HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
tARTICOLI DEL 2-4-2008 #TOP
Il
Cisa si allaccia al contatore, bufera tra Vinovo e Consorzio
( da "Eco
del Chisone" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
imperante ma inefficace e controlli carenti sono diventati oggetto di
comunicazioni "poco amichevoli" fra Vinovo e Cisa 1, il Consorzio intercomunale
socio-assistenziale. Il pomo della discordia è la nuova sede del Consorzio in
piazza Due Giugno, che dal gennaio
Precariato,
salari, pensioni "Questi i drammi del paese"
( da "Repubblica.it"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se la prende con il peso della burocrazia in Italia, ricorda che "è stato presentato un provvedimento per snellire la produzione legislativa". E quanto ai giovani, Veltroni ribadisce l'importanza "del talento e del merito". Torna sulla criminalità organizzata, citata nei giorni recenti: "Possiamo accettare passivamente che in Italia esistano mafia camorra e '
San
Donaton Una roggia diventata fogna e un parcheggio dove non esistono regole:
<Chi deve intervenire?> ( da "Cittadino, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di nessuno Al confine con la metropoli tra la sporcizia e la burocrazia San Donato La roggia Spazzola si è trasformata in una discarica, che minaccia il decoro del tratto di confine tra San Donato e la metropoli. Immersi nell'acqua del tratto scoperto del piccolo canale di irrigazione che si estende lungo il camminamento pedonale che dalla metropolitana conduce in via Marignano,
Montagna,
il decalogo di Corona ( da "Trentino"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza viene nei nostri bar"
ERTO.
Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per
( da "Alto
Adige" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poi va ridotta la burocrazia per far sì che aprire un'attività sia possibile in otto giorni; trasporti sicuri e di qualità per gli studenti: "Voglio pullman come quello di Veltroni che ha anche la cuccetta e pensiline d'attesa riscaldate" e perché non fare l'Università in montagna?
Il
decalogo di Corona ( da "Alto Adige"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza,
Abbattere
la burocrazia e preservare la natura
( da "Corriere
delle Alpi" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbattere la burocrazia e preservare la natura ERTO. "Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per non scivolare". Mauro Corona usa metafore da alpinista per spiegare lo stato di malessere della montagna meno glamour d'Italia, ormai al limite dell'esplosione, ma lui non nutre grandi speranze: "Che vinca Berlusconi o Veltroni non ci sarà differenza"
Dieci
punti per non morire ( da "Corriere delle Alpi"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano pazzo e la finanza,
Manifestazioni:
no ai fondi a pioggia Pochi eventi qualificati per il decollo
( da "Citta'
di Salerno, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ecco perchè vi prometto che fungerò la sportello anti burocrazia per agevolarvi". A dargli una mano, sará l'Ept di Salerno con Rino Avella, come "collettore". "Lavoro con un team di giovani abituati ai ritmi del privato - ha spiegato Velardi - Aziende ed enti devono essere sburocratizzati, l'attivitá delle persone valide che ho incontrato deve essere razionalizzata".
Il
Pd si sveglia tardi e perde il salotto buono
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, sono sempre andati a colpo sicuro. Stavolta, però, sarà che la vecchia scuola del Pci rappresenta ormai un ingrediente remoto, partito grande non è sinonimo di partito organizzato: il Pd, venerdì 11, ultimo giorno ultimo per arringare le folle, sarà costretto a sistemare il faccione di Walter Veltroni (che via maxi-
LAIGUEGLIA
Candidati sindaci a confronto venerdì sera, nel centro civico Semur-en-Auxois,
in ( da "Stampa, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia più flessibile, case con edilizia convenzionata e agevolazioni al turismo. Rinnovare Laigueglia ha annunciato di voler "rompere" con la linea delle ultime amministrazioni comunali e ha varato un "Piano straordinario per la casa". E proprio l'emergenza abitativa sarà l'argomento dell'incontro organizzato domani alle 21 nell'
La
Coppa del mondo? Arriverà a settembre
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chissà perchè nelle città dei calciatori azzurri la burocrazia è stata azzerata) la coppa arriverà in settembre, parallelamente al torneo nazionale legato al nome di Silvio Piola e, si spera, come antipasto di un incontro dell'Under 21 di cui, al momento, non si hanno notizie certe. E, ultima della notte, la Coppa potrebbe non essere esposta nella rinnovata sala dei trofei ma,
Premi
ai protagonisti dello sport provinciale
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche la burocrazia sportiva ha i suoi tempi lunghi), le famose stelle al merito che andranno a dirigenti come Angelo Masin, uomo-simbolo del cronometrismo sportivo provinciale o Eugenio Paolino, una vita nell'atletica o ancora ad una società come lo Sporting Club Tiro a Volo Sanremo che nel 2010 festeggerà i 60 anni di attività.
CERTALDO-
DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi a rapprese
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei giovani, è un'idea che potremmo esportare anche qui da noi". "IN QUESTI DUE ANNI - ricorda Banti - abbiamo contribuito al progetto ed al regolamento del Centro giovani "I Macelli", che seguiremo anche popola scadenza del nostro mandato, e gettato le basi per una partecipazione attiva dei giovani certaldesi alle politiche locali.
A
VOI che vi candidate alla guida del P
( da "Resto
del Carlino, Il (Faenza)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, la realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche per tutto il Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale, lo sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna. Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione
Unione
d'intenti per lo sviluppo ( da "MF Sicilia"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tra le priorità individuate da Unioncamere lo snellimento della burocrazia, l'ammodernamento infrastrutturale (anche se Lombardo su questo punto ha evidenziato come molti progetti, a partire dal ponte sullo Stretto, dipendano da Roma e non da Palermo), la lotta al racket, la fiscalità di vantaggio (che, del resto, è proprio un cavallo di battaglia del candidato autonomista),
Edilizia,
legge sull'accesso ( da "Italia Oggi"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia che sta assediando il settore è un elemento comune di riflessione, per il quale hanno dato la loro disponibilità a lavorare insieme con la confederazione. Dichiarazioni, queste, sottolineate positivamente dal presidente nazionale della Cna Costruzioni Tonioni, il quale si è detto certo che questa sarà la legislatura durante la quale la legge sull'
Agricoltori,
salta il confronto ( da "Nuova Sardegna, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: seguite alla riforma degli enti agricoli e della burocrazia regionale. "I punti del documento sono immutati dalla manifestazione del 2007 e se ne aggiungono anche dei nuovi - ha spiegato il presidente della Cia Sardegna, Giorgio Piras - e riguardo all'indebitamento a tutt'oggi nessuna risposta è stata data agli agricoltori".
Per
il veneto ho fatto più io della lega il passante non ha ritardi, parola di di
pietro - mitia chiarin ( da "Nuova Venezia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi lotta alla burocrazia, trasparenza nei servizi pubblici, una informazione davvero libera "e non assoggettata ad interessi di parte". Ma Di Pietro ammette che questa è una competizione difficile e critica anche la grafica della scheda di voto dove i 16 candidati dei vari partiti in lizza sono messi uno accanto all'altro,
L'italia
delusa vista dagli stranieri - niccolò menniti-ippolito
( da "Nuova
Venezia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma se gli italiani pensano alla loro burocrazia farraginosa come un dato antropologico gli stranieri non la pensano così. "Basta guardare - dice il professore - quello che è avvenuto negli ultimi due anni con la Guardia di Finanza o anche al mutamento di prospettiva segnato dalla legge Bassanini".
I
francesi della scaini volano in spagna - luciano onnis
( da "Nuova
Sardegna, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia di casa nostra e, soprattutto, di aver trovato un muro di gomma alla Regione. Ragion per cui hanno abbandonato il progetto di fabbricare lenti e strumenti oftalmici a Villacidro e scelto di andare in Spagna, dove - a detta della società francese di Marc Dejean - sarebbero stati accolti a braccia aperte e omaggiati di terreni e capannoni per farci lo stabilimento.
Fino
a pavia una linea della metropolitana
( da "Provincia
Pavese, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, è domani. O ci sono già i progetti o ci si deve sbrigare a farli". Maurizio Maccarini, docente di gestione dell'impresa alla facoltà di Economia, illustra un altro versante di possibili ricadute: "Stiamo organizzando come Università di Pavia presso la Fiera di Cremona una manifestazione con una settantina di aziende espositrici e un contorno di una trentina di convegni,
Verona
e l'Expò occasione d'oro ( da "Arena, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.
Fisco,
peso sulla voglia di creare impresa
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono stati questi i temi toccati in sede di dibattito, equamente ripartiti, secondo competenza, tra i presidenti delle categorie economiche cittadine . A stimolare la discussione c'erano infatti Teresa Cadore (Umce), Efrem Merlo (Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass.
A
rischio la crescita ( da "Provincia di Cremona, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: energia, materie prime, burocrazia, ecc.) a cui devono far fronte le imprese, che perdono così in competitività. Inoltre c'è la brusca frenata di settori sino a poco fa in piena espansione come l'edilizia, che non fa dormire sonni tranquilli agli imprenditori e lascia intravedere scenari poco rassicuranti".
Piccole
imprese Finanziamenti su misura ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: costi contenuti e trasparenti, facilità di accesso, burocrazia ridotta al minimo sono le principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo un'analisi dei bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento congiunturale, chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e velocità di risposta.
<Lo
Stato pensi al disastro dei nostri centri storici>
( da "Adige,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non ostacolare con la burocrazia le iniziative private: chi vuol aprire un bar deve poterlo fare in otto giorni. Agevolare gli studenti che devono recarsi ogni giorno a valle: pullman caldi e comodi. Creare scuole di artigianato per salvare l'arte del legno, pietra e argilla.
Agricoltori
di nuovo in piazza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia (tra gli esempi, il ritardo nei libretti per il carburante agevolato), costo dell'acqua, rischio di nuovi disimpegni di fondi Por. LA RISPOSTA "Siamo pronti a confrontarci su ogni singolo punto contenuto nel documento, fiduciosi che con un fattivo lavoro di collaborazione riusciremo a dare quelle risposte tanto attese dal mondo agricolo"
Sateriale:
il Conservatorio dai Teatini ( da "Nuova Ferrara, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: muro di burocrazia che impedisce l'utilizzo a fini didattici dell'ex convento dei Teatini. Gaetano Sateriale ha infatti inviato nei giorni scorsi una lettera all'Agenzia del demanio di Roma, per appoggiare la richiesta di Giorgio Fabbri, il direttore del "Frescobaldi", di occupare in via provvisoria l'ex sede delle Imposte dirette di via Bersaglieri del Po per le normali lezioni.
Dove
non nevica firmato - francesco jori
( da "Mattino
di Padova, Il" del 02-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rimane comunque un inquilino scomodo quanto fastidioso, la burocrazia, con le sue pastoie e i suoi vincoli che sono uguali dalla metropoli al paesino sperduto in mezzo ai monti. Corona propone un esempio concreto: "Chi vuole aprire un'osteria o un rifugio, un negozio o quant'altro, deve poterlo fare in otto giorni.
Dove
non nevica firmato ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rimane comunque un inquilino scomodo quanto fastidioso, la burocrazia, con le sue pastoie e i suoi vincoli che sono uguali dalla metropoli al paesino sperduto in mezzo ai monti. Corona propone un esempio concreto: "Chi vuole aprire un'osteria o un rifugio, un negozio o quant'altro, deve poterlo fare in otto giorni.
Le
trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
Dopo
cena tra i libri In cattedra gli autori
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attraverso la burocrazia, le carte bollate, i cartificati e le code per i vari uffici come prove d'esame da superare per diventare genitori. Concluderà il ciclo il modenese Devis Bellucci, con il suo "La memoria al di là del mare", una storia scritta durante viaggi di volontariato nel Sud del mondo, in particolare in Brasile,
Le
imprese a casini "più sgravi fiscali" - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: zero burocrazia, polo fieristico, sicurezza, aeroporto internazionale. Le proposte e i bisogni degli imprenditori e dei commercianti napoletani alla prova di Pier Ferdinando Casini. Accompagnato dalla candidata beneventana Erminia Mazzoni, il candidato premier dell'Udc entra a gamba tesa nei problemi di Napoli e della Campania.
Un
piano intercomunale per risolvere i problemi della viabilità di dobbia
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rallentate solo dalla burocrazia, per affrontare le varie problematiche del paese. "Per quanto riguarda i rifiuti abbandonati - aggiunge Rossi - il Comune ha organizzato una squadra per far fronte a un problema che è comune a tutta l'Italia. Purtroppo i maleducati e gli incivili ci sono dappertutto e anche a Dobbia, dove arriveremo presto per ripulire alcune aree.
Frena
l'industria dell'edilizia appalti pubblici in picchiata - bologni a pagina vii
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina V - Firenze Gli imprenditori del settore chiedono meno burocrazia Frena l'industria dell'edilizia appalti pubblici in picchiata BOLOGNI A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.
Sconto
sul bollo per le auto meno inquinanti
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 6% previsto per il 2009 ma solo se la crisi statunitense finirà e con la rivalutazione del dollaro calerà anche il prezzo delle materie prime. E le prime indicazioni: investire, innovare, internazionalizzare, realizzare le infrastrutture che mancano, semplificare la burocrazia ed estendere lo stato sociale.
Dopo
anni l'edilizia frena crollo degli appalti pubblici - maurizio bologni
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia" MAURIZIO BOLOGNI La locomotiva del Pil regionale è in brusca frenata, l'industria toscana dell'edilizia mostra segnali di allarmante inversione dopo un lungo ciclo di crescita. Un dato su tutti impressiona e allarma Stefano Varia, neo presidente dei costruttori confindustriali (Ance): nel 2007 è crollato del 26%
Prima
assemblea per 'Confagricoltura Alessandria'
( da "inalessandria.it"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci sono troppe istituzioni che non fanno che rallentare il sistema, creando burocrazia e allungando i tempi di attesa". Secondo un'indagine di Confagricoltura, le imprese cerealicole impiegano 100 giorni lavorativi per il disbrigo delle pratiche burocratiche. E sono le più fortunate, se si pensa che le zootecniche e le vitivinicole sono a quota 120 giorni.
<Il
voto a noi fa bene anche al Trentino Mani libere, difenderemo la specialità>
( da "Corriere
del Trentino" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: va diminuita la burocrazia per creare nuove aziende, e allargata la forfettizzazione delle tasse, accordata oggi a chi ha volumi d'affari fino a 30mila euro ". "Klaudia Resch, della Sinistra arcobaleno, ha dichiarato che sarebbe molto felice di essere la prima donna tedesca non Svp eletta in parlamento.
La
burocrazia si arrende al contadino di nocchi
( da "Tirreno,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Viareggio La burocrazia si arrende al contadino di Nocchi CAMAIORE. Le tribolazioni del coltivatore diretto Carlo Carmassi, che si era visto negare da un vicino l'acqua, per irrigare i suoi campi (che coltivava a fieno per gli animali della sua azienda agricola), proveniente da una canaletta che un tempo alimentava due frantoi,
PASSA
PER CINQUE STRADE ( da "Corriere di Bologna"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia. Non ultimo, le Università hanno bisogno di attivare rapidamente un processo di reclutamento per sostituire i docenti che andranno in pensione nei prossimi anni. Le Università di Aquis dovrebbero progettare insieme un percorso razionale per il pre-ruolo definendone con precisione durata e progressione economica,
Liceo
Umberto: ora rischio di doppi turni
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: temo la burocrazia della Provincia La segreteria del liceo Umberto ha presentato alla Provincia una serie di richieste inevase: banchi, sedie, suppellettili e piccoli lavori NAPOLI - Liceo Umberto, sala delle conferenze. Da un lato ci sono i genitori dei cinquanta ragazzi non favoriti dal sorteggio e dunque la cui iscrizione al classico di piazza Amendola non è stata regolarizzata.
<Un
patto per la sicurezza tra Comune e costruttori>
( da "Corriere
della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tempi della burocrazia. Cinque mesi. "Se il Comune convoca un tavolo sull'immigrazione, io mi presento domattina", dice Pasquarelli. Ché ormai è "indispensabile condividere responsabilità, strategie e soluzioni". Gli sgomberi? "Stanno formando una generazione di nomadi metropolitani, un cattivo gioco a rincorrersi".
Velardi:
<Promuovo Cilento e Costiera con gli spot su Napoli>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dover passare per i gradini lenti della burocrazia ". La disponibilità manifestata dal neocomponente della giunta Bassolino è palese, ma ciò non lo ha scansato dai malumori degli addetti ai lavori. "La provincia di Salerno - ha attaccato il portavoce di Confindustria, Ciro Lorenzo - è sempre la Cenerentola quando si tratta di dover ospitare eventi di una certa risonanza nazionale"
In
<grigio> un lavoratore su tre
( da "Corriere
della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Fantasmi per la burocrazia, i lavoratori in nero rappresentano una forza pari all'8 per cento del lavoro in Lombardia. Un contingente che si somma a quel 30 per cento di irregolari che dal nero sfumano verso le diverse forme del grigio. Contarli è quasi impossibile.
Sedici
priorità per il Governatore ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aspirazioni di cittadini ingabbiati e spesso subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel documento – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci sono rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci sarà una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il coraggio dell'azione,
Ance:
Il bello ritorni nei progetti ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia lenta ha pesanti ricadute sui lavori edili – continua Letizia – L'incidenza del costo del tempo è un aspetto che non può essere trascurato. Inoltre, la scelta di coinvolgere istituiti di credito nell'organizzazione del convegno, offrirà l'occasione per capire come le banche intendano sostenere il settore"
Ausl
e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ausl e pazienti morti: tutta colpa della burocrazia Le cause? Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi Francesco Bandini II Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl continuava a pagare i medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni scorsi, che ha stupito anche per i numeri che la caratterizzano: 1.
La
sfida di Veltroni: <Taglierò subito 5mila leggi>
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E peraltro il disboscamento legislativo non è il solo provvedimento anti-burocrazia annunciato da Veltroni assieme al costituzionalista Bassanini. Il progetto prevede anche "controlli sulla produzione di nuove leggi e regolamenti, per evitare il ritorno alla giungla legislativa: le nuove leggi potranno solo modificare i codici esistenti".
Il
popolo del Pd racconta on line la sua campagna
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Asl in pensione e ho sempre aborrito la burocrazia imperante. Ero anche un elettore di centrodestra. Ad aprile voterò Pd, tuttavia vorrei avere precisazioni su di un argomento che mi sta molto a cuore: l'immigrazione. La Bossi- Fini invece che regolare i flussi migratori ha reso praticamente impossibile, agli extracomunitari desiderosi di intraprendere un lavoro onesto e legale,
Villamar,
dopo sei anni di assenza la Pro loco rilancia l'attività turistica
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma mi sono reso conto che la burocrazia per far riprendere il cammino ad una Pro Loco ferma da anni non è semplice". L'associazione ha dovuto essere commissariata dall'assessorato regionale al turismo. Negli ultimi mesi la pratica ha avuto un'accellerata con la nomina di un funzionario dell'assessorato, Daniela Puddu, che ha supervisionato le operazioni dei nuovi tesseramenti.
Raúl,
una piccola riforma al dì ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono la burocrazia, l'inefficienza, il metodi di lavoro e la struttura amministrativa dello stato. A questo poi si aggiunge il grave problema della mancanza di rifornimenti di viveri e di beni di consumo di base, oltre all'aumento dei salari". E se l'apertura degli hotel ai cubani è una dimostrazione della "buona volontà di Raúl"
Il
camper del Fisco qualcuno sa dov'e'?
( da "Voce
d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non chiediamo troppo alla burocrazia!. A questo punto ci piacerebbe sapere, dall'Agenzia delle Entrate e/o dal Governo, quanto segue: - il calendario preciso e dettagliato delle tappe di questo “ufficio mobile” - qualche numero verde al quale chiedere lumi, visto che i pieghevoli pubblicitari rimandano al sito dell'Agenzia delle Entrate che &
<Via
5000 leggi? Continua a copiare>
( da "Campanile,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stavolta al piano annunciato dal candidato premier del Pd di voler combattere la burocrazia. "Noi già ci siamo impegnati su questo, la sinistra non ha fatto nulla in proposito". E aggiunge: "Con Veltroni le consulenze a Roma, e sappiamo che sono i favori dati agli amici degli amici, sono aumentate più del 200%. Veltroni si è rovinato con le sue mani, è scaduto nel comico e nel ridicolo,
Fu
la Lega a dichiarare guerra alla burocrazia
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellimento legislativo ma il Carroccio per primo sollevò la questione Fu la Lega a dichiarare guerra alla burocrazia Giacomo Stucchi A sentire i buoni propositi elettorali del candidato premier del Partito democratico sembrerebbe, per chi non lo conoscesse, che Walter Veltroni non abbia fatto il sindaco di Roma e che, ancora prima, non sia stato il vice premier di Romano Prodi.
"Cpt
vista stadio" e le ragazze iraniane ... per loro il calcio è come un'altra
fede ( da "Liberazione"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un'avventura in cui fluiscono passione per il calcio, razzismo, crudeltà della burocrazia e solidarietà femminile. Daniele Scaglione, di Action Aid e già presidente della sezione italiana di Amnesty, presenta il suo libro domani alle 21 all'Arci La Locomotiva in via Trieste a Osnago (Lc) . 02/04/2008.
Si
comincia premiando 15 nuove imprese, 9 sono guidate da
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia non deve essere un ostacolo, ma uno strumento". Un impegno condiviso anche dai rappresentanti dell'amministrazione provinciale. "Troppo spesso i politici - commenta con autocritica l'assessore Ciocca - forniscono il loro contributo solo a parole, nei convegni, a favore degli imprenditori.
CERTALDO--
DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei giovani, è un'idea che potremmo esportare anche qui da noi". "IN QUESTI DUE ANNI ? ricorda Banti ? abbiamo contribuito al progetto ed al regolamento del Centro giovani "I Macelli", che seguiremo anche popola scadenza del nostro mandato, e gettato le basi per una partecipazione attiva dei giovani certaldesi alle politiche locali.
Il
gioco di squadra è uno stile di vita CARLO DEVOTI*
( da "Libertà"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia del fare e disfare, dei portaborse, degli amici degli amici così ben descritto nel libro "La casta" grazie al quale viene da pensare come possa lo Stato avere ragione contro mafia, camorra e degrado morale e sociale se non assume per primo la responsabilità di liberarsi da tutti quei privilegi e comportamenti illeciti di cui si è dotato non per rispondere ai bisogni dei
GIORNATA
intensa di incontri per il candidato alla Camera del PdL Riccardo Migliori
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di situazioni che ho appreso con piacere, ma che purtroppo sono le stesse di tutto il comparto produttivo italiano: troppe tasse,una burocrazia farraginosa, aggravata a Lucca dalla mancanza di infrastrutture. Con il programma del Popolo delle Libertà tutto questo si potrà superare".
Sanità
e apertura hotel, interrogazione di
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sarebbe il caso di snellire la burocrazia, che penalizza i riminesi sui concorrenti. Lo afferma Eraldo Giudici (Popolari - Liberali), sulla scia dei recenti casi - riferiti dal Carlino - di attività sanzionate per disguidi legati all'apertura pasquale. "Non si comprende questa differenza di imposizioni burocratiche ?
<A
VOI che vi candidate alla guida ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, la realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche per tutto il Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale, lo sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna. Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione
Di
ELETTRA GULLÈ DAL PRIMO ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che mira a spostare risorse dalla burocrazia ai servizi". Tra le novità più rilevanti, il fatto che avremo un consiglio di amministrazione dove prima ce n'erano tre, un direttore e un presidente al posto di tre, e tre revisori al posto di nove. "La Regione realizzerà una riduzione di costi che consentirà, già con l'entrata in vigore della legge,
Entrate:
soppresso l'ufficio di Napoli 4, le competenze a Napoli 3
( da "Denaro,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Professioni
fisco & burocrazia Entrate: soppresso l'ufficio di Napoli 4, le competenze
a Napoli
PERUGIA
-- GLI SCHIERAMENTI POLITICI puntano sulle
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Confcommercio ha anche parlato di sicurezza e lotta alla criminalità, semplificazioni nella burocrazia, liberalizzazioni, riduzione dei costi dell'approvvigionamento energetico, valorizzazione della risorsa costituita dal turismo e dalla distribuzione commerciale, che rappresenta un valore economico ma anche sociale: "Chiediamo ? ha detto infine Mencaroni ?
Velardi:
No al brand unico Amalfi-Sorrento
( da "Denaro,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lentezza di un sistema che è appesantito dalla burocrazia. In molti casi ci troviamo di fronte a professionalità eccellenti che però non possono operare a causa di un'organizzazione complessiva penalizzante". Sull'aeroporto di Pontecagnano l'assessore ha preferito glissare. "Sono in carica da un mese, conosco la questione per linee generali ma non so dirvi quando inizieranno i voli"
Il
modello Easy Napoli esportato anche a Salerno
( da "Denaro,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alla Regione non chiediamo soldi ma un impegno concreto per lo snellimento della burocrazia perchè il sistema ci sta annientando. Bisogna semplificare le procedure. L'altro grande problema determinato dal calo di presenze è relativo all'emergenza occupazionale, però sotto questo punto di vista ci stiamo impegnando per evitare un'eccessiva emorragia di posti di lavoro".
MILANO
2015. Grande interesse in città, sia nel mondo economico che politico, per la
grande esposizione internazionale che si svolgerà nella metropoli lombarda
( da "Arena.it,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.
Venti
miliardi di lavori, 29 milioni di turisti: <Un rilancio per la nostra
economia, un treno da non perdere>
( da "Arena.it,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza della nostra burocrazia", aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.
Sgl
Carbon, ecco il piano per la bonifica
( da "Corriere
Adriatico" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Occorre che alle chiacchiere faccia seguito, quanto prima, la concretezza. In questo caso è la politica che deve fare la differenza. Purtroppo, però, la burocrazia prevede tempi troppo lunghi e non condivisibili con le nostre esigenze e quelle dei lavoratori". MAURO GIORGI,.
IMMIGRATI
E VOTO ( da "Azione, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza.
Piccole
imprese Finanziamenti su misura ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: costi contenuti e trasparenti, facilità di accesso, burocrazia ridotta al minimo sono le principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo un'analisi dei bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento congiunturale, chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e velocità di risposta.
<Fisco,
peso sulla voglia di creare impresa>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono stati questi i temi toccati in sede di dibattito, equamente ripartiti, secondo competenza, tra i presidenti delle categorie economiche cittadine . A stimolare la discussione c'erano infatti Teresa Cadore (Umce), Efrem Merlo (Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass.
SIAMO
ANCORA UNA NAZIONE? ( da "Opinione, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Siamo impotenti davanti alle vessazioni della burocrazia "sovietica" italiana. Lo spettacolo quotidiano della nostra vita pubblica è deprimente. Si guardino i nostri giardini pubblici. Un ricettacolo di commerci illeciti, sporcizia e escrementi di cani. In Francia i cani non sono ammessi nei giardini e nei parchi: nemmeno al guinzaglio.
Una
riforma per gli studi di settore ( da "Opinione, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per superare l'elefantiasi della burocrazia, l'Italia ha bisogno di una nuova Costituzione. Proprio Max Bruschi, consigliere provinciale di Forza Italia, ha ricordato come il peso della burocrazia abbia ormai raggiunto livelli parossistici, insostenibili tanto per le piccole e medie imprese quanto per il singolo cittadino.
IL
MONDO DELL'EDILIZIA SI è FERMATO PER RICORDARE MICHELE SPOSITO
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è l'altra faccia del dramma. L'amministrazione provinciale, e in particolar modo l'assessore Enrico Milani, ha avviato le procedure per "un'azione di tutela previdenziale e finanziaria destinata ai giovani orfani, fino al compimento della maggiore età".
VELTRONI:
NON ASTENETEVI, CI SARANNO SORPRESE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: salari più alti per restituire potere d'acquisto ai cittadini e sistema politico e burocrazia più snelle per rilanciare il Paese. Ci crede, l'ex sindaco di Roma. Ripete "si può fare", lo slogan mutuato da Obama; ironizza sul "ma anche" reso celebre dall'imitazione di Crozza; e non fa mai il nome di Berlusconi, pur riservandogli frecciate al veleno.
Il
lavoro del volontario come missione di vita
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: istituzioni e della burocrazia". È intervenuto Gianfranco Aricò, ispettore regionale dell'Associazione nazionale carabinieri: "I carabinieri hanno pagato con la loro vita l'attaccamento al loro ideale manifestando altruismo e generosità che ai nostri giorni sembrano cosa rara" - ha commentato - Spesso i rappresentanti della Benemerita fanno sacrifici ed interventi ben oltre i loro doveri"
Franceschini:
"Non confondiamo la buona educazione con l'inciucio"
( da "Varesenews"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ecco perché nel nostro programma c'è la riduzione della pressione fiscale e la semplificazione delle norme, misure accompagnate da uno snellimento della burocrazia che farà risparmiare molto sulla spesa pubblica". Mercoledi 2 Aprile 2008 Michele Mancino.
ELEZIONI,
"BUROCRAZIA IMPEDISCE IL VOTO A NUMEROSI CITTADINI"
( da "Sestopotere.com"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA IMPEDISCE IL VOTO A NUMEROSI CITTADINI" (Sesto Potere) - Roma - 2 aprile 2008 - "La possibilità di esprimere il proprio voto, in occasione delle imminenti consultazioni elettorali del 13 e 14 aprile, dovrebbe essere un diritto di tutti, soprattutto di coloro che per motivi di salute sono costretti a soggiornare fuori dal comune di residenza ?
Politica:
Cimitile: <Vogliamo guidare l'Ente con un programma aperto e condiviso>
( da "Sannio
Online, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Aniello Cimitile ha inoltre incontrato ieri Ugo Borrillo, presidente provinciale della Confapi. "Abbiamo affrontato ? riferisce lo stesso Cimitile - temi riguardanti l'occupazione, la necessità di una burocrazia più snella per le piccole e medie imprese, la difesa dell'originalità delle aziende sannite".
Valle
Alifana e Tifatina: Elezioni, le richieste della Confesercenti
( da "Sannio
Online, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici; stop al caro energia: meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti; stop al fisco esoso: taglio Ire/Ires per piccole medie imprese, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie,
"Vivavoce"
ha smesso di parlare ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: parte della burocrazia comunale. Ora Vivavoce, che per promuovere la propria ecletticità era stata dotata di un logo pubblicizzato in tre versioni - cultura, sociale e istruzione - è stata sciolta.Si tratta di una decisione conseguente ad un'attenta riflessione e ad una riorganizzazione complessiva dei servizi - spiega l'assessore alla politiche sociali Daniele Bison assieme all'
Fini:
il federalismo serve, la Lega non attenta all'unità
( da "Gazzettino,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna semplificare la burocrazia per le aziende, abbassare le tasse. E detassare gli straordinari, premiando sia gli imprenditori sia i dipendenti che lavorano di più, anzichè i fannulloni"."A Confindustria dico: cominciamo a ragionare sul fatto che la cassa integrazione è pagata con i soldi dell'Inps, cioè con i denari che il lavoratore dà per godere domani della pensione -
Le
imprese ai politici: <E' tempo di larghe intese>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, formazione e patrimonio idrico i problemi più sentiti Bassano"Non eravamo mai caduti così in basso: questa è la campagna elettorale più deludente che ricordi in vita mia. Non si può impostare il confronto solo su precariato, Alitalia e pensioni minime, mentre l'economia di un'intera nazione attende risposte che non arrivano"
Veltroni:
3 miliardi per 100mila nuove case
( da "Gazzettino,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia meno asfissiante": e allora, sottolinea Veltroni, le cose che chiede il Nordest "sono essenziali per far crescere il pil", ed è appunto questa la ragione per la quale Veltroni conferma la grande attenzione a questa area del Paese. Ed anzi si compiace del fatto che, dice, è "caduto il muro" che fin qui ha diviso il centrosinistra dal Nordest.
San
Biagio (Fe.Flo.) Per la ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con meno burocrazia e tempi più rapidi nelle risposte e nella gestione delle pratiche, anche investendo in nuove tecnologie". In aggiunta a ciò, "Crescere Insieme San Biagio" realizzerà un punto di sostegno e di ascolto per le famiglie, metterà a punto un piano per aiutare le giovani coppie a trovare casa e si impegnerà ad utilizzare l'
A
Vigevano il convegno obiettivo Nord Ovest
( da "Savona
news" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amministrazione più efficiente grazie alla conseguente diminuzione della burocrazia. L' ottenimento dello statuto speciale avrebbe, inoltre, un importante significato politico. Lo statuto speciale è una legge costituzionale, ottenuta tramite una contrattazione tra regione e stato centrale su quali competenze e relative coperture finanziarie trattenere sul territorio e quali cedere,
Truffe
e soprusi: difensore civico sommerso
( da "Provincia
di Lecco, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Molto spesso i rimedi non sono facili da trovare e a volte il cittadino deve arrendersi davanti alla burocrazia Truffe e soprusi: difensore civico sommerso Nella sua relazione Giuseppe Voltolini ha elencato la lunga serie di trappole: telefono e bollette davanti a tutti VALMADRERAUna giungla di soprusi e truffe: è lo sconfortante scenario denunciato dal difensore civico comunale.
<Quante
eccellenze in questa terra> ( da "Provincia di Lecco, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: maggior parte delle risorse delle famiglie e delle imprese per finanziare una burocrazia che si fa società civile, come sosteneva Marx; oppure può mettersi al servizio di quello che dalla società nasce, guardando con simpatia (e non con sospetto, quando non con atteggiamenti persecutori, come sanno bene i nostri imprenditori), che valorizzi concretamente chi crea ricchezza per tutti,
( da "Eco del Chisone" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La corrente elettrica
pagata dal Comune Il Cisa si allaccia al contatore, bufera tra Vinovo e
Consorzio VINOVO - Poche decine di euro di differenza, burocrazia imperante ma inefficace e controlli carenti sono diventati
oggetto di comunicazioni "poco amichevoli" fra Vinovo e Cisa 1, il
Consorzio intercomunale socio-assistenziale. Il pomo della discordia è la nuova
sede del Consorzio in piazza Due Giugno, che dal gennaio
( da "Repubblica.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - E'
decisamente smart l'ingresso in scena, strette di mano, sorrisi, un
"ciao" confidenziale ai giornalisti in studio, nei fatti è entrato un
vecchio amico più che un politico da punzecchiare. A pochi istanti dalla fine
della performance del suo "principale avversario" come è solito
chiamarlo, tocca a Walter Veltroni prestarsi ai giornalisti nel primo confronto
tv "virtuale" con Silvio Berlusconi, a Conferenza stampa su RaiDue.
In studio Gianni Riotta (direttore del Tg1), Mauro Mazza (direttore del Tg2),
Stefano Folli (Sole 24Ore), Marcello Sorgi (La Stampa) e la conduttrice Giuliana
Del Bufalo (direttore di Rai Parlamento). Il Cavaliere arriva nella sede Rai di
Saxa Rubra cinque minuti prima della messa in onda sfidando il rischio-traffico
a un soffio dal fischio d'inizio di Roma-Manchester allo stadio Olimpico.
Veltroni è là mezzora prima. Salva la par condicio, i due non si sfiorano
neppure. Nello studio, uno esce da una porta, l'altro entra dall'altra, come
Alberto Sordi professor Tersilli medico della mutua. Tant'è che Berlusconi alla
fine dice "avanti il prossimo, come dal dentista". Una leggera
abbronzatura valorizzata dal celeste chiarissimo della camicia, giacca scura
sbottonata (Berlusconi in doppiopetto grigio fumo d'ordinanza), e cravatta blu
con micro-fiorellini bianchi (anche il Cavaliere ne ha scelta una blu, ma con
piccoli disegni Paisley bianchi profilati rosso-arancio), Veltroni scongiura il
rischio di indossare una cravatta troppo simile a quella del suo
"principale avversario", come accadde lo scorso febbraio quando il
leader del Pdl fu ospite del Tg1 mentre, in contemporanea, il candidato premier
del Pd registrava la puntata di Porta a porta. I DUE LEADER IN TV: IL VIDEO
"Il lavoro, soprattutto. Il leader del Pd tocca i temi centrali della
campagna elettorale e ribadisce le priorità, legge elettorale, crescita economica,
salari e pensioni e soprattutto il lavoro. Se Berlusconi aveva detto "non
avverto l'allarme della sinistra che vede la precarietà come male assoluto
della gioventù", lui replica deciso: "E' il dramma più grande del
paese. Per i giovani il futuro è una minaccia, dobbiamo ridare loro
speranza". Un cenno all'affondo del Cavaliere contro il Quirinale:
"Attaccare il capo dello Stato è una cosa che ci riporta al quindicennio
appena passato". "Pensioni e salari, le risorse ci sono". Il risultato
di un sistema politico "fondato sulla cultura della conservazione" in
cui "da quindici anni si parla delle stesse cose" è che
"l'Italia ha perso 11 punti di pil nel confronto con gli altri paesi, dove
si è corso, e noi chiusi nel nostro recinto". Bisogna intervenire su prezzi,
salari, pensioni e "l'extragettito può essere usato per detrazioni e
aumenti, interventi che aiutino la domanda interna a riprendere e diano fiato
al paese". Nessun aumento, poi, delle rendite finanziarie, "ma un
intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei
cittadini e certi benefit sulle stock option". Precariato, salari,
pensioni "Questi i drammi del paese""/> Veltroni con i
giornalisti di "Conferenza stampa" Compenso minimo e sostegno
fiscale. In 23 paesi europei su 27, osserva Veltroni, "esiste il compenso
minimo legale come noi lo proponiamo, così come proponiamo il sostegno fiscale
alle imprese che stabilizzano i lavoratori. In Italia ci sono condizioni
sociali inaccettabili, bisogna intervenire. Le imprese - continua - hanno il
diritto di valutare i lavoratori attraverso l'apprendistato, ma non si può
aspettare la reiterazione infinita dei contratti di collaborazione". Le
urgenze. Il leader del Pd passa in rassegna alcuni nodi del paese. Alitalia, ad
esempio, "problema di lunga gestazione che è stato sul tavolo del governo
tra il 2001 e il 2006, così come l'emergenza in Campania". Non crede
"alla crocifissione" ma "a responsabilità diffuse, ciascuno deve
guardare in casa sua". Quanto a Napoli, ribadisce: "Finché c'è un'emergenza
è giusto che un'amministratore pubblico stia lì. Poi andrà pensata una fase di
rinnovamento". Se la prende con il peso della burocrazia in Italia, ricorda che
"è stato presentato un provvedimento per snellire la produzione
legislativa". E quanto ai giovani, Veltroni ribadisce l'importanza
"del talento e del merito". Torna sulla criminalità organizzata,
citata nei giorni recenti: "Possiamo accettare passivamente che in Italia
esistano mafia camorra e 'ndrangheta? Una condizione per lo sviluppo è
che il Sud si liberi da queste succhiasangue". "Incollati al Pdl.
