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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  2-4-2008      #TOP


Report "Burocrazia"

Il Cisa si allaccia al contatore, bufera tra Vinovo e Consorzio ( da "Eco del Chisone" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia imperante ma inefficace e controlli carenti sono diventati oggetto di comunicazioni "poco amichevoli" fra Vinovo e Cisa 1, il Consorzio intercomunale socio-assistenziale. Il pomo della discordia è la nuova sede del Consorzio in piazza Due Giugno, che dal gennaio 2007 ha utilizzato la corrente elettrica rimanendo allacciata al contatore del Comune.

Precariato, salari, pensioni "Questi i drammi del paese" ( da "Repubblica.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se la prende con il peso della burocrazia in Italia, ricorda che "è stato presentato un provvedimento per snellire la produzione legislativa". E quanto ai giovani, Veltroni ribadisce l'importanza "del talento e del merito". Torna sulla criminalità organizzata, citata nei giorni recenti: "Possiamo accettare passivamente che in Italia esistano mafia camorra e '

San Donaton Una roggia diventata fogna e un parcheggio dove non esistono regole: <Chi deve intervenire?> ( da "Cittadino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di nessuno Al confine con la metropoli tra la sporcizia e la burocrazia San Donato La roggia Spazzola si è trasformata in una discarica, che minaccia il decoro del tratto di confine tra San Donato e la metropoli. Immersi nell'acqua del tratto scoperto del piccolo canale di irrigazione che si estende lungo il camminamento pedonale che dalla metropolitana conduce in via Marignano,

Montagna, il decalogo di Corona ( da "Trentino" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza viene nei nostri bar"

ERTO. Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per ( da "Alto Adige" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi va ridotta la burocrazia per far sì che aprire un'attività sia possibile in otto giorni; trasporti sicuri e di qualità per gli studenti: "Voglio pullman come quello di Veltroni che ha anche la cuccetta e pensiline d'attesa riscaldate" e perché non fare l'Università in montagna?

Il decalogo di Corona ( da "Alto Adige" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza,

Abbattere la burocrazia e preservare la natura ( da "Corriere delle Alpi" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbattere la burocrazia e preservare la natura ERTO. "Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per non scivolare". Mauro Corona usa metafore da alpinista per spiegare lo stato di malessere della montagna meno glamour d'Italia, ormai al limite dell'esplosione, ma lui non nutre grandi speranze: "Che vinca Berlusconi o Veltroni non ci sarà differenza"

Dieci punti per non morire ( da "Corriere delle Alpi" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza,

Manifestazioni: no ai fondi a pioggia Pochi eventi qualificati per il decollo ( da "Citta' di Salerno, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco perchè vi prometto che fungerò la sportello anti burocrazia per agevolarvi". A dargli una mano, sará l'Ept di Salerno con Rino Avella, come "collettore". "Lavoro con un team di giovani abituati ai ritmi del privato - ha spiegato Velardi - Aziende ed enti devono essere sburocratizzati, l'attivitá delle persone valide che ho incontrato deve essere razionalizzata".

Il Pd si sveglia tardi e perde il salotto buono ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, sono sempre andati a colpo sicuro. Stavolta, però, sarà che la vecchia scuola del Pci rappresenta ormai un ingrediente remoto, partito grande non è sinonimo di partito organizzato: il Pd, venerdì 11, ultimo giorno ultimo per arringare le folle, sarà costretto a sistemare il faccione di Walter Veltroni (che via maxi-

LAIGUEGLIA Candidati sindaci a confronto venerdì sera, nel centro civico Semur-en-Auxois, in ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più flessibile, case con edilizia convenzionata e agevolazioni al turismo. Rinnovare Laigueglia ha annunciato di voler "rompere" con la linea delle ultime amministrazioni comunali e ha varato un "Piano straordinario per la casa". E proprio l'emergenza abitativa sarà l'argomento dell'incontro organizzato domani alle 21 nell'

La Coppa del mondo? Arriverà a settembre ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chissà perchè nelle città dei calciatori azzurri la burocrazia è stata azzerata) la coppa arriverà in settembre, parallelamente al torneo nazionale legato al nome di Silvio Piola e, si spera, come antipasto di un incontro dell'Under 21 di cui, al momento, non si hanno notizie certe. E, ultima della notte, la Coppa potrebbe non essere esposta nella rinnovata sala dei trofei ma,

Premi ai protagonisti dello sport provinciale ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche la burocrazia sportiva ha i suoi tempi lunghi), le famose stelle al merito che andranno a dirigenti come Angelo Masin, uomo-simbolo del cronometrismo sportivo provinciale o Eugenio Paolino, una vita nell'atletica o ancora ad una società come lo Sporting Club Tiro a Volo Sanremo che nel 2010 festeggerà i 60 anni di attività.

CERTALDO- DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi a rapprese ( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei giovani, è un'idea che potremmo esportare anche qui da noi". "IN QUESTI DUE ANNI - ricorda Banti - abbiamo contribuito al progetto ed al regolamento del Centro giovani "I Macelli", che seguiremo anche popola scadenza del nostro mandato, e gettato le basi per una partecipazione attiva dei giovani certaldesi alle politiche locali.

A VOI che vi candidate alla guida del P ( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, la realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche per tutto il Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale, lo sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna. Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione

Unione d'intenti per lo sviluppo ( da "MF Sicilia" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra le priorità individuate da Unioncamere lo snellimento della burocrazia, l'ammodernamento infrastrutturale (anche se Lombardo su questo punto ha evidenziato come molti progetti, a partire dal ponte sullo Stretto, dipendano da Roma e non da Palermo), la lotta al racket, la fiscalità di vantaggio (che, del resto, è proprio un cavallo di battaglia del candidato autonomista),

Edilizia, legge sull'accesso ( da "Italia Oggi" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia che sta assediando il settore è un elemento comune di riflessione, per il quale hanno dato la loro disponibilità a lavorare insieme con la confederazione. Dichiarazioni, queste, sottolineate positivamente dal presidente nazionale della Cna Costruzioni Tonioni, il quale si è detto certo che questa sarà la legislatura durante la quale la legge sull'

Agricoltori, salta il confronto ( da "Nuova Sardegna, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: seguite alla riforma degli enti agricoli e della burocrazia regionale. "I punti del documento sono immutati dalla manifestazione del 2007 e se ne aggiungono anche dei nuovi - ha spiegato il presidente della Cia Sardegna, Giorgio Piras - e riguardo all'indebitamento a tutt'oggi nessuna risposta è stata data agli agricoltori".

Per il veneto ho fatto più io della lega il passante non ha ritardi, parola di di pietro - mitia chiarin ( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi lotta alla burocrazia, trasparenza nei servizi pubblici, una informazione davvero libera "e non assoggettata ad interessi di parte". Ma Di Pietro ammette che questa è una competizione difficile e critica anche la grafica della scheda di voto dove i 16 candidati dei vari partiti in lizza sono messi uno accanto all'altro,

L'italia delusa vista dagli stranieri - niccolò menniti-ippolito ( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma se gli italiani pensano alla loro burocrazia farraginosa come un dato antropologico gli stranieri non la pensano così. "Basta guardare - dice il professore - quello che è avvenuto negli ultimi due anni con la Guardia di Finanza o anche al mutamento di prospettiva segnato dalla legge Bassanini".

I francesi della scaini volano in spagna - luciano onnis ( da "Nuova Sardegna, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia di casa nostra e, soprattutto, di aver trovato un muro di gomma alla Regione. Ragion per cui hanno abbandonato il progetto di fabbricare lenti e strumenti oftalmici a Villacidro e scelto di andare in Spagna, dove - a detta della società francese di Marc Dejean - sarebbero stati accolti a braccia aperte e omaggiati di terreni e capannoni per farci lo stabilimento.

Fino a pavia una linea della metropolitana ( da "Provincia Pavese, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, è domani. O ci sono già i progetti o ci si deve sbrigare a farli". Maurizio Maccarini, docente di gestione dell'impresa alla facoltà di Economia, illustra un altro versante di possibili ricadute: "Stiamo organizzando come Università di Pavia presso la Fiera di Cremona una manifestazione con una settantina di aziende espositrici e un contorno di una trentina di convegni,

Verona e l'Expò occasione d'oro ( da "Arena, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.

Fisco, peso sulla voglia di creare impresa ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono stati questi i temi toccati in sede di dibattito, equamente ripartiti, secondo competenza, tra i presidenti delle categorie economiche cittadine . A stimolare la discussione c'erano infatti Teresa Cadore (Umce), Efrem Merlo (Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass.

A rischio la crescita ( da "Provincia di Cremona, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: energia, materie prime, burocrazia, ecc.) a cui devono far fronte le imprese, che perdono così in competitività. Inoltre c'è la brusca frenata di settori sino a poco fa in piena espansione come l'edilizia, che non fa dormire sonni tranquilli agli imprenditori e lascia intravedere scenari poco rassicuranti".

Piccole imprese Finanziamenti su misura ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costi contenuti e trasparenti, facilità di accesso, burocrazia ridotta al minimo sono le principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo un'analisi dei bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento congiunturale, chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e velocità di risposta.

<Lo Stato pensi al disastro dei nostri centri storici> ( da "Adige, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non ostacolare con la burocrazia le iniziative private: chi vuol aprire un bar deve poterlo fare in otto giorni. Agevolare gli studenti che devono recarsi ogni giorno a valle: pullman caldi e comodi. Creare scuole di artigianato per salvare l'arte del legno, pietra e argilla.

Agricoltori di nuovo in piazza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia (tra gli esempi, il ritardo nei libretti per il carburante agevolato), costo dell'acqua, rischio di nuovi disimpegni di fondi Por. LA RISPOSTA "Siamo pronti a confrontarci su ogni singolo punto contenuto nel documento, fiduciosi che con un fattivo lavoro di collaborazione riusciremo a dare quelle risposte tanto attese dal mondo agricolo"

Sateriale: il Conservatorio dai Teatini ( da "Nuova Ferrara, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: muro di burocrazia che impedisce l'utilizzo a fini didattici dell'ex convento dei Teatini. Gaetano Sateriale ha infatti inviato nei giorni scorsi una lettera all'Agenzia del demanio di Roma, per appoggiare la richiesta di Giorgio Fabbri, il direttore del "Frescobaldi", di occupare in via provvisoria l'ex sede delle Imposte dirette di via Bersaglieri del Po per le normali lezioni.

Dove non nevica firmato - francesco jori ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rimane comunque un inquilino scomodo quanto fastidioso, la burocrazia, con le sue pastoie e i suoi vincoli che sono uguali dalla metropoli al paesino sperduto in mezzo ai monti. Corona propone un esempio concreto: "Chi vuole aprire un'osteria o un rifugio, un negozio o quant'altro, deve poterlo fare in otto giorni.

Dove non nevica firmato ( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rimane comunque un inquilino scomodo quanto fastidioso, la burocrazia, con le sue pastoie e i suoi vincoli che sono uguali dalla metropoli al paesino sperduto in mezzo ai monti. Corona propone un esempio concreto: "Chi vuole aprire un'osteria o un rifugio, un negozio o quant'altro, deve poterlo fare in otto giorni.

Le trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.

Dopo cena tra i libri In cattedra gli autori ( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attraverso la burocrazia, le carte bollate, i cartificati e le code per i vari uffici come prove d'esame da superare per diventare genitori. Concluderà il ciclo il modenese Devis Bellucci, con il suo "La memoria al di là del mare", una storia scritta durante viaggi di volontariato nel Sud del mondo, in particolare in Brasile,

Le imprese a casini "più sgravi fiscali" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: zero burocrazia, polo fieristico, sicurezza, aeroporto internazionale. Le proposte e i bisogni degli imprenditori e dei commercianti napoletani alla prova di Pier Ferdinando Casini. Accompagnato dalla candidata beneventana Erminia Mazzoni, il candidato premier dell'Udc entra a gamba tesa nei problemi di Napoli e della Campania.

Un piano intercomunale per risolvere i problemi della viabilità di dobbia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rallentate solo dalla burocrazia, per affrontare le varie problematiche del paese. "Per quanto riguarda i rifiuti abbandonati - aggiunge Rossi - il Comune ha organizzato una squadra per far fronte a un problema che è comune a tutta l'Italia. Purtroppo i maleducati e gli incivili ci sono dappertutto e anche a Dobbia, dove arriveremo presto per ripulire alcune aree.

Frena l'industria dell'edilizia appalti pubblici in picchiata - bologni a pagina vii ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina V - Firenze Gli imprenditori del settore chiedono meno burocrazia Frena l'industria dell'edilizia appalti pubblici in picchiata BOLOGNI A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.

Sconto sul bollo per le auto meno inquinanti ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 6% previsto per il 2009 ma solo se la crisi statunitense finirà e con la rivalutazione del dollaro calerà anche il prezzo delle materie prime. E le prime indicazioni: investire, innovare, internazionalizzare, realizzare le infrastrutture che mancano, semplificare la burocrazia ed estendere lo stato sociale.

Dopo anni l'edilizia frena crollo degli appalti pubblici - maurizio bologni ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia" MAURIZIO BOLOGNI La locomotiva del Pil regionale è in brusca frenata, l'industria toscana dell'edilizia mostra segnali di allarmante inversione dopo un lungo ciclo di crescita. Un dato su tutti impressiona e allarma Stefano Varia, neo presidente dei costruttori confindustriali (Ance): nel 2007 è crollato del 26%

Prima assemblea per 'Confagricoltura Alessandria' ( da "inalessandria.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sono troppe istituzioni che non fanno che rallentare il sistema, creando burocrazia e allungando i tempi di attesa". Secondo un'indagine di Confagricoltura, le imprese cerealicole impiegano 100 giorni lavorativi per il disbrigo delle pratiche burocratiche. E sono le più fortunate, se si pensa che le zootecniche e le vitivinicole sono a quota 120 giorni.

<Il voto a noi fa bene anche al Trentino Mani libere, difenderemo la specialità> ( da "Corriere del Trentino" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: va diminuita la burocrazia per creare nuove aziende, e allargata la forfettizzazione delle tasse, accordata oggi a chi ha volumi d'affari fino a 30mila euro ". "Klaudia Resch, della Sinistra arcobaleno, ha dichiarato che sarebbe molto felice di essere la prima donna tedesca non Svp eletta in parlamento.

La burocrazia si arrende al contadino di nocchi ( da "Tirreno, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Viareggio La burocrazia si arrende al contadino di Nocchi CAMAIORE. Le tribolazioni del coltivatore diretto Carlo Carmassi, che si era visto negare da un vicino l'acqua, per irrigare i suoi campi (che coltivava a fieno per gli animali della sua azienda agricola), proveniente da una canaletta che un tempo alimentava due frantoi,

PASSA PER CINQUE STRADE ( da "Corriere di Bologna" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia. Non ultimo, le Università hanno bisogno di attivare rapidamente un processo di reclutamento per sostituire i docenti che andranno in pensione nei prossimi anni. Le Università di Aquis dovrebbero progettare insieme un percorso razionale per il pre-ruolo definendone con precisione durata e progressione economica,

Liceo Umberto: ora rischio di doppi turni ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: temo la burocrazia della Provincia La segreteria del liceo Umberto ha presentato alla Provincia una serie di richieste inevase: banchi, sedie, suppellettili e piccoli lavori NAPOLI - Liceo Umberto, sala delle conferenze. Da un lato ci sono i genitori dei cinquanta ragazzi non favoriti dal sorteggio e dunque la cui iscrizione al classico di piazza Amendola non è stata regolarizzata.

<Un patto per la sicurezza tra Comune e costruttori> ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia. Cinque mesi. "Se il Comune convoca un tavolo sull'immigrazione, io mi presento domattina", dice Pasquarelli. Ché ormai è "indispensabile condividere responsabilità, strategie e soluzioni". Gli sgomberi? "Stanno formando una generazione di nomadi metropolitani, un cattivo gioco a rincorrersi".

Velardi: <Promuovo Cilento e Costiera con gli spot su Napoli> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dover passare per i gradini lenti della burocrazia ". La disponibilità manifestata dal neocomponente della giunta Bassolino è palese, ma ciò non lo ha scansato dai malumori degli addetti ai lavori. "La provincia di Salerno - ha attaccato il portavoce di Confindustria, Ciro Lorenzo - è sempre la Cenerentola quando si tratta di dover ospitare eventi di una certa risonanza nazionale"

In <grigio> un lavoratore su tre ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fantasmi per la burocrazia, i lavoratori in nero rappresentano una forza pari all'8 per cento del lavoro in Lombardia. Un contingente che si somma a quel 30 per cento di irregolari che dal nero sfumano verso le diverse forme del grigio. Contarli è quasi impossibile.

Sedici priorità per il Governatore ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aspirazioni di cittadini ingabbiati e spesso subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel documento – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci sono rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci sarà una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il coraggio dell'azione,

Ance: Il bello ritorni nei progetti ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia lenta ha pesanti ricadute sui lavori edili – continua Letizia – L'incidenza del costo del tempo è un aspetto che non può essere trascurato. Inoltre, la scelta di coinvolgere istituiti di credito nell'organizzazione del convegno, offrirà l'occasione per capire come le banche intendano sostenere il settore"

Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia Le cause? Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi Francesco Bandini II Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl continuava a pagare i medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni scorsi, che ha stupito anche per i numeri che la caratterizzano: 1.

La sfida di Veltroni: <Taglierò subito 5mila leggi> ( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E peraltro il disboscamento legislativo non è il solo provvedimento anti-burocrazia annunciato da Veltroni assieme al costituzionalista Bassanini. Il progetto prevede anche "controlli sulla produzione di nuove leggi e regolamenti, per evitare il ritorno alla giungla legislativa: le nuove leggi potranno solo modificare i codici esistenti".

Il popolo del Pd racconta on line la sua campagna ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Asl in pensione e ho sempre aborrito la burocrazia imperante. Ero anche un elettore di centrodestra. Ad aprile voterò Pd, tuttavia vorrei avere precisazioni su di un argomento che mi sta molto a cuore: l'immigrazione. La Bossi- Fini invece che regolare i flussi migratori ha reso praticamente impossibile, agli extracomunitari desiderosi di intraprendere un lavoro onesto e legale,

Villamar, dopo sei anni di assenza la Pro loco rilancia l'attività turistica ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma mi sono reso conto che la burocrazia per far riprendere il cammino ad una Pro Loco ferma da anni non è semplice". L'associazione ha dovuto essere commissariata dall'assessorato regionale al turismo. Negli ultimi mesi la pratica ha avuto un'accellerata con la nomina di un funzionario dell'assessorato, Daniela Puddu, che ha supervisionato le operazioni dei nuovi tesseramenti.

Raúl, una piccola riforma al dì ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono la burocrazia, l'inefficienza, il metodi di lavoro e la struttura amministrativa dello stato. A questo poi si aggiunge il grave problema della mancanza di rifornimenti di viveri e di beni di consumo di base, oltre all'aumento dei salari". E se l'apertura degli hotel ai cubani è una dimostrazione della "buona volontà di Raúl"

Il camper del Fisco qualcuno sa dov'e'? ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non chiediamo troppo alla burocrazia!. A questo punto ci piacerebbe sapere, dall'Agenzia delle Entrate e/o dal Governo, quanto segue: - il calendario preciso e dettagliato delle tappe di questo “ufficio mobile” - qualche numero verde al quale chiedere lumi, visto che i pieghevoli pubblicitari rimandano al sito dell'Agenzia delle Entrate che &

<Via 5000 leggi? Continua a copiare> ( da "Campanile, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stavolta al piano annunciato dal candidato premier del Pd di voler combattere la burocrazia. "Noi già ci siamo impegnati su questo, la sinistra non ha fatto nulla in proposito". E aggiunge: "Con Veltroni le consulenze a Roma, e sappiamo che sono i favori dati agli amici degli amici, sono aumentate più del 200%. Veltroni si è rovinato con le sue mani, è scaduto nel comico e nel ridicolo,

Fu la Lega a dichiarare guerra alla burocrazia ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellimento legislativo ma il Carroccio per primo sollevò la questione Fu la Lega a dichiarare guerra alla burocrazia Giacomo Stucchi A sentire i buoni propositi elettorali del candidato premier del Partito democratico sembrerebbe, per chi non lo conoscesse, che Walter Veltroni non abbia fatto il sindaco di Roma e che, ancora prima, non sia stato il vice premier di Romano Prodi.

"Cpt vista stadio" e le ragazze iraniane ... per loro il calcio è come un'altra fede ( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un'avventura in cui fluiscono passione per il calcio, razzismo, crudeltà della burocrazia e solidarietà femminile. Daniele Scaglione, di Action Aid e già presidente della sezione italiana di Amnesty, presenta il suo libro domani alle 21 all'Arci La Locomotiva in via Trieste a Osnago (Lc) . 02/04/2008.

Si comincia premiando 15 nuove imprese, 9 sono guidate da ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia non deve essere un ostacolo, ma uno strumento". Un impegno condiviso anche dai rappresentanti dell'amministrazione provinciale. "Troppo spesso i politici - commenta con autocritica l'assessore Ciocca - forniscono il loro contributo solo a parole, nei convegni, a favore degli imprenditori.

CERTALDO-- DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi ( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei giovani, è un'idea che potremmo esportare anche qui da noi". "IN QUESTI DUE ANNI ? ricorda Banti ? abbiamo contribuito al progetto ed al regolamento del Centro giovani "I Macelli", che seguiremo anche popola scadenza del nostro mandato, e gettato le basi per una partecipazione attiva dei giovani certaldesi alle politiche locali.

Il gioco di squadra è uno stile di vita CARLO DEVOTI* ( da "Libertà" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia del fare e disfare, dei portaborse, degli amici degli amici così ben descritto nel libro "La casta" grazie al quale viene da pensare come possa lo Stato avere ragione contro mafia, camorra e degrado morale e sociale se non assume per primo la responsabilità di liberarsi da tutti quei privilegi e comportamenti illeciti di cui si è dotato non per rispondere ai bisogni dei

GIORNATA intensa di incontri per il candidato alla Camera del PdL Riccardo Migliori ( da "Nazione, La (Lucca)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di situazioni che ho appreso con piacere, ma che purtroppo sono le stesse di tutto il comparto produttivo italiano: troppe tasse,una burocrazia farraginosa, aggravata a Lucca dalla mancanza di infrastrutture. Con il programma del Popolo delle Libertà tutto questo si potrà superare".

Sanità e apertura hotel, interrogazione di ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sarebbe il caso di snellire la burocrazia, che penalizza i riminesi sui concorrenti. Lo afferma Eraldo Giudici (Popolari - Liberali), sulla scia dei recenti casi - riferiti dal Carlino - di attività sanzionate per disguidi legati all'apertura pasquale. "Non si comprende questa differenza di imposizioni burocratiche ?

<A VOI che vi candidate alla guida ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, la realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche per tutto il Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale, lo sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna. Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione

Di ELETTRA GULLÈ DAL PRIMO ( da "Nazione, La (Firenze)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che mira a spostare risorse dalla burocrazia ai servizi". Tra le novità più rilevanti, il fatto che avremo un consiglio di amministrazione dove prima ce n'erano tre, un direttore e un presidente al posto di tre, e tre revisori al posto di nove. "La Regione realizzerà una riduzione di costi che consentirà, già con l'entrata in vigore della legge,

Entrate: soppresso l'ufficio di Napoli 4, le competenze a Napoli 3 ( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Professioni fisco & burocrazia Entrate: soppresso l'ufficio di Napoli 4, le competenze a Napoli 3 A partire da oggi l'ufficio delle Entrate di Napoli 4 verrà soppresso e le relative competenze verranno attribuite all'ufficio di Napoli 3, già sito in piazza Duca degli Abruzzi 31, presso la ex Caserma Bianchini.

PERUGIA -- GLI SCHIERAMENTI POLITICI puntano sulle ( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Confcommercio ha anche parlato di sicurezza e lotta alla criminalità, semplificazioni nella burocrazia, liberalizzazioni, riduzione dei costi dell'approvvigionamento energetico, valorizzazione della risorsa costituita dal turismo e dalla distribuzione commerciale, che rappresenta un valore economico ma anche sociale: "Chiediamo ? ha detto infine Mencaroni ?

Velardi: No al brand unico Amalfi-Sorrento ( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lentezza di un sistema che è appesantito dalla burocrazia. In molti casi ci troviamo di fronte a professionalità eccellenti che però non possono operare a causa di un'organizzazione complessiva penalizzante". Sull'aeroporto di Pontecagnano l'assessore ha preferito glissare. "Sono in carica da un mese, conosco la questione per linee generali ma non so dirvi quando inizieranno i voli"

Il modello Easy Napoli esportato anche a Salerno ( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alla Regione non chiediamo soldi ma un impegno concreto per lo snellimento della burocrazia perchè il sistema ci sta annientando. Bisogna semplificare le procedure. L'altro grande problema determinato dal calo di presenze è relativo all'emergenza occupazionale, però sotto questo punto di vista ci stiamo impegnando per evitare un'eccessiva emorragia di posti di lavoro".

MILANO 2015. Grande interesse in città, sia nel mondo economico che politico, per la grande esposizione internazionale che si svolgerà nella metropoli lombarda ( da "Arena.it, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.

Venti miliardi di lavori, 29 milioni di turisti: <Un rilancio per la nostra economia, un treno da non perdere> ( da "Arena.it, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.

Sgl Carbon, ecco il piano per la bonifica ( da "Corriere Adriatico" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Occorre che alle chiacchiere faccia seguito, quanto prima, la concretezza. In questo caso è la politica che deve fare la differenza. Purtroppo, però, la burocrazia prevede tempi troppo lunghi e non condivisibili con le nostre esigenze e quelle dei lavoratori". MAURO GIORGI,.

IMMIGRATI E VOTO ( da "Azione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza.

Piccole imprese Finanziamenti su misura ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costi contenuti e trasparenti, facilità di accesso, burocrazia ridotta al minimo sono le principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo un'analisi dei bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento congiunturale, chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e velocità di risposta.

<Fisco, peso sulla voglia di creare impresa> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono stati questi i temi toccati in sede di dibattito, equamente ripartiti, secondo competenza, tra i presidenti delle categorie economiche cittadine . A stimolare la discussione c'erano infatti Teresa Cadore (Umce), Efrem Merlo (Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass.

SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? ( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo impotenti davanti alle vessazioni della burocrazia "sovietica" italiana. Lo spettacolo quotidiano della nostra vita pubblica è deprimente. Si guardino i nostri giardini pubblici. Un ricettacolo di commerci illeciti, sporcizia e escrementi di cani. In Francia i cani non sono ammessi nei giardini e nei parchi: nemmeno al guinzaglio.

Una riforma per gli studi di settore ( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per superare l'elefantiasi della burocrazia, l'Italia ha bisogno di una nuova Costituzione. Proprio Max Bruschi, consigliere provinciale di Forza Italia, ha ricordato come il peso della burocrazia abbia ormai raggiunto livelli parossistici, insostenibili tanto per le piccole e medie imprese quanto per il singolo cittadino.

IL MONDO DELL'EDILIZIA SI è FERMATO PER RICORDARE MICHELE SPOSITO ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è l'altra faccia del dramma. L'amministrazione provinciale, e in particolar modo l'assessore Enrico Milani, ha avviato le procedure per "un'azione di tutela previdenziale e finanziaria destinata ai giovani orfani, fino al compimento della maggiore età".

VELTRONI: NON ASTENETEVI, CI SARANNO SORPRESE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: salari più alti per restituire potere d'acquisto ai cittadini e sistema politico e burocrazia più snelle per rilanciare il Paese. Ci crede, l'ex sindaco di Roma. Ripete "si può fare", lo slogan mutuato da Obama; ironizza sul "ma anche" reso celebre dall'imitazione di Crozza; e non fa mai il nome di Berlusconi, pur riservandogli frecciate al veleno.

Il lavoro del volontario come missione di vita ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: istituzioni e della burocrazia". È intervenuto Gianfranco Aricò, ispettore regionale dell'Associazione nazionale carabinieri: "I carabinieri hanno pagato con la loro vita l'attaccamento al loro ideale manifestando altruismo e generosità che ai nostri giorni sembrano cosa rara" - ha commentato - Spesso i rappresentanti della Benemerita fanno sacrifici ed interventi ben oltre i loro doveri"

Franceschini: "Non confondiamo la buona educazione con l'inciucio" ( da "Varesenews" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco perché nel nostro programma c'è la riduzione della pressione fiscale e la semplificazione delle norme, misure accompagnate da uno snellimento della burocrazia che farà risparmiare molto sulla spesa pubblica". Mercoledi 2 Aprile 2008 Michele Mancino.

ELEZIONI, "BUROCRAZIA IMPEDISCE IL VOTO A NUMEROSI CITTADINI" ( da "Sestopotere.com" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA IMPEDISCE IL VOTO A NUMEROSI CITTADINI" (Sesto Potere) - Roma - 2 aprile 2008 - "La possibilità di esprimere il proprio voto, in occasione delle imminenti consultazioni elettorali del 13 e 14 aprile, dovrebbe essere un diritto di tutti, soprattutto di coloro che per motivi di salute sono costretti a soggiornare fuori dal comune di residenza ?

Politica: Cimitile: <Vogliamo guidare l'Ente con un programma aperto e condiviso> ( da "Sannio Online, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Aniello Cimitile ha inoltre incontrato ieri Ugo Borrillo, presidente provinciale della Confapi. "Abbiamo affrontato ? riferisce lo stesso Cimitile - temi riguardanti l'occupazione, la necessità di una burocrazia più snella per le piccole e medie imprese, la difesa dell'originalità delle aziende sannite".

Valle Alifana e Tifatina: Elezioni, le richieste della Confesercenti ( da "Sannio Online, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici; stop al caro energia: meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti; stop al fisco esoso: taglio Ire/Ires per piccole medie imprese, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie,

"Vivavoce" ha smesso di parlare ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: parte della burocrazia comunale. Ora Vivavoce, che per promuovere la propria ecletticità era stata dotata di un logo pubblicizzato in tre versioni - cultura, sociale e istruzione - è stata sciolta.Si tratta di una decisione conseguente ad un'attenta riflessione e ad una riorganizzazione complessiva dei servizi - spiega l'assessore alla politiche sociali Daniele Bison assieme all'

Fini: il federalismo serve, la Lega non attenta all'unità ( da "Gazzettino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna semplificare la burocrazia per le aziende, abbassare le tasse. E detassare gli straordinari, premiando sia gli imprenditori sia i dipendenti che lavorano di più, anzichè i fannulloni"."A Confindustria dico: cominciamo a ragionare sul fatto che la cassa integrazione è pagata con i soldi dell'Inps, cioè con i denari che il lavoratore dà per godere domani della pensione -

Le imprese ai politici: <E' tempo di larghe intese> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, formazione e patrimonio idrico i problemi più sentiti Bassano"Non eravamo mai caduti così in basso: questa è la campagna elettorale più deludente che ricordi in vita mia. Non si può impostare il confronto solo su precariato, Alitalia e pensioni minime, mentre l'economia di un'intera nazione attende risposte che non arrivano"

Veltroni: 3 miliardi per 100mila nuove case ( da "Gazzettino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia meno asfissiante": e allora, sottolinea Veltroni, le cose che chiede il Nordest "sono essenziali per far crescere il pil", ed è appunto questa la ragione per la quale Veltroni conferma la grande attenzione a questa area del Paese. Ed anzi si compiace del fatto che, dice, è "caduto il muro" che fin qui ha diviso il centrosinistra dal Nordest.

San Biagio (Fe.Flo.) Per la ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con meno burocrazia e tempi più rapidi nelle risposte e nella gestione delle pratiche, anche investendo in nuove tecnologie". In aggiunta a ciò, "Crescere Insieme San Biagio" realizzerà un punto di sostegno e di ascolto per le famiglie, metterà a punto un piano per aiutare le giovani coppie a trovare casa e si impegnerà ad utilizzare l'

A Vigevano il convegno obiettivo Nord Ovest ( da "Savona news" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione più efficiente grazie alla conseguente diminuzione della burocrazia. L' ottenimento dello statuto speciale avrebbe, inoltre, un importante significato politico. Lo statuto speciale è una legge costituzionale, ottenuta tramite una contrattazione tra regione e stato centrale su quali competenze e relative coperture finanziarie trattenere sul territorio e quali cedere,

Truffe e soprusi: difensore civico sommerso ( da "Provincia di Lecco, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molto spesso i rimedi non sono facili da trovare e a volte il cittadino deve arrendersi davanti alla burocrazia Truffe e soprusi: difensore civico sommerso Nella sua relazione Giuseppe Voltolini ha elencato la lunga serie di trappole: telefono e bollette davanti a tutti VALMADRERAUna giungla di soprusi e truffe: è lo sconfortante scenario denunciato dal difensore civico comunale.

<Quante eccellenze in questa terra> ( da "Provincia di Lecco, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: maggior parte delle risorse delle famiglie e delle imprese per finanziare una burocrazia che si fa società civile, come sosteneva Marx; oppure può mettersi al servizio di quello che dalla società nasce, guardando con simpatia (e non con sospetto, quando non con atteggiamenti persecutori, come sanno bene i nostri imprenditori), che valorizzi concretamente chi crea ricchezza per tutti,


Articoli

Il Cisa si allaccia al contatore, bufera tra Vinovo e Consorzio (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La corrente elettrica pagata dal Comune Il Cisa si allaccia al contatore, bufera tra Vinovo e Consorzio VINOVO - Poche decine di euro di differenza, burocrazia imperante ma inefficace e controlli carenti sono diventati oggetto di comunicazioni "poco amichevoli" fra Vinovo e Cisa 1, il Consorzio intercomunale socio-assistenziale. Il pomo della discordia è la nuova sede del Consorzio in piazza Due Giugno, che dal gennaio 2007 ha utilizzato la corrente elettrica rimanendo allacciata al contatore del Comune. L'assessore Silvio Anghilante, accortosi della situazione 14 mesi dopo, ha telefonato al Cisa: "Fino al febbraio 2007 avevo la delega al Patrimonio, quindi volevo chiudere un iter aperto con me e che francamente credevo chiuso da tempo. Ognuno ha il proprio metro per misurare il senso di responsabilità, come assessore al Recupero tributario è mio dovere la massima attenzione per le finanze comunali, anche nelle piccole cose. E poi, mi sembra incredibile che in 14 mesi un ente non sia stato capace di chiudere una semplice pratica come l'intestazione del contatore a proprio nome". La situazione è anomala: la telefonata (neanche a guardare il calendario!) è del 29 febbraio, la risposta (scritta) arriva pochi giorni fa dal Cisa direttamente al sindaco Mairo, con riferimento alla telefonata definita "incresciosa, con frasi poco edificanti". Nella lettera al sindaco il Consorzio rimanda la responsabilità del mancato trasferimento dell'utenza all'Enel, che avrebbe perso la prima richiesta del novembre 2006 e poi ritardato i lavori dopo la seconda richiesta del novembre 2007. Roba da Forum. In caso di denuncia, roba da Tribunale penale. Certo nei volumi di euro che muovono i due enti la cifra è irrilevante, ma per chi minimizza, pensi a cosa direbbe se il vicino di pianerottolo si attaccasse al suo contatore, anche solo per il phon. Altra curiosità: nel suo preventivo l'Enel aveva chiesto poco più di 700 euro di spese, nel secondo - un anno dopo - poco meno di 700 euro. E poi dicono che il costo della vita aumenta. Infine nella lettera il Cisa spiega di essere pronto a rifondere il danno per l'uso dell'energia elettrica fruita e spiega anche che i locali utilizzati dalla Pediatria hanno l'impianto collegato al loro. Situazione da risolvere prima di una nuova alzata di scudi da parte di qualcuno più o meno in diritto di telefonare e a cui saltasse la mosca al naso. Cosa possibile anche un giorno qualunque, senza per forza aspettare il prossimo 29 febbraio. Claudio Tartaglino.

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Precariato, salari, pensioni "Questi i drammi del paese" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - E' decisamente smart l'ingresso in scena, strette di mano, sorrisi, un "ciao" confidenziale ai giornalisti in studio, nei fatti è entrato un vecchio amico più che un politico da punzecchiare. A pochi istanti dalla fine della performance del suo "principale avversario" come è solito chiamarlo, tocca a Walter Veltroni prestarsi ai giornalisti nel primo confronto tv "virtuale" con Silvio Berlusconi, a Conferenza stampa su RaiDue. In studio Gianni Riotta (direttore del Tg1), Mauro Mazza (direttore del Tg2), Stefano Folli (Sole 24Ore), Marcello Sorgi (La Stampa) e la conduttrice Giuliana Del Bufalo (direttore di Rai Parlamento). Il Cavaliere arriva nella sede Rai di Saxa Rubra cinque minuti prima della messa in onda sfidando il rischio-traffico a un soffio dal fischio d'inizio di Roma-Manchester allo stadio Olimpico. Veltroni è là mezzora prima. Salva la par condicio, i due non si sfiorano neppure. Nello studio, uno esce da una porta, l'altro entra dall'altra, come Alberto Sordi professor Tersilli medico della mutua. Tant'è che Berlusconi alla fine dice "avanti il prossimo, come dal dentista". Una leggera abbronzatura valorizzata dal celeste chiarissimo della camicia, giacca scura sbottonata (Berlusconi in doppiopetto grigio fumo d'ordinanza), e cravatta blu con micro-fiorellini bianchi (anche il Cavaliere ne ha scelta una blu, ma con piccoli disegni Paisley bianchi profilati rosso-arancio), Veltroni scongiura il rischio di indossare una cravatta troppo simile a quella del suo "principale avversario", come accadde lo scorso febbraio quando il leader del Pdl fu ospite del Tg1 mentre, in contemporanea, il candidato premier del Pd registrava la puntata di Porta a porta. I DUE LEADER IN TV: IL VIDEO "Il lavoro, soprattutto. Il leader del Pd tocca i temi centrali della campagna elettorale e ribadisce le priorità, legge elettorale, crescita economica, salari e pensioni e soprattutto il lavoro. Se Berlusconi aveva detto "non avverto l'allarme della sinistra che vede la precarietà come male assoluto della gioventù", lui replica deciso: "E' il dramma più grande del paese. Per i giovani il futuro è una minaccia, dobbiamo ridare loro speranza". Un cenno all'affondo del Cavaliere contro il Quirinale: "Attaccare il capo dello Stato è una cosa che ci riporta al quindicennio appena passato". "Pensioni e salari, le risorse ci sono". Il risultato di un sistema politico "fondato sulla cultura della conservazione" in cui "da quindici anni si parla delle stesse cose" è che "l'Italia ha perso 11 punti di pil nel confronto con gli altri paesi, dove si è corso, e noi chiusi nel nostro recinto". Bisogna intervenire su prezzi, salari, pensioni e "l'extragettito può essere usato per detrazioni e aumenti, interventi che aiutino la domanda interna a riprendere e diano fiato al paese". Nessun aumento, poi, delle rendite finanziarie, "ma un intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sulle stock option". Precariato, salari, pensioni "Questi i drammi del paese""/> Veltroni con i giornalisti di "Conferenza stampa" Compenso minimo e sostegno fiscale. In 23 paesi europei su 27, osserva Veltroni, "esiste il compenso minimo legale come noi lo proponiamo, così come proponiamo il sostegno fiscale alle imprese che stabilizzano i lavoratori. In Italia ci sono condizioni sociali inaccettabili, bisogna intervenire. Le imprese - continua - hanno il diritto di valutare i lavoratori attraverso l'apprendistato, ma non si può aspettare la reiterazione infinita dei contratti di collaborazione". Le urgenze. Il leader del Pd passa in rassegna alcuni nodi del paese. Alitalia, ad esempio, "problema di lunga gestazione che è stato sul tavolo del governo tra il 2001 e il 2006, così come l'emergenza in Campania". Non crede "alla crocifissione" ma "a responsabilità diffuse, ciascuno deve guardare in casa sua". Quanto a Napoli, ribadisce: "Finché c'è un'emergenza è giusto che un'amministratore pubblico stia lì. Poi andrà pensata una fase di rinnovamento". Se la prende con il peso della burocrazia in Italia, ricorda che "è stato presentato un provvedimento per snellire la produzione legislativa". E quanto ai giovani, Veltroni ribadisce l'importanza "del talento e del merito". Torna sulla criminalità organizzata, citata nei giorni recenti: "Possiamo accettare passivamente che in Italia esistano mafia camorra e 'ndrangheta? Una condizione per lo sviluppo è che il Sud si liberi da queste succhiasangue". "Incollati al Pdl. Vogliamo vincere". Non manca una valutazione, in termini di consenso, della differenza con il Pdl. "Eravamo partiti a settembre a ventidue punti di distanza, ora siamo lì a un'incollatura grazie alla nostra scelta di coraggio". "Vogliamo vincere, non perché sia il nostro obiettivo ma per una terapia di innovazione di cui l'Italia ha bisogno. Vincere non è un fine, ma un mezzo". E quella del "vincere perdendo", facendo raggiungere al Pd il 35% "non è che una teoria - taglia corto - noi vogliamo vincere". (1 aprile 2008.

