
investimenti strutturali". Una conferma dell'importanza strategica che
Tunisia, Egitto, Marocco, Algeria e Libia rivestono per l'economia
dell'Emilia-Romagna è data dalle frequenti missioni che Confindustria propone e
alle quali partecipano numerosi imprenditori locali. L'ultima di queste, durata
dall'8 al 10 aprile, ha portato, tra gli altri, in Egitto anche i manager di 15
aziende della regione. "Per le nostre imprese – ricorda Sergio Sassi,
presidente della commissione Internazionalizzazione degli Industriali emiliano
romagnoli – investire nel Nord Africa rappresenta una notevole opportunità
perché permette di cogliere tutte le occasioni dell'area più dinamica tra le
cinque subregioni di quel continente, e poi in questo modo si può ap-profittare
del vantaggio determinato dalla nostra maggiore vicinanza a questi mercati
rispetto agli altri competitors europei, come Francia, Inghilterra, Spagna e
Germania". Il vantaggio illustrato da Sassi è stato già colto da numerosi
imprenditori tanto che, secondo le stime di Confindustria, l'EmiliaRomagna è al
primo posto tra le regioni italiane per l'acquisizione di nuove quote di
mercato nei paesi dell'Africa settentrionale e occidentale. Sempre i dati
dell'Associazione indicano che nel 2007 la regione ha esportato in Nord Africa
prodotti e servizi per oltre un miliardo di euro, importandone per 463milioni,
con un avanzo commerciale significativo. A condividere la visione di Sassi e di
Confindustria sul potenziale del territorio nordafricano è anche Ugo Girardi,
segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna: "I paesi del
Mediterraneo – spiega – in vista dell'adesione all'area di libero scambio
prevista per il 2010, rappresentano un mercato in crescita con numerose
opportunità di business per le nostre imprese in vari settori: dalla filiera
agro-alimentare, alla meccanica, al turismo, alla nautica, al bio-medicale. Le
Camere di commercio già da tempo guardano con grande interesse in particolare
al Nord Africa dove hanno già realizzato diverse iniziative, alcune in
collaborazione con la Regione. Mi riferisco in particolare al desk del sistema
camerale a Casablanca, uno strumento pensato per dare informazioni ed
assistenza alle nostre imprese supportandole nello sviluppo di rapporti
commerciali e per agevolare collaborazioni con operatori economici del
Marocco". "Il Nord Africa – ricorda infine Antonio de Capoa, avvocato
bolognese, presidente della Camera di commercio italo-libica – rappresenta il
ponte naturale tra l'Europa e il continente africano e per questa ragione è già
stato individuato come strategico. Qui si concentrano grandi risorse minerarie
e naturali e poi non si può dimenticare l'appeal turistico che offre. è chiaro
che le aziende, della nostra regione, ma non solo, lo scelgano per i loro
progetti di internazionalizzazione ". A tutte queste
peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto:
"Qui la burocrazia è più snella che in Italia, il codice del commercio e quello
civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le
leggi islamiche non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un
ostacolo a chi vuole investire in questi paesi".
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono
meno burocrazia TRIESTE In attesa che Governo e Giunta Tondo si costituiscano,
le categorie economiche regionali stanno predispondendo le loro richieste. Per
tutte ci sono elementi comuni: infrastrutture, costo dell'energia,riduzione
della pressione fiscale. Ognuna, però, affronta le conseguenze di un
processo di globalizzazione dei mercati che fa sentire i suoi effetti in ambito
locale. Confindustria regionale, come spiega il presidente Adalberto Valduga,
sta effettuando una ricognizione con le territoriali per predisporre una
memoria da presentare all'Esecutivo. In questa non mancheranno temi
dell'energia e dell'ambiente, oltre che della semplificazione burocratica.
"Nel frattempo – aggiunge Valduga – è importante per tutto il sistema
imprenditoriale che si formi il Governo nazionale e che, forte di una stabilità
politica garantita dall'esito elettorale, attui subito le riforme promesse in campagna
elettorale: detassazione degli straordinari, defiscalizzazione dei premi di
risultato. Auspichiamo anche che riveda e chiarisca le norme ambientali
promosse dal ministro Pecoraro Scanio e l'ultimo decreto in materia di
sicurezza, promosso in modo propagandistico e sull'onda dell'emotività".
Coldiretti la sua relazione l'ha già preparata ed è fatta di punti concreti e
precisi. Il primo riguarda lamessa in efficienza del sistema burocratico.
"Abbiamo chiesto – spiega la direttrice regionale Elsa Bigai – la costituzione
di un organismo pagatore, la riorganizzazione e la semplificazione
dell'apparato burocratico, che punti maggiormente sull'utilizzo
dell'informatica ". Nell'elenco delle imprese agricole, ai primi posti c'è
la concertazione con la categoria in fase di progettazione di infrastrutture
energetiche e viarie, visto che queste opere passano quasi sempre su terreni
agricoli – ricorda Bigai –. Anche le imprese hanno a cuore lo sviluppo del
territorio, ma non può esistere agricoltura di qualità senza territorio".
