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In
Puglia costruirò una centrale solare
( da "Corriere.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il suo
cruccio è la burocrazia. Signor ministro, non le sembra che le procedure
burocratiche siano da alleggerire? Perché una piccola impresa come la mia deve
sottoporsi a due Via (Valutazioni d'impatto ambientale), una regionale e una
nazionale, e poi all'Aia (Autorizzazione integrata ambientale), mentre in tutti
i Paesi d'Europa la procedura è unica?
Pronta
entro due mesi la rotonda sulla strada dove morì il piccolo Luca
( da "Stampa,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
burocrazia, nel frattempo, pesa sull'installazione delle telecamere fisse per
il rilevamento della velocità. A San Damiano entro aprile arriverà la
cartellonistica stradale per segnalarle: ne sono previste due sul rettilineo
per Priocca (dove già sono in azione gli autovelox mobili), tre in località San
Pietro,
Tetto
più alto, ma nessun abuso edilizio
( da "Trentino"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Che i volumi interni dell'edificio non erano aumentati di nulla (e che quindi
chi ristrutturava non aveva avuto alcun beneficio) è sempre stata la risposta
anche di Maurizio Tomazzoni. Che al di là di una irregolarità formale sanata
(un errore nella documentazione, influente su volumetrie e oneri dovuti) ha
sempre ribadito di avere agito in assoluta buonafede.
Da
prof a contadino: con grande gioia
( da "Trentino"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è vero, non
c'è riposo e da sbrigare c'è pure la burocrazia, ho lasciato un lavoro che mi
piaceva (insegnavo ortofloriicoltura e seguivo progetti di ragazzi in
difficoltà), la mia situazione sociale era buona e vivevo in un bel luogo: ma
ora faccio ciò che amo e posso disporre del mio tempo".
Veltroni:
rimettiamo in moto l'Italia ( da "Stampa, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è
inaccettabile essere ultimi per crescita del Pil a causa della
burocrazia". Nessun riferimento a Biella; molti, invece, all'attualità: il
pirata della strada romano, che ha ucciso due ragazze, è già agli arresti
domiciliari? "E inaccettabile, in Italia chi sbaglia deve pagare. Io sono
ipergarantista, ma sto coi più deboli, ossia con le vittime della violenza".
Di
ALESSANDRO VANNETTI LACCI E LENTEZZA della burocrazia. Ostacoli non solo p
( da "Nazione,
La (Siena)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Ostacoli non solo per la vita dei cittadini, ma anche per l'attività delle
imprese e a volte vere e proprie "spinte" ad operare fuori dai
confini nazionali. E quanto accaduto alla Pramac di Casole, secondo la Cgil e
la Fiom/Cgil, le quali sostengono in un documento che fra le cause che hanno
spinto il gigante casolese dei generatori elettrici e del fotovoltatico ad
investire
TERNI
- NO AL COMMISSARIAMENTO del Consorzio Tevere-Nera e alla r
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
imprese sa
che una delle maggiori difficoltà è data proprio dal peso della burocrazia, che
grava sia in modo indiretto che diretto sulla loro attività". Secondo il
presidente Fogliani, non si comprende per quale ragione nei Comuni di Terni e
Narni imprese e famiglie siano obbligate a pagare a parte la difesa del suolo,
quando tale impegno altrove è a carico delle Comunità Montane.
Il
nostro modello: meno burocrazia e risposte concrete Serve un ente intermedio
fra Comuni e Regioni ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Il
nostro modello: meno burocrazia e risposte concrete" Serve un ente
intermedio fra Comuni e Regioni 1 "Credo si sia un po strumentalizzato il
tema delle donne in politica, segno questo, però, che il mondo femminile ha
raggiunto una sua maturità e la consapevolezza del suo fare.
Nella
canonica le note magiche del clavicembalo
( da "Giornale
di Brescia" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La nostra
burocrazia statale, si sa, non brilla per snellezza ed efficienza. Nel 1999 la
casa, racconta Michele, era praticamente inagibile. Si assunse in proprio
l'onere del restauro, senza nessun aiuto da parte del demanio con il quale, anzi,
è aperto un contenzioso economico.
Il
Comune si dimentica la scuola media
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
edificio è diventato
un simbolo dell'inefficienza e della burocrazia. L'ex municipio, trasformato in
edificio scolastico dopo la metà del secolo scorso ha sicuramente necessità di
una profonda ristrutturazione, ma, come commentava ieri mattina la mamma di una
studente di seconda media "a pagare questi ritardi non devono essere i
ragazzi".
Una
priorità: la conservazione delle superfici coltivabili
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
occorre agire
in direzione della burocrazia, semplificando le regole, ed armonizzandole per
evitare sovrapposizioni ai vari livelli, locale, provinciale, regionale,
statale e comunitario. Gli adempimenti richiesti sono troppi, l'agricoltura
corre il rischio di non esaudirli tutti e di doversi rivolgere al terziario con
i relativi costi,
Tempi
più rapidi per le concessioni edilizie grazie alla carta unica del territorio
regionale, ( da "Leggo"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il nuovo
strumento consentirà di snellire la burocrazia, rendendo più facile la vita a
Comuni, imprese edili e studi tecnici. La dettagliata analisi del suolo
pugliese permetterà di ottenere concessioni edilizie in tempo reale. Per compiere
le operazioni basterà un computer , una connessione a internet e una password.
Marrazzo:
Le liste d'attesa aggravate dagli orticelli privati
( da "Unita,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Difficoltà ad
avere certificazioni per i disabili, alle prese con troppa burocrazia.
Caratteristica principale la disparità tra regioni nell'offerta dei servizi.
Succede anche a Roma dove, anticipa Cittadinanzattiva, (i dati esatti verranno
presentati ad aprile) c'è disparità tra le Asl sull'erogazione dei servizi.
Il
consorzio non può ancora pulire le spiagge - serena lullia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il lifting
delle spiagge della Costa Smeralda resta incastrato negli ingranaggi della
burocrazia. I lidi dei vip sono coperti da un tappeto di posidonia, schegge
marroni poco attraenti per i bagnanti ma simbolo di buona salute
dell'ecosistema. Il Consorzio che cura il fascino degli arenili smeraldi
vorrebbe cominciare a lustrare i suoi gioielli ma non può farlo.
Secessione?
No Meno burocrazia per il Nordest
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
No Meno
burocrazia per il Nordest" VENEZIA Non c'è rischio secessione, ma
sicuramente serve meno burocrazia: è l'analisi che il direttore scientifico
della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della "questione
settentrionale" alla luce del dibattito suscitato dal libro del presidente
della Regione Friuli Venezia Giulia,
Cis
e Regionale 11 Tutto da definire ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tempi della
burocrazia e quelli della politica. "Non voglio entrare in ambiti che non
seguo ma..." Allora meglio discutere di ciò che c'è. "Sono realista e
penso che nel 2010 potrebbe partire il primo cantiere della Pedemontana".
L'autostrada "fantasma" taglia in due il Veneto, il progetto segna la
direttrice Mussolente-Montebello e gli ultimi conti la fanno costare qualcosa
come 2,
Il
nuovo che vogliamo dalla politica
( da "Provincia
di Cremona, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberare le
imprese dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare
la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Le proposte di
Confartigianato alle forze politiche sono sintetizzate in un documento il cui
filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e piccole
imprese italiane (quelle fino a 20 addetti)
Bezzi
che sfascia il Patt? Lo hanno già fatto altri P anizza afferma che Bezzi vuole
sfasciare il Patt e che non ci riuscirà
( da "Adige,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esistono solo
grandi burocrazie di partito che desiderano rimanere tali e chiedono il voto
per questo. Per quel poco che credo di aver capito di questa fragile democrazia
rappresentativa, il voto va espresso in base all'adesione ad un progetto
politico, e quel voto è utile nella misura in cui riesce a dare forza a quel
progetto.
Abruzzo,
più infrastrutture ( da "Centro, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assieme alla
semplificazione della burocrazia e ad una fiscalità speciale a misura di
impresa, soprattutto al Sud, sono tra le priorità del Paese. "La lotta
alla criminalità", ha aggiunto, "pesa molto di più della carenza di
infrastrutture - e questa è un'altra priorità - a cui va aggiunto il peso di
una burocrazia le cui regole devono essere modificate.
Il
caso ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Gli
ostacoli sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla
mancanza di volontà politica dei governi che si sono succeduti". Galan ha
infine rilevato che "se di questa nostra Euroregione desiderasse far parte
anche la Lombardia nulla osta, almeno per quanto mi riguarda".
Stadio,
la juve investe 105 milioni - emanuele gamba
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si tratterà
solamente attendere che la burocrazia faccia il suo corso. Il progetto che in
questi mesi ha occupato i cassetti della sede di corso Galileo Ferraris è
firmato dagli architetti Rolla e Zavanella, i quali hanno immaginato uno stadio
di modello anglo-tedesco, moderno però essenziale, cucito su misura attorno
alla squadra.
Belci:
rischio secessione? illy parla da imprenditore ma serve meno burocrazia
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma
sicuramente serve meno burocrazia. Per Marini, il termine secessione "è
forte e provocatorio" ma questa parte del Paese, che "soffre di più
il peso di un sistema Paese che non è in grado di riformarsi", ha
sicuramente bisogno di "meno burocrazia". Secondo Marini, le imprese
vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti nel processo di
internazionalizzazione,
Galan:
nell'euroregione c'è posto anche per milano
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gli ostacoli
sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di
volontà politica dei governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese,
dal dato di fatto reale che la Slovenia per poter aderire all'Euroregione deve
ripensare se stessa dal punto di vista costituzionale e amministrativo".
Contship:
<Investiamo 800 milioni> ( da "Secolo XIX, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiedendo in
cambio al governo tempi certi per la realizzazione delle nuove opere negli
scali dove opera, taglio della burocrazia e, soprattutto, "il presidio del
territorio a Gioia Tauro. Un anno fa il premier Romano Prodi ci ha detto che la
sicurezza era un problema suo, e che noi dovevamo occuparci solo degli
investimenti. Mi chiede se oggi siamo protetti?
Lombardo:
i cannoli? sono indigesti ( da "Repubblica, La"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perché per i
cittadini e gli imprenditori pesa molto di più che la carenza d'infrastrutture
o tanto quanto una burocrazia regionale ingessata", ha detto il leader
dell'Mpa, che ha confermato inoltre "come il ponte sullo Stretto resta una
priorità, ma senza dimenticare". "Occorre inoltre mettere sotto
controllo gli sprechi nella sanità e promuovere l'eccellenza", ha
aggiunto.
Trieste
La stagione del raccolto Continua al Miela la rassegna "La stagione del
raccolto", rassegna ... ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
permessi,
burocrazia". Interventi di Ideanna Giuliani e Adriano Kovacic. Rassegna
musicale Oggi alle 16 nel teatro "Preseren" di Bagnoli della Rosandra
si terrà il saggio conclusivo dell'VIII Rassegna musicale organizzata dal
Laboratorio musicale della scuola secondaria di I grado a indirizzo musicale
"Ss.
Lucido
Sottile (non si) rassegna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
arte e
burocrazia. Chiude la rassegna Servizio completo , spettacolo surreale dove il
pubblico è protagonista e spettatore. È il nome di una agenzia di sublimazione
dei sogni diretta da due bizzarre signore bolognesi, la Nives e la Ginger.
Informazioni e prevendita: Box Office, viale Regina Margherita 43, Cagliari,
Caserma
pasubio, via libera all'acquisizione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bisognerà
attendere che la burocrazia faccia il suo lungo percorso che prevede il
passaggio dal demanio militare a quello civile, da quest'ultimo alla Regione ed
infine al Comune. Leggermente meno complesso rispetto alla "Pasubio",
l'iter per la caserma "Terza Armata" che sarà concesso alla Regione
direttamente dal demanio militare.
Non
c'è il rischio secessione ma va tagliata la burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è il rischio
secessione ma va tagliata la burocrazia" LA FONDAZIONE NORDEST VENEZIA.
Non c'è il rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia: è
l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele
Marini, fa della "questione settentrionale" alla luce del dibattito
suscitato dal libro del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia,
Quel
muro di san giorgio la storia della spiaggia negata - giuliano foschini
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
burocrazia, la legge, ci ha imposto a quel punto di fare nuove verifiche,
riprendere dal principio tutte le autorizzazioni e così si è perso
ulteriormente del tempo". Due anni, praticamente, visto che in muro e le macerie
sono ancora lì. Nonostante l'amministrazione avesse assicurato che si
"trattava di un inghippo" e che già l'
L'AQUILA-Si
è parlato di autonomia, federalismo, devoluzione, di rispetto per i territori
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lotta alla
criminalità organizzata e meno burocrazia. "La lotta alla criminalità
organizzata- ha detto il leader dl Mpa- avrà la precedenza che merita perché
pesa molto più della carenza di infrastrutture. Un'altra priorità- ha aggiunto-
è rappresentata dall'esigenza di allentare il peso di una burocrazia le cui
regole devono essere modificate: abbiamo bisogno di semplificazioni,
Dai
costi della politica alla Malpensa, le spine nordiste per il Pd
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tutto ciò che
serve a esprimere diffidenza e fastidio verso la farraginosa burocrazia
politica romana (così viene percepita) incontra il favore del Nord. Ragion per
cui Veltroni è stato lesto nel provocare l'applauso garantendo ai suoi
ascoltatori del Piemonte ( ma avrebbe potuto essere il Veneto o la Lombardia)
esattamente quello che essi volevano sentire.
Ssn,
pronto al varo il nuovo elenco delle prestazioni
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che lamentano
burocrazia e vincoli alle prescrizioni di indagini diagnostiche e altre
contestazioni sul nuovo nomenclatore delle protesi per i disabili. Ma la
relazione tecnica allegata, ora sotto esame e su cui l'Economia chiede una
condivisione "forte" delle Regioni, al momento esclude costi
aggiuntivi.
<Nessun
gazebo a Roma Pensiamo al federalismo>
( da "Corriere
del Veneto" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma serve meno
burocrazia ": è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione
Nordest, Daniele Marini, fa della questione settentrionale. Marini sostiene che
fra le imprese "la tentazione di guardare oltre i confini in modo
comparativo c'è. Avvertiamo un attaccamento al Paese, però lo si vorrebbe
diverso ".
Brebemi,
la burocrazia contro tutti ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
contro tutti Dal 1999 c'è accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i
cantieri La burocrazia è un intralcio anche quando il consenso alla
realizzazione di un'opera è pressoché totale. Prendete il caso della Brebemi,
l'autostrada che dovrebbe collegare Brescia, Bergamo e Milano (da cui
l'acronimo Bre-
ROMA
- Medici sempre meno disponibili e reperibili, liste d'attesa lunghissime, diagnosi
diffic ( da "Messaggero, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"è da
sei meno meno, le cui croci sono rappresentate da burocrazia e liste
d'attesa". Medici di base Per loro le lamentele riguardano la mancanza di
disponibilità e reperibilità, la difficoltà ad ottenere informazioni, rifiuto
di prescrizioni. Sui pediatri la lamentela più ricorrente è indisponibilità.
Sono
al lumicino le possibilità di ricevere i contributi dallo Stato per quanti
hanno s ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma anche
questa iniziativa sbatte contro la burocrazia. E praticamente impossibile
ripulire le zone devastate dalle fiamme. Per ogni pianta, anche se secca,
l'abbattimento deve essere autorizzato dalla Provincia e dalla Forestale.
Alcune possono essere tragliate a raso terra, le altre ad altezze variabili.
Zammarchi:
<L'associazione si dissocia>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è una
burocrazia interna che ha tardato a mettersi in moto. Erano state fatte le
segnalazioni opportune agli organi superiori". Riguardo l'indagine dei
carabinieri, i vertici dell'associazione hanno subito offerto "la massima
collaborazione ". Detto ciò "la Croce Rossa si dissocia da persone
come queste: l'attività dei volontari si rivelerà ancora più forte"
Tutto
il sistema-Paese deve sostenere le Pmi
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
da un costo
dell'energia che deve essere rivisto, da una eccessiva burocrazia – basti
pensare, ad esempio, che solo per i documenti relativi all'adempimento della
legge sulla privacy le aziende italiane spendono 2 miliardi all'anno –. Serve
invece l'appoggio di un sistema-paese che non ostacoli l'impresa.
Grandi
opere bloccate dai veti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interrotte
dalla burocrazia. Come nel caso della Sequals-Gemona, della Valdastico sud,
della A28, penalizzate da anni di ritardo per ottenere il via libera delle
Soprintendenze per i beni culturali e ambientali ma anche per muoversi nel
pantano dei ricorsi. A ricostruire il tortuoso iter procedurale di alcune
infrastrutture del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto è Bortolo Mainardi,
Burocrazia
che non dà soluzioni ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
INTERVISTA
Matteo Tamburini Studio Gnudi e associati Burocrazia che non dà soluzioni
BOLOGNA I nuovi adempimenti previsti dalla nuova normativa antiriciclaggio
comportano burocrazia in più per gli studi dei professionisti i quali debbono
inoltre preporre personale appositamente formato. "Si tratta più che altro
–
Le
aziende protestano su costi, rifiuti e servizi
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Non
possiamo aspettare i tempi della burocrazia – lamenta Gabriella Megale, legale
rappresentante della Sulzer sud srl–:vogliamo solo poter lavorare e essere
competitivi in un'area industriale della quale vogliamo essere fieri. Ciò vuol
dire garantire sicurezza anche alle persone.
Di
ANTONIO FULVI IL NULLA OSTA alla nuova pianta organica della Port Authorit
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
pianta
organica della Port Authority ritarda ancora e il presidente Roberto Piccini
sembra deciso a non attendere oltre la burocrazia romana. Oggi chiederà
formalmente a Roma notizie del decreto, atteso ormai da settimane. E secondo le
risposte, potrebbe anche prendere posizione ufficiale in chiave critica verso
il ministero. Ma la pianta organica non è l'unico cruccio di Piccini.
Arriva
la crisi bis, sos piccole aziende - carlo bartoli
( da "Tirreno,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Confindustria
toscana chiede una forte opera di semplificazione della burocrazia, una
maggiore rapidità nei tagli alla spesa della Regione, una riduzione della
pressione fiscale regionale, un'accelerazione del processo di internazionalizzazione,
una riduzione dei costi dell'energia, anche con rigassificatori e
cogenerazione, più infrastrutture.
I
TITOLI DEI GIORNALI: GESTIONE DEL TERRITORIO
( da "Asca"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ecco i
principali titoli sui giornali di stamani: Corriere della Sera - Autostrade e
ferrovie lavori sempre piu lenti - Brebemi, la burocrazia contro tutti Italia
Oggi - Lavori, incarichi con gara La Repubblica - Obbligo di impianti a norma
una tegola per chi vende Per leggere gli articoli abbonati a www.ascachannel.it
red/.
Per
colpa del passante vivo in una casa di legno
( da "Nuova
Venezia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma nonostante
abbia i soldi e in mano il progetto per la futura casa, la burocrazia gli
impedisce di iniziare coi lavori. "Da un anno - spiega la signora Monica -
nostra figlia non fa altro che chiederci quando ci trasferiamo e all'asilo fa
solo disegni di case. Per terra non abbiamo pulizia, se piove c'è fango se no
polvere.
Uccisa
in viaggio di nozze, nuova pista ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma la
burocrazia frena le indagini I due killer sarebbero a loro volta stati uccisi
in Venezuela. Impossibile risalire al mandante Chi conosceva il segreto di
quella morte ingiusta e senza senso è morto in circostanze misteriose e
violente. E morto portando con sè nella tomba il nome e soprattutto il motivo
dell'omicidio di Elena Vecoli,
Volontari
per salvare l'antica porta ( da "Corriere Adriatico"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Agire, il
modo migliore per non perdersi in chiacchiere e dimostrare che, anche da soli,
si può cercare di migliorare la città senza aspettare la burocrazia, troppo
spesso ostacolo insormontabile anche per la risoluzione dei problemi
apparentemente più semplici. ROBERTO SCORCELLA ,.
Isernia:
Ponte Cardarelli da oggi sarà recintato
( da "Sannio
Online, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
consapevole
che la soluzione non può ridursi ad un mero provvedimento amministrativo ma
deve tener presente la delicata complessità dei disagi sociali".Per questo
la Asl di Isernia, per far fronte al disagio giovanile, ha intenzione di
istituire un numero verde: superando ogni tipo di burocrazia, i ragazzi possono
ricevere un forte aiuto in un momento di sconforto.
I
guai della sanità: liste d'attesa e divari regionali
( da "Avvenire"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
italiana sono
rintracciabili anche nella pesante burocrazia, strumento spesso usato per
ridurre l'accesso dei cittadini, nelle infinite liste d'attesa e nella mancanza
di informazioni. Questi i tratti principali del Servizio Sanitario Nazionale,
tracciati dall'XI Rapporto Pit Salute 2007 di Cittadinanzattiva, presentato
ieri a Roma, dove si è sottolineato come la mobilità sanitaria,
Inizia
il post-berlusconismo l'era senza spazio per i liberali
( da "Opinione,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessivo
potere delle burocrazie irresponsabili e da un eccesso di "governo"
delle questioni economiche. Quindi: meno Stato, meno tasse, meno spese e meno
regole. Il berlusconismo, nei suoi aspetti storicamente essenziali, è stato in
fondo la somma di questi tre caratteri: verticismo, eclettismo culturale e
radicalismo programmatico.
I
DRAGONI DELLA SPERANZA ( da "Opinione, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riguardo il
rapporto tra burocratizzazione e libertà, Conquest scrive: "La burocrazia
porta comunque con sé una teorizzazione, che potremmo legittimamente chiamare
"burosofia", e che ha il compito di fornire una nobile
giustificazione per l'intero fenomeno, non solo per gli esiti, ma per
l'esistenza delle istituzioni stesse".
LAVORO
PIU' SICURO? ( da "Azione, L'"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riduzione
burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del
numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in
quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di
lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,
AIUTATEMI,
MI RESTA SOLO LO SCIOPERO DELLA FAME
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazie
amministrative e scarsissima attenzione degli organi preposti. Rimasta incinta
ha deciso di portare avanti la gravidanza nonostante il mancato riconoscimento
da parte del padre del bambino. Dopo essersi adattata a svariati mestieri,
l'anno scorso ha aperto un negozio a Sapri che sarà obbligata a chiudere nelle
prossime settimane per mancanza di clientela.
CLAUDIO
SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO
D& ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma penso che
in questi anni abbiamo solo moltiplicato la burocrazia centrale in tante
burocrazie regionali. Il Sud ha bisogno di infrastrutture. Di grandi progetti.
Ma non solo il Ponte sullo Stretto. Oggi deve essere lo Stato in prima persona,
il governo centrale, magari dopo aver discusso con le Regioni, a decidere i
progetti.
FVG/ELEZIONI:
TONDO, PERSONALE DOGANE SUL TERRITORIO PER SICUREZZA
( da "Asca"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche meno
burocrazia e piu assistenza al cittadino per tutte le forze dell'ordine. Perche
non si puo parlare di microcriminalita, come ha ricordato proprio il
vicepresidente della Commissione Europea, Frattini, ad un'anziana derubata e
magari percossa che si ritrova alle prese con la delinquenza senza limiti e
confini,
L'Ufficio
del lavoro non ha i soldi per acquistare bolli
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA L'Ufficio
del lavoro non ha i soldi per acquistare bolli Cesare Artico, presidente
dell'Associazione trevigiana dei consulenti del lavoro (Ancl), afferma che
"la Direzione provinciale del lavoro (Dpl) non ha soldi per i bolli e non
spedisce comunicazioni indispensabili alle aziende".
<Il
nostro Pil viene dagli artigiani>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
provengono dalle piccole imprese. Con quei soldi ridurremmo del 50 per cento il
nostro gap di produttività rispetto alle aziende tedesche. L'Italia è il paese
che sul Pil ha la quota più alta al mondo prodotta da piccole imprese. Le
liberalizzazioni finora hanno colpito solo noi: banche e assicurazioni invece
non sono state toccate dalle riforme e così ci siamo ritrovati
L'Ufficio
del lavoro è in bolletta ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tutta questa
burocrazia per far fronte a un fenomeno (le dimissioni preventive in bianco)
che in Veneto è marginale. "E guai a non seguire la nuova procedura -
conclude Artico - Pensiamo a un caso concreto. All'edilizia. Capita che un
dipendente, specie uno straniero, viene a lavorare per un breve periodo e poi
prende il suo denaro e sparisce.
