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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (53)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

La Rev in assemblea Energia, più spazio al settore privato ( da "Alto Adige" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia arrogante" e il fatto che l'energia idroelettrica venga sfruttata soprattutto da Provincia e Comuni, "al fine di portarne i ricavi nei bilanci pubblici". Wunderer ha ribadito l'importanza della collaborazione tra aziende energetiche organizzate sotto forma cooperativa o privatistica, la Sel e le amministrazioni pubbliche:

L'identità trentina e la venetizzazione elettorale ( da "Trentino" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia, così tanto sbandierata a parole e poco nei fatti? Perché a nessuno (da Dellai in giù) è venuto in mente (benché in molti l'abbiano sostenuto) di decentralizzare gli uffici, creando, per esempio, un unico ufficio comprensoriale (per cosa sarebbero stati creati i comprensori altrimenti, per mangiare soldi?

Il professore è troppo assente ( da "Corriere delle Alpi" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oramai in drittura finale per la conclusione dell'anno scolastico, che i tempi della burocrazia non tengono conto dei problemi reali di una cinquantina di alunni che meriterebbero, invece, attenzione e soluzioni tempestive. Nel frattempo il professore è rientrato nelle classi e, dopo i clamori e le polemiche, nelle ultime tre settimane non si è più assentato.

Il nostro lavoro frenato da carenze legislative ( da "Gazzetta di Reggio" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia aumentando così il personale operativo, siamo stati arenati da carenze legislative. Un esempio su tutti. La prostituzione è un fenomeno che abbiamo combattuto andando a scovare addirittura un articolo della legge Merlin. Abbiamo anche allontanato ragazze comunitarie, ma nel momento in cui aspettavamo che entrasse in vigore il pacchetto sicurezza per dare continuità alle

Timken fa girare ruote e manager ( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Quel che non va per gli italiani. La burocrazia resta pesante, il costo del lavoro è alto con un Fisco che mangia buona parte delle buste paga. E questo non è bene per chi lavora e può creare tensioni nelle aziende". g.bonfadinigiornaledibrescia.it.

Confindustria: l'Italia può tornare a crescere ( da "Stampa, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per gli industriali l'Italia può, però, tornare a crescere. Come? Cambiando. E la ricetta è flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto, infrastrutture moderne, meno tasse, più concorrenza, innovazione, capitale umano, poca burocrazia e sicurezza del territorio.

Sicurezza, tema dimenticato - guido fiorini ( da "Tirreno, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma soprattutto per semplificare la burocrazia". E la scomparsa della sinistra? Come la vedi? "è un altro punto su cui noi del Pd dobbiamo riflettere. I voti persi dalla Sinistra Arcobaleno non sono confluiti tutti nel Pd, ma solo in parte. Sono moltissimi quelli che hanno scelto l'astensione.

Palazzolo, fondi regionali per il nuovo polo sportivo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nei prossimi giorni vi sarà un primo incontro con l'Us Palazzolo per concordare gli interventi da realizzare così come venne fatto per il primo lotto d'intervento. L'obiettivo è appaltare i lavori del secondo lotto nel 2009. Speriamo che i tempi della burocrazia e delle autorizzazioni ci consentano di raggiungerlo". (d.s.).

Rotatoria dell'Armea, storia di una sperimentazione infinita ( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ritardi e burocrazia a parte, resta da dire che la sperimentazione ha dato i frutti che si speravano, che è poi l'aspetto più importante dell'inizitiva. Insomma, bisogna dare a Parsi quel che è di parsi: grazie alla sua "fissazione" per le rotatorie, all'Armea il traffico fila che è un piacere.

Limiti di pianificazione e inghippi burocratici ostacolano la strada delle energie rinnovabili ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: energetica a livello territoriale o alla burocrazia. L'identità delle energie rinnovabili e gli scenari che si prospettano dopo il protocollo di Kyoto sono stati illustrati da Mauro Reini, docente di Sistemi Energetici dell'Università di Trieste - Polo di Pordenone. Durante i lavori, moderati dal giornalista Stefano Polzot, Emilio Gottardo, della Direzione centrale delle risorse agricole,

Sanità e comunicazione:convegno sul Priamàr ( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Grazie a questo appuntamento si cercherà di trovare un'alternativa alla burocrazia che riduce il tempo per dialogare, non solo tra medici ma anche tra medico e paziente. Sono stati invitati molti giornalisti per contribuire a diffondere il tema in questione e per dar vita ad una discussione con i medici, l'avvocato dell'Ordine e tutti gli altri presenti.

Un clic e si apre una ditta ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia sono tagliati grazie al coordinamento dei quattro enti coinvolti. IN PARTICOLARE, tocca a Infocamere, l'ufficio informatico della Camera di Commercio, inviare la ricevuta del protocollo e della "Comunicazione unica" all'indirizzo di posta certificato e a gestire i passaggi successivi verso gli altri enti.

Il festival conquista visibilità nazionale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Consigliabile magari una maggiore tempestività su alcune uscite editoriali, cercando di sveltire i tempi pachidermici della burocrazia organizzativa, perché il braccio è molto più lento della mente. Sta di fatto che "A qualcuno piace giallo" c'è ed è diventato una festa comandata nel calendario della attività culturali di città e provincia. L'augurio è un arrivederci.

Addio visco-boys, per il fisco cambia tutto ecco lo spoils system targato tremonti - carlo bonini ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attesa delle burocrazie si è fatta immota come in una foresta pietrificata, scommettono che la nuova stagione comincerà qui. Dove si è giocata la sfida mortale di Tommaso Padoa-Schioppa e Vincenzo Visco e vedrà un nuovo inizio quella di Giulio Tremonti. E che dunque da qui comincerà la partita della spoliazione, o spoils system se si preferisce,

Via libera della regione alla mega discarica - serena lullia ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edilizia era rimasto inceppato per tre anni nei meccanismi logoranti della burocrazia. Soddisfatto per la conclusione del percorso di legge è il sindaco, Piero Bardanzellu. "Finalmente la giunta regionale ha deciso di deliberare l'approvazione del nostro progetto - dice il primo cittadino -. Attendiamo ancora la lettera ufficiale dall'assessorato, il documento che darà il via ai lavori.

Sfilata di big per montezemolo - christian benna ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia più snella, innovazione, energia e ambiente, infrastrutture, lavoro, produttività, Mezzogiorno. Una ricetta che verrà letta e declinata oggi, alle 14, all'auditorium i del Lingotto nel corso dell'incontro "Cambiare per crescere". Un convegno promosso dal centro studi confindustriale al quale parteciperanno l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne,

Alitalia si merita il trattamento Aeroflot O vviamente Berlusconi farà un ultimo tentativo destinato a farsi sbattere la porta in faccia da Air France finora umiliata dal dover tra ( da "Adige, L'" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pergine Burocrazia eccessiva: così difficile da estirpare N ella campagna elettorale per le recenti votazioni ho sentito molto parlare di "semplificazione della burocrazia, dell'annullamento di molte leggi e dell'Ici sulla prima casa". Slogan senza nessuna reale applicazione per un reale miglioramento del funzionamento dello Stato e poco o nessun beneficio per i cittadini.

L'aereo con un ministro di putin scivola sulla pista allagata: salvi 17 passeggeri ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: promessi dal commissario Guido Bertolaso e rimasti ancora nel cassetto dei progetti interrotti. Il cantiere non è partito a un anno e tre mesi dall'inizio del summit. Per gli organizzatori una specie di incubo pensare agli aerei dei grandi della terra che finiscono lunghi in una pista rimasta troppo corta per colpa della burocrazia.

Il Prg a portata di mouse ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: utilissima per inoltrare le pratiche e snellire i tempi della burocrazia. E' inoltre disponibile la mappa del catasto, con la sovrapposizione della normativa del Prg. Non occorre essere degli esperti per ottenere risposte in tempo reale, stando seduti. Se i proprietari degli immobili verificassero che ci sono stati degli errori nella cartografia, possono segnalarlo direttamente al Comune.

Lombardo, la grana sanità ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riforma della burocrazia" Lombardo, la grana sanità Il ministero: "Pochi tagli alle spese, riprovateci" Viene dal fronte della sanità la prima grana per Raffaele Lombardo, entrato ieri all'Ars per la prima volta da quando è stato eletto governatore. Il ministero della Salute ha bocciato il piano di riduzione delle guardie mediche predisposto dall'

Prima grana per lombardo roma boccia i tagli sulla sanità - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riforma della burocrazia e la delegificazione". Una serenità che gli deriva dalla convinzione che Berlusconi si insedierà prima del 30, e allora il governatore siciliano potrà disporre di una proroga per rivedere l'intero piano. Lombardo conta di rivedere altre parti del documento, a partire dalla nuova rete ospedaliera che attualmente prevede una riduzione di duemila posti letto.

Viale Brianza invaso dai topi A Varedo scatta l'allarme ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per questioni legate alla burocrazia (il Comune ha indetto una gara d'appalto per provvedere alla disinfestazione) il problema non è ancora stato risolto, e di certo ci vorrà del tempo per debellare gli accaniti roditori, i topi continuano a "passeggiare" sui marciapiedi e a bordo strada.

<Troppi giorni persi per la burocrazia> ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 25 "Troppi giorni persi per la burocrazia" La denuncia del presidente Enrico Gambi LOTTA alla burocrazia, valorizzazione del settore, incremento della filiera agroenergetica. Sono alcuni dei temi dell'assemblea provinciale dell'Unione degli agricoltori che si apre oggi alle 16.

PERUGIA ANCHE IERI mattina in tribunale si è tornato a disc ( da "Nazione, La (Umbria)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere stati tratti in inganno dalle difficoltà di lingua e dalla burocrazia. Per il venticinquesimo, invece, è scattato il rinvio a giudizio per truffa e falso. Agli atti il gup Micheli aveva, infatti, una nota del direttore dell'Ufficio postale dove l'uomo aveva ritirato il bonus bebè: il dirigente sosteneva che l'imputato aveva voluto a tutti i costi firmare l'autocertificazione.

Chiodi: il risultato delle elezioni aiuterà la città ( da "Centro, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affrontare in modo deciso le burocrazie ministeriali". I due parlamentari faranno parte della stessa maggioranza di centrodestra che amministra la città: una condizione ideale per far pesare a Roma le esigenze del territorio teramano. "Nella mia breve esperienza politica", sottolinea Gianni Chiodi, "ho potuto verificare quale differenza di rapporto esiste con un governo con cui c'

Se il burocrate sapesse quanto vale la decenza ( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia miope, inefficiente e irresponsabile. Irresponsabile non tanto nel senso che non ha responsabilità (qui però ci sarebbe da scrivere a fiumi) quanto nel senso di scaricare ad altri decisioni che vengono rinviate sine die, con conseguenti inadempimenti che mettono in crisi chi ha bisogno di certezza per lavorare e per ottenere quella fiducia che rappresenta il marchio più

Anna Fiorino a.fiorino@iltempo.it Tanto per ( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A proposito di burocrazia, fra multe e ricorsi il cittadino impazzisce, la stradale scrive 3 milioni e mezzo di verbali l'anno. Produciamo montagne di carte inutili. Si dovrebbe tornare a estinguere il pagamento delle contravvenzioni al momento della contestazione con la carta di credito e uno sconto del 20%.

L'ex scuola di Chevrère diventerà un "dortoir" ( da "Stampa, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unico stabile non ristrutturato di frazione Covarey: come sempre i privati, meno stritolati dalla burocrazia, sono intervenuti prima dell'ente pubblico". A inizio estate l'immobile, sede dell'ex scuola del villaggio di Chevrère, sarà ristrutturato. "Il costo dell'intervento è di 340 mila euro, spesa affrontata per metà dalla Regione - continua il sindaco -.

Sì di Marino: subito la riforma dei contratti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorrono invece risposte unitarie per affrontare i problemi strutturali del Paese: costi dell'energia, burocrazia, necessità di una migliore formazione, riduzione del debito pubblico, in uno scenario internazionale sempre più competitivo che, secondo il presidente delle coop, ha bisogno di regole certe, per mitigare gli effetti del "mercatismo".

La Rev conquista soci in altre province ( da "Corriere Alto Adige" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Wunderer ha criticato la "burocrazia arrogante" e il fatto che "l'energia idroelettrica venga introitata da Provincia e Comuni, al fine di portarne i ricavi nei bilanci pubblici. Ciò comporta che i fornitori di energia sono svantaggiati nel garantire un'offerta conveniente in termini di costi".

Frodi, Bruxelles presenta il conto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sui recuperi dei fondi finiti a chi truffa l'Uinione Europea. cgatti@ilsole24ore.us L'INEFFICIENZA DELLA BUROCRAZIA Nel settore agricolo i crediti ammontano a 553 milioni: 121 sono definiti irrecuperabili Restano ancora aperti 59 casi che risalgono a prima del 1999.

<Con il centrodestra non ha vinto il protezionismo> ( da "Corriere della Sera" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, più mercato e meno Stato. E anche il Pdl è un sostenitore del liberalismo economico", pur se "è vero che nei suoi due precedenti governi le riforme strutturali e liberali sono state più timide del previsto". Il presidente dell'ateneo milanese passa poi agli auspici: "Questa maggioranza forte" può limitare "la concertazione paralizzante con i partner sociali e rendere

IL FORUM ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poca burocrazia e molta sicurezza del territorio Il programma I lavori saranno aperti alle 14,30 dal sindaco della città Sergio Chiamparino. Seguiranno gli interventi di Andrea Pininfarina e Roberto Perotti e una tavola rotondaa cui parteciperanno: Claus Hjort Frederiksen, Sergio Marchionne e Corrado Passera.

Troppa burocrazia per erogare gli aiuti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia per erogare gli aiuti" GENOVA "L'ecobonus? Ha un tale impianto burocratico che rischia di vanificare l'obiettivo per il quale è stato creato". Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto, non ha dubbi. Secondo lui l'iter per ottenere il bonus che consente ai trasportatori di spostare i Tir dalle strade alle navi è troppo complicato per funzionare.

Il cuore del fare ( da "Corriere del Veneto" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ". Per schematizzare il percorso di riconciliazione tra città e impresa, secondo il professore vi sarebbero tre grandi cambiamenti da affrontare. Il primo dei quali riguarda la trasformazione dei prodotti da materiali a immateriali, di una transizione, cioè, da una concezione dell'economia che inizia con macchine che assemblano e costruiscono dei beni a quella di cervelli

Debutta l'azienda unica per il diritto allo studio ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, dunque, più servizi per gli studenti e più uniformità sul territorio preannuncia la Regione. I più arrabbiati però sono proprio loro, gli studenti di ogni sigla politica, che vedono ridurre la loro rappresentanza da sei membri ad uno soltanto.

Attività produttive ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: guida per rilanciare i Suap Maria Moretti BARI Meno burocrazia e tempi più rapidi perle imprese pugliesi che si rivolgeranno allo Sportello unico per le attività produttive (Suap). Le linee guida, pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione, affrontano in modo organico tutti gli aspetti normativi, procedurali e organizzativi dell'istituto e di coordinamento degli enti in campo.

Arenile bloccato dai dissidi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vista come la strada per accelerare i lunghi tempi della burocrazia, dilatati ulteriormente dalla diatriba sul tipo di progetti da attuare. In ogni caso non possiamo lamentarci: le Marche, con la Liguria, sono la regione più avanzata in fatto di tutela della costa ". Più critico Enzo Monachesi, responsabile regionale Sib-Confcommercio: "La Regione interviene solo sulle emergenze,

Trote, il Trentino A.A. chiede la Dop ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il comparto penalizzato da burocrazia e concorrenza straniera Trote, il Trentino A.A. chiede la Dop Nel giro di un anno il Trentino otterrà il marchio Dop per trote e salmerini, prodotti molto apprezzati in Lombardia ed Emilia Romagna per le caratteristiche della carne, diverse rispetto ai prodotti degli allevamenti ittici di pianura.

Meno burocrazia per le cave ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approva il regolamento sul nuovo Sportello per le attività estrattive Meno burocrazia per le cave Le imprese restano insoddisfatte: "Il Piano ha troppi vincoli" Massimiliano Scagliarini BARI Le pratiche relative alle cave dovranno essere evase entro 180 giorni lavorativi. è la novità più importante collegata all'avvio del nuovo sportello unico per le attività estrattive (Surae),

Elettrodotto fermo senza la Via ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: proverbiali insidie che si annidano nella burocrazia italiana. L'iter autorizzativo per ottenere la Valutazione di impatto ambientale da parte del ministero dell'Ambiente,avviato dal gestore della rete elettrica nazionale Terna e dalla Regione Campania nell'ormai lontano dicembre 2006, a distanza di oltre quindici mesi è ancora al palo, tanto da far sembrare sempre più utopistica,

L'Emilia punta 60 milioni sul trasporto locale ( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è arrivata la richiesta di avere meno burocrazia, citando l'esempio delle difficoltà riscontrate a Parma nel ritiro del bonus ferroviario previsto per il prossimo mese. Ugo Mazza (Sd) ha salutato con favore le nuove risorse ma ha ribadito che la commissione non ha ancora ricevuto dati certi sui fondi realmente spendibili per il servizio metropolitano nel triennio 2007-

La malattia e la ricerca dell'eccellenza perduta FRANCA OBERTI ( da "Libertà" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invece spesso ci si scontra con burocrazia e storture amministrative e si rischia di esserne esclusi per vari motivi. Le strumentazioni più tecnologicamente avanzate vengono pubblicizzate, ma poi si scopre che non tutti possono accedervi. Gli utilizzi, più o meno chiari, sono poi a discrezione di pochi.

VILLARI: BASTA GIOCHI, LARGO A UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche le nostre piccole e medie imprese chiedono meno burocrazia e un fisco amico. Da noi basterebbe contrastare i falsi invalidi e già sarebbe tanto. Le dinamiche nella società sono cambiate. Altrimenti si finisce come la sinistra antagonista che si chiede perché oggi l'operaio, invece di votarla, ha sostenuto il Pdl".

CAPRI: INCHIESTA DELLA FINANZA. L'ACCUSA: RISCOSSI RIMBORSI PER ASSISTITI DECEDUTI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un reato continuato invece secondo l'indagine delle fiamme gialle che già ieri hanno trasmesso il loro fascicolo alla Procura della Repubblica. La parola quindi passa al magistrato che dovrà stabilire se c'è stato dolo da parte dei medici oggi sotto accusa, oppure incuria da parte degli uffici pubblici a causa della burocrazia.

Contravvenzione: due raccomandate dai ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che hanno fatto tante battaglie contro il fisco iniquo e la burocrazia asfissiante, contro il carovita, le tante ingiustizie quotidiane, il degrado, ecc. Ce ne sono stati tanti, ma lor signori hanno fatto i loro comodi. Bene adesso godetevela con la Lega e se va avanti così avrete altre gravi responsabilità di cui la storia ne terrà conto!

Non è solo la competitività a preoccupare ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo scontiamo ogni giorno una legislazione farraginosa e poco chiara, che espone gli imprenditori al rischio di operare, spesso inconsapevolmente, ai limiti della norma. Credo che anche questo sia uno degli esempi di quella burocrazia ostile all'impresa e ispirata a un pregiudizio di colpevolezza che pesa come una gogna sulle aziende".

Energia rinnovabile, meno burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia L'ufficio ambiente dell'ente ha illustrato il nuovo progetto che snellirà le autorizzazioni Il consumo di energia da fonti fossili (petrolio e carbone) è iniziato alla fine dell'800, ha avuto il suo apice negli ultimi decenni del '900 ed è destinato ad esaurirsi entro il secolo attuale.

<Una situazione devastante per gli studenti> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oramai in dirittura finale per la conclusione dell'anno scolastico, che i tempi della burocrazia non tengono conto dei problemi reali di una cinquantina di alcuni che meriterebbero, invece, attenzione e soluzioni tempestive.Nel frattempo il professore è rientrato nelle classi e, dopo i clamori e le polemiche, nelle ultime tre settimane non si è più assentato.

VENEZIA, DA MAGGIO BIGLIETTO ELETTRONICO PER I VAPORETTI ( da "Agi" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si contrastera' meglio l'abusivismo, ci sara' piu' rapidita' per gli utenti e meno burocrazia per l'azienda di trasporto Actv, unita alla perfetta conoscenza dei flussi di mobilita', con la possibilita' di attivare tutte le iniziative per farvi fronte. Il sistema verra' attivato dall'1 luglio anche su tutta la rete degli autobus.

Montezemolo: "Non c'e alternativa ad una grande, radicale, stagione di riforme" ( da "Rai News 24" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da una inadeguata politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno. Non solo. E' mancato anche, per Montezemolo, un deciso programma di liberalizzazione e di privatizzazioni oltre ad una riforma istituzionale con cui alleggerire la macchina dello Stato.

ECONOMIA: MONTEZEMOLO, NON C'E' ALTERNATIVA A STAGIONE RIFORME ( da "Caltanet" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di mettere mano a riforme "profonde e ineludibili" con cui affrontare le tre grandi emergenze che si pongono al paese, quella economica, sociale e istituzionale. Deficit noti da anni: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da una inadeguata politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno.

LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO ( da "Stampa, La" del 18-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.


Articoli

La Rev in assemblea Energia, più spazio al settore privato (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

COOPERATIVE La Rev in assemblea "Energia, più spazio al settore privato" BOLZANO. Sono più che raddoppiati gli aderenti alla "Rev", la federazione Raiffeisen dell'energia. I soci della cooperativa sono infatti passati da 53 a 110, come è stato sottolineato con soddisfazione dal presidente Georg Wunderer durante l'assemblea di ieri. La Rev continuerà a puntare sulle energie rinnovabili e si espande anche fuori provincia, tanto che tra i suoi membri si contano anche otto cooperative energetiche in Veneto, Valle d'Aosta e Lombardia. Wunderer ha però criticato quella che ha definito la "burocrazia arrogante" e il fatto che l'energia idroelettrica venga sfruttata soprattutto da Provincia e Comuni, "al fine di portarne i ricavi nei bilanci pubblici". Wunderer ha ribadito l'importanza della collaborazione tra aziende energetiche organizzate sotto forma cooperativa o privatistica, la Sel e le amministrazioni pubbliche: "La soluzione non è quella di affidarci a un sistema centralistico".

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L'identità trentina e la venetizzazione elettorale (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caro de Battaglia, i giochi sembrano fatti. Ciò che non fu possibile in 500 anni di storia (da Calliano in poi, con le mire egemoniche del Veneto sul nostro territorio), lo è stato in due giorni di tornata elettorale. Si ricorda dei nostri scambi epistolari nei quali sostenevo di come la nostra cultura fosse ormai andata perduta? Di quali e quante fossero le colpe di una classe politica e di una scuola che per decenni hanno rinunciato a coltivare il senso del nostro essere trentini-tirolesi (so che a lei non piace ma, per il momento, me lo passi)? Di come la mancanza di conoscenza anticipasse una perdita d'identità che avrebbe portato ad una becera "italianizzazione" (leggi lombardo-veneta) del nostro comune sentire? Di come fosse necessario recuperare una capacità "etica" della burocrazia, così tanto sbandierata a parole e poco nei fatti? Perché a nessuno (da Dellai in giù) è venuto in mente (benché in molti l'abbiano sostenuto) di decentralizzare gli uffici, creando, per esempio, un unico ufficio comprensoriale (per cosa sarebbero stati creati i comprensori altrimenti, per mangiare soldi?) al quale rivolgersi per ottenere visti, licenze ecc.? Perché un imprenditore, per sviluppare la propria attività, deve andare avanti e indietro da Trento, passando per le forche caudine di decine di uffici provinciali (con relativi impiegati, funzionari, capiservizio), anziché potersi rivolgere ad un unico ufficio il quale, dopo 60 giorni gli dice, sì va bene, oppure no, deve ancora fare questo e quello?La salute di un'amministrazione, oltre che dalla propria eticità, dipende anche da come si pone al servizio del cittadino, non da quanto riesce a rendergli la vita complicata. Ecco, mi sembra che tutto ciò abbia avvalorato le mie più pessimistiche previsioni. Le analisi puntigliose sul come e perché migliaia di trentini abbiano votato per un partito, la Lega, che è un pugno allo stomaco per i veri autonomisti, lascia il tempo che trovano. A Moena in 89 abbiamo messo il segno sul simbolo della Stella Alpina. Ottantanove! Ha ancora senso parlare di identità? E' una battaglia persa, basta andare in un bar per capire la voragine di ignoranza e di mancanza di ragionamento da parte di tanti elettori leghisti. Vogliono ciò che, a differenza di veneti e lombardi, noi abbiamo già, magari male utilizzato, magari, anzi senz'altro da emendare, ma che comunque è già nostro patrimonio. Sono molti i colleghi albergatori ed imprenditori che parlano di Lega, dopo aver fatto rifiorire le loro attività grazie ai contributi che la nostra autonomia permette. Mancanza di orgoglio, venetizzazione nel peggior senso del termine. Ora, con senso nichilista o di"Schadenfreude", se su preferisce, verrebbe da aspettarsi una eliminazione da parte del prossimo governo romano della nostra specialità e l'aggregazione della nostra provincia (in fìeri nelle intenzioni del prossimo governo) ad una provincia veneta. Così forse saremo contenti. "Ben ghe sta", mi verrebbe da dire. Caro De Battaglia, prenda queste poche, sconnesse righe, come uno sfogo, di chi, pur non essendo certo uomo di sinistra, si sente nuovamente defraudato delle proprie radici, forse per l'ultima volta e che ritiene ormai la propria sopravvivenza culturale, un mero affare personale da custodire gelosamente, un po' come quei soldati giapponesi nel pacifico che dopo 40 anni si rifiutavano d'arrendersi. Grazie e cordiali saluti. Scrivo dalla Val di Fassa, ex Tirolo Italiano, ora aggregato "de facto" al Lombardo-Veneto. Leonardo Cocciardi MOENA Caro Cocciardi, l'identità trentina - che esiste, per la storia complessa che questa terra ha avuto, nonostante molti affermino il contrario - regge fino a quando la gente ne va orgogliosa e sa pagarne il prezzo. Il quale consiste in una coerenza di stili, di sobrietà, di responsabilità, di territorio che ora rischia di andare perduta non tanto perché vince la Lega rispetto al Patt, ma perché anche i Trentini passano ore a smarrirsi su internet, distruggono la loro montagna, stanno con gli occhi perpetuamente fissi sul cellulare, invece che guardarsi in faccia. Insomma, la macchina virtuale è un tritacarne di appiattimento, e quindi di scontento, che poi, inevitabilmente, trova il suo canale politico nella protesta. In questa prospettiva il successo della Lega - con la "venetizzazione" che non da oggi viene temuta, in quanto modello disordinato - ha due origini (semplificando). La prima, politica, sta nel "vuoto" del Patt, che ha perso, col benessere, quella connotazione fiera e ruspante che aveva ai tempi di Pruner. La seconda è l'amministrazione provinciale, destrutturata, personalizzata per favorire i grandi interessi, invece che i piccoli radicamenti. Però nessuno, nemmeno la Lega, ha in mano le chiavi del futuro. Si tratta quindi di non scoraggiarsi, e di riprendere pazientemente la tessitura dell'identità, mai scontata, ma da ricostruirsi ogni giorno.

