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Articoli
Burocrazia (55)
Montezemolo: <Lavoratori vicini a noi>
( da "Corriere.it"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da un'inadeguata politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno. È mancato anche, per Montezemolo, un deciso programma di liberalizzazione e di privatizzazioni oltre a una riforma istituzionale con cui alleggerire la macchina dello Stato.
La
lettera ( da "Cittadino, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Storie di ordinaria burocrazia Caro direttore, mi permetto di chiederti un po' di spazio sulle colonne del "Cittadino" per raccontare una vicenda che, seppur personale, credo possa avere un qualche interesse per i nostri lettori, essendo esemplificativa delle tortuosità e dei vicoli ciechi in cui l'inerme cittadino italiano può talora infilarsi -
LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.
Occorre
partire dal calcestruzzo ( da "Citta' di Salerno, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più di burocrazia per vendere questi materiali - conclude Benigno - ma si arriverebbe ad avere la quasi certezza che non si contribuirá a realizzare immobili abusivi. Le operazioni di controllo, messe in atto quotidianamente dalla polizia locale diretta dal comandante Giancarlo Correale, mostrano con chiarezza la gravitá della situazione.
Camerota,
furti e atti vandalici ma le telecamere sono guaste
( da "Citta'
di Salerno, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che purtroppo tra problemi tecnici e burocrazia non ha mai quasi funzionato. La polemica è nata a seguito di alcuni piccoli danneggiamenti effettuati nei mesi scorsi sull'area portuale ed in localitá "Calanca". Reati perpetrati in prossimitá delle telecamere e che purtroppo non sono mai stati ripresi.
In
autunno il consolidamento della rocca
( da "Corriere
delle Alpi" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma i tempi della burocrazia hanno costretto a rivedere il cronoprogramma. Questa, finalmente, sembra la volta buona: "I lavori", spiega Luciano Dalla Caneva, "riguarderanno la dorsale sulla quale poggiano parti consistenti delle strutture del santuario in corrispondenza del fondovalle e dell'abitato di Anzù, e consisteranno in ancoraggi profondi mediante tiranti e chiodi,
Cosa
chiedono gli artigiani ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia(da anni l'organizzazione è impegnata su questo fronte), della diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni
Storie
di genitori speciali ( da "Giornale di Brescia"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le sordità delle burocrazie, le durezze di certi operatori sanitari. Molti dei casi raccontati fanno venire un nodo alla gola per le prove soverchianti cui alcune persone sono sottoposte. Si veda la storia terribile di Giovanna ed Ernesto, dove una madre di tre figli si trova a dover affrontare l'handicap mentale di due dei bambini e la morte improvvisa del marito (
Eppi,
più internet per la previdenza ( da "Italia Oggi"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abolizione a medio termine della carta stampata, cioè tolleranza zero verso la burocrazia documentale con indubbio vantaggio immediato: risparmio dei costi non solo per l'Eppi ma anche per gli iscritti, che si gioveranno inoltre di una maggiore libertà nelle comunicazioni dato che il mezzo on line permette l'uso 24 ore su 24 da casa o da ufficio.
Le
nostre bande sono da salvare Sosteniamo l'appello di Muti
( da "Provincia
di Cremona, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ), bastonate dalla burocrazia che scoraggia persino le elargizioni liberali, le bande stanno davvero attraversando un periodo nero. Ai politici ricordo che l'argomento interessa 130mila suonatori e mezzo milione di persone tra organizzatori, accompagnatori, sostenitori.
Imprese
vitali e reattive ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in particolare l'energia, i trasporti e la burocrazia che non dipendono dalle imprese ma dalle amministrazioni pubbliche, nazionale, regionale e locale". Traducendo: sono queste le priorità per il prossimo governo? "Sicuramente 25 anni per realizzare un tratto di autostrada come la A28 non sono accettabili.
È
sempre colpa degli altri ( da "Unita, L'"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più concorrenza, innovazione, capitale umano, poca burocrazia e sicurezza del territorio. Detto così potremmo anche sottoscrivere. Ma non si può mancare di osservare che fino all'ultimo la visione di Montezemolo non comprende il ruolo che, nel declino dell'economia italiana, hanno avuto ed hanno le imprese.
Quando
vince la telepolitica - giovanni valentini
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più efficienza e meno burocrazia; più rapidità nelle decisioni e meno sprechi. Sono le istanze profonde che vengono dalle urne del 13 e 14 aprile. Quanto alla giustizia sociale, se non vogliamo affidarci solo al "populismo democratico" di Berlusconi, è proprio questa la frontiera su cui dovrà mobilitarsi l'opposizione, nel tentativo di evitare che l'
Burocrazia
addio, impresa in un giorno entro l'estate il via alla sperimentazione
( da "Nuova
Sardegna, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: unico interlocutore sia la Camera di commercio Burocrazia addio, impresa in un giorno Entro l'estate il via alla sperimentazione IL CASO Ieri il primo vertice operativo ORISTANO. Riunione operativa, ieri, per concordare l'avvio della sperimentazione delle procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno", lo snellimento burocratico a favore soprattutto delle nuove ditte,
La
lega offre protezione ai ceti deboli
( da "Nuova
Venezia, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: arrivato non solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli commercianti contro il grande commercio che ha pesantemente redistribuito il consenso all'interno della destra; dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto essenzialmente come fine dei trasferimenti solidale di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali.
Silvio
ha i numeri, speriamo che non ci deluda come l'altra volta
( da "Unita,
L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna snellire la burocrazia, tagliare gli enti pubblici che non servono, predisporre un serio programma energetico. Stavolta il governo avrà tutti i numeri necessari per fare le riforme" incalza Giovanni Lettieri, presidente degli imprenditori di Napoli. Poi la rettifica: "In realtà il centrodestra li ha già avuti in passato,
<Rimborso
dall'Asl, quanti ostacoli> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia', anche se si tratta pur sempre di sanità pubblica. Sentite quanto è capitato al cittadino C.C. di Novi che ce lo racconta con una lunga lettera pervenuta spedita in redazione in occasione della richiesta di due rimborsi. LA PRIMA DOMANDA riguardava esami clinici per i quali l'Asl non garantiva il risultato entro i termini necessari per poi effettuare la visita specialista.
Oggi
i risultati ufficiali ( da "Tirreno, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Colpa del regolamento e della burocrazia", tuona Mastantuono cui spetterebbe il secondo seggio, ma che entrerebbe in consiglio nell'eventualità (quasi certa) che Eligi ricopra un incarico nella giunta. "Era più logico che la commissione esaminasse subito le schede contestate - prosegue Mastantuono - perché se vogliamo fare ricorso dobbiamo appellarci al Tar e passano mesi.
Quei
ragazzi da scampia al teatro san ferdinando - antonio tricomi
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il primo sono i chierici, gli intellettuali conformisti che scrivono gli editoriali sui quotidiani: sarebbe bello se i ragazzi di "Arrevuoto" invadessero i loro spazi. Il secondo nemico è la burocrazia: dobbiamo tutti impegnarci per rompere il suo accerchiamento".
Veltroni
a Milano, nel dopo voto riflettori puntati sul Nord
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sicurezza e lotta alla burocrazia. Quanto alla proposta fatta dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, della fondazione di un Pd del Nord, federato a quello nazionale ma autonomo, il segretario del Pd lombardo è chiaro: "Si può fare un ragionamento sull'organizzazione territoriale ma mi interessa che il Pd nazionale riesca a parlare e ad intercettare le problematiche del Nord"
DAL
PROSSIMO maggio basterà un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di Venezia.
Il ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si contrasterà meglio l'abusivismo, ci sarà più rapidità per gli utenti e meno burocrazia per l'azienda di trasporto Actv, unita alla perfetta conoscenza dei flussi di mobilità, con la possibilità di attivare tutte le iniziative per farvi fronte. Il sistema verrà attivato dal primo luglio anche su tutta la rete degli autobus.
Guido
pasqualini <Quando aprii la bottega, via Matteotti era una strada bianca e
segnava la fine della città ( da "Adige, L'"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bisogna essere anche ragionieri e sapersi districare con la burocrazia". E le soddisfazioni? "Il rapporto con la gente", risponde pronto il cavalier Fabio e osserva con orgoglio la targa consegnatagli pochi giorni fa dal consigliere regionale Pino Morandini con cui ringrazia lui e il figlio "per l'abilità professionale e cordialità con cui da sempre svolgono il proprio servizio".
LA
LEGA OFFRE PROTEZIONE AI CETI DEBOLI
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: arrivato non solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli commercianti contro il grande commercio che ha pesantemente redistribuito il consenso all'interno della destra; dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto essenzialmente come fine dei trasferimenti solidale di risorse allo stato centrale e alle regioni meridionali.
Nuovi
imprenditori, l'allarme di carige "nessuno bussa più alla nostra
porta" - raffaele de ferrari
( da "Repubblica,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ecco la burocrazia qui fa una resistenza passiva: una delle ragioni per cui gli imprenditori non sbucano. Troppo difficile". Direttore, allora dobbiamo metterci una pietra sopra? "Se stiamo dietro alle nuove generazioni, ci accorgiamo che appena possono scappano a Milano.
Rinasce
la stazione Centrale <Più sicurezza e shopping>
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E l'auspicio di Cipolletta: "Spero in un nuovo Paese dove i contratti si rispettino e i lavori non vengano interrotti dalla burocrazia, perché ogni stop significa tempo perso, costi e disagi ai cittadini". Elisabetta Soglio Il debutto Presentata la prima parte del nuovo volto della Centrale.
La
promessa di Silvio <Via i visti Ue-Mosca>
( da "Corriere
della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: imprenditori e dei turisti che hanno a che fare con le macchinose burocrazie dei due paesi. Tra l'altro l'Italia è una meta sempre più favorita per il turismo russo. L'anno scorso al solo consolato di Mosca sono stati rilasciati 400 mila visti. "Un quarto di tutti i visti rilasciati dai consolati del nostro paese in ogni parte del mondo", dice Vittorio Surdo, l'ambasciatore in Russia.
GOVERNARE
IL MALESSERE ( da "Corriere della Sera"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: insufficienza delle infrastrutture sul territorio malgrado gli sperperi della burocrazia, l'inefficienza della sanità pubblica, le desolanti condizioni della scuola primaria, mentre l'istruzione universitaria povera di investimenti per la cultura seria e la ricerca moltiplica inconsistenti corsi di studio, futili e inutili.
Troppi
cambi di medico e ogni volta devo ricominciare
( da "Tirreno,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ogni volta devo ricominciare La burocrazia va a discapito dell'assistenza sanitaria. Almeno, questa è l'interpretazione che Tamara Ghilarducci attribuisce a quanto è accaduto a lei ed a numerosi abitanti della frazione. "Come altri, mi ero affidata, da 30 anni, alle cure del medico di famiglia dottor Massimo Puccinelli, il quale conosceva ormai bene le mie condizioni patologiche.
Anche
dal medium <soddisfatti o rimborsati>
( da "Giornale.it,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contro le lunghe mani della burocrazia, non c'è tavolino semovente o bastoncino d'incenso che tenga. Per la Commissione Europea infatti acquistare un frullatore o farsi predire il futuro, ai fini giuridici, sono la stessa identica cosa: un rapporto venditore-cliente sottoposto anch'esso alla regola "soddisfatti o rimborsati".
Basta
con il prodismo ( da "Tempo, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per questa sfida Veltroni ha le carte in regola, ma attorno a Veltroni c'è ancora troppo radicalismo vecchio tipo e troppa burocrazia di partito. Tocca a lui decidere se vuole essere davvero l'erede di Prodi. Un erede che mette il Professore nell'album di famiglia che si mostra solo agli ospiti per ricordare i tempi che non verranno più.
Un
esame approfondito per rilasciare certificati
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e comunica subito l'esito, per ridurre la burocrazia. I membri sono 5, ma ne bastano 3 per volta: 2 sono medici della struttura, il terzo è un medico militare esterno; se la persona da visitare presenta minorazioni fisiche, la legge prevede la presenza di un fisiatra e del direttore della motorizzazione;
Asor
rosa: la rifondazione può essere solo culturale
( da "Tirreno,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: C'è chi sostiene che un eccesso di no, di comitati di protesta non abbia pagato la sinistra in termini elettorali. "A me pare che non abbia pagato l'eccesso di sigle partitiche e lo strapotere delle burocrazie dei partiti. Questi sono i grandi grandi sconfitti. Altro che eccesso di no!". (m.l.).
Ci
richiedono indietro i soldi, quelli delle truffe. l'europa rivuole i 903
milioni di frodi accertate ( da "Tirreno, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Allora il fatto è che l'Italia non è in grado, per burocrazia, legislazione, volontà e abitudine di far tirar fuori quei soldi a chi con la truffa li ha incassati. Questi resistono, con avvocati e proroghe. Anche se la truffa è accertata e il truffatore ha, come si dice, "beni al sole", comunque non paga.
Basta
morire così ( da "Tempo, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A proposito di burocrazia, fra multe e ricorsi il cittadino impazzisce, la stradale scrive 3 milioni e mezzo di verbali l'anno. Produciamo montagne di carte inutili. Si dovrebbe tornare a estinguere il pagamento delle contravvenzioni al momento della contestazione con la carta di credito e uno sconto del 20%.
La
via di Casini ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pierangelo Rimoldi Turate (Como) Commercio e burocrazia Una delle cose che più mi ha deluso negli ultimi anniè l'ostruzionismo che alcuni municipi attuano nei confronti degli aspiranti commercianti che vorrebbero inserirsi nel mercato. Bersani ci aveva illuso ma poi siè pensato solo a tassisti, farmacisti e benzinai, o poco altro.
In
vendita il bacino 5 L'Authority lo compra per <girarlo> ai privati
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono ancora enormi e i tempi della burocrazia sono lenti, quanto basta per andare cauti. Come ha fatto la Commissione, lo ha ricordato Francesco Nerli, che per determinare la nuova valutazione ha tenuto conto dei costi del ripristino del bacino in seguito all'affondamento". Il linguaggio è ufficiale, ma dietro le parole si colgono motivazioni di altro genere.
Sessant'anni
spalancati sulla cucina di qualità
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie permettendo, alla stanza con camino un giorno si aggiungerà un appartato fumoir dove far nuvole in santa pace. Da sessant'anni la stessa famiglia, lo stesso luogo, in una Giugliano che non è certo la stessa di una volta: gli Lglg la chiamano ancora con legittimo orgoglio provinciale "trattoria",
Ritorni
tra un mese. Ma i trenta giorni per la consegna della cartella clinica non
vengono quasi mai ( da "Messaggero, Il"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è tanta burocrazia - spiega il direttore sanitario Maurizio Ferrante -. I tempi si potrebbe comprimere ma serve più informatizzazione. In certi casi è però meglio richiedere una relazione clinica per superare con il buon senso i tempi d'attesa". "Forniamo ai pazienti una lettera di dimissioni molto elaborata - spiega Pietro Scanzano,
Multavilla
dietrofront <Toglieremo i T-Red>
( da "Corriere
del Veneto" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ora sembra riuscire la burocrazia. Nell'ottobre dello scorso anno, il sindaco aveva infatti deciso di sospendere la consegna delle multe. Da allora gli impianti continuano a fotografare le infrazioni ma le sanzioni rimangono nel cassetto. "Appena il tribunale civile si esprimerà, oppure il ministero risponderà alle nostre richieste di chiarimenti le consegneremo"
"Una
giustizia tutta da riformare"
( da "Corriere
Adriatico" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: PresidenteCristina CingolaniSono moltii problemida affrontare Presentata la Camera civile, nel mirino burocrazia e tempi biblici dei processi "Una giustizia tutta da riformare" MACERATA -L'appuntamento è nell'aula delle udienze penali del Tribunale per la nascita della Camera civile, associazione di avvocati che fa riferimento al Foro maceratese.
Burocrazia
e imprese: nuovo sportello ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Provincia di Oristano Pagina 4023 oristano Burocrazia e imprese: nuovo sportello Oristano --> Riunione operativa per concordare l'avvio della sperimentazione delle procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno": è lo snellimento burocratico a favore delle nuove ditte, che avranno nello sportello del Registro imprese della Camera di commercio l'unico riferimento,
Mancata
assunzione dell'impiegata La Asl salda il conto
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per uno strano scherzo della burocrazia infatti pignoramento e liquidazione sono avvenuti lo stesso giorno. "Sintomo della perfetta buona fede dell'azienda che ha dovuto attendere che si completassero una serie di passaggi formali". Con queste parole Tiziana Passetti, responsabile servizio bilancio, e Antonio Loi, responsabile agli affari generali,
GOVERNO:
CONFAGRICOLTURA CHIEDE RIFORME E SCELTE STRATEGICHE
( da "Agi"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - ha concluso il direttore generale Bianco - va garantito un ruolo piu' incisivo e determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali, anche a tutela e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che tanto pesa nella bilancia commerciale con l'
SPORTELLO
DELLA SALUTE E LOTTA DALLA DROGA: MODELLI DA ESPORTARE
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assistito non è più ostaggio di tempi lunghi e di una burocrazia senza fine: attraverso un vero e proprio front-office costituito da figure professionali altamente qualificate, coordinate da Antonio Buono, l'azienda sanitaria riesce a dare risposte in tempi celeri e a soddisfare il bisogno di salute del cittadino, garantendo l'appropriatezza della risposta.
LETTERE
E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie capitalistiche)
Telecamere,
manca il placet del Consiglio ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma gli occhi elettronici rimangono fermi perché "congelati" dalla burocrazia Telecamere, manca il placet del Consiglio L'assessore Alberto Curto: "Con il nuovo regolamento sarà possibile un accesso più "facile" alle immagini" Feltre(A.V.) Sono installate, collaudate, ma in attesa del via libera del consiglio comunale di Feltre.
La
finanza sposa il vigneto per fare crescere il Made in Italy
( da "Gazzettino,
Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Altrettanto interessante è che questa tendenza che sposa i rossi, i bianchi e gli spumanti made in Italy trovi proprio negli enologi, i wine maker, i sostenitori più convinti. Anche per scrollarsi di dosso -sottolinea polemicamente Martelli- quella burocrazia "a fondo perduto" "che ipoteca ogni anno mediamente il 25\% del nostro tempo".Agostino Buda.
Il
Piano regolatore che rivoluziona la viabilità
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sindaco Zuliani lamenta la burocrazia degli organi tecnici deputati a redigere la documentazione in termini relativamente brevi e quando qualcuno gli fa notare la polemica con il Comune di Pasian di Prato sulla viabilità, sbotta: "Noi non abbiamo da fare trattative con il Comune di Pasian di Prato.
Inaugurazione
con Furini e il gastronauta Paolini
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: raccontando le difficoltà di un piccolo imprenditore soffocato tra burocrazia e sindacati.Poche settimane fa è uscito "Volevo solo lavorare" in cui si raccontano storie di mobbing e di precarietà occupazionale. Un affresco dell'Italia in cui un posto fisso è sempre più una rarità e dove le persecuzioni dei superiori sono all'ordine del giorno.
Discutete
a porte chiuse ( da "Padania, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, più severità verso i delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e corna contro il Carroccio,
Combattiamo
l evasione ( da "Padania, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, più severità verso i delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e corna contro il Carroccio,
Agriturismi,
la Lombardia detta le regole ( da "Padania, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: agriturismi un nuovo regolamento che ne disciplinasse l intera attività a partire dagli aspetti autorizzativi sino a giungere alla definizione degli aspetti riguardanti la concreta gestione dell attività come il taglio della burocrazia e la tutela delle strutture penalizzate dalla stagionalità. Il provvedimento approderà ora in Consiglio Regionale". [Data pubblicazione: 18/04/2008].
Anche
la grande impresa: <È tempo di cambiare lo Stato>
( da "Padania,
La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: poca burocrazia e molta sicurezza del territorio. In tre parole: cambiare per crescere . Questa la linea rossa che ha caratterizzato la convention organizzata da Confindustria preso l auditorium Giovanni Agnelli di Torino per fare il punto sulle prossime sfide necessarie al Paese per riprendere la corsa verso la crescita.
I
conti tornano nel cassetto e il paese rimane senza bilancio in attesa di lumi
( da "Provincia
di Lecco, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le frasi difficili della burocrazia: ha preso, qualche sera fa, i conti del 2008 e, anziché approvarli, li ha rimessi nel cassetto. Ello resta senza bilancio "almeno finché ? manda a dire il sindaco, Virginio Colombo ? non sapremo di che morte moriamo: e non è, purtroppo, una frase fatta".
SondrioL'Unione
pesca sportiva di Sondrio fa sentire la propria voce per la difesa della Valle
dei Ratti e dei torrenti della provincia dall'assalto della speculazione sulle
acque ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vista la tradizionale lentezza della burocrazia italiana"). Dopo la pubblicazione del decreto si è subito creato un comitato, contrario alla decisione proprio perché il tratto della Valle dei Ratti interessato dalla richiesta è assolutamente incontaminato e di grande bellezza e anche l'Unione pesca sportiva e la Provincia si erano espressi in maniera negativa sul decreto stesso,
( da "Corriere.it" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lungo abbraccio con
il successore, emma marcegaglia Montezemolo: "Lavoratori vicini a
noi" Passaggio di consegne al vertice di Confindustria: "I sindacati
non sono più capaci di rappresentarli" Montezemolo (Lapresse) TORINO -
Lavoratori più vicini a Confindustria che ai sindacati. È Luca Cordero di
Montezemolo a lanciare l'attacco. "Il risultato delle elezioni conferma
quanto andiamo dicendo da tempo: i lavoratori non si sentono più rappresentati
da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi
concreti. E sono molto più vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei
sindacalisti". Montezemolo ha parlato al Lingotto di Torino in occasione
del passaggio di consegne ad Emma Marcegaglia, nuovo presidente di
Confindustria. "PRATICHE VECCHIE" - "È ormai chiaro che la
trincea dei negoziati infiniti, del rifiuto di guardare con occhi obiettivi la
realtà e soprattutto in che direzione va il mondo, serve solo e soltanto a
difendere una casta di professionisti del veto - ha proseguito Montezemolo,
applaudito dalla platea degli imprenditori -. È veramente ora che il sindacato apra
gli occhi e si confronti con il mondo reale, rinunciando a pratiche vecchie,
come quegli scioperi rituali e inutili che ogni due anni accompagnano
puntualmente i rinnovi contrattuali". Montezemolo e Marcegaglia
(Infophoto) SINISTRA ARCOBALENO - Secondo il presidente di Confindustria, le
urne hanno sancito "la pesantissima sconfitta politica di quelle forze che
negli ultimi due anni, dentro il governo, sono state portatrici di una cultura
anti-impresa e anti-mercato, che ha consapevolmente costituito un freno alla
crescita economica e alla modernizzazione". Chiaro il riferimento alla
Sinistra Arcobaleno. "Oggi abbiamo la conferma di quello che abbiamo
sempre sostenuto: i no alla tav, i no alle infrastrutture, i no ai
rigassificatori o ai termovalorizzatori, il vedere le imprese e gli
imprenditori come nemici, sono patrimonio di una minoranza esigua che oggi non
ha neppure rappresentanza in Parlamento". INDULTO - Altro attacco al
governo Prodi: sull'indulto, definito da Montezemolo "un provvedimento
disastroso". "Ha dimostrato una scarsa considerazione verso le fasce
deboli della popolazione, quelle più esposte ai fenomeni di microcriminalità.