Gli agricoltori chiedono poi un piano regionale delle acque e, in materia
ambientale, uno studio approfondito dei nitrati che inquinano la laguna di
Marano, senza limitarsi ad analizzare il collegamento tra questi inquinanti e
il mondo agricolo. Un aspetto particolarmente a cuore è poi quello della
promozione turistica legata al settore agroalimentare made in Friuli, magari
attraverso un marchio specifico, e il potenziamento della vendita diretta dei
prodotti. "Anche su questo fronte l'esperienza maturata dalla categoria -
aggiunge Bigai – può risultare utile alla Regione". Sul potenziamento del
turismo come settore economico di punta scommette anche Confcommercio che
chiederà alla Regione di sostenere investimenti "non solo per far crescere
il turismo delle località tradizionali – spiega il presidente regionale,
Alberto Marchiori - ma anche quello legato al business e agli eventi culturali
e artistici organizzati dalle diverse località". Sul piano della grande
distribuzione dalla categoria arrivano input che il nuovo presidente sembra già
aver recepito: blocco delle nuove concessioni per l'apertura di centri
commerciali e revisione del calendario delle aperture domenicali. Il
rafforzamento degli strumenti di intervento finanziario a favore delle microimprese,
le infrastrutture e semplificazione del quadro normativo sono all'ordine del
giorno, infine, per la Confartigianato regionale, secondo cui non vanno
abbandonate la Lr 4/2005, nonchè le politiche sull'innovazione e quelle a
sostegno della microimpresa con i progetti affidati ai Cata. Gli artigiani
chiedono, inoltre, di "riservare una quota più significativa del bilancio
regionale per il comparto, in quanto nelle ultime finanziarie questo importo è
stato progressivamente ridotto". Ma. Mi.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Le ragioni dell'appeal. Favoriti
i settori di serramenti, meccanica ed elettromedicale
Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto
più snella di quella italiana, condizioni politiche stabili raggiunte ormai da
molti Stati e il buon andamento delle economie interne ( il Marocco, ad
esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per il Pil). Le
potenzialità del Nord Africa non sono sfuggite a molti imprenditori emiliano-
romagnoli- 57 le imprese regionali presenti nell'area con fatturato per circa
116 milioni e una quota del 12% sulle imprese nazionali complessivamente attive
nella zona - che lo hanno scelto come luogo ideale per delocalizzare la propria
produzione e o per avviarvi progetti di internazionalizzazione. Tra le diverse
imprese che hanno rivolto la bussola verso il Nord Africa c'è la bolognese
Spi."L'anno scorso siamo andati in Tunisia – spiega Rocco Mangione,
marketing manager di Spi, azienda attiva nel settore dei serramenti – e durante
quel viaggio è nata l'idea di dare vita a una società con base operativa sul
territorio ".L'idea si è concretizzata nello scorso dicembre e ora i
vertici dell'azienda stanno lavorando per installare una nuova sede produttiva.
"Le stesse potenzialità che abbiamo visto l'anno scorso in Tunisia –
conclude Mangione –le abbiamo ritrovate anche ora durante la missione di
Confindustria in Egitto e abbiamo già preso contatti con molte imprese edili
locali. Le potenzialità di questi Paesi sono evidenti e riconosciute da
economisti ed esperti. Un imprenditore attento non può non tenerne conto".
Anche la Zaccanti Spa, azienda bolognese da 6,3 milioni di ricavi a fine 2006
che opera nel campo delle apparecchiature elettromedicali, ha da poco dato vita
a un progetto di internazionalizzazione in Marocco, a Rabat, creando Thmed
Group Sarl. "Con questa operazione – spiega il presidente Elena Zaccanti –
intendiamo proporci come consulenti ed esperti nel nostro settore in un mercato
certamente pronto ad accogliere i nostri prodotti". è invece dall'inizio
degli anni 70 che Soilmec, azienda specializzata nella produzione di macchine
per fondazioni speciali – 168,6 milioni di ricavi a fine 2006 – controllata dal
gruppo Trevi di Forlì-Cesena, ha una propria sede in Egitto. "Il mercato
del Nord Africa – spiega Piero Rocchi, strategic operation manager di Soilmec –
ha avuto negli ultimi anni una forte ripresa. Anche paesi come l'Algeria che
recentemente hanno trovato una stabilita politica diventano in questo modo favorevoli
all'insediamento di filiali produttive. Per quanto ci riguarda circa il 10% del
nostro fatturato deriva dalle sedi del Cairo e di Dubai". De. D.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Regole. Obbligate ad iscriversi
all'Albo 5mila aziende Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti Massimiliano
Bona BOLZANO Imprenditori altoatesini scontenti dopo la sentenza della Corte
costituzionale numero 62/08 del 14 marzo scorso, che ha dichiarato illegittimi
alcuni articoli della Lp 4/06 in materia di gestione rifiuti e tutela del suolo
obbligando oltre 5mila imprese che trasportano i propri rifiuti ad iscriversi
all'Albo dei gestori ambientali tenuto dalla Camera di commercio. A farsi
interprete della delusione di centinaia di aziende, soprattutto medio-piccole,
è il presidente di Assoimprenditori, Christof Oberrauch: "Il pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi. Questa non è la strada giusta per
risolvere i problemi, anche perchè la legge provinciale in materia era in grado
di garantire una buona gestione del problema". Ad incidere
sull'operatività delle aziende è l'annullamento dell'articolo 20, comma 2,
della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'obbligo di iscrizione
all'Albo. La Giunta, infatti, con delibera del 10 luglio 2006, aveva disposto
l'esenzione dall'iscrizione per varie attività svolte in modo non professionale
