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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

In Puglia costruirò una centrale solare ( da "Corriere.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il suo cruccio è la burocrazia. Signor ministro, non le sembra che le procedure burocratiche siano da alleggerire? Perché una piccola impresa come la mia deve sottoporsi a due Via (Valutazioni d'impatto ambientale), una regionale e una nazionale, e poi all'Aia (Autorizzazione integrata ambientale), mentre in tutti i Paesi d'Europa la procedura è unica?

Pronta entro due mesi la rotonda sulla strada dove morì il piccolo Luca ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, nel frattempo, pesa sull'installazione delle telecamere fisse per il rilevamento della velocità. A San Damiano entro aprile arriverà la cartellonistica stradale per segnalarle: ne sono previste due sul rettilineo per Priocca (dove già sono in azione gli autovelox mobili), tre in località San Pietro,

Tetto più alto, ma nessun abuso edilizio ( da "Trentino" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Che i volumi interni dell'edificio non erano aumentati di nulla (e che quindi chi ristrutturava non aveva avuto alcun beneficio) è sempre stata la risposta anche di Maurizio Tomazzoni. Che al di là di una irregolarità formale sanata (un errore nella documentazione, influente su volumetrie e oneri dovuti) ha sempre ribadito di avere agito in assoluta buonafede.

Da prof a contadino: con grande gioia ( da "Trentino" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è vero, non c'è riposo e da sbrigare c'è pure la burocrazia, ho lasciato un lavoro che mi piaceva (insegnavo ortofloriicoltura e seguivo progetti di ragazzi in difficoltà), la mia situazione sociale era buona e vivevo in un bel luogo: ma ora faccio ciò che amo e posso disporre del mio tempo".

Veltroni: rimettiamo in moto l'Italia ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è inaccettabile essere ultimi per crescita del Pil a causa della burocrazia". Nessun riferimento a Biella; molti, invece, all'attualità: il pirata della strada romano, che ha ucciso due ragazze, è già agli arresti domiciliari? "E inaccettabile, in Italia chi sbaglia deve pagare. Io sono ipergarantista, ma sto coi più deboli, ossia con le vittime della violenza".

Di ALESSANDRO VANNETTI LACCI E LENTEZZA della burocrazia. Ostacoli non solo p ( da "Nazione, La (Siena)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Ostacoli non solo per la vita dei cittadini, ma anche per l'attività delle imprese e a volte vere e proprie "spinte" ad operare fuori dai confini nazionali. E quanto accaduto alla Pramac di Casole, secondo la Cgil e la Fiom/Cgil, le quali sostengono in un documento che fra le cause che hanno spinto il gigante casolese dei generatori elettrici e del fotovoltatico ad investire

TERNI - NO AL COMMISSARIAMENTO del Consorzio Tevere-Nera e alla r ( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprese sa che una delle maggiori difficoltà è data proprio dal peso della burocrazia, che grava sia in modo indiretto che diretto sulla loro attività". Secondo il presidente Fogliani, non si comprende per quale ragione nei Comuni di Terni e Narni imprese e famiglie siano obbligate a pagare a parte la difesa del suolo, quando tale impegno altrove è a carico delle Comunità Montane.

Il nostro modello: meno burocrazia e risposte concrete Serve un ente intermedio fra Comuni e Regioni ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Il nostro modello: meno burocrazia e risposte concrete" Serve un ente intermedio fra Comuni e Regioni 1 "Credo si sia un po strumentalizzato il tema delle donne in politica, segno questo, però, che il mondo femminile ha raggiunto una sua maturità e la consapevolezza del suo fare.

Nella canonica le note magiche del clavicembalo ( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nostra burocrazia statale, si sa, non brilla per snellezza ed efficienza. Nel 1999 la casa, racconta Michele, era praticamente inagibile. Si assunse in proprio l'onere del restauro, senza nessun aiuto da parte del demanio con il quale, anzi, è aperto un contenzioso economico.

Il Comune si dimentica la scuola media ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edificio è diventato un simbolo dell'inefficienza e della burocrazia. L'ex municipio, trasformato in edificio scolastico dopo la metà del secolo scorso ha sicuramente necessità di una profonda ristrutturazione, ma, come commentava ieri mattina la mamma di una studente di seconda media "a pagare questi ritardi non devono essere i ragazzi".

Una priorità: la conservazione delle superfici coltivabili ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorre agire in direzione della burocrazia, semplificando le regole, ed armonizzandole per evitare sovrapposizioni ai vari livelli, locale, provinciale, regionale, statale e comunitario. Gli adempimenti richiesti sono troppi, l'agricoltura corre il rischio di non esaudirli tutti e di doversi rivolgere al terziario con i relativi costi,

Tempi più rapidi per le concessioni edilizie grazie alla carta unica del territorio regionale, ( da "Leggo" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il nuovo strumento consentirà di snellire la burocrazia, rendendo più facile la vita a Comuni, imprese edili e studi tecnici. La dettagliata analisi del suolo pugliese permetterà di ottenere concessioni edilizie in tempo reale. Per compiere le operazioni basterà un computer , una connessione a internet e una password.

Marrazzo: Le liste d'attesa aggravate dagli orticelli privati ( da "Unita, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Difficoltà ad avere certificazioni per i disabili, alle prese con troppa burocrazia. Caratteristica principale la disparità tra regioni nell'offerta dei servizi. Succede anche a Roma dove, anticipa Cittadinanzattiva, (i dati esatti verranno presentati ad aprile) c'è disparità tra le Asl sull'erogazione dei servizi.

Il consorzio non può ancora pulire le spiagge - serena lullia ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il lifting delle spiagge della Costa Smeralda resta incastrato negli ingranaggi della burocrazia. I lidi dei vip sono coperti da un tappeto di posidonia, schegge marroni poco attraenti per i bagnanti ma simbolo di buona salute dell'ecosistema. Il Consorzio che cura il fascino degli arenili smeraldi vorrebbe cominciare a lustrare i suoi gioielli ma non può farlo.

Secessione? No Meno burocrazia per il Nordest ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: No Meno burocrazia per il Nordest" VENEZIA Non c'è rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia: è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della "questione settentrionale" alla luce del dibattito suscitato dal libro del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia,

Cis e Regionale 11 Tutto da definire ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi della burocrazia e quelli della politica. "Non voglio entrare in ambiti che non seguo ma..." Allora meglio discutere di ciò che c'è. "Sono realista e penso che nel 2010 potrebbe partire il primo cantiere della Pedemontana". L'autostrada "fantasma" taglia in due il Veneto, il progetto segna la direttrice Mussolente-Montebello e gli ultimi conti la fanno costare qualcosa come 2,

Il nuovo che vogliamo dalla politica ( da "Provincia di Cremona, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono sintetizzate in un documento il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e piccole imprese italiane (quelle fino a 20 addetti)

Bezzi che sfascia il Patt? Lo hanno già fatto altri P anizza afferma che Bezzi vuole sfasciare il Patt e che non ci riuscirà ( da "Adige, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esistono solo grandi burocrazie di partito che desiderano rimanere tali e chiedono il voto per questo. Per quel poco che credo di aver capito di questa fragile democrazia rappresentativa, il voto va espresso in base all'adesione ad un progetto politico, e quel voto è utile nella misura in cui riesce a dare forza a quel progetto.

Abruzzo, più infrastrutture ( da "Centro, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assieme alla semplificazione della burocrazia e ad una fiscalità speciale a misura di impresa, soprattutto al Sud, sono tra le priorità del Paese. "La lotta alla criminalità", ha aggiunto, "pesa molto di più della carenza di infrastrutture - e questa è un'altra priorità - a cui va aggiunto il peso di una burocrazia le cui regole devono essere modificate.

Il caso ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Gli ostacoli sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volontà politica dei governi che si sono succeduti". Galan ha infine rilevato che "se di questa nostra Euroregione desiderasse far parte anche la Lombardia nulla osta, almeno per quanto mi riguarda".

Stadio, la juve investe 105 milioni - emanuele gamba ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si tratterà solamente attendere che la burocrazia faccia il suo corso. Il progetto che in questi mesi ha occupato i cassetti della sede di corso Galileo Ferraris è firmato dagli architetti Rolla e Zavanella, i quali hanno immaginato uno stadio di modello anglo-tedesco, moderno però essenziale, cucito su misura attorno alla squadra.

Belci: rischio secessione? illy parla da imprenditore ma serve meno burocrazia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma sicuramente serve meno burocrazia. Per Marini, il termine secessione "è forte e provocatorio" ma questa parte del Paese, che "soffre di più il peso di un sistema Paese che non è in grado di riformarsi", ha sicuramente bisogno di "meno burocrazia". Secondo Marini, le imprese vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti nel processo di internazionalizzazione,

Galan: nell'euroregione c'è posto anche per milano ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli ostacoli sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volontà politica dei governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese, dal dato di fatto reale che la Slovenia per poter aderire all'Euroregione deve ripensare se stessa dal punto di vista costituzionale e amministrativo".

Contship: <Investiamo 800 milioni> ( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiedendo in cambio al governo tempi certi per la realizzazione delle nuove opere negli scali dove opera, taglio della burocrazia e, soprattutto, "il presidio del territorio a Gioia Tauro. Un anno fa il premier Romano Prodi ci ha detto che la sicurezza era un problema suo, e che noi dovevamo occuparci solo degli investimenti. Mi chiede se oggi siamo protetti?

Lombardo: i cannoli? sono indigesti ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché per i cittadini e gli imprenditori pesa molto di più che la carenza d'infrastrutture o tanto quanto una burocrazia regionale ingessata", ha detto il leader dell'Mpa, che ha confermato inoltre "come il ponte sullo Stretto resta una priorità, ma senza dimenticare". "Occorre inoltre mettere sotto controllo gli sprechi nella sanità e promuovere l'eccellenza", ha aggiunto.

Trieste La stagione del raccolto Continua al Miela la rassegna "La stagione del raccolto", rassegna ... ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: permessi, burocrazia". Interventi di Ideanna Giuliani e Adriano Kovacic. Rassegna musicale Oggi alle 16 nel teatro "Preseren" di Bagnoli della Rosandra si terrà il saggio conclusivo dell'VIII Rassegna musicale organizzata dal Laboratorio musicale della scuola secondaria di I grado a indirizzo musicale "Ss.

Lucido Sottile (non si) rassegna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arte e burocrazia. Chiude la rassegna Servizio completo , spettacolo surreale dove il pubblico è protagonista e spettatore. È il nome di una agenzia di sublimazione dei sogni diretta da due bizzarre signore bolognesi, la Nives e la Ginger. Informazioni e prevendita: Box Office, viale Regina Margherita 43, Cagliari,

Caserma pasubio, via libera all'acquisizione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisognerà attendere che la burocrazia faccia il suo lungo percorso che prevede il passaggio dal demanio militare a quello civile, da quest'ultimo alla Regione ed infine al Comune. Leggermente meno complesso rispetto alla "Pasubio", l'iter per la caserma "Terza Armata" che sarà concesso alla Regione direttamente dal demanio militare.

Non c'è il rischio secessione ma va tagliata la burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è il rischio secessione ma va tagliata la burocrazia" LA FONDAZIONE NORDEST VENEZIA. Non c'è il rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia: è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della "questione settentrionale" alla luce del dibattito suscitato dal libro del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia,

Quel muro di san giorgio la storia della spiaggia negata - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, la legge, ci ha imposto a quel punto di fare nuove verifiche, riprendere dal principio tutte le autorizzazioni e così si è perso ulteriormente del tempo". Due anni, praticamente, visto che in muro e le macerie sono ancora lì. Nonostante l'amministrazione avesse assicurato che si "trattava di un inghippo" e che già l'

L'AQUILA-Si è parlato di autonomia, federalismo, devoluzione, di rispetto per i territori ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lotta alla criminalità organizzata e meno burocrazia. "La lotta alla criminalità organizzata- ha detto il leader dl Mpa- avrà la precedenza che merita perché pesa molto più della carenza di infrastrutture. Un'altra priorità- ha aggiunto- è rappresentata dall'esigenza di allentare il peso di una burocrazia le cui regole devono essere modificate: abbiamo bisogno di semplificazioni,

Dai costi della politica alla Malpensa, le spine nordiste per il Pd ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto ciò che serve a esprimere diffidenza e fastidio verso la farraginosa burocrazia politica romana (così viene percepita) incontra il favore del Nord. Ragion per cui Veltroni è stato lesto nel provocare l'applauso garantendo ai suoi ascoltatori del Piemonte ( ma avrebbe potuto essere il Veneto o la Lombardia) esattamente quello che essi volevano sentire.

Ssn, pronto al varo il nuovo elenco delle prestazioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che lamentano burocrazia e vincoli alle prescrizioni di indagini diagnostiche e altre contestazioni sul nuovo nomenclatore delle protesi per i disabili. Ma la relazione tecnica allegata, ora sotto esame e su cui l'Economia chiede una condivisione "forte" delle Regioni, al momento esclude costi aggiuntivi.

<Nessun gazebo a Roma Pensiamo al federalismo> ( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma serve meno burocrazia ": è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della questione settentrionale. Marini sostiene che fra le imprese "la tentazione di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è. Avvertiamo un attaccamento al Paese, però lo si vorrebbe diverso ".

Brebemi, la burocrazia contro tutti ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia contro tutti Dal 1999 c'è accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i cantieri La burocrazia è un intralcio anche quando il consenso alla realizzazione di un'opera è pressoché totale. Prendete il caso della Brebemi, l'autostrada che dovrebbe collegare Brescia, Bergamo e Milano (da cui l'acronimo Bre-

ROMA - Medici sempre meno disponibili e reperibili, liste d'attesa lunghissime, diagnosi diffic ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "è da sei meno meno, le cui croci sono rappresentate da burocrazia e liste d'attesa". Medici di base Per loro le lamentele riguardano la mancanza di disponibilità e reperibilità, la difficoltà ad ottenere informazioni, rifiuto di prescrizioni. Sui pediatri la lamentela più ricorrente è indisponibilità.

Sono al lumicino le possibilità di ricevere i contributi dallo Stato per quanti hanno s ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche questa iniziativa sbatte contro la burocrazia. E praticamente impossibile ripulire le zone devastate dalle fiamme. Per ogni pianta, anche se secca, l'abbattimento deve essere autorizzato dalla Provincia e dalla Forestale. Alcune possono essere tragliate a raso terra, le altre ad altezze variabili.

Zammarchi: <L'associazione si dissocia> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una burocrazia interna che ha tardato a mettersi in moto. Erano state fatte le segnalazioni opportune agli organi superiori". Riguardo l'indagine dei carabinieri, i vertici dell'associazione hanno subito offerto "la massima collaborazione ". Detto ciò "la Croce Rossa si dissocia da persone come queste: l'attività dei volontari si rivelerà ancora più forte"

Tutto il sistema-Paese deve sostenere le Pmi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da un costo dell'energia che deve essere rivisto, da una eccessiva burocrazia – basti pensare, ad esempio, che solo per i documenti relativi all'adempimento della legge sulla privacy le aziende italiane spendono 2 miliardi all'anno –. Serve invece l'appoggio di un sistema-paese che non ostacoli l'impresa.

Grandi opere bloccate dai veti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interrotte dalla burocrazia. Come nel caso della Sequals-Gemona, della Valdastico sud, della A28, penalizzate da anni di ritardo per ottenere il via libera delle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali ma anche per muoversi nel pantano dei ricorsi. A ricostruire il tortuoso iter procedurale di alcune infrastrutture del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto è Bortolo Mainardi,

Burocrazia che non dà soluzioni ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INTERVISTA Matteo Tamburini Studio Gnudi e associati Burocrazia che non dà soluzioni BOLOGNA I nuovi adempimenti previsti dalla nuova normativa antiriciclaggio comportano burocrazia in più per gli studi dei professionisti i quali debbono inoltre preporre personale appositamente formato. "Si tratta più che altro –

Le aziende protestano su costi, rifiuti e servizi ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Non possiamo aspettare i tempi della burocrazia – lamenta Gabriella Megale, legale rappresentante della Sulzer sud srl–:vogliamo solo poter lavorare e essere competitivi in un'area industriale della quale vogliamo essere fieri. Ciò vuol dire garantire sicurezza anche alle persone.

Di ANTONIO FULVI IL NULLA OSTA alla nuova pianta organica della Port Authorit ( da "Nazione, La (Livorno)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pianta organica della Port Authority ritarda ancora e il presidente Roberto Piccini sembra deciso a non attendere oltre la burocrazia romana. Oggi chiederà formalmente a Roma notizie del decreto, atteso ormai da settimane. E secondo le risposte, potrebbe anche prendere posizione ufficiale in chiave critica verso il ministero. Ma la pianta organica non è l'unico cruccio di Piccini.

Arriva la crisi bis, sos piccole aziende - carlo bartoli ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Confindustria toscana chiede una forte opera di semplificazione della burocrazia, una maggiore rapidità nei tagli alla spesa della Regione, una riduzione della pressione fiscale regionale, un'accelerazione del processo di internazionalizzazione, una riduzione dei costi dell'energia, anche con rigassificatori e cogenerazione, più infrastrutture.

I TITOLI DEI GIORNALI: GESTIONE DEL TERRITORIO ( da "Asca" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco i principali titoli sui giornali di stamani: Corriere della Sera - Autostrade e ferrovie lavori sempre piu lenti - Brebemi, la burocrazia contro tutti Italia Oggi - Lavori, incarichi con gara La Repubblica - Obbligo di impianti a norma una tegola per chi vende Per leggere gli articoli abbonati a www.ascachannel.it red/.

Per colpa del passante vivo in una casa di legno ( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma nonostante abbia i soldi e in mano il progetto per la futura casa, la burocrazia gli impedisce di iniziare coi lavori. "Da un anno - spiega la signora Monica - nostra figlia non fa altro che chiederci quando ci trasferiamo e all'asilo fa solo disegni di case. Per terra non abbiamo pulizia, se piove c'è fango se no polvere.

Uccisa in viaggio di nozze, nuova pista ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia frena le indagini I due killer sarebbero a loro volta stati uccisi in Venezuela. Impossibile risalire al mandante Chi conosceva il segreto di quella morte ingiusta e senza senso è morto in circostanze misteriose e violente. E morto portando con sè nella tomba il nome e soprattutto il motivo dell'omicidio di Elena Vecoli,

Volontari per salvare l'antica porta ( da "Corriere Adriatico" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Agire, il modo migliore per non perdersi in chiacchiere e dimostrare che, anche da soli, si può cercare di migliorare la città senza aspettare la burocrazia, troppo spesso ostacolo insormontabile anche per la risoluzione dei problemi apparentemente più semplici. ROBERTO SCORCELLA ,.

Isernia: Ponte Cardarelli da oggi sarà recintato ( da "Sannio Online, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: consapevole che la soluzione non può ridursi ad un mero provvedimento amministrativo ma deve tener presente la delicata complessità dei disagi sociali".Per questo la Asl di Isernia, per far fronte al disagio giovanile, ha intenzione di istituire un numero verde: superando ogni tipo di burocrazia, i ragazzi possono ricevere un forte aiuto in un momento di sconforto.

I guai della sanità: liste d'attesa e divari regionali ( da "Avvenire" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: italiana sono rintracciabili anche nella pesante burocrazia, strumento spesso usato per ridurre l'accesso dei cittadini, nelle infinite liste d'attesa e nella mancanza di informazioni. Questi i tratti principali del Servizio Sanitario Nazionale, tracciati dall'XI Rapporto Pit Salute 2007 di Cittadinanzattiva, presentato ieri a Roma, dove si è sottolineato come la mobilità sanitaria,

Inizia il post-berlusconismo l'era senza spazio per i liberali ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessivo potere delle burocrazie irresponsabili e da un eccesso di "governo" delle questioni economiche. Quindi: meno Stato, meno tasse, meno spese e meno regole. Il berlusconismo, nei suoi aspetti storicamente essenziali, è stato in fondo la somma di questi tre caratteri: verticismo, eclettismo culturale e radicalismo programmatico.

I DRAGONI DELLA SPERANZA ( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riguardo il rapporto tra burocratizzazione e libertà, Conquest scrive: "La burocrazia porta comunque con sé una teorizzazione, che potremmo legittimamente chiamare "burosofia", e che ha il compito di fornire una nobile giustificazione per l'intero fenomeno, non solo per gli esiti, ma per l'esistenza delle istituzioni stesse".

LAVORO PIU' SICURO? ( da "Azione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto,

AIUTATEMI, MI RESTA SOLO LO SCIOPERO DELLA FAME ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie amministrative e scarsissima attenzione degli organi preposti. Rimasta incinta ha deciso di portare avanti la gravidanza nonostante il mancato riconoscimento da parte del padre del bambino. Dopo essersi adattata a svariati mestieri, l'anno scorso ha aperto un negozio a Sapri che sarà obbligata a chiudere nelle prossime settimane per mancanza di clientela.

CLAUDIO SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO D& ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma penso che in questi anni abbiamo solo moltiplicato la burocrazia centrale in tante burocrazie regionali. Il Sud ha bisogno di infrastrutture. Di grandi progetti. Ma non solo il Ponte sullo Stretto. Oggi deve essere lo Stato in prima persona, il governo centrale, magari dopo aver discusso con le Regioni, a decidere i progetti.

FVG/ELEZIONI: TONDO, PERSONALE DOGANE SUL TERRITORIO PER SICUREZZA ( da "Asca" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche meno burocrazia e piu assistenza al cittadino per tutte le forze dell'ordine. Perche non si puo parlare di microcriminalita, come ha ricordato proprio il vicepresidente della Commissione Europea, Frattini, ad un'anziana derubata e magari percossa che si ritrova alle prese con la delinquenza senza limiti e confini,

L'Ufficio del lavoro non ha i soldi per acquistare bolli ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA L'Ufficio del lavoro non ha i soldi per acquistare bolli Cesare Artico, presidente dell'Associazione trevigiana dei consulenti del lavoro (Ancl), afferma che "la Direzione provinciale del lavoro (Dpl) non ha soldi per i bolli e non spedisce comunicazioni indispensabili alle aziende".

<Il nostro Pil viene dagli artigiani> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia provengono dalle piccole imprese. Con quei soldi ridurremmo del 50 per cento il nostro gap di produttività rispetto alle aziende tedesche. L'Italia è il paese che sul Pil ha la quota più alta al mondo prodotta da piccole imprese. Le liberalizzazioni finora hanno colpito solo noi: banche e assicurazioni invece non sono state toccate dalle riforme e così ci siamo ritrovati

L'Ufficio del lavoro è in bolletta ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutta questa burocrazia per far fronte a un fenomeno (le dimissioni preventive in bianco) che in Veneto è marginale. "E guai a non seguire la nuova procedura - conclude Artico - Pensiamo a un caso concreto. All'edilizia. Capita che un dipendente, specie uno straniero, viene a lavorare per un breve periodo e poi prende il suo denaro e sparisce.

PENSIERI E PAROLE ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza (...).PNE"Quegli amici non sono più gli stessi"FRANCESCO CARNIO (candidato del Pne alle comunali): "Io sono un veneto che ha sempre creduto,

Addio "passeur", così si aggira la Bossi-Fini ( da "Gazzettino, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fra le carte della burocrazia. Nel Nordest i clandestini non arrivano più da un varco della rete di un confine che, fra Italia, Austria e Slovenia, dallo scorso dicembre non c'è neanche più, ma in aereo, in treno, in macchina, con in tasca un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, con tanto di timbri e firme, anche se falso.

ELEZIONI/FVG: ILLY, HO VISITATO 202 COMUNI, ACCOLTE RICHIESTE SICUREZZA ( da "Asca" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alla domanda su quali fossero le richieste piu comuni riscontrate sui territori Illy ha risposto che tra i temi toccati con piu elevata frequenza vi era quello della burocrazia e delle richieste di completamento o di realizzazione di opere pubbliche. fdm/sam/rob (Asca).

Sanità: rinviata discussione sui Lea ( da "Vita non profit online" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lamentando burocrazia e vincoli alle prescrizioni di indagini diagnostiche, e denunciando che il provvedimento in realta sarebbe tutto orientato a limitare la spesa. Tra i nuovi Lea nella bozza di decreto all'esame delle Regioni, figurano cure palliative domiciliari ai malati in fase terminale, assistenza a donne e coppie anche in relazione ai problemi di infertilita'

RIMBORSI A DISABILI, RADICALI IN SCIOPERO DELLA FAME IN ATTESA DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI ( da "Sestopotere.com" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Già la riunione preparatoria di oggi sarà decisiva per inserire il punto all'ordine del giorno della riunione di domani, che potrà finalmente approvare un provvedimento che da nove anni giace nei meandri della burocrazia, in spregio alla qualità della vita delle persone disabili e malate".

Cdm da' ok, codice Rutelli e' legge ( da "Virgilio Notizie" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutela meno burocrazia (ANSA) - ROMA, 19 MAR - Piu tutela per i beni culturali ed il paesaggio e meno burocrazia: le prevede il nuovo codice del settore approvato oggi dal Cdm. La riforma, voluta da Rutelli, prevede anche una commissione che avra 15 milioni di euro l'anno per aiutare i Comuni a liberarsi degli ecomostri.

Lodi, 17:37 - INFRASTRUTTURE: VELTRONI, CANNONATE ALLA BUROCRAZIA ( da "Repubblica.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

AN: "Manca una politica promozionale del territorio" ( da "Quotidiano.it, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per lente burocrazie la Darsena turistica non riesce ad avviarsi verso il ruolo che puo e deve esprimere anche in relazione ai collegamenti con la Croazia; il Palacongressi rimane sempre in attesa di chiarimenti da parte della Magistratura; le potenzialita del vecchio Paese Alto sono ancora narcotizzate dagli ultra noti problemi legati ai cunicoli;

Infrastrutture: Veltroni, cannonate alla burocrazia ( da "KataWeb News" del 19-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 0 commenti "Dobbiamo prendere a cannonate una burocrazia che ostacola il Paese a muoversi". Alza i toni sulle infrastrutture, il candidato leader del Pd, Walter Veltroni, durante il suo comizio elettorale a Lodi. "Perché in Italia ci si mette sempre il doppio o il triplo degli altri Paesi per realizzare delle infrastrutture?