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San Donaton Una roggia diventata fogna e un parcheggio dove non esistono regole: <Chi deve intervenire?> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Una discarica nella terra di nessuno Al confine con la metropoli tra la sporcizia e la burocrazia San Donato La roggia Spazzola si è trasformata in una discarica, che minaccia il decoro del tratto di confine tra San Donato e la metropoli. Immersi nell'acqua del tratto scoperto del piccolo canale di irrigazione che si estende lungo il camminamento pedonale che dalla metropolitana conduce in via Marignano, saltano all'occhio carrelli della spesa e altra sporcizia dimenticata. Del resto, come confermano i cittadini della zona, sia quelli di San Donato che i dirimpettai milanesi, la battaglia per la pulizia del colatore, l'illuminazione della piazzetta e i controlli nel parcheggio dove vige la legge del Far west, ha alle spalle anni di tentativi andati a vuoto. "Ormai da tempo - racconta la signora Gloria Chiappa, che in più occasioni si è fatta portavoce dei residenti di Rogoredo -, si ripete lo stesso copione. Di in tanto in tanto, contattavo il comune di San Donato, che a sua volta chiedeva alla Sieco, competente per quel tratto, di provvedere agli interventi di manutenzione. Solo che ora gli assessori di San Donato, a cui mi sono rivolta già da qualche mese, non mi hanno risposto. E la situazione è indecente. Il comune di Milano la sua parte periodicamente la pulisce, ma la parte in capo a San Donato, è indecorosa. Quanto meno in passato venivo ascoltata". Parlando, mostra anche il suo ultimo appello, che risale ai mesi scorsi, tutt'ora in attesa di riscontri. A pochi metri di distanza, dal territorio sandonatese, anche l'ex sindaco Guido Massera segnala con disappunto la porzione locale dove si concentra disordine e sporcizia. Ma la pulizia non è l'unico problema avvertito nella via che compare sia nelle mappe meneghine, sia in quelle sandonatesi, in quanto per un gruppo di numeri civici è competente Palazzo Marino, mentre per i civici del versante verso San Martino deve intervenire l'esecutivo sandonatese. Fatto sta che gli automobilisti con questa divisione non ben delineata delle competenze, ne hanno approfittato, trasformando la piazzetta di via Marignano in un parcheggio selvaggio. Proprio su questo fronte, in novembre Massera si era rivolto all'Ufficio relazioni con il pubblico del comune di San Donato, chiedendo "di delimitare, attraverso opportune righe, il confine tra i comuni al fine di attribuire alle rispettive polizie locali competenze sul territorio nella piazza alla fine di via Marignano (lato via Emilia), di delimitare gli spazi sosta autoveicoli, di apporre segnaletica di divieto di sosta al di fuori degli spazi delimitati e di potenziare illuminazione pubblica (attualmente assente sul lato San Donato Milanese) per meglio contrastare la microcriminalità e lo spaccio di droga massicciamente presente nella zona in oggetto". E a sua volta, dal fronte milanese, anche la signora Chiappa, evidenzia: "Ogni volta è un problema anche capire quali vigili contattare". Giulia Cerboni.

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Montagna, il decalogo di Corona (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Cari i miei politici la mia pazienza ha davvero un grosso limite, questa è l'ultima possibilità che vi concedo" Montagna, il decalogo di Corona Lo scrittore incontra Borghi, il presidente dell'Uncem IRENE ALIPRANDI ERTO VECCHIA (BELLUNO).Ci sono montagne griffate, da Suv e tuta da sci high tech, e montagne dove, se nevica, di certo non nevica firmato. Posti come Erto e mille altri paesi italiani dove pochi coraggiosi ostinati vivono sul ripido. Ragni della terra, gente che non ne può più di dare opportunità a una politica capace solo di spremere e imporre ottusità burocratiche. Nasce proprio per dare visibilità a questa montagna l'iniziativa di ieri tra Mauro Corona, artista e scrittore ertano, ed Enrico Borghi, presidente dell'Uncem e candidato del Pd in Piemonte. Venite a vedere. "Abbiamo bisogno di tutto, ma non di quello che non occorre, dì a Berlusconi e Veltroni che vengano qui a vedere come si vive, queste donne sono stanche morte". Mauro Corona è incontenibile: "Nei luoghi della montagna povera non si possono mettere le stesse tasse degli altri posti, perché qui non c'è nessun servizio e se queste donne ammazzano una bestia senza permesso le mettono in galera. Se fai salame e cerchi di venderlo vai dentro, e questo formaggio? Non si può mangiare perché l'Unione europea rompe i coglioni". Borghi eccepisce timidamente: "Ma il paese non è poi tanto malmesso", mentre Corona insiste: "Erto è solo un paese che cade come tanti altri, siamo qui per caso, Erto non andrebbe neanche pronunciato". Lo scrittore propone di fare un'università scientifica nella valle del Vajont, impreca contro i governi, racconta di essere salito sul bus di Veltroni e ringrazia Borghi. Manca tutto. A Erto mancano la farmacia, l'edicola, un medico (con tutti i dottori disoccupati che girano), botteghe di alimentari con un po' di scelta: "Anche un prete vorrei fisso, e se lo dico io che non sono un bacia pile! Oggi si pensa solo ai soldi, ma il denaro serve per sopravvivere, tutto quello in più è merda", chiarisce Corona. "Se vuoi la Porsche o la maglia firmata vuol dire che sei cresciuto in una famiglia che non funziona. Ti concedo tremila euro al mese e basta". Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza viene nei nostri bar". Illy & C. Borghi non si spiega perché Erto soffra visto che si si trova in una Regione a Statuto speciale. "Perché Illy pensa solo al caffè e noi non lo beviamo", dice Corona. "Qui abbiamo 1.300 voti e Illy li prende dagli amici al bar. Io non voto più per lui. Moretton (il vice) ci ha seppelliti di camion, Marsiglio ha fatto una legge sulla caccia che fa schifo. La ghiaia è oro bianco e la Regione minaccia i sindaci che non vogliono far passare i camion, ma le strade qua sono del 1901. Bisognerebbe mandare al governo la gente in base alla biblioteca che ha, perché sono tutti ignoranti". Corona ne ha anche per Bertinotti: "Lavoravo in cava 15 ore al giorno, altro che quel fighetto". Ultima possibilità. L'elenco delle lamentele è lungo, ma Corona vuole essere chiaro: così non si va avanti. "E' guerra aperta, vi diamo ancora una possibilità, dopodiché vi spacchiamo il culo". Bolzano andrà a quaranta all'ora Quaranta chilometri all'ora (attualmente sono 50): sarà il nuovo limite di velocità in città, ad eccezione di arginale e zona industriale. La proposta iniziale, prevista dal Piano del traffico, era di 30. Ma ieri sera l'assessore Ladinser ha dovuto fare marcia indietro.

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ERTO. Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ERTO. "Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per ... ERTO. "Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per non scivolare". Mauro Corona usa metafore da alpinista per spiegare lo stato di malessere della montagna meno glamour d'Italia, ormai al limite dell'esplosione, ma lui non nutre grandi speranze: "Che vinca Berlusconi o Veltroni non ci sarà differenza". La sua iniziativa si intitola "Per la montagna dove non nevica firmato" e non è altro che un decalogo con le richieste rivolte alla politica, alla vigilia delle elezioni del 13 e 14. Per Corona le priorità sono dieci: strade e servizi innanzitutto; benzina a prezzo più basso visto che per qualsiasi necessità bisogna usare la macchina; anche il gasolio da riscaldamento dovrebbe essere scontato in ragione del fatto che in montagna fa freddo, ma per Corona le agevolazioni vanno date solo a chi non è ricco: "Non a me che ho venduto un milione e mezzo di libri". Poi va ridotta la burocrazia per far sì che aprire un'attività sia possibile in otto giorni; trasporti sicuri e di qualità per gli studenti: "Voglio pullman come quello di Veltroni che ha anche la cuccetta e pensiline d'attesa riscaldate" e perché non fare l'Università in montagna? Quindi salvare la cultura delle mani e incentivare il turismo intelligente. Lo scultore e scrittore ertano prosegue: salvaguardare in ogni modo il patrimonio naturale e far conoscere ai ragazzi la natura che li circonda; salvaguardare la serenità domenicale con leggi contro l'affollamento dei motocliclisti in cerca di strade di montagna considerate ormai come fossero piste da gara; leggi per la salvaguardia dei borghi antichi; creare posti di lavoro sostenibili chiedendo alla gente di cosa ha bisogno e infine consentire alle genti di montagna di avere rappresentanza parlamentare, uno per ogni valle dove "non nevica firmato". (i.a.).

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Il decalogo di Corona (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo scrittore ertano incontra il presidente dell'Uncem Il decalogo di Corona "La pazienza ha un limite, questa è l'ultima possibilità" L'incontro ieri a Erto Vecchia "Venite in vacanza qui da noi dove non nevica firmato" IRENE ALIPRANDI ERTO VECCHIA. Ci sono montagne griffate, da Suv e tuta da sci high tech, e montagne dove, se nevica, di certo non nevica firmato. Posti come Erto e mille altri paesi italiani dove pochi coraggiosi ostinati vivono sul ripido. Ragni della terra, gente che non ne può più di dare opportunità a una politica capace solo di spremere e imporre ottusità burocratiche. Nasce proprio per dare visibilità a questa montagna l'iniziativa di ieri tra Mauro Corona, artista e scrittore ertano, ed Enrico Borghi, presidente nazionale dell'Uncem e candidato del Pd in Piemonte. Corona ha preparato un decalogo con le richieste "Per la montagna dove non nevica firmato". Eccoci arrivati. A Erto vecchia c'è il sole ma non si vede nessuno. Il paese è in ristrutturazione e i ruderi si alternano ad angoli di rara bellezza. Da una viuzza finalmente spunta Corona, preceduto da telecamera, microfono a giraffa e codazzo: "...in un paese dove senti odore di letame vuol dire che c'è ancora vera vita". Ma quale vita? Quella delle sorelle Martinelli, ad esempio, ultraottantenni di cuoio che passano la giornata ad accudire le bestie con 400 euro al mese di pensione. Corona si infila nel loro tinello/cucina/salotto con tutta la corte, mentre sul tavolo appaiono vino rosso e formaggio fatto per essere messo al bando dall'Unione europea. Arriva anche Borghi. Venite a vedere. "Abbiamo bisogno di tutto, ma non di quello che non occorre, dì a Berlusconi e Veltroni che vengano qui a vedere come si vive, queste donne sono stanche morte". Mauro Corona è incontenibile: "Nei luoghi della montagna povera non si possono mettere le stesse tasse degli altri posti, perché qui non c'è nessun servizio e se queste donne ammazzano una bestia senza permesso le mettono in galera. Se fai salame e cerchi di venderlo vai dentro, e questo formaggio? Non si può mangiare perché l'Unione europea rompe i coglioni". Borghi eccepisce timidamente: "Ma il paese non è poi tanto malmesso", mentre Corona insiste: "Erto è solo un paese che cade come tanti altri, siamo qui per caso, Erto non andrebbe neanche pronunciato". Lo scrittore propone di fare un'università scientifica nella valle del Vajont, impreca contro i governi, racconta di essere salito sul pullman di Veltroni e ringrazia Borghi per essersi arrampicato fin lassù. "Ci vorrebbe un rappresentante per ogni valle così, un delegato in Parlamento scelto dal popolo per alzata di piedi". Manca tutto. A Erto mancano la farmacia, l'edicola, un medico (con tutti i dottori disoccupati che girano), botteghe di alimentari con un po' di scelta: "Anche un prete vorrei fisso, e se lo dico io che non sono un bacia pile! Oggi si pensa solo ai soldi, ma il denaro serve per sopravvivere, tutto quello in più è merda", chiarisce Corona. "Se vuoi la Porsche o la maglia firmata vuol dire che sei cresciuto in una famiglia che non funziona. Ti concedo tremila euro al mese e basta". Le invettive proseguono contro la tecnologia che opprime: "A Longarone il biglietto del treno si fa con una macchinetta e bisogna schiacciare mille pulsanti. Una volta una vecchietta non ci è riuscita e ha preso una multa da 50 euro. Se la fanno a me io gli sparo in faccia. Perché non si pensa a chi non sa usare la tecnologia?". Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza, al posto di cercare gli evasori, viene nei nostri bar ogni settimana". Illy & C. Borghi non si spiega perché Erto soffra visto che si si trova in una Regione a Statuto speciale. "Perché Illy pensa solo al caffè e noi non lo beviamo", dice Corona. "Qui abbiamo 1.300 voti e Illy li prende dagli amici al bar. Io non voto più per lui. Moretton (il vice) ci ha seppelliti di camion, Marsiglio ha fatto una legge sulla caccia che fa schifo. La ghiaia è oro bianco e la Regione minaccia i sindaci che non vogliono far passare i camion, ma le strade qua sono del 1901. Bisognerebbe mandare al governo la gente in base alla biblioteca che ha, perché sono tutti ignoranti". Corona ne ha anche per Bertinotti: "Io lavoravo in cava 15 ore al giorno, altro che quel fighetto con il cachemire". Ultima possibilità. L'elenco delle lamentele è lungo, ma Corona vuole essere chiaro: così non si va avanti. "E' guerra aperta, vi diamo ancora una possibilità, dopodiché vi spacchiamo il culo. La pazienza ha un limite, vi lasciamo un ultimo tentativo, poi sarà guerra". A fargli salire la rabbia è ancora il Vajont: "L'Enel ha già trovato due industriali interessati a sghiaiare, con la scusa di non intasare la galleria, però la prendono molto più in su. Questa è una decisione da ingegneri prezzolati, non siamo mica scemi qui". E Pecoraro Scanio? "Gli ho scritto contro i camion, ma non mi ha neanche risposto. Oltre che incapaci sono anche maleducati". Quindi: "Guardate che tra poco prendiamo il fucile, mi secca dirlo perché lo dice anche Bossi e io non sono un bossista, ma è così, attenti".

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Abbattere la burocrazia e preservare la natura (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le richieste: "Dateci i ramponi per non scivolare" Abbattere la burocrazia e preservare la natura ERTO. "Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per non scivolare". Mauro Corona usa metafore da alpinista per spiegare lo stato di malessere della montagna meno glamour d'Italia, ormai al limite dell'esplosione, ma lui non nutre grandi speranze: "Che vinca Berlusconi o Veltroni non ci sarà differenza". La sua iniziativa si intitola "Per la montagna dove non nevica firmato" e non è altro che un decalogo con le richieste rivolte alla politica, alla vigilia delle elezioni del 13 e 14. Per Corona le priorità sono dieci: strade e servizi innanzitutto; benzina a prezzo più basso visto che per qualsiasi necessità bisogna usare la macchina; anche il gasolio da riscaldamento dovrebbe essere scontato in ragione del fatto che in montagna fa freddo, ma per Corona le agevolazioni vanno date solo a chi non è ricco: "Non a me che ho venduto un milione e mezzo di libri". Poi va ridotta la burocrazia per far sì che aprire un'attività sia possibile in otto giorni; trasporti sicuri e di qualità per gli studenti: "Voglio pullman come quello di veltroni che ha anche la cuccetta e pensiline d'attesa riscaldate" e perché non fare l'Università in montagna? Quindi salvare la cultura delle mani e incentivare il turismo intelligente. Lo scultore e scrittore ertano prosegue: salvaguardare in ogni modo il patrimonio naturale e far conoscere ai ragazzi la natura che li circonda; salvaguardare la serenità domenicale con leggi contro l'affollamento dei motocliclisti in cerca di strade di montagna considerate ormai come fossero piste da gara; leggi per la salvaguardia dei borghi antichi; creare posti di lavoro sostenibili chiedendo alla gente di cosa ha bisogno e infine consentire alle genti di montagna di avere rappresentanza parlamentare, uno per ogni valle dove "non nevica firmato". (i.a.).

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Dieci punti per non morire (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mauro Corona consegna il suo decalogo al presidente Uncem Dieci punti per non morire "La pazienza ha un limite, questa è l'ultima possibilità" L'incontro ieri a Erto vecchia "Venite in vacanza qui da noi dove non nevica firmato" IRENE ALIPRANDI ERTO VECCHIA. Ci sono montagne griffate, da Suv e tuta da sci high tech, e montagne dove, se nevica, di certo non nevica firmato. Posti come Erto e mille altri paesi italiani dove pochi coraggiosi ostinati vivono sul ripido. Ragni della terra, gente che non ne può più di dare opportunità a una politica capace solo di spremere e imporre ottusità burocratiche. Nasce proprio per dare visibilità a questa montagna l'iniziativa di ieri tra Mauro Corona, artista e scrittore ertano, ed Enrico Borghi, presidente nazionale dell'Uncem e candidato del Pd in Piemonte. Corona ha preparato un decalogo con le richieste "Per la montagna dove non nevica firmato". Eccoci arrivati. A Erto vecchia c'è il sole ma non si vede nessuno. Il paese è in ristrutturazione e i ruderi si alternano ad angoli di rara bellezza. Da una viuzza finalmente spunta Corona, preceduto da telecamera, microfono a giraffa e codazzo: "...in un paese dove senti odore di letame vuol dire che c'è ancora vera vita". Ma quale vita? Quella delle sorelle Martinelli, ad esempio, ultraottantenni di cuoio che passano la giornata ad accudire le bestie con 400 euro al mese di pensione. Corona si infila nel loro tinello/cucina/salotto con tutta la corte, mentre sul tavolo appaiono vino rosso e formaggio fatto per essere messo al bando dall'Unione europea. Arriva anche Borghi. Venite a vedere. "Abbiamo bisogno di tutto, ma non di quello che non occorre, dì a Berlusconi e Veltroni che vengano qui a vedere come si vive, queste donne sono stanche morte". Mauro Corona è incontenibile: "Nei luoghi della montagna povera non si possono mettere le stesse tasse degli altri posti, perché qui non c'è nessun servizio e se queste donne ammazzano una bestia senza permesso le mettono in galera. Se fai salame e cerchi di venderlo vai dentro, e questo formaggio? Non si può mangiare perché l'Unione europea rompe i coglioni". Borghi eccepisce timidamente: "Ma il paese non è poi tanto malmesso", mentre Corona insiste: "Erto è solo un paese che cade come tanti altri, siamo qui per caso, Erto non andrebbe neanche pronunciato". Lo scrittore propone di fare un'università scientifica nella valle del Vajont, impreca contro i governi, racconta di essere salito sul pullman di Veltroni e ringrazia Borghi per essersi arrampicato fin lassù. "Ci vorrebbe un rappresentante per ogni valle così, un delegato in Parlamento scelto dal popolo per alzata di piedi". Manca tutto. A Erto mancano la farmacia, l'edicola, un medico (con tutti i dottori disoccupati che girano), botteghe di alimentari con un po' di scelta: "Anche un prete vorrei fisso, e se lo dico io che non sono un bacia pile! Oggi si pensa solo ai soldi, ma il denaro serve per sopravvivere, tutto quello in più è merda", chiarisce Corona. "Se vuoi la Porsche o la maglia firmata vuol dire che sei cresciuto in una famiglia che non funziona. Ti concedo tremila euro al mese e basta". Le invettive proseguono contro la tecnologia che opprime: "A Longarone il biglietto del treno si fa con una macchinetta e bisogna schiacciare mille pulsanti. Una volta una vecchietta non ci è riuscita e ha preso una multa da 50 euro. Se la fanno a me io gli sparo in faccia. Perché non si pensa a chi non sa usare la tecnologia?". Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza, al posto di cercare gli evasori, viene nei nostri bar ogni settimana". Illy & C. Borghi non si spiega perché Erto soffra visto che si si trova in una Regione a Statuto speciale. "Perché Illy pensa solo al caffè e noi non lo beviamo", dice Corona. "Qui abbiamo 1.300 voti e Illy li prende dagli amici al bar. Io non voto più per lui. Moretton (il vice) ci ha seppelliti di camion, Marsiglio ha fatto una legge sulla caccia che fa schifo. La ghiaia è oro bianco e la Regione minaccia i sindaci che non vogliono far passare i camion, ma le strade qua sono del 1901. Bisognerebbe mandare al governo la gente in base alla biblioteca che ha, perché sono tutti ignoranti". Corona ne ha anche per Bertinotti: "Io lavoravo in cava 15 ore al giorno, altro che quel fighetto con il cachemire". Ultima possibilità. L'elenco delle lamentele è lungo, ma Corona vuole essere chiaro: così non si va avanti. "E' guerra aperta, vi diamo ancora una possibilità, dopodiché vi spacchiamo il culo. La pazienza ha un limite, vi lasciamo un ultimo tentativo, poi sarà guerra". A fargli salire la rabbia è ancora il Vajont: "L'Enel ha già trovato due industriali interessati a sghiaiare, con la scusa di non intasare la galleria, però la prendono molto più in su. Questa è una decisione da ingegneri prezzolati, non siamo mica scemi qui". E Pecoraro Scanio? "Gli ho scritto contro i camion, ma non mi ha neanche risposto. Oltre che incapaci sono anche maleducati". Quindi: "Guardate che tra poco prendiamo il fucile, mi secca dirlo perché lo dice anche Bossi e io non sono un bossista, ma è così, attenti".

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Manifestazioni: no ai fondi a pioggia Pochi eventi qualificati per il decollo (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

TURISMO E SVILUPPO Manifestazioni: no ai fondi a pioggia Pochi eventi qualificati per il decollo Velardi a Salerno: "Sburocratizzare le aziende autonome per rendere razionale l'uso delle risorse" " L'emergenza rifiuti e la psicosi diossina non lo preoccupano. "Non siamo messi male. Abbiamo subito un contraccolpo più psicologico che reale. Dobbiamo superarlo e rimboccarci le maniche perchè il turismo è il futuro di questa regione, lo sviluppo industriale è finito. E' vero, all'estero quando si parla di Napoli si pensa a tutta la Campania. Perciò risollevare Napoli significa recuperare l'immagine di un territorio". " ClaudioVelardi (nella foto) neo assessore regionale, sembra aver chiara la "ricetta" per far decollare la Campania. Ieri, per la prima volta a Salerno in veste ufficiale, Velardi ha visitato le grotte di Pertosa, l'area di Paestum per poi incontrare gli operatori turistici nella sede dell'Ept di via Velia. Due i progetti sul tappeto dai quali potrebbe dipendere il futuro dell'economia campana: "Tra un mese sará stilata una maxi agenda che conterrá tutti gli avvenimenti che riusciremo a mettere in cantiere - ha spiegato il neo assessore - In questo modo tutti gli addetti ai lavori potranno avere il tempo di organizzarsi e di programmare le proprie attivitá". Il calendario degli eventi sará giocato sulla qualitá: "Sono restio a disperdere i fondi per finanziare la sagra del carciofo piuttosto che il restauro del campanile del paesino, pur dignitosissimo. Credo che occorra puntare su quattro o cinque grandi eventi, magari itineranti". Che non voglia apparire come un politico è chiaro: girocollo azzurro, niente giacca e cravatta ed una promessa. "Non seminerò fondi a destra e manca. Non devo candidarmi e dunque non ho bisogno di ritagliarmi il consenso degli elettori. Sono stato chiamato per contribuire allo sviluppo della regione e questo farò". Imprenditore della comunicazione, ha in serbo un asso nella manica: "Nei prossimi giorni lanceremo un concorso di idee per i giovani di etá compresa tra i 18 ed i 30 anni, affinchè gli eventi che andremo a mettere in cantiere siano comunicati nella giusta misura". Dopo aver annunciato la pace fatta con De Masi, rassicura gli operatori: "In genere le istituzioni creano ostacoli. Da imprenditore lo so bene. Ecco perchè vi prometto che fungerò la sportello anti burocrazia per agevolarvi". A dargli una mano, sará l'Ept di Salerno con Rino Avella, come "collettore". "Lavoro con un team di giovani abituati ai ritmi del privato - ha spiegato Velardi - Aziende ed enti devono essere sburocratizzati, l'attivitá delle persone valide che ho incontrato deve essere razionalizzata". Sì al decollo dell'aeroporto, come veicolo per risollevare territori ricchi di potenzialitá, "ma penalizzati da una dispersione geografica che si può superare solo facendo sistema", come appunto il Cilento. Sì al restyling degli educational trip per cui ha recuperato 7 milioni di euro e al modello Easy Napoli da applicare anche alle costiere salernitane finora ingiustamente penalizzate. Nota dolente il marchio - e sito unico - che vede a braccetto Sorrento e Amalfi, sollevando le ire degli operatori della nostra Costa Diva: "Necessario un brand per l'amalfitana". (b.c.).

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Il Pd si sveglia tardi e perde il salotto buono (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Tutto esaurito per i comizi di chiusura Il Pd si sveglia tardi e perde il salotto buono EMANUELA MINUCCI La campagna elettorale è anche fatta di questo. Di un signore che si prende la briga (possibilmente battendo gli altri sul tempo) di presentare all'Ufficio speciale di propaganda elettorale, la richiesta di occupazione del suolo pubblico di una piazza. La più centrale possibile, di norma, dove spedire il leader di turno a chiudere più o meno trionfalmente la maratona elettorale. I grandi partiti, ben allenati alla corsa a ostacoli della spot-burocrazia, sono sempre andati a colpo sicuro. Stavolta, però, sarà che la vecchia scuola del Pci rappresenta ormai un ingrediente remoto, partito grande non è sinonimo di partito organizzato: il Pd, venerdì 11, ultimo giorno ultimo per arringare le folle, sarà costretto a sistemare il faccione di Walter Veltroni (che via maxi-schermo chiuderà la campagna elettorale in collegamento da Roma con tutte le città italiane) niente meno che in piazza Vittorio. "E' praticamente impossibile riempirla - inveivano ieri i consiglieri di Palazzo civico - e noi siamo riusciti a farci battere non solo dai Berluscones, ma anche dai Comunisti". In effetti, al netto delle battute, la questione è andata appunto così: il signor Favaro - segretario provinciale di Rifondazione comunista - è riuscito a sistemare Bertinotti nel salotto buono della città (piazza San Carlo) proprio venerdì sera. "Fra l'altro dopo il segretario - annuncia - ci sarà anche il concerto di Sergio Cammariere, noi facciamo le cose per bene, offriamo pacchetti completi". Esclusa la piazza del Caval'd Brons, restavano piazza Castello (che è molto comoda perché dispone del palco già montato del Comune), piazza Carignano e piazza Carlo Alberto. Giusto? Errore. Perché in piazza Castello si era già prenotato, per la stessa data naturalmente, il Pdl. E in piazza Carlo Alberto c'erano già i socialisti. E in piazza Carignano ci sono i lavori in corso per la ristrutturazione del teatro. Morale? "Morale ci dobbiamo accontentare - spiega Davide Fazzone, l'uomo del Pd che è andato a discutere della "location" con Elisabetta Bove, responsabile dell'ufficio di prenotazione - di piazza Vittorio, che è enorme e un po' dispersiva, e di norma non viene mai riservata per intero perché bisogna garantire l'ingresso nel parcheggio sotterraneo". L'ultimo a parlare in piazza Vittorio, come ben ricordano a Palazzo civico, fu Giovanni Paolo II nel 1998. E fu, naturalmente, tutto esaurito. "Nemmeno l'ala cattolica del Pd pensa che al tele-comizio di Walter riuscirà lo stesso miracolo" ironizzavano ieri, con qualche ragione, a Palazzo civico.

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LAIGUEGLIA Candidati sindaci a confronto venerdì sera, nel centro civico Semur-en-Auxois, in (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Occasione del dibattito organizzato da La Stampa. Alle 21 inizieranno le interviste ad Alessandro Benazzo (Cap Laigueglia), Franco Maglione (Uniti per il domani - Laigueglia) e Giovanni Regesta (Rinnovare Laigueglia). I quesiti riguarderanno i temi "caldi", ovvero quelli di maggiore attualità nella politica laiguegliese. Benazzo schiera Alessandro Cocco, Nevenka Gregoric, Flavio Armatori, Nadia Aghittino, Paolino Bartoli, Viviana Perconti, Michael Sasso, Valentina Aghittino, Mario Comino, Giorgio La Franca, Patrizio Bozzanigo e Federico Oniscodi. Maglione sarà appoggiato da Bettino Cappellin, Roberto Cornelli, Irene Favoino in Gallina, Alessandro Gandolfo, Barbara Gastaldi in Giudice, Antonio Lotta, Fabio Macheda, Silvano Montaldo, Andrea Pierotello, Roberto Sasso del Verme, Sergio Zampieri e Bruno Zanoni. Con Regesta si candideranno Paola Anfosso, Annetta Angarano, Giacomo Bogliolo, Francesco Caligaris, Maurizio Ceriotti, Alessio Grattarola, Emilio Grollero, Franco Laureri, Alessandro Saccu, Daniela Savoini, Luigi Tezel e Maria Toscano. La lista Cap Laigueglia ha messo al centro del programma parcheggi nuovi, fognatura, burocrazia più flessibile, case con edilizia convenzionata e agevolazioni al turismo. Rinnovare Laigueglia ha annunciato di voler "rompere" con la linea delle ultime amministrazioni comunali e ha varato un "Piano straordinario per la casa". E proprio l'emergenza abitativa sarà l'argomento dell'incontro organizzato domani alle 21 nell'hotel Villa Ida dalla lista Uniti per il domani.\.

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La Coppa del mondo? Arriverà a settembre (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

NUOVO RINVIO La Coppa del mondo? Arriverà a settembre In occasione del trofeo dedicato a Piola L'arca di San Marco possibile contenitore L'arrivo a Vercelli della Coppa del mondo sta assumendo sempre più i contorni di una telenovela. Il trofeo alzato sotto il cielo di Berlino da Cannavaro nel 2006, in quasi due anni ha visitato amene località italiane ma non quelle piazze, come Vercelli, che del calcio hanno fatto la storia. Dopo i primi articoli de "La Stampa" dello scorso giugno esponenti politici, sportivi (Figc compresa) avevano assicurato che il celebre "cono gelato" (com'è soprannominata la Coppa più ambita del calcio) sarebbe arrivata a Vercelli in occasione dei festeggiamenti legati al centenario del primo scudetto della Pro. Ovvero tra il mese di maggio e giugno. Ora si apprende che per problemi logistici (chissà perchè nelle città dei calciatori azzurri la burocrazia è stata azzerata) la coppa arriverà in settembre, parallelamente al torneo nazionale legato al nome di Silvio Piola e, si spera, come antipasto di un incontro dell'Under 21 di cui, al momento, non si hanno notizie certe. E, ultima della notte, la Coppa potrebbe non essere esposta nella rinnovata sala dei trofei ma, per dare all'evento un respiro cittadino, essere ospitata in un contenitore più consono come quello dell'Arca in San Marco. \.

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Premi ai protagonisti dello sport provinciale (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GRANDE FESTA VENERDI' SERA AL PALAFIORI DI SANREMO Premi ai protagonisti dello sport provinciale Riconoscimenti ad oltre 150 atleti di ogni disciplina [FIRMA]BRUNO MONTICONE SANREMO Sarà una lunga passerella. Ma sarà anche l'occasione per vedere, tutti in una volta, i protagonisti dello sport imperiese. perchè, in fondo, la "filosofia" degli "Oscar dello Sport Imperiese" - che, giunti alla loro 34ª edizione, saranno consegnati venerdì sera, alle 21, al Palafiori sanremese - è anche quella di proporre un momento di incontro di chi fa sport in una provincia un po' periferica, avara di impianti sportivi, dove è più difficile che altrove praticare (e, ancor di più, emergervi) una disciplina sportiva. "Ma la nostra sarà, soprattutto, una serata di festa che renderà il dovuto valore a chi crede nello sport come strumento di crescita, di educazione e divertimento", dice Luigi Ivo Bensa, presidente provinciale del Coni, promotore della manifestazione. Ad essere premiato sarà un vero "esercito" di atleti. Premi che arrivano direttamente dal Coni romano come le medaglie al valore atletico che si riferiscono a prestazioni del 2004 (anche la burocrazia sportiva ha i suoi tempi lunghi), le famose stelle al merito che andranno a dirigenti come Angelo Masin, uomo-simbolo del cronometrismo sportivo provinciale o Eugenio Paolino, una vita nell'atletica o ancora ad una società come lo Sporting Club Tiro a Volo Sanremo che nel 2010 festeggerà i 60 anni di attività. Ma ci saranno atleti imperiesi che hanno ottenuto risultati importanti in gare internazionali (come Gianni Laigueglia campione europeo di petanque o Beatrice Tombolini e Lavinia Tezza campionesse continentali di vela nella classe L'Equipe), altri che hanno vestito la maglia azzurra, altri ancora che hanno ottenuto vittorie e piazzamenti ai campionati italiani, premi a società sportive di lungo corso come la Maurina Imperia (100 anni di attività nell'atletica leggera), il Moto Club Imperia (75 anni), la Rari Nantes Imperia (50 anni), l'Archery Club Ospedaletti e la Compagnia Arcieri San Bartolomeo (entrambe 25 anni). E, poi, premi a varie società per i loro risultati nel 2007 (Arcieri Imperiesi San Camillo, Carlin's Boys Sanremo, Ginnastica Riviera Fiori, Pallone Elastico Imperiese, Pievese Pallapugno, San Camillo di pallamano, Volley Imperia, Petanque Ventimiglia, Unione Bocciofila Roverino, Scacchistica Imperiese o protagonisti ai Giochi Sportivi Studenteschi (Piera Di Bartolo, Davide Re e Celestina Malugani o le squadre di pallapugno del Liceo Viesseux di Imperia). Una varietà di discipline con pochissimo calcio. Davvero poco. Premi a tre calciatori del Liguria Calcio non vedenti che hanno vestito la maglia azzurra ed al genoano Nicholas Costantini, cresciuto ad Imperia nel Riviera Fiori, ora in maglia rossoblù. Sarà anche l'occasione per fare il punto sullo stato di salute dello sport provinciale. Luigi Ivo Bensa, che dello sport provinciale è un'istituzione (è il presidente provinciale Coni italiano con più anzianità di servizio), appare soddisfatto anche se con riserva: "Il movimento sportivo imperiese è molto vivo e sano - dice Bensa - Ma gli enti locali devono affiancare di più gli sforzi del Coni e delle varie federazioni sportive nel sostenere i bilanci di tutte le società che sono in difficoltà. Qualche cosa si sta muovendo: otto comuni hanno contattato il Credito Sportivo dopo l'accordo stipulato con la provincia di Imperia per prestiti agevolati. Spero si possano realizzare impianti per i giovani".

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CERTALDO- DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi a rapprese (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

?CERTALDO? DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi a rappresentare le istanze dei giovani, a conoscere le politiche giovanili attuate all'estero, per riportare poi a Certaldo i frutti dell'esperienza ed arricchire le attività del proprio paese, a partire dal Centro Giovani. Questo il lavoro svolto dal Consiglio dei giovani, le cui delegazioni si sono mosse in due anni tra l'Italia e l'Europa e, nel mese di marzo, hanno compiuto un viaggio a Parigi, grazie alla Regione Lazio che ha organizzato la trasferta ed ha invitato anche Certaldo ad unirsi. "È STATA un'esperienza entusiasmante - spiega il presidente del Consiglio dei giovani certaldese, Roberto Banti - perché abbiamo visto un approccio al mondo giovanile molto interessante. Abbiamo visitato la Casa delle iniziative studentesche, un palazzo a 3 piani in cui tute le associazioni studentesche di Parigi possono sfruttare sale e servizi, da internet alla videoteca, in maniera totalmente gratuita; abbiamo partecipato alle riunioni del Consiglio parigino e visto come funzionano le loro politiche giovanili. Una capitale è evidentemente molto diversa da un paese, ma alcune idee, come quella del "tutor" che aiuta il consiglio a districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei giovani, è un'idea che potremmo esportare anche qui da noi". "IN QUESTI DUE ANNI - ricorda Banti - abbiamo contribuito al progetto ed al regolamento del Centro giovani "I Macelli", che seguiremo anche popola scadenza del nostro mandato, e gettato le basi per una partecipazione attiva dei giovani certaldesi alle politiche locali. Nei prossimi mesi verrà rinnovato il Consiglio dei Giovani, perché il mandato è scaduto e molti di noi, per sopraggiunti limiti di età, non potranno ricandidarsi". "MI AUGURO ? conclude il presidente uscente del Consiglio dei giovani di Certaldo ? che i nuovi ragazzi partecipino numerosi, per noi è stata un'esperienza formativa unica, e potrebbe esserlo anche per loro". - -->.

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A VOI che vi candidate alla guida del P (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"A VOI che vi candidate alla guida del Paese chiediamo di rappresentare al meglio le esigenze del territorio ravennate": l'invito arriva dal presidente provinciale di Confindustria Tampieri, ed è rivolto ai candidati alla Camera e al Senato che lunedì hanno partecipato al forum organizzato in via Barbiani. Ricordando anche i dieci punti proposti da Confindustria a livello nazionale, Tampieri ha posto alcune questioni "fondamentali e ineludibili" per la crescita economica e occupazionale: una drastica riduzione della burocrazia, la realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche per tutto il Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale, lo sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna. Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili. Confindustria punta anche sulla formazione scolastica e sulla ricerca, sul distretto della nautica nelle aree dell'ex Sarom e sulla Darsena. Sostiene poi le previsioni contenute nei Piani strutturali per Faenza, Lugo e Ravenna, e chiede la valorizzazione dei comparti della cultura e del turismo. Durante il dibattito alcuni imprenditori e manager, tra i quali Silvano Verlicchi, Aldo Ferruzzi, Giuliano Resca e Domenico Gattelli, hanno incalzato gli interlocutori sulla valorizzazione del merito e sullo snellimento delle procedure per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari. È stato inoltre caldeggiato un modello di parternariato tra pubblico e privato in tema di sanità. - -->.