e in particolare per le imprese che trasportano i propri rifiuti fino a 30
chili o litri al giorno. "Tra i soggetti coinvolti – precisa in una nota
la CdC – vi sono le imprese edili che trasportano i propri inerti da
demolizione o prodotti in cantiere e le imprese industriali e commerciali che
trasportano i loro rifiuti agli impianti di recupero o smaltimento". Il
pronunciamento della Consulta comporta, dunque, l'obbligo d'iscrizione per
tutte le imprese "produttrici iniziali" di rifiuti pericolosi e non
quelle che effettuano operazioni di raccolta e trasporto. "Per produttore
iniziale – fa sapere la Camera – si intende la persona la cui attività ha
prodotto rifiuti. Coloro che pretrattano o mutano la composizione dei rifiuti
erano già obbligati all'iscrizione nell'Albo nella categorie da
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Sviluppo. In un sondaggio dell'Ire
le perplessità degli imprenditori sull'attrattività del territorio L'Alto Adige
non seduce l'impresa Costo dei terreni e fiscalità riducono il gradimento ai
minimi Mirco Marchiodi BOLZANO Un Pil che continua a crescere a ritmi più
veloci di quello nazionale e che rapportato al numero degli abitanti, come
certifica Eurostat, è superiore del 30% rispetto alla media italiana, non basta
a fare dell'Alto Adige una localizzazione economica da primato. Sono gli stessi
imprenditori ad affermarlo in un sondaggio effettuato dall'Istituto di ricerca
economica della Camera di commercio di Bolzano (Ire). Perchéa contrapporsi ai
fattori positivi (pace sociale, alta qualità della vita, bilinguismo e
stabilità politica quelli più importanti, secondo le aziende altoatesine) ci
sono una serie di svantaggi: pressione fiscale al primo posto, e qui il
problema è comune al resto d'Italia, ma anche prezzo e disponibilità di terreni
e aree produttive, disponibilità di personale qualificato, la lontananza da
istituti di ricerca e la difficoltà a reperire capitale di rischio. Tutti
fattori che nella valutazione degli imprenditori non raggiungono la sufficienza
piena. A cercare di risolvere almeno in parte questi problemi sono state una
serie di misure decise dalla Provincia. "Quello che si è appena concluso –
afferma l'assessore all'Economia, Werner Frick – è stato il tempo delle
riforme". Per combattere la debolezza nell'export è stata fondata
l'agenzia Eos all'interno della CdC, per favorire gli investimenti in ricerca e
sviluppo è stata varata la legge sull'innovazione e rafforzato il Tis Techno
Innovation Park, per accelerare l'assegnazione dei terreni alle aziende è stato
istituita la Business Location SÜdtirol, società che proprio in queste
settimane dovrebbe essere costituita davanti al notaio e, infine, per alleviare
il carico fiscale è stato deciso di ridurre l'Irap di mezzo punto per tutte le
imprese e di un ulteriore mezzo punto per quelle che rinunciano per cinque anni
ad altri incentivi provinciali. "Iniziative importanti – commenta il
direttore di Assoimprenditori, Udo Perkmann – così come è stato importante il
fatto che la Provincia abbia continuato ad investire sulle infrastrutture
nonostante le proteste di una parte della popolazione e, quindi, accettando
anche un certo calo di popolarità pur di favorire il territorio. è questa la
strada sulla quale bisogna continuare, cercando di migliorare ancora di più il
nostro contesto economico, perché come area di confine noi dobbiamo essere
all'altezza non solo della realtà italiana ma anche di quella austriaca o
tedesca. Per questo – prosegue il direttore – non dobbiamo fermarci, iniziando
a rendere più efficiente un settore pubblico che deve essere meno presente sia
sul mercato del lavoro, sia a livello operativo. Questo significa ridurre i
dipendenti pubblici, senza licenziamenti ma ad esempio frenando sulle
assunzioni, e soprattutto ridurre enti ed agenzie provinciali: invece di
crearne sempre di nuovi, basterebbe riposizionare i dipendenti provinciali
dedicandoli alle nuove iniziative, proprio come fa il settore privato".
Anche Walter Amort, presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring, l'associazione
che raggruppa gli imprenditori di lingua tedesca, apprezza gli sforzi della
Provincia. "Però – aggiunge – finora questi sforzi si sono tradotti
soprattutto in un cambiamento di mentalità, non in fatti concreti. Penso
all'innovazione, settore al quale sono state destinate molte risorse, di cui
però rischiano di non poter usufruire le imprese più piccole, oppure ai terreni, che continuano ad essere pochi e a venire
assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo tempo alle imprese
richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e qualità della vita punti
di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme, il settore pubblico va
migliorato".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: XPUBBLICITA - data: 2008-05-01 num: - pag: 14
categoria: XPUBBLICITA FIERA DI FOGGIA A CURA DELLA FILIALE DI BARI
L'importante futuro della Fiera dell'Agricoltura e Zootecnia Alla presenza del
presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, si è inaugurata la 59^ edizione
della Fiera Internazionale dell'Agricoltura del Sud Italia L'Assessore della
Regione Puglia alle Risorse Agroalimentari Enzo Russo ha inaugurato la
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ISTITUZIONI (con Cantiere leg data: 2008-04-30 - pag: 15 autore: Tavolo tecnico
da metà maggio Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari Adriano
Moraglio TORINO La Regione Piemonte ha deciso la "rottamazione" di
funzionari, dopo aver avviato, con successo, quella dei dirigenti. A metà
maggio sarà avviato un tavolo tecnico. Ed entro il mese potrebbe delinearsi
l'entità della possibile platea di interessati tra i dipendenti regionali.