Articoli

In Puglia costruirò una centrale solare (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Indovina chi viene a cena ALFONSO PECORARO SCANIO. In edicola su "oggi" In Puglia costruirò una centrale solare "Progettata dal Nobel Rubbia, è l'alternativa al nucleare", assicura il ministro dell'Ambiente. E, pressato sullo scandalo rifiuti in Campania, svicola:"Preferisco parlare della crisi dei salari" Uno dei ministri più contestati d'Italia arriva in una delle città più inquinate d'Europa e indebitate del mondo. Alfonso Pecoraro Scanio, fondatore dei Verdi, ministro dell'Agricoltura fino al 2001 e oggi dell'Ambiente, è stato invitato a cena a Taranto dalla famiglia del viticoltore Gianfranco Fino. La casa dei Fino sta in una bella zona di quella che, con i suoi 200 mila abitanti, è la terza città del Sud (Sicilia esclusa), dopo Napoli e Bari: la frazione Lama, in riva al mare. Qui tutte le vie portano nomi di fiori, e in questa primavera precoce già si sentono i loro profumi. "Ma le acciaierie Ilva, il petrolchimico e la zona industriale producono il nove per cento della diossina e il dieci per cento del monossido di carbonio di tutta Europa", accusa la signora Simona Natale, moglie di Gianfranco. Le statistiche dicono anche che negli ultimi trent'anni i tumori sono raddoppiati: ora sono tre al giorno i tarantini che muoiono di cancro. DISASTRO ECOLOGICO L'Ilva (la ex Italsider passata tredici anni fa al gruppo privato Riva) è la più grande acciaieria d'Italia. I suoi impianti si vedono da molti chilometri di distanza. "Negli ultimi anni abbiamo ridotto le emissioni di diossina del 40 per cento, dopo aver chiuso un impianto", si vantano all'Ilva. Ma è tutta la zona industriale a rovinare il menù delle greggi di pecore e capre che pascolano nei verdissimi prati accanto alle ciminiere. "A Taranto sono arrivate 1.800 tonnellate di Pcb cancerogeno da Brescia", accusano i combattivi Verdi locali, che hanno fatto analizzare i formaggi del luogo trovando un po' di diossina pure lì dentro. Insomma, ministro, ci potrà mai essere uno "sviluppo ecosostenibile " in una zona come la nostra? Alla domanda della signora Fino il ministro Pecoraro risponde tranquillo: "Certo. Oggi esistono tutte le tecnologie per ridurre al minimo l'inquinamento. Le emissioni di sostanze nocive devono essere abbattute, e il governo sostiene quelle che lo fanno. Anche perché non si possono chiudere dall'oggi al domani stabilimenti che a Taranto danno da mangiare a tredicimila famiglie. Quindi il lavoro e l'ambiente non sono in alternativa: bisogna salvaguardare sia il primo, sia il secondo". Lei la fa facile, ma ora Ilva ed Enipower vogliono costruire due nuove centrali, e in più si progetta un rigassificatore. Sarebbe questo lo "sviluppo ecosostenibile"? "La mia risposta è chiara e semplice: no. ANapoli siamo riusciti a riqualificare l'ex zona industriale di Bagnoli. All'inizio ci criticavano tutti, ma dopo una bonifica fra le più gigantesche d'Europa ci siamo riusciti. Ripeto: non si può pensare di eliminare certe produzioni. Ma, coinvolgendo i sindacati, dobbiamo proteggere la salute senza mettere a rischio il lavoro". Pecoraro Scanio è capolista della Sinistra arcobaleno in Puglia. I suoi Verdi si sono uniti a Rifondazione comunista, ai Comunisti italiani di Oliviero Diliberto e agli ex Ds Cesare Salvi e Fabio Mussi. Ne è nata una coalizione che sta a sinistra del Pd (il neonato Partito democratico di Ds e Margherita), e candida premier Fausto Bertinotti. "Qui in Puglia abbiamo anche il presidente Nichi Vendola", dice Pecoraro, "che governa senza problemi in coalizione con il Pd. È un peccato che a sinistra si sia verificata questa frattura. Io la trovo innaturale, e dopo il voto farò di tutto per ricomporla. Altrimenti consegniamo il Paese a Silvio Berlusconi". Ma allora perché vi siete messi con l'estrema sinistra? "È stato il Pd a rifiutarci, noi avremmo voluto rimanere alleati. Certo che, su certe cose per noi fondamentali come il nucleare, non potevamo cedere". Ecco, il nucleare: siamo circondati da centrali atomiche, in Slovenia e in Francia. Perché ostinarsi a rimanere senza? "Il fatto che ne abbiano gli altri non è un buon motivo per costruirle noi. E comunque i danni, in caso d'incidente, si subiscono in proporzione alla distanza: più si viveva vicino a Chernobil, più le conseguenze sono state tremende. Il Pd oggi parla di "nucleare di quarta generazione" ma, come dice il Nobel Rubbia, anche quello è radioattivo. Il problema delle scorie non è stato risolto. E comunque il nucleare non è conveniente dal punto di vista economico. Per costruire una centrale ci vogliono 15 anni e costi immensi". Signora Fino: "Però siete contrari anche all'eolico. A me invece, chissà perché, quei mulini a vento moderni, così alti, piacciono esteticamente". "Alcuni impianti si possono fare. Però non dobbiamo installare torri gigantesche proprio sulle rotte degli uccelli migratori, che vengono sterminati dalle pale. L'Europa ci condannerebbe". L'UNICA ALTERNATIVA Non resta che il solare? "Quella è la vera alternativa, e sempre secondo Rubbia è proprio la Puglia la regione d'Italia più vocata per ospitare pannelli e centrali. Perché è al Sud, ha un sacco di sole, ma anche perché è pianeggiante. Come l'Andalusia in Spagna. Rubbia ha progettato una centrale solare termodinamica, con specchi che concentrano l'energia e conservano il calore anche di notte, a temperature di 500 gradi. Le stesse che ci vogliono per produrre elettricità con carbone, gasolio o nucleare. Ho stanziato venti milioni di euro per il prototipo". Prende la parola Gianfranco, il marito viticoltore. Il suo cruccio è la burocrazia. Signor ministro, non le sembra che le procedure burocratiche siano da alleggerire? Perché una piccola impresa come la mia deve sottoporsi a due Via (Valutazioni d'impatto ambientale), una regionale e una nazionale, e poi all'Aia (Autorizzazione integrata ambientale), mentre in tutti i Paesi d'Europa la procedura è unica? Io non posso permettermi un ragioniere a tempo pieno, così mi tocca passare la metà del mio tempo fra le carte. E non riesco a curare la parte commerciale, che è importante quanto quella produttiva. "Francamente, non posso che darle ragione. Mea culpa. I controlli ci vogliono, soprattutto nel settore enogastronomico dove è fondamentale garantire la qualità. Ma non devono trasformarsi in vessazioni, moltiplicandosi all'infinito". Una domanda la vuole porre il padre di Gianfranco, Vito Fino, pensionato. Le pensioni. Perché non rivalutarle assieme ai rinnovi contrattuali, invece dell'attuale meccanismo che non copre tutta l'inflazione, e fa perdere la metà del potere d'acquisto in pochi anni? "Guardi, sono tre le categorie che vogliamo proteggere: pensionati, precari e salariati. Tutti devono tornare ad avere un reddito decente. Se loro in questi anni hanno perso potere d'acquisto, evidentemente altre categorie ci hanno guadagnato, perché nel suo complesso l'Italia non si è impoverita. La verità è che c'è stato uno spostamento di reddito in favore della speculazione finanziaria e delle grandi rendite parassitarie, a danno degli introiti da lavoro dipendente. E non lo dico io, ma le statistiche dell'Ocse". Qui a Taranto abbiamo un negozio della Coldiretti dove gli agricoltori vendono i loro prodotti direttamente ai consumatori. Non si può ampliare questa esperienza? "Assolutamente sì. Ogni Comune d'Italia deve offrire almeno un negozio dove i produttori incontrano i consumatori. Così i prezzi si possono abbassare dal 30 al 50 per cento". Per la verità rispetto a certi mercati rionali i prezzi non sono così bassi. "La Coldiretti dice il contrario, ma mi informerò". Riprende la parola la signora Fino: Pd e Sinistra arcobaleno si contendono come candidati gli operai della Thyssen Krupp di Torino. Anche all'Ilva di Taranto ci sono stati morti sul lavoro, ma nessuno ha mai pensato a loro. "Non si risolve il problema della sicurezza sul lavoro candidando qualche operaio sopravvissuto, così come non si risolve il precariato facendo eleggere un precario, e non si ottengono diritti per le coppie di fatto trasformando qualche omosessuale in deputato. Berlusconi ha inaugurato la politica spettacolo, ma noi non dobbiamo andargli appresso. Non si risponde alla candidatura di un generale con un altro generale, a un industriale con un industriale, a una donna con un'altra donna...". RECORD MONDIALE DI DEBITI Taranto "vanta" un record mondiale: due anni fa il Comune ha dovuto dichiarare bancarotta con un debito di 637 milioni. Il più alto del pianeta, dopo quello di Seattle (Stati Uniti). Un anno fa è stato eletto sindaco a furor di popolo (71 per cento dei voti) il pediatra Ippazio Stefàno, della Sinistra democratica di Salvi e Mussi (ora alleati di Pecoraro). Stefàno ha subito rinunciato allo stipendio e dimezzato quello di assessori e consiglieri. Ma le resistenze sono molte: quattro mesi fa ha dovuto licenziare il vicesindaco. E i creditori del Comune alla fine non incasseranno più della metà delle somme loro dovute. Qui l'ex sindaco fu condannata per un inceneritore... Ministro, vogliamo parlare un po' di spazzatura? Pecoraro si sistema sulla sedia, deglutisce e risponde scherzoso (ma non troppo): "Preferirei di no, perché guastare questo buon clima conviviale? Comunque, nei paesi della Campania dove viene fatta la raccolta differenziata, il problema non esiste". Marco Suttora stampa |.

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Pronta entro due mesi la rotonda sulla strada dove morì il piccolo Luca (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN DAMIANO. FURGONE CONTRO SCUOLABUS Pronta entro due mesi la rotonda sulla strada dove morì il piccolo Luca Ad aprile saranno installati i cartelli poi le telecamere anti-velocità Sono pronti i terreni per costruire la nuova rotonda sul rettilineo della provinciale che collega San Damiano e Priocca. Lì, a pochi metri da borgata Ripalda di San Damiano, nel tamponamento tra il furgone di un corriere espresso e lo scuolabus del Comune di Priocca morì Luca Pasquero, 10 anni, mentre altri sei suoi compagni (compresi i due fratellini) rimasero feriti. Era il 4 dicembre dello scorso anno e sul posto accorse anche il papà della piccola vittima, Aldo Pasquero, vigile del fuoco in forza al Comando provinciale astigiano. L'ennesimo incidente su quel trafficato tratto di strada, un lungo rettilineo che unisce Astigiano e Cuneese. Nei giorni scorsi, un nuovo incontro tra gli amministratori di San Damiano e Priocca per fare il punto dei lavori: "Abbiamo acquisito i terreni da sei proprietari diversi per realizzare una rotonda a metà del rettilineo - spiega Marco Perosino, vice sindaco di Priocca - a fine mese la variante sarà discussa in Consiglio comunale e ci vorranno un paio di mesi perché l'opera sia terminata". Circa 120 mila euro i fondi stanziati dalla Provincia di Cuneo, mentre l'illuminazione sarà a carico del Comune. La burocrazia, nel frattempo, pesa sull'installazione delle telecamere fisse per il rilevamento della velocità. A San Damiano entro aprile arriverà la cartellonistica stradale per segnalarle: ne sono previste due sul rettilineo per Priocca (dove già sono in azione gli autovelox mobili), tre in località San Pietro, altro scenario di numerosi incidenti. Solo per la segnaletica, il Comune di San Damiano ha messo a bilancio 10 mila euro. "Aspettiamo tutte le autorizzazioni - annuncia Valter Valle, sindaco di San Damiano - è una trafila lunga che dobbiamo portare avanti nel rispetto di tutte le regole, per evitare poi qualsiasi possibilità di ricorso da parte degli automobilisti". Un nuovo incontro con gli abitanti dei due centri è previsto per il 26 marzo in borgata Ripalda. E per ricordare Luca a quattro mesi dall'incidente, il 4 aprile il vescovo Francesco Ravinale celebrerà una messa. La funzione si terrà alle 15,30 proprio nel comando provinciale dei vigili del fuoco di Asti. \.

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Tetto più alto, ma nessun abuso edilizio (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

S'invocarono le dimissioni dell'assessore all'urbanistica, ma non c'è reato Tetto più alto, ma nessun abuso edilizio Dopo due perizie il pm Biasi chiede l'archiviazione del caso Tomazzoni LUCA MARSILLI ROVERETO. Il punto di partenza era una constatazione oggettiva: dalla finestra da cui prima vedevano le montagne, adesso vedono solo tetto. Conclusione logica (e corretta), il tetto attuale è più alto di quello originario. E' il passo successivo ("è stato comemmesso un abuso edilizio") che è stato compiuto in modo molto arbitrario. E non dai vicini - che si sono limitati a segnalare i dati di fatto in procura - ma certamente da quelle parti politiche che presentarono (o firmarono) la richiesta formale di dimissioni dell'assessore Tomazzoni, insistendo finchè non fu chiaro che non lo avrebbero avute. Il sindaco allora, in aula, disse che lui al proprio assessore non chiedeva proprio nulla: ne aveva piena fiducia. E se Tomazzoni dichiarava di non avere compiuto alcun abuso, solo una sentenza in senso contrario l'avrebbe portato a pensare il contrario. Ora, dopo due perizie che hanno concluso esattamente allo stesso modo, il procuratore Fabio Biasi sta per chiedere l'archiviazione del caso. Significa che molto probabilmente non si arriverà nemmeno mai a un processo. Due perizie diverse perchè dopo la prima - che escludeva abusi - fu richiesto un supplemento. Che la Procura dispose per eliminare qualsiasi margine di dubbio. Ora dubbi non ne resterebbero affatto. Per l'ultima perizia, è evidente che i due criteri ritenuti validi dall'attuale normativa urbanistica - non aumentare l'altezza della facciata dell'edificio; non aumentare il volume utile interno - sono stati entrambi rispettati. La facciata (da terra al punto di appoggio della travatura) e la "luce" del sottotetto (sagoma e dimensioni della stanza) sono rimasti gli stessi di prima. C'è, rileva il perito, l'effettivo innalzamento del tetto di circa 26 centimetri. Ma la cosa si spiega facilmente. Il vecchio tetto, fra travi, controtravi, travetti e coppi, aveva uno spessore dai 25 ai 30 centimetri. I tetti moderni, che richiedono travature molto più importanti e una coibentazione efficace (modifiche costruttive imposte dalla normativa di sicurezza o incentivate e suggerite per il risparmio energetico) hanno uno spessore di circa il doppio. Ecco dove sono finiti i 26 centimetri in più. Il resto, è più o meno colore. O se si preferisce, burocrazia. Che i volumi interni dell'edificio non erano aumentati di nulla (e che quindi chi ristrutturava non aveva avuto alcun beneficio) è sempre stata la risposta anche di Maurizio Tomazzoni. Che al di là di una irregolarità formale sanata (un errore nella documentazione, influente su volumetrie e oneri dovuti) ha sempre ribadito di avere agito in assoluta buonafede. E di attendere che la magistratura chiarisse se qualcosa di formalmente non corretto c'era stato. Come dire: io di certo non volevo fare il furbo, ma se poi ho sbagliato qualche cosa, me lo chiariranno i magistrati. Ora pare certo che anche per i periti e quindi presumibilmente per i magistrati, nemmeno errori ci sono stati. Anche se i vicini le montagne non le vedono più.

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Da prof a contadino: con grande gioia (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Matteo Cassol Da prof a contadino: con grande gioia Attilio Sansoni ha lasciato Riva per aprire un agritur in Toscana L'insegnante dell'Enaip, già presidente dell'Agraria, ha realizzato quello che per molti è soltanto un sogno. "Una grande fatica ma ne valeva la pena: anche grazie alla disponibilità della famiglia" ALTO GARDA. "Voglio andare a vivere in campagna". Non è solo una strofa cantata da Toto Cutugno, ma assomiglia tanto al motto di almeno una generazione. Quante volte si sente qualcuno dire "Basta, mollo tutto e mi faccio l'agritur"? Ebbene, Attilio Sansoni e i suoi l'han fatto davvero. Sansoni, rivano assolutamente ben inserito (professore all'Enaip di Arco, a lungo presidente e membro del cda dell'Agraria, impegnato con l'Avis e a Varone col calcio e l'oratorio), assieme alla moglie Elsa e ai tre figli ha preso e se n'è andato in Toscana, dove ha aperto proprio un agriturismo (l'Antica Fonte) a Rosignano Marittimo (Livorno). Dalle parole di molti ai fatti suoi. Ha rotto un tabù. "Sì - risponde Sansoni - una scelta completamente controcorrente, oltre che finanziariamente azzardata e difficile". Com'è maturata la cosa? "è arrivata l'occasione: l'amico Renzo Colò, mio attuale socio, ha comprato l'azienda e m'ha proposto di occuparmene. Ad agosto sono tre anni". E cosa ne è uscito? "Il socio ha passione e partecipa, con continue migliorie (appartamenti, piscina...). Da parte nostra, curiamo in gestione familiare un'azienda in collina, con vigne e piccola cantina di qualità, rivendita interna di prodotti, uliveto, peschi, meli (rari da questa parti), orto (dal quale gli ospiti possono rifornirsi), grano, orzo e una piccola fattoria". Si riesce a vivere? "Bisogna scordarsi del tempo libero, che diventa sempre e comunque lavoro. Sei impegnato da mattina a sera e, poiché l'azienda è diversificata, non ci sono periodi morti durante l'anno. è un ciclo continuo, cui si aggiunge anche la disponibilità verso i clienti, che è il pane di mia moglie". Moglie, figli, amico: non è stato un salto senza rete. "No, è stata una scelta familiare, di vita, condivisa e supportata da tutti. Vista la fiducia nel socio, ci voleva solo il coraggio per muovere il grande passo: e preferisco fare una scelta magari sbagliata che non ritrovarmi da qui a cinque anni a tormentarmi dicendo "perché non l'ho fatto?"". Visto l'impegno necessario, qualcuno potrebbe chiederle "perché l'ha fatto?"... "E me lo chiedono: "Ma come, molli il posto fisso?" E anche i toscani, che apprezzano il Trentino e i trentini, si stupiscono: "Sei andato via da un posto come Riva del Garda?". è vero, non c'è riposo e da sbrigare c'è pure la burocrazia, ho lasciato un lavoro che mi piaceva (insegnavo ortofloriicoltura e seguivo progetti di ragazzi in difficoltà), la mia situazione sociale era buona e vivevo in un bel luogo: ma ora faccio ciò che amo e posso disporre del mio tempo". Quindi con Riva tutto ok. "Certo: quando chiudiamo tre settimane a novembre o quando salgo a trovare i miei mi sento sempre a casa, così come ormai - dopo un inizio spiazzante - mi sento a casa in Toscana. Una scelta così non dev'essere fatta perché scappi da qualcosa o sei sotto stress. Se è una fuga, i problemi poi te li porti dietro: dev'essere una scommessa ponderata". Una scommessa vincente? "Il bilancio è senz'altro positivo. Ovviamente ci sono momenti di entusiasmo e altri di dubbio e sconforto, perché a volte per fare tutto ti servirebbero 48 ore, non 24. Con mia moglie, che si sobbarca la parte più dura (l'accoglienza), ho un'ottima intesa e anche i figli quando possono danno una mano. I problemi dell'Italia ricadono anche sul nostro settore: ma si vive giorno per giorno, senza paura del futuro".

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Veltroni: rimettiamo in moto l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI. PIU' DI 600 PERSONE AL COMIZIO Veltroni: rimettiamo in moto l'Italia [FIRMA]GIUSEPPE BUFFA BIELLA "Abbiamo i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti. Non va bene". E il Walter nazionale incassa l'applauso più lungo, in una piazza Santa Marta arroventata dal sole e piena di gente. Sta parlando a braccio da quasi un'ora, dopo essere arrivato con 30 minuti di ritardo e dopo aver sfilato in via Dal Pozzo, stringendo mani e salutando fans adoranti: "L'autografo", "Grande Walter", "Dio, che emozione". Veltroni sorride a un parterre curiosamente bipolare: gente anziana e ragazzini. Molto rari i trenta-quarantenni. Ma del resto sono le 15, la gente lavora. In piazza ci sono lo stesso 6-700 persone, che Veltroni ipnotizza: "Gli stipendi dei parlamentari devono essere riportati alla media europea. E riduciamoli pure, i parlamentari: da mille a 570". E' alla sessantesima tappa del suo giro d'Italia, per far capire agli elettori "che è possibile fare ciò che finora non s'è fatto: aprire una stagione riformista". Il vecchio governo? "Nella stessa coalizione c'erano Dini, Mastella e Caruso: come potevano cambiare l'Italia? Ora quel tempo è finito. Il Pd ha chiuso con la sinistra radicale. I nostri rivali, invece, che hanno fatto? Hanno chiuso col centro, e hanno imbarcato la Mussolini e Ciarrapico, che fa il saluto romano di chi approvò le leggi razziali". Altro applausone, in una città medaglia d'oro della Resistenza. Poi si sterza sull'economia: "Vogliamo un'Italia in cui un'azienda nasca in un giorno, con un'autocertificazione e un solo documento: quello dell'Asl sulla sicurezza del lavoro". Il Paese, insomma, deve "diventare semplice, perché è troppo complicato: è inaccettabile essere ultimi per crescita del Pil a causa della burocrazia". Nessun riferimento a Biella; molti, invece, all'attualità: il pirata della strada romano, che ha ucciso due ragazze, è già agli arresti domiciliari? "E' inaccettabile, in Italia chi sbaglia deve pagare. Io sono ipergarantista, ma sto coi più deboli, ossia con le vittime della violenza". Berlusconi, mai nominato (lo chiama "il principale esponente" del centrodestra), viene tirato in ballo due volte: per la battuta fatta alla precaria e per un precedente del 2006. "Disse che i figli degli operai e degli avvocati non potevano essere messi sullo stesso piano. E invece sì! Tutti devono partire dalle stesse basi". In un tripudio di applausi, affiancato dalla studentessa Marta Bruschi che l'ha presentato alla folla, Veltroni proclama che "l'Italia va rimessa in moto", e che non può essere affidata a un Pdl "che vuole vincere solo per gestire il potere", e che propone "gli stessi ministri di prima": "E' coi governi democratici che c'è stata crescita economica e lotta alle disuguaglianze. Lo dice la storia, e ogni giorno sento crescere il consenso intorno al Pd. Lasciamoci alle spalle gli ultimi 15 anni, e apriamo una stagione nuova". E alle 15,56 scatta l'ultimo, lunghissimo applauso.

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Di ALESSANDRO VANNETTI LACCI E LENTEZZA della burocrazia. Ostacoli non solo p (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ALESSANDRO VANNETTI LACCI E LENTEZZA della burocrazia. Ostacoli non solo per la vita dei cittadini, ma anche per l'attività delle imprese e a volte vere e proprie "spinte" ad operare fuori dai confini nazionali. E' quanto accaduto alla Pramac di Casole, secondo la Cgil e la Fiom/Cgil, le quali sostengono in un documento che fra le cause che hanno spinto il gigante casolese dei generatori elettrici e del fotovoltatico ad investire in Svizzera, c'è proprio l'elefantiaca burocrazia italiana. "Dopo aver esaminato diverse località italiane per l'ubicazione del nuovo stabilimento per produrre pannelli fotovoltaici, Pramac ha deciso di spostarsi in Svizzera - sostiene il sindacato - Fra i motivi che hanno indotto l'azienda (che solo a Casole occupa più di 250 dipendenti) a investire oltre 70 milioni di euro fuori d'Italia, c'è indubbiamente l'estenuante lentezza e farraginosità delle procedure burocratiche italiane". Dopo la denuncia, però, le stesse Cgil e Fiom danno notizia di un'ipotesi di sviluppo che il gruppo industriale casolese non ha ancora comunicato e che, con la fattiva collaborazione delle istituzioni, potrebbe portare a una benefica correzione di rotta. "Non tutto è perduto - afferma il sindacato lanciando una proposta e un appello - La Pramac ha presentato a Regione e Provincia un progetto che prevede, in alternativa a un'espansione del sito produttivo svizzero, la realizzazione di un nuovo stabilimento a Casole che potrebbe occupare altri 200 lavoratori. Crediamo sia indispensabile perseguire con convinzione la strada di una collaborazione dei poli universitari toscani nel settore delle energie rinnovabili, magari eleggendo proprio la Valdelsa come area di ricerca e sviluppo di queste nuove opportunità. Per questo sollecitiamo le istituzioni locali a dare risposte univoche e immediate, affinché le aziende possano radicarsi ulteriormente nel territorio e si possa contrastare la perdita dei tanti posti di lavoro verificatisi in questi anni. L'innovazione tecnologica può diventare un volano che potrebbe rimettere velocemente in moto l'economia senese". - -->.

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TERNI - NO AL COMMISSARIAMENTO del Consorzio Tevere-Nera e alla r (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

? TERNI ? NO AL COMMISSARIAMENTO del Consorzio Tevere-Nera e alla reintroduzione della tassa, sia la Regione a farsi carico dei costi: questa la netta posizione dell'Api di Terni. "Siamo assolutamente contrari ? sostiene Luigi Fogliani, presidente dell'associazione delle piccole e medie imprese ? al commissariamento del Consorzio di Bonifica che avrà come conseguenza la reintroduzione della tassa. Una tassa ingiusta sia dal punto di vista dell'onere commisurato alla estensione delle attività produttive, cui non corrisponde alcun beneficio diretto e specifico, che per la concorrenza, visto che in Umbria solo una parte delle imprese è chiamata a farsi carico per ben due volte del problema della regolazione delle acque con la fiscalità generale e con un tributo aggiuntivo. Chiunque conosce i problemi che debbono affrontare oggi le imprese sa che una delle maggiori difficoltà è data proprio dal peso della burocrazia, che grava sia in modo indiretto che diretto sulla loro attività". Secondo il presidente Fogliani, non si comprende per quale ragione nei Comuni di Terni e Narni imprese e famiglie siano obbligate a pagare a parte la difesa del suolo, quando tale impegno altrove è a carico delle Comunità Montane. "Non sono questi più i tempi in cui, invece di procedere ad uno snellimento del sistema pubblico ? aggiunge Fogliani ? famiglie e imprese possono permettersi lussi simili. Api Terni, sempre schierata a fianco di chi è impegnato quotidianamente a produrre investimenti, sviluppo e occupazione, non può accettare che il Consorzio di Bonifica, che finalmente ha deliberato di equiparare il nostro territorio a quello di Perugia, venga commissariato soltanto per reintrodurre quella tassa. La Regione deve farsi carico del costo di tale onere e di quello della struttura che, cresciuta in questi anni in modo elevato, può essere gradualmente riutilizzata, riducendo ad esempio il turn over in Provincia e nella stessa Comunità Montana". Nei giorni scorso il presidente di Coldiretti Terni, Albano Agabiti, aveva chiesto un incontro ai vertici del Consorzio sul paventato aggravio dei costi di adduzione idrica. "Non ritieniamo accettabile ? osservava Agabiti ? che i costi della struttura vengano scaricati sulle imprese agricole con aumenti oltre che ingiustificati, insostenibili". - -->.

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Il nostro modello: meno burocrazia e risposte concrete Serve un ente intermedio fra Comuni e Regioni (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Il nostro modello: meno burocrazia e risposte concrete" Serve un ente intermedio fra Comuni e Regioni 1 "Credo si sia un po' strumentalizzato il tema delle donne in politica, segno questo, però, che il mondo femminile ha raggiunto una sua maturità e la consapevolezza del suo fare. In questo la politica sta diventando un riflesso della società e si apre ad essa, riacquistando credibilità. Le donne contano molto nella società e nella famiglia, nel mondo del sociale e nella scuola. Lavorano, studiano, si prendono cura dei figli e degli anziani, creano imprese ed attività. E nella società portano la loro concretezza, la loro sensibilità nell'individuare i problemi e nel cercare le soluzioni, il riuscire a mettere insieme e a dialogare, capacità che si sono sviluppate nella solidarietà e nella reciprocità. Le donne della Brianza porteranno a Roma la capacità di lavorare e sacrificarsi propria di questa terra, l'attaccamento alla famiglia e ai valori cattolici, ma anche i problemi del nostro territorio, il bisogno di sicurezza, le necessità del mondo del sociale e del volontariato, i problemi delle scuole e degli asili". 2 "In questi giorni i dati presentati dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza fanno emergere la nostra come un'area con una crescita al di sopra della media regionale e un dato significativo per le imprese al femminile e il lavoro. La Brianza, dunque, con una vocazione alla piccola e media impresa, alle attività artigianali, ma soprattutto con un tessuto storicamente omogeneo per cultura e valori. In quest'area, così operosa e produttiva, si sta realizzando, sostenuta dalla Regione Lombardia, l'idea di un ente efficiente, snello, vicino alle esigenze del territorio, intermedio tra piccoli-grandi Comuni e Regione. Le sue mission: l'efficienza operativa, meno burocrazia, il taglio degli sprechi, un governo vicino al territorio, la creazione di sinergie che consentano di evitare doppioni e di semplificare, ma al tempo stesso di governare i problemi complessi. Non in una "autoemarginazione", ma in rapporto con i partner regionali e nazionali. Un ente capace di dare risposte alla gente, con personale preparato e formato all'internazionalità. La Brianza sta creando un nuovo modello di ente, esportabile". 3 "La nostra è un'area in cui vivono circa 800mila persone e con un denso tessuto produttivo, ma con un grande e pluriennale problema: la carenza di infrastrutture. Infrastrutture non solo per le aziende, ma anche per le persone, per chi ogni mattina si reca al lavoro, a scuola, per chi deve andare a Milano o a Bergamo o a prendere un aereo a Malpensa. È indispensabile potenziare la rete stradale e i trasporti pubblici, secondo il duplice asse da nord a sud e da est a ovest. Pensiamo alla Pedemontana, un progetto che finalmente prenderà il via, alla metrotramvia Milano-Desio-Seregno e al tunnel di San Fruttuoso. E si sta lavorando anche per risolvere annosi problemi, come quello di Viale delle Industrie. Le nostre imprese producono qualità e tecnologia, molte operano sul mercato internazionale. Il "made in Brianza" è un segno di riconoscimento capace di fare la differenza, che deve essere promosso e difeso. E poi bisogna favorire la formazione, la ricerca, la nascita di distretti industriali e reti d'imprese, per accrescere la qualità e la competitività". 4 "Porterò avanti le esigenze del mondo da cui provengo: l'istruzione e la formazione. Dare una struttura organizzativa più flessibile, valorizzare le reti e i coordinamenti tra le scuole, che consentono di affrontare con un'ottica comune problemi come il recupero, l'orientamento, le risorse, sia in termini finanziari che di personale. La scuola deve riprendere il suo importante ruolo educativo, culturale ed etico nella società, preparando al futuro". - -->.

