HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “BUROCRAZIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 2-5-2008       #TOP



Report "Burocrazia"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Burocrazia (21)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Storia di Riccardo: prigioniero della burocrazia in 4 sportelli ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Storia di Riccardo: prigioniero della burocrazia in 4 sportelli Caro Buccini, per chiedere al IV Municipio una concessione per occupazione del suolo pubblico ho dovuto: 1) recarmi all'ufficio addetto (via Flavio Andò, solo martedì e giovedì) e presentare la domanda con gli allegati richiesti;

Call center rifiuti: 34 telefonate e 34 dipendenti ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in realtà un impasto melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare criminale". C'è poi da stupirsi della batosta elettorale alla sinistra, strameritata, del 13 aprile? Eppure era già tutto chiaro da un pezzo. Bastava leggere il dossier della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti presieduta dal forzista Paolo Russo del gennaio 2006.

<Emergenza>: e lo Stato aggira le sue leggi ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sappiamo che è un Paese paralizzato dalla burocrazia, dai veti incrociati, dalla cultura del rinvio. Punto terzo: sappiamo che in questo Paese occorre uscire da questa paralisi. Dunque è necessaria una data catenaccio. Che ci costringa a fare le cose nei tempi stabiliti". (…) L'emergenza giustifica sempre tutto.

Ma quale rimpasto, si cambi la <macchina> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scoraggiati da una burocrazia inefficiente, da lungaggini estenuanti, da procedure obsolete e farraginose. E la città è praticamente ferma. E, si badi, che non sia questione di scarsa efficacia degli strumenti normativi a disposizione è dimostrato da un esempio lampante: l'amministrazione comunale di Napoli ha ottenuto,

Esportiamo a Bari la meccatronica ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello che chiediamo a tutti i governi: ridurre le tasse, tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione.

L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una delle attrattività dell'area, oltre al basso costo della manodopera, è il basso livello di burocrazia che fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti, della meccanica, dell'elettromedicale e dell'agricoltura. Dirani u pagina 5 l'articolo prosegue in altra pagina.

Il Nord Africa attrae insediamenti industriali ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A tutte queste peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto: "Qui la burocrazia è più snella che in Italia, il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le leggi islamiche non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un ostacolo a chi vuole investire in questi paesi".

Le imprese chiedono meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono meno burocrazia TRIESTE In attesa che Governo e Giunta Tondo si costituiscano, le categorie economiche regionali stanno predispondendo le loro richieste. Per tutte ci sono elementi comuni: infrastrutture, costo dell'energia,riduzione della pressione fiscale.

Burocrazia snella in aiuto agli affari ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meccanica ed elettromedicale Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto più snella di quella italiana, condizioni politiche stabili raggiunte ormai da molti Stati e il buon andamento delle economie interne ( il Marocco, ad esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per il Pil).

Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi. Questa non è la strada giusta per risolvere i problemi, anche perchè la legge provinciale in materia era in grado di garantire una buona gestione del problema". Ad incidere sull'operatività delle aziende è l'annullamento dell'articolo 20, comma 2, della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'

L'Alto Adige non seduce l'impresa ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oppure ai terreni, che continuano ad essere pochi e a venire assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo tempo alle imprese richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e qualità della vita punti di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme, il settore pubblico va migliorato".

FIERA DI FOGGIA ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma ancora stretta nella morsa della burocrazia e dei crescenti costi di produzione, in modo particolare quelli energetici. Sullo sfondo restano inoltre sempre attuali le tematiche del grande divario tra i prezzi alla produzione con quelli al consumo, della necessità di intensificare i controlli a tutela delle produzioni agricole tipiche meridionali,

Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i provvedimenti statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco auto circolante – gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la struttura e ridurre i costi (per quanto le "rottamazioni" non siano poi così indolori per le casse regionali)

La ricetta vincente API: concretezza e impegno ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ed eccessiva lentezza della macchina pubblica. Pertanto confidiamo che le Amministrazioni locali diano una sensibile accelerazione all'ingente opera di razionalizzazione ed alleggerimento della mole di adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo disponibili ad attivare metodi di condivisione e concertazione con le Istituzioni e le Associazioni presenti sul territorio,

Rom, sicuri solo fuori dalla città ( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come sempre accade con la burocrazia, alla fine sono rigidi e inclementi. Perché le procedure non si discutono. Così qualche giorno fa i rom rumeni sono stati costretti ad andarsene. Tempo scaduto, tutti fuori e ringraziate per quel che è stato. Alla fine 200 persone per strada, come spesso accade con chi viene pensato zingaro .

Dal turismo al manifatturiero: tante occasioni d'incontro ( da "Denaro, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello che più mi ha colpito è una burocrazia snella che dà la possibilità di attrarre investimenti dall'esterno. La burocrazia troppo macchinosa, invece, è un ostacolo allo sviluppo". "Purtroppo sostiene Pietro Gaeta dello studio Gaeta - la normativa italiana è stringente e cerca di trattenere nel Paese i capitali.

Reggia chiusa, Confindustria protesta ( da "Denaro, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i nostri investimenti ha aggiunto Coppola a che serve andare per fiere a promuovere i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla prima occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di una politica colpevolmente assente" del 01-05-2008 num.

La falsa trasparenza della demagogia ( da "Gazzetta di Parma, La" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia (anzi, la "bureaucracy", visto che essa non sa che esista il termine privatezza in lingua italiana). continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

BA Book 2008, libri... per tutti i palati ( da "Varesenews" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inferno della burocrazia quotidiana. Più una chicca per i giornalisti: "Sempre meglio che lavorare", del vicedirettore de Il Giornale Michele Brambilla, una panoramica su vezzi, vizi e virtù della professione della carta stampata (e non solo). Nutrita anche la rappresentanza del gentil sesso, con scrittrici di nome come Marta Boneschi,

Redditi online/ Ancora online i dati dei contribuenti italiani. Il Garante non ferma internet ( da "Affari Italiani (Online)" del 02-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e i divieti non fermano certo la web-democrazia. L'Agenzia delle entrate, infatti, mercoledì scorso ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi del 2005, ma la possibilità di accedere ai documenti è stata interrotta lo stesso giorno, dopo la richiesta del garante della privacy di sospendere la diffusione dei dati.

IL TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'" del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.


Articoli

Storia di Riccardo: prigioniero della burocrazia in 4 sportelli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-05-01 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Storia di Riccardo: prigioniero della burocrazia in 4 sportelli Caro Buccini, per chiedere al IV Municipio una concessione per occupazione del suolo pubblico ho dovuto: 1) recarmi all'ufficio addetto (via Flavio Andò, solo martedì e giovedì) e presentare la domanda con gli allegati richiesti; 2) spostarmi ad altro ufficio di via Flavio Andò per ritirare il modello con il quale pagare la reversale; 3) acquistare in tabaccheria una marca da bollo da apporre alla domanda; 4) spostarmi alla sede di via Monte Rocchetta per pagare la reversale; 5) recarmi in negozio di fotocopie (per fortuna ce ne è uno proprio di fronte) per fare fotocopiare la domanda e la ricevuta del pagamento; 6) recarmi all'ufficio protocollo di via Monte Rocchetta per consegnare il tutto all'ufficio protocollo. Riassumendo: 4 uffici (con relative code), 2 negozi e 3 spostamenti, per un tempo totale di circa 90 minuti, quando l'operazione richiederebbe pochi minuti se effettuata da unico ufficio che abbia il potere di effettuare tutte le operazioni. Domando al nuovo sindaco: fra i tanti provvedimenti per il migliore funzionamento della città si potrebbe anche introdurre una semplificazione nel disbrigo di pratiche semplici? Riccardo Vasdeki Caro Riccardo, ci hanno provato a fare uno sportello unico nella scorsa consiliatura ma s'è creato un conflitto di competenza tra gli assessorati al Commercio e alla Semplificazione (sic). Poi c'è anche la normativa nazionale da cambiare. In pratica all'ente pubblico non converrebbe incassare i suoi soldi, perché gli costa troppo tenere aperti tanti sportelli. Ma dietro gli sportelli c'è personale, dietro cui ci sono rappresentanze sindacali, interessi, spinte corporative... Insomma, il suo è un caso di scuola. Speriamo che le cose cambino. E presto. gbuccini@rcs.it.