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Il professore è troppo assente (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Il professore è troppo assente Siamo un gruppo di genitori iscritti alle due prime classi sperimentali del Liceo scientifico cittadino che desiderano portare all'attenzione pubblica la situazione di profondo disagio patita in classe dai nostri figli negli ultimi tre mesi del presente anno scolastico. La causa prima che ha generato questo disagio sono le gravi conseguenze prodotte sull'attività didattica di materie importanti, quali italiano, latino e storia, dalla personale situazione di malattia di uno dei professori delle materie letterarie che, assente dall'inizio delle lezioni fino a metà gennaio, è poi rientrato in classe alternando periodi di microassenze, di singoli o pochi giorni, a periodi di presenza ugualmente brevi. Questo comportamento, sempre legittimo ed accompagnato da certificazioni mediche, è risultato però devastante per l'attività didattica in quanto ha impedito per oltre un mese e mezzo lo svolgimento delle attività didattiche programmate e ha anche impedito la presenza continuativa di un supplente come era accaduto nel primo periodo dell'anno e, in seguito, fino alle festività pasquali. Constatando come, giorno dopo giorno, questo senso di precarietà didattica infondesse e legittimasse nei nostri figli il disinteresse e la mancata applicazione personale nelle materie di competenza del docente, invece dell'auspicabile senso di responsabilità e di impegno allo studio, molto preoccupati, ci siamo rivolti al dirigente scolastico ed al Csa, l'ex Provveditorato, chiedendo formalmente l'adozione di provvedimenti che ristabilissero la normalità didattica. Ad oggi ancora nessuna risposta. Possiamo solo amaramente constatare, oramai in drittura finale per la conclusione dell'anno scolastico, che i tempi della burocrazia non tengono conto dei problemi reali di una cinquantina di alunni che meriterebbero, invece, attenzione e soluzioni tempestive. Nel frattempo il professore è rientrato nelle classi e, dopo i clamori e le polemiche, nelle ultime tre settimane non si è più assentato. La forma, quindi, è salva. Quale attività stia svolgendo in classe non ci permettiamo di giudicarlo, riferiamo solo i fatti: nessuna prova scritta svolta, nessuna interrogazione orale. Sulle pagine di mezzo quadrimestre inviate dalla scuola alle famiglie per comunicare i giudizi formulati dai vari professori su profitto ed impegno nelle varie discipline, ma anche per indicare il numero delle lezioni svolte e le assenze degli alunni, nelle materie del professore c'è il vuoto, il nulla, neppure il numero delle ore di lezione svolte, triste emblema di un anno sciupato ed indice di negligenza inaccettabile in qualunque istituzione pubblica. Che aggiungere ancora? Esprimiamo due desideri. Il primo, che tutto questo non divenga solo un altro anno archiviato della carriera del professore. Il secondo, e saremo grati agli organi di stampa che vorranno dare eco a questa nostra lettera, che i futuri alunni della scuola in questione e i loro genitori sappiano che si tratta di un annoso problema, che si ripresenterà probabilmente immutato ad altri nuovi studenti del Liceo. Ad ogni anno al professore vengono infatti assegnate classi diverse e quindi la memoria storica si perde: gli ex alunni, si sa, dimenticano in fretta. Seguono 24 firme.

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Il nostro lavoro frenato da carenze legislative (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Marco Martignoni "Il nostro lavoro frenato da carenze legislative" Gennaro Gallo lascia dopo quasi 4 anni: "Con i cittadini mi sento in debito" "Mi sento in debito con Reggio e i suoi cittadini, perché sul fronte della sicurezza c'erano aspettative che non sono state rispettate, frenati, nonostante il nostro enorme impegno, da una carenza legislativa". Con garbo, signorilità e il suo stile sempre pacato, il questore Gennaro Gallo invia al mondo politico nazionale un messaggio forte, chiedendo certezza della pena e risposte concrete al lavoro della polizia. Con queste parole il massimo dirigente di via Dante ha voluto salutare i reggiani, perché dalla prossima settimana, dopo quasi quattro anni di incarico, lascerà l'esagono per trasferirsi a Parma. Al suo posto è stato nominato il 60enne Francesco Perucatti che lunedì mattina, alle 8.30, varcherà le porte della caserma "Cialdini". Gennaro Gallo era stato nominato questore il 6 settembre 2004, prendendo il posto di Antonio Sofia, morto a fine agosto. Gallo allora era già in servizio da quasi sei anni nella nostra città nelle vesti di vice questore vicario. Dopo la promozione a questore, avvenuta nell'ottobre del 2003, il funzionario aveva lasciato la questura di Reggio per partecipare a Roma al corso di alta formazione per dirigenti superiori. Originario di Avellino, ha 60 anni e vive tuttora a Parma con la moglie e i due figli che dalla prossima settimana. "Sotto il profilo operativo - continua Gallo - mi sento di fare i complimenti a tutti i colleghi che hanno lavorato in questura negli ultimi quattro anni. Quando sono stato nominato era un momento particolare, perché la scomparsa improvvisa di Antonio Sofia aveva comunque provocato una situazione di disequilibrio. Ma grazie all'impegno e alla disponibilità di tutti, la nostra questura ha raggiunto livelli straordinari. Il momento più bello? L'inaugurazione della nuova caserma Cialdini con il taglio del nastro del capo della polizia, Gianni De Gennaro. E vi posso assicurare che avere la presenza di un'autorità così importante non è stata una cosa semplice". Ma Gallo poi torna all'attualità e ai problemi che ha incontrato negli ultimi anni. "Noi abbiamo fatto di tutto per garantire la sicurezza ai cittadini. Anche perché, e questo aspetto non va dimenticato, occorre sempre ricordare che questa questura soffre di una carenza di organico e di auto che spero presto possa essere colmata. A prescindere da questo neo, che abbiamo comunque provato sempre a combattere cercando di eliminare la burocrazia aumentando così il personale operativo, siamo stati arenati da carenze legislative. Un esempio su tutti. La prostituzione è un fenomeno che abbiamo combattuto andando a scovare addirittura un articolo della legge Merlin. Abbiamo anche allontanato ragazze comunitarie, ma nel momento in cui aspettavamo che entrasse in vigore il pacchetto sicurezza per dare continuità alle nostre azioni, non se n'è più fatto nulla, facendo cadere, in sostanza, tutto il lavoro che avevamo fatto. In questo modo è stato vanificato l'impegno e la dedizione dei nostri ragazzi che hanno sempre un grande entusiasmo e intervengono anche in situazioni di pericolo senza pensarci troppo". Ma il questore di Reggio è una persona pacata, con una grande personalità e, soprattutto, mai banale. Lo dimostra anche il fatto che in città serpeggia il malumore per la suo trasferimento a Parma. "Il problema di questa città sotto il profilo strettamente criminale - aggiunge Gallo - è la presenza di clandestini che alimentano episodi di microcriminalità. Ma se non abbiamo i mezzi necessari per allontanare queste persone dal territorio in modo definitivo, per noi diventa anche difficile trasmettere ai cittadini quella percezione di sicurezza che vorrebbero. Auguro a chi verrà qui al mio posto di fare meglio di me". Al posto di Gallo lunedì mattina si insedierà Francesco Perucatti. "Un ringraziamento - conclude Gallo - lo vorrei infine mandare a tutte le forze dell'ordine cittadine con le quali c'è un grande rapporto di collaborazione".

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Timken fa girare ruote e manager (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 18/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA AMERICANI A BRESCIA A Cogozzo dal 1997 dopo aver rilevato la ex Carlo Gnutti Timken fa girare ruote e manager Scuola di gestione e 35 milioni di cuscinetti. Gli ingegneri italiani? Al top Tarcisio Serventi Gianni Bonfadini VILLA CARCINA Nella vetrinetta che mette in esposizione i prodotti della Casa, c'è anche il vecchio Rod Stewart e il suo "Every beat of my heart": se ne sta lì accucciato in copertina sotto un carro ferroviario con una ruota del treno che in primo piano - e questo svela la singolare collocazione del vinile - fa vedere il marchio della Casa: Timken. Qui a Cogozzo di Villa Carcina di ruote se ne intendono: 150 addetti in fabbrica, una ventina a Milano (per buona parte ingegneri) per il commerciale; nel 2006 45 milioni di ricavi con un utile netto superiore ai 4 milioni. Ma loro, almeno qui a Cogozzo, di ruote non ne fanno. Fanno il "cuore" delle ruote, ovvero fanno cuscinetti, quei particolari meccanici che grazie a palline d'acciaio (o pallone: dipende dai diametri: si va da alcuni millimetri a ciccotti che arrivano a 15-20 centimetri di diametro per cuscinetti da due metri: servono per le pale eoliche) consentono di far girare il mondo: "Timken, where you turn", dicono loro, Timken è dove si gira... In Timken, gli americani ci sono arrivati nel 1997 rilevando la Carlo Gnutti spa, azienda già al tempo iper-redditizia e che oggi - con stesso nome ma con produzioni diverse - ha sede a Maclodio. A Canton - che non sta in Cina ma nell'Ohio, quartier generale della Timken - era da tempo che avevano messo gli occhi sull'azienda di Cogozzo: anni di corteggiamento e poi, di fronte ad una offerta che non si poteva rifiutare, i Gnutti hanno capitolato. Adesso qui comandano e gestiscono i manager della Timken. Tarcisio Serventi è l'ultimo arrivato. Parmense, 35 anni, una esperienza nei dieci anni post-laurea tutta in aziende multinazionali (Colgate, Henkel) e da due anni a Cogozzo. Lui sa, perchè le abitudini della Casa sono queste, che fra uno-due anni gli toccherà traslocare. Il suo predecessore, ad esempio, oggi guida gli 11 stabilimenti Timken in Europa; e prima di lui da qui erano passati un americano, un tedesco e un brasiliano. Perchè la Timken fa girare anche i manager: "È un modo per crescere e per far crescere chi viene dopo di te", dice Serventi. "Timken è una multinazionale con 25mila addetti in 26 Paesi e 11 centri di ricerca. Da noi la multiculturalità è altissima, il mix è un asset. La proprietà è americana, ma la struttura manageriale è mondiale. E questo, con la visione del mondo che un gruppo simile ti consente di avere, è uno dei vantaggi principali del lavorare in Timken". Ma che dicono gli americani di Cogozzo, come ci si trovano? "Direi piuttosto bene. Il nostro stabilimento gode fama all'interno del Gruppo per essere fra i più redditizi. Ci si riconosce competenza che è frutto di decenni di esperienza di chi ci lavora e delle buone scuole". Scusi: buone scuole? "Sissignore: buone scuole professionali, tecniche e, soprattutto, si riconosce la qualità dei nostri laureati: i nostri ingegneri sono giudicati top-level". E poi che altro di buono dicono? "Sono sorpresi dalla nostra creatività. Non è un luogo comune, io lo verifico: con poche risorse sappiamo dare risposte e proporre soluzioni che sorprendono". E poi ci sarà il rovescio della medaglia: cosa non va per gli americani? "Quel che non va per gli italiani. La burocrazia resta pesante, il costo del lavoro è alto con un Fisco che mangia buona parte delle buste paga. E questo non è bene per chi lavora e può creare tensioni nelle aziende". g.bonfadinigiornaledibrescia.it.

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Confindustria: l'Italia può tornare a crescere (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

OGGI UN CONVEGNO CON MARCHIONNE, PASSERA, GREENSPAN, AZNAR E BARROSO Confindustria: l'Italia può tornare a crescere Montezemolo, a Torino l'ultima uscita da presidente [FIRMA]FABIO POZZO TORINO "L'Italia negli ultimi vent'anni è scivolata indietro nelle classifiche internazionali di reddito, competitività, istruzione benessere. Per risalire la china occorre un nuovo impegno di tutti. Servono riforme profonde e partecipate che mettano al centro la priorità della crescita...". Solo così, "può essere generata quella ricchezza che si traduce in maggiori retribuzioni, consumi, solidarietà". È questo il messaggio che Confindustria lancerà oggi da Torino. Questo il messaggio del presidente Luca Montezemolo, che ha scelto il convegno dal titolo "Cambiare per crescere" per la sua ultima uscita da leader degli industriali. "Ci tenevo a chiudere con un grande incontro internazionale senza politici italiani per aprire a Torino un'altra finestra sul mondo". All'auditorium Giovanni Agnelli, oggi al centro congressi del Lingotto, a partire dalle 14,30, è atteso un parterre d'eccezione. Dopo i saluti del sindaco, Chiamparino e del numero uno dell'Unione industriale di Torino, Tazzetti, sarà Andrea Pininfarina, vicepresidente per il centro studi di Confindustria, a introdurre i temi portati dell'incontro, che andranno dal welfare agli scenari globali . È prevista una tavola rotonda, alla quale prenderanno parte l'Ad della Fiat, Marchionne; l'Ad di Intesa Sanpaolo, Passera e il ministro del lavoro danese, Frederiksen. Attesi, tra gli altri, anche i successivi interventi, di Greenspan, ex presidente della Federal Reserve; dell'ex premier spagnolo, Aznar; dello stesso Montezemolo, e le conclusioni del presidente della Commissione europea, Barroso. A fare da premessa, la fotografia della situazione italiana, scattata da Confindustria. Ritrae un Paese che negli ultimi dieci anni ha registrato la peggiore performance di sviluppo tra quelli industriali, con un Pil salito dell'1,5% medio annuo (il peggiore risultato del Dopoguerra) e con un Pil pro capite, il reddito, che dal 1991 è diminuito dell'8,7% in termini relativi, rispetto ad Eurolandia. Una sconfitta nella crescita che - sottolinea Confindustria - è stata resa meno disonorevole solo dal "gol" segnato nel mercato del lavoro, con +3,13 milioni di nuovi posti generati nel periodo 1997-2007 e la riduzione del tasso di disoccupazione dall'11,3 al 6,1%. Per gli industriali l'Italia può, però, tornare a crescere. Come? Cambiando. E la ricetta è flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto, infrastrutture moderne, meno tasse, più concorrenza, innovazione, capitale umano, poca burocrazia e sicurezza del territorio.

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Sicurezza, tema dimenticato - guido fiorini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli "Sicurezza, tema dimenticato" Diletta Rigoli, vicesegretaria del Pd, fa autocritica IL VOTO NEL CIRCONDARIO GUIDO FIORINI EMPOLI. Diletta Rigoli, giovanissima vicesegretaria del Pd Empolese-Valdelsa, analizza il voto a mente fredda e fa autocritica. Sarà che ha solo 22 anni, ma la sua analisi non è "conforme" a quella degli altri esponenti del neopartito. Non gira intorno ai problemi, ma li affronta di petto: del resto il Pd ha voluto ringiovanirsi anche per questo, per avere una visione diversa delle cose. "Sento grande soddisfazione in giro per il risultato del Pd - ci dice -. E in effetti, nella nostra zona, siamo andati benissimo, i numeri lo confermano, siamo il primo Pd d'Italia come percentuale. Io, però, credo che serva un'analisi attenta, perché anche a livello locale ci sono stati segnali da non sottovalutare. Noto, anche da noi, una forte crescita della Lega e del Pdl. E se crescono credo sia perché noi del Pd non riusciamo a capire fino in fondo alcune fasce di popolazione di elettorato moderato. Dobbiamo fare uno sforzo, se vogliamo davvero crescere ancora ed esser pronti a prendere in mano il governo del paese". Quali sono le cose su cui riflettere? "I punti sono essenzialmente due. Al primo posto metto il tema della sicurezza. Anche da queste parti è sentito, ma noi facciamo fatica a cambiare mentalità, continuiamo a sottovalutarlo. L'immigrazione è un fenomeno che va governato e che, in alcune manifestazioni, fa paura anche al ceto più povero. Non possiamo permetterci di lasciare questo aspetto nelle mani della Lega e del Pdl, dobbiamo riuscire a trovare un equilibrio fra la giusta accoglienza e il rigore, inteso come rispetto delle regole. Al secondo punto metto la piccola impresa e il lavoro autonomo. Sono il tessuto sociale della Toscana e dell'Italia. Ma noi facciamo ancora fatica a parlare con questi settori. C'è ancora fra noi chi pensa che il piccolo imprenditore sia il "padrone". Invece dobbiamo dare loro risposte, per quanto riguarda lo sviluppo e la ricerca. Ma soprattutto per semplificare la burocrazia". E la scomparsa della sinistra? Come la vedi? "è un altro punto su cui noi del Pd dobbiamo riflettere. I voti persi dalla Sinistra Arcobaleno non sono confluiti tutti nel Pd, ma solo in parte. Sono moltissimi quelli che hanno scelto l'astensione. A mio avviso è perché chi va a votare lo fa sempre meno guidato dall'ideologia. Lo fa perché chiede risposte. Vuole soluzioni ai piccoli grandi problemi di tutti i giorni. E siamo noi a doverle dare. Visto che le amministrative sono vicine, sarà bene che la nostra riflessione sia a trecentosessanta gradi".

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Palazzolo, fondi regionali per il nuovo polo sportivo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Palazzolo, fondi regionali per il nuovo polo sportivo PALAZZOLO Un polo sportivo a Palazzolo dello Stella. È realtà; un contributo regionale permetterà all'amministrazione comunale del paese della Bassa di completare gli impianti sportivi. Questi gli interventi previsti: sistemazione degli spazi interni inutilizzati, rifacimento del terreno di gioco, creazione di un campo di sfogo, sistemazione del parcheggio e, se le risorse lo consentiranno, realizzazione di un campetto di calcetto in erba sintetica. "Una vera e propria area sportiva moderna ed attrezzata che possa essere un punto di riferimento importante per gli sportivi palazzolesi", lo rivela il sindaco Mauro Bordin, dopo aver appreso, "con viva soddisfazione", dell'assegnazione di un contributo regionale annuo ventennale di 24 mila euro per il completamento degli impianti sportivi del capoluogo. Il finanziamento andrà a coprire un intervento di 400 mila euro. Bordin sottolinea come si tratti di "un risultato frutto del lavoro di questi anni e dell'impegno profuso dall'amministrazione per completare una struttura, lo stadio comunale, che attende da decenni interventi radicali". "Da quando sono diventato sindaco nel 2001 - afferma -, mi sono ripromesso di dare a Palazzolo uno stadio funzionale e moderno. Non ho mai accettato il fatto che i giocatori dell'Us Palazzolo del presidente Rocco Cogoi, i ragazzi delle giovanili e gli amatori fossero costretti ad utilizzare una struttura inadeguata e incompleta con ampi spazi vuoti. Tre anni fa abbiamo ottenuto il primo contributo di 17 mila euro annui per 10 anni (per un totale di 170 mila euro) che è servito a cofinanziare un primo intervento di 350 mila euro". Il progetto del primo lotto prevede la copertura parziale e la sistemazione degli spogliatoi e degli spazi attualmente utilizzati. Si tratta di un'opera attualmente in fase di appalto che verrà realizzata quest'estate, così da consentire la fine del campionato in corso arrecando il minimo danno e disagio all'attività sportiva. "Con il nuovo contributo potremo concentrarci sugli interventi necessari per completare la struttura". Nei prossimi giorni vi sarà un primo incontro con l'Us Palazzolo per concordare gli interventi da realizzare così come venne fatto per il primo lotto d'intervento. L'obiettivo è appaltare i lavori del secondo lotto nel 2009. Speriamo che i tempi della burocrazia e delle autorizzazioni ci consentano di raggiungerlo". (d.s.).

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Rotatoria dell'Armea, storia di una sperimentazione infinita (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viabilità Il progetto definitivo è approvato, i soldi ci sono, ma i lavori non partono. L'assessore Parsi assicura: "Appalto entro tre mesi" 18/04/2008 Sanremo. Aurelia, valle Armea: per i turisti in arrivo il biglietto da visita di Sanremo è quello che è. Ovvero un monumento alla provvisorietà, con la rotatoria quanto mai utile ma in fase sperimentale da quasi un anno e mezzo, lo spartitraffico da periferia metropolitana, e i cartelli segnaletici che indicano di tutto e di più e il loro contrario. In poche parole, un'immagine non esattamente da cartolina. Nel giugno dell'anno scorso, l'assessore alla viabilità Roberto Parsi annunciava: "E' fatta, i soldi sono arrivati e in tempi brevi procederemo all'appalto per la sistemazione definitiva della zona". Non è andata così. E a distanza di quasi un anno, ieri mattina Parsi ha rinnovato l'annuncio: "Ci siamo, ormai è una questione di giorni". Per poi confermare la disponibilità delle risorse finanziarie: 432 mila euro messi regolarmente a bilancio, e altrettanti liquidati dalla Regione e già erogati dalla Provincia. Complessivamente, quindi, 864 mila euro che consentono al Comune di finanziare l'operazione e di bandire e aggiudicare la gara "entro tre mesi, a patto che si risolva un piccolo problema burocratico". Sarà anche "piccolo", ma vale la pena di spiegarlo trattandosi di una grana che chiama in causa anche un privato. E quando ci sono di mezzo gli interessi di un privato, c'è sempre da aspettarsi qualche brutta sorpresa: anche se Parsi assicura che "è tutto a posto". Ebbene, succede che il progetto esecutivo della nuova viabilità dell'Aurelia prevede che la rotatoria vada a occupare una porzione di terreno attualmente in concessione a un commerciante di fiori e piante. Si tratta di circa sessanta metri quadrati, senza i quali il diametro della rotatoria sarebbe insufficiente. L'esercente avrebbe già dato il proprio consenso, anche perchè l'area in questione è comunale. O meglio, lo era. E qui sorge il problema. Perchè, una volta completata la progettazione ci si è accorti che a suo tempo Palazzo Bellevue aveva ceduto quella striscia di terreno ad Area 24, la società costituita per la realizzazione e la gestione della pista ciclabile. Conseguenza: il privato non doveva scendere a patti con il Comune , ma con Area 24. A questo punto gli uffici comunali hanno pensato a un escamotage. Che ieri Parsi ha così spiegato. "Abbiamo contattato i responsabili di Area 24 e chiesto loro di poter avere in locazione quei benedetti sessanta metri quadrati. Una volta siglato il contratto di affitto (che ci si augura simbolico, ndr), chiuderemo l'accordo con il privato e potremo partire con l'appalto". Posto che l'ottimismo dell'assessore abbia buon fondamento, il programma di Palazzo Bellevue dovrebbe essere questo: "Tre mesi per portare a termine la gara d'appalto e altri sei mesi per la realizzazione delle opere". Opere che, utilizzando il ribasso d'asta, potrebbero comprendere anche una serie di aiuole e il percorso pedonale che dal bivio per Bussana porta al piazzale del supermercato. Ritardi e burocrazia a parte, resta da dire che la sperimentazione ha dato i frutti che si speravano, che è poi l'aspetto più importante dell'inizitiva. Insomma, bisogna dare a Parsi quel che è di parsi: grazie alla sua "fissazione" per le rotatorie, all'Armea il traffico fila che è un piacere. E, quel che più conta, gli incidenti si sono azzerati. E considerando che in quel tratto di Aurelia di lutti se n'erano consumati tanti, il risultato è tutt'altro che trascurabile, anzi meritorio. F.P. 18/04/2008.