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Nella canonica le note magiche del clavicembalo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 19/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA Nella canonica le note magiche del clavicembalo Uno dei clavicembali di Michele PRALBOINO Nelle antiche stanze dell'ex canonica risuona la splendida musica del Settecento, suscitata dalle abili mani di Michele Barchi. Sue le dita che animano i tasti e che hanno costruito il clavicembalo, pezzo per pezzo, filo per filo. Michele è un artista vero: la musica, ma anche la pittura. È uno dei migliori clavicembalisti italiani, ha suonato con Claudio Abbado e Riccardo Muti, si è esibito nei teatri, nelle chiese, davanti a pubblici di ogni tipo, capi di Stato, re e regine, ha inciso cd e dvd. La sua arte nasce e si esercita fra i muri e le atmosfere del Convento di S. Maria degli Angeli. Michele arrivò qui con il patrigno, pittore, e la madre Teresa Barchi nel 1987. La famiglia aveva affittato dal demanio l'ex canonica, con il compito di custodire casa e chiesa. Si stabilirono in questo angolo suggestivo e tranquillo della Bassa, dove maturare in pace le inclinazioni artistiche di ognuno. Michele si è diplomato nei conservatori di Milano e Brescia in pianoforte e clavicembalo. Ha ereditato dalla madre, scomparsa alcuni anni fa, l'impegno morale e pratico a favore del Convento. Oggi è vicepresidente dell'Associazione Amici di S. Maria. Fra un concerto e l'altro (lo incontriamo alla vigilia della partenza per Aix en Provence, in Francia) si cura del luogo, promuove incontri per valorizzare il Convento, invita a Pralboino gli amici musicisti da tutto il mondo per suonare gratis e raccogliere fondi da devolvere alla chiesa e all'Associazione. Visitare la canonica è come incontrare un angolo di Barocco. I colori, le atmosfere, gli oggetti. Nella stanza dei clavicembali le pareti sono decorate di quadri ispirati al Settecento, opere dello stesso Michele. Mostra gli strumenti, orgoglioso e contento, ma con una certa forma di pudore, avversa alle lusinghe e ai complimenti. Costruisce da sé i clavicembali; ci vogliono anche sei mesi di perizia e pazienza. Come quella, del resto, mostrata da Michele nei rapporti con il demanio. La nostra burocrazia statale, si sa, non brilla per snellezza ed efficienza. Nel 1999 la casa, racconta Michele, era praticamente inagibile. Si assunse in proprio l'onere del restauro, senza nessun aiuto da parte del demanio con il quale, anzi, è aperto un contenzioso economico. Una cosa è certa: senza Michele e la sua famiglia il Convento non esisterebbe più. La canonica ma anche la chiesa annessa, il campanile avrebbero perduto il corpo e l'anima. Quelli evocati dal suono magnifico del clavicembalo di Michele. (e. mir.).

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Il Comune si dimentica la scuola media (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

AIRUNO IL PLESSO È SOVRAFFOLLATO: CON LE ELEMENTARI ARRIVA A 200 ALUNNI Il Comune si dimentica la scuola media ? AIRUNO ? LA SCUOLA è sicura? Il quesito passa ora all'Asl: gli alunni delle elementari e delle medie sono costretti a convivere in spazi ristretti e a seguire lezioni in angusti spazi. Inoltre gli armadi sono posizionati nei corridoi del plesso scolastico e la palestra viene utilizzata per attività didattiche e non invece per attività fisiche. La situazione si trascina da ormai due anni e gli amministratori locali sono latitanti. Genitori e insegnanti sono all'oscuro del nuovo appalto e soprattutto sui tempi di riapertura del plesso della media. Il sindaco Moreno Fabbroni ha più volte promesso la ristrutturazione dell'edificio delle medie in tempi brevi, ma l'edificio è diventato un simbolo dell'inefficienza e della burocrazia. L'ex municipio, trasformato in edificio scolastico dopo la metà del secolo scorso ha sicuramente necessità di una profonda ristrutturazione, ma, come commentava ieri mattina la mamma di una studente di seconda media "a pagare questi ritardi non devono essere i ragazzi". I genitori hanno più volte chiesto conto al dirigente scolastico Angelo Lalario, giunto alle elementari di Airuno lo scorso settembre dopo un'esperienza alle superiori di Merate. Nel frattempo della sicurezza dell'edificio se ne dovrà occupare anche l'Asl, per verificare le condizioni igienico sanitarie. - -->.

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Una priorità: la conservazione delle superfici coltivabili (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'agricoltura resta sempre settore primario L'industria ieri è il terziario (servizi) oggi, hanno fatto passi da gigante, mentre il peso demografico ed economico del agricoltura - il settore primario - è arretrato: solo il 3% della popolazione e del reddito nazionale. Ricordiamoci che agricoltura vuol dire produzione di derrate, cioè alimenti per umani e animali: irrinunciabili, poiché il cibo è vita, lavoro ed affetti, ovvero sia, tutto ciò che caratterizza la società nelle sue manifestazioni. Ma agricoltura vuole anche dire terra tutelata dal lavoro dell'uomo, mantenuta fertile, in grado di assorbire le acque piovane, necessarie a rimpinguare le falde freatiche, a valorizzare la funzione clorofilliana propria delle piante coltivate (assorbire anidride carbonica ed erogare ossigeno). Una funzione anti-inquinante, quest'ultima di grande importanza per la vita umana e l'ambiente (messo in difficoltà dai gas di scarico). Sulla produzione di derrate, non si può ignorare quanto sta accadendo dopo una annata avara di produzioni cerealicole, con una crescente domanda da parte dei paesi asiatici e con la prospettiva (tale è ancora) di un impiego mirato a produrre bio-carburanti per arrestare la crisi dei rifornimenti di petrolio e la crescita del prezzo della benzina. Ciò conferma sia pure in modo indiretto, che l'agricoltura ed il suo ruolo nell'economia e nella società, vanno ben oltre la percentuale di popolazione che vi si dedica e la percentuale di PIL che rappresenta. Più che giustificate le politiche fin qui portate avanti dall'Unione Europea, dapprima a sostegno dei prezzi per incoraggiare le produzioni ed armonizzarle in corrispondenza alla domanda, e oggi a rivolgere attenzione all'intera realtà rurale, mirando con i piani di sviluppo rurale, a qualificare le strutture portanti della valorizzazione delle derrate, in termini di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Se così stanno le cose del settore primario, va da se che la conservazione delle superfici coltivabili deve essere una delle priorità di ogni paese e di chi lo governa. Occorre adottare politiche più severe in materie di urbanizzazione per evitare che la cementificazione penalizzi ulteriormente le terre coltivabili. Si deve puntare invece al recupero degli spazi già urbanizzati e abbandonati nei centri abitati e nelle stesse campagne. Un altro tema legato al futuro dell'agricoltura attiene ai giovani, indispensabili per compensare i vuoti dei molti che lasciano per anzianità o per difficoltà economiche. I giovani, per restare, si attendono tempi migliori, ricavi sicuri e redditività certa, un traguardo non ancora raggiunto, di cui le istituzioni devono farsi carico. Un contributo al raggiungimento di questo obbiettivo può venire da un rinnovato impegno del mondo agricolo e dalle istituzioni, così da correggere il capitolo commerciale e consolidare il rapporto dell' agricoltura col mercato. Si è molto parlato di accordi di filiera ma i risultati sino ad ora raggiunti non depongono a favore dell'obiettivo. Le divisioni sindacali non hanno aiutato lo sviluppo associativo degli agricoltori. Senza il supporto di associazioni di prodotto e di forme cooperative in grado di agire con sufficiente forza contrattuale, in modo da correggere la spartizione del valore aggiunto, l'agricoltura resterà in posizione subordinata di fronte alle componenti forti, alle componenti che dettano le regole: trasformazione e distribuzione le quali fissano i prezzi penalizzando chi produce e chi consuma. Infine, occorre agire in direzione della burocrazia, semplificando le regole, ed armonizzandole per evitare sovrapposizioni ai vari livelli, locale, provinciale, regionale, statale e comunitario. Gli adempimenti richiesti sono troppi, l'agricoltura corre il rischio di non esaudirli tutti e di doversi rivolgere al terziario con i relativi costi, senza inoltre, sottacere il tempo sottratto alle cure dell'azienda che non possono venire disattese. Pietro Marcazzan Deputato UDC.

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Tempi più rapidi per le concessioni edilizie grazie alla carta unica del territorio regionale, (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Presentata ieri dall'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente. Il nuovo strumento consentirà di snellire la burocrazia, rendendo più facile la vita a Comuni, imprese edili e studi tecnici. La dettagliata analisi del suolo pugliese permetterà di ottenere concessioni edilizie in tempo reale. Per compiere le operazioni basterà un computer , una connessione a internet e una password. La carta unica, già operativa in provincia di Foggia, diventa indispensabile per la lotta all'abusivismo edilizio. L'Acquedotto pugliese è stato tra i primi enti a richiederla per l'aggiornamento della rete idrica. Infrastrutture, corsi d'acqua, insediamenti e colture di ogni tipo. Tutto in una cartina. Per Comuni e Province che utilizzeranno il sistema per l'elaborazione dei piani urbanistici generali sono previsti importanti incentivi. (A. Loc/ass).

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Marrazzo: Le liste d'attesa aggravate dagli orticelli privati (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del SANITÁ Marrazzo: "Le liste d'attesa aggravate dagli orticelli privati" di Gioia Salvatori Medici di base irreperibili, disparità tra regioni, difficoltà ad avere informazioni. Ieri Cittadinanzattiva ha presentato a Roma l'XI rapporto Pit salute, stilato in base alle 24mila segnalazioni arrivate al tribunale del malato nel corso del 2007. In testa tra le lamentele l'indisponibilità del medico di famiglia (23,1% dei casi) e la mancanza d'informazioni (19,7%). Difficoltà ad avere certificazioni per i disabili, alle prese con troppa burocrazia. Caratteristica principale la disparità tra regioni nell'offerta dei servizi. Succede anche a Roma dove, anticipa Cittadinanzattiva, (i dati esatti verranno presentati ad aprile) c'è disparità tra le Asl sull'erogazione dei servizi. Poi ci sono le lunghe liste d'attesa mentre le agende, come ha denunciato anche il governatore Piero Marrazzo annunciando battaglia contro "chi vuole coltivare il proprio orticello", sono ancora troppo spesso un canale di prenotazione alternativo al recup. "Sono in alcuni reparti del Policlinico Umberto I e, in misura minore, al San Camillo - dice Giuseppe Scaramuzza di Cittadinanzattiva - Ce lo dicono i pazienti che poi, vengono a chiedere perché non possono pagare il ticket alla ricevitoria del lotto, cosa che si può fare solo se ti prenoti tramite recup. Per il resto le lamentale riguardano l'accessibilità ai servizi ambulatoriali, decisamente inferiore a quella degli ospedali. Poliambulatori per l'assistenza di base andrebbero costruiti in ogni municipio romano". Ma nel Lazio l'incremento dei servizi si scontra con le esigenze del piano di rientro: "I cittadini del Lazio non possono essere beffati due volte: prima con più tasse, adesso con tagli indiscriminati dovuti al piano di rientro - ha detto il presidente della commissione sanità del Senato, Ignazio Marino (Pd) - È importante che il Parlamento abbia un ruolo centrale altrimenti il federalismo rischia di diventare un vantaggio per le regioni virtuose, e una punizione per le altre". Alle parole di Marino replica l'assessore regionale al bilancio Luigi Nieri (Prc), da mesi con il collega Augusto Battaglia alle prese con tagli e tira e molla con i ministeri per le delibere del piano di rientro: "Giusto quel che dice Marino. Ma la Regione Lazio sta lavorando per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi in ambito sanitario - ha detto Nieri - Ci aspettavamo che Marino si adoperasse per sostenere gli sforzi e l'impegno della giunta". MARINO: I cittadini del Lazio non devono pagare due volte, con Irpef e disservizi.

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Il consorzio non può ancora pulire le spiagge - serena lullia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Il Consorzio non può ancora pulire le spiagge La Regione non ha emanato le direttive ai Comuni per rimuovere la posidonia SERENA LULLIA PORTO CERVO. Il lifting delle spiagge della Costa Smeralda resta incastrato negli ingranaggi della burocrazia. I lidi dei vip sono coperti da un tappeto di posidonia, schegge marroni poco attraenti per i bagnanti ma simbolo di buona salute dell'ecosistema. Il Consorzio che cura il fascino degli arenili smeraldi vorrebbe cominciare a lustrare i suoi gioielli ma non può farlo. Manca ancora il placet della Regione. Ogni anno gli uffici cagliaritani emanano una direttiva in cui vengono indicate le tecniche corrette per eliminare la posidonia. Il condominio esclusivo aspetta il documento che farà scattare l'operazione pulizia. La direttiva verrà inviata al Comune che dovrà poi emanare l'ordinanza con cui autorizza il Consorzio al maquillage della sabbia. La scorsa estate la rimozione della posidonia da parte del Consorzio aveva scatenato una serie di polemiche. Nel mirino erano finiti i metodi scelti per asportare le alghe, tra cui l'utilizzo di mezzi gommati. Accuse in contrasto con la scienza. Il modello utilizzato in Costa è stato infatti giudicato coretto dai luminari della natura che hanno partecipato alla conferenza mondiale sull'ambiente del 2007. Quest'anno il direttore Salvo Manca ha deciso di anticipare i tempi. A febbraio ha inviato una lettera all'ufficio del demanio. Nel documento viene chiesto un sopralluogo con i responsabili regionali, il Comune e la Capitaneria nelle spiagge della Costa Smeralda. "Andremo a Cala Granu, il lido che è diventato un po' l'emblema della presenza della posidonia - spiega Salvo Manca -. In quell'occasione chiederemo tutte le delucidazioni su come rimuovere le alghe. Saranno i responsabili della Regione a indicarci tecniche, modalità e strumenti previsti dalla normativa. E noi seguiremo le loro direttive alla lettera". Il Consorzio non accetta di passare per custode poco attento dei lidi della Costa e rivendica l'anima verde del suo operato. "La tutela dell'ambiente è l'elemento di forza della Costa Smeralda - aggiunge Manca -. L'eccellenza di questo territorio dal punto di vista naturalistico è il fattore che, insieme con i servizi che offriamo, rende questo angolo di Sardegna così esclusivo e ci permette di reggere la concorrenza con gli altri paesi. Per questo riserviamo un'attenzione particolare alla sua salvaguardia. Non solo sulle spiagge ma anche nel mare. Il sistema delle boe intelligenti di Cala di Volpe è diventato un modello esportato in tutto il mondo". Già chiesto anche un incontro con il Comune per concordare i metodi di raccolta dei sacchetti nelle strade. "Sono al lavoro le squadre di addetti per eliminare i rifiuti trascinati sulle spiagge dalle mareggiate o accumulati alle spalle dei lidi - conclude Salvo Manca -. Ma per l'operazione più accurata, quella che riguarda l'asportazione della posidonia, aspettiamo l'ok della Regione".

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Secessione? No Meno burocrazia per il Nordest (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL DIBATTITO. Interviene Daniele Marini "Secessione? No Meno burocrazia per il Nordest" VENEZIA Non c'è rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia: è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della "questione settentrionale" alla luce del dibattito suscitato dal libro del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, intitolato "Così perdiamo il Nord", edito da Mondadori. Per Marini, il termine secessione "è forte e provocatorio" ma questa parte del Paese, che "soffre di più il peso di un sistema Paese che non è in grado di riformarsi", ha sicuramente bisogno di "meno burocrazia". Secondo Marini, le imprese vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti nel processo di internazionalizzazione, vera chiave per salvaguardare la loro presenza sul nostro territorio". Marini sostiene che fra le imprese "la tentazione di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è effettivamente. Allo stesso tempo - ha aggiunto - avvertiamo dalle nostre ricerche un attaccamento al Paese, che però lo si vorrebbe diverso". "Penso - ha spiegato - sopratutto alla questione fiscale ma anche l'aspetto della burocrazia, una delle vere riforme dello Stato che non avvengono. Soprattutto le medie imprese - ha sottolineato - sono quelle che in questo momento avrebbero bisogno per lo slancio che hanno preso di avere uno Stato più friendly, amichevole". "Questo pezzo di Nord, si confronta sempre di più in un mercato domestico che è quello europeo e quindi - ha aggiunto Marini - per loro è più facile confrontarsi con quanto avviene negli altri paesi. Per loro - ha concluso Daniele Marini - il mercato domestico è come minimo quello europeo e ormai per gran parte quello internazionale".

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Cis e Regionale 11 Tutto da definire (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PALAZZO NIEVO. L'assessore provinciale Toniolo e la viabilità Cis e Regionale 11 "Tutto da definire" L'assessore è vestito casual ma sulla scrivania ha pacchi di piantine, planimetrie e mappe da studiare con impegno. Assessore, ma si faranno tutte queste grandi opere? Sorride Costantino Toniolo a capo della viabilità in Provincia e non risponde. Ma è come se lo facesse. Lui, ex sindaco e presidente di Vi. Abilità è uomo del fare e conosce i tempi della burocrazia e quelli della politica. "Non voglio entrare in ambiti che non seguo ma..." Allora meglio discutere di ciò che c'è. "Sono realista e penso che nel 2010 potrebbe partire il primo cantiere della Pedemontana". L'autostrada "fantasma" taglia in due il Veneto, il progetto segna la direttrice Mussolente-Montebello e gli ultimi conti la fanno costare qualcosa come 2,3 miliardi di euro, il 60% circa destinato alle terre beriche. "La Pedemontana si farà - taglia corto Costantino Toniolo -. Sta seguendo un iter preciso e non si può fermare. Ma non diciamo in giro che la ghiaia ottenuta dall'escavazione dei laminatoi serviranno a pagare i lavori. Pagheranno una minima parte dell'opera". Pragmatismo: "Ai sindaci dico di non aver paura dei comitati di protesta, vanno ascoltati certo, poi però bisogna decidere e le opere non possono aspettare". Di fronte a flussi di veicoli da capogiro c'è solo da essere pragmatici. Sul Melaro passano ogni giorno 20 mila auto e tra Arzignano-Montecchio altre 18 mila. E cosa accadrà con il Cis? "Tutto quello che posso dire è che lungo la regionale 11 la viabilità è al limite. E la destinazione dell'interporto è tutta da definire".

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Il nuovo che vogliamo dalla politica (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 19 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Verso le elezioni 2008 Il nuovo che vogliamo dalla politica Le proposte di Confartigianato alle forze in campo Nel momento in cui le forze politiche scendono in competizione per assumere la guida del Paese, Confartigianato sottopone al futuro Governo il decalogo delle proposte per lo sviluppo dell'artigianato e delle piccole imprese nell'ambito del progresso economico, civile e sociale del Paese. L'intento è quello di dare un contributo alla definizione delle scelte di governo, attraverso il confronto tra i programmi dei Partiti e le idee e le indicazioni dell'artigianato e della Piccola e Media Impresa. Queste le priorità per la crescita indicate da Confartigianato: garantire la governabilità, valorizzando il ruolo della micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Le proposte di Confartigianato alle forze politiche sono sintetizzate in un documento il cui filo conduttore è la richiesta di riconoscere il ruolo delle micro e piccole imprese italiane (quelle fino a 20 addetti): un "esercito" di 4.223.639 aziende, pari al 98,2% del totale delle imprese italiane, che danno lavoro al 59,3% degli addetti, realizzando il 43,9% del valore aggiunto e il 39,4% degli investimenti. Il "nuovo" che vogliamo dalla politica è che vengano ascoltate queste imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione del Paese: hanno creato 517.000 posti di lavoro in un anno, mentre le grandi aziende ne hanno persi 117.000. La loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica di tutto il Paese. Ma proprio su queste imprese, oggi si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese. Soltanto in adempimenti burocratici ogni anno le imprese italiane "bruciano" 15 miliardi e sprecano altri 2,3 miliardi a causa dei tempi lunghi della giustizia civile. Per restituire fiducia a cittadini e imprenditori, per far crescere il Paese, la nostra Confederazione sollecita alle forze politiche nuove scelte economiche e culturali che pongano la piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la competitività. Il tutto con la garanzia di riforme strutturali, a cominciare dalla riforma elettorale che restituisca agli elettori la possibilità di scegliere chi li rappresenta in Parlamento. Confartigianato chiede quindi agli schieramenti politici impegni precisi su una serie di scelte: pSì ai fatti, no alla prassi degli annunci; pSì al pragmatismo, no alle ideologie; pSì a interventi su misura per la realtà imprenditoriale italiana composta per il 98% da piccole aziende, no a interventi per un modello di imprese "a taglia unica"; pSì alla libera iniziativa imprenditoriale, no all'abitudine al posto di lavoro pubblico garantito a vita; pSì all'assunzione del rischio e all'innovazione, no all'assistenzialismo; pSì alla flessibilità, no alle rigidità del mercato del lavoro; pSì alle liberalizzazioni e alla concorrenza che abbatte i costi a carico di imprese e famiglie, no ai mercati protetti e alle loro tariffe, no alle rendite di posizione; pSì al coraggio del rinnovamento e del cambiamento tanto necessario al Paese, no all'autolesionismo e alle tesi di declino. Su queste scelte valuteremo la capacità della politica di recuperare la fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di imparare a guardare ed ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese.

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Bezzi che sfascia il Patt? Lo hanno già fatto altri P anizza afferma che Bezzi vuole sfasciare il Patt e che non ci riuscirà (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bezzi che sfascia il Patt? Lo hanno già fatto altri P anizza afferma che Bezzi vuole sfasciare il Patt e che non ci riuscirà. Per forza. Lo hanno già sfasciato Panizza e compagni molto tempo fa, quando si chiamava Pptt-Ue. Prestiamo il voto alla Lega e poi ad ottobre vedremo. Gianni Colpi Dico no al "voto utile" Una speranza a sinistra I n questo periodo mi sono spesso sentito rivolgere la domanda: "Cosa ne pensi di queste elezioni?". Domanda dalla risposta non scontata, fatta da amici che davvero guardano a questa scadenza elettorale con un certo disorientamento. Lo scenario non è dei migliori, in effetti, al di là dei tanti slogan che richiamano al "nuovo": un nuovo paese, una nuova politica, un cambiamento che sembra aspettarci dietro l'angolo, a patto di scegliere il "nuovo" più giusto. Ma tutto questo entusiasmo non mi sembra abbia un reale riscontro: è l'entusiasmo dei politici e della politica quello che passa sui media, non l'entusiasmo della società. Perché quando la fatidica domanda la pongo io, ad amiche e amici, le risposte variano dal "non so" al "lascia perdere". Non sono risposte entusiastiche, segno di un paese che cambia e intravede novità: sono risposte stanche, di persone alle quali è passata persino la voglia di andare a votare. Qualunquismo? Forse sì, ma giustificabile: che entusiasmo può suscitare una classe politica uguale da decenni? Che fiducia può raccogliere una promessa di cambiamento fatta da uno o dall'altro schieramento, che pur si sono alternati al governo senza realizzare nulla di quanto promesso? Hanno governato tutti, in questi anni: Berlusconi, Veltroni, di recente persino Bertinotti. Oggi possiamo solo fare il bilancio di un fallimento: precarietà dilagante, crescita zero, salari e pensioni al palo. Forse i cittadini si aspettavano qualche autocritica, non nuove e incredibili promesse. Forse si aspettavano un concreto rinnovamento, non il goffo tentativo di mettere le pezze ad un drammatico vuoto di rappresentatività candidando personaggi immagine ("il giovane", "la donna", "l'operaio", come ha ben analizzato Marco D'Eramo sul Manifesto). In questo clima gattopardesco c'è ampio spazio anche per la litania del voto utile: "votate il partito più grande, non votate i partiti piccoli, butterete via il vostro voto", dicono tutti i leader. Che equivale a dire, a mio modesto parere, "votate me, perché altrimenti perdo il posto". Non serve essere un mostro di logica per capire che nessun partito è grande di per sé, ma è grande nella misura in cui ottiene consenso nella società. Prima del voto, non esistono partiti grandi e partiti piccoli, esistono solo grandi burocrazie di partito che desiderano rimanere tali e chiedono il voto per questo. Per quel poco che credo di aver capito di questa fragile democrazia rappresentativa, il voto va espresso in base all'adesione ad un progetto politico, e quel voto è utile nella misura in cui riesce a dare forza a quel progetto. Io sono contento che Sinistra Critica abbia presentato la sua lista: questo mi permette di andare a votare, cosa che non davo affatto per scontata. E mi permette di dare il voto ad un programma serio e coerente. I programmi sono facilissimi da scrivere: è molto più difficile avere il coraggio di applicarli con coerenza. Franco Turigliatto ha avuto la forza e la coerenza di dire no alla guerra, ad un pacchetto sicurezza razzista e anticostituzionale, a una riforma del welfare che dà continuità al quel processo di precarizzazione avviato dal pacchetto Treu e rafforzato dalla Legge 30. E Flavia D'Angeli, la candidata a premier, è una giovane donna, insegnante precaria, con le idee chiare: non una vecchia volpe della politica, ma un volto poco conosciuto, esterno ai palcoscenici ufficiali della politica istituzionale. I più considereranno questo una debolezza: per quanto mi riguarda, è senza dubbio un grandissimo punto di forza. Tommaso Iori Dal flop di S. Giuseppe una lezione per tutti N ella cronaca si leggono i risultati sconfortanti della fiera di San Giuseppe: poca affluenza, forse a causa del maltempo e della mancanza di soldi, molta crisi, determinata dalla speculazione euro e dalla speculazione caro-mutui e dalle rate da pagare per gli acquisti. Magari qualcuno sta già pensando di chiedere qualche forma di risarcimento per il poco profitto ottenuto a mamma Provincia. A me pare, invece, di cogliere - forse qualcuno dirà con ironia - un lato molto positivo nella vicenda. Un bilancio di una fiera, di un mercatino natalizio non dovrebbe, a mio giudizio, fermarsi al dato finanziario nudo e crudo, ma dovrebbe prendere in considerazione anche gli altri fattori: i riflessi sull'economia complessiva, i riflessi sull'ambiente e quelli sulla vivibilità di una città. Trento è, tutto sommato, una città vivibile e questo è un dato statistico incontestabile. Ma questo non significa che non si possa fare di più e di meglio. Se, ad esempio, Trento è una città virtuosa per la raccolta differenziata, non lo è per quanto riguarda l'aria respirabile nonostante essa sia immersa in un magnifico polmone di alberi e boschi. Le giornate in cui le soglie di inquinamento superano i limiti ammessi stanno aumentando. Si vogliono, come antidoto, aumentare le giornate da dedicare ai mercatini con il relativo afflusso continuato di automobili inquinanti? Bene, perché le conseguenze di questa "splendida" manifestazione di sensibilità ambientale cadranno sui lavoratori e sugli anziani, cioè su coloro che non potranno permettersi il lusso di comprare un'autovettura euro 4 o, da luglio, euro 5. Ritengo che l'aspetto positivo del flop della fiera di San Giuseppe sia costituito, allora, dal fatto che questo episodio dovrebbe indurre gli amministratori e politici locali ad aumentare la sensibilità verso le tematiche ambientali ed effettuare un'attenta analisi degli effetti delle manifestazioni e dei mercati sulla vivibilità della città. Non è il caso, infatti, in nome di un profitto sfrenato (ma anche, come abbiamo visto in quest'occasione, aleatorio) penalizzare oltre misura e oltre ogni ragionevolezza la qualità di vita dei cittadini che abitano a Trento. Daniele Passigli Quando si fa confusione anche con i sacramenti R assegna stampa mattutina: i giornali locali su Tca. Si commenta una foto ove, a braccetto di Lucia Fronza Crepaz, c'è un noto politico moderato. "A dare l'ultimo saluto, l'estrema unzione a Chiara Lubich - spiega il telegiornalista di turno - c'era anche Pier Ferdinando Casini". Ultimo saluto ed estrema unzione, qui presentati quasi sono sinonimi, non lo sono però affatto. Il sacramento dell'unzione dei malati viene infatti, dalla chiesa cattolica, amministrato a chi è gravemente malato, cioè a chi versa in pericolo di morte per malattia o vecchiaia (mentre la Lubich, al momento della visita del Bel Moderato, era già morta), e suoi ministri sono il vescovo e il presbitero. Certo che, a forza di presentare il cristianesimo come un'esperienza gratificante e una bella raccolta d'emozioni, qui finisce che la dottrina cristiana non la conosce più nessuno. Non sapevo però (lo confesso) che anche Pierferdi potesse amministrare questo sacramento, ma bisogna dire che in Italia, in campagna elettorale, può accadere di tutto. Non bisognerebbe, comunque, costringere i giornalisti a certe levatacce: si rischia l'"effetto lucagiurato" e si rovina l'immagine della nobile attività di cui autorevolmente s'è detto: "È sempre meglio che lavorare". Ruggero Morghen 19/03/2008.