Torna all'inizio


Call center rifiuti: 34 telefonate e 34 dipendenti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-05-01 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il caso Le denunce contenute nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta Call center rifiuti: 34 telefonate e 34 dipendenti Napoli, i numeri della crisi: dai camion rubati ai satellitari mai installati Quanto all'emergenza delle emergenze, la spazzatura a Napoli, fa nausea perfino tornarci sopra. Niente puzza d'imbroglio quanto quel-l'emergenza, fittiziamente costruita su una realtà vecchia di decenni se non di secoli. (…) Più ancora delle inchieste giornalistiche pesa come una pietra tombale la relazione finale nella primavera del 2008 della Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta dal napoletano ed ex assessore bassoliniano Roberto Barbieri. Che parla di "risorse utilizzate non per avviare tempestivamente un ciclo industriale integrato dei rifiuti, bensì per costruire apparati burocratici, formare consigli di amministrazione di società miste, assumere lavoratori da tenere in parcheggio: politiche di rassegnato sostegno dell'esistente, nell'illusione che l'esistente sostenesse indefinitamente la politica". Col risultato che "accanto al percolato che, nel frattempo, discariche mal gestite vomitano sui terreni, ammorbando l'aria e intossicando le acque, questo maneggio improprio di risorse pubbliche lascia trasudare ciò che pudicamente è stato definito magma: in realtà un impasto melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare criminale". C'è poi da stupirsi della batosta elettorale alla sinistra, strameritata, del 13 aprile? Eppure era già tutto chiaro da un pezzo. Bastava leggere il dossier della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti presieduta dal forzista Paolo Russo del gennaio 2006. Dove si raccontava come il sub commissario operativo del 1998 (Giovanni D'Elia) avesse preso per un anno di lavoro 16.638 euro lordi e i suoi successori ne avessero incassati 100.000 nel 1999, 250.000 nel 2000. Finché nel 2003, con la moltiplicazione di poltrone e la scelta di equiparare vicecommissari e subsubcommissari e commissari vicari allo stesso Bassolino, ai consiglieri e agli assessori regionali, il vertice arrivò a costare un milione e 140.000. Cioè sessantotto volte più che all'inizio. Una schifezza tale che a un certo punto il governo mandò a verificare i conti un ispettore, Natale Monsurrò. Il quale ne scoprì di tutti i colori. Come l'affitto per il Commissariato di 4 (quattro!) sedi per un totale di 857.000 euro l'anno. L'acquisto di 50 camion per la raccolta differenziata subito rubati (rubati!) come se esistesse un solo ricettatore al mondo interessato a comprarli. L'invenzione del famigerato "call center ambientale " dove 34 persone ricevevano mediamente a testa una telefonata (una!) la settimana. L'ampliamento degli organici gonfiati fino a oltre 3000 persone, gran parte delle quali (esattamente 2361) stipendiate per fare la raccolta differenziata ma senza farla. Un'operazione di puro assistenzialismo. Di quelle che il giovane Bassolino avrebbe rinfacciato ai Gava e ai Pomicino vomitando parole di fuoco. Risultato: ogni abitante della Campania sommersa dalla spazzatura, vegliardi e neonati compresi, tira fuori quasi 61 euro l'anno per pagare gli stipendi agli "operatori della nettezza urbana". Per non parlare, scrisse Monsurrò, della pioggia di consulenze "non sempre imposte dalla straordinarietà e dall'emergenza ". Delle trasferte in comitiva a Rimini per la fiera "Ricicla" con pernottamento al Grand Hotel: 280 euro a notte. O del progetto battezzato, poeticamente, Sirenetta. Cioè Sistema informativo regionale emergenza rifiuti NETwork tecnologia ambientale: 9.270.401 euro per installare sui camion dell'immondizia sistemi di telerilevamento per verificare se andavano davvero a buttare il pattume dove dovevano. Quattro anni di calvario per i collaudi e fallimento totale. Perché? Molti camionisti rifiutarono d'installare i terminali ("Nuje nun simme camurriste 'a controlla'!") e il Tar diede loro ragione. (…) Per non dire dei risvolti pecorecci. Quali una mostruosa bolletta di 724.680 euro di telefono fisso speso dai dipendenti del Commissariato per chiamare "prefissi internazionali della zona 7" (Caraibi, Polinesia, Nepal, Mongolia) ma ancor più numeri col prefisso 144, 166, 709, 899. Per capirci: servizi a pagamento. Soprattutto erotici: "Sì, caro, ciao, sono Samantha". Al punto che fu chiesto alla Telecom di disattivarli a uno a uno… S.Rizz. G.A.S. LEGGI le puntate precedenti su www.corriere.it.

Torna all'inizio


<Emergenza>: e lo Stato aggira le sue leggi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-05-01 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE "Emergenza": e lo Stato aggira le sue leggi Dai restauri ai vertici: ci pensa la Protezione SEGUE DALLA PRIMA Infatti l'ordinanza firmata nell'estate 2006 da Romano Prodi spiegava che il "contributo straordinario" alla Sovrintendenza per il David era necessario "per il proseguimento delle iniziative finalizzate al recupero del patrimonio storico-artistico danneggiato dagli eventi alluvionali che hanno colpito Firenze il 4 novembre del 1966". Un'emergenza di quarant'anni prima. Ci sarebbe da ridere, se non fosse ormai la prassi. In un Paese dove fare ogni cosa, dall'asfaltare una strada a organizzare una gara podistica, è un'impresa, la Protezione civile è diventata un grimaldello. Certo, uno Stato serio davanti alla paralisi dovuta al mostruoso traboccare di norme e cavilli, risse ideologiche e veti sindacali, cambierebbe le regole. Da noi no: scorciatoia all'italiana. Lo Stato che fotte le regole dello Stato. Geniale. Così l'istituto nato nel 1982 dopo il terremoto in Irpinia e la tragedia di Vermicino, quando l'Italia scoprì traumatizzata dall'agonia di Alfredino che non esisteva neppure una lista di chi aveva questo o quel mezzo di soccorso per aiutare un bambino caduto in un pozzo, ora è la chiave per fare in fretta e aprire ogni porta. La bacchetta magica si chiama "emergenza". Anche la ricostruzione della cattedrale di Noto, gravemente danneggiata dal terremoto del 1998, è finita nell'elenco delle opere fatte grazie ai soldi (e alle deroghe) della Protezione civile. E tutto sommato, viste le condizioni in cui si trovavano le strutture della chiesa dopo il sisma, ci potrebbe anche stare. Se al commissario per l'emergenza non fosse stato affidato anche, testuale, "il restauro delle vetrate artistiche, degli oggetti e dei corredi sacri, delle sculture e delle opere lignee, dei metalli e argenti, dei dipinti su tela e su carta, delle pale d'altare; il restauro conservativo degli altari della navata e del transetto sinistri, del fonte battesimale e dell'acquasantiera, delle cappelle di San Corrado, del SS. Sacramento e della Madonna con Bambino; il restauro della scalinata e del portone in bronzo della navata centrale...". Tolta la salvaguardia dei merletti di Burano, dei torroncini messinesi e della foca monaca di Capo Carbonara, non c'è problema che non sia stato affrontato negli ultimi anni con la dichiarazione dello stato di emergenza, l'affido formale alla struttura diretta dal 2001 dal padovan- romano Guido Bertolaso e la nomina di un commissario straordinario. Prendete Napoli. Scriveva Donatien-Alphonse- FranÇois marchese de Sade a proposito di via Toledo: "Questa strada sarebbe, senza dubbio, una delle più belle che sia dato vedere in una qualunque città europea, se non ci fossero a guastarla le botteghe che si allungano fin quasi alla metà della via, tanto più che si tratta in genere di botteghe di macelleria e di altri generi commestibili, che la rendono fetida e sudicia. (...) Le carrozze vi stanno in perpetuo su due o tre file; i calessi e i piccoli cabriolets, leggerissimi, che a Napoli sono usati come vetture pubbliche, si sono moltiplicati all'infinito; e tutti questi veicoli s'incrociano ininterrottamente". Insomma: il problema dei rifiuti e del traffico infernale con parcheggi in terza fila c'era già negli anni Settanta del Settecento. Due secoli fa. Eppure, oltre che per la spazzatura, anche per il caos nelle strade è stata dichiarata, manco fosse cascato a sorpresa un meteorite, l'emergenza. E la Protezione civile ha emanato nel marzo 2007 un'ordinanza nominando il sindaco Rosa Russo Iervolino commissario straordinario con poteri speciali per "individuare misure efficaci per la disciplina del traffico, della viabilità, del controllo della sosta", ma anche per "la realizzazione di parcheggi, anche a tariffa" e "l'incremento dei livelli di sicurezza stradale" e il "potenziamento dell'efficacia operativa del Corpo di polizia municipale ". (…) Sempre lì si finisce: perché affaticarsi a cambiare le regole, se si possono aggirare? Ed ecco che si ricorre all'"emergenza" per completare i lavori all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e all'ospedale Sacco di Milano. Per "delocalizzare" gli sfasciacarrozze nel territorio capitolino. Per rimuovere il relitto della nave Margaret, affondata nel golfo di La Spezia. Fino all'organizzazione dei Grandi eventi. Un'idea di Berlusconi. Che appena insediato nel 2001 a Palazzo Chigi, pragmatico com'è, capì al volo le potenzialità del "grimaldello". E dopo il disastroso G8 di Genova, cancellata quella che allora si chiamava Agenzia della Protezione civile, riportò tutte le competenze a un dipartimento di Palazzo Chigi. Per averla sottomano e affidarle appunto tutti i nuovi compiti aggiuntivi, assai distanti da quelli istituzionali di aiutare la popolazione in caso di calamità naturali e rischi di varia natura. La visita del papa ad Assisi? Emergenza. Il pellegrinaggio di Sua Santità a Loreto costato 3 milioni di euro? Emergenza. Il vertice italo-russo di Bari? Emergenza. E via così. Tutte "emergenze": la presidenza italiana del G8 nel 2009 per la quale la "Protezione" prevede anche l'assunzione degli interpreti. I Giochi del Mediterraneo. I Mondiali di nuoto. Quelli di ciclismo a Varese. Perfino le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, di cui si conosce l'arrivo da decenni, sembrano invece affacciarsi del tutto inaspettate come l'apparizione del marito cornuto nella camera della moglie traditrice: "Cielo, l'anniversario!". Emergenze, emergenze, emergenze. (…) Sempre così, da noi: non riusciamo a fare nulla di "normale ". Ci serve sempre uno stimolo straordinario. Oggi l'emergenza, ieri la "data catenaccio". Ricordate Gianni De Michelis? Ai tempi in cui era ministro degli Esteri e si batteva per portare l'Expo 2000 a Venezia, ne aveva fatto una teoria: "Punto primo: sappiamo che in questo Paese ci sono delle cose da fare. Punto secondo: sappiamo che è un Paese paralizzato dalla burocrazia, dai veti incrociati, dalla cultura del rinvio. Punto terzo: sappiamo che in questo Paese occorre uscire da questa paralisi. Dunque è necessaria una data catenaccio. Che ci costringa a fare le cose nei tempi stabiliti". (…) L'emergenza giustifica sempre tutto. Come giustificò a suo tempo, dopo il terremoto in Irpinia, l'allungamento abnorme dei comuni "danneggiati dal sisma" e quindi ammessi alle provvidenze: alla prima conta erano 36, all'ultima 687. Il sindaco di Castellabate, un paese sul mare del Cilento, spiegò al Mattino: "Ci accusano di sciacallaggio sostenendo che non abbiamo avuto danni dal sisma. Facciamo conto che ciò sia vero, per comodità di discorso. Ma mi dica lei però chi ci avrebbe salvato dall'accusa di omissione di atti d'ufficio per non aver fatto ottenere al paese quello che la legge gli concede". Tra i mille episodi indimenticabili, basti ricordare quello dell'area industriale di Balvano, in provincia di Potenza, costruita incredibilmente a mille metri d'altezza con un ulteriore spreco di soldi per fare la strada di accesso. "Come mai lassù in cima?", chiese Oscar Luigi Scalfaro, che presiedeva la Commissione parlamentare d'inchiesta. E il sindaco: "Ce l'ha chiesto la Ferrero per farci lo stabilimento. Dice che lassù le merendine lievitano meglio". Sergio Rizzo Gian Antonio Stella (4 - Fine).