Termine un po' brutale, "rottamazione" (usato, anche in senso
ironico, dalla burocrazia
regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i provvedimenti
statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco auto circolante
– gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la struttura e ridurre i
costi (per quanto le "rottamazioni" non siano poi così indolori per
le casse regionali) sul medio periodo con un ridimensionamento
dell'organico. La spinta verso esodi incentivati del funzionariato, dalla
categoria D ( la più alta) in giù, arriva da un'intesa con il sindacato. L'età
media nella totalità dell'area non dirigenziale è piuttosto alta e si aggira
sui 45- 50 anni. Si tratterà di un nuovo scossone nella composizione del
"corpo" della macchina regionale che sino a qualche anno fa
assomigliava molto a una piramide rovesciata, con una fortissima componente
dirigenziale. Ora non è più così. Nel 1997, con una pianta organica di circa
tremila dipendenti i dirigenti erano 380; oggi sono scesi al numero di 163 su
2.670 dipendenti. Il risultato viene ottenuto con diverse misure. Per esempio,
sono state ridotte le Direzioni di vertice (da
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
SYSTEM (RAVENNA) data: 2008-04-30 - pag: 11 autore: La ricetta vincente API:
concretezza e impegno Non è più tempo di proclami, il sistema delle imprese
vuole risposte S i è recentemente conclusa una delicata fase politica per il
nostro Paese, e molte sono le istanze che vengono riproposte con forza dal
sistema delle piccole e medie imprese. Ne parliamo con Renzo Righini,
Presidente dell'API (Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia di
Ravenna), a quasi un anno dalla sua nomina al vertice dell'Associazione
ravennate. Il sistema economico – dichiara Righini - attraversa una fase
particolarmente delicata, ricca di sfide, di opportunità e di azioni, da
attuare senza più indugi, pena una pesante recessione che andrà a gravare, in
primis, sulle Pmi. Il riferimento corre a quelle tematiche legate in modo
indissolubile alla capacità di produrre delle nostre imprese: parliamo in primo
luogo dell'attuazione delle reti infrastrutturali nel nostro territorio, che ad
oggi si mostrano assolutamente deficitarie e sottodimensionate rispetto alle
necessità rilevate. Si pensi alla realizzazione della famosa tratta stradale
Cesena – Mestre, il cd. Corridoio Adriatico che, grazie alla realizzazione
della E55, consentirebbe l'apertura di nuovi e strategici canali commerciali
per le imprese che producono in questo territorio, caratterizzate ad oggi, da
uno storico isolamento che pregiudica pesantemente la capacità delle stesse di
produrre ricchezza per l'intero sistema. Tra le altre priorità delle Pmi –
prosegue il Presidente Righini – un'attenzione particolare va alle debolezze
strutturali connaturate al nostro sistema soprattutto in tema di burocrazia ed eccessiva lentezza della macchina pubblica. Pertanto
confidiamo che le Amministrazioni locali diano una sensibile accelerazione
all'ingente opera di razionalizzazione ed alleggerimento della mole di
adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo disponibili ad attivare metodi
di condivisione e concertazione con le Istituzioni e le Associazioni presenti
sul territorio, per realizzare concretamente la tanto auspicata New
Governance. E' indubbio – aggiunge Righini – che il nostro Paese stia
attraversando un momento difficile ed impegnativo: il sistema delle imprese,
infatti, ci segnala quotidianamente le proprie difficoltà a fronte di un
mercato globale sempre più agguerrito e competitivo, in questo particolare
momento, influenzato anche dal forte apprezzamento dell'Euro nei confronti
della valuta americana. Nonostante tutte queste criticità, il sistema delle Pmi
continua a crescere diversificando le proprie attività e investendo in
innovazione tecnologica. E proprio su questi elementi – conclude Righini si
dovrà fare leva per garantire stabilità economica e consentire alle imprese,
non solo di sopravvivere, ma di reggere ed affrontare al meglio la concorrenza
imposta dai mercati nazionali ed internazionali. Il sistema economico
attraversa una fase particolarmente delicata, ricca di sfide, di opportunità e
di azioni, da attuare senza più indugi, pena una pesante recessione che andrà a
gravare, in primis, sulle Pmi. Renzo Righini, Presidente dell'API (Associazione
Piccole e Medie Industrie della provincia di Ravenna).
( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Rom, sicuri
solo fuori dalla città" La ricetta del sindaco di Torino Sergio
Chiamparino per rispondere all'allarme sicurezza: "Espellere chi delinque
e proteggere le badanti". In 200 cacciati dall'"area emergenza
freddo" creata proprio dal comune Siamo stati percepiti come incapaci di
garantire legalità. Per questo abbiamo perso le elezioni. Io devo pensare anche
ai cittadini che vivono tra le gomme bruciate Giovanna Boursier Erano circa 200
rom rumeni, accampati dove li aveva messi il Comune, nella cosiddetta
"area emergenza freddo", zona Basse di Stura, a Torino. La città,
amministrata da anni da una giunta di centro sinistra tra le poche che ancora
resiste, li aveva accolti, purchè gli adulti aderissero a progetti di
formazione professionale e ricerca lavoro, e i bambini all'inserimento
scolastico. Un progetto attuato con la Croce Rossa e le associazioni Zingari Oggi,
Opera nomadi e Mamre, e che comprendeva anche l'allestimento di un parcheggio
attrezzato per il transito e altri punti sosta nella città. Costo complessivo
250mila euro, stanziati a fine 2007. Tutto registrato in delibere comunali che,
come sempre accade con la burocrazia, alla
fine sono rigidi e inclementi. Perché le procedure non si discutono. Così
qualche giorno fa i rom rumeni sono stati costretti ad andarsene. Tempo
scaduto, tutti fuori e ringraziate per quel che è stato. Alla fine 200 persone
per strada, come spesso accade con chi viene pensato zingaro . Eppure
avevano promosso il progetto dicendo che si trattava di "un ponte verso
migliori condizioni di vita" e quindi di un intervento rivolto alle fasce
più fragili della popolazione: in particolare donne sole, madri senza sostegno
familiare e persone ammalate, che non dovevano finire nel degrado delle zone
marginali della città. E che adesso, invece, ci finiranno lo stesso. Perchè le
politiche della sicurezza implicano controllo e rispetto delle regole. Senza
deroghe. Lo dice chiaro il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando gli
chiediamo se sono cominciati gli sgomberi: "Purtoppo - dice proprio così -
non stiamo sgomberando nessuno. Sull'area c'era una delibera a termine e i rom
lo sapevano prima, se non gli andava bene potevano trovare altro. Infatti
stanno andando via tranquillamente e molti si sono riposizionati da altre
parti". Vuol dire, se c'è posto, in altri campi, o per strada. Perché non
sanno dove andare, come al solito. E allora viene da chiedersi se non si poteva
prolungare il progetto almeno fino a giugno, così i bambini concludevano la
scuola. "Non mi risulta - dice il sindaco - che ci siano bambini costretti
a interrompere la scuola, si sono riposizionati, e comunque non si poteva
prolungare perché costa. Solo quel sito 150mila euro. Li abbiamo ospitati ma
non diventerà un altro campo. Bisogna smetterla di continuare a legittimare
presenze abusive perchè più ne legittimi più ne vengono. Abbiamo già problemi
enormi in Via Germagnano dove, intorno al campo autorizzato, ci sono 300
persone e io sono terrorizzato, perchè può succedere di tutto". 300
persone che ne guardano altre 200 dentro al campo, dall'altra parte della
strada, e alcuni saranno i "riposizionati", perchè o si trova un
luogo dove possano vivere o diventa una scelta politica quella di spostarli da
una parte all'altra. Che non risolve la questione, come coi vasi comunicanti. A
Torino questa è una storia lunga. I rom, ormai lo sanno tutti e lo ha detto
persino il Ministero dell'Interno in un recente convegno, non sono nomadi e
quindi i campi sosta sono sbagliati, solo ghetti che li mantengono emarginati.
Eppure va avanti così, da almeno 20 anni, senza mai immaginare politiche
alternative. Tanto che oggi i rumeni vivono le stesse condizioni in cui erano
30 anni fa quelli che adesso gli stanno di fronte: ammassati, senza servizi
igienici, acqua e luce. Senza un luogo. "Io - continua Chiamparino -
un'alternativa l'ho proposta: piccoli campi sparsi nella provincia, dove stanziarli
in piccoli gruppi, in modo che si costruiscano situazioni che di integrazione.
Abbiamo circa 1.100 regolari e almeno 900 irregolari, bisogna dividerli in
campi da 50 persone, vuol dire farne almeno 40 e, per quanto Torino possa
prendersi il carico maggiore, ci vogliono altri 20 comuni disponibili". E
non ci sono perché il presidente della Provincia non intende collaborare e i
comuni dei dintorni tantomeno. Ma il sindaco è convinto, sempre campi, solo più
piccoli: "Le case non ci sono per tutti e se uno pensa che basta venire
dalla Romania per avere una casa popolare si sbaglia. Fare campi piccoli,
invece, vuol dire maggior controllo. Perchè la situazione sta raggiungendo
soglie critiche di illegalità sempre meno controllabili". Il discorso
scivola naturalmente sulla politica della sicurezza tanto cara alle sinistre di
oggi. Che non considera il fatto che tra quelli espulsi ci sono badanti e
venditori con il banco al mercato che la sera tornano a dormire nelle baracche
lungo il fiume. Dove adesso hanno messo i cartelli col divieto di accamparsi.
Ma allora dove vanno, visto che molti hanno anche il permesso di soggiorno?