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Abruzzo, più infrastrutture (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione "Abruzzo, più infrastrutture" Lombardo presenta il programma e lancia De Matteis L'AQUILA. "La lotta alla criminalità organizzata avrà la priorità che merita". Lo ha detto all'Aquila il leader del Movimento per le autonomie (Mpa), Raffaele Lombardo, nel corso di una manifestazione che di fatto ha aperto in Abruzzo la campagna elettorale per le prossime politiche di aprile. Accanto a Lombardo c'erano Giorgio De Matteis e Alessio Monaco, entrambi candidati alla Camera, ma non c'era il capolista al Senato, Antonio Pappalardo, generale dei Carabinieri ed ex comandante del Cocer, che poco prima dell'inizio della manifestazione è stato colto da un lieve malore e ricoverato in ospedale a scopo precauzionale. Il generale è stato soccorso e trasportato al San Salvatore dal 118. Da quanto si è poi appreso dovrebbe essersi trattato di un lieve calo pressorio. Ad accogliere Lombardo c'era la platea piena del cinema Massimo. Seduti nelle prime file i c'erano i candidati che parteciperanno alle elezioni del prossimo aprile. Secondo Lombardo la lotta alla criminalità, assieme alla semplificazione della burocrazia e ad una fiscalità speciale a misura di impresa, soprattutto al Sud, sono tra le priorità del Paese. "La lotta alla criminalità", ha aggiunto, "pesa molto di più della carenza di infrastrutture - e questa è un'altra priorità - a cui va aggiunto il peso di una burocrazia le cui regole devono essere modificate. E' quello che ci chiedono anche gli imprenditori e le famiglie". Nel corso della sua visita nel capoluogo di regione, prima dell'inizio della manifestazione elettorale, Lombardo ha incontrato anche imprenditori e costruttori per ascoltarne le istanze. Il leader del Movimento per le autonomie si è detto certo della vittoria,alle prossime elezioni politiche, del Pdl con cui è alleato. "Vinceremo le elezioni", ha osservato, "perchè c'è stato un precedente governo che non ha fatto crescere il Paese". Tra i punti salienti del programma figura proprio la fiscalità per le imprese. "Abbiamo una ricetta", ha detto, "che non costa nulla al bilancio dello Stato: una fiscalità speciale per chi impianta o innova le proprie industrie e che consente di superare le difficoltà. Una fiscalità di vantaggio, che è la ricetta che ha fatto ricca e potente l'Irlanda". (ang.bag.).

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Il caso (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione IL CASO VENEZIA. L'Euroregione è un'idea anche del Veneto "non solo del Friuli Vg" e non esclude la Lombardia. Lo ha detto il presidente veneto Giancarlo Galan rispondendo all'ex vice presidente della Commissione Ue, Franco Frattini, intervenuto ieri a Udine sul progetto dell'Euroregione. "Solo per fare chiarezza - afferma Galan - e non ulteriori inutili polemiche a proposito dell'Euroregione". "È tutta veneta e soltanto veneta la volontà politica di costituire oltre trent'anni fa l'Associazione Alpe Adria - ricorda -. E lavorando per costituire l'Euroregione mai abbiamo dimenticato la necessità di associare ai nostri lavori, ai nostri progetti anche la Slovenia, anche la Croazia, anche la Contea dell'Istria". "Che ostacoli abbiamo trovato sulla nostra strada?" chiede Galan. "Gli ostacoli sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volontà politica dei governi che si sono succeduti". Galan ha infine rilevato che "se di questa nostra Euroregione desiderasse far parte anche la Lombardia nulla osta, almeno per quanto mi riguarda".

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Stadio, la juve investe 105 milioni - emanuele gamba (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Torino Stadio, la Juve investe 105 milioni Il Delle Alpi sarà abbattuto, l'Arena pronta per la stagione 2011 L'ad Blanc: "Alla squadra non verranno sottratte risorse per il potenziamento" EMANUELE GAMBA (segue dalla prima di cronaca) La scelta - che può tranquillamente essere definita epocale, visti i riflessi che avrà sulla vita nel club nei prossimi decenni - è stata presa al termine del lungo e sofferto cda di ieri, durante il quale ha infine prevalso la linea più ambiziosa. "I soldi ci sono" garantisce la Juve, che se avesse deciso di limitarsi a ristrutturare il Delle Alpi avrebbe speso, grosso modo, una ventina di milioni di euro. Investirne più di cento sarà tutto un altro affare e spetterà ora a Blanc trovare i soldi: quelli dello sponsor (si parla di una multinazionale che scucirebbe una decina di milioni all'anno) ci sono già, almeno virtualmente, mentre si tratterà di "trovare i canali per attingere ad altre risorse", come disse l'amministratore delegato il 19 febbraio di fronte ai consiglieri comunali della commissione sport e cultura. Di sicuro, non sono previsti nuovi aumenti di capitale né, assicura la Juventus, "verranno sottratte risorse al potenziamento della squadra". Ma potrebbe non essere un caso il fatto che proprio in questi giorni la società abbia deciso di rinunciare al brasiliano Diego del Werder Brema, adducendo motivazione tecniche (non si è ritenuto opportuno ridisegnare la squadra dell'anno prossimo con l'inserimento della figura del fantasista) ma anche economiche, visto che il giocatore sarebbe costato non meno di trenta milioni. Il nuovo stadio sarà pronto nel 2011 e ospiterà non più di quarantamila spettatori. Perché comincino i lavori bisognerà che prima il Comune approvi le opportune modifiche al Pec, ma la Juve avrà strada spianata: la città ha già fatto sapere di approvare la scelta, si tratterà solamente attendere che la burocrazia faccia il suo corso. Il progetto che in questi mesi ha occupato i cassetti della sede di corso Galileo Ferraris è firmato dagli architetti Rolla e Zavanella, i quali hanno immaginato uno stadio di modello anglo-tedesco, moderno però essenziale, cucito su misura attorno alla squadra. Praticamente, un tipo di stadio che in Italia non esiste, perché a quel modello si avvicinano solamente San Siro e Marassi, che però sono di concezione più antiquata. Per finanziare il progetto ben difficilmente la Juventus si rivolgerà al Credito sportivo ("i suoi tassi non sono concorrenziali", disse Blanc) né potrà, almeno per il momento, attingere ai finanziamenti pubblici visto che, se non altro per questa legislatura, non ne sono previsti, dopo che il desolato tramonto della candidatura italiana per Euro 2012, che avrebbe fatto arrivare alla società bianconera - attraverso l'intervento di Chiamparino, che aveva privilegiato il sostenimento dell'impianto privato a quello pubblico - quei 100 milioni a tasso zero che gli servirebbero come il pane. Nel frattempo, la Juventus giocherà per altri tre campionati nel minuscolo Comunale, in coabitazione con il Torino. Ma è chiaro che questa svolta rimetterà in discussione anche il destino dell'impianto di Santa Rita, che l'amministrazione cittadina sarebbe ben felice di sbolognare al Toro di Cairo.

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Belci: rischio secessione? illy parla da imprenditore ma serve meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dibattito sul libro "Così perdiamo il Nord" Belci: rischio secessione? Illy parla da imprenditore ma serve meno burocrazia TRIESTE Le riflessioni di Riccardo Illy a margine della presentazione del suo nuovo libro "Così perdiamo il Nord" sul rischio secessione e sulle proposte per evitare il collasso delle imprese del settentrione stimola il dibattito nel Triveneto. Sulla questione prende posizione la Fondazione Nordest con il suo direttore Daniele Marini che ritiene interessanti le proposte di Illy. Una presa di distanza, quantomeno sull'uso del termine secessione, arriva dal segretario di Trieste della Cgil Franco Belci. "Sulla necessità di semplificare la burocrazia siamo tutti d'accordo - dice Belci - ma sarebbe meglio non evocare con disinvoltura il termine secessione. Non c'è questo pericolo ma la coesione del Paese è definita dalla Costituzione e gli interessi economici non sono sufficienti a violare questo principio. Penso che il discorso di Illy sia più quello di un imprenditore che di uno statista-politico. Per il direttore scientifico della Fondazione Nordest invece non c'è rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia. Per Marini, il termine secessione "è forte e provocatorio" ma questa parte del Paese, che "soffre di più il peso di un sistema Paese che non è in grado di riformarsi", ha sicuramente bisogno di "meno burocrazia". Secondo Marini, le imprese vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti nel processo di internazionalizzazione, vera chiave per salvaguardare la loro presenza sul nostro territorio". Marini sostiene che fra le imprese "la tentazione di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è effettivamente. Allo stesso tempo - ha aggiunto - avvertiamo dalle nostre ricerche un attaccamento al Paese, che però lo si vorrebbe diverso". "Penso - ha spiegato - sopratutto alla questione fiscale ma anche l'aspetto della burocrazia, una delle vere riforme dello Stato che non avvengono. Soprattutto le medie imprese - ha sottolineato - sono quelle che in questo momento avrebbero bisogno per lo slancio che hanno preso di avere uno Stato più friendly, amichevole". "Questo pezzo di Nord, si confronta sempre di più in un mercato domestico che è quello europeo e quindi - ha aggiunto Marini - per loro è più facile confrontarsi con quanto avviene negli altri paesi. Per loro - ha concluso - il mercato domestico è come minimo quello europeo e ormai per gran parte quello internazionale".

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Galan: nell'euroregione c'è posto anche per milano (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Galan: nell'Euroregione c'è posto anche per Milano VENEZIA L'Euroregione è un'idea anche del Veneto, precisa il governatore Giancarlo Galan, "non solo del Friuli Venezia Giulia". Il presidente veneto fa questa puntualizzazione rispondendo all'ex vice presidente della Commissione europea, Franco Frattini, intervenuto ieri a Udine sul progetto dell'Euroregione. "Solo per fare chiarezza - afferma Galan - e non ulteriori inutili polemiche a proposito dell'Euroregione. Il progetto, l'idea di costituire un'Euroregione non appartiene solo al Friuli Venezia Giulia come sembra credere l'amico Franco Frattini. Il Veneto è subito stato della partita, anche perchè il Veneto guarda e opera verso l'Est europeo e verso il Centro Europa da oltre trent'anni". "Infatti - insiste Galan - è tutta veneta e soltanto veneta la volontà politica di costituire oltre trent'anni fa l'Associazione Alpe Adria. E lavorando per costituire l'Euroregione mai abbiamo dimenticato la necessità di associare ai nostri lavori, ai nostri progetti anche la Slovenia, anche la Croazia, anche la Contea dell'Istria". "Che ostacoli abbiamo trovato sulla nostra strada?" chiede Galan. "Gli ostacoli sono stati quelli sostenuti dalle burocrazie ministeriali, dalla mancanza di volontà politica dei governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese, dal dato di fatto reale che la Slovenia per poter aderire all'Euroregione deve ripensare se stessa dal punto di vista costituzionale e amministrativo". "Ciò nonostante - conclude - il Veneto, il Veneto di centrodestra, il Veneto presieduto da Galan da tredici anni, il Veneto dell'economia che traina tutto il Nordest ritiene l'Euroregione uno dei suoi obiettivi primari. Così come ritengo fondamentale la possibilità che il Veneto possa svolgere le proprie, autonome relazioni internazionali. Se di questa nostra Euroregione desiderasse far parte anche la Lombardia nulla osta, almeno per quanto mi riguarda".

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Contship: <Investiamo 800 milioni> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Contship: "Investiamo 800 milioni" il piano per i porti italiani Sfida a Fs per i treni cargo. Battistello: "Lo Stato presidi meglio il territorio a Gioia Tauro" dal nostro inviato Samuele Cafasso Milano. Contship scommette sul rilancio dei porti e della logistica italiana 832 milioni di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, chiedendo in cambio al governo tempi certi per la realizzazione delle nuove opere negli scali dove opera, taglio della burocrazia e, soprattutto, "il presidio del territorio a Gioia Tauro. Un anno fa il premier Romano Prodi ci ha detto che la sicurezza era un problema suo, e che noi dovevamo occuparci solo degli investimenti. Mi chiede se oggi siamo protetti? Le rispondo che non lo so" scandisce il chairman. Cecilia Battistello, incontrando ieri la stampa, intendeva parlare soprattutto dello sviluppo delle attività del gruppo controllato dalla tedesca Eurogate nel Mediterraneo. Piatto forte: l'intenzione di investire con forza nelle ferrovie, conprando le tracce per fare da sé i treni merci sfidando Trenitalia. Inevitabili però i riferimenti all'attualità di Gioia Tauro, che una recente relazione della Commissione antimafia descrive come un porto con forti infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. "Contship - si infuria la Battistello - non ha mai dato un soldo e mai lo darà alla 'ndragheta. Piuttosto prendo le mie gru e le porto altrove: non siamo noi ad avere bisogno di Gioia Tauro: abbiamo Cagliari, abbiamo Tangeri, possiamo farne a meno. Ma se andiamo via noi, vi assicuro che Gioia Tauro chiude, non ci verrà più nessuno". La relazione, accusa Battistello, si basa su una supposizione infamante. Se Contship lavora senza problemi in Calabria, allora vuol dire che ha pagato dazio: "Non è così, l'unica estorsione è quella che abbiamo denunciato agli inizi degli anni Novanta. Non lo so e non mi interessa se ci fosse un accordo tra Angelo Ravano (che è morto un mese dopo la firma con il governo per l'avvio del terminal, nel 1993, ndr.) e la criminalità organizzata per avere un dollaro e mezzo ogni container scaricato. Sta di fatto che questi soldi non li abbiamo mai dati e, quando ce li hanno chiesti, abbiamo denunciato. Le aziende in odore di infiltrazione che lavoravano dentro il terminal sono state espulse. Per quanto riguarda i traffici illeciti, sicuramente non sono responsabilità del terminalista. Noi carichiamo e scarichiamo. Il resto dipende dalle dogane e, se ci sono dei funzionari corrotti, è un problema dello Stato". Chiuso il capitolo 'ndragheta, rimangono i numeri degli investimenti programmati con l'obiettivo di portare il gruppo a movimentare, nel 2010, 8 milioni di teu contro gli attuali 5,4, per poi oltrepassare tra il 2012 e il 2013 il muro degli 11 milioni di teu. L'occupazione dovrebbe passare da 2550 addetti a 2850 (nel 2010) e 3550 (più oltre 850 persone nell'intero ciclo operativo) fra il 2012 e il 2013. Nel frattempo, partono le attività a Tangeri, dove Contship è impegnata con Msc e Cma-Cgm: "Io spero di no, ma i nostri clienti dicono che vi potrebbero essere contraccolpi sui traffici a Gioia Tauro: è una variabile di cui bisogna tenere conto". Porto per porto, ecco i piani di sviluppo: a Gioia Tauro, dopo l'approfondimento dei fondali e l'ampliamento del canale, Contship investe 261 milioni di euro. A Cagliari, dove i volumi sono in flessione dopo che Maersk ha portato le sue navi altrove, si prevedono 60 milioni di investimenti. Al momento, il gruppo è in trattativa per conquistare due nuove linee di "importanti compagnie", mentre "si è riaperto in queste ore un dialogo produttivo anche con Maersk per l'utilizzo del terminal". Alla Spezia il gruppo ha superato la barriera di un milione di contenitori movimentati nel 2007, sono già ora in arrivo nuove gru e altre arriveranno con i nuovi tombamenti su cui Contship conta di mettere le mani: 79 milioni di euro l'impegno finanziario. Ci sono poi i progetti di ampliamento a Ravenna e Livorno, con la prospettiva della realizzazione di due terminal da 2,8 milioni di teu in Toscana e l'altro da 500.000: sul piatto Contship mette complessivi 316 milioni di euro. Ma dovrà conquistarsi il rilascio della concessioni, e soprattutto a Livorno i concorrenti sono agguerriti. cafasso@ilsecoloxix.it 19/03/2008.

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Lombardo: i cannoli? sono indigesti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Da oggi il via al tour elettorale del candidato del centrodestra: "Priorità la lotta alla mafia" Lombardo: i cannoli? Sono indigesti la giornata "Soffro di gastrite e non posso mangiare i cannoli, la ricotta mi è indigesta". Raffaele Lombardo, leader dell'Mpa e candidato alla presidenza della Regione, risponde così a una domanda, nel corso della trasmissione televisiva "Uno mattina", su che cosa pensasse della "politica dei cannoli di Cuffaro". Poi Lombardo ha elencato quali sono le sue priorità, assicurando che "farà della Sicilia una nuova Irlanda e che lavorerà bene come ha già fatto alla Provincia di Catania". "La lotta alla criminalità organizzata avrà però la priorità che merita, perché per i cittadini e gli imprenditori pesa molto di più che la carenza d'infrastrutture o tanto quanto una burocrazia regionale ingessata", ha detto il leader dell'Mpa, che ha confermato inoltre "come il ponte sullo Stretto resta una priorità, ma senza dimenticare". "Occorre inoltre mettere sotto controllo gli sprechi nella sanità e promuovere l'eccellenza", ha aggiunto. Oggi intanto Lombardo inizia il tour siciliano per la sua campagna elettorale. Prima tappa Trapani, dove alle 16,30 terrà una conferenza stampa al Comune insieme al sindaco Girolamo Fazio.

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Trieste La stagione del raccolto Continua al Miela la rassegna "La stagione del raccolto", rassegna ... (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Trieste La stagione del raccolto Continua al Miela la rassegna "La stagione del raccolto", rassegna cinematografica per imparare a invecchiare bene, promossa da Itis, Aris e Bonawentura. Oggi alle 17, la scrittrice Patrizia Rigoni presenterà "La caccia alle farfalle" 1992, di Otar Ioseliani. Progetto Crearci Oggi dalle 17 all'Unione dei Circoli culturali sloveni di via S. Francesco 20, 2.o incontro nell'ambito del progetto Crearci dal titolo "L'associazione: dalla Costituzione alle attività, normative, permessi, burocrazia". Interventi di Ideanna Giuliani e Adriano Kovacic. Rassegna musicale Oggi alle 16 nel teatro "Preseren" di Bagnoli della Rosandra si terrà il saggio conclusivo dell'VIII Rassegna musicale organizzata dal Laboratorio musicale della scuola secondaria di I grado a indirizzo musicale "Ss. Cirillo e Metodio", a cui hanno partecipato 124 alunni delle elementari e delle medie. Dopo l'esibizione la commissione effettuerà la premiazione. Ingresso libero.

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Lucido Sottile (non si) rassegna (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Extra Spettacoli Pagina 11049 Tre spettacoli a fine marzo a Cagliari Lucido Sottile (non si) rassegna Tre spettacoli a fine marzo a Cagliari --> Tre date una dietro l'altra. Una raffica di emozioni, risate, e femminile intelligenza con gli spettacoli che la compagnia Lucido Sottile proporrà il 27, il 28 e il 29 marzo a Cagliari, Piccolo Auditorium. "Lucido Sottile (non si) Rassegna" è il titolo del breve ciclo che proporrà giovedì Speradiserabeltemposi...Rosso , venerdì 3 per 1 - prova mancata per l'Africa e sabato Servizio Completo . Tutti alle 21. Il primo spettacolo vede protagoniste sul palco Fiona Firefarflay e Micha Oslaf, intente a compiere un viaggio ironico attraverso la danza contemporanea, tra severissime insegnanti di classica, ballerine prive di talento, attrici concettuali e improbabili balli di gruppo. Il secondo vede in scena Aglaia Benon, Nino Zaratuska, Violet Pilgrims, Ombretta Pisanu e Fabio Petruzzo. Provocatorio e dissacrante, ironizza sugli intrecci tra spettacolo e finanziamenti, arte e burocrazia. Chiude la rassegna Servizio completo , spettacolo surreale dove il pubblico è protagonista e spettatore. È il nome di una agenzia di sublimazione dei sogni diretta da due bizzarre signore bolognesi, la Nives e la Ginger. Informazioni e prevendita: Box Office, viale Regina Margherita 43, Cagliari, tel. 070/ 657428. Biglietto unico ? 12, abbonamento ? 30.

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Caserma pasubio, via libera all'acquisizione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cervignano. La maggioranza ha approvato la delibera con la quale si impegna anche a riutilizzare la "Terza Armata" Caserma Pasubio, via libera all'acquisizione CERVIGNANO. La maggioranza ha approvato la delibera con la quale si impegna all'acquisizione della caserma "Pasubio" e "Terza Armata". Il documento è passato venerdì scorso in consiglio comunale ma ha trovato il voto sfavorevole della minoranza che prende le distanze dalle finalità cui l'amministrazione vuole destinare la vasta area. Centomila metri quadrati nei quali sorgerà un centro benessere, prenderà corpo una nuova area residenziale e commerciale e si ricaveranno spazi "anche per un uso sociale e pubblico". Ma è proprio sull'avverbio "anche" che si è accesa la polemica tra i due schieramenti. Il capogruppo di opposizione Alberto Rigotto ha proposto la sostituzione con "solo", auspicando pertanto che nell'area in esame non si costruiscano nuove unità abitative ad uso residenziale, "di cui Cervignano è già satura, ha rimarcato Rigotto, ma si offra ai cittadini aree verdi e strutture a uso pubblico o sociale". La minoranza trasformerebbe infatti parte dell'attuale distesa piatta di cemento in orto botanico, come proposto in fase di campagna elettorale. Una funzione, quella non residenziale e commerciale, solo parzialmente accettata dalla maggioranza che sta lavorando da tempo, alla ricerca di patners per convertire gli spazi un tempo destinati alla "Pasubio" in proposte anche economicamente competitive e allettanti per le casse comunali. L'approvazione della delibera in realtà costituisce solamente il primo tassello richiesto dall'iter istituzionale, in attesa del disco verde. Bisognerà attendere che la burocrazia faccia il suo lungo percorso che prevede il passaggio dal demanio militare a quello civile, da quest'ultimo alla Regione ed infine al Comune. Leggermente meno complesso rispetto alla "Pasubio", l'iter per la caserma "Terza Armata" che sarà concesso alla Regione direttamente dal demanio militare. Un passaggio in meno che potrebbe portare all'avvio dei lavori di riqualificazione della caserma di via Garibaldi già entro l'anno, secondo le aspettative del sindaco Pietro Paviotti. L'acquisizione di questa caserma darà il via al piano particolareggiato di via Roma che comprende anche la casermetta "Terza Armata" (da non confondersi con la caserma "Pasubio", di via Terza Armata), l'ex asilo di borgo Salomon e le ex scuole di via Roma. Questo risulta il secondo tra i progetti più ambiziosi proposti ai cittadini "nero su bianco"; riguarda un'area di oltre 10 mila metri quadri in pieno centro con oltre 33 mila metri cubi da edificare. Una nuova area che collegherà Borgo Salomon alla centrale via Roma con percorsi urbani e strade pedonali, arricchita da piazze interne e da oltre 4.500 metri quadrati di corti. Consuelo Modesti.

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Non c'è il rischio secessione ma va tagliata la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione "Non c'è il rischio secessione ma va tagliata la burocrazia" LA FONDAZIONE NORDEST VENEZIA. Non c'è il rischio secessione, ma sicuramente serve meno burocrazia: è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della "questione settentrionale" alla luce del dibattito suscitato dal libro del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy. Per Marini, il termine secessione "è forte e provocatorio" ma questa parte del Paese, che "soffre di più il peso di un sistema Paese che non è in grado di riformarsi", ha sicuramente bisogno di "meno burocrazia". Secondo Marini, le imprese vogliono soprattutto uno Stato che "le aiuti nel processo di internazionalizzazione, vera chiave per salvaguardare la loro presenza sul nostro territorio". Marini sostiene che fra le imprese "la tentazione di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è effettivamente. Allo stesso tempo - ha aggiunto - avvertiamo dalle nostre ricerche un attaccamento al Paese, che però lo si vorrebbe diverso". "Penso - ha spiegato - sopratutto alla questione fiscale, ma anche l'aspetto della burocrazia, una delle vere riforme dello Stato che non avvengono. Soprattutto le medie imprese - ha sottolineato - sono quelle che in questo momento avrebbero bisogno per lo slancio che hanno preso di avere uno Stato più friendly, amichevole". "Questo pezzo di Nord, si confronta sempre di più in un mercato domestico che è quello europeo e quindi - ha aggiunto Marini - per loro è più facile confrontarsi con quanto avviene negli altri paesi".

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Quel muro di san giorgio la storia della spiaggia negata - giuliano foschini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Bari Il caso è stato in parte demolito, restano le macerie. L'area attrezzata rimane sulla carta Quel muro di San Giorgio la storia della spiaggia negata I lavori potrebbero finire tra giugno e luglio e così la stagione è a rischio GIULIANO FOSCHINI Due anni per (non) abbattere un muro. è probabilmente un record quello appena raggiunto dall'amministrazione comunale di Bari: dopo una serie di annunci, conferenze stampa e ultimatum, l'area attrezzata di San Giorgio resta ancora una fotografia di guerra: macerie ovunque e una parte del muro della vergogna ancora in piedi. Per ricostruire la vicenda bisogna tornare indietro di due anni e mezzo all'incirca, quando l'amministrazione Emiliano - con il vicesindaco, Emanuele Martinelli - ripescando un vecchio progetto della giunta Di Cagno Abbrescia, annuncia l'apertura nel giro di pochi mesi di cinque spiagge sul lungomare di San Giorgio. Si tratta, in realtà, di cinque piazzole di sosta dove sarà possibile lasciare l'auto per poi raggiungere agevolmente gli scogli del litorale, addolciti nelle forme dall'amministrazione. Si appaltano i lavori, si comincia a lavorare sulla prima delle piazzole, arrivano le ruspe e spunta l'ecomostro. Nel giro di pochi giorni la ditta incaricata dei lavori tira su un muro alto quattro metri in riva al mare: una miniatura di Punta Perotti autorizzata dall'amministrazione antiecomostri per eccellenza. Scattano le denunce dei giornali e nel giro di 48 ore arriva l'intervento della magistratura: il cantiere viene sequestrato dalla Capitaneria di porto per evidenti violazioni alle normative ambientali. Il Comune convoca di tutta fretta una conferenza di servizi per cercare di variare il progetto. "Non ci eravamo accorti di quel muro" giura l'assessore ai Lavori pubblici, Simonetta Lorusso, che segue il procedimento. Il progetto cambia, incamera l'autorizzazione di tutti gli enti. Nel frattempo però passa un anno e il muro è ancora lì, immobile nel suo scempio. Lo scorso anno la ditta viene incaricata di demolirlo. I lavori cominciano ma poi si interrompono. L'azienda ha problemi societari, nel frattempo servono nuove autorizzazioni, si riuniscono i tecnici per approvare il progetto definitivo. "Siamo pronti - ricostruisce ora la Lorusso - affidiamo l'incarico alla ditta che si era aggiudicata l'appalto ma ci accorgiamo che nel frattempo c'era stata una cessione del ramo di azienda. La burocrazia, la legge, ci ha imposto a quel punto di fare nuove verifiche, riprendere dal principio tutte le autorizzazioni e così si è perso ulteriormente del tempo". Due anni, praticamente, visto che in muro e le macerie sono ancora lì. Nonostante l'amministrazione avesse assicurato che si "trattava di un inghippo" e che già l'estate scorsa la spiaggia sarebbe stata nella disponibilità dei baresi. Probabilmente, invece, non lo sarà nemmeno quest'anno. "Non è detto, noi in questo siamo molto fiduciosi - dice l'assessore - I lavori riprenderanno a breve, questione di settimane. Potremmo farcela per giugno e luglio, stiamo parlando di un progetto semplice, per niente complicato". Il muro, intanto, non si muove.