Torna all'inizio


Ma quale rimpasto, si cambi la <macchina> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-01 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE COMUNE DI NAPOLI Ma quale rimpasto, si cambi la "macchina" di SERGIO LOCORATOLO N apoli è rimasta l'unica delle tre grandi città italiane ad essere amministrata dal centrosinistra. Dopo Milano, infatti, anche Roma è passata, armi e bagagli, sotto la tutela del centrodestra. La circostanza finisce con il caricare di ulteriori significati il ruolo e la funzione della Iervolino, anche alla luce delle voci di rimpasto di giunta, cui sembra decisamente orientata. Perché, sia chiaro, dipende molto dalle scelte dei prossimi mesi la possibilità per il centrosinistra di rialzare la testa e recuperare uno svantaggio che oggi appare incolmabile o, diversamente, preparare il terreno per una comoda successione, al governo della città e della regione, dello schieramento avverso. è perciò giusto concentrare ora su Napoli gli sforzi residui e dimostrare, se ne si hanno le capacità, che il Pd e il centrosinistra sono ancora in grado di esprimere una classe dirigente preparata e innovativa, buone e fantasiose iniziative, approcci e progetti non scontati. Qui, e voglio dirlo con chiarezza, non basta un rimpasto in giunta, ma occorre mettere mano pesantemente alle strutture portanti dell'azione amministrativa. Credo, cioè, che la questione non sia tanto cambiare qualche assessore (anche se un altro tema che il Pd dovrà prima o poi affrontare riguarda la qualità e il livello dei dirigenti e degli amministratori, soprattutto locali), ma di stravolgere "la macchina amministrativa e burocratica" della città. è questa la vera rivoluzione. Ed allora: riduzione delle procedure amministrative, razionalizzazione degli uffici, possibilità di rimuovere, spostare, degradare dirigenti e dipendenti dell'amministrazione comunale che non siano palesemente in grado di svolgere con fattività le loro mansioni, definizione di tempi certi e di risposte adeguate alle domande e alle esigenze dei cittadini. Insomma, semplificare, semplificare, semplificare. Sul punto, ricordo solo che nei mesi scorsi abbiamo assistito alla scandalosa vicenda che ha riguardato "La Rinascente ", costretta a rinunciare ad investire in città perché sottoposta ad un palleggiamento di responsabilità tra comune e provincia durato oltre 18 mesi, senza vedersi fornire alcuna risposta certa. E sono tanti gli imprenditori costretti a scappare (tra quei pochi, eroici, che ancora penserebbero di investire qui), scoraggiati da una burocrazia inefficiente, da lungaggini estenuanti, da procedure obsolete e farraginose. E la città è praticamente ferma. E, si badi, che non sia questione di scarsa efficacia degli strumenti normativi a disposizione è dimostrato da un esempio lampante: l'amministrazione comunale di Napoli ha ottenuto, lo scorso anno, i poteri "straordinari" per la mobilità; ebbene, da allora, non un solo parcheggio è stato realizzato ed il caos impera sovrano tra le strade. E, dunque, se è davvero intenzione della Iervolino e del Pd cambiare marcia al governo della città, che si cominci da qui, senza paure o timori, partendo dalle fondamenta, dai cancri atavici che ci stanno inesorabilmente affossando.

Torna all'inizio


Esportiamo a Bari la meccatronica (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / ROBERTO DITRI ... "Esportiamo a Bari la meccatronica" A pplicare in azienda il metodo del "pensare snello", evitare gli sprechi e "delocalizzare" (ma all'interno del proprio territorio). Per recuperare produttività e reagire alla crisi economica Roberto Ditri, presidente della Marelli Motori di Arzignano (oltre 500 dipendenti) e coordinatore del distretto della meccatronica di Confindustria Vicenza, crede più nella capacità imprenditoriale che nelle risposte delle istituzioni. Che fare dunque per ridare fiato all'economia? Bisogna reagire, cercare idee e prodotti nuovi, riorganizzarsi nei distretti; risposta, strumento che fa diventare un'impresa "globale" indipendentemente dalla loro dimensione. E al nuovo Governo cosa chiedete? Quello che chiediamo a tutti i governi: ridurre le tasse, tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione. Sul piano locale cosa può favorire la ripresa? La premessa è di rendere il territorio nel suo complesso più competitivo risolvendo problemi vecchi come la carenza di infrastrutture. Poi c'è quello che possiamo fare noi come imprenditori. E qui entrano in gioco i distretti oi metadistretti regionali come quello del Veneto per la meccatronica. Distretti che devono puntare sulla formazione, sulla ricerca e che devono collaborare anche a distanza come abbiamo iniziato a fare con i colleghi di Confindustria di Bari. Abbiamo avviato una collaborazione che potrà aiutare la crescita di un sistema associativo aperto. Bari può essere una piattaforma logistica interessante per la meccatronica vicentina. Potremmo mettere in comune l'esperienza che le aziende del Nord-Est stanno svolgendo, tramite il Cuoa, sul tema del "lean thinking" ossia del pensiero snello come strumento teso a migliorare l'efficienza produttiva. M. Mas. Roberto Ditri. Coordinatore Meccatronica, Confind. Vicenza.

Torna all'inizio


L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: Emilia-R. Interscambio in forte crescita L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede il Marocco in crescita del 110% e l'Egitto del 93 per cento: numeri che indicano chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia dell'Emilia-Romagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria - Confindustria EmiliaRomagna ha appena organizzato una missione commerciale - che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte del Governo. Una delle attrattività dell'area, oltre al basso costo della manodopera, è il basso livello di burocrazia che fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti, della meccanica, dell'elettromedicale e dell'agricoltura. Dirani u pagina 5 l'articolo prosegue in altra pagina.

Torna all'inizio


Il Nord Africa attrae insediamenti industriali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Nuovi mercati. Scambi in crescita e Confindustria vara missioni commerciali Il Nord Africa attrae insediamenti industriali Nel 2007 export per oltre un miliardo, Marocco in testa Deborah Dirani BOLOGNA Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede il Marocco in crescita del 110%e l'Egitto del 93 per cento:numeri che indicano chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia dell'EmiliaRomagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria e amministratori che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte del Governo: "L'Emilia-Romagna – conferma l'assessore regionale alle Attività produttive,Duccio Campagnoli– è pronta a essere della partita se da parte dell'amministrazione centrale verranno promossi progetti a favore degli scambi commerciali con questi Paesi. Noi per il momento non ne abbiamo ma qualora arrivasse l'input nazionale lo accoglieremmo immediatamente. Certo è che l'Africa, come ha ben compreso la Cina,è l'interlocutore per il futuro e, credo che sia nostro compito aiutarla nel suo processo di sviluppo con investimenti strutturali". Una conferma dell'importanza strategica che Tunisia, Egitto, Marocco, Algeria e Libia rivestono per l'economia dell'Emilia-Romagna è data dalle frequenti missioni che Confindustria propone e alle quali partecipano numerosi imprenditori locali. L'ultima di queste, durata dall'8 al 10 aprile, ha portato, tra gli altri, in Egitto anche i manager di 15 aziende della regione. "Per le nostre imprese – ricorda Sergio Sassi, presidente della commissione Internazionalizzazione degli Industriali emiliano romagnoli – investire nel Nord Africa rappresenta una notevole opportunità perché permette di cogliere tutte le occasioni dell'area più dinamica tra le cinque subregioni di quel continente, e poi in questo modo si può ap-profittare del vantaggio determinato dalla nostra maggiore vicinanza a questi mercati rispetto agli altri competitors europei, come Francia, Inghilterra, Spagna e Germania". Il vantaggio illustrato da Sassi è stato già colto da numerosi imprenditori tanto che, secondo le stime di Confindustria, l'EmiliaRomagna è al primo posto tra le regioni italiane per l'acquisizione di nuove quote di mercato nei paesi dell'Africa settentrionale e occidentale. Sempre i dati dell'Associazione indicano che nel 2007 la regione ha esportato in Nord Africa prodotti e servizi per oltre un miliardo di euro, importandone per 463milioni, con un avanzo commerciale significativo. A condividere la visione di Sassi e di Confindustria sul potenziale del territorio nordafricano è anche Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna: "I paesi del Mediterraneo – spiega – in vista dell'adesione all'area di libero scambio prevista per il 2010, rappresentano un mercato in crescita con numerose opportunità di business per le nostre imprese in vari settori: dalla filiera agro-alimentare, alla meccanica, al turismo, alla nautica, al bio-medicale. Le Camere di commercio già da tempo guardano con grande interesse in particolare al Nord Africa dove hanno già realizzato diverse iniziative, alcune in collaborazione con la Regione. Mi riferisco in particolare al desk del sistema camerale a Casablanca, uno strumento pensato per dare informazioni ed assistenza alle nostre imprese supportandole nello sviluppo di rapporti commerciali e per agevolare collaborazioni con operatori economici del Marocco". "Il Nord Africa – ricorda infine Antonio de Capoa, avvocato bolognese, presidente della Camera di commercio italo-libica – rappresenta il ponte naturale tra l'Europa e il continente africano e per questa ragione è già stato individuato come strategico. Qui si concentrano grandi risorse minerarie e naturali e poi non si può dimenticare l'appeal turistico che offre. è chiaro che le aziende, della nostra regione, ma non solo, lo scelgano per i loro progetti di internazionalizzazione ". A tutte queste peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto: "Qui la burocrazia è più snella che in Italia, il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le leggi islamiche non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un ostacolo a chi vuole investire in questi paesi".