PENSIERI
E PAROLE ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con il
superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro
nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono
spesso oggetto e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza
(...).PNE"Quegli amici non sono più gli stessi"FRANCESCO CARNIO
(candidato del Pne alle comunali): "Io sono un veneto che ha sempre
creduto,
Addio
"passeur", così si aggira la Bossi-Fini
( da "Gazzettino,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fra le carte
della burocrazia. Nel Nordest i clandestini non arrivano più da un varco della
rete di un confine che, fra Italia, Austria e Slovenia, dallo scorso dicembre
non c'è neanche più, ma in aereo, in treno, in macchina, con in tasca un
permesso di soggiorno per motivi di lavoro, con tanto di timbri e firme, anche
se falso.
ELEZIONI/FVG:
ILLY, HO VISITATO 202 COMUNI, ACCOLTE RICHIESTE SICUREZZA
( da "Asca"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Alla domanda
su quali fossero le richieste piu comuni riscontrate sui territori Illy ha
risposto che tra i temi toccati con piu elevata frequenza vi era quello della
burocrazia e delle richieste di completamento o di realizzazione di opere pubbliche.
fdm/sam/rob (Asca).
Sanità:
rinviata discussione sui Lea ( da "Vita non profit online"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lamentando
burocrazia e vincoli alle prescrizioni di indagini diagnostiche, e denunciando
che il provvedimento in realta sarebbe tutto orientato a limitare la spesa. Tra
i nuovi Lea nella bozza di decreto all'esame delle Regioni, figurano cure
palliative domiciliari ai malati in fase terminale, assistenza a donne e coppie
anche in relazione ai problemi di infertilita'
RIMBORSI
A DISABILI, RADICALI IN SCIOPERO DELLA FAME IN ATTESA DELLA CONFERENZA
STATO-REGIONI ( da "Sestopotere.com"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Già la
riunione preparatoria di oggi sarà decisiva per inserire il punto all'ordine
del giorno della riunione di domani, che potrà finalmente approvare un
provvedimento che da nove anni giace nei meandri della burocrazia, in spregio
alla qualità della vita delle persone disabili e malate".
Cdm
da' ok, codice Rutelli e' legge ( da "Virgilio Notizie"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tutela meno
burocrazia (ANSA) - ROMA, 19 MAR - Piu tutela per i beni culturali ed il
paesaggio e meno burocrazia: le prevede il nuovo codice del settore approvato
oggi dal Cdm. La riforma, voluta da Rutelli, prevede anche una commissione che
avra 15 milioni di euro l'anno per aiutare i Comuni a liberarsi degli
ecomostri.
Lodi,
17:37 - INFRASTRUTTURE: VELTRONI, CANNONATE ALLA BUROCRAZIA
( da "Repubblica.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
AN:
"Manca una politica promozionale del territorio"
( da "Quotidiano.it,
Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per lente
burocrazie la Darsena turistica non riesce ad avviarsi verso il ruolo che puo e
deve esprimere anche in relazione ai collegamenti con la Croazia; il
Palacongressi rimane sempre in attesa di chiarimenti da parte della
Magistratura; le potenzialita del vecchio Paese Alto sono ancora narcotizzate
dagli ultra noti problemi legati ai cunicoli;
Infrastrutture:
Veltroni, cannonate alla burocrazia
( da "KataWeb
News" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
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"Dobbiamo prendere a cannonate una burocrazia che ostacola il Paese a
muoversi". Alza i toni sulle infrastrutture, il candidato leader del Pd,
Walter Veltroni, durante il suo comizio elettorale a Lodi. "Perché in
Italia ci si mette sempre il doppio o il triplo degli altri Paesi per
realizzare delle infrastrutture?
( da "Corriere.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Indovina chi viene a
cena ALFONSO PECORARO SCANIO. In edicola su "oggi" In Puglia
costruirò una centrale solare "Progettata dal Nobel Rubbia, è
l'alternativa al nucleare", assicura il ministro dell'Ambiente. E,
pressato sullo scandalo rifiuti in Campania, svicola:"Preferisco parlare
della crisi dei salari" Uno dei ministri più contestati d'Italia arriva in
una delle città più inquinate d'Europa e indebitate del mondo. Alfonso Pecoraro
Scanio, fondatore dei Verdi, ministro dell'Agricoltura fino al 2001 e oggi
dell'Ambiente, è stato invitato a cena a Taranto dalla famiglia del viticoltore
Gianfranco Fino. La casa dei Fino sta in una bella zona di quella che, con i
suoi 200 mila abitanti, è la terza città del Sud (Sicilia esclusa), dopo Napoli
e Bari: la frazione Lama, in riva al mare. Qui tutte le vie portano nomi di
fiori, e in questa primavera precoce già si sentono i loro profumi. "Ma le
acciaierie Ilva, il petrolchimico e la zona industriale producono il nove per
cento della diossina e il dieci per cento del monossido di carbonio di tutta
Europa", accusa la signora Simona Natale, moglie di Gianfranco. Le statistiche
dicono anche che negli ultimi trent'anni i tumori sono raddoppiati: ora sono
tre al giorno i tarantini che muoiono di cancro. DISASTRO ECOLOGICO L'Ilva (la
ex Italsider passata tredici anni fa al gruppo privato Riva) è la più grande
acciaieria d'Italia. I suoi impianti si vedono da molti chilometri di distanza.
"Negli ultimi anni abbiamo ridotto le emissioni di diossina del 40 per
cento, dopo aver chiuso un impianto", si vantano all'Ilva. Ma è tutta la
zona industriale a rovinare il menù delle greggi di pecore e capre che
pascolano nei verdissimi prati accanto alle ciminiere. "A Taranto sono
arrivate 1.800 tonnellate di Pcb cancerogeno da Brescia", accusano i
combattivi Verdi locali, che hanno fatto analizzare i formaggi del luogo
trovando un po' di diossina pure lì dentro. Insomma, ministro, ci potrà mai
essere uno "sviluppo ecosostenibile " in una zona come la nostra?
Alla domanda della signora Fino il ministro Pecoraro risponde tranquillo:
"Certo. Oggi esistono tutte le tecnologie per ridurre al minimo
l'inquinamento. Le emissioni di sostanze nocive devono essere abbattute, e il
governo sostiene quelle che lo fanno. Anche perché non si possono chiudere
dall'oggi al domani stabilimenti che a Taranto danno da mangiare a tredicimila
famiglie. Quindi il lavoro e l'ambiente non sono in alternativa: bisogna
salvaguardare sia il primo, sia il secondo". Lei la fa facile, ma ora Ilva
ed Enipower vogliono costruire due nuove centrali, e in più si progetta un
rigassificatore. Sarebbe questo lo "sviluppo ecosostenibile"?
"La mia risposta è chiara e semplice: no. ANapoli siamo riusciti a
riqualificare l'ex zona industriale di Bagnoli. All'inizio ci criticavano
tutti, ma dopo una bonifica fra le più gigantesche d'Europa ci siamo riusciti.
Ripeto: non si può pensare di eliminare certe produzioni. Ma, coinvolgendo i
sindacati, dobbiamo proteggere la salute senza mettere a rischio il
lavoro". Pecoraro Scanio è capolista della Sinistra arcobaleno in Puglia.
I suoi Verdi si sono uniti a Rifondazione comunista, ai Comunisti italiani di
Oliviero Diliberto e agli ex Ds Cesare Salvi e Fabio Mussi. Ne è nata una
coalizione che sta a sinistra del Pd (il neonato Partito democratico di Ds e
Margherita), e candida premier Fausto Bertinotti. "Qui in Puglia abbiamo
anche il presidente Nichi Vendola", dice Pecoraro, "che governa senza
problemi in coalizione con il Pd. È un peccato che a sinistra si sia verificata
questa frattura. Io la trovo innaturale, e dopo il voto farò di tutto per
ricomporla. Altrimenti consegniamo il Paese a Silvio Berlusconi". Ma
allora perché vi siete messi con l'estrema sinistra? "È stato il Pd a
rifiutarci, noi avremmo voluto rimanere alleati. Certo che, su certe cose per
noi fondamentali come il nucleare, non potevamo cedere". Ecco, il nucleare:
siamo circondati da centrali atomiche, in Slovenia e in Francia. Perché
ostinarsi a rimanere senza? "Il fatto che ne abbiano gli altri non è un
buon motivo per costruirle noi. E comunque i danni, in caso d'incidente, si
subiscono in proporzione alla distanza: più si viveva vicino a Chernobil, più
le conseguenze sono state tremende. Il Pd oggi parla di "nucleare di
quarta generazione" ma, come dice il Nobel Rubbia, anche quello è
radioattivo. Il problema delle scorie non è stato risolto. E comunque il
nucleare non è conveniente dal punto di vista economico. Per costruire una
centrale ci vogliono 15 anni e costi immensi". Signora Fino: "Però
siete contrari anche all'eolico. A me invece, chissà perché, quei mulini a
vento moderni, così alti, piacciono esteticamente". "Alcuni impianti
si possono fare. Però non dobbiamo installare torri gigantesche proprio sulle
rotte degli uccelli migratori, che vengono sterminati dalle pale. L'Europa ci
condannerebbe". L'UNICA ALTERNATIVA Non resta che il solare? "Quella
è la vera alternativa, e sempre secondo Rubbia è proprio la Puglia la regione
d'Italia più vocata per ospitare pannelli e centrali. Perché è al Sud, ha un
sacco di sole, ma anche perché è pianeggiante. Come l'Andalusia in Spagna.
Rubbia ha progettato una centrale solare termodinamica, con specchi che
concentrano l'energia e conservano il calore anche di notte, a temperature di
500 gradi. Le stesse che ci vogliono per produrre elettricità con carbone,
gasolio o nucleare. Ho stanziato venti milioni di euro per il prototipo".
Prende la parola Gianfranco, il marito viticoltore. Il suo
cruccio è la burocrazia.
Signor ministro, non le sembra che le procedure burocratiche siano da
alleggerire? Perché una piccola impresa come la mia deve sottoporsi a due Via
(Valutazioni d'impatto ambientale), una regionale e una nazionale, e poi
all'Aia (Autorizzazione integrata ambientale), mentre in tutti i Paesi d'Europa
la procedura è unica? Io non posso permettermi un ragioniere a tempo
pieno, così mi tocca passare la metà del mio tempo fra le carte. E non riesco a
curare la parte commerciale, che è importante quanto quella produttiva.
"Francamente, non posso che darle ragione. Mea culpa. I controlli ci
vogliono, soprattutto nel settore enogastronomico dove è fondamentale garantire
la qualità. Ma non devono trasformarsi in vessazioni, moltiplicandosi
all'infinito". Una domanda la vuole porre il padre di Gianfranco, Vito
Fino, pensionato. Le pensioni. Perché non rivalutarle assieme ai rinnovi
contrattuali, invece dell'attuale meccanismo che non copre tutta l'inflazione,
e fa perdere la metà del potere d'acquisto in pochi anni? "Guardi, sono
tre le categorie che vogliamo proteggere: pensionati, precari e salariati.
Tutti devono tornare ad avere un reddito decente. Se loro in questi anni hanno
perso potere d'acquisto, evidentemente altre categorie ci hanno guadagnato,
perché nel suo complesso l'Italia non si è impoverita. La verità è che c'è
stato uno spostamento di reddito in favore della speculazione finanziaria e
delle grandi rendite parassitarie, a danno degli introiti da lavoro dipendente.
E non lo dico io, ma le statistiche dell'Ocse". Qui a Taranto abbiamo un
negozio della Coldiretti dove gli agricoltori vendono i loro prodotti
direttamente ai consumatori. Non si può ampliare questa esperienza? "Assolutamente
sì. Ogni Comune d'Italia deve offrire almeno un negozio dove i produttori
incontrano i consumatori. Così i prezzi si possono abbassare dal 30 al 50 per
cento". Per la verità rispetto a certi mercati rionali i prezzi non sono
così bassi. "La Coldiretti dice il contrario, ma mi informerò".
Riprende la parola la signora Fino: Pd e Sinistra arcobaleno si contendono come
candidati gli operai della Thyssen Krupp di Torino. Anche all'Ilva di Taranto
ci sono stati morti sul lavoro, ma nessuno ha mai pensato a loro. "Non si
risolve il problema della sicurezza sul lavoro candidando qualche operaio
sopravvissuto, così come non si risolve il precariato facendo eleggere un
precario, e non si ottengono diritti per le coppie di fatto trasformando
qualche omosessuale in deputato. Berlusconi ha inaugurato la politica
spettacolo, ma noi non dobbiamo andargli appresso. Non si risponde alla
candidatura di un generale con un altro generale, a un industriale con un
industriale, a una donna con un'altra donna...". RECORD MONDIALE DI DEBITI
Taranto "vanta" un record mondiale: due anni fa il Comune ha dovuto
dichiarare bancarotta con un debito di 637 milioni. Il più alto del pianeta,
dopo quello di Seattle (Stati Uniti). Un anno fa è stato eletto sindaco a furor
di popolo (71 per cento dei voti) il pediatra Ippazio Stefàno, della Sinistra
democratica di Salvi e Mussi (ora alleati di Pecoraro). Stefàno ha subito
rinunciato allo stipendio e dimezzato quello di assessori e consiglieri. Ma le
resistenze sono molte: quattro mesi fa ha dovuto licenziare il vicesindaco. E i
creditori del Comune alla fine non incasseranno più della metà delle somme loro
dovute. Qui l'ex sindaco fu condannata per un inceneritore... Ministro,
vogliamo parlare un po' di spazzatura? Pecoraro si sistema sulla sedia,
deglutisce e risponde scherzoso (ma non troppo): "Preferirei di no, perché
guastare questo buon clima conviviale? Comunque, nei paesi della Campania dove
viene fatta la raccolta differenziata, il problema non esiste". Marco
Suttora stampa |.
( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN DAMIANO. FURGONE
CONTRO SCUOLABUS Pronta entro due mesi la rotonda sulla strada dove morì il
piccolo Luca Ad aprile saranno installati i cartelli poi le telecamere
anti-velocità Sono pronti i terreni per costruire la nuova rotonda sul
rettilineo della provinciale che collega San Damiano e Priocca. Lì, a pochi
metri da borgata Ripalda di San Damiano, nel tamponamento tra il furgone di un
corriere espresso e lo scuolabus del Comune di Priocca morì Luca Pasquero, 10
anni, mentre altri sei suoi compagni (compresi i due fratellini) rimasero
feriti. Era il 4 dicembre dello scorso anno e sul posto accorse anche il papà
della piccola vittima, Aldo Pasquero, vigile del fuoco in forza al Comando
provinciale astigiano. L'ennesimo incidente su quel trafficato tratto di
strada, un lungo rettilineo che unisce Astigiano e Cuneese. Nei giorni scorsi,
un nuovo incontro tra gli amministratori di San Damiano e Priocca per fare il
punto dei lavori: "Abbiamo acquisito i terreni da sei proprietari diversi
per realizzare una rotonda a metà del rettilineo - spiega Marco Perosino, vice
sindaco di Priocca - a fine mese la variante sarà discussa in Consiglio
comunale e ci vorranno un paio di mesi perché l'opera sia terminata".
Circa 120 mila euro i fondi stanziati dalla Provincia di Cuneo, mentre
l'illuminazione sarà a carico del Comune. La burocrazia, nel frattempo, pesa
sull'installazione delle telecamere fisse per il rilevamento della velocità. A
San Damiano entro aprile arriverà la cartellonistica stradale per segnalarle:
ne sono previste due sul rettilineo per Priocca (dove già sono in azione gli
autovelox mobili), tre in località San Pietro, altro scenario di
numerosi incidenti. Solo per la segnaletica, il Comune di San Damiano ha messo
a bilancio 10 mila euro. "Aspettiamo tutte le autorizzazioni - annuncia
Valter Valle, sindaco di San Damiano - è una trafila lunga che dobbiamo portare
avanti nel rispetto di tutte le regole, per evitare poi qualsiasi possibilità
di ricorso da parte degli automobilisti". Un nuovo incontro con gli abitanti
dei due centri è previsto per il 26 marzo in borgata Ripalda. E per ricordare
Luca a quattro mesi dall'incidente, il 4 aprile il vescovo Francesco Ravinale
celebrerà una messa. La funzione si terrà alle 15,30 proprio nel comando
provinciale dei vigili del fuoco di Asti. \.
( da "Trentino" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
S'invocarono le
dimissioni dell'assessore all'urbanistica, ma non c'è reato Tetto più alto, ma
nessun abuso edilizio Dopo due perizie il pm Biasi chiede l'archiviazione del
caso Tomazzoni LUCA MARSILLI ROVERETO. Il punto di partenza era una
constatazione oggettiva: dalla finestra da cui prima vedevano le montagne,
adesso vedono solo tetto. Conclusione logica (e corretta), il tetto attuale è
più alto di quello originario. E' il passo successivo ("è stato comemmesso
un abuso edilizio") che è stato compiuto in modo molto arbitrario. E non
dai vicini - che si sono limitati a segnalare i dati di fatto in procura - ma
certamente da quelle parti politiche che presentarono (o firmarono) la
richiesta formale di dimissioni dell'assessore Tomazzoni, insistendo finchè non
fu chiaro che non lo avrebbero avute. Il sindaco allora, in aula, disse che lui
al proprio assessore non chiedeva proprio nulla: ne aveva piena fiducia. E se
Tomazzoni dichiarava di non avere compiuto alcun abuso, solo una sentenza in
senso contrario l'avrebbe portato a pensare il contrario. Ora, dopo due perizie
che hanno concluso esattamente allo stesso modo, il procuratore Fabio Biasi sta
per chiedere l'archiviazione del caso. Significa che molto probabilmente non si
arriverà nemmeno mai a un processo. Due perizie diverse perchè dopo la prima -
che escludeva abusi - fu richiesto un supplemento. Che la Procura dispose per
eliminare qualsiasi margine di dubbio. Ora dubbi non ne resterebbero affatto.
Per l'ultima perizia, è evidente che i due criteri ritenuti validi dall'attuale
normativa urbanistica - non aumentare l'altezza della facciata dell'edificio;
non aumentare il volume utile interno - sono stati entrambi rispettati. La
facciata (da terra al punto di appoggio della travatura) e la "luce"
del sottotetto (sagoma e dimensioni della stanza) sono rimasti gli stessi di
prima. C'è, rileva il perito, l'effettivo innalzamento del tetto di circa
( da "Trentino" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Matteo Cassol Da
prof a contadino: con grande gioia Attilio Sansoni ha lasciato Riva per aprire
un agritur in Toscana L'insegnante dell'Enaip, già presidente dell'Agraria, ha
realizzato quello che per molti è soltanto un sogno. "Una grande fatica ma
ne valeva la pena: anche grazie alla disponibilità della famiglia" ALTO
GARDA. "Voglio andare a vivere in campagna". Non è solo una strofa
cantata da Toto Cutugno, ma assomiglia tanto al motto di almeno una
generazione. Quante volte si sente qualcuno dire "Basta, mollo tutto e mi
faccio l'agritur"? Ebbene, Attilio Sansoni e i suoi l'han fatto davvero.
Sansoni, rivano assolutamente ben inserito (professore all'Enaip di Arco, a
lungo presidente e membro del cda dell'Agraria, impegnato con l'Avis e a Varone
col calcio e l'oratorio), assieme alla moglie Elsa e ai tre figli ha preso e se
n'è andato in Toscana, dove ha aperto proprio un agriturismo (l'Antica Fonte) a
Rosignano Marittimo (Livorno). Dalle parole di molti ai fatti suoi. Ha rotto un
tabù. "Sì - risponde Sansoni - una scelta completamente controcorrente,
oltre che finanziariamente azzardata e difficile". Com'è maturata la cosa?
"è arrivata l'occasione: l'amico Renzo Colò, mio attuale socio, ha comprato
l'azienda e m'ha proposto di occuparmene. Ad agosto sono tre anni". E cosa
ne è uscito? "Il socio ha passione e partecipa, con continue migliorie
(appartamenti, piscina...). Da parte nostra, curiamo in gestione familiare
un'azienda in collina, con vigne e piccola cantina di qualità, rivendita
interna di prodotti, uliveto, peschi, meli (rari da questa parti), orto (dal
quale gli ospiti possono rifornirsi), grano, orzo e una piccola fattoria".
Si riesce a vivere? "Bisogna scordarsi del tempo libero, che diventa
sempre e comunque lavoro. Sei impegnato da mattina a sera e, poiché l'azienda è
diversificata, non ci sono periodi morti durante l'anno. è un ciclo continuo,
cui si aggiunge anche la disponibilità verso i clienti, che è il pane di mia
moglie". Moglie, figli, amico: non è stato un salto senza rete. "No,
è stata una scelta familiare, di vita, condivisa e supportata da tutti. Vista
la fiducia nel socio, ci voleva solo il coraggio per muovere il grande passo: e
preferisco fare una scelta magari sbagliata che non ritrovarmi da qui a cinque
anni a tormentarmi dicendo "perché non l'ho fatto?"". Visto
l'impegno necessario, qualcuno potrebbe chiederle "perché l'ha
fatto?"... "E me lo chiedono: "Ma come, molli il posto
fisso?" E anche i toscani, che apprezzano il Trentino e i trentini, si
stupiscono: "Sei andato via da un posto come Riva del Garda?". è vero, non c'è riposo e da sbrigare c'è pure la burocrazia, ho lasciato un lavoro che mi
piaceva (insegnavo ortofloriicoltura e seguivo progetti di ragazzi in
difficoltà), la mia situazione sociale era buona e vivevo in un bel luogo: ma
ora faccio ciò che amo e posso disporre del mio tempo". Quindi con
Riva tutto ok. "Certo: quando chiudiamo tre settimane a novembre o quando
salgo a trovare i miei mi sento sempre a casa, così come ormai - dopo un inizio
spiazzante - mi sento a casa in Toscana. Una scelta così non dev'essere fatta
perché scappi da qualcosa o sei sotto stress. Se è una fuga, i problemi poi te
li porti dietro: dev'essere una scommessa ponderata". Una scommessa vincente?
"Il bilancio è senz'altro positivo. Ovviamente ci sono momenti di
entusiasmo e altri di dubbio e sconforto, perché a volte per fare tutto ti
servirebbero 48 ore, non 24. Con mia moglie, che si sobbarca la parte più dura
(l'accoglienza), ho un'ottima intesa e anche i figli quando possono danno una
mano. I problemi dell'Italia ricadono anche sul nostro settore: ma si vive
giorno per giorno, senza paura del futuro".
( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI. PIU' DI
600 PERSONE AL COMIZIO Veltroni: rimettiamo in moto l'Italia [FIRMA]GIUSEPPE
BUFFA BIELLA "Abbiamo i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari
più alti. Non va bene". E il Walter nazionale incassa l'applauso più
lungo, in una piazza Santa Marta arroventata dal sole e piena di gente. Sta
parlando a braccio da quasi un'ora, dopo essere arrivato con 30 minuti di
ritardo e dopo aver sfilato in via Dal Pozzo, stringendo mani e salutando fans
adoranti: "L'autografo", "Grande Walter", "Dio, che
emozione". Veltroni sorride a un parterre curiosamente bipolare: gente
anziana e ragazzini. Molto rari i trenta-quarantenni. Ma del resto sono le 15,
la gente lavora. In piazza ci sono lo stesso 6-700 persone, che Veltroni
ipnotizza: "Gli stipendi dei parlamentari devono essere riportati alla
media europea. E riduciamoli pure, i parlamentari: da mille a 570". E'
alla sessantesima tappa del suo giro d'Italia, per far capire agli elettori
"che è possibile fare ciò che finora non s'è fatto: aprire una stagione
riformista". Il vecchio governo? "Nella stessa coalizione c'erano
Dini, Mastella e Caruso: come potevano cambiare l'Italia? Ora quel tempo è
finito. Il Pd ha chiuso con la sinistra radicale. I nostri rivali, invece, che
hanno fatto? Hanno chiuso col centro, e hanno imbarcato la Mussolini e
Ciarrapico, che fa il saluto romano di chi approvò le leggi razziali".
Altro applausone, in una città medaglia d'oro della Resistenza. Poi si sterza
sull'economia: "Vogliamo un'Italia in cui un'azienda nasca in un giorno,
con un'autocertificazione e un solo documento: quello dell'Asl sulla sicurezza
del lavoro". Il Paese, insomma, deve "diventare semplice, perché è
troppo complicato: è inaccettabile essere ultimi per crescita del Pil a causa
della burocrazia". Nessun riferimento a Biella;
molti, invece, all'attualità: il pirata della strada romano, che ha ucciso due
ragazze, è già agli arresti domiciliari? "E' inaccettabile, in Italia chi
sbaglia deve pagare. Io sono ipergarantista, ma sto coi più deboli, ossia con
le vittime della violenza". Berlusconi, mai nominato (lo chiama "il
principale esponente" del centrodestra), viene tirato in ballo due volte:
per la battuta fatta alla precaria e per un precedente del 2006. "Disse
che i figli degli operai e degli avvocati non potevano essere messi sullo
stesso piano. E invece sì! Tutti devono partire dalle stesse basi". In un
tripudio di applausi, affiancato dalla studentessa Marta Bruschi che l'ha
presentato alla folla, Veltroni proclama che "l'Italia va rimessa in
moto", e che non può essere affidata a un Pdl "che vuole vincere solo
per gestire il potere", e che propone "gli stessi ministri di
prima": "E' coi governi democratici che c'è stata crescita economica
e lotta alle disuguaglianze. Lo dice la storia, e ogni giorno sento crescere il
consenso intorno al Pd. Lasciamoci alle spalle gli ultimi 15 anni, e apriamo
una stagione nuova". E alle 15,56 scatta l'ultimo, lunghissimo applauso.