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L'AQUILA-Si è parlato di autonomia, federalismo, devoluzione, di rispetto per i territori (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di GIANCARLO DE RISIO L'AQUILA-Si è parlato di autonomia, federalismo, devoluzione, di rispetto per i territori alla manifestazione organizzata ieri all'Aquila per accogliere Raffaele Lombardo, fondatore del Movimento per le autonomie, capolista in Abruzzo e candidato alla presidenza della Regione Sicilia. Con lui Giorgio De Matteis candidato alla Camera dei deputati sia nel collegio abruzzese, sia in quello di Catania dove dovrebbe contare su un'elezione quasi certa. Mancava alla manifestazione il candidato del Mpa per il senato Antonio Pappalardo, che ha dovuto rinunciare per un lieve malore. Poco prima dell'inizio della manifestazione al cinema Massimo, Pappalardo, generale dei Carabinieri in pensione ed ex presidente del Cocer, è stato trasferito in ospedale dove è rimasto in osservazione. All'Aquila Lombardo ha trovato un'accoglienza calorosa. Sala gremita, folla festosa, sventolio di bandiere col simbolo del Movimento che in queste elezioni è alleato col Popolo delle Libertà in Sicilia e nelle regioni del Mezzogiorno tra cui l'Abruzzo. Per Lombardo le priorità nell'agenda del nuovo governo dovranno essere lotta alla criminalità organizzata e meno burocrazia. "La lotta alla criminalità organizzata- ha detto il leader dl Mpa- avrà la precedenza che merita perché pesa molto più della carenza di infrastrutture. Un'altra priorità- ha aggiunto- è rappresentata dall'esigenza di allentare il peso di una burocrazia le cui regole devono essere modificate: abbiamo bisogno di semplificazioni, celerità e tempi certi. È quello che vogliono gli imprenditori, che insieme alle famiglie chiedono una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata". E per il sud Lombardo ha proposto "una ricetta che non costa nulla al bilancio dello Stato: una fiscalità speciale per chi impianta o rinnova le proprie industrie e che consentirebbe di superare le difficoltà che il territorio vive. Una fiscalità di vantaggio, come viene definita,è comunque la ricetta che ha fatto ricca e potente l'Irlanda". Lombardo ha aggiunto che il Pdl vincerà le elezioni anche perché "c'è stato un governo di centrosinistra che non ha fatto crescere il Paese". De Matteis ha attaccato l'amministrazione regionale "che non ha saputo dare risposte alla popolazione abruzzese e in particolare ai giovani. Con Lombardo- ha aggiunto il consigliere regionale ell'Italia di Centro- abbiamo fatto un accordo e trovato un momento di sintesi per un obiettivo comune. C'è un sud che vuole proporsi attivamente alle nuove generazioni e noi vogliamo favorire questo ruolo". Parlando poi delle liste presentate insieme al Movimento di Lombardo, in Abruzzo e nelle altre regioni, De Matteis ha voluto sottolineare che "comprendono tutti candidati locali e che non ci sono personaggi paracadutati. Sono liste che abbiamo costruito senza alcuna interferenza e che anche per questo saranno premiate". Prima della manifestazione Lombardo e De Matteis hanno incontrato i vertici dell'Ance Abruzzo, l'associazione dei costruttori, e poi di Confindustria.

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Dai costi della politica alla Malpensa, le spine nordiste per il Pd (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-19 - pag: 15 autore: Dai costi della politica alla Malpensa, le spine nordiste per il Pd A prire in piena campagna elettorale il capitolo che va sotto il nome "costi della politica" è un rischio per tutti, salvo forse che per Di Pietro. La ragione è semplice: si apre il vaso di Pandora e non sai mai cosa può uscirne. La ragione è che nessuno è esente da responsabilità. Per anni i rappresentanti della classe politica, anche i migliori, hanno fatto poco o nulla per ridurre le dimensioni di una macchina elefantiaca. Esistono eccezioni individuali, ma quel che conta è la percezione degli italiani. I quali hanno capito perfettamente che nessun partito e nessuna coalizione di governo hanno mai affrontato seriamente l'argomento, al di là di sporadiche iniziative dal chiaro risvolto mediatico. Quindi si tratta di una questione scivolosa. Proprio perché nei palazzi romani si è fatto poco per l'autoriforma della politica, diventa quasi intollerabile, agli occhi dei concorrenti, che qualcuno s'impadronisca del tema in campagna elettorale. Ieri Veltroni lo ha fatto, con quella rapidità di riflessi che è ormai la sua cifra in queste settimane. è evidente che il leader del Pd ha cercato di cogliere lo stato d'animo del Nord.Nulla suscita l'entusiasmo dell'elettorato settentrionale quanto la promessa di tagliare le unghie ai "politici" di Roma. In particolare i parlamentari, beneficiari di stipendi frai più alti d'Europa. Tutto ciò che serve a esprimere diffidenza e fastidio verso la farraginosa burocrazia politica romana (così viene percepita) incontra il favore del Nord. Ragion per cui Veltroni è stato lesto nel provocare l'applauso garantendo ai suoi ascoltatori del Piemonte ( ma avrebbe potuto essere il Veneto o la Lombardia) esattamente quello che essi volevano sentire. E pazienza se poi servirà a poco ridurre i costi della politica, se davvero l'obiettivo è un taglio significativo delle spese. Quel che conta è il segnale simbolico. Specie nel Settentrione la credibilità si conquista così. Al punto che Veltroni si è esposto alla prevedibile reazione dei suoi avversari.Persino in una campagna sonnac-chiosa come l'attuale, nessuno si sente di regalare al competitore la bandiera dell'antipolitica. Perciò abbiamo avuto una polemica aspra, con Fini che illustra agli italiani le cifre esatte di una pensione da ex parlamentare che l'ex sindaco cinquantenne percepisce. E quest'ultimo che ribadisce di usare quel denaro per scopi benefici. Un po' triste,ma salutare.Negli Stati Uniti gli scontri sui nervi dolenti non sono meno duri: appena pochi giorni fa Obama ha sollecitato Hillary Clinton a mettere in piazza la sua dichiarazione dei redditi e lei ha risposto per le rime. Quando si affronta il capitolo della moralità, anche nel senso più largo del termine, inevitabilmente il conflitto si accende. Perché la riduzione dei costi della politica è il tipico tema da affrontare in modo convergente e "bipartisan", lontano dai riflettori della campagna elettorale. Veltroni lo sa bene, ma con ogni evidenza per lui è più importante risalire la china nel Nord. O comunque provarci. Il che lo obbliga a giocare tutte le sue carte, a costo di subire qualche colpo basso. Le piazze piene e una certa attenzione popolare lo hanno convinto a perseverare. Nonostante che lungo il suo sentiero ci sia un ostacolo drammatico che si chiama Malpensa. E dietro Malpensa c'èil nodo irrisoltodi Alitalia-Air France. Per Veltroni si tratta di conciliare ciò che forse non è conciliabile. Mentre nel centro-destra prevale la posizione nordista della Lega e Fini si adegua. Per cui la parola "fallimento" non è più tabù. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli L'ex sindaco vuol farsi capire dal Settentrione ma si espone a nuove polemiche.

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Ssn, pronto al varo il nuovo elenco delle prestazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-19 - pag: 35 autore: Sanità. Oggi decisione sul decreto Ssn, pronto al varo il nuovo elenco delle prestazioni Roberto Turno ROMA Ore decisive per il varo dei nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza) sanitari, ovvero la summa delle prestazioni concedibili dal Ssn. Prima in un vertice tra gli assessori, poi in un incontro col ministro della Salute, Livia Turco, si decideranno oggi le sorti della modifica, quasi sette anni dopo, del Dpcm del novembre 2001. Se ci sarà disco verde, il nuovo provvedimento sarà inserito all'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni di domani. In caso contrario, le ipotesi alternative al momento sono due: una (meno probabile) Stato-Regioni straordinaria subito dopo Pasqua, ma prima delle elezioni del 13-14 aprile, oppure il rinvio del nuovo Dpcm alle calende greche, comunque dopo la formazione del Governo che verrà dopo la tornata elettorale. Gli imbarazzi principali per gli effetti dei 56 articoli (e ponderosissimi allegati) del decreto, sul quale manca il sigillo finale e ufficiale di Tommaso Padoa- Schioppa, sarebbero di natura economica. In particolare, ma non solo, quelli legati ai costi dei vaccini (che peraltro viaggiano col nuovo Piano vaccinale, pure in stand by, con l'Hpv già finanziariamente coperto dalla manovra 2008). A sollevare dubbi sarebbe soprattutto la Lombardia. Mentre non mancano perplessità avanzate in questi giorni da alcune categorie: come i medici di famiglia Fimmg, che lamentano burocrazia e vincoli alle prescrizioni di indagini diagnostiche e altre contestazioni sul nuovo nomenclatore delle protesi per i disabili. Ma la relazione tecnica allegata, ora sotto esame e su cui l'Economia chiede una condivisione "forte" delle Regioni, al momento esclude costi aggiuntivi. Sono del resto materia incandescente le novità predisposte in lunghi mesi di lavoro gomito a gomito tra Governo e Regioni. Con scremature di prestazioni, appropriatezza di cure, aggiustamenti. Ma anche con aperture di credito agli assistiti in un aggiornamento della lista di prestazioni concedibili e non dal Ssn. Ecco così che i Drg ospedalieri a rischio di inappropriatezza aumentano da 43 a 108, da concedere non più in regime di ricovero ma in day hospital: dagli interventi sulle articolazioni all'Hiv.A questi se ne aggiungono altri 24 di day surgery, erogabili solo in ambulatorio, dunque sottoposti a ticket: dalla cataratta all'ernia. Arrivano, oltre dieci anni dopo, il nuovo nomenclatore delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e anche quello dell'assistenza protesica, che diventa più hi-tech. Ed ecco, ancora, il nuovo elenco delle ma-lattie rare, con 109 nuove inserimenti che daranno diritto alle esenzioni dai ticket. Ma arriva anche l'aggiornamento delle malattie croniche, pure degne di esenzione, con sei nuove patologie gravi (dalla Bpco alle malattie renali croniche) ma anche con tagli di prestazioni oggi esenti e l'esclusione totale di altre (come l'ipertensione lieve senza danni d'organo). LE DIFFICOLTà Tra i problemi da superare i costi dei vaccini e le perplessità dei medici di famiglia sui vincoli burocratici.

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<Nessun gazebo a Roma Pensiamo al federalismo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Nessun gazebo a Roma Pensiamo al federalismo" I candidati replicano a Riello Calearo: se lo incrocio lo saluto VENEZIA - C'è chi come Paolo Giaretta, segretario regionale del Partito Democratico, la butta in battuta, ricordando che "di gazebo davanti al Parlamento ce n'è uno al giorno, si rischia di non essere notati". E c'è chi dice, come Vendemiano Sartor, presidente dimissionario della Confartigianato e candidato alla Camera (Veneto 1) per il Popolo della Libertà, che "la protesta non basta più, bisogna dialogare con le istituzioni per ottenere soluzioni ai nostri problemi". Duro Massimo Calearo, capolista del Pd alla Camera (Veneto 1): "A Roma si può andare per cose molto diverse. Lui per un gazebo, io per servire il mio Paese". Tra i candidati veneti dei due maggiori partiti che si sfideranno alle elezioni politiche non attecchisce la proposta-provocazione lanciata lunedì dal presidente di Confindustria Veneto, Andrea Riello. La stoccata Non piace ai prossimi parlamentari veneti l'idea di Riello di "piantare un gazebo in piazza stile Iene televisive, davanti a Senato e Camera. Per ricordare che abbiamo bisogno di provvedimenti urgenti per riequilibrare il gap di trattamento tra Veneto e aree vicine a Statuto speciale e perché siano premiati i comportamenti virtuosi". Per tutti la soluzione ai problemi del Nord, specie produttivo, sta "nell'applicazione rapida e incisiva del federalismo ". Lo scenario Nel parterre dell'assemblea degli industriali bellunesi Riello aveva dato la sua priorità in vista della nuova legislatura. Il tutto davanti alla leader designata di Confindustria nazionale Emma Marcegaglia che invocava "la sconfitta del partito del non fare", con le avvisaglie di una recessione economica mondiale e lo spettro di una secessione del Nord dal resto dell'Italia evocato di recente in un suo libro dal governatore di centrosinistra del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy. "Non penso che ci ritroveremo con venti secessionisti- aveva puntualizzato l'industriale veronese - ma chi tira il carretto anche per gli altri può ribellarsi". Il chiarimento Alla rivolta aveva accennato Calearo qualche mese fa, prima del suo impegno politico, giustificando lo sciopero fiscale lanciato dalla Lega. Ma ora l'ex presidente di Federmeccanica e Assindustria Vicenza usa parole diverse. "La mia battuta era un grido d'allarme, non una proposta politica e oggi considero fondato l'avvertimento di Illy - spiega - Il dato politico della questione settentrionale è che nessuno degli schieramenti sulla scena italiana negli ultimi dieci anni ha saputo risolvere i nodi sul tappeto. In queste elezioni si trattava di decidere se insistere su schemi già fallimentari o cercare una nuova strada. Il Pdl ripropone stesse logiche, ricette e uomini. Il Pd è la vera novità che pone fine all'accozzaglia di partiti alleati solo per convenienza. Quanto a Riello, credo che la voce del Nord e del Paese reale va portata in Parlamento e nel governo. Se lo incrocerò al suo gazebo, uscendo da Montecitorio, lo saluterò e gli farò i miei auguri". Il Pdl Contento per il ritorno al centro del dibattito del federalismo e del rapporto con la politica è Ettore Riello, anche lui industriale veronese e parente di Andrea. "Finalmente c'è l'avvio di un rapporto vero tra mondo dell'impresa e della rappresentanza - chiarisce - per ottenere l'autonomia, soprattutto fiscale, unico sistema per far ripartire lo sviluppo". Non gazebi, ma federalismo vero chiede pure Maurizio Sacconi, senatore uscente forzista e ricandidato a Palazzo Madama dal Pdl, "per avvicinare l'amministrazione alla gente" e "aiutare la montagna che è a rischio abbandono". In lista principalmente per sostenere il federalismo Vendemiano Sartor, "chiamato da Galan perché da sempre, come Confartigianato, lo chiedevamo". Il Pd Oltre che di federalismo il Nord ha bisogno di "un patto tra impresa, lavoro e politica per ridare velocità alle scelte di quest'ultima, sempre in ritardo rispetto ai mutamenti del mondo globalizzato" secondo Giaretta. Per il leader veneto del Partito Democratico "la questione settentrionale sta tutta lì". E "federalismo rapido e solidale" promette, in caso di vittoria del Pd, Andrea Martella, candidato alla Camera nel Veneto 2, "altro che secessione, freno alle vere riforme". L'analisi sociologica "Non c'è rischio secessione, ma serve meno burocrazia ": è l'analisi che il direttore scientifico della Fondazione Nordest, Daniele Marini, fa della questione settentrionale. Marini sostiene che fra le imprese "la tentazione di guardare oltre i confini in modo comparativo c'è. Avvertiamo un attaccamento al Paese, però lo si vorrebbe diverso ". Gianni Sciancalepore I presidenti Andrea Riello leader di Confindustria in Veneto, Emma Marcegaglia a livello nazionale.

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Brebemi, la burocrazia contro tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-03-19 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso La Brescia-Bergamo-Milano Brebemi, la burocrazia contro tutti Dal 1999 c'è accordo sull'opera. Ma non sono stati ancora aperti i cantieri La burocrazia è un intralcio anche quando il consenso alla realizzazione di un'opera è pressoché totale. Prendete il caso della Brebemi, l'autostrada che dovrebbe collegare Brescia, Bergamo e Milano (da cui l'acronimo Bre-Be-Mi) alleggerendo il traffico congestionato sull'A4 Milano-Venezia: se ne parla dal lontano febbraio del 1999, quando fu lanciata come prima grande opera in project financing, e ancora non è stato aperto un cantiere. Ma dall'autunno del 2006, grazie alla collaborazione tra governo e Regione Lombardia, l'iter ha ripreso velocità e il mese prossimo il progetto definitivo sarà consegnato al ministero delle Infrastrutture. Nell'aprile del 2009 dovrebbero così essere aperti 6 cantieri. E nella primavera del 2012 - con 5 anni di ritardo rispetto alle previsioni di partenza - l'autostrada dovrebbe aprire i caselli a un traffico previsto in 50-60 mila veicoli al giorno contro i 100-110 mila dell'A4, correndo "in trincea" 14 metri sotto la superficie per metà del tracciato e interamente illuminata in funzione antinebbia. Ecco la storia. La Brebemi "nasce trasversale " nel febbraio 1999 da un accordo tra le amministrazioni, le Camere di commercio e le associazioni industriali di Brescia, Bergamo e Milano che vogliono un'autostrada alternativa all'A4 ma non hanno i soldi per realizzarla. L'anno prima il Parlamento ha varato la legge Merloni ter che lancia il project financing, una forma di finanziamento tramite la quale le pubbliche amministrazioni ricorrono a capitali privati per realizzare progetti e infrastrutture ad uso della collettività. Insomma un'opera che allo Stato non costerà un euro. Tre mesi dopo, la società presenta il suo progetto all'Anas: e qui cominciano i guai. L'Anas dice: manca il regolamento attuativo della Merloni. Il regolamento viene approvato nel 2000, ma intanto passa un anno. Poi l'altra obiezione: il progetto Brebemi cozza contro la legge 492 del 1975 che vieta la costruzione di nuove autostrade (una follia proibizionista anni '70). Brebemi sostiene che quella legge vale solo per chi chiede contributi pubblici, ma l'Anas sposa la lettura più restrittiva e blocca tutto. Lo sblocco avviene con un decreto del governo Amato e nel dicembre del 2001 la Brebemi è nominata promotore del progetto. Intanto sono passati tre anni sul cammino di un'opera che non ha oppositori come la Tav ma al contrario sostenitori accaniti, come dimostrano le manifestazioni degli automobilisti in suo favore. La gara gestita dall'Anas dura 16 mesi invece che i 4 previsti. In lizza - oltre a Brebemi in cui è entrata Autostrade come socio di maggioranza (che sarà poi sostituita da Intesa San Paolo) - ci sono le cordate Astaldi-Dragados e Bechtel-Vito Bonsignore. La gara è vinta dai lombardi. Il valore della concessione è di 860 milioni di euro e la durata è di 19 anni e mezzo. Nel luglio 2003 si firma la convenzione: il calendario delle opere prevede l'apertura dei cantieri a inizio 2004 e la fine lavori a inizio 2007. Ma la burocrazia ha in serbo un'altra insidia: la convenzione non è efficace senza un decreto interministeriale e un successivo avallo della Corte dei Conti (incomprensibile, secondo Brebemi, trattandosi di un progetto privato). Passano altri 15 mesi e si arriva all'ottobre del 2004 senza che una sola ruspa sia uscita dal garage. A quel punto il documento è sottoposto alla consultazione pubblica, che la Regione Lombardia conclude in sei mesi, accelerando l'iter. Nel frattempo però le condizioni economiche sono cambiate e il costo dell'opera è salito da 860 a 1.580 milioni. Anche perché i Comuni vogliono che il tracciato della nuova autostrada sia più vicino a quello ferroviario, con l'aggravio di spese che la modifica comporta. A fronte dell'aumento dei costi, Brebemi chiede un riequilibrio delle condizioni contrattuali, per esempio con un allungamento della durata della concessione. L'Anas, cui spetta il compito di decidere, non riesce a trovare la soluzione e perde un altro anno. La svolta arriva con Di Pietro ministro delle Infrastrutture che nel 2006 stringe un patto di ferro (anzi d'asfalto) con Formigoni. La responsabilità sulla materia viene tolta all'Anas e conferita a una società mista Anas-Regione Lombardia (la Cal, Concessioni Autostradali Lombarde) e nel marzo 2007 una nuova convenzione viene firmata dall'amministratore delegato della Brebemi Bruno Bottiglieri e dal numero uno della Cal Antonio Rognoni. Costo finale dell'opera: 1.394 milioni di euro. Anziché allungare la concessione viene adottato il dispositivo di legge Costa-Ciampi, che prevede in alcuni casi la possibilità di concedere ammortamenti solo parziali del debito: alla fine del periodo concessorio, la Cal bandirà una nuova gara e il vincitore dovrà accollarsi anche il debito residuo. Oggi la situazione sembrerebbe sbloccata. Ma, visti i precedenti, nessuno si sogna di brindare. Il progetto (seimila elaborati, dalle relazioni alla cartografia) deve tornare al vaglio del ministero delle Infrastrutture, della Conferenza dei servizi e poi ancora del ministero. Solo a quel punto - tra un anno - le ruspe potranno uscire davvero dai garage. E.Se.

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ROMA - Medici sempre meno disponibili e reperibili, liste d'attesa lunghissime, diagnosi diffic (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ili e viaggi della speranza sempre più frequenti: è questo lo scenario che emerge dal rapporto Pit Salute, di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Una sanità che, come ha detto Teresa Petrangolini, segretario generale dell'associazione, "è da sei meno meno, le cui croci sono rappresentate da burocrazia e liste d'attesa". Medici di base Per loro le lamentele riguardano la mancanza di disponibilità e reperibilità, la difficoltà ad ottenere informazioni, rifiuto di prescrizioni. Sui pediatri la lamentela più ricorrente è indisponibilità. Sugli errori medici, Maurizio Maggiarotti, presidente di Amami (Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente) si chiede "come si possano utilizzare i numeri delle lamentele dei pazienti di alcuni ospedali per trasformarli in errori medici e dare loro una valenza nazionale". Più viaggi all'estero Nel 2007, per la prima volta, i viaggi della speranza sono aumentati del 5%, superando quelli all'interno della Regione di di residenza, calati del 12% rispetto al 2006. Liste d'attesa Sono in aumento da 5 anni. Al primo posto c'è la mammografia con 540 giorni. In testa c'è la diagnostica, seguita dalla specialistica e dagli interventi chirurgici.

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Sono al lumicino le possibilità di ricevere i contributi dallo Stato per quanti hanno s (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ENNIO MANCINI Sono al lumicino le possibilità di ricevere i contributi dallo Stato per quanti hanno subito danni durante gli incendi della scorsa estate. A fronte di molti milioni di danni e di centinaia di ettari di boschi e decine di abitazioni andate in fiamme, ad oggi, la situazione è "tragica e drammatica", per dirla con le parole del "Comitato Monterocco", costituitosi per fare fronte comune. L'unica novità per quanti hanno subito danni è stata quella di redigere un modello elaborato dalla Regione Marche per indicare i costi presunti di ristrutturazione di abitazioni e attività commerciali colpite dagli incendi. Una inziativa messa in rete dalla Regione il 27 dicembre e chiusa a fine anno, praticamente c'era tempo cinque giorni per presentare la richiesta di risarcimento. Non lo ha fatto quasi nessuno per il semplice motivo che non lo sapeva quasi nessuno. Il contributo massino a cui si può aspirare è di 30 mila euro. Un'inezia a fronte ai danni reali subiti di centinaia di migliaia di euro. Ma anche di questa piccola somma, a distanza di quasi tre mesi dalla presentazione della domanda, non si è saputo più nulla. Sull'argomento la Regione è totalmente assente e nessuno è in grado di fornire spiegazioni. Il "Comitato Monterocco", circa 80 soci, ha sollecitato in più occasioni Regione, Provincia, Comune e interpellato lo stesso Guido Bertolaso, responsabile nazionale della Protezione civile, per avere il riconoscimento di territorio colpito da calmità naturale e sperare in fondi sufficienti. "Ma della nostra zona se ne sono dimenticati tutti", dice sconsolato Serafino Castelli uno dei promotori del comitato presieduto da Luigi Pietropaolo. Due le iniziative al momento intraprese dai proprietari delle abitazioni e delle attività commerciali distrutte a Monterocco. La prima è quella di far tagliare le piante dei boschi diventati monconi spettrali. Ma anche questa iniziativa sbatte contro la burocrazia. E' praticamente impossibile ripulire le zone devastate dalle fiamme. Per ogni pianta, anche se secca, l'abbattimento deve essere autorizzato dalla Provincia e dalla Forestale. Alcune possono essere tragliate a raso terra, le altre ad altezze variabili. Una cosa impensabile, da rompicapo, quasi impossibile da realizzare. La seconda inziativa è stata quella di contattare una ditta specializzata per il rimboschimento dell'intera zona con alberi già di alto fusto. Se ne sta interessando una società che, tra l'altro, si è impegnata a chiedere i fondi alla Commissione ambiente della Comunità Europea. Ci sono buone possibilità in un cospicuo contributo. "Disperato" è poi il sindaco di Acquasanta Terme, Barbara Capriotti che a distanza di sei mesi dal rogo dell'Acquasantano deve ancora pagare, circa 20 mila euro, le ditte che intervennero per spegnere gli incendi. "Erano stati promessi dallo Stato 700 mila euro a favore della nostra Regione -ha detto il sindaco- ma qui da noi non è arrivato neanche un centesimo. In bilancio non abbiamo una voce per questo tipo di spesa, non so proprio come pagare la gente che ha lavorato per noi e ci ha aiutato".

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Zammarchi: <L'associazione si dissocia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-03-2008)

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PARMA 19-03-2008 Nel 2006 il manager aveva vinto una causa contro la Cri Zammarchi: "L'associazione si dissocia" Come mai alla Croce Rossa nessuno era intervenuto prima: ci dovevano pensare i Nas? "Parliamo di un funzionario che, come tale, non dipendeva da Parma ma da diversi superiori di Bologna e di Roma", risponde il presidente Cri. E' teso, Giuseppe Zammarchi: preoccupato che questa storia inquini in l'immagine dell'esercito delle ambulanze. Faccenda delicata, dice quel che può: "La Cri è un ente pubblico, c'è una burocrazia interna che ha tardato a mettersi in moto. Erano state fatte le segnalazioni opportune agli organi superiori". Riguardo l'indagine dei carabinieri, i vertici dell'associazione hanno subito offerto "la massima collaborazione ". Detto ciò "la Croce Rossa si dissocia da persone come queste: l'attività dei volontari si rivelerà ancora più forte". Certo è che in questi anni il rapporto con Pietro Lefter Ruccio è stato sempre a dir poco farraginoso. Nel 2006 il funzionario fece causa alla Cri di Parma per essere stato trasferito temporaneamente a Bologna. Vinse lui, e non fece le valigie. La Croce Rossa fu condannata a pagare 1500 euro di spese processuali. l.f.