L'indulto è stato un brutto segnale in un Paese in cui troppo poco rispetto è
portato alle vittime della criminalità e del terrorismo. E lo voglio dire forte
proprio a Torino, la città che ha pagato uno dei prezzi più alti durante gli
anni di piombo". STAGIONE RIFORME - "Non c'e alternativa a una
grande, decisa , radicale, stagione di riforme" prosegue. Tre le grandi
emergenze che si pongono al paese, quella economica, sociale e istituzionale: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da un'inadeguata
politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno. È mancato
anche, per Montezemolo, un deciso programma di liberalizzazione e di
privatizzazioni oltre a una riforma istituzionale con cui alleggerire la
macchina dello Stato. CRESCITA - "La risposta all'impoverimento può
venire solo da una maggiore crescita. E potrà esserci un aumento delle
retribuzioni solo a fronte di un consistente incremento della produttività -
sottolinea Montezemolo -. È importante che la coalizione che ha vinto le
elezioni abbia messo in agenda per il primo Consiglio dei ministri la
detassazione degli straordinari e del salario variabile. Non si tratta solo di
un provvedimento che va nella giusta direzione, ma è anche un'inversione di
tendenza di fondamentale portata nel modello di relazione industriale che noi
vogliamo fortemente innovare". Montezemolo ha ribadito la necessità di
mettere mano "a una profonda riforma del Welfare", con un mercato del
lavoro più selettivo e più flessibile. Un lunghissimo applauso ha salutato la
fine dell'intervento di Montezemolo, che ha ringraziato per "questi
quattro anni di lavoro insieme, anni difficili, segnati da campagne elettorali
continue e da ripetuti cambi di quadro politico. È stata per me un'esperienza
impegnativa ma soprattutto entusiasmante". ABBRACCIO - Un lungo, caloroso
abbraccio ha segnato il passaggio di consegne ad Emma Marcegaglia. Montezemolo
ha riservato al successore un augurio speciale, con parole di Goethe: "Nel
momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove.
Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai
avvenute. Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, incominciala!
L'audacia ha in sé genio, potere e magia: incominciala adesso". E la
Marcegaglia: "Vi prometto di metterci tutta l'anima e tutte le mie
capacità e penso che insieme potremo continuare ad avere una Confindustria
forte che contribuisca a un futuro migliore per noi e per i nostri figli".
stampa |.
( da "Cittadino, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Storie
di ordinaria burocrazia Caro direttore, mi permetto di
chiederti un po' di spazio sulle colonne del "Cittadino" per
raccontare una vicenda che, seppur personale, credo possa avere un qualche
interesse per i nostri lettori, essendo esemplificativa delle tortuosità e dei
vicoli ciechi in cui l'inerme cittadino italiano può talora infilarsi - con le relative perdite di tempo e
denaro - nel disgraziato momento in cui decide di fare ricorso contro una multa
ritenuta ingiusta. La multa lo dico en passant la prendo per un sorpasso
effettuato in moto, una tarda mattinata segue a pagina 15.
( da "Stampa, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autore LAVORATORI
IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due
anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario sugli
incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la mia
idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho provato
in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi hanno dato
un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo senso di
esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non si può non
affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro. Non avrei
ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel dolore. Io
denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa nostra
epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e soprattutto i
talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro tempo. Preciso
che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una valenza
politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di ideologico
nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti dei
familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in
questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo
dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati
dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra
burocrazia. Si è superato
ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo
disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del
lavoro.
( da "Citta' di Salerno, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Proposta di Benigno
per fronteggiare il fenomeno dell'abusivismo edilizio "Occorre partire dal
calcestruzzo" " Contro l'abusivismo edilizio un protocollo d'intesa
che coinvolga la aziende del territorio impegnate nella produzione di cemento e
materiali edili. A chiederlo è Maurizio Benigno, presidente del Comitato Rione
Arenula di Nocera Inferiore, in una missiva, indirizzata al Prefetto e ai
sindaci dell'area del Patto territoriale. " Benigno chiede di mettere a
conoscenza le aziende del settore di tutte le aree dove non è possibile
edificare, in quanto la zona è dichiarata "rossa" o perché lo
strumento urbanistico lo vieta. "In questo modo - spiega - sarebbe
possibile arginare il fenomeno dell'abusivismo alla fonte, prima ancora che il
cemento esca dalle aziende che lo producono". L'attuazione della proposta
avanzata dal presidente del comitato significa che dalle ditte di calcestruzzi
si potrebbe uscire con la materia prima per costruire solo dopo aver depositato
i dati personali e mostrato l'apposita licenza. " "Ci sarebbe un po' più di burocrazia per vendere questi materiali - conclude Benigno - ma si
arriverebbe ad avere la quasi certezza che non si contribuirá a realizzare
immobili abusivi. Le operazioni di controllo, messe in atto quotidianamente
dalla polizia locale diretta dal comandante Giancarlo Correale, mostrano con
chiarezza la gravitá della situazione. Puntualmente, ad ogni bilancio
settimanale, spuntano abusi edilizi, alcuni dei quali addirittura realizzati
nelle zone più a rischio. Da solo, il controllo delle forze dell'ordine, non
basta. C'è bisogno di qualche nuovo strumento, come quello che ho proposto, in
grado di dare certezza sulla destinazione delle forniture di cemento".
( da "Citta' di Salerno, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Migliaia di euro per
un impianto che non funziona Camerota, furti e atti vandalici ma le telecamere
sono guaste " CAMEROTA. Spesi migliaia di euro per un sistema di
videosorveglianza che non funziona. Accade a Marina di Camerota, dove tre anni
fa l'amministrazione comunale realizzò un sofisticato impianto di
videosorveglianza che doveva servire, nelle intenzioni del Comune, a
controllare l'area portuale e alcune zone del centro abitato. " Un sistema
all'avanguardia, che purtroppo tra problemi tecnici e burocrazia non ha mai quasi funzionato.
La polemica è nata a seguito di alcuni piccoli danneggiamenti effettuati nei
mesi scorsi sull'area portuale ed in localitá "Calanca". Reati
perpetrati in prossimitá delle telecamere e che purtroppo non sono mai stati
ripresi. Agli sfortunati che hanno chiesto al comune copia delle
registrazioni è stato sempre detto che "l'impianto non funzionava".
" In particolare l'amministrazione, per quanto concerne la visione e la
visione delle registrazioni, aveva dato mandato al comando dei vigili urbani.
Insomma, telecamere cieche che anche lo scorso anno non ripresero i furti
avvenuti a bordo di alcune imbarcazioni di pescatori. Dunque, per il momento
l'impianto di videosorveglianza di Camerota non fa paura a nessuno, né tanto
meno ai ladri. Numerose le polemiche sollevate dai cittadini che restano in
attesa di comprendere il motivo del mancato funzionamento. E a far chiarezza
sulla questione è proprio il consigliere comunale di maggioranza con la delega
ai vigili urbani, Giosuè Mazzeo: "Il sistema di videosorveglianza a Marina
di Camerota - spiega - è guasto a causa di un fulmine che si è abbattuto sul
sistema danneggiando le apparecchiature. Speriamo di riparlo presto, ma al
momento gli uffici di ragioneria non lo consentono. Nei mesi scorsi alcuni
responsabili dell'Ept di Salerno - continua Mazzeo - sono venuti a Camerota per
installare delle telecamere che dovranno permettere ai turisti di osservare on
line il paese. Abbiamo chiesto di riparare il nostro sistema a loro spese e di
utilizzarlo".
( da "Corriere delle Alpi" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Roberto Curto In
autunno il consolidamento della rocca Lo studio Minella elabora il progetto
Dalla Caneva: "L'area sarà sicura" FELTRE. Lo studio Minella di Santa
Giustina sta elaborando la progettazione che sarà completata entro la fine
dell'estate e così in autunno potranno partire i lavori. L'intervento da 1,3
milioni di euro servirà a consolidare la rocca della basilica dei santi Vittore
e Corona. I soldi, giunti dal Ministero dell'Ambiente, sono da oltre un anno
nelle casse comunali e con l'avvio della progettazione la strada imboccata pare
quella giusta per ridisegnare il futuro di tutta l'area. L'assessore ai lavori
pubblici, Luciano Dalla Caneva, sta seguendo la pratica dell'intervento
coordinato con la diocesi di Belluno, proprietaria del complesso monumentale. E
don Giacomo Mazzorana dell'ufficio della curia per l'arte sacra ha già
pianificato l'intervento che riguarderà l'edificio e gli interni della
basilica. In ottobre partirà la sistemazione dell'aula magna, della cucina con
adeguamento dell'impianto antincendio. L'auspicio è che contemporaneamente
partano anche i lavori di consolidamento. A dire il vero le opere erano state
presentate già a gennaio 2007, ma i tempi della burocrazia hanno costretto a rivedere il
cronoprogramma. Questa, finalmente, sembra la volta buona: "I
lavori", spiega Luciano Dalla Caneva, "riguarderanno la dorsale sulla
quale poggiano parti consistenti delle strutture del santuario in
corrispondenza del fondovalle e dell'abitato di Anzù, e consisteranno in ancoraggi
profondi mediante tiranti e chiodi, preceduti da un intervento
preliminare di iniezioni di cemento nelle fessurazioni esistenti. Sul versante
settentrionale, roccioso e con zona boschiva che sovrasta il tornante di
accesso al santuario, sono previsti interventi di protezione tramite la messa
in opera di reti in aderenza e di un sistema di paramassi metallico sopra la
strada. Nelle altre zone dove ci sono problemi minori sarà sufficiente la posa
di reti in aderenza". Il progetto è in fase di realizzazione da parte dello
studio Minella di Santa Giustina che si è aggiudicato la procedura ristretta ad
evidenza pubblica alla quale hanno risposto complessivamente cinque studi
professionali di cui due marchigiani e tre del Veneto: "Il progetto",
aggunge Luciano Dalla Caneva, "è stato dichiarato vincente in base
all'offerta economica di 119 mila euro e la consegna degli elaborati del
progetto definitivo in ventotto giorni e dell'esecutivo in 19 giorni con una
riduzione di circa il 35 per cento del tempo previsto nel bando di gara".
Una volta consolidata l'intera rupe e attuati gli interventi per consolidare le
murature alla base del santuario, con un ulteriore stralcio, l'amministrazione
intende verificare la fattibilità della costruzione di un ascensore inclinato
le cui strutture, oltre a svolgere anch'esse una ulteriore funzione di
consolidamento, consentirà ai pellegrini e ai turisti un più agevole accesso
alla rocca. Nelle idee della diocesi, gli ascensori sono addirittura due: il
secondo, incastonato nella roccia, porterà pellegrini e visitatori sul piazzale
d'ingresso.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'impresa artigiana
si regge su determinati valori, si regge sui legami familiari, sulla voglia di
migliorare la propria condizione e generare lavoro. Ma poi si scontra contro un
muro invalicabile di vincoli, balzelli e con un sistema che le mette all'angolo
soffocandola di leggi e leggine, di costi e lungaggini burocratiche che
superano ogni ragionevole limite di tolleranza. Gli artigiani lavorano in
silenzio, non fanno le marce, non fanno la rivoluzione, non hanno cordate di
salvataggio, si arrangiano da soli ma sono stanchi di subire e la loro pazienza
ha raggiunto il limite umano di sopportazione. Con le loro aziende che nella
stragrande maggioranza non superano i nove addetti, sono l'ossatura importante
della nostra società,ma hanno capito che questa società è indifferente e
scarica a getto continuo una buona dose della sua inefficienza. L'Upa
Confartigianato confida nell'impegno del nuovo governo ad operare scelte rapide
e di interesse generale per affrontare la fitta agenda dei problemi del Paese.
Infatti, dalle consultazioni elettorali è emersa una coalizione che può
amministrare il Paese con un governo stabile nel tempo e garantire certezze e
affidabilità al sistema imprenditoriale. Le imprese artigiane si aspettano dal
nuovo governo segnali forti ed efficaci per rilanciare la competitività del
comparto. L'Upa chiede l'attenzione nei confronti dell'artigianato e delle
piccole imprese che del resto è contenuta nel programma elettorale del Popolo
della Libertà trovi concreta e rapida attuazione.Iniziando a ridurre la spesa
pubblica ed eliminare gli sprechi. In materia fiscale è necessario andare oltre
l'impegno a non chiedere ulteriori sacrifici agi italiani: bisogna abbassare la
pressione tributaria su imprese e famiglie, semplificare gli adempimenti fiscali
e la revisione degli studi di settore. Gli artigiani si aspettano che vengono
liberati dalla zavorra opprimente dei costi della burocrazia(da anni l'organizzazione è impegnata su questo fronte), della
diminuzione dei costi energetici che sono i più elevati d'Europa, liberare i
cittadini e le imprese dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle
rendite di posizione, rilanciare il ruolo dell'apprendistato, valorizzare la
contrattazione a livello regionale e che siano eliminate le discriminazioni
tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. In particolare viene chiesta una
rappresentanza degli artigiani sui tavoli di concertazione basata sulla pari
dignità con le altre forze economiche e sindacali. Franco Bruno Upa - Mantova.
( da "Giornale di Brescia" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 19/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LIBRI Gli aspri racconti dal vero della
psicologa bresciana Mariagrazia Magri Storie di genitori "speciali"
Il libro è di quelli che fanno "venire il magone" al lettore più
smaliziato. Stiamo parlando di Genitori e non. "veramente speciali"
della psicologa bresciana Mariagrazia Magri, appena pubblicato da Marco Serra
Tarantola. "Speciali" sono i figli raccontati nelle storie raccolte
nel volumetto, perché si tratta di bambini nati con handicap mentali o colpiti
da handicap nell'infanzia; "speciali" sono i genitori di questi
bambini (non solo quelli naturali, ma anche quelli adottivi o gli affidatari),
perché di fronte a difficoltà enormi hanno saputo ricoprire pienamente il
proprio ruolo, accettando il figlio per quello che è e può dare e offrendogli
guida e sostegno. Dunque le storie proposte dall'autrice, che fa parlare i
genitori in prima persona, - tutte vicende autentiche, ovviamente raccontate
con nomi fittizi - compongono un aspro viaggio nel pianeta del dolore, un
viaggio fatto di faticosi calvari: l'angoscia della scoperta nel proprio figlio
dell'handicap che all'inizio non si vorrebbe accettare, il lungo bussare alle
porte delle istituzioni che dovrebbero offrire sostegno, le
sordità delle burocrazie, le durezze di certi operatori sanitari. Molti dei
casi raccontati fanno venire un nodo alla gola per le prove soverchianti cui
alcune persone sono sottoposte. Si veda la storia terribile di Giovanna ed
Ernesto, dove una madre di tre figli si trova a dover affrontare l'handicap
mentale di due dei bambini e la morte improvvisa del marito (con il
particolare commovente della figlia che, preparando la tavola, mette sempre il
piatto anche per il papà morto). Altre vicende paiono avere dell'incredibile,
come quella di Elena, nata con gravi danni cerebrali e presa in affido da una
mamma già in difficoltà a crescere due figli e praticamente abbandonata dal
marito. Le ultime storie del libro sono, per così dire, più
"leggere": parlano dei problemi che spesso si creano tra affidatari e
genitori naturali (a volte extracomunitari) e di quelli che intervengono per i
figli di genitori separati e nelle famiglie "allargate". Ciò che
l'autrice vuole evidentemente fare emergere nei casi raccontati è il ruolo
genitoriale, quella capacità di offrire aiuto al volo del proprio figlio, che
deve anche sapere trasformarsi in capacità dei genitori di rendersi
"inutili" perché il figlio adulto possa realizzare se stesso con i
tempi che gli sono propri. Ma - gli interessati ben lo sanno - "non è
semplice, non è senza dolore, non è senza timore di sbagliare". Le storie
qui raccolte sono già state pubblicate sulla rivista Madre una decina di anni
fa. Ora l'autrice le ha integrate e riproposte. Mariagrazia Magri, psicologa e
psicoterapeuta, ha maturato una lunga esperienza in campo clinico e in quello
della formazione. GENITORI E NON ..."VERAMENTE" SPECIALI
AutoreMariagrazia Magri EditoreMarco Serra Tarantola Pagine144 Euro12 Alberto
Ottaviano.
( da "Italia Oggi" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Professioni Numero 094, pag. 38 del 19/4/2008
Autore: di Roberto Sandri Visualizza la pagina in PDF Ok
dal ministero ai servizi on line Eppi, più internet per la previdenza
"Vogliamo trasferire on line tutta la comunicazione tra ente ed iscritti e
tutti gli aggiornamenti che mensilmente i 97 Collegi ci devono comunicare. Il
progetto è ambizioso ma ora abbiamo il primo, importante, via libera del
ministero del lavoro". Così Florio Bendinelli, presidente Eppi (Ente di
previdenza dei periti industriali) , commenta l'aggiornamento dell'articolo 10
del Regolamento interno che stabilisce dal
( da "Provincia di Cremona, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Sabato
19 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Le nostre bande sono da salvare
Sosteniamo l'appello di Muti Caro direttore, oggi ho sentito al telegiornale
che il grande maestro Riccardo Muti sta battendosi per la salvezza in Italia
delle bande musicali, un patrimonio che appartiene alla nostra storia e alla
nostra civiltà. I suoi recenti appelli in materia sono condivisibili e dunque
vanno diffusi. Lei direttore che è sempre stato vicino alle nostre bande faccia
qualcosa! C. F. (Cremona) Intanto rilancio volentieri l'appello del maestro
Muti il quale da tempo sostiene che "quello che si sta consumando ai danni
delle bande è un vero delitto culturale". Ed infatti Muti il prossimo 14
giugno ? proprio per stimolare l'attenzione nazionale su questo problema ?
dirigerà al Festival di Ravenna la banda musicale di Delianuova. Immagino
l'eco. E' vero però anche l'allarme che si sta diffondendo tra le 4.500 bande
italiane (e ieri ho incontrato l'assessore Celestina Villa trovando in materia
una confortante sintonia): la musica va sostenuta, incoraggiata, alimentata
anche attraverso le bande che rischiano la fine per mancanza di fondi.
Dimenticate da Stato e Regioni (il ministero dei Beni culturali prevede in
realtà un finanziamento per le bande ma raramente va oltre i 400 euro l'anno!), bastonate dalla burocrazia che scoraggia persino le elargizioni liberali, le bande stanno
davvero attraversando un periodo nero. Ai politici ricordo che l'argomento
interessa 130mila suonatori e mezzo milione di persone tra organizzatori,
accompagnatori, sostenitori. In provincia di Cremona il fenomeno è
importante e a Soncino tocca una eccellenza di spessore europeo (bravo
Vanoli!). Ma anche altrove vi sono realtà importanti, da Pandino a
Casalmaggiore. Noi, come dimostra il Cd che abbiamo prodotto nel 1999, saremo
sempre al loro fianco. Questa tradizione è da salvare.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia
"Imprese vitali e reattive" L'ANALISI PORDENONE. Uscendo dalla banca
ma restando banca che guarda al momento economico, di certo non brillante, ci
sono timori per la tenuta delle nostre imprese? "Il Nord Est ha
presentato, nel 2007, dati migliori di quelli del contesto italiano, e anche in
questa prima fase del 2008 - risponde Angelo Sette - pare dimostrare una tenuta
analoga. Merito soprattutto delle esportazioni, nonostante il rafforzamento
dell'euro. Questo significa che c'è stata una progressiva trasformazione dei
prodotti verso la qualità, che è premiante nella competizione. Inoltre si sono
aperti nuovi mercati, come la Russia e l'Est Europa in generale, e anche
l'Oriente, Cina e India in particolare. I nostri imprenditori, ancorché piccoli
e medi, hanno dimostrato vitalità, prontezza e capacità di reazione e di
trasformazione che ha consentito di chiudere il
( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del È sempre colpa degli altri Alfredo Recanatesi Imprese Nel
convegno internazionale che ha voluto organizzare a Torino a chiusura del suo
mandato quadriennale al vertice della Confindustria, Montezemolo ha condensato,
come in uno schema tassonomico, gli assunti della sua presidenza. Per tornare a
crescere l'Italia ha bisogno di flessibilità del lavoro con sicurezza sociale,
certezza del diritto, infrastrutture moderne, meno tasse, più
concorrenza, innovazione, capitale umano, poca burocrazia e sicurezza del territorio. Detto così potremmo anche
sottoscrivere. Ma non si può mancare di osservare che fino all'ultimo la
visione di Montezemolo non comprende il ruolo che, nel declino dell'economia
italiana, hanno avuto ed hanno le imprese. segue a pagina 27.
( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti IL SABATO
DEL VILLAGGIO QUANDO VINCE LA TELEPOLITICA GIOVANNI VALENTINI è un riflusso da
eccesso di aspettative, alimentate a piene mani da una classe dirigente
ulivista che in cinque anni non ha mai avuto il coraggio di opporsi al
giustizialismo militante, al girotondismo diffuso, all'antiberlusconismo
dilagante. (da "Nord terra ostile" di Marco Alfieri ? Marsilio, 2008
? pag. 172) è un errore di prospettiva parlare di "quindicennio
berlusconiano" per datare al 1994, e cioè all'epoca della fatidica discesa
in campo di Silvio Berlusconi, l'inizio della stagione politica che ha
riportato saldamente il centrodestra al governo. In realtà, questa fase di
cambiamento e di trasformazione sociale è cominciata molto tempo prima. Era
stata aperta dall'avvento della televisione commerciale, a metà degli anni
Ottanta, preparando così il terreno a una mutazione genetica che s'è sviluppata
in un quarto di secolo, a cavallo di più generazioni. Non avendo saputo, potuto
o voluto cambiare la televisione, preservando il ruolo istituzionale del
servizio pubblico e introducendo nel sistema un minimo di pluralismo, alla fine
la televisione ha cambiato noi, la nostra mentalità collettiva, il nostro modo
di pensare e di agire. Ha plasmato gli elettori del centrodestra. Ma in qualche
misura ha forgiato anche quelli della sinistra, omologandola alla "cultura
dominante" nei contenuti, nel linguaggio, nella comunicazione; spingendola
fino alla perdita della propria identità originaria, all'amnesia storica e
all'autocombustione. Solo il tempo potrà stabilire se la "nuova
sinistra" che esce ora dalle urne, riformista, buonista, soft-e-loft,
riuscirà mai a diventare alternativa di governo in un Paese la cui vocazione
maggioritaria era ed è inequivocabilmente di segno moderato. Non dev'essere poi
una grande soddisfazione per chi ha demonizzato la vecchia Democrazia
Cristiana, il partito interclassista fondato sull'anticomunismo, sull'unità dei
cattolici e soprattutto sull'indisponibilità del glorioso Pci in quanto partito
anti-sistema. Oggi è come se ne avessimo addirittura due di Dc: una tuttora
anticomunista, sebbene il comunismo sia finito da tempo, ma anche secessionista
e tendenzialmente razzista; l'altra catto-laica, non abbastanza confessionale
da raccogliere il consenso dei cattolici e non abbastanza secolare da impugnare
la bandiera della laicità. La Dc di De Gasperi era "un partito di centro
che guarda (o marcia) verso sinistra", quest'ultima è invece una sinistra
che guarda o marcia verso il centro, malgrado non sia riuscita per il momento a
sfondare in tale direzione. Ma come la televisione pubblica aveva contribuito a
cambiare il Paese a partire dalla metà degli anni Cinquanta, favorendo la
transizione dalla civiltà contadina a quella industriale, unificando le due
Italie, la lingua, i consumi e i costumi, così in questi venticinque anni la
televisione commerciale ha contribuito a modificare la gerarchia dei valori.