Torna all'inizio


Le imprese chiedono meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono meno burocrazia TRIESTE In attesa che Governo e Giunta Tondo si costituiscano, le categorie economiche regionali stanno predispondendo le loro richieste. Per tutte ci sono elementi comuni: infrastrutture, costo dell'energia,riduzione della pressione fiscale. Ognuna, però, affronta le conseguenze di un processo di globalizzazione dei mercati che fa sentire i suoi effetti in ambito locale. Confindustria regionale, come spiega il presidente Adalberto Valduga, sta effettuando una ricognizione con le territoriali per predisporre una memoria da presentare all'Esecutivo. In questa non mancheranno temi dell'energia e dell'ambiente, oltre che della semplificazione burocratica. "Nel frattempo – aggiunge Valduga – è importante per tutto il sistema imprenditoriale che si formi il Governo nazionale e che, forte di una stabilità politica garantita dall'esito elettorale, attui subito le riforme promesse in campagna elettorale: detassazione degli straordinari, defiscalizzazione dei premi di risultato. Auspichiamo anche che riveda e chiarisca le norme ambientali promosse dal ministro Pecoraro Scanio e l'ultimo decreto in materia di sicurezza, promosso in modo propagandistico e sull'onda dell'emotività". Coldiretti la sua relazione l'ha già preparata ed è fatta di punti concreti e precisi. Il primo riguarda lamessa in efficienza del sistema burocratico. "Abbiamo chiesto – spiega la direttrice regionale Elsa Bigai – la costituzione di un organismo pagatore, la riorganizzazione e la semplificazione dell'apparato burocratico, che punti maggiormente sull'utilizzo dell'informatica ". Nell'elenco delle imprese agricole, ai primi posti c'è la concertazione con la categoria in fase di progettazione di infrastrutture energetiche e viarie, visto che queste opere passano quasi sempre su terreni agricoli – ricorda Bigai –. Anche le imprese hanno a cuore lo sviluppo del territorio, ma non può esistere agricoltura di qualità senza territorio". Gli agricoltori chiedono poi un piano regionale delle acque e, in materia ambientale, uno studio approfondito dei nitrati che inquinano la laguna di Marano, senza limitarsi ad analizzare il collegamento tra questi inquinanti e il mondo agricolo. Un aspetto particolarmente a cuore è poi quello della promozione turistica legata al settore agroalimentare made in Friuli, magari attraverso un marchio specifico, e il potenziamento della vendita diretta dei prodotti. "Anche su questo fronte l'esperienza maturata dalla categoria - aggiunge Bigai – può risultare utile alla Regione". Sul potenziamento del turismo come settore economico di punta scommette anche Confcommercio che chiederà alla Regione di sostenere investimenti "non solo per far crescere il turismo delle località tradizionali – spiega il presidente regionale, Alberto Marchiori - ma anche quello legato al business e agli eventi culturali e artistici organizzati dalle diverse località". Sul piano della grande distribuzione dalla categoria arrivano input che il nuovo presidente sembra già aver recepito: blocco delle nuove concessioni per l'apertura di centri commerciali e revisione del calendario delle aperture domenicali. Il rafforzamento degli strumenti di intervento finanziario a favore delle microimprese, le infrastrutture e semplificazione del quadro normativo sono all'ordine del giorno, infine, per la Confartigianato regionale, secondo cui non vanno abbandonate la Lr 4/2005, nonchè le politiche sull'innovazione e quelle a sostegno della microimpresa con i progetti affidati ai Cata. Gli artigiani chiedono, inoltre, di "riservare una quota più significativa del bilancio regionale per il comparto, in quanto nelle ultime finanziarie questo importo è stato progressivamente ridotto". Ma. Mi.

Torna all'inizio


Burocrazia snella in aiuto agli affari (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Le ragioni dell'appeal. Favoriti i settori di serramenti, meccanica ed elettromedicale Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto più snella di quella italiana, condizioni politiche stabili raggiunte ormai da molti Stati e il buon andamento delle economie interne ( il Marocco, ad esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per il Pil). Le potenzialità del Nord Africa non sono sfuggite a molti imprenditori emiliano- romagnoli- 57 le imprese regionali presenti nell'area con fatturato per circa 116 milioni e una quota del 12% sulle imprese nazionali complessivamente attive nella zona - che lo hanno scelto come luogo ideale per delocalizzare la propria produzione e o per avviarvi progetti di internazionalizzazione. Tra le diverse imprese che hanno rivolto la bussola verso il Nord Africa c'è la bolognese Spi."L'anno scorso siamo andati in Tunisia – spiega Rocco Mangione, marketing manager di Spi, azienda attiva nel settore dei serramenti – e durante quel viaggio è nata l'idea di dare vita a una società con base operativa sul territorio ".L'idea si è concretizzata nello scorso dicembre e ora i vertici dell'azienda stanno lavorando per installare una nuova sede produttiva. "Le stesse potenzialità che abbiamo visto l'anno scorso in Tunisia – conclude Mangione –le abbiamo ritrovate anche ora durante la missione di Confindustria in Egitto e abbiamo già preso contatti con molte imprese edili locali. Le potenzialità di questi Paesi sono evidenti e riconosciute da economisti ed esperti. Un imprenditore attento non può non tenerne conto". Anche la Zaccanti Spa, azienda bolognese da 6,3 milioni di ricavi a fine 2006 che opera nel campo delle apparecchiature elettromedicali, ha da poco dato vita a un progetto di internazionalizzazione in Marocco, a Rabat, creando Thmed Group Sarl. "Con questa operazione – spiega il presidente Elena Zaccanti – intendiamo proporci come consulenti ed esperti nel nostro settore in un mercato certamente pronto ad accogliere i nostri prodotti". è invece dall'inizio degli anni 70 che Soilmec, azienda specializzata nella produzione di macchine per fondazioni speciali – 168,6 milioni di ricavi a fine 2006 – controllata dal gruppo Trevi di Forlì-Cesena, ha una propria sede in Egitto. "Il mercato del Nord Africa – spiega Piero Rocchi, strategic operation manager di Soilmec – ha avuto negli ultimi anni una forte ripresa. Anche paesi come l'Algeria che recentemente hanno trovato una stabilita politica diventano in questo modo favorevoli all'insediamento di filiali produttive. Per quanto ci riguarda circa il 10% del nostro fatturato deriva dalle sedi del Cairo e di Dubai". De. D.

Torna all'inizio


Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Regole. Obbligate ad iscriversi all'Albo 5mila aziende Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti Massimiliano Bona BOLZANO Imprenditori altoatesini scontenti dopo la sentenza della Corte costituzionale numero 62/08 del 14 marzo scorso, che ha dichiarato illegittimi alcuni articoli della Lp 4/06 in materia di gestione rifiuti e tutela del suolo obbligando oltre 5mila imprese che trasportano i propri rifiuti ad iscriversi all'Albo dei gestori ambientali tenuto dalla Camera di commercio. A farsi interprete della delusione di centinaia di aziende, soprattutto medio-piccole, è il presidente di Assoimprenditori, Christof Oberrauch: "Il pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi. Questa non è la strada giusta per risolvere i problemi, anche perchè la legge provinciale in materia era in grado di garantire una buona gestione del problema". Ad incidere sull'operatività delle aziende è l'annullamento dell'articolo 20, comma 2, della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'obbligo di iscrizione all'Albo. La Giunta, infatti, con delibera del 10 luglio 2006, aveva disposto l'esenzione dall'iscrizione per varie attività svolte in modo non professionale e in particolare per le imprese che trasportano i propri rifiuti fino a 30 chili o litri al giorno. "Tra i soggetti coinvolti – precisa in una nota la CdC – vi sono le imprese edili che trasportano i propri inerti da demolizione o prodotti in cantiere e le imprese industriali e commerciali che trasportano i loro rifiuti agli impianti di recupero o smaltimento". Il pronunciamento della Consulta comporta, dunque, l'obbligo d'iscrizione per tutte le imprese "produttrici iniziali" di rifiuti pericolosi e non quelle che effettuano operazioni di raccolta e trasporto. "Per produttore iniziale – fa sapere la Camera – si intende la persona la cui attività ha prodotto rifiuti. Coloro che pretrattano o mutano la composizione dei rifiuti erano già obbligati all'iscrizione nell'Albo nella categorie da 1 a 5, a seconda dei casi". Non sussiste invece, in linea di massima, l'obbligo di iscrizione all'Albo per le aziende che producono rifiuti derivanti da attività di manutenzione, lavori artigianali o assistenza sanitaria e li trasportano esclusivamente presso la propria sede o il proprio domicilio. "Il costo d'iscrizione, spiega Renzo Pavani del Servizio ambiente camerale, è di 170 euro per le società e di 73 per le imprese individuali. Dalla presentazione della domanda, in cui bisogna indicare ragione sociale e sede dell'impresa,codice rifiuto e targa del veicolo che effettua il trasporto, trascorrono circa 30 giorni". Pino Salvadori, direttore della Cna, è perplesso. "Tra i nostri associati c'è malumore, anche perchè la legge provinciale aveva semplificato l'iter. Si tratta di ulteriori oneri burocratici, il cui effetto è solo quello di soffocare le aziende. Un ulteriore aspetto che stiamo valutando è quello della retroattività della norma dichiarata illegittima". L'unica consolazione per le imprese è che non sono necessarie le garanzie finanziarie previste per l'iscrizione ordinaria. La CdC ha annunciato una serie di iniziative mirate per sensibilizzare gli imprenditori sul tema. Anche perchè i controlli delle forze dell'ordine sono già iniziati. www.ilsole24ore.com/economia La sentenza della Consulta n. 62/08 LIMITI PIù RESTRITTIVI La Lp 4/06, fermata dalla Corte costituzionale, prevedeva l'esenzione per chi smaltiva ogni giorno fino a 30 chili di materiale.