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Tutto il sistema-Paese deve sostenere le Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 19-03-2008)

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Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-19 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / LUCA CIELO ... Tutto il sistema-Paese deve sostenere le Pmi L e imprese del Nord-Est vedono nero. La loro performance in relazione a produzione, fatturato e portafoglio ordini ha subito un progressivo rallentamento nel corso del 2007 e per il 2008 gli imprenditori sono pessimisti. Lo rivela l'indagine su "La congiuntura del Nord Est" realizzata dalla Fondazione Nord Est e promossa dalla Cassa di risparmio di Padova e Rovigo. L'opinione dei titolari delle mille aziende interpellate dalla Fondazione è che nell'immediato futuro si debbano ridurre gli investimenti, non solo a causa dei costi della produzionee delle materie prime ma anche per l'impasse politica nazionale. "La redditività delle Pmi si è ridotta e si ridurrà ancora – commenta Luca Cielo, 44 anni, presidente della Piccola Industria di Confindustria Veneto – a causa dell'aumento del costo del petrolio, dell'oro e del rapporto euro/dollaro". Il declino è inevitabile? No. Ma il calo della redditività porta ad un calo degli investimenti e, quindi, a meno innovazione. Le piccole imprese finora si sono salvate per la loro flessibilità e perché sono state capaci di innovare molto. Senza l'innovazione non possono andare avanti da sole. Che fare, allora? Le Pmi sono oberate da una tassazione troppo elevata, da un costo dell'energia che deve essere rivisto, da una eccessiva burocrazia – basti pensare, ad esempio, che solo per i documenti relativi all'adempimento della legge sulla privacy le aziende italiane spendono 2 miliardi all'anno –. Serve invece l'appoggio di un sistema-paese che non ostacoli l'impresa. Cosa serve, invece, a livello territoriale? Le piccole imprese devono mettersi in rete per poter essere competitive all'estero. Devono riuscire a crearsi buone opportunità all'interno di distretti per poter competere più strutturati. Non parlo solo dei distretti già esistenti, ma anche di nuove realtà, di filiere e di relazioni fisiche che in un territorio come il nostro basterebbe solo evidenziare. Katy Mandurino katy.mandurino@ilsole24ore.com Presidente. Luca Cielo è a capo della Piccola Industria veneta.

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Grandi opere bloccate dai veti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 19-03-2008)

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Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-19 - pag: 4 autore: Grandi opere bloccate dai veti Dalla Valdastico all'A28, anni di attesa per gli ok delle Soprintendenze A CURA DI Martina Milia Veti incrociati, tempi incerti, decisioni che rimpallano da Roma ai capoluoghi regionali. è la storia di molte infrastrutture del Nord-Est, strade interrotte dalla burocrazia. Come nel caso della Sequals-Gemona, della Valdastico sud, della A28, penalizzate da anni di ritardo per ottenere il via libera delle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali ma anche per muoversi nel pantano dei ricorsi. A ricostruire il tortuoso iter procedurale di alcune infrastrutture del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto è Bortolo Mainardi, architetto bellunese componente della Commissione infrastrutture e trasporti di Confindustria e già commissario straordinario in carica fino al giugno 2006 per le opere strategiche del NordEst. "Non solo per le grandi opere – spiega Mainardi – ma anche per tante progettazioni, i pareri delle commissioni per l'Ambiente e delle Soprintendenze si sono trasformati in veri e propri veti sull'opera in sé, o si sono dimostrati esagerati nella valutazione dell'impatto ambientale e fragili nella motivazione scientifica, come nel caso del Passante di Mestre, dei vincoli di Villa Combi e della ZPS di Salzano, imponendo delle varianti al tracciato costate ai cittadini 55 milioni in più". Partendo dal Friuli-Venezia Giulia, secondo Mainardi sono due sono le opere simbolo dei meccanismi farraginosi che pesano sulla costruzione delle infrastrutture: l'autostrada A28 e la Sequals-Gemona. Il primo progetto di massima della A28 Portogruaro-Conegliano risale al 1986. I tratti iniziali (fino a Sacile Ovest) sono stati realizzati in 10 anni. I problemi hanno interessato invece il collegamento Sacile ovest-Conegliano che dovrebbe vedere la fine nel 2010 (mancano gli ultimi 4,9 chilometri da Godega a Conegliano, i cui lavori stanno proseguendo). Tra tante vicissitudini, spicca quella per ottenere la compatibilità ambientale degli ultimi due lotti. Nel 1997 la concessionaria Autovie Venete ha presentato la richiesta, subito cassata dai ministeri competenti. Dopo diversi aggiornamenti e integrazioni, nel febbraio 1999 è arrivato il parere favorevole ma solo per il primo lotto (Sacile-Godega). Per il placet di entrambi i ministeri (Beni culturali e Ambiente) su tutto il tragitto si è atteso fino al 2003. Emblematico anche il caso della Sequals-Gemona. Afferma Mainardi: "L'avvio della progettazione di massima è del 1982, l'iter autorizzativo è ancora in corso. Mentre 19 Comuni con la Provincia e la Regione condividono il tracciato, il ministero per i Beni culturali obbliga la variante su 4,7 chilometri fino a snobbare la propria Soprintendenza regionale che dopo un sopralluogo, effettuato dal soprintendente Giangiacomo Martinez il 31 dicembre 2004, si era ravveduta di un clamoroso errore sulla reale localizzazione tra sud e nord del sito con presenze archeologiche. Dopo quella verifica il soprintendente di allora trasmise per vie gerarchiche, inutilmente, il parere favorevole sul tracciato nord". Tutto questo senza contare l'impatto paesaggisticonaturalistico medio alto (quando il tracciato voluto dalle istituzioni locali aveva un impatto medio). "E poi la variante a sud è più lunga e costa il 40% in più rispetto a quella nord". Anche in Veneto i problemi non cambiano. Nel caso della Valdastico sud, dopo le polemiche di fine anni '70 nel 2001 è stato presentato il progetto dalla società Brescia-Padova, che ha incassato parere negativo dal ministero per i Beni culturali. "Nel 2002 il progetto è stato ripensato – ricorda l'ex commissario – ma i pareri del Ministero e della Commissione Via sono stati ancora negativi. Nel 2003 il Consiglio dei ministri ha dato invece l'ok al progetto". Sono poi stati presentati 10 ricorsi e trascorsi due anni, nel maggio 2005, il Tar del Veneto ha annullato tutti gli atti. "Ma a ottobre dello stesso anno – aggiunge Mainardi – il Consiglio di stato ha rigettato i ricorsi accolti dal Tar. Morale: a fronte di pareri favorevoli di 22 Comuni, 4 Province e la Regione, la Soprintendenza insieme ad associazioni ambientaliste e comitati ha ritardato i lavori per circa tre anni". Questi sono solo alcuni esempi che secondo l'ex commissario dovrebbero portare ad un ripensamento dell'iter autorizzativo dei progetti. "Fin dalla progettazione preliminare tutti gli attori dovrebbero essere coinvolti da subito nella partecipazione e condivisione, poi dovrebbe essere aperto una sorta di dibattito pubblico per un periodo definito in cui registrare tutti i suggerimenti utili al possibile miglioramento del progetto". Infine – secondo Mainardi – i pareri di Viae sui beni artistici e paesaggistici al progetto dovrebbero essere "obbligatori ma consultivi, e formulati nella Regione interessata all'opera, non più a Roma". COMPETENZA LOCALE L'ex commissario Mainardi: "I pareri di Via e sui beni artistici e paesaggistici dovrebbero essere formulati nella regione interessata".

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Burocrazia che non dà soluzioni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: PROF-LAV (Biagi) data: 2008-03-19 - pag: 15 autore: INTERVISTA Matteo Tamburini Studio Gnudi e associati Burocrazia che non dà soluzioni BOLOGNA I nuovi adempimenti previsti dalla nuova normativa antiriciclaggio comportano burocrazia in più per gli studi dei professionisti i quali debbono inoltre preporre personale appositamente formato. "Si tratta più che altro –spiega Matteo Tamburini, 51anni, dello studio Gnudi e associati di Bologna – di un incremento della burocrazia nella segnalazione delle date di inizio delle pratiche e nella formale identificazione dei clienti. Adempimenti che noi, certificati Iso 9001, in parte già svolgevamo ". Visti i criteri indicati per definire sospette certe operazioni, è possibile una stima delle di segnalazioni che potreste dover fare? Considerando che noi operiamo solo con clientela corporate primaria, peraltro, consolidata, e che, in qualità di consulenti, non realizziamo operazioni perché non siamo noi a movimentare direttamente le somme di danaro, vedo questa percentuale vicina allo zero. Peraltro agli studi commercialisti è stata sottratta la competenza in materia di cessione di quote ed è lì che è più facile che vi possano essere delle infiltrazioni criminali. I nuovi profili di responsabilità vi indurranno a rivolgervi a un penalista? Lo faremo se ce ne sarà bisogno. La pericolosità della norma la vedo più nella dimenticanza nell'adempimento delle procedure da parte degli impiegati. C'è stata la necessità di assumere nuovi dipendenti? No; abbiamo destinato due impiegati. Quali sono i punti deboli di questa normativa da un punto di vista operativo? Non serve a niente, per lo meno per i commercialisti, perché mira a individuare i casi in cui ci siano professionisti che compiono operazioni ancillari rispetto ad attività criminali. Chi si presta a queste operazioni troverà anche un modo per eludere la normativa. Del resto, è diminuita la presenza di criminalità organizzata nell'economia da quando la legge antimafia ha assoggettato ad autentica notarile le cessione di quote Srl? M. L. Perplesso. Matteo Tamburini dello Studio Gnudi di Bologna STUDIO FN.

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Le aziende protestano su costi, rifiuti e servizi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE BASILICATA data: 2008-03-19 - pag: 11 autore: Aree industriali. Si riaccendono le polemiche su Tito Scalo Le aziende protestano su costi, rifiuti e servizi TITO SCALO (POTENZA) "La sicurezza delle nostre aree industriali continua a rappresentare per le imprese uno dei principali fattori di attrazione della Basilicata, non possiamo permetterci un abbassamento della guardia, dobbiamo continuare a preservare il nostro territorio da fenomeni di criminalità". Lo ha detto il presidente di Confindustria Basilicata, Attilio Martorano, al prefetto di Potenza Luciano Mauriello nel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Negli ultimi mesi le ripetute segnalazioni di furti ai danni delle aziende dell'area industriale di Tito hanno indotto Confindustria a chiamare a raccolta gli imprenditori e denunciare le problematiche di una zona non custodita e non particolarmente presidiata, frequentata peraltro da flussi diversi di persone (c'è anche una multisala e la Fiera). Sono stati furti mirati: dalle macchine ai camion, ai metalli (rame e ottone) che fanno pensare a persone specializzate e provenienti da fuori regione. Dati confermati dalle forze dell'ordine,che hanno assicurato il rafforzamento di sorveglianza e prevenzione. Non solo sicurezza, ma altri problemi sono sollevati nella nota inviata da Confindustria al direttore dell'Asi di Potenza. In un clima in cui il destino dei consorzi industriali appare ancora incerto, dopo le dimissioni del presidente e di alcuni componenti del cda, e in attesa di un riordino da parte della Regione, gli imprenditori lucani incalzano. "Non possiamo aspettare i tempi della burocrazia – lamenta Gabriella Megale, legale rappresentante della Sulzer sud srl–:vogliamo solo poter lavorare e essere competitivi in un'area industriale della quale vogliamo essere fieri. Ciò vuol dire garantire sicurezza anche alle persone. Non si può rischiare ogni giorno un infortunio sul lavoro nel tratto che dall'uscita della superstrada conduce allo stabilimento per le condizioni delle strade o per la carenza di illuminazione e segnaletica". Rifiuti non raccolti, randagismo diffuso, degrado e si aggiunge il problema degli oneri consortili. è l'eterna diatriba tra Asi e Comuni. "Perché dobbiamo pagare Tarsu e Ici al Comune e all'Asi costi maggiorati per l'acqua e una manutenzione del tutto inesistente"?, si chiede Gianfranco Apostolo, general manager di Elesystens. "Smaltiamo noi i rifiuti industriali – ribadisce Canio Ceraldi, direttore della Daramic srl –, ma l'area è sempre sporca, vorremmo sapere per quali servizi paghiamo. La verità è che il Consorzio oggi è cresciuto a dismisura nel personale ". Poi c'è tutta la questione della caratterizzazione e della bonifica dell'area, parte della quale, quella dell'ex 219, ha più servizi compresa la metanizzazione, sottolinea Alessandro Videtta, amministratore unico della Videtta snc. "Costi e tariffe sono decisi dall'assemblea – risponde il direttore generale dell'Asi di Potenza, Mario Cerverizzo –. Per la viabilità faremo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, non ci risultano problemi di illuminazione. Prima c'era un servizio di guardiania, costava troppo. Per la raccolta dei rifiuti, il mese scorso, abbiamo avuto qualche difficoltà con la ditta appaltatrice, ora risolto. Ma tutto si ricollega alle criticità finanziarie del Consorzio e i Comuni chiedono l'Ici, ma non spendono nulla nell'area". RISCHIO CRIMINALITà Dopo i furti degli ultimi mesi Confindustria interviene al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza: "Non abbassare la guardia" ASI SOTTO ACCUSA Tra gli imprenditori si pensa che i canoni siano assorbiti in buona parte dal personale La risposta: "è l'assemblea che approva le tariffe" Presidente. Attilio Martorano (Confindustria Basilicata) IMAGOECONOMICA Direttore. Mario Cerverizzo (Consorzio Asi di Potenza) TONY VECE.

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Di ANTONIO FULVI IL NULLA OSTA alla nuova pianta organica della Port Authorit (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANTONIO FULVI IL NULLA OSTA alla nuova pianta organica della Port Authority ritarda ancora e il presidente Roberto Piccini sembra deciso a non attendere oltre la burocrazia romana. Oggi chiederà formalmente a Roma notizie del decreto, atteso ormai da settimane. E secondo le risposte, potrebbe anche prendere posizione ufficiale in chiave critica verso il ministero. Ma la pianta organica non è l'unico cruccio di Piccini. C'è la questione dei riparatori navali: come abbiamo riferito ieri la mancata disponibilità di un'area da parte di Azimut-Benetti ha fatto sfumare un importante lavoro, anche se all'ultimo il cantiere si era dichiarato disponibile. ADESSO I RIPARATORI sono tornati alla carica per la 'Msc Pride', cui il cantiere darà - si spera - l'area richiesta, e la Cna di Gino Baldi non ha perso l'occasione di richiamare anche l'Authority. "Occorre un intervento risolutivo del presidente dell'Autorità portuale - ha scritto ieri Baldi in una nuova nota - per portare a compimento quanto iniziato a suo tempo dal predecessore ammiraglio Giuffré". E più precisamente "l'Authority deve convocare l'attuale concessionario delle aree e dei bacini di carenaggio e le associazioni di rappresentanza delle riparazioni navali per concordare le tariffe di utilizzo di tali beni pubblici, dando così seguito all'approvazione di un regolamento che non ha mai trovato applicazione pratica". Baldi plaude poi alla decisione del presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi per lo studio affidato a Geosintec. IL PRESIDENTE dell'Authority infine è alle prese anche con l'altra grana, quella degli ormeggi nel porto Mediceo delle barche della Lega Navale e del Circolo Nautico 'sfrattate' dalla Marina Militare. A fronte delle proteste dei circoli, Piccini ha scritto ricordando l'impegno preso per soluzioni alternative, ma anche i motivi che non consentono di utilizzare allo scopo, nemmeno provvisoriamente, l'Andana degli Anelli come richiesto dai circoli. La soluzione praticabile, scrive ancora Piccini, è sempre quella della banchina 75, anche per la quale l'Authority, nella volontà di aiutare i circoli, sta predisponendo un progetto che insieme a altre location "punta a risolvere il problema di tutti gli utenti del Mediceo". - -->.

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Arriva la crisi bis, sos piccole aziende - carlo bartoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Toscana Arriva la crisi bis, sos piccole aziende Gli imprenditori: già finita la ripresina, solo i grandi reggono Il tessile settore nero CARLO BARTOLI FIRENZE. Dopo cinque anni di gelo, un tiepido sole aveva riscaldato per due anni l'apparato industriale toscano, ma adesso, con l'euro e il petrolio alle stelle, il barometro dell'economia segna tempo fortemente instabile. Dopo un ultimo trimestre del 2007 in forte frenata ma comunque positivo, le previsioni indicano bel tempo stabile sulle aziende di medie e grandi dimensioni - in particolare se attive nella meccanica, nell'elettronica e nei mezzi di trasporto - e burrasca sulle piccole e piccolissime aziende, specie se impegnate nel tessile-abbigliamento, o in misura minore, nei settori cuoio, pelli e calzature. L'analisi della congiuntura manifatturiera toscana, presentata da Unioncamere e Confindustria, non consente semplificazioni: cresce chi investe, chi raggiunge discrete dimensioni ed è posizionato sui mercati giusti, mentre rischia di annegare chi è rimasto piccolo, ha scarse possibilità di investimento e agisce sui mercati più esposti alla concorrenza internazionale. Del resto, gli umori degli imprenditori toscani esprimono bene questa situazione: crescono sia gli ottimisti (dal 23 al 28%) che i pessimisti (dal 10 al 17). Un sintomo chiaro della crescente difficoltà di galleggiare nel mercato. Il 2007 si chiude con un aumento del 2,2% della produzione e del 2,9 del fatturato; numeri non disprezzabili, se non fosse che questi risultati sono il frutto di un primo semestre davvero incoraggiante, di un terzo trimestre così così e di una fine d'anno con gli indici in picchiata verso lo zero. "Il rallentamento della crescita nell'ultimo periodo dello scorso anno - spiega Antonella Mansi, presidente di Confindustria toscana - è evidente e il rischio della crescita zero va contrastato. Gli imprenditori toscani hanno dato un segnale forte, facendo capire di non essere assolutamente rassegnati. Lo dimostra l'elevato livello degli investimenti". In effetti, gli investimenti sono cresciuti per il quarto anno consecutivo, del 5,5%. Ma anche questo non è un dato omogeneo: le imprese con più di 250 addetti sono state protagoniste di un'autentica esplosione aumentando gli investimenti di quasi il venti per cento, mentre le medie (da 50 a 249 dipendenti) e le piccole (da 10 a 49 addetti) li hanno incrementati di poco più di tre punti. Un dato che riflette appieno il differente stato di salute: le grandi aziende sono cresciute di quasi otto punti, le medie del 2,7%, le piccole sono ferme. E allora? "Bisogna che istituzioni e politica - aggiunge Antonella Mansi - capiscano l'urgenza, sincronizzando i propri orologi con quelli dell'economia". Per questo, Confindustria toscana chiede una forte opera di semplificazione della burocrazia, una maggiore rapidità nei tagli alla spesa della Regione, una riduzione della pressione fiscale regionale, un'accelerazione del processo di internazionalizzazione, una riduzione dei costi dell'energia, anche con rigassificatori e cogenerazione, più infrastrutture. "La forte selezione - chiarisce Pacini, presidente Unioncamere Toscana - ha portato una quota di produttori a migliorare in efficienza e qualità. Difficilmente si spiegherebbe una crescita dell'export toscano del 6,9% con un euro a questi livelli. Tuttavia non bisogna ignorare il rischio del rallentamento della domanda atteso nel 2008. Istituzioni e imprese devono fare squadra e non disperdere risorse".

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I TITOLI DEI GIORNALI: GESTIONE DEL TERRITORIO (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 19 mar - Ecco i principali titoli sui giornali di stamani: Corriere della Sera - Autostrade e ferrovie lavori sempre piu' lenti - Brebemi, la burocrazia contro tutti Italia Oggi - Lavori, incarichi con gara La Repubblica - Obbligo di impianti a norma una tegola per chi vende Per leggere gli articoli abbonati a www.ascachannel.it red/.

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Per colpa del passante vivo in una casa di legno (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La moglie: "Nostra figlia di quattro anni non fa altro che disegnare abitazioni" "Per colpa del Passante vivo in una casa di legno" Titolare di un'azienda agricola aspetta una variante della Regione per potersi trasferire La Coldiretti prepara per i prossimi giorni una grande manifestazione di protesta "La politica deve risolvere questi problemi" MARTELLAGO. Niente risposte dalla Regione e così la prossima settimana la Coldiretti organizzerà una manifestazione di protesta affinché Roberto Michieletto e la sua famiglia possano costruirsi quanto prima una casa dopo che da un anno abitano in un due case di legno. Dunque la sua vicenda sarà trasferita lungo le strade del comprensorio con una manifestazione che partirà da Noale e arriverà a Martellago. Ieri mattina l'invito ad andare a trovarlo "per capire come vivo" fatto da Michieletto e dalla Coldiretti a tutti i politici locali e regionali è andato praticamente a vuoto. Nella sua casa di legno sono arrivati solo il consigliere regionale del Pd Igino Michieletto e il sindaco di Martellago Giovanni Brunello. "Siamo delusi dalle non risposte della Regione - dice il direttore regionale di Coldiretti Gianluca Lelli -. Il consiglio deve approvare questo provvedimento che consente a chi si trova in queste condizioni di poter costruire altrove. Invece da mesi è tutto bloccato. E' una follia". A rincarare la dose ci pensa il segretario di zona di Coldiretti Gabriele Zampieri. "Se questo non è un problema per i nostri politici - dichiara - allora non so quali lo siano". E già ieri si è avuto un assaggio di quel che potrebbe succedere fra pochi giorni. Sulle due case in legno dei Michieletto c'erano esposti una ventina di cartelli con alcuni che recitavano: "Hanno voluto il Passante. Adesso dove siete?", "Vogliamo farci solo la casa", "Venite a vivere qua e poi mi sapete dire", "Forse si sta meglio nelle grotte", "Quello che non ha fatto il terremoto lo ha fatto il Passante. Viviamo come terremotati". Roberto Michieletto, sposato con Monica Mazzocato, è padre di una bambina di 4 anni e una di due mesi. Nello stesso appezzamento di terra vivono anche suoi genitori Tarcisio, malato da tempo, e Adelia Leibanti. Da anni conduce un'azienda orticola specializzata nel radicchio rosso ma coi lavori del Passante gli è stata demolita la casa e compromesso il suo lavoro. Così per proseguire la sua attività lo scorso anno ha comprato un fondo rustico a Canizzano di Treviso. Nel frattempo si è costruito due case in legno per continuare a fare l'agricoltore e vivere con la sua famiglia. Ma nonostante abbia i soldi e in mano il progetto per la futura casa, la burocrazia gli impedisce di iniziare coi lavori. "Da un anno - spiega la signora Monica - nostra figlia non fa altro che chiederci quando ci trasferiamo e all'asilo fa solo disegni di case. Per terra non abbiamo pulizia, se piove c'è fango se no polvere. Non chiediamo soldi ma solo l'opportunità di farci una casa. I nostri politici dove sono?".

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Uccisa in viaggio di nozze, nuova pista (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Omicidio Vecoli. La madre della vittima: "Sto cercando da due mesi di verificare la fondatezza di questi nuovi indizi, ma mi trovo di fronte a un muro di gomma" Due mesi nella vana attesa di conferme, "rimpallati" da un ufficio all'altro Uccisa in viaggio di nozze, nuova pista Un assassinio in carcere e uno in un conflitto a fuoco riaprono il giallo di Los Roques. Ma la burocrazia frena le indagini I due killer sarebbero a loro volta stati uccisi in Venezuela. Impossibile risalire al mandante Chi conosceva il segreto di quella morte ingiusta e senza senso è morto in circostanze misteriose e violente. E' morto portando con sè nella tomba il nome e soprattutto il motivo dell'omicidio di Elena Vecoli, la ragazza originaria di Pordenone assassinata in luna di miele in Venezuela nel settembre di due anni fa. E' questa la nuova tesi che si fa strada negli ambienti giudiziari e che troverebbe conferma da fonti della comunità italiana in Venezuela. Una tesi che la famiglia di Elena - la mamma Rossana Filipetto è di Pordenone - sta cercando disperatamente di verificare ostacolata dal fragoroso silenzio delle autorità venezuelane. Sembra ormai chiaro che i killer introdottisi nella camera dove dormivano Elena e il marito Riccardo, nella notte tra il 26 e il 27 settembre 2006, fossero stati mandati là per uccidere altre due persone: i titolari della posada "La Lagunita" di Los Roques. La camera d'albergo in cui dormivano i neo sposi, infatti, era quella del titolare della struttura alberghiera che - come era solito fare in caso di numerose prenotazioni - l'aveva ceduta agli ospiti. Riccardo Prescendi, marito di Elena, è sopravvissuto a quella orrenda notte per la stessa fatalità a cui si deve la morte di sua moglie. Accettare che si sia trattato del caso, di un destino spietato, non basta però ai famigliari della giovane coppia. Non si può accettare di perdere una figlia in quel modo, ma per i famigliari di Elena e Riccardo non si può e non si deve nemmeno accettare che due italiani siano completamente abbandonati all'estero. Che la loro vita valga talmente poco da non trovare risposte, o peggio, da non meritare giustizia. Secondo le ultime notizie che arrivano dall'altra parte del mondo, i due uomini che hanno commesso l'aggressione sarebbero morti in circostanze tutte da chiarire: il primo sarebbe stato ammazzato in carcere, il secondo avrebbe perso la vita in un conflitto a fuoco dai contorni tutt'altro che chiari. Se così fosse la morte dei sicari avrebbe portato via con sè la verità su quella notte e soprattutto il nome e il volto del mandante, di chi ha strappato, pur se involontariamente, la vita di Elena e segnato per sempre quella di Riccardo. Ma su tutto questo la famiglia non riesce a fare luce. "Da gennaio, da quando abbiamo ricevuto notizie di queste voci - racconta Rossana Filipetto - ci siamo rivolti al ministero degli Esteri, che ci ha rinviato al consolato italiano in Venezuela, che ha sua volta ci ha "rimbalzato" all'ambasciata italiana a Caracas. E qui si è fermato tutto. Di fatto abbiamo trovato un muro di gomma". Un muro di silenzio che sembra coprire una verità necessaria a restituire un senso alla morte di Elena. La comunità italiana in Venezuela sta cercando di aiutare la famiglia reperendo informazioni su quanto avvenne quella notte. Al contrario, dalle autorità venezuelane non sembra arrivare alcun segnale e nemmeno il governo italiano sembra aver sollecitato a sufficienza le indagini. Lo scorso ottobre è stata presentata al Senato un'interrogazione parlamentare sulla sicurezza degli italiani che si recano in Venezuela e sul caso di Elena Vecoli. Ma anche quella è finita nel silenzio. Martina Milia.