L'individualismo ha preso il sopravvento sulla solidarietà. L'edonismo e il
narcisismo hanno soppiantato l'impegno civile. Lo sviluppo ha prevalso sul
progresso, nel significato pasoliniano dei due termini. E allora il
berlusconismo è diventato "senso comune", il pensiero unico, il modello
sociale di riferimento. Non c'è da meravigliarsi, dunque, se il duopolio
televisivo ha finito per legittimare concettualmente il duopolio politico. E
neppure se quest'ultimo riabiliterà retroattivamente il primo. L'assetto del
sistema televisivo riflette e alimenta quello del sistema politico. Piaccia o
non piaccia, la telepolitica è ormai la politica o viceversa. Sarebbe sbagliato
tuttavia non riconoscere, come qui abbiamo già fatto in tempi non sospetti, che
nel corso di questi venticinque anni un processo del genere ha innescato e
favorito anche una modernizzazione della società italiana che oggi si traduce
in una forte domanda di modernizzazione politica: meno ideologia e più
pragmatismo; più governabilità e stabilità; più efficienza
e meno burocrazia; più rapidità
nelle decisioni e meno sprechi. Sono le istanze profonde che vengono dalle urne
del 13 e 14 aprile. Quanto alla giustizia sociale, se non vogliamo affidarci
solo al "populismo democratico" di Berlusconi, è proprio questa la
frontiera su cui dovrà mobilitarsi l'opposizione, nel tentativo di evitare che
l'egemonia del centrodestra possa degenerare nella prevaricazione o
quantomeno di contenerne gli effetti. Ma da grande comunicatore qual è,
certamente il futuro premier farà di tutto per piacere e piacersi sempre di
più; per risultare gradito al maggior numero possibile di cittadini e non solo
a quelli che hanno votato per lui. A questo punto, Berlusconi si candida a
conquistare un posto nei libri di storia, a diventare un "padre della
Patria" e quindi ad assurgere prima o poi al Quirinale. Con tre vittorie
elettorali nell'arco di quindici anni, e in particolare con questo trionfo che
consegna il Paese a lui e a Bossi, la sua legittimazione democratica appare
ormai definitiva, nonostante il tardivo ripensamento di Veltroni nelle ultime
battute della campagna elettorale. L'investitura popolare non può sanare
evidentemente il conflitto d'interessi, quello di un capo di governo che di
fatto - caso unico al mondo - è un concessionario pubblico, ma per il momento
lo accantona, lo rimuove o lo archivia. Avremo di nuovo un presidente-padrone,
forte però di un consenso elettorale che non è più lecito mettere in
discussione. E la stessa telefonata di congratulazioni con cui il leader del Pd
ha correttamente riconosciuto a caldo la vittoria dell'avversario, sancisce di
fatto un armistizio, una tregua istituzionale, se non proprio una dichiarazione
di resa. Nell'interesse del Paese e di tutti noi, dobbiamo augurarci che il
nuovo governo Berlusconi abbia successo, per uscire dalla crisi e riprendere a
crescere: magari con il contributo costruttivo dell'opposizione, nella
distinzione dei ruoli e delle responsabilità. Non è più tempo di
contrapposizioni frontali, di sfide o di duelli televisivi. L'Italia di oggi
non se lo può permettere, anche a costo di continuare le trasmissioni a reti
unificate. (sabatorepubblica. it).
( da "Nuova Sardegna, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il progetto prevede
che l'unico interlocutore sia la Camera di commercio
Burocrazia addio, impresa in un giorno Entro l'estate il via alla sperimentazione
IL CASO Ieri il primo vertice operativo ORISTANO. Riunione operativa, ieri, per
concordare l'avvio della sperimentazione delle procedure contenute nel
pacchetto "Impresa in un giorno", lo snellimento burocratico a favore
soprattutto delle nuove ditte, che avranno nello sportello del Registro
imprese della Camera di commercio l'unico riferimento, evitando così di doversi
rivolgere anche all'Agenzia delle entrate, all'Inps e all'Inail. Convocato dal
segretario camerale Enrico Massidda, l'incontro ha visto la partecipazione dei
funzionari e tecnici del sistema camerale, dei responsabili degli uffici
provinciali di Agenzia delle entrate, Inps e Inail, dei rappresentanti delle
associazioni Agci, Api Sarda, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio,
Confesercenti, Cna, Legacoop e Ugc, e dei vertici dell'Ordine dei
commercialisti e dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Oristano. Nella
riunione è stato confermato che prima dell'estate sarà adottata la fase di
sperimentazione. "Per uno o due giorni alla settimana - ha spiegato il
segretario della Camera di commercio, Enrico Massidda - negli uffici del
Registro imprese si utilizzeranno le nuove procedure semplificate, coinvolgendo
anche gli altri referenti del progetto "Impresa in un giorno": l'Agenzia
delle entrate, l'Inps, l'Inail e i consulenti. In questo modo - ha proseguito
Massidda - si avrà modo di verificare subito i meccanismi di collaborazione tra
uffici pubblici, meccanismi che saranno di gran beneficio all'utente,
assicurandogli appunto il disbrigo delle procedure di registrazione nell'arco
delle 24 ore e con un solo referente". Gli uffici pubblici coinvolti hanno
manifestato la massima disponibilità, mentre gli Ordini professionali nelle
prossime settimane, insieme alla Camera di commercio, promuoveranno
un'iniziativa di formazione. Il progetto "Impresa in un giorno"
prevede che le nuove imprese possano essere operative in 24 ore, avendo come
interlocutore la Camera di commercio, da raggiungere attraverso l'operazione
allo sportello o la procedura telematica, con la cosiddetta "comunicazione
unica", ed evitando il peregrinare per vari uffici. La stessa procedura si
applicherà anche in caso di modifiche o cessazione dell'attività.
( da "Nuova Venezia, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione LA LEGA
OFFRE PROTEZIONE AI CETI DEBOLI SEGUE DALLA PRIMA Fenomeni diversi ma
riconducibili allo spettro della globalizzazione ingovernata, come
l'insicurezza economica e fisica, l'immigrazione, la concorrenza cinese, hanno
allarmato pezzi rilevanti di società. Lo spaesamento provocato da effetti
globali divenuti glocali, che si manifestano localmente, è stato dirompente per
questi segmenti sociali. Il Carroccio ha dato voce alle loro paure,
alimentandole a sua volta e facendosene imprenditore politico. E colmando un
vuoto. Ha rotto, infatti, l'afasia che sull'argomento ha mostrato la sinistra,
divenuta ormai in gran parte espressione di ceti medi con stili di vita
cosmopoliti. Il consenso alla Lega è, infatti, arrivato non
solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli commercianti contro il grande
commercio che ha pesantemente redistribuito il consenso all'interno della
destra; dall'adesione a un progetto di federalismo vissuto essenzialmente come
fine dei trasferimenti solidale di risorse allo stato centrale e alle regioni
meridionali. Lo sfondamento oltre il tradizionale zoccolo duro verde è
avvenuto presidiando il mercato dell'offerta di protezione. Quella protezione
che, impegnata in questi anni a discutere più del contenitore che del contenuto
e a cercare di colmare, tanto da divenire più realista del re, i suoi storici
ritardi nei confronti dei settori imprenditoriali, non ha fornito la sinistra.
Né sul piano sociale, né su quello della sicurezza. Lasciandosi così alle
spalle, oltre che l'ormai retorico e ingombrante discorso "sul
popolo", anche "il popolo": composto in gran parte da quanti,
per necessità, vivono in una sorta di nuovo fordismo sociale che penalizza chi,
per risorse o status, non è in grado di essere mobile tra diversi scenari,
locali e globali, ed è ancorato un territorio profondamente trasformato dai
flussi mondiali di merci, persone, identità. Di fronte a questa fetta di
società popolata da anziani, casalinghe, lavoratori a bassi salari, la Lega si
è posta come attore territoriale della protezione. La cui funzione è
essenzialmente trattenere, disciplinare, dare forma politica, relazionale prima
ancora che istituzionale, a un territorio destinato, nelle intenzioni, a
aprirsi e chiudersi selettivamente agli effetti della globalizzazione. E che ha
la funzione simbolica di rifondare un legame sociale identitario che prescinda
da quella che un tempo era la collocazione di classe. Da qui il richiamo
leghista all'interclassismo e al rifiuto di autodefinirsi, a prescindere dal
tratto dominante del proprio elettorato, di destra o sinistra. Non è casuale,
dunque, che abbiano votato per il Carroccio molti operai. Non solo quelli non
sindacalizzati delle piccolissime imprese che, memori della dottrina sociale
cattolica sui rapporti cooperativi tra dipendente e imprenditore, hanno sempre
sviluppato buone relazioni con quest'ultimo e sognano di mettersi in proprio;
ma anche quelli iscritti alla Fiom, che non teorizzano alcuna
"soggettività di classe" e guardano il mondo oltre il cancello della
fabbrica con occhi difensivi. Così come hanno votato "verde" lavoratori
dipendenti privati che, privi di una efficace protezione salariale, hanno
cercato sul piano della sicurezza una risposta, pur che sia, all'ansia per il
futuro; e molti giovani, attratti dalla doppia anima "rivoluzionaria"
e protezionista del leghismo militante. Un "popolo", quello che ha
dato il suo consenso alla Lega, che condivide, più che immaginari miti padani,
l'idea di una nuova "rivoluzione conservatrice", che ha nel
tremontismo il garante dell'alleanza, mai del tutto organica, con il populismo berlusconiano.
Il Carroccio è ormai l'unico erede dei partiti di massa di un tempo: del Pci,
nella struttura di partito e nel rapporto con i ceti popolari, coltivato grazie
a un metodico lavoro sul territorio; della Dc, dalla quale ha mutuato,
attraverso il diffuso "municipalismo padano", la tutela dei
microinteressi locali come rinforzo dei vincoli di solidarietà, anche
elettorale. Il sempre più largo bacino elettorale leghista non è, però, del
tutto fidelizzato; ed è destinato a soffrire le tensioni legate all'inevitabile
ruolo di "partito di lotta e di governo" del Carroccio. Lo si vedrà
sin da quando, in tempi di ristrettezza di spesa pubblica, l'agognato
federalismo fiscale diventerà oggetto di una dura partita per le risorse con il
neoleghismo meridionale. In questa situazione, per recuperare consenso, non
basta al Pd aprire le proprie fila a noti imprenditori. Un serio approccio alla
"questione settentrionale" implica anche saper rispondere, in maniera
non imitativa, alla domanda di protezione che viene dai ceti più deboli.
Inoltre il Pd deve essere meno "romanocentrico", dandosi non solo una
forma che mescoli i tratti del partito leggero con quello pesante, ma anche una
propria specifica organizzazione a Nord, che abbia larga autonomia politica e
si radichi nel territorio. Un passaggio, concettuale e organizzativo, che
necessita di una vera e propria rivoluzione culturale. In assenza della quale,
in Veneto come in altre regioni settentrionali, la partita sarà chiusa per
lungo tempo. Renzo Guolo.
( da "Unita, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando l'edizione
del IN PLATEA Commenti, speranze e disincanto degli industriali in attesa della
nuova stagione berlusconiana "Silvio ha i numeri, speriamo che non ci
deluda come l'altra volta" di Luigina Venturelli inviata a Torino Gli
insegnamenti di Gianni Agnelli hanno gettato radici profonde in Confindustria.
"Se farà bene, il merito sarà di tutti. Se farà male, la responsabilità
sarà tutta sua" disse l'Avvocato nel 1994, all'epoca dell'insediamento del
primo governo Berlusconi. Opinione largamente condivisa dagli imprenditori
italiani, riuniti ieri al Lingotto di Torino per discutere della crescita
economica e, in via confidenziale con queste dichiarazioni raccolte dall'Unità,
dell'imminente cambio al vertice di Palazzo Chigi. "Gli imprenditori, per
definizione, sono sempre d'accordo con il governo in carica" commenta una
veterana esponente di Federmeccanica che, nonostante le pillole di saggezza
dispensate, ha preferito restare anonima. "Abbiamo attraversato un momento
felice senza nemmeno accorgercene. Ora ci aspetta un momento difficile,
speriamo di cavarcela". Non ci sono straordinarie attese per la prossima
ascesa del Berlusconi-ter. Solo ineccepibili richieste di modernizzazione e un
po' di scetticismo sui risultati che verranno: "La vera scommessa è la realizzazione
delle infrastrutture con il consenso sociale - spiega il piemontese Gianluigi
Garelli, settore prefabbricati - perché il corridoio 5 della Torino-Lione è
un'opera necessaria, ma sarebbe meglio riuscire a farla senza mandare
l'esercito a proteggere i cantieri". Un ragionamento che fila liscio come
l'olio, e che la dice lunga sulle capacità che si accreditano al Cavaliere a
proposito di composizione dei conflitti sociali. Qualche dubbio sussiste anche
sulla volontà di razionalizzare la spesa pubblica: "Bisogna
snellire la burocrazia,
tagliare gli enti pubblici che non servono, predisporre un serio programma
energetico. Stavolta il governo avrà tutti i numeri necessari per fare le
riforme" incalza Giovanni Lettieri, presidente degli imprenditori di
Napoli. Poi la rettifica: "In realtà il centrodestra li ha già avuti in
passato, mi auguro non commetta gli stessi errori". Ad esempio,
quello di non prestare la dovuta attenzione al Mezzogiorno, "che è l'unica
area del Paese che ha grandi potenzialità di crescita economica, mentre al Nord
le aree sono già sature e la manodopera è già scarsa, almeno senza considerare
quella immigrata". Precisazioni che non suonano casuali, dato lo
strapotere conquistato dalla Lega di Umberto Bossi nella prossima coalizione di
governo. Il tormentone è quello delle risposte concrete a problemi concreti:
"Il turismo funziona bene in un Paese che funziona bene - precisa Carmela
Colajacono, rappresentante di Federalberghi - perché l'Italia è meravigliosa ma
ha bisogno di un progetto organico di settore, di reti, infrastrutture e
servizi". Altrettanto vale per l'imprenditoria giovanile: "Un giovane
che abbia una buona idea e una grande voglia di fare imprenditoria deve
affrontare troppe difficoltà per realizzare il proprio progetto. Servono
semplificazioni normative, accessi al credito, supporti logistici"
sottolineava il fiorentino Paolo Orlando, industriale del comparto
metalmeccanico. Quando si passa alle mancanze, agli errori del governo Prodi,
viceversa, i discorsi degli imprenditori si fanno subito più teorici. Per dirla
con le parole di un piccolo industriale veneto: "Non si spara sulla croce
rossa". Tutti, piuttosto, rimandano alla riottosa coalizione del fu
centrosinistra: "Era un melting pot troppo vasto - commenta Silvana
Pezzoli, giovane imprenditrice di Bergamo - per dare una direzione univoca
all'azione di governo". E si tolgono qualche sassolino dalle scarpe,
magari a proposito di concorrenza e liberalizzazioni: "Nonostante le buone
intenzioni, Bersani ha liberalizzato solo le aspirine - sintetizza Andrea
Carioti, della Confindustria di Genova - mentre il decreto Lanzillotta sui
servizi pubblici è rimasto sulla carta". Va da sè, nella platea
confindustriale sono in pochi a riconoscere (o ricordare) i meriti del governo
uscente. Il cuneo fiscale, le liberalizzazioni, i sostegni allo sviluppo: tutto
dimenticato. L'amministrazione amica è sempre quella in carica al momento del
bisogno. Si distingue in questa platea il torinese Federico De Giuli,
imprenditore del settore edile: "L'esecutivo Prodi ha abbassato il debito
pubblico, una zavorra molto grossa che appesantisce tutta l'economia nazionale.
Mi auguro che l'esecutivo Berlusconi prosegua sulla stessa strada del
risanamento, indispensabile anche per mantenere credibilità in Europa". I
suoi colleghi imprenditori, sul punto, preferiscono sorvolare. "Se è per
questo, oggi pare che Alitalia stia per essere comprata dalla russa Aeroflot.
Eppure nessuno dice nulla". Intanto Montezemolo, dal palco, strappa l'ovazione.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARPI pag. 17
"Rimborso dall'Asl, quanti ostacoli" Un utente racconta la sua
storia: "Per un ticket di 24 euro sono impazzito" SIETE NELLA
CONDIZIONE di dover richiedere il rimborso di un ticket all'Asl, per una
prestazione non eseguita? Allora armatevi di santa pazienza, perché potreste
avere a che fare con un po' di 'mala burocrazia', anche se si tratta pur sempre di sanità pubblica. Sentite
quanto è capitato al cittadino C.C. di Novi che ce lo racconta con una lunga
lettera pervenuta spedita in redazione in occasione della richiesta di due
rimborsi. LA PRIMA DOMANDA riguardava esami clinici per i quali l'Asl non
garantiva il risultato entro i termini necessari per poi effettuare la visita
specialista. La seconda richiesta riguardava quella visita, per la quale
era prevista l'esenzione totale, ma che il paziente l'aveva erroneamente pagata
in anticipo. "ALLA CASSA TICKET del Cup di Carpi ? racconta il sig. C. ?
mi hanno informato che le richieste di rimborso si effettuavano solamente il
sabato dalle 8,30 alle 12,30 al Cup di Carpi in una stanza attigua agli sportelli
delle prenotazioni". Solo successivamente il cittadino scorprirà che il
rimborso poteva chiederlo anche all'ufficio staccato dell'Asl di Novi dove
risiede. "Mi presento alla stanza indicatami e trovando la porta chiusa,
ho bussato per farmi ricevere, ma aprendo la porta trovo due persone di cui una
impegnata al telefono e l'altra che ascolta. Mi invitano ad uscire e solo dopo
un quarto d'ora mi fanno entrare e io presento la documentazione che alla Cassa
del Cup mi era stato detto di portare. Oltre alle due copie del ticket pagato,
porto anche la prenotazione del Cup con l'elenco delle analisi richieste. E qui
cominciano i problemi: mi chiedono anche la richiesta del medico curante ed io
faccio presente che se il Cup mi aveva accolto la prenotazione, voleva dire che
la richiesta del medico era stata presentata, altrimenti non mi avrebbero
rilasciato la prenotazione. E per quanto riguarda la richiesta di rimborso
della visita specialistica mi viene detto che per ottenerlo dovevo presentare
anche il referto medico. A questo punto la mia pazienza è terminata e mi sono
chiesto per quale motivo, visto che esiste la legge sulla privacy, avrei dovuto
fornire ad una persona che non conosco informazioni sulla mia salute".
"A QUEL PUNTO ho ritirato la mia documentazione, ma in seguito, ottenendo
il rimborso dei ticket degli esami per 24 euro, mi viene precisato che l'Asl
istituisce una pratica per l'invio al mio domicilio di un assegno bancario. A
conti fatti, cosa sarà venuta a costare all'Azienda sanitaria tutta l'operazione,
impegnando altro personale, quando sarebbe stato più semplice indirizzarmi allo
sportello cassa distante pochi metri da quella stanza? E per quale motivo per
quel servizio, una persona scrive e parla e l'altra guarda e tace. Il tutto
pagato ovviamente con i soldi dei contribuenti! Ma il bello è che il rimborso
della visita specialistica l'ho ottenuto senza problemi, con la stessa
documentazione presentata a Carpi, alla sezione di Novi dell'Asl: sempre con
l'assegno però".
( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dall'ufficio
elettorale Oggi i risultati ufficiali PISA. Oggi l'ufficio centrale elettorale terminerà
il suo lavoro. In giornata, ci saranno i risultati ufficiali provenienti dalle
urne delle elezioni amministrative. Un risultato atteso perché, secondo i
numeri che erano stati comunicati dall'ufficio elettorale comunale, la
compagine capitanata da Filippeschi otteneva la maggioranza per soli cinque
voti. Ma, in via ufficiosa, dal controllo dei verbali eseguito dalla
commissione, le schede attribuite alle liste che sostengono Filippeschi,
risultano di più. In pratica, la commissione - presieduta da un magistrato - al
momento sta verificando i verbali firmati dai presidenti delle 86 sezioni dove
si è votato. In alcuni casi, sono stati evidenziati degli errori e il
presidente di seggio è stato convocato dallo stesso ufficio centrale elettorale
riunito nella sede della polizia municipale. E se il Pd e i suoi alleati
incrementano i voti, resta immutato il vantaggio (pochissimi voti) della lista
civica "In lista per Pisa" sul Partito socialista. In base a una
manciata di voti in più, la lista civica guadagna due consiglieri, mentre i
socialisti restano fermi a uno. E se l'altro giorno, i socialisti erano certi
di presentare il ricorso sulle schede contestate e non assegnate, adesso
l'intenzione non è più così determinata. "Colpa del
regolamento e della burocrazia", tuona Mastantuono cui spetterebbe il secondo seggio, ma
che entrerebbe in consiglio nell'eventualità (quasi certa) che Eligi ricopra un
incarico nella giunta. "Era più logico che la commissione esaminasse
subito le schede contestate - prosegue Mastantuono - perché se vogliamo fare
ricorso dobbiamo appellarci al Tar e passano mesi. Una situazione
antipatica col consiglio comunale già insediato. Vedremo". Intanto, la
commissione sarà richiamata ad un'ulteriore verifica dopo il ballottaggio. G.P.
( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XII - Napoli
Quei ragazzi da Scampia al teatro San Ferdinando Il progetto ANTONIO TRICOMI Di
un vero "Arrevuoto" deve trattarsi, se è capace di riaprire il San
Ferdinando. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano saluta con un
telegramma la terza e ultima fase del progetto di Marco Martinelli, che dopo il
debutto di stasera nell'Auditorium di viale della Resistenza a Scampia, verrà
replicato domani nello stesso spazio e mercoledì e giovedì nello storico teatro
di Eduardo De Filippo. Il San Ferdinando è di fatto la seconda sala del teatro
stabile dopo il Mercadante, che nei due anni precedenti ha ospitato le repliche
finali dello spettacolo nato dall'incontro tra le scolaresche di Scampia e
quella del liceo Genovesi di piazza del Gesù (il debutto è sempre
nell'Auditorium di viale della Resistenza). Quest'anno la scelta cade su
Molière. "L'immaginario malato" è il titolo dello spettacolo basato
su quattro testi del massimo commediografo francese: "L'avaro",
"Le intellettuali", "La scuola delle mogli" e "Il
medico per forza". "Il metodo della non-scuola di teatro, da me
lungamente sperimentato a Ravenna, consiste nell'incontro tra i grandi autori e
il pensiero selvaggio, l'anarchia naturale degli adolescenti", spiega
Martinelli. "Attualmente il progetto interessa 85 attori di cui 50 sotto i
14 anni. Li abbiamo divisi in quattro gruppi, uno per testo, anche se ci
saranno momenti d'insieme". Per Rachele Furfaro, presidente della
Fondazione Campania dei Festival, "la sfida raccolta tre anni fa dalle
istituzioni era di rendere abitabile nelle forme più varie l'Auditorium di
Scampia". Roberta Carlotto, direttore dello Stabile e responsabile del
progetto, ricorda: "Praticamente nessuno sapeva che a Scampia esisteva un
Auditorium, costruito ben quindici anni fa. Ci siamo battuti per la sua apertura
intessendo un rapporto con il territorio. Vorremmo procedere in modo analogo
con il San Ferdinando, anche se certamente il caso è diverso. Il comitato
artistico, formato da Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini e Francesco Saponaro,
sta lavorando a un progetto che non solo preveda una programmazione, ma impegni
il teatro per l'intera giornata". Tutto sarà più chiaro e operativo nei
prossimi mesi, anche se una lapide posta sulla facciata del teatro indica la
sua riapertura già nel 2005, dopo la fondazione del 1790 e la ricostruzione a
opera di Eduardo De Filippo nel
( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO ATTUALITA' pag.