"Non lo so" risponde il sindaco. le fasce fragili della popolazione,
appunto, per le quali avevano promesso un futuro: "Lo so anche io che c'è
chi lavora ma prima devo espellere quanti delinquono, altrimenti non posso
pensare alle badanti". Quanti delinquono? Anche quelli che raccolgono il
rame e bruciano la gomma per tirarlo fuori? "Non credere che lo facciano
perchè non hanno alternative - aggiunge Chiamparino - ci sono le organizzazioni
internazionali pure dietro la raccolta del rame. E poi comunque io devo pensare
anche ai cittadini che vivono tra la puzza e il fumo delle gomme bruciate. Non
posso far passare i rom davanti ai cittadini italiani. Per le politiche
alternative, poi, ci vogliono soldi e strumenti, non si può continuare a
chiedere ai sindaci di farsi carico di problemi sui quali c'è un'ondata
popolare che si autoalimenta e non ci sono risorse". Ma si autoalimenta
anche perchè voi siete i primi a dire che non sono italiani e delinquono,
sempre e comunque? "No, e infatti ci accusano di aver fatto i campi. Se il
sottoscritto prende il 66% vuol dire che non abbiamo fatto sfracelli sociali e
abbiamo dialogato sui temi della legalità e della sicurezza". Ma una volta
c'era la solidarietà? "La solidarietà non mi piace. È un termine troppo
denso di cattolicesimo". Uguaglianza? "Neanche. Userei termini come
valori umanitari, principi fondamentali dell'uomo". Ma li sostituite solo
con il termine sicurezza? "Perdiamo le elezioni perchè è una parola che
usiamo troppo poco". Ma nemmeno questa sconfitta ti fa fare autocritica?
Magari le perdete perché parlate solo di sicurezza? "Al contrario. Secondo
me sulla sicurezza noi siamo stati percepiti come ancora incapaci di garantire
legalità". E se fosse il contrario? "Non è".
( da "Denaro, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli Dal turismo
al manifatturiero: tante occasioni d'incontro Non bisogna considerare San
Marino un paradiso fiscale, ma un paese dalle mille opportunità con una burocrazia snella e la possibilità di avviare un'attività imprenditoriale
in soli quindici giorni. E' così che la delegazione dell'Anis di San Marino ha
presentato il paese agli imprenditori campani in occasione della tavola rotonda
sul tema "San Marino: industria e finanza" svoltasi presso Palazzo Turchini
e moderata dal direttore del Denaro Alfonso Ruffo. L'industria dei servizi, in
particolare quella turistica offre le maggiori possibilità di cooperazione tra
la realtà imprenditoriale campana e quella di San Marino. Ne è convinto
Maurizio Maddaloni, presidente di Confcommercio Campania, il quale rileva:
"Pensando a San Marino la prima industria che mi viene in mente per
possibili interscambi con la Campania è quella turistica che sta vivendo una
stagione molto positiva, inoltre alle nostre imprese conviene investire a San
Marino perchè è un paese che offre un sistema fiscale agevolato, pur non
essendo un mercato off shore". "San Marino aggiunge Luigi Iavarone,
presidente del Parco scientifico e tecnologico Technapoli - non è quindi nota
solo per le sue attività di carattere finanziario e bancario, ma anche per
l'apertura che mostra verso i mercati esteri, per le tante opportunità di
investimento nel settore manifatturiero, e nei servizi. Credo che possa essere
il ponte dell'Italia verso i mercati stranieri". Dello stesso avviso è
Felice Siciliano, direttore regionale di Compagnia delle Opere, il quale
commenta "Quello con la delegazione di San Marino è stato un incontro
importante perchè abbiamo avuto una immagine della Repubblica che sfata tanti
luoghi comuni, principalmente quello di un paradiso fiscale che non c'è e non
c'è mai stato. Si tratta di un territorio che punta su alcuni fattori
importanti come la possibilità di parchi tecnologici, il turismo, la nascita di
nuove imprese e non solo di una leva fiscale facile". Ma è la burocrazia quasi assente che rendono la Repubblica di San
Marino unica in Italia. Lo sostiene Francesco Pinto presidente del Consorzio
Asmez, il quale afferma: "Conoscevo poco di San Marino dal punto di vista
dell'economia. Quello che più mi ha colpito è una burocrazia snella che dà la possibilità di attrarre investimenti
dall'esterno. La burocrazia troppo macchinosa, invece, è un ostacolo allo sviluppo".