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Volontari per salvare l'antica porta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono i "Soldati dell'esercito del bene". Il blitz è stato previsto per giugno Volontari per salvare l'antica porta TOLENTINO - Un soldato è una persona che si è arruolata, o è stata reclutata, nelle forze armate di un paese sovrano ed ha subito l'addestramento e ricevuto le attrezzature (quali un'uniforme e un'arma) per difendere quel paese o i relativi interessi. Nella maggior parte dei paesi, il termine soldato è limitato alle persone che operano nel ramo terrestre delle forze armate (conosciute solitamente come l'esercito). Gli eserciti sono organizzazioni rigorosamente gerarchiche e al loro interno i gruppi dei soldati sono divisi solitamente in unità militari di un certo genere: questa è la definizione che l'enciclopedia on-line Wikipedia fornisce a proposito di soldato. Ma un soldato non è necessariamente un militare. O perlomeno non sono militari i Soldati dell'esercito del bene e il loro comandante Titti. E' questo il nome che si è dato un gruppo di cittadini che ha preso particolarmente a cuore le condizioni in cui versa la medievale Porta del Ponte, il più antico ingresso medievale di Tolentino. Capitanati dalla dottoressa Cristina Porcu Flore annunciano che il prossimo sabato 7 giugno saliranno sulla Porta del Ponte per ripulirne la sommità, salvo imprevisti o impedimenti di carattere burocratico. La vicenda ha radici piuttosto lontane e risale a circa tre anni fa, quando la dottoressa Porcu Flore sollecitò un dirigente comunale per un immediato intervento a tutela della Porta del Ponte. Non un restauro, non un intervento particolarmente difficile o oneroso, ma semplicemente la manutenzione ordinaria in quanto, ad esempio, il foro di scolo dell'acqua è parzialmente ostruito dai detriti che con il tempo si sono depositati. L'umidità, come conseguenza naturale, sta lentamente compromettendo l'integrità strutturale della Porta, ma di interventi non se ne sono visti. Ad oggi ancora silenzio scrive in una lettera aperta al periodico locale Multiradio Press News la dottoressa Porcu ancora il desolante abbandono e l'inesorabile declino degli ingressi medievali di questa città. La Porta del Ponte sta cadendo a pezzi, non è la prima volta che frammenti della stessa colpiscono i passanti e che gli escrementi dei suoi inquilini piccioni accarezzano le chiome dei pellegrini diretti alla nostra bellissima Basilica di San Nicola. Tre anni fa la Porcu disse ai responsabili comunali che se non fossero saliti loro su Porta del Ponte ci sarebbe salita lei. E così sarà il prossimo 7 giugno. Con la collaborazione dei suoi Soldati del Bene: Claudio Ciarlantini, imprenditore italiano che l'aiuterà a calare a terra il materiale e la fornirà dell'attrezzatura necessaria; Benito Lautizi, pensionato italiano che vigilerà per evitare che qualcuno si avvicini alla zona dove cadranno i detriti; Arben Durro, muratore albanese che trasporterà il materiale in discarica; Isuru, bambino di sei anni dello Sri Lanka come sostegno morale. Una vera e propria giornata di volontariato per la città, a tutela dei Beni comuni e senza alcuna strumentalizzazione politica. E sullo sfondo un chiaro invito ai tolentinati ad agire, perchè non si può sempre aspettare. Agire, il modo migliore per non perdersi in chiacchiere e dimostrare che, anche da soli, si può cercare di migliorare la città senza aspettare la burocrazia, troppo spesso ostacolo insormontabile anche per la risoluzione dei problemi apparentemente più semplici. ROBERTO SCORCELLA ,.

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Isernia: Ponte Cardarelli da oggi sarà recintato (sezione: Burocrazia)

( da "Sannio Online, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pubblicato il 19-03-2008 "È una notizia che non avrei mai voluto ascoltare": queste le parole di Rosa Iorio, assessore alla Viabilità di Isernia. Proprio qualche giorno fa, lo scorso 13 marzo, con una nota l'assessore comunicava che la giunta comunale aveva approvato il progetto per la collocazione d'una ringhiera lungo i due lati del Ponte Cardarelli... "È una notizia che non avrei mai voluto ascoltare": queste le parole di Rosa Iorio, assessore alla Viabilità di Isernia ma anche direttore del distretto sanitario, in merito al suicidio del giovane Edward. Proprio qualche giorno fa, lo scorso 13 marzo, con una nota l'assessore comunicava che la giunta comunale aveva approvato il progetto per la collocazione d'una ringhiera lungo i due lati del Ponte Cardarelli. I lavori, come da allora era stato previsto, inizieranno subito, probabilmente già da questa mattina. Anche il questore Biagio Ciaramella, che ieri mattina si era recato di persona sul luogo del suicidio, ha sottolineato l'urgenza di tale provvedimento che "andava fatto ? ha detto contattato dalla nostra redazione ? con urgenza superando qualsiasi iter burocratico, con una delibera straordinaria". Per l'assessore alla Viabilità la nuova barriera "dovrebbe essere sufficiente per distrarre quei ragazzi da quel vuoto così grande che potrebbe indurre a gesti così sconsiderati". Nei giorni scorsi le forze dell'ordine hanno continuamente sorvegliato la zona ma lo hanno fatto anche i cittadini lì residenti, "questi eventi colpiscono tutti noi, tutti i cittadini, quindi ? ha detto Iorio - tutti passandoci ci buttavano un occhio". La barriera di sicurezza che sarà costruita lungo i parapetti del ponte Cardarelli sarà alta circa 150 cm e il suo profilo superiore è tale da limitare la possibilità di oltrepassare la protezione. Nel contempo, stante le motivazioni psicologiche che muovono i protagonisti di tali gesti, Rosa Iorio ho anche contattato i responsabili della Asl per meglio analizzare il fenomeno e studiare le valide misure preventive, "consapevole che la soluzione non può ridursi ad un mero provvedimento amministrativo ma deve tener presente la delicata complessità dei disagi sociali".Per questo la Asl di Isernia, per far fronte al disagio giovanile, ha intenzione di istituire un numero verde: superando ogni tipo di burocrazia, i ragazzi possono ricevere un forte aiuto in un momento di sconforto.

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I guai della sanità: liste d'attesa e divari regionali (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 19-03-2008 I guai della sanità: liste d'attesa e divari regionali DA ROMA PAOLA SIMONETTI R egione che vai, diritto di cura che trovi. In Italia la garanzia alla salute dei cittadini si frantuma contro il muro del "federalismo", che ha prodotto quello che è stato ormai ribattezzato il "turismo sanitario". Una disomogeneità di offerta regionale, legata alle autonomie locali, che costringe chi ha bisogno a cercare l'eccellenza medica, e non di rado anche basilari servizi, lontano dai luoghi di residenza, spesso varcando anche i confini nazionali. Ma, i malanni della sanità italiana sono rintracciabili anche nella pesante burocrazia, strumento spesso usato per ridurre l'accesso dei cittadini, nelle infinite liste d'attesa e nella mancanza di informazioni. Questi i tratti principali del Servizio Sanitario Nazionale, tracciati dall'XI Rapporto Pit Salute 2007 di Cittadinanzattiva, presentato ieri a Roma, dove si è sottolineato come la mobilità sanitaria, che ha richiamato l'8% delle segnalazioni degli utenti, se è in diminuzione del 12 per cento entro i confini italiani attestandosi al 75%, aumenta invece di un considerevole 5 per cento sul fronte internazionale (25%), per interventi chirurgici, trapianti, riabilitazione, cura delle malattie rare. Le motivazioni che, invece, spingono più di frequente lo spostamento interregionale, per lo più verso Nord, sono le cure specialistiche oncologiche, con il 34% delle segnalazioni, a cui seguono ortopedia (32%) e neurologia (10%). "I programmi degli schieramenti tacciono sul principale pilastro del nostro welfare - ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva - . Tutto questo è particolarmente grave, soprattutto perché in contraddizione a scelte di indirizzo nazionali, come quelle contenute nei Livelli essenziali di assistenza". Ma oltre ai temi direttamente riconducibili ad aspetti legati al federalismo, quest'anno il Rapporto evidenzia con forza anche il peso della burocrazia, in molte occasioni un "muro" difficilmente superabile. Come, ad esempio, la solitudine in cui troppo spesso si ritrovano i cittadini affetti da malattie rare (1,8%) che segnalano la difficoltà a ottenere benefici o una diagnosi (29%), o l'accesso a una cura (16%): fattori che spingono questi pazienti a rivolgersi a cure all'estero (15%). Discorso a parte per il tema dell'invalidità (8,2%), area che registra dal 2004 un aumento costante delle segnalazioni. In questa area, infatti, sembrano concentrarsi più difficoltà: quella burocratica, con il mancato riconoscimento della condizione invalidante e quindi dell'indennità economica (17%) e la difficoltà di accesso alle informazioni durante l'iter per il riconoscimento dell'invalidità (15%). Informazioni che, più i generale, fanno fatica ad essere veicolate per tutti i cittadini: il 13% delle segnalazioni, infatti, riguarda proprio l'accesso a notizie utili su come accedere ai servizi sanitari (26%) e come orientarsi nelle scelte (22%). Non di secondaria rilevanza, le liste d'attesa (5,5% delle segnalazioni con un aumento dello 0,9 per cento), che vedono in testa la diagnostica seguita dalla specialistica, con un record specifico per la mammografia di 540 giorni e di 630 per una visita oculistica (510 gg. in più rispetto al 2006). Fra i pochi dati positivi, il calo di segnalazioni (-2%) per i casi di malasanità (18%), che pure vedono nello specifico un aumento dell'1 per cento sul fonte degli interventi chirurgici. Diminuiscono, invece, i problemi insorti al bambino a causa del parto (-12%) e le errate diagnosi di patologie prenatale (-4%). "È evidente come sia davvero urgente, per dare un segnale di discontinuità con il passato - ha dichiarato Francesca Moccia, coordinatrice del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva - rendere, fra le altre, obbligatorie su tutto il territorio nazionale analisi delle segnalazioni dei cittadini in tema di sicurezza, mappatura dei rischi piani aziendali per la prevenzione del rischio, presenza del risk manager in tutte le strutture sanitarie, valutazione dei dirigenti in relazione alle politiche aziendali messe in campo per la prevenzione del rischio; registro nazionale degli errori". Da un lato il federalismo con le disomogeneità locali dall'altro la pesante burocrazia ostacolano i pazienti italiani Molti i disagi per gli invalidi.

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Inizia il post-berlusconismo l'era senza spazio per i liberali (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 A rischio l'identità antistatalista, anche nel Pdl Inizia il post-berlusconismo l'era senza spazio per i liberali di Carmelo Palma Il 14 aprile si aprirà anche nel centro-destra la stagione del post-berlusconismo, che a sinistra ha avuto avvio con la nascita del Pd e la rottamazione di Prodi e del frontismo unionista. La presumibile vittoria elettorale consentirà a Berlusconi di chiudere con un successo il lungo ciclo politico apertosi con la sua discesa in campo, non di fermare il "tempo politico" del paese. Di fronte a questo scenario, la mia impressione è che al "dopo Berlusconi" (che sarà, nel giro di pochi anni, "senza Berlusconi") il centro-destra arrivi impreparato, con uno sconcertante ritardo e con poche (e non originalissime) idee su cosa debba essere il nuovo partito, su cosa debba fondare la sua identità politica e culturale e su quale progetto di modernizzazione debba qualificare la sua azione di governo. A queste tre questioni, il Berlusconi del '94 aveva risposto in modo semplice, comprensibile e, per moltissimi aspetti, innovativo. Punto primo: il partito sono io e quelli a cui concedo, in via delegata, la gestione e la rappresentanza della mia leadership. Dunque, vi è una totale coincidenza di leadership, potere interno e responsabilità di governo (o di opposizione). Punto secondo: la cultura politica è quella lato sensu liberale che, dal '48 ad oggi, ha permesso al nostro paese di consolidare le istituzioni democratiche, di promuovere il benessere e di fronteggiare la sfida e le pretese di egemonia culturale della sinistra ex e neo comunista. Insomma: da De Gasperi a Saragat fino a Craxi e Pannella, senza distinzioni di ruolo e di rango, sono compresi nel pantheon ideale della coalizione liberale tutti quelli che hanno fatto della resistenza anticomunista un ideale morale e una pratica civile. Punto terzo: la modernizzazione italiana comporta innanzitutto la fine del paradigma statalista, poiché i problemi (e la stanchezza) dell'Italia dipendono dall'eccessiva intermediazione politica e amministrativa, dall'eccessiva pressione fiscale, dall'eccessivo potere delle burocrazie irresponsabili e da un eccesso di "governo" delle questioni economiche. Quindi: meno Stato, meno tasse, meno spese e meno regole. Il berlusconismo, nei suoi aspetti storicamente essenziali, è stato in fondo la somma di questi tre caratteri: verticismo, eclettismo culturale e radicalismo programmatico. Nel complesso, vista la realtà del sistema dei partiti e della cultura politica prevalente in Italia all'inizio degli anni '90, una mezza e positiva rivoluzione: che non ha avuto (a dire il vero) molti esiti sul piano del governo, ma che ha profondamente aggiornato l'agenda e le parole d'ordine della politica italiana. E adesso? Sul piano del partito, come si uscirà dall'assetto verticista non è per nulla chiaro. In qualche modo se ne dovrà uscire, perché senza una leadership come quella di Berlusconi una gestione puramente padronale e privatistica del partito sarebbe insostenibile e ne soffocherebbe la crescita e l'ambizione maggioritaria. Rimane però il fatto che mentre nel Pd su questo punto è iniziata una discussione magari sterile, ma serrata, nel Pdl non è iniziata alcuna discussione. Ad oggi - e non penso di sbagliare - la possibilità che si scelga la via del "partito americano" è decisamente inferiore a quella di una deriva "ex jugoslava" (con repubbliche interne semi-indipendenti e semi-sovrane, condizionate da chi detiene il monopolio della forza o il controllo della cassa) o "libanese" (cui porterebbe l'idea sciagurata di fare del Pdl la "Dc del futuro"). Per quanto attiene alla cultura politica, il conformismo valoriale, l'ossessione identitaria e anti-secolaristica e l'ancoraggio programmatico alla dottrina morale della Chiesa rischiano di fare del Pdl un partito di 40 anni più vecchio dell'originario partito berlusconiano. Peraltro, non capisco quale vantaggio deriverebbe, anche in termini elettorali, dall'abbandonare un eclettismo liberale solidamente ancorato all'esperienza storica della libertà occidentale, per aderire ad una sorta di revanscismo antiliberale tardo ottocentesco, traslocato di forza nel terzo millennio. Infine, sul piano del progetto di governo, l'ideale berlusconiano della rivoluzione antistatalista ha lasciato spazio al progetto di una restaurazione del potere dello Stato contro il mercato e ad un'idea neo-organicistica della politica, che ha dalla sua un indubbio fascino, ma che si situa, senza troppi equivoci, su di una linea di resistenza antiliberale. E' ben difficile non vedere che nel programma economico-sociale del Pdl a prevalere su qualunque suggestione liberal-liberista è una sorta di fanfanismo post-datato, con l'imprinting ideologico del primo centro-sinistra: nulla di scandaloso, ma tutto molto lontano dalla benedetta "eresia" berlusconiana. Può ancora, come è ovvio, succedere di tutto. I giochi non sono fatti, neppure quelli elettorali. Ma a neutralizzare definitivamente il "berlusconismo" (per ciò che esso ha significato nella storia politica italiana, al di là delle intenzioni, dei limiti e dei meriti del suo interprete) potrebbe non essere la sinistra, ma lo stesso centro-destra, sulla scia dell'ultima vittoria di Berlusconi. Un post-berlusconismo anti-berlusconiano. Un esempio da manuale di eterogenesi dei fini. Un rischio molto serio per il partito dei liberali e dei moderati.

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I DRAGONI DELLA SPERANZA (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mer, 19 Mar 2008 Edizione 55 del 19-03-2008 I DRAGONI DELLA SPERANZA di Teodoro Klitsche De La Grange Il sottotitolo di quest'opera è "realtà ed illusioni nel corso della storia" ed e, in larghissima parte, dedicata alle vicende del XX secolo e del comunismo in particolare. Perchè questo è stato la più coerente negazione- incomprensione (e mistificazione) della realtà, e correlativamente, la più grande illusione. Da storico di valore, Conquest scrive che "Da molti millenni è noto che si può comprendere il futuro soltanto se si ha una ragionevole comprensione del passato". Già Tucidide sapeva che la storia è, almeno in parte, un aiuto per l'interpretazione del futuro. La conoscenza e la retta interpretazione della stessa serve a capire quindi le sfide del futuro. A tal fine "Dovremmo iniziare osservando lo stato complessivo della mentalità occidentale, tanto nei suoi punti di forza quanto nelle sue debolezze, e sulla base di questi analizzare le nostre prospettive per i cruciali decenni che ci stanno davanti". Ma quando parliamo di cultura politica occidentale non dobbiamo mai dimenticarci che, non molto tempo fa, questa cultura ha prodotto, e giustificato dal punto di vista intellettuale i più accaniti nemici della società e dello Stato democratico-liberale. A questo proposito scrive Conquest "Ci accorgiamo spesso che proprio chi ha sviluppato un atteggiamento critico nei confronti della tradizione ha anche adottato un atteggiamento in gran parte o del tutto acritico nei confronti di non sperimentate o persino fallite alternative, la cui forza si basa non su qualcosa di reale ma solo sul fascino delle parole". Tutto il libro è l'analisi di come sono state propagandate le ideologie del XX secolo, e soprattutto il comunismo che non è stato solo un "regime repressivo e violento, ma anche un completo fallimento" del quale possiamo riconoscere l'eredità "in un eccesso di burocratizzazione all'interno di un'evoluzione conformista dell'Occidente". Una idea persistente è l'idea che per tutti i problemi esista una "soluzione" e che, una volta trovata, "questa soluzione possa essere messa in pratica dallo Stato". E il socialismo "nella sua formula negativa, ossia l'antica bandiera dell'anticapitalismo, sopravvive ancora. E continua a vivere anche la sua impostazione statalista, sebbene con toni meno trascendenti". Del pari sopravvive la popolarità che il comunismo ha riscosso presso certe èlites occidentali. Queste persone più che da devozione verso il socialismo sono "animate da una profonda ostilità nei confronti del pensiero dominante e delle sue istituzioni". In questo quadro il ruolo degli intellettuali è particolarmente rilevante. Come scrive Conquest "che nessun movimento socialista legato ad organizzazioni sindacali sia mai giunto ad estremismi logici, verbali ed ideologici deve farci riflettere. Soltanto i gruppi dominati da teorici sono riusciti ad imporre la loro fantasia in tutta la sua completezza". Conquest prosegue ricordando sia l'uso spregiudicato della propaganda, che gli errori degli intellettuali occidentali, che nel capitolo specificatamente loro dedicato chiama "branco d'impostori". E' vero che Conquest ripete più volte che l'intero sistema comunista era crollato per una contraddizione tipicamente marxista: perché la "sovrastruttura" politica (ossia il partito leninista) non era in grado né di esprimere né di rappresentare né di promuovere lo sviluppo della società. Ma, all'interno di tale problematica più generale, emerge la questione dell'intellettuale, di questo promotore della transizione al comunismo, in possesso della soluzione all'enigma della storia, che il collasso del comunismo ha mostrato essere uno stregone capace solo di biascicare formule magiche. Inoltre, ricollegandosi alle considerazioni di Max Weber, riguardo il rapporto tra burocratizzazione e libertà, Conquest scrive: "La burocrazia porta comunque con sé una teorizzazione, che potremmo legittimamente chiamare "burosofia", e che ha il compito di fornire una nobile giustificazione per l'intero fenomeno, non solo per gli esiti, ma per l'esistenza delle istituzioni stesse". E, tuttora, le sinistre riproducono sia "burosofie" che legioni d'impiegati pubblici. Le trahison des clercs che Benda vedeva consistere nella propagazione dell'odio, è diventata, più tranquillamente, una caccia all'impiego. E di questo, ed altri ruderi che il comunismo e la mentalità "socialista" ci hanno lasciato, dobbiamo tuttora liberarci.

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LAVORO PIU' SICURO? (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Lavoro più sicuro? LAVORO PIU' SICURO? Nel pieno dell'emergenza sulla sicurezza sul lavoro, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge, che il Governo ha ritenuto di dover approvare, anche se in fase di scioglimento delle Camere, proprio in considerazione dei tragici eventi legati a infortuni occorsi di recente, della rilevanza sociale della materia (più volte sottolineata anche dal Presidente della Repubblica) e dell'ampia convergenza di consensi registrata fra le forze politiche. Il nuovo decreto ridisegna la materia, coordinando una serie di provvedimenti e disposizioni applicate nel corso di quasi 60 anni, in coerenza con le direttive comunitarie e internazionali, e nel rispetto delle competenze in materia conferite alle regioni dalla Costituzione. Numerose le novità introdotte dal decreto. Copertura per tutti. Le disposizioni in materia di sicurezza vengono estese a chiunque si inserisce in un ambiente di lavoro, senza differenze formali (dipendenti o meno), comprendendo anche i lavoratori autonomi. Rappresentanti della sicurezza. Sono rafforzate le prerogative dei rappresentanti dei lavoratori territoriali (dove non ci sono quelli dei lavoratori in azienda) e viene istituita la figura del rappresentante di sito produttivo, per realtà particolarmente grandi e pericolose (porti, cantieri grandi opere...). Coordinamento vigilanza. Si ottimizzano le attività di vigilanza, eliminando sovrapposizioni e migliorando l'efficienza. Viene creato un sistema informativo per condividere le notizie su infortuni, ispezioni e attività in materia di sicurezza. Finanziamento promozione. Verranno finanziate azioni promozionali pubbliche e private (particolarmente nelle piccole e medie imprese) introducendo anche nei programmi scolastici e universitari la materia della sicurezza sul lavoro. Nuove sanzioni. Arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non valuta i rischi in azi ende ad elevata pericolosità; la sanzione diminuisce per i casi di meno grave inadempienza. Ai datori di lavoro che si mettano in regola, o comincino a farlo, si garantisce una diminuzione della pena, per esempio non applicando la sanzione penale, ma solo pecuniaria (da 8 mila a 24 mila euro). Questa possibilità è esclusa se il datore di lavoro è recidivo o si siano determinati, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro. Restano inalterate le norme del codice penale per l'omicidio e le lesioni colpose causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Riduzione burocrazia. Sono semplificati gli obblighi formali, attraverso la riduzione del numero e del peso per le aziende degli adempimenti di tipo burocratico, in quanto non incidenti sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Il mondo imprenditoriale ha accolto criticamente il nuovo decreto, sostenendo che si tratti di un intervento che "punta tutto e solo su un inasprimento delle sanzioni, senza niente di attivo, di nuovo come supporto alla formazione e prevenzione, unica strada per ridurre davvero i rischi", e che non semplifica gli adempimenti, come le piccole e medie imprese chiedono per una migliore attuazione delle normative di sicurezza.

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AIUTATEMI, MI RESTA SOLO LO SCIOPERO DELLA FAME (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'appello di una ragazza madre "Aiutatemi, mi resta solo lo sciopero della fame" MARIO FORTUNATO Golfo di Policastro. Una giovane ragazza madre si sente abbandonata dalle istituzioni locali e minaccia lo sciopero della fame. La drammatica testimonianza della ventinovenne Annalisa Del Duca (nella foto), di Policastro Bussentino, madre di un bambino di sei anni, che da tempo lotta contro carenze strutturali, burocrazie amministrative e scarsissima attenzione degli organi preposti. Rimasta incinta ha deciso di portare avanti la gravidanza nonostante il mancato riconoscimento da parte del padre del bambino. Dopo essersi adattata a svariati mestieri, l'anno scorso ha aperto un negozio a Sapri che sarà obbligata a chiudere nelle prossime settimane per mancanza di clientela. Esasperata lancia un ennesimo appello per smuovere l'indifferenza degli amministratori locali verso un problema, che riguarda tante giovani donne, vissuto in silenzio tra le mura domestiche. "Nel Cilento per una ragazza madre è veramente impossibile vivere: ti chiudono la porta in faccia un po' tutti, e l'ipocrisia fa male più di ogni altra cosa. Sono costretta a chiudere il mio negozio soprattutto per le maldicenze della gente" esordisce visibilmente scossa la ventinovenne di Policastro. "Le regioni - continua- danno un contributo semestrale di 600 euro (su domanda) che vengono corrisposte con la trattenuta di oltre 50 euro per un'assicurazione bancaria. Anche per avere il pacco di aiuti mensili (4 kg di pasta, 2 pacchi di riso e 6 buste di latte) bisogna fare ogni volta la domanda, e non viene consegnato mai completo; l'ultima volta sono andata a ritirarlo a settembre e mi hanno detto di ritornare il 30 ottobre per avere il pezzo di formaggio. Le associazioni promettono e non ti danno niente. La Chiesa è contro l'aborto, ci chiede di tenere i bambini e dice che è un peccato mortale abortire: ma una volta avuto il figlio ti abbandonano tutti. Sono veramente poche le persone disposte ad aiutarti, come le maestre della scuola elementare di via Kennedy di Sapri che hanno praticamente adottato il mio bambino, e altre amiche che di tanto in tanto mi danno qualche aiuto. Non ce la faccio più ad andare avanti così. Una persona non può vivere di carità. Ho bisogno di un lavoro per crescere mio figlio. Anche i preti hanno il mio numero di telefono ma nessuno mi ha mai chiamato. È un battaglia civile che voglio affrontare anche per le altre tante ragazze madre che vivono la mia stessa situazione. Inizierò lo sciopero della fame se i sindaci e le altre istituzioni locali non fanno il loro dovere".

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CLAUDIO SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO D& (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CLAUDIO SARDO Roma. "Da quindici anni il Sud, anzi l'intero Paese, vive in uno stato d'emergenza. Il problema non è se la questione meridionale sia stata soppiantata o meno da una questione settentrionale. Il problema vero è che è stata rimossa la questione democristiana. Solo la Dc è stata capace di garantire un equilibrio tra Nord e Sud in termini di sviluppo e di crescita civile. E da quando quel modello è entrato in crisi, negli anni '80, nessuno ha trovato più una soluzione". Ferdinando Adornato, fondatore dei circoli Liberal, è candidato Udc in due regioni del Mezzogiorno, la Campania e l'Abruzzo. Che senso ha parlare ancora oggi di questione democristiana? Non è soltanto nostalgia? "Nient'affatto. È la metafora di un equilibrio necessario nell'azione di governo, a cui però Pdl e Pd sembrano aver rinunciato. A dire il vero Berlusconi aveva tentato un nuovo compromesso, ponendo Forza Italia come collante di una coalizione che aveva la Lega al Nord e l'Udc al Sud. Ora però ha fatto saltare l'equilibrio rinunciando al centro e ai moderati. Credo che pagherà questo spostamento verso destra e verso la Lega in termini di voti. Ma soprattutto pagherà se dovesse tornare a Palazzo Chigi: non si può governare un Paese così complesso radicalizzando posizioni e interessi rappresentati". Berlusconi potrebbe affidare al partito di Fini il compito di bilanciare le spinte leghiste. "Ma An non c'è più. Peraltro non è mai stata in grado di rappresentare la questione democristiana. Non si tratta solo di giustapporre gli interessi del Sud a quelli del Nord. Trovare un equilibrio vuol dire creare sinergie e sviluppare quello spirito di solidarietà che oggi sembra smarrito in un Paese, dove lo scaricabarile è diventato lo sport nazionale. Purtroppo, di fronte alla crisi di Alitalia, gli alleati di Berlusconi stanno già mettendo in scena l'inesorabile conflitto di domani. Altro che equilibrio. La prospettiva è uno scontro continuo". Nella sua analisi sta dimenticando il Pd. "Veltroni ha avviato un nuovo percorso. Ma sono ancora molte e irrisolte le contraddizioni nel suo campo. E resta il peso di una classe dirigente - penso a Bassolino e alla Iervolino - che cerca disperatamente di sottrarsi alle responsabilità nella catastrofica gestione dei rifiuti". Tornando alla questione democristiana, bisogna considerare che quel modello di intervento pubblico poi degenerò. "Negli anni '80 la Dc avrebbe dovuto rinnovare se stessa. Il tentativo ci fu. Ma non riuscì. L'Italia aveva bisogno di una nuova Dc liberale. Che riorganizzasse l'intervento pubblico. Aprendo al liberalismo, premiando talenti, merito, energie nuove". Un partito liberale di massa. Non era il sogno di Berlusconi? "Era il suo sogno. E ha anche cercato di realizzarlo per qualche tempo. Ma la rottura con il centro ha segnato la sua rinuncia definitiva. Da tempo, con i circoli Liberal, sono impegnato alla costruzione di un nuovo, grande partito dei moderati in Italia. Ora penso che questo progetto possa ripartire solo dal centro. Peraltro, comunque finiscano le elezioni, il dopo-Berlusconi mi pare già cominciato...". Il Sud però non ha solo bisogno di liberalismo. Ha bisogno anche di politiche pubbliche serie e mirate. "E chi l'ha detto che serie politiche pubbliche non possono essere anche liberali? Prendiamo ad esempio la scuola e la sanità: sono il cuore del welfare e, al tempo stesso, uno dei punti di crisi della credibilità dello Stato. Perché non introdurre elementi di liberalizzazione, utilizzando i buoni-scuola e i buoni-salute? Il bene pubblico non cessa di essere tale perché lo gestisce un privato. E per liberalizzare ci vuole uno Stato e un governo autorevoli e presenti". Per rilanciare lo sviluppo però sono necessari interventi diretti. Il flusso dei fondi comunitari fino al 2013 sarà molto consistente ma probabilmente sarà anche l'ultimo. "Guai a perderlo. O smarrirlo nei mille rivoli del clientelismo. Io sono federalista. Ma penso che in questi anni abbiamo solo moltiplicato la burocrazia centrale in tante burocrazie regionali. Il Sud ha bisogno di infrastrutture. Di grandi progetti. Ma non solo il Ponte sullo Stretto. Oggi deve essere lo Stato in prima persona, il governo centrale, magari dopo aver discusso con le Regioni, a decidere i progetti. Altrimenti il Sud non avrà ciò gli serve. È il Sud la chiave di volta del futuro italiano".