( da "Nazione, La (Siena)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ALESSANDRO
VANNETTI LACCI E LENTEZZA della burocrazia. Ostacoli
non solo per la vita dei cittadini, ma anche per l'attività delle imprese e a
volte vere e proprie "spinte" ad operare fuori dai confini nazionali.
E' quanto accaduto alla Pramac di Casole, secondo la Cgil e la Fiom/Cgil, le
quali sostengono in un documento che fra le cause che hanno spinto il gigante
casolese dei generatori elettrici e del fotovoltatico ad investire in Svizzera,
c'è proprio l'elefantiaca burocrazia italiana.
"Dopo aver esaminato diverse località italiane per l'ubicazione del nuovo
stabilimento per produrre pannelli fotovoltaici, Pramac ha deciso di spostarsi
in Svizzera - sostiene il sindacato - Fra i motivi che hanno indotto l'azienda
(che solo a Casole occupa più di 250 dipendenti) a investire oltre 70 milioni
di euro fuori d'Italia, c'è indubbiamente l'estenuante lentezza e farraginosità
delle procedure burocratiche italiane". Dopo la denuncia, però, le stesse
Cgil e Fiom danno notizia di un'ipotesi di sviluppo che il gruppo industriale
casolese non ha ancora comunicato e che, con la fattiva collaborazione delle
istituzioni, potrebbe portare a una benefica correzione di rotta. "Non
tutto è perduto - afferma il sindacato lanciando una proposta e un appello - La
Pramac ha presentato a Regione e Provincia un progetto che prevede, in
alternativa a un'espansione del sito produttivo svizzero, la realizzazione di
un nuovo stabilimento a Casole che potrebbe occupare altri 200 lavoratori.
Crediamo sia indispensabile perseguire con convinzione la strada di una
collaborazione dei poli universitari toscani nel settore delle energie
rinnovabili, magari eleggendo proprio la Valdelsa come area di ricerca e
sviluppo di queste nuove opportunità. Per questo sollecitiamo le istituzioni
locali a dare risposte univoche e immediate, affinché le aziende possano
radicarsi ulteriormente nel territorio e si possa contrastare la perdita dei
tanti posti di lavoro verificatisi in questi anni. L'innovazione tecnologica
può diventare un volano che potrebbe rimettere velocemente in moto l'economia
senese". - -->.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
? TERNI ? NO AL
COMMISSARIAMENTO del Consorzio Tevere-Nera e alla reintroduzione della tassa,
sia la Regione a farsi carico dei costi: questa la netta posizione dell'Api di
Terni. "Siamo assolutamente contrari ? sostiene Luigi Fogliani, presidente
dell'associazione delle piccole e medie imprese ? al commissariamento del
Consorzio di Bonifica che avrà come conseguenza la reintroduzione della tassa.
Una tassa ingiusta sia dal punto di vista dell'onere commisurato alla
estensione delle attività produttive, cui non corrisponde alcun beneficio
diretto e specifico, che per la concorrenza, visto che in Umbria solo una parte
delle imprese è chiamata a farsi carico per ben due volte del problema della regolazione
delle acque con la fiscalità generale e con un tributo aggiuntivo. Chiunque
conosce i problemi che debbono affrontare oggi le imprese
sa che una delle maggiori difficoltà è data proprio dal peso della burocrazia, che grava sia in modo
indiretto che diretto sulla loro attività". Secondo il presidente
Fogliani, non si comprende per quale ragione nei Comuni di Terni e Narni
imprese e famiglie siano obbligate a pagare a parte la difesa del suolo, quando
tale impegno altrove è a carico delle Comunità Montane. "Non sono
questi più i tempi in cui, invece di procedere ad uno snellimento del sistema
pubblico ? aggiunge Fogliani ? famiglie e imprese possono permettersi lussi
simili. Api Terni, sempre schierata a fianco di chi è impegnato quotidianamente
a produrre investimenti, sviluppo e occupazione, non può accettare che il
Consorzio di Bonifica, che finalmente ha deliberato di equiparare il nostro
territorio a quello di Perugia, venga commissariato soltanto per reintrodurre
quella tassa. La Regione deve farsi carico del costo di tale onere e di quello
della struttura che, cresciuta in questi anni in modo elevato, può essere
gradualmente riutilizzata, riducendo ad esempio il turn over in Provincia e
nella stessa Comunità Montana". Nei giorni scorso il presidente di
Coldiretti Terni, Albano Agabiti, aveva chiesto un incontro ai vertici del
Consorzio sul paventato aggravio dei costi di adduzione idrica. "Non
ritieniamo accettabile ? osservava Agabiti ? che i costi della struttura
vengano scaricati sulle imprese agricole con aumenti oltre che ingiustificati,
insostenibili". - -->.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il nostro
modello: meno burocrazia e risposte concrete"
Serve un ente intermedio fra Comuni e Regioni 1 "Credo si sia un po'
strumentalizzato il tema delle donne in politica, segno questo, però, che il
mondo femminile ha raggiunto una sua maturità e la consapevolezza del suo fare.
In questo la politica sta diventando un riflesso della società e si apre ad
essa, riacquistando credibilità. Le donne contano molto nella società e nella
famiglia, nel mondo del sociale e nella scuola. Lavorano, studiano, si prendono
cura dei figli e degli anziani, creano imprese ed attività. E nella società
portano la loro concretezza, la loro sensibilità nell'individuare i problemi e
nel cercare le soluzioni, il riuscire a mettere insieme e a dialogare, capacità
che si sono sviluppate nella solidarietà e nella reciprocità. Le donne della
Brianza porteranno a Roma la capacità di lavorare e sacrificarsi propria di
questa terra, l'attaccamento alla famiglia e ai valori cattolici, ma anche i
problemi del nostro territorio, il bisogno di sicurezza, le necessità del mondo
del sociale e del volontariato, i problemi delle scuole e degli asili". 2
"In questi giorni i dati presentati dalla Camera di Commercio di Monza e
Brianza fanno emergere la nostra come un'area con una crescita al di sopra
della media regionale e un dato significativo per le imprese al femminile e il
lavoro. La Brianza, dunque, con una vocazione alla piccola e media impresa,
alle attività artigianali, ma soprattutto con un tessuto storicamente omogeneo
per cultura e valori. In quest'area, così operosa e produttiva, si sta
realizzando, sostenuta dalla Regione Lombardia, l'idea di un ente efficiente,
snello, vicino alle esigenze del territorio, intermedio tra piccoli-grandi
Comuni e Regione. Le sue mission: l'efficienza operativa, meno burocrazia, il taglio degli sprechi, un governo vicino al
territorio, la creazione di sinergie che consentano di evitare doppioni e di
semplificare, ma al tempo stesso di governare i problemi complessi. Non in una
"autoemarginazione", ma in rapporto con i partner regionali e
nazionali. Un ente capace di dare risposte alla gente, con personale preparato
e formato all'internazionalità. La Brianza sta creando un nuovo modello di
ente, esportabile". 3 "La nostra è un'area in cui vivono circa
800mila persone e con un denso tessuto produttivo, ma con un grande e
pluriennale problema: la carenza di infrastrutture. Infrastrutture non solo per
le aziende, ma anche per le persone, per chi ogni mattina si reca al lavoro, a
scuola, per chi deve andare a Milano o a Bergamo o a prendere un aereo a
Malpensa. È indispensabile potenziare la rete stradale e i trasporti pubblici,
secondo il duplice asse da nord a sud e da est a ovest. Pensiamo alla
Pedemontana, un progetto che finalmente prenderà il via, alla metrotramvia
Milano-Desio-Seregno e al tunnel di San Fruttuoso. E si sta lavorando anche per
risolvere annosi problemi, come quello di Viale delle Industrie. Le nostre
imprese producono qualità e tecnologia, molte operano sul mercato
internazionale. Il "made in Brianza" è un segno di riconoscimento
capace di fare la differenza, che deve essere promosso e difeso. E poi bisogna
favorire la formazione, la ricerca, la nascita di distretti industriali e reti
d'imprese, per accrescere la qualità e la competitività". 4 "Porterò
avanti le esigenze del mondo da cui provengo: l'istruzione e la formazione.
Dare una struttura organizzativa più flessibile, valorizzare le reti e i
coordinamenti tra le scuole, che consentono di affrontare con un'ottica comune
problemi come il recupero, l'orientamento, le risorse, sia in termini
finanziari che di personale. La scuola deve riprendere il suo importante ruolo
educativo, culturale ed etico nella società, preparando al futuro". -
-->.
( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 19/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA Nella canonica le note
magiche del clavicembalo Uno dei clavicembali di Michele PRALBOINO Nelle
antiche stanze dell'ex canonica risuona la splendida musica del Settecento,
suscitata dalle abili mani di Michele Barchi. Sue le dita che animano i tasti e
che hanno costruito il clavicembalo, pezzo per pezzo, filo per filo. Michele è
un artista vero: la musica, ma anche la pittura. È uno dei migliori
clavicembalisti italiani, ha suonato con Claudio Abbado e Riccardo Muti, si è
esibito nei teatri, nelle chiese, davanti a pubblici di ogni tipo, capi di
Stato, re e regine, ha inciso cd e dvd. La sua arte nasce e si esercita fra i
muri e le atmosfere del Convento di S. Maria degli Angeli. Michele arrivò qui
con il patrigno, pittore, e la madre Teresa Barchi nel 1987. La famiglia aveva
affittato dal demanio l'ex canonica, con il compito di custodire casa e chiesa.
Si stabilirono in questo angolo suggestivo e tranquillo della Bassa, dove
maturare in pace le inclinazioni artistiche di ognuno. Michele si è diplomato
nei conservatori di Milano e Brescia in pianoforte e clavicembalo. Ha ereditato
dalla madre, scomparsa alcuni anni fa, l'impegno morale e pratico a favore del
Convento. Oggi è vicepresidente dell'Associazione Amici di S. Maria. Fra un
concerto e l'altro (lo incontriamo alla vigilia della partenza per Aix en
Provence, in Francia) si cura del luogo, promuove incontri per valorizzare il
Convento, invita a Pralboino gli amici musicisti da tutto il mondo per suonare
gratis e raccogliere fondi da devolvere alla chiesa e all'Associazione.
Visitare la canonica è come incontrare un angolo di Barocco. I colori, le
atmosfere, gli oggetti. Nella stanza dei clavicembali le pareti sono decorate
di quadri ispirati al Settecento, opere dello stesso Michele. Mostra gli
strumenti, orgoglioso e contento, ma con una certa forma di pudore, avversa
alle lusinghe e ai complimenti. Costruisce da sé i clavicembali; ci vogliono
anche sei mesi di perizia e pazienza. Come quella, del resto, mostrata da
Michele nei rapporti con il demanio. La nostra burocrazia statale, si sa, non brilla
per snellezza ed efficienza. Nel 1999 la casa, racconta Michele, era
praticamente inagibile. Si assunse in proprio l'onere del restauro, senza
nessun aiuto da parte del demanio con il quale, anzi, è aperto un contenzioso
economico. Una cosa è certa: senza Michele e la sua famiglia il Convento
non esisterebbe più. La canonica ma anche la chiesa annessa, il campanile avrebbero
perduto il corpo e l'anima. Quelli evocati dal suono magnifico del clavicembalo
di Michele. (e. mir.).
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
AIRUNO IL PLESSO È
SOVRAFFOLLATO: CON LE ELEMENTARI ARRIVA A 200 ALUNNI Il Comune si dimentica la
scuola media ? AIRUNO ? LA SCUOLA è sicura? Il quesito passa ora all'Asl: gli
alunni delle elementari e delle medie sono costretti a convivere in spazi
ristretti e a seguire lezioni in angusti spazi. Inoltre gli armadi sono
posizionati nei corridoi del plesso scolastico e la palestra viene utilizzata
per attività didattiche e non invece per attività fisiche. La situazione si
trascina da ormai due anni e gli amministratori locali sono latitanti. Genitori
e insegnanti sono all'oscuro del nuovo appalto e soprattutto sui tempi di
riapertura del plesso della media. Il sindaco Moreno Fabbroni ha più volte
promesso la ristrutturazione dell'edificio delle medie in tempi brevi, ma l'edificio è diventato un simbolo dell'inefficienza e della burocrazia. L'ex municipio, trasformato
in edificio scolastico dopo la metà del secolo scorso ha sicuramente necessità
di una profonda ristrutturazione, ma, come commentava ieri mattina la mamma di
una studente di seconda media "a pagare questi ritardi non devono essere i
ragazzi". I genitori hanno più volte chiesto conto al dirigente
scolastico Angelo Lalario, giunto alle elementari di Airuno lo scorso settembre
dopo un'esperienza alle superiori di Merate. Nel frattempo della sicurezza
dell'edificio se ne dovrà occupare anche l'Asl, per verificare le condizioni
igienico sanitarie. - -->.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'agricoltura resta
sempre settore primario L'industria ieri è il terziario (servizi) oggi, hanno
fatto passi da gigante, mentre il peso demografico ed economico del agricoltura
- il settore primario - è arretrato: solo il 3% della popolazione e del reddito
nazionale. Ricordiamoci che agricoltura vuol dire produzione di derrate, cioè
alimenti per umani e animali: irrinunciabili, poiché il cibo è vita, lavoro ed
affetti, ovvero sia, tutto ciò che caratterizza la società nelle sue
manifestazioni. Ma agricoltura vuole anche dire terra tutelata dal lavoro
dell'uomo, mantenuta fertile, in grado di assorbire le acque piovane,
necessarie a rimpinguare le falde freatiche, a valorizzare la funzione
clorofilliana propria delle piante coltivate (assorbire anidride carbonica ed
erogare ossigeno). Una funzione anti-inquinante, quest'ultima di grande
importanza per la vita umana e l'ambiente (messo in difficoltà dai gas di
scarico). Sulla produzione di derrate, non si può ignorare quanto sta accadendo
dopo una annata avara di produzioni cerealicole, con una crescente domanda da
parte dei paesi asiatici e con la prospettiva (tale è ancora) di un impiego
mirato a produrre bio-carburanti per arrestare la crisi dei rifornimenti di
petrolio e la crescita del prezzo della benzina. Ciò conferma sia pure in modo
indiretto, che l'agricoltura ed il suo ruolo nell'economia e nella società,
vanno ben oltre la percentuale di popolazione che vi si dedica e la percentuale
di PIL che rappresenta. Più che giustificate le politiche fin qui portate
avanti dall'Unione Europea, dapprima a sostegno dei prezzi per incoraggiare le
produzioni ed armonizzarle in corrispondenza alla domanda, e oggi a rivolgere
attenzione all'intera realtà rurale, mirando con i piani di sviluppo rurale, a
qualificare le strutture portanti della valorizzazione delle derrate, in
termini di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Se
così stanno le cose del settore primario, va da se che la conservazione delle
superfici coltivabili deve essere una delle priorità di ogni paese e di chi lo
governa. Occorre adottare politiche più severe in materie di urbanizzazione per
evitare che la cementificazione penalizzi ulteriormente le terre coltivabili.
Si deve puntare invece al recupero degli spazi già urbanizzati e abbandonati
nei centri abitati e nelle stesse campagne. Un altro tema legato al futuro
dell'agricoltura attiene ai giovani, indispensabili per compensare i vuoti dei
molti che lasciano per anzianità o per difficoltà economiche. I giovani, per
restare, si attendono tempi migliori, ricavi sicuri e redditività certa, un
traguardo non ancora raggiunto, di cui le istituzioni devono farsi carico. Un
contributo al raggiungimento di questo obbiettivo può venire da un rinnovato
impegno del mondo agricolo e dalle istituzioni, così da correggere il capitolo
commerciale e consolidare il rapporto dell' agricoltura col mercato. Si è molto
parlato di accordi di filiera ma i risultati sino ad ora raggiunti non
depongono a favore dell'obiettivo. Le divisioni sindacali non hanno aiutato lo
sviluppo associativo degli agricoltori. Senza il supporto di associazioni di
prodotto e di forme cooperative in grado di agire con sufficiente forza
contrattuale, in modo da correggere la spartizione del valore aggiunto,
l'agricoltura resterà in posizione subordinata di fronte alle componenti forti,
alle componenti che dettano le regole: trasformazione e distribuzione le quali
fissano i prezzi penalizzando chi produce e chi consuma. Infine, occorre agire in direzione della burocrazia, semplificando le regole, ed armonizzandole per evitare
sovrapposizioni ai vari livelli, locale, provinciale, regionale, statale e
comunitario. Gli adempimenti richiesti sono troppi, l'agricoltura corre il
rischio di non esaudirli tutti e di doversi rivolgere al terziario con i
relativi costi, senza inoltre, sottacere il tempo sottratto alle cure
dell'azienda che non possono venire disattese. Pietro Marcazzan Deputato UDC.
( da "Leggo" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Presentata ieri
dall'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente. Il nuovo strumento consentirà di snellire la burocrazia, rendendo più facile la vita
a Comuni, imprese edili e studi tecnici. La dettagliata analisi del suolo
pugliese permetterà di ottenere concessioni edilizie in tempo reale. Per
compiere le operazioni basterà un computer , una connessione a internet e una
password. La carta unica, già operativa in provincia di Foggia, diventa
indispensabile per la lotta all'abusivismo edilizio. L'Acquedotto pugliese è
stato tra i primi enti a richiederla per l'aggiornamento della rete idrica.
Infrastrutture, corsi d'acqua, insediamenti e colture di ogni tipo. Tutto in
una cartina. Per Comuni e Province che utilizzeranno il sistema per
l'elaborazione dei piani urbanistici generali sono previsti importanti
incentivi. (A. Loc/ass).
( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del SANITÁ Marrazzo: "Le liste d'attesa aggravate dagli
orticelli privati" di Gioia Salvatori Medici di base irreperibili,
disparità tra regioni, difficoltà ad avere informazioni. Ieri Cittadinanzattiva
ha presentato a Roma l'XI rapporto Pit salute, stilato in base alle 24mila
segnalazioni arrivate al tribunale del malato nel corso del
( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia Il Consorzio
non può ancora pulire le spiagge La Regione non ha emanato le direttive ai
Comuni per rimuovere la posidonia SERENA LULLIA PORTO CERVO. Il lifting delle spiagge della Costa Smeralda resta incastrato
negli ingranaggi della burocrazia. I lidi dei vip sono coperti da un tappeto di posidonia, schegge
marroni poco attraenti per i bagnanti ma simbolo di buona salute
dell'ecosistema. Il Consorzio che cura il fascino degli arenili smeraldi
vorrebbe cominciare a lustrare i suoi gioielli ma non può farlo. Manca
ancora il placet della Regione. Ogni anno gli uffici cagliaritani emanano una
direttiva in cui vengono indicate le tecniche corrette per eliminare la
posidonia. Il condominio esclusivo aspetta il documento che farà scattare
l'operazione pulizia. La direttiva verrà inviata al Comune che dovrà poi
emanare l'ordinanza con cui autorizza il Consorzio al maquillage della sabbia.
La scorsa estate la rimozione della posidonia da parte del Consorzio aveva
scatenato una serie di polemiche. Nel mirino erano finiti i metodi scelti per
asportare le alghe, tra cui l'utilizzo di mezzi gommati. Accuse in contrasto
con la scienza. Il modello utilizzato in Costa è stato infatti giudicato
coretto dai luminari della natura che hanno partecipato alla conferenza mondiale
sull'ambiente del 2007. Quest'anno il direttore Salvo Manca ha deciso di
anticipare i tempi. A febbraio ha inviato una lettera all'ufficio del demanio.
Nel documento viene chiesto un sopralluogo con i responsabili regionali, il
Comune e la Capitaneria nelle spiagge della Costa Smeralda. "Andremo a
Cala Granu, il lido che è diventato un po' l'emblema della presenza della
posidonia - spiega Salvo Manca -. In quell'occasione chiederemo tutte le
delucidazioni su come rimuovere le alghe. Saranno i responsabili della Regione
a indicarci tecniche, modalità e strumenti previsti dalla normativa. E noi
seguiremo le loro direttive alla lettera". Il Consorzio non accetta di
passare per custode poco attento dei lidi della Costa e rivendica l'anima verde
del suo operato. "La tutela dell'ambiente è l'elemento di forza della
Costa Smeralda - aggiunge Manca -. L'eccellenza di questo territorio dal punto
di vista naturalistico è il fattore che, insieme con i servizi che offriamo,
rende questo angolo di Sardegna così esclusivo e ci permette di reggere la
concorrenza con gli altri paesi. Per questo riserviamo un'attenzione
particolare alla sua salvaguardia. Non solo sulle spiagge ma anche nel mare. Il
sistema delle boe intelligenti di Cala di Volpe è diventato un modello esportato
in tutto il mondo". Già chiesto anche un incontro con il Comune per
concordare i metodi di raccolta dei sacchetti nelle strade. "Sono al
lavoro le squadre di addetti per eliminare i rifiuti trascinati sulle spiagge
dalle mareggiate o accumulati alle spalle dei lidi - conclude Salvo Manca -. Ma
per l'operazione più accurata, quella che riguarda l'asportazione della
posidonia, aspettiamo l'ok della Regione".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL DIBATTITO.
Interviene Daniele Marini "Secessione? No Meno burocrazia per il Nordest" VENEZIA
Non c'è rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia: è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione
Nordest, Daniele Marini, fa della "questione settentrionale" alla
luce del dibattito suscitato dal libro del presidente della Regione Friuli
Venezia Giulia, Riccardo Illy, intitolato "Così perdiamo il
Nord", edito da Mondadori. Per Marini, il termine secessione "è forte
e provocatorio" ma questa parte del Paese, che "soffre di più il peso
di un sistema Paese che non è in grado di riformarsi", ha sicuramente
bisogno di "meno burocrazia". Secondo
Marini, le imprese vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti nel
processo di internazionalizzazione, vera chiave per salvaguardare la loro
presenza sul nostro territorio". Marini sostiene che fra le imprese
"la tentazione di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è
effettivamente. Allo stesso tempo - ha aggiunto - avvertiamo dalle nostre
ricerche un attaccamento al Paese, che però lo si vorrebbe diverso".
"Penso - ha spiegato - sopratutto alla questione fiscale ma anche
l'aspetto della burocrazia, una delle vere riforme
dello Stato che non avvengono. Soprattutto le medie imprese - ha sottolineato -
sono quelle che in questo momento avrebbero bisogno per lo slancio che hanno
preso di avere uno Stato più friendly, amichevole". "Questo pezzo di
Nord, si confronta sempre di più in un mercato domestico che è quello europeo e
quindi - ha aggiunto Marini - per loro è più facile confrontarsi con quanto
avviene negli altri paesi. Per loro - ha concluso Daniele Marini - il mercato
domestico è come minimo quello europeo e ormai per gran parte quello
internazionale".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PALAZZO NIEVO.
L'assessore provinciale Toniolo e la viabilità Cis e Regionale 11 "Tutto
da definire" L'assessore è vestito casual ma sulla scrivania ha pacchi di
piantine, planimetrie e mappe da studiare con impegno. Assessore, ma si faranno
tutte queste grandi opere? Sorride Costantino Toniolo a capo della viabilità in
Provincia e non risponde. Ma è come se lo facesse. Lui, ex sindaco e presidente
di Vi. Abilità è uomo del fare e conosce i tempi della burocrazia e quelli della politica.
"Non voglio entrare in ambiti che non seguo ma..." Allora meglio
discutere di ciò che c'è. "Sono realista e penso che nel 2010 potrebbe
partire il primo cantiere della Pedemontana". L'autostrada
"fantasma" taglia in due il Veneto, il progetto segna la direttrice
Mussolente-Montebello e gli ultimi conti la fanno costare qualcosa come 2,3
miliardi di euro, il 60% circa destinato alle terre beriche. "La
Pedemontana si farà - taglia corto Costantino Toniolo -. Sta seguendo un iter
preciso e non si può fermare. Ma non diciamo in giro che la ghiaia ottenuta
dall'escavazione dei laminatoi serviranno a pagare i lavori. Pagheranno una
minima parte dell'opera". Pragmatismo: "Ai sindaci dico di non aver
paura dei comitati di protesta, vanno ascoltati certo, poi però bisogna
decidere e le opere non possono aspettare". Di fronte a flussi di veicoli
da capogiro c'è solo da essere pragmatici. Sul Melaro passano ogni giorno 20
mila auto e tra Arzignano-Montecchio altre 18 mila. E cosa accadrà con il Cis?