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Limiti di pianificazione e inghippi burocratici ostacolano la strada delle energie rinnovabili (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Limiti di pianificazione e inghippi burocratici ostacolano la strada delle energie rinnovabili Ieri analizzate in un convegno le esperienze riuscite nel Pordenonese e altrove I dati parlano chiaro: l'energia rinnovabile non può più attendere. L'argomento è stato al centro, ieri in città, di un convegno dedicato al "Ruolo dell'ente pubblico nella tutela dell'ambiente e nell'opportunità di crescita economica per il territorio", organizzato da FriulAdria e Provincia con il patrocinio del Consorzio Universitario. Esperti e addetti ai lavori si sono confrontati sull'utilizzo di fonti definite rinnovabili come l'energia solare, il fotovoltaico, il sistema eolico e le biomasse, che permettono un risparmio energetico importante. Oggi si conferma indispensabile trovare alternative alle fonti di energia come il metano o il petrolio, ma allo stesso tempo emergono diversi ostacoli legati alla mancanza di un'adeguata pianificazione energetica a livello territoriale o alla burocrazia. L'identità delle energie rinnovabili e gli scenari che si prospettano dopo il protocollo di Kyoto sono stati illustrati da Mauro Reini, docente di Sistemi Energetici dell'Università di Trieste - Polo di Pordenone. Durante i lavori, moderati dal giornalista Stefano Polzot, Emilio Gottardo, della Direzione centrale delle risorse agricole, naturali, forestali e di montagna ha spiegato l'incentivazione nazionale e locale all'utilizzo delle energie rinnovabili e al risparmio energetico, mentre Dino Pegolo, della Claber Spa, ha descritto il "caso Claber" in rapporto alle energie rinnovabili e alla crescita economica sostenibile. A questo proposito Pegolo ha descritto il recupero della vecchia centrale idroelettrica di Pasiano (che oggi fornisce il 25% del fabbisogno energetico dell'azienda), tra l'altro sede della Scuola dell'acqua. Gioacchino Nardin, direttore di Cifra (Centro interdipartimentale di formazione e ricerca ambientale) e docente di impiantistica energetica e ecologica dell'Università di Udine, ha poi illustrato il progetto di Udine Nord, che coinvolge in una moderna rete di "teleriscaldamento" una parte di città, compreso a breve l'ospedale. La guida tecnico amministrativa sulle procedure di autorizzazione per gli impianti è stata illustrata da Barbara Oian (settore tutela ambientale della Provincia) mentre Federico Marzona, dottorando presso l'Università di Udine in Tecnologie Chimiche ed Energetiche con progetti legati ai sistemi energetici solari, ha parlato dell'importanza dei piani energetici locali e sulle opportunità per l'ente pubblico e la comunità. Due infine gli esempi concreti di energie rinnovabili e risparmio energetico, realizzati uno dal Comune di Pasiano con il percorso ambientale e l'altro dal Consorzio Universitario di Pordenone che, di recente, ha avviato un sistema fotovoltaico proprio sul tetto dell'università. Paola Dalle Molle.

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Sanità e comunicazione:convegno sul Priamàr (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Palazzo della sibilla "LA COMUNICAZIONE in sanità: risorsa e strumento da valorizzare", è il tema del convegno organizzato per domani dall'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Savona presieduto dal cardiologo Ugo Trucco. La manifestazione, che si svolgerà dalle 8.15 alle 17.30 nel Palazzo della Sibilla all'interno del Priamàr, sarà occasione per approfondire il tema della comunicazione e per incrementare il dialogo tra medici di famiglia, ambulatoriali, specialisti ed ospedalieri. Grazie a questo appuntamento si cercherà di trovare un'alternativa alla burocrazia che riduce il tempo per dialogare, non solo tra medici ma anche tra medico e paziente. Sono stati invitati molti giornalisti per contribuire a diffondere il tema in questione e per dar vita ad una discussione con i medici, l'avvocato dell'Ordine e tutti gli altri presenti. M. S. 18/04/2008.

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Un clic e si apre una ditta (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LODIGIANO pag. 6 Un clic e si apre una ditta Da oggi basta una mail per iniziare un'attività IMPRESA & FUTURO LE NUOVE REGOLE di LUIGI ALBERTINI ? LODI ? UN SOLO giorno per far nascere un'impresa? E è quello che il mondo artigiano, da sempre preso nel lavoro del proprio laboratorio, chiede con insistenza: cancellare le lentezze delle procedure burocratiche. Oggi basta una mail per iniziare, modificare o chiudere un'attività imprenditoriale: è la cosiddetta Comunicazione unica, prevista dal decreto Bersani, convertito poi nella legge 40/2007, sulle liberalizzazioni. Negli uffici del "Fare impresa" di Confartigianato Imprese Lodi è stata perfezionata, nei giorni scorsi, la prima Comunicazione unica del territorio: si tratta dell'"Impresa C.F. di Caraggi Fabio" di Santo Stefano Lodigiano. La ditta è già operativa nel settore della riparazione e manutenzione di macchine e impianti industriali di impiego generale, nonché posa di tubazioni in lamiera e lattoneria in genere. Con un solo "click" di invio dagli uffici di Confartigianato Imprese a quelli della Camera di Commercio la ditta è stata iscritta contemporaneamente al Registro imprese della stessa Camera, all'Inps, all'Inail, all'Agenzia delle Entratre. IL NUOVO strumento on line, snellisce, dunque, le procedure che fino a ieri erano obbligatorie per avviare una nuova impresa, garantendo un notevole risparmio di tempo e una diminuzione dei costi. Infatti, il Registro delle imprese della Camera di Commercio di competenza è diventato l'unico ufficio a cui fare riferimento e si occuperà di smistare tutta la documentazione agli altri enti coinvolti (Inail, Inps, Agenzia delle Entrate). Ma come funziona la Comunicazione unica? L'impresa può avviare l'attività il giorno stesso in cui invia la documentazione al Registro delle imprese, dovendo aspettare al massimo sette giorni per avere le risposte dagli altri enti. Requisito essenziale è di disporre di una firma digitale e avere una casella di Posta elettronica certificata (Pec), che la Camera di Commercio di Lodi rilascia gratuitamente. I tempi della burocrazia sono tagliati grazie al coordinamento dei quattro enti coinvolti. IN PARTICOLARE, tocca a Infocamere, l'ufficio informatico della Camera di Commercio, inviare la ricevuta del protocollo e della "Comunicazione unica" all'indirizzo di posta certificato e a gestire i passaggi successivi verso gli altri enti. Fino al 19 agosto 2008 la "Comunicazione unica" sarà sperimentata solo in alcune provincie e per alcune attività imprenditoriali: in questo periodo infatti il nuovo sistema coesisterà con le vecchie pratiche.

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Il festival conquista visibilità nazionale (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL BILANCIO.CHIUDE L'INTENSA SETTIMANA D'INCONTRI E SI COMINCIA A PENSARE ALL'EDIZIONE DEL 2009 E ALLE POSSIBILI SCELTE DA METTERE IN CALENDARIO Il festival conquista visibilità nazionale di Nino Dolfo Anche se uno lo cercasse con la lente di Sherlock Holmes, il pelo nell'uovo non c'è. Giunto alla sua ottava edizione il festival "A qualcuno piace giallo" è filato via liscio come l'olio. Ha messo radici nel territorio, ha fidelizzato il suo pubblico, è un appuntamento stabile che gode di una sua struttura solida e di una direzione artistica oculata. Il giallo, sia come fenomeno editoriale che come specchio della società, si è guadagnato una statura identitaria di rilievo. Gli italiani, è vero, continuano a leggere poco ("Solo 0.70 libri cadauno all'anno in media. E se si pensa che quella frazione di unità può essere rappresentata dal volume di barzellette di Totti, ci sarebbe da fasciarsi la testa"" ha rilevato Alan Altieri), ma il giallo (compresa la variante noir) è un genere prediletto e popolare, al di là di alcuni cascami modaioli. Un genere che coniuga bene mercato, costume e industria culturale. Ma torniamo a noi. Il festival bresciano ha guadagnato visibilità nazionale e soprattutto, anche questa volta, ha offerto un calendario ricco e vario per ogni palato, legando la riflessione sugli interrogativi socio-politici del crimine con la mondanità televisiva, la vetrina degli autori con la passerella dello spettacolo, la magnitudo dei grandi nomi con la genialità locale. Accanto al talk show con Corrado Augias, abbiamo visto sfilare un vero mostro sacro come Gigi Proietti (un vero colpo, perché l'attore-regista non è solito muoversi da Roma) e uno scrittore come Leonardo Padura Fuentes che gode del consenso della critica internazionale. Il tutto secondo un format collaudato. In verità, una critica la si può fare, ma è la critica dell'abbondanza. Forse il palinsesto andrebbe snellito, perché tanta, forse troppa, è stata la carne al fuoco. Consigliabile magari una maggiore tempestività su alcune uscite editoriali, cercando di sveltire i tempi pachidermici della burocrazia organizzativa, perché il braccio è molto più lento della mente. Sta di fatto che "A qualcuno piace giallo" c'è ed è diventato una festa comandata nel calendario della attività culturali di città e provincia. L'augurio è un arrivederci. E per il prossimo anno un pensierino a Dashiell Hammett è legittimo. Senza dimenticare Henning Mankell. Mai dire mai.

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Addio visco-boys, per il fisco cambia tutto ecco lo spoils system targato tremonti - carlo bonini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Il prossimo ministro pronto a dare alle Fiamme gialle un ruolo di controllo sugli investimenti dei Paesi emergenti Addio Visco-boys, per il fisco cambia tutto ecco lo spoils system targato Tremonti Il comandante della Guardia di Finanza potrà concludere il mandato CARLO BONINI ROMA - Ai piani nobili di via XX Settembre e piazza Mastai, dove l'attesa delle burocrazie si è fatta immota come in una foresta pietrificata, scommettono che la nuova stagione comincerà qui. Dove si è giocata la sfida mortale di Tommaso Padoa-Schioppa e Vincenzo Visco e vedrà un nuovo inizio quella di Giulio Tremonti. E che dunque da qui comincerà la partita della spoliazione, o spoils system se si preferisce, del centro-destra. Nel laboratorio tecnico e politico dove saranno ridefinite le politiche di bilancio e fiscali del Paese. Nel 2001, lo spargimento di sangue fu copioso. Oggi, non si sa se per esorcismo o per convinzione, o per la rapidità con cui gli apparati si dichiarano pronti ad assumere l'agenda dei vincitori, si racconta di un copione diverso. Di una transizione che si annuncia morbida. Selettiva negli avvicendamenti di vertice, "inclusiva" nei quadri intermedi, con recupero di buona parte dei tecnici chiamati dal centro-sinistra. Gli uomini che accompagneranno Tremonti nel suo ritorno al ministero dell'Economia sono già decisi. Marco Milanese, ex ufficiale della Guardia di Finanza, capo della sua segreteria politica e neoeletto deputato con il Pdl; Vincenzo Fortunato, uomo potente e temuto, magistrato amministrativo già al suo fianco nel Berlusconi II, quindi capo di gabinetto del ministero delle Infrastrutture con Antonio Di Pietro. Il nome di Milanese balla per una delle poltrone di sottosegretario. A Fortunato toccherà il lavoro di capo di gabinetto. Con loro, Tremonti non dovrà occuparsi della macchina dell'Amministrazione (Fortunato ne è un conoscitore profondo e meticoloso), ma soltanto decidere come e quando intervenire sulle tre Agenzie da cui dipenderà l'efficienza delle nuove politiche fiscali e di cassa: Agenzia delle Entrate; Agenzia del Demanio; Agenzia del Territorio. Tremonti avrebbe confidato di non voler dare ascolto a chi gli suggerisce un azzeramento della struttura che Visco ha dato alle Entrate. Per almeno due buoni motivi, impronunciabili in campagna elettorale, ma decisivi a urne chiuse. Perché funziona, perché il Berlusconi III avrà e continuerà ad avere bisogno come l'aria dell'extragettito fiscale che l'Agenzia ha dimostrato di riuscire a produrre nei due anni di governo Prodi. Dunque, la spoliazione dovrebbe riguardare due soli nomi di vertice, che di Visco, in questi due anni, sono stati l'interfaccia tecnica. Massimo Romano, che delle Entrate è il direttore generale e William Rossi, responsabile dell'accertamento. Al primo restano tredici mesi di contratto con lo Stato. Il destino del secondo, che ne è considerato il delfino, è legato a quello del primo. A Romano verrà dunque offerta un'uscita dignitosa, che eviti chiacchiere ed eccessivo rumore. Come anche a Rossi. Riconfermando, al contrario, un tecnico eccellente come Fabrizio Carotti, direttore del dipartimento delle politiche fiscali, ex Fieg, ex Confindustria, fortemente voluto all'Agenzia proprio da Romano. Meno problemi sembra presentino l'Agenzia del Territorio (responsabile per il catasto e gli estimi), il cui direttore, Mario Picardi, è in uscita per limiti di età e l'Agenzia del Demanio, che controlla beni per circa 450 miliardi di euro: 50 di proprietà dello Stato, circa 400 di proprietà di Regioni e Comuni. Il piano di dismissioni annunciato nel programma del centro-destra come una delle principali voci di entrata del bilancio rendono l'Agenzia strategica, ma il destino di chi oggi la dirige, Elisabetta Spitz, sembra meno segnato di quanto non abbiano lasciato intendere negli ultimi giorni indiscrezioni raccolte da Italia Oggi. La circostanza di essere la ex moglie del transfuga Marco Follini se è stata sufficiente, a quanto pare, a guadagnarle qualche nemico rancoroso nel centro-destra, non appare decisiva a segnarne la fine dell'incarico. Anche qui per motivi che hanno a che fare sia con le sue capacità tecniche, che con il legame di stima che la lega a Gianni Letta. Naturalmente, con Via XX Settembre e piazza Mastai resta un terzo lato del triangolo della spoliazione. Viale XXI Aprile, Comando generale della Guardia di Finanza. E qui, il discorso si fa assai più scivoloso, per ragioni che la cronaca di questi ultimi dodici mesi hanno reso evidenti. Quel che oggi sembra di capire è che al comandante generale, Cosimo D'Arrigo, a meno di intemperanze di Alleanza Nazionale, dovrebbe essere dato il tempo di chiudere di qui a due anni il suo mandato, soprattutto se dovesse dimostrarsi sollecito nel raccogliere le priorità che verranno indicate dall'Autorità politica. A cominciare, soltanto per fare un esempio di cui significativamente già si sente parlare tra i quadri comando del Corpo, da un tema che a Tremonti sta a cuore e che è da tempo al centro della riflessione geo-politica del centro-destra sui temi della globalizzazione. La difesa dei mercati finanziari dal ruolo opaco dei Fondi Sovrani. Vale a dire i Fondi di investimento di proprietà statale con cui, soprattutto la Cina, in condizioni di vantaggio competitivo e di non trasparenza, sta dando assalto alle conglomerate europee e ad asset strategici come quelli dell'energia e delle telecomunicazioni.

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Via libera della regione alla mega discarica - serena lullia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Via libera della Regione alla mega discarica A Itazzona un deposito per materiali di scarto dell'edilizia, progetto bloccato da anni SERENA LULLIA SANTA TERESA. La Regione consacra l'area di Itazzona cimitero dei materiali edili. L'assessorato all'Ambiente ha dato l'ok al progetto dell'amministrazione di creare una discarica nella campagna, riservata a calcinacci e scarti edilizi. Il parere positivo della giunta sblocca l'iniziativa che punta a cancellare dal paese le montagne di rifiuti abbandonati qua e là dai cittadini poco virtuosi. La nuova discarica, che sorgerà al fianco del vecchio cimitero dei sacchetti, potrà ingoiare oltre 21 mila metri cubi di rifiuti inerti in cinque anni. Una recinzione alta due metri proteggerà l'impianto. La rete sarà mimetizzata con il paesaggio attraverso una doppia fila di alberi. La struttura verrà completata con la messa in sicurezza dell'area della vecchia discarica e con la costruzione di una postazione di guardiania. Nei mesi passati il progetto della giunta guidata dal sindaco, Piero Bardanzellu, aveva ottenuto una lunga lista di pareri favorevoli. Provincia, assessorati regionali all'Industria, Urbanistica e Tutela del paesaggio avevano dato l'ok all'intervento. Ma l'iter per realizzare il deposito dei rifiuti dell'edilizia era rimasto inceppato per tre anni nei meccanismi logoranti della burocrazia. Soddisfatto per la conclusione del percorso di legge è il sindaco, Piero Bardanzellu. "Finalmente la giunta regionale ha deciso di deliberare l'approvazione del nostro progetto - dice il primo cittadino -. Attendiamo ancora la lettera ufficiale dall'assessorato, il documento che darà il via ai lavori. Nel frattempo cominceremo a smaltire le questioni burocratiche, prima fra tutte l'organizzazione della gara d'appalto". Il Comune dovrà avviare il cantiere entro un anno e i lavori dovranno essere ultimati entro un triennio. Circa 100 mila gli euro che l'amministrazione sborserà per realizzare la discarica di Itazzona. "Una struttura fondamentale nel nostro territorio - precisa il sindaco Bardanzellu -. Mentre per tutti gli altri tipi di rifiuti abbiamo degli eco percorsi già avviati, tra i quali la raccolta differenziata per la plastica, il cartone, i rifiuti speciali, mancava un impianto in cui conferire tutti i materiali inerti. In questa parte della Gallura l'attività edilizia è molto attiva. Purtroppo molti cittadini, approfittando della mancanza di una discarica appositamente dedicata ai materiali inerti, scaricano i rifiuti dei cantieri nelle campagne, a volte anche all'ingresso del paese. Una incivile pratica che a breve sparirà".

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Sfilata di big per montezemolo - christian benna (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Torino Tazzetti Marchionne Montezemolo Sfilata di big per Montezemolo Tazzetti: "Scuole e energia le sfide per l'industria piemontese" Da Marchionne a Greenspan per l'ultimo discorso da presidente Confindustria CHRISTIAN BENNA L'impresa presenta il conto alla politica. Nel giorno del suo ultimo intervento da presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ripropone il decalogo di urgenze che il governo deve farsi carico per far ripartire l'Italia. Governabilità, taglio delle tasse, risanamento dei conti pubblici, una burocrazia più snella, innovazione, energia e ambiente, infrastrutture, lavoro, produttività, Mezzogiorno. Una ricetta che verrà letta e declinata oggi, alle 14, all'auditorium i del Lingotto nel corso dell'incontro "Cambiare per crescere". Un convegno promosso dal centro studi confindustriale al quale parteciperanno l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, il Ceo di Intesa San Paolo Corrado Passera, il vicepresidente di Confindustria Andrea Pininfarina, l'ex numero uno della Fed (in videoconferenza) Alain Greenspan, il ministro del lavoro danese Claus Hjort Frederiksen e il presidente della commissione europea Josè Barroso. Ad introdurre i lavori sarà Alberto Tazzetti, presidente degli industriali torinesi, anche lui, come Montezemolo, allo scadere del mandato al timone dell'associazione degli imprenditori. A lui chiediamo come partendo dall'esperienza della flexecurity danese si possa rimette in moto la macchina economica. "Il modello sociale danese è molto interessante, fatto proprio da un paese piccolo e dinamico, ma difficile da importare integralmente in Italia. Ci sono diversi spunti a cui ispirarci, ma non dobbiamo illuderci che quel mix di flessibilità e sicurezza del lavoro siano la chiave di volta per la ripresa". L'Ocse ci inchioda agli ultimi posti per produttività. Come se ne esce? "Il nostro paese e la nostra regione sono ancora fortemente incentrati sul settore manufatturiero. La quota di occupazione europea è pari al 27% del totale, in Italia al 30% e in Piemonte al 35%. Da lì si riparte, recuperando terreno su ricerca e innovazione, investendo in nuove tecnologie". Quali sono i nodi critici per l'economia piemontese? "La scuola, infrastrutture ed energia. Bisogna valorizzare gli istituti tecnici, a lungo dimenticati, relegati al rango di istruzione di serie B. Un errore che oggi paghiamo caro. Serve poi un ripensamento sul nucleare di nuova generazione e su altre soluzioni per energetiche alleggerire le bollette elettriche più alte d'Europa, un spina nel fianco delle nostre imprese . E ora è venuto il momento dei sì sulle grandi opere. Il nuovo governo ha una larga maggioranza, non avrà più alibi". Sulla crescita delle imprese del territorio si è abbattuta la crisi finanziaria, il caro-greggio e il super euro. Come valuta il futuro dell'industria piemontese? "Forse ci sarà un rallentamento nel secondo semestre. Ma ad oggi gli ordini di macchine utensili dall'estero corrono. Un segnale che testimonia il dinamismo del nostro sistema produttivo. Certo, con il dollaro debole, l'export verso gli Usa è fortemente penalizzato. D'altro canto nelle crisi si nascondono anche opportunità: come quella di fare shopping a basso costo negli Stati Uniti. Diverse nostre aziende stanno puntando i fari su alcune operazioni di acquisizione oltreoceano".