Vogliamo vincere". Non manca una valutazione, in termini di consenso,
della differenza con il Pdl. "Eravamo partiti a settembre a ventidue punti
di distanza, ora siamo lì a un'incollatura grazie alla nostra scelta di
coraggio". "Vogliamo vincere, non perché sia il nostro obiettivo ma
per una terapia di innovazione di cui l'Italia ha bisogno. Vincere non è un
fine, ma un mezzo". E quella del "vincere perdendo", facendo
raggiungere al Pd il 35% "non è che una teoria - taglia corto - noi
vogliamo vincere". (1 aprile 2008.
( da "Cittadino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Una discarica nella
terra di nessuno Al confine con la metropoli tra la
sporcizia e la burocrazia
San Donato La roggia Spazzola si è trasformata in una discarica, che minaccia
il decoro del tratto di confine tra San Donato e la metropoli. Immersi
nell'acqua del tratto scoperto del piccolo canale di irrigazione che si estende
lungo il camminamento pedonale che dalla metropolitana conduce in via
Marignano, saltano all'occhio carrelli della spesa e altra sporcizia
dimenticata. Del resto, come confermano i cittadini della zona, sia quelli di
San Donato che i dirimpettai milanesi, la battaglia per la pulizia del
colatore, l'illuminazione della piazzetta e i controlli nel parcheggio dove
vige la legge del Far west, ha alle spalle anni di tentativi andati a vuoto.
"Ormai da tempo - racconta la signora Gloria Chiappa, che in più occasioni
si è fatta portavoce dei residenti di Rogoredo -, si ripete lo stesso copione.
Di in tanto in tanto, contattavo il comune di San Donato, che a sua volta
chiedeva alla Sieco, competente per quel tratto, di provvedere agli interventi
di manutenzione. Solo che ora gli assessori di San Donato, a cui mi sono
rivolta già da qualche mese, non mi hanno risposto. E la situazione è
indecente. Il comune di Milano la sua parte periodicamente la pulisce, ma la
parte in capo a San Donato, è indecorosa. Quanto meno in passato venivo
ascoltata". Parlando, mostra anche il suo ultimo appello, che risale ai
mesi scorsi, tutt'ora in attesa di riscontri. A pochi metri di distanza, dal
territorio sandonatese, anche l'ex sindaco Guido Massera segnala con disappunto
la porzione locale dove si concentra disordine e sporcizia. Ma la pulizia non è
l'unico problema avvertito nella via che compare sia nelle mappe meneghine, sia
in quelle sandonatesi, in quanto per un gruppo di numeri civici è competente
Palazzo Marino, mentre per i civici del versante verso San Martino deve
intervenire l'esecutivo sandonatese. Fatto sta che gli automobilisti con questa
divisione non ben delineata delle competenze, ne hanno approfittato,
trasformando la piazzetta di via Marignano in un parcheggio selvaggio. Proprio
su questo fronte, in novembre Massera si era rivolto all'Ufficio relazioni con
il pubblico del comune di San Donato, chiedendo "di delimitare, attraverso
opportune righe, il confine tra i comuni al fine di attribuire alle rispettive
polizie locali competenze sul territorio nella piazza alla fine di via
Marignano (lato via Emilia), di delimitare gli spazi sosta autoveicoli, di
apporre segnaletica di divieto di sosta al di fuori degli spazi delimitati e di
potenziare illuminazione pubblica (attualmente assente sul lato San Donato
Milanese) per meglio contrastare la microcriminalità e lo spaccio di droga
massicciamente presente nella zona in oggetto". E a sua volta, dal fronte
milanese, anche la signora Chiappa, evidenzia: "Ogni volta è un problema
anche capire quali vigili contattare". Giulia Cerboni.
( da "Trentino" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Cari i miei
politici la mia pazienza ha davvero un grosso limite, questa è l'ultima
possibilità che vi concedo" Montagna, il decalogo di Corona Lo scrittore
incontra Borghi, il presidente dell'Uncem IRENE ALIPRANDI ERTO VECCHIA
(BELLUNO).Ci sono montagne griffate, da Suv e tuta da sci high tech, e montagne
dove, se nevica, di certo non nevica firmato. Posti come Erto e mille altri
paesi italiani dove pochi coraggiosi ostinati vivono sul ripido. Ragni della
terra, gente che non ne può più di dare opportunità a una politica capace solo
di spremere e imporre ottusità burocratiche. Nasce proprio per dare visibilità
a questa montagna l'iniziativa di ieri tra Mauro Corona, artista e scrittore
ertano, ed Enrico Borghi, presidente dell'Uncem e candidato del Pd in Piemonte.
Venite a vedere. "Abbiamo bisogno di tutto, ma non di quello che non
occorre, dì a Berlusconi e Veltroni che vengano qui a vedere come si vive,
queste donne sono stanche morte". Mauro Corona è incontenibile: "Nei
luoghi della montagna povera non si possono mettere le stesse tasse degli altri
posti, perché qui non c'è nessun servizio e se queste donne ammazzano una
bestia senza permesso le mettono in galera. Se fai salame e cerchi di venderlo
vai dentro, e questo formaggio? Non si può mangiare perché l'Unione europea
rompe i coglioni". Borghi eccepisce timidamente: "Ma il paese non è
poi tanto malmesso", mentre Corona insiste: "Erto è solo un paese che
cade come tanti altri, siamo qui per caso, Erto non andrebbe neanche
pronunciato". Lo scrittore propone di fare un'università scientifica nella
valle del Vajont, impreca contro i governi, racconta di essere salito sul bus
di Veltroni e ringrazia Borghi. Manca tutto. A Erto mancano la farmacia,
l'edicola, un medico (con tutti i dottori disoccupati che girano), botteghe di
alimentari con un po' di scelta: "Anche un prete vorrei fisso, e se lo
dico io che non sono un bacia pile! Oggi si pensa solo ai soldi, ma il denaro
serve per sopravvivere, tutto quello in più è merda", chiarisce Corona.
"Se vuoi la Porsche o la maglia firmata vuol dire che sei cresciuto in una
famiglia che non funziona. Ti concedo tremila euro al mese e basta". Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani
vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono
dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma
l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano
pazzo e la finanza viene nei nostri bar". Illy & C. Borghi non
si spiega perché Erto soffra visto che si si trova in una Regione a Statuto
speciale. "Perché Illy pensa solo al caffè e noi non lo beviamo",
dice Corona. "Qui abbiamo 1.300 voti e Illy li prende dagli amici al bar.
Io non voto più per lui. Moretton (il vice) ci ha seppelliti di camion,
Marsiglio ha fatto una legge sulla caccia che fa schifo. La ghiaia è oro bianco
e la Regione minaccia i sindaci che non vogliono far passare i camion, ma le
strade qua sono del 1901. Bisognerebbe mandare al governo la gente in base alla
biblioteca che ha, perché sono tutti ignoranti". Corona ne ha anche per
Bertinotti: "Lavoravo in cava 15 ore al giorno, altro che quel
fighetto". Ultima possibilità. L'elenco delle lamentele è lungo, ma Corona
vuole essere chiaro: così non si va avanti. "E' guerra aperta, vi diamo
ancora una possibilità, dopodiché vi spacchiamo il culo". Bolzano andrà a
quaranta all'ora Quaranta chilometri all'ora (attualmente sono 50): sarà il
nuovo limite di velocità in città, ad eccezione di arginale e zona industriale.
La proposta iniziale, prevista dal Piano del traffico, era di 30. Ma ieri sera
l'assessore Ladinser ha dovuto fare marcia indietro.
( da "Alto Adige" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ERTO. "Sul
ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per ... ERTO.
"Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci i ramponi per
non scivolare". Mauro Corona usa metafore da alpinista per spiegare lo
stato di malessere della montagna meno glamour d'Italia, ormai al limite
dell'esplosione, ma lui non nutre grandi speranze: "Che vinca Berlusconi o
Veltroni non ci sarà differenza". La sua iniziativa si intitola "Per
la montagna dove non nevica firmato" e non è altro che un decalogo con le
richieste rivolte alla politica, alla vigilia delle elezioni del 13 e 14. Per
Corona le priorità sono dieci: strade e servizi innanzitutto; benzina a prezzo
più basso visto che per qualsiasi necessità bisogna usare la macchina; anche il
gasolio da riscaldamento dovrebbe essere scontato in ragione del fatto che in
montagna fa freddo, ma per Corona le agevolazioni vanno date solo a chi non è
ricco: "Non a me che ho venduto un milione e mezzo di libri". Poi va ridotta la burocrazia per far sì che aprire un'attività sia possibile in otto giorni;
trasporti sicuri e di qualità per gli studenti: "Voglio pullman come
quello di Veltroni che ha anche la cuccetta e pensiline d'attesa
riscaldate" e perché non fare l'Università in montagna? Quindi
salvare la cultura delle mani e incentivare il turismo intelligente. Lo
scultore e scrittore ertano prosegue: salvaguardare in ogni modo il patrimonio
naturale e far conoscere ai ragazzi la natura che li circonda; salvaguardare la
serenità domenicale con leggi contro l'affollamento dei motocliclisti in cerca
di strade di montagna considerate ormai come fossero piste da gara; leggi per
la salvaguardia dei borghi antichi; creare posti di lavoro sostenibili
chiedendo alla gente di cosa ha bisogno e infine consentire alle genti di montagna
di avere rappresentanza parlamentare, uno per ogni valle dove "non nevica
firmato". (i.a.).
( da "Alto Adige" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lo scrittore ertano
incontra il presidente dell'Uncem Il decalogo di Corona "La pazienza ha un
limite, questa è l'ultima possibilità" L'incontro ieri a Erto Vecchia
"Venite in vacanza qui da noi dove non nevica firmato" IRENE ALIPRANDI
ERTO VECCHIA. Ci sono montagne griffate, da Suv e tuta da sci high tech, e
montagne dove, se nevica, di certo non nevica firmato. Posti come Erto e mille
altri paesi italiani dove pochi coraggiosi ostinati vivono sul ripido. Ragni
della terra, gente che non ne può più di dare opportunità a una politica capace
solo di spremere e imporre ottusità burocratiche. Nasce proprio per dare
visibilità a questa montagna l'iniziativa di ieri tra Mauro Corona, artista e
scrittore ertano, ed Enrico Borghi, presidente nazionale dell'Uncem e candidato
del Pd in Piemonte. Corona ha preparato un decalogo con le richieste "Per
la montagna dove non nevica firmato". Eccoci arrivati. A Erto vecchia c'è
il sole ma non si vede nessuno. Il paese è in ristrutturazione e i ruderi si
alternano ad angoli di rara bellezza. Da una viuzza finalmente spunta Corona,
preceduto da telecamera, microfono a giraffa e codazzo: "...in un paese
dove senti odore di letame vuol dire che c'è ancora vera vita". Ma quale
vita? Quella delle sorelle Martinelli, ad esempio, ultraottantenni di cuoio che
passano la giornata ad accudire le bestie con 400 euro al mese di pensione.
Corona si infila nel loro tinello/cucina/salotto con tutta la corte, mentre sul
tavolo appaiono vino rosso e formaggio fatto per essere messo al bando
dall'Unione europea. Arriva anche Borghi. Venite a vedere. "Abbiamo
bisogno di tutto, ma non di quello che non occorre, dì a Berlusconi e Veltroni
che vengano qui a vedere come si vive, queste donne sono stanche morte".
Mauro Corona è incontenibile: "Nei luoghi della montagna povera non si
possono mettere le stesse tasse degli altri posti, perché qui non c'è nessun
servizio e se queste donne ammazzano una bestia senza permesso le mettono in
galera. Se fai salame e cerchi di venderlo vai dentro, e questo formaggio? Non
si può mangiare perché l'Unione europea rompe i coglioni". Borghi
eccepisce timidamente: "Ma il paese non è poi tanto malmesso", mentre
Corona insiste: "Erto è solo un paese che cade come tanti altri, siamo qui
per caso, Erto non andrebbe neanche pronunciato". Lo scrittore propone di
fare un'università scientifica nella valle del Vajont, impreca contro i
governi, racconta di essere salito sul pullman di Veltroni e ringrazia Borghi
per essersi arrampicato fin lassù. "Ci vorrebbe un rappresentante per ogni
valle così, un delegato in Parlamento scelto dal popolo per alzata di
piedi". Manca tutto. A Erto mancano la farmacia, l'edicola, un medico (con
tutti i dottori disoccupati che girano), botteghe di alimentari con un po' di
scelta: "Anche un prete vorrei fisso, e se lo dico io che non sono un
bacia pile! Oggi si pensa solo ai soldi, ma il denaro serve per sopravvivere,
tutto quello in più è merda", chiarisce Corona. "Se vuoi la Porsche o
la maglia firmata vuol dire che sei cresciuto in una famiglia che non funziona.
Ti concedo tremila euro al mese e basta". Le invettive proseguono contro
la tecnologia che opprime: "A Longarone il biglietto del treno si fa con
una macchinetta e bisogna schiacciare mille pulsanti. Una volta una vecchietta
non ci è riuscita e ha preso una multa da 50 euro. Se la fanno a me io gli
sparo in faccia. Perché non si pensa a chi non sa usare la tecnologia?". Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani
vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono
dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma
l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano
pazzo e la finanza, al posto di cercare gli evasori, viene nei nostri
bar ogni settimana". Illy & C. Borghi non si spiega perché Erto soffra
visto che si si trova in una Regione a Statuto speciale. "Perché Illy
pensa solo al caffè e noi non lo beviamo", dice Corona. "Qui abbiamo
1.300 voti e Illy li prende dagli amici al bar. Io non voto più per lui.
Moretton (il vice) ci ha seppelliti di camion, Marsiglio ha fatto una legge
sulla caccia che fa schifo. La ghiaia è oro bianco e la Regione minaccia i
sindaci che non vogliono far passare i camion, ma le strade qua sono del 1901. Bisognerebbe
mandare al governo la gente in base alla biblioteca che ha, perché sono tutti
ignoranti". Corona ne ha anche per Bertinotti: "Io lavoravo in cava
15 ore al giorno, altro che quel fighetto con il cachemire". Ultima
possibilità. L'elenco delle lamentele è lungo, ma Corona vuole essere chiaro:
così non si va avanti. "E' guerra aperta, vi diamo ancora una possibilità,
dopodiché vi spacchiamo il culo. La pazienza ha un limite, vi lasciamo un
ultimo tentativo, poi sarà guerra". A fargli salire la rabbia è ancora il
Vajont: "L'Enel ha già trovato due industriali interessati a sghiaiare,
con la scusa di non intasare la galleria, però la prendono molto più in su.
Questa è una decisione da ingegneri prezzolati, non siamo mica scemi qui".
E Pecoraro Scanio? "Gli ho scritto contro i camion, ma non mi ha neanche
risposto. Oltre che incapaci sono anche maleducati". Quindi:
"Guardate che tra poco prendiamo il fucile, mi secca dirlo perché lo dice
anche Bossi e io non sono un bossista, ma è così, attenti".
( da "Corriere delle Alpi" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le richieste:
"Dateci i ramponi per non scivolare" Abbattere la
burocrazia e preservare la
natura ERTO. "Sul ripido si fa fatica anche a stare in equilibrio, dateci
i ramponi per non scivolare". Mauro Corona usa metafore da alpinista per
spiegare lo stato di malessere della montagna meno glamour d'Italia, ormai al
limite dell'esplosione, ma lui non nutre grandi speranze: "Che vinca
Berlusconi o Veltroni non ci sarà differenza". La sua iniziativa si
intitola "Per la montagna dove non nevica firmato" e non è altro che
un decalogo con le richieste rivolte alla politica, alla vigilia delle elezioni
del 13 e 14. Per Corona le priorità sono dieci: strade e servizi innanzitutto;
benzina a prezzo più basso visto che per qualsiasi necessità bisogna usare la
macchina; anche il gasolio da riscaldamento dovrebbe essere scontato in ragione
del fatto che in montagna fa freddo, ma per Corona le agevolazioni vanno date
solo a chi non è ricco: "Non a me che ho venduto un milione e mezzo di
libri". Poi va ridotta la burocrazia per far sì
che aprire un'attività sia possibile in otto giorni; trasporti sicuri e di
qualità per gli studenti: "Voglio pullman come quello di veltroni che ha
anche la cuccetta e pensiline d'attesa riscaldate" e perché non fare
l'Università in montagna? Quindi salvare la cultura delle mani e incentivare il
turismo intelligente. Lo scultore e scrittore ertano prosegue: salvaguardare in
ogni modo il patrimonio naturale e far conoscere ai ragazzi la natura che li
circonda; salvaguardare la serenità domenicale con leggi contro l'affollamento
dei motocliclisti in cerca di strade di montagna considerate ormai come fossero
piste da gara; leggi per la salvaguardia dei borghi antichi; creare posti di
lavoro sostenibili chiedendo alla gente di cosa ha bisogno e infine consentire
alle genti di montagna di avere rappresentanza parlamentare, uno per ogni valle
dove "non nevica firmato". (i.a.).
( da "Corriere delle Alpi" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mauro Corona
consegna il suo decalogo al presidente Uncem Dieci punti per non morire
"La pazienza ha un limite, questa è l'ultima possibilità" L'incontro
ieri a Erto vecchia "Venite in vacanza qui da noi dove non nevica
firmato" IRENE ALIPRANDI ERTO VECCHIA. Ci sono montagne griffate, da Suv e
tuta da sci high tech, e montagne dove, se nevica, di certo non nevica firmato.
Posti come Erto e mille altri paesi italiani dove pochi coraggiosi ostinati
vivono sul ripido. Ragni della terra, gente che non ne può più di dare
opportunità a una politica capace solo di spremere e imporre ottusità
burocratiche. Nasce proprio per dare visibilità a questa montagna l'iniziativa
di ieri tra Mauro Corona, artista e scrittore ertano, ed Enrico Borghi,
presidente nazionale dell'Uncem e candidato del Pd in Piemonte. Corona ha
preparato un decalogo con le richieste "Per la montagna dove non nevica
firmato". Eccoci arrivati. A Erto vecchia c'è il sole ma non si vede
nessuno. Il paese è in ristrutturazione e i ruderi si alternano ad angoli di
rara bellezza. Da una viuzza finalmente spunta Corona, preceduto da telecamera,
microfono a giraffa e codazzo: "...in un paese dove senti odore di letame
vuol dire che c'è ancora vera vita". Ma quale vita? Quella delle sorelle
Martinelli, ad esempio, ultraottantenni di cuoio che passano la giornata ad
accudire le bestie con 400 euro al mese di pensione. Corona si infila nel loro
tinello/cucina/salotto con tutta la corte, mentre sul tavolo appaiono vino
rosso e formaggio fatto per essere messo al bando dall'Unione europea. Arriva
anche Borghi. Venite a vedere. "Abbiamo bisogno di tutto, ma non di quello
che non occorre, dì a Berlusconi e Veltroni che vengano qui a vedere come si
vive, queste donne sono stanche morte". Mauro Corona è incontenibile:
"Nei luoghi della montagna povera non si possono mettere le stesse tasse
degli altri posti, perché qui non c'è nessun servizio e se queste donne
ammazzano una bestia senza permesso le mettono in galera. Se fai salame e
cerchi di venderlo vai dentro, e questo formaggio? Non si può mangiare perché
l'Unione europea rompe i coglioni". Borghi eccepisce timidamente: "Ma
il paese non è poi tanto malmesso", mentre Corona insiste: "Erto è
solo un paese che cade come tanti altri, siamo qui per caso, Erto non andrebbe
neanche pronunciato". Lo scrittore propone di fare un'università
scientifica nella valle del Vajont, impreca contro i governi, racconta di
essere salito sul pullman di Veltroni e ringrazia Borghi per essersi
arrampicato fin lassù. "Ci vorrebbe un rappresentante per ogni valle così,
un delegato in Parlamento scelto dal popolo per alzata di piedi". Manca
tutto. A Erto mancano la farmacia, l'edicola, un medico (con tutti i dottori
disoccupati che girano), botteghe di alimentari con un po' di scelta:
"Anche un prete vorrei fisso, e se lo dico io che non sono un bacia pile!
Oggi si pensa solo ai soldi, ma il denaro serve per sopravvivere, tutto quello
in più è merda", chiarisce Corona. "Se vuoi la Porsche o la maglia
firmata vuol dire che sei cresciuto in una famiglia che non funziona. Ti
concedo tremila euro al mese e basta". Le invettive proseguono contro la
tecnologia che opprime: "A Longarone il biglietto del treno si fa con una
macchinetta e bisogna schiacciare mille pulsanti. Una volta una vecchietta non
ci è riuscita e ha preso una multa da 50 euro. Se la fanno a me io gli sparo in
faccia. Perché non si pensa a chi non sa usare la tecnologia?". Maledetta burocrazia. Borghi si informa sulla popolazione locale. "I giovani
vanno via", spiega Corona, "perché qui per aprire un rifugio servono
dieci anni di carte. Non voglio fare il Beppe Grillo del nord est, ma
l'ottusità burocratica ci soffoca. Per mezzo centimetro di finestra ti tirano
pazzo e la finanza, al posto di cercare gli evasori, viene nei nostri
bar ogni settimana". Illy & C. Borghi non si spiega perché Erto soffra
visto che si si trova in una Regione a Statuto speciale. "Perché Illy
pensa solo al caffè e noi non lo beviamo", dice Corona. "Qui abbiamo
1.300 voti e Illy li prende dagli amici al bar. Io non voto più per lui.
Moretton (il vice) ci ha seppelliti di camion, Marsiglio ha fatto una legge
sulla caccia che fa schifo. La ghiaia è oro bianco e la Regione minaccia i
sindaci che non vogliono far passare i camion, ma le strade qua sono del 1901.
Bisognerebbe mandare al governo la gente in base alla biblioteca che ha, perché
sono tutti ignoranti". Corona ne ha anche per Bertinotti: "Io
lavoravo in cava 15 ore al giorno, altro che quel fighetto con il
cachemire". Ultima possibilità. L'elenco delle lamentele è lungo, ma
Corona vuole essere chiaro: così non si va avanti. "E' guerra aperta, vi
diamo ancora una possibilità, dopodiché vi spacchiamo il culo. La pazienza ha
un limite, vi lasciamo un ultimo tentativo, poi sarà guerra". A fargli
salire la rabbia è ancora il Vajont: "L'Enel ha già trovato due
industriali interessati a sghiaiare, con la scusa di non intasare la galleria,
però la prendono molto più in su. Questa è una decisione da ingegneri
prezzolati, non siamo mica scemi qui". E Pecoraro Scanio? "Gli ho
scritto contro i camion, ma non mi ha neanche risposto. Oltre che incapaci sono
anche maleducati". Quindi: "Guardate che tra poco prendiamo il
fucile, mi secca dirlo perché lo dice anche Bossi e io non sono un bossista, ma
è così, attenti".
( da "Citta' di Salerno, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
TURISMO E SVILUPPO
Manifestazioni: no ai fondi a pioggia Pochi eventi qualificati per il decollo
Velardi a Salerno: "Sburocratizzare le aziende autonome per rendere
razionale l'uso delle risorse" " L'emergenza rifiuti e la psicosi
diossina non lo preoccupano. "Non siamo messi male. Abbiamo subito un
contraccolpo più psicologico che reale. Dobbiamo superarlo e rimboccarci le
maniche perchè il turismo è il futuro di questa regione, lo sviluppo
industriale è finito. E' vero, all'estero quando si parla di Napoli si pensa a tutta
la Campania. Perciò risollevare Napoli significa recuperare l'immagine di un
territorio". " ClaudioVelardi (nella foto) neo assessore regionale,
sembra aver chiara la "ricetta" per far decollare la Campania. Ieri,
per la prima volta a Salerno in veste ufficiale, Velardi ha visitato le grotte
di Pertosa, l'area di Paestum per poi incontrare gli operatori turistici nella
sede dell'Ept di via Velia. Due i progetti sul tappeto dai quali potrebbe
dipendere il futuro dell'economia campana: "Tra un mese sará stilata una
maxi agenda che conterrá tutti gli avvenimenti che riusciremo a mettere in
cantiere - ha spiegato il neo assessore - In questo modo tutti gli addetti ai
lavori potranno avere il tempo di organizzarsi e di programmare le proprie
attivitá". Il calendario degli eventi sará giocato sulla qualitá:
"Sono restio a disperdere i fondi per finanziare la sagra del carciofo
piuttosto che il restauro del campanile del paesino, pur dignitosissimo. Credo
che occorra puntare su quattro o cinque grandi eventi, magari itineranti".
Che non voglia apparire come un politico è chiaro: girocollo azzurro, niente
giacca e cravatta ed una promessa. "Non seminerò fondi a destra e manca.
Non devo candidarmi e dunque non ho bisogno di ritagliarmi il consenso degli
elettori. Sono stato chiamato per contribuire allo sviluppo della regione e
questo farò". Imprenditore della comunicazione, ha in serbo un asso nella
manica: "Nei prossimi giorni lanceremo un concorso di idee per i giovani
di etá compresa tra i 18 ed i 30 anni, affinchè gli eventi che andremo a
mettere in cantiere siano comunicati nella giusta misura". Dopo aver
annunciato la pace fatta con De Masi, rassicura gli operatori: "In genere
le istituzioni creano ostacoli. Da imprenditore lo so bene. Ecco perchè vi prometto che fungerò la sportello anti burocrazia per agevolarvi". A
dargli una mano, sará l'Ept di Salerno con Rino Avella, come
"collettore". "Lavoro con un team di giovani abituati ai ritmi
del privato - ha spiegato Velardi - Aziende ed enti devono essere sburocratizzati,
l'attivitá delle persone valide che ho incontrato deve essere
razionalizzata". Sì al decollo dell'aeroporto, come veicolo per
risollevare territori ricchi di potenzialitá, "ma penalizzati da una
dispersione geografica che si può superare solo facendo sistema", come
appunto il Cilento. Sì al restyling degli educational trip per cui ha
recuperato 7 milioni di euro e al modello Easy Napoli da applicare anche alle
costiere salernitane finora ingiustamente penalizzate. Nota dolente il marchio
- e sito unico - che vede a braccetto Sorrento e Amalfi, sollevando le ire
degli operatori della nostra Costa Diva: "Necessario un brand per
l'amalfitana". (b.c.).
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Tutto
esaurito per i comizi di chiusura Il Pd si sveglia tardi e perde il salotto buono
EMANUELA MINUCCI La campagna elettorale è anche fatta di questo. Di un signore
che si prende la briga (possibilmente battendo gli altri sul tempo) di
presentare all'Ufficio speciale di propaganda elettorale, la richiesta di
occupazione del suolo pubblico di una piazza. La più centrale possibile, di
norma, dove spedire il leader di turno a chiudere più o meno trionfalmente la
maratona elettorale. I grandi partiti, ben allenati alla corsa a ostacoli della
spot-burocrazia, sono sempre
andati a colpo sicuro. Stavolta, però, sarà che la vecchia scuola del Pci
rappresenta ormai un ingrediente remoto, partito grande non è sinonimo di
partito organizzato: il Pd, venerdì 11, ultimo giorno ultimo per arringare le
folle, sarà costretto a sistemare il faccione di Walter Veltroni (che via maxi-schermo
chiuderà la campagna elettorale in collegamento da Roma con tutte le città
italiane) niente meno che in piazza Vittorio. "E' praticamente impossibile
riempirla - inveivano ieri i consiglieri di Palazzo civico - e noi siamo
riusciti a farci battere non solo dai Berluscones, ma anche dai
Comunisti". In effetti, al netto delle battute, la questione è andata
appunto così: il signor Favaro - segretario provinciale di Rifondazione
comunista - è riuscito a sistemare Bertinotti nel salotto buono della città
(piazza San Carlo) proprio venerdì sera. "Fra l'altro dopo il segretario -
annuncia - ci sarà anche il concerto di Sergio Cammariere, noi facciamo le cose
per bene, offriamo pacchetti completi". Esclusa la piazza del Caval'd Brons,
restavano piazza Castello (che è molto comoda perché dispone del palco già
montato del Comune), piazza Carignano e piazza Carlo Alberto. Giusto? Errore.
Perché in piazza Castello si era già prenotato, per la stessa data
naturalmente, il Pdl. E in piazza Carlo Alberto c'erano già i socialisti. E in
piazza Carignano ci sono i lavori in corso per la ristrutturazione del teatro.
Morale? "Morale ci dobbiamo accontentare - spiega Davide Fazzone, l'uomo
del Pd che è andato a discutere della "location" con Elisabetta Bove,
responsabile dell'ufficio di prenotazione - di piazza Vittorio, che è enorme e
un po' dispersiva, e di norma non viene mai riservata per intero perché bisogna
garantire l'ingresso nel parcheggio sotterraneo". L'ultimo a parlare in piazza
Vittorio, come ben ricordano a Palazzo civico, fu Giovanni Paolo II nel 1998. E
fu, naturalmente, tutto esaurito. "Nemmeno l'ala cattolica del Pd pensa
che al tele-comizio di Walter riuscirà lo stesso miracolo" ironizzavano
ieri, con qualche ragione, a Palazzo civico.
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Occasione del
dibattito organizzato da La Stampa. Alle 21 inizieranno le interviste ad
Alessandro Benazzo (Cap Laigueglia), Franco Maglione (Uniti per il domani -
Laigueglia) e Giovanni Regesta (Rinnovare Laigueglia). I quesiti riguarderanno
i temi "caldi", ovvero quelli di maggiore attualità nella politica
laiguegliese. Benazzo schiera Alessandro Cocco, Nevenka Gregoric, Flavio
Armatori, Nadia Aghittino, Paolino Bartoli, Viviana Perconti, Michael Sasso,
Valentina Aghittino, Mario Comino, Giorgio La Franca, Patrizio Bozzanigo e
Federico Oniscodi. Maglione sarà appoggiato da Bettino Cappellin, Roberto
Cornelli, Irene Favoino in Gallina, Alessandro Gandolfo, Barbara Gastaldi in
Giudice, Antonio Lotta, Fabio Macheda, Silvano Montaldo, Andrea Pierotello,
Roberto Sasso del Verme, Sergio Zampieri e Bruno Zanoni. Con Regesta si
candideranno Paola Anfosso, Annetta Angarano, Giacomo Bogliolo, Francesco
Caligaris, Maurizio Ceriotti, Alessio Grattarola, Emilio Grollero, Franco
Laureri, Alessandro Saccu, Daniela Savoini, Luigi Tezel e Maria Toscano. La
lista Cap Laigueglia ha messo al centro del programma parcheggi nuovi,
fognatura, burocrazia più
flessibile, case con edilizia convenzionata e agevolazioni al turismo.
Rinnovare Laigueglia ha annunciato di voler "rompere" con la linea
delle ultime amministrazioni comunali e ha varato un "Piano straordinario
per la casa". E proprio l'emergenza abitativa sarà l'argomento
dell'incontro organizzato domani alle 21 nell'hotel Villa Ida dalla
lista Uniti per il domani.\.
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
NUOVO RINVIO La Coppa
del mondo? Arriverà a settembre In occasione del trofeo dedicato a Piola L'arca
di San Marco possibile contenitore L'arrivo a Vercelli della Coppa del mondo
sta assumendo sempre più i contorni di una telenovela. Il trofeo alzato sotto
il cielo di Berlino da Cannavaro nel
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
GRANDE FESTA
VENERDI' SERA AL PALAFIORI DI SANREMO Premi ai protagonisti dello sport
provinciale Riconoscimenti ad oltre 150 atleti di ogni disciplina [FIRMA]BRUNO
MONTICONE SANREMO Sarà una lunga passerella. Ma sarà anche l'occasione per
vedere, tutti in una volta, i protagonisti dello sport imperiese. perchè, in
fondo, la "filosofia" degli "Oscar dello Sport Imperiese" -
che, giunti alla loro 34ª edizione, saranno consegnati venerdì sera, alle 21,
al Palafiori sanremese - è anche quella di proporre un momento di incontro di chi
fa sport in una provincia un po' periferica, avara di impianti sportivi, dove è
più difficile che altrove praticare (e, ancor di più, emergervi) una disciplina
sportiva. "Ma la nostra sarà, soprattutto, una serata di festa che renderà
il dovuto valore a chi crede nello sport come strumento di crescita, di
educazione e divertimento", dice Luigi Ivo Bensa, presidente provinciale
del Coni, promotore della manifestazione. Ad essere premiato sarà un vero
"esercito" di atleti. Premi che arrivano direttamente dal Coni romano
come le medaglie al valore atletico che si riferiscono a prestazioni del 2004 (anche la burocrazia sportiva ha i suoi tempi lunghi), le famose stelle al merito che
andranno a dirigenti come Angelo Masin, uomo-simbolo del cronometrismo sportivo
provinciale o Eugenio Paolino, una vita nell'atletica o ancora ad una società
come lo Sporting Club Tiro a Volo Sanremo che nel 2010 festeggerà i 60 anni di
attività. Ma ci saranno atleti imperiesi che hanno ottenuto risultati
importanti in gare internazionali (come Gianni Laigueglia campione europeo di
petanque o Beatrice Tombolini e Lavinia Tezza campionesse continentali di vela
nella classe L'Equipe), altri che hanno vestito la maglia azzurra, altri ancora
che hanno ottenuto vittorie e piazzamenti ai campionati italiani, premi a
società sportive di lungo corso come la Maurina Imperia (100 anni di attività
nell'atletica leggera), il Moto Club Imperia (75 anni), la Rari Nantes Imperia
(50 anni), l'Archery Club Ospedaletti e la Compagnia Arcieri San Bartolomeo
(entrambe 25 anni). E, poi, premi a varie società per i loro risultati nel 2007
(Arcieri Imperiesi San Camillo, Carlin's Boys Sanremo, Ginnastica Riviera
Fiori, Pallone Elastico Imperiese, Pievese Pallapugno, San Camillo di
pallamano, Volley Imperia, Petanque Ventimiglia, Unione Bocciofila Roverino,
Scacchistica Imperiese o protagonisti ai Giochi Sportivi Studenteschi (Piera Di
Bartolo, Davide Re e Celestina Malugani o le squadre di pallapugno del Liceo
Viesseux di Imperia). Una varietà di discipline con pochissimo calcio. Davvero
poco. Premi a tre calciatori del Liguria Calcio non vedenti che hanno vestito
la maglia azzurra ed al genoano Nicholas Costantini, cresciuto ad Imperia nel
Riviera Fiori, ora in maglia rossoblù. Sarà anche l'occasione per fare il punto
sullo stato di salute dello sport provinciale. Luigi Ivo Bensa, che dello sport
provinciale è un'istituzione (è il presidente provinciale Coni italiano con più
anzianità di servizio), appare soddisfatto anche se con riserva: "Il
movimento sportivo imperiese è molto vivo e sano - dice Bensa - Ma gli enti
locali devono affiancare di più gli sforzi del Coni e delle varie federazioni
sportive nel sostenere i bilanci di tutte le società che sono in difficoltà.
Qualche cosa si sta muovendo: otto comuni hanno contattato il Credito Sportivo
dopo l'accordo stipulato con la provincia di Imperia per prestiti agevolati.
Spero si possano realizzare impianti per i giovani".
( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
?CERTALDO? DALLA CITTA'
del Boccaccio fino a Parigi a rappresentare le istanze dei giovani, a conoscere
le politiche giovanili attuate all'estero, per riportare poi a Certaldo i
frutti dell'esperienza ed arricchire le attività del proprio paese, a partire
dal Centro Giovani. Questo il lavoro svolto dal Consiglio dei giovani, le cui
delegazioni si sono mosse in due anni tra l'Italia e l'Europa e, nel mese di
marzo, hanno compiuto un viaggio a Parigi, grazie alla Regione Lazio che ha
organizzato la trasferta ed ha invitato anche Certaldo ad unirsi. "È STATA
un'esperienza entusiasmante - spiega il presidente del Consiglio dei giovani
certaldese, Roberto Banti - perché abbiamo visto un approccio al mondo
giovanile molto interessante. Abbiamo visitato la Casa delle iniziative studentesche,
un palazzo a 3 piani in cui tute le associazioni studentesche di Parigi possono
sfruttare sale e servizi, da internet alla videoteca, in maniera totalmente
gratuita; abbiamo partecipato alle riunioni del Consiglio parigino e visto come
funzionano le loro politiche giovanili. Una capitale è evidentemente molto
diversa da un paese, ma alcune idee, come quella del "tutor" che
aiuta il consiglio a districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei
giovani, è un'idea che potremmo esportare anche qui da noi". "IN
QUESTI DUE ANNI - ricorda Banti - abbiamo contribuito al progetto ed al
regolamento del Centro giovani "I Macelli", che seguiremo anche
popola scadenza del nostro mandato, e gettato le basi per una partecipazione
attiva dei giovani certaldesi alle politiche locali. Nei prossimi mesi
verrà rinnovato il Consiglio dei Giovani, perché il mandato è scaduto e molti
di noi, per sopraggiunti limiti di età, non potranno ricandidarsi".
"MI AUGURO ? conclude il presidente uscente del Consiglio dei giovani di
Certaldo ? che i nuovi ragazzi partecipino numerosi, per noi è stata
un'esperienza formativa unica, e potrebbe esserlo anche per loro". -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"A VOI che vi
candidate alla guida del Paese chiediamo di rappresentare al meglio le esigenze
del territorio ravennate": l'invito arriva dal presidente provinciale di
Confindustria Tampieri, ed è rivolto ai candidati alla Camera e al Senato che
lunedì hanno partecipato al forum organizzato in via Barbiani. Ricordando anche
i dieci punti proposti da Confindustria a livello nazionale, Tampieri ha posto
alcune questioni "fondamentali e ineludibili" per la crescita
economica e occupazionale: una drastica riduzione della burocrazia, la realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche
per tutto il Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale,
lo sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna.
Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui
dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione
di energie da fonti rinnovabili. Confindustria punta anche sulla formazione
scolastica e sulla ricerca, sul distretto della nautica nelle aree dell'ex
Sarom e sulla Darsena. Sostiene poi le previsioni contenute nei Piani
strutturali per Faenza, Lugo e Ravenna, e chiede la valorizzazione dei comparti
della cultura e del turismo. Durante il dibattito alcuni imprenditori e
manager, tra i quali Silvano Verlicchi, Aldo Ferruzzi, Giuliano Resca e
Domenico Gattelli, hanno incalzato gli interlocutori sulla valorizzazione del merito
e sullo snellimento delle procedure per la regolarizzazione dei lavoratori
extracomunitari. È stato inoltre caldeggiato un modello di parternariato tra
pubblico e privato in tema di sanità. - -->.
( da "MF Sicilia" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia Unione
d'intenti per lo sviluppo Le proposte delle camere di commercio ai candidati
alla presidenza. Quattordici priorità per lo sviluppo della Sicilia. A lanciare
la propria proposta programmatica da sottoporre al prossimo governo della
regione è Unioncamere Sicilia. Per questo, l'associazione delle nove camere di
commercio dell'isola, guidata da Giuseppe Pace, ha organizzato ieri, alla
camera di commercio di Catania, un incontro con i candidati del centro-destra e
del centro-sinistra alla presidenza della regione. E vista l'impossibilità di
Anna Finocchiaro a partecipare all'incontro per precedenti impegni, è quindi toccato
a Raffaele Lombardo rispondere alle domande degli operatori economici presenti
a Catania. Con il leader autonomista ha definito la piattaforma programmatica
(controfirmata dallo stesso Lombardo) illustrata da Pace, "in buona parte
coincidente con il programma dell'Mpa".Tra le priorità
individuate da Unioncamere lo snellimento della burocrazia, l'ammodernamento infrastrutturale (anche se Lombardo su questo
punto ha evidenziato come molti progetti, a partire dal ponte sullo Stretto,
dipendano da Roma e non da Palermo), la lotta al racket, la fiscalità di
vantaggio (che, del resto, è proprio un cavallo di battaglia del candidato
autonomista), il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo, nonché
il sostegno al credito e alla ricerca. Pace ha insistito sul ruolo cardine
dell'imprenditoria in Sicilia, che "può consentire una vera presa di
coscienza della forza economica della regione". Per il presidente di
Unioncamere, poi, occorre anche che tutti i siciliani siano "uniti nella
lotta per la legalità", imprescindibile per lo sviluppo dell'isola. Dal
canto suo, il presidente della camera di commercio di Catania, Piero Agen, ha
puntato l'attenzione sullo spinosissimo problema della gdo, chiedendo un
"blocco triennale delle licenze per la costruzione di grossi centri
commerciali, uno stop momentaneo, almeno in attesa che venga definita una
legislazione più ragionevole di quella attuale". L'intervento di Lombardo
ha evidenziato la sinergia esistente fra il candidato autonomista e gli
operatori economici dell'isola. "Sto incontrando tutte le categorie
produttive, toccando e sviscerando problemi e relative soluzioni", ha
sottolineato l'aspirante governatore. Che ha aggiunto: "Certo, penso a
quanto sarebbe stato importante per una città del Sud aver assegnato un evento
come l'Expo 2015 che porterà a Milano 20 miliardi di euro. A Napoli, tanto per
fare un esempio, una simile somma avrebbe garantito il superamento di ben altri
problemi che non l'emergenza rifiuti, dotando la città di tutta una serie di
infrastrutture che sarebbero rimaste oltre la data dell'esposizione universale.
Chiarisco d'essere certo felice per l'assegnazione dell'Expo a Milano", ha
proseguito Lombardo, "ma rimane comunque il dato singolare di 20 miliardi
che per la capitale lombarda sono stati trovati senza problemi, mentre per una
città del Sud Roma avrebbe consigliato la finanza di progetto per reperire i
fondi necessari". Per Lombardo, poi, la Sicilia che verrà dovrà impiegare
le sue risorse con la massima attenzione, a partire dal rigido controllo di
alcuni enti della cui esistenza si fatica a intravedere la ragione. "Gli
enti inutili vanno chiusi", ha affermato, "e i restanti vanno resi
più agili e meno costosi. Cominciando con il tagliare i mega-emolumenti di
certi amministratori e consiglieri". L'ex presidente della provincia etnea
ha quindi fatto l'esempio dell'Esa, che "ha ettari ed ettari di terreno
non coltivato, nonché centinaia di dipendenti che non hanno poi così tanto da fare".
Chiaro il messaggio: con Lombardo alla presidenza della regione, con la burocrazia saranno snelliti anche i burocrati. (riproduzione
riservata) MF Sicilia Numero 066, pag. 1 del 2/4/2008 Autore: Carlo Lo Re.
( da "Italia Oggi" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - economia e impresa Numero 079, pag. 12 del
2/4/2008 Autore: di Andrea Rocca Visualizza la pagina in PDF
La proposta rilanciata da Cna Costruzioni Veneto ai candidati alle
politiche Edilizia, legge sull'accesso Formazione e serietà a tutela di imprese
e utenti Una legge che regoli l'accesso alla professione. è la proposta
rilanciata da Cna Costruzioni del Veneto che a Mestre (Ve) si è confrontata con
alcuni interlocutori e candidati alle prossime elezioni politiche: Andrea
Martella (Pd) e Fabio Gava, assessore alle politiche economiche della regione
Veneto (Pdl). L'incontro, chiuso dal presidente nazionale della Cna Costruzioni
Giovanni Tonioni, è stato coordinato da Maurizio Scomparcini, responsabile
della Cna Costruzioni del Veneto. La legge sul settore edile per regolarne
l'accesso alla professione è stata al centro della relazione di Roberto
Strumendo, presidente della Cna Costruzioni del Veneto, il quale ha affermato
la necessità e la improrogabilità di un intervento legislativo che, nell'ambito
del quadro europeo, introduca alcuni elementi di selezione. In Veneto, del
resto, l'edilizia è il settore trainante: il comparto vale l'11,9% del Pil
regionale e la sua occupazione raggiunge l'8,6% del totale. Di più: i
lavoratori dal
( da "Nuova Sardegna, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Replica
dell'assessore Foddis: "Pronti al dialogo e impegnati su tutti i fronti"
Agricoltori, salta il confronto Le organizzazioni di categoria lasciano il
tavolo regionale CAGLIARI. Pressate anche in campagna elettorale dal
malcontento che serpeggia fra i loro oltre 40.000 associati, le organizzazioni
regionali degli agricoltori annunciano in Sardegna un nuova mobilitazione, dopo
la grande manifestazione di piazza del 20 marzo 2007. Da ieri Coldiretti, Cia e
Confagricoltura si chiamano fuori dal tavolo verde, sede di confronto con
l'assessore regionale. L'ultimo esempio di mancato ascolto degli indirizzi
suggeriti dalle organizzazioni di categoria - hanno denunciato i vertici delle
tre associazioni è la decisione di licenziare lunedì scorso i criteri di
selezione per i bandi agroalimentari nonostante i rappresentanti degli
agricoltori non li avessero condivisi. Il malessere delle campagne sarde, che
appare permanente e torna periodicamente a riacutizzarsi, e' fotografato in un
documento dal titolo "Agricoltura sempre piu' al buio inviato
all'assessore Francesco Foddis, al quale si chiede di concodare soluzioni
urgenti alle emergenze elencate. Nel cahier de doleance dell'organizzazioni di
categoria figurano voci note come calamita' naturali, crisi di mercato, rincaro
delle materie prime, l'indebitamento aziendale e il ritardo nell'impiego dei
fondi pubblici per gli investimenti. A queste si aggiungono il costo dell'acqua
("non abbiamo idea di quale sia quello effettivo a ettaro", ha
spiegato il direttore di Coldiretti, Luca Saba) e le difficolta' seguite alla riforma degli enti agricoli e della burocrazia regionale. "I punti del
documento sono immutati dalla manifestazione del 2007 e se ne aggiungono anche
dei nuovi - ha spiegato il presidente della Cia Sardegna, Giorgio Piras - e riguardo
all'indebitamento a tutt'oggi nessuna risposta è stata data agli
agricoltori". Secondo Gigi Picciau, presidente di Confagricoltura,
vi è il timore che questa mobilitazione venga "strumentalizzata a fini
politici a causa del momento pre-elettorale". "Noi non facciamo
politica - ha detto - ma rappresentiamo solo il mondo agricolo che difendiamo
non solo dalla politica ma da tutti gli attacchi esterni". Il presidente
di Coldiretti, Marco Scalas ha, invece, lanciato un ultimatum: "Se non ci
saranno risposte il mondo agricolo si farà sentire in un modo più eclatante
delle altre volte. ci dispiace per il periodo - ha concluso - ma a noi
interessano i nostri associati". "La Regione è impegnata su ogni
singola problematica", ha replicato a stretto giro di posta l'assessore
all'agricoltura Francesco Foddis. "Siamo pronti a confrontarci con le
organizzazioni di categoria su ogni singolo punto contenuto nel loro documento,
fiduciosi che con un fattivo lavoro di collaborazione riusciremo a dare quelle
risposte tanto attese dal mondo agricolo". "La Regione, con
l'assessorato e le tre Agenzie Agris, Laore e Argea, è impegnata su ogni
singola partita questione, dall'indebitamento delle aziende agricole
all'attuazione dei bandi del Programma di sviluppo rurale, dall'abbattimento
del costo dell'acqua alla riforma Ocm ortofrutta. Sono problematiche però
complesse, per le quali il Tavolo verde è sempre stato convocato e informato, e
la cui risoluzione è stata avviata da tempo. Valuteremo le singole richieste
delle tre organizzazioni e ci impegneremo ancora di più per venire incontro
alle esigenze del comparto".
( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca "Per il
Veneto ho fatto più io della Lega" Il Passante non ha ritardi, parola di
Di Pietro MITIA CHIARIN "Sia ben chiaro che noi completeremo, come stiamo
completando secondo il programma stabilito e con i finanziamenti già assegnati
il Passante di Mestre, il Mose, la terza corsia e tutte le altre opere che
abbiamo messo in cantiere. Da ultimo il sistema ferroviario metropolitano
regionale, che domani (oggi ndr) portiamo al Cipe per 150 milioni di
euro". Parla di federalismo responsabile ai 300 mestrini e veneziani che
lo hanno atteso al Teatro Corso di Mestre il ministro Antonio Di Pietro,
presidente dell'Italia dei Valori. "Il nostro federalismo passa anche
attraverso le infrastrutture, giacchè per queste opere infrastrutturali e per
altre opere autostradali i soldi dei pedaggi resteranno nel territorio per
ulteriori infrastrutture e soprattutto per la difesa ambientale", spiega
il ministro delle Infrastrutture arrivato in città per presentare i candidati
dell'Idv alle prossime elezioni politiche. Con lui ci sono il parlamentare
Massimo Donadi, il capolista al Senato Elio Lannutti, volto dell'associazione
dei consumatori Adusbef e ancora il segretario provinciale Nicola Funari e
quello regionale Borghesi. Chiede un voto diretto al suo partito, Di Pietro,
ricordando che non esistono in questa competizione elettorale solo il Pd di
Veltroni e il Pdl di Berlusconi ma due grandi coalizioni. Quello all'Italia dei
Valori "è un voto utile", dice Di Pietro, anche per aiutare Valter
Veltroni a vincere le elezioni e continuare a governare il paese. "Dicono
in televisione che sono del Pd ma io dialogo con il Partito Democratico ma
l'Idv ha una propria identità specifica". Oggi il Cipe approverà il
progetto definitivo da 150 milioni di euro per il Sfmr in Veneto, progetto in
forte ritardo. "Ma il Passante non ha un giorno di ritardo invece",
spiega ai giornalisti Di Pietro appena arrivato al cinema Corso, dove lo attendono
circa 300 sostenitori. E spiega che mentre Berlusconi si loda per aver avviato
tante infrastrutture, come il Passante, quando "noi siamo arrivati al
governo abbiamo trovato lavori bloccati, cantieri a metà: ho dovuto trovare i
finanziamenti per completare l'opera. Per il Veneto io ho fatto più della Lega
che a Roma di federalismo concreto non parla mica dal lunedì al venerdì".
Parla di tutto l'ex pubblico ministero, dal palco del cinema Corso e strappa
applausi quando promette maggiori investimenti in tema di sicurezza,
annunciando che il 30% dei finanziamenti ai partiti e ai giornali di partito
dovrà essere dirottato per mettere in condizione le forze dell'ordine di
tutelare i cittadini. Poliziotti e carabinieri che oggi invece "non hanno
la benzina per le auto e manco i pantaloni". E occorre aumentare del 30%
gli organici del personale ausiliario nei tribunali "che hanno organici
fermi agli anni Cinquanta". E poi occorre garantire la certezza della
pena, un Parlamento dove si pratica sul serio il ricambio generazionale e
composto di politici di qualità: "una classe dirigente di cui andare
orgogliosi", slegata dalla pratica che emerge anche da inchieste
giudiziarie di vero "mercimonio del voto". E poi
lotta alla burocrazia,
trasparenza nei servizi pubblici, una informazione davvero libera "e non
assoggettata ad interessi di parte". Ma Di Pietro ammette che questa è una
competizione difficile e critica anche la grafica della scheda di voto dove i
16 candidati dei vari partiti in lizza sono messi uno accanto all'altro,
senza far capire ai cittadini a quale coalizione fanno riferimento. "E'
una scheda fatta apposta per non far capire, perchè il sistema dei partiti non
vuole una scelta da parte del cittadino".
( da "Nuova Venezia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ALL'ATENEO VENETO
L'Italia delusa vista dagli stranieri Non ci piacciamo più, ma abbiamo ragione?
Un inglese dice di no NICCOLò MENNITI-IPPOLITO Nel guardare, la distanza
qualche volta aiuta. Specie se si vuole comprendere l'insieme, invece che il
dettaglio. Ed allora per capire l' Italia degli ultimi 50 anni, non è male
chiedere a chi italiano non è, anche se la nostra realtà la conosce bene. E'
nato così L'Italia repubblicana vista da fuori (1945-2000), un volume di 500
pagine edito da Il Mulino e curato dall'inglese Stuart Woolf, che lo presenterà
oggi alle 18 all'Ateneo Veneto di Venezia assieme a Mario Isnenghi ed Emilio
Franzina. Stuart Woolf ha insegnato a Cambridge, Reading, Essex e Ca' Foscari
occupandosi sempre di storia italiana, partendo dal Risorgimento ed arrivando
all'oggi. Ed accanto a sè ha voluto altri sei studiosi, 3 inglesi, un tedesco,
un americano, un australiano per provare a raccontare, con occhi diversi,
quella che è oggi l'Italia. "In molte nazioni - dice il professor Stuart
Woolf - questo non sarebbe possibile, ma gli studiosi stranieri che si occupano
dell'Italia sono veramente moltissimi, evidentemente c'è una attrazione per la
cultura e la realtà italiana che non c'è per altri paesi come la Francia, per
esempio". Dunque molti sono gli stranieri che conoscono bene l' Italia e
spesso non la pensano esattamente come gli italiani. "Nel giudizio
negativo che l' Italia dà di se stessa - dice Stuart Woolf - credo pesino molto
gli ultimi quindici anni. Questo ha fatto dimenticare quanto di positivo c'è
stato negli anni precedenti, la formazione di una solida democrazia, il
miracolo economico, periodi in cui l'Italia è stata anche fiera di se stessa.
Ora domina la delusione che fa sembrare tutto fallimentare". In questo
senso per Stuart Woolf l'Italia è un paese più normale di quanto essa stessa
ritiene. "Discutendo con un politologo come Pasquino ad una presentazione
di questo libro ho sostenuto proprio questo e lui non era d'accordo. Mi sembra
quasi che gli italiani si facciano un vanto della loro anormalità, che è minore
di quel che si pensa. Il degrado dell'interesse pubblico rispetto a quello
privato per esempio è un fenomeno complessivo che c'è anche in Inghilterra ed è
frutto di un capitalismo sempre più individualista". Perchè l'Italia sarà
anche una penisola, ma non vive in un mondo a parte. "In questo libro -
dice Stuart Woolf - tutti abbiamo raccontato l'Italia partendo dal presupposto
che non è un paese a se stante, che la sua realtà politica e sociale deve
essere raccontata in modo comparato con gli altri paesi". Ciò non toglie
che delle caratteristiche italiane ci siano. "In nessun paese - dice
Stuart Woolf - c'è un uso politico della storia come in Italia, probabilmente
perchè non si vuole fare definitivamente i conti con la condanna del
fascismo". Ed una certa continuità col fascismo è forse una eredità che pesa.
"Una delle difficoltà nella modernizzazione del paese - dice Stuart Woolf
- riguarda chiaramente le procedure amministrative, che non sono state
rinnovate dopo la guerra come invece è successo in Germania". Ma se gli italiani pensano alla loro burocrazia farraginosa come un dato antropologico gli stranieri non la
pensano così. "Basta guardare - dice il professore - quello che è avvenuto
negli ultimi due anni con la Guardia di Finanza o anche al mutamento di
prospettiva segnato dalla legge Bassanini". Dunque si può
migliorare e gli stranieri sono più ottimisti degli italiani. "Credo di sì
- conclude Stuart Woolf - almeno in sei su sette la pensiamo così. Meno
ottimista è forse Alistair Davidson che nel suo saggio sottolinea la mancanza,
in Italia, del senso della cittadinanza".
( da "Nuova Sardegna, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari I francesi
della Scaini volano in Spagna Villacidro, rinunciano alla produzione di bisturi
Il motivo dell'addio: "La Regione ha sollevato troppe barriere"
LUCIANO ONNIS VILLACIDRO. Bye-bye New Millennium Medical Italia: la società
francese (e un po' americana) che ha rilevato dalla liquidazione giudiziale la
Nuova Scaini (pagando circa un milione e 250 mila euro) per sostituirla con una
fabbrica di lenti oftalmiche per interventi di cataratta e di bisturi per
microchirurgia, saluta e va in Spagna. Lo stabilimento se lo costruiranno in
Navarra. Sembra "a gratis". Il perchè di questo clamoroso
dietro-front? Dicono, i francesi, di aver trovato un mucchio di difficoltà per
mettere in piedi a Villacidro la loro fabbrica e che si sono stancati di stare
appresso ai tempi biblici della burocrazia di casa nostra e, soprattutto, di aver trovato un muro di gomma
alla Regione. Ragion per cui hanno abbandonato il progetto di fabbricare lenti
e strumenti oftalmici a Villacidro e scelto di andare in Spagna, dove - a detta
della società francese di Marc Dejean - sarebbero stati accolti a braccia
aperte e omaggiati di terreni e capannoni per farci lo stabilimento.
Tutt'al più, a Villacidro potrebbero, visto che sono proprietari dei terreni e
delle strutture della ex Scaini, di avviare la produzione di acido ialuronico,
ritrovato miracoloso contro le rughe attorno agli occhi. Però, dalle oltre
centosettanta unità lavorative previste a regime (entro tre anni dall'avvio
dell'attività produttiva) per fabbricare lenti e bisturi per la chirurgia
oculistica, si scenderebbe a una cinquantina. E non è detto che siano ex
dipendenti in Scaini, da ormai dieci anni fuori mercato e per i quali è stata
riconosciuta per l'ultima volta la mobilità in deroga (400 euro al mese). La
Regione, quindi, sarebbe per i francesi la responsabile della fuga in Spagna
della New Millennium Medical. Ma qualche bastian contrario non meglio precisato
esisterebbe anche a livello locale: parte del sindacato? l'amministrazione
comunale di Villacidro? Consorzio industriale? Lo lasciano intendere da tempo i
vertici societari francesi e chi li rappresenta in Italia, l'ex liquidatore
della Nuova Scaini Antonio Barcherini. Di certo c'è che la Regione, nelle
persone del presidente Renato Soru e dell'assessore all'Industria Concetta Rau,
ha sempre parlato chiaro e pubblicamente: "Questi signori della Nmm -
aveva detto Soru partecipando a Villacidro a un incontro con i sindacati e i
lavoratori, presenti anche i segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm - non hanno
un piano industriale, non rispondono con chiarezza alle nostre richieste di
precisazioni, suscitano dubbi a non finire. Ci diano garanzie e la Regione farà
la sua parte. Diversamente non concederemo agevolazioni e contributi. Basta con
gli imprenditori che vengono in Sardegna per prendere e poi scappano". Era
stato dato un termine alla società francese, il 31 ottobre, per presentare un
piano industriale credibile. La Nmm non lo ha fatto, ha staccato direttamente i
biglietti per la Spagna. Rimane l'alternativa dell'acido ialuronico in gel
contro le rughe della la pelle attorno agli occhi.
( da "Provincia Pavese, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Sisto Capra
"Fino a Pavia una linea della metropolitana" L'appello di Mossi agli
enti locali: "La provincia ora deve mettersi in mostra" PAVIA.
"Una linea di metrò fino a Pavia con i cantieri di Expo 2015". A lanciare
la proposta è il presidente della Camera di Commercio Piero Mossi: "Non
sta a me dire se potrà essere il prolungamento della linea gialla o di quella
verde. Ciò che conta è che Pavia città della cultura si candidi ad attrarre
parte dei visitatori. Auspico che un quota degli investimenti serva a
potenziare i collegamenti tra la provincia e la metropoli. Anche Vigevano è
interessata ai progetti di metrò". Mossi è convinto che le istituzioni
locali possano attivarsi per beneficiare di una fetta delle risorse.
"Milano - continua Mossi - non può pretendere tutto per sè. I programmi di
nuove infrastrutture devono coinvolgerla. Le decine di migliaia di persone che
visiteranno l'Expo non potranno certo intasare Milano, dovranno anche
alloggiare all'esterno. Bisognerà che gli imprenditori locali si attivino per
creare strutture recettive. L'Expo sarà una vetrina sul mondo e quindi la
provincia dovrà attivarsi". "Se si parla di costruire due nuove linee
di metrò - argomenta a questo punto Mossi - perchè non estendere una linea di
metrò fino a Pavia? E a Vigevano? Il modello è il complesso di stanziamenti dei
primi anni novanta per le Colombiadi. Starà a noi proporci a Milano con la
vetrina delle nostre produzioni. L'intera provincia dovrà mettersi in mostra, in
modo che qualcuno si ricordi anche di Pavia. La ricaduta dell'Expo si misura
soprattutto in investimenti sulle zone periferiche della Lombardia. Bisogna
muoversi perchè il 2015, con i tempi della burocrazia, è domani. O ci sono già i progetti o ci si deve sbrigare a
farli". Maurizio Maccarini, docente di gestione dell'impresa alla facoltà
di Economia, illustra un altro versante di possibili ricadute: "Stiamo
organizzando come Università di Pavia presso la Fiera di Cremona una
manifestazione con una settantina di aziende espositrici e un contorno di una
trentina di convegni, sul tema della gestione della tecnologia
ospedaliera. La speranza è che nel quadro dell'Expo 2015 il tema possa essere
ulteriormente valorizzato. L'Expo di Milano sarà focalizzata sull'alimentazione
e sull'energia, mentre Smirne aveva proposto la sanità. Penso che si potrà
valorizzare anche l'elemento sanità nell'Expo di Milano. Un'altra occasione può
essere offerta dai progetti di fusione delle cantine sociali dell'Oltrepo, che
dovrebbero concretizzarsi".
( da "Arena, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO 2015. Grande interesse
in città, sia nel mondo economico che politico, per la grande esposizione
internazionale che si svolgerà nella metropoli lombarda "Verona e l'Expò
occasione d'oro" GIAN LUCA RANA Venti miliardi di euro per gli
investimenti, una nuova città da costruire con i migliori architetti del mondo
che porteranno 70 mila posti di lavori nei cantieri; un flusso di visitatori
stimato in 29 milioni di turisti nell'arco di sei mesi, da maggio a ottobre del
2015: è in queste cifre la grande scommessa dell'Expò vinta da Milano e che
porrà al centro dell'attenzione mondiale temi come agricoltura, ambiente,
nutrizione del pianeta. Il giorno dopo l'assegnazione dell'Expò a Milano,
Verona prova a fare i conti di cosa può significare e valere l'impatto e
l'indotto di questo evento e le opportunità saltano all'occhio. A fare il punto
per l'economia veronese è il presidente di Confindustria, Gian Luca Rana che
individua tre filoni assolutamente preziosi. "Innanzi tutto si aprirà a
Milano un cantiere enorme per investimenti e indotto, che darà lavoro a
migliaia di imprese e sarà in grado di dare una scossa generale alla nostra
economia. Significa dare lavoro anche alle nostre imprese, far ripartire gli
investimenti, ridare entusiasmo e aprire opportunità al mercato". Secondo
punto, il tema della nutrizione che sarà al centro dei sei mesi dell'Expò:
"L'alimentazione è uno dei punti forti del made in Italy: Milano sarà una
vetrina splendida per il nostro agroalimentare", osserva Rana, "e
l'Expò darà grandi vantaggi alle nostre aziende". C'è poi il turismo:
"È il tema più evidente per i grandi numeri: dobbiamo cogliere questa
grandissima opportunità sia con le offerte che con le infrastrutture. Comune,
Provincia e Regione devono prepararsi perché il nostro territorio è la base ideale
di partenza per chi vuole andare a Milano: la distanza è breve ma le
infrastrutture sono sottodimensionate sia per la ferrovia che per l'autostrada.
E non sottovalutiamo la ricaduta e i benefici che avrà il Catullo".
Quindi? "Quindi dobbiamo cominciare a trovare le connessioni per fare rete
e portare a casa tutti i vantaggi offerti da questa opportunità e dobbiamo
prepararci per tempo per cogliere le benefiche ricadute dell'Expò". E
sulla stessa lunghezza d'onda si muove Fabio Bortolazzi, presidente di
aeroporto Catullo e della Camera di commercio: "Con una previsione di 29
milioni di visitatori per l'Expò, Verona e il Veneto devono prepararsi per
accogliere il nuovo afflusso turistico. Non credo che sia il caso di costruire
nuove strutture perché Verona e il Veneto sono già bene attrezzate, però è
meglio pensare già ora ad organizzarsi bene". E l'aeroporto?
"Malpensa non si discute, ma noi ci potenzieremo: c'è un piano per
l'aumento di capitale". Tra le possibili sinergie con Milano c'è anche
quella, trattandosi di una maxi esposizione, fieristica. "Se Milano ci
chiama, noi rispondiamo", assicura Luigi Castelletti, presidente di
Veronafiere, che proprio domani aprirà Vinitaly, manifestazione che la Fiera di
Milano aveva provato a imitare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti:
dalla rivalità si è passati alla collaborazione su vari eventi. "Finora
non abbiamo avuto contatti, ma da adesso che si apre la partita vera, che si
giocherà sui contenuti e siamo disponibili a collaborare se ci verrà chiesto. E
se si parlerà nell'Expò di eccellenze agroalimentari, siamo pronti a portare il
nostro know how". Che l'Expò rappresenti "una grande accelerazione in
una fase stagnante per l'economia" è la convinzione anche del presidente
della Provincia Elio Mosele che non nasconde qualche preoccupazione legata ai
tempi. "È chiaro che l'Expò fa diventare urgentissime alcune opere che
restavano ancora tranquille come il corridoio 5; inoltre diventa importante una
rapida razionalizzazione degli scali aeroportuali del Nord, compreso il sistema
veronese-bresciano. E le nostre imprese, poi, avranno grandi opportunità di
lavoro. Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza
della nostra burocrazia",
aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano lunghi,
ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per esempio che
per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della decisione all'inizio
dei lavori, solo per completare la parte burocratica. Poi si devono
aggiungere i tempi di cantiere". La proposta di Mosele è semplice:
"Chiunque vada al governo, dovrà prevedere una legge speciale per i lavori
dell'Expò e un commissario, altrimenti nel 2015 si rischia un grande flop.
Dobbiamo riprendere l'esperienza dei Mondiali 90 e della Legge obiettivo".
L'importante, secondo il sindaco Flavio Tosi, "è attivarsi in tempi rapidi
sia come città che come sistema: l'Expò è un treno importantissimo e molto
lungo, bisogna salirci sopra. Verona che è città con grandi potenzialità grazie
alle realtà finanziarie, alla potente economia, alla vocazione turistica e allo
snodo logistico, non può rimanere fuori da questa partita. Insomma, l'Expò è
una grande opportunità da cogliere".M.B.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IN VISTA DELLE
ELEZIONI. L'incontro nel rinnovato teatro Remondini alla Santissima Trinità
"Fisco, peso sulla voglia di creare impresa" Problemi del Bassanese
sotto la lente di politici e imprenditori: si moltiplicano i "faccia a
faccia" e anche i candidati della nostra circoscrizione hanno incontrato,
lunedì 31 marzo nel rinnovato teatro Remondini, i rappresentanti delle categorie
economiche sul tema "Imprese e territorio: di quale politica abbiamo
bisogno?". Invitati il leghista Paolo Franco, il candidato dell'Udc Luigi
D'Agrò, Luciano Mignoli per la Sinistra arcobaleno, il sen. Pierantonio
Zanettin per il Pdl e Rosanna Filippini per il Pd. Sviluppo delle nuove
tecnologie e riorganizzazione urbanistica, utilizzo delle risorse idriche,
formazione e ricerca in ambito tecnologico e umanistico, sicurezza dei
cittadini e sicurezza sul lavoro, eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono
stati questi i temi toccati in sede di dibattito, equamente ripartiti, secondo
competenza, tra i presidenti delle categorie economiche cittadine . A stimolare
la discussione c'erano infatti Teresa Cadore (Umce), Efrem Merlo
(Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass. Industriali), Maurizio Pettenuzzo
(CNA), Giovanni Panni (Apindustria) e Martino Cerantola (Coldiretti).
Particolarmente sentite le questioni della burocrazia
e pressione fiscale: "Due nodi - come ha spiegato Teresa Cadore - che
appesantiscono la volontà di creare impresa, soprattutto tra i giovani".
"É fondamentale anche il tema dello sviluppo delle risorse umane - ha
aggiunto Panni - in un'ottica di integrazione tra saperi tecnologici e
umanistici". "Solo lavorando su due fronti - ha aggiunto - l'impresa
veneta (e bassanese) saprà garantirsi qualità, competitività e, in ultima
analisi, valore aggiunto: non bastano i computer, ci vogliono anche i cervelli
per farli funzionare". I candidati, di fronte alle domande poste dalla
squadra di interlocutori che avevano di fronte, si sono sostanzialmente
attenuti alle ricette proposte dai loro partiti in sede di presentazione del
programma.L.P.
( da "Provincia di Cremona, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di
Mercoledì 2 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Autonoma artigiani. Quadro
preoccupante, ma il Cremasco tiene A rischio la crescita di Stefano Sagrestano
Non è certo un quadro ottimistico quello disegnato dal presidente dell'Autonoma
artigiani Pier Paolo Soffientini e relativo a questi primi mesi del 2008. I
segnali preoccupanti dell'economia globale rischiano di mettere in difficoltà
il settore artigianale, che rimane uno dei motori trainanti dell'economia
cremasca. "La situazione economica di questo primo scorcio dell'anno
-spiega Soffientini ? non si può certo considerare delle più favorevoli e le
prospettive per il futuro, sia a livello internazionale che nazionale, sono
tutt'altro che incoraggianti". Qual'è l'impatto della crisi sul sistema
cremasco? "Siamo di fronte ? continua Soffientini ? ad una situazione
generale che inevitabilmente sta già facendo sentire i suoi effetti sul sistema
produttivo locale, anche se per ora i dati riferiti alla provincia di Cremona e
al nostro territorio cremasco sembrano non soffrire della difficile
congiuntura. In questi primi mesi dell'anno, infatti, il comparto
dell'artigianato ha fatto registrare un saldo tra nuove imprese e quelle
cessate di segno negativo, ma si tratta di un dato comunque in linea, se non
addirittura più contenuto, rispetto alle tendenze degli anni passati e che ha
consentito di mantenere il numero delle aziende iscritte all'Albo artigiani
ancora al di sopra della significativa soglia delle 10.000 unità (per la
precisione 10217 al 29 febbraio). Ma questa situazione non può certo lasciare
tranquilli, visto che l'onda lunga della crisi in atto potrebbe farsi sentire
in tutta la sua durezza già dalle prossime settimane e nei prossimi mesi, con
pesanti ripercussioni su tutto il sistema produttivo ed occupazionale".
Quali sono i segnali che più la preoccupano al momento? "Le previsioni che
giungono da varie parti non inducono certo all'ottimismo: l'instabilità e le
pesanti turbolenze dei mercati finanziari che tengono sotto scacco l'economia
globale, l'alta pressione fiscale e la contrazione dei consumi, ancor più
accentuata a livello locale dall'inasprimento delle aliquote attuate da molti
Comuni. Senza dimenticare i costi sempre crescenti (petrolio, energia, materie prime, burocrazia, ecc.) a cui devono far fronte le imprese, che perdono così in
competitività. Inoltre c'è la brusca frenata di settori sino a poco fa in piena
espansione come l'edilizia, che non fa dormire sonni tranquilli agli
imprenditori e lascia intravedere scenari poco rassicuranti". A
questo stato di cose contribuisce anche l'instabilità politica a livello
nazionale?. "La situazione d'incertezza e l'inevitabile 'stand by'
prodotto dalla crisi di governo e dalle elezioni anticipate, di cui si sarebbe
fatto volentieri a meno, non rappresenta certo un valore aggiunto per il nostro
sistema economico chiamato ad annullare il gap che ancora lo separa dagli altri
partner europei e 'competitor' mondiali". Che cosa chiedere allora al
nuovo governo che uscirà dalle prossime elezioni?. "La speranza del mondo
delle imprese è che dalle urne elettorali il 14 aprile possa nascere un governo
forte, che abbia i numeri per governare a lungo e sappia intraprendere quelle
riforme e quelle politiche di sviluppo, oggi più che mai indilazionabili, in
grado di far rimettere in moto il 'sistema paese', consentendogli di essere
sempre più protagonista su un mercato globale quanto mai dinamico e aggressivo.
Di ricette miracolose non ce ne sono, così come non abbiamo più bisogno di
imbonitori o apprendisti stregoni. Quello che serve sono scelte decise e di
qualità che, partendo dai bisogni reali della gente e delle imprese, aprano la
strada ad uno sviluppo concreto e duraturo".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
APINDUSTRIA. Accordo
con Popolare Verona Piccole imprese Finanziamenti su misura VICENZA Banca
Popolare di Verona e Apiveneto Fidi, il Confidi regionale del sistema Confapi
Veneto, hanno realizzato una speciale formula di finanziamento su misura per le
particolari esigenze delle piccole e micro imprese del territorio, denominata
"Plafond speedy". Iter istruttorio semplificato, velocità decisionale
e di erogazione, costi contenuti e trasparenti, facilità di
accesso, burocrazia ridotta
al minimo sono le principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo
un'analisi dei bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento
congiunturale, chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e
velocità di risposta. "Lo strumento - spiega Filippo De Marchi, presidente
di Apiveneto Fidi - si configura come uno speciale plafond per la concessione
alle imprese nostre socie di finanziamenti a medio termine, ma con
caratteristiche che lo rendono a misura di piccola e micro impresa".