Torna all'inizio


L'Alto Adige non seduce l'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Sviluppo. In un sondaggio dell'Ire le perplessità degli imprenditori sull'attrattività del territorio L'Alto Adige non seduce l'impresa Costo dei terreni e fiscalità riducono il gradimento ai minimi Mirco Marchiodi BOLZANO Un Pil che continua a crescere a ritmi più veloci di quello nazionale e che rapportato al numero degli abitanti, come certifica Eurostat, è superiore del 30% rispetto alla media italiana, non basta a fare dell'Alto Adige una localizzazione economica da primato. Sono gli stessi imprenditori ad affermarlo in un sondaggio effettuato dall'Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano (Ire). Perchéa contrapporsi ai fattori positivi (pace sociale, alta qualità della vita, bilinguismo e stabilità politica quelli più importanti, secondo le aziende altoatesine) ci sono una serie di svantaggi: pressione fiscale al primo posto, e qui il problema è comune al resto d'Italia, ma anche prezzo e disponibilità di terreni e aree produttive, disponibilità di personale qualificato, la lontananza da istituti di ricerca e la difficoltà a reperire capitale di rischio. Tutti fattori che nella valutazione degli imprenditori non raggiungono la sufficienza piena. A cercare di risolvere almeno in parte questi problemi sono state una serie di misure decise dalla Provincia. "Quello che si è appena concluso – afferma l'assessore all'Economia, Werner Frick – è stato il tempo delle riforme". Per combattere la debolezza nell'export è stata fondata l'agenzia Eos all'interno della CdC, per favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo è stata varata la legge sull'innovazione e rafforzato il Tis Techno Innovation Park, per accelerare l'assegnazione dei terreni alle aziende è stato istituita la Business Location SÜdtirol, società che proprio in queste settimane dovrebbe essere costituita davanti al notaio e, infine, per alleviare il carico fiscale è stato deciso di ridurre l'Irap di mezzo punto per tutte le imprese e di un ulteriore mezzo punto per quelle che rinunciano per cinque anni ad altri incentivi provinciali. "Iniziative importanti – commenta il direttore di Assoimprenditori, Udo Perkmann – così come è stato importante il fatto che la Provincia abbia continuato ad investire sulle infrastrutture nonostante le proteste di una parte della popolazione e, quindi, accettando anche un certo calo di popolarità pur di favorire il territorio. è questa la strada sulla quale bisogna continuare, cercando di migliorare ancora di più il nostro contesto economico, perché come area di confine noi dobbiamo essere all'altezza non solo della realtà italiana ma anche di quella austriaca o tedesca. Per questo – prosegue il direttore – non dobbiamo fermarci, iniziando a rendere più efficiente un settore pubblico che deve essere meno presente sia sul mercato del lavoro, sia a livello operativo. Questo significa ridurre i dipendenti pubblici, senza licenziamenti ma ad esempio frenando sulle assunzioni, e soprattutto ridurre enti ed agenzie provinciali: invece di crearne sempre di nuovi, basterebbe riposizionare i dipendenti provinciali dedicandoli alle nuove iniziative, proprio come fa il settore privato". Anche Walter Amort, presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring, l'associazione che raggruppa gli imprenditori di lingua tedesca, apprezza gli sforzi della Provincia. "Però – aggiunge – finora questi sforzi si sono tradotti soprattutto in un cambiamento di mentalità, non in fatti concreti. Penso all'innovazione, settore al quale sono state destinate molte risorse, di cui però rischiano di non poter usufruire le imprese più piccole, oppure ai terreni, che continuano ad essere pochi e a venire assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo tempo alle imprese richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e qualità della vita punti di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme, il settore pubblico va migliorato".

Torna all'inizio


FIERA DI FOGGIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: XPUBBLICITA - data: 2008-05-01 num: - pag: 14 categoria: XPUBBLICITA FIERA DI FOGGIA A CURA DELLA FILIALE DI BARI L'importante futuro della Fiera dell'Agricoltura e Zootecnia Alla presenza del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, si è inaugurata la 59^ edizione della Fiera Internazionale dell'Agricoltura del Sud Italia L'Assessore della Regione Puglia alle Risorse Agroalimentari Enzo Russo ha inaugurato la 59 a Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia di Foggia. La cerimonia inaugurale si è tenuta nel Palazzo dei Congressi della Fiera in via di ristrutturazione, segno tangibile dell'impegno posto in essere dell'ente fieristico dauno che, con la collaborazione dei diversi enti statutari, sta realizzando un articolato programma di riqualificazione del quartiere fieristico, come attesta peraltro la piena operatività di ben quattro cantieri. Ma vi sono altre ragioni di grande importanza che hanno accresciuto l'attesa per l'incontro con l'esponente dell'esecutivo regionale: la 59 a Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia si è tenuta, infatti, in concomitanza con l'insediamento del Parlamento e alla vigilia della formazione del nuovo Governo nazionale; da qui l'interesse e l'attenzione per una giornata inaugurale che ha consentito di delineare e condividere un quadro di priorità programmatiche per la definitiva affermazione del Mezzogiorno agricolo e, in questo ambito, dell'agricoltura di Puglia e di Capitanata. Un'agricoltura che ha registrato negli ultimi mesi una significativa crescita di alcuni prezzi alla produzione, in modo particolare nel settore dei cereali, ma ancora stretta nella morsa della burocrazia e dei crescenti costi di produzione, in modo particolare quelli energetici. Sullo sfondo restano inoltre sempre attuali le tematiche del grande divario tra i prezzi alla produzione con quelli al consumo, della necessità di intensificare i controlli a tutela delle produzioni agricole tipiche meridionali, di trasformare in opportunità concrete il vasto capitolo delle agroenergie, con lo sguardo sempre rivolto alla verifica sullo stato di attuazione della nuova politica agricola comunitaria ed alla risoluzione dell'annosa questione dell'emergenza idrica e dei connessi temi della riforma dei consorzi di bonifica pugliesi e della realizzazione di nuovi invasi. Argomenti, questi, tutti all'attenzione del Presidente Vendola, chiamato non solo a svolgere un ruolo di sintesi ed interlocuzione in ambito nazionale ed europeo, ma anche in qualità di principale riferimento per le politiche della Regione Puglia, già proficuamente impegnata in interventi a favore della promozione e dell'internazionalizzazione delle imprese e oggi alle prese con l'attuazione delle misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale e destinate alle diverse filiere produttive, e con una dotazione finanziaria complessiva di circa 1,5 miliardi di euro fino al 2013. Ma la 59a Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia , conferma anche la primaria vocazione dell'ente fieristico dauno per il settore agricolo e si presenta agli operatori con un calendario di appuntamenti di particolare interesse. La prestigiosa vetrina dedicherà sei giorni ai comparti tradizionali dell'agricoltura del Mezzogiorno: cerealicoltura, colture orticole ed industriali, olivicoltura e vitivinicoltura, zootecnia, con settori espositivi specializzati dedicati a irrigazione, meccanizzazione agraria, macchine per l'industria enologica, olearia e casearia, manufatti e mezzi tecnici per l'agricoltura, sementi ed ortoflorovivaismo, allevamenti bovini, ovicaprini ed avicunicoli, prodotti tipici. Da segnalare inoltre qualificate presenze istituzionali strettamente connesse alla rassegna agrozootecnica con i padiglioni della Regione Puglia, del PIT n. 1 Tavoliere, del Consorzio Agrario, della Coldiretti, del Consorzio per la Bonifica della Capitanata e del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, ma anche la mostra specializzata di “Italia Alleva” al Foro Boario. Tra gli appuntamenti convegnistici in programma, si ricorda la nona edizione del Premio Mediterraneo, i convegni dei due Consorzi di Bonifica della provincia di Foggia, gli incontri dedicati all'olivicoltura, alla grande distribuzione organizzata, alla zootecnia e all'artigianato. Protagoniste, come di consueto, organizzazioni professionali agricole e associazioni di settore, Università e mondo della ricerca, enti operanti in agricoltura, che si ritrovano in Fiera per approfondimenti e dibattiti di grande respiro e valenza. Il Mezzogiorno agricolo si ripropone dunque sullo scenario nazionale ed euromediterraneo, con tutte le carte in regola per valorizzare le sue peculiarità ed affrontare con successo la competizione internazionale. Inoltre la Coldiretti, ha voluto dare una risposta concreta alle numerose operazioni fraudolente e dannose per il made in italy agroalimentare che ogni giorno vengono alla luce, anche grazie alle sollecitazioni di controlli che la stessa organizzazione chiede alle istituzioni di mettere in atto. L'obiettivo è quello di salvaguardare quel grande patrimonio enogastronomico che è ormai l'ambasciatore del territorio all'estero. La Coldiretti della provincia di Foggia, in particolare, ha voluto realizzare un padiglione specializzato per l'agroalimentare: oltre 60 imprese singole ed associate, insieme ai consorzi di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali, promuoveranno le tipicità locali con degustazioni e vendita diretta delle più importanti produzioni di eccellenza dell'enogastronomia locale. L'evento nell'ambito della tradizionale fiera internazionale è pertanto da considerarsi unico, perché offrirà una valida occasione ai cittadini ed ai consumatori per immergersi in un mondo meraviglioso che sta determinando “uno stile di vita” adeguato ai nuovi e più moderni bisogni della società. Sarà quindi l'occasione per apprezzare la bontà e la genuinità che il territorio offre per contribuire allo sviluppo dell'economia locale, dell'occupazione e della sicurezza alimentare ed ambientale, che i consumatori ricercano con particolare interesse in un momento di assoluta incertezza nel quale le stesse imprese denunciano i falsi e le imitazioni presenti sul mercato internazionale, alcune delle quali saranno esposte nel padiglione della Coldiretti proprio per assicurare maggiore conoscenza e consapevolezza ai consumatori. Importante anche la presenza della Camera di Commercio di Foggia, che dedica il suo spazio istituzionale (presso il Padiglione 6 della Fiera) al tema della certificazione. Certificazione intesa come qualità e sicurezza dei prodotti, di cui la Camera di Commercio si fa garante in qualità di Ente certificatore/Organismo di controllo delle produzioni tipiche dop e igp daune tra cui citiamo tra le designatrici l'Arancia del Gargano, il Limone Femminello e l'olio a Dop Dauno. All'interno dello spazio espositivo del Pad.6, sono stati predisposti punti informativi presso cui gli esperti del Lachimer, Laboratorio polifunzionale delle imprese, forniranno informazioni sulle produzioni tipiche daune, sul ruolo dell'organismo di controllo e sugli aspetti relativi alla certificazione. Accanto ai punti informativi, sono stati previsti alcuni momenti formativi dedicati al pubblico in visita; in particolare, la Camera di Commercio, con la collaborazione del Lachimer, ha organizzato il corso dal tuitolo:“IGIENE ALIMENTARE DI BASE”. Il corso mira a fornire elementi e informazioni di base sugli aspetti igienici degli alimenti e sui loro potenziali contaminanti per poter operare nelle aziende del settore alimentare; in tal senso, verranno formate competenze tecniche in grado di operare nel rispetto dei principi e delle modalità previsti dalla recente normativa comunitaria in tema di igiene alimentare. Ma di certificazione si parlerà anche con riferimento alle masserie didattiche; come noto, la Regione Puglia ha emanato la legge sul riconoscimento delle masserie didattiche e la Camera di Commercio ha elaborato un progetto che mira alla creazione di una rete di coordinamento e di assistenza delle aziende agricole per l'ottenimento del riconoscimento e per la realizzazione di programmi socio educativi. A tal proposito, presso il Padiglione 6, è stato predisposto un apposito spazio informativo presso cui gli esperti dell'Azienda Speciale CESAN che forniranno informazioni sulla legge Regionale e sul progetto camerale, e metteranno a disposizione la documentazione appositamente elaborata per presentare l'istanza di riconoscimento alla Regione Puglia.