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Alitalia si merita il trattamento Aeroflot O vviamente Berlusconi farà un ultimo tentativo destinato a farsi sbattere la porta in faccia da Air France finora umiliata dal dover tra (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ttare l'acquisto di Alitalia non con il proprietario, cioè lo Stato italiano, bensì con ben nove sindacati Alitalia si merita il trattamento Aeroflot O vviamente Berlusconi farà un ultimo tentativo destinato a farsi sbattere la porta in faccia da Air France finora umiliata dal dover trattare l'acquisto di Alitalia non con il proprietario, cioè lo Stato italiano, bensì con ben nove sindacati. Esclusa l'opzione Air France e dovendo Berlusconi per motivi politici evitare il fallimento non potrà che regalarla al suo amico Putin (Aeroflot) l'unico in grado di mettere le mani nel porcaio Alitalia perché non solo è comprensivo con tutti quelli che la pensano come lui, ma sa anche garantire ai sindacati un posto sicuro e riconosciuto cioè il cimitero. Con questa premessa i sindacati di Alitalia rimpiangeranno di non aver seguito l'esempio dei loro colleghi Usa che per salvare le rispettive airlines accettarono tagli di stipendio del 30% oltre alla dolorosa cancellazione di migliaia di posti di lavoro. Giorgio Perversi - Massimeno A Bleggio il Pd ha vinto non per merito della Berasi S iamo un gruppo di censiti del Bleggio Superiore che vorrebbe fare presente il risultato elettorale di domenica scorsa- Nei commenti giornalistici si è letto che il successo che il Pd ha ottenuto nel comune di Bleggio Superiore si giustifica perché la zona è luogo natale dell'assessore verde Iva Berasi, nonché residenza dell'altro consigliere provinciale verde Roberto Bombarda. Teniamo a precisare che nei comuni di media grandezza, quale il nostro che conta oltre 1500 abitanti, nessuno ha ottenuto una percentuale di voti favorevoli al Pd come il nostro che ha sfiorato il 50%. Comuni più piccoli hanno ottenuto percentuali maggiori ma se quello che conta, come in realtà conta, è il numero il peso della nostra percentuale è decisamente maggiore e più significativo. E di questo siamo fieri ed orgogliosi. Ribadiamo che nel Trentino siamo il comune di media grandezza che ha ottenuto il risultato più alto come voti per il Partito Democratico. Sottolineiamo che i due esponenti politici locali citati non facevano parte del Pd perché in lista con il partito Arcobaleno che purtroppo non ha neanche raggiunto il valore soglia di rappresentatività. Il buon risultato, vanificato dallo scarso risultato generale, che merita un approfondimento ed una riflessione a livello provinciale perché non si ripeta alla prossima tornata, dipende dalla tradizione culturale che ci rende simili e dalle amministrazioni che hanno governato la nostra valle negli anni precedenti. Potremmo proporci come esempio da seguire per cercare di capire se possiamo aiutare a risollevare le sorti del partito magari utilizzando il nostro modo di rapportarci con la gente: forse facendo loro capire che conosciamo i loro problemi e che, se rimaniamo uniti, numerosi e alla mano, saremo più determinanti e risolutivi. Rinaldo Caldera, Massimo Caldera, Battista Caliari, Luciano Rocca, Mirco Caliari. Walter Serafini, Flavio Riccadonna Noi autonomisti abbiamo le ricette giuste L a tornata elettorale appena conclusasi ha emesso il proprio verdetto: forte e diffuso è il malcontento tra la nostra popolazione, che ha penalizzato il Patt e la sua scelta territoriale, sicuramente genuina ma non spiegata adeguatamente, e non creduta come progetto alternativo alla sinistra e capace di impedire la nascita del Pd anche per le provinciali di ottobre. Non credo servano ulteriori campanelli d'allarme e quindi è nostro dovere rispondere, dovremo reagire non a parole, ma con i fatti, di chi può e deve avere il diritto di costruire ed offrire risposte alla propria gente. Abbiamo sbagliato nel non riuscire a far capire alla gente che le risposte le abbiamo anche noi e che al governo sappiamo anche tradurle in fatti concreti. Le convinzioni autonomiste sono state le basi della mia candidatura nella lista Svp alla Camera, che è stata un'occasione straordinaria di esperienza e formazione politica; ora dobbiamo ricominciare dalla gente e dalle sue domande. I dati provenienti dal territorio sottolineano come la gente chieda di essere ascoltata. Ovviamente tutta, indistintamente, anche se le nostre valli per l'ennesima volta hanno resistito, garantendo la parola e la promessa elettorale: su tutti la Valfloriana, per passare alla Valle dei Mocheni. Tutti i quattro comuni della "Valle Incantata" hanno retto, offrendo percentuali in doppia cifra. Ma l'analisi del voto andrà avanti in maniera serrata e decisa. È fondamentale capire i perchè di tale esito elettorale, per capire i punti di debolezza e per rispettare chi ha creduto nei candidati e nel progetto politico. Devis Tamanini Dal voto la cultura dell'individualismo I o sono molto deluso e sconfortato da questo esito elettorale. Sono sempre stato ambientalista e il dissolversi della coalizione che includeva anche gli ambientalisti è triste. Ma la causa di ciò la ritengo una gestione raffazzonata, ambigua, non organizzata ed impastrocchiatasi troppo col politichese. Questo è il mio essere di sinistra: rispetto per la vita e per le diversità; aberrazione per tutte le discriminazioni raziali, le violenze i settarismi. Ora, avendo acquistato tanto spessore la Lega, ritengo questo un allarmante segnale sociale di intolleranza: non venitemi a dire balle. La Lega ha sfondato perchè la gente comune vuole liberarsi dei tanti stranieri che abbiamo in Italia e nei nostri comuni. Vuole radere al suolo le moschee dei musulmani e, se possibile, dare anche qualche calcione nel fondo schiena ai "sessualmente diversi".... È la cultura dell'individualismo, della difesa armata dell'orticello di casa, dell'affermazione prepotente del proprio scarpone locale contro chi non è autoctono. Poi c'è la legittima protesta verso un sistema politico-amministrativo centrale onestamente infame, clientelare, idrovora di denaro dei cittadini ed ammuffito come l'uomo del Similaun sulle loro poltrone. Roma ladrona? Ok, ma allora cosa facciamo, nuove battaglie di Lepanto al suono della "Biondina in gondoeta" e di "O mia bella Madonnina"? Spariamo al marocchino senza cercare di trovare valide soluzioni per risolvere il problema degli irregolari e della delinquenza nascente da un complesso di situazioni che non è certo nel dna degli stranieri intesi come extracomunitari. Sicurezza, ordine pubblico, maggior tutela del cittadino per la strada, certo, ma nel modo giusto. Tutti problemi che si possono affrontare senza lo spirito xenofobo e razzista che, a mio parere, è nel dna stesso della Lega, come nella cultura statunitense c'è la convivenza con le armi per difendere il proprio orto. La Lega ha raccolto il voto di protesta e va bene. Ma è l'intrinsecità della filosofia leghista che mi fa paura e mi atterrisce. Si tratta, a mio parere, di tutta l'intolleranza verso il "diverso" che emerge nella nostra società sempre più individualista ed egoista. La Lega è anche il partito dei cacciatori, almeno qui da noi e chi mi conosce sa come io aborrisca questo "sport" basato sulle uccisioni animali. La sinistra è pressochè sparita e ha pagato il prezzo di una gestione non unitaria e piena di toppe. Non sta a me giudicare gli errori della sinistra ma credo che avrebbe dovuto diversificarsi molto di più dal politichese, riacquistando una sua precipuità netta e chiara in contrapposizione della destra intollerante ed armaiola. Il centrosinistra di Veltroni era l'unica speranza per non lasciare il Paese in mano ai cultori del capitale, ad inprenditori che giostrano le leggi in base ai propri interessi ed ai padroni di imperi economici per i quali il "piccolo particolare" del conflitto d'interessi se ne andrà in naftalina, se non sarà possibile estinguerlo del tutto, per almeno cinque anni. Il centrosinistra di Veltroni è un progetto degno di fiducia ma è anche troppo giovane. Diamogli tempo e fiducia. Io credo che, in questi cinque anni ne vedremo delle belle. Forse gli italiani, che hanno sempre, da secoli, premiato chi sapeva parlare meglio! Finalmente apprendano qualche lezione, di quelle che la storia dà a 360°, in una valenza davvero comune e non solo dell'individualistico interesse. Le tante priorità che sono necessarie all'Italia, le famose riforme, non si risolvono nè essendo animati dalla voglia di sparare nè usando il potere come continua ed inarrestabile scalata ai propri interessi. Antonio Bruno - Pergine Burocrazia eccessiva: così difficile da estirpare N ella campagna elettorale per le recenti votazioni ho sentito molto parlare di "semplificazione della burocrazia, dell'annullamento di molte leggi e dell'Ici sulla prima casa". Slogan senza nessuna reale applicazione per un reale miglioramento del funzionamento dello Stato e poco o nessun beneficio per i cittadini. La burocrazia è composta da uffici governativi strutturati per l'applicazione delle leggi. Se le leggi sono assurdamente complicate altrettanto complicata sarà la burocrazia. Non molto so di leggi; nella mia carriera di docente, con funzione di vicepreside, ho coperto temporaneamente la carica di preside in quanto il titolare per breve periodo era in aspettativa. In quel momento ho dovuto risolvere alcuni problemi inerenti a circolari e leggi: qualsiasi tema affrontassi mi trovavo con testi che a catena rimandavano a leggi precedenti. Poco ci mancava che si dovesse risalire fino allo Statuto Albertino per capire qualcosa. Recentemente mi è stato recapitato un documento con riferimento ad un congiunto defunto che veniva indicato nel testo col termine "de cuius"; qui non si tratta di risalire allo Statuto Albertino, ma molto più indietro; mi viene in mente il manzoniano "Azzeccagarbugli". Ho il sospetto che una cultura legale ancorata a tradizioni obsolete costringa i legislatori moderni a realizzare leggi con la struttura di "Matriosche": leggi macchinose che obbligano ad una burocrazia altrettanto macchinosa. Non vedo però né personalità politiche né persone sufficientemente volonterose intenzionate a riformare in modo semplice, efficiente e moderno il metodo di formulazione delle leggi. Per la questione dell'Ici è il caso di rivedere la trasformazione nel tempo della legge che definisce la denuncia dei redditi. La riforma tributaria, se non sbaglio definita "Vanoni", istituiva la prassi della denuncia dei redditi cercando di mettere ordine in particolare alla "babele" dei tributi comunali. Tra le varie disposizioni veniva determinato un tributo a favore delle casse comunali commisurato sul reddito dei fabbricati. Non ricordo come fosse nominato detto tributo, ma ricordo benissimo che la cifra che il contribuente sottraeva dal proprio reddito e versava alle casse comunali poteva poi essere detratta dal reddito imponibile per le tasse statali. Ad una certa data, non ricordo in quale anno, questa detrazione venne abolita, con notevole aumento del gettito fiscale a favore dello stato e aggravio per i contribuenti. Dopo un paio d'anni la tassa sui redditi da fabbricato venne sostituita a favore dei comuni con l'Ici, definita tassa patrimoniale. Il povero contribuente sottrae sempre dal proprio reddito quanto deve versare al comune, ma su quella cifra non più a sua disposizione (e non più detraibile) deve anche pagare allo stato l'Irpef. Con l'eliminazione dell'Ici sulla prima casa sembra che il cittadino sia sollevato da una imposizione fiscale, ma in realtà la "fregatura" ricade sulle casse comunali che recupereranno quanto viene a mancare tassando i cittadini in altro modo. Ettore Lunelli 18/04/2008.

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L'aereo con un ministro di putin scivola sulla pista allagata: salvi 17 passeggeri (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Luca Rojch L'aereo con un ministro di Putin scivola sulla pista allagata: salvi 17 passeggeri Lo Yak-42 della protezione civile con a bordo Sergej Shoigu va lungo all'aeroporto Costa Smeralda OLBIA. La caduta degli zar. Al Costa Smeralda si consuma un dramma mediatico sotto i riflettori planetari, un incidente che somiglia quasi a un paradosso. L'aereo con a bordo il ministro della Protezione civile russa, Sergej Shoigu, scivola sulla pista fradicia d'acqua e rischia di finire sull'erba in una goffa deriva. Nessuno dei 17 passeggeri resta ferito. A sanguinare è l'orgoglio della superpotenza russa. Figuraccia internazionale per l'ex macchina sovietica davanti al suo quasi ex presidente, Vladimir Putin, che un'ora prima nello stesso scalo aveva stretto la mano, al quasi presidente, Silvio Berlusconi. I due amici sotto l'ombrello e le guardie del corpo sfoderano il sorriso d'ordinanza per i flash prima della grande fuga in elicottero a villa Certosa. Lo Yak-42 della protezione civile russa atterra al Costa Smeralda alle 16,42 sotto una sorta di acquazzone tropicale. Come una banale utilitaria il super jet va lungo sulla pista, vittima dell'acquaplaning, e rischia di finire con le ruote sull'erba. A bordo il ministro russo della protezione civile, che arrivava in Sardegna per assistere alle grandi manovre simulate delle squadre di soccorso di mezza Europa. Così in volo per assistere a incidenti simulati prova con mano l'efficienza della macchina di salvataggio italiana. Mentre lo Yak-42 scivola senza controllo a fondo pista, nel settore riservato ai jet privati, si fiondano ai lati dell'aereo alla deriva i mezzi dei vigili del fuoco, della polizia. Arrivano anche le ambulanze, ma restano vuote. Tutti i 17 passeggeri vengono fatti scendere in pochi minuti. Il pericolo virtuale si è trasformato in reale. L'aeroporto è rimasto chiuso per un'ora, il tempo necessario per soccorrere il mezzo e liberare la pista. A lavoro anche la macchina diplomatica, che tenta di disinnescare lo scivolone in eurovisione. Si cerca di non confermare la presenza del ministro nell'aereo. Lo Yak-42 fa parte del contingente russo che prende parte al Fire 5, l'esercitazione internazionale della protezione civile che si svolge in Gallura. E per una volta davanti ai maestri della tecnologia meccanica a funzionare è la macchina italiana. Ma lo scivolone dell'aereo russo sembra diventare anche uno spot involontario per i lavori di allungamento della pista del Costa Smeralda in vista del G8. Invocati dai vertici della Geasar, promessi dal commissario Guido Bertolaso e rimasti ancora nel cassetto dei progetti interrotti. Il cantiere non è partito a un anno e tre mesi dall'inizio del summit. Per gli organizzatori una specie di incubo pensare agli aerei dei grandi della terra che finiscono lunghi in una pista rimasta troppo corta per colpa della burocrazia.

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Il Prg a portata di mouse (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CESENATICO pag. 8 Il Prg a portata di mouse Tutta l'urbanistica del comune consultabile in rete IL PIANO REGOLATORE è a portata di mouse. Il sistema informativo territoriale comunale ha infatti completato l'aggiornamento della cartografia web del Prg. Dal computer si potrà consultarlo digitando l'indirizzo www.cesenatico.it e cliccando sul Piano regolatore, senza dover installare programmi aggiuntivi. L'INIZIATIVA è stata presentata ieri dal sindaco Nivardo Panzavolta, dal direttore generale Anna Ori, dal dirigente del settore urbanistica Manuela Barducci e dagli esponenti di "GeoGraphics", l'azienda di Ferrara che ha contribuito alla realizzazione e pubblicazione on line della banca dati geografica. Panzavolta e la Ori hanno sottolineato che si tratta di un progetto importante per garantire una maggiore accessibilità ai cittadini e ai liberi professionisti. Ha detto la Barducci: "Il Prg sul Web era presente dal 2000, tuttavia non era mai stato aggiornato. Per questo abbiamo impiegato un anno, dal febbraio 2007 al marzo 2008, per aggiornare i dati, incluso le ultime modifiche legate alle varianti al Piano regolatore generale". Nel progetto sono state assemblate differenti basi dati geografiche, composte da foto aeree, foto satellitari, cartografia del catasto, viabilità stradale e numeri, oltre ai dati degli strumenti urbanistici in vigore. Grazie a questo servizio, è possibile consultare il territorio, ricercare un edificio per via e numero civico o per mappale catastale, visualizzare i dati relativi al Prg, la destinazione urbanistica, le normative. In sostanza sapere cosa si può e cosa non si deve fare. Ogni immobile, casa o attività commerciale che sia, ha un suo numero, una sorta di "targa" utilissima per inoltrare le pratiche e snellire i tempi della burocrazia. E' inoltre disponibile la mappa del catasto, con la sovrapposizione della normativa del Prg. Non occorre essere degli esperti per ottenere risposte in tempo reale, stando seduti. Se i proprietari degli immobili verificassero che ci sono stati degli errori nella cartografia, possono segnalarlo direttamente al Comune. Questa iniziativa interessa molto chi con il Prg ci lavora e lunedì 21 aprile, alle 10, sempre nella sala consiliare del Comune di Cesenatico, il Prg sul Web verrà presentato ai tecnici privati ed alle associazioni di categoria. Un altro aspetto non secondario è legato alla possibilità scaricare e di stampare gratuitamente estratti delle copie del Prg con i dati catastali, esclusi ovviamente dei dati sensibili. Giacomo Mascellani Image: 20080418/foto/1638.jpg.

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Lombardo, la grana sanità (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Il nuovo governatore tratta sulla giunta. Tra gli assessori il magistrato Ilarda. "Riforma della burocrazia" Lombardo, la grana sanità Il ministero: "Pochi tagli alle spese, riprovateci" Viene dal fronte della sanità la prima grana per Raffaele Lombardo, entrato ieri all'Ars per la prima volta da quando è stato eletto governatore. Il ministero della Salute ha bocciato il piano di riduzione delle guardie mediche predisposto dall'ex assessore Lagalla. Troppo soft i tagli previsti nell'atto che aveva salvato i 54 presidi inizialmente sacrificati e aveva cancellato le guardie turistiche. Lombardo vuole trattare la modifica del piano di rientro "con un governo che non minaccia l'invio di commissari" e punta sull'insediamento di Berlusconi per ottenere una proroga. Fra i primi obiettivi di Lombardo la riforma della burocrazia e la delegificazione. Il neo-presidente ha annunciato che in giunta entrerà il magistrato Giovanni Ilarda. LAURIA A PAGINA II.

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Prima grana per lombardo roma boccia i tagli sulla sanità - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Prima grana per Lombardo Roma boccia i tagli sulla sanità Il ministero: "Troppo morbidi sulle guardie mediche" Il neo-presidente "Subito la riforma burocratica, spero che la Finocchiaro rimanga all'Ars" EMANUELE LAURIA "Bentornato, presidente". Antonio Boccadutri, l'assistente capo che cento giorni fa accompagnò in lacrime il dimissionario Cuffaro fuori dal Palazzo, spalanca le porte dell'Ars al nuovo governatore. Raffaele Lombardo consuma a passo lento il corridoio del piano parlamentare, accompagnato dal fido Lino Leanza che nei prossimi giorni gli consegnerà formalmente le chiavi della Regione e che intanto gli ha concesso un giro d'orizzonte sulle questioni più calde che lo attendono. La prima grana è scoppiata da qualche ora, quando il leader dell'Mpa celebra il suo ritorno in Assemblea per un incontro con i giornalisti. Ed è proprio Leanza a soffiargli la notizia in un orecchio: il ministero della Salute ha bocciato il piano di riduzione delle guardie mediche predisposto dall'ex assessore alla Sanità Roberto Lagalla. Troppo soft i tagli previsti nell'ultima stesura del provvedimento che - dopo le proteste di sindaci e autorevoli esponenti della maggioranza - aveva salvato i 54 presidi inizialmente sacrificati ma aveva cancellato solo le guardie turistiche. Non tutte. Il risparmio stimato era sceso da otto milioni a 4 milioni 300 mila euro annui. Ma di questi benefici economici, che sarebbero dovuti scattare da ottobre, finora non c'è traccia. Queste le osservazioni dei funzionari statali, da ieri sul tavolo del neo-governatore insieme con l'ultimatum del 30 aprile come ultimo termine concesso alla Regione per correggere il piano di rientro. Ma Lombardo fa sapere subito che non accetterà condizionamenti: "Il piano di rientro della sanità, con un governo che non minaccia l'invio di un commissario, sarà una delle priorità. Ma prima vengono la riforma della burocrazia e la delegificazione". Una serenità che gli deriva dalla convinzione che Berlusconi si insedierà prima del 30, e allora il governatore siciliano potrà disporre di una proroga per rivedere l'intero piano. Lombardo conta di rivedere altre parti del documento, a partire dalla nuova rete ospedaliera che attualmente prevede una riduzione di duemila posti letto. Il leader del Movimento per l'autonomia affronta la sua giornata palermitana con questi pensieri in testa ma confortato da una nutrita schiera di collaboratori e addetti stampa. Il suo staff, fa sapere, è ancora tutto da definire. Ma qualche indiscrezione circola: Lombardo si avvarrà certamente della collaborazione della fedelissima dirigente della segreteria Maria Bonanno, e un ruolo dovrebbe averlo anche Fabrizio Bignardelli, ex segretario particolare di Cuffaro che ha gestito la sua agenda elettorale a Palermo. Fra i burocrati, incarichi di rilievo dovrebbero avere attuali dirigenti generali come Alfredo Liotta, Pietro Tolomeo e Romeo Palma, mentre una promozione potrebbe spettare all'ex vice commissario dell'Eas Salvatore D'Urso. E con Lombardo potrebbero tornare a Palazzo d'Orleans due dirigenti in pensione a lui vicini come Nino Scimemi - in uscita dalla giunta Cammarata - e Marcello Fecarotti. Una squadra ancora da definire, programmi che ruoteranno attorno a uno Statuto indicato da Lombardo come "bussola" nei rapporti fra Roma e Palermo: "Dedicherò un incontro con Berlusconi solo all'autonomia", dice il governatore che annuncia pure la sua intenzione di rilanciare la commissione regionale Antimafia "più forte e incisiva rispetto al passato" e di essere presente "il più possibile" a Sala d'Ercole. Lombardo rassicura tutti sull'atteggiamento del Cuffaro oppositore in Senato: "Non vedo Totò votare per far cadere Berlusconi". E un'elegante stilettata la riserva alla Finocchiaro: "Dice che mi starà col fiato sul collo? Lo spero, perché significherebbe che rimarrà in Sicilia a fare il capo dell'opposizione. Me lo auguro, ma non credo che ciò accadrà. L'ho cercata per farle i complimenti, in queste ore. Ma non l'ho trovata".

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Viale Brianza invaso dai topi A Varedo scatta l'allarme (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

DESIO BOVISIO pag. 12 Viale Brianza invaso dai topi A Varedo scatta l'allarme Tane davanti ai negozi, i cittadini sono preoccupati di VERONICA TODARO ? VAREDO ? PASSEGGIANO indisturbati sui marciapiedi e non sono di certo loro ad aver paura dei passanti. Da quasi tre settimane dei grossi topi di fogna si sono insediati in viale Brianza alla Valera, costruendosi le proprie tane anche davanti a qualche negozio. OVVIA la preoccupazione e l'allarme lanciato non solo dei commercianti e dei residenti ma anche delle mamme che quotidianamente accompagnano i bambini nel plesso scolastico lungo il viale, l'istituto comprensivo "Aldo Moro e Martiri di via Fani". Ma se qualche negoziante ha quasi timore a sollevare il problema per paura di spaventare e perdere la clientela, ci ha pensato Enrico Bellosio, presidente dell'associazione "Commercianti e artigiani di viale Brianza" a farsi portavoce del fastidioso inconveniente. "Si tratta di pantegane giganti - racconta il presidente - che giorno e notte escono allo scoperto in cerca di cibo. Il via vai è notevole soprattutto con il buio, anche perché di giorno sono disturbati dalle macchine. Abbiamo individuato le tane e segnalato il problema all'Amministrazione". Se all'inizio di roditori ne giravano pochi, nel giro di quindici giorni sembra che il numero sia aumentato. "HO PARLATO con l'ufficio tecnico - continua Bellosio -, sono al corrente del problema ma al momento la situazione non è ancora stata risolta. Non è solo un problema di noi commercianti, preoccupati anche per il fatto di veder calare le vendite, ma è soprattutto un problema di igiene e di incolumità". Il perché della presenza delle pantegane è presto detto: l'edificazione di nuovi edifici nella zona e la relativa movimentazione della terra, oltre ai conseguenti lavori alla rete fognaria avrebbe dato vita al fenomeno. Per questioni legate alla burocrazia (il Comune ha indetto una gara d'appalto per provvedere alla disinfestazione) il problema non è ancora stato risolto, e di certo ci vorrà del tempo per debellare gli accaniti roditori, i topi continuano a "passeggiare" sui marciapiedi e a bordo strada. Per fortuna non c'è stata nessuna segnalazione di pantegane entrate nei negozi o negli scantinati delle abitazioni, né tanto meno nelle case dei residenti del quartiere.

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<Troppi giorni persi per la burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUGO pag. 25 "Troppi giorni persi per la burocrazia" La denuncia del presidente Enrico Gambi LOTTA alla burocrazia, valorizzazione del settore, incremento della filiera agroenergetica. Sono alcuni dei temi dell'assemblea provinciale dell'Unione degli agricoltori che si apre oggi alle 16.30 a Lugo nella sala conferenze della Banca di Romagna. Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, mentre nella relazione di apertura, il presidente provinciale Enrico Gambi partirà dal tema della rappresentanza sindacale nel settore agricolo. "Un'associazione come la nostra rappresenta gli interessi economici degli imprenditori agricoli e si è dotata per questo di una struttura che lavora al servizio degli associati". Ci sarà spazio anche per i conti. "Per i bilanci, il quadro è positivo: la situazione economica e patrimoniale è solida". Altra questione 'calda' è la burocrazia. "Uno studio di Confagricoltura ? dice Gambi ? fa emergere che in media un imprenditore agricolo spende ben 110 giorni lavorativi all'anno per le 'carte'. E' un insulto alla civiltà di un Paese". Tra i temi connessi la 'crisi' determinata nei mesi scorsi dalle pratiche sui fabbricati rurali da accastatare. "In queste situazioni sarebbe sufficiente che prima di intraprendere azioni si dialogasse con le associazioni: si eviterebbero così gli errori. E le agenzie del territorio locali sono state disponibili a ragionare, con grande buonsenso". Nelle politiche future dell'associazione, c'è un altro aspetto, "fondamentale e strategico. Vogliamo riportare l'agricoltura al centro degli obiettivi del Paese, tornare a farne il settore primario dell'economia, a vantaggio di imprese e consumatori. Con interventi mirati a sostegno di chi investe". Verranno riproposte iniziative promozionali come "i 'cancelli aperti' per far visitare le nostre strutture". C'è infine la questione delle biomasse come materia prima per carburanti ecologici ed energia. Gambi vuol chiarire subito che "a livello locale nessun agricoltore ha mai pensato di orientare la propria azienda a 'fattoria' per produrre energia invece che cibo. C'è spazio entrambe le attività. Oggi siamo in grado di aumentare molte produzioni grazie a scienza e tecnica: pensiamo che per alcune varietà di frumento la ricerca è ferma da 20 anni. Occorre equilibrio. E qualsiasi iniziativa industriale deve vedere gli agricoltori protagonisti". Marcello Petronelli Image: 20080418/foto/6888.jpg.

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PERUGIA ANCHE IERI mattina in tribunale si è tornato a disc (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PERUGIA / TRASIMENO pag. 9 ? PERUGIA ? ANCHE IERI mattina in tribunale si è tornato a disc... ? PERUGIA ? ANCHE IERI mattina in tribunale si è tornato a discutere di bonus bebè. Davanti al giudice per l'udienza preliminare Paolo Micheli sono comparsi venticinque stranieri che avevano ritirato l'assegno pur non avendo titolo. Come già fatto in precedenza, il gup Micheli ne ha prosciolti ventiquattro: secondo il giudice non sarebbero stati in cattiva fede e, invece, potrebbero essere stati tratti in inganno dalle difficoltà di lingua e dalla burocrazia. Per il venticinquesimo, invece, è scattato il rinvio a giudizio per truffa e falso. Agli atti il gup Micheli aveva, infatti, una nota del direttore dell'Ufficio postale dove l'uomo aveva ritirato il bonus bebè: il dirigente sosteneva che l'imputato aveva voluto a tutti i costi firmare l'autocertificazione. Insomma, niente buona fede o incomprensioni dovute alla lingua. E, quindi, il processo.