L'iniziativa mette a disposizione delle Pmi un plafond iniziale di 5 milioni di
euro per finanziamenti fino a 50 mila euro rimborsabili entro 60 mesi, con
l'obiettivo di favorire una migliore gestione finanziaria delle imprese,
rispondendo ad una grande varietà di esigenze, dagli investimenti alla semplice
necessità di liquidità. "La sua forza sta proprio nella semplicità -
continua De Marchi - Esso infatti vuole essere una prima, chiara risposta alla
necessità espressa dalle imprese di snellire i processi burocratici anche nei
rapporti con i partner finanziari, riducendo i tempi morti richiesti da
interminabili processi istruttori, che in molte occasioni possono creare
pregiudizi ai processi di sviluppo delle imprese, costrette a decidere con
prontezza e determinazione". "Alla luce dell'attuale fase economica
caratterizzata da scarsa liquidità e tassi in crescita, il plafond che viene
messo a disposizione degli imprenditori associati ad Apiveneto Fidi è una
risposta tempestiva data alla vera anima dell'imprenditoria locale, ossia la
realtà delle piccole imprese - sottolinea Luciano Colombini, direttore generale
della Banca Popolare di Verona - questo accordo non solo conferma la nostra
vicinanza alle Pmi, ma rappresenta la premessa per un'ulteriore crescita delle
nostre relazioni con il mondo imprenditoriale".
( da "Adige, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIECI PUNTI "Lo
Stato pensi al disastro dei nostri centri storici" Strade e servizi: la
posta non deve arrivare ogni tre giorni, medico e farmacia devono essere fissi.
Benzina a minor prezzo per chi deve fare la spesa a
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 213
La vertenza. Coldiretti, Cia e Confagricoltura contestano l'assenza di risposte
alle troppe emergenze Agricoltori di nuovo in piazza La vertenza.. Coldiretti,
Cia e Confagricoltura contestano l'assenza di risposte alle troppe emergenze
"Abbandoniamo il tavolo regionale: è inutile" -->
"Abbandoniamo il tavolo regionale: è inutile" Le organizzazioni
abbandonano il tavolo verde e annunciano la mobilitazione. "Troppi
ritardi". L'assessore: siamo pronti al confronto. Tavolo verde addio.
Coldiretti, Cia e Confagricoltura sbattono la porta di una stanza dei bottoni
che tale non è mai stata per chi rappresenta 40 mila e passa imprese agricole.
"Il tavolo verde nasce per un confronto diretto tra l'assessore regionale
e i presidenti delle tre organizzazioni. Da tre anni a questa parte",
denuncia Marco Scalas , presidente di Coldiretti, "non è più così. Troppe
teste e troppe parole. E le nostre proposte muoiono lì. Ora basta".
Giorgio Piras , Cia: "Un tavolo si allarga strumentalmente per non
raggiungere alcun obiettivo". Gigi Picciau , Confagricoltura, è diretto:
"Il tavolo serve a qualcuno per poter dire ti ho sentito ma me ne frego .
A questo punto leviamo il disturbo". La piazza è davvero dietro l'angolo.
LA PROTESTA In una conferenza stampa unitaria, il direttore di Coldiretti Luca
Saba , con accanto il collega di Confagricoltura Maurizio Onorato , premette
che "le organizzazioni si chiamano fuori da strumentalizzazioni politiche,
ma la gravità del momento e le richieste che ci arrivano dal territorio non
consentivano tregue". Tutti ricordano la grande manifestazione del 20
marzo 2007, con 8 mila imprese in piazza a Cagliari "e tanti impegni presi
allora dall'assessore e dal presidente Renato Soru . Stiamo ancora aspettando
molte risposte. E poi i parolai siamo noi", tuona Scalas. LE RICHIESTE
L'elenco delle emergenze è lungo, dall'indennità compensativa 2007 per ora non
pagata ("Ad azienda, in media, mancano in un momento così difficile 4-5
mila euro", quantifica Saba) all'indebitamento. "Eppure", fa
notare Piras, "un mese fa abbiamo presentato a tutti i capigruppo un
progetto di legge per uscire dai guai. Un lavoro fatto bene, con i Confidi. Non
ci hanno nemmeno risposto". Coldiretti, Cia e Confagricoltura, in un
documento inviato alla Regione, chiedono anche risposte immediate su calamità
naturali ed epizoozie, riforma degli agrumi, eccesso di burocrazia (tra gli esempi, il ritardo
nei libretti per il carburante agevolato), costo dell'acqua, rischio di nuovi
disimpegni di fondi Por. LA RISPOSTA "Siamo pronti a confrontarci su ogni
singolo punto contenuto nel documento, fiduciosi che con un fattivo lavoro di
collaborazione riusciremo a dare quelle risposte tanto attese dal mondo
agricolo", dice l'assessore dell'Agricoltura Francesco Foddis .
"La Regione, con l'assessorato e le tre Agenzie Agris, Laore e Argea, è
impegnata su ogni singola questione, dall'indebitamento delle aziende agricole
all'attuazione dei bandi del Programma di sviluppo rurale, dall'abbattimento
del costo dell'acqua alla riforma dell'Ocm Ortofrutta. Valuteremo le singole
richieste", conclude Foddis, "e ci impegneremo ancora di più per
venire incontro alle esigenze del comparto". LA TENSIONE "La misura è
colma, ci faremo sentire in modo eclatante", annuncia Scalas. "Siamo
in mobilità", aggiunge Piras. "Vediamo la pressione della base quando
ci porterà ad esplodere". Picciau: "Siamo sempre più compatti contro
chiunque voglia attentare al mondo agricolo". EMANUELE DESSÌ.
( da "Nuova Ferrara, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo l'appello del
direttore Fabbri si apre la possibilità di liberare l'ex Imposte dirette dai vincoli
burocratici Sateriale: il Conservatorio dai Teatini Lettera al Demanio per
sostenere l'impiego dell'edificio per le lezioni L'istituzione musicale scoppia
per mancanza di spazio: occuperemo piazzetta Sant'Anna Il sindaco si schiera
con il Conservatorio nella battaglia per abbattere il muro
di burocrazia che impedisce
l'utilizzo a fini didattici dell'ex convento dei Teatini. Gaetano Sateriale ha
infatti inviato nei giorni scorsi una lettera all'Agenzia del demanio di Roma,
per appoggiare la richiesta di Giorgio Fabbri, il direttore del
"Frescobaldi", di occupare in via provvisoria l'ex sede delle Imposte
dirette di via Bersaglieri del Po per le normali lezioni. L'edificio,
enorme e inutilizzato dal giorno del trasloco dell'Agenzia, è entrato nella lista
degli immobili da valorizzare con l'intesa Demanio-Comune e quindi sarebbe in
teoria indisponibile in vista della gara per il progetto di valorizzazione, da
bandire nei prossimi mesi. Visti i tempi della burocrazia
ministeriale, però, si rischia di tenerlo inutilmente vuoto mentre il
Conservatorio è già in difficoltà per la mancanza di spazi. Di qui l'idea di
Fabbri, che si era visto sfuggire l'opportunità del complesso di San Benedetto,
di traslocare lì la succursale anche in vista dei lavori di sistemazione
dell'Auditorium, che porteranno via altri preziosi spazi. "Siamo pronti ad
"invadere" con le nostre lezioni piazzetta S.Anna e a manifestare in
pubblico il nostro disagio" aveva scritto Fabbri in una lettera aperta,
inviata prima al Comune e poi ai giornali. Forse non ce ne sarà bisogno. Il
sindaco ha dato in sostanza via libera ad un impiego provvisorio dei Teatini,
impegnandosi nel contempo a trovare una sede più propria e definitiva per il
Conservatorio. Non appena trovata, l'ex convento potrà essere valorizzato come
da programma. Resta da vedere il percorso tecnico, se cioè i Teatini saranno
stralciati o no dalla lista dei beni da valorizzare, ma poichè è stato lo
stesso Demanio a chiedere per iscritto il parere del Comune, sarebbe singolare
che non tenesse in considerazione la risposta di Sateriale. L'altra incognita è
rappresentata dai tempi: quelli della valorizzazione erano piuttosto rigidi,
sei mesi dal momento della firma dell'accordo con il Comune per bandire la gara
progettuale e 180 giorni a disposizione dei progettisti per completare il loro
lavoro. L'idea della "occupazione" musicale dell'ex sede delle
Imposte dirette era stata rafforzata da un sopralluogo, compiuto nei mesi
scorsi, da Fabbri, assieme ai tecnici del Comune e del Demanio. Il Frescobaldi
si troverebbe tra l'altro nella condizione invidiabile di non pagare nulla per
la eventuale concessione, forte di una sentenza del Consiglio di Stato. Il
complesso dei Teatini non rappresenta in ogni caso la soluzione definitiva dei
problemi dell'istituzione musicale. Nei mesi scorsi era circolata anche
l'ipotesi di un fabbricato in ferrovetro da costruire ex novo, dove ospitare le
lezioni. I contenitori vuoti di proprietà pubblica in centro si stanno
rapidamente riempendo, almeno virtualmente, come capitato appunto al complesso
S.Benedetto.
( da "Mattino di Padova, Il" del 02-04-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)
Argomenti: Burocrazia
L'appello di Mauro
Corona per i territori di alta quota che sono tagliati fuori da tutti i
circuiti turistici che contano "Dove non nevica firmato" Questi sono
paesi abbandonati da Dio e dagli uomini politici C'è bisogno di strade e
servizi. Qui la legna e il gasolio devono costare meno. Inoltre la posta non
deve arrivare ogni tre giorni FRANCESCO JORI BELLUNO. E' come se avesse
intagliato a mano una delle sue sculture che danno vita al legno; solo che
stavolta ha usato come materia prima le parole, per scolpire uno slogan. Di
indubbia efficacia: "Dove non nevica firmato". Così Mauro Corona, che
in montagna ci vive, che dalla montagna trae ispirazione, che la montagna ha
raccontato in libri di grande forza evocativa, vuole contribuire a modo suo ad
una campagna elettorale per tanti versi scialba e inconcludente. Richiamando la
politica a fare la sua parte per quei territori di alta quota che sono fuori
dai circuiti turistici e dai relativi benefici. Che appartengono, appunto, a un
mondo non "firmato", privo di "griffes" e carico di
problemi quotidiani, dimenticato anzi ignorato da chi vive in pianura. E la
politica vive in pianura, segnala Corona: "I politici? Hanno solo
l'importanza che si danno. Io penso che se ce ne fosse qualcuno che si occupa
davvero di montagna, dovrebbe porre attenzione principalmente alle zone povere,
a quella parte abbandonata di ripido dove la gente vive in piccole valli, dove
ci si può chiamare da una costa all'altra. Dove non nevica firmato". E il
Veneto dei Comuni "secessionisti" lo sa bene, a cominciare dagli
apripista Lamon e Sovramonte. Il suo richiamo, Corona ha scelto di farlo ieri
mattina da un luogo simbolo, Erto, memoria di quella tragedia del Vajont che
rappresenta il paradigma della montagna spogliata e tradita. E come base ha
fissato la "casa delle gaie", le due mitiche sorelle di cui parla in
uno dei suoi libri, "nella cui casa non mancava mai un piatto di
pastasciutta per i viandanti che vi facessero visita": lì dentro, ha
consegnato a Enrico Borghi, presidente nazionale di Uncem (l'Unione delle
comunità montane), un decalogo di richieste fondamentali per la classe
politica; sperando che qualcuno se ne ricordi dopo il voto. Corona sa bene di
cosa parla, e lo sa per esperienza diretta: "Ci sono alcune necessità
urgenti da affrontare affinché le popolazioni della montagna povera non vivano
sempre tribolando, a cominciare dalle strade e dai servizi. La posta non deve
arrivare ogni tre giorni, il medico e la farmacia devono essere fissi sul
posto". Altrimenti, si è di fatto tagliati fuori dal mondo, salvo per un
aspetto negativo al massimo, quello del traffico pesante, "che passa su
strade di montagna costruite più di cento anni fa, creando così estremo disagio
a chi qui abita, e deve spostarsi per lavoro, per necessità, per vivere".
Ma spostarsi diventa un problema, anche se le strade sono libere: "Nei
piccoli paesi, quelli abbandonati da Dio e dagli uomini politici, per fare la
spesa, per comprare la roba da mangiare o le medicine, bisogna farsi 15-
( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'appello di Mauro
Corona per i territori di alta quota che sono tagliati fuori da tutti i
circuiti turistici che contano "Dove non nevica firmato" Questi sono
paesi abbandonati da Dio e dagli uomini politici C'è bisogno di strade e
servizi. Qui la legna e il gasolio devono costare meno. Inoltre la posta non
deve arrivare ogni tre giorni FRANCESCO JORI BELLUNO. E' come se avesse
intagliato a mano una delle sue sculture che danno vita al legno; solo che
stavolta ha usato come materia prima le parole, per scolpire uno slogan. Di
indubbia efficacia: "Dove non nevica firmato". Così Mauro Corona, che
in montagna ci vive, che dalla montagna trae ispirazione, che la montagna ha
raccontato in libri di grande forza evocativa, vuole contribuire a modo suo ad
una campagna elettorale per tanti versi scialba e inconcludente. Richiamando la
politica a fare la sua parte per quei territori di alta quota che sono fuori
dai circuiti turistici e dai relativi benefici. Che appartengono, appunto, a un
mondo non "firmato", privo di "griffes" e carico di
problemi quotidiani, dimenticato anzi ignorato da chi vive in pianura. E la
politica vive in pianura, segnala Corona: "I politici? Hanno solo l'importanza
che si danno. Io penso che se ce ne fosse qualcuno che si occupa davvero di
montagna, dovrebbe porre attenzione principalmente alle zone povere, a quella
parte abbandonata di ripido dove la gente vive in piccole valli, dove ci si può
chiamare da una costa all'altra. Dove non nevica firmato". E il Veneto dei
Comuni "secessionisti" lo sa bene, a cominciare dagli apripista Lamon
e Sovramonte. Il suo richiamo, Corona ha scelto di farlo ieri mattina da un
luogo simbolo, Erto, memoria di quella tragedia del Vajont che rappresenta il
paradigma della montagna spogliata e tradita. E come base ha fissato la
"casa delle gaie", le due mitiche sorelle di cui parla in uno dei
suoi libri, "nella cui casa non mancava mai un piatto di pastasciutta per
i viandanti che vi facessero visita": lì dentro, ha consegnato a Enrico
Borghi, presidente nazionale di Uncem (l'Unione delle comunità montane), un
decalogo di richieste fondamentali per la classe politica; sperando che
qualcuno se ne ricordi dopo il voto. Corona sa bene di cosa parla, e lo sa per
esperienza diretta: "Ci sono alcune necessità urgenti da affrontare
affinché le popolazioni della montagna povera non vivano sempre tribolando, a
cominciare dalle strade e dai servizi. La posta non deve arrivare ogni tre
giorni, il medico e la farmacia devono essere fissi sul posto".
Altrimenti, si è di fatto tagliati fuori dal mondo, salvo per un aspetto
negativo al massimo, quello del traffico pesante, "che passa su strade di
montagna costruite più di cento anni fa, creando così estremo disagio a chi qui
abita, e deve spostarsi per lavoro, per necessità, per vivere". Ma
spostarsi diventa un problema, anche se le strade sono libere: "Nei
piccoli paesi, quelli abbandonati da Dio e dagli uomini politici, per fare la
spesa, per comprare la roba da mangiare o le medicine, bisogna farsi 15-
( da "Mattino di Padova, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte LE
TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE IL CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007)
durata: 131', genere: drammatico, di Marc Forster con Atossa Leoni Dopo aver
trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine
l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Questo viaggio è
l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della profonda
amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende storiche del suo paese in
guerra. L'AMORE SECONDO DAN (Usa 2007) durata: 98', genere: commedia, di Peter
Hedges con Dane Cook, Juliette Binoche, Steve Carell, Brittany Robertson Dan
Burns è un giornalista esperto in questioni familiari; rimasto vedovo, si è
rifugiato in una rassicurante routine, in cui cerca di scansare come la peste
qualsiasi novità o imprevisto, con l'arduo compito di tenere a bada tre figlie
giovani e ribelli. Tutto cambia nel corso di un weekend, in cui la famiglia
Burns si riunisce nella casa sulla spiaggia dei nonni, a Rhode Island. Lì Dan
incontra Marie. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008) durata: 117', genere:
commedia, di Paolo Virzì con Micaela Ramazzotti, Isabella Ragonese, Valentina
Carnelutti, Elio Germano, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini.
Marta è una neolaureata, colta e taciturna. Dopo tanti colloqui trova lavoro in
un call-center di un'azienda che vende elettrodomestici e si avventura in un
mondo fatto di telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali,
premiazioni, applausi e penitenze concordate. UN BACIO ROMANTICO (Usa 2007)
durata: 111', genere: drammatico, sentimentale; di Wong Kar-wai con Rachel
Weisz, Natalie Portman, Jude Law, Norah Jones, David Strathairn. Elizabeth dopo
la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca
del vero significato della parola "amore". Si lascia alle spalle un
bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma sulla strada incontra strani
personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie che l'ha lasciato, una
sfortunata giocatrice d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia
di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel In un tempo non
molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in
Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a
causa della burocrazia,
della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta.
Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina
israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008) durata: 107', commedia, sentimentale, di Anne
Fletcher con Malin Akerman, James Marsden, Katherine Heigl, Edward Burns Jane è
una ragazza idealista, romantica e altruista confinata perennemente al ruolo di
damigella d'onore ma che per il momento non sembra destinata ad avere un suo
"happy ending". Ma quando la sorella minore Tess conquista il cuore
del suo capo - di cui Jane è innamorata - Jane mette in discussione il suo
stile di vita. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007) durata: 110', thriller, di e con
Sergio Rubini e con Sergio Rubini, Paola Barale, Vittoria Puccini, Riccardo
Scamarcio. Adrian è un giovane scultore di provincia desideroso di affermare il
suo talento nel mondo dell'arte. Fin dalla sua prima esposizione nella
Capitale, la sua personalità balza agli occhi di Gloria, una giovane studiosa
d'arte alla ricerca del "suo" artista. Ma un altro critico s'innamora
del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama internazionale.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Dopo cena con gli
autori": è il titolo di un ciclo di tre incontri con il libro e la
lettura, che è stato organizzato dalla biblioteca di Solto Collina. Tre
appuntamenti al giovedì, nella sala riunioni della biblioteca, a partire da
domani. Aprirà il loverese Adriano Frattini, alle 20,45, che presenterà il suo
ultimo romanzo "Upir". Carmelo Strazzeri e Emilia Barcellini
leggeranno brani dal libro, mentre Laura Conti dialogherà con l'autore. Il
romanzo narra una storia ambientata in un Paese dell'Est Europa, dove torna a "nascere"
una specie di vampiro, il quale si trova a vivere in un mondo che non riconosce
e del quale sarà vittima. Il 10 aprile sarà a Solto Collina Fabio Selini, di
Castelli Calepio, che sempre alle 20,45, nella sala della biblioteca, presenterà
"Il padre sospeso": storia di un'adozione raccontata da un papà. La
vicenda autobiografica di un tormentato percorso per incontrare la figlia che
la sorte gli ha destinato, attraverso la burocrazia, le carte bollate, i
cartificati e le code per i vari uffici come prove d'esame da superare per
diventare genitori. Concluderà il ciclo il modenese Devis Bellucci, con il suo
"La memoria al di là del mare", una storia scritta durante viaggi di
volontariato nel Sud del mondo, in particolare in Brasile, a contatto
con le favelas.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Napoli Il
leader dell'Udc incontra gli industriali e i commercianti Le imprese a Casini
"Più sgravi fiscali" PATRIZIA CAPUA Sgravi fiscali, zero burocrazia, polo fieristico, sicurezza, aeroporto internazionale. Le
proposte e i bisogni degli imprenditori e dei commercianti napoletani alla
prova di Pier Ferdinando Casini. Accompagnato dalla candidata beneventana
Erminia Mazzoni, il candidato premier dell'Udc entra a gamba tesa nei problemi
di Napoli e della Campania. Al leader del Pd Walter Veltroni si rivolge
perché ottenga le dimissioni del governatore Antonio Bassolino. "Sarebbe
un bel segnale di discontinuità - dice a margine dell'incontro con gli
industriali napoletani - che Bassolino dovrebbe dare al più presto. Se poi si
aggiungesse anche la Iervolino, non sarebbe male". A Palazzo Partanna, il
presidente Giovanni Lettieri ha convocato anche la consulta delle imprese.
Batte il tasto delle privatizzazioni: "Pensate solo che a Napoli le
municipalizzate perdono 70 milioni all'anno". Casini parla di "crisi
delle autorità a tutti i livelli, e di una classe politica subalterna a camorra
e mafia, che impedisce lo sviluppo del Mezzogiorno". Il vice Bruno Scuotto
si aggancia alla cronaca, l'Expò
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La strada della
frazione collega i territori comunali di Staranzano e di Ronchi dei Legionari Un
piano intercomunale per risolvere i problemi della viabilità di Dobbia
STARANZANO Ancora polemiche sulla viabilità e sui rifiuti abbandonati a Dobbia
e ancora una reazione da parte dell'assessore ai Lavori pubblici di Staranzano
Michele Rossi il quale respinge al mittente le accuse di
"immobilismo" lanciate dal capogruppo di Alleanza nazionale Adriano
Ritossa . "Non è vero che Dobbia è sporca - dice - e non è certo
abbandonata dall'amministrazione comunale. Ho già dato a Ritossa una risposta
scritta nel Consiglio di venerdì scorso anche se si è detto insoddisfatto. Mi
sembra che faccia solo propaganda e continui a ripetere sempre le stesse
cose". Reagisce con irritazione Rossi ad accuse infondate in quanto il
Comune ha già in atto da tempo le soluzioni, rallentate
solo dalla burocrazia, per
affrontare le varie problematiche del paese. "Per quanto riguarda i
rifiuti abbandonati - aggiunge Rossi - il Comune ha organizzato una squadra per
far fronte a un problema che è comune a tutta l'Italia. Purtroppo i maleducati
e gli incivili ci sono dappertutto e anche a Dobbia, dove arriveremo presto per
ripulire alcune aree. Ieri ci hanno comunicato che anche in località
Alberoni, quelli che vanno a passeggiare si portano in auto anche le immondizie
e le buttano per terra. Non è colpa, perciò, del Comune se succedono certe
cose, nonostante i continui controlli. Noi ci siamo organizzati per l'asporto
delle immondizie". Sulla questione viabilità, nell'immediato futuro la
frazione di Staranzano sarà direttamente collegata alle più importanti vie di
comunicazione delle regione con l'aggancio dell'area della bretella
autostradale Ronchi-Villa Luisa la cui realizzazione è cominciata nell'agosto
scorso. "Anche se ci sono da svolgere lavori di ordinaria amministrazione
come nelle altre parti del paese, Dobbia - prosegue Rossi - è considerata
abbandonata" perché la frazione nei prossimi anni avrà un collegamento
diretto con la viabilità del mandamentale e provinciale alla Monfalcone-Grado e
con l'aeroporto senza passaggi a livello". Inoltre la frazione si trova
nell'elenco delle priorità per quanto riguarda la sistemazione delle strade per
le quali è già stato concesso un mutuo di 103mila euiro che in parte verrà
utilizzato per la sistemazione di via Battisti (adiacente a piazza della
Repubblica) e via Vittorio Veneto nel centro di Dobbia per le quali appena
approvato il bilancio partirà la gara di appalto. "E' solo questione di
giorni - afferma Rossi - perché i soldi del mutuo sono già disponibili".
Per quanto riguarda, invece, via Dobbia, la strada di collegamento tra
Staranzano e Ronchi, i due Comuni hanno affidato l'incarico a a un
professionista per realizzare un progetto che dia una risposta definitiva alla
viabilità che da anni è al centro delle proteste dei residenti. Il progetto
esecutivo per l'asfaltatura di alcune strade di Staranzano è stato redatto
dall'ingegner Andrea Ceschia. Nel piano d'intervento si prevede, infatti,
l'asfaltatura delle vie Filzi, Vittorio Veneto, San Giorgio, Sauro, Brasizza,
via Roma e infine via Battisti. Ciro Vitiello.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
V - Firenze Gli imprenditori del settore chiedono meno burocrazia Frena
l'industria dell'edilizia appalti pubblici in picchiata BOLOGNI A PAGINA VII
SEGUE A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Firenze
La Regione Sconto sul bollo per le auto meno inquinanti Sconto sul bollo auto per
le auto meno inquinanti e meno tasse per le aziende che investono in
innovazione e regolarizzano i precari. Su queste premesse, già annunciate dal
presidente toscano Claudio Martini, inizia oggi in consiglio regionale la
discussione sul Documento di programmazione economica e finanziaria del 2009,
che farà da cornice al prossimo bilancio. Sarà l'assessore al Bilancio Giuseppe
Bertolucci (nella foto) a spiegare in aula quali sono le prime tendenze
dell'anno economico che si apre: crescita del Pil regionale al di sotto dell'1%
per il
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Firenze
Dopo anni l'edilizia frena crollo degli appalti pubblici L'anno scorso il
valore dei bandi è diminuito del 26 per cento. "Troppa
burocrazia" MAURIZIO
BOLOGNI La locomotiva del Pil regionale è in brusca frenata, l'industria
toscana dell'edilizia mostra segnali di allarmante inversione dopo un lungo
ciclo di crescita. Un dato su tutti impressiona e allarma Stefano Varia, neo
presidente dei costruttori confindustriali (Ance): nel 2007 è crollato del 26%
rispetto all'anno precedente il valore dei bandi di gare per opere pubbliche,
che è passato da 1.440 milioni a poco più di 1.000 milioni al netto dei 915
milioni per le opere dell'alta velocità alla stazione di Firenze (prospettive
al ribasso anche per l'anno in corso). Questa "caduta libera" degli
appalti preoccupa gli industriali dell'edilizia più della frenata del mercato
immobiliare: calo medio del non residenziale del 4,2% e dell'1,1% delle
transazioni residenziali con riduzioni più marcate a Livorno (-11,9%), Massa
Carrara (-5,9%) e Pistoia (-5,5%). Sulle cause del crollo delle gare pubbliche,
Varia ha tirato una stilettata alla nuova legge regionale sugli appalti,
peraltro lodata per altri aspetti. "I punti di collisione che si sono
creati tra legislazione nazionale e regionale - ha detto Varia - hanno
rappresentato un elemento di incertezza che può aver indotto alcuni Comuni a
sospendere i bandi delle gare in attesa di chiarimenti". Dito invece
puntato contro le amministrazioni municipali per "quella mancanza di
cultura progettuale" che non fa decollare una pratica virtuosa come
l'impiego di materiali di recupero nelle opere pubbliche, opportunamente
stimolata dalla legge regionale. Si calcola che in Toscana una quindicina di
impianti forniscano complessivamente, ogni anno, circa due milioni di
tonnellate di inerti di ottima qualità e bassi costi che potrebbero essere
utilizzati in edilizia. La "mancanza di cultura dei Comuni" -
denuncia Varia - fa sì che questo materiale venga utilizzato poco. E quella che
potrebbe essere una risorsa a buon mercato finisce per diventare
paradossalmente un problema: rifiuti da smaltire e interrare. Varia ha
sottolineato come positiva l'emersione dal nero suscitata dalla nuova normativa
- 7.000 nuove imprese iscritte in Toscana su un totale di 66.000 nel breve
periodo a cavallo tra fine 2006 e inizi 2007 - ha chiesto nuovi meccanismi di
aggiudicazione degli appalti, che accanto all'offerta economica più conveniente
valutino la qualità delle imprese, e ha rivendicato i buoni risultati ottenuti
nella lotta agli infortuni mortali: dai 13 morti nel 2006 ai 7 nel 2007.
"I controlli nei cantieri li chiediamo noi, siamo per la prevenzione e non
per la repressione" ha detto il presidente regionale dell'Ance. "Gli
incidenti - ha detto ancora - sono diminuiti e l'obiettivo è arrivare a zero,
ma è necessario maggiore formazione specie nelle imprese da poco iscritte.
Inserire elementi di penalità - ha concluso - non serve". Luci e ombre,
dunque, intorno a quel dato che è invece nettamente negativo: la contrazione
dell'edilizia. Per far tornare a correre il settore, gli industriali invocano
la semplificazione amministrativa ("non è ammissibile che per aprire un
cantiere occorrano 60-70 adempimenti"), lo snellimento delle procedure
burocratiche ("per completare un'opera pubblica ci vogliono fino a 8
anni"), e il coraggio di far partire quelle infrastrutture che Varia ha
indicato come "opere condivise". Ha citato più volte la Tirrenica. "Se
ne parla da venti anni, ora la concessionaria è disposta a realizzarla e tutto
sembra a posto, perché non si comincia?".
( da "inalessandria.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(0) 2 Aprile 2008
Prima assemblea per 'Confagricoltura Alessandria' Lunedì 31 marzo, presso
l'Hotel Marengo di Spinetta, si è tenuta la 1a Assemblea Generale Ordinaria di Confagricoltura
Alessandria. L'associazione agricola, infatti, ha cambiato la denominazione da
Unione Provinciale Agricoltori di Alessandria sempre ieri durante l'Assemblea
Generale Straordinaria, convocata appositamente per alcune modifiche
statutarie. Al tavolo dei relatori erano presenti il presidente Gian Paolo
Coscia, i tre vice presidenti Pier Italo Accatino, Eugenio Burnengo e Giacomo
Lodi, il direttore provinciale Valter Parodi, il sindaco Dino Vernetti ed
ospite della serata, direttamente dal Forum di Confagricoltura "Il futuro
fertile" di Taormina, il vice presidente confederale Antonio Borsetto.
Davanti alla platea degli associati, dei dirigenti e dei collaboratori
provenienti da tutta la provincia, oltre ai relatori sono intervenuti i
numerosi rappresentanti a livello locale, regionale e nazionale di partiti
politici di ogni schieramento, S.E. il Prefetto Castaldo, il Questore, dott.
Masini, il presidente del Consorzio Agrario di Alessandria Galante, i
Presidenti delle altre OO.PP. , delegati delle istituzioni e il presidente
dell'Inea Rava. Il percorso tematico affrontato nella sua relazione dal
presidente provinciale Coscia ha visto tre grandi filoni: i servizi che
Confagricoltura Alessandria ha messo a disposizione degli associati in questo
ultimo periodo; i rapporti politico ? istituzionali; opportunità e progetti per
le aziende agricole. Per quanto concerne il primo punto Coscia si è così
espresso: "Nel corso dell'anno abbiamo posto le basi per la realizzazione
di tre nuovi settori di attività: Unionfidi, Assicurazione e Consorzio Agrario.
Nella consapevolezza che anche le aziende agricole possono beneficiare con più
efficacia di un tempo dell'aiuto del sistema bancario, l'accordo che
Confagricoltura Piemonte ha stretto con Unionfidi, il maggiore Confidi italiano
di emanazione associativa, che conta su oltre 10.300 imprese socie a livello
italiano e oltre 30 anni di esperienza, presenta tutte le caratteristiche per
divenire uno strumento concreto di crescita per le aziende?Le imprese oggi
chiedono al sindacato servizi reali e tra questi quelli assicurativi sono ai
primi posti. Attraverso l'accordo con Fata Assicurazioni, compagnia del gruppo
Generali, da oltre ottanta anni nel mercato dell'agricoltura, e la creazione di
"Verde Sicuro", con le sue 11 agenzie già operative in Italia (tra
cui la nostra di Alessandria), Confagricoltura è in grado di fornire ai propri
associati un'assistenza completa e diretta in questo settore. Il nostro agente
è a disposizione negli uffici zona della nostra provincia tutte le
settimane". Infine, il Presidente ha sottolineato la notevole opera di
sensibilizzazione degli associati svolta nei mesi scorsi, affinché il mondo di
Confagricoltura potesse tornare ad essere parte attiva del Consorzio Agrario
Provinciale, importante realtà economica presente sul territorio nella quale
l'associazione crede e alla quale pensa di poter dare il fondamentale
contributo imprenditoriale. "Tra meno di due settimane saremo chiamati
alle urne. In vista di questo appuntamento, forse mai come oggi cruciale per il
destino della nostra economia, abbiamo inviato a tutti i candidati le nostre
proposte per un programma di legislatura per l'agricoltura, in piena sintonia
con gli orientamenti nazionali di Confagricoltura che sono stati espressi al meglio
con il recente Forum di Taormina cui il direttore Parodi ed io abbiamo
partecipato" ha continuato Coscia rivolgendosi agli esponenti del mondo
politico presenti in sala. Infine, il presidente di Confagricoltura Alessandria
si è soffermato a parlare dei grandi temi che hanno caratterizzato l'anno
appena passato, tra cui citiamo l'OCM Vino, l'OCM Ortofrutta. Purtroppo, Coscia
ha dovuto anche denunciare la presenza di alcune questioni ancora irrisolte sul
vecchio PSR 2000 ? 2007, questioni che richiedono costante attenzione per
finalizzare le iniziative intraprese nel corso dello scorso anno: "Mi
riferisco ai pagamenti di alcune domande agroambientali (Misura F) del 2005 e
del 2006. Su questo argomento, ed è notizia freschissima, grazie al nostro intervento
(che non ha mai avuto il sostegno delle altre Associazioni di Categoria), la
situazione si sta rapidamente sbloccando: i pagamenti sono pronti: stando a
quanto comunicato per iscritto da Arpea, e confermato dall'Assessore Taricco,
occorre attendere che le quote di cofinanziamento nazionale e comunitario
assegnate alla Regioni a valere sul nuovo PSR 2007-2013 vengano materialmente
versate. Invece, i pagamenti delle domande 2007, primo anno della nuova
programmazione 2007 ? 2013, si faranno attendere ancora. Questi ritardi sono
dovuti non solo agli stanziamenti finanziari, ma anche al negoziato in corso
con l'Unione Europea su alcuni aspetti normativi di natura tecnica che, una
volta risolti, potranno consentire la liquidazione delle domande dello scorso anno".
L'appuntamento annuale con gli associati si è concluso, dopo numerosi
interventi, con le coinvolgenti riflessioni del vice presidente nazionale
Antonio Borsetto: "Al Forum nazionale abbiamo incontrato Veltroni, Casini
e Berlusconi, alcuni tra i candidati a premier alle prossime elezioni. E' degno
di interesse il fatto che tutti abbiano assentito a ciò che Confagricoltura ha
proposto. Tra le idee del presidente Vecchioni vi è quella di un forte
collegamento tra la politica agricola e quella economica: la politica deve
rimettere il settore primario al centro dell'economia, insieme agli altri
settori". E sempre parlando del sistema Italia Borsetto ha detto: "Il
nostro Paese non funziona, si sta fermando. Ci sono troppe
istituzioni che non fanno che rallentare il sistema, creando burocrazia e allungando i tempi di
attesa". Secondo un'indagine di Confagricoltura, le imprese cerealicole
impiegano 100 giorni lavorativi per il disbrigo delle pratiche burocratiche. E
sono le più fortunate, se si pensa che le zootecniche e le vitivinicole sono a
quota 120 giorni. "La capacità di competere della penisola italiana
nell'Unione Europea e al di fuori è ormai debole. Se il mondo politico nostrano
si fosse mosso come quello agricolo, che ha saputo trasformare gli agricoltori
in imprenditori agricoli capaci di essere molto competitivi, l'Italia non
sarebbe nella situazione in cui versa adesso. Il nostro appello ai
rappresentanti dei partiti è di rendere concorrenziale e quindi più valida la
politica" ha concluso il vice presidente Antonio Borsetto. (r. s.)
GALLERIA FOTOGRAFICA Leggi i.
( da "Corriere del Trentino" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - TRENTO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-02 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Volkspartei "Il voto a noi fa bene anche al
Trentino Mani libere, difenderemo la specialità" TRENTO - Più autonomia,
salari più alti (anche appoggiando un governo di larghe intese). Così Siegfried
Brugger - capolista alla Camera della Svp in regione, nella cui lista corrono
anche i trentini Devis Tamanini e Mauro Ottobre (Patt) - chiede il voto ai trentini.
Puntate tutto sulla difesa dell'autonomia. A quali competenze aspirate?
"Prima o poi lo Stato evolverà in senso federale e noi vogliamo
salvaguardare la nostra specialità: l'obiettivo è l'approvazione del vincolo
dell'intesa, una partita comune con Trento. Sulle competenze, chiediamo di
poter gestire il personale della giustizia e delle finanze, oltre a
provincializzare le poste. Un altro obiettivo è il federalismo fiscale: Veneto
e Lombardia accetterebbero meglio l'autonomia, senza parlare di privilegi".
Vi siete dichiarati "fuori dai blocchi". Preferite il programma
economico di Berlusconi o Veltroni? "Sono vicini. Ci sono due questioni di
fondo: aumentare il potere d'acquisto dei salari, innalzando il
"netto" e detassando gli straordinari. Per le imprese, va diminuita la burocrazia per creare nuove aziende, e allargata la forfettizzazione delle
tasse, accordata oggi a chi ha volumi d'affari fino a 30mila euro ".
"Klaudia Resch, della Sinistra arcobaleno, ha dichiarato che sarebbe molto
felice di essere la prima donna tedesca non Svp eletta in parlamento.
"A Roma noi non lavoriamo per gruppi linguistici, ma per tutti, prova ne è
quanto fatto per il tunnel del Brennero o l'energia. Noi e il Patt rispondiamo
solo a logiche locali, Resch anche a direttive nazionali". Zeller ha
detto: "Potremmo non votare la fiducia, qualunque sia il governo".