"Tutto quello che posso dire è che lungo la regionale 11 la viabilità è al
limite. E la destinazione dell'interporto è tutta da definire".
( da "Provincia di Cremona, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di
Mercoledì 19 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Verso le elezioni 2008 Il nuovo
che vogliamo dalla politica Le proposte di Confartigianato alle forze in campo
Nel momento in cui le forze politiche scendono in competizione per assumere la
guida del Paese, Confartigianato sottopone al futuro Governo il decalogo delle
proposte per lo sviluppo dell'artigianato e delle piccole imprese nell'ambito
del progresso economico, civile e sociale del Paese. L'intento è quello di dare
un contributo alla definizione delle scelte di governo, attraverso il confronto
tra i programmi dei Partiti e le idee e le indicazioni dell'artigianato e della
Piccola e Media Impresa. Queste le priorità per la crescita indicate da
Confartigianato: garantire la governabilità, valorizzando il ruolo della micro
e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su
imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati
"protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e
lavoro indipendente. Le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono
sintetizzate in un documento il cui filo conduttore è la richiesta di
riconoscere il ruolo delle micro e piccole imprese italiane (quelle fino a 20
addetti): un "esercito" di 4.223.639 aziende, pari al 98,2%
del totale delle imprese italiane, che danno lavoro al 59,3% degli addetti,
realizzando il 43,9% del valore aggiunto e il 39,4% degli investimenti. Il
"nuovo" che vogliamo dalla politica è che vengano ascoltate queste
imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione del Paese: hanno creato
517.000 posti di lavoro in un anno, mentre le grandi aziende ne hanno persi
117.000. La loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica di
tutto il Paese. Ma proprio su queste imprese, oggi si scarica un peso fiscale
eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese.
Soltanto in adempimenti burocratici ogni anno le imprese italiane
"bruciano" 15 miliardi e sprecano altri 2,3 miliardi a causa dei
tempi lunghi della giustizia civile. Per restituire fiducia a cittadini e
imprenditori, per far crescere il Paese, la nostra Confederazione sollecita
alle forze politiche nuove scelte economiche e culturali che pongano la piccola
impresa al centro degli interventi per rilanciare la competitività. Il tutto
con la garanzia di riforme strutturali, a cominciare dalla riforma elettorale
che restituisca agli elettori la possibilità di scegliere chi li rappresenta in
Parlamento. Confartigianato chiede quindi agli schieramenti politici impegni
precisi su una serie di scelte: pSì ai fatti, no alla prassi degli annunci; pSì
al pragmatismo, no alle ideologie; pSì a interventi su misura per la realtà
imprenditoriale italiana composta per il 98% da piccole aziende, no a
interventi per un modello di imprese "a taglia unica"; pSì alla libera
iniziativa imprenditoriale, no all'abitudine al posto di lavoro pubblico
garantito a vita; pSì all'assunzione del rischio e all'innovazione, no
all'assistenzialismo; pSì alla flessibilità, no alle rigidità del mercato del
lavoro; pSì alle liberalizzazioni e alla concorrenza che abbatte i costi a
carico di imprese e famiglie, no ai mercati protetti e alle loro tariffe, no
alle rendite di posizione; pSì al coraggio del rinnovamento e del cambiamento
tanto necessario al Paese, no all'autolesionismo e alle tesi di declino. Su
queste scelte valuteremo la capacità della politica di recuperare la fiducia
degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare a
guardare ed ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese.
( da "Adige, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bezzi che sfascia il
Patt? Lo hanno già fatto altri P anizza afferma che Bezzi vuole sfasciare il
Patt e che non ci riuscirà. Per forza. Lo hanno già sfasciato Panizza e
compagni molto tempo fa, quando si chiamava Pptt-Ue. Prestiamo il voto alla
Lega e poi ad ottobre vedremo. Gianni Colpi Dico no al "voto utile"
Una speranza a sinistra I n questo periodo mi sono spesso sentito rivolgere la
domanda: "Cosa ne pensi di queste elezioni?". Domanda dalla risposta
non scontata, fatta da amici che davvero guardano a questa scadenza elettorale
con un certo disorientamento. Lo scenario non è dei migliori, in effetti, al di
là dei tanti slogan che richiamano al "nuovo": un nuovo paese, una
nuova politica, un cambiamento che sembra aspettarci dietro l'angolo, a patto
di scegliere il "nuovo" più giusto. Ma tutto questo entusiasmo non mi
sembra abbia un reale riscontro: è l'entusiasmo dei politici e della politica
quello che passa sui media, non l'entusiasmo della società. Perché quando la
fatidica domanda la pongo io, ad amiche e amici, le risposte variano dal
"non so" al "lascia perdere". Non sono risposte
entusiastiche, segno di un paese che cambia e intravede novità: sono risposte
stanche, di persone alle quali è passata persino la voglia di andare a votare.
Qualunquismo? Forse sì, ma giustificabile: che entusiasmo può suscitare una
classe politica uguale da decenni? Che fiducia può raccogliere una promessa di
cambiamento fatta da uno o dall'altro schieramento, che pur si sono alternati
al governo senza realizzare nulla di quanto promesso? Hanno governato tutti, in
questi anni: Berlusconi, Veltroni, di recente persino Bertinotti. Oggi possiamo
solo fare il bilancio di un fallimento: precarietà dilagante, crescita zero,
salari e pensioni al palo. Forse i cittadini si aspettavano qualche
autocritica, non nuove e incredibili promesse. Forse si aspettavano un concreto
rinnovamento, non il goffo tentativo di mettere le pezze ad un drammatico vuoto
di rappresentatività candidando personaggi immagine ("il giovane", "la
donna", "l'operaio", come ha ben analizzato Marco D'Eramo sul
Manifesto). In questo clima gattopardesco c'è ampio spazio anche per la litania
del voto utile: "votate il partito più grande, non votate i partiti
piccoli, butterete via il vostro voto", dicono tutti i leader. Che
equivale a dire, a mio modesto parere, "votate me, perché altrimenti perdo
il posto". Non serve essere un mostro di logica per capire che nessun
partito è grande di per sé, ma è grande nella misura in cui ottiene consenso
nella società. Prima del voto, non esistono partiti grandi e partiti piccoli, esistono solo grandi burocrazie di partito che desiderano
rimanere tali e chiedono il voto per questo. Per quel poco che credo di aver
capito di questa fragile democrazia rappresentativa, il voto va espresso in
base all'adesione ad un progetto politico, e quel voto è utile nella misura in
cui riesce a dare forza a quel progetto. Io sono contento che Sinistra
Critica abbia presentato la sua lista: questo mi permette di andare a votare,
cosa che non davo affatto per scontata. E mi permette di dare il voto ad un
programma serio e coerente. I programmi sono facilissimi da scrivere: è molto
più difficile avere il coraggio di applicarli con coerenza. Franco Turigliatto
ha avuto la forza e la coerenza di dire no alla guerra, ad un pacchetto
sicurezza razzista e anticostituzionale, a una riforma del welfare che dà
continuità al quel processo di precarizzazione avviato dal pacchetto Treu e
rafforzato dalla Legge 30. E Flavia D'Angeli, la candidata a premier, è una
giovane donna, insegnante precaria, con le idee chiare: non una vecchia volpe
della politica, ma un volto poco conosciuto, esterno ai palcoscenici ufficiali
della politica istituzionale. I più considereranno questo una debolezza: per
quanto mi riguarda, è senza dubbio un grandissimo punto di forza. Tommaso Iori
Dal flop di S. Giuseppe una lezione per tutti N ella cronaca si leggono i
risultati sconfortanti della fiera di San Giuseppe: poca affluenza, forse a
causa del maltempo e della mancanza di soldi, molta crisi, determinata dalla
speculazione euro e dalla speculazione caro-mutui e dalle rate da pagare per
gli acquisti. Magari qualcuno sta già pensando di chiedere qualche forma di
risarcimento per il poco profitto ottenuto a mamma Provincia. A me pare, invece,
di cogliere - forse qualcuno dirà con ironia - un lato molto positivo nella
vicenda. Un bilancio di una fiera, di un mercatino natalizio non dovrebbe, a
mio giudizio, fermarsi al dato finanziario nudo e crudo, ma dovrebbe prendere
in considerazione anche gli altri fattori: i riflessi sull'economia
complessiva, i riflessi sull'ambiente e quelli sulla vivibilità di una città.
Trento è, tutto sommato, una città vivibile e questo è un dato statistico
incontestabile. Ma questo non significa che non si possa fare di più e di
meglio. Se, ad esempio, Trento è una città virtuosa per la raccolta
differenziata, non lo è per quanto riguarda l'aria respirabile nonostante essa
sia immersa in un magnifico polmone di alberi e boschi. Le giornate in cui le
soglie di inquinamento superano i limiti ammessi stanno aumentando. Si
vogliono, come antidoto, aumentare le giornate da dedicare ai mercatini con il
relativo afflusso continuato di automobili inquinanti? Bene, perché le
conseguenze di questa "splendida" manifestazione di sensibilità
ambientale cadranno sui lavoratori e sugli anziani, cioè su coloro che non
potranno permettersi il lusso di comprare un'autovettura euro 4 o, da luglio,
euro 5. Ritengo che l'aspetto positivo del flop della fiera di San Giuseppe sia
costituito, allora, dal fatto che questo episodio dovrebbe indurre gli
amministratori e politici locali ad aumentare la sensibilità verso le tematiche
ambientali ed effettuare un'attenta analisi degli effetti delle manifestazioni
e dei mercati sulla vivibilità della città. Non è il caso, infatti, in nome di
un profitto sfrenato (ma anche, come abbiamo visto in quest'occasione,
aleatorio) penalizzare oltre misura e oltre ogni ragionevolezza la qualità di
vita dei cittadini che abitano a Trento. Daniele Passigli Quando si fa
confusione anche con i sacramenti R assegna stampa mattutina: i giornali locali
su Tca. Si commenta una foto ove, a braccetto di Lucia Fronza Crepaz, c'è un
noto politico moderato. "A dare l'ultimo saluto, l'estrema unzione a
Chiara Lubich - spiega il telegiornalista di turno - c'era anche Pier
Ferdinando Casini". Ultimo saluto ed estrema unzione, qui presentati quasi
sono sinonimi, non lo sono però affatto. Il sacramento dell'unzione dei malati
viene infatti, dalla chiesa cattolica, amministrato a chi è gravemente malato,
cioè a chi versa in pericolo di morte per malattia o vecchiaia (mentre la
Lubich, al momento della visita del Bel Moderato, era già morta), e suoi
ministri sono il vescovo e il presbitero. Certo che, a forza di presentare il cristianesimo
come un'esperienza gratificante e una bella raccolta d'emozioni, qui finisce
che la dottrina cristiana non la conosce più nessuno. Non sapevo però (lo
confesso) che anche Pierferdi potesse amministrare questo sacramento, ma
bisogna dire che in Italia, in campagna elettorale, può accadere di tutto. Non
bisognerebbe, comunque, costringere i giornalisti a certe levatacce: si rischia
l'"effetto lucagiurato" e si rovina l'immagine della nobile attività
di cui autorevolmente s'è detto: "È sempre meglio che lavorare".
Ruggero Morghen 19/03/2008.
( da "Centro, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione
"Abruzzo, più infrastrutture" Lombardo presenta il programma e lancia
De Matteis L'AQUILA. "La lotta alla criminalità organizzata avrà la
priorità che merita". Lo ha detto all'Aquila il leader del Movimento per
le autonomie (Mpa), Raffaele Lombardo, nel corso di una manifestazione che di
fatto ha aperto in Abruzzo la campagna elettorale per le prossime politiche di
aprile. Accanto a Lombardo c'erano Giorgio De Matteis e Alessio Monaco,
entrambi candidati alla Camera, ma non c'era il capolista al Senato, Antonio
Pappalardo, generale dei Carabinieri ed ex comandante del Cocer, che poco prima
dell'inizio della manifestazione è stato colto da un lieve malore e ricoverato
in ospedale a scopo precauzionale. Il generale è stato soccorso e trasportato
al San Salvatore dal 118. Da quanto si è poi appreso dovrebbe essersi trattato
di un lieve calo pressorio. Ad accogliere Lombardo c'era la platea piena del
cinema Massimo. Seduti nelle prime file i c'erano i candidati che
parteciperanno alle elezioni del prossimo aprile. Secondo Lombardo la lotta
alla criminalità, assieme alla semplificazione della burocrazia e ad una fiscalità speciale a
misura di impresa, soprattutto al Sud, sono tra le priorità del Paese. "La
lotta alla criminalità", ha aggiunto, "pesa molto di più della
carenza di infrastrutture - e questa è un'altra priorità - a cui va aggiunto il
peso di una burocrazia le
cui regole devono essere modificate. E' quello che ci chiedono anche gli
imprenditori e le famiglie". Nel corso della sua visita nel capoluogo di
regione, prima dell'inizio della manifestazione elettorale, Lombardo ha
incontrato anche imprenditori e costruttori per ascoltarne le istanze. Il
leader del Movimento per le autonomie si è detto certo della vittoria,alle
prossime elezioni politiche, del Pdl con cui è alleato. "Vinceremo le
elezioni", ha osservato, "perchè c'è stato un precedente governo che
non ha fatto crescere il Paese". Tra i punti salienti del programma figura
proprio la fiscalità per le imprese. "Abbiamo una ricetta", ha detto,
"che non costa nulla al bilancio dello Stato: una fiscalità speciale per
chi impianta o innova le proprie industrie e che consente di superare le
difficoltà. Una fiscalità di vantaggio, che è la ricetta che ha fatto ricca e
potente l'Irlanda". (ang.bag.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione IL CASO
VENEZIA. L'Euroregione è un'idea anche del Veneto "non solo del Friuli
Vg" e non esclude la Lombardia. Lo ha detto il presidente veneto Giancarlo
Galan rispondendo all'ex vice presidente della Commissione Ue, Franco Frattini,
intervenuto ieri a Udine sul progetto dell'Euroregione. "Solo per fare
chiarezza - afferma Galan - e non ulteriori inutili polemiche a proposito
dell'Euroregione". "È tutta veneta e soltanto veneta la volontà
politica di costituire oltre trent'anni fa l'Associazione Alpe Adria - ricorda
-. E lavorando per costituire l'Euroregione mai abbiamo dimenticato la
necessità di associare ai nostri lavori, ai nostri progetti anche la Slovenia,
anche la Croazia, anche la Contea dell'Istria". "Che ostacoli abbiamo
trovato sulla nostra strada?" chiede Galan. "Gli
ostacoli sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla
mancanza di volontà politica dei governi che si sono succeduti". Galan ha
infine rilevato che "se di questa nostra Euroregione desiderasse far parte
anche la Lombardia nulla osta, almeno per quanto mi riguarda".
( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Torino
Stadio, la Juve investe 105 milioni Il Delle Alpi sarà abbattuto, l'Arena
pronta per la stagione
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dibattito sul libro
"Così perdiamo il Nord" Belci: rischio secessione? Illy parla da
imprenditore ma serve meno burocrazia TRIESTE Le
riflessioni di Riccardo Illy a margine della presentazione del suo nuovo libro
"Così perdiamo il Nord" sul rischio secessione e sulle proposte per
evitare il collasso delle imprese del settentrione stimola il dibattito nel
Triveneto. Sulla questione prende posizione la Fondazione Nordest con il suo
direttore Daniele Marini che ritiene interessanti le proposte di Illy. Una
presa di distanza, quantomeno sull'uso del termine secessione, arriva dal
segretario di Trieste della Cgil Franco Belci. "Sulla necessità di
semplificare la burocrazia siamo tutti d'accordo -
dice Belci - ma sarebbe meglio non evocare con disinvoltura il termine
secessione. Non c'è questo pericolo ma la coesione del Paese è definita dalla
Costituzione e gli interessi economici non sono sufficienti a violare questo
principio. Penso che il discorso di Illy sia più quello di un imprenditore che
di uno statista-politico. Per il direttore scientifico della Fondazione Nordest
invece non c'è rischio secessione, ma sicuramente serve
meno burocrazia. Per
Marini, il termine secessione "è forte e provocatorio" ma questa
parte del Paese, che "soffre di più il peso di un sistema Paese che non è
in grado di riformarsi", ha sicuramente bisogno di "meno burocrazia". Secondo Marini, le
imprese vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti nel processo di
internazionalizzazione, vera chiave per salvaguardare la loro presenza
sul nostro territorio". Marini sostiene che fra le imprese "la tentazione
di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è effettivamente. Allo stesso
tempo - ha aggiunto - avvertiamo dalle nostre ricerche un attaccamento al
Paese, che però lo si vorrebbe diverso". "Penso - ha spiegato -
sopratutto alla questione fiscale ma anche l'aspetto della burocrazia,
una delle vere riforme dello Stato che non avvengono. Soprattutto le medie
imprese - ha sottolineato - sono quelle che in questo momento avrebbero bisogno
per lo slancio che hanno preso di avere uno Stato più friendly,
amichevole". "Questo pezzo di Nord, si confronta sempre di più in un
mercato domestico che è quello europeo e quindi - ha aggiunto Marini - per loro
è più facile confrontarsi con quanto avviene negli altri paesi. Per loro - ha
concluso - il mercato domestico è come minimo quello europeo e ormai per gran
parte quello internazionale".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Galan:
nell'Euroregione c'è posto anche per Milano VENEZIA L'Euroregione è un'idea
anche del Veneto, precisa il governatore Giancarlo Galan, "non solo del
Friuli Venezia Giulia". Il presidente veneto fa questa puntualizzazione
rispondendo all'ex vice presidente della Commissione europea, Franco Frattini,
intervenuto ieri a Udine sul progetto dell'Euroregione. "Solo per fare
chiarezza - afferma Galan - e non ulteriori inutili polemiche a proposito dell'Euroregione.
Il progetto, l'idea di costituire un'Euroregione non appartiene solo al Friuli
Venezia Giulia come sembra credere l'amico Franco Frattini. Il Veneto è subito
stato della partita, anche perchè il Veneto guarda e opera verso l'Est europeo
e verso il Centro Europa da oltre trent'anni". "Infatti - insiste
Galan - è tutta veneta e soltanto veneta la volontà politica di costituire
oltre trent'anni fa l'Associazione Alpe Adria. E lavorando per costituire
l'Euroregione mai abbiamo dimenticato la necessità di associare ai nostri
lavori, ai nostri progetti anche la Slovenia, anche la Croazia, anche la Contea
dell'Istria". "Che ostacoli abbiamo trovato sulla nostra
strada?" chiede Galan. "Gli ostacoli sono stati
quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volontà
politica dei governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese, dal
dato di fatto reale che la Slovenia per poter aderire all'Euroregione deve
ripensare se stessa dal punto di vista costituzionale e amministrativo".
"Ciò nonostante - conclude - il Veneto, il Veneto di centrodestra, il
Veneto presieduto da Galan da tredici anni, il Veneto dell'economia che traina
tutto il Nordest ritiene l'Euroregione uno dei suoi obiettivi primari. Così
come ritengo fondamentale la possibilità che il Veneto possa svolgere le
proprie, autonome relazioni internazionali. Se di questa nostra Euroregione
desiderasse far parte anche la Lombardia nulla osta, almeno per quanto mi
riguarda".
( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Contship:
"Investiamo 800 milioni" il piano per i porti italiani Sfida a Fs per
i treni cargo. Battistello: "Lo Stato presidi meglio il territorio a Gioia
Tauro" dal nostro inviato Samuele Cafasso Milano. Contship scommette sul
rilancio dei porti e della logistica italiana 832 milioni di euro di
investimenti nei prossimi cinque anni, chiedendo in cambio
al governo tempi certi per la realizzazione delle nuove opere negli scali dove
opera, taglio della burocrazia e, soprattutto, "il presidio del territorio a Gioia Tauro.
Un anno fa il premier Romano Prodi ci ha detto che la sicurezza era un problema
suo, e che noi dovevamo occuparci solo degli investimenti. Mi chiede se oggi
siamo protetti? Le rispondo che non lo so" scandisce il chairman.
Cecilia Battistello, incontrando ieri la stampa, intendeva parlare soprattutto
dello sviluppo delle attività del gruppo controllato dalla tedesca Eurogate nel
Mediterraneo. Piatto forte: l'intenzione di investire con forza nelle ferrovie,
conprando le tracce per fare da sé i treni merci sfidando Trenitalia.
Inevitabili però i riferimenti all'attualità di Gioia Tauro, che una recente
relazione della Commissione antimafia descrive come un porto con forti
infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. "Contship - si
infuria la Battistello - non ha mai dato un soldo e mai lo darà alla
'ndragheta. Piuttosto prendo le mie gru e le porto altrove: non siamo noi ad
avere bisogno di Gioia Tauro: abbiamo Cagliari, abbiamo Tangeri, possiamo farne
a meno. Ma se andiamo via noi, vi assicuro che Gioia Tauro chiude, non ci verrà
più nessuno". La relazione, accusa Battistello, si basa su una
supposizione infamante. Se Contship lavora senza problemi in Calabria, allora
vuol dire che ha pagato dazio: "Non è così, l'unica estorsione è quella
che abbiamo denunciato agli inizi degli anni Novanta. Non lo so e non mi
interessa se ci fosse un accordo tra Angelo Ravano (che è morto un mese dopo la
firma con il governo per l'avvio del terminal, nel 1993, ndr.) e la criminalità
organizzata per avere un dollaro e mezzo ogni container scaricato. Sta di fatto
che questi soldi non li abbiamo mai dati e, quando ce li hanno chiesti, abbiamo
denunciato. Le aziende in odore di infiltrazione che lavoravano dentro il
terminal sono state espulse. Per quanto riguarda i traffici illeciti,
sicuramente non sono responsabilità del terminalista. Noi carichiamo e
scarichiamo. Il resto dipende dalle dogane e, se ci sono dei funzionari
corrotti, è un problema dello Stato". Chiuso il capitolo 'ndragheta,
rimangono i numeri degli investimenti programmati con l'obiettivo di portare il
gruppo a movimentare, nel 2010, 8 milioni di teu contro gli attuali 5,4, per
poi oltrepassare tra il 2012 e il 2013 il muro degli 11 milioni di teu.
L'occupazione dovrebbe passare da 2550 addetti a 2850 (nel 2010) e 3550 (più
oltre 850 persone nell'intero ciclo operativo) fra il 2012 e il 2013. Nel
frattempo, partono le attività a Tangeri, dove Contship è impegnata con Msc e
Cma-Cgm: "Io spero di no, ma i nostri clienti dicono che vi potrebbero essere
contraccolpi sui traffici a Gioia Tauro: è una variabile di cui bisogna tenere
conto". Porto per porto, ecco i piani di sviluppo: a Gioia Tauro, dopo
l'approfondimento dei fondali e l'ampliamento del canale, Contship investe 261
milioni di euro. A Cagliari, dove i volumi sono in flessione dopo che Maersk ha
portato le sue navi altrove, si prevedono 60 milioni di investimenti. Al
momento, il gruppo è in trattativa per conquistare due nuove linee di
"importanti compagnie", mentre "si è riaperto in queste ore un
dialogo produttivo anche con Maersk per l'utilizzo del terminal". Alla
Spezia il gruppo ha superato la barriera di un milione di contenitori
movimentati nel 2007, sono già ora in arrivo nuove gru e altre arriveranno con
i nuovi tombamenti su cui Contship conta di mettere le mani: 79 milioni di euro
l'impegno finanziario. Ci sono poi i progetti di ampliamento a Ravenna e
Livorno, con la prospettiva della realizzazione di due terminal da 2,8 milioni
di teu in Toscana e l'altro da 500.000: sul piatto Contship mette complessivi
316 milioni di euro. Ma dovrà conquistarsi il rilascio della concessioni, e
soprattutto a Livorno i concorrenti sono agguerriti. cafasso@ilsecoloxix.it
19/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Palermo
Da oggi il via al tour elettorale del candidato del centrodestra:
"Priorità la lotta alla mafia" Lombardo: i cannoli? Sono indigesti la
giornata "Soffro di gastrite e non posso mangiare i cannoli, la ricotta mi
è indigesta". Raffaele Lombardo, leader dell'Mpa e candidato alla
presidenza della Regione, risponde così a una domanda, nel corso della trasmissione
televisiva "Uno mattina", su che cosa pensasse della "politica
dei cannoli di Cuffaro". Poi Lombardo ha elencato quali sono le sue
priorità, assicurando che "farà della Sicilia una nuova Irlanda e che
lavorerà bene come ha già fatto alla Provincia di Catania". "La lotta
alla criminalità organizzata avrà però la priorità che merita, perché per i cittadini e gli imprenditori pesa molto di più che
la carenza d'infrastrutture o tanto quanto una burocrazia regionale ingessata", ha detto il leader dell'Mpa, che ha
confermato inoltre "come il ponte sullo Stretto resta una priorità, ma
senza dimenticare". "Occorre inoltre mettere sotto controllo gli
sprechi nella sanità e promuovere l'eccellenza", ha aggiunto. Oggi
intanto Lombardo inizia il tour siciliano per la sua campagna elettorale. Prima
tappa Trapani, dove alle 16,30 terrà una conferenza stampa al Comune insieme al
sindaco Girolamo Fazio.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Trieste La stagione
del raccolto Continua al Miela la rassegna "La stagione del
raccolto", rassegna cinematografica per imparare a invecchiare bene,
promossa da Itis, Aris e Bonawentura. Oggi alle 17, la scrittrice Patrizia
Rigoni presenterà "La caccia alle farfalle" 1992, di Otar Ioseliani.