"Purtroppo sostiene Pietro Gaeta dello studio Gaeta - la normativa
italiana è stringente e cerca di trattenere nel Paese i capitali. Tutti
i benefici rappresentati, nella realtà, sono più per i cittadini di San Marino
che per gli imprenditori italiani". Secondo l'avvocato Roberto Continisio,
San Marino dovrebbe ambire di più ad accedere ai mercati finanziari
internazionali, e "questo - consiglia Alessandro Limatola segretario Claai
Campania San Marino lo può fare perchè ha una struttura snella ed agile che si
va sempre più uniformando ai dettami della comunità europea". Insomma gli
incontri con la delegazione di San Marino sono stati molto interessanti
soprattutto perchè, come fa notare il presidente della Borsa immobiliare di
Napoli Clemente Del Gaudio: "La nostra città vive oggi una criticità molto
forte e questo momento di incontro per così dire internazionale, ci dà la
possibilità di far arrivare un messaggio positivo in altri paesi". del
01-05-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caserta beni
culturali Reggia chiusa, Confindustria protesta Il Palazzo Reale di Caserta
oggi, primo maggio, resterà resterà chiuso, "Fatto ancora più grave, è che
la decisione sia stata assunta senza informare per tempo gli operatori del
settore, costretti a subire probabilmente , con la beffa, l'ennesima mazzata
economica". E' quanto si legge in una nota di Confindustria Caserta che,
attraverso il presidente, Carlo Cicala e il presidente della sezione Turismo
dell'associazione industriali, Cristoforo Coppola, stigmatizzano "il modo
approssimativo e dannoso di gestire un settore, che con il primo ponte di bel
tempo di quest'anno non aspettava altro appuntamento per tirare un respiro di
sollievo, dopo le gravi crisi di immagine degli ultimi mesi". Per il
presidente Cicala "è un fatto grave che l'attrattore turistico per
eccellenza della provincia di Caserta debba rimanere chiuso in una giornata
come quella del primo maggio e, ancora più grave, è che nessuno avverta
l'esigenza minima di informare per tempo l'intero sistema turistico. E' un modo
di procedere assurdo" Ruggero Rugliaro Primo maggio, monumenti e
attrattori culturali a porte chiuse. Accade in Campania (vedere servizio a
pagina 19 - Ndr) e anche a Caserta, dove parafrasando il famoso slogan, e
"contro ogni logica di buon senso" (come riporta una nota di
Confindutstria), oggi il maggiore monumento di attrazione turistica della
provincia, Palazzo Reale, resterà chiuso. E ciò che è anche più grave - denunziano
gli industriali di Terra di Lavoro - , la decisione è stata assunta senza
avvertire la benchè minima esigenza di informare per tempo gli operatori del
settore, costretti a subire probabilmente con la beffa l'ennesima mazzata
economia. Intervento forte Sulla vicenda sono intervenuti in maniera forte sia
il presidente di Confindustria Caserta, Carlo Cicala, che il presidente della
sezione Turismo dell'associazione industriali, Cristoforo Coppola, i quali
hanno stigmatizzato il modo approssimativo e dannoso di gestire un settore, che
con il primo ponte di bel tempo di quest'anno non aspettava altro appuntamento
per tirare un respiro di sollievo, dopo le gravi crisi di immagine degli ultimi
mesi. "E' grave ha dichiarato a questo proposito Carlo Cicala che
l'attrattore turistico per eccellenza della provincia di Caserta debba rimanere
chiuso in una giornata come quella del primo maggio e, ancora più grave, è che
nessuno avverta l'esigenza minima di informare per tempo l'intero sistema
turistico. E' un modo di procedere assurdo, colpevolmente autolesionistico, che
tradisce un'idea approssimativa e rozza di gestire il settore, e che si
alimenta soltanto di parole vuote e di propositi vani, incurante dei danni che
ne derivano agli operatori, al territorio, alle imprese, agli stessi
cittadini". Danni ingenti Danni che, in attesa di essere calcolati, per
intanto si traducono in una protesta crescente da parte degli operatori, alcuni
dei quali sono già sopraffatti da richieste di risarcimento, laddove non riescono
a dirottare altrove le prenotazioni. E dunque con danni a cascata su tutto
l'indotto, dagli albergatori, alle guide ai ristoratori. "E' incredibile
il torto che il settore è costretto ancora a subire dopo le vergognose vicende
dei mesi scorsi", ha sbottato il presidente della sezione Turismo,
Cristoforo Coppola. "Gli operatori turistici sono arrabbiati, che dico, di
più, molto di più. Sono subissato di telefonate. Ieri ho provato a chiamare a
tutti i livelli, ma invano. E in ogni caso, il danno è già stato fatto. Mi
chiedo, allora, a che servono tutti i nostri sforzi, i
nostri investimenti ha aggiunto Coppola a che serve andare per fiere a
promuovere i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla
prima occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di una politica colpevolmente
assente" del 01-05-2008 num.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
EDITORIALE
EDITORIALE La falsa trasparenza della demagogia Federico Guiglia D alla scuola
alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai supermercati. Dovunque
ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la
famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia (anzi, la "bureaucracy", visto che essa non sa che
esista il termine privatezza in lingua italiana). continua... Per leggere il
testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore"
online.