Che ne pensa? "Non è prioritario dare fiducia a una maggioranza. Non
avendo fatto un accordo prima, è probabile che non voteremo la fiducia, ma
valuteremo i singoli provvedimenti". Si va verso un governo di larghe
intese. "Se si fanno accordi per aumentare il potere d'acquisto dei salari
e diminuire la pressione fiscale, ben vengano". La legge elettorale non vi
aiuta. Per questo chiedete voti anche in Trentino. "Nel 2006 con 182mila
voti abbiamo fatto quattro deputati, ora con gli stessi rischiamo di non fare
la terza. Una legge folle. A parte questo, i trentini sanno che la Stella
alpina ha credibilità ed è sinonimo di territorio e difesa
dell'autonomia". Cosa pensa del partito territoriale di Dellai? "Vedo
con grande favore questo progetto. In Trentino c'è già il Patt molto vicino
alle nostre idee e se c'è un'accentuazione di questo carattere a noi va molto
bene". Dellai, però, parla del partito territoriale in funzione del terzo
statuto. Ma Bolzano è fredda. "è un tema amministrativo, per il quale è
importante l'accordo tra le province. Ritengo che si possano collaborare su
molti temi da Trento a Innsbruck: università, ricerca, traffico, rifiuti,
autostrada, aeroporto". Perché i trentini dovrebbero votarvi? "Siamo
alleati del Patt e dal giorno dopo le elezioni, quei voti saranno per
l'autonomia. Ciò che faremo sarà di aiuto anche ai trentini". Alessandro
Papayannidis \\ Ben vengano le larghe intese se serviranno ad alzare i salari e
abbassare le tasse.
( da "Tirreno, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio
La burocrazia si arrende al contadino di Nocchi CAMAIORE. Le
tribolazioni del coltivatore diretto Carlo Carmassi, che si era visto negare da
un vicino l'acqua, per irrigare i suoi campi (che coltivava a fieno per gli
animali della sua azienda agricola), proveniente da una canaletta che un tempo
alimentava due frantoi, a Nocchi, dovrebbero essere finite. Per ottenere quell'acqua
necessaria si era rivolto un po' ovunque: al Comune, alla Provincia, alla
Regione, alla Comunità montana e perfino alla Procura della Repubblica. Mesi di
istanze e di denunce. Ora, finalmente, è venuto a sciogliere il bandolo della
matassa. E l'ancora di salvezza gli è venuta da un impegno, preso nel 1994 dal
sindaco Carla Dati. Insomma, bastava che qualcuno nel palazzo comunale si ricordasse,
come se ne è ricordato il dipartimento del servizio difesa del suolo di Lucca,
che esisteva quell'impegno, senza far fare a Carmassi quello che si suol dire
"il giro del mondo". Da Lucca, infatti, è venuto a sapere che
"la natura privata del gorile e non del demanio, è confermata da quanto
emerge da una nota del comune di Camaiore, con cui lo stesso Ente dichiarava il
proprio impegno ad assumersi ogni responsabilità civile e penale riguardante la
sicurezza del gorile e dell'area circostante, oltre che a garantire, con
adeguate misure, la pulizia della gora e del fiume nel punto di imbocco della
stesa". Il sindaco Carla Dati aveva preso questi impegni, "in
considerazione del particolare interesse socio culturale e storico del corso
d'acqua, utilizzato per l'attività di due mulini, siti in Nocchi, per antichi
lavatoi e per una non trascurabile funzione irrigua, oltre che per
caratterizzarsi per l'inserimento nell'ambiente urbano e nel paesaggio del
luogo". In base a questa storia, Carmassi ha oggi avanzato domanda al
dipartimento infrastrutture servizio del suolo e acque pubbliche della
Provincia, per ottenere al massimo
( da "Corriere di Bologna" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-04-02 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE L'intervento L'ECCELLENZA DELL'ATENEO PASSA PER CINQUE STRADE SEGUE
DALLA PRIMA Quale che sia l'interpretazione, Aquis appare, al momento, un
contenitore ancora da riempire di significati. Il successo dell'idea dipenderà,
a mio modo di vedere, da quanto riusciranno le università di Aquis a darsi
obiettivi comuni al di là della capacità contrattuale nei confronti del
governo. Quali possono essere questi obiettivi? In primo luogo, visto che ci
stiamo preoccupando tanto e giustamente di armonizzazione le carriere degli
studenti in Europa (Bologna process e riforma degli ordinamenti), perché non
cominciare a curarsi di adeguare la struttura organizzativa e i paradigmi delle
nostre Università a standard europei? Sebbene siano le leggi nazionali e
l'opera dei governi centrali a determinare la "forma" del sistema
universitario, Aquis può esercitare una considerevole azione propulsiva per
allineare organizzazione della ricerca, tempi e modi degli esami, accesso e
diffusione del dottorato, formazione post-laurea e postdottorale, servizi per
gli studenti e per il personale, riconoscimento e incentivazione del merito,
nonché strutture e mezzi per il trasferimento di conoscenze e altro ancora alla
ivy league degli atenei europei. Tutto molto utile, anche per recuperare i
denari e i cervelli che lasciamo in Europa ad altri paesi. Secondo, e senza
attendere i governi centrali, Aquis può già ora sfruttare gli spazi consentiti
dall'autonomia universitaria (nata nel 1993) per sviluppare politiche di
autonomia di gestione, in particolare delle strutture dipartimentali. La
crescita di complessità del sistema-università deve trovare una risposta
fondata su responsabilità di gestione "distribuite" e verificate.
Servono inoltre strumenti di governo adeguati, quindi serve (per Unibo
certamente) un nuovo Statuto che garantisca efficienza e trasparenza. A tal
fine lo statuto dovrà individuare con precisione le responsabilità: il cda e il
senato accademico hanno al momento ruoli e ambiti di competenza confusi, mentre
presidi e direttori di dipartimento hanno responsabilità e poteri sbilanciati.
Al rettore dovrà essere data la possibilità di scegliere una squadra di lavoro
di persone competenti da sottoporre al vaglio degli organi. Occorre una
energica azione di liberalizzazione e de-burocratizzazione per restituire ai
docenti il tempo per lo studio e la ricerca. Lo stato di "riforma
permanente" degli ordinamenti didattici, il proliferare dei corsi, la
"sedimentazione normativa" derivante da un sistema che cerca nella
norma il sostituto della responsabilità, ha appesantito enormemente il carico
non-accademico sugli accademici. è indispensabile riequilibrare i l'impegno
didattico e ripulire la vita accademica dall'eccessiva burocrazia. Non ultimo, le Università
hanno bisogno di attivare rapidamente un processo di reclutamento per
sostituire i docenti che andranno in pensione nei prossimi anni. Le Università
di Aquis dovrebbero progettare insieme un percorso razionale per il pre-ruolo
definendone con precisione durata e progressione economica, e garantendo
una rigorosa base di merito per la selezione dei migliori per la prosecuzione
nella carriera accademica. In quest'ambito Aquis può anche condividere meccanismi
incentivanti (scambi au pair e cofinanziamenti) che attivino la circolazione e
lo scambio inter-universitario di dottorandi e giovani studiosi in formazione,
quel "mercato delle intelligenze" che è quasi inesistente nel nostro
paese. Con obiettivi di questa portata, Aquis potrebbe diventare un autentico
volano di innovazione nel nostro sistema Universitario. Cosa di cui c'è grande
bisogno. Dario Braga Direttore Istituto studi avanzati.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-04-02 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Studenti richiamati Le aule promesse potrebbero non
essere pronte Liceo Umberto: ora rischio di doppi turni Il preside: temo la burocrazia della Provincia La segreteria del liceo Umberto ha presentato
alla Provincia una serie di richieste inevase: banchi, sedie, suppellettili e
piccoli lavori NAPOLI - Liceo Umberto, sala delle conferenze. Da un lato ci
sono i genitori dei cinquanta ragazzi non favoriti dal sorteggio e dunque la
cui iscrizione al classico di piazza Amendola non è stata regolarizzata.
Dall'altro c'è il preside, Alberto De Vico, insieme con due insegnanti. E'
l'incontro decisivo - o quasi - secondo alcuni. Un appuntamento dal quale
potrebbe scaturire anche la formalizzazione delle iscrizioni al liceo per
giovani rimasti fuori dalla riffa. Le premesse, tutto sommato, ci sono.
L'assessore provinciale all'Edilizia scolastica, Angela Cortese, si è impegnata
a disporre una serie di lavori nell'istituto per creare così due nuove aule
sufficienti per accogliere i cinquanta in lista di attesa. "Ma non è così
semplice - avverte il preside - poiché non siamo nelle condizioni di poterci
fidare delle promesse. In piazza Amendola, ad esempio, i lavori dovevano essere
terminati a settembre, ma sono ancora in corso. Diciamo pure che ho molti dubbi
sulle lentezze burocratiche". E mostra una lista di richieste che
l'Umberto ha avanzato in passato alla Provincia, in merito alle quali non ci
sono state risposte. L'elenco è lungo: cento banchi e cento sedie, l'apertura
di un vano di comunicazione fra due locali degli uffici, armadietti, lavagne,
cattedre, scrivanie, banchi biposto, poltroncine e suppellettili varie. Il
preside, mostrando una serie di dubbi rispetto alla sollecitudine dell'Ente
provinciale, ne approfitta anche per rispondere a distanza all'assessore
Cortese - che ha contestato il ricorso al sorteggio definendolo una soluzione
alla Ponzio Pilato - e ha ricordato che l'Umberto ha fatto le proprie scelte.
"La platea scolastica non esiste nella scuola superiore - ha detto -
esistono i distretti. Il nostro è il 41 che comprende cinque scuole medie:
Della Valle, Fiorelli, Tito Livio, Nevio, Poerio. Riferendoci al distretto
avremmo avuto 164 iscrizioni, ma sarebbero state poche e avremo rischiato di
perdere la sede. Quindi avremo dovuto aprire alla Municipalità e le iscrizioni
sarebbero salite a 230: troppo comunque. Ed ecco la scelta del sorteggio da
parte del Collegio di Istituto". Collegio che ora dovrà essere
interpellato per esprimersi sulla formalizzazione della iscrizione dei
cinquanta in lista di attesa. "Siamo chiari - avverte De Vico - se le
nuove aule non saranno realizzate si ricorrerà ai doppi turni oppure alla
rotazione. E questa è materia che attiene al Consiglio, che tuttavia non dirà
no". I no, dunque, non ci sono. I sì potrebbero venire a giorni.
"Senza troppi giri di parole - dice De Vico con il suo stile diretto - se
fra voi genitori c'è qualcuno in grado di accelerare i tempi della burocrazia si faccia pure avanti". Anna Paola Merone La
vicenda La riffa al liceo Umberto si è svolta lo scorso 14 febbraio: 51 i
ragazzi che sono rimasti fuori dal sorteggio. Le famiglie degli studenti
esclusi - cinquantuno - hanno fin da subito minacciato ricorso.
Centosessantatrè quelli sorteggiatidall'urna, quelli "aventi diritto"
in quanto fratelli o sorelle di iscritti, sono sessantadue.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-02 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Il dibattito "Una mappa delle aree a rischio. Più
integrazione per chi è in regola" "Un patto per la sicurezza tra
Comune e costruttori" Pasquarelli, EuroMilano: subito un tavolo di
confronto Blitz della polizia in via Porretta, dove è prevista la costruzione
di un asilo, un parco e una nuova caserma dei carabinieri "La questione
rom è di tutti. E quindi è mia, nostra, delle istituzioni pubbliche e delle
società private". Tanto, va da sé, che "scaricare le responsabilità
non serve mai a nessuno". Alessandro Pasquarelli, 44 anni, è l'ad di
EuroMilano, l'immobiliare che sta realizzando il complesso del parco Certosa
nelle aree sgomberate ieri dalla polizia: 30 baracche abbattute, 130 nomadi
allontanati e accampati già altrove. Dunque? "è ora che ognuno faccia la
sua parte, anche i proprietari delle aree libere", quelle a rischio
occupazione: "Il Comune metta le aziende intorno a un tavolo e insieme troviamo
gli strumenti, censiamo le aree da recintare, sorvegliare, chiudere... ".
Si faccia "prevenzione ", insomma, con un "patto per l'ordine e
l'accoglienza". Ma si "accelerino" anche le procedure per la
riqualificazione delle zone grigie. Obiettivo: gestire il problema, non
rincorrere l'emergenza. Ogni volta. Lo sterrato tra via Porretta e il
cavalcavia Palizzi è una di queste zone grigie. Dove s'era sistemati i nomadi
sono previsti due palazzi, un asilo, un parco di venti ettari e una nuova
caserma dei carabinieri. Il terreno è del Comune, la delibera per la cessione a
EuroMilano è stata adottata a novembre 2007 ma attende ancora il passaggio in
consiglio. I tempi della burocrazia. Cinque mesi. "Se il Comune convoca un tavolo
sull'immigrazione, io mi presento domattina", dice Pasquarelli. Ché ormai
è "indispensabile condividere responsabilità, strategie e soluzioni".
Gli sgomberi? "Stanno formando una generazione di nomadi metropolitani, un
cattivo gioco a rincorrersi". Occupazioni abusive a cui seguono
"allontanamenti drammatici, ne ho visti, sono sempre tragici". E per
evitarli, aggiunge il manager, "c'è bisogno di risposte strutturali a un
problema strutturale ". Quali? "Incontriamoci e parliamone. Senza
riserve". E senza polemiche, se possibile, né strumentalizzazioni
politiche. "Sono solo dannose", insiste Pasquarelli: "Urlare,
esasperare i toni, non porta risultati ". L'Expo dovrebbe fare scuola,
dice. Un progetto condiviso, maggioranza e opposizione, imprese, artigiani e
cittadini: "Anche sull'emergenza nomadi serve una riflessione pacata,
seria e unitaria". è un appello anche agli altri grandi operatori
immobiliari? "Vediamo come rispondono". EuroMilano è un'azienda
"che ha deciso di occuparsi di periferie". Bovisa. Certosa. E i rom
lì ci sono, con le loro diversità culturali. Famiglie povere da assistere,
lavoratori da integrare, delinquenti da arrestare, lo status di cittadini
comunitari che complica tutto. La linea: "Accoglienza nel rispetto della
legalità". Anche "per rispondere alle legittime aspettative dei
cittadini", sottolinea l'ad. Sicurezza, qualità della vita. Gl'inquilini
del parco Certosa hanno scritto al sindaco Letizia Moratti e lo ha fatto anche
Pasquarelli: "Io sono il primo a credere nel rilancio delle periferie e a
perderci, se qualcosa non funziona. Ma se applichiamo le regole e ci tiriamo su
le maniche, davvero, non possiamo che guadagnarci tutti qualcosa". Comune,
milanesi, stranieri e imprese. Armando Stella.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: SALERNO - data: 2008-04-02 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La visita Prima alle grotte di Pertosa e Paestum, poi all'Ept
Velardi: "Promuovo Cilento e Costiera con gli spot su Napoli"
L'assessore regionale: un marchio unico Tra recriminazioni e speranze, incontro
ieri del componente della giunta Bassolino con gli operatori salernitani
SALERNO - Il tour dell'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi in
provincia di Salerno si è concluso con un "faccia a faccia" con gli
operatori turistici. Che hanno subissato di rivendicazioni l'esponente di
Palazzo Santa Lucia, soprattutto per inadempienze da parte della Regione
Campania. Questione mobilità e collegamenti ferroviari e marittimi, territori
troppo dispersivi e distanti tra di loro, e, infine, troppi eventi
sponsorizzati ma nessuno in grado di dare concretamente una boccata di ossigeno
agli operatori del settore: questi i temi principali che l'assessore regionale
si è impegnato a risolvere. "Voglio che mi considerate - ha esordito
Velardi - uno sportello antiburocratico. Nel senso che, se c'è qualche intoppo,
potete venire immediatamente da me, senza dover passare per
i gradini lenti della burocrazia ". La disponibilità manifestata dal neocomponente della
giunta Bassolino è palese, ma ciò non lo ha scansato dai malumori degli addetti
ai lavori. "La provincia di Salerno - ha attaccato il portavoce di
Confindustria, Ciro Lorenzo - è sempre la Cenerentola quando si tratta di dover
ospitare eventi di una certa risonanza nazionale". Le polemiche di
Confindustria vengono colte al balzo dal sindaco di Positano, Domenico Marrone.
"Rischiamo di non avere più soldi, né risorse dalla Regione - incalza il
primo cittadino - il progetto di recupero della villa marittima romana è stato
escluso dai fondi europei. E così facciamo anche fatica a riprendere la storica
manifestazione di "Modamare a Positano", attualmente al vaglio della
Regione ". E mentre Ugo Picarelli, patron di Fareturismo, insiste
sull'apertura dell'aeroporto, spinge il piede sull'acceleratore anche Anna
Citarella, rappresentante di Federalberghi a Maiori: "I pullman di turisti
possono entrare a Maiori solo con il permesso dell'Anas. Non siamo serviti da
collegamenti marittimi o ferroviari ". Non chiede soldi, invece,
Federalberghi Salerno "ma - precisa il presidente Genny Gagliano - solo
che la burocrazia non si scontri con noi". Dura
la polemica sul marchio unico Costiera amalfitana-penisola sorrentina, promosso
dalla giunta regionale e contrastato dagli operatori turistici della costiera
amalfitana. La polemica trova d'accordo lo stesso Velardi. "Credo che sia
troppo confusionale e cervellotico - ammette l'assessore - tanto che mi sono
anche rifiutato di votarlo". Idem per il sito www.costiera.it, "da
oscurare" chiedono gli addetti ai lavori, oppure da "inglobare in una
rete telematica globale grazie a cui i siti che non producono si oscurano da
soli". Tutto sommato, dati alla mano e tour cilentano, l'assessore Velardi
è rimasto soddisfatto del lavoro delle agenzie di soggiorno e turismo
provinciali e dell'Ept. "Ci sono persone valide e capaci - ha dichiarato -
ma c'è comunque bisogno di una razionalizzazione delle strutture. Sono troppo
elefantiache e pesanti. Bisogna rendere più snelle". Ma, non parla né di
tagli al personale né di soppressione di alcuni enti. Velardi ieri mattina ha
iniziato il suo tour visitando le grotte di Pertosa. E poco più tardi si è
fermato a Paestum accompagnato dalla battuta "io sono un imprenditore come
voi". Peccato che di imprenditori nella sala ce n'erano ben pochi e chi
c'era gli ha subito proposto una campagna di comunicazione non legata
all'emergenza rifiuti. Oppure una che non riguardi solo Napolima anche il resto
della Campania. "Napoli è nel bene e nel male il marchio che rappresenta
la nostra terra nel mondo - risponde Velardi - per difendere il Cilento devo parlare
di Napoli ". Questione di epicentro. Ma il sindaco di Capaccio Pasquale
Marino, fa rilevare che le scosse del terremoto napoletano si avvertono e come
sul territorio. "Paghiamo lo scotto della mozzarella." dice il primo
cittadino e rivolge un invito all'assessore "Tolga dal bilancio i milioni
di euro per le pro loco, per sagre e musiche, che non servono a nulla".
"Lo farò" la risposta secca di Velardi. Angela Cappetta Stefania
Marino La prima volta L'assessore Velardi nella sede dell'Ept di Salerno.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-02 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE L'8% del totale degli impiegati è completamente in nero, ma il 30%
è solo parzialmente in regola con contributi e straordinari In
"grigio" un lavoratore su tre I dati di Inps e Inail sul mondo dei
precari dalla busta paga irregolare Difficile contarli: si può però valutare il
numero complessivo confrontando le ore di lavoro con i contributi versati
MILANO - Si annidano nei cantieri edili, come ha confermato, appena due giorni
fa, l'arresto dei 5 "caporali" che reclutavano muratori clandestini a
Milano, ma anche tra i telefonisti dei call-center, alle scrivanie di piccole e
grandi aziende, sui banconi dove assemblano merci di ogni genere. Ma sono anche
tra gli stagionali che potano piante o raccolgono frutta, nei gruppi di
animatori che danno spettacoli nelle catene alberghiere e nei villaggi
turistici, tra i maghi di Internet e dei computer, nelle piccole aziende a
gestione familiare. Fantasmi per la burocrazia, i lavoratori in nero
rappresentano una forza pari all'8 per cento del lavoro in Lombardia. Un
contingente che si somma a quel 30 per cento di irregolari che dal nero sfumano
verso le diverse forme del grigio. Contarli è quasi impossibile. I loro
numeri emergono per difetto, quando si confrontano ore di lavoro e contributi
versati, quando si calcola il valore degli straordinari fuori busta. O, più
semplicemente, quando i blitz delle forze dell'ordine danno spessore ai
registri, contando le teste. Nei primi sei mesi del 2007, gli ispettori dell'
Inps sono tornati a mani piene 8 volte su 10. Su 2.262 ispezioni, hanno scovato
1.444 lavoratori sconosciuti al fisco e 728 aziende fantasma. Nello stesso arco
di tempo, il Gruppo interforze che si occupa di sicurezza e sommerso e che fa
capo alla prefettura di Milano ha controllato 74 cantieri e dei 1048 lavoratori
finiti sotto la lente, 320 sono risultati irregolari e 70 totalmente in nero.
L'Inail e la Direzione provinciale del lavoro hanno tirato anche le somme: 2
milioni e 373 mila euro evasi per l'istituto assicurativo, che su 657 ispezioni
(421 nell'edilizia) ha stanato 309 lavoratori in nero su 2095, e 439 aziende
irregolari; un milione e 326 mila per la Dpl che ha visitato 1.810 aziende,
trovandone 786 irregolari con 324 lavoratori in nero e
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2008-04-02 - pag: 13 autore: Verso le elezioni. Presentata da
Confindustria la piattaforma di richieste ai candidati alla presidenza della
Regione siciliana Sedici priorità per il Governatore Dall'energia alla sanità,
il programma degli imprenditori per la modernizzazione ELEZIONI 2008 Nino
Amadore PALERMO è una sorta di vademecum: un prontuario per il buon governo
della Sicilia. Che gli imprenditori, i quali incontrano oggi il candidato del
centrosinistra Anna Finocchiaroe dopodomani quello del centrodestra Raffaele
Lombardo, mettono a disposizione del governo regionale che verrà. Così il
documento preparato da Confindustria Sicilia ad uso dei candidati alla
presidenza della Regione siciliana contiene alcuni punti che tornano sì utili
alle imprese ma sono parte delle aspirazioni di cittadini
ingabbiati e spesso subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel documento –
spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci sono
rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci sarà
una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il coraggio
dell'azione, abbandonando la logica del consenso a breve termine".
Un testo, quello presentato dai vertici di Confindustria, che segna anche una
linea di discontinuità rispetto al passato. Dice Ettore Artioli, vicepresidente
nazionale con delega per il Mezzogiorno: "Rispetto a sei, otto anni fa è
differente il modo con cui Confindustria offre soluzioni e riflessioni. Se
prima anche noi andavamo alla ricerca di accomodamenti e vie di mezzo, oggi la situazione
è cambiata, abbiamo proposte e vogliamo risposte. Gli industriali non vogliono
aiuti ma posizioni nette della politica sulle cose da fare per la
Sicilia". E così i rappresentanti delle aziende siciliane, di quelle circa
tremila imprese che fanno parte del sistema Confindustria, hanno sinteticamente
indicato le poche ma concrete cose che si potrebbero fare nei prossimi cinque
anni per "Modernizzare la Sicilia". A partire da quello che viene
definito il tasso di liberalizzazione nella regione: "Il pubblico deve
fare un passo indietro – si legge –.Abbiamo assistito in questi anni da parte
della regione e degli enti locali alla creazione di aziende pubbliche di
qualunque tipologia per gestire servizi quali rifiuti, acqua, elettricità, gas,
trasporti e aeroporti. Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di
presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è
quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria
di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese
affinché si trovino un amico che possa risolverli". I nodi irrisolti sono
ancora parecchi come quelli che riguardano l'energia: "Va approvato a
attuato il Piano energetico regionale – si legge nel documento – che deve porsi
come obiettivo il contenimento del costo per le imprese e i cittadini". E
nell'ambito della filiera energetica gli imprenditori chiedono che si avvii la
costruzione dei termovalorizzatori e si proceda con la realizzazione degli
impianti di rigassificazione. C'è poi il tema della finanza pubblica: il
bilancio della Regione siciliana ammonta a 24,8 miliardi e supera quello della
Lombardia che è di 23,9 miliardi ma la Lombardia ha quasi il doppio degli
abitanti, produce il 25% della ricchezza nazionale, ha il 22,5% del gettito
Irpef del Paese contro il 5% della Sicilia. E il tema della finanza pubblica è
strettamente legato a quello della Sanità: va creata, dicono gli industriali,
una agenzia di valutazione indipendente e bisogna sganciare le nomine dei
direttori generali dalla politica. Insomma è necessario dire basta al
"patronaggio politico" in un settore che ha oggi un disavanzo di 800
milioni e assorbe otto miliardi l'anno la metà dei quali provenienti dal bilancio
regionale. Un disavanzo che ha comportato sanzioni da parte del governo
centrale come l'aumento dell'Irap che grava soprattutto sulle imprese. C'è
anche la proposta che riguarda le infrastrutture: per gli industriali è
importante arrivare allo scioglimento del Consorzio per le autostrade siciliane
di cui la Regione fa parte con l'Anas per arrivare alla privatizzazione della
rete autostradale. Con i fondi che arriverebbero dalla privatizzazione si
potrebbe creare un fondo per le infrastrutture cui possono partecipare altri
attori istituzionali o di mercato. www.ilsole24ore.com/economia Il documento
completo con le indicazioni di Confindustria Sicilia ai candidati alla
presidenza della Regione siciliana OPERE PUBBLICHE Tra le proposte avanzate la
privatizzazione della rete autostradale e la creazione del Fondo infrastrutture
Imprenditori. Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello
IMAGOECONOMICA.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ECONOMIA E IMPRESE CAMPANIA data: 2008-04-02 - pag: 4 autore: Costruttori. Il
tema al centro del convegno di Positano dell'associazione regionale Ance:
"Il bello ritorni nei progetti" Brunella Giugliano NAPOLI Due giorni
dedicati ai temi del "Bello e del tempo perduto ". Prende il via il
primo convegno del gruppo giovani imprenditori edili della Campania, in
programma il 4 e il 5 aprile
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 02-04-2008
SANITA' LA VICENDA DEI MEDICI PAGATI PER PERSONE DECEDUTE: ECCO COME FUNZIONA
IL "MECCANISMO" Ausl e pazienti morti: tutta
colpa della burocrazia Le cause?
Troppe comunicazioni cartacee ed errori negli archivi Francesco Bandini II
Pazienti deceduti anche da molti anni per i quali l'Ausl continuava a pagare i
medici di base. Una vicenda, quella emersa nei giorni scorsi, che ha stupito
anche per i numeri che la caratterizzano: 1.584 casi fra Parma e
provincia. La spiegazione? Spesso è nei problemi di trasmissione delle
informazioni, ma anche in dati archiviati in modo errato. Ma in che modo l'Ausl
viene a conoscenza dell'avvenuto decesso di un paziente? Queste informazioni
l'azienda sanitaria le riceve dai Comuni della provincia. Ma non tutti i Comuni
mettono a disposizione queste informazioni nello stesso modo. Solo Parma dà
all'Ausl la possibilità di accedere in modo diretto (e protetto) alla propria banca
dati anagrafica tramite collegamento informatico. Tutti gli altri Comuni,
invece, si affidano ancora alla comunicazione cartacea, tramite l'invio della
cosiddetta "notifica di morte". Per quanto riguarda Parma, dal 2005
il Comune, sulla base di un accordo diretto, consente all'Azienda Usl di
accedere a tutte le proprie informazioni anagrafiche. In questo modo è
direttamente l'azienda sanitaria locale a scaricare ogni due o tre mesi gli
elenchi dei soggetti deceduti e, sulla base di questi, ad aggiornare il proprio
database, per poi provvedere a interrompere i pagamenti delle quote annuali
dovute ai medici di famiglia per ogni paziente. Per quanto riguarda i Comuni
che non hanno la possibilità di mettere a disposizione dell'Ausl un accesso
informatico diretto alle proprie anagrafi, si procede alla vecchia maniera,
vale a dire con le comunicazioni cartacee. Ogni mese (oppure ogni due mesi, a
seconda del Comune), gli Uffici di Stato civile inviano all'Ausl, tramite posta
o con dei messi, l'elenco cartaceo delle persone decedute (ma in alcuni casi
vengono inviate le notifiche di morte). Solo una volta ricevuti questi
documenti l'azienda sanitaria è in grado di cancellare il nominativo del
defunto dai propri elenchi e quindi di cessare il versamento delle quote previste
per i medici di base. Ovviamente tutto si complica se il decesso si verifica in
un comune che non è quello di residenza, oppure se la morte avviene all'estero.
Nel primo caso deve essere l'Ufficio di Stato civile del Comune in cui è
avvenuto il decesso a redigere l'atto di morte e a trasmetterlo al Comune di
residenza, nel secondo caso è il Consolato italiano a provvedere alla
comunicazione al Comune di residenza. è l'invio di documentazione cartacea dai
Comuni all'Ausl a rappresentare l'anello debole della catena: perché se per
qualche "intoppo" lungo il percorso la comunicazione non arriva
all'Ausl, questa non sa della morte di una persona e quindi continua a
effettuare i versamenti a favore dei medici di base. Altro elemento che può aver
determinato errori negli elenchi dell'Ausl è il modo in cui l'anagrafe
dell'azienda sanitaria è stata costituita, ovvero dall'unificazione delle
anagrafi delle vecchie Usl. "La fusione in un'unica anagrafe - spiega
Maria Cristina Pomi, responsabile del Servizio convenzioni con i medici - può
aver provocato disguidi, dovuti a una serie di motivi: nomi scritti in modo
errato, codici fiscali inesatti, omonimie, date di nascita che non
combaciano". Risultato: la persona muore, ma il sistema non se ne accorge,
quindi per l'Ausl risulta ancora viva. L'unico modo per cercare di ridurre al
minimo la possibilità di errori è quella di effettuare verifiche periodiche.
"Da un paio di mesi - spiega il direttore generale dell'Azienda Usl di
Parma, Maria Lazzarato - ci siamo dotati un nuovo regolamento, che prevede che
alla fine di ogni anno i nostri uffici effettuino con ogni singolo Comune della
nostra provincia un controllo puntuale, confrontando gli elenchi delle persone
decedute in nostro possesso con i dati dei singoli Comuni". L'obiettivo è
quello di individuare tutti quei casi di persone morte che per qualche motivo
non sono stati comunicati. "Ovviamente - aggiunge la Lazzarato - ciò che
noi auspichiamo è un'informatizzazione sempre più massiccia di tutti i Comuni,
in modo da ridurre al minimo la possibilità di errori".
( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
EMPOLI PRIMO PIANO
pag. 16 La sfida di Veltroni: "Taglierò subito 5mila leggi"
"Troppo pesante il carico burocratico per imprese e ? ROMA ? NON PRONUNCIA
neppure la parola Berlusconi. Lo chiama "il leader dello schieramento
avversario", dice che "tutti i giorni cerca di trasformare la
campagna elettorale in una rissa, ma per fare una rissa bisogna essere in due,
altrimenti si trasforma in una aggressione". Si concede una stoccata: il
polo del Cavaliere si presenta come nel 1994, con le stesse persone e lo stesso
linguaggio, con l'unica differenza di una "stachezza della
leadership". Lui, Walter Veltroni, vuole invece dare di sè una immagine
concreta, ribadisce che "la rimonta è in corso" e che "ci
vorrebbe un'ultima spinta". Ci vorrebbe un'idea forte. E così il candidato
premier del Pd lancia una promessa ardita. Premette Veltroni: "Le imprese
e i cittadini sopportano un carico burocratico che deve essere ridotto. Abbiamo
bisogno di una macchina amministrativa snella, che prenda decisioni: servono poche
leggi ma che vengano rispettate". E la premessa, come ben sa, è condivisa
da molti. La promessa di Veltroni è: taglieremo 5 mila leggi già entro il 2008.
E entro il 2010 di tutte le leggi e regolamenti dello Stato saranno ridotti a
non più di 100 testi unici e non più di 1.000 leggi settoriali o speciali, con
l'abrogazione automatica delle norme non ricomprese in queste. Roba da non
credersi se si pensa che oggi le leggi dello Stato sono 21.691 (contro le 4.500
della Germania e le quasi 10 mila della Francia) e i regolamenti oltre
centomila. L'effetto sarebbe a dir poco profondo. Secondo Bassanini la
riduzione dei costi per le imprese raggiungerebbe i 9-9,5 miliardi annui alla
fine del quadriennio 2009-
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non posso votare Sono
gravemente malato, costretto a letto da oltre sette mesi, per qualsiasi visita
devo prenotare l'ambulanza e farmi trasportare su una lettiga rigida. Per non
avere più dolore, praticamente ho rinunciato all'uso delle gambe. In queste
condizioni, con tanto di certificato medico che sconsiglia il mio spostamento,
non sono riuscito ad avere il voto assistito. La legge dice che ne hanno
diritto solo coloro che sono stabilmente collegati a macchine elettromedicali
di importanza vitale. Vi sembra giusto negarmi questo diritto? SOUHEIL I danni
della Bossi-Fini Sono un ex veterinario Asl in pensione e
ho sempre aborrito la burocrazia imperante. Ero anche un elettore di centrodestra. Ad aprile voterò
Pd, tuttavia vorrei avere precisazioni su di un argomento che mi sta molto a
cuore: l'immigrazione. La Bossi- Fini invece che regolare i flussi migratori ha
reso praticamente impossibile, agli extracomunitari desiderosi di intraprendere
un lavoro onesto e legale, di entrare in Italia regolarmente, fomentando
invece gli ingressi clandestini. Ne so qualcosa personalmente, perché avendo in
casa con me una vecchia zia non autosufficiente, necessito costantemente di una
badante. Avevo trovato la persona adatta e, nelle more dell'emanazione del
decreto flussi 2007, ho fatto il grossolano errore di rimandarla a casa,
pensando così di accorciare i tempi per la "messa in regola". Ho
fatto regolare domanda, inviata per via informatica come dovuto alle ore 08,01
del 15 dicembre... ma la mia domanda risulta ricevuta dal server del ministero
alle 11,51!!!!!! Inoltre mancando sul programma elaborato dal ministero i files
necessari, non è possibile dimostrare l'ora di spedizione. La mia domanda è al
trecentesimo posto per i moldavi della mia provincia, su 85 previsti, per cui
non se ne parla di riuscire a farla venire in tempi brevi. Possibile che non si
possa avere a lavorare un lavoratore di proprio gradimento solo perché
extracomunitario? Possibile che nella Ue solo l'Italia faccia il decreto
flussi? Perché non vengono allargate le quote a fronte delle tante richieste
eccedenti come era stato fatto con i precedenti flussi? In conclusione, per
l'immigrazione quale è il programma del Pd? EFRANZONI Appello a sinistra Cari
compagni col fazzoletto rosso, vi scongiuro, non fate come Sansone, non mi
piace morire sotto le macerie del tempio solo per sentirmi in pace con me
stesso. Credetemi, neanch'io sono entusiasta della situazione, ma bisogna
crederci. MAGESPA50 (www.partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Medio Camp
Pagina 3039 Nominati nove consiglieri, ora la scelta del presidente Villamar,
dopo sei anni di assenza la Pro loco rilancia l'attività turistica Nominati
nove consiglieri, ora la scelta del presidente --> A Villamar la Pro Loco
era ferma da sei anni. E la sua assenza si è sentita. Poche le sagre ed
iniziative di promozione turistica negli ultimi tempi. Ma adesso l'associazione
è rinata. I quarantuno soci hanno eletto il nuovo direttivo, composto da nove
cittadini del paese che nelle prossime settimane sceglieranno il nuovo
presidente. I nuovi iscritti alla Pro Loco di Villamar hanno votato come nuovi
componenti del consiglio d'amministrazione Gianluca Atzeni, Alessandro Vacca,
Fabio Manca, Federica Sanna, Elisabetta Sotgiu, Giorgio Piras, Ignazio Sorgia,
Ivo Pinna e Giorgio Muscas. L'ultima manifestazione proposta dalla Pro Loco fu
la sagra dei fichi. Poi il blocco delle attività. "Quando mi sono
insediato come nuovo sindaco mi sono subito proposto di riavviare l'associazione",
ha ricordato il sindaco Pier Sandro Scano, che ha rivolto un saluto ai soci
all'inizio della riunione convocata per l'elezione del direttivo, "ma mi sono reso conto che la burocrazia per far riprendere il cammino ad una Pro Loco ferma da anni non
è semplice". L'associazione ha dovuto essere commissariata
dall'assessorato regionale al turismo. Negli ultimi mesi la pratica ha avuto
un'accellerata con la nomina di un funzionario dell'assessorato, Daniela Puddu,
che ha supervisionato le operazioni dei nuovi tesseramenti. Poi la
scelta dei nuovi nove consiglieri. "La ricostituzione della Pro Loco di
Villamar è un fatto estremamente positivo", ha aggiunto il primo
cittadino, "testimonia un processo di rasserenamento del paese, sul quale
abbiamo scommesso dal nostro arrivo in Comune. E siamo pronti a sostenere ogni
forma di associazionismo". (an.pin.).