7 Veltroni a Milano, nel dopo voto riflettori puntati sul Nord PARTITO
DEMOCRATICO LUNEDÌ INCONTRO CON I SEGRETARI REGIONALI di STEFANIA CONSENTI ?
MILANO ? DOPO LA SCONFITTA elettorale il Partito democratico riprende la
marcia. E lo fa lunedì, non a caso, proprio ripartendo da Milano, una
"piazza" che non ha tradito, con il primo appuntamento nazionale post
voto. Il Pd nella metropoli, è noto, ha guadagnato oltre il 33 per cento dei
consensi, è cresciuto di cinque punti in più rispetto al risultato ottenuto da
Margherita e Ds nel 2006. "Il Pd ha radici in città, può avere un
futuro", dice Maurizio Martina, segretario del Pd in Lombardia. Così,
dopodomani pomeriggio, all'Hotel Michelangelo in Piazza Luigi di Savoia, il
segretario nazionale Walter Veltroni coordinerà, insieme al vice segretario
Dario Franceschini, la prima conferenza dei segretari regionali del Pd dopo le
elezioni. AL CENTRO dell'assemblea la discussione sui risultati elettorali e la
costruzione dell'agenda del Pd per le prossime settimane. Ma le idee sono
chiarissime, ci tiene a far sapere Martina. Agenda per il Nord con grande
attenzione a quattro temi cruciali per il futuro: federalismo fiscale,
infrastrutture, sicurezza e lotta alla burocrazia. Quanto alla proposta fatta
dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, della fondazione di un Pd del Nord,
federato a quello nazionale ma autonomo, il segretario del Pd lombardo è
chiaro: "Si può fare un ragionamento sull'organizzazione territoriale ma
mi interessa che il Pd nazionale riesca a parlare e ad intercettare le
problematiche del Nord". E Luciano Pizzetti, responsabile nazionale
per il Federalismo del Partito democratico, che è stato segretario regionale
dei Ds fino allo scorso anno, sottolinea che "mentre fino a ieri il tema è
stato semplicemente 'Il nord', oggi è più vasto e profondo: dobbiamo
riappropriarci di tematiche sociali che abbiamo tenuto un po' in secondo
piano". Uno degli errori, secondo Pizzetti, è stato ritenere che ci fosse
"un corpo sociale collegato automaticamente col centrosinistra. Non è
così". PER QUESTI MOTIVI, anche secondo Pizzetti, un partito federale del
nord serve, ma non basta più: "La risposta non può essere soltanto di tipo
organizzativo: chiederei un supplemento di riflessione". Il successo elettorale
della Lega, che ha preso voti anche nelle ex roccaforti di sinistra,
"perchè ha intercettato le paure e le aspettative della gente", non è
di ieri, ma arriva da lontano, ragiona Martina. E anche Pizzetti fa notare che
"quando la Lega sfonda anche nelle Marche, la lettura del voto porta ad
una risposta più complessa: non è più un fatto solo territoriale ma anche di
contenuti. La Lega, che sta mettendo le basi per una partita che non è solo di
matrice nordista, non arriva solo in Emilia, ma va ben più giù". Ma su un punto
sono tutti d'accordo: Veltroni ha "fatto comunque un grande lavoro",
"abbiamo iniziato a radicare una proposta politica nuova, che darà i suoi
frutti", conclude Martina.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VENETO pag. 19 DAL
PROSSIMO maggio basterà un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di Venezia.
Il ... DAL PROSSIMO maggio basterà un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di
Venezia. Il suono sarà emesso da un'apparecchiatura elettronica
all'imbarcadero, che leggerà il chip di 'imob.venezia', tessera elettronica che
registra i pagamenti della bigliettazione da parte degli utenti e li scaricherà
via via a seconda del mezzo e del tragitto. Insomma: non serviranno più
documenti cartacei o obliterazioni magari approssimative, si
contrasterà meglio l'abusivismo, ci sarà più rapidità per gli utenti e meno burocrazia per l'azienda di trasporto
Actv, unita alla perfetta conoscenza dei flussi di mobilità, con la possibilità
di attivare tutte le iniziative per farvi fronte. Il sistema verrà attivato dal
primo luglio anche su tutta la rete degli autobus. Il nuovo sistema,
all'avanguardia in Europa, è il primo 'contactless' in Italia (non occorre fare
nulla, basta avere la tessera con sè, in tasca), è il frutto della
collaborazione tra Actv e Regione del Veneto, che ha finanziato metà
dell'iniziativa. "È una prima sperimentazione verso la bigliettazione
integrata a livello regionale" ha sottolineato l'assessore alle politiche
della mobilità della Regione Veneto Renato Chisso, intervenuto alla conferenza
stampa di presentazione dell'iniziativa.
( da "Adige, L'" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Guido pasqualini
"Quando aprii la bottega, via Matteotti era una strada bianca e segnava la
fine della città guido pasqualini "Quando aprii la bottega, via Matteotti
era una strada bianca e segnava la fine della città. Via San Pio X non arrivava
neanche fino alle arcate del treno. E qui di fronte c'erano una macelleria, una
panetteria e un fruttivendolo. Ora ci sono una pasticceria, una cartoleria e
un'agenzia immobiliare. Assieme all'edicola, il mio è l'unico esercizio
sopravvissuto. Sono passati quarantacinque anni, il mondo è tutto
cambiato". In una città in cui se passi dal centro storico una volta al
mese, in ogni occasione trovi un negozio con le serrande abbassate per sempre e
un altro nuovo di zecca, la premiata ditta "cavalier Fabio Marcola &
figlio" rappresenta una piacevole eccezione. Due generazioni di
parrucchieri che in aprile hanno festeggiato i 45 anni di vita del proprio
salone per uomini. Una storia d'altri tempi che vale la pena raccontare.
Riavvolgendo il nastro all'inizio. "Imparai il mestiere a 18 anni a
Mezzocorona, dove ero sfollato con la famiglia, e poi, tornato a Trento, feci
il tirocinio nei più bei saloni del centro storico, il Salmi in largo Carducci
e il Conte in via Oss Mazzurana. Poi me ne andai a lavorare per tre anni in Germania,
a Lindau, e con i sacrifici fatti riuscii a raggranellare i soldi necessari per
comprarmi il salone in via Matteotti, rilevandolo da un amico. All'epoca
bisognava pagare anche la licenza, mica come adesso che c'è la
Bersani...". Per Fabio Marcola iniziò l'avventura dell'attività in
proprio: 300 lire per il taglio capelli e forbice, 180 per la barba e 200 per
la "lavatura". Ma cominciò anche il suo contributo a un rione nuovo
che stava nascendo: "C'erano i casoni, la nave e qui vicino vennero a
vivere i provinciali. Con don Mario Bonora fondammo l'Orione, la società
calcistica di cui fui per anni vicepresidente. C'era l'Agostini, il maresciallo
Giovannini...". Poi il cavaliere si fece assorbire in toto dal mestiere:
"Negli anni '70 frequentai a Verona i corsi per diventare maestri
insegnanti. Così a Trento con Pino Marmo e Bruno Girardi mettemmo in piede la
scuola per parrucchieri. Allora la sede era in via Chini. Vi insegnai per
vent'anni". Marcola passerà alla storia come un innovatore: "Pensi -
racconta -, che nel 1973 fui il primo a introdurre il divieto di fumo ne
salone. Quand'ero militare qualche sigaretta me la concedevo anch'io, ma quando
iniziai a lavorare non potei più. E il sabato qua dentro sembrava di stare
dentro una casbah. Dissi basta e mi diedero del pazzo. Persi molti clienti ma
ne guadagnai altrettanti". Intanto i gusti e le abitudini cambiavano:
"Ne ho viste di tutti i colori, dal capello lungo curato alle rasature a
zero fino al taglio scolpito col rasoio. In passato di sabato c'era la folla,
ora il lavoro è più diluito durante la settimana. E negli anni '70 e '80 si
teneva aperto anche la domenica. Si iniziava a fare le barbe alle 6.30 di
mattina e si finiva alle 2 di pomeriggio. Poi vennero i rasoi elettrici. Quasi
più nessuno viene per farsi la barba". Nel frattempo, nel 1981, il
cavaliere venne affiancato dal figlio Francesco, un passato da nuotatore di
livello nazionale e adesso titolare del salone. E anch'egli, pur giovane, ha
ormai 27 anni di professione sul gruppone: "È cambiato il rapporto con i
clienti. Una volta la gente si fermava a parlare in bottega anche dopo il
taglio. Adesso arrivano e, se preannuncio mezz'ora di attesa, se ne vanno per
tornare dopo. Certo, poi hai la soddisfazione del cliente che vive negli Stati
Uniti ma viene a tagliarsi i capelli soltanto da te le due volte all'anno che
viene a Trento a trovare la mamma. Ma al giorno d'oggi non basta saper fare i
barbieri: bisogna essere anche ragionieri e sapersi
districare con la burocrazia". E le soddisfazioni? "Il rapporto con la gente",
risponde pronto il cavalier Fabio e osserva con orgoglio la targa consegnatagli
pochi giorni fa dal consigliere regionale Pino Morandini con cui ringrazia lui
e il figlio "per l'abilità professionale e cordialità con cui da sempre svolgono
il proprio servizio". Ora Fabio si gode la pensione: "Sono in
partenza per due settimane di vacanza a Ischia. Se penso che una volta non
sapevo neanche cosa fossero le ferie...". 19/04/2008.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA
Fenomeni diversi ma riconducibili allo spettro della globalizzazione
ingovernata, come l'insicurezza economica e fisica, l'immigrazione, la
concorrenza cinese, hanno allarmato pezzi rilevanti di società. Lo spaesamento
provocato da effetti globali divenuti glocali, che si manifestano localmente, è
stato dirompente per questi segmenti sociali. Il Carroccio ha dato voce alle
loro paure, alimentandole a sua volta e facendosene imprenditore politico. E
colmando un vuoto. Ha rotto, infatti, l'afasia che sull'argomento ha mostrato
la sinistra, divenuta ormai in gran parte espressione di ceti medi con stili di
vita cosmopoliti. Il consenso alla Lega è, infatti, arrivato
non solo dalla protesta contro la pressione fiscale e la burocrazia; dalla polemica dei piccoli
commercianti contro il grande commercio che ha pesantemente redistribuito il
consenso all'interno della destra; dall'adesione a un progetto di federalismo
vissuto essenzialmente come fine dei trasferimenti solidale di risorse allo
stato centrale e alle regioni meridionali. Lo sfondamento oltre il
tradizionale zoccolo duro verde è avvenuto presidiando il mercato dell'offerta
di protezione. Quella protezione che, impegnata in questi anni a discutere più
del contenitore che del contenuto e a cercare di colmare, tanto da divenire più
realista del re, i suoi storici ritardi nei confronti dei settori imprenditoriali,
non ha fornito la sinistra. Né sul piano sociale, né su quello della sicurezza.
Lasciandosi così alle spalle, oltre che l'ormai retorico e ingombrante discorso
"sul popolo", anche "il popolo": composto in gran parte da quanti,
per necessità, vivono in una sorta di nuovo fordismo sociale che penalizza chi,
per risorse o status, non è in grado di essere mobile tra diversi scenari,
locali e globali, ed è ancorato un territorio profondamente trasformato dai
flussi mondiali di merci, persone, identità. Di fronte a questa fetta di
società popolata da anziani, casalinghe, lavoratori a bassi salari, la Lega si
è posta come attore territoriale della protezione. La cui funzione è
essenzialmente trattenere, disciplinare, dare forma politica, relazionale prima
ancora che istituzionale, a un territorio destinato, nelle intenzioni, a
aprirsi e chiudersi selettivamente agli effetti della globalizzazione. E che ha
la funzione simbolica di rifondare un legame sociale identitario che prescinda
da quella che un tempo era la collocazione di classe. Da qui il richiamo
leghista all'interclassismo e al rifiuto di autodefinirsi, a prescindere dal
tratto dominante del proprio elettorato, di destra o sinistra. Non è casuale,
dunque, che abbiano votato per il Carroccio molti operai. Non solo quelli non
sindacalizzati delle piccolissime imprese che, memori della dottrina sociale
cattolica sui rapporti cooperativi tra dipendente e imprenditore, hanno sempre
sviluppato buone relazioni con quest'ultimo e sognano di mettersi in proprio;
ma anche quelli iscritti alla Fiom, che non teorizzano alcuna
"soggettività di classe" e guardano il mondo oltre il cancello della
fabbrica con occhi difensivi. Così come hanno votato "verde"
lavoratori dipendenti privati che, privi di una efficace protezione salariale,
hanno cercato sul piano della sicurezza una risposta, pur che sia, all'ansia
per il futuro; e molti giovani, attratti dalla doppia anima
"rivoluzionaria" e protezionista del leghismo militante. Un
"popolo", quello che ha dato il suo consenso alla Lega, che
condivide, più che immaginari miti padani, l'idea di una nuova
"rivoluzione conservatrice", che ha nel tremontismo il garante
dell'alleanza, mai del tutto organica, con il populismo berlusconiano. Il
Carroccio è ormai l'unico erede dei partiti di massa di un tempo: del Pci,
nella struttura di partito e nel rapporto con i ceti popolari, coltivato grazie
a un metodico lavoro sul territorio; della Dc, dalla quale ha mutuato,
attraverso il diffuso "municipalismo padano", la tutela dei microinteressi
locali come rinforzo dei vincoli di solidarietà, anche elettorale. Il sempre
più largo bacino elettorale leghista non è, però, del tutto fidelizzato; ed è
destinato a soffrire le tensioni legate all'inevitabile ruolo di "partito
di lotta e di governo" del Carroccio. Lo si vedrà sin da quando, in tempi
di ristrettezza di spesa pubblica, l'agognato federalismo fiscale diventerà
oggetto di una dura partita per le risorse con il neoleghismo meridionale. In
questa situazione, per recuperare consenso, non basta al Pd aprire le proprie
fila a noti imprenditori. Un serio approccio alla "questione
settentrionale" implica anche saper rispondere, in maniera non imitativa,
alla domanda di protezione che viene dai ceti più deboli. Inoltre il Pd deve
essere meno "romanocentrico", dandosi non solo una forma che mescoli
i tratti del partito leggero con quello pesante, ma anche una propria specifica
organizzazione a Nord, che abbia larga autonomia politica e si radichi nel
territorio. Un passaggio, concettuale e organizzativo, che necessita di una
vera e propria rivoluzione culturale. In assenza della quale, in Veneto come in
altre regioni settentrionali, la partita sarà chiusa per lungo tempo. Renzo
Guolo.
( da "Repubblica, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIII - Genova
Mauro Cavanna, vicedirettore generale del gruppo: quasi tutte le pratiche di
finanziamento non arrivano da Genova Nuovi imprenditori, l'allarme di Carige
"Nessuno bussa più alla nostra porta" "Per sbloccarci e ridare
ottimismo servono grandi progetti, come il terzo valico" "Le aziende
oltre i 50 milioni di fatturato si fermano tutte al piano di sotto"
RAFFAELE DE FERRARI E gli imprenditori nuovi dove sono? Il vice direttore
generale della grande cassaforte ligure sta seduto all'undicesimo piano del
grattacielo Carige, immerso nelle sue carte, e ti risponde con una domanda
rimbalzante. "La vede la porta dalla quale è appena entrato - chiede,
appunto un po' ironico ma sorridendo - da lì dovrebbero entrare gli
imprenditori. Stia tranquillo: non bussano mai. Mauro Cavanna, 58 anni,
genovese doc, diploma al Tortelli, laurea in Economia, una carriera densa e
fedelissima dentro alla banca fino all'attuale vertice, un gradino sotto la
direzione generale, esperto di sviluppo della rete, grande mago del marketing
territoriale bancario, dodici anni a girare per filiali fuori dalla madrepatria
genovese, è uno di quelli che meglio di chiunque altro potrebbe misurare la
febbre imprenditoriale della città e della Regione. Cavanna è allegro e
ottimista, ma è anche drastico nel suo giudizio perentorio. Chiusi gli ombrelli
delle aziende a Partecipazione Statale, in affanno il porto, maturata
l'industria primaria, Genova galleggia. "Su 25-30 pratiche di
finanziamenti che portiamo ogni settimana alla valutazione del Comitato - ti spiega
sbrigativo - l'85-90% sono di fuori Genova". E si tratta di pratiche che
pesano più di 12-13 milioni, finanziamenti che devono essere vistati dal
vertice intero della Carige e che i genovesi sollecitano con il contagocce.
Cosa sarebbe successo se la banca dei liguri e dei genovesi non avesse cercato
spazi e sportelli sempre di più fuori dai suoi confini? Cavanna risponde con un
sorriso muto e mette a nudo quel vuoto di vocazioni imprenditoriali nell'aspra
e sterile terra ligure. Direttore, nessuno meglio di lei sa se qualcosa si
muove o se i germogli delle imprese non spuntano proprio? "Le ripeto, a
quella porta dalla quale lei è entrato non bussa quasi nessuno. Nel mio ufficio
dovrebbero arrivare le aziende che hanno un fatturato superiore ai 50 milioni.
Si fermano tutti di sotto, dai direttori di filiale. Vuol dire che non ci sono
sulla rampa di lancio nuove aziende, che dopo i germogli fatti crescere sotto
il grande ombrello dell'Iri non c'è semina. Anzi c'è un grande allarme che
suona in tutta la Liguria. Nessuno si lancia. Non nascono nuove imprese
medio-grandi. Ci sogniamo ancora i tempi della vecchia Ansaldo, per quanto
quella di oggi nel settore energetico vada benissimo, ci sogniamo l'Eridania.
Le grandi imprese di costruzione sono sparite. Quanti nomi abbiamo visto
cancellarsi in questi anni senza essere sostituiti, Gadolla, Gardella,
Romanengo, i consorzi come il Cige che costruirono mezza Genova". Ma non
mi dica che l'edilizia non è più un affare? Ci sono grandi imprenditori di
altri mondi, come Messina e lo stesso Flavio Repetto che giocano qualche carta
in quel settore?. "Ma si tratta di interessanti operazioni immobiliari:
buttarsi nelle costruzioni è un'altra cosa e quegli imprenditori hanno ben
altri affari da seguire. Eppure costruire oggi sarebbe più facile. Non mi
vengano a dire che non ci sono spazi. Pensiamo a Campi che da industriale si
sta trasformando in un'area sulla quale cresce un tessuto artigianale
interessante, sfruttando le nuove zone aperte. Ma manca la medio-grande impresa?
" Messa così la situazione sembra ferma, congelata: cosa ci aspetta allora
nel futuro? Erzelli, e poi. "Certo abbiamo Erzelli, ma sarebbe un guaio se
lassù salisse solo l'Università di Ingegneria e si pensasse che ci sono solo
spazi di speculazione immobiliare. Nel mondo dello shipping abbiamo aziende
floridissime: mi basta citare la Premuda di Alcide Rosina. Ci sono tanti
operatori che viaggiano bene, ma non vedo scatti occupazionali nuovi malgrado i
tanti traffici che ci possono lambire". Insomma, che cosa manca, questa è
una città ricca, dove ci sono grandi patrimoni: nessuno meglio di voi lo sa
quanti pesanti siano tanti forzieri? "Non nego: questa è una città ricca
perché ci sono molte famiglie con ingenti patrimoni. Il problema è che queste
famiglie non sono imprenditoriali. Peccato. Ci sono tante potenzialità che non
trovano qua le condizioni. Prendiamo il settore agro-alimentare. Cito il caso
della Montalbano, azienda messa su da un genovese, Giuseppe Oriana, che è
riuscita a insediarsi in Toscana, perché qua non trovava risposte rapide. Ora
Oriana è anche presidente di Confindustria in Toscana. Qua non lo hanno
lasciato fare. Ecco la burocrazia qui fa una resistenza passiva: una delle ragioni per cui gli
imprenditori non sbucano. Troppo difficile". Direttore, allora dobbiamo
metterci una pietra sopra? "Se stiamo dietro alle nuove generazioni, ci
accorgiamo che appena possono scappano a Milano. Difficile essere
ottimisti. Cosa dovrebbe muoversi per far cambiare l'aria? Non scopro l'acqua
calda se dico che ci vuole qualche grande opera che ci sblocchi, come il tanto
atteso Terzo Valico. Questa opera porterebbe una ventata di ottimismo e magari
a quella porta qualcuno verrebbe a bussare, chiedendo finanziamenti e
fiducia".
( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-19 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Il progetto Gli interventi presentati alla Moratti.
"Uno spazio vivo e vivibile" Rinasce la stazione Centrale "Più
sicurezza e shopping" Tappeti mobili, negozi e Galleria restaurata:
conclusi i primi lavori Il presidente di Fs e l'ad hanno accompagnato sindaco e
amministratori per vedere i primi interventi alla Centrale Funzionano i tappeti
mobili, i soffitti sono stati ripuliti e risplendono, i pavimenti della
Galleria delle Carrozze sono stati smontati, catalogati, ristrutturati e
ricollocati dov'erano. La stazione Centrale ha mostrato ieri il primo pezzo del
suo nuovo volto al sindaco Letizia Mo-ratti, all'assessore regionale Raffaele
Cattaneo e agli altri amministratori accompagnati dal presidente di Fs, Innocenzo
Cipolletta e dall'ad di Grandi Stazioni, Mauro Moretti nella prima visita
ufficiale al cantiere. Quasi 70 mila i metri quadrati oggetto dell'intervento:
oltre 120 milioni di euro investiti, 6 mila metri quadrati di volte e velari
restaurati sotto l'occhio vigile della Soprintendenza e moltissimi nuovi spazi.