( da "Varesenews" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Busto Arsizio -
"Santa alleanza" librai-ristoratori-Comune per la manifestazione, in
programma dal 4 al 18 maggio. Tra i superospiti Federico Moccia, Francesco
Alberoni e Magdi Allam BA Book 2008, libri... per tutti i palati Torna anche in
questo 2008 BA Book - Libri in Città, manifestazione bustocca dedicata a chi
scrive e a chi legge, alla sua seconda edizione. L'evento si svolgerà dal
4 al 18 maggio prossimi (il programma completo è scaricabile dal sito del
Comune) e sarà caratterizzato dall'impegno congiunto di amministrazione
comunale, librerie cittadine (e non solo) e, udite udite, ristoratori: dopo gli
incontri con gli autori, infatti, questi saranno ospitati presso alcuni
ristoranti e pizzerie cittadini, dove il pubblico potrà recarsi "senza
impegno" - salvo il rischio di farsi prendere per la gola - per farsi
autografare i libri. La presentazione odierna dell'iniziativa ha visto il
sindaco Gigi Farioli e l'assessore a sport ed eventi Ivo Azzimonti affiancati
dai rappresentanti dele librerie cittadine Francesca Boragno, Marco Rostoni
(Bramante), Cinzia Bontempi (per Il Libraccio) ed Emiliano Tornaghi
(Ubik), senza dimenticare la partecipazione anche della gallaratese Liberaria
Carù; hanno partecipato anche Emanuele Tosi per la casa editrice bustocca
Nomos, Luigi Savino (pizzeria Capri) in rappresentanza dei
ristoratori e il direttore di Ascom Busto Francesco Dallo. Sono attesi in
città autori di peso, fra i quali Francesco Alberoni, che il 7 maggio al Museo
del Tessile presenterà "lezioni d'amore", Federico Moccia, ciliegina
sulla torta per il pubblico giovane con il suo "Diario di un sogno";
non mancherà Magdi Allam, cittadino onorario e ormai habitué di Busto Arsizio,
con la sua ultima fatica letteraria, "Grazie Gesù", che ripercorre la
sua vicenda personale di conversione al cristianesimo e propoe una polemica
(manco a dirlo) lettura della storia dell'Islam. Fra gli altri ospiti da
segnalare anche Pino Farinotti, scenggiatore di "
( da "Affari Italiani (Online)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venerdí 02.05.2008
11:52 --> Malgrado lo stop del Garante per la Privacy ormai i dati dei
redditi degli italiani sono su internet e sarà difficile se non impossibile
bloccare la pubblicazione. Con un semplice clic, infatti, e ancora possibile
trovare sul sito di condivisione file eMule (digitando le cifre del codice
fiscale della città), ma anche in altri siti peer-to-peer, tutti gli elenchi
dell'Agenzia delle Entrate. Non solo: presto i preziosi elenchi dei contribuenti
saranno in vendita sul sito di aste online, eBay. Insomma, la
burocrazia e i divieti non fermano certo la web-democrazia. L'Agenzia delle
entrate, infatti, mercoledì scorso ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi
del 2005, ma la possibilità di accedere ai documenti è stata interrotta lo
stesso giorno, dopo la richiesta del garante della privacy di sospendere la
diffusione dei dati. Il richiamo dell'Autorità non ha però fermato i
tanti cittadini che hanno scaricato le dichiarazioni dei redditi e le hanno
messe sulla rete. E non si ferma nemmeno la polemica sulla privacy. Per il
Garante della privacy, il problema della pubblicazione dei redditi su internet
"è di legittimità, perchè nel web salta il limite temporale indicato dalle
norme". Lo ha ribadito Mauro Paissan, componente dell'Authority,
intervenendo a 'Omnibus' su La7. "Non è vero - ha aggiunto - che negli
altri paesi non vengono pubblicati i dati sulle dichiarazioni dei redditi: in
alcuni paesi c'è un regime molto rigido di riservatezza sulla dichiarazione di
redditi e sono consultabili, ma in modo mirato". L'Authority inoltre - ha
evidenziato Paissan - non era stata informata dell'intenzione, da parte
dell'Agenzia delle entrate, di pubblicare online le dichiarazioni dei redditi.
"No, non eravamo informati - ha sottolineato - e perciò non abbiamo potuto
dare un consenso. Su questa novità non sapevamo assolutamente nulla, l'abbiamo
saputo da qualche giornale e agenzia di stampa". Intanto, si preparano ad
arrivare una pioggi di richieste di danni. L'Adoc è pronta a sostenere i
contribuenti che vorranno chiedere il risarcimento contro la pubblicazione
online della loro dichiarazione dei redditi. Mentre da un sondaggio condotto
dalla stessa organizzazione dei consumatori emerge che il 70% degli intervistati
boccia senza mezzi termini l'accaduto. "Anche se l'agenzia delle entrate
precisa di aver agito in forza di una disposizione normativa - commenta Carlo
Pileri, Presidente dell'Adoc - si tratta di un provvedimento approvato nel
1973, quando ancora il legislatore neppure poteva prevedere che 35 anni dopo
sarebbe esistito un sistema di comunicazione come Internet. Resta evidente che
la ratio della stessa è completamente diversa dal comportamento poi tenuto
dalla Agenzia, responsabile, in qualità di titolare del trattamento, di aver
illegittimamente diffuso dati personali".
( da "Azione, L'" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Azione, L')
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse
non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state
chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti,
entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare
tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia,
vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano
compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle
lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione.
Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito
albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite
call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei
prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova modalità di erogazione
della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà attraverso il meccanismo
dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il datore di lavoro acquisterà
nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di valore nominale pari a 10 euro
con cui pagherà il proprio lavoratore in possesso di apposita tessera magnetica
rilasciata dall'Inps (praticamente un libretto di lavoro che sembra una tessera
bancomat). Il lavoratore cambierà il buono (voucher) presso la società
concessionaria (non è stato ancora precisato se sarà la posta, qualche banca,
le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo un compenso netto di 7,50 euro che
sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di
disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato in caso di infortunio sul
lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale (10 euro) né l'importo
netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati come re tribuzione per
unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento a quanto stabilito
dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli addetti alla vendemmia.
Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria corrisponde a 6,38 euro
lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli extracomunitari dovranno
stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di sorseggiare, un domani,
il buon vino nato nel