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CUBA Tutti gli hotel
accessibili per decreto anche ai cittadini dell'isola Raúl, una piccola riforma
al dì PAOLO MANZO SAN PAOLO DEL BRASILE Dopo la liberalizzazione di computer,
telefoni cellulari e dvd, la Cuba di Raúl Castro, arrivato ufficialmente alla
presidenza dal 24 febbraio scorso, ha compiuto un altro passo importante verso
l'apertura della propria economia. È infatti di ieri la notizia che anche gli
hotel dell'isola caraibica, sino allo scorso weekend esclusivamente a
disposizione dei turisti e dei businessman stranieri, sono stati resi
accessibili per decreto anche ai cittadini cubani. "È vero, abbiamo
ricevuto questa nuova regola e, per quanto ci riguarda, è già in vigore ",
spiegano telefonicamente all'agenzia di stampa francese Afp gli addetti al
centralino dell'Hotel Copacabana della capitale l'Avana. Stessa risposta dal
desk dell'Hotel Riviera, dove fanno sapere che la nuova norma "è operativa
già da domenica 30 marzo". Insomma, tutti i resort e gli alberghi
costruiti dal regime castrista negli ultimi 15 anni, dopo che il crollo del
Muro di Berlino nel 1989 fece crollare l'ex Unione Sovietica sino all'epoca
principale sponsor della rivoluzione dei barbudos, sono stati aperti ai turisti
e agli uomini d'affari cubani. Dal Nacional, all'Hotel Victoria, dal
Meliá-Habana all'Hotel President, i più lussuosi cinque stelle dell'Avana da
oggi sono così disponibili pure per i figli e i nipoti della Rivolucion. La
notizia, anche se non è stata ancora ufficializzata dai mass-media del regime,
era in realtà già nell'aria ed era stata anticipata dallo stesso Raúl Castro
durante il suo discorso di insediamento alla presidenza, lo scorso 24 febbraio.
"Le troppe proibizioni e gli eccessivi regolamenti cominceranno ad essere
eliminati nelle prossime settimane", aveva annunciato il fratello di
Fidel. "Il problema", spiega a Europa un receptionist del
Meliá-Habana raggiunto telefonicamente con la preghiera di mantenere
l'anonimato, "è che la stragrande maggioranza dei cubani guadagna in media
25 dollari al mese e una singola qui costa minimo 75 dollari". Si capisce
perché allora l'annuncio della liberalizzazione alberghiera non sia stato
ancora dato da Granma: quest'apertura incide poco o nulla sul "dia a dia",
ovvero il "quotidiano" del cubano medio che non può permettersi conti
del genere. Di certo, tuttavia, quello degli hotel è un cambiamento simbolico
di "grande importanza". Che non stupisce però affatto José Dirceu de
Oliveira e Silva, già ministro della Casa Civil del presidente brasiliano Luiz
Inácio Lula da Silva. Durante il decennio degli anni Settanta, infatti, Zé
Dirceu, come tutti lo chiamano in Brasile, entrò nella guerriglia e per evitare
le carceri dei militari brasiliani fuggì all'Avana. Qui rimase per anni, tornando
più volte in incognito in patria, dopo essersi sottoposto ad una operazione
chirurgica al volto per evitare i controlli di frontiera. Dirceu quindi studiò
a Cuba e ricevette addestramento militare dal regime di Fidel Castro di cui
divenne amico. È, dunque, uno dei maggiori conoscitori dei cambiamenti che in
questi giorni stanno interessando l'isola caraibica. "La situazione a
Cuba, spiega Dirceu a Europa, cambierà presto perché questa è l'aspettativa dei
giovani e della sua gente che sicuramente prenderanno il destino in mano, come
già hanno fatto ai tempi della Rivoluzione. Ma i tempi e le dimensioni di
queste trasformazioni dipenderanno in gran parte dalle capacità dei nuovi
dirigenti del paese e, naturalmente, dalle reazioni degli Stati Uniti". Per
Dirceu i cambiamenti che sta portando avanti Raúl sono inevitabili. È, infatti,
arrivato il momento di affrontare tutta una serie di problemi economici e
politici del paese che c'entrano poco o nulla con il "modello cinese"
tirato in ballo da molti analisti per spiegare la transizione cubana di oggi.
"I problemi alla base dei cambiamenti dell'Avana", spiega Dirceu,
"sono la burocrazia, l'inefficienza, il metodi di lavoro e la struttura
amministrativa dello stato. A questo poi si aggiunge il grave problema della
mancanza di rifornimenti di viveri e di beni di consumo di base, oltre
all'aumento dei salari". E se l'apertura degli hotel ai cubani è una
dimostrazione della "buona volontà di Raúl", per Dirceu ciò
che è fondamentale per il successo di questa "nuova tappa" della
"rivoluzione cubana" è che "il futuro governo degli Stati Uniti
ponga fine all'embargo economico e riprenda le relazioni diplomatiche e
commerciali con l'isola. Il che avrà un impatto straordinario per la vita politica,
economica e sociale dell'isola oltre a permettere al popolo cubano di
riconciliarsi con se stesso". La questione centrale per l'ex guerrigliero
brasiliano, quindi, è se gli Stati Uniti modificheranno la loro posizione
politica o meno. Perché, "che gli piaccia o no, già da 15 anni, dai tempi,
cioè, del dissolvimento dell'Unione Sovietica, a Cuba è in atto un cambiamento.
Non solo nell'economia. Basti pensare, infatti, all'apertura religiosa che il
paese ha vissuto dalla visita di papa Giovanni Paolo II in poi, riconfermata nelle
dichiarazioni e nella visita del cardinal Bertone all'Avana, lo scorso
febbraio".
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Fisco e
contribuenti Il camper del Fisco: qualcuno sa dov'e'? Presentata l'iniziativa,
non c'e' traccia del percorso dell'ufficio mobile Milano, 2 apr. – Il 12 marzo
scorso scrivevo da queste pagine di una nuova lodevole iniziativa del Governo,
denominata “Il Fisco mette le ruote”. Nella presentazione dell'iniziativa
l'Agenzia delle Entrate enfatizzava la possibilità – per i Comuni più disagiati
– di avere a domicilio questo “ufficio mobile” che attraverso delle tappe, da
marzo a novembre, avrebbe consentito ai cittadini di diversi Comuni di
usufruire dei servizi di un vero e proprio ufficio viaggiante. Tutto bello, e
messa così sembrava una cosa lodevole. Una lettrice, la Sig.a Elisabetta – che
ringrazio – mi ha mandato una mail chiedendomi dove questo camper farà tappa in
Lombardia, e per la precisione se si fermerà anche nel suo Comune. Così sono
andato a vedere sul sito dell'Agenzia delle Entrate pensando: elementare, no?
Basta cercare lì il calendario delle tappe. Ma… sorpresa! Sul sito
dell'Agenzia, al seguente link
http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Agenzia/
Eventi+e+convegni+2col/Fisco+mette+le+ruote/ al di là di una bella cartina
dell'Italia suddivisa per regioni… non c'è nulla! Solamente sul Piemonte si può
accedere ad un documento pdf aperto il quale si può leggere il comunicato
stampa datato 1/03/2008 che presenta l'iniziativa. Incuriosito, ho voluto
ciccare sulla parte destra della pagina di cui sopra, al link “Il calendario
delle tappe” convinto di trovare quel che la lettrice cerca. Ma anche qui, il
nulla. A parte le tre tappe piemontesi, tutte le altre regioni non hanno alcuna
indicazione dei luoghi. Così, scopriamo che il fantomatico camper dovrebbe
essere in Lombardia dall'1 al 4 aprile ma… non si sa dove! In realtà,
approfondendo la ricerca, ho scoperto che sul sito di Fisco Oggi, al seguente
link http://www.fiscooggi.it/reader/?MIval=cw_usr_view_articolo
N&articolo=29427&giornale=29419 il camper incriminato è a San Giuliano
Milanese dall'1 al 4 aprile e a Sesto San Giovanni dal 15 al 18 aprile. Poi si
legge che il camper sosterà in Lombardia fino al 16 maggio, ma vien da
chiedersi: e dove sarà? Dal sito della Regione Lombardia non si sa nulla,
quindi… come fa un “povero” contribuente a saperne di più? Non stupiamoci:
siamo in Italia quindi… non chiediamo troppo alla burocrazia!. A questo punto ci
piacerebbe sapere, dall'Agenzia delle Entrate e/o dal Governo, quanto segue: -
il calendario preciso e dettagliato delle tappe di questo “ufficio mobile” -
qualche numero verde al quale chiedere lumi, visto che i pieghevoli
pubblicitari rimandano al sito dell'Agenzia delle Entrate che –
come abbiamo verificato – non dice nulla - vorremmo sapere quanto costa a noi
cittadini questa iniziativa nel suo complesso (costo del camper, costo dei
dipendenti che saranno – certamente – in trasferta, numero dei contribuenti
serviti da questo servizio) - soprattutto vorremmo sapere con precisione in
quali Comuni della Lombardia potremo trovare questo camper, visto che è in
Regione fino al 16 maggio Già che ci siamo, propongo di usare la Rai - che è (o
dovrebbe essere) un servizio pubblico: quindi, chi avvistasse il camper nel
proprio Comune, è pregato di segnalarlo a “Chi l'ha visto” su Rai3, grazie.
Massimo Benvenuti massimo.benvenuti@voceditalia.it.
( da "Campanile, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Via 5000
leggi? Continua a copiare" Il Cavaliere attacca Veltroni: "E' l'uomo
delle fantasie, ha messo su una fantastica fiction" Un misto tra temi
strutturali della politica italiana e argomenti di stretta attualità come il
duello con Prodi sull'Expo 2015 aggiudicato a Milano. Così, ai microfoni di
Radio 24 Sivlio Berlusconi traccia la rotta che condurrà il Pdl al Governo, con
una convinzione: riuscire a capire l'esigenza di rinnovamento del Paese anche
se dovrà affrontare i problemi ereditati dal governo precedente. E non manca di
attaccare Veltroni "il copione". Expo 2015. Il Cavaliere parte dalla
polemica con Romano prodi spiegando che la sua è stata "una logica e
dovuta reazione che i giornali hanno strumentalizzato. Ma era solo una replica
a una provocazione" Insomma, aggiunge, "mi hanno fatto una domanda
diretta e cioè se era tutto merito di Prodi. Io ho solo risposto ricordando che
mi sono impegnato a fondo per aiutare Moratti, anche intervenendo su alcuni
paesi facendo cambiare la loro posizione". Riforma P.A. Eliminare 5000
leggi? "Altra copiatura smaccata". Silvio Berlusconi torna a
criticare Walter Veltroni per "aver copiato" il programma del Pdl,
riferendosi stavolta al piano annunciato dal candidato
premier del Pd di voler combattere la burocrazia. "Noi già ci siamo impegnati su questo, la sinistra non ha
fatto nulla in proposito". E aggiunge: "Con Veltroni le consulenze a
Roma, e sappiamo che sono i favori dati agli amici degli amici, sono aumentate
più del 200%. Veltroni si è rovinato con le sue mani, è scaduto nel comico e
nel ridicolo, nessun italiano può restare più illuso da questa fiction
che ha messo in piedi". Insomma, "è l'uomo delle fantasie, ha messo
su una fantastica fiction" Voto utile. Silvio Berlusconi torna a
teorizzare il voto utile, ribadendo che ogni voto ad un partito minore è
"un voto disperso". "Credo che sia importante nella carenza di
informazione, di carta stampata e di tv, che ci sia un leader che insista per
spiegare il sistema di attribuzione dei seggi affinché i cittadini entrino
nella cabina con piena consapevolezza di ciò che stanno facendo". Insomma,
per il leader eel Pdl "sarebbe un compito dell'informazione" quello
di aggiornare gli elettori sui sistemi della legge elettorale. Poi un po' di
ottimismo, sparando gli utlimi dati acquisiti: "Tutti ci danno 6 o 8 punti
e mezzo di vantaggio". Udc. E, di pari passo alla teroria del voto utile,
ecco che arriva un attacco a Casini e alla sua sindrome freudiana già
diagnosticata dal Cavaliere, di voler ammazzare il padere. "Mi spiace ?
confessa - che ci siano stati dei singoli leader nel centrodestra che, per
rambizione personale o per qualche altro motivo che ancora non capisco, non
siano stati attratti dall'idea di dar vita ad una grande forza politica".
Ministri. Promette che la sua squadra sarà mlto più snella: "In totale il
mio governo avrà 60 tra ministri, viceministri e sottosegretari. L'esatta metà
di questo governo: che secondo le abitudini da sempre della sinistra è stato un
governo di piena occupazione del potere a vantaggio dei propri uomini, delle
proprie corporazioni e delle clientele". Ma preferdisce non fare nomi.
"E' logico non farli. C'è solo un posto occupato dal ministro
dell'EconomiaGiulio Tremonti". Brogli. Infine la solita storia: "
Temiamo brogli elettorale ovunque: in Argentina hanno stampato 150.000 schede
in più". (02-04-2008).
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi Veltroni parla
di snellimento legislativo ma il Carroccio per primo
sollevò la questione Fu la Lega a dichiarare guerra alla burocrazia Giacomo Stucchi A sentire i
buoni propositi elettorali del candidato premier del Partito democratico
sembrerebbe, per chi non lo conoscesse, che Walter Veltroni non abbia fatto il
sindaco di Roma e che, ancora prima, non sia stato il vice premier di Romano
Prodi. La sua proposta, dell ultima ora, di snellire il numero di leggi,
codici e regolamenti, che il nostro farraginoso sistema legislativo ha prodotto
negli ultimi decenni, è una di quelle che non può che essere condivisa. Nel
nostro sistema, poi, spesso si è arrivati al paradosso di approvare leggi
esplicative di altre, perché quelle esistenti non erano chiare. È andata così
per anni e anni. Ma per cambiare davvero le cose, occorre una volontà
riformatrice che il centrosinistra, nelle passate esperienze di governo, ha
dimostrato di non avere. In tal senso, l unico movimento che negli ultimi anni
si è sempre battuto, dentro e fuori il Parlamento, contro questo mostro
rappresentato dalla burocrazia, e per avviare una
stagione autenticamente riformista, è la Lega Nord. Cogliamo quindi l occasione
per ricordare, magari all elettore distratto, che la proposta di Veltroni di
snellire il numero delle leggi, proviene da un partito che, sia pur con un
altro nome, ha contribuito a creare questo sistema e si è reso artefice del più
grosso pasticcio legislativo degli ultimi tempi. Mi riferisco a quella riforma
del Titolo V della Costituzione, varata in tutta fretta dal Governo di Giuliano
Amato, alla vigilia delle elezioni del 2001, che, anziché snellire le procedure
amministrative e fare chiarezza sulle competenze tra Stato e Regioni, ha
complicato tutto producendo un infinito contenzioso tra organi istituzionali.
Adesso la storia si ripete. La sortita del segretario del Pd, sullo sfoltimento
della giungla legislativa, ci ricorda molto da vicino, la riforma dell ultima
ora sul Federalismo, approvata dall Ulivo al solo scopo di accaparrarsi i voti
del Nord. Un trucco che, però, non andò a buon fine. Ma la fantasia dell
Obamadenonatri, nell avanzare proposte cattura-voti, non ha limiti. Un altra
sparata, per esempio, è quella di dichiararsi disponibile ad offrire , in caso
di vittoria del Pd, la presidenza di Camera o Senato all opposizione. Anche in
questo caso, però, sono i fatti a smentire le belle parole. I cittadini,
infatti, ricorderanno come appena due anni fa, nell aprile del 2006, Prodi e
Fassino, dopo essersi auto proclamati vincitori, a spoglio ancora in corso e
con un risultato quanto mai incerto, nei giorni che seguirono diedero vita ad
una forsennata occupazione di tutte le poltrone istituzionali. Un attività che
è poi continuata nei mesi successivi, con un incessante valzer di nomine, tutte
interne al centrosinistra. Infine, la balla più grossa che abbiamo sentito in
queste ore, è quella sulla "necessità di aprire un ciclo". "Così
come Aznar in Spagna, o Blair nel Regno Unito ha detto Veltroni - se in Italia
vince il Pd, si apre un ciclo nuovo". Beh, per coloro che ricordano bene i
cicli dei Ds a Palazzo Chigi, e poi quello dell Unione, più che di un auspicio
si tratta di una minaccia. Siamo certi che i cittadini, in tempi difficili
(soprattutto per l economia) come quelli attuali, a tutto pensano fuorché
vedere di nuovo al Governo D Alema, Rutelli, Fassino e compagnia bella, bravi
solo ad aumentare le tasse e ad impoverire la classe media. Si tratta di un
film già visto, che vogliamo dimenticare in fretta. [Data pubblicazione:
02/04/2008].
( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sharmin e la madre
lasciano Teheran per raggiungere il padre a Lione. Il loro viaggio da
clandestine si interrompe in Italia dove finiscono nel Centro di Permanenza
Temporanea di Moncalieri (To). Sharim, fanatica di calcio, come lo sono molte
ragazze iraniane, vede l'"ospitalità" del Cpt come un'occasione per
seguire il Toro, proprio quando la Juve è in serie B. In Iran non era
eticamente corretto che una ragazza andasse allo stadio: colpa del linguaggio
scurrile dei tifosi, ma del resto anche alle ragazze piace il calcio. Sharmin
scopre la storia del Toro, che lotta per salvarsi la pelle, ma un tempo è stato
grande, grandissimo fino a quando il destino non l'ha preso di mira, fuori e
dentro il campo. La giovane iraniana escogita un piano e decide di evadere dal
Cpt per andare a vedere la partita allo stadio. Ogni nome di quelli del Toro
viene sottolineato da un "olé"? Poi cominciano i cori. Alla fine
della partita contro la Roma, Sharmin inciampa ed è costretta ad andare al
pronto soccorso. Di qui entra in scena la solidarietà femminile che Daniele
Scaglione inserisce nelle righe del suo libro Centro permanenza temporanea
vista stadio , un'avventura in cui fluiscono passione per
il calcio, razzismo, crudeltà della burocrazia e solidarietà femminile. Daniele Scaglione, di Action Aid e già
presidente della sezione italiana di Amnesty, presenta il suo libro domani alle
21 all'Arci La Locomotiva in via Trieste a Osnago (Lc) . 02/04/2008.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LODI PAVIA pag. 10
Si comincia premiando 15 nuove imprese, 9 sono guidate da IL LAVORO CHE
FUNZIONA L'ISTITUZIONE CAMERALE E QUELLA PROVINCIALE NE RIVENDICANO IL DECOLLO
SUL MERCATO ? PAVIA ? UN PRIMO traguardo. Anzi, una partenza. Sono state
presentate e premiate ieri in Camera di commercio le 15 nuove imprese nate in
provincia di Pavia con il progetto Saturno 2007. Un primo risultato, molto
concreto, della "Sovvenzione globale" di supporto
all'imprenditorialità che ha visto tra gli attori protagonisti, oltre alla
Camera di commercio e all'amministrazione provinciale, il Celit presieduto da
Giovanni Prestini. Ieri alla premiazione (nella foto) hanno così partecipato,
oltre a Prestini e al presidente camerale Piero Mossi, gli assessori
provinciali alle Attività produttive, Angelo Ciocca, e alle Pari opportunità,
Annita Daglia. Delle 15 nuove imprese 9 sono infatti a titolarià femminile, tra
cui 2 straniere. "QUESTI NUOVI 15 giovani imprenditori iniziano la loro
strada e le istituzioni dovranno continuare a stare al loro fianco. La burocrazia
non deve essere un ostacolo, ma uno strumento". Un impegno condiviso anche
dai rappresentanti dell'amministrazione provinciale. "Troppo spesso i
politici - commenta con autocritica l'assessore Ciocca - forniscono il loro
contributo solo a parole, nei convegni, a favore degli imprenditori. Il
nostro impegno è invece quello che la macchina organizzativa provinciale possa
essere un reale supporto, molto concreto, soprattutto rivolto a donne e
giovani".
( da "Nazione, La (Empoli)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
EMPOLI VALDARNO /
VALDELSA pag. 6 --CERTALDO-- DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi
?CERTALDO? DALLA CITTA' del Boccaccio fino a Parigi a rappresentare le istanze
dei giovani, a conoscere le politiche giovanili attuate all'estero, per
riportare poi a Certaldo i frutti dell'esperienza ed arricchire le attività del
proprio paese, a partire dal Centro Giovani. Questo il lavoro svolto dal
Consiglio dei giovani, le cui delegazioni si sono mosse in due anni tra
l'Italia e l'Europa e, nel mese di marzo, hanno compiuto un viaggio a Parigi,
grazie alla Regione Lazio che ha organizzato la trasferta ed ha invitato anche
Certaldo ad unirsi. "È STATA un'esperienza entusiasmante ? spiega il
presidente del Consiglio dei giovani certaldese, Roberto Banti ? perché abbiamo
visto un approccio al mondo giovanile molto interessante. Abbiamo visitato la
Casa delle iniziative studentesche, un palazzo a 3 piani in cui tute le
associazioni studentesche di Parigi possono sfruttare sale e servizi, da
internet alla videoteca, in maniera totalmente gratuita; abbiamo partecipato
alle riunioni del Consiglio parigino e visto come funzionano le loro politiche
giovanili. Una capitale è evidentemente molto diversa da un paese, ma alcune
idee, come quella del "tutor" che aiuta il consiglio a districarsi tra la burocrazia e ad attuare le idee dei giovani, è un'idea che potremmo
esportare anche qui da noi". "IN QUESTI DUE ANNI ? ricorda Banti ?
abbiamo contribuito al progetto ed al regolamento del Centro giovani "I
Macelli", che seguiremo anche popola scadenza del nostro mandato, e
gettato le basi per una partecipazione attiva dei giovani certaldesi alle
politiche locali. Nei prossimi mesi verrà rinnovato il Consiglio dei
Giovani, perché il mandato è scaduto e molti di noi, per sopraggiunti limiti di
età, non potranno ricandidarsi". "MI AUGURO ? conclude il presidente
uscente del Consiglio dei giovani di Certaldo ? che i nuovi ragazzi partecipino
numerosi, per noi è stata un'esperienza formativa unica, e potrebbe esserlo
anche per.
( da "Libertà" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
7 ATTUALITÀ
mercoledì 2 aprile
( da "Nazione, La (Lucca)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LUCCA CRONACA LUCCA
pag. 4 GIORNATA intensa di incontri per il candidato alla Camera del PdL
Riccardo Migliori. Il coordinatore regionale di Alleanza Nazionale ha fatto
visita al comitato elettorale di via Beccheria per poi incontrare esponenti del
mondo industriale e produttivo. Migliori, accompagnato dal candidato al Senato
del PdL Franco Ravenni, ha visitato diverse cartiere della zona, ascoltando le
varie problematiche. "Si tratta ? ha spiegato l'esponente politico ? di situazioni che ho appreso con piacere, ma che purtroppo sono
le stesse di tutto il comparto produttivo italiano: troppe tasse,una burocrazia farraginosa, aggravata a
Lucca dalla mancanza di infrastrutture. Con il programma del Popolo delle
Libertà tutto questo si potrà superare".
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI RIMINI CRONACA
pag. 8 Sanità e apertura hotel, interrogazione di PERCHE' Rimini per le
aperture straordinarie degli alberghi chiede un'autorizzazione sanitaria, e
Riccione no? Sarebbe il caso di snellire la burocrazia, che penalizza i riminesi sui
concorrenti. Lo afferma Eraldo Giudici (Popolari - Liberali), sulla scia dei
recenti casi - riferiti dal Carlino - di attività sanzionate per disguidi
legati all'apertura pasquale. "Non si comprende questa differenza di
imposizioni burocratiche ? dice Giudici ? in danno di albergatori che
operano su Comuni limitrofi nella stessa Regione, mentre continuamente. Sul
"caso di malaburocrazia", Giudici annuncia
un'interrogazione consiliare.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
RAVENNA RAVENNA
CRONACA pag. 7 "A VOI che vi candidate alla guida del Paese chiediamo di
rappresentare al meglio le esigenze del territorio ravennate": l'invito
arriva dal presidente provinciale di Confindustria Tampieri, ed è rivolto ai
candidati alla Camera e al Senato che lunedì hanno partecipato al forum
organizzato in via Barbiani. Ricordando anche i dieci punti proposti da Confindustria
a livello nazionale, Tampieri ha posto alcune questioni "fondamentali e
ineludibili" per la crescita economica e occupazionale: una drastica
riduzione della burocrazia, la
realizzazione della E55, "che ha ricadute economiche per tutto il
Paese", e più in generale il miglioramento della rete infrastrutturale, lo
sviluppo del porto, il ruolo di Ravenna come polo della chimica moderna.
Assieme alla realizzazione del distretto per la produzione di energia, in cui
dovrebbero trovare spazio il rigassificatore e gli impianti per la produzione
di energie da fonti rinnovabili. Confindustria punta anche sulla formazione
scolastica e sulla ricerca, sul distretto della nautica nelle aree dell'ex
Sarom e sulla Darsena. Sostiene poi le previsioni contenute nei Piani strutturali
per Faenza, Lugo e Ravenna, e chiede la valorizzazione dei comparti della
cultura e del turismo. Durante il dibattito alcuni imprenditori e manager, tra
i quali Silvano Verlicchi, Aldo Ferruzzi, Giuliano Resca e Domenico Gattelli,
hanno incalzato gli interlocutori sulla valorizzazione del merito e sullo
snellimento delle procedure per la regolarizzazione dei lavoratori
extracomunitari. È stato inoltre caldeggiato un modello di parternariato tra
pubblico e privato in tema di sanità.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FIRENZE SPECIALE ATENEO
pag. 44 di ELETTRA GULLÈ DAL PRIMO luglio saranno commissariate le tre Aziende
regionali per il diritto allo studio, ovvero quelle di Firenze, Pisa e Siena. È
questa la data prevista per l'entrata in vigore della nuova Azienda unica, che
inizierà ad essere effettivamente attiva, alla fine della fase transitoria, dal
primo gennaio 2009. "Si tratta di un'operazione ? spiega l'assessore
regionale all'istruzione Gianfranco Simoncini, ? che mira a
spostare risorse dalla burocrazia ai servizi". Tra le novità più rilevanti, il fatto che
avremo un consiglio di amministrazione dove prima ce n'erano tre, un direttore
e un presidente al posto di tre, e tre revisori al posto di nove. "La
Regione realizzerà una riduzione di costi che consentirà, già con l'entrata in
vigore della legge, un primo recupero di risorse pari a circa 400mila
euro che serviranno, fin da subito, ad ampliare i servizi per gli studenti ?
aggiunge l'assessore ?. Inoltre, ricaveremo 200mila euro dall'unificazione
delle funzioni amministrative". Il Cda dell'Azienda unica sarà composto da
tre membri, designati dal presidente della Regione, di cui uno con funzioni di
presidente. E dell'organo faranno parte anche il presidente del comitato di
coordinamento delle università toscane e il presidente della consulta regionale
degli studenti. La sede, a quanto fa sapere la presidente dell'Ardsu fiorentina
Silvia Fissi, "dovrebbe rimanere a Firenze". A ogni modo ognuna delle
tre città toscane avrà il proprio presidio territoriale, perché i servizi
rimarranno legati all'area di riferimento. "Uniformeremo verso l'alto i
servizi ? assicura Simoncini ?. Quindi, gli studenti si aspettino solo
cambiamenti in meglio". ANALIZZIAMO adesso i 'numeri' del diritto allo
studio per quanto riguarda Firenze. Intanto, anche nel 2007 sono state erogate
le borse di studio a tutti gli aventi diritto, pari a 4.379. Sul fronte degli
alloggi, sono 8 le residenze gestite dall'Ardsu, che attualmente può contare
sulla disponibilità di 1.256 posti. Per avere un'idea della 'composizione' di
alcune tra le più grandi case dello studente, basti dire che alla 'Calamandrei'
in viale Morgagni abitano 171 italiani e 297 stranieri, mentre alla
'Caponnetto' a Novoli rispettivamente 99 e 140 e alla 'Luzi', che si trova in
via Maragliano, 97 e 125. Sul versante dei pasti, lo scorso anno ne sono stati
erogati 1.274.012, ovvero oltre il 4% in più dello scorso anno. LE PRINCIPALI
mense, a gestione diretta, sono la 'Calamandrei' e la 'Caponnetto'. Seguono
'Sant'Apollonia', 'Montedomini' e 'Santa Marta', che invece sono a gestione o
indiretta o in convenzione. Da notare che negli ultimi anni si è investito
molto per diffondere il biologico, l'agricoltura integrata, i prodotti tipici e
tradizionali, quelli equo-solidali, oppure senza carne di suino e senza glutine
per i celiaci, per i quali ci sono cinque tipologie di menu a disposizione.
Infine, un accenno al bilancio d'esercizio che, nel 2007, si è chiuso con un
utile di oltre un milione di euro (+58,2% rispetto al 2006). "L'ultimo
triennio ? concludono dall'Ardsu, ? ha comportato un sostanziale
riposizionamento dell'Azienda in termini economici. E questo non potrà che
portare un contributo positivo al progetto di fusione".
( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Professioni
fisco & burocrazia Entrate: soppresso l'ufficio di
Napoli 4, le competenze a Napoli
( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
UMBRIA CRONACA
PERUGIA pag. 6 -- PERUGIA -- GLI SCHIERAMENTI POLITICI puntano sulle ? PERUGIA ?
GLI SCHIERAMENTI POLITICI puntano sulle categorie produttive e lo fanno
attraverso una serie di incontri finalizzati a conoscere le esigenze degli
operatori economici del territorio. E mentre il portavoce nazionale dlel'Idc
Leoluca Orlando ha fatto visita ieri alla Fabbrica d'Armi di Terni, incontrando
i sindacati insieme a Giuseppe Lomurno, Giuseppe Laudi e Pierpaolo Mattioni, il
Popolo della Libertà ha presentato i propri candidati ai vertici provinciali di
Confcommercio (nella foto l'incontro). "LA PROSSIMA DOVRÀ ESSERE una
legislazione costituente. Dovrà insomma affrontare tutte le riforme necessarie
per dare stabilità al paese e creare le basi per la crescita economica".
Con questa premessa Giorgio Mencaroni, presidente della Confcommercio della
provincia di Perugia, ha introdotto l'incontro, sottolineando : "Spesa
pubblica e pressione fiscale devono essere gli elementi chiave in questo
processo. Le inefficienze della spesa pubblica italiana sono stimabili
nell'ordine di 5 punti di Pil all'anno, cioè tra i 70 e i 75 miliardi di euro.
Bisogna perseguire l'obiettivo di una stabile riduzione della spesa pubblica
corrente primaria di 1 punto di Pil all'anno per tutto l'arco della prossima
legislatura, e di procedere ad alienazioni del patrimonio pubblico finalizzate
alla riduzione del debito. Occorre poi ridurre la pressione fiscale sui redditi
da lavoro per sostenere la domanda interna e i consumi delle famiglie, e per
rendere più "conveniente" l'incontro tra domanda e offerta di
lavoro". E ancora: "Una riduzione di pressione fiscale nella misura
di 1 punto di Pil consente di ridurre di due punti l'aliquota media Irpef.
Graduato e spalmato nell'arco della prossima legislatura, l'obiettivo dovrebbe
essere quello di pervenire, a regime, ad una riduzione di almeno 5 punti
dell'aliquota media Irpef. Per quanto riguarda in modo più specifico la
fiscalità d'impresa, andranno invece perseguite tutte le azioni utili al
miglioramento dell'equità e della selettività degli studi di settore; alla
riduzione effettiva del prelievo Ires; alla revisione dei coefficienti di
ammortamento; al progressivo superamento degli effetti distorsivi dell'Irap,
anche con l'elevazione fino a 15.000 euro della franchigia per le piccole
imprese; per il pagamento dell'Iva al suo avvenuto incasso e per l'adozione ?
nel settore dell'offerta turistica ? di una struttura di aliquote Iva allineata
con i principali competitori europei". MA NON FINISCE QUI. Confcommercio ha anche parlato di sicurezza e lotta alla
criminalità, semplificazioni nella burocrazia, liberalizzazioni, riduzione dei costi dell'approvvigionamento
energetico, valorizzazione della risorsa costituita dal turismo e dalla
distribuzione commerciale, che rappresenta un valore economico ma anche
sociale: "Chiediamo ? ha detto infine Mencaroni ? l'impegno a
mettere in campo una vera e propria politica per i servizi".
( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Salerno turismo
Velardi: No al brand unico Amalfi-Sorrento E' in carica da poco più di un mese
ma ha già avuto modo di valutare e comprendere le problematiche che tarpano le
ali al turismo salernitano. L'assessore regionale al turismo, Claudio Velardi,
ha però offerto spunti utili anche sulla questione del marchio unico delle
costiere amalfitana e sorrentina. Infine ha indicato nella carenza di
infrastrutture la causa principale del mancato salto di qualità del sistema
salernitano. "Ho trovato una provincia in grande salute e delle strutture
ricettive che funzionano benissimo", ha rivelato Claudio Velardi prima di
incontrare nella sede dell'Ept di Salerno gli operatori del settore. "Il
problema principale, oltre alla carenza di collegamenti e di infrastrutture
valide, sta nella lentezza di un sistema che è appesantito
dalla burocrazia. In molti
casi ci troviamo di fronte a professionalità eccellenti che però non possono
operare a causa di un'organizzazione complessiva penalizzante". Sull'aeroporto
di Pontecagnano l'assessore ha preferito glissare. "Sono in carica da un
mese, conosco la questione per linee generali ma non so dirvi quando
inizieranno i voli". Quindi un passaggio nel dettaglio del brand
che unisce costiera amalfitana e sorrentina. "Quando me ne parlarono, nel
corso della fase progettuale, pensai che la cosa non potesse funzionare e
ritengo ancora adesso che sia stata effettuata una forzatura. Piuttosto penso
che due realtà tanto distanti come storia e come modo di fare turismo possano
unirsi attraverso internet ed una politica che utilizzando la globalità della
rete possa promuovere le eccellenze dei due territori. Pensare di creare un
brand unico solo nel campo della comunicazione, come è stato fatto, non penso
sia utile allo sviluppo dell'area però ormai il progetto è andato in porto e
bisogna sostenerlo". A chi ha evidenziato uno stato di crisi del turismo
locale l'assessore Velardi ha replicato fornendo i dati di una recente indagine
commissionata all'Università Federico II di Napoli. Oggetto: la valutazione
delle presenze turistiche sul territorio in occasione delle festività pasquali.
"L'abbiamo impostata sul capoluogo ma si può dire che i risultati siano
validi anche per l'intera regione e l'area salernitana. I turisti hanno
espresso un grado di soddisfazione del 70% per l'accoglienza ricevuta e la
bellezza del territorio. Le presenze sono calate del 20% ma bisogna considerare
che in questo caso le varie emergenze presenti sul territorio non hanno inciso
quanto l'arrivo della Pasqua a marzo ed una condizione meteorologica molto
negativa". Il settore turistico salernitano chiede investimenti, progetti
concreti e sostegno per uscire dalla crisi. Per esempio sarebbe apprezzabile
una campagna informativa che aiuti a capire come l'emergenza rifiuti non abbia
in alcun modo interessato Salerno e la sua provincia. "Dobbiamo renderci
conto", ha replicato l'assessore Velardi, "che il mondo identifica la
Campania con Napoli quindi al momento dobbiamo concentrarci sulle misure per
contrastare il danno di immagine causato al capoluogo. Successivamente
entreremo nel dettaglio e faremo promozione anche su Salerno, il Cilento e le
altre bellezze della vostra provincia". e.s. del 02-04-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Salerno Il modello
Easy Napoli esportato anche a Salerno Il modello "Easy Napoli", messio
in pratica recentemente per il capoluogo partenopeo, sarà esportato anche a
Salerno. Lo ha comunicato l'assessore Velardi agli operatori turistici che si
sono sentiti danneggiati da un piano promozionale che ha favorito solo il
capoluogo di regione. L'incontro con amministratori, rappresentanti
istituzionali e imprenditori all'Ept di Salerno ha permesso all'assessore di
ottenere un quadro specifico della situazione salernitana. Picarelli di
Confindustria Salerno ha chiesto un impegno concreto per l'aeroporto. "I
tour operator vogliono una pista adeguata per inserire Pontecagnano nel loro
circuito perchè intendono atterrare con aerei che garantiscano un ritorno
economico. La mancanza dello scalo danneggia soprattutto il Cilento, che in
tutti questi anni avrebbe potuto anticipare il modello che attualmente funziona
molto in Abruzzo dove tedeschi ed inglesi stanno investendo molto nei centri
rurali e nell'agriturismo". La presidente degli albergatori di Maiori,
Anna Citarella, ha invece lamentato un problema di tipo logistico. "Quella
che doveva essere una soluzione d'emergenza, vale a dire il senso unico per gli
autobus in costiera amalfitana, è invece diventata la regola. Noi ormai abbiamo
smesso di conteggiare i danni prodotti da questa situazione". Moderato
allarme anche da parte del presidente provinciale di Federalberghi, Genny
Gagliano. "Alla Regione non chiediamo soldi ma un
impegno concreto per lo snellimento della burocrazia perchè il sistema ci sta annientando. Bisogna semplificare le
procedure. L'altro grande problema determinato dal calo di presenze è relativo
all'emergenza occupazionale, però sotto questo punto di vista ci stiamo
impegnando per evitare un'eccessiva emorragia di posti di lavoro".
e.s. del 02-04-2008 num.