Con una garanzia, che il sindaco Moratti ha subito sottolineato: "La
Centrale diventerà più luminosa, più bella e più sicura. Un luogo di vita e non
più uno spazio a rischio": a questo proposito, oltre alla luce, verranno
accese 260 telecamere, che controlleranno l'intera struttura. Il cantiere verrà
consegnato entro fine 2008 e nei mesi successivi saranno allestiti negozi e
spazi di servizio. Quattro i livelli della nuova struttura: dal piano interrato
alle terrazze in vetro e acciaio di nuova costruzione. La principale novità
riguarda il nuovo asse pedonale che collegherà piazza Luigi di Savoia e piazza
IV Novembre attraverso un percorso inventato da un'area inutilizzata sotto la
Galleria di Testa. Qui verranno collocate biglietteria, informazioni e
accoglienza per i viaggiatori. Moltissimi i negozi che saranno sia nel piano
interrato sia nel primo e all'ammezzato. Molto lavoro anche sulla Galleria
delle Carrozze, recuperata in tutte le sue parti più pregiate (fregi, finiture,
bassorilievi, maioliche decorative) che tornerà ad essere spazio monumentale e
ospiterà mostre ed eventi. Il senso dell'intero lavoro è stato spiegato ieri
durante le due tavole rotonde del Convegno organizzato da Fs per accompagnare
il primo sopralluogo. Molti ospiti illustri per ripetere la novità dell'intero
programma di Grandi Stazioni: "Queste non sono più solo stazioni. Le
Ferrovie riprendono un ruolo di promotrici della grande architettura". A
dimo-strarlo, le esperienze raccontate da alcuni dei più grandi maestri dei
nostri giorni, da Cesar Pelli a Jean Nouvel, da Massimiliano Fuksas a Davide
Nelson. Nel pomeriggio, oltre alla Moratti, sono intervenuti Sergio Cofferati e
Willy Demeyer, rispettivamente sindaci di Bologna e Liegi. Tanti progetti,
tante speranze per le loro nuove stazioni e per la sfida dell'alta velocità. E l'auspicio di Cipolletta: "Spero in un nuovo Paese dove i
contratti si rispettino e i lavori non vengano interrotti dalla burocrazia, perché ogni stop significa
tempo perso, costi e disagi ai cittadini". Elisabetta Soglio Il debutto
Presentata la prima parte del nuovo volto della Centrale.
( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-19 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'impegno "Favorire turismo e affari" La promessa di
Silvio "Via i visti Ue-Mosca" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA -
"Sono convinto che si debba rinunciare alla pratica dei visti tra Russia e
paesi dell'Unione. Mi adopererò a livello europeo affinché si prenda questa
decisione". Il problema dei visti sollevato da Berlusconi a Olbia
effettivamente esiste ed è molto sentito dai russi che devono andare in Italia
come dagli italiani che frequentano la Russia. Il pericolo di una immigrazione
clandestina nel nostro paese da parte di cittadini della Federazione Russa oggi
non esiste, mentre c'è la questione concreta degli imprenditori
e dei turisti che hanno a che fare con le macchinose burocrazie dei due paesi.
Tra l'altro l'Italia è una meta sempre più favorita per il turismo russo.
L'anno scorso al solo consolato di Mosca sono stati rilasciati 400 mila visti.
"Un quarto di tutti i visti rilasciati dai consolati del nostro paese in
ogni parte del mondo", dice Vittorio Surdo, l'ambasciatore in Russia.
Ad agosto si è arrivati a un ritmo di 4 mila al giorno. L'Italia è meta turistica,
"la quinta destinazione per i russi, prima della Spagna", spiega
Carlo Biraschi, direttore dell'ufficio Enit di Mosca. L'anno scorso le presenze
russe nel nostro paese sono salite del 34 per cento. Rispetto al
( da "Corriere della Sera" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-19 num: - pag: 1 autore: di
ALBERTO RONCHEY categoria: REDAZIONALE L'INDECISIONISMO GOVERNARE IL MALESSERE
C on la vasta maggioranza parlamentare appena eletta, sarà finita l'epoca
dell'indecisionismo governativo? Questo non si poteva decidere, contro il volere
di corporazioni o sindacati. Quest'altro nemmeno, contro interessi d'affari o
rivolte locali e clientelari. Con simili argomenti, le tendenze inerziali hanno
vinto spesso nel governo della società italiana, trascurando la manifesta
necessità di cambiare leggi, costumi amministrativi e tendenze collettive.
Anche se qualche ministro ha tentato di contraddire gli ostacolatori d'ogni
spregiudicata innovazione, alla fine ha dovuto più o meno arrendersi. Eppure,
non fu sempre così. Nel dopoguerra il ministro del Commercio estero Ugo La
Malfa riuscì a ottenere la liberalizzazione degli scambi contro le resistenze
di sindacati e gruppi confindustriali "protezionisti protetti ".
Quella scelta d'aprire le frontiere della concorrenza non solo fu presto
efficace, ma vitale dopo il Trattato di Roma e il Mec. Fu tra i fattori del
boom, insieme con il piano Marshall, quando i tassi di sviluppo economico
raggiungevano il 6 e anche l'8 per cento a prezzi stabili, senza inflazione.
Gli alti ritmi di sviluppo, s'intende, non potevano durare a lungo. Ma oggi lo
sviluppo è ridotto quasi a zero, minimo in Europa come avvertono le stime Fmi e
Ocse. Fra le cause del dissesto, con l'onere aggiuntivo dell'avversa
congiuntura internazionale, quali responsabilità si possono attribuire ai
governi e ai ceti che rappresentano? E' mancata, ormai da tempo, una coerente
concezione dello sviluppo. Aveva già percepito Guido Carli una diffusa
contraddizione, che ormai è tradizionale. La società, politica o extrapolitica,
tende a oscillare tra forme di arretratezza primaria, dall'inefficiente
apparato dei servizi pubblici alle aree d'assistenzialismo parassitario, e le
massime rivendicazioni o pretese. "Una condizione - commentava - che mi
permetto di definire schizofrenica ". In seguito, con le crescenti
aspettative di consumi e la disperata scarsità di risorse come le fonti
energetiche, mentre un kilowattora ci costa il 32 per cento in più della media
europea, è ancora mancata la commisurazione tra fini e mezzi. Hanno contribuito
a tale profonda incoerenza le discordi e tormentate coalizioni governative,
inclini a qualsiasi transazione politica fondata su costosi lassismi e
permissivismi. Persiste così, fra innumerevoli contraddizioni, un debito
pubblico esorbitante dovuto agli eccessi di spesa corrente per favorire
qualsiasi compromesso, ma infine semiparalizzante. Persistono infatti, con la
carenza d'investimenti essenziali, disparate arretratezze, come l'insufficienza delle infrastrutture sul territorio malgrado gli
sperperi della burocrazia,
l'inefficienza della sanità pubblica, le desolanti condizioni della scuola
primaria, mentre l'istruzione universitaria povera di investimenti per la
cultura seria e la ricerca moltiplica inconsistenti corsi di studio, futili e
inutili. Ora ci si domanda che cosa possa cambiare per il meglio con il
prossimo governo, anche se da tempo quasi ogni cambiamento ha operato al
peggio. Si tratta, compito quanto mai arduo, di governare il malessere.
( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SANITà Troppi cambi
di medico e ogni volta devo ricominciare La burocrazia va a discapito dell'assistenza
sanitaria. Almeno, questa è l'interpretazione che Tamara Ghilarducci
attribuisce a quanto è accaduto a lei ed a numerosi abitanti della frazione.
"Come altri, mi ero affidata, da 30 anni, alle cure del medico di famiglia
dottor Massimo Puccinelli, il quale conosceva ormai bene le mie condizioni
patologiche. Ma il dottor Puccinelli è andato in pensione ed in sua
sostituzione l'assistenza è stata affidata alla dottoressa Maria Cristina
Iodice, che purtroppo è deceduta. Nel corso della sua malattia, da novembre ad
oggi, è stata sostituita dal dottor Claudio Pardini. Dal 28 aprile, però, l'Asl
Versilia ha comunicato ai pazienti di recarsi all'Asl di Lido di Camaiore, per
scegliere il nuovo medico". La signora Tamara è davvero sconcertata. "Prima
ho dovuto fare il riassunto del mio quadro clinico patologico alla dottoressa
Iodice, poi al dottor Pardini, ora dovrò nuovamente farlo con un sostituto; che
però durerà soltanto fino a novembre. L'Asl, infatti, spiega che sono in corso
le graduatorie, perché ci sono numerosi e giovani medici sul territorio.
Perché, allora, non lasciare il dottor Pardini fino a novembre? Possibile che
debba ancora "raccontare" le sue condizioni ad altri medici? Io non
non sono più giovane, devo affidarmi ad altri per farmi accompagnare a Lido,
per scegliere il nuovo medico. Almeno ci fosse stata la possibilità di poter
risolvere tutto, magari andando a Viareggio, servita meglio da bus di linea...
La mia protesta è anche a nome di numerose assistite torrelaghesi, che si trovano
nelle mie stesse condizioni".
( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 94 del 2008-04-19
pagina 24 Anche dal medium "soddisfatti o rimborsati" di Matthias
Pfaender Sono in arrivo tempi duri per cartomanti, medium, sensitivi e
paragnostici: contro le lunghe mani della burocrazia, non c'è tavolino semovente o
bastoncino d'incenso che tenga. Per la Commissione Europea infatti acquistare
un frullatore o farsi predire il futuro, ai fini giuridici, sono la stessa
identica cosa: un rapporto venditore-cliente sottoposto anch'esso alla regola
"soddisfatti o rimborsati". Nel caso in cui l'oggetto venduto
o il servizio erogato non appaghi il consumatore, vige l'obbligo di restituire
l'importo versato. Probabilmente ben presto, con l'entrata in vigore della
direttiva europea "Regolamento a difesa del Consumatore" (normativa
recentemente emessa da Bruxelles allo scopo di standardizzare la legislazione
dei Paesi membri in ambito commerciale e di erogazione di servizi) per
assistere a una seduta spiritica sarà necessario firmare prima una liberatoria.
Da Lisbona a Bucarest stregoni, maghi e astrologi di ogni sorta stanno tremando
sotto la minaccia di una valanga di ricorsi e citazioni da parte di clienti
insoddisfatti dalla conformazione delle linee della loro mano sinistra o dei
messaggi dei cari estinti recapitati dai medium. Come poi una predizione del
futuro possa essere "non soddisfacente", Bruxelles non lo spiega: di
questo, se ne occuperanno i giudici. Presi alla sprovvista (e già questo a uno
che predice il futuro in fondo non dovrebbe capitare) dall'attacco del potere
legislativo, gli operatori dell'occultismo stanno preparando ora le
contromosse, sulla scia di quanto già fatto dei colleghi inglesi. Ieri mattina
una delegazione della Swa (Spiritual Workers Association), l'associazione che
riunisce i sudditi di Sua Maestà britannica che sbarcano il lunario leggendo le
mani e quant'altro, hanno consegnato al Premier Gordon Brown una petizione di
diecimila firme in cui chiedono che la normativa europea non venga recepita dal
Camera dei Comuni. "Questo è un attacco al nostro diritto di praticare la
nostra religione" ha denunciato giorni fa David McEntee-Taylor,
carismatico leader dell'associazione. Chissà se Taylor aveva previsto nella sua
sfera di cristallo le bordate di battute e ironia che le sue dichiarazioni
avrebbero suscitato sulla stampa britannica. Del resto, richiamare principi
esclusivamente spirituali a un fenomeno che soltanto sui siti internet inglesi
muove oltre 40milioni di sterline (circa 60 milioni di euro) all'anno, era un
tentativo infelice: l'occultismo genera infatti un enorme giro di soldi (al 98%
non denunciato) che in molti, oltremanica come sul Continente, vorrebbero
fermare. Sul versante italiano tutto lascia presupporre il verificarsi di
qualcosa simile all'esperienza inglese, dato che anche da noi guru e santoni
non mancano. Secondo il "Telefono Antiplagio" sono tre milioni gli
italiani che ogni anno si rivolgono al mondo dell'esoterismo, generando un giro
d'affari intorno ai sei miliardi di euro all'anno (un solo anziano di Latina
nel
( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Basta con il
"prodismo" L'addio di Prodi al Pd non chiude un'epoca. Per due ragioni.
La prima: perché Prodi ha molti seguaci nel Pd e perché il prodismo è una
cultura radicata e profonda. La seconda: perché il successore di Prodi deve
decidere che cosa fare dell'eredità di Prodi. Il lascito testamentario è
costituito da due esperienze di governo e da un'alleanza che è diventata un
partito. Con Prodi il centrosinistra ha vinto due volte e per due volte ha
capottato in parcheggio. Con Prodi è riuscito ad unirsi per due volte e con
Prodi si è diviso drammaticamente per due volte. Con Prodi ha fondato l'Ulivo e
l'Unione che hanno dialogato con la sinistra radicale e con Prodi ha fondato il
Pd che ha contribuito ad espellerla dal Parlamento. Un'eredità complessa, come
si vede. Un "ma anche" elevato a condizione di vita. Veltroni in
campagna elettorale ha cercato di far dimenticare Prodi e il suo Governo.
Missione impossibile. La verità è che le forze politiche non possono fare
svolte, devono fare revisioni. Accadrà anche alla Destra quando il ciclo di
Berlusconi si esaurirà. Il centro-sinistra dopo aver metabolizzato la fine del
comunismo, la fine del socialismo, la fine del cattolicesimo democratico deve
elaborare il lutto della fine del prodismo. Ma allora cosa è il prodismo? Il
prodismo è un'economia guidata dall'intervento pubblico, una fiscalità severa
per ridistribuire, un'idea della Destra come pericolo per la democrazia, una
cultura manageriale della politica. Cosa centra la sinistra con tutto questo?
Molto. Il prodismo è la sinistra che fa perno sullo stato, sulla fiscalità,
sulla demonizzazione dell'avversario. Vince quando la destra litiga, perde
quando la destra si unisce. La scommessa è trovare un altro schema di gioco che
non punti tutte le sue carte solo sugli autogol dell'avversario. Veltroni ha
avuto alcune grandi intuizioni, quella più importante è l'idea di una sinistra
riformista che non vuole pagare alcun prezzo all'alleanza con la sinistra
radicale. Su quest'idea Veltroni può costruire il "day after" del
prodismo. Il partito di Veltroni deve assomigliare ai grandi partiti
democratici o socialisti occidentali, partiti moderati e riformisti che sanno
dialogare con alcune aree della sinistra ma che, soprattutto, sanno
interpretare i bisogni di fondo delle nuove società: sviluppo, sicurezza,
convivenza. Per questa sfida Veltroni ha le carte in
regola, ma attorno a Veltroni c'è ancora troppo radicalismo vecchio tipo e
troppa burocrazia di
partito. Tocca a lui decidere se vuole essere davvero l'erede di Prodi. Un
erede che mette il Professore nell'album di famiglia che si mostra solo agli
ospiti per ricordare i tempi che non verranno più.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PATENTI. Il
presidente della commissione medica Merzari ribatte ad un caso controverso Un
esame approfondito per rilasciare certificati di Franco Pepe "Nel 2007
abbiamo esaminato 8.520 persone con patologie di vario genere. Un numero enorme,
che continua ad aumentare. Non è un lavoro facile. Ogni pratica può diventare
ragione di conflittualità". Mario Merzari, presidente della commissione
medica provinciale per le patenti di guida, sotto accusa dopo il caso di Gianni
Zanella, finito, senza spiegazioni da parte di nessuno, addirittura nel
registro del Sert come probabile alcolista solo per un valore del sangue
risultato alterato, si ribella alle etichette che vorrebbero affibbiare a lui e
alla sua squadra. "Noi con gli utenti dobbiamo avere un rapporto
extracontrattuale non di fiducia. Le nostre valutazioni non devono essere
cliniche ma medico-legali. Ai medici della commissione non si chiede di
esprimere un parere generico sullo stato di salute di qualcuno, ma di accertare
che una determinata persona sia in possesso dei requisiti richiesti dalla
legge". "Nel caso in questione, dinanzi a un valore fuori norma, nel
dubbio, prima di rilasciare un certificato, noi avevamo il diritto-dovere di
effettuare un esame di approfondimento. Non è vero che l'avessimo inquadrato
come Sert: avevamo solo inserito il suo nome nel faldone di coloro che hanno
bisogno di un certo tipo di esame. Non è vero che non parliamo con la gente. Io
ricevo tutti, non faccio aspettare neppure un minuto, do qualsiasi spiegazione,
e con me ho uno staff amministrativo eccezionale. Certo, in commissione con
tutte le persone che vediamo cerchiamo di essere sintetici". Merzari, 59
anni, veronese di Mizzole, dal
( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Asor Rosa:
la rifondazione può essere solo culturale FIRENZE. Quali suggerimenti si sente di
dare all'assemblea della Sinistra arcobaleno? "Gli stessi che diedi
quattro anni fa senza peraltro essere stato ascoltato", risponde lo
scrittore Alberto Asor Rosa, leader della rete dei comitati toscani. Può
ricordarceli? "Al posto di una rifondazione comunista occorre una
rifondazione culturale. La sinistra non può esistere se non sa perché esiste.
Infine penso che il ceto politico ha prodotto nella sinistra radicale
altrettanti danni di quelli che ha prodotto nella sinistra riformista". In
Toscana c'è un fiorire di comitati da lei coordinati, ma la sinistra radicale è
stata clamorosamente battuta. Perché non ha funzionato la connessione tra
comitati e Sinistra arcobaleno? "Perché non era previsto che dovesse
funzionare in quanto la Rete dei comitati si è tenuta fuori dal conflitto
elettorale. Abbiamo resistito a richieste di schieramento come comitati e
singoli esponenti. I comitati sono trasversali all'interno dei partiti di
centrosinistra". La sconfitta della sinistra radicale rischia di rendere
meno influenti i comitati nelle loro battaglie contro il dissesto urbanistico,
il rigassificatore, gli inceneritori, la Tav e quant'altro? "Questa
domanda dovrebbe essere rivolta a Veltroni, se si sente più forte o più debole
in questo quadro politico che lui ha contribuito a creare. E' evidente che
tutte le forze critiche escono fortemente indebolite dalle elezioni
politiche". L'assessore all'urbanistica del Comune di Firenze ha detto che
al tavolo della concertazione per le opere pubbliche non inviterà i comitati,
ma solo le istituzioni. "Non è una novità del voto. E' una posizione
testardamente negativa e ostile che il Comune di Firenze ha tenuto anche prima
delle elezioni". Cosa dovrebbe fare la sinistra radicale dopo la batosta
elettorale? "La sinistra critica deve ricostruire le sue strutture dalle
fondamenta. In questo senso l'esperienza dei comitati, anche se non coincidono
con nessun schieramento politico, potrebbe essere utile alla sinistra".
Come esempio di partecipazione dal basso? "Nel senso di una ricostruzione
del tessuto democratico, leso dalle vicende politiche degli ultimi dieci
anni". I comitati sono il futuro per la sinistra? "Quello che
possiamo dire di certo è che noi non abbiamo perso". C'è
chi sostiene che un eccesso di no, di comitati di protesta non abbia pagato la
sinistra in termini elettorali. "A me pare che non abbia pagato l'eccesso
di sigle partitiche e lo strapotere delle burocrazie dei partiti. Questi sono i
grandi grandi sconfitti. Altro che eccesso di no!". (m.l.).
( da "Tirreno, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Ci richiedono
indietro i soldi, quelli delle truffe. L'Europa rivuole i 903 milioni di frodi
accertate ... Ci richiedono indietro i soldi, quelli delle truffe. L'Europa
rivuole i 903 milioni di frodi accertate sui contributi comunitari. Nella
classifica di finti capannoni, finte aziende agricole, finte imprese innovative
siamo indietro solo alla Grecia che sta a quota 970 milioni, la Germania a 140,
tanto per aver presenti gli ordini di grandezza. Frodi solo al Sud? In testa
nella classifica nazionale è la Lombardia, Puglia e Calabria al secondo e terzo
posto. Voi direte: e allora? Allora il fatto è che l'Italia
non è in grado, per burocrazia, legislazione, volontà e abitudine di far tirar fuori quei soldi
a chi con la truffa li ha incassati. Questi resistono, con avvocati e proroghe.
Anche se la truffa è accertata e il truffatore ha, come si dice, "beni al
sole", comunque non paga. L'Europa comprensibilmente si è stufata,
quei soldi sono soldi di contribuenti di ogni paese dell'Unione. Si è stufata
di questo sud continentale lesto e losco a incassare e lento e sordo a
restituire (si è sempre al mondo "meridionali" di qualcun altro).
Quindi il quasi miliardo lo ripagheranno tutti gli italiani, per via fiscale.
Ci "metteremo le mani in tasca" per pagare il conto dei ladri.
( da "Tempo, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa emergenza
sulle strade Basta morire così Foto agghiaccianti. Che narrano di odori acri di
ferraglia e di silenzi calati sulla tragedia. Famiglie e sogni distrutti.
Bilancio vicino a quello di una guerra, la mattanza può e deve finire. Ognuno
può metterci del suo, qualunque ebbrezza non vale una vita. Tanto per
cominciare stiamo dalla parte di quei cittadini che, mentre guidano, parlano al
telefonino con l'auricolare, allacciano le cinture di sicurezza, controllano
acqua, olio e pressione delle gomme prima di partire, non sfanalano in
autostrada mentre si divertono a 200 all'ora alla faccia di quello che sta
davanti. E ancora, con i pedoni che guardano a destra e a sinistra e
attraversano solo sulle strisce, con gli automobilisti e i motociclisti che non
passano con il rosso, che non parcheggiano in doppia fila, che se gli viene
sonno si fermano invece di far finta di niente. E poi, con quelli che non
bevono alcol se devono mettersi al volante e indossano il casco allacciato
stretto che ti salva la vita e che se è integrale ti salva anche la faccia.
Insomma con quella parte di gente convinta che il rispetto delle regole abbia a
che fare con l'economia prima che con l'etica. Nella certezza che i veri furbi
sono quelli che vogliono portare a casa la pelle oltre che la macchina. Ciò
detto la realtà è un'altra. Ci sono dodici strade, in Italia, pericolose oltre
misura. Solo quest'anno, il ministero dei Trasporti ha deciso di impegnare 950
etilometri e 2.300 precursori. Eccezione fatta per l'Umbria, nessuna regione
dispone del catasto delle strade. Un cittadino su 5 passa in media un'ora al
giorno nel traffico, il 29% degli automobilisti ci sta almeno mezz'ora. Fatti
salvi i casi, rarissimi, di malore del conducente, la maggior parte degli
incidenti stradali è causata da distrazioni, leggerezza, incoscienza. Sergio
Dondolini, capo della Direzione generale per la sicurezza stradale (istituita
dai Trasporti alla fine di febbraio) scrive sul sito del Ministero: il numero
degli automobilisti che usano la cintura è calato dall'83,5% di metà 2003 al
64,6% del 2007. Chi guida parlando al telefono ha gli stessi problemi
dell'autista con un livello di alcol nel sangue doppio del consentito: i tempi
di reazione sono due volte il normale. Il traguardo fissato dalla Ue nel 2010 è
di dimezzare il numero dei morti sulle strade. Dondolini è pessimista: sì e no
riusciremo ad arrivare al 35%. Eppure c'è un'autostrada fra quello che si fa
per la sicurezza e quello che si potrebbe fare. Ne parliamo con Antonio
Giannella, direttore della Polizia stradale. Parto dai risultati. Nel 2007 gli
incidenti (rilevati da Polizia e Carabinieri; i dati delle municipali non
confluiscono in tempo reale) sono diminuiti dell'8%. In tre anni, dal 2005, i
controlli contro l'abuso di alcol sono passati da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-19 - pag: 14 autore: La via di Casini
Se ne è parlato molto prima delle elezioni, ma nell'analisi del voto se ne
parla poco: per chi hanno votato i cattolici? Per Berlusconi o per Casini?
Visto il risultato, mi pare improbabile che abbiano votato per Veltroni.