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Unione d'intenti per lo sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Unione d'intenti per lo sviluppo Le proposte delle camere di commercio ai candidati alla presidenza. Quattordici priorità per lo sviluppo della Sicilia. A lanciare la propria proposta programmatica da sottoporre al prossimo governo della regione è Unioncamere Sicilia. Per questo, l'associazione delle nove camere di commercio dell'isola, guidata da Giuseppe Pace, ha organizzato ieri, alla camera di commercio di Catania, un incontro con i candidati del centro-destra e del centro-sinistra alla presidenza della regione. E vista l'impossibilità di Anna Finocchiaro a partecipare all'incontro per precedenti impegni, è quindi toccato a Raffaele Lombardo rispondere alle domande degli operatori economici presenti a Catania. Con il leader autonomista ha definito la piattaforma programmatica (controfirmata dallo stesso Lombardo) illustrata da Pace, "in buona parte coincidente con il programma dell'Mpa".Tra le priorità individuate da Unioncamere lo snellimento della burocrazia, l'ammodernamento infrastrutturale (anche se Lombardo su questo punto ha evidenziato come molti progetti, a partire dal ponte sullo Stretto, dipendano da Roma e non da Palermo), la lotta al racket, la fiscalità di vantaggio (che, del resto, è proprio un cavallo di battaglia del candidato autonomista), il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo, nonché il sostegno al credito e alla ricerca. Pace ha insistito sul ruolo cardine dell'imprenditoria in Sicilia, che "può consentire una vera presa di coscienza della forza economica della regione". Per il presidente di Unioncamere, poi, occorre anche che tutti i siciliani siano "uniti nella lotta per la legalità", imprescindibile per lo sviluppo dell'isola. Dal canto suo, il presidente della camera di commercio di Catania, Piero Agen, ha puntato l'attenzione sullo spinosissimo problema della gdo, chiedendo un "blocco triennale delle licenze per la costruzione di grossi centri commerciali, uno stop momentaneo, almeno in attesa che venga definita una legislazione più ragionevole di quella attuale". L'intervento di Lombardo ha evidenziato la sinergia esistente fra il candidato autonomista e gli operatori economici dell'isola. "Sto incontrando tutte le categorie produttive, toccando e sviscerando problemi e relative soluzioni", ha sottolineato l'aspirante governatore. Che ha aggiunto: "Certo, penso a quanto sarebbe stato importante per una città del Sud aver assegnato un evento come l'Expo 2015 che porterà a Milano 20 miliardi di euro. A Napoli, tanto per fare un esempio, una simile somma avrebbe garantito il superamento di ben altri problemi che non l'emergenza rifiuti, dotando la città di tutta una serie di infrastrutture che sarebbero rimaste oltre la data dell'esposizione universale. Chiarisco d'essere certo felice per l'assegnazione dell'Expo a Milano", ha proseguito Lombardo, "ma rimane comunque il dato singolare di 20 miliardi che per la capitale lombarda sono stati trovati senza problemi, mentre per una città del Sud Roma avrebbe consigliato la finanza di progetto per reperire i fondi necessari". Per Lombardo, poi, la Sicilia che verrà dovrà impiegare le sue risorse con la massima attenzione, a partire dal rigido controllo di alcuni enti della cui esistenza si fatica a intravedere la ragione. "Gli enti inutili vanno chiusi", ha affermato, "e i restanti vanno resi più agili e meno costosi. Cominciando con il tagliare i mega-emolumenti di certi amministratori e consiglieri". L'ex presidente della provincia etnea ha quindi fatto l'esempio dell'Esa, che "ha ettari ed ettari di terreno non coltivato, nonché centinaia di dipendenti che non hanno poi così tanto da fare". Chiaro il messaggio: con Lombardo alla presidenza della regione, con la burocrazia saranno snelliti anche i burocrati. (riproduzione riservata) MF Sicilia Numero 066, pag. 1 del 2/4/2008 Autore: Carlo Lo Re.

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Edilizia, legge sull'accesso (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - economia e impresa Numero 079, pag. 12 del 2/4/2008 Autore: di Andrea Rocca Visualizza la pagina in PDF       La proposta rilanciata da Cna Costruzioni Veneto ai candidati alle politiche Edilizia, legge sull'accesso Formazione e serietà a tutela di imprese e utenti Una legge che regoli l'accesso alla professione. è la proposta rilanciata da Cna Costruzioni del Veneto che a Mestre (Ve) si è confrontata con alcuni interlocutori e candidati alle prossime elezioni politiche: Andrea Martella (Pd) e Fabio Gava, assessore alle politiche economiche della regione Veneto (Pdl). L'incontro, chiuso dal presidente nazionale della Cna Costruzioni Giovanni Tonioni, è stato coordinato da Maurizio Scomparcini, responsabile della Cna Costruzioni del Veneto. La legge sul settore edile per regolarne l'accesso alla professione è stata al centro della relazione di Roberto Strumendo, presidente della Cna Costruzioni del Veneto, il quale ha affermato la necessità e la improrogabilità di un intervento legislativo che, nell'ambito del quadro europeo, introduca alcuni elementi di selezione. In Veneto, del resto, l'edilizia è il settore trainante: il comparto vale l'11,9% del Pil regionale e la sua occupazione raggiunge l'8,6% del totale. Di più: i lavoratori dal 1998 a oggi sono aumentati del 32,1% a fronte di un aumento del resto dell'occupazione pari al 13% circa. In generale il comparto delle costruzioni ha registrato negli ultimi anni una tumultuosa crescita. "è però una crescita senza regole che vede arrivare sul mercato, assieme a operatori qualificati, altri che si improvvisano imprenditori edili per carenza di prospettive occupazionali di altra natura", ha spiegato Strumendo. "è da questa situazione", ha aggiunto, "che derivano fenomeni degenerativi del settore, che si traducono in forme di concorrenza sleale basate sull'evasione normativa e contributiva, e in rischi considerevoli per la sicurezza sia dei lavoratori sia dei consumatori utenti". A questo proposito Strumendo ha sottolineato la crescente rilevanza del numero di lavoratori extracomunitari occupati nell'edilizia che, dati della Cassa edile veneta artigiana, arrivano a raggiungere il 46% del totale e in alcune importanti province come Padova, Treviso, Venezia e Vicenza hanno già superato il 50%. "La Cna Costruzioni da anni solleva la questione di una normativa che regoli l'accesso al settore edile, oggi lasciato pericolosamente in bilico tra una imprenditoria seria e matura e una invece che fa dell'avventura, del rischio, dell'evasione fiscale, contributiva, dell'ignoranza cosciente delle normative sulla sicurezza e delle responsabilità collegate le sue caratteristiche primarie", chiarisce Strumendo. La proposta di legge sostenuta da Cna è incentrata su alcuni requisiti di base che devono essere in possesso degli operatori del settore: la formazione, l'esperienza professionale e requisiti di onorabilità, a tutela delle imprese. Martella e Gava, candidati alla camera, si sono detti disposti a sostenere le proposte della Cna, condividendo lo spirito che le anima: non si tratta, cioè, di costruire l'ennesima asticella per impedire l'entrata nel mercato da parte di chi è interessato, ma si vuole puntare invece alla tutela del cittadino e dell'imprenditore. Inoltre sia Martella sia Gava hanno convenuto che la battaglia contro l'eccesso di burocrazia che sta assediando il settore è un elemento comune di riflessione, per il quale hanno dato la loro disponibilità a lavorare insieme con la confederazione. Dichiarazioni, queste, sottolineate positivamente dal presidente nazionale della Cna Costruzioni Tonioni, il quale si è detto certo che questa sarà la legislatura durante la quale la legge sull'accesso alla professione potrà vedere la luce. Infine Tonioni ha richiesto che negli appalti pubblici venga inserita una riserva a favore delle aziende artigiane e delle piccole imprese, come in altri paesi europei.

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Agricoltori, salta il confronto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Replica dell'assessore Foddis: "Pronti al dialogo e impegnati su tutti i fronti" Agricoltori, salta il confronto Le organizzazioni di categoria lasciano il tavolo regionale CAGLIARI. Pressate anche in campagna elettorale dal malcontento che serpeggia fra i loro oltre 40.000 associati, le organizzazioni regionali degli agricoltori annunciano in Sardegna un nuova mobilitazione, dopo la grande manifestazione di piazza del 20 marzo 2007. Da ieri Coldiretti, Cia e Confagricoltura si chiamano fuori dal tavolo verde, sede di confronto con l'assessore regionale. L'ultimo esempio di mancato ascolto degli indirizzi suggeriti dalle organizzazioni di categoria - hanno denunciato i vertici delle tre associazioni è la decisione di licenziare lunedì scorso i criteri di selezione per i bandi agroalimentari nonostante i rappresentanti degli agricoltori non li avessero condivisi. Il malessere delle campagne sarde, che appare permanente e torna periodicamente a riacutizzarsi, e' fotografato in un documento dal titolo "Agricoltura sempre piu' al buio inviato all'assessore Francesco Foddis, al quale si chiede di concodare soluzioni urgenti alle emergenze elencate. Nel cahier de doleance dell'organizzazioni di categoria figurano voci note come calamita' naturali, crisi di mercato, rincaro delle materie prime, l'indebitamento aziendale e il ritardo nell'impiego dei fondi pubblici per gli investimenti. A queste si aggiungono il costo dell'acqua ("non abbiamo idea di quale sia quello effettivo a ettaro", ha spiegato il direttore di Coldiretti, Luca Saba) e le difficolta' seguite alla riforma degli enti agricoli e della burocrazia regionale. "I punti del documento sono immutati dalla manifestazione del 2007 e se ne aggiungono anche dei nuovi - ha spiegato il presidente della Cia Sardegna, Giorgio Piras - e riguardo all'indebitamento a tutt'oggi nessuna risposta è stata data agli agricoltori". Secondo Gigi Picciau, presidente di Confagricoltura, vi è il timore che questa mobilitazione venga "strumentalizzata a fini politici a causa del momento pre-elettorale". "Noi non facciamo politica - ha detto - ma rappresentiamo solo il mondo agricolo che difendiamo non solo dalla politica ma da tutti gli attacchi esterni". Il presidente di Coldiretti, Marco Scalas ha, invece, lanciato un ultimatum: "Se non ci saranno risposte il mondo agricolo si farà sentire in un modo più eclatante delle altre volte. ci dispiace per il periodo - ha concluso - ma a noi interessano i nostri associati". "La Regione è impegnata su ogni singola problematica", ha replicato a stretto giro di posta l'assessore all'agricoltura Francesco Foddis. "Siamo pronti a confrontarci con le organizzazioni di categoria su ogni singolo punto contenuto nel loro documento, fiduciosi che con un fattivo lavoro di collaborazione riusciremo a dare quelle risposte tanto attese dal mondo agricolo". "La Regione, con l'assessorato e le tre Agenzie Agris, Laore e Argea, è impegnata su ogni singola partita questione, dall'indebitamento delle aziende agricole all'attuazione dei bandi del Programma di sviluppo rurale, dall'abbattimento del costo dell'acqua alla riforma Ocm ortofrutta. Sono problematiche però complesse, per le quali il Tavolo verde è sempre stato convocato e informato, e la cui risoluzione è stata avviata da tempo. Valuteremo le singole richieste delle tre organizzazioni e ci impegneremo ancora di più per venire incontro alle esigenze del comparto".

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Per il veneto ho fatto più io della lega il passante non ha ritardi, parola di di pietro - mitia chiarin (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca "Per il Veneto ho fatto più io della Lega" Il Passante non ha ritardi, parola di Di Pietro MITIA CHIARIN "Sia ben chiaro che noi completeremo, come stiamo completando secondo il programma stabilito e con i finanziamenti già assegnati il Passante di Mestre, il Mose, la terza corsia e tutte le altre opere che abbiamo messo in cantiere. Da ultimo il sistema ferroviario metropolitano regionale, che domani (oggi ndr) portiamo al Cipe per 150 milioni di euro". Parla di federalismo responsabile ai 300 mestrini e veneziani che lo hanno atteso al Teatro Corso di Mestre il ministro Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori. "Il nostro federalismo passa anche attraverso le infrastrutture, giacchè per queste opere infrastrutturali e per altre opere autostradali i soldi dei pedaggi resteranno nel territorio per ulteriori infrastrutture e soprattutto per la difesa ambientale", spiega il ministro delle Infrastrutture arrivato in città per presentare i candidati dell'Idv alle prossime elezioni politiche. Con lui ci sono il parlamentare Massimo Donadi, il capolista al Senato Elio Lannutti, volto dell'associazione dei consumatori Adusbef e ancora il segretario provinciale Nicola Funari e quello regionale Borghesi. Chiede un voto diretto al suo partito, Di Pietro, ricordando che non esistono in questa competizione elettorale solo il Pd di Veltroni e il Pdl di Berlusconi ma due grandi coalizioni. Quello all'Italia dei Valori "è un voto utile", dice Di Pietro, anche per aiutare Valter Veltroni a vincere le elezioni e continuare a governare il paese. "Dicono in televisione che sono del Pd ma io dialogo con il Partito Democratico ma l'Idv ha una propria identità specifica". Oggi il Cipe approverà il progetto definitivo da 150 milioni di euro per il Sfmr in Veneto, progetto in forte ritardo. "Ma il Passante non ha un giorno di ritardo invece", spiega ai giornalisti Di Pietro appena arrivato al cinema Corso, dove lo attendono circa 300 sostenitori. E spiega che mentre Berlusconi si loda per aver avviato tante infrastrutture, come il Passante, quando "noi siamo arrivati al governo abbiamo trovato lavori bloccati, cantieri a metà: ho dovuto trovare i finanziamenti per completare l'opera. Per il Veneto io ho fatto più della Lega che a Roma di federalismo concreto non parla mica dal lunedì al venerdì". Parla di tutto l'ex pubblico ministero, dal palco del cinema Corso e strappa applausi quando promette maggiori investimenti in tema di sicurezza, annunciando che il 30% dei finanziamenti ai partiti e ai giornali di partito dovrà essere dirottato per mettere in condizione le forze dell'ordine di tutelare i cittadini. Poliziotti e carabinieri che oggi invece "non hanno la benzina per le auto e manco i pantaloni". E occorre aumentare del 30% gli organici del personale ausiliario nei tribunali "che hanno organici fermi agli anni Cinquanta". E poi occorre garantire la certezza della pena, un Parlamento dove si pratica sul serio il ricambio generazionale e composto di politici di qualità: "una classe dirigente di cui andare orgogliosi", slegata dalla pratica che emerge anche da inchieste giudiziarie di vero "mercimonio del voto". E poi lotta alla burocrazia, trasparenza nei servizi pubblici, una informazione davvero libera "e non assoggettata ad interessi di parte". Ma Di Pietro ammette che questa è una competizione difficile e critica anche la grafica della scheda di voto dove i 16 candidati dei vari partiti in lizza sono messi uno accanto all'altro, senza far capire ai cittadini a quale coalizione fanno riferimento. "E' una scheda fatta apposta per non far capire, perchè il sistema dei partiti non vuole una scelta da parte del cittadino".

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L'italia delusa vista dagli stranieri - niccolò menniti-ippolito (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALL'ATENEO VENETO L'Italia delusa vista dagli stranieri Non ci piacciamo più, ma abbiamo ragione? Un inglese dice di no NICCOLò MENNITI-IPPOLITO Nel guardare, la distanza qualche volta aiuta. Specie se si vuole comprendere l'insieme, invece che il dettaglio. Ed allora per capire l' Italia degli ultimi 50 anni, non è male chiedere a chi italiano non è, anche se la nostra realtà la conosce bene. E' nato così L'Italia repubblicana vista da fuori (1945-2000), un volume di 500 pagine edito da Il Mulino e curato dall'inglese Stuart Woolf, che lo presenterà oggi alle 18 all'Ateneo Veneto di Venezia assieme a Mario Isnenghi ed Emilio Franzina. Stuart Woolf ha insegnato a Cambridge, Reading, Essex e Ca' Foscari occupandosi sempre di storia italiana, partendo dal Risorgimento ed arrivando all'oggi. Ed accanto a sè ha voluto altri sei studiosi, 3 inglesi, un tedesco, un americano, un australiano per provare a raccontare, con occhi diversi, quella che è oggi l'Italia. "In molte nazioni - dice il professor Stuart Woolf - questo non sarebbe possibile, ma gli studiosi stranieri che si occupano dell'Italia sono veramente moltissimi, evidentemente c'è una attrazione per la cultura e la realtà italiana che non c'è per altri paesi come la Francia, per esempio". Dunque molti sono gli stranieri che conoscono bene l' Italia e spesso non la pensano esattamente come gli italiani. "Nel giudizio negativo che l' Italia dà di se stessa - dice Stuart Woolf - credo pesino molto gli ultimi quindici anni. Questo ha fatto dimenticare quanto di positivo c'è stato negli anni precedenti, la formazione di una solida democrazia, il miracolo economico, periodi in cui l'Italia è stata anche fiera di se stessa. Ora domina la delusione che fa sembrare tutto fallimentare". In questo senso per Stuart Woolf l'Italia è un paese più normale di quanto essa stessa ritiene. "Discutendo con un politologo come Pasquino ad una presentazione di questo libro ho sostenuto proprio questo e lui non era d'accordo. Mi sembra quasi che gli italiani si facciano un vanto della loro anormalità, che è minore di quel che si pensa. Il degrado dell'interesse pubblico rispetto a quello privato per esempio è un fenomeno complessivo che c'è anche in Inghilterra ed è frutto di un capitalismo sempre più individualista". Perchè l'Italia sarà anche una penisola, ma non vive in un mondo a parte. "In questo libro - dice Stuart Woolf - tutti abbiamo raccontato l'Italia partendo dal presupposto che non è un paese a se stante, che la sua realtà politica e sociale deve essere raccontata in modo comparato con gli altri paesi". Ciò non toglie che delle caratteristiche italiane ci siano. "In nessun paese - dice Stuart Woolf - c'è un uso politico della storia come in Italia, probabilmente perchè non si vuole fare definitivamente i conti con la condanna del fascismo". Ed una certa continuità col fascismo è forse una eredità che pesa. "Una delle difficoltà nella modernizzazione del paese - dice Stuart Woolf - riguarda chiaramente le procedure amministrative, che non sono state rinnovate dopo la guerra come invece è successo in Germania". Ma se gli italiani pensano alla loro burocrazia farraginosa come un dato antropologico gli stranieri non la pensano così. "Basta guardare - dice il professore - quello che è avvenuto negli ultimi due anni con la Guardia di Finanza o anche al mutamento di prospettiva segnato dalla legge Bassanini". Dunque si può migliorare e gli stranieri sono più ottimisti degli italiani. "Credo di sì - conclude Stuart Woolf - almeno in sei su sette la pensiamo così. Meno ottimista è forse Alistair Davidson che nel suo saggio sottolinea la mancanza, in Italia, del senso della cittadinanza".

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I francesi della scaini volano in spagna - luciano onnis (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari I francesi della Scaini volano in Spagna Villacidro, rinunciano alla produzione di bisturi Il motivo dell'addio: "La Regione ha sollevato troppe barriere" LUCIANO ONNIS VILLACIDRO. Bye-bye New Millennium Medical Italia: la società francese (e un po' americana) che ha rilevato dalla liquidazione giudiziale la Nuova Scaini (pagando circa un milione e 250 mila euro) per sostituirla con una fabbrica di lenti oftalmiche per interventi di cataratta e di bisturi per microchirurgia, saluta e va in Spagna. Lo stabilimento se lo costruiranno in Navarra. Sembra "a gratis". Il perchè di questo clamoroso dietro-front? Dicono, i francesi, di aver trovato un mucchio di difficoltà per mettere in piedi a Villacidro la loro fabbrica e che si sono stancati di stare appresso ai tempi biblici della burocrazia di casa nostra e, soprattutto, di aver trovato un muro di gomma alla Regione. Ragion per cui hanno abbandonato il progetto di fabbricare lenti e strumenti oftalmici a Villacidro e scelto di andare in Spagna, dove - a detta della società francese di Marc Dejean - sarebbero stati accolti a braccia aperte e omaggiati di terreni e capannoni per farci lo stabilimento. Tutt'al più, a Villacidro potrebbero, visto che sono proprietari dei terreni e delle strutture della ex Scaini, di avviare la produzione di acido ialuronico, ritrovato miracoloso contro le rughe attorno agli occhi. Però, dalle oltre centosettanta unità lavorative previste a regime (entro tre anni dall'avvio dell'attività produttiva) per fabbricare lenti e bisturi per la chirurgia oculistica, si scenderebbe a una cinquantina. E non è detto che siano ex dipendenti in Scaini, da ormai dieci anni fuori mercato e per i quali è stata riconosciuta per l'ultima volta la mobilità in deroga (400 euro al mese). La Regione, quindi, sarebbe per i francesi la responsabile della fuga in Spagna della New Millennium Medical. Ma qualche bastian contrario non meglio precisato esisterebbe anche a livello locale: parte del sindacato? l'amministrazione comunale di Villacidro? Consorzio industriale? Lo lasciano intendere da tempo i vertici societari francesi e chi li rappresenta in Italia, l'ex liquidatore della Nuova Scaini Antonio Barcherini. Di certo c'è che la Regione, nelle persone del presidente Renato Soru e dell'assessore all'Industria Concetta Rau, ha sempre parlato chiaro e pubblicamente: "Questi signori della Nmm - aveva detto Soru partecipando a Villacidro a un incontro con i sindacati e i lavoratori, presenti anche i segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm - non hanno un piano industriale, non rispondono con chiarezza alle nostre richieste di precisazioni, suscitano dubbi a non finire. Ci diano garanzie e la Regione farà la sua parte. Diversamente non concederemo agevolazioni e contributi. Basta con gli imprenditori che vengono in Sardegna per prendere e poi scappano". Era stato dato un termine alla società francese, il 31 ottobre, per presentare un piano industriale credibile. La Nmm non lo ha fatto, ha staccato direttamente i biglietti per la Spagna. Rimane l'alternativa dell'acido ialuronico in gel contro le rughe della la pelle attorno agli occhi.

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Fino a pavia una linea della metropolitana (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sisto Capra "Fino a Pavia una linea della metropolitana" L'appello di Mossi agli enti locali: "La provincia ora deve mettersi in mostra" PAVIA. "Una linea di metrò fino a Pavia con i cantieri di Expo 2015". A lanciare la proposta è il presidente della Camera di Commercio Piero Mossi: "Non sta a me dire se potrà essere il prolungamento della linea gialla o di quella verde. Ciò che conta è che Pavia città della cultura si candidi ad attrarre parte dei visitatori. Auspico che un quota degli investimenti serva a potenziare i collegamenti tra la provincia e la metropoli. Anche Vigevano è interessata ai progetti di metrò". Mossi è convinto che le istituzioni locali possano attivarsi per beneficiare di una fetta delle risorse. "Milano - continua Mossi - non può pretendere tutto per sè. I programmi di nuove infrastrutture devono coinvolgerla. Le decine di migliaia di persone che visiteranno l'Expo non potranno certo intasare Milano, dovranno anche alloggiare all'esterno. Bisognerà che gli imprenditori locali si attivino per creare strutture recettive. L'Expo sarà una vetrina sul mondo e quindi la provincia dovrà attivarsi". "Se si parla di costruire due nuove linee di metrò - argomenta a questo punto Mossi - perchè non estendere una linea di metrò fino a Pavia? E a Vigevano? Il modello è il complesso di stanziamenti dei primi anni novanta per le Colombiadi. Starà a noi proporci a Milano con la vetrina delle nostre produzioni. L'intera provincia dovrà mettersi in mostra, in modo che qualcuno si ricordi anche di Pavia. La ricaduta dell'Expo si misura soprattutto in investimenti sulle zone periferiche della Lombardia. Bisogna muoversi perchè il 2015, con i tempi della burocrazia, è domani. O ci sono già i progetti o ci si deve sbrigare a farli". Maurizio Maccarini, docente di gestione dell'impresa alla facoltà di Economia, illustra un altro versante di possibili ricadute: "Stiamo organizzando come Università di Pavia presso la Fiera di Cremona una manifestazione con una settantina di aziende espositrici e un contorno di una trentina di convegni, sul tema della gestione della tecnologia ospedaliera. La speranza è che nel quadro dell'Expo 2015 il tema possa essere ulteriormente valorizzato. L'Expo di Milano sarà focalizzata sull'alimentazione e sull'energia, mentre Smirne aveva proposto la sanità. Penso che si potrà valorizzare anche l'elemento sanità nell'Expo di Milano. Un'altra occasione può essere offerta dai progetti di fusione delle cantine sociali dell'Oltrepo, che dovrebbero concretizzarsi".

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Verona e l'Expò occasione d'oro (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO 2015. Grande interesse in città, sia nel mondo economico che politico, per la grande esposizione internazionale che si svolgerà nella metropoli lombarda "Verona e l'Expò occasione d'oro" GIAN LUCA RANA Venti miliardi di euro per gli investimenti, una nuova città da costruire con i migliori architetti del mondo che porteranno 70 mila posti di lavori nei cantieri; un flusso di visitatori stimato in 29 milioni di turisti nell'arco di sei mesi, da maggio a ottobre del 2015: è in queste cifre la grande scommessa dell'Expò vinta da Milano e che porrà al centro dell'attenzione mondiale temi come agricoltura, ambiente, nutrizione del pianeta. Il giorno dopo l'assegnazione dell'Expò a Milano, Verona prova a fare i conti di cosa può significare e valere l'impatto e l'indotto di questo evento e le opportunità saltano all'occhio. A fare il punto per l'economia veronese è il presidente di Confindustria, Gian Luca Rana che individua tre filoni assolutamente preziosi. "Innanzi tutto si aprirà a Milano un cantiere enorme per investimenti e indotto, che darà lavoro a migliaia di imprese e sarà in grado di dare una scossa generale alla nostra economia. Significa dare lavoro anche alle nostre imprese, far ripartire gli investimenti, ridare entusiasmo e aprire opportunità al mercato". Secondo punto, il tema della nutrizione che sarà al centro dei sei mesi dell'Expò: "L'alimentazione è uno dei punti forti del made in Italy: Milano sarà una vetrina splendida per il nostro agroalimentare", osserva Rana, "e l'Expò darà grandi vantaggi alle nostre aziende". C'è poi il turismo: "È il tema più evidente per i grandi numeri: dobbiamo cogliere questa grandissima opportunità sia con le offerte che con le infrastrutture. Comune, Provincia e Regione devono prepararsi perché il nostro territorio è la base ideale di partenza per chi vuole andare a Milano: la distanza è breve ma le infrastrutture sono sottodimensionate sia per la ferrovia che per l'autostrada. E non sottovalutiamo la ricaduta e i benefici che avrà il Catullo". Quindi? "Quindi dobbiamo cominciare a trovare le connessioni per fare rete e portare a casa tutti i vantaggi offerti da questa opportunità e dobbiamo prepararci per tempo per cogliere le benefiche ricadute dell'Expò". E sulla stessa lunghezza d'onda si muove Fabio Bortolazzi, presidente di aeroporto Catullo e della Camera di commercio: "Con una previsione di 29 milioni di visitatori per l'Expò, Verona e il Veneto devono prepararsi per accogliere il nuovo afflusso turistico. Non credo che sia il caso di costruire nuove strutture perché Verona e il Veneto sono già bene attrezzate, però è meglio pensare già ora ad organizzarsi bene". E l'aeroporto? "Malpensa non si discute, ma noi ci potenzieremo: c'è un piano per l'aumento di capitale". Tra le possibili sinergie con Milano c'è anche quella, trattandosi di una maxi esposizione, fieristica. "Se Milano ci chiama, noi rispondiamo", assicura Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere, che proprio domani aprirà Vinitaly, manifestazione che la Fiera di Milano aveva provato a imitare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: dalla rivalità si è passati alla collaborazione su vari eventi. "Finora non abbiamo avuto contatti, ma da adesso che si apre la partita vera, che si giocherà sui contenuti e siamo disponibili a collaborare se ci verrà chiesto. E se si parlerà nell'Expò di eccellenze agroalimentari, siamo pronti a portare il nostro know how". Che l'Expò rappresenti "una grande accelerazione in una fase stagnante per l'economia" è la convinzione anche del presidente della Provincia Elio Mosele che non nasconde qualche preoccupazione legata ai tempi. "È chiaro che l'Expò fa diventare urgentissime alcune opere che restavano ancora tranquille come il corridoio 5; inoltre diventa importante una rapida razionalizzazione degli scali aeroportuali del Nord, compreso il sistema veronese-bresciano. E le nostre imprese, poi, avranno grandi opportunità di lavoro. Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica. Poi si devono aggiungere i tempi di cantiere". La proposta di Mosele è semplice: "Chiunque vada al governo, dovrà prevedere una legge speciale per i lavori dell'Expò e un commissario, altrimenti nel 2015 si rischia un grande flop. Dobbiamo riprendere l'esperienza dei Mondiali 90 e della Legge obiettivo". L'importante, secondo il sindaco Flavio Tosi, "è attivarsi in tempi rapidi sia come città che come sistema: l'Expò è un treno importantissimo e molto lungo, bisogna salirci sopra. Verona che è città con grandi potenzialità grazie alle realtà finanziarie, alla potente economia, alla vocazione turistica e allo snodo logistico, non può rimanere fuori da questa partita. Insomma, l'Expò è una grande opportunità da cogliere".M.B.

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Fisco, peso sulla voglia di creare impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IN VISTA DELLE ELEZIONI. L'incontro nel rinnovato teatro Remondini alla Santissima Trinità "Fisco, peso sulla voglia di creare impresa" Problemi del Bassanese sotto la lente di politici e imprenditori: si moltiplicano i "faccia a faccia" e anche i candidati della nostra circoscrizione hanno incontrato, lunedì 31 marzo nel rinnovato teatro Remondini, i rappresentanti delle categorie economiche sul tema "Imprese e territorio: di quale politica abbiamo bisogno?". Invitati il leghista Paolo Franco, il candidato dell'Udc Luigi D'Agrò, Luciano Mignoli per la Sinistra arcobaleno, il sen. Pierantonio Zanettin per il Pdl e Rosanna Filippini per il Pd. Sviluppo delle nuove tecnologie e riorganizzazione urbanistica, utilizzo delle risorse idriche, formazione e ricerca in ambito tecnologico e umanistico, sicurezza dei cittadini e sicurezza sul lavoro, eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono stati questi i temi toccati in sede di dibattito, equamente ripartiti, secondo competenza, tra i presidenti delle categorie economiche cittadine . A stimolare la discussione c'erano infatti Teresa Cadore (Umce), Efrem Merlo (Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass. Industriali), Maurizio Pettenuzzo (CNA), Giovanni Panni (Apindustria) e Martino Cerantola (Coldiretti). Particolarmente sentite le questioni della burocrazia e pressione fiscale: "Due nodi - come ha spiegato Teresa Cadore - che appesantiscono la volontà di creare impresa, soprattutto tra i giovani". "É fondamentale anche il tema dello sviluppo delle risorse umane - ha aggiunto Panni - in un'ottica di integrazione tra saperi tecnologici e umanistici". "Solo lavorando su due fronti - ha aggiunto - l'impresa veneta (e bassanese) saprà garantirsi qualità, competitività e, in ultima analisi, valore aggiunto: non bastano i computer, ci vogliono anche i cervelli per farli funzionare". I candidati, di fronte alle domande poste dalla squadra di interlocutori che avevano di fronte, si sono sostanzialmente attenuti alle ricette proposte dai loro partiti in sede di presentazione del programma.L.P.

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A rischio la crescita (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 2 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Autonoma artigiani. Quadro preoccupante, ma il Cremasco tiene A rischio la crescita di Stefano Sagrestano Non è certo un quadro ottimistico quello disegnato dal presidente dell'Autonoma artigiani Pier Paolo Soffientini e relativo a questi primi mesi del 2008. I segnali preoccupanti dell'economia globale rischiano di mettere in difficoltà il settore artigianale, che rimane uno dei motori trainanti dell'economia cremasca. "La situazione economica di questo primo scorcio dell'anno -spiega Soffientini ? non si può certo considerare delle più favorevoli e le prospettive per il futuro, sia a livello internazionale che nazionale, sono tutt'altro che incoraggianti". Qual'è l'impatto della crisi sul sistema cremasco? "Siamo di fronte ? continua Soffientini ? ad una situazione generale che inevitabilmente sta già facendo sentire i suoi effetti sul sistema produttivo locale, anche se per ora i dati riferiti alla provincia di Cremona e al nostro territorio cremasco sembrano non soffrire della difficile congiuntura. In questi primi mesi dell'anno, infatti, il comparto dell'artigianato ha fatto registrare un saldo tra nuove imprese e quelle cessate di segno negativo, ma si tratta di un dato comunque in linea, se non addirittura più contenuto, rispetto alle tendenze degli anni passati e che ha consentito di mantenere il numero delle aziende iscritte all'Albo artigiani ancora al di sopra della significativa soglia delle 10.000 unità (per la precisione 10217 al 29 febbraio). Ma questa situazione non può certo lasciare tranquilli, visto che l'onda lunga della crisi in atto potrebbe farsi sentire in tutta la sua durezza già dalle prossime settimane e nei prossimi mesi, con pesanti ripercussioni su tutto il sistema produttivo ed occupazionale". Quali sono i segnali che più la preoccupano al momento? "Le previsioni che giungono da varie parti non inducono certo all'ottimismo: l'instabilità e le pesanti turbolenze dei mercati finanziari che tengono sotto scacco l'economia globale, l'alta pressione fiscale e la contrazione dei consumi, ancor più accentuata a livello locale dall'inasprimento delle aliquote attuate da molti Comuni. Senza dimenticare i costi sempre crescenti (petrolio, energia, materie prime, burocrazia, ecc.) a cui devono far fronte le imprese, che perdono così in competitività. Inoltre c'è la brusca frenata di settori sino a poco fa in piena espansione come l'edilizia, che non fa dormire sonni tranquilli agli imprenditori e lascia intravedere scenari poco rassicuranti". A questo stato di cose contribuisce anche l'instabilità politica a livello nazionale?. "La situazione d'incertezza e l'inevitabile 'stand by' prodotto dalla crisi di governo e dalle elezioni anticipate, di cui si sarebbe fatto volentieri a meno, non rappresenta certo un valore aggiunto per il nostro sistema economico chiamato ad annullare il gap che ancora lo separa dagli altri partner europei e 'competitor' mondiali". Che cosa chiedere allora al nuovo governo che uscirà dalle prossime elezioni?. "La speranza del mondo delle imprese è che dalle urne elettorali il 14 aprile possa nascere un governo forte, che abbia i numeri per governare a lungo e sappia intraprendere quelle riforme e quelle politiche di sviluppo, oggi più che mai indilazionabili, in grado di far rimettere in moto il 'sistema paese', consentendogli di essere sempre più protagonista su un mercato globale quanto mai dinamico e aggressivo. Di ricette miracolose non ce ne sono, così come non abbiamo più bisogno di imbonitori o apprendisti stregoni. Quello che serve sono scelte decise e di qualità che, partendo dai bisogni reali della gente e delle imprese, aprano la strada ad uno sviluppo concreto e duraturo".

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Piccole imprese Finanziamenti su misura (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

APINDUSTRIA. Accordo con Popolare Verona Piccole imprese Finanziamenti su misura VICENZA Banca Popolare di Verona e Apiveneto Fidi, il Confidi regionale del sistema Confapi Veneto, hanno realizzato una speciale formula di finanziamento su misura per le particolari esigenze delle piccole e micro imprese del territorio, denominata "Plafond speedy". Iter istruttorio semplificato, velocità decisionale e di erogazione, costi contenuti e trasparenti, facilità di accesso, burocrazia ridotta al minimo sono le principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo un'analisi dei bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento congiunturale, chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e velocità di risposta. "Lo strumento - spiega Filippo De Marchi, presidente di Apiveneto Fidi - si configura come uno speciale plafond per la concessione alle imprese nostre socie di finanziamenti a medio termine, ma con caratteristiche che lo rendono a misura di piccola e micro impresa". L'iniziativa mette a disposizione delle Pmi un plafond iniziale di 5 milioni di euro per finanziamenti fino a 50 mila euro rimborsabili entro 60 mesi, con l'obiettivo di favorire una migliore gestione finanziaria delle imprese, rispondendo ad una grande varietà di esigenze, dagli investimenti alla semplice necessità di liquidità. "La sua forza sta proprio nella semplicità - continua De Marchi - Esso infatti vuole essere una prima, chiara risposta alla necessità espressa dalle imprese di snellire i processi burocratici anche nei rapporti con i partner finanziari, riducendo i tempi morti richiesti da interminabili processi istruttori, che in molte occasioni possono creare pregiudizi ai processi di sviluppo delle imprese, costrette a decidere con prontezza e determinazione". "Alla luce dell'attuale fase economica caratterizzata da scarsa liquidità e tassi in crescita, il plafond che viene messo a disposizione degli imprenditori associati ad Apiveneto Fidi è una risposta tempestiva data alla vera anima dell'imprenditoria locale, ossia la realtà delle piccole imprese - sottolinea Luciano Colombini, direttore generale della Banca Popolare di Verona - questo accordo non solo conferma la nostra vicinanza alle Pmi, ma rappresenta la premessa per un'ulteriore crescita delle nostre relazioni con il mondo imprenditoriale".

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<Lo Stato pensi al disastro dei nostri centri storici> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIECI PUNTI "Lo Stato pensi al disastro dei nostri centri storici" Strade e servizi: la posta non deve arrivare ogni tre giorni, medico e farmacia devono essere fissi. Benzina a minor prezzo per chi deve fare la spesa a 15 chilometri. E gasolio a più buon mercato per chi deve riscaldare per 8 mesi l'anno. Non ostacolare con la burocrazia le iniziative private: chi vuol aprire un bar deve poterlo fare in otto giorni. Agevolare gli studenti che devono recarsi ogni giorno a valle: pullman caldi e comodi. Creare scuole di artigianato per salvare l'arte del legno, pietra e argilla. Salvaguardare il patrimonio naturale: proibire le rapine di ghiaia nei torrenti, i boschi scarnificati, i rapinatori d'acque. Fare leggi affinché le strade di montagna non siano piste di motociclismo. Leggi speciali per l'architettura di montagna, i vecchi borghi che stanno cadendo a pezzi. Lo Stato potrebbe ristrutturare questo patrimonio: la casa rimane di proprietà del cittadino ma lo Stato la può poi affittare per 30 o 50 anni e recuperare i costi di ristrutturazione. Creare posti di lavoro in maniera intelligente, senza distruggere. Ogni luogo di montagna povera deve avere un suo rappresentante che abbia voce fino a Roma. Occorre una legge che permetta alla gente di delegare qualcosa per rappresentarla.. "Uno per ogni valle d'Italia dove non nevica firmato" 02/04/2008.

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Agricoltori di nuovo in piazza (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 213 La vertenza. Coldiretti, Cia e Confagricoltura contestano l'assenza di risposte alle troppe emergenze Agricoltori di nuovo in piazza La vertenza.. Coldiretti, Cia e Confagricoltura contestano l'assenza di risposte alle troppe emergenze "Abbandoniamo il tavolo regionale: è inutile" --> "Abbandoniamo il tavolo regionale: è inutile" Le organizzazioni abbandonano il tavolo verde e annunciano la mobilitazione. "Troppi ritardi". L'assessore: siamo pronti al confronto. Tavolo verde addio. Coldiretti, Cia e Confagricoltura sbattono la porta di una stanza dei bottoni che tale non è mai stata per chi rappresenta 40 mila e passa imprese agricole. "Il tavolo verde nasce per un confronto diretto tra l'assessore regionale e i presidenti delle tre organizzazioni. Da tre anni a questa parte", denuncia Marco Scalas , presidente di Coldiretti, "non è più così. Troppe teste e troppe parole. E le nostre proposte muoiono lì. Ora basta". Giorgio Piras , Cia: "Un tavolo si allarga strumentalmente per non raggiungere alcun obiettivo". Gigi Picciau , Confagricoltura, è diretto: "Il tavolo serve a qualcuno per poter dire ti ho sentito ma me ne frego . A questo punto leviamo il disturbo". La piazza è davvero dietro l'angolo. LA PROTESTA In una conferenza stampa unitaria, il direttore di Coldiretti Luca Saba , con accanto il collega di Confagricoltura Maurizio Onorato , premette che "le organizzazioni si chiamano fuori da strumentalizzazioni politiche, ma la gravità del momento e le richieste che ci arrivano dal territorio non consentivano tregue". Tutti ricordano la grande manifestazione del 20 marzo 2007, con 8 mila imprese in piazza a Cagliari "e tanti impegni presi allora dall'assessore e dal presidente Renato Soru . Stiamo ancora aspettando molte risposte. E poi i parolai siamo noi", tuona Scalas. LE RICHIESTE L'elenco delle emergenze è lungo, dall'indennità compensativa 2007 per ora non pagata ("Ad azienda, in media, mancano in un momento così difficile 4-5 mila euro", quantifica Saba) all'indebitamento. "Eppure", fa notare Piras, "un mese fa abbiamo presentato a tutti i capigruppo un progetto di legge per uscire dai guai. Un lavoro fatto bene, con i Confidi. Non ci hanno nemmeno risposto". Coldiretti, Cia e Confagricoltura, in un documento inviato alla Regione, chiedono anche risposte immediate su calamità naturali ed epizoozie, riforma degli agrumi, eccesso di burocrazia (tra gli esempi, il ritardo nei libretti per il carburante agevolato), costo dell'acqua, rischio di nuovi disimpegni di fondi Por. LA RISPOSTA "Siamo pronti a confrontarci su ogni singolo punto contenuto nel documento, fiduciosi che con un fattivo lavoro di collaborazione riusciremo a dare quelle risposte tanto attese dal mondo agricolo", dice l'assessore dell'Agricoltura Francesco Foddis . "La Regione, con l'assessorato e le tre Agenzie Agris, Laore e Argea, è impegnata su ogni singola questione, dall'indebitamento delle aziende agricole all'attuazione dei bandi del Programma di sviluppo rurale, dall'abbattimento del costo dell'acqua alla riforma dell'Ocm Ortofrutta. Valuteremo le singole richieste", conclude Foddis, "e ci impegneremo ancora di più per venire incontro alle esigenze del comparto". LA TENSIONE "La misura è colma, ci faremo sentire in modo eclatante", annuncia Scalas. "Siamo in mobilità", aggiunge Piras. "Vediamo la pressione della base quando ci porterà ad esplodere". Picciau: "Siamo sempre più compatti contro chiunque voglia attentare al mondo agricolo". EMANUELE DESSÌ.