( da "Arena.it, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Verona e
l'Expò occasione d'oro" Venti miliardi di lavori, 29 milioni di turisti:
"Un rilancio per la nostra economia, un treno da non perdere" Il tema
della nutrizione del pianeta è strategico per l'agroalimentare GIAN LUCA RANA
PRESIDENTE CONFINDUSTRIA Arriveranno milioni di visitatori, il Veneto sarà la
loro base ideale FABIO BORTOLAZZI PRESIDENTE CATULLO La nostra città deve
attivarsi subito per non restare fuori dalla partita FLAVIO TOSI SINDACO DI
VERONA E il presidente Mosele chiede leggi speciali e un commissario per
riuscire a fare le opere Venti miliardi di euro per gli investimenti,
una nuova città da costruire con i migliori architetti del mondo che porteranno
70 mila posti di lavori nei cantieri; un flusso di visitatori stimato in 29
milioni di turisti nell'arco di sei mesi, da maggio a ottobre del 2015: è in
queste cifre la grande scommessa dell'Expò vinta da Milano e che porrà al
centro dell'attenzione mondiale temi come agricoltura, ambiente, nutrizione del
pianeta. Il giorno dopo l'assegnazione dell'Expò a Milano, Verona prova a fare
i conti di cosa può significare e valere l'impatto e l'indotto di questo evento
e le opportunità saltano all'occhio. A fare il punto per l'economia veronese è
il presidente di Confindustria, Gian Luca Rana che individua tre filoni
assolutamente preziosi. "Innanzi tutto si aprirà a Milano un cantiere
enorme per investimenti e indotto, che darà lavoro a migliaia di imprese e sarà
in grado di dare una scossa generale alla nostra economia. Significa dare
lavoro anche alle nostre imprese, far ripartire gli investimenti, ridare
entusiasmo e aprire opportunità al mercato". Secondo punto, il tema della
nutrizione che sarà al centro dei sei mesi dell'Expò: "L'alimentazione è
uno dei punti forti del made in Italy: Milano sarà una vetrina splendida per il
nostro agroalimentare", osserva Rana, "e l'Expò darà grandi vantaggi
alle nostre aziende". C'è poi il turismo: "È il tema più evidente per
i grandi numeri: dobbiamo cogliere questa grandissima opportunità sia con le
offerte che con le infrastrutture. Comune, Provincia e Regione devono
prepararsi perché il nostro territorio è la base ideale di partenza per chi
vuole andare a Milano: la distanza è breve ma le infrastrutture sono
sottodimensionate sia per la ferrovia che per l'autostrada. E non
sottovalutiamo la ricaduta e i benefici che avrà il Catullo". Quindi?
"Quindi dobbiamo cominciare a trovare le connessioni per fare rete e
portare a casa tutti i vantaggi offerti da questa opportunità e dobbiamo
prepararci per tempo per cogliere le benefiche ricadute dell'Expò". E
sulla stessa lunghezza d'onda si muove Fabio Bortolazzi, presidente di
aeroporto Catullo e della Camera di commercio: "Con una previsione di 29
milioni di visitatori per l'Expò, Verona e il Veneto devono prepararsi per
accogliere il nuovo afflusso turistico. Non credo che sia il caso di costruire
nuove strutture perché Verona e il Veneto sono già bene attrezzate, però è
meglio pensare già ora ad organizzarsi bene". E l'aeroporto? "Malpensa
non si discute, ma noi ci potenzieremo: c'è un piano per l'aumento di
capitale". Tra le possibili sinergie con Milano c'è anche quella,
trattandosi di una maxi esposizione, fieristica. "Se Milano ci chiama, noi
rispondiamo", assicura Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere, che
proprio domani aprirà Vinitaly, manifestazione che la Fiera di Milano aveva
provato a imitare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: dalla
rivalità si è passati alla collaborazione su vari eventi. "Finora non abbiamo
avuto contatti, ma da adesso che si apre la partita vera, che si giocherà sui
contenuti e siamo disponibili a collaborare se ci verrà chiesto. E se si
parlerà nell'Expò di eccellenze agroalimentari, siamo pronti a portare il
nostro know how". Che l'Expò rappresenti "una grande accelerazione in
una fase stagnante per l'economia" è la convinzione anche del presidente
della Provincia Elio Mosele che non nasconde qualche preoccupazione legata ai
tempi. "È chiaro che l'Expò fa diventare urgentissime alcune opere che
restavano ancora tranquille come il corridoio 5; inoltre diventa importante una
rapida razionalizzazione degli scali aeroportuali del Nord, compreso il sistema
veronese-bresciano. E le nostre imprese, poi, avranno grandi opportunità di
lavoro. Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza
della nostra burocrazia",
aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano
lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per
esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della
decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.
Poi si devono aggiungere i tempi di cantiere". La proposta di Mosele è
semplice: "Chiunque vada al governo, dovrà prevedere una legge speciale per
i lavori dell'Expò e un commissario, altrimenti nel 2015 si rischia un grande
flop. Dobbiamo riprendere l'esperienza dei Mondiali 90 e della Legge
obiettivo". L'importante, secondo il sindaco Flavio Tosi, "è
attivarsi in tempi rapidi sia come città che come sistema: l'Expò è un treno
importantissimo e molto lungo, bisogna salirci sopra. Verona che è città con
grandi potenzialità grazie alle realtà finanziarie, alla potente economia, alla
vocazione turistica e allo snodo logistico, non può rimanere fuori da questa
partita. Insomma, l'Expò è una grande opportunità da cogliere".M.B.
.
( da "Arena.it, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO 2015. Grande
interesse in città, sia nel mondo economico che politico, per la grande
esposizione internazionale che si svolgerà nella metropoli lombarda "Verona
e l'Expò occasione d'oro" Venti miliardi di lavori, 29 milioni di turisti:
"Un rilancio per la nostra economia, un treno da non perdere" Il tema
della nutrizione del pianeta è strategico per l'agroalimentare GIAN LUCA RANA
PRESIDENTE CONFINDUSTRIA Arriveranno milioni di visitatori, il Veneto sarà la
loro base ideale FABIO BORTOLAZZI PRESIDENTE CATULLO La nostra città deve
attivarsi subito per non restare fuori dalla partita FLAVIO TOSI SINDACO DI
VERONA E il presidente Mosele chiede leggi speciali e un commissario per
riuscire a fare le opere Venti miliardi di euro per gli investimenti,
una nuova città da costruire con i migliori architetti del mondo che porteranno
70 mila posti di lavori nei cantieri; un flusso di visitatori stimato in 29 milioni
di turisti nell'arco di sei mesi, da maggio a ottobre del 2015: è in queste
cifre la grande scommessa dell'Expò vinta da Milano e che porrà al centro
dell'attenzione mondiale temi come agricoltura, ambiente, nutrizione del
pianeta. Il giorno dopo l'assegnazione dell'Expò a Milano, Verona prova a fare
i conti di cosa può significare e valere l'impatto e l'indotto di questo evento
e le opportunità saltano all'occhio. A fare il punto per l'economia veronese è
il presidente di Confindustria, Gian Luca Rana che individua tre filoni
assolutamente preziosi. "Innanzi tutto si aprirà a Milano un cantiere
enorme per investimenti e indotto, che darà lavoro a migliaia di imprese e sarà
in grado di dare una scossa generale alla nostra economia. Significa dare lavoro
anche alle nostre imprese, far ripartire gli investimenti, ridare entusiasmo e
aprire opportunità al mercato". Secondo punto, il tema della nutrizione
che sarà al centro dei sei mesi dell'Expò: "L'alimentazione è uno dei
punti forti del made in Italy: Milano sarà una vetrina splendida per il nostro
agroalimentare", osserva Rana, "e l'Expò darà grandi vantaggi alle
nostre aziende". C'è poi il turismo: "È il tema più evidente per i
grandi numeri: dobbiamo cogliere questa grandissima opportunità sia con le
offerte che con le infrastrutture. Comune, Provincia e Regione devono
prepararsi perché il nostro territorio è la base ideale di partenza per chi
vuole andare a Milano: la distanza è breve ma le infrastrutture sono
sottodimensionate sia per la ferrovia che per l'autostrada. E non
sottovalutiamo la ricaduta e i benefici che avrà il Catullo". Quindi?
"Quindi dobbiamo cominciare a trovare le connessioni per fare rete e
portare a casa tutti i vantaggi offerti da questa opportunità e dobbiamo
prepararci per tempo per cogliere le benefiche ricadute dell'Expò". E
sulla stessa lunghezza d'onda si muove Fabio Bortolazzi, presidente di
aeroporto Catullo e della Camera di commercio: "Con una previsione di 29
milioni di visitatori per l'Expò, Verona e il Veneto devono prepararsi per
accogliere il nuovo afflusso turistico. Non credo che sia il caso di costruire
nuove strutture perché Verona e il Veneto sono già bene attrezzate, però è
meglio pensare già ora ad organizzarsi bene". E l'aeroporto?
"Malpensa non si discute, ma noi ci potenzieremo: c'è un piano per
l'aumento di capitale". Tra le possibili sinergie con Milano c'è anche
quella, trattandosi di una maxi esposizione, fieristica. "Se Milano ci
chiama, noi rispondiamo", assicura Luigi Castelletti, presidente di
Veronafiere, che proprio domani aprirà Vinitaly, manifestazione che la Fiera di
Milano aveva provato a imitare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti:
dalla rivalità si è passati alla collaborazione su vari eventi. "Finora
non abbiamo avuto contatti, ma da adesso che si apre la partita vera, che si
giocherà sui contenuti e siamo disponibili a collaborare se ci verrà chiesto. E
se si parlerà nell'Expò di eccellenze agroalimentari, siamo pronti a portare il
nostro know how". Che l'Expò rappresenti "una grande accelerazione in
una fase stagnante per l'economia" è la convinzione anche del presidente
della Provincia Elio Mosele che non nasconde qualche preoccupazione legata ai
tempi. "È chiaro che l'Expò fa diventare urgentissime alcune opere che
restavano ancora tranquille come il corridoio 5; inoltre diventa importante una
rapida razionalizzazione degli scali aeroportuali del Nord, compreso il sistema
veronese-bresciano. E le nostre imprese, poi, avranno grandi opportunità di
lavoro. Tutto questo mi fa riflettere però sulla lentezza
della nostra burocrazia",
aggiunge Mosele, "perché in apparenza i tempi da qui all'Expò sembrano
lunghi, ma in realtà bisogna mettersi al lavoro subito. Basti pensare per
esempio che per realizzare un'opera passano tre anni dal momento della
decisione all'inizio dei lavori, solo per completare la parte burocratica.
Poi si devono aggiungere i tempi di cantiere". La proposta di Mosele è
semplice: "Chiunque vada al governo, dovrà prevedere una legge speciale
per i lavori dell'Expò e un commissario, altrimenti nel 2015 si rischia un
grande flop. Dobbiamo riprendere l'esperienza dei Mondiali 90 e della Legge
obiettivo". L'importante, secondo il sindaco Flavio Tosi, "è
attivarsi in tempi rapidi sia come città che come sistema: l'Expò è un treno
importantissimo e molto lungo, bisogna salirci sopra. Verona che è città con
grandi potenzialità grazie alle realtà finanziarie, alla potente economia, alla
vocazione turistica e allo snodo logistico, non può rimanere fuori da questa
partita. Insomma, l'Expò è una grande opportunità da cogliere".M.B.
.
( da "Corriere Adriatico" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fra 15 giorni
l'Arpam renderà noto lo stato d'inquinamento della superfice Sgl Carbon, ecco
il piano per la bonifica Entro aprile il sindaco porterà in Consiglio le
soluzioni urbanistiche per la zona ASCOLI - Fra quindici giorni l'Arpam
consegnerà i dati relativi allo stato d'inquinamento dell'area della Sgl
Carbon. Entro la fine di aprile, invece, la giunta Celani porterà in consiglio
comunale il piano di zonizzazione della superfice. Dopo mesi di inconcludenza e
chiacchiere, finalmente sulla riconversione della Sgl Carbon qualcosa sembra
muoversi. I soggetti che si sono riuniti ieri pomeriggio a palazzo dei
Capitani, e vale a dire Regione, Provincia, Arengo, vertici dell'azienda e
sindacati, hanno stilato un piano ben preciso per arrivare ad un accordo di
programma che permetta, nel più breve tempo possibile, la ricollocazione di
oltre 200 operai e la riqualificazione di un'area di
( da "Azione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale
siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune amministrazioni
locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile accendere i riflettori
anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati nella
partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per il quale
contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di
abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario
nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare
sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine
di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono
risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare
il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di
coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente
gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo
biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due
anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo
indefinito, ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche
qui servono fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a
richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che
arrivano normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il
diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli
immigrati, non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché
altre per loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in
Italia senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle
autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il
desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di
ogni ostile burocrazia che
disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così
anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei
diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole
certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di
integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte
comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle
elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione
attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la
costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti
cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza.
Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione.
Segretario generale Cisl Treviso.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
APINDUSTRIA. Accordo
con Popolare Verona Piccole imprese Finanziamenti su misura Fino a 50 mila euro
rimborsabili entro 60 mesi VICENZA Banca Popolare di Verona e Apiveneto
Fidi, il Confidi regionale del sistema Confapi Veneto, hanno realizzato una
speciale formula di finanziamento su misura per le particolari esigenze delle
piccole e micro imprese del territorio, denominata "Plafond speedy".
Iter istruttorio semplificato, velocità decisionale e di erogazione, costi contenuti e trasparenti, facilità di accesso, burocrazia ridotta al minimo sono le
principali caratteristiche dello strumento, che nasce dopo un'analisi dei
bisogni delle piccole imprese che, in questo delicato momento congiunturale,
chiedono ai propri partner finanziari soprattutto trasparenza e velocità di
risposta. "Lo strumento - spiega Filippo De Marchi, presidente di
Apiveneto Fidi - si configura come uno speciale plafond per la concessione alle
imprese nostre socie di finanziamenti a medio termine, ma con caratteristiche
che lo rendono a misura di piccola e micro impresa". L'iniziativa mette a
disposizione delle Pmi un plafond iniziale di 5 milioni di euro per
finanziamenti fino a 50 mila euro rimborsabili entro 60 mesi, con l'obiettivo
di favorire una migliore gestione finanziaria delle imprese, rispondendo ad una
grande varietà di esigenze, dagli investimenti alla semplice necessità di
liquidità. "La sua forza sta proprio nella semplicità - continua De Marchi
- Esso infatti vuole essere una prima, chiara risposta alla necessità espressa
dalle imprese di snellire i processi burocratici anche nei rapporti con i
partner finanziari, riducendo i tempi morti richiesti da interminabili processi
istruttori, che in molte occasioni possono creare pregiudizi ai processi di
sviluppo delle imprese, costrette a decidere con prontezza e
determinazione". "Alla luce dell'attuale fase economica
caratterizzata da scarsa liquidità e tassi in crescita, il plafond che viene
messo a disposizione degli imprenditori associati ad Apiveneto Fidi è una
risposta tempestiva data alla vera anima dell'imprenditoria locale, ossia la
realtà delle piccole imprese - sottolinea Luciano Colombini, direttore generale
della Banca Popolare di Verona - questo accordo non solo conferma la nostra
vicinanza alle Pmi, ma rappresenta la premessa per un'ulteriore crescita delle
nostre relazioni con il mondo imprenditoriale". .
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IN VISTA DELLE
ELEZIONI. L'incontro nel rinnovato teatro Remondini alla Santissima Trinità
"Fisco, peso sulla voglia di creare impresa" Faccia a faccia tra
candidati e rappresentanti delle categorie economiche sui problemi del
Bassanese Problemi del Bassanese sotto la lente di politici e
imprenditori: si moltiplicano i "faccia a faccia" e anche i candidati
della nostra circoscrizione hanno incontrato, lunedì 31 marzo nel rinnovato
teatro Remondini, i rappresentanti delle categorie economiche sul tema
"Imprese e territorio: di quale politica abbiamo bisogno?". Invitati
il leghista Paolo Franco, il candidato dell'Udc Luigi D'Agrò, Luciano Mignoli
per la Sinistra arcobaleno, il sen. Pierantonio Zanettin per il Pdl e Rosanna
Filippini per il Pd. Sviluppo delle nuove tecnologie e riorganizzazione
urbanistica, utilizzo delle risorse idriche, formazione e ricerca in ambito
tecnologico e umanistico, sicurezza dei cittadini e sicurezza sul lavoro, eccesso di burocrazia e pressione fiscale: sono stati questi i temi toccati in sede di
dibattito, equamente ripartiti, secondo competenza, tra i presidenti delle categorie
economiche cittadine . A stimolare la discussione c'erano infatti Teresa Cadore
(Umce), Efrem Merlo (Assoartigiani), Carlo Brunetti ( Ass. Industriali),
Maurizio Pettenuzzo (CNA), Giovanni Panni (Apindustria) e Martino Cerantola
(Coldiretti). Particolarmente sentite le questioni della burocrazia
e pressione fiscale: "Due nodi - come ha spiegato Teresa Cadore - che
appesantiscono la volontà di creare impresa, soprattutto tra i giovani".
"É fondamentale anche il tema dello sviluppo delle risorse umane - ha
aggiunto Panni - in un'ottica di integrazione tra saperi tecnologici e
umanistici". "Solo lavorando su due fronti - ha aggiunto - l'impresa
veneta (e bassanese) saprà garantirsi qualità, competitività e, in ultima
analisi, valore aggiunto: non bastano i computer, ci vogliono anche i cervelli
per farli funzionare". I candidati, di fronte alle domande poste dalla
squadra di interlocutori che avevano di fronte, si sono sostanzialmente
attenuti alle ricette proposte dai loro partiti in sede di presentazione del
programma.L.P. .
( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mer, 02 Apr
2008 Edizione 64 del 02-04-2008 SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? di Romano Bracalini
Una nazione, dice Ernest Renan, è una comunità che basa la propria esistenza su
tre elementi che la distinguono da qualunque altra: la lingua, la bandiera, la
moneta. Esse rappresentano un patrimonio d'affetti e di speranze. Formano
l'orgoglio, la tradizione, la storia di una nazione. Se viene a mancare anche
uno solo di questi elementi, una nazione non può più dirsi sovrana. Nel 1943,
con l'invasione anglo-americana, nel paese vinto venne imposta la moneta d'occupazione,
le Amlire. In quel preciso momento l'Italia cessava d'essere una nazione
indipendente e sovrana. Qualcosa di simile sta accadendo oggi. Goethe, nel suo
viaggio in Italia, spiegava che "Napoli è un paradiso abitato da
diavoli", e oggi non cambierebbe parere, e la Calabria un luogo dove
"i gendarmi arrostivano vivi i briganti che a loro volta arrostivano vive
le loro vittime". Il tradimento e la spazzatura sembravano piuttosto il
portato di una rinuncia o di una inadeguatezza. C'era alla base una carenza di
civiltà. Poeti e viaggiatori stranieri descrivevano l'Italia come un paese
certo affascinante e unico per varietà e ricchezza di memorie storiche, ma
anche come un luogo infido abitato da gente ingannevole e violenta, al punto
che l'inglese John Murray, autore del libro "Leading the blind"
(Guidare il cieco), raccomandava a tutti di fare testamento prima di mettersi
in viaggio. Una raccomandazione valida ancora oggi. I giornali stranieri sono
tornati a descrivere l'Italia come un paese triste, caotico e violento. Ce la
mettiamo tutta per confermare il quadro. La peggiore immigrazione sceglie
l'Italia perché altrove non sarebbe ammessa. Gli stranieri che dall'Italia
tentano di passare in Francia vengono bloccati alla frontiera. D'accordo,
Milano ha vinto la gara per l'Expo. Ma una rondine non fa primavera. Da un
quindicennio l'Italia è entrata in una profonda crisi istituzionale e morale in
cui regole, leggi, educazione e senso civico hanno perduto ogni significato
originario e non c'è più verso di frenare il malcostume dilagante, il disprezzo
d'ogni convenzione, la brutalità della nostra vita associata. La naturale e
forse mitica "gentilezza italiana" è scomparsa del tutto. Il senatore
Cossiga vorrebbe introdurre l'alza bandiera nelle scuole. Bisognerebbe prima
insegnare cos'è una nazione e i principi basilari di educazione civica. Sono
reduce da un soggiorno in Francia (paese ideale per noi "esuli" in
patria). La differenza si vede già nel rispetto per il pedone che attraversa la
strada senza rischiare la vita. Chi sgarra paga. Non trova un magistrato che
restituisce la patente al recidivo. Se a sgarrare è uno straniero lo si
accompagna tra due gendarmi alla frontiera. A Parigi le donne anziane non
temono di uscire di casa da sole. Si siedono al Caffè a godersi il timido sole.
La sicurezza è un dovere garantito al cittadino. La Francia è "l'etat des
citoyenne", lo stato dei cittadini. Dovrebbe esserlo anche l'Italia
formatasi sul modello francese. Ma così non è. Siamo
impotenti davanti alle vessazioni della burocrazia "sovietica" italiana. Lo spettacolo quotidiano della
nostra vita pubblica è deprimente. Si guardino i nostri giardini pubblici. Un
ricettacolo di commerci illeciti, sporcizia e escrementi di cani. In Francia i
cani non sono ammessi nei giardini e nei parchi: nemmeno al guinzaglio.
Si viaggia sicuri. Da noi l'ubriachezza al volante è in aumento quasi per un
senso di emulazione che fa strage. L'autista del pullman juventino che ha
investito e ammazzato il tifoso del Parma ha obbedito a un impulso di paura. Lo
ha detto lui. La partita aveva esasperato gli animi e inferocito le opposte
fazioni. Ha temuto d'essere aggredito e ha premuto l'acceleratore: è come se
avesse premuto il grilletto. Il capo della polizia Manganelli ha detto:
"Non c'è emergenza". Ennio Flaiano avrebbe eccepito: "La
situazione è grave ma non seria". Non solo stentiamo a diventare un popolo
ordinato e civile, ma restiamo i peggiori nemici di noi stessi. La nostra
debolezza di carattere ci viene dai secoli della decadenza. Per secoli l'Italia
è stata campo di battaglia d'eserciti stranieri che uccidevano e razziavano. Il
declino d'oggi lo riscontriamo nei comportamenti d'ordinaria barbarie, nella
latitanza d'ogni principio di giustizia, e nel costume reiterato di svendere il
paese allo straniero come cinque secoli fa. Con tutto ciò, restando un esule
nel cuore, che Alitalia venga venduta ai francesi non mi importa nulla, anzi:
vuol dire che funzionerà meglio. Ma non vorrei porre limiti alla provvidenza.
Per esempio a quando le FS agli svizzeri?.
( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mer, 02 Apr 2008
Edizione 64 del 02-04-2008 Occorrono nuovi strumenti più realistici e
affidabili Una riforma per gli studi di settore di Chiara Battistoni Riformare
dal "basso" gli studi di settore, per riportare al centro il
cittadino contribuente, come accade nelle moderne democrazie d'Europa. Questo
il messaggio ribadito con autorevolezza dai relatori invitati alla serata
dedicata agli Studi di settore, organizzata dal Comitato elettorale pro Popolo
delle Libertà e presieduto da Paola Sua. Tra i protagonisti dell'approfondimento,
Simone Crolla, Presidente del circolo Buon Governo Milano, candidato Pdl alla
Camera dei Deputati per il collegio Lombardia 1, che ha ribadito l'urgenza di
identificare degli indicatori di normalità economica in grado di trasformare
gli studi di settore in strumenti realistici e affidabili, strettamente legati
al territorio, affidandone la responsabilità ai Comuni. Alessandro Cerati,
dottore commercialista e membro della Commissione Diritto Tributario Nazionale
dell'Ordine dei Commercialisti di Milano, ha sottolineato come gli studi di
settore, costruiti con una logica lineare, non siano capaci di rispondere allo
sviluppo dei fattori produttivi. Il mutamento della realtà imprenditoriale e
professionale, infatti, non è affatto lineare; per coglierne l'evoluzione e
garantirne la corrispondenza è necessario disporre di strumenti (e culture) più
dinamici, agili, che sappiano cogliere le tendenze evolutive degli scenari
produttivi. Decisamente provocatoria e stimolante la proposta di Giancarlo Pagliarini.
Per l'ex ministro del Bilancio nel primo governo Berlusconi, tra i primi
firmatari del network di Daniele Capezzone, Decidere.net e oggi capolista al
Senato in Lombardia e Veneto per La Destra, il concetto stesso di studio di
settore è superato, da sostituire con l'obbligo di redigere il bilancio, un
obbligo da estendere a tutti i cittadini in età lavorativa. Visto però che
l'orientamento attuale è per la conservazione degli studi di settore, ha
osservato Pagliarini, è necessario che questi strumenti siano strettamente
legati al territorio. Lo strumento per riportare il cittadino al centro dello
Stato e avvicinare l'amministrazione al territorio è il federalismo, da
realizzarsi a partire da una riforma integrale della Costituzione italiana che
deve trasformarsi in Costituzione federale. Già nel
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL LUTTO Oggi
l'autopsia poi i funerali a Maddaloni GIUSEPPE MIRETTO Il mondo dell'edilizia
si è fermato per ricordare il drammatico incidente costato la vita a Michele Sposito
De Lucia, manovale maddalonese di 39 anni, precipitato da un ponteggio mobile
in corso Trieste. Due le ore di sciopero. L'attività é stata sospesa in tutti i
cantieri. In città si è svolta una manifestazione organizzata dai sindacati. In
quattrocento si sono dati appuntamenti nel luogo della tragedia. Hanno voluto
testimoniare il proprio cordoglio, pronunciando più volte ad alta voce il nome
della vittima durante l'attraversamento di via Mazzini. Il corteo ha raggiunto
a metà mattinata la prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta dal
prefetto Ezio Monaco. I sindacati ancora una volta hanno posto l'attenzione
sulla necessità di garantire il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.
Intanto, la famiglia Sposito De Lucia ha scelto la dignità. Salvo complicazioni
procedurali, oggi pomeriggio, se in mattinata saranno eseguiti gli esami
autoptici, dovrebbero svolgersi i funerali. Il Comune di Maddaloni, che ha
proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui si svolgono le esequie, oltre a
dichiararsi disposta a sostenere le spese funebri (che invece saranno sostenute
dalla famiglia) ha messo a disposizione un loculo al cimitero. "Oltre al
lutto cittadino - dice il vicesindaco Carlo D'Angelo - l'amministrazione ha
scelto di sostenere comunque la moglie e i due giovani figli". La spesa
per i funerali sarà convertita in un contributo economico. "Un aiuto
necessario - conclude D'Angelo - affinché si completi l'iter burocratico
propedeutico alla deliberazione di sussidi per i minori". La burocrazia
è l'altra faccia del dramma. L'amministrazione provinciale, e in particolar
modo l'assessore Enrico Milani, ha avviato le procedure per "un'azione di
tutela previdenziale e finanziaria destinata ai giovani orfani, fino al
compimento della maggiore età". Ma i sussidi, sostenuti da un fondo
provinciale e regionale non sono immediatamente disponibili. Anche per questo,
nel caso di Michele Sposito De Lucia e di tutte le precedenti vittime che,
oltre al lavoro sono ancora vittime anche delle lentezze burocratiche, Milani
ha avviato procedure d'emergenza. Potrebbe essere la Provincia ad anticipare il
versamento mensile delle somme di tutela. E solo in un secondo momento avviare
procedure di rivalsa nei confronti della Regione. Sul fronte delle indagini,
invece, continua il lavoro dei carabinieri e dell'Asl per accertare le cause e
le responsabilità del drammatico incidente.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Veltroni: non
astenetevi, ci saranno sorprese ALESSIO FANUZZI "L'Italia deve tornare a
crescere". Walter Veltroni lancia la volata. Vestito blu e camicia azzurra,
il candidato premier del Pd disegna la sua Italia e traccia le linee guida del
suo programma. Lotta alla precarietà per ridare speranze ai giovani, salari più alti per restituire potere d'acquisto ai cittadini e
sistema politico e burocrazia più snelle per rilanciare il Paese. Ci crede, l'ex sindaco di
Roma. Ripete "si può fare", lo slogan mutuato da Obama; ironizza sul
"ma anche" reso celebre dall'imitazione di Crozza; e non fa mai il
nome di Berlusconi, pur riservandogli frecciate al veleno. "È un
modo di voltare pagina, di non ripetere la campagna elettorale del '94",
spiega prima di presentare i futuri interventi: "La priorità è intervenire
sui prezzi, sui salari, sugli stipendi e sulle pensioni. Le coperture
finanziarie ci sono, penso ai 4 miliardi di extragettito". Sorride,
ostenta serenità e prova a trasmettere fiducia e affidabilità, Veltroni.
Insiste sui tempi certi e sulla semplificazione della vita, parla del Sud e
della necessità di "annientare le mafie succhiasangue" e carica a
testa bassa Berlusconi e le sue dichiarazioni sul Quirinale: "Abbiamo
assistito a un'altra brutta pagina - dice - Attaccare il Capo dello Stato è una
cosa che ci riporta indietro in questo quindicennio appena passato. Le
istituzioni non si attaccano, né quelle presenti né quelle passate".
Dall'affondo contro il Cavaliere all'encomio di Prodi: "Ha trovato il
Paese in una condizione devastata. Voglio salvaguardare il suo lavoro. Gli
dobbiamo molto, io per primo. Perché se oggi sono qui è grazie a Prodi che nel
'96 credé nel progetto Ulivo". Guarda avanti, Veltroni. Ribadisce di
"avere fiducia negli italiani" e si dice certo "di sorprese
dalle urne". Davanti alle telecamere come in piazza. Perché, prima di
affidare il suo messaggio alla tribuna politica Rai, il candidato premier del
Pd arringa la platea di Frosinone lanciando un appello contro l'astensionismo:
"È un momento decisivo per la vita del Paese. L'Italia deve decidere se
tornare a essere protagonista sulla scena europea o regredire", dice
denunciando la campagna "di odio e di aggressione" messa in atto dal
centrodestra: "Nel Pdl c'è nervosismo perché a novembre eravamo sotto di
22 punti e ora siamo lì lì". "Le elezioni sono il momento in cui si
decide - continua l'ex sindaco - Se ti astieni poi non puoi lamentarti se le
cose vanno in un certo modo". Parole incisive, accompagnate dalle proposte
del Pd per la sanità e la casa. Due gli assi portanti: più equità e meno costi
per le famiglie e più qualità e sicurezza. "Dobbiamo ridurre le liste
d'attesa e riequilibrare la sanità pubblica con quella privata", spiega
l'aspirante premier. Equità, però, deve far rima con costi più bassi: "I
cittadini spendono 25 miliardi all'anno. Sono troppi. Novità anche sul versante
casa. Veltroni rilancia il piano per l'edilizia popolare - "Centomila
nuovi alloggi" - e conferma l'aliquota al 20% per i proprietari e
l'aumento delle detrazioni per gli inquilini.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2023 Carloforte. In Sardegna 1.200 associazioni operano per il bene della
comunità Il lavoro del volontario come missione di vita Carloforte.. In Sardegna
1.200 associazioni operano per il bene della comunità --> "Si può dare
di più senza essere eroi". La frase che titola il convegno sul
volontariato (si è svolto sabato scorso a Carloforte), riassume sino in fondo
il significato di una delle realtà più belle ed importanti della Sardegna. Sono
infatti oltre 1.200 gli enti che ogni giorno, in tutta l'Isola, operano per il
bene collettivo. Il simposio, che si è tenuto al cineteatro Mutua, ha avuto una
larga partecipazione di pubblico e di associazioni che operano nel
volontariato. Tra gli ospiti è giunto a sorpresa anche il presidente della
Regione Renato Soru. In prima fila i volontari carlofortini: Croce Azzurra,
Lavoc-protezione civile, Avis, Admo, Auser, emittenti locali. Il sindaco
Agostino Stefanelli, ha aperto i lavori: "Mi aspettavo questa
partecipazione - ha spiegato - me la aspettavo perché il volontariato ha
caratterizzato la vita di Carloforte sin dalla fondazione". Patrizia
Congiu, assessore ai Servizi sociali, che ha voluto fortemente la manifestazione,
ha ricordato: "Spesso c'è il grazie momentaneo per chi rischia la sua vita
e si mette alla prova in determinate circostanze. Ma poi arriva il silenzio dei
cittadini, delle istituzioni e della burocrazia". È intervenuto
Gianfranco Aricò, ispettore regionale dell'Associazione nazionale carabinieri:
"I carabinieri hanno pagato con la loro vita l'attaccamento al loro ideale
manifestando altruismo e generosità che ai nostri giorni sembrano cosa
rara" - ha commentato - Spesso i rappresentanti della Benemerita fanno
sacrifici ed interventi ben oltre i loro doveri". Catalina
Schezzini, presidente dell'Ancim (Associazione nazionale Comuni isole minori)
ha parlato in particolare delle piccole realtà insulari: "La nostra vita
di cittadini isolani è una mescolanza di profumi, sapori, contaminazioni
fisiche, modi di vita - ha detto - il nostro volontariato si esprime da secoli
perché noi siamo sempre stati solidali con tutti e da tutti abbiamo appreso
qualcosa, ma mai nessuno è diventato nostro padrone". Il presidente della
Provincia Pierfranco Gaviano si è rivolto invece ai giovani in sala: "Io
credo che in questi giorni sia importante che il volontariato abbia strumenti e
risorse finanziarie - ha detto - ma la differenza non sta nell'avere più
ambulanze o trasmettitori, ma è nel volontario: abbiamo bisogno sempre di più
di cittadini attivi, che escano dall'assistenzialismo; il volontario deve
essere controcorrente". A sorpresa, si diceva la presenza del Governatore.
Un intervento, il suo, tutto incentrato sugli ideali del volontariato. Per
Soru, che ha ricordato anche le recenti polemiche sull'organizzazione del
centro servizi "i convegni sono occasioni per ascoltare, sentire e fare
riflessioni". Il Governatore ha poi ricordato quanto la solidarietà sia
importante non solo per i singoli, ma valore fondante nella nostra
Costituzione: "Non ci sono solo diritti, ma anche doveri. E la solidarietà
è un dovere; non c'è cittadinanza senza contributo di solidarietà".
MARIANO FROLDI.
( da "Varesenews" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Varese - Il
vicesegretario del Partito Democratico alla Palazzina della Cultura. Prima di
incontrare la stampa è andato a salutare la Giunta di centrodestra
Franceschini: "Non confondiamo la buona educazione con l'inciucio" Il
governo "Veltrusconi" non si farà. Parola di Dario Franceschini.
"I giornalisti stranieri hanno sottolineato un'ipotesi di inciucio,
confondendo il bon ton con larghe intese inesistenti. Noi ci prepariamo a
governare da soli in un clima di civile convivenza". Il vicesegretario del
Partito Democratico, per mantenere fede al nuovo corso della politica dai toni
pacati, inaugurato da Veltroni, prima di intervenire all'incontro alla
Palazzina della Cultura è passato a salutare la giunta comunale di centrodestra
riunita a Palazzo Estense. Ad accoglierlo nella visita varesina, i
vertici del Pd locale: Daniele Marantelli, Paolo Rossi, Stefano Tosi,
Alessandro Alfieri, Roberto Molinari, Giuseppe Adamoli e il
candidato alle provinciali Mario Aspesi. (foto, da sinistra: Dario
Franceschini e mario Aspesi) Nella terra del Carroccio, Franceschini dimostra di
trovarsi a suo agio, "rifiutando" l'immagine di un nord
completamente nelle mani della Lega. "Io sono nato nel cuore della Pianura
Padana e i numeri ci dicono che il nord dell'Italia non è in mano al partito di
Umberto Bossi perché il Pd ha almeno il triplo della Lega Nord. Le folle
che accolgono Veltroni lo dimostrano". C'è spazio anche per una
piccola ammissione di colpa nei confronti degli imprenditori della padania.
"In passato il centrosinistra non ha funzionato rispetto al
sistema di piccole e medie imprese - ha detto Franceschini. È passato un
messaggio di paura legato alla globalizzazione nei confronti dei piccoli
imprenditori, mentre loro hanno dimostrato con la loro vitalità e creatività di
saper far fronte alle nuove sfide del mercato. Ecco perché
nel nostro programma c'è la riduzione della pressione fiscale e la
semplificazione delle norme, misure accompagnate da uno snellimento della burocrazia che farà risparmiare molto
sulla spesa pubblica". Mercoledi 2 Aprile 2008 Michele Mancino.