Progetto Crearci Oggi dalle 17 all'Unione dei Circoli culturali sloveni di via
S. Francesco 20, 2.o incontro nell'ambito del progetto Crearci dal titolo
"L'associazione: dalla Costituzione alle attività, normative, permessi, burocrazia". Interventi di Ideanna Giuliani e Adriano Kovacic.
Rassegna musicale Oggi alle 16 nel teatro "Preseren" di Bagnoli della
Rosandra si terrà il saggio conclusivo dell'VIII Rassegna musicale organizzata
dal Laboratorio musicale della scuola secondaria di I grado a indirizzo
musicale "Ss. Cirillo e Metodio", a cui hanno partecipato 124
alunni delle elementari e delle medie. Dopo l'esibizione la commissione
effettuerà la premiazione. Ingresso libero.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Extra Spettacoli
Pagina 11049 Tre spettacoli a fine marzo a Cagliari Lucido Sottile (non si)
rassegna Tre spettacoli a fine marzo a Cagliari --> Tre date una dietro
l'altra. Una raffica di emozioni, risate, e femminile intelligenza con gli
spettacoli che la compagnia Lucido Sottile proporrà il 27, il 28 e il 29 marzo
a Cagliari, Piccolo Auditorium. "Lucido Sottile (non si) Rassegna" è
il titolo del breve ciclo che proporrà giovedì Speradiserabeltemposi...Rosso ,
venerdì 3 per 1 - prova mancata per l'Africa e sabato Servizio Completo . Tutti
alle 21. Il primo spettacolo vede protagoniste sul palco Fiona Firefarflay e
Micha Oslaf, intente a compiere un viaggio ironico attraverso la danza
contemporanea, tra severissime insegnanti di classica, ballerine prive di
talento, attrici concettuali e improbabili balli di gruppo. Il secondo vede in
scena Aglaia Benon, Nino Zaratuska, Violet Pilgrims, Ombretta Pisanu e Fabio
Petruzzo. Provocatorio e dissacrante, ironizza sugli intrecci tra spettacolo e
finanziamenti, arte e burocrazia. Chiude la rassegna Servizio completo , spettacolo surreale dove
il pubblico è protagonista e spettatore. È il nome di una agenzia di
sublimazione dei sogni diretta da due bizzarre signore bolognesi, la Nives e la
Ginger. Informazioni e prevendita: Box Office, viale Regina Margherita 43,
Cagliari, tel. 070/ 657428. Biglietto unico ? 12, abbonamento ? 30.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cervignano. La
maggioranza ha approvato la delibera con la quale si impegna anche a
riutilizzare la "Terza Armata" Caserma Pasubio, via libera
all'acquisizione CERVIGNANO. La maggioranza ha approvato la delibera con la
quale si impegna all'acquisizione della caserma "Pasubio" e
"Terza Armata". Il documento è passato venerdì scorso in consiglio
comunale ma ha trovato il voto sfavorevole della minoranza che prende le
distanze dalle finalità cui l'amministrazione vuole destinare la vasta area.
Centomila metri quadrati nei quali sorgerà un centro benessere, prenderà corpo
una nuova area residenziale e commerciale e si ricaveranno spazi "anche
per un uso sociale e pubblico". Ma è proprio sull'avverbio
"anche" che si è accesa la polemica tra i due schieramenti. Il
capogruppo di opposizione Alberto Rigotto ha proposto la sostituzione con
"solo", auspicando pertanto che nell'area in esame non si
costruiscano nuove unità abitative ad uso residenziale, "di cui Cervignano
è già satura, ha rimarcato Rigotto, ma si offra ai cittadini aree verdi e
strutture a uso pubblico o sociale". La minoranza trasformerebbe infatti
parte dell'attuale distesa piatta di cemento in orto botanico, come proposto in
fase di campagna elettorale. Una funzione, quella non residenziale e commerciale,
solo parzialmente accettata dalla maggioranza che sta lavorando da tempo, alla
ricerca di patners per convertire gli spazi un tempo destinati alla
"Pasubio" in proposte anche economicamente competitive e allettanti
per le casse comunali. L'approvazione della delibera in realtà costituisce
solamente il primo tassello richiesto dall'iter istituzionale, in attesa del
disco verde. Bisognerà attendere che la burocrazia faccia il suo lungo percorso
che prevede il passaggio dal demanio militare a quello civile, da quest'ultimo
alla Regione ed infine al Comune. Leggermente meno complesso rispetto alla
"Pasubio", l'iter per la caserma "Terza Armata" che sarà
concesso alla Regione direttamente dal demanio militare. Un passaggio in
meno che potrebbe portare all'avvio dei lavori di riqualificazione della
caserma di via Garibaldi già entro l'anno, secondo le aspettative del sindaco
Pietro Paviotti. L'acquisizione di questa caserma darà il via al piano
particolareggiato di via Roma che comprende anche la casermetta "Terza
Armata" (da non confondersi con la caserma "Pasubio", di via
Terza Armata), l'ex asilo di borgo Salomon e le ex scuole di via Roma. Questo
risulta il secondo tra i progetti più ambiziosi proposti ai cittadini
"nero su bianco"; riguarda un'area di oltre 10 mila metri quadri in
pieno centro con oltre 33 mila metri cubi da edificare. Una nuova area che
collegherà Borgo Salomon alla centrale via Roma con percorsi urbani e strade
pedonali, arricchita da piazze interne e da oltre
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione "Non c'è il rischio secessione ma va tagliata la burocrazia" LA FONDAZIONE NORDEST
VENEZIA. Non c'è il rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia: è l'analisi che il direttore
scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della "questione
settentrionale" alla luce del dibattito suscitato dal libro del presidente
della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy. Per Marini, il
termine secessione "è forte e provocatorio" ma questa parte del
Paese, che "soffre di più il peso di un sistema Paese che non è in grado
di riformarsi", ha sicuramente bisogno di "meno burocrazia".
Secondo Marini, le imprese vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti
nel processo di internazionalizzazione, vera chiave per salvaguardare la loro
presenza sul nostro territorio". Marini sostiene che fra le imprese
"la tentazione di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è
effettivamente. Allo stesso tempo - ha aggiunto - avvertiamo dalle nostre
ricerche un attaccamento al Paese, che però lo si vorrebbe diverso".
"Penso - ha spiegato - sopratutto alla questione fiscale, ma anche
l'aspetto della burocrazia, una delle vere riforme
dello Stato che non avvengono. Soprattutto le medie imprese - ha sottolineato -
sono quelle che in questo momento avrebbero bisogno per lo slancio che hanno
preso di avere uno Stato più friendly, amichevole". "Questo pezzo di
Nord, si confronta sempre di più in un mercato domestico che è quello europeo e
quindi - ha aggiunto Marini - per loro è più facile confrontarsi con quanto
avviene negli altri paesi".
( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Bari Il
caso è stato in parte demolito, restano le macerie. L'area attrezzata rimane
sulla carta Quel muro di San Giorgio la storia della spiaggia negata I lavori
potrebbero finire tra giugno e luglio e così la stagione è a rischio GIULIANO
FOSCHINI Due anni per (non) abbattere un muro. è probabilmente un record quello
appena raggiunto dall'amministrazione comunale di Bari: dopo una serie di
annunci, conferenze stampa e ultimatum, l'area attrezzata di San Giorgio resta
ancora una fotografia di guerra: macerie ovunque e una parte del muro della
vergogna ancora in piedi. Per ricostruire la vicenda bisogna tornare indietro
di due anni e mezzo all'incirca, quando l'amministrazione Emiliano - con il
vicesindaco, Emanuele Martinelli - ripescando un vecchio progetto della giunta
Di Cagno Abbrescia, annuncia l'apertura nel giro di pochi mesi di cinque
spiagge sul lungomare di San Giorgio. Si tratta, in realtà, di cinque piazzole
di sosta dove sarà possibile lasciare l'auto per poi raggiungere agevolmente
gli scogli del litorale, addolciti nelle forme dall'amministrazione. Si
appaltano i lavori, si comincia a lavorare sulla prima delle piazzole, arrivano
le ruspe e spunta l'ecomostro. Nel giro di pochi giorni la ditta incaricata dei
lavori tira su un muro alto quattro metri in riva al mare: una miniatura di
Punta Perotti autorizzata dall'amministrazione antiecomostri per eccellenza.
Scattano le denunce dei giornali e nel giro di 48 ore arriva l'intervento della
magistratura: il cantiere viene sequestrato dalla Capitaneria di porto per
evidenti violazioni alle normative ambientali. Il Comune convoca di tutta
fretta una conferenza di servizi per cercare di variare il progetto. "Non
ci eravamo accorti di quel muro" giura l'assessore ai Lavori pubblici,
Simonetta Lorusso, che segue il procedimento. Il progetto cambia, incamera
l'autorizzazione di tutti gli enti. Nel frattempo però passa un anno e il muro
è ancora lì, immobile nel suo scempio. Lo scorso anno la ditta viene incaricata
di demolirlo. I lavori cominciano ma poi si interrompono. L'azienda ha problemi
societari, nel frattempo servono nuove autorizzazioni, si riuniscono i tecnici
per approvare il progetto definitivo. "Siamo pronti - ricostruisce ora la
Lorusso - affidiamo l'incarico alla ditta che si era aggiudicata l'appalto ma
ci accorgiamo che nel frattempo c'era stata una cessione del ramo di azienda. La burocrazia,
la legge, ci ha imposto a quel punto di fare nuove verifiche, riprendere dal
principio tutte le autorizzazioni e così si è perso ulteriormente del
tempo". Due anni, praticamente, visto che in muro e le macerie sono ancora
lì. Nonostante l'amministrazione avesse assicurato che si "trattava di un
inghippo" e che già l'estate scorsa la spiaggia sarebbe stata nella
disponibilità dei baresi. Probabilmente, invece, non lo sarà nemmeno
quest'anno. "Non è detto, noi in questo siamo molto fiduciosi - dice
l'assessore - I lavori riprenderanno a breve, questione di settimane. Potremmo
farcela per giugno e luglio, stiamo parlando di un progetto semplice, per
niente complicato". Il muro, intanto, non si muove.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di GIANCARLO DE
RISIO L'AQUILA-Si è parlato di autonomia, federalismo, devoluzione, di rispetto
per i territori alla manifestazione organizzata ieri all'Aquila per accogliere
Raffaele Lombardo, fondatore del Movimento per le autonomie, capolista in
Abruzzo e candidato alla presidenza della Regione Sicilia. Con lui Giorgio De
Matteis candidato alla Camera dei deputati sia nel collegio abruzzese, sia in
quello di Catania dove dovrebbe contare su un'elezione quasi certa. Mancava
alla manifestazione il candidato del Mpa per il senato Antonio Pappalardo, che
ha dovuto rinunciare per un lieve malore. Poco prima dell'inizio della
manifestazione al cinema Massimo, Pappalardo, generale dei Carabinieri in
pensione ed ex presidente del Cocer, è stato trasferito in ospedale dove è
rimasto in osservazione. All'Aquila Lombardo ha trovato un'accoglienza
calorosa. Sala gremita, folla festosa, sventolio di bandiere col simbolo del
Movimento che in queste elezioni è alleato col Popolo delle Libertà in Sicilia
e nelle regioni del Mezzogiorno tra cui l'Abruzzo. Per Lombardo le priorità
nell'agenda del nuovo governo dovranno essere lotta alla
criminalità organizzata e meno burocrazia. "La lotta alla criminalità organizzata- ha detto il leader
dl Mpa- avrà la precedenza che merita perché pesa molto più della carenza di
infrastrutture. Un'altra priorità- ha aggiunto- è rappresentata dall'esigenza
di allentare il peso di una burocrazia le cui regole devono essere modificate: abbiamo bisogno di
semplificazioni, celerità e tempi certi. È quello che vogliono gli
imprenditori, che insieme alle famiglie chiedono una lotta senza quartiere alla
criminalità organizzata". E per il sud Lombardo ha proposto "una
ricetta che non costa nulla al bilancio dello Stato: una fiscalità speciale per
chi impianta o rinnova le proprie industrie e che consentirebbe di superare le
difficoltà che il territorio vive. Una fiscalità di vantaggio, come viene
definita,è comunque la ricetta che ha fatto ricca e potente l'Irlanda".
Lombardo ha aggiunto che il Pdl vincerà le elezioni anche perché "c'è
stato un governo di centrosinistra che non ha fatto crescere il Paese". De
Matteis ha attaccato l'amministrazione regionale "che non ha saputo dare
risposte alla popolazione abruzzese e in particolare ai giovani. Con Lombardo-
ha aggiunto il consigliere regionale ell'Italia di Centro- abbiamo fatto un
accordo e trovato un momento di sintesi per un obiettivo comune. C'è un sud che
vuole proporsi attivamente alle nuove generazioni e noi vogliamo favorire
questo ruolo". Parlando poi delle liste presentate insieme al Movimento di
Lombardo, in Abruzzo e nelle altre regioni, De Matteis ha voluto sottolineare
che "comprendono tutti candidati locali e che non ci sono personaggi
paracadutati. Sono liste che abbiamo costruito senza alcuna interferenza e che
anche per questo saranno premiate". Prima della manifestazione Lombardo e
De Matteis hanno incontrato i vertici dell'Ance Abruzzo, l'associazione dei
costruttori, e poi di Confindustria.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-19 - pag: 15 autore: Dai costi della
politica alla Malpensa, le spine nordiste per il Pd A prire in piena campagna
elettorale il capitolo che va sotto il nome "costi della politica" è
un rischio per tutti, salvo forse che per Di Pietro. La ragione è semplice: si
apre il vaso di Pandora e non sai mai cosa può uscirne. La ragione è che
nessuno è esente da responsabilità. Per anni i rappresentanti della classe
politica, anche i migliori, hanno fatto poco o nulla per ridurre le dimensioni
di una macchina elefantiaca. Esistono eccezioni individuali, ma quel che conta
è la percezione degli italiani. I quali hanno capito perfettamente che nessun
partito e nessuna coalizione di governo hanno mai affrontato seriamente
l'argomento, al di là di sporadiche iniziative dal chiaro risvolto mediatico.
Quindi si tratta di una questione scivolosa. Proprio perché nei palazzi romani
si è fatto poco per l'autoriforma della politica, diventa quasi intollerabile,
agli occhi dei concorrenti, che qualcuno s'impadronisca del tema in campagna
elettorale. Ieri Veltroni lo ha fatto, con quella rapidità di riflessi che è
ormai la sua cifra in queste settimane. è evidente che il leader del Pd ha
cercato di cogliere lo stato d'animo del Nord.Nulla suscita l'entusiasmo
dell'elettorato settentrionale quanto la promessa di tagliare le unghie ai
"politici" di Roma. In particolare i parlamentari, beneficiari di
stipendi frai più alti d'Europa. Tutto ciò che serve a
esprimere diffidenza e fastidio verso la farraginosa burocrazia politica romana (così viene percepita) incontra il favore del
Nord. Ragion per cui Veltroni è stato lesto nel provocare l'applauso garantendo
ai suoi ascoltatori del Piemonte ( ma avrebbe potuto essere il Veneto o la
Lombardia) esattamente quello che essi volevano sentire. E pazienza se
poi servirà a poco ridurre i costi della politica, se davvero l'obiettivo è un
taglio significativo delle spese. Quel che conta è il segnale simbolico. Specie
nel Settentrione la credibilità si conquista così. Al punto che Veltroni si è
esposto alla prevedibile reazione dei suoi avversari.Persino in una campagna
sonnac-chiosa come l'attuale, nessuno si sente di regalare al competitore la
bandiera dell'antipolitica. Perciò abbiamo avuto una polemica aspra, con Fini
che illustra agli italiani le cifre esatte di una pensione da ex parlamentare
che l'ex sindaco cinquantenne percepisce. E quest'ultimo che ribadisce di usare
quel denaro per scopi benefici. Un po' triste,ma salutare.Negli Stati Uniti gli
scontri sui nervi dolenti non sono meno duri: appena pochi giorni fa Obama ha
sollecitato Hillary Clinton a mettere in piazza la sua dichiarazione dei
redditi e lei ha risposto per le rime. Quando si affronta il capitolo della
moralità, anche nel senso più largo del termine, inevitabilmente il conflitto
si accende. Perché la riduzione dei costi della politica è il tipico tema da
affrontare in modo convergente e "bipartisan", lontano dai riflettori
della campagna elettorale. Veltroni lo sa bene, ma con ogni evidenza per lui è
più importante risalire la china nel Nord. O comunque provarci. Il che lo
obbliga a giocare tutte le sue carte, a costo di subire qualche colpo basso. Le
piazze piene e una certa attenzione popolare lo hanno convinto a perseverare.
Nonostante che lungo il suo sentiero ci sia un ostacolo drammatico che si
chiama Malpensa. E dietro Malpensa c'èil nodo irrisoltodi Alitalia-Air France.
Per Veltroni si tratta di conciliare ciò che forse non è conciliabile. Mentre
nel centro-destra prevale la posizione nordista della Lega e Fini si adegua.
Per cui la parola "fallimento" non è più tabù. www.ilsole24ore.com
Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli L'ex
sindaco vuol farsi capire dal Settentrione ma si espone a nuove polemiche.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-19 - pag: 35 autore: Sanità. Oggi
decisione sul decreto Ssn, pronto al varo il nuovo elenco delle prestazioni
Roberto Turno ROMA Ore decisive per il varo dei nuovi Lea (livelli essenziali
di assistenza) sanitari, ovvero la summa delle prestazioni concedibili dal Ssn.
Prima in un vertice tra gli assessori, poi in un incontro col ministro della
Salute, Livia Turco, si decideranno oggi le sorti della modifica, quasi sette
anni dopo, del Dpcm del novembre 2001. Se ci sarà disco verde, il nuovo
provvedimento sarà inserito all'ordine del giorno della Conferenza
Stato-Regioni di domani. In caso contrario, le ipotesi alternative al momento
sono due: una (meno probabile) Stato-Regioni straordinaria subito dopo Pasqua,
ma prima delle elezioni del 13-14 aprile, oppure il rinvio del nuovo Dpcm alle
calende greche, comunque dopo la formazione del Governo che verrà dopo la
tornata elettorale. Gli imbarazzi principali per gli effetti dei 56 articoli (e
ponderosissimi allegati) del decreto, sul quale manca il sigillo finale e
ufficiale di Tommaso Padoa- Schioppa, sarebbero di natura economica. In
particolare, ma non solo, quelli legati ai costi dei vaccini (che peraltro
viaggiano col nuovo Piano vaccinale, pure in stand by, con l'Hpv già finanziariamente
coperto dalla manovra 2008). A sollevare dubbi sarebbe soprattutto la
Lombardia. Mentre non mancano perplessità avanzate in questi giorni da alcune
categorie: come i medici di famiglia Fimmg, che lamentano burocrazia e vincoli alle prescrizioni
di indagini diagnostiche e altre contestazioni sul nuovo nomenclatore delle
protesi per i disabili. Ma la relazione tecnica allegata, ora sotto esame e su
cui l'Economia chiede una condivisione "forte" delle Regioni, al
momento esclude costi aggiuntivi. Sono del resto materia incandescente
le novità predisposte in lunghi mesi di lavoro gomito a gomito tra Governo e
Regioni. Con scremature di prestazioni, appropriatezza di cure, aggiustamenti.
Ma anche con aperture di credito agli assistiti in un aggiornamento della lista
di prestazioni concedibili e non dal Ssn. Ecco così che i Drg ospedalieri a
rischio di inappropriatezza aumentano da
( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE "Nessun gazebo a Roma Pensiamo al federalismo" I
candidati replicano a Riello Calearo: se lo incrocio lo saluto VENEZIA - C'è chi
come Paolo Giaretta, segretario regionale del Partito Democratico, la butta in
battuta, ricordando che "di gazebo davanti al Parlamento ce n'è uno al
giorno, si rischia di non essere notati". E c'è chi dice, come Vendemiano
Sartor, presidente dimissionario della Confartigianato e candidato alla Camera
(Veneto 1) per il Popolo della Libertà, che "la protesta non basta più,
bisogna dialogare con le istituzioni per ottenere soluzioni ai nostri
problemi". Duro Massimo Calearo, capolista del Pd alla Camera (Veneto 1):
"A Roma si può andare per cose molto diverse. Lui per un gazebo, io per
servire il mio Paese". Tra i candidati veneti dei due maggiori partiti che
si sfideranno alle elezioni politiche non attecchisce la proposta-provocazione
lanciata lunedì dal presidente di Confindustria Veneto, Andrea Riello. La
stoccata Non piace ai prossimi parlamentari veneti l'idea di Riello di
"piantare un gazebo in piazza stile Iene televisive, davanti a Senato e
Camera. Per ricordare che abbiamo bisogno di provvedimenti urgenti per
riequilibrare il gap di trattamento tra Veneto e aree vicine a Statuto speciale
e perché siano premiati i comportamenti virtuosi". Per tutti la soluzione
ai problemi del Nord, specie produttivo, sta "nell'applicazione rapida e
incisiva del federalismo ". Lo scenario Nel parterre dell'assemblea degli
industriali bellunesi Riello aveva dato la sua priorità in vista della nuova
legislatura. Il tutto davanti alla leader designata di Confindustria nazionale
Emma Marcegaglia che invocava "la sconfitta del partito del non
fare", con le avvisaglie di una recessione economica mondiale e lo spettro
di una secessione del Nord dal resto dell'Italia evocato di recente in un suo
libro dal governatore di centrosinistra del Friuli Venezia Giulia, Riccardo
Illy. "Non penso che ci ritroveremo con venti secessionisti- aveva
puntualizzato l'industriale veronese - ma chi tira il carretto anche per gli
altri può ribellarsi". Il chiarimento Alla rivolta aveva accennato Calearo
qualche mese fa, prima del suo impegno politico, giustificando lo sciopero
fiscale lanciato dalla Lega. Ma ora l'ex presidente di Federmeccanica e
Assindustria Vicenza usa parole diverse. "La mia battuta era un grido
d'allarme, non una proposta politica e oggi considero fondato l'avvertimento di
Illy - spiega - Il dato politico della questione settentrionale è che nessuno
degli schieramenti sulla scena italiana negli ultimi dieci anni ha saputo
risolvere i nodi sul tappeto. In queste elezioni si trattava di decidere se
insistere su schemi già fallimentari o cercare una nuova strada. Il Pdl
ripropone stesse logiche, ricette e uomini. Il Pd è la vera novità che pone
fine all'accozzaglia di partiti alleati solo per convenienza. Quanto a Riello,
credo che la voce del Nord e del Paese reale va portata in Parlamento e nel
governo. Se lo incrocerò al suo gazebo, uscendo da Montecitorio, lo saluterò e
gli farò i miei auguri". Il Pdl Contento per il ritorno al centro del
dibattito del federalismo e del rapporto con la politica è Ettore Riello, anche
lui industriale veronese e parente di Andrea. "Finalmente c'è l'avvio di
un rapporto vero tra mondo dell'impresa e della rappresentanza - chiarisce -
per ottenere l'autonomia, soprattutto fiscale, unico sistema per far ripartire
lo sviluppo". Non gazebi, ma federalismo vero chiede pure Maurizio
Sacconi, senatore uscente forzista e ricandidato a Palazzo Madama dal Pdl,
"per avvicinare l'amministrazione alla gente" e "aiutare la
montagna che è a rischio abbandono". In lista principalmente per sostenere
il federalismo Vendemiano Sartor, "chiamato da Galan perché da sempre,
come Confartigianato, lo chiedevamo". Il Pd Oltre che di federalismo il
Nord ha bisogno di "un patto tra impresa, lavoro e politica per ridare
velocità alle scelte di quest'ultima, sempre in ritardo rispetto ai mutamenti
del mondo globalizzato" secondo Giaretta. Per il leader veneto del Partito
Democratico "la questione settentrionale sta tutta lì". E
"federalismo rapido e solidale" promette, in caso di vittoria del Pd,
Andrea Martella, candidato alla Camera nel Veneto 2, "altro che
secessione, freno alle vere riforme". L'analisi sociologica "Non c'è
rischio secessione, ma serve meno burocrazia ": è l'analisi che il direttore scientifico della
Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della questione settentrionale. Marini
sostiene che fra le imprese "la tentazione di guardare oltre i confini in
modo comparativo c'è. Avvertiamo un attaccamento al Paese, però lo si vorrebbe
diverso ". Gianni Sciancalepore I presidenti Andrea Riello leader
di Confindustria in Veneto, Emma Marcegaglia a livello nazionale.
( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-03-19 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il caso La Brescia-Bergamo-Milano Brebemi, la burocrazia contro tutti Dal 1999 c'è
accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i cantieri La burocrazia è un intralcio anche quando
il consenso alla realizzazione di un'opera è pressoché totale. Prendete il caso
della Brebemi, l'autostrada che dovrebbe collegare Brescia, Bergamo e Milano
(da cui l'acronimo Bre-Be-Mi) alleggerendo il traffico congestionato
sull'A4 Milano-Venezia: se ne parla dal lontano febbraio del 1999, quando fu
lanciata come prima grande opera in project financing, e ancora non è stato
aperto un cantiere. Ma dall'autunno del 2006, grazie alla collaborazione tra
governo e Regione Lombardia, l'iter ha ripreso velocità e il mese prossimo il
progetto definitivo sarà consegnato al ministero delle Infrastrutture.
Nell'aprile del 2009 dovrebbero così essere aperti 6 cantieri. E nella
primavera del 2012 - con 5 anni di ritardo rispetto alle previsioni di partenza
- l'autostrada dovrebbe aprire i caselli a un traffico previsto in 50-60 mila
veicoli al giorno contro i 100-110 mila dell'A4, correndo "in
trincea"
( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ili e viaggi della
speranza sempre più frequenti: è questo lo scenario che emerge dal rapporto Pit
Salute, di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Una sanità
che, come ha detto Teresa Petrangolini, segretario generale dell'associazione, "è da sei meno meno, le cui croci sono rappresentate da burocrazia e liste d'attesa".
Medici di base Per loro le lamentele riguardano la mancanza di disponibilità e
reperibilità, la difficoltà ad ottenere informazioni, rifiuto di prescrizioni.
Sui pediatri la lamentela più ricorrente è indisponibilità. Sugli errori
medici, Maurizio Maggiarotti, presidente di Amami (Associazione medici accusati
di malpractice ingiustamente) si chiede "come si possano utilizzare i
numeri delle lamentele dei pazienti di alcuni ospedali per trasformarli in
errori medici e dare loro una valenza nazionale". Più viaggi all'estero
Nel 2007, per la prima volta, i viaggi della speranza sono aumentati del 5%,
superando quelli all'interno della Regione di di residenza, calati del 12%
rispetto al 2006. Liste d'attesa Sono in aumento da 5 anni. Al primo posto c'è
la mammografia con 540 giorni. In testa c'è la diagnostica, seguita dalla
specialistica e dagli interventi chirurgici.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ENNIO MANCINI
Sono al lumicino le possibilità di ricevere i contributi dallo Stato per quanti
hanno subito danni durante gli incendi della scorsa estate. A fronte di molti
milioni di danni e di centinaia di ettari di boschi e decine di abitazioni
andate in fiamme, ad oggi, la situazione è "tragica e drammatica",
per dirla con le parole del "Comitato Monterocco", costituitosi per
fare fronte comune. L'unica novità per quanti hanno subito danni è stata quella
di redigere un modello elaborato dalla Regione Marche per indicare i costi
presunti di ristrutturazione di abitazioni e attività commerciali colpite dagli
incendi. Una inziativa messa in rete dalla Regione il 27 dicembre e chiusa a
fine anno, praticamente c'era tempo cinque giorni per presentare la richiesta
di risarcimento. Non lo ha fatto quasi nessuno per il semplice motivo che non
lo sapeva quasi nessuno. Il contributo massino a cui si può aspirare è di 30
mila euro. Un'inezia a fronte ai danni reali subiti di centinaia di migliaia di
euro. Ma anche di questa piccola somma, a distanza di quasi tre mesi dalla
presentazione della domanda, non si è saputo più nulla. Sull'argomento la
Regione è totalmente assente e nessuno è in grado di fornire spiegazioni. Il
"Comitato Monterocco", circa 80 soci, ha sollecitato in più occasioni
Regione, Provincia, Comune e interpellato lo stesso Guido Bertolaso,
responsabile nazionale della Protezione civile, per avere il riconoscimento di
territorio colpito da calmità naturale e sperare in fondi sufficienti. "Ma
della nostra zona se ne sono dimenticati tutti", dice sconsolato Serafino
Castelli uno dei promotori del comitato presieduto da Luigi Pietropaolo. Due le
iniziative al momento intraprese dai proprietari delle abitazioni e delle
attività commerciali distrutte a Monterocco. La prima è quella di far tagliare
le piante dei boschi diventati monconi spettrali. Ma anche questa iniziativa
sbatte contro la burocrazia. E' praticamente
impossibile ripulire le zone devastate dalle fiamme. Per ogni pianta, anche se
secca, l'abbattimento deve essere autorizzato dalla Provincia e dalla
Forestale. Alcune possono essere tragliate a raso terra, le altre ad altezze
variabili. Una cosa impensabile, da rompicapo, quasi impossibile da realizzare.
La seconda inziativa è stata quella di contattare una ditta specializzata per
il rimboschimento dell'intera zona con alberi già di alto fusto. Se ne sta
interessando una società che, tra l'altro, si è impegnata a chiedere i fondi
alla Commissione ambiente della Comunità Europea. Ci sono buone possibilità in
un cospicuo contributo. "Disperato" è poi il sindaco di Acquasanta
Terme, Barbara Capriotti che a distanza di sei mesi dal rogo dell'Acquasantano
deve ancora pagare, circa 20 mila euro, le ditte che intervennero per spegnere
gli incendi. "Erano stati promessi dallo Stato 700 mila euro a favore della
nostra Regione -ha detto il sindaco- ma qui da noi non è arrivato neanche un
centesimo. In bilancio non abbiamo una voce per questo tipo di spesa, non so
proprio come pagare la gente che ha lavorato per noi e ci ha aiutato".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PARMA 19-03-2008 Nel
2006 il manager aveva vinto una causa contro la Cri Zammarchi:
"L'associazione si dissocia" Come mai alla Croce Rossa nessuno era
intervenuto prima: ci dovevano pensare i Nas? "Parliamo di un funzionario
che, come tale, non dipendeva da Parma ma da diversi superiori di Bologna e di
Roma", risponde il presidente Cri. E' teso, Giuseppe Zammarchi:
preoccupato che questa storia inquini in l'immagine dell'esercito delle
ambulanze. Faccenda delicata, dice quel che può: "La Cri è un ente pubblico,
c'è una burocrazia interna che ha tardato a mettersi in moto. Erano state fatte le
segnalazioni opportune agli organi superiori". Riguardo l'indagine dei
carabinieri, i vertici dell'associazione hanno subito offerto "la massima
collaborazione ". Detto ciò "la Croce Rossa si dissocia da persone
come queste: l'attività dei volontari si rivelerà ancora più forte".
Certo è che in questi anni il rapporto con Pietro Lefter Ruccio è stato sempre
a dir poco farraginoso. Nel 2006 il funzionario fece causa alla Cri di Parma
per essere stato trasferito temporaneamente a Bologna. Vinse lui, e non fece le
valigie. La Croce Rossa fu condannata a pagare 1500 euro di spese processuali.
l.f.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-19 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / LUCA CIELO ...
Tutto il sistema-Paese deve sostenere le Pmi L e imprese del Nord-Est vedono
nero. La loro performance in relazione a produzione, fatturato e portafoglio
ordini ha subito un progressivo rallentamento nel corso del 2007 e per il 2008
gli imprenditori sono pessimisti. Lo rivela l'indagine su "La congiuntura
del Nord Est" realizzata dalla Fondazione Nord Est e promossa dalla Cassa
di risparmio di Padova e Rovigo. L'opinione dei titolari delle mille aziende
interpellate dalla Fondazione è che nell'immediato futuro si debbano ridurre
gli investimenti, non solo a causa dei costi della produzionee delle materie
prime ma anche per l'impasse politica nazionale. "La redditività delle Pmi
si è ridotta e si ridurrà ancora – commenta Luca Cielo, 44 anni, presidente
della Piccola Industria di Confindustria Veneto – a causa dell'aumento del
costo del petrolio, dell'oro e del rapporto euro/dollaro". Il declino è
inevitabile? No. Ma il calo della redditività porta ad un calo degli
investimenti e, quindi, a meno innovazione. Le piccole imprese finora si sono
salvate per la loro flessibilità e perché sono state capaci di innovare molto.
Senza l'innovazione non possono andare avanti da sole. Che fare, allora? Le Pmi
sono oberate da una tassazione troppo elevata, da un costo
dell'energia che deve essere rivisto, da una eccessiva burocrazia – basti pensare, ad esempio,
che solo per i documenti relativi all'adempimento della legge sulla privacy le
aziende italiane spendono 2 miliardi all'anno –. Serve invece l'appoggio di un
sistema-paese che non ostacoli l'impresa. Cosa serve, invece, a livello
territoriale? Le piccole imprese devono mettersi in rete per poter essere
competitive all'estero. Devono riuscire a crearsi buone opportunità all'interno
di distretti per poter competere più strutturati. Non parlo solo dei distretti
già esistenti, ma anche di nuove realtà, di filiere e di relazioni fisiche che
in un territorio come il nostro basterebbe solo evidenziare. Katy Mandurino
katy.mandurino@ilsole24ore.com Presidente. Luca Cielo è a capo della Piccola
Industria veneta.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-19 - pag: 4 autore: Grandi opere bloccate dai veti Dalla
Valdastico all'A28, anni di attesa per gli ok delle Soprintendenze A CURA DI
Martina Milia Veti incrociati, tempi incerti, decisioni che rimpallano da Roma ai
capoluoghi regionali. è la storia di molte infrastrutture del Nord-Est, strade interrotte dalla burocrazia. Come nel caso della Sequals-Gemona, della Valdastico sud, della
A28, penalizzate da anni di ritardo per ottenere il via libera delle
Soprintendenze per i beni culturali e ambientali ma anche per muoversi nel
pantano dei ricorsi. A ricostruire il tortuoso iter procedurale di alcune
infrastrutture del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto è Bortolo Mainardi,
architetto bellunese componente della Commissione infrastrutture e trasporti di
Confindustria e già commissario straordinario in carica fino al giugno 2006 per
le opere strategiche del NordEst. "Non solo per le grandi opere – spiega
Mainardi – ma anche per tante progettazioni, i pareri delle commissioni per
l'Ambiente e delle Soprintendenze si sono trasformati in veri e propri veti
sull'opera in sé, o si sono dimostrati esagerati nella valutazione dell'impatto
ambientale e fragili nella motivazione scientifica, come nel caso del Passante
di Mestre, dei vincoli di Villa Combi e della ZPS di Salzano, imponendo delle
varianti al tracciato costate ai cittadini 55 milioni in più". Partendo
dal Friuli-Venezia Giulia, secondo Mainardi sono due sono le opere simbolo dei
meccanismi farraginosi che pesano sulla costruzione delle infrastrutture:
l'autostrada A28 e la Sequals-Gemona. Il primo progetto di massima della A28
Portogruaro-Conegliano risale al 1986. I tratti iniziali (fino a Sacile Ovest)
sono stati realizzati in 10 anni. I problemi hanno interessato invece il
collegamento Sacile ovest-Conegliano che dovrebbe vedere la fine nel 2010
(mancano gli ultimi
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
19-03-2008)
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Centro-Nord sezione:
PROF-LAV (Biagi) data: 2008-03-19 - pag: 15 autore: INTERVISTA
Matteo Tamburini Studio Gnudi e associati Burocrazia che non dà soluzioni
BOLOGNA I nuovi adempimenti previsti dalla nuova normativa antiriciclaggio
comportano burocrazia in
più per gli studi dei professionisti i quali debbono inoltre preporre personale
appositamente formato. "Si tratta più che altro –spiega Matteo
Tamburini, 51anni, dello studio Gnudi e associati di Bologna – di un incremento
della burocrazia nella segnalazione delle date di
inizio delle pratiche e nella formale identificazione dei clienti. Adempimenti
che noi, certificati Iso
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ECONOMIA E IMPRESE BASILICATA data: 2008-03-19 - pag: 11 autore: Aree
industriali. Si riaccendono le polemiche su Tito Scalo Le aziende protestano su
costi, rifiuti e servizi TITO SCALO (POTENZA) "La sicurezza delle nostre
aree industriali continua a rappresentare per le imprese uno dei principali
fattori di attrazione della Basilicata, non possiamo permetterci un
abbassamento della guardia, dobbiamo continuare a preservare il nostro
territorio da fenomeni di criminalità". Lo ha detto il presidente di
Confindustria Basilicata, Attilio Martorano, al prefetto di Potenza Luciano
Mauriello nel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Negli
ultimi mesi le ripetute segnalazioni di furti ai danni delle aziende dell'area
industriale di Tito hanno indotto Confindustria a chiamare a raccolta gli
imprenditori e denunciare le problematiche di una zona non custodita e non
particolarmente presidiata, frequentata peraltro da flussi diversi di persone
(c'è anche una multisala e la Fiera). Sono stati furti mirati: dalle macchine
ai camion, ai metalli (rame e ottone) che fanno pensare a persone specializzate
e provenienti da fuori regione. Dati confermati dalle forze dell'ordine,che
hanno assicurato il rafforzamento di sorveglianza e prevenzione. Non solo
sicurezza, ma altri problemi sono sollevati nella nota inviata da Confindustria
al direttore dell'Asi di Potenza. In un clima in cui il destino dei consorzi
industriali appare ancora incerto, dopo le dimissioni del presidente e di
alcuni componenti del cda, e in attesa di un riordino da parte della Regione,
gli imprenditori lucani incalzano. "Non possiamo
aspettare i tempi della burocrazia – lamenta Gabriella Megale, legale rappresentante della Sulzer
sud srl–:vogliamo solo poter lavorare e essere competitivi in un'area
industriale della quale vogliamo essere fieri. Ciò vuol dire garantire
sicurezza anche alle persone. Non si può rischiare ogni giorno un
infortunio sul lavoro nel tratto che dall'uscita della superstrada conduce allo
stabilimento per le condizioni delle strade o per la carenza di illuminazione e
segnaletica". Rifiuti non raccolti, randagismo diffuso, degrado e si
aggiunge il problema degli oneri consortili. è l'eterna diatriba tra Asi e
Comuni. "Perché dobbiamo pagare Tarsu e Ici al Comune e all'Asi costi
maggiorati per l'acqua e una manutenzione del tutto inesistente"?, si
chiede Gianfranco Apostolo, general manager di Elesystens. "Smaltiamo noi
i rifiuti industriali – ribadisce Canio Ceraldi, direttore della Daramic srl –,
ma l'area è sempre sporca, vorremmo sapere per quali servizi paghiamo. La
verità è che il Consorzio oggi è cresciuto a dismisura nel personale ".
Poi c'è tutta la questione della caratterizzazione e della bonifica dell'area,
parte della quale, quella dell'ex
( da "Nazione, La (Livorno)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANTONIO FULVI IL
NULLA OSTA alla nuova pianta organica della Port Authority
ritarda ancora e il presidente Roberto Piccini sembra deciso a non attendere
oltre la burocrazia romana.
Oggi chiederà formalmente a Roma notizie del decreto, atteso ormai da
settimane. E secondo le risposte, potrebbe anche prendere posizione ufficiale
in chiave critica verso il ministero. Ma la pianta organica non è l'unico
cruccio di Piccini. C'è la questione dei riparatori navali: come abbiamo
riferito ieri la mancata disponibilità di un'area da parte di Azimut-Benetti ha
fatto sfumare un importante lavoro, anche se all'ultimo il cantiere si era
dichiarato disponibile. ADESSO I RIPARATORI sono tornati alla carica per la
'Msc Pride', cui il cantiere darà - si spera - l'area richiesta, e la Cna di
Gino Baldi non ha perso l'occasione di richiamare anche l'Authority.
"Occorre un intervento risolutivo del presidente dell'Autorità portuale -
ha scritto ieri Baldi in una nuova nota - per portare a compimento quanto
iniziato a suo tempo dal predecessore ammiraglio Giuffré". E più
precisamente "l'Authority deve convocare l'attuale concessionario delle
aree e dei bacini di carenaggio e le associazioni di rappresentanza delle riparazioni
navali per concordare le tariffe di utilizzo di tali beni pubblici, dando così
seguito all'approvazione di un regolamento che non ha mai trovato applicazione
pratica". Baldi plaude poi alla decisione del presidente della Camera di
Commercio Roberto Nardi per lo studio affidato a Geosintec. IL PRESIDENTE
dell'Authority infine è alle prese anche con l'altra grana, quella degli
ormeggi nel porto Mediceo delle barche della Lega Navale e del Circolo Nautico
'sfrattate' dalla Marina Militare. A fronte delle proteste dei circoli, Piccini
ha scritto ricordando l'impegno preso per soluzioni alternative, ma anche i
motivi che non consentono di utilizzare allo scopo, nemmeno provvisoriamente,
l'Andana degli Anelli come richiesto dai circoli. La soluzione praticabile,
scrive ancora Piccini, è sempre quella della banchina 75, anche per la quale
l'Authority, nella volontà di aiutare i circoli, sta predisponendo un progetto
che insieme a altre location "punta a risolvere il problema di tutti gli
utenti del Mediceo". - -->.
( da "Tirreno, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Toscana Arriva la
crisi bis, sos piccole aziende Gli imprenditori: già finita la ripresina, solo
i grandi reggono Il tessile settore nero CARLO BARTOLI FIRENZE. Dopo cinque
anni di gelo, un tiepido sole aveva riscaldato per due anni l'apparato
industriale toscano, ma adesso, con l'euro e il petrolio alle stelle, il
barometro dell'economia segna tempo fortemente instabile. Dopo un ultimo
trimestre del
( da "Asca" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 19
mar - Ecco i principali titoli sui giornali di stamani: Corriere della Sera -
Autostrade e ferrovie lavori sempre piu' lenti - Brebemi, la burocrazia
contro tutti Italia Oggi - Lavori, incarichi con gara La Repubblica - Obbligo
di impianti a norma una tegola per chi vende Per leggere gli articoli abbonati
a www.ascachannel.it red/.
( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La moglie:
"Nostra figlia di quattro anni non fa altro che disegnare abitazioni"
"Per colpa del Passante vivo in una casa di legno" Titolare di
un'azienda agricola aspetta una variante della Regione per potersi trasferire
La Coldiretti prepara per i prossimi giorni una grande manifestazione di
protesta "La politica deve risolvere questi problemi" MARTELLAGO.
Niente risposte dalla Regione e così la prossima settimana la Coldiretti
organizzerà una manifestazione di protesta affinché Roberto Michieletto e la
sua famiglia possano costruirsi quanto prima una casa dopo che da un anno
abitano in un due case di legno. Dunque la sua vicenda sarà trasferita lungo le
strade del comprensorio con una manifestazione che partirà da Noale e arriverà
a Martellago. Ieri mattina l'invito ad andare a trovarlo "per capire come
vivo" fatto da Michieletto e dalla Coldiretti a tutti i politici locali e
regionali è andato praticamente a vuoto. Nella sua casa di legno sono arrivati
solo il consigliere regionale del Pd Igino Michieletto e il sindaco di
Martellago Giovanni Brunello. "Siamo delusi dalle non risposte della Regione
- dice il direttore regionale di Coldiretti Gianluca Lelli -. Il consiglio deve
approvare questo provvedimento che consente a chi si trova in queste condizioni
di poter costruire altrove. Invece da mesi è tutto bloccato. E' una
follia". A rincarare la dose ci pensa il segretario di zona di Coldiretti
Gabriele Zampieri. "Se questo non è un problema per i nostri politici -
dichiara - allora non so quali lo siano". E già ieri si è avuto un
assaggio di quel che potrebbe succedere fra pochi giorni. Sulle due case in
legno dei Michieletto c'erano esposti una ventina di cartelli con alcuni che
recitavano: "Hanno voluto il Passante. Adesso dove siete?",
"Vogliamo farci solo la casa", "Venite a vivere qua e poi mi
sapete dire", "Forse si sta meglio nelle grotte", "Quello
che non ha fatto il terremoto lo ha fatto il Passante. Viviamo come
terremotati". Roberto Michieletto, sposato con Monica Mazzocato, è padre
di una bambina di 4 anni e una di due mesi. Nello stesso appezzamento di terra
vivono anche suoi genitori Tarcisio, malato da tempo, e Adelia Leibanti. Da
anni conduce un'azienda orticola specializzata nel radicchio rosso ma coi
lavori del Passante gli è stata demolita la casa e compromesso il suo lavoro.
Così per proseguire la sua attività lo scorso anno ha comprato un fondo rustico
a Canizzano di Treviso. Nel frattempo si è costruito due case in legno per
continuare a fare l'agricoltore e vivere con la sua famiglia. Ma nonostante abbia i soldi e in mano il progetto per la futura
casa, la burocrazia gli
impedisce di iniziare coi lavori. "Da un anno - spiega la signora Monica -
nostra figlia non fa altro che chiederci quando ci trasferiamo e all'asilo fa
solo disegni di case. Per terra non abbiamo pulizia, se piove c'è fango se no
polvere. Non chiediamo soldi ma solo l'opportunità di farci una casa. I
nostri politici dove sono?".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
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Omicidio Vecoli. La
madre della vittima: "Sto cercando da due mesi di verificare la fondatezza
di questi nuovi indizi, ma mi trovo di fronte a un muro di gomma" Due mesi
nella vana attesa di conferme, "rimpallati" da un ufficio all'altro
Uccisa in viaggio di nozze, nuova pista Un assassinio in carcere e uno in un
conflitto a fuoco riaprono il giallo di Los Roques. Ma la burocrazia
frena le indagini I due killer sarebbero a loro volta stati uccisi in
Venezuela. Impossibile risalire al mandante Chi conosceva il segreto di quella
morte ingiusta e senza senso è morto in circostanze misteriose e violente. E'
morto portando con sè nella tomba il nome e soprattutto il motivo dell'omicidio
di Elena Vecoli, la ragazza originaria di Pordenone assassinata in luna di
miele in Venezuela nel settembre di due anni fa. E' questa la nuova tesi che si
fa strada negli ambienti giudiziari e che troverebbe conferma da fonti della
comunità italiana in Venezuela. Una tesi che la famiglia di Elena - la mamma Rossana
Filipetto è di Pordenone - sta cercando disperatamente di verificare ostacolata
dal fragoroso silenzio delle autorità venezuelane. Sembra ormai chiaro che i
killer introdottisi nella camera dove dormivano Elena e il marito Riccardo,
nella notte tra il 26 e il 27 settembre 2006, fossero stati mandati là per
uccidere altre due persone: i titolari della posada "La Lagunita" di
Los Roques. La camera d'albergo in cui dormivano i neo sposi, infatti, era
quella del titolare della struttura alberghiera che - come era solito fare in
caso di numerose prenotazioni - l'aveva ceduta agli ospiti. Riccardo Prescendi,
marito di Elena, è sopravvissuto a quella orrenda notte per la stessa fatalità
a cui si deve la morte di sua moglie. Accettare che si sia trattato del caso,
di un destino spietato, non basta però ai famigliari della giovane coppia. Non
si può accettare di perdere una figlia in quel modo, ma per i famigliari di
Elena e Riccardo non si può e non si deve nemmeno accettare che due italiani
siano completamente abbandonati all'estero. Che la loro vita valga talmente
poco da non trovare risposte, o peggio, da non meritare giustizia. Secondo le
ultime notizie che arrivano dall'altra parte del mondo, i due uomini che hanno
commesso l'aggressione sarebbero morti in circostanze tutte da chiarire: il
primo sarebbe stato ammazzato in carcere, il secondo avrebbe perso la vita in
un conflitto a fuoco dai contorni tutt'altro che chiari. Se così fosse la morte
dei sicari avrebbe portato via con sè la verità su quella notte e soprattutto
il nome e il volto del mandante, di chi ha strappato, pur se involontariamente,
la vita di Elena e segnato per sempre quella di Riccardo. Ma su tutto questo la
famiglia non riesce a fare luce. "Da gennaio, da quando abbiamo ricevuto
notizie di queste voci - racconta Rossana Filipetto - ci siamo rivolti al
ministero degli Esteri, che ci ha rinviato al consolato italiano in Venezuela,
che ha sua volta ci ha "rimbalzato" all'ambasciata italiana a
Caracas. E qui si è fermato tutto. Di fatto abbiamo trovato un muro di
gomma". Un muro di silenzio che sembra coprire una verità necessaria a
restituire un senso alla morte di Elena. La comunità italiana in Venezuela sta
cercando di aiutare la famiglia reperendo informazioni su quanto avvenne quella
notte. Al contrario, dalle autorità venezuelane non sembra arrivare alcun
segnale e nemmeno il governo italiano sembra aver sollecitato a sufficienza le
indagini. Lo scorso ottobre è stata presentata al Senato un'interrogazione
parlamentare sulla sicurezza degli italiani che si recano in Venezuela e sul
caso di Elena Vecoli. Ma anche quella è finita nel silenzio. Martina Milia.