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FVG/ELEZIONI: TONDO, PERSONALE DOGANE SUL TERRITORIO PER SICUREZZA (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Pordenone, 19 mar - ''Dobbiamo aumentare la sicurezza sul territorio e per riuscirci sara' importante anche il contributo di coloro i quali operavano alle barriere doganali ormai dismesse, personale da destinare ad interventi di protezione e tutela del cittadino che contribuiscano ad innalzare la qualita' della vita sul nostro territorio''. ''Obiettivo Sicurezza'' e' tra le priorita' che la Giunta regionale di Centrodestra affrontera' nei primi 100 giorni di governo in caso di successo all'Election Day del 13-14 aprile. ''Un progetto - spiega il candidato alla presidenza del Friuli Venezia Giulia per la coalizione formata da Popolo della Liberta', Lega Nord, Pensionati e Udc, Renzo Tondo - da affrontare con quello che auspichiamo sara' il vero ministro del Nordest, Franco Frattini''. ''Piu' connessione e collaborazione tra polizia Municipale e polizia di Stato - ha annunciato oggi Tondo a Pordenone - ma anche meno burocrazia e piu' assistenza al cittadino per tutte le forze dell'ordine. Perche' non si puo' parlare di microcriminalita', come ha ricordato proprio il vicepresidente della Commissione Europea, Frattini, ad un'anziana derubata e magari percossa che si ritrova alle prese con la delinquenza senza limiti e confini, a maggior ragione dopo l'abbattimento delle frontiere''. fdm/cam/rob (Asca).

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L'Ufficio del lavoro non ha i soldi per acquistare bolli (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA L'Ufficio del lavoro non ha i soldi per acquistare bolli Cesare Artico, presidente dell'Associazione trevigiana dei consulenti del lavoro (Ancl), afferma che "la Direzione provinciale del lavoro (Dpl) non ha soldi per i bolli e non spedisce comunicazioni indispensabili alle aziende"."Mi è capitato questo fatto - ha raccontato il consulente del lavoro -. Una lavoratrice si è presentata alla direzione provinciale del lavoro di Treviso per una pratica di maternità anticipata". In parole povere, per poter restare a casa in attesa del parto prima del periodo consueto. "La Dpl è tenuta a far conoscere la decisione sia alla lavoratrice che all'azienda. Deve cioè comunicare che la tal persona, dal tal giorno, è in maternità anticipata. Perchè l'impresa dispone la busta paga e deve farlo correttamente".Stefan a pagina V.

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<Il nostro Pil viene dagli artigiani> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cesare Fumagalli, segretario di Confartigianato, in Fiera alla premiazione dei maestri "Il nostro Pil viene dagli artigiani" (e.s.) E' stata all'insegna della Cina la 46^ cerimonia di premiazione dei maestri artigiani tenutasi l'altro giorno in Fiera all'interno della Settimana dell'Artigianato 2008. La tradizionale festa dell'Associazione Artigiani ha infatti ospitato il presidente della Camera di Commercio italiana a Pechino, Davide Cucino. Sul palco di sala Palladio ramoscelli di ulivo invece dei "soliti" fiori per ribadire che la guida di questi lavoratori sono i valori cattolici. "Famiglia è anche lavorare per venticinque anni nella stessa piccola impresa" ha spiegato il segretario generale di Assoartigiani Carmelo Rigobello.In sala parata di personaggi politici: Attilio Schneck, Fabio Gava, Marino Finozzi, Daniela Sbrollini e Stefano Stefani.Diretto soprattutto a loro l'intervento del segretario nazionale di Confartigianato Cesare Fumagalli: "Liberate gli artigiani dai troppi vincoli burocratici. Undici dei quindici miliardi di euro all'anno che vanno allo Stato con la burocrazia provengono dalle piccole imprese. Con quei soldi ridurremmo del 50 per cento il nostro gap di produttività rispetto alle aziende tedesche. L'Italia è il paese che sul Pil ha la quota più alta al mondo prodotta da piccole imprese. Le liberalizzazioni finora hanno colpito solo noi: banche e assicurazioni invece non sono state toccate dalle riforme e così ci siamo ritrovati con polizze cresciute del 131 per cento. Ci sono cento paesi al mondo che viaggiano a tassi di crescita annuali superiori al 5 per cento. L'Italia invece non viaggia neppure al 1 per cento". Tra i paesi in espansione c'è ovviamente la Cina. "L'Italia adesso è molto presente in Cina - dice Cucino- Non siamo più un paese da luoghi comuni: i cinesi aiutano le nostre imprese a insediarsi e nell'import-export siamo nei primi posti". Gli interventi hanno quindi lasciato il posto alle consuete premiazioni degli associati.

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L'Ufficio del lavoro è in bolletta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La protesta dei consulenti aziendali: "Non hanno soldi neppure per spedire lettere urgenti" La Direzione provinciale del lavoro (Dpl) non ha soldi per i bolli e non spedisce comunicazioni indispensabili alle aziende. A segnalare la situazione è Cesare Artico, presidente dell'Associazione trevigiana dei consulenti del lavoro (Ancl)."Mi è capitato questo fatto. Una lavoratrice si è presentata alla direzione provinciale del lavoro di Treviso per una pratica di maternità anticipata". In parole povere, per poter restare a casa in attesa del parto prima del periodo consueto. "La Dpl è tenuta a far conoscere la decisione sia alla lavoratrice che all'azienda. Deve cioè comunicare che la tal persona, dal tal giorno, è in maternità anticipata. Perchè l'impresa dispone la busta paga e deve farlo correttamente"."Ebbene - dice Artico - la Dpl non ha comunicato all'azienda il provvedimento relativo alla maternità anticipata. Allora, come consulente del lavoro, ho dovuto telefonare all'ufficio pubblico. E bisogna dire che l'ufficio potrebbe anche opporre la legge sulla privacy. Nel mio caso il funzionario della Direzione del lavoro ha detto semplicemente che la comunicazione all'impresa non era stata inviata poichè non ci sono soldi per i bolli e che comunque una nota era stata inviata alla diretta interessata, alla lavoratrice in maternità. Solo che neppure di questa nota c'era traccia".I consulenti del lavoro di Treviso osservano che, mentre da un lato ci si trova con uffici pubblici costretti a operare nelle condizioni di cui è emblematico il fatto appena citato, per altro verso si assiste ad una complicazione del sistema burocratico. All'azienda non vengono riconosciuti diritti riferiti all'espletamento di doveri. Per contro, vengono richiesti all'impresa nuovi adempimenti burocratici.Sta montando la protesta contro il modello di dimissione volontaria. Cos'è? Terra terra, mentre prima del 5 marzo scorso un lavoratore poteva dire al padrone che se ne andava via solo scrivendo due righe o, al limite, sbattendo la porta, da un paio di settimane deve agire diversamente. Il lavoratore deve recarsi da un intermediario abilitato e deve farsi assistere nella stesura del modello di dimissioni volontarie, da consegnare al datore di lavoro."È una procedura assurda - dice Artico - In un certo senso, il lavoratore viene ritenuto incapace di intendere e di volere". Perchè tutto questo? Il modulo di dimissioni volontarie è stato concepito per togliere pregnanza alle lettere di dimissioni in bianco firmate al momento dell'assunzione, che non avrebbero più alcun valore. Ma è una prassi diffusa? E perchè equiparare il dipendente pubblico (dove non esistono dimissioni in bianco) a quello privato?"C'è una grande confusione - dice Artico - Tocca compilare il modulo con l'assistenza del sito del ministero del Lavoro, in continuo aggiornamento. Poi l'esplosione burocratica è insostenibile. La Direzione provinciale del lavoro, intermediario abilitato, al dipendente che vuole il modulo di dimissione volontaria chiede carte; chiede l'ultima busta paga e chiede il contratto. E il lavoratore si rivolge al datore di lavoro che passa tutta l'incombenza al consulente".I professionisti sono esasperati. Tutta questa burocrazia per far fronte a un fenomeno (le dimissioni preventive in bianco) che in Veneto è marginale. "E guai a non seguire la nuova procedura - conclude Artico - Pensiamo a un caso concreto. All'edilizia. Capita che un dipendente, specie uno straniero, viene a lavorare per un breve periodo e poi prende il suo denaro e sparisce. Ma l'azienda non ha in mano il modulo di dimissione volontaria. Non può averlo perchè l'interlocutore è sparito e non vuol saperne di burocrazia. Così, o l'azienda si sabbarca tutta una procedura di licenziamento, con ciò che comporta, oppure deve tenersi in carico un lavoratore che non esiste".Barty Stefan.

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PENSIERI E PAROLE (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CISL"Ecco cosa vogliono gli immigrati"FRANCO LORENZON E FRANCO MARCUZZO (Cisl): "In un periodo nel quale siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento - oltre ad alcune amministrazioni locali - crediamo sia utile accendere i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati nella partecipazione all'amministrazione ed al governo di un Paese per il quale contribuiscono con un significativo 8,8\% del Pil (...). Vogliamo cosi ricordare che il processo di coinvolgimento di uno straniero avviene con la seguente gradualità: a) permesso di soggiorno che va rinnovato con scadenze al massimo biennali; b) carta di soggiorno che consente di rimanere in Italia a tempo indefinito ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni; c) cittadinanza che si ottiene - a richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia. Con la cittadinanza si può anche ottenere il diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli immigrati, perché altre per loro sono oggi le priorità... Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italiani coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza (...).PNE"Quegli amici non sono più gli stessi"FRANCESCO CARNIO (candidato del Pne alle comunali): "Io sono un veneto che ha sempre creduto, lavorato e lottato per il Veneto autonomo. () Ho aiutato alcuni "amici" ad essere eletti al parlamento romano perché portassero avanti i diritti del popolo veneto (). Ma questi "amici", appena impadronitisi della fatidica poltrona, sono completamente cambiati assumendo un atteggiamento di superiorità nei confronti della gente comuni () e si sono circondati di personaggi equivoci (). Che umiliazione per noi Veneti, militanti creduloni e in buona fede, imbrogliati e derisi dai nostri stessi "amici" , noi veneti traditi dai nostri stessi veneti!".DAN"I candidati premier facciano qualcosa"ANDREA DAN (presidente dell'Associazione Manuela): "Di fronte agli ottomila morti l'anno sulle nostre strade e le trenta famiglie coinvolte in incidenti stradali solamente nell'ultimo fine settimana chiedo a tutti i candidati alla carica i Premier di fare qualcosa per salvare la vita dei nostri figli. Nei casi in cui si tratta di omicidio colposo chiediamo che venga gestito sotto il profilo della pericolosità sociale provvedendo all'arresto in flagranza di reato. Se si è sotto l'effetto di alcool o stupefacenti si venga indirizzati al lavoro socialmente utile".

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Addio "passeur", così si aggira la Bossi-Fini (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Procura di Trieste lancia l'allarme: scompaiono i trafficanti di frontiera, nuovi sofisticati mezzi per aggirare la legge sull'immigrazione Addio "passeur", così si aggira la Bossi-Fini Sgominata una banda serbo-marocchina che favoriva l'ingresso di stranieri da parte di aziende inesistenti TriesteScompare la figura storica del "passeur" che, per decenni, ha aiutato migliaia di clandestini a entrare in Italia dai confini del Nordest. Al suo posto arriva un sistema che raggira la legge Bossi-Fini sull'immigrazione per raggiungere lo stesso, identico obiettivo: portare in Italia decine di disperati in cerca di lavoro.A tracciare la nuova rotta dell'immigrazione clandestina dai Balcani al Nordest d'Italia (probabilmente non l'unica) è stata un'organizzazione criminale internazionale, formata da serbi e marocchini, che i Carabinieri della Compagnia di via Hermet di Trieste hanno sgominato la scorsa notte, arrestando due persone.Sono un serbo e un marocchino che, insieme a un altro marocchino, tuttora ricercato, hanno "ideato, organizzato e reso operativo" - per usare le parole del gip di Trieste, Enzo Truncellitto, che ha ordinato la loro cattura - un sistema "elegante e intelligente" di "elusione della disciplina dell'immigrazione". Niente più viaggi di notte nei boschi e sulle montagne, guidati da sconosciuti passeur; niente più incubi nelle auto o nei furgoni, stipati come sardine, o nei doppifondi dei Tir, senza acqua e cibo; o in fondo a cisterne appena svuotate o su motoscafi e gommoni da Formula uno.La nuova strada dell'immigrazione clandestina si percorre in giacca e cravatta, fra le carte della burocrazia. Nel Nordest i clandestini non arrivano più da un varco della rete di un confine che, fra Italia, Austria e Slovenia, dallo scorso dicembre non c'è neanche più, ma in aereo, in treno, in macchina, con in tasca un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, con tanto di timbri e firme, anche se falso.A procurarlo a una trentina di loro, negli ultimi mesi, è stata l'organizzazione serbo-marocchina che ha messo in piedi il sistema: un falso imprenditore chiede l'arrivo del lavoratore, un commercialista prepara la falsa documentazione, l'organizzazione segue le procedure burocratiche e l'extracomunitario arriva a Trieste, con tutti i documenti apparentemente a posto per avere il permesso di soggiorno per motivi lavorativi. Una volta ottenuto il permesso, però, prima ancora di cominciare a lavorare scatta la lettera di licenziamento e l'extracomunitario scappa dal capoluogo giuliano verso Padova, Venezia, Treviso facendo perdere le tracce. I Carabinieri hanno scoperto il raggiro dopo aver trovato una lettera di licenziamento in bianco e aver verificato che un'impresa edile che faceva domanda di lavoratori in base alla Bossi-Fini non aveva neanche un attrezzo da lavoro, neanche un martello, neanche un cacciavite.Gli investigatori hanno fatto decine di perquisizioni, compresa quella nell'Ufficio provinciale del lavoro di Trieste, e hanno sequestrato centinaia di documenti, buste paga, permessi di soggiorno. Quello che vogliono capire, con il coordinamento del pm di Trieste, Pietro Montrone, è quanto diffuso sia questo sistema, se l'organizzazione serbo-marocchina è l'unica a essere così "elegante e intelligente" o se, invece, quella scoperta è veramente la nuova strada dell'immigrazione clandestina.Meno organizzata rispetto alla banda sgominata a Trieste, ma non meno efficace, la pratica scoperta già da qualche tempo dal patronato Uil del Veneto che segue gli immigrati alle prese con i documenti per il permesso di soggiorno. Alcuni gruppi etnici, come cinesi e bengalesi, favorirebbero, dietro compenso, l'immigrazione di connazionali assunti come colf e badanti. Al loro ingresso in Italia, una volta regolarizzata l'assunzione gli stranieri vengono puntualmente licenziati, ma ciò non inficia la validità del permesso di soggiorno temporaneo, con il quale gli immigrati possono cercarsi, in modo assolutamente legittimo, un'altra occupazione.

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ELEZIONI/FVG: ILLY, HO VISITATO 202 COMUNI, ACCOLTE RICHIESTE SICUREZZA (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Trieste, 19 mar. - Grazie alla visita a 202 comuni su 219 e alle sollecitazioni ricevute dai sindaci, sono stati siglati due protocolli d'intesa, il primo con il Ministro Amato per le risorse a favore dell'integrazione tra forze dell'ordine e polizia e per l'installazione di un sistema di telecamere sul territorio, il secondo col Ministero della Giustizia per il trasferimento di computer dimessi dalla regione e passati ai tribunali. Lo ha detto Riccardo Illy, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e candidato di ''Intesa Democratica'' alla presidenza della regione, facendo il punto sulla ricognizione continuata per 5 anni comune per comune. ''Dalla prima visita a Manzano, nel giugno 2003 ad oggi - ha ammesso Illy - ho visitato 202 dei 219 Comuni del Friuli Venezia Giulia, e conto di terminarli entro breve tempo. Molto spesso i sindaci mi hanno detto che era la prima volta che il Presidente della regione visitava il loro Comune''. ''Sono state 70 le giunte itineranti e 132 le visite popolari e ad imprese''. ''Gli incontri sono avvenuti nei Municipi e sono stati l'occasione per avere una conoscenza piu' puntuale e approfondita dei territori al fine di orientare al meglio le successive azioni legislative e regolamentari della regione''. ''Grazie a queste visite - ha continuato Illy - e' stato rivisto il sistema delle associazioni fra Comuni e dopo decenni sono ripartite le iniziative per unioni e fusioni e inoltre sono stati rivisti i meccanismi di trasferimento delle risorse agli enti locali''. Alla domanda su quali fossero le richieste piu' comuni riscontrate sui territori Illy ha risposto che tra i temi toccati con piu' elevata frequenza vi era quello della burocrazia e delle richieste di completamento o di realizzazione di opere pubbliche. fdm/sam/rob (Asca).

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Sanità: rinviata discussione sui Lea (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 19/03/2008 --> La Conferenza Stato-Regioni avrebbe dovuto parlarne domani. Sul tappeto anche il nomenclatore tariffario Non saranno discussi nella Conferenza Stato-Regioni di domani il nuovo Piano nazionale vaccini e il Dpcm sui Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero il decreto che, in 56 articoli, 'riscrive' le prestazioni che sono garantite dal Ssn a ciascun cittadino per la tutela del diritto alla salute. Nel decreto trova spazio anche l'aggiornamento del 'nomenclatore tariffario' per l'assistenza protesica, per il quale ieri alcuni esponenti dell'associazione Luca Coscioni hanno iniziato il digiuno, nella speranza che la discussione sul nuovo nomenclatore - il vecchio e' fermo al '99 - venisse affrontata nella riunione di domani. L'incontro tecnico di ieri - a cui hanno preso parte alcuni esponenti delle Regioni, dei ministeri dell'Economia e delle Finanze e della Salute, e della segreteria della Conferenza delle Regioni - si e' concluso con un nulla di fatto, facendo slittare i due provvedimenti dall'appuntamento in programma domani. Nel corso della riunione sono emerse alcune perplessita' che hanno indotto a rimandare i due importanti punti a una Stato-Regioni successiva che, a quanto si apprende, potrebbe essere convocata in via straordinaria subito dopo Pasqua. In particolare le Regioni chiedono che il Piano nazionale vaccini venga 'declinato' all'interno dei Dpcm sui Lea, nonche' che venga garantita dal Governo la piena copertura finanziaria sulle prestazioni da assicurare ai cittadini. E anche il Tesoro, prima di esprimere un parere sul Dpcm, chiede un puntuale confronto sulla compatibilita' economica del decreto. Il Dpcm sui Lea, infatti, 'rimpolpa' l'offerta di prestazione garantite dal Ssn, benche' non manchi chi, come i medici di famiglia della Fimmg, avanzi dubbi sul provvedimento, lamentando burocrazia e vincoli alle prescrizioni di indagini diagnostiche, e denunciando che il provvedimento in realta' sarebbe tutto orientato a limitare la spesa. Tra i nuovi Lea nella bozza di decreto all'esame delle Regioni, figurano cure palliative domiciliari ai malati in fase terminale, assistenza a donne e coppie anche in relazione ai problemi di infertilita' e procreazione medicalmente assistita, e tre 'new entry' tra le patologie riconosciute come croniche, ovvero la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l'osteomielite e malattie renali croniche. Dalla 'lista' della patologie croniche, tuttavia, esce l'ipertensione senza danni d'organo, come lamentato dagli esponenti della Fimmg. Nei 'nuovi' Lea e' inoltre prevista l'introduzione dell'anestesia epidurale per il parto senza dolore, una delle prime misure annunciate dal ministro della Salute Livia Turco nei primissimi giorni di Governo. Aumenta poi la lista dei Drg ospedalieri a rischio di inappropriatezza, che passano dagli attuali 43 a quota 109, con ben 66 Drg in piu' da 'sbrigare' ambulatorialmente anziche' in regime di ricovero. Cresce, poi, la lista delle malattie rare, per garantire a chi ne e' affetto l'esenzione dal ticket. Sul fronte vaccini, invece, l'attuale bozza del Piano nazionale, che le Regioni vorrebbero declinare nel Dpcm sui Lea, prevede quattro novita' rispetto al precedente Piano vaccini 2005-2007. Per la prima volta entrerebbero a far parte dei Livelli essenziali di assistenza i vaccini contro meningococco C, pneumococco, varicella per gli adolescenti che, compiuti i 12 anni, non si sono ancora imbattuti nella malattia (nel precedente Piano era previsto 'solo' per i gruppi a rischio e non per gli adolescenti 'suscettibili'), e Hpv, principale responsabile del cancro alla cervice uterina, di cui e' gia' stata definita la gratuita' per le pre-adolescenti nel dodicesimo anno di vita. I nuovi vaccini affiancherebbero i nove attualmente nei Lea e dunque gratuiti in tutt'Italia, cioe' quelli contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B (obbligatori per legge), pertosse acellulare, H. influenza B (questi 6 vaccini sono disponibili in una formulazione combinata, nota come vaccino esavalente), morbillo, rosolia, parotite (questi 3 vaccini sono disponibili unicamente come vaccino trivalente), piu' il siero contro l'influenza, previsto solo per alcune categorie.

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RIMBORSI A DISABILI, RADICALI IN SCIOPERO DELLA FAME IN ATTESA DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(16:42) (19/3/2008 16:13) | RIMBORSI A DISABILI, RADICALI IN SCIOPERO DELLA FAME IN ATTESA DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI (Sesto Potere) - Roma - 19 marzo 2008 - Pubblichiamo la dichiarazione di Maria Antonietta Coscioni Farina (Co-Presidente Ass. Luca Coscioni) e Jose De Falco(membro di Giunta dell'associazione Luca Coscioni): "Mentre è in corso l'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame di oltre 80 persone perché la prossima Conferenza Stato Regioni ? prevista per domani, 20 marzo - approvi il nuovo "nomenclatore tariffario" (cioè l'elenco delle strumentazioni per le persone disabili rimborsate dalle asl) , l'Associazione Coscioni ringrazia i consigli regionali della Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Puglia che con voto unanime di tutti gli schieramenti politici hanno impegnato i rispettivi Presidenti a corrispondere alla esigenze di migliaia di malati approvando il nuovo nomenclatore. Riponiamo quindi, con la forza della nonviolenza, la nostra fiducia nei presidenti Mercedes Bresso, Giancarlo Galan, Vasco Errani, Claudio Martini e Nichi Vendola perché nelle prossime ore sappiano rappresentare l'urgenza e l'importanza del provvedimento ai colleghi Presidenti, così come confidiamo nel rispetto della parola data da parte del Ministro della Salute Livia Turco. Già la riunione preparatoria di oggi sarà decisiva per inserire il punto all'ordine del giorno della riunione di domani, che potrà finalmente approvare un provvedimento che da nove anni giace nei meandri della burocrazia, in spregio alla qualità della vita delle persone disabili e malate".

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Cdm da' ok, codice Rutelli e' legge (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

19-03-2008 16:21 Ministro: piu' tutela meno burocrazia (ANSA) - ROMA, 19 MAR - Piu' tutela per i beni culturali ed il paesaggio e meno burocrazia: le prevede il nuovo codice del settore approvato oggi dal Cdm. La riforma, voluta da Rutelli, prevede anche una commissione che avra' 15 milioni di euro l'anno per aiutare i Comuni a liberarsi degli ecomostri. 'Una decisione storica -ha detto Rutelli- ottenuta grazie alla disponibilita' della Conferenza Stato Regioni e del Parlamento'. Il nuovo codice diventera' legge dopo la firma el Capo dello Stato.

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Lodi, 17:37 - INFRASTRUTTURE: VELTRONI, CANNONATE ALLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

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AN: "Manca una politica promozionale del territorio" (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Benedetto del Tronto | "Non e' tutto negativo ma è fuori dubbio che lo sforzo dei singoli soggetti imprenditori turistici non e' sufficiente per sostenere tutte le potenzialita' e l'immagine di una citta' territoriale capofila." da sinistra Vincenzo Amato e Benito Rossi Impossibile non coniugare una politica edilizia sul turismo con una politica promozionale qualitativa del territorio rivierasco. Non e' tutto negativo ma e' fuori dubbio che lo sforzo dei singoli soggetti imprenditori turistici non e' sufficiente per sostenere tutte le potenzialita' e l'immagine di una citta' territoriale capofila , con un mix fatto di cultura, arte, sports, gastronomia e prodotti locali. La politica deve esprimere il proprio ruolo in termini di indirizzi e scelte, consapevoli di agire in un contesto di crisi economica ed occupazionale, drammatica. Nonostante l'evidenza e la realta' dei fatti quotidiani la grande miopia politica e' non comprendere che il turismo e' occupazione. La politica turistica qui a San Benedetto e' fortemente in ritardo, in un contesto ambientale dove il particolare ha surclassato gli interessi generali della citta'; cio' funge da freno, non ha permesso e non permette di programmare una chiara visione della tipologia turistica che si intende accogliere e per quali periodi dell'anno. Il ruolo turistico di San Benedetto non puo' tradursi in una Agenzia di viaggi. Per lente burocrazie la Darsena turistica non riesce ad avviarsi verso il ruolo che puo' e deve esprimere anche in relazione ai collegamenti con la Croazia; il Palacongressi rimane sempre in attesa di chiarimenti da parte della Magistratura; le potenzialita' del vecchio Paese Alto sono ancora narcotizzate dagli ultra noti problemi legati ai cunicoli; la Torre del Paese Alto, riconosciuta dalla sovrintendenza dei beni culturali, simbolo della citta', oltre ai chiarimenti di assegnazione previsti dalla legge, non si capisce ancora come questa amministrazione intende valorizzarla; la valorizzazione della Sentina non puo' essere sostituita con iniziative accessorie di visite guidate ma occorre sfruttare le potenzialita' che possiede altrimenti e meglio ricominciare da capo e subito. IL Circolo di AN di Porto d'Ascoli chiede alla Giunta ed al Consiglio Comunale, azioni, attraverso il pieno svolgimento del ruolo che si riveste altrimenti e' meglio cambiare aria e non nuocere piu' alla citta' intera. Circolo AN Porto D'Ascoli 19/03/2008.

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Infrastrutture: Veltroni, cannonate alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 19-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alle 18:06 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti "Dobbiamo prendere a cannonate una burocrazia che ostacola il Paese a muoversi". Alza i toni sulle infrastrutture, il candidato leader del Pd, Walter Veltroni, durante il suo comizio elettorale a Lodi. "Perché in Italia ci si mette sempre il doppio o il triplo degli altri Paesi per realizzare delle infrastrutture? ", si chiede retoricamente Veltroni che cita dei dati apparsi oggi sul Corriere della Sera relativi a autostrade e ferrovie. "Sono dati incredibili -- ha detto il candidato del Pd -- per noi ci devono volere tre mesi per fare una valutazione d'impatto ambientale. Mentre oggi per fare la terza corsia Rimini Nord-Cattolica ci sono voluti 1.562 giorni. Per fare la terza corsia Barberino-Firenze ce ne sono voluti 1.383. E ancora per fare la terza corsia della Cattolica-Fano, 1.063 giorni. Per fare la Tokio-Osaka ci sono voluti 11 anni e per fare la Bologna-Milano ce ne sono voluti 25". "Abbiamo bisogno di fare tutto più rapidamente -- ha aggiunto -- e in fretta. la democrazia non può essere un'assemblea di condominio, la democrazia è decisione". Veltroni riporta l'immagine di un'Italia avvolta nella gelatina dove tutto è difficile e imperscrutabile, dove c'è sempre "qualche ufficio di cui ti sei dimenticato". Perché questo Paese -- si chiede ancora Veltroni -- deve sempre rinviare tutto e non riesce mai a decidere? Dobbiamo rompere questo schema e fissare delle date". Per l'inizio e la fine dei lavori così come dei servizi. AGI.

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