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Chiodi: il risultato delle elezioni aiuterà la città (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Su tangenziale nord, liceo Braga e 4º lotto della Teramo-mare siamo stati maltrattati" Chiodi: il risultato delle elezioni aiuterà la città Il sindaco si aspetta dal governo "amico" i fondi mai ottenuti dal centrosinistra Frecciata a D'Alfonso "Il suo successo non mi pare esaltante" TERAMO. Il sindaco Gianni Chiodi si sente più forte. Dopo il successo del Popolo della Libertà alle elezioni per il Parlamento, che porta Paolo Tancredi al Senato e conferma Carla Castellani alla Camera, il primo cittadino guarda con accresciuto ottimismo all'ultimo scorcio della consiliatura e alle sfide per comunali, provinciali e regionali, in programma nei prossimi due anni. La presenza di una teramana a Montecitorio e di un teramano a Palazzo Madama è una garanzia per la comunità, secondo Chiodi, anche perché si tratta di due leader del centrodestra locale. "Sono i migliori rappresentanti", spiega il sindaco, "non sono calati dall'alto, hanno dimostrato di essere molto attivi e sapranno affrontare in modo deciso le burocrazie ministeriali". I due parlamentari faranno parte della stessa maggioranza di centrodestra che amministra la città: una condizione ideale per far pesare a Roma le esigenze del territorio teramano. "Nella mia breve esperienza politica", sottolinea Gianni Chiodi, "ho potuto verificare quale differenza di rapporto esiste con un governo con cui c'è affinità rispetto a un governo di segno diverso". Il primo cittadino ricorda che nei primi due anni della sua amministrazione da Regione e governo, all'epoca entrambi di centrodestra, sono arrivati 17 milioni di euro per opere pubbliche ancora in fase di realizzazione. L'esempio negativo, invece, è dato dalla tangenziale nord. "Il protocollo d'intesa sull'opera con il ministero delle Infrastrutture e gli altri enti interessati doveva essere sottoscritto il 5 aprile del 2006", spiega il sindaco, "il presidente della Provincia Ernino D'Agostino mi chiese di rinviare la firma e di aspettare dopo le elezioni per il Parlamento, che furono vinte dal centrosinistra. Da quel momento in poi, l'accordo non è stato più firmato". Chiodi parla anche della statalizzazione del liceo musicale Braga, definita nell'intesa con ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, con il governo Berlusconi, e mai attuata nella fase politica successiva. "Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ci ha trattato proprio male", prosegue il sindaco, "il finanziamento del quarto lotto della Teramo-mare non è mai arrivato". L'elezione dei due parlamentari e il successo del Pdl giocheranno un ruolo importante anche nelle provinciali del 2009. "Tancredi sarebbe stato il nostro candidato presidente", rivela Chiodi, "ma le elezioni amministrative sono diverse da quelle per il Parlamento. è chiaro, comunque, che la sinistra è in difficoltà". La litigiosità e i contrasti con la "sinistra del no", sempre secondo il sindaco, avrebbero penalizzato sia il governo Prodi, che le maggioranze regionale e provinciale. "La sinistra ha perso perché non guarda più negli occhi la gente", osserva Chiodi, "da anni è diventata elitaria e snob, gli elettori se ne sono accorti". Il primo cittadino intravede un segnale di crisi del Pd anche nella conferma, sebbene ottenuta al primo turno, di Luciano D'Alfonso alla guida di Pescara: "Al suo posto non sarei soddisfatto di aver superato d'un pelo il 50%". Si tratta di un messaggio in vista di una possibile sfida con D'Alfonso per la Regione? "Non è all'ordine del giorno, ci sono tanti candidati possibili", replica sindaco, e conclude: "Per il successo del Pdl è fondamentale l'unità e la scelta delle personalità migliori da mettere in campo. Speriamo che si arrivi presto alla costituzione del partito unico e di gruppi consiliari in tutti gli enti locali, compreso il Comune di Teramo". Gennaro Della Monica.

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Se il burocrate sapesse quanto vale la decenza (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il punto di RICCARDO RICCARDI Se il burocrate sapesse quanto vale la decenza... Non parlo di politica, anche se questo argomento mi appassiona e le mie idee sono chiare. Come cittadino e come operatore di Banca che ha responsabilità verso il pubblico, inteso questo quale utente di un servizio, posso però, è un diritto, rivolgermi ai politici. A costoro tante sono le cose da dire, che però vanno dette, in specie, con il voto. Voto espresso che ora molti si dilungano a commentare. Lasciamoli fare. Nel mio piccolo e per essere concreto vorrei lanciare un appello al mondo politico e ricordare quanto segue. La tutela del rispetto del cittadino. Questi, molto spesso, è violentato, infastidito e seviziato da illogiche regole e norme messe in atto - senza fare di tutta l'erba un fascio - da burocrazia miope, inefficiente e irresponsabile. Irresponsabile non tanto nel senso che non ha responsabilità (qui però ci sarebbe da scrivere a fiumi) quanto nel senso di scaricare ad altri decisioni che vengono rinviate sine die, con conseguenti inadempimenti che mettono in crisi chi ha bisogno di certezza per lavorare e per ottenere quella fiducia che rappresenta il marchio più importante per la sua attività. Non mi limito qui alle banalità, quanto al mondo degli affari che tali non sono quando si cade nella tela del ragno e vi ci resta impigliati. Che il denaro pubblico venga, nell'interesse di tutti controllato e tutelato è giusto. Ma non può costituire l'alibi di chi dovrebbe essere al servizio (tutti quelli che lavorano sono al servizio di qualcuno) della collettività. In questi ultimi giorni ci siamo sentiti ripetere slogan sulla produzione di ricchezza, sulla produttività e tante altre belle proposizioni. In una azienda prima di vendere, si produce e prima di produrre si organizza il complesso aziendale. Una organizzazione snella ed efficiente consente di stare sul mercato. Una organizzazione disordinata e priva di chiarezza fa espellere di contro l'azienda dal mercato. Ribadisco che ho molto rispetto di chi lavora nel pubblico, sottolineo che di persone efficienti ne ho incontrate molte. Ma permettetemi di ricordare Confucio che disse "quando esco non mi aspetto di incontrare un santo, mi basta una persona decente". Decenza vuole che l'operatore pubblico, pur nel rispetto di norme a tutela di tutti, sia decentemente compreso nella sua missione di servizio al cittadino. Pensino i nuovi rappresentati del popolo quanti sprechi si potranno evitare se si considera che il tempo e le certezze sono beni preziosi e costosi. Basta un po' di decenza. Niente di più.

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Anna Fiorino a.fiorino@iltempo.it Tanto per (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Anna Fiorino a.fiorino@iltempo.it Tanto per ... Anna Fiorino a.fiorino@iltempo.it Tanto per cominciare stiamo dalla parte di quei cittadini che, mentre guidano, parlano al telefonino con l'auricolare, allacciano le cinture di sicurezza, controllano acqua, olio e pressione delle gomme prima di partire, non sfanalano in autostrada mentre si divertono a 200 all'ora alla faccia di quello che sta davanti. E ancora, con i pedoni che guardano a destra e a sinistra e attraversano solo sulle strisce, con gli automobilisti e i motociclisti che non passano con il rosso, che non parcheggiano in doppia fila, che se gli viene sonno si fermano invece di far finta di niente. E poi, con quelli che non bevono alcol se devono mettersi al volante e indossano il casco allacciato stretto che ti salva la vita e che se è integrale ti salva anche la faccia. Insomma con quella parte di gente convinta che il rispetto delle regole abbia a che fare con l'economia prima che con l'etica. Nella certezza che i veri furbi sono quelli che vogliono portare a casa la pelle oltre che la macchina. Ciò detto la realtà è un'altra. Ci sono dodici strade, in Italia, pericolose oltre misura. Solo quest'anno, il ministero dei Trasporti ha deciso di impegnare 950 etilometri e 2.300 precursori. Eccezione fatta per l'Umbria, nessuna regione dispone del catasto delle strade. Un cittadino su 5 passa in media un'ora al giorno nel traffico, il 29% degli automobilisti ci sta almeno mezz'ora. Fatti salvi i casi, rarissimi, di malore del conducente, la maggior parte degli incidenti stradali è causata da distrazioni, leggerezza, incoscienza. Sergio Dondolini, capo della Direzione generale per la sicurezza stradale (istituita dai Trasporti alla fine di febbraio) scrive sul sito del Ministero: il numero degli automobilisti che usano la cintura è calato dall'83,5% di metà 2003 al 64,6% del 2007. Chi guida parlando al telefono ha gli stessi problemi dell'autista con un livello di alcol nel sangue doppio del consentito: i tempi di reazione sono due volte il normale. Il traguardo fissato dalla Ue nel 2010 è di dimezzare il numero dei morti sulle strade. Dondolini è pessimista: sì e no riusciremo ad arrivare al 35%. Eppure c'è un'autostrada fra quello che si fa per la sicurezza e quello che si potrebbe fare. Ne parliamo con Antonio Giannella, direttore della Polizia stradale. Parto dai risultati. Nel 2007 gli incidenti (rilevati da Polizia e Carabinieri; i dati delle municipali non confluiscono in tempo reale) sono diminuiti dell'8%. In tre anni, dal 2005, i controlli contro l'abuso di alcol sono passati da 150.000 a 800.000 (secondo Dondolini nel 2008 saranno un milione e mezzo, ndr). Dal 1 gennaio al 25 marzo di quest'anno i positivi all'alcol sono stati il 10,16 contro il 14,77% dello stesso periodo dell'anno scorso. I comportamenti si fanno più responsabili, anche grazie agli autovelox, la cui localizzazione viene sempre fornita in anticipo senza indicare ora e chilometro per ottenere comportamenti corretti nell'arco delle 24 ore. Il tasso di mortalità del 2007 sul 2006 è diminuito del 28%. I ragazzi, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, per non bere vorrebbero un premio come partecipare a un reality show. Da due legislature si discute della possibilità di confiscare i mezzi nel caso in cui il tasso dell'alcol superi l'1,5. Non è sembrata un'ipotesi esagerata, giacché si perde il mezzo anche se si gira con l'assicurazione scaduta da 15 giorni. Per moto e motorini c'è una sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato legittima la confisca in presenza di un tasso alcolico dello 0,5. Il punto è stabilire che bere oltre il lecito è un reato non un'infrazione. ACosì, parlare di confisca diventerebbe più facile. Il pensiero va a quanto sia difficile trasformare un principio di giustizia in un atto di equità. Il mio pensiero va a una modifica del codice della strada che dovrebbe contenere, in un massimo 105 articoli, anche un codice dei comportamenti. Regole semplici, chiare e sanzioni conseguenti. A proposito di burocrazia, fra multe e ricorsi il cittadino impazzisce, la stradale scrive 3 milioni e mezzo di verbali l'anno. Produciamo montagne di carte inutili. Si dovrebbe tornare a estinguere il pagamento delle contravvenzioni al momento della contestazione con la carta di credito e uno sconto del 20%. Pensi quanto tempo in meno perso a riempire moduli e quante risorse da destinare alla strada. Spesso il prezzo della contravvenzione non paga i costi necessari a emetterla. Risparmiare per vigilare e prevenire. Gli uomini in servizio bastano? Servirebbe un ricorso maggiore alle nuove tecnologie. Ad esempio estendendo il "controllo da remoto" (video in collegamento con le centrali) al maggior numero di strade possibile. Si fa con successo in Francia e in Inghilterra. La polizia potrebbe essere impegnata solo sui reati che la telecamera non può vedere, ad esempio aumentando i controlli sull'uso dell'alcol che, con la droga, resta la causa prima di incidenti. Da tutto un altro versante, quello della medicina, l'invito alla vita arriva da Andrea Costanzo, ortopedico e delegato dell'Onu per la sicurezza stradale, presidente della Società Italiana di Traumatologia. Ha scritto un libro, "Lo stress dell'automobilista e del camionista" e uno (di cui diamo anticipazione nella pagina accanto) dedicato alla protezione dei bimbi in auto. "Gli incidenti - dice - ci saranno sempre, purtroppo. Imparare a conoscere il proprio corpo, le reazioni che può avere e gli stress muscolari che derivano da posizioni scorrette, può aiutarci a comprendere quanta fatica ci imponiamo". E allora, se compare quel fastidio-bruciore intorno al collo che ci toglie concentrazione converrà fermarsi e trasformare l'auto in una palestra: seduti al posto di guida, arti superiori distesi lungo i fianchi, occhi fissi su un punto remoto con sguardo parallelo al piano stradale. Per tre volte inclinare la testa verso sinistra senza forzare, tenere la posizione per cinque secondi, tornare alla posizione di partenza, replicare senza variazioni dal lato opposto. Per tre volte ruotare la testa verso sinistra, tornare alla posizione di partenza e ripetere dal lato opposto. Un esercizio fra i tanti consigliati da Costanzo. Utile a recuperare energie, ma soprattutto a riflettere. Darsi la possibilità di aver cura di sé invece di lasciarsi andare alle esagerazioni dell'alcol o della stanchezza offre una consapevolezza. Fermarsi (quando è il momento) salva la vita.

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L'ex scuola di Chevrère diventerà un "dortoir" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHAMPDEPRAZ. DAL 2009 NEL PARCO MONT AVIC L'ex scuola di Chevrère diventerà un "dortoir" Pernottamenti a prezzi ridotti per favorire i più giovani Un punto di partenza per le escursioni, ma anche una soluzione alternativa alle strutture ricettive più costose. E' l'offerta del "dortoir" che sarà realizzato a Champdepraz, nel Parco naturale del Mont Avic. "Sorgerà a circa venti metri dal Centro visitatori - dice il sindaco, Angelo Lanièce -. E' l'unico stabile non ristrutturato di frazione Covarey: come sempre i privati, meno stritolati dalla burocrazia, sono intervenuti prima dell'ente pubblico". A inizio estate l'immobile, sede dell'ex scuola del villaggio di Chevrère, sarà ristrutturato. "Il costo dell'intervento è di 340 mila euro, spesa affrontata per metà dalla Regione - continua il sindaco -. E' un nuovo servizio a supporto del Parco che, noi speriamo, sarà gestito da qualche abitante della frazione. Il prezzo basso di pernottamento consentirà ai giovani di avvicinarsi alla natura del Parco". Disposto su 3 piani per complessivi 110 metri quadrati, l'edificio avrà un seminterrato a uso cucina e due livelli per le camere, con 6 posti letto per piano. Il termine dei lavori è previsto per l'estate 2009. Nel frattempo, per rendere più sicura la strada che dal capoluogo sale al Parco, sono cominciati i lavori di rifacimento e messa in sicurezza del 2° lotto, quello di Collé. "Quando questi interventi saranno conclusi (si spera entro un anno) la strada sarà a norma all'85% - continua il sindaco -. Si tratta di circa 600 metri a monte del primo ponte sulla condotta forzata, sopra il cosiddetto bivio di Gettaz. I lavori di sistemazione, a carico della Regione, ammontano a oltre 2 milioni di euro". Sarà allargato il raggio di curvatura dei tornanti, saranno rifatti i muri di contenimento, garantendo un ridotto impatto ambientale e la sicurezza di tutto il versante. "Resterà da risolvere il nodo del bivio di Gettaz - conclude il sindaco -. La zona è stata messa in sicurezza con la posa di reti paramassi, ma si sta vagliando l'ipotesi della costruzione di una galleria. Noi abbiamo presentato lo studio di fattibilità, la Regione dovrebbe realizzare i lavori. Ma trattandosi di un investimento di circa 5 milioni di euro, andrà attentamente valutato. In ogni modo i pullman, soprattutto di scolaresche, ora possono percorrere la strada senza rischi". \.

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Sì di Marino: subito la riforma dei contratti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-18 - pag: 3 autore: Confcooperative Sì di Marino: subito la riforma dei contratti Nicoletta Picchio ROMA è la crescita la sfida del prossimo Governo. Ma le imprese e i sindacati possono e devono avere un ruolo importante. "Se la riforma della contrattazione fosse stata realizzata negli anni scorsi, avremmo avuto un aumento della produttività e le retribuzioni avrebbero avuto un livello più alto", ha detto ieri Luigi Marino, presidente della Confcooperative, aprendo l'assemblea nazionale. Un'esigenza, quindi, che sentono anche le coop, chiamate sempre di più a competere e obbligate, come ha detto il loro presidente, a crescere per stare sui mercati. Servono contratti nazionali più snelli, detassazione del lavoro straordinario e del salario di produttività non solo per le grandi aziende, misure di contrasto al lavoro nero, ammortizzatori sociali. Ma il sindacato su alcuni di questi punto presenta posizioni differenti come hanno dimostrato le dichiarazioni espresse da Epifani e Bonanni sul tema della detassazione degli straordinari. Ma – ha sottolineato Marino – occorrono invece risposte unitarie per affrontare i problemi strutturali del Paese: costi dell'energia, burocrazia, necessità di una migliore formazione, riduzione del debito pubblico, in uno scenario internazionale sempre più competitivo che, secondo il presidente delle coop, ha bisogno di regole certe, per mitigare gli effetti del "mercatismo". La maggioranza ha i numeri per governare: e Marino, rivolgendosi a Giulio Tremonti in prima fila, ha invitato a prendere decisioni. Ma anche a non toccare la realtà delle coop: l'unico privilegio fiscale è la tassazione parziale degli utili destinati a riserve indivisibili. E lancia una proposta: estendere questa norma a tutte le società. Ospiti dell'assemblea, Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, e Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, che ha sollecitato le coop a superare le divisioni tra bianche e rosse. Un obiettivo annunciato sia dalla Confcooperative che dalla Lega Coop, finora rimasto fermo.

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La Rev conquista soci in altre province (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-04-18 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Energia La Federazione Raiffeisen raggruppa 115 aziende. Wunderer: la Provincia ci tuteli di più La Rev conquista soci in altre province Hanno aderito otto grandi coop di Lombardia, Veneto e Val d'Aosta BOLZANO - La Rev-Federazione Raiffeisen dell'Energia cresce: i soci passano da 53 a 110 (otto dei quali sono coop energetiche da Veneto, Val d'Aosta e Lombardia). Ieri si è tenuta la seconda assemblea della Federazione, che ha anche rinnovato il cda (Georg Wunderer confermato presidente, membri sono Hans Aondio, Dino Detomas, Josef Feichter, Karl Hellweger, Paul Profanter, Rudi Rienzner, Paul Schwingshackl, Alfons WallnÖfer). Wunderer si è espresso a favore delle organizzazioni ausiliarie decentralizzate sui mercati energetici. "Solo in questo modo - ha detto - le energie rinnovabili possono essere sfruttate efficacemente. Centrali di teleriscaldamento ed elettriche private, che da decenni assicurano alle aree rurali un approvvigionamento energetico nel rispetto dell'ambiente, offrono competenze e know-how. Ma l'aiuto della Provincia è insufficiente, le strutture medio-piccole del settore energetico si sentono abbandonate a se stesse". Wunderer ha criticato la "burocrazia arrogante" e il fatto che "l'energia idroelettrica venga introitata da Provincia e Comuni, al fine di portarne i ricavi nei bilanci pubblici. Ciò comporta che i fornitori di energia sono svantaggiati nel garantire un'offerta conveniente in termini di costi". Wunderer auspica una cooperazione tra aziende energetiche, organizzate sotto forma cooperativa o privatistica, Sel e amministrazioni pubbliche. Insieme all'associazione delle aziende elettriche austriache e a quella delle cooperative energetiche bavaresi, la Rev partecipa alla costituzione di una federazione europea di cooperative e aziende di medie dimensioni. In autunno, questa nuova lobby del settore disporrà di una sede distaccata a Bruxelles. F. E.

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Frodi, Bruxelles presenta il conto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-18 - pag: 13 autore: Frodi, Bruxelles presenta il conto L'Italia rischia di pagare un miliardo - Creato un iter veloce per i giudizi sui fondi Ue di Claudio Gatti L a piaga delle frodi comunitarie costituisce un tema discusso e studiato da tempo. Si discetta se l'Italia abbia il record delle irregolarità dell'Unione Europea perché ha più truffatori e più amministratori incompetenti degli altri Stati membri oppure perché, come ha sottolineato l'attuale ministro per le Politiche europee Emma Bonino il 6 marzo scorso a Bruxelles, è il Paese con gli investigatori più bravi e più scrupolosi. Insomma, il primato italiano potrebbe non essere quello delle irregolarità bensì quello della sorveglianza, perché gli altri non controllano né denunciano quanto noi. Il record di cui invece pochi parlano è quello del mancato recupero dei fondi elargiti ma poi risultati frutto di frodi o di irregolarità procedurali. Fino a poco tempo fa, il fatto che l'Italia trascurasse questo adempimento veniva per lo più ignorato da Bruxelles. Che si faceva perciò carico dei suoi costi. Ma non è più così. Da Bruxelles hanno cominciato a presentarci i conti. E sono salatissimi. Al Sole 24 Ore risulta che tra pochi giorni ne stia per arrivare uno da 200 milioni. Ma in totale si parla di una cifra che potrebbe superare il miliardo. In Italia l'approvazione del regolamento sui contributi comunitari, il 1290/2005, è passata del tutto inosservata. Nonostante includesse una novità molto significativa proprio sulla questione dei recuperi, una norma a prova di furbi. Nel senso che può essere ignorata ma non c'è modo di evitarne l'applicazione. Il regolamento prevede infatti che, dopo un certo periodo di tempo, il mancato recupero venga addebitato allo Stato membro attraverso una detrazione automatica dai contributi futuri. La gravità delle possibili ripercussioni sull'Italia di questa nuova normativa è stata evidenziata dagli addetti ai lavori nel corso di una riunione tenuta il 30 gennaio 2007 presso il Dipartimento delle Politiche comunitarie. Fu una sorta di summit dei massimi dirigenti delle amministrazioni statali interessate. Del quale Il Sole 24 Ore ha ottenuto un resoconto scritto a fini interni (e quindi senza remore). A mettere a fuoco il problema fu Salvatore Vecchio,all'epoca direttore del Servizio autonomointerventisettoreagricolo( Saisa),ildi-partimentodell'AgenziadelleDoganechege-stisceleazionigiudiziarierelativeall'accerta-mentodellefrodicomunitarieeallariscoss one dei fondi agricoli indebitamente percepiti. Ecco cosa si legge nel resoconto: "Il dottor Vecchio (...) ha rappresentato che le conseguenze finanziarie previste dal Regolamento CE 1290/2005 si rendono applicabili a tutti i contesti di irregolarità e frode (...) per i quali non si è ancora conseguito il recupero totale alla data del 16 ottobre 2006 e non archiviati entro la suddetta data; conseguentemente, decorsi infruttuosamente otto anni decorrenti dalla data dell'accertamento dell'illecito, scatta un meccanismo finanziario automatico che comporta l'imputazione all'Erario nazionale di almeno il 50% dei relativi importi non riscossi. La Commissione si riserva peraltro di imputare al bilancio nazionale l'intero importo non recuperato qualora ravvisi situazioni di negligenza. Tale disposizione normativa determinerà dannose conseguenze finanziarie per quei Paesi, come l'Italia,nei qualii procedimenti giudiziari penali e soprattutto quelli civili (...) hanno una durata complessiva mediamente molto superiore ai 10 anni. La lunghezza dei processi italiani rappresenta una rilevante criticità, alla quale deve aggiungersi il dato statistico non particolarmente positivo dei risultati dell'attività dei recuperi dei crediti comunitari". Per rendersi conto della situazione, basti sapere che il più antico credito non riscosso dell'Agea risale a ben 28 anni fa, che ci sono ancora da recuperare ben 553,5 milioni e che, nonostante gli sforzi fatti negli ultimi anni su stimolo anche della Corte dei conti, nel corso del 2007 l'Agea è riuscita a farsi restituire appena 1,38 milioni di euro (erano stati 5,6 nel 2006 e 8,4 nel 2005). Su altri 121,6 milioni ci si è invece arresi: sono stati protocollati come "irrecuperabili" e quindi da accollare per intero a Bruxelles. Questo per quel che riguarda i fondi agricoli, fronte sul quale Agea e Saisa hanno dato dimostrazione di grande trasparenza. Quanto ai cosiddetti fondi strutturali, al Sole 24 Ore non è stato invece possibile ottenere dati. Sebbene il Dipartimento delle Politiche comunitarie ci abbia ufficialmente comunicato che "notizie in merito agli importi restituitio dedotti possono essere acquisite all'Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l'Unione Europea (Igrue) presso il ministero dell'Economia e delle Finanze", il ministero ci ha informato che "la divulgazione (dei dati) non è opportuna in quanto può portare a conclusioni errate sul fenomeno delle restituzioni ". Come dire: per non confondere le idee agli italiani sul tema dei mancati recuperi, meglio tenere tutto nascosto. Rimane poi ancora aperta la questione dei 310 milioni che, nell'ottobre 2006, la Commissione europea ha stabilito che l'Italia deve restituire. L'Avvocatura dello Stato ha fatto ricorso al Tribunale di primo grado delle Comunità europee a Lussemburgo. Il Sole 24 Ore ha acquisito una copia della bozza di tale ricorso. Seppure intenda dimostrare la buona fede e l'impegno dello Stato italiano, questo documento è di fatto un atto di accusa contro il sistema pubblico. La tesi, presentata con dovizia di particolari, è imbarazzante: Bruxelles non ha diritto di addebitarci il costo del degrado giudiziario- amministrativo italiano perché, seppur senza risultati, lo sforzo per recuperare i soldi l'Italia lo ha comunque fatto. "(La Commissione) ha riscontrato 59 casi che risalgono a prima del 1999 i cui procedimenti di recupero sono tuttora pendenti presso i tribunali nazionali benché le autorità nazionali si siano fatte finora parte diligente per la loro soluzione", scrive l'Avvocatura di Stato. Che poi cita casi specifici, come quello dell'azienda La Sorrentina, che dal 1989 deve restituire 3.153.808 euro: "Dagli atti si evince che l'Aima (agenzia che ha preceduto l'Agea, ndr) sospese a titolo di recupero la liquidazione del contributo per la campagna pomodoro-pesche 1986/87. Tale sospensione diede origine a un contenzioso che si concluse a favore di Agea. Tale giudizio è poi proseguito da parte degli eredi del legale rappresentante della società, conclusosi con sentenza del Tribunale civile favorevole all'Agea. Avverso tale sentenza è stato proposto appello, il cui procedimento è ancora in corso". Dal 1989! Oltre i limiti del ridicolo è invece il caso dell'Eridania: "Con provvedimento del 21 dicembre 1998, il procedimento penale veniva archiviato in considerazione del fatto che non sussisteva l'ipotesi di reato. La frode segnalata (...) non aveva alcuna fondatezza. L'Agenzia nel corso degli anni ha tentato a più riprese di entrare in possesso del decreto di archiviazione, ma per motivi di trasferimento degli uffici i fascicoli presso il Tribunale di Ravenna erano introvabili", ricorda il testo dell'Avvocatura dello Stato. Di fronte alla pesantezza delle possibili conseguenze economiche, il ministro Bonino e il Governo uscente non sono però rimasti con le mani in mano. L'iniziativa più recente è stata l'approvazione del decreto n. 59 (pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale l'8 aprile scorso)con cui s'impone una corsia preferenziale ai contenziosi comunitari, riducendo così il periodo che intercorre tra procedimenti cautelari e decisioni di merito nei ricorsi ai giudici civili e tributari. Occorre dire che questo è solo l'ultimo di una serie di passi intrapresi: negli ultimi 20 mesi Emma Bonino, essendo arrivata al Governo dopo un'esperienza alla Commissione europea, si è dimostrata sin dall'inizio particolarmente sensibile alla questione dell'immagine dell'Italia a Bruxelles. La sua prima decisione è stata quella di rivitalizzare un cadavere, e cioè il Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie. "Fino al 2006, il Comitato è stato... in sonno. Alcuni membri erano morti, altri erano andati in pensione, altri ancora erano irreperibili oppure avevano lasciato l'amministrazione ", ci spiega Enrica Maria Puoti, vice-capo gabinetto del ministro. Seconda, importante decisione: la costituzione di un sottogruppo all'interno del Comitato con il compito di realizzare un "ambiente informatico comune", e cioè una banca dati alimentata da ogni singola amministrazione interessata. Perché oggi non esiste un registro nazionale delle frodi comunitarie, né tantomeno dei debitori. "è stata un'ottima iniziativa del ministro ", ci spiega un funzionario statale che chiede l'anonimato. "Perché non è solo il sistema giudiziario a non funzionare. è anche la macchina amministrativa. Sulla gestione dei crediti c'è un caos totale e non esistono misure per impedire che un debitore di un'amministrazione ottenga finanziamenti da un'altra. L'unica misura disponibile contro chi truffa e non restituisce i fondi è il fermo amministrativo, un atto del tutto inutile. Mi spiego: il fermo deve essere inviato con modulo cartaceo riempito a mano a ogni singola amministrazione statale. Ma ammesso che lo si invii, la norma è che venga archiviato in un faldone di quelli riservati agli incartamenti inutili. E sarebbe devastante se avvenisse il contrario, cioè se ognuno bloccasse somme equivalenti a quelle del fermo amministrativo. Si congelerebbero infatti pagamenti per multipli dell'ammontare dovuto perché nessuno saprebbe chi altro ha bloccato i fondi. Ben venga quindi una banca dati nazionale elettronica. Perché per affrontare un problema bisogna innanzitutto conoscerlo. Oggi si conosce ben poco". Sul fronte dei mancati recuperi, la stessa Puoti ammette però che la situazione rimane "disastrosa", e in particolare che l'incapacità delle Regioni a effettuare recuperi "è un problema enorme". "I fondi comunitari vengono in generale trattati in modo distratto", commenta l'ex prefetto Bruno Ferrante, fino a luglio 2007 Alto commissario anti- corruzione. "E le amministrazioni regionali non sembrano avvertire l'esigenza di affrontare la problematica dei mancati recuperi, nonostante abbia dimensioni importanti e una ricaduta economica notevole". A questo proposito, al Sole 24 Ore risulta che un'altra misura presa dal Governo non è stata invece accolta con entusiasmo da chi si occupa di lotta alle frodi comunitarie sia in Italia che a Bruxelles (anche se nessuno ha voluto rilasciare commenti ufficiali). Ci riferiamo alla circolare del 12 Ottobre 2007 intitolata "Modalità di comunicazione alla Commissione europea delle irregolarità e frodi a danno del bilancio comunitario" con cui il Governo è voluto intervenire sulla "qualità" dei controlli e delle segnalazioni di frodi e irregolarità. Per evitare"l'inoltro alla Commissione europea di comunicazioni su presunte irregolarità che si rivelino a un più completo esame in tutto o in parte inesistenti", la circolare stabilisce che "prima di procedere alla comunicazione è da ritenere indispensabile una valutazione dei fatti emersi e degli elementi rilevati". E aggiunge che "tale valutazione non può che essere compiuta dagli organi decisionali preposti alle diverse provvidenze comunitarie, i quali, una volta ricevuto un atto o una segnalazione per un caso di sospetta irregolarità o frode, (ne) verificheranno ( la fondatezza) senza ritardo". Che cosa si intenda per "senza ritardo" in un Paese in cui l'Avvocatura dello Stato è costretta a chiedere venia per l'incredibile lungaggine di qualsiasi pratica giudiziario-amministrativa, la circolare non lo spiega. Non basta, la circolare attribuisce a quegli stessi organi dimostratisi del tutto inefficaci nei recuperi- cioè le Regioni- la responsabilità aggiuntiva di valutare la fondatezza delle segnalazioni fatte dagli organi della cui efficacia invece ci si vanta - cioè quelli investigativi. Senza peraltro stanziare nuovi fondi o prevedere alcuno strumento supplementare. Anche per questo il parere dell'ex Alto commissario anti-corruzione Ferrante non è affatto favorevole: "Dall'Italia partono indubbiamente molte segnalazioni, e questo fa scattare i tempi entro i quali occorre fare il recupero. Ma spostare i termini delle segnalazioni è un modo surrettizio per eludere il problema. La soluzione è piuttosto quella di riuscire a fare tempestivamente il recupero". Il decreto dello scorso 8 aprile sarà senza dubbio di aiuto, ma tra gli addetti ai lavori circolano anche altre proposte per facilitare l'operadi recupero. Le elenchiamo in ordine sparso: prevedere un'azione immediata di sequestro e confisca di beni, imporre la liquidazione della somma in questione in sede penale anziché rinviarla al civile, indicare nei bandi che nel caso di irregolarità si risponde anche alla Procura della Corte dei conti, rivedere le regole delle fideiussioni che solitamente vengono lasciate scadere, valutare la possibilità di iscrivere ipoteca sui beni finanziati, e soprattutto interrompere i termini di prescrizione con l'inizio della procedura giudiziaria. L'importante adesso che è che il nuovo Governo non perda interesse per la questione, bensì continui l'opera avviata dal ministro Bonino. Con l'obiettivo di raggiungere una capacità d'intervento equivalentea quella degli altri grandi Paesi europei. Altrimenti, dopo la monnezza e la mozzarella, a screditarci ulteriormente agli occhi dei nostri partner arriverebbe la terza M: la melina. Sui recuperi dei fondi finiti a chi truffa l'Uinione Europea. cgatti@ilsole24ore.us L'INEFFICIENZA DELLA BUROCRAZIA Nel settore agricolo i crediti ammontano a 553 milioni: 121 sono definiti irrecuperabili Restano ancora aperti 59 casi che risalgono a prima del 1999.