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Sateriale: il Conservatorio dai Teatini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo l'appello del direttore Fabbri si apre la possibilità di liberare l'ex Imposte dirette dai vincoli burocratici Sateriale: il Conservatorio dai Teatini Lettera al Demanio per sostenere l'impiego dell'edificio per le lezioni L'istituzione musicale scoppia per mancanza di spazio: occuperemo piazzetta Sant'Anna Il sindaco si schiera con il Conservatorio nella battaglia per abbattere il muro di burocrazia che impedisce l'utilizzo a fini didattici dell'ex convento dei Teatini. Gaetano Sateriale ha infatti inviato nei giorni scorsi una lettera all'Agenzia del demanio di Roma, per appoggiare la richiesta di Giorgio Fabbri, il direttore del "Frescobaldi", di occupare in via provvisoria l'ex sede delle Imposte dirette di via Bersaglieri del Po per le normali lezioni. L'edificio, enorme e inutilizzato dal giorno del trasloco dell'Agenzia, è entrato nella lista degli immobili da valorizzare con l'intesa Demanio-Comune e quindi sarebbe in teoria indisponibile in vista della gara per il progetto di valorizzazione, da bandire nei prossimi mesi. Visti i tempi della burocrazia ministeriale, però, si rischia di tenerlo inutilmente vuoto mentre il Conservatorio è già in difficoltà per la mancanza di spazi. Di qui l'idea di Fabbri, che si era visto sfuggire l'opportunità del complesso di San Benedetto, di traslocare lì la succursale anche in vista dei lavori di sistemazione dell'Auditorium, che porteranno via altri preziosi spazi. "Siamo pronti ad "invadere" con le nostre lezioni piazzetta S.Anna e a manifestare in pubblico il nostro disagio" aveva scritto Fabbri in una lettera aperta, inviata prima al Comune e poi ai giornali. Forse non ce ne sarà bisogno. Il sindaco ha dato in sostanza via libera ad un impiego provvisorio dei Teatini, impegnandosi nel contempo a trovare una sede più propria e definitiva per il Conservatorio. Non appena trovata, l'ex convento potrà essere valorizzato come da programma. Resta da vedere il percorso tecnico, se cioè i Teatini saranno stralciati o no dalla lista dei beni da valorizzare, ma poichè è stato lo stesso Demanio a chiedere per iscritto il parere del Comune, sarebbe singolare che non tenesse in considerazione la risposta di Sateriale. L'altra incognita è rappresentata dai tempi: quelli della valorizzazione erano piuttosto rigidi, sei mesi dal momento della firma dell'accordo con il Comune per bandire la gara progettuale e 180 giorni a disposizione dei progettisti per completare il loro lavoro. L'idea della "occupazione" musicale dell'ex sede delle Imposte dirette era stata rafforzata da un sopralluogo, compiuto nei mesi scorsi, da Fabbri, assieme ai tecnici del Comune e del Demanio. Il Frescobaldi si troverebbe tra l'altro nella condizione invidiabile di non pagare nulla per la eventuale concessione, forte di una sentenza del Consiglio di Stato. Il complesso dei Teatini non rappresenta in ogni caso la soluzione definitiva dei problemi dell'istituzione musicale. Nei mesi scorsi era circolata anche l'ipotesi di un fabbricato in ferrovetro da costruire ex novo, dove ospitare le lezioni. I contenitori vuoti di proprietà pubblica in centro si stanno rapidamente riempendo, almeno virtualmente, come capitato appunto al complesso S.Benedetto.

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Dove non nevica firmato - francesco jori (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-04-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)

Argomenti: Burocrazia

L'appello di Mauro Corona per i territori di alta quota che sono tagliati fuori da tutti i circuiti turistici che contano "Dove non nevica firmato" Questi sono paesi abbandonati da Dio e dagli uomini politici C'è bisogno di strade e servizi. Qui la legna e il gasolio devono costare meno. Inoltre la posta non deve arrivare ogni tre giorni FRANCESCO JORI BELLUNO. E' come se avesse intagliato a mano una delle sue sculture che danno vita al legno; solo che stavolta ha usato come materia prima le parole, per scolpire uno slogan. Di indubbia efficacia: "Dove non nevica firmato". Così Mauro Corona, che in montagna ci vive, che dalla montagna trae ispirazione, che la montagna ha raccontato in libri di grande forza evocativa, vuole contribuire a modo suo ad una campagna elettorale per tanti versi scialba e inconcludente. Richiamando la politica a fare la sua parte per quei territori di alta quota che sono fuori dai circuiti turistici e dai relativi benefici. Che appartengono, appunto, a un mondo non "firmato", privo di "griffes" e carico di problemi quotidiani, dimenticato anzi ignorato da chi vive in pianura. E la politica vive in pianura, segnala Corona: "I politici? Hanno solo l'importanza che si danno. Io penso che se ce ne fosse qualcuno che si occupa davvero di montagna, dovrebbe porre attenzione principalmente alle zone povere, a quella parte abbandonata di ripido dove la gente vive in piccole valli, dove ci si può chiamare da una costa all'altra. Dove non nevica firmato". E il Veneto dei Comuni "secessionisti" lo sa bene, a cominciare dagli apripista Lamon e Sovramonte. Il suo richiamo, Corona ha scelto di farlo ieri mattina da un luogo simbolo, Erto, memoria di quella tragedia del Vajont che rappresenta il paradigma della montagna spogliata e tradita. E come base ha fissato la "casa delle gaie", le due mitiche sorelle di cui parla in uno dei suoi libri, "nella cui casa non mancava mai un piatto di pastasciutta per i viandanti che vi facessero visita": lì dentro, ha consegnato a Enrico Borghi, presidente nazionale di Uncem (l'Unione delle comunità montane), un decalogo di richieste fondamentali per la classe politica; sperando che qualcuno se ne ricordi dopo il voto. Corona sa bene di cosa parla, e lo sa per esperienza diretta: "Ci sono alcune necessità urgenti da affrontare affinché le popolazioni della montagna povera non vivano sempre tribolando, a cominciare dalle strade e dai servizi. La posta non deve arrivare ogni tre giorni, il medico e la farmacia devono essere fissi sul posto". Altrimenti, si è di fatto tagliati fuori dal mondo, salvo per un aspetto negativo al massimo, quello del traffico pesante, "che passa su strade di montagna costruite più di cento anni fa, creando così estremo disagio a chi qui abita, e deve spostarsi per lavoro, per necessità, per vivere". Ma spostarsi diventa un problema, anche se le strade sono libere: "Nei piccoli paesi, quelli abbandonati da Dio e dagli uomini politici, per fare la spesa, per comprare la roba da mangiare o le medicine, bisogna farsi 15-20 chilometri in auto, perché sul posto non c'è nulla. E allora, sarebbe giusto far pagare la benzina di meno rispetto a chi sta in città, e trova tutto a portata di mano". Risorse, d'altra parte, non ne arrivano, a cominciare dal turismo: la stragrande maggioranza della montagna non ha alberghi, non ha impianti di risalita né piste da sci. E l'inverno dura otto mesi, spiega Corona: "Allora bisogna far pagare meno caro anche il gasolio, la legna, i materiali da riscaldamento, perché qui se ne consuma il doppio". Se spesso è il deserto, rimane comunque un inquilino scomodo quanto fastidioso, la burocrazia, con le sue pastoie e i suoi vincoli che sono uguali dalla metropoli al paesino sperduto in mezzo ai monti. Corona propone un esempio concreto: "Chi vuole aprire un'osteria o un rifugio, un negozio o quant'altro, deve poterlo fare in otto giorni. E ai bar, dove si vendono sì e no dieci bicchieri di vino al giorno, ai piccoli negozi che non chiudono solo per affetto, bisogna far pagare un minimo di tasse e basta. Ci sarà pure della differenza tra certi bar di borghi semiabbandonati e il Billionaire di Briatore...". Ma i disagi dell'alta quota sono per tutti, senza guardare in faccia all'occupazione o all'età. Cominciando dagli studenti, fa notare Corona, che devono scendere in pianura, "e per farlo salgono ancora su sgangherati pullman di operai turnisti che passano alle 5 e mezza del mattino; certo, l'ideale sarebbe avere le scuole sul posto, ma invece le chiudono... Sarebbe bello aprire scuole di artigianato frequentabili da tutti, per salvare l'arte del legno, della pietra, dell'argilla". Poi c'è tutto il capitolo dell'ambiente, su cui lo scultore-scrittore si scalda: "Si deve proibire la rapina di ghiaie sui torrenti, di interi boschi scarnificati dati in pasto a imprese senza scrupoli, di rapinatori d'acqua e altro che fanno man bassa di tutto in combutta coi politici. La montagna non va distrutta per arricchimenti personali, ma usata con intelligenza e rispetto". E in questo rispetto sta anche la salvaguardia dell'architettura di montagna: "Ci sono vecchi borghi che stanno cadendo a pezzi. Come Erto Vecchia, a due passi da qui, con mille anni di storia, dove sta crollando casa su casa". Lo ascolteranno? Lui per primo è scettico: "I politici ignorano tutte queste cose perché non gliene frega niente. Questi problemi non li toccano, loro vanno in ferie dove nevica firmato...".

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Dove non nevica firmato (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'appello di Mauro Corona per i territori di alta quota che sono tagliati fuori da tutti i circuiti turistici che contano "Dove non nevica firmato" Questi sono paesi abbandonati da Dio e dagli uomini politici C'è bisogno di strade e servizi. Qui la legna e il gasolio devono costare meno. Inoltre la posta non deve arrivare ogni tre giorni FRANCESCO JORI BELLUNO. E' come se avesse intagliato a mano una delle sue sculture che danno vita al legno; solo che stavolta ha usato come materia prima le parole, per scolpire uno slogan. Di indubbia efficacia: "Dove non nevica firmato". Così Mauro Corona, che in montagna ci vive, che dalla montagna trae ispirazione, che la montagna ha raccontato in libri di grande forza evocativa, vuole contribuire a modo suo ad una campagna elettorale per tanti versi scialba e inconcludente. Richiamando la politica a fare la sua parte per quei territori di alta quota che sono fuori dai circuiti turistici e dai relativi benefici. Che appartengono, appunto, a un mondo non "firmato", privo di "griffes" e carico di problemi quotidiani, dimenticato anzi ignorato da chi vive in pianura. E la politica vive in pianura, segnala Corona: "I politici? Hanno solo l'importanza che si danno. Io penso che se ce ne fosse qualcuno che si occupa davvero di montagna, dovrebbe porre attenzione principalmente alle zone povere, a quella parte abbandonata di ripido dove la gente vive in piccole valli, dove ci si può chiamare da una costa all'altra. Dove non nevica firmato". E il Veneto dei Comuni "secessionisti" lo sa bene, a cominciare dagli apripista Lamon e Sovramonte. Il suo richiamo, Corona ha scelto di farlo ieri mattina da un luogo simbolo, Erto, memoria di quella tragedia del Vajont che rappresenta il paradigma della montagna spogliata e tradita. E come base ha fissato la "casa delle gaie", le due mitiche sorelle di cui parla in uno dei suoi libri, "nella cui casa non mancava mai un piatto di pastasciutta per i viandanti che vi facessero visita": lì dentro, ha consegnato a Enrico Borghi, presidente nazionale di Uncem (l'Unione delle comunità montane), un decalogo di richieste fondamentali per la classe politica; sperando che qualcuno se ne ricordi dopo il voto. Corona sa bene di cosa parla, e lo sa per esperienza diretta: "Ci sono alcune necessità urgenti da affrontare affinché le popolazioni della montagna povera non vivano sempre tribolando, a cominciare dalle strade e dai servizi. La posta non deve arrivare ogni tre giorni, il medico e la farmacia devono essere fissi sul posto". Altrimenti, si è di fatto tagliati fuori dal mondo, salvo per un aspetto negativo al massimo, quello del traffico pesante, "che passa su strade di montagna costruite più di cento anni fa, creando così estremo disagio a chi qui abita, e deve spostarsi per lavoro, per necessità, per vivere". Ma spostarsi diventa un problema, anche se le strade sono libere: "Nei piccoli paesi, quelli abbandonati da Dio e dagli uomini politici, per fare la spesa, per comprare la roba da mangiare o le medicine, bisogna farsi 15-20 chilometri in auto, perché sul posto non c'è nulla. E allora, sarebbe giusto far pagare la benzina di meno rispetto a chi sta in città, e trova tutto a portata di mano". Risorse, d'altra parte, non ne arrivano, a cominciare dal turismo: la stragrande maggioranza della montagna non ha alberghi, non ha impianti di risalita né piste da sci. E l'inverno dura otto mesi, spiega Corona: "Allora bisogna far pagare meno caro anche il gasolio, la legna, i materiali da riscaldamento, perché qui se ne consuma il doppio". Se spesso è il deserto, rimane comunque un inquilino scomodo quanto fastidioso, la burocrazia, con le sue pastoie e i suoi vincoli che sono uguali dalla metropoli al paesino sperduto in mezzo ai monti. Corona propone un esempio concreto: "Chi vuole aprire un'osteria o un rifugio, un negozio o quant'altro, deve poterlo fare in otto giorni. E ai bar, dove si vendono sì e no dieci bicchieri di vino al giorno, ai piccoli negozi che non chiudono solo per affetto, bisogna far pagare un minimo di tasse e basta. Ci sarà pure della differenza tra certi bar di borghi semiabbandonati e il Billionaire di Briatore...". Ma i disagi dell'alta quota sono per tutti, senza guardare in faccia all'occupazione o all'età. Cominciando dagli studenti, fa notare Corona, che devono scendere in pianura, "e per farlo salgono ancora su sgangherati pullman di operai turnisti che passano alle 5 e mezza del mattino; certo, l'ideale sarebbe avere le scuole sul posto, ma invece le chiudono... Sarebbe bello aprire scuole di artigianato frequentabili da tutti, per salvare l'arte del legno, della pietra, dell'argilla". Poi c'è tutto il capitolo dell'ambiente, su cui lo scultore-scrittore si scalda: "Si deve proibire la rapina di ghiaie sui torrenti, di interi boschi scarnificati dati in pasto a imprese senza scrupoli, di rapinatori d'acqua e altro che fanno man bassa di tutto in combutta coi politici. La montagna non va distrutta per arricchimenti personali, ma usata con intelligenza e rispetto". E in questo rispetto sta anche la salvaguardia dell'architettura di montagna: "Ci sono vecchi borghi che stanno cadendo a pezzi. Come Erto Vecchia, a due passi da qui, con mille anni di storia, dove sta crollando casa su casa". Lo ascolteranno? Lui per primo è scettico: "I politici ignorano tutte queste cose perché non gliene frega niente. Questi problemi non li toccano, loro vanno in ferie dove nevica firmato...".

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Le trame dei film di prima visione (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LE TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE IL CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007) durata: 131', genere: drammatico, di Marc Forster con Atossa Leoni Dopo aver trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Questo viaggio è l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della profonda amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende storiche del suo paese in guerra. L'AMORE SECONDO DAN (Usa 2007) durata: 98', genere: commedia, di Peter Hedges con Dane Cook, Juliette Binoche, Steve Carell, Brittany Robertson Dan Burns è un giornalista esperto in questioni familiari; rimasto vedovo, si è rifugiato in una rassicurante routine, in cui cerca di scansare come la peste qualsiasi novità o imprevisto, con l'arduo compito di tenere a bada tre figlie giovani e ribelli. Tutto cambia nel corso di un weekend, in cui la famiglia Burns si riunisce nella casa sulla spiaggia dei nonni, a Rhode Island. Lì Dan incontra Marie. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008) durata: 117', genere: commedia, di Paolo Virzì con Micaela Ramazzotti, Isabella Ragonese, Valentina Carnelutti, Elio Germano, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini. Marta è una neolaureata, colta e taciturna. Dopo tanti colloqui trova lavoro in un call-center di un'azienda che vende elettrodomestici e si avventura in un mondo fatto di telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. UN BACIO ROMANTICO (Usa 2007) durata: 111', genere: drammatico, sentimentale; di Wong Kar-wai con Rachel Weisz, Natalie Portman, Jude Law, Norah Jones, David Strathairn. Elizabeth dopo la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola "amore". Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma sulla strada incontra strani personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie che l'ha lasciato, una sfortunata giocatrice d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008) durata: 107', commedia, sentimentale, di Anne Fletcher con Malin Akerman, James Marsden, Katherine Heigl, Edward Burns Jane è una ragazza idealista, romantica e altruista confinata perennemente al ruolo di damigella d'onore ma che per il momento non sembra destinata ad avere un suo "happy ending". Ma quando la sorella minore Tess conquista il cuore del suo capo - di cui Jane è innamorata - Jane mette in discussione il suo stile di vita. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007) durata: 110', thriller, di e con Sergio Rubini e con Sergio Rubini, Paola Barale, Vittoria Puccini, Riccardo Scamarcio. Adrian è un giovane scultore di provincia desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte. Fin dalla sua prima esposizione nella Capitale, la sua personalità balza agli occhi di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama internazionale.

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Dopo cena tra i libri In cattedra gli autori (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Dopo cena con gli autori": è il titolo di un ciclo di tre incontri con il libro e la lettura, che è stato organizzato dalla biblioteca di Solto Collina. Tre appuntamenti al giovedì, nella sala riunioni della biblioteca, a partire da domani. Aprirà il loverese Adriano Frattini, alle 20,45, che presenterà il suo ultimo romanzo "Upir". Carmelo Strazzeri e Emilia Barcellini leggeranno brani dal libro, mentre Laura Conti dialogherà con l'autore. Il romanzo narra una storia ambientata in un Paese dell'Est Europa, dove torna a "nascere" una specie di vampiro, il quale si trova a vivere in un mondo che non riconosce e del quale sarà vittima. Il 10 aprile sarà a Solto Collina Fabio Selini, di Castelli Calepio, che sempre alle 20,45, nella sala della biblioteca, presenterà "Il padre sospeso": storia di un'adozione raccontata da un papà. La vicenda autobiografica di un tormentato percorso per incontrare la figlia che la sorte gli ha destinato, attraverso la burocrazia, le carte bollate, i cartificati e le code per i vari uffici come prove d'esame da superare per diventare genitori. Concluderà il ciclo il modenese Devis Bellucci, con il suo "La memoria al di là del mare", una storia scritta durante viaggi di volontariato nel Sud del mondo, in particolare in Brasile, a contatto con le favelas.

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Le imprese a casini "più sgravi fiscali" - patrizia capua (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Napoli Il leader dell'Udc incontra gli industriali e i commercianti Le imprese a Casini "Più sgravi fiscali" PATRIZIA CAPUA Sgravi fiscali, zero burocrazia, polo fieristico, sicurezza, aeroporto internazionale. Le proposte e i bisogni degli imprenditori e dei commercianti napoletani alla prova di Pier Ferdinando Casini. Accompagnato dalla candidata beneventana Erminia Mazzoni, il candidato premier dell'Udc entra a gamba tesa nei problemi di Napoli e della Campania. Al leader del Pd Walter Veltroni si rivolge perché ottenga le dimissioni del governatore Antonio Bassolino. "Sarebbe un bel segnale di discontinuità - dice a margine dell'incontro con gli industriali napoletani - che Bassolino dovrebbe dare al più presto. Se poi si aggiungesse anche la Iervolino, non sarebbe male". A Palazzo Partanna, il presidente Giovanni Lettieri ha convocato anche la consulta delle imprese. Batte il tasto delle privatizzazioni: "Pensate solo che a Napoli le municipalizzate perdono 70 milioni all'anno". Casini parla di "crisi delle autorità a tutti i livelli, e di una classe politica subalterna a camorra e mafia, che impedisce lo sviluppo del Mezzogiorno". Il vice Bruno Scuotto si aggancia alla cronaca, l'Expò 2015 a Milano. Chiede "bilanciamento. Noi qui abbiamo bisogno come il pane di marketing per il turismo". L'emergenza mozzarella per Casini: "Le indagini devono essere accurate, ma io continuo a mangiarla come ho sempre fatto sono tranquillo e sereno, la mangiano anche le mie figlie". Scende le scale seguito da Romilda Balivo, consigliere comunale di Aversa, 27 anni, aspirante avvocato. "Questa ragazza prenderà il posto della Mazzoni" spiega il leader dell'Udc. Con i commercianti di piazza Carità gioca in casa. "Catastrofe ambientale e politica a Napoli e in Campania" titola l'ultimo Chiaia Magazine, mensile guidato da Nino De Nicola. Casini li chiama "eroi". Maurizio Maddaloni (Ascom regionale), Pasquale Gentile (albergatori), i presidenti dei centri commerciali, ascoltano e applaudono convinti. Pace chiede "una seria lotta all'evasione e all'elusione fiscale nei confronti dell'economia sommersa, di quel consistente mondo di imprese e di lavoratori che operano nella più completa illegalità". Lotta alla malavita: "Abbiamo bisogno di iniziative per riconquistare il territorio, l'illegalità sta distruggendo l'economia e il futuro dei nostri figli". "Il collasso dello Stato a Napoli e in Campania vi ha penalizzati in primo luogo come imprenditori del terziario, come commercianti, albergatori", dice Casini, "insomma persone che rischiano del proprio per tenere in piedi un'azienda in un tessuto che sopravvive solo grazie all'ingegno di quanti come voi possono definirsi oggi volenterosi, con qualche punta di eroismo". I costi della politica in Campania sono insostenibili a fronte dei risultati che ha reso: "Mi riferisco agli enti inutili, agli immobili improduttivi, ai troppi consigli d'amministrazione solo per sistemare gli amici degli amici e contribuiscono a bloccare la possibilità di rilancio per Napoli. Questo è un vero delitto". "Il suo è stato un discorso di buon senso" commenta Pace. "Certo, ce n'è tanto bisogno nel Paese", replica soddisfatto il leader dell'Udc.

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Un piano intercomunale per risolvere i problemi della viabilità di dobbia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La strada della frazione collega i territori comunali di Staranzano e di Ronchi dei Legionari Un piano intercomunale per risolvere i problemi della viabilità di Dobbia STARANZANO Ancora polemiche sulla viabilità e sui rifiuti abbandonati a Dobbia e ancora una reazione da parte dell'assessore ai Lavori pubblici di Staranzano Michele Rossi il quale respinge al mittente le accuse di "immobilismo" lanciate dal capogruppo di Alleanza nazionale Adriano Ritossa . "Non è vero che Dobbia è sporca - dice - e non è certo abbandonata dall'amministrazione comunale. Ho già dato a Ritossa una risposta scritta nel Consiglio di venerdì scorso anche se si è detto insoddisfatto. Mi sembra che faccia solo propaganda e continui a ripetere sempre le stesse cose". Reagisce con irritazione Rossi ad accuse infondate in quanto il Comune ha già in atto da tempo le soluzioni, rallentate solo dalla burocrazia, per affrontare le varie problematiche del paese. "Per quanto riguarda i rifiuti abbandonati - aggiunge Rossi - il Comune ha organizzato una squadra per far fronte a un problema che è comune a tutta l'Italia. Purtroppo i maleducati e gli incivili ci sono dappertutto e anche a Dobbia, dove arriveremo presto per ripulire alcune aree. Ieri ci hanno comunicato che anche in località Alberoni, quelli che vanno a passeggiare si portano in auto anche le immondizie e le buttano per terra. Non è colpa, perciò, del Comune se succedono certe cose, nonostante i continui controlli. Noi ci siamo organizzati per l'asporto delle immondizie". Sulla questione viabilità, nell'immediato futuro la frazione di Staranzano sarà direttamente collegata alle più importanti vie di comunicazione delle regione con l'aggancio dell'area della bretella autostradale Ronchi-Villa Luisa la cui realizzazione è cominciata nell'agosto scorso. "Anche se ci sono da svolgere lavori di ordinaria amministrazione come nelle altre parti del paese, Dobbia - prosegue Rossi - è considerata abbandonata" perché la frazione nei prossimi anni avrà un collegamento diretto con la viabilità del mandamentale e provinciale alla Monfalcone-Grado e con l'aeroporto senza passaggi a livello". Inoltre la frazione si trova nell'elenco delle priorità per quanto riguarda la sistemazione delle strade per le quali è già stato concesso un mutuo di 103mila euiro che in parte verrà utilizzato per la sistemazione di via Battisti (adiacente a piazza della Repubblica) e via Vittorio Veneto nel centro di Dobbia per le quali appena approvato il bilancio partirà la gara di appalto. "E' solo questione di giorni - afferma Rossi - perché i soldi del mutuo sono già disponibili". Per quanto riguarda, invece, via Dobbia, la strada di collegamento tra Staranzano e Ronchi, i due Comuni hanno affidato l'incarico a a un professionista per realizzare un progetto che dia una risposta definitiva alla viabilità che da anni è al centro delle proteste dei residenti. Il progetto esecutivo per l'asfaltatura di alcune strade di Staranzano è stato redatto dall'ingegner Andrea Ceschia. Nel piano d'intervento si prevede, infatti, l'asfaltatura delle vie Filzi, Vittorio Veneto, San Giorgio, Sauro, Brasizza, via Roma e infine via Battisti. Ciro Vitiello.

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Frena l'industria dell'edilizia appalti pubblici in picchiata - bologni a pagina vii (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Firenze Gli imprenditori del settore chiedono meno burocrazia Frena l'industria dell'edilizia appalti pubblici in picchiata BOLOGNI A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.

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Sconto sul bollo per le auto meno inquinanti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Firenze La Regione Sconto sul bollo per le auto meno inquinanti Sconto sul bollo auto per le auto meno inquinanti e meno tasse per le aziende che investono in innovazione e regolarizzano i precari. Su queste premesse, già annunciate dal presidente toscano Claudio Martini, inizia oggi in consiglio regionale la discussione sul Documento di programmazione economica e finanziaria del 2009, che farà da cornice al prossimo bilancio. Sarà l'assessore al Bilancio Giuseppe Bertolucci (nella foto) a spiegare in aula quali sono le prime tendenze dell'anno economico che si apre: crescita del Pil regionale al di sotto dell'1% per il 2008, l'1,6% previsto per il 2009 ma solo se la crisi statunitense finirà e con la rivalutazione del dollaro calerà anche il prezzo delle materie prime. E le prime indicazioni: investire, innovare, internazionalizzare, realizzare le infrastrutture che mancano, semplificare la burocrazia ed estendere lo stato sociale.

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Dopo anni l'edilizia frena crollo degli appalti pubblici - maurizio bologni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Firenze Dopo anni l'edilizia frena crollo degli appalti pubblici L'anno scorso il valore dei bandi è diminuito del 26 per cento. "Troppa burocrazia" MAURIZIO BOLOGNI La locomotiva del Pil regionale è in brusca frenata, l'industria toscana dell'edilizia mostra segnali di allarmante inversione dopo un lungo ciclo di crescita. Un dato su tutti impressiona e allarma Stefano Varia, neo presidente dei costruttori confindustriali (Ance): nel 2007 è crollato del 26% rispetto all'anno precedente il valore dei bandi di gare per opere pubbliche, che è passato da 1.440 milioni a poco più di 1.000 milioni al netto dei 915 milioni per le opere dell'alta velocità alla stazione di Firenze (prospettive al ribasso anche per l'anno in corso). Questa "caduta libera" degli appalti preoccupa gli industriali dell'edilizia più della frenata del mercato immobiliare: calo medio del non residenziale del 4,2% e dell'1,1% delle transazioni residenziali con riduzioni più marcate a Livorno (-11,9%), Massa Carrara (-5,9%) e Pistoia (-5,5%). Sulle cause del crollo delle gare pubbliche, Varia ha tirato una stilettata alla nuova legge regionale sugli appalti, peraltro lodata per altri aspetti. "I punti di collisione che si sono creati tra legislazione nazionale e regionale - ha detto Varia - hanno rappresentato un elemento di incertezza che può aver indotto alcuni Comuni a sospendere i bandi delle gare in attesa di chiarimenti". Dito invece puntato contro le amministrazioni municipali per "quella mancanza di cultura progettuale" che non fa decollare una pratica virtuosa come l'impiego di materiali di recupero nelle opere pubbliche, opportunamente stimolata dalla legge regionale. Si calcola che in Toscana una quindicina di impianti forniscano complessivamente, ogni anno, circa due milioni di tonnellate di inerti di ottima qualità e bassi costi che potrebbero essere utilizzati in edilizia. La "mancanza di cultura dei Comuni" - denuncia Varia - fa sì che questo materiale venga utilizzato poco. E quella che potrebbe essere una risorsa a buon mercato finisce per diventare paradossalmente un problema: rifiuti da smaltire e interrare. Varia ha sottolineato come positiva l'emersione dal nero suscitata dalla nuova normativa - 7.000 nuove imprese iscritte in Toscana su un totale di 66.000 nel breve periodo a cavallo tra fine 2006 e inizi 2007 - ha chiesto nuovi meccanismi di aggiudicazione degli appalti, che accanto all'offerta economica più conveniente valutino la qualità delle imprese, e ha rivendicato i buoni risultati ottenuti nella lotta agli infortuni mortali: dai 13 morti nel 2006 ai 7 nel 2007. "I controlli nei cantieri li chiediamo noi, siamo per la prevenzione e non per la repressione" ha detto il presidente regionale dell'Ance. "Gli incidenti - ha detto ancora - sono diminuiti e l'obiettivo è arrivare a zero, ma è necessario maggiore formazione specie nelle imprese da poco iscritte. Inserire elementi di penalità - ha concluso - non serve". Luci e ombre, dunque, intorno a quel dato che è invece nettamente negativo: la contrazione dell'edilizia. Per far tornare a correre il settore, gli industriali invocano la semplificazione amministrativa ("non è ammissibile che per aprire un cantiere occorrano 60-70 adempimenti"), lo snellimento delle procedure burocratiche ("per completare un'opera pubblica ci vogliono fino a 8 anni"), e il coraggio di far partire quelle infrastrutture che Varia ha indicato come "opere condivise". Ha citato più volte la Tirrenica. "Se ne parla da venti anni, ora la concessionaria è disposta a realizzarla e tutto sembra a posto, perché non si comincia?".

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Prima assemblea per 'Confagricoltura Alessandria' (sezione: Burocrazia)

( da "inalessandria.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(0) 2 Aprile 2008 Prima assemblea per 'Confagricoltura Alessandria' Lunedì 31 marzo, presso l'Hotel Marengo di Spinetta, si è tenuta la 1a Assemblea Generale Ordinaria di Confagricoltura Alessandria. L'associazione agricola, infatti, ha cambiato la denominazione da Unione Provinciale Agricoltori di Alessandria sempre ieri durante l'Assemblea Generale Straordinaria, convocata appositamente per alcune modifiche statutarie. Al tavolo dei relatori erano presenti il presidente Gian Paolo Coscia, i tre vice presidenti Pier Italo Accatino, Eugenio Burnengo e Giacomo Lodi, il direttore provinciale Valter Parodi, il sindaco Dino Vernetti ed ospite della serata, direttamente dal Forum di Confagricoltura "Il futuro fertile" di Taormina, il vice presidente confederale Antonio Borsetto. Davanti alla platea degli associati, dei dirigenti e dei collaboratori provenienti da tutta la provincia, oltre ai relatori sono intervenuti i numerosi rappresentanti a livello locale, regionale e nazionale di partiti politici di ogni schieramento, S.E. il Prefetto Castaldo, il Questore, dott. Masini, il presidente del Consorzio Agrario di Alessandria Galante, i Presidenti delle altre OO.PP. , delegati delle istituzioni e il presidente dell'Inea Rava. Il percorso tematico affrontato nella sua relazione dal presidente provinciale Coscia ha visto tre grandi filoni: i servizi che Confagricoltura Alessandria ha messo a disposizione degli associati in questo ultimo periodo; i rapporti politico ? istituzionali; opportunità e progetti per le aziende agricole. Per quanto concerne il primo punto Coscia si è così espresso: "Nel corso dell'anno abbiamo posto le basi per la realizzazione di tre nuovi settori di attività: Unionfidi, Assicurazione e Consorzio Agrario. Nella consapevolezza che anche le aziende agricole possono beneficiare con più efficacia di un tempo dell'aiuto del sistema bancario, l'accordo che Confagricoltura Piemonte ha stretto con Unionfidi, il maggiore Confidi italiano di emanazione associativa, che conta su oltre 10.300 imprese socie a livello italiano e oltre 30 anni di esperienza, presenta tutte le caratteristiche per divenire uno strumento concreto di crescita per le aziende?Le imprese oggi chiedono al sindacato servizi reali e tra questi quelli assicurativi sono ai primi posti. Attraverso l'accordo con Fata Assicurazioni, compagnia del gruppo Generali, da oltre ottanta anni nel mercato dell'agricoltura, e la creazione di "Verde Sicuro", con le sue 11 agenzie già operative in Italia (tra cui la nostra di Alessandria), Confagricoltura è in grado di fornire ai propri associati un'assistenza completa e diretta in questo settore. Il nostro agente è a disposizione negli uffici zona della nostra provincia tutte le settimane". Infine, il Presidente ha sottolineato la notevole opera di sensibilizzazione degli associati svolta nei mesi scorsi, affinché il mondo di Confagricoltura potesse tornare ad essere parte attiva del Consorzio Agrario Provinciale, importante realtà economica presente sul territorio nella quale l'associazione crede e alla quale pensa di poter dare il fondamentale contributo imprenditoriale. "Tra meno di due settimane saremo chiamati alle urne. In vista di questo appuntamento, forse mai come oggi cruciale per il destino della nostra economia, abbiamo inviato a tutti i candidati le nostre proposte per un programma di legislatura per l'agricoltura, in piena sintonia con gli orientamenti nazionali di Confagricoltura che sono stati espressi al meglio con il recente Forum di Taormina cui il direttore Parodi ed io abbiamo partecipato" ha continuato Coscia rivolgendosi agli esponenti del mondo politico presenti in sala. Infine, il presidente di Confagricoltura Alessandria si è soffermato a parlare dei grandi temi che hanno caratterizzato l'anno appena passato, tra cui citiamo l'OCM Vino, l'OCM Ortofrutta. Purtroppo, Coscia ha dovuto anche denunciare la presenza di alcune questioni ancora irrisolte sul vecchio PSR 2000 ? 2007, questioni che richiedono costante attenzione per finalizzare le iniziative intraprese nel corso dello scorso anno: "Mi riferisco ai pagamenti di alcune domande agroambientali (Misura F) del 2005 e del 2006. Su questo argomento, ed è notizia freschissima, grazie al nostro intervento (che non ha mai avuto il sostegno delle altre Associazioni di Categoria), la situazione si sta rapidamente sbloccando: i pagamenti sono pronti: stando a quanto comunicato per iscritto da Arpea, e confermato dall'Assessore Taricco, occorre attendere che le quote di cofinanziamento nazionale e comunitario assegnate alla Regioni a valere sul nuovo PSR 2007-2013 vengano materialmente versate. Invece, i pagamenti delle domande 2007, primo anno della nuova programmazione 2007 ? 2013, si faranno attendere ancora. Questi ritardi sono dovuti non solo agli stanziamenti finanziari, ma anche al negoziato in corso con l'Unione Europea su alcuni aspetti normativi di natura tecnica che, una volta risolti, potranno consentire la liquidazione delle domande dello scorso anno". L'appuntamento annuale con gli associati si è concluso, dopo numerosi interventi, con le coinvolgenti riflessioni del vice presidente nazionale Antonio Borsetto: "Al Forum nazionale abbiamo incontrato Veltroni, Casini e Berlusconi, alcuni tra i candidati a premier alle prossime elezioni. E' degno di interesse il fatto che tutti abbiano assentito a ciò che Confagricoltura ha proposto. Tra le idee del presidente Vecchioni vi è quella di un forte collegamento tra la politica agricola e quella economica: la politica deve rimettere il settore primario al centro dell'economia, insieme agli altri settori". E sempre parlando del sistema Italia Borsetto ha detto: "Il nostro Paese non funziona, si sta fermando. Ci sono troppe istituzioni che non fanno che rallentare il sistema, creando burocrazia e allungando i tempi di attesa". Secondo un'indagine di Confagricoltura, le imprese cerealicole impiegano 100 giorni lavorativi per il disbrigo delle pratiche burocratiche. E sono le più fortunate, se si pensa che le zootecniche e le vitivinicole sono a quota 120 giorni. "La capacità di competere della penisola italiana nell'Unione Europea e al di fuori è ormai debole. Se il mondo politico nostrano si fosse mosso come quello agricolo, che ha saputo trasformare gli agricoltori in imprenditori agricoli capaci di essere molto competitivi, l'Italia non sarebbe nella situazione in cui versa adesso. Il nostro appello ai rappresentanti dei partiti è di rendere concorrenziale e quindi più valida la politica" ha concluso il vice presidente Antonio Borsetto. (r. s.) GALLERIA FOTOGRAFICA Leggi i.