Torna all'inizio


Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ISTITUZIONI (con Cantiere leg data: 2008-04-30 - pag: 15 autore: Tavolo tecnico da metà maggio Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari Adriano Moraglio TORINO La Regione Piemonte ha deciso la "rottamazione" di funzionari, dopo aver avviato, con successo, quella dei dirigenti. A metà maggio sarà avviato un tavolo tecnico. Ed entro il mese potrebbe delinearsi l'entità della possibile platea di interessati tra i dipendenti regionali. Termine un po' brutale, "rottamazione" (usato, anche in senso ironico, dalla burocrazia regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i provvedimenti statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco auto circolante – gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la struttura e ridurre i costi (per quanto le "rottamazioni" non siano poi così indolori per le casse regionali) sul medio periodo con un ridimensionamento dell'organico. La spinta verso esodi incentivati del funzionariato, dalla categoria D ( la più alta) in giù, arriva da un'intesa con il sindacato. L'età media nella totalità dell'area non dirigenziale è piuttosto alta e si aggira sui 45- 50 anni. Si tratterà di un nuovo scossone nella composizione del "corpo" della macchina regionale che sino a qualche anno fa assomigliava molto a una piramide rovesciata, con una fortissima componente dirigenziale. Ora non è più così. Nel 1997, con una pianta organica di circa tremila dipendenti i dirigenti erano 380; oggi sono scesi al numero di 163 su 2.670 dipendenti. Il risultato viene ottenuto con diverse misure. Per esempio, sono state ridotte le Direzioni di vertice (da 32 a 19). Ed esiste un progetto di taglio dei Settori (le articolazioni delle Direzioni), dagli attuali 166 a 145 e conseguente riduzione dei corrispondenti responsabili. Manovra che, comunque, per essere avviata (e magari con un ripensamento sui numeri) deve attendere l'approvazione in Consiglio regionale della riforma del personale. Il testo unificato in questione, licenziato nei giorni scorsi dalle commissioni consiliari, verrà esaminato dopo la soluzione del "rebus" della manovra di bilancio. Ma i tagli più consistenti alla dirigenza sono proprio arrivati dalla "rottamazione" avviata dal dicembre 2003 a oggi.Alla fine di quest'anno l'esodo incentivato avrà riguardato 78 dirigenti. Il prossimo settembre la Regione aprirà un nuovo bando per la "rottamazione" dei dirigenti fino al 2016. Intanto è però arrivata linfa nuova tra i dipendenti: sono stati assunti 25 nuovi dirigenti nel 2007 e altri cinque nei primi mesi di quest'anno. Prossimamente un corsoconcorso offrirà al funzionariato che già è alle soglie della dirigenza di candidarsi a ruoli superiori. La Regione, infine, ha deciso di incentivare tra i dipendenti l'utilizzo dei mezzi pubblici. In questi giorni sta sondando la disponibilità in cambio di partecipazioni della Regione sui costi degli abbonamenti.

Torna all'inizio


La ricetta vincente API: concretezza e impegno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: SYSTEM (RAVENNA) data: 2008-04-30 - pag: 11 autore: La ricetta vincente API: concretezza e impegno Non è più tempo di proclami, il sistema delle imprese vuole risposte S i è recentemente conclusa una delicata fase politica per il nostro Paese, e molte sono le istanze che vengono riproposte con forza dal sistema delle piccole e medie imprese. Ne parliamo con Renzo Righini, Presidente dell'API (Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia di Ravenna), a quasi un anno dalla sua nomina al vertice dell'Associazione ravennate. Il sistema economico – dichiara Righini - attraversa una fase particolarmente delicata, ricca di sfide, di opportunità e di azioni, da attuare senza più indugi, pena una pesante recessione che andrà a gravare, in primis, sulle Pmi. Il riferimento corre a quelle tematiche legate in modo indissolubile alla capacità di produrre delle nostre imprese: parliamo in primo luogo dell'attuazione delle reti infrastrutturali nel nostro territorio, che ad oggi si mostrano assolutamente deficitarie e sottodimensionate rispetto alle necessità rilevate. Si pensi alla realizzazione della famosa tratta stradale Cesena – Mestre, il cd. Corridoio Adriatico che, grazie alla realizzazione della E55, consentirebbe l'apertura di nuovi e strategici canali commerciali per le imprese che producono in questo territorio, caratterizzate ad oggi, da uno storico isolamento che pregiudica pesantemente la capacità delle stesse di produrre ricchezza per l'intero sistema. Tra le altre priorità delle Pmi – prosegue il Presidente Righini – un'attenzione particolare va alle debolezze strutturali connaturate al nostro sistema soprattutto in tema di burocrazia ed eccessiva lentezza della macchina pubblica. Pertanto confidiamo che le Amministrazioni locali diano una sensibile accelerazione all'ingente opera di razionalizzazione ed alleggerimento della mole di adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo disponibili ad attivare metodi di condivisione e concertazione con le Istituzioni e le Associazioni presenti sul territorio, per realizzare concretamente la tanto auspicata New Governance. E' indubbio – aggiunge Righini – che il nostro Paese stia attraversando un momento difficile ed impegnativo: il sistema delle imprese, infatti, ci segnala quotidianamente le proprie difficoltà a fronte di un mercato globale sempre più agguerrito e competitivo, in questo particolare momento, influenzato anche dal forte apprezzamento dell'Euro nei confronti della valuta americana. Nonostante tutte queste criticità, il sistema delle Pmi continua a crescere diversificando le proprie attività e investendo in innovazione tecnologica. E proprio su questi elementi – conclude Righini si dovrà fare leva per garantire stabilità economica e consentire alle imprese, non solo di sopravvivere, ma di reggere ed affrontare al meglio la concorrenza imposta dai mercati nazionali ed internazionali. Il sistema economico attraversa una fase particolarmente delicata, ricca di sfide, di opportunità e di azioni, da attuare senza più indugi, pena una pesante recessione che andrà a gravare, in primis, sulle Pmi. Renzo Righini, Presidente dell'API (Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia di Ravenna).