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<Con il centrodestra non ha vinto il protezionismo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-18 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Mario Monti "Con il centrodestra non ha vinto il protezionismo" MILANO - "La grande vittoria del centrodestra non può essere liquidata come quella del protezionismo". Sono le parole di Mario Monti, presidente della Bocconi ed ex commissario Ue, in un'intervista pubblicata oggi da La Tribune. "Certo - spiega Monti - la Lega incarna una domanda di maggiore protezione, ma anche di meno burocrazia, più mercato e meno Stato. E anche il Pdl è un sostenitore del liberalismo economico", pur se "è vero che nei suoi due precedenti governi le riforme strutturali e liberali sono state più timide del previsto". Il presidente dell'ateneo milanese passa poi agli auspici: "Questa maggioranza forte" può limitare "la concertazione paralizzante con i partner sociali e rendere più flessibili i mercati del lavoro e delle professioni, i servizi finanziari, la distribuzione. Bisogna rendere l'Italia più competitiva", dando naturalmente spazio anche al capitolo della protezione sociale. Per Monti il prossimo governo Berlusconi potrà far leva sull'"esperienza" acquisita: "Non sono più dei dilettanti come nel 1994", l'anno del primo (e breve) esecutivo di centrodestra, "dispongono di una maggioranza più grande e sono, spero, meno obnubilati dalla lotta contro i "comunisti"". Monti si augura poi che il centrodestra "abbia una voce importante e influente al tavolo delle politiche comunitarie ". Ma in Europa resta l'esigenza di non "intaccare l'indipendenza della Bce, cosa che sarebbe non solo inopportuna ma andrebbe contro la politica e la cultura tedesche legate alla sua autonomia". Non manca però una stoccata verso Berlino (e Parigi): "L'asse franco-tedesco - sostiene l'ex commissario - è stato più un freno che un motore per l'integrazione europea in questi dieci ultimi anni". Per Monti "il governo italiano potrà avere un ruolo importante su scala europea", con l'auspicio che "Berlusconi prenda le distanze, a differenza del passato, dal fallimento politico del presidente Bush che ha danneggiato una governance multilaterale della globalizzazione". "La Tribune" Il presidente della Bocconi in un'intervista al quotidiano francese Giovanni Stringa Mario Monti, presidente della Bocconi ed ex commissario Ue.

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IL FORUM (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-04-18 - pag: 21 autore: IL FORUM Il convegno Oggi a Torino al centro congressi Lingotto si terrà il Convegno di Confindustria "Cambiare per crescere". Itemi Il dibattito affronterà i temi cruciali della crescita economica dei prossimi anni: flessibilità del lavoro con sicurezza sociale, certezza del diritto e infrastrutture moderne, meno tasse e più concorrenza, innovazionee capitale umano adatti alla nuova frontiera della conoscenza, poca burocrazia e molta sicurezza del territorio Il programma I lavori saranno aperti alle 14,30 dal sindaco della città Sergio Chiamparino. Seguiranno gli interventi di Andrea Pininfarina e Roberto Perotti e una tavola rotondaa cui parteciperanno: Claus Hjort Frederiksen, Sergio Marchionne e Corrado Passera. Al termine interverranno Luca Paolazzi, Gianluigi Angelantoni, Gino Cocchi, Alan Greenspan, José Maria Aznar, Luca Cordero di Montezemolo. Chiuderài lavori José Manuel Durao Barroso. Il contesto italiano Negli ultimi 20 anni l'Italiaè scivolata indietro nelle classifiche internazionali di reddito, competitività, istruzione, benessere. Dal 1988 a oggi, il Pil per abitante italiano ha perso oltre il 10% contro la media di Eurolandia.

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Troppa burocrazia per erogare gli aiuti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ATTIVITA MARITTIMA data: 2008-04-18 - pag: 30 autore: La denuncia degli autotrasportatori "Troppa burocrazia per erogare gli aiuti" GENOVA "L'ecobonus? Ha un tale impianto burocratico che rischia di vanificare l'obiettivo per il quale è stato creato". Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto, non ha dubbi. Secondo lui l'iter per ottenere il bonus che consente ai trasportatori di spostare i Tir dalle strade alle navi è troppo complicato per funzionare. "La complessità delle operazioni che un'azienda deve compiere per ottenere questa agevolazione dice - sono davvero un problema. Si sono inventati di tutto e il contrario di tutto". Uggè ricorda, poi, che la Fai ha chiesto, a tutte le forze politiche impegnate nella campagna elettorale appena terminata, "di procedere a una sburocratizzazione delle procedure per accedere al bonus, nonché al rifinanziamento del provvedimento (che ha risorse fino al 2009, ndr) ". Senza contare, conclude Uggè, che "basterebbero controlli stringenti sui tempi di guida per favorire l'utilizzo delle autostrade del mare, anche senza il bonus, che, peraltro, è utile". Secondo Maurizio Longo, responsabile nazionale di FitaCna, è giusto che ci siano provvedimenti come l'ecobonus ma "occorre che una parte, almeno il 10% ma anche di più, dei 77 milioni annuali stanziati per l'incentivo, sia indirizzata all'attività progettuale delle piccole imprese di trasporto. Per favorire, ad esempio, la spedizione via mare dei semirimorchi senza autisti. Il problema è che il settore è in crisi per la mancanza di infrastrutture. Senza contare che, anche con il bonus, ci sono costi elevati da sostenere perché lo si può incassare solo a consuntivo annuale". Anche per Renzo Muratore, vicepresidente di Anita-Confindustria, l'ecobonus, ancorché positivo, "deve essere rettificato nella sua impostazione. Perché finora non ha prodotto gli effetti che tutti auspicavamo. In relazione agli investimenti fatti, questo incentivo avrebbe dovuto portare migliori risultati. Ci vorrebbe, in primo luogo, meno burocrazia e forse anche una nuova mappatura degli spazi, nei porti, dedicati alle autostrade del mare". R.d.F.

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Il cuore del fare (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: EVENTI - data: 2008-04-18 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Il cuore del fare Il festival celebra la "formula" della Pedemontana "Città medie e medie imprese, mix creativo e vincente" "Basta un sindaco che abbia qualche idea e qualcosa si fa, qui c'è ancora lo spazio. Però occorre che siano sindaci manager". Le Città Impresa alle quali è dedicato il festival per Enzo Rullani, presidente del comitato scientifico, possono essere riconosciute anche da questo. Dall'intraprendenza di una classe politica che sa interfacciarsi con le imprese che operano o che vogliono investire sul territorio riuscendo a contrattare con esse ed a far derivare dalla loro stessa presenza dei benefici per l'intera cittadinanza. Operazioni, osserva il professore, che qui sono ancora possibili perché ci sono "tante città né così grandi da essere bloccate da pacchetti di interessi stratificati, né tanto piccole da rimanere compresse in una dimensione di paese. C'è un'analogia tra le città medie e le medie imprese, un mix di forza e di flessibilità che può diventare vincente. Purchè queste città sappiano riscrivere e rigenerare la propria identità nella convivenza con un sistema produttivo locale e globale insieme ". Non è un caso, dunque, se le sette città che ospitano il festival e che sono l'oggetto di studio della manifestazione stessa si trovano nella fascia pedemontana. "è qui che c'è stata la rivoluzione industriale negli ultimi 40 anni, la batteria del fuoco dove cadono i colpi della concorrenza e dove, proprio per questo, la spinta ad innovare è maggiore. Ed è qui che stiamo chiedendo da anni che passi una strada che le colleghi ". Una fascia, peraltro, che oltre a far germogliare imprese e distretti dovrebbe essere l'habitat più seducente per gli investimenti esteri. C'è una forza lavoro qualificata, ci sono piccole aziende subfornitrici versatili e vitali e ci sono intelligenze. Flessibilità e creatività che dovrebbero essere la materia prima di gruppi anche multinazionali che non abbiano la pretesa di colonizzare i luoghi in cui mettono radici. "Se vuoi colonizzare vai in Cina. Il vero problema è piuttosto che i capitali esteri non si fidano di noi. L'Italia è un Paese caotico, poco trasparente, invischiato nella burocrazia ". Per schematizzare il percorso di riconciliazione tra città e impresa, secondo il professore vi sarebbero tre grandi cambiamenti da affrontare. Il primo dei quali riguarda la trasformazione dei prodotti da materiali a immateriali, di una transizione, cioè, da una concezione dell'economia che inizia con macchine che assemblano e costruiscono dei beni a quella di cervelli che articolano (e vendono) idee per interpretare la complessità del mondo. Secondo passo è un diverso atteggiamento verso lo spazio. L'ambiente in cui convivono imprese e abitanti ha un valore che non dipende dalla sua pura estensione in termini di metri quadrati ma per il contributo che può dare all'intelligenza collettiva, alla differenziazione dei prodotti ed alla creatività delle persone. Terzo stadio, infine, quello che Rullani definisce come "nuova centralità del vissuto delle persone e della loro identità individuale e collettiva, e della ricerca di senso che oggi dà forma al lavoro e, più in generale, alla vita". Innovazione ed incremento della produttività da parte delle imprese, cioè, non possono avvenire se chi opera in esse non sa trovare un senso al proprio ruolo nel contesto complessivo della "fabbrica". Un processo di riavvicinamento tra azienda e città, in conclusione, che è possibile compiere a condizione che il territorio superi una carenza di governance ancora piuttosto marcata. G.F. Culla storica La Fabbrica Alta di Schio, fatta costruire da Alessandro Rossi nel 1862. è uno dei simboli della prima industrializzazione italiana.

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Debutta l'azienda unica per il diritto allo studio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ISTITUZIONI data: 2008-04-16 - pag: 18 autore: TOSCANA. Risparmi per 600mila euro - Critici gli universitari Debutta l'azienda unica per il diritto allo studio Laura D'Ettole FIRENZE Prove generali dell'opera di dimagrimento della macchina amministrativa promessa dalla Regione Toscana: si comincia dalle aziende per il diritto allo studio. Nel 2009 ne nascerà una sola invece delle tre attuali, per un risparmio complessivo di 600 mila euro, che potrebbero salire a 2 milioni nell'arco di due-tre anni.La proposta di legge della Giunta dovrebbe essere approvata entro maggio. Il percorso però si preannuncia accidentato. Il progetto prevede un solo consiglio di amministrazione, un unico direttore e tre revisori al posto di nove. Meno burocrazia, dunque, più servizi per gli studenti e più uniformità sul territorio preannuncia la Regione. I più arrabbiati però sono proprio loro, gli studenti di ogni sigla politica, che vedono ridurre la loro rappresentanza da sei membri ad uno soltanto. Ancora, risparmi di gestione e più risorse per il diritto allo studio promette la Regione. Ma nella stessa maggioranza si levano voci dubbiose. Unica nota positiva, il sì dei sindacati che hanno firmato un'intesa collaterale per la salvaguardia dei diritti degli occupati. Nel dettaglio il nuovo organo di gestione della futura Ardsu avrà solo 5 membri, consentendo un recupero di 400mila euro portando i costi da 584 a 170mila euro annui. Risparmi per altri 200mila euro arriveranno da economie di scala e razionalizzazione amministrative. A questo si aggiungerà, in prospettiva: "un intervento sui livelli dirigenziali, che dai 10 attuali verranno dimezzati. Queste risorse verranno spostate sui servizi",annuncia l'assessore all'istruzione Gianfranco Simoncini. Attualmente il finanziamento per il diritto allo studio ammonta in Toscana a 54 milioni nel 2008, a cui si aggiungono 5 milioni di investimenti. A guidare la Regione però non c'è solo la logica del risparmio, continua l'assessore. "Gli studenti non saranno meno rappresentati anzi, il loro potere è più articolato e rafforzato". Consigli territoriali di indirizzo e verifica dove gli studenti dai 2 attuali diventano 7. Il Cda si riunirà con il consiglio degli studenti, mentre la conferenza regionale del diritto allo studio universitario convocata due volte l'anno definirà gli indirizzi. Consultare va bene, ma esercitare il controllo è cosa diversa, ribattono gli studenti. "Più risparmi uguale più borse di studio? In realtà non ci hanno mostrato alcun piano finanziario" dice Matteo Mascherini, dell'Unione universitari di Siena, la città che più ha contrastato il progetto. Si tratta di tagli "senza alcuno scopo riformatore: rischiamo il caos per almeno due anni". "E poi – continua – sarà una pseudo-democrazia. Visto che un solo studente non potrà più rappresentare il proprio territorio, allora diventerà un politicante". è un'"aberrazione e un pasticcio riunificare tre realtà universitarie con identità così diverse " dice Stefania Fuscagni di Forza Italia. "Dobbiamo diminuire i costi sì, ma per migliorare i servizi – dice Paolo Tognocchi, Pd –. La Regione, in qualità di "azionista" il piano industriale deve farlo prima, non dopo. è auspicabile inoltre un ampliamento del Cda da 5 a 9 membri, con almeno uno studente per ateneo". www.ilsole24ore.com/ economia La proposta di legge istitutiva RIFORMA IN CORSO Il primo test per la Giunta è la riduzione a un unico ente dei tre organismi riferiti ai singoli atenei.

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Attività produttive (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-04-16 - pag: 13 autore: Attività produttive. Chiarite le regole ora dovrebbero aprire le strutture al servizio delle aziende Linee guida per rilanciare i Suap Maria Moretti BARI Meno burocrazia e tempi più rapidi perle imprese pugliesi che si rivolgeranno allo Sportello unico per le attività produttive (Suap). Le linee guida, pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione, affrontano in modo organico tutti gli aspetti normativi, procedurali e organizzativi dell'istituto e di coordinamento degli enti in campo. In particolare, è prevista la figura di un funzionario responsabile cui è affidata la gestione della struttura e dei rapporti con gli uffici interni e gli enti coinvolti. Per incentivare la semplificazione delle pratiche, è prevista l'organizzazione di una conferenza dei servizi: una tantum, gli enti si incontreranno in un'unica sede per esporre pareri e perplessità, senza doverli volta per volta trascrivere e comunicare su carta. Per velocizzare, inoltre, più spazio all'autocertificazione. L'obiettivo è la reale diffusione dei Suap. "Il nostro compito principale – dice Angela Barbanente, assessore regionale all'Urbanistica – è sensibilizzare i Comuni e far sì che queste strutture non restino sulla carta. Alle Province spetta il coordinamento". Sono più di dieci anni, infatti, che la norma sui Suap è stata istituita in Puglia, ma si è fatto poco. Anzi, spesso, lo Sportello è stato utilizzato impropriamente per pratiche eccezionali, come le varianti ai piani urbanistici. Tra i Comuni che si sono attivati, Casarano, Bitonto, Ruvo, San Severo, Corato, San Vito Dei Normanni. Ci sono anche Comuni della Murgia e dell'arco ionico che si sono associati e hanno realizzato un unico sportello. "Occorre un grande sforzo della Regione – dice Barbanente –, soprattutto nei capoluoghi, per diffondere questa pratica. Anche il passaggio al formato elettronico, per garantire trasparenza, non sarà facile, ma sono fiduciosa".

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Arenile bloccato dai dissidi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP. Marche data: 2008-04-16 - pag: 15 autore: Turismo. Gli scontri privati-Regione sugli strumenti di tutela rallentano gli interventi sui 170 km di litorale Arenile "bloccato" dai dissidi Stanziati per il 2008 oltre 33 milioni tra Giunta e Ministero Claudia Grandi ANCONA La "battaglia" sugli strumenti per proteggere il litorale – scogliere emerse, la soluzione preferita dai privati, ripascimento delle spiagge, la politica regionale contenuta nel Piano di gestione integrata della costa del 2004 – rischia di rallentare gli interventi di tutela per i 170 chilometri di lungomare marchigiano. Ma ad agitare la stagione balneare alle porte è anche l'entità dei fondi a disposizione: insufficienti, dicono le categorie. Per il 2008 Palazzo Raffaello ha stanziato 8,7 milioni, parte dei quali destinati a coprire gli interventi individuati nel Protocollo d'intesa siglato a dicembre con il ministero dell'Ambiente (in totale 33,3 milioni in compartecipazione, ma non tutte le risorse sono già state reperite). "Gli interventi che riusciremo a finanziare – dice l'assessore regionale con delega alla Difesa della costa, Gianluca Carrabs – sono palliativi: il nostro Piano prevede infatti progetti per 300 milioni di euro (da realizzare in dieci anni, ndr). Capisco quegli operatori che lamentano la scarsità di fondi, anche perché il turismo balneare incide per il 17% sul Pil regionale e noi, per contro, non abbiamo risorse sufficienti per tutti gli interventi. Il problema è che lo Stato ha trasferito alle Regioni le competenze in materia, ma non i finanziamenti ordinari: i bilanci regionali, dunque, devono farsene interamente carico. Fortunatamente il Protocollo d'intesa con il Ministero sta dando ottimi risultati". Per il 2008, in ogni caso, qualcosa si riuscirà a fare. La Regione ha messo in bilancio 2,6 milioni per manutenzioni ordinarie e straordinarie, in compartecipazione con i Comuni. A questi fondi si aggiungono i 6,1 milioni messi a disposizione per gli interventi previsti nel Protocollo d'intesa con il Ministero, che a sua volta si è impegnato a stanziarne 16, mentre i Comuni comparteciperanno per 2,1. Complessivamente 24,2 milioni cui si sommano gli 8,6 di risorse già reperite in passato: in totale il Protocollo prevede quest'anno interventi per 33,3 milioni. Beneficiarie di quasi 2 dei 2,6 milioni regionali sono le spiagge danneggiate dalle mareggiate invernali: Numana, Sirolo, Porto Recanati, Montemarciano, Ancona-Passetto e Ancona-Portonovo. Quanto al Protocollo, interventi di ripascimento sono previsti a Civitanova, Fermo, Pedaso, Campofilone, Massignano, Cupramarittima, Grottammare, Sirolo, Numana, Porto Recanati, Ancona, Falconara, Senigallia. Anche i privati fanno la loro parte. Succede a Porto Recanati ("Caso quasi unico in Italia di compartecipazione dei portatori di interesse con il pubblico", dice Carrabs) e Pesaro, dove le associazioni di bagnini cofinanzieranno gli interventi di tutela. "Per la zona nord di Porto Recanati – spiega Mauro Monina, Confesercenti, consigliere dell'associazione L'Ancora che riunisce 45 operatori – la Regione ha previsto interventi di ripascimento, secondo noi inefficaci: abbiamo quindi commissionato all'Università di Camerino uno studio per la realizzazione di scogliere emerse. Se il progetto avrà il via libera della Regione, stanzieremo un milione di euro". A Pesaro, invece, gli operatori cofinanzieranno al 5% le sette scogliere per la spiaggia di Sottomonte. "Il Piano della Regione – dice Andrea Giuliani, responsabile provinciale Oasi-Confartigianato – prevede che i Comuni e i privati che si impegnano a compartecipare fino al 10% ciascuno agli interventi, abbiano un punteggio maggiore per accedere ai finanziamenti regionali. Una logica che non condividiamo". Anche perché, dice il responsabile regionale della Confesercenti- Operatori balneari, Paolo Luzi Crivellini, i privati finanziano già, con il 10% del canone concessorio versato alla Regione, la protezione della costa. "La compartecipazione dei privati – spiega –è comunque vista come la strada per accelerare i lunghi tempi della burocrazia, dilatati ulteriormente dalla diatriba sul tipo di progetti da attuare. In ogni caso non possiamo lamentarci: le Marche, con la Liguria, sono la regione più avanzata in fatto di tutela della costa ". Più critico Enzo Monachesi, responsabile regionale Sib-Confcommercio: "La Regione interviene solo sulle emergenze, pur essendosi dotata di un ottimo Piano di gestione, grazie al quale finalmente abbiamo la fotografia completa degli interventi necessari. Di fronte agli eventi eccezionali come le mareggiate, però, la Regione utilizza i fondi del Piano per tamponare l'emergenza". PRIVATI IN CAMPO I bagnini di Recanati parteciperanno al finanziamento delle opere per sistemare il litorale cittadino La manutenzione ordinaria. In arrivo 2,6 milioni per il lungomare TIPS.