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<Il voto a noi fa bene anche al Trentino Mani libere, difenderemo la specialità> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Trentino" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Volkspartei "Il voto a noi fa bene anche al Trentino Mani libere, difenderemo la specialità" TRENTO - Più autonomia, salari più alti (anche appoggiando un governo di larghe intese). Così Siegfried Brugger - capolista alla Camera della Svp in regione, nella cui lista corrono anche i trentini Devis Tamanini e Mauro Ottobre (Patt) - chiede il voto ai trentini. Puntate tutto sulla difesa dell'autonomia. A quali competenze aspirate? "Prima o poi lo Stato evolverà in senso federale e noi vogliamo salvaguardare la nostra specialità: l'obiettivo è l'approvazione del vincolo dell'intesa, una partita comune con Trento. Sulle competenze, chiediamo di poter gestire il personale della giustizia e delle finanze, oltre a provincializzare le poste. Un altro obiettivo è il federalismo fiscale: Veneto e Lombardia accetterebbero meglio l'autonomia, senza parlare di privilegi". Vi siete dichiarati "fuori dai blocchi". Preferite il programma economico di Berlusconi o Veltroni? "Sono vicini. Ci sono due questioni di fondo: aumentare il potere d'acquisto dei salari, innalzando il "netto" e detassando gli straordinari. Per le imprese, va diminuita la burocrazia per creare nuove aziende, e allargata la forfettizzazione delle tasse, accordata oggi a chi ha volumi d'affari fino a 30mila euro ". "Klaudia Resch, della Sinistra arcobaleno, ha dichiarato che sarebbe molto felice di essere la prima donna tedesca non Svp eletta in parlamento. "A Roma noi non lavoriamo per gruppi linguistici, ma per tutti, prova ne è quanto fatto per il tunnel del Brennero o l'energia. Noi e il Patt rispondiamo solo a logiche locali, Resch anche a direttive nazionali". Zeller ha detto: "Potremmo non votare la fiducia, qualunque sia il governo". Che ne pensa? "Non è prioritario dare fiducia a una maggioranza. Non avendo fatto un accordo prima, è probabile che non voteremo la fiducia, ma valuteremo i singoli provvedimenti". Si va verso un governo di larghe intese. "Se si fanno accordi per aumentare il potere d'acquisto dei salari e diminuire la pressione fiscale, ben vengano". La legge elettorale non vi aiuta. Per questo chiedete voti anche in Trentino. "Nel 2006 con 182mila voti abbiamo fatto quattro deputati, ora con gli stessi rischiamo di non fare la terza. Una legge folle. A parte questo, i trentini sanno che la Stella alpina ha credibilità ed è sinonimo di territorio e difesa dell'autonomia". Cosa pensa del partito territoriale di Dellai? "Vedo con grande favore questo progetto. In Trentino c'è già il Patt molto vicino alle nostre idee e se c'è un'accentuazione di questo carattere a noi va molto bene". Dellai, però, parla del partito territoriale in funzione del terzo statuto. Ma Bolzano è fredda. "è un tema amministrativo, per il quale è importante l'accordo tra le province. Ritengo che si possano collaborare su molti temi da Trento a Innsbruck: università, ricerca, traffico, rifiuti, autostrada, aeroporto". Perché i trentini dovrebbero votarvi? "Siamo alleati del Patt e dal giorno dopo le elezioni, quei voti saranno per l'autonomia. Ciò che faremo sarà di aiuto anche ai trentini". Alessandro Papayannidis \\ Ben vengano le larghe intese se serviranno ad alzare i salari e abbassare le tasse.

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La burocrazia si arrende al contadino di nocchi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio La burocrazia si arrende al contadino di Nocchi CAMAIORE. Le tribolazioni del coltivatore diretto Carlo Carmassi, che si era visto negare da un vicino l'acqua, per irrigare i suoi campi (che coltivava a fieno per gli animali della sua azienda agricola), proveniente da una canaletta che un tempo alimentava due frantoi, a Nocchi, dovrebbero essere finite. Per ottenere quell'acqua necessaria si era rivolto un po' ovunque: al Comune, alla Provincia, alla Regione, alla Comunità montana e perfino alla Procura della Repubblica. Mesi di istanze e di denunce. Ora, finalmente, è venuto a sciogliere il bandolo della matassa. E l'ancora di salvezza gli è venuta da un impegno, preso nel 1994 dal sindaco Carla Dati. Insomma, bastava che qualcuno nel palazzo comunale si ricordasse, come se ne è ricordato il dipartimento del servizio difesa del suolo di Lucca, che esisteva quell'impegno, senza far fare a Carmassi quello che si suol dire "il giro del mondo". Da Lucca, infatti, è venuto a sapere che "la natura privata del gorile e non del demanio, è confermata da quanto emerge da una nota del comune di Camaiore, con cui lo stesso Ente dichiarava il proprio impegno ad assumersi ogni responsabilità civile e penale riguardante la sicurezza del gorile e dell'area circostante, oltre che a garantire, con adeguate misure, la pulizia della gora e del fiume nel punto di imbocco della stesa". Il sindaco Carla Dati aveva preso questi impegni, "in considerazione del particolare interesse socio culturale e storico del corso d'acqua, utilizzato per l'attività di due mulini, siti in Nocchi, per antichi lavatoi e per una non trascurabile funzione irrigua, oltre che per caratterizzarsi per l'inserimento nell'ambiente urbano e nel paesaggio del luogo". In base a questa storia, Carmassi ha oggi avanzato domanda al dipartimento infrastrutture servizio del suolo e acque pubbliche della Provincia, per ottenere al massimo 25 litri al secondo di acqua, necessaria a coltivare il proprio campo a fieno, mangime per il solo bestiame presente nella stalla, chiudendo così mesi di tribolazioni e scontri con la burocrazia.

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PASSA PER CINQUE STRADE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-04-02 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE L'intervento L'ECCELLENZA DELL'ATENEO PASSA PER CINQUE STRADE SEGUE DALLA PRIMA Quale che sia l'interpretazione, Aquis appare, al momento, un contenitore ancora da riempire di significati. Il successo dell'idea dipenderà, a mio modo di vedere, da quanto riusciranno le università di Aquis a darsi obiettivi comuni al di là della capacità contrattuale nei confronti del governo. Quali possono essere questi obiettivi? In primo luogo, visto che ci stiamo preoccupando tanto e giustamente di armonizzazione le carriere degli studenti in Europa (Bologna process e riforma degli ordinamenti), perché non cominciare a curarsi di adeguare la struttura organizzativa e i paradigmi delle nostre Università a standard europei? Sebbene siano le leggi nazionali e l'opera dei governi centrali a determinare la "forma" del sistema universitario, Aquis può esercitare una considerevole azione propulsiva per allineare organizzazione della ricerca, tempi e modi degli esami, accesso e diffusione del dottorato, formazione post-laurea e postdottorale, servizi per gli studenti e per il personale, riconoscimento e incentivazione del merito, nonché strutture e mezzi per il trasferimento di conoscenze e altro ancora alla ivy league degli atenei europei. Tutto molto utile, anche per recuperare i denari e i cervelli che lasciamo in Europa ad altri paesi. Secondo, e senza attendere i governi centrali, Aquis può già ora sfruttare gli spazi consentiti dall'autonomia universitaria (nata nel 1993) per sviluppare politiche di autonomia di gestione, in particolare delle strutture dipartimentali. La crescita di complessità del sistema-università deve trovare una risposta fondata su responsabilità di gestione "distribuite" e verificate. Servono inoltre strumenti di governo adeguati, quindi serve (per Unibo certamente) un nuovo Statuto che garantisca efficienza e trasparenza. A tal fine lo statuto dovrà individuare con precisione le responsabilità: il cda e il senato accademico hanno al momento ruoli e ambiti di competenza confusi, mentre presidi e direttori di dipartimento hanno responsabilità e poteri sbilanciati. Al rettore dovrà essere data la possibilità di scegliere una squadra di lavoro di persone competenti da sottoporre al vaglio degli organi. Occorre una energica azione di liberalizzazione e de-burocratizzazione per restituire ai docenti il tempo per lo studio e la ricerca. Lo stato di "riforma permanente" degli ordinamenti didattici, il proliferare dei corsi, la "sedimentazione normativa" derivante da un sistema che cerca nella norma il sostituto della responsabilità, ha appesantito enormemente il carico non-accademico sugli accademici. è indispensabile riequilibrare i l'impegno didattico e ripulire la vita accademica dall'eccessiva burocrazia. Non ultimo, le Università hanno bisogno di attivare rapidamente un processo di reclutamento per sostituire i docenti che andranno in pensione nei prossimi anni. Le Università di Aquis dovrebbero progettare insieme un percorso razionale per il pre-ruolo definendone con precisione durata e progressione economica, e garantendo una rigorosa base di merito per la selezione dei migliori per la prosecuzione nella carriera accademica. In quest'ambito Aquis può anche condividere meccanismi incentivanti (scambi au pair e cofinanziamenti) che attivino la circolazione e lo scambio inter-universitario di dottorandi e giovani studiosi in formazione, quel "mercato delle intelligenze" che è quasi inesistente nel nostro paese. Con obiettivi di questa portata, Aquis potrebbe diventare un autentico volano di innovazione nel nostro sistema Universitario. Cosa di cui c'è grande bisogno. Dario Braga Direttore Istituto studi avanzati.

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Liceo Umberto: ora rischio di doppi turni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-04-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Studenti richiamati Le aule promesse potrebbero non essere pronte Liceo Umberto: ora rischio di doppi turni Il preside: temo la burocrazia della Provincia La segreteria del liceo Umberto ha presentato alla Provincia una serie di richieste inevase: banchi, sedie, suppellettili e piccoli lavori NAPOLI - Liceo Umberto, sala delle conferenze. Da un lato ci sono i genitori dei cinquanta ragazzi non favoriti dal sorteggio e dunque la cui iscrizione al classico di piazza Amendola non è stata regolarizzata. Dall'altro c'è il preside, Alberto De Vico, insieme con due insegnanti. E' l'incontro decisivo - o quasi - secondo alcuni. Un appuntamento dal quale potrebbe scaturire anche la formalizzazione delle iscrizioni al liceo per giovani rimasti fuori dalla riffa. Le premesse, tutto sommato, ci sono. L'assessore provinciale all'Edilizia scolastica, Angela Cortese, si è impegnata a disporre una serie di lavori nell'istituto per creare così due nuove aule sufficienti per accogliere i cinquanta in lista di attesa. "Ma non è così semplice - avverte il preside - poiché non siamo nelle condizioni di poterci fidare delle promesse. In piazza Amendola, ad esempio, i lavori dovevano essere terminati a settembre, ma sono ancora in corso. Diciamo pure che ho molti dubbi sulle lentezze burocratiche". E mostra una lista di richieste che l'Umberto ha avanzato in passato alla Provincia, in merito alle quali non ci sono state risposte. L'elenco è lungo: cento banchi e cento sedie, l'apertura di un vano di comunicazione fra due locali degli uffici, armadietti, lavagne, cattedre, scrivanie, banchi biposto, poltroncine e suppellettili varie. Il preside, mostrando una serie di dubbi rispetto alla sollecitudine dell'Ente provinciale, ne approfitta anche per rispondere a distanza all'assessore Cortese - che ha contestato il ricorso al sorteggio definendolo una soluzione alla Ponzio Pilato - e ha ricordato che l'Umberto ha fatto le proprie scelte. "La platea scolastica non esiste nella scuola superiore - ha detto - esistono i distretti. Il nostro è il 41 che comprende cinque scuole medie: Della Valle, Fiorelli, Tito Livio, Nevio, Poerio. Riferendoci al distretto avremmo avuto 164 iscrizioni, ma sarebbero state poche e avremo rischiato di perdere la sede. Quindi avremo dovuto aprire alla Municipalità e le iscrizioni sarebbero salite a 230: troppo comunque. Ed ecco la scelta del sorteggio da parte del Collegio di Istituto". Collegio che ora dovrà essere interpellato per esprimersi sulla formalizzazione della iscrizione dei cinquanta in lista di attesa. "Siamo chiari - avverte De Vico - se le nuove aule non saranno realizzate si ricorrerà ai doppi turni oppure alla rotazione. E questa è materia che attiene al Consiglio, che tuttavia non dirà no". I no, dunque, non ci sono. I sì potrebbero venire a giorni. "Senza troppi giri di parole - dice De Vico con il suo stile diretto - se fra voi genitori c'è qualcuno in grado di accelerare i tempi della burocrazia si faccia pure avanti". Anna Paola Merone La vicenda La riffa al liceo Umberto si è svolta lo scorso 14 febbraio: 51 i ragazzi che sono rimasti fuori dal sorteggio. Le famiglie degli studenti esclusi - cinquantuno - hanno fin da subito minacciato ricorso. Centosessantatrè quelli sorteggiatidall'urna, quelli "aventi diritto" in quanto fratelli o sorelle di iscritti, sono sessantadue.

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<Un patto per la sicurezza tra Comune e costruttori> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-02 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Il dibattito "Una mappa delle aree a rischio. Più integrazione per chi è in regola" "Un patto per la sicurezza tra Comune e costruttori" Pasquarelli, EuroMilano: subito un tavolo di confronto Blitz della polizia in via Porretta, dove è prevista la costruzione di un asilo, un parco e una nuova caserma dei carabinieri "La questione rom è di tutti. E quindi è mia, nostra, delle istituzioni pubbliche e delle società private". Tanto, va da sé, che "scaricare le responsabilità non serve mai a nessuno". Alessandro Pasquarelli, 44 anni, è l'ad di EuroMilano, l'immobiliare che sta realizzando il complesso del parco Certosa nelle aree sgomberate ieri dalla polizia: 30 baracche abbattute, 130 nomadi allontanati e accampati già altrove. Dunque? "è ora che ognuno faccia la sua parte, anche i proprietari delle aree libere", quelle a rischio occupazione: "Il Comune metta le aziende intorno a un tavolo e insieme troviamo gli strumenti, censiamo le aree da recintare, sorvegliare, chiudere... ". Si faccia "prevenzione ", insomma, con un "patto per l'ordine e l'accoglienza". Ma si "accelerino" anche le procedure per la riqualificazione delle zone grigie. Obiettivo: gestire il problema, non rincorrere l'emergenza. Ogni volta. Lo sterrato tra via Porretta e il cavalcavia Palizzi è una di queste zone grigie. Dove s'era sistemati i nomadi sono previsti due palazzi, un asilo, un parco di venti ettari e una nuova caserma dei carabinieri. Il terreno è del Comune, la delibera per la cessione a EuroMilano è stata adottata a novembre 2007 ma attende ancora il passaggio in consiglio. I tempi della burocrazia. Cinque mesi. "Se il Comune convoca un tavolo sull'immigrazione, io mi presento domattina", dice Pasquarelli. Ché ormai è "indispensabile condividere responsabilità, strategie e soluzioni". Gli sgomberi? "Stanno formando una generazione di nomadi metropolitani, un cattivo gioco a rincorrersi". Occupazioni abusive a cui seguono "allontanamenti drammatici, ne ho visti, sono sempre tragici". E per evitarli, aggiunge il manager, "c'è bisogno di risposte strutturali a un problema strutturale ". Quali? "Incontriamoci e parliamone. Senza riserve". E senza polemiche, se possibile, né strumentalizzazioni politiche. "Sono solo dannose", insiste Pasquarelli: "Urlare, esasperare i toni, non porta risultati ". L'Expo dovrebbe fare scuola, dice. Un progetto condiviso, maggioranza e opposizione, imprese, artigiani e cittadini: "Anche sull'emergenza nomadi serve una riflessione pacata, seria e unitaria". è un appello anche agli altri grandi operatori immobiliari? "Vediamo come rispondono". EuroMilano è un'azienda "che ha deciso di occuparsi di periferie". Bovisa. Certosa. E i rom lì ci sono, con le loro diversità culturali. Famiglie povere da assistere, lavoratori da integrare, delinquenti da arrestare, lo status di cittadini comunitari che complica tutto. La linea: "Accoglienza nel rispetto della legalità". Anche "per rispondere alle legittime aspettative dei cittadini", sottolinea l'ad. Sicurezza, qualità della vita. Gl'inquilini del parco Certosa hanno scritto al sindaco Letizia Moratti e lo ha fatto anche Pasquarelli: "Io sono il primo a credere nel rilancio delle periferie e a perderci, se qualcosa non funziona. Ma se applichiamo le regole e ci tiriamo su le maniche, davvero, non possiamo che guadagnarci tutti qualcosa". Comune, milanesi, stranieri e imprese. Armando Stella.

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Velardi: <Promuovo Cilento e Costiera con gli spot su Napoli> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: SALERNO - data: 2008-04-02 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La visita Prima alle grotte di Pertosa e Paestum, poi all'Ept Velardi: "Promuovo Cilento e Costiera con gli spot su Napoli" L'assessore regionale: un marchio unico Tra recriminazioni e speranze, incontro ieri del componente della giunta Bassolino con gli operatori salernitani SALERNO - Il tour dell'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi in provincia di Salerno si è concluso con un "faccia a faccia" con gli operatori turistici. Che hanno subissato di rivendicazioni l'esponente di Palazzo Santa Lucia, soprattutto per inadempienze da parte della Regione Campania. Questione mobilità e collegamenti ferroviari e marittimi, territori troppo dispersivi e distanti tra di loro, e, infine, troppi eventi sponsorizzati ma nessuno in grado di dare concretamente una boccata di ossigeno agli operatori del settore: questi i temi principali che l'assessore regionale si è impegnato a risolvere. "Voglio che mi considerate - ha esordito Velardi - uno sportello antiburocratico. Nel senso che, se c'è qualche intoppo, potete venire immediatamente da me, senza dover passare per i gradini lenti della burocrazia ". La disponibilità manifestata dal neocomponente della giunta Bassolino è palese, ma ciò non lo ha scansato dai malumori degli addetti ai lavori. "La provincia di Salerno - ha attaccato il portavoce di Confindustria, Ciro Lorenzo - è sempre la Cenerentola quando si tratta di dover ospitare eventi di una certa risonanza nazionale". Le polemiche di Confindustria vengono colte al balzo dal sindaco di Positano, Domenico Marrone. "Rischiamo di non avere più soldi, né risorse dalla Regione - incalza il primo cittadino - il progetto di recupero della villa marittima romana è stato escluso dai fondi europei. E così facciamo anche fatica a riprendere la storica manifestazione di "Modamare a Positano", attualmente al vaglio della Regione ". E mentre Ugo Picarelli, patron di Fareturismo, insiste sull'apertura dell'aeroporto, spinge il piede sull'acceleratore anche Anna Citarella, rappresentante di Federalberghi a Maiori: "I pullman di turisti possono entrare a Maiori solo con il permesso dell'Anas. Non siamo serviti da collegamenti marittimi o ferroviari ". Non chiede soldi, invece, Federalberghi Salerno "ma - precisa il presidente Genny Gagliano - solo che la burocrazia non si scontri con noi". Dura la polemica sul marchio unico Costiera amalfitana-penisola sorrentina, promosso dalla giunta regionale e contrastato dagli operatori turistici della costiera amalfitana. La polemica trova d'accordo lo stesso Velardi. "Credo che sia troppo confusionale e cervellotico - ammette l'assessore - tanto che mi sono anche rifiutato di votarlo". Idem per il sito www.costiera.it, "da oscurare" chiedono gli addetti ai lavori, oppure da "inglobare in una rete telematica globale grazie a cui i siti che non producono si oscurano da soli". Tutto sommato, dati alla mano e tour cilentano, l'assessore Velardi è rimasto soddisfatto del lavoro delle agenzie di soggiorno e turismo provinciali e dell'Ept. "Ci sono persone valide e capaci - ha dichiarato - ma c'è comunque bisogno di una razionalizzazione delle strutture. Sono troppo elefantiache e pesanti. Bisogna rendere più snelle". Ma, non parla né di tagli al personale né di soppressione di alcuni enti. Velardi ieri mattina ha iniziato il suo tour visitando le grotte di Pertosa. E poco più tardi si è fermato a Paestum accompagnato dalla battuta "io sono un imprenditore come voi". Peccato che di imprenditori nella sala ce n'erano ben pochi e chi c'era gli ha subito proposto una campagna di comunicazione non legata all'emergenza rifiuti. Oppure una che non riguardi solo Napolima anche il resto della Campania. "Napoli è nel bene e nel male il marchio che rappresenta la nostra terra nel mondo - risponde Velardi - per difendere il Cilento devo parlare di Napoli ". Questione di epicentro. Ma il sindaco di Capaccio Pasquale Marino, fa rilevare che le scosse del terremoto napoletano si avvertono e come sul territorio. "Paghiamo lo scotto della mozzarella." dice il primo cittadino e rivolge un invito all'assessore "Tolga dal bilancio i milioni di euro per le pro loco, per sagre e musiche, che non servono a nulla". "Lo farò" la risposta secca di Velardi. Angela Cappetta Stefania Marino La prima volta L'assessore Velardi nella sede dell'Ept di Salerno.

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In <grigio> un lavoratore su tre (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-02 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE L'8% del totale degli impiegati è completamente in nero, ma il 30% è solo parzialmente in regola con contributi e straordinari In "grigio" un lavoratore su tre I dati di Inps e Inail sul mondo dei precari dalla busta paga irregolare Difficile contarli: si può però valutare il numero complessivo confrontando le ore di lavoro con i contributi versati MILANO - Si annidano nei cantieri edili, come ha confermato, appena due giorni fa, l'arresto dei 5 "caporali" che reclutavano muratori clandestini a Milano, ma anche tra i telefonisti dei call-center, alle scrivanie di piccole e grandi aziende, sui banconi dove assemblano merci di ogni genere. Ma sono anche tra gli stagionali che potano piante o raccolgono frutta, nei gruppi di animatori che danno spettacoli nelle catene alberghiere e nei villaggi turistici, tra i maghi di Internet e dei computer, nelle piccole aziende a gestione familiare. Fantasmi per la burocrazia, i lavoratori in nero rappresentano una forza pari all'8 per cento del lavoro in Lombardia. Un contingente che si somma a quel 30 per cento di irregolari che dal nero sfumano verso le diverse forme del grigio. Contarli è quasi impossibile. I loro numeri emergono per difetto, quando si confrontano ore di lavoro e contributi versati, quando si calcola il valore degli straordinari fuori busta. O, più semplicemente, quando i blitz delle forze dell'ordine danno spessore ai registri, contando le teste. Nei primi sei mesi del 2007, gli ispettori dell' Inps sono tornati a mani piene 8 volte su 10. Su 2.262 ispezioni, hanno scovato 1.444 lavoratori sconosciuti al fisco e 728 aziende fantasma. Nello stesso arco di tempo, il Gruppo interforze che si occupa di sicurezza e sommerso e che fa capo alla prefettura di Milano ha controllato 74 cantieri e dei 1048 lavoratori finiti sotto la lente, 320 sono risultati irregolari e 70 totalmente in nero. L'Inail e la Direzione provinciale del lavoro hanno tirato anche le somme: 2 milioni e 373 mila euro evasi per l'istituto assicurativo, che su 657 ispezioni (421 nell'edilizia) ha stanato 309 lavoratori in nero su 2095, e 439 aziende irregolari; un milione e 326 mila per la Dpl che ha visitato 1.810 aziende, trovandone 786 irregolari con 324 lavoratori in nero e 531 in grigio. Per le rilevazioni Istat che calcolano il nero in Unità di lavoro (8 ore giornaliere), la Lombardia con le sue 349.200 è seconda solo alla Campania (356.200); la maggior parte delle ore in nero è bruciata nel settore dei servizi (284 mila), poi nell'industria (39 mila, di cui oltre 25mila nelle costruzioni) e nell'agricoltura (26 mila). Graziano Gorla, segretario Cgil, non nasconde la preoccupazione: "Il lavoro nero è contenuto. Quello che cresce è il grigio. In provincia di Milano, per esempio, su un milione e 800 mila lavoratori rilevati dall'Istat nel 2006, il tasso di occupazione si attesta attorno al 68,1. Ma basta guardare gli avviamenti al lavoro censiti dall'Osservatorio della Provincia e ci si accorge che il 70 per cento degli oltre 600 mila nuovi contratti è ormai lavoro a tempo determinato, quello dove c'è più margine per irregolarità. Su 34 mila contratti di apprendistato, l'anno scorso, solo 3200 prevedevano la formazione che sulla carta è invece obbligatoria per tutti". Si risparmia sugli straordinari, sul computo delle ore di lavoro e dunque sui contributi previdenziali e assistenziali, oppure nascondendo sotto forme di contratti di lavoro atipico, impieghi che sono di fatto a tempo pieno. "L'ultima Finanziaria ha aiutato l'emersione; la collaborazione tra sindacato, Dpl, Inps, Inail e cassa edile, ha dato i suoi frutti", sostiene Gorla che porta l'esempio dei call center milanesi. "Dei 2 mila telefonisti precari siamo riusciti a farne assumere 1200". Olga Piscitelli.

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Sedici priorità per il Governatore (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-04-02 - pag: 13 autore: Verso le elezioni. Presentata da Confindustria la piattaforma di richieste ai candidati alla presidenza della Regione siciliana Sedici priorità per il Governatore Dall'energia alla sanità, il programma degli imprenditori per la modernizzazione ELEZIONI 2008 Nino Amadore PALERMO è una sorta di vademecum: un prontuario per il buon governo della Sicilia. Che gli imprenditori, i quali incontrano oggi il candidato del centrosinistra Anna Finocchiaroe dopodomani quello del centrodestra Raffaele Lombardo, mettono a disposizione del governo regionale che verrà. Così il documento preparato da Confindustria Sicilia ad uso dei candidati alla presidenza della Regione siciliana contiene alcuni punti che tornano sì utili alle imprese ma sono parte delle aspirazioni di cittadini ingabbiati e spesso subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel documento – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci sono rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci sarà una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il coraggio dell'azione, abbandonando la logica del consenso a breve termine". Un testo, quello presentato dai vertici di Confindustria, che segna anche una linea di discontinuità rispetto al passato. Dice Ettore Artioli, vicepresidente nazionale con delega per il Mezzogiorno: "Rispetto a sei, otto anni fa è differente il modo con cui Confindustria offre soluzioni e riflessioni. Se prima anche noi andavamo alla ricerca di accomodamenti e vie di mezzo, oggi la situazione è cambiata, abbiamo proposte e vogliamo risposte. Gli industriali non vogliono aiuti ma posizioni nette della politica sulle cose da fare per la Sicilia". E così i rappresentanti delle aziende siciliane, di quelle circa tremila imprese che fanno parte del sistema Confindustria, hanno sinteticamente indicato le poche ma concrete cose che si potrebbero fare nei prossimi cinque anni per "Modernizzare la Sicilia". A partire da quello che viene definito il tasso di liberalizzazione nella regione: "Il pubblico deve fare un passo indietro – si legge –.Abbiamo assistito in questi anni da parte della regione e degli enti locali alla creazione di aziende pubbliche di qualunque tipologia per gestire servizi quali rifiuti, acqua, elettricità, gas, trasporti e aeroporti. Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa risolverli". I nodi irrisolti sono ancora parecchi come quelli che riguardano l'energia: "Va approvato a attuato il Piano energetico regionale – si legge nel documento – che deve porsi come obiettivo il contenimento del costo per le imprese e i cittadini". E nell'ambito della filiera energetica gli imprenditori chiedono che si avvii la costruzione dei termovalorizzatori e si proceda con la realizzazione degli impianti di rigassificazione. C'è poi il tema della finanza pubblica: il bilancio della Regione siciliana ammonta a 24,8 miliardi e supera quello della Lombardia che è di 23,9 miliardi ma la Lombardia ha quasi il doppio degli abitanti, produce il 25% della ricchezza nazionale, ha il 22,5% del gettito Irpef del Paese contro il 5% della Sicilia. E il tema della finanza pubblica è strettamente legato a quello della Sanità: va creata, dicono gli industriali, una agenzia di valutazione indipendente e bisogna sganciare le nomine dei direttori generali dalla politica. Insomma è necessario dire basta al "patronaggio politico" in un settore che ha oggi un disavanzo di 800 milioni e assorbe otto miliardi l'anno la metà dei quali provenienti dal bilancio regionale. Un disavanzo che ha comportato sanzioni da parte del governo centrale come l'aumento dell'Irap che grava soprattutto sulle imprese. C'è anche la proposta che riguarda le infrastrutture: per gli industriali è importante arrivare allo scioglimento del Consorzio per le autostrade siciliane di cui la Regione fa parte con l'Anas per arrivare alla privatizzazione della rete autostradale. Con i fondi che arriverebbero dalla privatizzazione si potrebbe creare un fondo per le infrastrutture cui possono partecipare altri attori istituzionali o di mercato. www.ilsole24ore.com/economia Il documento completo con le indicazioni di Confindustria Sicilia ai candidati alla presidenza della Regione siciliana OPERE PUBBLICHE Tra le proposte avanzate la privatizzazione della rete autostradale e la creazione del Fondo infrastrutture Imprenditori. Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA.

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Ance: Il bello ritorni nei progetti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE CAMPANIA data: 2008-04-02 - pag: 4 autore: Costruttori. Il tema al centro del convegno di Positano dell'associazione regionale Ance: "Il bello ritorni nei progetti" Brunella Giugliano NAPOLI Due giorni dedicati ai temi del "Bello e del tempo perduto ". Prende il via il primo convegno del gruppo giovani imprenditori edili della Campania, in programma il 4 e il 5 aprile 2008, a Positano. L'evento è promosso dai Giovani dell' Ance Campania con la sponsorizzazione di Confindustria Caserta ed è realizzato grazie alla collaborazione di Ance nazionale e di Salerno, Pricewaterhousecoopers, azienda leader nel settore dei servizi professionali alle imprese, del Banco di Napoli, della Cassa edile della provincia di Caserta e di Marazzi Group. L'incontro si svolgerà in due giorni: il 4 aprile, dopo l'apertura del convegno è prevista la tavola rotonda "Una Città da vivere", moderata dall'economista Massimo Lo Cicero. Il 5 aprile, invece, sarà dedicato al consiglio centrale dei giovani Ance. "Per sei anni – spiega Alfredo Letizia, vice presidente dei giovani dell'Ance – Positano è stata la cornice che ha accompagnato il convegno a carattere nazionale dei giovani costruttori, trasferito poi a Roma dal 2007. Abbiamo deciso di proseguire sulla strada intrapresa, dedicando annualmente un appuntamento ai giovani costruttori campani in cui si possa discutere di questioni locali ". I costruttori sostengono che si sia perso il concetto del bellonel costruire e che occorraattuare un'inversione di tendenza nel disegnare le città e soprattutto le periferie, eliminando i quartieri dormitorio, degradati e privi di servizi. Indirizzi da tener presente anche in vista dell'arrivo di ingenti risorse economiche della programmazione 2007-2013 dei fondi Por Campania, molte delle quali dedicate alla riqualificazione delle città medie e alla realizzazione del parco progetti. Seconda problematica che verrà affrontata è la riduzione dei tempi di esecuzione. "La burocrazia lenta ha pesanti ricadute sui lavori edili – continua Letizia – L'incidenza del costo del tempo è un aspetto che non può essere trascurato. Inoltre, la scelta di coinvolgere istituiti di credito nell'organizzazione del convegno, offrirà l'occasione per capire come le banche intendano sostenere il settore".

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Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 02-04-2008 SANITA' LA VICENDA DEI MEDICI PAGATI PER PERSONE DECEDUTE: ECCO COME FUNZIONA IL "MECCANISMO" Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia Le cause? Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi Francesco Bandini II Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl continuava a pagare i medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni scorsi, che ha stupito anche per i numeri che la caratterizzano: 1.584 casi fra Parma e provincia. La spiegazione? Spesso è nei problemi di trasmissione delle informazioni, ma anche in dati archiviati in modo errato. Ma in che modo l'Ausl viene a conoscenza dell'avvenuto decesso di un paziente? Queste informazioni l'azienda sanitaria le riceve dai Comuni della provincia. Ma non tutti i Comuni mettono a disposizione queste informazioni nello stesso modo. Solo Parma dà all'Ausl la possibilità di accedere in modo diretto (e protetto) alla propria banca dati anagrafica tramite collegamento informatico. Tutti gli altri Comuni, invece, si affidano ancora alla comunicazione cartacea, tramite l'invio della cosiddetta "notifica di morte". Per quanto riguarda Parma, dal 2005 il Comune, sulla base di un accordo diretto, consente all'Azienda Usl di accedere a tutte le proprie informazioni anagrafiche. In questo modo è direttamente l'azienda sanitaria locale a scaricare ogni due o tre mesi gli elenchi dei soggetti deceduti e, sulla base di questi, ad aggiornare il proprio database, per poi provvedere a interrompere i pagamenti delle quote annuali dovute ai medici di famiglia per ogni paziente. Per quanto riguarda i Comuni che non hanno la possibilità di mettere a disposizione dell'Ausl un accesso informatico diretto alle proprie anagrafi, si procede alla vecchia maniera, vale a dire con le comunicazioni cartacee. Ogni mese (oppure ogni due mesi, a seconda del Comune), gli Uffici di Stato civile inviano all'Ausl, tramite posta o con dei messi, l'elenco cartaceo delle persone decedute (ma in alcuni casi vengono inviate le notifiche di morte). Solo una volta ricevuti questi documenti l'azienda sanitaria è in grado di cancellare il nominativo del defunto dai propri elenchi e quindi di cessare il versamento delle quote previste per i medici di base. Ovviamente tutto si complica se il decesso si verifica in un comune che non è quello di residenza, oppure se la morte avviene all'estero. Nel primo caso deve essere l'Ufficio di Stato civile del Comune in cui è avvenuto il decesso a redigere l'atto di morte e a trasmetterlo al Comune di residenza, nel secondo caso è il Consolato italiano a provvedere alla comunicazione al Comune di residenza. è l'invio di documentazione cartacea dai Comuni all'Ausl a rappresentare l'anello debole della catena: perché se per qualche "intoppo" lungo il percorso la comunicazione non arriva all'Ausl, questa non sa della morte di una persona e quindi continua a effettuare i versamenti a favore dei medici di base. Altro elemento che può aver determinato errori negli elenchi dell'Ausl è il modo in cui l'anagrafe dell'azienda sanitaria è stata costituita, ovvero dall'unificazione delle anagrafi delle vecchie Usl. "La fusione in un'unica anagrafe - spiega Maria Cristina Pomi, responsabile del Servizio convenzioni con i medici - può aver provocato disguidi, dovuti a una serie di motivi: nomi scritti in modo errato, codici fiscali inesatti, omonimie, date di nascita che non combaciano". Risultato: la persona muore, ma il sistema non se ne accorge, quindi per l'Ausl risulta ancora viva. L'unico modo per cercare di ridurre al minimo la possibilità di errori è quella di effettuare verifiche periodiche. "Da un paio di mesi - spiega il direttore generale dell'Azienda Usl di Parma, Maria Lazzarato - ci siamo dotati un nuovo regolamento, che prevede che alla fine di ogni anno i nostri uffici effettuino con ogni singolo Comune della nostra provincia un controllo puntuale, confrontando gli elenchi delle persone decedute in nostro possesso con i dati dei singoli Comuni". L'obiettivo è quello di individuare tutti quei casi di persone morte che per qualche motivo non sono stati comunicati. "Ovviamente - aggiunge la Lazzarato - ciò che noi auspichiamo è un'informatizzazione sempre più massiccia di tutti i Comuni, in modo da ridurre al minimo la possibilità di errori".

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La sfida di Veltroni: <Taglierò subito 5mila leggi> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

EMPOLI PRIMO PIANO pag. 16 La sfida di Veltroni: "Taglierò subito 5mila leggi" "Troppo pesante il carico burocratico per imprese e ? ROMA ? NON PRONUNCIA neppure la parola Berlusconi. Lo chiama "il leader dello schieramento avversario", dice che "tutti i giorni cerca di trasformare la campagna elettorale in una rissa, ma per fare una rissa bisogna essere in due, altrimenti si trasforma in una aggressione". Si concede una stoccata: il polo del Cavaliere si presenta come nel 1994, con le stesse persone e lo stesso linguaggio, con l'unica differenza di una "stachezza della leadership". Lui, Walter Veltroni, vuole invece dare di sè una immagine concreta, ribadisce che "la rimonta è in corso" e che "ci vorrebbe un'ultima spinta". Ci vorrebbe un'idea forte. E così il candidato premier del Pd lancia una promessa ardita. Premette Veltroni: "Le imprese e i cittadini sopportano un carico burocratico che deve essere ridotto. Abbiamo bisogno di una macchina amministrativa snella, che prenda decisioni: servono poche leggi ma che vengano rispettate". E la premessa, come ben sa, è condivisa da molti. La promessa di Veltroni è: taglieremo 5 mila leggi già entro il 2008. E entro il 2010 di tutte le leggi e regolamenti dello Stato saranno ridotti a non più di 100 testi unici e non più di 1.000 leggi settoriali o speciali, con l'abrogazione automatica delle norme non ricomprese in queste. Roba da non credersi se si pensa che oggi le leggi dello Stato sono 21.691 (contro le 4.500 della Germania e le quasi 10 mila della Francia) e i regolamenti oltre centomila. L'effetto sarebbe a dir poco profondo. Secondo Bassanini la riduzione dei costi per le imprese raggiungerebbe i 9-9,5 miliardi annui alla fine del quadriennio 2009-2012. L'effetto positivo sulla crescita viene stimato in circa 0,45-0,55 punti di Pil all'anno. Il risparmio di spesa pubblica, a regime, vale invece circa 3-3,5 miliardi di euro all'anno. A CHI gli chiede perchè diamine l'Unione non l'ha fatto sinora, Veltroni replica così: "Per questi cambiamenti ci vuole un ciclo, un respiro lungo che i governi precedenti non hanno potuto avere". E peraltro il disboscamento legislativo non è il solo provvedimento anti-burocrazia annunciato da Veltroni assieme al costituzionalista Bassanini. Il progetto prevede anche "controlli sulla produzione di nuove leggi e regolamenti, per evitare il ritorno alla giungla legislativa: le nuove leggi potranno solo modificare i codici esistenti". Ancora: "Riduzione di almeno un terzo degli oneri burocratici complessivi per i cittadini e le imprese entro il 2011, con l'eliminazione di migliaia di autorizzazioni, licenze, nulla osta, la semplificazione dei procedimenti amministrativi e l'estensione dell'autocertificazione". Come in un Paese moderno. Il problema è: si può fare? Alessandro.

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Il popolo del Pd racconta on line la sua campagna (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non posso votare Sono gravemente malato, costretto a letto da oltre sette mesi, per qualsiasi visita devo prenotare l'ambulanza e farmi trasportare su una lettiga rigida. Per non avere più dolore, praticamente ho rinunciato all'uso delle gambe. In queste condizioni, con tanto di certificato medico che sconsiglia il mio spostamento, non sono riuscito ad avere il voto assistito. La legge dice che ne hanno diritto solo coloro che sono stabilmente collegati a macchine elettromedicali di importanza vitale. Vi sembra giusto negarmi questo diritto? SOUHEIL I danni della Bossi-Fini Sono un ex veterinario Asl in pensione e ho sempre aborrito la burocrazia imperante. Ero anche un elettore di centrodestra. Ad aprile voterò Pd, tuttavia vorrei avere precisazioni su di un argomento che mi sta molto a cuore: l'immigrazione. La Bossi- Fini invece che regolare i flussi migratori ha reso praticamente impossibile, agli extracomunitari desiderosi di intraprendere un lavoro onesto e legale, di entrare in Italia regolarmente, fomentando invece gli ingressi clandestini. Ne so qualcosa personalmente, perché avendo in casa con me una vecchia zia non autosufficiente, necessito costantemente di una badante. Avevo trovato la persona adatta e, nelle more dell'emanazione del decreto flussi 2007, ho fatto il grossolano errore di rimandarla a casa, pensando così di accorciare i tempi per la "messa in regola". Ho fatto regolare domanda, inviata per via informatica come dovuto alle ore 08,01 del 15 dicembre... ma la mia domanda risulta ricevuta dal server del ministero alle 11,51!!!!!! Inoltre mancando sul programma elaborato dal ministero i files necessari, non è possibile dimostrare l'ora di spedizione. La mia domanda è al trecentesimo posto per i moldavi della mia provincia, su 85 previsti, per cui non se ne parla di riuscire a farla venire in tempi brevi. Possibile che non si possa avere a lavorare un lavoratore di proprio gradimento solo perché extracomunitario? Possibile che nella Ue solo l'Italia faccia il decreto flussi? Perché non vengono allargate le quote a fronte delle tante richieste eccedenti come era stato fatto con i precedenti flussi? In conclusione, per l'immigrazione quale è il programma del Pd? EFRANZONI Appello a sinistra Cari compagni col fazzoletto rosso, vi scongiuro, non fate come Sansone, non mi piace morire sotto le macerie del tempio solo per sentirmi in pace con me stesso. Credetemi, neanch'io sono entusiasta della situazione, ma bisogna crederci. MAGESPA50 (www.partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it).