Torna all'inizio


Rom, sicuri solo fuori dalla città (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Rom, sicuri solo fuori dalla città" La ricetta del sindaco di Torino Sergio Chiamparino per rispondere all'allarme sicurezza: "Espellere chi delinque e proteggere le badanti". In 200 cacciati dall'"area emergenza freddo" creata proprio dal comune Siamo stati percepiti come incapaci di garantire legalità. Per questo abbiamo perso le elezioni. Io devo pensare anche ai cittadini che vivono tra le gomme bruciate Giovanna Boursier Erano circa 200 rom rumeni, accampati dove li aveva messi il Comune, nella cosiddetta "area emergenza freddo", zona Basse di Stura, a Torino. La città, amministrata da anni da una giunta di centro sinistra tra le poche che ancora resiste, li aveva accolti, purchè gli adulti aderissero a progetti di formazione professionale e ricerca lavoro, e i bambini all'inserimento scolastico. Un progetto attuato con la Croce Rossa e le associazioni Zingari Oggi, Opera nomadi e Mamre, e che comprendeva anche l'allestimento di un parcheggio attrezzato per il transito e altri punti sosta nella città. Costo complessivo 250mila euro, stanziati a fine 2007. Tutto registrato in delibere comunali che, come sempre accade con la burocrazia, alla fine sono rigidi e inclementi. Perché le procedure non si discutono. Così qualche giorno fa i rom rumeni sono stati costretti ad andarsene. Tempo scaduto, tutti fuori e ringraziate per quel che è stato. Alla fine 200 persone per strada, come spesso accade con chi viene pensato zingaro . Eppure avevano promosso il progetto dicendo che si trattava di "un ponte verso migliori condizioni di vita" e quindi di un intervento rivolto alle fasce più fragili della popolazione: in particolare donne sole, madri senza sostegno familiare e persone ammalate, che non dovevano finire nel degrado delle zone marginali della città. E che adesso, invece, ci finiranno lo stesso. Perchè le politiche della sicurezza implicano controllo e rispetto delle regole. Senza deroghe. Lo dice chiaro il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando gli chiediamo se sono cominciati gli sgomberi: "Purtoppo - dice proprio così - non stiamo sgomberando nessuno. Sull'area c'era una delibera a termine e i rom lo sapevano prima, se non gli andava bene potevano trovare altro. Infatti stanno andando via tranquillamente e molti si sono riposizionati da altre parti". Vuol dire, se c'è posto, in altri campi, o per strada. Perché non sanno dove andare, come al solito. E allora viene da chiedersi se non si poteva prolungare il progetto almeno fino a giugno, così i bambini concludevano la scuola. "Non mi risulta - dice il sindaco - che ci siano bambini costretti a interrompere la scuola, si sono riposizionati, e comunque non si poteva prolungare perché costa. Solo quel sito 150mila euro. Li abbiamo ospitati ma non diventerà un altro campo. Bisogna smetterla di continuare a legittimare presenze abusive perchè più ne legittimi più ne vengono. Abbiamo già problemi enormi in Via Germagnano dove, intorno al campo autorizzato, ci sono 300 persone e io sono terrorizzato, perchè può succedere di tutto". 300 persone che ne guardano altre 200 dentro al campo, dall'altra parte della strada, e alcuni saranno i "riposizionati", perchè o si trova un luogo dove possano vivere o diventa una scelta politica quella di spostarli da una parte all'altra. Che non risolve la questione, come coi vasi comunicanti. A Torino questa è una storia lunga. I rom, ormai lo sanno tutti e lo ha detto persino il Ministero dell'Interno in un recente convegno, non sono nomadi e quindi i campi sosta sono sbagliati, solo ghetti che li mantengono emarginati. Eppure va avanti così, da almeno 20 anni, senza mai immaginare politiche alternative. Tanto che oggi i rumeni vivono le stesse condizioni in cui erano 30 anni fa quelli che adesso gli stanno di fronte: ammassati, senza servizi igienici, acqua e luce. Senza un luogo. "Io - continua Chiamparino - un'alternativa l'ho proposta: piccoli campi sparsi nella provincia, dove stanziarli in piccoli gruppi, in modo che si costruiscano situazioni che di integrazione. Abbiamo circa 1.100 regolari e almeno 900 irregolari, bisogna dividerli in campi da 50 persone, vuol dire farne almeno 40 e, per quanto Torino possa prendersi il carico maggiore, ci vogliono altri 20 comuni disponibili". E non ci sono perché il presidente della Provincia non intende collaborare e i comuni dei dintorni tantomeno. Ma il sindaco è convinto, sempre campi, solo più piccoli: "Le case non ci sono per tutti e se uno pensa che basta venire dalla Romania per avere una casa popolare si sbaglia. Fare campi piccoli, invece, vuol dire maggior controllo. Perchè la situazione sta raggiungendo soglie critiche di illegalità sempre meno controllabili". Il discorso scivola naturalmente sulla politica della sicurezza tanto cara alle sinistre di oggi. Che non considera il fatto che tra quelli espulsi ci sono badanti e venditori con il banco al mercato che la sera tornano a dormire nelle baracche lungo il fiume. Dove adesso hanno messo i cartelli col divieto di accamparsi. Ma allora dove vanno, visto che molti hanno anche il permesso di soggiorno? "Non lo so" risponde il sindaco. le fasce fragili della popolazione, appunto, per le quali avevano promesso un futuro: "Lo so anche io che c'è chi lavora ma prima devo espellere quanti delinquono, altrimenti non posso pensare alle badanti". Quanti delinquono? Anche quelli che raccolgono il rame e bruciano la gomma per tirarlo fuori? "Non credere che lo facciano perchè non hanno alternative - aggiunge Chiamparino - ci sono le organizzazioni internazionali pure dietro la raccolta del rame. E poi comunque io devo pensare anche ai cittadini che vivono tra la puzza e il fumo delle gomme bruciate. Non posso far passare i rom davanti ai cittadini italiani. Per le politiche alternative, poi, ci vogliono soldi e strumenti, non si può continuare a chiedere ai sindaci di farsi carico di problemi sui quali c'è un'ondata popolare che si autoalimenta e non ci sono risorse". Ma si autoalimenta anche perchè voi siete i primi a dire che non sono italiani e delinquono, sempre e comunque? "No, e infatti ci accusano di aver fatto i campi. Se il sottoscritto prende il 66% vuol dire che non abbiamo fatto sfracelli sociali e abbiamo dialogato sui temi della legalità e della sicurezza". Ma una volta c'era la solidarietà? "La solidarietà non mi piace. È un termine troppo denso di cattolicesimo". Uguaglianza? "Neanche. Userei termini come valori umanitari, principi fondamentali dell'uomo". Ma li sostituite solo con il termine sicurezza? "Perdiamo le elezioni perchè è una parola che usiamo troppo poco". Ma nemmeno questa sconfitta ti fa fare autocritica? Magari le perdete perché parlate solo di sicurezza? "Al contrario. Secondo me sulla sicurezza noi siamo stati percepiti come ancora incapaci di garantire legalità". E se fosse il contrario? "Non è".

Torna all'inizio


Dal turismo al manifatturiero: tante occasioni d'incontro (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli Dal turismo al manifatturiero: tante occasioni d'incontro Non bisogna considerare San Marino un paradiso fiscale, ma un paese dalle mille opportunità con una burocrazia snella e la possibilità di avviare un'attività imprenditoriale in soli quindici giorni. E' così che la delegazione dell'Anis di San Marino ha presentato il paese agli imprenditori campani in occasione della tavola rotonda sul tema "San Marino: industria e finanza" svoltasi presso Palazzo Turchini e moderata dal direttore del Denaro Alfonso Ruffo. L'industria dei servizi, in particolare quella turistica offre le maggiori possibilità di cooperazione tra la realtà imprenditoriale campana e quella di San Marino. Ne è convinto Maurizio Maddaloni, presidente di Confcommercio Campania, il quale rileva: "Pensando a San Marino la prima industria che mi viene in mente per possibili interscambi con la Campania è quella turistica che sta vivendo una stagione molto positiva, inoltre alle nostre imprese conviene investire a San Marino perchè è un paese che offre un sistema fiscale agevolato, pur non essendo un mercato off shore". "San Marino aggiunge Luigi Iavarone, presidente del Parco scientifico e tecnologico Technapoli - non è quindi nota solo per le sue attività di carattere finanziario e bancario, ma anche per l'apertura che mostra verso i mercati esteri, per le tante opportunità di investimento nel settore manifatturiero, e nei servizi. Credo che possa essere il ponte dell'Italia verso i mercati stranieri". Dello stesso avviso è Felice Siciliano, direttore regionale di Compagnia delle Opere, il quale commenta "Quello con la delegazione di San Marino è stato un incontro importante perchè abbiamo avuto una immagine della Repubblica che sfata tanti luoghi comuni, principalmente quello di un paradiso fiscale che non c'è e non c'è mai stato. Si tratta di un territorio che punta su alcuni fattori importanti come la possibilità di parchi tecnologici, il turismo, la nascita di nuove imprese e non solo di una leva fiscale facile". Ma è la burocrazia quasi assente che rendono la Repubblica di San Marino unica in Italia. Lo sostiene Francesco Pinto presidente del Consorzio Asmez, il quale afferma: "Conoscevo poco di San Marino dal punto di vista dell'economia. Quello che più mi ha colpito è una burocrazia snella che dà la possibilità di attrarre investimenti dall'esterno. La burocrazia troppo macchinosa, invece, è un ostacolo allo sviluppo". "Purtroppo sostiene Pietro Gaeta dello studio Gaeta - la normativa italiana è stringente e cerca di trattenere nel Paese i capitali. Tutti i benefici rappresentati, nella realtà, sono più per i cittadini di San Marino che per gli imprenditori italiani". Secondo l'avvocato Roberto Continisio, San Marino dovrebbe ambire di più ad accedere ai mercati finanziari internazionali, e "questo - consiglia Alessandro Limatola segretario Claai Campania San Marino lo può fare perchè ha una struttura snella ed agile che si va sempre più uniformando ai dettami della comunità europea". Insomma gli incontri con la delegazione di San Marino sono stati molto interessanti soprattutto perchè, come fa notare il presidente della Borsa immobiliare di Napoli Clemente Del Gaudio: "La nostra città vive oggi una criticità molto forte e questo momento di incontro per così dire internazionale, ci dà la possibilità di far arrivare un messaggio positivo in altri paesi". del 01-05-2008 num.

Torna all'inizio


Reggia chiusa, Confindustria protesta (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caserta beni culturali Reggia chiusa, Confindustria protesta Il Palazzo Reale di Caserta oggi, primo maggio, resterà resterà chiuso, "Fatto ancora più grave, è che la decisione sia stata assunta senza informare per tempo gli operatori del settore, costretti a subire probabilmente , con la beffa, l'ennesima mazzata economica". E' quanto si legge in una nota di Confindustria Caserta che, attraverso il presidente, Carlo Cicala e il presidente della sezione Turismo dell'associazione industriali, Cristoforo Coppola, stigmatizzano "il modo approssimativo e dannoso di gestire un settore, che con il primo ponte di bel tempo di quest'anno non aspettava altro appuntamento per tirare un respiro di sollievo, dopo le gravi crisi di immagine degli ultimi mesi". Per il presidente Cicala "è un fatto grave che l'attrattore turistico per eccellenza della provincia di Caserta debba rimanere chiuso in una giornata come quella del primo maggio e, ancora più grave, è che nessuno avverta l'esigenza minima di informare per tempo l'intero sistema turistico. E' un modo di procedere assurdo" Ruggero Rugliaro Primo maggio, monumenti e attrattori culturali a porte chiuse. Accade in Campania (vedere servizio a pagina 19 - Ndr) e anche a Caserta, dove parafrasando il famoso slogan, e "contro ogni logica di buon senso" (come riporta una nota di Confindutstria), oggi il maggiore monumento di attrazione turistica della provincia, Palazzo Reale, resterà chiuso. E ciò che è anche più grave - denunziano gli industriali di Terra di Lavoro - , la decisione è stata assunta senza avvertire la benchè minima esigenza di informare per tempo gli operatori del settore, costretti a subire probabilmente con la beffa l'ennesima mazzata economia. Intervento forte Sulla vicenda sono intervenuti in maniera forte sia il presidente di Confindustria Caserta, Carlo Cicala, che il presidente della sezione Turismo dell'associazione industriali, Cristoforo Coppola, i quali hanno stigmatizzato il modo approssimativo e dannoso di gestire un settore, che con il primo ponte di bel tempo di quest'anno non aspettava altro appuntamento per tirare un respiro di sollievo, dopo le gravi crisi di immagine degli ultimi mesi. "E' grave ha dichiarato a questo proposito Carlo Cicala che l'attrattore turistico per eccellenza della provincia di Caserta debba rimanere chiuso in una giornata come quella del primo maggio e, ancora più grave, è che nessuno avverta l'esigenza minima di informare per tempo l'intero sistema turistico. E' un modo di procedere assurdo, colpevolmente autolesionistico, che tradisce un'idea approssimativa e rozza di gestire il settore, e che si alimenta soltanto di parole vuote e di propositi vani, incurante dei danni che ne derivano agli operatori, al territorio, alle imprese, agli stessi cittadini". Danni ingenti Danni che, in attesa di essere calcolati, per intanto si traducono in una protesta crescente da parte degli operatori, alcuni dei quali sono già sopraffatti da richieste di risarcimento, laddove non riescono a dirottare altrove le prenotazioni. E dunque con danni a cascata su tutto l'indotto, dagli albergatori, alle guide ai ristoratori. "E' incredibile il torto che il settore è costretto ancora a subire dopo le vergognose vicende dei mesi scorsi", ha sbottato il presidente della sezione Turismo, Cristoforo Coppola. "Gli operatori turistici sono arrabbiati, che dico, di più, molto di più. Sono subissato di telefonate. Ieri ho provato a chiamare a tutti i livelli, ma invano. E in ogni caso, il danno è già stato fatto. Mi chiedo, allora, a che servono tutti i nostri sforzi, i nostri investimenti ha aggiunto Coppola a che serve andare per fiere a promuovere i nostri monumenti, i nostri prodotti, le nostre bellezze se alla prima occasione utile li lasciamo tutto chiuso dietro ai portoni di una burocrazia ottusa e irresponsabile e di una politica colpevolmente assente" del 01-05-2008 num.