Lettera firmata Padova M i pare una questione, quella del voto cattolico, che
ha perso di attualità. La partita vera si è giocata al momento delle alleanze
prima delle elezioni. Il cardinal Ruini ha esercitato tutta la sua pressione
perché a Casini fosse consentito di schierarsi col suo simbolo accanto al
Popolo della libertà, come ha fatto Bossi. Quelle pressioni, Berlusconi le ha
respinte:l'Udc avrebbe dovuto sciogliersi nel nuovo partito, sull'esempio di
Fini. Casini è andato da solo e ha sorpassato la soglia della sopravvivenza. Il
suo futuro politico resta incerto. - I rifiuti di Bassolino Il centro-sinistra
si chiede i motivi della sua sconfitta: non c'è molto da ragionare, a mio
parere, basta andare in Campania e vedere quanta immondizia c'è ancora per
strada. Praticamente, una campagna elettorale gratis a favore del
centro-destra. Valeria Fantoni email B assolino smentisce che ci sia stato un
effetto immondizia a deprimere i voti per Veltroni. A riprova cita il fatto che
in Campania il Partito democratico è cresciuto. è un peccato dunque non aver
investito nei rifiuti come risorsa elettorale. Ce ne fossero stati di più,
magari era la volta buona per la maggioranza assoluta. - Il taglio dell'Ici Ho
letto sul Sole 24 Ore di ieri l'articolo sul taglio sull'Ici e sulle coperture necessarie
per "ossigenare" le casse comunalia causa della diminuzione di
introiti conseguenza dell'abolizione della suddetta tassa. Premetto che pago
circa 660 euro di Ici all'anno e domando che cosa può cambiare se quei
quattrini restassero nelle tasche della mia famiglia? Credo nulla, sarebbe
molto meglio agevolare ulteriormente le famiglie numerose, infatti nella
Finanziaria 2008 c'era un intervento mirato in tale senso... Ma il grosso
problema sarà per i Comuni: come farannoa reperire i fondi, i quattrini che non
potranno più incassare? Mah... abbasseranno il limite di velocità nei centri
urbani a
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-04-19 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE La decisione Cascetta apprezza la decisione del Porto In
vendita il bacino
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-04-19 num: - pag: 19
categoria: REDAZIONALE Atavola di Antonio Fiore FENESTA VERDE Sessant'anni
spalancati sulla cucina di qualità Da rifugio antiaereo a baluardo del
territorio A Giugliano una trattoria che diventa "storia" Non
recensisco mai un ristorante in occasione di eventi, degustazioni, cene a tema
et similia: stavolta però trasgredisco volentieri, perché il locale in
questione merita l'eccezione. Parlo di "Fenesta Verde", che tagliava
giovedì scorso il traguardo dei 60 anni a alla quale il Circolo ricreativo
SanPaolo Imi ha voluto dedicare una festa "a sorpresa" (i titolari
sapevano che la riunione era stata indetta per festeggiare un compleanno, ma
quel che non sapevano era di chi fosse il compleanno). Con fiducia mi sono
aggregato come ospite ("a sorpresa" anch'io), e la fiducia è stata
ripagata dalla calorosa ospitalità di Guido e Giacomo e dalla seducente cucina
delle rispettive consorti, le sorelle Luisa e Laura Iodice. Era da quasi un
decennio che non tornavo dagli Lglg, quartetto famoso a Giugliano e dintorni
quanto gli Abba in Scandinavia: solo che gli Abba si sono sciolti da un pezzo,
e gli Lglg continuano a deliziarci. Nel caso in esame (la cena organizzata da
Gino Bagno, Raffaele Di Sarno & C. era incentrata sulla cucina flegrea
dell'entroterra abbinata ai vini di Grotta del Sole, che più flegrei di così
non si può) il menu constava di piatti che "Fenesta" propone
abitualmente, dunque li troverete almeno fino al "ricambio" dei
prodotti di stagione: si parta allora con gamberi in pastella e involtini di
alici ripiene di patate (massima piacevolezza) ed eccellenti pani e si continui
con fiore di zucca ripieno e frittella con scarola, olive nere, pinoli. Il
primo "primo" è da chapeau, callosi straccetti di pasta fatti in casa
con piselli, fave fresche, pancetta e grattata di pecorino (ma ai primi caldi
li troverete accompagnati da peperoncini verdi e pomodorini; un piatto di fave
da sbucciare con pancetta a tocchetti però potete sempre provare a
chiederlo...). La proposta delle pietanze è ancora a voce (Guido promette
imminente menu scritto, vedremo), mentre la carta dei vini c'è sempre ed è
sempre più accurata: ragionata Campania bianca e rossa in apertura e a seguire
giro d'Italia attento ai produttori e al rapporto qualità-prezzo). Nella nostra
cena flegrea beviamo ovviamente, e con gran diletto, i vini di
"Grotta" che Francesco Martusciello illustra con trasporto e
competenza: dalle bollicine dell'Asprinio d'Aversa siamo passati al Coste di
Cuma, ma sul sartù (unica preparazione della serata lievemente al di sotto
delle aspettative, la monoporzione toglie fatalmente fascino a un piatto che
trae forza proprio dalla sontuosa e spettacolare presentazione classica, da
Monzù) beviamo profumatissimo Piedirosso; calici Riedel e Zwiesel sulla bella
tavola con tovaglie chiare e fiori freschi, poi il cru Montegauro sulla
tagliata (vitello territoriale) con patate, e sorprendente Lacryma Christi
dolce (Charmat) sulla calda, friabile, gentile crostata di fragoline. Ma questo
è pur sempre un assaggio: nelle cene e nei pranzi "liberi" le
proposte svariano dalle cozze fritte ai cicinielli su foglia di limone allo
sformato di patate, pioppini e melanzane per quanto riguarda gli antipasti; e-
in area primi - dai mezzanelli lardiati all' amatriciana di pesce alle
fettuccelle (Gragnano) con cime di rapa e tartufi di mare agli scialatielli con
latte, filetti di triglie, pinoli (prenoto gli scialatielli). Ai secondi, in
vista del bel tempo, le preparazioni di terra (ricordo una cotica da manuale;
ma anche stocco e baccalà sono tra i punti di forza invernali) stanno via via
cedendo il passo al mare (ricciola con melanzane, braciole di tonno con ragù,
sanpietro con gamberoni); e anche sui dessert, che l'ultima volta mi apparvero
poco convincenti, L&L ora percorrono in scioltezza strade note (tortino con
crema e amarena, flan al cioccolato), da riscoprire (coviglia alla nocciola) o
inedite (crema allo Strega e cantalupo, crema di latte con ganache al fondente,
amaretti e mandorle). E infine: la cantina che, ancor prima della sua
fondazione ufficiale nel 1948, era un rifugio antiaereo in cui i titolari
Andrea e Luisa offrivano riparo e un bicchiere di vino, in un sessantennio si è
trasformata in (confortevole) riparo al bombardamento della cucina massificata;
ma anche in spazio culturale, viste le mostre d'arte che si avvicendano alle
pareti. E, burocrazie permettendo, alla stanza con camino
un giorno si aggiungerà un appartato fumoir dove far nuvole in santa pace. Da
sessant'anni la stessa famiglia, lo stesso luogo, in una Giugliano che non è
certo la stessa di una volta: gli Lglg la chiamano ancora con legittimo
orgoglio provinciale "trattoria", ma prima o poi dovranno
ammettere anche loro che da "Fenesta Verde" lo sguardo ormai spazia
lontano. Del resto, l'ho sempre sospettato: non si fa cucina di qualità senza
essere persone di qualità.
( da "Messaggero, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MARCO GIOVANNELLI
Ritorni tra un mese. Ma i trenta giorni per la consegna della cartella clinica
non vengono quasi mai rispettati. "In molti ospedali i documenti vengono
consegnati anche prima ma in altrettanti è un miraggio - spiega Giuseppe
Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti
del malato -. C'è una legge del '90, successivamente modificata, che impone la
consegna della cartella clinica entro 30 giorni dalla richiesta ma continuiamo
a ricevere le proteste dei cittadini". Le segnalazioni di disservizi hanno
raggiunto ormai l'8 per cento di tutte le denunce all'associazione. L'ultima,
particolarmente toccante, è del figlio di un anziano malato che è morto
praticamente senza poter leggere i referti. L'uomo che ha raccontato la storia
(omettendo di indicare l'ospedale) ha riportato a galla un problema nel quale incappano
tante persone. In pratica l'anziano venne portato in un ospedale romano dove
venne operato per l'asportazione della colecisti. Dopo qualche giorno tornarono
i dolori e l'anziano venne riportato nello stesso ospedale dove però, secondo i
familiari, non venne curato a dovere. "Volevamo un consulto con altri
medici e ci mettemmo in contatto con un centro specializzato di Milano - c'è
scritto nella segnalazione - ma ci risposero che volevano quanti più documenti
sanitari possibili per studiare la situazione. Chiesi la cartella clinica
dell'intervento e del secondo ricovero, feci presente l'urgenza del caso ma
nonostante le insistenze la cartella mi venne consegnata due mesi dopo la
richiesta quando ormai era troppo tardi perché mio padre era peggiorato e morì
poco dopo senza aver avuto nemmeno la soddisfazione di un consulto. Forse non
sarebbe successo nulla ma di certo non abbiamo potuto consultare altri
medici". Sono tanti i pazienti, o i loro familiari, che fanno richiesta
della cartella clinica. Molti sono solo curiosi, altri hanno bisogno dei
documenti sanitari per un consulto o per continuare la terapia in un altro
ospedale. "Questi sono i cittadini davvero penalizzati - dice Scaramuzza
-. Ci sono Asl che si sono impegnate a rispettare i tempi e altre che indicano
in 20 i giorni per la cartella clinica. Ma poi anche nello stesso ospedale c'è
differenza tra reparto e reparto". In due policlinici universitari, Tor
Vergata e Gemelli, si arriva in media a 45 e 60 giorni. Al Sant'Andrea sono
invece previsti degli incentivi economici per portare al massimo a 20 giorni la
copia della cartella. Ma dove si blocca la cartella clinica? Il Tdm non ha
dubbi: sulla scrivania dei primari. "Abbiamo ripercorso a ritroso il
cammino della cartella - spiega il segretario regionale dell'associazione - e
abbiamo verificato che la parte amministrativa e tecnica per le fotocopie di
referti e ecografie, le copie di radiografie, tac e rmn, è piuttosto rapida. La
difficoltà vera arriva nei reparti dove le cartelle vengono ammucchiate e non
chiuse subito dopo le dimissioni. Ma se tutto ruota intorno al paziente, perché
le cartelle ruotano intorno ai primari? Eppure ora che è tutto informatizzato
si potrebbero consegnare i documenti sanitari in tempo reale con l'uscita del
paziente dall'ospedale". Questo obiettivo è anche quello dell'assessore
regionale alla sanità Augusto Battaglia: "Il problema lo conosciamo bene
perché ci è stato segnalato da diversi cittadini. Sto sollecitando i manager
degli ospedale per accorciare i tempi e informatizzare il più possibile, con il
massimo rispetto della privacy, anche questo aspetto dell'assistenza. In futuro
voglio far coincidere le dimissione del paziente con la consegna della cartella
clinica". Il futuro c'è già al Fatebenefratelli Isola Tiberina dove per le
procedure d'urgenza si arriva ad attendere una settimana . "Di meno è
impossibile perché per ora c'è tanta burocrazia - spiega il direttore
sanitario Maurizio Ferrante -. I tempi si potrebbe comprimere ma serve più
informatizzazione. In certi casi è però meglio richiedere una relazione clinica
per superare con il buon senso i tempi d'attesa". "Forniamo ai
pazienti una lettera di dimissioni molto elaborata - spiega Pietro Scanzano,
direttore sanitario della Asl RmE dalla quale dipende il Santo Spirito che
soddisfa in gran parte le richieste. Per le urgenze siamo intorno a sette
giorni mentre lo standard è di poco sotto i 30 giorni". Ogni reparto ha
comunque la sua organizzazione, come la cardiologia del San Filippo dove il
capo del dipartimento, il professor Massimo Santini, ha centralizzato la
lavorazione delle cartelle cliniche individuando un medico responsabile di
velocizzare l'archiviazione ma anche delle anche l'elaborazione delle copie.
( da "Corriere del Veneto" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: REGIONE - data: 2008-04-19 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE
Lo scontro Nel comune delle 20 mila sanzioni punto a favore degli attivisti
Multavilla dietrofront "Toglieremo i T-Red" Altavilla Vicentina vuole
staccare i discussi semafori La causa in tribunale rinviata al 21 dicembre del
2010 VICENZA - La battaglia simbolo degli automobilisti veneti contro i T-Red
si chiude dov'era iniziata. Gli impianti per la rilevazione delle infrazioni
commesse ai semafori di Altavilla Vicentina verranno tolti, avvocati
permettendo. La decisione definitiva sarà presa martedì dalla giunta comunale,
dopo un consulto con i legali che dovranno accertare i rischi ai quali si
andrebbe incontro stracciando il contratto con la Citiesse, l'azienda che
gestisce i dispositivi. La notizia è trapelata al termine della prima udienza al
tribunale civile di Vicenza. Si discuteva l'appello presentato dal Comune nei
confronti di uno dei mille multati che si sono visti annullare la
contravvenzione dal giudice di pace. Il sindaco Giannira Petucco sperava che il
processo dimostrasse la validità delle sanzioni comminate attraverso i T-Red
installati lungo la strada regionale 11. Invece, causa la cronica lentezza del
sistema giudiziario, è stato tutto rinviato a una data che ha dell'incredibile:
21 dicembre 2010. Per quel giorno i semafori non esisteranno più, sostituiti da
un sistema di tre rotatorie. Il rinvio ha suscitato malumori sia in Comune che
tra gli attivisti del comitato di "Multavilla", che difendono
settemila multati. Ma dove non ha ottenuto l'associazione, ora
sembra riuscire la burocrazia. Nell'ottobre dello scorso anno, il sindaco aveva infatti deciso
di sospendere la consegna delle multe. Da allora gli impianti continuano a
fotografare le infrazioni ma le sanzioni rimangono nel cassetto. "Appena
il tribunale civile si esprimerà, oppure il ministero risponderà alle nostre
richieste di chiarimenti le consegneremo", aveva assicurato
Giannira Petucco. Ma da Roma non è arrivato alcun parere e per la sentenza
occorre attendere altri due anni e mezzo. Una situazione insostenibile, tenuto
conto che, trascorsi cinque mesi dalla mancata notifica, le sanzioni decadono.
Da qui l'indicazione di sbaraccare, togliendo una volta per tutte i T-Red.
"A questo punto, non ci rimane altro da fare", ammette un alto
rappresentante dell'amministrazione, che chiede di rimanere anonimo "per
evitare ulteriori tensioni". "Abbiamo due alternative – spiega – o
stacchiamo i rilevatori oppure continuiamo su questa strada, lasciando che le
multe decadano per il superamento dei termini. Ma è evidente che quest'ultima soluzione
sarebbe paradossale ". L'unico intoppo potrebbe essere di natura legale.
La Citiesse (che incassa il 30 per cento di ogni multa pagata) ha un contratto
che scade con la realizzazione delle rotatorie e quindi potrebbe opporsi. Gli
avvocati di Altavilla sono già al lavoro e non è escluso che si tenti una
mediazione con l'azienda. La questione è delicata e nessuno azzarda conferme
ufficiali. "Martedì incontrerò la giunta – si limita a dire il sindaco - e
decideremo come affrontare la questione. Resto convinta di aver operato nel
rispetto delle regole, ma la lentezza delle procedure non ci permette di
dimostrarlo. A questo punto occorre uscire dallo stallo". Intanto il
comitato di Multavilla non molla: "Proseguiremo la nostra battaglia, creando
un coordinamento tra tutte le associazioni". Sono migliaia di veneti
multati dai T-Red, mentre intervengono le procure che in alcuni casi, come nel
Veronese, hanno sequestrato i semafori. "Spesso gli impianti di
rilevamento sono illegali – spiega Adolfo Cappelli, presidente
dell'Associazione utenti auto – perché la rilevazione viene fatta da aziende
private e non da pubblici ufficiali". Da Treviso, il Coordinamento
nazionale per la sicurezza annuncia che presenterà denunce a tutte le procure
del Veneto. "I T-Red sono potenzialmente pericolosi – sostiene il
responsabile, Giorgio Marcon – perché la durata del giallo non tiene conto
della reale pericolosità dell'incrocio ". Andrea Priante Ventimila multe
Ad Altavilla Vicentina ci sono stati circa 7 mila ricorsi contro le 20 mila
multe. Ma la sfida potrebbe chiudersi togliendo i dispositivi incriminati.
( da "Corriere Adriatico" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PresidenteCristina
CingolaniSono moltii problemida affrontare Presentata la Camera civile, nel
mirino burocrazia e tempi biblici dei processi "Una giustizia
tutta da riformare" MACERATA -L'appuntamento è nell'aula delle udienze penali
del Tribunale per la nascita della Camera civile, associazione di avvocati che
fa riferimento al Foro maceratese. La presidenza dell'associazione è affidata
all'avvocatezza Cristina Cingolani che presenta gli scopi dell'iniziativa.
"La maggiorparte degli avvocati si occupano di civile, i numeri della
Giustizia li fa il civile ma nonostante questo siamo la cenerentola del
settore. Eppure lavoriamo per la migliore amministrazione della giustizia, per
la qualificazione della prestazione professionale. La Camera civile nasce per
partecipare alla vita dei Tribunali e alla soluzione dei problemi che si
presentano ad iniziare dai processi che sono di una lunghezza inaudita". E
chi pensa che in provincia arrivino smorzati i problemi nazionali si ricreda: "I
tempi del processo civile sono più lunghi che in altre parti d'Italia"
rileva la Cingolani, assistita dall'avvocato Paolo Alvigini, padovano e
componente del direttivo nazionale dell'associazione camere civili.
"Rispetto ai penalisti - rileva Alvigini - abbiamo armi spuntate e
dobbiamo quindi pensare a forme alternative di protesta. Una bandiera nelle
rivendicazioni dell'Unci è la riunificazione dei riti, in ambito civile sono 23
i riti che possono essere seguiti, è perfino difficile capire qual è il giudice
cui riferirsi. Non dico che bisogna arrivare celermente al processo informatico
ma almeno risolviamo complicazioni come le code agli uffici, gli orari delle
cancellerie". Problemi esterni ma anche interni: "Il numero crescente
degli avvocati porta inevitabilmente a un abbassamento della qualità da evitare
con la formazione attenta dei giovani e da questo punto di vista l'Università
non è formativa. A Padova c'è una scuola di formazione biennale gestita dagli
avvocati che vede tra i docenti nostri iscritti e magistrati". Rileva
l'avvocato Stefano Massimiliano Ghio: "E' necessaria una riforma della
giustizia nel suo complesso, i problemi sono collegati tra loro". Qual è
la situazione della giustizia civile nel comprensorio maceratese lo ribadisce
l'avvocatessa Cristina Cingolani: "Una situazione di blocco. I tempi di
definizione di un processo civile variano mediamente dagli otto ai dieci
anni". E questo per il primo grado. Tra i presenti al debutto della Camera
civile gli avvocati Cinzia Maroni, Barbara Arzilli, Cristina Ottavianoni,
Pierfrancesco Maceratini, Ferdinando Manzotti, Guido Colocci e Paolo Parisella
che è intervenuto rilevando di attendere "con ansia una Finanziaria che
investa risorse per risolvere l'emergenza Giustizia. Non è possibile che in
molti Paesi d'Europa le cause civili si chiudano in un anno e da noi non ne
bastano otto". LUCA PATRASSI,.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-04-2008)
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Provincia di
Oristano Pagina 4023 oristano Burocrazia e imprese: nuovo sportello Oristano
--> Riunione operativa per concordare l'avvio della sperimentazione delle
procedure contenute nel pacchetto "Impresa in un giorno": è lo
snellimento burocratico a favore delle nuove ditte, che avranno nello sportello
del Registro imprese della Camera di commercio l'unico riferimento, evitando
così di doversi rivolgere anche all'Agenzia delle entrate, Inps e Inail.
Convocato dal segretario Enrico Massidda, l'incontro ha visto, tra gli altri,
la partecipazione di funzionari e tecnici del sistema camerale, dei
responsabili degli uffici provinciali di Agenzia delle Entrate, Inps e Inail.
Prima dell'estate sarà adottata la fase di sperimentazione. "Per uno o due
giorni alla settimana", ha spiegato il segretario della Camera di
commercio, Enrico Massidda, "negli uffici del Registro imprese si
utilizzeranno le nuove procedure semplificate, coinvolgendo anche gli altri
referenti del progetto: l'Agenzia delle entrate, l'Inps, l'Inail e i
consulenti. Si avrà modo di verificare i meccanismi di collaborazione tra
uffici pubblici, meccanismi che saranno di gran beneficio all'utente,
assicurandogli appunto il disbrigo delle procedure di registrazione nell'arco
delle 24 ore e con un solo referente".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Ogliastra
Pagina 6027 Lanusei La causa da 195 mila euro Mancata assunzione dell'impiegata
La Asl salda il conto Lanusei. La causa da 195 mila euro --> In qualche modo
la Asl ha pagato. O quantomeno stava pagando proprio nel momento in cui l'hanno
pignorata. Per uno strano scherzo della burocrazia infatti pignoramento e
liquidazione sono avvenuti lo stesso giorno. "Sintomo della perfetta buona
fede dell'azienda che ha dovuto attendere che si completassero una serie di
passaggi formali". Con queste parole Tiziana Passetti, responsabile
servizio bilancio, e Antonio Loi, responsabile agli affari generali,
difendono la condotta della Asl nella vicenda giudiziaria che ha visto l'ex Usl
condannata ad un maxi risarcimento di 195 mila euro per la mancata assunzione
di un'impiegata. "La liquidazione della somme alla signora Rossana Corda -
spiega Loi - è stata preceduta da una serie di operazioni di natura fiscale
presso l'agenzia delle Entrate, quindi la pratica è passata al collegio
sindacale. Ad oggi è stata interamente liquidata, in contemporanea con il
pignoramento". Tempi tecnici, quindi, nessuna resistenza ad allargare i
cordoni della borsa. Per il momento, quindi la Asl ha saldato tutto, spese
legali comprese, anche se il giudice civile Natalia Goddi si è riservata
riservata di decidere su alcune somme in contestazione. Minuzie rispetto
all'esborso subito dalla Asl, cioè dai cittadini visto che di denaro pubblico
si tratta, che paga i guai della vecchia Usl. Tuttavia la momento non è
possibile sapere se la vicenda riserverà ulteriori sorprese legali. La vicenda
risale al 1988, quando l'impiegata partecipa ad un concorso per la copertura di
sedici posti da assistente amministrativo. Dopo le selezioni si piazza al
diciassettesimo posto. Chi la precede rinuncia al posto ma lei non subentra
perché la Asl, anziché assumerla, bandisce un nuovo concorso. Sentendosi
vittima di un atto illegittimo la donna apre una causa su due fronti, al Tar e
in sede civile. Il Tar le da subito ragione, riconoscendo il suo interesse
legittimo violato. In Tribunale la causa va avanti per anni, tanti anni, per
l'esattezza dieci. Fino alla sentenza con la quale il giudice Barbara di
Giovannantonio accoglie gli argomenti dell'avvocato della Corda, Donato
Marongiu, e respinge le eccezioni della Asl, che difendeva una presunta
discrezionalità nell'assunzione dei dipendenti. Il resto della storia è cronaca
dai giorni nostri. ( s. l. ).