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Villamar, dopo sei anni di assenza la Pro loco rilancia l'attività turistica (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Medio Camp Pagina 3039 Nominati nove consiglieri, ora la scelta del presidente Villamar, dopo sei anni di assenza la Pro loco rilancia l'attività turistica Nominati nove consiglieri, ora la scelta del presidente --> A Villamar la Pro Loco era ferma da sei anni. E la sua assenza si è sentita. Poche le sagre ed iniziative di promozione turistica negli ultimi tempi. Ma adesso l'associazione è rinata. I quarantuno soci hanno eletto il nuovo direttivo, composto da nove cittadini del paese che nelle prossime settimane sceglieranno il nuovo presidente. I nuovi iscritti alla Pro Loco di Villamar hanno votato come nuovi componenti del consiglio d'amministrazione Gianluca Atzeni, Alessandro Vacca, Fabio Manca, Federica Sanna, Elisabetta Sotgiu, Giorgio Piras, Ignazio Sorgia, Ivo Pinna e Giorgio Muscas. L'ultima manifestazione proposta dalla Pro Loco fu la sagra dei fichi. Poi il blocco delle attività. "Quando mi sono insediato come nuovo sindaco mi sono subito proposto di riavviare l'associazione", ha ricordato il sindaco Pier Sandro Scano, che ha rivolto un saluto ai soci all'inizio della riunione convocata per l'elezione del direttivo, "ma mi sono reso conto che la burocrazia per far riprendere il cammino ad una Pro Loco ferma da anni non è semplice". L'associazione ha dovuto essere commissariata dall'assessorato regionale al turismo. Negli ultimi mesi la pratica ha avuto un'accellerata con la nomina di un funzionario dell'assessorato, Daniela Puddu, che ha supervisionato le operazioni dei nuovi tesseramenti. Poi la scelta dei nuovi nove consiglieri. "La ricostituzione della Pro Loco di Villamar è un fatto estremamente positivo", ha aggiunto il primo cittadino, "testimonia un processo di rasserenamento del paese, sul quale abbiamo scommesso dal nostro arrivo in Comune. E siamo pronti a sostenere ogni forma di associazionismo". (an.pin.).

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Raúl, una piccola riforma al dì (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CUBA Tutti gli hotel accessibili per decreto anche ai cittadini dell'isola Raúl, una piccola riforma al dì PAOLO MANZO SAN PAOLO DEL BRASILE Dopo la liberalizzazione di computer, telefoni cellulari e dvd, la Cuba di Raúl Castro, arrivato ufficialmente alla presidenza dal 24 febbraio scorso, ha compiuto un altro passo importante verso l'apertura della propria economia. È infatti di ieri la notizia che anche gli hotel dell'isola caraibica, sino allo scorso weekend esclusivamente a disposizione dei turisti e dei businessman stranieri, sono stati resi accessibili per decreto anche ai cittadini cubani. "È vero, abbiamo ricevuto questa nuova regola e, per quanto ci riguarda, è già in vigore ", spiegano telefonicamente all'agenzia di stampa francese Afp gli addetti al centralino dell'Hotel Copacabana della capitale l'Avana. Stessa risposta dal desk dell'Hotel Riviera, dove fanno sapere che la nuova norma "è operativa già da domenica 30 marzo". Insomma, tutti i resort e gli alberghi costruiti dal regime castrista negli ultimi 15 anni, dopo che il crollo del Muro di Berlino nel 1989 fece crollare l'ex Unione Sovietica sino all'epoca principale sponsor della rivoluzione dei barbudos, sono stati aperti ai turisti e agli uomini d'affari cubani. Dal Nacional, all'Hotel Victoria, dal Meliá-Habana all'Hotel President, i più lussuosi cinque stelle dell'Avana da oggi sono così disponibili pure per i figli e i nipoti della Rivolucion. La notizia, anche se non è stata ancora ufficializzata dai mass-media del regime, era in realtà già nell'aria ed era stata anticipata dallo stesso Raúl Castro durante il suo discorso di insediamento alla presidenza, lo scorso 24 febbraio. "Le troppe proibizioni e gli eccessivi regolamenti cominceranno ad essere eliminati nelle prossime settimane", aveva annunciato il fratello di Fidel. "Il problema", spiega a Europa un receptionist del Meliá-Habana raggiunto telefonicamente con la preghiera di mantenere l'anonimato, "è che la stragrande maggioranza dei cubani guadagna in media 25 dollari al mese e una singola qui costa minimo 75 dollari". Si capisce perché allora l'annuncio della liberalizzazione alberghiera non sia stato ancora dato da Granma: quest'apertura incide poco o nulla sul "dia a dia", ovvero il "quotidiano" del cubano medio che non può permettersi conti del genere. Di certo, tuttavia, quello degli hotel è un cambiamento simbolico di "grande importanza". Che non stupisce però affatto José Dirceu de Oliveira e Silva, già ministro della Casa Civil del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Durante il decennio degli anni Settanta, infatti, Zé Dirceu, come tutti lo chiamano in Brasile, entrò nella guerriglia e per evitare le carceri dei militari brasiliani fuggì all'Avana. Qui rimase per anni, tornando più volte in incognito in patria, dopo essersi sottoposto ad una operazione chirurgica al volto per evitare i controlli di frontiera. Dirceu quindi studiò a Cuba e ricevette addestramento militare dal regime di Fidel Castro di cui divenne amico. È, dunque, uno dei maggiori conoscitori dei cambiamenti che in questi giorni stanno interessando l'isola caraibica. "La situazione a Cuba, spiega Dirceu a Europa, cambierà presto perché questa è l'aspettativa dei giovani e della sua gente che sicuramente prenderanno il destino in mano, come già hanno fatto ai tempi della Rivoluzione. Ma i tempi e le dimensioni di queste trasformazioni dipenderanno in gran parte dalle capacità dei nuovi dirigenti del paese e, naturalmente, dalle reazioni degli Stati Uniti". Per Dirceu i cambiamenti che sta portando avanti Raúl sono inevitabili. È, infatti, arrivato il momento di affrontare tutta una serie di problemi economici e politici del paese che c'entrano poco o nulla con il "modello cinese" tirato in ballo da molti analisti per spiegare la transizione cubana di oggi. "I problemi alla base dei cambiamenti dell'Avana", spiega Dirceu, "sono la burocrazia, l'inefficienza, il metodi di lavoro e la struttura amministrativa dello stato. A questo poi si aggiunge il grave problema della mancanza di rifornimenti di viveri e di beni di consumo di base, oltre all'aumento dei salari". E se l'apertura degli hotel ai cubani è una dimostrazione della "buona volontà di Raúl", per Dirceu ciò che è fondamentale per il successo di questa "nuova tappa" della "rivoluzione cubana" è che "il futuro governo degli Stati Uniti ponga fine all'embargo economico e riprenda le relazioni diplomatiche e commerciali con l'isola. Il che avrà un impatto straordinario per la vita politica, economica e sociale dell'isola oltre a permettere al popolo cubano di riconciliarsi con se stesso". La questione centrale per l'ex guerrigliero brasiliano, quindi, è se gli Stati Uniti modificheranno la loro posizione politica o meno. Perché, "che gli piaccia o no, già da 15 anni, dai tempi, cioè, del dissolvimento dell'Unione Sovietica, a Cuba è in atto un cambiamento. Non solo nell'economia. Basti pensare, infatti, all'apertura religiosa che il paese ha vissuto dalla visita di papa Giovanni Paolo II in poi, riconfermata nelle dichiarazioni e nella visita del cardinal Bertone all'Avana, lo scorso febbraio".

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Il camper del Fisco qualcuno sa dov'e'? (sezione: Burocrazia)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Fisco e contribuenti Il camper del Fisco: qualcuno sa dov'e'? Presentata l'iniziativa, non c'e' traccia del percorso dell'ufficio mobile Milano, 2 apr. – Il 12 marzo scorso scrivevo da queste pagine di una nuova lodevole iniziativa del Governo, denominata “Il Fisco mette le ruote”. Nella presentazione dell'iniziativa l'Agenzia delle Entrate enfatizzava la possibilità – per i Comuni più disagiati – di avere a domicilio questo “ufficio mobile” che attraverso delle tappe, da marzo a novembre, avrebbe consentito ai cittadini di diversi Comuni di usufruire dei servizi di un vero e proprio ufficio viaggiante. Tutto bello, e messa così sembrava una cosa lodevole. Una lettrice, la Sig.a Elisabetta – che ringrazio – mi ha mandato una mail chiedendomi dove questo camper farà tappa in Lombardia, e per la precisione se si fermerà anche nel suo Comune. Così sono andato a vedere sul sito dell'Agenzia delle Entrate pensando: elementare, no? Basta cercare lì il calendario delle tappe. Ma… sorpresa! Sul sito dell'Agenzia, al seguente link http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Agenzia/ Eventi+e+convegni+2col/Fisco+mette+le+ruote/ al di là di una bella cartina dell'Italia suddivisa per regioni… non c'è nulla! Solamente sul Piemonte si può accedere ad un documento pdf aperto il quale si può leggere il comunicato stampa datato 1/03/2008 che presenta l'iniziativa. Incuriosito, ho voluto ciccare sulla parte destra della pagina di cui sopra, al link “Il calendario delle tappe” convinto di trovare quel che la lettrice cerca. Ma anche qui, il nulla. A parte le tre tappe piemontesi, tutte le altre regioni non hanno alcuna indicazione dei luoghi. Così, scopriamo che il fantomatico camper dovrebbe essere in Lombardia dall'1 al 4 aprile ma… non si sa dove! In realtà, approfondendo la ricerca, ho scoperto che sul sito di Fisco Oggi, al seguente link http://www.fiscooggi.it/reader/?MIval=cw_usr_view_articolo N&articolo=29427&giornale=29419 il camper incriminato è a San Giuliano Milanese dall'1 al 4 aprile e a Sesto San Giovanni dal 15 al 18 aprile. Poi si legge che il camper sosterà in Lombardia fino al 16 maggio, ma vien da chiedersi: e dove sarà? Dal sito della Regione Lombardia non si sa nulla, quindi… come fa un “povero” contribuente a saperne di più? Non stupiamoci: siamo in Italia quindi… non chiediamo troppo alla burocrazia!. A questo punto ci piacerebbe sapere, dall'Agenzia delle Entrate e/o dal Governo, quanto segue: - il calendario preciso e dettagliato delle tappe di questo “ufficio mobile” - qualche numero verde al quale chiedere lumi, visto che i pieghevoli pubblicitari rimandano al sito dell'Agenzia delle Entrate che &ndash; come abbiamo verificato – non dice nulla - vorremmo sapere quanto costa a noi cittadini questa iniziativa nel suo complesso (costo del camper, costo dei dipendenti che saranno – certamente – in trasferta, numero dei contribuenti serviti da questo servizio) - soprattutto vorremmo sapere con precisione in quali Comuni della Lombardia potremo trovare questo camper, visto che è in Regione fino al 16 maggio Già che ci siamo, propongo di usare la Rai - che è (o dovrebbe essere) un servizio pubblico: quindi, chi avvistasse il camper nel proprio Comune, è pregato di segnalarlo a “Chi l'ha visto” su Rai3, grazie. Massimo Benvenuti massimo.benvenuti@voceditalia.it.

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<Via 5000 leggi? Continua a copiare> (sezione: Burocrazia)

( da "Campanile, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Via 5000 leggi? Continua a copiare" Il Cavaliere attacca Veltroni: "E' l'uomo delle fantasie, ha messo su una fantastica fiction" Un misto tra temi strutturali della politica italiana e argomenti di stretta attualità come il duello con Prodi sull'Expo 2015 aggiudicato a Milano. Così, ai microfoni di Radio 24 Sivlio Berlusconi traccia la rotta che condurrà il Pdl al Governo, con una convinzione: riuscire a capire l'esigenza di rinnovamento del Paese anche se dovrà affrontare i problemi ereditati dal governo precedente. E non manca di attaccare Veltroni "il copione". Expo 2015. Il Cavaliere parte dalla polemica con Romano prodi spiegando che la sua è stata "una logica e dovuta reazione che i giornali hanno strumentalizzato. Ma era solo una replica a una provocazione" Insomma, aggiunge, "mi hanno fatto una domanda diretta e cioè se era tutto merito di Prodi. Io ho solo risposto ricordando che mi sono impegnato a fondo per aiutare Moratti, anche intervenendo su alcuni paesi facendo cambiare la loro posizione". Riforma P.A. Eliminare 5000 leggi? "Altra copiatura smaccata". Silvio Berlusconi torna a criticare Walter Veltroni per "aver copiato" il programma del Pdl, riferendosi stavolta al piano annunciato dal candidato premier del Pd di voler combattere la burocrazia. "Noi già ci siamo impegnati su questo, la sinistra non ha fatto nulla in proposito". E aggiunge: "Con Veltroni le consulenze a Roma, e sappiamo che sono i favori dati agli amici degli amici, sono aumentate più del 200%. Veltroni si è rovinato con le sue mani, è scaduto nel comico e nel ridicolo, nessun italiano può restare più illuso da questa fiction che ha messo in piedi". Insomma, "è l'uomo delle fantasie, ha messo su una fantastica fiction" Voto utile. Silvio Berlusconi torna a teorizzare il voto utile, ribadendo che ogni voto ad un partito minore è "un voto disperso". "Credo che sia importante nella carenza di informazione, di carta stampata e di tv, che ci sia un leader che insista per spiegare il sistema di attribuzione dei seggi affinché i cittadini entrino nella cabina con piena consapevolezza di ciò che stanno facendo". Insomma, per il leader eel Pdl "sarebbe un compito dell'informazione" quello di aggiornare gli elettori sui sistemi della legge elettorale. Poi un po' di ottimismo, sparando gli utlimi dati acquisiti: "Tutti ci danno 6 o 8 punti e mezzo di vantaggio". Udc. E, di pari passo alla teroria del voto utile, ecco che arriva un attacco a Casini e alla sua sindrome freudiana già diagnosticata dal Cavaliere, di voler ammazzare il padere. "Mi spiace ? confessa - che ci siano stati dei singoli leader nel centrodestra che, per rambizione personale o per qualche altro motivo che ancora non capisco, non siano stati attratti dall'idea di dar vita ad una grande forza politica". Ministri. Promette che la sua squadra sarà mlto più snella: "In totale il mio governo avrà 60 tra ministri, viceministri e sottosegretari. L'esatta metà di questo governo: che secondo le abitudini da sempre della sinistra è stato un governo di piena occupazione del potere a vantaggio dei propri uomini, delle proprie corporazioni e delle clientele". Ma preferdisce non fare nomi. "E' logico non farli. C'è solo un posto occupato dal ministro dell'EconomiaGiulio Tremonti". Brogli. Infine la solita storia: " Temiamo brogli elettorale ovunque: in Argentina hanno stampato 150.000 schede in più". (02-04-2008).

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Fu la Lega a dichiarare guerra alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi Veltroni parla di snellimento legislativo ma il Carroccio per primo sollevò la questione Fu la Lega a dichiarare guerra alla burocrazia Giacomo Stucchi A sentire i buoni propositi elettorali del candidato premier del Partito democratico sembrerebbe, per chi non lo conoscesse, che Walter Veltroni non abbia fatto il sindaco di Roma e che, ancora prima, non sia stato il vice premier di Romano Prodi. La sua proposta, dell ultima ora, di snellire il numero di leggi, codici e regolamenti, che il nostro farraginoso sistema legislativo ha prodotto negli ultimi decenni, è una di quelle che non può che essere condivisa. Nel nostro sistema, poi, spesso si è arrivati al paradosso di approvare leggi esplicative di altre, perché quelle esistenti non erano chiare. È andata così per anni e anni. Ma per cambiare davvero le cose, occorre una volontà riformatrice che il centrosinistra, nelle passate esperienze di governo, ha dimostrato di non avere. In tal senso, l unico movimento che negli ultimi anni si è sempre battuto, dentro e fuori il Parlamento, contro questo mostro rappresentato dalla burocrazia, e per avviare una stagione autenticamente riformista, è la Lega Nord. Cogliamo quindi l occasione per ricordare, magari all elettore distratto, che la proposta di Veltroni di snellire il numero delle leggi, proviene da un partito che, sia pur con un altro nome, ha contribuito a creare questo sistema e si è reso artefice del più grosso pasticcio legislativo degli ultimi tempi. Mi riferisco a quella riforma del Titolo V della Costituzione, varata in tutta fretta dal Governo di Giuliano Amato, alla vigilia delle elezioni del 2001, che, anziché snellire le procedure amministrative e fare chiarezza sulle competenze tra Stato e Regioni, ha complicato tutto producendo un infinito contenzioso tra organi istituzionali. Adesso la storia si ripete. La sortita del segretario del Pd, sullo sfoltimento della giungla legislativa, ci ricorda molto da vicino, la riforma dell ultima ora sul Federalismo, approvata dall Ulivo al solo scopo di accaparrarsi i voti del Nord. Un trucco che, però, non andò a buon fine. Ma la fantasia dell Obamadenonatri, nell avanzare proposte cattura-voti, non ha limiti. Un altra sparata, per esempio, è quella di dichiararsi disponibile ad offrire , in caso di vittoria del Pd, la presidenza di Camera o Senato all opposizione. Anche in questo caso, però, sono i fatti a smentire le belle parole. I cittadini, infatti, ricorderanno come appena due anni fa, nell aprile del 2006, Prodi e Fassino, dopo essersi auto proclamati vincitori, a spoglio ancora in corso e con un risultato quanto mai incerto, nei giorni che seguirono diedero vita ad una forsennata occupazione di tutte le poltrone istituzionali. Un attività che è poi continuata nei mesi successivi, con un incessante valzer di nomine, tutte interne al centrosinistra. Infine, la balla più grossa che abbiamo sentito in queste ore, è quella sulla "necessità di aprire un ciclo". "Così come Aznar in Spagna, o Blair nel Regno Unito ha detto Veltroni - se in Italia vince il Pd, si apre un ciclo nuovo". Beh, per coloro che ricordano bene i cicli dei Ds a Palazzo Chigi, e poi quello dell Unione, più che di un auspicio si tratta di una minaccia. Siamo certi che i cittadini, in tempi difficili (soprattutto per l economia) come quelli attuali, a tutto pensano fuorché vedere di nuovo al Governo D Alema, Rutelli, Fassino e compagnia bella, bravi solo ad aumentare le tasse e ad impoverire la classe media. Si tratta di un film già visto, che vogliamo dimenticare in fretta. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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"Cpt vista stadio" e le ragazze iraniane ... per loro il calcio è come un'altra fede (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sharmin e la madre lasciano Teheran per raggiungere il padre a Lione. Il loro viaggio da clandestine si interrompe in Italia dove finiscono nel Centro di Permanenza Temporanea di Moncalieri (To). Sharim, fanatica di calcio, come lo sono molte ragazze iraniane, vede l'"ospitalità" del Cpt come un'occasione per seguire il Toro, proprio quando la Juve è in serie B. In Iran non era eticamente corretto che una ragazza andasse allo stadio: colpa del linguaggio scurrile dei tifosi, ma del resto anche alle ragazze piace il calcio. Sharmin scopre la storia del Toro, che lotta per salvarsi la pelle, ma un tempo è stato grande, grandissimo fino a quando il destino non l'ha preso di mira, fuori e dentro il campo. La giovane iraniana escogita un piano e decide di evadere dal Cpt per andare a vedere la partita allo stadio. Ogni nome di quelli del Toro viene sottolineato da un "olé"? Poi cominciano i cori. Alla fine della partita contro la Roma, Sharmin inciampa ed è costretta ad andare al pronto soccorso. Di qui entra in scena la solidarietà femminile che Daniele Scaglione inserisce nelle righe del suo libro Centro permanenza temporanea vista stadio , un'avventura in cui fluiscono passione per il calcio, razzismo, crudeltà della burocrazia e solidarietà femminile. Daniele Scaglione, di Action Aid e già presidente della sezione italiana di Amnesty, presenta il suo libro domani alle 21 all'Arci La Locomotiva in via Trieste a Osnago (Lc) . 02/04/2008.

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Si comincia premiando 15 nuove imprese, 9 sono guidate da (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LODI PAVIA pag. 10 Si comincia premiando 15 nuove imprese, 9 sono guidate da IL LAVORO CHE FUNZIONA L'ISTITUZIONE CAMERALE E QUELLA PROVINCIALE NE RIVENDICANO IL DECOLLO SUL MERCATO ? PAVIA ? UN PRIMO traguardo. Anzi, una partenza. Sono state presentate e premiate ieri in Camera di commercio le 15 nuove imprese nate in provincia di Pavia con il progetto Saturno 2007. Un primo risultato, molto concreto, della "Sovvenzione globale" di supporto all'imprenditorialità che ha visto tra gli attori protagonisti, oltre alla Camera di commercio e all'amministrazione provinciale, il Celit presieduto da Giovanni Prestini. Ieri alla premiazione (nella foto) hanno così partecipato, oltre a Prestini e al presidente camerale Piero Mossi, gli assessori provinciali alle Attività produttive, Angelo Ciocca, e alle Pari opportunità, Annita Daglia. Delle 15 nuove imprese 9 sono infatti a titolarià femminile, tra cui 2 straniere. "QUESTI NUOVI 15 giovani imprenditori iniziano la loro strada e le istituzioni dovranno continuare a stare al loro fianco. La burocrazia non deve essere un ostacolo, ma uno strumento". Un impegno condiviso anche dai rappresentanti dell'amministrazione provinciale. "Troppo spesso i politici - commenta con autocritica l'assessore Ciocca - forniscono il loro contributo solo a parole, nei convegni, a favore degli imprenditori. Il nostro impegno è invece quello che la macchina organizzativa provinciale possa essere un reale supporto, molto concreto, soprattutto rivolto a donne e giovani".

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CERTALDO-- DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

EMPOLI VALDARNO / VALDELSA pag. 6 --CERTALDO-- DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi ?CERTALDO? DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi a rappresentare le istanze dei giovani, a conoscere le politiche giovanili attuate all'estero, per riportare poi a Certaldo i frutti dell'esperienza ed arricchire le attività del proprio paese, a partire dal Centro Giovani. Questo il lavoro svolto dal Consiglio dei giovani, le cui delegazioni si sono mosse in due anni tra l'Italia e l'Europa e, nel mese di marzo, hanno compiuto un viaggio a Parigi, grazie alla Regione Lazio che ha organizzato la trasferta ed ha invitato anche Certaldo ad unirsi. "È STATA un'esperienza entusiasmante ? spiega il presidente del Consiglio dei giovani certaldese, Roberto Banti ? perché abbiamo visto un approccio al mondo giovanile molto interessante. Abbiamo visitato la Casa delle iniziative studentesche, un palazzo a 3 piani in cui tute le associazioni studentesche di Parigi possono sfruttare sale e servizi, da internet alla videoteca, in maniera totalmente gratuita; abbiamo partecipato alle riunioni del Consiglio parigino e visto come funzionano le loro politiche giovanili. Una capitale è evidentemente molto diversa da un paese, ma alcune idee, come quella del "tutor" che aiuta il consiglio a districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei giovani, è un'idea che potremmo esportare anche qui da noi". "IN QUESTI DUE ANNI ? ricorda Banti ? abbiamo contribuito al progetto ed al regolamento del Centro giovani "I Macelli", che seguiremo anche popola scadenza del nostro mandato, e gettato le basi per una partecipazione attiva dei giovani certaldesi alle politiche locali. Nei prossimi mesi verrà rinnovato il Consiglio dei Giovani, perché il mandato è scaduto e molti di noi, per sopraggiunti limiti di età, non potranno ricandidarsi". "MI AUGURO ? conclude il presidente uscente del Consiglio dei giovani di Certaldo ? che i nuovi ragazzi partecipino numerosi, per noi è stata un'esperienza formativa unica, e potrebbe esserlo anche per.

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Il gioco di squadra è uno stile di vita CARLO DEVOTI* (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

7 ATTUALITÀ mercoledì 2 aprile 2008 L'opinione Il gioco di squadra è uno stile di vita CARLO DEVOTI* Gli organi di stampa, le televisioni, non possono dimenticare in questi giorni di testimoniare il malumore che sta crescendo nella gente comune che è la stragrande maggioranza del popolo italiano. Gli stessi non possono neanche far finta di non sentire tutte quelle battute ironiche che provengono da oltre i nostri confini non ultime quelle che si riferiscono al caso Alitalia. La gente comune non sopporta più le dichiarazioni che provengono dai vari schieramenti, e che promettono più soldi e meno tasse a tutti. In questa situazione di congiuntura mondiale e soprattutto nazionale, le persone realiste, serie, che sono tante, vorrebbero ascoltare altri discorsi, discorsi concreti che sicuramente contribuirebbero non solo a moralizzare la nostra vita pubblica, non solo a ridare dignità alle nostre istituzioni e a chi le governa, ma soprattutto a sanare in modo determinante, concreto e sotto gli occhi di tutti, il bilancio pubblico contribuendo a suscitare quello spirito emulativo positivo oggi indispensabile affinché tutti facciano la loro parte e non ultimo, paghino le tasse. Il vero nocciolo della questione, quello che fra l'altro offende l'intelligenza delle persone è il cattivo esempio che proviene dall'alto delle nostre istituzioni e si propaga a macchia d'olio a tutta quella burocrazia del fare e disfare, dei portaborse, degli amici degli amici così ben descritto nel libro "La casta" grazie al quale viene da pensare come possa lo Stato avere ragione contro mafia, camorra e degrado morale e sociale se non assume per primo la responsabilità di liberarsi da tutti quei privilegi e comportamenti illeciti di cui si è dotato non per rispondere ai bisogni dei cittadini ma per preservare le sue poltrone in un ambito di assoluta impunità. Ciò che oggi i cittadini comuni si aspettano sono azioni che dovrebbero agire come premessa a tutti quei listoni di programmi che ci vengono propinati in questi giorni: riduzione drastica dei privilegi agli uomini della casta e a tutti coloro che li godono. Non è vero infatti (e lo è solo in piccola parte e tale da non giustificare il grave danno arrecato alla morale e all'economica della nostra società) che i buoni stipendi ai politici siano serviti a favorire l'accesso alle alte cariche istituzionali anche ai meno abbienti. E' sotto gli occhi di tutti, infatti, che tale accesso passa attraverso filtri posti ad hoc per selezionare non i migliori, quelli più adatti, quelli più competenti, ma invece quelli che si distinguono per le loro spiccate adattabilità allo spirito di sottomissione e di appartenenza. Come può vincere la politica se si affida ad una logica del genere: può vincere nel nostro sistema italiano dove il modello di selezione è uniforme in tutti i partiti, ma nel momento in cui si confronta a livello internazionale dove le squadre vengono costruite basandosi sul valore, sull'onestà e sulla competenza risulta chiaro che non ci può essere vittoria come lo è dimostrato nel caso Alitalia dove da una parte si presentano offerte che si basano su piani concreti di risanamento e di sviluppo e dall'altra offerte familiari dove si parla di figli, di famiglie, di amici ecc. In opposta tendenza sembra, come prima impressione, la vittoria che ha portato a Milano l'Expo 2015. Non dimentichiamoci però che il mondo ci guarda e che noi non possiamo pensare di sventagliare il gioco di squadra solo quando ci fa comodo. Il gioco di squadra è uno stile di vita che deve ispirare coerentemente ogni azione e non essere strumentale per raggiungere uno scopo per poi dimenticarsene il giorno dopo. Nel mondo già ci conoscono come "furboni" e ci valutano per i nostri comportamenti. A favore, di questa positiva azione, che mi auguro sia coerente con il prossimo agire, ed immedesimandomi nei pensieri dei nostri partner stranieri, ho visto molto positiva la presenza in qualità di testimonial dell'atleta nero Clarence Seedorf e mi piace pensare che questa scelta sia stata fatta non in quanto giocatore di calcio o giocatore del Milan ma come segno di apertura (anche dato il tema della sicurezza alimentare) verso il mondo intero e più precisamente verso quello più sfruttato dai ricchi della terra che dopo averlo derubato di tante ricchezze ritengono ora doveroso porvi rimedio agendo su di un tema che ci vede impegnati anche a considerare i loro bisogni vitali. *maestro di sport © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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GIORNATA intensa di incontri per il candidato alla Camera del PdL Riccardo Migliori (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUCCA CRONACA LUCCA pag. 4 GIORNATA intensa di incontri per il candidato alla Camera del PdL Riccardo Migliori. Il coordinatore regionale di Alleanza Nazionale ha fatto visita al comitato elettorale di via Beccheria per poi incontrare esponenti del mondo industriale e produttivo. Migliori, accompagnato dal candidato al Senato del PdL Franco Ravenni, ha visitato diverse cartiere della zona, ascoltando le varie problematiche. "Si tratta ? ha spiegato l'esponente politico ? di situazioni che ho appreso con piacere, ma che purtroppo sono le stesse di tutto il comparto produttivo italiano: troppe tasse,una burocrazia farraginosa, aggravata a Lucca dalla mancanza di infrastrutture. Con il programma del Popolo delle Libertà tutto questo si potrà superare".

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Sanità e apertura hotel, interrogazione di (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI RIMINI CRONACA pag. 8 Sanità e apertura hotel, interrogazione di PERCHE' Rimini per le aperture straordinarie degli alberghi chiede un'autorizzazione sanitaria, e Riccione no? Sarebbe il caso di snellire la burocrazia, che penalizza i riminesi sui concorrenti. Lo afferma Eraldo Giudici (Popolari - Liberali), sulla scia dei recenti casi - riferiti dal Carlino - di attività sanzionate per disguidi legati all'apertura pasquale. "Non si comprende questa differenza di imposizioni burocratiche ? dice Giudici ? in danno di albergatori che operano su Comuni limitrofi nella stessa Regione, mentre continuamente. Sul "caso di malaburocrazia", Giudici annuncia un'interrogazione consiliare.

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<A VOI che vi candidate alla guida (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA RAVENNA CRONACA pag. 7 "A VOI che vi candidate alla guida del Paese chiediamo di rappresentare al meglio le esigenze del territorio ravennate": l'invito arriva dal presidente provinciale di Confindustria Tampieri, ed è rivolto ai candidati alla Camera e al Senato che lunedì hanno partecipato al forum organizzato in via Barbiani. Ricordando anche i dieci punti proposti da Confindustria a livello nazionale, Tampieri ha posto alcune questioni "fondamentali e ineludibili" per la crescita economica e occupazionale: una drastica riduzione della burocrazia, la realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche per tutto il Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale, lo sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna. Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili. Confindustria punta anche sulla formazione scolastica e sulla ricerca, sul distretto della nautica nelle aree dell'ex Sarom e sulla Darsena. Sostiene poi le previsioni contenute nei Piani strutturali per Faenza, Lugo e Ravenna, e chiede la valorizzazione dei comparti della cultura e del turismo. Durante il dibattito alcuni imprenditori e manager, tra i quali Silvano Verlicchi, Aldo Ferruzzi, Giuliano Resca e Domenico Gattelli, hanno incalzato gli interlocutori sulla valorizzazione del merito e sullo snellimento delle procedure per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari. È stato inoltre caldeggiato un modello di parternariato tra pubblico e privato in tema di sanità.

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Di ELETTRA GULLÈ DAL PRIMO (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FIRENZE SPECIALE ATENEO pag. 44 di ELETTRA GULLÈ DAL PRIMO luglio saranno commissariate le tre Aziende regionali per il diritto allo studio, ovvero quelle di Firenze, Pisa e Siena. È questa la data prevista per l'entrata in vigore della nuova Azienda unica, che inizierà ad essere effettivamente attiva, alla fine della fase transitoria, dal primo gennaio 2009. "Si tratta di un'operazione ? spiega l'assessore regionale all'istruzione Gianfranco Simoncini, ? che mira a spostare risorse dalla burocrazia ai servizi". Tra le novità più rilevanti, il fatto che avremo un consiglio di amministrazione dove prima ce n'erano tre, un direttore e un presidente al posto di tre, e tre revisori al posto di nove. "La Regione realizzerà una riduzione di costi che consentirà, già con l'entrata in vigore della legge, un primo recupero di risorse pari a circa 400mila euro che serviranno, fin da subito, ad ampliare i servizi per gli studenti ? aggiunge l'assessore ?. Inoltre, ricaveremo 200mila euro dall'unificazione delle funzioni amministrative". Il Cda dell'Azienda unica sarà composto da tre membri, designati dal presidente della Regione, di cui uno con funzioni di presidente. E dell'organo faranno parte anche il presidente del comitato di coordinamento delle università toscane e il presidente della consulta regionale degli studenti. La sede, a quanto fa sapere la presidente dell'Ardsu fiorentina Silvia Fissi, "dovrebbe rimanere a Firenze". A ogni modo ognuna delle tre città toscane avrà il proprio presidio territoriale, perché i servizi rimarranno legati all'area di riferimento. "Uniformeremo verso l'alto i servizi ? assicura Simoncini ?. Quindi, gli studenti si aspettino solo cambiamenti in meglio". ANALIZZIAMO adesso i 'numeri' del diritto allo studio per quanto riguarda Firenze. Intanto, anche nel 2007 sono state erogate le borse di studio a tutti gli aventi diritto, pari a 4.379. Sul fronte degli alloggi, sono 8 le residenze gestite dall'Ardsu, che attualmente può contare sulla disponibilità di 1.256 posti. Per avere un'idea della 'composizione' di alcune tra le più grandi case dello studente, basti dire che alla 'Calamandrei' in viale Morgagni abitano 171 italiani e 297 stranieri, mentre alla 'Caponnetto' a Novoli rispettivamente 99 e 140 e alla 'Luzi', che si trova in via Maragliano, 97 e 125. Sul versante dei pasti, lo scorso anno ne sono stati erogati 1.274.012, ovvero oltre il 4% in più dello scorso anno. LE PRINCIPALI mense, a gestione diretta, sono la 'Calamandrei' e la 'Caponnetto'. Seguono 'Sant'Apollonia', 'Montedomini' e 'Santa Marta', che invece sono a gestione o indiretta o in convenzione. Da notare che negli ultimi anni si è investito molto per diffondere il biologico, l'agricoltura integrata, i prodotti tipici e tradizionali, quelli equo-solidali, oppure senza carne di suino e senza glutine per i celiaci, per i quali ci sono cinque tipologie di menu a disposizione. Infine, un accenno al bilancio d'esercizio che, nel 2007, si è chiuso con un utile di oltre un milione di euro (+58,2% rispetto al 2006). "L'ultimo triennio ? concludono dall'Ardsu, ? ha comportato un sostanziale riposizionamento dell'Azienda in termini economici. E questo non potrà che portare un contributo positivo al progetto di fusione".

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Entrate: soppresso l'ufficio di Napoli 4, le competenze a Napoli 3 (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Professioni fisco & burocrazia Entrate: soppresso l'ufficio di Napoli 4, le competenze a Napoli 3 A partire da oggi l'ufficio delle Entrate di Napoli 4 verrà soppresso e le relative competenze verranno attribuite all'ufficio di Napoli 3, già sito in piazza Duca degli Abruzzi 31, presso la ex Caserma Bianchini. "L'unificazione si legge in una nota del direttore regionale Paola Spaziani - , che risponde ad esigenze di riassetto organizzativo al fine di un più efficace presidio del territorio sia sotto il profilo del contrasto all'evasione che dei servizi al contribuente, non comporterà alcun disagio per l'utenza dal momento che i due uffici operavano già nel medesimo immobile". A seguito dell'accorpamento, la competenza territoriale dell'ufficio di Napoli 3 abbraccerà le circoscrizioni di Secondigliano, Ponticelli, Barra, S. Giovanni a Teduccio, S. Lorenzo Vicaria, Mercato Pendino, Stella S. Carlo Arena, Miano, S. Pietro a Patierno, Poggioreale, Scampia ed i comuni di Casandrino, Cercola, Crispano, Ercolano, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Massa di Somma, Pollena Trocchia, S. Antimo, Somma Vesuviana, S. Anastasia, S. Sebastiano al Vesuvio, S. Giorgio a Cremano, Volla, Portici, Torre del Greco. Il centralino del nuovo grande ufficio di Napoli 3 sarà il seguente: 081 55.02.111. del 02-04-2008 num.

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PERUGIA -- GLI SCHIERAMENTI POLITICI puntano sulle (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

UMBRIA CRONACA PERUGIA pag. 6 -- PERUGIA -- GLI SCHIERAMENTI POLITICI puntano sulle ? PERUGIA ? GLI SCHIERAMENTI POLITICI puntano sulle categorie produttive e lo fanno attraverso una serie di incontri finalizzati a conoscere le esigenze degli operatori economici del territorio. E mentre il portavoce nazionale dlel'Idc Leoluca Orlando ha fatto visita ieri alla Fabbrica d'Armi di Terni, incontrando i sindacati insieme a Giuseppe Lomurno, Giuseppe Laudi e Pierpaolo Mattioni, il Popolo della Libertà ha presentato i propri candidati ai vertici provinciali di Confcommercio (nella foto l'incontro). "LA PROSSIMA DOVRÀ ESSERE una legislazione costituente. Dovrà insomma affrontare tutte le riforme necessarie per dare stabilità al paese e creare le basi per la crescita economica". Con questa premessa Giorgio Mencaroni, presidente della Confcommercio della provincia di Perugia, ha introdotto l'incontro, sottolineando : "Spesa pubblica e pressione fiscale devono essere gli elementi chiave in questo processo. Le inefficienze della spesa pubblica italiana sono stimabili nell'ordine di 5 punti di Pil all'anno, cioè tra i 70 e i 75 miliardi di euro. Bisogna perseguire l'obiettivo di una stabile riduzione della spesa pubblica corrente primaria di 1 punto di Pil all'anno per tutto l'arco della prossima legislatura, e di procedere ad alienazioni del patrimonio pubblico finalizzate alla riduzione del debito. Occorre poi ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro per sostenere la domanda interna e i consumi delle famiglie, e per rendere più "conveniente" l'incontro tra domanda e offerta di lavoro". E ancora: "Una riduzione di pressione fiscale nella misura di 1 punto di Pil consente di ridurre di due punti l'aliquota media Irpef. Graduato e spalmato nell'arco della prossima legislatura, l'obiettivo dovrebbe essere quello di pervenire, a regime, ad una riduzione di almeno 5 punti dell'aliquota media Irpef. Per quanto riguarda in modo più specifico la fiscalità d'impresa, andranno invece perseguite tutte le azioni utili al miglioramento dell'equità e della selettività degli studi di settore; alla riduzione effettiva del prelievo Ires; alla revisione dei coefficienti di ammortamento; al progressivo superamento degli effetti distorsivi dell'Irap, anche con l'elevazione fino a 15.000 euro della franchigia per le piccole imprese; per il pagamento dell'Iva al suo avvenuto incasso e per l'adozione ? nel settore dell'offerta turistica ? di una struttura di aliquote Iva allineata con i principali competitori europei". MA NON FINISCE QUI. Confcommercio ha anche parlato di sicurezza e lotta alla criminalità, semplificazioni nella burocrazia, liberalizzazioni, riduzione dei costi dell'approvvigionamento energetico, valorizzazione della risorsa costituita dal turismo e dalla distribuzione commerciale, che rappresenta un valore economico ma anche sociale: "Chiediamo ? ha detto infine Mencaroni ? l'impegno a mettere in campo una vera e propria politica per i servizi".