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Trote, il Trentino A.A. chiede la Dop (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-16 - pag: 2 autore: Itticoltura. Il comparto penalizzato da burocrazia e concorrenza straniera Trote, il Trentino A.A. chiede la Dop Nel giro di un anno il Trentino otterrà il marchio Dop per trote e salmerini, prodotti molto apprezzati in Lombardia ed Emilia Romagna per le caratteristiche della carne, diverse rispetto ai prodotti degli allevamenti ittici di pianura. In base all'ultimo rapporto sull'agricoltura trentina risulta che sono attive 49 imprese con 60 allevamenti, per un giro d'affari di 20,7 milioni di euro. La maggior parte degli allevamenti è concentrata nelle valli Giudicarie, a ridosso del confine con la provincia di Brescia, e i prodotti sono commercializzati per il 65% dall'Astro, l'associazione dei troticoltori trentini. "Il contributo dell'Astro - spiega Fabrizio Dagostin, responsabile del servizio aziende agricole trentine della Provincia di Trento - è importante per l'intero settore, in quanto si occupa direttamente anche di una cooperativa di trasformazione. Vengono realizzati filetti, patè o altri prodotti molto richiesti nel Nord-Italia per l'alta qualità della carne". Pur non trattandosi di un settore trainante dell'agricoltura trentina, è tra quelli: "che danno più lustro alla nostra provincia – dice Dagostin - . Per quanto attiene il marchio Dop, l'audizione pubblica si è tenuta il 19 marzo a San Michele all'Adige e ora il dossier sarà inviato alla Comunità europea. Entro un anno spero che otterremo il via libera". In provincia di Bolzano invece, come spiega l'assessore all'agricoltura Hans Berger, il settore ittico: "ha una rilevanza residuale ". Tutt'altra storia per il Veneto. Con una produzione ittica annua di quasi 12mila tonnellate, per un valore di oltre 45 milioni, l'acquacoltura veneta si pone ai vertici del comparto a livello nazionale. Nei 94 impianti in attività vengono allevate le principali specie di acqua dolce e marina. Numeri importanti soprattutto per la produzione di trota: oltre 10mila tonnellate di prodotto nel 2006, per un valore di 34 milioni. "Nell'ultimo anno c'è stata una battuta d'arresto - spiega Antonio Trincanato, direttore Api, Associazione piscicoltori italiani con sede a Verona -. Gli operatori si trovano a fare i conti con l'incremento dei costi di produzione, per il rincaro di gasolio e materie prime, e l'aumento del prezzo delle farine di pesce. Ma anche la burocrazia sta costando molto al comparto, mentre i nostri concorrenti, Ue ed extra- Ue, non hanno questi oneri, a tutto svantaggio della sicurezza alimentare". In Friuli-Venezia Giulia invece è buona la tenuta della troticoltura, ma cresce anche l'allevamento di specie marine. L'itticoltura, da sempre conosciuta dal mercato per la qualità della propria produzione, sconta un calo di redditività causato sia dall'aumento dei costi di produzione sia dalla concorrenza di prodotto importato. Il rincaro energetico ha inciso anche in questo segmento primario, come il costo delle farine di pesce, a causa dell'impennata della domanda da parte dei Paesi emergenti. Realtà produttive che diventano concorrenti diretti sui banconi delle pescherie. Il numero di impianti dediti all'allevamento delle trote è di 65, per una capacità produttiva di 11.600 tonnellate, pari a un valore di 38,3 milioni (dati anno 2006). Dodici, invece, gli impianti dedicati ad altre varietà, specie marine, per un totale di 1.200 tonnellate di prodotto e un valore commerciale di oltre sei milioni. La mitilicoltura infine ha una capacità produttiva di circa 3.600 tonnellate all'anno, per un valore superiore ai quattro milioni, grazie a 14 impianti attivi (dati anno 2005). M.Bon. Cr.Fo. Ro.Ca. PRODUZIONE AL TOP In Veneto gli allevamenti hanno reso 12mila tonnellate per un valore di oltre 45 milioni.

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Meno burocrazia per le cave (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-04-16 - pag: 13 autore: PUGLIA. La Giunta regionale approva il regolamento sul nuovo Sportello per le attività estrattive Meno burocrazia per le cave Le imprese restano insoddisfatte: "Il Piano ha troppi vincoli" Massimiliano Scagliarini BARI Le pratiche relative alle cave dovranno essere evase entro 180 giorni lavorativi. è la novità più importante collegata all'avvio del nuovo sportello unico per le attività estrattive (Surae), di cui la Giunta regionale della Puglia ha appena emanato il Regolamento. Il testo è da considerarsi definitivo, perché il passaggio in Consiglio regionale per l'approvazione si presenta senza sorprese. Sia per ragioni politiche sia per l'urgenza di disciplinare una materia lasciata per lunghi anni nell'incertezza. La nuova struttura dovrà occuparsi, oltre che delle autorizzazioni previste dalla legge regionale 37/85 (apertura cave, ampliamento, riattivazione, proroga, rinnovo, trasferimento, sospensione e cessazione) anche delle relazioni con il pubblico e delle attività promozionali relative a un settore, che è il secondo in Italia per importanza ed è notevolmente cresciuto negli ultimi anni: dai 100 bacini estrattivi previsti nel 2000 (per 29.102 ettari) si è infatti arrivati a 163 bacini per 49.449 ettari. Dimensioni che, secondo il Piano regionale, sono destinate a non mutare più. Il regolamento ha fissato tempi abbastanza rigidi, anche se per la prima volta la Regione specifica che i termini per la conclusione dei vari procedimenti sono "lavorativi" (nella prassi è tuttavia questa l'interpretazione prevalente dell'amministrazione). E dunque, ad esempio, il Ctrae (il Comitato regionale per le attività estrattive) dovrà esprimere il proprio parere entro 90 giorni lavorativi, dopodiché gli uffici regionali avranno 30 giorni lavorativi per autorizzare la coltivazione di cave. Le domande andranno presentate in triplice copia ( i moduli sono già disponibili sul portale ambientale della Regione) e– anche questa è una novità – la documentazione integrativa andrà consegnata in formato elettronico, su cd, allegando dichiarazione di conformità per quanto contenuto sul supporto informatico. Anche grazie a questo accorgimento il Surae potrà organizzare ed aggiornare un archivio delle domande ricevute, in maniera da poter tenere traccia dell'iter e dei tempi di conclusione di ogni singolo procedimento. Secondo quanto già annunciato negli scorsi mesi, la Regione affiderà la gestione dello sportello unico a Tecnopolis, mentre il Politecnico di Bari si occuperà dell'osservatorio sul mercato lapideo e l'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) della vigilanza e delle analisi di rischio. Quello di ridurre i tempi di conclusione delle pratiche a 180 giorni lavorativi (anche se, un anno fa, l'obiettivo dichiarato erano sei mesi) è un traguardo particolarmente importante, dal momento che fino ad oggi in Puglia le domande impiegano non meno di tre-quattro anni per essere evase anche se recentemente molto è stato fatto per smaltire gli arretrati. C'è poi da considerare il nodo della gestione delle autorizzazioni temporanee, che in Puglia è particolarmente spinoso tanto da portare a contenziosi milionari. Il regolamento sul Surae chiude, di fatto, la stagione degli aggiornamenti normativi del settore attività estrattive che si era aperta lo scorso anno con l'approvazione del Prae (Piano regionalre delle attività estrattive). La Puglia era infatti l'ultima grande regione a non essersi ancora dotata di un piano regionale, nonostante la prima stesura fosse cominciata nel dicembre 1986 e si è conclusa con l'approvazione definitiva il 15 maggio 2007 (delibera n. 580). Nel frattempo sono intervenute alcune modifiche alle norme tecniche attuative e, più di recente, anche alla cartografia: intervento, quest'ultimo, reso necessario da alcuni grossolani errori che hanno provocato reazioni da parte degli operatori. Restano tuttavia intatte le principali obiezioni mosse dagli addetti ai lavori all'impostazione stessa del Prae: primo, la necessità di approvare i piani di bacino prima di poter procedere a qualunque nuova richiesta; secondo, e forse più grave, l'impossibilità di aprire nuove cave al di fuori dei bacini già individuati dalla Regione. www.ilsole24ore.com/economia Il testo completo del Regolamento così come approvato dalla Giunta regionale COMPETENZE AMPIE Le autorizzazioni dovranno arrivare entro 180 giorni Tra i compiti del Surae anche attività promozionali.

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Elettrodotto fermo senza la Via (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE - CAMPANIA data: 2008-04-16 - pag: 5 autore: Energia. La rete tra Benevento e Foggia in stand-by a causa dei ritardi della commissione per la Valutazione di impatto ambientale Elettrodotto fermo senza la Via Terna vorrebbe aprire entro gennaio 2009 i cantieri per l'opera da 90 milioni Francesco Prisco è da tempo indicata come l'opera che, a partire dalla sua entrata in funzione nel 2011, ridurrà sensibilmente lo storico deficit energetico della Campania, allacciando la regione alla confinante Puglia, secondo la direttrice ovest est. Sulla tempistica di realizzazione della rete elettrica Foggia-Benevento, tuttavia, cominciano a sorgere nubi all'orizzonte e non a causa delle proteste di ambientalisti e comitati di residenti, quanto piuttosto per le proverbiali insidie che si annidano nella burocrazia italiana. L'iter autorizzativo per ottenere la Valutazione di impatto ambientale da parte del ministero dell'Ambiente,avviato dal gestore della rete elettrica nazionale Terna e dalla Regione Campania nell'ormai lontano dicembre 2006, a distanza di oltre quindici mesi è ancora al palo, tanto da far sembrare sempre più utopistica, arrivati a questo punto, la prevista apertura dei cantieri per il prossimo gennaio 2009. A curare la pratica romana, in qualità di istruttore, è l'architetto Alessia Guarnaccia che sulla vicenda preferisce mantenere il più stretto riserbo. "Stiamo lavorando - risponde al Sole-24 Ore Sud- ed il nostro lavoro è coperto dal silenzio istruttorio e professionale. In questa fase, qualsiasi pronunciamento o affermazione da parte nostra, precedente all'emissione della Via, inficerebbe infatti la regolarità di tutta la procedura". Eppure in questa vicenda sembrano già affiorare analogie con numerosi precedenti di ope-re infrastrutturali decisive per il Mezzogiorno (dalla darsena di Levante di Napoli ai termovalorizzatori progettati in Campania e Sicilia) per le quali l'esame necessario al rilascio della Valutazione di impatto ambientale si è rivelato uno scoglio piuttosto difficile da superare. A criticità di questo tipo si è fatto riferimento anche nei giorni scorsi a seguito delle dimissioni dalla presidenza della stessa Commissione Via di Stefano Rodotà. Uno dei punti che avrebbero portato Rodotà a lasciare la presidenza è la questione economica: per i componenti ci sono fondi modestissimi e le attrezzature sono misere. Tutto ciò contribuisce a rendere più difficoltose le procedure autorizzative. Dai vertici di Terna trapela preoccupazione su modi e, soprattutto, tempi di realizzazione dell'elettrodotto, parte integrante del Piano industriale 2008-2012:l'apertura dei cantieri era infatti prevista a inizio 2009. L'opera dovrà sostituire quella attuale, non più adeguata a garantire il collegamento tra le dorsali adriatica e tirrenica né ad assicurare l'immissione in rete dell'energia prodotta da fonti tradizionali e rinnovabili dei nuovi impianti in corso di autorizzazione o costruzione. La nuova infrastruttura, per cui Terna ha messo sul piatto un investimento che si aggira sui 90 milioni, avrà una lunghezza di circa 89 chilometri e interesserà 17 Comuni tra le province di Benevento e Foggia. Partirà dalla stazione elettrica del capoluogo sannita e si attesterà su una parte dell'esistente elettrodotto "Candela - Foggia" che sarà demolito con l'entrata in esercizio del nuovo impianto. L'iniziativa fa parte del piano di Terna "10 Progetti per uno sviluppo sostenibile" che prevede un miliardo di investimento complessivo per razionalizzare e sviluppare, in modo compatibile con l'ambiente,la rete elettrica ad alta tensione in Italia e con cui verranno demoliti 1.200 chilometri di linee di cavi e tralicci a fronte di 450 chilometri di nuovi elettrodotti. Nel territorio del beneventano verranno abbattuti oltre 40 chilometri di linee elettriche, con cui verranno recuperati 3.412 tonnellate di acciaio, 820 di alluminio, 101 di vetro, 7.262 tonnellate di calcestruzzo e 300 sostegni in acciaio a traliccio, oltre che 107 ettari di vincolo di servitù d'elettrodotto. Saranno invece realizzati 47,5 chilometri di nuove linee, con cui migliorare la sicurezza e la qualità della trasmissione dell'energia. Verrà inoltre incrementata di 500 MW la capacità produttiva da fonte rinnovabile. Ciò consentirà di potenziare di 500 MW la copertura del fabbisogno nazionale. Il progetto ha preso il via nel settembre 2000, quando, al fine di individuare i valori dei campi elettromagnetici nel territorio sannita, il Comune dispose una campagna di misurazione, effettuata dall'Ispesl, il cui risultato evidenziò come i valori di induzione magnetica non rientravano nei livelli previsti dall'obiettivo di qualità mentre, in alcuni punti, erano prossimi o al di sopra dei livelli di cautela. A novembre 2000 venne stipulato un protocollo d'intesa tra Comune di Benevento, Terna ed Enel che prevedeva la razionalizzazione delle linee elettriche presenti. Operazione che Terna Spa ha iniziato a settembre 2002 e che entro il 2012 dovrebbe giungere a compimento. Via permettendo. LA STORIA Il progetto è partito nel 2000 per migliorare la qualità dell'infrastruttura esistente e per potenziarla Termine previsto nel 2012 L'infrastruttura esistente. La nuova rete avrà una estensione di 89 km IMAGOECONOMICA.

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L'Emilia punta 60 milioni sul trasporto locale (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore Peri presenta l'intesa per il potenziamento di bus, treni e servizi BOLOGNA. Oltre 60 milioni di euro per potenziare il trasporto pubblico locale e garantire un 5% in più di servizi nelle città. L'intesa sui servizi minimi 2007-2010 è stata presentata dall'assessore ai trasporti della Regione Alfredo Peri alla Commissione Ambiente e Mobilità. "Siamo in condizione di migliorare e aumentare il trasporto pubblico locale - ha sottolineato - e di consentire alle aziende di fare di più. La delibera per ripartire le risorse sarà pronta nelle prossime settimane". I contributi regionali, che ammontano a 62,5 milioni nel triennio 2008-2010, in parte arrivano dalla compartecipazione all'accisa sul gasolio prevista dalla Finanziaria 2008. E' inoltre prevista una crescita delle risorse da destinare al Fondo per la riqualificazione: dai 2,6 milioni per il 2007 si passerà rispettivamente a 3,4, 3,6 e 3,7 milioni per gli anni 2008, 2009 e 2010. Per quanto riguarda i contributi regionali per i servizi minimi, dai 197 milioni del 2007 (con 107 milioni di chilometri percorsi da bus e filobus) si passerà ai 210 milioni per il 2008 (108 milioni di chilometri), ai 219 milioni per il 2009 (111,5 milioni di chilometri) fino ad arrivare al 2010 con 224,5 milioni di risorse regionali, che consentiranno di effettuare 112,5 milioni di chilometri. A disposizione degli utenti ci saranno così oltre 5 milioni di chilometri di servizi in più, con un potenziamento di circa il 5% (come stabilito dall'Atto di indirizzo triennale). A tutto ciò va aggiunto un rafforzamento del Fondo per la riqualificazione dei servizi di circa 1 milione l'anno. Altri 15 milioni (in aggiunta alla parte statale) saranno utilizzati per la copertura dei contratti collettivi nazionali di lavoro pregressi. Infine, oltre 30 milioni andranno a investimenti per l'acquisto di nuovi autobus e filobus. Per l'assessore, grazie alla gara pubblica per l'attribuzione della gestione dei servizi ferroviari regionali (vinta dal consorzio formato da Trenitalia, Fer e Atc), sono stati messi a gara per tre anni 16 milioni di Km. Il totale dei fondi regionali ammonta, nel triennio, a 404 milioni di euro, 195 dei quali andranno all'acquisto di materiale rotabile per passeggeri e merci. Peri ha inoltre evidenziato l'intenzione di potenziare il trasporto merci. Nel corso del dibattito la consigliera Laura Salsi (Pd) ha convenuto su questa scelta ma ha chiesto una maggiore attenzione delle ferrovie all'uso integrato treno/bicicletta. Positivo il giudizio anche per Roberto Piva, suo collega di partito, che ha poi chiesto se il positivo collegamento ferroviario del porto di Ravenna è un'esperienza che può essere estesa ad altri scali marittimi della regione. Da Renato Delchiappo (Prc) è arrivata la richiesta di avere meno burocrazia, citando l'esempio delle difficoltà riscontrate a Parma nel ritiro del bonus ferroviario previsto per il prossimo mese. Ugo Mazza (Sd) ha salutato con favore le nuove risorse ma ha ribadito che la commissione non ha ancora ricevuto dati certi sui fondi realmente spendibili per il servizio metropolitano nel triennio 2007-2010. Successivamente la commissione ha dato parere favorevole alla delibera con la quale si stabilisce l'impegno regionale per il 2010 in favore del trasporto pubblico locale.

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La malattia e la ricerca dell'eccellenza perduta FRANCA OBERTI (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

34 NECROLOGIE venerdì 18 aprile 2008 La testimonianza La malattia e la ricerca dell'eccellenza perduta FRANCA OBERTI Sempre più spesso, in caso di malattia, si tende a cercare l'eccellenza; la struttura più nota per le sue tecnologie, per i suoi specialisti e per la propria tranquillità e poter, dunque, dire di aver provato di tutto, anche le cure migliori. Ma tutti sappiamo che la scienza ha i suoi limiti; la tecnologia talvolta genera errori madornali e i professionisti, che sono esseri umani, sono soggetti a sbagliare anche loro, come chiunque altro. Ecco, perciò, che se qualcosa va storto, si "tira in ballo" il destino, la sfortuna, le coincidenze sbagliate, i black out e quant'altro per non accettare che siamo mortali o che nel nostro destino stava scritto che dovevamo confrontarci con quella malattia e in "quel modo", magari proprio quello che ci spaventava e che cercavamo di evitare ad ogni costo. A che serve allora l' "eccellenza"? A volte ho il sospetto che sia una nuova forma di "gestione della salute", una sorta di "pubblicità" per accaparrare fondi e mantenere in piedi apparecchiature che costano fior di miliardi. La sanità nazionale è allo sbando e dedicata ad un certo ceto che talvolta sembra non avere più i diritti di un tempo. Le "eccellenze" sembrano alla portata di tutti, invece spesso ci si scontra con burocrazia e storture amministrative e si rischia di esserne esclusi per vari motivi. Le strumentazioni più tecnologicamente avanzate vengono pubblicizzate, ma poi si scopre che non tutti possono accedervi. Gli utilizzi, più o meno chiari, sono poi a discrezione di pochi. La nebulosità di certe notizie date alle stampe, è qualcosa di serpeggiante e un poco raccapricciante. La gente, in questa ricerca, si affanna a scegliere le strutture più nuove, l'igiene più capillare e osserva e giudica l'impeccabilità del personale con cui viene in contatto, senza contare che qualche volta l'età degli edifici offre una garanzia di continuità, l'igiene "a tutti i costi" preserva da un lato e rende fragili dall'altro, come una coperta corta che più si tira verso le orecchie e più scopre i piedi. L'impeccabilità delle persone, a volte quasi freddezza, e un'esasperata dedizione all'immagine, non offrono uno spiraglio di umanità, di debolezza e di appiglio per chi, al cospetto di una situazione di paura, ha bisogno di calore e di scoprire che si trova di fronte a qualcuno che capisce. E allora può essere "serendipità", affidarsi all'intuito, alla prima impressione, al calore che sprigiona da un sorriso e da una voce calma che ci infonde coraggio. Serendipità può essere anche affidarsi serenamente alle "scelte" di Dio e magari lasciarsi guidare dai consigli di chi ci sta vicino e ci vuole bene, far sì, facendo proprio poco, che le varie coincidenze si combinino tra loro nei tempi e nei luoghi previsti. Talvolta è sufficiente scoprire che il chirurgo al quale ci affideremo è anche un filosofo, un artista, una persona che sa trattare gli altri alla pari, pur emergendo per le sue capacità direttive e operative. In queste situazioni di dubbi e indecisioni vale sempre la pena di ripensare alle parole del "Piccolo Principe" di Saint-Exupéry: "L'essenziale è invisibile agli occhi, perché non si vede bene che col cuore". Serendipità è stato, per me, non affannarmi a cercare l' "eccellenza" nelle grandi metropoli, ma capitare "per caso" in un piccolo reparto, guidato magistralmente, con ogni singolo collaboratore degno di lode, con medici che svolgono la professione per vocazione; con personale che aiuta, comprende, guida e conduce oltre le varie soglie che si dovranno varcare; in una città dignitosa che offre tutto quello che può per la tranquillità dei suoi cittadini e anche per chi proviene da altri luoghi. Senza percepire boria, presunzione o grandi clamori ho così scoperto la mia "eccellenza" e superati i tanti dubbi. Un sentito grazie ai reparti di Senologia e Oncologia dell'ospedale di Piacenza, alle associazioni Armonia e Amop e al Centro Salute Donna per aver contribuito a creare questa "eccellenza" dell'Ospedale di Piacenza; è pur sempre... "l'amor che move il sol e l'altre stelle...". © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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VILLARI: BASTA GIOCHI, LARGO A UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Villari: basta giochi, largo a una nuova classe dirigente CORRADO CASTIGLIONE Completare la costruzione del nuovo partito, primarie nei comuni prima dell'estate per selezionare una nuova clase dirigente dal basso, definire il profilo culturale del Pd valorizzando i riformismi confluiti a partire dal popolarismo. È il pensiero del senatore Riccardo Villari. Dopo il voto quali sono le prospettive del Pd in Campania? "Quando eravamo al governo abbiamo aperto autonomamente una fase nuova: era infatti tramontata la coalizione larga dall'Udeur a Rifondazione comunista e per un Paese moderno serviva un partito di centrosinistra riformista coeso, a vocazione maggioritaria, ma non isolato. Una vera e propria rivoluzione. Siamo poi precipitati verso le elezioni politiche. Dobbiamo ripartire e terminare la costruzione del partito dal bassso". Come legge il dato elettorale? "Berlusconi ha vinto e noi abbiamo perso: non ci sono alibi. Eppure il Pd in Campania ha raggiunto un buon risultato, tenendo conto da dove siamo partiti". Ma una ragione va individuata. "Qui un ciclo è finito, così come a Roma. L'intera classe dirigente deve fare una severa autocritica. Vero è che le liste sono state troppo "colonizzate": un errore che abbiamo pagato. L'emergenza rifiuti ha fatto il resto". Il dopo-Bassolino è già cominciato: gli ex Ds spingono per Nicolais e Cascetta. E dall'ex Dl? "Non è il tempo dei nomi. Tanto più che non si può ragionare nei termini ex Ds ed ex Dl. Abbiamo pubblicamente dibattuto il tema delle dimissioni di Bassolino, esprimendo anche posizioni diverse, ma oggi il tema è alle spalle, perché lo stesso Bassolino ha dettato una road map. L'opposizione di centrodestra talvolta appare ripetitiva, come arteriosclerotica. Adesso dobbiamo guardare avanti". Dunque, da cosa bisogna ripartire? "Certamente non dalle primarie per le Regionali. Parlarne oggi è prematuro. Nei comuni bisogna selezionare la nuova classe dirigente. E dopo verrà il resto, dalle alleanze alle elezioni regionali". Il Pd potrà continuare a muoversi da solo o bisognerà cercare nuove intese? L'Udc e De Mita sembrano tendere una mano. "Quando Ciriaco andò via disse che lo faceva contro il Pd. Il nostro risultato per questo è ancora più significativo. Verrà anche il tempo del dialogo". Qual è l'esigenza che il Pd non ha colto finora in Campania? "Non dobbiamo giocare in difesa, ma piuttosto rilanciare. Nessuna paura del federalismo, ma del divario infrastrutturale con il Nord da colmare. Anche le nostre piccole e medie imprese chiedono meno burocrazia e un fisco amico. Da noi basterebbe contrastare i falsi invalidi e già sarebbe tanto. Le dinamiche nella società sono cambiate. Altrimenti si finisce come la sinistra antagonista che si chiede perché oggi l'operaio, invece di votarla, ha sostenuto il Pdl". In una parola: rinnovamento. "Ma non nei termini di contrapposizione del tipo donna-uomo o giovane-vecchio. Bisogna aumentare le opportunità e ridurre i privilegi. Noi non siamo solo postdemocristiani e postcomunisti. Nel Pd ci sono dei filoni culturali tra i quali non vedo riconosciuto in maniera adeguata il solidarismo cattolico che pure ha fatto la storia d'Italia, dalla riforma agraria al piano casa di Fanfani". Anche i socialiasti si lamentano di una scarsa riconoscibilità nel Pd. "Il Pd è la loro casa naturale: vuol dire che c'è da rinnovare il protagonismo di tutti questi filoni culturali che sono storie, libri, ma anche facce nuove".