( da "Agi" del 19-04-2008)
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Food GOVERNO:
CONFAGRICOLTURA CHIEDE RIFORME E SCELTE STRATEGICHE (AGI) - Milano, 19 apr -
"Il risultato delle urne garantisce una maggioranza netta e una piena
governabilita' per fare le riforme che gli imprenditori chiedono. A partire
dalla necessita' di avviare una fase costituente per rivedere l'ordinamento
della Repubblica, razionalizzare la mappa dei livelli istituzionali e
ridefinire ruoli e competenze degli enti locali". E' un invito a pensare
"in grande" quello che il direttore generale della Confagricoltura
Vito Bianco rivolge al nuovo governo, intervenendo all'assemblea degli
agricoltori di Milano e Lodi. Un invito a "rimettere economia ed imprese
al centro delle priorita' politiche". Il direttore generale ha ricordato
l'importanza e il significato del "manifesto per la governabilita'"
firmato da undici Confederazioni d'impresa, in piena crisi di governo, in cui
si sollecitava una precisa assunzione di responsabilita' da parte della classe
politica al fine di garantire, alle imprese e ai cittadini, scelte strategiche
per lo sviluppo dell'economia del Paese. "Un'iniziativa, piu' che mai valida
oggi, all'indomani del voto - ha proseguito Bianco - che richiede anche una
riflessione all'interno delle Confederazioni sulle modalita' di esercizio della
rappresentanza, per un rapporto rinnovato con il l'Esecutivo, fuori dai riti
della concertazione ma dentro un processo di crescita comune per le imprese e
per il Paese". La complessa congiuntura, nazionale ed internazionale,
impone che le decisioni che riguardano il settore agricolo trovino un posto di
rilievo nell'agenda del Governo. "Le nostre imprese - ha detto Bianco -
hanno bisogno di aumentare la dimensione economica, contenere i costi e
migliorare la presenza sui mercati nazionale e internazionale". Per fare
questo c'e' bisogno, a parere di Confagricoltura, di una definitiva
stabilizzazione del sistema fiscale, di un deciso rilancio della ricerca e
dell'innovazione; ma anche politiche del lavoro tese alla semplificazione ed
alla sostenibilita' degli oneri previdenziali per contrastare il lavoro
irregolare. E poi una decisiva azione contro la burocrazia e strategie chiare e concrete
per le energie rinnovabili e le risorse idriche. "Su tutto - ha concluso
il direttore generale Bianco - va garantito un ruolo piu' incisivo e
determinante del Governo nelle sedi comunitarie ed internazionali, anche a tutela
e rilancio di quel "made in Italy" agroalimentare che tanto pesa
nella bilancia commerciale con l'estero e che negli ultimi tempi e'
stato vittima di numerosi 'attacchi' e che, complice anche l'euro forte,
rischia di retrocedere dalle tavole mondiali."(AGI).
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
DELEGAZIONE ROMANA
ALL'ASL3 Sportello della salute e lotta dalla droga: modelli da esportare
Casoria. La malasanità? Certamente non all'Asl Napoli 3 che diventa modello da
seguire per l'evoluzione delle procedure socio-sanitarie e l'attivazione dello
sportello unico della salute. Il bisogno del cittadino-assistito
non è più ostaggio di tempi lunghi e di una burocrazia senza fine: attraverso un vero e proprio front-office costituito
da figure professionali altamente qualificate, coordinate da Antonio Buono,
l'azienda sanitaria riesce a dare risposte in tempi celeri e a soddisfare il
bisogno di salute del cittadino, garantendo l'appropriatezza della risposta.
Un esempio che non è passato inossservato in un contesto sanitario globale dove
le disfunzioni e le carenze sono veramente tante. A mostrare interesse sul
modello-sanità della Napoli 3, diretta da Armando Poggi, è stata così l'Azienda
sanitaria Roma D che abbraccia l'area a Sud-ovest della capitale
(Ostia-Fiumicino). Una delegazione di sociologi e medici della azienda romana è
stata ospite presso il Distretto sanitario di Casoria dove è stata finora data
migliore attuazione al nuovo processo che accompagna il cittadino nel passaggio
dal bisogno sanitario a quello più concreto di salute. Tutto ciò che è salute a
Casoria, infatti, soddisfa due richieste: quella prettamente sanitaria ma anche
quella non meno importante di carattere sociale attraverso il sostegno di
figure specializzate (assistenti sociali, sociologi, psicologi, psicoterapeuti)
in grado di contribuire al reinserimento e al recupero nella società dei
soggetti svantaggiati. "Si tratta di un traguardo raggiunto in sintonia
con tutti i dirigenti medici che hanno trasferito nel personale il nuovo
concetto di management", dice il direttore responsabile del Distretto di
Casoria, Ferdinando Russo. Ma l'Asl Napoli 3 si distingue anche nella lotta
alla tossicodipendenza. Al Sert di Sant'Antimo, guidato da Gaetano Liguori,
l'altro giorno è stato raggiunto un traguardo importante: due ragazzi si sono
allontanati definitivamente dal mondo dell'eroina e riconciliati con la
famiglia e con la società dopo un percorso duro, faticoso e pieno di insidie
dal quale sono riusciti a tirarsi fuori brillantemente con l'aiuto degli
operatori del servizio da sempre in prima linea al fianco dei drogati.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quello che nasceè un
Parlamentosenza opposizioneNel ringraziare tutti gli elettori che hanno dato il
voto alla Destra, vorrei fare una considerazione sul nuovo scenario politico in
Parlamento. Per la prima volta il Parlamento è privo nei fatti di una vera
opposizione. Governa il centro. Si oppone il centro. Niente destra, niente
sinistra. Questa è la peggiore delle dittature, dittatura di una democrazia
falsata, fatta dalle lobbies, dal capitalismo, dalla globalizzazione. Quella
dittatura che addormenta i popoli e le identità.La costituzione negli articoli
49-51 è chiara. E questa dittatura ha di fatto calpestato la Costituzione. Ai
nostri elettori voglio dire che noi comunque continueremo a batterci. Presto a
Belluno verrà organizzata un convegno sull'Autonomia, una discussione su alcune
modifiche fatte in collaborazione con un docente della facoltà di diritto
costituzionale di Padova sulla bozza fatta dal presidente Reolon. Un convegno
sulla Libertà dei Popoli, e uno sulla socializzazione riportata ai nostri
tempi. E una certezza: nessuno mai brucerà il tricolore. Federalismo sì ma
all'insegna della nostra bandiera. Ancora Grazie a chi ha votato La Destra!
Senatori e deputati si diventa, militanti si rimane per sempre.Titti
Monteleonemilitante de La DestraOra va creatala vera alternativacomunistaHa
vinto uno dei due poli confindustriali e il nuovo governo applicherà quindi uno
dei due programmi fotocopia. L'unica differenza tra Pd e Pdl è che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie
sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato
fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Ora la borghesia farà di necessità virtù e
si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che
gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie
capitalistiche), aspettando che il pendolo, nella logica dell'alternanza
borghese tra due schieramenti simili, si risposti verso Veltroni che intanto
proseguirà nella costruzione del suo partito confindustriale.Da due anni
diciamo che la sinistra governista (Prc, Pdci, ecc.) ha fallito e sta sparendo,
ormai priva di radicamento e militanza. Ora anche le urne confermano questa
prognosi persino sul terreno elettorale: e la conferma è clamorosa. Prc, Pdci,
Verdi e Sd arretrano al di sotto di qualsiasi minimo storico e non avranno più
né deputati né senatori. Nemmeno uno!Se la rappresentanza parlamentare non è il
fulcro per un partito rivoluzionario, lo è invece per partiti che hanno fatto
del governismo la loro ragion d'essere e che hanno apparati elefantiaci che, da
domani mattina, imploderanno.Siamo di fronte a un fallimento politico e
strategico senza precedenti. È la conferma completa di tutto quanto diciamo da
anni e della ragione di fondo che ha ispirato la nostra scissione, due anni fa,
dal Prc, per avviare la costruzione di un nuovo partito. La socialdemocrazia,
cioè il progetto di governare con una parte del padronato ingabbiando le lotte,
è fallita per l'ennesima volta nella storia. Stavolta con un tonfo gigantesco.A
fare le spese dello scontro politico tra i poli borghesi sono i lavoratori.
Colpiti dagli uni e dagli altri, raggirati dalle burocrazie sindacali e
socialdemocratiche che svendono i loro interessi in cambio di una mezza
porzione di lenticchie.La prima esigenza è allora quella di ripartire dalle
lotte di opposizione a entrambi gli schieramenti borghesi, ai loro governi
nazionali e locali. Un'opposizione fondata sull'indipendenza di classe dei
lavoratori, dei disoccupati, di tutti gli sfruttati. Una lotta che parte domani,
nelle piazze, contro la terza riedizione del governo Berlusconi-Bossi-Fini, a
cui la sinistra governista ha spianato la strada governando con i padroni e
rimuovendo l'opposizione di classe.Il PdAc partecipava a queste elezioni in
primo luogo per sviluppare la propaganda su un programma rivoluzionario. Il
nostro partito ha potuto presentarsi in poche situazioni politiche e
amministrative: non perché sia di taglia più piccola del Partito comunista dei
lavoratori o di Sinistra critica ma solo perché si è rifiutato, a differenza di
quelle forze, di accettare il sostegno di parlamentari che hanno sostenuto la
guerra e le finanziarie di Prodi e siamo stati gli unici a dover raccogliere le
firme e a non poter usufruire degli stessi spazi mediatici delle altre forze
per la propaganda.La crisi verticale e definitiva della socialdemocrazia, pur
in una situazione difficile per il movimento operaio, carica tutti i militanti
che vogliono lavorare a un progetto di ricostruzione di una sinistra di classe
di nuovi e inediti compiti. Alternativa Comunista continuerà a battersi in
questa prospettiva, senza settarismi. Dobbiamo costruire quel partito comunista
e rivoluzionario, internazionalista, di militanti che ancora non c'è. Un
appello in questo senso lo rivolgiamo in primo luogo alle migliaia di attivisti
di Rifondazione e del resto dell'Arcobaleno che oggi vedono i loro sacrifici e
la loro militanza di anni dispersi. Come Alternativa Comunista ci impegneremo
su questa strada, investendo le centinaia di nuovi contatti e rapporti, le
forze militanti di giovani e operai di cui dispone il nostro piccolo partito e
che abbiamo accresciuto in questa campagna elettorale e che costituiscono per
noi il più importante dei risultati. Invitiamo i tanti compagni che hanno
seguito la nostra campagna elettorale, ci hanno scritto in decine di migliaia,
hanno seguito le nostre pubblicazioni sul sito web, hanno simpatizzato per noi,
hanno partecipato alla nostra campagna propagandistica in queste elezioni, a
unirsi a noi in questo progetto di lotta.Alternativa ComunistaBelluno.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le apparecchiature
per il "grande fratello" cittadino sono pronte e già collaudate, ma gli occhi elettronici rimangono fermi perché
"congelati" dalla burocrazia Telecamere, manca il placet del Consiglio L'assessore Alberto
Curto: "Con il nuovo regolamento sarà possibile un accesso più
"facile" alle immagini" Feltre(A.V.) Sono installate,
collaudate, ma in attesa del via libera del consiglio comunale di Feltre.
Le telecamere che dovrebbero sorvegliare Piazza Maggiore, l'ingresso della
scuola media Rocca e l'area camper di Pra del Vescovo sono già pronte all'uso
ma finchè il consiglio comunale non avrà approvato il regolamento per il loro
funzionamento, o meglio per la gestione dei dati che raccoglieranno, devono
rimanere rigorosamente spente. Per ironia della sorte sarebbero già in funzione
da un mese se nel corso dell'ultimo consiglio comunale il punto all'ordine del
giorno che prevedeva l'approvazione del regolamento per il loro funzionamento
non fosse stato rinviato alla prossima seduta che si riunirà a maggio, in data
ancora da stabilire. "È tutto pronto - spiega l'assessore alla sicurezza
Alberto Curto - gli apparecchi funzionano e sono pronti all'uso, quando ci sarà
il via libera del consiglio. Per il momento restano spente". Il
regolamento prevede, un chiarimento sulla gestione delle immagini che verranno
filmate. Attualmente, ad esempio, per l'apparecchio in Piazza Isola, i
carabinieri devono chiedere autorizzazione a poter visionare i filmati in caso
di necessità. Con il nuovo regolamento, invece, si prevede che le immagini
siano raccolte dalla centrale operativa del comando della Polizia Locale ma che
i militari abbiano facoltà di accesso alle stesse, in caso si verifichi un
reato o per motivi di ordine pubblico e sicurezza, utilizzando il server e un'apposita
password. Una semplificazione più che altro operativa che comunque è volta a
garantire i diritti della privacy dei cittadini ripresi dalle telecamere. Al
via libera del consiglio è condizionata anche l'installazione delle telecamere
in zona stazione ferroviaria, secondo stralcio dell'operazione sicurezza
portata avanti dal Comune di Feltre per monitorare alcune aree sensibili della
città. "La ditta è pronta ad installarle e a renderle operative in pochi
giorni - conclude l'assessore Curto - entro l'estate è certo che anche la zona
della stazione sarà sottoposta a videosorveglianza".
( da "Gazzettino, Il" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
VINO La finanza
sposa il vigneto per fare crescere il Made in Italy In Italia il settore vino
vale quasi 12 miliardi di euro con un fatturato dalle esportazioni attorno ai
3,5 miliardi. Numeri che confermano il vitivinicolo come prima voce dell'export
agroalimentare italiano con un'incidenza media del 20\% e picchi fino al 40\%
in Canada, Giappone e Usa. In particolare negli Stati Uniti il vino italiano ha
conquistato il primato sia in termini di vendite e valore, scalzando i
francesi.La ricchezza prodotta e le potenzialità di espansione non sfuggono a
banche e guru della finanza che con crescente interesse studiano trend e
movimenti del settore. Temi nell'agenda dei lavori del 63. congresso nazionale
di Assoenologi, l'associazione degli enologi enotecnici italiani che si terrà
la prossima settimana a Venezia. Tre giorni di analisi e proposte, spiega
Giuseppe Martelli, direttore generale dell'Associazione, "per rispondere
all'esigenza di rimanere competitivi per continuare a vincere la sfida dei
mercati". E non è un caso che l'assise si svolga in Veneto, prima regione
per produzione con i suoi 7 milioni di ettolitri e 2,5 miliardi di fatturato
(allargato): con quello di Assoenologi si completa il trittico dei maggiori
appuntamenti enologici del 2008 dal Vinitaly a inizio aprile fino al congresso
dell'Oive a metà giugno.Che il vino si stia tramutando anche qui da semplice
prodotto a target per operazioni di Merging&Acquisition e addirittura di
vero e proprio venture capital lo conferma la presenza a Venezia di banche e
uomini di marketing che vedono in prospettiva le capacità di sviluppo di questo
settore declinato in termini molto diversi e aggressivi di quelli attuali.Il
primo passo, sottolinea Giancarlo Prevarin, vicentino e presidente nazionale di
Assoenologi "È la crescita dimensionale. Non si può pensare di essere
competitivi sui mercati se le nostre aziende restano ancorate a perimetri
estremamente limitati. Anche il vitivinicolo dovrà intraprendere quel salto di
qualità che già interessa il manufatturiero".Un discorso che, in questo
momento, vale soprattutto per le grandi cantine cooperative e le maggiori
imprese o raggruppamenti privati. L'esempio più recente è quello del Gruppo
Italiano Vini cresciuto per linee esterne grazie a una politica di acquisizione
di marchi che si era dato l'obiettivo, per ora messo nel cassetto, di quotarsi
a Piazza Affari.La Borsa resta in effetti una prospettiva lontana, ma il
processo di consolidamento prosegue e solo in Veneto nel medio termine si
assisterà a una serie di fusioni. La soglia minima di fatturato, spiegano gli
specialisti delle banche che si stanno attrezzando per operare in questo
ambito, si pone tra i 70 e gli 80 milioni di euro. Una "taglia" che
spiazza i piccoli produttori destinati, come emerso in un recente convegno
organizzato dal Forum Spumanti d'Italia, ad essere marginalizzati. Forse, non
in termini qualitativi, ma certamente in termini di mercato. Prevarin ricorda
allora che mediamente le aziende vitivinicole italiane dispongono di meno di
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAMPOFORMIDO L'elaborato
illustrato alla popolazione. Si spera che tra giunta e Fontanini ci sia dialogo
Il Piano regolatore che rivoluziona la viabilità CampoformidoIl Polifunzionale
di Campoformido gremito in ogni ordine di posti. Affollano la sala abitanti di
Basaldella, Villa Primavera, del Capoluogo. Li ha convocati il sindaco Andrea
Zuliani per esporre le linee guida del nuovo Piano regolatore che verrà
adottato dalla giunta fra cinque mesi. Cambierà il volto della cittadina e,
quello che più conta, rivisiterà la viabilità. Con Zuliani c'è la giunta al
completo, capeggiata dal vice sindaco Pietro Romanello assistito dall'assessore
all'Edilizia Egidio Gobbato. A illustrare il Prg è l'architetto Polano,
professionista incaricata di redigere piani particolareggiati, nuove zone
verdi, riqualificazione di centri abitati e relative dipendenze e insediamenti
commerciali e artigianali. Terminata l'esposizione tecnica, l'architetto Polano
orienta le sue argomentazioni sulla viabilità del Comune: eliminazione del
semaforo sulla tangenziale in via Verdi, la costruzione di una rotonda tale da
raffreddare il traffico di Basaldella, la deviazione su altra arteria del
carico automobilistico riducendo in modo esponenziale la circolazione
automobilistica nel capoluogo. Affrontando le modifiche viarie di Villa
Primavera viene una volta per tutte destituita di ogni fondamento la
costruzione di un raccordo viario tra via Delle Rose e Udine lungo il parco del
Cormor, così come è apparsa problematica l'ipotesi di costruzione di una bretella
parallela alla ferrovia diretta esclusivamente all'interno dello Sporting.Il sindaco Zuliani lamenta la burocrazia degli organi tecnici deputati a redigere la documentazione in
termini relativamente brevi e quando qualcuno gli fa notare la polemica con il
Comune di Pasian di Prato sulla viabilità, sbotta: "Noi non abbiamo da
fare trattative con il Comune di Pasian di Prato. Dobbiamo eliminare il
semaforo in via Verdi a tutti i costi. E a tal proposito il Commissario della
Provincia ci ha fornito il benestare e altrettanta adesione ci ha notificato
l'Anas. Si attende solo la gara per l'appalto e dunque giungerà a conclusione
l'intera opera".La serata volge al termine. Gli assessori presenti
mostrano un ottimismo sia per la soddisfazione della platea che per lo stile
relazionale del Sindaco Zuliani che si vede costretto dopo molti anni a
dipanare una matassa delicata e colma di agguati come il piano Regolatore e la
viabilità. Di fronte a lui si annunciano nuovi amministratori in Regione e
Provincia, al vertice di quest'ultima siede Pietro Fontanini, fino all'altro
giorno seduto sugli scranni dell'opposizione a Campoformido. Sono note le
conflittualità dialettiche con la giunta e l'auspicio generale è quello di
cancellare le scaramucce politiche di un tempo e conciliare le esigenze dei
Comuni contermini a Udine senza dimenticare che a pochi chilometri da palazzo
Belgrado esiste Sporting di Villa Primavera, che in molti vogliono vedere
resuscitato.G.Fed.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
DA MARTON
Inaugurazione con Furini e il gastronauta Paolini TrevisoFesta di inaugurazione
oggi pomeriggio alle 17 per la rinnovata libreria Marton, che è diventata
partner del disributore Ubik. Saranno presenti lo scrittore-giornalista Gigi
Furini e il gastronauta Davide Paolini. Furini, che oggi vive a Pavia e lavora
a Milano, è autore del libro di successo "Volevo solo vendere la
pizza", edito da Garzanti, che lo scorso anno ha costituito un evento
editoriale, raccontando le difficoltà di un piccolo
imprenditore soffocato tra burocrazia e sindacati.Poche settimane fa è uscito "Volevo solo lavorare"
in cui si raccontano storie di mobbing e di precarietà occupazionale. Un
affresco dell'Italia in cui un posto fisso è sempre più una rarità e dove le
persecuzioni dei superiori sono all'ordine del giorno. Furini esplora e
racconta un mondo che si rivela spesso tanto crudele e assurdo da diventare
ridicolo. Un mondo che ha conosciuto in prima persona per essere stato oggetto
di mobbing ed essere stato costretto a lavorare in uno stanzino che, fino al
giornpo prima, era lo sgabuzzino delle scope.
( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ALBERTO UNGARI Anche
stavolta ho votato Lega però devo dire una cosa. Perché litigare in piazza per
i posti da assegnare, perché non farlo a porte chiuse? Vedete che dall altra
parte analizzano ogni frase. Ora io una cosa desidero più di altro, che
troviate un gioco per fare fuori i sindacati. Loro sono lo sfascio di tutto, e
anche nel Governo fanno subito carriera. Perché? Combattiamo l evasione
rentex1948@libero.it Carissimo direttore, l'Ici è una tassa sulla casa, fatta
con sudore, mutui, tassi ecc. è una tassa che fa vivere i comuni. Ma... se
tolta, con quale introito i comuni pagano i servizi?; considerando che 80%
degli italiani è proprietario della casa, se tolta dovrebbe essere tassata
l'Irpef, ma se l'evasione fiscale è altissima, chi sarà tassato se non quello a
reddito fisCo? Sarebbe opportuno mantenere l'Ici e combattere l'evasione
Approfittiamo di questa grande vittoria LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Grazie
Umberto, mi hai dato una gioia immensa. Nessuno aveva pronosticato un successo
così grande. I sondaggi dei soliti soloni, che vengono presi come oracoli,
davano la nostra Lega al 4% massimo 4,8%. In nessun Paese al mondo c è un
partito che incarna l anima popolare della gente, degli operai, tanto che
operai della Cgil hanno votato in massa per la Lega Nord. E pensare che fino a
due-tre anni fa il sogno di una Padania indipendente stava per finire. Invece
in questo brevissimo lasso di tempo le cose si sono letteralmente capovolte. Il
nostro Segretario federale è tornato un giovanotto 20enne con un ritmo di
comizi di due al giorno, tutti i militanti con la pancia a terra a fare il loro
dovere e siamo stati giustamente premiati. Adesso bisogna però vedere i lati
incerti di questa nostra vittoria, dico subito fuori dai denti che Berlusconi
non mi piace. È inutile che canti vittoria perché il suo partito ha perso molti
voti, se non ci fosse stata la clamorosa vittoria della Lega Nord col cavolo
che Berlusconi vinceva, quindi la vittoria è anche nostra. Tutti quelli che
hanno votato la Lega a queste elezioni vogliono precise cose. Un ministro dell
Interno leghista, forte e autorevole tipo Calderoli, un ministro del Lavoro
efficiente, una legge Bossi-Bossi sull immigrazione e finalmente il punto dei
punti il Federalismo fiscale, trattenere i soldi delle tasse a casa nostra. Lancio
un appello ai dirigenti della Lega Nord: non deludiamo un popolo intero che ci
ha dato immensa fiducia, ricordate, cari dirigenti leghisti, che il treno della
vita passa una volta sola, se lo perdiamo non so quando passerà ancora. Viva la
Padania, evviva Bossi e tutti i dirigenti leghisti. Grazie a chi ha portato la
Lega così in alto ANTONIO PALVAN Este (Pd) Egregio direttore, ancora molto
emozionato dalla gioia dei risultati raggiunti, vorrei esprimere un grazie di
cuore al nostro Umberto e, non di meno, ai nostri senatori, onorevoli,
militanti e a tutti quelli che hanno contribuito a rendere il nostro Sole delle
Alpi più raggiante che mai. Un grazie particolare alla nostra onorevole Paola
Goisis che nella mia città, nelle piazze, nei mercati, tra la gente, con i suoi
collaboratori, ha illustrato le idee, i programmi, le aspettative del nostro
partito. Sono orgoglioso che sia lei a rappresentare tali valori e tali
speranze. La Lega ha i numeri per emergere RENATO TOMEZZOLI Verona Egregio
direttore, lo strepitoso successo della LN alle ultime elezioni politiche in
tutto il Nord, ma soprattutto in Veneto, particolarmente a Verona e provincia,
ha diversi ingredienti. Elenchiamone alcuni: i sindaci leghisti
Tosi-Gentilini-Gobbo e Bitonci, i più noti; il radicamento sul territorio di
giovani amministratori preparati ed efficienti nonché vicini alla gente; il
desiderio di sicurezza e legalità; un maggior controllo sull immigrazione con l
espulsione dei clandestini e dei delinquenti stranieri; una primaria attenzione
sociale e assistenziale alle nostre genti; il Federalismo strutturale del
Paese, ma soprattutto, a breve, quello fiscale, che non ha bisogno di modifiche
costituzionali, al fine di trattenere, in loco, una giusta parte delle entrate,
responsabilizzando così gli amministratori e i cittadini, i quali devono essere
tutti uguali come prevede l art. 3 della Costituzione; più autonomia per essere
più padroni in casa propria, con più competenze a sindaci e polizia locale.