( da "Corriere Adriatico" del 19-03-2008)
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Sono i "Soldati
dell'esercito del bene". Il blitz è stato previsto per giugno Volontari
per salvare l'antica porta TOLENTINO - Un soldato è una persona che si è
arruolata, o è stata reclutata, nelle forze armate di un paese sovrano ed ha
subito l'addestramento e ricevuto le attrezzature (quali un'uniforme e un'arma)
per difendere quel paese o i relativi interessi. Nella maggior parte dei paesi,
il termine soldato è limitato alle persone che operano nel ramo terrestre delle
forze armate (conosciute solitamente come l'esercito). Gli eserciti sono
organizzazioni rigorosamente gerarchiche e al loro interno i gruppi dei soldati
sono divisi solitamente in unità militari di un certo genere: questa è la definizione
che l'enciclopedia on-line Wikipedia fornisce a proposito di soldato. Ma un
soldato non è necessariamente un militare. O perlomeno non sono militari i
Soldati dell'esercito del bene e il loro comandante Titti. E' questo il nome
che si è dato un gruppo di cittadini che ha preso particolarmente a cuore le
condizioni in cui versa la medievale Porta del Ponte, il più antico ingresso
medievale di Tolentino. Capitanati dalla dottoressa Cristina Porcu Flore
annunciano che il prossimo sabato 7 giugno saliranno sulla Porta del Ponte per
ripulirne la sommità, salvo imprevisti o impedimenti di carattere burocratico.
La vicenda ha radici piuttosto lontane e risale a circa tre anni fa, quando la
dottoressa Porcu Flore sollecitò un dirigente comunale per un immediato
intervento a tutela della Porta del Ponte. Non un restauro, non un intervento
particolarmente difficile o oneroso, ma semplicemente la manutenzione ordinaria
in quanto, ad esempio, il foro di scolo dell'acqua è parzialmente ostruito dai
detriti che con il tempo si sono depositati. L'umidità, come conseguenza
naturale, sta lentamente compromettendo l'integrità strutturale della Porta, ma
di interventi non se ne sono visti. Ad oggi ancora silenzio scrive in una
lettera aperta al periodico locale Multiradio Press News la dottoressa Porcu
ancora il desolante abbandono e l'inesorabile declino degli ingressi medievali
di questa città. La Porta del Ponte sta cadendo a pezzi, non è la prima volta
che frammenti della stessa colpiscono i passanti e che gli escrementi dei suoi
inquilini piccioni accarezzano le chiome dei pellegrini diretti alla nostra
bellissima Basilica di San Nicola. Tre anni fa la Porcu disse ai responsabili
comunali che se non fossero saliti loro su Porta del Ponte ci sarebbe salita
lei. E così sarà il prossimo 7 giugno. Con la collaborazione dei suoi Soldati
del Bene: Claudio Ciarlantini, imprenditore italiano che l'aiuterà a calare a
terra il materiale e la fornirà dell'attrezzatura necessaria; Benito Lautizi,
pensionato italiano che vigilerà per evitare che qualcuno si avvicini alla zona
dove cadranno i detriti; Arben Durro, muratore albanese che trasporterà il
materiale in discarica; Isuru, bambino di sei anni dello Sri Lanka come
sostegno morale. Una vera e propria giornata di volontariato per la città, a
tutela dei Beni comuni e senza alcuna strumentalizzazione politica. E sullo
sfondo un chiaro invito ai tolentinati ad agire, perchè non si può sempre
aspettare. Agire, il modo migliore per non perdersi in
chiacchiere e dimostrare che, anche da soli, si può cercare di migliorare la
città senza aspettare la burocrazia, troppo spesso ostacolo insormontabile anche per la risoluzione
dei problemi apparentemente più semplici. ROBERTO SCORCELLA ,.
( da "Sannio Online, Il" del 19-03-2008)
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Pubblicato il
19-03-2008 "È una notizia che non avrei mai voluto ascoltare": queste
le parole di Rosa Iorio, assessore alla Viabilità di Isernia. Proprio qualche
giorno fa, lo scorso 13 marzo, con una nota l'assessore comunicava che la
giunta comunale aveva approvato il progetto per la collocazione d'una ringhiera
lungo i due lati del Ponte Cardarelli... "È una notizia che non avrei mai
voluto ascoltare": queste le parole di Rosa Iorio, assessore alla
Viabilità di Isernia ma anche direttore del distretto sanitario, in merito al
suicidio del giovane Edward. Proprio qualche giorno fa, lo scorso 13 marzo, con
una nota l'assessore comunicava che la giunta comunale aveva approvato il
progetto per la collocazione d'una ringhiera lungo i due lati del Ponte
Cardarelli. I lavori, come da allora era stato previsto, inizieranno subito,
probabilmente già da questa mattina. Anche il questore Biagio Ciaramella, che
ieri mattina si era recato di persona sul luogo del suicidio, ha sottolineato
l'urgenza di tale provvedimento che "andava fatto ? ha detto contattato
dalla nostra redazione ? con urgenza superando qualsiasi iter burocratico, con
una delibera straordinaria". Per l'assessore alla Viabilità la nuova
barriera "dovrebbe essere sufficiente per distrarre quei ragazzi da quel
vuoto così grande che potrebbe indurre a gesti così sconsiderati". Nei
giorni scorsi le forze dell'ordine hanno continuamente sorvegliato la zona ma
lo hanno fatto anche i cittadini lì residenti, "questi eventi colpiscono
tutti noi, tutti i cittadini, quindi ? ha detto Iorio - tutti passandoci ci
buttavano un occhio". La barriera di sicurezza che sarà costruita lungo i
parapetti del ponte Cardarelli sarà alta circa
( da "Avvenire" del 19-03-2008)
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CRONACA 19-03-2008 I
guai della sanità: liste d'attesa e divari regionali DA ROMA PAOLA SIMONETTI R
egione che vai, diritto di cura che trovi. In Italia la garanzia alla salute
dei cittadini si frantuma contro il muro del "federalismo", che ha
prodotto quello che è stato ormai ribattezzato il "turismo
sanitario". Una disomogeneità di offerta regionale, legata alle autonomie
locali, che costringe chi ha bisogno a cercare l'eccellenza medica, e non di
rado anche basilari servizi, lontano dai luoghi di residenza, spesso varcando
anche i confini nazionali. Ma, i malanni della sanità italiana
sono rintracciabili anche nella pesante burocrazia, strumento spesso usato per ridurre l'accesso dei cittadini,
nelle infinite liste d'attesa e nella mancanza di informazioni. Questi i tratti
principali del Servizio Sanitario Nazionale, tracciati dall'XI Rapporto Pit
Salute 2007 di Cittadinanzattiva, presentato ieri a Roma, dove si è
sottolineato come la mobilità sanitaria, che ha richiamato l'8% delle
segnalazioni degli utenti, se è in diminuzione del 12 per cento entro i confini
italiani attestandosi al 75%, aumenta invece di un considerevole 5 per cento
sul fronte internazionale (25%), per interventi chirurgici, trapianti,
riabilitazione, cura delle malattie rare. Le motivazioni che, invece, spingono
più di frequente lo spostamento interregionale, per lo più verso Nord, sono le
cure specialistiche oncologiche, con il 34% delle segnalazioni, a cui seguono
ortopedia (32%) e neurologia (10%). "I programmi degli schieramenti
tacciono sul principale pilastro del nostro welfare - ha dichiarato Teresa
Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva - . Tutto questo è
particolarmente grave, soprattutto perché in contraddizione a scelte di
indirizzo nazionali, come quelle contenute nei Livelli essenziali di assistenza".
Ma oltre ai temi direttamente riconducibili ad aspetti legati al federalismo,
quest'anno il Rapporto evidenzia con forza anche il peso della burocrazia, in molte occasioni un "muro"
difficilmente superabile. Come, ad esempio, la solitudine in cui troppo spesso
si ritrovano i cittadini affetti da malattie rare (1,8%) che segnalano la
difficoltà a ottenere benefici o una diagnosi (29%), o l'accesso a una cura
(16%): fattori che spingono questi pazienti a rivolgersi a cure all'estero
(15%). Discorso a parte per il tema dell'invalidità (8,2%), area che registra
dal 2004 un aumento costante delle segnalazioni. In questa area, infatti,
sembrano concentrarsi più difficoltà: quella burocratica, con il mancato
riconoscimento della condizione invalidante e quindi dell'indennità economica
(17%) e la difficoltà di accesso alle informazioni durante l'iter per il
riconoscimento dell'invalidità (15%). Informazioni che, più i generale, fanno
fatica ad essere veicolate per tutti i cittadini: il 13% delle segnalazioni, infatti,
riguarda proprio l'accesso a notizie utili su come accedere ai servizi sanitari
(26%) e come orientarsi nelle scelte (22%). Non di secondaria rilevanza, le
liste d'attesa (5,5% delle segnalazioni con un aumento dello 0,9 per cento),
che vedono in testa la diagnostica seguita dalla specialistica, con un record
specifico per la mammografia di 540 giorni e di 630 per una visita oculistica
(510 gg. in più rispetto al 2006). Fra i pochi dati positivi, il calo di
segnalazioni (-2%) per i casi di malasanità (18%), che pure vedono nello
specifico un aumento dell'1 per cento sul fonte degli interventi chirurgici.
Diminuiscono, invece, i problemi insorti al bambino a causa del parto (-12%) e
le errate diagnosi di patologie prenatale (-4%). "È evidente come sia
davvero urgente, per dare un segnale di discontinuità con il passato - ha
dichiarato Francesca Moccia, coordinatrice del Tribunale per i diritti del
malato-Cittadinanzattiva - rendere, fra le altre, obbligatorie su tutto il
territorio nazionale analisi delle segnalazioni dei cittadini in tema di
sicurezza, mappatura dei rischi piani aziendali per la prevenzione del rischio,
presenza del risk manager in tutte le strutture sanitarie, valutazione dei
dirigenti in relazione alle politiche aziendali messe in campo per la
prevenzione del rischio; registro nazionale degli errori". Da un lato il
federalismo con le disomogeneità locali dall'altro la pesante burocrazia ostacolano i pazienti italiani Molti i disagi per
gli invalidi.
( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
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Oggi è Mer, 19 Mar
2008 Edizione 55 del 19-03-
( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
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Oggi è Mer, 19 Mar
2008 Edizione 55 del 19-03-2008 I DRAGONI DELLA SPERANZA di Teodoro Klitsche De
La Grange Il sottotitolo di quest'opera è "realtà ed illusioni nel corso
della storia" ed e, in larghissima parte, dedicata alle vicende del XX
secolo e del comunismo in particolare. Perchè questo è stato la più coerente
negazione- incomprensione (e mistificazione) della realtà, e correlativamente,
la più grande illusione. Da storico di valore, Conquest scrive che "Da
molti millenni è noto che si può comprendere il futuro soltanto se si ha una
ragionevole comprensione del passato". Già Tucidide sapeva che la storia
è, almeno in parte, un aiuto per l'interpretazione del futuro. La conoscenza e
la retta interpretazione della stessa serve a capire quindi le sfide del
futuro. A tal fine "Dovremmo iniziare osservando lo stato complessivo
della mentalità occidentale, tanto nei suoi punti di forza quanto nelle sue
debolezze, e sulla base di questi analizzare le nostre prospettive per i
cruciali decenni che ci stanno davanti". Ma quando parliamo di cultura
politica occidentale non dobbiamo mai dimenticarci che, non molto tempo fa,
questa cultura ha prodotto, e giustificato dal punto di vista intellettuale i
più accaniti nemici della società e dello Stato democratico-liberale. A questo
proposito scrive Conquest "Ci accorgiamo spesso che proprio chi ha
sviluppato un atteggiamento critico nei confronti della tradizione ha anche
adottato un atteggiamento in gran parte o del tutto acritico nei confronti di
non sperimentate o persino fallite alternative, la cui forza si basa non su qualcosa
di reale ma solo sul fascino delle parole". Tutto il libro è l'analisi di
come sono state propagandate le ideologie del XX secolo, e soprattutto il
comunismo che non è stato solo un "regime repressivo e violento, ma anche
un completo fallimento" del quale possiamo riconoscere l'eredità "in
un eccesso di burocratizzazione all'interno di un'evoluzione conformista
dell'Occidente". Una idea persistente è l'idea che per tutti i problemi
esista una "soluzione" e che, una volta trovata, "questa
soluzione possa essere messa in pratica dallo Stato". E il socialismo
"nella sua formula negativa, ossia l'antica bandiera dell'anticapitalismo,
sopravvive ancora. E continua a vivere anche la sua impostazione statalista,
sebbene con toni meno trascendenti". Del pari sopravvive la popolarità che
il comunismo ha riscosso presso certe èlites occidentali. Queste persone più
che da devozione verso il socialismo sono "animate da una profonda
ostilità nei confronti del pensiero dominante e delle sue istituzioni". In
questo quadro il ruolo degli intellettuali è particolarmente rilevante. Come
scrive Conquest "che nessun movimento socialista legato ad organizzazioni
sindacali sia mai giunto ad estremismi logici, verbali ed ideologici deve farci
riflettere. Soltanto i gruppi dominati da teorici sono riusciti ad imporre la
loro fantasia in tutta la sua completezza". Conquest prosegue ricordando
sia l'uso spregiudicato della propaganda, che gli errori degli intellettuali
occidentali, che nel capitolo specificatamente loro dedicato chiama
"branco d'impostori". E' vero che Conquest ripete più volte che
l'intero sistema comunista era crollato per una contraddizione tipicamente
marxista: perché la "sovrastruttura" politica (ossia il partito
leninista) non era in grado né di esprimere né di rappresentare né di
promuovere lo sviluppo della società. Ma, all'interno di tale problematica più
generale, emerge la questione dell'intellettuale, di questo promotore della
transizione al comunismo, in possesso della soluzione all'enigma della storia,
che il collasso del comunismo ha mostrato essere uno stregone capace solo di
biascicare formule magiche. Inoltre, ricollegandosi alle considerazioni di Max
Weber, riguardo il rapporto tra burocratizzazione e
libertà, Conquest scrive: "La burocrazia porta comunque con sé una teorizzazione, che potremmo
legittimamente chiamare "burosofia", e che ha il compito di fornire
una nobile giustificazione per l'intero fenomeno, non solo per gli esiti, ma
per l'esistenza delle istituzioni stesse". E, tuttora, le sinistre
riproducono sia "burosofie" che legioni d'impiegati pubblici. Le
trahison des clercs che Benda vedeva consistere nella propagazione dell'odio, è
diventata, più tranquillamente, una caccia all'impiego. E di questo, ed altri
ruderi che il comunismo e la mentalità "socialista" ci hanno
lasciato, dobbiamo tuttora liberarci.
( da "Azione, L'" del 19-03-2008)
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L'AZIONE - Articoli
- Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla
sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto
legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di
scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati
a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più
volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia
convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto
ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni
applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie
e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle
regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto.
Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a
chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali
(dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti
della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei
lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e
viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà
particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...).
Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando
sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo
per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di
sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali
pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese)
introducendo anche nei programmi scolastici e universitari la materia della
sicurezza sul lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-03-2008)
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L'appello di una
ragazza madre "Aiutatemi, mi resta solo lo sciopero della fame" MARIO
FORTUNATO Golfo di Policastro. Una giovane ragazza madre si sente abbandonata
dalle istituzioni locali e minaccia lo sciopero della fame. La drammatica
testimonianza della ventinovenne Annalisa Del Duca (nella foto), di Policastro
Bussentino, madre di un bambino di sei anni, che da tempo lotta contro carenze
strutturali, burocrazie amministrative e scarsissima
attenzione degli organi preposti. Rimasta incinta ha deciso di portare avanti
la gravidanza nonostante il mancato riconoscimento da parte del padre del
bambino. Dopo essersi adattata a svariati mestieri, l'anno scorso ha aperto un
negozio a Sapri che sarà obbligata a chiudere nelle prossime settimane per
mancanza di clientela. Esasperata lancia un ennesimo appello per
smuovere l'indifferenza degli amministratori locali verso un problema, che
riguarda tante giovani donne, vissuto in silenzio tra le mura domestiche.
"Nel Cilento per una ragazza madre è veramente impossibile vivere: ti
chiudono la porta in faccia un po' tutti, e l'ipocrisia fa male più di ogni
altra cosa. Sono costretta a chiudere il mio negozio soprattutto per le
maldicenze della gente" esordisce visibilmente scossa la ventinovenne di
Policastro. "Le regioni - continua- danno un contributo semestrale di 600
euro (su domanda) che vengono corrisposte con la trattenuta di oltre 50 euro
per un'assicurazione bancaria. Anche per avere il pacco di aiuti mensili (
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
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CLAUDIO SARDO Roma.
"Da quindici anni il Sud, anzi l'intero Paese, vive in uno stato
d'emergenza. Il problema non è se la questione meridionale sia stata
soppiantata o meno da una questione settentrionale. Il problema vero è che è
stata rimossa la questione democristiana. Solo la Dc è stata capace di garantire
un equilibrio tra Nord e Sud in termini di sviluppo e di crescita civile. E da
quando quel modello è entrato in crisi, negli anni '80, nessuno ha trovato più
una soluzione". Ferdinando Adornato, fondatore dei circoli Liberal, è
candidato Udc in due regioni del Mezzogiorno, la Campania e l'Abruzzo. Che
senso ha parlare ancora oggi di questione democristiana? Non è soltanto
nostalgia? "Nient'affatto. È la metafora di un equilibrio necessario
nell'azione di governo, a cui però Pdl e Pd sembrano aver rinunciato. A dire il
vero Berlusconi aveva tentato un nuovo compromesso, ponendo Forza Italia come
collante di una coalizione che aveva la Lega al Nord e l'Udc al Sud. Ora però
ha fatto saltare l'equilibrio rinunciando al centro e ai moderati. Credo che pagherà
questo spostamento verso destra e verso la Lega in termini di voti. Ma
soprattutto pagherà se dovesse tornare a Palazzo Chigi: non si può governare un
Paese così complesso radicalizzando posizioni e interessi rappresentati".
Berlusconi potrebbe affidare al partito di Fini il compito di bilanciare le
spinte leghiste. "Ma An non c'è più. Peraltro non è mai stata in grado di
rappresentare la questione democristiana. Non si tratta solo di giustapporre
gli interessi del Sud a quelli del Nord. Trovare un equilibrio vuol dire creare
sinergie e sviluppare quello spirito di solidarietà che oggi sembra smarrito in
un Paese, dove lo scaricabarile è diventato lo sport nazionale. Purtroppo, di
fronte alla crisi di Alitalia, gli alleati di Berlusconi stanno già mettendo in
scena l'inesorabile conflitto di domani. Altro che equilibrio. La prospettiva è
uno scontro continuo". Nella sua analisi sta dimenticando il Pd.
"Veltroni ha avviato un nuovo percorso. Ma sono ancora molte e irrisolte
le contraddizioni nel suo campo. E resta il peso di una classe dirigente -
penso a Bassolino e alla Iervolino - che cerca disperatamente di sottrarsi alle
responsabilità nella catastrofica gestione dei rifiuti". Tornando alla
questione democristiana, bisogna considerare che quel modello di intervento
pubblico poi degenerò. "Negli anni '80 la Dc avrebbe dovuto rinnovare se
stessa. Il tentativo ci fu. Ma non riuscì. L'Italia aveva bisogno di una nuova
Dc liberale. Che riorganizzasse l'intervento pubblico. Aprendo al liberalismo,
premiando talenti, merito, energie nuove". Un partito liberale di massa.
Non era il sogno di Berlusconi? "Era il suo sogno. E ha anche cercato di
realizzarlo per qualche tempo. Ma la rottura con il centro ha segnato la sua
rinuncia definitiva. Da tempo, con i circoli Liberal, sono impegnato alla
costruzione di un nuovo, grande partito dei moderati in Italia. Ora penso che
questo progetto possa ripartire solo dal centro. Peraltro, comunque finiscano
le elezioni, il dopo-Berlusconi mi pare già cominciato...". Il Sud però
non ha solo bisogno di liberalismo. Ha bisogno anche di politiche pubbliche
serie e mirate. "E chi l'ha detto che serie politiche pubbliche non
possono essere anche liberali? Prendiamo ad esempio la scuola e la sanità: sono
il cuore del welfare e, al tempo stesso, uno dei punti di crisi della
credibilità dello Stato. Perché non introdurre elementi di liberalizzazione,
utilizzando i buoni-scuola e i buoni-salute? Il bene pubblico non cessa di
essere tale perché lo gestisce un privato. E per liberalizzare ci vuole uno
Stato e un governo autorevoli e presenti". Per rilanciare lo sviluppo però
sono necessari interventi diretti. Il flusso dei fondi comunitari fino al 2013
sarà molto consistente ma probabilmente sarà anche l'ultimo. "Guai a
perderlo. O smarrirlo nei mille rivoli del clientelismo. Io sono federalista. Ma penso che in questi anni abbiamo solo moltiplicato la burocrazia centrale in tante burocrazie
regionali. Il Sud ha bisogno di infrastrutture. Di grandi progetti. Ma non solo
il Ponte sullo Stretto. Oggi deve essere lo Stato in prima persona, il governo
centrale, magari dopo aver discusso con le Regioni, a decidere i progetti.
Altrimenti il Sud non avrà ciò gli serve. È il Sud la chiave di volta del
futuro italiano".
( da "Asca" del 19-03-2008)
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(ASCA) - Pordenone,
19 mar - ''Dobbiamo aumentare la sicurezza sul territorio e per riuscirci sara'
importante anche il contributo di coloro i quali operavano alle barriere
doganali ormai dismesse, personale da destinare ad interventi di protezione e
tutela del cittadino che contribuiscano ad innalzare la qualita' della vita sul
nostro territorio''. ''Obiettivo Sicurezza'' e' tra le priorita' che la Giunta
regionale di Centrodestra affrontera' nei primi 100 giorni di governo in caso
di successo all'Election Day del 13-14 aprile. ''Un progetto - spiega il
candidato alla presidenza del Friuli Venezia Giulia per la coalizione formata
da Popolo della Liberta', Lega Nord, Pensionati e Udc, Renzo Tondo - da
affrontare con quello che auspichiamo sara' il vero ministro del Nordest,
Franco Frattini''. ''Piu' connessione e collaborazione tra polizia Municipale e
polizia di Stato - ha annunciato oggi Tondo a Pordenone - ma anche meno burocrazia e piu' assistenza al cittadino per tutte le forze
dell'ordine. Perche' non si puo' parlare di microcriminalita', come ha
ricordato proprio il vicepresidente della Commissione Europea, Frattini, ad
un'anziana derubata e magari percossa che si ritrova alle prese con la
delinquenza senza limiti e confini, a maggior ragione dopo l'abbattimento delle
frontiere''. fdm/cam/rob (Asca).