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Velardi: No al brand unico Amalfi-Sorrento (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salerno turismo Velardi: No al brand unico Amalfi-Sorrento E' in carica da poco più di un mese ma ha già avuto modo di valutare e comprendere le problematiche che tarpano le ali al turismo salernitano. L'assessore regionale al turismo, Claudio Velardi, ha però offerto spunti utili anche sulla questione del marchio unico delle costiere amalfitana e sorrentina. Infine ha indicato nella carenza di infrastrutture la causa principale del mancato salto di qualità del sistema salernitano. "Ho trovato una provincia in grande salute e delle strutture ricettive che funzionano benissimo", ha rivelato Claudio Velardi prima di incontrare nella sede dell'Ept di Salerno gli operatori del settore. "Il problema principale, oltre alla carenza di collegamenti e di infrastrutture valide, sta nella lentezza di un sistema che è appesantito dalla burocrazia. In molti casi ci troviamo di fronte a professionalità eccellenti che però non possono operare a causa di un'organizzazione complessiva penalizzante". Sull'aeroporto di Pontecagnano l'assessore ha preferito glissare. "Sono in carica da un mese, conosco la questione per linee generali ma non so dirvi quando inizieranno i voli". Quindi un passaggio nel dettaglio del brand che unisce costiera amalfitana e sorrentina. "Quando me ne parlarono, nel corso della fase progettuale, pensai che la cosa non potesse funzionare e ritengo ancora adesso che sia stata effettuata una forzatura. Piuttosto penso che due realtà tanto distanti come storia e come modo di fare turismo possano unirsi attraverso internet ed una politica che utilizzando la globalità della rete possa promuovere le eccellenze dei due territori. Pensare di creare un brand unico solo nel campo della comunicazione, come è stato fatto, non penso sia utile allo sviluppo dell'area però ormai il progetto è andato in porto e bisogna sostenerlo". A chi ha evidenziato uno stato di crisi del turismo locale l'assessore Velardi ha replicato fornendo i dati di una recente indagine commissionata all'Università Federico II di Napoli. Oggetto: la valutazione delle presenze turistiche sul territorio in occasione delle festività pasquali. "L'abbiamo impostata sul capoluogo ma si può dire che i risultati siano validi anche per l'intera regione e l'area salernitana. I turisti hanno espresso un grado di soddisfazione del 70% per l'accoglienza ricevuta e la bellezza del territorio. Le presenze sono calate del 20% ma bisogna considerare che in questo caso le varie emergenze presenti sul territorio non hanno inciso quanto l'arrivo della Pasqua a marzo ed una condizione meteorologica molto negativa". Il settore turistico salernitano chiede investimenti, progetti concreti e sostegno per uscire dalla crisi. Per esempio sarebbe apprezzabile una campagna informativa che aiuti a capire come l'emergenza rifiuti non abbia in alcun modo interessato Salerno e la sua provincia. "Dobbiamo renderci conto", ha replicato l'assessore Velardi, "che il mondo identifica la Campania con Napoli quindi al momento dobbiamo concentrarci sulle misure per contrastare il danno di immagine causato al capoluogo. Successivamente entreremo nel dettaglio e faremo promozione anche su Salerno, il Cilento e le altre bellezze della vostra provincia". e.s. del 02-04-2008 num.

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Il modello Easy Napoli esportato anche a Salerno (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Salerno Il modello Easy Napoli esportato anche a Salerno Il modello "Easy Napoli", messio in pratica recentemente per il capoluogo partenopeo, sarà esportato anche a Salerno. Lo ha comunicato l'assessore Velardi agli operatori turistici che si sono sentiti danneggiati da un piano promozionale che ha favorito solo il capoluogo di regione. L'incontro con amministratori, rappresentanti istituzionali e imprenditori all'Ept di Salerno ha permesso all'assessore di ottenere un quadro specifico della situazione salernitana. Picarelli di Confindustria Salerno ha chiesto un impegno concreto per l'aeroporto. "I tour operator vogliono una pista adeguata per inserire Pontecagnano nel loro circuito perchè intendono atterrare con aerei che garantiscano un ritorno economico. La mancanza dello scalo danneggia soprattutto il Cilento, che in tutti questi anni avrebbe potuto anticipare il modello che attualmente funziona molto in Abruzzo dove tedeschi ed inglesi stanno investendo molto nei centri rurali e nell'agriturismo". La presidente degli albergatori di Maiori, Anna Citarella, ha invece lamentato un problema di tipo logistico. "Quella che doveva essere una soluzione d'emergenza, vale a dire il senso unico per gli autobus in costiera amalfitana, è invece diventata la regola. Noi ormai abbiamo smesso di conteggiare i danni prodotti da questa situazione". Moderato allarme anche da parte del presidente provinciale di Federalberghi, Genny Gagliano. "Alla Regione non chiediamo soldi ma un impegno concreto per lo snellimento della burocrazia perchè il sistema ci sta annientando. Bisogna semplificare le procedure. L'altro grande problema determinato dal calo di presenze è relativo all'emergenza occupazionale, però sotto questo punto di vista ci stiamo impegnando per evitare un'eccessiva emorragia di posti di lavoro". e.s. del 02-04-2008 num.

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MILANO 2015. Grande interesse in città, sia nel mondo economico che politico, per la grande esposizione internazionale che si svolgerà nella metropoli lombarda (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Verona e l'Expò occasione d'oro" Venti miliardi di lavori, 29 milioni di turisti: "Un rilancio per la nostra economia, un treno da non perdere" Il tema della nutrizione del pianeta è strategico per l'agroalimentare GIAN LUCA RANA PRESIDENTE CONFINDUSTRIA Arriveranno milioni di visitatori, il Veneto sarà la loro base ideale FABIO BORTOLAZZI PRESIDENTE CATULLO La nostra città deve attivarsi subito per non restare fuori dalla partita FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA E il presidente Mosele chiede leggi speciali e un commissario per riuscire a fare le opere   Venti miliardi di euro per gli investimenti, una nuova città da costruire con i migliori architetti del mondo che porteranno 70 mila posti di lavori nei cantieri; un flusso di visitatori stimato in 29 milioni di turisti nell'arco di sei mesi, da maggio a ottobre del 2015: è in queste cifre la grande scommessa dell'Expò vinta da Milano e che porrà al centro dell'attenzione mondiale temi come agricoltura, ambiente, nutrizione del pianeta. Il giorno dopo l'assegnazione dell'Expò a Milano, Verona prova a fare i conti di cosa può significare e valere l'impatto e l'indotto di questo evento e le opportunità saltano all'occhio. A fare il punto per l'economia veronese è il presidente di Confindustria, Gian Luca Rana che individua tre filoni assolutamente preziosi. "Innanzi tutto si aprirà a Milano un cantiere enorme per investimenti e indotto, che darà lavoro a migliaia di imprese e sarà in grado di dare una scossa generale alla nostra economia. Significa dare lavoro anche alle nostre imprese, far ripartire gli investimenti, ridare entusiasmo e aprire opportunità al mercato". Secondo punto, il tema della nutrizione che sarà al centro dei sei mesi dell'Expò: "L'alimentazione è uno dei punti forti del made in Italy: Milano sarà una vetrina splendida per il nostro agroalimentare", osserva Rana, "e l'Expò darà grandi vantaggi alle nostre aziende". C'è poi il turismo: "È il tema più evidente per i grandi numeri: dobbiamo cogliere questa grandissima opportunità sia con le offerte che con le infrastrutture. Comune, Provincia e Regione devono prepararsi perché il nostro territorio è la base ideale di partenza per chi vuole andare a Milano: la distanza è breve ma le infrastrutture sono sottodimensionate sia per la ferrovia che per l'autostrada. E non sottovalutiamo la ricaduta e i benefici che avrà il Catullo". Quindi? "Quindi dobbiamo cominciare a trovare le connessioni per fare rete e portare a casa tutti i vantaggi offerti da questa opportunità e dobbiamo prepararci per tempo per cogliere le benefiche ricadute dell'Expò". E sulla stessa lunghezza d'onda si muove Fabio Bortolazzi, presidente di aeroporto Catullo e della Camera di commercio: "Con una previsione di 29 milioni di visitatori per l'Expò, Verona e il Veneto devono prepararsi per accogliere il nuovo afflusso turistico. Non credo che sia il caso di costruire nuove strutture perché Verona e il Veneto sono già bene attrezzate, però è meglio pensare già ora ad organizzarsi bene". E l'aeroporto? "Malpensa non si discute, ma noi ci potenzieremo: c'è un piano per l'aumento di capitale". Tra le possibili sinergie con Milano c'è anche quella, trattandosi di una maxi esposizione, fieristica. "Se Milano ci chiama, noi rispondiamo", assicura Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere, che proprio domani aprirà Vinitaly, manifestazione che la Fiera di Milano aveva provato a imitare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: dalla rivalità si è passati alla collaborazione su vari eventi. "Finora non abbiamo avuto contatti, ma da adesso che si apre la partita vera, che si giocherà sui contenuti e siamo disponibili a collaborare se ci verrà chiesto. E se si parlerà nell'Expò di eccellenze agroalimentari, siamo pronti a portare il nostro know how". Che l'Expò rappresenti "una grande accelerazione in una fase stagnante per l'economia" è la convinzione anche del presidente della Provincia Elio Mosele che non nasconde qualche preoccupazione legata ai tempi. "È chiaro che l'Expò fa diventare urgentissime alcune opere che restavano ancora tranquille come il corridoio 5; inoltre diventa importante una rapida razionalizzazione degli scali aeroportuali del Nord, compreso il sistema veronese-bresciano. E le nostre imprese, poi, avranno grandi opportunità di lavoro. Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica. Poi si devono aggiungere i tempi di cantiere". La proposta di Mosele è semplice: "Chiunque vada al governo, dovrà prevedere una legge speciale per i lavori dell'Expò e un commissario, altrimenti nel 2015 si rischia un grande flop. Dobbiamo riprendere l'esperienza dei Mondiali 90 e della Legge obiettivo". L'importante, secondo il sindaco Flavio Tosi, "è attivarsi in tempi rapidi sia come città che come sistema: l'Expò è un treno importantissimo e molto lungo, bisogna salirci sopra. Verona che è città con grandi potenzialità grazie alle realtà finanziarie, alla potente economia, alla vocazione turistica e allo snodo logistico, non può rimanere fuori da questa partita. Insomma, l'Expò è una grande opportunità da cogliere".M.B.  .

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Venti miliardi di lavori, 29 milioni di turisti: <Un rilancio per la nostra economia, un treno da non perdere> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO 2015. Grande interesse in città, sia nel mondo economico che politico, per la grande esposizione internazionale che si svolgerà nella metropoli lombarda "Verona e l'Expò occasione d'oro" Venti miliardi di lavori, 29 milioni di turisti: "Un rilancio per la nostra economia, un treno da non perdere" Il tema della nutrizione del pianeta è strategico per l'agroalimentare GIAN LUCA RANA PRESIDENTE CONFINDUSTRIA Arriveranno milioni di visitatori, il Veneto sarà la loro base ideale FABIO BORTOLAZZI PRESIDENTE CATULLO La nostra città deve attivarsi subito per non restare fuori dalla partita FLAVIO TOSI SINDACO DI VERONA E il presidente Mosele chiede leggi speciali e un commissario per riuscire a fare le opere   Venti miliardi di euro per gli investimenti, una nuova città da costruire con i migliori architetti del mondo che porteranno 70 mila posti di lavori nei cantieri; un flusso di visitatori stimato in 29 milioni di turisti nell'arco di sei mesi, da maggio a ottobre del 2015: è in queste cifre la grande scommessa dell'Expò vinta da Milano e che porrà al centro dell'attenzione mondiale temi come agricoltura, ambiente, nutrizione del pianeta. Il giorno dopo l'assegnazione dell'Expò a Milano, Verona prova a fare i conti di cosa può significare e valere l'impatto e l'indotto di questo evento e le opportunità saltano all'occhio. A fare il punto per l'economia veronese è il presidente di Confindustria, Gian Luca Rana che individua tre filoni assolutamente preziosi. "Innanzi tutto si aprirà a Milano un cantiere enorme per investimenti e indotto, che darà lavoro a migliaia di imprese e sarà in grado di dare una scossa generale alla nostra economia. Significa dare lavoro anche alle nostre imprese, far ripartire gli investimenti, ridare entusiasmo e aprire opportunità al mercato". Secondo punto, il tema della nutrizione che sarà al centro dei sei mesi dell'Expò: "L'alimentazione è uno dei punti forti del made in Italy: Milano sarà una vetrina splendida per il nostro agroalimentare", osserva Rana, "e l'Expò darà grandi vantaggi alle nostre aziende". C'è poi il turismo: "È il tema più evidente per i grandi numeri: dobbiamo cogliere questa grandissima opportunità sia con le offerte che con le infrastrutture. Comune, Provincia e Regione devono prepararsi perché il nostro territorio è la base ideale di partenza per chi vuole andare a Milano: la distanza è breve ma le infrastrutture sono sottodimensionate sia per la ferrovia che per l'autostrada. E non sottovalutiamo la ricaduta e i benefici che avrà il Catullo". Quindi? "Quindi dobbiamo cominciare a trovare le connessioni per fare rete e portare a casa tutti i vantaggi offerti da questa opportunità e dobbiamo prepararci per tempo per cogliere le benefiche ricadute dell'Expò". E sulla stessa lunghezza d'onda si muove Fabio Bortolazzi, presidente di aeroporto Catullo e della Camera di commercio: "Con una previsione di 29 milioni di visitatori per l'Expò, Verona e il Veneto devono prepararsi per accogliere il nuovo afflusso turistico. Non credo che sia il caso di costruire nuove strutture perché Verona e il Veneto sono già bene attrezzate, però è meglio pensare già ora ad organizzarsi bene". E l'aeroporto? "Malpensa non si discute, ma noi ci potenzieremo: c'è un piano per l'aumento di capitale". Tra le possibili sinergie con Milano c'è anche quella, trattandosi di una maxi esposizione, fieristica. "Se Milano ci chiama, noi rispondiamo", assicura Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere, che proprio domani aprirà Vinitaly, manifestazione che la Fiera di Milano aveva provato a imitare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: dalla rivalità si è passati alla collaborazione su vari eventi. "Finora non abbiamo avuto contatti, ma da adesso che si apre la partita vera, che si giocherà sui contenuti e siamo disponibili a collaborare se ci verrà chiesto. E se si parlerà nell'Expò di eccellenze agroalimentari, siamo pronti a portare il nostro know how". Che l'Expò rappresenti "una grande accelerazione in una fase stagnante per l'economia" è la convinzione anche del presidente della Provincia Elio Mosele che non nasconde qualche preoccupazione legata ai tempi. "È chiaro che l'Expò fa diventare urgentissime alcune opere che restavano ancora tranquille come il corridoio 5; inoltre diventa importante una rapida razionalizzazione degli scali aeroportuali del Nord, compreso il sistema veronese-bresciano. E le nostre imprese, poi, avranno grandi opportunità di lavoro. Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica. Poi si devono aggiungere i tempi di cantiere". La proposta di Mosele è semplice: "Chiunque vada al governo, dovrà prevedere una legge speciale per i lavori dell'Expò e un commissario, altrimenti nel 2015 si rischia un grande flop. Dobbiamo riprendere l'esperienza dei Mondiali 90 e della Legge obiettivo". L'importante, secondo il sindaco Flavio Tosi, "è attivarsi in tempi rapidi sia come città che come sistema: l'Expò è un treno importantissimo e molto lungo, bisogna salirci sopra. Verona che è città con grandi potenzialità grazie alle realtà finanziarie, alla potente economia, alla vocazione turistica e allo snodo logistico, non può rimanere fuori da questa partita. Insomma, l'Expò è una grande opportunità da cogliere".M.B.  .

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Sgl Carbon, ecco il piano per la bonifica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fra 15 giorni l'Arpam renderà noto lo stato d'inquinamento della superfice Sgl Carbon, ecco il piano per la bonifica Entro aprile il sindaco porterà in Consiglio le soluzioni urbanistiche per la zona ASCOLI - Fra quindici giorni l'Arpam consegnerà i dati relativi allo stato d'inquinamento dell'area della Sgl Carbon. Entro la fine di aprile, invece, la giunta Celani porterà in consiglio comunale il piano di zonizzazione della superfice. Dopo mesi di inconcludenza e chiacchiere, finalmente sulla riconversione della Sgl Carbon qualcosa sembra muoversi. I soggetti che si sono riuniti ieri pomeriggio a palazzo dei Capitani, e vale a dire Regione, Provincia, Arengo, vertici dell'azienda e sindacati, hanno stilato un piano ben preciso per arrivare ad un accordo di programma che permetta, nel più breve tempo possibile, la ricollocazione di oltre 200 operai e la riqualificazione di un'area di 270.000 metri quadrati. Questo il piano: una volta resi noti i dati dell'Arpam, è in programma, entro un mese, una conferenza dei servizi con tutte le istituzioni e i vertici dell'azienda dopodiché i dirigenti della Sgl Carbon presenteranno una proposta di bonifica della superfice quantificando i costi. Chiaramente, prima di sottoscrivere un accordo di programma, i vertici dell'azienda vogliono conoscere con esattezza la destinazione d'uso dell'area. Vista l'urgenza di ricollocare gli oltre 200 dipendenti, il presidente della Provincia, Massimo Rossi, ha avanzato anche l'ipotesi di acquistare una parte della superfice in modo da poter usufruire di un Fondo Europeo di Sviluppo Regionale di dodici milioni di euro per la bonifica dei siti dismessi. C'è però un problema: il bando scade alla fine del mese. Al riguardo i vertici dello stabilimento si sono presi qualche giorno di tempo per decidere. Sul fronte occupazionale, le organizzazioni sindacali presenti all'incontro hanno espresso grande preoccupazione. Il 31 dicembre dello scorso anno la Sgl Carbon chiuse l'ultima procedura di mobilità. Da quel giorno tanti lavoratori sono a spasso e attendono, con impazienza, di essere ancora ricollocati. "Nel 2005 si inserì, nel territorio, il Consorzio Sviluppo Futuro di Latina che si impegnò a riassumere i lavoratori in uscita della Sgl Carbon. Anche se ottanta operai sono stati già ricollocati - ha spiegato Di Girolamo della Uil - da parte nostra c'è perplessità sulla tenuta del consorzio stesso vista la congiuntura economica territoriale e come viene gestito. La riconversione della Sgl Carbon - ha proseguito Di Girolamo della Uil - è una grande opportunità per il territorio. Un progetto valido potrebbe rilanciare l'economia e l'occupazione di un'intera città e Provincia. Occorre che alle chiacchiere faccia seguito, quanto prima, la concretezza. In questo caso è la politica che deve fare la differenza. Purtroppo, però, la burocrazia prevede tempi troppo lunghi e non condivisibili con le nostre esigenze e quelle dei lavoratori". MAURO GIORGI,.

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IMMIGRATI E VOTO (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune amministrazioni locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile accendere i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati nella partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per il quale contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo indefinito, ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche qui servono fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che arrivano normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli immigrati, non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché altre per loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in Italia senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza. Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione. Segretario generale Cisl Treviso.

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Piccole imprese Finanziamenti su misura (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

APINDUSTRIA. Accordo con Popolare Verona Piccole imprese Finanziamenti su misura Fino a 50 mila euro rimborsabili entro 60 mesi   VICENZA Banca Popolare di Verona e Apiveneto Fidi, il Confidi regionale del sistema Confapi Veneto, hanno realizzato una speciale formula di finanziamento su misura per le particolari esigenze delle piccole e micro imprese del territorio, denominata "Plafond speedy". Iter istruttorio semplificato, velocità decisionale e di erogazione, costi contenuti e trasparenti, facilità di accesso, burocrazia ridotta al minimo sono le principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo un'analisi dei bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento congiunturale, chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e velocità di risposta. "Lo strumento - spiega Filippo De Marchi, presidente di Apiveneto Fidi - si configura come uno speciale plafond per la concessione alle imprese nostre socie di finanziamenti a medio termine, ma con caratteristiche che lo rendono a misura di piccola e micro impresa". L'iniziativa mette a disposizione delle Pmi un plafond iniziale di 5 milioni di euro per finanziamenti fino a 50 mila euro rimborsabili entro 60 mesi, con l'obiettivo di favorire una migliore gestione finanziaria delle imprese, rispondendo ad una grande varietà di esigenze, dagli investimenti alla semplice necessità di liquidità. "La sua forza sta proprio nella semplicità - continua De Marchi - Esso infatti vuole essere una prima, chiara risposta alla necessità espressa dalle imprese di snellire i processi burocratici anche nei rapporti con i partner finanziari, riducendo i tempi morti richiesti da interminabili processi istruttori, che in molte occasioni possono creare pregiudizi ai processi di sviluppo delle imprese, costrette a decidere con prontezza e determinazione". "Alla luce dell'attuale fase economica caratterizzata da scarsa liquidità e tassi in crescita, il plafond che viene messo a disposizione degli imprenditori associati ad Apiveneto Fidi è una risposta tempestiva data alla vera anima dell'imprenditoria locale, ossia la realtà delle piccole imprese - sottolinea Luciano Colombini, direttore generale della Banca Popolare di Verona - questo accordo non solo conferma la nostra vicinanza alle Pmi, ma rappresenta la premessa per un'ulteriore crescita delle nostre relazioni con il mondo imprenditoriale".  .

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<Fisco, peso sulla voglia di creare impresa> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IN VISTA DELLE ELEZIONI. L'incontro nel rinnovato teatro Remondini alla Santissima Trinità "Fisco, peso sulla voglia di creare impresa" Faccia a faccia tra candidati e rappresentanti delle categorie economiche sui problemi del Bassanese   Problemi del Bassanese sotto la lente di politici e imprenditori: si moltiplicano i "faccia a faccia" e anche i candidati della nostra circoscrizione hanno incontrato, lunedì 31 marzo nel rinnovato teatro Remondini, i rappresentanti delle categorie economiche sul tema "Imprese e territorio: di quale politica abbiamo bisogno?". Invitati il leghista Paolo Franco, il candidato dell'Udc Luigi D'Agrò, Luciano Mignoli per la Sinistra arcobaleno, il sen. Pierantonio Zanettin per il Pdl e Rosanna Filippini per il Pd. Sviluppo delle nuove tecnologie e riorganizzazione urbanistica, utilizzo delle risorse idriche, formazione e ricerca in ambito tecnologico e umanistico, sicurezza dei cittadini e sicurezza sul lavoro, eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono stati questi i temi toccati in sede di dibattito, equamente ripartiti, secondo competenza, tra i presidenti delle categorie economiche cittadine . A stimolare la discussione c'erano infatti Teresa Cadore (Umce), Efrem Merlo (Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass. Industriali), Maurizio Pettenuzzo (CNA), Giovanni Panni (Apindustria) e Martino Cerantola (Coldiretti). Particolarmente sentite le questioni della burocrazia e pressione fiscale: "Due nodi - come ha spiegato Teresa Cadore - che appesantiscono la volontà di creare impresa, soprattutto tra i giovani". "É fondamentale anche il tema dello sviluppo delle risorse umane - ha aggiunto Panni - in un'ottica di integrazione tra saperi tecnologici e umanistici". "Solo lavorando su due fronti - ha aggiunto - l'impresa veneta (e bassanese) saprà garantirsi qualità, competitività e, in ultima analisi, valore aggiunto: non bastano i computer, ci vogliono anche i cervelli per farli funzionare". I candidati, di fronte alle domande poste dalla squadra di interlocutori che avevano di fronte, si sono sostanzialmente attenuti alle ricette proposte dai loro partiti in sede di presentazione del programma.L.P.  .

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SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 02 Apr 2008 Edizione 64 del 02-04-2008 SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? di Romano Bracalini Una nazione, dice Ernest Renan, è una comunità che basa la propria esistenza su tre elementi che la distinguono da qualunque altra: la lingua, la bandiera, la moneta. Esse rappresentano un patrimonio d'affetti e di speranze. Formano l'orgoglio, la tradizione, la storia di una nazione. Se viene a mancare anche uno solo di questi elementi, una nazione non può più dirsi sovrana. Nel 1943, con l'invasione anglo-americana, nel paese vinto venne imposta la moneta d'occupazione, le Amlire. In quel preciso momento l'Italia cessava d'essere una nazione indipendente e sovrana. Qualcosa di simile sta accadendo oggi. Goethe, nel suo viaggio in Italia, spiegava che "Napoli è un paradiso abitato da diavoli", e oggi non cambierebbe parere, e la Calabria un luogo dove "i gendarmi arrostivano vivi i briganti che a loro volta arrostivano vive le loro vittime". Il tradimento e la spazzatura sembravano piuttosto il portato di una rinuncia o di una inadeguatezza. C'era alla base una carenza di civiltà. Poeti e viaggiatori stranieri descrivevano l'Italia come un paese certo affascinante e unico per varietà e ricchezza di memorie storiche, ma anche come un luogo infido abitato da gente ingannevole e violenta, al punto che l'inglese John Murray, autore del libro "Leading the blind" (Guidare il cieco), raccomandava a tutti di fare testamento prima di mettersi in viaggio. Una raccomandazione valida ancora oggi. I giornali stranieri sono tornati a descrivere l'Italia come un paese triste, caotico e violento. Ce la mettiamo tutta per confermare il quadro. La peggiore immigrazione sceglie l'Italia perché altrove non sarebbe ammessa. Gli stranieri che dall'Italia tentano di passare in Francia vengono bloccati alla frontiera. D'accordo, Milano ha vinto la gara per l'Expo. Ma una rondine non fa primavera. Da un quindicennio l'Italia è entrata in una profonda crisi istituzionale e morale in cui regole, leggi, educazione e senso civico hanno perduto ogni significato originario e non c'è più verso di frenare il malcostume dilagante, il disprezzo d'ogni convenzione, la brutalità della nostra vita associata. La naturale e forse mitica "gentilezza italiana" è scomparsa del tutto. Il senatore Cossiga vorrebbe introdurre l'alza bandiera nelle scuole. Bisognerebbe prima insegnare cos'è una nazione e i principi basilari di educazione civica. Sono reduce da un soggiorno in Francia (paese ideale per noi "esuli" in patria). La differenza si vede già nel rispetto per il pedone che attraversa la strada senza rischiare la vita. Chi sgarra paga. Non trova un magistrato che restituisce la patente al recidivo. Se a sgarrare è uno straniero lo si accompagna tra due gendarmi alla frontiera. A Parigi le donne anziane non temono di uscire di casa da sole. Si siedono al Caffè a godersi il timido sole. La sicurezza è un dovere garantito al cittadino. La Francia è "l'etat des citoyenne", lo stato dei cittadini. Dovrebbe esserlo anche l'Italia formatasi sul modello francese. Ma così non è. Siamo impotenti davanti alle vessazioni della burocrazia "sovietica" italiana. Lo spettacolo quotidiano della nostra vita pubblica è deprimente. Si guardino i nostri giardini pubblici. Un ricettacolo di commerci illeciti, sporcizia e escrementi di cani. In Francia i cani non sono ammessi nei giardini e nei parchi: nemmeno al guinzaglio. Si viaggia sicuri. Da noi l'ubriachezza al volante è in aumento quasi per un senso di emulazione che fa strage. L'autista del pullman juventino che ha investito e ammazzato il tifoso del Parma ha obbedito a un impulso di paura. Lo ha detto lui. La partita aveva esasperato gli animi e inferocito le opposte fazioni. Ha temuto d'essere aggredito e ha premuto l'acceleratore: è come se avesse premuto il grilletto. Il capo della polizia Manganelli ha detto: "Non c'è emergenza". Ennio Flaiano avrebbe eccepito: "La situazione è grave ma non seria". Non solo stentiamo a diventare un popolo ordinato e civile, ma restiamo i peggiori nemici di noi stessi. La nostra debolezza di carattere ci viene dai secoli della decadenza. Per secoli l'Italia è stata campo di battaglia d'eserciti stranieri che uccidevano e razziavano. Il declino d'oggi lo riscontriamo nei comportamenti d'ordinaria barbarie, nella latitanza d'ogni principio di giustizia, e nel costume reiterato di svendere il paese allo straniero come cinque secoli fa. Con tutto ciò, restando un esule nel cuore, che Alitalia venga venduta ai francesi non mi importa nulla, anzi: vuol dire che funzionerà meglio. Ma non vorrei porre limiti alla provvidenza. Per esempio a quando le FS agli svizzeri?.

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Una riforma per gli studi di settore (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 02 Apr 2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Occorrono nuovi strumenti più realistici e affidabili Una riforma per gli studi di settore di Chiara Battistoni Riformare dal "basso" gli studi di settore, per riportare al centro il cittadino contribuente, come accade nelle moderne democrazie d'Europa. Questo il messaggio ribadito con autorevolezza dai relatori invitati alla serata dedicata agli Studi di settore, organizzata dal Comitato elettorale pro Popolo delle Libertà e presieduto da Paola Sua. Tra i protagonisti dell'approfondimento, Simone Crolla, Presidente del circolo Buon Governo Milano, candidato Pdl alla Camera dei Deputati per il collegio Lombardia 1, che ha ribadito l'urgenza di identificare degli indicatori di normalità economica in grado di trasformare gli studi di settore in strumenti realistici e affidabili, strettamente legati al territorio, affidandone la responsabilità ai Comuni. Alessandro Cerati, dottore commercialista e membro della Commissione Diritto Tributario Nazionale dell'Ordine dei Commercialisti di Milano, ha sottolineato come gli studi di settore, costruiti con una logica lineare, non siano capaci di rispondere allo sviluppo dei fattori produttivi. Il mutamento della realtà imprenditoriale e professionale, infatti, non è affatto lineare; per coglierne l'evoluzione e garantirne la corrispondenza è necessario disporre di strumenti (e culture) più dinamici, agili, che sappiano cogliere le tendenze evolutive degli scenari produttivi. Decisamente provocatoria e stimolante la proposta di Giancarlo Pagliarini. Per l'ex ministro del Bilancio nel primo governo Berlusconi, tra i primi firmatari del network di Daniele Capezzone, Decidere.net e oggi capolista al Senato in Lombardia e Veneto per La Destra, il concetto stesso di studio di settore è superato, da sostituire con l'obbligo di redigere il bilancio, un obbligo da estendere a tutti i cittadini in età lavorativa. Visto però che l'orientamento attuale è per la conservazione degli studi di settore, ha osservato Pagliarini, è necessario che questi strumenti siano strettamente legati al territorio. Lo strumento per riportare il cittadino al centro dello Stato e avvicinare l'amministrazione al territorio è il federalismo, da realizzarsi a partire da una riforma integrale della Costituzione italiana che deve trasformarsi in Costituzione federale. Già nel 1999, in epoca di Bicamerale, Gianfranco Miglio ricordava: "Sono convinto che, per rendere efficienti le nostre istituzioni, i "rappezzi" immaginati dalla terza Bicamerale sono assolutamente inutili o addirittura dannosi: il federalismo è falso e coincide col vecchio "autonomismo".? E' l'impianto della Costituzione che va radicalmente cambiato: da "unitaria" a "pluralistica".? La questione principale, però, è il fatto che nel paese non esiste una cultura federale". Per cambiare, per uscire dal declino, per superare l'elefantiasi della burocrazia, l'Italia ha bisogno di una nuova Costituzione. Proprio Max Bruschi, consigliere provinciale di Forza Italia, ha ricordato come il peso della burocrazia abbia ormai raggiunto livelli parossistici, insostenibili tanto per le piccole e medie imprese quanto per il singolo cittadino. Ventisette i chili di carta, per pratiche e moduli necessari per aprire un'azienda in Italia. Uno spreco di tempo immenso necessario per redigere, leggere, valutare e vidimare tutta questa documentazione. Se poi vi si associa il costo orario si può quantificare lo sperpero di soldi che rappresenta la burocrazia di cui siamo tutti vittime. In un mondo competitivo e globalizzato come quello odierno non si può più rimandare la realizzazione di uno Stato più snello, efficiente, economico ed equo.

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IL MONDO DELL'EDILIZIA SI è FERMATO PER RICORDARE MICHELE SPOSITO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL LUTTO Oggi l'autopsia poi i funerali a Maddaloni GIUSEPPE MIRETTO Il mondo dell'edilizia si è fermato per ricordare il drammatico incidente costato la vita a Michele Sposito De Lucia, manovale maddalonese di 39 anni, precipitato da un ponteggio mobile in corso Trieste. Due le ore di sciopero. L'attività é stata sospesa in tutti i cantieri. In città si è svolta una manifestazione organizzata dai sindacati. In quattrocento si sono dati appuntamenti nel luogo della tragedia. Hanno voluto testimoniare il proprio cordoglio, pronunciando più volte ad alta voce il nome della vittima durante l'attraversamento di via Mazzini. Il corteo ha raggiunto a metà mattinata la prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Ezio Monaco. I sindacati ancora una volta hanno posto l'attenzione sulla necessità di garantire il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Intanto, la famiglia Sposito De Lucia ha scelto la dignità. Salvo complicazioni procedurali, oggi pomeriggio, se in mattinata saranno eseguiti gli esami autoptici, dovrebbero svolgersi i funerali. Il Comune di Maddaloni, che ha proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui si svolgono le esequie, oltre a dichiararsi disposta a sostenere le spese funebri (che invece saranno sostenute dalla famiglia) ha messo a disposizione un loculo al cimitero. "Oltre al lutto cittadino - dice il vicesindaco Carlo D'Angelo - l'amministrazione ha scelto di sostenere comunque la moglie e i due giovani figli". La spesa per i funerali sarà convertita in un contributo economico. "Un aiuto necessario - conclude D'Angelo - affinché si completi l'iter burocratico propedeutico alla deliberazione di sussidi per i minori". La burocrazia è l'altra faccia del dramma. L'amministrazione provinciale, e in particolar modo l'assessore Enrico Milani, ha avviato le procedure per "un'azione di tutela previdenziale e finanziaria destinata ai giovani orfani, fino al compimento della maggiore età". Ma i sussidi, sostenuti da un fondo provinciale e regionale non sono immediatamente disponibili. Anche per questo, nel caso di Michele Sposito De Lucia e di tutte le precedenti vittime che, oltre al lavoro sono ancora vittime anche delle lentezze burocratiche, Milani ha avviato procedure d'emergenza. Potrebbe essere la Provincia ad anticipare il versamento mensile delle somme di tutela. E solo in un secondo momento avviare procedure di rivalsa nei confronti della Regione. Sul fronte delle indagini, invece, continua il lavoro dei carabinieri e dell'Asl per accertare le cause e le responsabilità del drammatico incidente.

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VELTRONI: NON ASTENETEVI, CI SARANNO SORPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Veltroni: non astenetevi, ci saranno sorprese ALESSIO FANUZZI "L'Italia deve tornare a crescere". Walter Veltroni lancia la volata. Vestito blu e camicia azzurra, il candidato premier del Pd disegna la sua Italia e traccia le linee guida del suo programma. Lotta alla precarietà per ridare speranze ai giovani, salari più alti per restituire potere d'acquisto ai cittadini e sistema politico e burocrazia più snelle per rilanciare il Paese. Ci crede, l'ex sindaco di Roma. Ripete "si può fare", lo slogan mutuato da Obama; ironizza sul "ma anche" reso celebre dall'imitazione di Crozza; e non fa mai il nome di Berlusconi, pur riservandogli frecciate al veleno. "È un modo di voltare pagina, di non ripetere la campagna elettorale del '94", spiega prima di presentare i futuri interventi: "La priorità è intervenire sui prezzi, sui salari, sugli stipendi e sulle pensioni. Le coperture finanziarie ci sono, penso ai 4 miliardi di extragettito". Sorride, ostenta serenità e prova a trasmettere fiducia e affidabilità, Veltroni. Insiste sui tempi certi e sulla semplificazione della vita, parla del Sud e della necessità di "annientare le mafie succhiasangue" e carica a testa bassa Berlusconi e le sue dichiarazioni sul Quirinale: "Abbiamo assistito a un'altra brutta pagina - dice - Attaccare il Capo dello Stato è una cosa che ci riporta indietro in questo quindicennio appena passato. Le istituzioni non si attaccano, né quelle presenti né quelle passate". Dall'affondo contro il Cavaliere all'encomio di Prodi: "Ha trovato il Paese in una condizione devastata. Voglio salvaguardare il suo lavoro. Gli dobbiamo molto, io per primo. Perché se oggi sono qui è grazie a Prodi che nel '96 credé nel progetto Ulivo". Guarda avanti, Veltroni. Ribadisce di "avere fiducia negli italiani" e si dice certo "di sorprese dalle urne". Davanti alle telecamere come in piazza. Perché, prima di affidare il suo messaggio alla tribuna politica Rai, il candidato premier del Pd arringa la platea di Frosinone lanciando un appello contro l'astensionismo: "È un momento decisivo per la vita del Paese. L'Italia deve decidere se tornare a essere protagonista sulla scena europea o regredire", dice denunciando la campagna "di odio e di aggressione" messa in atto dal centrodestra: "Nel Pdl c'è nervosismo perché a novembre eravamo sotto di 22 punti e ora siamo lì lì". "Le elezioni sono il momento in cui si decide - continua l'ex sindaco - Se ti astieni poi non puoi lamentarti se le cose vanno in un certo modo". Parole incisive, accompagnate dalle proposte del Pd per la sanità e la casa. Due gli assi portanti: più equità e meno costi per le famiglie e più qualità e sicurezza. "Dobbiamo ridurre le liste d'attesa e riequilibrare la sanità pubblica con quella privata", spiega l'aspirante premier. Equità, però, deve far rima con costi più bassi: "I cittadini spendono 25 miliardi all'anno. Sono troppi. Novità anche sul versante casa. Veltroni rilancia il piano per l'edilizia popolare - "Centomila nuovi alloggi" - e conferma l'aliquota al 20% per i proprietari e l'aumento delle detrazioni per gli inquilini.

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Il lavoro del volontario come missione di vita (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2023 Carloforte. In Sardegna 1.200 associazioni operano per il bene della comunità Il lavoro del volontario come missione di vita Carloforte.. In Sardegna 1.200 associazioni operano per il bene della comunità --> "Si può dare di più senza essere eroi". La frase che titola il convegno sul volontariato (si è svolto sabato scorso a Carloforte), riassume sino in fondo il significato di una delle realtà più belle ed importanti della Sardegna. Sono infatti oltre 1.200 gli enti che ogni giorno, in tutta l'Isola, operano per il bene collettivo. Il simposio, che si è tenuto al cineteatro Mutua, ha avuto una larga partecipazione di pubblico e di associazioni che operano nel volontariato. Tra gli ospiti è giunto a sorpresa anche il presidente della Regione Renato Soru. In prima fila i volontari carlofortini: Croce Azzurra, Lavoc-protezione civile, Avis, Admo, Auser, emittenti locali. Il sindaco Agostino Stefanelli, ha aperto i lavori: "Mi aspettavo questa partecipazione - ha spiegato - me la aspettavo perché il volontariato ha caratterizzato la vita di Carloforte sin dalla fondazione". Patrizia Congiu, assessore ai Servizi sociali, che ha voluto fortemente la manifestazione, ha ricordato: "Spesso c'è il grazie momentaneo per chi rischia la sua vita e si mette alla prova in determinate circostanze. Ma poi arriva il silenzio dei cittadini, delle istituzioni e della burocrazia". È intervenuto Gianfranco Aricò, ispettore regionale dell'Associazione nazionale carabinieri: "I carabinieri hanno pagato con la loro vita l'attaccamento al loro ideale manifestando altruismo e generosità che ai nostri giorni sembrano cosa rara" - ha commentato - Spesso i rappresentanti della Benemerita fanno sacrifici ed interventi ben oltre i loro doveri". Catalina Schezzini, presidente dell'Ancim (Associazione nazionale Comuni isole minori) ha parlato in particolare delle piccole realtà insulari: "La nostra vita di cittadini isolani è una mescolanza di profumi, sapori, contaminazioni fisiche, modi di vita - ha detto - il nostro volontariato si esprime da secoli perché noi siamo sempre stati solidali con tutti e da tutti abbiamo appreso qualcosa, ma mai nessuno è diventato nostro padrone". Il presidente della Provincia Pierfranco Gaviano si è rivolto invece ai giovani in sala: "Io credo che in questi giorni sia importante che il volontariato abbia strumenti e risorse finanziarie - ha detto - ma la differenza non sta nell'avere più ambulanze o trasmettitori, ma è nel volontario: abbiamo bisogno sempre di più di cittadini attivi, che escano dall'assistenzialismo; il volontario deve essere controcorrente". A sorpresa, si diceva la presenza del Governatore. Un intervento, il suo, tutto incentrato sugli ideali del volontariato. Per Soru, che ha ricordato anche le recenti polemiche sull'organizzazione del centro servizi "i convegni sono occasioni per ascoltare, sentire e fare riflessioni". Il Governatore ha poi ricordato quanto la solidarietà sia importante non solo per i singoli, ma valore fondante nella nostra Costituzione: "Non ci sono solo diritti, ma anche doveri. E la solidarietà è un dovere; non c'è cittadinanza senza contributo di solidarietà". MARIANO FROLDI.