Tutti problemi che la Lega porta avanti da anni e che finalmente stanno facendo
sempre più presa tra i cittadini, specie qui al Nord. I numeri per cambiare la
Lega li ha e, se si attuerà quello che le nostre genti e tutti i cittadini
chiedono, con il loro consenso e fiducia, ci saranno sempre più. Tutto ciò
indipendentemente dal colore politico, in quanto tutti devono collaborare, se
vogliamo cambiare in meglio questo nostro Paese per un sereno futuro delle
nostre generazioni. Festeggeremo a Pontida PIER LUIGI BIOLZI Bedonia (Pr)
Gioite italiani! Il sole delle Alpi splende su tutta l Italia salva nella
certezza che dopo tanti giorni di pioggia non rivedremo più l arcobaleno. Onore
al nostro Umberto nazionale! Ci rivedremo a Pontida insieme a miei fratelli
padani. Offese gratuite e pubbliche scuse GIORGIO C. Padova Sono un elettore
della Lega Nord e nell ultima trasmissione di Annozero del komunista Santoro,
un personaggio con orecchino (da noi si chiama singano ) si è permesso di
apostrofare come becero il partito della Lega e quindi i leghisti. Chiedo
pertanto che vengano richieste pubbliche scuse. (Becero sarà lui e tutti i
singani come lui.) Vorremmo un ministro veneto LUIGI AVESANI Verona Cara
Padania, dopo il grandioso successo elettorale della Lega in Veneto, specie in
quel di Verona ove ha fatto ben cinque parlamentari, la nostra Regione merita,
come minimo, un ministro. Se veronese tanto meglio. Bossi l ha promesso, ora
deve mantenere la parola. Che siano tutti lombardi non sarebbe giusto, se vuole
avere la stima e il consenso del nostro elettorale. Lo dica al Senatur! Abbiamo
vinto con lo slogan di Bossi FRANCO PARAVELLA Brignano Gera d Adda (Bg) Sino a
qualche settimana fa, non si trovava neanche una persona che dichiarasse di
aver votato nelle precedenti politiche a favore di Prodi, neanche a cercarla
col lanternino. Ora - soprattutto nella provincia bergamasca dove la Lega è
diventata il primo partito - molti escono dall anonimato e dichiarano
apertamente di avere votato per la Lega. Grazie tante perciò a coloro che hanno
indefessamente lavorato per far trionfare la verità sulle realtà delle cose che
la gente del Nord chiede da sempre, cioè meno tasse, meno burocrazia, più severità verso i
delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè
finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i
moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie
reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e
corna contro il Carroccio, strumentalizzando palesemente anche i più
futili motivi. Nelle poche volte in cui era presente un rappresentante
leghista, questi veniva continuamente interrotto da parte dei conduttori al
fine di fargli perdere il filo del discorso e per non permettergli di esternare
le sacrosante ragioni della Lega. E se dal lato relativo ai cittadini, sembra
che le cose - per il momento - siano cambiate, dal lato dei media televisivi
ciò non è ancora avvenuto, almeno su alcune reti. Riflessione: è proprio vero,
per far sì che sempre più tanti cittadini vengano in contatto con la verità,
bisogna continuamente applicare uno dei migliori slogan dettati dal nostro
grande Segretario e condottiero: mai mula , tegn dür . Chi vince comanda
LILIANA Desenzano Grazie Bossi per la vittoria elettorale. Sono una leghista
convinta, dal 92 tesserata Lega. Nessuna Camera agli avversari, quando loro
erano al Governo non ci hanno dato niente. Non meritano nulla. Chi vince
comanda. Disertiamo la Tv faziosa e di parte rolando1934@alice.it Ho assistito
all aggressione verbale di Gad Lerner e soci nei confronti del rappresentante
della Lega. La loro acredine per la sconfitta si attacca alle cose più assurde
come quella frase esemplificativa della derattizzazione. I "difensori
degli esseri umani" cercano di far dimenticare con queste assurdità le
condizioni miserevoli che le loro "rivoluzioni" hanno causato al
mondo con milioni e milioni di morti, questi sì come ratti, ma non ci
riusciranno. Comunque penso che l'accettare i loro inviti sia uno sbaglio:
lasciamoli cuocere nel loro brodo, nella loro rabbia, nella loro protervia,
sono ormai nelle sabbie mobili, più si agitano più andranno a fondo. [Data
pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Discutete a porte
chiuse ALBERTO UNGARI Anche stavolta ho votato Lega però devo dire una cosa.
Perché litigare in piazza per i posti da assegnare, perché non farlo a porte
chiuse? Vedete che dall altra parte analizzano ogni frase. Ora io una cosa
desidero più di altro, che troviate un gioco per fare fuori i sindacati. Loro
sono lo sfascio di tutto, e anche nel Governo fanno subito carriera. Perché?
Combattiamo l evasione rentex1948@libero.it Carissimo direttore, l'Ici è una
tassa sulla casa, fatta con sudore, mutui, tassi ecc. è una tassa che fa vivere
i comuni. Ma... se tolta, con quale introito i comuni pagano i servizi?;
considerando che 80% degli italiani è proprietario della casa, se tolta
dovrebbe essere tassata l'Irpef, ma se l'evasione fiscale è altissima, chi sarà
tassato se non quello a reddito fisCo? Sarebbe opportuno mantenere l'Ici e
combattere l'evasione Approfittiamo di questa grande vittoria LISETTA ALBERTI
Agrate Brianza Grazie Umberto, mi hai dato una gioia immensa. Nessuno aveva
pronosticato un successo così grande. I sondaggi dei soliti soloni, che vengono
presi come oracoli, davano la nostra Lega al 4% massimo 4,8%. In nessun Paese
al mondo c è un partito che incarna l anima popolare della gente, degli operai,
tanto che operai della Cgil hanno votato in massa per la Lega Nord. E pensare
che fino a due-tre anni fa il sogno di una Padania indipendente stava per
finire. Invece in questo brevissimo lasso di tempo le cose si sono
letteralmente capovolte. Il nostro Segretario federale è tornato un giovanotto
20enne con un ritmo di comizi di due al giorno, tutti i militanti con la pancia
a terra a fare il loro dovere e siamo stati giustamente premiati. Adesso
bisogna però vedere i lati incerti di questa nostra vittoria, dico subito fuori
dai denti che Berlusconi non mi piace. È inutile che canti vittoria perché il
suo partito ha perso molti voti, se non ci fosse stata la clamorosa vittoria
della Lega Nord col cavolo che Berlusconi vinceva, quindi la vittoria è anche
nostra. Tutti quelli che hanno votato la Lega a queste elezioni vogliono
precise cose. Un ministro dell Interno leghista, forte e autorevole tipo
Calderoli, un ministro del Lavoro efficiente, una legge Bossi-Bossi sull
immigrazione e finalmente il punto dei punti il Federalismo fiscale, trattenere
i soldi delle tasse a casa nostra. Lancio un appello ai dirigenti della Lega
Nord: non deludiamo un popolo intero che ci ha dato immensa fiducia, ricordate,
cari dirigenti leghisti, che il treno della vita passa una volta sola, se lo
perdiamo non so quando passerà ancora. Viva la Padania, evviva Bossi e tutti i
dirigenti leghisti. Grazie a chi ha portato la Lega così in alto ANTONIO PALVAN
Este (Pd) Egregio direttore, ancora molto emozionato dalla gioia dei risultati
raggiunti, vorrei esprimere un grazie di cuore al nostro Umberto e, non di
meno, ai nostri senatori, onorevoli, militanti e a tutti quelli che hanno
contribuito a rendere il nostro Sole delle Alpi più raggiante che mai. Un
grazie particolare alla nostra onorevole Paola Goisis che nella mia città,
nelle piazze, nei mercati, tra la gente, con i suoi collaboratori, ha
illustrato le idee, i programmi, le aspettative del nostro partito. Sono
orgoglioso che sia lei a rappresentare tali valori e tali speranze. La Lega ha
i numeri per emergere RENATO TOMEZZOLI Verona Egregio direttore, lo strepitoso
successo della LN alle ultime elezioni politiche in tutto il Nord, ma
soprattutto in Veneto, particolarmente a Verona e provincia, ha diversi
ingredienti. Elenchiamone alcuni: i sindaci leghisti Tosi-Gentilini-Gobbo e
Bitonci, i più noti; il radicamento sul territorio di giovani amministratori
preparati ed efficienti nonché vicini alla gente; il desiderio di sicurezza e
legalità; un maggior controllo sull immigrazione con l espulsione dei
clandestini e dei delinquenti stranieri; una primaria attenzione sociale e
assistenziale alle nostre genti; il Federalismo strutturale del Paese, ma
soprattutto, a breve, quello fiscale, che non ha bisogno di modifiche
costituzionali, al fine di trattenere, in loco, una giusta parte delle entrate,
responsabilizzando così gli amministratori e i cittadini, i quali devono essere
tutti uguali come prevede l art. 3 della Costituzione; più autonomia per essere
più padroni in casa propria, con più competenze a sindaci e polizia locale.
Tutti problemi che la Lega porta avanti da anni e che finalmente stanno facendo
sempre più presa tra i cittadini, specie qui al Nord. I numeri per cambiare la
Lega li ha e, se si attuerà quello che le nostre genti e tutti i cittadini
chiedono, con il loro consenso e fiducia, ci saranno sempre più. Tutto ciò
indipendentemente dal colore politico, in quanto tutti devono collaborare, se
vogliamo cambiare in meglio questo nostro Paese per un sereno futuro delle
nostre generazioni. Festeggeremo a Pontida PIER LUIGI BIOLZI Bedonia (Pr)
Gioite italiani! Il sole delle Alpi splende su tutta l Italia salva nella
certezza che dopo tanti giorni di pioggia non rivedremo più l arcobaleno. Onore
al nostro Umberto nazionale! Ci rivedremo a Pontida insieme a miei fratelli
padani. Offese gratuite e pubbliche scuse GIORGIO C. Padova Sono un elettore
della Lega Nord e nell ultima trasmissione di Annozero del komunista Santoro, un
personaggio con orecchino (da noi si chiama singano ) si è permesso di
apostrofare come becero il partito della Lega e quindi i leghisti. Chiedo
pertanto che vengano richieste pubbliche scuse. (Becero sarà lui e tutti i
singani come lui.) Vorremmo un ministro veneto LUIGI AVESANI Verona Cara
Padania, dopo il grandioso successo elettorale della Lega in Veneto, specie in
quel di Verona ove ha fatto ben cinque parlamentari, la nostra Regione merita,
come minimo, un ministro. Se veronese tanto meglio. Bossi l ha promesso, ora
deve mantenere la parola. Che siano tutti lombardi non sarebbe giusto, se vuole
avere la stima e il consenso del nostro elettorale. Lo dica al Senatur! Abbiamo
vinto con lo slogan di Bossi FRANCO PARAVELLA Brignano Gera d Adda (Bg) Sino a
qualche settimana fa, non si trovava neanche una persona che dichiarasse di
aver votato nelle precedenti politiche a favore di Prodi, neanche a cercarla
col lanternino. Ora - soprattutto nella provincia bergamasca dove la Lega è
diventata il primo partito - molti escono dall anonimato e dichiarano
apertamente di avere votato per la Lega. Grazie tante perciò a coloro che hanno
indefessamente lavorato per far trionfare la verità sulle realtà delle cose che
la gente del Nord chiede da sempre, cioè meno tasse, meno burocrazia, più severità verso i
delinquenti, e più disciplina sull immigrazione che deve essere selettiva cioè
finalizzata alle reali necessità del Paese. Finalmente sono stati sbugiardati i
moltissimi giornali e periodici, nonché i vari talk show trasmessi dalle varie
reti nazionali e locali, nei quali non si perdeva occasione per dire peste e
corna contro il Carroccio, strumentalizzando palesemente anche i più
futili motivi. Nelle poche volte in cui era presente un rappresentante
leghista, questi veniva continuamente interrotto da parte dei conduttori al
fine di fargli perdere il filo del discorso e per non permettergli di esternare
le sacrosante ragioni della Lega. E se dal lato relativo ai cittadini, sembra
che le cose - per il momento - siano cambiate, dal lato dei media televisivi
ciò non è ancora avvenuto, almeno su alcune reti. Riflessione: è proprio vero,
per far sì che sempre più tanti cittadini vengano in contatto con la verità,
bisogna continuamente applicare uno dei migliori slogan dettati dal nostro
grande Segretario e condottiero: mai mula , tegn dür . Chi vince comanda
LILIANA Desenzano Grazie Bossi per la vittoria elettorale. Sono una leghista
convinta, dal 92 tesserata Lega. Nessuna Camera agli avversari, quando loro
erano al Governo non ci hanno dato niente. Non meritano nulla. Chi vince
comanda. Disertiamo la Tv faziosa e di parte rolando1934@alice.it Ho assistito
all aggressione verbale di Gad Lerner e soci nei confronti del rappresentante
della Lega. La loro acredine per la sconfitta si attacca alle cose più assurde
come quella frase esemplificativa della derattizzazione. I "difensori
degli esseri umani" cercano di far dimenticare con queste assurdità le
condizioni miserevoli che le loro "rivoluzioni" hanno causato al
mondo con milioni e milioni di morti, questi sì come ratti, ma non ci
riusciranno. Comunque penso che l'accettare i loro inviti sia uno sbaglio:
lasciamoli cuocere nel loro brodo, nella loro rabbia, nella loro protervia,
sono ormai nelle sabbie mobili, più si agitano più andranno a fondo. [Data
pubblicazione: 19/04/2008].
( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nuova normativa
approvata in Commissione Agriturismi, la Lombardia detta le regole Il Pirellone
approva la Disciplina regionale dell Agriturismo fortemente voluta dal
Carroccio e portata avanti dalla consigliera Monica Rizzi. "Mi ritengo
assolutamente soddisfatta per l approvazione del provvedimento - ha detto -.
Questo testo, nato da una stretta collaborazione tra Consiglio e rappresentanti
di categoria, risponde pienamente alle mutate esigenze degli agriturismi
lombardi e di tutte le attività a loro connesse". Era importante dare agli
agriturismi un nuovo regolamento che ne disciplinasse l
intera attività a partire dagli aspetti autorizzativi sino a giungere alla
definizione degli aspetti riguardanti la concreta gestione dell attività come
il taglio della burocrazia
e la tutela delle strutture penalizzate dalla stagionalità. Il provvedimento
approderà ora in Consiglio Regionale". [Data pubblicazione: 18/04/2008].
( da "Padania, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Anche la grande
impresa: "È tempo di cambiare lo Stato" NOSTRO INVIATO SIMONE BOIOCCHI
Flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto e
infrastrutture moderne, meno tasse e più concorrenza, innovazione e capitale
umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, poca burocrazia e molta sicurezza del
territorio. In tre parole: cambiare per crescere . Questa la linea rossa che ha
caratterizzato la convention organizzata da Confindustria preso l auditorium
Giovanni Agnelli di Torino per fare il punto sulle prossime sfide necessarie al
Paese per riprendere la corsa verso la crescita. "Negli ultimi 20
anni hanno sottolineato i vertici della confederazione degli imprenditori l
Italia è scivolata indietro nelle classifiche internazionali di reddito,
competitività, istruzione, benessere. Dal
( da "Provincia di Lecco, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELLO I conti tornano
nel cassetto e il paese rimane senza bilancio in attesa di lumi Sono tempi duri,
si sente dire spesso: i Comuni piangono miseria e lamentano i tagli ai
finanziamenti statali, che avvengono di pari passo con l'aumento degli impegni
che il governo delega; sono, d'altra parte, per lo più parole ? e paroloni ?
per la gente comune, che non mastica la Finanziaria. L'amministrazione di Ello
è riuscita comunque a tradurre in un linguaggio inequivocabile ? quello dei
fatti ? le frasi difficili della burocrazia: ha preso, qualche sera fa, i conti del 2008 e, anziché
approvarli, li ha rimessi nel cassetto. Ello resta senza bilancio "almeno
finché ? manda a dire il sindaco, Virginio Colombo ? non sapremo di che morte
moriamo: e non è, purtroppo, una frase fatta". La giunta comunale
si è presentata regolarmente in aula, in occasione dell'ultima seduta del
consiglio comunale: all'ordine del giorno c'erano proprio le previsioni di
entrata, uscita, investimenti e tasse dell'anno in corso (normalmente, da
approvare entro marzo). Sui tavoli è stato distribuito il faldone con le cifre;
poi, il clamoroso annuncio: "Il bilancio non quadra ? ha detto il sindaco
? O, meglio, possiamo anche far tornare i conti con economie spaventose, ma non
renderemmo un servizio al paese". La sua proposta di aspettare eventuali
schiarite prima di prendere definitive decisioni è stata approvata da tutta
l'assemblea, convinta dalle argomentazioni del primo cittadino: "Lo Stato
ci ha tagliato a fine 2007 ben 15mila euro sostenendo che li possiamo
recuperare aumentando l'Ici sugli ex fabbricati rurali: Ello ne ha, però,
soltanto due. Nei giorni scorsi, poi, ci ha fatto saltare 48mila euro (una vera
fortuna, per un piccolo comune come il nostro) derivanti dalla recente legge
che riconosce alle amministrazioni gli sforzi compiuti per fornire servizi alle
famiglie qualora sia elevata la percentuale di popolazione inferiore ai 5
anni". Ello ha perso i fondi mancando il quorum "per quattro bambini
di numero". I conti, a quel punto, non tornavano più "se non
dimezzando previsioni di spesa come i 40mila euro destinati alle manutenzioni
ma ? sottolinea sempre il sindaco ? può un'amministrazione seria promettere ai
cittadini che tirerà un intero anno senza nemmeno i soldi per riparare le buche
che dovessero aprirsi nelle strade?". E pensare che l'amministrazione di
Ello è da sempre orgogliosa della propria realtà, pur se a prezzo di grossi
sforzi. 19/04/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 19-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
E per questo ieri,
in una conferenza stampa tenutasi alla sua sede ha presentato il manifesto ?Giù
le mani dalla valle dei Ratti? che verrà affisso in tutti i comuni della
provincia per sensibilizzare la gente su questo tema che incontra sempre
maggiore interesse SondrioL'Unione pesca sportiva di Sondrio fa sentire la
propria voce per la difesa della Valle dei Ratti e dei torrenti della provincia
dall'assalto della speculazione sulle acque e per questo ieri, in una
conferenza stampa tenutasi alla sua sede ha presentato il manifesto ?Giù le
mani dalla valle dei Ratti? che verrà affisso in tutti i comuni della provincia
per sensibilizzare la gente su questo tema che incontra sempre maggiore
interesse. Uno degli scopi principali dell'iniziativa è quello di portare a
conoscenza dei valtellinesi e dei valchiavennaschi la vicenda
dell'"assalto" alle acque della Valle dei Ratti per fare in modo che
questo venga respinto. Questi i fatti in estrema sintesi: la Regione Lombardia,
con un decreto del 21 dicembre scorso ha escluso dalla procedura di valutazione
di impatto ambientale gli interventi previsti dal progetto per la derivazione a
scopo idroelettrico sul torrente Ratti, nei Comuni di Novate Mezzola e Verceia,
presentato dalla Sem (Società Elettrica Morbegno). Il sodalizio morbegnese
aveva presentato la documentazione il 9 novembre e la documentazione integrativa
il 7 dicembre ("è quantomeno sospetto - ha commentato Sandro Sozzani dello
Iaps, Intergruppo acque della provincia di Sondrio - questa velocità nel
giungere al decreto vista la tradizionale lentezza della burocrazia italiana"). Dopo la
pubblicazione del decreto si è subito creato un comitato, contrario alla
decisione proprio perché il tratto della Valle dei Ratti interessato dalla
richiesta è assolutamente incontaminato e di grande bellezza e anche l'Unione
pesca sportiva e la Provincia si erano espressi in maniera negativa sul decreto
stesso, tanto da pensare di presentare addirittura ricorso. Decisione,
quest'ultima, che non si è più concretizzata, visto che il ricorso, allo stato
attuale dei fatti sarebbe irricevibile, mentre diventerebbe legittimo una volta
che la concessione sarebbe effettivamente concessa. A questo proposito, va
ricordato che a stabilire se accordare o meno la concessione, trattandosi di
una piccola derivazione, sarà proprio l'amministrazione provinciale che, lo
ricordiamo, ha già censurato il decreto regionale, ma potrebbe non poter fare
nulla qualora le carte presentate fossero tutte in regola. A questo proposito,
dunque, diventeranno fondamentali, per garantire una felice conclusione della
vicenda, il giudizio territoriale, ambientale ed economico e la conclusione del
Vas (Valutazione ambientale strategica) che deciderà il destino delle acque
della nostra provincia. Intanto, l'Unione pesca sportiva, i vari comitati e lo
Iaps vanno avanti nella loro battaglia. "Vogliamo fare fronte comune
perché la richiesta sia respinta - ha affermato Diego Muffatti, presidente
provinciale dell'Ups - perché l'energia è pulita solo per chi la sfrutta e ne
ha benefici, mentre lo sporco rimane nel nostro territorio". Giuseppe
Maiorana 19/04/2008.