Torna all'inizio


La falsa trasparenza della demagogia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

EDITORIALE EDITORIALE La falsa trasparenza della demagogia Federico Guiglia D alla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia (anzi, la "bureaucracy", visto che essa non sa che esista il termine privatezza in lingua italiana). continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

Torna all'inizio


BA Book 2008, libri... per tutti i palati (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Busto Arsizio - "Santa alleanza" librai-ristoratori-Comune per la manifestazione, in programma dal 4 al 18 maggio. Tra i superospiti Federico Moccia, Francesco Alberoni e Magdi Allam BA Book 2008, libri... per tutti i palati Torna anche in questo 2008 BA Book - Libri in Città, manifestazione bustocca dedicata a chi scrive e a chi legge, alla sua seconda edizione. L'evento si svolgerà dal 4 al 18 maggio prossimi (il programma completo è scaricabile dal sito del Comune) e sarà caratterizzato dall'impegno congiunto di amministrazione comunale, librerie cittadine (e non solo) e, udite udite, ristoratori: dopo gli incontri con gli autori, infatti, questi saranno ospitati presso alcuni ristoranti e pizzerie cittadini, dove il pubblico potrà recarsi "senza impegno" - salvo il rischio di farsi prendere per la gola - per farsi autografare i libri. La presentazione odierna dell'iniziativa ha visto il sindaco Gigi Farioli e l'assessore a sport ed eventi Ivo Azzimonti affiancati dai rappresentanti dele librerie cittadine Francesca Boragno, Marco Rostoni (Bramante), Cinzia Bontempi (per Il Libraccio) ed Emiliano Tornaghi (Ubik), senza dimenticare la partecipazione anche della gallaratese Liberaria Carù; hanno partecipato anche Emanuele Tosi per la casa editrice bustocca Nomos, Luigi Savino (pizzeria Capri) in rappresentanza dei ristoratori e il direttore di Ascom Busto Francesco Dallo. Sono attesi in città autori di peso, fra i quali Francesco Alberoni, che il 7 maggio al Museo del Tessile presenterà "lezioni d'amore", Federico Moccia, ciliegina sulla torta per il pubblico giovane con il suo "Diario di un sogno"; non mancherà Magdi Allam, cittadino onorario e ormai habitué di Busto Arsizio, con la sua ultima fatica letteraria, "Grazie Gesù", che ripercorre la sua vicenda personale di conversione al cristianesimo e propoe una polemica (manco a dirlo) lettura della storia dell'Islam. Fra gli altri ospiti da segnalare anche Pino Farinotti, scenggiatore di "7 km da Gerusalemme", film pluripremiato al BAFF 2007 e il col. Luciano Garofano comandante del RIS dei Carabinieri di Parma con i suoi "Delitti imperfetti" che condurranno i lettori nel mondo del giallo e della scienza forense. Interessante anche l'appuntamento con Luigi Furini, autore dei bestseller "Volevo solo lavorare" sul tema del mobbing e "Volevo solo vendere la pizza", tragicomico viaggio nell'inferno della burocrazia quotidiana. Più una chicca per i giornalisti: "Sempre meglio che lavorare", del vicedirettore de Il Giornale Michele Brambilla, una panoramica su vezzi, vizi e virtù della professione della carta stampata (e non solo). Nutrita anche la rappresentanza del gentil sesso, con scrittrici di nome come Marta Boneschi, Cinzia Tani ma anche una presenza locale come la bustocca Federica Brunini, autrice di un utile "Manuale della viaggiatrice". Una sezione apposita sarà dedicata ai ragazzi, con l'arrivo di narratori come Salvatore Aquilino, Andrea Valente, Nicola Cinquetti; si terrà anche un ricordo, all'estremo opposto delle età, per Este Milani, figura culturale di spicco della città, venuto a mancare recentemente alla veneranda età di 93 anni. Due settimane di eventi sui libri e attorni ai libri, senza dimenticare dimensioni come il teatro (con una serata a tema pirandelliano) o musicale (con Max De Aloe). Il legame fra cucina e libri si vedrà fin dall'inaugurazione, prevista domanica 4 maggio alle 17 presso il Museo del Tessile - un laboratorio di cucina per mamme e bambini sarà ospitato presso la sala CEA (via Galvani angolo via Isonzo) con chef che terranno lezione e merenda finale. Le serate della manifestazione, come detto, non si limiterranno ai classici incontro ma proseguiranno in modo conviviale al ristorante o in pizzeria: per tutta la durata della manifestazione gli esercizi partecipanti proporanno a tutti il "BA Book Menù" a prezzi convenienti; negli stessi giorni nel librerie aderenti pèraticheranno sconti del 15%. Un altro aspetto caratteristico sarà la rotazione delle location degli incontri, già apprezzate lo scorso anno - Molini Marzoli-Massari, Museo del Tessile, Villa Tovaglieri, Villa Tosi, Teatro Sociale, Liceo Classico "Crespi", Biblioteca Comunale, Fondazione Bandera (che il 16-17-18 maggio ospiterà eventi culturali legati al tema della danza), Teatro Fratello Sole, ma anche il Colombo Café di via Milano e la pizzeria "Il Ciclope" di via Rossini. Il sindaco Farioli sottolinea che il momento per le librerie è difficile: "Ormai trovo libri anche all'autogrill e alle Poste". Anche da qui la volontà di sostenere un mestiere antico con iniziative pubbliche che diano lustro alla città e attirino pubblico. Sul piano culturale, le scelte di Pino Farinotti e Magdi Allam  parlano chiaro: scelte identitarie, rivendicazione dei "valori giudaico-cristiani" occidentali. Se in Allam abbiamo la narrazione di una conversione alla fede tradizionale del Paese d'adozione, in Farinotti c'è il tema della presunta "debolezza" dello scetticismo europeo di fronte alle ferree certezze dell'Islam. Un conflitto da cui non si scappa, neppure rifugiandosi nei libri. Il programma Mercoledi 30 Aprile 2008 SdA.

Torna all'inizio


Redditi online/ Ancora online i dati dei contribuenti italiani. Il Garante non ferma internet (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 02-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venerdí 02.05.2008 11:52 --> Malgrado lo stop del Garante per la Privacy ormai i dati dei redditi degli italiani sono su internet e sarà difficile se non impossibile bloccare la pubblicazione. Con un semplice clic, infatti, e ancora possibile trovare sul sito di condivisione file eMule (digitando le cifre del codice fiscale della città), ma anche in altri siti peer-to-peer, tutti gli elenchi dell'Agenzia delle Entrate. Non solo: presto i preziosi elenchi dei contribuenti saranno in vendita sul sito di aste online, eBay. Insomma, la burocrazia e i divieti non fermano certo la web-democrazia. L'Agenzia delle entrate, infatti, mercoledì scorso ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi del 2005, ma la possibilità di accedere ai documenti è stata interrotta lo stesso giorno, dopo la richiesta del garante della privacy di sospendere la diffusione dei dati. Il richiamo dell'Autorità non ha però fermato i tanti cittadini che hanno scaricato le dichiarazioni dei redditi e le hanno messe sulla rete. E non si ferma nemmeno la polemica sulla privacy. Per il Garante della privacy, il problema della pubblicazione dei redditi su internet "è di legittimità, perchè nel web salta il limite temporale indicato dalle norme". Lo ha ribadito Mauro Paissan, componente dell'Authority, intervenendo a 'Omnibus' su La7. "Non è vero - ha aggiunto - che negli altri paesi non vengono pubblicati i dati sulle dichiarazioni dei redditi: in alcuni paesi c'è un regime molto rigido di riservatezza sulla dichiarazione di redditi e sono consultabili, ma in modo mirato". L'Authority inoltre - ha evidenziato Paissan - non era stata informata dell'intenzione, da parte dell'Agenzia delle entrate, di pubblicare online le dichiarazioni dei redditi. "No, non eravamo informati - ha sottolineato - e perciò non abbiamo potuto dare un consenso. Su questa novità non sapevamo assolutamente nulla, l'abbiamo saputo da qualche giornale e agenzia di stampa". Intanto, si preparano ad arrivare una pioggi di richieste di danni. L'Adoc è pronta a sostenere i contribuenti che vorranno chiedere il risarcimento contro la pubblicazione online della loro dichiarazione dei redditi. Mentre da un sondaggio condotto dalla stessa organizzazione dei consumatori emerge che il 70% degli intervistati boccia senza mezzi termini l'accaduto. "Anche se l'agenzia delle entrate precisa di aver agito in forza di una disposizione normativa - commenta Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - si tratta di un provvedimento approvato nel 1973, quando ancora il legislatore neppure poteva prevedere che 35 anni dopo sarebbe esistito un sistema di comunicazione come Internet. Resta evidente che la ratio della stessa è completamente diversa dal comportamento poi tenuto dalla Agenzia, responsabile, in qualità di titolare del trattamento, di aver illegittimamente diffuso dati personali".

Torna all'inizio


IL TICKET PER LA VENDEMMIA (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Azione, L')

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti, entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia, vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale (10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel 2008, in quanto esclusi dalla normativa sui ticket vendemmia 2008. Consulente Coldiretti Treviso.

Torna all'inizio