( da "Sestopotere.com" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(15:22) (2/4/2008
14:29) | ELEZIONI, "BUROCRAZIA IMPEDISCE IL VOTO A
NUMEROSI CITTADINI" (Sesto Potere) - Roma - 2 aprile 2008 - "La
possibilità di esprimere il proprio voto, in occasione delle imminenti
consultazioni elettorali del 13 e 14 aprile, dovrebbe essere un diritto di
tutti, soprattutto di coloro che per motivi di salute sono costretti a
soggiornare fuori dal comune di residenza ?dichiara in una nota Fabrizio
Santori, candidato del Pdl al Comune di Roma - che ha raccolto personalmente la
testimonianza di un cittadino di Cagliari impossibilitato a votare perché
costretto a rimanere a Roma per un lungo periodo di tempo in quanto bisognoso
di una serie di cure che solo un ospedale capitolino può garantirgli. Né lui né
la moglie che gli presta assistenza potranno esercitare il loro diritto al
voto, nonostante siano in possesso di certificati medici che attestino la
gravità del caso e l'impossibilità di rientrare nel comune di residenza. E'
inammissibile che alle persone in difficoltà di salute che si trovino al di
fuori del luogo di residenza, non ricoverati in strutture ospedaliere, non sia
consentito di esercitare uno di quei diritti fondamentali che la Costituzione
ha conferito ad ogni cittadino della nostra Repubblica, quando invece ai
protagonisti della trasmissione del Grande Fratello viene concessa questa possibilità
? incalza Santori ? che esprime un profondo rammarico e disdegno
nell'apprendere che i concorrenti della Casa del Grande Fratello di Cinecittà
potranno raggiungere il proprio seggio elettorale, per giunta rigorosamente
scortati, quando c'è gente in difficoltà che non può vantare questo diritto.
Anche questa volta lo spettacolo e la notorietà hanno la precedenza sulla
socialità e sulle situazioni di emergenza. Sicuramente i protagonisti del
Grande Fratello non si recheranno nemmeno a votare, presi dall'entusiasmo
offerto dalla condizione di breve libertà vigilata fuori dal controllo delle
telecamere e dei fans. Sono certo che Il cittadino cagliaritano è un esempio di
"elettore in particolare condizione" al quale, secondo quanto
riportato dal Comune di Roma e dal Comune di Cagliari, non è consentito
partecipare alle elezioni del 13 e 14 aprile in quanto non ricoverato in una
struttura ospedaliera, nonostante sia sotto controllo medico ed impossibilitato
ad allontanarsi da Roma per probabili ricoveri improvvisi. Considerato il fatto
che sono molti i casi di cittadini in difficoltà che dovranno rinunciare al
voto è necessario che i singoli comuni prendano seri provvedimenti per ovviare
a tali gravi inadempienze che danneggiano la libertà di espressione e
partecipazione della collettività, prendendo accordi e ricercando soluzioni
idonee per tutelare tutti nell'esercizio del voto.".
( da "Sannio Online, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Politica: Cimitile:
"Vogliamo guidare l'Ente con un programma aperto e condiviso"
Pubblicato il 02-04-2008 "Vogliamo dare vita per il governo dell'Ente a un
programma aperto e condiviso, che renda partecipi i cittadini, le associazioni,
i sindacati, con la possibilità di apportare nuove idee, proposte,
progetti". Lo dichiara Cimitile, candidato alla presidenza della Provincia
per il centrosinistra.... "Vogliamo dare vita per il governo dell'Ente a
un programma aperto e condiviso, che renda partecipi i cittadini, le
associazioni, i sindacati, con la possibilità di apportare nuove idee,
proposte, progetti". Lo dichiara Aniello Cimitile, candidato alla
presidenza della Provincia per il centrosinistra. "E' attivo un filo
diretto ? dichiara Cimitile - per il confronto sui grandi temi, sui problemi
della quotidianità, per allargare la partecipazione e la condivisione degli
indirizzi programmatici. L'invito è stato prontamente accolto da numerose
associazioni e organizzazioni presenti sul nostro territorio". In tale
ottica, il candidato presidente del centrosinistra rende noto che "per i
cittadini che intendano approfondire i temi trattati nel programma, confrontarsi
con Aniello Cimitile, inviare proposte e considerazioni, far pervenire e
costruire schede di azione ed interventi, l'indirizzo internet è:
www.aniellocimitile.it. Attivi anche gli indirizzi e-mail: comitato cimitile
@yahoo.it e ufficiostampacimitile@gmail.com". Ieri mattina Cimitile ha
incontrato il presidente provinciale di Confagricoltura, Andrea Postiglione,
che gli ha consegnato un contributo programmatico dal titolo
"L'agricoltura, forza decisiva per la ripresa economica in provincia di Benevento".
"Le nostre aziende ? si legge nel documento ? sebbene di piccole
dimensioni, si sono già attivate perché il valore aggiunto da esse prodotto sia
il segno della loro originalità". Postiglione suggerisce a Cimitile di
"impegnarsi nell'individuazione di alcune linee portanti di un progetto
strategico per l'agricoltura sannita", proponendo quindi al candidato di
"promuovere una Consulta provinciale tra il mondo agricolo e le
istituzioni locali e regionali". Aniello Cimitile ha
inoltre incontrato ieri Ugo Borrillo, presidente provinciale della Confapi.
"Abbiamo affrontato ? riferisce lo stesso Cimitile - temi riguardanti
l'occupazione, la necessità di una burocrazia più snella per le piccole e medie imprese, la difesa
dell'originalità delle aziende sannite".
( da "Sannio Online, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pubblicato il 02-04-2008
Incontro-dibattito elettorale in programma venerdì prossimo a cura della
Confesercenti della provincia di Caserta e della sezione matesina di Alife. Al
centro del dibattito le "dieci priorità" fissate dall'organizzazione
di categoria che vuole così impegni precisi sullo sviluppo...
Incontro-dibattito elettorale in programma venerdì prossimo a cura della
Confesercenti della provincia di Caserta e della sezione matesina di Alife. Un
ciclo di iniziative finalizzate a mettere a fuoco ed approfondire le
problematiche delle sviluppo nazionale e locale. L'incontro è fissato nell'aula
consiliare, a partire dalle 18.00, con la partecipazione della presidente
Confesercenti del comune matesino, Angela De Cristofano. Al centro del
dibattito le "dieci priorità" fissate dall'organizzazione di
categoria che vuole così impegni precisi sullo sviluppo. Parteciperanno alcuni
candidati casertani dopo l'introduzione del direttore Pasquale Giglio. Saranno
presenti in aula: Adolfo Villani per il Partito Democratico (candidato alla
Camera dei Deputati), Angelo Consoli per l'Unione di Centro, Carlo Sarro per il
Popolo delle Libertà (candidato al Senato ) e Gianni Cerchia per la sinistra
arcobaleno (candidato alla Camera dei Deputati). Le domande saranno sollecitate
sulla base del "decalogo" lanciato dalla Confesercenti. Questi i
dieci punti: stop agli sprechi: abolire le province, ridurre le comunità
montane, privatizzare le aziende municipalizzate; stop alla
burocrazia: entro 3 anni
solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici; stop al caro energia:
meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno
accise sui carburanti; stop al fisco esoso: taglio Ire/Ires per piccole medie
imprese, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione
Irap fino a 15.000 euro, lotta all'abusivismo; stop alla criminalità: più
poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia
taglieggiatori ed usurai, sostenere associazioni antiracket ed antiusura;
decidere per le infrastrutture: task force per completare le opere, realizzare
rapidamente le vie del mare, autostrada Salerno-Reggio Calabria e Tav; decidere
per i giovani: un "conto risparmio" per la formazione, dotarli di
computer e di internet, incentivarli ad aprire nuove piccole medio imprese,
frenare la fuga dal Sud; decidere per le piccole medie imprese (pmi): incentivi
per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti
fiscali per l'energia, computer ed internet per tutte le pmi; decidere per il turismo:
allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli
hotel per dotarsi di Tv satellitare, centri benessere, animazione e favorire
l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia
elettrica nella bassa stagione; decidere per l'ambiente: agevolazioni shock per
riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori,
raccolta differenziata rifiuti. In conclusione, poi, viene riportata "la
sola priorità per far crescere la Campania di domani", vale a dire:
risolvere l'emergenza rifiuti dopo 14 anni di commissariato, di sprechi e di
scandali.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
JESOLO La Giunta ha
deciso la soppressione dell'organismo nato nel 2006 per garantire alcuni
servizi ai cittadini "Vivavoce" ha smesso di parlare Per gli
assessori Bison e Casarin si era creata una sovrapposizione di competenze
JesoloSciolta l'Istituzione Vivavoce. Le voci in città giravano da tempo e
sempre più insistenti. L'altra sera in consiglio comunale è arrivata
l'ufficialità con lo scioglimento appunto di questo organismo che doveva
servire per garantire tutti quei servizi necessari alla persona.Vivavoce era
nata nel dicembre del 2006, per cercare di offrire un preciso punto di
riferimento ai cittadini, alle associazioni, alle scuole e alle istituzioni
culturali presenti sul territorio. Cercando, quindi, di rispondere alle
esigenze del cittadino con degli iter sgravati da parte
della burocrazia comunale.
Ora Vivavoce, che per promuovere la propria ecletticità era stata dotata di un
logo pubblicizzato in tre versioni - cultura, sociale e istruzione - è stata
sciolta.Si tratta di una decisione conseguente ad un'attenta riflessione e ad
una riorganizzazione complessiva dei servizi - spiega l'assessore alla
politiche sociali Daniele Bison assieme all'assessore alle politiche
giovanili Ezio Casarin - Non si tratta di una decisione squisitamente politica,
anche perché se così fosse, avremmo provveduto allo scioglimento subito dopo
l'insediamento della nuova amministrazione comunale. Come assessori di
riferimento ci siamo impegnati innanzitutto a capire quali fossero state le
motivazioni che hanno portato alla sua costituzione. Sicuramente una
motivazione di necessità ma anche una motivazione di opportunità (l'utilizzo di
uno strumento più flessibile per la promozione di iniziative forti nell'ambito
dell'istruzione, della cultura e del sociale). In questi mesi abbiamo potuto
sperimentarne il funzionamento ed abbiamo verificato che l'Istituzione Vivavoce
si occupava sostanzialmente della gestione delle attività di carattere
amministrativo-contabile. Creando così una sovrapposizione di competenze fra
Istituzione e assessorati, con conseguente rallentamento dell'azione
politico-amministrativa. Da qui il suo scioglimento. A nostro avviso Vivavoce
doveva raggiungere l'obiettivo di un target di qualità, con una visibilità
propria, con un contributo di idee, azioni e progetti di grande spessore e con
maggior coinvolgimento di attori pubblici e privati. Purtroppo non è stato
possibile perseguire questo risultato. Pertanto si è proceduto allo
scioglimento di Vivavoce - concludono gli assessori - anche sulla scorta
dell'esempio di altre amministrazioni locali, proprio perché non ci sono nel
nostro territorio i presupposti sociali e culturali per la piena affermazione
di iniziative di questa natura. Le attività dell'Istituzione sono rientrate
negli assessorati di competenza.Giuseppe Babbo.
( da "Gazzettino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A UDINE Fini: il
federalismo serve, la Lega non attenta all'unità UdineNOSTRA REDAZIONE"A
volte bisogna anteporre gli interessi della Patria e del popolo a quelli di
parte. Per questo è nato il Popolo della libertà". Così Gianfranco Fini
ieri pomeriggio si è rivolto direttamente agli elettori di Alleanza nazionale,
nel corso dei due comizi tenuti a Trieste e Udine prima di volare a Roma per
partecipare alla trasmissione televisiva Porta a Porta.E non a caso, ecco Fini che
in nome del patto siglato con Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, intervenire
sul palco friulano sostenendo che "il federalismo non è il 'giocattolo' di
Bossi, ma una necessità soprattutto per quelle Regioni che producono ricchezza
e la vogliono vedere impiegata nel territorio. La Lega - ha proseguito - ha
dimostrato di avere una concezione del federalismo che non attenta certamente
all'unità nazionale, che a noi sta a particolarmente a cuore".Una presa di
posizione seguita dall'invito rivolto agli elettori del Friuli Venezia Giulia
di votare in coerenza ai quattro appuntamento riservati dall'election day del
13 e 14 aprile, vale a dire - oltre alle politiche - il rinnovo
dell'amministrazione regionale e della Provincia e Comune di Udine.Avere un
governatore che agisce lungo la stessa linea del governo centrale, potrà
moltiplicare gli effetti positivi. In questi ultimi anni - ha affermato Fini -
si è dimostrato che se non è così il rischio è quello della paralisi. Come fa
Riccardo Illy a stare sul palco con Veltroni quando dice di non voler governare
con la sinistra? Scende dal palco e guida una coalizione con Rifondazione,
Pdci, Verdi e tutti quelli che critica a Roma, poi li prende come alleati a
Trieste. Dov'è la coerenza, la trasparenza? Questo è un vizio antico della
sinistra".Dai temi locali a quelli nazionali, ecco che Fini ha puntato
anche qui a operare dei distinguo tra il Popolo della libertà e il Partito
democratico, segnando quelle che a suo avviso sono le contraddizioni di Walter
Veltroni."Viene a parlare della certezza della pena per i criminali, ma
chi è che ha voluto l'indulto - ha chiesto Fini ai sostenitori in piazza San
Giacomo a Udine - la sinistra ha sempre cercato giustificazioni sociali per la
microcriminalità, dimenticando che le persone a cui viene rubata anche solo una
collana, o svaligiata la casa, subiscono una violenza, che va punita con
severità. Spesso si tratta di furti e rapine commesse da drogati, mentre la
Sinistra vuole depenalizzare la legge che ne punisce il consumo oltre che lo
spaccio".Ed ancora, ecco il candidato premier del Partito democratico
rimproverato per aver parlato di patto tra imprenditori e operai "dicendo
cose che la cultura politica cattolica, socialista e nazionale sostengono da
cinquant'anni, mentre la sinistra parlava di lotta di classe. Siamo noi - ha
aggiunto Fini - la parte più seria della politica, che vuole tornare al governo
dopo due anni di Romano Prodi, che ora Veltroni cerca di nascondere nonostante
sia il padre fondatore del Pd, per proseguire l'azione avviata con i cinque
anni di governo di Silvio Berlusconi".Secondo il presidente di An, a
livello nazionale, "le emergenze sono due: la stagnazione economica con
forti ripercussioni sociali e il tema dell'insicurezza complessiva del cittadino.
Di conseguenza - ha aggiunto - i due interventi prioritari saranno su queste
questioni. Bisogna semplificare la burocrazia per le aziende, abbassare le
tasse. E detassare gli straordinari, premiando sia gli imprenditori sia i
dipendenti che lavorano di più, anzichè i fannulloni"."A
Confindustria dico: cominciamo a ragionare sul fatto che la cassa integrazione
è pagata con i soldi dell'Inps, cioè con i denari che il lavoratore dà per
godere domani della pensione - ha ancora rilevato Fini - Questo forse
poteva andare bene in una fase in cui c'erano tanti lavoratori e pochi
pensionati, ma oggi siamo in una situazione sociale in cui quello demografico
sta diventando il primo problema. Per fortuna la nostra società è fatta di
tanti anziani, da qui la necessità di una politica basata su solidi valori di
riferimento per poi dare una risposta ai problemi. I soldi dell'Inps servono
per le pensioni e non ad altro. E se aumentano i generi di prima necessità,
automaticamente devono aumentare le pensioni".Lorenzo Marchiori.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al teatro Remondini
i rappresentanti delle categorie del territorio hanno espresso le loro
richieste ai candidati alle imminenti elezioni Le imprese ai politici: "E'
tempo di larghe intese" "Fateci vedere che remate in un'unica
direzione". Fisco, Area vasta, burocrazia, formazione e patrimonio idrico i problemi più sentiti
Bassano"Non eravamo mai caduti così in basso: questa è la campagna
elettorale più deludente che ricordi in vita mia. Non si può impostare il
confronto solo su precariato, Alitalia e pensioni minime, mentre l'economia di
un'intera nazione attende risposte che non arrivano".Con le loro
ricette, si sono messi in cinque, l'altra sera, a cercare di far cambiare un
po' idea a Efren Merlo, sconfortato presidente degli artigiani bassanesi: tre
parlamentari uscenti, Luigi D'Agrò (Udc), Paolo Franco (Lega Nord) e
Pierantonio Zanettin (Popolo della libertà), e due aspiranti new-entry al
Senato, Rosanna Filippin (Partito democratico) e Luciano Mignoli (Sinistra
arcobaleno). Ai cinque candidati (e ai numerosi altri presenti al teatro
Remondini assieme a tantissimi amministratori locali) gli esponenti delle
associazioni economiche, portatori degli interessi di oltre 10 mila attività
della zona, hanno spiegato "di quale politica abbiamo bisogno". E
hanno lanciato svariati appelli, a partire da quello all'unità di intenti.
"Di fronte agli obiettivi più importanti - è l'auspicio di Teresa Cadore,
vicepresidente vicaria dell'Umce - ci aspettiamo che superiate le differenze di
schieramento e remiate in un'unica direzione".Ogni leader di categoria, a
turno, ha gettato un tema sul tavolo. Merlo, manco a dirlo, ha parlato di fisco
e dei famigerati "studi di settore". La Cadore di burocrazia.
Carlo Brunetti, numero uno degli industriali, si è soffermato invece sull'Area
vasta: "Se la flessibilità del modello imprenditoriale veneto e la qualità
dei prodotti hanno permesso alle nostre aziende di emergere nel contesto
internazionale, ora queste peculiarità non bastano più: è diventata
determinante la capacità di accelerare l'innovazione. L'Area vasta è una piattaforma
strategica, alla confluenza dei grandi corridoi Berlino-Palermo e Lisbona-Kiev:
ci connota come un territorio-snodo con un elevato potenziale di crescita.
Risorse pubbliche e private dovranno convergere per attrezzare infrastrutture
adeguate, non solo per i collegamenti fisici ma anche e soprattutto per il
trasporto e il travaso di conoscenze attraverso reti digitali a banda larga
integrate con centri di ricerca all'avanguardia"."Il Veneto e dunque
anche il Bassanese - gli ha dato ragione Paolo Franco - hanno una vocazione
mitteleuropea. Ecco perché vogliamo il federalismo: consentirà alla nostra
regione di infittire i contatti con i paesi esteri cui è più legata, senza più
il freno di obsoleti confini nazionali". Pragmatico D'Agrò: "Non mi
innamoro delle sigle, e non vorrei che l'Area vasta fosse una delle tante:
l'essenziale è completare finalmente la Valsugana e realizzare la
Pedemontana". Mignoli ha invitato a puntare sullo "sviluppo
duraturo" basato sulle specificità locali e non su quello "effimero"
delle competizioni globalizzate: "Abbiamo ricchezze che nessuno può
portarci via: la nostra storia, i nostri prodotti tipici, la nostra arte.
Valorizziamole".Il problema a monte, per Rosanna Filippin, è che questa
culla di eccellenze "paga un prezzo altissimo all'elefantiasi della burocrazia: la priorità è tagliare le leggi inutili e
semplificare strutture e organismi di gestione". Un'esigenza di
razionalizzazione che riguarda anche lo sfruttamento del patrimonio idrico,
l'argomento che ha focalizzato Martino Cerantola, della Coldiretti. "A
gestire l'acqua sono in tre-quattro enti, che dovrebbero essere ridotti a
uno", ha osservato D'Agrò: "È un bene primario che deve restare
pubblico, ma la sua distribuzione può diventare privata: perdite che arrivano
al 45-50 per cento del liquido immesso in rete non sono accettabili".
Favorevole alla revisione e alla liberalizzazione del servizio pure Zanettin:
"Ormai è indispensabile pianificare aggregazioni di ampio respiro, per
risparmiare, aumentare la qualità, programmare gli investimenti necessari. Gli
enti locali, da gestori diretti, si devono trasformare in controllori attenti
di quanto accade nel loro territorio".Emanuele Borsatto.
( da "Gazzettino, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MOSSA PRO-FAMIGLIA
Veltroni: 3 miliardi per 100mila nuove case RomaNOSTRA REDAZIONE"Un
investimento di 3 miliardi di euro per 100 mila nuovi alloggi di edilizia
popolare" e inoltre un deciso intervento sulla sanità per ammodernare gli
ospedali, ridurre le liste di attesa e tener fuori la politica dal Servizio
sanitario nazionale: sono le "priorità" messe sul tavolo ieri da
Veltroni. Poi, a "Tribuna politica", il segretario del Pd afferma
che, per rilanciare l'Italia, bisogna aiutare la domanda interna e quindi
"la priorità è intervenire sui prezzi, sui salari, sugli stipendi e sulle
pensioni", magari usando il tesoretto, cioé i "quattro miliardi di
extra-gettito". Quindi assicura: "Non intendiamo aumentare le rendite
finanziarie, ma fare un intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione
sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sullo stock option".E
proprio perché il Pd "ha come stella polare il rilancio e lo
sviluppo", Veltroni spiega che il rapporto con il Nordest è
"centrale. Il Nordest chiede di avere tempi certi per le infrastrutture,
un fisco che non gli renda difficile la vita, una burocrazia meno asfissiante": e
allora, sottolinea Veltroni, le cose che chiede il Nordest "sono
essenziali per far crescere il pil", ed è appunto questa la ragione per la
quale Veltroni conferma la grande attenzione a questa area del Paese. Ed anzi
si compiace del fatto che, dice, è "caduto il muro" che fin qui ha
diviso il centrosinistra dal Nordest.Incontrando, ieri mattina, i
costruttori dell'Ance, Veltroni aveva insistito sulla necessità di varare un
nuovo piano per l'edilizia: così, rilanciava la proposta di mettere in vendita,
su base volontaria, le case popolari agli inquilini a prezzi calmierati,
spiegando che da questa operazione potrebbero arrivare le risorse necessarie
per costruire nuovi alloggi, valutate in circa tre miliardi di euro. Il piano per
l'edilizia popolare elaborato dal Pd prevede anche l'introduzione dell'aliquota
al 20 per cento per i proprietari che affittano e l'aumento delle detrazioni
per gli inquilini: due misure, spiegava Veltroni, che aiutano a portare alla
luce un po' di elusione e evasione.Dalla casa alla sanità: le proposte del Pd,
assicurava Veltroni, si fondano "su due assi: più equità e meno costi per
le famiglie e poi qualità e sicurezza". Il primo obiettivo è la riduzione
delle liste di attesa, "con la piena attuazione della legge che c'è, cioè
il diritto dei cittadini di essere assistiti entro 72 ore dalla richiesta per
tutte le patologie tranne per i casi di pronto soccorso, che devono essere più
veloci". E ancora: "Le cure odontoiatriche sono troppo costose e non
possono essere una prerogativa solo di chi può permettersele", e per
questo il Pd propone la creazione di un "fondo odontoiatrico",
promosso dal pubblico e con il contributo volontario dei cittadini che, con un
contributo annuo base di 170 euro, potrebbero ottenere un rimborso del 50 per
cento del costo delle cure dentarie, presso i dentisti convenzionati col fondo.
Oltre ad un stop alle ingerenze dei partiti ("La politica sceglie il
ministro, il sottosegretario, l'assessore alla Sanità. Poi deve stare fuori dal
Servizio sanitario nazionale"), l'altro obiettivo del Pd è
"l'ammodernamento degli ospedali, visto che quasi il 60 per cento delle
strutture ha più di 60 anni".In serata, a "Tribuna politica",
Veltroni ha detto di giudicare - a differenza di Berlusconi - il lavoro
precario un vero dramma: "In 23 paesi europei su 27 esiste il compenso
minimo legale come noi lo proponiamo, così come proponiamo il sostegno fiscale
alle imprese che stabilizzano i lavoratori perché in Italia ci sono condizioni
sociali inaccettabili e bisogna intervenire. Le imprese hanno il diritto di
valutare i lavoratori attraverso l'apprendistato ma non si può aspettare la
reiterazione infinita dei contratti di collaborazione".M.Ant.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
San Biagio(Fe.Flo.)
Per la seconda volta consecutiva, come già alle elezioni amministrative del
2004, la lista "Crescere Insieme San Biagio" candida a sindaco
Eleonora Pavanetto, 53 anni, funzionaria di banca.Pavanetto spiega che la
propria civica si vuole "distinguere dalle altre liste dei partiti per un
modo nuovo di amministrare, che parte dal coinvolgimento diretto dei cittadini
nelle scelte amministrative, facendo sì che il voto non sia una sorta di delega
in bianco. Non vogliamo disattendere la fiducia degli elettori". Sandro
Vedovi, capolista e coordinatore di "Crescere Insieme San Biagio",
aggiunge: "Noi vogliamo caratterizzarci per la partecipazione e
trasparenza della nostra attività. Sono molto soddisfatto del gruppo di persone
che si candidano con noi, soprattutto rappresentiamo tutte le frazioni del
paese e le varie categorie professionali".Il programma elettorale di
Pavanetto mette al centro la salute dei cittadini, la qualità dell'ambiente e
la tutela del territorio. "Ci impegniamo affinché nello statuto comunale
sia inserito il divieto assoluto di realizzare inceneritori e discariche nel
territorio di San Biagio di Callalta. Inoltre creeremo uno "sportello
ambiente" per informare i cittadini sulle possibilità di risparmio
energetico e metteremo mano al PAT, il piano di programmazione del territorio,
per fermare la cementificazione. Le altre priorità saranno la sicurezza, con
più agenti di polizia municipale a controllare il territorio di San Biagio, la
rivitalizzazione delle frazioni e poi presteremo particolare attenzione alle
politiche sociali. A tal proposito ci occuperemo soprattutto dei problemi della
famiglia e degli anziani, migliorando l'efficienza della parte amministrativa
del comune, con meno burocrazia e tempi più rapidi nelle risposte e nella gestione delle
pratiche, anche investendo in nuove tecnologie". In aggiunta a ciò,
"Crescere Insieme San Biagio" realizzerà un punto di sostegno e di
ascolto per le famiglie, metterà a punto un piano per aiutare le giovani coppie
a trovare casa e si impegnerà ad utilizzare l'ex scuola elementare di
San Biagio per dare maggiore spazio ai servizi socio-sanitari. "Infine
vorremmo ridurre l'Irpef comunale, così come abbassare la tassa di asporto
rifiuti per chi ricicla maggiormente, mentre vorremmo mantenere al minimo di
legge l'Ici sulla prima casa ed abbassarla per le attività produttive al 5,5
per mille, che oggi è al 6,5 per mille".
( da "Savona news" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si è tenuto domenica
30 marzo a Vigevano (PV) un convegno autonomista dal titolo: "Lombardia a
Statuto Speciale: un futuro possibile". Oltre ai segretari dei partiti
"Fronte Indipendentista Lombardia", "Progetto Lombardia" e
"Lega Padana Lombardia", ha partecipato alla riunione, in veste di
relatore, il sanremese Giribaldi Andrea, Segretario del Movimento Ligure
"Obiettivo Nord Ovest", il quale ha evidenziato i vantaggi che uno
Statuto Speciale porterebbe ai cittadini di ciascuna regione: "Grazie alla
riforma del 2001 del titolo V della costituzione le regioni a statuto ordinario
hanno oggi la possibilità di raggiungere una maggiore autonomia, attraverso la
contrattazione con lo stato su molte materie "concorrenti". Purtroppo
le amministrazioni regionali hanno poco sfruttato questa possibilità. La
principale causa è che gli stessi amministratori rappresentano, troppo spesso,
gli interessi dei partiti anziché quelli del proprio territorio e dei Cittadini
che li hanno eletti. Rispetto allo statuto ordinario, lo statuto speciale offre,
comunque, una maggiore autonomia alle regioni, non solo sotto l'aspetto
finanziario, ma anche sul piano amministrativo e legislativo. Anche nella
nostra regione, una Liguria sempre più povera, l'ottenimento di uno statuto
speciale sul modello del Sud Tirolo, rilancerebbe la nostra economia e,
conseguentemente, il settore occupazionale. La gestione, ad esempio, di parte
degli oltre 4 miliardi di euro di gettito fiscale che i nostri porti producono
ogni anno, permetterebbe un rilevante miglioramento delle nostre
infrastrutture, un ritorno di competitività sui mercati internazionali, la
progettazione di ulteriori e più funzionali piani di sviluppo, un più giusto ed
equo rapporto tra entrate tributarie e servizi erogati alla collettività, un'amministrazione più efficiente grazie alla conseguente
diminuzione della burocrazia. L' ottenimento dello statuto speciale avrebbe, inoltre, un
importante significato politico. Lo statuto speciale è una legge
costituzionale, ottenuta tramite una contrattazione tra regione e stato
centrale su quali competenze e relative coperture finanziarie trattenere sul
territorio e quali cedere, invece, al governo centrale. Al contrario, lo
statuto ordinario e successive modifiche nascono da un dibattito interno alla
regione stessa, le cui forme e condizioni di autonomia sono, comunque, dettate
dall'attuale costituzione. E' evidente, quindi, come nel caso dello statuto
speciale sia la regione a cedere parte della propria sovranità allo stato
centrale, mentre nel caso dello statuto ordinario avviene il contrario, ovvero
la regione è limitata nel chiedere le sole forme di autonomia che lo stato
decide di concedere". Andrea Giribaldi, concludendo il suo discorso, ha
espresso, inoltre, la propria personale solidarietà e quella dell'intero movimento
nei confronti del popolo tibetano, vittima, non solo oggi, di continue violenze
e repressioni da parte del regime cinese occupante. Tutti i presenti si sono
uniti in un lungo applauso.
( da "Provincia di Lecco, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALMADRERA Molto spesso i rimedi non sono facili da trovare e a volte il
cittadino deve arrendersi davanti alla burocrazia Truffe e soprusi: difensore civico sommerso Nella sua relazione
Giuseppe Voltolini ha elencato la lunga serie di trappole: telefono e bollette
davanti a tutti VALMADRERAUna giungla di soprusi e truffe: è lo sconfortante
scenario denunciato dal difensore civico comunale. Si va dalle vendite
per corrispondenza alle bollette esose, alle fatture illegittime: Giuseppe
Voltolini ha svolto in consiglio comunale l'altra sera la relazione annuale
elencando un'impressionante serie di trappole nelle quali sono caduti i
cittadini. Trentuno situazioni, sulle trentadue pratiche seguite nell'ultimo
periodo dall'ufficio civico, hanno riguardato proprio raggiri, disguidi,
tranelli o presunti tali: antenne dritte, dunque, conclude il difensore il
quale dal canto suo non può che garantire ai concittadini braccia aperte: a lui
infatti ricorrono ormai tutti (e ciò è stato causa anche di qualche pesante
critica in aula da parte di chi lo vorrebbe più concentrato su problemi comuni,
come la viabilità pericolosa davanti agli ambulatori medici, in via Casnedi).
Attenzione, per cominciare, alle bollette telefoniche esorbitanti: a Valmadrera
si sono verificati almeno due casi, secondo il difensore, "di evidente
interferenza sulle linee" e non, quindi, di uso smodato del telefono da
parte degli intestatari i quali, comunque, hanno dovuto pagare. "La
società telefonica ha assicurato di avere verificato scrupolosamente ? ha
spiegato Voltolini ? pertanto ha preteso dai privati il pagamento delle
bollette, ritenute regolari. Ha però accettato di disabilitare gratis e in modo
permanente le due utenze". Staccare i telefoni è stato l'unico risultato
ottenuto dai cittadini. Sempre le "società di pubblico servizio, stavolta
anche erogatrici di gas ed elettricità" sono state protagoniste di altri
casi segnalati a Voltolini, il quale è andato persino dal Giudice di pace pur
di ottenere giustizia ma invano: "Il problema sono le fatture che queste
società emettono addebitando ? riferisce il difensore ? le spese di spedizione
ai destinatari. Ci sono stati cittadini che me l'hanno fatto notare quindi,
sapendo di azioni intraprese pure dalle associazioni dei consumatori, mi sono
mosso ma, nonostante un decreto del Presidente della Repubblica datato 1972 che
esplicitamente solleva i destinatari delle bollette dai costi di inoltro, ci
abbiamo poi rinunciato: col giudice di pace abbiamo calcolato che costa di più
? conclude Voltolini - l'attività legale per esigere il credito rispetto al
pagare". Ha dovuto ricorrere alle vie legali e mandare una diffida,
invece, il valmadrerese che s'è presentato dal difensore con gli "estratti
conto, gravati di spese di tenuta e di bollo, relativi ad un fido con carta di
credito aperto da parte di una società in assenza di qualunque contratto".
Ha spuntato un "onorevole accordo", invece, il cittadino che,
ordinata sempre per telefono della merce, se l'è vista consegnare "del
tutto difforme, ma se n'è accorto quando erano ormai scaduti i termini per
restituirla". Patrizia Zucchi 02/04/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non è affatto vero che
città e provincia non abbiano risorse sulle quali investire: il parere dell'ex
docente "Quante eccellenze in questa terra" Vignali: da Villa Beretta
al Politecnico, Lecco sa vincere sul campo le sfide più importanti Ma chi l'ha
detto che Lecco non ha eccellenze? E' questo il tema sul quale abbiamo chiesto
un intervento a Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle Opere e
candidato nel Pdl per Lombardia2 ma, soprattutto, ex docente al Politecnico di
Lecco. Mi è capitato, in particolare negli ultimi cinque ani, di frequentare la
realtà lecchese, la città come la provincia, sia per avere iniziato ad
insegnare Management dell'innovazione nel Polo locale del Politecnico, sia per
l'incarico di presidente della Compagnia delle Opere. E questa frequentazione
assidua mi ha portato a conoscere in profondità sia il tessuto della ricerca,
sia quello produttivo, sia quello delle realtà non profit. In questi ultimi
mesi ho avvertito specie nei dialoghi con le associazioni di impresa una certa
preoccupazione per i futuro, un po' la stessa che si registra dialogando con le
famiglie. Una preoccupazione rivolta a due livelli: il primo riguardo alla
possibilità di tenuta del sistema produttivo, il secondo riguardo
all'incapacità della politica nazionale di porsi come alleata delle imprese. Si
tratta di una preoccupazione reale, che sarebbe sbagliato sottovalutare.
Tuttavia, soprattutto per un contesto come quello lecchese, non costituisce
certamente l'ultima parola. Lecco, infatti, ha tantissime risorse, ed è da queste
che si può e si deve partire per avviare un rinnovato sviluppo. Innanzitutto,
la presenza di centri di ricerca di eccellenza internazionale, come i
laboratori sulle vibrazioni e quello di prove sulla resistenza statica e
dinamica dei metalli del Politecnico; il centro del CNR, che si occupa di
materiali metallici innovativi, che consentono applicazioni in numerosi campi
industriali, dalla biomeccanica all'arredamento, dall'automotive agli occhiali.
Va anche dato merito a chi, in questi anni ha insistito e si è impegnato a
fondo perché questi centri ci fossero, crescessero e si mettessero in rete tra
loro e con altre realtà come quelle private e non profit del territorio, in
primis la Camera di Commercio, che ha dimostrato di essere una delle più
lungimiranti e innovative d'Italia. Vi è poi la ricerca che si svolge in ambito
sanitario, in particolare quello della riabilitazione, sia alla Nostra Famiglia
che a Villa Beretta. Per non parlare poi delle tante imprese che hanno puntato
decisamente sull'innovazione e che si sono dotate di significativi centri di
Ricerca e Sviluppo, come la Camp di Premana o la Elemaster, per citare solo due
esempi. La ricerca e l'innovazione sono la strada per la competitività delle
imprese e dei territori; e non solo l'innovazione di prodotto e processo, ma
anche quella organizzativa, di marketing, di sevizio: nei primi anni Duemila,
chi ha scelto di investire in questa direzione, come chi ha scelto di
internazionalizzare il proprio mercato, ora vede i frutti della propria opera. E'
più in difficoltà, chi ha pensato di seguire la strada della riduzione dei
costi, chiudendo gli stabilimenti da noi per aprirli nell'Est Europa. L'esempio
della Premax è emblematico: tante imprese di un distretto storico come quello
di Premana, svantaggiato dal punto di vista delle infrastrutture (che restano
una delle principali priorità del nostro territorio), sono state capaci di
mettersi insieme per affrontare la sfida dei mercati interno ed esteri,
basandosi sulla qualità del prorpio capitale umano e sulla sua capacità di fare
cose belle e utili. In questi anni difficili, il fatturato del distretto - uno
di quelli che guru nostrani dell'economia davano per spacciato di fronte alla
globalizzazione - è cresciuto costantemente in termini di fatturato. Infine, ma
si tratta della prima risorsa del Lecchese, la qualità dell'istruzione, dalla
scuola dell'obbligo fino alle superiori: in questi anni a Lecco e nella
provincia, dei genitori che hanno a cuore innanzitutto l'educazione dei loro
figli hanno dato vita a scuole nuove o sono subentrati a realtà educative che
lasciavano il territorio. Se l'innovazione è il futuro e questa nasce
dall'educazione, è l'educazione la miglior garanzia per il nostro futuro!
Quanto alla politica, essa ha davanti a sé due strade: o ritiene
ideologicamente e illusoriamente di potersi sostituire alla creatività, alla
libertà ed all'iniziativa delle persone e dei gruppi, dando vita ad un sistema
statalista soffocante, capace solo di drenare, attraverso il fisco, la maggior parte delle risorse delle famiglie e delle imprese per
finanziare una burocrazia
che si fa società civile, come sosteneva Marx; oppure può mettersi al servizio
di quello che dalla società nasce, guardando con simpatia (e non con sospetto,
quando non con atteggiamenti persecutori, come sanno bene i nostri
imprenditori), che valorizzi concretamente chi crea ricchezza per tutti,
le famiglie che fanno figli, le imprese che danno lavoro e le realtà non profit
che sanno rispondere ai bisogni della comunità. Una politica della
sussidiarietà vera è la politica che ci serve: una politica cioè che serve i
cittadini (le famiglie e le imprese), che è la politica di cui abbiamo bisogno
per vivere tutti meglio. Infatti, come diceva Paolo VI, la politica vera è una
"forma esigente di carità". Raffaello Vignali 02/04/2008.