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Franceschini: "Non confondiamo la buona educazione con l'inciucio" (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Varese - Il vicesegretario del Partito Democratico alla Palazzina della Cultura. Prima di incontrare la stampa è andato a salutare la Giunta di centrodestra Franceschini: "Non confondiamo la buona educazione con l'inciucio" Il governo "Veltrusconi" non si farà. Parola di Dario Franceschini. "I giornalisti stranieri hanno sottolineato un'ipotesi di inciucio, confondendo il bon ton con larghe intese inesistenti. Noi ci prepariamo a governare da soli in un clima di civile convivenza". Il vicesegretario del Partito Democratico, per mantenere fede al nuovo corso della politica dai toni pacati, inaugurato da Veltroni, prima di intervenire all'incontro alla Palazzina della Cultura è passato a salutare la giunta comunale di centrodestra  riunita a Palazzo Estense. Ad accoglierlo nella visita varesina, i vertici del Pd locale: Daniele Marantelli, Paolo Rossi, Stefano Tosi, Alessandro Alfieri,  Roberto Molinari, Giuseppe Adamoli e il candidato alle provinciali Mario Aspesi.  (foto, da sinistra: Dario Franceschini e mario Aspesi) Nella terra del Carroccio, Franceschini dimostra di trovarsi a suo agio, "rifiutando"  l'immagine di un nord completamente nelle mani della Lega. "Io sono nato nel cuore della Pianura Padana e i numeri ci dicono che il nord dell'Italia non è in mano al partito di Umberto Bossi perché il Pd ha almeno il triplo della Lega Nord. Le folle che accolgono Veltroni lo dimostrano".  C'è spazio anche per una piccola ammissione di colpa nei confronti degli imprenditori della padania. "In passato il centrosinistra non ha funzionato rispetto al sistema di piccole e medie imprese - ha detto Franceschini. È passato un messaggio di paura legato alla globalizzazione nei confronti dei piccoli imprenditori, mentre loro hanno dimostrato con la loro vitalità e creatività di saper far fronte alle nuove sfide del mercato. Ecco perché nel nostro programma c'è la riduzione della pressione fiscale e la semplificazione delle norme, misure accompagnate da uno snellimento della burocrazia che farà risparmiare molto sulla spesa pubblica". Mercoledi 2 Aprile 2008 Michele Mancino.

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ELEZIONI, "BUROCRAZIA IMPEDISCE IL VOTO A NUMEROSI CITTADINI" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(15:22) (2/4/2008 14:29) | ELEZIONI, "BUROCRAZIA IMPEDISCE IL VOTO A NUMEROSI CITTADINI" (Sesto Potere) - Roma - 2 aprile 2008 - "La possibilità di esprimere il proprio voto, in occasione delle imminenti consultazioni elettorali del 13 e 14 aprile, dovrebbe essere un diritto di tutti, soprattutto di coloro che per motivi di salute sono costretti a soggiornare fuori dal comune di residenza ?dichiara in una nota Fabrizio Santori, candidato del Pdl al Comune di Roma - che ha raccolto personalmente la testimonianza di un cittadino di Cagliari impossibilitato a votare perché costretto a rimanere a Roma per un lungo periodo di tempo in quanto bisognoso di una serie di cure che solo un ospedale capitolino può garantirgli. Né lui né la moglie che gli presta assistenza potranno esercitare il loro diritto al voto, nonostante siano in possesso di certificati medici che attestino la gravità del caso e l'impossibilità di rientrare nel comune di residenza. E' inammissibile che alle persone in difficoltà di salute che si trovino al di fuori del luogo di residenza, non ricoverati in strutture ospedaliere, non sia consentito di esercitare uno di quei diritti fondamentali che la Costituzione ha conferito ad ogni cittadino della nostra Repubblica, quando invece ai protagonisti della trasmissione del Grande Fratello viene concessa questa possibilità ? incalza Santori ? che esprime un profondo rammarico e disdegno nell'apprendere che i concorrenti della Casa del Grande Fratello di Cinecittà potranno raggiungere il proprio seggio elettorale, per giunta rigorosamente scortati, quando c'è gente in difficoltà che non può vantare questo diritto. Anche questa volta lo spettacolo e la notorietà hanno la precedenza sulla socialità e sulle situazioni di emergenza. Sicuramente i protagonisti del Grande Fratello non si recheranno nemmeno a votare, presi dall'entusiasmo offerto dalla condizione di breve libertà vigilata fuori dal controllo delle telecamere e dei fans. Sono certo che Il cittadino cagliaritano è un esempio di "elettore in particolare condizione" al quale, secondo quanto riportato dal Comune di Roma e dal Comune di Cagliari, non è consentito partecipare alle elezioni del 13 e 14 aprile in quanto non ricoverato in una struttura ospedaliera, nonostante sia sotto controllo medico ed impossibilitato ad allontanarsi da Roma per probabili ricoveri improvvisi. Considerato il fatto che sono molti i casi di cittadini in difficoltà che dovranno rinunciare al voto è necessario che i singoli comuni prendano seri provvedimenti per ovviare a tali gravi inadempienze che danneggiano la libertà di espressione e partecipazione della collettività, prendendo accordi e ricercando soluzioni idonee per tutelare tutti nell'esercizio del voto.".

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Politica: Cimitile: <Vogliamo guidare l'Ente con un programma aperto e condiviso> (sezione: Burocrazia)

( da "Sannio Online, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Politica: Cimitile: "Vogliamo guidare l'Ente con un programma aperto e condiviso" Pubblicato il 02-04-2008 "Vogliamo dare vita per il governo dell'Ente a un programma aperto e condiviso, che renda partecipi i cittadini, le associazioni, i sindacati, con la possibilità di apportare nuove idee, proposte, progetti". Lo dichiara Cimitile, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.... "Vogliamo dare vita per il governo dell'Ente a un programma aperto e condiviso, che renda partecipi i cittadini, le associazioni, i sindacati, con la possibilità di apportare nuove idee, proposte, progetti". Lo dichiara Aniello Cimitile, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra. "E' attivo un filo diretto ? dichiara Cimitile - per il confronto sui grandi temi, sui problemi della quotidianità, per allargare la partecipazione e la condivisione degli indirizzi programmatici. L'invito è stato prontamente accolto da numerose associazioni e organizzazioni presenti sul nostro territorio". In tale ottica, il candidato presidente del centrosinistra rende noto che "per i cittadini che intendano approfondire i temi trattati nel programma, confrontarsi con Aniello Cimitile, inviare proposte e considerazioni, far pervenire e costruire schede di azione ed interventi, l'indirizzo internet è: www.aniellocimitile.it. Attivi anche gli indirizzi e-mail: comitato cimitile @yahoo.it e ufficiostampacimitile@gmail.com". Ieri mattina Cimitile ha incontrato il presidente provinciale di Confagricoltura, Andrea Postiglione, che gli ha consegnato un contributo programmatico dal titolo "L'agricoltura, forza decisiva per la ripresa economica in provincia di Benevento". "Le nostre aziende ? si legge nel documento ? sebbene di piccole dimensioni, si sono già attivate perché il valore aggiunto da esse prodotto sia il segno della loro originalità". Postiglione suggerisce a Cimitile di "impegnarsi nell'individuazione di alcune linee portanti di un progetto strategico per l'agricoltura sannita", proponendo quindi al candidato di "promuovere una Consulta provinciale tra il mondo agricolo e le istituzioni locali e regionali". Aniello Cimitile ha inoltre incontrato ieri Ugo Borrillo, presidente provinciale della Confapi. "Abbiamo affrontato ? riferisce lo stesso Cimitile - temi riguardanti l'occupazione, la necessità di una burocrazia più snella per le piccole e medie imprese, la difesa dell'originalità delle aziende sannite".

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Valle Alifana e Tifatina: Elezioni, le richieste della Confesercenti (sezione: Burocrazia)

( da "Sannio Online, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pubblicato il 02-04-2008 Incontro-dibattito elettorale in programma venerdì prossimo a cura della Confesercenti della provincia di Caserta e della sezione matesina di Alife. Al centro del dibattito le "dieci priorità" fissate dall'organizzazione di categoria che vuole così impegni precisi sullo sviluppo... Incontro-dibattito elettorale in programma venerdì prossimo a cura della Confesercenti della provincia di Caserta e della sezione matesina di Alife. Un ciclo di iniziative finalizzate a mettere a fuoco ed approfondire le problematiche delle sviluppo nazionale e locale. L'incontro è fissato nell'aula consiliare, a partire dalle 18.00, con la partecipazione della presidente Confesercenti del comune matesino, Angela De Cristofano. Al centro del dibattito le "dieci priorità" fissate dall'organizzazione di categoria che vuole così impegni precisi sullo sviluppo. Parteciperanno alcuni candidati casertani dopo l'introduzione del direttore Pasquale Giglio. Saranno presenti in aula: Adolfo Villani per il Partito Democratico (candidato alla Camera dei Deputati), Angelo Consoli per l'Unione di Centro, Carlo Sarro per il Popolo delle Libertà (candidato al Senato ) e Gianni Cerchia per la sinistra arcobaleno (candidato alla Camera dei Deputati). Le domande saranno sollecitate sulla base del "decalogo" lanciato dalla Confesercenti. Questi i dieci punti: stop agli sprechi: abolire le province, ridurre le comunità montane, privatizzare le aziende municipalizzate; stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici; stop al caro energia: meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti; stop al fisco esoso: taglio Ire/Ires per piccole medie imprese, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione Irap fino a 15.000 euro, lotta all'abusivismo; stop alla criminalità: più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori ed usurai, sostenere associazioni antiracket ed antiusura; decidere per le infrastrutture: task force per completare le opere, realizzare rapidamente le vie del mare, autostrada Salerno-Reggio Calabria e Tav; decidere per i giovani: un "conto risparmio" per la formazione, dotarli di computer e di internet, incentivarli ad aprire nuove piccole medio imprese, frenare la fuga dal Sud; decidere per le piccole medie imprese (pmi): incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer ed internet per tutte le pmi; decidere per il turismo: allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi di Tv satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella bassa stagione; decidere per l'ambiente: agevolazioni shock per riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata rifiuti. In conclusione, poi, viene riportata "la sola priorità per far crescere la Campania di domani", vale a dire: risolvere l'emergenza rifiuti dopo 14 anni di commissariato, di sprechi e di scandali.

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"Vivavoce" ha smesso di parlare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

JESOLO La Giunta ha deciso la soppressione dell'organismo nato nel 2006 per garantire alcuni servizi ai cittadini "Vivavoce" ha smesso di parlare Per gli assessori Bison e Casarin si era creata una sovrapposizione di competenze JesoloSciolta l'Istituzione Vivavoce. Le voci in città giravano da tempo e sempre più insistenti. L'altra sera in consiglio comunale è arrivata l'ufficialità con lo scioglimento appunto di questo organismo che doveva servire per garantire tutti quei servizi necessari alla persona.Vivavoce era nata nel dicembre del 2006, per cercare di offrire un preciso punto di riferimento ai cittadini, alle associazioni, alle scuole e alle istituzioni culturali presenti sul territorio. Cercando, quindi, di rispondere alle esigenze del cittadino con degli iter sgravati da parte della burocrazia comunale. Ora Vivavoce, che per promuovere la propria ecletticità era stata dotata di un logo pubblicizzato in tre versioni - cultura, sociale e istruzione - è stata sciolta.Si tratta di una decisione conseguente ad un'attenta riflessione e ad una riorganizzazione complessiva dei servizi - spiega l'assessore alla politiche sociali Daniele Bison assieme all'assessore alle politiche giovanili Ezio Casarin - Non si tratta di una decisione squisitamente politica, anche perché se così fosse, avremmo provveduto allo scioglimento subito dopo l'insediamento della nuova amministrazione comunale. Come assessori di riferimento ci siamo impegnati innanzitutto a capire quali fossero state le motivazioni che hanno portato alla sua costituzione. Sicuramente una motivazione di necessità ma anche una motivazione di opportunità (l'utilizzo di uno strumento più flessibile per la promozione di iniziative forti nell'ambito dell'istruzione, della cultura e del sociale). In questi mesi abbiamo potuto sperimentarne il funzionamento ed abbiamo verificato che l'Istituzione Vivavoce si occupava sostanzialmente della gestione delle attività di carattere amministrativo-contabile. Creando così una sovrapposizione di competenze fra Istituzione e assessorati, con conseguente rallentamento dell'azione politico-amministrativa. Da qui il suo scioglimento. A nostro avviso Vivavoce doveva raggiungere l'obiettivo di un target di qualità, con una visibilità propria, con un contributo di idee, azioni e progetti di grande spessore e con maggior coinvolgimento di attori pubblici e privati. Purtroppo non è stato possibile perseguire questo risultato. Pertanto si è proceduto allo scioglimento di Vivavoce - concludono gli assessori - anche sulla scorta dell'esempio di altre amministrazioni locali, proprio perché non ci sono nel nostro territorio i presupposti sociali e culturali per la piena affermazione di iniziative di questa natura. Le attività dell'Istituzione sono rientrate negli assessorati di competenza.Giuseppe Babbo.

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Fini: il federalismo serve, la Lega non attenta all'unità (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A UDINE Fini: il federalismo serve, la Lega non attenta all'unità UdineNOSTRA REDAZIONE"A volte bisogna anteporre gli interessi della Patria e del popolo a quelli di parte. Per questo è nato il Popolo della libertà". Così Gianfranco Fini ieri pomeriggio si è rivolto direttamente agli elettori di Alleanza nazionale, nel corso dei due comizi tenuti a Trieste e Udine prima di volare a Roma per partecipare alla trasmissione televisiva Porta a Porta.E non a caso, ecco Fini che in nome del patto siglato con Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, intervenire sul palco friulano sostenendo che "il federalismo non è il 'giocattolo' di Bossi, ma una necessità soprattutto per quelle Regioni che producono ricchezza e la vogliono vedere impiegata nel territorio. La Lega - ha proseguito - ha dimostrato di avere una concezione del federalismo che non attenta certamente all'unità nazionale, che a noi sta a particolarmente a cuore".Una presa di posizione seguita dall'invito rivolto agli elettori del Friuli Venezia Giulia di votare in coerenza ai quattro appuntamento riservati dall'election day del 13 e 14 aprile, vale a dire - oltre alle politiche - il rinnovo dell'amministrazione regionale e della Provincia e Comune di Udine.Avere un governatore che agisce lungo la stessa linea del governo centrale, potrà moltiplicare gli effetti positivi. In questi ultimi anni - ha affermato Fini - si è dimostrato che se non è così il rischio è quello della paralisi. Come fa Riccardo Illy a stare sul palco con Veltroni quando dice di non voler governare con la sinistra? Scende dal palco e guida una coalizione con Rifondazione, Pdci, Verdi e tutti quelli che critica a Roma, poi li prende come alleati a Trieste. Dov'è la coerenza, la trasparenza? Questo è un vizio antico della sinistra".Dai temi locali a quelli nazionali, ecco che Fini ha puntato anche qui a operare dei distinguo tra il Popolo della libertà e il Partito democratico, segnando quelle che a suo avviso sono le contraddizioni di Walter Veltroni."Viene a parlare della certezza della pena per i criminali, ma chi è che ha voluto l'indulto - ha chiesto Fini ai sostenitori in piazza San Giacomo a Udine - la sinistra ha sempre cercato giustificazioni sociali per la microcriminalità, dimenticando che le persone a cui viene rubata anche solo una collana, o svaligiata la casa, subiscono una violenza, che va punita con severità. Spesso si tratta di furti e rapine commesse da drogati, mentre la Sinistra vuole depenalizzare la legge che ne punisce il consumo oltre che lo spaccio".Ed ancora, ecco il candidato premier del Partito democratico rimproverato per aver parlato di patto tra imprenditori e operai "dicendo cose che la cultura politica cattolica, socialista e nazionale sostengono da cinquant'anni, mentre la sinistra parlava di lotta di classe. Siamo noi - ha aggiunto Fini - la parte più seria della politica, che vuole tornare al governo dopo due anni di Romano Prodi, che ora Veltroni cerca di nascondere nonostante sia il padre fondatore del Pd, per proseguire l'azione avviata con i cinque anni di governo di Silvio Berlusconi".Secondo il presidente di An, a livello nazionale, "le emergenze sono due: la stagnazione economica con forti ripercussioni sociali e il tema dell'insicurezza complessiva del cittadino. Di conseguenza - ha aggiunto - i due interventi prioritari saranno su queste questioni. Bisogna semplificare la burocrazia per le aziende, abbassare le tasse. E detassare gli straordinari, premiando sia gli imprenditori sia i dipendenti che lavorano di più, anzichè i fannulloni"."A Confindustria dico: cominciamo a ragionare sul fatto che la cassa integrazione è pagata con i soldi dell'Inps, cioè con i denari che il lavoratore dà per godere domani della pensione - ha ancora rilevato Fini - Questo forse poteva andare bene in una fase in cui c'erano tanti lavoratori e pochi pensionati, ma oggi siamo in una situazione sociale in cui quello demografico sta diventando il primo problema. Per fortuna la nostra società è fatta di tanti anziani, da qui la necessità di una politica basata su solidi valori di riferimento per poi dare una risposta ai problemi. I soldi dell'Inps servono per le pensioni e non ad altro. E se aumentano i generi di prima necessità, automaticamente devono aumentare le pensioni".Lorenzo Marchiori.

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Le imprese ai politici: <E' tempo di larghe intese> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Al teatro Remondini i rappresentanti delle categorie del territorio hanno espresso le loro richieste ai candidati alle imminenti elezioni Le imprese ai politici: "E' tempo di larghe intese" "Fateci vedere che remate in un'unica direzione". Fisco, Area vasta, burocrazia, formazione e patrimonio idrico i problemi più sentiti Bassano"Non eravamo mai caduti così in basso: questa è la campagna elettorale più deludente che ricordi in vita mia. Non si può impostare il confronto solo su precariato, Alitalia e pensioni minime, mentre l'economia di un'intera nazione attende risposte che non arrivano".Con le loro ricette, si sono messi in cinque, l'altra sera, a cercare di far cambiare un po' idea a Efren Merlo, sconfortato presidente degli artigiani bassanesi: tre parlamentari uscenti, Luigi D'Agrò (Udc), Paolo Franco (Lega Nord) e Pierantonio Zanettin (Popolo della libertà), e due aspiranti new-entry al Senato, Rosanna Filippin (Partito democratico) e Luciano Mignoli (Sinistra arcobaleno). Ai cinque candidati (e ai numerosi altri presenti al teatro Remondini assieme a tantissimi amministratori locali) gli esponenti delle associazioni economiche, portatori degli interessi di oltre 10 mila attività della zona, hanno spiegato "di quale politica abbiamo bisogno". E hanno lanciato svariati appelli, a partire da quello all'unità di intenti. "Di fronte agli obiettivi più importanti - è l'auspicio di Teresa Cadore, vicepresidente vicaria dell'Umce - ci aspettiamo che superiate le differenze di schieramento e remiate in un'unica direzione".Ogni leader di categoria, a turno, ha gettato un tema sul tavolo. Merlo, manco a dirlo, ha parlato di fisco e dei famigerati "studi di settore". La Cadore di burocrazia. Carlo Brunetti, numero uno degli industriali, si è soffermato invece sull'Area vasta: "Se la flessibilità del modello imprenditoriale veneto e la qualità dei prodotti hanno permesso alle nostre aziende di emergere nel contesto internazionale, ora queste peculiarità non bastano più: è diventata determinante la capacità di accelerare l'innovazione. L'Area vasta è una piattaforma strategica, alla confluenza dei grandi corridoi Berlino-Palermo e Lisbona-Kiev: ci connota come un territorio-snodo con un elevato potenziale di crescita. Risorse pubbliche e private dovranno convergere per attrezzare infrastrutture adeguate, non solo per i collegamenti fisici ma anche e soprattutto per il trasporto e il travaso di conoscenze attraverso reti digitali a banda larga integrate con centri di ricerca all'avanguardia"."Il Veneto e dunque anche il Bassanese - gli ha dato ragione Paolo Franco - hanno una vocazione mitteleuropea. Ecco perché vogliamo il federalismo: consentirà alla nostra regione di infittire i contatti con i paesi esteri cui è più legata, senza più il freno di obsoleti confini nazionali". Pragmatico D'Agrò: "Non mi innamoro delle sigle, e non vorrei che l'Area vasta fosse una delle tante: l'essenziale è completare finalmente la Valsugana e realizzare la Pedemontana". Mignoli ha invitato a puntare sullo "sviluppo duraturo" basato sulle specificità locali e non su quello "effimero" delle competizioni globalizzate: "Abbiamo ricchezze che nessuno può portarci via: la nostra storia, i nostri prodotti tipici, la nostra arte. Valorizziamole".Il problema a monte, per Rosanna Filippin, è che questa culla di eccellenze "paga un prezzo altissimo all'elefantiasi della burocrazia: la priorità è tagliare le leggi inutili e semplificare strutture e organismi di gestione". Un'esigenza di razionalizzazione che riguarda anche lo sfruttamento del patrimonio idrico, l'argomento che ha focalizzato Martino Cerantola, della Coldiretti. "A gestire l'acqua sono in tre-quattro enti, che dovrebbero essere ridotti a uno", ha osservato D'Agrò: "È un bene primario che deve restare pubblico, ma la sua distribuzione può diventare privata: perdite che arrivano al 45-50 per cento del liquido immesso in rete non sono accettabili". Favorevole alla revisione e alla liberalizzazione del servizio pure Zanettin: "Ormai è indispensabile pianificare aggregazioni di ampio respiro, per risparmiare, aumentare la qualità, programmare gli investimenti necessari. Gli enti locali, da gestori diretti, si devono trasformare in controllori attenti di quanto accade nel loro territorio".Emanuele Borsatto.

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Veltroni: 3 miliardi per 100mila nuove case (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MOSSA PRO-FAMIGLIA Veltroni: 3 miliardi per 100mila nuove case RomaNOSTRA REDAZIONE"Un investimento di 3 miliardi di euro per 100 mila nuovi alloggi di edilizia popolare" e inoltre un deciso intervento sulla sanità per ammodernare gli ospedali, ridurre le liste di attesa e tener fuori la politica dal Servizio sanitario nazionale: sono le "priorità" messe sul tavolo ieri da Veltroni. Poi, a "Tribuna politica", il segretario del Pd afferma che, per rilanciare l'Italia, bisogna aiutare la domanda interna e quindi "la priorità è intervenire sui prezzi, sui salari, sugli stipendi e sulle pensioni", magari usando il tesoretto, cioé i "quattro miliardi di extra-gettito". Quindi assicura: "Non intendiamo aumentare le rendite finanziarie, ma fare un intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sullo stock option".E proprio perché il Pd "ha come stella polare il rilancio e lo sviluppo", Veltroni spiega che il rapporto con il Nordest è "centrale. Il Nordest chiede di avere tempi certi per le infrastrutture, un fisco che non gli renda difficile la vita, una burocrazia meno asfissiante": e allora, sottolinea Veltroni, le cose che chiede il Nordest "sono essenziali per far crescere il pil", ed è appunto questa la ragione per la quale Veltroni conferma la grande attenzione a questa area del Paese. Ed anzi si compiace del fatto che, dice, è "caduto il muro" che fin qui ha diviso il centrosinistra dal Nordest.Incontrando, ieri mattina, i costruttori dell'Ance, Veltroni aveva insistito sulla necessità di varare un nuovo piano per l'edilizia: così, rilanciava la proposta di mettere in vendita, su base volontaria, le case popolari agli inquilini a prezzi calmierati, spiegando che da questa operazione potrebbero arrivare le risorse necessarie per costruire nuovi alloggi, valutate in circa tre miliardi di euro. Il piano per l'edilizia popolare elaborato dal Pd prevede anche l'introduzione dell'aliquota al 20 per cento per i proprietari che affittano e l'aumento delle detrazioni per gli inquilini: due misure, spiegava Veltroni, che aiutano a portare alla luce un po' di elusione e evasione.Dalla casa alla sanità: le proposte del Pd, assicurava Veltroni, si fondano "su due assi: più equità e meno costi per le famiglie e poi qualità e sicurezza". Il primo obiettivo è la riduzione delle liste di attesa, "con la piena attuazione della legge che c'è, cioè il diritto dei cittadini di essere assistiti entro 72 ore dalla richiesta per tutte le patologie tranne per i casi di pronto soccorso, che devono essere più veloci". E ancora: "Le cure odontoiatriche sono troppo costose e non possono essere una prerogativa solo di chi può permettersele", e per questo il Pd propone la creazione di un "fondo odontoiatrico", promosso dal pubblico e con il contributo volontario dei cittadini che, con un contributo annuo base di 170 euro, potrebbero ottenere un rimborso del 50 per cento del costo delle cure dentarie, presso i dentisti convenzionati col fondo. Oltre ad un stop alle ingerenze dei partiti ("La politica sceglie il ministro, il sottosegretario, l'assessore alla Sanità. Poi deve stare fuori dal Servizio sanitario nazionale"), l'altro obiettivo del Pd è "l'ammodernamento degli ospedali, visto che quasi il 60 per cento delle strutture ha più di 60 anni".In serata, a "Tribuna politica", Veltroni ha detto di giudicare - a differenza di Berlusconi - il lavoro precario un vero dramma: "In 23 paesi europei su 27 esiste il compenso minimo legale come noi lo proponiamo, così come proponiamo il sostegno fiscale alle imprese che stabilizzano i lavoratori perché in Italia ci sono condizioni sociali inaccettabili e bisogna intervenire. Le imprese hanno il diritto di valutare i lavoratori attraverso l'apprendistato ma non si può aspettare la reiterazione infinita dei contratti di collaborazione".M.Ant.

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San Biagio (Fe.Flo.) Per la (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Biagio(Fe.Flo.) Per la seconda volta consecutiva, come già alle elezioni amministrative del 2004, la lista "Crescere Insieme San Biagio" candida a sindaco Eleonora Pavanetto, 53 anni, funzionaria di banca.Pavanetto spiega che la propria civica si vuole "distinguere dalle altre liste dei partiti per un modo nuovo di amministrare, che parte dal coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte amministrative, facendo sì che il voto non sia una sorta di delega in bianco. Non vogliamo disattendere la fiducia degli elettori". Sandro Vedovi, capolista e coordinatore di "Crescere Insieme San Biagio", aggiunge: "Noi vogliamo caratterizzarci per la partecipazione e trasparenza della nostra attività. Sono molto soddisfatto del gruppo di persone che si candidano con noi, soprattutto rappresentiamo tutte le frazioni del paese e le varie categorie professionali".Il programma elettorale di Pavanetto mette al centro la salute dei cittadini, la qualità dell'ambiente e la tutela del territorio. "Ci impegniamo affinché nello statuto comunale sia inserito il divieto assoluto di realizzare inceneritori e discariche nel territorio di San Biagio di Callalta. Inoltre creeremo uno "sportello ambiente" per informare i cittadini sulle possibilità di risparmio energetico e metteremo mano al PAT, il piano di programmazione del territorio, per fermare la cementificazione. Le altre priorità saranno la sicurezza, con più agenti di polizia municipale a controllare il territorio di San Biagio, la rivitalizzazione delle frazioni e poi presteremo particolare attenzione alle politiche sociali. A tal proposito ci occuperemo soprattutto dei problemi della famiglia e degli anziani, migliorando l'efficienza della parte amministrativa del comune, con meno burocrazia e tempi più rapidi nelle risposte e nella gestione delle pratiche, anche investendo in nuove tecnologie". In aggiunta a ciò, "Crescere Insieme San Biagio" realizzerà un punto di sostegno e di ascolto per le famiglie, metterà a punto un piano per aiutare le giovani coppie a trovare casa e si impegnerà ad utilizzare l'ex scuola elementare di San Biagio per dare maggiore spazio ai servizi socio-sanitari. "Infine vorremmo ridurre l'Irpef comunale, così come abbassare la tassa di asporto rifiuti per chi ricicla maggiormente, mentre vorremmo mantenere al minimo di legge l'Ici sulla prima casa ed abbassarla per le attività produttive al 5,5 per mille, che oggi è al 6,5 per mille".

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A Vigevano il convegno obiettivo Nord Ovest (sezione: Burocrazia)

( da "Savona news" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si è tenuto domenica 30 marzo a Vigevano (PV) un convegno autonomista dal titolo: "Lombardia a Statuto Speciale: un futuro possibile". Oltre ai segretari dei partiti "Fronte Indipendentista Lombardia", "Progetto Lombardia" e "Lega Padana Lombardia", ha partecipato alla riunione, in veste di relatore, il sanremese Giribaldi Andrea, Segretario del Movimento Ligure "Obiettivo Nord Ovest", il quale ha evidenziato i vantaggi che uno Statuto Speciale porterebbe ai cittadini di ciascuna regione: "Grazie alla riforma del 2001 del titolo V della costituzione le regioni a statuto ordinario hanno oggi la possibilità di raggiungere una maggiore autonomia, attraverso la contrattazione con lo stato su molte materie "concorrenti". Purtroppo le amministrazioni regionali hanno poco sfruttato questa possibilità. La principale causa è che gli stessi amministratori rappresentano, troppo spesso, gli interessi dei partiti anziché quelli del proprio territorio e dei Cittadini che li hanno eletti. Rispetto allo statuto ordinario, lo statuto speciale offre, comunque, una maggiore autonomia alle regioni, non solo sotto l'aspetto finanziario, ma anche sul piano amministrativo e legislativo. Anche nella nostra regione, una Liguria sempre più povera, l'ottenimento di uno statuto speciale sul modello del Sud Tirolo, rilancerebbe la nostra economia e, conseguentemente, il settore occupazionale. La gestione, ad esempio, di parte degli oltre 4 miliardi di euro di gettito fiscale che i nostri porti producono ogni anno, permetterebbe un rilevante miglioramento delle nostre infrastrutture, un ritorno di competitività sui mercati internazionali, la progettazione di ulteriori e più funzionali piani di sviluppo, un più giusto ed equo rapporto tra entrate tributarie e servizi erogati alla collettività, un'amministrazione più efficiente grazie alla conseguente diminuzione della burocrazia. L' ottenimento dello statuto speciale avrebbe, inoltre, un importante significato politico. Lo statuto speciale è una legge costituzionale, ottenuta tramite una contrattazione tra regione e stato centrale su quali competenze e relative coperture finanziarie trattenere sul territorio e quali cedere, invece, al governo centrale. Al contrario, lo statuto ordinario e successive modifiche nascono da un dibattito interno alla regione stessa, le cui forme e condizioni di autonomia sono, comunque, dettate dall'attuale costituzione. E' evidente, quindi, come nel caso dello statuto speciale sia la regione a cedere parte della propria sovranità allo stato centrale, mentre nel caso dello statuto ordinario avviene il contrario, ovvero la regione è limitata nel chiedere le sole forme di autonomia che lo stato decide di concedere". Andrea Giribaldi, concludendo il suo discorso, ha espresso, inoltre, la propria personale solidarietà e quella dell'intero movimento nei confronti del popolo tibetano, vittima, non solo oggi, di continue violenze e repressioni da parte del regime cinese occupante. Tutti i presenti si sono uniti in un lungo applauso.

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Truffe e soprusi: difensore civico sommerso (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALMADRERA Molto spesso i rimedi non sono facili da trovare e a volte il cittadino deve arrendersi davanti alla burocrazia Truffe e soprusi: difensore civico sommerso Nella sua relazione Giuseppe Voltolini ha elencato la lunga serie di trappole: telefono e bollette davanti a tutti VALMADRERAUna giungla di soprusi e truffe: è lo sconfortante scenario denunciato dal difensore civico comunale. Si va dalle vendite per corrispondenza alle bollette esose, alle fatture illegittime: Giuseppe Voltolini ha svolto in consiglio comunale l'altra sera la relazione annuale elencando un'impressionante serie di trappole nelle quali sono caduti i cittadini. Trentuno situazioni, sulle trentadue pratiche seguite nell'ultimo periodo dall'ufficio civico, hanno riguardato proprio raggiri, disguidi, tranelli o presunti tali: antenne dritte, dunque, conclude il difensore il quale dal canto suo non può che garantire ai concittadini braccia aperte: a lui infatti ricorrono ormai tutti (e ciò è stato causa anche di qualche pesante critica in aula da parte di chi lo vorrebbe più concentrato su problemi comuni, come la viabilità pericolosa davanti agli ambulatori medici, in via Casnedi). Attenzione, per cominciare, alle bollette telefoniche esorbitanti: a Valmadrera si sono verificati almeno due casi, secondo il difensore, "di evidente interferenza sulle linee" e non, quindi, di uso smodato del telefono da parte degli intestatari i quali, comunque, hanno dovuto pagare. "La società telefonica ha assicurato di avere verificato scrupolosamente ? ha spiegato Voltolini ? pertanto ha preteso dai privati il pagamento delle bollette, ritenute regolari. Ha però accettato di disabilitare gratis e in modo permanente le due utenze". Staccare i telefoni è stato l'unico risultato ottenuto dai cittadini. Sempre le "società di pubblico servizio, stavolta anche erogatrici di gas ed elettricità" sono state protagoniste di altri casi segnalati a Voltolini, il quale è andato persino dal Giudice di pace pur di ottenere giustizia ma invano: "Il problema sono le fatture che queste società emettono addebitando ? riferisce il difensore ? le spese di spedizione ai destinatari. Ci sono stati cittadini che me l'hanno fatto notare quindi, sapendo di azioni intraprese pure dalle associazioni dei consumatori, mi sono mosso ma, nonostante un decreto del Presidente della Repubblica datato 1972 che esplicitamente solleva i destinatari delle bollette dai costi di inoltro, ci abbiamo poi rinunciato: col giudice di pace abbiamo calcolato che costa di più ? conclude Voltolini - l'attività legale per esigere il credito rispetto al pagare". Ha dovuto ricorrere alle vie legali e mandare una diffida, invece, il valmadrerese che s'è presentato dal difensore con gli "estratti conto, gravati di spese di tenuta e di bollo, relativi ad un fido con carta di credito aperto da parte di una società in assenza di qualunque contratto". Ha spuntato un "onorevole accordo", invece, il cittadino che, ordinata sempre per telefono della merce, se l'è vista consegnare "del tutto difforme, ma se n'è accorto quando erano ormai scaduti i termini per restituirla". Patrizia Zucchi 02/04/2008.

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<Quante eccellenze in questa terra> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non è affatto vero che città e provincia non abbiano risorse sulle quali investire: il parere dell'ex docente "Quante eccellenze in questa terra" Vignali: da Villa Beretta al Politecnico, Lecco sa vincere sul campo le sfide più importanti Ma chi l'ha detto che Lecco non ha eccellenze? E' questo il tema sul quale abbiamo chiesto un intervento a Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle Opere e candidato nel Pdl per Lombardia2 ma, soprattutto, ex docente al Politecnico di Lecco. Mi è capitato, in particolare negli ultimi cinque ani, di frequentare la realtà lecchese, la città come la provincia, sia per avere iniziato ad insegnare Management dell'innovazione nel Polo locale del Politecnico, sia per l'incarico di presidente della Compagnia delle Opere. E questa frequentazione assidua mi ha portato a conoscere in profondità sia il tessuto della ricerca, sia quello produttivo, sia quello delle realtà non profit. In questi ultimi mesi ho avvertito specie nei dialoghi con le associazioni di impresa una certa preoccupazione per i futuro, un po' la stessa che si registra dialogando con le famiglie. Una preoccupazione rivolta a due livelli: il primo riguardo alla possibilità di tenuta del sistema produttivo, il secondo riguardo all'incapacità della politica nazionale di porsi come alleata delle imprese. Si tratta di una preoccupazione reale, che sarebbe sbagliato sottovalutare. Tuttavia, soprattutto per un contesto come quello lecchese, non costituisce certamente l'ultima parola. Lecco, infatti, ha tantissime risorse, ed è da queste che si può e si deve partire per avviare un rinnovato sviluppo. Innanzitutto, la presenza di centri di ricerca di eccellenza internazionale, come i laboratori sulle vibrazioni e quello di prove sulla resistenza statica e dinamica dei metalli del Politecnico; il centro del CNR, che si occupa di materiali metallici innovativi, che consentono applicazioni in numerosi campi industriali, dalla biomeccanica all'arredamento, dall'automotive agli occhiali. Va anche dato merito a chi, in questi anni ha insistito e si è impegnato a fondo perché questi centri ci fossero, crescessero e si mettessero in rete tra loro e con altre realtà come quelle private e non profit del territorio, in primis la Camera di Commercio, che ha dimostrato di essere una delle più lungimiranti e innovative d'Italia. Vi è poi la ricerca che si svolge in ambito sanitario, in particolare quello della riabilitazione, sia alla Nostra Famiglia che a Villa Beretta. Per non parlare poi delle tante imprese che hanno puntato decisamente sull'innovazione e che si sono dotate di significativi centri di Ricerca e Sviluppo, come la Camp di Premana o la Elemaster, per citare solo due esempi. La ricerca e l'innovazione sono la strada per la competitività delle imprese e dei territori; e non solo l'innovazione di prodotto e processo, ma anche quella organizzativa, di marketing, di sevizio: nei primi anni Duemila, chi ha scelto di investire in questa direzione, come chi ha scelto di internazionalizzare il proprio mercato, ora vede i frutti della propria opera. E' più in difficoltà, chi ha pensato di seguire la strada della riduzione dei costi, chiudendo gli stabilimenti da noi per aprirli nell'Est Europa. L'esempio della Premax è emblematico: tante imprese di un distretto storico come quello di Premana, svantaggiato dal punto di vista delle infrastrutture (che restano una delle principali priorità del nostro territorio), sono state capaci di mettersi insieme per affrontare la sfida dei mercati interno ed esteri, basandosi sulla qualità del prorpio capitale umano e sulla sua capacità di fare cose belle e utili. In questi anni difficili, il fatturato del distretto - uno di quelli che guru nostrani dell'economia davano per spacciato di fronte alla globalizzazione - è cresciuto costantemente in termini di fatturato. Infine, ma si tratta della prima risorsa del Lecchese, la qualità dell'istruzione, dalla scuola dell'obbligo fino alle superiori: in questi anni a Lecco e nella provincia, dei genitori che hanno a cuore innanzitutto l'educazione dei loro figli hanno dato vita a scuole nuove o sono subentrati a realtà educative che lasciavano il territorio. Se l'innovazione è il futuro e questa nasce dall'educazione, è l'educazione la miglior garanzia per il nostro futuro! Quanto alla politica, essa ha davanti a sé due strade: o ritiene ideologicamente e illusoriamente di potersi sostituire alla creatività, alla libertà ed all'iniziativa delle persone e dei gruppi, dando vita ad un sistema statalista soffocante, capace solo di drenare, attraverso il fisco, la maggior parte delle risorse delle famiglie e delle imprese per finanziare una burocrazia che si fa società civile, come sosteneva Marx; oppure può mettersi al servizio di quello che dalla società nasce, guardando con simpatia (e non con sospetto, quando non con atteggiamenti persecutori, come sanno bene i nostri imprenditori), che valorizzi concretamente chi crea ricchezza per tutti, le famiglie che fanno figli, le imprese che danno lavoro e le realtà non profit che sanno rispondere ai bisogni della comunità. Una politica della sussidiarietà vera è la politica che ci serve: una politica cioè che serve i cittadini (le famiglie e le imprese), che è la politica di cui abbiamo bisogno per vivere tutti meglio. Infatti, come diceva Paolo VI, la politica vera è una "forma esigente di carità". Raffaello Vignali 02/04/2008.

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