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
L'Ufficio del lavoro non ha i soldi per acquistare bolli Cesare Artico,
presidente dell'Associazione trevigiana dei consulenti del lavoro (Ancl),
afferma che "la Direzione provinciale del lavoro (Dpl) non ha soldi per i
bolli e non spedisce comunicazioni indispensabili alle aziende"."Mi è capitato questo fatto -
ha raccontato il consulente del lavoro -. Una lavoratrice si è presentata alla
direzione provinciale del lavoro di Treviso per una pratica di maternità
anticipata". In parole povere, per poter restare a casa in attesa del
parto prima del periodo consueto. "La Dpl è tenuta a far conoscere la
decisione sia alla lavoratrice che all'azienda. Deve cioè comunicare che la tal
persona, dal tal giorno, è in maternità anticipata. Perchè l'impresa dispone la
busta paga e deve farlo correttamente".Stefan a pagina V.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cesare Fumagalli,
segretario di Confartigianato, in Fiera alla premiazione dei maestri "Il
nostro Pil viene dagli artigiani" (e.s.) E' stata all'insegna della Cina
la 46^ cerimonia di premiazione dei maestri artigiani tenutasi l'altro giorno
in Fiera all'interno della Settimana dell'Artigianato 2008. La tradizionale
festa dell'Associazione Artigiani ha infatti ospitato il presidente della
Camera di Commercio italiana a Pechino, Davide Cucino. Sul palco di sala
Palladio ramoscelli di ulivo invece dei "soliti" fiori per ribadire
che la guida di questi lavoratori sono i valori cattolici. "Famiglia è
anche lavorare per venticinque anni nella stessa piccola impresa" ha
spiegato il segretario generale di Assoartigiani Carmelo Rigobello.In sala parata
di personaggi politici: Attilio Schneck, Fabio Gava, Marino Finozzi, Daniela
Sbrollini e Stefano Stefani.Diretto soprattutto a loro l'intervento del
segretario nazionale di Confartigianato Cesare Fumagalli: "Liberate gli
artigiani dai troppi vincoli burocratici. Undici dei quindici miliardi di euro
all'anno che vanno allo Stato con la burocrazia provengono dalle piccole imprese. Con quei soldi ridurremmo del
50 per cento il nostro gap di produttività rispetto alle aziende tedesche.
L'Italia è il paese che sul Pil ha la quota più alta al mondo prodotta da
piccole imprese. Le liberalizzazioni finora hanno colpito solo noi: banche e
assicurazioni invece non sono state toccate dalle riforme e così ci siamo
ritrovati con polizze cresciute del 131 per cento. Ci sono cento paesi
al mondo che viaggiano a tassi di crescita annuali superiori al 5 per cento.
L'Italia invece non viaggia neppure al 1 per cento". Tra i paesi in
espansione c'è ovviamente la Cina. "L'Italia adesso è molto presente in
Cina - dice Cucino- Non siamo più un paese da luoghi comuni: i cinesi aiutano
le nostre imprese a insediarsi e nell'import-export siamo nei primi
posti". Gli interventi hanno quindi lasciato il posto alle consuete
premiazioni degli associati.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La protesta dei
consulenti aziendali: "Non hanno soldi neppure per spedire lettere
urgenti" La Direzione provinciale del lavoro (Dpl) non ha soldi per i
bolli e non spedisce comunicazioni indispensabili alle aziende. A segnalare la
situazione è Cesare Artico, presidente dell'Associazione trevigiana dei
consulenti del lavoro (Ancl)."Mi è capitato questo fatto. Una lavoratrice
si è presentata alla direzione provinciale del lavoro di Treviso per una
pratica di maternità anticipata". In parole povere, per poter restare a
casa in attesa del parto prima del periodo consueto. "La Dpl è tenuta a
far conoscere la decisione sia alla lavoratrice che all'azienda. Deve cioè
comunicare che la tal persona, dal tal giorno, è in maternità anticipata.
Perchè l'impresa dispone la busta paga e deve farlo
correttamente"."Ebbene - dice Artico - la Dpl non ha comunicato all'azienda
il provvedimento relativo alla maternità anticipata. Allora, come consulente
del lavoro, ho dovuto telefonare all'ufficio pubblico. E bisogna dire che
l'ufficio potrebbe anche opporre la legge sulla privacy. Nel mio caso il
funzionario della Direzione del lavoro ha detto semplicemente che la
comunicazione all'impresa non era stata inviata poichè non ci sono soldi per i
bolli e che comunque una nota era stata inviata alla diretta interessata, alla
lavoratrice in maternità. Solo che neppure di questa nota c'era traccia".I
consulenti del lavoro di Treviso osservano che, mentre da un lato ci si trova
con uffici pubblici costretti a operare nelle condizioni di cui è emblematico
il fatto appena citato, per altro verso si assiste ad una complicazione del
sistema burocratico. All'azienda non vengono riconosciuti diritti riferiti
all'espletamento di doveri. Per contro, vengono richiesti all'impresa nuovi
adempimenti burocratici.Sta montando la protesta contro il modello di
dimissione volontaria. Cos'è? Terra terra, mentre prima del 5 marzo scorso un
lavoratore poteva dire al padrone che se ne andava via solo scrivendo due righe
o, al limite, sbattendo la porta, da un paio di settimane deve agire
diversamente. Il lavoratore deve recarsi da un intermediario abilitato e deve
farsi assistere nella stesura del modello di dimissioni volontarie, da
consegnare al datore di lavoro."È una procedura assurda - dice Artico - In
un certo senso, il lavoratore viene ritenuto incapace di intendere e di
volere". Perchè tutto questo? Il modulo di dimissioni volontarie è stato
concepito per togliere pregnanza alle lettere di dimissioni in bianco firmate
al momento dell'assunzione, che non avrebbero più alcun valore. Ma è una prassi
diffusa? E perchè equiparare il dipendente pubblico (dove non esistono
dimissioni in bianco) a quello privato?"C'è una grande confusione - dice
Artico - Tocca compilare il modulo con l'assistenza del sito del ministero del
Lavoro, in continuo aggiornamento. Poi l'esplosione burocratica è
insostenibile. La Direzione provinciale del lavoro, intermediario abilitato, al
dipendente che vuole il modulo di dimissione volontaria chiede carte; chiede
l'ultima busta paga e chiede il contratto. E il lavoratore si rivolge al datore
di lavoro che passa tutta l'incombenza al consulente".I professionisti
sono esasperati. Tutta questa burocrazia per far fronte a un fenomeno (le dimissioni preventive in
bianco) che in Veneto è marginale. "E guai a non seguire la nuova
procedura - conclude Artico - Pensiamo a un caso concreto. All'edilizia. Capita
che un dipendente, specie uno straniero, viene a lavorare per un breve periodo
e poi prende il suo denaro e sparisce. Ma l'azienda non ha in mano il
modulo di dimissione volontaria. Non può averlo perchè l'interlocutore è
sparito e non vuol saperne di burocrazia. Così, o
l'azienda si sabbarca tutta una procedura di licenziamento, con ciò che
comporta, oppure deve tenersi in carico un lavoratore che non
esiste".Barty Stefan.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CISL"Ecco cosa
vogliono gli immigrati"FRANCO LORENZON E FRANCO MARCUZZO (Cisl): "In
un periodo nel quale siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento - oltre ad
alcune amministrazioni locali - crediamo sia utile accendere i riflettori anche
sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati nella partecipazione
all'amministrazione ed al governo di un Paese per il quale contribuiscono con
un significativo 8,8\% del Pil (...). Vogliamo cosi ricordare che il processo
di coinvolgimento di uno straniero avviene con la seguente gradualità: a)
permesso di soggiorno che va rinnovato con scadenze al massimo biennali; b)
carta di soggiorno che consente di rimanere in Italia a tempo indefinito ma i
cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni; c) cittadinanza che si
ottiene - a richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia. Con la
cittadinanza si può anche ottenere il diritto di voto, che tuttavia non sembra
essere in cima ai desideri degli immigrati, perché altre per loro sono oggi le
priorità... Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italiani
coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro
quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le
discriminazioni di cui sono spesso oggetto e programmare il proprio futuro con
qualche ragionevole certezza (...).PNE"Quegli amici non sono più gli
stessi"FRANCESCO CARNIO (candidato del Pne alle comunali): "Io sono
un veneto che ha sempre creduto, lavorato e lottato per il Veneto
autonomo. () Ho aiutato alcuni "amici" ad essere eletti al parlamento
romano perché portassero avanti i diritti del popolo veneto (). Ma questi
"amici", appena impadronitisi della fatidica poltrona, sono
completamente cambiati assumendo un atteggiamento di superiorità nei confronti
della gente comuni () e si sono circondati di personaggi equivoci (). Che
umiliazione per noi Veneti, militanti creduloni e in buona fede, imbrogliati e
derisi dai nostri stessi "amici" , noi veneti traditi dai nostri
stessi veneti!".DAN"I candidati premier facciano qualcosa"ANDREA
DAN (presidente dell'Associazione Manuela): "Di fronte agli ottomila morti
l'anno sulle nostre strade e le trenta famiglie coinvolte in incidenti stradali
solamente nell'ultimo fine settimana chiedo a tutti i candidati alla carica i
Premier di fare qualcosa per salvare la vita dei nostri figli. Nei casi in cui
si tratta di omicidio colposo chiediamo che venga gestito sotto il profilo
della pericolosità sociale provvedendo all'arresto in flagranza di reato. Se si
è sotto l'effetto di alcool o stupefacenti si venga indirizzati al lavoro
socialmente utile".
( da "Gazzettino, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Procura di
Trieste lancia l'allarme: scompaiono i trafficanti di frontiera, nuovi
sofisticati mezzi per aggirare la legge sull'immigrazione Addio
"passeur", così si aggira la Bossi-Fini Sgominata una banda
serbo-marocchina che favoriva l'ingresso di stranieri da parte di aziende
inesistenti TriesteScompare la figura storica del "passeur" che, per
decenni, ha aiutato migliaia di clandestini a entrare in Italia dai confini del
Nordest. Al suo posto arriva un sistema che raggira la legge Bossi-Fini
sull'immigrazione per raggiungere lo stesso, identico obiettivo: portare in
Italia decine di disperati in cerca di lavoro.A tracciare la nuova rotta
dell'immigrazione clandestina dai Balcani al Nordest d'Italia (probabilmente
non l'unica) è stata un'organizzazione criminale internazionale, formata da
serbi e marocchini, che i Carabinieri della Compagnia di via Hermet di Trieste
hanno sgominato la scorsa notte, arrestando due persone.Sono un serbo e un
marocchino che, insieme a un altro marocchino, tuttora ricercato, hanno
"ideato, organizzato e reso operativo" - per usare le parole del gip
di Trieste, Enzo Truncellitto, che ha ordinato la loro cattura - un sistema
"elegante e intelligente" di "elusione della disciplina
dell'immigrazione". Niente più viaggi di notte nei boschi e sulle
montagne, guidati da sconosciuti passeur; niente più incubi nelle auto o nei
furgoni, stipati come sardine, o nei doppifondi dei Tir, senza acqua e cibo; o
in fondo a cisterne appena svuotate o su motoscafi e gommoni da Formula uno.La nuova
strada dell'immigrazione clandestina si percorre in giacca e cravatta, fra le carte della burocrazia. Nel Nordest i clandestini non arrivano più da un varco della
rete di un confine che, fra Italia, Austria e Slovenia, dallo scorso dicembre
non c'è neanche più, ma in aereo, in treno, in macchina, con in tasca un
permesso di soggiorno per motivi di lavoro, con tanto di timbri e firme, anche
se falso.A procurarlo a una trentina di loro, negli ultimi mesi, è stata
l'organizzazione serbo-marocchina che ha messo in piedi il sistema: un falso
imprenditore chiede l'arrivo del lavoratore, un commercialista prepara la falsa
documentazione, l'organizzazione segue le procedure burocratiche e
l'extracomunitario arriva a Trieste, con tutti i documenti apparentemente a
posto per avere il permesso di soggiorno per motivi lavorativi. Una volta
ottenuto il permesso, però, prima ancora di cominciare a lavorare scatta la
lettera di licenziamento e l'extracomunitario scappa dal capoluogo giuliano
verso Padova, Venezia, Treviso facendo perdere le tracce. I Carabinieri hanno
scoperto il raggiro dopo aver trovato una lettera di licenziamento in bianco e
aver verificato che un'impresa edile che faceva domanda di lavoratori in base
alla Bossi-Fini non aveva neanche un attrezzo da lavoro, neanche un martello,
neanche un cacciavite.Gli investigatori hanno fatto decine di perquisizioni,
compresa quella nell'Ufficio provinciale del lavoro di Trieste, e hanno
sequestrato centinaia di documenti, buste paga, permessi di soggiorno. Quello che
vogliono capire, con il coordinamento del pm di Trieste, Pietro Montrone, è
quanto diffuso sia questo sistema, se l'organizzazione serbo-marocchina è
l'unica a essere così "elegante e intelligente" o se, invece, quella
scoperta è veramente la nuova strada dell'immigrazione clandestina.Meno
organizzata rispetto alla banda sgominata a Trieste, ma non meno efficace, la
pratica scoperta già da qualche tempo dal patronato Uil del Veneto che segue
gli immigrati alle prese con i documenti per il permesso di soggiorno. Alcuni
gruppi etnici, come cinesi e bengalesi, favorirebbero, dietro compenso,
l'immigrazione di connazionali assunti come colf e badanti. Al loro ingresso in
Italia, una volta regolarizzata l'assunzione gli stranieri vengono puntualmente
licenziati, ma ciò non inficia la validità del permesso di soggiorno
temporaneo, con il quale gli immigrati possono cercarsi, in modo assolutamente
legittimo, un'altra occupazione.
( da "Asca" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Trieste, 19
mar. - Grazie alla visita a 202 comuni su 219 e alle sollecitazioni ricevute
dai sindaci, sono stati siglati due protocolli d'intesa, il primo con il
Ministro Amato per le risorse a favore dell'integrazione tra forze dell'ordine
e polizia e per l'installazione di un sistema di telecamere sul territorio, il
secondo col Ministero della Giustizia per il trasferimento di computer dimessi
dalla regione e passati ai tribunali. Lo ha detto Riccardo Illy, presidente
della regione Friuli Venezia Giulia e candidato di ''Intesa Democratica'' alla
presidenza della regione, facendo il punto sulla ricognizione continuata per 5
anni comune per comune. ''Dalla prima visita a Manzano, nel giugno 2003 ad oggi
- ha ammesso Illy - ho visitato 202 dei 219 Comuni del Friuli Venezia Giulia, e
conto di terminarli entro breve tempo. Molto spesso i sindaci mi hanno detto
che era la prima volta che il Presidente della regione visitava il loro
Comune''. ''Sono state 70 le giunte itineranti e 132 le visite popolari e ad
imprese''. ''Gli incontri sono avvenuti nei Municipi e sono stati l'occasione
per avere una conoscenza piu' puntuale e approfondita dei territori al fine di
orientare al meglio le successive azioni legislative e regolamentari della
regione''. ''Grazie a queste visite - ha continuato Illy - e' stato rivisto il
sistema delle associazioni fra Comuni e dopo decenni sono ripartite le
iniziative per unioni e fusioni e inoltre sono stati rivisti i meccanismi di
trasferimento delle risorse agli enti locali''. Alla domanda su quali fossero
le richieste piu' comuni riscontrate sui territori Illy ha risposto che tra i
temi toccati con piu' elevata frequenza vi era quello della burocrazia
e delle richieste di completamento o di realizzazione di opere pubbliche.
fdm/sam/rob (Asca).
( da "Vita non profit online" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 19/03/2008 --> La Conferenza Stato-Regioni avrebbe
dovuto parlarne domani. Sul tappeto anche il nomenclatore tariffario Non
saranno discussi nella Conferenza Stato-Regioni di domani il nuovo Piano
nazionale vaccini e il Dpcm sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero
il decreto che, in 56 articoli, 'riscrive' le prestazioni che sono garantite
dal Ssn a ciascun cittadino per la tutela del diritto alla salute. Nel decreto
trova spazio anche l'aggiornamento del 'nomenclatore tariffario' per
l'assistenza protesica, per il quale ieri alcuni esponenti dell'associazione
Luca Coscioni hanno iniziato il digiuno, nella speranza che la discussione sul
nuovo nomenclatore - il vecchio e' fermo al '99 - venisse affrontata nella
riunione di domani. L'incontro tecnico di ieri - a cui hanno preso parte alcuni
esponenti delle Regioni, dei ministeri dell'Economia e delle Finanze e della
Salute, e della segreteria della Conferenza delle Regioni - si e' concluso con
un nulla di fatto, facendo slittare i due provvedimenti dall'appuntamento in
programma domani. Nel corso della riunione sono emerse alcune perplessita' che
hanno indotto a rimandare i due importanti punti a una Stato-Regioni successiva
che, a quanto si apprende, potrebbe essere convocata in via straordinaria
subito dopo Pasqua. In particolare le Regioni chiedono che il Piano nazionale
vaccini venga 'declinato' all'interno dei Dpcm sui Lea, nonche' che venga
garantita dal Governo la piena copertura finanziaria sulle prestazioni da
assicurare ai cittadini. E anche il Tesoro, prima di esprimere un parere sul
Dpcm, chiede un puntuale confronto sulla compatibilita' economica del decreto.
Il Dpcm sui Lea, infatti, 'rimpolpa' l'offerta di prestazione garantite dal
Ssn, benche' non manchi chi, come i medici di famiglia della Fimmg, avanzi
dubbi sul provvedimento, lamentando burocrazia e
vincoli alle prescrizioni di indagini diagnostiche, e denunciando che il
provvedimento in realta' sarebbe tutto orientato a limitare la spesa. Tra i
nuovi Lea nella bozza di decreto all'esame delle Regioni, figurano cure
palliative domiciliari ai malati in fase terminale, assistenza a donne e coppie
anche in relazione ai problemi di infertilita' e procreazione medicalmente
assistita, e tre 'new entry' tra le patologie riconosciute come croniche,
ovvero la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l'osteomielite e
malattie renali croniche. Dalla 'lista' della patologie croniche, tuttavia,
esce l'ipertensione senza danni d'organo, come lamentato dagli esponenti della
Fimmg. Nei 'nuovi' Lea e' inoltre prevista l'introduzione dell'anestesia
epidurale per il parto senza dolore, una delle prime misure annunciate dal
ministro della Salute Livia Turco nei primissimi giorni di Governo. Aumenta poi
la lista dei Drg ospedalieri a rischio di inappropriatezza, che passano dagli
attuali
( da "Sestopotere.com" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(16:42) (19/3/2008
16:13) | RIMBORSI A DISABILI, RADICALI IN SCIOPERO DELLA FAME IN ATTESA DELLA
CONFERENZA STATO-REGIONI (Sesto Potere) - Roma - 19 marzo 2008 - Pubblichiamo
la dichiarazione di Maria Antonietta Coscioni Farina (Co-Presidente Ass. Luca
Coscioni) e Jose De Falco(membro di Giunta dell'associazione Luca Coscioni):
"Mentre è in corso l'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame di
oltre 80 persone perché la prossima Conferenza Stato Regioni ? prevista per
domani, 20 marzo - approvi il nuovo "nomenclatore tariffario" (cioè
l'elenco delle strumentazioni per le persone disabili rimborsate dalle asl) ,
l'Associazione Coscioni ringrazia i consigli regionali della Lombardia, Veneto,
Emilia Romagna, Toscana e Puglia che con voto unanime di tutti gli schieramenti
politici hanno impegnato i rispettivi Presidenti a corrispondere alla esigenze
di migliaia di malati approvando il nuovo nomenclatore. Riponiamo quindi, con
la forza della nonviolenza, la nostra fiducia nei presidenti Mercedes Bresso,
Giancarlo Galan, Vasco Errani, Claudio Martini e Nichi Vendola perché nelle
prossime ore sappiano rappresentare l'urgenza e l'importanza del provvedimento
ai colleghi Presidenti, così come confidiamo nel rispetto della parola data da
parte del Ministro della Salute Livia Turco. Già la
riunione preparatoria di oggi sarà decisiva per inserire il punto all'ordine
del giorno della riunione di domani, che potrà finalmente approvare un
provvedimento che da nove anni giace nei meandri della burocrazia, in spregio alla qualità
della vita delle persone disabili e malate".
( da "Virgilio Notizie" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
19-03-2008 16:21
Ministro: piu' tutela meno burocrazia (ANSA) - ROMA,
19 MAR - Piu' tutela per i beni culturali ed il paesaggio e meno burocrazia: le prevede il nuovo codice del settore approvato
oggi dal Cdm. La riforma, voluta da Rutelli, prevede anche una commissione che
avra' 15 milioni di euro l'anno per aiutare i Comuni a liberarsi degli
ecomostri. 'Una decisione storica -ha detto Rutelli- ottenuta grazie alla
disponibilita' della Conferenza Stato Regioni e del Parlamento'. Il nuovo codice
diventera' legge dopo la firma el Capo dello Stato.
( da "Repubblica.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
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( da "Quotidiano.it, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
San Benedetto del
Tronto | "Non e' tutto negativo ma è fuori dubbio che lo sforzo dei
singoli soggetti imprenditori turistici non e' sufficiente per sostenere tutte
le potenzialita' e l'immagine di una citta' territoriale capofila." da
sinistra Vincenzo Amato e Benito Rossi Impossibile non coniugare una politica
edilizia sul turismo con una politica promozionale qualitativa del territorio
rivierasco. Non e' tutto negativo ma e' fuori dubbio che lo sforzo dei singoli
soggetti imprenditori turistici non e' sufficiente per sostenere tutte le
potenzialita' e l'immagine di una citta' territoriale capofila , con un mix
fatto di cultura, arte, sports, gastronomia e prodotti locali. La politica deve
esprimere il proprio ruolo in termini di indirizzi e scelte, consapevoli di
agire in un contesto di crisi economica ed occupazionale, drammatica.
Nonostante l'evidenza e la realta' dei fatti quotidiani la grande miopia politica
e' non comprendere che il turismo e' occupazione. La politica turistica qui a
San Benedetto e' fortemente in ritardo, in un contesto ambientale dove il
particolare ha surclassato gli interessi generali della citta'; cio' funge da
freno, non ha permesso e non permette di programmare una chiara visione della
tipologia turistica che si intende accogliere e per quali periodi dell'anno. Il
ruolo turistico di San Benedetto non puo' tradursi in una Agenzia di viaggi.
Per lente burocrazie la Darsena turistica non riesce ad avviarsi verso il ruolo
che puo' e deve esprimere anche in relazione ai collegamenti con la Croazia; il
Palacongressi rimane sempre in attesa di chiarimenti da parte della
Magistratura; le potenzialita' del vecchio Paese Alto sono ancora narcotizzate
dagli ultra noti problemi legati ai cunicoli; la Torre del Paese Alto,
riconosciuta dalla sovrintendenza dei beni culturali, simbolo della citta',
oltre ai chiarimenti di assegnazione previsti dalla legge, non si capisce
ancora come questa amministrazione intende valorizzarla; la valorizzazione
della Sentina non puo' essere sostituita con iniziative accessorie di visite
guidate ma occorre sfruttare le potenzialita' che possiede altrimenti e meglio
ricominciare da capo e subito. IL Circolo di AN di Porto d'Ascoli chiede alla
Giunta ed al Consiglio Comunale, azioni, attraverso il pieno svolgimento del
ruolo che si riveste altrimenti e' meglio cambiare aria e non nuocere piu' alla
citta' intera. Circolo AN Porto D'Ascoli 19/03/2008.
( da "KataWeb News" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alle 18:06 - Fonte:
repubblica.it - 0 commenti "Dobbiamo prendere a
cannonate una burocrazia
che ostacola il Paese a muoversi". Alza i toni sulle infrastrutture, il
candidato leader del Pd, Walter Veltroni, durante il suo comizio elettorale a
Lodi. "Perché in Italia ci si mette sempre il doppio o il triplo degli
altri Paesi per realizzare delle infrastrutture? ", si chiede
retoricamente Veltroni che cita dei dati apparsi oggi sul Corriere della Sera
relativi a autostrade e ferrovie. "Sono dati incredibili -- ha detto il
candidato del Pd -- per noi ci devono volere tre mesi per fare una valutazione
d'impatto ambientale. Mentre oggi per fare la terza corsia Rimini
Nord-Cattolica ci sono voluti 1.562 giorni. Per fare la terza corsia
Barberino-Firenze ce ne sono voluti 1.383. E ancora per fare la terza corsia
della Cattolica-Fano, 1.063 giorni. Per fare la Tokio-Osaka ci sono voluti 11
anni e per fare la Bologna-Milano ce ne sono voluti 25". "Abbiamo
bisogno di fare tutto più rapidamente -- ha aggiunto -- e in fretta. la
democrazia non può essere un'assemblea di condominio, la democrazia è
decisione". Veltroni riporta l'immagine di un'Italia avvolta nella
gelatina dove tutto è difficile e imperscrutabile, dove c'è sempre
"qualche ufficio di cui ti sei dimenticato". Perché questo Paese --
si chiede ancora Veltroni -- deve sempre rinviare tutto e non riesce mai a
decidere? Dobbiamo rompere questo schema e fissare delle date". Per
l'inizio e la fine dei lavori così come dei servizi. AGI.