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CAPRI: INCHIESTA DELLA FINANZA. L'ACCUSA: RISCOSSI RIMBORSI PER ASSISTITI DECEDUTI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Capri: inchiesta della finanza. L'accusa: riscossi rimborsi per assistiti deceduti ANNA MARIA BONIELLO Capri. Denunciati per truffa continuata nei confronti del servizio sanitario nazionale cinque medici di base che prestano servizio sull'isola di Capri. I sanitari, secondo le indagini partite dal comando provinciale della guardia di finanza percepivano indebitamente l'indennità annua dall'Asl per alcuni loro assistiti che invece erano deceduti da diversi anni e non erano stati cancellati dagli elenchi degli aventi diritto. L'operazione è stata affidata poi ai militari della tenenza isolana: attraverso una capillare attività di controllo e un paziente lavorio di incrocio dei dati rinvenuti nei registri acquisiti, si è arrivati a confrontare l'esattezza del numero dei decessi dei pazienti che risultavano iscritti, con il volume economico delle indennità che venivano erogate ed incassate dai professionisti. Un lungo intervento di raccolta dati che ha portato infine gli uomini della finanza isolana a rilevare che negli elenchi degli assistiti attraverso il servizio sanitario nazionale risultavano ancora inserite persone che erano decedute da tempo, addirittura qualcuno da 11 anni. Sono risultate quindi ancora iscritte negli elenchi degli assistiti sequestrati in cinque studi di medici professionisti di Capri e Anacapri diciotto persone decedute, che per legge dovevano essere depennate dagli aventi diritto già il giorno successivo alla loro morte. Una circostanza questa che ha comportato a conclusione dell'inchiesta la denunzia a piede libero dei 5 medici che dovranno rispondere del reato di truffa continuata nei confronti dello Stato. Intanto dagli uffici dell'Asl il dottor Sergio Pucciarelli direttore del distretto sanitario di Capri e di Anacapri afferma che "il caso potrebbe risalire a una mancata comunicazione tra i vari uffici competenti anche visto l'esiguo numero di persone ancora iscritte negli elenchi di medici con studi diversi e dislocati nei due Comuni. Nessuno incorrerebbe in un reato così grave - prosegue il direttore sanitario - per poche decine di euro. Secondo me si tratta di assistiti che pur avendo la residenza a Capri non risiedono stabilmente sull'isola e quindi nessun ufficio ha comunicato la loro morte né al Comune di residenza, né all'Asl competente e gli uffici sanitari e comunali, di conseguenza, non hanno potuto comunicarlo ai loro medici di base". Un disguido dunque secondo il direttore Pucciarelli, un reato continuato invece secondo l'indagine delle fiamme gialle che già ieri hanno trasmesso il loro fascicolo alla Procura della Repubblica. La parola quindi passa al magistrato che dovrà stabilire se c'è stato dolo da parte dei medici oggi sotto accusa, oppure incuria da parte degli uffici pubblici a causa della burocrazia.

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Contravvenzione: due raccomandate dai (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Contravvenzione:due raccomandatedai vigiliHo ricevuto due raccomandate dai Vigili Urbani di Padova, la prima conteneva un verbale di contravvenzione, la seconda un foglio prestampato che mi avvisava sui termini di tempo utili per il pagamento della multa. Il tutto per la modica cifra di euro 14,50 per spese di invio. So per certo che fare un'unica spedizione sarebbe un gesto superiore alle loro facoltà organizzative e gestionali, ma resta comunque la sgradevole impressione del trattamento da cittadino-suddito.Maurizio ManaigoPadovaA chi sonoandati i bigliettiper Allevi?A proposito del Concerto di Giovanni Allevi del prossimo 13 maggio. Che i biglietti andassero a ruba si poteva immaginare, ma che il 7 aprile (primo giorno della prevendita) alle ore 8,20 in punto (ora di apertura dei terminali) si registrasse già il tutto esaurito, questo era un po' più difficile da immaginare. Alla luce dei fatti è evidente che la distribuzione dei biglietti per vie legali non c'è stata e allora è lecito chiedersi: quando, in quale modo, da chi e a chi sono stati distribuiti i biglietti? Domanda alla quale mi auguro che il direttore generale della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo (che la Provincia indica come responsabile) vorrà pubblicamente rispondere. E per concludere, la vicenda suscita una grande tristezza!Carla PetroneCostruirestrade,non alloggiPuò risultare dannoso ai padovani il progetto del vertice politico comunale di sinistra centro di far costruire 6-7 mila nuovi alloggi (cfr. la stampa locale, 11.04.2008). Nella sovrappopolata e superinquinata Padova esiste una grave carenza di legalità e serenità, e anche di strade, ciclabili e marciapiedi: deficit quantitativo e qualitativo; ristrettezza di carreggiate; insicurezza; usura del manto; buche, dislivelli e sconnessioni (che danno sobbalzi pericolosi, specie ai ciclisti); carente manutenzione e riparazione; conseguenti code, ingorghi e sinistri. L'antico asse stradale da Pontevigodarzere a Noventa attraverso Torre e Ponte di Brenta è costituito dalle vie Zanon, Fornaci, Ceramiche e Podestarile: larghe, in origine, solo 4 metri, com'è attestato anche dai tratti arginali Zanon e Fornaci. Queste e molte altre strade specie se percorse anche dagli autobus sono estremamente pericolose: inadatte e insufficienti per una circolazione ordinata e sicura. Per prevenire i crescenti incidenti e stragi stradali, si provveda, in guisa prioritaria e urgente, a incrementare, allargare e migliorare i percorsi ciclabili, pedonali e viari per adeguarli al vertiginoso aumento del traffico. Si eviti di danneggiare ulteriormente periferie e frazioni, scaricando sulle stesse nuovi distributori di carburanti, nonché costruzioni e costruzioni (per far crescere il gettito Ici), come pure traffico d'attraversamento. Si costruiscano passanti, anelli, circonvallazioni, tangenziali, superstrade, autostrade e ferrovie (pagando risarcimenti congrui e non irrisori), per sottrarre circolazione veicolare dalle aree abitate. Ciò risulta necessario, perché la popolazione è cresciuta, cresce e crescerà rapidamente (mentre è auspicabile la sua stabilizzazione): gli attuali 6,5 miliardi di terrestri potranno diventare 9 miliardi intorno al 2050, secondo le stime prevalenti (Airone, marzo 2008).Gianfranco NìbalePdl battutoper la sceltadei candidatiScrivo a proposito dei risultati elettorali: sono profondamente arrabbiato con i signori della Pdl a Padova e Veneto.Il commento non può che essere amaro:la dirigenza della PDL deve fare le valige! Avete preso una sonora batosta sigg. Galan, Ghedin, Destro, Casellati, Milananto, Zorzato, Saia, Ascierto & C: avete messo candidati che vivono di rendita (non solo politica...), non accettati dagli elettori che li hanno quindi "bocciati", non sanno nenache cosa significa lavorare sul territorio e/o conoscere i suoi problemi, col risultato che la LEGA ha fatto incetta dei voti di coloro che non si sono sentiti rappresentati dal Popolo delle Libertà a Padove e nel Veneto. Eppure di segnali che volevano candidati della società civile, che hanno fatto tante battaglie contro il fisco iniquo e la burocrazia asfissiante, contro il carovita, le tante ingiustizie quotidiane, il degrado, ecc. Ce ne sono stati tanti, ma lor signori hanno fatto i loro comodi. Bene adesso godetevela con la Lega e se va avanti così avrete altre gravi responsabilità di cui la storia ne terrà conto!C.V.I risultatidovuti alla leggeelettoraleLo stravolgimento dei pronostici e la loro incertezza, la meraviglia del successo della Lega, a mio giudizio, sono dovuti in gran parte alla legge elettorale con la quale siamo andati a votare. Il cittadino vuole poter scegliere la lista del partito, ma sopratutto il candidato dal quale vuole essere rappresentato. Se le liste non fossero state bloccate dalle organizzazioni centrali dei partiti ben altri risultati si sarebbero visti, molti degli eletti sarebbero rimasti a casa e sarebbero stati invece eletti quelli più graditi ed apprezzati dagli elettori: certi successi sarebbero stati ridimensionati e si avrebbe avuta un'immagine reale del territorio e delle sue preferenze elettorali.Giovanni Aliprandi.

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Non è solo la competitività a preoccupare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non è solo la competitività a preoccupare le oltre 13mila aziende manifatturiere padovane: per molte di loro uno dei problemi quotidiani è anche capire se stanno infrangendo la legge quando decidono il "destino" degli scarti dei cicli produttivi. Cascami di pelle, limature di metallo, ritagli di carta o plastica possono infatti essere considerati rifiuti da avviare al recupero o allo smaltimento, ma allo stesso tempo anche sottoprodotti o "materia prima secondaria", riutilizzabili dalla stessa azienda produttrice oppure ceduti ad altre imprese. Per ognuno dei due casi sono previste specifiche procedure burocratiche (e differenti costi di gestione) che, se non rispettate, possono tradursi in sanzioni anche pesanti, fino alla chiusura dell'azienda.A differenza di altri Paesi dell'Unione Europea, in Italia purtroppo non è chiara la normativa che stabilisce se i residui di produzione siano da considerarsi "rifiuti". Una diversa interpretazione delle norme vigenti, ovvero il Testo Unico Ambientale e il recentissimo decreto correttivo sul tema, può infatti essere all'origine di contestazioni da parte delle autorità preposte ai controlli ambientali, che potrebbero ravvisare il trattamento di sottoprodotti o materie prime secondarie come un tentativo di eludere la normativa sulla gestione dei rifiuti. Un'ambiguità interpretativa che rischia di avere pesanti conseguenze sulle aziende.Per fare chiarezza su questo tema, all'origine di preoccupazioni per le imprese manifatturiere, Confindustria Padova ha organizzato il convegno "Rifiuti, sottoprodotti e materie prime secondarie: ostacoli o opportunità per le aziende?" che si terrà lunedì 21 prossimo, alle 14, al Centro Conferenze della Camera di Commercio di piazza Zanellato. Il convegno, in collaborazione con il quindicinale "Ambiente & Sicurezza" de Il Sole 24 Ore, intende confrontare la legislazione comunitaria e nazionale in materia di rifiuti, attraverso gli interventi di Massimo Pavin vice presidente di Confindustria Padova con delega all'ambiente, Dario De Andrea coordinatore editoriale di "Ambiente & Sicurezza", gli avvocati Domenico Giuri e Federico Peres, Vartan Giacomelli pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Vicenza."E' fuori discussione che ogni abuso vada perseguito - sottolinea Massimo Pavin - tuttavia non si possono costringere gli imprenditori a vivere costantemente nel timore di un controllo che potrebbe determinare la chiusura dell'azienda solo per una differente interpretazione delle norme, e quindi senza che si sia causato il benché minimo impatto o danno all'ambiente. Purtroppo scontiamo ogni giorno una legislazione farraginosa e poco chiara, che espone gli imprenditori al rischio di operare, spesso inconsapevolmente, ai limiti della norma. Credo che anche questo sia uno degli esempi di quella burocrazia ostile all'impresa e ispirata a un pregiudizio di colpevolezza che pesa come una gogna sulle aziende".

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Energia rinnovabile, meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FriulAdria e Provincia insieme hanno organizzato un incontro per spiegare le possibilità delle fonti alternative Energia rinnovabile, meno burocrazia L'ufficio ambiente dell'ente ha illustrato il nuovo progetto che snellirà le autorizzazioni Il consumo di energia da fonti fossili (petrolio e carbone) è iniziato alla fine dell'800, ha avuto il suo apice negli ultimi decenni del '900 ed è destinato ad esaurirsi entro il secolo attuale. Partendo da questo dato oggettivo fornito dal professor Mauro Reini, docente di sistemi energetici all'Università degli studi di Trieste, il convegno sul tema "Energie rinnovabili ed ente pubblico", tenutosi nella sala consiliare della Provincia di Pordenone, ha cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni locali sulla necessità di investire maggiormente sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. L'incontro, organizzato dalla Provincia e da Banca Popolare FriulAdria, con il patrocinio del Consorzio Universitario di Pordenone, ha evidenziato come le politiche orientate al risparmio energetico e alla promozione delle fonti rinnovabili rappresentino un investimento strategico per il futuro. Ma quali sono queste fonti alternative? Niente di miracoloso: il sole, l'acqua, gli scarti della produzione agricola e industriale, fumi e vapori dispersi da altre produzioni energetiche. Insomma, tutto a portata di mano, a quanto pare, sempre che la società decida di fare un passo convinto in tale direzione.Peraltro, il Friuli Venezia Giulia è una delle poche regioni italiane ad aver predisposto un piano energetico territoriale. Anche gli incentivi economici non mancano, in particolare nel settore agricolo, grazie al Piano di sviluppo rurale 2008-2013. Se fino ad oggi la burocrazia ha rappresentato un problema a volte insormontabile, per il futuro le cose dovrebbero cambiare. Nel corso del convegno, infatti, è stata presentata in anteprima la nuova guida tecnico-amministrativa predisposta dall'Ufficio Ambiente della Provincia per garantire un percorso certo alle pratiche di autorizzazione legate agli investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto per quel riguarda gli impianti a biomasse. Così come strategica può rivelarsi la presenza di un partner finanziario che ha scelto di promuovere con decisione la cultura del risparmio energetico e del rispetto ambientale attraverso una linea di servizi ad hoc che, nell'occasione, sono stati illustrati da Giancarlo Barbesin di Banca Popolare FriulAdria. Nel corso dell'incontro sono stati anche rappresentati alcuni "buoni esempi" di passaggio dalla teoria alla pratica, come il caso dell'azienda Claber che ha riattivato una centrale idroelettrica dismessa (riadattandola anche a sito dimostratico multimediale) da cui oggi ricava il 25\% del proprio fabbisogno energetico; oppure il Comune di Pasiano, dove il nuovo teatro è stato dotato di pannelli fotovoltaici e, soprattutto, la sede del Consorzio Universitario di Pordenone, che ha inaugurato di recente un importante impianto fotovoltaico.

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<Una situazione devastante per gli studenti> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA LETTERA "Una situazione devastante per gli studenti" Siamo un gruppo di genitori di alunni iscritti alle due prime classi sperimentali del Liceo scientifico cittadino che desiderano portare all'attenzione pubblica la situazione di profondo disagio patita in classe dai nostri figli negli ultimi tre mesi del presente anno scolastico.La causa prima che ha generato questo disagio sono le gravi conseguenze prodotte sull'attività didattica di materie importanti, quali italiano, latino e storia, della personale situazione di malattia di uno dei professori delle materie letterarie che, assente dall'inizio delle lezioni fino a metà gennaio, è poi rientrato in classe alternando periodi di microassenze, di singoli o pochi giorni, a periodi di presenza ugualmente brevi.Questo comportamento, sempre legittimo ed accompagnato da certificazioni mediche, è risultato però devastante per l'attività didattica in quanto ha impedito per oltre un mese e mezzo lo svolgimento delle attività didattiche programmate e ha anche impedito la presenza continuativa di un supplente com'era accaduto nel primo periodo dell'anno, e, in seguito, fino alle festività pasquali.Constatando come, giorno dopo giorno, questo senso di precarietà didattica infondesse e legittimasse nei nostri figli il disinteresse e la mancata applicazione personale nelle materie di competenza del docente, invece dell'auspicabile senso di responsabilità e di impegno allo studio, molto preoccupati, ci siamo rivolti al Dirigente scolastico ed al CSA, l'ex-Provveditorato, chiedendo formalmente l'adozione di provvedimenti che ristabilissero la normalità didattica.Ad oggi ancora nessuna risposta.Possiamo solo amaramente constatare, oramai in dirittura finale per la conclusione dell'anno scolastico, che i tempi della burocrazia non tengono conto dei problemi reali di una cinquantina di alcuni che meriterebbero, invece, attenzione e soluzioni tempestive.Nel frattempo il professore è rientrato nelle classi e, dopo i clamori e le polemiche, nelle ultime tre settimane non si è più assentato. La forma, quindi, è salva. Quale attività stia svolgendo in classe non ci permettiamo di giudicarlo, riferiamo solo i fatti: nessuna prova scritta svolta, nessuna interrogazione orale. Sulle pagelline di mezzo quadrimestre inviate dalla Scuola alle famiglie per comunicare i giudizi formulati dai vari professori su profitto ed impegno nelle varie discipline, ma anche per indicare il numero delle lezioni svolte e le assenze degli alunni, nelle materie del Professore c'è il vuoto, il nulla, neppure il numero delle ore di lezione svolte, triste emblema di un anno sciupato ed indice di negligenza inaccettabile in qualunque istituzione pubblica.Che aggiungere ancora?Esprimiamo due desideri.Il primo, che tutto questo non divenga solo un altro anno archiviato della carriera del Professore.Il secondo, e saremo grati agli organi di stampa che vorranno dare eco a questa nostra lettera, che i futuri alunni della scuola in questione ed i loro genitori sappiano che si tratta di un annoso problema, che si ripresenterà probabilmente immutato ad altri nuovi studenti del liceo. Ad ogni anno al professore vengono infatti assegnate classi diverse e quindi la memoria storica si perde: gli ex alunni, si sa, dimenticano in fretta.

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VENEZIA, DA MAGGIO BIGLIETTO ELETTRONICO PER I VAPORETTI (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venezia VENEZIA, DA MAGGIO BIGLIETTO ELETTRONICO PER I VAPORETTI (AGI) - Venezia, 18 apr. - Dal prossimo maggio bastera' un 'bip' per salire a bordo dei vaporetti di Venezia. Il suono sara' emesso da una apparecchiatura elettronica all'imbarcadero, che leggera' il chip di imob.venezia, tessera elettronica che registra i pagamenti della bigliettazione da parte degli utenti e li scarichera' via via a seconda del mezzo e del tragitto. Insomma: non serviranno piu' documenti cartacei o obliterazioni magari approssimative, si contrastera' meglio l'abusivismo, ci sara' piu' rapidita' per gli utenti e meno burocrazia per l'azienda di trasporto Actv, unita alla perfetta conoscenza dei flussi di mobilita', con la possibilita' di attivare tutte le iniziative per farvi fronte. Il sistema verra' attivato dall'1 luglio anche su tutta la rete degli autobus. Il nuovo sistema, all'avanguardia in Europa, e' il primo 'contactless' in Italia (non occorre fare nulla, basta avere la tessera con se', in tasca), e' il frutto della collaborazione tra Actv e Regione del Veneto, che ha finanziato meta' dell'iniziativa. 'E' una prima sperimentazione verso la bigliettazione integrata a livello regionale', ha sottolineato l'assessore alle politiche della mobilita' della Regione Veneto Renato Chisso, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione della nuova card. Ma imob.venezia, come hanno rilevato tra gli altri il presidente di Actv Marcello Panettoni, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari e il presidente della Provincia Davide Zoggia, apre la strada anche ad un sistema elettronico di accesso ad una numerosa serie di servizi, che potranno in prospettiva andare oltre a quelli della mobilita', dei trasporti e dei parcheggi. L'ipotesi di Cacciari e' di arrivare ad una 'Venice Card' anche per alberghi, ristoranti, musei, ecc., capace di disegnare i reali flussi turistici per poterli governare. 'Quella della bigliettazione elettronica ' ha spiegato dal canto suo Chisso ' e' una sfida che abbiamo accettato positivamente ancora nel 2004, mettendo a disposizione 14 milioni di euro per attivita' di sperimentazione nel trasporto locale. L'esperienza veneziana e' la prima e ci consentira' di arrivare alla bigliettazione unica regionale, ovvero ad un sistema con il quale i cittadini potranno su qualsiasi tratta prendere qualunque mezzo di trasporto pubblico, dall'autobus, al treno al vaporetto, senza dover di volta in volta cambiare titoli di viaggio'. (AGI).

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Montezemolo: "Non c'e alternativa ad una grande, radicale, stagione di riforme" (sezione: Burocrazia)

( da "Rai News 24" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Torino | 18 aprile 2008 Montezemolo: "Non c'e alternativa ad una grande, radicale, stagione di riforme" Luca Cordero di Montezemolo "Non c'e alternativa ad una grande, decisa , radicale, stagione di riforme". E' il leader di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, a ribadire cosi, dal palco del convegno di Torino, la necessita' di mettere mano a riforme "profonde e ineludibili" con cui affrontare le tre grandi emergenze che si pongono al paese, quella economica, sociale e istituzionale. Deficit noti da anni: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da una inadeguata politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno. Non solo. E' mancato anche, per Montezemolo, un deciso programma di liberalizzazione e di privatizzazioni oltre ad una riforma istituzionale con cui alleggerire la macchina dello Stato. Un vero e proprio "pit stop". Per questo serve "una grande operazione verita" perche' esaurita la fase della campagna elettorale "abbiamo il dovere civile di guardare fino in fondi lo stato generale, non solo economico del nostro paese". Uno stato in cui convivono eccellenze ma anche dove "i partiti nominano chirurgi e primari". "Una cosa molto triste", commenta ancora Montezemolo che punta il dito contro l'assuefazione in cui e' caduta la politica. "E' grave - prosegue- che la politica consideri questa cattiva pratica assolutamente normale e non faccia nulla per cambiarla. Anzi, le scorribande del pubblico nelle piu' diverse attivita' stanno aumentando, soprattutto a livello locale, a spese dei cittadini e delle imprese". "Il risultato delle elezioni conferma quanto andiamo dicendo da tempo: i lavoratori non si sentono piu' rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto piu' vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti". Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nell'intervento al lingotto di Torino.

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ECONOMIA: MONTEZEMOLO, NON C'E' ALTERNATIVA A STAGIONE RIFORME (sezione: Burocrazia)

( da "Caltanet" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

> NEWS--> Torino, 18 apr. (Adnkronos)- "Non c'e alternativa ad una grande, decisa , radicale, stagione di riforme". E' il leader di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, a ribadire cosi, dal palco del convegno di Torino, la necessita' di mettere mano a riforme "profonde e ineludibili" con cui affrontare le tre grandi emergenze che si pongono al paese, quella economica, sociale e istituzionale. Deficit noti da anni: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle tasse sul lavoro agli investimenti, da una inadeguata politica energetica agli inaccettabili ritardi del Mezzogiorno.

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LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'autore LAVORATORI IN CERCA DI RISPETTO DI DANIELE SEGRE Il progetto è nato nell'autunno di due anni fa. In realtà, era da molto tempo che volevo dar vita a un documentario sugli incidenti nel mondo del lavoro. Come in precedenza, anche questa volta la mia idea è stata bocciata da eventuali produttori e dalla Rai, con cui ho provato in tutti i modi di attivare un rapporto. Questi ennesimi rifiuti mi hanno dato un'ulteriore determinazione e ho deciso che il film, dato il suo senso di esistere, andava realizzato: in un Paese che si definisce civile non si può non affrontare un problema come questo, la morte sul luogo di lavoro. Non avrei ovviamente voluto fare un film del genere, calarmi come ho fatto nel dolore. Io denuncio la spettacolarizzazione che il dolore sta subendo in questa nostra epoca: la messa in scena della sofferenza attraverso le fiction e soprattutto i talk show rappresentano l'identità spappolata di questo nostro tempo. Preciso che "Morire di lavoro" è un film per tutti, non ha una valenza politica, spero vada al di là delle appartenenze; non c'è nulla di ideologico nel mio lavoro, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime. La realtà evidente è che c'è molta solitudine in questi lavoratori - nel mio documentario mi sono soffermato sul mondo dell'edilizia- , in quanto non sono direttamente tutelati dalla legge e persino i familiari, dopo il dramma, non vengono assistiti dalla nostra burocrazia. Si è superato ormai da tempo il confine della decenza. il mio lavoro interpreta questo disagio. Mi auguro che il nuovo governo metta in primo piano la questione del lavoro.

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